{"id":2386,"date":"2023-09-17T16:34:38","date_gmt":"2023-09-17T14:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2386"},"modified":"2023-10-21T09:53:10","modified_gmt":"2023-10-21T07:53:10","slug":"antimeridiana-di-mercoledi-10-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2386","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 10 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2386\" class=\"elementor elementor-2386\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a8542af elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a8542af\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6c80498\" data-id=\"6c80498\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-98d7bcb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"98d7bcb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471210_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-67a9512 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"67a9512\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>cccxxv.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 10 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Contro il deputato Cremaschi Olindo, per il reato di cui all\u2019articolo 336 del Codice penale. (Doc. I, n. 16).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Scalfaro, <em>Relatore della minoranza<\/em><\/p><p>Giua<\/p><p>Contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale. (Doc. I, n. 20).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Laconi<\/p><p>Scalfaro, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Pertini<\/p><p>Lussu<\/p><p>Bettiol<\/p><p>Contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale. (Doc. I, n. 23)<\/p><p>Laconi<\/p><p>Scalfaro, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Riordinamento dei Corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione. (35).<\/p><p>Martino Gaetano, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>Colonnetti<\/p><p>Tonello<\/p><p>Sullo<\/p><p>Moro<\/p><p>Rodi<\/p><p>Bertola<\/p><p>Bernini<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Calamandrei<\/p><p>Miccolis<\/p><p><strong>Presentazione di una relazione:<\/strong><\/p><p>Fuschini<\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che l\u2019onorevole De Martino ha cessato di far parte del Gruppo parlamentare misto e si \u00e8 iscritto a quello della Democrazia cristiana.<\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Cremaschi Olindo, per il reato di cui all\u2019articolo 336 del Codice penale. (Doc. I, n. 16).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Cremaschi Olindo, per il reato di cui all\u2019articolo 336 del Codice penale (Doc. I, n. 16).<\/p><p>Su questa domanda sono state presentate due relazioni: una di maggioranza, che propone di negare l\u2019autorizzazione a procedere; l\u2019altra, di minoranza, che propone di concederla. Apro la discussione su queste relazioni.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore della minoranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore della minoranza.<\/em> Se permette l\u2019onorevole Presidente, vorrei chiarire per quali ragione io, per la minoranza, abbia sostenuto che si debba concedere l\u2019autorizzazione a procedere. Sia nella relazione di maggioranza come pure in quella di minoranza, si \u00e8 cercato anzitutto di delimitare il campo di competenza della Commissione e dell\u2019Assemblea, il campo cio\u00e8 che riguarda il potere di concedere o meno l\u2019autorizzazione a procedere; ed io mi sono permesso di precisare che, se da una parte \u00e8 indispensabile vedere se vi siano elementi di persecuzione politica nei confronti del deputato per il quale si chiede l\u2019autorizzazione a procedere, d\u2019altra parte, a volte la Commissione e l\u2019Assemblea sono costrette a compiere una ricerca, che pare una ricerca di merito, fatta ai fini di vedere se vi siano questi estremi di persecuzione politica, ovvero estremi, allo stato degli atti, di reato, perch\u00e9 si debba quindi dichiarare di procedere.<\/p><p>Infatti la relazione stessa di maggioranza, per dichiarare che non si doveva procedere, ha considerato le dichiarazioni agli atti ed ha sostenuto che queste dichiarazioni non costituiscono il reato di minaccia di cui all\u2019articolo 336 del Codice penale. Ed io ho dovuto seguire la stessa via.<\/p><p>Ricapitolando brevemente: vi \u00e8 stato da parte dell\u2019autorit\u00e0 un ordine perch\u00e9 si eseguissero gli accertamenti per reperire il grano che doveva essere consegnato all\u2019ammasso. Vi era l\u2019esecuzione di questo ordine che, se nel merito era esatta, nella forma forse poteva dare adito a dei commenti, poteva far sollevare degli interrogativi e delle critiche. Ed allora l\u2019onorevole Cremaschi Olindo, che ha una particolare veste, in quanto \u00e8 a capo della Federterra di Modena, \u00e8 intervenuto con alcune telefonate, di cui io ed anche il Relatore di maggioranza abbiamo riportato il testo.<\/p><p>Nella prima dichiarazione del teste Nizzi \u00e8 detto: \u00above tali azioni non si fossero sospese, egli sarebbe stato messo in condizioni di dover provocare un\u2019azione dei contadini contro sistemi di pura marca fascista\u00bb.<\/p><p>Il teste Barbieri dichiar\u00f2: \u00abdesiderava dette operazioni fossero sospese, minacciando in caso contrario dimostrazioni da parte dei contadini\u00bb. Entrambi riferiscono le telefonate dell\u2019onorevole Cremaschi Olindo.<\/p><p>Mi \u00e8 parso, allora, che le deduzioni fossero alquanto semplici e cio\u00e8 io ho scritto che: \u00abAllo stato degli atti, non estremi o sospetti seri di persecuzione politica (e la frase della relazione di maggioranza relativa alla \u00abpersecuzione alla quale l\u2019onorevole Cremaschi \u00e8 fatto segno\u00bb non \u00e8 n\u00e9 motivata, n\u00e9 comunque appoggiata da elementi oggettivi), n\u00e9, quindi \u00abalto senso di responsabilit\u00e0\u00bb, quale la stessa relazione definisce il comportamento del deputato di cui \u00e8 causa, che ben diversamente l\u2019onorevole Cremaschi avrebbe avuto modo di usare dell\u2019autorit\u00e0 che gli proveniva dall\u2019essere deputato e presidente della Federterra, ma \u00abintimidazione, minaccia\u00bb di usare di un\u2019arma di per s\u00e9 lecita, per fini non leciti, quali quelli di ribellarsi all\u2019autorit\u00e0, per cercare di costringere l\u2019autorit\u00e0 stessa ad emettere atti del suo ufficio (art. 336 del Codice penale).<\/p><p>Ed allora un\u2019ultima osservazione: o i contadini erano in regola e nulla vi era da temere per loro, o non lo erano, ed allora perch\u00e9 minacciare agitazioni a difesa di un comportamento illecito e per impedire che appunto perch\u00e9 illecito, tale comportamento venisse accertato e colpito?<\/p><p>Per questo la minoranza della Commissione ha ritenuto di proporre all\u2019Assemblea che si debba concedere l\u2019autorizzazione a procedere, intendendo togliere questo impedimento, in modo che il magistrato possa vedere se, come ha osservato, secondo il mio modesto avviso andando al di l\u00e0 dei poteri di un relatore, il Relatore di maggioranza, le dichiarazioni dei testi siano esatte o esagerate e se vi siano, o no, gli estremi per giungere ad una sentenza di condanna o di assolutoria.<\/p><p>GIUA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIUA. Vorrei fare un\u2019osservazione al Relatore della minoranza. Credo che l\u2019onorevole Scalfaro, nella sua qualit\u00e0 di magistrato, abbia scambiato l\u2019Assemblea per una sede di tribunale e sia venuto a fare delle considerazioni che, forse, in sede di tribunale possono avere qualche valore ma che, in questa Assemblea politica, non hanno alcun valore.<\/p><p>Quindi, prego i colleghi di accettare le conclusioni della relazione di maggioranza, invitando il collega Scalfaro a pensare che dinanzi ad una Assemblea politica, le considerazioni che un giudice pu\u00f2 fare in un tribunale hanno scarsissimo interesse.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore della minoranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO. Avrei preferito che l\u2019onorevole Giua avesse motivato l\u2019affermazione per cui le mie considerazioni non hanno alcun valore: una motivazione \u00e8 sempre necessaria, anche in una Assemblea Costituente!<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione dapprima le conclusioni della minoranza, per la concessione dell\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>(<em>Dopo<\/em> <em>prova e controprova, sono approvate \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BERTINI. Davanti alla giustizia si deve essere tutti uguali: ognuno deve rispondere di quello che ha scritto e di quello che fa. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno gi\u00e0 espresso la loro opinione con il voto: mi pare assolutamente inutile continuare la discussione.<\/p><p>BERTINI. Non ci devono essere privilegi.<\/p><p>PRESIDENTE. Non si tratta di privilegi, onorevole Bertini: se c\u2019\u00e8 una Giunta che si divide in due opposti pareri, significa che la questione \u00e8 controversa.<\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale. (Doc. I, n. 20).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, secondo e terzo comma, del Codice penale. (Doc. 1, n. 20).<\/p><p>La Commissione propone di concedere l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Ho chiesto di parlare per protestare contro l\u2019operato della Commissione, il quale \u00e8 talmente privo di qualsiasi giustificazione, che non pu\u00f2 essere mosso dalla valutazione obiettiva e serena dei fatti. Evidentemente la Commissione si lascia guidare da spirito settario e non da un criterio di obiettivit\u00e0. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In sostanza, il capo d\u2019accusa consiste soltanto in questo: che nel giornale diretto dall\u2019onorevole Colombi sarebbe stata rivolta all\u2019avvocato Maccalini Francesco un\u2019accusa concretata in questi termini:<\/p><p>\u00ab&#8230;questi \u00e8 stato pubblicamente ed esplicitamente accusato di essersi reso colpevole di tenere, come suol dirsi, il sacco ad alcuni ladruncoli, rendendosi cos\u00ec complice\u00bb.<\/p><p>Voglio far notare che, in questo, articolo, non si accusa di niente questo avvocato Maccalini; si constata il fatto \u2013 naturalmente in modo tendenzioso, con l\u2019intenzione implicita di invitare questo Maccalini a discolparsi e a chiarire la sua posizione \u2013 si constata semplicemente il fatto che sono state rivolte pubbliche accuse contro il Maccalini, alle quali questi non ha risposto.<\/p><p>E la Commissione ritiene, dinanzi ad elementi di questo genere, di dover concedere l\u2019autorizzazione a procedere? Questo non \u00e8 serio e non \u00e8 parlamentare. Mi stupisco che una Commissione, che dovrebbe esaminare le richieste di autorizzazioni a procedere con uno spirito di serenit\u00e0 e con la volont\u00e0 di tutelare la dignit\u00e0 parlamentare, ci presenti delle proposte che sono inqualificabili e indegne di essere prese in considerazione. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Non so se ho l\u2019autorit\u00e0 per rispondere a nome di tutta la Commissione, in questo caso dovrebbe averla chiunque, perch\u00e9, se l\u2019onorevole Laconi avesse letto la relazione, avrebbe visto che essa dice: \u00abLa Commissione, all\u2019unanimit\u00e0, ha deciso, ecc.\u00bb.<\/p><p>Comunque, la frase che \u00e8 stata letta dallo stesso onorevole Laconi dice appunto:<\/p><p>\u00ab\u00c8 inspiegabile per\u00f2 che a coprire le funzioni di titolare del detto ufficio sia stato chiamato l\u2019avvocato Maccalini Francesco. Infatti questi \u00e8 stato pubblicamente ed esplicitamente accusato di essersi reso colpevole di tenere, come suol dirsi, il sacco ad alcuni ladruncoli, rendendosi cos\u00ec complice\u00bb.<\/p><p>Io, che ho riferito quella che \u00e8 stata la discussione in seno alla Commissione \u2013 e le relazioni vengono scritte e poi ancora approvate dopo scritte \u2013 ho aggiunto appunto questo che, se me lo consente l\u2019onorevole Presidente, rileggo:<\/p><p>\u00abLa Commissione, all\u2019unanimit\u00e0, ritiene non sussista elemento alcuno da far escludere la concessione dell\u2019autorizzazione a procedere, non potendosi, allo stato degli atti, sostenere che ragioni politiche abbiano determinato il Maccalini alla querela, di fronte al testo dell\u2019articolo evidentemente diffamatorio\u00bb (cio\u00e8 il dire che un cittadino \u00e8 complice in furti).<\/p><p>LACONI. Non lo dice. Dice soltanto che \u00e8 stato pubblicamente accusato.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Esatto. Andiamo oltre.<\/p><p>\u00abInfatti l\u2019articolo non riporta (queste sono state le dichiarazioni dei vari membri della Commissione, che io poi ho sintetizzato), quasi cronaca, delle accuse al Maccalini specificandone le fonti, il che potrebbe lasciar pensare a un sano desiderio di invitarlo a chiarire la sua posizione prima che venga ad assumere la carica di titolare dell\u2019Ufficio regionale della Post-Bellica, ma in modo generico riporta frasi gravemente oltraggiose\u00bb. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunque, questa \u00e8 la tesi della Commissione, contro la quale si pu\u00f2 votare.<\/p><p>LACONI. Non \u00e8 seria.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> \u00abN\u00e9 sarebbe assolutamente sostenibile \u2013 prosegue la relazione \u2013 la tesi che \u00e8 dovere della stampa far opera moralizzatrice della vita pubblica, ch\u00e9 in ben altro modo e con metodi ben diversi tale opera pu\u00f2 e deve compiersi, primo fra tutti il sistema di criticare senza ingiuriare, di accusare motivando per assumersi la responsabilit\u00e0 dell\u2019accusa\u00bb.<\/p><p>LACONI. Questa \u00e8 la moraletta!<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Per quanto riguarda il parere dell\u2019onorevole Laconi, che la Commissione compia opera faziosa, non ho veste per difendere l\u2019operato della Commissione, che potr\u00e0 essere difeso da altri, ma mi permetto di difendere la mia posizione di relatore. Se l\u2019onorevole Laconi vuol guardare tutti i verbali della Commissione, vedr\u00e0 che contro i miei stessi colleghi democratici cristiani io ho chiesto che si proceda, in nome di un principio, che spero debba essere \u2013 secondo una formula molto comune, ma poco usata nella sostanza \u2013 uguale per tutti, e cio\u00e8 che l\u2019autorizzazione a procedere e l\u2019immunit\u00e0 parlamentare non sono scudo per ciascuno di noi perch\u00e9 si possa impunemente calpestare la legge, diversamente da quanto pu\u00f2 fare qualsiasi cittadino&#8230; (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MORANINO. Patrissi pu\u00f2 insultare chi vuole sul suo giornale!<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore. <\/em>&#8230;ma debbano servire per impedire, come \u00e8 stato detto da pi\u00f9 parti in questa stessa Assemblea, che si compiano delle persecuzioni politiche nei confronti dell\u2019uno o dell\u2019altro deputato. Ch\u00e9 se, d\u2019altra parte (ci\u00f2 che non posso accettare) l\u2019onorevole Laconi sostiene che tutto ci\u00f2 non \u00e8 parlamentare, io sarei costretto ad affermare che, se non \u00e8 parlamentare, certo \u00e8 giusto! (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERTINI. Credo, anche a nome del mio gruppo, di dover dichiarare che ci opponiamo a questa autorizzazione a procedere contro il deputato Colombi. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lasciamo stare la riflessione che si fa nella relazione, ove si dice che la stampa dovrebbe essere molto pi\u00f9 corretta; se dovessimo raccogliere tutte le ingiurie che sono state rivolte contro di noi, non so che cosa si farebbe in questa Camera! Lo sanno gli stessi nostri colleghi che siamo stati ingiuriati anche noi: non \u00e8 stata criticata la nostra opera, ma si sono gettate ingiurie per ingiuriare, e nessuno da quella parte \u00e8 mai insorto per difendere la dignit\u00e0 parlamentare. Nessuno!<\/p><p>Per\u00f2 vi \u00e8 una contradizione nella relazione, quando si dice: \u00abInfatti l\u2019articolo non riporta, quasi cronaca, delle accuse al Maccalini specificandone le fonti, il che potrebbe lasciar pensare ad un sano desiderio di invitarlo a chiarire la sua posizione, etc.\u00bb. Il Colombi, nel suo articolo, dice: \u00abInfatti questi \u00e8 stato pubblicamente ed esplicitamente accusato di essersi reso colpevole, etc.\u00bb; indubbiamente, se il Colombi ha scritto questo, vuol dire che ci\u00f2 corrispondeva alla verit\u00e0. (<em>Interruzioni al centro<\/em>). Anche se questo non \u00e8 scritto nell\u2019articolo e se Colombi non ha citato le fonti, \u00e8 perch\u00e9 non lo riteneva necessario, perch\u00e9 tutti conoscevano, nella zona, ci\u00f2 di cui il Maccalini era stato pubblicamente ed esplicitamente accusato.<\/p><p>Stava alla Commissione di accertare se era vero che era stato accusato pubblicamente ed esplicitamente.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Non avevamo questi poteri.<\/p><p>PERTINI. Come no? Potevate sentire lo stesso Colombi! Non pu\u00f2 affermare che lei non ha questo potere! Loro dovevano sentire lo stesso Colombi, e chiedergli: come mai lei ha scritto che pubblicamente ed esplicitamente \u00e8 stato accusato il Maccalini? Loro potevano sentire il Colombi, e se questi portava la prova che il Maccalini era stato accusato pubblicamente ed esplicitamente, \u00e8 chiaro che non potevano chiedere l\u2019autorizzazione a procedere!<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ma se \u00e8 innocente sar\u00e0 assolto! Che paura ha?<\/p><p>PRESIDENTE. Sulle conclusioni della Commissione \u00e8 stata chiesta la votazione per appello nominale.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Io mi guardo bene dal considerarmi un vecchio parlamentare, come spesso avviene fra alcuni nostri colleghi che sono stati deputati 20 o 25 anni fa. Vecchio forse s\u00ec, ma non certo parlamentare, perch\u00e9 in questi ultimi venti anni ho fatto il deputato quanto quelli che sono stati in galera o che sono stati giovanotti alle Universit\u00e0.<\/p><p>Tuttavia devo dire che ho fatto parte, nelle passate legislature, della Commissione parlamentare per le autorizzazioni a procedere. Ebbene, io non ho mai concesso il mio voto per autorizzazioni a procedere in casi simili. Mai! Quindi, conseguentemente, neppure oggi lo far\u00f2.<\/p><p>BETTIOL. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BETTIOL. Onorevole Presidente, vorrei fare una proposta in merito a questa questione che sta accendendo le passioni dell\u2019Assemblea.<\/p><p>A mio avviso, anche se in questa questione l\u2019aspetto politico in sostanza non esiste, si potrebbe prendere lo spunto da quanto ha detto l\u2019onorevole Pertini, e cio\u00e8 che non \u00e8 stato sentito il collega Colombi. Propongo che venga rinviato alla Commissione il problema per un supplemento di istruttoria onde si possa sentire l\u2019onorevole Colombi e dopo la sua deposizione prendere le ultime decisioni in materia.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bettiol propone di rinviare alla Commissione per le autorizzazioni a procedere questa domanda contro l\u2019onorevole Colombi. Questa proposta deve avere la precedenza nella votazione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Dichiaro di aderire alla proposta dell\u2019onorevole Bettiol.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Bettiol di rimettere alla Commissione per le autorizzazioni a procedere in giudizio la domanda di autorizzazione contro l\u2019onorevole Colombi Arturo per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale, attualmente in discussione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale. (Doc. I, n. 23).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Colombi Arturo, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 e 3\u00b0 comma, del Codice penale.<\/p><p>La Commissione propone di concedere l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Dato che il caso \u00e8 analogo al precedente propongo il rinvio.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Ho chiesto di parlare soltanto per dire che l\u2019Assemblea prima di votare veda quali sono i fatti. Ch\u00e9 se apparentemente paiono analoghi al precedente, nella sostanza non c\u2019\u00e8 analogia che possa motivare un rinvio alla Commissione.<\/p><p>In questo caso il giornale ha riportato un articolo sotto il titolo: \u00abDifendiamo le lavoratrici\u00bb dove tra l\u2019altro si dice: \u00abAltre (ditte), ed \u00e8 il caso della pellicceria A.G.I.P., oltre allo sfruttare indegnamente il proprio personale licenziano le operaie che hanno acquisito diritto di anzianit\u00e0, e dopo otto giorni le riassumono, al solo scopo di non dare loro quanto spetta&#8230;\u00bb \u00abDeve finire il diritto dei vari reazionari piccoli e grandi di fare l\u2019alto e il basso senza il controllo delle maestranze, deve finire l\u2019affamamento organizzato delle lavoratrici\u00bb.<\/p><p>Si tenga presente che chi si querela concede ampia facolt\u00e0 di prova.<\/p><p>Volevo soltanto dichiarare questo. L\u2019Assemblea decida.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di rimettere alla Commissione anche questa domanda di autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Colombi Arturo.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO, <em>Relatore.