{"id":2378,"date":"2023-09-17T16:32:35","date_gmt":"2023-09-17T14:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2378"},"modified":"2023-10-21T10:03:01","modified_gmt":"2023-10-21T08:03:01","slug":"pomeridiana-di-venerdi-5-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2378","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 5 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2378\" class=\"elementor elementor-2378\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f796909 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f796909\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4e83ba7\" data-id=\"4e83ba7\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e15350b elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"e15350b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471205_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-20d9191 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"20d9191\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXXI.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 5 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO<\/strong> <strong>LUCARELLI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Votazione segreta dei seguenti disegni di legge:<\/strong><\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946. (26).<\/p><p>Approvazione dei seguenti atti internazionali: <em>a<\/em>) Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja, il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936; <em>b<\/em>) Annesso al Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936. (37).<\/p><p>Approvazione dello scambio di Note relativo ai danni di guerra ed all\u2019articolo 79 del Trattato di Pace, effettuato in Roma fra l\u2019Italia e la Cina il 30 luglio 1947. (38).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Atti internazionali conclusi a Neuch\u00e2tel, tra l\u2019Italia ed altri Stati, l\u20198 febbraio 1947: <em>a<\/em>) Accordo per la conservazione o la reintegrazione dei diritti di propriet\u00e0 industriale colpiti dalla seconda guerra mondiale; <em>b<\/em>) Protocollo di chiusura; <em>c<\/em>) Protocollo di chiusura addizionale. (47).<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultati della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Bonomi Ivanoe<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Mortati<\/p><p>Clerici<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Conti<\/p><p>Coppa<\/p><p>Covelli<\/p><p>Gullo Fausto<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Geuna<\/p><p>Moro<\/p><p>De Martino<\/p><p>Chiostergi<\/p><p>Macrelli<\/p><p>Nobile<\/p><p>Giua<\/p><p>Rodi<\/p><p>Uberti<\/p><p>Colitto<\/p><p>Laconi<\/p><p>Corbino<\/p><p>Lussu<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Targetti<\/p><p>Perassi<\/p><p>Malagugini<\/p><p>Ambrosini<\/p><p>Grassi<\/p><p>Gasparotto<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine dei lavori:<\/strong><\/p><p>Corbino<\/p><p>Minio<\/p><p>Presidente<\/p><p>Uberti<\/p><p>Moscatelli<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p><strong>Mozione <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione a scrutinio segreto dei seguenti disegni di legge, discussi ed approvati dall\u2019Assemblea nei singoli articoli nella seduta antimeridiana:<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946 (26);<\/p><p>Approvazione dei seguenti atti internazionali: <em>a<\/em>) Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja, il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936; <em>b<\/em>) Annesso al Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936 (27);<\/p><p>Approvazione dello scambio di Note relativo ai danni di guerra ed all\u2019articolo 79 del Trattato di Pace, effettuato in Roma fra l\u2019Italia e la Cina il 30 luglio 1947 (38);<\/p><p>Approvazione dei seguenti Atti internazionali conclusi a Neuch\u00e2tel, tra l\u2019Italia ed altri Stati, l\u20198 febbraio 1947; <em>a<\/em>) Accordo per la conservazione o la reintegrazione dei diritti di propriet\u00e0 industriale colpiti dalla seconda guerra mondiale; <em>b<\/em>) Protocollo di chiusura; <em>c<\/em>) Protocollo di chiusura addizionale (47).<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che le urne rimarranno aperte, proseguendosi intanto nello svolgimento dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Seguito dalla discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Dobbiamo ora esaminare come ultima e conclusiva parte del nostro lavoro costituzionale le disposizioni finali e transitorie. Esse sono state proposte nel testo del progetto di Costituzione in numero di nove.<\/p><p>BONOMI IVANOE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BONOMI IVANOE. Desidero presentare all\u2019Assemblea una disposizione finale aggiuntiva che porta anche le firme degli onorevoli Nitti, Orlando Vittorio Emanuele, Conti, Nenni, Giannini, Corbino, Macrelli, Bencivenga, Targetti, Uberti, Calamandrei, Gullo Fausto, Porzio, Facchinetti, Piccioni, Cevolotto, Camangi, Lami Starnuti, Mazzoni, Chiostergi, Magrini, Persico, Priolo.<\/p><p>La formulazione aggiuntiva \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abCon l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione il Capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni del Presidente della Repubblica e ne assume il Titolo\u00bb.<\/p><p>L\u2019Assemblea certamente ricorda come attualmente l\u2019articolo 5 del decreto-legge 16 maggio 1946 disponga: \u00abFino a quando non sia entrata in funzione la nuova Costituzione le attribuzioni del Capo dello Stato sono regolate dalle norme finora vigenti in quanto applicabili\u00bb. \u00c8 evidente, pertanto, che se non si attribuisce, con apposita disposizione transitoria, al Capo Provvisorio dello Stato l\u2019esercizio dei poteri di Presidente della Repubblica, si avrebbe una grave lacuna nell\u2019ordinamento giuridico, in quanto che, per il periodo che va dall\u2019entrata in vigore della Costituzione alla elezione del nuovo Presidente, il Capo provvisorio dello Stato non solo non avrebbe i poteri presidenziali di cui alla Costituzione, gi\u00e0 entrata in vigore, ma non avrebbe pi\u00f9 quelli di cui all\u2019articolo citato. \u00c8, quindi, necessario stabilire che, per tale periodo, il Capo provvisorio dello Stato esercita i poteri del Presidente della Repubblica assumendone il titolo. E qui credo di interpretare il pensiero ed i sentimenti di tutta l\u2019Assemblea salutando in Enrico De Nicola, che ha cos\u00ec degnamente tenuto il posto di Capo provvisorio dello Stato, il primo Presidente della nostra intangibile Repubblica. (<em>L\u2019Assemblea si leva in piedi ed applaude lungamente<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> A nome del Comitato di redazione della Costituzione mi associo alle parole che ora ha pronunciato Ivanoe Bonomi. L\u2019articolo che \u00e8 stato proposto \u00e8 una necessit\u00e0, una indispensabile conseguenza, dal punto di vista tecnico giuridico, di quelle che sono le disposizioni vigenti.<\/p><p>L\u2019articolo 2 della legge del 1946 stabilisce che il Capo provvisorio dello Stato dura in carica fino a che non sia eletto, in base alla Costituzione, il Capo definitivo; e poich\u00e9 ad eleggere questo saranno le nuove Camere, occorrer\u00e0 attendere le elezioni generali. Da altro lato l\u2019articolo 5, che vi ha letto l\u2019onorevole Bonomi, stabilisce che le attribuzioni del Capo provvisorio dello Stato sono, sino alla promulgazione della Costituzione, regolate dalle norme fin allora vigenti sul Capo dello Stato, in quanto tali norme sono compatibili con l\u2019ordinamento repubblicano. Era un espediente inevitabile, finch\u00e9 non vi fosse la nuova Costituzione; ma ora la nuova Costituzione c\u2019\u00e8 ed entrer\u00e0 fra breve in vigore. Sono in essa definite le funzioni del Capo dello Stato come Presidente della Repubblica. Tutto quanto concerneva la figura del Capo dello Stato nel cessato regime non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere; non vi sono pi\u00f9 norme vigenti a tale riguardo. Ed allora si presenta come esigenza logica la necessit\u00e0 che il Capo provvisorio dello Stato eserciti le attribuzioni del Presidente della Repubblica; e, se \u00e8 cos\u00ec, ne deve, sempre per coerenza logica, assumerne il titolo. \u00c8 un ragionamento elementare e serrato, che si svolge come un sillogismo.<\/p><p>Ci\u00f2 che ora voteremo toglier\u00e0, anche nel nome, un\u2019ombra di provvisoriet\u00e0 sulla nuova Repubblica italiana, e giover\u00e0 nei rapporti internazionali. Ed avr\u00e0 anche un altro significato che \u00e8 nell\u2019animo di noi tutti.<\/p><p>Il nostro pensiero si rivolge all\u2019uomo, che, per la sua altissima personalit\u00e0 e per le sue mirabili doti, ha saputo realizzare il miracolo di raccogliere l\u2019unanime fiducia di tutto il popolo italiano. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io prego il Presidente dell\u2019Assemblea di mettere in votazione l\u2019articolo aggiuntivo e prego l\u2019Assemblea di votarlo senza discussione, perch\u00e9 cos\u00ec possa assumere quel valore di acclamazione che tutti noi rivolgiamo al primo Presidente della Repubblica italiana, nella persona di Enrico De Nicola. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019Assemblea se essa intende approvare, senza discussione, come prima norma transitoria della nostra Costituzione il testo proposto dall\u2019onorevole Bonomi e da numerosi altri colleghi dell\u2019Assemblea stessa. (<em>L\u2019Assemblea si leva in piedi \u2013 Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro approvata all\u2019unanimit\u00e0 la norma transitoria, che diverr\u00e0 la prima delle norme finali e transitorie.<\/p><p>Passiamo alla disposizione successiva, nel testo originario. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab\u00c8 proibita la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.<\/p><p>\u00abLa disposizione del n. 2 dell\u2019articolo 56 della Costituzione non \u00e8 applicabile a chi nel periodo fascista ha rivestito le cariche indicate in tale disposizione.<\/p><p>\u00abSono stabilite con legge limitazioni temporanee alla eleggibilit\u00e0 e al diritto di voto per responsabilit\u00e0 fasciste\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che il terzo comma \u00e8 stato gi\u00e0 approvato il 29 ottobre scorso nei seguenti termini:<\/p><p>\u00abIn deroga all\u2019articolo 45, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla data di entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee alla eleggibilit\u00e0 ed al diritto di voto per i capi responsabili del regime fascista\u00bb.<\/p><p>Il secondo comma \u00e8 stato annullato da altre votazioni.<\/p><p>Rimane, quindi, il primo.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla seconda disposizione. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario,<\/em> legge:<\/p><p>\u00abI discendenti delle Case gi\u00e0 regnanti in Italia non sono elettori n\u00e9 eleggibili a cariche pubbliche.<\/p><p>\u00abI membri di Casa Savoia non possono soggiornare nel territorio della Repubblica italiana\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati proposti vari emendamenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha proposto di sopprimere questa disposizione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Prendo la parola unicamente per continuare nel proposito, gi\u00e0 espresso, di fare in maniera che la Carta costituzionale che stiamo preparando possa essere considerata da tutti gli italiani come la propria Carta, cosicch\u00e9 tutti possano dire: \u00abQuesta \u00e8 la nostra Carta costituzionale\u00bb.<\/p><p>A tale scopo, per andare incontro alle convinzioni basate sul ragionamento e sul sentimento di una gran parte del popolo italiano, ritengo che sia la seconda, sia la terza disposizione transitoria debbano essere escluse dal nostro testo costituzionale.<\/p><p>Ritengo che i compilatori siano andati contro le stesse loro intenzioni, perch\u00e9 l\u2019esclusione dall\u2019elettorato non soltanto per i viventi, ma anche per i loro discendenti e per i figli dei figli e per quelli che nasceranno da loro, mi sembra una enormit\u00e0, non voluta dagli stessi compilatori dell\u2019articolo.<\/p><p>Mi rendo conto delle preoccupazioni che li hanno ispirati, e conosco i precedenti offerti da altre Costituzioni. Ritengo, per\u00f2, che, le norme in parola non siano rispondenti, quanto a senso della misura, alle convinzioni profonde di un popolo equilibrato come quello italiano. D\u2019altra parte, l\u2019altro divieto, quello del soggiorno, si estende a tutti gli appartenenti ad una determinata Casa. Divieto evidentemente eccessivo, in quanto riguarda uomini e donne in maniera indistinta ed esclude non solo i viventi, ma anche coloro che saranno in avvenire.<\/p><p>C\u2019\u00e8 la terza delle disposizioni, alla quale accenno fin da ora e sulla quale non mi soffermo, quella che dispone l\u2019avocazione di tutti i beni di Casa Savoia; avocazione inconciliabile con i princip\u00ee da noi stabiliti nella prima parte della Costituzione.<\/p><p>Ripeto, non mi soffermo e dir\u00f2 poi il perch\u00e9. Non intendo urtare le convinzioni di alcuno. Voglio che la nostra discussione si mantenga in quel tono elevato che abbiamo sempre cercato d\u2019imprimerle da questi banchi. Voglio che prima di giungere ad una conclusione, la quale dispiacerebbe (non disconosciamo questa realt\u00e0) a una gran parte del popolo italiano, e dispiacerebbe non soltanto ai viventi \u2013 perch\u00e9 di un popolo non fanno parte soltanto i viventi, ma anche coloro che li hanno preceduti \u2013 non dimentichiamo che questo sentimento radicato e dimostrato ha tra le sue ragioni anche quella che non vi \u00e8, si pu\u00f2 dire, alcuna famiglia italiana che non abbia tra i suoi congiunti qualcuno che nelle cinque guerre d\u2019indipendenza sia caduto col sacro binomio della \u00abPatria e del Re\u00bb sulle labbra. (<em>Interruzione a sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Teniamo conto di questi precedenti e rispettiamoli. Rendiamoci conto di una realt\u00e0 che ogni uomo politico deve tener presente. Siccome si tratta di una disposizione che non corrisponde ai princip\u00ee sanciti, ma di una disposizione che stabilirebbe in perpetuo una incapacit\u00e0 civile per determinate persone, facendo cadere sui discendenti la colpa dei loro predecessori \u2013 concetto che non corrisponde alla moderna concezione della libert\u00e0 e del diritto \u2013 ritengo sia opportuno sopprimere le due disposizioni in esame.<\/p><p>Quanto al soggiorno ed all\u2019esilio, appunto perch\u00e9 le nostre istituzioni attuali possano essere stabili, sarebbe opportuno evitare di sancire in maniera cos\u00ec categorica un esilio, anche perch\u00e9 l\u2019esilio, come la storia del Risorgimento italiano ci dimostra, ottiene l\u2019effetto contrario a quello voluto; gli esiliati prima o poi tornano, trionfatori, perch\u00e9 sono sempre circondati da un\u2019aureola particolare. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ho accennato, ma non insisto, all\u2019inopportunit\u00e0 dell\u2019avocazione dei beni. Non insisto perch\u00e9 non ci si accusi di essere difensori di particolari interessi, di particolari situazioni privilegiate; appunto perch\u00e9 non si rivolga questa accusa a quella parte di questa Camera, alla quale si deve, fra l\u2019altro, l\u2019introduzione della prima legge di espropriazione per pubblica utilit\u00e0 e il primo progetto di legge di nazionalizzazione, quella delle ferrovie, sul quale cadde il governo della destra nel marzo 1876. Non insisto sull\u2019inopportunit\u00e0 dell\u2019avocazione, idea profondamente sentita e pi\u00f9 volte affermata dal popolo italiano, dimostra come, se vi \u00e8 una aspirazione verso una particolare distinzione dei rappresentanti del nostro popolo, gli italiani desiderano che tale distinzione si completi nel distacco dalle ricchezze. Cos\u00ec che, se la terza disposizione transitoria venisse approvata, non farebbe che rendere i colpiti ancora pi\u00f9 conformi all\u2019alta idealit\u00e0 italiana, che anche i meno abbienti del nostro popolo compendiano nel motto: \u00abpoveri, ma signori\u00bb!<\/p><p>PRESIDENTE. Anche l\u2019onorevole Condorelli ha proposto di sopprimere questa disposizione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>CONDORELLI. Onorevoli colleghi, se vi nascondessi che le mie parole sono in questo momento dominate da un profondo dolore, non sarei sincero; per\u00f2, con perfetta sincerit\u00e0 posso dirvi che quello che sto per dire, sperando di ottenere da voi un voto conforme, attinge la sua ragione dalla mia coscienza di giurista e di uomo civile, e solo per questo io spero che le mie parole possano trovare risonanza in voi.<\/p><p>La legge che oggi \u00e8 sottoposta al vostro giudizio ed al vostro voto \u00e8 certamente incostituzionale: incostituzionale dal punto di vista di una costituzionalit\u00e0 strutturale. \u00c8 incostituzionale, perch\u00e9 in flagrante contradizione con i princip\u00ee costituzionali che voi avete voluto alla base della nostra Costituzione.<\/p><p>Si oppone a questa legge, prima di tutto, una costituzionalit\u00e0 che ho chiamata strutturale, giacch\u00e9, a prescindere dalle norme che possono essere consacrate in questa o quella Costituzione, sta di fatto che il legislatore, il costituente, non pu\u00f2 emettere che delle norme, cio\u00e8 dei comandi generici di classi di azioni, di tipi di azioni, non comandi particolari come potrebbero essere sentenze, o condanne o assoluzioni. Difatti la legge che qui siamo chiamati a votare ha soltanto l\u2019aspetto di legge, ma in realt\u00e0 decide un caso strettamente individuale. Ora voi, noi potremmo con una disposizione di legge ristabilire la pena di morte, ma non possiamo infliggere ad una persona determinata neanche una multa di cinque lire. Noi non abbiamo questo potere, perch\u00e9 siamo legislatori e non possiamo emettere provvedimenti di carattere particolare od individuale. Non \u00e8 dunque questa la sede in cui si potrebbe discutere di questa materia ed assumere provvedimenti in merito.<\/p><p>L\u2019incostituzionalit\u00e0 per diretta opposizione a singole norme da noi sancite \u00e8 troppo evidente, perch\u00e9 sia necessario soffermarci su di essa, specialmente dopo quanto ha detto l\u2019onorevole Codacci Pisanelli.<\/p><p>Vietare a dei cittadini italiani il soggiorno in Italia, \u00e8 in diretta contradizione con l\u2019articolo 10 della nostra Costituzione, che afferma la libert\u00e0 di soggiorno per tutti i cittadini. Espropriare i beni ai cittadini italiani od a chiunque, \u00e8 impossibile sotto l\u2019aspetto di confisca, al cospetto dell\u2019articolo 38 da noi votato, in cui \u00e8 prevista s\u00ec l\u2019espropriazione contro indennizzo per utilit\u00e0 generale, ma non \u00e8 affatto prevista la confisca per ragioni politiche. L\u2019opposizione a questa norma statutaria che noi abbiamo voluta, non potrebbe essere pi\u00f9 stridente.<\/p><p>Ma le ragioni di contrasto con questa legge sono fondate anche su un argomento che noi giuristi chiamiamo di merito: \u00e8 la legge, nei suoi legamenti interiori, che non si regge. Che carattere ha questa legge? Ha un carattere sanzionatorio, di pena? Evidentemente no. Il legislatore qui, come del resto in tutte le leggi, non pone il fine della norma; la norma bisogna ricavarla dal contenuto della legge stessa. Ma \u00e8 chiaro che, a luce di secolo XX, questa legge non pu\u00f2 avere un significato sanzionatorio, perch\u00e9 essa contravverrebbe al principio universalmente accettato, e peraltro da noi sancito espressamente all\u2019articolo 21 nella nostra Costituzione, che la responsabilit\u00e0 \u00e8 personale ed individuale. Qui si consacrerebbe invece una responsabilit\u00e0 familiare, che si riverserebbe anche sui futuri e, per altro, vi \u00e8 anche il principio, del pari affermato nello stesso articolo della Costituzione, che non vi pu\u00f2 essere condanna senza giudizio. Lo dicevano anche gli antichi: non \u00e8 possibile condannare senza un giudizio, <em>sine previo judicio poenali<\/em>.<\/p><p>Essa ha, quindi, certamente, un altro carattere: carattere di sicurezza, \u00e8 una legge di sicurezza, perch\u00e9 si ritiene che il soggiorno di determinate e individue persone, nel territorio dello Stato, possa costituire un pericolo verso la forma costituzionale che \u00e8 stata adottata e che il possesso di beni economici da parte di quelle persone possa costituire un pericolo per la stessa forma repubblicana, per quella preponderanza economica che pu\u00f2 dare un vasto patrimonio.<\/p><p>Ora, non vi \u00e8 chi non si accorga che una legge simile \u00e8 per lo meno anacronistica ai tempi d\u2019oggi. Sappiamo tutti che nei tempi passati quando si spodestava una dinastia od anche una famiglia che senza essere una dinastia avesse poteri in un paese, si facevano delle leggi di prescrizione, si facevano delle leggi di confisca dei beni. Ma questo avveniva perch\u00e9 allora la forza di un privato, di un principe spodestato, poteva sopraffare la forza dello Stato. Ma oggi che lo Stato ha assunto l\u2019aspetto di quell\u2019immenso Leviatano che noi vediamo funzionare ogni giorno nella pienezza della sua strapotenza, non vi \u00e8 situazione individuale o familiare che possa costituire un pericolo per lo Stato.<\/p><p>Ma, avviciniamoci al caso concreto. Che pericolo pu\u00f2 costituire per lo Stato questa dinastia spodestata? Sono soprattutto i repubblicani che mi diranno che non costituisce nessun pericolo. Peraltro, l\u2019atteggiamento da essa assunto, che deve essere tenuto presente da questa Assemblea, esclude il pericolo. C\u2019\u00e8 stata subordinazione a quello che \u00e8 avvenuto, c\u2019\u00e8 stata una leale esecuzione della decisione risultata dal <em>referendum<\/em>, per cui nessun riavvicinamento storico \u00e8 possibile con quello che si \u00e8 operato in altri paesi a seguito di rivoluzioni o di guerre civili.