{"id":2414,"date":"2023-09-17T16:42:14","date_gmt":"2023-09-17T14:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2414"},"modified":"2023-10-21T09:16:48","modified_gmt":"2023-10-21T07:16:48","slug":"pomeridiana-di-giovedi-18-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2414","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2414\" class=\"elementor elementor-2414\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1443a15 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1443a15\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fc13926\" data-id=\"fc13926\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2430039 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2430039\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471218_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-afc782e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"afc782e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXXXIX.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello statuto della Regione siciliana:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Togliatti<\/p><p>Zuccarini<\/p><p>Nitti<\/p><p>Giannini<\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>Negarville<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello Statuto della Regione siciliana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello Statuto della Regione siciliana. Estraggo a sorte il nome di 12 deputati che dovranno comporre la Commissione di scrutinio.<\/p><p>Risultano estratti i nomi degli onorevoli Miccolis, Tripepi, Meda Luigi, Musotto, Calosso, Gortani, Sampietro, Guariento, Lucifero, Adonnino, Montagnana Rita e Malagugini.<\/p><p>Dichiaro aperta la votazione.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che le urne rimarranno aperte.<\/p><p>Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Togliatti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Signor Presidente, signore, onorevoli colleghi, l\u2019altro giorno, immediatamente dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, con alcune rapide, improvvisate battute, ho sollevato una questione, apparentemente di forma, relativa al modo come si \u00e8 addivenuti alla costituzione di questo Governo, denunciando il fatto che, secondo il mio modo di vedere, esso \u00e8 stato costituito violando le tradizionali forme di consuetudine del funzionamento di un regime costituzionale e parlamentare.<\/p><p>Non voglio far perdere all\u2019Assemblea pi\u00f9 tempo che non sia necessario per parlare di questa questione; debbo per\u00f2 dire che nessuno degli argomenti presentati dal Presidente del Consiglio, a difesa del suo operato, e dalla stampa fuori dell\u2019Assemblea, mi ha convinto che la mia opinione sia errata. Al contrario. Gli esempi portati dall\u2019onorevole Presidente del Consiglio mi hanno convinto della giustezza della mia posizione, perch\u00e9 nel primo dei casi da lui citati si ebbe niente di meno che un reincarico per un rimaneggiamento che ebbe luogo negli stessi settori parlamentari; nel secondo caso, essendo stati esclusi dal nuovo Governo due partiti, uno, il Partito socialista, non poteva essere preso in considerazione n\u00e9 consultato, poich\u00e9 eravamo nel 1920, in quel periodo in cui il Partito socialista non si poneva sul terreno della collaborazione governativa, mentre l\u2019altro, il Partito popolare, non solo venne consultato, ma prese posizione con una sua risoluzione dopo la consultazione, rifiutando la propria partecipazione.<\/p><p>Questione di forma, si dir\u00e0. \u00c8 vero; nel diritto costituzionale, per\u00f2, la forma \u00e8 sostanza. Tutte queste forme sono sancite o in testi o dalla consuetudine, allo scopo di dare determinate garanzie a tutti i partiti dell\u2019Assemblea; garanzia, per esempio, che nel corso della riorganizzazione di un Governo, tutti i partiti possano intervenire, precisando a tempo le loro posizioni; garanzia che vengano tutelati i diritti delle minoranze, e cos\u00ec via.<\/p><p>Ma io non avrei sollevato questa questione se essa non mi portasse a considerare un elemento che \u00e8 caratteristico di tutta la condotta politica dell\u2019attuale Presidente del Consiglio. Ci\u00f2 che egli ha fatto questa volta e in cui vi \u00e8 questo errore di forma, e quindi di sostanza costituzionale, \u00e8 coerente con ci\u00f2 che egli ha fatto le volte precedenti. Se esaminiamo con attenzione e con spirito critico la condotta costituzionale dell\u2019onorevole De Gasperi, non possiamo sfuggire alla impressione che nel modo come egli concepisce i rapporti reciproci tra il Parlamento, da una parte, organizzato sulla base dei partiti, e il capo del potere esecutivo ed i membri del Governo dall\u2019altra parte, che escono da questi partiti, vi \u00e8 qualche cosa che non \u00e8 conforme alla nostra tradizione costituzionale e democratica e non \u00e8 nemmeno conforme allo spirito della nostra attuale Costituzione. Affiora in realt\u00e0 da tutto il modo come l\u2019onorevole De Gasperi imposta, tratta e risolve queste questioni, una figura nuova, la figura del \u00abcapo del governo\u00bb investito preliminarmente della funzione di essere il capo di qualsiasi Governo riesca a lui di costituire, modificando e la Costituzione e la maggioranza di questo Governo, spostando quest\u2019ultima dall\u2019uno all\u2019altro settore a seconda della convenienza, ma eludendo sia il metodo di provocare un voto del Parlamento quando si tratta di dimissioni, sia la consultazione dei partiti parlamentari quando si tratta di rimpasto.<\/p><p>Una concezione di questo genere affior\u00f2 nel dibattito della seconda Commissione costituzionale di questa Assemblea, in alcune proposte che venivano precisamente, credo, da parte democristiana e da parte del partito autonomista o almeno di alcuni dei loro esponenti. Queste proposte tendevano a creare una simile figura di \u00abcapo del governo\u00bb, ma vennero respinte. Quando noi parliamo, a proposito di De Gasperi, di un \u00abcancelliere\u00bb non \u00e8 una insolenza che noi lanciamo, ma una definizione politica corretta. Noi vogliamo con questo termine individuare e mettere in luce questa singolare caratteristica della concezione politica dell\u2019attuale Presidente del Consiglio, nella quale sentiamo non soltanto in germe, ma gi\u00e0 in pieno sviluppo una contradizione con quelle che sono le norme fondamentali del regime costituzionale del nostro Paese. \u00abCancelliere\u00bb \u00e8 effettivamente quell\u2019uomo politico il quale \u00e8 investito della funzione di dirigere il Governo in qualsiasi condizione e che si maneggia la sua combinazione governativa e la sua maggioranza come gli fa comodo, che apre una crisi facendo un discorso alla radio, che presenta un nuovo Governo senza avere consultato i grandi partiti parlamentari, che si comporta insomma come si \u00e8 sinora comportato l\u2019onorevole De Gasperi in qualit\u00e0 di Presidente del Consiglio.<\/p><p>Vorrei per\u00f2 che nessuno si spaventasse di questo termine di \u00abcancelliere\u00bb. Vi sono stati dei \u00abcancellieri di ferro\u00bb, ma se io penso al modo come questo metodo di degenerazione del regime parlamentare e democratico verr\u00e0 spazzato dal voto popolare alle prossime elezioni, e se penso inoltre a quella singolare sollecitudine o preoccupazione che l\u2019onorevole De Gasperi dimostra per tutto quello che viene scritto sui giornali, per la informazione di un cronista che secondo lui pu\u00f2 determinare una crisi di governo, e cos\u00ec via, mi pare che all\u2019onorevole De Gasperi si addica piuttosto la definizione di \u00abcancelliere di carta\u00bb, il che vuol dire che senza dubbio assai pi\u00f9 facile sar\u00e0 al popolo italiano liberare il Paese da questa figura che contrasta con tutta la nostra tradizione liberale, democratica e parlamentare. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sempre a proposito di questa singolare concezione antidemocratica dell\u2019attuale Presidente del Consiglio, non posso non esprimere ancora una volta il mio profondo stupore perch\u00e9, non dico membri del Partito saragattiano, i quali sono disposti a tutto, ma perch\u00e9 il Partito repubblicano, nel quale fino ad ora avevamo constatato l\u2019esistenza di una coerenza democratica, per lo meno nelle dichiarazioni, abbia voluto dare la propria collaborazione e il proprio contributo al perfezionamento di un atto politico, il quale consolida un metodo contrario alle norme della pi\u00f9 corretta democrazia parlamentare.<\/p><p>\u00c8, del resto, questo metodo che rende difficile, come gi\u00e0 nel corso delle precedenti crisi aperte dall\u2019onorevole De Gasperi, di definire esattamente che cosa \u00e8 avvenuto. L\u2019onorevole De Gasperi ci diceva l\u2019altro giorno: se volete sapere che cosa \u00e8 accaduto, leggete i giornali e lo saprete. Sui giornali si leggono parecchie cose, ma io ripeto che queste cose vorremmo conoscerle attraverso le corrette forme parlamentari. Sui giornali, per esempio, quando l\u2019onorevole De Gasperi maneggia crisi governative del genere dell\u2019attuale, cominciano ad aver corso curiosissime definizioni delle funzioni a cui vengono chiamati gli uomini che comporranno il Governo presieduto dallo stesso onorevole De Gasperi. Cos\u00ec, per l\u2019onorevole Saragat, abbiamo letto con stupore che egli sarebbe il \u00abVice Presidente con compiti di consulenza politica per la parte sociale\u00bb. Bellissima espressione settecentesca! Spero che l\u2019onorevole Pacciardi sia per lo meno \u00abVice Presidente con compiti di consulenza sociale per la parte politica\u00bb. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non c\u2019\u00e8 da ridere. La ricerca di queste definizioni e la stessa possibilit\u00e0 di esse indica il vizio del sistema. Si \u00e8 infatti Ministri di qualche cosa: dell\u2019interno, degli esteri, della giustizia: di qualche cosa di cui si risponde. Non esistono, in un regime parlamentare e costituzionale bene ordinato, queste funzioni di Ministri, Vice Presidenti, consiglieri, consulenti del Capo del Governo per questa o per quella cosa. Non esistono, non sono mai esistite nella nostra Costituzione.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Lei non \u00e8 stato Ministro senza portafoglio?<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Pacciardi, io ho criticato quel sistema; l\u2019ho sempre considerato come un sistema che disorganizzava l\u2019attivit\u00e0 e il funzionamento del Governo, e ho fatto tutto il possibile perch\u00e9 quella figura politica, allora imposta da certe circostanze, scomparisse. Qui si cerca di renderla permanente e ad ogni crisi, ad ogni ricomposizione del Governo vedremo affiorare nuove figure bizzarre, nuove barocche definizioni di questo tipo. E quando cercheremo di capire e andremo a cercare che cosa \u00e8 avvenuto, ci troveremo veramente nell\u2019imbarazzo.<\/p><p>Ho cercato per conto mio di raffrontare le differenti spiegazioni che sono state date dei motivi per cui questo Governo \u00e8 stato cos\u00ec composto e degli obiettivi che si propone di raggiungere. Ho trovato una interpretazione del Presidente del Consiglio dei Ministri (o speriamo sia la interpretazione democristiana, per lo meno); ho trovato una interpretazione repubblicana; ho trovato una interpretazione saragattiana: ed esse non coincidono.<\/p><p>Secondo l\u2019onorevole Presidente del Consiglio, il Governo \u00e8 stato cos\u00ec organizzato (scusate l\u2019espressione senza dubbio tradotta da un altro idioma, ma \u00e8 De Gasperi che l\u2019adopera) \u00abper accrescerne la funzione rappresentativa\u00bb. Ma per \u00abaccrescere la funzione rappresentativa\u00bb di un Governo, e cio\u00e8, diremmo noi, per rendere un Governo pi\u00f9 rappresentativo, occorre scegliere uomini che facciano parte di partiti i quali abbiano questa \u00abfunzione rappresentativa\u00bb, cio\u00e8 che rappresentino una parte notevole dell\u2019elettorato, e quindi della massa dei cittadini.<\/p><p>Come stanno invece le cose? Per rendere il suo Governo pi\u00f9 rappresentativo l\u2019onorevole De Gasperi cerca gli uomini meno rappresentativi (<em>Commenti<\/em>); cerca gli uomini come quelli del partito di Saragat i quali in realt\u00e0, se andiamo a vedere quali sono le loro basi nel Paese, difficilmente possiamo dire che rappresentino una parte ingente di esso. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00a0Permettetemi, poich\u00e9 protestate, di darvi la prova documentata delle mie affermazioni. Permettetemi di ricorrere alla statistica, alle cifre. Secondo il Presidente del Consiglio dei Ministri, l\u2019adesione del partito di Saragat a questa sua nuova combinazione dovrebbe significare il contributo dato al suo Governo dalle forze della \u00abdemocrazia socialista\u00bb.<\/p><p>Ora, le forze della democrazia socialista sono essenzialmente le forze politicamente organizzate della classe operaia e di quelle classi lavoratrici che pi\u00f9 strettamente sono legate alla classe operaia e ai suoi ideali. Da un lato entra in giuoco la tradizione, dall\u2019altro lato l\u2019organizzazione. Ma dove sono in questo caso l\u2019organizzazione e la tradizione? Dove \u00e8 la classe operaia? Per chi vota la classe operaia? Dietro chi si schiera? Chi rappresenta in questa Assemblea quella classe operaia socialista di cui il Presidente del Consiglio vorrebbe i rappresentanti per \u00abaccrescere la funzione rappresentativa\u00bb del suo Governo?<\/p><p>SCHIRATTI. In regime parlamentare contano i deputati.<\/p><p>TOGLIATTI. La classe operaia \u00e8 organizzata nei suoi Sindacati. Orbene, in questi Sindacati la consultazione democratica degli iscritti d\u00e0 al partito diretto dall\u2019onorevole Saragat l\u20191,98 per cento dei suffragi; e la stessa percentuale si ripete, anzi cade, nelle singole organizzazioni di mestiere.<\/p><p>Quando poi mi sono preso la curiosit\u00e0 di andare a vedere se per caso non sussistessero ancora alcune di quelle vecchie cittadelle della democrazia socialista, intesa in senso riformista, che una volta esistettero nel nostro Paese e di cui ricordo Livorno e Reggio Emilia, ebbene, nella Camera del Lavoro di Livorno il Partito comunista raccoglie 33.469 voti pari al 69,01 per cento e il Partito socialista dei lavoratori italiani raccoglie due voti. (<em>Ilarit\u00e0 all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Due voti, non il due per cento!<\/p><p>SARAGAT, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> E a Molinella quanti?<\/p><p>TOGLIATTI. A Reggio Emilia, gi\u00e0 cittadella del movimento socialista riformista, oggi il partito saragattiano \u00e8 respinto dai lavoratori reggiani, che tengono fede alla tradizione del socialismo e che gli danno il 0,5 per cento di suffragi.<\/p><p>Comprendo che un Governo, ad un certo momento, sia logoro. Il precedente Governo dell\u2019onorevole De Gasperi era certamente logoro. Comprendo che egli cercasse qualche forza vergine per rinfrescarsi. Sono esigenze, che alle volte si sentono nell\u2019esistenza.<\/p><p>L\u2019onorevole Saragat, il quale conosce gli uomini del suo partito, conosce queste cifre, e poich\u00e9 dicono sia persino conoscitore di letteratura francese, avrebbe potuto ricordare a De Gasperi lo scherzoso distico di Voltaire:<\/p><p><em>\u00abMonsieur Denys<\/em> (o <em>Monsieur Alcide<\/em>, se vogliamo) <em>pour finir-nos querelles<\/em><\/p><p><em>\u00abCherchez ailleurs, s\u2019il vous pla\u00eet, des pucelles\u00bb.<\/em><\/p><p>Cercate altrove la forza vergine rappresentativa! Perch\u00e9, se vi ostinate ad andare a prendere quei due voti di Livorno o quel 0,5 per cento di Reggio Emilia, voi allora autorizzate una conclusione logica: voi cercate, s\u00ec, i socialisti, ma li cercate quando non rappresentano pi\u00f9 niente. I \u00absocialisti\u00bb che voi cercate non rappresentano pi\u00f9 niente, perch\u00e9 sono stati respinti dalla classe operaia e dalla classe lavoratrice. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Essi non rappresentano pi\u00f9 niente perch\u00e9 essi hanno rinnegato il socialismo. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Ecco quello che voi volete, onorevole De Gasperi. Voi i socialisti li volete, ma solo quando hanno rinnegato il socialismo.<\/p><p>Queste considerazioni, che mi sono dettate da semplici rilievi di fatto, danno un particolare colorito a questa formazione governativa.<\/p><p>Quanto al Partito repubblicano, devo dire che l\u2019interpretazione che esso d\u00e0, attraverso la propria direzione, della formazione di questo Governo, differisce da quella che d\u00e0 l\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Il Partito repubblicano dice che si tratta di \u00abriannodare i fili dell\u2019unit\u00e0 democratica, di distendere gli animi, di tranquillizzare gli spiriti, di attutire i contrasti\u00bb. Lodevolissime intenzioni! Per\u00f2, tutto questo pu\u00f2 essere ottenuto soltanto quando si applichi un determinato metodo politico, che conduca a questi risultati. Non basta la semplice adesione del Partito repubblicano a un Governo, soprattutto nell\u2019attuale situazione del nostro Paese. Voi siete, s\u00ec, un partito che rappresenta parte della nostra tradizione nazionale e della cui tradizione riconosciamo la nobilt\u00e0. So che voi rappresentate gruppi di popolo raccolti in alcune zone nelle vostre sezioni e attorno ad esse, in Romagna, nella Versilia, in Maremma, a Roma, altrove. Nessuno vi nega questo fatto. Ma si tratta di vedere qual \u00e8 la politica che voi oggi seguite, dove voi volete portare questi gruppi di popolo, queste masse pi\u00f9 o meno numerose che ancora vi seguono, e se la vostra politica corrisponde alla loro volont\u00e0. In realt\u00e0 anche voi, dal 2 giugno in poi, avete diminuito, per dirla ancora una volta con l\u2019onorevole De Gasperi, la vostra \u00abfunzione rappresentativa\u00bb. In tutte le consultazioni elettorali seguite al 2 giugno i vostri voti sono diminuiti da un terzo a una met\u00e0, a seconda delle localit\u00e0. Fatto spiegabile: un partito repubblicano in Repubblica \u00e8 un anacronismo. Il Partito repubblicano, dopo il 2 giugno, era in realt\u00e0 un partito che doveva spiegarsi, che doveva dire che cosa esso \u00e8. \u00c8 esso un partito di conservazione; \u00e8 esso un partito di riforma e di progresso sociale?<\/p><p>DE VITA. \u00c8 un partito di progresso, onorevole Togliatti, nell\u2019ordine e nelle libert\u00e0 democratiche.<\/p><p>TOGLIATTI. Cercher\u00f2 di risponderle, onorevole De Vita. Mi pare infatti che l\u2019operazione compiuta da voi in questo momento debba lasciare molto perplessi, non dico voi, ma almeno i vostri iscritti, i membri delle vostre sezioni e i vostri elettori, i quali, per una parte senza dubbio notevole, sono elettori che desiderano un programma di progresso politico e sociale. Non credo che questi elettori possano dichiararsi sodisfatti dell\u2019operazione politica diretta dall\u2019onorevole Pacciardi e da lui realizzata con De Gasperi, perch\u00e9 questa operazione manifesta invece un indirizzo nettamente conservatore del Partito repubblicano e non progressivo, n\u00e9 nel campo politico, n\u00e9 nel campo sociale. (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Voi, colleghi repubblicani, vi sete rifiutati di partecipare al Governo con noi, quando vi dicevamo che la partecipazione al Governo, accantonato il problema monarchico, era un contributo che si doveva dare all\u2019organizzazione della resistenza e della guerra di liberazione.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Era un Governo col re: non potevamo parteciparvi.<\/p><p>TOGLIATTI. Vi ha fatto ombra quel povero luogotenente del regno, quantunque, onorevole Pacciardi, tutti ormai abbiano capito ci\u00f2 che l\u2019onorevole Sforza e il senatore Croce avevano capito fin dai tempi di Napoli e di Salerno, e cio\u00e8 che la collaborazione con quel disgraziato luogotenente era l\u2019arma pi\u00f9 efficace per sbarazzarsi della monarchia. (<em>Commenti \u2013 Interruzione del deputato Mazza<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Perfino l\u2019hanno capito, direi, l\u2019onorevole Benedettini e l\u2019onorevole Covelli. (<em>Ilarit\u00e0 all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori a destra<\/em>)<em>. <\/em>Ad ogni modo voi avete rifiutato allora la vostra collaborazione, quando forti motivi nazionali lo esigevano. Voi la rifiutaste per\u00f2 anche nel gennaio 1947. Umberto era partito; il povero luogotenente non c\u2019era pi\u00f9. Eravamo in regime repubblicano e se voi veramente aveste detto o fatto allora le cose che dite adesso di voler fare e con quel proposito foste venuti al Governo con noi, la vostra partecipazione, col programma che dite di voler difendere e applicare oggi, forse avrebbe contribuito a dare un diverso sviluppo agli avvenimenti politici dell\u2019ultima annata. La vostra partecipazione sarebbe stata, senza dubbio, una cosa positiva. Ma voi l\u2019avete sdegnosamente rifiutata, per motivi che a tutt\u2019oggi io non riesco a capire, n\u00e9 il Paese \u00e8 ancora riuscito a capire. E voi ora date la vostra collaborazione al Governo democristiano, dopo di che? Dopo il congresso di Napoli della Democrazia cristiana. Questo \u00e8 un fatto grave. Il congresso di Napoli della Democrazia cristiana \u00e8 stato infatti un congresso di rottura delle forze democratiche. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 stato un congresso tenuto al grido della parola: \u00abMettete fuori legge i comunisti!\u00bb. Questo \u00e8 il significato di quel congresso.<\/p><p>Mi dicono che in quel congresso sarebbero venuti a galla alcuni dirigenti democristiani cosiddetti di sinistra. Ma che si chiamino \u00abdi sinistra\u00bb a me non importa niente. Io non so riconoscervi gli uni dagli altri, colleghi democristiani di destra e di sinistra, quando guardo alla sostanza. Se l\u2019onorevole Dossetti presenta una mozione determinata e poi entra in una direzione, la cosa per me \u00e8 priva di valore, poich\u00e9 so che l\u2019onorevole Dossetti quando riunisce i suoi organizzatori nella provincia di Reggio Emilia dice loro: \u00abNoi vogliamo ritornare al 1919, perch\u00e9 nel 1919 i comunisti erano una piccola setta che si poteva schiacciare. Vogliamo ritornare a quella situazione e schiacciare i comunisti\u00bb. Non mi importa niente della mozione Dossetti, quando so che questa \u00e8 la posizione politica di colui che l\u2019ha proposta, una posizione politica esiziale per il nostro Paese, una posizione politica che contiene in germe la provocazione a tutti i conflitti politici e sociali, la provocazione alla guerra civile.<\/p><p>Voi, colleghi del partito repubblicano, avete, aderendo all\u2019attuale Governo De Gasperi, accettato e fatto vostra l\u2019impostazione politica del congresso di Napoli. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quello che importa \u00e8 questo orientamento politico da cui deriva anche l\u2019errore costituzionale fatto dall\u2019onorevole De Gasperi. Come faceva egli a consultarsi con i comunisti e con i socialisti, quando in partenza aveva deciso di creare una situazione in cui socialisti e comunisti fossero messi al margine della democrazia, per cercare poi di farli scivolare al di fuori del terreno democratico? Egli non poteva, e voi Pacciardi, voi Facchinetti, voi colleghi repubblicani, vi siete fatti complici di questa manovra. Questo \u00e8 il vero significato della vostra partecipazione al Governo attuale.