<\/em> In seguito al voto dell\u2019Assemblea e non solo per qualche dichiarazione che essendo stata non riguardosa, non nei miei confronti, il che non conterebbe nulla, ma nei confronti di una Commissione di questa Assemblea non ha trovato chi si sia sentito di porre la sua autorevole voce a difesa di quella che \u00e8 la dignit\u00e0 non tanto dei singoli quanto della Commissione, e quindi dell\u2019Assemblea, ma innanzitutto poich\u00e9 non posso venir meno ad una linea di condotta che \u00e8 condivisa anche da altri, in nome della quale credo che i princip\u00ee della giustizia debbano valere anche e soprattutto per ciascuno di noi che da questi banchi dobbiamo offrire il primo esempio nel credervi e nel viverli, ritengo mio dovere presentare a lei, onorevole Presidente, e all\u2019Assemblea stessa, le mie dimissioni da questa Commissione. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti, a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scalfaro, considero questa sua dichiarazione come un preannuncio di dimissioni. Ella sa che le dimissioni devono essere accettate.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Riordinamento dei Corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione. (35).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Riordinamento dei Corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Relatore, onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> Io non condivido, onorevoli colleghi, l\u2019impressione manifestata ieri dall\u2019onorevole Bernini: che questa Assemblea si disinteressi ai problemi della scuola, che essa mostri addirittura la noia di doversi occupare di questi problemi. Al contrario, a me pare che il tono elevato della discussione ieri sera avvenuta qui dentro, certamente non indegno delle pi\u00f9 belle tradizioni del Parlamento italiano, sia la prova dell\u2019interesse che \u2013 qualunque fosse il numero dei deputati presenti \u2013 questa Assemblea dimostrava per i pi\u00f9 grandi, i pi\u00f9 elevati problemi della scuola.<\/p><p>La discussione \u00e8 stata elevata, e non solo vorrei dire dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista politico. Una sintesi veramente felice dei criteri tecnici e dei criteri politici, che vengono in discussione nell\u2019esame del disegno di legge che \u00e8 sottoposto all\u2019Assemblea, mi \u00e8 sembrato di trovarla nelle elevate parole pronunciate dal collega onorevole Tonello.<\/p><p>Io cercher\u00f2 di essere molto breve nel rispondere agli oratori che sono intervenuti nella discussione; ed accolgo senz\u2019altro l\u2019invito che esplicitamente mi venne rivolto dall\u2019onorevole Sullo: l\u2019invito di \u00abscendere dalle nuvole e venire sul terreno pratico\u00bb. Ci vengo, onorevole Sullo.<\/p><p>Qual \u00e8, in fondo, la differenza fra la struttura del Consiglio Superiore per la pubblica istruzione proposta dalla Commissione e quella proposta invece dal disegno di legge ministeriale? La differenza vera, la differenza sostanziale \u00e8 questa: mentre la Commissione ritiene che il Consiglio Superiore per la pubblica istruzione debba avere un carattere unitario, il disegno di legge ministeriale prevede un\u2019articolazione in tre Sezioni distinte, cio\u00e8 una separazione dei problemi della cultura in tre distinti settori.<\/p><p>Noi pensiamo che mantenere il carattere unitario del Consiglio Superiore sia indispensabile. Anzitutto perch\u00e9 \u00e8 evidente il carattere unitario dei problemi della cultura e della scuola. \u00c8 bens\u00ec vero ci\u00f2 che \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Marchesi e da altri, che cio\u00e8 l\u2019articolo 2 del disegno di legge ministeriale prevede che, qualora si debbano trattare problemi che investano comunque diverse branche della pubblica istruzione, il Consiglio funzioni a Sezioni unite. Ma questo non basta ad impedire che venga turbato il carattere unitario dei problemi della scuola: \u00e8 mai ammissibile, ad esempio (e qui vengo proprio sul terreno pratico), che una riforma, sulla quale il Consiglio Superiore debba esprimere il proprio parere, concernente esclusivamente la legislazione scolastica della istruzione secondaria non interessi quanto i professori della scuola media anche i professori universitari? Ma coloro che vengono dalle universit\u00e0 non provengono forse dalla scuola media? Non siamo noi professori universitari, pi\u00f9 che tutti gli altri insegnanti di ogni ordine e grado, interessati alla preparazione dei giovani che dovranno assistere alle nostre lezioni? E lo stesso si pu\u00f2 dire per ci\u00f2 che riguarda l\u2019istruzione elementare e l\u2019istruzione universitaria. Noi riconosciamo che utile (e questo \u00e8 sottolineato nella mia relazione) \u00e8 la partecipazione anche del professore di scuole medie, anche del maestro elementare quando si tratti di esprimere pareri che riguardino, comunque, problemi della scuola.<\/p><p>I problemi della cultura e della scuola hanno un carattere cos\u00ec tipicamente unitario, che non ci sembra in nessun modo possibile questa divisione in tre separati settori.<\/p><p>Ma vi \u00e8 un\u2019altra ragione che dal punto di vista pratico \u00e8 pi\u00f9 importante: creandosi due Sezioni distinte, una per la scuola secondaria ed una per la scuola primaria, si vengono in sostanza a creare due organi nuovi. Dico due organi nuovi perch\u00e9 evidentemente non sospetto in nessun modo che possano essere stati presi a modello organi analoghi istituiti durante il regime fascista mediante quelle cervellotiche leggi del 1932 e del 1938. Organi nuovi, per i quali devono essere fissati compiti nuovi. Ora, la legislazione scolastica attuale non prevede questi compiti nuovi n\u00e9 pu\u00f2 evidentemente prevederli un disegno di legge relativo alla composizione e formazione del Consiglio Superiore. Occorre una riforma di tutta la legislazione scolastica perch\u00e9 questi compiti nuovi vengano fissati.<\/p><p>Compiti invece cospicui esistono, come \u00e8 detto nella mia relazione, per quel che riguarda l\u2019istruzione superiore.<\/p><p>Il Consiglio Superiore della pubblica istruzione \u00e8 stato finora soprattutto, \u00e8 vero, l\u2019organo consultivo dell\u2019istruzione superiore. Ci\u00f2 \u00e8 stato deplorato dall\u2019onorevole Galati, dall\u2019onorevole Sullo e mi pare da qualche altro oratore. Ma di chi \u00e8 la colpa? Non certo della vostra Commissione: la colpa \u00e8 della legislazione scolastica. Mentre infatti, il testo unico sull\u2019istruzione superiore prevede ad ogni passo il necessario intervento del Consiglio Superiore, con pareri a volte vincolanti, per tutto quel che riguarda il funzionamento delle Universit\u00e0 e la carriera dei professori universitari, ci\u00f2 non accade per l\u2019istruzione secondaria e per l\u2019istruzione elementare. \u00c8 deplorevole \u2013 ed anche noi lo deploriamo \u2013 che compiti cospicui non abbia il Consiglio Superiore per ci\u00f2 che riguarda l\u2019istruzione media e l\u2019istruzione elementare; ma tali compiti non possiamo certo fissare noi in questo disegno di legge. Sar\u00e0 solo in sede di riforma della legislazione scolastica che potr\u00e0 nascere il problema, ed essere risolto, dell\u2019assegnazione di nuove attribuzioni al Consiglio Superiore per l\u2019istruzione secondaria e per la primaria.<\/p><p>Nelle attuali condizioni pertanto, quando noi istituiamo una sezione indipendente per la scuola media ed una sezione indipendente per la scuola elementare, noi creiamo organi i quali non hanno una funzione.<\/p><p>Dobbiamo noi veramente, come vorrebbe l\u2019onorevole Galati, creare l\u2019organo affinch\u00e9 la sua esistenza serva da stimolo per la creazione delle funzioni da parte del legislatore futuro? Noi apprendemmo tutti sui banchi della scuola che la funzione crea l\u2019organo. Vi dico sinceramente, onorevoli colleghi, che io non credevo di dovere apprendere sui banchi di Montecitorio, sia pure attraverso l\u2019autorevole parola del professore Galati, che \u00e8 l\u2019organo che crea la funzione.<\/p><p>Lasciate che io vi dica che non \u00e8 vero che noi abbiamo voluto ridurre il Consiglio Superiore ad organo esclusivo per l\u2019istruzione superiore.<\/p><p>Noi abbiamo anzi incluso nel Consiglio un numero di rappresentanti della scuola media e della scuola elementare superiore a quello previsto dal progetto ministeriale. Noi non abbiamo escluso i rappresentanti della scuola media ed elementare; noi abbiamo voluto soltanto mantenere il carattere unitario dell\u2019organo, appunto perch\u00e9 finora non vediamo n\u00e9 la necessit\u00e0, n\u00e9 la opportunit\u00e0 della creazione di organi distinti per la istruzione media e per l\u2019istruzione elementare.<\/p><p>A parer mio non \u00e8 infondata la preoccupazione espressa ieri dall\u2019onorevole Colonnetti, che, qualora si creino questi tre organi distinti, con la particolare composizione prevista nel disegno di legge ministeriale, i corpi consultivi della pubblica istruzione abbiano a degenerare, trasformandosi in organi sindacali o di rappresentanza degli interessi di categoria.<\/p><p>Ci\u00f2 detto, io ho l\u2019obbligo di respingere, come professore universitario, l\u2019affermazione curiosa dell\u2019onorevole Galati, che, per il loro insegnamento monografico, i professori universitari non rappresentino una garanzia per l\u2019unit\u00e0 della cultura e della scuola; ed ho, come relatore, l\u2019obbligo di respingere l\u2019affermazione degli onorevoli Tonello e Sullo, che \u00abla relazione Martino vorrebbe trasformare il Consiglio Superiore della pubblica istruzione in Consiglio Superiore dell\u2019istruzione superiore\u00bb. Ci\u00f2 non \u00e8 esatto.<\/p><p>Il numero di rappresentanti che noi abbiamo incluso nel Consiglio Superiore, per la scuola media e per la scuola elementare, \u00e8 anzi cos\u00ec elevato, che l\u2019onorevole Colonnetti ebbe ad esprimere la sua perplessit\u00e0 proprio per la presenza di un cos\u00ec cospicuo numero di persone, che egli ritiene non idonee a trattare gli argomenti, attualmente deferiti dalla legislazione vigente al Consiglio Superiore: cio\u00e8 le questioni concernenti tipicamente l\u2019istruzione superiore. Io potrei dirvi, a titolo personale, che \u2013 per lo meno fino ad un certo punto \u2013 condivido anch\u2019io la perplessit\u00e0 e la preoccupazione dell\u2019onorevole Colonnetti; ma naturalmente, come relatore, io ho il dovere di difendere l\u2019operato della Commissione. E ci\u00f2 faccio ben volentieri, perch\u00e9 sono sinceramente convinto che non inutile sar\u00e0 la partecipazione degli insegnanti della scuola inedia e della scuola elementare al Consiglio Superiore per la pubblica istruzione.<\/p><p>Dopo ci\u00f2, io devo onestamente dichiarare che la Commissione \u00e8 rimasta impressionata per la quasi unanimit\u00e0 nella preferenza, manifestata dai colleghi che hanno preso la parola su questo argomento, per il testo ministeriale, rispetto al testo della Commissione. Questa \u00e8, vorrei dire, la <em>revanche<\/em> del Ministro Gonella. Presso a poco dai medesimi settori da cui si appuntarono nel luglio scorso le critiche al disegno di legge ministeriale, sono oggi venute le parole di lode al disegno medesimo. Se la Commissione ha contribuito, con il suo operato, a promuovere questa <em>revanche<\/em> del Ministro Gonella, io dichiaro che noi siamo molto lieti di aver questo provocato.