{"id":2370,"date":"2023-09-17T16:30:16","date_gmt":"2023-09-17T14:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2370"},"modified":"2023-10-21T10:10:18","modified_gmt":"2023-10-21T08:10:18","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-3-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2370","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 3 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2370\" class=\"elementor elementor-2370\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-adaedee elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"adaedee\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-0613e55\" data-id=\"0613e55\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-07c6d75 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"07c6d75\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471203_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-122b042 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"122b042\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXVII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 3 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Presentazione di relazioni:<\/strong><\/p><p>Piemonte<\/p><p>Bibolotti<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Votazione segreta dei disegni di legge:<\/strong><\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed i Paesi Bassi, il 30 agosto 1946. (30).<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Danimarca il 2 marzo 1946. (31).<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e l\u2019Ungheria, il 9 novembre 1946. (32).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi ad Ankara, tra l\u2019Italia e la Turchia il 12 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo commerciale; <em>b<\/em>) Accordo di pagamento; <em>c<\/em>) Scambio di Note. (39).<\/p><p>Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed il Belgio il 18 aprile 1946. (40).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi a Roma, fra l\u2019Italia e la Svezia il 19 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia; <em>b<\/em>) Protocollo addizionale all\u2019Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia. (41).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi a Roma tra l\u2019Italia ed il Belgio: <em>a<\/em>) Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio e scambio di Note 23 giugno 1946; <em>b<\/em>) Scambio di Note per l\u2019annullamento dell\u2019articolo 7 del Protocollo suddetto 26-29 ottobre 1946; <em>c<\/em>) Annesso al Protocollo di emigrazione italo-belga 26 aprile 1947; <em>d<\/em>) Scambio di Note per l\u2019applicazione immediata a titolo provvisorio dell\u2019Annesso suddetto 27-28 aprile 1946. (42).<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Preti<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Mortati<\/p><p>Perassi<\/p><p>Benvenuti<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Moro<\/p><p>Lussu<\/p><p>Cappugi<\/p><p>Uberti<\/p><p>Damiani<\/p><p>Rodi<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Benedettini<\/p><p>Nobile<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Crispo<\/p><p>Giannini<\/p><p>Giacchero<\/p><p>Sicignano<\/p><p>Covelli<\/p><p>Coppa<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Penna Ottavia<\/p><p>Mastrojanni<\/p><p>Mazza<\/p><p>Bencivenga<\/p><p>Fresa<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Puoti<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Miccolis<\/p><p>Venditti<\/p><p>Tumminelli<\/p><p>Conti<\/p><p><strong>Votazioni segrete:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato delle votazioni segrete:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presentazione di una relazione.<\/p><p>PIEMONTE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PIEMONTE. Ho l\u2019onore di presentare la relazione sul disegno di legge: \u00abNorme per la istituzione dell\u2019Opera di valorizzazione della Sila\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa relazione sar\u00e0 stampata e distribuita.<\/p><p>Votazione segreta di disegni di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta dei seguenti disegni di legge:<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed i Paesi Bassi, il 30 agosto 1946. (30).<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Danimarca, il 2 marzo 1946. (31).<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e l\u2019Ungheria, il 9 novembre 1946. (32).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi ad Ankara, tra l\u2019Italia e la Turchia, il 12 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo commerciale; <em>b<\/em>) Accordo di pagamento; <em>c<\/em>) Scambio di Note. (39).<\/p><p>Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed il Belgio, il 18 aprile 1946. (40).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi in Roma, fra l\u2019Italia e la Svezia, il 19 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia; <em>b<\/em>) Protocollo addizionale all\u2019Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia. (41).<\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed il Belgio: <em>a<\/em>) Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50 mila minatori italiani in Belgio e scambio di Note 23 giugno 1946; <em>b<\/em>) Scambio di Note per l\u2019annullamento dell\u2019articolo 7 del Protocollo suddetto 26-29 ottobre 1946; <em>c<\/em>) Annesso al Protocollo di emigrazione italo-belga 26 aprile 1947; <em>d<\/em>) Scambio di Note per l\u2019applicazione immediata a titolo provvisorio dell\u2019Annesso suddetto 27-28 aprile 1946. (42).<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che le urne rimarranno aperte, per proseguire nello svolgimento dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Riprendiamo la votazione degli emendamenti al terzo comma dell\u2019articolo 126, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abGiudica il Presidente della Repubblica ed i Ministri accusati a norma della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 anzitutto l\u2019emendamento proposto e ritirato dall\u2019onorevole Ambrosini e ripreso dall\u2019onorevole Preti, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Repubblica ed i Ministri messi in stato di accusa dalla Camera dei deputati a norma della Costituzione sono giudicati dal Senato costituito in Alta Corte di giustizia\u00bb.<\/p><p>Questo emendamento propone una soluzione che \u00e8 in contrasto con una norma gi\u00e0 approvata dall\u2019Assemblea Costituente. \u00c8 gi\u00e0 stato rilevato stamane che, in un articolo approvato dall\u2019Assemblea in sede di potere legislativo, \u00e8 stato stabilito che l\u2019accusa ed il giudizio del Presidente della Repubblica sono deferiti ad una decisione delle due Camere, in seduta comune, mentre nella proposta dell\u2019onorevole Ambrosini, ripresa dall\u2019onorevole Preti, si parla della accusa sollevata dalla Camera dei deputati, e poi del giudizio del Senato costituito in Alta Corte di giustizia. \u00c8 una norma che \u00e8 in netto contrasto con una deliberazione gi\u00e0 presa dall\u2019Assemblea e crea quindi un caso di preclusione.<\/p><p>Pongo quindi in votazione il testo della Commissione, che rileggo:<\/p><p>\u00abGiudica il Presidente della Repubblica ed i Ministri accusati a norma della Costituzione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Preti mi fa pervenire ora una nuova formulazione della sua proposta, di cui do lettura:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Repubblica e i Ministri messi in stato di accusa dalle Camere a norma della Costituzione sono giudicati dal Senato costituito in Alta Corte di giustizia\u00bb.<\/p><p>Io non so se l\u2019Assemblea ritenga che si possa considerare come non avvenuta la votazione di poco fa, allo scopo di poter esprimere un giudizio su questa nuova formulazione, che \u00e8 diversa dalle altre. Di tale diversit\u00e0, forse, \u00e8 un po\u2019 difficile trovare una motivazione sostanziale.<\/p><p>PRETI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRETI. Onorevole Presidente, lei mi disse che il mio emendamento non poteva essere votato, in quanto affidava l\u2019accusa alla competenza della sola Camera dei deputati, mentre si era gi\u00e0 votato in precedenza in altro senso. Ho proposto ora una modifica, uniformandomi per questa parte ai risultati della precedente votazione, di maniera che il mio emendamento possa essere votato.<\/p><p>La pregherei, quindi, di metterlo in votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Preti, le ho dato atto che lei avrebbe potuto modificare la formulazione; ma, poich\u00e9 non \u00e8 stata proposta alcuna modifica, abbiamo proceduto alla votazione.<\/p><p>Ho dato comunicazione all\u2019Assemblea del testo dell\u2019onorevole Preti facendo semplicemente questa osservazione: che \u00e8 vero che la formulazione \u00e8 diversa dalla precedente, ma, nel suo meccanismo interno il testo nuovo \u00e8 di difficile motivazione perch\u00e9 non vedo ragione per cui, essendo ambedue le Camere a sollevare l\u2019accusa, debba poi essere una sola di queste, e precisamente il Senato, a divenire corte giudicante, col che o si diminuisce in certo senso la Camera che ha mossa l\u2019accusa, o si fa il Senato accusatore e giudice nel contempo.<\/p><p>PRETI. Siamo d\u2019accordo che c\u2019\u00e8 questa parziale contraddizione: ci\u00f2 dipende dal fatto che in precedenza abbiamo votato un altro articolo che affidava l\u2019accusa alla competenza di entrambe le Camere.<\/p><p>Ora, l\u2019unica maniera per poter far s\u00ec che il giudizio sul Presidente della Repubblica e sui Ministri non sia dato dalla Corte costituzionale, cio\u00e8 da un organo giudiziario, ma da un organo politico, sta nell\u2019accogliere questo mio emendamento.<\/p><p>Se per\u00f2 qualcuno mi suggerisce una forma migliore, ne sar\u00f2 ben felice.<\/p><p>PRESIDENTE. Non si tratta di cercare una forma migliore. La questione si \u00e8 che l\u2019Assemblea, pochi minuti fa, ha gi\u00e0 votato, e lei stesso ha potuto constatare come la grande maggioranza dell\u2019Assemblea abbia scelto una soluzione.<\/p><p>Vi \u00e8 ora l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Mortati, che la Commissione ha dichiarato di accettare e che deve considerarsi come emendamento aggiuntivo, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abPer i giudizi sull\u2019accusa del Presidente della Repubblica e dei Ministri intervengono, oltre i componenti ordinari della Corte, altri 15 membri eletti dal Parlamento in seduta comune al principio di ogni legislatura fra cittadini aventi i requisiti per l\u2019elezione a membro del Senato\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Forse occorrerebbe elevare il numero a sedici, perch\u00e9 conviene conservare anche complessivamente un numero dispari.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, aderisce alla proposta di elevare a sedici questo numero?<\/p><p>MORTATI. Vi aderisco.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione l\u2019emendamento Mortati, test\u00e9 letto, con questa modificazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019articolo 126 risulta nel suo complesso cos\u00ec approvato:<\/p><p>\u00abLa Corte costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimit\u00e0 costituzionale degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni, sui conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato e su quelli fra Stato e Regioni e fra Regioni.<\/p><p>\u00abGiudica il Presidente della Repubblica e i Ministri accusati a norma della Costituzione.<\/p><p>\u00abPer i giudizi sull\u2019accusa del Presidente della Repubblica e dei Ministri intervengono, oltre i componenti ordinari della Corte, altri 16 membri eletti dal Parlamento in seduta comune al principio di ogni legislatura fra cittadini aventi i requisiti per l\u2019elezione a membro del Senato\u00bb.<\/p><p>Passiamo ora alla Sezione II del Titolo VI: Revisione della Costituzione. \u00c8 stato presentato un emendamento dall\u2019onorevole Perassi alla intitolazione stessa di questa Sezione, ma lo esamineremo alla fine, come gi\u00e0 abbiamo fatto in casi analoghi.<\/p><p>Passiamo pertanto all\u2019articolo 130. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa iniziativa della revisione costituzionale appartiene al Governo ed alle Camere.<\/p><p>\u00abLa legge di revisione costituzionale \u00e8 adottata da ciascuna delle Camere in due letture, con un intervallo non minore di tre mesi. Per il voto finale in seconda lettura \u00e8 richiesta la maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera.<\/p><p>\u00abLa legge di revisione costituzionale \u00e8 sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare quando, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o sette Consigli regionali.<\/p><p>\u00abNon si fa luogo a <em>referendum<\/em>, se la legge \u00e8 stata approvata in seconda lettura da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha presentato il seguente emendamento sostitutivo dell\u2019intero articolo:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali devono essere adottate da ciascuna Camera in due letture con un intervallo non minore di tre mesi ed approvate a maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera nel voto finale in seconda lettura.<\/p><p>\u00abLa legge di revisione costituzionale \u00e8 sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare quando, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a <em>referendum<\/em> non \u00e8 promulgata se non \u00e8 approvata dalla maggioranza dei voti validamente espressi.<\/p><p>\u00abNon si fa luogo a <em>referendum<\/em> se la legge di revisione costituzionale \u00e8 stata approvata in seconda lettura da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. \u00c8 stato detto qui e fuori di qui che vari articoli della Costituzione sono inutili o sovrabbondanti: pu\u00f2 darsi. Ma qui invece ci troviamo di fronte ad un articolo che \u00e8 giuridicamente necessario; si tratta solo di formularne il testo definitivo.<\/p><p>Giuridicamente necessario, ho detto, perch\u00e9 discende da alcuni criteri che hanno costantemente dominato l\u2019elaborazione del progetto costituzionale.<\/p><p>Fino dall\u2019inizio dei nostri lavori, l\u2019Assemblea Costituente, attraverso gli oratori dei vari gruppi, ha unanimemente accolto il principio che la Costituzione italiana dovesse essere una Costituzione rigida e, sulla base di questo principio, \u00e8 stato elaborato il testo del Progetto.<\/p><p>Il primo riflesso giuridico di questo principio della rigidit\u00e0 della Costituzione \u00e8 quello che si pu\u00f2 chiamare il primato della Costituzione sulle leggi ordinarie, nel senso che la Costituzione si pone come un limite alle leggi ordinarie. Il che significa che la conformit\u00e0 alla Costituzione \u00e8 un essenziale requisito per la validit\u00e0 di ogni legge.<\/p><p>Ma quando si dice rigidit\u00e0 della Costituzione, non si vuole affermare l\u2019immutabilit\u00e0 assoluta di essa. Se l\u2019espressione <em>frangar non flectar<\/em> pu\u00f2 essere la divisa di un uomo di carattere o pu\u00f2 essere il motto di un giornale, non pu\u00f2 essere il motto di una Costituzione, perch\u00e9 \u00e8 contradittoria e ripugnante alla destinazione stessa di ogni ordinamento giuridico, e quindi anche della Costituzione, la sua immutabilit\u00e0.<\/p><p>Si tratta, dunque, di contemperare questi due concetti: da un lato, la rigidit\u00e0 della Costituzione, e dall\u2019altro, la sua non immutabilit\u00e0. Questi due criteri determinano il problema legislativo che dobbiamo ora risolvere. Si tratta, cio\u00e8, di inserire nella Costituzione una norma che regoli il procedimento di formazione delle leggi costituzionali.<\/p><p>A questo riguardo, con riferimento all\u2019emendamento che ho presentato, rilevo, anzitutto, che non si deve parlare soltanto di revisione della Costituzione, perch\u00e9 nel testo, gi\u00e0 approvato, si prevede anche, in un caso, un tipo speciale di legge, la legge costituzionale: tali sono, secondo l\u2019articolo 108, le leggi con le quali si adottano gli ordinamenti speciali per alcune Regioni. Ora, a meno di voler distinguere \u2013 il che mi sembra inutile \u2013 fra leggi che modificano la Costituzione e le altre leggi costituzionali (il che darebbe luogo poi ad altri inconvenienti), sembra opportuno fare una norma unica che riguardi sia la formazione di leggi che toccano direttamente la Costituzione, rivedendola, sia le leggi che riguardano le altre materie costituzionali.<\/p><p>Quale pu\u00f2 essere questa norma? Il mio emendamento non tocca nessuna parte sostanziale del testo elaborato dalla Commissione dei Settantacinque. Questo testo \u00e8 ispirato ad un criterio di ragionevolezza che risponde a quanto abbiamo detto prima, e cio\u00e8 che la Costituzione deve essere rigida, ma non immutabile, inflessibile. Non si pu\u00f2 concepire la Costituzione come una lastra di vetro; occorre che sia di un metallo duro, ma un metallo plasmabile. Si tratta, dunque, di trovare una formula che contemperi queste due esigenze.