<\/p><p>Ma badate, che in cambio di questa complicit\u00e0 l\u2019onorevole De Gasperi non vi ha nemmeno dato niente, perch\u00e9 chiedevate il Ministero dell\u2019interno e non ve lo ha dato, non vi ha dato il Ministero di grazia e giustizia, non vi ha dato nulla che conti n\u00e9 come prestigio n\u00e9 come possibilit\u00e0 di dirigere una parte dell\u2019apparato dello Stato. Non vi ha dato nulla nemmeno per ci\u00f2 che si riferisce all\u2019Esercito, perch\u00e9, se permettete, io ricordo un discorso tenuto qui dall\u2019onorevole Pacciardi in cui egli diceva che al Ministero della guerra, Ministro l\u2019onorevole Facchinetti, la Repubblica finiva al Gabinetto del Ministro, perch\u00e9 il piantone che stava fuori di questo Gabinetto non era repubblicano e il Ministro non era riuscito a mandarlo via dal suo posto.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Purtroppo, anche al Ministero di grazia e giustizia, quando c\u2019era lei.<\/p><p>TOGLIATTI. Voi non avete dunque nemmeno avuto niente. E perch\u00e9 non avete avuto niente? Perch\u00e9 \u00e8 nel metodo dell\u2019onorevole De Gasperi di collaborare con un partito soltanto dopo averlo umiliato&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Non \u00e8 vero!<\/p><p>TOGLIATTI. &#8230;o allo scopo preciso di umiliarlo. Se l\u2019onorevole Giannini prender\u00e0 la parola in questo dibattito e se la lunga e asfissiante permanenza sotto quella maleolente tonaca non avr\u00e0 tolto al pappagallo la sua vecchia e popolaresca abilit\u00e0 di polemista, forse potrebbe confermare la verit\u00e0 di quello che vi dico. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em> In realt\u00e0, da quella parte (<em>Indica la destra<\/em>) per l\u2019onorevole De Gasperi credo che il giuoco sia su per gi\u00f9 ormai finito. L\u2019onorevole Giannini parler\u00e0 qui come l\u2019ombra di quello che molti un anno fa credevano ch\u2019egli fosse.<\/p><p>Ma il Partito liberale ha subito la stessa sorte. Il suo congresso di pochi giorni fa ce ne ha dato la prova, registrando in sostanza la fine di questo partito come formazione politica autonoma, seria, che conti qualcosa. Da quella parte le cose sono regolate.<\/p><p>Ed ora tocca a voi!<\/p><p>GIANNINI. No, adesso \u00e8 lei che \u00e8 diventato liberale, onorevole Togliatti! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Voi dovete oggi subire l\u2019umiliazione di una politica che l\u2019onorevole Macrelli ha difeso ieri, con un accento che a tutti fece capire come egli la condanni. (<em>Ilarit\u00e0 all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Voi dovete aderire a questa politica senza nemmeno poter richiedere e ottenere quel compenso di dignit\u00e0 e, diciamo pure, esercizio di potere, a cui un partito che partecipa ad una formazione governativa ha diritto.<\/p><p>CHIOSTERGI. E quando voi avete approvato l\u2019articolo 7? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Io ho approvato l\u2019articolo 7, anzi, il mio Gruppo lo ha approvato, onorevole Chiostergi, a seguito di una mia dichiarazione di voto, nella quale non era fatta la minima allusione alla circostanza che il nostro partito partecipasse in quel momento al Governo o non vi partecipasse. Il che vuol dire che noi oggi, posti di fronte allo stesso problema, faremmo altrettanto, manterremmo la stessa posizione, indipendentemente dalla nostra partecipazione o non partecipazione al Governo. Comunque, la nostra passata partecipazione al Governo non ha per nulla esercitato influenza sul nostro voto a favore dell\u2019articolo 7. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E veniamo alla spiegazione saragattiana della soluzione della crisi attuale, la quale forse \u00e8 quella che contiene maggiori elementi di sincerit\u00e0. Il documento, infatti, col quale il partito dell\u2019onorevole Saragat ha commentato la formazione di questo Governo, letto con attenzione, rivela quale \u00e8 veramente l\u2019anima del Governo. Il documento non ha nessun carattere costruttivo. \u00c8 esclusivamente un documento polemico contro il nostro Partito, di cui vorrebbe criticare gli errori. Onorevole Saragat, tra quindici giorni si riunisce il nostro Congresso e i nostri errori, semmai, li discuteremo fra noi. Credo per\u00f2 che, tutto sommato, avremo modo di costatare che il nostro Partito in questi due anni ha avuto pi\u00f9 successo del suo, il che vuol dire che, secondo il giudizio dalle masse, noi tanti errori non ne abbiamo commessi.<\/p><p>A parte questo, nel documento dell\u2019onorevole Saragat \u00e8 un po\u2019 difficile orientarsi, data l\u2019approssimativa lingua italiana in cui \u00e8 scritto. Vi si parla, per esempio, di una \u00abparalisi\u00bb in cui noi ci saremmo \u00abposti\u00bb, e a un certo punto questa \u00abparalisi\u00bb diventa un \u00abpeso morto\u00bb! Scusi la critica, onorevole Saragat; comprendo d\u2019altra parte che Ella ha dovuto tradurre il suo testo dall\u2019inglese o dall\u2019americano. (<em>Rumori \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Stia zitto, professore di mistica!<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Dice a Laconi?<\/p><p>LACONI. Onorevole Presidente, chiedo la parola per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego, onorevole Laconi.<\/p><p>LACONI. C\u2019\u00e8 qualche imbecille che sta parlando di me! (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. A parte la forma, il tono di queste dichiarazioni del partito saragattiano, in sostanza \u2013 forse con un po\u2019 pi\u00f9 di ipocrisia \u2013 esprime lo stesso ordine di idee del Congresso democristiano di Napoli. Si tratta di un manifesto anticomunista, il quale esprime unicamente il proposito \u2013 ripeto \u2013 di mettere ai margini della vita democratica, ed eventualmente di escluderne, quei partiti che pi\u00f9 direttamente, io direi fisicamente, sono legati alla classe operaia. Alla classe operaia italiana, alle classi lavoratrici e a quei gruppi sociali del nostro Paese che comprendono quale \u00e8 la funzione di guida che oggi spetta alla classe operaia nel mondo moderno. \u00abFuori legge i comunisti!\u00bb Ecco il vostro grido, ecco il grido del congresso di Napoli.<\/p><p>Ridicolo vaneggiamento! Ci vuole altro che un cancelliere di carta per realizzare una simile parola d\u2019ordine.<\/p><p>La forza crescente delle organizzazioni del nostro partito, le adesioni sempre pi\u00f9 numerose alla nostra idea e ai nostri programmi di uomini e donne che provengono da tutte le classi sociali, sono tali e tante che noi stessi ne siamo meravigliati. Questa \u00e8 veramente la marcia del progresso. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>RUSSO PEREZ. \u00c8 la marcia su Roma. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> \u00c8 la marcia del rublo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. No, questa \u00e8 la resurrezione del popolo italiano. (<em>Approvazioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 il popolo italiano il quale si leva in piedi e si organizza e lotta per scuotere dalle proprie spalle il giogo di secoli di servit\u00f9 e di privilegi che hanno pesato su di esso. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi non riuscirete mai a far girare all\u2019indietro la ruota della storia. Altri tentarono di farlo e non ci riuscirono. Voi fallirete allo stesso modo. Potete condannare il nostro Paese a una vita tormentata per alcuni anni. Questo potete farlo, s\u00ec, avete forse in questo momento la forza materiale, avete certamente l\u2019animo malvagio per farlo. (<em>Proteste al centro \u2013 Interruzioni \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma non potrete mai impedire che questo grande progresso di redenzione di folle, che noi rappresentiamo, venga arrestato, non potrete mai impedire che esso si realizzi come processo di costruzione di una democrazia e di una societ\u00e0 nuove. Questo non potrete impedirlo mai! (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per questo l\u2019onorevole De Gasperi e i pennivendoli ai suoi stipendi, quando vanno in cerca degli argomenti per giustificare l\u2019attuale politica democristiana, sono costretti a costruire, a inventare; ma costruiscono sul falso, su posizioni cio\u00e8 che non corrispondono n\u00e9 alla verit\u00e0, n\u00e9 alla realt\u00e0, e nemmeno agli interessi della Nazione italiana.<\/p><p>Quali sono del resto, gli argomenti che vengono portati contro di noi e che dovrebbero giustificare il proposito di \u00abmetterci fuori legge?\u00bb Premetto che divider\u00f2 la mia esposizione in due parti: motivi di politica estera, motivi di politica interna. Si dice, prima di tutto, che noi non approviamo il piano Marshall, e come si fa ad accettare in questo Governo, in questa democrazia, coloro che non approvano il piano Marshall? Come si fa a non approvare il piano Marshall? <em>Vade retro Satana!<\/em> Si tolgano dalla scena coloro che non sono d\u2019accordo con questo Vangelo.<\/p><p>Ma, o signori, io vorrei che si levasse in piedi quello di voi che sa che cosa il piano Marshall significhi per il nostro Paese, e credo che l\u2019ultimo ad alzare la mano sarebbe proprio l\u2019onorevole Sforza.<\/p><p>Quando ci si \u00e8 parlato del piano Marshall noi abbiamo sollevato una prima istanza di riserva e di opposizione. Abbiamo chiesto che ci dicessero che cosa significa questo piano pel nostro Paese, cio\u00e8 che ci dicessero quali sono gli impegni che vengono a gravare sulla Nazione, sullo Stato, sull\u2019economia italiana, in corrispondenza all\u2019adesione che, pare, il nostro Governo abbia dato a quel famoso \u00abpiano\u00bb. A questa richiesta non ci \u00e8 stata data risposta.<\/p><p>La dichiarazione ministeriale dell\u2019onorevole De Gasperi dell\u2019altro ieri avrebbe dovuto almeno contenere un minimo di spiegazione a questo proposito, dal momento che il piano Marshall sembra sia stato la pietra di paragone di cui egli si \u00e8 servito per determinare la composizione del suo Governo.<\/p><p>Egli ci ha parlato infatti di un dovere di onest\u00e0, anzi di un impegno per il quale noi \u2013 dissenzienti \u2013 non avremmo potuto venire con lui. Ebbene, ci dica che cos\u2019\u00e8 questo impegno, in che cosa esso consiste. Noi non lo sappiamo, e nessuno in Italia lo sa. Noi dobbiamo faticosamente andar ricercando qualche cosa che lo concerna nei fogli della stampa estera e quando apriamo una discussione sollevando obiezioni di sostanza, ci rispondono che abbiamo bisogno dell\u2019aiuto americano. Giunti a questo punto, tutti i giornali, dal liberale all\u2019indipendente, dal cattolico al saragattiano, dal neo fascista al repubblicano, ci ripetono la stessa solfa: l\u2019aiuto, l\u2019aiuto, l\u2019aiuto!<\/p><p>Ma, signori, questa posizione \u00e8 falsa; questa posizione \u00e8 da respingere e noi veramente la respingiamo. Questo modo di porre il problema \u00e8 antinazionale. Esso contiene in germe il pi\u00f9 grave pericolo per la nazione italiana, perch\u00e9 contiene in germe la rinunzia alla nostra libert\u00e0 e indipendenza economica, e quindi \u00e8 per ci\u00f2 stesso la rinuncia all\u2019affermazione dello Stato e quindi della nazione italiana come Stato e Nazione indipendente, la rinunzia per l\u2019Italia ad essere potenza fra le potenze, il che \u00e8 poi l\u2019obiettivo che dovremmo proporci di raggiungere nell\u2019attuale fase della nostra politica nazionale.<\/p><p>Gi\u00e0 l\u2019onorevole Nenni ha nel suo intervento di ieri, difeso una posizione molto giusta trattando di questo tema. Un paese libero scambia merci con merci; un paese sano scambia merci con merci, non scambia merci contro il credito di una moneta che non \u00e8 in condizione di procurarsi attraverso lo sviluppo normale dei suoi traffici, e che, per studiare il modo di procurarselo, deve ricorrere al gioco di acrobazie intellettuali di cui ci ha dato un esempio ieri l\u2019onorevole Valiani, mentre nessuno dei colleghi prestava attenzione a quanto egli diceva.<\/p><p>Noi siamo gi\u00e0 oggi in condizioni di fondare la nostra politica estera sulla base di una politica economica differente. Noi dobbiamo pertanto respingere l\u2019impostazione che vien data da tutta questa stampa prezzolata non so da quale ambasciata, e che umilia il Paese, e avvelena l\u2019opinione pubblica parlando sempre di aiuti e soltanto di aiuti e ancora di aiuti che abbiamo bisogno di ricevere dai generosi americani.<\/p><p>Per questa strada, onorevoli colleghi, non si pu\u00f2 andare avanti senza mettere in pericolo l\u2019indipendenza del Paese. Per questa strada si arriva alla dichiarazione di Truman, la quale dichiarazione non \u00e8 vero, onorevole Sforza, che non accenni a niente di pi\u00f9 di quanto non vi sia nel Trattato di pace e nel Patto delle Nazioni Unite. Nel Trattato di pace non vi \u00e8 nessun richiamo alla nostra sovranit\u00e0 e indipendenza a cui si possa riferire una dichiarazione come quella del signor Truman.<\/p><p>Nel Patto delle Nazioni Unite v\u2019\u00e8, s\u00ec, un articolo che prevede la garanzia della pace e dell\u2019indipendenza dei popoli. Esso \u00e8 l\u2019articolo primo, ma la garanzia di cui si parla \u00e8 una garanzia collettiva; non \u00e8 e non pu\u00f2 essere la garanzia unilaterale di un solo Stato. \u00c8 quindi inutile, onorevole Sforza che ella venga qui con l\u2019aria del nobile decaduto in una Repubblica che ha soppresso i titoli nobiliari a dirci, col tono dell\u2019uomo altiero: \u00abDa gentil schiatta torno\u00bb, dovete fidarvi di me.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Parli di cose serie! (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Sforza, mi rincresce che ella debba dirmi che parlo di cose non serie, proprio quando parlo di lei. (<em>Ilarit\u00e0 all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Forse \u00e8 questa la manifestazione di un residuo di autocoscienza che \u00e8 in lei rimasto; me ne compiaccio.<\/p><p>Il tema di cui parlo, \u00e8 il pi\u00f9 serio che oggi stia davanti al popolo italiano. Ella onorevole Sforza, non ha trovato ancora il minimo di dignit\u00e0 necessario per protestare contro l\u2019attivit\u00e0 di un ambasciatore americano, il quale va in giro a organizzare gli industriali per la resistenza contro le classi lavoratrici, e per chiedere la loro adesione al fronte anticomunista. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> Lei non ha trovato questo minimo di dignit\u00e0 che avrebbe avuto in regime monarchico un qualsiasi Ministro degli esteri di quelli che furono suoi predecessori. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Nostalgie monarchiche!<\/p><p>TOGLIATTI. L\u2019indipendenza del nostro Paese noi l\u2019abbiamo riconquistata a fatica; n\u00e9 io voglio escludere che abbiamo bisogno di garanzie internazionali per difenderla, perch\u00e9 parlo realisticamente di politica estera e della situazione dell\u2019Italia d\u2019oggi. Ma una garanzia dell\u2019indipendenza di un Paese, se vuole veramente essere garanzia di indipendenza, sempre deve essere collettiva. Tale fu la garanzia dell\u2019indipendenza belga, che del resto non funzion\u00f2; tale \u00e8 la garanzia dell\u2019indipendenza svizzera, che invece ha funzionato nel corso di due o tre guerre.<\/p><p>Una garanzia unilaterale di indipendenza, \u00e8 data per di pi\u00f9 da quel signor Truman che ha formulato quella dottrina che voi tutti conoscete; da quel signor Truman che, mentre parla della nostra indipendenza, parla in pari tempo della \u00absicurezza\u00bb degli Stati Uniti. Una simile garanzia non \u00e8 fatta per difendere la nostra indipendenza; anzi, \u00e8 un atto che esprime soltanto la tendenza a trasformare il nostro Paese in protettorato di una grande potenza imperialista. Ci dica il Governo se quella dichiarazione l\u2019ha sollecitata in qualsiasi modo; ci dica perch\u00e9 non ha protestato contro quella dichiarazione, perch\u00e9 noi non vogliamo che l\u2019Italia diventi un protettorato di nessuno. (<em>Commenti al centro \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lasciate dire, colleghi democristiani, qualche cosa da imparare troverete sempre in quello che noi diciamo.<\/p><p>Tutte le volte che in Europa o nel mondo si \u00e8 costituito un blocco, come oggi si \u00e8 costituito, di potenze politicamente e socialmente conservatrici, la sorte del nostro Paese \u00e8 sempre stata legata alla lotta contro questo blocco e alla distruzione di esso. Cos\u00ec avvenne quando si cre\u00f2, al principio dell\u2019800, il primo blocco reazionario in Europa: la Santa Alleanza. Noi siamo sorti come Nazione in lotta contro la Santa Alleanza. Combattendo per diventare Nazione e Stato indipendente, abbiamo contribuito a distruggere la Santa Alleanza. Un secondo blocco conservatore reazionario fu nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, la Triplice. Ebbene, anche in questo caso, noi, dopo essere diventati Stato nazionale indipendente, abbiamo incominciato a essere potenza tra le potenze, quando abbiamo incominciato a staccarci dal sistema della Triplice, a lavorare diplomaticamente per disgregarlo, a lottare per distruggerlo. Il merito del liberalismo italiano alla fine dell\u2019ultimo secolo e al principio di questo fu proprio di aver capito che questa era una necessit\u00e0 della nostra vita nazionale. Oggi vediamo davanti a noi il terzo grande blocco reazionario, che \u00e8 il blocco americano costituito sopra la base della dottrina di Truman. Per l\u2019Italia l\u2019alternativa \u00e8 oggi come quella di allora. Sotto la protezione di quel blocco l\u2019Italia potr\u00e0 essere semmai un protettorato, non potr\u00e0 essere un Paese libero ed indipendente. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le sorti d\u2019Italia dopo questa guerra, la possibilit\u00e0 che l\u2019Italia torni ad essere come noi vogliamo che torni ad essere, nazione libera fra le nazioni libere, potenza fra le potenze, \u00e8 che il nuovo blocco reazionario non riesca mai a stabilire sopra il nostro Paese la propria presa, a farci diventare un protettorato. Le sorti d\u2019Italia sono legate alla prospettiva che questo blocco, il quale \u00e8 un blocco di forze conservatrici e reazionarie, che nella difesa disperata del regime capitalistico raccolgono attorno a s\u00e9 tutti i residui dei regimi reazionari passati, non riesca mai a stabilire il proprio dominio su nessun popolo libero di nessuna parte del mondo. (<em>Interruzione del deputato Mazza<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. Lei c\u2019\u00e8 stato mai in America?<\/p><p>TOGLIATTI. L\u2019onorevole che test\u00e9 mi ha interrotto, dell\u2019estrema destra, ha parlato di Stalin, cio\u00e8 della Russia. Egli mi offre l\u2019occasione di aggiungere a questo proposito qualche considerazione. Leggevo in questi giorni un interessante libretto che ho trovato finalmente in una biblioteca dopo tanto tempo che lo cercavo, e che contiene una serie di rivelazioni sulla vita diplomatica di uno dei nostri migliori diplomatici, Salvatore Contarini, uomo che ho avuto la ventura di conoscere nell\u2019estate del 1944 e col quale ho avuto occasione di scambiare opinioni sul grave problema del destino della Nazione e dello Stato italiano dopo questa guerra e al punto a cui ci ha portato la criminale politica del fascismo. Ho ritrovato in questo libro le idee fondamentali che il Contarini allora mi esponeva e che coincidevano con le mie considerazioni e preoccupazioni.<\/p><p>Tutta la concezione politica di quel diplomatico, che fu uno di quelli che diedero un maggior contributo allo sviluppo di una politica estera italiana autonoma e indipendente, \u00e8 fondata prima di tutto sulla constatazione che l\u2019Italia per essere un Paese libero indipendente, non deve permettere che si costituiscano grandi blocchi internazionali di potenze imperialistiche, essendo ad essa esiziale questa politica; in secondo luogo, \u00e8 fondata sulla oggettiva constatazione, che uno dei contributi pi\u00f9 grandi alla conquista di un\u2019indipendenza diplomatica e quindi politica del nostro Paese \u00e8 stato dato proprio da coloro i quali hanno coltivato le nostre relazioni con la Russia. Noi diventiamo potenza fra le potenze quando intacchiamo il blocco della Triplice, e noi intacchiamo per la prima volta seriamente il blocco della Triplice con il patto di Racconigi.<\/p><p>Tutto il problema della politica estera del nostro Paese in questo dopoguerra sta proprio nel ristabilire un nostro contatto, e una collaborazione con quel grande Paese la cui amicizia pu\u00f2 consentire all\u2019Italia di riprendere in Europa e nel mondo una posizione di libert\u00e0 e di indipendenza.<\/p><p>Ma, a questo proposito, tutta la nostra politica estera in questi ultimi anni \u00e8 stata sbagliata, falsa. Essa ha spinto il nostro Paese in un vicolo chiuso, da cui non vi \u00e8 via di uscita, perch\u00e9 non \u00e8 una via di uscita per una nazione come la nostra quella di sollecitare o di esaltare una dichiarazione unilaterale che stabilisce sull\u2019Italia un protettorato americano. Questo, se mai, \u00e8 l\u2019inizio della fine dell\u2019indipendenza del nostro Paese.<\/p><p>All\u2019onorevole Lussu, il quale ieri ha affermato che non gli risulta sia esistita o esista una pressione straniera per escludere un determinato partito, diciamo il Partito comunista o quello socialista, dal Governo italiano, debbo dire che egli \u00e8 troppo ottimista. Anzi, egli \u00e8 un illuso. Legga il collega Lussu la \u00abVoce Repubblicana\u00bb del 16 dicembre 1946. Nell\u2019editoriale di questo giornale \u00e8 detto in tutte lettere che la presenza dei comunisti al Governo ci toglierebbe immediatamente gli aiuti americani.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Era Lowett che lo diceva, non la <em>Voce Repubblicana.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Io non so chi l\u2019ha detto. Io so che qui la cosa \u00e8 detta con l\u2019autorit\u00e0 di un partito che \u00e8 al Governo, con l\u2019autorit\u00e0 dei dirigenti di questo partito. Io sono quindi costretto a crederlo. Non voglio credere che si tratti di un\u2019affermazione escogitata da un editorialista per impressionare il Paese. Ci troviamo di fronte a una constatazione seria, che porta la firma di un partito ragguardevole e a cui perci\u00f2 dobbiamo credere.