{"id":2410,"date":"2023-09-17T16:41:09","date_gmt":"2023-09-17T14:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2410"},"modified":"2023-10-21T09:25:16","modified_gmt":"2023-10-21T07:25:16","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-17-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2410","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 17 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2410\" class=\"elementor elementor-2410\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-575b327 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"575b327\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cbbb3c2\" data-id=\"cbbb3c2\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2ae50b6 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2ae50b6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471217_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-33af15a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"33af15a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXXXVII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 17 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Discussione sulle comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri:<\/strong><\/p><p>Nenni<\/p><p>Valiani<\/p><p>Macrelli<\/p><p>Lussu<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Sansone<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p>Tonello<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 18.10.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il dottore Andrea Ferrara, eletto dall\u2019Assemblea, nella seduta dell\u201911 corrente, membro effettivo dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello Statuto della Regione siciliana, pur dichiarandosi grato della designazione, ha segnalato le ragioni di incompatibilit\u00e0 con le sue funzioni di primo Presidente della Corte di cassazione che gli impediscono di accettare la carica.<\/p><p>Pertanto, nella seduta pomeridiana di domani, si proceder\u00e0 alla votazione per la nomina di un membro effettivo dell\u2019Alta Corte medesima, in sua sostituzione.<\/p><p>Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Nenni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi, signori del Governo! Il Gruppo parlamentare socialista era molto in dubbio circa l\u2019opportunit\u00e0 di aprire un dibattito di carattere politico nelle brevi dichiarazioni fatte ieri dal Presidente del Consiglio.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un punto sul quale il Gruppo parlamentare socialista condivide l\u2019opinione del Presidente del Consiglio \u2013 ci\u00f2 che non capita tutti i giorni \u2013 condivide, cio\u00e8, l\u2019apprezzamento che egli ha dato della situazione parlamentare creata dal rimpasto, allorch\u00e9 nelle dichiarazioni che ha fatto alla stampa e sostanzialmente in quelle scarne e telegrafiche fatte ieri in quest\u2019Aula, ha tolto al rimpasto ogni carattere politico. Noi stimiamo infatti che non vi sia un fatto politico nuovo. Si vedono al banco del Governo dei nuovi Ministri: nessuno di loro, io credo, e in ogni caso nessuno di noi, ha l\u2019illusione che il carattere e la natura di un Ministero possa essere determinato soltanto dalle persone che lo compongono. La sola indagine che vale la pena di intraprendere \u00e8 se la base sociale del Governo \u00e8 modificata. Ma vediamo prima gli aspetti secondari del rimpasto.<\/p><p>Se io mi richiamo a quanto abbiamo letto nei giornali, risulta che i due nuovi Gruppi che siedono al Governo, sono partiti da richieste di un certo peso e di un certo valore ed hanno finito per accontentarsi di soddisfazioni pi\u00f9 apparenti che reali. Il Gruppo parlamentare repubblicano \u00e8 stato mosso dalla preoccupazione di imprimere alla politica interna del Paese un nuovo indirizzo. Esso aveva, quindi rivendicato il dicastero dell\u2019interno, nonch\u00e9 lo scioglimento del Movimento sociale italiano, del Gruppo Nazionalista cosiddetto patrissiano ed alcune misure radicali nei confronti della stampa neo-fascista. Non ha ottenuto niente di tutto ci\u00f2, e l\u2019onorevole De Gasperi, con la sua nota fertilit\u00e0 di compromessi, ha risolto tutti i problemi assegnando all\u2019onorevole Pacciardi il compito di coordinare l\u2019azione di uno speciale Comitato in seno al Consiglio dei Ministri, incaricato di assicurare la difesa della istituzione repubblicana. Suppongo che l\u2019unica conseguenza di tale nomina e della suddivisione del Governo in comitati sar\u00e0 una serie di incidenti di competenza che metteranno a dura prova la proverbiale pazienza dell\u2019onorevole De Gasperi. Sono del resto convinto che la difesa della Repubblica comporta la responsabilit\u00e0 collettiva del Governo e che n\u00e9 la posizione politica, n\u00e9 i poteri effettivi del Ministro dell\u2019interno risultano alterati dalle modificazioni introdotte nella struttura del Governo.<\/p><p>Pi\u00f9 caratteristico \u00e8 il caso del gruppo secessionista, del quale tutti ricordano le posizioni piuttosto orgogliose da esso prese quando si \u00e8 parlato di un rimpasto ministeriale o addirittura della creazione di un Governo rappresentativo di pi\u00f9 vasti settori dell\u2019Assemblea e del Paese.<\/p><p>Il Gruppo secessionista rivendic\u00f2 allora la direzione socialista del Governo, per quanto avesse gi\u00e0 fatto quanto stava in esso per rendere impossibile tale direzione socialista. Ripieg\u00f2 in seguito sulla direzione socialista del settore economico del Governo. Ora \u00e8 bens\u00ec vero che siede al banco dei Ministri l<em>\u2019optimus<\/em> Tremelloni, ma la sua modestia non s\u2019offuscher\u00e0 se dico che non \u00e8 di taglia e di peso per farci credere che la direzione della politica economica del Governo sia passata dalle mani dell\u2019onorevole Einaudi alle sue. La direzione della politica economica del Governo resta nelle mani dell\u2019onorevole Einaudi, e come non c\u2019\u00e8 niente di mutato dal punto di vista della direzione politica, cos\u00ec non c\u2019\u00e8 niente di mutato nella direzione dello politica economica e sociale del Gabineltto De Gasperi. Siamo quindi di fronte alle classiche nozze coi fichi secchi, ci\u00f2 che non \u00e8 sorprendente per chi tenga conto che non era possibile modificare la fisionomia del Governo se non con la crisi generale della tregua, di cui aveva preso l\u2019iniziativa il mio caro amico Facchinetti \u2013 che mi spiace vedere come un ostaggio in questo Ministero, che non \u00e8 di tregua, ma resta di lotta contro la classe lavoratrice. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori<\/em> e <em>commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Del resto, in rapporto ai secessionisti del Partito socialista, debbo dire e riconoscere che c\u2019\u00e8 una logica in quanto \u00e8 successo. Il fatto \u00e8 che noi, Partito socialista italiano, solo Partito socialista del nostro Paese (<em>interruzione del deputato Colosso<\/em>), siamo qui al nostro posto, fedeli alla linea politica che \u00e8 stata sempre quella del socialismo del nostro Paese. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALOSSO. Da Mussolini in l\u00e0?! (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra \u2013 Scambio di apostrofi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. L\u2019onorevole Calosso guadagna quando non interviene in un dibattito in cui si discutono dei problemi seri. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dicevo che il fatto che noi siamo qui indissolubilmente legati alla classe operaia, alle sue fortune e alle sue sfortune, alle sue vittorie e ai suoi insuccessi, e il fatto che l\u2019onorevole Saragat ed alcuni dei suoi amici siano sui banchi del Governo nelle condizioni che ho descritte, chiarisce, agli occhi dei socialisti, dei lavoratori e dell\u2019opinione pubblica in generale, il senso della scissione dello scorso gennaio. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Fu detto allora, con molta leggerezza, che c\u2019era un caso personale di Saragat contro di me, o mio contro Saragat, e ci\u00f2 esent\u00f2 il nostro giornalismo provinciale dalla ricerca dei motivi della rottura politica, che doveva condurre i secessionisti l\u00e0 dove oggi sono, in condizioni tali che quanto fino a ieri era confuso, oggi \u00e8 assolutamente cristallino.<\/p><p>E so bene che non soltanto sui banchi vicino ai nostri, ma nelle sezioni, ci sono socialisti che non volevano e non vogliono quanto \u00e8 successo. I fatti si sono incaricati di dimostrare loro con quanta superficialit\u00e0 avevano considerato la scissione del gennaio scorso. E se ci sono voluti undici mesi perch\u00e9 ci\u00f2 che era implicito nella secessione di gennaio si concretasse nell\u2019attuale pastetta ministeriale, ci\u00f2 si deve al fatto che Saragat aveva con la classe operaia legami che non \u00e8 riuscito a spezzare in alcune ore, alcuni giorni, alcune settimane come si attendeva da lui. Oggi il divorzio \u00e8 consacrato nella maniera la pi\u00f9 evidente e la pi\u00f9 definitiva. (<em>Approvazioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per\u00f2, onorevole De Gasperi, quando vi sento dire che avete in tal modo legato alle vostre fortune ministeriali il socialismo democratico, ho il diritto di dire che il sostantivo e l\u2019aggettivo sono male impiegati. Il socialismo democratico per natura, cammina coi piedi della classe operaia, della quale \u00e8 la espressione politica.<\/p><p>Ora, onorevole De Gasperi, voi potete contare i voti che i secessionisti vi portano nell\u2019Assemblea, ma vi prego di contare anche i voti che l\u2019altro giorno essi hanno raccolto alla Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni, la Saint-Denis del proletariato italiano; il due per cento al sedicente socialismo che fa causa comune con voi, gli altri voti al socialismo che rimane fedele alla sua origine e alla sua funzione. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, che cosa sarebbe stato necessario perch\u00e9 avessimo potuto considerare spostato a sinistra nei fatti e non soltanto nelle intenzioni di Pacciardi, l\u2019asse del Governo? Sarebbe stato necessario che, attraverso un processo di autocritica, la Democrazia cristiana, i suoi uomini di Governo, il suo capo, onorevole De Gasperi, avessero sottoposto a profonda revisione i princip\u00ee ai quali si ispirarono allorch\u00e9 promossero la crisi del maggio scorso, escludendo volutamente dal Governo i rappresentanti di nove milioni di elettrici e di elettori repubblicani.<\/p><p>Sul carattere della crisi dello scorso maggio io stesso, onorevoli colleghi, ho qui parlato diverse volte. Ma su di essa abbiamo adesso un documento ufficiale, pubblicato dal nostro collega onorevole Sereni, in un libro appena uscito e nel quale l\u2019ex ministro del terzo Gabinetto De Gasperi riproduce le parole con le quali il Presidente del Consiglio giustific\u00f2 davanti ai ministri la crisi che stava per aprire e che invano noi deprecammo.<\/p><p>Ecco ci\u00f2 che riferisce l\u2019onorevole Sereni confermando quanto fu gi\u00e0 detto in questa Aula dagli onorevoli Morandi e Cacciatore. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nella seduta del Consiglio dei Ministri del 30 aprile il Presidente del Consiglio espresse il suo pensiero in termini che l\u2019onorevole Sereni cos\u00ec riassume (e mi corregga l\u2019onorevole De Gasperi se le parole che gli sono attribuite non fossero esatte): \u00abIl Partito della democrazia cristiana, il Partito socialista e il Partito comunista certo sono forti, riscuotono la fiducia di milioni e milioni di elettori: ma non sono questi elettori che decidono od orientano la campagna della stampa indipendente, che presenta in forma scandalistica, o comunque ostile, ogni sforzo che il Governo fa per superare le difficolt\u00e0 del momento. Non sono i nostri milioni di elettori che possono fornire allo Stato i miliardi e la potenza economica necessari a dominare la situazione. Oltre i nostri partiti vi \u00e8 in Italia un quarto partito, che pu\u00f2 non avere molti elettori, ma che \u00e8 capace di paralizzare e di rendere vano ogni nostro sforzo, organizzando il sabotaggio dei prestiti e la fuga dei capitali o le campagne scandalistiche. L\u2019esperienza mi ha convinto che non si governa oggi l\u2019Italia senza trarre nella nuova formazione di Governo, in una forma o nell\u2019altra, i rappresentanti di questo quarto partito, cio\u00e8 di coloro che dispongono dei denari e delle forze economiche\u00bb. Ecco dunque spiegato perch\u00e9 nella crisi di maggio i partiti della classe operaia furono posti fuori dal Governo repubblicano per fare posto al partito del capitale. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Trovatosi nella necessit\u00e0 di lottare contro coloro che organizzavano le evasioni dei capitali o che sabotavano i prestiti, o che disorganizzavano la produzione, il capo di un Governo democratico e repubblicano risolveva il problema mettendo il potere a disposizione del quarto partito, del partito del capitale.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Sarebbe Einaudi questo!<\/p><p>NENNI. Non m\u2019interessa il caso personale dell\u2019onorevole Einaudi, che io definii gi\u00e0 una volta la borghesia fatta persona. Constato soltanto che il Presidente del Consiglio conferma l\u2019esattezza delle parole, che gli sono state attribuite dall\u2019ex Ministro Sereni. In queste parole \u00e8 la spiegazione della crisi ministeriale del maggio scorso, e della crisi del paese da allora ad oggi. N\u00e9 quelle dell\u2019onorevole De Gasperi furono delle vane parole, giacch\u00e9 ad esse seguirono fatti che io riassumo in tre ordini di avvenimenti. Nel campo economico, il nuovo indirizzo del Governo ha avuto come conseguenza l\u2019irrigidimento della Confindustria e della Confida in tutti i conflitti del lavoro; ha provocato la ripresa offensiva di interessi capitalistici responsabili del fascismo pi\u00f9 dei giovani ammaliati dalla dottrina normalista, pi\u00f9 degli stessi ministri in camicia nera che sedettero su questi banchi e che, malgrado le loro apparenze di dittatori, erano delle marionette manovrate dalla plutocrazia. Il nuovo indirizzo del governo in materia economica si \u00e8 tradotto nella lunga serie di agitazioni, delle quali gli onorevoli colleghi del centro fanno il processo senza risalire all\u2019origine e cio\u00e8 all\u2019offensiva del capitale. (<em>Interruzione del deputato Pallastrelli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nell\u2019ambito della politica interna il nuovo indirizzo del Governo si \u00e8 tradotto nei rapporti che si vanno stabilendo in ognuna delle nostre citt\u00e0 e dei nostri villaggi, fra i rappresentanti dello stato repubblicano e le masse popolari. Il brigadiere dei carabinieri del pi\u00f9 oscuro dei villaggi, ha della politica una intuizione tutta sua particolare, che si modella su ci\u00f2 che avvenne ai vertici. Da questo brigadiere sono ormai considerati dei sovversivi, e in una certa misura dei fuori legge, coloro che hanno lottato per venti anni contro il fascismo; i partigiani che hanno conquistato dignit\u00e0 di nazione libera al Paese; gli uomini che si sono battuti per la Repubblica e che hanno vinto il 2 giugno. Alla stessa stregua ai suoi occhi l\u2019agrario fascista di ieri o il manganellatore fascista, sono ridiventati degli uomini d\u2019ordine, egli vede in loro i vostri grandi elettori, onorevole De Gasperi.<\/p><p>Ecco la conseguenza del nuovo corso della politica interna. Ecco l\u2019abisso che si va scavando nel Paese. Il primo ha fatto in modo che l\u2019apparato dello Stato consideri nemici della Repubblica noi, che siamo stati fra i fondatori dello Stato repubblicano non soltanto perch\u00e9 abbiamo per esso votato il 2 giugno del 1946, ma perch\u00e9 ad esso abbiamo consacrato la lotta di tutta la nostra vita. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzione del deputato Pallastrelli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Pallastrelli, non c\u2019\u00e8 nessuno su questi banchi il quale si sia dimenticato che ci sono dei democristiani che hanno dato un notevole contributo alla liberazione del Paese. Temo che se essi rimarranno fedeli agli ideali della lotta comune (<em>Interruzioni<\/em>) non passer\u00e0 molto tempo prima che siano a loro volta considerati dei sovversivi.<\/p><p>La terza conseguenza dell\u2019intervento diretto del quarto partito come partito dirigente del Governo si rivela nel carattere unilaterale della politica estera del governo, unilateralit\u00e0 corretta soltanto superficialmente dalle dichiarazioni che fa ogni tanto il nostro Ministro degli esteri ed accentuata, in modo a volte violento, dall\u2019atteggiamento della stampa che pi\u00f9 direttamente si richiama al Governo.<\/p><p>Signori del Governo, in queste ultime settimane abbiamo potuto leggere sui giornali tutta una serie di dichiarazioni che provenivano da personalit\u00e0 pi\u00f9 o meno responsabili della politica americana e alle quali non \u00e8 stata data mai nessuna risposta. Trascuriamo, se volete, alcune di queste dichiarazioni, quelle che si riferiscono alle condizioni dell\u2019ordine pubblico e che hanno come base le esagerazioni polemiche degli stessi nostri giornali. Un Governo che si rispettasse avrebbe il dovere di rispondere che se in Italia ci sono degli scioperi, ce ne sono anche in America; che se da noi qualche sciopero d\u00e0 luogo a manifestazioni rumorose, ci\u00f2 avviene anche oltre Atlantico, come ne fa fede l\u2019abbondante documentazione fotografica delle condizioni in cui si sono svolti nel passato e si svolgono gli scioperi in America. Il Paese ha il dovere di dire, per la voce del suo Governo, che le incidenze clamorose della nostra politica interna riguardano noi e nessuno all\u2019infuori di noi; non pongono nessun problema di tutela; postulano soltanto l\u2019esigenza, di carattere puramente interno, di trovare un termine di equilibrio, che spero si trover\u00e0, e si trover\u00e0 tanto pi\u00f9 facilmente quanto meno si tenter\u00e0 dall\u2019esterno di imporci una tutela che respingiamo come offensiva. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Senonch\u00e9, signori, non abbiamo avuto soltanto le dichiarazioni dei portavoce pi\u00f9 o meno autorizzati della politica americana; non abbiamo avuto soltanto le dichiarazioni del signor Lowett, il quale doveva essere prontamente rassicurato circa le condizioni dell\u2019ordine pubblico in Italia, ma ci sono state le dichiarazioni del Presidente Truman, che io leggo nel loro testo, perch\u00e9 l\u2019Assemblea ne apprezzi l\u2019importanza e, secondo il mio giudizio, anche la gravit\u00e0. Il Presidente Truman nel momento in cui le truppe americane lasciavano il nostro territorio ha fatto la dichiarazione seguente:<\/p><p>\u00abSe, in seguito allo svolgersi degli eventi dovesse risultare evidente che la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza dell\u2019Italia, su cui \u00e8 basato il trattato di pace, sono minacciate direttamente o indirettamente, gli Stati Uniti, come firmatari del trattato di pace e come membri delle Nazioni Unite sarebbero costretti a prendere in esame le misure pi\u00f9 atte per il mantenimento della pace e della sicurezza\u00bb. (<em>Rumori al centro e alla destra \u2013 Interruzione del deputato Capua \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La dichiarazione ha provocato commenti di cui io sento ancora il bruciare della vergogna. Da Coriolano in poi la nostra storia \u00e8 ricca di passaggi al nemico e di forme multiple di mortificazione del sentimento nazionale.<\/p><p>L\u2019occasione mi sembrava eccellente per rivendicare in quest\u2019occasione la nostra volont\u00e0 di essere lasciati giudici del momento in cui la nostra sicurezza, la nostra indipendenza e la nostra libert\u00e0 possono essere considerate in pericolo.<\/p><p>Ma due dei commenti che sono stati fatti alla dichiarazione Truman si distaccano dall\u2019ordinario, uno per il giornale che l\u2019ha ospitata, l\u2019altro per la personalit\u00e0 dalla quale proviene. Il giornale \u00e8 l\u2019organo del Presidente del Consiglio, <em>Il Popolo<\/em>, ed esso ha creduto di poter spiegare la dichiarazione del Presidente Truman con gli obblighi contemplati dalla carta dell\u2019O.N.U. Ritengo che tale interpretazione sia del tutto sbagliata giacch\u00e9 se ognuna delle Potenze dell\u2019O.N.U., individualmente, potesse assumere la tutela di questo o di quel Paese, arriveremmo allora ad una situazione assolutamente caotica. D\u2019altra parte, l\u2019organo ufficiale o ufficioso del Presidente del Consiglio riconosce che la dichiarazione americana non pu\u00f2 essere messa in rapporto con le clausole del Trattato di pace. E ci\u00f2 \u00e8 vero giacch\u00e9 non vi \u00e8 una sola parola nel trattato di pace che autorizzi oggi il Presidente Truman, domani il Ministro degli esteri dell\u2019unione sovietica o di qualsiasi altro Paese a intromettersi in modo diretto o indiretto nella vita interna del nostro Paese, come se si trattasse di una colonia. Abbiamo, \u00e8 vero, perso la guerra, non siamo pertanto scesi cos\u00ec in basso che si possa decidere all\u2019infuori di noi se siamo o no minacciati nella nostra indipendenza. Trovo poi enorme che il Governo non abbia cercato di chiarire se la dichiarazione andava considerata in rapporto ad una eventuale aggressione all\u2019Italia dall\u2019esterno o in rapporto allo svolgimento della nostra politica interna.<\/p><p>Nel primo caso risulterebbe evidentemente quanto noi socialisti avessimo ragione di sforzarci di far accettare il concetto di una neutralit\u00e0 politica della nazione, ufficialmente proclamata e internazionalmente riconosciuta, col che le garanzie internazionali perderebbero ogni carattere di umiliazione.<\/p><p>L\u2019altro commento al quale mi riferivo \u00e8 del Ministro degli esteri ed \u00e8 contenuto in un articolo pubblicato sulla <em>Voce Repubblicana<\/em>, dove si afferma che \u00abil Presidente Truman ha perfettamente contenuto il suo interessamento nei limiti e nelle forme permesse dal Trattato di Pace e dall\u2019O.N.U.\u00bb. Io non mi fermo sul contrasto fra la tesi del <em>Popolo <\/em>e quella del Ministro degli Esteri, tanto pi\u00f9 che la prima non \u00e8 sicuro se impegni il Presidente del Consiglio. Dico, per\u00f2, che non condivido la tesi del conte Sforza e che nel Trattato che abbiamo dovuto ratificare non c\u2019\u00e8 una sola parola che autorizzi nessuna nazione a farsi garante della nostra indipendenza e della nostra integrit\u00e0 nazionale. Dico che mentre si tenta di fare del Mediterraneo non so quale frontiera della civilt\u00e0 occidentale e cristiana, noi che fra l\u2019altro siamo stati disarmati, dobbiamo proclamare la nostra volont\u00e0 di restare fuori di tutti i conflitti e di tutte le protezioni n\u00e9 sollecitate, n\u00e9 accettate. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, c\u2019\u00e8 ancora un aspetto della unilateralit\u00e0 della nostra politica estera che io voglio sottolineare, alludo alle relazioni economiche con l\u2019Oriente. In questi giorni, per iniziativa del Ministro britannico Cripps, impegnato in una durissima lotta per sottrarre il suo paese a tutele straniere, sono stati conclusi a Londra dei negoziati di cui non occorre sottolineare qui l\u2019importanza. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> A seguito di questo accordo l\u2019Unione sovietica coprir\u00e0 quest\u2019anno l\u2019intero fabbisogno della Gran Bretagna in avena, orzo e granturco per un totale di mezzo milione (<em>Interruzioni al centro<\/em>) di tonnellate. Nella situazione attuale dell\u2019Europa (<em>Interruzioni a destra<\/em>), dopo l\u2019esito infelice della Conferenza di Parigi, l\u2019accordo intervenuto fra la Gran Bretagna e l\u2019Unione sovietica rappresenta agli occhi nostri un primo sostanziale contributo alla soluzione pacifica dei problemi europei.<\/p><p>ALDISIO. Speriamo che non faccia la fine di quello che \u00e8 stato promesso alla Francia!<\/p><p>NENNI. Noi non abbiamo il diritto in questa Assemblea di discutere la politica francese.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Di Truman s\u00ec, per\u00f2!<\/p><p>NENNI. Se ho citato il trattato commerciale della Gran Bretagna e dell\u2019Unione sovietica \u00e8 per trarne una conseguenza di interesse nazionale, per dire cio\u00e8 che il realismo britannico dovrebbe essere imitato all\u2019infuori dei pregiudizi religiosi, ideologici e psicologici, che avvelenano l\u2019atmosfera europea e mondiale. Quel che ha fatto la Gran Bretagna noi lo dovremmo poter fare, lo avremmo forse potuto fare quest\u2019anno, lo potremo certamente fare l\u2019anno prossimo in condizioni migliori, perch\u00e9 l\u2019anno prossimo \u00e8 probabile che l\u2019Unione Sovietica rimane in condizioni di far fronte a gran parte, se non all\u2019intero fabbisogno di cereali del nostro Paese. (<em>Commenti al centro \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Auguriamocelo.<\/p><p>NENNI. Onorevole interruttore, se ho ben capito, lei non lo vuole.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> No, ne vorremmo un campione.<\/p><p>NENNI. Il trattato commerciale concluso fra la Gran Bretagna e l\u2019Unione sovietica \u00e8 basato sullo scambio di merci contro macchine. Noi attualmente seguiamo o la politica degli aiuti o quella dei prestiti. Domandate all\u2019onorevole Einaudi se \u00e8 possibile continuare in questa politica e se la sola salvezza del nostro Paese non sia di aprire al nostro Paese mercati di scambio fra grano, carbone e materie prime e i prodotti forniti dalle nostre officine. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A questa condizione soltanto, l\u2019Italia potr\u00e0 rinascere a vita autonoma, mentre finch\u00e9 dura l\u2019attuale situazione ci indebitiamo e ci asserviamo. Nessun paese al mondo aprendo crediti e dando aiuti per i nostri begli occhi.<\/p><p>Onorevoli colleghi, queste sono nell\u2019ordine sociale, interno e internazionale le conseguenze dell\u2019avvento del quarto partito al potere. Quando potrete dire che la situazione creata nel maggio \u00e8 stata rovesciata, che il quarto partito \u00e8 stato escluso dal Governo, che esistono le condizioni del ritorno al governo dei partiti della classe operaia, allora noi riconosceremo che la situazione \u00e8 mutata. O cambiano i rapporti di classe \u2013 e cambieremo anche quelli politici \u2013 o essi rimangono inalterati, e niente allora sar\u00e0 cambiato.<\/p><p>Voglio aggiungere, signori, che se per caso in questo settore della Camera aveste trovato qualcuno disposto ad andare a sedere al banco del Governo nelle condizioni in cui ci sono andati i ministri secessionisti e di ministri repubblicani (<em>Interruzioni \u2013 Rumori<\/em>) la situazione sarebbe fors\u2019anche pi\u00f9 grave giacch\u00e9 allora un dissidio di natura violenta e tragica si sarebbe aperto in seno alla classe operaia. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Allora avreste ottenuto lo scopo di indebolire il bastione classico della resistenza contro qualsiasi forma di oppressione e di sfruttamento che \u00e8 rappresentato dalla classe lavoratrice.<\/p><p>La maggioranza parlamentare comprenderebbe 70 voti di pi\u00f9, il dissidio permarrebbe nel Paese in forme aggravate giacch\u00e9 \u2013 e sar\u00e0 l\u2019argomento su cui mi intratterr\u00f2 tra qualche istante \u2013 di tutte le politiche che potevate o potete fare, la peggiore, signori, \u00e8 quella di tentare di isolare la classe operaia spingendola cos\u00ec ad uscire dal terreno della legalit\u00e0 sul quale finora si \u00e8 fermamente tenuta. (<em>Applausi alla estrema sinistra \u2013 Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi. Io vorrei a questo punto richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sulla gravit\u00e0 della situazione. Noi siamo usciti dalla guerra, dalla lotta contro il fascismo e dalla lotta per la liberazione in circostanze che, sotto molti aspetti, ricordano quella che si cre\u00f2 in Germania nel 1919.<\/p><p>Il pi\u00f9 grande dei teorici del socialismo riformista di allora, Carlo Kautsky, esaminando la situazione della Germania, constatava che lo Stato non era pi\u00f9 la monarchia militare ma la repubblica democratica e che i socialisti non avevano le forze per governare da soli la repubblica democratica e non avevano neppure interesse ad essere costantemente alla opposizione. Il regime politico corrispondente a queste circostanze, era secondo Kautsky il governo di coalizione, in attesa che le elezioni convocate in regime di assoluta libert\u00e0, determinassero quale dei partiti repubblicani avrebbe avuto una maggioranza adeguata e sufficiente per dirigere le sorti del Paese.<\/p><p>Una situazione analoga si \u00e8 presentata da noi prima e dopo il 2 giugno e noi l\u2019abbiamo risolta pressapoco nello stesso modo: l\u2019abbiamo risolta con una tregua dei partiti che avevano fra di loro un certo comune patrimonio di lotta contro il fascismo, contro il nazismo e per la repubblica.<\/p><p>Kautsky ebbe il torto di non tener conto, nella sua analisi, del fenomeno fondamentale delle moderne societ\u00e0, rappresentato da frequenti rotture di equilibrio. Noi abbiamo tenuto presente codesta eventualit\u00e0.<\/p><p>Dateci atto, signori, che da questi banchi e nel Paese abbiamo cercato di ritardare la rottura dell\u2019equilibrio che si \u00e8 stabilito il 2 giugno, nella convinzione che ritardando la rottura forse la si poteva per un certo tempo evitare.<\/p><p>Dateci atto che anche in queste ultime settimane, quando l\u2019onorevole Facchinetti ha preso l\u2019iniziativa di un Governo di tregua abbiamo, in tutta la misura del possibile, facilitato il suo tentativo, dicendo che in un governo di tregua potevamo entrare o non entrare \u2013 a seconda delle condizioni in cui si sarebbe creato e si sarebbe presentato \u2013 ma ne avremmo in ogni caso riconosciuto l\u2019autorit\u00e0, e l\u2019avremmo secondato nel tentativo di portare il Paese alle elezioni, in un mutato clima. Ma il punto fondamentale per noi \u00e8 l\u2019esclusione dal governo del quarto partito, del partito del capitale, la cui dominazione non possiamo accettare, senza venir meno al nostro dovere verso la democrazia e verso la classe lavoratrice. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La verit\u00e0 signori, \u00e8 che la responsabilit\u00e0 dell\u2019attuale situazione del Paese, ricade sull\u2019onorevole De Gasperi personalmente e sul suo partito; la verit\u00e0 \u00e8 che la crisi di maggio si \u00e8 fatta sotto il ricatto del partito del capitale e non gi\u00e0 perch\u00e9 i cronisti dell\u2019<em>Avanti<\/em> o dell\u2019<em>Unit\u00e0 <\/em>mancavano di rispetto all\u2019onorevole Gonella o all\u2019onorevole Cappa, come del resto altri giornali della coalizione governativa mancavano di rispetto all\u2019onorevole Togliatti o a me, senza che noi sentissimo il bisogno di lamentarcene in Consiglio dei Ministri.<\/p><p>Il tentativo di minimizzare la crisi di maggio e di presentarla sotto falsa luce non torna a onore del Presidente del Consiglio; abbia egli la lealt\u00e0 di assumere le sue responsabilit\u00e0 come noi assumiamo le nostre. Noi lo abbiamo avvertito a tempo che gli atti di un Governo dal quale fosse stata estromessa la maggioranza repubblicana del 2 giugno e cio\u00e8 nove milioni di elettori e di elettrici, sarebbero apparsi inficiati di ogni carattere di legittimit\u00e0 e di imparzialit\u00e0. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Proteste a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nelle ultime settimane, si \u00e8 riproposto per la milionesima volta un tema sul quale credevamo di aver dato tutte le spiegazioni necessarie. Anche questa mattina, sotto la firma del direttore de <em>La Stampa<\/em>, io leggevo che se al Governo non ci sono i rappresentanti del nostro partito, ci\u00f2 si deve alla mia cocciutaggine, alla mia pervicacia.<\/p><p>Onorevoli colleghi, \u00e8 un modo assai curioso di interpretare la vita di un grande partito quello di supporlo vittima della cocciutaggine o dell\u2019errore di uno dei suoi dirigenti.<\/p><p>In realt\u00e0 non si tratta di cocciutaggine, ma della coscienza comune a tutti i socialisti che se noi ci prestassimo al tentativo di isolare il partito comunista, tradiremmo ad un tempo il paese, la repubblica, e la classe operaia. (<em>Interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dal 1892 al 1900 le vecchie classi dirigenti misero fuori legge il partito socialista che rappresentava allora da solo l\u2019avanguardia del proletariato. Quale ne fu il risultato? Il partito socialista era in quei tempi soltanto una piccola setta. Eppure il tentativo di metterlo fuori legge cost\u00f2 all\u2019Italia otto anni di crisi, di violenze e di contro violenze, dai moti del 1894 in Sicilia a quelli del 1898 a Milano, allo sciopero generale del 1904. E si trattava di un piccolo partito, si trattava di un\u2019organizzazione nascente ma gi\u00e0 circondata di un immenso prestigio. Era quella l\u2019epoca in cui, in Italia e fuori, si tentava di mettere fuori legge la minoranza anarchica del movimento della classe operaia, prossima a spegnersi perch\u00e9 non pi\u00f9 adeguata alle esigenze della vita moderna, ma spinta dalla violenza a reazioni quale quella culminante nel regicidio di Monza.<\/p><p>E che volete, che potete fare nei confronti del partito comunista che si \u00e8 conquistata una posizione formidabile nella classe operaia? Il Partito comunista come quello socialista \u00e8 un prodotto della storia del nostro Paese; niente \u00e8 pi\u00f9 assurdo, che considerarlo estraneo alla Nazione alla quale \u00e8 connaturato e della quale \u00e8 una delle espressioni. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Credono il Capo del Governo e il suo Ministro di polizia (<em>Rumori<\/em>) di avere i mezzi per sopprimere con la violenza questo partito?<\/p><p>Onorevoli colleghi, non c\u2019\u00e8 riuscito Mussolini, non c\u2019\u00e8 riuscito Hitler, non ci riuscir\u00e0 l\u2019onorevole Scelba. Di fronte a un fatto di natura politica e sociale valgono misure politiche e sociali, non provvedimenti di carattere poliziesco.<\/p><p>Noi socialisti crediamo di rendere al Paese, ed anche a voi onorevoli colleghi della Democrazia cristiana, un grande servigio rifiutando di prestarci al tentativo di isolare la frazione comunista della classe operaia. Noi concorriamo cos\u00ec a mantenere la classe lavoratrice sul piano della legalit\u00e0, sottraendola alla tentazione del ricorso alla violenza. (<em>Rumori e interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, uno dei motivi della mia sorpresa negli ultimi anni \u00e8 la cecit\u00e0 della borghesia nella valutazione dei problemi posti dall\u2019avanzare della classe operaia come nuova classe dirigente. Questa sorpresa io l\u2019ho condivisa con alcuni degli uomini che oggi sono al Governo ed ai quali rimprovero di non aver capito che staccandosi dal fronte democratico inasprivano la situazione ed esacerbavano il contrasto.