{"id":2412,"date":"2023-09-17T16:41:44","date_gmt":"2023-09-17T14:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2412"},"modified":"2023-10-21T09:22:56","modified_gmt":"2023-10-21T07:22:56","slug":"antimeridiana-di-giovedi-18-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2412","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2412\" class=\"elementor elementor-2412\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7aa5d01 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7aa5d01\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-190d305\" data-id=\"190d305\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d4d6cb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3d4d6cb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471218_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fa0f6bb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"fa0f6bb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>cccxxxviii.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Mozioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Bonomi Paolo<\/p><p>Persico<\/p><p>Bulloni<\/p><p>Bubbio<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Tonello<\/p><p>Burato<\/p><p>Avanzini<\/p><p>Lagravinese Pasquale<\/p><p>Fusco<\/p><p>Sicignano<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Gavina<\/p><p>Molinelli<\/p><p>Monticelli<\/p><p>Bertone<\/p><p>Carboni Enrico<\/p><p>Pressinotti<\/p><p>Cappi<\/p><p>Basile<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>: <\/strong><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei Deputati. (48).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Fuschini, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Grilli, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Corbino<\/p><p>Scoccimarro, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Basile<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Donati<\/p><p>Nobile<\/p><p>Uberti<\/p><p>Candela<\/p><p>Mazzei<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Badini Confalonieri<\/p><p>Targetti<\/p><p><strong>Presentazione di relazioni:<\/strong><\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>FROGGIO, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento delle seguenti mozioni:<\/p><p>Bonomi Paolo, Micheli, Bertone, Cotellessa, Baracco, Castelli Avolio, Bovetti, Bubbio, Coppa, Giacchero, Stella, Ferreri, Valenti, Monticelli, Perrone Capano, Ferrano Celestino, Camangi, Rapelli, Simonini, Pera, Coppi, Carbonari, Zerbi, Belotti, Sampietro, Villani, Froggio, Camposarcuno, Burato, Valmarana, Schiratti, Restagno, Vicentini, Ferrarese, Raimondi, Cappi, Benedettini, Meda Luigi, Conti, Rodin\u00f2 Mario, Fabriani, Uberti, Morini e Bosco Lucarelli: \u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerando che i conferimenti dei cereali (e particolarmente del grano) agli ammassi hanno raggiunto nel complesso i quantitativi previsti, ed \u00e8, conseguentemente, venuta meno la indispensabilit\u00e0 di perseguire anche singole piccole evasioni dovute, non a intenti di speculazione, ma a comprensibili preoccupazioni di alimentazione familiare e di fabbisogno aziendale, ravvisa la necessit\u00e0 di adottare un provvedimento di amnistia a favore dei produttori agricoli, imputati o condannati per mancato conferimento di modeste quantit\u00e0 di cereali. L\u2019atto di clemenza, oltre a costituire un elemento di pacificazione sociale, sarebbe altres\u00ec di incitamento all\u2019incremento della produzione cerealicola e all\u2019adempimento dei doveri inerenti al prossimo ammasso per contingente\u00bb;<\/p><p>Persico, Cevolotto, Treves, Corbino, Bonino, Perlingieri, Guerrieri Emanuele, Candela, Gasparotto e Basile: \u00abL\u2019Assemblea Costituente invita il Governo a considerare se \u2013 dal momento che la legge sull\u2019ammasso per contingente del grano per l\u2019anno 1948 toglie il carattere di reato alle violazioni della legge stessa e commina per tutte le infrazioni esclusivamente penalit\u00e0 di carattere finanziario, e quindi fatti di maggiore gravit\u00e0 di quelli che possano essere stati commessi nel 1947 e negli anni precedenti non portano pi\u00f9 a pene restrittive della libert\u00e0 \u2013 non sia giusto ed equo stabilire con un provvedimento di indulto che le condanne a pene restrittive della libert\u00e0 personale pronunciate e da pronunciare in base alle leggi precedenti siano condonate, ferme restando le pene pecuniarie\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bonomi Paolo ha facolt\u00e0 di svolgere la mozione da lui presentata.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione da noi presentata al Governo non \u00e8 soltanto la richiesta di un atto di clemenza, di un atto di bont\u00e0 verso i contadini; ma io credo che innanzi tutto debba essere un atto di giustizia verso i produttori italiani di cereali.<\/p><p>Cosa \u00e8 infatti avvenuto dopo la liberazione del territorio nazionale? Tutti i vincoli, tutti i controlli sono crollati, sono stati tolti: soltanto gli agricoltori sono stati costretti ancora agli ammassi del grano, agli ammassi dell\u2019olio, ai vincoli sul vino, ai raduni del bestiame. Le altre categorie hanno invece potuto fare tutto quello che volevano. \u00c8 vero che anche per le categorie industriali era rimasto ancora qualche vincolo e qualche controllo; ma la legge contro le evasioni \u00e8 stata applicata esclusivamente agli agricoltori, e legge severissima. Io non intendo discutere la severit\u00e0 della legge, perch\u00e9 qualunque Governo ci fosse stato, ieri e oggi, aveva il dovere di usare tutti i mezzi per assicurare il pane agli italiani. Per questa ragione la legge era severa, severissima. Quando pensate, onorevoli colleghi, che anche per piccole sottrazioni di grano all\u2019ammasso, di mezzo quintale, di un quintale, non era ammessa la libert\u00e0 provvisoria, n\u00e9 era ammessa la condizionale! Quest\u2019anno \u2013 anzi per il 1946-47 \u2013 il Governo era venuto incontro alle nostre richieste: aveva modificato la legge, lasciando la possibilit\u00e0 di dare la libert\u00e0 provvisoria; ma poi, preoccupato dell\u2019andamento degli ammassi, attraverso circolari aveva cercato di restringere anche quella che era allora la lettera della legge e di impedire che fosse data la libert\u00e0 provvisoria a contadini colpevoli di aver sottratto uno o due quintali di grano. Legge severissima, che ha buttato in prigione dei contadini che nella loro vita non avevano conosciuto altro che il lavoro. Abbiamo visto anche contadini della nostra montagna, improvvisamente arrestati rimanere in carcere per due, tre, cinque, sei mesi, un anno.<\/p><p>Questa \u00e8 la situazione. E chi c\u2019\u00e8 cascato sotto questa legge? Ci sono caduti i piccoli evasori, perch\u00e9 normalmente i grossi non ci incappano. Quando uno non sottraeva un quintale, ma forse qualche centinaio di quintali di grano, sapeva farla franca, non cadeva nella rete della legge, nella rete della giustizia, in un modo o nell\u2019altro, con certi sistemi che non \u00e8 forse qui il caso di citare. Dunque, ci sono caduti i piccoli.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un altro problema che deve essere da noi considerato. Qualcuno pu\u00f2 dire: ma noi, attraverso queste richieste, attraverso queste mozioni andiamo a dare il premio alla borsa nera. E questo potrebbe essere immorale.<\/p><p>Un giorno, in un Comune della provincia di Viterbo trovai un maresciallo, il quale mi disse: \u00abQuesta mattina ho portato in prigione cinque contadini che ho trovato col grano. Per\u00f2 \u2013 ha aggiunto \u2013 oggi nel pomeriggio sono stato a Roma e la mia coscienza si \u00e8 turbata; e stasera quasi ho un rimorso di coscienza\u00bb. Perch\u00e9? \u2013 gli ho chiesto. \u00abPerch\u00e9 \u2013 ha detto lui \u2013 io ho fatto dei posti di blocco, sono andato a fare le perquisizioni nelle case dei contadini, a guardare sotto i letti, a guardare sotto i cassettoni, per vedere se c\u2019era del grano; e sono stato a Roma e ho visto che in tutte le piazze, in tutte le strade si vendono pubblicamente il pane bianco, l\u2019olio, lo zucchero e la farina\u00bb.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione importante: se si vuole colpire la borsa nera, bisogna colpirla da tutte le parti. Io non faccio una colpa al Governo di non esser stato capace di stroncare la borsa nera; no. Se qualche volta la Celere interveniva nei vari mercati della borsa nera, bloccava le strade, ecc. i borsari neri scappavano, ma dopo un quarto d\u2019ora erano tutti ancora l\u00ec, coi prezzi aumentati, per farsi pagare quello che la Celere aveva loro portato via. Questa era la situazione.<\/p><p>Ma, pu\u00f2 pensare o dire qualcuno, questo \u00e8 un incoraggiamento alla borsa nera. No, perch\u00e9 ad un dato momento io ho il dovere di chiedere una cosa semplicissima; quale categoria produttiva non ha fatto, in questo dopoguerra e durante la guerra, la borsa nera? Non l\u2019hanno fatta forse gli industriali produttori di scarpe, che le hanno prodotte a tremila lire e le vendono oggi ad 8 o 10 mila lire? Non hanno fatto la borsa nera i produttori di tessili, che hanno guadagnato milioni a palate con la esportazione, con la borsa nera della valuta, che hanno prodotto tessuti a mille, duemila lire al metro e ce li fanno pagare a diecimila, dodicimila lire al metro? Ed io chiedo ancora: non hanno fatto la borsa mera quelle fabbriche di concimi che nel 1944-45 nonostante l\u2019intervento del Governo, nonostante l\u2019intervento dei Ministri competenti, hanno continuato a vendere tutta la produzione alla borsa nera perch\u00e9 le commissioni interne hanno detto: o ci lasciate vendere o ci toglierete i mezzi per alimentare le nostre famiglie? Non hanno fatto la borsa nera? Ma io dico: la borsa nera l\u2019hanno fatta un po\u2019 tutte le categorie, ed il contadino del quale ci interessiamo oggi pu\u00f2 aver fatto la borsa nera del mezzo quintale o del quintale, o ancora di due, tre quintali di grano. Se dovessimo andare in provincia di Treviso, in provincia di Bergamo dove i contadini sono stati costretti a dare venti, cinquanta chili di granturco, quanto possono aver guadagnato? Qualche centinaio di lire e per questo rischio sono finiti in carcere. Io vorrei chiedere: di quegli industriali e commercianti che con la borsa nera hanno guadagnato non qualche centinaio di lire, ma diversi e svariati milioni, quanti sono andati in prigione?<\/p><p>C\u2019\u00e8 stata una legge sulla disciplina dei pasti nei ristoranti, legge severissima che doveva imprigionare tutti, che doveva confiscare tutto. Chi \u00e8 andato in prigione a causa di questa legge? Quali ristoranti sono stati confiscati?<\/p><p>Ma io ho ancora il dovere di dire un\u2019altra parola. Troppo spesso noi portiamo i contadini e gli agricoltori sul banco degli accusati, ma capite che quando si agisce in questo clima dove tutte le categorie fanno tutto quello che vogliono fare, permettete, \u00e8 forse male che dica questo, ma forse un incitamento a non consegnare veniva da questa situazione. Era nell\u2019animo la convinzione che bisognava fare in questo modo.<\/p><p>Questa \u00e8 la situazione, perch\u00e9 non dimentichiamo un\u2019altra cosa: che gli agricoltori per venti anni erano stati considerati dei benemeriti quando coltivavano grano, avevano il diploma di benemerenza, avevano le medaglie. Dopo la liberazione, quando coltivavano grano finivano in prigione. Questa \u00e8 la situazione in cui vivevamo. Ebbene, dico a voi, onorevoli colleghi, guardiamo con simpatia a questa categoria ed \u00e8 per questa simpatia che noi dovremo votare la mozione e non dimentichiamo un\u2019altra cosa: quale \u00e8 quella categoria che ha ricostruito senza nessun contributo dello Stato? Io vorrei chiedere ai vari Ministri competenti, dall\u2019agricoltura ai lavori pubblici: dove sono andati i fondi, a chi sono stati elargiti miliardi? \u2013 All\u2019agricoltura? \u2013 No. Normalmente si elargivano i fondi all\u2019industria. Soltanto l\u2019I.R.I. mangia dalla greppia dello Stato sei, sette, otto miliardi al mese. All\u2019agricoltura si danno le briciole, quando ci sono. Cosa abbiamo dato per ricostruire le case di campagna, per bonificare, per aiutare i contadini delle nostre montagne? \u2013 Nulla abbiamo dato. Ma se dovessimo chiedervi invece chi \u00e8 che paga le imposte e le tasse senza possibilit\u00e0 di sfuggire, senza possibilit\u00e0 di avere un esercito di tecnici, di professionisti preparati ad ingannare il fisco? Sono gli agricoltori, perch\u00e9 i signori industriali, i signori commercianti hanno sempre due bilanci, quello vero e quello per il fisco. Gli agricoltori non hanno due bilanci, ne hanno uno solo, perch\u00e9 la loro terra \u00e8 al sole e pagano sempre. Sono quelli che pagano di pi\u00f9 e ricevono meno degli altri dallo Stato.<\/p><p>Non dimenticate una cosa: questi contadini, per i quali noi chiediamo oggi il provvedimento di amnistia sono quelli che hanno sempre dato in tutte le guerre il maggior contributo. Per loro non c\u2019\u00e8 l\u2019esonero. Non restano a casa a fare gli esplosivi, le munizioni. Essi sono sempre in prima linea a compiere il loro dovere.<\/p><p>Per queste ragioni io chiedo, onorevoli colleghi, a voi di votare favorevolmente questa mozione, chiedo al Governo di accettarla, di accettarla integralmente, non soltanto in quelle che sono le pene detentive, ma di accettarla anche per quella che \u00e8 l\u2019ammenda, per quelle che sono le pene pecuniarie che normalmente sono state di venti volte il valore del grano, in quanto dovete pensare che per ogni quintale di grano si \u00e8 fatto pagare quest\u2019anno una cifra che ha raggiunto le 80-100 mila lire.<\/p><p>Quindi voglia il Governo accettare integralmente questa nostra richiesta, e accettandola l\u2019Assemblea e il Governo compiranno un atto di clemenza, s\u00ec, ma, come dicevo inizialmente, un atto di giustizia che si impone per queste categorie. L\u2019Assemblea ed il Governo diranno che ancora guardano con simpatia alla categoria dei coltivatori diretti. E qui vorrei dire al Governo: non intendiamo chiedere soltanto l\u2019amnistia o l\u2019indulto per la sottrazione di grano, ma anche l\u2019amnistia e l\u2019indulto per la sottrazione di tutti i cereali, dal granoturco al risone.<\/p><p>Signori, si avvicina il Natale. Per le famiglie degli agricoltori, dei contadini, il Natale significa qualche cosa. Ebbene, signori del Governo, accettando questa nostra mozione voi farete ritornare in tante famiglie la pace, che sar\u00e0 sicuro auspicio di tranquillit\u00e0 delle campagne, di maggior lavoro per il domani, perch\u00e9 l\u2019ammasso totale \u00e8 terminato e siamo di fronte ad un ammasso per contingenti.<\/p><p>Vi assicuro che questo vostro atto di clemenza sar\u00e0 di incitamento per tutti i contadini a lavorare di pi\u00f9, a seminare di pi\u00f9, a concimare di pi\u00f9, per assicurare il pane a tutto il popolo italiano. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di svolgere la sua mozione.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, sar\u00f2 brevissimo, anche perch\u00e9 l\u2019onorevole Bonomi Paolo ha svolto con grande ampiezza il problema, e soprattutto l\u2019ha svolto con competenza tecnica, perch\u00e9 egli \u00e8 il Presidente dei coltivatori diretti.<\/p><p>Io volevo mettere, invece, la questione sotto il profilo giuridico. La mozione trae la sua origine dall\u2019articolo 75-<em>bis<\/em> della Costituzione, da noi gi\u00e0 approvato, quantunque non ancora in vigore, il quale articolo dice che l\u2019amnistia e l\u2019indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica, dietro delegazione delle Camere. Ecco perch\u00e9 abbiamo portato all\u2019Assemblea Costituente la richiesta di questa delegazione, affinch\u00e9 il Guardasigilli possa farsene interprete presso il Capo dello Stato. Per\u00f2 la mia proposta differisce da quella dell\u2019onorevole Bonomi sotto due profili: differisce, perch\u00e9 egli chiede un\u2019amnistia, mentre io mi limito, anche a nome dei colleghi che hanno sottoscritto la mia mozione, a chiedere un indulto; egli vuole estendere l\u2019atto di clemenza alle pene pecuniarie, mentre io propongo che le pene pecuniarie siano mantenute. Si tratta di un provvedimento sopra tutto di equit\u00e0. I decreti vigenti fino al 5 settembre 1947, data del decreto attualmente in vigore circa l\u2019ammasso per contingente di cereali del raccolto 1947-48, che hanno regolato la materia, portavano per questi fatti di mancato conferimento all\u2019ammasso pene che nel primo decreto del 22 aprile 1943 arrivavano da tre mesi a tre anni, e che poi furono raddoppiate, spaziando da sei mesi a sei anni.<\/p><p>Non \u00e8 a dire che sia rimasta sulla carta questa sanzione, perch\u00e9 ci sono in tutta Italia migliaia di poveri contadini, che stanno scontando due, tre e perfino sei anni di reclusione.