<\/p><p>Il concetto a cui si \u00e8 ispirata la Commissione \u00e8 quello di rendere il procedimento di formazione delle leggi costituzionali pi\u00f9 complicato di quello che \u00e8 previsto per le leggi ordinarie, ma di non arrivare a stabilire un procedimento che renda estremamente difficile la revisione della Costituzione.<\/p><p>L\u2019idea pratica che \u00e8 stata di guida nel disciplinare questa materia \u00e8 questa: di far s\u00ec che vi sia una ponderata riflessione quando si procede ad un atto cos\u00ec importante. Da ci\u00f2 l\u2019adozione del sistema delle due letture a distanza di un certo periodo di tempo: tre mesi, si propone nel testo. L\u2019esperienza dimostra che questo espediente \u00e8 utile. Ciascuno di noi potrebbe porsi questa domanda: se io fossi chiamato a votare a distanza di tre mesi qualche articolo della Costituzione che ho gi\u00e0 votato, darei il medesimo voto? Lasciare un certo margine alla riflessione \u00e8 utile.<\/p><p>Il secondo punto che nel testo della Commissione distingue la legge costituzionale dalla legge ordinaria \u00e8 la maggioranza speciale, richiesta affinch\u00e9 essa sia validamente adottata in ciascuna delle due Camere. Nel progetto si dispone che le leggi di revisione della Costituzione \u2013 e, secondo il mio emendamento, le altre leggi costituzionali \u2013 devono essere adottate da ciascuna Camera in due letture, con intervallo non minore di tre mesi, e approvate a maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera nel voto finale in seconda lettura. A noi sembra che questo sistema sia un dispositivo di riflessione, sufficiente ad assicurare che l\u2019adozione di una legge costituzionale avvenga in condizioni tali da rispondere a vere esigenze del Paese, e con ci\u00f2 sia sufficientemente differenziata la legge costituzionale da quella ordinaria.<\/p><p>La differenza fra legge costituzionale e legge ordinaria \u00e8 poi accentuata dal comma seguente, nel quale si prevede la possibilit\u00e0 del <em>referendum<\/em>. E su questo punto il mio testo, nella sua prima parte, non differisce sostanzialmente dal testo della Commissione. Infatti dice: \u00abLa legge costituzionale \u00e8 sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare quando, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o (ecco una piccola variante) cinque Consigli regionali\u00bb. Nel testo della Commissione si dice invece: \u00absette Consigli regionali\u00bb. A questo riguardo, ricordo che in altra occasione \u00e8 stato fatto presente che, data la distribuzione delle regioni d\u2019Italia, esigere che la domanda del <em>referendum<\/em> sia fatta da almeno sette Consigli regionali potrebbe avere qualche inconveniente dal punto divista politico. Quindi sembra conveniente abbassare questo numero a cinque.<\/p><p>L\u2019emendamento che ho proposto continua, portando una semplice integrazione al testo della Commissione per quanto riguarda il <em>referendum<\/em>. Nel mio emendamento si dice: \u00abLa legge sottoposta a <em>referendum<\/em> non \u00e8 promulgata se non \u00e8 approvata dalla maggioranza dei voti validamente espressi\u00bb.<\/p><p>Con questa formula si risolve il problema di configurare il <em>referendum<\/em> che si applica in questo caso. Secondo la formula proposta, si adotta un tipo di <em>referendum<\/em> che \u00e8 diverso da quello che era stato escogitato nell\u2019articolo 72 del progetto per quel che concerne le leggi ordinarie.<\/p><p>Come l\u2019Assemblea ricorder\u00e0, secondo quel testo \u2013 che non \u00e8 stato approvato \u2013 una legge ordinaria sarebbe stata promulgata e pubblicata e sarebbe stata poi sottoposta al <em>referendum<\/em>, se un certo numero di cittadini ne avesse fatta domanda in un determinato termine, restando in tal caso sospesa l\u2019entrata in vigore della legge. Con un tale regolamento, il <em>referendum<\/em> avrebbe appunto la configurazione giuridica di un veto.<\/p><p>Mi sembra che in materia di leggi costituzionali convenga dare al <em>referendum <\/em>una altra configurazione, pi\u00f9 vicina a quella che ha il <em>referendum<\/em> in altri paesi, dove questo istituto di democrazia diretta \u00e8 praticato, specialmente in Svizzera, e cio\u00e8 disciplinato in modo che il concorso del voto del popolo, quando la domanda di <em>referendum<\/em> \u00e8 regolarmente fatta, assume il valore giuridico di un elemento di formazione della legge costituzionale.<\/p><p>In confronto a tale concetto, nel nuovo testo da me proposto si prevede che la legge costituzionale votata dalle due Camere, non \u00e8 promulgata, ma viene soltanto pubblicata ai fini di essere portata a conoscenza del popolo, sicch\u00e9 i cittadini possano esercitare la facolt\u00e0 di chiedere il <em>referendum<\/em>. Soltanto quando, essendo stato richiesto il <em>referendum<\/em>, la votazione popolare abbia avuto luogo e la maggioranza richiesta si sia pronunciata a favore della legge, questa viene promulgata e pubblicata ai fini della sua entrata in vigore.<\/p><p>Occorre poi determinare qui qual \u00e8 il numero di voti richiesti perch\u00e9 la legge sottoposta al <em>referendum<\/em> possa ritenersi approvata. Nel testo da me proposto si precisa che occorre la maggioranza dei voti validamente espressi.<\/p><p>Infine, nell\u2019ultimo comma, che \u00e8 uguale a quello del testo della Commissione, si stabiliscono i casi in cui su una legge costituzionale non \u00e8 ammesso il <em>referendum<\/em> facoltativo. Si dice cio\u00e8: \u00abNon si fa luogo a <em>referendum<\/em> se la legge costituzionale \u00e8 stata approvata in seconda lettura da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>Questo comma, che potrebbe eventualmente diventare, dal punto di vista formale, un inciso del precedente, viene a porre un limite ragionevole alla facolt\u00e0 di chiedere il <em>referendum<\/em> e quindi alla messa in moto di una macchina notevolmente pesante, quale \u00e8 quella della votazione popolare.<\/p><p>Anche qui, sotto questa formula, c\u2019\u00e8 una idea di buon senso. Quando, secondo il procedimento abbastanza complicato che \u00e8 previsto, una legge costituzionale \u00e8 stata votata dalle due Camere e ciascuna di queste l\u2019abbia approvata a maggioranza di due terzi dei suoi membri, si pu\u00f2 fondatamente presumere che si \u00e8 di fronte a una legge costituzionale che risponde a esigenze sentite dalla maggioranza del Paese. Quindi sembra inutile condizionare la perfezione di una tale legge all\u2019eventualit\u00e0 del <em>referendum<\/em>. Ricordo, a questo riguardo, che anche recenti Costituzioni, per esempio quella francese, contengono qualche analoga disposizione.<\/p><p>Sono questi i criteri a cui si ispira il testo dello articolo come \u00e8 stato rielaborato nella formulazione che ho sottoposto all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Preti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Tra il secondo ed il terzo comma inserire il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Presidente della Repubblica non pu\u00f2 domandare alle Camere una nuova deliberazione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PRETI. Pi\u00f9 che presentare un emendamento, intendevo porre un quesito al Presidente della Commissione dei Settantacinque.<\/p><p>Siccome il secondo capoverso dell\u2019articolo 71 dice che \u00abentro un determinato termine il Presidente della Repubblica pu\u00f2 con messaggio motivato domandare una nuova deliberazione\u00bb, io intendevo chiedere se questo vale anche per le leggi costituzionali, oppure no. A me sembra che non debba valere. Ad ogni modo, siccome ci potrebbe essere incertezza, per questo chiedo spiegazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Benvenuti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma, aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abIl Presidente della Repubblica non promulga le leggi modificatrici della Costituzione o con essa contrastanti, se non quando siano adottate dalle due Camere con la procedura e con la maggioranza di cui al presente articolo\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BENVENUTI. Onorevoli colleghi, continuo il cortese contradittorio iniziato con i colleghi della Commissione sabato scorso e continuato stamattina col collega Rossi. Ho detto che il problema va al di l\u00e0 del testo letterale dell\u2019emendamento. \u00c8 un problema che segna una svolta, a mio avviso, della elaborazione costituzionale che stiamo formulando.<\/p><p>Il problema \u00e8 questo: i diritti fondamentali dell\u2019uomo e del cittadino, che abbiamo riconosciuto come inviolabili all\u2019articolo 2 della nostra Costituzione, sono garantiti dalla Costituzione o sono rimessi all\u2019arbitrio di qualsiasi maggioranza parlamentare?<\/p><p>Questo \u00e8 il tema che vi propongo e che passer\u00f2 brevemente ad illustrare, a sostegno del mio emendamento. Premetto che desidero mantenermi su di un terreno generale e ideale, sul terreno dei princip\u00ee.<\/p><p>Io non mi vergogno di difendere gli immortali princip\u00ee: potr\u00e0 essere una posizione romantica, ma tengo fermo e duro su questo terreno. Lascio ad altri i fasti della cos\u00ec detta <em>real politik<\/em>, perch\u00e9 sono convinto che ogni abbandono di princip\u00ee si traduce sempre in una debolezza dell\u2019azione.<\/p><p>D\u2019altra parte, il principio della inviolabilit\u00e0 della persona umana fa parte essenziale del programma del partito nel quale ho l\u2019onore di militare. Ai colleghi del Partito repubblicano storico mi permetto di ricordare un passo classico di Mazzini. Nei \u00abDiritti e doveri del l\u2019uomo\u00bb Mazzini proclamava: \u00abVi sono cose che costituiscono il vostro individuo (parla agli italiani) e sono essenziali alla vita umana. Su queste neppure il popolo ha signoria. Nessuna maggioranza pu\u00f2 rapirvi ci\u00f2 che vi fa essere uomini. Nessuna maggioranza pu\u00f2 decretare la tirannide e spegnere o alienare la libert\u00e0\u00bb.<\/p><p>Vi dico con tutta franchezza che non mi sento di approvare un testo costituzionale che d\u00e0 al potere legislativo la facolt\u00e0, perfettamente legittima, di decretare la tirannide e di spegnere la libert\u00e0. Questo il pubblico non sa ancora: bisogna avere il coraggio di denunciarlo. Gli italiani credono che il Presidente della Repubblica nella nuova Costituzione abbia funzioni di tutore della Costituzione e della pubblica libert\u00e0, e credono sul serio che la Costituzione che si sta costruendo sbarri la strada ad ogni tirannia. Al contrario, il Presidente della Repubblica, cos\u00ec come la sua figurai emerge dal sistema costituzionale sostenuto dalla Commissione, deve obbligatoriamente promulgare le leggi, quando anche esse sopprimano le libert\u00e0 fondamentali dei cittadini.<\/p><p>\u00c8 contro questa complicit\u00e0 del Presidente della Repubblica che io insorgo. Una legge che mettesse la stampa alla merc\u00e9 della polizia, che comprimesse la libert\u00e0 religiosa, che \u00e8 sacra per gli italiani, che istituisse tribunali speciali, dovrebbe o non dovrebbe essere promulgata dal Presidente della Repubblica? Lo deve essere secondo il sistema architettato dalla Commissione; anzi, se il Presidente della Repubblica non la promulga, egli \u00e8 passibile di essere deferito all\u2019Alta Corte di giustizia.<\/p><p>E pi\u00f9 precisamente: il Presidente che ha giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione \u00e8 passibile di deferimento all\u2019Alta Corte di giustizia ove si rifiuti di promulgare una legge che violi quella Costituzione alla quale ha giurato fede. Questa \u00e8 una mostruosit\u00e0 giuridica e morale. E non parliamo pi\u00f9, onorevoli colleghi, di Costituzione rigida! Io non conosco il perfetto toscano dei costituzionalisti ma il semplice comune vernacolo dell\u2019umile gente della Valle Padana, che qui mi ha mandato a difendere le sue libert\u00e0. Quando in uno Stato non esiste un organo che abbia il potere \u00e8 il dovere di impedire l\u2019entrata in vigore di leggi incostituzionali, o comunque violatrici della libert\u00e0, ci troviamo di fronte ad una Costituzione non pi\u00f9 rigida, ma tipicamente flessibile, in quanto docile ed adattabile ad ogni e qualsiasi arbitrio del potere legislativo.<\/p><p>Ma i colleghi rispondono: \u00abC\u2019\u00e8 la Corte costituzionale\u00bb. Questa difesa non pu\u00f2 esser tenuta valida. Quando avete votato, onorevoli colleghi della Commissione, l\u2019obbligatoriet\u00e0 della promulgazione, l\u2019istituzione della Corte costituzionale non era ancora votata e, se non fosse stata mai votata, saremmo rimasti senza un qualsiasi barlume di garanzie di fronte al prepotere della maggioranza legiferante.<\/p><p>In secondo luogo, faccio presente una considerazione fondamentale: se la Corte costituzionale non era ancora istituita quando avete votato il principio delle promulgazioni obbligatorie, essa non \u00e8 entrata in vita neppure oggi. Noi dobbiamo infatti attendere che l\u2019istituto sia regolato, concretamente istituito e messo in azione da parte del potere legislativo ordinario. Quindi, in realt\u00e0, la prima maggioranza che uscir\u00e0 dal suffragio popolare, dopo lo scioglimento della nostra Assemblea, avr\u00e0 praticamente il potere illimitato di votare qualsiasi legge, di istituire qualsiasi regime anticostituzionale, senza ombra di controllo, neppure quello della Corte costituzionale. Ed infine, se si ricorresse alla Corte costituzionale, quando una legge anticostituzionale e liberticida fosse gi\u00e0 entrata in vigore (supponete una legge che sciogliesse i partiti, che sopprimesse la stampa, che imbavagliasse i giornali, che arrestasse i cittadini), una legge cio\u00e8 che rievocasse i fasti del 3 gennaio mussoliniano e di tutta la legislazione successiva, allora io mi domando: la situazione incostituzionale ed eccezionale che sarebbe venuta a crearsi, quale margine lascerebbe al popolo italiano per adire sul serio la Corte costituzionale? Quale margine di libert\u00e0 lascerebbe il fatto compiuto al Parlamento ed ai cittadini per insorgere contro la legge incostituzionale? In realt\u00e0, il fatto compiuto, svuoterebbe la Corte costituzionale della sua sostanziale funzione di difesa del cittadino.<\/p><p>\u00c8 contro questo \u00abfatto compiuto\u00bb, con tutte le sue gravissime conseguenze, che si leva il mio emendamento, il quale non ha nessun contenuto rivoluzionario, che tocchi cio\u00e8 i sacri princip\u00ee del diritto parlamentare. Qualche volta, quando si parla di questioni costituzionali, si ha l\u2019impressione di essere gente che, invitata in una buona societ\u00e0, non ne conosce le regole: ma mi sembra che il mio emendamento non turbi nessuna delle norme fondamentali del galateo costituzionale. Noi abbiamo stabilito procedure e maggioranze specifiche per le leggi, che rivedono, modificano o comunque mutano la Costituzione. Conseguentemente il Presidente della Repubblica, all\u2019atto in cui la legge \u00e8 sottoposta alla sua promulgazione, deve esaminarne il contenuto. Ci\u00f2 deve essere da lui fatto soltanto al fine di determinare con quale maggioranza, legittimamente e costituzionalmente, la legge debba venire approvata. Se la legge \u00e8 tale da poter essere votata con maggioranza ordinaria, il Presidente della Repubblica la promulgher\u00e0; se \u00e8 tale invece da richiedere il procedimento speciale con la maggioranza qualificata, di cui all\u2019articolo che stiamo esaminando, ebbene, il Presidente della Repubblica non promulgher\u00e0; perch\u00e9 una legge non viene in essere, se non \u00e8 votata con la maggioranza e con le procedure prescritte dalla Costituzione. Come non sarebbe da considerarsi approvata una legge ordinaria, che non fosse votata dalla maggioranza della Camera e del Senato, cos\u00ec non \u00e8 da ritenersi approvata una legge, che innovi, modifichi o violi la Costituzione, qualora non venga votata con la particolare procedura e colla maggioranza prescritta per tali eccezionali atti legislativi.<\/p><p>Quindi, nessuna violazione sostanziale dell\u2019obbligo della promulgazione. Il Presidente della Repubblica non promulga, perch\u00e9 la legge non c\u2019\u00e8. Questa \u00e8 la sostanza del mio emendamento.<\/p><p>Il Capo dello Stato, in sostanza, deve limitarsi a controllare se il potere legislativo abbia o meno rispettato le norme stabilite, per la validit\u00e0 delle sue deliberazioni, dalla stessa sovranit\u00e0 popolare, in quella solenne suprema sua manifestazione che \u00e8 la Carta Costituzionale.