{"id":2398,"date":"2023-09-17T16:37:57","date_gmt":"2023-09-17T14:37:57","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2398"},"modified":"2023-10-21T09:41:51","modified_gmt":"2023-10-21T07:41:51","slug":"antimeridiana-di-sabato-13-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2398","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI SABATO 13 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2398\" class=\"elementor elementor-2398\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0d92fc7 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0d92fc7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-809e40e\" data-id=\"809e40e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-de7d9ca elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"de7d9ca\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471213_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0184e8b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0184e8b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXXXI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI SABATO 13 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 71, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48)Presidente<\/p><p>Grilli, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Bovetti<\/p><p>Rivera<\/p><p>Sullo<\/p><p>Scoccimarro, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Fuschini, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Carpano Maglioli<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>De Martino<\/p><p>Scoca<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Rescigno<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Lussu<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Laconi<\/p><p>Giua<\/p><p>Zerbi<\/p><p>Schiavetti<\/p><p>Corbino<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Persico<\/p><p>Mortati<\/p><p>Mastrojanni<\/p><p>Costantini<\/p><p>Riccio<\/p><p>Carboni Enrico<\/p><p>Firrao<\/p><p>Stampacchia<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Laconi<\/p><p>Presidente<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Schiavetti<\/p><p>Gavina<\/p><p>La seduta comincia alle 9.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Lopardi.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Ritengo che tutti i colleghi siano d\u2019accordo sul fatto che la discussione generale su questo disegno di legge si \u00e8 gi\u00e0 svolta, allorch\u00e9 si \u00e8 lungamente parlato dei modi di formazione della Camera dei deputati. Alla fine di quella discussione l\u2019Assemblea approv\u00f2 l\u2019ordine dei giorno dell\u2019onorevole Giolitti, il cui testo \u00e8 riportato anche nella relazione della Commissione.<\/p><p>Pertanto, ritengo che i nostri lavori possano avere inizio, passando senz\u2019altro all\u2019esame degli articoli di questo disegno di legge.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Siccome io ho proposto un emendamento a diversi articoli relativi al problema della utilizzazione dei resti, chiederei che si facesse una discussione sola.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Grilli, la discussione generale verte, non soltanto sul problema della utilizzazione dei resti, ma su tutto il sistema della legge. Nel momento in cui dovremo esaminare le questioni che si riferiscono alla utilizzazione dei resti, ella potr\u00e0 proporre all\u2019Assemblea i suoi emendamenti che si riferiscono ad un problema in fondo subordinato a quello principale della formazione del quoziente per la determinazione del numero degli eletti nelle singole liste. In quel momento, come emendamento, esamineremo le sue proposte. Passiamo pertanto all\u2019esame dell\u2019articolo 1, identico nei testi del Governo e della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer l\u2019elezione della Camera dei deputati si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, con le modificazioni di cui agli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 2 del disegno di legge, identico nei testi del Governo e della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl primo ed il secondo comma dell\u2019articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:<\/p><p>\u00abIl numero dei deputati \u00e8 in ragione di uno ogni 80.000 abitanti o per frazione superiore a 40.000, calcolati in ciascun collegio in base alla popolazione presente al 31 dicembre 1946, secondo i dati ufficiali dell\u2019Istituto centrale di statistica.<\/p><p>\u00abI collegi sono costituiti secondo le circoscrizioni stabilite nella tabella <em>A<\/em> allegata alla presente legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Bovetti il seguente emendamento:<\/p><p><em>Al nuovo testo del secondo comma dell\u2019articolo 3 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, proposto nel disegno di legge, sostituire il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abOgni Collegio \u00e8 costituito e delimitato dalle attuali circoscrizioni provinciali\u00bb.<\/p><p><em>\u00abSubordinatamente:<\/em><\/p><p>\u00abAlla circoscrizione indicata al n. I della tabella delle circoscrizioni, allegata al disegno di legge ed alla relazione della Commissione, <em>sostituire le seguenti:<\/em><\/p><p>I-<em>a<\/em>: Torino citt\u00e0.<\/p><p>I-<em>b<\/em>: Torino provincia,<\/p><p><em>oppure:<\/em> (provincia di Torino).<\/p><p>I-<em>c<\/em>: Novara-Vercelli (provincie).<\/p><p>I-<em>d<\/em>: Cuneo (provincia).<\/p><p>I-<em>e<\/em>: Asti-Alessandria (provincie).<\/p><p>L\u2019onorevole Bovetti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOVETTI. Illustrer\u00f2 rapidamente l\u2019emendamento da me proposto e che si riassume gi\u00e0 nei suoi termini. Noi siamo qui a discutere di una legge elettorale che riproduce in s\u00e9 i termini essenziali della legge approvata dalla Consulta per l\u2019Assemblea Costituente, legge allora determinata da condizioni e da poteri eccezionali, che non possono, a mio avviso, riprodursi nella attuale legge, la quale deve riportare le norme, gli articoli, i regolamenti, in un regime di assoluta normalit\u00e0. Per quanto riguarda le circoscrizioni territoriali, la vecchia legge della Consulta ha adottato norme che dovevano essere poste al vaglio della esperienza e noi ci domandiamo se questa esperienza possa far riaffermare, nell\u2019attuale disegno di legge, la dizione, gli articoli e le tabelle ora riproposti dalla Commissione.<\/p><p>Io ritengo che si possa affermare che la legge approvata dalla Consulta non abbia avuto quell\u2019effetto pratico che oggi \u00e8 auspicato dalla Commissione; abbiamo cio\u00e8 visto creare con quella legge, che ora si riproduce, delle circoscrizioni elettorali fittizie, che non rispondevano a ragioni etniche, topografiche, elettorali sentite dalla popolazione. Abbiamo assistito a degli episodi elettorali non lusinghieri, a giuochi di preferenze, che non sono certamente tornati ad onore della lizza elettorale, e abbiamo il dovere di preoccuparci che non si ripetano nella prossima campagna elettorale. \u00c8 per questo, signori, che io chiederei \u2013 credo che questa sia una esigenza avvertita da tutti i partiti, se vogliamo parlare con franchezza e lealt\u00e0 \u2013 che queste circoscrizioni elettorali abbiano una caratteristica ben definita.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Ed allora, una delle due: o affrontiamo il concetto della circoscrizione su un piano vasto e completo, e in tal modo avremo l\u2019organismo della Regione che risponde a criteri ben definiti di possibilit\u00e0 giuridica c pratica; oppure, se non ricorriamo al criterio della Regione, non si pu\u00f2 neppure ricorrere a questo sistema misto, ibrido, di agglomerati di provincia che non hanno alcuna ragione di essere unite o disunite, agglomerati creati soltanto sulla carta e nella legge e che urtano contro la realt\u00e0 voluta e vissuta dagli elettori.<\/p><p>Ad esempio, per il Piemonte abbiamo un frazionamento quanto mai ibrido ed antilogico. Il Piemonte \u00e8 sezionato in tre circoscrizioni: da una parte Torino con Novara e Vercelli; dall\u2019altra Cuneo, Alessandria ed Asti; circoscrizioni, insomma, che non rispondono ad alcun concetto n\u00e9 di vicinanza, n\u00e9 di tradizioni.<\/p><p>Ed allora, poich\u00e9 questa legge dovr\u00e0 avere un fondamento nella vita pratica e nel desiderio degli elettori, perch\u00e9 non ricorrere, piuttosto, a circoscrizioni ben chiare e definite nel vero senso della parola?<\/p><p>Riassumendo, quindi: o una circoscrizione ampia, di largo respiro \u2013 e questa deve essere la Regione \u2013 oppure una circoscrizione che risponda a delle tradizioni che sono consacrate dalla storia e dalla vita elettorale, e questa non pu\u00f2 essere altro che la Provincia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RIVERA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RIVERA. Signor Presidente, io riprendo la questione sollevata dall\u2019onorevole Bovetti per un\u2019altra ragione e per un\u2019altra Regione, proprio in considerazione di una decisione recente, che questa Assemblea ha preso, la decisione cio\u00e8 di ricostituire le Regioni secondo la storia e la tradizione.<\/p><p>Orbene, anche se il nostro Statuto fondamentale non \u00e8 ancora in efficienza ed esecutivo, vorrei permettermi di rilevare che esso non pu\u00f2 non essere applicato nelle sue deliberazioni fondamentali per quello che riguarda le imminenti elezioni, e ci\u00f2 anche in omaggio alle popolazioni che, sub\u00ecto 20 anni fa un trasferimento forzato di territori e di persone dovuto al capriccio di chi allora governava, reclamano a piena voce di tornare in seno alla loro Regione.<\/p><p>Io non domando, onorevoli colleghi, che venga corretto tutto il disordine che allora fu portato nella ripartizione territoriale di gran parte delle Provincie italiane, perch\u00e9, per rivedere tutto quanto quello che \u00e8 stato guastato, durante il governo fascista, delle circoscrizioni provinciali, forse la Camera non avrebbe il tempo. Si tratta per alcuni casi di territori che sono stati diversamente agglomerati attorno a dei centri, talora perch\u00e9 prediletti da questo o da quel gerarca, e promossi a capoluogo; da ci\u00f2 assurdi territoriali straordinari, come quello di una strada che entra in una provincia, poi ne riesce e ne rientra ancora.<\/p><p>Non parlo di questo problema spinoso, ho detto, perch\u00e9, per risolverlo, occorrerebbe troppo tempo e troppo studio che noi oggi non possiamo spendervi; parler\u00f2 soltanto della ricostituzione, in sede elettorale, delle antiche Regioni storico-tradizionali.<\/p><p>Si tratta, onorevoli colleghi, in definitiva, di non pi\u00f9 che uno o due casi, se si vogliono considerare come rassomiglianti il caso della Campania e quello dell\u2019Abruzzo. Io parlo per\u00f2 solo del caso che si riferisce al circondario di Cittaducale (ex provincia di Aquila), che \u00e8 stato staccato dall\u2019Abruzzo. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sta bene: allora vuol dire che le Regioni, che si propone si presentino alle elezioni con il territorio deformato dal trascorso regime, come del resto io ho gi\u00e0 premesso, sono due e non una. Tra esse la Regione d\u2019Abruzzo, che si trovava tutta intiera entro un confine politico, giacch\u00e9 poco di l\u00e0 da Cittaducale, correva il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, ha visto portare oltre la vecchia linea di confine una parte del suo territorio, allo scopo di mettere insieme, con brandelli di due altre Ragioni, l\u2019Umbria ed il Lazio, una novella Provincia. Per arrivare a ci\u00f2, dunque, il Governo fascista stacc\u00f2 da questo cos\u00ec caratteristico comprensorio geografico e politico antichissimo un circondario tipicamente abruzzese e lo assegn\u00f2, <em>tout-court<\/em>, ad altra Regione, senza che le popolazioni interessate venissero minimamente interpellate: esse lessero un bel d\u00ec sul giornale di essere state trasferite, direi quasi \u00abcarico e beni\u00bb, ad altra Regione e di avere mutato, senza loro volont\u00e0, la propria denominazione ed appartenenza ininterrotta per oltre quattro secoli, ad un territorio fortemente amato che chiamavasi Abruzzo.<\/p><p>Signor Presidente, ripeto ancora che fin dalle imminenti elezioni io vorrei che si desse valore a ci\u00f2 che solennemente \u00e8 stato stabilito da questa Assemblea, e che \u00e8 per essere applicato subito dopo l\u2019entrata in vigore della Costituzione, che cio\u00e8 le Regioni debbono essere quelle storico-tradizionali: \u00e8 evidente che la tradizione non si fa esclusivamente con quello che \u00e8 avvenuto nel ventennio fascista, ma si fa con tutta la lunga storia e, per l\u2019Abruzzo, con l\u2019ininterrotta tradizione del nostro Paese.<\/p><p>Per questo l\u2019ingiustizia e la prepotenza commessa dal governo fascista contro la volont\u00e0 dell\u2019Abruzzo non debbono trovare in questa Assemblea, neppure nella imminente manifestazione elettorale, una tacita assuefazione, che suonerebbe quasi ingiuria per noi e per quelle popolazioni beffate, le quali del resto si sono gi\u00e0 in modo indubbio espresse nel senso di voler tornare in seno all\u2019Abruzzo. Io domando pertanto che, prima ancora che in esecuzione, per l\u2019esecuzione di quanto statuito dalla Costituzione, e che \u00e8 indiscutibile ed ineluttabile, in seno all\u2019Abruzzo fin dalle imminenti elezioni ritorni il territorio che costituiva il vecchio circondario di Cittaducale, abruzzese per lunga ininterrotta tradizione e chiara storia, ci\u00f2 in leale e pronta obbedienza al deliberato di questa Assemblea che statuisce che le Regioni debbano essere quelle storico-tradizionali. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei pregarli di non confondere questo articolo 2 con ci\u00f2 che si riferisce alla tabella delle circoscrizioni: tutte queste questioni le rimettano al momento in cui si parler\u00e0 delle tabelle.<\/p><p>RIVERA. Mi riservo allora di tornare sull\u2019argomento a suo tempo.<\/p><p>SULLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SULLO. La proposta dell\u2019onorevole Rivera \u00e8 di carattere generale, almeno a quello che ho capito; essa riguarda cio\u00e8 la proposta di modificare le circoscrizioni elettorali in senso provinciale. Ora, io propongo su ci\u00f2 la sospensiva, perch\u00e9 mi pare che la provincia possa essere considerata adatta all\u2019uopo, soltanto a condizione che si abolisca il collegio unico nazionale.<\/p><p>Se infatti non si abolisce il collegio unico nazionale, con le circoscrizioni provinciali si viene a portare alla lista nazionale un numero di eletti molto maggiore degli 80 attuali e allora la circoscrizione pi\u00f9 ampia vale a rappresentare un correttivo nei confronti di quello che pu\u00f2 essere considerato come un vero male da evitare.<\/p><p>\u00c8 quindi naturale che molti di noi si troverebbero in imbarazzo a votare l\u2019emendamento.<\/p><p>Si potrebbe votare a favore delle circoscrizioni provinciali, se si abolisse il collegio unico nazionale; ma se questo rimanesse non ci sarebbe possibile votare a favore delle circoscrizioni provinciali.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 faccio al Presidente una formale proposta di sospensiva sulla votazione dell\u2019emendamento, in attesa che l\u2019Assemblea si pronunci sulla questione generale proposta dalla Relazione di minoranza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoccimarro ha facolt\u00e0 di parlare per esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione si pronuncia contro la sospensiva. I colleghi che hanno qualche cosa da dire in materia di circoscrizioni \u00e8 bene lo dicano subito. La Commissione risponder\u00e0 immediatamente. Se rimettiamo in discussione tutti i particolari di questa materia, non terminiamo pi\u00f9.<\/p><p>SULLO. Chiedo che sia posta in votazione la mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sullo propone che siano rinviate le decisioni relative alla tabella delle circoscrizioni a dopo che l\u2019Assemblea abbia deliberato in ordine all\u2019utilizzazione dei resti.<\/p><p>La Commissione propone, invece, che si decida non soltanto sulle proposte di carattere generale, ma anche su quelle di caratteri particolare, relative alla tabella delle circoscrizioni.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Sullo.