{"id":2374,"date":"2023-09-17T16:31:31","date_gmt":"2023-09-17T14:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2374"},"modified":"2023-10-21T10:06:45","modified_gmt":"2023-10-21T08:06:45","slug":"pomeridiana-di-giovedi-4-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2374","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 4 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2374\" class=\"elementor elementor-2374\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-73abd97 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"73abd97\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7ef8902\" data-id=\"7ef8902\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-24ad645 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"24ad645\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471204_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-837c11b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"837c11b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXIX.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 4 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Rodi<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Ambrosini<\/p><p>Bubbio<\/p><p>Rescigno<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Musolino<\/p><p>Camposarcuno<\/p><p>Mortati<\/p><p>Uberti<\/p><p>Tosato<\/p><p>Moro<\/p><p>Grazi<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Persico<\/p><p>Gullo Fausto<\/p><p>Lussu<\/p><p>Conti<\/p><p>Dozza<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Perassi<\/p><p>Corbino<\/p><p>Nobile<\/p><p>Perlingieri<\/p><p>Recca<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Colitto<\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Laconi<\/p><p>Tozzi Condivi<\/p><p>Zuccarini<\/p><p>Benvenuti<\/p><p>Coppi<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozione <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Ieri io ed altri colleghi abbiamo esposto le ragioni per le quali, a nostro avviso, doveva essere soppresso l\u2019articolo 131 della Costituzione.<\/p><p>Queste nostre considerazioni furono accolte con calma, se non che ad un certo momento la calma \u00e8 finita e si \u00e8 dovuto deplorare un episodio pugilistico. Comunque, era forse fatale che avvenisse questo pugilato, perch\u00e9 abbiamo aperto i lavori della Costituente con un pugilato, ed era logico che li chiudessimo con un pugilato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma quello che mi preme mettere in evidenza, la cosa per la quale ho chiesto di parlare sul processo verbale, \u00e8 la faccenda dello scrutinio segreto, che noi abbiamo chiesto ieri e sulla quale richiesta si \u00e8 fatta una speculazione, per lo meno ingiusta.<\/p><p>Noi abbiamo chiesto lo scrutinio segreto ed abbiamo insistito su di esso, prima di tutto perch\u00e9 il regolamento della Camera ci d\u00e0 facolt\u00e0 di chiedere lo scrutinio segreto e poi perch\u00e9, con lo scrutinio segreto, il voto \u00e8 molte volte la pi\u00f9 esatta espressione della coscienza dell\u2019Assemblea e quindi si pu\u00f2 anche chiedere lo scrutinio segreto per avere la temperatura dell\u2019Assemblea in un determinato momento.<\/p><p>E v\u2019\u00e8 ancora un fatto: siccome abitualmente nei banchi di sinistra si abbina la qualifica di monarchico a quella di fascista, \u00e8 chiaro che qualcuno potrebbe rimanere anche indeciso di fronte alla eventualit\u00e0 quasi certa di una accusa diventata ormai metodica, di una accusa che certamente viene come reazione ad una qualunque di queste manifestazioni. E, ad ogni modo, mi sono stupito che si sia chiesto il ritiro della richiesta riguardante lo scrutinio segreto, facendo financo appello alla lealt\u00e0 dei votanti. Qui non si tratta di lealt\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi, la prego, noi siamo in sede di processo verbale. Sul processo verbale, o si rettifica o si chiarisce; io suppongo che ella intenda chiarire. Ma chiarisca qualche punto preciso, la prego.<\/p><p>RODI. Sto appunto chiarendo, onorevole Presidente, i motivi della nostra richiesta di procedere a scrutinio segreto e dell\u2019insistenza con cui noi abbiamo tenuto ferma tale richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, ma resti almeno a questo argomento, onorevole Rodi: ella ha gi\u00e0 fatto un lungo preambolo non precisamente aderente al tema.<\/p><p>RODI. Io desidero appunto lamentarmi di questo. Si sapeva, del resto, benissimo quale sarebbe stato il nostro voto. Mi lamento di questo appello alla lealt\u00e0, specialmente poi ove si consideri che noi sappiamo benissimo come si sono condotti i lavori di questa nostra Costituente, quante volte cio\u00e8 sia stato richiesto lo scrutinio segreto, quante volte ci si sia adattati a dei compromessi, ad accordi forse non del tutto felici; e tutto questo per condurre in porto la nostra nave.<\/p><p>Nessun appello alla lealt\u00e0 dunque. E poich\u00e9 mi trovo a parlare agli amici della estrema sinistra, sono io che rivolgo ora un appello: che essi siano cio\u00e8 nei nostri confronti almeno un po\u2019 pi\u00f9 calmi e un po\u2019 pi\u00f9 riguardosi.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale s\u2019intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Onorevoli colleghi, essendo, nella seduta di questa mattina, stati svolti tutti gli emendamenti relativi all\u2019articolo 122, invito l\u2019onorevole Ambrosini a esprimere su di essi il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI. Come \u00e8 stato rilevato nello scorcio della seduta antimeridiana, la Commissione \u00e8 divisa su questo, che \u00e8 uno dei punti fondamentali dell\u2019ordinamento regionale. Mentre alcuni egregi colleghi vorrebbero arrivare alle precisazioni, altri ritengono invece pi\u00f9 opportuno, in considerazione specialmente della brevit\u00e0 del tempo che ci resta per i nostri lavori, di fare l\u2019affermazione di principio e di rimandare il resto a quanto vorranno stabilire le future Assemblea legislative quando si occuperanno di tutta la materia riguardante le amministrazioni locali.<\/p><p>Sono state sollevate, con gli appassionati interventi dell\u2019onorevole Lami Starnuti e dell\u2019onorevole Mortati, delle considerazioni di interesse veramente grande. Bisogna tuttavia ricordare che tutte queste considerazioni furono gi\u00e0 fatte, per molte sedute consecutive, in seno al Comitato di redazione, su questo Titolo della Costituzione, che furono poi ripetute con maggior passione nella seconda Sottocommissione e ancora una volta davanti alla Commissione dei settantacinque. Ci\u00f2 dimostra la complessit\u00e0 e la delicatezza della materia, e ci\u00f2 spiega la perplessit\u00e0 ad arrivare ad una determinazione particolareggiata, avulsa dalla soluzione dei problemi pregiudiziali e correlativi, propri dell\u2019ordinamento amministrativo; problemi che dovranno essere assieme trattati e risolti, specialmente quando sar\u00e0 elaborata la legge comunale e provinciale.<\/p><p>\u00c8 per questa ragione che il Presidente della Commissione, onorevole Ruini, io e altri colleghi riteniamo, data l\u2019urgenza di finire i nostri lavori, di aderire all\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Uberti e Moro. Crediamo nel contempo che si possa andare incontro ai desideri e alle esigenze espresse in diversi emendamenti con talune aggiunte come le seguenti. Nella proposta Uberti, l\u00e0 dove si dice: \u00abil controllo sugli atti dell\u2019ente regionale \u00e8 esercitato dagli organi\u00bb ecc., aggiungeremmo: \u00ab\u00e8 esercitato in forma decentrata\u00bb; in modo da affermare il principio che gli organi che il futuro legislatore istituir\u00e0 debbano esercitare il loro compito \u00ab<em>in loco<\/em>\u00bb, cio\u00e8 nella Regione.<\/p><p>Ed inoltre cambieremmo una delle parole adoperate nel primo comma dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Uberti. Dove si dice: \u00ab\u00e8 esercitato dagli organi nelle forme e nei modi indicati dalla legge della Repubblica\u00bb, diremmo: \u00abnelle forme e nei limiti indicati dalla legge della Repubblica\u00bb, in modo da affermare esplicitamente il principio dei \u00ablimiti\u00bb; con la quale precisazione riteniamo di dare in certo modo soddisfazione alle esigenze fatte presenti specialmente dall\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>Credo poi che l\u2019Assemblea potrebbe inoltre fare un accenno specifico alla Corte dei conti. Data l\u2019impossibilit\u00e0 di consultare i colleghi della Commissione, valutando l\u2019estrema delicatezza del problema, non mi permetterei di fare una proposta tassativa; mi limiter\u00f2 soltanto a sottoporre una suggestione all\u2019Assemblea in riguardo al primo comma dell\u2019emendamento Uberti. Dove si dice: \u00abil controllo \u00e8 esercitato in forma decentrata\u00bb, si potrebbe aggiungere: \u00abcoordinatamente al servizio della Corte dei conti\u00bb.<\/p><p>Riguardo alle Provincie, ai Comuni e agli altri enti ed istituzioni locali, sembra alla Commissione che il secondo comma dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Uberti sia sufficiente ad acquietare in gran parte le apprensioni da varie parti manifestate, giacch\u00e9 in esso si stabilisce in modo tassativo che gli organi di controllo devono essere organi regionali, e che il controllo sar\u00e0 sottoposto ai limiti stabiliti dalla legge.<\/p><p>Noi ci rendiamo perfettamente conto delle obiezioni sollevate dall\u2019onorevole Lami Starnuti; senonch\u00e9, per la verit\u00e0, non vediamo la ragione perch\u00e9 debba nutrirsi verso le future Assemblee legislative una diffidenza pregiudiziale, quasi che tali Assemblee non nascano dalle elezioni, alle quali partecipa tutto il corpo elettorale, e quasi che dette Assemblee possano, nel nuovo clima del diritto pubblico italiano e nel sistema della Costituzione rigida, non uniformarsi ai princip\u00ee fondamentali stabiliti nella Costituzione. Nel campo specifico del quale ci occupiamo, questi princip\u00ee sono segnati, dal punto di vista generale, da tutto lo spirito della Costituzione e in modo specifico dall\u2019articolo 106, e precisamente dal terzo comma l\u00e0 dove si dice: \u00abAdegua i princip\u00ee ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell\u2019autonomia e del decentramento\u00bb. Aggiungo che, oltre a questa norma fondamentale, che il futuro legislatore non potr\u00e0 violare, senza violare la Costituzione e quindi senza rendere annullabile la legge da parte della Corte costituzionale, c\u2019\u00e8 quella del primo comma dell\u2019articolo 120, gi\u00e0 approvato, nel quale si fa espressa dichiarazione del carattere autonomo degli enti comunali e provinciali.<\/p><p>A parte l\u2019opportunit\u00e0 di non nutrire pregiudiziale sfiducia verso le future Assemblee legislative, riteniamo che il sistema del limite, che esse incontrano nelle disposizioni della Costituzione e che rende sindacabili le leggi ordinarie, rappresenti un fattore in questo momento sufficiente per rassicurarci ed indurci ad approvare l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Uberti, con le aggiunte suindicate.<\/p><p>Riguardo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Sardiello, fatto proprio dall\u2019onorevole Musolino, osservo che la loro richiesta si trova gi\u00e0 consacrata \u2013 per quanto non con le stesse parole, ma sicuramente in modo intero nella sostanza \u2013 nell\u2019ultima parte del terzo comma dell\u2019articolo 122 del progetto.<\/p><p>Infatti, dopo essersi detto che \u00abnella Regione sono costituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l\u2019ordinamento da stabilire con legge della Repubblica\u00bb, si aggiunge che \u00abpossono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione\u00bb.<\/p><p>Indubbiamente questa affermazione espressa fu fatta perch\u00e9 queste sezioni vengano istituite nei capoluoghi di provincia. Quindi, approvando questo terzo comma, credo che gli onorevoli Sardiello e Musolino possano vedere sodisfatta l\u2019esigenza da essi presentata.<\/p><p>BUBBIO. Onorevole Presidente, chiedo di parlare contro l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0, per quanto gi\u00e0 l\u2019onorevole Ambrosini abbia assolto a questo compito.<\/p><p>BUBBIO. L\u2019onorevole Ambrosini ha assolto benissimo questo compito, ma mi si consenta che anch\u2019io mi dichiari contro l\u2019emendamento del collega onorevole Lami Starnuti. Il suo emendamento invero tende a trasformare l\u2019attuale controllo degli enti locali nell\u2019esplicazione di un semplice parere, il che in sostanza \u00e8 larvatamente derisorio. Si dichiara insomma che rimane una specie di controllo, ma lo si risolve soltanto in un parere, che gli enti sono padronissimi di accettare o di non accettare, senza sanzione alcuna se essi non vorranno seguire il consiglio; e ci\u00f2 non \u00e8 un controllo, ma solo la esplicazione di un\u2019opera consultiva ad effetto ritardato, che del controllo ha il colore, ma non la sostanza.<\/p><p>Ora, se tutti siamo autonomisti in teoria, tuttavia dobbiamo onestamente riconoscere che l\u2019abolizione radicale dei controlli non sia ancora matura, specialmente in questo periodo di ricostruzione, in cui tanti enti locali si dibattono in difficolt\u00e0 funzionali e finanziarie gravissime. N\u00e9 si dimentichi che se non mancano saggi e competenti amministratori, \u00e8 generale la lagnanza sulla deficienza dei quadri, giacch\u00e9 si \u00e8 perduto un po\u2019 lo stampo degli antichi amministratori, pi\u00f9 o meno togati, ma muniti di lesina e di occhiali, che per preparazione e seriet\u00e0 davano pieno affidamento. Penso quindi che al momento attuale non sia matura questa specie di riforma rivoluzionaria, come l\u2019ha chiamata, l\u2019onorevole proponente; ed in base alla modesta esperienza che ho potuto acquisire quale funzionario prima ed amministratore poi, posso dire che, malgrado i controlli attuali di legittimit\u00e0 e di merito sugli enti locali a mezzo della Prefettura e della G.P.A., infiniti errori ancora si commettono da parte degli enti stessi; donde una ragione maggiore per mantenere ancora in vita, almeno in questo periodo, tali controlli. Conseguentemente sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Ambrosini, che in fondo \u00e8 dello stesso parere dell\u2019onorevole Uberti, di rimandare a leggi speciali questa materia.<\/p><p>PRESIDENTE. Chieder\u00f2 ora ai presentatori degli emendamenti se intendono mantenerli.<\/p><p>I seguenti emendamenti si intendono decaduti, per assenza dei proponenti:<\/p><p><em>\u00abSostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIn ogni Regione \u00e8 costituita una sezione distaccata della Corte dei conti, cui compete il controllo preventivo di legittimit\u00e0 sugli atti dell\u2019Amministrazione regionale, e quello successivo sulla gestione del bilancio della Regione.<\/p><p>\u00abSono inoltre istituiti organi elettivi di giustizia amministrativa di primo grado, i cui membri possono essere scelti soltanto fra cittadini in possesso di determinati requisiti tecnici, secondo le disposizioni che saranno dettate per legge.<\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti dei Comuni \u00e8 esercitato dalle medesime sezioni regionali della Corte dei conti.<\/p><p>\u00abCodignola\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo e il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti dei Comuni e delle Provincie \u00e8 esercitato nei modi e nei termini che la legge stabilir\u00e0.<\/p><p>\u00abRomano\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti dei Comuni e degli altri enti pubblici locali \u00e8 esercitato da un organo dello Stato con sede nel capoluogo di Provincia. Il controllo di merito \u00e8 esercitato dalla Giunta provinciale.<\/p><p>\u00abZotta, Domined\u00f2\u00bb.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno:<\/p><p><em>\u00abAl secondo comma, dopo le parole:<\/em> Il controllo di legittimit\u00e0 sugli atti, <em>aggiungere le altre:<\/em> delle Provincie e\u00bb.<\/p><p>Onorevole Rescigno, lo mantiene?<\/p><p>RESCIGNO. Lo mantengo perch\u00e9 mi sembra una conseguenza del fatto che la Provincia \u00e8 rimasta come ente autonomo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lami Starnuti, cos\u00ec modificato su proposta dell\u2019onorevole Persico:<\/p><p><em>\u00abSostituire il secondo periodo del secondo comma col seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abPer le deliberazioni amministrative degli enti locali sottoposte dalla legge a controllo di merito, l\u2019organo di tutela ha soltanto facolt\u00e0 di chiedere al Consiglio dell\u2019ente deliberante, con provvedimento motivato, il riesame della deliberazione\u00bb.<\/p><p>Onorevole Lami Starnuti, lo mantiene?<\/p><p>LAMI STARNUTI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue un altro emendamento dell\u2019onorevole Rescigno:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, sostituire l\u2019ultimo periodo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abPossono istituirsi sezioni nei capoluoghi delle Provincie\u00bb.<\/p><p>Onorevole Rescigno, lo mantiene?<\/p><p>RESCIGNO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Sardiello:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, sostituire il secondo periodo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSezioni degli organi di giustizia predetti devono sorgere nel capoluogo di ciascuna Provincia con giurisdizione sulla Provincia stessa\u00bb.<\/p><p>Questo emendamento \u00e8 stato fatto proprio dall\u2019onorevole Musolino, al quale chiedo se lo mantiene.<\/p><p>MUSOLINO. Lo trasformo in raccomandazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Camposarcuno:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abIl controllo di merito avr\u00e0 luogo quando \u00e8 impegnato il bilancio della Regione per oltre cinque anni, a meno che la relativa deliberazione non sia sottoposta a <em>referendum <\/em>popolare su richiesta di un ventesimo degli elettori entro un mese dalla pubblicazione della deliberazione\u00bb.<\/p><p>Onorevole Camposarcuno, lo mantiene?<\/p><p>CAMPOSARCUNO. Siccome questo grave problema dei controlli, in definitiva la Commissione ha proposto che sia rinviato alla legge ordinaria ed ha dichiarato di accettare la proposta dell\u2019onorevole Uberti, aderisco a tale proposta e non insisto sul mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abSugli atti amministrativi della Regione il controllo di legittimit\u00e0 \u00e8 esercitato in forma decentrata da organi costituzionali in ogni Regione, coordinati con la Corte dei conti. Il controllo di merito sulla gestione finanziaria della Regione, limitato ai casi in cui questa richieda contributi straordinari, sar\u00e0 regolato dalle leggi\u00bb.<\/p><p>Onorevole Mortati, lo mantiene?<\/p><p>MORTATI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 poi l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Uberti:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire i primi due commi coi seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti dell\u2019Ente regionale \u00e8 esercitato dagli organi e nelle forme e modi indicati dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abSono istituiti, nei modi stabiliti dalla legge, organi regionali di controllo sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali\u00bb.<\/p><p>Onorevole Uberti, lo mantiene?<\/p><p>UBERTI. Per venire incontro alle preoccupazioni dell\u2019onorevole Mortati sostituisco alla dizione \u00abIl controllo\u00bb l\u2019altra \u00abcontrollo di legittimit\u00e0\u00bb, in modo che viene escluso per le Regioni il controllo di merito.