<\/p><p>TONELLO. Lo dichiari a nome suo, non mio! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> In tali condizioni, \u00e8 evidentemente opportuno cercare la base per un accordo fra le due opposte tendenze: quella di mantenere il carattere unitario del Consiglio Superiore (e di evitare la creazione di organi nuovi senza compiti fissati dalla legge), e l\u2019altra di dar vita a sezioni distinte, fra loro articolate, per l\u2019istruzione superiore, per l\u2019istruzione secondaria e per l\u2019istruzione primaria.<\/p><p>Ora, a noi pare che una base per questo accordo possa trovarsi negli emendamenti che sono stati test\u00e9 presentati, a nome della Commissione, dall\u2019onorevole Camposarcuno. Con questi emendamenti, in sostanza, il Consiglio Superiore \u00e8 cos\u00ec costituito: tre Sezioni, di cui la prima, pi\u00f9 vasta, per l\u2019istruzione Superiore, la seconda e la terza, pi\u00f9 piccole, rispettivamente per l\u2019istruzione media e per l\u2019istruzione elementare. In seno alla prima Sezione viene creata una giunta di dodici membri; nessuna giunta \u00e8 creata invece in seno alla seconda ed alla terza Sezione, di modo che a queste ultime vengono per ora assegnati i compiti che la legislazione attuale deferisce alla giunta del Consiglio Superiore, per ci\u00f2 che riguarda l\u2019istruzione media e la elementare. Non si creano cos\u00ec organi privi di contenuto e di funzione.<\/p><p>Questi nuovi organi avranno funzioni limitate, quelle che attualmente la legge assegna alla giunta del Consiglio superiore (cio\u00e8 compiti di carattere prevalentemente amministrativo e soprattutto disciplinare); domani potr\u00e0 la nuova legislazione assegnare ad essi compiti nuovi. Nello stesso emendamento dell\u2019onorevole Camposarcuno \u00e8 quasi rivolto un invito al legislatore futuro perch\u00e9 questi compiti nuovi vengano fissati: \u00e8 detto infatti che \u00able Sezioni seconda e terza si pronunciano sulle questioni, riguardanti l\u2019istruzione primaria e secondaria, che il Ministro intende sottoporre all\u2019esame del Consiglio e su quelle altre per le quali sar\u00e0 richiesto il parere di esso dalle future leggi sull\u2019istruzione secondaria e primaria\u00bb. Inoltre, con questo emendamento, non \u00e8 turbato il carattere unitario del Consiglio, poich\u00e9 si precisa che il Consiglio funzioner\u00e0 a Sezioni unite, non soltanto quando si tratter\u00e0 di esaminare questioni che investano pi\u00f9 branche della pubblica istruzione, ma anche quando si tratter\u00e0 di esaminare questioni di ordine generale, e, pi\u00f9 specificatamente, proposte di riforme di leggi o di regolamenti che riguardino anche una sola branca della pubblica istruzione. Cos\u00ec sar\u00e0 dato modo a tutte le Sezioni del Consiglio, a tutti i rappresentanti delle tre branche della pubblica istruzione, di manifestare il proprio pensiero sulle questioni di ordine generale, eventualmente di carattere legislativo o regolamentare, che riguardino anche una sola di queste branche della pubblica istruzione.<\/p><p>Debbo dire ora, che noi riconosciamo fondata la richiesta formulata dall\u2019onorevole Marchesi, che al Consiglio Superiore venga al pi\u00f9 presto restituito quel compito, che gi\u00e0 ad esso era assegnato dalla legge Casati del 1859, quello cio\u00e8 di esprimere il proprio parere sulle parificazioni o sui pareggiamenti di scuole non statali, e sulla revoca delle parificazioni e pareggiamenti. Del resto, ci\u00f2 era gi\u00e0 detto nella relazione che accompagna il disegno di legge della Commissione. Inopportuno ci sembra l\u2019aver abbandonato questo compito specifico del Consiglio Superiore ad esso assegnato dalla legge Casati del 1859. Noi accettiamo quindi l\u2019emendamento Marchesi su questo punto. Non siamo, viceversa, d\u2019accordo con l\u2019onorevole Bernini per quanto riguarda la proposta di sostituire alla Commissione di disciplina prevista dal decreto legislativo 21 aprile 1947, la Sezione II del Consiglio Superiore. Noi vediamo una maggiore garanzia nella Commissione di disciplina, come organo giurisdizionale, piuttosto che nella Sezione del Consiglio Superiore. Proprio quello che l\u2019onorevole Bernini ieri lamentava, che cio\u00e8 il Presidente della Commissione di disciplina sia un consigliere di Stato piuttosto che un professore universitario (come nella Sezione del Consiglio) per noi rappresenta un elemento di garanzia. Qual \u00e8 la differenza fra la composizione della Commissione di disciplina prevista dal decreto legislativo 21 aprile 1947 e quella della seconda Sezione del Consiglio Superiore prevista dal disegno di legge ministeriale? La differenza \u00e8 soltanto questa: nella seconda Sezione del Consiglio Superiore per la pubblica istruzione vi sono due professori universitari, membri della prima Sezione: viceversa nella Commissione di disciplina vi \u00e8 un consigliere di Stato ed un professore universitario (il quale per\u00f2, deve essere necessariamente un professore ordinario di diritto amministrativo).<\/p><p>Per il resto la composizione della Commissione \u00e8 identica. Di modo che, se una maggiore garanzia \u00e8 offerta dalla diversa composizione, questa \u00e8 offerta proprio dalla Commissione di disciplina piuttosto che dalla Sezione del Consiglio Superiore. Tuttavia, su questo punto la Commissione si rimette a quello che sar\u00e0 il parere della maggioranza dell\u2019Assemblea.<\/p><p>La Commissione conviene con l\u2019onorevole Marchesi nella osservazione che egli ha fatto circa l\u2019articolo 4 del disegno di legge della Commissione; cio\u00e8 che alla parola \u00abrelatore\u00bb occorre sostituire la parola \u00abinformatore\u00bb. Evidentemente il relatore della Corte di disciplina (per i professori universitari) non pu\u00f2 non essere un membro della stessa Corte di disciplina. \u00c8 semplicemente un errore di carattere formale che noi siamo lieti sia stato rilevato e che noi siamo disposti a correggere.<\/p><p>Cos\u00ec pure, la Commissione accoglie l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perassi, per il quale il vicepresidente deve essere scelto fra i professori universitari o fra gli accademici. \u00c8 del resto quello che \u00e8 sempre avvenuto, e ci\u00f2 si richiama a tutta la tradizione di questo Consiglio Superiore. La Commissione accetta altres\u00ec l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bernini, per il quale le elezioni devono essere indette con un preavviso di 45 giorni ed il deposito delle candidature dove avvenire almeno 20 giorni prima della elezione. La Commissione non sa invece apprezzare le ragioni addotte dall\u2019onorevole Marchesi per la rappresentanza degli assistenti universitari in seno al Consiglio Superiore. Consentite che io vi dica, onorevoli colleghi, che nessuno pi\u00f9 di me, fra i professori universitari presenti in quest\u2019Aula, pu\u00f2 sentirsi vicino alla classe degli assistenti. Cultore di scienze sperimentali, io pervenni all\u2019insegnamento attraverso l\u2019assistentato; e nel laboratorio io vivo ogni giorno la vita degli assistenti e necessariamente mi valgo, continuamente, della collaborazione degli assistenti. Nessuno, quindi, pi\u00f9 di me ne conosce le esigenze, ne apprezza le aspirazioni, nessuno pi\u00f9 di me sa come essi effettivamente rappresentino \u2013 lo diceva giustamente l\u2019onorevole Marchesi \u2013 un \u00abinteresse della scuola\u00bb.<\/p><p>Ma quale sarebbe l\u2019utilit\u00e0 della presenza degli assistenti universitari nel Consiglio Superiore? Occorre che noi ci intendiamo, una buona volta, su quello che \u00e8 il vero significato di questo Consiglio Superiore. Finora esso \u00e8 stato l\u2019organo consultivo del Ministro per i pi\u00f9 elevati, i pi\u00f9 importanti problemi della cultura e della scuola. Cosa potr\u00e0 dire, questo rappresentante di un particolare interesse della scuola, di pi\u00f9 di quello che potranno dire, nell\u2019esprimere i pareri che il Ministro richiede al Consiglio, i professori universitari di ruolo? Io non riesco a rendermi conto di questo. Non \u00e8 per disconoscere l\u2019importanza della funzione degli assistenti universitari, ma \u00e8 perch\u00e9 io non riesco a vedere l\u2019utilit\u00e0 della presenza degli assistenti universitari nel Consiglio Superiore, che mantengo il mio punto di vista. E, con me, la maggioranza della Commissione.<\/p><p>Diceva l\u2019onorevole Marchesi che gli assistenti universitari si devono accrescere e moltiplicare. Non so se la loro inclusione nel Consiglio Superiore sia il mezzo idoneo per ottenere questa crescita e questa moltiplicazione. Se la rappresentanza di un interesse della scuola fosse davvero una ragione sufficiente per includere nel Consiglio Superiore i rappresentanti degli assistenti, allora dovrei dirvi che non si possono trascurare tutti gli altri interessi della scuola. Io dovrei allora aderire pure a quanto proponeva ieri l\u2019onorevole Bertola, che cio\u00e8 non si trascurino gli incaricati delle Universit\u00e0, perch\u00e9 anche questi rappresentano evidentemente un \u00abinteresse della scuola\u00bb. E dovrei andare pi\u00f9 in l\u00e0: dovrei dirvi che non possiamo trascurare nemmeno i supplenti e gli incaricati delle scuole medie ed elementari, poich\u00e9 anche questi sono rappresentanti di un \u00abinteresse della scuola\u00bb. Ed ancora oltre: noi dovremmo includere \u2013 come mi diceva questa mattina il collega onorevole Condorelli \u2013 i padri di famiglia; noi non dovremmo escludere nemmeno gli studenti. Essi pure hanno, del resto, manifestato il desiderio di essere rappresentati nel Consiglio Superiore, ed essi pure rappresentano, evidentemente, un interesse della scuola.<\/p><p>TONELLO. Allora, anche i bidelli.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Dire ci\u00f2 non significa, onorevole Tonello, almeno secondo la mia intenzione, andare alla ricerca del paradosso, e mancare cos\u00ec di riguardo ad un collega tanto autorevole come l\u2019onorevole Marchesi, al quale peraltro, mi legano rapporti di viva simpatia e di rispettosa amicizia. Ricorder\u00f2 all\u2019onorevole Marchesi \u2013 perch\u00e9 egli mi creda quando io questo affermo \u2013 che mezzo secolo fa un altro studioso, altrettanto autorevole quanto lui, ebbe a sostenere una tesi che potrebbe sembrare paradossale: ebbe a sostenere cio\u00e8, che i concorsi universitari non devono essere giudicati dai professori universitari, ma dagli studenti. Ascoltate: \u00abNon saranno giudici dei meriti di uno scienziato quelli che professano la stessa scienza. Vi sembra forse assurda questa previsione? Vi sembra strano dire che ci\u00f2 sar\u00e0 bene? Rispondo interrogando: vi sembra cosa giusta e cosa naturale che il vasaio giudichi del vasaio, il fabbro del fabbro ed il poeta del poeta? Saranno gli studenti stessi che, nell\u2019interesse loro, faranno la scelta migliore\u00bb.