<\/p><p>Tale posizione del Presidente della Repubblica non ha nulla a che vedere coll\u2019esercizio della \u00absanzione\u00bb.<\/p><p>Il diritto di sanzione rappresentava una partecipazione del Capo dello Stato al potere legislativo come un \u00abterzo ramo del Parlamento\u00bb. Nel concetto del mio emendamento, invece, il Presidente della Repubblica deve limitarsi ad esaminare se il potere legislativo ha esercitato i suoi poteri nei limiti e colle forme stabilite dalla Carta Costituzionale, la quale costituisce l\u2019espressione suprema della volont\u00e0 sovrana del popolo italiano sul piano del diritto pubblico. D\u2019altronde, onorevoli colleghi, se non entriamo in questo ordine di idee, a cosa varrebbe la norma di revisione della Costituzione? Quale sar\u00e0 mai la maggioranza che, volendo adottare una norma anticostituzionale, ricorrer\u00e0 al procedimento di revisione? Essa metter\u00e0 sempre il Paese di fronte al fatto compiuto: comincer\u00e0 col far promulgare la legge dal Presidente, la far\u00e0 mettere in esecuzione e poi aspetter\u00e0 il ricorso. Cadrebbe quindi il contenuto sostanziale della revisione costituzionale, la quale \u00e8 ispirata ad un concetto preventivo, in quanto \u00e8 intesa a prevenire la possibilit\u00e0 dell\u2019entrata in vigore di una legge incostituzionale.<\/p><p>Onde \u00e8 la stessa finalit\u00e0 dell\u2019istituto della revisione costituzionale che verrebbe scalfita alla radice.<\/p><p>Dice l\u2019onorevole Paolo Rossi: il Presidente invitato a promulgare una legge incostituzionale pu\u00f2 dimettersi. Questa, io dico, \u00e8 la peggiore delle soluzioni! Perch\u00e9 arriveremo a questo risultato: che l\u2019Assemblea nominer\u00e0 un secondo Presidente pi\u00f9 docile del primo, e si consolider\u00e0 questa (chiamiamola cos\u00ec) giurisprudenza, che il Presidente della Repubblica non giura fedelt\u00e0 al popolo, alla libert\u00e0 ed alla Costituzione, ma giura fedelt\u00e0 servile alla maggioranza parlamentare. Questo sarebbe il risultato di una soluzione del genere, che io non mi sento di accettare.<\/p><p>PRESIDENTE. Concluda, onorevole Benvenuti.<\/p><p>BENVENUTI. Non mi sento di accettarla, tanto pi\u00f9 che col sistema costituzionale varato dai nostri amici della Commissione si verrebbero in fatto a conferire alle Assemblee legislative, comprese quelle costituenti, poteri che, secondo me, non possono esser loro conferiti, neppure ove si trattasse di Assemblee costituenti. Desidero cio\u00e8 riaffermare, prima di chiudere, un principio fondamentale: che qualsiasi legge violasse la Costituzione, e soprattutto violasse i princip\u00ee fondamentali di libert\u00e0 ed i diritti inalienabili dell\u2019uomo e del cittadino (e qui parlo come cittadino e come deputato, in nome di quella percentuale di volont\u00e0 popolare che, sia pure indegnamente, ho l\u2019onore di rappresentare), una legge che venisse approvata da qualsivoglia maggioranza, contro i diritti dell\u2019uomo e contro le libert\u00e0 costituzionali, sarebbe soltanto <em>chiffon de papier<\/em>, un pezzo di carta! Perch\u00e9 nessun cittadino pu\u00f2 essere tenuto all\u2019osservanza di disposizioni legislative alle quali manchi il fondamento essenziale del rispetto delle libert\u00e0 individuali e della Carta fondamentale della Repubblica. Ho finito. Non so quale sar\u00e0 la sorte riserbata al mio emendamento, ma ho la coscienza di aver difeso una causa giusta ed ho soprattutto la certezza che per ogni causa giusta e per ogni verit\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre un avvenire. Il tempo riserva la vittoria ad ogni battaglia che trascende gli interessi contingenti dell\u2019ora che volge e difende valori universali. Ma ho fiducia che sar\u00e0 questa stessa Assemblea ad accogliere il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rossi Paolo ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Voglio applaudire anch\u2019io le cose che ella ha detto, onorevole Benvenuti, anche se giungo in ritardo. La sua esigenza \u00e8 l\u2019esigenza di tutti coloro che amano sinceramente la libert\u00e0. Mi consenta di dirle che quelle stesse parole con cui ella ha concluso il suo discorso dimostrano che \u00e8 bene che questa suprema esigenza resti inappagabile legislativamente e che ad un certo momento non la si possa appagare altrimenti che con il proprio sacrificio. Come si pu\u00f2 pretendere la garanzia delle garanzie della Costituzione? Perch\u00e9 ella, in sostanza, vuole qualche cosa che garantisca i congegni gi\u00e0 destinati a garantire la Costituzione. L\u2019onorevole Benvenuti in precedenza aveva proposto un\u2019altra formulazione come articolo 130-<em>bis<\/em>. \u00abLe disposizioni della presente Costituzione che riconoscono o garantiscono i diritti di libert\u00e0, rappresentando l\u2019inderogabile fondamento per l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare, non possono essere oggetto di procedimenti di revisione costituzionale, tendenti a misconoscere o a limitare tali diritti, ovvero a diminuirne le guarentigie\u00bb.<\/p><p>BENVENUTI. Questo \u00e8 un altro emendamento.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Sostanzialmente \u00e8 lo stesso. Lei vuole con questo ottenere una garanzia ulteriore delle garanzie gi\u00e0 stabilite. La finalit\u00e0 dei due emendamenti \u00e8 comune: ella intende con entrambi ottenere gli stessi effetti.<\/p><p>Perci\u00f2 io rispondevo all\u2019altro emendamento che mi pareva pi\u00f9 consono al discorso dell\u2019onorevole Benvenuti. Se si tratta di leggi che modificano la Costituzione, e cos\u00ec seriamente come lei ha accennato, \u00e8 evidente che si tratta di leggi costituzionali che non possono essere votate se non con le garanzie dell\u2019articolo 130. Il controllo formale del Presidente nessuno glielo toglie; quindi, se si volesse creare una legge costituzionale, una legge attinente alla libert\u00e0, senza il procedimento dell\u2019articolo 130, il Presidente farebbe benissimo a non promulgarla.<\/p><p>BENVENUTI. Allora, la Commissione accetta l\u2019emendamento?<\/p><p>ROSSI PAOLO. No, la Commissione dichiara che la formulazione dell\u2019articolo 130 comprende ed esaurisce, senza ombra di dubbio, l\u2019esigenza di cui al suo emendamento aggiuntivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi sono poi l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Perassi e il quesito dell\u2019onorevole Preti. L\u2019onorevole Rossi ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Al quesito risponder\u00e0 l\u2019onorevole Perassi; in quanto all\u2019emendamento Perassi la Commissione lo fa proprio perch\u00e9 mantiene intatta la struttura del progetto e introduce miglioramenti suggeriti dal pi\u00f9 accurato esame della materia.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Preti.<\/p><p>PERASSI. Il comma che l\u2019onorevole Preti ha formulato, e che proporrebbe di aggiungere al testo che stiamo discutendo, solleva un problema interessante e delicato. Anche il Comitato riconosce che quando si tratta di leggi costituzionali la situazione in cui si trova il Presidente della Repubblica \u00e8 un po\u2019 diversa da quella in cui si trova quando si tratti di una legge ordinaria, ai fini dell\u2019esercizio della facolt\u00e0 discrezionale attribuitagli dall\u2019articolo 71, che abbiamo gi\u00e0 votato, secondo il quale \u2013 come si ricorder\u00e0 \u2013 il Presidente della Repubblica pu\u00f2 con messaggio motivato domandare alle Camere una nuova deliberazione su una legge da esse adottata.<\/p><p>Quando si tratti di leggi ordinarie, questa facolt\u00e0 del Presidente di attirare l\u2019attenzione delle Camere su un testo che hanno votato pu\u00f2 essere motivata anche da considerazioni attinenti alla costituzionalit\u00e0 del testo votato. \u00c8 uno dei casi in cui l\u2019uso di tale facolt\u00e0 potrebbe essere particolarmente conveniente.<\/p><p>Quando si tratti di leggi costituzionali, \u00e8 evidente che la situazione \u00e8 un po\u2019 diversa, perch\u00e9 trattandosi di leggi costituzionali non \u00e8 possibile sollevare una questione di incostituzionalit\u00e0. Al Presidente spetta solo di accertare che, trattandosi di una legge costituzionale, questa sia stata votata secondo il procedimento stabilito dalla Costituzione.<\/p><p>Ma, ci\u00f2 posto, conviene arrivare ad inserire espressamente nella Costituzione una disposizione che vieti in maniera assoluta al Presidente di far uso di quella facolt\u00e0?<\/p><p>Io ritengo che non sia il caso di fare questa inserzione, n\u00e9 ritengo che sia opportuno \u2013 e su questo punto vorrei richiamare particolarmente l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Preti \u2013 che su questo emendamento intervenga un voto da parte dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Mi pare che sia una questione estremamente delicata, da lasciare alla prassi costituzionale. \u00c8 questa che permetter\u00e0 di dare al funzionamento della Costituzione quell\u2019indirizzo che meglio corrisponde alla realt\u00e0 delle cose.<\/p><p>Per conseguenza, a nome del Comitato, pregherei in maniera particolarmente insistente l\u2019onorevole Preti di voler desistere dal sottoporre questo suo emendamento alla votazione e di ritirarlo, dopo le spiegazioni che ho dato.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Preti se conserva il suo emendamento.<\/p><p>PRETI. Non insisto sul mio emendamento, in quanto ritengo che la prassi costituzionale si svolger\u00e0 nel senso da me auspicato.<\/p><p>L\u2019articolo non menziona il diritto di veto del Presidente ed io ritengo che questa sia una sufficiente garanzia giuridica e politica. Un Presidente che ne volesse fare uso assumerebbe la responsabilit\u00e0 di dare al testo costituzionale un\u2019interpretazione arbitraria.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Benvenuti mantiene il proprio emendamento?<\/p><p>BENVENUTI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, passiamo alla votazione.<\/p><p>Pongo ai voti innanzitutto il primo comma del testo dell\u2019onorevole Perassi che la Commissione ha dichiarato di far proprio:<\/p><p>\u00abLe leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali devono essere adottate da ciascuna Camera in due letture, con un intervallo non minore di tre mesi, ed approvate a maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera nel voto finale in seconda lettura\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo Benvenuti, non accettato dalla Commissione, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Repubblica non promulga le leggi modificatrici della Costituzione o con essa contrastanti, se non quando siano adottate dalle due Camere con la procedura e con la maggioranza di cui al presente articolo\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma del testo Perassi:<\/p><p>\u00abLa legge di revisione costituzionale \u00e8 sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare quando, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a <em>referendum<\/em> non \u00e8 promulgata se non \u00e8 approvata dalla maggioranza dei voti validamente espressi\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abNon si fa luogo a <em>referendum<\/em> se la legge di revisione costituzionale \u00e8 stata approvata in seconda lettura da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo cos\u00ec approvato tutto il testo dell\u2019articolo 130 nella formulazione accettata dalla Commissione.<\/p><p>Presentazione di una relazione.<\/p><p>BIBOLOTTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BIBOLOTTI. Mi onoro di presentare la relazione della terza Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge, sul disegno di legge:<\/p><p>\u00abApprovazione degli Accordi di carattere economico conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia, il 22 dicembre 1946\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa relazione sar\u00e0 stampata e distribuita.<\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione a scrutinio segreto e invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Proseguiamo nell\u2019esame del progetto di Costituzione.<\/p><p>L\u2019onorevole Benvenuti ha proposto il seguente articolo 130-<em>bis<\/em>:<\/p><p>\u00abLe disposizioni della presente Costituzione che riconoscono o garantiscono diritti di libert\u00e0, rappresentando l\u2019inderogabile fondamento per l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare, non possono essere oggetto di procedimenti di revisione costituzionale, tendenti a misconoscere o a limitare tali diritti, ovvero a diminuirne le guarentigie\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BENVENUTI. Sar\u00f2 brevissimo, anche perch\u00e9 mi duole che ad esporre questo concetto non sia presente un collega di alto valore, che avrebbe potuto svolgerlo colla sua particolare competenza di giurista: alludo al collega onorevole Calamandrei, il quale fu il primo a lanciare l\u2019idea sul piano parlamentare. Per parte mia mi si consenta di rammentare che, gi\u00e0 fin dall\u2019anno scorso, avevo sostenuto in articoli di quotidiani politici il concetto che i diritti fondamentali di libert\u00e0 del cittadino non possono andare assoggettati n\u00e9 a revisione costituzionale e neppure rientrare nella sfera di disponibilit\u00e0 di qualsiasi Assemblea Costituente. Successivamente l\u2019onorevole Calamandrei, nel suo discorso in sede di discussione generale sul progetto di Costituzione, aveva manifestato l\u2019intenzione di proporre un emendamento che stabilisse la non revisionabilit\u00e0 costituzionale dei diritti di libert\u00e0. Egli allora, se ben ricordo, ebbe a prospettare la questione sotto un profilo nuovo che qui mi permetto di riproporre brevemente all\u2019Assemblea. Va tenuto fermo il concetto tradizionale affermato in tutte le classiche \u00abdichiarazioni di diritti\u00bb e cio\u00e8 che i diritti fondamentali dell\u2019uomo e del cittadino sono anteriori allo Stato, anteriori alla legge positiva, o comunque radicati nel diritto di natura, nella coscienza giuridica creatasi nel consorzio umano prima di ogni intervento dello Stato. Contro tali diritti n\u00e9 lo Stato, n\u00e9 la legge possono in alcun caso intervenire: questo concetto \u00e8 sempre valido, anzi fondamentale. Ma l\u2019onorevole Calamandrei ha prospettato il problema in termini nuovi, specificando come oggi i diritti di libert\u00e0 non vadano pi\u00f9 concepiti come limite alla sovranit\u00e0 popolare, ma come il presupposto necessario al suo esercizio.<\/p><p>Mi si consenta di aggiungere una considerazione: gli Stati assoluti, gli Stati tradizionali, anche nel loro sviluppo parlamentare, erano sempre legittimi, quale che fosse l\u2019apporto dato dalla volont\u00e0 popolare alla vita dello Stato. La legittimit\u00e0 c\u2019era sempre; il consenso si presumeva anche in mancanza di un istituto che permettesse a tale consenso di manifestarsi liberamente, coscientemente, volontariamente. Lo Stato era sempre legittimo, avesse un Parlamento o no, ammettesse il suffragio universale o no, partecipasse il popolo o non partecipasse alla attivit\u00e0 politica. In regime democratico invece la volont\u00e0 sovrana dello Stato si manifesta solo per mezzo della partecipazione libera e cosciente dei cittadini. Non c\u2019\u00e8 volont\u00e0 di Stato, se non c\u2019\u00e8 l\u2019immissione della volont\u00e0 dei cittadini espressa attraverso l\u2019esercizio dei diritti di libert\u00e0 nelle forme costituzionali.<\/p><p>Onde, ogni revisione costituzionale dei diritti di libert\u00e0 ossia della libert\u00e0 personale, della libert\u00e0 di coscienza, della libert\u00e0 di riunione, della libert\u00e0 di espressione, della libert\u00e0 di voto, colpirebbe alla radice il concetto di libert\u00e0 democratica e non solo farebbe cadere l\u2019istituto, ma distruggerebbe fondamentalmente i concetti di democrazia e di libert\u00e0 costituzionale. \u00c8 chiaro d\u2019altronde che, come vien proposto il principio della non revisionabilit\u00e0 della forma istituzionale, a maggior ragione dovr\u00e0 venir proclamata l\u2019intangibilit\u00e0 e quindi la non revisionabilit\u00e0 dei diritti fondamentali senza dei quali non vi \u00e8 n\u00e9 repubblica n\u00e9 libert\u00e0.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei chiedere all\u2019onorevole Benvenuti se \u00e8 disposto ad aggiungere, dopo le parole: \u00abriconoscono o garantiscono i diritti di libert\u00e0\u00bb, le parole: \u00abe del lavoro\u00bb. Il mio Gruppo \u00e8 favorevole all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Benvenuti e lo voter\u00e0, con questa aggiunta.