<\/p><p>Non \u00e8 nelle mie abitudini fare il processo alle intenzioni; l\u2019onorevole Pacciardi crede di essersi sacrificato alla difesa della libert\u00e0, ma si sbaglia.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> \u00c8 un dovere nostro, ci ringrazierete. (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Il solo modo di difendere le istituzioni repubblicane, se mai esse fossero minacciate e non lo sono&#8230; (<em>Interruzioni del deputato Mazza e del deputato Benedettini<\/em>)<em>. <\/em>Mi perdoni, onorevole Benedettini se non riesco a considerarla un pericolo pubblico.<\/p><p>Dicevo che il solo modo di difendere le istituzioni repubblicane \u00e8 di rifare la unit\u00e0 dei dodici milioni di elettori repubblicani del <em>referendum<\/em> del 2 giugno.<\/p><p>Signori del Governo e voi Ministri secessionisti o repubblicani ricordatevi che di questi 12 milioni, nove sono rappresentati da noi dell\u2019estrema sinistra; nove milioni di repubblicani che voi avete escluso dal Governo e che la vostra politica tende a separare dallo Stato repubblicano. Non ci riuscirete perch\u00e9 c\u2019\u00e8 gi\u00e0 divorzio fra la fisionomia politica di questa Assemblea, che sta per sciogliersi, e la vita del Paese.<\/p><p>Questa mattina colleghi secessionisti e repubblicani eravate obbligati, salvo lodevoli eccezioni, dalla logica della situazione infernale in cui vi siete posti, a votare per il Ministro di polizia nel caso dello scioglimento del Consiglio comunale di Pescara, ma i repubblicani e i secessionisti abruzzesi erano in piazza a protestare contro il sopruso del Governo e prendevano appuntamento di qui a 45 giorni per dare sul piano elettorale alla Democrazia cristiana la risposta che merita, riportando al Comune gli uomini che ne sono stati allontanati con un atto di faziosit\u00e0. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole De Gasperi, del vostro breve discorso, io raccolgo il solo elemento positivo che in esso ho trovato: l\u2019appuntamento che lei ci ha dato per il 18 aprile. Accettiamo questo appuntamento e faremo tutto quello che dipende da noi perch\u00e9 in occasione delle elezioni i dodici milioni di repubblicani del 2 giugno si riuniscono contro di voi e contro la vostra politica faziosa. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BENEDETTINI. \u00c8 gli altri dodici milioni, onorevole Nenni? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Valiani. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VALIANI. Onorevoli colleghi, all\u2019inizio dei lavori dell\u2019Assemblea Costituente noi abbiamo avuto di fronte e abbiamo dovuto prendere posizione davanti ad un Governo tripartito, ed \u00e8 ancora un Governo tripartito, allo stesso modo diretto, ma diversamente composto che noi dobbiamo giudicare alla fine dei lavori dell\u2019Assemblea Costituente. Io sono stato fra i pochissimi deputati che abbiano preso in quel dibattito una posizione di critica rispetto al Governo tripartito uscito dalle elezioni del 2 giugno. Questo solo fatto mi obbliga a prendere la parola oggi, quando l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea \u00e8 gi\u00e0 stanca, per sottoporre a considerazioni analitiche il Governo tripartitico, di carattere evidentemente diverso, che si presenta questa volta davanti a noi. Naturalmente, ognuno giudica i cambiamenti avvenuti nella situazione politica italiana, dal luglio 1946 ad oggi, secondo la concezione che ha delle necessit\u00e0 della politica italiana, secondo il suo punto di vista ideale e pratico. Personalmente, io fui eletto, insieme a pochi colleghi, nella lista di un partito che non esiste pi\u00f9 come realt\u00e0 organizzativa, ma le cui posizioni ideali permangono, e che sono quelle di un rinnovamento sociale e strutturale che dovevasi effettuare e che devesi effettuare in Italia, in uno con la riforma moderna dello Stato che consiste nel rafforzamento dell\u2019esecutivo e nella creazione di una struttura autonomistica del popolo. Il nostro punto di vista non era popolare, non ebbe molti suffragi, e per questa ragione, e per altre ancora, io non posso pi\u00f9 parlarvi a nome del Partito d\u2019Azione. Rimango tuttavia profondamente convinto della validit\u00e0 dell\u2019esigenza di una profonda riforma sociale in Italia e, se volete, di una profonda riforma delle strutture della societ\u00e0 italiana industriale e agraria che sia fatta parallelamente, contemporaneamente alla riforma dello Stato, che non aspetti la conquista del potere contro lo Stato, il disfacimento di questo Stato ed il sorgere di un nuovo Stato.<\/p><p>Questo punto di vista non \u00e8 pi\u00f9 solo un punto di vista nostro, ma \u00e8 un punto di vista diffusosi fra gli stessi nostri nemici. Al di l\u00e0 della dittatura, al di l\u00e0 della tirannide, al di l\u00e0 della crudelt\u00e0 vi \u00e8 dappertutto, anche nei totalitarismi, anche nell\u2019ultima incarnazione del fascismo, l\u2019esigenza di una riforma sociale che si realizzi contemporaneamente alla riforma dello Stato. Perci\u00f2, \u00e8 da questo punto di vista della contemporanea ed indispensabile riforma della societ\u00e0 italiana e dello Stato italiano che immetta veramente il popolo nel controllo e nella direzione della societ\u00e0 economica italiana e che renda forte e stabile l\u2019esecutivo dello Stato, \u00e8 da questo punto di vista che io giudicher\u00f2 il passaggio da quel tripartito a questo nuovo tripartito che ci si presenta davanti.<\/p><p>La maggioranza dei militanti del Partito d\u2019azione si \u00e8 spostata a sinistra: partigiani ed antifascisti come erano, sono andati l\u00e0 dove \u00e8 la maggioranza dei partigiani e degli antifascisti conseguenti. Alcuni pochi, che sentivano maggiormente e con pi\u00f9 acutezza l\u2019urgenza di dare allo Stato la capacit\u00e0 di governare, si sono portati al centro dello schieramento politico italiano e se oggi si pu\u00f2 parlare di un qualche mutamento della natura del Governo e della sua politica, questo \u00e8 certamente avvenuto anche per opera di quei compagni.<\/p><p>Io sono rimasto isolato, semplicemente per aspettare, e probabilmente bisogner\u00e0 aspettare anni, che si ricongiungano le due esigenze, che io reputo fondamentali della vita italiana, dando luogo a quel rinnovamento sociale, e, se volete, a quella rivoluzione sociale che, insieme con la riforma dello Stato, valga a renderlo pi\u00f9 forte, pi\u00f9 stabile, e meglio articolato.<\/p><p>Ora, dunque, qual \u00e8 il cambiamento rispetto al giugno del 1946? Ci sono degli arretramenti, gravi arretramenti; si \u00e8 rafforzata la prevalenza della Democrazia cristiana in seno al Governo, e in particolare, malgrado le votazioni del Congresso di Napoli, la preminenza della destra della Democrazia cristiana sul Governo. Si \u00e8 rafforzato anche il peso di quello che l\u2019onorevole De Gasperi e l\u2019onorevole Nenni si sono abituati a chiamare il quarto partito della vita italiana, quel quarto partito del quale l\u2019onorevole Einaudi non \u00e8 certo un rappresentante, anzi ne \u00e8 in questo momento la bestia nera, ma che \u00e8 rappresento da altri uomini che hanno grande forza nel Governo. Questo \u00e8 indubbiamente un grave arretramento rispetto alle posizioni del luglio 1946: \u00e8 un passo indietro.<\/p><p>Ma si nota anche un progresso nell\u2019evoluzione politica prodottasi in quest\u2019anno e mezzo. Il progresso \u00e8 costituito, da un lato, dalla necessit\u00e0 in cui si \u00e8 trovata la sinistra di questa Assemblea, estromessa dal Governo, di rimettere in circolazione le idee e le aspirazioni sociali della Resistenza. La sinistra di quest\u2019Assemblea, estromessa da un Governo che rappresentava un compromesso paralizzante, ha dovuto riconoscere come non sia possibile rimandare alle calende greche le riforme di struttura e oggi le pone come rivendicazioni immediate, mentre finora le aveva sempre rimandate o a dopo le elezioni della Costituente o a dopo che si fosse formata nel Paese una maggioranza socialcomunista ed ancora pi\u00f9 in l\u00e0 via via seguitando.<\/p><p>Questo dato di fatto \u00e8 utile all\u2019affermazione vittoriosa del rinnovamento medesimo. D\u2019altra parte, un progresso si scorge indubbiamente \u2013 e credo che in buona fede non si possa non riconoscerlo \u2013 nella maggiore omogeneit\u00e0 del Governo rispetto a quel Governo che si era formato con l\u2019alleanza della Democrazia cristiana con l\u2019estrema sinistra, al termine della lotta di liberazione, e che costituiva un\u2019alleanza eterogenea. L\u2019alleanza della Democrazia cristiana col centro sinistra \u00e8 cosa molto pi\u00f9 omogenea e rende possibile un Governo che potrebbe \u00e8ssere \u2013 non dico che lo sia \u2013 pi\u00f9 efficiente nel tentativo di riorganizzare l\u2019amministrazione dello Stato e di risanare le pericolanti finanze dello Stato.<\/p><p>Certo, sarebbe stato preferibile che la sinistra di questa Assemblea avesse avuto la capacit\u00e0 di risolvere essa i problemi pi\u00f9 urgenti dello Stato. Io penso che la sinistra farebbe bene a fare un esame di coscienza al riguardo. Vi era la possibilit\u00e0 di portare il centro sinistra in questa direzione, anzich\u00e9 lasciarlo andare nella direzione dell\u2019onorevole De Gasperi. In ogni modo, cosa fatta, capo ha, il centro sinistra \u00e8 andato al Governo e la sua andata al Governo ha servito a chiarire la situazione italiana, perch\u00e9 permette alla sua posizione politica di fare le sue prove al banco del Governo.<\/p><p>Se io potessi dare un suggerimento all\u2019onorevole Pacciardi, all\u2019onorevole Saragat e allo stesso onorevole Einaudi, che \u00e8 forse pi\u00f9 vicino al centro sinistra che non a qualsiasi altra formazione di questa Assemblea, sarebbe il consiglio di puntare i piedi, di puntare fortemente i piedi in questi pochi mesi nei quali collaborano al Governo, di puntare i piedi rispetto al Presidente del Consiglio, il quale non \u00e8 ancora deciso a prendere i provvedimenti che la situazione esige, il quale ancora vede, mi pare, la situazione come una grandiosa operazione elettorale; e nessuno disconosce la grandissima abilit\u00e0 del Presidente del Consiglio nel compiere operazioni elettorali; egli ne comp\u00ec una grandiosa, quando a Capo del Governo nel 1946 seppe raccogliere dietro a s\u00e9 voti monarchici e voti repubblicani. Ma, con sole operazioni elettorali non si risolvono situazioni d\u2019emergenza, senza parlare delle riforme di struttura, che pure sono nel programma della Democrazia cristiana, e tanto pi\u00f9 nel programma dei partiti di centro sinistra. Anche per i semplici provvedimenti di amministrazione, di emergenza, per i quali, a stare alle dichiarazioni di ieri dell\u2019onorevole De Gasperi, questo Governo si \u00e8 costituito, voi avete bisogno di misure pi\u00f9 dure, pi\u00f9 complete, pi\u00f9 organiche di quanto non siano state finora prese. Per far prendere queste misure, dovete fortemente puntare i piedi nei confronti del Presidente del Consiglio e delle sue tergiversazioni.<\/p><p>Certo, noi non possiamo sapere come andr\u00e0 a finire l\u2019esperimento che iniziate. Pu\u00f2 darsi che esso coincida con una distensione della situazione internazionale; (ma, malgrado l\u2019ottimismo del Conte Sforza, non se ne vedono i segni). In questo caso, il successo potrebbe sorridervi. Pu\u00f2 darsi invece che la situazione internazionale, per i suoi riflessi, acuir\u00e0 la lotta di classe in Italia e in altri Paesi europei. In questo caso, la soluzione evidentemente pu\u00f2 venire soltanto dalla sinistra e verr\u00e0 dalla sinistra nella misura in cui essa riacquister\u00e0, insieme alle esigenze di rinnovamento sociale, il senso di quel che si chiama governare, senso che sembrava avesse acquistato quando si present\u00f2 in Italia, per la lotta di liberazione, nel 1943-45, e di cui purtroppo non diede altrettanta efficace prova quando fu al Governo. Se ne avesse dato la prova, la sua estromissione dal Governo sarebbe stata pi\u00f9 difficile. Comunque, il passato non \u00e8 mai un metro per giudicare l\u2019avvenire. La sinistra, che si trova oggi fuori del Governo, in condizioni d\u2019inferiorit\u00e0, si trova in istato di inferiorit\u00e0 per colpa propria, perch\u00e9 non ha saputo o imporre la sua volont\u00e0 finch\u00e9 era al Governo, oppure prendere essa l\u2019iniziativa di passare all\u2019opposizione e lasciare la responsabilit\u00e0 del Governo alla Democrazia cristiana.<\/p><p>La sinistra potr\u00e0, nella situazione in cui si trova, e potr\u00e0 proprio con l\u2019esperimento che oggi si inizia, ritrovare un programma che il Paese possa giudicare come suscettibile di immediata applicazione. Si tratta soltanto di questo: il tripartito aveva un programma, ma non era un programma di immediata attuazione.<\/p><p>Questo Governo ha un programma molto pi\u00f9 limitato: andare avanti nell\u2019ordine fino alle elezioni, come pure risolvere \u2013 prima ancora delle elezioni \u2013 alcuni problemi urgentissimi.<\/p><p>Questo \u00e8 difficile, ma \u00e8 possibile. Io credo che non dovrebbe essere nell\u2019interesse della sinistra di impedire che queste poche misure si realizzino, perch\u00e9 su questa base pu\u00f2 la sinistra \u2013 presentando un programma che vada al di l\u00e0 di esse, il programma della riforma strutturale della societ\u00e0 e dello Stato italiano \u2013 veramente vincere le elezioni.<\/p><p>Potr\u00e0 maturare una situazione rivoluzionaria, ma finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una situazione rivoluzionaria, fino a quando la situazione deve essere risolta dalle elezioni, non \u00e8 dal fallimento del metodo riformista, ma dal successo del metodo riformista, che dipendono anche le possibilit\u00e0 di vittoria di coloro che vogliono la trasformazione socialista dell\u2019economia italiana e dello Stato italiano.<\/p><p>Io ho terminato il preambolo e \u2013 dopo un breve accenno, che mi permetterete di fare, anche se manca il conte Sforza, alla politica estera \u2013 passer\u00f2 ad alcune questioni della crisi economica che ci travaglia e per via delle quali ho preso principalmente la parola.<\/p><p>Mi dispiace che non ci sia il conte Sforza, ma questo non pu\u00f2 impedirmi di parlare della sua politica, che reputo sbagliata completamente.<\/p><p>Onorevoli colleghi, in proposito io aderisco alla maggior parte delle considerazioni svolte dall\u2019onorevole Nenni, anche se penso che egli abbia forse sopravalutate le recenti dichiarazioni di uomini di Stato americani: queste dichiarazioni sono naturalmente proprie della natura e dell\u2019indole dello Stato americano, che \u00e8 uno Stato di profonda democrazia elettorale, per cui nell\u2019anno delle elezioni presidenziali, che \u00e8 gi\u00e0 iniziato, si drammatizza tutto. Non occorre che noi drammatizziamo ancora; per\u00f2 rimane il fatto che, se anche le dichiarazioni di Truman sono state un po\u2019 troppo drammatizzate dall\u2019onorevole Nenni, e lo saranno anche dall\u2019onorevole Togliatti, rimane il fatto che il fondo delle osservazioni dell\u2019onorevole Nenni \u00e8 giusto. Cio\u00e8 egli ha ragione di protestare contro la mancanza di reazione del Governo italiano su questo punto.<\/p><p>L\u2019onorevole Sforza ha scritto ieri un articolo, che \u00e8 un\u2019apologia dell\u2019America. Ammettiamo che dica tutte cose giuste. Ma esso andava scritto in qualsiasi altro momento fuori che in questo, perch\u00e9 proprio oggi esso ha il solo significato di dare alle dichiarazioni del Presidente Truman esattamente il valore che bisogna che non abbiano. Perch\u00e9 noi possiamo esprimere la nostra gratitudine verso il popolo americano, in qualsiasi momento, e dobbiamo farlo, l\u2019abbiamo fatto e lo faremo; ma quando c\u2019\u00e8 una dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti sulla possibilit\u00e0 di un\u2019intromissione nella politica italiana internazionale ed interna, noi abbiamo il diritto \u2013 anche se nel nostro intimo pensiamo che Truman fosse in piena buona fede; ed io per esempio penso che egli abbia parlato solo per i suoi fini elettorali, che non riguardano le cose nostre \u2013 noi abbiamo il diritto e il dovere di ristabilire le distanze e affermare che Truman pu\u00f2 dire quello che vuole, ma la nostra posizione \u00e8 diversa dalla sua. Oppure, \u00e8 preferibile tacere.<\/p><p>La cosa pi\u00f9 pericolosa \u00e8 che la stampa americana, con un comunicato dell\u2019<em>Associateti Press \u2013 <\/em>che e la pi\u00f9 grande e la pi\u00f9 seria Agenzia americana, da non confondersi con la stampa gialla <em>\u2013 <\/em>possa fare alle dichiarazioni di Truman il seguente commento: queste dichiarazioni coincidono con informazioni delle quali, tuttavia, non si \u00e8 data ancora conferma ufficiale (invece, bisogna dare una smentita ufficiale, o ufficiosa), che il Governo degli Stati Uniti considera attivamente la fornitura di armi moderne alle forze militari che il Trattato di pace permette all\u2019Italia. Proprio in questo preciso momento mi pare sia stato assai male consigliato il conte Sforza, a dichiarare di considerare gli aiuti che ci vengono da parte degli Stati Uniti non come un prestito negoziato, ma come un generoso regalo.