{"id":2329,"date":"2023-09-17T16:00:34","date_gmt":"2023-09-17T14:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2329"},"modified":"2023-10-21T11:11:44","modified_gmt":"2023-10-21T09:11:44","slug":"antimeridiana-di-lunedi-24-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2329","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 24 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2329\" class=\"elementor elementor-2329\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-d56ebd0 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"d56ebd0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6efd26f\" data-id=\"6efd26f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0ab9e16 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"0ab9e16\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471124_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a23447 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5a23447\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCII.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 24 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Conti<\/p><p>Geuna<\/p><p>Presidente<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Tonello<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione delia Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Grassi<\/p><p>Ghidini<\/p><p>Leone Giovanni<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Laconi<\/p><p>Conti<\/p><p>Crispo<\/p><p>Targetti<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Moro<\/p><p>Mazza<\/p><p>Monticelli<\/p><p>Ruggiero Carlo<\/p><p>Villabruna<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Gabrieli<\/p><p>Scalfaro<\/p><p>Castiglia<\/p><p>Perrone Capano<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Romano<\/p><p>Cairo<\/p><p>Persico<\/p><p>Coccia<\/p><p>Sapienza<\/p><p>Coppi<\/p><p>Gasparotto<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Onorevoli colleghi! \u00c8 stata opportunamente eliminata dagli atti una parola che io dissi scherzosamente all\u2019onorevole Russo Perez.<\/p><p>\u00c8 rimasta per\u00f2 nel verbale e negli atti una parola grave. Quando affermai che il ferimento di Aspromonte fu voluto da Vittorio Emanuele, con l\u2019invio di 60 battaglioni comandati da Cialdini, l\u2019onorevole Condorelli, non col tono scherzoso che io avevo usato nel rivolgere la mia parola all\u2019onorevole Russo Perez, ma con tono \u2013 se me lo permette \u2013 imperioso e orgoglioso disse che quello che io dicevo non era vero: ci\u00f2 che non \u00e8 vero \u00e8 falso.<\/p><p>Ora, io non posso, onorevoli colleghi, rimanere in silenzio sotto questo giudizio dell\u2019onorevole Condorelli. Io feci alcune affermazioni sulla monarchia, sui rapporti della monarchia con la rivoluzione nazionale. Desidero precisare, anche per l\u2019amico onorevole Condorelli, perch\u00e9 non resti fra noi un equivoco, che non voglio sussista in questo genere di discussione.<\/p><p>Dissi, prima di tutto, rivolgendomi all\u2019onorevole Russo Perez, che bisogna ricordare i giudizi di Diego Tajani, che fu Procuratore generale alla Corte d\u2019appello di Palermo e poi ripetutamente Ministro della giustizia e Vicepresidente della Camera.<\/p><p>Tajani in un discorso alla Camera nel 1875 si espresse in questi termini:<\/p><p>\u00abNoi abbiamo col\u00e0 (parlava della Sicilia) le leggi ordinarie derise, le istituzioni una ironia, la corruzione dappertutto, il favore la regola, la giustizia l\u2019eccezione, il delitto intronizzato nel luogo della pubblica tutela, i rei fatti giudici, i giudici fatti rei ed una coorte di male interessati fatti arbitri della libert\u00e0, dell\u2019onore, della vita dei cittadini. Dio immortale, cos\u2019\u00e8 mai questo se non il caos? Che cos\u2019\u00e8 mai questo caos se non il peggiore dei mali, l\u2019anarchia di governo innanzi alla quale cento briganti di pi\u00f9 e cento crimini di pi\u00f9 sono un nulla che si scolorano?\u00bb.<\/p><p>Cito soltanto questo brano di un grande discorso. Il resto pu\u00f2 essere letto nei resoconti parlamentari.<\/p><p>Formulai un giudizio intorno a Cavour. Qui si fa del regionalismo storico! Ma non ha ragione d\u2019essere; qui si deve ricordare e si deve rispettare la storia.<\/p><p>Mi duole che l\u2019amico Bubbio, che ora non \u00e8 presente, si senta di poter tanto profondamente adorare certi idoli; mi duole che il giovane amico onorevole Geuna si sia crucciato anche lui; ma purtroppo la storia \u00e8 quella che \u00e8: l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia non \u00e8 stata concepita da Cavour; egli oper\u00f2 per l\u2019ingrandimento del dominio dei Savoia in Lombardia e nel Veneto.<\/p><p>Ma io debbo documentare; me lo permetta l\u2019onorevole Presidente. Egli apprezz\u00f2 questo genere di discussione, riconoscendone l\u2019importanza per schiarire la coscienza pubblica. Leggo qualche periodo di uno scrittore monarchico, il Curatolo, che fu non solo uno scrittore monarchico, ma addirittura uno scrittore dinastico, direi quasi un cortigiano, uno dei tanti scrittori che hanno scritto per esaltare Casa Savoia.<\/p><p>Ebbene, leggo dall\u2019opera sua dedicata a Vittorio Emanuele III. Il libro si intitola: \u00abGaribaldi, Vittorio Emanuele II, Cavour nei fasti della Patria \u2013 Documenti inediti dedicati a Sua Maest\u00e0 Vittorio Emanuele III, Re d\u2019Italia, Sire, etc.\u00bb.<\/p><p>Dice dunque il Curatolo a pagina 126: \u00abChi oserebbe disconoscere i grandi, gli immensi servigi resi dal Conte di Cavour alla grandezza d\u2019Italia?\u00bb. La domanda \u00e8 un po\u2019 retorica, ma lasciamo andare. \u00abMa la grandezza d\u2019Italia fu, nella mente del Primo Ministro di Vittorio Emanuele II, nei primi anni in cui resse allora le fila del Governo, quella sognata da Giuseppe Mazzini nelle cospirazioni e nell\u2019esilio, voluta da Garibaldi fin da quando, lasciate le terre d\u2019America ancora echeggianti degli eroismi compiuti, veleggia con gli avanzi della sua legione verso la Patria?<\/p><p>\u00abL\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia sognata da principio dal Conte di Cavour non era l\u2019Italia una. Essa era ancora il Regno di Eugenio Beauharnais: un\u2019Italia ben diversa da quella, che con l\u2019apostolato mazziniano fu creata dalla rivoluzione.<\/p><p>\u00abL\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia anelata dagli uomini del partito d\u2019azione \u2013 a che il negarlo? \u2013 era ritenuta dal Ministro piemontese un sogno irrealizzabile, il prodotto di menti esaltate\u00bb.<\/p><p>Questo aveva pensato del resto anche il grande storico Balbo quando aveva parlato di scolaruzzi di rettorica, di politici da dozzina.<\/p><p>\u00abIn verit\u00e0, scrive ancora il Curatolo, fu soltanto verso la seconda met\u00e0 del 1860, che l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia cominci\u00f2 ad apparire nella mente di Cavour di esito probabile. In una nota lettera inviata il 3 agosto di quell\u2019anno al Cabella, Cavour afferma che \u00abse la grande impresa era reputata un\u2019utopia due anni avanti, poteva ora ritenersi di esito probabile\u00bb. In un\u2019altra lettera \u2013 pur essa pubblicata e diretta a Rattazzi nel 1856, all\u2019epoca del Congresso di Parigi, si dice: \u00abHo avuto una lunga conferenza con Manin; \u00e8 sempre un utopista, non ha dimesso l\u2019idea di una guerra schiettamente popolare, crede nell\u2019efficacia della stampa, in tempi procellosi; vuole l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia ed altre corbellerie; ma, nulla meno, al caso pratico, se ne potrebbe tirar partito\u00bb.<\/p><p>Questo fu il pensiero di Cavour, onorevoli colleghi.<\/p><p>Garibaldi ad Aspromonte. \u00c8 tutta una pagina di vergogna per la monarchia. Garibaldi era odiato dai Savoia; Vittorio Emanuele cercava di accarezzarlo, di raggirarlo e di servirsene: e riusc\u00ec nel suo scopo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Conti, la prego di concludere.<\/p><p>CONTI. Ho finito, signor Presidente. Io citai una frase attribuita a D\u2019Azeglio. Prima di leggere quella nel documento, io desidero che si conosca quanto scrisse in un diario il Ministro degli esteri del tempo, Giacomo Durando. Il diario va dal 10 agosto 1862 in poi. Alla data 28 agosto egli scrisse:<\/p><p>\u00abConsiglio dal re (cio\u00e8 presso il re). Il re \u00e8 di malumore; dice che Garibaldi ci dar\u00e0 molti fastidi; che due o tre volte Egli fu gi\u00e0 da lui ingannato. (Avete udito, onorevoli colleghi! Garibaldi aveva ingannato Vittorio Emanuele: anche quando, due anni prima, gli don\u00f2 un regno). Che quando Garibaldi si sente forte, gli scrive delle lettere insolenti; che senza prenderlo, non si finir\u00e0 mai ogni cosa\u00bb.<\/p><p>Precis\u00f2 l\u2019episodio Massimo d\u2019Azeglio, il quale detestava Mazzini e Garibaldi.<\/p><p>Alberto Mario rifer\u00ec ci\u00f2 che narr\u00f2 il D\u2019Azeglio nella \u00abLega della democrazia\u00bb, il giornale che dirigeva in Roma. Nel numero di marted\u00ec 30 agosto 1881, anno secondo, numero 242 (il volume \u00e8 anche nella nostra Biblioteca) Alberto Mario, rievocando il delitto di Aspromonte scriveva tra l\u2019altro: \u00abConsiglio dei ministri: Rattazzi, Durando, Petitti, Conforti, Matteucci, Persano, Sella. Vittorio Emanuele aveva detto: ogni appello che non \u00e8 il mio, \u00e8 un appello alla ribellione, alla guerra civile. Massimo d\u2019Azeglio narra che il re, alzatosi in piedi sul trono, stese la mano e comand\u00f2 di percuotere\u00bb.<\/p><p>Ecco qua, onorevoli colleghi; io mi riprometto di fare un estratto di questo breve mio dire e di offrirlo ai colleghi. Citer\u00f2 altri documenti per chiarire nettamente la situazione storica, per chiarire questa tesi: l\u2019Italia si \u00e8 fatta per lotte della democrazia, del partito repubblicano: contro la monarchia. Quando l\u2019Italia fu vicina a raggiungere l\u2019unit\u00e0 la monarchia raccolse i risultati dell\u2019azione dei repubblicani italiani, dei rivoluzionari d\u2019Italia.<\/p><p>Non ho altro da dire. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GEUNA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GEUNA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non ritengo di dover abusare della pazienza dei colleghi continuando una discussione che si \u00e8 impostata su aspetti storici appartenenti al passato. D\u2019altronde non mi sono premurato di venir qui con la documentazione di testi voluminosi o impolverati per suffragare il mio dire.<\/p><p>Ho sentito ieri nel mio animo ripercuotersi dolorosamente le espressioni di un uomo, pure in perfetta buona fede. Quelle espressioni hanno fatto male al mio animo di onesto e leale avversario.<\/p><p>Per\u00f2 io voglio tornare sull\u2019argomento col mio animo di piemontese, rivendicando che se c\u2019\u00e8 una regione in Italia \u2013 e chiedo ai colleghi di darmene atto \u2013 che non ha fatto pesare durante tutti i lavori della Costituente e anche in quest\u2019ultimo periodo un suo concetto regionalistico che si sovrapponesse agli interessi della Patria, questa regione \u00e8 proprio il Piemonte.<\/p><p>Ma appunto perch\u00e9 non abbiamo mai servito a nostri problemi contingenti in contrasto con quelli generali, in questo momento sentiamo a maggior ragione di dover difendere la nostra regione e il pensiero di questa gente piemontese, che ha posto le premesse perch\u00e9 l\u2019Italia potesse trovare la sua unit\u00e0. Si \u00e8 voluto dire che noi abbiamo appreso nei testi di terza elementare la nostra storia patria. Io rispondo che noi l\u2019abbiamo appresa sulle ginocchia dei nostri genitori e dei nostri nonni, che quella storia hanno vissuto e hanno fatto.