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ambrosini, la Commissione \u00e8 d\u2019accordo con la proposta dell\u2019onorevole Uberti?<\/p><p>AMBROSINI. Accettiamo.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Nel testo dell\u2019onorevole Uberti, modificato e accettato dalla Commissione, alla espressione: \u00ab\u00e8 esercitato in forma decentrata\u00bb sostituirei l\u2019altra: \u00ab\u00e8 esercitato da organi decentrati dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 necessario che si raggiunga un accordo su questi emendamenti.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Se al signor Presidente non dispiacesse, pregherei di sospendere brevemente la seduta, per tentare di trovare un punto d\u2019incontro fra gli emendamenti che sono in discussione, o quanto meno apportare quelle variazioni di forma che appaiono necessarie dopo le varie osservazioni che sono state fatte.<\/p><p>Credo che questo breve periodo sarebbe facilmente riguadagnato.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo sia il caso di sospendere formalmente la seduta. Invito i colleghi che hanno nuove proposte da fare, ad accordarsi in Aula, su di una formula unica.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ambrosini ad informare l\u2019Assemblea del risultato dello scambio di idee.<\/p><p>AMBROSINI. L\u2019onorevole Mortati pare che sia disposto a ritirare il suo emendamento, in considerazione della difficolt\u00e0 di trovare una nuova formula di accordo. Comunque penso che l\u2019onorevole Mortati voglia chiarire la sua determinazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MORTATI. Tenuto conto delle difficolt\u00e0 incontrate per giungere ad un accordo pi\u00f9 sostanziale, penso che ci si potrebbe limitare ad affermare il principio che le due forme di controllo sugli atti delle Regioni e degli enti minori si effettuino in modo decentrato, rinviando alla legge le ulteriori determinazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Quindi l\u2019onorevole Mortati accetta il testo originario dell\u2019emendamento Uberti, senza l\u2019aggiunta al primo comma delle parole: \u00abdi legittimit\u00e0\u00bb e con le modificazioni apportate dalla Commissione.<\/p><p>Comunico che l\u2019onorevole Lami Starnuti ha sostituito il suo precedente emendamento con il seguente, che porta le firme anche degli onorevoli Dozza e Fedeli:<\/p><p>\u00abIl controllo di merito \u00e8 limitato alle deliberazioni indicate dalla legge e si esplica soltanto promuovendo con richiesta motivata il riesame da parte dell\u2019Ente deliberante\u00bb.<\/p><p>Passiamo allora alla votazione.<\/p><p>Il testo base accettato dalla Commissione \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti dell\u2019Ente regione \u00e8 esercitato, in forma decentrata e coordinatamente ai servizi della Corte dei conti, dagli organi, nelle forme e nei limiti indicati dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abSono istituiti nei modi stabiliti dalla legge organi regionali di controllo sugli atti delle provincie, dei comuni e degli altri Enti locali.<\/p><p>\u00abNella Regione sono costituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l\u2019ordinamento da stabilire con legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione\u00bb.<\/p><p>Al primo comma l\u2019onorevole Rescigno ha proposto che dopo le parole: \u00abatti dell\u2019Ente regione\u00bb siano aggiunte le parole: \u00abe delle Provincie\u00bb.<\/p><p>La Commissione accetta questo emendamento?<\/p><p>AMBROSINI. Accettiamo l\u2019emendamento Uberti, in cui si parla solo di Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione per divisione del testo Uberti modificato e accettato dalla Commissione.<\/p><p>Pongo in votazione le parole del primo comma:<\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti della Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono<\/em> <em>approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta aggiuntiva dell\u2019onorevole Rescigno:<\/p><p>\u00abe delle Provincie\u00bb.<\/p><p>(<em>Non<\/em> <em>\u00e8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione della seconda parte del primo comma:<\/p><p>\u00ab\u00e8 esercitato in forma decentrata e coordinatamente ai servizi della Corte dei conti dagli organi, nelle forme e nei limiti indicati dalle leggi della Repubblica\u00bb.<\/p><p>GRAZI. Chiedo di parlare per una dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRAZI. Tutto questo articolo non ha nessun senso. (<em>Vivi rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em> Pertanto voter\u00f2 contro. Oggi stiamo prendendo decisioni gravissime su problemi molto seri con estrema leggerezza. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>. <\/em>Stiamo prendendo decisioni non applicabili&#8230;<\/p><p><em>Voci al centro. <\/em>Non \u00e8 vero!<\/p><p>GRAZI. \u00c8 cos\u00ec! Bisogna non aver alcuna pratica amministrativa per accettare le proposte fatte in questo momento. (<em>Vivi rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Mi pare che si sia caduti in un equivoco, onorevole Presidente, perch\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Uberti, accettato in definitiva dall\u2019onorevole Mortati, non faceva nessun accenno all\u2019obbligo del coordinamento degli organi locali con l\u2019organo centrale della Corte dei conti, ma si limitava soltanto ad indicare il principio del controllo in forma decentrata degli organi regionali, coordinandolo con la Corte dei conti.<\/p><p>PRESIDENTE. Non si tratta di equivoco, onorevole Tosato. L\u2019onorevole Ambrosini, a nome della Commissione, ha dichiarato di includere questa formula, allo scopo di venire incontro all\u2019idea manifestata dall\u2019onorevole Mortati e l\u2019onorevole Uberti aveva acceduto. Quindi io ero nel dovere di redigere in questa forma il testo da sottoporre alla votazione.<\/p><p>RUINI. <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero precisare questo: in un primo tempo l\u2019onorevole Ambrosini si rifer\u00ec agli emendamenti. Poi vi fu quel breve intervallo in cui ci siamo riuniti e, vista la complessit\u00e0 delle questioni, l\u2019onorevole Mortati acconsent\u00ec ad adottare il testo proposto dall\u2019onorevole Uberti, senza altra aggiunta, che quella: \u00abin forme decentrate\u00bb.<\/p><p>PERSICO. Chiedo che si dia di nuovo lettura del testo posto in votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Il testo \u00e8 il seguente: Il primo comma dice:<\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti della Regione \u00e8 esercitato in forma decentrata e coordinatamente ai servizi della Corte dei conti dagli organi, nelle forme e nei limiti indicati dalle leggi della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Il secondo comma \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abSono istituiti, nei modi stabiliti dalla legge, organi regionali di controllo sugli atti delle provincie, dei comuni e degli altri enti locali\u00bb.<\/p><p>Il terzo comma \u00e8 quello del vecchio testo:<\/p><p>\u00abNella Regione sono costituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l\u2019ordinamento da stabilire con legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione\u00bb.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Non vorrei che sulla votazione avvenisse un equivoco. Sulla materia che abbiamo ora trattato vi era, nel progetto, un preciso e dettagliato articolo. Il Comitato dei Diciotto, all\u2019ultim\u2019ora, propone di abbandonare quel testo per intiero. Ma il nostro emendamento riguarda soltanto l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 122 del progetto, perch\u00e9 noi accettiamo la prima parte dell\u2019articolo stesso. Di conseguenza di fronte all\u2019abbandono, da parte del Comitato dei Diciotto, del testo del progetto, dichiariamo di far nostre le prime parti dell\u2019articolo 122 del progetto e di votare contro l\u2019emendamento Uberti, perch\u00e9 questo emendamento Uberti elude il problema dell\u2019autonomia delle Regioni e degli enti locali che noi abbiamo posto.<\/p><p>Quando l\u2019Assemblea Costituente discusse le modificazioni alla legge comunale e provinciale e noi sollevammo allora il problema del controllo di merito, chiedendo, come aveva gi\u00e0 chiesto il Congresso Nazionale dei Sindaci d\u2019Italia, l\u2019abolizione di quel controllo, si rispose da altri banchi che la tenuit\u00e0 delle proposte di legge allora in discussione non consentiva di affrontare questo problema essenziale alla vita dei comuni. Si disse allora che, essendovi nel progetto di Costituzione un articolo 122, che risolveva nelle linee generali il problema, lasciando intatta come deve essere, la tutela di legittimit\u00e0, ma sopprimendo il controllo di merito, il quale \u00e8 sempre ingiusto e qualche volta iniquo, noi ritirammo le nostre proposte, abbandonammo la discussione in quella sede ed in quel giorno, per riportare il problema della autonomia della Regione e degli enti locali in sede di discussione della Costituzione. Stamani, l\u2019onorevole Uberti, forse per dare unit\u00e0 negativa alla discordia dei suoi amici politici su questo problema, (<em>Commenti al centro<\/em>) vuole rinviare alla legge il controllo amministrativo sugli enti locali. Dobbiamo opporci a questo tentativo dilatorio. Chiedendo la soppressione del controllo di merito, noi siamo nella tradizione democratica e socialista d\u2019Italia. Per trent\u2019anni, prima del fascismo, si era combattuto perch\u00e9 i controlli di merito sparissero dalla vita degli enti locali. Ritornati ora ad un regime di democrazia e di libert\u00e0, noi riprendiamo quella battaglia per la libert\u00e0 e l\u2019autonomia degli enti locali. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Forse voi che gridate non sentite l\u2019importanza politica e morale di questa battaglia. Peggio per voi. Noi continuiamo, ripeto, la tradizione democratica e socialista di questa parte della Camera e chiediamo all\u2019Assemblea Costituente di volere oggi sancire in modo definitivo la libert\u00e0 e l\u2019autonomia degli enti locali.<\/p><p>Quando il relatore onorevole Ambrosini dice che nel progetto di Costituzione c\u2019\u00e8 gi\u00e0, a garanzia, l\u2019articolo 121, fa un\u2019affermazione che non \u00e8 del tutto esatta. L\u2019articolo 121 dichiara l\u2019autonomia dei Comuni nell\u2019ambito dei princip\u00ee fissati dalle leggi generali della Repubblica, il che significa tutto e significa niente, essendo l\u2019articolo 121 un semplice rinvio alla legge ordinaria. Quando l\u2019onorevole Ambrosini ci dice che non dobbiamo essere diffidenti verso le Assemblee legislative future, io rispondo che la questione non si pone in questi termini: non si tratta di essere diffidenti verso le Assemblee legislative; si tratta di chiedere per i Comuni, per le Provincie, per le Regioni, la garanzia costituzionale di libert\u00e0 e di autonomia, che anche le persone fisiche ricevono dalla Carta costituzionale repubblicana. Ecco perch\u00e9 noi manteniamo il nostro emendamento; ecco perch\u00e9 noi chiediamo all\u2019Assemblea Costituente di respingere le proposte dell\u2019onorevole Uberti. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La questione della procedura mi pare, quindi, che sia stata abbastanza chiarita; c\u2019\u00e8 il testo dell\u2019onorevole Uberti, che \u00e8 divenuto testo base della Commissione e c\u2019\u00e8 il vecchio testo della Commissione che \u00e8 stato riassunto dall\u2019onorevole Lami Starnuti, come proprio emendamento, salvo la sostituzione del secondo comma con la formula della quale ho dato lettura poco fa. Cos\u00ec si pone la questione attualmente. Possiamo quindi procedere alla votazione.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Noi chiediamo l\u2019appello nominale su questo articolo 122.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. A nome del Gruppo comunista mi associo alle parole dell\u2019onorevole Lami Starnuti. Che cosa significa rinviare alla legge la modalit\u00e0 cui deve informarsi il controllo dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa della Regione, dei Comuni e delle Provincie?<\/p><p>Rinviare alla legge il dettaglio pu\u00f2 capirsi e si capisce. Ma qui \u00e8 necessario che la Costituente affermi il principio direttivo. Perci\u00f2 io ritengo che non si possa n\u00e9 si debba prescindere da questa necessit\u00e0.<\/p><p>Ho parlato qui contro l\u2019ordinamento regionale dello Stato; ma ora penso che se l\u2019Assemblea ha approvato questo ordinamento, nulla sarebbe di pi\u00f9 dannoso per il Paese che non cercare con tutti i mezzi di ricavare dall\u2019ordinamento stesso quanto di vantaggioso e di utile esso pu\u00f2 dare. Non ci potrebbe essere nulla di pi\u00f9 dannoso che dar luogo, invece, a qualcosa di ibrido e di non ben definito. Aver creato le Regioni, affermare di voler dare ai comuni ed alle Provincie la loro piena autonomia e, nello stesso tempo, assoggettarli al continuo controllo di merito dell\u2019autorit\u00e0 centrale significa una sola cosa: avere dei due sistemi tutti i danni, senza conseguire nessun vantaggio.<\/p><p>Ma io intendo parlare di ci\u00f2 anche come meridionale. Sentivo dire poco fa dall\u2019illustre Presidente della Commissione dei Settantacinque: \u00abMa come si fa a prescindere da un controllo di merito ogni qualvolta lo Stato sovvenzioni una regione, una provincia, un comune?\u00bb. Lo Stato, cos\u00ec, acquista il diritto \u2013 secondo il Presidente della Commissione dei Settantacinque \u2013 di esaminare anche nel merito l\u2019attivit\u00e0 della Regione&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> No, no.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Come meridionale, rispondo: quando avete creato la Regione e avete ad essa demandato un\u2019attivit\u00e0 legislativa attraverso la quale la Regione deve provvedere da sola ai propri interessi, sodisfare i propri bisogni, voi sapevate che vi sono regioni dell\u2019Italia meridionale che non possono avere risorse bastevoli a tale bisogna. Una volta che voi le scindevate, sia pure soltanto amministrativamente, dall\u2019unit\u00e0 dello Stato, voi sapevate bene che creavate un ente che non poteva bastare a se stesso. Questo significa senz\u2019altro condannare fin da questo momento tutte le regioni del Mezzogiorno d\u2019Italia a sottostare ad un controllo ancor pi\u00f9 penoso, ancor pi\u00f9 dannoso di quello finora avuto, perch\u00e9 non vi sar\u00e0 Regione del Mezzogiorno d\u2019Italia che, avendo assoluto bisogno dell\u2019aiuto dell\u2019autorit\u00e0 centrale, non venga sottoposta in tal guisa al pesante controllo di merito dell\u2019autorit\u00e0 centrale stessa.<\/p><p>Abbiamo creato le Regioni, affermiamo di volere l\u2019autonomia dei comuni e delle provincie, ebbene diamo a queste regioni, a queste provincie, a questi comuni la possibilit\u00e0 di esplicare la loro attivit\u00e0 in un regime di piena libert\u00e0, senza vedersi continuamente ostacolati e controllati da un\u2019invadente autorit\u00e0 centrale. Con ci\u00f2 non si otterrebbe che questo scopo solo: che noi, nonch\u00e9 risvegliare le attivit\u00e0 locali e dare ad esse un impulso maggiore, le aduggeremmo e le mortificheremmo.<\/p><p>Non vi \u00e8 motivo perch\u00e9 si rinvii alla legge speciale la affermazione del principio generale. Noi siamo qui adunati come Costituente; abbiamo come tale approvato l\u2019ordinamento regionale dello Stato; abbiamo come tale affermato il diritto all\u2019autonomia degli enti locali. Noi dobbiamo oggi affermare che un solo controllo \u00e8 lecito da parte dell\u2019autorit\u00e0 centrale, ed \u00e8 il controllo di legittimit\u00e0.<\/p><p>Ha detto, e ben detto, l\u2019onorevole Lami Starnuti che il diritto alla libert\u00e0, cos\u00ec come agli individui deve essere riconosciuto agli enti locali. Solo cos\u00ec noi possiamo fare degli enti locali forze operose ed attive nell\u2019ambito della Patria comune. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Gli onorevoli colleghi Lami Starnuti e Fausto Gullo, nei loro accesi interventi hanno tentato di far apparire che quelli come noi che hanno maggiormente difeso e nelle Commissioni e qui in Assemblea le autonomie regionali e locali, ripieghino oggi. L\u2019onorevole Lami Starnuti, certo conoscendo il mio preciso pensiero, pur usando parole forti, ha detto espressamente che non poteva trattarsi di manovra.<\/p><p>Coloro che sono stati presenti questa mattina quando l\u2019ho illustrato, hanno certo compreso che ben altro \u00e8 il valore del mio emendamento, cio\u00e8 come vi siano nel problema dei controlli cos\u00ec vasti e complesse questioni, che non \u00e8 possibile risolvere in una discussione tanto affrettata come quella che stiamo ora, per forza di cose, conducendo. Si rischierebbe veramente di non risolvere nulla. Una volta deliberata una soluzione, con una norma costituzionale, non potrebbe essere modificata senza una revisione della Costituzione.<\/p><p>Non solo \u2013 dissi \u2013 vi \u00e8 distinzione fra controllo di merito e controllo di legittimit\u00e0, ma anche fra controllo interno e controllo esterno alla Regione; e l\u2019onorevole Lami Starnuti non pu\u00f2 non ricordare che, durante i lavori della seconda Sottocommissione, noi abbiamo sostenuto che il controllo debba essere interno, nella Regione.<\/p><p>Consegue da ci\u00f2 evidentemente che una interpretazione come quella dell\u2019onorevole Gullo \u00e8 completamente illegittima e arbitraria. Consegue che egli ha falsato completamente tutti i precedenti del mio emendamento, che vuole semplicemente dire che, di fronte alla difficolt\u00e0 odierna di stabilire i controlli nei confronti dei vari enti, come, per esempio, per quello che riguarda la provincia, che noi abbiamo deciso sia un ente autarchico, ma per la quale non abbiamo stabilito come questo ente autarchico dovr\u00e0 essere organizzato, se cio\u00e8 vi dovr\u00e0 essere ancora il Consiglio provinciale e cos\u00ec via; di fronte, dicevo, a questa estrema difficolt\u00e0, a questa assoluta carenza di necessaria determinazione e precisazione, appare assolutamente impossibile pretendere di definire oggi i controlli.<\/p><p>Sarebbe dunque, a mio vedere, fare opera per lo meno pericolosa, se noi persistessimo nell\u2019idea di voler legare le mani al futuro Parlamento su quello che dovrebbe essere domani il controllo degli enti locali.<\/p><p>Perch\u00e9 ho presentato questo emendamento? Perch\u00e9 noi non sappiamo come dovr\u00e0 funzionare l\u2019ente che dovrebbe esercitarlo. Ho sentito, infatti, formulare la proposta di affidare questo controllo alla Corte dei conti. Ora \u2013 io ho detto \u2013 potr\u00e0 anche darsi che la Corte dei conti sia idonea ad assolvere a questo compito, ma \u00e8 evidente che, prima di decidere intorno a questa questione, dovremo vedere se il nuovo Parlamento manterr\u00e0 la Corte dei conti cos\u00ec come oggi essa \u00e8 costituita, o se vorr\u00e0 invece modificarla.<\/p><p>Non \u00e8 quindi legandoci le mani attraverso norme improvvisate che noi possiamo pretendere di risolvere questa questione. Noi abbiamo discusso, onorevole Lami Starnuti, in moltissime sedute questo problema dei controlli, ed una cosa sola \u00e8 certa: che ad una soluzione veramente perfetta, che dia a tutti piena tranquillit\u00e0, siamo ben lungi dall\u2019essere pervenuti. Non \u00e8 infatti, come ho gi\u00e0 detto, soltanto questione di distinzione o di misura, ma \u00e8 anche e soprattutto dell\u2019organo adatto ad esercitare il controllo.<\/p><p>Non basta che noi semplicemente indichiamo quest\u2019organo, ma occorrer\u00e0 che precisiamo come esso debba funzionare.