{"id":2319,"date":"2023-09-17T15:57:56","date_gmt":"2023-09-17T13:57:56","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2319"},"modified":"2023-10-21T11:21:48","modified_gmt":"2023-10-21T09:21:48","slug":"pomeridiana-di-giovedi-20-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2319","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2319\" class=\"elementor elementor-2319\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e5d1a93 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e5d1a93\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1919ad1\" data-id=\"1919ad1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c45dca7 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"c45dca7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471120_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f191805 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f191805\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXCVII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Merlin Umberto<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Crispo<\/p><p>Grassi<\/p><p>Adonnino<\/p><p>Bertini<\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Romano<\/p><p>Colitto<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Persico<\/p><p>Ghidini<\/p><p>Laconi<\/p><p>Costa<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>De Palma<\/p><p>Perrone Capano<\/p><p>Caroleo<\/p><p>Conti<\/p><p>Targetti<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Caccuri<\/p><p>Damiani<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p>Lussu<\/p><p>Moro<\/p><p><strong>Interrogazione urgente <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Sansone<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Sono stati presentati altri ordini del giorno, che debbono ancora essere svolti, Tuttavia, non so se sia opportuno di procedere subito allo svolgimento di tutti, in quanto alcuni di essi pongono questioni che si ritrovano in articoli, nel cui merito dobbiamo ancora entrare.<\/p><p>Ritengo che sia opportuno limitarsi ora agli ordini del giorno che hanno carattere generale; quelli nei quali vengono trattate questioni specifiche credo sia bene riservarli (sia per quanto riguarda il loro svolgimento, come per la votazione) al momento in cui affronteremo gli articoli nei quali dette questioni vengono esaminate.<\/p><p>Debbo osservare inoltre che molti di questi ordini del giorno non mi sembrano pertinenti a problemi costituzionali e precisamente alla determinazione costituzionale della struttura e del funzionamento della Magistratura.<\/p><p>Se per connessione si intende il fatto che in questi ordini del giorno si pongono questioni che toccano il problema del funzionamento e della struttura di determinati organi giurisdizionali, la connessione c\u2019\u00e8, ma essa deve essere valutata in relazione al quesito se si tratti o no di questioni costituzionali. Io penso che molti e forse tutti i colleghi dell\u2019Assemblea sono giunti di gi\u00e0 a questa convinzione: che una parte di questi ordini del giorno trover\u00e0 ottimamente sede allorch\u00e9 la futura Camera legislativa discuter\u00e0 dell\u2019ordinamento e della struttura giudiziaria, ma che in questo momento essi non dicono nulla che interessi l\u2019Assemblea. Ve ne \u00e8 poi qualcuno di questi ordini del giorno che si riferisce addirittura ad aspetti cos\u00ec particolari del funzionamento della Magistratura che forse non potrebbero essere esaminati neanche quando si discutesse all\u2019Assemblea legislativa del riordinamento generale della Magistratura ma soltanto allorch\u00e9 vi fossero poste questioni del tutto particolari.