<\/p><p>Onorevole Sforza, si potrebbe gi\u00e0 discutere se le forniture alimentari del piano Marshall rappresentino un prestito negoziato o piuttosto un regalo. In materia \u00e8 bene rilevare che nella stessa relazione al Congresso degli Stati Uniti il piano Marshall non \u00e8 considerato come un piano che comporta dei regali. Vi si dice, nello stesso interesse delle esportazioni americane, che ogni paese deve preoccuparsi del proprio risanamento e, nell\u2019interesse di un ristabilimento delle varie correnti di traffico, si propone di consolidare una situazione economica mondiale nella quale gli Stati Uniti sono coinvolti.<\/p><p>Ma se poi, invece, tra le forniture ci fossero anche le forniture di armi, bisognerebbe che proprio queste forniture fossero pagate in contanti. Anche se abbiamo pochissimi dollari, avendo bisogno di armi dobbiamo pagarle in contanti. Evidentemente ogni esercito ed ogni polizia ha bisogno di comperare armi; ogni Governo, di qualsiasi colore, pu\u00f2 sentire questo bisogno, sia esso di estrema sinistra o di estrema destra. Ma le armi che si comperano all\u2019estero, bisogna pagarle in contanti. Diversamente, sulla scia delle forniture di armi, penetra in un paese l\u2019imperativo della subordinazione alla politica estera di un altro paese.<\/p><p>Di questo abbiamo molteplici esempi nell\u2019anteguerra e recentemente.<\/p><p>Noi vogliamo fare una politica di amicizia con gli Stati Uniti, politica che \u2013 siamo d\u2019accordo \u2013 non deve escludere gli accordi di amicizia con l\u2019Europa orientale. Per\u00f2, al riguardo, ci sono due correnti nel seno degli Stati Uniti medesimi. Una corrente che ammette e considera ovvio che il commercio dell\u2019Europa occidentale con gli Stati Uniti si debba integrare con la collaborazione con l\u2019Europa orientale e un\u2019altra corrente che ritiene fatale la formazione di un blocco antisovietico.<\/p><p>Voi avrete notato sui giornali americani le polemiche sollevate da Lippmann e da altri pochi grandi giornalisti, che sostengono appunto questa necessit\u00e0 di integrare il piano Marshall, nel senso di rafforzare o di creare rapporti commerciali con l\u2019Europa orientale. Orbene noi non dobbiamo mai dare l\u2019impressione che, invece di puntare sulla corrente americana pi\u00f9 liberale, pi\u00f9 comprensiva, pi\u00f9 larga, puntiamo sull\u2019altra, che \u00e8 reazionaria e pericolosa. Quando vengono perci\u00f2 delle dichiarazioni, che ripetono quelle che lo stesso Truman ha fatto a suo tempo nei riguardi della Grecia, non dobbiamo dare l\u2019impressione che fra questa politica interventista e la nostra politica estera ci sia alcunch\u00e9 di comune.<\/p><p>Possiamo ricevere regali, ma solo per certi generi e per determinati fini umanitari: nessun regalo, nessun aiuto deve, io credo, farci trascinare in un\u2019alleanza politica che si trasformerebbe presto in alleanza militare. Le alleanze militari, onorevoli colleghi, non ci hanno mai recato fortuna: non la Triplice, non l\u2019Intesa, non i patti di Mussolini, prima con Austen poi con Neville Chamberlain, poi con Laval, non l\u2019Asse.<\/p><p>N\u00e9 ci recherebbe fortuna ora l\u2019alleanza politica, che sarebbe presto militare, con l\u2019una o con l\u2019altra parte del mondo. Io vorrei che, se di spostamento a sinistra del Governo si potesse parlare, se ne parlasse principalmente e innanzi ad ogni altra cosa dal punto di vista di questa fondamentale esigenza della nostra politica estera.<\/p><p>Se avessimo una politica estera diversa, molti problemi nostri spinosi, interni e sociali, forse si risolverebbero pi\u00f9 facilmente. Detto questo, debbo per\u00f2 soggiungere \u2013 e mi dispiace che sia assente l\u2019onorevole Nenni \u2013 che, mentre condivido le sue critiche fondamentali alla politica estera del Governo, mentre condivido la sua lotta contro il tentativo di incapsularci in un\u2019alleanza americana, che ci sarebbe fatale, non posso chiudere gli occhi davanti alla necessit\u00e0 per noi di far riuscire il piano Marshall.<\/p><p>Devo premettere che io non ho mai proposto n\u00e9 mai proporrei all\u2019onorevole Nenni e a nessun socialista di rompere i legami di fraterna collaborazione con i comunisti. Bisognerebbe per\u00f2 che si sapesse che, rispetto ad un tentativo del partito comunista di far fallire il piano Marshall, l\u2019atteggiamento dell\u2019onorevole Nenni e del suo partito sarebbe diverso da quello dei comunisti, e tale sarebbe pi\u00f9 nella fraterna collaborazione dei socialisti con i comunisti nella soluzione dei problemi sociali e politici italiani.<\/p><p>Io credo che, quando si sapesse nel Paese e fuori delle nostre frontiere, che l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019onorevole Nenni e del suo partito garantiscono che il socialismo italiano non si \u00e8 impegnato nella lotta contro il piano Marshall, pur riaffermando fortemente, esso socialismo, il suo desiderio di stretta cooperazione con l\u2019Europa orientale, con il Paese Sovietico, coi Paesi di democrazia socialista dell\u2019Europa centrale, io credo riuscirebbe pi\u00f9 facile a tutti noi insieme, di spostare a sinistra, la politica estera dell\u2019Italia, cio\u00e8 di impedire l\u2019adesione dell\u2019Italia ad un blocco antisovietico.<\/p><p>Permettetemi di fare un piccolo esempio.<\/p><p>Io sono deciso fautore di una politica attiva di scambi commerciali e di una sincera politica di amicizia con l\u2019Unione sovietica; ma sono costretto a vedere questa sotto una luce realistica. La Russia non esporter\u00e0 grano in Gran Bretagna, ma foraggio. \u00c8 evidente dunque che, quando un Paese come l\u2019Italia ha urgentissimo bisogno di grano, non pu\u00f2 porsi il compito di far fallire il piano Marshall. Pu\u00f2 darsi che fra due o tre anni l\u2019esportazione di grano dall\u2019Unione sovietica sar\u00e0 pi\u00f9 larga. Oggi essa pu\u00f2 esportare grano soltanto verso la Cecoslovacchia e verso i Paesi balcanici, con i quali essa pu\u00f2 cercare di costituire un\u2019unit\u00e0 economica pianificata, non gi\u00e0 verso di noi e non mai nella misura in cui noi ne abbiamo bisogno. Il grano, il carbone e il petrolio, dei quali noi abbiamo bisogno, possono venirci oggi soltanto dall\u2019America: c\u2019\u00e8 una situazione di monopolio dell\u2019America a questo riguardo, e sarebbe un bene per noi che l\u2019America usasse di questa sua situazione di privilegio come ha deciso di usarne col piano Marshall, cio\u00e8 per ricostruire l\u2019economia dell\u2019Europa occidentale. Non si costruisce il socialismo sulla mancanza di pane, carbone e petrolio, come non si \u00e8 costruito il socialismo neppure nell\u2019Europa orientale sulla mancanza di questi prodotti fondamentali. Nella stessa Unione sovietica il socialismo s\u2019\u00e8 costruito, dopo anni di guerra civile e della cos\u00ec detta. N.E.P. \u2013 che non era socialismo \u2013, soltanto quando coi piani quinquennali grandi uomini di Stato hanno saputo estrarre dalla terra russa carbone, petrolio e grano in misura molto superiore alla precedente, quando su questa base hanno potuto creare una grande industria.<\/p><p>Ora qui, col piano Marshall, ci troviamo in una fase di ricostruzione dell\u2019Europa occidentale. Dipende in parte da noi tutti che questa ricostruzione sia fatta in modo da lasciare aperta la porta all\u2019evoluzione dell\u2019Italia verso il socialismo. Solo in questo modo eviteremo la vittoria di chi vuole incapsularci in una alleanza militare antisovietica.<\/p><p>Io ho finito sulla politica estera; e tengo a disposizione dell\u2019onorevole Sforza il giornale in cui si danno dei dettagli un po\u2019 piccanti sulle dichiarazioni di Truman e si mette sopra la notizia, una fotografia ancora pi\u00f9 piccante sui recenti avvenimenti di Roma: sciopero generale, dispiegamento poliziesco, la Celere che arresta un giovinetto e lo porta a viva forza verso una \u00abjeep\u00bb americana. Per un caso di impaginazione giornalistica, questa fotografia \u00e8 andata proprio sopra la dichiarazione del Presidente Truman. Io prego che se ne tenga conto, finch\u00e9 siamo in tempo utile, da una parte e dall\u2019altra.<\/p><p>E passiamo alla politica economica. Io ho il dovere di parlarne, perch\u00e9 il Governo si \u00e8 preso le pi\u00f9 fantastiche libert\u00e0 nei confronti della Commissione delle finanze e del tesoro, eletta dall\u2019Assemblea stessa, per il controllo della politica economica e finanziaria del Governo. I provvedimenti che sono stati emanati per l\u2019economia e le finanze dello Stato sono stati tutti presi dal Governo con la massima urgenza senza che fossero mandati alla nostra Commissione. Si capisce che tutta l\u2019economia italiana \u00e8 in una situazione di massima urgenza. Per\u00f2, quando si erogano 5, 10, 20, 30 miliardi, non c\u2019\u00e8 situazione di massima urgenza. La situazione di massima urgenza pu\u00f2 consistere, per esempio, nell\u2019erogazione di cento milioni per i bisogni di una data provincia. Ma quando si estendono i preventivi a 5, 10, 20, 30 miliardi, c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di aspettare qualche giorno perch\u00e9 la Commissione competente dell\u2019Assemblea dia al Governo il suo parere. E anche nei confronti dell\u2019esercizio provvisorio che il 30 settembre \u00e8 stato prorogato fino al 31 dicembre, non c\u2019\u00e8 massima urgenza. \u00c8 vero naturalmente che il Governo ha la sua maggioranza, e se per massima urgenza si intende questo fatto, allora \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p><p>Noi, come Commissione, abbiamo avuto uno scambio di lettere al riguardo con il Presidente dell\u2019Assemblea e con il Governo, e suppongo che al termine dei nostri lavori il Presidente Terracini comunicher\u00e0 all\u2019Assemblea questo carteggio, provando cos\u00ec che la nostra Commissione ha voluto e non ha potuto adempiere il suo compito. A differenza dei comunisti, io non voglio mettere l\u2019onorevole Einaudi nel quarto partito, ma anzi lo considero come valido baluardo contro le pressioni particolari di ogni sorta. Ma proprio per questo debbo dirgli che i provvedimenti di massima urgenza che erogano miliardi costituiscono la pi\u00f9 patente violazione \u2013 e probabilmente egli me ne dar\u00e0 atto nel suo intimo \u2013 degli scopi antinflazionistici della sua politica.<\/p><p>A mio giudizio non esiste una sola politica economica del Governo, ma esistono tre politiche in seno al Governo: una dell\u2019onorevole Einaudi, una del Ministro Merzagora, una terza dei Ministro Togni. Se ne potrebbe aggiungere adesso una quarta, quella dell\u2019onorevole Tremelloni, e mi auguro che l\u2019onorevole Tremelloni faccia in modo da riportare le altre due alla politica dell\u2019onorevole Einaudi per un coordinamento generale che oggi manca. Quella dell\u2019onorevole Einaudi \u00e8 certamente la pi\u00f9 importante delle tre, anche se presenta anch\u2019essa qualche difetto. (Scusatemi se uno studente critica il maestro).<\/p><p>La politica di restrizioni creditizie dell\u2019onorevole Einaudi sta facendo le sue prove in questi giorni anche in Isvizzera, in Isvezia, in Gran Bretagna, in Francia: se ne discute anche negli ambienti pi\u00f9 autorevoli degli Stati Uniti.<\/p><p>Per\u00f2 questa politica dell\u2019onorevole Einaudi \u00e8 stata fatta troppo presto. Noi non avevamo interesse a farla prima degli altri paesi. In questo dissento da lui e dall\u2019onorevole Corbino, che l\u2019ha teorizzata in anticipo. Io non credo che avere anticipato questa politica di sei mesi sugli altri paesi ci abbia fatto del bene. Ci\u00f2 ci ha distolto dal problema principale, che era ed \u00e8 di incrementare le esportazioni.<\/p><p>LA MALFA. Gli altri Paesi l\u2019hanno fatta due anni fa.<\/p><p>VALIANI. L\u2019onorevole La Malfa non c\u2019era, quando ho parlato l\u2019altra volta ed ho fatto l\u2019esame delle condizioni per cui due anni fa questa politica si sarebbe potuto fare con molto pi\u00f9 successo, col cambio della moneta. Allora eravamo alla vigilia di una ripresa industriale. Allora s\u00ec, tutto potevasi osare, ma non avendola fatta allora, anche perch\u00e9 l\u2019onorevole Einaudi rimase un po\u2019 assente nel dibattito, nel quale l\u2019onorevole La Malfa sostenne questa politica con l\u2019aggiunta del cambio della moneta contro la politica del lasciare andare dell\u2019onorevole Corbino, non avendola fatta allora, non credo che sia stato utile farla prima che ne maturasse il tempo, ossia, che il ciclo industriale esaurisse il suo slancio; credo che avremmo risparmiato perdite inutili, se l\u2019avessimo fatta soltanto nel prossimo gennaio-febbraio. Anche senza l\u2019onorevole Einaudi le banche italiane sarebbero state prudenti abbastanza per trarre le conclusioni che la mancanza di risparmio, che la mancanza di depositi imponevano. Non c\u2019era ragione che il Presidente del Consiglio auspicasse nei suoi articoli la crisi deflazionistica. Le banche italiane per conto loro avevano sufficiente senso di responsabilit\u00e0 per limitare una espansione che poteva essere pericolosa. Quindi non c\u2019era, a mio giudizio, bisogno di anticipare di sei mesi le restrizioni e la depressione. Per\u00f2, soggiungo, cosa fatta, capo ha. Quella politica si \u00e8 fatta troppo presto ed abbiamo perduto dei guadagni di congiuntura che ci sarebbero stati utili. Ma ormai, essendo stata fatta, bisogna sostenerla e bisogna integrarla, ma non permettere che sia radicalmente cambiata. Io penso che i cambiamenti in questa politica, che ha espresso intenzione portare il Ministro del commercio estero in un articolo di giornale, siano cambiamenti, s\u00ec, in qualche punto giusti, ma nella sostanza estremamente pericolosi, perch\u00e9 voi non potete fare una politica di arresto dell\u2019espansione creditizia, e poi farla seguire dallo sconto dei portafogli delle grandi aziende fatto dallo Stato. Questo veramente \u00e8 uno dei peggiori modi di emettere degli assegni a vuoto, come giustamente ha rilevato poche settimane fa l\u2019onorevole Einaudi medesimo.<\/p><p>Se la politica dell\u2019onorevole Einaudi \u00e8 stata fatta troppo presto, pazienza, apportiamo le correzioni del caso, ma non la facciamo saltare, perch\u00e9 se la facciamo saltare non riusciamo pi\u00f9 a ripristinarla. Ormai nella crisi ci siamo, e lo riconosce lo stesso Presidente del Consiglio, che viene qui \u2013 e questo \u00e8 veramente strano da parte sua \u2013 a parlare nelle dichiarazioni di Governo di una crisi economica in atto e non dice come si \u00e8 giunti a questa crisi economica e quale \u00e8 stata l\u2019azione del Governo. Comunque, passiamo oltre.<\/p><p>Siamo nella crisi economica. C\u2019\u00e8 una crisi commerciale, una crisi creditizia, che si \u00e8 gi\u00e0 trasformata in crisi industriale.<\/p><p>In queste condizioni non \u00e8 lecito proporre di cambiare completamente rotta, il che non toglie che alcuni suggerimenti del Ministro Merzagora siano giusti. Non \u00e8 giusta per\u00f2 la richiesta di far diventare lo Stato, in un modo o nell\u2019altro, il banchiere delle grandi aziende.<\/p><p>Devo anche parlare brevemente della politica d\u2019importazioni dell\u2019amico Merzagora. Mi dispiace che sia assente, ma potr\u00e0 tuttavia, semmai, vedere il resoconto.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> L\u2019ha gi\u00e0 sentito una volta.<\/p><p>VALIANI. Mi ha sentito una volta, e mi ha risposto. Mi ha risposto come un uomo di spirito. Anch\u2019io potrei fare dello spirito sul cambiamento avvenuto nella sua mente. Allora egli pensava che le facilitazioni da me proposte nei riguardi delle borse avrebbero fatto andare le borse alle stelle. Le borse non sono andate alle stelle, ma al fondo del mare. Il Ministro Merzagora pu\u00f2 cambiare ora di opinione, e preoccuparsi finalmente delle borse. Tanto meglio. A parte ci\u00f2, io eloger\u00f2 alcune delle misure da lui prese, ma non mancher\u00f2 di metterle nel quadro che ritengo giusto.<\/p><p>Franco valuta. Il Ministro Merzagora ha avuto il merito di ripristinare le importazioni franco valuta. Per\u00f2 queste importazioni franco valuta, che sono state decisive per la flessione dei prezzi delle merci, dei generi alimentari, hanno avuto un lieve difetto: sono state fatte prima che si risolvesse la questione del cambio del dollaro, prima cio\u00e8 che si portasse il cambio ufficiale del dollaro al corso del suo livello reale. Ognuno sa come si svolgono queste cose: i dollari rientrano in forma di merci, ma se c\u2019\u00e8 ancora una tendenza del Governo a deprimere il corso medio del dollaro, negando licenze con valuta libera e autorizzando solo quelle franco valuta, avviene un fatto curioso. Chi possiede all\u2019estero dollari o franchi svizzeri, importa carne, grano, zucchero, ed \u00e8 bene che ci\u00f2 avvenga. Fa bene ad importare, perch\u00e9 questo fa flettere i prezzi. Ma dall\u2019importazione si ricavano lire. Cosa ne fa l\u2019importatore di queste lire? Siccome il dollaro \u00e8 ribassato, si ricopre in dollari; ricompera dollari. Invece sarebbe stato nostro interesse che un certo rialzo del cambio del dollaro e del cambio del franco svizzero accompagnasse le importazioni franco valuta. Sono pronto a scommettere che tutti gli importatori franco valuta, quando hanno avuto le lire in tasca si sono ricoperti, perch\u00e9 il dollaro ed il franco svizzero erano in discesa e quindi si sono trovati alla fine con pi\u00f9 dollari e con pi\u00f9 franchi svizzeri in tasca che all\u2019inizio. I prezzi della carne, i prezzi dei cereali e di altri generi alimentari (a parte quelli che sono determinati da super-raccolto in Italia, come l\u2019olio ed il vino) sono discesi. Era indispensabile fare questa operazione, ma bisognava risolvere in linea preliminare, in partenza, e non in senso ribassista, la questione del cambio reale del dollaro. Avendo fatto prima le importazioni franco valuta, si \u00e8 permesso a tutti di ricoprirsi in valuta. Ora, non ne voglio fare una tragedia. Ma tenete presente che il dollaro o il franco svizzero imboscati da cittadini italiani, sono teoricamente ancora sempre suscettibili di una mobilitazione, e la valuta italiana potr\u00e0 ancora essere stabilizzata col concorso di queste valute possedute da italiani. Questa \u00e8 la ragione per cui anche l\u2019altra volta dicevo al Ministro Merzagora: fate benissimo ad importare franco valuta, ma fate in modo che la gente guadagni sui prezzi in lire, ma non sui dollari e sui franchi svizzeri, e quindi non ripeta incessantemente l\u2019operazione. Perch\u00e9 i dollari e i franchi svizzeri che noi trasformiamo in importazioni sono altrettanti dollari e franchi svizzeri che dovrebbero costituire la nostra riserva di stabilizzazione di domani e che noi spendiamo oggi per mangiare. Non \u00e8 l\u2019orgoglio e il vanto di alcuno Stato il mangiare di pi\u00f9 e il non diminuire i propri consumi a scapito delle proprie riserve in valuta pregiata, anche se queste sono imboscate da cittadini privati.