{"id":2416,"date":"2023-09-17T16:42:47","date_gmt":"2023-09-17T14:42:47","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2416"},"modified":"2023-10-21T01:44:10","modified_gmt":"2023-10-20T23:44:10","slug":"antimeridiana-di-venerdi-19-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2416","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2416\" class=\"elementor elementor-2416\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ae4b51d elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ae4b51d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-23cb648\" data-id=\"23cb648\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b970286 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"b970286\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471219_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-78e9f5c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"78e9f5c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXL.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei Deputati. (48).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Scoccimarro, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Mattarella<\/p><p>Fuschini, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Camangi<\/p><p>Candela<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Nobile<\/p><p>Grilli, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sul risultato della votazione:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Candela<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Covelli<\/p><p>Perrone Capano<\/p><p>Coccia<\/p><p>Nobile<\/p><p>Corbino<\/p><p>Scoccimarro, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Taviani<\/p><p>Presidente<\/p><p>Minio<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>De Michelis<\/p><p>Tumminelli<\/p><p>Tonello<\/p><p>Candela<\/p><p>Giannini<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Ricordo che nella seduta antimeridiana di ieri si doveva stabilire se la precedenza nella votazione spettasse all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Martino Gaetano \u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio della lista unica nazionale\u00bb o a quello dell\u2019onorevole Uberti \u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>Chiedo alla Commissione di pronunziarsi in merito.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Ritengo opportuno chiarire i concetti in base ai quali ieri l\u2019Assemblea era chiamata a votare a proposito del collegio unico nazionale.<\/p><p>Io desidero dire brevemente all\u2019Assemblea come ha proceduto la Commissione su questo problema, perch\u00e9 pare a me che lo stesso sistema si pu\u00f2 adottare in Assemblea e arrivare ad una decisione, senza creare quelle confusioni o quegli equivoci che portarono alla situazione determinatasi nella passata seduta.<\/p><p>La Commissione \u00e8 partita dal principio che il sistema elettorale \u00e8 il sistema proporzionale (io non riapro la discussione di principio, la ricordo solo perch\u00e9 siano chiare le cose che dir\u00f2 poi) nel quale oltre alla valutazione personale del candidato, si attribuisce particolare valore al programma, alla corrente ideologica che il candidato rappresenta.<\/p><p>D\u2019altra parte, le masse elettorali sono oggi talmente accresciute, a non consentire pi\u00f9 un rapporto diretto fra candidato ed elettore come poteva avvenire in altri tempi: quando appaiono sulla scena politica decine e decine di milioni di elettori, e il sistema di elezioni d\u00e0 particolare valore al programma che il candidato rappresenta, allora assumono particolare valore i partiti e la funzione dei partiti.<\/p><p>Partendo da queste considerazioni, la maggioranza della Commissione ha adottato il sistema proporzionale e, nell\u2019applicazione pratica di questo sistema, ha riconosciuto ai partiti una particolare funzione. La Commissione, dopo aver affermato il principio generale del sistema proporzionale e del collegio unico nazionale, ha modificato la legge precedente, nel senso di ridurre il numero dei deputati che verrebbero eletti in lista nazionale dal numero di 80 (come fu per il 2 giugno), al numero di 39 o 40.<\/p><p>NASI. Cinquanta!<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Cinquanta! Comunque, c\u2019\u00e8 una riduzione rispetto al sistema adottato il 2 giugno. Questo \u00e8 stato fatto per lasciare ai partiti la possibilit\u00e0 di designare un piccolo numero di deputati fra gli eletti, che il partito ritiene possano portare un utile contributo al lavoro dell\u2019Assemblea, mentre, per particolari condizioni, possono non aver raggiunto il quoziente per essere eletti. Da ci\u00f2 il sistema, che la maggioranza della Commissione ha approvato, di utilizzazione dei resti su scala nazionale e per essi del collegio unico nazionale e della lista nazionale. Per eliminare gli equivoci sorti nell\u2019ultima seduta si pu\u00f2 convenire che il voto sul concetto di collegio unico nazionale significa che tutti i resti delle circoscrizioni elettorali si sommano in un unico resto nazionale e su questa base si determina un quoziente nazionale unico. Rimane impregiudicato il problema della lista. Bisogna votare sul primo punto, perch\u00e9 vi sono altre proposte che ammettono la somma nazionale dei resti, ma considerano la determinazione del quoziente differenziato, circoscrizione per circoscrizione. Quando abbiamo votato su questo primo punto, bisogna poi fare una seconda votazione per decidere se il quoziente nazionale si applica ad una lista nazionale oppure lo si applica col sistema suggerito dall\u2019onorevole Grilli, cio\u00e8 circoscrizione per circoscrizione, ai candidati che si sono di pi\u00f9 avvicinati al quoziente.<\/p><p>Ora, perch\u00e9 nella passata seduta \u00e8 avvenuta della confusione? Perch\u00e9 alcuni colleghi concepivano il collegio unico nazionale come somma di resti, quoziente nazionale e lista nazionale; altri invece concepivano il collegio unico nazionale soltanto come resto nazionale e quoziente nazionale, lasciando impregiudicato il problema della lista. Ora, si pu\u00f2 adottare l\u2019una o l\u2019altra concezione, ma si deve sapere con precisione il senso della formula che si vota.<\/p><p>Data la molteplicit\u00e0 di proposte sul modo di utilizzare i resti, a nome della Commissione io propongo che l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Martino venga interpretato nel senso che il collegio unico nazionale significa somma nazionale di tutti i resti circoscrizionali e determinazione di un quoziente nazionale unico, lasciando impregiudicato il problema della lista. Se questa interpretazione ha la maggioranza, passeremo a votare poi sul secondo problema. Perch\u00e9 \u00e8 necessario fare questo? Perch\u00e9 vi sono proposte che ammettono, come ho gi\u00e0 detto, la somma dei resti, ma non il quoziente nazionale unico per la utilizzazione dei resti. Ed allora, risolviamo prima questo problema, poi risolveremo quello della lista e cos\u00ec arriveremo alla conclusione.<\/p><p>Chiarito a questo modo il problema, a me pare che non vi dovrebbe essere pi\u00f9 possibilit\u00e0 di confusione e potremmo rapidamente venire ai voti.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che eravamo giunti a tal punto per cui dare ancora la parola significherebbe riaprire la discussione. In realt\u00e0, stamani si doveva passare, puramente e semplicemente alla votazione. \u00c8 pacifico che la Commissione ed il Ministro possono sempre parlare, ma non \u00e8 pi\u00f9 il caso di riaprire adesso una discussione da parte dei deputati dell\u2019Assemblea. Ad ogni modo do facolt\u00e0 di parlare all\u2019onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Non ho l\u2019intenzione di riaprire la discussione. Io sono presentatore dell\u2019ordine del giorno al quale ha proposto test\u00e9 il Relatore della Commissione di dare una determinata interpretazione. Bisogna che io accetti questo pensiero e questa interpretazione della Commissione perch\u00e9 si possa votare sul mio ordine del giorno nel senso proposto dall\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>Ieri, che cosa \u00e8 avvenuto? \u00c8 avvenuto che io ho presentato un ordine del giorno cos\u00ec formulato: \u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb. Intendevo con questo respingere il principio della lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti. Difatti, appena fui invitato da qualche collega a modificare in tal senso il mio ordine del giorno, io immediatamente aderii.<\/p><p>Il mio ordine del giorno avrebbe dovuto essere messo in votazione, senonch\u00e9 l\u2019onorevole Uberti che aveva parlato contro di esso, dichiar\u00f2 di far proprio il mio testo originario. L\u2019Assemblea non ebbe modo di ascoltare gli argomenti con i quali l\u2019onorevole Uberti avrebbe sostenuto l\u2019ordine del giorno che pochi istanti prima aveva combattuto; ma era evidente che, in sostanza, si voleva contrapporre alla lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti, il collegio unico nazionale.<\/p><p>Ora io non posso condividere l\u2019interpretazione che vorrebbe dare a questa espressione \u00abcollegio unico nazionale\u00bb l\u2019onorevole Scoccimarro. Qui bisogna anzitutto intendersi sul significato delle parole. Cos\u2019\u00e8 un collegio elettorale? \u00c8 una circoscrizione territoriale dove avviene la presentazione di candidature e la scelta tra i candidati da parte del corpo elettorale. Trattandosi di scrutinio di lista, deve avvenire la presentazione di una lista di candidati. Non pu\u00f2 esistere un \u00abcollegio unico nazionale\u00bb se non esiste la presentazione di una lista di candidati, cos\u00ec come la presentazione di una lista di candidati implica necessariamente l\u2019esistenza di un collegio elettorale.<\/p><p>Questo \u00e8 il punto che bisogna tener ben chiaro: non c\u2019\u00e8 contrapposizione tra collegio unico nazionale e lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti, ma si tratta, al contrario, della medesima cosa.