<\/p><p>Io voglio comunque decidere fin da questo momento se sia opportuno porre in discussione tutti questi ordi.ni del giorno e quindi dare la parola ai presentatori: \u00e8 una questione che verr\u00e0 risolta nel momento in cui di questi ordini del giorno daremo lettura. Ma io vorrei che i colleghi che li hanno presentati accedessero alle proposte che far\u00f2 o alle decisioni che mi riservo di prendere in proposito, mosso unicamente dalla preoccupazione non di evitare che si dica ci\u00f2 che si deve dire, ma che si dicano cose che in questo momento non hanno ragione di essere dette e che potrebbero essere pi\u00f9 utilmente dette in altra sede. Dopo queste considerazioni, l\u2019onorevole Merlin Umberto ha facolt\u00e0 di svolgere il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente riafferma:<\/p><p>che base e fondamento di un regime democratico deve essere la autonomia e la indipendenza assoluta della Magistratura, la quale non deve dipendere da alcun altro potere dello Stato;<\/p><p>che, per assicurare tale indipendenza, bisogna vietare la istituzione di giudici sia speciali, sia straordinari, che il pi\u00f9 spesso nascondono organi che il potere esecutivo si crea per giustificare, almeno nelle apparenze, i suoi atti di prepotenza, violatori delle libert\u00e0 fondamentali del cittadino;<\/p><p>che la eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sarebbe cosa vana senza la unicit\u00e0 della giurisdizione civile, penale ed amministrativa e che, in particolare, va mantenuta la Cassazione unica, come supremo giudice di diritto, e va evitato qualsiasi trasferimento delle sue funzioni ad altro organo con conseguente menomazione dei diritti dei cittadini;<\/p><p>che, per assicurare la indipendenza dei magistrati, occorre dare adesso la libert\u00e0 dal bisogno;<\/p><p>che il reclutamento dei magistrati deve essere fatto solo per concorso o per titoli, con divieto ai magistrati di appartenere a partiti politici o ad associazioni segrete;<\/p><p>che la giuria popolare va abolita avendo fatto pessima prova in tutte le materie che vennero sottoposte al suo giudizio;<\/p><p>che, infine, ad accentuare il carattere giurisdizionale della Corte costituzionale, a coordinare l\u2019attivit\u00e0 delle due Supreme Corti e ad evitare la possibilit\u00e0 di conflitti, \u00e8 giusto che la Corte costituzionale sia presieduta dal Primo Presidente della Cassazione.<\/p><p>\u00abAccettando i princip\u00ee affermati in queste premesse,<\/p><p>delibera<\/p><p>1\u00b0) che nella nuova Costituzione sia garantita alla Magistratura piena autonomia e perfetta indipendenza;<\/p><p>2\u00b0) che siano aboliti i giudici speciali o straordinari e sia affermato il principio della unit\u00e0 della giurisdizione civile, penale, amministrativa;<\/p><p>3\u00b0) che conseguentemente sia mantenuta la Cassazione Unica per tutte le materie civili e penali;<\/p><p>4\u00b0) che sia rimessa all\u2019ordinamento giudiziario la questione della giuria popolare;<\/p><p>5\u00b0) che sia data ai magistrati una posizione economica adeguata alle loro funzioni, alla loro dignit\u00e0 ed al necessario prestigio\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO. Io accolgo subito il desiderio espresso dal nostro illustre Presidente, e mi limiter\u00f2 a svolgere i punti pi\u00f9 importanti del mio ordine del giorno. Dico anzi che un mio intervento, dopo tanti discorsi di autorevoli colleghi, potrebbe anche essere o sembrare superfluo. Ho un\u2019unica scusa, per la quale mi permetto di rivolgermi ai colleghi in questo momento e alla chiusura della discussione generale. La scusa \u00e8 questa: che, per quanto per pochi mesi, ho vissuto al Ministero di giustizia; ho lavorato in quel dicastero, ho studiato il grave problema della Magistratura, ho conosciuto da vicino anche i desideri dei magistrati. E quindi mi sembra quasi di rendere un doveroso omaggio a questi benemeriti servitori dello Stato, esprimendo il mio parere su questo delicato ed importante argomento.<\/p><p>Il mio ordine del giorno \u00e8 abbastanza complesso, e riguarda soprattutto quella che \u00e8 la funzione della Magistratura, quelli che sono i doveri e i diritti di quello che venne definito il terzo potere dello Stato.