<\/p><p>Io contesto che si possa rinnegare la figura di Cavour, anche senza dire con questo che vogliamo deificarla. Ed aggiungo che proprio noi piemontesi siamo lontani da questa mentalit\u00e0: anche quando, sotto il passato regime, si deificava un uomo, tutti quelli che potevano essere gli errori e le colpe degli italiani sono stati condivisi in minima parte dalla mia regione, perch\u00e9, se c\u2019\u00e8 stata una regione che si \u00e8 duramente opposta a questa deificazione, \u00e8 stata proprio la regione piemontese.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ma che cosa c\u2019entra questo? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio. \u00c8 vero che l\u2019Assemblea non \u00e8 abituata alle sedute del luned\u00ec mattina, ma non \u00e8 questa una buona ragione per procedere oggi con tanto disordine. Onorevole Geuna, lei ha chiesto la parola sul processo verbale, non lo dimentichi.<\/p><p>GEUNA. Rimango al processo verbale. Io mi permetto di accennare all\u2019onorevole Conti, che sa la mia lealt\u00e0 e il mio rispettosissimo pensiero verso di lui, che proprio i suoi colleghi repubblicani piemontesi si riterrebbero offesi come me, se si cercasse di sminuire la figura di chi, in altro clima storico, non corrispondeva al suo pensiero attuale, ma lavorava per l\u2019Italia.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Geuna ho sott\u2019occhi il resoconto stenografico di ieri. Una volta sola, nel corso di tre ore, si \u00e8 pronunciata la parola \u00abpiemontese\u00bb. Una volta sola e dall\u2019onorevole Condorelli, il quale, condividendo in questo problema l\u2019opinione sua, non pu\u00f2 certo averla adoperata in senso tale da rendere necessaria da parte sua una rettifica o una controdimostrazione. Ci\u00f2 nonostante io le ho dato la parola. Ma proprio perch\u00e9 desidero che lei stia all\u2019impegno assunto, di non entrare in un\u2019esposizione di carattere storico, credo sia sufficiente quanto ella ha detto per esprimere la sua protesta.<\/p><p>GEUNA. Per\u00f2 osservo che l\u2019onorevole Conti ha accennato con queste precise parole: \u00abche solo nel 1861 Cavour aveva detto di poter intravedere l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma questo, scusi, non \u00e8 un caso personale.<\/p><p>GEUNA. Comunque l\u2019onorevole Conti si \u00e8 sentito oggi di ampliare.<\/p><p>Io ritengo che gli accordi di Plombi\u00e8res siano almeno di tre anni anteriori alla data citata dall\u2019onorevole Conti, e Plombi\u00e8res \u00e8 stata la fase conclusiva, non l\u2019inizio, di una politica per l\u2019indipendenza e conseguente unificazione d\u2019Italia!<\/p><p>PRESIDENTE. Ma l\u2019onorevole Conti aveva parlato nella seduta precedente e si \u00e8 ritenuto chiamato in causa. Sul processo verbale si pu\u00f2 parlare per proporre una rettifica, per chiarire o correggere il proprio pensiero, oppure per fatto personale.<\/p><p>GEUNA. Mi permetta, Presidente. Io ho premesso che, anche se sotto una modestissima veste, intendo rappresentare questa coscienza piemontese che non voleva essere n\u00e9 partigiana n\u00e9 regionalista. Ho creduto di precisare perch\u00e9 ieri sono insorto. Sono insorto (e credo di potermi perci\u00f2 richiamare al processo verbale) ad un\u2019altra espressione che si richiamava allo scrivere in francese di Vittorio Emanuele II, come prova documentata della non italianit\u00e0 di quel nostro re. Non era colpa n\u00e9 vostra n\u00e9 responsabilit\u00e0 nostra, se allora la nobilt\u00e0 e la buona borghesia piemontese parlavano in francese per condizioni storiche, di cultura, di dominio francese da cui noi piemontesi ci siamo liberati, e se il francese era la lingua ufficiale delle Corti europee.<\/p><p>Federico II non conosceva quasi la lingua della sua terra, stante l\u2019educazione ricevuta in Francia e non si pu\u00f2 certo dire non abbia fatto il bene del suo Paese.<\/p><p>Napoleone I parlava malissimo il francese e nessuno oserebbe negargli la cittadinanza <em>ad honorem<\/em>, per la Francia.<\/p><p>Nella nostra Valle d\u2019Aosta si parla francese e tutti gli atti notarili, civili, religiosi sono redatti anche in francese, e non si vorr\u00e0 negare l\u2019italianit\u00e0 dei valdostani.<\/p><p>Gli alto-atesini parlano tedesco e sono italiani.<\/p><p>I miei alpini della Valle Natisone \u2013 che mi scrivono in questi giorni lettere infiammate d\u2019italianit\u00e0 \u2013 parlano sloveno e sono italiani.<\/p><p>Anche in Sardegna, in certi paesi si parla ancora spagnolo, ed \u00e8 Italia.<\/p><p>Io riaffermo, quindi, fermamente il merito di Casa Savoia e del Conte Cavour per l\u2019indipendenza e l\u2019unit\u00e0 della nostra Patria. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. A che proposito, onorevole Condorelli?<\/p><p>CONDORELLI. Sul processo verbale, e credo che il proposito sia evidente a tutti.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. L\u2019onorevole Conti \u2013 al quale rendo omaggio, e sono lieto di cogliere la presente occasione per rendere questo omaggio alla sua rettitudine \u2013 oggi \u00e8 insorto contro quel mio \u00abNon \u00e8 vero!\u00bb triplicemente lanciatogli mentre egli accusava il re, che la storia d\u2019Italia e tutto il popolo italiano ha sempre chiamato e chiama ancora il Padre della Patria, (<em>Commenti a sinistra<\/em>) di aver fatto fucilare Garibaldi ad Aspromonte!<\/p><p>Ma nulla l\u2019onorevole Conti ha potuto oggi portare in questa Assemblea \u2013 sebbene abbia avuto due giorni per le ricerche \u2013 che possa confermare quelle che egli, nell\u2019impeto dei suo entusiasmo repubblicano, ha affermato.<\/p><p>Che Vittorio Emanuele II, insieme con tutto il suo Governo, abbia sentito la necessit\u00e0 politica di fermare la marcia di Garibaldi ad Aspromonte, \u00e8 cosa che non aveva bisogno di essere documentata, perch\u00e9 \u00e8 risaputa, come \u00e8 risaputo storicamente che la decisione corrispose alla necessit\u00e0 assoluta di impedire l\u2019intervento francese in Italia. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma che Vittorio Emanuele II abbia voluto che si facesse del male personalmente a Garibaldi \u00e8 una maldicenza inventata allora dai repubblicani e che mi duole che dopo quasi novant\u2019anni si ripeta in questa Assemblea. Lo stesso Garibaldi, che fu sempre affettuoso, non solo devoto, ma affettuoso amico di Vittorio Emanuele II, prima e poi, sarebbe stato pronto a smentirla, onorevole Conti! Non \u00e8 con la maldicenza, onorevole Conti, che si fa la storia.<\/p><p>La storia ha ormai pronunciata la sua sentenza ed ha detto che c\u2019\u00e8 stata una dinastia eroica che ha scommesso i suoi destini, la sua esistenza, la propria vita, quella dei propri figli, per espellere l\u2019Austria dall\u2019Italia. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> E l\u2019insorgere del piccolo Piemonte contro l\u2019Austria rimane sempre un fatto epico che va attribuito al coraggio, all\u2019audacia, alla temerariet\u00e0 del dinasta che nel 1848 regnava nel Piemonte.<\/p><p>CONTI Cominci\u00f2 col Trattato di Moncalieri.<\/p><p>BUBBIO. \u00c8 stato dopo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, lei ieri ha detto una frase che vorrei ripetere qui, non solo per lei, mentre si sta discutendo questo argomento. Dice il processo verbale: onorevole Condorelli. \u00abNon facciamo nei comizi della storia\u00bb.<\/p><p>Onorevole Condorelli, onorevoli colleghi, non facciano la storia adesso, su queste rettifiche di processo verbale. Scrivano dei libri, facciano degli articoli, ma in questa sede, si ricordino che ci siamo per fare la Costituzione.<\/p><p>CONDORELLI. Onorevole Presidente, io mi permetto di rilevare che questa osservazione andava fatta all\u2019onorevole Conti. (<em>Interruzione dei deputati Conti e Covelli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, io ho cominciato a fare l\u2019osservazione all\u2019onorevole Conti e poi un po\u2019 pi\u00f9 sottolineata l\u2019ho fatta all\u2019onorevole Geuna, ma ora al terzo momento la devo fare in modo pi\u00f9 rilevato, e se altri colleghi che hanno chiesto la parola anche sul processo verbale se scambiando un problema di rettifica con un problema di larga discussione, cadessero in errore, \u00e8 evidente che non mi limiter\u00f2 pi\u00f9 a un richiamo, ma toglier\u00f2 loro la parola. La prego, pertanto, di concludere. Non ci insegni proprio oggi quello che ha fatto il Piemonte nel 1848.<\/p><p>CONDORELLI. Ero sul punto di concludere ed a quest\u2019ora avrei finito se non ci fosse stato il suo autorevole intervento.<\/p><p>Confermo non essere vero quello che in un istante d\u2019impeto, causato dal suo temperamento entusiasta, si \u00e8 lasciato sfuggire qui l\u2019onorevole Conti.<\/p><p>CONTI. Non mi sono lasciato sfuggire niente.<\/p><p>CONDORELLI. La invito a provare quello che ella ha affermato: che Vittorio Emanuele II ha voluto che Garibaldi fosse fucilato ad Aspromonte. (<em>Interruzioni del deputato Conti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fino a che non avr\u00e0 fornito la prova precisa di quanto ha affermato ieri lei, contrariamente al suo carattere \u2013 riconosco, senza sua colpa, anzi senza coscienza \u2013 non avr\u00e0 detto il vero.<\/p><p>CONTI. Ma io glielo ho data prima la prova. Non posso consentirle di parlare cos\u00ec.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di precisarmi il motivo per cui chiede di parlare.<\/p><p>TONELLO. Sopra il significato che si \u00e8 voluto attribuire dall\u2019onorevole Condorelli ad alcune mie frasi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>TONELLO. Io dissi che verso i fascisti bisognava usare la legge del taglione, mentre l\u2019onorevole Condorelli mi interruppe vivacemente e la frase fu raccolta dalla malavita della stampa fascista e fa il giro d\u2019Italia, sicch\u00e9 io appaio, presso chi non mi conosce, come un boia, capace di tagliare le mani e cavare gli occhi!<\/p><p>Con quella mia frase io volevo dire che bisognava essere feroci non contro gli esecutori di assassin\u00ee materiali, non contro gli esecutori di spedizioni punitive, ma contro quelli che nell\u2019ombra li sovvenzionano, pagano i camions e pagano gli sgherri principali dell\u2019esecuzione. E volevo dire che il miglior modo di colpire i malviventi \u00e8 di colpirli nell\u2019unica parte che hanno sensibile: il portafoglio. E, quindi, proponevo, come del resto fece quel terribile rivoluzionario e mio amico Zanardi, che si procedesse, quando uno fosse processato come compartecipe di una spedizione punitiva, alla espropriazione dei beni. E dissi allora che io l\u2019ho avuta questa espropriazione&#8230; Per fortuna non avevo niente! (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZA. Ma quanti della sinistra, allora, dovrebbero essere processati?!&#8230;<\/p><p>TONELLO. Ed allora si vedrebbe quanti compari della canaglia fascista si ridurrebbero in bolletta dura!&#8230; E quello che dissi ieri sono pronto a confermarlo ancora oggi.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Codacci Pisanelli?<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Sulle due frasi che sono state pronunciate di \u00abvostra Repubblica\u00bb e \u00abvostro Cavour\u00bb, una pronunciata dall\u2019onorevole Covelli, e una dall\u2019onorevole Conti.<\/p><p>PRESIDENTE. E a che titolo vuole intervenire?