<\/p><p>Qualora noi respingessimo il principio del collegio unico nazionale, automaticamente respingeremmo il principio della presentazione di una lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti; e qualora noi respingessimo il principio della presentazione di una lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti, automaticamente respingeremmo il principio della creazione di un collegio unico nazionale.<\/p><p>Il problema che ora pone l\u2019onorevole Scoccimarro \u00e8 di altra natura; ma su questo punto credo non ci siano contrasti. Io dichiaro, a nome dei deputati liberali, che noi siamo tutti favorevoli all\u2019utilizzazione dei resti. L\u2019utilizzazione dei resti pu\u00f2 avvenire o con l\u2019istituzione di un particolare collegio e quindi mediante la presentazione di una particolare lista, che pu\u00f2 essere nazionale o regionale o pluricircoscrizionale, ovvero senza la presentazione di una lista e quindi senza l\u2019esistenza di un particolare collegio a questo scopo specificamente destinato. La proposta Grilli, appunto, prevede la utilizzazione dei resti senza creazione di appositi collegi, cio\u00e8 senza presentazione di apposite liste. Il dire quindi che siamo contrari alla lista nazionale, o che siamo contrari al collegio unico nazionale, non significa affatto dire che noi siamo contrari all\u2019utilizzazione dei resti. Significa dire che noi siamo contrari all\u2019utilizzazione dei resti in quella forma particolare, cio\u00e8 mediante la creazione di un apposito collegio e la presentazione di un\u2019apposita lista.<\/p><p>Io, dunque, vorrei \u2013 per maggiore chiarezza \u2013 modificare in questo senso, ancora una volta, il mio ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale con la relativa lista per l\u2019utilizzazione dei resti\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Presidente di voler mettere in votazione questo ordine del giorno.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Circa la questione formale, concordo pienamente col Relatore e non ho compreso, mi dispiace, il ragionamento dell\u2019onorevole Martino.<\/p><p>Secondo me, la questione fondamentale da risolvere \u00e8 la possibilit\u00e0 dell\u2019utilizzazione dei resti circoscrizionali in sede nazionale. Se noi accettiamo questo principio, si apre la discussione sul modo di utilizzare questi resti; se noi respingiamo questo principio, la questione \u00e8 definitivamente superata e si tratter\u00e0 di utilizzare i resti in sede circoscrizionale.<\/p><p>Quindi, dal punto di vista logico, a mio avviso, mi pare abbiano ragione l\u2019onorevole Uberti e l\u2019onorevole Corbino, che sollev\u00f2 precedentemente la questione, quando sostengono che l\u2019Assemblea debba decidere in primo luogo il principio se s\u2019intendono utilizzare i resti delle circoscrizioni locali sul piano nazionale. Perch\u00e9, ripeto, risolto questo punto in un senso, la questione sarebbe esaurita totalmente se l\u2019Assemblea respinge il principio dell\u2019utilizzazione dei resti sul piano nazionale. L\u2019interpretazione che dall\u2019onorevole Martino \u00e8 stata data, nel senso che, per lui, respingendo la lista nazionale, si viene nel tempo stesso a respingere il principio del collegio unico, noi potremmo accettarla, ma solo se non esistesse, come esiste, davanti all\u2019Assemblea una proposta concreta che, mentre non esclude la possibilit\u00e0 dell\u2019utilizzazione dei resti sul piano nazionale, per contro esclude la lista nazionale.<\/p><p>E allora mi pare che, secondo la logica, si dovrebbe votare nel seguente ordine: primo, se l\u2019Assemblea \u00e8 d\u2019accordo o non \u00e8 d\u2019accordo sul principio di utilizzare i resti delle singole circoscrizioni sul piano nazionale; secondo, in conseguenza della decisione che si sar\u00e0 avuta su questo primo punto, esaminare se si debbano considerare questi resti in sede unica nazionale o in sede circoscrizionale.<\/p><p>Mi pare quindi che, in omaggio alla logica, si debba porre a base della nostra votazione la proposta originaria dell\u2019onorevole Martino.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Vorrei sapere cosa precisamente si intenda per utilizzazione dei resti in campo nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Martino, lo si \u00e8 gi\u00e0 detto tante volte. Vuol dire che i resti che rimangono dopo l\u2019assegnazione dei seggi nei vari collegi, non cadono nel nulla, ma vengono invece utilizzati.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Mi permetta, onorevole Presidente, ma questo allora \u00e8 un ammasso di resti, \u00e8 un unico coacervo: non \u00e8 l\u2019utilizzazione dei resti in campo nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Martino, la prego: non solleviamo questioni che non esistono. Anche l\u2019onorevole Scelba si \u00e8 spiegato chiaramente. Nella proposta dell\u2019onorevole Grilli \u00e8 detto molto chiaramente che, salvo a vedere il modo con cui avverr\u00e0 la redistribuzione, vi sia l\u2019utilizzazione dei resti su scala nazionale, vista cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di trasferire dall\u2019una parte all\u2019altra del territorio nazionale, a seconda del modo che si stabilir\u00e0, la validit\u00e0 dei resti.<\/p><p>\u00c8 pertanto evidente che, se si vuole escludere che i resti di una circoscrizione possano essere utilizzati in un\u2019altra circoscrizione, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una loro utilizzazione, dato che nella circoscrizione di origine non possono essere utilizzati. Mi pare una cosa tanto semplice!<\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. Io trovo logico, onorevole Presidente, e credo sia stato ammesso da tutti, il principio dell\u2019utilizzazione dei resti Bisogna quindi, secondo me, procedere alla votazione nel senso di vedere innanzitutto se noi intendiamo utilizzare questi resti regionalmente o sul piano nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Presenti un ordine del giorno, onorevole Morelli, in questa forma molto elementare: \u00abL\u2019Assemblea ritiene (o non ritiene) che si debba procedere all\u2019utilizzazione dei resti su scala nazionale\u00bb. E voteremo su questo senza testa continuare a parlare di liste e di collegio, se queste due parole creano confusione.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. Io pongo al Presidente alla Commissione e al Ministro una semplice domanda: quelli che come me \u2013 e siamo in molti \u2013 intendono col loro voto dire soltanto una cosa, senza pregiudicare poi l\u2019utilizzazione dei resti in sede nazionale, regionale o circoscrizionale, cio\u00e8 vogliono dire soltanto che non vogliono la lista formata dalle direzioni dei partiti a Roma, come devono votare? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa \u00e8 la domanda che io pongo, perch\u00e9 il problema che \u00e8 sorto ieri \u00e8 questo. \u00c8 la rivolta delle fanterie. Io, a nome delle fanterie, di cui sono rappresentante non soltanto in quest\u2019Aula, ma anche fuori di essa, chiedo come devo fare per affermare col mio voto la mia volont\u00e0 che vengano alla Camera i deputati eletti dagli elettori e non quelli eletti dalle direzioni dei partiti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Non complichiamo le questioni, onorevoli colleghi.<\/p><p>Onorevole Gullo Rocco, ciascuno di noi ha dei problemi di coscienza, e deve cercare di risolverli per proprio conto. Quindi formuli lei, che ne sente uno, nel modo che ritiene pi\u00f9 opportuno la proposta; ma non si attenda che altri venga incontro ad una sua attesa. Oppure, se non crede di formulare nulla, valuti le proposte degli altri e voti secondo il suo giudizio su queste proposte.<\/p><p>GULLO ROCCO. La mia proposta credo di averla presentata attraverso l\u2019ordine del giorno Martino, che intendeva esprimere molto chiaramente \u2013 secondo le parole dello stesso presentatore \u2013 questo concetto: siamo contro la lista nazionale, senza pregiudicare l\u2019utilizzazione dei resti in un qualsiasi modo. Con questo significato io do il voto all\u2019ordine del giorno Martino.<\/p><p>Ma non si dica che, votando l\u2019ordine del giorno Martino, si pregiudica l\u2019utilizzazione dei resti. Per conto mio, l\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Martino significa che noi intendiamo escludere solo la lista nazionale, salvo poi a stabilire il metodo di utilizzazione dei resti, in sede nazionale, regionale, col metodo D\u2019Hondt, o in qualsiasi altro modo.<\/p><p>Noi intendiamo, attraverso l\u2019ordine del giorno Martino \u2013 che aveva questo significato preciso di cui ha dato ora la conferma il suo presentatore \u2013 votare contro la lista nazionale compilata dai partiti.<\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. Vorrei solo fare questo rilievo: quale necessit\u00e0 ed opportunit\u00e0 vi \u00e8 di presentare degli ordini del giorno, quando si potrebbero presentare degli emendamenti alla legge, i quali non postulino la necessit\u00e0 di una interpretazione.<\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. Questo problema del metodo di discussione, ossia dell\u2019esame degli emendamenti o degli ordini del giorno e quindi del principio, \u00e8 stato gi\u00e0 risoluto. Ora, bisogna cercare di evitare equivoci.<\/p><p>Siccome vi sono vari metodi di utilizzazione dei resti, consacrati in altrettanti ordini del giorno, io prego il Presidente di porre in votazione in ordine logico questi ordini del giorno. Siccome ce n\u2019\u00e8 uno che va votato prima di tutti gli altri, quello che tende a realizzare l\u2019utilizzazione locale e risponde alla legge naturale delle elezioni, facendo in modo che ogni elettore possa eleggere il suo deputato, si metta in votazione prima questo e poi ogni altro.