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Era la dichiarazione di Lowett&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Allora la cosa \u00e8 vera. E allora, onorevole Pacciardi, se questo \u00e8 vero, perch\u00e9 lei rimane in quel Governo? Non sente quale fonte di abiezione \u00e8 per il nostro Parlamento&#8230; (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>) il fatto che il Governo del nostro Paese, per la prima volta nella storia \u2013 (no, per la seconda volta, a Sal\u00f2 pure si faceva cos\u00ec) \u2013 venga costituito secondo gli ordini di una potenza straniera? (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em> Amici repubblicani, dopo Novara, che fu quella catastrofe che tutti sappiamo, i ministri della monarchia piemontese respinsero con sdegno ogni forma anche lontana di intervento straniero nella politica interna del Paese. Anche nei tempi pi\u00f9 oscuri della politica triplicista \u2013 di quella politica contro la quale lott\u00f2 tanto la destra quanto la sinistra quando prima l\u2019una e poi l\u2019altra pensarono che essa fosse legata a un intervento nella nostra politica interna \u2013 nemmeno nei tempi pi\u00f9 oscuri della politica triplicista, ripeto, si \u00e8 mai data una cosa simile. E voi, repubblicani, accettate di entrare nel Governo in questo momento e sotto questa insegna!<\/p><p>Vergogna per te, Pacciardi!<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Tu ci sei stato sotto l\u2019occupazione straniera. (<em>Applausi a sinistra, al centro e a destra \u2013 Proteste all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Hai subito l\u2019umiliazione di stare con il re. (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Hai controfirmato le clausole dell\u2019armistizio per stare al Governo. (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Io dico che per voi \u00e8 una vergogna, lasciatemelo ripetere. Voi trascinate nel fango le bandiere&#8230; (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori prolungati a sinistra e al centro \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. Di quale bandiera parla?<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Noi vi impediamo di ritornare al fascismo. (<em>Applausi a sinistra e al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce.<\/em> Ritiri le parole. (<em>Scambio di vivaci apostrofi \u2013 Agitazione \u2013 Tumulto \u2013 Reiterati richiami del Presidente, che sospende la seduta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 17.55,<\/em> \u00e8 <em>ripresa alle 18.20<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte siciliana. Prego gli scrutatori, il cui nome \u00e8 stato sorteggiato all\u2019inizio della seduta, di recarsi nella sala apposita per lo spoglio delle schede.<\/p><p>Si riprende la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Zuccarini. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ZUCCARINI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi! Pochi minuti fa l\u2019onorevole Togliatti si \u00e8 lasciato sfuggire delle parole, che non so se volessero essere offesa particolare al nostro Partito, od offesa ai sentimenti patriottici di tutta l\u2019Assemblea. Egli ha detto, ed i resoconti stenografici non mentono: \u00abVoi trascinate nel fango le bandiere&#8230;\u00bb.<\/p><p>Se questa frase, completata, doveva riferirsi alla bandiera nazionale, io credo che questa espressione sia inammissibile qui dentro. Se voleva riferirsi alle bandiere del nostro partito, io dico ed affermo che mai bandiere pi\u00f9 patriotticamente furono sventolate nella lotta politica italiana, ed a nome del mio partito io protesto contro l\u2019affermazione che ci offende e che non corrisponde alla verit\u00e0 storica, la quale dice il contrario. Io prego l\u2019onorevole Presidente di voler invitare l\u2019onorevole Togliatti a ritirare od a spiegare il senso delle sue parole: lo chiedo per l\u2019onore di questa Camera, ma soprattutto per l\u2019onore di quel partito in nome del quale io parlo in questo momento, partito che se ha un merito, \u00e8 quello di avere in ogni momento sostenuto e difeso gli alti interessi della Patria italiana. (<em>Vivi applausi a sinistra, al centro<\/em> e <em>a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Togliatti il quale, senza dubbio, riprendendo il suo discorso, chiarir\u00e0 il significato delle parole che ha pronunciato.<\/p><p>TOGLIATTI. Signor Presidente, colleghi repubblicani, le parole da me pronunciate le ripeto prima di tutto testualmente. Sono queste: \u00abVoi trascinate nel fango le bandiere di quel partito che fu di Alberto Mario e di Giuseppe Mazzini\u00bb. Queste sono le esatte parole che io ho pronunciato.<\/p><p>MARINELLI. Questo ci offende!<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ritiri.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, suppongo che l\u2019onorevole Zuccarini, nel modo pi\u00f9 autorizzato e autorevole, ha detto quello che riteneva si dovesse dire nel nome del partito posto in causa e non comprendo perch\u00e9 altri desiderino aggiungere, prima che l\u2019onorevole Togliatti abbia parlato, altre parole a quelle che abbiamo udito poco fa.<\/p><p>Facciano silenzio! Prosegua, onorevole Togliatti<\/p><p>TOGLIATTI. Sono pi\u00f9 che disposto, colleghi repubblicani, a dirvi e confermarvi che non vi \u00e8 in questa espressione nulla che possa essere ritenuto, sia nelle parole sia nelle intenzioni, come offensivo per il vostro partito o per le sue tradizioni. Gi\u00e0 ebbi l\u2019occasione di dire, nella prima parte della mia esposizione, che apprezzo le tradizioni del vostro partito, che ritengo essere parte integrante della grande tradizione nazionale italiana. Con questa mia espressione volevo sottolineare unicamente \u2013 forse in forma polemica vivace e aggressiva \u2013 l\u2019impressione suscitata in me dall\u2019articolo a cui mi riferivo e nel quale riscontravo non solo il riconoscimento, ma la supina accettazione di un intervento straniero nelle cose nostre, e quindi un contrasto stridente con le tradizioni nazionali del vostro partito.<\/p><p>DE VITA. Le discutiamo noi le nostre tradizioni! (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole De Vita, la prego, faccia silenzio.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole De Vita, quello che lei ha detto non \u00e8 vero. Quando la tradizione di un partito entra a far parte della tradizione nazionale, tutti la sentono. Io ripeto che non ho voluto e non voglio offendere il vostro partito. Anzi, se mi chiedete di dire una parola di riprovazione per l\u2019eccessivo spirito polemico che mi ha animato, son disposto a farlo, perch\u00e9 non voglio rimanga nemmeno l\u2019ombra in voi del sospetto che io abbia voluto offendere il vostro partito. Sottolineo per\u00f2, che invariato rimane il mio giudizio politico su una politica che considero in stridente contrasto con le vostre tradizioni.<\/p><p>Passo quindi a esaminare, onorevoli colleghi, i motivi di politica interna che vengono addotti per costruire artificiosamente quella scissione che si vuole creare nel nostro Paese. Questi motivi affiorano in un modo molto evidente e chiaro nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, ma affiorano precisamente in ci\u00f2 che esse hanno di erroneo, di viziato, di pericoloso e anche di minaccioso per il Paese. Esse affiorano l\u00e0 dove il Presidente del Consiglio parla di \u00absuggestione della violenza e dell\u2019azione diretta\u00bb a cui si abbandonerebbero i partiti della sinistra concedendo anche qui alla terminologia provocatoria degli editorialisti della cosiddetta stampa indipendente e neofascista. La violenza, fazione diretta: ho l\u2019impressione che voi, onorevole De Gasperi, evochiate con troppa frequenza e con troppa leggerezza questo fantasma, il quale viene del resto evocato da troppe parti, e all\u2019interno e all\u2019estero. Questo dimostra soltanto una organica incapacit\u00e0 di comprendere quello che sta realmente avvenendo in Italia oggi. Non \u00e8 preconcetta intenzione di un qualsiasi partito democratico, e soprattutto non lo \u00e8 dei partiti di questa parte dell\u2019Aula, di provocare la guerra civile. Quale \u00e8 dunque l\u2019origine delle agitazioni di lavoratori che hanno avuto luogo in questi ultimi mesi? Avete voi studiato queste agitazioni, avete visto quali erano i loro obiettivi, perch\u00e9 sono sorte e come sono finite? Non vi siete mai chiesto perch\u00e9 tutte queste agitazioni \u2013 salvo forse pochissime eccezioni; anzi, credo forse che eccezioni non vi sono \u2013 tutte sono terminate con la vittoria delle masse lavoratrici? (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo che cosa vuol dire? Vuol dire che tra le parti che sono scese in lotta ve ne era una, e non era la parte operaia, non era la parte dei lavoratori, la quale ha provocato le agitazioni e le lotte con la intenzione di provare se dall\u2019altra parte vi fosse capacit\u00e0 di resistenza sufficiente per respingere il sopruso, la violazione di un patto o di un accordo contrattuale.<\/p><p>Prendete lo sciopero dei braccianti, per esempio. Quando cominci\u00f2 quello sciopero si \u00e8 mosso persino il Dipartimento di Stato, cio\u00e8 il Ministero degli esteri americano. Un esponente del Dipartimento di Stato ha ritenuto necessario esprimere in proposito la sua autorevole ma non richiesta opinione, secondo cui quello sciopero era cosa esiziale per la nazione italiana. Detto questo naturalmente, si concludeva con la condanna della parte operaia. Nello stesso modo si esprimeva il partito al Governo, cio\u00e8 la Democrazia cristiana; ma lo sciopero \u00e8 terminato con la vittoria, cio\u00e8 con il riconoscimento generale che le ragioni dei braccianti erano giuste e sacrosante, tanto che a un certo punto voi stessi avete dovuto dire, per bocca dei vostri organizzatori, che aderivate allo sciopero, perch\u00e9 lo riconoscevate giusto e riconoscevate civile il metodo con cui i lavoratori condussero alla vittoria quella grande battaglia.<\/p><p>Fate una statistica delle agitazioni e degli scioperi nelle campagne e vedrete che la maggior parte di esse sono provocate dalla inadempienza della parte padronale rispetto al patto mezzadrile, che porta il nome di \u00ablodo De Gasperi\u00bb. Chiedete ai nostri organizzatori sindacali dell\u2019Italia settentrionale quali sono i motivi delle nuove agitazioni che si stanno preparando nelle campagne di numerose provincie del nord ed essi vi spiegheranno che il motivo principale sta nel fatto che il patto concluso in seguito al grande sciopero bracciantile non viene rispettato da una delle parti che l\u2019ha firmato, e cio\u00e8 dalla parte padronale. Questa \u00e8 la realt\u00e0. Cio\u00e8 la realt\u00e0 \u00e8 che noi ci siamo trovati e ci troviamo di fronte al deliberato proposito dei padroni, o per lo meno dei loro gruppi pi\u00f9 reazionari, di provocare la classe operaia, prima di tutto nei suoi sindacati e poi nei suoi partiti politici, a una lotta continua, allo scopo di vedere se ci siano punti deboli nel fronte del lavoro e della democrazia pi\u00f9 avanzata, per introdurre in quella breccia l\u2019arme della provocazione e della disgregazione.<\/p><p>Ma parecchie delle agitazioni sono state politiche, senza dubbio. \u00c8 un caso, per\u00f2, che anche le agitazioni politiche siano terminate tutte o quasi tutte con la vittoria? Questo vuol dire che anche nel campo politico ci siamo trovati di fronte allo stesso proposito di provocare la parte pi\u00f9 avanzata della democrazia a determinati combattimenti, nella speranza di riuscire o ad abbatterla oppure ad isolarla dalle pi\u00f9 larghe masse dei cittadini, che noi invece vogliamo siano e rimangano saldamente raccolte attorno alle bandiere della democrazia.<\/p><p>Ammetto che molte agitazioni di carattere politico furono molto avanzate e assunsero aspetti che potevano anche sembrare minacciosi. Tali per esempio le agitazioni di Milano e quella recentissima di Pescara.<\/p><p>Ma qui si pone un\u2019altra questione. Voi ci parlate di legalit\u00e0; ci accusate di voler uscire dalla legalit\u00e0. Anche ieri il Ministero dell\u2019interno finiva il suo dire con una esaltazione del rispetto della legalit\u00e0 e dell\u2019ordine. Ma che cosa \u00e8 legalit\u00e0; che cosa \u00e8 ordine?<\/p><p>Non crediate (e qui riprendo una tesi che in sede costituzionale \u00e8 stata difesa proprio da voi) che basti una maggioranza qualsivoglia a dare impronta legale a qualsiasi provvedimento; che basti una maggioranza parlamentare d\u2019occasione a giustificare un sopruso. Occorre qualche cosa di pi\u00f9, occorre prima di tutto il rispetto della legge, e cio\u00e8 delle forme che sono stabilite dalla legge a tutela della libert\u00e0 dei cittadini e della sostanza democratica della legge stessa. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Quello che il Ministro dell\u2019interno ha fatto nel caso di Pescara, ad esempio, anche se egli ha trovato un Consiglio di Stato che gli ha dato ragione e una maggioranza parlamentare che ha messo una pietra su tutto il suo operato, rimane ad ogni modo un sopruso, un intollerabile sopruso.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ma quale \u00e8 la legge?<\/p><p>TOGLIATTI. Voi potete con una maggioranza qui dentro legalizzare formalmente qualsiasi sopruso; ma per i cittadini che hanno un senso ormai sveglio dei loro diritti, quello rimane un sopruso, di fronte al quale la coscienza dei cittadini resiste, insorge, si ribella. Questa \u00e8 la questione. (<em>Commenti \u2013 Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PASTORE GIULIO. Onorevole Togliatti, di questa tesi ci serviremo noi in Confederazione! (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Faccia quel che vuole; ma se ne serva per ora in Parlamento.<\/p><p>Vi \u00e8 una parte avanzata della popolazione del nostro Paese, ed essa in regioni intiere \u00e8 la stragrande maggioranza dei lavoratori, la maggioranza del ceto medio di campagne e di citt\u00e0 e una grande parte anche del ceto medio professionista, che non \u00e8 d\u2019accordo con la vostra politica, che disapprova la vostra politica, che \u00e8 in contrasto con tutto ci\u00f2 che voi dite e fate.<\/p><p>Voi dovete tener conto di questo. Questa parte poi \u00e8 la pi\u00f9 attiva della popolazione, non \u00e8 la parte passiva e arretrata: al contrario. Si crea in questo modo un contrasto profondo, dal quale sgorga l\u2019atmosfera di tensione che dobbiamo oggi lamentare, e in cui si inseriscono i conflitti economici, i conflitti politici, i conflitti sociali che ci dilaniano.<\/p><p>Ed \u00e8 proprio in questo momento che voi, al vostro congresso, lanciate la parola d\u2019ordine: \u2013 Fuori dalla legge i comunisti!<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ma non \u00e8 vero! Nessuno l\u2019ha lanciata. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Nessuno l\u2019ha lanciata, onorevole De Gasperi? Ma la sua stampa giuoca ogni giorno e ad ogni passo con questa parola d\u2019ordine, ne fa una bandiera nei pi\u00f9 provocatori dei suoi scritti, i quali sembrano tutti costruiti su un tessuto di ridicole menzogne, allo scopo di far credere che in questa parte del Paese esista una setta tenebrosa che vorrebbe ad ogni costo scatenare la guerra civile, e non una massa di onesti cittadini che vogliono difendere, consolidare, far progredire il regime democratico.<\/p><p>Lei, al Congresso di Napoli, rivolge delle lodi a Di Vittorio perch\u00e9 \u00e8 andato a portare la pace a Cerignola, ma sul suo giornale pubblica ogni settimana l\u2019immagine di Di Vittorio vestito da bandito. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Lei scherza con queste cose, onorevole De Gasperi; ma questo vostro atteggiamento denunzia ispirazioni, che anche questa volta vengono da lontano.<\/p><p>Il primo paese d\u2019Europa cui \u00e8 stata applicata la dottrina di Truman, il primo paese su cui si \u00e8 steso quel protettorato americano che voi invocate anche per noi, la Grecia, \u00e8 oggi un Paese in cui si sta svolgendo un\u2019accanita guerra civile, la cui parola d\u2019ordine iniziale \u00e8 proprio stata quella di metter fuori dalla legge i partiti della democrazia avanzata e in prima linea i comunisti. Oggi, grazie alla \u00abprotezione\u00bb del signor Truman, la Grecia intiera \u00e8 insanguinata dalla guerra civile.<\/p><p>Dieci patrioti comunisti sono stati ieri assassinati, a Salonicco, probabilmente da piombo americano: vada da questa Assemblea un commosso saluto alla loro memoria. (<em>L\u2019estrema sinistra si leva in piedi ed applaude lungamente<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Viva Petkov! Viva Petkov!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiano almeno rispetto per i morti!<\/p><p>TOGLIATTI. Questo \u00e8 il proposito, questa la prospettiva con cui voi giocate. Ma particolarmente grave e pericoloso \u00e8 il giuoco, perch\u00e9 ci troviamo in un Paese \u2013 e qui accetto la definizione dei rapporti politici e sociali italiani data dall\u2019onorevole Pacciardi in una conversazione che avemmo insieme con un eminente uomo politico americano alcune settimane or sono \u2013 le cui condizioni economiche e sociali sono arretrate, ma in cui esiste ormai un\u2019avanguardia assetata di giustizia e di libert\u00e0, che avanza per rinnovare i rapporti politici ed economici, per rinnovare tutta la vita nazionale, per spezzare le catene della feudalit\u00e0 economica, per distruggere i privilegi sociali, per redimere plaghe intiere d\u2019Italia che devono essere redente. In questo Paese, dove sotto le ceneri ardono queste braci, e sono vivi tutti questi problemi, evocare il fantasma della guerra civile, giocare col proposito di mettere al bando le schiere pi\u00f9 avanzate della democrazia \u00e8 un delitto verso la Nazione.<\/p><p>Sappiamo quanto sono gravi le questioni che il popolo italiano dovr\u00e0 risolvere per riuscire ad avere veramente non soltanto una Repubblica scritta nella Costituzione, ma di fatto un regime repubblicano, cio\u00e8 un regime di governo del popolo e non delle caste privilegiate, un regime di governo per il popolo e non nell\u2019interesse del ceto plutocratico.<\/p><p>Sappiamo quanto sono gravi questi problemi: la riforma industriale, la riforma agraria, la riforma bancaria, la redenzione di tutta l\u2019Italia meridionale, la redenzione politica e sociale delle isole nostre. \u00c8 sapendo quanto questi problemi sono gravi, \u00e8 conoscendo bene qual \u00e8 l\u2019animo delle nostre classi dirigenti, profondamente reazionarie e pronto a qualsiasi avventura antinazionale pur di sbarrare la strada al progresso politico e sociale, \u00e8 conoscendo tutto questo che, avvenuta la liberazione, abbiamo proposto, noi comunisti, un metodo per creare in Italia un vero regime di democrazia, quel metodo che \u00e8 stato chiamato di unit\u00e0 delle forze democratiche progressive.<\/p><p>Questo metodo certamente prevedeva uno sviluppo lento, pi\u00f9 lento di quello che non potesse essere legato ad una prospettiva, diciamo, rivoluzionaria immediata; pi\u00f9 lento per la gradazione delle soluzioni, per la stessa necessit\u00e0 di studio di esse attraverso il contatto fra tutte le forze democratiche e il contributo che tutte devono dare al progresso del Paese. Noi rimaniamo fedeli a questo metodo. Questo \u00e8 anche oggi il metodo che proponiamo per l\u2019Italia; questo \u00e8 il metodo che noi proponiamo ai lavoratori italiani di tutte le categorie: unirsi per far fronte all\u2019avanzata delle forze conservatrici e reazionarie; unirsi per un\u2019opera non soltanto di difesa contro gli attacchi del ceto padronale, come quelli che hanno avuto luogo nell\u2019ultimo tempo; ma per un\u2019opera di costruzione di un\u2019Italia veramente democratica, di un\u2019Italia nuova.<\/p><p>Quanto a voi, comprendo benissimo perch\u00e9 accentuate tutta la vostra azione politica contro il Partito comunista, comprendo benissimo il significato profondo del vostro grido: \u00abfuori legge i comunisti!\u00bb. Voi, sapendo che oggi in Italia i comunisti sono un\u2019avanguardia decisa, legata a tutti gli strati sociali che hanno bisogno di redenzione, voi vorreste decapitare il movimento democratico italiano di questa avanguardia.<\/p><p>Questo \u00e8 il piano segreto della borghesia reazionaria italiana e della grande borghesia internazionale, questo \u00e8 il piano che Mussolini non \u00e8 riuscito a realizzare. Questo piano non riuscirete a realizzarlo nemmeno voi.<\/p><p>II governo attuale \u2013 concludendo \u2013 per la sua composizione, per il modo come affronta i problemi di politica estera e per la sua ispirazione di politica estera, per il modo come affronta i problemi di politica interna e per l\u2019ispirazione della sua politica interna, non pu\u00f2 essere un governo il quale contribuisca a una distensione dei rapporti politici e sociali, a una pacificazione del nostro Paese. Non pu\u00f2 esserlo, perch\u00e9 nonostante dietro al Partito repubblicano vi siano ancora gruppi di lavoratori di determinate regioni d\u2019Italia, manca in esso quella rappresentativit\u00e0 politica e sociale che esso pretende di avere.<\/p><p>Esso non \u00e8 n\u00e9 un governo di pacificazione per le elezioni, perch\u00e9 tale potrebbe essere solo un governo nel quale fossero rappresentati tutti i settori dell\u2019Assemblea, e nemmeno un governo di pacificazione economica e sociale pi\u00f9 larga. Il problema deve essere posto in un modo molto diverso. Il problema \u00e8 di riprendere la marcia in avanti, la quale ebbe la sua prima tappa con la vittoria del 2 giugno, e la cui seconda tappa deve essere segnata dalla formazione di un governo che affronti decisamente la soluzione delle grandi questioni che stanno davanti al popolo italiano e che richiedono, per una soluzione radicale, un\u2019azione energica di riforma e rinnovamento.<\/p><p>Noi chiamiamo tutti i lavoratori di tutte le categorie, di tutte le regioni d\u2019Italia a unirsi per render possibile quest\u2019opera.<\/p><p>Ci rivolgiamo anche ai repubblicani. Non abbiamo nessuna intenzione di sfasciare le vostre sezioni (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Io non andr\u00f2 dai repubblicani di Romagna, non andr\u00f2 dai repubblicani di Messina, Palermo o Roma, a dir toro di entrare nel Partito comunista. Non andr\u00f2 a dir ai vostri iscritti e militanti di rinunciare ai loro ideali mazziniani. Io rispetto i vostri ideali mazziniani. Domani, in sede ideologica, cercher\u00f2 di convincervi, se sar\u00e0 possibile, ma oggi chieder\u00f2 alle vostre sezioni di aderire in blocco alla politica che i comunisti propongono al popolo italiano, a una politica di unit\u00e0 di tutte le forze democratiche, di unit\u00e0 di tutto il popolo organizzato e in lotta per una riforma agraria, e per una riforma industriale, per la redenzione del Mezzogiorno e delle isole, per la creazione di un grande fronte di popolo, per la difesa della indipendenza, della pace, del lavoro, della libert\u00e0 del popolo italiano.<\/p><p>La sola promessa interessante contenuta nella dichiarazione di questo governo \u00e8 quella delle elezioni al 18 aprile.<\/p><p>Signori del governo, noi avremmo preferito una data pi\u00f9 vicina.<\/p><p>PICCIONI. Anche noi.