<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Per portare in questa arroventata atmosfera una parola di serenit\u00e0 e di calma. Rettificare queste due frasi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Codacci Pisanelli, la rettifica si pu\u00f2 portare ad una propria dichiarazione. Nessuno \u00e8 autorizzato a rettificare dichiarazioni degli altri e si ha diritto di parlare solo quando si \u00e8 stati chiamati in causa. Lei non \u00e8 stato chiamato in causa e pertanto, mi perdoni, non ritengo che sia necessario darle la parola sul processo verbale.<\/p><p>Desidero far rilevare all\u2019onorevole Conti e all\u2019onorevole Condorelli che nel resoconto stenografico della seduta di sabato mattina non \u00e8 contenuta la parola \u00abfalso\u00bb; ma \u00e8 detto: \u00abNon \u00e8 vero! Non \u00e8 vero! Non \u00e8 vero!\u00bb e, pertanto, la forma adoperata dall\u2019onorevole Condorelli era rispettosa e dignitosa.<\/p><p>L\u2019affermazione che ci\u00f2 che \u00e8 stato detto da altri non risponde a verit\u00e0, \u00e8 cosa normale in ogni discussione artistica, filosofica, culturale, sportiva; e penso che coloro che non desiderano essere cos\u00ec contraddetti dal proprio avversario, non devono fare (me lo permetta, onorevole Conti) che una cosa sola: non partecipare a discussioni. Comunque, mi consentano di dichiarare chiusa la discussione sul processo verbale, che si intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati: Arata, Lizzadri, Tosi.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Avverto che sono stati presentati due altri emendamenti all\u2019articolo 96: uno \u00e8 dell\u2019onorevole Targetti che modifica il suo precedente, nel senso si sostituire le parole \u00abpu\u00f2 partecipare\u00bb all\u2019altra \u00abpartecipa\u00bb, onde il testo proposto risulta cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abIl popolo pu\u00f2 partecipare direttamente all\u2019amministrazione della giustizia nei casi e nei modi stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>L\u2019altro \u00e8 degli onorevoli Coppi, Di Fausto, Scalfaro, Pat, Mannironi. Giordani, Murdaca, Balduzzi:<\/p><p>\u00abLa legge, fissandone i limiti e le forme, pu\u00f2 stabilire la partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia nei processi di Corte di assise\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Parler\u00f2 pochi minuti. Non in merito, ma soltanto per chiarificare le posizioni. Far\u00f2 la storia dell\u2019articolo. L\u2019articolo, come \u00e8 nel testo che \u00e8 uscito dalla deliberazione dei 75, era stato proposto dal valoroso collega onorevole Targetti, che aveva anche qui vinto una sua battaglia; e prevedeva in modo esplicito l\u2019istituzione della giuria, stabilendo che \u00abil popolo partecipa direttamente all\u2019amministrazione della giustizia mediante l\u2019istituzione della giuria per i processi di Corte di assise\u00bb.<\/p><p>Era una affermazione molto precisa per la conservazione della giuria. La discussione, in sede di Commissione dei 75, vi fu ma non molto ampia n\u00e9 molto forte, come in certi pezzi di musica: forte ma non troppo. Qui, invece, \u00e8 stata ampissima e fortissima, ed ha messo in luce tutti i punti favorevoli e contrari a questo istituto. Io sono rimasto impressionato. Erano note le critiche rivolte a questo istituto; ma, espresse con tanta autorit\u00e0 e vivezza da principi del foro, hanno fatto impressione. Non le ripeter\u00f2. Ve ne \u00e8 una fondamentale: l\u2019incapacit\u00e0 e l\u2019incompetenza del semplice cittadino ad esprimersi in giudizi cos\u00ec difficili. Ve ne sono altre che alcuni sostengono essere inerenti all\u2019istituto stesso: la non motivazione e la non appellabilit\u00e0. In verit\u00e0 ho riportato l\u2019impressione che l\u2019istituto cos\u00ec come \u00e8 non pu\u00f2 andare, ma si deve cercare di aggiustarlo e modificarlo. Come? Ecco il punto da decidere, ma non in questa sede. Sar\u00e0 una nota retorica, una quarantottata, ma confesso che personalmente nutro simpatia per questa guardia nazionale della magistratura che \u00e8 la giuria. Se si potesse conservarla, ne avrei molto piacere; ma \u00e8 meglio non fare una affermazione che prescriva di conservare per sempre questo istituto, oppure una affermazione che l\u2019abolisca nettamente.<\/p><p>Venuta la discussione in Assemblea, abbiamo assistito ad un fatto decisivo che supera la posizione del testo proposto dalla Commissione dei 75; ed il superamento viene dall\u2019autorit\u00e0 dell\u2019onorevole Targetti, autore di quel testo. Egli qui, in Assemblea, ha proposta un\u2019altra formula che equivale in sostanza al rinvio alla legge della questione se la giuria debba essere conservata o no, modificata nell\u2019uno o nell\u2019altro senso. Non c\u2019\u00e8 differenza abissale fra questa proposta dell\u2019onorevole Targetti e le altre, della soppressione. Se non avessero il dubbio che, non mettendo nulla, qualche altra disposizione della Costituzione precluderebbe l\u2019adito alla istituzione della giuria, molti dei suoi fautori, lo hanno dichiarato, non avrebbero difficolt\u00e0 alla soppressione.<\/p><p>Abbiamo sentito svolgere tre emendamenti in modo molto alto e degno: il primo, per un certo ordine logico, \u00e8 quello dell\u2019onorevole Ghidini: \u00abIl popolo partecipa direttamente all\u2019amministrazione della giustizia nei processi di Corte di assise nei limiti e secondo le forme, che saranno stabiliti dalla legge\u00bb. L\u2019onorevole Ghidini, dunque, afferma l\u2019esistenza della giuria nella Corte d\u2019assise; quindi la sua proposta \u00e8 pi\u00f9 spinta, in certo senso, di quella dell\u2019onorevole Targetti, che afferma bens\u00ec la partecipazione del popolo ai giudizi, ma nulla dice della giuria. Queste due formule nel resto coincidono. Dir\u00f2 subito che la forma non mi gradisce molto; e domando scusa all\u2019Assemblea se mi fermo sull\u2019espressione formale della Costituzione, che pure ha certa importanza. L\u2019onorevole Cairo ha gi\u00e0 osservato che in un articolo precedente, gi\u00e0 approvato, della Costituzione \u00e8 scritto che tutta la giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo. Ora verremmo ad aggiungere: \u00abIl popolo partecipa direttamente all\u2019amministrazione della giustizia\u00bb. Capisco, v\u2019\u00e8 quel \u00abdirettamente\u00bb. Ma mi pare che veniamo a fare due graduatorie, due dignit\u00e0 di amministrazione della giustizia, che, anche volendo arrivare allo stesso risultato, dovremmo formalmente evitare.<\/p><p>Ho sentito ventilare dall\u2019onorevole Targetti l\u2019idea di sostituire alla formula: \u00abil popolo partecipa direttamente\u00bb l\u2019altra: \u00abil popolo pu\u00f2 partecipare direttamente\u00bb. Questa formula mi dispiace ancora di pi\u00f9. Cosa significa? Dare al popolo, che \u00e8 sovrano, il permesso di partecipare? Anche la espressione formale ha la sua importanza.<\/p><p>Desidererei che se la maggioranza dell\u2019Assemblea \u00e8 pel rinvio alla legge si potesse raggiungere tale risultato in altra forma. Ci\u00f2 si vorrebbe ottenere con l\u2019emendamento presentato dagli onorevoli Cairo e Carboni: \u00abPossono istituirsi per legge e per la cognizione e decisione di determinate materie sezioni specializzate degli organi giudiziari, civili e penali, con la partecipazione regolata dalle norme dell\u2019ordinamento giudiziario di cittadini esperti e di giudici popolari\u00bb. Anche qui la forma (perdonate s\u2019io faccio il tecnico della struttura costituzionale) presenta qualche difetto. \u00c8 detto \u00abcittadini esperti e giudici popolari\u00bb, come se i cittadini esperti che partecipano alla giurisdizione non fossero giudici anche essi. Questo si pu\u00f2 rettificare. La sostanza \u00e8 se la disposizione gi\u00e0 approvata ed inserita nel testo dell\u2019articolo 95 consente la istituzione di giurie presso le Corti di assise; il che noi non vogliamo negare, perch\u00e9 rinviando alla legge non precludiamo la possibilit\u00e0 di esistenza dell\u2019istituto della giuria.<\/p><p>L\u2019onorevole Ghidini ha fatto un esplicito quesito in questo senso. Il problema \u00e8 stato svolto con competenza e chiarezza dall\u2019onorevole Leone. Io ritengo che con la formula approvata si possa benissimo istituire la giuria. Infatti si dice: \u00abPossono istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, con la partecipazione anche di elementi idonei, estranei alla magistratura\u00bb. Comprendo un certo ritegno, ma osservo che anche adesso le Corti di assise sono costituite presso le Corti d\u2019appello e sono in sostanza loro sezioni speciali. \u00c8 detto \u00abpartecipare\u00bb. L\u2019onorevole Ghidini osserva che ci\u00f2 potr\u00e0 essere adattato allo scabinato, non alla giuria. Mi permetta di dire, l\u2019amico Ghidini, che la sua apprensione non \u00e8 giustificata. Cosa vuol dire \u00abpartecipare\u00bb? Implica in sostanza un concetto di collaborazione, ed in questo senso partecipano alle Corti d\u2019assise tanto i giudici dell\u2019ordine giudiziario, quanto gli elementi estranei, i giudici popolari. Riflettiamo a ci\u00f2 che avveniva con la giuria classica, quella del 1874, che un progetto dell\u2019onorevole Fausto Gullo, in sostanza, si propone di ristabilire. Il Presidente partecipava allo svolgimento del dibattito, lo presiedeva; risolveva tutte le questioni procedurali; poneva i quesiti; e dopo il verdetto applicava la pena, e pronunziava la sentenza. I giurati avevano il compito di dare il verdetto: si trattava in fondo di una distribuzione di compiti. Io credo che la disposizione gi\u00e0 approvata possa perfettamente bastare. Si noti, infatti, che abbiamo tolto, con questo intento, l\u2019espressione: \u00abesperti\u00bb ed abbiamo usata l\u2019altra espressione: \u00abidonei\u00bb, che avr\u00e0 un certo valore. Richiedere, come ora si fa, per i giurati la licenza elementare mi sembra poco, ma anche richiedendo la sola licenza elementare si entra pur sempre nell\u2019idea dell\u2019idoneit\u00e0. Io ho la perfetta convinzione che si possa conservare, con la forma da noi approvata nell\u2019articolo 95, la giuria.<\/p><p>Se voi volete chiarire questo, non mi oppongo, e se volete precisare che con questa formula si possono istituire Corti di assise per giudizi penaci, faremo una norma, introdurremo un capoverso. Concludo brevemente, cos\u00ec come vi avevo detto all\u2019inizio di questo mio intervento.<\/p><p>Vorrei che si evitasse una forma determinata, sia pure, da sentimenti nobilissimi, come quella proposta dall\u2019onorevole Targetti, \u00abil popolo partecipa direttamente\u00bb, che \u00e8 un poco di tipo \u2013 giuria, con tutta la riverenza che io porto all\u2019acutezza dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>VERONI. \u00c8 il concetto della Commissione!<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Prego l\u2019onorevole Veroni di ascoltare se quanto io ho detto chiaramente, e che ora ripeto, \u00e8 contradittorio. La Commissione dei 75 aveva accettata una proposta Targetti: ora l\u2019onorevole Targetti ha proposto una nuova formula, che equivale in sostanza al rinvio.<\/p><p>TARGETTI. Ma la mia proposta non era di un rinvio!<\/p><p>RUINI.<em> Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La sua proposta, onorevole Targetti, equivaleva a rinvio. Basta rileggere la formula: \u00abIl popolo partecipa direttamente all\u2019amministrazione della giustizia nei casi e nei modi stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Quando lei dice: \u00abpartecipa\u00bb cosa significa?