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei parla di ordini del giorno che non esistono. Ne abbiamo due di ordini del giorno, che, sino a pochi minuti fa si distinguevano soltanto per una parola; da alcuni minuti, in seguito alla nuova formulazione data dell\u2019onorevole Martino, si distinguono maggiormente. Sono due ordini del giorno sul cui significato, mi permettano, in fondo non riescono neppure a mettersi da accordo coloro stessi che insieme li hanno formulati o firmati.<\/p><p>Riprendendo quello che dicevo poco fa: se si vuole scendere sino al principio pi\u00f9 elementare, occorre che qualcuno proponga un ordine del giorno in cui si dica soltanto questo: 1\u00b0) se si intende di utilizzare i resti; 2\u00b0) se si intende di utilizzarli su scala nazionale 3\u00b0) il modo come l\u2019utilizzazione deve avvenire.<\/p><p>Ma non usiamo parole che o vogliono dire troppe cose o non dicono nulla.<\/p><p>Prego dunque di formulare gli ordini del giorno tenendo conto di queste osservazioni logiche.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Credo che si potrebbe risolvere la questione aggiungendo al mio ordine del giorno le parole: \u00absenza pregiudizio per la utilizzazione dei resti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma questa sua proposta implicherebbe la risoluzione di parecchie questioni con una sola votazione; bisogna invece, procedere gradatamente.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Visto che invece di chiarire si rischia di fare nuove confusioni, la Commissione propone che si voti sull\u2019ordine del giorno Martino, ritenendosi implicito che quell\u2019ordine del giorno significa utilizzazione dei resti sul piano nazionale. Per conseguenza, chi vota contro quell\u2019ordine del giorno vota contro la lista nazionale, e chi vota a favore vota per la lista nazionale.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Io vorrei chiarire, se permettono gli onorevoli colleghi, una cosa molto semplice, cio\u00e8, quando si dice \u00abcollegio unico nazionale\u00bb ci\u00f2 vuol dire che al collegio unico nazionale si attribuisce una lista di carattere nazionale. Non ci pu\u00f2 essere equivoco su questo.<\/p><p>La posizione dei diversi progetti degli onorevoli Grilli, Marinaro ed altri porta a questo rilievo, che con tali progetti si vuole fare il computo dei voti in sede nazionale, ma poi si intende fare l\u2019assegnazione dei seggi in sede circoscrizionale.<\/p><p>Noi diciamo che al collegio unico nazionale deve corrispondere la lista nazionale, e che non si pu\u00f2 ritornare alle liste circoscrizionali essendo i collegi incomparabili fra loro. Ho detto anche in Commissione che se si vuole che tutti i seggi rimangano alla circoscrizione bisogna seguire un altro sistema che non \u00e8 quello della utilizzazione dei resti.<\/p><p>Se si vogliono coprire tutti i seggi di un collegio, il metodo D\u2019Hondt \u00e8 il pi\u00f9 idoneo.<\/p><p>Mi pare che ci\u00f2 sia molto chiaro e preciso. Ritengo che i sistemi ibridi, come quello dell\u2019onorevole Grilli, siano quelli che hanno creato confusione&#8230; (<em>Interruzione del deputato Grilli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lo dico obiettivamente. (<em>Interruzione del deputato Bellusci<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Bellusci, stia bene attento che non c\u2019\u00e8 nessuna ragione di fare obiezioni. Io intendo chiarire appunto all\u2019Assemblea la posizione dei vari sistemi perch\u00e9 tutto sia chiaro. Quando si vogliono coprire tutti i seggi attribuiti ad una circoscrizione si sceglie per coerenza il sistema D\u2019Hondt; quando invece si vogliono utilizzare i resti non vi \u00e8, a mio avviso, altro sistema elastico che quello indicato nella legge 1946, che si presta a correzioni ampie mediante la maggiorazione di pi\u00f9 uno, pi\u00f9 due, ecc., del numero dei seggi.<\/p><p>Non vi \u00e8 altro sistema in questo momento. Esso ha fatto la sua prova e non ha fatto nascere inconvenienti. I sistemi elettorali non si improvvisano; si crede di migliorarli con un emendamento. Ma se si studia attentamente ogni emendamento ci si accorge, in ultima analisi, che si rischia di realizzare un peggioramento. Ho esposto nella mia relazione gli inconvenienti che potranno creare i progetti Grilli e Marinaro, e perci\u00f2 insisto perch\u00e9 si metta in votazione il collegio unico nazionale che importa la lista nazionale. Coloro che non lo vogliono e sono contrari alla lista nazionale voteranno contro.<\/p><p>PRESIDENTE. Fra gli ordini del giorno che in questo momento sono pervenuti, il pi\u00f9 complesso resta sempre quello formulato dall\u2019onorevole Martino Gaetano. Tutta la Commissione, per bocca del suo Presidente e del Relatore, ha dichiarato che preferirebbe che si votasse appunto sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Martino, che dir\u00f2 di prima formazione, restando bene inteso che parlando di \u00abcollegio\u00bb si parla implicitamente di lista e che non vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di differenziare a questo proposito.<\/p><p>Gli ordini del giorno presentati sono i seguenti:<\/p><p>\u00ab1\u00b0) L\u2019Assemblea ritiene che i resti elettorali debbano essere utilizzati; 2\u00b0) che i resti debbano essere utilizzati su scala nazionale; 3\u00b0) che i resti debbano essere utilizzati con lista nazionale\u00bb.<\/p><p>Nobile.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea respinge il sistema della lista nazionale lasciando impregiudicata la questione della utilizzazione dei resti\u00bb.<\/p><p>Treves, Gullo Rocco.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il metodo di utilizzazione dei resti nella forma prevista dall\u2019articolo 15 della legge\u00bb<\/p><p>Corbino, Bellusci.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente delibera che siano utilizzati i resti in sede nazionale\u00bb.<\/p><p>Mono, Uberti.<\/p><p>Ora, mi pare che, salvo la forma positiva o negativa, gli ordini del giorno Martino, Moro e Treves, siano analoghi, perch\u00e9 essi propongono all\u2019Assemblea o di accettare o di respingere l\u2019utilizzazione dei resti su scala nazionale.<\/p><p>Chiedo alla Commissione se crede che sia sempre opportuno che la votazione avvenga, comunque, sopra la formulazione iniziale dell\u2019onorevole Martino Gaetano, sottolineando ancora una volta che la discussione diretta a far apparire una diversit\u00e0 di concetto a seconda dell\u2019uso della parola \u00ablista\u00bb o \u00abcollegio\u00bb, a giudizio della Commissione, e dopo i chiarimenti di stamane, non ha ragione di esistere.<\/p><p>L\u2019onorevole Scoccimarro ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO. <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione accetta che sia posto in votazione l\u2019ordine del giorno Martino.<\/p><p>PRESIDENTE. Con questa intesa naturalmente che la distinzione relativa alle due parole \u00ablista\u00bb e \u00abcollegio\u00bb non ha valore. Nel caso che l\u2019ordine del giorno Martino Gaetano sia respinto, resta acquisito che l\u2019Assemblea accetta il principio dell\u2019utilizzazione dei resti con un collegio unico nazionale.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Ritiro il mio ordine del giorno, in quanto il significato che gli attribuisco non \u00e8 questo.<\/p><p>CAMANGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAMANGI. La questione mi pare che sia ben chiara. Qui siamo di opinioni divergenti circa il modo di utilizzazione dei resti dal punto di vista territoriale, ma mi pare che siamo quasi tutti d\u2019accordo sulla questione delle liste non circoscrizionali. Mi sembra che la prima cosa da decidere sia questa e io avrei formulato in proposito quest\u2019ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma il principio che l\u2019utilizzazione dei resti debba essere fatta escludendo, comunque, la presentazione di liste diverse da quelle circoscrizionali\u00bb.<\/p><p>Che poi i resti debbano \u2013 utilizzarsi dal punto di vista territoriale col sistema strettamente locale o nazionale, in un modo piuttosto che in un altro, questo risulter\u00e0 dalla votazione degli emendamenti, perch\u00e9 abbiamo emendamenti che appunto si riferiscono a questi vari sistemi. L\u2019importante \u00e8 stabilire questo principio pregiudiziale che non vi debbano essere liste diverse da quelle circoscrizionali.<\/p><p>CANDELA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANDELA. Mi associo all\u2019ordine del giorno Gullo Rocco.<\/p><p>COVELLI. Non \u00e8 serio!<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stato presentato un ordine del giorno dagli onorevoli Morelli Renato, Villabruna, Bellusci ed altri, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, ritenuto che ogni deputato debba risultare eletto dai suoi naturali elettori, delibera che tutti i seggi vengano assegnati alle circoscrizioni rispettive, in tal modo soltanto utilizzandosi i resti\u00bb.<\/p><p>Il seguente altro \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Basile:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea afferma che per l\u2019utilizzazione dei resti, si attribuiranno i seggi rimasti alle liste circoscrizionali che hanno ottenuto i resti pi\u00f9 alti e, nell\u2019interno della lista, ai candidati che otterranno il maggior numero di voti di preferenza\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Scotti e Caroleo hanno presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che la utilizzazione dei resti debba essere fatta sul piano nazionale\u00bb.<\/p><p>Il seguente \u00e8 dell\u2019onorevole Molinelli:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente accetta il principio della lista unica nazionale\u00bb.