<\/p><p>Nella Carta statutaria noi dovevamo occuparci di questo problema, non solo perch\u00e9 se ne occupano tutte le carte statutarie, ma perch\u00e9 \u00e8 chiaro che se noi della Costituzione vogliamo creare i muri maestri e il tetto, dobbiamo anche ben fissarne le fondamenta; e dobbiamo necessariamente regolare e disciplinare gli organi che saranno incaricati domani di applicare e difendere, se occorra, contro tutto e contro tutti, quei diritti che la nuova Carta statutaria assicura a tutti i cittadini.<\/p><p>Io non do una grande importanza alla distinzione del nome \u00abordine\u00bb o \u00abpotere\u00bb; a me basta che rimanga ferma la libert\u00e0 e la indipendenza della \u00abfunzione\u00bb. Ora \u00e8 quasi superfluo ch\u2019io ricordi ai colleghi che noi abbiamo votato gi\u00e0 tutti gli articoli, che assicurano le libert\u00e0 fondamentali dei cittadini: la libert\u00e0 personale, la libert\u00e0 di stampa, la libert\u00e0 di organizzazione, la libert\u00e0 di professare la propria fede religiosa e di diffonderla, la libert\u00e0 di organizzarsi nei partiti che ciascuno creda di scegliere, concorrendo con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Questo complesso di diritti forma la \u00abdemocrazia costituzionale\u00bb. Avremmo perduto perfettamente del tempo, e avremmo scritto degli articoli che rimarrebbero lettera morta, se noi non assicurassimo anche la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza all\u2019organo che sar\u00e0 chiamato a difendere questi diritti contro tutti. Sempre, nella storia di ogni popolo, in qualunque momento, la democrazia ha potuto resistere, vivere e prosperare, se ha saputo contare su una Magistratura libera e indipendente; e la democrazia, invece, \u00e8 crollata come un ramo secco, dove la Magistratura \u00e8 stata soltanto serva del potere esecutivo.<\/p><p>La Magistratura \u00e8 la garanzia effettiva della libert\u00e0 e dei diritti dei cittadini.<\/p><p>Come noi dobbiamo assicurare questa indipendenza alla Magistratura e in che modo? Ci si \u00e8 domandato: contro chi? Forse contro lo Stato? No, mai contro lo Stato, ma contro uno dei poteri dello Stato, contro quello che pi\u00f9 spesso \u00e8 tratto, per mala volont\u00e0 di uomini o per lo strapotere di un partito, ad uscire dai limiti della sua sfera d\u2019azione. Troppo spesso \u00e8 accaduto nei secoli che \u00abvicino a un principe che viola la legge \u00e8 rarissimo che non vi sia un giurista, il quale assicuri di non esservi nulla di pi\u00f9 legittimo, dimostrando sapientemente che la violenza \u00e8 giusta\u00bb, perch\u00e9 non si senta irrefrenabile l\u2019aspirazione di formare dei magistrati superiori per moralit\u00e0, cultura e perfetta indipendenza di giudizio. Onde, se vogliamo assicurare la libert\u00e0 ai cittadini, bisogna che la Magistratura sia assolutamente libera e indipendente; e l\u2019articolo 97 pare che non contraddica a questo principio quando dice che \u00abla Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente\u00bb.<\/p><p>Qualche riserva \u00e8 stata fatta da qualche banco, ma io credo e spero (lo ha detto qui con parola pi\u00f9 autorevole della mia un uomo da tutti noi stimato per la sua indipendenza, per il suo carattere, per la sua fede: l\u2019onorevole Conti, che l\u2019Assemblea possa votare all\u2019unanimit\u00e0 questo articolo che \u00e8 uno dei capisaldi del nuovo Statuto.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 bisogno che io vada divagando nel vasto campo delle discipline politiche per riaffermare cose che costituiscono patrimonio e conoscenza comune.<\/p><p>Tutti sanno che la tripartizione dei poteri dello Stato non \u00e8 una creazione artificiosa n\u00e9 dei cultori di diritto pubblico, n\u00e9 della filosofia o delle scienze politiche.<\/p><p>Essa \u00e8 una realt\u00e0, risponde alla diversit\u00e0 delle funzioni, che possono anche confondersi nella stessa persona, ma che esistono.<\/p><p>Gi\u00e0 in Aristotele si parla di potere legislativo, esecutivo e giudiziario, e Montesquieu ha ricalcato le vie di Marsilio da Padova e di Machiavelli.<\/p><p>Ora, fin dalle pi\u00f9 antiche costituzioni \u2013 io alludo per esempio a quella degli Stati Uniti d\u2019America, che ha preceduto anche la rivoluzione francese \u2013 si scriveva che \u00abla separazione dei poteri \u00e8 la prima condizione di un governo libero\u00bb.