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole Targetti, poich\u00e9 la sua proposta nella Commissione dei Settantacinque parlava espressamente di giuria, e la sua nuova proposta non ne parla pi\u00f9, ci\u00f2 non pu\u00f2 equivalere che al rinvio. Con la sua nuova formula si pu\u00f2 benissimo arrivare, se si vuole, alla magistratura elettiva in altre materie, ed abolire la giuria. Se, come mi sembra, l\u2019Assemblea va verso il rinvio, ci\u00f2 potr\u00e0 ottenersi con una formula diversa da quella dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>Per tutte queste ragioni, io credo di interpretare il pensiero della maggioranza del Comitato accogliendo l\u2019idea del rinvio alla legge e preferendo che ci\u00f2 avvenga con un chiarimento della portata dell\u2019articolo 95 gi\u00e0 approvato.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Io non avevo presentato emendamenti al riguardo, se non quello, di rimandare eventualmente, alla legge la sistemazione definitiva di questo argomento cos\u00ec importante e cos\u00ec inteso da parte dell\u2019Assemblea. Per\u00f2, mi permetto, dopo le dichiarazioni fatte dal Presidente della Commissione, di esprimere il mio dissenso per quanto egli ha detto. Io non sono d\u2019accordo con lui nel ritenere che le Corti di assise possano comunque entrare nella formula: \u00abPossono soltanto istituirsi, presso gli organi giudiziari ordinari, sezioni specializzate per determinate materie\u00bb. Qui, per la Corte d\u2019assise, non si tratta di competenza per materia, ma di competenza per limiti di pena. Vogliamo o non vogliamo ammettere le Corti d\u2019assise \u00e8 una cosa, ma non \u00e8 possibile concepire che attraverso questa formulazione possa considerarsi la possibilit\u00e0 di istituire le Corti di assise con l\u2019intervento degli elementi popolari. La Corte d\u2019assise \u00e8 un organo giudiziario che interviene, attraverso la forma della giustizia, per determinati reati che corrispondono a determinate pene.<\/p><p>Io aderirei all\u2019ordine del giorno Targetti per aprire la via alla giuria e lasciare impregiudicata la questione delle Corti di assise.<\/p><p>L\u2019Assemblea decider\u00e0, ma io penso che noi non daremmo una indicazione precisa al legislatore di domani se su questo punto non dicessimo chiaramente che cosa vogliamo. Noi possiamo dirlo in una maniera o nell\u2019altra, ma dobbiamo dirlo senza possibilit\u00e0 di equivoci, mentre usare la parola \u00abpossono\u00bb esclude che si possano stabilire le Corti d\u2019assise, che sono ordinarie e non specializzate.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Vorrei osservare all\u2019onorevole Grassi, una cosa semplicissima: la competenza delle Corti d\u2019assise, secondo il Codice attuale, \u00e8 proprio per materie, cos\u00ec dice espressamente il Codice, e non vuol dire che a determinare la materia sia l\u2019altezza delle pene. Del resto l\u2019onorevole Grassi ha manifestato un proposito al quale anche noi andiamo incontro: di chiarificare che si potranno mantenere le giurie, senza fare espressa prescrizione pel loro mantenimento. A tale scopo non riterrei adatta la formula Targetti. Sarebbe meglio l\u2019altra, ora presentata, nella continua pioggia di emendamenti, dall\u2019onorevole Coppi: \u00abLa legge, fissandone i limiti e le forme, pu\u00f2 stabilire la partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia nei processi di Corte d\u2019assise\u00bb.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Che il popolo partecipi alla giustizia non c\u2019\u00e8 dubbio, perch\u00e9 tutte le sentenze sono fatte in nome del popolo. La questione \u00e8 questa: se deve partecipare direttamente o attraverso la Magistratura. Se lei non rileva che cosa implichi la parola \u00abdirettamente\u00bb \u00e8 inutile che scelga l\u2019una o l\u2019altra formula. \u00c8 dunque questo termine \u00abdirettamente\u00bb che bisogna chiarire.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Faccio osservare all\u2019onorevole Grassi che io ho qui il Codice di procedura penale dove, appena dopo il Titolo del capo I, che \u00e8 \u00abdella competenza per materie\u00bb, si parla subito di competenza della giuria. Dunque, quando l\u2019articolo 95 da noi approvato parla di competenza per materia, pu\u00f2 benissimo riferirsi alla competenza della giuria.<\/p><p>GHIDINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GHIDINI. Desidero fare una osservazione in merito alle dichiarazioni fatte dagli onorevoli Grassi e Ruini: per quanto riguarda l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Grassi, l\u2019appoggio, perch\u00e9 secondo l\u2019attuale Codice, la competenza della Corte d\u2019assise non \u00e8 competenza per materia, cio\u00e8 non \u00e8 competenza qualitativa bens\u00ec quantitativa.<\/p><p>Col vecchio Codice era una competenza qualitativa, ma attualmente \u00e8 quantitativa, e quindi non si pu\u00f2, secondo me, richiamare il capoverso, votato, dell\u2019articolo 95 per dire che la giuria vi rientra.<\/p><p>L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Coppi parrebbe uguale al mio. Senonch\u00e9 la partecipazione, secondo il mio emendamento, \u00e8 obbligatoria, mentre secondo l\u2019emendamento Coppi \u00e8 semplicemente potestativa.<\/p><p>Debbo anche aggiungere che secondo il mio emendamento non \u00e8 che venga rimessa alla legge, come sostiene l\u2019onorevole Ruini, la partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia; ci\u00f2 che viene, invece, rimesso alla legge \u00e8 la determinazione dei limiti e delle forme. Ma, ripeto, la partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia, anzich\u00e9 rimessa alla legge, \u00e8 decretata e consacrata nella stessa Costituzione.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Desidero confermare il concetto espresso dall\u2019onorevole Ruini. Siccome \u00e8 sorto proprio in sede di votazione questo scrupolo che la competenza della Corte d\u2019assise non sia una forma di competenza per materia, vorrei affermare questo concetto, perch\u00e9, indipendentemente dall\u2019articolo 29 del Codice, il concetto di competenza per materia, in penale, \u00e8 questo: la competenza, di regola, \u00e8 distribuita in funzione della pena, perch\u00e9 la pena esprime di regola la gravit\u00e0 del reato. Noi vediamo che i tre tipi di competenza (pretore, tribunale, Corte d\u2019assise) sono di regola delimitati in base alla pena.<\/p><p>Il concetto civilistico della competenza per valore non pu\u00f2 funzionare in materia penale: la competenza per materia in penale si articola, di regola, in base alla sanzione che la legge stabilisce per i reati, in quanto la pena esprime la gravit\u00e0 del reato.<\/p><p>E allora, se la competenza della Corte d\u2019assise \u00e8 per materia, se la Corte d\u2019assise \u00e8 stata, non pu\u00f2 non essere una sezione di giudice ordinario (sezione specializzata per il fatto della sua organizzazione diversa dal giudice ordinario \u2013 l\u2019introduzione di elementi estranei in misura maggiore o minore \u00e8 indifferente) non possiamo disconoscere, in realt\u00e0, che nella formula dell\u2019articolo 95 si pu\u00f2 introdurre la giuria, sia pure come totale introduzione dell\u2019elemento popolare.<\/p><p>Desidero osservare che la preoccupazione dell\u2019onorevole Ghidini non ha ragion d\u2019essere perch\u00e9, per la stessa tradizione storica della Corte d\u2019assise, noi, avendo stabilito che non si possono istituire giudici speciali, \u00e8 evidente che in avvenire, anche se sorgesse una giuria, questa si dovrebbe inquadrare senza eccezioni nella formula del divieto di giudici speciali in materia penale e pertanto dovr\u00e0 organizzarsi come sezione specializzata del giudice ordinario.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Vorrei sollevare una questione di procedura.<\/p><p>Ho ascoltato con grande maraviglia l\u2019onorevole Ruini, il quale ha detto che la Commissione dei Diciotto avrebbe deciso di accettare la soppressione di questo articolo.<\/p><p>Esiste un Comitato di redazione, il quale ha facolt\u00e0 di risolvere determinate questioni relative alla formulazione dell\u2019una o dell\u2019altra proposizione. Ma qui si tratta di una questione di principio sulla quale abbiamo votato in sede di Commissione dei Settantacinque, in modo tale che il Comitato non ha il diritto di cambiare. In sede di Commissione dei Settantacinque abbiamo votato il principio della giuria popolare; come pu\u00f2 dunque l\u2019onorevole Ruini, con una riunione alla quale potranno essere intervenute quattro o cinque persone \u2013 ch\u00e9 nessuno, si sa, partecipa a questo suo Comitato \u2013 come pu\u00f2 dunque l\u2019onorevole Ruini procedere a un mutamento che annulla questo voto?<\/p><p>Se mai, se egli fosse veramente un buon presidente, avrebbe dovuto convocare nuovamente la Commissione dei Settantacinque e chiamare la Commissione stessa a pronunciarsi una seconda volta su una questione la quale riveste carattere di tanta importanza.<\/p><p>Ma, fare come egli ha fatto, non credo sia cosa accettabile. A me pare veramente che l\u2019onorevole Ruini abbia in questo caso violato le norme elementari di funzionamento dei nostri organismi e pertanto non mi pare che la sua decisione possa servire ad orientare i nostri voti in Assemblea.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Voglio innanzitutto rammentare all\u2019onorevole Togliatti e all\u2019Assemblea che quando sorse la questione se, durante la discussione del progetto di Costituzione in Assemblea, si dovesse riunione la Commissione dei Settantacinque, tutti furono concordi nel ritenere che, siccome non era cosa facile poter procedere alla riunione di una Commismissione cos\u00ec numerosa, i suoi poteri dovessero intendersi deferiti al Comitato dei Diciotto.<\/p><p>Anzi i colleghi ricorderanno che, per scrupolo, fu riunita a questo riguardo la Commissione dei Settantacinque, la quale afferm\u00f2 che, di fronte a decisioni da prendersi cos\u00ec, <em>ad oras<\/em>, avrebbe dovuto decidere il Comitato dei Diciotto.<\/p><p>TOGLIATTI. Ma qui si tratta di una questione di principio.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non fu fatta nessuna riserva, se non la mia dichiarazione che per le questioni pi\u00f9 gravi ed importanti, ove ci\u00f2 fosse richiesto, si sarebbero potuti convocare i Settantacinque; ma nessuno ha ritenuto che la questione della giuria o meglio la questione se dovesse prescriversi nella Costituzione o lasciarsi libero il legislatore di mantenerla o no, fosse questione cos\u00ec importante da richiedere un appello ai Settantacinque. Nessuno ha fatto richiesta in tal senso. N\u00e9 altre richieste vennero fatte, per temi pi\u00f9 importanti, dai comunisti o da altri.<\/p><p>Il Comitato dei Diciotto viene sempre regolarmente convocato: se non pochi di coloro che ne fanno parte si astengono dal prendervi parte che cosa si pu\u00f2 fare? Quando si parl\u00f2 della giuria, vi era il numero legale, anche se non vi erano i comunisti, occupati nei lavori della loro direzione di partito; ma io tenni informato, come faccio sempre, l\u2019onorevole Grieco e altri colleghi di quella parte.<\/p><p>Siamo quindi perfettamente in regola dal lato formale.<\/p><p>TARGETTI. Permette, onorevole Ruini: non ricordo in quali adunanze del Comitato di redazione si sia trattato specificatamente di questo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non c\u2019era neppure lei, onorevole Targetti, perch\u00e9 vi era consiglio di presidenza dell\u2019Assemblea, ma io la tenni perfettamente informato delle tendenze della maggioranza della Commissione.<\/p><p>Passiamo ora alla questione di sostanza. Quando \u00e8 venuta la questione in Assemblea, l\u2019onorevole Targetti stesso \u2013 non si pu\u00f2 disconoscerlo \u2013 abbandon\u00f2 in parte la sua posizione iniziale, perch\u00e9 non si parl\u00f2 pi\u00f9 di giuria, ma si parl\u00f2 solo di partecipazione del popolo. Quindi la disposizione iniziale era superata.