<\/p><p>La rilevanza dei beni ha anche una notevole importanza. Qui si interdice a tutti i membri di casa Savoia di possedere beni in Italia. Ma, che cosa sono questi beni? Ci sono compresi anche i cadetti. La famiglia dei Duchi di Genova non possiede neanche un palmo di terreno od un muro. (<em>Interruzione a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il Castello di Agli\u00e8 era l\u2019unico retaggio di quella famiglia, e fu alienato per la impossibilit\u00e0 di dividerlo fra tutti i discendenti. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Il castello di Agli\u00e8 in questo momento \u00e8 di Umberto di Savoia. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> I beni del ramo primogenito di casa Savoia non credo che nella pi\u00f9 larga delle valutazioni superino il mezzo miliardo; penso che ne siano al di sotto. Ebbene, che pericolo pu\u00f2 costituire per lo Stato un patrimonio di questo genere, in mano anche a persone che si presumono avversarie di questa forma repubblicana, ai giorni d\u2019oggi, in cui ci sono patrimoni che superano il centinaio di miliardi? Evidentemente, vi preoccupate di un pericolo che non pu\u00f2 esistere, che voi penalisti chiamate impossibile.<\/p><p>Se mi si obiettasse di avere esaminato dal punto di vista giuridico e di avere analizzato giuridicamente una norma o delle norme che hanno un significato politico, io risponderei immediatamente che \u00e8 tempo che ci liberiamo degli ultimi residui della \u00abragion di Stato\u00bb, di quell\u2019assolutismo che \u00e8 stato il nemico diretto delle libert\u00e0 individuali, da cui queste si sono emancipate nel penoso travaglio delle rivoluzioni liberali.<\/p><p>Quale pericolo? E se vi fosse un pericolo, voi potete evitare questo pericolo facendo delle leggi tiranniche? Non \u00e8 escluso che vi possano essere in uno Stato dei singoli o dei partiti che costituiscono dei pericoli, ma, finch\u00e9 i princip\u00ee della democrazia, della libert\u00e0 e del diritto non consentono di sopprimere questi partiti o di espellere gli uomini pericolosi, non vi \u00e8 Stato che si vanti di assidersi sul diritto, che voglia conservare la qualifica di Stato di diritto che, in nome di interessi politici, possa sopprimere le eterne ragioni della giustizia.<\/p><p>Guardate invece questa legge da un punto di vista sanamente politico, guardate questa legge per la significazione che essa potrebbe assumere innanzi alla coscienza della maggior parte degli italiani. Io mi rivolgo particolarmente a voi, colleghi di parte democristiana: all\u2019indomani della partenza del re dall\u2019Italia la radio trasmetteva un messaggio di Alcide De Gasperi al popolo italiano, di Alcide De Gasperi che non era soltanto il Capo dello Stato e del Governo d\u2019Italia, ma anche il vostro autorevole esponente, e questi aveva parole di umana comprensione per il dolore di quella met\u00e0 del popolo italiano che aveva rivelato la sua volont\u00e0 monarchica nel <em>referendum<\/em>, e promise che nulla si sarebbe fatto che avesse potuto significare scherno o mancanza di riguardo per quel dolore. E questa legge che cos\u2019\u00e8, se non irrisione estrema?<\/p><p>Questa legge che cosa vuol dire a quegli italiani che hanno creduto nella monarchia, anche se oggi non vi credono? Significa soltanto questo: quel re per cui voi avete votato, quel re che avete acclamato freneticamente nelle piazze (<em>Commenti a sinistra<\/em>), quel re non \u00e8 degno di possedere beni in Italia, quel re \u00e8 colpito dall\u2019interdetto <em>aqua et igni<\/em>, cos\u00ec come erano una volta perseguitati i ribaldi. Questo direste al cospetto del popolo italiano, il quale potrebbe constatare che quella promessa formulata in un momento di dolore \u00e8 stata, a distanza di un anno e mezzo, tradita! (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Il re dovrebbe essere condannato a ben pi\u00f9 grave pena.<\/p><p>CONDORELLI. Ho letto in un libro che riunisce le sublimi preghiere che ci insegna la Chiesa cattolica, una preghiera che supremamente mi ha colpito e mi ha fatto piegare il capo e le ginocchia, una preghiera nella quale \u00e8 espresso il concetto altissimo della solidariet\u00e0 spirituale che avvince tutti gli uomini dall\u2019alto al basso, dal basso all\u2019alto: una preghiera in cui l\u2019anima cristiana dice che chiede a Dio venia per i peccati del suo re, perch\u00e9 pensa che alcuni o molti di questi peccati, se ci possono essere stati, possono essere stati causati anche dai sudditi, per la tragica legge della propagazione del male, che anch\u2019essa come la solidariet\u00e0 e ricalcando queste vie della solidariet\u00e0 ascende dal basso all\u2019alto e dall\u2019alto scende al basso. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Allora l\u2019anima orante si piega su se stessa e si domanda: \u00abChi sa se il re non ha peccato anche per colpa mia?\u00bb<\/p><p>E se il popolo italiano, nel suo complesso e nell\u2019individualit\u00e0 di ciascuno si rivolgesse questa domanda, potrebbe escludere che alcune delle colpe che si attribuirono al re non dipendano dal popolo o da alcune parti del popolo? (<em>Rumori a sinistra \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E per altro, quali colpe si possono sensatamente attribuire al giovane re?<\/p><p>Anche per ammissione di molti dei vostri, che con me hanno parlato e sono presenti stasera in questa Assemblea, si \u00e8 universalmente riconosciuto che egli era immagine viva di lealt\u00e0 e gentilezza. (<em>Rumori a sinistra<\/em>).<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Non \u00e8 vero! (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONDORELLI. Io mi rivolgo particolarmente a voi, colleghi democristiani e vi invito a riflettere e a considerare se nell\u2019anima vostra non sentite in questo momento questa solidariet\u00e0.<\/p><p>E a tutti i colleghi di questa Assemblea, ai repubblicani di tutti i settori, io dico: cominciai nel primo discorso tenuto in questa Assemblea col dirvi che, se noi abbiamo lottato, abbiamo lottato per un sentimento di amore, per la istituzione e la dinastia che la impersona, che per noi \u00e8 simbolo vivo dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e che poteva essere una garanzia della continuazione di questa unit\u00e0.<\/p><p>Noi abbiamo lottato mossi da questo sentimento, non voglio discutere se giusto o ingiusto: attendiamo il verdetto della storia e non lo diamo noi, mentre ancora sono vivi gli echi della lotta.<\/p><p>Voi avete agito per risentimento.<\/p><p>Nell\u2019ultimo intervento che faccio in questa Assemblea vi chiedo di smentirmi, di contradirmi e di dimostrare che avete agito per giustizia. Consacrate, quindi, questa giustizia nel voto di oggi, ricordandovi, amici, che la giustizia \u00e8 il fondamento dello Stato.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 per giustizia che agiamo in questo modo! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONDORELLI. E questa Costituzione sar\u00e0 ancor pi\u00f9 rispettabile, per il vantaggio di quella repubblica che voi amate e che noi ci siamo impegnati a rispettare e rispetteremo; ma che pi\u00f9 altamente rispetteremo, se ci dir\u00e0 una parola di giustizia, quella giustizia che attendiamo da voi. (<em>Applausi a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em> \u00abI membri ed i discendenti della casa gi\u00e0 regnante in Italia non possono rivestire cariche pubbliche\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Il testo da me proposto \u00e8 pi\u00f9 estensivo di quello della Commissione, perch\u00e9, mentre questo si riferisce soltanto alle cariche elettive, l\u2019altro riferisce l\u2019indegnit\u00e0 a tutte le specie di cariche o uffici pubblici. Altrimenti si potrebbe verificare l\u2019ipotesi che un membro della Casa ex regnante possa essere, ad esempio, nominato ministro o sottosegretario della Repubblica e non, poniamo, consigliere comunale.<\/p><p>Il mio emendamento tende inoltre ad ovviare ad un\u2019altra deficienza della formulazione del progetto, sostituendo il singolare al plurale, e perci\u00f2 dicendo Casa gi\u00e0 regnante invece di Case gi\u00e0 regnanti. Sembrerebbe, infatti, se si mantenesse al plurale che si volessero comprendere anche come indegni i membri delle antiche case, che abbiano dominato in passato in qualche parte d\u2019Italia, quali i Malatesta o i Duchi d\u2019Urbino, ecc., il che manifestamente \u00e8 contrario alle nostre intenzioni. La Costituzione deve proporsi obiettivi concreti, e risolvere problemi politici, non inseguire fantasmi, e il fare riferimento alle antiche case (non mai considerate neppure al momento della formazione dell\u2019unit\u00e0 nazionale, che determin\u00f2 la fine di alcune di esse) apparterrebbe a quest\u2019ultimo ordine di esercitazioni.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. Onorevoli colleghi, io non ho presentato un emendamento, ma aderisco formalmente a quello dell\u2019onorevole Mortati, e, pi\u00f9 che una dichiarazione di voto, che avrei diritto di fare, \u00e8 una domanda di chiarimento che mi permetto di rivolgere a chi, con tanta autorit\u00e0, rappresenta la Commissione dei Settantacinque: che cosa si vuol dire con l\u2019espressione \u00abdiscendenti delle case gi\u00e0 regnanti in Italia?\u00bb. Non c\u2019\u00e8 pericolo di usare un\u2019espressione da una parte equivoca, dall\u2019altra vuota?<\/p><p>O infatti si vuole intendere i membri di Casa Savoia, e ci\u00f2 allora riveste un significato politico col quale pienamente concordo; o si vuole invece \u2013 e questo mi sembra inammissibile \u2013 alludere indiscriminatamente ai discendenti di tutte le case che hanno regnato in Italia, e allora&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> \u00c8 giusto: se no si risalirebbe fino ad Arduino d\u2019Ivrea&#8230;<\/p><p>CLERICI. &#8230;e allora si potrebbe anche voler alludere ai Conti Sforza di Milano e ne conseguirebbe che anche il nostro collega Conte Sforza potrebbe ricadere nel disposto di questo nostro articolo. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 evidente dunque che si tratta di una espressione equivoca, la quale potrebbe dar luogo a ricerche storiche, esperite nell\u2019intento di recar danno a questo o a quello.<\/p><p>Ma io considero anche equivoca la stessa parola \u00abdiscendenti\u00bb, perch\u00e9 \u2013 ove non si addivenga ad una migliore precisazione \u2013 si potrebbe voler anche intendere di colpire colui o colei, che abbia nella sua famiglia una ava o una bisava di famiglia regnante sia pure di secoli e secoli addietro, una Sforza, una Bentivoglio, un Gonzaga e via dicendo.<\/p><p>\u00c8 evidente quindi che la frase reclama una precisazione ed io mi auguro che il Presidente della Commissione dei Settantacinque vorr\u00e0 accedere alla proposta dell\u2019onorevole Mortati, cos\u00ec da conferire a questo articolo un pi\u00f9 esatto significato storico, giuridico, politico.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini a esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Mortati riguarda in sostanza due punti. Il primo \u00e8 che, mentre il testo dice \u00abnon sono elettori n\u00e9 eleggibili a cariche pubbliche\u00bb, l\u2019onorevole Mortati vorrebbe dire invece \u00abnon possono rivestire cariche pubbliche\u00bb. Sembra a me che si debba mettere l\u2019una e l\u2019altra cosa: sottolineare l\u2019elemento dell\u2019eleggibilit\u00e0 e parlare degli altri uffici. E cio\u00e8: \u00abnon possono ricoprire cariche elettive e uffici pubblici\u00bb.<\/p><p>Anche il secondo punto dell\u2019emendamento Mortati mi sembra giusto, perch\u00e9, lasciando il testo attuale, si potrebbe anche risalire alle pi\u00f9 antiche dinastie italiche, completamente innocue ed in gran parte dimenticate. Quella che bisogna considerare \u00e8 la dinastia e la casa Savoia.<\/p><p>Vi sono, per quanto riguarda questo articolo, altri punti, ai quali si deve porre attenzione. Nel testo originario si diceva che \u00abi membri di casa Savoia non possono soggiornare nel territorio della Repubblica italiana\u00bb. A questo riguardo \u00e8 stato in seguito presentato un disegno di legge, che venne discusso nella Commissione dei Settantacinque, e tutte le correnti politiche furono d\u2019accordo in alcune precisazioni e limitazioni. Ho pregato l\u2019onorevole Fabbri, presidente della Sottocommissione che rifer\u00ec ai Settantacinque, di rendere conto di tali modifiche. Cos\u00ec avremo tutti gli elementi per decidere.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Per la benevolenza dei colleghi che componevano la Commissione, io fui appunto chiamato alla presidenza della Commissione stessa; e allora avemmo occasione di esaminare i due problemi: quello relativo al soggiorno e quello relativo alle cautele da prendersi in ordine ad un\u2019eventuale confisca dei beni di Casa Savoia.<\/p><p>I lavori si svolsero con la pi\u00f9 completa serenit\u00e0, senza, naturalmente, alcun intralcio e alcuna difficolt\u00e0 pretestuosa da parte mia, che mi rendevo conto di quelle che erano le esigenze politiche della nuova situazione. E quindi si addivenne a delle formulazioni che per conto mio furono completamente accettate e risultarono pacifiche per quello che concerneva il punto del soggiorno; restammo, invece, in dissidio, e naturalmente anche in minoranza il sottoscritto, relativamente alla parte del disegno di legge relativa all\u2019eventuale confisca dei beni di Casa Savoia, parendo a me che non concorresse nessuna ragione, n\u00e9 di ordine morale, n\u00e9 di ordine giuridico per questa confisca, e quindi cadesse in pieno il provvedimento proposto che si profilava come seria misura di ordine cautelativo; in sostanza, una specie di sequestro.<\/p><p>Siccome poi da allora \u00e8 passato molto tempo, non per ostruzionismo da parte della Commissione, perch\u00e9 il disegno di legge fu portato davanti all\u2019Assemblea, e soltanto lo svolgimento dei lavori parlamentari non ne ha ancora permesso la discussione, cos\u00ec \u00e8 accaduto che a quella eventuale misura di carattere cautelativo si sovrappone oggi la discussione in ordine alla norma di merito; e quindi il provvedimento di misure cautelative \u00e8 superato dagli avvenimenti. Infatti, ove questa Assemblea decidesse la confisca, \u00e8 chiaro il superamento.<\/p><p>Ove poi \u2013 come mi auguro \u2013 l\u2019Assemblea decida per la non confisca, \u00e8 ancor pi\u00f9 chiaro che non ha pi\u00f9 nessunissima ragione d\u2019essere il provvedimento cautelativo.<\/p><p>Premesso ci\u00f2, e senza volere adesso esaurire quella che \u00e8 la materia dell\u2019articolo successivo delle disposizioni transitorie, mi riferisco all\u2019argomento relativo al soggiorno.<\/p><p>Noi vedemmo che quella genericit\u00e0 dell\u2019espressione che \u00e8 contenuta nelle disposizioni transitorie, non era corrispondente alla realt\u00e0 delle cose e alle esigenze politiche che potevano essere prese in considerazione, e quindi redigemmo la norma che risult\u00f2 approvata, in sostanza, potrei dire, all\u2019unanimit\u00e0, in questi termini, che io raccomando all\u2019Assemblea, direi cos\u00ec, in qualit\u00e0 di Presidente di quella Commissione, che esamin\u00f2 il disegno di legge al quale mi riferisco:<\/p><p>\u00abAgli ex-re di Casa Savoia, loro consorti e loro discendenti maschi sono vietati l\u2019ingresso e il soggiorno nel territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Con questa dicitura vi \u00e8 una notevole precisazione di quello che sono le persone fisiche a cui risulta vietato l\u2019ingresso e il soggiorno. C\u2019\u00e8 una precisazione in ordine anche alle regine; e si \u00e8 ritenuto che l\u2019andare oltre e uscire da questa identificazione potesse avere un carattere persecutorio ed esulante da quelle ragioni di natura politica che in un cambiamento di regime possono giustificare il divieto di soggiorno per i sovrani e le loro consorti nel territorio dello Stato.<\/p><p>Questa, quindi, \u00e8 la formulazione che mi permetto di proporre, perch\u00e9 a questo sono stato invitato dagli stessi componenti del Comitato dei Diciotto, a comunicare cio\u00e8 che questo \u00e8 il testo che il Comitato dei Diciotto fa proprio e raccomanda a questa Assemblea.<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Onorevoli colleghi, io prendo la parola unicamente perch\u00e9 da parte monarchica si \u00e8 voluto parlare su questo tema delicato. Non l\u2019avrei presa mai per infierire (non infierir\u00f2 neanche in questo momento) contro il cessato regime e contro la ex casa regnante.<\/p><p>Avrei preferito che l\u2019onorevole Condorelli non avesse parlato, che avesse pensato che fra la generosit\u00e0 e la mancanza del senso della responsabilit\u00e0 c\u2019\u00e8 una grande differenza. Noi possiamo essere generosi, ma non possiamo dimenticare che abbiamo gravi responsabilit\u00e0 verso il Paese! Generosi sono stati in Italia tutti i partiti repubblicani, fino al punto di non chiedere che i Savoia fossero processati; generosi fino al punto di aver lasciato tranquilli i monarchici italiani nella loro propaganda e nella loro azione piuttosto complessa \u2013 dir\u00f2 cos\u00ec \u2013 per la monarchia; generosi sempre saremo verso i nostri avversari monarchici. La Repubblica non teme nulla, \u00e8 generosa e magnanima, anche perch\u00e9, se \u00e8 vero che 10 milioni di italiani votarono per la monarchia, noi abbiamo la certezza che quei 10 milioni sono si oggi ridotti a ben modesta misura. Abbiamo la certezza che il popolo italiano sente la Repubblica, ne intende i benefici, l\u2019ama, l\u2019amer\u00e0 sempre di pi\u00f9: se si osasse di attaccarla, il popolo italiano la saprebbe difendere in ogni modo!<\/p><p>Ma il problema \u00e8 pratico, onorevoli colleghi; non \u00e8 n\u00e9 giuridico, n\u00e9 morale, n\u00e9 procedurale. Lo dico specialmente all\u2019onorevole Fabbri. \u00c8 un problema politico ed \u00e8 un problema di carattere essenzialmente pratico.<\/p><p>Esclusione dei Savoia dal territorio nazionale, dei maschi e delle femmine.<\/p><p>\u00c8 la cosa pi\u00f9 naturale di questo mondo, onorevoli colleghi! Volete tenere il nemico in casa? I Savoia non possono essere amici della Repubblica. La Repubblica non pu\u00f2 essere amica dei Savoia. Se i Savoia vivessero in Italia, essi sarebbero cospiratori contro la Repubblica. Non sono esistiti re cos\u00ec generosi fino al punto da lasciare tranquilli gli Stati che dovettero abbandonare. Ricordiamo i regimi passati: i re borboni organizzarono il brigantaggio, la regina di Borbone era in rapporti diretti con i capi briganti!<\/p><p>Noi sappiamo bene che cosa sarebbe avvenuto in Italia se uno dei Savoia fosse rimasto qui: avrebbe organizzato molte e dolorose vicende per il popolo italiano. Sappiamo quello di cui furono capaci i Savoia prima del <em>referendum<\/em>. Noi abbiamo la documentazione dell\u2019ingaggio di giovani per azioni armate da briganti sull\u2019Appennino italiano. Noi abbiamo le prove che erano stati ingaggiati giovani per simulare atti di brigantaggio affinch\u00e9 il popolo italiano si impressionasse per fantastiche difficolt\u00e0 nel trapasso del regime. Figuriamoci che cosa sarebbe avvenuto se i Savoia maschi e femmine fossero rimasti in Italia dopo la proclamazione della Repubblica!<\/p><p>L\u2019onorevole Fabbri, fortissimo avversario, carissimo amico personale, l\u2019onorevole Fabbri, ignora, ignorano gli italiani che Maria Jos\u00e9, la moglie di Umberto, \u00e8 una donna di grandissimo ardore combattivo, una donna di sentimenti reazionari profondi? Nessuno ignora in Italia che \u00e8 stata il tramite fra Vittorio Emanuele ed Hitler, che ha cercato di lottare in tutti i modi e con tutte le risorse del genio femminile contro gli italiani che lottavano per la loro liberazione. L\u2019onorevole Fabbri non pu\u00f2 ignorare ci\u00f2 che tutti sanno. (<em>Interruzione a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ebbene, onorevoli colleghi, non facendo astrazioni, non andando sulle nuvole, dovendosi discutere un problema pratico di carattere strettamente esclusivamente politico, io dico: \u00e8 proprio l\u2019ingresso di Maria Jos\u00e9 necessario nel nostro Paese? Io temo che vivendo nella vicina Svizzera essa sia gi\u00e0 un grosso pericolo per le istituzioni italiane, perch\u00e9 quella donna \u00e8 una organizzatrice formidabile di azioni reazionarie. \u00c8 insomma, una donna che deve essere tenuta lontana dal nostro Paese.<\/p><p>Vedete: io parlo con linguaggio pratico e positivo; non mi perdo nelle nuvole come l\u2019amico Condorelli, che ama le divagazioni e le digressioni filosofiche e giuridiche.<\/p><p>Io dico dunque che non \u00e8 possibile su questo primo punto consentire con i colleghi dell\u2019altra parte della Camera.<\/p><p>Avocazione dei beni. Onorevoli colleghi, noi non siamo ingenui! Intanto si deve osservare una cosa molto dolorosa. Io sapevo gi\u00e0 dal periodo che precedette il <em>referendum <\/em>come la ex regina Elena sfaccendasse da mattina a sera per mettere in serbo e in salvo tutto il tesoro di Casa Savoia. Questo avvenne fin dal periodo della presenza dei tedeschi in Italia; certe grotte di Villa Savoia erano piene zeppe di valori enormi che sono poi spariti. Si tratta di ricchezze rubate all\u2019Italia: quelle ricchezze dovevano rimanere nel nostro Paese.<\/p><p>Dico, dunque, che siamo gi\u00e0 sconfitti su questo punto. Tanti beni, tutti i beni mobili di grande valore sono partiti. Molti italiani hanno notizia della vendita di quadri, della vendita di arazzi, della vendita di argenterie. Io so di argentieri romani che hanno comprato quantit\u00e0 grandi di argenteria dai Savoia: oro, gemme preziose; tante cose sono partite per l\u2019estero.<\/p><p>BENEDETTINI. Sa tutto lei.<\/p><p>CONTI. Lo so io.<\/p><p>CHIOSTERGI. Lo posso testimoniare anch\u2019io, che ero in Svizzera.<\/p><p>CONTI. Ora, rimangono beni immobili. Se dovessimo fare la storia dei beni immobiliari di casa Savoia dovremmo risalire a un gesto di Vittorio Emanuele nel 1919, quando, simulando generosit\u00e0, cedette allo Stato una grande quantit\u00e0 di beni immobili. Li cedette perch\u00e9 la manutenzione costava troppo. Adesso lo Stato prender\u00e0 beni immobili che costeranno allo Stato per la manutenzione notevolissime somme, se lo Stato non provveder\u00e0, come provvide quando al demanio passarono i beni dei regimi passati.