<\/p><p>\u00c8 dunque per queste ragioni che io mi ribello a che si dia un\u2019interpretazione antiautonomistica, antiregionalistica al mio emendamento. Voi volete negare ogni controllo o limitarlo al massimo. Non \u00e8 qui che sta la vera autonomia. Anche lo Stato \u2013 che realizza il massimo di autonomia \u2013 organizza nel suo interno i controlli con la Corte dei conti e tutta la giurisdizione amministrativa. Forse che un comunello, che pu\u00f2 essere amministrato faziosamente, ha meno necessit\u00e0 di controlli che l\u2019ente massimo, lo Stato? Il mio emendamento sta nello spirito della riforma autonomistica che abbiamo votato. Rimandiamo al Parlamento nuovo, dove, con pi\u00f9 calma, con pi\u00f9 largo esame, invece del poco tempo di cui possiamo ancora disporre in questa Assemblea, si potr\u00e0 arrivare ad una soluzione concreta, positiva, conforme a quello che \u00e8 il tenore, lo spirito, l\u2019anima della nuova Costituzione. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Impostata la questione cos\u00ec come \u00e8 stata presentata, e attraverso le proposte del collega Uberti e quelle del collega Lami Starnuti, io, in coscienza, a questo punto non potrei fare altro che votare l\u2019emendamento Lami Starnuti.<\/p><p>Per\u00f2 \u00e8 indispensabile che io faccia qui alcune dichiarazioni per chiarire, se \u00e8 possibile, questo punto, che \u00e8 fondamentale nella vita amministrativa del nostro Paese. Credo che se questo emendamento Lami Starnuti fosse approvato dalla maggioranza di questa Assemblea, farebbe apparire gran parte dei colleghi della Democrazia cristiana oppositori di questo principio, mentre in realt\u00e0 cos\u00ec non \u00e8 stato. E che cos\u00ec non sia stato ce lo dice la nostra esperienza nelle discussioni della seconda Sottocommissione. Noi dobbiamo dichiarare, invece, che il collega Uberti principalmente, e non solo il collega Uberti, ma altri colleghi della Democrazia cristiana hanno come noi affermato il principio dell\u2019autonomia, la necessit\u00e0 di sopprimere il controllo di merito, attraverso il quale arbitrariamente poteva esercitarsi il potere esecutivo. Su questo noi eravamo d\u2019accordo. E io credo che il collega Uberti e gli altri colleghi hanno presentato l\u2019ultimo emendamento esclusivamente come un onesto espediente per evitare una lunga discussione e rimandare alla legge; rimandare alla legge non gi\u00e0 con uno scopo equivoco e fazioso, ma per non perdere tempo.<\/p><p>Poich\u00e9 questo effetto non \u00e8 stato raggiunto \u2013 e, infatti, noi in questo momento perdiamo del tempo \u2013 io credo che tanto il collega Uberti quanto i suoi colleghi possono rivedere la questione e che possiamo accordarci insieme su questo punto, sul quale tutti ci siamo gi\u00e0 trovati d\u2019accordo. Su questo principio fra noi non c\u2019\u00e8 stata nessuna opposizione. E allora, perch\u00e9 reclamiamo un voto, dal quale non potrebbe nascere che un equivoco?<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Mi associo alle considerazioni dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>DOZZA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOZZA. Tutti o quasi tutti i partiti del nostro Paese, dopo la liberazione, si sono affermati fautori dell\u2019autonomia comunale e dell\u2019autonomia degli enti locali. Questa autonomia si esprimeva in modo fondamentale attraverso l\u2019abolizione del controllo di merito e il mantenimento del solo controllo di legittimit\u00e0.<\/p><p>Se vi \u00e8 ora qualcuno che abbia cambiato opinione, \u00e8 bene che questo sia affermato chiaramente e apertamente, in modo che si voti in piena chiarezza. Noi siamo rimasti della stessa opinione. Noi pensiamo che gli organi di controllo debbono esercitare il controllo di legittimit\u00e0 e non il controllo di merito. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Oggi ci si viene a dire che si tratta di stabilire quali sono gli organi che devono esercitare questo controllo. Non mi pare che questo sia il problema in discussione, perch\u00e9 anche attraverso l\u2019emendamento che \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Lami Starnuti, e al quale io ho aderito, il problema in dettaglio di quali siano gli organi, di quali siano i modi attraverso i quali questo controllo deve essere esercitato, non \u00e8 risolto e rimane impregiudicato.<\/p><p>Noi per\u00f2 restiamo fermi sul punto che il controllo deve essere di legittimit\u00e0 \u00e8 non di merito.<\/p><p>Su questo punto noi restiamo fermi, perch\u00e9, pensiamo che la difesa del solo controllo di legittimit\u00e0 sia la difesa di uno dei postulati della democrazia; di uno dei postulati ai quali l\u2019onorevole Lami Starnuti si \u00e8 giustamente richiamato e che \u00e8 stato oggetto di lotte per le conquiste democratiche, non solo prima della liberazione, ma anche per molti decenni prima che il fascismo abolisse completamente ogni forma di funzionamento autonomo degli enti locali nel nostro Paese. Io credo che queste siano delle resistenze che riproducono o vogliono mantenere qualcosa di quel controllo centralizzato che fu realizzato dal fascismo e che oggi non \u00e8 ancora completamente abolito.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Se a questa discussione, che va assumendo carattere politico, si fosse premessa una precisazione di concetti, penso che non avrebbe potuto accalorarsi tanto.<\/p><p>Tutta la questione \u00e8 se ammettere o non ammettere il controllo di merito, inquantoch\u00e9 \u00e8 stato detto che il controllo di merito \u00e8 stato uno strumento della tirannia, e che quindi esso va escluso a garanzia della libert\u00e0.<\/p><p>Faccio presente ai colleghi che si trattava soprattutto degli uomini che si servivano di quel tipo di controllo, non del controllo in se stesso. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E adesso spiego. Se i colleghi hanno tanto timore per il controllo di merito, mentre ammettono il controllo di legittimit\u00e0, sar\u00e0 bene considerino che chi abbia veramente intenzione di giungere alla tirannia, potr\u00e0 farlo ugualmente in base al solo controllo di legittimit\u00e0. Tale controllo, infatti, consentendo anche di sindacare l\u2019eventuale sviamento di potere, cio\u00e8 l\u2019eventuale uso di un potere per fini diversi da quello per cui \u00e8 stato attribuito dalla legge, permette di giungere ad un sindacato che quasi equivale a un controllo di merito.<\/p><p>Noi con la nostra formula abbiamo voluto lasciare impregiudicata la questione. Abbiamo parlato di controllo, non perch\u00e9 vogliamo ammettere sempre il controllo d merito, ma perch\u00e9, in casi particolari, non sia escluso dalla legislazione futura anche questo controllo, che ha pure la sua importanza.<\/p><p>E infine mi permetto di ricordare che, contrariamente a quanto \u00e8 stato affermato, non c\u2019\u00e8 un movimento degli esperti contro il controllo di merito, contro questa possibilit\u00e0 di rilevare la invalidit\u00e0 degli atti per vizio di merito, ma anzi si \u00e8 affermato che le norme in base a cui si procede al controllo di merito devono avere anch\u2019esse una esistenza reale ed oggettiva, cosicch\u00e9 sia consentito agli organi superiori di giustizia amministrativa di intervenire, nel caso in cui si faccia abuso della potest\u00e0 di controllo.<\/p><p>Per tale ragione abbiamo proposto di porre semplicemente la formula \u00abcontrollo\u00bb, lasciando impregiudicata la questione per quanto riguarda la legge futura.<\/p><p>Ma non si tenti di dare significato politico a questa nostra proposta, perch\u00e9 si tratta soltanto di correttezza amministrativa. Non vogliamo assolutamente consentire abusi che, del resto, sarebbero ugualmente possibili \u2013 come ho detto \u2013 anche attraverso il controllo di legittimit\u00e0 (<em>Interruzione del deputato Gullo Fausto<\/em>) estensibile fino al sindacato per sviamento di potere.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Mi pare che la discussione si sia eccessivamente allargata. Intanto richiamo l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sul fatto che il primo oggetto su cui si deve deliberare concerne il controllo sugli atti amministrativi della Regione. Ora, su questo punto abbiamo due formule; una \u00e8 quella del testo del progetto iniziale che dice: \u00abSugli atti della Regione \u00e8 esercitato il controllo di legittimit\u00e0 da un organo centrale composto in maggioranza di elementi elettivi secondo l\u2019ordinamento stabilito dalle leggi della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Nel testo dell\u2019emendamento Uberti, per quanto concerne questa parte, vi \u00e8 questa differenza: da un lato non si parla pi\u00f9 di controllo di legittimit\u00e0, ma di controllo in genere, dall\u2019altro per\u00f2 si dice: \u00abil controllo sar\u00e0 esercitato da organi decentrati dello Stato (o qualcosa di simile) nei modi e forme stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>Ora, a me pare che vi siano due problemi distinti che bisogna tener presenti: da un lato l\u2019estensione del controllo, e dall\u2019altro l\u2019organo che esercita il controllo. Sul primo punto ritengo, personalmente, che per quanto concerne le Regioni (non c\u2019\u00e8 dubbio per me) il controllo debba limitarsi alla legittimit\u00e0. Quindi sarei d\u2019avviso di mantenere nel testo quella che era la formula del progetto iniziale, cio\u00e8 a dire: \u00abSugli atti della Regione \u00e8 esercitato il controllo di legittimit\u00e0\u00bb. Viceversa, per quanto concerne l\u2019organo che \u00e8 chiamato ad esercitare questo controllo, mi pare che sia pi\u00f9 aderente a un concetto di autonomia e di decentramento la formula che \u00e8 inserita nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Uberti. Ed era del resto inserita soprattutto nell\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>Perci\u00f2, in conclusione, per trovare una formula conciliativa, proporrei di dire cos\u00ec, per il primo comma: \u00abSugli atti della Regione \u00e8 esercitato il controllo di legittimit\u00e0 da organi decentrati dello Stato nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge della Repubblica\u00bb.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Vorrei, se fosse possibile, pregare i colleghi di estraniare la nostra discussione da ogni presupposto politico desumibile dalle dichiarazioni dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>Vorrei richiamare, soprattutto, l\u2019attenzione dei colleghi su un fatto fondamentale: che quando noi parliamo di controllo sugli enti locali, dal Comune alla Provincia, dalla Provincia alla Regione, questo controllo lo vogliamo per una ragione di ordine elementare: per mantenere allo Stato la possibilit\u00e0 di coordinare l\u2019azione di questi enti locali in un quadro armonico che tenga conto di tutte le possibilit\u00e0 economiche. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi stiamo allargando il concetto dell\u2019autonomia degli enti locali fino al punto che a un certo momento allo Stato resteranno degli obblighi da adempiere senza nessuna possibilit\u00e0 di trovare i mezzi corrispondenti perch\u00e9 lo Stato non ha un patrimonio proprio. Di tutti gli enti locali, di tutte le persone fisiche e giuridiche (scusate se io parlo un momento da finanziere) lo Stato \u00e8 il pi\u00f9 pezzente che esiste perch\u00e9 non ha nulla. Ora, se lasciamo che gli enti locali attingano <em>ad libitum<\/em> nella materia tributaria e spendano come a loro piaccia i proventi e tributi riscossi, evidentemente togliamo allo Stato la possibilit\u00e0 perfino di compiere quell\u2019azione perequatrice alla quale l\u2019onorevole Gullo molto opportunamente si riferiva (ed io condivido perfettamente il suo punto di vista, perch\u00e9 la spesa media delle provincie e dei comuni nell\u2019Italia meridionale era di un quarto e talvolta anche al di sotto della spesa media dei comuni e delle provincie dell\u2019Italia centrale e settentrionale prima della guerra). Ed allora cerchiamo di coordinare un po\u2019 gli obiettivi comuni, che sono quelli di accentuare il senso di autonomia degli enti locali, perch\u00e9 si affini negli uomini che li amministrano il senso di responsabilit\u00e0, ma non facciamo in maniera che lo Stato resti privo della possibilit\u00e0 di adempiere alle sue funzioni. E badate che di funzioni allo Stato nella Costituzione ne abbiamo date tante che se dovesse assolverle tutte, i mezzi di cui dispone non basterebbero. Quindi accedo alla proposta fatta di trovare una formula che possa conciliare le varie tendenze, in maniera da arrivare ad una votazione nella quale tutti si possa essere concordi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che attraverso le discussioni, le posizioni si siano chiarite. Il problema \u00e8 questo: deve nell\u2019articolo, cos\u00ec come aveva deciso la Commissione dei Settantacinque, parlarsi specificatamente di controllo di merito e di legittimit\u00e0? Da una parte vi \u00e8 chi sostiene che non occorra dire nulla a questo proposito, lasciando alla legge futura qualunque determinazione. Secondo altri occorre, invece, che l\u2019Assemblea dica se sussiste il solo controllo di merito o se sussiste anche il controllo di legittimit\u00e0.<\/p><p>Seconda questione: quale organo deve eventualmente esercitare questi controlli qualora l\u2019Assemblea dichiari che questi controlli debbano sussistere. Vi \u00e8 una proposta la quale vuole che si affermi che l\u2019organo che dovr\u00e0 esercitare il controllo di legittimit\u00e0 sia un organo centrale.<\/p><p>Vi \u00e8 un\u2019altra proposta, quella dell\u2019onorevole Uberti, che sostiene la tesi di un organo decentrato. In questa proposta si parla veramente di \u00abun controllo esercitato in forma decentrata\u00bb, il che potrebbe lasciare supporre che l\u2019organo potrebbe essere centrale, ma funzionante in forma decentrata.<\/p><p>Vi \u00e8 poi un terzo punto sul quale l\u2019onorevole Perassi non ha richiamato l\u2019attenzione. Mentre nel testo della Commissione dei Settantacinque si stabilisce che l\u2019organo chiamato ad esercitare funzioni di controllo e di legittimit\u00e0 debba essere in maggioranza formato da elementi elettivi, negli altri testi non c\u2019\u00e8 alcun accenno in questo senso. Il che potrebbe far supporre che gli organi di controllo potrebbero anche essere di carattere burocratico.<\/p><p>Comunico una nuova formulazione proposta dagli onorevoli Piccioni e Moro:<\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti amministrativi delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali \u00e8 esercitato in forma decentrata da un organo dello Stato per le Regioni e da un organo regionale per gli altri enti con le forme e con i limiti stabiliti dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abLa legge potr\u00e0, in determinati casi, consentire un controllo di merito al solo effetto di richiedere all\u2019ente locale deliberante con istanza motivata il riesame della deliberazione\u00bb.<\/p><p>Desidererei conoscere il parere dei presentatori di emendamenti su questa formulazione.<\/p><p>Onorevole Lami Starnuti, vi aderisce o insiste nella sua?<\/p><p>LAMI STARNUTI. Il nuovo emendamento che l\u2019onorevole Presidente ha test\u00e9 letto ripete in sostanza l\u2019emendamento che noi avevamo presentato. La difformit\u00e0 mi pare sia data da quella parte del primo comma, nella quale il controllo di legittimit\u00e0 sulle Regioni \u00e8 affidato ad un organo dello Stato.<\/p><p>Nel nostro emendamento, questo concetto di un controllo esterno, proveniente dai centro, era nettamente affermato. Infatti noi dicevamo: \u00abSugli atti delle Regioni \u00e8 esercitato il controllo di legittimit\u00e0 da un organo centrale\u00bb; e per centrale s\u2019intendeva un organo di Stato. Aggiungevamo soltanto: \u00abcomposto in maggioranza di elementi elettivi\u00bb. L\u2019emendamento Piccioni diversifica dal nostro soltanto su questo punto.<\/p><p>Ci parrebbe eccessivo da parte nostra insistere e rendere impossibile una probabile unanimit\u00e0 dei voti dell\u2019Assemblea per questa parte del problema.<\/p><p>Senza dubbio l\u2019onorevole Piccioni nella sua formulazione non intende dire che l\u2019organo dello Stato sia un organo necessariamente composto di elementi non elettivi e penso che egli aderir\u00e0 al concetto che questa parte della questione sia rimandata alla legge.<\/p><p>Quando la legge comune preciser\u00e0 nel dettaglio, nelle forme, nelle modalit\u00e0 il controllo di legittimit\u00e0 sulla Regione, stabilir\u00e0 anche il modo di composizione dell\u2019organo centrale, che questa tutela di legittimit\u00e0 dovr\u00e0 compiere.<\/p><p>In questo senso e per queste ragioni noi aderiamo all\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Piccioni e confidiamo che l\u2019Assemblea vorr\u00e0 unanimemente accoglierlo.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Ringrazio l\u2019onorevole Lami Starnuti della sua adesione al nostro articolo sostitutivo e confermo che per parte nostra la interpretazione da dare alla formulazione in discussione \u00e8 esattamente quella data dall\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Conti ha presentato il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abSugli atti della Regione \u00e8 esercitato il controllo di legittimit\u00e0 da organi decentrati dello Stato nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali, \u00e8 esercitato da organi della Regione nei modi e limiti stabiliti dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abPer il merito delle deliberazioni dei Comuni e delle Provincie e degli altri enti pu\u00f2 farsi luogo soltanto a richiesta motivata all\u2019ente deliberante di riesaminare la deliberazione\u00bb.<\/p><p>Sottolineo che la differenza fra la proposta dell\u2019onorevole Conti e quella dell\u2019onorevole Piccioni consiste in questo: l\u2019onorevole Conti sostiene che sugli atti della Regione non \u00e8 mai ammesso il controllo di merito.<\/p><p>L\u2019onorevole Conti ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>CONTI. Questo rilievo del Presidente \u00e8 molto importante e mi toglie l\u2019obbligo di ripetere ci\u00f2 che egli ha detto all\u2019Assemblea: quindi nessun controllo di merito sugli atti delle Regioni.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra differenza; io ho tenuto a distinguere i controlli di legittimit\u00e0, che si possono ammettere per le Regioni, da quelli per i comuni e per le provincie. La Regione non si deve confondere con le provincie ed i comuni. Tengo molto a questa distinzione e credo che i colleghi regionalisti saranno d\u2019accordo con me. Infatti la Regione non \u00e8 un ente amministrativo, come lo sono i comuni e le provincie; la Regione \u00e8 l\u2019ente che abbiamo creato con la sua competenza anche legislativa. La differenza \u00e8 evidente. Chiedo agli onorevoli Piccioni e Moro di consentire che la prima parte del loro emendamento sia formulata cos\u00ec come io l\u2019ho redatta, e cio\u00e8 si chiuda con un punto fermo. Seguir\u00e0 la proposizione concernente i comuni e le provincie. Per il resto insisto perch\u00e9 sia stabilito che il controllo di merito sulle deliberazioni dei comuni, delle provincie e degli altri enti non pu\u00f2 andare al di l\u00e0 del limite proposto e cio\u00e8 oltre la richiesta motivata di un riesame della deliberazione, perch\u00e9 se si va al di l\u00e0 si viola il principio della autonomia e della libert\u00e0 comunale. Per queste ragioni ho presentato una formulazione diversa da quella dell\u2019onorevole Piccioni, pi\u00f9 precisa e pi\u00f9 incisiva, per stabilire i princip\u00ee che hanno dominato questa Assemblea, quando ha deliberato la istituzione della Regione ed ha affermato la inviolabilit\u00e0 dell\u2019autonomia regionale, provinciale e comunale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobile ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abPer le funzioni amministrative delegate alle Regioni dallo Stato, questo potr\u00e0, a mezzo dei suoi organi, esercitare anche un controllo di merito\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. A me pare evidente, onorevoli colleghi, la necessit\u00e0 di questo emendamento. Con l\u2019articolo 12, ultimo comma, noi abbiamo dato la facolt\u00e0 allo Stato di delegare alcune sue funzioni amministrative alle Regioni. Ora, lo Stato, delegando alle Regioni alcune sue funzioni amministrative, non pu\u00f2 rinunciare a quel controllo di merito che egli eserciterebbe su quelle stesse funzioni se le adempisse in proprio. Questo \u00e8 chiaro. Se, per esempio, lo Stato delegasse l\u2019amministrazione delle scuole elementari, come potrebbe rinunciare anche ad un controllo di merito? Potrebbe darsi, come mi ha fatto osservare l\u2019onorevole Tosato, che la facolt\u00e0 dello Stato di istituire in siffatti casi un controllo di merito sia implicita; in ogni modo, chiarire questo punto a me sembra necessario.