<\/p><p>Lo stesso identico fatto oggi \u00e8 punito con una multa che \u00e8 pari a venti volte il valore dei cereali non conferiti. A identica situazione di diritto, a identica contravvenzione della norma di legge, c\u2019\u00e8 invece chi sconta sei anni di reclusione, con rovina enorme delle disgraziate famiglie. Si tratta di poveri contadini ignari, che hanno creduto di fare una modesta speculazioncella, vendendo qualche quintale di cereali. Non si tratta dei grandi evasori. L\u2019onorevole Segni sa dove si trovino i grandi evasori. Essi non vengono condannati a tre o quattro anni di reclusione, ma continuano a fare i miliardi senza che nessuno li disturbi! Sono i piccoli evasori che vanno a finire davanti ai tribunali di provincia, dove i giudici hanno applicato con grande severit\u00e0, talvolta, il massimo della pena.<\/p><p>Bisogna prendere un provvedimento di equit\u00e0 e di giustizia. Diciamo che il Guardasigilli deve essere sensibile a questa richiesta, la quale pu\u00f2 ristabilire una situazione di equilibrio, ed evitare un senso di amarezza e di sfiducia nella giustizia, alle famiglie di coloro che stanno scontando delle gravi pene, mentre altri nelle stesse condizioni sono passibili soltanto di pene pecuniarie.<\/p><p>E poich\u00e9 \u00e8 presente il Ministro Segni, lo prego di ascoltare questa mia preghiera che pu\u00f2 essere, non dico estranea, ma collaterale a quella che rivolgo al Ministro Guardasigilli.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un articolo 5 della legge 30 maggio 1947, che richiede la consegna quotidiana delle bollette di trebbiatura, consegna che \u00e8 praticamente impossibile, perch\u00e9 la trebbiatura molte volte finisce di sera, mentre gli uffici della U.C.S.E.A. si chiudono alle 14. Chi contravviene a questa norma \u00e8 esposto a gravi pene. \u00c8 assurdo che questo obbligo rimanga nel detto articolo 5; almeno si modifichi questo articolo, in modo da renderlo applicabile, senza una palese ingiustizia.<\/p><p>In questo senso confido che il Ministro Guardasigilli, accogliendo la mozione da me presentata, e il Ministro dell\u2019agricoltura, accogliendo la raccomandazione ora fatta, vogliano dare soddisfazione a ci\u00f2 che \u00e8 richiesto nel nome dell\u2019equit\u00e0, che non pu\u00f2 mai essere scompagnata dalla vera giustizia.<\/p><p>BULLONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BULLONI. In tema di clemenza per reati in materia di ammassi occorre senz\u2019altro considerare la previsione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 20 del Decreto legislativo 30 maggio 1947, che punisce con pene ridotte quando il fatto delittuoso \u00e8 commesso su esigui quantitativi per sopperire al bisogno famigliare.<\/p><p>\u00c8 una previsione autonoma, che potrebbe rientrare nei limiti fino ad ora seguiti nella concessione di amnistia per i reati che non superino nel massimo i cinque anni.<\/p><p>La previsione si raccomanda per l\u2019amnistia, attesa la tenuissima entit\u00e0 giuridica e politica del fatto, che non pu\u00f2 sicuramente destare alcuna reazione sociale.<\/p><p>Questi fatti sono sempre ispirati da motivi di particolare valore morale e sociale; di sopperire cio\u00e8, alle esigenze inderogabili della alimentazione familiare.<\/p><p>Per gli altri casi \u00e8 invocabile il provvedimento di indulto, che deve estendersi \u2013 in questo dissento dall\u2019onorevole Persico \u2013 per ragioni di misura e di proporzione anche alle pene pecuniarie.<\/p><p>Basta rappresentarsi la situazione, per convincerci della ineluttabile necessit\u00e0 di rendere omaggio ad un senso di equit\u00e0 e di proporzione, facendo cadere la clemenza anche sulla pena pecuniaria.<\/p><p>I fatti, nella grandissima maggioranza, si sono svolti in questa maniera: agricoltori, preoccupati di costituirsi una prudenziale riserva per le semine e per l\u2019alimentazione dei propri dipendenti, hanno tentato, falsificando gli atti di denuncia, di assicurarsi una disponibilit\u00e0 di 10-15 quintali di grano; per questo fatto essi si sono trovati nella condizione di essere puniti, con una pena non inferiore ai sei mesi di reclusione e con una pena pecuniaria, pari a 10 volte il valore del grano, cio\u00e8 di 80 mila lire a quintale; per 10 quintali, la multa ammonta ad 800 mila lire. Un senso di proporzione e di misura vuole che la clemenza si estenda anche alla pena pecuniaria.<\/p><p>In proposito, mi permetto di sottoporre alla considerazione del Ministro Guardasigilli questa situazione, agli effetti della eventuale elaborazione del provvedimento di clemenza, quando egli creder\u00e0 di suggerirlo al Capo dello Stato. Mi riferisco al termine. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019agricoltura, con telegramma del 6 ottobre, concedeva la proroga del termine della denunzia e della consegna fino al 20 ottobre, quando il Comitato degli ammassi avesse ritenuto di applicare tale differimento. Si \u00e8 verificato, in realt\u00e0, che in molte provincie, nella mia compresa, il termine di denunzia e di consegna \u00e8 stato differito al 20 ottobre, colla conseguenza che, per l\u2019efficacia scriminante degli atti amministrativi, in relazione al disposto dell\u2019articolo 8 della legge speciale, i giudici hanno pronunziato delle assoluzioni per fatti commessi prima del 20 ottobre; mentre agricoltori, ancora <em>sub judice<\/em> o condannati con sentenza divenuta irrevocabile, devono scontare una pena. Credo che l\u2019eventuale provvedimento di clemenza potr\u00e0 tener conto anche di questa situazione, per riparare alle iniquit\u00e0 ed alle ingiustizie, che si verificano nei confronti di quelli che, condannati prima del 20 ottobre, non hanno avuto la possibilit\u00e0 di invocare il provvedimento ricordato.<\/p><p>BUBBIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BUBBIO. La tesi che intendevo svolgere \u00e8 quella test\u00e9 sviluppata dall\u2019onorevole Bulloni. Mi si consenta per altro una breve aggiunta ai validi argomenti svolti dall\u2019onorevole Bonomi, la cui mozione ho firmato tra i primi anche in relazione al fatto che fin dal marzo scorso ho presentato sullo stesso argomento un\u2019interpellanza.<\/p><p>Chi vi parla ha pagato di persona in questa materia; perch\u00e9 ricordo, e lo ricorder\u00e0 anche l\u2019onorevole Ministro Segni, con cui molte volte ho conferito al riguardo, che proprio nella plaga del Cuneese, che era forse la pi\u00f9 pacifica d\u2019Italia, tale \u00e8 stata la levata di scudi contro gli eccessi della polizia annonaria in materia di cereali, che chi vi parla venne aggredito nella sua citt\u00e0, non da parte dei cittadini, ma da parte di lontane schiere, intervenute ad un comizio da quaranta chilometri di distanza, e questo, \u00e8 opportuno ricordarlo, perch\u00e9 ciascuno abbia la parte che gli tocca. Fu allora che sollecitai decisamente l\u2019intervento dei Ministri Bertone, Segni e Gullo, e che si pot\u00e9 con fatica varare il decreto dell\u2019ottobre 1946, per cui, per le sottrazioni di piccole quantit\u00e0 di cereali, in relazione alle esigenze familiari, venne concesso il beneficio eventuale della condizionale e della libert\u00e0 provvisoria. Questa facolt\u00e0 scomparve per\u00f2 in successivi provvedimenti, per cui si impone la necessit\u00e0 di un atto di clemenza, quale la mozione ha richiesto. Il collega Persico ha voluto invece accomunare il trattamento di clemenza tanto per le grandi quantit\u00e0 come per le piccole, esentando i contravventori dalla pena restrittiva della libert\u00e0 personale ed applicando soltanto la pena pecuniaria. Ora noi protestiamo contro questo criterio di parificazione; ed invero non c\u2019\u00e8 paragone fra colui che ha sottratto all\u2019ammasso e cio\u00e8 al cittadino, che nato a <em>consumere fruges<\/em>, a causa dei grandi evasori \u00e8 stato costretto a vivere con 200 ed anche 150 grammi di pane al giorno ed i piccoli contadini, i quali avendo dovuto tener presenti le esigenze familiari data l\u2019insufficienza dell\u2019assegnazione <em>pro capite<\/em> e quelle degli avventizi che rifiutano di lavorare se non ricevono il vitto da chi li assume, hanno sentito il bisogno di costituire piccole riserve; e ci\u00f2 anche per far fronte sia al calo naturale, sia a quello artificiale, in dipendenza delle operazioni di macinazione. Si deve quindi tenere ben distinti il caso in cui il contadino non ha commesso l\u2019evasione per un intento di speculazione, ma soltanto per esigenze familiari ed aziendali e colpire invece gli speculatori. Questo dovrebbe essere adunque il criterio distintivo tra l\u2019atto di clemenza sotto forma di amnistia e quello sotto forma di indulto. Mi auguro che questa tesi possa venire accolta e che questo atto di pacificazione possa alfine essere compiuto.<\/p><p>MALAGUGINI. Campagna elettorale!<\/p><p>BUBBIO. Non \u00e8 campagna elettorale! Bisogna capire la tragedia di tante famiglie e gli eccessi cui si \u00e8 pervenuti con l\u2019attuale sistema.<\/p><p>GRASSI. <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevoli colleghi, le due mozioni presentate dagli onorevoli Bonomi Paolo, Persico e da altri colleghi, per quanto si diversifichino nella richiesta e anche nelle proporzioni della richiesta stessa, hanno un fondamento identico, ossia sono basate sul concetto per cui, essendo finito l\u2019ammasso totalitario e dovendosi per l\u2019avvenire predisporre l\u2019ammasso per contingente, sarebbe opportuno in questa occasione esaminare tutte le contravvenzioni e le infrazioni commesse ai precedenti decreti ed usare verso i contravventori un atto di clemenza, che anzi \u00e8 stato definito un atto di giustizia. Premessa questa che i Ministri competenti per la alimentazione ancora ritengono che non si sia verificata, specialmente per il grano, risone e granturco (per i quali vige ancora l\u2019ammasso totalitario e non ancora il sistema per contingentamento), in quanto ancora non sono stati raggiunti i quantitativi di cui questi Ministeri avevano bisogno per assicurare al popolo italiano quel minimo che era necessario per l\u2019alimentazione.<\/p><p>Non solo non l\u2019hanno raggiunto, ma sono impegnati anche verso l\u2019estero, il quale deve contribuire. Dobbiamo riconoscere in questa Assemblea che questo contributo \u00e8 essenziale fino al punto di parificare con la sua generosit\u00e0 quello che i nostri produttori possono dare ai granai del popolo, in quanto che l\u2019ammasso del grano, del granturco e del risone corrisponder\u00e0 alla met\u00e0 di quello che occorrer\u00e0 dare a quella parte del Paese che dev\u2019essere mantenuta e alimentata attraverso la tessera.<\/p><p>Ora, se questo \u00e8 vero ed \u00e8 essenziale, considerate la gravit\u00e0 della situazione con cui un atto di clemenza possa essere interpretato all\u2019interno e all\u2019estero. In ogni modo, il Governo non si nasconde che effettivamente delle situazioni del tutto particolari siano venute fuori durante questo periodo di ammasso. Non possiamo disconoscere che, specialmente i piccoli coltivatori si sono trovati di fronte a questa necessit\u00e0, forse familiare e aziendale, di dover compiere evasioni alle norme della denuncia e del conferimento.<\/p><p>Ci rendiamo conto, ma riteniamo che si debba compiere non un atto di giustizia, sibbene un atto di clemenza, in quanto dovete anche ricordare che c\u2019\u00e8 stata tutta quella parte di popolazione agricola la quale ha ottemperato agli ordini dello Stato e ottemperando agli ordini dello Stato, ha reso possibile l\u2019alimentazione del popolo italiano. Questo non lo dobbiamo dimenticare e quest\u2019opera di clemenza non deve andare a detrimento di quelli che sono stati ossequienti agli ordini ed hanno reso possibile l\u2019alimentazione italiana.<\/p><p>Quindi, il Governo ha resistito a tutte le richieste di concedere amnistia. Per\u00f2, d\u2019altra parte, seguendo quell\u2019indirizzo che \u00e8 stato gi\u00e0 deliberato dalle vostre decisioni sull\u2019articolo 75-<em>bis<\/em> della Costituzione, se vi \u00e8 da parte dell\u2019Assemblea un suggerimento che possa essere raccolto dal Capo dello Stato, il Ministro che rappresenta oggi la giustizia, non potr\u00e0 non tener conto del vostro suggerimento per trarne quelle conseguenze che saranno possibili, e preparare le proposte da fare al Capo dello Stato.<\/p><p>Pertanto, non posso prendere impegni assoluti al riguardo tanto pi\u00f9 che il provvedimento non \u00e8 di competenza nostra, ma del Capo dello Stato. Dico, in ogni modo, che qualunque siano le vostre decisioni, io penso che dovreste orientarvi per la concessione dell\u2019indulto e non dell\u2019amnistia, in quanto che qui non si tratta di dare un colpo di spugna e sanare delle situazioni che sono state sempre infrazioni contro leggi fondamentali per l\u2019alimentazione del Paese, ed anche perch\u00e9 con i provvedimenti presi nel 1944 e nel 1946 sono stati concessi soltanto indulti. Inoltre, si tratta tecnicamente di reati che importano pene superanti anche i cinque anni, per i quali non si potrebbe considerare l\u2019ipotesi di una amnistia.<\/p><p>In ogni modo, senza prendere impegni sul futuro trattamento che si potr\u00e0 fare, il Governo non potr\u00e0 non ascoltare la voce che \u00e8 venuta dall\u2019Assemblea e dalle vostre decisioni trarr\u00e0 i suggerimenti per attuare questo atto di clemenza per questa parte della popolazione italiana. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Voglio solo dire che mi associo con tutto l\u2019entusiasmo dell\u2019animo a quello che hanno detto gli altri colleghi. Potrei aggiungere tante altre osservazioni e rendere pi\u00f9 evidente la giustizia che si compirebbe.<\/p><p>Soprattutto ricorder\u00e0 l\u2019onorevole Ministro Guardasigilli che, tempo fa, io mi rivolsi a lui per un caso pietoso: dei poveri contadini di una vallata, che non ha comunicazioni, in un paese che non possiede ancora nemmeno il telefono, avevano ritardato di poco tempo a consegnare delle piccole quantit\u00e0 di grano. Ebbene, sono stati condannati a mesi di carcere e a centinaia di migliaia di lire di multa. Non perch\u00e9 avessero sottratto il grano agli ammassi, ma perch\u00e9 avevano ritardato a consegnarlo. E questo accade nella provincia di Treviso, proprio dove esistono i grossi proprietari che fanno il mercato nero e dovrebbero essere tutti arrestati se ci fosse un po\u2019 di giustizia in Italia, perch\u00e9 \u00e8 gente che fa il contrabbando, e grandi quantit\u00e0 di grano della nostra provincia sono partite per la Jugoslavia, la Francia e la Svizzera.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 questa: vi erano autocarri carichi di questo grano sottratto. E quando il Governo ad una mia protesta disse che aveva mandato delle guardie a sorvegliare, io risi, perch\u00e9 queste guardie, pagate male, sulla strada di confine, si capisce che una piccola manata di carte da cento se la mettono facilmente in tasca.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p><p>TONELLO. \u00c8 accaduto, s\u00ec, signor Ministro. Quindi fate giustizia per quei disgraziati che hanno ritardato soltanto di qualche giorno a consegnare il grano e non condannateli. Avete voluto infliggere a costoro multe di centinaia di migliaia di lire, rovinando delle povere famiglie, specialmente nel trevigiano dove vi sono tanti piccoli proprietari. Colpite quelli che fanno il commercio e la borsa nera all\u2019ingrosso.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Tutti questi piccoli proprietari hanno gi\u00e0 la condanna condizionale.<\/p><p>TONELLO. S\u00ec, ma lei sa bene cosa sia la galera condizionale! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Bisogna assolverli e togliere la multa a questa povera gente. Io prego il Ministro della giustizia onorevole Grassi, di insistere presso il Capo dello Stato perch\u00e9 faccia un atto di clemenza per questi piccoli proprietari, per questa povera gente. Stabilisca magari una data somma, per esempio fino a 300 mila lire, nell\u2019applicare il condono, ma questi piccoli contravventori alla legge bisogna assolverli. Perch\u00e9 molti sono stati condannati per un atto di umana piet\u00e0: molti hanno dato la loro piccola quantit\u00e0 di grano in pi\u00f9 alle famiglie che ne erano senza. Hanno prestato dieci chilogrammi di qua, dieci di l\u00e0 e sono rimasti senza. \u00c8 inutile che io spenda altre parole, io dico soltanto: colpite i grossi proprietari e lasciate stare i poveri disgraziati. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BURATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BURATO. Intendo parlare qui come se non unico, certo raro esemplare in questa Assemblea di quella numerosa specie di cui qui ci interessiamo: i contadini d\u2019Italia. Come tale io porter\u00f2 qui non il mio sentimento o il mio pensiero, ma il loro sentimento ed il loro pensiero. Qui si \u00e8 parlato di indulgenza, ho sentito parlare di giustizia nella concessione di questa che dovrebbe essere una amnistia o un indulto. Io dico, onorevole Persico, che se \u00e8 giusta la vostra tesi nei confronti della legge cos\u00ec come \u00e8 congegnata, non \u00e8 meno giusto il pensiero dei contadini quando vogliono con questo significare che a loro un certo grave torto si \u00e8 fatto, quando si \u00e8 voluto metterli in una condizione particolare di difficolt\u00e0 nei confronti delle altre categorie.