<\/p><p>Si potr\u00e0 procedere a vendite le quali saranno utilissime per i bisogni della Nazione, ma sarebbe ingenuo, dicevo, accogliere l\u2019istanza che viene dai difensori di Casa Savoia. Ma siamo ingenui, davvero, e fino al punto di lasciare ai Savoia ricchezze con le quali continueranno ad alimentare molti loro sostenitori! Noi speriamo che finalmente cessi in Italia la fungaia dei giornali e delle stampe numerose destinate a propaganda monarchica accanita. Sappiamo bene che la propaganda monarchica \u00e8 fatta anche coi denari di banche, e di organizzazioni che vorrebbero riportare l\u2019Italia sul terreno della guerra civile, ma sappiamo anche quanto concorso finanziario danno i Savoia, ad onta della tradizionale ben conosciuta avarizia di quei signori. Sappiamo che denari sono spesi largamente per sovvenzionare la propaganda giornalistica e libraria nel nostro Paese. Parliamo dunque seriamente della questione che \u00e8 davanti al nostro giudizio: colleghi monarchici, e dateci una prova. Ve la chiedo con tutta l\u2019anima e con tutta franchezza. Dateci la prova che avete veramente disarmato, che vorrete nutrire, che nutrirete nel vostro spirito l\u2019idealit\u00e0 monarchica, se l\u2019aspirazione monarchica pu\u00f2 considerarsi idealit\u00e0, che resterete monarchici fedeli, ma non difendete n\u00e9 i beni n\u00e9 le cose di Casa Savoia, perch\u00e9 voi fate sospettare della vostra lealt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. \u00c8 troppo comodo!&#8230;<\/p><p>CONTI. Lasciate i Savoia al loro destino. Combattete per le vostre idee e noi vi saremo avversari leali. Se vi trovaste di fronte a chi volesse impedirvi di parlare o di svolgere l\u2019opera vostra, sarei il primo a difendere la vostra causa. Ma non usate con noi argomenti sentimentali.<\/p><p>Amici democristiani, avete ascoltato lo appello sentimentale dell\u2019onorevole Condorelli. Fatemi dire una parola sincera anche a voi. V\u2019\u00e8 il sospetto in tanti italiani che voi non siate leali si pensa che voi siete repubblicani, ma non cos\u00ec forti fino a resistere se la monarchia tornasse. Si pensa che vi adattereste!&#8230; (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non lo penso io, lo pensano molti. Date la prova, onorevoli colleghi democristiani che siete come io credo che siate, leali profondamente verso la Repubblica. Non accettate l\u2019invito dell\u2019onorevole Condorelli: tradireste la vostra causa&#8230;<\/p><p>MAZZA. Accettate quello dell\u2019onorevole Conti!&#8230;<\/p><p>CONTI. &#8230;tradireste la causa della democrazia nel nostro Paese. Pensate, onorevoli colleghi democristiani, quello che sarebbe stato del nostro povero Paese, se invece della Repubblica avesse trionfato la monarchia. Pensate alla situazione greca. S\u00ec, signori, grave e preoccupante \u00e8 oggi la lotta politica e sociale. Io non mi illudo. Tanti saranno i contrasti e gli scontri. \u00c8 fatale. Ma non vi saranno conseguenze dolorose. La discussione, la libera discussione, nei contrasti senza violenza, tra i contrasti liberamente affrontati con onest\u00e0 di intenti, porter\u00e0 il Paese al superamento di tutte le difficolt\u00e0. Fu il De Tocqueville a dire che la libert\u00e0 nasce in mezzo alle tempeste, che essa si stabilisce penosamente in mezzo alle discordie civili, e non d\u00e0 frutti se non quando diventa vecchia. I giovani, vivono oggi tra le sventure e la discordia ma tra esse la libert\u00e0 e la democrazia si consolidano. Nella giovinezza dall\u2019istituzione che abbiamo creata avremo tante delusioni e tanti dolori. Ma voi monarchici non promuovete la guerra civile per le pretese dei regnanti che sono scomparsi. Siate buoni italiani! E voi democratici cristiani, che avete tanta forza, aiutate la Repubblica; aiutatela, fatela forte. Sar\u00e0 il trionfo della democrazia; sar\u00e0 il trionfo del lavoro. Una Italia nuova adoreremo domani, con il nostro cuore che palpita pieno di amore per il popolo italiano. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COPPA. Chiedo di parlare<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COPPA. Prendo la parola per rettificare una affermazione dell\u2019onorevole Conti circa i rapporti di Maria Jos\u00e9 con Hitler. (<em>Interruzioni e proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Devo precisare un dato di fatto che mi risulta personalmente, e precisamente: in occasione della visita fatta da Hitler in Italia, a Napoli Maria Jos\u00e9 non ha mai rivolto una sola parola ad Hitler. (<em>Interruzioni a sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Maria Jos\u00e9 non ha mai dimenticato che la Germania aveva martirizzato il Belgio; e quindi non \u00e8 preciso \u2013 direi, non \u00e8 onesto \u2013 affermare quanto l\u2019onorevole Conti ha detto.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Era testimone?<\/p><p>COPPA. Infatti ero testimone.<\/p><p>In quanto alla lealt\u00e0 nostra verso la Repubblica, non \u00e8 in base a questo articolo di legge che voi potete metterla alla prova. Noi vi garantiamo tutta la nostra lealt\u00e0 ad un solo patto: che voi ci garantiate che questa Repubblica non diventer\u00e0 mai una Repubblica sovietica. (<em>Interruzioni e rumori alla estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERLIN ANGELINA. Speriamo che non diventi una repubblica stellata.<\/p><p>COVELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COVELLI. Neppure io avrei preso la parola, se l\u2019onorevole Conti non avesse voluto, nella sua immensa buonafede, accennare a delle inesattezze cos\u00ec grossolane il cui giudizio rimetto all\u2019Assemblea.<\/p><p>Certo \u00e8 che altri uomini qui dentro molto pi\u00f9 autorevoli di me (e non so se pi\u00f9 autorevoli dell\u2019onorevole Conti) a proposito di contatti o di mediazioni, avrebbero dovuto sentire il dovere di comunicare a chi ancora non lo sapesse che se una sola volta la Regina d\u2019Italia Maria Jos\u00e9 assunse il compito di mostrarsi quella che era \u2013 democratica \u2013 questi contatti furono presi con il Comitato di Liberazione Nazionale.<\/p><p>Non \u00e8 qui il luogo per le disposizioni di carattere storico, di carattere morale, di carattere politico, a carico o a favore della monarchia dei Savoia.<\/p><p>Noi monarchici, la cui lealt\u00e0 non potete, non dovete mettere in dubbio, in virt\u00f9 dell\u2019azione che noi svolgiamo, e che intendiamo svolgere, avremmo voluto qui, in un momento di certa solennit\u00e0 per noi, ma di maggiore solennit\u00e0 per voi, che aveste prevenuto l\u2019affermazione un po\u2019 imprudente dell\u2019onorevole Conti, in relazione a talune citazioni. \u00c8 vero che le repubbliche si consolidano nelle sventure, \u00e8 vero che le lib\u00e8rt\u00e0 nascono nelle sventure; ma \u00e8 altrettanto vero, onorevole Conti, che non si pu\u00f2 garantire la vita di una Repubblica, quando questa nascesse dalle sventure e soprattutto dalla animosit\u00e0 consapevole, che larga parte, nel caso specifico, del popolo italiano, non potrebbe non avere oggi in conseguenza dell\u2019atto, che state per compiere; noi volevamo non una lezione di storia, quindi non una lezione politica; volevamo dai repubblicani onesti una lezione di umanit\u00e0, signori colleghi: volevamo, cio\u00e8, che prima di tutto si pensasse che, in virt\u00f9 di un giudizio politico, non si colpisce Umberto di Savoia e Vittorio Emanuele III, ma si colpiscono quattro bambini. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCHIAVETTI. Ve ne sono a milioni in miseria, per colpa dei Savoia.<\/p><p>COVELLI. Noi volevamo che si tenesse presente \u2013 \u00e8 un motivo che ho avuto il piacere di ricordare altra volta, e sul quale passa fugacemente l\u2019onorevole Conti \u2013 che, a volere restare ai dati dell\u2019onorevole Romita, 10 milioni e pi\u00f9 di italiani hanno votato per la monarchia.<\/p><p>ROMITA. Sono dati esatti.<\/p><p>COVELLI. Il voto che state per dare potrebbe essere una dichiarazione di onest\u00e0 politica e di pacificazione nei confronti di questi milioni di italiani che hanno votato inscindibilmente per l\u2019istituto della monarchia, ma potrebbe anche essere un\u2019offesa gravissima, che la Repubblica italiana, nel momento in cui conclude i lavori della sua Costituzione, fa a quei milioni di italiani che, creda a me, onorevole Conti, potrebbero essere pi\u00f9 di quelli che hanno votato per la monarchia il 2 giugno.<\/p><p>Certo \u00e8 che il popolo italiano non si affida tanto a noi, rimasti sparuti per circostanze varie, che fanno parte del merito politico, ma guarda a voi, mallevadori e fondatori della Repubblica, perch\u00e9 sappiate dare a loro, agli italiani, con questo gesto, una prova certa, decisa che non si manomette la libert\u00e0, che non si manomette il diritto, che, soprattutto, la Repubblica nasce nella generosit\u00e0 e non nella sventura (<em>Interruzione del deputato Pajetta Giancarlo<\/em>); nasce soprattutto in un senso solo: quello di poter abbracciare, se lo meriteranno, tutti gli italiani in un empito unico di patriottismo, per cui sapranno gridare tutti, insieme a voi: Viva l\u2019Italia! (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Consentitemi, onorevoli. colleghi, che io dica che se c\u2019\u00e8 da fare un\u2019amara constatazione in questo momento \u00e8 che la Repubblica italiana, la nuova Repubblica italiana indugi tanto ad adottare un provvedimento cos\u00ec giusto e cos\u00ec politicamente opportuno qual \u00e8 il divieto di soggiorno ai membri di casa Savoia in Italia. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Non indugi\u00f2 tanto Vittorio Emanuele III ad abbandonare il suolo della Patria (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>) e ad abbandonare l\u2019Italia e gli italiani all\u2019orrore di una tragedia che egli stesso aveva determinato! Non parole di piet\u00e0, che sono fuori di posto, onorevole Covelli: non \u00e8 degna di piet\u00e0 una dinastia che conta nelle sue pagine la vergogna di aver fatto morire in esilio Giuseppe Mazzini, il creatore dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. (<em>Rumori a destra \u2013 Interruzione del deputato Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Una dinastia che si \u00e8 resa complice del fascismo e che&#8230;<\/p><p>CONDORELLI. &#8230;ha fatto l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia!<\/p><p>GULLO FAUSTO. &#8230;insieme col fascismo ha precipitato in un abisso senza nome la Patria italiana.<\/p><p>Richiedono questo provvedimento, politicamente opportuno prima di tutto, ma anche intrinsecamente giusto, tutte le innumeri vittime del fascismo e della monarchia; richiedono questo tutti i sacrifici ed i dolori, che tanti italiani hanno affrontato durante il fascismo e durante la monarchia. Chiedono questo i sacrifici ed i martiri dei partigiani d\u2019Italia. (<em>Vivissimi applausi a sinistra e al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Viva i partigiani!<\/p><p>GEUNA. Viva anche i partigiani monarchici! (<em>Vivi applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedono questo l\u2019eroismo e il sacrificio dei partigiani d\u2019Italia, che di fronte alla monarchia, che aveva umiliato la Patria, salvarono la dignit\u00e0 e l\u2019onore del nostro Paese. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Noi votiamo, signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo della Costituzione perch\u00e9, ripeto, esso \u00e8 imposto innanzitutto da una chiara ed evidente opportunit\u00e0 politica. Noi siamo qui un\u2019Assemblea politica che giudica politicamente. Dovremmo negare tante e tante esperienze storiche, dovremmo negare, per esempio, e dimenticare ci\u00f2 che fecero i Borboni qui in Roma nello Stato Pontificio dal 1860 al 1870? Dovremmo dimenticare tutto ci\u00f2 che accadde in Francia, per aver inopportunamente consentito ai discendenti delle dinastie francesi di soggiornare nel territorio della Nazione? \u00c8 semplicemente stolto richiamarsi a motivi di piet\u00e0, del resto cos\u00ec intrinsecamente fuori posto. Ma se anche questa evidente opportunit\u00e0 politica non esistesse (ed esiste invece e deve indurci senz\u2019altro a votare il divieto di soggiorno) io ripeto che \u00e8 una esigenza sovrana di giustizia che deve indurci a votare la disposizione ed a gridare alto e forte che nella Repubblica italiana non ci pu\u00f2 essere diritto di cittadinanza per i membri di casa Savoia. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 la discussione si \u00e8 spostata anche sulla terza delle norme finali e transitorie, passiamo allo svolgimento degli emendamenti a questa relativi.<\/p><p>Detta norma, nel testo del progetto, \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa legge dispone l\u2019avocazione allo Stato dei beni di casa Savoia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Marinaro ha presentato il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abOgni decisione sui beni di casa Savoia \u00e8 rinviata ad una legge del Parlamento\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo..<\/p><p>MARINARO. Onorevoli colleghi, non ho proposto la soppressione dell\u2019articolo 2 e dichiaro anzi che voter\u00f2 per il principio affermato nell\u2019articolo 2. Io penso che l\u2019esilio sia la nemesi di tutte le dinastie. Le dinastie che cadono o che vengono abbattute comunque, sono destinate a battere la via dell\u2019esilio. D\u2019altra parte, mi sembra superfluo quanto \u00e8 stato stabilito nell\u2019articolo 2 poich\u00e9 penso che nessuno dei Savoia si sogni di tornare in Italia. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>\u00c8 una mia opinione personale.<\/p><p>Io invece ho fatto una proposta sostitutiva della disposizione contenuta nell\u2019articolo 3 e questa mia proposta \u00e8 basata su motivi di carattere giuridico e su considerazioni di ordine politico.<\/p><p>Motivi di carattere giuridico: la norma \u00e8 qualificata transitoria. Ora, io ho l\u2019onore di parlare ad una Assemblea composta in gran parte di giuristi e di avvocati. Non \u00e8 possibile, secondo me, concepire una disposizione transitoria, senza un riferimento ad una norma generale di diritto. Ora, non vedo la norma generale di diritto che possa dare luogo ad una disposizione transitoria del genere.<\/p><p>TOGLIATTI. La proclamazione della Repubblica.<\/p><p>MARINARO. Disposizioni transitorie squisitamente tali sono le V, VI, VII, VIII, e IX, ma non la norma di cui ci stiamo occupando. Comunque, transitoria o non transitoria, \u00e8 indubbio che la materia contemplata dall\u2019articolo 3 \u00e8 materia di competenza squisitamente, tipicamente legislativa e non costituente. Non solo, ma quando l\u2019Assemblea Costituente affermasse una disposizione di quel genere con cui virtualmente dispone la avocazione allo Stato dei beni dei Savoia, evidentemente, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ha gi\u00e0 emanato una norma di carattere dispositivo; di guisa che al nuovo Parlamento, alla legge, non resterebbe altro che emanare le norme di attuazione della norma dispositiva. Io credo che questo l\u2019Assemblea non possa fare senza invadere la competenza e la potest\u00e0 del nuovo Parlamento; ragione per cui io ritengo che questa materia, senza essere affatto pregiudicata, debba essere rinviata, per queste modeste considerazioni di ordine giuridico che ho avuto l\u2019onore di prospettare, al nuovo Parlamento.<\/p><p>Va da s\u00e9, signor Presidente e onorevoli colleghi che, ove l\u2019Assemblea accettasse questa mia proposta, verrebbe messa in discussione e passerebbe all\u2019approvazione il noto disegno di legge che contiene tutte le garanzie per evitare la alienazione dei beni degli ex regnanti d\u2019Italia; ma, dicevo, che anche considerazioni di ordine politico mi hanno mosso a formulare questa proposta: io penso che un regime di democrazia, un regime di sana, di vera democrazia, ha il diritto di vedere osservate lealmente dalla minoranza tutte le sue decisioni, e la minoranza ha il dovere di rispettare lealmente le decisioni della maggioranza. Ma ritengo altres\u00ec che questo non debba essere il solo ideale di una democrazia; io penso che vi debba essere un altro ideale, ben pi\u00f9 alto, quale \u00e8 quello di ottenere che la maggioranza abbia la collaborazione e la cooperazione volenterosa della minoranza.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, sono sicuro che nessuno di voi \u00e8 convinto che in questa questione, che in questa misera questione economica, ci possa essere una intenzione di ottenere la collaborazione della minoranza da parte della maggioranza. Tanto pi\u00f9, onorevole Conti, quando si pensi che questa misera questione economica \u00e8 in contrasto con un gesto che il sovrano ha fatto recentemente, quale \u00e8 quello di donare allo Stato la sua famosa collezione di monete antiche, che tutti hanno valutato ad oltre due miliardi, somma indubbiamente assai superiore a quello che pu\u00f2 essere il valore degli immobili della ex Casa Savoia. (<em>Si ride all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzione del deputato Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non \u00e8 cosa da prendere a scherzo, trattandosi di somma veramente cospicua. Quindi, io dicevo che, se una mira deve avere una maggioranza democratica, essa deve essere quella di ottenere la generosa collaborazione della minoranza ed io vi dico che noi abbiamo accettato lealmente le nuove istituzioni dello Stato ed intendiamo cooperare con voi per il bene comune, per il trionfo di queste nuove istituzioni; ma voi non dovete offendere il sentimento di una minoranza, quale che sia, cio\u00e8 sia essa d\u00ec undici milioni, di dieci, di due o di uno, ma dovete dare la sensazione che non intendete ferire i sentimenti di questa minoranza, la quale vuole evitare, con la mia proposta, di consacrare in un atto solenne, quale \u00e8 la Carta Costituzionale, una struttura a mio giudizio anti-giuridica, vuole sotto l\u2019impero delle nuove istituzioni, collaborare con la maggioranza repubblicana. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreta dei disegni di legge. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Geuna ha proposto di sopprimere la terza disposizione transitoria.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>GEUNA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, desidero affermare che intendo parlare con tutta la serenit\u00e0 possibile del mio animo e chiedo alla cortesia degli onorevoli colleghi di accettare questa mia testimonianza di abbandono di ogni idea di parte, unicamente in funzione del compito di deputati, affinch\u00e9 la nostra espressione corrisponda alla coscienza e alla volont\u00e0 del Paese, che qui rappresentiamo.<\/p><p>Per questa ragione ho chiesto la soppressione dell\u2019articolo terzo delle norme transitorie, che riguarda l\u2019avocazione allo Stato dei beni di Casa Savoia.<\/p><p>E rifacendomi ad una espressione dell\u2019onorevole Gullo, vorrei dire che non ritengo di impostare la mia esposizione sulla intenzione di chiedere piet\u00e0 a nome di Casa Savoia. Io chiedo agli onorevoli colleghi, anche avversari, anzi avversari e dissenzienti dalla mia ideologia, di considerare una questione di giustizia. Altrimenti si stabilirebbe, con questo giudizio, il principio che anche in un domani, qualunque contendente in una valutazione politica quale quella del <em>referendum<\/em> e nella quale anche la parte avversaria, la parte repubblicana, per il solo fatto che aveva accettato di battersi con armi democratiche e leali, come il <em>referendum<\/em>, con un avversario, portava questi al piano stesso di contendente, si stabilirebbe dico il principio che qualora un sistema o un\u2019idea soccombano in base ad una votazione, per quella stessa votazione il loro rappresentante debba essere punito. \u00c8 questo il risultato.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Se Casa Savoia \u2013 lo metto come ipotesi \u2013 avesse vinto, in quanto il concorso dei voti monarchici fosse stato superiore a quello dei vostri voti repubblicani, ecco che giuridicamente e legalmente non si sarebbe posto, in una Costituzione nuova \u2013 ove non si fosse mantenuto lo Statuto \u2013 un articolo che infliggesse al vincitore l\u2019umiliazione e l\u2019ingiustizia di una confisca dei beni. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Interruzione del deputato Pastore Raffaele<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mentre un\u2019ingiustizia costringerebbe quella parte a rendersi passibile di reazione a questa imposizione.<\/p><p>E vi dir\u00f2 un altro aspetto della questione, pi\u00f9 contingente, che non ha alcun rapporto con la difesa di interessi anche giusti e sacrosanti che riflettono il diritto di propriet\u00e0 privata di una Casa che ha perso in una votazione politica, ma tocca anche i diritti di altri liberi cittadini in quanto nel testo di legge che doveva essere discusso recentemente e che per circostanze materiali inerenti ai nostri lavori non pot\u00e9 ancora vedere questo risultato, \u00e8 appunto accennato alla possibilit\u00e0 di far s\u00ec che anche quei beni che erano stati passati dal 2 giugno 1946 con atto di vendita ad altri privati potessero essere passibili di confisca con azione retroattiva, e quindi in odio a qualunque norma di diritto.<\/p><p>Orbene se passasse questo provvedimento che lascia alla futura norma legislativa la possibilit\u00e0 di decidere se sar\u00e0 opportuna o meno questa azione nei confronti dei nuovi acquirenti, compiremmo un\u2019azione ingiusta verso gente il cui acquisto (parlo per quanto concerne la tenuta di Racconigi e di Pollenzo) di zone marginali boschive di quelle tenute, ha consentito di poter continuare, mentre il re si allontanava, l\u2019assistenza di asili infantili e di scuole popolari alle quali lo Stato o non aveva potuto, o non era in grado di pensare. Non voglio incolpare nessuno.