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI. Non mi sento autorizzato a parlare a nome della Commissione, che non c\u2019\u00e8 tempo di consultare. Io personalmente posso dire che aderisco all\u2019emendamento Piccioni.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. L\u2019emendamento che avevo presentato \u00e8 stato sostanzialmente accolto in quello dell\u2019onorevole Piccioni. Vi \u00e8 per\u00f2 un\u2019osservazione, che \u00e8 gi\u00e0 stata svolta dall\u2019onorevole Conti, il quale ha pure ripreso il mio emendamento come primo comma del suo. Noi riteniamo opportuno \u2013 ed a questo riguardo faccio un appello particolare a tutti coloro che hanno sostenuto il principio dell\u2019autonomia regionale \u2013 che le disposizioni concernenti il controllo degli atti delle Regioni siano distinte, anche formalmente, da quelle relative agli altri enti locali, che vanno dalla Provincia fino alle Opere pie. Quindi, il primo comma del testo iniziale della Commissione dovrebbe restare con la formulazione Conti, la quale formulazione implica, come gi\u00e0 \u00e8 stato osservato, che sugli atti amministrativi della Regione non si fa luogo se non al controllo di legittimit\u00e0.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Mi pareva che intorno al nostro articolo si fosse andata determinando una certa unit\u00e0 di vedute, molto desiderata nel corso di questa agitata discussione. Ora non so, se questa unit\u00e0 di vedute che si era costituita possa essere messa in forse dall\u2019accettazione di alcuni dei punti prospettati dagli onorevoli Conti e Perassi.<\/p><p>Per quanto riguarda la struttura dell\u2019articolo si pu\u00f2 rimettere al Comitato di coordinamento la formulazione nel senso richiesto dall\u2019onorevole Conti, una volta fissato il concetto.<\/p><p>Per quanto riguarda poi l\u2019estensione alla Regione del controllo di merito, cos\u00ec come \u00e8 stato formulato col nostro articolo, poich\u00e9 non si tratta altro che di un invito ad un riesame per una pi\u00f9 matura decisione, io non vedo come questo possa comunque vulnerare l\u2019autonomia regionale.<\/p><p>Quindi pregherei, proprio in vista di questa unit\u00e0 o quasi unit\u00e0 che l\u2019Assemblea potrebbe raggiungere intorno al nostro articolo, di non insistere su questa richiesta, salvo il coordinamento formale dell\u2019articolo in sede di Comitato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobile, la pregherei di dire se non ritiene che il suo emendamento sia assorbito nella formulazione ultima degli onorevoli Piccioni e Moro. Lei propone che per certe determinate funzioni vi sia il controllo di merito. Nella tesi dell\u2019onorevole Piccioni si prevede un controllo di merito in certi determinati casi. Nulla esclude che quando la legge stabilir\u00e0 questi casi la tesi da lei proposta possa essere eventualmente compresa. Ora, se lei ritiene, che, essendo stata posta la questione in Assemblea Costituente, questo richiamo \u00e8 sufficiente, la prego di dichiararlo.<\/p><p>NOBILE. Sono d\u2019accordo con quanto dice l\u2019onorevole Presidente; per\u00f2 vorrei che il Comitato dicesse la sua parola in merito alla proposta che ho fatto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Tosato ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>TOSATO. Il Presidente ha gi\u00e0 fatto una osservazione pertinente all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile. Per quanto riguarda la sostanza di questo emendamento dir\u00f2 che la questione del controllo di merito \u00e8 stata accettata relativamente alle funzioni proprie della Provincia, dei Comuni e della Regione. Qui si tratta per\u00f2 di funzioni delegate, cio\u00e8 tali che restano allo Stato e che lo Stato trasferisce per quanto riguarda l\u2019esercizio (non la titolarit\u00e0) alla Regione, alla Provincia e ai Comuni.<\/p><p>\u00c8 evidente che in questo caso lo Stato ha anche tutti i poteri di subordinare l\u2019esercizio di queste funzioni trasferite alla Regione ad ogni possibile specie di controllo, sia preventivo, sia successivo, sia di legittimit\u00e0, o di merito ecc. In questo senso ritengo che sia superfluo l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Nobile, perch\u00e9 l\u2019esigenza che lo motiva \u00e8 sodisfatta implicitamente dal fatto che si tratta di funzioni delegate.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobile ha facolt\u00e0 di dichiarare se insiste sul suo emendamento.<\/p><p>NOBILE. Dopo le dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Tosato a nome della Commissione mi ritengo sodisfatto e ritiro l\u2019emendamento.<\/p><p>DOZZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOZZA. Dichiaro che voter\u00f2 l\u2019emendamento Piccioni-Moro unicamente per il fatto che l\u2019onorevole Moro ha dichiarato di accettare l\u2019interpretazione che dell\u2019emendamento stesso ha dato l\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Conti, lei mantiene la sua formulazione?<\/p><p>CONTI. S\u00ec, la mantengo.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Pregherei l\u2019onorevole Conti di non insistere sul suo emendamento al primo comma. La Commissione, in sede di coordinamento, potr\u00e0 mettere a posto le cose ed accedere alle richieste di distinguere i controlli concernenti le Regioni da quelli concernenti gli altri enti.<\/p><p>CONTI. Mi rimetto alla Commissione per l\u2019emendamento al primo comma e mantengo quello al secondo comma.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando ai presentatori della richiesta di votazione per appello nominale, se vi insistano.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Non insistiamo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Il testo base della votazione \u00e8 quello degli onorevoli Piccioni e Moro.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma:<\/p><p>\u00abIl controllo di legittimit\u00e0 sugli atti amministrativi delle Regioni, delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali \u00e8 esercitato in forma decentrata da un organo dello Stato per le Regioni e da un organo regionale per gli altri enti, con le forme e i limiti stabiliti per le leggi della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Conti, sostitutivo del secondo comma:<\/p><p>\u00abPer il merito delle deliberazioni dei Comuni, delle Provincie e degli altri enti pu\u00f2 farsi luogo soltanto a richiesta motivata all\u2019ente deliberante di riesaminare la deliberazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Non<\/em> <em>\u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione il secondo comma nel testo Piccioni-Moro:<\/p><p>\u00abLa legge potr\u00e0 in determinati casi consentire un controllo di merito, al solo effetto di richiedere all\u2019ente locale deliberante, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo periodo dell\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abNella Regione sono costituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l\u2019ordinamento da stabilire con legge della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione l\u2019emendamento sostitutivo del secondo periodo dell\u2019onorevole Rescigno:<\/p><p>\u00abPossono istituirsi sezioni nei capoluoghi delle provincie\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la formulazione della Commissione:<\/p><p>\u00abPossono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<\/p><p>L\u2019articolo 122 \u00e8 stato cos\u00ec approvato nella formulazione degli onorevoli Piccioni e Moro accettata dalla Commissione.<\/p><p>L\u2019onorevole Romano ha presentato il seguente articolo 122<em>-bis<\/em>:<\/p><p>\u00abI Consigli comunali e le Giunte provinciali possono essere sciolti quando compiono gravi violazioni di legge, con decreto motivato del Presidente della Repubblica, su proposta della Deputazione regionale e conforme deliberazione del Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>Non essendo egli presente, l\u2019articolo si intende decaduto.<\/p><p>Dobbiamo ora passare all\u2019esame dell\u2019articolo 125.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Prima di passare all\u2019esame dell\u2019articolo 125, mi permetto di fare una breve osservazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Presidente ricorder\u00e0 che nella seduta successiva a quella nella quale venne adottato dall\u2019Assemblea l\u2019articolo 124, io ed il collega Mortati abbiamo fatto una riserva per quanto riguarda l\u2019ultima frase di quell\u2019articolo 124, secondo il quale lo statuto di ogni Regione, nel quale sono regolati certi aspetti del funzionamento interno della Regione, \u00e8 adottato con legge deliberata dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi membri ed \u00e8 approvato con legge della Repubblica. La riserva riguardava quest\u2019ultima condizione, quella cio\u00e8 di esigere che quella particolare legge regionale che \u00e8 lo statuto, preveduto dall\u2019articolo 124, debba essere sottoposta ad un regime di controllo diverso e pi\u00f9 severo di quello che \u00e8 previsto per le altre leggi regionali, prescrivendo che per lo statuto sia richiesta l\u2019approvazione dello Stato mediante una legge formale. E la riserva che avevamo fatto era di riproporre il problema in sede di coordinamento. Ora, \u00e8 sopravvenuto un fatto nuovo che autorizza, sotto un certo aspetto, a dar seguito a quella riserva.<\/p><p>Il fatto nuovo \u00e8 che questa mattina, modificando il testo proposto dalla Commissione per quanto concerne lo scioglimento dei Consigli regionali, abbiamo sostituito alla deliberazione del Senato, che era prevista nel progetto, il parere di una Commissione parlamentare. \u00c8 evidente che nessuno, il quale non si voglia nascondere la portata di questa modificazione, potr\u00e0 disconoscere come con essa si sono, in qualche misura, diminuite le garanzie della Regione, in quanto il provvedimento del Presidente della Repubblica, che scioglie un Consiglio regionale, pu\u00f2 essere preso sentito il parere di una Commissione parlamentare, anzich\u00e9 essere vincolato ad una previa deliberazione conforme del Senato.<\/p><p>Ora, per compensare, in certo senso, quanto si \u00e8 tolto all\u2019autonomia della Regione, mi pare che in sede di coordinamento il Comitato potrebbe ritenersi autorizzato a ristabilire un po\u2019 di equilibrio, nel senso cio\u00e8 di ritoccare la disposizione dell\u2019articolo 124, sostituendo all\u2019espressione \u00abapprovato con legge della Repubblica\u00bb una formula diversa e pi\u00f9 tenue che potrebbe essere precisamente suggerita dalla modificazione adottata questa mattina. Quella Commissione permanente parlamentare, alla quale si \u00e8 attribuita la delicatissima funzione di esprimere un parere, sulla necessit\u00e0 o meno di procedere allo scioglimento di un Consiglio regionale, mi sembra possa essere anche un organo perfettamente adatto per esaminare lo Statuto di una Regione, il quale contiene le norme relative a quelle particolari materie che sono indicate nell\u2019articolo 124.<\/p><p>In questa maniera, il procedimento di formazione degli Statuti e di modificazione dei medesimi sarebbe notevolmente alleggerito, mentre le garanzie sarebbero pur sempre sufficienti. Faccio presente che, se invece la norma del progetto restasse, la conseguenza sarebbe che domani una qualsiasi modificazione di un qualsiasi comma dello statuto di una Regione non potrebbe essere fatta senza il procedimento macchinoso di una legge di approvazione adottata dalle due Camere. Mi pare che la sproporzione sarebbe tale che non vi sia bisogno di spendere altre parole per persuadere dell\u2019opportunit\u00e0 di coordinare l\u2019ultima frase dell\u2019articolo 124 con lo spirito dell\u2019ordinamento regionale.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Quale Presidente del Comitato di redazione dichiaro di acconsentire alla proposta dell\u2019onorevole Perassi. Si cercher\u00e0, in sede di Comitato, la pi\u00f9 adatta formulazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Vuol dire allora che il Comitato riproporr\u00e0 all\u2019Assemblea la formulazione nuova.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Precisamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni rimane cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec<\/em> <em>rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo allora all\u2019esame dell\u2019articolo 125, il cui testo originario della Commissione non \u00e8 stato da essa modificato. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSi pu\u00f2 con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali interessati, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di nuove Regioni con un minimo di 500 mila abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata per <em>referendum<\/em> dalla maggioranza delle popolazioni stesse.<\/p><p>\u00abSi pu\u00f2, con <em>referendum<\/em> e legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Comuni, i quali ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati a un\u2019altra\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo, l\u2019onorevole Codignola ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa determinazione delle Regioni e dei rispettivi confini e capoluoghi \u00e8 stabilita con legge costituzionale. La creazione di nuove Regioni con un minimo di 500.000 abitanti o la fusione di Regioni esistenti pu\u00f2 essere disposta, con legge costituzionale, quando ne facciano richiesta il Senato della Repubblica, a maggioranza di due terzi dei membri, ovvero tanti Consigli comunali che rappresentino non meno della met\u00e0 delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata dalle popolazioni stesse mediante <em>referendum<\/em>. Il passaggio di Comuni da una ad altra Regione, previo <em>referendum<\/em> delle popolazioni interessate, pu\u00f2 essere disposto per legge, sentiti i relativi Consigli regionali\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente, si intende che abbia rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il primo comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, brevissime parole per illustrare la finalit\u00e0 che mi sono proposto coll\u2019emendamento soppressivo del primo comma dell\u2019articolo 125.<\/p><p>Noi abbiamo stabilita l\u2019esistenza delle Regioni, e, attraverso una discussione piuttosto difficile, abbiamo anche stabilito il loro numero. Se nella stessa Carta costituzionale fissiamo ora il principio che con legge costituzionale \u2013 anzi, c\u2019\u00e8 chi vuol sopprimere anche la parola \u00abcostituzionale\u00bb, e quindi con legge semplice \u2013 sentiti i Consigli regionali interessati, si possano o fondere Ragioni esistenti (ipotesi, per la verit\u00e0, che assai difficilmente si potr\u00e0 verificare) o creare nuove Regioni con un minimo di 500 mila abitanti, data l\u2019enorme quantit\u00e0 di Regioni che si volevano formare e dato che l\u2019Italia ha 46 milioni di abitanti, noi arriveremmo a 92 Regioni, perch\u00e9 ogni zona di 500 mila abitanti si agiter\u00e0 per diventare Regione e per avere nel suo seno il capoluogo della nuova Regione.<\/p><p>Mi pare che questo sia uno stimolo a creare sempre nuove Regioni; tanto pi\u00f9 che la richiesta si pu\u00f2 fare dai Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo della popolazione, cio\u00e8 166 mila abitanti, e basta che ci sia in via di <em>referendum<\/em> l\u2019approvazione della maggioranza della popolazione, cio\u00e8 di 251 mila abitami. Di modo che sorgerebbe probabilmente il pericolo di avere una quantit\u00e0 di nuove Regioni che immediatamente chiederebbero di essere costituite.<\/p><p>Io non dico che in avvenire non si potranno, eventualmente, o fondere delle Regioni, o sodisfare ai bisogni di popolazioni che dimostrino la maturit\u00e0 necessaria e le possibilit\u00e0 economiche per formare una Regione; che non ci possano essere ragioni storiche, geografiche, etnografiche, per cui una nuova Regione possa sorgere; anche per lo sviluppo improvviso che pu\u00f2 avere una certa zona, per esempio, per la scoperta di giacimenti minerari, per cui vi affluisca una nuova massa di popolazione, per la formazione di un nuovo centro industriale, ecc. Ma mettere nella Costituzione stessa un articolo nel senso proposto, significherebbe mettere un potente veleno nel nostro ordinamento regionale; perch\u00e9 immediatamente sorgerebbero queste nuove richieste, le quali avrebbero un duplice effetto: non solo di creare delle aspettative per lo pi\u00f9 infondate a favore delle nuove Regioni che vorrebbero istituirsi, ma anche quello di disintegrare quelle esistenti, perch\u00e9, quando in una Regione si formano dei movimenti centrifughi per spartirla in tre o quattro Regioni minori, la Regione finisce col perdere il suo carattere autonomo, di ente amministrativo che deve decentrare i poteri dello Stato, ma diventa un campo di lotta, in cui ognuno cerca di far prevalere la sua tesi o il suo interesse.<\/p><p>E allora avremmo la possibilit\u00e0, che in certe zone d\u2019Italia sorgano delle lotte intestine per far diventare capoluoghi di Regione gli antichi capoluoghi di Provincia, e, a poco a poco, come ho detto, il numero delle Regioni superer\u00e0 anche quello delle antiche Provincie.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 nella Costituzione non metterei questa norma. Certo, bisogner\u00e0 stabilire un meccanismo, attraverso il quale, eventualmente, possa essere sodisfatta la necessit\u00e0 che sorga legittimamente, di creare una nuova Regione; ma se noi mettiamo questo articolo nella Costituzione, noi creiamo una ragione per la dissoluzione delle Regioni e per la discordia intestina fra le stesse parti di una unica Regione.<\/p><p>Ad evitare questi gravissimi inconvenienti, io propongo la soppressione del primo comma dell\u2019articolo 125.