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi mi insegna che, se un giorno si addivenisse ad una stabilizzazione, ci accadrebbe quello che accadde a Poincar\u00e9, che i dollari furono offerti in gran misura alla Banca Nazionale, quando questa fu in grado di dire che comperava dollari e vendeva dollari. Non ci vogliono le misure di allettamento adoperate per gli evasi di Portolongone, per far rientrare la valuta pregiata. Basta che la Banca di Stato sia in grado di dire \u2013 e lo faccia ad un corso che deve essere un po\u2019 pi\u00f9 elevato dei 600 attuali per il dollaro e che ci permetta di esportare \u2013 che dica, a questo corso <em>x<\/em>, di comperare e vendere dollari; in quel momento i dollari rientrerebbero, e rimpiangeremmo quella parte dei dollari che ci siamo mangiati per non diminuire i consumi e che allora ci sarebbero utili per consolidare la lira.<\/p><p>Ma perch\u00e9 io sollevo tale questione? Perch\u00e9 codesta questione tecnica \u00e8 tipica espressione dell\u2019assenza di una politica economica coordinata. Tutte le cose che sono accadute attorno al franco valuta sarebbero state giustificabilissime prima che l\u2019onorevole Einaudi avesse attuata la politica di deflazione che ha fatto. Se l\u2019onorevole Einaudi si fosse detto, andando al Governo: io ho in mano la patrimoniale, la quale da sola costituisce un\u2019arma formidabile d\u2019arresto dell\u2019inflazione, senza ricorrere alla restrizione creditizia, se si fosse impostata la questione in tali termini, in questi sei mesi, il franco valuta sarebbe stato un grande strumento di manovra del Governo, quello strumento che il Ministro Merzagora voleva che fosse. Ma ora, con la politica di deflazione attuata intempestivamente, la politica del franco valuta dovette attuarsi in modo da conferire incertezza ad una situazione che richiede la massima certezza.<\/p><p>Una nuova misura richiesta dal Ministro Merzagora \u00e8 quella di scontare i portafogli delle grandi aziende attraverso un Consorzio di sovvenzioni industriali, il che in parole povere significa scontare titoli ed effetti di dubbio valore con i soldi dello Stato, con i soldi che stampa lo Stato. Questa \u00e8 una misura la quale da sola farebbe saltare tutta la politica del Ministro Einaudi. Bisogna che il Governo scelga: o si mantiene la politica adottata dall\u2019onorevole Einaudi, ed ormai le sue possibili asprezze sono venute alla luce tutte, perch\u00e9 essa, ripeto, \u00e8 stata attuata troppo presto, mentre conveniva farla pi\u00f9 tardi; oppure invece \u2013 scusate il bisticcio di parole \u2013 si decide di scontare i portafogli delle grandi aziende, ed allora attuiamo tutt\u2019altra politica. Con ci\u00f2 non voglio misconoscere che il Ministro Merzagora ha dei notevoli meriti: egli ha saputo manovrare. Riconosco questo suo merito, nonostante le critiche finali che gli ho fatto. Non far\u00f2 eguale elogio all\u2019onorevole Togni, perch\u00e9 egli rappresenta nel Governo solo la tendenza volta a dare agli industriali, specie grandi, sovraprezzi, sovraprofitti, sovvenzioni, prestiti, soldi. Tutti questi cinque, dieci, venti miliardi, la cui erogazione voi non sottoponete alla Commissione di finanza, perch\u00e9 in quella sede uomini pi\u00f9 competenti di me vi dimostrerebbero come fanno a pugni con la politica dell\u2019onorevole Einaudi, anche se l\u2019onorevole Einaudi, uomo di cuore, copre tutto e dice che lo fa perch\u00e9 gli operai sono affamati, producono un danno incalcolabile. Non si solleva durevolmente la miseria degli operai, dando agli industriali dei soldi che sono assegni a vuoto. Se volete, fate un\u2019altra politica e portate i favoreggiamenti di Togni fino alle loro logiche conseguenze. Fate la politica che fece Schacht in Germania nel 1922-23; ma allora non ci vuole l\u2019onorevole Einaudi, e si diano pure i soldi all\u2019industria e si obbedisca alla Confindustria.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io sono d\u2019accordo per l\u2019urgenza di qualche misura lenitiva della crisi economica, nella quale siamo caduti, ma non con quella di dare miliardi alle industrie, che li spendono per salari o per sostenere i propri portafogli. Si diano soldi a chi si vuole, contro produzioni ordinate dallo Stato e che lo Stato metter\u00e0 sul mercato, come avviene in Inghilterra, in Isvezia e Norvegia. Si diano soldi per tenere il cambio del dollaro un poco pi\u00f9 alto e incrementare cos\u00ec l\u2019esportazione, compensando gli importatori. Queste sono tutte cose possibili. Ma spendere senza contropartite reali non \u00e8 lecito, se contemporaneamente si fa la politica dell\u2019onorevole Einaudi. Le due cose non stanno insieme, o allora abbiamo insieme i guai dell\u2019inflazione e della deflazione, come diceva l\u2019altra volta l\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>Si favoriscano le Borse, per far affluire risparmio alle industrie. Quando finalmente, troppo tardi, si \u00e8 ridotta l\u2019imposta di negoziazione, si doveva prendere anche la decisione relativa alle rivalutazioni, che ancora non \u00e8 stata presa, malgrado veda dai giornali che il Ministro Pella se ne occupa.<\/p><p>Si prendano altre misure per le Borse. Qui si suggeriscono naturalmente delle misure, non gi\u00e0 perch\u00e9 il Governo ci dica in seduta pubblica: questa s\u00ec e quella no. Noi chiediamo al Governo di conoscere le sue direttive generali, non che entri qui nei dettagli. Chiedere provvedimenti precisi \u00e8 il nostro compito di deputati, e in particolare di deputati dell\u2019opposizione. Il Governo a sua volta deve agire tempestivamente, non deve rivelare quali esatti provvedimenti prender\u00e0 prima di averli gi\u00e0 presi; e tanto meno deve scriverlo sui giornali.<\/p><p>Nella normalizzazione delle Borse si tenga conto di tutte le legittime richieste dei risparmiatori. C\u2019\u00e8 qualche cosa di eccessivo peraltro, in alcune richieste che farebbero saltare la patrimoniale. Mi compiaccio col Ministro Pella di nuovo, perch\u00e9 ha detto che nessun Governo si prenderebbe la responsabilit\u00e0 di modificare a fondo la patrimoniale. Io prendo atto di questo, come di un\u2019assicurazione che impegna il Governo fino al giorno delle elezioni, perch\u00e9 fino alle elezioni non avremo pi\u00f9 in questa Assemblea la possibilit\u00e0 di discutere di politica economica. Certo, se dovessimo fare oggi la patrimoniale, potremmo anche farla diversamente. In giugno avevamo davanti agli occhi quotazioni di Borsa che oggi non ci sono. Ci sono oggi in vista aumenti di capitali per 50 miliardi che pesano sul mercato e non trovano assorbimento.<\/p><p>Per\u00f2 se tutto questo \u00e8 vero, \u00e8 vero anche che il Governo e l\u2019Assemblea, che con quella determinata imposta hanno voluto risolvere una situazione inflazionistica ed una situazione di sperequazione sociale, devono tener fede alle loro decisioni. Si possono concedere altre rateizzazioni. Questo \u00e8 possibile sempre, \u00e8 una misura tecnica che \u00e8 sempre possibile. Ma riposi tranquillamente il Governo sulla sostanza dura e severa della patrimoniale.<\/p><p>La questione del cambio del dollaro \u00e8 stata risolta bene in teoria, parificando il corso libero e quello ufficiale.<\/p><p>Ma praticamente \u00e8 stata risolta in un momento, in cui gi\u00e0 si era artificialmente depresso il corso libero.<\/p><p>Bisogna prospettarsi comunque la questione dei cambi in vista della stabilizzazione che postula il piano Marshall. Affrontare bisogna anche la questione dell\u2019I.R.I., che io non vedo affrontata bene dal Ministro Togni; liberare, sfrondare, ma non cercar di salvare le grandi aziende private a spese dell\u2019I.R.I.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi ha citato l\u2019altra volta una definizione data da un grande finanziere belga, il Gutt, che, tra parentesi, ha attuato il cambio della moneta nel suo Paese. Secondo il Gutt, che l\u2019onorevole Einaudi citava come autore di una definizione suggestiva, l\u2019inflazione \u00e8 un eccesso di spesa ed un eccesso di investimenti. D\u2019accordissimo sull\u2019eccesso di spesa.<\/p><p>Ma sulla seconda parte \u2013 eccesso di investimenti \u2013 io dovrei fare una osservazione: in America s\u00ec, l\u2019inflazione \u00e8 costituita da un eccesso generale di investimenti.<\/p><p>In Italia per\u00f2, con la ricostruzione ancora agli inizi, se l\u2019eccesso di spesa rappresenta sempre una inflazione, l\u2019aumento degli investimenti \u00e8 inflazione soltanto se \u00e8 fatto a costi crescenti; se fosse stata fatto a costi decrescenti sarebbe stato un saggio finanziamento industriale, anche se poteva contravvenire a qualche norma della economia classica.<\/p><p>Se sovvenzionassimo le grandi industrie che lavorano in perdita, allora s\u00ec noi cadremmo in errori del genere di quelli che il Gutt depreca. Si aiutano veramente gli operai risanando le aziende, e non pagando salari non produttivi, perch\u00e9 i salari presi cos\u00ec sono un beneficio molto transitorio, mentre quando si rende economica la produzione, la classe operaia ne riceve un effettivo beneficio. Questo nessuno sa pi\u00f9 dell\u2019operaio e non c\u2019\u00e8 nessuno mortificato pi\u00f9 dell\u2019operaio di dover percepire il salario per una produzione che egli sa fallimentare.<\/p><p>Prendiamo tutte le misure, in tutti i campi, suscettibili di alleggerire i costi di produzione, senza scontare dei portafogli di aziende private che non sappiamo cosa siano. Le terribili condizioni che dal Governo sono state poste per il finanziamento alle industrie meccaniche si sono rivelate in realt\u00e0 una cuccagna per queste industrie, esattamente come mi ero permesso di mettere in guardia il Governo ed i miei amici che pensavano che quelle terribili condizioni fossero davvero terribili. Nella realt\u00e0 sono siate scavalcate come e quando gli industriali lo hanno voluto.<\/p><p>Guardate alla sostanza e non dilettatevi a mettere condizioni draconiane che nessuno rispetter\u00e0!<\/p><p>E poi c\u2019\u00e8 la questione fondamentale sulla quale l\u2019onorevole Einaudi ha scritto una serie di articoli, cio\u00e8: moneta 30, prezzi 60. Ha ragione l\u2019onorevole Einaudi: \u00e8 un sofisma dire che oggi bisognerebbe raddoppiare la moneta, \u00e8 un sofisma, perch\u00e9 mancherebbe la possibilit\u00e0 di investire subito produttivamente tutta questa nuova moneta. Ma \u00e8 anche vero che non potete sostenere una produzione 60 con una moneta 30, a meno che non siate aiutati dalla velocit\u00e0 di circolazione della moneta stessa.<\/p><p>Ora, ci sono due ipotesi. Noi non possiamo deprimere la produzione \u2013 scusate, sono cifre approssimative \u2013 da 60 a 30; ma non possiamo neanche ritornare alla velocit\u00e0 di circolazione che la moneta aveva in aprile. Dobbiamo trovare una via di mezzo: la velocit\u00e0 di circolazione pu\u00f2 essere maggiore di quella attuale, che \u00e8 bassa.<\/p><p>D\u2019altra parte, la produzione delle grandi industrie italiane non pu\u00f2 essere pi\u00f9 quella che era nel 1938&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Ma questo non c\u2019entra con la discussione sulle dichiarazioni del Governo.<\/p><p>VALIANI. Onorevole Togliatti, lei era assente quando ho cominciato. Ho parlato per protestare contro il fatto che il Governo non abbia portato i provvedimenti pi\u00f9 importanti davanti alla competente Commissione delle finanze e tesoro.<\/p><p>Dunque, nel 1938, avevamo determinati mercati coloniali, l\u2019Abissinia, l\u2019esercito, la flotta, la stessa Germania, che sostenevano certe nostre industrie. \u00c8 evidente che oggi un certo risanamento della produzione industriale italiana, nel senso di ridurre la capacit\u00e0 produttiva esuberante, va fatto con coerenza e con tutti i lenitivi e le integrazioni del caso, che lo rendano meno doloroso, il pi\u00f9 lento ed elastico possibile.<\/p><p>Dalla crisi economica di cui ci ha parlato il Presidente del Consiglio nel corso delle sue brevi dichiarazioni, fondamentalmente noi usciremo con la stabilizzazione della moneta, quando il Governo si sentir\u00e0 abbastanza forte per prendere le prime misure in quel senso, e ne usciremo soprattutto quando saremo stati capaci di incrementare le nostre esportazioni verso i mercati dell\u2019oriente e dell\u2019Europa orientale.<\/p><p>Non possiamo e non dobbiamo produrre di nuovo per la flotta, per l\u2019esercito, per l\u2019Abissinia come colonia; ma dobbiamo riguadagnare il nostro posto nell\u2019Europa orientale.<\/p><p>Solo attraverso una tale azione, affiancata da una politica estera meno unilaterale di quella di oggi, noi potremo uscire dalla crisi economica che l\u2019onorevole De Gasperi ha considerato come un dato di fatto nelle sue dichiarazioni e rispetto alla quale non ha detto cosa intende fare.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io concludo citando per l\u2019onorevole De Gasperi una mozione rivolta al Governo francese da parte dei sindacati degli operai cristiani, nella quale \u00e8 detto che nel campo economico ogni misura frammentaria \u00e8 votata all\u2019insuccesso.<\/p><p>Questo vale anche per l\u2019Italia. Onorevole De Gasperi, il giudizio che l\u2019evoluzione politica italiana, che i fatti stessi daranno del presente rimaneggiamento del Governo sar\u00e0 in funzione della nostra capacit\u00e0 di prendere finalmente misure che non siano frammentarie. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Macrelli. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MACRELLI. Onorevoli colleghi, consapevole del senso di disciplina e di solidariet\u00e0, che vuole significare dedizione completa all\u2019Idea e al Partito, proprio oggi il Gruppo repubblicano si pone a fianco dei suoi uomini, che in un momento particolarmente delicato della vita politica nazionale hanno assunto la grave responsabilit\u00e0 del potere.<\/p><p>Dir\u00f2 subito, onorevoli colleghi, che noi non abbiamo accettato questa soluzione a cuor leggero. Noi non avevamo, come non abbiamo, ambizioni personali da sodisfare&#8230;<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. Gi\u00e0 sodisfatte!<\/p><p>MACRELLI. &#8230;non abbiamo n\u00e9 abbiamo mai avuto riserve mentali. I nostri sforzi, le nostre aspirazioni tendevano ad una meta diversa, e lo abbiamo dimostrato. In questa Aula, nell\u2019atmosfera arroventata delle passioni, voi avete sentito le parole le ammonitrici di Ugo della Seta, di Ferruccio Parri; voi avete assistito ai generosi tentativi di Cipriano Facchinetti; voi avete ascoltato anche il discorso che a nome del mio Gruppo io pronunciai la sera del 3 ottobre a proposito delle mozioni di sfiducia presentate. Indicammo allora quelli che erano i nostri propositi, quelli che erano i nostri intendimenti. La tregua di tutti i partiti, per arrivare alla distensione degli animi, per arrivare alla concentrazione delle forze democratiche, per la difesa e il consolidamento delle istituzioni repubblicane; per le elezioni da svolgersi in clima di libert\u00e0 e di tranquillit\u00e0.<\/p><p>Purtroppo, fatalit\u00e0 di eventi non ha potuto permettere il raggiungimento di questo nostro scopo ideale e politico.<\/p><p>Potevamo allora abbandonare ogni speranza? Potevamo ancora una volta isolarci in una quasi inutile opposizione o tentare qualche cosa nell\u2019interesse del Paese, nell\u2019interesse della Repubblica? Noi abbiamo accettato questa soluzione, la soluzione che dovete voi giudicare: ognuno assuma la propria responsabilit\u00e0.<\/p><p>E noi siamo arrivati a questa soluzione con gli stessi intendimenti che avevamo allora. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi, amici che mi ascoltate, di qualunque parte, e soprattutto di questa parte che ama pi\u00f9 spesso interrompere, vogliate leggere il manifesto che proprio stamane il Partito repubblicano ha lanciato al Paese. Consentitemi di leggere per voi poche righe soltanto, in cui \u00e8 espresso in sintesi il nostro pensiero, pensiero che sar\u00e0 tradotto nella realt\u00e0 dell\u2019azione:<\/p><p>\u00abIntervenire, finch\u00e9 si \u00e8 in tempo; riannodare, nella condizione reale nella quale oggi \u00e8 possibile operare, i fili dell\u2019unit\u00e0 democratica; distendere gli animi e tranquillizzare gli spiriti, attutire i contrasti, tutelare la pace e l\u2019indipendenza nazionale. Ecco il compito che il Partito si \u00e8 dato in questo pericoloso momento\u00bb. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se voi, amici, fate un esame del nostro pensiero, vedrete che le critiche che ci sono rivolte potranno esser messe in disparte ad un certo momento, perch\u00e9 purtroppo si dimenticano le cose molto facilmente. Cerchiamo di essere sinceri e precisi. Quando nel gennaio di questo anno, per le ragioni che voi conoscete, abbandonammo il Governo, i rappresentanti del Partito socialista e del Partito comunista restarono a fianco della Democrazia cristiana. Nessuno ci segu\u00ec, eppure vi erano ragioni per imitare il nostro esempio.<\/p><p><em>Vox clamantis in deserto<\/em> fu la nostra. Comunque, passammo alla opposizione. Fu una opposizione serena, obiettiva; e pensiamo anche, fattiva e costruttiva nell\u2019Assemblea Costituente, nel Paese, in mezzo a quelli che pensavano come noi, e in mezzo anche agli altri.<\/p><p>Non solo, ma io ricordo un discorso pronunziato qui in quest\u2019Aula una sera in cui gli animi erano pur esagitati, discorso memorabile, pronunziato dall\u2019onorevole Togliatti a proposito dell\u2019articolo 7.<\/p><p>Noi non gridammo contro il connubio dell\u2019estrema sinistra con la Democrazia cristiana.<\/p><p>Noi riaffermammo ancora quella che era la nostra libert\u00e0 di pensiero in proposito. Ma io ricordo le parole gravi che disse in quella contingenza l\u2019onorevole Togliatti. Egli pensava, giustamente, ad una guerra, alla eventualit\u00e0 di una guerra di religione. Pensava anche, e questo in linea subordinata, alla possibilit\u00e0 di una frattura tra le forze e le organizzazioni sindacali. Preoccupazioni giustissime da parte dell\u2019onorevole Togliatti; ma noi abbiamo anche un\u2019altra grave preoccupazione oggi: davanti a noi, onorevoli colleghi, purtroppo sorge lo spettro della guerra civile (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>) che noi non vogliamo ed \u00e8 la ragione, amici comunisti, amici socialisti, per cui noi abbiamo dato la nostra adesione ad una formazione di Governo che noi siamo certi tenter\u00e0, almeno, di portare quella distensione degli animi che \u00e8 nei nostri propositi come \u00e8 nei vostri. (<em>Interruzione all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Dipende da voi. (<em>Accenna alla estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MACRELLI. D\u2019altra parte, amici che mi interrompete, vorrei farvi una domanda soltanto e vorrei da parte vostra una risposta sincera come altrettanto sincera \u00e8 la domanda che io vi pongo: la presenza di uomini qualificati i quali in carcere, nell\u2019esilio, nei campi di battaglia hanno difeso la causa della giustizia, della libert\u00e0 avr\u00e0 pure il suo valore e il suo significato. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Non hanno le funzioni.<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non avete niente da insegnarci. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MACRELLI. E se ieri sera l\u2019onorevole Togliatti ha detto quella frase: \u00abGoverno nuovo\u00bb, significa che una novit\u00e0 c\u2019\u00e8, significa che qualche cosa \u00e8 cambiata, significa che quello spostamento che noi abbiamo sempre auspicato in senso decisamente democratico e repubblicano si \u00e8 affermato e si \u00e8 realizzato. Comunque, vedremo le prove.<\/p><p>Siamo liberi di esprimere il nostro pensiero oggi, lo esprimiamo in favore di questa combinazione. Se domani dovesse fallire per sua colpa, non per fatalit\u00e0 di eventi, noi sapremo assumere il nostro posto di battaglia e di responsabilit\u00e0.<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. Per ora lo avete abbandonato.<\/p><p>MACRELLI. Amici di tutte le parti e particolarmente voi colleghi di estrema sinistra, noi ci auguriamo soltanto che all\u2019indomani della competizione elettorale, che sar\u00e0 fatta e dovr\u00e0 essere fatta con la sola arma civile della scheda, si possa dire che questo vecchio Partito repubblicano, che ha al suo attivo il risorgimento d\u2019Italia, avr\u00e0 ancora una volta bene meritato dalla Patria.. (<em>Applausi a sinistra e al centro \u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Marina. Non essendo presente, s\u2019intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Corsi. Non essendo presente, s\u2019intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Lussu. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Onorevoli colleghi, per le forze politiche esigue che io rappresento non so se, a quest\u2019ora avrei davvero il diritto di parlare. Con tutto ci\u00f2 penso che sar\u00e0 opportuno il mio breve intervento. Per altro, i colleghi mi riconosceranno il dovere di riprendere la parola in un momento che molti in quest\u2019Aula e nel Paese considerano estremamente critico per l\u2019avvenire della democrazia e per le sorti stesse del nostro Paese.<\/p><p>Ed io profitter\u00f2 di questa mia posizione di rappresentante di forze esigue, le quali non sono sottoposte agli obblighi di quella grande disciplina che \u00e8 necessaria anche fra i pi\u00f9 liberali dei grandi partiti politici, per esprimere in piena libert\u00e0 il mio pensiero politico.<\/p><p>A confermare questa mia libert\u00e0 di giudizio io dico subito che non condivido la critica fatta ieri da taluni all\u2019onorevole Presidente del Consiglio sulla incostituzionalit\u00e0 del modo con cui la crisi si \u00e8 svolta e questo Governo si \u00e8 presentato all\u2019Assemblea. Io credo che costituzionalmente il Governo debba considerarsi corretto. Naturalmente, la tradizione parlamentare \u00e8 stata leggermente toccata, ma questo \u00e8 un altro problema e non mi soffermo nemmeno a discuterlo.<\/p><p>A chiarire ancora di pi\u00f9 questa mia assoluta indipendenza di giudizio, dir\u00f2 che non \u00e8 neppure discutibile che questo Governo, almeno idealmente, non si sia spostato a sinistra. Io penso che questo spostamento a sinistra sia avvenuto, sia pure solo sul terreno parlamentare. Bastava seguire le reazioni varie dei diversi settori dell\u2019Assemblea mentre parlava il Presidente del Consiglio per capire che qualche cosa di nuovo \u00e8 avvenuto. L\u2019estrema destra ascoltava attenta e immobile, e non si udivano pi\u00f9 quei clamori gioiosi di vittoria che hanno accompagnato ultimamente le dichiarazioni del Governo. Ed in pi\u00f9 aggiungo: credo fermamente che la volont\u00e0 del Partito repubblicano e del Partito socialista lavoratori italiani sia tesa ad uno spostamento reale verso sinistra della politica del Governo.<\/p><p>Resta a vedere se la situazione, politicamente e socialmente, si fa pi\u00f9 a sinistra; cio\u00e8 se, effettivamente, si porta pi\u00f9 a sinistra; e se nella situazione generale nazionale e internazionale questo sia realmente un Governo pi\u00f9 a sinistra, un Governo di tregua nazionale e, per questo solo fatto, sia in grado di costituire una garanzia per la democrazia repubblicana.<\/p><p>Questo \u00e8 il problema; e su questo problema l\u2019Assemblea \u00e8 chiamata ad esprimere il suo parere.<\/p><p>Nessuno disconosce le difficolt\u00e0 nelle quali noi ci troviamo, difficolt\u00e0 d\u2019ordine nazionale sommamente legate a difficolt\u00e0 d\u2019ordine internazionale. E si sa, queste ultime influiscono sulle prime in modo eccezionalmente grave; cos\u00ec, come in uno schieramento militare influisce la situazione generale sul settore particolare. Naturalmente, anche un settore particolare, un grande settore, pu\u00f2 contribuire a migliorare la situazione generale. Ma, oggi, \u00e8 pi\u00f9 probabile che questa ultima influenzi il primo.<\/p><p>Che cosa v\u2019\u00e8 di cambiato, non negli uomini verso i quali il rispetto \u00e8 assoluto, ma nelle cose e nei fatti, con questo Governo? Il Presidente del Consiglio ci ha detto che ci troviamo di fronte ad un apporto nuovo di democrazia socialista.<\/p><p>Quale democrazia socialista? II partito laburista inglese \u00e8 notoriamente un partito riformista per nascita, per temperamento, per dottrina, per finalit\u00e0; ma tuttavia pratica \u2013 e nessuno oser\u00e0 negarlo \u2013 una politica di democrazia socialista, sia esso all\u2019opposizione o al governo. Perch\u00e9 esso \u00e8 composto ed \u00e8 sostenuto dall\u2019immensa parte \u2013 il novantacinque per cento \u2013 del proletariato britannico e dalle <em>trade unions<\/em>. Nessuno pu\u00f2 negargli, malgrado il suo riformismo, questa sua caratteristica socialista, che gli deriva in modo concreto dalla sua base sociale nella quale si innesta il suo potere di azione politica.<\/p><p>Ma il Partito socialista lavoratori italiani \u00e8 realmente un partito socialista? Esula la critica dalla posizione di ciascuno dei componenti. Il problema investe tutta la formazione sociale del partito.<\/p><p>\u00c8 un partito socialista? Non lo \u00e8. \u00c8 un partito di quadri socialisti che si prefiggevano di costituire un partito socialista e non ci son riusciti: nessuno potr\u00e0 affermare che esso abbia l\u2019appoggio della massa operaia. Ora, noi abbiamo il dovere di chiederci come un simile partito socialista, senza l\u2019appoggio della massa operaia, possa praticare una politica di democrazia socialista.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che questo Governo \u00e8 all\u2019infuori, e pertanto contro la grande massa lavoratrice, esattamente come il Governo precedente.<\/p><p>L\u2019apporto dato dai due partiti, che sono entrati nella responsabilit\u00e0 del Governo, \u00e8 ben minimo se non nullo in materia sociale. N\u00e9 questa deficienza in materia sociale pu\u00f2 essere supplita dalla storicit\u00e0 e dalla volont\u00e0 repubblicana del Partito repubblicano italiano; volont\u00e0 repubblicana che sarebbe sciocco mettere in dubbio, ma che sarebbe semplicistico affermare efficiente.<\/p><p>Tutte le leve di direzione dell\u2019amministrazione dello Stato, nessuna esclusa, rimangono esattamente come prima. Dov\u2019\u00e8 il cambiamento del Ministro dell\u2019interno? Dov\u2019\u00e8 il cambiamento del Ministro della pubblica istruzione? Dov\u2019\u00e8 il cambiamento del Ministro dell\u2019agricoltura?<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Bisogna cambiar tutti, allora!<\/p><p>LUSSU. \u00c8 di scarso interesse sapere dove \u00e8 andato a finire l\u2019onorevole Tremelloni o l\u2019onorevole D\u2019Aragona; \u00e8 di scarso interesse; tutto \u00e8 rimasto al suo posto. Si diceva: l\u2019onorevole Pacciardi andr\u00e0 al Ministero dell\u2019interno.<\/p><p>PICCIONI. Un po\u2019 esagerato!<\/p><p>LUSSU. Lo credevano tutti, e si credeva che l\u2019onorevole De Gasperi avesse potuto accettare una proposta di tal genere. Niente \u00e8 cambiato! Aggiungerei che v\u2019\u00e8 persino scarso interesse nel vedere l\u2019onorevole Facchinetti Ministro della difesa: non gi\u00e0 per mettere in dubbio minimamente la sua coscienza e la sua decisa volont\u00e0 repubblicana, ma perch\u00e9 sappiamo che l\u2019onorevole De Gasperi lo ha designato a quel posto. Diffidando, quindi, come \u00e8 nostro dovere, direttamente dell\u2019onorevole De Gasperi, siamo portati logicamente a diffidare, sia pure in modo indiretto, riflesso e cortese, dell\u2019onorevole Facchinetti (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E rimane \u2013 ed \u00e8 quello che conta perch\u00e9 poteva cambiar tutto e tuttavia le cose sarebbero rimaste allo stesso, identico posto \u2013 rimane alla direzione del Governo il solito onorevole De Gasperi. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io avrei immaginato qualcosa di nuovo con questo Governo; avrei visto questo qualcosa di nuovo, se al suo posto fosse subentrato&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Lussu o Nenni? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. &#8230;non faccio nomi, per non creare discussioni in famiglia \u2013 un altro degli uomini capaci che la Democrazia cristiana ha e che nella sua coscienza non ha voluto avallare l\u2019azione politica del Governo nel passato.<\/p><p>Io sono ben lungi dal seguire il collega Nenni, che nelle sue rievocazioni \u00e8 sempre assai immaginistico, nell\u2019identificare, nell\u2019onorevole De Gasperi, Coriolano. (<em>Si ride<\/em>)<em>. <\/em>Al massimo potrei rievocare qui, e proprio sullo stesso tono, un papa celeberrimo. (<em>Si ride \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em> Ma per essere Coriolano \u00e8 necessario un capitano, un guerriero; se mai, proprio in linea astratta, per conservare la similitudine militaresca, l\u2019onorevole Pacciardi o l\u2019onorevole Ministro della difesa. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Ma queste rievocazioni, sia pure solo letterarie, sono in questo momento istruttive, e ad esse dovrebbe pensare principalmente, in forma squisitamente ironica, uno dei pi\u00f9 eminenti rappresentanti del Governo, il conte Sforza, il quale annovera fra i suoi lontani antenati Lodovico il Moro. (<em>Si ride<\/em>). Cosicch\u00e9 questo Ministero si riduce in sostanza ed in pratica al controllo vistoso di due Vicepresidenti del Consiglio, il <em>leader<\/em> del Partito repubblicano italiano e quello del Partito socialista dei lavoratori italiani. Che cosa possono essi fare?<\/p><p>PACCIARDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Vedremo. Qualche cosetta faremo.<\/p><p>LUSSU. Vi sono stati altri Vicepresidenti del Consiglio prima di loro e Ministri senza portafoglio e mi onoro di ricordare la mia stessa esperienza. Che cosa sono questi Ministri senza portafoglio e questi Vicepresidenti del Consiglio onorari? Essi non hanno controlli diretti di dicasteri importanti che pesino sulla vita dell\u2019Amministrazione dello Stato.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Neanche io ho questo controllo diretto!<\/p><p>LUSSU. Sono un accompagnamento solenne e promettente, ma puramente formale. Se con grossolana immagine letteraria io figurassi in una bottiglia piena il potere politico, potrei dire che l\u2019onorevole De Gasperi tiene in pugno ben stretta la sua bottiglia e che l\u2019onorevole Pacciardi e l\u2019onorevole Saragat tengono in pugno, egualmente ben stretto, il turacciolo. (<em>Viva ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il peggio si \u00e8 che con l\u2019adesione dei due partiti, repubblicani certamente e democratici ugualmente in modo certo, alla formazione del Governo, si scinde \u2013 io mi auguro non irreparabilmente \u2013 il fronte repubblicano democratico in quest\u2019Aula e nel Paese. Il fronte repubblicano, caro collega ed amico Macrelli, che hai voluto fare, e ne comprendo pienamente il dovere, un discorso governativo a difesa del tuo Partito al Governo, il fronte repubblicano democratico \u00e8 spezzato e cade anche ogni possibilit\u00e0 di intesa elettorale comune e di comune azione per domani. \u00c8 spezzato il fronte della democrazia repubblicana. E, in pi\u00f9, chi oser\u00e0 pi\u00f9 parlare, dopo la partecipazione al Governo del Partito socialista dei lavoratori italiani, di unit\u00e0 socialista? Unit\u00e0 socialista! Una specie di serpente di mare! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Ma, l\u2019onorevole Saragat ha ottenuto questo buon risultato con la scissione con cui voleva marcare l\u2019autonomia del Partito socialista differenziandolo dal Partito comunista nella forma la pi\u00f9 spinta. Della sua frazione, quella che lo ha seguito nella scissione, non \u00e8 riuscito a fare un partito socialista, e porta il suo partito, pur fatto di vecchi socialisti, possiamo credere con coscienza socialista perch\u00e9 militanti alcuni perfino da quarant\u2019anni, verso la borghesia, come verso i partiti della borghesia hanno confluito e sono andati a finire tutti i movimenti scissionisti e riformisti in ogni Paese d\u2019Europa (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzione del deputato Piccioni<\/em>)<em>.<\/em> Onorevole Piccioni, noi potremmo fare un lungo discorso fra di noi, lei ricordando il mio marxismo e io ricordando le sue origini culturali e politiche di \u00abRivoluzione liberale\u00bb di Gobetti, e poi vorrei porre la domanda: chi di noi \u00e8 rimasto pi\u00f9 fedele alla linea della sua vita in questi momenti decisivi per la vita del Paese?<\/p><p>PICCIONI. Ero sempre democristiano, anche quando ero vicino a Gobetti.<\/p><p>LUSSU. Ed io, sempre socialista, anche se non derivo dalla teorica marxista tradizionale. Io parlo come ho sempre parlato.<\/p><p>Con quest\u2019altro risultato, onorevole Saragat (io le parlo con estrema cordialit\u00e0 ma con estrema sincerit\u00e0) che, anzich\u00e9 fare un grande partito socialista autonomo, con questa sua grande autonomia socialista spiccata, lei \u00e8 riuscito a spingere, a far spingere sempre pi\u00f9 il partito socialista inevitabilmente ed obbligatoriamente verso il partito comunista. E basterebbe (mi si perdoni se io metto gli occhi sui giardini altrui) basterebbe leggere la mozione del collega onorevole Basso, presentata per il prossimo congresso del partito socialista, per convincersene. Si dice: colpa di Basso, colpa di Nenni, colpa del fusionismo. Ma, probabilmente, colpa di nessuno! \u00c8 nelle cose, \u00e8 nei fatti. Perch\u00e9, se un corpo riceve una spinta violenta dalla sua destra, evidentemente esso \u00e8 spinto verso la sua sinistra; e cos\u00ec se similmente un corpo riceve una spinta violenta dalla sinistra, \u00e8 spinto obbligatoriamente verso la destra.