<\/p><p>In quelle regioni, per la permanenza fisica, per gli anni in cui i nostri regnanti erano stati bambini, si era sviluppato un senso di affetto cos\u00ec profondo che faceva s\u00ec che il regnante si svestisse della sua figura di re per provvedere alle necessit\u00e0 dei non abbienti, di modo che, lasciando l\u2019Italia, dopo un <em>referendum<\/em> popolare, si pu\u00f2 dire che non lasciava i tesori che noi oggi vorremmo carpirgli, ma propriet\u00e0 di cui beneficiavano le popolazioni italiane. (<em>Interruzione a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io mi permetto quindi di obiettare all\u2019onorevole Conti, che, proprio per dimostrare quanto sia spassionato, quanto sia privo di interesse il nostro intendimento, proprio oggi che siamo pochi contro molti, proprio oggi che la nostra ideologia \u00e8 battuta dal risultato del <em>referendum<\/em>, proprio oggi, noi restiamo fedeli a noi stessi e alla nostra idea.<\/p><p>Troppo comodo sarebbe infatti essere fedeli ai propri ideali e sostenerli quando questi salgono, per poi coprirli di ingiurie quando essi decadono. Noi sentiamo sempre questo dovere di difendere le nostre ideologie in quanto esse hanno di giusto e di grande. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E debbo deplorare che in quest\u2019Aula, da un collega di solito cos\u00ec cavalleresco come l\u2019onorevole Conti, siano state pronunciate parole oltraggiose, calunnie e accuse non suffragate da alcuna prova nei confronti di quella che \u2013 se egli non vuole chiamar regina \u2013 \u00e8 pur sempre una donna.<\/p><p>Un altro fiero repubblicano \u2013 il Carducci \u2013 almeno aveva saputo anche a colei che egli considerava nemica perch\u00e9 regina, rendere omaggio in quanto donna italiana! (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E io non posso pensare \u2013 qualora la formulazione per cui i membri di Casa Savoia non dovrebbero pi\u00f9 avere diritto di alloggio nella patria che loro diede i natali dovesse essere da voi votata \u2013 che le ossa della principessa Mafalda \u2013 martire in un <em>lager <\/em>tedesco e ancora oggi in terra straniera \u2013 non possano un giorno tornare a riposare in Patria nel sonno eterno. (<em>Applausi a destra <\/em><em>\u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di questa norma transitoria sono state ancora presentate due formulazioni rispettivamente dagli onorevoli Targetti e Macrelli.<\/p><p>L\u2019onorevole Targetti ha proposto il seguente testo:<\/p><p>\u00abI beni degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi esistenti nel territorio nazionale sono avocati allo Stato.<\/p><p>\u00abSono nulli i trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi avvenuti dopo il 2 giugno 1946.<\/p><p>L\u2019onorevole Macrelli ha proposto la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abI beni degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti, esistenti nel territorio della Repubblica, sono avocati allo Stato.<\/p><p>Onorevoli colleghi, dobbiamo ora passare alla votazione della seconda disposizione transitoria.<\/p><p>Chiedo all\u2019onorevole Mortati se mantiene il suo emendamento alla seconda disposizione transitoria o se aderisce al testo accettato dal Comitato di redazione.<\/p><p>MORTATI. Aderisco alla formula del Comitato.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che voter\u00f2 in favore del testo accettato dal Comitato, trattandosi di misure di sicurezza in relazione all\u2019articolo 131, gi\u00e0 votato, tendente ad affermare la definitivit\u00e0 della forma repubblicana dello Stato italiano.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della formulazione accettata dal Comitato di redazione:<\/p><p>\u00abI membri e discendenti della Casa Savoia non possono ricoprire cariche elettive e uffici pubblici.<\/p><p>\u00abAgli ex-re di Casa Savoia, alle loro consorti e loro discendenti maschi sono vietati l\u2019ingresso e il soggiorno nel territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>DE MARTINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MARTINO. Qualche altra volta ho preso la parola per richiamare l\u2019attenzione degli onorevoli colleghi sulle norme che noi di sovente facciamo provvisorie.<\/p><p>Qui si parla di discendenti di Casa Savoia. Sta bene; ma fino a quale generazione? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole De Martino, questa non \u00e8 una norma provvisoria; \u00e8 una norma transitoria.<\/p><p>DE MARTINO. S\u00ec, signor Presidente, ho capito; ma io domando agli onorevoli colleghi se essi hanno l\u2019idea che questa nostra Costituzione possa durare dei secoli, cosa che ci auguriamo tutti&#8230; (<em>Commenti \u2013 Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole De Martino, se lei ha qualche proposta da fare, la formuli.<\/p><p>DE MARTINO. Propongo che l\u2019inibizione a soggiornare nel territorio della Repubblica sia limitata ai soli discendenti maschi dei Savoia e sino alla terza generazione. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CHIOSTERGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIOSTERGI. Propongo di sopprimere al secondo comma la parola \u00abmaschi\u00bb.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Credo di potere interpretare anche il pensiero della Commissione dal momento che ero stato poco fa incaricato di illustrare la dicitura dell\u2019articolo formulato nel disegno di legge. In Commissione si \u00e8 tenuto presente che vi sono delle discendenti di sesso femminile che sono divenute mogli modestissime, borghesi, di cittadini italiani e non si sa perch\u00e9, senza che vi sia stata mai la pi\u00f9 lontana occasione, n\u00e9 prossima n\u00e9 remota, che abbia determinato una qualsiasi insofferenza in individui avversi alla monarchia circa la loro presenza e la loro vita in Italia, queste signore dovrebbero essere inopinatamente colpite da un provvedimento di esilio insieme alle loro famiglie (se non supponiamo dei divorzi o delle separazioni coniugali di fatto complete) per dei fatti per cui non ricorre nessuna delle considerazioni di ordine politico che mi hanno fatto considerare difendibile e anche opportuno quel testo che io ho modestamente illustrato e difeso.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma della formulazione del Comitato:<\/p><p>\u00abI membri e discendenti della Casa Savoia non possono ricoprire cariche elettive e uffici pubblici\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole del secondo comma:<\/p><p>\u00abAgli ex re di casa Savoia, alle loro consorti\u00bb;<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abe loro discendenti\u00bb;<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abmaschi\u00bb;<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta aggiuntiva De Martino:<\/p><p>\u00abfino alla terza generazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00absono vietati l\u2019ingresso e il soggiorno nel territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seconda disposizione transitoria risulta nel suo complesso cos\u00ec approvata:<\/p><p>\u00abI membri e discendenti della Casa Savoia non possono ricoprire cariche elettive e uffici pubblici.<\/p><p>\u00abAgli ex-re di casa Savoia, alle loro consorti e loro discendenti maschi sono vietati l\u2019ingresso e il soggiorno nel territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Passiamo alla votazione della terza disposizione transitoria che nel testo della Commissione era del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa legge dispone l\u2019avocazione allo Stato dei beni di Casa Savoia\u00bb.<\/p><p>Sono stati presentati due emendamenti sostitutivi dagli onorevoli Targetti e Macrelli.<\/p><p>MACRELLI. Mi associo a quello dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Allora pongo in votazione il testo dell\u2019onorevole Targetti del seguente tenore:<\/p><p>\u00abI beni degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi esistenti nel territorio nazionale sono avocati allo Stato.<\/p><p>\u00abSono nulli i trasferimenti e la costituzione di diritti reali sui beni stessi avvenuti dopo il 2 giugno 1946\u00bb.<\/p><p>\u00c8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Benedettini, Lucifero, Condorelli, Marinaro, Coppa, Russo Perez, Fabbri, Perrone Capano, Castiglia, Bonino, Bencivenga, Miccolis, Rodi, Abozzi, Perugi, Di Fausto, Codacci Pisanelli ed altri.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione segreta.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>(<em>Seguo la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreta. Invito gli onorevoli segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta sul testo dell\u2019onorevole Targetti:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 359<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 180<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 214<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 145<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberganti \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Bartalini \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Caldera \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cevolotto \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Falco \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiorentino \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Morandi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Pressinotti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruggiero Carlo \u2013 Ruini \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sartor \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Segni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Storchi.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tumminelli \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zartardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Pignatari \u2013 Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Sardiello.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>Risultati della votazione segreta dei disegni di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione segreta dei seguenti disegni di legge i cui articoli sono stati approvati nella seduta di stamane:<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 344<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 173<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 341<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dei seguenti atti internazionali: <em>a<\/em>) Protocollo di emendamento 11 dicembre 1946 agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936; <em>b<\/em>) Annesso al Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra l\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 344<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 173<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 337<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dello scambio di Note relativo ai danni di guerra ed all\u2019articolo 79 del Trattato di pace, effettuato in Roma, tra l\u2019Italia e la Cina il 30 luglio 1947.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 344<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 173<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 336<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 8<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dei seguenti Atti internazionali conclusi a Neuch\u00e2tel, tra l\u2019Italia ed altri Stati, l\u20198 febbraio 1947: <em>a<\/em>) Accordo per la conservazione o la reintegrazione dei diritti di propriet\u00e0 industriale colpiti dalla seconda guerra mondiale; <em>b<\/em>) Protocollo di chiusura; <em>c<\/em>) Protocollo di chiusura addizionale.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 344<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 173<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 339<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Bartalini \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Cairo \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Franceschini.<\/p><p>Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Moranino \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo \u2013 Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Pressinotti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruggiero Carlo \u2013 Ruini \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Segni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tumminelli \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vilardi \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Pignatari \u2013 Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Sardiello.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo ora alla quarta disposizione transitoria. Se ne dia lettura:<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNon sono riconosciuti i titoli nobiliari.<\/p><p>\u00abI predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.<\/p><p>\u00abLa legge regola la soppressione della Consulta araldica.<\/p><p>\u00abL\u2019Ordine mauriziano \u00e8 mantenuto come ente ospedaliero\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questa disposizione l\u2019onorevole Nobile ha presentato un emendamento del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirla con la seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLo Stato repubblicano non riconosce titoli nobiliari o altre dignit\u00e0 trasmettibili per eredit\u00e0, fatti salvi gli impegni provenienti da trattati internazionali.<\/p><p>\u00abTutte le questioni relative ai titoli nobiliari esistenti saranno regolate dalla legge, la quale regoler\u00e0 anche la soppressione della Consulta araldica.<\/p><p>\u00abLe concessioni <em>ex novo<\/em> di titoli nobiliari fatte dopo la data del 28 ottobre 1922 sono annullate\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. In sede di Commissione dei Settantacinque io non avrei mai pensato di occuparmi dei titoli nobiliari se non vi fossi stato spinto da talune osservazioni che feci spontaneamente esaminando l\u2019articolo cos\u00ec come era stato formulato dalla prima Sottocommissione. L\u2019articolo della prima Sottocommissione diceva:<\/p><p>\u00ab\u00c8 vietata la concessione di titoli nobiliari. I predicati di quelli attualmente esistenti valgono soltanto come parte del nome\u00bb.<\/p><p>Implicitamente in questa disposizione vi erano tre decisioni: anzitutto era contemplato il divieto allo Stato repubblicano di concedere titoli nobiliari; in secondo luogo, non venivano riconosciuti i titoli nobiliari esistenti; e per ultimo veniva stabilito che il predicato di essi valesse soltanto come parte del nome.<\/p><p>Se nel testo della Costituzione si fosse taciuto di questo argomento, non mi sarei meravigliato \u2013 ne tacciono molte altre Costituzioni repubblicane, coe ad esempio la austriaca, la polacca, la lituana, la spagnola \u2013 e per conto mio non avrei trovato nulla da dire. La Commissione per la Costituzione aveva del resto da occuparsi di questioni ben pi\u00f9 serie di questa; ma, esaminando bene il testo approvato dalla suddetta Commissione, non si poteva non fare qualche rilievo di importanza: anzitutto era curioso che si fosse sentito il bisogno di vietare esplicitamente che la Repubblica concedesse titoli nobiliari, per una Repubblica, per giunta, nata alla met\u00e0 del secolo XX. Tutti sanno che l\u2019unica sorgente di siffatti onori \u00e8 il monarca: in regime monarchico il re \u00e8 il capo riconosciuto dei nobili, e come tale egli si attribuisce il diritto di creare nuovi nobili, usando talvolta una generosit\u00e0 eccessiva. In Francia, per esempio, in un solo anno, nel 1696, si dettero, per 40 milioni di lire, 500 lettere nobiliari.<\/p><p>Dunque era assurdo che fosse sancito il divieto allo Stato Repubblicano di concedere titoli nobiliari. Farne espresso divieto mi sembrava cosa superflua.<\/p><p>Vi era anche da considerare che se la Costituzione della Repubblica italiana doveva occuparsi di siffatta materia, non poteva in verit\u00e0 non proporre l\u2019abolizione dei molti titoli concessi dal governo fascista. Non facendosi questo, si sarebbe avuto il risultato curioso \u2013 non certo previsto dalla seconda Sottocommissione \u2013 che la Repubblica avrebbe reso perpetuo il ricordo di quei titoli. I Ciano di Cortellazzo, i De Vecchi di Val Cismon, gli Acerbo dell\u2019Aterno avrebbero preso il loro posto definitivo a lato di nomi di antichissime famiglie italiane legate alla storia del nostro Paese.<\/p><p>L\u2019emendamento da me presentato nell\u2019adunanza plenaria del 25 gennaio al testo della prima Sottocommissione suonava cos\u00ec:<\/p><p>\u00abTutti i titoli nobiliari concessi dal governo fascista sono abrogati. Una legge sancisce, ecc.\u00bb.<\/p><p>Fu allora deciso di rinviare la proposta al Comitato di redazione perch\u00e9 esaminasse quali norme avrebbero potuto essere introdotte nelle disposizioni transitorie per regolare la questione dei titoli concessi dal regime fascista, sentito \u00abnaturalmente\u00bb il proponente. Ma altrettanto \u00abnaturalmente\u00bb avvenne che il Comitato procedesse alla redazione definitiva senza ascoltarlo.<\/p><p>Il testo del Comitato dice:<\/p><p>\u00abNon sono riconosciuti i titoli nobiliari\u00bb.<\/p><p>Su ci\u00f2 non vi \u00e8 nulla da eccepire, ma bisognerebbe chiarire il significato di questa formula, che \u00e8 nuova, non usata in altre costituzioni repubblicane.<\/p><p>Quella di Weimar, infatti, dice: \u00abI titoli nobiliari valgono solamente come parte del nome e non dovranno essere conferiti di nuovi\u00bb.<\/p><p>Quella cecoslovacca precisa: \u00abI titoli non devono essere accordati che per designare l\u2019impiego o la professione\u00bb. Quella estone aggiunge: \u00abLa Repubblica non conferisce ai suoi cittadini alcun titolo onorifico\u00bb. Quella finlandese: \u00abNella repubblica non saranno conferiti titoli nobiliari\u00bb.<\/p><p>Se non che bisogna ricordare gli impegni da noi assunti con i trattati internazionali, e, in particolare, gli impegni assunti con l\u2019articolo 42 del Concordato nel quale \u00e8 detto:<\/p><p>\u00abL\u2019Italia ammetter\u00e0 il riconoscimento mediante decreto dei titoli nobiliari conferiti dal Sommo Pontefice anche dopo il 1870 e di quelli che saranno conferiti in avvenire\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 i Patti Lateranensi sono stati riconosciuti dalla Costituzione, ne deriva come conseguenza che, per non cadere in una aperta contraddizione, bisognerebbe far salvi gli obblighi che da quelle clausole derivano allo Stato italiano.<\/p><p>Naturalmente, non sono da nascondersi le difficolt\u00e0 che possono nascere da questa eccezione: ma l\u2019eccezione non si pu\u00f2 evitare. Per evitarla bisogna tacere l\u2019argomento anche nelle disposizioni transitorie e rinviare tutto alla legge.<\/p><p>Questa \u00e8 una proposta che farei molto volentieri; comunque la presenter\u00f2 in via subordinata.<\/p><p>Il secondo comma del testo del Comitato dice:<\/p><p>\u00abI predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome\u00bb.<\/p><p>A questa disposizione possono muoversi varie critiche. La pi\u00f9 importante \u00e8 che con essa si fa un diverso trattamento ai titoli puri e semplici in confronto a quelli provvisti di predicati. Di questi si lascerebbe traccia nel cognome; i primi, invece, scomparirebbero del tutto. Perch\u00e9 un tale diverso trattamento? Esso, certo, non trova alcuna giustificazione, perch\u00e9 di titoli senza predicato se ne trovano in Italia molti anche di famiglie antichissime. I predicati, come si sa, sono di origine feudale e sarebbe veramente curioso che la Costituzione italiana volesse manifestare una preferenza per i titoli di origine pi\u00f9 prettamente feudale.<\/p><p>Si pensi, d\u2019altra parte, al complesso lavoro da fare per accertare i predicati dei titoli esistenti e farne annotazione negli atti dello stato civile. Sarebbe perci\u00f2, a mio avviso, pi\u00f9 opportuno rinviare tutto alla legge ordinaria, e se questa legge dovesse tardare a venire, poco male, perch\u00e9 i legislatori futuri avranno certamente cose assai pi\u00f9 gravi cui pensare.<\/p><p>Qualche cosa vorrei ancora aggiungere circa gli ordini cavallereschi. Alcune Costituzioni moderne, come quella di Weimar, e quella greca, stabiliscono tassativamente che lo Stato non possa concedere onorificenze. Ma nella nostra \u00e8 stato gi\u00e0 approvato un articolo con cui si ammette che il Capo dello Stato abbia tale facolt\u00e0; e non vi \u00e8 nulla da dire, perch\u00e9 lo Stato deve avere la possibilit\u00e0 di premiare i cittadini che si rendano benemeriti. Ma <em>est modus in rebus<\/em>. Si deve finirla con l\u2019abitudine di concedere decorazioni per meriti elettorali. In verit\u00e0, v\u2019\u00e8 troppo spagnolismo ancora nel nostro sangue e nelle abitudini del nostro popolo, e sarebbe opportuno fare uno sforzo per liberarcene. In Italia esiste qualche milione di insigniti di distinzioni cavalleresche&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobile, la prego di concludere.<\/p><p>NOBILE. Onorevole Presidente, ho terminato. In sostanza io ritengo che sarebbe meglio rinviare tutto alla legge. Se ci\u00f2 non si vuol fare, si tenga presente che il secondo comma, come ci vien proposto dalla Commissione, non \u00e8 accettabile in quanto all\u2019ultimo comma, in cui si dice che l\u2019ordine Mauriziano viene mantenuto come ordine ospedaliero, non ho nulla da osservare; soltanto suggerisco che si adoperi il nome giusto, cio\u00e8 Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, come sempre si \u00e8 chiamato, fin dal 1572.<\/p><p>Se, dunque, non si ritiene opportuno sopprimere tutto l\u2019intero articolo, propongo in via subordinata gli emendamenti da me presentati, che, se accettati, varranno ad evitare una stridente contraddizione con un altro articolo approvato, e molte intricate e complesse questioni amministrative assai ardue a risolversi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Giua ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019ultimo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019Ordine Mauriziano \u00e8 mantenuto come ente autonomo nazionale ospedaliero, con statuto e amministrazione soggetti all\u2019approvazione del Presidente della Repubblica italiana\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GIUA. Il testo proposto dalla Commissione riduce l\u2019istituto mauriziano a un ente ospedaliero; per\u00f2 l\u2019adozione delle parole \u00abente ospedaliero\u00bb ha dato origine ad alcuni inconvenienti dal punto di vista del funzionamento dell\u2019ente, e pu\u00f2 darne anche dal punto di vista dello sviluppo ulteriore dell\u2019ente stesso.