<\/p><p>Questo studioso non meno autorevole del professore Marchesi, era Giovanni Pascoli.<\/p><p>MARCHESI. Io sono per i cuochi, non per i convitati; sono per quelli che preparano le vivande, non per quelli che le gustano. E gli assistenti sono tra i preparatori pi\u00f9 benemeriti, se anche pi\u00f9 oscuri.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Io ritengo di poter sostenere per\u00f2, senza tema di essere smentito da alcuno, che nel caso specifico i pi\u00f9 autorevoli fra i cuochi sono i professori di Universit\u00e0, non gi\u00e0 gli assistenti.<\/p><p>Se noi dunque siamo contrari all\u2019inclusione degli assistenti e degli incaricati delle Universit\u00e0 nel Consiglio Superiore, ci\u00f2 non \u00e8 per misconoscimento di quelle, che l\u2019onorevole Marchesi chiamava ieri le \u00abbenemerenze della classe\u00bb, ma per riconoscimento del vero significato che deve attribuirsi al massimo organo della cultura e della scuola.<\/p><p>Concludo. Io penso che, sulla base di questi nuovi emendamenti della Commissione presentati dal collega onorevole Camposarcuno, possa raggiungersi un accordo nell\u2019Assemblea. Resta solo la preoccupazione che, per eseguire le elezioni e quindi, per costituire questo Consiglio Superiore, molto tempo sia necessario; troppo tempo, tale da paralizzare addirittura la vita delle Universit\u00e0. \u00c8 pertanto necessario che per lo meno quella che sar\u00e0 la prima Sezione del Consiglio Superiore, la Sezione per l\u2019istruzione superiore, abbia a funzionare quanto pi\u00f9 presto \u00e8 possibile, e ci\u00f2 per un mondo di problemi, che sono rimasti fino ad ora in sospeso e che non debbono restare pi\u00f9 oltre insoluti.<\/p><p>Io credo che tutti possiamo associarci al voto dell\u2019onorevole Tonello, ch\u00e9 il Ministro immediatamente indica le elezioni per la prima Sezione del Consiglio Superiore, riservandosi di indirle poi, appena possibile, anche per le Sezioni della scuola media e della scuola elementare.<\/p><p>E dall\u2019onorevole Tonello poi io spero che non mi verr\u00e0 ancora l\u2019accusa di essere, perch\u00e9 liberale, aprioristicamente contrario ad ogni progresso della cultura e della scuola. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Io non ho nulla da aggiungere alla relazione gi\u00e0 stampata e distribuita; ho solo da ringraziare l\u2019onorevole Martino e la Commissione per il lavoro gi\u00e0 svolto.<\/p><p>Debbo fare un solo rilievo. Il progetto della Commissione concorda sopra alcuni punti fondamentali con il progetto governativo. Anzitutto istituisce anch\u2019esso un Consiglio Superiore delle belle arti e delle antichit\u00e0 e un Consiglio Superiore delle accademie e biblioteche, accanto a quello della pubblica istruzione. In secondo luogo, come il progetto ministeriale, accetta la garanzia della democraticit\u00e0 dell\u2019organizzazione, che viene assicurata dall\u2019elezione di almeno due terzi dei membri del Consiglio stesso. In terzo luogo accetta che alcuni membri siano di nomina ministeriale al fine di integrare eventuali lacune o di compensare disarmonie dell\u2019organismo stesso. Accetta, infine, pure un postulato fondamentale del progetto governativo, quello cio\u00e8 dell\u2019inclusione di una rappresentanza della scuola media e di una rappresentanza della scuola elementare accanto alla tradizionale rappresentanza universitaria,<\/p><p>Fin qui c\u2019\u00e8 dunque concordanza. Ad un certo punto per\u00f2 vi sono differenze sostanziali, che io riassumerei in questo modo: 1\u00b0) eccessivo allargamento \u2013 mi consenta l\u2019onorevole Martino di affermarlo \u2013 dei poteri del Ministro. Per esempio, in fatto di istituzioni di Giunte, il progetto della Commissione d\u00e0 al Ministro pieni poteri di istituirle a suo piacere, senza alcuna norma limitatrice.<\/p><p>2\u00b0) Ritengo inopportuno \u2013 e lo dichiarer\u00f2 quando si arriver\u00e0 al momento della discussione e della votazione degli emendamenti \u2013 eliminare la rappresentanza degli assistenti e degli incaricati; sulla quale rappresentanza io ancora insisterei.<\/p><p>3\u00b0) Il progetto della Commissione limitava, secondo me, eccessivamente la rappresentanza della scuola media e della scuola elementare in seno al Consiglio stesso.<\/p><p>Inoltre, introducendo il criterio delle elezioni di secondo grado per la scuola media e per la scuola elementare \u2013 criterio di elezione che io accetto pienamente \u2013 non specificava, per\u00f2, nulla in merito a questa procedura; e se fosse possibile, io esprimerei il desiderio che si lasciasse il minimo di discrezionalit\u00e0 alle ordinanze ministeriali e che, per quanto pi\u00f9 possibile, si specificasse nella legge stessa il metodo elettorale, di modo che al Ministero non resti che un compito puramente esecutivo.<\/p><p>Ma, come tutti hanno notato, il dissenso fondamentale riguardava l\u2019istituzione o la non istituzione di tre Sezioni del Consiglio Superiore. Dalla discussione \u2013 come ha rilevato il Presidente della Commissione, onorevole Martino \u2013 \u00e8 emerso che quasi tutti coloro che hanno parlato si sono dichiarati favorevoli al principio affermato nel progetto governativo, cio\u00e8 favorevoli all\u2019istituzione delle tre Sezioni. Si sono dichiarati favorevoli anche alcuni membri stessi della Commissione parlamentare. D\u2019altra parte, rilevo dall\u2019esame degli emendamenti che questi sono in gran parte orientati verso questa soluzione. D\u2019altra parte la Commissione stessa, mi pare con gli emendamenti Camposarcuno, entra in questo ordine di idee.<\/p><p>Per questa ragione io concludo dicendo che accetto l\u2019ordine del giorno firmato dall\u2019onorevole Sullo e da altri colleghi, che \u00e8 stato presentato ieri sera e che stabilisce di tenere come base di discussione il progetto governativo, in quanto \u00e8 tutto imperniato sul principio della distinzione delle tre Sezioni.<\/p><p>Naturalmente, mi riservo poi di esprimere il mio parere sui singoli emendamenti, quando verranno in discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.<\/p><p>Prima di passare all\u2019esame degli articoli, dobbiamo decidere in merito a due ordini del giorno presentati.<\/p><p>L\u2019onorevole Colonnetti aveva presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>pur consentendo col Ministro della pubblica istruzione nel proposito di dar vita a Sezioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione particolarmente competenti nei problemi della scuola media ed elementare, e nelle quali i rispettivi docenti siano direttamente rappresentati,<\/p><p>considerata l\u2019urgenza di rimettere in funzione l\u2019organo tradizionale competente nei problemi dell\u2019istruzione superiore,<\/p><p>invita il Ministro a ricostituire immediatamente quest\u2019organo richiamando a tal fine in vigore il decreto legislativo 7 settembre 1944, n. 272\u00bb.<\/p><p>Onorevole Colonnelli lo mantiene?<\/p><p>COLONNETTE Ho presentato una norma transitoria, la quale provvede allo stesso scopo. Quindi potrei ritirare l\u2019ordine del giorno, riportando la discussione sopra la norma transitoria.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sullo aveva presentato, insieme con l\u2019onorevole Della Seta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato che il progetto della Commissione sul Consiglio superiore della pubblica istruzione presenta, rispetto al progetto ministeriale, il notevole inconveniente di sopprimere l\u2019articolazione in Sezioni che permettono un lavoro costante, organico e veramente costruttivo, concentrando ogni discussione, anche su temi specifici, in un organo appesantito, e talora anche pletorico rispetto agli argomenti da trattare,<\/p><p>delibera di passare alla discussione degli articoli riconfermando l\u2019esigenza della struttura del Consiglio articolato in Sezioni e Giunte, cos\u00ec come \u00e8 nello spirito del progetto ministeriale\u00bb.<\/p><p>Lo sostituisce col seguente, firmato anche dagli onorevoli Bernini, Marchesi, Lozza, Binni, Preti, Bertola, Puoti, Rumor, Bernamonti, Moro:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, riconosciuta la esigenza di articolare il Consiglio superiore in tre Sezioni, nello spirito del progetto ministeriale, riserbando ad altra legge la determinazione degli altri casi in cui il parere della seconda e della terza Sezione \u00e8 obbligatorio o facoltativo, con particolare riguardo alla costituzione di nuove scuole governative e al riconoscimento di nuove scuole non governative, delibera di passare alla discussione degli articoli\u00bb.<\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> Io non avevo espresso l\u2019avviso della maggioranza della Commissione su questo ordine del giorno dell\u2019onorevole Sullo e di altri colleghi. Io dissi che una base di accordo \u2013 a parer nostro \u2013 si poteva trovare negli emendamenti presentati ora dalla Commissione a mezzo dell\u2019onorevole Camposarcuno, in quanto, con questi emendamenti, viene sodisfatta questa esigenza di articolare il Consiglio Superiore in tre Sezioni, e d\u2019altra parte viene mantenuto quel criterio unitario del Consiglio Superiore, che ci ha guidato nei nostri lavori.<\/p><p>Ora, considerando le cose in questo modo, noi dovremmo essere favorevoli all\u2019ordine del giorno Sullo, se non fosse per quell\u2019inciso: \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb. Perch\u00e9 proprio in questo il progetto ministeriale si differenzia dal nostro punto di vista, in quanto esso non mantiene il carattere unitario del Consiglio Superiore che noi vogliamo invece assicurare.<\/p><p>Se, pertanto, il collega Sullo e gli altri firmatari dell\u2019ordine del giorno non avranno difficolt\u00e0 a sopprimere dal loro testo le parole: \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb, io dichiaro che la Commissione sar\u00e0 favorevole a quest\u2019ordine del giorno.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Dichiaro che voter\u00f2 anch\u2019io l\u2019ordine del giorno Sullo, con l\u2019emendamento proposto dal Relatore.<\/p><p>SULLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SULLO. Non ho ritenuto di svolgere quest\u2019ordine del giorno, che \u00e8 stato concordato fra i Gruppi maggiori dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 mi pareva che fosse molto chiaro. In ogni caso devo anticipare questo: che, come tutti i firmatari dell\u2019ordine del giorno, sono d\u2019accordo che le riforme di struttura devono essere studiate dal Consiglio plenario e non dalle Sezioni.