<\/p><p>Alcuni dicono: \u00abMa volete mettere un potere contro l\u2019altro? Volete offendere la sovranit\u00e0 dello Stato che deve essere unica?\u00bb.<\/p><p>Rispondo: il principio della separazione dei poteri non rinnega l\u2019altro della sovranit\u00e0 una ed indivisibile, ma postula invece una sana ed utile collaborazione. Ciascun potere nei suoi limiti e nei suoi confini. Questo \u00e8 lo Stato democratico ed \u00e8 il contrapposto dello Stato totalitario. Come lo Stato democratico autolimita i suoi poteri nei riguardi della famiglia e dell\u2019individuo, cos\u00ec esso fissa i limiti dell\u2019esecutivo, del legislativo e del giudiziario. E ciascuno di questi tre poteri, osservando le sfere della sua competenza, \u00e8 di necessit\u00e0 portato alla sana collaborazione, con che viene rafforzata e non indebolita la unit\u00e0 della sovranit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>Io per primo riconosco ed ammetto che la teoria fondamentale del Montesquieu abbia nel corso del tempo subito anche delle trasformazioni e delle modificazioni e che, pur avendo avuto sempre (come insegna il nostro illustre collega Orlando) una notevole influenza nel campo di queste discipline, tuttavia abbia anche subito delle attenuazioni. Ma \u00e8 certo, onorevoli colleghi, che se noi non diciamo francamente di essere tutti d\u2019accordo su questo punto, noi creiamo dei dubbi, delle incertezze e delle confusioni a tutto danno della \u00abdemocrazia\u00bb che vogliamo invece rafforzare e difendere.<\/p><p>Credetelo, io rispetto l\u2019opinione contraria, rispetto anche i dubbi che possono essere stati sollevati; ma in questo campo non si pu\u00f2 volere e disvolere. Non si pu\u00f2, per esempio, volere una indipendenza a met\u00e0 ed ammettere, viceversa, un controllo per l\u2019altra met\u00e0.<\/p><p>O la si vuole piena ed intera questa indipendenza, e la si riconosce come un dovere e un interesse dello Stato, o se no, un po\u2019 alla volta, si riduce la libert\u00e0 dei magistrati e si cade nell\u2019arbitrio.<\/p><p>Parliamoci chiaro: che cosa si domanda ai magistrati? Si domanda forse ai magistrati di essere dei giudici \u00abfuturisti\u00bb, dei giudici i quali applichino leggi che non sono state ancora approvate? Voi capite benissimo che questo sarebbe un pericolo gravissimo perch\u00e9 si sovvertirebbe tutto l\u2019ordine giuridico dello Stato e si creerebbe l\u2019abuso dove, viceversa, noi vogliamo la sicurezza del diritto di ciascuno.<\/p><p>Voi, quando dubitate dei magistrati, forse non li conoscete a sufficienza. Essi non sono n\u00e9 conservatori n\u00e9 retrivi. Sono, s\u00ec, conservatori in quanto, per forza di cose, applicando la legge che esiste, vogliono rispettare l\u2019ordine giuridico costituito, ma non sono dei conservatori se voi e il Parlamento farete delle leggi progressiste, la riforma agraria, la riforma industriale; se faremo soprattutto delle leggi chiare, delle leggi ben fatte, delle leggi meditate e non improvvisate, delle leggi con linguaggio giuridico esatto e con terminologia precisa, i giudici osserveranno la legge e l\u2019applicheranno in tutta la sua estensione! (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Del resto, che paura avete della Magistratura? Badate che nel corso dei secoli mai si sono avuti colpi di Stato da parte dei magistrati! I colpi di Stato son venuti da ben altro potere e precisamente dal potere esecutivo. La Magistratura qualche volta ha piegato anche la schiena, ma io vorrei dire a questo proposito, ripetendo quello che ha detto l\u2019onorevole Conti in quest\u2019Aula, che, se noi proprio con animo sereno vogliamo giudicare quella che \u00e8 stata la Magistratura anche durante il regime fascista, non potremmo dire onestamente che essa sia stata semplicemente composta di uomini schiavi. Se noi antifascisti trovavamo conforto nella nostra pena, se noi avevamo qualche funzionario