<\/p><p>Un piccolissimo fatto \u2013 mi permetta, onorevole Presidente \u2013 spiegher\u00e0 la situazione com\u2019\u00e8. Scendendo un giorno dal treno alla stazione della mia citt\u00e0, venne incontro a me una donna piangente: si disse madre di numerosi figliuoli, il marito era stato arrestato perch\u00e9 trovato in possesso di una o due damigiane di grano che dovevano servire per le riserve alimentari nei momenti critici. Era un produttore. Io mi sono recato, su preghiera di questa donna, dall\u2019autorit\u00e0 competente per vedere se fosse stato almeno possibile ottenere la scarcerazione provvisoria di questo disgraziato. Ma ormai era tardi, gli incartamenti erano arrivati in sede giudiziaria. Mi sono recato dal Procuratore della Repubblica, il quale mi ha detto semplicemente cos\u00ec: \u00abVeda, onorevole, se questo individuo che mi viene a raccomandare non fosse un produttore di cereali, ma un qualunque incettatore di cereali, o fosse stato magari un ladro di cereali, io potrei concedere la libert\u00e0 provvisoria, ma cos\u00ec, per il solo fatto che egli \u00e8 un produttore, non posso\u00bb.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Non \u00e8 vero questo!<\/p><p>BURATO. Questa \u00e8 la verit\u00e0, signori miei! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MASTINO GESUMINO. \u00c8 la legge che \u00e8 cos\u00ec.<\/p><p>BURATO. \u00c8 una legge troppo severa per determinati casi. Quel tale individuo ha subito il carcere preventivo e la conseguente condanna.<\/p><p>Onorevoli colleghi, signor Ministro, io vi domando non un atto di indulgenza, al quale penso i contadini in questo momento sarebbero in grado di ribellarsi, perch\u00e9 verrebbero messi, a causa dell\u2019indulto di cui si \u00e8 parlato poco fa, sullo stesso piano di coloro che hanno asportato dalla Patria il grano necessario per l\u2019alimentazione del popolo italiano. Ci\u00f2 non \u00e8 giusto per coloro che hanno provveduto, per un senso di prudenza, a trattenere piccole quantit\u00e0 di cereali come molti italiani hanno fatto, del resto, e come credo che anche molti di noi abbiamo fatto per supplire le deficienze di razionamento insufficiente; io credo che concedendo a costoro l\u2019amnistia non faremo che un atto di riparazione e di giustizia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>AVANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AVANZINI. Brevi parole per aderire al concetto del Ministro, in dissenso col collega che mi ha preceduto.<\/p><p>A mio avviso, l\u2019atto di clemenza deve consistere nell\u2019indulto e non nell\u2019amnistia. Per questa ragione: volere o no, nelle condizioni del nostro Paese, sar\u00e0 necessario mantenere l\u2019obbligatoriet\u00e0 del conferimento o per via di ammasso o per contingente, anche per i raccolti futuri.<\/p><p>Ora, l\u2019indulto condizionato porterebbe a questa situazione: che chi ha peccato avr\u00e0 mille ragioni e una di pi\u00f9 per non peccare una seconda volta, onde non pagare il conto nuovo e quello vecchio.<\/p><p>Vorrei fare un\u2019altra proposta, onorevoli colleghi; che l\u2019atto di clemenza, si estenda anche alle pene pecuniarie&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ai piccoli evasori, per\u00f2.<\/p><p>AVANZINI. Il collega Bulloni ha gi\u00e0 detto a quali limiti possono arrivare queste pene pecuniarie: bastano dieci o venti quintali perch\u00e9 si raggiunga o si superi il milione. Ora, le pene detentive sono state quasi tutte espiate completamente, perch\u00e9 tanto il decreto del luglio 1944 quanto il decreto del maggio 1947 vietano la concessione della condizionale, impongono la cattura obbligatoria ed impediscono la libert\u00e0 provvisoria. Restano dunque soltanto da pagare le pene pecuniarie che rappresentano per gran parte degli agricoltori condannati, veramente la minaccia della rovina delle loro aziende. Esse pertanto, ad ovviare quella minaccia, devono pure venire condonate.<\/p><p>Queste le osservazioni che desideravo di sottoporre all\u2019Assemblea.<\/p><p>LAGRAVINESE PASQUALE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAGRAVINESE PASQUALE. Non ho chiesto di parlare per aggiungere nuova copia di argomentazioni a quanto gi\u00e0 altri colleghi hanno detto a favore di questo provvedimento di clemenza. Ho chiesto di parlare soltanto per domandare se dei motivi, alla cui conoscenza non sono ancora pervenuto, sussistano per i firmatari di queste due mozioni da averli indotti a limitarsi a chiedere questi giusti favori della legge nei soli confronti delle evasioni per i cereali e particolarmente per il grano.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Per tutti i generi si intende.<\/p><p>LAGRAVINESE PASQUALE. Io desideravo appunto segnalare all\u2019Assemblea l\u2019opportunit\u00e0 di estendere il provvedimento di cui stiamo discutendo, anche, ad esempio, per le evasioni all\u2019ammasso dell\u2019olio.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Per tutte, per tutte.<\/p><p>LAGRAVINESE PASQUALE. Quando \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 inutile che io continui a parlare: il mio intendimento era precisamente quello di pregare che si tenesse in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 di estendere il provvedimento anche per l\u2019evasione di altri generi contingentati.<\/p><p>FUSCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCO. Desidero semplicemente rivolgere una viva raccomandazione al Ministro, nella fiducia che egli voglia trarne motivo per una circolare. C\u2019\u00e8 un abuso che io denunzio all\u2019onorevole Ministro da parte della guardia di finanza. Gli agenti di questo corpo hanno l\u2019abitudine di recarsi nelle case di questi poveri contadini e di sequestrare tutto, anche la scorta alimentare.<\/p><p>Si tratta pertanto, di una situazione veramente eccezionale, anche perch\u00e9, mentre essi sequestrano, come ho detto, la scorta alimentare, lasciano poi quella per la semina, il che significa sottoporre questa povera gente a un vero supplizio di Tantalo; si tratta quindi, come ognuno facilmente pu\u00f2 comprendere, di una situazione veramente deplorevole cui va posto senz\u2019altro rimedio.<\/p><p>Debbo in secondo luogo far presente all\u2019onorevole Ministro che noi abbiamo chiesto, insieme con l\u2019onorevole Persico, l\u2019abolizione dell\u2019articolo 5 che \u00e8 materialmente impossibile attuare.<\/p><p>Una terza raccomandazione: c\u2019\u00e8 una disposizione che non sempre i magistrati interpretano a dovere: quella dell\u2019articolo 20, il quale, come \u00e8 noto, riduce ad un quinto la pena se concorra la circostanza della spontanea consegna all\u2019ammasso. Ora, avviene che i magistrati, in questi casi, non concedono quasi mai la condizionale, ma dispongono per il mandato di cattura.<\/p><p>Chiedo pertanto all\u2019onorevole Ministro di voler provvedere anche a ci\u00f2 mediante opportuna circolare. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Domando agli onorevoli presentatori delle due mozioni se non credano di unificarle, onde poter procedere ad un\u2019unica votazione.<\/p><p>PERSICO. Onorevole Presidente, io dichiaro per mio conto di essere sodisfatto e mi associo al testo dell\u2019onorevole Bonomi.<\/p><p>SICIGNANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SICIGNANO. Desidero dire chiaramente una cosa: resti ben fermo che i grossi evasori non debbono, in alcun modo e per alcuna ragione, approfittare di questo decreto di amnistia. Questo decreto porter\u00e0, del resto, ad una necessaria pacificazione e tranquillit\u00e0 in larghi strati sociali.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Desidero dichiarare che mi associo al testo dell\u2019onorevole Bonomi, insieme con l\u2019onorevole Persico, ma desidererei che fosse specificato che per i casi pi\u00f9 gravi viene chiesto soltanto l\u2019indulto per le pene restrittive della libert\u00e0 personale.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Mi rivolgo all\u2019Assemblea Costituente, ma specialmente a coloro che hanno firmato le mozioni. Io penso \u2013 onorevole Bonomi, mi rivolgo specialmente a lei \u2013 penso che nella mozione bisognerebbe parlare di generi contingentati, e non soltanto di cereali, in quanto l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Lagravinese \u00e8 giusta. Se un atto di clemenza deve intervenire, \u00e8 necessario che sia per tutti i generi contingentati, nei limiti che saranno stabiliti.<\/p><p>Pregherei ancora, l\u2019onorevole Bonomi di parlare nella sua mozione di indulto e non di amnistia, per rendere pi\u00f9 facile un provvedimento simile anche perch\u00e9 \u2013 come ho detto in precedenza \u2013 in questo campo dei reati annonari sono stati concessi sempre indulti e mai amnistie. Non si \u00e8 pensato mai a far dichiarare estinto il reato, ma soltanto a venire incontro con un atto di clemenza, e ci\u00f2 in quanto non \u00e8 possibile non tener conto anche di tutta quella parte della popolazione \u2013 ed \u00e8 stata la maggioranza \u2013 che ha ottemperato all\u2019ordine dell\u2019ammasso in un momento difficile della vita nazionale.<\/p><p>Con queste due osservazioni, che credo l\u2019onorevole Bonomi. vorr\u00e0 accettare, senza stabilire oggi se il provvedimento deve essere limitato soltanto alla libert\u00e0 personale o comprendere anche le pene pecuniarie, lasciando al Governo e al Capo dello Stato di decidere in merito, io non ho difficolt\u00e0 ad accettare la mozione. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bonomi, lei accetta le proposte dell\u2019onorevole Ministro della giustizia?<\/p><p>BONOMI PAOLO. Signor Presidente, onorevole Ministro, io non ho niente in contrario, anzi accetto la modifica di allargare il provvedimento a tutti i generi contingentati. Debbo dichiarare per\u00f2, la mia perplessit\u00e0 per quanto riguarda la modifica della richiesta di amnistia in quella di indulto. E preciso il mio pensiero: normalmente non c\u2019\u00e8 la libert\u00e0 provvisoria. Quando \u2013 e sono fatti che avvengono ancora in questi giorni \u2013 gli agenti vanno in un paese, vanno in una casa di contadini e trovano tre quintali in pi\u00f9 di grano o di granone \u2013 lo stanno facendo in questi giorni a Bergamo \u2013 cosa fanno? Prendono il capofamiglia e lo mettono in prigione. Dopo due o tre, o magari anche quattro mesi, si fa il processo. Se accettiamo di modificare l\u2019amnistia in indulto che cosa succede? Che questa gente va ugualmente in prigione e vi resta tre o quattro mesi. Gli avvocati chiederanno diecine di biglietti da mille, e dopo il processo finalmente, si potr\u00e0 ottenere questo indulto. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZONI. Se fate cos\u00ec, l\u2019anno venturo non si mangia pi\u00f9. Indulgenza s\u00ec, ma incitamento a delinquere no! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BONOMI PAOLO. \u00c8 una precisazione che chiedo all\u2019onorevole Ministro: se dopo l\u2019emanazione del provvedimento di indulto \u00e8 implicita la libert\u00e0 provvisoria per questi reati?<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Ma \u00e8 chiaro! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BONOMI PAOLO. Soltanto in questo senso, cio\u00e8 se potesse essere modificata la legge in modo da concedere in tutti i casi la libert\u00e0 provvisoria, io accetto di modificare la richiesta di amnistia in quella di indulto. Nel caso contrario, qualora cio\u00e8 non mi venga data questa esplicita assicurazione, insisto nel chiedere che sia messa in votazione la mozione con la richiesta di amnistia anzich\u00e9 di indulto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Mi auguro di tutto cuore che il regime vincolistico finisca, con la grazia di Dio, una volta per tutte in Italia.<\/p><p>Ma, stando cos\u00ec le cose, le preoccupazioni dell\u2019onorevole Mazzoni sono pi\u00f9 che giustificate e devono farci orientare verso l\u2019indulto e non gi\u00e0 verso l\u2019amnistia, perch\u00e9 pel 1948 \u00e8 preannunciato il contingentamento, che \u00e8 una forma attenuata di vincolo, ma sempre vincolo \u00e8, e non possiamo \u2013 per la contradizione che non lo consente \u2013 nello stesso tempo continuare la politica di vincolo e incoraggiare l\u2019evasione.<\/p><p>Saremmo per\u00f2, onorevole Ministro, in caso indiscutibile di amnistia e non gi\u00e0 di indulto, se la politica annonaria del Governo per l\u2019anno avvenire fosse indirizzata verso un regime non pi\u00f9 vincolistico, perch\u00e9 allora si avrebbe l\u2019<em>abolitio criminis<\/em>, perch\u00e9 il fatto non sarebbe pi\u00f9 considerato reato.<\/p><p>Ma nelle condizioni attuali l\u2019unica forma accettabile \u00e8 quella della mozione dell\u2019onorevole Persico, che \u00e8 per l\u2019indulto.<\/p><p>GAVINA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GAVINA. Dir\u00f2 poche parole per vedere di ridurre al pratico la discussione che sta avvenendo qui.<\/p><p>Nel senso pratico la forma pu\u00f2 essere o l\u2019indulto o l\u2019amnistia; pu\u00f2 essere o l\u2019affamamento di cui parla l\u2019onorevole Mazzoni, o il venire incontro alle necessit\u00e0 delle piccole famiglie.<\/p><p>Io ho presentato a nome del Gruppo comunista e socialista fin dal 22 luglio un\u2019interpellanza per i fatti quali si venivano delineando nelle provincie di Pavia e di Como. L\u2019ho presentata allora e l\u2019abbiamo svolta nella seduta del 6 ottobre, credo con senso pratico perch\u00e9, egregi colleghi, bisogna tener conto che nella provincia di Como, che io ho percorso per rendermi ragione di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere l\u2019interesse dei piccoli proprietari coltivatori diretti, ho trovato che cumuli di grano, sino alla fine di luglio e a met\u00e0 agosto, giacevano in campagna e non si portavano a casa perch\u00e9 il quantitativo lasciato <em>pro capite<\/em> ad ogni famiglia di produttori non era sufficiente, e si aspettavano disposizioni pi\u00f9 larghe.<\/p><p>Che cosa \u00e8 avvenuto? Che la Celere, su ordini precisi dati dal centro, e, alle volte nella nostra provincia eseguiti da ispettori che erano forse troppo preoccupati della forma burocratica, faceva dei sopraluoghi e interveniva a constatare una differenza, onorevoli colleghi, tra quella che era stata la resa della macchina e quello che ad occhio si accertava nel granaio. Si tratta di una differenza di misura e di una differenza di entit\u00e0, perch\u00e9 voi m\u2019insegnate che se il grano \u00e8 pi\u00f9 o meno umido ha un peso specifico diverso. In vista della situazione che in tal modo si determinava il collega Cremaschi ha cercato d\u2019intervenire. Ma contro di lui voi avete ieri l\u2019altro concesso l\u2019autorizzazione a procedere su una non discussa relazione di maggioranza la quale negava l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>Su relazione di minoranza dunque, contraria a quella della maggioranza, \u00e8 stata concessa contro il collega Cremaschi l\u2019autorizzazione a procedere&#8230;<em>Voci al centro.<\/em> Che c\u2019entra?<\/p><p>GAVINA. C\u2019entra, onorevoli colleghi. L\u2019onorevole Cremaschi \u00e8 stato rinviato a giudizio con la vostra autorizzazione, e gli \u00e8 stata tolta l\u2019immunit\u00e0 parlamentare, perch\u00e9 al telefono aveva detto a uno di questi ispettori \u00abGuardate che se voi continuate con questi sistemi di accertamento potrete provocare reazioni dei lavoratori\u00bb. Risultato pratico, articolo 336: minaccia verso il pubblico funzionario. Dicevo, insisto nell\u2019interesse dei piccoli proprietari in quanto si pu\u00f2 arrivare a questa incongruenza: di trovare un diversivo di misura anche in rapporto a quella che la trebbia ha denunciato, ed allora avete quello che ha detto l\u2019onorevole Bulloni: si arresta, si porta via, si mette in prigione. Non \u00e8 questione di indulto. Cosa volete indulgere con tre, quattro, dieci mila lire, con chi ha tre, quattro, cinque, dieci figli in casa da mantenere in confronto a quelli che evadono in grandissima quantit\u00e0? Allora perch\u00e9 indulto? Voi dovete sanare con l\u2019amnistia nei casi di piccole evasioni di uno, due, tre, cinque quintali, che possono essere trattenuti dalle famiglie numerose per l\u2019alimentazione. Questa \u00e8 la situazione di fatto ed affermo che non si deve parlare di indulto perch\u00e9 non si pu\u00f2 indulgere verso chi non ha commesso un reato nel senso vero della parola, perch\u00e9 non \u00e8 con questo, amico Mazzoni, che si pu\u00f2 affamare, anzi si provvede a sfamare; ma si mette il piccolo produttore, il quale deve dare da mangiare alla famiglia, in condizioni di non avere vessazioni e misure coercitive n\u00e9 conseguenze legali. In questo senso noi aderiamo al concetto dell\u2019amnistia per tutte le piccole quantit\u00e0 che possono andare, a seconda delle zone, da uno a tre quintali.