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Io vorrei proporre, per semplificare la discussione e la votazione, di prendere anzitutto in considerazione l\u2019emendamento soppressivo del terzo comma dell\u2019articolo 3 proposto dalla minoranza della Commissione; superandosi, cos\u00ec, tutte le disquisizioni e le sfumature, che ci sono da un ordine del giorno all\u2019altro. Se la maggioranza voter\u00e0 a favore della soppressione, evidentemente sar\u00e0 superata la questione del Collegio unico nazionale. Mi pare che questa sia la procedura pi\u00f9 semplice ed elementare.<\/p><p>Giacch\u00e9 parlo, se l\u2019onorevole Presidente me lo consente, vorrei rilevare che c\u2019\u00e8 qualche equivoco sulla valutazione del Collegio nazionale, della lista nazionale, degli interventi delle direzioni dei partiti e di tutto quel che segue, e di cui si \u00e8 parlato.<\/p><p>Questo deriva dal fatto che noi tutti, nessuno escluso, siamo impegnati a formulare la legge elettorale, che riguarda ciascuno di noi, nessuno escluso. Questo \u00e8 un difetto, a mio avviso, del sistema democratico. Speriamo che in avvenire, forse molto lontano, si possa correggere questo difetto, nel senso che la legge elettorale di un corpo rappresentativo del Paese sia sottratta nella sua formulazione allo stesso corpo rappresentativo, che ne deve usufruire.<\/p><p>Detto questo, a me sembrano veramente eccessivi gli appunti, le preoccupazioni, le svalutazioni portate contro il Collegio nazionale. Ma, comunque, bisogna decidersi e scegliere tra le due posizioni, di quelli che ritengono di potere utilizzare i resti in sede nazionale (cos\u00ec come io ritengo, per il fatto che io, come ho avuto occasione altra volta di esprimere in questa Assemblea, considero la proporzionale come un perfezionamento della funzionalit\u00e0 del sistema democratico rappresentativo e considero la utilizzazione dei resti in sede nazionale come un perfezionamento della proporzionale), di quelli che la pensano come me e considerano la proporzionale e l\u2019utilizzazione dei resti come perfezionamento del sistema democratico, e, quindi, voteranno per il Collegio unico o per la lista nazionale, o di quelli che sono fermi ad una concezione mista di contaminazione fra il sistema uninominale o liberale o il sistema proporzionale o democratico, per meglio precisare, e che, quindi, inutilmente si rifugiano dietro i palliativi di vario genere per la utilizzazione dei resti (<em>Commenti<\/em>); mentre dovrebbero invece affermare la loro opposizione al Collegio ed alla lista nazionale ed il loro favore per la utilizzazione dei resti in sede circoscrizionale; perch\u00e9 nessuno contesta, amici miei, che l\u2019utilizzazione dei resti in tutti i modi si fa. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Non che si rifiuti l\u2019utilizzazione dei resti: si fa localmente se non si pone il principio della lista e del Collegio nazionale. Nelle elezioni del 1919 e del 1921 c\u2019era la proporzionale: e una certa utilizzazione dei resti ci fu, quale? L\u2019utilizzazione dei resti fu fatta in maniera grezza e rozza, mentre la formula del Collegio nazionale e della lista unica nazionale porta un maggiore perfezionamento all\u2019utilizzazione dei resti ed un perfezionamento alla rappresentativit\u00e0 democratica del Paese, che \u00e8 qualcosa di diverso dalla rappresentativit\u00e0 puramente locale e circoscrizionale. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Prego pertanto il Presidente, per uscire da queste difficolt\u00e0, di mettere senz\u2019altro in votazione l\u2019emendamento soppressivo proposto dall\u2019onorevole Grilli.<\/p><p>PRESIDENTE. Vorrei conoscere il parere della Commissione e del Governo sulla proposta dell\u2019onorevole Piccioni.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. E il Governo?<\/p><p>SCERBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare per un chiarimento. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Credo che votando in questo modo si potranno ingenerare confusioni, perch\u00e9 da quanto ha detto l\u2019onorevole Grilli nell\u2019illustrare la sua proposta soppressiva, e da quanto \u00e8 stampato nella relazione di minoranza, risulta che egli non nega il collegio unico nazionale, avendo, anzi, insistito nel dire che i resti debbono essere utilizzati nell\u2019ambito nazionale. (<em>Rumori al centro<\/em>). Perci\u00f2, allora, votando in questo modo, si generer\u00e0 confusione.<\/p><p>PRESIDENTE. Se l\u2019onorevole Grilli propone la soppressione di questo comma vuol dire che \u00e8 convinto che le proposte ulteriori esigono la soppressione del comma. Non voglio essere pi\u00f9 capace di interpretare il pensiero dell\u2019onorevole Grilli di quanto non possa esserlo lui stesso. Poich\u00e9 la Commissione ed il Ministro hanno dichiarato che accettano che si voti secondo la proposta fatta dall\u2019onorevole Piccioni, mi sembra che non vi sia pi\u00f9 nulla da chiarire. \u00c8 pervenuta una richiesta di votazione a scrutinio segreto, dagli onorevoli Martino Gaetano, Villabruna, Pera, Bellusci, Camangi, Miccolis, Treves, Candela, Gullo Rocco, Di Gloria, Veroni, Bianchi Bianca, Corbino, Patrissi, Mazza, Carboni Angelo, Tripepi, Caroleo, Marinaro, Bonino, Reale Vito, Morelli Renato, Farina.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Qui bisogna intendersi. Io ieri mattina, quando ho parlato, avevo delle idee chiare; la discussione che si \u00e8 fatta me le ha fatte annebbiare. Volevo ritrovare quella chiarezza. Io ho detto ieri: se per collegio unico nazionale si deve intendere il modo di assommare tutti i resti delle circoscrizioni per fare il quoziente nazionale, per stabilire quanti deputati spettano ancora a ciascuna lista, in questo caso nessuno pu\u00f2 essere contrario al collegio unico nazionale. Ma, se per collegio unico nazionale si intende, come intendo io, quell\u2019insieme, quel sistema generale di votazione che permette cio\u00e8 che si eleggano dei deputati fuori delle circoscrizioni su lista nazionale dai partiti, allora noi siamo contro il collegio unico nazionale. Quindi, se il collegio unico nazionale \u00e8 soltanto il primo, io non propongo pi\u00f9 di sopprimere l\u2019articolo 3.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Grilli, siamo arrivati a spiegarci almeno che non \u00e8 soltanto il primo, perch\u00e9 sul primo siamo tutti d\u2019accordo e non c\u2019\u00e8 da votare. D\u2019altra parte questo terzo comma dell\u2019articolo 3 fa parte di un sistema completo, al lume del quale esso vuol dire per l\u2019appunto in questa legge lista nazionale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Allora, se siamo d\u2019accordo su questo punto, che sopprimere l\u2019articolo 3 vuol dire sopprimere la lista nazionale, io sono lietissimo di mantenere il mio emendamento. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, procediamo alla votazione a scrutinio segreto sul terzo comma dell\u2019articolo 3 del decreto 10 marzo 1946, n. 74, del quale l\u2019onorevole Grilli ha proposto la soppressione.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Sarebbe opportuno votare la soppressione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Visto che \u00e8 espressamente richiesta, dobbiamo votare la soppressione. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si tratta dunque di decidere se conservare nel testo fondamentale, cio\u00e8 nel decreto del 10 marzo 1946, il terzo comma dell\u2019articolo 3, il quale dice: \u00abIl complesso delle circoscrizioni elettorali forma il collegio unico nazionale, ai soli fini dell\u2019utilizzazione dei voti residuali\u00bb.<\/p><p>Noi diamo a questo comma il senso che esso implica l\u2019esistenza della lista unica nazionale, ed \u00e8 evidente perci\u00f2 che chi vota a favore della soppressione di questo comma vuole con ci\u00f2 significare di essere contrario alla lista nazionale.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sulla proposta Grilli di soppressione dell\u2019articolo 3 del decreto 10 marzo 1946, n. 74.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Prendono parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Angelini \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Calamandrei \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cevolotto \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cicerone \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi-\u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Giancarlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pieri Gino \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggieri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sapienza \u2013 Saragat\u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Segni \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turriminelli \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zagari \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zerbi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Arata.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Guerrieri Emanuele.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Lombardi Riccardo.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni.<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 396<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 199<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 198<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 198<\/p><p>Sul risultato della votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i risultati che ho comunicato si deducono dalla numerazione dei voti deposti nell\u2019urna bianca: voti favorevoli 198, voti contrari 198. Nell\u2019urna nera, invece, i voti favorevoli risultano 198, i voti contrari 199.<\/p><p>A tenore del risultato dato dall\u2019urna bianca, l\u2019Assemblea ha respinto l\u2019emendamento soppressivo dell\u2019onorevole Grilli. Infatti, mentre la maggioranza necessaria era di 199 voti, la proposta non ne ha raccolto che 198, e quindi non \u00e8 accettata.