<\/p><p>BENVENUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENVENUTI. Io mi rendo perfettamente conto dello spirito della proposta dell\u2019onorevole Laconi, e dichiaro di condividerlo in linea di principio. Ma faccio presente la difficolt\u00e0 pratica di formulare immediatamente un testo che dia soddisfazione all\u2019istanza prospettata dal collega. In questo senso: che io ritengo che quella categoria di diritti che non rientrano strettamente nei diritti di libert\u00e0, nel senso tradizionale, ma che per il loro contenuto sociale conferiscono efficacia e concretezza all\u2019esercizio dei diritti di libert\u00e0, siano essi pure intangibili. Senonch\u00e9, data una Costituzione come questa la quale nel capo dedicato ai problemi del lavoro tocca argomenti svariati, dal controllo sul credito, allo sviluppo dell\u2019artigianato, dall\u2019aiuto alle zone montane, alla legge sulle cooperative, ecc., occorrerebbe studiare una formula precisa e non troppo lata in modo da non comprendere nella norma di non revisionabilit\u00e0 disposizioni non essenziali ed evidentemente revisionabili.<\/p><p>Fermo restando quindi, che il riconoscimento dei diritti del lavoro rappresenta un contributo fondamentale ad un concreto esercizio dei diritti di libert\u00e0, l\u2019accoglimento della proposta Laconi richiederebbe l\u2019elaborazione di un nuovo testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Rossi Paolo ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. I diritti di libert\u00e0, fra i quali il diritto del lavoro \u00e8 compreso come primissimo, sono contenuti in una categoria pi\u00f9 vasta: il diritto naturale.<\/p><p>L\u2019onorevole Benvenuti e l\u2019onorevole Laconi rivendicano qui, dopo tante discussioni, il vecchio e maltrattato diritto naturale e hanno ragione. \u00c8 passato da poco un periodo in cui un interprete relativamente autorizzato del pensiero di Mussolini scriveva una canzonetta cos\u00ec fatta:<\/p><p><em>\u00abL\u2019italian non ha paura della legge di natura e talora anche corregge la natura della legge!\u00bb<\/em><\/p><p>La preoccupazione dell\u2019onorevole Benvenuti, dell\u2019onorevole Laconi e di tutti noi, che i diritti della persona umana, i diritti della dignit\u00e0 umana, i diritti del lavoro umano siano validamente tutelati \u00e8 la preoccupazione essenziale dell\u2019Assemblea, ma non credo che alcun articolo <em>bis<\/em> possa costituire una difesa intrinseca di questi diritti fondamentali. Per difenderli ci vuole, onorevole Benvenuti, onorevole Laconi, onorevoli colleghi, qualche cosa di pi\u00f9 che una disposizione di carattere costituzionale: ci vuole il permanere costante e fino al sacrificio, in tutti noi, della stessa ardente volont\u00e0 di essere liberi che in questo momento ha manifestato con eloquenza l\u2019onorevole Benvenuti.<\/p><p>Ahim\u00e8, dal punto di vista formale, dal punto di vista legalitario, dal punto di vista costituzionalistico, questo povero articolo 130-<em>bis<\/em> \u00e8 una ben modesta garanzia. Pensi l\u2019onorevole Benvenuti che basterebbe il procedimento della doppia revisione per porre nel nulla questa garanzia che egli considera un argine insormontabile, una tutela invincibile dei diritti fondamentali della personalit\u00e0 umana; basterebbe che un\u2019Assemblea con un primo procedimento di revisione costituzionale cancellasse dalla Costituzione l\u2019articolo 130-<em>bis<\/em> e una seconda volta, dopo questa cancellazione, modificasse taluni degli articoli che garantiscono le principali libert\u00e0 dell\u2019uomo perch\u00e9 accadesse questa cosa enorme: che una violazione fondamentale dei diritti della libert\u00e0 umana avesse l\u2019apparenza della legalit\u00e0, ci\u00f2 che non vogliamo noi della Commissione, ci\u00f2 che spero l\u2019Assemblea non vorr\u00e0.<\/p><p>Se una lesione di questo genere dovesse mai avvenire nel futuro, avvenga col sangue, avvenga con la violenza, avvenga contro la legge, non avvenga almeno col soccorso formale della Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019articolo aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Benvenuti.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Voter\u00f2 contro la proposta dell\u2019onorevole Benvenuti non per motivi di carattere sostanziale, non per motivi di ordine sociale e politico, perch\u00e9 posso essere d\u2019accordo nella sostanza con le idee espresse dall\u2019onorevole Benvenuti, ma mi meraviglio come, pur essendoci in questa Aula tanti esimi giuristi, tanti professori di diritto, si lasci a me, avvocato, il compito di proclamare assurda una legge la quale dichiari immutabile ed eterna un\u2019altra legge. Per questo motivo voter\u00f2 contro.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro, a titolo personale, che non Vedo l\u2019opportunit\u00e0 di questo articolo 130-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Benvenuti ed accettato dall\u2019onorevole Laconi. Che i diritti fondamentali di libert\u00e0, tra i quali sono anche i diritti del lavoro di cui parla l\u2019onorevole Laconi, debbano essere salvaguardati permanentemente nella prassi legislativa e politica del nostro Paese, non credo vi possa essere dubbio. Mi pare che quello stesso articolo 6 \u2013 se non sbaglio \u2013 il quale consacra, senza nominarli individualmente, i diritti fondamentali della persona umana sia in questo senso sufficientemente indicativo della nostra volont\u00e0 di salvaguardare i diritti fondamentali e di sottrarli al vivo flusso della vita storica che deve passare dinanzi a questi diritti senza toccarli. Sono diritti che noi chiamiamo naturali e poniamo al di sopra delle mutevoli esigenze della vita politica. Ma la norma cos\u00ec come \u00e8 formulata, nel significato che fatalmente assumerebbe, \u00e8 da un lato inutile per quanto ha detto l\u2019onorevole Rossi e dall\u2019altro pericolosa, perch\u00e9 diventa un ostacolo a quelle riforme di dettaglio che attengono a quel tanto di storico e di mutevole che \u00e8 in questi diritti assoluti. Quindi la norma proposta finirebbe per essere un impedimento a quel processo di revisione e di adattamento che invece \u00e8 garanzia di stabilit\u00e0 della Costituzione. Per queste ragioni, pur apprezzando, i motivi della proposta e pur condividendo con i colleghi che hanno prospettato questa esigenza il proposito di difendere questi diritti fondamentali e metterli al di sopra delle mutevoli vicende della vita politica, dichiaro che voter\u00f2 contro l\u2019articolo 130-<em>bis<\/em>.<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguente emendamento all\u2019emendamento Benvenuti \u00e8 stato presentato dagli onorevoli Laconi, Gullo Fausto ed altri:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> diritti di libert\u00e0, <em>aggiungere:<\/em> e del lavoro\u00bb.<\/p><p>Si metter\u00e0 in votazione prima il testo dell\u2019onorevole Benvenuti, e separatamente l\u2019emendamento aggiuntivo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Vorrei fare una dichiarazione semplicissima. Un dilemma. O noi intendiamo questa modificazione in senso letterale, e allora non potremo pi\u00f9 in nessun modo ritoccare la Costituzione. Le libert\u00e0 che abbiamo messo nella Costituzione sono libert\u00e0 che hanno un inderogabile fondamento; e cadono tutte nell\u2019espressione dell\u2019onorevole Benvenuti; cos\u00ec che, se non potessimo toccarle, non potremmo mai toccare l\u2019arca santa della Costituzione. O noi vogliamo affermare un\u2019altra cosa; che vi sono diritti di libert\u00e0 e di democrazia, che sono inviolabili e che neppure la Costituzione pu\u00f2 violare; le leggi \u00absuperiori a quelle della citt\u00e0\u00bb di cui parla Antigone; i diritti naturali; gli \u00abimmortali princip\u00ee\u00bb; ed io sono perfettamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Benvenuti, nel sentire la esigenza di queste istanze supreme; ma non si tratta di vere norme giuridiche; non ci muoviamo pi\u00f9 nella zona del diritto; siamo in quella zona pi\u00f9 alta, dove stanno i princip\u00ee di natura etico-politica; superiori alla lettera del diritto, e tali che non possono essere tradotti in norme concrete di Costituzione, come quelle che l\u2019onorevole Benvenuti ha proposto. Noi del resto, spingendoci ai limiti del contenuto d\u2019un testo costituzionale, abbiamo gi\u00e0 parlato nei primi articoli della nostra Costituzione di diritti \u00abinviolabili\u00bb dell\u2019uomo; non possiamo andare pi\u00f9 in l\u00e0 e stabilire che tutto quanto riguarda le libert\u00e0 non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale. Ripeto: dobbiamo difendere questi diritti inviolabili, questi princip\u00ee etico-politici; ma non possiamo dire che la Costituzione non potr\u00e0 mai essere riveduta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Benvenuti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>BENVENUTI. Rispondo alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini; ripeto che per quanto attiene alla formulazione dell\u2019emendamento i vari rilievi meritano di essere presi in considerazione; preciso che il mio concetto \u00e8 questo: che le norme relative ai diritti di libert\u00e0 possono essere rivedute nel senso di ampliare o meglio garantire tali diritti, che si possa cio\u00e8 in questo campo andare avanti e non indietro. Il testo costituzionale pu\u00f2 evidentemente essere riveduto: ma la revisione del testo non potrebbe mai limitare i diritti di libert\u00e0, n\u00e9, aggiungo, quei diritti sociali che rappresentano una integrazione concreta ed essenziale dei diritti di libert\u00e0. Ritengo peraltro opportuno di ritirare l\u2019emendamento augurandomi che il principio meglio formulato possa venire riproposto successivamente.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Faccio mio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Benvenuti con la modificazione da me proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo emendamento \u00e8 stata presentata domanda di votazione per appello nominale dagli onorevoli Laconi, Grieco, Reale Eugenio, Moranino, Farina, Pellegrini, Longo, Rossi Maria Maddalena, Musolino, Gullo Fausto, Platone, Lozza, Cremaschi Olindo, Pucci, Lombardi Carlo. Contemporaneamente \u00e8 stata presentata anche domanda di votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Uberti, Monticelli, Castelli Avolio, Giacchero, Pecorari, Bertone, Camposarcuno, Del Curto, Ambrosini, Perlingieri, Bosco Lucarelli, Chatrian, Baracco, Colonnetti, Brusasca, Clerici, Riccio, Caronia, Mazza, Bubbio. Avr\u00e0 la precedenza la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Precedentemente si era stabilito che si sarebbe votata prima la formula dell\u2019onorevole Benvenuti e poi l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Laconi. Penso che, se si votasse a scrutinio segreto, si ingenererebbe confusione. Desidero che il Presidente chiarisca.<\/p><p>PRESIDENTE. Si era detto di votare per divisione, in quanto ci trovavamo di fronte ad un emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Laconi all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Benvenuti. Poich\u00e9 questi ha ritirato il proprio emendamento, ci troviamo di fronte soltanto alla formulazione unitaria dell\u2019onorevole Laconi, che ha modificato il testo primitivo dell\u2019onorevole Benvenuti.<\/p><p>La votazione quindi si riferisce al testo completo.<\/p><p>CAPPUGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPUGI. Accetto l\u2019emendamento Laconi; per\u00f2 chiedo che, per ovviare all\u2019inconveniente segnalato dall\u2019onorevole Ruini, che ha determinato l\u2019onorevole Benvenuti a ritirare il suo emendamento, l\u2019emendamento Laconi sia integrato con la seguente aggiunta: \u00abse non nel senso di un loro ulteriore ampliamento\u00bb.<\/p><p>LACONI. Accetto la proposta Cappugi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cappugi, penso che il suo concetto sia implicito nella formulazione proposta.<\/p><p>CAPPUGI. L\u2019osservazione del Presidente \u00e8 giustificata, e quindi ritiro il mio emendamento.<\/p><p>LACONI. Chiedo che l\u2019onorevole Presidente dia ancora lettura dell\u2019elenco dei firmatari della richiesta di votazione a scrutinio segreto. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dar\u00f2 lettura dei richiedenti la votazione per appello nominale e dei richiedenti la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>L\u2019appello nominale \u00e8 stato richiesto dagli onorevoli Laconi, Grieco, Reale Eugenio, Moranino, Farina, Longo, Rossi Maria Maddalena, Pellegrini, Musolino, Gullo Fausto, Platone, Lozza, Cremaschi Olindo, Pucci e Lombardi Carlo.<\/p><p>Lo scrutinio segreto \u00e8 stato richiesto dagli onorevoli Uberti, Monticelli, Castelli Avolio, Pecorari, Bertone, Clerici, Bosco Lucarelli, Chatrian, Bubbio, Alberti, Baracco, Colonnetti, Brusasca, Giacchero, Caronia, Ambrosini, Mazza, Riccio, Perlingieri e Camposarcuno.<\/p><p>LACONI. Qui si rivelano gli amici della democrazia! (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Si rivela la vostra lealt\u00e0. Voi siete stati sempre i difensori dello scrutinio segreto! (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Noi avevamo chiesto l\u2019appello nominale!<\/p><p>UBERTI. Voi non avete coraggio, tanto vero che ricorrete allo scrutinio segreto. (<em>Proteste del deputato Laconi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciano silenzio. Mi pare che in questa gara di richieste di appelli nominali e di scrutini segreti sia assai difficile stabilire a-chi spetti il primato.<\/p><p>UBERTI. Noi abbiamo da tempo proposto una modifica del Regolamento, nel senso di dare la prevalenza all\u2019appello nominale. (<em>Applausi al centro <\/em><em>\u2013 Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Rammarico, onorevole Uberti, che temi metta nell\u2019obbligo di dire che attendiamo da tre settimane la relazione dell\u2019onorevole Gronchi a questa decisione della Giunta del Regolamento e che non \u00e8 certo responsabilit\u00e0 n\u00e9 dell\u2019Assemblea, n\u00e9 dell\u2019Ufficio di Presidenza se il Relatore non ha ancora adempiuto al suo compito.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sull\u2019emendamento aggiuntivo, fatto proprio e modificato dall\u2019onorevole Laconi:<\/p><p>\u00abLe disposizioni della presente Costituzione che riconoscono o garantiscono i diritti di libert\u00e0 e del lavoro, rappresentando l\u2019inderogabile fondamento per l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare, non possono essere oggetto di procedimenti di revisione costituzionale, tendenti a misconoscere o a limitare tali diritti, ovvero a diminuirne le guarentigie\u00bb.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 309<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 307<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 154<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 116<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 191<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bocconi \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciccolungo \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Fornara \u2013 Fresa \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Marina Mario \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Ponti \u2013 Priolo \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013Scarpa \u2013 Scoccimarro \u2013 Sereni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tumminelli.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013\u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Si sono astenuti:<\/em><\/p><p>Conti.<\/p><p>Zanardi.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale.<\/p><p>Risultato della votazione segreta sugli Accordi di carattere economico.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico frattanto il risultato delle votazioni a scrutinio segreto sui seguenti disegni di legge:<\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed i Paesi Bassi, il 30 agosto 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 314<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 10<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e la Danimarca, il 2 marzo 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 316<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 8<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia e l\u2019Ungheria, il 9 novembre 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 317<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 7<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi conclusi ad Ankara, tra l\u2019Italia e la Turchia, il 12 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo commerciale; <em>b<\/em>) Accordo di pagamento; <em>c<\/em>) Scambio di Note.