<\/p><p>Com\u2019\u00e8 noto, l\u2019istituto mauriziano amministra diversi ospedali nel Piemonte: oltre al grande ospedale di Torino, ha un ospedale, pure efficiente, ad Aosta, e alcuni altri piccoli ospedali a Lanzo, a Valenza, a Luserna e via dicendo.<\/p><p>Ora, subito dopo la liberazione, il Comitato di liberazione nazionale si era preoccupato di nominare commissario di questo ente un rappresentante del popolo. Ma dopo due mesi, questo rappresentante veniva defenestrato dal re, il quale adduceva la ragione che l\u2019ente mauriziano dipendeva esclusivamente da lui; e fu ripristinato l\u2019antico segretario generale nella persona dell\u2019ammiraglio Thaon di Revel. E questo ente funziona oggi con tutti quei rapporti giuridici feudali che erano una caratteristica dell\u2019ente sotto l\u2019amministrazione reale.<\/p><p>Se ora la dizione della Commissione dei Settantacinque prevale, questo ente sar\u00e0 amministrato con gli stessi criteri giuridici. \u00c8 quindi necessario stabilire una democratizzazione dell\u2019ente; ed \u00e8 per questo che col mio emendamento pongo l\u2019istituto mauriziano sotto il controllo del Presidente della Repubblica.<\/p><p>Si tratta, onorevoli colleghi, di una disposizione transitoria; in attesa che una legge generale regoli quegli enti di utilit\u00e0 pubblica e nello stesso tempo regoli anche gli istituti di beneficenza, \u00e8 necessario che questo ente, che ha delle cospicue attivit\u00e0 patrimoniali, sia regolato con misure democratiche.<\/p><p>A me \u00e8 parso che, nell\u2019attesa della legge del futuro Parlamento italiano, l\u2019istituto mauriziano possa dipendere direttamente dal Presidente della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rodi propone di sopprimere questa disposizione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>RODI. Ho proposto la soppressione di questa disposizione, perch\u00e9, francamente, mi sembra che con essa si voglia stabilire una norma che non risponde al carattere della nostra Nazione. Si vuole forse introdurre un principio ad imitazione di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in altri paesi.<\/p><p>Il che noi non possiamo accettare, perch\u00e9 i nostri titoli nobiliari \u2013 mi riferisco, naturalmente, a quelli pi\u00f9 antichi \u2013 costituiscono per noi e per la nostra tradizione una specie di lustra storica alla quale non possiamo rinunciare. Noi siamo talmente creatori di questa storia di carattere aristocratico, che io non vedo perch\u00e9 illustri nomi italiani debbano essere privati di un titolo che ha accompagnato per secoli la storia patria. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Eh s\u00ec, perch\u00e9 quando c\u2019\u00e8 mancanza di riconoscimento del titolo, \u00e8 come annullare gli stessi.<\/p><p>Infatti, io non ho capito quale sia lo spirito di questa disposizione. Non sono riuscito a capirlo, perch\u00e9, se si tratta di una disposizione di carattere \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 rivoluzionario, secondo cui, come diceva l\u2019onorevole Nobile, essendo in regime repubblicano, bisogna statuire qualcosa che ci divida dall\u2019istituto che prima concedeva questi titoli, francamente non so che cosa c\u2019entri il fatto che la monarchia concedeva i titoli, coi titoli che erano stati acquisiti dalla storia.<\/p><p>Tutt\u2019al pi\u00f9 ammetto che si possa discutere sui titoli concessi negli ultimi tempi, titoli che hanno un carattere e un valore politico; ma quei titoli che illustrano <em>ab antiquo <\/em>alcune famiglie italiane dovrebbero essere conservati.<\/p><p>Per queste ragioni molto semplici e per omaggio alla nostra tradizione ho proposto la soppressione della quarta disposizione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI predicati, di qualsiasi natura ed origine, varranno come parte del nome, a meno che i titoli siano stati concessi dopo il 28 ottobre 1922, in riconoscimento di benemerenze fasciste\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Rinunzio al mio emendamento associandomi all\u2019ultimo comma dell\u2019emendamento Nobile.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato non pu\u00f2 mutare il testo del numero IV delle disposizioni transitorie e finali, completandolo soltanto nel senso desiderato dall\u2019onorevole Giua.<\/p><p>La soppressione di questo articolo \u00e8 proposta dall\u2019onorevole Nobile, salvo una subordinata, ed \u00e8 pure proposta dall\u2019onorevole Rodi.<\/p><p>Il Comitato ha adottato la formula del non riconoscimento dei titoli nobiliari, che si trova in altre costituzioni, ed \u00e8 sembrata \u2013 anche per consiglio di un nostro competente collega \u2013 l\u2019onorevole Lucifero \u2013 tecnicamente esatta. Lo Stato non riconosce, non d\u00e0 pi\u00f9 valore ai titoli nobiliari di qualsiasi genere. Non si dovr\u00e0 pertanto farne pi\u00f9 uso. Stabilir\u00e0 la legge se si dovr\u00e0 o no punire chi se ne freger\u00e0 ancora come di titolo abusivo.<\/p><p>Il riconoscimento \u00e8 negato a tutti i titoli nobiliari; e perci\u00f2 senza dubbio anche a quelli concessi durante il fascismo. Anzi nei loro riguardi la disposizione \u00e8 pi\u00f9 grave: perch\u00e9 non consente, come \u00e8 consentito pei titoli anteriori al fascismo, di usarne come predicato del nome. Quest\u2019ultima disposizione vuol dire che non vi saranno pi\u00f9 principi o conti o baroni; ma qualche indicazione di casato storico sar\u00e0 incorporata nel nome.<\/p><p>Non nego che \u2013 fermissimi questi concetti \u2013 si possa trovare qualcosa di pi\u00f9 adatto come forma, ma resta inteso che i punti sono questi: nessun riconoscimento di titoli nobiliari di nessun tempo, ammissione \u2013 come predicato \u2013 per quelli anteriori al fascismo.<\/p><p>Vi \u00e8 poi l\u2019Ordine mauriziano che \u00e8 stato mantenuto come ente ospedaliero. L\u2019onorevole Giua ha fatto opportunamente presente che l\u2019istituto dipendeva direttamente e personalmente dal Re e che ora \u00e8 rimasto indipendente; un piccolo Stato nello Stato. Bisogna riordinarlo. Non possiamo pi\u00f9 accettare senz\u2019altro la sua proposta di attribuire l\u2019ordine mauriziano direttamente al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, che non \u00e8 pi\u00f9 il Re con le sue regalie personali. Io penso che sia possibile una particolare funzione del Presidente della Repubblica, come capo dell\u2019ordine; ma di ci\u00f2 disporr\u00e0 la legge alla quale si deve fare riferimento. La suggestione dell\u2019onorevole Giua \u00e8 in sostanza accolta: l\u2019ordine Mauriziano sar\u00e0 inserito nell\u2019ordinamento del nuovo Stato; bisogna regolarlo, ma evitare che sia sommerso nel baratro burocratico; ed in questo senso senza cadere nella regalia sovrana, potr\u00e0 giovare un organismo presieduto dal Presidente della Repubblica. Credo che l\u2019onorevole Giua sar\u00e0 soddisfatto.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori di emendamenti se vi insistono.<\/p><p>Onorevole Nobile, insiste nel suo emendamento?<\/p><p>NOBILE. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei onorevole Giua?<\/p><p>GIUA. Accetto le conclusioni della Commissione e ritiro il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi?<\/p><p>RODI. Mantengo l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati, ha dichiarato di ritirare il suo e di associarsi all\u2019ultimo comma dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>NOBILE. Chiedo che si voti per divisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>\u00abLo Stato repubblicano non riconosce titoli nobiliari o altre dignit\u00e0 trasmettibili per eredit\u00e0, fatti salvi gli impegni provenienti da trattati internazionali\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo comma del testo della Commissione:<\/p><p>\u00abNon sono riconosciuti i titoli nobiliari\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma dell\u2019emendamento Nobile: \u00abTutte le questioni relative ai titoli nobiliari esistenti saranno regolate dalla legge, la quale regoler\u00e0 anche la soppressione della Consulta araldica\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il comma corrispondente, che \u00e8 il terzo del testo della Commissione:<\/p><p>\u00abLa legge regola la soppressione della Consulta araldica\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo adesso, in votazione l\u2019ultimo comma dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile: \u00abLe concessioni <em>ex novo<\/em> di titoli nobiliari fatte dopo la data del 28 ottobre 1922 sono annullate\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma nel testo della Commissione:<\/p><p>\u00abI predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento Giua, accettato dalla Commissione, sostitutivo del quarto comma.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La Commissione lo accoglie nella seguente forma: \u00abL\u2019Ordine mauriziano \u00e8 mantenuto come ente ospedaliero, nei modi stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione questa formula:<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La quarta disposizione transitoria risulta nel suo complesso cos\u00ec approvata:<\/p><p>\u00abNon sono riconosciuti i titoli nobiliari.<\/p><p>\u00abI predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.<\/p><p>\u00abLa legge regola la soppressione della Consulta araldica.<\/p><p>\u00abL\u2019Ordine mauriziano \u00e8 mantenuto come ente ospedaliero, nei modi stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Sull\u2019ordine dei lavori.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Vorrei, interpretando forse il pensiero di molti colleghi, fare una proposta sull\u2019ordine dei nostri lavori per rendere possibile a molti di noi di poter avere il pomeriggio di domani libero. Noi dobbiamo ancora discutere alcune norme fra le quali ve ne sono alcune che hanno molti emendamenti. Queste si potrebbero rinviare a domani mattina mentre per le altre norme, rispetto alle quali \u00e8 prevedibile che non vi siano dissensi molto forti fra i vari settori dell\u2019Assemblea, proporrei di rinviare la continuazione della discussione alla ripresa della seduta che potrebbe aver luogo fra un\u2019ora o un\u2019ora e mezzo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MINIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MINIO. A nome del mio Gruppo chiedo che sia tenuta seduta notturna allo scopo di terminare la discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 la proposta di sospendere i lavori per un\u2019ora e mezzo e riprenderli in maniera che con una seduta mattutina di domani, secondo la consuetudine del sabato, si possa esaurire questo nostro programma di lavoro, cosicch\u00e9 nel pomeriggio i colleghi possano essere liberi. \u00c8 evidente che quasi certamente, se non si fa seduta notturna, dovremo domani fare seduta pomeridiana.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Nei termini esposti dall\u2019onorevole Corbino, cio\u00e8 che si votino gli articoli dal quinto al nono, escluso il sesto ed esclusa la questione dei senatori di diritto, accettiamo eccezionalmente di fare seduta notturna.<\/p><p>MOSCATELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOSCATELLI. Domani comincer\u00e0 il Congresso dell\u2019Associazione nazionale partigiani d\u2019Italia. Dato che molti di noi saranno impegnati in questo Congresso, chiedo di fare seduta notturna e vacanza domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Moscatelli, intanto incominciamo a tenere la seduta notturna; se i lavori procederanno in maniera tale da esonerarci dalla seduta di domani, si potr\u00e0 fare vacanza.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Noi accettiamo, come gi\u00e0 dichiarammo, i limiti fissati dalla proposta dell\u2019onorevole Corbino. Per non tenere seduta domattina bisognerebbe tenere seduta notturna. Mi sembra difficile poter fare un sacrificio di questo genere, se pure sufficiente. Bisogna limitarsi agli argomenti pi\u00f9 importanti per terminare nella mattinata di domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Corbino di sospendere la seduta per riprenderla alle 21.30.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 20, \u00e8 ripresa alle 21.40<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinviamo alla seduta di domattina l\u2019esame delle disposizioni transitorie V e VI.<\/p><p>Passiamo all\u2019esame della VII.<\/p><p>Se ne. dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abEntro cinque anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti. Tale termine \u00e8 ridotto a tre anni per i tribunali militari.<\/p><p>\u00abEntro sei mesi dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si provvede con legge alla soppressione del Tribunale supremo militare e alla devoluzione della sua competenza alla Cassazione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Adonnino ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirla con la seguente:<\/em><\/p><p>\u00abEntro tre anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si proceder\u00e0 alla revisione degli organi di giurisdizione speciale attualmente esistenti, tranne quelli di cui all\u2019articolo 95.<\/p><p>\u00abIl loro mantenimento pu\u00f2 essere stabilito con legge approvata da ciascuna delle due Camere a maggioranza di due terzi, sentito il parere del Consiglio superiore della Magistratura\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Adonnino s\u2019intende che abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>Gli onorevoli Gasparotto e Bozzi hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si provveder\u00e0 con legge a rivedere le attribuzioni del Tribunale supremo militare, per coordinarle con il principio sancito nell\u2019articolo 102\u00bb.<\/p><p>Nessuno dei due presentatori \u00e8 presente.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Bisognerebbe, in seguito a quanto si \u00e8 deliberato in merito ai tribunali militari in tempo di pace, considerare se non sia il caso di prendere in esame il contenuto degli emendamenti relativi anche se i proponenti siano assenti. Desidererei conoscere il parere della Commissione in proposito.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Sta bene.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 poi il seguente emendamento degli onorevoli Gabrieli e Perlingieri:<\/p><p><em>\u00abSostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si provvede con legge a rivedere le attribuzioni del Tribunale supremo militare\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno dei proponenti \u00e8 presente, si intende abbiano rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobili Tito Oro ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abEntro tre anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 non \u00e8 presente, s\u2019intende che abbia rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere al primo comma le parole:<\/em><\/p><p>\u00abtale termine \u00e8 ridotto a tre anni per i tribunali militari\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Dopo quanto abbiamo deciso non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno.<\/p><p>COLITTO. Vi rinunzio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha presentato anche, insieme con gli onorevoli Mastrojanni, Perugi, Perrone Capano, Tripepi, Rodi, Abozzi, Venditti, Tumminelli, Bencivenga, Marinaro e Miccolis, il seguente emendamento sostitutivo del secondo comma:<\/p><p>\u00abEntro sei mesi dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si provvede con legge a rivedere le attribuzioni del Tribunale supremo militare per coordinarle col principio sancito dall\u2019articolo 102\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Accettiamo questa proposta.<\/p><p>COLITTO. Dato che l\u2019onorevole Ruini ha dichiarato di accettare la mia proposta, rinunzio a svolgerla.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Leone Giovanni, Scalfaro, Sampietro Umberto, Giacchero, Raimondi, Numeroso, Riccio Stefano hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirla con la seguente:<\/em><\/p><p>\u00abEntro tre anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione le giurisdizioni straordinarie e speciali attualmente esistenti, tranne quelle previste nei comma 3\u00b0) e 4\u00b0) dell\u2019articolo 95, saranno trasformate in sezioni specializzate della giurisdizione ordinaria.<\/p><p>\u00abEntro un anno dalla predetta data saranno trasferite alla Corte di cassazione le attuali funzioni giurisdizionali del Tribunale supremo militare, al quale saranno attribuite le funzioni di giudice di secondo grado\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno dei firmatari \u00e8 presente, s\u2019intende che abbiano rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Ruini di voler esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Tutti gli emendamenti che sono stati presentati a questa disposizione sono una conseguenza logica di ci\u00f2 che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 deliberato prima. E cio\u00e8 la trasformazione delle giurisdizioni speciali in sezioni specializzate degli organi giudiziari ordinari, salvo la conservazione del Consiglio di Stato e della Corte dei conti come organi di giurisdizione. Ho pure conservati i Tribunali militari cercando di precisarne le funzioni, e deferendo alla Cassazione il ricorso per violazione di legge contro le loro decisioni. Ci\u00f2 implica, come ho dichiarato durante la discussione, rispondendo all\u2019amico Gasparotto, che si dovr\u00e0 riordinare il Tribunale supremo, il quale rester\u00e0 quale giudice di secondo grado, di legittimit\u00e0 come di merito, e dopo di esso si avr\u00e0 come terzo grado, per le violazioni di legge la Cassazione.<\/p><p>Io pregherei di attenerci al testo della Commissione, salvo a perfezionare la forma in sede di coordinamento.<\/p><p>UBERTI. Io pregherei il Presidente della Commissione di mettere un anno invece di sei mesi, perch\u00e9 sar\u00e0 impossibile, appena eletto il nuovo Parlamento, emanare una legge entro sei mesi.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Si accoglie.<\/p><p>Il nuovo testo potrebbe essere, salvo miglior formulazione, il seguente:<\/p><p>\u00abEntro cinque anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione, si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei Tribunali militari.<\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione, si provvede con legge alla trasformazione del Tribunale supremo militare a termini dell\u2019articolo 102\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 nessuno dei firmatari dagli emendamenti test\u00e9 letti \u00e8 presente, gli emendamenti si intendono decaduti.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma della VII norma transitoria nel testo presentato dall\u2019onorevole Ruini:<\/p><p>\u00abEntro cinque anni dalla entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo la giurisdizione del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e dei Tribunali militari\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma con le modificazioni accettate dalla Commissione:<\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si provvede con legge al riordinamento del Tribunale supremo militare ai termini dell\u2019articolo 102\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla VIII disposizione transitoria. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLeggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il trapasso delle funzioni statali attribuite alle Regioni e quello di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, che si rende necessario in conseguenza del nuovo ordinamento.<\/p><p>\u00abAlla Regione sono trasferiti, nei modi da stabilire con leggi della Repubblica, il patrimonio, i servizi ed il personale delle Provincie\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Recca ha proposto di sopprimere il secondo comma. Non essendo presente, si intende che abbia rinunziato a svolgerlo. Il Comitato di redazione ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abFino a che non sar\u00e0 provveduto al riordinamento ed alla distribuzione delle funzioni amministrative con gli altri enti locali restano alla Provincia le funzioni amministrative attualmente ad essa attribuite e quelle di cui la Regione le deleghi l\u2019esercizio\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abLeggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica Amministrazione il trapasso delle funzioni da attribuire ai vari enti ed organi di decentramento.<\/p><p>\u00abLa legislazione statale, nelle materie di cui agli articoli 109, 110 e 111, sar\u00e0 abrogata e sostituita da norme direttive ed, in ogni caso, rimarr\u00e0 priva di efficacia decorsi due anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione.<\/p><p>\u00abFino a che le leggi statali e regionali non avranno provveduto alla redistribuzione delle funzioni amministrative, la Provincia ed il Comune continueranno ad esercitare quelle attualmente loro attribuite.<\/p><p>\u00abCon leggi della Repubblica, previ accordi con le Amministrazioni regionali interessate, potr\u00e0 essere disposto il passaggio a queste di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, reso necessario in conseguenza del nuovo ordinamento, salvo in ogni caso il rispetto dei diritti da essi acquisiti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati non \u00e8 presente.<\/p><p>UBERTI. Lo faccio mio e rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Un altro emendamento \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Colitto:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere la parola: <\/em>amministrative, <em>che si legge dopo la parola: <\/em>funzioni, <em>ed aggiungere a questa parola le altre<\/em>: ed i poteri\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione su questi emendamenti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io riconosco senz\u2019altro che \u00e8 da accettare la proposta di soppressione del secondo comma fatta dall\u2019onorevole Recca, posto che si \u00e8 conservata la provincia.