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Legge della dinamica, onorevole Lussu. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. E tutti ricordiamo che nel passato Governo, pur di stare al potere, sotto la pressione della nostra opposizione, voi (<em>Indicando il centro<\/em>) sempre pi\u00f9 eravate portati all\u2019estrema destra e con essa vi confondevate talmente che era difficile per noi sapere dove incominciassero i fascisti ed i monarchici e dove i democristiani. (<em>Interruzione del deputato Benedettini \u2013 Commenti \u2013 Interruzioni al<\/em> <em>centro<\/em>).<\/p><p>Sicch\u00e9 l\u2019operazione che ha tentato Saragat, con la sua iniziativa del gennaio, si \u00e8 conclusa con due insuccessi definitivi, e nel campo socialista e nel campo democratico.<\/p><p>Le conseguenze di questi errori sono evidenti; basta guardare a questo Governo. La situazione nazionale e internazionale esigeva in Italia \u2013 perno di tutto lo schieramento repubblicano democratico \u2013 un grande partito socialista. A minarlo hanno concorso, con tutte le loro forze, e l\u2019onorevole De Gasperi e l\u2019onorevole Saragat insieme. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> S\u00ec, perch\u00e9 da solo l\u2019onorevole De Gasperi non sarebbe riuscito mai, e da solo non sarebbe riuscito neppure l\u2019onorevole Saragat.<\/p><p>Ora, la conseguenza di tutte queste manovre e di tutti questi errori \u00e8 che in Italia si va delineando, alla vigilia delle elezioni generali, uno schieramento interno, simile a quello che esiste sullo scacchiere internazionale. E v\u2019\u00e8 scarsa soddisfazione per moltissimi di noi che credono alla necessit\u00e0 della sovranit\u00e0 nazionale, dell\u2019indipendenza nazionale, come presupposto della nostra democrazia e della nostra rinascita, nell\u2019assistere a questo spettacolo. Ed \u00e8 di scarsa soddisfazione sentire, come ieri abbiamo sentito in quest\u2019Aula, l\u2019una parte gridare all\u2019altra \u00abAmerica\u00bb o \u00abRussia\u00bb.<\/p><p>Io non ho nessuna autorit\u00e0 per parlare di questi problemi, che sono grandi. Ma l\u2019Assemblea mi riconoscer\u00e0, come facente parte di quella avanguardia obbligata all\u2019esilio \u2013 caro Nenni e cari compagni Saragat e Pacciardi \u2013, il diritto di ricordare che abbiamo sempre combattuto per rivendicare l\u2019Indipendenza, la libert\u00e0 e la sovranit\u00e0 del popolo italiano che Mussolini aveva manomesso e venduto.<\/p><p>Credo di parlare con assoluta indipendenza di giudizio. La Russia sovietica, qualunque possa essere il pensiero di ciascuno di noi sulla rivoluzione di ottobre e sui suoi sviluppi \u2013 e il mio giudizio non pu\u00f2 essere che assolutamente entusiastico (amico Giovanni Conti, anche il suo era ugualmente entusiastico ventisette anni fa) \u2013 qualunque possa essere il giudizio sulla grande rivoluzione sovietica, emancipatrice di un grande popolo fatto schiavo e miserabile nei secoli, tuttavia la Russia sovietica \u00e8, di fronte alla Repubblica italiana, uno Stato estero, alla stessa stregua di qualunque altro Stato estero, grande e piccolo, i cui interessi possono coincidere o non coincidere con gli interessi dello Stato italiano.<\/p><p>Basterebbe ricordare, per chi ne avesse bisogno, il telegramma con cui il Presidente dell\u2019Assemblea popolare sovietica, il Soviet supremo, ha risposto al telegramma dell\u2019onorevole Presidente di quest\u2019Aula, per la ratifica del trattato di pace da noi giudicato ingiusto. La stessa identica posizione \u00e8 quella degli Stati Uniti d\u2019America, rispetto all\u2019Italia.<\/p><p>Ebbene, possono l\u2019onorevole De Gasperi e il Vicepresidente del Consiglio onorevole Saragat affermare che la loro libert\u00e0 di giudizio rispetto alla Russia sovietica \u00e8 la stessa che rispetto all\u2019America? Pu\u00f2 l\u2019onorevole De Gasperi affermare che le aspirazioni ideali da cui trae vita il suo partito gli consentono di essere equidistante da Mosca e da Washington? E l\u2019onorevole Saragat crede veramente che, se uno di noi avesse fatto in Russia quel suo viaggio trionfale fatto in America (con quel successo bancario che ogni piccolo partito non ha fatto che invidiare) sarebbe considerato equidistante da Mosca e da Washington? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora il problema politico che si pone \u00e8 precisamente questo. Pensano gli onorevoli De Gasperi e Saragat che col cantarci il pericolo futuro e ipotetico di un nostro asservimento alla Russia sovietica ci si renda pi\u00f9 confortevole l\u2019altro pericolo, meno futuro e meno ipotetico, di un asservimento all\u2019America? (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Trovo che dovreste applaudire anche voi del centro (<em>Commenti<\/em>), anche se all\u2019America dobbiamo eterna gratitudine per il suo grandioso contributo alla guerra (e non meno grandioso \u00e8 stato il contributo della Russia sovietica), e se all\u2019America dobbiamo anche profonda gratitudine per i soccorsi che ci ha inviati e che invia.<\/p><p>Ma, perch\u00e9 non dirlo? Le ultime dichiarazioni del Presidente Truman, su cui si \u00e8 soffermato con qualche eufemismo il collega ed amico onorevole Valiani, hanno impressionato pi\u00f9 di uno fra noi, che crede che nessun sacrificio sia pesante per la difesa della nostra indipendenza e della nostra sovranit\u00e0 nazionali. E la gioia con cui i fascisti e reazionari repubblichini e i monarchici tutti hanno salutato queste dichiarazioni non pu\u00f2 che essere logica.<\/p><p>Quanti fra noi hanno combattuto per la libert\u00e0 del nostro Paese e per la liberazione del territorio nazionale, cio\u00e8 un\u2019immensa parte del popolo italiano (il movimento di resistenza e partigiano non \u00e8 staccato dal Paese, ma ne \u00e8 sua espressione integrale) avranno scarso desiderio di vedere l\u2019Italia come la Spagna o come la Grecia.<\/p><p>Si rendano conto l\u2019onorevole De Gasperi e con lui gli altri componenti del Governo che se qui in Italia si crea il partito dell\u2019America, con un\u2019azione di Governo che ne deriva inevitabilmente, la loro responsabilit\u00e0 \u00e8 una delle pi\u00f9 pesanti che possano cadere su uomini di Stato.<\/p><p>L\u2019America, oggi, nelle particolari condizioni in cui ci si trova, non significa per noi la grande armata americana del sacrificio, della liberazione e della vittoria, e tanto meno l\u2019America della sua grande guerra nazionale di indipendenza, l\u2019America dei diritti del cittadino e dell\u2019uomo; ma il partito d\u2019America significherebbe un grido di adunata per tutti i fascisti repubblichini. (<em>Interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fatti forti di questa aureola noi vedremmo camminare coi loro risorti pennacchi i vari Federzoni, Bottai e Grandi e tutti i ciurmadori del passato. Potrebbe il popolo italiano essere mai con loro? Questo \u00e8 il problema, onorevole De Gasperi. (<em>Interruzione del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Pacciardi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Che cosa significa: l\u2019America non vuole i comunisti al Governo?<\/p><p>\u00c8 vero o \u00e8 falso che l\u2019America non vuole i comunisti al Governo?<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> L\u2019hanno detto cos\u00ec chiaramente!<\/p><p>SIMONINI. Questo \u00e8 pettegolezzo!<\/p><p>TOGLIATTI. \u00c8 perfino una vergogna che si debba discutere questo in un Parlamento italiano. \u00c8 una vergogna!<\/p><p>LUSSU. Io devo una risposta immediata ad una interruzione del collega ed amico onorevole Simonini il quale mi dice: questo \u00e8 pettegolezzo. Se questo, onorevole Simonini, \u00e8 un pettegolezzo, \u00e8 tutto un pettegolezzo l\u2019Assemblea ed \u00e8 un pettegolezzo la storia d\u2019Italia. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Che cosa significa: l\u2019America non vuole i comunisti al Governo? Io devo dire che questo \u00e8 falso. (<em>Interruzione della onorevole Merlin Angelina<\/em>)<em>.<\/em> Io ho una serie di argomentazioni distribuite nel mio discorso secondo il mio modesto talento; se altri (<em>Accenna all\u2019onorevole Merlin Angelina<\/em>) vi sostituisce il suo, non \u00e8 facile per me tenerne il filo.<\/p><p>Io devo ritenere che quando il Sottosegretario di Stato al Dipartimento di Stato, Lowet, il 3 dicembre ha fatto la nota dichiarazione, egli l\u2019abbia fatta per dire quel che intendeva dire. I giornali italiani l\u2019hanno riprodotta in vario modo. Io che conosco scarsamente l\u2019inglese mi sono rivolto ai miei amici pi\u00f9 autorevoli nella lingua e nella letteratura inglesi per controllare il testo.<\/p><p>Il\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 testo dice esattamente: \u00ab<em>to get control<\/em>\u00bb. \u00c8 la prima dichiarazione di Lowet. \u00ab<em>To get control<\/em>\u00bb, avere in pugno, avere in possesso. Espressione che si adopera per una societ\u00e0 di cui un gruppo di azionisti abbia in possesso la maggioranza delle azioni. La seconda dichiarazione \u00e8 quella che riguarda la risposta del Sottosegretario Lowet al senatore Bridge. Qui \u00e8 detto testualmente: \u00ab<em>to seize<\/em>\u00bb, cio\u00e8 impadronirsi, impadronirsi con un atto diretto di forza, con la violenza, vale a dire con la insurrezione. In conclusione, il Sottosegretario Lowet ha detto che solo se i comunisti s\u2019impadronissero del potere sarebbero sospesi gli aiuti all\u2019Italia, alla Francia, e all\u2019Austria, non gi\u00e0 se partecipassero al potere, come nel passato, in governi di coalizione.<\/p><p>Io devo ritenere falso che il Governo degli Stati Uniti ci abbia mai detto, abbia mai detto all\u2019onorevole De Gasperi o al conte Sforza o a qualsiasi altro uomo politico designato durante la crisi ad essere Presidente del Consiglio, che i comunisti non devono essere al Governo.<\/p><p>Siete voi, io penso, e permettetemelo, onorevole De Gasperi, siete voi che attribuite all\u2019America probabilmente le vostre intenzioni. (<em>Ilarit\u00e0 all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Siete voi che silenziosamente, io credo, suggerite all\u2019America atti che senza la vostra azione di governo non avverrebbero mai. Siete voi, e con voi l\u2019onorevole Saragat, che avete sempre detto che \u00e8 necessario che i comunisti non siano al Governo. Non siano al Governo, non nel senso \u00ab<em>to get control<\/em>\u00bb o \u00ab<em>to seize<\/em>\u00bb, ma persino nel senso di collaborazione come c\u2019erano da noi nel passato, in una coalizione politica in cui si amministrava in comune, conservando ciascun partito le proprie idealit\u00e0 e accettando un programma comune, medio, di azione da svolgere. Questa esclusione di una partecipazione comunista al Governo, partecipazione democratica e legittima, \u00e8 stata ufficialmente in mille modi dichiarata da voi (<em>Accenna al banco del Governo<\/em>); e, rispondendo a me, che ricordavo i Governi socialisti di numerosi Paesi di Europa, il collega Piccioni diceva ultimamente: s\u00ec, l\u00e0 non ci sono i comunisti. I comunisti non possono entrare al Governo in Italia; e qui noi dobbiamo conoscerne la causa. Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 sino ad un certo punto i comunisti hanno potuto essere al Governo e oggi non lo possono pi\u00f9? Quale \u00e8 la sovrana ragione nazionale che toglie dal Governo e toglie dalla partecipazione alla vita dello Stato una massa cos\u00ec imponente di lavoratori d\u2019Italia, cos\u00ec imponente quale nessun partito annovera? Hanno mai i comunisti commesso tali atti per cui cessino di godere dei diritti politici di cui noi altri tutti godiamo?<\/p><p>Onorevole De Gasperi, io modesto collaboratore e voi Presidente del Consiglio o Ministro degli esteri abbiamo insieme, al Governo, potuto constatare che l\u2019azione dei rappresentanti comunisti \u00e8 stata lealmente democratica. E io aggiungo che, se la politica del Partito comunista in Italia non fosse stata ispirata a questa superiore esigenza di collaborazione democratica, noi nell\u2019Italia avremmo avuto la guerra civile come in Grecia. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> E voi tutti sapete che questo \u00e8 vero.<\/p><p>Basta vedere la assidua partecipazione dei colleghi comunisti ai lavori per la elaborazione di questa Carta repubblicana che \u00e8 la Costituzione. O che sarebbe una farsa che tutti loro, Togliatti per primo, siano sempre ai loro banchi, e sarebbero una farsa i loro studi e le loro discussioni sui problemi della Costituzione? Sarebbe tutta una truffa questa? E chi pu\u00f2 credere ci\u00f2?<\/p><p>Le agitazioni. Io so che questo \u00e8 il principale addebito dell\u2019onorevole De Gasperi ai comunisti: una politica di agitazione delle masse nel Paese. Ma i partiti moderni di massa devono vivere anche di agitazioni. I partiti moderni non possono immobilizzarsi nelle formule stereotipate della democrazia parlamentare liberale del secolo scorso. I grandi partiti di massa hanno bisogno di dinamismo permanente, come gli eserciti, i quali, se cessano di muoversi in tempo di pace e si chiudono nelle caserme, sono smidollati e finiti. O che forse il Partito comunista ha commesso in questo campo fatti pi\u00f9 gravi di quelli che per ipotesi non abbia commesso la Democrazia cristiana? Non voglio fare polemiche dirette, ma se ricordassi certi metodi direi che i comunisti non ci sono mai arrivati e non ci arriveranno mai.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Quali sono?<\/p><p>TONELLO. I \u00abbiancofiore\u00bb hanno fatto quello che i socialisti non hanno fatto mai.<\/p><p>LUSSU. Si parla degli errori del Partito comunista. Chi non ha fatto errori? Io che parlo, e credo di parlare un linguaggio sereno, riconosco che tutti noi abbiamo commesso errori, il mio partito per primo; e ne hanno fatto tutti i partiti, tutti senza distinzione, e anche il Partito comunista. E gli onorevoli colleghi che hanno assistito a miei precedenti interventi ricorderanno come io, pi\u00f9 di una volta, abbia fatto delle critiche, su un terreno di cordialit\u00e0 politica, al Partito comunista.<\/p><p>Errori! Chiedo scusa all\u2019Assemblea se mi trattengo ancora qualche minuto, ma vado verso la fine. Mi permetto di fare un richiamo comparativo alla situazione italiana e a quella francese, bene inteso non presumendomi giudice, che sarebbe cosa assai ridicola, ma cos\u00ec, per tentare di esaminare la vita dei partiti negli altri Paesi, per compararla alla vita dei nostri partiti e cercare di trarne qualche vantaggio, qualche norma d\u2019azione pratica per l\u2019avvenire, allo scopo di evitare altri nostri errori.<\/p><p>Mi perdonino i colleghi comunisti se io faccio un rapido raffronto, secondo il mio modo di vedere, fra la situazione italiana e la situazione francese.<\/p><p>Io sono convinto che il Partito comunista francese ha commesso grandi errori: errori che pesano sulla vita di quel Paese. Per una esperienza pi\u00f9 o meno diretta o pi\u00f9 o meno letteraria, tutti sappiamo che l\u2019agitazione, la rivolta, l\u2019insurrezione ubbidiscono a princip\u00ee che sono perenni e regolatori per tutti i partiti e per tutti i Paesi; cos\u00ec come esistono, nell\u2019arte militare, princip\u00ee, che sono gli stessi, perenni, per tutti gli eserciti di tutti i Paesi. Quali errori ha commesso in Francia il Partito comunista? Innanzi tutto, quello di essere uscito dal Governo mentre poteva e doveva rimanervi. Quello poi, successivamente, di avere, con una crescente e coordinata azione di agitazioni, spinto all\u2019estremo la tensione e la frattura e obbligato il Partito socialista a prendere quella posizione che in Francia ha preso. Si \u00e8 infine arrivati a questa conclusione: che il Partito comunista ha sferrato una serie di azioni quando l\u2019avversario era il pi\u00f9 forte, molto pi\u00f9 forte, commettendo persino l\u2019errore di attaccare nello stesso tempo De Gaulle e L\u00e9on Blum.<\/p><p>Il grande maestro di queste azioni nella pratica dell\u2019azione rivoluzionaria, Lenin, ha ben agito diversamente quando, sotto la minaccia del colpo di Stato del generale Korniloff, si \u00e8 stretto in alleanza con Kerenski contro Korniloff. Non ha mai sognato porsi contro Kerenski e Korniloff insieme come sostenevano alcuni estremisti.<\/p><p>Questa \u00e8 la situazione di oggi in Francia: alla data d\u2019oggi, il proletariato francese, guidato dal Partito comunista, \u00e8 stato vinto. Vinto il proletariato e in qualche pericolo la democrazia. Questi errori si possono correggere ancora, certamente, purch\u00e9 si creda alla necessit\u00e0 dell\u2019unione repubblicana contro il nemico comune.<\/p><p>Di questi errori il Partito comunista, in Italia, non ne ha commessi. Il Partito comunista non ha abbandonato ma \u00e8 stato obbligato ad abbandonare il Governo e il controllo democratico dello Stato. Il dramma, anzi la tragedia nazionale, si avrebbe il giorno in cui il Partito comunista, cio\u00e8 una gran parte del popolo italiano, si mettesse contro il Governo costituzionale e contro lo Stato; allora avremmo una situazione di guerra civile. Questo errore il Partito comunista non lo ha mai fatto. Siete voi, onorevole De Gasperi, che fate di tutto per spingerlo verso questo errore. Quando voi e i vostri colleghi dite: \u00abFuori il Partito comunista dal Governo e dal controllo dello Stato\u00bb vi assumete una ben pesante responsabilit\u00e0.