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bonomi, le domando se ha inserito nella mozione quanto \u00e8 stato suggerito da qualche parte, se cio\u00e8 ha esteso la sua richiesta per l\u2019evasione di tutti i generi di ammasso.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Io avevo chiesto all\u2019onorevole Ministro un\u2019assicurazione esplicita. L\u2019Assemblea mi ha interrotto dicendo che l\u2019assicurazione era implicita. Io questa assicurazione vorrei averla anche dal Ministro.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei ha chiesto al Ministro se intende apportare modificazioni all\u2019articolo 15 della legge. Prego il Ministro di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Faccio rilevare che qui non dobbiamo fare il decreto di indulto o di amnistia. Questo \u00e8 un suggerimento, un invito da parte dell\u2019Assemblea a considerare il problema, ma il Governo non \u00e8 vincolato dal voto dell\u2019Assemblea. Quindi \u00e8 inutile scendere nel dettaglio. L\u2019importante \u00e8 dire nella mozione dell\u2019onorevole Bonomi che per tutti i generi soggetti all\u2019ammasso si compia questo atto, si inviti il Capo dello Stato ad esaminare la possibilit\u00e0 di concedere l\u2019indulto.<\/p><p>Io non voglio entrare nei dettagli della pena e tanto meno nella questione esposta dall\u2019onorevole Bonomi. Mi sono riservato di rispondere a questo dettaglio. L\u2019importante \u00e8 che si parli di indulto e non di amnistia. Se l\u2019onorevole Bonomi \u00e8 d\u2019accordo, questo credo facilita il compito: senza perdere tempo, possiamo arrivare alla fase conclusiva.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Molinelli ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo periodo, dopo le parole:<\/em> quantit\u00e0 di cereali, <em>aggiungere<\/em>: e per i reati ad esso connessi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Molinelli ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MOLINELLI. Poco fa, il collega Gavina ha ricordato un fatto che \u00e8 stato discusso in questa Assemblea, e che si rifaceva ad una azione svolta da uno dei nostri colleghi durante il periodo della verifica della consegna dei cereali all\u2019ammasso, fatto per il quale \u00e8 stata concessa da questa Assemblea l\u2019autorizzazione a procedere in giudizio contro di lui. Fatti simili, contro persone che non sono coperte dall\u2019immunit\u00e0 parlamentare, si sono verificati in molte altre circostanze. Si tratta di resistenza alla forza pubblica, si tratta di piccoli reati (<em>Rumori al centro<\/em>), si tratta di contadini i quali hanno risposto male ad un funzionario, o che hanno tentato di opporsi alla requisizione dei cereali. Io vorrei che anche per costoro fosse concessa l\u2019amnistia, quando il reato \u00e8 in connessione con il conferimento. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Io non posso accettare il principio che altri reati, connessi con quello dell\u2019infrazione all\u2019ammasso, possano essere considerati, perch\u00e9, altrimenti, allarghiamo troppo la concessione. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Noi possiamo accettare questo suggerimento, che riguarda le infrazioni agli ammassi, le omesse denuncie e gli omessi conferimenti, solo limitatamente ad alcune particolari condizioni. Se l\u2019Assemblea esprime un suggerimento in tal senso, esso potr\u00e0 essere accolto e presentato al Capo dello Stato. Se si vuole estendere il provvedimento a tutta un\u2019altra serie di reati, io dichiaro che il Governo non intende consentire a simili proposte, perch\u00e9 abbiamo presente le conseguenze di amnistie precedentemente concesse.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bonomi, lei accetta il suggerimento del Ministro?<\/p><p>BONOMI PAOLO. Io prego di mettere ih votazione la mia mozione con la parola \u00abamnistia\u00bb e non con la parola \u00abindulto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Persico, mantiene la sua mozione?<\/p><p>PERSICO. In questo caso la mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Nella mozione Bonomi si sostiene il principio dell\u2019amnistia. La mozione Persico sostiene il principio dell\u2019indulto. L\u2019onorevole Ministro ha dichiarato di non accettare il principio dell\u2019amnistia, ma quello dell\u2019indulto. Ora la mozione Persico deve essere considerata come un emendamento della mozione Bonomi, e va pertanto posta per prima in votazione.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Sulla questione della votazione, mi pare che fra le due mozioni vi sia oltre alla differenza, che il Presidente ha rilavato, anche un\u2019altra: le due mozioni si riferiscono a casi diversi o meglio a casi di estensione diversa, perch\u00e9 la mozione Bonomi si riferisce esclusivamente a piccoli fatti, a piccole evasioni, per necessit\u00e0 familiari, per i quali pu\u00f2 essere anche opportuna l\u2019amnistia, senza che per questo cada il principio della mozione Persico, che per tutti i casi, anche i pi\u00f9 gravi, vi possa essere un diverso provvedimento, l\u2019indulto, ristretto alle sole pene detentive per il fatto che la nuova legge non considera il reato e non commina pene restrittive per quei fatti. E allora le due mozioni non sono inconciliabili, e non sono l\u2019una emendamento dell\u2019altra.<\/p><p>PERSICO. Si possono approvare tutte e due.<\/p><p>CEVOLOTTO. Si possono approvare tutte e due, in quanto non hanno la stessa estensione e si riferiscono a casi diversi. Sono dispostissimo a votare la mozione Bonomi, cio\u00e8 l\u2019amnistia per i casi pi\u00f9 lievi; e al tempo stesso a votare la mozione Persico, cio\u00e8 il semplice indulto, con il mantenimento delle pene pecuniarie, per i casi pi\u00f9 gravi.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Vorrei domandare ai deputati proponenti se, invece di parlare di amnistia e di indulto, tanto pi\u00f9 che questa \u00e8 una prerogativa del Capo dello Stato, siano disposti a usare la dizione atto di clemenza, lasciando al Capo dello Stato, che ha la prerogativa al riguardo, di esercitarlo nella maniera che creder\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Avanzini e Bulloni, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire nel testo della mozione Bonomi alla parola:<\/em> amnistia, <em>le parole:<\/em> atto di clemenza\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Murdaca ha proposto il seguente emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00abInvita inoltre il Governo a modificare le disposizioni delle leggi annonarie riguardanti il divieto di concessione di libert\u00e0 provvisoria e di sospensione condizionale della pena\u00bb.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Accetto la proposta fatta dall\u2019onorevole Ministro, di parlare di clemenza, anzi di larga clemenza, con questa dichiarazione: che non si pu\u00f2 e non si deve usare una clemenza uguale per tutti; con la parola clemenza si deve intendere la possibilit\u00e0 di un\u2019amnistia per i piccoli reati e un indulto per gli altri reati.<\/p><p>PRESIDENTE. Il testo proposto dall\u2019onorevole Bonomi \u00e8 accettato anche dall\u2019onorevole Persico, con la modificazione proposta dagli onorevoli Avanzini e Bulloni.<\/p><p>Inoltre, l\u2019onorevole Persico ha proposto il seguente emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00abPer i casi di maggiore gravit\u00e0 si chiede venga concesso il condono della sola pena restrittiva della libert\u00e0 personale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Monticelli ed altri hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> produttori agricoli, <em>la parola:<\/em> evasori\u00bb.<\/p><p>Onorevole Monticelli, insiste nel suo emendamento?<\/p><p>MONTICELLI. Insisto.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Trovo opportuna la formula, proposta all\u2019ultimo momento, di sostituire la parola generica: \u00abclemenza\u00bb, alle parole specifiche: \u00abindulto e amnistia\u00bb, perch\u00e9 cos\u00ec il Governo e il Capo dello Stato avranno maggiore libert\u00e0 d\u2019azione.<\/p><p>Debbo per\u00f2 far presente che la parola clemenza si riferisce evidentemente ad una pena che deve essere o diminuita o tolta. Ci\u00f2 che si desidera, come hanno espresso chiaramente diverse parti dell\u2019Assemblea, \u00e8 questo: che si intervenga in qualche modo per impedire la procedura attualmente vigente. Se la manteniamo nei termini in cui essa \u00e8 ora, vale a dire, impossibilit\u00e0 di accordare la libert\u00e0 provvisoria e di concedere la libert\u00e0 condizionale, gli inconvenienti non saranno eliminati. Pertanto, io stesso ho suggerito una frase da aggiungere \u2013 e che mi pare possa essere accolta dai membri dell\u2019Assemblea e dal Ministro Guardasigilli \u2013 e cio\u00e8: \u00abla clemenza\u00bb deve intervenire non soltanto sulla pena, ma anche \u00absulla procedura preventiva o successiva\u00bb. Facciamo in modo che ci sia la possibilit\u00e0 di introdurre qualche modificazione nel sistema procedurale attuale, che \u00e8 pi\u00f9 grave, di per s\u00e9 stesso, della pena inflitta. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Ministro Guardasigilli di esprimere il suo parere in merito a questa proposta.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevoli colleghi! Mi pare che stiamo divagando. Infatti, qui si tratta di un\u2019affermazione di principio, non di entrare nel dettaglio, per quello che si riferisce alla procedura. Mi pare che, se il Governo proporr\u00e0 l\u2019atto di clemenza, sia l\u2019amnistia, che estingue il reato, sia l\u2019indulto, che, diciamo cos\u00ec, impedisce l\u2019esecuzione della condanna, interveniamo sempre in modo che ogni preoccupazione circa la procedura diventa superflua. D\u2019altra parte per i piccoli evasori, fin da adesso, in base al decreto del maggio 1947, \u00e8 concesso quel che non \u00e8 accordato agli altri, cio\u00e8 la libert\u00e0 provvisoria ed il non sequestro dei mezzi usati per la sottrazione dei cereali all\u2019ammasso. Questi in ogni caso sono dettagli, per cui \u00e8 inutile cercare di apportare delle aggiunte e preoccuparci di esse.<\/p><p>D\u2019importante \u00e8 l\u2019invito generico, il suggerimento generico, dal quale il Governo potr\u00e0 muovere per trasmettere poi al Capo dello Stato le proposte che creder\u00e0 di fare su tale questione. Per ci\u00f2 direi di non insistere, ma di cercare di riassumere rapidamente in una mozione concordata questo pensiero dell\u2019Assemblea, che, se sar\u00e0 solidale potr\u00e0 pesare; se invece sar\u00e0 diviso, potr\u00e0 darsi che sia controproducente agli scopi che si proponevano coloro i quali hanno presentato le mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ministro di esprimere il suo parere sulla proposta dell\u2019onorevole Monticelli, di sostituire all\u2019espressione: \u00abproduttori agricoli\u00bb, l\u2019altra: \u00abevasori\u00bb.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Non avrei difficolt\u00e0 ad accettarlo, in quanto gli evasori sono i produttori, ma faccio osservare che attraverso questa formula non si comprendono altri responsabili dell\u2019infrazione, come per esempio coloro i quali contrabbandano le derrate, e che tuttavia non sono evasori. Infatti la espressione \u00abevasori\u00bb si limiterebbe ai soli produttori. Non capisco, quindi, la ragione di un simile emendamento, e prego perci\u00f2 l\u2019onorevole Monticelli di non insistere su questo dettaglio, che non ha molta importanza, perch\u00e9 non saranno certo le intenzioni particolari, che possono spingere qualche proponente a modificare la formulazione, quelle che ispireranno il provvedimento che verr\u00e0 adottato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Monticelli, insiste nel suo emendamento?<\/p><p>MONTICELLI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Il testo definitivo della mozione Bonomi \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerando che i conferimenti dei cereali (e particolarmente del grano) agli ammassi hanno raggiunto nel complesso i quantitativi previsti, ed \u00e8, conseguentemente, venuta meno la indispensabilit\u00e0 di perseguire anche singole evasioni dovute, non a intenti di speculazione, ma a comprensibili preoccupazioni di alimentazione familiare e di fabbisogno aziendale, ravvisa la necessit\u00e0 di adottare un provvedimento di clemenza a favore degli imputati o condannati per mancato conferimento di modeste quantit\u00e0 di generi di ammasso. L\u2019atto di clemenza, oltre a costituire un elemento di pacificazione sociale, sarebbe altres\u00ec di incitamento all\u2019incremento della produzione cerealicola e all\u2019adempimento dei doveri inerenti al prossimo ammasso per contingente\u00bb.<\/p><p>Passiamo alla votazione di questo testo.<\/p><p>CARBONI ENRICO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARBONI ENRICO. Dichiaro di votare in favore di questa mozione, soprattutto perch\u00e9 queste leggi hanno avuto in Sardegna un\u2019applicazione particolarmente rigorosa. Chiedo che l\u2019atto di clemenza raggiunga i pi\u00f9 vasti limiti della giustizia.<\/p><p>PRESSINOTTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRESSINOTTI. Noi, socialisti e comunisti, voteremo la formula \u00abatto di clemenza\u00bb, quando questa per\u00f2 sia intesa come amnistia per i piccoli reati e come indulto per i reati di maggiore entit\u00e0, ferme restando le pene pecuniarie. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Niente per i grossi reati!<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Persico, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abPer i casi di maggiore gravit\u00e0 si chiede che venga concesso il condono delle sole pene restrittive della libert\u00e0 personale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di dichiarare se lo mantiene.<\/p><p>PERSICO. Lo mantengo.<\/p><p>GAVINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GAVINA. Noi voteremo contro, perch\u00e9 risulti chiaro che l\u2019atto che chiamiamo di amnistia e non di clemenza sia valido per le piccole evasioni in rapporto a quanto abbiamo spiegato all\u2019onorevole Bonomi.<\/p><p>CAPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Dichiaro che voter\u00f2 contro l\u2019emendamento Persico, perch\u00e9 ritengo che non si debba far luogo a nessun provvedimento di clemenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Persico, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Molinelli cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo periodo, dopo le parole:<\/em> quantit\u00e0 di cereali, <em>aggiungere:<\/em> e per i reati ad esso connessi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Molinelli ha facolt\u00e0 di dichiarare se lo mantiene.<\/p><p>MOLINELLI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Basile cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abSono esclusi i casi in cui la sottrazione agli ammassi sia avvenuta per esportarlo all\u2019estero\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Grassi ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Io ritengo inutile questo; perch\u00e9 l\u2019atto di clemenza non \u00e8 invocato per quelli che hanno commerciato sul mercato del grano; noi riteniamo che non sia possibile applicare un atto di clemenza a coloro che hanno speculato sul grano che serviva per il popolo italiano.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Basile ha facolt\u00e0 di dichiarare se mantiene il suo emendamento, dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ministro della giustizia.<\/p><p>BASILE. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Murdaca, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abInvita inoltre il Governo a modificare le disposizioni delle leggi annonarie riguardanti il divieto di concessione di libert\u00e0 provvisoria e di sospensione condizionale della pena\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle mozioni.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario,<\/em> legge.<\/p><p>\u00ab<em>Il primo comma dell\u2019articolo 15 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLe liste dei candidati per il collegio unico nazionale devono essere presentate da non meno di venti delegati effettivi di liste aventi lo stesso contrassegno che assumer\u00e0 la lista per il collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p><em>Il terzo comma \u00e8 soppresso.<\/em><\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Scusi, signor Presidente. A proposito di questo articolo, faccio presente che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 deciso in precedenti sedute di discutere, come se fossero un complesso unico, tutte le disposizioni che si riferiscono al collegio unico nazionale, e quindi alla lista nazionale.<\/p><p>Quindi, questo emendamento dovr\u00e0 essere svolto nel momento opportuno, quando avremo discusso e deliberato se il collegio unico nazionale e la lista nazionale devono rimanere.