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Invito l\u2019onorevole Relatore ad esprimere il suo avviso sulla proposta Bovetti.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Onorevoli colleghi, la Commissione, nella sua relazione, ha gi\u00e0 detto brevemente i motivi per i quali non ha ritenuto di riprendere in esame le circoscrizioni elettorali. Dopo molta discussione la stessa Commissione \u00e8 venuta nell\u2019avviso che ogni modificazione parziale produce naturalmente la richiesta di una revisione totale di tutte le circoscrizioni.<\/p><p>Ora, noi ci siamo semplicemente limitati \u2013 per una ragione di carattere particolare \u2013 ad accogliere la proposta della distinzione in circoscrizione del Molise ed abbiamo suggerito all\u2019Assemblea delle modificazioni inerenti, come conseguenza, a questa deliberazione presa dalla Commissione.<\/p><p>Non abbiamo deciso di prendere in esame altre molteplici proposte fatte da vari Commissari, perch\u00e9 questi stessi Commissari che facevano proposte di modifica dell\u2019indole di quella oggi proposta dall\u2019onorevole Bovetti, trascinavano con s\u00e9 una revisione totale \u2013 come ho detto \u2013 dell\u2019allegato alla legge relativa alle circoscrizioni.<\/p><p>\u00c8 evidente che questa norma che la Commissione ha adottato non pu\u00f2, qui in Assemblea, essere modificata da parte della Commissione stessa, perch\u00e9 \u00e8 una direttiva di carattere politico generale, che si ritiene necessaria in questo momento, perch\u00e9 in questo momento non ci \u00e8 possibile l\u2019esame dettagliato e ponderato delle ragioni che assistono le varie proposte. La stessa proposta di ridurre i collegi a sistema provinciale urta con delle difficolt\u00e0 di carattere \u2013 dir\u00f2 cos\u00ec \u2013 demografico, perch\u00e9 non vi \u00e8 nelle provincie nostre quella uguaglianza di rapporti demografici che \u00e8 necessario stabilire per poter fare le elezioni col sistema proporzionale; perch\u00e9 ognuno di voi intende come vi siano provincie piccole che non possono costituire da sole un collegio, come potrebbero essere la provincia di Matera, la provincia di Mantova, le provincie siciliane di Caltanissetta, di Ennia ed altre provincie. Non avrebbero quindi la possibilit\u00e0 di applicazione della proporzionale, la quale richiede ed ha l\u2019esigenza precisa e inderogabile che il collegio elettorale abbia una certa determinata ampiezza.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> E Campobasso?<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Campobasso ha cinque seggi: \u00e8 il minimo e si \u00e8 inteso che esso costituisse una eccezione.<\/p><p>La Commissione, ripeto, dop\u00f2 vario esame, ha ritenuto che la rielaborazione delle circoscrizioni non si potesse fare ora e potr\u00e0 invece farsi con successiva legge dalla nuova legislatura, quando vi sar\u00e0 tempo e modo di esaminare non solo le circoscrizioni, ma anche le stesse provincie, perch\u00e9, come ha accennato qui giustamente l\u2019onorevole Rivera, la formazione delle provincie da parte del governo fascista \u00e8 stata una formazione arbitraria, per cui anche la formazione delle provincie andrebbe riveduta.<\/p><p>Per queste ragioni pregherei l\u2019onorevole Bovetti di non insistere nella sua proposta perch\u00e9 la sua proposta determinerebbe la richiesta dei colleghi lombardi, dei colleghi siciliani e di altri. Vi sono anche proposte per il Napoletano, cio\u00e8 divisioni di circoscrizioni che sono meritevoli di attenzione, ma non possono essere in questo momento sodisfatte.<\/p><p>Del resto, onorevoli colleghi, vi prego di tenere presente anche questa ultima considerazione che ha il suo valore: si \u00e8 creato tra eletti ed elettori delle circoscrizioni attuali un rapporto, dir\u00f2 cos\u00ec, politico ed elettorale che in questo momento riteniamo sia opportuno non turbare, essendo esso il frutto del primo esperimento di una legge elettorale applicata con criteri di libert\u00e0 e con criteri di democrazia.<\/p><p>Pertanto la Commissione insiste perch\u00e9 le circoscrizioni restino ferme cos\u00ec come risultano dalla vecchia legge, fatta eccezione per l\u2019emendamento che si riferisce al Molise.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Governo di esprimere il suo parere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo \u00e8 d\u2019accordo con la Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ed allora, onorevoli colleghi, dobbiamo passare alla votazione delle proposte che sono state svolte dai presentatori di emendamenti. Onorevole Bovetti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>BOVETTI. Mantengo l\u2019emendamento e annunzio che vi \u00e8 una richiesta di votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bovetti, le faccio presenti le ragioni di urgenza, che premono sui nostri lavori, e che potrebbero essere compromesse dalla sua richiesta.<\/p><p>BOVETTI. Noi insistiamo per la votazione a scrutinio segreto, perch\u00e9 si tratta di questione essenziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Sull\u2019emendamento Bovetti \u00e8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Grilli, Corbino, Borsellino, Abozzi, Miccolis, Villabruna, Canevari, Cairo, Sapienza, Bellavista, Gullo Rocco, Condorelli, Martino Gaetano, Carboni Angelo, Lami Starnuti, D\u2019Aragona, Veroni, Bonino, Caronia, Reale Vito.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sull\u2019emendamento Bovetti del seguente tenore:<\/p><p>\u00abOgni collegio \u00e8 costituito e delimitato dalle attuali circoscrizioni provinciali\u00bb.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 306<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 305<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 153<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 72<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 233<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bargagna \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bettiol \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Bruni \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro.<\/p><p>Caccuri \u2013 Cairo \u2013 Caldera \u2013 Camposarcuno \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiaramello \u2013 Chiarini \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Gingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longhena \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Mariani Enrico \u2013 Mariani Francesco \u2013 Marina Mario \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Lina \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Monterisi \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perrone Capano \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Selvaggi \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Tremelloni \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Trulli \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vigna \u2013 Villabruna.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Si \u00e8 astenuto:<\/em><\/p><p>D\u2019Aragona.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Bertone.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Ghidini.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Lopardi.<\/p><p>Mastino Pietro.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Quintieri Adolfo.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Sardiello.<\/p><p>Vanoni.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stato presentato il seguente emendamento all\u2019articolo 2 dagli onorevoli Carpano Maglioli, Costa, Tonello, Nobili Tito Oro, Priolo, Fornara, Veroni ed altri:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> calcolati in ciascun Collegio in base alla popolazione presente al 31 dicembre 1946, <em>le altre:<\/em> che risultano dall\u2019ultimo censimento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione in merito a questa proposta.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Onorevoli colleghi, a proposito della disposizione che si riferisce alla popolazione al 31 dicembre 1946, anzich\u00e9 a quella del censimento del 1936, debbo rilevare che l\u2019Assemblea, in sede di Costituzione, ha approvato la disposizione transitoria secondo la quale \u00e8 consentito che si possa fare una deroga all\u2019articolo 57 della Costituzione stessa, che dispone che il numero dei deputati debba essere stabilito in rapporto alla popolazione dell\u2019ultimo censimento. Quindi l\u2019Assemblea su questo punto ha gi\u00e0 deciso in sede di Costituzione e noi non abbiamo fatto altro che applicare questa norma transitoria della Costituzione, per cui mi pare che la discussione sia ora superflua. Comunque, io debbo far presente che questa disposizione, di adeguare il numero dei deputati ai dati statistici risultanti dagli aggiornamenti operati dall\u2019Istituto centrale di statistica, \u00e8 motivata dal fatto che specialmente durante il periodo bellico, e specialmente dal 1942 in poi, vi sono stati spostamenti notevolissimi di popolazione da un centro all\u2019altro, con fissazione di vari domicili diversi da quelli che risultavano nel 1936. Gli aggiornamenti statistici sono stati eseguiti sui dati demografici comunicati dai singoli comuni all\u2019Istituto centrale di statistica, che ha, in base ai medesimi, compilata le tabella pubblicata nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 1947, n. 96. Spiegazioni ulteriori su questi dati di fatto non mi sembra di doverne dare, non avendo la Commissione che applicato quanto l\u2019Assemblea stessa in sede di Costituzione ha deliberato.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo concorda con la Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Carpano Maglioli, conserva la sua proposta?<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. La conservo e vorrei parlare per una dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Il nostro emendamento tende ad assumere come base dati assolutamente fissi e sicuri ed \u00e8 compilato in base a tutta una serie di precedenti che ci garantiscono come esso risponda veramente ad un criterio ortodosso e di giustizia e di equit\u00e0.<\/p><p>Infatti, nel 1946 si sono seguiti i dati del censimento del 1936; nel 1921 si sono seguiti i dati del censimento del 1911, nel 1892 si sono seguiti i dati del censimento del 1881.<\/p><p>Ora, i precedenti, indubbiamente, d\u00e0nno una indicazione utile, e se si \u00e8 fatto cos\u00ec per il passato, ci sono delle buone ragioni, e difatti non sempre i dati dell\u2019Ufficio centrale di statistica sono esatti; ci sono elementi che concorrono a deformarli: i sindaci che hanno interesse a deformare le cifre della popolazione ai fini della concessione delle carte annonarie, ai fini della carriera dei segretari comunali, ecc.<\/p><p>I dati dei censimenti, invece, sono dati obiettivi, accertati con seriet\u00e0 scientifica e garantiscono della rispondenza concreta e reale.<\/p><p>Per questi motivi, votiamo a favore dell\u2019emendamento proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Carpano Maglioli, non accettata dalla Commissione n\u00e9 dal Governo, di riferire per le prossime elezioni i dati della popolazione, anzich\u00e9 ai dati ufficiali dell\u2019Istituto centrale di statistica, al 31 dicembre 1946, ai risultati dell\u2019ultimo censimento, facendo presente che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato in sede di disposizioni transitorie una norma per la quale era autorizzato il riferimento ai dati dell\u2019Istituto centrale di statistica al 31 dicembre 1946.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 2.<\/p><p>\u00abIl primo ed il secondo comma dell\u2019articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:<\/p><p>\u00abIl numero dei deputati \u00e8 in ragione di uno ogni 80.000 abitanti o per frazione superiore a 40.000, calcolati in ciascun collegio in base alla popolazione presente al 31 dicembre 1946, secondo i dati ufficiali dell\u2019Istituto centrale di statistica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al secondo comma.<\/p><p>\u00abI collegi sono costituiti secondo le circoscrizioni stabilite nella tabella <em>A<\/em> allegata alla presente legge\u00bb.<\/p><p>La Commissione ha presentato una tabella recante alcune modificazioni in relazione alla provincia di Campobasso e conseguentemente a quelle di Avellino e di Benevento. Vorrei sapere dal Ministro dell\u2019interno se accetta questa tabella allegata.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> L\u2019accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rivera ha cos\u00ec formulato la sua proposta:<\/p><p>\u00abOgni collegio \u00e8 costituito e delimitato dalle circoscrizioni storiche e tradizionali\u00bb.<\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli onorevoli La Rocca, Fiorentino e Gullo Fausto, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Modificare in tal senso la circoscrizione XXIV:<\/em> Benevento, Avellino e Salerno, e <em>sopprimere la XXIII<\/em>\u00bb.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. La mia povera provincia di Benevento (<em>Commenti<\/em>), pare debba essere sballottata a destra e a sinistra. Noi della provincia di Benevento abbiamo delle affinit\u00e0 sia con Campobasso che con Avellino, ma non abbiamo alcun interesse, alcuna affinit\u00e0 con la provincia di Salerno, con cui non abbiamo alcuna relazione.<\/p><p>Nelle precedenti elezioni, noi siamo stati una volta con Campobasso e una volta abbiamo formato, tutte e tre le provincie di Avellino, Benevento e Campobasso, un collegio unico, ed \u00e8 stata anzi questa l\u2019unica volta in cui il regime fascista \u00e8 stato messo in minoranza con un emendamento a firma mia e dell\u2019onorevole Rubilli, circa le circoscrizioni elettorali, e la Camera vot\u00f2 il collegio di Benevento, Avellino e Campobasso.<\/p><p>Per noi \u00e8 indifferente andare con Campobasso o con Avellino, sebbene io voglia far notare che nelle precedenti elezioni il collegio era Campobasso con capoluogo Benevento. Oggi nel disegno di legge governativo \u00e8 mutato il titolo Benevento-Campobasso in Campobasso-Benevento con capoluogo Campobasso e non pi\u00f9 Benevento. Per noi il capoluogo \u00e8 indifferente; noto semplicemente e deploro la meschinit\u00e0 di questa modificazione. Le nostre maggiori affinit\u00e0 sono per\u00f2 con la provincia di Avellino, con cui in gran parte costituiamo un tutto unico.<\/p><p>Quindi ritengo che debba mantenersi ferma la circoscrizione Benevento-Avellino, come \u00e8 stata proposta dalla Commissione, e vada respinto un allacciamento irreale, una impossibile unione di Benevento con Salerno, perch\u00e9, pur avendo moltissimo affetto e moltissima stima per la provincia di Salerno, non abbiamo nessun contatto, nessun interesse, nessuna unione di animi e di intenti con questa provincia che rispettiamo ed amiamo, ma che non pu\u00f2 unirsi a noi nel rappresentare interessi comuni, che non vi sono. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE MARTINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MARTINO. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli, al quale porgo i sensi del mio ringraziamento per le buone e le cattive parole rivolte alla provincia di Salerno, della quale sono modesto rappresentante, ritiro la mia firma all\u2019emendamento presentato.<\/p><p>SULLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SULLO. Io prego gli onorevoli colleghi di lasciare che, una volta tanto, anch\u2019io prenda la parola in questioni di carattere territoriale, perch\u00e9 ritengo che quando un principio viene affermato, debba essere affermato per tutte le circoscrizioni, non per un certo numero s\u00ec, e per una soltanto eccezionalmente no.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha respinto il principio delle circoscrizioni provinciali. \u00c8 d\u2019altra parte logico, che dopo che non si era voluto accettare una sospensiva che tecnici hanno ritenuto perfettamente giustificata, molti dei colleghi non si sentissero di poter votare a cuor leggero per le circoscrizioni provinciali.<\/p><p>Ma, se si \u00e8 rimasti fermi al principio che debbono rimanere le circoscrizioni del 2 giugno, non vedo perch\u00e9 ci\u00f2 non debba valere per la circoscrizione di Salerno e di Avellino.