<\/p><p>TOGLIATTI. Voi per\u00f2 siete gli autori del fatto che fino ad oggi non abbiamo avuto le elezioni, mentre le avremmo potute avere. E siccome ci ricordiamo di questo fatto, siccome ci ricordiamo di un\u2019altra promessa fatta da quello stesso banco e da quello stesso uomo, e poi tradita, per questo saremo vigilanti. Poniamo il problema di fronte al Paese. Desideriamo che la promessa di convocazione dei comizi elettorali alla data pi\u00f9 vicina possibile diventi impegno solenne assunto non soltanto davanti a questa Assemblea, ma davanti a tutta l\u2019Italia e sancito in un documento di carattere legislativo, se pure non in un documento di natura costituzionale. Noi non abbiamo paura delle elezioni. Andiamo alle elezioni con la certezza della nostra forza. Noi siamo sicuri di rappresentare le forze avanzate della democrazia italiana, e siamo sicuri che dietro alla bandiera dell\u2019unit\u00e0 delle forze democratiche, che noi sventoliamo qui e nel Paese, tutti i lavoratori d\u2019Italia, tutti i buoni cittadini italiani, vorranno raccogliersi. (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 25 dello Statuto della Regione siciliana:<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 402<\/p><p>Hanno avuto voti:<\/p><p>Merlin Umberto\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 222<\/p><p>Graziadei Antonio\u00a0\u00a0 150<\/p><p>Comandini Federico 10<\/p><p>Voti dispersi \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7<\/p><p>Schede bianche\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 12<\/p><p>Schede nulle \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/p><p>Pertanto ha ottenuto la maggioranza dei voti Merlin Umberto e lo proclamo eletto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Adonnino \u2013 Alberganti \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Angelini \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertone \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bruni \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chiaramello \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Micheli Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza \u2013 Duroni.<\/p><p>Einaudi.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Mortati \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pressinotti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 RubiIli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sapienza \u2013 Sardiello \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Segni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Tega \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Trulli \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Abozzi.<\/p><p>Arata.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Guerrieri Emanuele.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Lombardi Riccardo.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni.<\/p><p>Si riprende la discussione sulle comunicazioni dei Presidente dei Consiglio dei Ministri.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Nitti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Io ho sperato fino all\u2019ultima ora che questa modificazione del Ministero non avvenisse. Quando ho avuto l\u2019occasione di parlarne con l\u2019onorevole De Gasperi (egli mi consentir\u00e0 questa indiscrezione) io ho detto che mi pareva un errore. Avrebbe suscitato aspri desideri e passioni senza nessuno scopo. Gli dissi che egli aveva avuto la fiducia del Parlamento, che le due mozioni che erano state presentate contro di lui erano state respinte, e quindi egli poteva considerarsi sodisfatto, e non vi era necessit\u00e0 di alcuna modificazione ministeriale. Io prevedevo che l\u2019annuncio della modificazione avrebbe aperto le cateratte dei desideri degli uomini vogliosi di avere la responsabilit\u00e0 di Governo. Ed io gli dicevo che vi sono troppi uomini che desiderano andare al Governo anche in quest\u2019ora difficile, in cui nessuno, che abbia coscienza delle difficolt\u00e0 pu\u00f2 desiderarlo. Gli dicevo che vi sarebbero stati troppi aspiranti e ne sarebbe venuta gran confusione. Io mi permisi di avvisarlo (non ho nessuna autorit\u00e0 sull\u2019onorevole De Gasperi) fino alla vigilia, quando ho osato di scrivergli, pregandolo di non fare modificazione alcuna del Ministero. Il Ministero sarebbe stato pi\u00f9 vivo e vitale se non avesse avuto nessun cambiamento. Vi era gi\u00e0 qualche cosa del Ministero che dava l\u2019aria di essere apprezzabile e dare fiducia. Non vi possono essere in quest\u2019ora Ministeri che godano la fiducia di tutti, ma vi erano movimenti utili e apprezzabili almeno dal punto di vista economico, tali da far concepire speranze. L\u2019onorevole Einaudi aveva cercato di iniziare una politica monetaria, che pu\u00f2 essere discussa o essere considerata da tutti i suoi lati in bene o in male; ma infine aveva un serio indirizzo di cui dovremmo attendere i primi risultati. L\u2019onorevole Merzagora \u00e8 stato il solo Ministro che ha avuto risultati positivi. Aveva, con una abile operazione, fatto rientrare numero e quantit\u00e0 notevoli di dollari in Italia; aveva permesso di comperare all\u2019estero merci, che hanno determinato quel solo movimento di diminuzione dei prezzi che vi \u00e8 stato in Italia. Io seguivo con interesse questi tentativi, incurante che il Governo fosse di un partito o di un altro (la cosa mi \u00e8 stata quasi sempre indifferente).<\/p><p>M\u2019interessava non l\u2019equivoco della competizione, ma l\u2019azione economica, politica e sociale nel suo complesso.<\/p><p>Quindi io sentivo la necessit\u00e0 di intensificare i movimenti utili, e devo dire che sono dolente che sia avvenuta questa mutazione ministeriale. Come vedete, almeno in questi due primi giorni, vi \u00e8 stato rancore all\u2019interno, uno scatenare di passioni, un nuovo urto, un nuovo e pi\u00f9 grande dissidio fra le parti che si dividevano il Governo senza avere programma. \u00c8 cosa deplorevole e che si poteva evitare.<\/p><p>Ho sentito le accuse al partito repubblicano e all\u2019onorevole Pacciardi: e le accuse ai socialisti di parte temperata. Questi due partiti non sono affatto rivoluzionari. Essi sono ora semplicemente partiti moderati, e mi \u00e8 difficile dire che cosa si propongano. Sono due partiti ormai inevitabilmente annunziatisi come partiti conservatori. Conservatore \u00e8 chiunque vuole conservare l\u2019ordine politico o l\u2019ordine sociale ed economico esistente. Questi due partiti entrano ormai apertamente nell\u2019orbita dei partiti conservatori, dove gi\u00e0 erano quando volevano sembrare rivoluzionari.<\/p><p>Quindi \u00e8 inutile parlare di movimenti che possono avvenire in senso molto avanzato, se vengono da una parte che \u00e8 ormai conservatrice. Di ci\u00f2 io non mi dolgo. Sono pi\u00f9 vicini a me, che non desidero n\u00e9 reazione n\u00e9 rivoluzione.<\/p><p>Ormai, dunque, i partiti che entrano nel governo sono passati da questa parte anche pi\u00f9 decisamente. Non me ne dolgo. Non accetto nessuna delle gravi accuse mosse dall\u2019onorevole Togliatti ai repubblicani ed ai socialisti del partito dell\u2019onorevole Saragat; ma speravo che nel passaggio vi fosse pi\u00f9 grande bellezza o almeno compostezza.<\/p><p>Io speravo, a spiegare l\u2019apparente conversione, da essi una parola alta e sincera. Non c\u2019era nulla di male che i repubblicani entrassero nel Ministero quando ne avevano il desiderio. Siamo oramai tutti repubblicani, tranne, credo, uno o due degli amici di quella parte. (<em>Accenna a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Un po\u2019 di pi\u00f9!<\/p><p>NITTI. Dieci forse, compresi quelli che non si dichiarano.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Per cortesia, le dir\u00f2 di s\u00ec.<\/p><p>NITTI. Ormai, di repubblica e di monarchia non si discute: \u00e8 puerile discuterne adesso. Dunque, i repubblicani avevano ben il diritto di desiderare il governo. Non certo per\u00f2 per difendere la Repubblica. Non c\u2019era bisogno del loro intervento. Siamo tutti repubblicani, e in buona fede. Non c\u2019\u00e8 il caso in Europa di una sola monarchia caduta che sia risorta. Sono cadute quasi tutte le grandi monarchie, tranne in Inghilterra, che \u00e8 non una monarchia nel senso che intendiamo: una unione libera di repubbliche di cui il capo \u00e8 il re. Quindi, la situazione del re \u00e8 pi\u00f9 che mai granitica in Inghilterra. Tutti, compresi i laburisti, noi diremmo i socialisti, sono sinceramente monarchici e conservano le antiche forme tradizionali del protocollo monarchico.<\/p><p>Dunque, non mi dolgo dei repubblicani, che desideravano solo il Governo senza nulla mutare. N\u00e9 mi dolgo di coloro che senza essere pi\u00f9 socialisti vogliono sempre apparire socialisti.<\/p><p>Io sono nato in ambiente repubblicano e da famiglia repubblicana da parecchie generazioni. Quando mio padre (questo ricordano ancora i miei concittadini) vide che accettavo di essere Ministro nella monarchia, era cos\u00ec maniaco repubblicano, che la nomina a ministro gli parve vergogna della famiglia. Mio nonno era stato ucciso per la libert\u00e0. Era stato carbonaro del 1820; due suoi figli repubblicani erano stati nel 1848 condannati a morte. Si salvarono solo con l\u2019esilio. Nella mia famiglia, quando ero fanciullo, non ho sentito parlare che di repubblica. Io pensavo che la repubblica fosse un grande ideale; e quando ero giovinetto credevo che la repubblica fosse il Governo dei popoli civili. Ho visto poi la realt\u00e0. Anche Mazzini aveva aderito nella realt\u00e0 alla monarchia, quando aveva accettato la formula: \u00abn\u00e9 apostata n\u00e9 ribelle\u00bb.<\/p><p>La monarchia era stata una necessit\u00e0 per la costruzione dell\u2019Italia: ed \u00e8 stata la sua fortuna fino al 1920, anno in cui Vittorio Emanuele III perdette la testa, dopo aver avuto un grande inizio nel suo regno, dal 1900 al 1920, periodo in cui furono compiute le pi\u00f9 grandi trasformazioni economiche e sociali dell\u2019Italia. Non dobbiamo mentire. Il re Vittorio Emanuele III segue ora il suo crudele destino, \u00e8 forse l\u2019uomo che pi\u00f9 soffre al mondo, l\u2019uomo che forse ha avuto pi\u00f9 sventure di ogni altro uomo. Ma quale che sia il giudizio che si vuol dare di lui, bisogna aggiungere che non vi \u00e8, ora almeno, pi\u00f9 pericolo di monarchia in Italia.<\/p><p>I repubblicani dunque hanno esaurito la loro funzione. Che cosa dovrebbero fare, se non i guardiani della Repubblica?<\/p><p>Siate sicuri che nessuno aggredir\u00e0 la Repubblica, e non vi \u00e8 pi\u00f9 bisogno di repubblicani professionali, ed essi si dicono storici, forse nel senso che non sono geografici e che non sono destinati a cambiare la storia.<\/p><p>Se, per difendere quella repubblica che non deve difendersi da alcuno, fuori che dai suoi errori i repubblicani di questa Assemblea volevano partecipare al Governo, io speravo per\u00f2 da essi un gesto di bellezza. Essi potevano scegliere per diventare Governo un motivo alto, non un fatto di cronaca di desideri e di speranze.<\/p><p>Nelle monarchie assolute i repubblicani, se possono esistere, sono i pi\u00f9 perseguitati: in regime libero e costituzionale, come ora in Italia, si adattano facilmente ed esprimono piuttosto tendenze che idee. In repubblica i repubblicani non hanno ragione di esistere come partito politico, non pi\u00f9 che i monarchici in monarchia.<\/p><p>I repubblicani, per spiegare il mutamento in partito di Governo senza programma, dovevano almeno, in mancanza di programma, avere un gesto di nobilt\u00e0, non chiedere nulla, non fare questione di vanit\u00e0, n\u00e9 di compensi. Dovevano dire al Governo: \u00abNoi vi aiutiamo nella vostra difficile opera. E non vogliamo n\u00e9 posti, n\u00e9 onori, n\u00e9 compensi di alcun genere\u00bb; non un affare, ma una collaborazione disinteressata.<\/p><p>Questo io speravo. Questo era linguaggio repubblicano&#8230;<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ce l\u2019hanno detto.<\/p><p>NITTI. Essi, invece, che cosa hanno chiesto? che cosa hanno voluto, al pari e in concorrenza degli amici dell\u2019onorevole Saragat? Hanno voluto posti di Governo, in una forma che non avevo mai vista; hanno voluto posti, situazioni, onori nella pi\u00f9 larga misura possibile, discutendo tutti i vantaggi e gli onori, con un dosaggio in cui tutte le situazioni sono state una per una discusse e contestate. Vecchi e giovani, e anche vecchissimi, tutti si sono fatti avanti a chiedere e discutere le situazioni pi\u00f9 importanti, e di tutte si \u00e8 mercanteggiato.<\/p><p>Fra i repubblicani si \u00e8 fatta la scelta dei benefizi o degli onori. \u00c8 avvenuto il fatto pi\u00f9 inverosimile, che io abbia visto nella storia costituzionale. Si sono discusse non solo le situazioni tecniche, le situazioni che richiedevano uomini di attitudini, ma tutte le situazioni sono state discusse dai repubblicani e dai nuovi Ministri pi\u00f9 o meno socialisti entrati nel Governo, cos\u00ec riformato. Mi scusi, onorevole De Gasperi, la frase, che pu\u00f2 parere poco rispettosa. Ella \u00e8 stato insidiato in tutti i modi; per tanti giorni. Qui, nei corridoi non si parlava che di questa borsa di valori, in cui tanti Ministri, tanti Sottosegretari, tante situazioni dovevano essere materia di contrattazioni. Si sono contrattati i vivi e perfino esumati i morti.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Erano chiacchiere, che si facevano nei corridoi.<\/p><p>NITTI. Lo so, ma queste chiacchiere si sono realizzate, perch\u00e9 esprimevano i bisogni e le aspirazioni di persone fisiche e non di idealit\u00e0 astratte ed erano la realt\u00e0! E i socialisti che non sono pi\u00f9 socialisti hanno agito allo stesso modo.<\/p><p>Il partito dell\u2019onorevole Saragat era diviso in due fazioni: una parte non voleva alcuni uomini, altra ne voleva altri. Non divisioni di idee, ma divisioni di posti: ci\u00f2 solo interessava. Si \u00e8 ricorso a vecchi e a giovani. Si \u00e8 esumato perfino il venerando, il venerabile onorevole D\u2019Aragona, il pi\u00f9 vecchio di tutti noi, e nell\u2019aspetto esteriore, anche pi\u00f9 vecchio di me. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> L\u2019onorevole De Gasperi l\u2019aveva gi\u00e0 esumato nel Ministero precedente. Era una cosa che non mi attendevo. Si trattava di un vecchio rudere che non aveva in nessun campo particolari attitudini tecniche. L\u2019onorevole De Gasperi da buon cristiano gli aveva detto: <em>Lazare, exi foras<\/em>. Poi era andato via con le dimissioni del Governo. Ora l\u2019onorevole De Gasperi lo ha per la seconda volta riesumato, ci\u00f2 che nemmeno Ges\u00f9 aveva fatto di Lazzaro. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Devo dire, per la dignit\u00e0 del Parlamento e del Governo, che ho molto sofferto nel vedere le strane invenzioni alle quali hanno costretto un uomo di fine ingegno come l\u2019onorevole De Gasperi, ad adottare il paradosso come norma di Governo. I nuovi aderenti gli hanno chiesto perfino l\u2019assurdo di due nuovi posti di Vicepresidente del Consiglio. Signori, questo \u00e8 veramente uno scandalo oltre che un assurdo. Un posto di Vicepresidente non \u00e8 necessario, non credo che esista nel diritto italiano. Con la Repubblica ne hanno usufruito un po\u2019 tutti. L\u2019onorevole Nenni ha avuto anche egli il titolo se non la funzione. Esisteva da poco un Vicepresidente, l\u2019onorevole Einaudi. Per la prima volta si verifica nel mondo lo stupido paradosso di tre Vicepresidenti del Consiglio. E chi debbono presiedere questi tre Vicepresidenti della vanit\u00e0 e del nulla? (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non \u00e8 la prima volta.<\/p><p>NITTI. \u00c8 proprio la prima volta e sar\u00e0, credo, l\u2019ultima. Che cosa sono e che cosa possono essere tre Vicepresidenti? Non vi \u00e8 nessuna possibilit\u00e0 che possano presiedere qualcosa; tutto al pi\u00f9 potrebbero presiedersi a turno i tre Vicepresidenti! (<em>Si ride<\/em>) o si potrebbero trattenere in conversazioni amichevoli e sollazzevoli, tanto per avere qualcosa da fare. Io sono esperto in questa materia e non posso che riderne. Nel mio primo Ministero vi erano molti dei pi\u00f9 grandi personaggi politici d\u2019Italia, ed erano anche di diversa origine. Vi era il vero capo del partito conservatore, l\u2019onorevole Tittoni, tanti anni Ministro e tanti anni Ambasciatore e, per brevissimo tempo, anche Presidente del Consiglio; e dall\u2019altra parte si giungeva all\u2019onorevole Pantano, che fu il vero capo e il dirigente dell\u2019ostruzionismo parlamentare in un\u2019ora che poteva finire rivoluzionariamente. Tutti i Ministri, tranne uno, il Ministro della marina, erano pi\u00f9 vecchi di me.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Anche allora!<\/p><p>NITTI. In quel Governo tutti, con i criteri che ora prevalgono, avevano diritto di essere Vicepresidenti, perch\u00e9 avevano un grande passato ed erano tutti pi\u00f9 vecchi ed esperti di me. Pantano era stato nell\u2019Aula parlamentare colui il quale aveva rovesciato il Governo formidabile, venuto dal tentativo di reazione Pelloux. Luzzatti, Pantano, Tittoni, Mortara ed altri insigni si contentavano di essere con me, pi\u00f9 giovane di loro, soltanto Ministri. Nessuno mi chiese di essere Vicepresidente. Non me lo chiese Tittoni, n\u00e9, quando ebbi a fianco gli uomini maggiori della vita politica, come Luzzatti, Scialoja e altri: nessuno di essi mi chiese questa invereconda cosa, nessuno volle con la richiesta diventare ridicolo. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non l\u2019ho chiesta nemmeno io.<\/p><p>NITTI. Forse non l\u2019ha chiesta, ma l\u2019ha gradita e non certo ha pensato e pensa di farne a meno. Discendiamo alla realt\u00e0 pratica. Ditemi quale paese della terra ha tre Vicepresidenti di un solo Ministero. C\u2019era l\u2019onorevole Einaudi e sta bene, o come meglio vi piace, sta male. Ma perch\u00e9 crearne altri due? Quali sono le loro singolari attitudini di questi due nuovi vicecapi? L\u2019onorevole Saragat pu\u00f2 dire, se gli piace, che \u00e8 Vicepresidente per difendere i lavoratori a suo modo; l\u2019onorevole Pacciardi pu\u00f2 ben dire: per difendere la libert\u00e0 a suo modo. Ma per fare cose simili bisogna essere Vicepresidente del Consiglio? Nessuno vede l\u2019utilit\u00e0 del dilagare di questa istituzione inesistente e balorda e nessuno vede che cosa acquistino con ci\u00f2 il Parlamento e istituzioni che si dicono democratiche e che, ahim\u00e8! contengono ancora nella forma e ahim\u00e8! anche nel contenuto tutto il fascismo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Io ho assistito anche in questi giorni a discussioni che mi hanno umiliato. Tutte le volte che sento discutere di orientamenti delle amministrazioni, rimango silenzioso e spesso triste. L\u2019onorevole Gonella, parlando del Consiglio superiore della pubblica istruzione, riferendosi al segretario, diceva&#8230; a quale partito esso dovesse appartenere. Io sono stato moltissimi anni al Consiglio superiore dell\u2019istruzione, credo per diciotto anni.<\/p><p>Ero diventato forse il pi\u00f9 anziano insieme a Scialoja e a Schupfer, a Dini, ecc. Ebbene, chi era il nostro segretario? Era un funzionario qualsiasi che aveva conoscenza di legislazione e sapeva fare i verbali delle riunioni. E qui ho sentito discutere come di un grande argomento e i nostri colleghi chiedersi seriamente: di quale grado dovr\u00e0 essere? Forse del 4\u00b0 o del 5\u00b0? Chi aveva fra le persone serie udito nel passato tale linguaggio? Fra le tante cose che mi fanno soffrire qui dentro, la pi\u00f9 umiliante \u00e8 quella di sentir parlare dei gradi dell\u2019Amministrazione: trista invenzione fascista! Questa sciocca e banale classifica non esiste in nessun paese serio. Esistette in piccola parte nell\u2019Austria imperiale, ma poi non \u00e8 esistito e non esiste in nessun paese che non voglia esser ridicolo. Voi non avete trovato il tempo di abolire questa classifica comica, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 assurda del fascismo e che voi conservate ancora. Ora, troppo fascismo c\u2019\u00e8 ancora, troppa morale fascista, troppa mentalit\u00e0 fascista, anche fra i professionali dell\u2019antifascismo.<\/p><p>Io non sono contento del modo come si \u00e8 svolta la crisi. Io avrei voluto, da parte dei partiti che si dicevano idealisti, una manifestazione di sentimento. Avrei voluto che l\u2019onorevole Saragat fosse andato insieme all\u2019onorevole Pacciardi a offrire la sua collaborazione disinteressata al Governo standone fuori in questo momento, in cui non ha nulla di serio da fare e in cui l\u2019Italia \u00e8 minacciata da tanti pericoli. Non vi illudete con parole vane. Noi procediamo fra tutte le difficolt\u00e0. Siamo avvolti nella nebbia e camminiamo fra i precipizi. Bisogna avere la mente ferma e il piede sicuro. Noi sappiamo quale \u00e8 la nostra situazione economica e non la mentiremo.<\/p><p>Noi sappiamo quale rischio corra la nostra moneta, e vediamo che bisogna essere per lo meno seri e che non bisogna faro rollio. Perci\u00f2 io ho avuto spirito di conciliazione e di realt\u00e0. L\u2019onorevole De Gasperi pu\u00f2 dire in buona fede se gli ho mai creato il minimo imbarazzo e se piuttosto, quando ho potuto, non ho cercato di coadiuvarlo, senza mai nulla desiderare n\u00e9 chiedere n\u00e9 volere. Quando egli mi pareva in pericolo, facendo figura di uomo che si contradice, ho voluto parlare e votare per lui, perch\u00e9 nei momenti difficili mi pareva un dovere per l\u2019Italia soffocare anche i dissidi.<\/p><p>Non chiedere nulla per collaborare; questo era il dovere che i repubblicani e i cos\u00ec detti socialisti di Saragat dovevano sentire, questa era la linea che dovevano seguire. Essi dovevano presentarsi a De Gasperi e dire: voi potete essere in pericolo, noi siamo una forza, noi stiamo con voi, noi vi portiamo questo programma, vi portiamo soprattutto la nostra passione personale, senza poi distillare punto per punto i favori da ottenere e lo persone da collocare al Governo.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Devo riconoscere che mi hanno fatto la dichiarazione di venire nell\u2019interesse del Paese. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NITTI. Mi permetta, onorevole De Gasperi. Dichiarazione, non azione. Lei \u00e8 uomo accorto e saggio. Io ho simpatia sincera per lei, perch\u00e9 (non vi scandalizzate!) io credo che lei sia non solo un democristiano e un cattolico di occasione, ma uomo di fede e uomo religioso. Io ho il rispetto degli uomini religiosi, a qualunque parte politica o fede appartengano. Essi, se sono in buona fede e portano profondit\u00e0 di spirito, sono sempre rispettabili. Ma lei stesso doveva parlare un diverso linguaggio. Non faccio accuse a lei. Io voglio constatare che quelli che sono venuti da lei non sono venuti con purit\u00e0 di sentimento, perch\u00e9 hanno portato troppo il senso dell\u2019interesse. (<em>Interruzione del deputato Pacciardi<\/em>)<em>.<\/em> Senta, onorevole Pacciardi, noi ci conosciamo.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Appunto perch\u00e9 ci conosciamo io mi meraviglio che lei possa dire queste cose.<\/p><p>NITTI. Appunto per questo io parlo cos\u00ec. Io mi attendevo che il Governo avesse l\u2019appoggio di sentimento e la collaborazione disinteressata di repubblicani e di socialisti moderati, se essi avevano idee e sentimenti e non interessi di partito. A ogni trattativa dovevano corrispondere idee e programmi e vi doveva essere sentimento cordiale e disinteressato.<\/p><p>Ora vediamo invece che non solo tutti i posti del Ministero sono stati contesi, ma l\u2019appoggio \u00e8 stato distillato e discusso punto per punto. Sono stati attribuiti posti per convenienza di partito e di persone: si dice ora perfino che, per accontentare la generosa brama dei nuovi aspiranti, si pensa alla istituzione di sette nuovi Sottosegretari di Stato!