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Recca ha gi\u00e0 svolto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSi pu\u00f2 con legge della Repubblica, senza che occorra il preventivo parere dei rispettivi Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di muove Regioni, con un minimo di 500 mila abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno i due terzi delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata per <em>referendum<\/em> dalla maggioranza delle popolazioni stesse\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abCon legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali interessati, pu\u00f2 essere disposta la creazione di nuove Regioni, mediante fusioni o scissioni di quelle esistenti, su proposta dei Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo dell\u2019intera popolazione della Regione o delle Regioni interessate, e con l\u2019approvazione, in via di <em>referendum<\/em>, della maggioranza della popolazione stessa, semprech\u00e9 la nuova Regione raggiunga un minimo di un milione e mezzo di abitanti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Il mio emendamento riproduce sostanzialmente il testo originario della Commissione, con qualche modifica di forma che vorrebbe avere lo scopo di introdurre perfezionamenti tecnici nella prima parte, nella quale propongo di dire: \u00abcreazione di nuove Regioni mediante fusioni o scissioni di quelle esistenti\u00bb, mentre il testo della Commissione, non sembra molto esattamente, tratta distintamente di creazione di nuove Regioni, o di fusione. Evidentemente, entrambi questi casi danno luogo alla creazione di nuove Regioni. Ma, a parte questo dettaglio tecnico, l\u2019emendamento differisce dal testo originario soprattutto per la fissazione del requisito del minimo di popolazione richiesto per creare una nuova Regione. Mentre il testo esige, per la creazione di nuove Regioni, un minimo di 500 mila abitanti, io propongo di elevare questo minimo ad un milione e mezzo di abitanti.<\/p><p>Le ragioni sono ovvie. Una l\u2019ha enunciata poco fa l\u2019onorevole Persico, facendo il computo di quante Regioni potrebbero sorgere col minimo di 500 mila abitanti. Evidentemente questo pericolo non \u00e8 molto probabile. C\u2019\u00e8 piuttosto da invocare a favore della proposta una considerazione di carattere generale inerente ai fini che hanno presieduto all\u2019ordinamento regionale. Sembra infatti che, perch\u00e9 una Regione possa aspirare all\u2019autonomia, debba rappresentare un nucleo abbastanza rilevante d\u2019interessi. Non si potrebbero raggiungere gli effetti utili che la riforma regionale si ripromette, se la Regione si presentasse con carattere di esigua consistenza demografica. Se cos\u00ec fosse, mancherebbe la possibilit\u00e0 sia di risolvere problemi di equilibrio interno di forze ed interessi sodali, necessario a dare solidit\u00e0 alla struttura della Regione, sia di conferire alla azione di questa nei consessi nazionali, quel rilievo politico che \u00e8 condizione per la sua proficuit\u00e0.<\/p><p>Ritengo che per raggiungere i risultati indicati non sia possibile scendere al di sotto di un milione e mezzo di abitanti, ed \u00e8 perci\u00f2 che raccomando all\u2019Assemblea l\u2019accoglimento della mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha proposto di aggiungere all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati le seguenti parole: \u00abspecialmente per quanto riguarda il Salento\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente si intende che abbia rinunziato a svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>Ho l\u2019impressione che le votazioni avvenute in precedenza in questa Assemblea debbano avere un carattere preclusivo alla votazione di un tale emendamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Nella prima linea dell\u2019articolo, sopprimere la parola:<\/em> costituzionale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Il mio emendamento, col quale si richiede la soppressione della parola \u00ablegge costituzionale\u00bb, ha lo scopo principale, se non esclusivo, di richiamare l\u2019attenzione del Comitato di coordinamento su questa questione.<\/p><p>Il progetto e gli emendamenti danno due sistemi per creare nuove Regioni e per modificare le Regioni esistenti: un sistema che dir\u00f2 permanente e un sistema transitorio, a cui si rivolgono un emendamento e un articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Io non so se per le modificazioni immediatamente successive alla creazione delle Regioni, per il periodo intermedio \u2013 dir\u00f2 cos\u00ec \u2013 fra la formazione delle nuove Regioni e lo stato normale della nuova formazione amministrativa italiana, non so se sia opportuno che tutte le modificazioni avvengano con legge costituzionale o se non sia invece pi\u00f9 opportuno che, almeno per il periodo transitorio a cui si rivolgono le proposte dell\u2019onorevole Mortati, si provveda, anzich\u00e9 con legge costituzionale, con legge ordinaria della Repubblica.<\/p><p>Per questo emendamento io mi rimetto completamente al giudizio del Comitato di coordinamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Preti ha presentato il seguente emendamento: \u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> 500 mila, <em>sostituire le parole:<\/em> 2 milioni di\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente, si intende che abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Lussu ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> 500 mila, <em>sostituire:<\/em> 400 mila\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LUSSU. L\u2019Assemblea che ha seguito la discussione sulle Regioni mi dispenser\u00e0 dall\u2019indicare le ragioni per le quali io ho presentato l\u2019emendamento. Ma siccome vedo successivamente negli emendamenti pubblicati per la seduta del 3 dicembre un articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati che comincia cos\u00ec: \u00abFino a cinque anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione ecc.\u00bb e finisce con riferimento \u00aball\u2019articolo 125\u00bb, io nutro fiducia che l\u2019Assemblea aderisca a questo emendamento del collega Mortati e perci\u00f2 ritiro il mio emendamento associandomi a quello dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Camposarcuno ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, il seguente comma: <\/em>\u00abIl parere della Regione deve esser richiesto dal Governo e dal Parlamento quando si tratti di provvedimenti o disegni di legge riflettenti le modificazioni delle circoscrizioni regionali, la creazione di Provincie o la modificazione delle circoscrizioni di Provincie\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CAMPOSARCUNO. Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 125 del testo della Commissione contempla i casi di fusione di Regioni esistenti e di creazione di nuove Regioni e contempla poi un terzo caso, quello cio\u00e8 che i Comuni, i quali ne facciano richiesta, possono essere staccati da una Regione ed essere \u00abaggregati a un\u2019altra\u00bb.<\/p><p>Non sono contemplati i casi che riguardano \u00able modificazioni delle circoscrizioni regionali, la creazione di Provincie o la modificazione delle circoscrizioni di Provincie\u00bb.<\/p><p>Penso che queste altre modificazioni debbano essere considerate in questo articolo, perch\u00e9 in tal modo \u00e8 certamente completato l\u2019articolo stesso. Ed in questo senso ho presentato il mio emendamento ed insisto in esso.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobile ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma dell\u2019articolo 125 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abModificazioni alle circoscrizioni delle Regioni quali sono stabilite dall\u2019articolo 123 possono apportarsi soltanto mediante legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali interessati\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. Onorevoli colleghi, l\u2019emendamento che ho presentato tende a rendere pi\u00f9 difficile qualsiasi modificazione all\u2019ordinamento regionale quale \u00e8 stato sancito dall\u2019articolo 123, a rendere difficile qualsiasi variazione sia al numero che alle circoscrizioni regionali gi\u00e0 definite.<\/p><p>Io penso che in un periodo di tempo cos\u00ec difficile come \u00e8 questo, lo Stato ha bisogno soprattutto di riassestare la sua compagine sconvolta dalla guerra. Noi abbiamo gi\u00e0 fatto cosa assai rischiosa introducendo tutte queste novit\u00e0 di ordinamento regionale. Cerchiamo di non peggiorare ora, perch\u00e9, per le ragioni che cos\u00ec bene ha riferito l\u2019onorevole Persico, se diamo con questo articolo, come \u00e8 stato concepito nel testo che ci viene presentato, la possibilit\u00e0, la tentazione a qualsiasi Regione o a qualunque gruppo di popolazione di chiedere l\u2019istituzione di una nuova Regione o la modificazione di una circoscrizione esistente, creeremo il caos della vita politica italiana. Sono per questo motivo recisamente contrario all\u2019articolo 123 proposto dalla Commissione, a meno che nelle disposizioni transitorie non si stabilisca che per 10 o 20 anni quell\u2019articolo non potr\u00e0 essere applicato.<\/p><p>Per queste ragioni mi associo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico col quale si tende a sopprimere il primo comma. In quanto al secondo comma, intendo che sia sostituito dall\u2019emendamento che ho presentato.<\/p><p>In linea subordinata, se l\u2019articolo venisse approvato cos\u00ec come \u00e8 stato concepito nel testo della Commissione, mi riservo di presentare una disposizione transitoria con la quale si vieti qualunque modificazione per un certo periodo di tempo dopo la promulgazione della Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perlingieri ha presentato il seguente emendamento: \u00ab<em>Alle parole:<\/em> 500 mila, <em>sostituire le parole:<\/em> un milione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERLINGIERI. Lo mantengo rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati cos\u00ec svolti tutti gli emendamenti all\u2019articolo 125.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI. Tutto sommato, la Commissione ritiene di stare al testo del progetto.<\/p><p>Quanto all\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Camposarcuno, osservo che la norma relativa alla creazione di nuove Province o alla modificazione delle circoscrizioni esistenti \u00e8 stata in precedenza approvata dall\u2019Assemblea. Riguardo agli altri emendamenti: per quello presentato dall\u2019onorevole Mobile, la Commissione ritiene che sia necessario mantenere ferme le condizioni stabilite perch\u00e9 possa procedersi alla creazione di nuove Regioni o alla modificazione della circoscrizione delle Regioni esistenti. Riguardo alla proposta dell\u2019onorevole Lami Starnuti, la Commissione ritiene che debba essere mantenuto il sistema della legge costituzionale, di cui all\u2019articolo 125, per addivenire alla creazione di nuove Regioni. Ritiene per\u00f2 che, per le piccole modificazioni circoscrizionali, ritenute opportune, possa procedersi alla loro attuazione semplicemente con legge ordinaria, senza bisogno cio\u00e8 di ricorrere alla legge costituzionale.<\/p><p>Resta la questione del numero degli abitanti, che nell\u2019articolo 125 \u00e8 determinato in 500.000 e che nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati \u00e8 elevato a un milione e mezzo e in quello dell\u2019onorevole Perlingieri ad un milione. La Commissione mantiene la cifra del testo del progetto, senza per\u00f2 insistervi decisamente.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Desideravo un chiarimento dall\u2019onorevole Ambrosini. Nel fare riferimento all\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati, l\u2019onorevole Ambrosini ha fatto cenno alla forma con cui una Regione pu\u00f2 essere riconosciuta ma, per il resto, non si \u00e8 pronunziato.<\/p><p>AMBROSINI. L\u2019articolo aggiuntivo va nelle norme transitorie e non \u00e8 stato ancora posto in discussione. Io ho fatto riferimento ad esso semplicemente per fare presente all\u2019Assemblea che la disposizione dell\u2019articolo 125 avr\u00e0 un seguito nelle disposizioni transitorie; ed anche l\u2019onorevole Lami Starnuti credo sia d\u2019accordo.<\/p><p>LUSSU. La Commissione \u00e8 favorevole all\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole. Mortati?<\/p><p>AMBROSINI. Gi\u00e0 la Commissione si pronunzi\u00f2 in senso favorevole quando si tratt\u00f2 del rinvio della discussione dell\u2019articolo 125.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori di emendamenti se li mantengono.<\/p><p>Non essendo presenti gli onorevoli Codignola e Preti, i loro emendamenti si intendono decaduti.<\/p><p>Anche l\u2019onorevole Persico non \u00e8 presente, ma, essendo il suo un emendamento soppressivo, anche senza la sua presenza sar\u00e0 tenuto in considerazione.<\/p><p>Onorevole Recca, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>RECCA. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati?<\/p><p>MORTATI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lami Starnuti?<\/p><p>LAMI STARNUTI. Mi rimetto al giudizio del Comitato di redazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu?<\/p><p>LUSSU. Ritiro il mio emendamento, poich\u00e9 la Commissione ha dichiarato di accogliere l\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati, al quale aderisco.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Camposarcuno?<\/p><p>CAMPOSARCUNO. Mi rimetto alle decisioni del Comitato di coordinamento per quanto riguarda i casi da me segnalati e non compresi nell\u2019articolo 125.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobile?<\/p><p>NOBILE. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perlingieri?<\/p><p>PERLINGIERI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Quanto all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, ho gi\u00e0 detto che lo ritenevo improponibile, in quanto riguarda una questione sulla quale l\u2019Assemblea si \u00e8 gi\u00e0 pronunziata.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Intendevo esprimere un voto per il Salento e lo mantengo come tale.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del primo comma. Ricordo che vi \u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Persico di soppressione del primo comma.<\/p><p>Ugualmente la proposta dell\u2019onorevole Nobile porta alla soppressione del primo comma.<\/p><p>Vi \u00e8 poi la proposta dell\u2019onorevole Recca di sostituire il primo comma col seguente:<\/p><p>\u00abSi pu\u00f2 con legge della Repubblica, senza che occorra il preventivo parere dei rispettivi Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di nuove Regioni, con un minimo di cinquecentomila abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno i due terzi delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata per <em>referendum<\/em> dalla maggioranza delle popolazioni stesse\u00bb.<\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la prima parte del testo della Commissione:.<\/p><p>\u00abSi pu\u00f2 con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali interessati, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di nuove Regioni con un minimo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo prima in votazione l\u2019emendamento Mortati:<\/p><p>\u00abdi un milione e cinquecentomila abitanti\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Perlingieri:<\/p><p>\u00abdi un milione di abitanti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultima parte nel testo della Commissione:<\/p><p>\u00abquando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata per <em>referendum<\/em> dalla maggioranza delle popolazioni stesse\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma dello stesso testo:<\/p><p>\u00abSi pu\u00f2, con <em>referendum<\/em> e legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Comuni, i quali ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati a un\u2019altra\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo agli articoli aggiuntivi.<\/p><p>L\u2019onorevole Camposarcuno ha proposto il seguente articolo 125-<em>bis<\/em>:<\/p><p>\u00abIl passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni avverr\u00e0 mediante decreti del Presidente della Repubblica per ogni ramo della pubblica Amministrazione\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La VIII disposizione transitoria dice al primo comma:<\/p><p>\u00abLeggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il trapasso delle funzioni statali attribuite alle Regioni e quella di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrali, che si rende necessario in conseguenza del nuovo ordinamento\u00bb.<\/p><p>Pertanto ritengo che in questa sede si dovr\u00e0 esaminare l\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Camposarcuno.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Camposarcuno, in sede di discussione dell\u2019VIII disposizione transitoria potr\u00e0 svolgere il suo emendamento.<\/p><p>CAMPOSARCUNO. Va bene.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati, ha presentato il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abFino a cinque anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si potr\u00e0 procedere, con legge costituzionale, alla modificazione delle circoscrizioni regionali stabilite dall\u2019articolo 123, anche senza il concorso delle condizioni di cui all\u2019articolo 125\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Non spender\u00f2 molte parole per illustrare questo articolo, perch\u00e9 mi pare si sia ormai determinato un consenso diffuso intorno alla necessit\u00e0 di adottare la proposta da me presentata, che nasce dalla consapevolezza generalmente avvertita della necessit\u00e0 di dare alla ripartizione delle circoscrizioni regionali un fondamento pi\u00f9 razionale di quello che non sia stato possibile finora per la mancanza degli elementi informativi, che sarebbero stati necessari. Fin dall\u2019inizio dei lavori della Sottocommissione, che doveva elaborare il progetto regionale, si \u00e8 sentito questo bisogno di possedere un complesso di elementi di varia natura (geografica, linguistica, economica e finanziaria), che avrebbero dovuto servire di base per una razionale delimitazione delle Regioni. Fu proposto, fin dal principio dei nostri lavori, nel 1946, che si creasse un organo apposito e si pens\u00f2, pi\u00f9 specificamente, ad una inchiesta parlamentare, che raccogliesse i dati di cui ho parlato e li sottoponesse all\u2019Assemblea, che avrebbe dovuto servirsene come elementi di giudizio per la ripartizione delle Regioni nel territorio nazionale. Per molte ragioni, che non star\u00f2 ad elencare e senza colpa di nessuno, questa iniziativa non ebbe quel successo che forse si poteva conseguire e dovemmo decidere sulla delimitazione delle Regioni senza essere in possesso delle necessarie conoscenze, onde l\u2019approvazione avvenuta dell\u2019articolo 123, con riferimento alle regioni cosiddette tradizionali, alcune delle quali non hanno altra tradizione se non negli annuari statistici, mentre altre, insieme ad una tradizione storica consolidata, presentano quei caratteri di unit\u00e0, di armonicit\u00e0, di complementariet\u00e0 degli elementi interni costitutivi necessari a renderle vitali.<\/p><p>Si \u00e8 sentito pertanto il bisogno di dare all\u2019articolo 123 un carattere di provvisoriet\u00e0: \u00e8 stato questo un espediente al quale si \u00e8 dovuto ricorrere, in conseguenza delle deficienze di informazioni di cui ho fatto parola. Era sottinteso, nell\u2019approvare l\u2019articolo 123, che si fosse riservata la possibilit\u00e0 di una revisione straordinaria della ripartizione provvisoria, anche all\u2019infuori delle condizioni poste in via ordinaria dall\u2019articolo 125, onde potere sodisfare sia all\u2019esigenza di particolari gruppi di popolazione, sia a quella degli interessi generali dello Stato. Il mio articolo tende a svolgere e realizzare tale intenzione, proponendo che \u00abfino a cinque anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione, si possa procedere alla modifica delle circoscrizioni stabilite dall\u2019articolo 123\u00bb, per i primi 5 anni dopo l\u2019entrata in vigore della Costituzione, prescindendo dalle condizioni previste in via generale dagli articoli che precedono. Nell\u2019intento che ha ispirato il mio emendamento le condizioni di cui si pu\u00f2 fare a meno sono tutte quelle considerate dell\u2019articolo 125 sia relative al numero della popolazione, sia relative al procedimento da seguire per la creazione di nuove regioni. N\u00e9 mi pare conveniente limitare in qualche modo la libert\u00e0 del futuro costituente di determinazione dell\u2019assetto regionale, ed insisto per l\u2019accoglimento della mia proposta, nella fiducia che attraverso tale procedura eccezionale si possa giungere a una razionale delimitazione delle circoscrizioni regionali.