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Grilli ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019articolo 15<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza. <\/em>L\u2019emendamento che io ho presentato si propone due scopi: primo, l\u2019abolizione del collegio unico nazionale, secondo, elaborazione di un nuovo mezzo per provvedere all\u2019utilizzazione dei voti residuali, o resti che dir si vogliano.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini, Relatore di maggioranza, qualche giorno fa diceva che il mio emendamento non era contrario al collegio unico nazionale, ma soltanto alla lista nazionale.<\/p><p>\u00c8 questione d\u2019intendersi: se per collegio unico nazionale si deve intendere soltanto il modo di determinare quel quoziente nazionale in base al quale si stabilisce quanti deputati devono ancora eleggersi per ciascuna lista, allora nessuno \u00e8 contrario al collegio unico nazionale.<\/p><p>Ma se per collegio unico nazionale si deve intendere \u2013 come io intendo \u2013 quel sistema per cui possono essere eletti parte di deputati al di fuori delle circoscrizioni ed in base a liste presentate dai partiti, i quali per l\u2019ordine che danno in queste liste ai candidati designano gi\u00e0 fin dal primo momento quali devono essere eletti, se per collegio nazionale si intende questo, allora il mio emendamento \u00e8 contro il collegio unico nazionale, e credo che vi siano contrari molti colleghi di varie parti di questa Assemblea. Quali siano gli errori e i difetti del collegio unico nazionale, \u00e8 cosa notissima a tutti e sarebbe perdere del tempo a rievocarli e ad enumerarli. A me basta la considerazione che \u00e8 contenuta nella mia relazione, che cio\u00e8 sia possibile sottrarre l\u2019elezione di alcuni deputati alla libera scelta del corpo elettorale.<\/p><p>Ho sentito dire, qualche giorno fa, in una discussione, da alcuni deputati, che noi purtroppo abbiamo gi\u00e0 incominciato a violare il principio della libera scelta del corpo elettorale quando abbiamo istituito i famosi senatori di diritto, e che quindi non c\u2019\u00e8 da scandalizzarsi troppo se qualche altra violazione si dovr\u00e0 commettere ancora. Ebbene, io mi permetto di ragionare in modo precisamente inverso: siccome di queste violazioni ne abbiamo gi\u00e0 commesse, \u00e8 ora di smetterla e di non commetterne pi\u00f9. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>I deputati debbono essere tutti eletti dai cittadini elettori con il mezzo del voto segreto e non deve esser concessa alcuna altra elezione in modo diverso. \u00c8 per questo che io non posso accogliere la correzione dell\u2019onorevole Fuschini, correzione la quale aumenta il divisore in quella operazione aritmetica che si fa per trovare il quoziente circoscrizionale e per conseguenza diminuisce il quoziente, sicch\u00e9 aumenta il numero dei deputati che possono essere eletti nelle circoscrizioni e diminuisce quello che pu\u00f2 essere eletto nel collegio unico nazionale.<\/p><p>Io non posso accettare queste idee, perch\u00e9, sebbene gli ottanta deputati eletti nel 1946 con il sistema del collegio unico nazionale verrebbero in tal modo ridotti al solo numero di 55, per me sarebbero ugualmente troppi, e sarebbero troppi anche se fossero soltanto due. Non solo quindi io trovo ingiusto il correttivo proposto dall\u2019onorevole Fuschini, ma respingo qualsiasi altro correttivo, il quale riuscirebbe, s\u00ec, a diminuire il numero dei deputati eletti in questa maniera, ma non potrebbe se non correggere, se non diminuire l\u2019errore, senza poter mai totalmente escluderlo, mentre noi riteniamo giusto abolire completamente questo errore.<\/p><p>Nelle elezioni del 1946, cui noi ci riportiamo, l\u2019errore fu questo: che su 80 deputati eletti con il collegio unico nazionale, 41 si erano portati anche candidati in uno, o due, o tre circoscrizioni ed avevano fallito, non erano stati eletti, avevano riportato una scarsissima votazione preferenziale. E abbiamo visto questo \u2013 e qui appunto \u00e8 l\u2019ingiustizia \u2013 che della stessa lista, nella stessa circoscrizione, non \u00e8 stato eletto qualche candidato che aveva raggiunto migliaia di voti preferenziali, mentre viceversa, attraverso il collegio unico nazionale, si \u00e8 visto arrivare all\u2019Assemblea un candidato della stessa lista e della stessa circoscrizione, il quale aveva riportato un assai minor numero di voti.<\/p><p>Siccome quindi \u2013 e ritorno al principio or ora formulato \u2013 i deputati debbono essere eletti tutti dai cittadini elettori e soltanto dai cittadini elettori, a me pare che il metodo migliore sia di abolire il sistema del collegio unico nazionale.<\/p><p>Si dice: ma i partiti politici hanno pure dei diritti; i partiti politici hanno oggi una grande importanza nella vita politica: \u00e8 giusto quindi che essi possano anche assicurare al Parlamento una parte di quegli uomini che stimano come i migliori, i pi\u00f9 adatti, ecc.<\/p><p>Ma, se noi concediamo questo diritto ai partiti politici, tanto vale allora accettare la proposta Stampacchia della lista rigida e abolire le preferenze. Ma la proposta Stampacchia della lista rigida \u00e8 stata respinta da questa Assemblea; e giustamente respinta, perch\u00e9 i partiti politici in Italia hanno s\u00ec la loro importanza, ma c\u2019\u00e8 una grande maggioranza della cittadinanza che non fa politica e che non \u00e8 iscritta ai partiti; ma si tratta di cittadini che pagano le tasse, che fanno il soldato e che hanno il diritto di dire la loro parola nell\u2019amministrazione della cosa pubblica.<\/p><p>D\u2019altra parte, per quanta importanza possano avere i partiti politici, \u00e8 certo che il popolo vale qualche cosa di pi\u00f9, perch\u00e9 gli stessi partiti politici valgono in quanto \u00e8 il popolo che li costituisce, \u00e8 il popolo che li arricchisce. Il partito che ha molte adesioni di popolo, \u00e8 un partito forte; quello che non ne ha, \u00e8 destinato a morire, anche se agita la pi\u00f9 bella idea. Per conseguenza, se il popolo soltanto ha il diritto di scegliere i suoi rappresentanti nel Parlamento, bisogna abolire la lista nazionale, e per conseguenza abolire il collegio unico nazionale. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. E i senatori di diritto?<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Ormai, purtroppo, i senatori di diritto ci sono.<\/p><p>COSTANTINI. E chi li ha fatti? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Ho gi\u00e0 detto che, se abbiamo sbagliato una volta, sarebbe ora di smetterla.<\/p><p>PICCIONI. Si pu\u00f2 correggere l\u2019errore.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Non si deve insistere negli errori.<\/p><p>Ma siccome il collegio unico nazionale aveva lo scopo di utilizzare i resti, i voti residuali, se si abolisce, bisogna naturalmente trovare un altro sistema per utilizzare i voti residuali, perch\u00e9 i resti bisogna utilizzarli, se vogliamo adottare in pieno la rappresentanza proporzionale. Ed io ho proposto un metodo che a me sembra il pi\u00f9 semplice e il pi\u00f9 giusto. Non dico che sia un metodo perfetto, per amor di Dio; prima di tutto, perch\u00e9 la perfezione non \u00e8 di questo mondo, e poi perch\u00e9 sar\u00e0 impossibile trovare la perfezione nei sistemi elettorali. Ma mi pare il meno imperfetto di tutti quelli che sono stati presentati. Il mio sistema mi sembra semplice come l\u2019uovo di Colombo; tanto semplice che per enunciarlo ho speso sette righe soltanto della mia relazione.<\/p><p>Il sistema \u00e8 questo: una volta accertato col quoziente nazionale quanti deputati si devono ancora eleggere coi resti, e quanti di questi deputati spettino proporzionalmente a ciascuna lista, si attribuiscono i seggi a quelle circoscrizioni le quali hanno raggiunto il maggior numero di resti, nel senso che si sono avvicinati di pi\u00f9 al quoziente senza raggiungerlo. I comunisti, per esempio, nel 1946 hanno perduto due quozienti, uno a Genova e uno in un altro posto per tre \u2013 o quattrocento voti soltanto. Ora, \u00e8 pi\u00f9 giusto, a parer mio, che venga alla Camera quel primo non eletto, che sarebbe stato eletto se si fosse raggiunto il quoziente, piuttosto che un\u2019altra persona qualsiasi, eletta dalla direzione del partito.<\/p><p>In questo modo, con questo mezzo che io ho proposto, prima di tutto si favoriscono le circoscrizioni pi\u00f9 meritevoli, cio\u00e8 quelle che hanno diritto, perch\u00e9 il deputato se lo sono guadagnato coll\u2019andare pi\u00f9 vicini al quoziente; si favoriscono i candidati che hanno avuto pi\u00f9 voti individuali, e per conseguenza si obbedisce in pieno al criterio della libera scelta da parte del corpo elettorale.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini, Relatore di maggioranza, muove alcune obiezioni, che a me pare non abbiano alcun fondamento.<\/p><p>La prima obiezione \u00e8 che si fa dipendere l\u2019assegnazione dei deputati alle circoscrizioni dal gioco dei resti. Ora, io domando: che cosa \u00e8 il gioco dei resti? \u00c8 il giuoco dei voti, perch\u00e9 anche i resti sono voti. E gli altri deputati non sono forse eletti col gioco dei voti? Se hanno voti sono eletti, se non hanno voti restano fuori.<\/p><p>E lo stesso collegio unico nazionale non fa il gioco dei resti? Perch\u00e9 i Partiti, in tanto hanno diritto a pi\u00f9 o meno deputati, in quanto nelle circoscrizioni hanno raggiunto pi\u00f9 o meno resti.<\/p><p>E a proposito di giochi, egregi colleghi, vi sono giochi leali nei quali vince chi ha punti, e giochi in cui invece si \u00abbluffa\u00bb e si vince senza punti. Ora col metodo che io propongo vincono soltanto quelli che hanno voti; invece col collegio unico nazionale, si ha una specie di gioco di <em>poker<\/em>, in cui pu\u00f2 vincere anche chi non ne ha.<\/p><p>La seconda obiezione dell\u2019onorevole Fuschini \u00e8 che l\u2019assegnazione dei seggi avviene in base ai quozienti regionali che non sono ottenuti tutti con lo stesso criterio.<\/p><p>Ma questa critica, onorevole Fuschini, non deve andare al mio metodo, ma al sistema generale delle elezioni. Non \u00e8 colpa mia se nel 1946 per essere eletti a Trapani bastavano trentun mila voti mentre a Torino ce ne volevano pi\u00f9 di 45 mila. Questo difetto \u00e8 del metodo generale delle elezioni, non \u00e8 del mio correttivo. Io prendo questo sistema com\u2019\u00e8 e lo adotto anche per l\u2019utilizzazione dei resti; invece gli altri lo vorrebbero prendere per le elezioni dei deputati del primo scrutinio, e poi si scandalizzano quando bisogna fare le elezioni coi resti.<\/p><p>Vi \u00e8 finalmente l\u2019ultima obiezione dell\u2019onorevole Fuschini. Egli ci racconta che nel 1946, nientemeno, Trapani avrebbe avuto un deputato in pi\u00f9.<\/p><p>Io non nego che qualche circoscrizione possa esserne avvantaggiata, e naturalmente a danno di qualche altra, perch\u00e9 i deputati non possono essere pi\u00f9 di quelli che spettano per proporzione. Non lo nego, ma mi si deve dimostrare che queste cose non accadono col collegio unico nazionale. Invece col collegio unico nazionale avvengono cose molto pi\u00f9 gravi, come adesso vi dir\u00f2.<\/p><p>Dunque, sentite le sperequazioni che si hanno col collegio unico nazionale.<\/p><p>Prima di tutto osservo all\u2019onorevole Fuschini che egli usa parole improprie. Egli ci parla di trasferimenti dalle circoscrizioni al collegio unico nazionale, e di ritorni dal collegio unico nazionale alle circoscrizioni.<\/p><p>Ora, questo \u00e8 sbagliato, perch\u00e9 il collegio unico nazionale non rimanda proprio niente alle circoscrizioni. Il collegio unico nazionale si serve delle circoscrizioni per farsi dare i resti, ma poi elegge chi vuole e potrebbe anche darsi che eleggesse, per esempio, tutti deputati di una circoscrizione, perch\u00e9 nessuno potrebbe impedire ad un partito di portare una lista nazionale di milanesi, torinesi, ecc. Ed allora nel 1946 \u00e8 avvenuto questo: Genova, che secondo il linguaggio dell\u2019onorevole Fuschini, avrebbe trasferito quattro seggi al collegio unico nazionale e per conseguenza avrebbe dovuto attendersi quattro ritorni; dal collegio unico nazionale ha avuto un deputato solo di ritorno; e Bologna ne ha avuto uno solo; e Benevento e Mantova e l\u2019Aquila e Cagliari uno solo. Queste circoscrizioni, le quali avevano diritto a 93 deputati, in definitiva fra elezioni di primo scrutinio ed elezioni con il collegio unico nazionale hanno avuto 11 deputati in meno, cio\u00e8 82, mentre Milano che ne avrebbe trasferiti due se n\u2019\u00e8 visti ritornare 12 e Firenze 12 e Napoli 13 e Roma 25! (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Interruzione del deputato Mazzoni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi prendete tutti i deputati eletti dal collegio unico nazionale (80 deputati) e in questi 80 deputati trovate la bellezza di 25 candidati della circoscrizione di Roma! Dunque, se quel metodo che io propongo pu\u00f2 essere di danno a qualche circoscrizione ed a favore di un\u2019altra (speriamo che non avvenga), nel giuoco dei resti nel collegio unico nazionale gli errori sono assai pi\u00f9 gravi. Questi scherzi che vi ho detto ora sono fatti dal collegio unico nazionale alle circoscrizioni, mentre col metodo da me proposto i deputati, se li conquistano le singole circoscrizioni con i loro resti, ossia con i loro voti.<\/p><p>Ed ho finito e concludo.<\/p><p>Distribuzione pi\u00f9 equa e pi\u00f9 logica dei deputati nelle circoscrizioni che, se li vogliono, se li devono guadagnare; selezione pi\u00f9 equa dei candidati con la scelta dei pi\u00f9 preferiti, rispetto completo della volont\u00e0 degli elettori.<\/p><p>Ci saranno dei difetti, ma i difetti del collegio unico nazionale sono infinitamente pi\u00f9 gravi.<\/p><p>Per questi motivi ho ragione di sperare che la mia proposta sia accolta. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io vorrei fare una mozione d\u2019ordine in questo senso: noi abbiamo una questione di ordine generale, che \u00e8 quella se conservare o no il collegio unico nazionale, e poi delle questioni subordinate che troveranno la possibilit\u00e0 di una discussione e di una soluzione dopo che noi avremo deliberato sulla questione principale. Quindi, se il Presidente vorr\u00e0 sottoporla all\u2019Assemblea, la mia proposta sarebbe in questo senso: fare una piccola discussione generale sul problema generale del collegio unico nazionale; votare su questa questione e poi scendere eventualmente alle subordinate che ne derivano.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi sembra logico ed opportuno quello che lei propone; occorre per\u00f2 prima sentire la Commissione e il Governo.<\/p><p>CORBINO. Se siamo d\u2019accordo vorrei aggiungere qualche cosa a quello che ha detto l\u2019onorevole Grilli, e cos\u00ec poi non parlerei.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Prego il Relatore di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Ed il Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Anche il Governo \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non sorge opposizione a questo procedimento, possiamo senz\u2019altro passare alla questione generale.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Corbino.<\/p><p>CORBINO. Io vorrei aggiungere qualche considerazione a quelle gi\u00e0 svolte dall\u2019onorevole Grilli contro la lista unica nazionale. Si \u00e8 osservato che noi abbiamo deliberato una nomina di diritto di un certo numero di senatori. Non \u00e8 questo, a mio giudizio, un caso paragonabile con la formazione della lista unica nazionale, perch\u00e9 noi non abbiamo nominato dei senatori prendendoli cos\u00ec a caso, ma abbiamo nominato senatori gente che ha avuto il vaglio di due, tre elezioni, gente che \u00e8 stata o \u00e8 alla Costituente e che per questo titolo, quasi esclusivamente, \u00e8 stata autorizzata a passare al Senato. In ogni caso, il corpo deliberante per questo tipo di senatori di diritto \u00e8 stata un\u2019Assemblea eletta dal popolo e non le direzioni di partiti che sono accessibili a tutte le possibilit\u00e0 di pressioni dirette o indirette.<\/p><p>La lista unica nazionale, in sede di elezione della Costituente, poteva avere una ragione d\u2019essere, perch\u00e9, dovendosi preparare la Costituzione, tutte le correnti politiche, anche le pi\u00f9 modeste, dovevano avere una rappresentanza diretta nell\u2019Assemblea. Ma d\u2019ora in avanti si tratter\u00e0 di eleggere Assemblee legislative che dovranno risolvere problemi concreti, rispetto ai quali le formazioni di partiti prevalgono su quella che pu\u00f2 essere la formazione delle correnti ideologiche. Ed allora, qual \u00e8 il tipo di elezione che consente di far avvicinare di pi\u00f9 la fisionomia della Camera eletta al corpo elettorale dal quale la Camera promana?<\/p><p>Evidentemente \u00e8 il tipo di elezione che lascia al corpo elettorale la scelta individuale dei singoli deputati.