<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Nove!<\/p><p>NITTI. Ancor peggio! E questo \u00e8 forse l\u2019ideale? Io ho attaccato altre volte duramente questa ridicola istituzione dei Sottosegretari di Stato, che \u00e8 diventata veramente vergognosa. Perch\u00e9 i Sottosegretari di Stato e in cos\u00ec gran numero? So che si dice che sono necessari. Il Ministro ha tante carte da firmare e tante firme da mettere. I Ministri in gran parte non fanno che mettere firme, e molto spesso non si rendono conto di ci\u00f2 che firmano. Pi\u00f9 \u00e8 disordine e pi\u00f9 si aumenta il disordine. Si crede che bisogna alleggerire il loro lavoro. Ogni Ministero ha tante divisioni, e si vuole crearne altre. Questa \u00e8 la fatalit\u00e0 dell\u2019amministrazione nostra, che crea nuovi congegni ogni giorno per sviluppare una burocrazia, che ha tanti elementi solidi e di valore, ma che non pu\u00f2 funzionare nella generale confusione. Qual \u00e8 la funzione del Sottosegretario di Stato, se non di essere inciampo fra l\u2019amministrazione e il Ministro? E non si possono abolire i Sottosegretari con vantaggio di tutti e avere un segretario generale amministrativo e non politico in ogni ministero e ridurre tutti gli uffici e abolire gabinetti numerosi e causa di dissidi, se non d\u2019immoralit\u00e0?<\/p><p>Era stato promesso, dietro mia richiesta, che i Sottosegretari di Stato sarebbero stati aboliti o almeno diminuiti rapidamente. Non sono stati diminuiti e dopo sono stati anzi aumentati. Ora addirittura si vuole passare i limiti del paradosso. Quanto costa un Sottosegretario di Stato? Ma soprattutto quanto disordine crea! Il Sottosegretario di Stato in generale, tranne soltanto pochissime persone, \u00e8 un uomo che non esce dalla mediocrit\u00e0. Perch\u00e9 volete ancora aumentarli di 8 o 9? Per contentare altre brame ed altri desideri dei partiti che vogliono dilatarsi e che non si preoccupano che di partiti e di elezioni?<\/p><p>Credete che ci\u00f2 aumenti il prestigio del Governo? Ahim\u00e8! Anche in tempo di pace o di tregua, ai tempi in cui non vi erano elezioni in vista, e governava concorde o discorde la \u00abdemocrazia progressiva\u00bb, su automobili del Governo scorazzavano tutte le province, anche la povera mia provincia. Quando non avevano altre cose da fare era per svolgere propaganda pi\u00f9 o meno utile al loro partito. I Sottosegretari di Stato non si preoccupavano che di interessi del loro partito, e anche Sottosegretari socialisti e comunisti si valevano di automobili dei loro uffici per propaganda di partito.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi mi aveva dato affidamento che la questione dei Sottosegretari di Stato e dell\u2019impiego delle loro automobili sarebbe stata regolata. Constato che l\u2019amico Einaudi non ha potuto mantenere finora il suo impegno. Non gli muovo rimprovero. So quanto sia duro il suo cammino, quante cose egli ha da fare che non pu\u00f2 fare. Ma spero per lo meno che con la sua autorit\u00e0 ottenga che il male non dilaghi pi\u00f9, in questi giorni. Ci\u00f2 aumenterebbe il nostro discredito e non c\u2019\u00e8 bisogno di aumentarlo.<\/p><p>Noi dobbiamo dare in questo momento la prova della seriet\u00e0 di noi stessi. Siamo in gravissime difficolt\u00e0. La situazione non migliorer\u00e0 rapidamente, non pu\u00f2 migliorare: io ritengo che per quanto riguarda i consumi pi\u00f9 indispensabili, grano, petrolio, carbone, se i nostri rapporti con l\u2019America non saranno improvvisamente mutati, almeno fino al mese di marzo e dopo per qualche mese ancora, abbiamo sicurezza o meglio speranza di averli. Troppe altre cose ci mancano e la situazione monetaria desta profonda inquietudine ed io so quanti sforzi occorre fare per mantenerla. Nessuna cosa che possa turbare la pace noi dobbiamo volere.<\/p><p>Ho sentito dai miei amici di questa parte (<em>Accenna all\u2019estrema sinistra<\/em>) che noi, volendo aiuti dall\u2019America, ci asserviamo allo straniero.<\/p><p>Io devo dire sinceramente la verit\u00e0, su questo punto, quale che sia il fastidio che potr\u00e0 arrecare la sincerit\u00e0. Non \u00e8 vero che l\u2019America ci ha imposto una politica o un\u2019altra. L\u2019America non ci ha imposto nessuna politica e nessun programma. L\u2019America segue la sua linea e non ci chiede, e tanto meno ci impone, una condotta politica. Certo non dobbiamo avere alcuna azione che sia contraria all\u2019America. Noi dobbiamo cercare, bens\u00ec, di evitare ogni cosa, anche nell\u2019apparenza esteriore, che possa dare occasione a creare equivoci. Noi dobbiamo conservare con il blocco dell\u2019America rapporti sinceri, che sono anche imposti dalla necessit\u00e0. Noi dobbiamo essere, per quanto riguarda l\u2019America, assolutamente leali e dobbiamo sentire la gratitudine per quanto ha fatto finora per noi.<\/p><p>Se l\u2019America non ci ha proposto e non ci ha chiesto cose che non possiamo dare, non \u00e8 vero che la Russia possa per convenienza politica darci cosa che essa stessa non ha. L\u2019Italia non deve volere la guerra, da cui appena usciamo. L\u2019Italia deve comunque, depressa come \u00e8, essere neutrale, deve volere la pace. L\u2019Italia, ripeto, da una nuova guerra uscirebbe in completa rovina. Quasi inerme come essa \u00e8, avendo perduto tanta parte della sua ricchezza, l\u2019Italia ha sopra tutto bisogno di pace.<\/p><p>Devo dare una risposta sincera all\u2019onorevole Togliatti. Si lascia troppo credere dai suoi amici che, rompendo con l\u2019America, o almeno rompendo con lo spirito americano, noi non corriamo alcun pericolo. La Russia potrebbe darci ci\u00f2 che l\u2019America non ci darebbe. No, se abbiamo questa illusione noi corriamo pericolo di morte.<\/p><p>La Russia \u00e8 un grandissimo paese, al cui avvenire io credo; ma la Russia non ci pu\u00f2 dare n\u00e9 ora n\u00e9 per parecchi anni alcun aiuto. Ha anzi bisogno di altri paesi.<\/p><p>\u00c8 inutile illusione sperare aiuti russi, anche se volete ragionare col semplice buon senso. Quali erano le esportazioni della Russia fino al 1918 e quali dal 1918 al 1938? Non solo molto inferiori a quelle dell\u2019Italia (cosa enorme, trattandosi di un grande paese di 21 milioni di chilometri quadrati), ma inferiori a quelle di un piccolo paese, come la Svizzera.<\/p><p>Ora, cosa volete che, dopo una guerra cos\u00ec terribile, in cui ha sopportato l\u2019urto del grande esercito tedesco e quindi ha avute tante distruzioni, possa fare la Russia, che ha vista devastata la parte pi\u00f9 fertile del suo territorio: cosa volete che ci potr\u00e0 dare nelle ore difficili? Nulla, assolutamente nulla.<\/p><p>Quanti anni occorreranno perch\u00e9 la Russia riprenda economicamente il suo cammino nel mondo? perch\u00e9 riprenda una situazione di produzione vantaggiosa? Quando potr\u00e0 esportare seriamente e quando potr\u00e0 dare credito ad altri, essa che per gran tempo ha bisogno di credito per s\u00e9 stessa?<\/p><p>Ho ammirato lo sforzo della Russia per vivere e rinnovarsi dopo il 1917. Non bisogna dimenticare ci\u00f2 che era la Russia zarista e come il popolo viveva miseramente. Nessuno pu\u00f2 dimenticare che la rivoluzione russa non poteva compiersi che con l\u2019immenso sacrificio di tutto un popolo.<\/p><p>La Russia sub\u00ec dopo il 1914 il peso di una enorme guerra e poi di una immensa rivoluzione e poi una guerra civile pagata e sorretta nella parte reazionaria dai grandi paesi europei e sopra tutto dalla Francia.<\/p><p>La Russia mediante il bolscevismo ha potuto man mano lavorare alla sua ricostruzione economica e politica. Ha fatto opere di civilt\u00e0 in un paese dove esistevano la miseria e l\u2019ignoranza. Dove si parlavano 83 lingue, la civilt\u00e0 non era penetrata in molta parte del territorio. \u00c8 stato necessario per diffondere la istruzione dare a molti popoli la grammatica, perfino l\u2019alfabeto. Il Governo bolscevico ha compiuto opera immensa.<\/p><p>Dove anche la civilt\u00e0 di Bisanzio era arrivata appena, si \u00e8 diffusa l\u2019opera del bolscevismo, ricostruttiva.<\/p><p>Quando la Russia si incamminava rapidamente verso la ricostruzione \u00e8 venuta la guerra del 1939. Orribile guerra, in cui la Russia ha avuto pi\u00f9 perdite umane e pi\u00f9 distruzioni di ogni altro paese europeo. E come potrebbe ora, dopo tante guerre e rovine, essere in migliori condizioni che nel 1938?<\/p><p>So quanto la Russia ha perduto e quanto ha perduto la civilt\u00e0, e prevedo quanto in avvenire la Russia, rinnovandosi, potr\u00e0 ancora dare.<\/p><p>Sono fidente nell\u2019avvenire della Russia, ma lo sforzo che dovr\u00e0 fare per vivere e riparare alle sue grandi perdite sar\u00e0 enorme. Non parliamo con poco rispetto della Russia, come vedo fare da certi giornali del nostro Paese, secondo cui la Russia \u00e8 ancora il paese dei barbari. Sono cose stupide e irritanti. Noi riprenderemo invece i rapporti effettivi con la Russia. Ricordiamo che tutto il ciclo della navigazione commerciale che pi\u00f9 c\u2019interessa veniva dal Mar Nero all\u2019Inghilterra e ci dava i bassi prezzi dei noli e di alcune merci essenziali. Avevamo per effetto di ci\u00f2, prima del 1919, persino il carbone a buon mercato, spesso pi\u00f9 a buon mercato che da alcuni punti della stessa Inghilterra.<\/p><p>Quando io ero Ministro del commercio, mi accorsi che il carbone noi lo pagavamo ad un prezzo pi\u00f9 basso di quello che non si pagasse in Inghilterra, e non sapevo spiegarmene il perch\u00e9. Ma, studiata la cosa, compresi: il ciclo economico della navigazione dall\u2019Inghilterra al Mar Nero, che ora non esiste pi\u00f9, ne era la causa principale. Lasciamo la leggenda che la Russia pu\u00f2 darci e non ci vuol dare molte merci, io non credo a tutte queste chiacchiere. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ma la Russia, se volesse, in questo momento, ci manderebbe le materie prime.<\/p><p>NITTI. No, non pu\u00f2, non pu\u00f2 farlo, anche se volesse: sono immaginose invenzioni. Pensate che la Russia \u00e8 il paese che ha avuto non solo il pi\u00f9 gran peso della guerra e il pi\u00f9 gran numero di morti, ma \u00e8 anche il paese che ha avuto il maggiore sterminio dei suoi grandi centri di produzione. La Russia ha avuto pi\u00f9 morti che l\u2019America, l\u2019Inghilterra, la Francia riunite. Quando pensate che la parte pi\u00f9 fertile della Russia \u00e8 stata devastata, quando pensate che la zona pi\u00f9 industrialmente attrezzata \u00e8 stata in parte distrutta, non dovete credere che la Russia non ci d\u00e0 pane perch\u00e9 nutre verso di noi malevolenza. Se la Russia non ci d\u00e0 materie prime \u00e8 perch\u00e9 la Russia deve pensare a s\u00e9 stessa, la Russia deve rifare, come noi e assai pi\u00f9 di noi, ci\u00f2 che ha perduto.<\/p><p>Essa stessa \u00e8 costretta a prendere altrove, in paesi che occupa, con tutti i mezzi pi\u00f9 duri, ci\u00f2 che noi vorremmo desse a noi.<\/p><p>Io credo di aver fatto il possibile per riportare la discussione in un clima di sincerit\u00e0. Purtroppo qui si discute non pensando che al Governo e alle elezioni: bisogna fare le elezioni, ma non \u00e8 questo il solo fatto che ci interessa. Dobbiamo non stupidire pensando solo alle elezioni.<\/p><p>Sono io che ho proposto la proroga della Costituente. I poteri erano per scadere. Erano trascorsi gli otto mesi previsti dalla legge, poi erano vicini a scadere gli altri quattro che erano stati previsti dalla stessa legge. Bisognava che qualcuno avesse il coraggio di parlare di nuova proroga. Il Governo fece allora sapere che era disposto a far domandare una proroga fino a settembre.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni, che parlava allora con virulenta passionalit\u00e0 (<em>Si ride<\/em>), disse: elezioni subito a ogni costo. Io, ostinato, dissi e sostenni: dobbiamo prorogare la Costituente fino al 31 dicembre. Non voleva nessuno persuadersi della necessit\u00e0. La logica lo impose. Cos\u00ec fu fatto e si \u00e8 pervenuti a quel termine del 31 dicembre di cui prima avevano tutti riso, siccome di termine troppo lontano.<\/p><p>Ora l\u2019onorevole De Gasperi ha un termine, ma non un termine cos\u00ec breve come si era detto, ed \u00e8 in rapporto alla data dello scioglimento della Camera.<\/p><p>\u00c8 il solo termine che ha per le elezioni; ma l\u2019onorevole De Gasperi non ha fretta di fare le elezioni e si regoler\u00e0 secondo la convenienza e la logica.<\/p><p>Ed ora mi permetto di rivolgergli una domanda. Egli, che \u00e8 uomo calmo ed abituato alle ricerche, crede proprio che noi esauriremo i nostri lavori entro il 31 dicembre? Poniamoci questo problema, io non posso proporre nuova proroga, perch\u00e9, quando proposi l\u2019ultima proroga, dichiarai che non sarei stato io a proporne un\u2019altra. Io vorrei che qualcun altro, se crede, la proponesse, dal momento che io non posso farlo. Bisogner\u00e0 discutere e votare ancora su molti problemi complicati e difficili, riguardanti la Camera e il Senato, e se vi \u00e8 troppa fretta vi potranno essere votazioni incomposte e contradittorie. Voi avete visto stamattina: quale esaltazione violenta su cose che potevano discutersi pacificamente. Pareva di essere tra dervisci ubriachi; tutti erano eccitati, non si sa perch\u00e9, se pure il contrasto non era tale da eccitare gli animi.<\/p><p>Noi siamo oggi, mi pare, al 18 dicembre e ci rimangono ancora pochi giorni di lavoro utile. Poi da buoni cattolici voi volete festeggiare il Santo Natale, come volete rispettare tutte le domeniche e le feste comandate.<\/p><p>La Commissione incaricata di coordinare il testo che noi abbiamo preparato, in cui non mancano errori e contradizioni, pu\u00f2 fare seriamente il lavoro in tempo? Si \u00e8 detto: \u00abNoi non vogliamo la proroga\u00bb ma si pensava: \u00abnoi vogliamo soltanto una <em>prorogatio<\/em>\u00bb. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Proroga o <em>prorogatio<\/em>, come pi\u00f9 vi piace, una cosa \u00e8 certa, ed \u00e8 che non finiremo il lavoro nostro in dicembre e dovremo andare avanti, come si potr\u00e0, tutto il mese di gennaio.<\/p><p>Io non faccio nessuna proposta; sono obbligato a non proporre proroga. Voi ponetevi il problema, e se lo ponga anche l\u2019onorevole De Gasperi, il quale, impegnato a fondo, non potr\u00e0 poi ritrattarsi se qualcuno, oltre la <em>prorogatio<\/em>, vorr\u00e0 anche la proroga.<\/p><p>Ho fatto una serie di domande che richiedono risposte. Io sono ancora una volta nella situazione che mi \u00e8 stata rimproverata: cio\u00e8 che parlo aspramente e poi concludo amichevolmente. Io non sono contento di questa crisetta ministeriale, e delle modificazioni apportate nel Ministero. Io ne avrei fatto volentieri a meno. Ma subir\u00f2 ancora questi inutili errori. Io ho parlato contro ci\u00f2 che si \u00e8 fatto e che si vuol fare: ma voter\u00f2 in favore dell\u2019onorevole De Gasperi. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. \u00c8 un errore.<\/p><p>NITTI. No, non \u00e8 un errore; \u00e8 soltanto sincerit\u00e0. La lunga esperienza di qui dentro, dopo tanti anni che sono stato lontano, mi ha mostrato l\u2019abbassamento del costume politico e mi dice che ogni crisi ministeriale peggiora il Ministero, lo rende pi\u00f9 numeroso, pi\u00f9 costoso, meno efficiente, e, qualche volta, anche meno intelligente. Non credo sia utile e nemmeno onesto parlare di crisi ministeriale: si farebbe quasi certamente peggio.<\/p><p>Io voter\u00f2 a favore, come \u00e8 mio dovere di italiano, in un\u2019ora di pericolo, quando non so n\u00e9 meno che cosa sar\u00e0 dell\u2019Italia fra alcuni mesi e non voglio aumentare il senso di malessere che \u00e8 in tutti quanti ragionano. Quale triste situazione! Noi siamo avvolti nella nebbia e camminiamo fra i precipizi, senza renderci conto della realt\u00e0. Noi dobbiamo lavorare tutti per uscire il meno male da questo difficolt\u00e0 e avere, oltre a una volont\u00e0 di lavoro, un massimo di onest\u00e0 e di buona fede all\u2019infuori dei partiti e degli intrighi che impediscono o rendono difficile ogni opera di ricostruzione.<\/p><p>E con questo auguro che anche la discussione attuale, che in apparenza ha avuto qualche carattere di asprezza, spero non sia stata vana. (<em>Applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Giannini. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di consentirmi innanzitutto di esprimere un giudizio personale su questa nuova formazione governativa. I fatti politici sono creati dalle persone, e dunque pu\u00f2 esser consentito d\u2019esprimere un giudizio personale senza impegnare in modo capitale il proprio partito.<\/p><p>A me questo Governo piace straordinariamente (<em>Commenti<\/em>), ma quando dico straordinariamente forse non dico abbastanza per esprimere tutto e completamente il mio vero e vivo piacere. Non solamente per il Presidente di questo Governo, che \u00e8 un ottimo Presidente; non solamente per la sua linea politica che io non posso che apprezzare e studiare, perch\u00e9 bisogna sempre imparare; quanto per l\u2019opera sua che vado sempre pi\u00f9 ammirando, con l\u2019interesse con cui un critico artista pu\u00f2 ammirare una creazione artistica.<\/p><p>In un certo senso io sono parente di questo Governo; ne sono il nonno.<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Povero nonno!<\/p><p>GIANNINI. Ero il padre del Governo che lo ha preceduto e di cui questo \u00e8 figlio. \u00c8 stato precisamente sulla fine della primavera passata che accettando un nostro lungo e annoso consiglio l\u2019onorevole De Gasperi si decise a fare un Ministero di colore.<\/p><p>Noi facemmo, come partito, un importante passo avanti in quell\u2019occasione. Avemmo modo di confermarlo a Bari il 5 giugno, poco dopo la formazione del Ministero; proclamammo a Bari i nostri dieci punti. Eravamo diventati niente meno che un partito di Governo, dopo essere entrati qui come un partito quasi clandestino; avevamo guadagnato una legittimit\u00e0, avevamo un passaporto.<\/p><p>Fui io a sostenere quella formazione governativa, furono i miei amici, tutti d\u2019accordo nell\u2019idea, onorevole nostro maestro Nitti, di appoggiare il Ministero in cambio di nulla, c semplicemente perch\u00e9 era nostro dovere appoggiarlo, volendo ottenere il risultato politico di estromettere i comunisti dal Governo italiano. Ci riuscimmo e, fatto strano, da quel momento diventammo filo-comunisti (<em>Si ride<\/em>), e filo-comunisti a un punto tale da correre seri pericoli.<\/p><p>Poi vi furono gravi inconvenienti, come in tutte le cose di questo mondo. Il Governo di colore, partorito con tutte le nostre pi\u00f9 affettuose cure, fece quello che fanno tutti i figli: trascur\u00f2 il padre (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 la tragedia di Re Lear che sempre si ripete. A un certo punto si matur\u00f2 una situazione e io (devo per forza parlare in prima persona, onorevole signor Presidente del Consiglio, perch\u00e9, ripeto, sto esprimendo un giudizio personale, che forse pu\u00f2 non essere approvato dalle mie&#8230; falangi) credetti di ravvisare la necessit\u00e0 di cambiarlo quel Governo, di fare la crisi. Ne avevo i mezzi, ne avevo la possibilit\u00e0. Pensavo che, facendo la crisi, si sarebbe riformato un Governo presieduto da Lei, onorevole Presidente del Consiglio, perch\u00e9 non \u00e8 possibile pensare che possa esservi un Governo presieduto da altri; formato dalla Democrazia cristiana, ma in sostanza costruito sul Fronte dell\u2019Uomo Qualunque, che era diventato cos\u00ec importante, che aveva avuto un Congresso, il cui successo aveva allucinato il mio elegante nemico Negarville, ammiratissimo dei risultati di quel convegno politico qualunquista. Senonch\u00e9 che cosa \u00e8 accaduto? \u00c8 accaduto, forse a causa del successo di quel nostro congresso, forse a causa di chiss\u00e0 quali altri nostri successi <em>in pectore<\/em>,che a un certo momento questo grande Partito ha cominciato a preoccupare eccessivamente, rivelandosi per il grande, vero terzo partito, che si va affermando tale nelle varie elezioni amministrative, anche nelle sue attuali condizioni. Lei e il suo Ministro dell\u2019interno lo sanno, perch\u00e9 hanno i risultati, i quali sono enormemente superiori a quelli che ha Pacciardi, a quelli che ha Saragat: e maggiori non per una, per due, ma per dieci e quindici volte. Lei le ha queste prove; lei le ha queste cifre, onorevole signor Presidente del Consiglio.<\/p><p>Questo vero grande terzo partito a un certo momento ha dovuto incutere una paura colossale. Certo \u00e8 che io mi sono trovato improvvisamente in minoranza nel mio Gruppo parlamentare, dopo aver fatto un discorso che l\u2019onorevole Togliatti spesso chiosa dandomi del pappagallo rientrato. Io le dimostrer\u00f2 che se io sono rientrato come pappagallo, lei, onorevole Togliatti, \u00e8 forse fallito come stratega. Io ritorner\u00f2 forse sotto le vecchie cottole, ma lei dove tornare alla scuola strategica di Kutuzoff, perch\u00e9 ha perduto una grande battaglia, glielo dimostrer\u00f2: ha perduto una grande battaglia politica! (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Proprio nel momento in cui volevo trasformare il mio Partito da Partito di Inverno in Partito che poteva determinare una crisi di Governo e contribuire a formare un Governo, cio\u00e8 ad aggiungere l\u2019ultimo gallone su un magnifico berretto che avevo potuto donare all\u2019Uomo Qualunque, mi sono trovato nel nostro Gruppo parlamentare a colluttare con elementi monarchici, con esponenti d\u2019una destra almeno a parole rivoluzionaria, con esponenti di ceti ricchi, di ceti industriali, di ceti agrari, che si presentavano in compagnia di qualche altro amico che fa sempre numero. Mi hanno rovesciato. Votarono compatti per il Governo De Gasperi che, difatti, vinse per trenta voti: i nostri. Se io non mi fossi astenuto ne avrebbe avuti trentuno.<\/p><p>A questo punto, qualcuno mi domander\u00e0 perch\u00e9 sono tanto contento, come domandava quel turista che, davanti alla gabbia della iena, apprendendo come viveva la iena, di che cosa si cibava, sentendola chiamare <em>iena ridens<\/em> disse: ma che cos\u2019ha da ridere questo stupido animale?<\/p><p>Perch\u00e9 sono contento? Sono contento, onorevole De Gasperi, perch\u00e9 lei ai miei monarchici ha dato l\u2019onorevole Pacciardi (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>), ai miei industriali ha dato l\u2019onorevole Tremelloni, con le sue pianificazioni, a quei ceti i quali mi credevano troppo sinistro lei ha dato il marxismo di Saragat&#8230;<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Non fa paura quello.<\/p><p>GIANNINI. Fa paura anche quello. Comunque io ho visto magnificamente ricompensati coloro che hanno fatto fallire la mia brillante manovra parlamentare, e di questo la ringrazio, onorevole De Gasperi, e le sono profondamente grato; e spero, se l\u2019occasione si presenter\u00e0, di renderle lo stesso servigio, perch\u00e9 fra amici bisogna sempre aiutarsi! (Si <em>ride<\/em>)<em>.