<\/p><p>Noi diciamo che se l\u2019Assemblea Costituente ha stabilito che la provincia di Campobasso deve essere una circoscrizione a s\u00e9, ci deve essere per\u00f2 anche un sistema per rispettare un legittimo diritto degli elettori.<\/p><p>Noi dobbiamo tener ben presente questo: che nelle elezioni che si fanno adesso, i partiti rispondono al corpo elettorale, e che i deputati, i quali sono stati eletti in una determinata circoscrizione ampia che aveva ben quindici deputati, come quella di Avellino-Salerno, hanno un dovere \u2013 corrispondente al diritto degli elettori \u2013 di rispondere ai medesimi elettori dell\u2019opera che hanno compiuto. Noi non diciamo affatto che la provincia di Benevento debba essere aggregata piuttosto a questa che a quella provincia, o sballottata a destra o a sinistra. Noi non vogliamo sballottare nessuno. Abbiamo proposto una circoscrizione ampia, per venire incontro ai desideri, non suscitati certamente da noi, dei molisani. Ma, d\u2019altra parte, se non si vuole tornare su quella decisione, si dia a Benevento una circoscrizione per proprio conto. Sono cose in cui non voglio entrare. Ma ritengo che proprio per quel principio che \u00e8 stato adottato da questa Assemblea, cio\u00e8 <em>quieta non movere<\/em>, non sia giusto muovere noi altri che stiamo tranquilli e quieti. Io credo, quindi, che l\u2019Assemblea debba o riconfermare i collegi del 2 giugno, non facendo per questa circoscrizione una eccezione che sarebbe unica rispetto a tutto il resto d\u2019Italia, oppure unirla al collegio di Campobasso, cosa che si \u00e8 scartata per l\u2019opposizione dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli.<\/p><p>Allora, la proposta ultima potrebbe essere quella di una circoscrizione isolata unica per Benevento, anche perch\u00e9 si vuol contentare gli amici del Molise e si vuol confermare l\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato espressione di questa Assemblea qualche giorno fa.<\/p><p>SCOCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCA. L\u2019amico Bosco Lucarelli si duole che il Molise abbia respinto l\u2019unit\u00e0 di collegio con Benevento, e non vuole che questa provincia sia unita a Salerno perch\u00e9 non vi \u00e8 ragione di unirsi con una provincia con la quale, per quanto afferma, non vi sarebbero interessi comuni.<\/p><p>Ma l\u2019argomento, anche se fosse fondato, non risolverebbe ha questione, perch\u00e9 occorre pure preoccuparsi di Avellino. La provincia di Avellino nelle ultime elezioni era unita a quella di Salerno, e se si deve mantenere il principio accolto che le circoscrizioni non devono essere modificate, non vedo la ragione di fare questa unica eccezione, senza motivo apprezzabile.<\/p><p>Sono d\u2019accordo nel riconoscere che la provincia di Avellino ha rapporti con la provincia di Benevento, ma si deve riconoscere pure, che rapporti non meno notevoli vi sono fra Avellino e Salerno. Se \u00e8 vero che vi sono questi stretti rapporti con Salerno, \u00e8 giusto che si mantenga l\u2019unica circoscrizione elettorale preesistente. L\u2019esistenza poi, degli affermati rapporti con Benevento non impediscono l\u2019aggiunzione anche di questa provincia.<\/p><p>Mi pare che non si tenga conto della posizione topografica e della funzione economica dell\u2019Irpinia, situata nel bel mezzo delle altre due provincie.<\/p><p><em>Voci.<\/em> Chiusura!<\/p><p>PRESIDENTE. Domando se la proposta di chiusura \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. In sede di Commissione si fu tutti d\u2019accordo nel non voler ritoccare le circoscrizioni elettorali, appunto per evitare attriti e per non sovvertire tutto l\u2019ordinamento della legge. Senonch\u00e9 il Molise insistette per costituire una circoscrizione a s\u00e9. In sede di Commissione si fu anche tutti d\u2019accordo che per favorire il Molise non bisognasse guastare i rapporti economici, culturali e di amicizia gi\u00e0 costituiti.<\/p><p>In sostanza il collegio elettorale viene circoscritto e delimitato alla stregua di una realt\u00e0 obiettiva, cio\u00e8 di rapporti economici, di relazioni, ecc. Il che storicamente esiste \u2013 contrariamente a quanto \u00e8 stato affermato in quest\u2019Assemblea \u2013 da tempo immemorabile fra la provincia di Avellino e quella di Salerno, e si insistette perch\u00e9 questa unit\u00e0 non venisse spezzata. Dal momento che la provincia di Benevento consent\u00ec di staccarsi dal Molise, non deve Costituire elemento di ostacolo o di scompiglio. Si disse alla provincia di Benevento di staccarsi e costituire un collegio, e si rifiut\u00f2.<\/p><p>E allora altra possibile soluzione non v\u2019\u00e8 al di fuori di questa: anzitutto non spezzare l\u2019unit\u00e0 delle provincie di Avellino e Salerno; e, la provincia di Benevento, che ha voluto staccarsi dal Molise, formi collegio con Avellino e Salerno.<\/p><p>Questa \u00e8 la soluzione pi\u00f9 pacifica, che aiuta a risolvere il problema.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Dichiaro di votare contro l\u2019emendamento alla proposta della Commissione per ragioni diverse da quelle che sono state esposte da tutti gli altri colleghi. Io non comprendo una discussione o un dibattito intorno ai rapporti che si possono avere con una provincia o con l\u2019altra, perch\u00e9 simili argomenti servono solo a nascondere \u2013 e non vi riescono neppure \u2013 propri interessi personali ed elettorali.<\/p><p>Credo che si debba tener conto di un\u2019altra considerazione: non \u00e8 opportuno che vi siano circoscrizioni molto estese, le quali non permettono un\u2019ampia propaganda elettorale. Sarebbe stato ideale tornare al concetto della provincia, perch\u00e9 la provincia rappresenta un ente veramente organico nel quale si raccolgono uniformi i sentimenti, le opinioni e gli interessi degli elettori che devono nominare i propri rappresentanti. E non ho mai capito perch\u00e9 si dica che nel ristretto ambiente della provincia non possa bene applicarsi la prediletta proporzionale. Non lo comprendo, perch\u00e9, una volta che si \u00e8 stabilita la circoscrizione provinciale per il Molise, con quattro o cinque deputati, vuol dire che si riconosce l\u2019efficacia della proporzionale nell\u2019ambito di una singola provincia, sia pure non molto ampia.<\/p><p>Ad ogni modo, giacch\u00e9 non si \u00e8 voluto adottare il concetto della provincia \u2013 che sarebbe stato il migliore \u2013 sar\u00e0 allora opportuno restringere almeno le circoscrizioni quanto pi\u00f9 possibile. Mentre il Molise rimane a s\u00e9 formando un piccolo collegio elettorale, Avellino, Benevento e Salerno formerebbero una circoscrizione che deve eleggere venti deputati.<\/p><p>Per queste considerazioni sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Bosco Lucarelli di ridurre il pi\u00f9 possibile le circoscrizioni, e voto per la proposta della Commissione la quale unisce soltanto Avellino con Benevento. Salerno pu\u00f2 fare collegio a s\u00e9, perch\u00e9 ha dieci deputati, e bastano per costituire un collegio.<\/p><p>Ma in conclusione, potrei consentire a mantenere le circoscrizioni anche come stavano prima, in guisa che Avellino rimanga con Salerno e Benevento si unisca con Campobasso.<\/p><p>Tre provincie insieme per un collegio, specialmente nel Mezzogiorno d\u2019Italia privo di agevoli comunicazioni, senza dubbio impongono eccessivo lavoro nel periodo elettorale e non permettono dopo agli eletti una assidua opera, atta a garantire efficacemente gl\u2019interessi locali.<\/p><p>RESCIGNO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RESCIGNO. Sono anch\u2019io un deputato interessato alla circoscrizione, ed \u00e8 giusto che esprima il mio voto.<\/p><p>Dichiaro che sono anch\u2019io contrario all\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole La Rocca ed altri, e sono favorevole alla proposta della Commissione, perch\u00e9 la proposta della Commissione \u00e8 quanto di meglio si potesse escogitare, dal momento che si \u00e8 stabilito il principio di dare una piccola soddisfazione alla regione del Molise.<\/p><p>Per ragioni eminentemente pratiche e geografiche, una circoscrizione Avellino-Benevento-Salerno sarebbe quanto di pi\u00f9 assurdo si possa immaginare, perch\u00e9 un candidato dovrebbe percorrere lunghi tragitti, come da Sapri a San Bartolomeo in Galdo, per fare la sua propaganda.<\/p><p>Per queste ragioni voter\u00f2 per la proposta della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione deve informare l\u2019Assemblea che quando si convenne di scindere il collegio Benevento-Campobasso si venne incontro alle richieste dei Molisani. La Commissione mantiene ferma questa decisione. Per la posizione della provincia di Benevento, la Commissione si mantenne neutrale fra le varie proposte che venivano fatte e nella relazione \u00e8 detto che, in fondo, si rimetteva all\u2019Assemblea. Di fronte alle argomentazioni portate oggi da alcuni colleghi, la Commissione ritiene che non sia ingiustificata la richiesta del Collegio Avellino-Salerno di non venire diviso. D\u2019altra parte, ammesso il principio di non creare piccole circoscrizioni che contrasterebbero col criterio generale che informa la legge (il sistema proporzionale), la Commissione non \u00e8 contraria, anzi \u00e8 favorevole a riunire la provincia di Benevento con le provincie di Avellino e di Salerno in un unico collegio elettorale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Concordo con la Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento degli onorevoli La Rocca ed altri tendente ad unificare le circoscrizioni XXIII e XXIV di cui alla tabella <em>A<\/em> della Commissione.<\/p><p>La Commissione ha dichiarato di essere favorevole a questo emendamento.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli onorevoli Numeroso e De Michels hanno proposto di scindere in due la circoscrizione XXII, e cio\u00e8 XXII-<em>a<\/em> circoscrizione di Napoli; XXII-<em>b<\/em> circoscrizione di Caserta.<\/p><p>Invito l\u2019onorevole Fuschini ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>La Commissione mantiene fermo il principio di non modificare nessun\u2019altra circoscrizione. Quanto abbiamo approvato test\u00e9 \u00e8 stato semplicemente la conseguenza di quella eccezione che la Commissione aveva fatto per il Molise. Noi non accettiamo nessun\u2019altra modificazione di circoscrizioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento degli onorevoli Numeroso e De Michelis.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo adesso alla proposta subordinata Bovetti intesa a sostituire le circoscrizioni I e II della tabella <em>A<\/em> della Commissione con le seguenti:<\/p><p>I-<em>a<\/em>: Torino citt\u00e0.<\/p><p>I-<em>b<\/em>: Torino provincia,<\/p><p><em>oppure:<\/em> (provincia di Torino).<\/p><p>I-<em>c<\/em>: Novara-Vercelli (provincie).<\/p><p>I-<em>d<\/em>: Cuneo (provincia).<\/p><p>I-<em>e:<\/em> Asti-Alessandria (provincie).<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. <em>Presidente della Commissione.<\/em> Devo richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sul fatto che la Commissione si \u00e8 espressa rifiutando collegi per provincie e l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato in merito. Mi pare strano che si rimetta in discussione un problema sul quale si \u00e8 gi\u00e0 votato.<\/p><p>PRESIDENTE. Quanto lei ha detto \u00e8 valido per alcune di queste circoscrizioni, che comprendono una provincia sola, ma ve ne sono alcune che comprendono due provincie, e ve n\u2019\u00e8 una che comprende mezza provincia.<\/p><p>SCOCCIMARRO. <em>Presidente della Commissione.<\/em> L\u2019osservazione \u00e8 giusta, per\u00f2 desidero far conoscere il parere della Commissione e cio\u00e8 che nessuna proposta (ripeto quello che \u00e8 stato detto dal Relatore) di mutamento di circoscrizioni verr\u00e0 accolta dalla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento Bovetti.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Abozzi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla tabella<\/em> A<em>,<\/em> <em>allegata all\u2019articolo 2, sostituire alla circoscrizione XXXI:<\/em> Cagliari-Sassari-Nuoro, <em>le seguenti:<\/em><\/p><p>XXXI. \u2013 Cagliari.<\/p><p>XXXII. \u2013 Sassari-Nuoro\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Abozzi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ABOZZI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che, pur proponendo una divisione di circoscrizione, non parlo per ragioni elettoralistiche. Vorrei dire all\u2019onorevole Scoccimarro le ragioni che possono consigliare la divisione di un collegio.<\/p><p>Le ragioni sono queste: penso che una legge elettorale possa dirsi buona, soltanto quando permette al candidato una assoluta e piena propaganda delle sue idee. Ora, in una circoscrizione che comprende tutta l\u2019Isola questo non \u00e8 possibile.<\/p><p>In Sardegna, come sanno tutti quelli che l\u2019hanno visitata, le comunicazioni sono quelle che sono; n\u00e9 io mi intratterr\u00f2 a dimostrare questa tesi. Sarebbe necessario un lungo discorso, ma questo non \u00e8 il momento. Non tutti i comuni sono raggiunti da linee ferroviarie; in certe localit\u00e0 non si pu\u00f2 arrivare che con l\u2019automobile ed in certe non si arriva che penosamente a cavallo.<\/p><p>Le popolazioni vivono sparpagliate; e fare la propaganda in quelle localit\u00e0 diventa pressoch\u00e9 impossibile. Se la circoscrizione dovesse essere cos\u00ec larga, non ci sarebbe nessun deputato che potrebbe fare la propaganda nei comuni.<\/p><p>Quindi, se si vuole che la propaganda non diventi veramente una fatica improba, \u00e8 necessario sdoppiare la circoscrizione. E vorrei aggiungere \u2013 <em>ad abundantiam \u2013 <\/em>che la provincia di Cagliari ha caratteristiche diverse da quelle di Sassari e Nuoro.<\/p><p>Uno studioso di cose sarde mi diceva che esistono tre Sardegne. Questo non lo credo: credo che la Sardegna sia una.<\/p><p>Anche quelli che tengono all\u2019integrit\u00e0 della regione non possono turbarsi della mia proposta, perch\u00e9 una procedura elettorale non pu\u00f2 turbare l\u2019intierezza dell\u2019Ente regione.<\/p><p>Quali sarebbero le conseguenze? Che Cagliari, con 613 mila abitanti e con 50 mila resti avrebbe otto seggi assegnati; Sassari con 553 mila abitanti avrebbe sette seggi. \u00c8 giusto che Cagliari, che ha pi\u00f9 abitanti, abbia pi\u00f9 seggi.<\/p><p>Faccio presente che i quozienti cos\u00ec ottenuti non sono inferiori a quelli di altre circoscrizioni. Campobasso ha una popolazione inferiore a quella di Nuoro.<\/p><p>Questa mi sembra una seria ragione per far accettare il mio emendamento, che d\u00e0 la possibilit\u00e0 al candidato di svolgere la propaganda.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Io devo sostenere la proposta della Commissione, cio\u00e8 la circoscrizione unica.<\/p><p>Mi rendo conto del fatto che l\u2019onorevole Abozzi, la cui debolezza per la provincia di Sassari \u00e8 nota, sia di parere contrario.<\/p><p>Peraltro nessuna delle considerazioni da lui fatte pu\u00f2 giustificare il cambiamento della proposta fatta dalla Commissione.<\/p><p>Io non sono n\u00e9 di Cagliari, n\u00e9 di Sassari; in certo senso, quindi, sono quasi neutro. Io sono nato in montagna, quasi in alta montagna, e quindi, mi sia permesso dirlo, sono altimetricamente al di sopra di Cagliari e di Sassari. Francamente, chi conosce l\u2019Isola, la sua penosa storia, il suo presente, sa che \u00e8 doveroso agevolare lo sforzo del popolo sardo a darsi uno spirito unitario. Se accettassimo la proposta dell\u2019onorevole Abozzi, spezzeremmo l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Isola, cos\u00ec poco popolata, in due circoscrizioni talmente piccole, di cui l\u2019eguale non si trova che in altre due sole circoscrizioni: quella di Campobasso e quella di Potenza e Matera. Campobasso fa elettoralmente regione a s\u00e9; l\u2019Assemblea lo ha riconosciuto, in attesa che il Parlamento la consacri in Regione; non fosse altro che per una considerazione geografica, \u00e8 una Regione. Potenza e Matera costituiscono una piccola Regione anch\u2019esse.<\/p><p>Con quale vantaggio dividere la nostra isola in due piccole Regioni, che non avrebbero nessun significato?<\/p><p>L\u2019onorevole Abozzi ha portato come maggiore argomento la difficolt\u00e0 delle comunicazioni. Ebbene, onorevole Abozzi, vada a cavallo qualche volta e conoscer\u00e0 anche lei la vita della periferia agricola della Sardegna.