<\/p><p>Quando io ho parlato poco fa, ho detto con molta cautela che credevo di esprimere l\u2019opinione della maggioranza dei Diciotto. Questo \u00e8 verissimo; e il Comitato aveva perfettamente il diritto, anzi il dovere, di manifestare la sua opinione sugli emendamenti presentati. Se no, che cosa rappresenterebbe?<\/p><p>Ho aggiunto, ed anche questo interpretando il pensiero della maggioranza dei Diciotto, che non vi era nulla in contrario a chiarire bene che si poteva conservare la giuria. In sostanza dunque non si \u00e8 andati contro la conservazione di tale istituto, siamo sicuri di non aver violato per nulla i limiti della nostra competenza e, per la sostanza, abbiamo cercato di andare incontro al punto di vista dell\u2019Assemblea. Se del resto l\u2019onorevole Togliatti crede, io posso anche proporre al nostro Presidente che si sospenda questa discussione e si riunisca ancora la Commissione dei Settantacinque: ma certo questo significherebbe rimandare la discussione degli emendamenti.<\/p><p>TOGLIATTI. Basta tener ferme le decisioni prese dai Settantacinque. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma allora, di fronte a trenta o quaranta emendamenti la Commissione deve ignorarli, e rifiutarsi ad ogni discussione, e respingere la facolt\u00e0 sovrana di emendamento e di approvazione che ha l\u2019Assemblea&#8230;<\/p><p>GULLO FAUSTO. La questione ha troppa importanza; \u00e8 una questione di principio.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io credo di aver agito legalmente e formalmente, dicendo che di fronte a queste discussioni avvenute in Assemblea, \u00e8 prevalsa l\u2019idea di rinviare alla legge. Formula Targetti o formula Coppi? Io, ed i colleghi che hanno lavorato, che vengono sempre al Comitato, preferiamo la formula Coppi.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. L\u2019onorevole Ruini ha esattamente rilevato poco fa che i membri del Comitato dei Diciotto di questa parte, da qualche tempo in qua frequentano meno assiduamente le riunioni del Comitato. Ed io ho chiesto la parola proprio per precisare che il rilievo fatto dall\u2019onorevole Ruini \u00e8 esatto, ma ha una sua motivazione. Ed io penso che molto tempestivamente l\u2019onorevole Togliatti abbia oggi sollevato la questione del Comitato dei Diciotto, perch\u00e9 la ragione per la quale i rappresentanti della nostra parte non frequentano pi\u00f9 le riunioni di questo Comitato \u00e8 proprio questa: che il Comitato dei Diciotto \u00e8 uscito dai suoi limiti normali.<\/p><p>Non \u00e8 pi\u00f9 un Comitato quale noi intendevamo che dovesse essere all\u2019atto in cui lo abbiamo costituito, e cio\u00e8 un Comitato che rappresenta la Commissione dei Settantacinque e che difende quindi il progetto elaborato dalla Commissione in un anno di lavoro. Il Comitato \u00e8 diventato una sorta di Commissione a s\u00e9, che rivede le diverse questioni, che ritratta gli argomenti in piccole, ristrette riunioni, scarsamente frequentate, anche dai colleghi di altri settori dell\u2019Assemblea, e che presenta le sue proposte senza tener conto delle decisioni fondamentali della Commissione dei Settantacinque.<\/p><p>Ora, questo funzionamento del Comitato dei Diciotto non \u00e8 n\u00e9 corrispondente alle norme generali per quanto riguarda la Commissione, n\u00e9 corrispondente alla volont\u00e0 che mosse l\u2019Assemblea quando decise la costituzione della Commissione dei Settantacinque.<\/p><p>Noi chiediamo che il Comitato dei Diciotto si contenga entro i suoi confini, e cio\u00e8 si limiti a rappresentare la Commissione dei Settantacinque dinanzi all\u2019Assemblea e a difendere nelle sue linee generali il progetto. Naturalmente, esaminando i singoli emendamenti, potr\u00e0 apportare qualche modifica, ma non si pu\u00f2 rimettere in discussione tutta la Costituzione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidererei precisare il mio pensiero nei confronti di ci\u00f2 che ha detto l\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Purtroppo, onorevole Presidente, sar\u00f2 costretto a deviare un po\u2019 dal problema di pura procedura, per dire alcune cose nel merito.<\/p><p>Osservo che vi \u00e8 una parte di questa Assemblea \u2013 e in questa parte si trova il nostro Gruppo e mi trovo io in particolare \u2013 la quale ritiene che in tutti i casi in cui si tratta di processo politico oppure di processo il quale comporti una condanna alla riduzione della libert\u00e0 personale per un lungo periodo di tempo, il cittadino ha diritto a essere giudicato da una giuria popolare. \u00c8 questo uno di quei diritti democratici fondamentali che sono stati rivendicati e realizzati dalle rivoluzioni democratiche, e a cui non si pu\u00f2 rinunciare, senza rinunciare al patrimonio lasciatoci da queste rivoluzioni.<\/p><p>Noi poniamo questo diritto sullo stesso piano su cui si pone il diritto di libert\u00e0 di parola, di libert\u00e0 di organizzazione, di libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>Posta la questione in questo modo, onorevole Ruini, ella comprender\u00e0 molto facilmente che noi non ammettiamo che un Comitato riveda una decisione presa dalla Commissione dei Settantacinque, appunto perch\u00e9 si tratta di un problema di cos\u00ec grande portata.<\/p><p>Non si pu\u00f2, a proposito di una questione di tanto rilievo, fare un rinvio facoltativo alla legge, cos\u00ec come non si sarebbe potuto rinviare alla facolt\u00e0 del legislatore la decisione se avremo o non avremo libert\u00e0 di stampa.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Deve decidere l\u2019Assemblea.<\/p><p>TOGLIATTI. Quella che io faccio \u00e8 quindi una questione di fondo. Sostengo che, data la natura stessa del problema, il Comitato dei Diciotto non aveva il diritto di interferire, modificando una decisione gi\u00e0 presa dalla Commissione dei Settantacinque nel senso di annullarla.<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Ho chiesto di parlare per una osservazione direi di buon senso. Io non capisco la portata dell\u2019eccezione e delle osservazioni dell\u2019onorevole Togliatti. Non la capisco per questo, perch\u00e9 mi domando se non siamo stati sempre d\u2019accordo sul valore, sulla portata delle deliberazioni delle Commissioni che si sono succedute per la presentazione del testo costituzionale.<\/p><p>Fin dal primo momento, e proprio con l\u2019onorevole Togliatti mi pare, ci siamo trovati d\u2019accordo su questo punto, che si sono considerate le Commissioni e i Comitati costituiti in seno alla Commissione dei Settantacinque, come organi adatti, bene assortiti, se si vuole, per la elaborazione di un testo che poi l\u2019Assemblea avrebbe dovuto esaminare e discutere da fondo.<\/p><p>Abbiamo fatto cos\u00ec per tutti gli istituti, dal principio alla fine. Qualunque siano state le decisioni dei Settantacinque e dei vari Comitati, l\u2019Assemblea, che \u00e8 sovrana, ha fatto poi tutto quello che ha voluto.<\/p><p>Ora, io non arrivo a capire perch\u00e9 in questo momento \u2013 e siamo quasi in <em>articulo mortis \u2013 <\/em>siamo quasi scandalizzati perch\u00e9 \u00e8 venuta fuori una formula diversa da quella deliberata dalla Commissione dei Settantacinque. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io dico che l\u2019Assemblea siede per risolvere i problemi e per deliberare di fronte ai testi e alle formule che vengono preparati per il suo lavoro.<\/p><p>Non so se l\u2019onorevole Togliatti ha voluto lanciare una freccia all\u2019onorevole Ruini, ma il principio non ha ragion d\u2019essere, se ammettiamo l\u2019altro principio che la Commissione dei Settantacinque \u00e8 stata una Commissione di studio, e su questo punto mi pare di essermi trovato d\u2019accordo perfettamente con l\u2019onorevole Togliatti. E allora io credo che l\u2019onorevole Togliatti, l\u2019onorevole Laconi e tutti quelli che hanno fatto osservazioni sul misfatto dell\u2019onorevole Ruini, debbano riconoscere che non c\u2019\u00e8 ragione di continuare una discussione accademica su questo punto. C\u2019\u00e8 invece motivo perch\u00e9 dati tre, quattro, cinque o sei emendamenti, finalmente si deliberi su di uno, senza commettere l\u2019errore di riferirsi al pronunciato di una commissione qualsiasi, ma rimettendosi alla piena sovranit\u00e0 dell\u2019Assemblea che \u00e8 qui per deliberare.<\/p><p>Prego dunque l\u2019onorevole Presidente di voler riassumere, come egli sa fare, le mie osservazioni in modo da portare l\u2019Assemblea al punto di concludere e non di discutere in eterno su questa tesi.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Io ritengo che l\u2019ultima osservazione dell\u2019onorevole Togliatti abbia tutta la sua importanza, perch\u00e9 \u2013 se ho compreso bene il suo pensiero \u2013 esso si potrebbe riassumere cos\u00ec: vi sono dei princip\u00ee fondamentali che formano un po\u2019 come lo spirito della Costituzione. Vale a dire, dei princip\u00ee di ordine generale che sono come un patrimonio acquisito di idee e di princip\u00ee.<\/p><p>Io ritengo invece che la risposta su questo punto, la cui esattezza in linea di massima non si pu\u00f2 contestare, sia che non si pu\u00f2 confondere il diritto di libert\u00e0 di stampa, il diritto di parola, il diritto di organizzazione, col diritto del cittadino ad avere un giudice determinato. In altri termini, la Costituzione non contempla come un diritto naturale il diritto di avere un giudice determinato.<\/p><p>TOGLIATTI. E perch\u00e9 no?<\/p><p>CRISPO. La Costituzione ha gi\u00e0 contemplato il principio fondamentale a cui accenna l\u2019onorevole Togliatti, perch\u00e9 la Costituzione ha detto \u2013 per esempio \u2013 all\u2019articolo 19 che: \u00abLa difesa \u00e8 diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento\u00bb. E soggiunge all\u2019articolo 20:&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Cosa c\u2019entra la difesa col giudice?<\/p><p>CRISPO. Ci vengo subito. E soggiunge all\u2019articolo 20: \u00abNessuno pu\u00f2 essere distolto dal giudice naturale che gli \u00e8 precostituito per legge\u00bb.<\/p><p>Ecco il principio fondamentale.<\/p><p>Il principio del quale adesso ci occupiamo si riferisce invece all\u2019ordinamento giudiziario, cio\u00e8 al modo come deve essere ordinato l\u2019organo deputato all\u2019amministrazione della giustizia; tanto \u00e8 vero che la norma della quale ci occupiamo \u00e8 precisamente collocata sotto il titolo della Magistratura, col sottotitolo \u00abOrdinamento giudiziario\u00bb.<\/p><p>Quindi questo principio del modo, o meglio, la norma relativa al modo con cui deve essere organizzata l\u2019amministrazione della giustizia, a mio avviso non si pu\u00f2 confondere col diritto del cittadino ad avere il proprio giudice naturale, salvo l\u2019organizzazione ed il funzionamento dell\u2019organo della giustizia.<\/p><p>E allora, seconda osservazione, l\u2019osservazione a cui si riferiva l\u2019onorevole Ruini: se cio\u00e8 la Commissione o il Comitato di redazione abbia la potest\u00e0 di modificare.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Di esprimere il suo avviso.