<\/em> Lei mi ha dato una grande soddisfazione, e io le dimostrer\u00f2 questa sera, con il mio discorso, che non \u00e8 certo di maggioranza, ma d\u2019opposizione, che le sono davvero riconoscente: che ho contratto un debito con lei e che voglio pagarglielo.<\/p><p>A questo punto pu\u00f2 finire la mia esposizione di carattere personale e incominciare quella, pi\u00f9 grave e meno divertente, di capopartito. Certamente mi si obietter\u00e0 che sono scontento, come capopartito, di questo rimpasto, perch\u00e9 non ho preso parte alla costituzione del Governo.<\/p><p>SCOCA. Sperava un\u2019altra vicepresidenza!<\/p><p>GIANNINI. No, onorevole Scoca, non ci voleva un\u2019altra vicepresidenza. Noi non ci riteniamo ancora un Partito di Governo dell\u2019importanza del Partito repubblicano e del Partito saragattiano, tale da poter imporre le nostre ideologie in modo assoluto e anzi assolutistico. Ho letto le cronache della crisi, perch\u00e9 l\u2019ho seguita da lontano come vi spiegher\u00f2, e come il Presidente del Consiglio potr\u00e0 confermare: e ho fatto la conoscenza delle varie ideologie sui giornali dei vari partiti interessati. Ho saputo che v\u2019era un\u2019ideologia del petrolio, un\u2019ideologia del carbone, un\u2019ideologia dei Ministeri economici. Mi sembra che queste siano ideologie comuni a tutti i partiti; e quindi anche al nostro.<\/p><p>E allora non comprendo per quale ragione noi siamo stati esclusi dal rimpasto. Forse la ragione \u00e8 stata quella che noi, obbedendo ancora una volta al precetto dell\u2019onorevole Nitti, avevamo accettato di far parte del Governo unicamente designando un nostro rappresentante in quel famoso Consiglio di presidenza che l\u2019onorevole De Gasperi voleva \u2013 e giustamente, lodevolmente \u2013 per offrir garanzie ai vari partiti sul modo come dovranno svolgersi le elezioni. A noi le elezioni interessano; noi abbiamo un largo seguito; noi desideriamo aumentarlo: noi avremmo volentieri fatto parte del progettato Consiglio di presidenza, senza per\u00f2 assumere nessun Ministero. N\u00e9 questa \u00e8 una favola che vi racconto adesso, perch\u00e9 l\u2019abbiamo espressa in un ordine del giorno regolarmente votato dalla Giunta esecutiva del nostro Partito, approvato dal parlamentino due giorni dopo, e che ha ormai venti giorni di anzianit\u00e0. Non vi racconto n\u00e9 storie recenti, n\u00e9 ardite invenzioni.<\/p><p>A queste condizioni noi avremmo partecipato al Governo; ma a condizione di modificare lo Stato e panificarlo in tre mesi, come si propone l\u2019onorevole Tremelloni, non avremmo accettato: perch\u00e9 non abbiamo questa capacit\u00e0 e abilit\u00e0. Attendiamo questi valorosi all\u2019opera per sapere come si fa in novanta giorni a sistemare&#8230;<\/p><p>PERSICO. Non se lo \u00e8 mai sognato l\u2019onorevole Tremelloni.<\/p><p>GIANNINI. Ho qui i vostri giornali, amico Persico, autore dell\u2019Uomo qualunque! Ricordati che fosti tu a crearlo quando lo sopprimesti (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Era lui il prefetto di Roma che soppresse l\u2019<em>Uomo qualunque<\/em> e da quella soppressione nacque la fiamma. Gliene sono grato, come sono grato al Presidente del Consiglio. Ho qui l\u2019<em>Umanit\u00e0<\/em>, quotidiano dei saragattiani, non voglio dire del pisellismo. \u00abSi richiamano energicamente le classi privilegiate al loro dovere sociale\u00bb&#8230;<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Questa \u00e8 la dichiarazione del Governo.<\/p><p>GIANNINI. Ma \u00e8 in effetti una presa di posizione d\u2019un partito il quale viene a socializzare lo Stato. E ben venga! Vedremo, in questi novanta o cento giorni che ci separano dalle elezioni, che cosa far\u00e0, che cosa avr\u00e0 potuto fare. Noi non ci sentiamo questa forza. Noi siamo pi\u00f9 modesti.<\/p><p>Potrei leggere qualche cosa anche della <em>Voce Repubblicana<\/em>; ma l\u2019ha letta gi\u00e0 l\u2019onorevole Togliatti, ed io ho sempre paura di ripetere ci\u00f2 che fa l\u2019onorevole Togliatti perch\u00e9 ho idea che mi porti sfortuna. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, che cosa \u00e8 accaduto? \u00c8 accaduto che ci troviamo di fronte a un Governo diverso da quello al quale noi avremmo partecipato. Noi avremmo partecipato volentieri a un Governo che avesse fatto le elezioni con questo Consiglio di presidenza, nel quale ciascuno si sarebbe dovuto occupare solamente delle elezioni e garantire non soltanto il proprio, ma tutti i partiti. Il Governo democristiano sarebbe rimasto il Governo monocolore, Governo tranquillo, Governo d\u2019ordinaria amministrazione. Poich\u00e9, nella nostra inesperienza di \u00abuomini qualunque\u00bb, noi riteniamo che in questo momento non vi sia nulla di pi\u00f9 importante da fare in Italia \u2013 oltre, naturalmente, al normale sbarcamento del lunario \u2013 che le elezioni. Non crediamo a problemi politici trascendentali.<\/p><p>Dir\u00f2, in rapida parentesi che dedico al conte Sforza, che non credo nemmeno alla possibilit\u00e0 d\u2019una politica estera italiana.<\/p><p>Mi stupisco che uomini di ingegno lottino e si lancino pezzi di Patria e di bandiera l\u2019uno sulla faccia dell\u2019altro, per sapere se dobbiamo andare con l\u2019America o con la Russia.<\/p><p>In tema di politica estera credo che il conte Sforza possa darci atto \u2013 egli che legge i nostri giornali con attenzione, del che lo ringrazio \u2013 che noi abbiamo sempre trattato con pudore la materia, in quanto siamo convinti che un Paese nelle nostre condizioni, e anche Paesi in condizioni apparentemente migliori come la Francia, non possano ancora fare una propria politica estera: debbono necessariamente subirla. Ed allora \u00e8 forse meglio non parlarne troppo di questo problema, e dovendo piegarsi a un giogo, \u00e8 nostra opinione che sia forse carit\u00e0 di Patria sceglier quello pi\u00f9 lieve e meno doloroso.<\/p><p>Il veder lottare in pro dell\u2019America o in pro della Russia mi d\u00e0 l\u2019impressione di veder una turba di schiavi che lottino, battendosi con le proprie catene, per sceglier quale padrone debbano servire. Noi ci rifiutiamo di partecipare alla lotta; e in quel pudore in cui ci ammantiamo, riteniamo che di politica estera italiana si debba riparlare solo quando la dignit\u00e0 del nostro Paese permetter\u00e0 di discorrerne con quella voce alta e con quel tono vibrato che non possiamo ancora assumere.<\/p><p>Sulla politica interna ci \u00e8 stato assicurato da un uccellino, che ha volato nel Gabinetto dell\u2019onorevole De Gasperi, che egli era molto bene intenzionato nei nostri confronti, e che avrebbe desiderato la nostra collaborazione. Questo usignoletto&#8230;<\/p><p>COSTANTINI. Non era un pappagallo?<\/p><p>GIANNINI. Situazione che vai, uccello che trovi. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Questo usignoletto ci ha, dunque, informati che l\u2019onorevole De Gasperi era contento di poter avere la nostra collaborazione; e contento perch\u00e9 \u2013 io interpreto il suo pensiero, onorevole signor Presidente del Consiglio; non pensi che le voglia attribuire questa intenzione; sono io a interpretare, lei mi pu\u00f2 smentire \u2013 ho pensato che l\u2019onorevole De Gasperi non volesse far andar in giro la Democrazia cristiana, che \u00e8 una matrona annosa e decente, con troppo rossetto sulla bocca, e avesse pensato che un\u2019aliquota qualunquista non ci sarebbe stata male per rimediare a quel troppo scarlatto che arroventava le labbra della vecchia signora.<\/p><p>Senonch\u00e9 l\u2019onorevole De Gasperi ha trovato fieri ostacoli nel Partito socialista dei lavoratori italiani e nel Partito repubblicano. Io vorrei sapere \u2013 e ne sarei grato a questi due egregi colleghi \u2013 se i capi del Partito repubblicano e \u00abpisellista\u00bb volessero avere la franchezza di dirmene il perch\u00e9. Io non so perch\u00e9 il Partito repubblicano debba ritenersi tanto pi\u00f9 a sinistra di noi. Forse perch\u00e9 occupa quel settore verso la circa sinistra? Ma io son pronto ad andare a sedermi vicino all\u2019onorevole Cianca! (<em>Viva ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em> Non credo che una questione politica possa essere semplicemente una questione di seggi.<\/p><p>Io non so che cos\u2019abbia questo Partito repubblicano italiano, con cui ho pure qualche parentela \u2013 non \u00e8 vero Macrelli? \u2013 di cos\u00ec straordinariamente sinistro, per cui non si possa mischiare con noi.<\/p><p>Poi v\u2019\u00e8 questo Partito socialista dei lavoratori italiani, perch\u00e9 evidentemente gli altri Partiti socialisti non sono dei lavoratori. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Questo speciale Partito socialista ha pubblicato un programma nel quale abbiamo riconosciuto le nostre idee. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Intendiamoci: tali idee, poich\u00e9 le abbiamo tutti e due prese allo stesso ceppo, si rassomigliano. Abbiamo visto che abbiamo lo stesso programma. Tempo fa ho avuto occasione di scrivere \u2013 quando mi si e rivelato il cosmico intelletto dell\u2019onorevole Tremelloni \u2013 ch\u2019ero addirittura sbalordito della rivelazione, e che mi domandavo perch\u00e9 egli era rimasto cos\u00ec indietro a quello che noi avevamo progettato.<\/p><p>Poi ho pensato: forse repubblicani e saragattiani non ci vogliono perch\u00e9 siamo ancora sotto un marchio di fascismo, come quando siamo entrati in questa Assemblea con passo clandestino. Ma ho dovuto subito rispondermi di no, perch\u00e9 una dichiarazione di democraticit\u00e0 ci \u00e8 venuta dalla pi\u00f9 autorevole cattedra di democrazia che \u00e8 in quest\u2019Aula, e precisamente dal settore comunista (<em>Si ride<\/em>) e per la penna dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>E allora quale ha potuto essere la ragione per cui questi due partiti si sono opposti alla nostra partecipazione al Governo? Intendiamoci: sempre limitata alla presenza nel Consiglio di presidenza per sorvegliare le elezioni, non gi\u00e0 per assicurarci la direzione del monopolio dei carboni o della benzina o per realizzare altre fruttifere ideologie. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Solo per le elezioni, ripeto. Qual \u00e8 la ragione per cui siamo stati esclusi dalla nobile gara, e messi fuori in tal modo che abbiamo sentito il bisogno \u2013 una canzone napoletana dice: \u00abIo so\u2019 signore e tengo \u2019o core cchi\u00f9 signore \u2019e me\u00bb \u2013 di dichiarare, in un ordine del giorno, che non volevamo di pi\u00f9, e che avremmo partecipato \u00absolo se richiesti\u00bb, e apertamente richiesti, appunto perch\u00e9 non intendevamo farci mettere alla porta?<\/p><p>Oggi abbiamo il piacere, in questa seduta, di constatare che \u00e8 stato meglio per noi non far parte di questo Governo di pacificazione (<em>Si ride<\/em>), che ci ha dato una edificante dimostrazione, con le violente interruzioni lanciate anche dal banco del Governo, di quale pacificazione sia quella a cui andiamo incontro. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Mi struggo dal desiderio di sapere da questi due Ministri, che poi, privatamente, sono due buoni amici, perch\u00e9 non ci hanno voluti. Debbo pensare che non ci hanno voluti per ragioni di interesse? No, perch\u00e9 abbiamo tassativamente escluso le ideologie di cui ho parlato prima. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Debbo pensare, Pacciardi, che lei aveva paura dei comunisti, che lei Saragat, aveva paura dei comunisti? Debbo pensare che voi non ci avete presi nel vostro Governo perch\u00e9 avevate paura di mettervi contro i comunisti? Se debbo pensare questo, vi dichiaro che sono veramente lieto, davvero contento \u2013 \u00e8 una seconda contentezza, onorevole signor Presidente del Consiglio \u2013 di non far parte di questo Ministero in cui sono Ministri che hanno paura.<\/p><p>Ma altra ragione non mi pare vi possa essere. L\u2019esempio di democrazia che ha dato il nostro Partito non lo ha dato nessun partito qui dentro; nessuno dei partiti qui presenti, ha una sua Camera dei deputati interna come ce l\u2019abbiamo noi, il cosiddetto parlamentino. (<em>Si ride \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ridete come volete, ma il fatto \u00e8 innegabile. Nessuno dei vostri partiti ha capi che siano stati eletti pi\u00f9 democraticamente dei nostri. E finalmente, nessuno dei vostri partiti \u00e8 stato capace delle fiere ribellioni di cui siamo stati capaci noi; fiere ribellioni contro forze potenti, che ci hanno attirato la stima dei nostri avversari, forse il disprezzo di qualche amico, o falso amico, ma certamente l\u2019espressa ammirazione di tanta gente che prima ci giudicava con superficialit\u00e0 e sufficienza.<\/p><p>Allora, mancando il primo pretesto, mancando il secondo, mancando il terzo, io non devo fermarmi che sul quarto: ossia debbo pensare che questi due grandi partiti abbiano avuto paura d\u2019urtarsi con i comunisti per noi. E se cos\u00ec \u00e8, noi trarremo le nostre conseguenze da questo fatto, e le trarremo alla prima occasione, amico Pacciardi, perch\u00e9 ci son colpi che in politica si possono ricevere solo a patto di restituirli, perch\u00e9 bruciano, e troppo.<\/p><p>Risolta la questione della nostra non partecipazione al Governo e delle ragioni ancora misteriose che l\u2019hanno determinata, noi vorremmo sapere, non a parole ma a fatti, quale \u00e8 la ragione per cui \u00e8 stato fatto questo rimpasto. Se non \u00e8 per le elezioni, se non \u00e8 per garantire a tutti i partiti la genuinit\u00e0 delle operazioni elettorali, a quale scopo \u00e8 stato fatto questo cambiamento di Governo? La crisi \u00e8 durata circa due mesi, cio\u00e8 a dire dal 4 ottobre all\u2019altro ieri. Una prova di pi\u00f9 che era necessario cambiare il Governo \u00e8 che lo si \u00e8 cambiato; ma perch\u00e9 lo si \u00e8 cambiato in questa forma bipolare \u00e8 quanto non riusciamo a capire. Siamo disorientati da quello che leggiamo sui giornali (la politica ormai si fa sui giornali, non pi\u00f9 qui dentro) da alcuni dei quali abbiamo appreso che questo era un Governo tale e quale a quello che v\u2019era prima.<\/p><p>Da giornali di altri partiti abbiamo saputo invece che era stato tutto scombussolato e cambiato. V\u2019\u00e8 poi l\u2019onorevole Togliatti che ha battuto un vero primato. Egli ci ha innanzi tutto gradevolmente sorpresi presentandosi in veste di costituzionalista. In tale veste egli ci ha dichiarato che questo Governo era incostituzionale, e che era incostituzionale perch\u00e9 era un altro Governo e non si trattava d\u2019un rimpasto. Senonch\u00e9 sull\u2019<em>Unit\u00e0<\/em>, giornale con cui io credo che l\u2019onorevole Togliatti abbia intimi rapporti (<em>Si ride<\/em>), si legge niente di meno che questo: \u00abIl rimpasto \u00e8 fatto ma il Governo \u00e8 sempre nero. \u00c8 il tema delle conversazioni che si terranno gioved\u00ec alle ore 19 nelle sessantaquattro sezioni romane del Partito comunista\u00bb. (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>)<em>.<\/em> Debbo pensare che l\u2019onorevole Togliatti \u00e8 smentito dal suo partito? Badi, onorevole Togliatti, quando capitano questi infortuni \u00e8 difficile salvarsi come mi son salvato io. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Non so dove andrebbe a finire lei. Io me la sono cavata, ma per lei chiss\u00e0 che cosa potrebbe accadere!<\/p><p>Ora, questo Ministero \u00e8 nuovo o non \u00e8 nuovo? E se \u00e8 nuovo che cosa si propone? L\u2019onorevole De Gasperi ce lo ha detto, l\u2019onorevole De Gasperi ci ha parlato di ordine, di disciplina sociale; ci ha detto quelle brevi parole che si dicono \u2013 di solito sono parole in libert\u00e0, di circostanza \u2013 ma effettivamente non ci ha enunciato niente su cui noi potessimo appuntare una critica magari infondata. Praticamente non possiamo criticare questo Ministero, perch\u00e9 non sappiamo che cosa ci dar\u00e0 di nuovo, a meno che la presenza di questi due nuovi partiti nel Governo non voglia imprimere al Governo un andamento rivoluzionario; ma in questo caso noi abbiamo il diritto di chiedere: signori, diteci che cosa voi volete veramente fare, perch\u00e9, stando a ci\u00f2 che avete l\u2019aria di prometterci, voi non dovete limitarvi a fare le elezioni in aprile, o ai primi di maggio, come io spero, ma chiss\u00e0 quali miracoli.<\/p><p>Il guaio \u00e8, per\u00f2, che in questo brevissimo lasso di tempo io non so che cosa potete fare, non so che cosa vi permetteranno di fare certi determinati ceti, i quali non sono affatto d\u2019accordo con la pianificazione e la socializzazione; per la qual cosa io mi domando quale \u00e8 la ragione per cui v\u2019\u00e8 un Partito socialista in questo Governo, quando \u00e8 pi\u00f9 che evidente che non pu\u00f2 realizzare il socialismo. Tanto valeva che se ne stesse sui suoi banchi. Non parliamo poi del Partito repubblicano, il quale, non dovendo realizzare altro che la Repubblica, come giustamente ha osservato l\u2019onorevole Nitti, non pu\u00f2 che definirsi Partito repubblicano conservatore o progressista, oppure considerarsi un partito che ha esaurito nobilmente, ma sempre esaurito, il suo compito avendo raggiunto il suo obiettivo.<\/p><p>\u00c8 anche a questa domanda che noi chiediamo rispettosamente una risposta, onorevole signor Presidente del Consiglio. E ci\u00f2 con nessuna idea d\u2019intralciarla nel suo lavoro, con nessuna volont\u00e0 di darle fastidio.<\/p><p>Io credo che, in un certo senso, la sua opera debba esser veramente benedetta da Dio, protetta dal destino, perch\u00e9 lei riesce a far applaudire il mangiamonarchi Pacciardi dai monarchici. (<em>Interruzioni all\u2019estrema destra<\/em>)<em>. <\/em>S\u00ec, ho udito gli applausi, anzi li ho visti gli applausi. Mi compiaccio, onorevole De Gasperi, perch\u00e9 lei riesce a far applaudire Pacciardi dai monarchici, lei riesce a ottenere il consenso di ceti, oserei dire plutocratici, avendo in casa il marxismo di Saragat, marxismo al quale l\u2019onorevole Saragat non rinunzia. Lei riesce anche ad altro: il solo partito che poteva dar fiera noia al suo \u00e8 il Fronte dell\u2019Uomo Qualunque, avendo lei massacrato tutti gli altri. Bene: lei \u00e8 riuscito a farsi cavare questa castagna dal fuoco dall\u2019intelligenza strategica del Partito comunista che ha assalito le nostre sedi: mentre il nostro era l\u2019unico Partito che il comunismo non avrebbe dovuto toccare, perch\u00e9 era ed \u00e8 l\u2019unico Partito che avrebbe potuto dare e d\u00e0 fastidio alla Democrazia cristiana. Il comunismo invece ci si \u00e8 buttato su come, non posso dire un toro, ma come un bue, perch\u00e9, quando l\u2019azione \u00e8 stupida, non pu\u00f2 avere sesso.<\/p><p>Il comunismo s\u2019\u00e8 gettato sulle sedi qualunquiste con l\u2019illusione di distrugger l\u2019Uomo Qualunque, ed \u00e8 riuscito soltanto a rivelare a tutti l\u2019enorme numero di sedi che abbiamo in Italia. Mentre degli altri partiti sono state toccate due, tre, quattro sedi, nell\u2019elenco presentato dal Governo, e che, quindi, \u00e8 ufficiale, noi abbiamo l\u2019onore di figurare con 49 sedi. Siamo il Partito pi\u00f9 numeroso, meglio impiantato, pi\u00f9 diffuso, pi\u00f9 organizzato, e ce la vedremo alle prossime elezioni, che noi faremo con danaro o senza danaro, con mezzi o senza mezzi; tirando fuori, colleghi dell\u2019estrema sinistra \u2013 questo non ve l\u2019ho mai detto, questo non ho voluto dirvelo mai, ma oggi ve lo dico, perch\u00e9 non dovete pensare che qui non si sia pronti \u2013 tirando fuori gli stessi vostri metodi ove voi ce ne imponiate la necessit\u00e0. Noi possiamo scherzare su molte cose, possiamo, per la necessit\u00e0 di persuadere gli Stati Uniti d\u2019America che non siamo totalitari, subire anche qualche prepotenza; ma, in materia di elezioni, no! Con le elezioni non si transige.<\/p><p>Quindi, o cambiate strategia politica e rimandate i vostri generali a imparare dall\u2019ottimo Kutuzoff, o preparatevi a qualche cosa di molto spiacevole che sarete voi ad aver provocato.<\/p><p>Voi, dico: soltanto voi; perch\u00e9 se io mi son sempre rifiutato di fare un blocco di destra e ho subito insidie, combattimenti, perfino attacchi brutali basati sul danaro \u2013 di cui m\u2019infischio, perch\u00e9 continuo e continuer\u00f2 a vivere lo stesso \u2013 perch\u00e9 non ho voluto piegarmi a fare quanto voi sapete, voi, con la vostra politica dissennata, respingendo il mio Partito verso posizioni d\u2019estrema destra, sarete i responsabili di ci\u00f2 che accadr\u00e0 domani se non cambierete sistema, se non imparerete a vivere come si deve vivere con una parte politica come la nostra, che ha dato lezioni di lealt\u00e0 a tutti quanti, e non ne ha ancora dovuto ricevere&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Giannini, noi vi abbiamo chiesto di liberarvi dai fascisti, niente di pi\u00f9.<\/p><p>GIANNINI. Onorevole Togliatti, si liberi anche lei dei suoi fascisti! (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 questo che io le domando: si liberi dei suoi fascisti ed io non richiamer\u00f2 i miei, perch\u00e9 non ne ho pi\u00f9. Ma \u00e8 lei che mi costringe a richiamarli, e il giorno che li richiamer\u00f2 non so cosa accadr\u00e0. (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Male!<\/p><p>GIANNINI. Pajetta, io vengo a Piazza del Duomo a parlare!<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Qui ci sono i partigiani!<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Puoi venire a Piazza del Duomo se ti comporti bene!<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Perch\u00e9, sei tu il padrone di Piazza del Duomo? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Non hai idea di ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 stata l\u2019opera mia per impedire in Italia la guerra civile!<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Nessuno t\u2019ha mai impedito di parlare!<\/p><p>GIANNINI. Lasciamo andare. Ci siamo capiti, no? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Allora, onorevole De Gasperi, e salvo questa piccola parentesi che era dovuta ai colleghi dell\u2019estrema sinistra, io dichiaro che \u00e8 difficile lottare con lei. Lei riesce, come ho detto, a far applaudire Pacciardi dai monarchici, lei riesce a consolare gli industriali, lei riesce a servirsi del Partito comunista contro il Qualunquismo, lei riesce a tutto! Evidentemente lei \u00e8 protetto dal destino e io al destino non mi posso ribellare.<\/p><p>D\u2019altra parte, il modo come lei ha trattato l\u2019Assemblea Costituente nemmeno mi dispiace. Certo, vi sarebbe da fare qualche obiezione sulla disinvoltura con cui si \u00e8 rifatto il Governo, perch\u00e9, insomma, l\u2019onorevole Togliatti non ha poi tutti i torti quando dice che vuol essere sentito anche lui, ch\u2019\u00e8 anche lui qualcuno e rappresenta qualche cosa. Ugualmente l\u2019onorevole Nenni rappresenta anche lui qualche cosa; n\u00e9 mi sembra che i due enormi partiti che oggi collaborano con lei rappresentino qualche cosa pi\u00f9 di noi, e ne abbiamo continuamente prove confortanti; lo vediamo nel Consiglio comunale di Roma, lo vediamo in tutte lo elezioni amministrative che facciamo.