<\/p><p>Se, pertanto, la dizione \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb \u00e8 interpretata dal collega Martino nel senso che le Sezioni abbiano la competenza delle riforme di struttura dei rispettivi ordini, ciascuna per conto proprio, io lo rassicuro che noi non intendiamo che i compiti delle singole Sezioni si estendano sino al potere di modificare la struttura dei rispettivi ordini della scuola.<\/p><p>Sono pronto, dal momento che il concetto informatore \u00e8 altro, anche a sopprimere la dizione \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb, ma la sostanza rimane questa: che noi intendiamo che vi sia questa articolazione e crediamo che lo spirito del progetto ministeriale non sia in contrasto con quello che abbiamo deciso e stabilito per le riforme di struttura.<\/p><p>Devo anche sottolineare il fatto che \u00e8 stato incorporato nell\u2019ordine del giorno medesimo la giusta richiesta dell\u2019onorevole Marchesi in merito all\u2019istituzione di nuove scuole governative e al riconoscimento di nuove scuole non governative. Siamo d\u2019accordo tutti che in questa sede non si possano analizzare singolarmente tutti i casi, in cui la seconda e terza Sezione possano dare pareri specifici e che questo deve essere fatto successivamente e ponderatamente senza conclusioni affrettate. Ma d\u2019altra parte l\u2019ordine del giorno impegna il Governo, l\u2019Assemblea Costituente e le future Camere a redigere al pi\u00f9 presto un elenco dei casi, in cui il parere del Consiglio Superiore deve essere rispettivamente vincolante, obbligatorio, facoltativo.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ministro di esprimere il suo parere sull\u2019ordine del giorno Sullo.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Accetto l\u2019ordine del giorno Sullo, anche con la soppressione dell\u2019inciso \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro a nome del Gruppo che voteremo a favore di quest\u2019ordine del giorno.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Anche noi voteremo a favore dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno, con la soppressione, accettata dal Governo, delle parole: \u00abnello spirito del progetto ministeriale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si tratta di passare, pertanto, all\u2019esame degli articoli.<\/p><p>Chiedo al Ministro dell\u2019istruzione di dichiarare su quale testo egli intende si debba procedere nella discussione.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Non so se erro. Dato l\u2019ordine del giorno, che \u00e8 stato poc\u2019anzi approvato, il quale insiste sopra l\u2019articolazione per Sezioni, dei due progetti quello che \u00e8 articolato per Sezione \u00e8 il progetto governativo. Quindi io ritengo, salvo parere contrario dell\u2019Assemblea, che sia pi\u00f9 opportuno, e che faciliti anche i nostri lavori, salvo l\u2019approvazione di tutti gli emendamenti proposti, seguire la linea del progetto governativo.<\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO, <em>Relatore.<\/em> Gli emendamenti presentati stamane modificano il testo della Commissione. Il nuovo testo della Commissione prevede, pertanto, l\u2019articolazione in Sezioni cos\u00ec come la prevede il testo ministeriale. Per ragioni di opportunit\u00e0 io preferirei che la discussione avvenisse sul testo della Commissione, anzich\u00e9 su quello del Ministro, perch\u00e9, altrimenti, dovremmo ripresentare tutta una serie di emendamenti al testo del Ministro, mentre ci siamo finora preoccupati di presentare emendamenti al testo della Commissione.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Ministro di aderire a questo concetto, che faciliter\u00e0 la discussione e lo svolgimento dei lavori.<\/p><p>PRESIDENTE. Avrei fatto presente appunto, dopo che l\u2019onorevole Martino avesse finito di parlare, questa situazione di fatto; tutti gli emendamenti si riferiscono al testo della Commissione e non al testo ministeriale.<\/p><p>Aggiungo che, come ha detto poco fa l\u2019onorevole Martino, \u00e8 stato presentato dalla Commissione solo stamane, e, quindi, fino a questo momento non \u00e8 stato possibile distribuirlo ai membri dell\u2019Assemblea, un nuovo testo, specialmente per gli articoli 2 e 3, proposto dalla Commissione, testo che riprende in gran parte la impostazione data ai problemi relativi dal testo ministeriale. Prego, pertanto, l\u2019onorevole Ministro di esaminare la possibilit\u00e0 o meno di aderire a questa richiesta.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Anche io sono d\u2019accordo, ma non \u00e8 stato distribuito il fascicolo contenente il nuovo testo e, quindi, in questo momento non \u00e8 possibile discutere.<\/p><p>BERTOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTOLA. Prima di tutto volevo dire che io ho dato il mio voto a quell\u2019ordine del giorno, e come me, credo anche parecchi miei colleghi, proprio perch\u00e9 quell\u2019ordine del giorno significava lo spostamento della discussione del disegno di legge dal testo della Commissione a quello del Ministero. Si \u00e8 concesso di togliere \u00ablo spirito\u00bb, perch\u00e9 io, scherzando, ho detto che togliendo lo spirito restava il corpo, ma non vorrei che togliendo lo spirito si togliesse anche il corpo.<\/p><p>Secondo: si capisce che gli emendamenti sono stati presentati sul testo della Commissione per il fatto semplicissimo che non si potevano presentare sul testo del Ministero. Quindi, chiedo, proprio per quell\u2019ordine del giorno che abbiamo votato, che la discussione sia fatta sul testo del Ministero. Indubbiamente molti articoli del testo della Commissione saranno accettati, ma lo schema, per\u00f2, su cui discutere, dev\u2019essere quello del Ministero.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso che sarebbe forse opportuno decidere su questo problema particolare, riguardante il testo base della discussione, all\u2019inizio della seduta pomeridiana, in quanto le divergenze sorgono dall\u2019articolo 2 in poi. Mi pare che possiamo senz\u2019altro procedere all\u2019esame dell\u2019articolo 1, poich\u00e9 il testo della Commissione ed il testo del progetto ministeriale si differenziano fra loro solo per l\u2019indicazione del numero dei componenti del Consiglio. \u00c8 questa una questione effettivamente di grande importanza, ma che non concerne l\u2019impostazione delle due formulazioni.<\/p><p>Presentazione di una relazione.<\/p><p>FUSCHINI. Mi onoro di presentare la relazione al disegno di legge: \u00abModificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa relazione sar\u00e0 stampata e distribuita.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Riordinamento dei corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione. (35).<\/p><p>BERNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERNINI. Volevo associarmi alle dichiarazioni che ha fatto l\u2019onorevole Bertola. \u00c8 vero che parecchi emendamenti sono stati presentati al progetto della Commissione, ma in realt\u00e0 si vedr\u00e0 durante la discussione che la maggior parte di questi emendamenti cadr\u00e0. Quindi sono convinto che se seguiremo il progetto ministeriale, noi semplificheremo notevolmente il nostro lavoro.<\/p><p>Mi associo pertanto alle conclusioni dell\u2019onorevole Bertola.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Per il primo articolo il progetto ministeriale deve essere alla base, perch\u00e9 alcune disposizioni dell\u2019articolo 1 del testo della Commissione sono state ora trasferite nella nuova formulazione dell\u2019articolo 2.<\/p><p>Passiamo dunque all\u2019esame dell\u2019articolo 1. Si dia lettura dell\u2019articolo 1, nel testo governativo.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio Superiore della pubblica istruzione \u00e8 composto di 46 membri, oltre il Ministro che lo presiede, ed \u00e8 diviso in tre sezioni, la prima per l\u2019istruzione superiore, la seconda per l\u2019istruzione media, classica, scientifica, magistrale e tecnica e la terza per l\u2019istruzione elementare\u00bb.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Proporrei che il numero complessivo dei membri del Consiglio Superiore rimanesse in sospeso, in attesa di determinare la composizione delle varie Sezioni; cio\u00e8, lo metteremo al momento in cui avremo detto come sono costituite le Sezioni. Poi proporrei, ai fini pratici della brevit\u00e0, che la seconda Sezione, anzich\u00e9 chiamarsi per \u00abl\u2019istruzione media, classica, scientifica, magistrale e tecnica\u00bb, si chiamasse \u00abper l\u2019istruzione secondaria\u00bb; come la terza, \u00abper l\u2019istruzione elementare\u00bb. \u00c8 una terminologia pi\u00f9 comoda e semplice.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Onorevoli colleghi, comprendo che avrei dovuto iscrivermi a parlare sulla discussione generale, ma, per non violare il Regolamento a cui mi richiamerebbe il Presidente, mi limiter\u00f2 a titolo personale a fare dei rilievi che possono essere connessi con l\u2019articolo primo. Questa evidentemente \u00e8 una leggina di emergenza per la necessit\u00e0 pratica di dover subito ricostituire il Consiglio superiore della pubblica istruzione, perch\u00e9 altrimenti dovrebbe precedere una discussione su l\u2019ordinamento scolastico, del quale \u00e8 un corollario.<\/p><p>Ordinamento scolastico dal quale io profondamente dissento, e dissento principalmente per quel che riguarda l\u2019organizzazione dell\u2019insegnamento industriale. Ho sempre sostenuto e sostengo che l\u2019insegnamento professionale, industriale, commerciale e agrario debba essere staccato dal Ministero della pubblica istruzione per ritornare nella vita dei Ministeri tecnici, cio\u00e8 a contatto con la realt\u00e0. La deleteria riforma Bottai in questo campo \u00e8 stata assolutamente distruttiva di quella che era l\u2019antica nostra scuola industriale, commerciale e agraria, la quale andava migliorata e non peggiorata, burocratizzandola.<\/p><p>E anche il titolo, che il Ministro vuol dare alla seconda Sezione, sta a dimostrare che andiamo a distruggere la scuola del lavoro per creare una scuola media anodina, che non risponde ai bisogni dell\u2019industria e della nostra ricostruzione industriale.<\/p><p>Noi avevamo negli antichi ordinamenti un Consiglio superiore dell\u2019insegnamento commerciale, un Consiglio superiore dell\u2019insegnamento industriale e credo anche dell\u2019insegnamento agrario: organi tecnici e specializzati, i quali portavano la voce della realt\u00e0 e della vita nei diversi problemi del lavoro, problemi che non possono esattamente essere valutati dagli insegnanti delle scuole medie, che questa vita del lavoro non vivono, perch\u00e9 non vivono a contatto dell\u2019industria, del commercio, dell\u2019agricoltura, cui la scuola deve fornire gli elementi essenziali.