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Sono anch\u2019io perfettamente d\u2019accordo con le considerazioni fatte dall\u2019onorevole Lussu, il quale si \u00e8 opposto alla proposta presentata dall\u2019onorevole Abozzi.<\/p><p>La Commissione, nel ratificare quasi tutte le circoscrizioni in vigore al 2 giugno 1946, ha motivato questa sua decisione col dire che non aveva n\u00e9 il tempo, n\u00e9 il modo, n\u00e9 sufficienti elementi per addivenire alle modifiche di quelle circoscrizioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Abozzi vuole prendere per i capelli l\u2019Assemblea e costringerla ad esaminare il caso specifico della circoscrizione sarda.<\/p><p>A me pare che l\u2019Assemblea non abbia n\u00e9 il modo, n\u00e9 il tempo, n\u00e9 gli elementi per poter dare un giudizio sereno sulla opportunit\u00e0 di addivenire alla frantumazione della circoscrizione elettorale sarda.<\/p><p>Il fatto stesso che tra i pochi deputati sardi qui presenti vi \u00e8 disparit\u00e0 di opinione ih proposito, \u00e8 la miglior prova che l\u2019argomento \u00e8 molto controverso e richiede quindi un esame approfondito. Cosa che oggi \u00e8 impossibile fare. Devo dire, ad ogni modo, che gli argomenti portati per giustificare la proposta, me ne dispiace, non possono essere convincenti. Il dire che la circoscrizione sarda \u00e8 tanto vasta, che impedirebbe o intralcerebbe la propaganda ai candidati, \u00e8 argomento che non pu\u00f2 reggere, che non pu\u00f2 considerarsi serio.<\/p><p>\u00c8 opportuno tener presente che tutti i candidati sono messi su piede di eguaglianza, in Sardegna: non c\u2019\u00e8 privilegio per il candidato di un partito a danno di quello di altro partito. Ciascuno di essi fa la propaganda elettorale come meglio pu\u00f2 e crede. Dappertutto si pu\u00f2 andare o in treno o in auto o anche a cavallo. Forse non siamo solo i sardi a doverlo fare. Ma mi pare che l\u2019argomento decisivo da tenere presente per la conservazione della unit\u00e0 della circoscrizione, sia dato non dalla vastit\u00e0 del territorio, ma dal criterio della popolazione. Quando considerate che in una superficie di 24 mila chilometri quadrati purtroppo vi \u00e8 appena una popolazione di un milione e 200.000 abitanti, capite subito che tale popolazione di numero cos\u00ec modesto \u00e8 perfettamente in grado di essere unita e di esprimere giudizi elettorali unitari, in quanto conosce benissimo tutti gli uomini politici della regione e quindi tutti i candidati, nonostante le difficolt\u00e0 della propaganda. Gli abitanti della Sardegna sono perfettamente in grado di valutare con criterio unico la capacit\u00e0 dei singoli candidati che appartengono alle varie liste. D\u2019altra parte, non si deve dimenticare che oggi contano, pi\u00f9 che gli uomini, le idee, le quali non conoscono ostacoli. L\u2019eccezione fatta per il Molise, come giustamente rilevava poco fa il collega Lussu, \u00e8 veramente un\u2019eccezione che conferma la regola. Credo che l\u2019Assemblea voglia restare logicamente coerente alle decisioni gi\u00e0 prese: decisioni che sono nel senso di conservare, per quanto \u00e8 possibile, vaste le circoscrizioni elettorali, perch\u00e9 solo nella loro vastit\u00e0 opera esattamente la proporzionale. Se noi frantumassimo il collegio sardo, correremmo il rischio di non far operare esattamente il concetto, il criterio ed il principio della proporzionale, e frantumeremmo cos\u00ec, come pure rilevava esattamente l\u2019onorevole Lussu test\u00e9, quello spirito unitario che la nostra regione ha invece sommo interesse a conservare, anche in una manifestazione politica quale \u00e8 quella delle elezioni per il nuovo Parlamento.<\/p><p>ABOZZI. Chiedo di parlare per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ABOZZI. Voglio soltanto fare una precisazione. Mi pare che l\u2019onorevole Lussu abbia voluto fare un accenno a mie preferenze o per Cagliari o per Sassari, ed egli si \u00e8 dichiarato superiore sia a Cagliari che a Sassari. Gliene do atto. Ma superiore a Cagliari ed a Sassari mi pretendo anch\u2019io. Ho parlato unicamente per ragioni obiettive e non campanilistiche, che del tutto disdegno. Non solo, ma la mia proposta, portava come conseguenza per Cagliari un deputato di pi\u00f9.<\/p><p>Ripeto quel che ho detto poco fa: che l\u2019integrit\u00e0, la purezza e l\u2019unit\u00e0 spirituale della Sardegna non possono essere rotte da una procedura. Se l\u2019Assemblea accettasse il principio del collegio uninominale per il Senato, non per questo la integrit\u00e0 regionale sarebbe frantumata.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Sar\u00f2 rapidissimo e dir\u00f2 semplicemente, a sostegno della tesi dell\u2019onorevole Abozzi, una circostanza di fatto, valutandola non secondo gli interessi, o le aspirazioni, o le suggestioni elettoralistiche dei singoli candidati, ma valutandola dall\u2019unico punto di vista dal quale \u2013 secondo me \u2013 vanno valutate queste circoscrizioni elettorali, cio\u00e8 dal punto di vista dell\u2019elettore.<\/p><p>Il dato di fatto al quale mi riferisco \u2013 ed \u00e8 essenziale \u2013 \u00e8 questo: che la Sardegna ha un\u2019estensione territoriale vasta quanto la Sicilia. Ora, \u00e8 pensabile che in una estensione territoriale di questa vastit\u00e0, in un\u2019estensione territoriale che presenta le difficolt\u00e0 ambientali alle quali giustamente l\u2019onorevole Abozzi si \u00e8 riferito, sia possibile parlare, non teoricamente, ma praticamente di collegio regionale, se si considera che il collegio regionale in tanto ha senso, in quanto si parta dal principio che con esso non si elida, non si rompa e non si distrugga quella relazione tra candidato ed elettore che forma l\u2019essenza stessa della funzione elettorale? Se formiamo collegi elettorali regionali vasti, in modo che l\u2019elettore sia completamente separato ed avulso dal candidato, che poi deve votare, noi formeremmo una circoscrizione a sfondo retorico ed astrattamente elettoralistico e scinderemmo quella relazione fra candidato ed elettore che, ripeto, costituisce l\u2019essenza democratica della funzione elettorale. Tutte le altre considerazioni dell\u2019unit\u00e0 regionale, dell\u2019unit\u00e0 della Sardegna non debbono essere fatte. Io sono fedele alla sostanziale unit\u00e0 della mia terra ed al concetto dell\u2019unit\u00e0 regionale, ma in questo caso io credo che si debba dare ai sardi delle singole provincie la facolt\u00e0 di valutare e conoscere i singoli candidati, il che non sar\u00e0 possibile, se sar\u00e0 conservata la circoscrizione territoriale cos\u00ec come era proposta. Pertanto io dichiaro che voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Abozzi.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Dichiaro che il nostro Gruppo voter\u00e0 per la proposta della Commissione.<\/p><p>GIUA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIUA. Devo dichiarare che le considerazioni del collega Abozzi rispetto ai caratteri etnici della provincia di Sassari, diversi da quelli della provincia di Cagliari, non rispondono alla realt\u00e0; per questo io mi meraviglio che sia stata proposta la scissione di una regione che ha caratteri unitari anche dal pulito di vista elettorale. Perci\u00f2 dichiaro che voter\u00f2 per la proposta della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Ripeto anche per questo emendamento che la Commissione non accetta modifiche alle circoscrizioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Abozzi.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli onorevoli Zerbi, Siles, Targetti, Giacchero, Lombardi Carlo, ed altri hanno proposto di sostituire la circoscrizione IV (Milano-Pavia) con le seguenti: \u00abIV, Milano; IV-<em>bis<\/em>, Pavia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Zerbi ha facolt\u00e0 di svolgere questo emendamento.<\/p><p>ZERBI. La nostra proposta si raccomanda da sola, attraverso le cifre statistiche. Il collegio Milano-Pavia \u00e8 dato con una popolazione di quasi 2.900.000 abitanti, in realt\u00e0 la popolazione \u00e8 notevolmente maggiore.<\/p><p>Sottolineo la grave differenza del peso demografico delle due provincie, perch\u00e9 mentre la provincia di Pavia rappresenta all\u2019incirca un sesto del totale, gli altri cinque sesti sono rappresentati dalla citt\u00e0 e dalla provincia di Milano.<\/p><p>La separazione \u00e8 raccomandata direi, dall\u2019euritmia del funzionamento del sistema elettorale, affinch\u00e9 non accada che la provincia di Pavia debba soccombere alla prevalenza numerica della provincia di Milano, qualora gli elettori di quest\u2019ultima fossero indotti ad un largo uso della preferenza.<\/p><p>La distinzione del collegio unico in due collegi separati, di Milano e di Pavia, obbedisce, evidentemente, a quel criterio che ci ha guidato e che ci dovrebbe sempre guidare nella fissazione dei collegi, ossia al criterio di avvicinare, di affiatare il deputato con gli elettori.<\/p><p>La distinzione dell\u2019unico collegio in due differenti collegi provinciali verrebbe anche a migliorare la dimensione di ciascuno, perch\u00e9 Pavia potrebbe avere da sei a sette quozienti e non sarebbe certo il pi\u00f9 piccolo dei collegi d\u2019Italia, perch\u00e9 supererebbe pur sempre a quello di Campobasso ed eguaglierebbe all\u2019incirca quello di Potenza-Matera, mentre il nuovo collegio di Milano cesserebbe dall\u2019avere l\u2019ingentissimo numero attuale di ben 36 deputati.<\/p><p>Ripeto, sono tutti dati obiettivi che proponiamo alla vostra cortese considerazione ed \u00e8 per questi dati obiettivi, e per la richiamata opportunit\u00e0 di affiatare sempre pi\u00f9 l\u2019eletto con l\u2019elettore che noi caldeggiamo presso gli onorevoli colleghi l\u2019accoglimento del nostro emendamento.<\/p><p>PISTOIA. In mezz\u2019ora a piedi attraversiamo da un lato all\u2019altro il collegio! (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Zerbi e altri.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dobbiamo ora votare il secondo comma dell\u2019articolo 2: \u00abi collegi sono costituiti secondo le circoscrizioni stabilite nella tabella <em>A<\/em> allegata alla presente legge\u00bb.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Desidero chiarire che la tabella <em>A<\/em> allegata indicata nell\u2019articolo 2 del disegno di legge \u00e8 quella della Commissione, con le correzioni che sono avvenute in seguito alle votazioni qui fatte.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 evidente, onorevole Fuschini.<\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato \u2013 Si approva l\u2019articolo 2<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo allora all\u2019articolo 2<em>-bis<\/em> presentato dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge.<\/p><p>\u00abGli articoli 4, 5, 6 e 12 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, sono abrogati e sostituiti dalle disposizioni della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, recante norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali\u00bb.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> A me pare, onorevole Presidente \u2013 ma del resto sono remissivo \u2013 che l\u2019emendamento da me proposto debba venire in discussione in questo momento, prima cio\u00e8 dell\u2019articolo 2<em>-bis<\/em>, in quanto l\u2019articolo 2<em>-bis<\/em> \u00e8 inteso ad emendare gli articoli 4, 5, 6 e 12, mentre il mio emendamento comincia con l\u2019emendare l\u2019articolo 3, che \u00e8 naturalmente anteriore agli articoli 4, 5 e successivi.<\/p><p>\u00c8 ben vero che il mio emendamento si compone di due parti, ma la prima riguarda l\u2019abolizione del collegio unico nazionale, il quale \u00e8 istituito dal terzo comma dell\u2019articolo 3 della legge.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>L\u2019onorevole Grilli propone che nell\u2019articolo 3 della legge originaria che noi modifichiamo sia soppresso il terzo comma che parla del collegio unico nazionale. Ora, io faccio presente all\u2019onorevole Grilli e all\u2019Assemblea che questa questione del collegio unico nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti potrebbe essere fatta in una discussione unica, perch\u00e9 abbia un carattere organico. Da questa discussione deriveranno poi delle deliberazioni dell\u2019Assemblea ed allora, in seguito a tali deliberazioni, si potranno coordinare gli articoli che si riferiscono al collegio unico nazionale.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Non ho alcuna difficolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>A proposito di questo articolo 2-<em>bis<\/em>, debbo far presente che bisogna aggiungere alle disposizioni della legge 7 ottobre 1947, n. 1058 anche la nuova legge, di cui non conosciamo ancora il numero, che \u00e8 stata approvata l\u2019altro giorno, quella cio\u00e8 relativa alla perdita del diritto all\u2019elettorato attivo da parte dei capi responsabili del regime fascista.<\/p><p>PRESIDENTE. In sede di coordinamento si inserir\u00e0, onorevole Fuschini.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo 2-<em>bis<\/em> test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo allora all\u2019articolo 2-<em>ter<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019articolo<\/em> 7 \u00e8 <em>sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSono eleggibili a deputati gli elettori che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0 entro il giorno delle elezioni, eccettuati i casi previsti dagli articoli 8, 9, 10 e 11 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, con le modificazioni di cui alla presente legge\u00bb.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Io vorrei che l\u2019Assemblea si rendesse conto dell\u2019esatta portata di questo articolo:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a deputati gli elettori che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0 entro il giorno delle elezioni, eccettuati i casi previsti dagli articoli 8, 9, 10 e 11 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, con le modificazioni di cui alla presente legge\u00bb.<\/p><p>Il qui citato articolo 8 stabilisce delle esclusioni dalla eleggibilit\u00e0 per ragioni politiche, per responsabilit\u00e0 fascista, esclusioni che vanno al di l\u00e0 di quelle che noi abbiamo approvato quando abbiamo votato l\u2019ordine del giorno indicativo del valore del terzo comma della I disposizione transitoria da noi approvata in sede di elaborazione della Costituzione.<\/p><p>Quindi si presenta per noi la necessit\u00e0 di risolvere e di chiarire un\u2019importante questione; se noi approvassimo questo articolo nel suo testo attuale, noi verremmo a stabilire una disposizione, per quel che riguarda l\u2019articolo 8, contradittoria con l\u2019ordine del giorno che noi abbiamo approvato in sede di discussione della Costituzione. Noi non possiamo permetterci il lusso, per la stima che dobbiamo avere di noi stessi, di approvare a cuor leggero una disposizione contradittoria con un\u2019altra disposizione precedente da noi votata.<\/p><p>Di che cosa si tratta, onorevoli colleghi? Si tratta precisamente di questo. Voi sapete che in questa Assemblea noi abbiamo discusso lungamente sulle esclusioni dal diritto di voto per responsabilit\u00e0 fasciste. La discussione su queste esclusioni fu ad un certo punto troncata, perch\u00e9 dalla destra dell\u2019Assemblea fu proposto che prima si esaminasse il terzo comma della I disposizione transitoria della Costituzione, nel quale si accennava ad esclusioni in via transitoria dal diritto di voto. E allora noi arrivammo all\u2019approvazione di questa disposizione transitoria:<\/p><p>\u00abIn deroga all\u2019articolo 45 sono stabilite con legge limitazioni temporanee all\u2019eleggibilit\u00e0 e al diritto di voto per i capi responsabili del regime fascista, per non oltre un quinquennio dalla data di entrata in vigore della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Ora \u00e8 notevole questo fatto: che l\u2019elaborazione di questa disposizione transitoria venne a sospendere la votazione su delle proposte presentate in occasione di una discussione che si svolgeva sull\u2019esclusione dal diritto di voto, non sulle esclusioni dall\u2019eleggibilit\u00e0. Tanto \u00e8 vero che molti colleghi \u2013 ed anche autorevoli colleghi della Democrazia cristiana (basterebbe citare l\u2019onorevole Uberti) \u2013 i quali ritenevano troppo severe le esclusioni da noi proposte dal diritto di voto per responsabilit\u00e0 fasciste, erano d\u2019accordo con noi perch\u00e9, quando si parlasse dell\u2019eleggibilit\u00e0, si adottasse un criterio di maggiore severit\u00e0. Una cosa ben diversa, infatti, \u00e8 escludere una persona dal diritto di voto o escluderla dal diritto di essere rappresentante del popolo in questa Assemblea.