<\/p><p>Per il rimanente, l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati non modifica la sostanza del testo della Commissione, che \u00e8 pi\u00f9 semplice e breve. Potr\u00e0 essere completato come forma, ma senza accettare ora formulazioni meno felici come tecnica di espressione costituzionale. Nel nostro testo sono due concetti assieme: il trapasso delle funzioni ed il trapasso del personale. Potremo separarli nella dizione definitiva; senza aggiungere, come l\u2019onorevole Mortati propone, che saranno rispettati i diritti quesiti degli impiegati. Non v\u2019\u00e8 bisogno di metterlo nella Costituzione.<\/p><p>Si deve invece far posto ad un emendamento dell\u2019onorevole Nitti, che ci siamo impegnati a considerare in questa sede: \u00abLe Regioni, per la formazione dei loro uffici, trarranno il personale occorrente dalle Amministrazioni dello Stato e da quelle degli enti locali\u00bb. L\u2019Assemblea approv\u00f2 il concetto, e rinvi\u00f2 alle norme transitorie. Vi fu anche una proposta di completamento, mi pare dell\u2019onorevole Targetti, che, ammettendo la disposizione, aggiungeva che quando ci\u00f2 fosse necessario, le Regioni avrebbero potuto assumere nuovo personale. L\u2019eccezione \u00e8 giusta; vi possono essere esigenze, alle quali non si potr\u00e0 venir meno. Potremo aggiungere \u00absalvo i casi di necessit\u00e0\u00bb; formula da rivedere nel coordinamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati propone poi il tema di ci\u00f2 che avverr\u00e0 delle leggi vigenti dello Stato, in relazione ai compiti legislativi dati alle Regioni. \u00c8 tema che non attiene alla disposizione transitoria di cui ora ci occupiamo; \u00e8 un emendamento aggiuntivo; ma comunque vediamolo ora.<\/p><p>Abbiamo, dunque, dato alle Regioni una funzione legislativa, nel limiti dei princip\u00ee che sono stabiliti dalle leggi dello Stato. Dunque, in certe materie, lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 legiferare minutamente; ma soltanto stabilire dei principii e delle direttive. Occorre senza dubbio precedere ad una revisione e modificazione delle leggi vigenti. Nel testo del nostro progetto, e precisamente nell\u2019articolo che apre il titolo sulle Regioni, \u00e8 detto che la Repubblica adegua la sua legislazione alle nuove esigenze dell\u2019autonomia regionale ed alle funzioni legislative di questi nuovi Enti. Pu\u00f2 essere opportuno mettere tale concetto qui, nelle disposizioni transitorie; lo vedr\u00e0 il Comitato nel coordinamento. Occorre certamente considerare cosa sar\u00e0 delle leggi attuali dello Stato, nelle materie ove interviene ormai legislativamente la Regione.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati indica l\u2019esigenza di rivedere le vigenti leggi; e vi appone un termine; decorso il quale, se non sono rivedute, si intenderanno abrogate. L\u2019onorevole Adonnino non mette alcun termine, e dice che le leggi dello Stato continueranno ad aver vigore fino a che non si sar\u00e0 realizzata la distribuzione dei compiti legislativi. Mi sembra che sia da adottare una posizione intermedia. Occorre stabilire un termine; ma non prescrivere una meccanica abrogazione delle leggi dello Stato. Si rischia di creare la confusione ed il caos, alla scadenza del termine stesso. Sar\u00e0 uno dei termini, non infrequenti nella nostra legislazione, che si assume l\u2019impegno di osservare; ma non hanno un valore tassativo; e tale, nel caso nostro, da abrogare le norme vigenti.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. La questione in esame \u00e8 certamente la pi\u00f9 importante per la realizzazione della Regione. Noi ne abbiamo infatti stabilito la competenza legislativa; ma, per la sua pratica realizzazione, bisogna vedere come possono ingranarsi non solo le sue funzioni amministrative, ma anche quello che \u00e8 il rispetto del campo legislativo alla Regione riservato.<\/p><p>Ora, io riconosco che le osservazioni dell\u2019onorevole Ruini circa l\u2019estrema delicatezza della disposizione che entro un determinato tempo \u2013 un biennio \u2013 debbano cadere per abrogazione le leggi, anche se la Regione non vi abbia provveduto, sono giuste; poich\u00e9 per\u00f2 qualche cosa noi dobbiamo pur dire, propongo il seguente testo a modifica di quello presentato dall\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abLa legislazione statale, nelle materie di cui agli articoli &#8230; dovr\u00e0 essere adeguata entro 5 anni dalla entrata in vigore della Costituzione in ordine alla competenza legislativa riservata alla regione\u00bb.<\/p><p>Riconosco infatti che il termine di due anni costituisce un periodo soverchiamente piccolo dato il lavoro veramente imponente che il nuovo Parlamento dovr\u00e0 svolgere per adeguare la legislazione dello Stato ai suoi limiti di fissazione dei princip\u00ee, delle norme generali, dei criteri fondamentali entro i quali dovr\u00e0 contenersi la legislazione regionale.<\/p><p>Propongo quindi di ridurre in questi termini il testo dell\u2019emendamento presentato dal collega Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ruini, vuole esprimere il parere del Comitato?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Accetto la proposta dell\u2019onorevole Uberti. Se egli vorr\u00e0 precisare la sua formulazione, io non avr\u00f2 difficolt\u00e0 ad accoglierla. Se no, vedr\u00e0 di formularla il Comitato.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo per\u00f2 aver presente, a questo riguardo, che v\u2019\u00e8 anche l\u2019emendamento Tosato-Perassi, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abNel termine di cinque anni dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione il Parlamento provveder\u00e0 alla revisione delle leggi vigenti in relazione alle esigenze dell\u2019articolo 109\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Credo che si possa trovare una formula unica. Lo Stato deve adeguare la sua legislazione; finch\u00e9 ci\u00f2 non avvenga, la Regione non sa quali siano i limiti nei quali potr\u00e0 legiferare; \u00e8 lo Stato che deve porli ed indicare i princip\u00ee e le direttive. Finch\u00e9 ci\u00f2 non avvenga, la Regione potr\u00e0 dettare norme, legislative o regolamentari che siano, considerando come direttiva ci\u00f2 che \u00e8 stabilito nelle leggi attuali. Per una chiara determinazione di confini, si deve attendere che le leggi dello Stato siano convenientemente rivedute.<\/p><p>Potremo votare ora, se l\u2019onorevole Uberti consente, l\u2019emendamento Tosato-Perassi, che sostanzialmente coincide col suo, e sar\u00e0 rimaneggiato nel coordinamento.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Aderisco alla formulazione degli onorevoli Tosato e Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che l\u2019unica difficolt\u00e0 sia quella del termine stabilito: l\u2019onorevole Mortati parlava di due anni, l\u2019onorevole Uberti di cinque, cos\u00ec come gli onorevoli Tosato e Perassi.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La Commissione accetta il termine di cinque anni.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Mi pare che il termine di cinque anni sia troppo lungo, considerato che questo adeguamento costituisce la premessa perch\u00e9 le Regioni possano a loro volta legiferare e funzionare. Quindi, se non due anni, proporrei per lo meno tre, che \u00e8 il termine medio fra le varie proposte.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Mettiamo allora tre anni; auguriamoci che il termine non sia troppo breve.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo, pertanto, in votazione il primo comma della disposizione VIII:<\/p><p>\u00abLeggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il trapasso delle funzioni statali attribuite alle Regioni e quello di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, che si rende necessario in conseguenza del nuovo ordinamento\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Qui si inserisce l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Nitti, integrato dall\u2019onorevole Ruini:<\/p><p>\u00abLe Regioni, per la formazione dei loro uffici, trarranno il personale occorrente dalle Amministrazioni dello Stato e da quelle degli enti locali, salvo il caso di necessit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed ora veniamo alla formulazione degli onorevoli Tosato e Perassi, con l\u2019intesa che la Commissione lo coordiner\u00e0 nel modo migliore con la formulazione proposta dall\u2019onorevole Uberti:<\/p><p>\u00abNel termine di tre anni dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione il Parlamento provveder\u00e0 alla revisione delle leggi vigenti in relazione alle esigenze dell\u2019articolo &#8230;\u00bb.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Facevo osservare poco fa al Presidente del Comitato che, a mio modo di vedere, questa disposizione, giusta, manchi per\u00f2 di una logica premessa: io penso che essa debba essere integrata con la statuizione del termine di un anno o due per la costituzione delle Regioni.<\/p><p>Subito dopo \u00e8 naturale si preveda la trasformazione, l\u2019adeguamento della legislazione nazionale alle esigenze derivanti dal nuovo ordinamento.<\/p><p>Mi pare che dobbiamo stabilire prima di tutto questo termine, altrimenti \u00e8 inutile aver creato l\u2019ordinamento regionale. Noi saremmo favorevoli a stabilire anche un termine minore di un anno, dato che un breve tempo \u00e8 sufficiente per indire le elezioni e creare i consigli.<\/p><p>Il Presidente del Comitato, al quale facevo questa proposta, mi diceva che, a suo avviso, \u00e8 necessario, prima che siano costituite le Regioni, che esse stesse presentino allo Stato degli statuti che verrebbero dallo Stato adottati. Questa di fatto \u00e8 la procedura seguita per la Sicilia e la Sardegna. Ma in quel caso particolare si aveva un punto di partenza perch\u00e9 quelle Regioni, Sicilia e Sardegna, avevano gi\u00e0 un Alto Commissariato.<\/p><p>Ma come si pu\u00f2 pretendere una procedura del genere dalle altre Regioni? Tanto pi\u00f9 che gli statuti delle altre Regioni sono stati concessi come regolamenti interni, e non nella stessa maniera degli statuti delle isole e delle regioni mistilingui. Allo stato attuale la procedura pi\u00f9 semplice \u00e8 questa: che si stabilisca il termine \u2013 per esempio di un anno \u2013 entro il quale si costituiscono le Regioni, e poi le Regioni stesse provvedano a darsi un regolamento interno.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. La questione sollevata dall\u2019onorevole Laconi \u00e8 veramente importante e riflette la esecuzione dell\u2019istituzione dell\u2019ente Regione, che \u00e8 diversa dai quattro statuti speciali, perch\u00e9 sappiamo che, dei quattro statuti speciali, due li hanno con decreto gi\u00e0 attuati e due sono in stato di elaborazione, e dovremo discuterli in Assemblea entro questo mese.<\/p><p>Per le altre Regioni, invece, mi sembra che il termine di un anno proposto dall\u2019onorevole Laconi sia eccessivo, perch\u00e9 noi abbiamo gi\u00e0 deliberato l\u2019istituzione dell\u2019ente Regione. Non appena votata la Costituzione, l\u2019ente Regione \u00e8 creato di diritto. Non rimane che la realizzazione. Io ritengo che nella prossima primavera, costituendosi il nuovo Parlamento, la Camera dei deputati e il Senato, dovr\u00e0 essere nominato anche il Consiglio regionale, se non subito, in epoca pi\u00f9 o meno vicina. Dovremo entro il mese di dicembre, oltre che fare la legge elettorale per la Camera dei deputati e la legge elettorale per il Senato, votare anche la legge elettorale per le Regioni. Questa non \u00e8 una legge complicata, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 che da applicare il sistema della legge per la Camera dei deputati cos\u00ec come si \u00e8 fatto per la Sicilia, dove \u00e8 stato fatto un decreto quanto mai semplice; cio\u00e8 si dovr\u00e0 stabilire che i consiglieri regionali siano eletti in base a suffragio universale, con la proporzionale e con collegi provinciali. Quindi la legge non \u00e8 molto complicata e pu\u00f2 essere approvata rapidamente.<\/p><p>Ma \u00e8 necessario arrivare a costituire entro breve termine il Consiglio regionale, perch\u00e9 \u00e8 il Consiglio regionale che dovr\u00e0 predisporre lo Statuto della Regione da proporre al Parlamento per la sua approvazione. Non pu\u00f2 essere unicamente il Parlamento. \u00c8 necessario pertanto che sia costituito il Consiglio regionale, il quale promuova questa formulazione. D\u2019altra parte per organizzare, adeguatamente e in rispondenza ai rispettivi bisogni, la Regione, occorre che le singole Regioni predispongano tutta una serie di studi, in base ai quali formulare le relative proposte. E allora \u00e8 necessario che sia nominato subito, entro il primo semestre del 1948, il Consiglio regionale, il quale promuova tutto questo lavoro. Praticamente comincer\u00e0 a funzionare verso la fine del 1948, o anche nel 1949, in quanto occorrer\u00e0 che una legge approvi lo Statuto. Ma appunto per non rimandare eccessivamente in pratica il funzionamento della Regione \u00e8 necessario che il termine non lo fissiamo in un anno, ma in sei mesi.<\/p><p>Quindi accetto la proposta Laconi. Solamente la modifico e prego anche lui di accettare che il termine, anzich\u00e9 di un anno, sia di sei mesi.<\/p><p>Un\u2019altra parola relativamente all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti. Vorrei che il Comitato di coordinamento intendesse in senso lato l\u2019espressione \u00absalvo casi di necessit\u00e0\u00bb, perch\u00e9 pu\u00f2 essere che la Regione abbia bisogno di determinati specialisti locali.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il suggerimento dell\u2019onorevole Laconi e ripreso dall\u2019onorevole Uberti, \u00e8 distinto dal tema che consideravamo del termine per la revisione delle leggi statali. Qui si tratta di un termine per mettere in moto il congegno delle regioni. Bisogna senza dubbio che lo Stato si accinga subito a dar vita alle Regioni. Non so se il mezzo pi\u00f9 pratico, o almeno il mezzo unico, sia quello di prescrivere un termine per eleggere i Consigli regionali. N\u00e9 so se basteranno pochi mesi; il Ministero dell\u2019interno non sarebbe di questo avviso.<\/p><p>Come si potr\u00e0 promuovere la costituzione delle Regioni? L\u2019onorevole Perassi, che mi \u00e8 sempre prezioso collaboratore, mi suggerisce che si potr\u00e0 subito dare ad un Commissario, per ogni regione, il compito di costituire al pi\u00f9 presto possibile i Consigli regionali. Quando ero al Governo, ho predisposto i decreti che hanno, con i Commissari e le Consulte siciliana e sarda, gettate le fondamenta delle due autonomie isolane. Qui si tratta pi\u00f9 semplicemente di preparare i Consigli regionali. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Allora quale altro sistema si pu\u00f2 seguire? I Consigli regionali come si potranno costituire? In che modo? Vi dovr\u00e0 essere qualcuno che dovr\u00e0 convocarli e predisporre quanto occorre ad una elezione. Non saranno Commissari come in Sicilia e Sardegna; ma dovranno esservi, se si vuol promuovere la nascita delle Regioni. N\u00e9 vi \u00e8 peraltro da temere che il Commissario regionale sia un amministratore, che debba sostituirsi anticipatamente alla Regione. No; sar\u00e0 un incaricato di predisporre le elezioni dei Consigli regionali ed il trapasso delle funzioni alla Regione, di cui abbiamo pur ora parlato. Sar\u00e0 il metodo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 breve, che naturalmente non metteremo nella Costituzione; \u00e8 soltanto uno spunto al quale ho creduto di accennare.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Riconosco che l\u2019osservazione del collega Laconi pone un problema che fino a questo momento non ci eravamo posti. Per\u00f2 vorrei pregare l\u2019onorevole Uberti di ritornare nei termini che erano stati prospettati dall\u2019onorevole Laconi, cio\u00e8 a dire di un anno per la costituzione dei Consigli regionali, unicamente perch\u00e9 in sostanza noi nel primo semestre del 1948 dovremo fare le elezioni della Camera dei deputati e del Senato. Fissare immediatamente dopo le elezioni dei Consigli regionali significa, a mio giudizio, esporre le elezioni stesse ad un largo astensionismo, perch\u00e9 il popolo si stanca. Invece, tenendo presente che v\u2019\u00e8 un emendamento dell\u2019onorevole Nobili Tito Oro al 4-<em>bis<\/em>, che vorrebbe la ricostituzione dei Consigli provinciali entro sei mesi dall\u2019entrata in vigore della Costituzione, noi potremmo fissare il termine per i Consigli regionali e per i Consigli provinciali entro un anno e fare le due elezioni contemporaneamente.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Anch\u2019io dissento dall\u2019amico onorevole Uberti e aderisco a quanto ha detto l\u2019onorevole Corbino, anche in considerazione del fatto che la legge elettorale per i Consigli regionali non \u00e8 fatta n\u00e9 si sa se potr\u00e0 essere completata nello spazio di questo mese di vita che ci resta. Quindi mi sembra sia prudenziale stabilire il termine di un anno.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Concordo con il Presidente del Comitato, onorevole Ruini, nel vedere distaccati i due problemi: il problema, che si allaccia all\u2019emendamento, di cui \u00e8 questione ora, \u00e8 uno; l\u2019altro problema sui Consigli regionali \u00e8 un altro. \u00c8 inutile che mi soffermi sul primo, perch\u00e9 mi pare sia sufficientemente chiarito. Sul secondo invece pu\u00f2 sorgere qualche dubbio; e il dubbio sorge in me meditando su quanto ha proposto l\u2019onorevole Ruini. Trovo che la preparazione giuridica e politica dell\u2019onorevole Ruini \u00e8 grande, ma attraverso una sua speciale duttilit\u00e0 a risolvere le difficolt\u00e0 nel quadro generale delle questioni pratiche che si presentano, \u00e8 portato anche ad arrivare a delle soluzioni che certamente non \u00e8 che ci facciano paura, ma destano in noi un certo qual timore sulla situazione della futura Regione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma niente affatto.<\/p><p>LUSSU. Vero \u00e8 che col reingresso in abiti tutt\u2019altro che modesti della provincia, che avevamo precedentemente licenziato in abiti dimessi, la Regione venne a soffrirne molto. \u00c8 nella volont\u00e0 dell\u2019Assemblea che essa funzioni prevalentemente ispirandosi a motivi e ad esigenze locali sottratte il pi\u00f9 che sia possibile dall\u2019ambito degli interessi generali e dell\u2019organizzazione dello Stato.<\/p><p>Ora, proporre che sia un commissario particolare quello che mette in movimento il primo ingranaggio dell\u2019Ente regione, contrasta con lo spirito che \u00e8 scaturito dalle discussioni che si sono fatte nell\u2019Assemblea Costituente. Penso che, se fosse necessario in tutti i modi creare un organismo all\u2019infuori dell\u2019Ente regione come espressione di interessi o di organizzazioni locali esistenti, semmai dovremmo rivolgerci ad una rappresentanza paritetica di partiti oppure rimetterci senz\u2019altro all\u2019elezione del Consiglio regionale. Una volta che il Consiglio regionale \u00e8 eletto e siede, il Commissario non c\u2019entra. \u00c8 il Consiglio regionale stesso che crea il suo organismo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> D\u2019accordo che il Consiglio regionale dovr\u00e0 pensare all\u2019organizzazione dei suoi servizi.<\/p><p>LUSSU. Se \u00e8 d\u2019accordo con me, onorevole Ruini, la prego di non presentare neppure per ipotesi la intromissione del Commissario, il quale, dicevo, non ha niente a che vedere in questa faccenda.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ho detto che si deve incaricare il Commissario \u2013 che pu\u00f2 essere anche un elemento regionale \u2013 di convocare il Consiglio regionale. Come si pu\u00f2 farne a meno? Chi far\u00e0 le liste, chi sceglier\u00e0 i locali? Il Consiglio regionale, che non esiste ancora? E se il Commissario avr\u00e0 l\u2019incarico di preparare fin da ora quanto occorre per il trapasso dei servizi, perch\u00e9 il Consiglio regionale possa funzionare bene appena costituito, non vi sar\u00e0 ragione di sparare a palle infocate. Sar\u00e0 un grande vantaggio per la Regione; e non si potr\u00e0 pensare che questa possa prendersi servizi ed uffici dello Stato, senza che un incaricato dello Stato intervenga nel passaggio.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare, perch\u00e9 si tratta di una questione fondamentale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0, ma le faccio osservare che non dobbiamo giungere ora ad alcuna conclusione.<\/p><p>LUSSU. Temo equivoci, che creano altri equivoci. Cio\u00e8 la Commissione od il Commissario, come lo si voglia chiamare, deve seguire le elezioni del Consiglio regionale e non precederle, perch\u00e9 se le precede non sono d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019unica questione che \u00e8 stata posta qui, e per cui v\u2019\u00e8 una formulazione precisa, \u00e8 quella del termine entro cui debbono essere indette le elezioni per la costituzione dei Consigli regionali; tutto il resto esula per ora dalla nostra competenza.<\/p><p>Per intanto, votiamo l\u2019ultimo comma di questa norma transitoria; poi porr\u00f2 in votazione l\u2019articolo aggiuntivo proposto dai colleghi Laconi ed Uberti. Sar\u00e0 infine il Comitato di redazione a dare forma definitiva a queste disposizioni.<\/p><p>Pongo in votazione la formulazione Tosato-Perassi, riservando al coordinanento l\u2019indicazione dell\u2019articolo in cui sono contenute le competenze legislative delle Regioni:<\/p><p>\u00abNel termine di tre anni dalla entrata in vigore della presente Costituzione il Parlamento provveder\u00e0 alla revisione delle leggi vigenti in relazione alle esigenze dell\u2019articolo &#8230;\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi \u00e8 ora il testo degli onorevoli Laconi ed Uberti, relativo al problema ora discusso, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abEntro sei mesi dall\u2019entrata in vigore della Costituzione sono indette le elezioni per la costituzione dei Consigli regionali\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Corbino e Moro propongono di portare i \u00absei mesi\u00bb ad \u00abun anno\u00bb.