dello Stato al quale confidare le nostre tribolazioni e dal quale avere qualche aiuto, se soprattutto nel nostro esercizio professionale noi andiamo ricordando quello che hanno fatto i magistrati, noi dobbiamo riconoscere che c\u2019era s\u00ec da parte del gerarca avvocato l\u2019illecita intromissione, con la quale egli spesso pretendeva delle sentenze ingiuste, ma, fatta qualche rara eccezione, i magistrati non ne hanno scritto delle sentenze ingiuste! E il cittadino, anche in quel periodo di tempo, ha potuto affidare ai magistrati il suo patrimonio ed il suo onore senza avere il pericolo che gli si negasse giustizia! E gli avvocati anche antifascisti hanno potuto liberamente parlare nelle aule dei tribunali.<\/p><p>Ora pare \u2013 ripeto \u2013 che la Costituzione a questi princip\u00ee si ispiri; ma una subordinazione almeno parziale della Magistratura al potere esecutivo e legislativo io la trovo in questi quattro punti: istituisce giudici speciali in ogni materia, meno che in quella penale; stabilisce che met\u00e0 dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, e fra questi anche un Vicepresidente, che sposta la maggioranza a danno dei magistrati, siano eletti dalle Assemblee legislative; dispone in linea generale e limita a proprio beneplacito la tutela giurisdizionale dei diritti ed interessi verso gli atti della pubblica amministrazione; sospende l\u2019esecuzione d\u2019una Sentenza irrevocabile.<\/p><p>Ora, o colleghi, per non cadere in questi inconvenienti, bisogna correggere qualche articolo. La Costituzione, com\u2019\u00e8 proposta, merita ad esempio correzione all\u2019articolo 97 che riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura. Questo Consiglio \u00e8 presieduto dal Presidente della Repubblica ed \u00e8 composto da due Vicepresidenti: uno \u00e8 il Primo Presidente della Corte di Cassazione, il secondo \u00e8 nominato dall\u2019Assemblea Nazionale; poi vengono i membri eletti per met\u00e0 dai magistrati e per met\u00e0 ancora dall\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Ora basta tirare le somme per vedere che in questa maniera noi approveremmo non il Consiglio della Magistratura, ma un altro Consiglio, perch\u00e9 in quel Consiglio i magistrati sarebbero in minoranza. L\u2019Assemblea Nazionale, che \u00e8 un\u2019Assemblea politica, verrebbe a disporre del Consiglio Superiore della Magistratura. E qui io voglio ricordare una cosa: siccome tutto migliora, noi dobbiamo, prima di accingerci a modificare quello che \u00e8 lo stato di fatto e di diritto attuale, tenere conto delle conquiste che la classe dei magistrati ha ottenuto; noi non possiamo dimenticare che oggi \u00e8 in vigore una legge, quella del 31 maggio 1946, n. 511, che porta la firma di De Gasperi, porta la firma di Corbino, ma porta anche la firma del Guardasigilli Togliatti.<\/p><p>Ora, se vi \u00e8 stata una legge democratica, una legge la quale sia venuta incontro alle aspirazioni dei magistrati nel modo migliore, \u00e8 questa e io ne faccio lode precisamente a colui col cui nome questa legge si appella, all\u2019onorevole Togliatti perch\u00e9, evidentemente, come Guardasigilli fu lui che l\u2019ha preparata, l\u2019ha fatta approvare e l\u2019ha fatta diventare legge dello Stato. Con questa legge sono istituiti i Consigli giudiziari in ogni Corte d\u2019appello, \u00e8 istituito il Consiglio Superiore della Magistratura, tutti eletti dai magistrati. In ogni Corte d\u2019appello si riuniscono i magistrati per la nomina del Consiglio distrettuale e per il Consiglio Superiore votano tutti i magistrati d\u2019Italia.<\/p><p>Ora, \u00e8 vero che voi mi potete rispondere che questo Consiglio Superiore della Magistratura in atto non ha tutti i poteri che noi, con l\u2019articolo 97, gli daremmo. Ma intanto, o signori, c\u2019\u00e8 questo: tutti i giudizi disciplinari contro i magistrati sono decisi da tribunali composti di magistrati: l\u2019ammonimento, la censura, la perdita di anzianit\u00e0, la rimozione e destituzione sono decisi da tribunali composti esclusivamente di magistrati. Sono provvedimenti delicatissimi che non vengono affidati ad estranei, ma a magistrati. Ma anche sulle promozioni, le assegnazioni e i trasferimenti \u00e8 il Consiglio Superiore che d\u00e0 il suo parere e voi ne comprendete tutta la importanza.