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 314<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 10<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed il Belgio, il 18 aprile 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 316<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 8<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi in Roma, fra l\u2019Italia e la Svezia, il 19 aprile 1947: <em>a<\/em>) Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia; <em>b<\/em>) Protocollo addizionale all\u2019Accordo italo-svedese relativo all\u2019emigrazione di operai italiani in Svezia.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 315<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 9<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione dei seguenti Accordi, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed il Belgio: <em>a<\/em>) Protocollo italo-belga per il trasferimento di 50 mila minatori italiani in Belgio e Scambio di Note 23 giugno 1946; <em>b<\/em>) Scambio di Note per l\u2019annullamento dell\u2019articolo 7 del Protocollo suddetto 26-29 ottobre 1946; <em>c<\/em>) Annesso al Protocollo di emigrazione italo-belga 26 aprile 1947; <em>d<\/em>) Scambio di Note per l\u2019applicazione immediata a titolo provvisorio dell\u2019Annesso suddetto 27-28 aprile 1946.<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 324<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 163<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 316<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 8<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberti \u2013 Ambrosini \u2013 Arata \u2013 Arcangeli.<\/p><p>Bacciconi\u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bellato \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Bonfantini \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firao \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Mancini \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini\u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Ponti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Proia.<\/p><p>Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Secchia \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Tremelloni \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 131. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana \u00e8 definitiva per l\u2019Italia e non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati presentati numerosi emendamenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Damiani ha presentato una proposta soppressiva. Ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>DAMIANI. L\u2019articolo 131 che in questo momento il signor Presidente ha letto \u00e8, per me, pleonastico, in quanto dichiara definitivo ci\u00f2 che per sua natura gi\u00e0 si deve intendere stabile. La costruzione del nuovo Stato italiano, che \u00e8 frutto del concorso della volont\u00e0 del popolo e del lavoro di un anno e mezzo dei deputati dell\u2019Assemblea Costituente, deve essere ritenuta una costruzione non effimera. Quindi, volere dire nella Costituzione che noi non la riteniamo provvisoria, significa dimostrare la preoccupazione che essa lo sia. Invece tutti sentiamo che questa costruzione \u00e8 stabile.<\/p><p>Ma se \u00e8 pleonastico dire che ci\u00f2 che \u00e8 nato, \u00e8 nato definitivamente, non possiamo noi dichiarare, nello stesso tempo, da un punto di vista logico, che una costruzione umana sia definitiva, cio\u00e8 eterna, immutabile. Ogni costruzione umana \u00e8 di per s\u00e9 destinata a variare nel tempo.<\/p><p>Affermare la definitivit\u00e0 della forma di uno Stato sarebbe come se un architetto che ha costruito un tempio pretendesse preservarlo dai terremoti o dai bombardamenti scrivendo sul fregio: \u00abQuesto tempio \u00e8 definitivo\u00bb. Mi pare sia una stonatura!<\/p><p>RUSSO PEREZ. \u00c8 ridicolo!<\/p><p>DAMIANI. Quindi, siccome tutto \u00e8 mutevole, non solo nella terra, non solo in noi, ma anche nell\u2019universo stesso, noi non possiamo affermare quel principio, che, del resto, credo non sia stato mai affermato in nessun testo legislativo o costituzionale.<\/p><p>Se venisse dichiarato sarebbe una presunzione assurda.<\/p><p>Vi \u00e8 da notare ancora che l\u2019espressione \u00abper l\u2019Italia\u00bb contenuta nell\u2019articolo \u00e8 infelice, in quanto sembrerebbe che la norma fosse emanata da un organo supernazionale, che potesse fissare \u00abper l\u2019Italia\u00bb la forma repubblicana, e per altri paesi forme diverse. Inoltre l\u2019articolo 131 \u00e8 doppiamente pleonastico, perch\u00e9 in esso, dopo la stabilita definitivit\u00e0 della forma repubblicana, si ripete ancora che essa non pu\u00f2 essere oggetto di revisione. \u00c8 implicito che tutto quanto \u00e8 definitivo non pu\u00f2 essere revisionato; ed \u00e8 perci\u00f2 superfluo ripetere con altre parole lo stesso concetto.<\/p><p>Per i detti motivi l\u2019articolo 131 appare cos\u00ec difettoso da giustificarne la soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rodi ha anch\u2019egli proposto di sopprimere l\u2019articolo 131.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>RODI. Anch\u2019io ho proposto la soppressione dell\u2019articolo 131, e non vi nascondo che sono rimasto perplesso di fronte a questo articolo, nel quale si fa un\u2019affermazione solenne, ma di una solennit\u00e0 priva di sostanza, perch\u00e9, come giustamente diceva il collega Damiani poc\u2019anzi, il legislatore qui ha mostrato, per lo meno, di essere o di avere una presunzione storica. \u00c8 certo che nel compilare l\u2019articolo 131 ha dimenticato che la storia non \u00e8 fatta soltanto dalla volont\u00e0 di un individuo, ma dal concorso di tanti elementi che spesso servono a modificare radicalmente e profondamente un qualsiasi regime che possa essere stato costituito. D\u2019altra parte, la dichiarazione che si fa nell\u2019articolo 131 \u00e8, per lo meno, illiberale, perch\u00e9 implicitamente vieta alla volont\u00e0 popolare di manifestarsi in un determinato modo, nel caso cio\u00e8 che questa volont\u00e0 popolare desiderasse nel futuro modificare la forma dello Stato. E noi non abbiamo il diritto di ipotecare il futuro e di impedire che in questo futuro la volont\u00e0 popolare si possa manifestare liberamente.<\/p><p>D\u2019altra parte, l\u2019Assemblea Costituente ha gi\u00e0 votato una legge che contempla e prevede le punizioni dei movimenti monarchici, che siano esercitati con carattere di violenza. Ma questa legge \u00e8 diretta contro la violenza e noi, anzi, possiamo aggiungere che la violenza, da qualunque parte essa venga, deve essere punita. E l\u2019Assemblea, votando questa legge, ha commesso un duplice errore: il primo, perch\u00e9 non era il caso di fissare in una legge speciale ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 contemplato dal Codice; in secondo luogo \u00e8 stato commesso, a mio avviso, un grave errore, perch\u00e9 si \u00e8 voluto accomunare l\u2019idea monarchica col fascismo e quindi si \u00e8 voluto in un certo senso compromettere il libero pensiero di tutti quei milioni di individui che hanno una loro determinata idea politica. Di modo che se facciamo riferimento a quella legge, che riguarda l\u2019eventuale o presunta violenza dei monarchici, e poi ci soffermiamo sull\u2019articolo 131, possiamo senz\u2019altro dire che i monarchici in Italia hanno finito di vivere. Perch\u00e9 se il monarchico ha il diritto di nutrire il suo sentimento e si trover\u00e0 costantemente di fronte all\u2019articolo 131, egli sapr\u00e0 che questo suo sentimento \u00e8 per lo meno, e soltanto, platonico.<\/p><p>Quindi, mentre da un lato noi sottolineiamo il principio della libert\u00e0 e diciamo ai monarchici che essi possono liberamente nutrire i propri sentimenti, neghiamo per\u00f2 a questi monarchici di nutrire speranze in eventi futuri. Intendiamoci bene: qui non si tratta di speranze che possano contemplare una restaurazione violenta della monarchia, ma di quelle restaurazioni cos\u00ec frequenti nella storia e che sono il risultato logico di un processo che pu\u00f2 verificarsi in un popolo che si trovi nelle nostre condizioni.<\/p><p>Attraverso la legge che prevede la violenza sar\u00e0 facile domani accusare qualcuno di essere stato violento; e lo si pu\u00f2 punire vietando le unioni e le organizzazioni. Ma per l\u2019articolo 131 domani dichiarerete che \u00e8 assolutamente inutile che in Italia esistano unioni e partiti monarchici, poich\u00e9 \u00e8 assurdo che voi dobbiate consentire il mantenimento di queste unioni impedendo ai milioni di individui che ne fanno parte di aspirare ad una modificazione di carattere istituzionale, modificazione che sia suggerita, dettata, voluta dagli avvenimenti storici.<\/p><p>Vi sono milioni di individui, i quali possono legittimamente aspirare alla restaurazione monarchica, e noi non abbiamo il diritto, con un articolo, di spezzare questa aspirazione. D\u2019altra parte la stabilit\u00e0 di un regime non pu\u00f2 essere fissata da un articolo di legge. Quando la Repubblica avr\u00e0 dimostrato di essere forte, serena nella sua forza, e capace di conservare la democrazia e la libert\u00e0, allora vi assicuro che questa Repubblica sar\u00e0 veramente definitiva.<\/p><p>Non possiamo presumere oggi, in un periodo di penoso e profondo esperimento, fissare come definitivo ci\u00f2 che dalla storia non \u00e8 stato ancora detto e ci\u00f2 che dallo stesso stato psicologico del popolo italiano \u00e8 stato rifiutato. Facciamo in modo, con il concorso di tutti, che questa Repubblica diventi forte e democratica nella sua sostanza; e a poco per volta verremo ad assottigliare quelle aspirazioni che voi con un articolo volete stroncare in un momento in cui gli animi sono ancora protesi verso un determinato sentimento.<\/p><p>N\u00e9 possiamo noi assumerci questa responsabilit\u00e0. Quindi, propongo la soppressione dell\u2019articolo 131, anche per un omaggio alla libert\u00e0 ed alla logica. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Castiglia ha gi\u00e0 svolto il seguente emendamento: \u00ab<em>sopprimere le<\/em> <em>parole: <\/em>e non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Azzi ha proposto il seguente emendamento che non rientra nella materia relativa all\u2019articolo in esame:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo l\u2019articolo 131 aggiungere una<\/em> Parte terza<em>:<\/em> La difesa nazionale, <em>trasferendovi gli articoli 6, 49, 75 nella conseguente numerazione<\/em>\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Condorelli ha proposto la soppressione dell\u2019articolo. Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>CONDORELLI. Onorevoli colleghi, quello che l\u2019onorevole Rodi ha detto cos\u00ec bene, chiarisce l\u2019aspetto politico della questione; per lo che io mi intratterr\u00f2 soltanto sull\u2019aspetto giuridico della medesima.<\/p><p>In realt\u00e0, questo articolo contiene due concetti: uno \u00e8 la definitivit\u00e0 della forma repubblicana, l\u2019altro \u00e8 la esclusione dal procedimento di revisione costituzionale delle norme che stabiliscono questa forma.<\/p><p>La prima disposizione \u00e8 bizzarra o superflua; la seconda \u00e8 certamente impolitica ed antidemocratica.<\/p><p>La definitivit\u00e0 della forma repubblicana \u00e8 disposizione bizzarra o superflua, a seconda del modo con cui si interpetra quel \u00abdefinitivo\u00bb. Se quel definitivo volesse impegnare la storia futura, sarebbe evidentemente una bizzarria, di cui rideranno i contemporanei ed ancor di pi\u00f9 i futuri. Se il legislatore avesse veramente la possibilit\u00e0 di determinare o di formare la realt\u00e0 degli eventi e dei fatti, io raccomanderei ai costituenti di vietare i terremoti della mia Sicilia, e non avrei nessuna difficolt\u00e0 ad estendere la richiesta alle altre regioni telluriche d\u2019Italia. Ma evidentemente non potr\u00e0 essere questo il significato di quel \u00abdefinitivo\u00bb.<\/p><p>Avr\u00e0 il significato della definitivit\u00e0 giuridica? Noi abbiamo delle sentenze definitive, quando sono esauriti o esclusi i processi di impugnazione. Abbiamo delle leggi definitive, cio\u00e8 quelle che non sono temporanee. Quando in una legge non si mette un termine, essa \u00e8 definitiva. Noi, dunque, non affermiamo in sostanza altro che quello che \u00e8 implicito in ogni legge, nella quale non vi sia termine, cio\u00e8 in una legge definitiva. E chi pu\u00f2 dire che una legge sia provvisoria, a meno che la legge stessa non lo dica?<\/p><p>Evidentemente, se l\u2019interpretazione di quel \u00abdefinitivo\u00bb \u00e8 questa, \u00e8 superfluo aggiungerlo.<\/p><p>La seconda disposizione, quella che vieta il processo di revisione costituzionale delle norme che conformano questa Costituzione repubblicana, \u00e8 palesemente antidemocratica, perch\u00e9 \u00e8 antidemocratica nel fine. Il suo fine sarebbe di cristallizzare questa forma, di confiscare alle generazioni future la libert\u00e0 di darsi la forma di reggimento politico che potranno prescegliersi; e dico antidemocratica soltanto nella finalit\u00e0; perch\u00e9 nell\u2019effettivit\u00e0 non c\u2019\u00e8 legge che possa confiscare questa possibilit\u00e0 ai futuri. Questa legge che, attraverso una sua espressione, pretende la perennit\u00e0, mi ricorda quella cara amicizia comune della nostra infanzia, il Barone di M\u00fcnchausen, che, caduto in una palude col cavallo, appendendosi al codino della sua parrucca, trasse fuori dalla palude s\u00e9 e il cavallo.<\/p><p>\u00c8 una legge che, essendo per sua natura umana essenzialmente mutevole, con una sua affermazione pretende di diventare immutevole. \u00c8 troppo chiaro: \u00e8 veramente un capolavoro di umorismo questa legge, che afferma la propria immutabilit\u00e0, a mezzo della legge stessa, che \u00e8 poi mutevole per sua definizione.<\/p><p>Ora, dicevo, la disposizione che vieta il processo di revisione relativamente alla forma repubblicana, \u00e8 antidemocratica nella finalit\u00e0, non riesce ad esserlo nella realt\u00e0, perch\u00e9 siccome la legge umana \u00e8 per sua natura mutevole, mentre solo la legge di Dio \u00e8 eterna, si cerca sin da ora in che modo gli italiani potranno legalmente mutare questa legge. Voi avete pensato di offrire un mezzo solo agli italiani per modificare questa legge: la rivoluzione. I giuristi invece hanno gi\u00e0 trovato le vie per cui questo mutamento pu\u00f2 avvenire legalmente.<\/p><p>L\u2019onorevole Calamandrei ha osservato che gli italiani dovranno ricorrere a creare una nuova Costituente. Nego che questa soluzione sia conforme alla nostra Costituzione, perch\u00e9 la Costituente non \u00e8 un organo perenne della Costituzione, ma \u00e8 un organo straordinario. La stessa nostra Costituzione crea il potere costituente. Prima il potere costituente ed il potere legislativo erano la stessa cosa. Ora il potere costituente \u00e8 lo stesso potere legislativo con determinati accorgimenti di votazione e con l\u2019intervento eventuale del popolo: perci\u00f2 una Costituente come questa \u2013 giusta la creazione costituzionale che noi abbiamo fatto \u2013 non ci pu\u00f2 essere. Viceversa \u00e8 molto semplice; lo dice la nostra stessa Costituzione: non si pu\u00f2 rivedere la forma repubblicana dello Stato, ma si pu\u00f2 rivedere l\u2019articolo 131. Si chieder\u00e0 la revisione dell\u2019articolo 131, cio\u00e8 questo cambiamento si far\u00e0 in due tempi: 1\u00b0) attraverso la revisione dell\u2019articolo 131; 2\u00b0) attraverso il processo di revisione costituzionale della forma repubblicana.<\/p><p>Che cosa sar\u00e0 rimasto di questo vostro articolo 131? La storpiatura, cio\u00e8 l\u2019attestazione di questa vostra volont\u00e0 antipopolare ed antiliberale di confiscare la libert\u00e0 delle generazioni future e lo smacco di non esserci riusciti, perch\u00e9 non ci potete riuscire. \u00c8 stato detto, ed \u00e8 una verit\u00e0 indiscutibile, che i morti governano i vivi, i morti ci governano attraverso le tradizioni, le credenze, le leggi di cui siamo eredi. Per\u00f2 in questo processo di costruzione della civilt\u00e0 ogni generazione aggiunge il suo contributo. Voi con questo articolo di legge vorreste impedire alle future generazioni del popolo italiano di aggiungere un loro contributo od un certo loro contributo all\u2019edificio che state creando. A questo non riuscirete.<\/p><p>Riuscirete soltanto ad attestare dinanzi alla future generazioni questa vana pretesa di limitare le loro libert\u00e0 (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha proposto di sopprimere l\u2019articolo 131.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Onorevoli colleghi! L\u2019articolo 131 del progetto di Costituzione non \u00e8 sostenibile dal punto di vista giuridico e, in quanto pone fuori legge i monarchici, non pu\u00f2 neppure essere sostenuto sotto l\u2019aspetto politico.