<\/p><p>Domando agli onorevoli Moro e Corbino se la mantengono.<\/p><p>MORO. Ritiro la mia adesione alla proposta Corbino.<\/p><p>CORBINO. Mantengo la mia proposta.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Io voter\u00f2 per un anno, quantunque sia noto che io sono uno dei maggiori fautori dell\u2019ente Regione; ma credo che sia una saggia disposizione stabilire un termine superiore a sei mesi.<\/p><p>UBERTI. Proprio lei, che per la Sardegna voleva le elezioni entro il 1947.<\/p><p>LUSSU. Gli statuti particolari della Sardegna, della Sicilia, ecc. non c\u2019entrano in questo caso. Qui si parla delle altre Regioni.<\/p><p>Credo che sarebbe saggia misura votare per un anno. Io non so se, perdurando le condizioni politiche attuali, questo Governo sia in grado di fare le elezioni, entro sei mesi. Meglio \u00e8 stabilire un anno.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Voglio far presente agli onorevoli colleghi che in materia elettorale noi non possiamo stabilire che dei termini molto generici, perch\u00e9 indire le elezioni per i Consigli regionali sar\u00e0 un compito che spetter\u00e0 a quel Governo che sar\u00e0 costituito dopo le elezioni politiche. Per\u00f2, bisogna tener presente che le elezioni dei Consigli regionali devono avvenire al pi\u00f9 presto possibile dopo le elezioni politiche, perch\u00e9 il Paese ha bisogno ed ha necessit\u00e0 di essere posto in una tranquillit\u00e0 almeno relativa.<\/p><p>Ora, \u00e8 indispensabile che le elezioni dei Consigli regionali, una volta che siano avvenute le elezioni politiche, non siano un pretesto, come si \u00e8 spesso usato per le elezioni amministrative, per alterare indirettamente la posizione che si pu\u00f2 essere verificata in materia elettorale politica. Ecco perch\u00e9 io ritengo che il termine di un anno sia pi\u00f9 che sufficiente. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fuschini, non vi sono proposte superiori ad un anno.<\/p><p>FUSCHINI. Sei mesi, a decorrere dall\u2019approvazione della Costituzione, possono essere insufficienti. Bisogna tener presente che fra l\u2019approvazione della Costituzione e le elezioni politiche intercorreranno almeno sei mesi, sia per elezioni sia per la formazione delle Assemblee legislative. Il termine di sei mesi non potrebbe essere osservato da nessun Governo futuro. Quindi, credo che il termine di un anno sia sufficiente per addivenire alle elezioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione pertanto la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione sono indette le elezioni per la Costituzione dei Consigli Regionali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La disposizione VIII risulta nel suo complesso cos\u00ec approvata, salvo coordinamento:<\/p><p>\u00abLeggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il trapasso delle funzioni statali attribuite alle Regioni e quello dei funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, che si rende necessario in conseguenza del nuovo ordinamento.<\/p><p>\u00abLe Regioni, per la formazione dei loro uffici, trarranno il personale occorrente dalle Amministrazioni dello Stato e da quelle degli enti locali, salvo il caso di necessit\u00e0.<\/p><p>\u00abNel termine di tre anni dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione il Parlamento provveder\u00e0 alla revisione delle leggi vigenti in relazione alle esigenze dell\u2019articolo.<\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione sono indette le elezioni per la costituzione dei Consigli regionali\u00bb.<\/p><p>Passiamo ora all\u2019esame del comma aggiuntivo proposto dal Comitato, di cui do ancora lettura:<\/p><p>\u00abFino a che non sar\u00e0 provveduto al riordinamento ed alla distribuzione delle funzioni amministrative con gli altri enti locali restano alla Provincia le funzioni amministrative attualmente ad essa attribuite e quelle di cui la Regione le deleghi l\u2019esercizio\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di illustrarlo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la<\/em> <em>Costituzione.<\/em> Il concetto \u00e8 questo: abbiamo, nell\u2019istituire le Regioni, stabilito che si deve provvedere ad una distribuzione di servizi non solo fra lo Stato e la Regione, e fra la Regione, la provincia ed il comune. Finch\u00e9 questa distribuzione non abbia luogo, si \u00e8 detto che la provincia potr\u00e0 continuare ad esercitare le sue funzioni con le attribuzioni attuali. Aggiungerei, per maggior completezza, anche il comune.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Faccio mio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobili Tito Oro del seguente tenore:<\/p><p>\u00abEntro sei mesi dalla entrata in vigore della Costituzione saranno ricostituiti i Consigli provinciali in base alla legge comunale e provinciale 4 febbraio 1915, n. 148\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non credo che quanto prevede ed autorizza gi\u00e0 la legge per la convocazione dei Consigli provinciali debba diventare articolo di Costituzione. Basta un decreto; vogliamo fare d\u2019una facolt\u00e0 di convocazione un solenne testo costituzionale?<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Sopra i Consigli provinciali non v\u2019\u00e8 nessuna deliberazione dell\u2019Assemblea. Neppure nei lavori della Commissione dei Settantacinque alcunch\u00e9 si \u00e8 deliberato per quanto riguarda il Consiglio provinciale; si \u00e8 solo deciso che la Provincia sar\u00e0 un ente autarchico. Sar\u00e0 la nuova legge provinciale e comunale che dovr\u00e0 stabilire se esisteranno, ed eventualmente in quale forma, i Consigli provinciali.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi, io avevo avuto incarico dal collega Nobili Tito Oro di fare mio il suo emendamento, perch\u00e9 egli sapeva che questa sera sarebbe stato nella impossibilit\u00e0 di partecipare alla seduta. Ma giacch\u00e9 d\u2019onorevole Corbino l\u2019ha gi\u00e0 fatto suo, non mi rimane che dire due parole su quanto ha osservato l\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>All\u2019inizio del suo dire credevo di avere stasera la sorpresa di trovarmi d\u2019accordo con lui, ma questa speranza mi \u00e8 passata subito e mi sono accorto di essere in disaccordo. Quando abbiamo riaffermato la esistenza della provincia e ci siamo dati cura di affermare che la Provincia sarebbe risorta, cio\u00e8 non sarebbe pi\u00f9 morta, e sarebbe rimasta quale \u00e8 sempre stata, cio\u00e8 ente autonomo, e l\u2019onorevole Uberti mi insegna che ente autarchico, se ha un significato specifico, ha proprio quello di governarsi da s\u00e9, si \u00e8 implicitamente intesa n\u00e9 si poteva non intendere, che la Provincia avrebbe dovuto avere i propri amministratori, nominati come si nominano gli amministratori dei Comuni, come si sono nominati nel passato quelli della Provincia.<\/p><p>Dice l\u2019onorevole Ruini: della formazione dei Consigli comunali non si \u00e8 parlato nella Costituzione. D\u2019accordo; ma v\u2019\u00e8 una necessit\u00e0 particolare di parlare della elezione dei Consigli provinciali, trattandosi di una diversa situazione. E la necessit\u00e0 \u00e8 questa: qui ci siamo dati cura, onorevoli colleghi, ed \u00e8 stato un pensiero premuroso, di affermare che entro un anno si devono eleggere i Consigli regionali, cio\u00e8 i Consigli che dovranno amministrare qualche cosa che ancora non esiste. Si possono formulare gli auguri pi\u00f9 vivi che la Regione nasca presto e nasca prospera, ed \u00e8 per quest\u2019augurio che abbiamo detto che entro un anno si devono nominare gli amministratori di questo nuovo ente che, per ora, esiste soltanto sulla carta. La Provincia, invece, si trova in questa particolare situazione. Mentre si \u00e8 provveduto per legge alla nomina dei Consigli comunali, non s\u2019\u00e8 mai provveduto alla nomina dei Consigli provinciali, e ci\u00f2 perch\u00e9 la Provincia si considerava gi\u00e0 come estinta, ed allora i consiglieri provinciali sarebbero stati considerati come degli esecutori testamentari. Vi sarebbe stato qualche cosa di funebre nella loro nomina!<\/p><p>Ma oggi che la Provincia \u00e8 risorta, bisogna correggere questa situazione. Come sono amministrate le provincie? Sono amministrate da quegli stessi cittadini che furono indicati dai Comitati di Liberazione Nazionale; altri amministratori, ove per condizioni locali questa rappresentanza dei partiti non poteva pi\u00f9 essere mantenuta in vita, furono nominati attraverso il prefetto. Mi pare che sia questa anormalit\u00e0 di situazione che renda necessario che proprio nella Costituzione si dica che, mentre si \u00e8 dato un termine massimo di un anno per costituire i Consigli regionali, si dia un termine massimo di sei mesi per la ricostituzione dei Consigli provinciali.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per una pregiudiziale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Sentiamo la pregiudiziale, onorevole Lussu.<\/p><p>LUSSU. Credo che quando si viene di notte per una seduta di questo genere bisogna anche sopportare degli interventi; altrimenti si rinunzia alla seduta notturna.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 questa la pregiudiziale, onorevole Lussu&#8230;? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Mi duole che in questa questione non mi trovi d\u2019accordo, anzi mi trovi in perfetto disaccordo col mio collega Targetti: un dispiacere di famiglia. Ed io devo aggiungere, per rendere ancor pi\u00f9 doloroso questo dispiacere, che mi trovo perfettamente d\u2019accordo col collega Uberti.<\/p><p>Quanto egli, infatti, ha affermato sulla questione della provincia \u00e8 esatto; intendo dire obiettivamente esatto, storicamente esatto.<\/p><p>Se andiamo a rivedere tutto quello che noi abbiamo fatto e, prima di aver fatto, detto, a chiarimento di quello che abbiamo fatto, risulter\u00e0 evidente che quanto il collega Uberti ha affermato \u00e8 coerente alla realt\u00e0. La provincia, s\u00ec, \u00e8 stata conservata come ente autonomo; ma il collega Targetti mi insegna che ci sono enti autonomi ed enti autonomi, e che noi non abbiamo per niente consacrato che la provincia debba rimanere intatta cos\u00ec come noi l\u2019abbiamo conosciuta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, sto attendendo la pregiudiziale.<\/p><p>LUSSU. La pregiudiziale \u00e8 che, se \u00e8 vero quanto io dichiaro a conferma di quanto prima di me ha affermato l\u2019onorevole Uberti, consegue che questo emendamento non si pu\u00f2 neppure porre ai voti, perch\u00e9 altrimenti noi verremmo implicitamente a riconoscere la provincia come ente autonomo, cos\u00ec quale essa era trent\u2019anni fa: il che \u00e8 ben lungi dalle nostre intenzioni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Dobbiamo ricordare che l\u2019Assemblea Costituente, agli articoli 120 e 121, ha stabilito che le provincie e i comuni sono enti autonomi nell\u2019ambito dei princip\u00ee fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni. Le provincie e i comuni sono anche, quindi, circoscrizioni di decentramento statale e regionale.<\/p><p>Ora, bisogna tener presente che non \u00e8 detto, come \u00e8 stato gi\u00e0 giustamente rilevato, che la circoscrizione amministrativa e autonoma della provincia debba avere gli stessi organi che aveva la vecchia provincia, ossia la Deputazione provinciale e il Consiglio provinciale. Noi, per quanto riguarda questa materia, non ci siamo nemmeno fermati, perch\u00e9 abbiamo ritenuto che la provincia potesse essere riformata senza che per questo essa venisse meno come ente autonomo.<\/p><p>Per i comuni dunque c\u2019\u00e8 una legge da noi approvata, la quale consente ad essi di risorgere con un ordinamento presso a poco analogo a quello che essi avevano prima del fascismo, cio\u00e8 con un Consiglio e con una Giunta. Per le provincie invece non abbiamo fatto nulla di simile. Ora, bisogna che noi superiamo questa situazione provvisoria, bisogna che noi diamo una legge alla provincia, che regoli il modo come essa debba organizzarsi.<\/p><p>Sar\u00e0 la Deputazione provinciale, sar\u00e0 il Consiglio provinciale, sar\u00e0 l\u2019una cosa e l\u2019altra insieme, o sar\u00e0 l\u2019una oppure l\u2019altra: \u00e8 evidente che sono tutti problemi che dovranno in qualunque modo venire risolti da una nuova legge. Non bisogna quindi confondere, egregi colleghi, quelle che sono le disposizioni che sono date per la Regione, con quelle che sono le disposizioni che debbono ancora esser date per la provincia con una legge speciale, dalla quale non si potr\u00e0 prescindere.<\/p><p>Noi possiamo quindi fare quelle innovazioni che riteniamo pi\u00f9 idonee, che riteniamo pi\u00f9 adeguate al funzionamento della provincia.<\/p><p>Cos\u00ec io ritengo che per quanto si riferisce alla provincia che ancora esiste, che per volont\u00e0 dell\u2019Assemblea Costituente si \u00e8 voluto mantenere, dobbiamo attendere che vi sia la legge integrativa dei suoi organi.<\/p><p>Quindi, nulla dobbiamo pregiudicare in disposizioni transitorie. Naturalmente, bisogna lasciare alle provincie le attribuzioni che esse avevano per l\u2019antica legge, salvo a vedere quali attribuzioni si devono ad esse concedere secondo quella che sar\u00e0 la volont\u00e0 del nuovo legislatore.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Sapendo quanto sia poco proprio prendere la parola due volte sullo stesso argomento, mi limito a presentare un ordine del giorno; a trasformare, cio\u00e8 il mio emendamento in un ordine del giorno del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea fa voti che entro un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione le Provincie abbiano la loro amministrazione elettiva\u00bb.<\/p><p>Su questo, onorevoli colleghi, mi sembra che si debba essere tutti d\u2019accordo. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MALAGUGINI. La verit\u00e0 \u00e8 che si vuole uccidere la provincia! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. L\u2019onorevole Malagugini si irrita di un fatto che in realt\u00e0 rappresenta una bella prova di quello che pu\u00f2 una speranza che non si decide a tramontare. Gli egregi colleghi di quella parte dell\u2019Assemblea non si rassegnano al fatto compiuto della risurrezione della provincia, nella quale si ostinano a vedere, a torto, una nemica della Regione. Questa combattivit\u00e0 va ammirata e bisogna cercare di imitarla.<\/p><p>Piuttosto vorrei mettere in luce che questo \u00e8 un tentativo che non pu\u00f2 servire a niente. Non posso fare una citazione a memoria, ma sono sicuro che se si riprendono i resoconti delle discussioni che avvennero nell\u2019Assemblea in occasione del ripristino della provincia, si vedr\u00e0 che furono fatte proprio dalla Commissione dei Diciotto dichiarazioni esplicite \u2013 e fui io che ebbi, non dico la malizia, ma l\u2019elementare prudenza di provocarle \u2013 dalle quali risulta che si era inteso di mantenere la provincia come ente autonomo, dotato di autogoverno, e quindi amministrata da amministratori nominati dal corpo elettorale. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ella, onorevole Piccioni, \u00e8 stato forse uno di quelli che pi\u00f9 si \u00e8 addolorato di questa resurrezione della provincia, e, quindi, si spiega la sua insistenza continua che si manifesta in modo tale che dimostra la costanza dei suoi sentimenti. Ma io credo che in questo ordine del giorno nessuno possa trovare niente da ridire. Qualcuno lo voter\u00e0 con un pensiero malinconico, considerando che ormai quello che \u00e8 avvenuto \u00e8 avvenuto; altri saranno lieti di vedervi la conferma di un fatto che essi auspicavano che avvenisse.<\/p><p>LUSSU. Onorevole Presidente, la mia pregiudiziale vale anche per questo ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Corbino ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente fa voti a che si proceda alla ricostituzione dei Consigli provinciali nel termine di un anno dall\u2019entrata in vigore della Costituzione e non oltre la data di elezione dei relativi Consigli regionali\u00bb.<\/p><p>Chiedo agli onorevoli Targetti e Corbino se non possono unificare i loro ordini del giorno.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Sull\u2019ordine del giorno Targetti si pu\u00f2 raggiungere l\u2019accordo e, quindi, ritiro il mio.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare che il dire semplicemente che l\u2019Assemblea \u00abfa voti\u00bb, quando si stabilisce il termine di un anno, mi pare sia troppo poco. Se diciamo \u00abun anno\u00bb, \u00e8 opportuno che si usi una formula pi\u00f9 impegnativa: per esempio \u00abl\u2019Assemblea stabilisce\u00bb. Altrimenti mettiamo sei mesi.<\/p><p>PRESIDENTE. Non abbiamo mai votato ordini del giorno su materia non immediatamente costituzionale nei quali si facesse un\u2019affermazione di questo genere. L\u2019Assemblea ha sempre espresso un parere o dato un consiglio.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno Targetti-Corbino, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ritiene che si debba votare il comma aggiuntivo proposto dal Comitato di redazione?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma aggiuntivo proposto dal Comitato alla disposizione transitoria VIII, con raggiunta delle parole: \u00abe al Comune\u00bb, proposta dall\u2019onorevole Ruini: \u00abFino a che non sar\u00e0 provveduto al riordinamento ed alla distribuzione delle funzioni amministrative con gli altri enti locali, restano alla Provincia e al Comune le funzioni amministrative attualmente ad essi attribuite e quelle a cui la Regione deleghi loro l\u2019esercizio\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Prima di passare all\u2019esame dell\u2019ultima norma transitoria, esaminiamo le ultime proposte aggiuntive pervenute. Gli onorevoli Nobile, Cifaldi, Grieco, Nobili Tito Oro, Costa, Costantini, hanno proposto il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abNessuna variazione al numero e alle circoscrizioni delle Regioni, quali sono definite dall\u2019articolo 123, potr\u00e0 essere apportata nei primi dieci anni dopo la promulgazione della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Osservo che questa proposta \u00e8 contradittoria con altra votata dall\u2019Assemblea e pertanto non \u00e8 accettabile.<\/p><p>Gli onorevoli Fuschini, Moro, Balduzzi, Damiani, De Unterrichter Maria, Jervolino e Uberti hanno proposto il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abPer la prima legislatura, anzich\u00e9 applicare la disposizione dell\u2019articolo 57, potr\u00e0 procedersi alla assegnazione dei seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in base alla popolazione residente nelle Provincie e Regioni d\u2019Italia calcolate al 31 dicembre 1946 secondo i dati pubblicati nel supplemento straordinario della <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> n. 97 del 28 aprile 1947\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Ruini di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> A parte la dizione che \u00e8 troppo lunga aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Fuschini che corrisponde a quanto stabil\u00ec l\u2019Assemblea, nel senso che, votando il principio di far capo ai censimenti, pel numero dei senatori e dei deputati, occorre una norma transitoria per derogare da ci\u00f2 nelle prime elezioni. Ma si potrebbe anche non mettere il principio, che non ha vero carattere costituzionale, e pu\u00f2 essere lasciato alla legge elettorale, con una pi\u00f9 opportuna valutazione delle circostanze. In tal caso, se non vi fosse il principio, non vi dovrebbe essere neppure la norma transitoria. Ma si potr\u00e0 parlarne nel cordinamento. Intanto votiamo la proposta Fuschini.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Fuschini, del quale ho dato test\u00e9 lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli onorevoli Perassi e Mortati hanno proposto la seguente disposizione transitoria:<\/p><p>\u00abFino a quando non sia entrata in funzione la Corte costituzionale, la cognizione delle controversie sulle materie indicate nel primo comma dell\u2019articolo 126 della Costituzione \u00e8 regolata secondo le norme vigenti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di illustrare la sua proposta.<\/p><p>PERASSI. Ritengo che questa disposizione sia necessaria dopo le deliberazioni prese dall\u2019Assemblea per quanto concerne la Corte costituzionale. Non era nelle norme transitorie precedentemente formulate, perch\u00e9 nel testo primitivo del progetto le norme relative alla Corte costituzionale, alla sua competenza e alla sua attivit\u00e0 andavano notevolmente al di l\u00e0 di quanto risulta dalle deliberazioni prese l\u2019altro giorno. Che cosa si \u00e8 stabilito? Nell\u2019articolo 126 si \u00e8 disposto che certe controversie sono attribuite alla Corte costituzionale. Si tratta di una competenza esclusiva. Il valore di questa norma sta precisamente in questo: nel creare un organo avente su quelle controversie una competenza esclusiva. Segue poi l\u2019articolo che stabilisce come \u00e8 costituita la Corte. Ma poi, nell\u2019articolo 128, a differenza di quanto era previsto nel primitivo progetto, l\u2019Assemblea Costituente si \u00e8 limitata a dire che la legge stabilir\u00e0 i modi e i termini per i giudizi sulla incostituzionalit\u00e0 delle leggi: quando la Corte dichiara la incostituzionalit\u00e0 della norma questa cessa di avere efficacia, ecc.<\/p><p>Ora, stando cos\u00ec le cose, quale sarebbe la situazione se non si dicesse nulla? La situazione sarebbe questa: che per certe controversie che sono indicate nell\u2019articolo 126 mancherebbe un giudice o, quanto meno, potrebbero sorgere dei dubbi. Ora, avendo rinviato tutto a leggi successive, si pone un problema di diritto transitorio che si potrebbe risolvere in diversi modi: o creando qualche meccanismo transitorio, come si \u00e8 fatto in casi analoghi in qualche altra Costituzione, o ponendo quello che \u00e8 strettamente necessario. Che cos\u2019\u00e8 strettamente necessario? Evitare che certe garanzie giurisdizionali oggi esistenti restino sospese fino a quando non si sia creata la Corte e si siano adottate le leggi relative al modo di agire davanti alla Corte ed al suo procedimento.