<\/p><p>Ora noi, quando abbiamo approvata quella disposizione transitoria della Costituzione, abbiamo parlato di esclusioni dall\u2019eleggibilit\u00e0 e dal diritto di voto insieme, facendo coincidere le due aree delle esclusioni; e perci\u00f2, nell\u2019ordine del giorno esplicativo di questa disposizione transitoria, abbiamo elencato delle esclusioni che valgono tanto per il diritto di voto quanto per la eleggibilit\u00e0.<\/p><p>Ora si deve superare questa contradizione di carattere formale. C\u2019\u00e8 qualcosa che deve essere sanato dall\u2019Assemblea, nel senso che si deve aggiungere qualcosa a quell\u2019ordine del giorno esplicativo del valore del terzo comma della prima disposizione transitoria; si deve cio\u00e8 riconoscere che per quel che riguarda l\u2019eleggibilit\u00e0 devono essere adottati criteri pi\u00f9 severi di quelli che vivono per l\u2019esclusione dal diritto di voto.<\/p><p>Mi pare una cosa molto chiara, e vorrei che i colleghi eminenti, che hanno una particolare competenza in materia costituzionale e legislativa, trovassero la formula adatta per votare una disposizione che risponda alle intenzioni che ci animavano quando abbiamo parlato di esclusioni dal diritto di voto; esclusioni che dovevano essere meno severe di quelle da adottarsi per l\u2019eleggibilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Presidente della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Il problema posto dall\u2019onorevole Schiavetti deve essere preso in considerazione dall\u2019Assemblea. La Commissione si \u00e8 trovata in queste condizioni: da una parte ha riconosciuto la necessit\u00e0 di stabilire per la eleggibilit\u00e0 norme pi\u00f9 severe di quelle stabilite per l\u2019elettorato attivo; d\u2019altra parte, in conseguenza di un ordine del giorno votato dall\u2019Assemblea, essa non pu\u00f2 applicare questo criterio. Allora la Commissione ha deciso di chiedere alla Assemblea se quell\u2019ordine del giorno abbia valore vincolativo oppure soltanto indicativo, in modo che sia possibile alla Commissione di aggiungere qualche categoria a quelle indicate nell\u2019ordine del giorno del 29 ottobre.<\/p><p>Allo stato attuale il problema \u00e8 in questi termini: nella legge per l\u2019elettorato attivo si sono stabilite norme di esclusione dal diritto di voto per determinate categorie. Quando si \u00e8 discussa quella legge, si \u00e8 anche affermato che per l\u2019elettorato passivo si sarebbero adottate norme pi\u00f9 severe, tanto pi\u00f9 che nell\u2019elettorato attivo si era largheggiato. Ora, l\u2019attuazione di questo impegno \u00e8 impedita dall\u2019ordine del giorno votato dall\u2019Assemblea. Perci\u00f2, allo stato delle cose, o si sopprime l\u2019articolo 8, e rimane la contradizione per cui le norme che regolano l\u2019elettorato attivo sono pi\u00f9 severe di quelle dell\u2019elettorato passivo, il che \u00e8 irrazionale e illogico; oppure l\u2019Assemblea d\u00e0 all\u2019ordine del giorno del 29 ottobre un valore indicativo, e autorizza la Commissione a completarlo; in tal caso ci riserviamo di portare le nostre proposte.<\/p><p>Il problema da decidere \u00e8: qual \u00e8 il valore dell\u2019ordine del giorno del 29 ottobre? Se quell\u2019ordine del giorno dovesse avere valore vincolativo, rimarrebbe nella nostra legge elettorale questa contraddizione: le disposizioni per l\u2019elettorato attivo sono pi\u00f9 severe di quelle per rettorato passivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che sia opportuno, per chiarire questa questione, richiamare le varie deliberazioni prese dall\u2019Assemblea in materia. Avendole sott\u2019occhio sar\u00e0 abbastanza facile risolvere la questione.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha approvato il 29 ottobre 1947 il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea afferma che le limitazioni di cui all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo I delle disposizioni transitorie della Costituzione, sono da applicarsi a coloro che hanno ricoperto le seguenti cariche nel regime fascista ed in quello repubblicano sociale fascista ecc.\u00bb.<\/p><p>Questa deliberazione \u00e8 stata ripresa nel disegno di legge che l\u2019Assemblea ha approvato l\u201911 dicembre 1947, sotto il titolo: \u00abNorme per la limitazione temporanea delle disposizioni transitorie del diritto di voto ai capi responsabili del regime fascista\u00bb.<\/p><p>La norma transitoria nel testo \u00e8 risultata cos\u00ec formulata:<\/p><p>\u00abIn deroga all\u2019articolo 45, sono stabilite con legge, non oltre un quinquennio dalla data dell\u2019entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee alla eleggibilit\u00e0 e al diritto di voto per i capi responsabili del regime fascista\u00bb.<\/p><p>La norma transitoria parla quindi di limitazioni alla eleggibilit\u00e0 (diritto passivo) e al diritto di voto (diritto attivo), mentre poi la legge \u00e8 stata redatta e votata solo nei confronti del diritto di voto.<\/p><p>Ma l\u2019Assemblea aveva deciso invece che le limitazioni fossero apportate anche alla eleggibilit\u00e0. Mi pare pertanto che il problema possa essere \u2013 allo stato dei fatti \u2013 risolto (dato che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 preso una decisione) richiamando quella elencazione dell\u2019articolo 5 del decreto del novembre 1946, l\u00e0 dove si dice: \u00abNon sono elettori\u00bb (e segue l\u2019indicazione delle varie categorie), e aggiungendo all\u2019ultima categoria col\u00e0 indicata un\u2019altra categoria, per stabilire che non sono elettori coloro i quali sono stati considerati nella legge approvata dall\u2019Assemblea pochi giorni fa in applicazione della norma transitoria n. 2.<\/p><p>In questo modo l\u2019Assemblea \u2013 mi pare \u2013 non soltanto fa luogo alla proposta dell\u2019onorevole Schiavetti, ma applica anche concretamente quanto ha gi\u00e0 deciso in sede di norma transitoria n. 2.<\/p><p>Questo ho detto a titolo di chiarimento.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io credo che noi siamo vincolati a quell\u2019ordine del giorno del 29 ottobre nei limiti dell\u2019elettorato attivo e penso che per l\u2019elettorato passivo si debba essere un tantino pi\u00f9 rigorosi di quanto non si sia stati per l\u2019elettorato attivo. Perch\u00e9 possiamo ammettere per alcuni che \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 si dimentichi il passato e si conceda il diritto di voto, ma non credo che si possa fare analoga concessione per l\u2019eventualit\u00e0 che questi taluni vengano alla Camera dei deputati.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 ritengo che noi possiamo \u2013 senza creare nessuna contraddizione con le deliberazioni precedenti \u2013 mantenere intatta la proposta della Commissione, che conserva in piedi l\u2019articolo 8 della legge precedente, anche se questo articolo \u00e8 (come osservava l\u2019onorevole Schiavetti) un po\u2019 pi\u00f9 duro nel trattamento di quanto non sia stato stabilito dall\u2019Assemblea per l\u2019elettorato passivo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoccimarro ha facolt\u00e0 di esprimere il pensiero della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione accetta la proposta dell\u2019onorevole Corbino, per cui rimane in vigore l\u2019articolo 8 e si ritiene con ci\u00f2 ammesso il criterio di dare maggiore estensione all\u2019ordine del giorno 29 ottobre. Cos\u00ec la legge per l\u2019elettorato passivo potr\u00e0 attuare quel maggior rigore del quale parlava l\u2019onorevole Corbino.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Con la proposta dell\u2019onorevole Corbino e l\u2019accettazione della medesima da parte della Commissione \u00e8 risolta la questione pregiudiziale, per cui noi ammettiamo che si possano fare esclusioni dalla eleggibilit\u00e0 pi\u00f9 larghe di quelle che sono consentite dall\u2019ordine del giorno votato il 29 ottobre in tema di esplicazione del terzo comma della seconda disposizione transitoria.<\/p><p>Ma io credo che si debbano aggiungere a queste esclusioni dalla eleggibilit\u00e0 anche altre esclusioni, in modo da dare a questa nostra proposta un carattere di organicit\u00e0. Io voglio ricordare ai colleghi che non sono chiaramente escluse dalla eleggibilit\u00e0, allo stato attuale delle cose, delle categorie di responsabili del fascismo che noi potremmo rincontrare in quest\u2019Aula. Credo che ha loro presenza in mezzo a noi rappresenterebbe una offesa ai nostri sentimenti. Questo si deve evitare.<\/p><p>Bisogna insomma che questa materia sia esaminata senza fare del cannibalismo, con criteri di organicit\u00e0 che rispondano a umanit\u00e0 e severit\u00e0 nello stesso tempo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Schiavetti, io non posseggo ancora nessuna formulazione precisa della sua proposta.<\/p><p>La prima cosa da fare, per orientarci, \u00e8 che lei fissi per iscritto, in modo che possa essere oggetto di votazione, la sua idea.<\/p><p>SCHIAVETTI. Onorevole Presidente, v\u2019\u00e8 la questione pregiudiziale se possiamo fare o no emendamenti aggiuntivi all\u2019ordine del giorno del 29 ottobre. Questa \u00e8 la prima questione, alla quale l\u2019onorevole Corbino si \u00e8 mostrato favorevole. Poi si tratta di vedere quali sono le esclusioni in pi\u00f9 che vogliamo fare.<\/p><p>PRESIDENTE. Suppongo che non sar\u00e0 lei che avanzer\u00e0 proposte di inammissibilit\u00e0. Quindi non si crei degli ostacoli pregiudiziali. Se qualcuno li sollever\u00e0 li esamineremo.<\/p><p>Per intanto richiamo la sua attenzione sopra l\u2019articolo 2-<em>ter<\/em> della Commissione nel quale si dice: \u00abSono eleggibili a deputati gli elettori che abbiano compiuto ecc.\u00bb mentre nell\u2019articolo 7 della legge 10 marzo 1946 si dice: \u00abSono eleggibili i cittadini ecc.\u00bb.<\/p><p>Ora, non ho bisogno di sottolineare la notevole diversit\u00e0 esistente fra queste due dizioni: con la vecchia dizione non si poteva prendere in considerazione nessuna esclusione per la eleggibilit\u00e0, neanche di coloro che erano stati esclusi dal diritto attivo.<\/p><p>Con la formulazione della Commissione sono intanto esclusi dal diritto di eleggibilit\u00e0 tutti coloro che hanno perduto anche il diritto attivo elettorale.<\/p><p>\u00c8 una distinzione che occorre tenere presente.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione si riserva di portare all\u2019Assemblea le proposte concrete per l\u2019esclusione dal diritto di eleggibilit\u00e0. In giornata la Commissione si riunir\u00e0 e far\u00e0 le sue proposte.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Io rilevo che la proposta di escludere dal diritto di voto alcuni cittadini elettori, cio\u00e8 di andare oltre i casi espressi da quella norma transitoria, che noi abbiamo approvato il 29 ottobre, non sia consentito, perch\u00e9 abbiamo un articolo della Costituzione che, credo, dobbiamo cominciare ad applicare, nel quale \u00e8 sancito che sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che hanno compiuto i 25 anni di et\u00e0 entro il giorno delle elezioni.<\/p><p>Noi non possiamo escludere alcun elettore dalla eleggibilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. V\u2019\u00e8 la seconda disposizione transitoria che autorizza l\u2019Assemblea a stabilire ineleggibilit\u00e0 particolari.<\/p><p>CONDORELLI. Ma non per ragioni politiche.<\/p><p>PRESIDENTE. Proprio per ragioni politiche. La seconda disposizione transitoria dice esattamente: \u00ablimitazioni temporanee alla eleggibilit\u00e0 e al diritto di voto per i capi responsabili del regime fascista\u00bb.<\/p><p>CONDORELLI. Poi per\u00f2 segue l\u2019elencazione&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. No, l\u2019elencazione \u00e8 stata fatta per l\u2019ordine del giorno, che si riferisce soltanto al diritto elettorale attivo. Comunque, onorevole Condorelli, poich\u00e9 il Presidente della Commissione ha chiesto di soprassedere a questa discussione, in attesa della formulazione di un testo, se mai prender\u00e0 la parola quando questo testo sar\u00e0 presentato. Se non vi sono altre osservazioni, la discussione dell\u2019articolo 2-<em>ter<\/em> resta sospesa.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo <em>2-quater<\/em>. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019articola 9 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNon sono eleggibili:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i deputati regionali o i consiglieri regionali;<\/li><li><em>b<\/em>) i presidenti delle deputazioni provinciali;<\/li><li><em>c<\/em>) il capo e vice capo della polizia e gli ispettori generali di pubblica sicurezza;<\/li><li><em>d<\/em>) i capi di Gabinetto dei Ministri;<\/li><li><em>e<\/em>) l\u2019Alto Commissario per la Sardegna, i prefetti o chi ne fa le veci, nella circoscrizione di loro competenza;<\/li><li><em>f<\/em>) i magistrati, eccetto quelli delle giurisdizioni superiori, i viceprefetti e i funzionari di pubblica sicurezza nella circoscrizione di competenza di ciascuno di essi;<\/li><li><em>g<\/em>) gli ufficiali generali e gli ammiragli, gli ufficiali superiori delle Forze armate dello Stato, nella circoscrizione del loro comando territoriale.<\/li><\/ol><p>\u00abLe cause di ineleggibilit\u00e0 stabilite in questo articolo non hanno effetto, se le funzioni esercitate siano cessate almeno novanta giorni prima della data del decreto di convocazione dei comizi elettorali. Tale termine \u00e8 stabilito, per la prima legislatura, in venti giorni dalla data di pubblicazione della presente legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo vi \u00e8 il seguente emendamento dell\u2019onorevole Bovetti:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019articolo 9 del decreto.<\/em><\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente, sopprimere il comma<\/em> b) <em>dell\u2019articolo 9 proposto dalla Commissione e, nel caso che neppure la subordinata fosse accolta, alle parole iniziali: <\/em>Non sono eleggibili, <em>sostituire le parole:<\/em> Sono incompatibili, <em>e sostituire il secondo comma con i seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abI motivi di incompatibilit\u00e0 saranno vagliati in sede di convalida da una Commissione designata dalla Camera dei deputati.<\/p><p>\u00abSono aboliti i motivi di ineleggibilit\u00e0 o di incompatibilit\u00e0 stabiliti in altre leggi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bovetti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOVETTI. Brevissime considerazioni per illustrare questo mio emendamento. Anzitutto sono contrario, di massima, alla parola ineleggibilit\u00e0, perch\u00e9 costituisce una remora ingiustificata alla volont\u00e0 e alla libert\u00e0 dell\u2019elettore. Sono contrario in linea generale e sono contrario per la fattispecie indicata nell\u2019articolo in discussione, e dichiaro subito che mi rendo interprete del voto unanime dell\u2019unione delle province d\u2019Italia, che considera come una mortificazione immeritata questa dichiarazione di ineleggibilit\u00e0 dei rappresentanti delle amministrazioni provinciali, ed ha considerato che, cos\u00ec stabilendo, la Commissione non avesse vagliato l\u2019esatta posizione giuridica e amministrativa dei Presidenti delle Deputazioni provinciali. La figura del Presidente della Deputazione provinciale, quale \u00e8 stata stabilita dalla recente legge amministrativa che per\u00f2 si richiama al vecchio testo unico delle amministrazioni comunali e provinciali, costituisce una figura <em>sui generis<\/em>, una figura eccezionale che assorbe in s\u00e9 <em>pro tempore<\/em> le vecchie figure del Presidente del Consiglio provinciale e del Presidente della Deputazione provinciale. Ed ha ritenuto, l\u2019unione delle province d\u2019Italia, che non si potesse escludere dalla eleggibilit\u00e0 siffatta categoria di amministratori, anche per una considerazione elementare. Oggi non esiste in Italia una legge amministrativa; anzi siamo in attesa della redazione da parte della futura Assemblea del testo unico della legge comunale e provinciale. Noi non sappiamo come le province saranno dirette e regolate nel futuro organamento amministrativo; non sappiamo se saranno mantenuti i Consigli provinciali e le Deputazioni provinciali come nel vecchio testo unico.