<\/p><p>Noi abbiamo in Italia il frazionamento dei piccoli partiti. Ora la lista unica nazionale tende ad accentuare la tendenza al frazionamento dei partiti. Non sar\u00e0 purtroppo evitabile che otto o dieci persone riescano a trovare cinquecento firme in dieci circoscrizioni perch\u00e9, raggranellando tremila voti per parte, possano raggiungere la cifra necessaria per avere un posto nella lista unica nazionale, ed allora noi avremo la lista unica nazionale per esempio per il partito dei reduci garibaldini, o per coloro che hanno fatto la campagna del 1886 in Africa, o il partito dei medici, o il partito delle levatrici. Avremo tutte le possibili combinazioni atte a consentire ad un gruppo di ambiziosi di venire alla Camera, anticipando soltanto le spese che occorrono per raccogliere cinquecento firme in ogni circoscrizione e pubblicare cinquanta manifesti.<\/p><p>Ora, a me pare che sia interesse di tutti, dal punto di vista politico, che le formazioni politiche si raggruppino nei limiti e nei campi in cui il raggruppamento corrisponda ad una larga affinit\u00e0 di idee e di contenuto programmatico. La lista nazionale ostacola questo processo di raggruppamento, e quindi \u00e8 uno ostacolo alla chiarificazione della vita politica italiana. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Non possiamo appellarci ai precedenti, purtroppo, perch\u00e9 la proporzionale non ha avuto che due realizzazioni concrete, nel 1919 e nel 1921; e, a giudicarne gli effetti immediati, bisognerebbe veramente essere sfiduciati sulla sua possibilit\u00e0 di salvare la democrazia, perch\u00e9 dopo due anni dalla proporzionale noi siamo caduti sotto la dittatura fascista.<\/p><p>Non voglio collegare con un rapporto di causa ed effetto le due cose, ma non v\u2019\u00e8 dubbio che dobbiamo escogitare dei sistemi, che, non dir\u00f2 non consentano, ma per lo meno ostacolino maggiormente la possibilit\u00e0 del ripetersi degli avvenimenti del 1919 e 1922. Quindi, ogni circoscrizione elegga i suoi deputati; li elegga con il metodo D\u2019Hondt, o aggiungendo uno, due, tre a quel tale <em>n<\/em> che rappresenta il numero dei deputati da eleggere, ma si sappia che nella circoscrizione <em>A <\/em>che deve dare venti deputati vi saranno i venti deputati eletti fra coloro che hanno riportato un maggior numero di voti.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 io sono contrario alla lista unica nazionale, e sono del parere che si debba adottare quel sistema elettorale che tolga ai resti qualsiasi valore, perch\u00e9 fino a quando noi daremo al resto un valore superiore a zero indurremo la gente a sommare tante frazioni di unit\u00e0 quante ne occorrono per raggiungere una unit\u00e0 intera in sede di collegio unico nazionale. In questo senso raccomando a coloro che hanno a cuore le future sorti dell\u2019istituto parlamentare di votare contro il collegio unico nazionale. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BASILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BASILE. Concentrer\u00f2 la mia attenzione su due aspetti del problema: il lato giuridico e il lato politico.<\/p><p>Un sistema di scrutinio anzitutto non deve limitare all\u2019elettore la sua possibilit\u00e0 di scelta. Se un elettore vuole scegliere un candidato, nessuno ha il diritto di porsi in mezzo fra loro; non altri elettori, non altri candidati, non altri partiti.<\/p><p>Ora, invece, che cosa fate voi? Presentate all\u2019elettore delle liste gi\u00e0 fatte, gi\u00e0 preparate in cui l\u2019elettore non pu\u00f2 cambiare, non pu\u00f2 aggiungere, non pu\u00f2 cancellare un nome.<\/p><p>Se il candidato \u00e8 estraneo ai partiti politici e non accetta il programma di un partito se non trova posto in una lista, l\u2019elettore non pu\u00f2 votare il suo nome.<\/p><p>Ora io ho inteso dire che l\u2019elettore era sovrano. Ma che cosa resta di questo principio democratico se voi violate la libert\u00e0 dell\u2019elettore e la libert\u00e0 di candidatura?<\/p><p>Si \u00e8 parlato perfino di abolizione dei voti di preferenza.<\/p><p>Si avrebbero cos\u00ec dei candidati prestabiliti, che diverrebbero presto dei candidati ufficiali. Questo ci ricorda troppo il tempo passato, coi candidati delle liste nazionali. \u00c8 a questo che si vorrebbe che noi tornassimo?<\/p><p>Noi diciamo: no.<\/p><p>Ora si tratta di fissare una questione di principio. Qui la questione \u00e8 essenzialmente, anzi esclusivamente politica. Il corpo elettorale attraversa una crisi di astenia, di scoraggiamento, di abbandono, di sfiducia che allarga il numero degli astensionisti. Fermatevi su questa strada pericolosa. Voi sostituite al diritto degli elettori, dei cittadini, un potere arbitrario dei partiti.<\/p><p>Sento dire: volete dunque sopprimere i partiti?<\/p><p>\u00c8 assurdo pensare che noi vogliamo abolire i partiti che hanno una funzione cos\u00ec importante, cos\u00ec innegabile nella vita politica. E allora di che ci lamentiamo? Che voi limitate le libert\u00e0 del cittadino, obbligandolo a votare per un partito e poi delegare ad un comitato elettorale il suo diritto di scegliere i candidati.<\/p><p>Ecco dove non siamo d\u2019accordo. Noi vogliamo garantire, oltre di diritto del cittadino di iscriversi in un partito, che esprima i suoi bisogni, i suoi interessi, le sue idealit\u00e0, anche il diritto di restare fuori di tutti i partiti.<\/p><p>Il diritto di riunione e di associazione \u00e8 inviolabile quanto il diritto di non riunirsi e di non associarsi.<\/p><p>Su oltre 22 milioni di elettori in Italia la grande maggioranza \u00e8 fuori dei partiti. Certo \u00e8 deplorevole.<\/p><p>Ma \u00e8 tutta colpa degli elettori, o non piuttosto anche dei partiti? Comunque, io sto ai fatti e mi domando se fino a quando vi saranno tanti elettori che restano ancora fuori dei partiti politici si possa costruire un sistema di scrutinio che ha per presupposto proprio l\u2019organizzazione e la distinzione in partiti del corpo elettorale.<\/p><p>Siamo certo lontani dal punto a cui \u00e8 pervenuta l\u2019Inghilterra dove, ad esempio, il governo e l\u2019opposizione sono sullo stesso piano. Anche noi arriveremo, \u00e8 fuori dubbio, a questa maturit\u00e0 politica.<\/p><p>Ma la tesi che io vi pongo oggi \u00e8 che voi dovete rispettare allo stato attuale anche quest\u2019agnosticismo, che ha pure le sue spiegazioni, questa volont\u00e0 dell\u2019elettore di non legarsi per la vita alle decisioni, alle tendenze, agli accordi che i partiti concludono a sua insaputa, in suo nome e per suo conto, interpretando talvolta arbitrariamente le sue aspirazioni.<\/p><p>Ma questo progetto poi peggiora perfino la legge che serv\u00ec a eleggere quest\u2019Assemblea.<\/p><p>L\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> contiene infatti una disposizione soppressiva del terzo comma dell\u2019articolo 15 della legge del 1946 il quale stabiliva che, per essere eletto nel collegio unico nazionale, era necessario essere candidato almeno in una circoscrizione: ora voi sopprimete anche questo, cio\u00e8 senza passare attraverso il vaglio degli elettori di almeno un collegio, si pu\u00f2 essere eletti senza voti di preferenza!<\/p><p>Ma cos\u00ec non vi sarebbe pi\u00f9 bisogno neanche di essere candidati e si potrebbe essere eletti anche contro il consenso degli elettori che non hanno nessun diritto di cancellare un nome. Tutto questo \u00e8 contrario al principio della sovranit\u00e0 popolare e spiega la nostra ostilit\u00e0 a questa legge elettorale. Dunque non \u00e8 vero che noi vogliamo abolire i partiti; siete voi che vorreste abolire l\u2019elettore!<\/p><p>Ma il vostro progetto peggiora la vecchia legge anche su un altro punto essenziale.<\/p><p>Con la legge del 1946 le liste dei candidati per il collegio unico nazionale dovevano essere presentate in dodici circoscrizioni: oggi per l\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> devono essere presentate in almeno 20 delle 31 circoscrizioni.<\/p><p>Vi faccio osservare che se in passato si fosse imposto ai partiti questa necessit\u00e0 di avere una cos\u00ec vasta organizzazione politica, essi non avrebbero potuto n\u00e9 nascere, n\u00e9 svilupparsi. No, voi non avete, noi non abbiamo il diritto di impedire la formazione di nuovi partiti. Questo \u00e8 contrario alle leggi della democrazia. Questa sarebbe una nuova teorica del possesso a favore dei partiti esistenti per mantenere \u00e8 consolidare le loro posizioni attuali.<\/p><p>Questo sarebbe un sistema statico. Ma la politica vive di movimento e di battaglia, di maggioranze e di minoranze che consentano magari unioni nate da avvicinamenti di simili o di vicini, ma non connubi di lontani o di contrari, come avviene con questo sistema.<\/p><p>Si \u00e8 detto che l\u2019organizzazione dei partiti assicura la stabilit\u00e0 dei governi. Ma, abbiamo forse dimenticato il passato pi\u00f9 recente? Cinque crisi di governo, in poco pi\u00f9 di un anno, in quest\u2019Aula, non sono la prova delle difficolt\u00e0 derivate da questo sistema che determin\u00f2 un equilibrio instabile che non pot\u00e9 mantenersi neanche con lo sforzo quotidiano delle concessioni e, scusatemi la parola, dei compromessi che furono tanto spesso dei sacrifici?<\/p><p>Io non avr\u00f2 l\u2019indelicatezza di enumerare quali sono i risultati pratici di questi connubi politici che la Democrazia cristiana ha celebrato via via e disfatto, prima coi comunisti, socialisti e repubblicani, poi coi liberali e qualunquisti, e ora coi liberali, socialisti autonomisti e repubblicani, che gi\u00e0 furono alleati, poi nemici, e oggi alleati di nuovo.<\/p><p>E dopo tutto ci\u00f2 vorreste venire a dirmi che il sistema dei partiti, della proporzionale \u2013 che voi con questa legge elettorale rafforzate ed esasperate, ma solo nell\u2019interesse dei grossi partiti \u2013 sia il sistema preferibile, e la soluzione migliore?<\/p><p>So benissimo che non vi sono sistemi perfetti e si tratta solo di evitare il male peggiore.<\/p><p>Ma non mi dite che il male minore sia questa partitocrazia. Qui la questione \u00e8 ancora esclusivamente politica.<\/p><p>Voi dite che il sistema proporzionale ha uno scrutinio d\u2019idee, un confronto di programmi.<\/p><p>Io non so se non si debba difendere il povero elettore contro i programmi elettorali che si fanno una concorrenza spietata, che promettono mari e monti e anche il paradiso in terra e perfino il paradiso in terra e in cielo.<\/p><p>Comprendo la seduzione che pu\u00f2 esercitare il sistema proporzionale, ma anzitutto voi ci date un meccanismo favorevole ai grossi anzich\u00e9 ai piccoli partiti, e questo significa snaturarlo.<\/p><p>Ma il difetto principale del sistema proporzionale, nonostante tutto, \u00e8 che si basa su questa struttura rigida dei partiti, che hanno tendenza a divenire sempre pi\u00f9 dei grandi organismi burocratici, per cui l\u2019elettore vota per un sistema astratto di idee, mentre egli ha soprattutto il desiderio di scegliere gli elettori.<\/p><p>\u00c8 fuori dubbio che il voto dell\u2019elettore esprimeva meglio la sua volont\u00e0 quando sapeva per chi votava. Come pu\u00f2 infatti l\u2019elettore scegliere meglio gli uomini se non quando li vota uno per uno? In definitiva il corpo elettorale chiede solo il permesso di esprimere la sua volont\u00e0, almeno una volta ogni cinque anni! Lasciatemi pensare che questo diritto sia inviolabile.<\/p><p>Col vostro sistema, poi, non v\u2019\u00e8 posto per l\u2019uomo indipendente, pel giovane ardente, che, anche privo di mezzi, privo ancora di notoriet\u00e0, ricco solo di fiducia in se stesso e nelle sue idealit\u00e0, si presenta per chiedere il voto e la fiducia del corpo elettorale. In un paese come il nostro questa possibilit\u00e0 di affermazioni di energie nuove, di giovinezze entusiaste e di uomini di fede provata, \u00e8 garanzia di moralit\u00e0 che servirebbe ad accrescere la bellezza ideale della lotta politica in Italia.<\/p><p>Quel che mi sembra il pericolo pi\u00f9 grave \u00e8 un processo di disintegrazione e di smembramento dello Stato che delega ai partiti i suoi poteri, la sua autorit\u00e0. In realt\u00e0, spesso, quando i partiti sono usciti dalle elezioni, gli elettori e gli eletti non contano quasi pi\u00f9: contano i partiti.<\/p><p>Formata la Camera dei deputati, il governo si forma con gli accordi fra partiti e partiti che trattano fra loro come nel campo internazionale, da sovrano a sovrano, coi loro plenipotenziari. Tutto \u00e8 contratto fra i partiti. Lo Stato non v\u2019\u00e8 pi\u00f9: i partiti diventano potenze che concludono convenzioni, trattati, fanno patti e transazioni continue. L\u2019unit\u00e0 dello Stato \u00e8 divisa come tra grandi feudatari fra gli stati maggiori dei partiti e delegata ai capi gruppo che sotto l\u2019influenza della direzione dei partiti, decidono della condotta politica dei gruppi e perfino della loro autonomia. Ci\u00f2 tende a spossessare il corpo elettorale della maggioranza delle sue prerogative e trasforma e falsa il funzionamento della vita parlamentare.<\/p><p>L\u2019Assemblea stessa non legifera pi\u00f9 se non in apparenza, perch\u00e9 sui temi pi\u00f9 importanti tiene talvolta delle sedute fittizie dove le votazioni, gli orientamenti sono prestabiliti e determinati dalle direzioni dei partiti.<\/p><p>I Ministeri non sono fatti e non sono rovesciati dall\u2019Assemblea, ma dalle crisi interne fra i partiti che li fanno, li disfano, li rimpastano per dissensi che sorgono fra di loro. E allora il sistema proporzionale che era stato creato per affermare l\u2019autonomia dei partiti, li costringe a deformarsi di pi\u00f9.<\/p><p>Questo sistema proporzionale dunque non ha assicurato l\u2019autonomia dei partiti, non il giuoco delle idee, non la stabilit\u00e0 dei Ministeri.<\/p><p>E allora perch\u00e9 ci chiedete tante rinunzie, tanti sacrifizi? La funzione essenziale, invece, delle elezioni \u00e8 di ottenere una maggioranza politica e di determinare il governo e l\u2019orientamento della legislatura. La vita politica dipende allora dal risultato elettorale e dal responso della volont\u00e0 della Nazione che pu\u00f2 opporsi al pluralismo degli interessi particolari. In realt\u00e0, questo pluralismo di interessi coesistenti nello Stato, potrebbe finire solo nell\u2019ipotesi teorica che questi interessi convergessero. Il che praticamente non si verifica. E allora lo Stato dev\u2019essere il compositore dell\u2019equilibrio di questi egoismi contrastanti.<\/p><p>Ora lo Stato, invece di prendere le sue responsabilit\u00e0, cede sempre pi\u00f9 non solo ai partiti, ma agli interessi materiali di gruppi plutocratici e monopolistici di grandi <em>trusts<\/em>, di grandi organizzazioni che sono in contrasto cogli interessi generali dei cittadini, dei consumatori, che rimangono senza difesa, perch\u00e9 queste forze sovrane, davanti a cui lo Stato non fa che abdicare, si servono anche della corruzione e controllano la stampa, le banche, i servizi di pubblica utilit\u00e0. Davanti al pericolo che rappresentano per il Paese questi egoismi sconfinati, invece di rafforzare i poteri dello Stato, si cerca di rafforzare l\u2019onnipotenza di queste forze centrifughe e dissolventi della solidariet\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 della Nazione.<\/p><p>Noi non vogliamo una politica di lavori pubblici di plutocrazie e di oligarchie, una politica dell\u2019agricoltura, del commercio, dell\u2019industria, della marina, dell\u2019igiene, dell\u2019assistenza di una parte o di un\u2019altra, di destra o di sinistra, di un <em>trust<\/em> contro un altro; noi vogliamo che lo Stato rappresenti gli interessi di tutte le classi e di tutti i ceti, di tutti i cittadini e li riassuma nell\u2019armonia del diritto e della giustizia sociale. Cos\u00ec soltanto, sovrano sar\u00e0 il Paese, di cui lo Stato non pu\u00f2 essere che il servitore fedele, per il suo progresso e il suo sicuro avvenire. (<em>Approvazioni<\/em>)<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Parler\u00f2 brevissimamente contro l\u2019articolo 15. Ho anzitutto l\u2019impressione (e non voglio entrare nel campo del collega Morelli, il quale sono sicuro mi dimostrer\u00e0 di qui a pochi minuti che noi combattiamo contro un morbo nel senso giuridico, costituzionale), che il principio della lista nazionale \u00e8 stato seppellito dal voto di questa Assemblea.