<\/p><p>In particolare (e questo \u00e8 il lato delicato della cosa) secondo il diritto vigente ogni cittadino convenuto in giudizio civile o sottoposto a procedimento penale pu\u00f2 eccepire avanti al giudice la illegittimit\u00e0 di una norma anche contenuta in un decreto legislativo. \u00c8 noto, infatti, che secondo il diritto attuale ogni giudice \u00e8 competente ad accertare la legittimit\u00e0 delle norme che \u00e8 chiamato ad applicare, e questa competenza, per quanto riguarda i decreti legislativi, \u00e8 riconosciuta ed \u00e8 stata solennemente riaffermata sia in atti parlamentari sia dalla giurisprudenza.<\/p><p>Inoltre, nell\u2019articolo 126 si attribuisce in via esclusiva alla Corte costituzionale, di cui si prevede la creazione, la competenza a giudicare sui conflitti di attribuzione. Anche per questo occorre disporre in via transitoria. Per queste considerazioni proponiamo una disposizione che provveda a queste esigenze di diritto transitorio. Il concetto \u00e8 questo: lasciare le cose come sono; evitare che in questo periodo transitorio non vengano meno quelle garanzie che attualmente esistono. La norma che proponiamo \u00e8 formulata cos\u00ec:<\/p><p>\u00abFino a quando non sia entrata in funzione la Corte costituzionale, la cognizione delle controversie sulle materie indicate nel primo comma dell\u2019articolo 126 della Costituzione \u00e8 regolata secondo le norme vigenti\u00bb.<\/p><p>Con questa disposizione resta chiarito che le controversie che possono sorgere in giudizio circa la legittimit\u00e0 di una norma anche se contenuta in un atto avente valore di legge possono essere esaminate e decise dai giudici secondo le norme vigenti e con gli effetti che attualmente possono avere le loro decisioni, cio\u00e8 limitati al caso concreto. La norma secondo la quale \u00abquando la Corte dichiara l\u2019incostituzionalit\u00e0 di una norma questa cessa di avere efficacia\u00bb esce dal diritto attuale e avr\u00e0 applicazione soltanto quando la Corte sar\u00e0 creata e sar\u00e0 regolato tutto il procedimento relativo al sindacato sulla legittimit\u00e0 costituzionale delle leggi.<\/p><p>Per quanto concerne, poi, le controversie relative ai conflitti di attribuzione, che l\u2019articolo 126 deferisce alla competenza della Corte costituzionale, la disposizione transitoria proposta significa che la competenza in tale materia resta per ora deferita alle sezioni unite della Cassazione secondo la legge del 1875.<\/p><p>Sono questi i criteri a cui s\u2019ispira l\u2019articolo proposto, che per le considerazioni esposte riteniamo debba essere inserito nel testo costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Aderisco al concetto espresso dall\u2019onorevole Perassi e lo traduco in due parole: creato il nuovo sindacato di legittimit\u00e0 costituzionale, affidato ad un nuovo organo, la Corte costituzionale, \u00e8 chiaro che quel sindacato non potr\u00e0 essere esercitato da altri organi, oggi esistenti, prima che sorga la Corte costituzionale. Forse non \u00e8 necessario, ma, se si crede che vi possa essere un dubbio, votiamo, salvo rivederne la forma, la proposta Perassi-Mortati.<\/p><p>MALAGUGINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MALAGUGINI. A me pare che si tratti di un emendamento di certa importanza, che viene presentato all\u2019ultimo momento. Forse sarebbe opportuno rinviarne a domani la discussione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Malagugini, si tratta di un argomento molto semplice e chiaro. Non vedo la ragione di un rinvio.<\/p><p>MALAGUGINI. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la disposizione transitoria proposta dagli onorevoli Perassi e Mortati, di cui ho gi\u00e0 dato lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli onorevoli Ambrosini, Cevolotto e Uberti hanno proposto la seguente disposizione transitoria:<\/p><p>\u00abNella prima formazione della Corte costituzionale i giudici restano in carica per tutto il periodo stabilito nell\u2019articolo 127\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di illustrare la proposta.<\/p><p>AMBROSINI. Questo emendamento aggiuntivo quasi non sarebbe indispensabile; ma, siccome nell\u2019articolo 127 si prevede una legge, che regoler\u00e0 il funzionamento della Corte, per evitare che questa legge possa portare una innovazione sul problema del quale ci siamo occupati, e data la necessit\u00e0 che la Corte costituzionale abbia un funzionamento continuativo per un certo periodo, in modo da stabilire una giurisprudenza costante, perch\u00e9 le istituzioni possano avere fondamento preciso, noi abbiamo creduto di presentare la proposta in esame.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Forse anche questo emendamento \u00e8 pleonastico, ma la Commissione lo accetta, con riserva di rivederne la forma in sede di coordinamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta Ambrosini, Cevolotto ed Uberti, test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Grassi propone la seguente disposizione transitoria:<\/p><p>\u00abFino a quando non sar\u00e0 emanata la nuova legge sull\u2019ordinamento giudiziario, in conformit\u00e0 alle disposizioni della presente Costituzione, continueranno ad osservarsi le norme dell\u2019ordinamento ora vigente\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Grassi ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>GRASSI. \u00c8 una disposizione transitoria, la quale tende ad evitare \u2013 e forse in questo non \u00e8 pleonastica \u2013 che l\u2019attuale Consiglio superiore della magistratura possa aver esso le funzioni e le attribuzioni che la Costituzione ha attribuito al futuro Consiglio superiore. Siccome, finch\u00e9 l\u2019ordinamento giudiziario non stabilir\u00e0 il nuovo Consiglio superiore, dovr\u00e0 funzionare l\u2019attuale, ritengo che la norma non sia pleonastica appunto perch\u00e9 tende ad evitare equivoci. La Commissione potr\u00e0 poi vedere come coordinarla, ma io sento la necessit\u00e0, per le responsabilit\u00e0 che assumo ora, di cercare di evitare equivoci in una materia cos\u00ec importante come quella costituita dalla carriera nella Magistratura..<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Certo \u00e8 che siamo andati incontro con un vero crescendo a tutto un sistema di precauzioni. Non v\u2019\u00e8 offesa, nell\u2019usare la parola: \u00abpleonastico\u00bb; possiamo tuttavia dire \u00abnon necessario\u00bb. Mi sia lecito esprimere qualche dubbio su quanto propone l\u2019onorevole Grassi. Il primo dubbio \u00e8 se la disposizione sia necessaria; evidentemente, finch\u00e9 il Consiglio superiore della magistratura non avr\u00e0 assunto la nuova struttura che gli abbiamo data, non potr\u00e0 esercitare le nuove funzioni, che del resto son poche, e non sarebbe gran male se intanto, pei trasferimenti, si volesse investire il Consiglio attuale. Secondo dubbio: se noi dovessimo per tutti gli organi che abbiamo modificati stabilire una norma di questo genere, la serie degli emendamenti non avrebbe pi\u00f9 fine. Malgrado questi dubbi, di fronte alle esigenze che l\u2019onorevole Grassi avanza pel funzionamento del servizio, non mi resta che rimettermi, e non oppormi all\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta Grassi, test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha presentato la seguente proposta:<\/p><p>\u00ab\u00c8 convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>MORTATI. La mia proposta si riferisce al primo comma dell\u2019articolo 6 del decreto da cui la Costituente ha tratto la sua investitura, nel quale \u00e8 detto: \u00abIl presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del regno \u2013 serie speciale \u2013 e sar\u00e0 presentato alle Assemblee legislative per la conversione in legge\u00bb. Con l\u2019adozione del procedimento del decreto-legge per la convocazione della Costituente il Governo di Salerno volle affermare la continuit\u00e0 fra il vecchio e il nuovo ordinamento. Io non entro nel merito di questa concezione, che a me pare infondata, non essendo contestabile che la decisione costituente abbia importato una frattura fra il vecchio e il nuovo ordinamento. Comunque, trovandoci di fronte ad un testo legislativo che ha voluto espressamente sancire la continuit\u00e0 fra i due ordinamenti, si pone questo problema: chi deve operare la conversione in legge? A tenore dell\u2019articolo 6 citato che si richiama alle norme vigenti, regolative dei decreti-legge, l\u2019organo competente dovevano essere le Assemblee legislative.<\/p><p>Pu\u00f2 intendersi che con questa dizione ci si sia voluti riferire al Parlamento che sorger\u00e0 in virt\u00f9 della Costituzione da noi approvata? Non mi pare che tale interpretazione possa ritenersi corretta, tenuto conto anzitutto che l\u2019atto di conversione di un decreto, il cui contenuto senza dubbio attiene ad una materia costituzionale, ed anzi alla pi\u00f9 tipica, a quella che ha di mira l\u2019instaurazione di un nuovo ordinamento fondamentale dallo Stato, debba essere opera di un organo che abbia competenza nella materia stessa: ci\u00f2 che non avviene per le ordinarie Assemblee legislative. Si potrebbe pensare a queste Assemblee in funzione di costituenti, cio\u00e8 agenti con le forme della revisione costituzionale, ma non sembra ragionevole che la legittimazione del decreto da cui il nuovo ordinamento dovrebbe trarre la sua investitura sia attribuita ad un organo derivato dall\u2019Assemblea Costituente, e non direttamente a questa. Si avrebbe, se non si adottasse la soluzione da me proposta, l\u2019assurdo che le future Camere neghino la validit\u00e0 di quanto ha fatto l\u2019organo che ha creato l\u2019ordinamento, di cui farebbero parte. \u00c8 inoltre da ricordare la ragione politica, relativa all\u2019opportunit\u00e0 di non lasciare ancora aperta una questione circa la legittimit\u00e0 del procedimento costituente.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La formula di convertire in legge, nella Costituzione, un decreto-legge non mi sembra felice e corretta. Ma l\u2019esigenza messa in luce dall\u2019onorevole Mortati \u00e8 fondata.<\/p><p>Ricordo che il decreto-legge del 1944 fu una piccola Costituzione provvisoria uscita dalla rivoluzione; tutti i decreti legislativi, e tutte le norme che hanno retto il nostro ordinamento provvisorio sono uscite di l\u00e0. Ne sono derivati il <em>referendum<\/em> per la Repubblica, la convocazione dei comizi elettorali, la esistenza medesima di questa Assemblea.<\/p><p>Se si voleva riallacciarsi in qualche modo alle forme del passato, ed inserire, per cos\u00ec dire, la rivoluzione nel solco costituzionale, era inevitabile partire da un decreto-legge, e riservarne la conversione. Ma ora che siamo usciti dal provvisorio, ora che il regime intermedio \u00e8 superato, non ci possiamo lasciare alle spalle come non definito il punto iniziale, la cellula da cui \u00e8 provenuto l\u2019ordinamento provvisorio. Faremo opera di saggezza decidendo fin da ora che quella che fu l\u2019origine della nostra vita nuova, che poi divent\u00f2 vita repubblicana, non resti ancora formalmente sospesa e rimessa, sia pure formalmente, al Parlamento futuro.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Mi sembra che questo decreto dovrebbe essere presentato al Parlamento per essere convertito in legge con il relativo <em>iter<\/em> delle Commissioni per l\u2019esame e la discussione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non \u00e8 necessario l\u2019<em>iter<\/em> che lei dice, e che sarebbe necessario pel futuro Parlamento. Pi\u00f9 che una conversione formale in legge, noi dobbiamo stabilire che non occorre pi\u00f9 una conversione formale e che una conversione sostanziale di quel decreto, che \u00e8 insieme il suo superamento, si trova nel fatto stesso di questa Costituzione definitiva.<\/p><p>Votiamo intanto la proposta Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la formulazione Mortati, test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla disposizione IX. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATT1. <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Presente Costituzione sar\u00e0 promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell\u2019Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Questa norma mi pare che non possa essere votata se non sono stati approvati tutti gli articoli. Comunque, non credo che vi sar\u00e0 discussione su questa disposizione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019Assemblea ha udito la proposta avanzata dall\u2019onorevole Gullo. Se non vi sono osservazioni, rimane cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Gasparotto ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente riconosce, coerentemente alle tradizioni del Paese, che le calamit\u00e0 nazionali impegnano la solidariet\u00e0 della Nazione rispetto ai danni e agli oneri che da esse derivano\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di illustrarlo.<\/p><p>GASPAROTTO. La Costituzione francese, all\u2019articolo 34, dispone che le calamit\u00e0 che colpiscono la Nazione impegnano tutta la Nazione, indipendentemente dalle regioni colpite dagli infortuni di particolare gravit\u00e0.<\/p><p>Ora, io comprendo le ragioni per cui la Commissione non possa accogliere questa disposizione nel testo della Costituzione, in quanto essa risponde perfettamente alla tradizione italiana. Difatti, in occasione del terremoto calabro siculo del 1911 che provoc\u00f2 la morte di 50 mila persone, in quella del terremoto della Marsica del 1915 e via dicendo, l\u2019Italia, ha affermato costantemente la solidariet\u00e0 di tutta la Nazione davanti a queste sventure che colpiscono la Patria nelle varie parti del suo territorio.<\/p><p>Quindi, si pu\u00f2 ritenere, forse, superflua, la disposizione stessa.<\/p><p>Tuttavia, di fronte all\u2019ordinamento regionale, che distingue la Repubblica in vari nuclei autonomi, \u00e8 utile, sotto forma di voto espresso in un ordine del giorno, che la Costituente stabilisca ancora una volta l\u2019unit\u00e0 morale e la solidariet\u00e0 di tutti gli italiani di fronte alle sventure nazionali. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Gasparotto, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la proposta di una disposizione aggiuntiva VI-bis, fatta dall\u2019onorevole Nobili Tito Oro:<\/p><p>\u00abEntro sei mesi dall\u2019entrata in vigore della Costituzione pu\u00f2 essere chiesta la revocazione delle sentenze civili pronunciate sotto il regime fascista, quando risulti o possa essere provato che esse furono la conseguenza della pressione di organi del governo o del partito fascista\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente il proponente, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato a domani alle 10.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intenda emanare per adeguare l\u2019applicazione dei contributi unificati in agricoltura alla capacit\u00e0 contributiva degli agricoltori della Sardegna, ed in specie dei coltivatori diretti e piccoli proprietari e alle speciali condizioni dell\u2019economia agraria dell\u2019Isola.<\/p><p>\u00abCarboni Enrico, Chieffi, Mannironi\u00bb<\/p><p>\u00abAl Ministro degli affari esteri, per conoscere se proseguano e a che punto siano g\u00ecunte le trattative per una unione doganale italo-francese, auspicata nel Convegno di Parigi nello scorso luglio.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intendono prendere nei confronti della Confindustria che, rompendo le trattative che duravano da dieci mesi, provoca novecentomila metallurgici a scioperi ed agitazioni per difendere il loro pane ed il lavoro italiano.<\/p><p>\u00abRoveda\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando intende rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Mi riservo di far conoscere quando i Ministri interrogati intendano rispondere.<\/p><p>Annunzio di una mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata presentata la seguente mozione:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente invita il Governo a considerare se \u2013 dal momento che la legge sull\u2019ammasso per contingente del grano per l\u2019anno 1948 toglie il carattere di reato alle violazioni della legge stessa e commina per tutte le infrazioni esclusivamente penalit\u00e0 di carattere finanziario, e quindi fatti di maggiore gravit\u00e0 di quelli che possano essere stati commessi nel 1947 e negli anni precedenti non portano pi\u00f9 a pene restrittive della libert\u00e0 \u2013 non sia giusto ed equo stabilire con un provvedimento di indulto che le condanne a pene restrittive della libert\u00e0 personale pronunciate e da pronunciare in base alle leggi precedenti siano condonate, ferme restando le pene pecuniarie.<\/p><p>\u00abPersico, Cevolotto, Treves, Corbino, Bonino, Perlingieri, Guerrieri Emanuele, Candela, Gasparotto, Basile\u00bb.<\/p><p>Sar\u00e0 sentito il Governo per fissarne la data di discussione. Sar\u00e0 abbinata a quella presentata dall\u2019onorevole Bonomi Paolo concernente lo stesso argomento.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se intenda migliorare le tabelle per le pensioni al personale dei depositi stalloni d\u2019Italia.<\/p><p>\u00abCome risulta dalla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 15 dicembre 1945, ai caporali e caporal maggiori viene data una pensione, che va dalle lire 1800 a lire 2700 mensili, per quelli che hanno venti anni di servizio, e, per quelli che ne hanno trentacinque, dalle lire 2400 a lire 2700.<\/p><p>\u00abSe creda, almeno, che allo stato, le pensioni siano uguagliate a quelle degli altri corpi dipendenti dal Ministero della difesa.<\/p><p>\u00abSapienza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se, in applicazione del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 24 luglio 1947, n. 800, intende dare disposizioni tendenti a garantire l\u2019ordine di preferenza nelle graduatorie per incarichi e supplenze in ogni ordine di scuola ai mutilati ed invalidi civili per fatti di guerra, ai figli dei caduti civili per fatti di guerra, alle madri ed alla vedove non rimaritate ed alle sorelle vedove o nubili dei caduti civili per fatti di guerra.<\/p><p>\u00abRiccio Stefano\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere come intenda esaltare nelle scuole della Repubblica i martiri del nostro ultimo risorgimento e particolarmente il sacrificio di Lauro De Bosis, che si vot\u00f2 alla morte, la sera del 5 ottobre 1931, per indirizzare dal cielo di Roma un appello di libert\u00e0 al popolo italiano.<\/p><p>\u00abBartalini, Lussu, Pertini, Pesenti, Lozza, Cianca, Amadei, Calamandrei, Giua, Lombardi Riccardo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se e quali provvidenze dispone lo Stato a favore delle cooperative edilizie per la ricostruzione di case di abitazione sinistrate e distrutte appartenenti ai soci delle cooperative stesse; e in particolare per sapere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) quale \u00e8 l\u2019entit\u00e0 del contributo;<\/li><li><em>b<\/em>) in quale forma viene dato;<\/li><li><em>c<\/em>) se viene dato su stato di avanzamento dei lavori o in forma di annualit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em>\u00abPreti\u00bb.<\/li><\/ol><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere in base a quali criteri sia stato concesso il ritorno del professore Ottorino Vezzani al posto di direttore dell\u2019Istituto zootecnico e caseario di Torino, trattandosi di persona ex epurata, privata dell\u2019elettorato attivo per 8 anni, denunciata per truffa aggravata e falso in atto pubblico, amnistiata d\u2019ufficio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMontagnana Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se sia a conoscenza come presso l\u2019Ospedale civile di Belluno sia insediato da oltre un anno un Consiglio di amministrazione irregolarmente costituito (per il presidente esiste l\u2019incompatibilit\u00e0 prevista dall\u2019articolo 11 della legge fondamentale sulle opere pie e, inoltre, la sua nomina \u00e8 nulla in quanto adottata da un organo incompetente) e come il prefetto, che della cosa \u00e8 stato edotto in modo formale, non abbia provveduto a rimuovere l\u2019irregolarit\u00e0 lamentata, tollerando cos\u00ec il formarsi di un complesso di provvedimenti ed atti amministrativi, che potrebbero in qualunque momento essere inficiati di nullit\u00e0 con grave nocumento e pregiudizio per gli interessi dell\u2019Ente ospedaliero. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPat\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della difesa e del tesoro, perch\u00e9 dichiarino se intendono provvedere sollecitamente perch\u00e9 i magistrati ordinari, richiamati come ufficiali d\u2019arma ed in servizio presso la giustizia militare non continuino ad essere privati, per una serie di complicate disposizioni, delle competenze loro spettanti ed attribuite ai loro colleghi, sia dalla giustizia ordinaria sia dalla giustizia militare, con evidente sperequazione ed offesa ai criteri di giustizia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMastino Pietro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non ritenga opportuno ed equo consentire, in via eccezionale, agli agenti di custodia, che abbiano la qualit\u00e0 di reduci dell\u2019ultima guerra, di contrarre matrimonio indipendentemente dall\u2019et\u00e0 e dall\u2019anzianit\u00e0 di servizio. E ci\u00f2 per eliminare la differenza di trattamento in confronto dei reduci ammogliati test\u00e9 assunti in servizio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMazzei\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 23.30.<\/p><p>Ordine del giorno, per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXXI. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 5 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI INDICE Votazione segreta dei seguenti disegni di legge: Approvazione degli Accordi di carattere economico conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946. (26). 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