<\/p><p>Ora, affermare una esclusione verso una figura giuridica e amministrativa che non \u00e8 ancora definita, ed \u00e8 soltanto eccezionale e temporanea, sembra a noi una cosa ingiusta \u00e8 illegale. Ma vi \u00e8 di pi\u00f9: io non concepisco quale possa essere la non eleggibilit\u00e0 e incompatibilit\u00e0 di una carica in una amministrazione che non interferisce con gli interessi dello Stato, ma ha una voce purtroppo limitata e costituisce una collaborazione con lo Stato e in cui non si pu\u00f2 ravvisare qualcosa che possa essere di ostacolo, di incompatibilit\u00e0 presente o futura.<\/p><p>In ogni caso v\u2019\u00e8 in questo articolo una affermazione che non esito a definire illogica ed assurda. Nell\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo \u00e8 stabilito che tali amministratori dovrebbero dare le dimissioni dalle loro cariche, se hanno <em>in pectore<\/em> il desiderio o il proposito di portarsi candidati politici, entro venti giorni dalla pubblicazione della legge. Quindi praticamente entro il presente anno.<\/p><p>L\u2019assurdo sta in questo: nessuno sa se sar\u00e0 portato da un Comitato elettorale, da quel minimo di elettori che la legge prevede. Ora, voler obbligare una determinata categoria di persone a ritirarsi da una funzione amministrativa importantissima ed assillante, il mettere praticamente in crisi non poche amministrazioni provinciali, significa sconfinare nell\u2019illogico e nell\u2019assurdo.<\/p><p>Quindi la mia proposta \u00e8 questa: che sia abolito <em>in toto<\/em> il criterio della non eleggibilit\u00e0, specialmente per quanto si riferisce alla lettera <em>b<\/em>) dell\u2019articolo in discussione.<\/p><p>Ove poi in subordinata ipotesi si dovesse addurre un criterio, che \u00e8 quello che emerge dalla relazione della Commissione, perch\u00e9 la Commissione si preoccupa di questa ineleggibilit\u00e0 per evitare il cumulo delle cariche e di lasciare una maggiore latitudine di lavoro nel campo politico e amministrativo, chiedo: perch\u00e9 stabilire il criterio della non eleggibilit\u00e0, e non ricorrere invece \u2013 come la legge elettorale francese e quella di altri Paesi \u2013 al criterio della incompatibilit\u00e0? Mi pare che sia un criterio logico, che risponde alle necessit\u00e0 additate nella relazione della Commissione.<\/p><p>Questo criterio porterebbe all\u2019ovvia conseguenza che il candidato eletto deputato, che contestualmente ha una carica amministrativa indicata nella lettera <em>b<\/em>) dell\u2019articolo, potr\u00e0 optare per l\u2019una o per l\u2019altra carica.<\/p><p>In caso di contestazione avremo il giudizio di convalida della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.<\/p><p>Ho ritenuto di aggiungere in calce al mio emendamento una proposizione che pu\u00f2 apparire superflua, ma tale non \u00e8: se, per ipotesi, non fosse fatta parola di ineleggibilit\u00e0 o di incompatibilit\u00e0 in questa legge, non vorrei che rimanessero in vigore leggi diverse di quella elettorale politica, le quali stabilivano la ineleggibilit\u00e0 alle due cariche. Il testo unico della legge comunale e provinciale, non abolito, ma integrato dalle norme del 1944-1945, stabiliva la non eleggibilit\u00e0 per i sindaci delle grandi citt\u00e0 e per i Presidenti delle amministrazioni provinciali. La situazione dei sindaci sarebbe stranissima. Il testo attuale non ne parla, ma rimane per\u00f2 in vigore una legge antica, la quale ha ancora efficacia giuridica, che stabilisce la loro non eleggibilit\u00e0. Cosicch\u00e9, oggi, non aggiungendo il comma da me proposto, si sarebbe sempre sotto la disposizione di quella vecchia legge.<\/p><p>Altra proposta: perch\u00e9 non lasciare queste incompatibilit\u00e0 alla futura legge amministrativa? Quella legge, allorquando si tratter\u00e0 di creare i nuovi organismi provinciali, stabilir\u00e0 le incompatibilit\u00e0.<\/p><p>Mi permetto di insistere sul mio emendamento: in linea principalissima, per l\u2019abolizione assoluta della non eleggibilit\u00e0, per quanto ha tratto alla lettera <em>b<\/em>) (relativo alle amministrazioni provinciali); in ogni caso, perch\u00e9 sia dichiarata unicamente la incompatibilit\u00e0, che mi pare risponda a princip\u00ee amministrativi, giusti e democratici. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Alla fine della lettera<\/em> a) <em>aggiungere:<\/em> ad eccezione per i deputati alla Costituente che rivestano anche la qualit\u00e0 di deputati regionali. Essi potranno porre la loro candidatura alla Camera dei deputati senza preventiva rinunzia alla qualit\u00e0 di deputati regionali. In caso di elezione alla Camera dei deputati, dovranno optare per la carica prescelta entro cinque giorni dalla convalida della loro elezione. In mancanza di tale opzione si far\u00e0 luogo alla dichiarazione di decadenza per incompatibilit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERSICO. La Costituzione nella parte gi\u00e0 approvata, all\u2019articolo 114 terzo comma ha fissato il principio generale che nessuno pu\u00f2 essere contemporaneamente membro di un Consiglio regionale e di una delle Camere del Parlamento, o di altro Consiglio regionale. Stabilisce cio\u00e8 il principio della incompatibilit\u00e0 tra le due cariche elettive. Stando a questo principio, quando la nuova Costituzione entrer\u00e0 in vigore, i Consiglieri regionali, che siano anche deputati al Parlamento, dovranno optare per una delle due cariche.<\/p><p>Ora, pu\u00f2 avvenire questo: che se approvassimo la ineleggibilit\u00e0 dei deputati e consiglieri regionali a deputati politici metteremmo alcuni nostri colleghi in una situazione di disagio, perch\u00e9 essi non potrebbero neppure porre la loro candidatura a deputati al Parlamento. Di modo che noi aggraveremmo la situazione che oggi deriva dalla norma dell\u2019articolo 114 della nuova Costituzione, che crea soltanto una incompatibilit\u00e0. Per sanare questa situazione, con una disposizione di carattere transitorio, che si applicherebbe, badate, solo a sette colleghi, di tutte le parti dell\u2019Assemblea, i quali si trovano ad essere anche consiglieri regionali in Sicilia (l\u2019unica Regione dove si sia proceduto all\u2019elezione dei Consigli regionali), propongo che si renda possibile a questi nostri colleghi di poter presentare la loro candidatura alle future elezioni per la Camera, o per il Senato, mantenendo soltanto la norma statutaria dell\u2019incompatibilit\u00e0 tra le due cariche, in modo che gli eletti potranno poi scegliere la carica che preferiranno. Queste in breve le ragioni che hanno ispirato il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere alla lettera<\/em> e) <em>le seguenti parole:<\/em><\/p><p>\u00abil Commissario dello Stato nella Regione siciliana\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Ritengo che si tratti di una omissione materiale, perch\u00e9 \u00e8 ovvio che il Commissario non rientra fra i prefetti. Rinunzio pertanto a svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Gli onorevoli Condorelli, Covelli, Targetti, Amadei e Schiratti hanno proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abe) i sindaci dei capoluoghi di provincia\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 un altro emendamento identico che porta le firme degli onorevoli Mastrojanni, Miccolis, Venditti.<\/p><p>Prego i colleghi firmatari di quest\u2019ultimo emendamento di considerarsi firmatari dell\u2019emendamento che svolger\u00e0 lo onorevole Condorelli.<\/p><p>MASTROJANNI. Aderisco anche a nome degli altri colleghi.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Condorelli ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>CONDORELLI. Credo che la proposta norma abbia bisogno di un ampio svolgimento, perch\u00e9 basta dare uno sguardo all\u2019elenco di cui all\u2019articolo 2<em>-quater<\/em>, per vedere come veramente l\u2019esclusione dei sindaci da questo elenco non si possa attribuire altro che ad una svista, e se non \u00e8 stata svista \u00e8 certamente incoerenza. Infatti la ragione di ineleggibilit\u00e0 \u00e8 precisamente dettata da una situazione di prevalenza che determinate persone, a causa della loro carica, avrebbero nel luogo dell\u2019elezione.<\/p><p>Quando si includono in questo elenco i presidenti delle Deputazioni provinciali, i deputati o i consiglieri regionali, anzi direi vi si includono i magistrati che hanno giurisdizione nell\u2019ambito del territorio in cui dovrebbero essere eletti e si omette il sindaco, mi pare che l\u2019incongruenza sia palese. O si fa giustizia di tutte queste ineleggibilit\u00e0, o <em>in capite<\/em> all\u2019elenco bisogna aggiungere i sindaci.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Arcangeli, Tozzi Condivi, Siles, Gasparotto, Firrao, Corbino, Priolo, Angelucci, Fabbri, Codacci Pisanelli, Selvaggi, Condorelli, Bettiol, Caronia, Persico, Pera, Coccia, Bovetti, Monterisi, Zerbi, Tonello, Venditti, Bozzi, Rivera, Paratore, Castelli Avolio, Colonnetti, Bordon, Romita, Veroni, Rubilli e Carpano Maglioli, hanno proposto di sopprimere la lettera <em>b<\/em>), in cui sono dichiarati ineleggibili i presidenti delle Deputazioni provinciali. L\u2019onorevole Bovetti ha gi\u00e0 svolto una proposta analoga, per modo che l\u2019emendamento pu\u00f2 considerarsi svolto.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Scoccimarro, Presidente della Commissione, di esprimere il parere della Commissione in merito a queste proposte.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione non ha ancora avuto modo di esaminare questi emendamenti. Essa ha bisogno di riunirsi per portare il proprio giudizio all\u2019Assemblea. Chiedo pertanto il rinvio dell\u2019articolo 2<em>-quater<\/em>.<\/p><p>PRESIDENTE. Comprendo la esigenza della Commissione e perci\u00f2 vorrei che i membri dell\u2019Assemblea facessero conoscere i loro emendamenti in tempo debito.<\/p><p>Se non vi sono osservazioni anche questo articolo \u00e8 rinviato.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo quindi all\u2019articolo <em>2-quinquies<\/em>. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019articolo 11 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNon sono eleggibili:<\/p><p>1\u00b0) coloro che in proprio o in qualit\u00e0 di amministratori di societ\u00e0 o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per concessioni o per contratti di opere o per contratti di somministrazione o per autorizzazioni amministrative. L\u2019ineleggibilit\u00e0 ha luogo quando i vincoli di cui avanti sono di rilevante entit\u00e0 e importano contrattualmente l\u2019obbligo di adempimenti specifici o l\u2019osservanza di norme generali e particolari protettive del pubblico interesse alle quali i suddetti vincoli, le concessioni, i contratti o le autorizzazioni sono preordinati;<\/p><p>2\u00b0) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di societ\u00e0 e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;<\/p><p>3\u00b0) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l\u2019opera loro alle societ\u00e0 e imprese di cui al n. 2\u00b0\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo \u00e8 stato presentato un primo emendamento a firma degli onorevoli Bovetti e Firrao, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> Non sono eleggibili, <em>sostituire:<\/em> Sono incompatibili\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, i commi seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abI motivi di incompatibilit\u00e0 saranno, in sede di convalida, vagliati da una Commissione designata dalla Camera dei deputati.<\/p><p>\u00abSono aboliti i motivi di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0 stabiliti in altre leggi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bovetti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOVETTI. Mi richiamo a quanto ho gi\u00e0 esposto per l\u2019articolo precedente. A me pare che questo articolo contempli una dizione non perfettamente chiara, ossia una casistica che non \u00e8 precisa e che pone domani il candidato nel dubbio di chiedersi se rientri o meno in queste categorie di esclusione dalle elezioni. Allora \u00e8 meglio stabilire il concetto della non compatibilit\u00e0, e per avere delle garanzie future \u00e8 meglio che la questione possa deferirsi alla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Grilli ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il n. 1 col seguente:<\/em><\/p><p>1\u00b0) coloro che in proprio o in qualit\u00e0 di amministratori di societ\u00e0 o di imprese private risultino vincolati collo Stato per concessioni o per contratti di opere o per contratti di somministrazioni, oppure per autorizzazioni amministrative di rilevante entit\u00e0 che importino contrattualmente l\u2019obbligo di adempimenti specifici o l\u2019osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse alle quali l\u2019autorizzazione sia sottoposta\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> L\u2019articolo 11 della legge prevedeva i casi di ineleggibilit\u00e0 dipendente da concessioni, da contratti di opere e da contratti di somministrazione. Era in questo simile all\u2019antica legge del 1877, che poi si trasfer\u00ec nella legge del 1895 e successivamente in quella del 1912 per trasfondersi finalmente nell\u2019articolo 11 della legge del 1946.<\/p><p>Siccome era avvenuto che qualche concessionario aveva sostenuto di non trovarsi nelle condizioni della ineleggibilit\u00e0 perch\u00e9, anzich\u00e9 di una concessione, diceva di essere beneficiario di un\u2019autorizzazione amministrativa, per eliminare eventuali questioni simili nell\u2019avvenire, la Commissione pensava di aggiungere anche le autorizzazioni amministrative in questo articolo 11.<\/p><p>Senonch\u00e9, siccome di queste autorizzazioni amministrative ve ne sono di gravi e di quelle che non hanno nessuna importanza, si pensava di preoccuparci soltanto di quelle che avessero una rilevante entit\u00e0 o che, comunque, impegnassero il concessionario all\u2019adempimento di obblighi specifici.<\/p><p>Questa fu la proposta che ebbi l\u2019onore di presentare alla Commissione. La Commissione ha creduto di modificarla in questo senso: che quelle condizioni dell\u2019entit\u00e0 rilevante e dell\u2019obbligo di adempimenti specifici ecc. debbono riferirsi anche ai concessionari di qualsiasi concessione, e ai contraenti per contratti di opere e di somministrazioni.<\/p><p>In questo non sono d\u2019accordo con la Commissione perch\u00e9, anzitutto, quando si tratta di contratti di opere e somministrazioni, non v\u2019\u00e8 dubbio che vi possa essere il pericolo di un conflitto d\u2019interessi con lo Stato, perch\u00e9 indubbiamente colui che ha un contratto di opere o di somministrazioni con lo Stato ha un contratto bilaterale per cui se da una parte ottiene, dall\u2019altra s\u2019impegna di dare; e il pericolo di conflitto \u00e8 indiscutibile.<\/p><p>Lo stesso si pu\u00f2 dire per le concessioni. \u00c8 vero che vi possono essere delle concessioni di valore assolutamente irrilevante, o che non hanno portata economica come per esempio la concessione di cittadinanza, ma non v\u2019\u00e8 il pericolo che queste concessioni costituiscano un caso di ineleggibilit\u00e0 per il concessionario, per la semplice ragione che queste concessioni non creano vincoli del privato con lo Stato e si esauriscono nell\u2019atto stesso della concessione. Ora, siccome all\u2019articolo 11 v\u2019\u00e8 la premessa: \u00abColoro che siano vincolati con lo Stato per concessioni ecc.\u00bb, quando la concessione non porta vincoli del privato non v\u2019\u00e8 pericolo che si possano determinare conflitti d\u2019interesse.