<\/p><p>Dal punto di vista giuridico \u00e8 stato dimostrato che la norma, sia pure costituzionale, che pretenda di autoproclamare la propria immutabilit\u00e0, non \u00e8 ammissibile, anche se non mancano precedenti al riguardo. Vi \u00e8 infatti un precedente famoso di una perfettissima Costituzione, tanto perfetta che non riusc\u00ec ad aver vita: quella di Weimar. Ogni contraria affermazione pu\u00f2 sodisfare bramosie demagogiche, ma, giuridicamente, \u00e8 priva di qualsiasi valore.<\/p><p>Una volta ammessa la possibilit\u00e0 di rivedere la Costituzione, si ammette, inoltre, almeno implicitamente, che perfino la norma, la quale proclami di essere immutabile pu\u00f2, a sua volta, essere mutata. Lo ha, poco fa, riaffermato l\u2019onorevole Perassi, mio maestro di diritto internazionale, allorch\u00e9 ha detto che ripugna alla coscienza giuridica che vi possano essere Costituzioni immutabili. D\u2019altra parte, con la disposizione contenuta nell\u2019articolo 131, si finirebbe per mettere fuori della legge e contro la Costituzione una cospicua minoranza del popolo italiano. Viceversa, le recenti leggi per la difesa delle istituzioni ammettono implicitamente l\u2019attivit\u00e0, a favore della restaurazione della monarchia, purch\u00e9 senza ricorso alla violenza. Respingendo l\u2019articolo in esame, compiremo un gesto di comprensione e un\u2019efficace opera di pacificazione. Ho apprezzato nei giorni scorsi, quando abbiamo discusso le leggi sulla difesa delle istituzioni repubblicane, il gesto di generosit\u00e0 di un nobile rappresentante del Partito repubblicano storico, il quale ha detto che non le approvava, in quanto riteneva che esclusivamente nella coscienza del popolo deve ricercarsi il presidio e la garanzia delle attuali istituzioni. Appunto per lealt\u00e0 verso le attuali istituzioni, cui una simile affermazione autoritaria non gioverebbe, propongo di eliminare l\u2019articolo. Porre contro la Costituzione una minoranza cos\u00ec cospicua del popolo italiano non sarebbe certo opportuno nel momento attuale. Ho sentito parlare l\u2019altro giorno in quest\u2019Aula di \u00abVostra repubblica\u00bb da una parte, e dall\u2019altra, di \u00abvostro Cavour\u00bb. N\u00e9 l\u2019una, n\u00e9 l\u2019altra affermazione possono essere accolte da questa Assemblea, perch\u00e9 disconoscono una realt\u00e0 che \u00e8 antistorico negare. L\u2019attuale repubblica e la geniale opera di Cavour sono patrimonio storico di tutti gli italiani e nessuno potr\u00e0 distruggerlo. Cos\u00ec come nessuno abbatter\u00e0 il monumento a Vittorio Emanuele II, al re che domina e dominer\u00e0, padre della patria, dal Campidoglio, finch\u00e9 il Campidoglio star\u00e0!<\/p><p>Mostri la maggioranza della nostra Assemblea di saper vincere, cos\u00ec come gli altri hanno mostrato di saper perdere.<\/p><p>Sopprimiamo la presuntuosa affermazione di perpetuit\u00e0 repubblicana e favoriamo la salutare emulazione, che spinger\u00e0 repubblicani e monarchici nella nobile gara a chi serva meglio il Paese. Gara in cui i monarchici a nessuno vogliono esser secondi, qualunque sia la forma di Governo!<\/p><p>Qualunque sia la forma di Governo, l\u2019atteggiamento dei fedeli all\u2019idea monarchica e al Paese non muter\u00e0, poich\u00e9 essi, trattandosi di materia opinabile, in cui nessuno pu\u00f2 pretendere di possedere la verit\u00e0 assoluta, sanno, per l\u2019unione nazionale, sacrificare anche le loro convinzioni pi\u00f9 care sull\u2019altare della Patria.<\/p><p>Convinzioni che sarebbe ingiusto e vano schernire, perch\u00e9 basate su argomentazioni storiche non disprezzabili, perch\u00e9 collegate ai ricordi di tante famiglie italiane, ciascuna delle quali ha per lo meno un congiunto e spesso pi\u00f9 d\u2019uno, caduti in una delle cinque guerre d\u2019indipendenza col sacro binomio della patria e del re sulle labbra.<\/p><p>Il 1948 batte alle porte e con esso il centenario dell\u2019epico Risorgimento italiano. Venga un gesto di giustizia e di generosa comprensione a pacificare ed unire l\u2019antico dissidio, cos\u00ec che repubblicani e monarchici si sentano affratellati nella grande famiglia italiana, dal sacrificio degli uni e degli altri resa libera ed una.<\/p><p>Facciamo in modo che tutti gli italiani possano considerare di loro appartenenza la Carta costituzionale qui preparata, e che tutti possano chiamarla \u00abla nostra Costituzione\u00bb.<\/p><p>Asserire l\u2019assoluta immutabilit\u00e0 della forma di Governo repubblicana equivarrebbe a porre contro la Costituzione numerosi italiani, che tendono a realizzare le loro convinzioni istituzionali in maniera legale, solo mezzo ammissibile fra persone dignitose e civili.<\/p><p>La cospicua minoranza, che nel <em>referendum <\/em>del 2 giugno si pronunzi\u00f2 in senso diverso dall\u2019opinione che prevalse, non merita simile trattamento.<\/p><p>Non lo merita, ed ha, anzi, diritto alla soppressione da me proposta, ha diritto a questo gesto di generosa comprensione, perch\u00e9 con la pronta e piena adesione ai risultati della scelta popolare ha dimostrato coi fatti che, se il repubblicano Garibaldi seppe dire \u00abobbedisco\u00bb, quanti fra noi son monarchici, fermi nelle loro convinzioni, hanno saputo, sanno e sapranno mantenere il sacro impegno di assoluta fedelt\u00e0 verso la Patria con fierezza e lealt\u00e0 non inferiori a quelle del grande Nizzardo! (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Russo Perez ha anch\u2019egli proposto di sopprimere l\u2019articolo 131.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Le ragioni che militano per la soppressione di questo articolo sono state gi\u00e0 svolte dagli onorevoli colleghi che mi hanno preceduto. Mi rimetto a quello che hanno detto gli altri.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Benedettini ha proposto di sostituire il testo dell\u2019articolo 131 con il seguente:<\/p><p>\u00abLa forma istituzionale dello Stato \u00e8 subordinata alla volont\u00e0 della Nazione liberamente e democraticamente espressa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Benedettini ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>BENEDETTINI. Dopo quanto \u00e8 stato cos\u00ec brillantemente esposto dagli altri colleghi, dichiaro che il mio emendamento era stato presentato nell\u2019ipotesi che non fosse messa in votazione la soppressione.<\/p><p>Ritengo che la proposta di soppressione sia preferibile all\u2019emendamento da me proposto. Comunque, se un articolo dovesse effettivamente stabilire una definita situazione, io credo opportuno che questo emendamento fosse tale da rispettare la sovranit\u00e0 del popolo. Pertanto, lasciare il testo nella sua formula originaria, mi sembrava una cosa per lo meno ridicola, sicch\u00e9 l\u2019emendamento che riportava la forma istituzionale dello Stato alla subordinazione della volont\u00e0 della Nazione liberamente e democraticamente espressa, credo che fosse un emendamento che non avrebbe potuto onestamente essere respinto da nessun membro dell\u2019Assemblea Costituente veramente democratico e rispettoso della sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>In ogni modo, se il Presidente mette ai voti la proposta di soppressione, dichiaro di ritirare il mio emendamento e di votare a favore della soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobile ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019articolo 131, e subordinatamente, sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. Dir\u00f2 brevemente il mio pensiero.<\/p><p>Non per le ragioni addotte da altri onorevoli colleghi, ma per altre ben differenti, avevo proposto di sopprimere integralmente l\u2019articolo 131. Io spero ed ardentemente auguro, ed anche son convinto, che la forma repubblicana sia definitiva per il nostro Paese. La monarchica, oltre ad essere un anacronismo storico, costituisce anche un ostacolo a quella federazione mondiale dei popoli, che oggi appare come una necessit\u00e0 fatale del genere umano. Ma questa verit\u00e0, per affermarsi nella coscienza dei popoli, non ha bisogno di riconoscimenti costituzionali. Tuttavia posso comprendere che si sia sentito il bisogno di vietare, come si fa nella seconda parte dell\u2019articolo, che la forma repubblicana possa essere oggetto di revisione costituzionale. Per la nostra Costituzione il reggimento repubblicano, deve essere immutabile.<\/p><p>Ma, nella prima parte dell\u2019articolo, vi \u00e8 una affermazione che, mi si consenta di dirlo, \u00e8 o pleonastica o ridicola. In essa si dice: \u00abla forma repubblicana \u00e8 definitiva per l\u2019Italia\u00bb; ora, io posso ben comprendere che, un anno fa, quando questo articolo fu compilato, e la Repubblica era appena nata (per giunta in mezzo a molte discussioni), si sia potuto sentire il bisogno di una affermazione retorica di tal genere. Ma, oggi, essa non pu\u00f2 non apparire ingenua. Il cittadino comune, che, domani, leggendo la Costituzione, vi trovasse una siffatta dichiarazione, non potrebbe non sorridere. Che cosa si intende dire affermando che la forma repubblicana \u00e8 definitiva per l\u2019Italia?<\/p><p>Se con una tal frase si intendesse esprimere la certezza storica che nel futuro nessun cambiamento avr\u00e0 luogo, si farebbe assumere con ci\u00f2 al legislatore una parte di profeta, che qualcuno non mancherebbe di trovare ridicola. Se, invece, si volesse semplicemente esprimere che la forma repubblicana \u00e8 definitiva per la nostra Costituzione, essa sarebbe del tutto superflua, perch\u00e9 tale concetto \u00e8 espresso chiaramente nella seconda proposizione.<\/p><p>D\u2019altra parte, mi domando, e chi mai pu\u00f2 ipotecare l\u2019avvenire? Chi dice che in un lontano futuro la forma repubblicana non possa evolversi in una del tutto diversa? Non si pu\u00f2 proprio immaginare nessuna altra forma all\u2019infuori della monarchica e della repubblicana? Per conto mio penso, con qualche nostalgia, a quelle trib\u00f9 esquimesi che, pur senza alcuna organizzazione statale, vivono in perfetto ordine e felicit\u00e0. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>No, onorevoli colleghi, noi non possiamo ipotecare l\u2019avvenire. Del resto, affermare in un articolo della Costituzione che per l\u2019Italia la forma repubblicana \u00e8 definitiva, \u00e8 cos\u00ec ingenuo, come sarebbe ingenuo un articolo nel quale fosse detto che ogni rivoluzione \u00e8 proibita!<\/p><p>La seconda proposizione, secondo cui la revisione della forma repubblica non \u00e8 consentita, si pu\u00f2 lasciare. Essa servir\u00e0 ad esprimere pi\u00f9 efficacemente la nostra convinzione che la forma repubblicana \u00e8 necessaria per l\u2019avvenire del popolo italiano, e che soltanto da una reazione armata sopraffattrice potrebbe essere eliminata.<\/p><p>Concludo, pertanto, proponendo che si sopprima la prima parte dell\u2019articolo 131, sicch\u00e9 l\u2019articolo stesso suoni cos\u00ec:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Rossi Paolo a esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Che gli onorevoli colleghi di parte monarchica si oppongano alla introduzione dell\u2019articolo 131 nella nostra Costituzione, mi pare spiegabile e giusto; che essi per\u00f2 si scandalizzino o ironizzino, onorevole Condorelli, non mi pare altrettanto spiegabile e giusto. Ella non si \u00e8 certo scandalizzata, in altri tempi, che lo Statuto albertino cominciasse precisamente con la medesima affermazione con cui la nostra Carta costituzionale finisce, che cio\u00e8 la monarchia era la forma perpetua e irrevocabile dello Stato italiano. (<em>Commenti a destra \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciano silenzio!<\/p><p>ROSSI PAOLO. Io posso anche comprendere che questa protesta e questa ironia ci vengano eventualmente da un anarchico, o ci vengano dall\u2019onorevole Nobile, il quale ha delle nostalgie polari per gli esquimesi che vivono anche senza repubblica, senza legge alcuna: ma mi stupisco che questo scandalo venga da lei, onorevole Condorelli.<\/p><p>Ella mi sollecita a trattare il problema dal punto di vista giuridico, ma ella stessa mi ha dimostrato che giuridicamente non sussistono quegli allarmi che lei ha mostrato di temere, giacch\u00e9 ella ha detto che questo articolo 131 non pietrifica la nostra Costituzione, perch\u00e9, con la revisione, si potrebbe giungere legalmente e senza rivoluzione a forme istituzionali diverse dalla Repubblica. E allora, se questo pericolo giuridico non vi \u00e8; e lo dichiarate voi stessi, come lo ha dichiarato l\u2019onorevole Codacci Pisanelli; e se questo ridicolo non vi \u00e8, che valore ha l\u2019affermazione dell\u2019articolo 131?<\/p><p>Ha il valore di una solenne affermazione politica, che la prima Costituzione italiana non pu\u00f2 in alcun modo omettere. (<em>Vivi applausi a sinistra \u2013 Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io stesso personalmente ho avuto talune perplessit\u00e0, nel senso perfettamente opposto di quelle che sembrano muovere gli onorevoli Codacci Pisanelli e Condorelli: mi \u00e8 parso che fosse addirittura superflua questa dichiarazione e che in qualche modo essa potesse sminuire la grandezza dell\u2019affermazione repubblicana. Mi sono poi convinto dalla lettura di altri testi costituzionali (<em>Interruzioni a destra<\/em>); e qui vorrei rispondere alle preoccupazioni dell\u2019onorevole Damiani, che non \u00e8 affatto vero che l\u2019articolo 131 sia un <em>novum<\/em>, che sia qualche cosa di esclusivo della nostra Costituzione, questa affermazione dell\u2019immutabilit\u00e0 della forma repubblicana. Questa \u00e8 la frase che conchiude quasi tutte le Costituzioni repubblicane; questa \u00e8 la frase che conchiude e corona la recente Costituzione francese, che nell\u2019articolo 87 dice precisamente:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana del Governo non pu\u00f2 essere oggetto di una proposta di revisione\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, affermando questo principio, noi compiamo non soltanto una solenne dichiarazione di principio, solenne atto politico, ma ci conformiamo alla struttura costituzionale dei testi dei Paesi repubblicani.<\/p><p>Soltanto per la forma potrei aderire \u2013 e credo che la Commissione sia d\u2019accordo con me \u2013 all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile. \u00c8 forse esatto \u2013 e qui si risponde in parte anche a talune obiezioni degli onorevoli Condorelli e Codacci Pisanelli \u2013 che \u00e8 superfluo dichiarare che una legge \u00e8 definitiva. Tutte le leggi non temporanee sono definitive. Quindi la redazione pi\u00f9 perfetta, migliore, secondo noi, sarebbe proprio la riproduzione del testo dell\u2019articolo 87 della Costituzione francese, da cui credo che l\u2019onorevole Nobile abbia tratto il suo emendamento: \u00abLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>Questa \u00e8 la forma che noi proponiamo. (V<em>ivissimi, prolungati applausi a sinistra \u2013 Grida a sinistra di:<\/em> Viva la Repubblica! \u2013 <em>Nuovi vivissimi applausi \u2013 Grida ostili del deputato Covelli \u2013 Rumori vivissimi a sinistra<\/em> \u2013 <em>Scambi di vivacissimi apostrofi fra l\u2019estrema sinistra e l\u2019estrema destra \u2013 Agitazione \u2013 Tumulto \u2013 Il Presidente fa sgombrare le tribune e sospende la seduta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La seduta \u00e8 ripresa.