<\/p><p>CRISPO. Io penso anche: di modificare. Se mi permette, vado oltre: o di modificare la norma o una delle norme contenute nel progetto. Se si dovesse seguire l\u2019opinione negativa dell\u2019onorevole Togliatti e dell\u2019onorevole Laconi, si dovrebbe pensare a norme cristallizzate, immobili, senza che comunque potessero patire alcuna modificazione. E mi permetto di osservare che il progetto appartiene bens\u00ec alla Commissione dei 75, ma verr\u00e0 successivamente elaborato in seguito alla discussione in questa Assemblea. L\u2019Assemblea non per nulla esamina, discute, valuta, vaglia il progetto e propone degli emendamenti; emendamenti che, a norma dell\u2019articolo 94 del nostro Regolamento, possono non solo estendere o restringere la portata delle norme, ma possono anche modificarla sostanzialmente, perch\u00e9 l\u2019articolo 94 del Regolamento fa divieto solo di presentare emendamenti che siano estranei all\u2019oggetto della discussione.<\/p><p>Ora \u00e8 evidente che il Comitato, il quale si riunisce dopo la discussione generale della legge e dopo gli emendamenti presentati e anche successivamente alla discussione degli emendamenti, debba tener conto di questi emendamenti; altrimenti questa discussione sarebbe del tutto inutile, del tutto estranea, sarebbe un diversivo e perdita di tempo, e non si comprenderebbe quale potrebbe essere la posizione di questo Comitato, che dovrebbe rimanere inerte di fronte al progetto, immutabile come un tab\u00f9.<\/p><p>Sono queste le considerazioni per le quali mi pare che il Comitato in questo momento abbia ragione.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare per precisare un punto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0, ma le ricordo che \u00e8 la terza volta che lei interviene in questa discussione.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidero prima di tutto rilevare all\u2019onorevole Crispo che mi rincresce che tutte le volte ch\u2019egli parla non riesce mai a convincermi.<\/p><p>CRISPO. Non ho questa pretesa.<\/p><p>TOGLIATTI. Non \u00e8 esatto quanto dice l\u2019onorevole Crispo che tutto ci\u00f2 che si riferisce ai diritti fondamentali del cittadino sia contenuto nei primi, diciamo, 51 articoli della nostra Costituzione.<\/p><p>Ivi sono formulati alcuni dei diritti fondamentali dei cittadini, ma altri diritti fondamentali sono formulati nei successivi capitoli e articoli. Per quanto riguarda la giurisdizione, negli articoli che l\u2019onorevole Crispo ha citato, non ci si riferisce altro che al diritto alla difesa e al diritto al giudice naturale. Ma nella parte che riguarda la Magistratura noi gi\u00e0 abbiamo sancito altri diritti fondamentali del cittadino, i quali fanno parte di quel patrimonio generale dei diritti democratici che non possono essere violati.<\/p><p>Si tenga presente per esempio, l\u2019articolo che sancisce la inamovibilit\u00e0 del giudice. Questa inamovibilit\u00e0 non viene sancita, come da qualcuno \u00e8 stato affermato in questa Assemblea, come una garanzia del giudice, ma a garanzia del cittadino, allo scopo di assicurargli la sicurezza e la imparzialit\u00e0 del giudizio. Allo stesso modo che l\u2019inamovibilit\u00e0 del giudice fa parte di quell\u2019ordinamento giudiziario, in cui si definiscono concretamente le sue condizioni di realizzazione, allo stesso modo, dopo di aver detto che ciascuno di noi ha diritto al giudice naturale precostituito, noi abbiamo facolt\u00e0 di stabilire qui che in determinati casi abbiamo diritto al giudizio per giuria, sancendo in questo modo uno dei diritti fondamentali dell\u2019uomo e del cittadino.<\/p><p>CRISPO. La inamovibilit\u00e0 non \u00e8 un diritto, \u00e8 una garanzia.<\/p><p>LACONI. La giuria \u00e8 un\u2019altra garanzia.<\/p><p>TOGLIATTI. Per questo ritengo che, trattandosi di sancire uno dei princip\u00ee fondamentali di una Costituzione democratica, non abbia diritto il Comitato dei Diciotto di rivedere una decisione precedentemente presa dalla Commissione dei Settantacinque.<\/p><p>PRESIDENTE. Cominciamo a chiarire di che cosa stiamo parlando e poi, se mai, dar\u00f2 la parola, a chi la chiedesse.<\/p><p>Si desidera sapere se in questo momento riprendiamo la questione, gi\u00e0 dibattuta ma che pu\u00f2 sempre ancora dibattersi, di quali siano i diritti fondamentali del cittadino. Ma mi pare che questo non sia il tema del titolo IV della seconda parte del progetto di Costituzione. L\u2019onorevole Togliatti ha posto inizialmente ed in via principale la questione dei poteri del Comitato di redazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti ha poi introdotto l\u2019altra questione, che ho ora richiamato, solo per sostanziare la tesi relativa.<\/p><p>Pregherei i colleghi che intendono parlare di non riprendere dunque la questione generale di principio: di quali siano i diritti fondamentali del cittadino.<\/p><p>Circa i poteri del Comitato di redazione, io rammento, e d\u2019altra parte vi sono i verbali che lo attestano, che la Commissione dei Settantacinque gli aveva delegato i propri poteri nello svolgimento dei lavori in seno all\u2019Assemblea, salvo il dovere di convocare la Commissione dei Settantacinque, quando fosse stato necessario per l\u2019importanza delle questioni da esaminare o per altri motivi. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il Comitato di redazione aveva ricevuto una delega in questo senso. Colgo l\u2019occasione per rammaricare che anche nel Comitato di redazione \u2013 come purtroppo in tutte le Commissioni \u2013 la frequenza dei membri sia stata sempre scarsa, sin dall\u2019inizio, e sia venuta successivamente diminuendo per ragioni perfettamente plausibili, \u00e8 vero; ma io penso che nessuna ragione pu\u00f2 giustificare il fatto di mandare deserte le riunioni delle Commissioni che l\u2019Assemblea Costituente nomina. Nel caso concreto, l\u2019onorevole Ruini ha sostenuto uno degli emendamenti presentati. Ma in generale \u00e8 sempre avvenuto che il Relatore, o un membro del Comitato, abbia proceduto in questo senso, ed \u00e8 spesso avvenuto che altri membri dello stesso Comitato di redazione abbiano sostenuto altri emendamenti. \u00c8 evidente che quando parla il Presidente della Commissione e del Comitato la sua parola ha maggiore importanza, ma il quesito \u00e8 questo: quale efficacia ha il giudizio terminale del rappresentante del Comitato di redazione per determinare la votazione dell\u2019Assemblea?<\/p><p>Senza dubbio ha una efficacia di carattere morale, ma nulla pi\u00f9 di questo. L\u2019Assemblea, udito il Comitato di redazione, ha gi\u00e0 parecchie volte votato contro le proposte del rappresentante del Comitato stesso. Io desidererei sapere se l\u2019incidente che \u00e8 stato sollevato significa invitare il Comitato di redazione a sostenere in sede di Assemblea le conclusioni a cui \u00e8 giunto dopo l\u2019esame comune degli emendamenti presentati, oppure se si vuole che da oggi innanzi il Comitato di redazione sia impegnato a non pronunciare giudizi sugli emendamenti e a sostenere soltanto la conclusione a cui \u00e8 giunta la Commissione dei Settantacinque. Occorre scegliere fra una di queste due soluzioni. Non ne vedo una terza.<\/p><p>Comunque, se questa discussione deve continuare, pregherei coloro che l\u2019hanno impostata di dirci quale \u00e8 la proposta concreta che fanno in relazione al problema che stiamo esaminando.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. A me sembra che non vi possa essere materia di discussione per determinare i poteri del Comitato di redazione. Fu un\u2019intesa generale che si ricorresse al Comitato di redazione per sostituire la Commissione dei Settantacinque durante la discussione del progetto. Come per qualsiasi disegno di legge vi \u00e8 una Commissione parlamentare che ha un relatore, che ha un presidente, cos\u00ec \u00e8 avvenuto per il testo di Costituzione, e come nei riguardi di qualsiasi disegno di legge la Commissione ha il compito di esprimere il proprio parere sugli emendamenti, evidentemente lo stesso potere, lo stesso compito, ha il Comitato di redazione nei riguardi degli emendamenti relativi ai vari articoli del testo di Costituzione. Il Comitato di redazione, composto di diciotto membri, sostituisce i Settantacinque. Se i Settantacinque fossero stati molto meno, i Diciotto non sarebbero nati. Avremmo avuto al banco delle consuete Commissioni una Commissione pi\u00f9 numerosa per rispondere delle varie proposte di emendamenti.<\/p><p>Non mi sembra, quindi, che vi possa essere materia di discussione su il compito ed i poteri dei Diciotto.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Ho domandato la parola non per moltiplicare la discussione, ma anzi col proposito solamente di abbreviarla, perch\u00e9 vedo che si \u00e8 insinuata una questione nuova ed estranea all\u2019argomento di cui ora ci occupiamo, nel momento in cui stavamo per decidere. \u00c8 una questione che non \u00e8 affatto essenziale per la materia che stiamo trattando ed al punto a cui \u00e8 giunta la discussione. Ci stiamo dibattendo da un\u2019ora per stabilire in quali limiti debbano essere ristretti i poteri della intera Commissione o del piccolo Comitato. Dopo un lunghissimo dibattito sulla materia in esame, si sono presentati degli emendamenti, stiamo votando; conviene perdere tempo a stabilire se la Commissione abbia o no il diritto o il dovere di esprimere una sua opinione? Ma in fondo, noi siamo arrivati al punto in cui l\u2019Assemblea, che \u00e8 sovrana, pu\u00f2 decidere anche senza il parere della Commissione, e qualunque sia questo parere. Onorevole Togliatti, si tratta di questioni e di diritti di carattere fondamentale oppure di guarentigie secondarie? Non importa. Abbiamo discusso tanto, che ci sentiamo \u2013 senza orgoglio e senza superbia \u2013 bene in grado di decidere con o senza la guida della Commissione.<\/p><p>Allora, se \u00e8 cos\u00ec, non perdiamo ancora tempo; prego perci\u00f2 l\u2019Assemblea perch\u00e9 la sua decisione non sia ritardata. Ognuno si \u00e8 formata la sua opinione: esprimiamola con un voto che solennemente stabilir\u00e0 la norma che vogliamo trasformare in legge, senza deviare ancora. Prolungare la discussione sui poteri dei Settantacinque o dei Diciotto, non ci interessa affatto. Decidiamo e votiamo, perch\u00e9, ripeto, siamo bene in grado di farlo. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Desidero semplicemente chiedere al Presidente della Commissione dei Settantacinque ed al Presidente dell\u2019Assemblea che la discussione e la votazione avvenga sul testo originario della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ci\u00f2 significa che lei assume come emendamento il testo originario della Commissione.<\/p><p>LACONI. Io chiedo che il testo della Commissione sia sostenuto dal Comitato di redazione e sia a base della nostra discussione.<\/p><p>Vorrei far notare particolarmente a lei, signor Presidente, che la questione del testo della votazione non \u00e8 una questione puramente morale, come ella ha voluto dire, ma una questione di sostanza. Il testo sul quale l\u2019Assemblea delibera ha una sua coerenza; costituisce la trama di tutti i discorsi, degli interventi, degli emendamenti che vengono svolti in questa Assemblea; costituisce il nesso che conduce l\u2019Assemblea attraverso il dibattito.<\/p><p>Non possiamo ammettere che questo testo in un determinato momento, per opera di prestigio, scompaia. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. \u00c8 avvenuto sempre.<\/p><p>LACONI. Ma, cari amici della Democrazia cristiana, se siete voi i primi a lamentarvi del Comitato di redazione in privato! Come potete ora fare i difensori di questo Comitato, che ha in voi i pi\u00f9 accaniti e solerti oppositori? (<em>Interruzione del deputato Fuschini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Non difendiamo nessuno.<\/p><p>LACONI. Non dir\u00f2 in Aula quello che sento nei corridoi.