<\/p><p>Per le autorizzazioni, invece, la cosa \u00e8 diversa. L\u2019autorizzazione si distingue dalla concessione, perch\u00e9 mentre questa costituisce e crea un diritto <em>ex novo<\/em> nel privato, l\u2019autorizzazione non crea alcun diritto <em>ex novo<\/em>, si limita soltanto a togliere un ostacolo affinch\u00e9 il diritto preesistente del privato possa essere esercitato.<\/p><p>Ecco perch\u00e9, dunque, l\u2019autorizzazione si presta meno della concessione a determinare eventuali conflitti di interessi tra il privato e lo Stato.<\/p><p>Ed allora si \u00e8 detto: autorizzazioni, ma di rilevante entit\u00e0, oppure autorizzazioni che importino l\u2019adempimento di specifici obblighi da parte del privato, perch\u00e9 in questo caso si viene ad avere un vero e proprio contratto bilaterale tra il privato e lo Stato.<\/p><p>Ma quando la Commissione estende queste condizioni anche alle concessioni ed ai contratti di opere e di somministrazioni, invece di rendere pi\u00f9 severo l\u2019articolo 11 (e noi questo volevamo) lo rende pi\u00f9 benevolo, meno severo.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 insisto nel mio emendamento, che pone la condizione dell\u2019entit\u00e0 rilevante e degli obblighi specifici assunti dal privato soltanto all\u2019autorizzazione e non gi\u00e0 alla concessione o ai contratti di opere e di somministrazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Costantini ha proposto di sopprimere le parole: \u00absono di rilevante entit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere la sua proposta.<\/p><p>COSTANTINI. Considero, onorevoli colleghi, l\u2019espressione contenuta nell\u2019articolo che stiamo esaminando, che cio\u00e8 \u00abl\u2019ineleggibilit\u00e0 ha luogo quando i vincoli di cui avanti sono di rilevante entit\u00e0\u00bb, come un\u2019espressione equivoca, in quanto pu\u00f2 essere causa, nell\u2019interpretazione, di diversit\u00e0 di giudizi e pu\u00f2 quindi consentire delle applicazioni difformi del concetto del legislatore che noi dobbiamo precisare.<\/p><p>Noi abbiamo avuto esperienze recenti in ordine ad altre disposizioni, che ora non vale ricordare, a proposito di \u00abatti rilevanti\u00bb. Sappiamo quanto sia risultato difficile, in sede giurisprudenziale, lo stabilire quando concorresse o meno l\u2019estremo degli atti rilevanti. Propongo quindi la soppressione del suddetto inciso affinch\u00e9 tutti i rapporti di interesse con lo Stato siano causa di ineleggibilit\u00e0. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Riccio e Schiratti hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> rappresentanti, amministratori, <em>sostituire le altre:<\/em> rappresentanti legali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Riccio ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RICCIO. Rinuncio a svolgerlo, pur mantenendolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Carboni Enrico ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> contratti di opere, <em>sostituire le altre:<\/em> contratti di appalto.\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARBONI ENRICO. Brevissimamente, onorevole Presidente. Trovo che la mia dizione \u00e8 pi\u00f9 precisa perch\u00e9 noi oggi, nella nostra legislazione, non parliamo di contratti di opere, ma conosciamo il contratto di locazione di opera che \u00e8 il contratto di appalto e conosciamo il contratto di locazione di opere che \u00e8 il contratto di lavoro.<\/p><p>Mi pare quindi che la dizione usata nell\u2019articolo di cui si propone la modifica sia una dizione non precisa in confronto alla nostra dottrina e in confronto alla nostra legislazione.<\/p><p>Trovo poi anche molto strano che alla fine dell\u2019articolo si dica che l\u2019ineleggibilit\u00e0 ha luogo quando i vincoli di cui avanti sono di rilevante entit\u00e0 e importano contrattualmente l\u2019obbligo di adempimenti specifici o l\u2019osservanza di norme generali e particolari: lo trovo strano, dicevo, perch\u00e9 non esiste alcuna concessione o alcuna autorizzazione che non importi l\u2019osservanza di norme generali o particolari.<\/p><p>Mi pare quindi che questa parte debba esser tolta e rivolgo in tal senso una preghiera alla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Di Fausto, Condorelli, Perrone Capano e Selvaggi hanno presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> non sono eleggibili, <em>sostituire: <\/em>sono incompatibili con la carica di deputato.<\/p><p>\u00ab<em>Alla fine, aggiungere:<\/em> La Giunta delle elezioni, quando abbia ritenuta la incompatibilit\u00e0, invita il deputato ad assentarsi dalle sedute e gli assegna un termine perch\u00e9 possa optare per la carica di deputato o conversare i rapporti che lo rendono \u00abincompatibile\u00bb.<\/p><p>\u00abTrascorso detto termine, se la incompatibilit\u00e0 non \u00e8 cessata, la Giunta delle elezioni propone alla Camera la decadenza\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Di Fausto non \u00e8 presente, e cos\u00ec pure gli altri firmatari.<\/p><p>FIRRAO. Faccio miei gli emendamenti, ma rinunzio a svolgerli.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo che siano rimessi gli emendamenti alla Commissione perch\u00e9 li possa esaminare. \u00c8 evidente che noi non possiamo rispondere immediatamente ad emendamenti di questo valore e di questa portata.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Rendo noto all\u2019Assemblea che mi sono pervenuti molti altri emendamenti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> La Commissione ha perfettamente ragione.<\/p><p>Occorre, per\u00f2, che noi stabiliamo un modo di procedere che consenta ai colleghi di presentare emendamenti, alla Commissione di esporre il suo parere e poi all\u2019Assemblea di votare.<\/p><p>Penso pertanto che procederemo cos\u00ec: svolgeremo gli emendamenti ai vari articoli; la Commissione riferir\u00e0 nel pomeriggio su quelli che abbiamo esaminato fino a questo momento. Dopo che la Commissione avr\u00e0 espresso il suo parere, si passer\u00e0 senz\u2019altro alla votazione. Pregherei i colleghi di non volersi valere del diritto delle dichiarazioni di voto, le quali, come \u00e8 evidente, non rappresentano che nuovi interventi a favore o contro le proposte gi\u00e0 esaminate.<\/p><p>Pertanto, onorevoli colleghi, passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo successivo.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 3.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Il primo comma dell\u2019articolo 13 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abLo stesso decreto fissa il giorno della prima riunione della Camera, nei limiti dell\u2019articolo 59 della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Lo mantengo, ma rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 3<em>-bis<\/em>. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Il primo comma dell\u2019articolo 15 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLe liste dei candidati per il Collegio unico nazionale devono essere presentate da non meno di venti delegati effettivi di liste aventi lo stesso contrassegno che assumer\u00e0 la lista per il Collegio unico nazionale.<\/p><p>\u00ab<em>Il terzo comma \u00e8 soppresso<\/em>\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo \u00e8 stato presentato il seguente emendamento a firma degli onorevoli Lucifero e Condorelli:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere candidato al collegio unico nazionale se non \u00e8 candidato in un collegio circoscrizionale. Nessuno pu\u00f2 essere eletto nel collegio unico nazionale se non \u00e8 stato eletto in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Onorevole Presidente, questo articolo come pure i successivi 3-<em>ter<\/em> e 3-<em>quater<\/em> sono collegati col collegio unico nazionale.<\/p><p>Proporrei di fare una unica discussione a parte.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, convengo che sia bene riservare ad una unica discussione tutto ci\u00f2 che si riferisce al collegio unico nazionale. Pertanto, rinviamo l\u2019esame degli articoli 3-<em>bis<\/em>, 3-<em>ter<\/em>, 3-<em>quater<\/em>.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 4, identico nel testo del Governo e in quello della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p><em>\u00abL\u2019ultimo comma dell\u2019articolo<\/em> <em>27 modificato dall\u2019articolo 20 del decreto legislativo 23 aprile 1946, n. 219, \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abAl presidente dell\u2019ufficio elettorale \u00e8 corrisposto dal Comune, nel quale l\u2019ufficio ha sede, un onorario giornaliero di lire 2000 al lordo delle ritenute di legge, oltre il trattamento di missione, se dovuto, nella misura corrispondente a quella che spetta ai funzionari di grado V dei ruoli dell\u2019Amministrazione dello Stato. Ai funzionari statali di grado superiore al V spetta, se dovuto, il trattamento di missione inerente al grado rivestito\u00bb.<\/p><p>Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 5, identico nel testo del Governo e in quello della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Il primo e l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 28 sono sostituiti dai seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abFra il quindicesimo e l\u2019ottavo giorno precedenti le elezioni, in pubblica adunanza, preannunziata due giorni prima con manifesto affisso nell\u2019albo pretorio del Comune, la commissione elettorale comunale, sentiti i rappresentanti di lista, se gi\u00e0 designati, procede alla nomina degli scrutatori tra gli elettori del Comune che siano idonei alle funzioni di scrutatori, esclusi sempre i candidati. Qualora la nomina non sia fatta ad unanimit\u00e0, ciascun membro della commissione voter\u00e0 per due nomi e si proclameranno eletti coloro che avranno ottenuto un maggior numero di voti. A parit\u00e0 di voti sar\u00e0 proclamato eletto l\u2019anziano di et\u00e0.<\/p><p>\u00abA ciascuno degli scrutatori il Comune, nel quale ha sede l\u2019ufficio elettorale, deve corrispondere l\u2019onorario giornaliero di lire 1500 al lordo delle ritenute di legge, oltre al trattamento di missione, se dovuto, nella misura corrispondente a quella che spetta ai funzionari di grado VII dei ruoli dell\u2019Amministrazione dello Stato. Ai funzionari statali di grado superiore al VII spetta, se dovuto, il trattamento di missione inerente al grado rivestito\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6, identico nel testo del Governo e in quello della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Il penultimo comma dell\u2019articolo 29 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abAl segretario \u00e8 corrisposto, dal Comune in cui ha sede l\u2019ufficio elettorale, l\u2019onorario giornaliero di lire 1800, al lordo delle ritenute di legge, oltre il trattamento di missione, se dovuto, nella misura corrispondente a quella che spetta ai funzionari di grado VII dei ruoli dell\u2019Amministrazione dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 7, identico nel testo del Governo e in quello della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019articolo 40 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl presidente, gli scrutatori, i rappresentanti delle liste dei candidati e il segretario del seggio, nonch\u00e9 gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico votano, previa esibizione del certificato elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altre sezioni o in altro Comune. I candidati possono votare in una qualsiasi delle sezioni della circoscrizione dove sono proposti, presentando il certificato elettorale.<\/p><p>\u00abGli elettori di cui al comma precedente sono iscritti, a cura del presidente, in calce alla lista della sezione e di essi \u00e8 presa nota nel verbale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Stampacchia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere le parole:<\/em> nonch\u00e9 gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>STAMPACCHIA. Non mi pare che sia giustificata l\u2019introduzione della categoria di cui nell\u2019emendamento. Per tutti coloro \u2013 militari delle forze armate ed appartenenti a corpi militarmente organizzati \u2013 che si trovano fuori della circoscrizione o del Comune in cui sono iscritti elettori, provvede la legge, ma per quelli che restano in servizio nella giornata delle elezioni nel Comune in cui sono elettori (e si sa che il servizio non dura 24 ore continuative) non v\u2019\u00e8 ragione di questa disposizione. Ci\u00f2 perch\u00e9 tale concessione pu\u00f2 far nascere dei sospetti, dei dubbi circa la possibilit\u00e0 che si facciano delle \u00abpastette\u00bb a mezzo degli agenti della forza pubblica.<\/p><p>Ritengo quindi che, avendo la legge disposto gi\u00e0 che coloro che si trovano fuori dal proprio Comune possano votare in quello ove sono addetti, la nuova disposizione sia superflua ed ingiustificata.<\/p><p>UBERTI. E allora gli toglie il voto!<\/p><p>STAMPACCHIA. Non togliamo loro il voto, perch\u00e9 questi militari ed agenti non staranno per tutte le 24 ore addetti al servizio di ordine pubblico (\u00e8 risaputo perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 nel regolamento) e quindi non si trovano, non sono \u2013 col proposto emendamento \u2013 messi nella impossibilit\u00e0 di votare.<\/p><p>Noi vogliamo che, se mai occorresse, essi abbiano il permesso, dalle loro autorit\u00e0, dai superiori loro, di raggiungere la sezione a cui sono iscritti per esercitare cos\u00ec il diritto di voto. Quindi non pensiamo affatto di sopprimere il diritto di voto a nessun cittadino, ma vogliamo che la disposizione non si presti e dia luogo a dubbi o ad equivoci su quella che dev\u2019essere l\u2019attivit\u00e0 di militari ed agenti presso le sezioni cui sono addetti per la tutela dell\u2019ordine pubblico. Infatti non \u00e8 \u2013 dir\u00f2 cos\u00ec \u2013 prudente che al tempo stesso e nello stesso luogo siano insieme elettori e tutori dell\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>La disposizione dell\u2019articolo 40, che dichiara che \u00abi rappresentanti delle liste dei candidati e il segretario del seggio, nonch\u00e9 gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico votano, previa esibizione del certificato elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altre sezioni o in altro comune\u00bb, mi pare sia una disposizione che rispecchi una necessit\u00e0 sempre riconosciuta, e anche nella precedente legge del 1946; e credo che anche questa Assemblea voglia approvare che questi agenti, specialmente se sono in servizio fuori della sede del Comune di loro iscrizione, abbiano la possibilit\u00e0 di esprimere il loro voto.<\/p><p>Non credo che ci\u00f2 possa creare alcun turbamento e alcun pericolo di disordine elettorale perch\u00e9 il certificato che dovranno esibire comprova la loro iscrizione e il luogo dove sono iscritti. E siccome il seggio dove voteranno dovr\u00e0 prendere speciale nota dei votanti che non sono iscritti nella lista della sezione, si potr\u00e0 sempre verificare se questi agenti abbiano votato in pi\u00f9 sezioni (<em>Interruzione del deputato Stampacchia<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>All\u2019onorevole Stampacchia osservo che non si deve dimenticare che quando un elettore si presenta a votare deve esibire al seggio il certificato col suo tagliando. Quando l\u2019elettore ha votato gli viene dal seggio restituito il certificato senza il tagliando, per cui l\u2019elettore non ha pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di volare in altre sezioni elettorali. Il pericolo che si possano fare votazioni irregolari mi pare in tal modo eliminato. Se non erro la Giunta delle elezioni non ha infatti dovuto esaminare reclami per voti effettuati con certificati gi\u00e0 utilizzati.<\/p><p>Non credo poi che l\u2019onorevole Stampacchia voglia togliere agli agenti della forza pubblica la possibilit\u00e0 di votare nel modo indicato nell\u2019articolo 40.<\/p><p>Per queste ragioni la Commissione non ha ritenuto di apportare alcun emendamento alla proposta del Ministro in quanto la ritiene adeguata alle necessit\u00e0 elettorali.