<\/p><p>Bisogna che l\u2019Assemblea ed il Paese si persuadano che, specie nel Mezzogiorno d\u2019Italia, l\u2019industrializzazione, il rinnovamento industriale ed economico poggia per gran parte sul rinnovamento della scuola, sulla ricostituzione della scuola industriale, la quale deve darci quella mano d\u2019opera qualificata che, se manca in altre zone d\u2019Italia, nel Mezzogiorno manca in maniera totalitaria.<\/p><p>Qualche mese fa parlavo con un industriale di Napoli di questo problema della scuola, la quale deve vivere a contatto dell\u2019industria. Mi diceva che, mentre abbiamo attualmente in Italia 6 alti forni, di essi ben due sono in Napoli, ma le materie prime devono essere mandate in alta Italia per la trasformazione, perch\u00e9 a Napoli manca l\u2019industria necessaria; ed uno dei fattori perch\u00e9 questa industria non sorge \u00e8 la mancanza della mano d\u2019opera qualificata.<\/p><p>\u00c8 urgente la necessit\u00e0 di una riforma profonda dell\u2019insegnamento industriale.<\/p><p>Vorrei che l\u2019onorevole Ministro ci desse qualche assicurazione perch\u00e9 potessero risorgere, sia pure nell\u2019attuale ordinamento scolastico, i Consigli superiori tecnici dell\u2019insegnamento agrario, dell\u2019insegnamento industriale, dell\u2019insegnamento commerciale, i quali devono essere costituiti con criteri e con uomini del tutto diversi da quelli, i quali considerano la scuola da un punto di vista schematico di programmi fissi e di programmi umanistici, i quali non possono rispondere alla realt\u00e0 della scuola del lavoro. La scuola industriale deve vivere senza programmi fissi, ma secondo i bisogni e le esigenze del luogo; deve essere affidata ad uomini che la scuola conoscono, non per costruzione ideologica, ma per la conoscenza dei bisogni reali, che essi attingono alla vita reale ed alle condizioni economiche del proprio paese.<\/p><p>Quindi io, per non mettermi in opposizione alla mia costante aspirazione ed alla modesta opera mia, tendente a questa riforma scolastica, mi sentirei costretto ad astenermi dal voto su questo articolo, se l\u2019onorevole Ministro non mi desse l\u2019assicurazione che questo problema dell\u2019insegnamento industriale, commerciale ed agrario sar\u00e0 visto con larghezza di vedute.<\/p><p>Ed in questo deve convenire il Tesoro, che deve fornire mezzi finanziari per risolvere questo problema, che \u00e8 problema fondamentale per la ricostruzione della vita economica italiana.<\/p><p>Noi desideriamo l\u2019assicurazione che, sia pure nell\u2019ambito del Ministero, risorga questo organismo centrale, che deve presiedere alla scuola industriale, commerciale, agraria, con dei Consigli superiori autonomi per i detti tre rami di attivit\u00e0. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALAMANDREI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CALAMANDREI. Onorevoli colleghi, avrei desiderato parlare in sede di discussione generale, per fare qualche osservazione appunto di carattere generale; ma ieri sera sono arrivato quando gi\u00e0 la discussione era chiusa, e quindi devo parlare in sede di esame degli articoli, pure avvertendo che gli emendamenti da me proposti sono connessi a criteri di carattere generale, che brevemente vi espongo.<\/p><p>Devo dire prima di tutto all\u2019onorevole Ministro Gonella che il suo attuale progetto, preferibile a quello della Commissione, mi sembra che meriti plauso, perch\u00e9 effettivamente in alcuni punti, anzi in molti punti, ha tenuto conto utilmente delle critiche che gli furono mosse nella seduta del 24 luglio scorso; il che dimostra che le opposizioni sono la forma migliore di collaborazione.<\/p><p>Il progetto, che oggi il Ministro presenta, non \u00e8 tanto, come ha detto il collega Martino, una <em>revanche<\/em> del Ministro Gonella, perch\u00e9 in sostanza il Ministro Gonella ha accolto le critiche degli oppositori; direi piuttosto che il Ministro Gonella ha dimostrato con esso che se <em>errare humanum est, perseverare in errore diabolicum est<\/em> e che la sua natura, se non \u00e8 proprio angelica, diabolica non \u00e8 certamente. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vorrei che si ponesse l\u2019accento, nel votare gli articoli di questo progetto, su un punto che mi pare essenziale: che il Consiglio superiore non \u00e8 un organo politico ma \u00e8 un organo esclusamene tecnico; mentre il Ministro \u00e8 un organo politico, non tecnico. Le direttive politiche dell\u2019opera sua \u00e8 il Ministro che le deve stabilire; il Consiglio superiore si deve limitare ad esercitare una funzione di consulenza, di collaborazione tecnica. Senonch\u00e9, anche in questi limiti di collaborazione tecnica non si deve credere che il Consiglio superiore possa essere e sia bene che sia un docile strumento del Ministro.<\/p><p>Il Consiglio superiore, appunto per poter adempiere alla sua funzione tecnica, deve avere la possibilit\u00e0 ed i poteri per mantenere entro certi limiti dettati da ragioni tecniche le iniziative politiche del Ministro: deve quindi, in un certo senso, essere anche un suo controllo ed un suo moderatore.<\/p><p>Da queste premesse derivano diverse conseguenze.<\/p><p>Prima conseguenza \u00e8 che proprio perch\u00e9 il Consiglio superiore \u00e8 un organo tecnico, dal punto di vista tecnico funzioner\u00e0 assai meglio diviso in quelle tre Sezioni, come il Ministro propone, anzich\u00e9 unificato in un unico consesso, come avrebbe proposto la Commissione.<\/p><p>Ma da questa sua natura tecnica deriva un\u2019altra conseguenza, sulla quale specialmente mi permetto di richiamare l\u2019attenzione dei colleghi, e che attiene alla nomina dei componenti del Consiglio. I componenti del Consiglio devono essere nominati in base a considerazioni di carattere esclusivamente tecnico: si debbono scegliere i migliori filologi, i migliori giuristi e i migliori medici, secondo criteri non politici o confessionali, ma solo prendendo in considerazione la miglior competenza tecnica.<\/p><p>Qual \u00e8 l\u2019organo che \u00e8 pi\u00f9 idoneo a fare una scelta tecnica dei componenti il Consiglio superiore? Evidentemente il corpo dei professori universitari, per quel che si riferisce alla prima Sezione del Consiglio, o degli altri insegnanti di scuole medie o elementari, per le altre due Sezioni. Ora io mi domando per quale ragione una parte dei componenti del Consiglio (cio\u00e8, come mi pare sia detto nel terzo comma dell\u2019articolo 3 del progetto ministeriale, sei di essi), debba, anzich\u00e9 eletta dai professori, esser nominata dal Ministro, il quale \u00e8 un organo politico e non tecnico e potr\u00e0 essere in grado, per le nozioni che egli ha personalmente, di fare una scelta tecnica di alcuni studiosi, ma non ha l\u2019onniscienza tecnica che occorrerebbe per poter fare questa scelta con competenza per tutte le discipline. Ricordo ai colleghi ed al Ministro che questa idea che tutti i componenti del Consiglio superiore o una parte di essi siano scelti dal Ministro, \u00e8 una idea che \u00e8 stata rimessa in vigore dagli ordinamenti fascisti, prima dei quali v\u2019era, s\u00ec, una parte dei componenti del Consiglio che non erano eletti dai professori, ma la loro nomina non era demandata al ministro: alludo alla legge 19 luglio 1909, n. 496, per la quale sei dei componenti erano eletti dal Senato tra i senatori e sei dalla Camera tra i deputati facenti parte del corpo insegnante.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> \u00c8 la legge Casati.<\/p><p>CALAMANDREI. Ma successivamente, in un testo pi\u00f9 recente, che \u00e8 quello che era in vigore finora (decreto De Ruggiero del 7 settembre 1944) v\u2019era, s\u00ec, una parte dei componenti il Consiglio superiore che non erano eletti dai professori, ma la loro nomina avvenne in via di cooptazione demandata ai professori eletti (i quali erano ventisette, e dovevano per cooptazione nominare gli altri nove). Proprio per conservare al Consiglio superiore questo carattere tecnico ho proposto un emendamento al terzo comma dell\u2019articolo 3 del progetto ministeriale nel senso di stabilire, in conformit\u00e0 del sistema finora in vigore, che quei sei membri, che secondo il progetto ministeriale dovrebbero essere nominati dal Ministro, siano invece ancora nominati per cooptazione dai membri eletti.<\/p><p>D\u2019altra parte si deve ricordare che pu\u00f2 accadere, ed assai spesso accade, che il Ministro non ami il Consiglio superiore. \u00c8 desiderabile che fra il Ministro ed il Consiglio superiore vi siano sensi di cordiale collaborazione, ma pu\u00f2 accadere che questo non vi sia, ed allora pu\u00f2 darsi che il Ministro tenda a sottrarre pi\u00f9 materie che pu\u00f2 al parere del Consiglio superiore, e non tanto il Ministro quanto la burocrazia ministeriale pu\u00f2 darsi che non ami il Consiglio superiore.<\/p><p>Se questo pu\u00f2 accadere (e l\u2019esperienza ha dimostrato varie volte che accade) ritengo che siano da evitare tutte le disposizioni, come quelle contenute negli articoli 8 ed 11 del progetto ministeriale, le quali si limitano semplicemente a dire che il Consiglio superiore potr\u00e0 dare il suo parere \u00abqualora il Ministro lo richieda\u00bb, lasciando quindi ad un potere discrezionale del Ministro di portare davanti al Consiglio superiore quelle materie che, a suo arbitrio, il Ministro ritenga di dover sottoporre a quella consulenza. Penso invece che le materie su cui il Consiglio superiore deve essere interpellato devono essere stabilite con precisione dalla legge, e che tutti gli argomenti per i quali \u00e8 prescritto l\u2019intervento del Consiglio superiore devono essere stabiliti con precisione dalla legge, e che tutti quegli articoli del progetto, in cui l\u2019interpellanza del Consiglio superiore \u00e8 rimessa alla discrezione del Ministro, siano sostituiti da precise disposizioni nelle quali si dica quali sono le funzioni del Consiglio, i casi in cui \u00e8 richiesto il parere del Consiglio, i casi in cui il parere del Consiglio \u00e8 vincolante.<\/p><p>E finalmente un\u2019ultima osservazione. Nella legge Casati e nel decreto De Ruggiero una delle funzioni preminenti del Consiglio superiore era quella di studiare le riforme dell\u2019insegnamento. La legge Casati all\u2019articolo 15 diceva:<\/p><p>\u00abAl termine di ogni 5 anni il Consiglio superiore presenta al Ministro una relazione generale dello stato di ciascuna parte dell\u2019istruzione, con le osservazioni e proposte che stimer\u00e0 convenienti. A tal fine sono comunicati al Consiglio i rapporti annuali degli ispettori generali e delle altre autorit\u00e0 scolastiche\u00bb.<\/p><p>E l\u2019articolo 4 del decreto 7 settembre 1944 in un capoverso diceva che \u00abil Consiglio superiore ha facolt\u00e0 di riferire al Ministro sulle condizioni generali del pubblico insegnamento\u00bb.