<\/p><p>Onorevoli colleghi, era augurabile che, esaminandosi questo articolo che \u00e8 l\u2019ultimo della Costituzione, esso desse luogo possibilmente a una forma dignitosa, se non solenne, di coronamento dei nostri lavori. Perch\u00e9 \u00e8 vero che avremo ancora da esaminare le norme transitorie, ma credo che ognuno di noi si renda conto che con la votazione di questa sera avremo concluso il testo fondamentale, quello destinato a tramandarsi. Le norme transitorie sono caduche e non faranno parte integrante della Costituzione della Repubblica italiana. E io comprendo che in questa ultima votazione la esultanza dall\u2019una parte e l\u2019amarezza dall\u2019altra potessero essere maggiori di quanto non siano stati nel corso dei nostri lunghi lavori. Ma, ripeto, che questa esultanza e questa amarezza si esprimessero in forme che dessero prova della profonda consapevolezza dell\u2019importanza del lavoro che abbiamo quasi condotto a termine, sarebbe stata una cosa profondamente desideratile. E non rammaricher\u00f2 mai abbastanza che ci\u00f2 non sia avvenuto. (<em>Vivissimi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Il momento attuale \u00e8 purtroppo il meno adatto per fare una lunga dichiarazione. Io la far\u00f2 a nome del Gruppo, breve ma esplicita. La questione del regime repubblicano \u00e8 stata decisa da una consultazione diretta del popolo attraverso il <em>referendum<\/em>. Essa non pu\u00f2 essere quindi assomigliata ad alcuna altra questione e norma che durante la discussione in quest\u2019Aula \u00e8 stata formulata, discussa e decisa dall\u2019Assemblea Costituente. \u00c8 evidente che, data l\u2019origine attraverso la quale l\u2019attuala forma dello Stato \u00e8 nata e va consolidandosi, non potrebbe essere modificata che da una consultazione diretta, fatta nella stessa forma attraverso la quale essa \u00e8 sorta. Perci\u00f2 noi siamo contrari a ogni formula soppressiva e favorevoli alla formulazione del testo della Commissione. (<em>Vivissimi applausi a sinistra ed al centro \u2013 Si grida:<\/em> Viva la Repubblica! \u2013 <em>Il Presidente e i deputati si levano in piedi applaudendo a lungo vivamente<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. \u00c8 per dichiarazione di voto, ma in sostanza per fatto personale. Comprendo bene che le mie parole non cadono in proposito dopo che questa discussione, che per noi era essenzialmente tecnica e in termini tecnici fu posta, ha scatenato l\u2019incidente che con parole cos\u00ec alte il Presidente, a nome di tutti, ha saputo deplorare. Per\u00f2, io non posso lasciar passare, tornando proprio alla questione tecnica, senza una risposta, quanto ebbe ad affermare l\u2019onorevole Rossi, allorch\u00e9 si meravigliava che io, monarchico, profondamente rispettoso della sapienza giuridica da tutti riconosciuta dello Statuto, che proprio nel suo centesimo anno di vita trover\u00e0 la sua morte forse non gloriosa, mi stupisca della proposta dichiarazione di definitivit\u00e0 della forma repubblicana, mentre anche lo Statuto conteneva, a suo vantaggio, analoga dichiarazione.<\/p><p>Io rilevo che l\u2019espressione che si legge, non in una norma dispositiva, ma soltanto nel preambolo, che dichiara lo Statuto legge immutabile e irrevocabile della monarchia, non ha affatto (per comune consenso di tutti gli studiosi che si sono occupati di diritto costituzionale; forse non di tutti quelli che si sono occupati della riforma costituzionale) il significato che ella, onorevole Rossi, ha creduto di dare.<\/p><p>Noi ci trovavamo innanzi ad una Costituzione che era nata flessibile, e che rimase flessibile. Dunque non era n\u00e9 immutabile n\u00e9 irrevocabile. Quell\u2019\u00abimmutabile e irrevocabile\u00bb, per comune consenso di tutti i giuristi che si sono occupati della nostra antica gloriosa Costituzione, si riferiva soltanto alla monarchia. Si intendeva che il re non potesse modificarla o revocarla; ma non che il popolo, nella pienezza delle sue istituzioni rappresentative, non la potesse modificare.<\/p><p>Questa \u00e8 la risposta che do ed alla quale lei difficilmente potr\u00e0 ribattere. (<em>Vivi applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Ho chiesto di parlare per fare una breve dichiarazione a nome del mio gruppo. Benedetto Croce ebbe a dire che la Repubblica \u00e8 l\u2019Italia. Noi ripetiamo queste parole: dopo il <em>referendum<\/em> del 2 giugno nessun pi\u00f9 di noi sente il dovere di essere lealmente repubblicani.<\/p><p>Ma qui non si tratta di Repubblica e monarchia: qui si tratta di una istanza di libert\u00e0. Si tratta di una istanza di libert\u00e0 per una ragione molto semplice. Non mi sembra che l\u2019onorevole Rossi si sia bene apposto, quando, raccogliendo una osservazione dell\u2019onorevole Condorelli, riteneva che, essendo ogni legge definitiva, quando non sia temporanea od eccezionale, il concetto espresso dall\u2019articolo 131 rimarrebbe egualmente, anche senza l\u2019articolo stesso. Perch\u00e9 qui non si tratta della legge: la Repubblica \u00e8 sorta dal <em>referendum<\/em>. Non \u00e8 la legge che crea la Repubblica: \u00e8, invece, la volont\u00e0 popolare. Quindi il riferimento alla legge (me lo consenta l\u2019onorevole Rossi) mi sembra del tutto fuori posto; n\u00e9 mi sembra pi\u00f9 opportuno il richiamo che or ora faceva l\u2019onorevole Gronchi al <em>referendum<\/em> popolare, per affermare che, data la solennit\u00e0 dell\u2019atto, ne deriverebbe il carattere definitivo e immutabile della forma repubblicana. \u00c8 evidente, difatti, che il nuovo regime non potesse essere instaurato che per volont\u00e0 di popolo o direttamente, o per mezzo dei suoi rappresentanti.<\/p><p>Se un richiamo al <em>referendum<\/em> pu\u00f2 essere fatto, questo richiamo deve essere fatto da noi liberali a proposito dell\u2019articolo 130, dove \u00e8 consacrato il principio che la legge di revisione costituzionale \u00e8 sottoposta al <em>referendum<\/em> popolare, quando entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia domanda un quinto dei membri di una Camera o 500.000 elettori o sette Consigli regionali.<\/p><p>Si ponga l\u2019ipotesi che domani, quand\u2019anche si fosse consolidato il potere repubblicano \u2013 e noi auspichiamo che il potere repubblicano, col concorso di tutti gli italiani, si consolidi e permanga come il regime definitivo dell\u2019Italia \u2013 500.000 elettori chiedano col <em>referendum<\/em> la revisione della norma che noi discutiamo. In questo caso, l\u2019articolo 131 sarebbe una sopraffazione della volont\u00e0 di questi elettori, sarebbe, cio\u00e8, una sopraffazione di una istanza di libert\u00e0. Ecco perch\u00e9 io non dico: Viva la Repubblica o viva la monarchia, ma viva la libert\u00e0 della volont\u00e0 e della coscienza popolare. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per queste ragioni noi dichiariamo che voteremo per la soppressione dell\u2019articolo 131. (<em>Vivi applausi a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l\u2019\u00abUomo Qualunque\u00bb non pu\u00f2 accettare questo articolo 131, perch\u00e9 esso vulnera il suo diritto di essere governato da quella istituzione che vuole scegliersi.<\/p><p>Noi ultimamente a Bari, in un documento politico del nostro partito, che \u00e8 stato chiamato \u00abi dieci punti di Bari\u00bb, nel decimo punto abbiamo stabilito ed accettato che il Capo dello Stato \u00e8 eletto dalla comunit\u00e0 per garantire la legge della comunit\u00e0.<\/p><p>Ora, nel nostro fronte ci sono monarchici e repubblicani, comunque ci sono soltanto cittadini italiani pensosi del bene della Patria, al di sopra delle istituzioni.<\/p><p>Noi non possiamo accettare l\u2019articolo 131, che vulnererebbe in modo assoluto il diritto all\u2019uomo qualunque italiano di scegliersi un\u2019altra istituzione.<\/p><p>Per questa ragione noi voteremo contro l\u2019articolo 131 e per la sua soppressione. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIACCHERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIACCHERO. Per le ragioni gi\u00e0 dette anche da altri colleghi, per cui la forma repubblicana \u00e8 stata determinata dal <em>referendum <\/em>popolare, distinto da quella consultazione che ha creato questa Assemblea Costituente, come l\u2019Assemblea Costituente nulla avrebbe potuto togliere alla decisione cos\u00ec voluta dal popolo, cos\u00ec nulla ora pu\u00f2 aggiungere: per tali motivi voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento soppressivo dell\u2019articolo 131. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ROSSI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Vorrei rispondere una parola all\u2019onorevole Condorelli. Ella dice che col sistema dello Statuto albertino \u2013 e la ringrazio della lezione che mi ha dato \u2013 sarebbe stato anche possibile l\u2019introduzione della Repubblica, ma non aggiunge che sarebbe stato necessario che il re la promulgasse e la sanzionasse! Lei comprende che \u00e8 questa una soverchia ingenuit\u00e0. In realt\u00e0 la monarchia se n\u2019\u00e8 andata soltanto dopo la sconfitta. (<em>Vivi rumori a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Coppa, Fabbri, Lucifero, Russo Perez, Cicerone, Condorelli, Benedettini, Penna Ottavia, Bencivenga, Mazza, Rodi, Miccolis, Abozzi, Venditti, Tumminelli, De Falco, Mastrojanni, Perugi, Fresa, Puoti, Marinaro, Capua e Trulli, hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto. Non sono per tanto ammesse altre dichiarazioni di voto.<\/p><p>SICIGNANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Per quale ragione?<\/p><p>SICIGNANO. Per una mozione di ordine su questa votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SICIGNANO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi; non ho mai abusato della vostra pazienza; credo di essere il deputato pi\u00f9 silenzioso di quest\u2019Assemblea. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voglio fare una breve dichiarazione per la mia dignit\u00e0 non soltanto di deputato, ma soprattutto di italiano e di uomo del 1947. (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 perfettamente vero che, se noi ci atteniamo strettamente al Regolamento dell\u2019Assemblea si pu\u00f2 procedere su questo argomento ad una votazione per scrutinio segreto; ma io mi domando dove andr\u00e0 a finire la dignit\u00e0 dei rappresentanti costituenti e parlamentari d\u2019Italia, se oggi nasconderanno nel segreto di un voto di urna la loro espressione su un argomento fondamentale per l\u2019avvenire di questa nostra Repubblica italiana! (<em>Vivi applausi a sinistra \u2013 Rumori all\u2019estrema destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La prego di attenersi alla mozione d\u2019ordine.<\/p><p>SICIGNANO. La Repubblica italiana \u00e8 nata non gi\u00e0 per capriccio di pochi uomini, ma dal dolore e dal sangue degli italiani, dolore e sangue che \u00e8 stato originato soltanto dalla monarchia dei Savoia. (<em>Rumori a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BENEDETTINI. Questa non \u00e8 mozione d\u2019ordine! (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, \u00e8 la seconda volta, nel corso dei nostri lunghi lavori, che mi permetto di ricordare, e in modo particolare ai colleghi di una parte dell\u2019Assemblea, che non ci si deve dimenticare, fatta pure la debita parte ai loro pensieri e sentimenti, che qui siamo in Repubblica e che se, parlando del passato, uomini che lo hanno dolorosamente vissuto, si esprimono in maniera molto decisa e con molta deplorazione contro istituti e uomini superati e rovesciati, essi esercitano un loro sacrosanto diritto. E pertanto non \u00e8 il caso, ogni qualvolta un repubblicano bolla la monarchia e qualche cosa che \u00e8 stato, e che fortunatamente non \u00e8 pi\u00f9, di sollevare delle proteste. Pertanto vorrei rivolgere ai colleghi una preghiera: scrivano sui giornali, parlino nei loro comizi, difendano la monarchia, ma, quando contro di essa risuonano in quest\u2019Aula parole di rampogna e condanna, non interrompano, non protestino. (<em>Vivissimi prolungati applausi \u2013 Commenti all\u2019estrema destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BENEDETTINI. Qui siamo in regime di libert\u00e0 e noi, in questa sede, per primi, abbiamo il diritto di esprimere i nostri sentimenti. (<em>Interruzioni e rumori a sinistra<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Lei, a sua volta non impedisca agli altri di esprimere i propri sentimenti, ed ogni volta che si parla di quella che \u00e8 stata la monarchia di questo Paese, non si ritenga investito del diritto e del dovere di difenderla.<\/p><p>Onorevole Sicignano, la prego di concludere. Presenti la sua mozione d\u2019ordine.<\/p><p>SICIGNANO. Io propongo che tutti i deputati approvino per acclamazione l\u2019ultimo articolo della Costituzione della Repubblica italiana! (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Sicignano, la sua richiesta non \u00e8 accoglibile. Non \u00e8 detto, perch\u00e9 siamo alla fine della discussione, che dobbiamo disconoscere il Regolamento che ha retto tutti i nostri lavori. (<em>Applausi a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COVELLI. Chiedo di parlare per mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COVELLI. Premetto che io non sono tra i firmatari della richiesta di scrutinio segreto; ma pregherei coloro che l\u2019hanno firmata di volerla ritirare. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E qui cade di proposito un chiarimento in relazione agli incidenti di poco fa. L\u2019onorevole Conti e chi vi parla erano in quel momento impegnati in un duello di \u00abevviva\u00bb e di \u00ababbasso\u00bb. Non che io ritiri quello che ho detto: chi come me ha ancora intatto il sentimento per quell\u2019istituto \u2013 pur con la lealt\u00e0 pi\u00f9 assoluta alle istituzioni \u2013 non potr\u00e0 non rispondere sempre come stasera al grido non pi\u00f9 sedizioso, a termini di legge, dell\u2019onorevole Conti, con questo grido che sar\u00e0 sedizioso e di cui mi accollo intiera la responsabilit\u00e0.<\/p><p>Detto questo, e a scanso di equivoci, dichiaro che noi non chiediamo la solidariet\u00e0 nascosta di nessuno. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Noi restiamo sulle nostre posizioni intatte e \u2013 sia detto a chiara voce, mentre si stanno per concludere i lavori della Costituzione italiana \u2013 sentano l\u2019obbrobrio di questo, insieme con noi, coloro che qui dentro dovevano rappresentare il sentimento monarchico: sentano l\u2019obbrobrio di aver parlato a nome della monarchia e di aver chiesto i voti a nome della monarchia. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 per questo che io insisto presso gli amici che hanno chiesto lo scrutinio segreto: dobbiamo poter dire domani ai nostri monarchici, ai nostri elettori, chi ha veramente mantenuto l\u2019impegno di lealt\u00e0 nei loro confronti e chi lo ha tradito. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A parte tutto quello che noi possiamo fare nell\u2019ambito della legalit\u00e0, e di cui ci assumiamo piena la responsabilit\u00e0, io ritenevo che non ci fosse stato bisogno n\u00e9 di dichiarazioni di voto n\u00e9 comunque di cavilli, per rispettare il buon senso e la logica: ci \u00e8 stato consentito di esprimere le nostre idealit\u00e0, ci \u00e8 stato consentito di svolgere un\u2019azione politica su queste nostre idealit\u00e0 e si richiede da noi pi\u00f9 che da altri il pi\u00f9 assoluto rispetto alla legge, cui noi non derogheremo se non derogheranno gli altri.<\/p><p>Ebbene, come si pu\u00f2 mettere d\u2019accordo quanto \u00e8 stato sancito nelle leggi cosiddette eccezionali, che sono state approvate da noi, con quello che \u00e8 detto in questo articolo 131 della Costituzione? A parte il diritto contestabilissimo di voler ipotecare il futuro, noi dobbiamo in quest\u2019ora, per voi di una certa solennit\u00e0, dichiarare in tutta lealt\u00e0, che se il popolo italiano lo vorr\u00e0, attraverso le vie democratiche, nell\u2019ambito della legge, malgrado la Costituzione, malgrado l\u2019articolo 131, ripeto, se il popolo italiano lo vorr\u00e0, la monarchia la restaureremo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ed \u00e8 per questo che insisto presso gli amici di ritirare la richiesta di scrutinio segreto, perch\u00e9 parta da questa manifestazione almeno un inizio di lealt\u00e0 e di onest\u00e0 politica. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai firmatari della domanda di votazione a scrutinio segreto se la mantengono. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Coppa?<\/p><p>COPPA. Sono tra i firmatari. Per quello che ha detto l\u2019onorevole Covelli, ritiro la mia firma.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fabbri?<\/p><p>FABBRI. Se si tratta di sostituire l\u2019appello nominale allo scrutinio segreto, sono felicissimo di ritirare la domanda di scrutinio segreto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero?<\/p><p>LUCIFERO. Dichiaro che per mio conto mantengo la domanda di scrutinio segreto e spiego perch\u00e9.<\/p><p>PRESIDENTE. No, la prego! (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Hanno diritto tutti di parlare, credo!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero, lei che \u00e8 maestro di Regolamento, sa che si ha il diritto di parlare se si rinunzia ad una richiesta presentata, ma si perde il diritto di parlare se la si mantiene.<\/p><p>Io la prego quindi di dirmi se conferma la sua richiesta; e in questo caso, con rammarico, non posso darle la parola.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, visto che l\u2019onorevole Covelli, del quale io condivido i sentimenti e col quale ho condiviso la battaglia, ha impostato su un tema elettoralistico&#8230;<\/p><p>GIANNINI. Ecco: e speculativo!<\/p><p>LUCIFERO. &#8230;la questione di questo voto \u2013 che per me non pu\u00f2 essere dubbio, perch\u00e9 tutti sanno come voter\u00f2 \u2013 mantengo la proposta di scrutinio segreto, a tutela delle libert\u00e0 democratiche del Parlamento italiano. (<em>Approvazioni a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Russo Perez?<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli?<\/p><p>CONDORELLI. Mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Benedettini?<\/p><p>BENEDETTINI. Pur essendo chiaro il mio voto, che naturalmente gi\u00e0 si conosce, io insisto, per le stesse ragioni espresse dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Penna Ottavia?<\/p><p>PENNA OTTAVIA. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Cicerone, De Falco, Perugi, Trulli e Capua non sono presenti.<\/p><p>Onorevole Mastrojanni?<\/p><p>MASTROJANNI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mazza?<\/p><p>MAZZA. Ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bencivenga?<\/p><p>BENCIVENGA. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fresa?<\/p><p>FRESA. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi?<\/p><p>RODI. Insisto. Poi spiegher\u00f2 il perch\u00e9. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Marinaro?<\/p><p>MARINARO. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Puoti?<\/p><p>PUOTI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Abozzi?<\/p><p>ABOZZI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Miccolis?<\/p><p>MICCOLIS. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Venditti?<\/p><p>VENDITTI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Tumminelli?<\/p><p>TUMMINELLI. Insisto.<\/p><p>GIANNINI. Aggiungo la mia firma, e faccio presente che avevo chiesto di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Giannini, bisognava prima stabilire se viene mantenuta la proposta di scrutinio segreto; in questo caso, non si d\u00e0 la parola a nessuno.<\/p><p>GIANNINI. Ma io intendevo parlare sulla mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma l\u2019onorevole Covelli non ha fatto una mozione d\u2019ordine. Egli ha pregato i presentatori della domanda di scrutinio segreto di ritirarla. Ed io per questa ragione ho interpellato i presentatori.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, spero che lei mi far\u00e0 l\u2019onore di darmi atto che sono uno dei pi\u00f9 non irrispettosi deputati di questa Assemblea. Mi permetto di farle notare questo: che l\u2019onorevole Covelli, nel fare \u2013 come aveva diritto di fare \u2013 la sua proposta, ha innestato su questa proposta una questione elettoralistica che ci riguarda tutti, perch\u00e9 le elezioni in Italia vogliamo farle tutti. Pochi di noi non hanno nessun desiderio di ritornare qui dentro, per quanto male si dica del Parlamento!<\/p><p>Ora, l\u2019onorevole Covelli, con intelligenza, con vivacit\u00e0 meridionale, si \u00e8 impadronito di questo articolo 131 (di cui praticamente a noi non importa nulla) ed ha impiantato per conto suo una botteguccia monarchica ed ha trovato nella estrema sinistra chi ha impiantato una botteguccia repubblicana. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 giusto che si chiarisca. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Giannini, io sono veramente spiacente.<\/p><p>Siamo stati sempre cos\u00ec cortesi tra noi due, onorevole Giannini! Pu\u00f2 essere una cosa spiacevole per chi \u00e8 direttamente interessato nello svolgimento di un\u2019azione politica che qualcun altro si \u00e8 impadronito di una carta che gli sarebbe utile, ma lei consentir\u00e0 con me che non \u00e8 in sede di Assemblea che si pu\u00f2 condursi come in un giuoco.<\/p><p>GIANNINI. Quando ci s\u2019impadronisce della mia carta devo cercarne una migliore.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019unica carta che qui conta \u00e8 quella offerta dal Regolamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Covelli si \u00e8 valso di un suo diritto: ha chiesto la parola per fare una proposta. Lei, in questo momento, non ha proposte da fare. Ha soltanto da polemizzare con l\u2019onorevole Covelli.<\/p><p>GIANNINI. Ho da proporre che si mantenga lo scrutinio segreto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ho detto poco fa (lei \u00e8 cos\u00ec attento ai nostri lavori e non se lo sar\u00e0 fatto sfuggire) a un suo collega che poich\u00e9 conservava la sua firma alla domanda di scrutinio segreto non aveva diritto di parlare. Poich\u00e9 lei non aveva posto la sua firma, evidentemente, era in una situazione neutra; ma poich\u00e9 a voce ha dichiarato di firmare lo scrutinio segreto, posso chiederle: mantiene la sua firma o la ritira? E lei pu\u00f2 dire che la ritira e pu\u00f2 motivare il ritiro.<\/p><p>GIANNINI. La mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. E allora non ha nulla da aggiungere.<\/p><p>GIANNINI. Ho inteso un collega dell\u2019estrema sinistra parlare dello scrutinio segreto come di una votazione disonorante ed \u00e8 unicamente per questo, poich\u00e9 non la ritengo una votazione disonorante, che chiedo lo scrutinio segreto.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che, oltre all\u2019onorevole Giannini, hanno ora firmato la richiesta di scrutinio segreto gli onorevoli Rodin\u00f2 Mario, Lagravinese Pasquale, Codacci Pisanelli.<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare, per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. La pregherei di voler chiedere la parola per fatto personale sul processo verbale di domani; cos\u00ec ci permetter\u00e0 di giungere finalmente alla votazione.<\/p><p>CONTI. La terr\u00f2 per due minuti. Parler\u00f2 in modo opportuno, l\u2019assicuro.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Se mi lasciate parlare (perch\u00e9 io credo che passata in quest\u2019Aula una burrasca ognuno di noi desideri di riportare un certo grado almeno di serenit\u00e0 per spiegazioni fra le parti politiche della Camera), io desidero fare una dichiarazione molto semplice e la faccio particolarmente all\u2019onorevole Covelli. Fra me e lui vi \u00e8 stato uno scambio di grida: da parte mia di abbasso la monarchia, da parte sua di abbasso la Repubblica.<\/p><p>Ebbene, devo ricordare, onestamente, che in questa Camera, in quest\u2019Aula, in tempo di monarchia io ho gridato pi\u00f9 di una volta: abbasso la monarchia e tutta la Camera, monarchica, mi ha assalito senza nessun riguardo e senza nessuna piet\u00e0.<\/p><p>Ammetto, per ci\u00f2, pienamente che i monarchici presenti in questa Aula possano anche, in condizioni eccezionali come quelle nelle quali venticinque anni or sono gridai \u00abAbbasso la monarchia!\u00bb, gridare \u00abAbbasso la Repubblica!\u00bb.<\/p><p>La situazione in cui eravamo mezz\u2019ora fa possiamo ammettere che sia stata una situazione eccezionale. Monarchici, che direi incartapecoriti come l\u2019onorevole Covelli e compagni, hanno gridato \u00abAbbasso la Repubblica\u00bb. E sia. Ma, cari colleghi monarchici, mettiamoci tutti su un terreno di serenit\u00e0 e di buonafede. Io nel 1923 e nel 1924 gridavo abbasso alla monarchia che si era associata al fascismo per massacrare l\u2019Italia. Voi della Repubblica godete una libert\u00e0 illimitata, che non \u00e8 mai stata, e non lo sar\u00e0 mai, violata a vostro danno. (<em>Interruzioni a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi vi riconosciamo pienamente tutta la libert\u00e0, ma non vi riconosceremo mai il diritto d\u2019ingannare il Paese con la vostra propaganda non sincera e non veritiera. Questo \u00e8 quello che volevo dichiararvi. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori all\u2019estrema destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Ind\u00ecco la votazione segreta sulla seguente formulazione:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 351<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 176<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 274<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 77<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea sorge in piedi \u2013 Vivissimi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bonfantini \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carignani \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavalli \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Guido \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Raffaele \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Fornara \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galioto \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchiero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Gronchi \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Imperiale.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Marazza \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Novella.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Porzio \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scotti Francesco \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tumminelli \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Garlato \u2013 Ghidini \u2013 Gortani.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Viale.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo soltanto votare le proposte di modifica alle intitolazioni, e pertanto non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 motivo di sospendere brevemente la seduta e prolungare i lavori sino alle 22.<\/p><p>L\u2019onorevole Martino Gaetano propone di sostituire il titolo: \u00abGaranzie costituzionali\u00bb con \u00abGaranzie giurisdizionali e Revisione della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Ruini di voler esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato mantiene l\u2019intitolazione originaria.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Martino Gaetano, non accettato dalla Commissione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il titolo del progetto:<\/p><p>\u00abGaranzie costituzionali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Una seconda proposta di modifica \u00e8 stata presentata dall\u2019onorevole Perassi:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il titolo della Sezione II: \u00ab<\/em>Revisione della Costituzione\u00bb, <em>col seguente: <\/em>\u00abRevisione della Costituzione e leggi costituzionali\u00bb.<\/p><p>Chiedo all\u2019onorevole Ruini il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La Commissione accetta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la seguente intitolazione della seconda Sezione del Titolo VI della Costituzione, accettata dalla Commissione:<\/p><p>\u00abRevisione della Costituzione e leggi costituzionali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato a domani alle 11.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, per conoscere se non ritenga opportuno esonerare dalla prestazione del servizio militare di leva i giovani perseguitati razziali delle classi dal 1919 al 1924, che la tardiva chiamata alle armi verrebbe nuovamente a distogliere dalle attivit\u00e0 che hanno ripreso od appena iniziato dopo un lungo periodo di persecuzione.<\/p><p>\u00abGiua, Fornara\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro delle finanze, per conoscere se \u00e8 esatto che egli abbia comunicato alla stampa l\u2019acquisto di sigarette estere che verrebbero pagate a 60-70 lire a pacchetto e che, rivendute, darebbero allo Stato un margine netto di lire 200 a pacchetto: complessivamente, il gettito, previsto fino al 30 giugno 1948, su tale operazione, sarebbe di lire 10 miliardi.<\/p><p>\u00abPer conoscere altres\u00ec il perch\u00e9 il Monopolio non abbia tempestivamente agito per rendere possibile la produzione del tabacco e dei manufatti su suolo italiano, con operai italiani.<\/p><p>\u00abIl costo della mano d\u2019opera necessaria a tale produzione pu\u00f2 calcolarsi intorno ad 1 miliardo e 500 milioni di lire, il che significa, considerato il termine di tempo, che, se il Monopolio avesse agito tempestivamente, ben 7500 disoccupati avrebbero potuto risolvere il problema del lavoro e del pane quotidiano.<\/p><p>\u00abLeone Giovanni, Gabrieli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intenda attuare a favore dei numerosi pazienti affetti da tubercolosi, assistiti dall\u2019Istituto di previdenza sociale, che non trovano ricovero negli stabilimenti di cura per deficienza di posti; quali provvidenze, inoltre, vuol disporre per quelli che, clinicamente guariti, debbono essere dimessi dai luoghi di cura.<\/p><p>\u00abDe Maria\u00bb.<\/p><p>Ne dar\u00f2 notizia ai Ministri interrogati affinch\u00e9 facciano sapere quando intendano rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere quando intende procedere ad emanare le norme che dovranno stabilire le modalit\u00e0 di cui \u00e8 cenno all\u2019articolo 7 del decreto ministeriale 24 dicembre 1946, n. 4432, relativo al bando di concorso per esami a 400 posti di notaio, e se \u2013 con l\u2019occasione \u2013 non reputi opportuno costituire sedi per questo esame-concorso in altre citt\u00e0 capoluogo di Regione oltre Roma, allo scopo di evitare che la maggior parte dei concorrenti debba trovarsi nella dolorosa condizione di rinunziare al concorso per la mancanza di mezzi finanziari necessari ad affrontare le ingenti spese di viaggio e soggiorno a Roma. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZagari\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019industria e del commercio, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare affinch\u00e9 le industrie meridionali, ed in particolare i cantieri navali di Taranto, gi\u00e0 Tosi, che impiegano oltre tremilacinquecento unit\u00e0, non siano privati dei benefizi, di cui hanno goduto le industrie del Settentrione con gli aiuti recentemente stanziati dal Governo in loro favore. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abZagari\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere se, di fronte alle gravi esigenze di bilancio che incontra l\u2019Amministrazione comunale di Chioggia \u2013 e, come Chioggia, tutti i Comuni rivieraschi, nei quali la pesca costituisce l\u2019attivit\u00e0 prevalente degli abitanti \u2013 non ritenga necessario ed urgente autorizzare quell\u2019Amministrazione comunale all\u2019applicazione dell\u2019imposta di cui all\u2019articolo 41 del decreto legislativo luogotenenziale 8 marzo 1945, n. 62 (modificato dall\u2019articolo 10 del decreto legislativo presidenziale 29 marzo 1947, n. 177), essendo evidente che la pesca non pu\u00f2 considerarsi come una attivit\u00e0 industriale, come pure, sempre agli effetti della citata legge, che il ricavato dell\u2019attivit\u00e0 prevalente degli abitanti non pu\u00f2 non essere considerato un prodotto locale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, se non creda conforme ad equit\u00e0 \u2013 come ha riconosciuto l\u2019Alto Commissariato all\u2019alimentazione \u2013 restituire ai panificatori della provincia di Udine l\u2019ammontare del prezzo d\u2019integrazione delle loro giacenze di farine al 31 marzo 1944, prezzo riscosso da tutti gli altri panificatori d\u2019Italia, ma non da quelli della provincia di Udine, perch\u00e9 il relativo ordine di accreditamento di lire 505.864 alla Tesoreria provinciale, venne bloccato dall\u2019Amministrazione militare alleata. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se e quali provvedimenti intendano prendere per contribuire a mettere la Societ\u00e0 Geografica Italiana in condizione di adempiere ai nobili compiti per i quali fu istituita. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abNobile, Corbino, Bozzi, Costantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e dell\u2019agricoltura e foreste, per sapere se non ritengano opportuno ed urgente promuovere provvedimenti atti ad alleviare la critica situazione determinata fra gli agricoltori, specialmente meridionali, dall\u2019inasprimento dei contributi unificati in agricoltura, che in molti casi superano l\u2019ammontare di tutte le altre imposte riunite insieme, situazione resa ancora pi\u00f9 gravosa dalla coincidenza, nel giro di soli due giorni, del pagamento dei contributi suppletivi 1947 e della prima loro rata trimestrale 1948. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se, in considerazione della ristabilita normalit\u00e0 dei trasporti, non ritenga giusto, a favore dei familiari dei dipendenti statali ed assimilati, godenti della tariffa differenziale <em>C<\/em>, ripristinare integralmente tale concessione, abrogando la disposizione che ancora limita al numero di quattro i viaggi annuali di detti familiari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.50.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11 alle 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXVII. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 3 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI \u00a0 INDICE Presentazione di relazioni: Piemonte Bibolotti \u00a0 Votazione segreta dei disegni di legge: Approvazione degli Accordi di carattere economico, conclusi in Roma, tra l\u2019Italia ed i Paesi Bassi, il 30 agosto 1946. (30). 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