<\/p><p>Dicevo che il testo originario presentato dalla Commissione costituisce il nesso fondamentale della nostra discussione; e non possiamo consentire che in determinati punti della discussione, ad un certo momento, questo testo scompaia o venga modificato e rinnovato secondo i pareri di tre o quattro persone e secondo un indirizzo costante, che tiene conto unicamente degli emendamenti presentati, e non di quella parte dell\u2019Assemblea che non presenta emendamenti, in quanto desidera sostenere il testo.<\/p><p>Gli emendamenti presentati, nel loro numero non indicano affatto il parere dell\u2019Assemblea. Ci possono essere 50 emendamenti in senso contrario al progetto, ma non significa affatto che questi 50 emendamenti rappresentino il pensiero dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 ci possono essere altrettanti o pi\u00f9 colleghi che vedono espresso il loro pensiero nel testo della Commissione. Ora, \u00e8 esatto quello che mi si dice, che l\u2019Assemblea \u00e8 sempre sovrana e che pu\u00f2 sempre decidere; ma il fatto \u00e8 che qui siamo non in un problema di sostanza, di merito, ma su una questione di procedura; e la procedura deve rispondere a determinate norme logiche. Norma logica \u00e8 che il testo, che ha una sua continuit\u00e0 e che rappresenta la guida costante dell\u2019Assemblea, sia sempre quello, e che sopra a questo testo l\u2019Assemblea sia invitata a deliberare. Questo noi chiediamo. Trattandosi di un punto fondamentale della Costituzione, noi chiediamo che la votazione avvenga sulla base del testo della Commissione dei Settantacinque. La motivazione formale della nostra proposta, se l\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea la desidera, \u00e8 appunto questa: che, trattandosi di un punto fondamentale della Costituzione, in questo particolare caso, non in altri, il Comitato di redazione non poteva deliberare da s\u00e9; esso era impegnato a convocare la Commissione dei Settantacinque. Non essendo questo avvenuto, il testo della Commissione dei Settantacinque deve rimanere come testo base.<\/p><p>PRESIDENTE. Io non so se l\u2019onorevole Laconi, facendo la sua richiesta, si renda conto che, in realt\u00e0, egli va contro il proprio desiderio. Perch\u00e9, quando egli richiede che, come formulazione base, si tenga quella della Commissione, egli deve rendersi conto che \u00e8 da prevedersi che al voto di essa non giungeremo; perch\u00e9, prima della formulazione base, bisogna votare tutti gli emendamenti presentati \u2013 otto sino a questo momento. \u00c8 vero questi emendamenti potrebbero cadere tutti fasciando la via aperta al voto del testo base. Ma, siccome dalle parole dell\u2019onorevole Laconi ho avuto l\u2019impressione che egli pensi che invece l\u2019Assemblea debba essere chiamata a votare, cio\u00e8 a pronunziarsi proprio su quel testo, se accettassimo la sua richiesta, la sua attesa non sar\u00e0 soddisfatta. Mentre invece se egli accetta \u2013 come ho detto all\u2019inizio \u2013 di ripresentare quel testo come emendamento, \u00e8 ben possibile che l\u2019Assemblea sar\u00e0 chiamata a pronunziarsi anche su quella formulazione.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Io non entrer\u00f2 nel merito della questione sostanziale, che ha indotto l\u2019onorevole Togliatti a sollevare la mozione di ordine, sulla quale dir\u00f2 a suo tempo il nostro punto di vista. Ritengo sia anche opportuno lasciare fuori discussione il modo di funzionamento del Comitato dei Diciotto, che ha avuto alti e bassi, determinati in gran parte dalle assenze cui faceva cenno l\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Noi non attribuiamo eccessiva importanza alla questione sollevata dalla mozione d\u2019ordine dell\u2019onorevole Togliatti; ma ci pare sia un dovere di lealt\u00e0 e di coerenza, ricordare come si \u00e8 comportata l\u2019Assemblea di fronte alle deliberazioni prese dal Comitato dei Diciotto. Siamo quasi al termine dei nostri lavori e non \u00e8 la prima volta questa che il Comitato dei Diciotto, abbandonando il testo primitivo del progetto di Costituzione, tenendo conto degli emendamenti presentati, ha, a sua volta, presentato un nuovo testo all\u2019Assemblea.<\/p><p>Io capisco che vi possa essere qualche dubbio intorno alla competenza dei Diciotto a prospettare tesi nuove all\u2019Assemblea, in quanto mi pare che questo punto non sia stato nettamente precisato, quando fu fatta la delega della Commissione dei Settantacinque al Comitato. Questo certo ha tutti i poteri, in ragione della delega, della Commissione dei Settantacinque, che esso pu\u00f2 convocare a sua discrezione, quando lo ritenga opportuno. Ma la Commissione dei Settantacinque pu\u00f2 modificare, accettando emendamenti, il progetto primitivo? Quando fu fatta la delega al Comitato dei Diciotto infatti, non si \u00e8 chiaramente enunciato quali erano i poteri della stessa Commissione che venivano trasferiti al Comitato. Di contro a queste incertezze vi \u00e8 una prassi, seguita per oltre un anno, nei lavori dell\u2019Assemblea: vi sono stati punti fondamentali del progetto di Costituzione, per i quali si \u00e8 mutato l\u2019indirizzo del progetto e il Comitato dei Diciotto ha presentato un testo nuovo alla Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ha accettato un testo presentato da altri, ma non lo ha mai presentato essa stessa.<\/p><p>RUBILLI. Il Presidente della Commissione ha soltanto dato il parere sugli emendamenti, non ha presentato un nuovo testo. Dov\u2019\u00e8 infatti questo nuovo testo sul quale dovremmo discutere? Non c\u2019\u00e8 alcun testo nuovo, vi sono degli emendamenti col relativo parere a norma del Regolamento.<\/p><p>MORO. Sul tema delle Regioni sono state presentate nuove formulazioni, si pu\u00f2 dire, per ogni articolo del progetto, e lo stesso \u00e8 avvenuto per la discussione degli articoli concernenti il Senato.<\/p><p>La prassi del nostro lavoro costituzionale dunque e la logica, anche in mancanza di una espressa disposizione, ci dicono che non vi \u00e8 nulla di strano nella mutata formulazione in materia di partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Qual \u00e8 la ragione di questo atteggiamento del Comitato dei Diciotto? Evidentemente \u00e8 di facilitare e rendere pi\u00f9 ordinati e solleciti i lavori dell\u2019Assemblea. Se \u00e8 vero che ha un valore puramente morale questo intervento del Comitato dei Diciotto, come ha osservato il Presidente, tuttavia questo valore morale non pu\u00f2 essere trascurato, perch\u00e9 attraverso l\u2019espressione di questo autorevole parere si cerca di raggiungere l\u2019unanimit\u00e0 o, per lo meno, una larga maggioranza per la decisione che l\u2019Assemblea deve prendere. Quale sarebbe logicamente la funzione di un Comitato che dovesse semplicemente difendere la primitiva formulazione della Commissione dei Settantacinque? In quel caso basterebbe che a quel tavolo sedesse il solo Presidente, il quale ostinatamente richiamasse il testo primitivo del progetto. Mi pare che il Comitato dei Diciotto, servendosi della delega datagli dalla Commissione dei Settantacinque, esplichi una funzione di mediazione fra le primitive opinioni prevalse in seno ai Settantacinque e le voci nuove che giungono dall\u2019Assemblea, attraverso le proposte di emendamento. Il Comitato dei Diciotto cerca, se possibile, di raccordare questa volont\u00e0, che presuntivamente esprimeva la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea attraverso la Commissione dei Settantacinque, alle nuove manifestazioni di volont\u00e0 assembleare che si esprimono con gli emendamenti. In questo caso poi mi pare che non si tratti di un testo nuovo, ma dell\u2019accettazione di emendamenti da parte del Comitato dei Diciotto. Per quella breve esperienza parlamentare che ho, credo che le Commissioni accettino o respingano sempre degli emendamenti. Comunque, per quanto riguarda la proposta dell\u2019onorevole Laconi, mi sembra di dover sottolineare quanto gi\u00e0 \u00e8 stato osservato dal Presidente, cio\u00e8 che richiedere che il testo base sia quello primitivo del progetto, significa porlo come ultimo nell\u2019ordine delle votazioni, eludendo cos\u00ec l\u2019esigenza di carattere politico, che mi pare abbia sollecitato le proposte dell\u2019onorevole Laconi e dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MAZZA. Onorevole Presidente, chiedo la chiusura della discussione su questo argomento.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando se la richiesta di chiusura \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Credo che il Comitato non ha fatto mai nessuna usurpazione di poteri. Ha cercato di fare tutto quello che era possibile per giungere ad una conclusione. Ha fatto sforzi pazienti e faticosi per mettere d\u2019accordo non solo i membri del Comitato stesso, ma anche gli emendatori, e chiamando qualche volta in sedute improvvisate, durante le stesse sedute dell\u2019Assemblea, i rappresentanti dei Gruppi. Io sono perfettamente sicuro che, se siamo arrivati al punto attuale di lavoro nella nostra Assemblea, si deve a questo sforzo del Comitato. Se non si faceva cos\u00ec, la Costituzione non avrebbe fatto un passo in avanti.<\/p><p>Voglio fare soltanto due osservazioni. La prima \u00e8 che se il Comitato si dovesse limitare a sostenere il testo originario, non dovrebbe parlare mai, perch\u00e9 evidentemente, di fronte a tutte le osservazioni che vengono da tutte le parti dell\u2019Assemblea, non potrebbe altro che dire: il testo \u00e8 tab\u00f9<em>.<\/em> Non \u00e8 discutibile, non \u00e8 modificabile. Tutt\u2019al pi\u00f9 una difesa d\u2019ufficio; ma come fare, quando la discussione ha convinto dell\u2019opportunit\u00e0 della modifica, e ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in alcuni casi da parte di tutti i componenti del Comitato? Il Comitato doveva essere passivo, doveva incrociare le braccia? L\u2019aveste detto qualche mese fa, che riposo sarebbe stato per noi!<\/p><p>All\u2019onorevole Moro io faccio osservare che il Comitato non ha mai proposto testi nuovi. Ad esempio, per la riduzione delle Regioni a quelle storiche, c\u2019erano emendamenti in questo senso. Il Comitato se ne occup\u00f2 ed all\u2019unanimit\u00e0 decise di dare il suo parere favorevole a quell\u2019emendamento.<\/p><p>Il Comitato non ha mai proposto testi nuovi.<\/p><p>In una discussione come questa, in cui c\u2019\u00e8 anche l\u2019aspetto tecnico, era necessario dare una traccia all\u2019Assemblea. Non volete che si faccia pi\u00f9 cos\u00ec? D\u2019ora in avanti, se volete, per quei pochi articoli che ci restano, noi esprimeremo il nostro avviso come individui ed il Comitato non funzioner\u00e0 pi\u00f9 (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Volevo dichiarare soltanto che la questione che l\u2019onorevole Togliatti prima e quindi io intendevamo sollevare, era una questione di principio. Tuttavia, cedendo all\u2019esigenza di carattere politico, a cui ci ha richiamato e l\u2019onorevole Presidente e l\u2019onorevole Moro, noi accettiamo che a questa particolare discussione sia posta come base per la votazione la nuova proposta della Commissione. E presentiamo il testo originario della Commissione come emendamento.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io devo ancora chiarire all\u2019onorevole Laconi che non c\u2019\u00e8 nessun testo nuovo del Comitato; esso ha ritenuto che di fronte agli emendamenti ed alla discussione, la sua proposta originaria \u00e8 superata. Questa \u00e8 la frase esatta che ho detto. Vi sono varie formule in discussione: quella Targetti, quella Ghidini, quella Cairo e poi la formula Coppi. Noi abbiamo semplicemente espresso il nostro parere. In quanto all\u2019ordine della votazione, non dipende da noi; \u00e8 stata la Presidenza dell\u2019Assemblea a stabilire che, quando la Commissione esprime parere favorevole ad un emendamento, questo debba essere votato per ultimo, prendendo il posto del testo originario. Se si fosse stabilito che si votasse prima di tutto tale testo non vi sarebbe stato nulla di male.