<\/p><p>Mi preoccupo senz\u2019altro di rispondere a quella che \u00e8 una obiezione che il collega Fuschini non mi sembra abbia fatto nella sua relazione di maggioranza, ma che ho trovato nei resoconti della Consulta, quando il problema venne in discussione e l\u2019onorevole Fuschini fu strenuo difensore di questo principio, che l\u2019orientamento odierno sembra voler rigettare. L\u2019argomento dell\u2019onorevole Fuschini, mi consenta il caro collega, era capzioso; egli diceva: non si pu\u00f2 parlare di inesistenza della libera scelta nella lista nazionale, perch\u00e9, fatta la lista nazionale colui che va a votare la lista circoscrizionale sa che i resti eventuali andranno alla lista nazionale. Invito l\u2019onorevole Fuschini a rispondere a questo interrogativo: \u00e8 questa mai scelta libera o \u00e8 scelta coatta? Quale altro mezzo \u00e8 dato all\u2019elettore per potersi svincolare da questo capestro antidemocratico che voi gli avete imposto, ancor prima che si rechi alle urne? (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. Onorevoli colleghi! Mi pare che la questione non si sarebbe dovuta addirittura sollevare, perch\u00e9 noi abbiamo gi\u00e0 approvato nella Costituzione un articolo 45, in cui si parla di \u00abvoto personale e uguale\u00bb ed un articolo 53, in cui si parla di \u00absuffragio universale e diretto\u00bb. Non credo che, osservatori ed interpreti rigorosi come noi dobbiamo essere, ancor pi\u00f9 delle future Assemblee legislative, possiamo ammettere che il collegio unico nazionale sia compatibile con le norme costituzionali che ho richiamato. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Onorevoli colleghi, ho presentato un ordine del giorno cos\u00ec formulato: \u00abl\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb. Dir\u00f2 soltanto pochissime parole.<\/p><p>L\u2019affermata analogia fra il collegio unico nazionale e i senatori di diritto non sussiste, e ci\u00f2 non soltanto per le ragioni giustissime avanzate dall\u2019onorevole Corbino, ma anche perch\u00e9 in sostanza noi abbiamo aggiunto, ai senatori che dovranno essere eletti, un certo numero di altri senatori. In altri termini, noi non abbiamo sottratto niente al corpo elettorale, noi non abbiamo fatto in modo che il numero dei senatori eletti sia inferiore a quello previsto dalla Costituzione. Invece, nel caso dell\u2019elezione dei deputati, noi abbiamo stabilito nella Costituzione che essi saranno eletti dal popolo in ragione di uno ogni ottantamila. Ora, quando noi vogliamo sottrarre un certo numero di deputati alla elezione diretta da parte del popolo (deputati che faremmo invece eleggere dai partiti), noi veniamo a violare la Costituzione. Questo \u00e8 il punto. Qui v\u2019\u00e8 una violazione esplicita, chiara, manifesta, inequivoca della Costituzione. Ora, a che cosa noi dobbiamo andare? Al metodo Grilli o ad altri metodi? Non \u00e8 questo il punto della discussione. Noi dobbiamo respingere un collegio unico nazionale. Io credo che si dovrebbe andare per ragione di logica al metodo D\u2019Hondt, col quale appunto tutti i deputati sono eletti nella circoscrizione direttamente dagli elettori. Comunque, qualora il metodo D\u2019Hondt non fosse accolto dall\u2019Assemblea, per conto mio, subordinatamente, aderirei al metodo proposto dall\u2019onorevole Grilli.<\/p><p>Noi qui facciamo un gran parlare di democrazia ad ogni momento. Signori miei, mettiamoci d\u2019accordo una buona volta sul significato della parola democrazia. Quando noi ammettiamo il principio che alcuni deputati possono essere eletti dai partiti, noi abbiamo un concetto della democrazia che \u00e8 diverso da quello usuale. Democrazia, si dice, ed ormai \u00e8 diventato un luogo comune, che \u00e8 governo di popolo, voluto dal popolo, esercitato per il popolo. Quando noi escogitiamo questo sistema elettorale, il cui estremo \u00e8 rappresentato da quella proposta Stampacchia che noi abbiamo respinto ma che aveva una evidente coerenza, noi veniamo in sostanza a dire che per noi democrazia \u00e8 un governo dei partiti, voluto dai partiti, esercitato per i partiti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DONATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DONATI. Vorrei chiarire una questione generale. Ho sentito combattere la lista nazionale ed esaltare l\u2019annullamento dei resti in sede circoscrizionale, ma il solo che abbia posto l\u2019accento su una distinzione esatta, \u00e8 l\u2019onorevole Grilli, il quale ha distinto la lista nazionale dal collegio unico nazionale. In realt\u00e0 l\u2019antitesi non va posta fra lista nazionale e collegio circoscrizionale, ma va posta nel seguente modo: primo sistema: utilizzazione dei resti sino, come diceva l\u2019onorevole Corbino, ad annullarli in sede circoscrizionale, in tal caso si rispetta fino all\u2019ultimo la volont\u00e0 degli elettori perch\u00e9 i voti, anche quelli residui, vengono con un sistema o l\u2019altro utilizzati in seno alla stessa circoscrizione nella quale sono dati. Secondo sistema: utilizzazione dei resti in sede diversa da quella della circoscrizione. E, fra gli emendamenti presentati, io noto vari metodi per tale diversa utilizzazione; uno, quello combattuto, \u00e8 quello della lista unica nazionale; vi \u00e8 poi l\u2019altro, quello dell\u2019onorevole Grilli, che propone l\u2019utilizzazione dei resti a vantaggio di quelle circoscrizioni che hanno avuto i resti maggiori, e che quindi propone l\u2019abolizione della lista unica nazionale. Vi \u00e8 poi un terzo metodo \u2013 che vedo proposto dall\u2019emendamento Marina \u2013 della utilizzazione dei resti in sede interregionale, cio\u00e8 si avvicina di pi\u00f9 alla utilizzazione circoscrizionale, ma \u00e8 sempre qualcosa che va al di fuori della circoscrizione.<\/p><p>Mi sembra, quindi, che il primo emendamento che si allontana veramente, integralmente dalla proposta della Commissione, sia l\u2019emendamento De Martino.<\/p><p>PRESIDENTE. Adesso, non \u00e8 il caso di parlarne, perch\u00e9 si tratta di una questione di principio. Ho davanti a me un ordine del giorno che \u00e8 cos\u00ec redatto:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>DONATI. S\u00ec, ma vorrei chiarire che quando si vuole respingere il principio della lista nazionale, e poi si parla invece di collegio unico nazionale, viene respinta anche la proposta dell\u2019onorevole Grilli. Bisogna quindi precisare se si vuole respingere (o meno) il sistema della utilizzazione dei resti fuori della circoscrizione con qualsiasi metodo ovvero soltanto quello mediante la lista nazionale senza pregiudicare metodi diversi da quest\u2019ultimo. Occorre dunque che prima della votazione la distinzione sia ben chiara.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Ritengo necessario rettificare una affermazione dell\u2019onorevole Corbino e dell\u2019onorevole Donati. Quando si paragona, com\u2019essi han fatto, la lista nazionale con l\u2019atto con cui, alcuni giorni or sono, questa Assemblea procedette alla nomina di senatori, si fa un confronto che, secondo me, non ha nessuna possibilit\u00e0 di essere difeso.<\/p><p>Quegli atti di nomina, erano, a mio avviso, fuori dei poteri della Costituente, ed in contrasto con la struttura che l\u2019Assemblea stessa aveva deliberato per il Senato. Sulla loro validit\u00e0 si possono, perci\u00f2, legittimamente avanzare dubbi. In quanto, invece, alla lista nazionale bloccata, \u00e8 vero che con essa sono i partiti a designare alcuni deputati; ma quei partiti, per poter in effetti esercitare tale facolt\u00e0, devono aver riportato il suffragio degli elettori. Tutt\u2019al pi\u00f9 si potrebbe considerare quel sistema come una elezione di secondo grado.<\/p><p>In quanto alla questione del collegio unico nazionale, mi pare che abbia ragione il collega che mi ha preceduto, perch\u00e9 davanti a noi sono due proposte concrete: da un lato, la proposta Corbino, che vuole soppressa la utilizzazione dei resti, e che quindi \u00e8 contro qualsiasi collegio nazionale; dall\u2019altro lato, la proposta della Commissione, quella del Governo, e l\u2019altra dell\u2019onorevole Grilli, le quali tutte e tre ammettono il collegio nazionale. La sola differenza tra queste ultime \u00e8 che nella proposta del Governo e della maggioranza della Commissione si ha anche una lista nazionale, mentre nella proposta Grilli tale lista non vi \u00e8, o piuttosto essa \u00e8 formata dal complesso di tutte le liste circoscrizionali.<\/p><p>Per ora, senza entrare nell\u2019esame delle varie proposte, mi limito ad esprimere l\u2019opinione che quella fatta dall\u2019onorevole Corbino, che mira a togliere ogni valore ai resti, sia da respingere. Essa \u00e8 illogica, in quanto impedisce che il principio della rappresentanza proporzionale abbia una migliore applicazione, ed \u00e8 antidemocratica, in quanto \u00e8 ostacolata la rappresentanza dei piccoli partiti. Mi meraviglia che a sostenere quella proposta siano proprio i colleghi dell\u2019Unione democratica nazionale, che nelle passate elezioni ebbe ben dieci deputati eletti nella lista nazionale. Ci\u00f2 vuol dire che, se nell\u2019elezione della Costituente non si fossero utilizzati i resti delle circoscrizioni, l\u2019Unione democratica nazionale avrebbe in questa Assemblea ben dieci deputati di meno! In generale pu\u00f2 affermarsi che del collegio nazionale si avvantaggiarono specialmente i partili minori. Furono, infatti, eletti in esso, oltre ai dieci dell\u2019unione democratica nazionale, dieci deputati dell\u2019Uomo qualunque e nove repubblicani.<\/p><p>Nel mondo moderno, col sempre pi\u00f9 rapido diffondersi delle comunicazioni, si va, a mio avviso, in ogni singola unit\u00e0 nazionale, verso una ripartizione sempre pi\u00f9 uniforme delle varie correnti politiche; e potrebbe, perci\u00f2, darsi il caso che un gruppo politico determinato, pur non avendo numerose maggioranze locali, abbia centinaia di migliaia di elettori, i quali, ove venisse accolta la proposta Corbino, rimarrebbero senza un loro rappresentante nel Parlamento.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Il collegio unico nazionale rappresenta secondo me il metodo pi\u00f9 adeguato per l\u2019utilizzazione dei resti. Negare il collegio unico nazionale vuol dire una riduzione delle possibilit\u00e0 di giustizia elettorale che appunto il sistema della proporzionale con l\u2019utilizzazione dei resti in sede nazionale tende a realizzare, nel modo pi\u00f9 completo, per modo che tutti i cittadini siano rappresentati nelle Assemblee politiche.<\/p><p>La ragione opposta dall\u2019onorevole Corbino mi ha profondamente, dir\u00f2 cos\u00ec, impressionato, perch\u00e9 proprio da un elemento liberale \u2013 che dovrebbe dare il maggior peso a quella che \u00e8 l\u2019espressione dell\u2019individuo \u2013 si d\u00e0 invece una maggiore preponderanza alla questione del territorio, alla questione geografica, anzich\u00e9 alla questione della persona.<\/p><p>Non \u00e8 il territorio, n\u00e9 la geografia, n\u00e9 la circoscrizione, ma l\u2019individuo che conta, il quale pu\u00f2 associarsi per difendere una idea politica insieme con cittadini che possono essere anche nel lembo pi\u00f9 lontano del Paese. Il principio di poter esprimere un pensiero indipendentemente dal territorio e da considerazioni geografiche \u00e8, secondo me, importantissimo per realizzare la maggiore giustizia e il maggior progresso. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centrosinistra.<\/em> E la volont\u00e0 degli elettori?<\/p><p>UBERTI. La volont\u00e0 degli elettori \u00e8 appunto questa: di poter esprimere il loro pensiero anche indipendentemente dalla circoscrizione. Ora, la forma e la possibilit\u00e0 di un collegio nazionale nel quale possa concretarsi questa situazione mi sembra veramente fondamentale, per cui l\u2019obiezione mossa dall\u2019onorevole Corbino mi sembra antitetica con questa esigenza.<\/p><p>Ma dobbiamo anche distinguere fra lista nazionale e collegio unico nazionale. Sono due problemi completamente diversi. Il collegio unico nazionale pu\u00f2 sussistere sia con la proposta della Commissione di una lista nazionale rigida, sia col sistema Grilli, in cui viene attribuita, anzich\u00e9 una lista nazionale prestabilita, l\u2019utilizzazione dei resti ai maggiori resti raggiunti nello singole circoscrizioni, sia col sistema, che avevo proposto in sede di Commissione, dell\u2019utilizzazione dei resti in sede regionale, e dei resti dei resti in sede nazionale, il che avrebbe ridotto la lista nazionale da 80 eletti nelle ultime elezioni ad appena 38 o 39.<\/p><p>Che cosa \u00e8 infatti, in definitiva, che commuove, nella questione del collegio unico nazionale? Precisamente il fatto che un settimo degli elettori sia sradicato dalla propria circoscrizione. Ma con la proposta Fuschini che aumenta il correttivo del sistema Hagenbach-Bischoff, per cui il divisore nella circoscrizione \u00e8 aumentato anzich\u00e9 di pi\u00f9 uno e di pi\u00f9 due, di pi\u00f9 due e di pi\u00f9 tre, questa eccessiva assegnazione di punti al collegio unico nazionale si riduce a circa cinquanta. Cos\u00ec uno degli inconvenienti pi\u00f9 lamentati viene ad essere superato.<\/p><p>Debbo inoltre richiamare l\u2019attenzione anche su un\u2019altra considerazione, che con la lista nazionale si assolve ad una delle esigenze della vita dei partiti, di cui un tempo si lamentava l\u2019assenza.<\/p><p>Ora ammessa come un bene l\u2019organizzazione dei partiti nei quali si articola la vita politica nazionale, i quali hanno il compito di indirizzare l\u2019opinione degli elettori, in rispondenza alla loro funzione, \u00e8 giusto, mi pare, che vi sia la possibilit\u00e0, al di fuori dell\u2019elezione nelle singole circoscrizioni, che alcuni determinati rappresentanti siano eletti in una lista nazionale utilizzando i resti che non hanno raggiunto il quoziente in sede circoscrizionale.<\/p><p>Riterrei quindi necessario mantenere il collegio unico nazionale che non si pu\u00f2 assolutamente dire abbia fatto cattiva prova. Esso pu\u00f2 aver dato, onorevoli colleghi, forse un eccessivo numero di rappresentanti; ma questo inconveniente, con l\u2019emendamento proposto dalla Commissione, viene ad essere superato.<\/p><p>Per queste ragioni noi voteremo a favore del collegio unico nazionale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CANDELA. Chiusura!<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo se \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Come ho gi\u00e0 preannunziato, \u00e8 stato presentato dagli onorevoli Martino Gaetano, Corbino e Bellavista il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Aderendo alla richiesta di alcuni colleghi modifico l\u2019ordine del giorno in questo senso:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio della lista unica nazionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli altri firmatari sono d\u2019accordo?<\/p><p>MARTINO GAETANO. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Comunico che su questo ordine del giorno \u00e8 stata presentata da due gruppi distinti richiesta di scrutinio segreto.<\/p><p>Prima di passare alla votazione, do la parola al Relatore perch\u00e9 esprima il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Onorevoli colleghi, mi permetto di osservare che il problema sollevato tormenta molti dei nostri colleghi. Sono compreso della situazione di ciascuno dei colleghi. Questo problema fu discusso ampiamente alla Consulta Nazionale, dove non vi erano eccessive preoccupazioni di carattere elettorale, che giocano molto, ora, nella questione.<\/p><p>PERRONE CAPANO. V\u2019erano le stesse di ora!<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>No! Prego di non interrompermi (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Sono abituato a tacermi pi\u00f9 spesso, anche quando si fanno affermazioni che non rispecchiano l\u2019esattezza delle cose.<\/p><p>Ora debbo rilevare che, quando fu discussa la legge elettorale del 1946, importantissimo fu considerato il problema dell\u2019utilizzazione dei resti. La utilizzazione dei resti deriva dall\u2019esame della situazione elettorale che viene considerata da un punto di vista superiore e da un punto di vista democratico. Si \u00e8 voluto che tutte le espressioni della volont\u00e0 popolare fossero tenute presenti nell\u2019attribuzione dei seggi e che la volont\u00e0 popolare non fosse per nessuna minima parte trascurata. Quindi il principio dell\u2019utilizzazione dei resti fu accolto senza nessuna difficolt\u00e0 da quasi tutti i componenti la Consulta Nazionale; e fu sancito nel decreto del 10 marzo 1946.<\/p><p>Quando dal principio dell\u2019utilizzazione dei resti si pass\u00f2 al modo di realizzarlo, non si trov\u00f2 nessun sistema pi\u00f9 semplice di quello che si \u00e8 adottato e che ha dimostrato come tutti i voti espressi dagli elettori, tutti i voti validi, siano stati proporzionalmente attribuiti alle singole liste rappresentanti le correnti politiche. La vostra Commissione ha lungamente studiato le diverse proposte fatte per migliorare il modo di utilizzazione dei resti e ha concluso riconoscendo che il sistema del 1946 \u00e8 il pi\u00f9 idoneo purch\u00e9 sia aumentata la maggiorazione del divisore in modo che al collegio unico nazionale siano attribuiti meno seggi di quanti non ne vennero attribuiti nelle elezioni del 2 giugno 1946. Questa correzione \u00e8 stata proposta dalla Commissione nella misura del \u00abpi\u00f9 due\u00bb e \u00abpi\u00f9 tre\u00bb, a seconda che si tratti di collegi con meno o con pi\u00f9 di venti seggi.