<\/p><p>Non mi fermo sull\u2019esigenza che, anche pel periodo transitorio dei cinque anni, non si prescinda dalla legge costituzionale (nonostante qualche accenno in contrario sia affiorato nella discussione), parendomi ovvio che non possa la legge semplice disporre di una struttura che si ripercuote sulla formazione e sul funzionamento degli organi costituzionali dello Stato (Senato e Presidente della Repubblica).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI. In linea di massima, la Commissione gi\u00e0 dichiar\u00f2, a proposito dell\u2019articolo 123, di accettare l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Gli onorevoli Nobile, Cifaldi ed altri hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abNessuna variazione al numero e alle circoscrizioni delle Regioni quali sono definite nell\u2019articolo 123 potr\u00e0 essere apportata nei primi dieci anni dopo la promulgazione della Costituzione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. Lo mantengo rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Codacci Pisanelli desidera che io precisi all\u2019Assemblea che il suo emendamento, del quale ho dato lettura poco fa e sul quale si \u00e8 brevemente discusso, doveva intendersi riferito all\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati, il quale prevede appunto che fino a cinque anni dall\u2019entrata in vigore della Costituzione si possa procedere alla modificazione delle circoscrizioni regionali, senza il concorso delle condizioni stabilite dell\u2019articolo 125, e, aggiunge l\u2019onorevole Codacci Pisanelli, \u00abspecialmente per quanto riguarda il Salento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini, ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sulla proposta Nobile.<\/p><p>AMBROSINI. Debbo dichiarare che l\u2019approvazione dell\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Mortati, non \u00e8 conciliabile con l\u2019adesione all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Nobile. La Commissione non pu\u00f2 quindi aderire all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Perlingieri, De Caro Raffaele, Carignani, Bosco Lucarelli, Angelini, Bozzi, Covelli, Mazza, Bonino e Finocchiaro Aprile hanno presentato il seguente emendamento all\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> anche senza il concorso delle condizioni di cui all\u2019articolo 125, <em>sostituire le seguenti:<\/em> senza il procedimento di cui all\u2019articolo 125, fermi restando i requisiti in esso stabiliti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perlingieri ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERLINGIERI. Il mio emendamento, onorevole Presidente, non credo che abbia bisogno di un lungo commento. L\u2019onorevole Mortati ha posto una disposizione transitoria ai fini di agevolare la revisione delle circoscrizioni regionali, cos\u00ec come sono state fissate in una precedente seduta. Ora, io non riesco a comprendere l\u2019opportunit\u00e0 e la necessit\u00e0 di questa disposizione transitoria. Infatti, una disposizione transitoria diretta a consentire la revisione delle circoscrizioni territoriali sarebbe stata comprensibile, se noi avessimo fissato in maniera definitiva e irrevocabile le Regioni storiche. Ma, gi\u00e0 la Costituzione prevede all\u2019articolo 125 un procedimento di revisione, e non comprendo perch\u00e9 si debba creare in aggiunta, con una disposizione transitoria, un altro procedimento a questo medesimo scopo.<\/p><p>D\u2019altra parte, se si vuole concedere una agevolazione, se si vuole, cio\u00e8, in linea transitoria, agevolare il procedimento di revisione, io potrei anche aderire, ma in limiti precisi e determinati; cio\u00e8 nel senso di rendere pi\u00f9 sciolta, dare una maggiore facilit\u00e0 alla procedura, non gi\u00e0 nel senso di annullare completamente quelli che sono i presupposti essenziali per l\u2019esistenza di un ente regionale. In altri termini: se \u00e8 vero che si deve prestare ossequio alla volont\u00e0 popolare, democraticamente espressa, non \u00e8 men vero che questo ossequio non pu\u00f2 essere prestato ad una volont\u00e0 arbitraria e tirannica, diretta a sovvertire le stesse basi, e le condizioni obbiettive dell\u2019istituto regionale, come accadrebbe se noi annullassimo ogni e qualsiasi condizione all\u2019esercizio del diritto di revisione delle circoscrizioni territoriali.<\/p><p>Noi potremmo cos\u00ec cadere addirittura nell\u2019assurdo: renderemmo ammissibile e potremmo veder proporre una istanza di erezione a Regione persino del quartiere Trastevere o del paese di Rocca di Papa, perch\u00e9 nulla lo impedirebbe. \u00c8 necessario, quindi, che vi sia un <em>minimum<\/em> territoriale, un <em>minimum<\/em> di popolazione, una pluralit\u00e0 di associazioni volontarie e involontarie, etniche e territoriali, senza di che non \u00e8 possibile neppure concepire un ente regionale. Ed \u00e8 necessario che questo sia stabilito nella Carta costituzionale, altrimenti noi correremo il rischio di porre in pericolo lo stesso istituto regionale e di pregiudicare l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale, correndo verso la polverizzazione delle Regioni. Io non dico che si debbano stabilire condizioni con criteri di rigore o di indulgenza: l\u2019Assemblea decider\u00e0 in proposito nella sua sovranit\u00e0. Potr\u00e0, ad esempio, stabilire un minimo di popolazione di centomila abitanti, o di un milione, ma un limite dovr\u00e0 pure porlo, altrimenti il legislatore futuro si trover\u00e0 di fronte alle domande pi\u00f9 impensate. Il mio emendamento ha questo preciso scopo: se si vuole accedere al concetto della opportunit\u00e0 di una disposizione transitoria per la revisione delle circoscrizioni regionali, se si vuole concedere questa agevolazione transitoria, che questa sia mantenuta sul terreno del procedimento, ma non intacchi la sostanza, i presupposti essenziali dell\u2019esistenza di un ente regionale, cos\u00ec come fissati nell\u2019articolo 123 della Costituzione, ponendo praticamente nel nulla, sia pure a titolo provvisorio, quanto gi\u00e0 deciso in precedenza.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Io penso che l\u2019onorevole Mortati, che \u00e8 sempre molto logico nelle sue proposte, debba ammettere che \u00e8 diminuito l\u2019interesse del suo emendamento transitorio facilitativo, perch\u00e9 egli ha visto diminuire da un milione e mezzo ad un milione l\u2019elemento demografico e territoriale indispensabile per costituire la Regione. E, quindi, mi pare che la eventuale eliminazione dell\u2019emendamento Mortati tolga anche di mezzo la necessit\u00e0 della medicina, che \u00e8 venuta dalla parte opposta alle intenzioni dell\u2019onorevole Mortati, con la proposta di introdurre con l\u2019emendamento contrario una remora forse eccessiva, di fronte all\u2019ordinamento regolare che noi abbiamo stabilito con la norma di carattere definitivo gi\u00e0 votata; e quindi mi pare che i due emendamenti di carattere transitorio, ispirati a criteri nettamente eccessivi e opposti dall\u2019una e dall\u2019altra parte, potrebbero essere eliminati. Dichiaro pertanto che voter\u00f2 contro i due emendamenti.<\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Dichiaro che voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Mortati e, naturalmente, contro l\u2019emendamento che \u00e8 stato test\u00e9 illustrato dall\u2019onorevole Perlingieri. A me pare che l\u2019emendamento Mortati costituisca l\u2019unico mezzo, <em>rebus sic stantibus<\/em>, perch\u00e9 l\u2019Assemblea possa rivedere qualche deliberazione presa nei giorni scorsi e correggere l\u2019errore che, secondo me, dall\u2019Assemblea una certa sera, in danno del Molise, \u00e8 stato commesso. Io ho avuto il piacere di veder controllata da rappresentanti autorevoli di questa Assemblea \u2013 che nel mio Paese si sono recati \u2013 la situazione particolarmente grave, in cui esso, a seguito di quella deliberazione si \u00e8 venuto a trovare. Occorre assolutamente correggerla. Con l\u2019emendamento Mortati resta almeno nel nostro cuore la speranza che, non con accertamenti superficiali, ma con accertamenti precisi e concreti, si arriver\u00e0 alla costituzione della nostra Regione.<\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. Mi associo alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Colitto e dichiaro a mia volta che voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Mortati, perch\u00e9 una ingiustizia \u00e8 stata commessa ai danni del Molise, come risulta dalla stessa indicazione delle Regioni. Nell\u2019articolo relativo \u00e8 consacrata, infatti, l\u2019esistenza degli Abruzzi e del Molise ed \u00e8 legittimo sperare che queste due Regioni, aggiunte, possano essere riconosciute autonome.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che il nostro Gruppo voter\u00e0 in favore dell\u2019emendamento Mortati, in quanto esso consente, mediante una deroga alle normali procedure e condizioni, di attuare il riassetto nei primi anni di applicazione della Costituzione dell\u2019ordinamento regionale dello Stato italiano.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Sono favorevole ad una norma transitoria, che vada incontro all\u2019esigenza che per un certo periodo di tempo sia disciplinata una specie di assestamento della configurazione e della distribuzione delle Regioni. Ora, questo assestamento pu\u00f2 concretarsi sotto due aspetti: in primo luogo con qualche variazione della circoscrizione territoriale di talune Regioni. Io ho presente un esempio che interessa la regione alla quale appartengo, il Piemonte, e che gi\u00e0 ha dato luogo ad un movimento; \u00e8 il caso della zona del lago Maggiore, che fa ora parte della provincia di Novara, mentre sotto tutti i riguardi fa capo pi\u00f9 a Milano che a Novara e Torino. Casi analoghi si hanno per altre Regioni. La costituzione dell\u2019ordinamento li rende di pi\u00f9 vivo interesse pratico. Un eventuale ritocco delle delimitazioni territoriali, dovrebbe potersi fare, in questo periodo di assestamento con legge ordinaria.<\/p><p>L\u2019altro aspetto, pi\u00f9 delicato, \u00e8 quello della creazione, durante questo periodo di assestamento, di eventuali nuove Regioni.<\/p><p>Mi sembra opportuno, quindi, distinguere i due casi: per le semplici variazioni di innovazione, ritengo che sia sufficiente la legge ordinaria, mentre per la creazione di nuove Regioni, \u00e8 giustificato esigere una legge costituzionale, sia pure con qualche deviazione dalla revisione permanente contenuta nell\u2019articolo 125.<\/p><p>Se l\u2019onorevole Mortati intende in questo senso il suo emendamento, la formulazione definitiva potrebbe essere rimessa al Comitato di coordinamento.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. L\u2019onorevole Perassi ha sollevato una questione circa l\u2019interpretazione dell\u2019articolo 125 da me proposto.<\/p><p>A me pare che il dubbio da lui prospettato non abbia una vera ragion d\u2019essere, perch\u00e9 evidentemente il riferimento alla legge costituzionale, contenuto nel mio emendamento, offre l\u2019indubbia riprova, che esso riguarda solo i casi di fusione o di creazione di nuove Regioni, considerate nel primo comma dell\u2019articolo 125.<\/p><p>L\u2019altra revisione delle circoscrizioni regionali, accennata dall\u2019onorevole Perassi, consistenti nel riassestamento, nella delimitazione dei confini delle singole Regioni, mi pare non abbia bisogno di legge costituzionale, come risulta dall\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 125, secondo cui basta una legge semplice della Repubblica per trasferire un comune o un gruppo di comuni da una Regione ad un\u2019altra.<\/p><p>Evidentemente il mio articolo aggiuntivo si riferisce solo ai casi del primo comma dell\u2019articolo 125. Ad ogni modo, se si vuole eliminare l\u2019equivoco, possibile a sorgere, non ho nessuna difficolt\u00e0 ad aggiungere al testo da me proposto la espressa menzione al primo comma dell\u2019articolo 125.<\/p><p>Insomma, precisare che queste modificazioni da apportare con legge costituzionale si riferiscono a quei casi di variazione che sono contemplati nel primo comma dell\u2019articolo 125 e non toccano invece il secondo comma dell\u2019articolo stesso, come del resto \u00e8 previsto dalla legge comunale e provinciale.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Secondo la proposta Mortati si potrebbe procedere all\u2019unificazione delle circoscrizioni regionali contemplate nel primo comma dell\u2019articolo 125, senza il concorso delle condizioni previste dall\u2019articolo 125 stesso. Non \u00e8 giusto che ci\u00f2 possa avvenire senza che sia sentito il parere delle Regioni interessate.<\/p><p>Desidero, pertanto, sapere se ho bene interpretato la proposta Mortati, perch\u00e9, in questo caso, voter\u00f2 contro, in quanto ritengo che le Regioni interessate debbono essere sempre sentite.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Per quanto mi sembri pi\u00f9 opportuno non mettere limiti di alcun genere alla revisione in via transitoria delle circoscrizioni regionali, tuttavia non avrei difficolt\u00e0 ad aggiungere l\u2019inciso che faccia salvo il parere delle Regioni interessate, se questo potr\u00e0 servire a raggiungere un accordo pi\u00f9 ampio.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Sono lieto del chiarimento che ha dato l\u2019onorevole Mortati al collega Pietro Mastino, perch\u00e9 penso che, dopo questi chiarimenti, molti dei colleghi che avrebbero votato contro, voteranno invece a favore. Io voter\u00f2 contro l\u2019emendamento presentato dal collega onorevole Nobile, e firmato, se non erro, da molti altri colleghi dei Gruppi comunista e socialista.<\/p><p>Mi permetto di ricordare in modo particolare ai colleghi comunisti e socialisti che, ove essi si risolvessero a votare a favore dell\u2019emendamento Nobile, verrebbero con ci\u00f2 a trovarsi in contrasto con le dichiarazioni fatte in quest\u2019Aula a proposito delle Regioni. \u00c8, infatti, indubitabile che verrebbe in tal modo esclusa la possibilit\u00e0 che potessero in prosieguo di tempo costituirsi in Regioni alcune zone che oggi ancora non lo sono.<\/p><p>Io penso, quindi, che sia un dovere, ad evitare il pericolo di nuovi errori, non votare l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Nobile; io voter\u00f2 pertanto contro di esso, aderendo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Dichiaro che il mio Gruppo, coerentemente agli impegni assunti, voter\u00e0 a favore dell\u2019emendamento Mortati e contro l\u2019emendamento Perlingieri.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo dunque alla votazione. Abbiamo in primo luogo una proposta presentata dall\u2019onorevole Nobile, poi abbiamo quella dell\u2019onorevole Mortati e quella dell\u2019onorevole Perlingieri, che \u00e8 un emendamento all\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Dichiaro che per il momento ritiro il mio emendamento, riservandomi di ripresentarlo in sede di disposizioni transitorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo allora alla votazione del testo proposto dall\u2019onorevole Mortati. Esso risulta del seguente tenore:<\/p><p>\u00abFino a cinque anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si potr\u00e0 procedere con legge costituzionale a modificazioni delle circoscrizioni regionali stabilite dall\u2019articolo 123, anche senza il concorso delle condizioni di cui al primo comma dell\u2019articolo 125, fatto salvo il disposto circa il consenso delle popolazioni interessate\u00bb.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Per quanto riguarda l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Mastino Pietro, credo sia opportuno darle quest\u2019altra formulazione:<\/p><p>\u00abfatto salvo il parere delle popolazioni interessate\u00bb.<\/p><p>Mi sembra che il dire cos\u00ec corrisponda meglio al carattere che il testo originario dell\u2019articolo 125 ha voluto dare alla consultazione popolare.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione la prima parte dell\u2019articolo aggiuntivo Mortati:<\/p><p>\u00abFino a cinque anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si potr\u00e0 procedere con legge costituzionale a modificazioni delle circoscrizioni regionali stabilite dall\u2019articolo 123\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione dell\u2019emendamento Perlingieri:<\/p><p>\u00absenza il procedimento di cui all\u2019articolo 125, fermi restando i requisiti in esso stabiliti\u00bb.<\/p><p>Su questo emendamento hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto gli onorevoli Perlingieri, Bosco Lucarelli, Sicignano, Veroni, Notarianni, Caporali, Bocconi, Musolino, De Caro Raffaele, Piemonte, Stampacchia, Nobile, Costa, Crispo, Gullo Fausto, Pastore Raffaele, Costantini, Cifaldi e Lopardi.<\/p><p>Faccio presente che dopo la votazione, con una breve sospensione, la seduta proseguir\u00e0. Se non vi sono osservazioni rimane cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perlingieri test\u00e9 letto.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente TARGETTI<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI.<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 303<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 152<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 78<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 225<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Bartalini \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Belotti \u2013 Benedetti \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bonomelli \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bubbio.<\/p><p>Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cevolotto \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici.\u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiorentino \u2013 Firrao \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Maltagliati \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Moranino \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pacciardi\u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Santi \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tozzi Condivi \u2013Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zappelli \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono<\/em> <em>in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Pignatari \u2013 Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Sardiello.