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito il Governo ad esprimere il proprio parere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi associo alla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019articolo 7. Voteremo per divisione, dato che v\u2019\u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Stampacchia di sopprimerne una parte.<\/p><p>Pongo in votazione la prima parte:<\/p><p>\u00abL\u2019articolo 40 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/p><p>\u00abIl presidente, gli scrutatori, i rappresentanti delle liste dei candidati e il segretario del seggio\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le seguenti parole delle quali l\u2019onorevole Stampacchia propone la soppressione, non accettata dal Governo n\u00e9 dalla Commissione:<\/p><p>\u00abnonch\u00e9 gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la restante parte dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abvotano, previa esibizione dei certificato elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altre sezioni o in altro Comune. I candidati possono votare in una qualsiasi delle sezioni della circoscrizione dove sono proposti, presentando il certificato elettorale.<\/p><p>\u00abGli elettori di cui al comma precedente sono iscritti, a cura del presidente, in calce alla lista della sezione e di essi \u00e8 presa nota nel verbale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 7<em>-bis<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>La prima parte del terzo comma dell\u2019articolo 41 \u00e8 soppressa\u00bb.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 7-<em>ter<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI. <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00ab<em>La prima parte del secondo comma dell\u2019articolo 44 \u00e8 sostituita dalla seguente:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019elettore deve recarsi ad uno degli appositi tavoli e, senza che sia avvicinato da alcuno, votare tracciando sulla scheda, con la matita, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista da lui prescelta o comunque sul rettangolo che lo contiene.<\/p><p>\u00ab(<em>Il resto identico, dalle parole:<\/em> Con la stessa matita, ecc.)\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche a questo articolo non sono stati presentati emendamenti.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo <em>7-quater<\/em>, proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019articolo 48 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa votazione deve proseguire fino alle ore ventidue. Tuttavia gli elettori che siano ancora nei locali del seggio sono ammessi a votare\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue un emendamento sostitutivo del sesto comma dell\u2019articolo 45 del decreto del 1946, proposto dall\u2019onorevole Rescigno, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Il sesto comma dell\u2019articolo 45 \u00e8 sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSono vietati altri segni o indicazioni, ad eccezione dei titoli che legittimamente competono ai candidati\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RESCIGNO. Questo emendamento mira ad eliminare un grave inconveniente verificatosi nelle ultime elezioni per l\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>L\u2019articolo 45, al terzo comma, sancisce che \u00abil voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate nella parte centrale della scheda, il nome e cognome, o il solo cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista votata\u00bb. Evidentemente questa disposizione vuole essere, nel suo spirito, una disposizione di larghezza verso l\u2019elettore, cio\u00e8 vuole dire all\u2019elettore: baster\u00e0 che tu indichi il solo cognome del candidato. Viceversa per molti seggi elettorali \u00e8 diventata una disposizione restrittiva nel senso che questi seggi hanno ritenuto che accanto al cognome non si potesse indicare neanche un titolo legittimamente posseduto dal candidato, un titolo accademico, per esempio, di avvocato o di professore, e sono state annullate molte schede che accanto al cognome del candidato recavano questo titolo legittimo.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Hanno fatto bene!<\/p><p>RESCIGNO. Hanno fatto malissimo, tanto \u00e8 vero che la Giunta delle elezioni ha ritenuto perfettamente esatto questo concetto che io sto esprimendo, ed invero alcune schede che erano state contestate e che recavano alcuni titoli accademici, quando questi titoli accademici sono risultati effettivamente posseduti dal candidato, sono state ritenute valide.<\/p><p>D\u2019altra parte, il divieto di indicazione quale finalit\u00e0 ha? Quella di non far scoprire chi sia l\u2019elettore. Ora io non comprendo come, indicandosi il titolo del candidato, questa indicazione possa scoprire l\u2019elettore. Non vedo nessunissima ragione per la quale si possa vietare l\u2019indicazione dei titoli dei candidati. Questa \u00e8 la ragione del mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Devo ricordare all\u2019Assemblea che in sede di discussione del disegno di legge davanti alla Consulta Nazionale la questione sollevata dall\u2019onorevole Rescigno fu lungamente dibattuta. Le aggiunte al cognome del candidato si prestano \u2013 quando sono organizzate \u2013 facilmente a riconoscere il voto, che deve essere tutelato nella sua segretezza. Non si deve dire che la disposizione dell\u2019articolo 45 \u00e8 monca perch\u00e9 non ha ammesso i titoli accademici o i titoli nobiliari o quelli onorifici. Si \u00e8 ritenuto che questi titoli di varia natura potevano prestarsi facilmente a controllare il voto di singoli o di determinati gruppi di elettori; e si \u00e8 voluto perci\u00f2 tutelare la segretezza del voto.<\/p><p>Quindi, sono vietati altri segni e indicazioni. \u00c8 stabilito tassativamente nella legge.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> E il numero?<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Il cognome o il numero. Quando il cognome pu\u00f2 prestarsi ad equivoci e cio\u00e8 vi siano candidati che abbiano lo stesso cognome bisogna aggiungere, se si scrive il cognome, il nome. E allora \u00e8 evidente che limitandoci semplicemente a queste possibilit\u00e0 e non permettendo in nessuna maniera altri segni o altre indicazioni che pure spettino al candidato, eviteremo sicuramente che la segretezza del voto possa essere offesa fino al controllo del voto stesso.<\/p><p>Per queste ragioni la disposizione dell\u2019articolo 45 fu dettata allora; e per queste ragioni ritengo che l\u2019Assemblea non possa oggi accettare l\u2019emendamento Rescigno.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento Rescigno, test\u00e9 letto, non accettato dalla Commissione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 8, identico nei testi del Governo e della Commissione, per il quale non vi sono proposte di emendamento. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Al sesto comma dell\u2019articolo 56 le parole: <\/em>e in cui sono elencati separatamente gli elettori che hanno votato e quelli che non hanno votato, <em>sono sostituite dalle seguenti: <\/em>e in cui sono elencati gli elettori che non hanno votato\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ottavo comma le parole: <\/em>l\u2019estratto viene immediatamente rimesso al sindaco, <em>sono sostituite dalle seguenti:<\/em> l\u2019estratto \u00e8 trasmesso, non oltre il sessantesimo giorno successivo a quello della votazione, al sindaco\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato al pomeriggio alle 16.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Si profila la eventualit\u00e0 di tenere seduta domani; sarebbe bene che questa eventualit\u00e0 fosse discussa immediatamente, in modo che ciascuno si possa regolare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi, richiamandosi a quanto detto ieri sera, fa presente che, se per ipotesi l\u2019Assemblea entrasse nell\u2019ordine di idee di tenere seduta domani, sarebbe bene decidere immediatamente, in modo che i deputati possano predisporre le cose loro.<\/p><p>La seduta domenicale sarebbe necessaria ove si entrasse nell\u2019ordine di idee di esaminare, quanto meno, uno stralcio del disegno di legge sulla stampa.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Abbiamo presentato il progetto di legge sulla stampa, emendato dalla Commissione, ed abbiamo fatto cenno del progetto di stralcio proposto dall\u2019onorevole Andreotti. Questo progetto di stralcio, al quale la Commissione vorrebbe aggiungere almeno un articolo, relativo al sequestro, importa la possibilit\u00e0 di una discussione non brevissima. Sono 13 articoli, su alcuni dei quali sorgeranno discussioni. D\u2019altra parte, \u00e8 evidente il diritto di ciascun deputato di riproporre in via di emendamento gli articoli pretermessi, come emendamenti aggiuntivi al progetto di stralcio. \u00c8 evidente che, se si fosse costretti a esaminare con grande rapidit\u00e0 la legge sulla stampa, bisognerebbe proporre un altro tipo di stralcio, possibilmente limitando la leggina provvisoria a un articolo solo, che abroghi il decreto vigente, per cui i giornali non possono essere pubblicati senza l\u2019autorizzazione del prefetto. Ma questo stato, direi quasi, di necessit\u00e0 non si \u00e8 ancora determinato. Non siamo ancora al punto di dover considerare se si deve esaminare nel tempo pi\u00f9 breve, forse in due o tre ore soltanto, uno stralcio della legge sulla stampa che proponga e risolva una sola questione, per quanto importantissima.<\/p><p>Ritengo che l\u2019Assemblea non possa oggi decidere per uno stralcio da esaminare domani.<\/p><p>Propongo che non si inizi domani la discussione sulla legge della stampa e faccio presente che, anche affrettando al massimo i nostri lavori \u2013 come \u00e8 giusto \u2013 non dobbiamo illuderci troppo sulla nostre possibilit\u00e0 concrete.<\/p><p>Vi \u00e8 per aria la sensazione che il rimpasto ministeriale \u00e8 cosa ormai fatta. Che il Governo faccia o non faccia delle dichiarazioni \u00e8 cosa che non si sa; se non le far\u00e0, sar\u00e0 l\u2019Assemblea a domandarle. Ed allora una discussione sulle comunicazioni non sar\u00e0 evitata. Quindi alcune delle leggi dovranno essere esaminate in gennaio. Per esempio: il coordinamento degli statuti siciliano e sardo. Non \u00e8 possibile pensare diversamente. Se questo avverr\u00e0, anche la legge sulla stampa potr\u00e0 essere discussa con calma. Se questo non avverr\u00e0, potremo esaminare a tempo debito la opportunit\u00e0 dello stralcio, di cui parlavo. Ma \u00e8 intempestivo voler far questo domani.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidero prendere la parola in appoggio all\u2019opinione dell\u2019onorevole Cevolotto, e vorrei portare a sostegno di essa due argomenti. Prima di tutto, penso che, nonostante tutti gli sforzi che ci proponiamo di fare, \u00e8 certo che la o le sedute di domani saranno sedute poco frequentate. Sar\u00e0 presente soltanto una percentuale dei colleghi, appena al limite del numero legale se le cose andranno bene. Vogliamo trattare in questo modo un problema cos\u00ec delicato e importante qual \u00e8 quello della legge sulla stampa? Mi pare che non sia il caso, perch\u00e9 questo problema va trattato in sedute in cui sia presente il maggiore numero possibile di deputati, il che domani certamente non avverr\u00e0.<\/p><p>In secondo luogo, mi associo all\u2019osservazione dell\u2019onorevole Cevolotto, secondo la quale la questione che oggi sta davanti a noi non \u00e8 tanto quella del termine del 31 dicembre, quanto quella del termine delle elezioni. Una volta fissato il termine delle elezioni avremo settanta giorni di preparazione elettorale che non partiranno probabilmente dal 31 dicembre. Disporremo cio\u00e8 oltre questa data di un margine di una o due settimane, per cui non ci sar\u00e0 nulla di straordinario se in quel periodo discuteremo la legge sulla stampa e qualche altro progetto di legge.<\/p><p>Per questi motivi ritengo non utile tenere seduta domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Bisogna risolvere la questione di merito. Non so se sia bene porla in questi termini. Il problema invece \u00e8 un altro: si terr\u00e0 seduta domani se si vuole discutere la legge sulla stampa; se non si discuter\u00e0 la legge sulla stampa, nel suo complesso o nello stralcio che se ne potesse fare, non terremo la seduta domenica. Questa \u00e8 la questione sulla quale chiedo ai colleghi di decidere.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Non mi pare che la questione si possa porre in questi termini, perch\u00e9 cos\u00ec pregiudichiamo l\u2019eventuale accettazione delle proposte presentate dall\u2019onorevole Togliatti e dall\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Togliatti e l\u2019onorevole Cevolotto hanno fatto non proposte ma solo considerazioni.<\/p><p>LACONI. Io voglio dire che se si pone il problema in questi termini, se l\u2019Assemblea debba o non debba esaminare la legge sulla stampa, mi pare che si voglia giudicare di una cosa troppo grave. Noi ora dobbiamo decidere semplicemente se vi sia o no seduta domani, con l\u2019ordine del giorno che sar\u00e0 stabilito.<\/p><p>PRESIDENTE. Sar\u00e0 perch\u00e9 la questione non \u00e8 stata posta bene, e ricordo che \u00e8 stata lei stessa a porla, ma tutti sappiamo \u2013 perch\u00e9 \u00e8 stato detto e scritto persino in certi giornali \u2013 che una eventuale seduta di domani sar\u00e0 dedicata soltanto all\u2019esame della legge sulla stampa. Se ora poniamo la questione di tenere o no seduta, nel caso in cui passasse l\u2019affermativa, significherebbe che la seduta di domani \u00e8 dedicata soltanto a quell\u2019ordine del giorno. Non v\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di equivoco.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Volevo osservare che votare contro la seduta di domani non significa, evidentemente, che non si voglia discutere pi\u00f9 tardi la legge sulla stampa; e questo ritengo sia il pensiero della Presidenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 chiaro: la decisione \u00e8 che, se si tiene seduta, l\u2019argomento all\u2019ordine del giorno non pu\u00f2 essere che quello.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Mi pare che la questione essenziale, che precede tutte le altre, sia quella cui ha accennato l\u2019onorevole Togliatti, vale a dire se siamo decisi a tenere alcune sedute nel mese di gennaio. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Infatti faccio osservare che la legge sulla stampa non \u00e8 tale da poter essere discussa cos\u00ec frettolosamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Se lei \u00e8 di questo avviso presenti una proposta di proroga. Lei, e tutti i colleghi, tengano presente la questione per decidere sul voto che daranno; ma in questo momento non possiamo discutere dell\u2019argomento.<\/p><p>GAVINA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GAVINA. Propongo che domani non si tenga seduta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, \u00e8 stato chiesto di risolvere senz\u2019altro la questione se domani si debba o no tenere seduta. L\u2019onorevole Laconi ha posto questo problema.<\/p><p>Ora, l\u2019onorevole Gavina ha proposto che non si tenga seduta. Il quesito per\u00f2 deve essere posto positivamente, onorevole Gavina; e pertanto pongo in votazione la proposta positiva che domani si tenga seduta.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 13.15.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXXXI. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI SABATO 13 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedo: Presidente Disegno di legge (Discussione): Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 71, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48)Presidente Grilli, Relatore per la minoranza Bovetti Rivera Sullo Scoccimarro, Presidente della Commissione Fuschini, Relatore per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2400,2414,2544,2406,2408","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2398"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6224,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2398\/revisions\/6224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2398"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}