<\/p><p>Nell\u2019urna nera i voti favorevoli sono 198, i contrari 199; di guisa che, anche in base a questo risultato, la proposta non \u00e8 stata accettata. E poich\u00e9 la diversit\u00e0 di un voto non muta neanche nei confronti delle singole urne il risultato, credo di poter dichiarare, come risultato conclusivo, che l\u2019Assemblea non approva la proposta soppressiva dell\u2019onorevole Grilli.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Onorevole Presidente, credo che quanto sto per dire debba essere messo in relazione con la gravit\u00e0 politica dell\u2019atto che, a mio parere, ancora non si \u00e8 compiuto, nel senso che mai, come in questo momento, l\u2019Assemblea Costituente si mostra nettamente, anche per il rigore aritmetico dei suffragi pro e contro, divisa su quello che \u00e8 il problema, il doppio problema della partitocrazia e della democrazia,<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bellavista, in questo momento non \u00e8 permesso che parlare da un punto di vista di Regolamento, trascendendo da ogni considerazione di merito, sui risultati dei quali ho dato comunicazione.<\/p><p>BELLAVISTA. Accetto e faccio soltanto notare che la mia allusione era un preambolo a quello che sto per dire.<\/p><p>PRESIDENTE. Evitiamo i preamboli.<\/p><p>BELLAVISTA. Ed allora ho cercato negli articoli 97 e 109 del Regolamento la norma che risolva con la chiarezza e la inequivocit\u00e0 necessaria il caso che si presenta. Non l\u2019ho trovata, n\u00e9 si opponga la prassi interpretativa, perch\u00e9 essa avrebbe bisogno, in ogni caso, di una causa di giustificazione razionale, che spiegasse perch\u00e9 in questa situazione di parit\u00e0 non si intenda accettato l\u2019emendamento. Il ripiego della maggioranza 199, mi consentano, \u00e8 semplicemente formale; non ha nessun valore sostanziale, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una situazione di parit\u00e0, e perci\u00f2 di incertezza nello orientamento dell\u2019Assemblea. Che in un punto di fatto questa incertezza sia aggravala da un\u2019evidente e spero involontaria confusione, per l\u2019unit\u00e0 riscontrata in pi\u00f9 nell\u2019urna nera, non c\u2019\u00e8 ombra di dubbio. L\u00e0 abbiamo avuto una moltiplicazione non perfettamente biblica di palle nere.<\/p><p>In questo caso io penso che la situazione comporti il ripetersi della votazione. Tante volte in quest\u2019Assemblea, quando si \u00e8 trattato di argomenti essenziali alla vita della democrazia o di argomenti che comportano un orientamento politico nuovo, si \u00e8 detto sempre che non \u00e8 opportuno politicamente che detti determinati atteggiamenti passino per uno, due, tre voti di maggioranza, ma che il Paese sia orientato da questa Assemblea con un voto che abbia rilevanza e consistenza. Io penso che avrebbero maggior vantaggio tutti e due i punti di vista se, ripetendosi la votazione, questo stato di ombra e di incertezza venisse completamente a scomparire.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bellavista, la questione non \u00e8 nuova alla nostra Assemblea. Gli argomenti che lei adopera in questo momento furono gi\u00e0 adoperati da un altro collega nella seduta del 9 ottobre per sostenere la stessa tesi. In quella seduta si procedette ad una votazione, la quale dette un risultato pari: erano presenti e votanti 360; maggioranza 181: voti favorevoli 180, voti contrari 180. Poich\u00e9 non fu raggiunta la maggioranza a favore della proposta, la Assemblea non approv\u00f2.<\/p><p>La pallina in pi\u00f9 nell\u2019urna nera onorevole Bellavista, in questo caso viene a consolidare la decisione di respingere. Ed in quell\u2019occasione, il collega che ha sostenuto la tesi che lei sostiene in questo momento, richiam\u00f2 un\u2019argomentazione che poteva avere una validit\u00e0, dichiarando che si era trattato di votare una norma costituzionale e che pertanto la necessit\u00e0 di un\u2019affermazione di maggior peso era opportuna. E diceva quel collega in quel giorno: \u00abquando ci troviamo di fronte a emendamenti, sappiamo che, qualora gli emendamenti raggiungono la parit\u00e0, sono respinti, perch\u00e9 non hanno la maggioranza\u00bb. Ma trattandosi di un articolo del progetto di Costituzione, allora credeva quel collega che si potesse mutare questa norma. Tuttavia, in quell\u2019occasione non si mut\u00f2, e non si mut\u00f2 perch\u00e9 il risultato delle votazioni \u00e8 quello che \u00e8 e non \u00e8 detto che una votazione, per tesser valida, debba esigere fra maggioranza e minoranza una diversit\u00e0 ingente di voti. Pu\u00f2 bastare un voto di differenza. In questo caso nostro anzi, meno ancora di un voto, perch\u00e9 e norma e prassi indicano che la stessa parit\u00e0 d\u00e0 un suo risultato.<\/p><p>Richiamo ci\u00f2 che in quella occasione ebbi modo di dire, perch\u00e9 \u00e8 sufficiente, senza richiamare i precedenti di altre Assemblee, attenerci ai precedenti della nostra Assemblea. Un volume che avevo gi\u00e0 richiamato, quello del Mancini e Galeotti, dice a pagina 308, n. 445, che in caso di voti pari la proposta messa in votazione non pu\u00f2 ritenersi approvata. Da ci\u00f2 l\u2019importanza massima di una giusta determinazione della priorit\u00e0 nel concorso di pi\u00f9 proposte.<\/p><p>Aggiungo io: da ci\u00f2 l\u2019importanza massima della precisazione dell\u2019oggetto della votazione.<\/p><p>Comprendo che forse a qualcuno sia ragione di amarezza in questo momento l\u2019avere chiesto a gran voce che si votasse per l\u2019appunto sull\u2019emendamento soppressivo e non sulla conservazione del testo. Questi sono gli scherzi spiacevoli che avvengono anche nelle votazioni. Se noi avessimo votato come io stavo inizialmente proponendo, l\u2019attuale risultato \u2013 salvo la questione della maggioranza raggiunta o non raggiunta \u2013 avrebbe determinato una soluzione diversa. Il testo non sarebbe stato approvato, e la situazione si presenterebbe capovolta.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 della massima importanza chiarire prima ci\u00f2 su cui si vota. Ora credo che nessuno abbia dubbi che noi abbiamo, proprio su richiesta esplicita dei proponenti, votato la proposta di soppressione; e questa proposta di soppressione non ha avuta la maggioranza. Non l\u2019ha avuta n\u00e9 nei confronti della maggioranza stabilita aritmeticamente attraverso la divisione del numero dei votanti, n\u00e9 nei confronti dei voti contrari.<\/p><p>Pertanto non mi pare possibile sollevare eccezioni sopra la giustezza dei risultati che ho annunciato.<\/p><p>Onorevole Bellavista, vi sono, \u00e8 vero delle considerazioni d\u2019ordine politico, che lei chiamava \u00abpreambolari\u00bb, ma la Presidenza non pu\u00f2 fare considerazioni preambolari: pu\u00f2 giudicare soltanto la questione nei termini concreti in cui si pone.<\/p><p>BELLAVISTA. Una pallina in pi\u00f9!<\/p><p>PRESIDENTE. La pallina in pi\u00f9 \u00e8 sottoposta per l\u2019appunto alla valutazione della Presidenza. L\u2019articolo 106 del Regolamento dice che, quando il numero dei voti risultasse superiore in qualche urna al numero dei votanti, il Presidente, apprezzate le circostanze, potr\u00e0 annullare la votazione.<\/p><p>Ora, quali sono le circostanze? Sono queste: se la pallina in pi\u00f9 che era in una delle due urne avesse spostato il risultato, allora evidentemente le circostanze avrebbero imposto di ripetere la votazione. Ma quella palla in pi\u00f9 viene a riconfermare il risultato, cio\u00e8 che la proposta Grilli non ha avuto la maggioranza. Se mai, la circostanza convince ancora di pi\u00f9 a dichiarare il risultato cos\u00ec come io l\u2019ho dichiarato.<\/p><p>CANDELA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANDELA. Non per senso di inopportunit\u00e0 o per passione, intervengo; ma per far rilevare come qualche volta il diritto e la moralit\u00e0 non coincidono perfettamente. Se si fosse votato nell\u2019ordine logico delle cose, cio\u00e8 sul testo, il testo non sarebbe stato approvato con 198 voti. Si \u00e8 votato sull\u2019emendamento, e l\u2019emendamento non \u00e8 stato approvato con 198 voti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La sostanza \u00e8 questa: che i due risultati opposti si hanno con lo stesso numero di 198 voti. In questo caso penso che il Presidente, nella sua autorit\u00e0 e giudicando equamente del valore del risultato, possa dare un provvedimento che \u00e8 nella sua giurisdizione e che non \u00e8 sindacabile da parte di nessuno, far ripetere cio\u00e8 la votazione; ci tengo a sottolineare il risultato, perch\u00e9 merita di essere sottolineato: che se si fosse votato, cio\u00e8, sul testo dell\u2019articolo esso non sarebbe stato approvato con 198 voti. Questo \u00e8 un dato di fatto dal quale non si pu\u00f2 prescindere.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che non vi sia da continuare la discussione, e ritengo soprattutto che non vi siano da porre questioni di moralit\u00e0.<\/p><p>CANDELA. Io mi riferivo alla moralit\u00e0 e al diritto.<\/p><p>PRESIDENTE. Non si formalizzi sulla parola.<\/p><p>Se il risultato fosse stato inverso, forse un altro collega avrebbe sollevato la questione di moralit\u00e0 inversa; il che sta a indicare che non v\u2019\u00e8 questione di moralit\u00e0, ma soltanto vi \u00e8 da accettare il risultato obiettivo della votazione.<\/p><p>E voglio aggiungere: non \u00e8 che io abbia, quando ho indetto la votazione, accolto, semplicemente per cortesia, di mutare l\u2019oggetto della votazione; perch\u00e9, nello stesso momento, il Segretario Generale \u2013 che \u00e8 il braccio destro di ogni Presidente, perch\u00e9 conosce molto meglio dei Presidenti, che passano, le norme del Regolamento \u2013 mi aveva fatto osservare che in realt\u00e0 la votazione sarebbe stata meglio indetta, se si fosse impostata cos\u00ec come lei ed i suoi colleghi di opinione hanno richiesto.<\/p><p>Pertanto, si \u00e8 impostata la votazione come si doveva ed il risultato \u00e8 quello annunciato.