<\/p><p>A me pare che non ci sia niente di fazioso in quello che affermo. Ecco perch\u00e9 credevo che, in un momento che pu\u00f2 essere decisivo per la democrazia italiana, l\u2019onorevole De Gasperi avesse avuto qualche resipiscenza e avesse pensato a creare un Governo di tregua nazionale, che comprendesse tutti i repubblicani: quelli che hanno fatto la repubblica e quelli che l\u2019hanno accettata. Questo sarebbe stato veramente un Governo di tregua elettorale e di unione nazionale. Questo ci attendevamo, non un pasticcio, non una pastetta, come quella che avete fatta.<\/p><p>Ci sono i manifesti in giro; gi\u00e0 se ne parla; l\u2019anno venturo si celebrer\u00e0 il centenario dell\u2019anno decisivo per l\u2019unit\u00e0 e l\u2019indipendenza nazionale.<\/p><p>Onorevole De Gasperi, il 1848 dovevate celebrarlo insieme con tutte le forze repubblicane, perch\u00e9 un secolo fa l\u2019unit\u00e0, l\u2019indipendenza e la sovranit\u00e0 della Nazione si sono fatte attraverso la monarchia, oggi si fanno solo con la Repubblica. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri \u00e8 rinviato a domani.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata presentata la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri del tesoro e del bilancio, per conoscere se non credano che sia giunto il momento di provvedere \u2013 secondo le assicurazioni fornite sin dal 10 dicembre 1946 in risposta ad altre interrogazioni \u2013 alla cessazione del regime commissariale del Banco di Napoli, mantenuto da circa quattro anni con danno grave per gli interessi dell\u2019Istituto e del Mezzogiorno, in modo che gli organi ordinari possano essere ricostituiti col 1\u00b0 gennaio 1948, inizio del prossimo esercizio.<\/p><p>\u00abSansone, Reale Eugenio, Rodin\u00f2 Ugo, Coppa, Sardiello\u00bb.<\/p><p>SANSONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SANSONE. Vorrei pregare la Presidenza ed il Governo di voler disporre in modo che la mia interrogazione possa essere discussa prima del 31 dicembre, dato che col 31 dicembre cesser\u00e0 di fatto la gestione commissariale del Banco di Napoli. Questo istituto da quattro anni si trascina con una gestione commissariale, ad esso dannosissima; e il Governo non si \u00e8 ancora deciso a risolvere definitivamente e giuridicamente la situazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo che questa interrogazione potr\u00e0 essere discussa prima della fine del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri. Comunque chiedo al Governo quando intenda rispondervi, tenendo conto che i giorni che ci restano non sono molti.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Mi riservo di far conoscere la data in cui potr\u00f2 rispondere, dopo la conclusione della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Presentai qualche giorno fa una interrogazione al Ministro delle finanze sull\u2019applicazione della tassa di famiglia, nel Comune di residenza, ai proprietari che hanno i loro beni in un Comune ma risiedono in un altro. Vorrei pregare il Ministro Pella di accogliere favorevolmente, cos\u00ec come fece il Ministro Campilli, questa mia domanda e di comunicare quando intenda rispondere. Vorrei che l\u2019interrogazione fosse portata in discussione, perch\u00e9 si tratta di un provvedimento che ha la sua importanza per migliorare la situazione finanziaria di molti piccoli Comuni.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Ministro delle finanze ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Non vorrei diminuire l\u2019importanza di questa interrogazione, discutendola stasera in modo affrettato. Sar\u00e0 bene perci\u00f2 trattarla in un\u2019altra seduta, con maggior calma.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri dell\u2019interno, della difesa, delle finanze e del tesoro, per conoscere i motivi per cui non \u00e8 stata ancora accolta \u2013 a due anni dalla sua presentazione \u2013 la domanda di riconoscimento giuridico inoltrata dalla Associazione nazionale ex internati in Germania<\/p><p>\u00abCappelletti, Ferrarese\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri dell\u2019interno e di grazia e giustizia, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se sono a conoscenza del fatto che, in Padova, da ben tre mesi non \u00e8 possibile dare esecuzione a una sentenza passata in giudicato della Corte di appello di Venezia, con la quale si fa obbligo alla Federazione provinciale del Partito comunista di rilasciare un immobile di propriet\u00e0 privata gi\u00e0 a suo tempo occupato in seguito ad arbitrario ed illegale ordine di requisizione emesso dai cessati C.L.N. che, come riconoscono e fissano chiaramente sia la sentenza 17 gennaio 1947 del Tribunale di Padova, che la sentenza 8 luglio 1947 della Corte di appello chi Venezia, non avevano n\u00e9 la veste, n\u00e9 il potere giuridico di emanare provvedimenti di tal genere, essendo organismi eccezionali extra giuridici a carattere meramente consultivo; e ci\u00f2 per la resistenza e le minacce opposte per ben cinque volte consecutive, a distanza di diversi giorni, all\u2019ufficiale giudiziario da parte di iscritti al Partito comunista, che non gli permettevano di dare esecuzione alla sentenza stessa;<\/p><p>2\u00b0) se gli onorevoli Ministri, ritenendo che ci\u00f2 costituisca un gravissimo attentato all\u2019autorit\u00e0 dello Stato e al prestigio dei poteri costituiti, nonch\u00e9 una grave violazione del diritto privato tutelato dalla legge, non riconoscano che il fatto stesso che non si sia finora provveduto a far rispettare ed applicare la legge, raffiguri una dimostrazione di acquiescenza e di debolezza dei pubblici poteri di fronte alla prepotenza degli elementi del disordine, e se non ritengano, in conseguenza, di dover con tutta urgenza ed immediatezza adottare e far adottare quei provvedimenti che, restaurando il diritto privato ingiustamente oppresso, valgano a ristabilire e a riaffermare nel modo pi\u00f9 inflessibile e pi\u00f9 solenne l\u2019autorit\u00e0 dello Stato e la seriet\u00e0 e l\u2019efficacia della giustizia.<\/p><p>\u00abGli interroganti chiedono di sapere quali disposizioni verranno impartite al riguardo.<\/p><p>\u00abMastrojanni, Rognoni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non crede di impartire disposizioni agli uffici finanziari in Liguria, affinch\u00e9 desistano dagli accertamenti dei profitti di speculazione a carico degli olivicoltori liguri, in considerazione del grande spezzettamento della propriet\u00e0 olivicola in Liguria e dell\u2019enorme fatica e spesa che importa, data la natura del terreno, la coltivazione dell\u2019olivo, per cui \u00e8 da escludere, salvo casi eccezionali, la possibilit\u00e0, anche in considerazione dell\u2019ammasso totalitario dell\u2019olio fino al 1945, di profitti eccedenti il normale reddito dei terreni ed il giusto salario dei coltivatori diretti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta.<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non crede di disporre a favore dei viticoltori liguri di ogni ceto, e, quindi, anche per coloro che non sono coltivatori diretti manuali, l\u2019esenzione dall\u2019imposta consumo sul vino illimitatamente per il vino da essi consumato, in considerazione delle enormi fatiche e dei gravi sacrifici finanziari, assorbenti di ogni reddito, che la coltivazione della vite richiede in Liguria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del bilancio, per conoscere le ragioni per le quali il Governo non ha creduto di provvedere per legge ad estendere obbligatoriamente alla categoria dei pensionati degli Enti locali, e soltanto ad essa, a differenza di tutti gli altri pensionati regolati con disposizioni legislative uniformi e generali per tutti senza distinzioni, i miglioramenti invocati con tanta insistenza dagli interessati e dagli stessi rappresentanti delle Amministrazioni locali, deviando dal noto principio giuridico che l\u2019accessorio (adeguamenti) non pu\u00f2 essere dichiarato facoltativo, quando il suo principale (cio\u00e8 la pensione base) ha carattere gi\u00e0, per legge e per contratto, riconosciuto obbligatorio.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante \u2013 raccogliendo il grido della disperazione e della fame di questi pensionati, che, per essere i pi\u00f9 vecchi, perch\u00e9 di nomina e gi\u00e0 in servizio anteriormente alla legge 1904 istitutiva della Cassa nazionale di previdenza, godono di pensione diretta a carico dei Comuni, Provincie ed Istituti di beneficenza, e non hanno ancora percepito e non possono percepire alcun aumento alle loro pensioni anteguerra (che vanno da lire 400 a lire 1000 al mese!) n\u00e9 alcuna bench\u00e9 minima indennit\u00e0 di caro-viveri \u2013 chiede che, in accoglimento dei reiterati ordini del giorno espressi dalla categoria nei diversi congressi provinciali, regionali e nazionale ed in conformit\u00e0 ai voti espressi dalle assemblee anche dei sindaci e rappresentanti dei Comuni dell\u2019Alta Italia, rendendosi conto della necessit\u00e0 e della urgenza dell\u2019invocato provvedimento, voglia per legge dichiarare obbligatoria la estensione ai pensionati a carico degli Enti locali dei benefic\u00ee tutti gi\u00e0 concessi ai pensionati statali nella considerazione che qui non si tratta di ledere il principio del rispetto all\u2019autonomia locale, ma di regolare per una pi\u00f9 alta ed umana esigenza di vita il diritto pure di questi disgraziati funzionari, a cui parecchie delle Amministrazioni locali, non per impossibilit\u00e0 finanziarie, perch\u00e9 trattasi di Amministrazioni non deficitarie, che non hanno mai chiesto alcun contributo integrativo dello Stato, ma per una gretta incomprensione, quando non sia anche per ragioni di simpatia o di antipatie locali, personali o politiche, rendendosi forti della facoltativit\u00e0 di tale spesa, erroneamente dichiarata dal Governo nei suoi decreti, nulla ancora hanno dato n\u00e9 intendono di dare fino a che il Governo non riconoscer\u00e0 e dichiarer\u00e0 obbligatorio per legge un tale adeguamento.<\/p><p>\u00abIn particolare l\u2019interrogante fa anche notare che la maggior parte di questi poveri disgraziati sono dei benemeriti segretari comunali, ormai vecchissimi, ridotti in condizioni pietose, i quali \u2013 per essere stati dichiarati funzionari statali, con la legge della loro statizzazione, e quindi sottratti ad ogni ingerenza locale per quanto riguarda il loro stato giuridico ed economico, pur rimanendo l\u2019onere del pagamento ai Comuni, cos\u00ec degli stipendi come delle pensioni, e per godere di pensioni a carico dei Comuni nella forma diretta e nella misura prevista per gli statali \u2013 indiscutibilmente dovrebbero essere gi\u00e0 considerati nel diritto di ripetere dai Comuni la estensione obbligatoria (e non facoltativa) dei miglioramenti tutti gradualmente concessi ai pensionati statali, allo stesso modo che ai segretari comunali e provinciali in attivit\u00e0 di servizio sono stati sempre obbligatoriamente estesi i miglioramenti concessi agli impiegati statali, pur lasciandone economicamente a carico dei Comuni l\u2019onere del pagamento senza alcun riguardo all\u2019autonomia locale.<\/p><p>\u00abFormula infine la presente interrogazione anche per conoscere se il Governo non ritenga equo e doveroso nell\u2019invocato provvedimento di riconoscere il diritto degli interessati di richiedere il ricupero delle differenze in tutto od in parte non corrisposte, per pareggiare la loro posizione con quella degli altri pensionati che le hanno gi\u00e0 a suo tempo percepite. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMariani Francesco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze, dell\u2019agricoltura e foreste e dei lavori pubblici, per conoscere se intendono mantenere in vigore il regio decreto-legge del 18 giugno 1936, n. 1338, convertito con modificazione il 14 gennaio 1937, n. 402, sulla pioppicoltura, il quale prevede la concessione, ai frontisti, di terre demaniali ed isole alluvionali, di qualunque estensione, nel corso del fiume Po, per un canone ricognitorio annuo di lire 20, aumentato ora a lire 200, considerato che l\u2019attuale situazione economica rende assurdo tale decreto-legge, il quale facilita esose speculazioni, degne solo del passato regime, recando grave danno all\u2019Amministrazione dello Stato.<\/p><p>\u00abO se invece non intendono disporre, con nuovo decreto, la rescissione degli attuali contratti, al fine di stipulare nuove condizioni pi\u00f9 giuste, stabilendo inoltre diritto di priorit\u00e0 sulle concessioni alle cooperative di boscaioli, numerose delle quali hanno gi\u00e0 fatto sapere di essere disposte ad assumere tali concessioni, pagando un canone di affitto economico, stabilito sulla base del rendimento di questi terreni da coltivarsi a pioppeto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBianchi Bruno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere quali indugi si frappongano tuttora alla sistemazione del Sacrario di Montelungo (Mignano) e se non ritenga urgente, oltrech\u00e9 doveroso, raccogliere ai piedi di quel monte sacro alla Patria ed in quell\u2019unico cimitero tutte le salme dei nostri cari soldati, che sono sepolti nelle vicinanze.<\/p><p>\u00abPare all\u2019interrogante la suddetta opera di consacrazione patriottica uno dei coefficienti pi\u00f9 saldi, non solo per onorare, racchiusi in un unico recinto, tutti i morti accomunati dallo stesso fatto d\u2019arme, ma per additare, anche, agli italiani la prima tappa (8 dicembre 1943) della rinascita dell\u2019Esercito italiano, faro luminoso per le presenti e future generazioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCaso\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti definitivi intende adottare per sistemare la questione dei contributi unificati in agricoltura, non solo perch\u00e9 essi non costituiscano un eccessivo gravame, ma anche per la preventiva pubblicazione dei ruoli nei singoli comuni, anzich\u00e9 nel solo capoluogo di provincia, e ci\u00f2 per dare ai contribuenti la elementare facolt\u00e0 del ricorso, prima che i ruoli medesimi diventino definitivi. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCaso, Cassiani\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro delle finanze, per sapere se \u2013 in considerazione del modesto maggior gettito assicurato ai bilanci dei Comuni dall\u2019articolo 2 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 177, del 29 marzo 1947, sostitutivo del secondo comma dell\u2019articolo 30 del testo unico della finanza locale 14 settembre 1931, n. 1175, articolo che limitando la esenzione dal pagamento dell\u2019imposta di consumo sul vino, in ragione di un litro al giorno, esclusivamente al produttore manuale coltivatore del fondo e ad ogni membro della famiglia, ha escluso da tale beneficio i piccoli proprietari conduttori, che riversano nella loro azienda energie e risorse quasi sempre ricavate da attivit\u00e0 varie, cui sono costretti ricorrere per la esiguit\u00e0 dei redditi ricavabili dalle piccole aziende stesse, ed in considerazione anche dei rilevanti fastidi e delle molteplici difficolt\u00e0 alle quali vanno assoggettati i viticoltori in genere per l\u2019attuazione delle norme sancite dall\u2019articolo 3 del succitato decreto-legge, norme che, per essere stabilite dalle Amministrazioni comunali, variano spesso da Comune a Comune determinando diversit\u00e0 di interpretazione e disparit\u00e0 di trattamento del contribuente e creando confusionismi e malcontenti non sempre ingiustificati \u2013 non intendano esaminare l\u2019opportunit\u00e0 di modificare l\u2019articolo 2 estendendo l\u2019esonero anche ai piccoli proprietari conduttori, demandando una migliore e definitiva regolamentazione della materia in sede di elaborazione della legge in corso di studio e relativa alla riforma sulla legge dei tributi locali e, nel contempo, emanare disposizioni univoche, che stronchino sul nascere una pericolosa bardatura burocratica, che potrebbe soffocare un importantissimo settore della produzione agricola nazionale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta. scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBonomi Paolo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 22.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><ol><li>\u2013 Svolgimento delle mozioni Bonomi Paolo ed altri, e Persico ed altri.<\/li><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 Votazione per la nomina di un membro dell\u2019Alta Corte prevista dall\u2019articolo 24 dello statuto della Regione siciliana.<\/li><li>\u2013 Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.<\/li><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><ol start=\"4\"><li>\u2013 Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXXXVII. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 17 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Comunicazione del Presidente: Presidente Discussione sulle comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri: Nenni Valiani Macrelli Lussu Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente Sansone Petrilli, Sottosegretario di Stato per il tesoro Tonello Pella, Ministro delle finanze Interrogazioni (Annunzio): [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2414,2544,2513,2523,2422","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2410"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6200,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2410\/revisions\/6200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2410"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}