<\/p><p>PRESIDENTE. Passeremo ora alla votazione. Sono stati presentati altri emendamenti che non saranno svolti. Quello dell\u2019onorevole Coppi \u00e8 gi\u00e0 noto. Gli onorevoli Mastino Pietro, Zanardi, Lussu ed altri hanno proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abLa legge regoler\u00e0 i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo alla amministrazione della giustizia\u00bb.<\/p><p>L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti \u00e8 gi\u00e0 noto. Vi \u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Togliatti ed altri di aggiungere all\u2019articolo 96 nel testo del progetto le parole: \u00abed in ogni caso in tutti i processi di natura politica\u00bb cos\u00ec che il testo risulterebbe il seguente:<\/p><p>\u00abIl popolo partecipa direttamente all\u2019amministrazione della giustizia mediante l\u2019istituto della giuria nei processi di Corte d\u2019assise ed in ogni caso in tutti i processi di natura politica\u00bb.<\/p><p>Chiedo ora ai presentatori di emendamenti se li conservano.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Rescigno il suo emendamento s\u2019intende decaduto.<\/p><p>L\u2019onorevole Monticelli mantiene il suo emendamento?<\/p><p>MONTICELLI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presente l\u2019onorevole Rossi Paolo, il suo emendamento s\u2019intende decaduto.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Colitto, il suo emendamento s\u2019intende decaduto.<\/p><p>Onorevole Ruggiero, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>RUGGIERO CARLO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Villabruna, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>VILLABRUNA. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mastino Pietro, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>MASTINO PIETRO. Lo sostituisco con l\u2019emendamento che ho presentato oggi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gabrieli, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>GABRIELI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presente l\u2019onorevole Merlin Umberto, il suo emendamento s\u2019intende decaduto.<\/p><p>Onorevole Scalfaro, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>SCALFARO. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Castiglia, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CASTIGLIA. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perrone Capano, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PERRONE CAPANO. Lo mantengo.<\/p><p>RESIDENTE. Onorevole Nobili Tito Oro, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Mi associo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presenti gli onorevoli Murgia e Colitto, i loro emendamenti s\u2019intendono decaduti.<\/p><p>Onorevole Abozzi, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ABOZZI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presente l\u2019onorevole Sardiello, s\u2019intende decaduto il suo emendamento.<\/p><p>Onorevole Romano, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ROMANO. Aderisco all\u2019emendamento Coppi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, mantiene il suo emendamento nella nuova formulazione?<\/p><p>TARGETTI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cairo, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CAIRO. Ritiro il mio emendamento e mi associo a quello dell\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ghidini, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>GHIDINI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Persico, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PERSICO. Mi associo a quello dell\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Coccia, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>COCCIA. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Sapienza, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>SAPIENZA. Ritiro il mio emendamento e mi associo a quello dell\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Coppi, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>COPPI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ruini, le chiedo se la Commissione aderisce al criterio della soppressione dell\u2019articolo oppure se accetta la formulazione dell\u2019onorevole Coppi.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Data la posizione che ha assunto il Comitato dichiaro che non vedo difficolt\u00e0 a che sia adottata la formulazione Coppi o la formulazione Mastino, test\u00e9 presentata, che soltanto ora ho conosciuta.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei si rimette all\u2019Assemblea per la decisione, \u00e8 naturale ed \u00e8 obbligatorio; ma desidero sapere da che punto dobbiamo partire.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Se lei mi autorizza a parlare personalmente, anche senza avere interpellato i Diciotto o i Settantacinque, dichiaro di aderire alla proposta Mastino Pietro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il testo base \u00e8 dunque il seguente:<\/p><p>\u00abLa legge regoler\u00e0 i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia\u00bb.<\/p><p>Ora, da tutta la discussione si rileva che il punto centrale delle varie formulazioni \u00e8 se la legge dovr\u00e0 regolare i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia, o se si debba affermare il principio della partecipazione popolare all\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Ora mi pare che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mastino Pietro si presti ad un equivoco che lo pregherei di chiarire.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Con la formulazione da me proposta, affermo anzitutto, in modo positivo, che il popolo deve partecipare all\u2019amministrazione della giustizia, diversamente da quanto \u00e8 detto nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Targetti, in cui ci\u00f2 \u00e8 affermato solo come possibilit\u00e0. Dico poi che tale partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia deve avvenire in forma diretta.<\/p><p>Perch\u00e9 non parlo di giuria? Non perch\u00e9 voglia rinunziare ad alcuna delle conquiste e ad alcuno dei vantaggi ai quali ha accennato l\u2019onorevole Togliatti e che la decisione del popolo, attraverso la giuria, pu\u00f2 aver rappresentato, ma in quanto voglio evitare tutti i possibili inconvenienti che si sono manifestati fin\u2019ora. Io penso cio\u00e8 che, in sede di legislazione penale e di procedura, possa trovarsi una soluzione diversa dalla tradizionale, che ci consenta di eliminare quegli inconvenienti che la giuria, cos\u00ec come essa era intesa e praticata, rappresentava.<\/p><p>Si \u00e8, ad esempio, detto, dall\u2019onorevole Rescigno, che ove si insista sul concetto del mantenimento della giuria, si precluder\u00e0 necessariamente il diritto all\u2019appello nei giudizi pi\u00f9 gravi. Io contesto questa affermazione, perch\u00e9 concepisco un intervento diretto del popolo sotto forma tale che consenta la possibilit\u00e0 dell\u2019appello. Tutto questo potr\u00e0 essere convenientemente esaminato solo in sede tecnica, perch\u00e9 solo allora il problema potr\u00e0 essere esaminato sia con maggiore e pi\u00f9 profonda valutazione, sia non solo in s\u00e9, avulso da tutti gli altri, ma inserito nella valutazione giuridica generale.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidererei domandare all\u2019onorevole Mastino se egli sia disposto ad accettare che al suo emendamento siano aggiunte le seguenti parole: \u00abQuesta partecipazione \u00e8 obbligatoria nei processi di natura politica\u00bb.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Non ho nulla in contrario, in quanto io sostenni gi\u00e0 questa tesi in sede di discussione generale.<\/p><p>TOGLIATTI. In questo caso allora io credo che il nostro Gruppo potrebbe associarsi al suo emendamento.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Noi ritiriamo l\u2019emendamento presentato questa mattina, salvo a vedere se non sia poi il caso di ritirare anche gli altri. Noi avevamo infatti aggiunto la parola \u00abpu\u00f2\u00bb con la speranza delusa \u2013 son molte le speranze che poi vengono deluse di poter conciliare cos\u00ec diversi pareri. Ma, poich\u00e9 questa conciliazione non \u00e8 venuta, non abbiamo alcuna ragione di insistere.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Targetti, ma debbo rivolgerle una preghiera. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Mastino, mi pare \u2013 se non ho mal compreso \u2013 che il testo dell\u2019onorevole Mastino riassuma, in fondo, tutti i momenti del testo da lei presentato, non solo quello cui poc\u2019anzi ella ha fatto cenno. Io la prego quindi di esaminare l\u2019opportunit\u00e0 di ritirare tutto il suo ordine del giorno.<\/p><p>TARGETTI. Dichiaro allora di far forza al mio affetto paterno e di rinunciare al mio testo per aderire a quello dell\u2019onorevole Mastino, nonostante anche la preferenza letteraria che mantengo per il mio testo.<\/p><p>PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Targetti.<\/p><p>Abbiamo allora due proposte: quella dell\u2019onorevole Mastino Pietro con l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Togliatti e quella dell\u2019onorevole Coppi.<\/p><p>\u00c8 chiara adesso la distinzione fra questi due testi. Uno di essi afferma senz\u2019altro, costituzionalmente, la partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia, salvo a rimettere alla legge il regolamento dei casi e dei modi; l\u2019altro, invece, rimette alla legge la facolt\u00e0 di stabilire se debba sussistere la partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Pertanto si dovr\u00e0 votare dapprima il testo dell\u2019onorevole Coppi, il quale \u00e8 diverso da quello accettato anche dalla Commissione, cio\u00e8 da quello dell\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Chiediamo la votazione per appello nominale sul testo proposto dall\u2019onorevole Coppi. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Vorrei pregare l\u2019onorevole Togliatti di dirmi se accetta un emendamento al suo emendamento, nel senso che laddove \u00e8 detto \u00ab\u00e8 obbligatoria nei processi di natura politica\u00bb, si dica: \u00abnei processi per delitti politici\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Togliatti se accetta.<\/p><p>TOGLIATTI. Accetto, purch\u00e9 al posto di \u00abdelitti\u00bb si dica \u00abreati\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Comunico che sul testo Coppi \u00e8 stata chiesta la votazione nominale dagli onorevoli Perrone Capano, Leone Giovanni, Castiglia, Scalfaro, Crispo, Titomanlio Vittoria, Mazza, Abozzi, Benvenuti, Arcaini, Zerbi, Federici Maria, De Unterrichter Maria, Cifaldi e Domined\u00f2.<\/p><p>Ritengo che data l\u2019ora tarda potremmo rinviare questa votazione nominale.<\/p><p>GASPAROTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GASPAROTTO. Faccio la proposta formale per il rinvio della discussione alla seduta pomeridiana o addirittura a domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che la votazione nominale si debba fare nella seduta pomeridiana e, se non sorgono obiezioni, rimane cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 13.20.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCII. 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