<\/p><p>Onorevoli colleghi, arrendiamoci ai risultati delle votazioni; alcune volte sono favorevoli, altre sfavorevoli al nostro punto di vista.<\/p><p>Allo stato delle cose ritengo che la votazione indetta \u00e8 regolare ed il risultato \u00e8 quale io l\u2019ho dichiarato.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Mi pare che la questione presenti due aspetti: uno, sulla validit\u00e0 della votazione, l\u2019altro sulle conseguenze e sul significato della votazione medesima.<\/p><p>Ritengo, come ritiene l\u2019onorevole Presidente, che i risultati non possano essere modificati e che l\u2019annullamento, lasciato alla discrezione dell\u2019onorevole Presidente, sia stato giustamente respinto; ritengo quindi che il Presidente abbia fatto uso regolare del suo potere discretivo di dichiarare valida la votazione.<\/p><p>Ma quali sono le conseguenze ed il significato della votazione medesima?<\/p><p>Mi richiamo ad una parte delle osservazioni fatte dall\u2019onorevole Presidente e dall\u2019onorevole Candela.<\/p><p>Per comodit\u00e0 di votazione, per esigenza di chiarezza, noi abbiamo compiuto la votazione, capovolgendo i criteri normali di tutte le nostre votazioni.<\/p><p>\u00c8 la prima volta che noi poniamo in votazione un emendamento soppressivo. \u00c8 stata regola costante di questa Assemblea di non porre in votazione la soppressione di una norma, ma di porre in votazione la norma medesima, dichiarandosi che i favorevoli dell\u2019emendamento soppressivo avrebbero votato contro il mantenimento della norma proposta.<\/p><p>Ora, io voglio trarre da siffatta premessa queste conseguenze e questa conclusione: la proposta di soppressione \u00e8 respinta ed io non credo di potere sostenere il contrario; ma la conseguenza del voto non pu\u00f2 andare al di l\u00e0 del puro respingimento della proposta di soppressione. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Io non credo che si possa ritenere che la votazione abbia escluso ogni modificazione al terzo comma del l\u2019articolo 3.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ma se non l\u2019ha soppresso!<\/p><p>LAMI STARNUTI. Non l\u2019ha soppresso, ma non l\u2019ha approvato! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Si ricordi che si tratta di una legge esistente.<\/p><p>PICCIONI. Lei sbaglia il presupposto.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Mi permettano i colleghi dell\u2019Assemblea: non \u00e8 n\u00e9 un ragionamento per assurdo, n\u00e9 un cavillo di interpretazione il mio. Se l\u2019Assemblea avesse approvato esplicitamente l\u2019articolo 3, sarebbe chiusa in modo definitivo ogni discussione al riguardo. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Ma io ritengo invece che, essendo stata respinta puramente e semplicemente la soppressione dell\u2019articolo, rimangono intatti i diritti dell\u2019Assemblea di proporre emendamenti, che siano modificativi dell\u2019articolo medesimo. Questo lo scopo e l\u2019oggetto delle mie osservazioni convinto come sono che anche il Presidente sia d\u2019accordo con me in questa interpretazione del voto dell\u2019Assemblea. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Onorevoli colleghi, a me pare che alla base della discussione sulla legalit\u00e0 o meno della votazione e della precedenza che le \u00e8 stata data rispetto agli ordini del giorno, v\u2019\u00e8 questo fatto: noi ci troviamo di fronte ad una legge vigente, quella del marzo 1946.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Era una legge strumentale, non possiamo considerarla una legge vigente; essa esaur\u00ec la sua funzione con la elezione dei deputati alla Costituente ed oggi non rimane che un ricordo storico, riesumato dal Governo per farne il disegno della legge elettorale per la prima Camera legislativa.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Fino a quando questa legge non era modificata da un\u2019altra legge, doveva considerarsi come legge vigente.<\/p><p>Comunque v\u2019era un progetto del Governo il quale si proponeva di conservare intatta la legge, salvo alcune modificazioni; non v\u2019era alcuna modifica riguardante la soppressione del detto articolo della legge del marzo 1946. Secondo me non poteva porsi in votazione se non una proposta concreta, che sopprimesse l\u2019articolo della vecchia legge. Ritengo che essendosi posta in votazione questa proposta, si siano seguiti la legalit\u00e0 e il regolamento, in questo caso specifico. Quindi, per quanto riguarda il Governo, la votazione \u00e8 perfettamente legale.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Direi, quasi in punto di fatto, che desidero rettificare un\u2019affermazione non esatta dell\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno. La legge che comprende l\u2019articolo 3, del quale abbiamo discusso, non \u00e8 una legge vigente, ma una legge che direi estinta&#8230;<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Ma abbiamo gi\u00e0 approvato l\u2019articolo primo!<\/p><p>MORINI. Questa \u00e8 la prova che non esiste la legge. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LAMI STARNUTI. &#8230;la legge cio\u00e8 per l\u2019elezione dei deputati all\u2019Assemblea Costituente. Il progetto di legge la riprende e la richiama, \u00e8 vero, ma indubbiamente lascia intatto il diritto dell\u2019Assemblea di modificare tutti quegli articoli della legge medesima, che l\u2019Assemblea ritenesse di dover modificare.<\/p><p>PRESIDENTE. Desidero ricordare che prima di procedere alla votazione, poco fa, io ho detto chiaramente (e non \u00e8 stata sollevata obiezione) che quel terzo comma dell\u2019articolo 3 significava lista nazionale. E pertanto, onorevoli colleghi, \u00e8 possibile proporre tutti gli emendamenti che si desiderano, salvo per\u00f2 che non modifichino questo dato ormai acquisito, che la lista nazionale \u00e8 stata approvata.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. Onorevole Presidente, noi abbiamo votato un emendamento soppressivo. L\u2019emendamento soppressivo \u00e8 stato respinto. \u00c8 possibile presentare emendamenti aggiuntivi o sostitutivi? Se fossero stati presentati contemporaneamente emendamenti soppressivi ed emendamenti aggiuntivi o sostitutivi, sarebbe stato posto per primo in votazione l\u2019emendamento soppressivo. Caduto questo emendamento, io penso che la spiegazione che \u00e8 stata data prima del voto \u00e8 stata una spiegazione per semplificare, per chiarire meglio la portata del voto stesso.<\/p><p>Per\u00f2 l\u2019emendamento significa quello che dice, cio\u00e8 sopprimere completamente quell\u2019articolo. L\u2019interpretazione \u00e8 lasciata ai posteri, ma qui la maggioranza, o quella che \u00e8 considerata maggioranza, ha detto che non vuole sia soppresso completamente l\u2019articolo. Questo \u00e8 l\u2019unico significato che rimane. Ne consegue che si possono presentare tutti gli emendamenti sostitutivi o aggiuntivi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io penso che si possono presentare, e quindi accetter\u00f2, soltanto quegli emendamenti che non siano in contrasto con la votazione gi\u00e0 avvenuta.<\/p><p>Esaminiamo pertanto gli emendamenti presentati alla stregua di queste considerazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Marina propone di sostituire il terzo comma dell\u2019articolo 3 col seguente:<\/p><p>\u00abIl complesso delle circoscrizioni elettorali forma i tre collegi interregionali (Italia settentrionale, Italia centrale e Sardegna, Italia meridionale e Sicilia) ai soli fini della utilizzazione dei voti residuali\u00bb.<\/p><p>Questo emendamento deve considerarsi decaduto perch\u00e9 implica non una lista nazionale, ma tre liste interregionali.<\/p><p>L\u2019onorevole Grilli ha proposto il seguente articolo 3<em>-bis<\/em>:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019articolo 15<\/em>\u00bb.<\/p><p>L\u2019articolo 15 del decreto 10 marzo 1946 riguarda la lista nazionale e pertanto non pu\u00f2 accogliersi la proposta di sopprimerlo. Si possono solo accettare proposte che tendono a modificare il sistema della lista nazionale.<\/p><p>A questo proposito l\u2019onorevole Lami Starnuti propone un emendamento aggiuntivo all\u2019articolo 3:<\/p><p>\u00abL\u2019utilizzazione dei voti residuali si far\u00e0 sul piano regionale oltrech\u00e9 sul piano nazionale\u00bb.<\/p><p>Lo stesso onorevole Lami Starnuti, oltre all\u2019emendamento del quale ho dato lettura, ne ha presentato un secondo molto sviluppato, nel quale \u00e8 considerato il modo di utilizzazione regionale dei resti delle circoscrizioni comprese nell\u2019ambito di una stessa regione.<\/p><p>Questo secondo emendamento che per ora non leggo potr\u00e0 essere eventualmente discusso in sede di articolo 8-<em>bis.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ha facolt\u00e0 di svolgere il suo primo emendamento.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Ho fatto pervenire all\u2019onorevole Presidenza il secondo mio emendamento perch\u00e9 l\u2019Assemblea avesse almeno un\u2019impressione generica di quello che io devo dire affermando che l\u2019utilizzazione dei voti residuali si fa sul piano regionale, oltre che su quello nazionale.<\/p><p>\u00c8 esatto, ed io avevo gi\u00e0 fatto a me stesso l\u2019osservazione, che il mio secondo emendamento deve essere collegato con le altre disposizioni di legge circa il collegio unico nazionale, circa la lista per il collegio unico nazionale. Io non ho mai inteso, redigendo e presentando l\u2019emendamento esplicativo per l\u2019utilizzazione dei voti residuali sul piano regionale, di escluderne l\u2019utilizzazione sul piano nazionale.<\/p><p>L\u2019osservazione e l\u2019obiezione della Presidenza assumono quindi, a mio giudizio, un valore puramente formale, cui rimedieremo quando il secondo emendamento verr\u00e0 in discussione e al momento opportuno sar\u00e0 collegato con la disposizione di legge per il collegio unico nazionale.