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 20,<\/em> \u00e8 <em>ripresa alle 20.55<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Vicepresidente TARGETTI<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 l\u2019Assemblea ha respinto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perlingieri, pongo in votazione l\u2019ultima parte dell\u2019emendamento Mortati cos\u00ec modificata:<\/p><p>\u00abanche senza il concorso delle condizioni di cui ai primo comma dell\u2019articolo 125, fatto salvo il parere delle popolazioni interessate\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la proposta di un articolo aggiuntivo fatta dall\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abLo Stato, nel difetto di iniziativa degli enti interessati, promuove gli accordi necessari fra le Regioni per la coordinazione delle attivit\u00e0 di interesse comune.<\/p><p>\u00abLa costituzione di enti interregionali per la gestione in comune di servizi affidati alle Regioni deve ottenere la preventiva approvazione dello Stato.<\/p><p>\u00abAnaloghi poteri di coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 degli enti autonomi regionali sono attribuiti alla Regione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati non \u00e8 presente.<\/p><p>TOZZI CONDIVI. Faccio mia la proposta e rinuncio a svolgerla.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Prego di non insistere su questo emendamento, perch\u00e9 spezzerebbe la linea da noi data alla trattazione della Regione. \u00c8 evidente che lo Stato pu\u00f2 promuovere gli accordi necessari fra le Regioni per la coordinazione delle attivit\u00e0 di interesse comune. \u00c8 perfettamente possibile e perfettamente desiderabile che siano presi accordi e costituiti a determinati scopi formazioni interregionali. Si potr\u00e0 cercare, nel coordinamento, di inserire qualche espressione al riguardo, ma non \u00e8 il caso di farne una norma vera e propria nella Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Tozzi Condivi, dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini insiste ancora sull\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mortati?<\/p><p>TOZZI CONDIVI. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini lo ritiro, purch\u00e9 se ne tenga conto nel coordinamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue un articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Codignola, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe norme relative all\u2019ordinamento autonomistico dello Stato andranno in vigore non oltre due anni dall\u2019approvazione della Costituzione\u00bb.<\/p><p>\u00c8 presente l\u2019onorevole Codignola?<\/p><p>LUSSU. Faccio mia la proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>LUSSU. Questo emendamento vuole evitare il pericolo, che non \u00e8 certo, ma probabile, che, volontariamente o non, si possa sabotare l\u2019attuazione della riforma autonomistica regionale. In questo emendamento \u00e8 stabilito un termine massimo di due anni. \u00c8 ragionevole il lasso di tempo richiesto. Se si prolungasse, evidentemente, il rischio di non avere la riforma sarebbe chiaro. Ecco perch\u00e9 io prego la Commissione di accettare questo articolo aggiuntivo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Mi pare che l\u2019effetto di questo articolo aggiuntivo sarebbe perfettamente il contrario di quello espresso dall\u2019onorevole Lussu, perch\u00e9 permetterebbe per due anni di non applicare le norme che riguardano l\u2019ordinamento regionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, ritira il suo articolo aggiuntivo?<\/p><p>LUSSU. No, piuttosto lo chiarisco, nel senso che la riforma debba essere attuata prima dei due anni.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo aggiuntivo Codignola fatto proprio dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Basile:<\/p><p>\u00abPer eliminare la disuguaglianza di sviluppo delle Regioni, lo Stato costruir\u00e0 le opere di pubblica utilit\u00e0 occorrenti nelle Regioni centro-meridionali, Sicilia e Sardegna, costituendo un Comitato di erogazione in seno al Ministero del tesoro con rappresentanze regionali paritetiche.<\/p><p>\u00abLo stanziamento dei fondi necessari nel bilancio annuale dello Stato si far\u00e0 nei modi e coi limiti che saranno stabiliti da apposita legge, che discipliner\u00e0 le provvidenze per realizzare le perequazioni fra le Regioni italiane\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente il proponente, si intende che vi abbia rinunciato.<\/p><p>Segue l\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Persico:<\/p><p>\u00abIn ogni Regione \u00e8 costituito un Consiglio regionale dell\u2019economia e del lavoro, composto, nei modi stabiliti dalla legge, da esperti e da rappresentanti delle categorie produttive in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.<\/p><p>Il Consiglio regionale dell\u2019economia e del lavoro \u00e8 organo di consulenza dei pubblici poteri nelle materie interessanti l\u2019economia regionale, ed esercita tutte le altre funzioni che gli sono dalla legge attribuite\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, il mio emendamento non ha bisogno di dimostrazioni, perch\u00e9 \u00e8 il corollario logico dell\u2019articolo 92 che abbiamo approvato. L\u2019articolo 92, con una innovazione molto importante, una delle pi\u00f9 importanti della nostra Costituzione, ha stabilito che vi sar\u00e0 un Consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro composto da esperti e da rappresentanti delle categorie produttive, ecc., come organo di consulenza del Parlamento e del Governo, e con iniziativa legislativa nella elaborazione della legislazione sociale, ecc.<\/p><p>Ora io ho proposto logicamente, come necessario corollario della esistenza di un Consiglio economico nazionale, la istituzione in ogni Regione di un Consiglio regionale dell\u2019economia e del lavoro, composto analogamente a quello che \u00e8 il Consiglio nazionale economico, con funzioni per\u00f2 diverse, perch\u00e9 dovrebbe essere un organo di consulenza dei pubblici poteri nella materie interessanti l\u2019economia regionale e capace di esercitare tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge. La mia proposta non \u00e8 che il coronamento della istituzione del Consiglio economico del lavoro, il quale se rimanesse unico in tutta Italia, non avrebbe modo di esplicare tutte le sue funzioni. \u00c8 logico quindi che ogni Regione abbia il suo Consiglio economico del lavoro; anzi, dir\u00f2 che in pratica avr\u00e0 maggiore importanza il Consiglio economico regionale di quella che non possa avere quello centrale, perch\u00e9, mentre quest\u2019ultimo \u00e8 un organo di consulenza del Governo \u2013 che ha mille modi di sopperire ai suoi bisogni di ordine nazionale \u2013 nella Regione mancherebbe un organo che possa dare precise e consapevoli direttive circa i problemi del lavoro. Quindi mi pare che la Commissione possa accettare questi concetti e conseguentemente il mio articolo aggiuntivo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019esigenza che l\u2019onorevole Persico espone \u00e8 chiarissima, ma anche qui non v\u2019\u00e8 bisogno di una disposizione della Costituzione, perch\u00e9 la Regione possa costituire un organo economico di questo genere. Si potr\u00e0 esaminare in sede di coordinamento se sia possibile accennare nell\u2019articolo sul Consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro anche ad organi regionali. Non mi impegno; ma si potr\u00e0 cercare. Ma non \u00e8 necessaria una apposita norma come l\u2019onorevole Persico desidera.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Persico, insiste dopo le dichiarazioni del Presidente della Commissione per la Costituzione?<\/p><p>PERSICO. Accetto la spiegazione data ora dal Presidente della Commissione, rinnovando la preghiera, se sar\u00e0 possibile, di aggiungere all\u2019articolo 93 un cenno agli organi periferici del Consiglio nazionale dell\u2019economia e del lavoro.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. In assenza dell\u2019onorevole Basile desidero fare mio il suo articolo aggiuntivo. Non perch\u00e9 io credo che questa sera l\u2019emendamento possa essere votato ed approvato, ma, se non altro, per provocare una dichiarazione del Presidente della Commissione per la Costituzione; una dichiarazione che assicuri che si verr\u00e0 incontro al Mezzogiorno d\u2019Italia. Quindi io ripropongo l\u2019emendamento Basile facendolo mio.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che l\u2019esigenza prospettata dall\u2019onorevole Nobile sia sodisfatta dal seguente ordine del giorno proposto dagli onorevoli Conti, Zuccarini ed altri:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, ritenendo che per assicurare lo sviluppo delle Regioni del Mezzogiorno e delle Isole e per ridurre la loro attuale inferiorit\u00e0 in confronto delle condizioni delle Regioni pi\u00f9 progredite debba essere assicurata l\u2019esecuzione sollecita delle opere pubbliche gi\u00e0 previste da leggi speciali come di altre ritenute necessarie; afferma il dovere dello Stato di provvedervi con stanziamenti di carattere straordinario nei bilanci annuali e con precedenza su tutte le opere con carattere nazionale da deliberare con il concorso di un comitato di rappresentanti delle Regioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Noi abbiamo gi\u00e0 votato un articolo della nostra Costituzione che dice che lo Stato deve, per particolari scopi e soprattutto per valorizzare il Mezzogiorno, dare contributi alle Regioni.<\/p><p>Il principio dunque \u00e8 gi\u00e0 stato stabilito. Ora si tratta di votare un ordine del giorno, che possiamo accettare come espressione di un voto e di una volont\u00e0 generale, ma non nell\u2019espressione proposta, e senza una portata concreta di mozione al Governo, che dovrebbe caso mai pronunciarsi al riguardo.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Nobile se insiste nel far proprio l\u2019emendamento Basile.<\/p><p>NOBILE. Insisto, perch\u00e9 desidero sentire su di esso il parere del Presidente della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ruini di voler esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Devo esprimere lo stesso parere che ho espresso poco fa.<\/p><p>Se si tratta di esprimere un voto generico, sia pure chiaro, limpido, forte, ma generico, io potrei accettarlo. Ma come facciamo a stabilire improvvisamente delle norme particolari di questo genere?<\/p><p>Pregherei, quindi, l\u2019onorevole Nobile di voler tener presente che in un articolo della Costituzione \u00e8 gi\u00e0 detto che lo Stato conceder\u00e0 contributi speciali per le Regioni del Mezzogiorno. Non possiamo entrare ora in dettagli e fare quasi un programma.<\/p><p>L\u2019Assemblea, se crede, pu\u00f2 fare un\u2019affermazione ed una domanda di attuazione di quel principio che \u00e8 gi\u00e0 stato stabilito.<\/p><p>NOBILE. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini, non insisto sull\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito ora l\u2019onorevole Conti a svolgere il suo ordine del giorno.<\/p><p>CONTI. Cedo la parola all\u2019onorevole Zuccarini.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Zuccarini ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>ZUCCARINI. Mi sembra che l\u2019onorevole Presidente della Commissione, con il suo rifiuto di accettare&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma non respingo il concetto, onorevole Zuccarini: non accetto la formula.<\/p><p>ZUCCARINI. &#8230;di accettarne allora la formula, mi sembra, dico, che egli non abbia bene interpretato lo spirito del nostro ordine del giorno. L\u2019ordine del giorno del Gruppo repubblicano, infatti, non \u00e8 gi\u00e0 un articolo della Costituzione; \u00e8 invece un invito rivolto alle Assemblee legislative che verranno. Esso \u00e8 soprattutto \u2013 ha voluto essere da parte nostra \u2013 una specie di ordine del giorno conclusivo, che desse all\u2019ordinamento regionale il suo specifico significato, che per noi autonomisti era appunto questo, di mettere cio\u00e8 le Regioni meno ben trattate ed in condizioni di inferiorit\u00e0 di fronte alle altre nella possibilit\u00e0 di sviluppare meglio tutte le loro energie.<\/p><p>Se, infatti, gli ordinamenti regionali sono stati chiesti dalla Sicilia, dalla Sardegna e da altre Regioni d\u2019Italia, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto appunto per questo motivo; perch\u00e9 tali Regioni, attraverso l\u2019ordinamento che l\u2019Italia ha sin qui avuto, si son viste diminuite e dimenticate. Noi invece, nel porre tutte le Regioni sullo stesso piano per quanto si riferisce alla possibilit\u00e0 di sviluppare le loro attivit\u00e0, le loro energie e le loro risorse, non possiamo dimenticare che molte di queste Regioni si trovano oggi veramente in condizione di patente inferiorit\u00e0 di fronte alle altre.<\/p><p>Una delle obiezioni, infatti, che sono state mosse all\u2019ordinamento regionale, \u00e8 stata appunto che per alcune Regioni, le pi\u00f9 disgraziate, difetta l\u2019autosufficienza. Noi vogliamo eliminare tale insufficienza: e, se vogliamo eliminarla, dobbiamo chiedere allo Stato italiano, come un dovere di solidariet\u00e0, come un dovere di utilit\u00e0 nazionale, di contribuire a mettere queste Regioni alla pari con le altre.<\/p><p>E come pu\u00f2 farlo lo Stato italiano? Pu\u00f2 farlo ponendo intanto in applicazione molte leggi speciali che sono rimaste sulla Carta o che non hanno avuto una integrale applicazione. L\u2019onorevole Ruini non deve dimenticare che, in sede di Sottocommissione, quando si discusse dell\u2019ordinamento regionale, noi avevamo contemplato la costituzione di un fondo di solidariet\u00e0 appunto a questo scopo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma \u00e8 stato poi soppresso: non era una cosa possibile.<\/p><p>ZUCCARINI. S\u00ec, \u00e8 stato soppresso, ma v\u2019era, e a questo fondo erano anche state impegnate a contribuire le Regioni pi\u00f9 prospere. Ora \u00e8 appunto tale concetto che noi vogliamo affermare; vogliamo dire soprattutto questo: che se l\u2019Italia vuole veramente mettersi in condizioni di sviluppo progressivo, cio\u00e8 di civilt\u00e0, bisogna che lo Stato italiano contribuisca esso a rimettere le Regioni pi\u00f9 disgraziate alla pari delle altre, perch\u00e9 possano camminare insieme sulle vie di tale sviluppo progressivo. \u00c8 un\u2019opera di solidariet\u00e0 che deve precedere ogni altra opera. Questo \u00e8 il concetto. Noi repubblicani vogliamo, cio\u00e8, con questo ordine del giorno attestare alle Regioni meridionali, alle Regioni del Centro-Italia e alle Isole, questo sentimento di solidariet\u00e0 nazionale verso di loro; \u00e8 un impegno che prendiamo, un impegno di carattere generico&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Lo abbiamo gi\u00e0.<\/p><p>ZUCCARINI. &#8230;che le Assemblee legislative di domani dovranno sentire e cercare di applicare nel miglior modo. Come si fa questo? Con le leggi ordinarie? No, si potr\u00e0 farlo solo con disposizioni straordinarie; non col bilancio ordinario delle ordinarie spese dello Stato. \u00c8 bene che questo concetto sia affermato. Dipender\u00e0 poi dalle Assemblee legislative di domani stabilire il come e il quando dell\u2019applicazione pratica. Cos\u00ec facendo, non impegniamo niente; non fissiamo cifre; affermiamo solamente un concetto. E crediamo, affermandolo, di dare a questa parte della Costituzione di carattere regionale un alto valore nazionale, che sar\u00e0 certamente bene inteso dalle Regioni del Mezzogiorno d\u2019Italia, e contribuir\u00e0 a far accettare il nuovo ordinamento regionale come una forma di elevazione e di progresso nella vita nazionale. Questo \u00e8 il nostro scopo; questa \u00e8 la ragione del nostro ordine del giorno, e per questo noi lo raccomandiamo alla votazione dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Vorrei chiarire all\u2019onorevole Zuccarini due punti, prima di ritornare sopra questa materia.<\/p><p>Noi abbiamo votato, con un articolo esplicito, che lo Stato ha il dovere di dare dei contributi speciali per valorizzare le Regioni del Mezzogiorno e delle Isole. Quindi, il contributo \u00e8 gi\u00e0 votato.<\/p><p>In quanto al fondo di solidariet\u00e0 nazionale, al quale ha alluso l\u2019onorevole Zuccarini, vi era in una formula iniziale, che poi venne modificata nel progetto portato all\u2019Assemblea, e ci\u00f2 con il consenso di tutte le correnti, giacch\u00e9 un fondo di solidariet\u00e0 alla cui gestione avessero partecipato anche le Regioni del nord, avrebbe dato occasione ad attriti ed a forme poco simpatiche. Abbiamo stabilito che \u00e8 obbligo dello Stato dare questi contributi di solidariet\u00e0, senza la formalit\u00e0 e la complicazione di un fondo generale; darli attingendo direttamente al bilancio dello Stato con necessari stanziamenti. Questo \u00e8 un progresso a vantaggio delle Regioni.<\/p><p>Tenga poi ben fermo, onorevole Zuccarini, che io non ho mai dichiarato di essere contrario ad un\u2019affermazione per i lavori pubblici nel Mezzogiorno e nelle Isole. Ma, mi scusi, la formulazione proposta non \u00e8 in nessun modo accettabile. Prescindiamo pure dal fatto che il concetto di poter togliere l\u2019inferiorit\u00e0 di alcune Regioni con lavori pubblici non \u00e8 possibile; ma illusorio. Occorrono i lavori pubblici, ma occorre anche altro. Andiamo avanti: l\u2019ordine del giorno parla di stanziamenti straordinari, parla di bilanci annui. Chi ha la pi\u00f9 elementare esperienza in queste materie sa che gli stanziamenti per i lavori pubblici sono tutti per opere straordinarie, salvo le manutenzioni. E quali bilanci vi possono essere se non annuali? L\u2019ordine del giorno stabilisce poi che il programma dei lavori, diciamo cos\u00ec, di perequazione nel Sud e nelle Isole, debba avere la precedenza su ogni altro lavoro pubblico; ma vi sono lavori indispensabili, che non possono essere messi in seconda linea per la ricostruzione e la riparazione dei danni di guerra, anche altrove che nel Mezzogiorno.<\/p><p>Creda, onorevole Zuccarini, a me che sono vissuto tanti anni nell\u2019amministrazione dei lavori pubblici ed ascrivo a mio vanto di aver promesso leggi e lavori concreti pel Mezzogiorno; creda a me, il suo ordine del giorno non regge. Era mio dovere dirlo; del resto faccia l\u2019Assemblea come crede.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini si rimette all\u2019Assemblea. Del resto, non trattandosi di materia costituzionale, la Commissione non avrebbe neppure la veste per accettare o non accettare la proposta stessa.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno Conti-Zuccarini di cui ho gi\u00e0 dato lettura.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Sardiello, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>convinta che \u00e8 condizione essenziale perch\u00e9 l\u2019ente Regione risponda pienamente ai suoi compiti che esso promuova ed alimenti una effettiva diretta ed armonica partecipazione di tutti i centri e gli enti del territorio alla esplicazione ed allo sviluppo delle attivit\u00e0 regionali, nonch\u00e9 alla difesa degli interessi generali della Regione;<\/p><p>ritenuto che a tal fine conviene evitare che il capoluogo divenga un centro assorbente della vita regionale;<\/p><p>afferma la necessit\u00e0 che le emanande leggi della Repubblica nell\u2019ambito delle previsioni di cui al Titolo V, Parte II della Costituzione, gli Statuti regionali destinati a stabilire le norme per l\u2019organizzazione interna della Regione e l\u2019attivit\u00e0 dei Consigli e delle Giunte regionali siano sempre ispirati alle suddette finalit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente il proponente, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Passiamo al secondo comma dell\u2019articolo 50. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abQuando i poteri pubblici violino le libert\u00e0 fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all\u2019oppressione \u00e8 diritto e dovere del cittadino\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Come l\u2019Assemblea ricorda, questo secondo comma dell\u2019articolo 50 fu a suo tempo rinviato.<\/p><p>Sono stati presentati vari emendamenti soppressivi, che sono stati tutti svolti, dagli onorevoli Colitto, Bozzi, Crispo, Bosco Lucarelli, Rodi, Caroleo, Della Seta, Azzi e Terranova.<\/p><p>L\u2019onorevole Caroleo ha presentato pure il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente, sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNon \u00e8 punibile la resistenza ai poteri pubblici, nei casi di violazione delle libert\u00e0 fondamentali garantite dalla Costituzione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Caroleo non essendo presente, s\u2019intende abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha gi\u00e0 svolto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00ab\u00c8 diritto e dovere dei cittadini, singoli o associati, la resistenza che si renda necessaria a reprimere la violazione dei diritti individuali e delle libert\u00e0 democratiche da parte delle pubbliche autorit\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Non vi insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. \u00c8 stato pure svolto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere le parole:<\/em> all\u2019oppressione.<\/p><p>\u00abCarboni Angelo, Preti\u00bb.<\/p><p>Segue un emendamento dell\u2019onorevole Benvenuti del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNon \u00e8 punibile la resistenza opposta dal cittadino ad atti compiuti dai pubblici poteri in forza di atti legislativi incostituzionali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BENVENUTI. Io condivido il concetto della Commissione e del collega Mortati, di introdurre nella Costituzione il diritto di resistenza. L\u2019istituto mi sembra necessario sotto un particolare profilo: ossia sotto il profilo dell\u2019intervallo di tempo che pu\u00f2 intervenire fra una legge incostituzionale e la dichiarazione di incostituzionalit\u00e0 che venga pronunciata dalla Corte costituzionale. Durante questo periodo di tempo, cio\u00e8 fra la promulgazione della legge e la dichiarazione di incostituzionalit\u00e0, l\u2019unica garanzia costituzionale che resta al cittadino \u00e8 il diritto di resistenza. Ecco perch\u00e9 tale diritto va fissato nel testo della Costituzione. Ma penso che la norma debba andare inquadrata nell\u2019ambito del nostro sistema legislativo.<\/p><p>Come abbiamo gi\u00e0 ristabilito, attraverso un decreto luogotenenziale \u2013 se non erro \u2013 del 19 settembre 1944, il diritto dei cittadini di non essere perseguiti per atti di resistenza contro gli arbitri del potere esecutivo, cos\u00ec ritengo che si debba addivenire ad una innovazione estensiva nel senso di statuire la non punibilit\u00e0 per atti che il cittadino compia nella resistenza ad atti del potere esecutivo i quali non siano arbitrari, non siano illegittimi, ma siano compiuti in forza di una legge incostituzionale. Sostanzialmente si tratta di fornire con una disposizione espressa al cittadino, che sia incriminato del delitto di resistenza, la possibilit\u00e0 di opporre l\u2019eccezione di incostituzionalit\u00e0 delle leggi in forza delle quali il pubblico funzionario ha, legittimamente in quel momento, agito nei suoi confronti.<\/p><p>Sull\u2019incostituzionalit\u00e0 della legge si fonda l\u2019eccezione difensiva che tutela il diritto di resistenza.<\/p><p>LACONI. \u00c8 un dovere.<\/p><p>BENVENUTI. \u00c8 un diritto e una facolt\u00e0. Quando la legge, in forza della quale il pubblico funzionario addetto al pubblico servizio ha agito, sia dichiarata incostituzionale, la resistenza del cittadino cessa di esser punibile. Con questa formulazione mi pare che il diritto di resistenza si inquadri legalitariamente nella nostra tradizione giuridica. In quanto alla collocazione, mi permetto di suggerire alla Commissione che la norma venga collocata fra le garanzie costituzionali.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato non pu\u00f2 che mantenere il suo testo, ma lo mantiene a un titolo puramente formale, a base alla votazione, perch\u00e9 nel Comitato vi sono opinioni diverse, e ciascuno dei suoi membri voter\u00e0 come crede.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Voglio chiedere qualche chiarimento sulla portata e sul significato preciso di questo testo della Commissione. Si parla di poteri pubblici i quali violino le libert\u00e0 fondamentali. Allora, per esempio, fra le libert\u00e0 fondamentali v\u2019\u00e8 anche quella, io penso, che stabilisce l\u2019inviolabilit\u00e0 del proprio domicilio. Ora, se a casa mia si presentasse un commissario di polizia il quale, non dimostrando di esservi autorizzato, volesse perquisirla, sarei autorizzato, in virt\u00f9 di questo comma, a resistere a mano armata alla polizia? E in tal caso non mi si potrebbe applicare quel certo articolo del Codice penale il quale dice che nessuno pu\u00f2 esercitare arbitrariamente le proprie ragioni?<\/p><p>\u00c8 un dubbio. Voglio sapere quale sia la portata pratica dell\u2019articolo proposto. Si dovr\u00e0, se venisse approvato, modificare il nostro Codice penale? Io non capisco. Prego di spiegarmelo.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> V\u2019\u00e8 il Codice penale.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha facolt\u00e0 di esprimere il suo parere.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non ho altro da aggiungere; \u00e8 questione di Codice penale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Benvenuti insiste nel suo emendamento?<\/p><p>BENVENUTI. Insisto.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Ho chiesto la parola per un chiarimento. Io presentai un emendamento che ebbi anche a discutere&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Non lo vedo.<\/p><p>MASTINO PIETRO. &#8230;quando venne in discussione l\u2019articolo 50, mesi or sono.<\/p><p>L\u2019emendamento rimane. Se non c\u2019\u00e8 io lo ripropongo adesso.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo riproponga. Se ci fosse stato ne avrei dato lettura.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Io fondevo allora il primo comma col secondo dell\u2019articolo 50. Il primo comma \u00e8 stato gi\u00e0 votato, per\u00f2 separatamente dal secondo e quindi, adesso, dell\u2019emendamento proposto allora leggo solo la seconda parte, che \u00e8 conforme a quanto risulta dal resoconto stenografico che ho dinanzi: \u00abIl cittadino (questa \u00e8 la seconda parte che risponderebbe a quella che intendevo fosse la formulazione della parte seconda dell\u2019articolo 50 di allora) ha l\u2019obbligo di difendere contro ogni violazione le libert\u00e0 fondamentali, i diritti garantiti dalla Costituzione e l\u2019ordinamento dello Stato\u00bb.<\/p><p>In definitiva io riconoscevo al cittadino il diritto che \u00e8 affermato nel capoverso dell\u2019articolo 50, ma invece di parlare di diritto del cittadino, parlavo di dovere, di modo che il cittadino aveva, oltrech\u00e9 il diritto, anche l\u2019obbligo d\u2019intervenire a difesa dei diritti garantiti dalla Costituzione, e a difesa dell\u2019ordinamento dello Stato.<\/p><p>In questo modo si evitava e si evita l\u2019audacia di un\u2019affermazione in base alla quale nel campo del diritto costituzionale viene riconosciuto il diritto dell\u2019insurrezione. Si \u00e8 quasi, poc\u2019anzi, posto in dubbio il diritto di resistenza dell\u2019individuo, ma questo \u00e8 gi\u00e0 ammesso nel Codice penale. Lo stesso Codice penale fascista lo ammetteva ripetendo un concetto gi\u00e0 affermato nell\u2019articolo 199 del Codice Zanardelli. Non \u00e8, quindi, in discussione il diritto di resistenza dell\u2019individuo verso i soprusi esercitati a suo danno. Si tratta di un diritto da trasportare dall\u2019individuo alla collettivit\u00e0. Ad evitare difficolt\u00e0 teoriche e pratiche e soprattutto ad evitare che questo principio riconosciuto dalla legge possa domani servire per scopi che siano violatori delle leggi fondamentali dello Stato, io proponevo e ripropongo l\u2019emendamento che ho test\u00e9 letto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione anche su questo emendamento.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ho gi\u00e0 dichiarato che la Commissione su un emendamento presentato all\u2019ultima ora non si pu\u00f2 pronunciare.<\/p><p>La Commissione rimane fedele al suo testo. Ho l\u2019impressione personale che il testo Mastino, mentre mantiene il concetto della difesa, sia tale da poter avere un consenso pi\u00f9 largo anche da parte di quelli che non avrebbero acceduto al testo originario della Commissione. Ma il Comitato come tale non si pronuncia; ed il suo testo, lo ripeto, \u00e8 mantenuto soltanto per l\u2019ordine formale della discussione.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Domando che, data la stanchezza dell\u2019Assemblea&#8230; (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Siamo qui dalle nove di stamattina e poi dalle sedici quasi ininterrottamente. Non \u00e8 possibile continuare la discussione in questa situazione di pesantezza per chi segue assiduamente l\u2019elaborazione degli articoli della Costituzione. Avevamo chiesto di non fare sedute notturne. Le facciamo invece con la sola interruzione di mezz\u2019ora. Chiedo al signor Presidente che si rinvii la discussione a domani mattina.<\/p><p>PRESIDENTE. Si tratta di una proposta d\u2019ordine: si deve dare facolt\u00e0 di parlare ad un oratore che la sostenga ed a uno che sia contrario.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare che noi abbiamo gi\u00e0 un programma fissato che contempla l\u2019esame di questi articoli residui e poi delle Disposizioni finali e transitorie. Ora nessuno di noi ignora che fra le norme transitorie ve ne sono alcune che daranno luogo a un dibattito di grande importanza.<\/p><p>Io sarei favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Uberti se non avessi la preoccupazione che, perdendo ora del tempo, l\u2019esame di questi articoli si debba poi fare nella serata di sabato. Le norme transitorie daranno luogo a una discussione politica, probabilmente di maggiore rilievo, e noi sappiamo per comune esperienza che il sabato vi \u00e8 un minor numero di presenti. Quindi, vorrei soltanto che l\u2019Assemblea esaminasse il suo programma nel complesso e che stabilisse la successione degli argomenti che deve discutere affinch\u00e9 non si corra questo pericolo.<\/p><p>Sono pertanto contrario alla proposta dell\u2019onorevole Uberti. Anzi, non solo mi dichiaro contrario, ma sarei del parere che converrebbe possibilmente cominciare almeno a svolgere gli emendamenti alle Disposizioni transitorie questa sera stessa, in modo da guadagnare tempo per potere esaurire almeno entro sabato mattina la discussione.<\/p><p>COPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COPPI. Vorrei fare questa proposta: che questa sera non si proceda alla votazione sull\u2019articolo 50 e si inizi invece la discussione sugli emendamenti alle Disposizioni transitorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Io non posso entrare in merito alla proposta dell\u2019onorevole Uberti: mi permetto di rilevare che, almeno per quanto mi riguarda, non ho avuto mai la sensazione, n\u00e9 in questi giorni n\u00e9 oggi, di essere sottoposto ad una fatica insopportabile.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Uberti.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 pertanto rinviato alla seduta antimeridiana di domani.<\/p><p>Annunzio di mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata la seguente mozione:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerando che i conferimenti dei cereali (e particolarmente del grano) agli ammassi hanno raggiunto nel complesso i quantitativi previsti, ed \u00e8, conseguentemente, venuta meno la indispensabilit\u00e0 di perseguire anche singole piccole evasioni dovute, non a intenti di speculazione, ma a comprensibili preoccupazioni di alimentazione familiare e di fabbisogno aziendale, ravvisa la necessit\u00e0 di adottare un provvedimento di amnistia a favore dei produttori agricoli, imputati o condannati per mancato conferimento di modeste quantit\u00e0 di cereali.<\/p><p>\u00abL\u2019atto di clemenza, oltre a costituire un elemento di pacificazione sociale, sarebbe altres\u00ec di incitamento all\u2019incremento della produzione cerealicola e all\u2019adempimento dei doveri inerenti al prossimo ammasso per contingente.<\/p><p>\u00abBonomi Paolo, Micheli, Bertone, Cotellessa, Baracco, Castelli Avolio, Bovetti, Bubbio, Coppa, Giacchero, Stella, Ferreri, Valenti, Monticelli, Perrone Capano, Ferrario Celestino, Camangi, Rapelli, Simonini, Pera, Coppi, Carbonari, Zerbi, Belotti, Sampietro, Villani, Froggio, Camposarcuno, Burato, Valmarana, Schiratti, Restagno, Vicentini, Ferrarese, Raimondi, Cappi, Benedettini, Meda Luigi, Conti, Rodin\u00f2 Mario, Fabriani, Uberti, Morini, Bosco Lucarelli\u00bb.<\/p><p>Ne dar\u00f2 notizia ai Governo affinch\u00e9 comunichi il giorno in cui ritiene possa essere discussa.<\/p><p>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, sulle ragioni tecniche o politiche della recente sostituzione del Segretario generale dell\u2019Esercito, che ha allarmato l\u2019opinione repubblicana del Paese.<\/p><p>\u00abLussu\u00bb.<\/p><p>Interpeller\u00f2 il Governo affinch\u00e9 comunichi quando intenda rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se e come intenda provvedere perch\u00e9 siano migliorati e resi pi\u00f9 efficienti i servizi ferroviari sul tratto Bologna-Ancona. Si chiede in particolare la sostituzione dei carri bestiame, o merci in uso per passeggeri anche in questo periodo invernale e un migliore, pi\u00f9 celere e diretto collegamento coi treni rapidi che, attraverso Bologna e Ancona, portano a Roma e a Milano. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per sapere quali provvedimenti intenda prendere per favorire il desiderio di quei cittadini che desiderano ritornare in America e che per effetto di servizio militare o per aver preso parte alle elezioni politiche, hanno perduto la cittadinanza americana. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non ritenga giusto e moralmente doveroso concedere una generale amnistia a favore degli agricoltori sottoposti a procedimenti penali per inosservanza alle disposizioni annonarie da cui esulava lo scopo speculativo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere quali provvedimenti intenda urgentemente prendere per fare rientrare il fiume Orco (Torino) nel suo antico letto onde provvedere al ricupero di una grande quantit\u00e0 di terreno soggetto alla distruzione ed evitare la minaccia di invasione di altri terreni fertilissimi, di casolari e l\u2019interruzione della strada provinciale e ferroviaria tra Ozegna e Rivarolo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, perch\u00e9 voglia sollecitare, da parte del suo Dicastero, il pagamento dei mandati, che il comando francese, di stanza a Roma, va giornalmente emettendo, a favore degli abitanti della zona dove ha infuriato la battaglia di Cassino, per il risarcimento dei danni causati dal passaggio delle truppe marocchine.<\/p><p>\u00abSi tratta di accelerare, a favore di una quantit\u00e0 di povera gente, per ragioni ben note tra le vittime pi\u00f9 disgraziate della guerra, il pagamento di un modesto contributo che, specialmente con l\u2019avvicinarsi dell\u2019inverno, renderebbe meno tristi le loro miserrime condizioni: opera quindi di giustizia riparatrice e di doverosa umanit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri di grazia e giustizia e dell\u2019agricoltura e foreste, circa l\u2019organizzazione e l\u2019applicazione della giustizia agraria, per la quale con i decreti-legge 5 aprile 1945, n. 157; 1\u00b0 aprile 1947, n. 273 e 1\u00b0 aprile 1947, n. 577, vennero istituite commissioni agrarie presso ogni Tribunale per la concessione di proroghe di contratti agrari, per la determinazione dell\u2019equo affitto, commissioni che funzionano con lentezza, perch\u00e9 presiedute da un giudice di Tribunale gi\u00e0 aggravato per le sue funzioni di magistrato ordinario e perch\u00e9 costituite nei grandi Tribunali da una sola sessione e normalmente senza supplenti.<\/p><p>\u00abLa grave situazione si \u00e8 complicata per la dichiarazione di incostituzionalit\u00e0 deliberata dalla Corte di appello di Torino e dal Tribunale di Venezia relativamente al decreto per l\u2019equo affitto 1\u00b0 aprile 1947, n. 277, con pericolo che altrettanta declaratoria avvenga anche per il decreto 1\u00b0 aprile 1947, n. 273, per il motivo che tali decreti non sono stati sottoposti all\u2019Assemblea Costituente a sensi dell\u2019articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBastianetto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se non ritenga opportuno aumentare le \u00abcongrue\u00bb dei parroci e dei canonici delle cattedrali.<\/p><p>\u00abPremesso che lo Stato, in virt\u00f9 dei Patti Lateranensi, s\u2019impegnava a corrispondere loro un contributo integrativo di lire 3500 annue e che, con l\u2019articolo 30, secondo capoverso del Concordato, s\u2019impegnava a supplire alle deficienze dei redditi dei beneficiari ecclesiastici con assegni da corrispondere in misura non inferiore al valore reale di quella stabilita dalle leggi \u00abattualmente\u00bb in vigore (anno 1929), sembra all\u2019interrogante che sia giusto affrontare e risolvere la questione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRusso Perez\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.50.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Discussione dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946.<\/p><p>Approvazione dei seguenti atti internazionali: <em>a<\/em>) Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra 1\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936; <em>b<\/em>) Annesso al Protocollo di emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli sugli stupefacenti conclusi all\u2019Aja il 23 gennaio 1912, a Ginevra 1\u201911 febbraio 1925, il 19 febbraio 1925, il 13 luglio 1931, a Bangkok il 27 novembre 1931 ed a Ginevra il 26 giugno 1936.<\/p><p>Approvazione dello scambio di Note relativo ai danni di guerra ed all\u2019articolo 79 del Trattato di Pace, effettuato in Roma fra l\u2019Italia e la Cina il 30 luglio 1947.<\/p><p>Approvazione dei seguenti Atti internazionali conclusi a Neuch\u00e2tel, tra l\u2019Italia ed altri Stati, l\u20198 febbraio 1947: <em>a<\/em>) Accordo per la conservazione o la reintegrazione dei diritti di propriet\u00e0 industriale colpiti dalla seconda guerra mondiale; <em>b<\/em>) Protocollo di chiusura; <em>c<\/em>) Protocollo di chiusura addizionale.<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013 Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXIX. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 4 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI INDICE Sul processo verbale: Rodi Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Ambrosini Bubbio Rescigno Lami Starnuti Musolino Camposarcuno Mortati Uberti Tosato Moro Grazi Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2390,2542,2378,2414,2376,2406","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2374"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6272,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2374\/revisions\/6272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2374"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}