<\/p><p>Ora, a noi sembrerebbe che tutte le volte in cui ci siano da fare indagini, o inchieste intorno alle riforme dell\u2019insegnamento, o studi su queste riforme, l\u2019organo essenzialmente competente, per la sua dignit\u00e0, per la variet\u00e0 dei suoi componenti e per la variet\u00e0 delle competenze dei suoi componenti, debba essere proprio il Consiglio superiore dell\u2019istruzione pubblica. Viceversa, che cosa \u00e8 accaduto durante il Ministero Gonella? Che quando ha creduto di poter iniziare gli studi per una generale riforma scolastica il Ministro ha nominato la macchinosa Commissione \u00abper una inchiesta nazionale sulla riforma della scuola\u00bb a capo della quale \u00e8 stato messo un comitato di ex Ministri della pubblica istruzione, col potere di aggregarsi un numero indefinito di collaboratori e di comitati. E per quest\u2019organo cos\u00ec macchinoso, cos\u00ec complesso, sono stati gi\u00e0 predisposti sontuosi locali in un intero piano di un antico palazzo. Di tutto questo il Consiglio superiore, che sarebbe per legge l\u2019organo costituito a questo scopo, non ha saputo assolutamente niente! La riforma della scuola, la riforma delle Universit\u00e0, che un anno e mezzo fa era stata posta all\u2019ordine del giorno del Consiglio superiore, ad un certo momento gli \u00e8 stata sottratta ed \u00e8 stata affidata a questo organo creato appositamente dal Ministro.<\/p><p>Ora, se si vuol dare al Consiglio superiore un\u2019efficacia tecnica ed una dignit\u00e0 costruttiva, come quest\u2019organo deve avere, si deve cercare di evitare il pi\u00f9 che si pu\u00f2 la creazione di questi organi consultivi di fortuna verso i quali, me lo permetta il Ministro, l\u2019onorevole Gonella molte volte ha dimostrato di avere una certa simpatia.<\/p><p>Ci siamo trovati varie volte di fronte a questo, che \u00e8 un curioso sistema democratico: il Ministro avrebbe avuto nel Consiglio superiore l\u2019organo consultivo appositamente istituito dalla legge per dare il parere sui suoi progetti, ma, forse prevedendo che il Consiglio superiore avrebbe dato un parere contrario, ha preferito di non rivolgersi al Consiglio superiore e di creare al suo posto altri organi consultivi non previsti dalle leggi, composti di fidati del Ministro, il quale ben sapeva che, se ad essi avesse sottoposto i suoi progetti, essi avrebbero naturalmente dato parere favorevole.<\/p><p>Ora questo, secondo noi, \u00e8 un sistema che non si deve perpetuare e che, in occasione della ricostituzione del Consiglio superiore, si deve cercare di eliminare, accogliendo l\u2019emendamento da me presentato come articolo 1<em>-bis<\/em>, il quale propone appunto di restituire al Consiglio superiore la competenza esclusiva in materia di inchieste sull\u2019istruzione e di studi di riforme sulla stessa materia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MICCOLIS. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICCOLIS. Io credo che le preoccupazioni e le raccomandazioni dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli siano pi\u00f9 che fondate. In effetti le scuole tecniche che noi oggi abbiamo in Italia provengono dai diversi Ministeri tecnici e furono convogliate dal fascismo nel Ministero della pubblica istruzione. Ora, in questo momento nel quale noi andiamo a costituire questo corpo che deve sovraintendere all\u2019istruzione italiana, mi pare che per lo meno si debba scindere, nella scuola secondaria, la scuola dell\u2019ordine classico, scientifico e magistrale da quella dell\u2019ordine tecnico.<\/p><p>Infatti, nel Ministero della pubblica istruzione, v\u2019\u00e8 una direzione generale per l\u2019istruzione tecnica, mentre ve n\u2019\u00e8 un\u2019altra per l\u2019istruzione classica, scientifica e magistrale. Ora, io non vedo effettivamente come questa sezione media di cui parla l\u2019onorevole Ministro possa occuparsi dei problemi che interessano l\u2019istruzione tecnica. Si tratta, in realt\u00e0, di due cose ben distinte.<\/p><p>Debbo poi osservare all\u2019onorevole Bosco Lucarelli che, in materia di programmi, non sono d\u2019accordo con quanto egli ha detto, perch\u00e9 il programma deve essere unico anche dal punto di vista dell\u2019emigrazione. Ora, nell\u2019ordine tecnico che noi abbiamo, v\u2019\u00e8 l\u2019istruzione commerciale, l\u2019istruzione industriale, l\u2019istruzione agraria e l\u2019istruzione nautica. Credo, quindi, che un solo organismo debba avere la competenza dei programmi e dello sviluppo di queste scuole.<\/p><p>Nella scuola classica, la faccenda \u00e8 diversa: l\u00e0 basta una lavagna e un gesso; ma, nell\u2019ordine tecnico, occorrono laboratori e milioni. Non \u00e8 poi da trascurarsi anche l\u2019intervento del Ministero dei lavori pubblici, perch\u00e9 molte scuole sono tuttora senza locali adatti.<\/p><p>Sentivo ieri parlare l\u2019onorevole Gullo di questioni sindacali; ma qui non si tratta di questioni sindacali: qui si tratta di una questione di competenze. Dobbiamo avere, quindi, un competente per l\u2019istruzione classica, un competente per l\u2019istruzione industriale, un competente per l\u2019istruzione agraria, un competente per l\u2019istruzione nautica.<\/p><p>Noi non possiamo affidare ad un elemento rappresentativo unico l\u2019istruzione tecnica dei diversi rami. Io poi vorrei cogliere l\u2019occasione per ricordare brevemente ai colleghi che in effetti la scuola italiana \u00e8 troppo classica. Anche in questo momento in cui si parla di emigrazione, noi sentiamo che ci difettano gli elementi tecnici, che difettano gli operai specializzati, operai specializzati che evidentemente dovrebbero esser formati dalle scuole tecniche. Noi invece non abbiamo per l\u2019istruzione tecnica null\u2019altro che una base di partenza.<\/p><p>Come dice l\u2019onorevole Bosco Lucarelli, questa base di partenza \u00e8 stata creata dai Ministeri tecnici, e dopo il passaggio di queste scuole alla pubblica istruzione, esse si sono fermate e non hanno pi\u00f9 progredito.<\/p><p>\u00c8 necessario, io credo, che si tenga presente la necessit\u00e0 che invece di tre Sezioni, onorevole Ministro, siano quattro, cio\u00e8 che la Sezione per l\u2019istruzione tecnica sia completamente staccata, come \u00e8 prospettato dal mio emendamento.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro dell\u2019istruzione pubblica.<\/em> Vorrei far presente che mi rendo conto delle osservazioni sia dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli che dell\u2019onorevole Miccolis. Non bisogna dimenticare per\u00f2 che nella seconda Sezione v\u2019\u00e8 un ispettore dell\u2019ordine tecnico, un rappresentante dei Consorzi provinciali per l\u2019istruzione tecnica, un capo istituto di scuola tecnica, tre professori di scuole tecniche; cio\u00e8 sei rappresentanti dell\u2019ordine tecnico. E non sono altrettanti i rappresentanti dell\u2019ordine classico, perch\u00e9 l\u2019ordine tecnico ha in pi\u00f9 il rappresentante dei Consorzi provinciali dell\u2019istruzione tecnica.<\/p><p>Si tratta di vedere se sia il caso di scindere la Sezione aumentando il numero.<\/p><p>COLONNETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLONNETTI. Ringrazio l\u2019onorevole Ministro per i chiarimenti dati; stavo per dire io stesso che non \u00e8 che si sia dimenticata la rappresentanza delle scuole tecniche. Soltanto ancora una volta devo confessare la mia perplessit\u00e0. Mi chiedo se effettivamente una Sezione del Consiglio superiore, fatta per met\u00e0 di rappresentanti dell\u2019istruzione classica o scientifica, e per l\u2019altra met\u00e0 di i rappresentanti di scuole professionali, tecniche industriali e commerciali, potr\u00e0 funzionare. E non saprei dare una risposta ad una domanda di questo genere, perch\u00e9 ancora una volta si sente qui la mancanza, che gi\u00e0 ieri deploravo, di una chiara definizione dei compiti dell\u2019organo di cui stiamo discutendo la composizione.<\/p><p>Ho gi\u00e0 detto ieri, e ripeto in questo momento, che ho l\u2019impressione che bisogna prima creare la funzione e poi l\u2019organo che ad essa deve provvedere. Il Ministro ha detto che si tratta di sapere se per la scuola secondaria sia meglio istituire una Sezione sola o due. In fondo, una risposta a questa domanda non la si pu\u00f2 dare se non si ha sott\u2019occhio la precisazione di quelle che saranno le funzioni di questa Sezione. Perch\u00e9, se si trattasse soltanto di discutere delle questioni di dettaglio, relative agli ordinamenti delle singole scuole, \u00e8 facile prevedere che la riunione di rappresentanti di due indirizzi cos\u00ec completamente diversi, quali sono quello della scuola media umanistica, destinata alla preparazione agli studi superiori, e quello della scuola media tecnica che mira alla immediata preparazione professionale, cio\u00e8 che \u00e8 fine a se stessa, si riveler\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 inefficiente.<\/p><p>Se, invece, compito della Sezione dovesse essere quello di discutere problemi generali della cultura, sia pure relativi alla scuola secondaria, allora l\u2019abbinamento dei due indirizzi potrebbe condurre a contemperare le esigenze dell\u2019uno e dell\u2019altro, con buoni risultati per entrambi.<\/p><p>Certo \u00e8 che aveva ragione l\u2019onorevole Bosco Lucarelli quando metteva in evidenza l\u2019enorme importanza che hanno in questo momento per il nostro Paese il riordinamento e la messa in efficienza dell\u2019istruzione tecnica e professionale. E mi sembra per lo meno imprudente che una questione cos\u00ec grave e che interessa un settore cos\u00ec vitale della nostra scuola sia pregiudicata in occasione di questo provvedimento che apparentemente tende solo a disciplinare un organo dell\u2019amministrazione, laddove essa meriterebbe di essere affrontata in sede di discussione delle funzioni per cui l\u2019organo \u00e8 costituito. Ripeto che perdura in me una grande perplessit\u00e0 e che questa non si elimina se il Ministro per tutta risposta si limita ad invitarci a decidere sulla unione o sullo sdoppiamento della sezione del Consiglio superiore di cui ci stiamo occupando.<\/p><p>Quest\u2019\u00e8 a parer mio un modo di eludere il nocciolo della questione. Ed io non posso che lamentare che questa decisione venga presa senza che si sia preventivamente chiarita la funzione effettiva dell\u2019organo; non posso che lamentare che non ci si renda conto che a questo modo si rischia di pregiudicare senza volerlo l\u2019avvenire di queste due importantissime branche scolastiche che hanno finalit\u00e0 cos\u00ec diverse: l\u2019una propedeutica per l\u2019avviamento agli studi superiori; l\u2019altra fine a se stessa per la preparazione professionale immediata.<\/p><p>PRESIDENTE. Proporrei di rinviare la seduta al pomeriggio, anzich\u00e9 alle 16, alle 17, per la prosecuzione dei nostri lavori.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<\/p><p>La seduta termina alle 13.15.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE cccxxv. 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