<\/p><p>In questo momento mi sembra per\u00f2 che si debba avere presente la ragione politica che sorregge il collegio unico con lista nazionale. Innanzitutto si \u00e8 voluto dare valore all\u2019opera dei partiti, i quali esprimono direttive politiche, indirizzi ideologici che \u00e8 necessario che abbiano la loro rappresentanza in proporzione del loro peso politico elettorale. Non si riesce ad organizzare il suffragio universale, se non vi sono partiti politici fortemente e largamente organizzati. Si pu\u00f2 fare appello all\u2019individualit\u00e0 delle persone, al loro prestigio, ma questo non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente data la enorme massa degli elettori. Occorre organizzarsi su base nazionale se si vogliono ottenere dal suffragio universale frutti benefici. Non si pu\u00f2 quindi non tener conto dei partiti che impegnano intera la loro responsabilit\u00e0 non soltanto nel periodo elettorale ma anche successivamente, dopo le elezioni, per inquadrare e unificare le direttive degli eletti di fronte al Paese.<\/p><p>Aiutare, dandole valore, la organizzazione dei partiti \u00e8 uno degli scopi fondamentali del collegio unico e della lista nazionale. Infatti, col collegio unico abbiamo potuto trarre dal nulla \u2013 dico cos\u00ec perch\u00e9 non avevano ottenuto quozienti in nessuna circoscrizione \u2013 correnti politiche di minoranza che altrimenti non avrebbero avuto qui dentro la loro espressione.<\/p><p>Questa valorizzazione dei partiti e delle minoranze fu dunque realizzata, e noi vogliamo che sia mantenuta.<\/p><p>Per quanto riguarda la lista nazionale si osserva che con essa si sfugge alla volont\u00e0 degli elettori. Onorevoli colleghi, prima di tutto la proporzionale si basa sul concetto fondamentale che si vota in favore di direttive politiche e che non si d\u00e0nno voti personali: o, per lo meno, c\u2019\u00e8 prima di tutto un voto di lista, poi un voto personale.<\/p><p>Quanto al voto personale, si \u00e8 introdotto nei Paesi latini, e specialmente in Italia, il sistema delle preferenze: \u00e8 una deviazione, anzi una contaminazione, del sistema uninominale nel sistema proporzionale. La proporzionale postula la rigidit\u00e0 della lista. Se non avete il coraggio di accettare la rigidit\u00e0 delle liste circoscrizionali, dovreste avere almeno il coraggio di accettare per un piccolo numero la rigidit\u00e0 della lista nazionale. (<em>Vivi commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE VITA. \u00c8 un sistema camorristico. (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Noi chiediamo di essere eletti dal popolo e non dai capi-partito.<\/p><p>DE VITA. Non c\u2019\u00e8 il coraggio di dire quello che si pensa.<\/p><p>MALAGUGINI. Per\u00f2 ora volete votare a scrutinio segreto.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Quando si parla di partiti bisogna distinguere fra i partiti che sono democratici e quelli che non lo sono. I grandi partiti democratici rispettano le esigenze della base; le loro direzioni sono elette dalle sezioni, dalle federazioni, dai congressi nazionali annuali. Se queste direzioni di partiti sono costituite secondo quelle che sono le esigenze del partito, cio\u00e8 democraticamente, non c\u2019\u00e8 nulla da temere. Non pensate ai partiti di carattere dittatoriale o di carattere individualistico; pensate ai partiti veramente democratici. \u00c8 sempre con la base che i partiti veramente democratici fanno i conti per la nomina e la responsabilit\u00e0 delle loro direzioni. Nel partito della democrazia cristiana, per esempio, la direzione centrale non pu\u00f2 includere candidati nelle liste che non siano stati proposti dagli organi periferici, che hanno piena libert\u00e0. E cos\u00ec \u00e8 in altri grandi partiti, le cui direzioni hanno compiti in questa materia di semplice sorveglianza e pel rispetto delle esigenze di carattere generale.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi, non intendo aumentare la vostra impazienza: vedo che non \u00e8 possibile anche per l\u2019ora tarda una discussione seria. L\u2019Assemblea faccia quello che crede, come \u00e8 suo potere. Noi non abbiamo fatto altro che eseguire un compito, quello di esaminare la questione; e la soluzione che abbiamo adottato \u00e8 questa: teniamo ferma la situazione del decreto del 1946, salvo i correttivi che vi abbiamo proposto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZEI. Chiedo di parlare a nome della minoranza della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZEI. Gli argomenti addotti dall\u2019onorevole Fuschini a nome della maggioranza della Commissione non hanno consistenza, secondo il giudizio della minoranza. \u00c8 inutile anzitutto equivocare sulla utilizzazione totale dei resti, la quale vi pu\u00f2 essere tanto col sistema della lista nazionale quanto con gli altri sistemi che la minoranza propone. Anzi: la minoranza propone un sistema che utilizza i resti in un modo che si pu\u00f2 dire perfetto.<\/p><p>Rimane integra la obiezione pregiudiziale posta dall\u2019onorevole Corbino: se sia possibile che vi siano deputati che vengano in Parlamento designati dai partiti e non dal corpo elettorale.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Corbino ha modificato il testo del suo ordine del giorno sostituendo alla parola \u00abcollegio\u00bb la parola \u00ablista\u00bb, il che muta totalmente la questione, faccio mio l\u2019ordine del giorno Corbino nella sua prima formulazione e chiedo che, poich\u00e9 \u00e8 pregiudiziale, venga posto in votazione per primo.<\/p><p>PRESIDENTE. Per orientare l\u2019Assemblea, devo far presente che \u00e8 stato in un primo tempo dagli onorevoli Corbino, Bellavista ed altri presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio del collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>In un secondo momento, questo ordine del giorno \u00e8 stato cos\u00ec corretto:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente respinge il principio della lista nazionale\u00bb.<\/p><p>Quindi l\u2019onorevole Uberti fa suo il testo primitivo. Evidentemente, quello del collegio unico nazionale \u00e8 concetto pi\u00f9 largo: e pertanto deve essere messo in votazione per primo.<\/p><p>MAZZEI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZEI. Occorre chiarire bene il significato delle due espressioni. Ci pu\u00f2 essere una utilizzazione dei resti in sede nazionale, senza lista nazionale: esattamente quello che propone la minoranza della Commissione; cio\u00e8 a dire si ammassano i resti in sede nazionale, ma poi vengono utilizzati con un sistema diverso, che non \u00e8 quello delle liste indicate dai partiti. Quindi, qualora venga messo in votazione il primo ordine del giorno, \u00e8 chiaro che coloro che sono contrari alla lista nazionale possono benissimo votare contro, in quanto si pu\u00f2 mantenere il collegio unico nazionale, anche senza la lista nazionale.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Io sono sottoscrittore di un ordine del giorno e desidero fare un chiarimento, che \u00e8 reso necessario dalle dichiarazioni dell\u2019onorevole Uberti. L\u2019ordine del giorno sottoscritto da me e da altri colleghi, fra cui l\u2019onorevole Corbino, contemplava in un primo momento il collegio unico nazionale. Successivamente, e prima che parlasse l\u2019onorevole Uberti, il quale certo per momentanea distrazione non se ne accorse, aderendo alla richiesta formulata da un oratore di questa parte dell\u2019Assemblea, io modificai l\u2019ordine del giorno sostituendo alle parole \u00abcollegio unico nazionale\u00bb le altre \u00ablista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti\u00bb.<\/p><p>Ora, questo \u00e8 un ordine del giorno, non \u00e8 un emendamento. Io pertanto contesto all\u2019onorevole Uberti il diritto di chiedere che facendo proprio il mio primitivo ordine del giorno egli abbia facolt\u00e0 di pretendere che questo venga nesso in votazione per primo. Gli argomenti dell\u2019onorevole Uberti avrebbero fondamento qualora si trattasse di emendamenti, pi\u00f9 o meno radicali o estensivi. Ma qui si tratta di un ordine del giorno, non gi\u00e0 di un emendamento.<\/p><p>Se l\u2019onorevole Uberti ha presentato o presenter\u00e0 un altro ordine del giorno dopo il mio, la Presidenza potr\u00e0 metterlo in votazione successivamente; ma il mio ordine del giorno, a norma di regolamento, deve avere la precedenza. (<em>Applausi \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Faccio osservare all\u2019onorevole Martino che l\u2019onorevole Uberti con la sua proposta non ha fatto altro che presentare un nuovo ordine del giorno. La votazione deve pertanto avvenire sull\u2019ordine del giorno che ha maggiore ampiezza.<\/p><p>Mi rimetto d\u2019altronde alle decisioni dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Mi permetto di richiamare i termini che ritengo esatti della procedura della votazione. All\u2019inizio della discussione, se non erro, l\u2019onorevole Corbino ha giustamente, raccogliendo i consensi dell\u2019Assemblea, distinto i termini essenziali della questione in discussione in questo senso: prima di tutto bisogna decidere un principio fondamentale: quello di sapere se l\u2019utilizzazione dei resti debba o no essere fatta nell\u2019ambito nazionale. Deciso questo, si considera la seconda parte, quella del congegno migliore per la utilizzazione dei resti nell\u2019ambito nazionale. Questa distinzione posta dall\u2019onorevole Corbino e accettata dall\u2019Assemblea pone (mi pare indipendentemente da qualsiasi modificazione del testo dell\u2019ordine del giorno, come vorrebbe l\u2019onorevole Martino) dinanzi all\u2019Assemblea il problema del suo voto sulla utilizzazione o meno dei resti nell\u2019ambito nazionale.<\/p><p>Il primo voto dunque che l\u2019Assemblea \u00e8 chiamata a dare \u00e8 questo: se ritiene che i resti debbano essere utilizzati nell\u2019ambito nazionale. Superato questo principio, vi \u00e8 l\u2019altro della pratica utilizzazione, la quale pu\u00f2 avvenire attraverso la lista nazionale (e allora in quella sede si parler\u00e0 della lista nazionale); pu\u00f2 avvenire attraverso il sistema dell\u2019onorevole Grilli o l\u2019altro sistema che aveva prospettato l\u2019onorevole Uberti, o attraverso quel diverso congegno che ciascuno di noi pu\u00f2 proporre. Ma ritengo che l\u2019Assemblea non possa anteporre al voto sul principio la esclusione della lista nazionale.<\/p><p>Infatti anche la questione della lista nazionale non deve essere esaminata cos\u00ec affrettatamente ed in modo un po\u2019 troppo risentito, come \u00e8 stato fatto in questo scorcio di seduta, ma deve essere esaminata, se mai, comparativamente con altri sistemi e con altri criteri, compreso il sistema Grilli, il quale apparentemente sembra risponda a criterio di maggiore giustizia distributiva elettorale; mentre, analizzato a fondo, si pu\u00f2 dimostrare che non significa altro che ricondurre l\u2019utilizzazione dei resti alla utilizzazione del maggior resto nell\u2019ambito della circoscrizione elettorale; il che \u00f2 in netta contradizione con la utilizzazione nell\u2019ambito nazionale.<\/p><p>In ogni modo, se questo \u00e8 esatto o no, non vuol dire; la Assemblea e ciascuno di noi ha il diritto di vagliare i vari sistemi e congegni proposti, non affrettatamente, ma comparativamente, senza preclusioni affrettate.<\/p><p>Per questi motivi ritengo che il Presidente debba mettere ai voti prima d\u2019ogni altra cosa l\u2019accettazione o meno del principio della utilizzazione dei resti nell\u2019ambito nazionale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> L\u2019onorevole Piccioni ha posto la questione nei suoi termini esatti. Secondo me, l\u2019equivoco \u00e8 nato dal modo di intendere la lista nazionale. Credo che l\u2019onorevole Martino, mettendo nel suo ordine del giorno \u00ablista nazionale\u00bb, intendesse dire \u00abcollegio nazionale\u00bb. Comunque, \u00e8 sorta questa confusione, mi pare: alcuni hanno ritenuto che, vietandosi la lista nazionale, si intendesse esclusa senz\u2019altro la utilizzazione in sede nazionale dei resti delle circoscrizioni.<\/p><p><em>Voci.<\/em> No, no.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Questo \u00e8 il punto della questione. L\u2019onorevole Piccioni, ripeto, ha posto la questione nei suoi termini giuridici esatti, quando ha richiamato la proposta fatta dall\u2019onorevole Corbino e approvata dall\u2019Assemblea di discutere, in primo luogo, il principio della utilizzazione sul piano nazionale dei resti circoscrizionali. Questa la prima questione fondamentale, perch\u00e9, se il suddetto principio non \u00e8 accettato, ogni altra questione di lista nazionale \u00e8 assorbita o superata; se invece \u00e8 accettato, rimane la modalit\u00e0 di utilizzazione sul piano nazionale dei resti. Bisogner\u00e0 cio\u00e8 vedere come utilizzare questi resti: con una lista nazionale o con altre forme. Mi pare che la proposta la decisione della quale risolverebbe radicalmente la questione sia quella formulata dal collega Corbino; secondo me, bisogna dare la precedenza nella votazione alla proposta che tende ad escludere l\u2019utilizzazione sul piano nazionale dei resti circoscrizionali.<\/p><p>PRESIDENTE. In base al Regolamento, sull\u2019ordine della votazione sar\u00e0 l\u2019Assemblea a decidere. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Non esiste che un ordine del giorno, per questo motivo: perch\u00e9 l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Martino \u00e8 unico e perch\u00e9 nessuno, n\u00e9 in questo momento n\u00e9 al momento della votazione, pu\u00f2 presentare altro ordine del giorno. \u00c8 l\u2019articolo 87 del Regolamento che cos\u00ec prescrive. La questione fu gi\u00e0 sollevata a proposito di un ordine del giorno Togliatti, alcune sedute fa: in sede di votazione non si pu\u00f2 sottoporre all\u2019Assemblea alcun nuovo ordine del giorno. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> Qui non esiste che un solo ordine del giorno, quello dell\u2019onorevole Martino, il quale parla di lista unica nazionale: e su di esso soltanto dobbiamo votare.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Vorrei richiamare l\u2019attenzione dei proponenti questi ordini del giorno sull\u2019opportunit\u00e0, sulla maggiore utilit\u00e0 pratica di dar vita, senz\u2019altro, a rispettivi emendamenti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. No: ora si deve decidere se debba votarsi prima l\u2019ordine del giorno Uberti o quello De Martino.<\/p><p>TARGETTI. Invito i presentatori degli ordini del giorno a ritirarli facendo loro considerare che noi non siamo qui a stabilire un principio al quale domani un\u2019altra assemblea o noi stessi ci si debba pi\u00f9 o meno uniformare. Siamo qui a fare una legge: il principio dell\u2019utilizzazione dei resti sul piano nazionale e l\u2019altro principio contrario si affermino con altrettanti emendamenti. Diversamente perdiamo tempo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> A me pare che un problema di tanta importanza non possa essere risolto con la situazione confusa determinatasi nell\u2019Aula. Chiedo, a nome della Commissione, la sospensiva. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione propone il rinvio della discussione.<\/p><p>Pongo in votazione questa proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Rinvio il seguito della discussione ad altra seduta.<\/p><p>Presentazione di relazioni.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Mi onoro presentare le relazioni sui seguenti disegni di legge:<\/p><p>\u00abApprovazione dei seguenti Accordi conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 21 marzo 1947:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) Accordo relativo all\u2019immigrazione italiana in Francia;<\/li><li><em>b<\/em>) Accordo speciale relativo agli operai che si recano in Francia per la stagione delle barbabietole;<\/li><li><em>c<\/em>) Accordo relativo alle condizioni di applicazione della legislazione francese sugli assegni familiari;<\/li><li><em>d<\/em>) Scambio di Note\u00bb.<\/li><\/ol><p>\u00abApprovazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Norvegia, il 20 luglio 1946\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste relazioni saranno stampate e distribuite.<\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE cccxxxviii. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 18 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Mozioni (Svolgimento): Presidente Bonomi Paolo Persico Bulloni Bubbio Grassi, Ministro di grazia e giustizia Tonello Burato Avanzini Lagravinese Pasquale Fusco Sicignano Cevolotto Bellavista Gavina Molinelli Monticelli Bertone Carboni Enrico Pressinotti Cappi Basile Disegno di legge (Seguito della discussione): [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2414,2544,2501,2495,2507","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2412","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2412"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6195,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412\/revisions\/6195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2412"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}