<\/p><p>Ma se l\u2019onorevole Presidente ritiene che io debba svolgere sino da ora il mio secondo emendamento, non ho difficolt\u00e0 a farlo. Se debbo svolgere soltanto il primo emendamento, quello che riguarda l\u2019articolo 3, non mi parrebbe il caso di aggiungere altre parole a quelle contenute nel brevissimo testo. Ed infatti, fermo restando il collegio unico nazionale, ferma restando la lista nazionale, io propongo di far prima un\u2019utilizzazione dei voti residuali sul piano regionale, utilizzando nella Regione i voti residuali delle varie circoscrizioni.<\/p><p>Gli ulteriori voti residuali dovranno andare all\u2019utilizzazione successiva per il collegio unico nazionale.<\/p><p>Nel fare questa proposta, che dir\u00f2 correttiva o complementare dell\u2019utilizzazione nazionale, io sono stato mosso da alcune considerazioni.<\/p><p>Nelle ultime elezioni politiche, quelle per l\u2019Assemblea Costituente, il collegio unico nazionale ha conseguito ottanta seggi. Sono stati ottanta seggi sottratti alla diretta rappresentanza degli interessi locali. Credo sia opinione generale che il sistema precedente abbia, almeno per questa parte, dato risultati non accettabili, risultati eccessivi. Baster\u00e0, si dice, un\u2019operazione la quale modifichi in qualche modo il divisore per ridurre i posti da assegnarsi al collegio unico nazionale. In tal senso vi \u00e8 un emendamento della Commissione; vi sono poi altri emendamenti che correggono ulteriormente l\u2019emendamento della Commissione. Si chiede infatti che quel + 2 e + 3 proposto dalla Commissione sia unificato in + 3, affinch\u00e9 le circoscrizioni minori beneficino di una maggiore utilizzazione dei loro voti, aumentando il numero dei deputati eletti. Nella Tabella che l\u2019onorevole Commissione ha presentato con la sua relazione, risulta che il maggior sacrificio anche questa volta, con le proposte della Commissione, ricade su quelle che sono le circoscrizioni minori. Da cui la necessit\u00e0 di correggere i criteri della legge elettorale, affinch\u00e9 questo sacrificio sia ripartito fra circoscrizioni minori e circoscrizioni maggiori.<\/p><p>Ora, io non ho difficolt\u00e0 a dichiarare che, se la Commissione elettorale vorr\u00e0 modificare ancora le sue proposte, nel senso di ridurre ulteriormente il numero \u2013 il numero probabile, naturalmente \u2013 dei seggi da assegnarsi al collegio nazionale, io non insister\u00f2 nel mio emendamento per l\u2019utilizzazione dei voti residuali nelle circoscrizioni regionali; ma se la Commissione manterr\u00e0 pienamente il suo punto di vista, se si vorr\u00e0 ancora portare i seggi da assegnarsi alla lista del collegio nazionale a circa sessanta, poich\u00e9 io ritengo eccessiva questa cifra, poich\u00e9 ritengo eccessiva questa riduzione delle rappresentanze locali, io dovr\u00f2 insistere nell\u2019uno e nell\u2019altro dei miei emendamenti, i quali hanno soprattutto lo scopo di ridurre la quantit\u00e0 dei seggi sottratti alla diretta rappresentanza degli elettori.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lami Starnuti, dopo aver sentito le sue osservazioni, sarebbe forse opportuno modificare l\u2019emendamento, sostituendo alla espressione: \u00aboltre che sul piano nazionale\u00bb l\u2019altra: \u00abprima che sul piano nazionale\u00bb.<\/p><p>COVELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COVELLI. Mi permetto ricordare all\u2019onorevole Presidente quanto egli stesso ha affermato poco fa, cio\u00e8 che tutti gli emendamenti possono essere accettati, tranne quelli che tocchino il Collegio unico nazionale e la lista nazionale.<\/p><p>La proposta dell\u2019onorevole Lami Starnuti vorrebbe, a mio avviso, fare entrare dalla finestra ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8 uscito dalla porta. Allorch\u00e9 \u00e8 stata approvata la lista nazionale con il collegio unico nazionale, credo che non si possano pi\u00f9 votare emendamenti che limitino la lista nazionale stessa. Ogni tentativo fatto in tal senso sarebbe destinato ad inficiare il risultato della votazione gi\u00e0 fatta.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Lami Starnuti propone la formula \u00absul piano regionale oltrech\u00e9 sul piano nazionale\u00bb, mira allo scopo di togliere molti, se non tutti, dei vantaggi della lista nazionale. Se l\u2019accettassimo avremmo in parte tradito la volont\u00e0 espressa dall\u2019Assemblea col voto di poco fa.<\/p><p>Se l\u2019onorevole Lami Starnuti avesse dimostrato di poter utilizzare dei resti in sede regionale dopo l\u2019utilizzazione fattane in sede nazionale \u2013 cosa che ritengo impossibile \u2013 solo in questo caso il suo emendamento avrebbe potuto essere considerato aggiuntivo e quindi posto in votazione.<\/p><p>Ma si tratta di cosa impossibile, ed \u00e8 impossibile che l\u2019onorevole Lami Starnuti presenti ora un emendamento che \u00e8 contrario alla votazione gi\u00e0 fatta.<\/p><p>Siamo ora di fronte ad un problema non di moralit\u00e0 ma di retta applicazione della procedura.<\/p><p>Non possiamo prestarci ai tentativi di coloro che dopo aver tentato, subito dopo la votazione, di invalidarla, cercano ora di riaprire il dibattito sullo stesso argomento.<\/p><p>Se si \u00e8 votato contro l\u2019emendamento soppressivo, ci\u00f2 significa che si \u00e8 votato non solo per l\u2019articolo ma anche per il meccanismo che \u00e8 legato all\u2019articolo.<\/p><p>CORBINO. Ma se anche la Commissione proponeva di modificare!<\/p><p>COVELLI. Non importa quello che la Commissione proponeva, perch\u00e9 nella Commissione si sono dibattuti gli stessi argomenti che non credo opportuno si dibattano qui. (<em>Interruzione del deputato Corbino<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nessuno forse ricorda che il pi\u00f9 delle volte, salvo poche eccezioni, i voti che hanno condotto qui dei deputati erano dati ai partiti e ai programmi dei partiti e non a singoli uomini. Vi saranno s\u00ec delle lodevolissime eccezioni per persone che hanno un seguito personale. La ragione morale che si vorrebbe invocare oggi, nessuno l\u2019ha per\u00f2 invocata quando ha tradito, quando cio\u00e8 ha agito in provincia in senso contrario al programma con cui il partito si era presentato nella campagna elettorale. Per cui immorale sarebbe, dopo la votazione di poco fa, ritornarvi su. Tutti i tentativi che si facessero per modificare, per sostituire, comunque per limitare i principi sanciti in quella votazione sarebbero non solo contrari al Regolamento ma, ripeto, contrari alla morale.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Non sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Covelli. La mancata soppressione dell\u2019articolo 3 reca, a mio avviso, evidentemente la conseguenza che vi debba essere un collegio unico nazionale per la utilizzazione di resti.<\/p><p>COVELLI. E la lista nazionale.<\/p><p>PERRONE CAPANO. E vi debba essere una lista nazionale per la utilizzazione dei resti, ma non vi \u00e8 altres\u00ec la conseguenza che debbano esservi per forza dei resti, n\u00e9 la conseguenza che i resti debbano essere utilizzati esclusivamente in un determinato modo. Credo, quindi, che non significhi violare il principio fissato con la mancata soppressione dell\u2019articolo 3 discutere di metodi che possano portare ad eliminare i resti o a ridurre i resti o, in definitiva, a permettere l\u2019utilizzazione dei resti in sede nazionale in una maniera piuttosto che in un\u2019altra.<\/p><p>COVELLI. Se \u00e8 cos\u00ec, oppongo una pregiudiziale ad ogni emendamento col quale si tenda a modificare quanto \u00e8 gi\u00e0 stato votato.<\/p><p>COCCIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COCCIA. Volevo chiarire un punto. Secondo me, l\u2019emendamento Lami Starnuti non pu\u00f2 essere accolto per un motivo tecnico: cio\u00e8 che vi sono collegi che non fanno parte in modo perfetto della Regione; e allora come potremo utilizzare i residui quando i collegi facessero parte di Regioni diverse? Credo che non sia possibile e che pertanto, anche per questo motivo, l\u2019emendamento Lami Starnuti non possa essere approvato.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Non credo che la pregiudiziale dell\u2019onorevole Covelli possa essere accettata, pur essendo io fautore, come lui, della lista nazionale, perch\u00e9 si pu\u00f2 sempre far precedere il terzo comma dell\u2019articolo 3 da altro comma il quale dica che l\u2019insieme delle circoscrizioni elettorali di ogni Regione costituisce il collegio regionale. Per\u00f2 vorrei fare osservare che, in base alla proposta dell\u2019onorevole Lami Starnuti, vi sarebbero Regioni le quali nessun vantaggio ne avrebbero. Per esempio la Calabria, la Sardegna, il Lazio, le Marche, in quanto queste Regioni costituiscono gi\u00e0 per se stesse una circoscrizione elettorale. Quindi per queste Regioni non si avrebbe alcun vantaggio dal sistema Lami Starnuti. Se ne avvantaggerebbero solo quelle Regioni che, come il Piemonte e la Lombardia, attualmente divise in due circoscrizioni. Tuttavia, da una sommaria analisi che ho fatto, non ci sarebbero grandi spostamenti. Per esempio, per il Piemonte, se fosse stato adottato nel 1946 il sistema del collegio regionale, sarebbero stati eletti alla Costituente un comunista di pi\u00f9, un democristiano di pi\u00f9, un qualunquista di pi\u00f9.<\/p><p>Ora, data l\u2019esigua variazione che si avrebbe per queste Regioni, e dato che invece ci sono Regioni le quali non avrebbero alcun vantaggio, vale la pena di adottare il sistema Lami Starnuti? A me sembrerebbe di no.<\/p><p>COVELLI. Insisto sulla pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Covelli ha sollevato in modo formale la questione pregiudiziale sull\u2019ammissibilit\u00e0 dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Lami Starnuti, e pertanto dobbiamo decidere la questione stessa.