<\/p><p>Ora \u2013 \u00e8 un po\u2019 difficile dir questo con parole acconce \u2013 io penso, signor Presidente del Consiglio, che lei abbia un po\u2019 trascurato questa Assemblea; ma non gliene faccio troppo aspro rimprovero, perch\u00e9 forse questa Assemblea merita d\u2019esser trascurata, merita d\u2019esser un po\u2019 presa in giro, di trovarsi a ogni momento di fronte a un Governo nuovo, a qualche situazione nuova.<\/p><p>Lei forse, onorevole Presidente del Consiglio, non \u00e8 il Duca di Richelieu di questa Italia in ricostruzione, non ne \u00e8 forse neppure il Cardinale Mazarino: ma ne \u00e8 certamente l\u2019abate Scarron, il poeta burlesco.<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Non \u00e8 poeta, De Gasperi.<\/p><p>GIANNINI. Ma \u00e8 burlesco. Lei, onorevole De Gasperi, \u00e8 l\u2019uomo che ci vuole per noi e io la ringrazio di sottoporsi a questa improba fatica di governare. Le dir\u00f2 che personalmente le prometto il mio voto, e che cercher\u00f2 di convincere il mio Gruppo \u2013 che non vuol votare per lei \u2013 a votare per lei. E glielo prometto per ragioni di logica e d\u2019eleganza per distruggere un controsenso. I miei amici di Gruppo, quando con i nostri voti potevamo buttarlo gi\u00f9, non hanno voluto votare contro di lei; e adesso che lei dei nostri voti non sa assolutamente che farsi, perch\u00e9 ha le falangi saragattiane e pacciardiane, adesso le vogliono votare contro. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ci\u00f2 dimostra l\u2019ingenuit\u00e0, ma anche la purezza, degli uomini qualunque (<em>Viva ilarit\u00e0<\/em>), i quali non conoscono l\u2019intrigo. Io per\u00f2 l\u2019ho imparato il mestiere, e so che le elezioni ci daranno altri maestri con cui lei potr\u00e0 fare altri e migliori conti.<\/p><p>Spero fermamente di raggiungere lo scopo di far votare il mio Gruppo in suo favore, non perch\u00e9 lei ne abbia bisogno, ma perch\u00e9 \u00e8 necessario che il suo Governo e il suo Partito non si diano troppo vanto del belletto rosso che si son messi sulle labbra e sulle guance. Lei deve passare, ma deve passare e anche coi nostri voti. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lei deve passare anche con i nostri voti, e non solamente con quelli dei suoi nuovi soci, per i quali, non potendo far loro maggior dispetto, voter\u00f2 in favore. (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>)<em>.<\/em> Spero di non avere un\u2019altra crisi di Gruppo dopo questo discorso&#8230; (<em>Applausi a destra \u2013 Commenti \u2013 Ilarit\u00e0<\/em>) a meno che dalle sue prodighe mani non sian piovuti altri impegni, o altre promesse di sottosegretariati: promesse e impegni che lei m\u2019ha dato la grande gioia di non mantenere dopo averli dati. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Grazie, onorevole signor Presidente! (<em>Vivi applausi \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Onorevoli colleghi, cercher\u00f2 di rispondere brevemente, chiaramente e serenamente ai vari punti sollevati dai colleghi in questa discussione, specialmente dagli onorevoli Togliatti, Nenni, Giannini ed altri.<\/p><p>Poich\u00e9 credo mio dovere riferirvi i fatti come stanno, con assoluta obiettivit\u00e0 e chiarezza, senza alcuna passione di parte e avendo riguardo solamente a quelli che sono gli indissolubili interessi dell\u2019Italia e della pace, incomincer\u00f2 col leggervi nel suo testo integrale la dichiarazione di Truman.<\/p><p>Iniziando il mio dire con questo argomento, rispondo, con suo cortese permesso, anche all\u2019onorevole Negarville, che present\u00f2 un\u2019interpellanza sulla dichiarazione Truman.<\/p><p>Truman disse: \u00abSebbene gli Stati Uniti stiano ritirando le loro truppe dall\u2019Italia, adempiendo cos\u00ec agli obblighi del Trattato di pace, essi continuano ad essere interessati alla preservazione di un\u2019Italia libera e indipendente. Se nel corso degli avvenimenti divenisse evidente che la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza dell\u2019Italia, su cui riposa il Trattato di pace, fossero minacciate direttamente o indirettamente, gli Stati Uniti, quali firmatari del Trattato e quali membri delle Nazioni Unite, sarebbero obbligati a considerare quali misure sarebbero appropriate al mantenimento della pace e della sicurezza\u00bb.<\/p><p>Questo \u00e8 il testo della dichiarazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha asserito che la Carta dell\u2019O.N.U. non pu\u00f2 applicarsi ad un Paese che non appartiene alle Nazioni Unite, e che detta Carta non parla in nessun caso di interventi limitatori della dignit\u00e0 di uno Stato da parte di un altro. Ed \u00e8 stato da taluno affermato che invano si cercherebbe nel Trattato firmato a Parigi e ratificato dalla Costituente la clausola o le clausole alle quali si riferisce il Presidente Truman.<\/p><p>Ecco in realt\u00e0 le cose come stanno.<\/p><p>La formula di Truman \u00ablibert\u00e0 e indipendenza\u00bb trova piena e completa rispondenza sia nel Trattato di pace che nella carta delle Nazioni Unite.<\/p><p>Il primo termine \u00ablibert\u00e0\u00bb riassume in s\u00e9 l\u2019articolo 15 del Trattato di pace, il quale definisce la libert\u00e0 nel suo valore estrinseco. L\u2019articolo 15 dice infatti:<\/p><p>\u00abL\u2019Italia prender\u00e0 tutte le misure atte ad assicurare a tutte le persone sotto la giurisdizione italiana senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione, il godimento dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, ivi comprese la libert\u00e0 di espressione, di stampa e pubblicazione, di culto religioso, di opinione politica e di riunione pubblica\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 chi ha sostenuto che gli articoli del Trattato di intonazione politica si riferirebbero solo alle possibilit\u00e0 di una restaurazione fascista.<\/p><p>Queste possibilit\u00e0 sono menzionate nell\u2019articolo che segue, articolo 17 del Trattato che dice a sua volta:<\/p><p>\u00abL\u2019Italia che, giusta i termini dell\u2019Armistizio, ha preso le misure per dissolvere le organizzazioni fasciste in Italia, non permetter\u00e0 il risorgere di tali organizzazioni sul suolo italiano, siano esse politiche, militari o semi militari\u00bb.<\/p><p>La Conferenza della pace ha dimostrato nei suoi vari procedimenti che questi due articoli, il 15 e il 17, si tengono per mano: essi sono stati negoziati uno accanto all\u2019altro. Gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica furono fra gli Stati che pi\u00f9 insistevano.<\/p><p>Cumulativamente i due articoli coprono l\u2019eventualit\u00e0 di nuove dittature, sia di destra che di sinistra. In linea di principio entrambi danno il modo, non solo agli Stati Uniti, ma a qualunque altro firmatario del Trattato, di invocare il Trattato di pace nel caso che l\u2019una o l\u2019altra o entrambe le eventualit\u00e0 avessero a verificarsi.<\/p><p>Il secondo termine della formula di Truman \u00abindipendenza\u00bb si ritrova al paragrafo 4\u00b0 dell\u2019articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Dice l\u2019articolo in parola: \u00abtutti i membri che si asterranno nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall\u2019uso della forza contro l\u2019integrit\u00e0 territoriale o l\u2019indipendenza politica di qualsiasi Stato\u00bb.<\/p><p>Quindi la Carta delle Nazioni Unite copre anche l\u2019Italia, sia essa o no membro dell\u2019O.N.U. Inoltre dal contesto risulta che \u00abindipendenza\u00bb \u00e8 intesa come indipendenza da una minaccia esterna.<\/p><p>La formula di Truman si presenta, quindi, come la classica formula di sicurezza della Carta di San Francisco, la formula \u00abintegrit\u00e0 e indipendenza\u00bb, il cui primo termine \u00e8 costituito dal \u00abfreedom\u00bb, la integrit\u00e0 rappresentata dagli articoli 15 e 17 del Trattato ed il cui secondo termine \u00abindipendenza\u00bb \u00e8 ulteriormente rafforzato nella specie dalle clausole territoriali del Trattato, all\u2019articolo 2.<\/p><p>Queste del Trattato e della Carta delle Nazioni Unite sono, mi domando, limitazioni o garanzie della vita internazionale?<\/p><p>NENNI. Le pi\u00f9 contrarie a noi che possano essere concepite.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Vedremo.<\/p><p>Queste del Trattato e della Carta delle Nazioni Unite, ripeto, sono limitazioni o garanzie della vita internazionale?<\/p><p>Con questa interrogazione che mi pongo, penso appunto di rispondere all\u2019interruzione dell\u2019onorevole Nenni. Sono limitazioni? Lo sono per chi crede a quel mito della sovranit\u00e0 assoluta dello Stato che \u00e8 stata la ragione prima di tutte le recenti guerre; ma sono una felice garanzia per chi crede nel consorzio internazionale che obblighi i vari Stati ad essere solidali l\u2019uno con l\u2019altro, legati da un comune supremo interesse: la pace. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vorrei ora rispondere all\u2019onorevole Nenni su un altro punto. L\u2019onorevole Nenni richiam\u00f2 \u2013 e non gliene faccio nessuna critica, al contrario, perch\u00e9 certi richiami, certi incoraggiamenti sono sempre utili, anzi necessari \u2013 il precedente di Cripps, il Ministro principale dell\u2019attuale Gabinetto britannico per tutto ci\u00f2 che riguarda questioni economiche, il quale ha fatto e sta facendo una serie di accordi economici, anche con l\u2019Unione Sovietica. Ora, se l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Nenni implicava critica a una pretesa accidia o indolenza del Governo italiano, egli aveva torto; aveva torto per quanto riguarda non solo me ma anche lui stesso; fu egli, infatti, che, lodevolmente, quando era mio predecessore agli esteri, nell\u2019inverno 1946, ordin\u00f2 passi dell\u2019ambasciatore Brosio a Mosca per arrivare a un accordo economico con la Russia.<\/p><p>Quando io ebbi l\u2019onore di succedere all\u2019onorevole Nenni continuai per questa identica strada. Nel maggio del 1947 per mie istruzioni l\u2019ambasciatore Brosio sollecit\u00f2 che si addivenisse a studi comuni per un accordo economico. Nessuna risposta venne, e nel luglio ripetei (i colleghi lo ricorderanno) questo invito, questa speranza, questa invocazione di un accordo economico con l\u2019Unione Sovietica, proprio qui, in quest\u2019Aula. Il 29 settembre scorso, in seguito a successivi accenni che feci pi\u00f9 di una volta con l\u2019onorevole rappresentante in Roma dell\u2019Unione Sovietica, questi mi fece conoscere finalmente che il suo Governo era disposto a entrare in contatto con noi, per questioni economiche. Lo presi subito in parola, espressi vivo compiacimento per questa dichiarazione che egli mi aveva fatto, e feci subito porre allo studio un esame di quelli che potevano essere gli scambi pi\u00f9 utili fra noi e l\u2019Unione Sovietica.<\/p><p>E questo feci, perch\u00e9 non volevo mandare immediatamente una missione che parlasse nel vuoto sicch\u00e9 potesse poi dirsi che i negoziati con l\u2019Unione Sovietica erano stati un fiasco. Feci far\u00f2 uno studio approfondito, su due colonne, di ci\u00f2 che noi speriamo poter avere dall\u2019Unione Sovietica e di ci\u00f2 che noi possiamo dare all\u2019Unione Sovietica. Noi precisammo le merci essenziali di cui il nostro Paese ha bisogno, fra le quali primissime il grano e le materie prime essenziali, e offrimmo alla Russia tutta la gamma della nostra produzione tradizionale e anche, in particolari condizioni, la fornitura di macchinari e di attrezzature industriali. Analoghe comunicazioni il Ministero degli affari esteri ha fatto il 3 novembre all\u2019Ambasciatore dell\u2019Unione Sovietica.<\/p><p>Il 9 corrente, proprio pochi giorni fa, telegrafai al nostro Ambasciatore a Mosca di sottolineare al Governo sovietico il nostro desiderio di conoscere al pi\u00f9 presto il suo pensiero circa la proposta da noi formulata e tutto l\u2019interesse che noi vi annettiamo; e analoga comunicazione feci all\u2019Ambasciata sovietica in Roma.<\/p><p>Ho il piacere di informare l\u2019Assemblea che, proprio ieri 16 corrente, questa Ambasciata sovietica mi ha fatto sapere che \u00e8 ora oggetto di attenta considerazione e studio l\u2019insieme di progetti che le avevo fatto pervenire; e che l\u2019Unione Sovietica considera che ci\u00f2 rende possibile un prossimo inizio di conversazioni fra Roma e Mosca in argomento, e quindi l\u2019invio di una nostra delegazione commerciale a Mosca.<\/p><p>Se, come mi auguro e come far\u00f2 con lo zelo pi\u00f9 vivo \u2013 con lo stesso zelo con cui ho combattuto lunghe settimane per arrivare a un accordo commerciale con la Jugoslavia \u2013 i negoziati avranno successo, noi saremo felici di aver contribuito a far venire grano russo in Italia, e tanto meglio se ai primi del prossimo anno. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma torniamo alle critiche fatte alla formula Truman. Noi crediamo che la prima condizione di progresso internazionale e sociale consiste nel rendere impossibile che chi si presume potente e armato possa osare di scatenare una guerra solo perch\u00e9 \u00e8 potente ed armato. \u00c8 per questo, ancora pi\u00f9 che per il fatto che un triste passato e un miope trattato ci ridussero disarmati fra super armati, \u00e8 per questo, dico, che noi dobbiamo vedere, non solo senza sospetto, ma con sollievo qualsiasi manifestazione di volont\u00e0 di pace che prescinda dai compartimenti stagni nazionalistici delle vecchie frontiere.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti ha oggi posto lealmente il dito sulla piaga, su questa somma di incomprensioni che avvelenano l\u2019Europa. Parlare della formula Truman e attaccarla non \u00e8 che un esercizio dialettico di polemica parlamentare. Il vero fondo \u00e8 il dissidio circa il piano Marshall, ed io mi son sentito sollevato quando ho sentito che l\u2019onorevole Togliatti poneva il problema nei suoi veri termini: che cosa si deve pensare del piano Marshall. Credo che l\u2019onorevole Togliatti, se ben ricordo, ha detto che questo piano Marshall nessuno sa cosa sia. \u00c8 verissimo. Mi sembra di ricordare (accade spesso che qualche frase di chi ha parlato rimanga nelle proprie orecchie) che l\u2019ultima volta che parlai qui all\u2019Assemblea per l\u2019unione doganale italo-francese, rispondendo a una interrogazione dell\u2019onorevole Persico, mi venne fatto di citare il piano Marshall, e dissi: \u00abIl piano Marshall, anzi mi correggo, il cosiddetto Piano Marshall\u00bb. \u00c8 cos\u00ec; e che non lo si veda, mostra quanto sia pericolosa e fatale questa atmosfera di sospetti, di incomprensioni, di gelosie che avvelenano l\u2019Europa e forse anche paesi al di l\u00e0 dei mari.<\/p><p>In realt\u00e0, lo ripeto ancora una volta, il vero protagonista dell\u2019attuale politica mondiale non \u00e8 una volont\u00e0 di potenza da una parte, n\u00e9 una volont\u00e0 di attacco dall\u2019altra. \u00c8 il sospetto, il timore, la incomprensione, la paura che accieca gli spiriti e che rende fatali gli equivoci.<\/p><p>Io aderii, primo fra tutti i Ministri degli esteri europei, alla proposta del piano Marshall, perch\u00e9 avevo sentito come era nato. Quando il Segretario di Stato Marshall parl\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di Harvard, egli non fece affatto una questione di egemonia o di influenza americana in Europa.<\/p><p>Ricordatevi che per gli Stati Uniti il commercio con l\u2019Europa rappresenta circa il cinque per cento dei loro interessi. Pensate quanto interesse hanno gli Stati Uniti economicamente in Europa. Nulla, quasi nulla. Ci\u00f2 che importa agli Stati Uniti \u00e8 che non vi siano pi\u00f9 guerre; perch\u00e9 le guerre sono una rovina per loro, per le loro industrie e per i loro contribuenti.<\/p><p>Quando dall\u2019America stessa sono sollevati, e si continuano a sollevare, dubbi sulla possibilit\u00e0 di azione e di successo del piano Marshall, non s\u2019intende di fare un <em>confiteor <\/em>di ci\u00f2 che essi tentarono con una generosit\u00e0 che un giorno si scoprir\u00e0 essere stata ammirevole. Ma si lagnano che gli Stati europei non abbiano abbastanza contribuito alla concezione del piano Marshall, quale era sentita in America, e cio\u00e8: \u00abEuropa aiutati, che noi ti aiuteremo\u00bb. Ma l\u2019Europa doveva prima aiutarsi da s\u00e9.<\/p><p>E se il piano Marshall non ha sortito ancora gli effetti benefici che il Segretario di Stato Marshall si proponeva \u00e8 perch\u00e9 troppi Stati europei hanno veduto nel piano un mezzo per acquistare piccoli vantaggi per essi soli, senza pensare che l\u2019Europa \u00e8 ormai a un punto che o noi tutti saremo tollerabilmente prosperi o noi tutti periremo.<\/p><p>E a questo proposito permettetemi di dire (non per me che non conto nulla: ero l\u00e0 per caso; un altro al mio posto avrebbe fatto lo stesso; ma per la Nazione italiana e per questa Assemblea che approv\u00f2 questi concetti), permettetemi di dire che si riconosce nel mondo e specie in America che l\u2019Italia almeno dette la prova che voleva fare un\u2019azione non egoistica, che non voleva cercare denari per s\u00e9, che non voleva prestiti per s\u00e9; ma che desiderava l\u2019innalzamento e il miglioramento della situazione europea. Perch\u00e9 noi italiani, consci come siamo della nostra laboriosit\u00e0 e della nostra inventivit\u00e0, sappiamo che in una Europa ricca, prospera e pacifica troveremo sempre la nostra via e la nostra vita. Noi mostrammo fra la stupefazione dell\u2019Europa, alla Conferenza di Parigi, che volevamo dare una prova con i fatti e non con le parole, e quindi chiedemmo si mettesse immediatamente allo studio quella unione doganale italo-francese da cui si potrebbero attendere grandi guadagni economici e morali, per il fatto che il livello di vita sar\u00e0 migliorato in seguito a maggiore quantit\u00e0 di merce. Spero con tutto il cuore che noi vedremo finalmente questa grande convenzione di carattere europeo che avr\u00e0 provveduto fra altro al rialzo del livello di vita dei contadini del Mezzogiorno, che da noi del nord hanno avuto finora parole, parole, e mai un fatto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Con questo ho risposto implicitamente anche all\u2019onorevole Giannini. L\u2019onorevole Giannini, in un momento di pessimismo, ha detto che l\u2019Italia non pu\u00f2 fare politica estera. Certo, ella ha perfettamente ragione se pensa che un daino o un capriolo possa osare di fronteggiare leoni e tigri. Ma se un daino parlante, se un capriolo parlante di fronte alla brutalit\u00e0 di grossi giganti si esprime e si afferma con idee che sono delle visioni di avvenire, questo, le assicuro, \u00e8 forse il miglior modo di fare una politica estera. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A questo punto \u00e8 mio dovere, mio assoluto dovere di Ministro degli esteri, dare un\u2019assicurazione all\u2019onorevole Togliatti, del cui senso di responsabilit\u00e0 politica sono certo, per averne avuto prova pi\u00f9 volte, quando fummo colleghi di Gabinetto: l\u2019onorevole Togliatti \u00e8 stato male informato, quando ha parlato di un ambasciatore estero che va girando nelle varie citt\u00e0 d\u2019Italia per provocare non so quali cospirazioni plutocratiche.<\/p><p>TOGLIATTI. Lo dicono i verbali delle riunioni.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Ho letto tutti i discorsi dell\u2019ambasciatore Dunn; vi ho sempre trovato questa frase: \u00abBadate, l\u2019America non fa miracoli; bisogna che vi aiutiate da voi; voi avete talento, laboriosit\u00e0, attivit\u00e0 sufficienti per creare un\u2019Italia piena di ricchezze, sonante di industrie, fiera di un\u2019agricoltura progredita; fate questo e noi vi aiuteremo. Perch\u00e9 voi sapete com\u2019\u00e8 la razza umana; essa ama aiutare i ricchi\u00bb.<\/p><p>Questo ha detto l\u2019ambasciatore Dunn. Per questo da questo banco sento il dovere di ringraziarlo. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non temo affatto un tentativo di egemonia americana in Europa. Se l\u2019America avesse avuto progetti di egemonia in Europa avrebbe fatto proprio il contrario del piano Marshall: avrebbe corrotto a poco a poco i singoli Stati, offrendo agli uni privative, agli altri prestiti. Invece, rivolgendosi all\u2019Europa e dando a tutta l\u2019Europa la possibilit\u00e0 di accordi collettivi, gli Stati Uniti provarono che volevano creare un\u2019Europa forte, prospera, vitale, unita; ed \u00e8 chiaro che un\u2019Europa forte, prospera, vitale e unita non obbedisce a nessun Paese, a nessun Continente. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Qualcuno pu\u00f2 dirmi: \u00absiete cos\u00ec ingenuo, da credere a questi sentimenti evangelici, a questa carit\u00e0 straordinaria fra Stato e Stato?\u00bb. Non si tratta di questo. La generosit\u00e0 attuale dell\u2019America proviene da due o tre ragioni profondamente realistiche, che vi sottometto brevemente. Una \u00e8 che l\u2019America ricorda con amarezza e vergogna il lungo periodo in cui il partito conservatore, col\u00e0 chiamato repubblicano, durante le presidenze di Harding e di Hoover, si disinteress\u00f2 dell\u2019Europa, non volle dare nessun aiuto all\u2019Europa e si ritir\u00f2 dai Consigli della Lega delle nazioni e da qualunque attrazione solidale europea.<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. Perch\u00e9 Hoover sostiene il piano Marshall? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Bravo, onorevole Pajetta: ecco la prova di quello che dicevo: che il protagonista avvelenatore del mondo \u00e8 la paura, il sospetto, la mania di persecuzione. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>. <\/em>Vuol dire che Hoover ha cambiato idea; vuol dire che, essendo stato sciocco prima, \u00e8 diventato saggio ora. Anche lei, onorevole Paletta, cambier\u00e0 idee: ne sia certo. Ella, onorevole Togliatti, \u00e8 discesa a parlare di me come altezzoso aristocratico italiano. Debbo dirle, onorevole Togliatti, che, fuggendo dalla Francia caduta in balia dei nazi-fascisti, arrivai agli Stati Uniti con quattro o cinque dollari in tasca; mia moglie e i miei figli soffrirono la fame per settimane, finch\u00e9 una grande Universit\u00e0 mi invit\u00f2 a diventare suo professore, e poi passai ad altre. Avendo io vissuto non a Washington e a New York, ma in tutti i gangli vitali di quel Continente \u2013 perch\u00e9 \u00e8 follia credere che si conosca l\u2019America vedendo quattro pettegoli a Washington o quattro uomini d\u2019affari a New York \u2013 sono arrivato alla sicura conclusione che gli Stati Uniti perseguono la loro attuale politica perch\u00e9 si ricordano dei brutti anni di Harding e di Hoover, ed anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un particolare favore verso l\u2019Italia: \u00e8 inutile cercare di credere che dell\u2019Italia si voglia fare un bastione strategico. La verit\u00e0 \u00e8 che, per fortuna, l\u2019elemento italo-americano da qualche decennio \u00e8 molto aumentato di numero e di potenza. La prima volta che andai negli Stati Uniti \u2013 lasciando l\u2019Italia nel 1927 \u2013 i deputati e i senatori italo-americani si potevano contare sulle dita di una sola mano, mentre adesso sono due o tre dozzine. Italo-americani sono nella Camera dei rappresentanti, nel Senato, sono sindaci di grandi citt\u00e0, sono un gruppo americano che diventa potente. Essi rappresentano ormai dei milioni compatti di voti. Questi italiani continuano a nutrire un amore profondo per l\u2019Italia; questi italiani desiderano che l\u2019Italia rinasca, ed \u00e8 anche per questo che l\u2019America fa verso di noi una leale amica politica. (<em>Vivissimi applausi al. centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io non vi presento come santi gli statisti americani; essi hanno anche bisogno del voto degli italo-americani, e questo ci garantisce simpatie profonde.<\/p><p>Ricordando che la storia ha dei corsi e dei ricorsi, e ricordando l\u2019opprimente periodo dell\u2019isolazionismo negli Stati Uniti, sapendo che sempre pochi sono i convertiti \u2013 e fra questi l\u2019ex Presidente Hoover \u2013 mentre altri continuano ad avere odio per lo straniero e a mantenere quel senso di superiorit\u00e0 che \u00e8 il primo segno della decadenza e dicono che l\u2019America deve far da s\u00e9 e non deve aiutare l\u2019Europa, si ha un bel dire che si tratta soltanto di una minoranza; \u00e8 certo vero che la grande maggioranza del Paese ha capito che quando si ha la potenza si deve avere anche la responsabilit\u00e0 e si deve compiere il proprio dovere internazionale, nel senso di assicurare la pace. Ma, se gli od\u00ee, gli insulti, gli sberleffi continuano all\u2019infinito, non \u00e8 escluso che gli americani torneranno una volta ancora all\u2019isolazionismo; quel giorno la colpa non sarebbe loro; dovrebbe cercarsi altrove. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em> Ma il giorno \u2013 sentite bene, tanto noi concepiamo profondamente l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Europa senza divisioni, n\u00e9 ire, n\u00e9 gelosie, n\u00e9 blocchi \u2013 il giorno che gli americani tornassero all\u2019isolazionismo, poco tempo dopo, malgrado le fallaci apparenze attuali, tutti i popoli d\u2019Europa, dall\u2019Italia alla Russia, dall\u2019Inghilterra alla Turchia, presto ne pagherebbero il costo. (<em>Vivi applausi a sinistra, al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Negarville, poich\u00e9 il Ministro degli esteri, in questo suo intervento, ha risposto anche all\u2019interpellanza da lei presentata nei giorni scorsi, le do la parola per dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>NEGARVILLE. Mi ritengo dispensato dallo svolgimento dell\u2019interpellanza, la quale ha avuto la possibilit\u00e0 di essere svolta dagli oratori che mi hanno preceduto. Ringrazio l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri di avermi voluto rispondere in questo suo intervento. Mi limiter\u00f2 a toccare solo quei punti che hanno costituito oggetto della mia interpellanza e non mi soffermer\u00f2 sugli altri aspetti di politica generale.<\/p><p>I documenti a cui si riferisce il Presidente Truman sono il trattato di pace e lo statuto delle Nazioni Unite. Noi avremmo dovuto trovare in questi due documenti qualcosa che ci permettesse di interpretare come plausibile l\u2019intervento del Presidente Truman, l\u2019intervento unilaterale di una qualsiasi potenza straniera negli affari italiani qualora si realizzassero le condizioni previste dagli articoli 15 e 17 del Trattato di pace.<\/p><p>Faccio osservare che tanto lo statuto delle Nazioni Unite quanto il Trattato di pace non parlano mai, n\u00e9 in modo esplicito n\u00e9 implicitamente, di un intervento unilaterale di una qualsiasi potenza. \u00c8 previsto il caso in cui o il Consiglio delle Nazioni Unite o le quattro potenze firmatarie del Trattato di pace possono intervenire nelle cose italiane, cos\u00ec come \u00e8 previsto anche per altri Paesi; ma sempre questo intervento \u00e8 concertato, sempre \u00e8 o la determinazione di un accordo o la deliberazione del Consiglio generale delle Nazioni Unite.<\/p><p>In quali casi d\u2019altronde \u00e8 previsto questo intervento? Nei casi in cui l\u2019Italia, che \u00e8 uscita dal fascismo, che ha fatto la guerra, prima in un senso poi in un altro, non dia garanzie sufficienti per ricostruirsi sul piano della democrazia e del rispetto di quelle libert\u00e0 per cui la guerra \u00e8 stata combattuta, per cui si \u00e8 creato l\u2019organismo delle Nazioni Unite e per cui si sono avuti gli altri strumenti diplomatici precedenti al trattato di pace.<\/p><p>La prima ipotesi di un intervento, sempre collettivo e mai unilaterale, \u00e8 data dalla possibilit\u00e0 della rinascita del fascismo in Italia. Questo \u00e8 il primo caso che verrebbe preso in considerazione dalle Nazioni Unite. D\u2019altronde, se si pensa ai documenti precedenti (dichiarazione di cobelligeranza, dichiarazione della prima conferenza di Mosca sull\u2019Italia ecc.), ci si accorge che il problema del fascismo, allora certamente pi\u00f9 scottante che non adesso, fu posto come problema principale, nell\u2019interesse delle Nazioni Unite, per la politica interna italiana. Manca ogni allusione alle ipotesi, richiamate dall\u2019onorevole Ministro degli esteri, di una dittatura di sinistra, posta sullo stesso piano di una dittatura di destra; e questo perch\u00e9 nessuno dei firmatari degli strumenti diplomatici \u2013 trattato di pace e dichiarazioni ad esso precedenti \u2013 ha mai ammesso la possibilit\u00e0 di una rivoluzione di tipo bolscevico in Italia, e quindi la necessit\u00e0 di concertazioni tra i firmatari per parare questo tentativo; la sola ipotesi politica, ripeto, \u00e8 quella della possibilit\u00e0 di una resurrezione del fascismo.<\/p><p>Questo e soltanto questo si evince dai documenti; ed allora, perch\u00e9, onorevole Sforza, ella d\u00e0 una interpretazione che mi pare sia ancora pi\u00f9 larga di quella del signor Truman al significato dei documenti e all\u2019applicazione del Trattato di pace?<\/p><p>Ella ha parlato di umiliazione; certamente sarebbe una umiliazione! Se nel trattato di pace vi fosse una clausola con la quale si autorizzasse un intervento unilaterale, di qualsiasi Paese \u2013 intendo riferirmi a qualsiasi Paese firmatario del Trattato di pace, un giudizio soggettivo per intervenire nelle cose italiane, l\u2019Italia sarebbe un protettorato.<\/p><p>N\u00e9 si possono interpretare tutte le clausole politiche del Trattato di pace cos\u00ec come le ha interpretate il Ministro degli esteri, perch\u00e9 sarebbe l\u2019interpretazione pi\u00f9 dannosa che si potesse dare, come quella di ricavare dal Trattato di pace una situazione di protettorato sull\u2019Italia, il che non \u00e8.<\/p><p>Di fronte a una dichiarazione cos\u00ec grave come quella del Presidente degli Stati Uniti, noi avevamo chiesto che cosa intendeva fare il Governo: se il Governo intendeva cio\u00e8, nelle forme diplomatiche dovute, far sapere al signor Truman che il suo intervento, la sua dichiarazione, non poteva essere gradita; oppure (e questa \u00e8 la situazione che io confesso di avere introdotto nella mia interpellanza) oppure se non fosse stata richiesta e provocata questa dichiarazione&#8230;<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Mai! Mai! Mai!<\/p><p>NEGARVILLE. Io le sono grato di questa precisazione. (<em>Interruzione del deputato Nenni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nenni, l\u2019interpellante non \u00e8 lei.<\/p><p>NENNI. Per\u00f2 abbiamo sottoscritto l\u2019interpellanza anche noi.<\/p><p>NEGARVILLE. Io sono grato al conte Sforza di questa risposta: voi non l\u2019avete dunque richiesto. Si tratta allora dell\u2019intervento di un uomo politico, sia pure Presidente di un grande Paese con cui dobbiamo avere rapporti di amicizia ritenuti dal Governo indispensabili per la Nazione; ci si trova quindi di fronte a un intervento arbitrario di un uomo politico che si richiama a convenzioni stipulate con il nostro Paese, le quali non esistono. Ma, secondo me, si tratta di altre cose: negli ambienti ufficiali degli Stati Uniti si ha una rappresentazione della situazione interna italiana \u2013 che \u00e8 quella cui si richiama, cui fa allusione il Presidente Truman \u2013 assolutamente falsa, che nuoce non al Partito comunista italiano ma al Paese. (<em>Commenti \u2013 Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quali sono le fonti d\u2019informazione di questi personaggi ufficiali statunitensi che, secondo una corrispondenza da Washington del 13 scorso, pubblicata da un giornale americano di Roma, dicono che \u00abgli scioperi diretti dai comunisti possono estendersi in tutta Italia, dopo che le truppe americane l\u2019abbiano lasciata\u00bb? Mi pare che qui in Italia si trovi la fonte di queste notizie.<\/p><p>Dice inoltre il giornale in parola:<\/p><p>\u00abEssi (cio\u00e8 questi ambienti ufficiali) considerano lo sciopero generale nella provincia di Roma come un\u2019evidente manovra del Partito comunista italiano per saggiare l\u2019efficacia delle contromisure del Governo. La presenza delle truppe americane impediva ai capi comunisti di avventurarsi in una tale campagna, perch\u00e9 questi disordini prima della partenza delle truppe americane avrebbero potuto in qualche modo prolungare la permanenza delle truppe stesse. Lo sciopero generale dei lavoratori esteso in tutta Italia dalle organizzazioni dominate dai comunisti non sorprenderebbe gli ambienti ufficiali americani. Questi ambienti ufficiali hanno espresso la fiducia che il Governo De Gasperi si prepari ad impedire l\u2019estensione di questi scioperi e che il Governo abbia successo. La strategia comunista sar\u00e0 nota fra poco tempo\u00bb.<\/p><p>E il giornale conclude:<\/p><p>\u00abSe i comunisti non si decideranno allo sciopero generale in Francia e in Italia nel prossimo futuro, questo significa che i limiti dell\u2019espansione comunista sarebbero gi\u00e0 toccati e raggiunti\u00bb.<\/p><p>Ho voluto leggere questo, che \u00e8 un rapporto ufficioso, diciamo, pubblicato da un giornale americano che esce a Roma e che riflette l\u2019opinione degli ambienti ufficiali americani sul nostro Paese, naturalmente come conseguenza di informazioni che partono dall\u2019Italia.<\/p><p>Io ho una breve esperienza del Ministero degli esteri; mi sia concesso di ricordarla. So che quando il Ministro degli esteri desidera informare un Governo sulla situazione del nostro Paese, ed informarlo per correggere le informazioni che si ritengono sbagliate, per far conoscere che certi giudizi debbono essere modificati, ha a sua disposizione molti mezzi, a cominciare dal proprio ambasciatore, dal proprio rappresentante diplomatico.<\/p><p>Ora mi pare che questi giudizi non siano stati modificati e non so se l\u2019opera di informazione sia stata compiuta; e, se compiuta, evidentemente \u00e8 stata infruttuosa, inefficace, dato che, se si dovesse credere a ci\u00f2 che si ritiene negli ambienti ufficiali statunitensi, dovrebbe concludersi che in Italia siamo alla vigilia della guerra civile.<\/p><p>Evidentemente \u00e8 per questa idea della guerra civile che il Presidente Truman dice in sostanza: se non intervengono gli altri, visto che i rapporti internazionali e le conferenze tra le grandi potenze non danno i risultati voluti, vi garantisco che interverremo noi.<\/p><p>Ma, intervento per che cosa? Forse per evitare una guerra civile che non vogliamo (e se c\u2019\u00e8 qualcuno che la vuole \u00e8 probabilmente legato a coloro che vogliono intervenire)? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Perch\u00e9 questi annunci di intervento? Anche supposto che i \u00abquattro grandi\u00bb non riescano a mettersi d\u2019accordo su un intervento, questo dovrebbe essere determinato da una situazione cos\u00ec grave per il nostro Paese quale non pu\u00f2 certo essere rappresentata dalle nostre controversie interne e tanto meno segnalata dalle nostre rappresentanze all\u2019estero.<\/p><p>Credo che il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri abbiano commesso un errore grave non smentendo, non respingendo pubblicamente la dichiarazione di Truman, perch\u00e9 dietro questa dichiarazione vi \u00e8 una errata interpretazione del Trattato di pace: errata interpretazione che \u00e8 stata anche confermata qui dal Ministro degli esteri.<\/p><p>Dietro questa dichiarazione c\u2019\u00e8 tutta una manovra politica che puzza di provocazione nei nostri confronti (<em>Proteste al centro<\/em>); c\u2019\u00e8 il desiderio di determinare in Italia una situazione analoga a quella che gi\u00e0 si \u00e8 determinata in altri Paesi.<\/p><p>Ritengo che il non aver voluto ravvisare nella dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti un grave attentato alla libert\u00e0 e all\u2019indipendenza del nostro Paese abbia posto il Governo in una situazione difficile non di fronte agli Stati Uniti ma di fronte al popolo italiano, di fronte al popolo del nostro Paese. Si pu\u00f2 essere infatti per gli Stati Uniti o contro gli Stati Uniti, per il piano Marshall o contro il piano Marshall, ma qui c\u2019\u00e8 il tentativo di far derivare dal Trattato di pace una situazione di sudditanza dell\u2019Italia da un altro Paese che noi non possiamo n\u00e9 potremo mai tollerare da parte di questo come di qualsiasi altro Governo.<\/p><p>Ricordo che, quando fu discussa in Assemblea la ratifica del Trattato di pace, molte voci indignate si levarono in quest\u2019Aula per l\u2019umiliazione che ci era inferta. Onorevoli colleghi! Io credo che uguale se non maggiore indignazione si dovrebbe ora levare qui, e da parte del Governo, per questo fatto, in nome dell\u2019Italia, in nome della sua indipendenza e della sua libert\u00e0. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione \u00e8 rinviato a domani.<\/p><p>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata presentata la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se non intenda procedere \u2013 occorrendo, previo parere del Consiglio di Stato \u2013 allo scioglimento del Consiglio comunale di Ravanusa (Agrigento), per le seguenti ragioni:<\/p><p>1\u00b0) grave pericolo di turbamento dell\u2019ordine pubblico;<\/p><p>2\u00b0) necessit\u00e0 di assicurare \u2013 data l\u2019anormale situazione locale nei confronti dell\u2019ordine pubblico \u2013 il regolare funzionamento dei pubblici servizi di Ravanusa, come riconosce esplicitamente il prefetto di Agrigento nel decreto 8 dicembre 1947, col quale provvide alla nomina di un Commissario prefettizio nel comune di Ravanusa;<\/p><p>3\u00b0) gravissimi atti di faziosit\u00e0 commessi da quella Giunta comunale.<\/p><p>\u00abMontalbano, D\u2019Amico\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo di dichiarare quando intenda rispondere.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Far\u00f2 conoscere domani la data in cui il Governo intende rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del tesoro e del bilancio, perch\u00e9 vogliano finalmente provvedere alla ricostituzione dell\u2019Amministrazione ordinaria del Banco di Napoli.<\/p><p>\u00abPorzio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, perch\u00e9 consideri se non sia rispondente ai criteri di equit\u00e0 e di giustizia riassumere in ruolo, reintegrandoli nei loro diritti, gli insegnanti di educazione fisica (poco pi\u00f9 di trenta in tutta Italia), gi\u00e0 di ruolo prima dell\u2019avvento del fascismo e passati, poi, per effetto della legge Gentile, prima all\u2019Ente nazionale di educazione fisica, poi all\u2019Opera nazionale Balilla ed infine alla G.I.L.<\/p><p>\u00abEssi, forniti di diploma conseguito nei soppressi Istituti di magistero per l\u2019educazione fisica di Roma, Napoli, Torino, che li autorizzava ad insegnare in ogni scuola secondaria di qualsiasi ordine e grado, divennero insegnanti di ruolo a seguito di concorso e subirono ispezioni per divenire ordinari.<\/p><p>\u00abIl provvedimento si impone, ove si consideri che sono stati assunti in ruolo i provenienti dalla Farnesina, che non erano forniti di alcun diploma, non sostennero concorsi e non subirono ispezioni.<\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere per quali ragioni, dopo che il cognato del deputato Mentasti, professore Augusto De Benedetti, gi\u00e0 titolare di una cattedra al liceo scientifico di Venezia, trasferito al liceo-ginnasio Marco Polo della stessa citt\u00e0, rifiut\u00f2 di impartire le lezioni nella sezione di Lido del detto liceo, abbia ordinato la istituzione di un nuovo corso completo presso la sede centrale del ginnasio-liceo, corso al quale fu destinato il De Benedetti.<\/p><p>\u00abTonetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per richiamare la sua attenzione sulle recenti manifestazioni di Marrubiu e di Terralba (provincia di Cagliari) e sui gravi fatti di quest\u2019ultimo Comune, nei quali sono da deplorare un morto e parecchi feriti. All\u2019origine di questi fatti \u00e8 l\u2019inerzia dell\u2019autorit\u00e0 prefettizia, per cui da anni rimangono insolute le controversie attorno alla richiesta di ricostituzione in Comune autonomo della attuale frazione di Marrubiu.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede se il Ministro non ritenga necessario e urgente intervenire, affinch\u00e9 queste controversie siano finalmente risolte, nel rispetto degli interessi dei Comuni e in modo che il comune di Marrubiu riabbia quella autonomia cui ha diritto.<\/p><p>\u00abChiede, infine, di conoscere se l\u2019impiego delle armi da parte dei carabinieri sia stato giustificato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLussu\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio e dei lavori pubblici, per conoscere le ragioni per cui non \u00e8 stata ancora autorizzata la costruzione della centrale termo-elettrica di Palermo, indispensabile per la regolare produzione dell\u2019energia elettrica in Sicilia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBellavista\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio e del lavoro e previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intendono adottare per cercare di migliorare le tristi condizioni nelle quali vivono gli operai della miniera A.B.C.D. di asfalto di Ragusa che prima della guerra dava lavoro a circa 1500 operai, mentre ora ne impiega solamente 400; e per conoscere quali provvedimenti intendono adottare nei riguardi degli attuali gestori della miniera stessa che, sembra, l\u2019abbiano condotta ad un <em>deficit <\/em>di 90 milioni, mentre l\u2019hanno rilevata con forti stocks di materiali, in perfetta efficienza ed in attivo. Questa cattiva amministrazione ha portato per conseguenza una forte disoccupazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBellavista\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere se, in attesa che si provveda, secondo le richieste legittime delle categorie interessate, alla elaborazione di un provvedimento generale inspirato a criteri di obbiettivit\u00e0 e di perequazione in ordine alla imposizione e al pagamento dei \u00abcontributi unificati\u00bb, non ritengano doveroso concedere l\u2019esenzione totale per i suppletivi 1947 e per gli ordinari 1948 ai comuni del Cassinate e degli altri in provincia di Frosinone, particolarmente danneggiati dagli eventi bellici ed in istato di grave dissesto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBozzi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga di dover modificare una parte delle condizioni del bando dei concorsi magistrali, quali risultano dalla tabella n. 8720\/50 dell\u20198 luglio 1947, e nella quale, fra i titoli di servizio alla lettera <em>B<\/em>, quando si parla di servizio militare o assimilato, si precisa che tale servizio deve risultare prestato, dopo il conseguimento del diploma, \u00abdal 1940 al 1945\u00bb.<\/p><p>\u00abOra, sta di fatto che numerosi insegnanti furono chiamati o richiamati alle armi, per esigenze anche belliche, fin dal 1938-39 e taluni rimasero continuativamente in servizio fino al 1947. Tale \u00e8 il caso di coloro che furono fatti prigionieri e, trasportati nei campi dell\u2019Australia, dell\u2019india, del Kenia, ecc., ne poterono tornare, per ragioni di carattere militare e quindi indipendentemente dalla loro volont\u00e0, solo nel 1947. \u00c8 evidente che tali insegnanti, stando alla lettera della tabella suddetta, pur essendo stati in servizio militare per 7, 8 e 9 anni effettivi, vengono a beneficiare di soli cinque punti complessivi, alla stessa stregua di coloro che furono militari per soli cinque anni complessivi (dal 1940 al 1945). Tutto ci\u00f2 non \u00e8 giusto. Ogni insegnante dovrebbe beneficiare di tanti punti quanti sono gli anni di servizio militare effettivamente prestato, sia prima del 1940 che dopo il 1945.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante, nell\u2019attesa della risposta, si augura che l\u2019onorevole Ministro vorr\u00e0 accogliere il rilievo fatto ed apportare le modifiche opportune nel senso proposto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMannironi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se \u00e8 vero che \u00e8 in corso un provvedimento legislativo, col quale si autorizza l\u2019assunzione in Magistratura di coloro che hanno esercitato funzioni giudiziarie, loro affidate dagli Alleati, e che ancora le esercitano. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) se ritenga corrispondente agli interessi degli studi medici l\u2019abolizione della cattedra di ruolo di radiologia, disposta dalla Facolt\u00e0 medica di Napoli e la istituzione di una cattedra di chimica per i medici, quando gi\u00e0 esiste l\u2019insegnamento di chimica generale regolarmente frequentato dagli studenti del primo corso di medicina;<\/p><p>2\u00b0) se non gli risulti invece che la istituzione della nuova cattedra risponda, come si afferma negli ambienti universitari napoletani, ad un piano prestabilito, per garantire al suo titolare di chimica per i medici, la successione alla cattedra di chimica biologica;<\/p><p>3\u00b0) e se solo questo \u00e8 stato il motivo della indefinibile sostituzione di cattedre operata dalla Facolt\u00e0 medica di Napoli, e come intenda il Ministro evitare gli abusi delle Facolt\u00e0 che creano cattedre e le aboliscono solo per interessi personali, senza curarsi del superiore interesse e della seriet\u00e0 degli studi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCoppa\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.25.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.<\/li><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati.<\/p><ol start=\"3\"><li>\u2013 Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXXXIX. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello statuto della Regione siciliana: Presidente Risultato della votazione: Presidente Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri (Seguito della discussione): Togliatti Zuccarini Nitti Giannini Sforza, Ministro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2544,2513,2523,2422,2495","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2414","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2414"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6185,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414\/revisions\/6185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2414"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}