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare per mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Noi abbiamo gi\u00e0 votato nel senso che debbano restare il collegio unico nazionale e la lista nazionale. Ora si tratta di scegliere la maniera con cui dovranno funzionare sia il collegio che la lista. Vi sono varie proposte. Io credo che fra tutti i proponenti sarebbe agevole raggiungere un accordo con la Commissione, in maniera da ottenere il risultato al quale, a mio giudizio, la maggioranza dell\u2019Assemblea tende, cio\u00e8: 1\u00b0) che sia ridotto al minimo possibile il numero dei posti destinabili alla lista nazionale; 2\u00b0) che non sia considerata rigida la lista nazionale ai fini della ripartizione dei seggi che le competono.<\/p><p>Data l\u2019ora e dato il fatto che alle 16 dovremo riprendere la seduta por concludere la discussione sulle comunicazioni del Governo, pregherei il Presidente della Commissione e il Relatore di riunire i presentatori degli emendamenti al sistema del funzionamento del congegno per la lista nazionale. Credo che quasi certamente, in una breve riunione, si potr\u00e0 raggiungere un accordo sostanziale sui punti principali. Se resteranno due o tre punti sui quali l\u2019accordo non si raggiunger\u00e0, nella prossima seduta, che potrebbe aver luogo domani mattina, i punti di dissenso saranno sottoposti alla votazione dell\u2019Assemblea, che decider\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione ha gi\u00e0 esaminato la questione ed a tal proposito ha una sua proposta. In sede di Commissione l\u2019onorevole Uberti aveva fatto una proposta identica a quella dell\u2019onorevole Lami. Starnuti. A sua volta l\u2019onorevole Fuschini ha presentato una sua proposta che, con sistema pi\u00f9 semplice, raggiunge lo stesso risultato. Allora l\u2019onorevole Uberti ha ritirato la sua per accettare quella dell\u2019onorevole Fuschini. La Commissione presenta una proposta la cui conseguenza \u00e8 che, con la lista nazionale, invece che ottanta deputati ne saranno eletti circa la met\u00e0. Si pu\u00f2 trovare il modo di ridurre ancora: nessuna difficolt\u00e0.<\/p><p>Il problema che pone l\u2019onorevole Lami Starnuti \u00e8 risolto nella proposta della Commissione. Perci\u00f2 pregherei l\u2019onorevole Lami Starnuti di non insistere.<\/p><p>Circa la proposta Corbino la Commissione \u00e8 d\u2019accordo. Tutti questi emendamenti in definitiva trattano una cosa sola: stabilire quale deve essere il numero dei candidati eleggibili con la lista nazionale. Chiedo che venga sospesa la deliberazione. La Commissione chiamer\u00e0 i presentatori di tutti gli emendamenti, tenter\u00e0 di trovare una soluzione unica e concorde e porter\u00e0 qui una proposta concreta sulla quale votare.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, la proposta Corbino, cui ha aderito la Commissione, si intende accettata.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>TAVIANI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TAVIANI. Ieri rimanemmo d\u2019accordo nel senso che avremmo deciso stamane circa i lavori di domenica, e cio\u00e8 se tener seduta domenica e luned\u00ec, oppure luned\u00ec e marted\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Bisogna risolvere la questione. \u00c8 evidente che coloro i quali hanno fatto richiesta di tenere seduta luned\u00ec e marted\u00ec devono sapere al pi\u00f9 presto se verr\u00e0 stabilito cos\u00ec, in modo da poter disporre della domenica.<\/p><p>MINIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MINIO. Propongo di non tenere seduta la domenica e di terminare i nostri lavori nelle giornate di luned\u00ec e marted\u00ec.<\/p><p><em>Voci.<\/em> No, no!<\/p><p>MINIO. Vi sono ragioni, che prego gli onorevoli colleghi di volere ascoltare. Anzitutto, bisogna dare ai deputati il tempo necessario per esaminare il testo approntato dal Comitato di coordinamento. In secondo luogo, come il Presidente ha gi\u00e0 fatto notare, \u00e8 opportuno che alla seduta finale, nella quale approveremo il testo della Costituzione, sia presente il maggior numero possibile di deputati, per dare alla seduta stessa la solennit\u00e0 del caso.<\/p><p>Noi riteniamo che nella giornata di luned\u00ec non possa essere raggiunta questa presenza massima di deputati. Il nostro Gruppo desidera che i colleghi tengano presente che vi sono manifestazioni di carattere nazionale: ad esempio, abbiamo molti congressi provinciali del nostro partito. Quindi, noi chiediamo che domenica non si tenga seduta e che la seduta di approvazione della Costituzione sia rimandata a marted\u00ec.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. Comprendo le ragioni esposte dal collega Minio, ma, d\u2019altra parte, siamo qui per fare la Costituzione e quindi per evitare che vi siano molti di noi i quali saranno costretti a restare la domenica inoperosi, per poi tornare a casa il giorno 23 o il giorno 24 sulle tettoie dei treni. (<em>Interruzione del deputato Malagugini<\/em>)<em>.<\/em> Per dare un carattere di maggiore solennit\u00e0 alla giornata di luned\u00ec, in cui dovremo approvare la Costituzione, solennit\u00e0 la quale deriva in primo luogo dalla compostezza e quindi dal numero dei presenti, penso che occorra non interrompere i nostri lavori e tenere seduta domenica. Faremo cos\u00ec il nostro dovere, almeno gli ultimi giorni. Terremo seduta, se cos\u00ec stabilir\u00e0 il Presidente, nella mattinata di domenica e, se occorre, anche di pomeriggio. In modo che potremo approvare con il maggior numero di deputati e con la maggiore compostezza il testo della Costituzione. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Io desidero far presente che, poich\u00e9 nelle consuetudini di questa Assemblea non si \u00e8 mai tenuto seduta la domenica, vi sono colleghi che hanno assunto impegni ai quali non possono mancare. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Se lo avessero saputo prima, non li avrebbero assunti. Per cui sono del tutto vane e inutili le perorazioni dell\u2019onorevole Rocco Gullo. Molti colleghi non saranno qui n\u00e9 domenica n\u00e9 luned\u00ec.<\/p><p>DE MICHELIS. Mi sembra che si pospongano i lavori di carattere nazionale agli impegni di partito. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TUMMINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TUMMINELLI. Mi paiono vane le ragioni dell\u2019onorevole Gullo. Noi faremo il nostro dovere ora, negli ultimi tempi, perch\u00e9 lo abbiamo fatto sempre, anche non venendo la domenica. Noi \u2013 e concordo con l\u2019onorevole Scoccimarro \u2013 abbiamo assunto impegni, per domenica, ai quali non possiamo derogare; saremmo pertanto posti nella condizione di non esser presenti alla seduta solenne solo perch\u00e9 fa comodo ai colleghi democristiani. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Credo che non esistano impegni dai quali non ci si possa disimpegnare, quando si tratta di compiere qui, in sede di lavori costituzionali, il proprio dovere. Se occorre, lavoreremo di domenica, dobbiamo lavorare di domenica! I signori deputati, se credono di non partecipare a questo supremo dovere, perch\u00e9 suppongono di averne uno maggiore, facciano quello che credono, ma noi dobbiamo assolvere questo compito. Parlo cos\u00ec io, vecchio, che sono stato sempre presente alle sedute. (<em>Vive approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CANDELA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANDELA. Propongo che all\u2019esame del testo coordinato della Carta costituzionale e alla votazione definitiva si proceda nei giorni 28, 29 e 30 dicembre (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Onorevole Presidente, io credo che sarebbe forse il caso di far presente ai colleghi un elemento della discussione che abbiamo avuto nella riunione dei presidenti di Gruppo, e cio\u00e8 che si \u00e8 pensato di far coincidere la entrata in vigore della Costituzione col primo dell\u2019anno 1948, nel quale ricorre il centenario del 1848, che \u00e8 cos\u00ec glorioso nella storia d\u2019Italia. Ora, se noi non approviamo la Costituzione entro luned\u00ec, corriamo il rischio di non avere i cinque giorni di tempo fra l\u2019approvazione e la promulgazione; ed allora la Costituzione non sarebbe pronta per entrare in vigore il 1\u00b0 gennaio. Questa considerazione \u00e8 stata fatta, ed io mi son permesso di rifarla perch\u00e9 i colleghi possano apprezzare e vedere se \u00e8 il caso di far coincidere l\u2019entrata in vigore della Costituzione col primo giorno dell\u2019anno, anzich\u00e9 offrire la Costituzione agli italiani come un regalo dell\u2019Epifania, il che avrebbe forse una minore solennit\u00e0 od anche una certa apparenza di giocattolo (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>), che non mi pare sia opportuno dare a questo grande documento che ci siamo sforzati di fare.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi sono tre proposte: quella Candela per rinviare senz\u2019altro le sedute destinate all\u2019approvazione definitiva della Costituzione a dopo le vacanze natalizie; quella di tenere seduta domenica e luned\u00ec; quella infine di tenere seduta luned\u00ec e marted\u00ec.<\/p><p>Pongo ai voti la proposta Candela.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta di tenere seduta nei giorni di luned\u00ec e marted\u00ec.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Resta pertanto inteso che si terr\u00e0 seduta domenica e luned\u00ec, salvo decidere domani sera l\u2019ordine del giorno per le sedute domenicali.<\/p><p>La seduta termina alle 13.40.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXL. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Disegno di legge (Seguito della discussione): Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei Deputati. (48). 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