<\/p><p>Voi capite benissimo che non c\u2019\u00e8 Ministro e non c\u2019\u00e8 stato Ministro dal momento della nostra liberazione ad oggi che non abbia tenuto in massimo conto questo parere. Nessuno ha promosso un magistrato trascurando il parere del Consiglio Superiore. Ed allora, volete oggi dare meno di quanto i magistrati abbiano gi\u00e0 ottenuto?<\/p><p>Allora ecco la proposta che io faccio: io tengo fermo che questo Consiglio Superiore della Magistratura sia presieduto dal Presidente della Repubblica. \u00c8 una innovazione identica a quella della Costituzione francese, articolo 83.<\/p><p>Io spero e confido che i magistrati accetteranno questo loro capo, sentiranno anzi l\u2019onore, l\u2019orgoglio che il loro massimo Consiglio sia presieduto proprio dal Capo dello Stato.<\/p><p>Io domando semplicemente che sia tolto il secondo Vicepresidente che non ha ragione di essere; sia lasciato un solo Vicepresidente e cio\u00e8 il Primo Presidente della Corte Suprema e sia data la maggioranza, leggera, se volete, ma maggioranza, ai magistrati e che gli altri membri siano eletti dall\u2019Assemblea Nazionale sia pure, ma siano eletti in certe categorie, ex magistrati, avvocati, non che abbiano sospeso la professione, ma che la abbiano abbandonata del tutto e che si siano fatti cancellare dall\u2019albo degli avvocati, perch\u00e9 solo cos\u00ec questi uomini potranno compiere con piena indipendenza il loro dovere, ed infine professori di universit\u00e0. Ecco la collaborazione in atto. Tra questi uomini eccelsi per studio, per ingegno, per capacit\u00e0, sorger\u00e0 piena e facile la pi\u00f9 cordiale fusione di intenti e di opere.<\/p><p>\u00c8 una proposta semplicissima, ma \u00e8 una proposta che viene incontro ai desideri dei magistrati.<\/p><p>Io non so anche qui, perch\u00e9 noi, che cerchiamo nelle nostre leggi di accontentare, se \u00e8 possibile, tutti i legittimi interessi della classe cui il provvedimento si riferisce, non dovremmo tener conto dei desideri dei magistrati e venire incontro in questa maniera ai voti che essi hanno espressi anche in Assemblee recenti, tenute qui a Roma. Diamo dunque soddisfazione a queste domande che, a parer mio, sono legittime.<\/p><p>Oltre a questo, quattro punti io intendo toccare. Io domando: 1\u00b0) che non possano essere istituiti giudici speciali o straordinari per nessuna materia; 2\u00b0) che la Corte di Cassazione sia unica nello Stato ed abbia sede in Roma e che essa abbia il compito di assicurare l\u2019esatta osservanza e l\u2019uniforme interpretazione della legge da parte degli organi giurisdizionali; 3\u00b0) che le questioni della giuria popolare siano rimesse alla legge sull\u2019ordinamento giudiziario; 4\u00b0) che la Corte Costituzionale sia presieduta dal Primo Presidente della Corte di Cassazione.<\/p><p>Brevissimamente su ciascun punto.<\/p><p>Sapete voi quanti sono in Italia i giudici speciali? Se voi andate in biblioteca e consultate il Caliendo, che oggi se non erro \u00e8 Primo Presidente della Corte di Appello di Roma, voi trovate che i giudici speciali in Italia sono 300. Voi credete forse che io scherzi? Ebbene, vi prego di leggere quel volume e di consultarlo, e voi vedrete che non c\u2019\u00e8 stata mai una legge in Italia con cui si sia riformato questo o quello istituto, la quale legge o per ragioni tecniche, o per necessit\u00e0, o per alleviare i magistrati dalle loro fatiche o per inserire esperti nel Collegio giudicante (ci\u00f2 che ammetto anche io, ma che pu\u00f2 essere fatto anche accettando il mio principi\u00f2) non abbia creato un giudice speciale. In questa maniera, evidentemente, si viene ad offendere l\u2019indipendenza della Magistratura, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che non si rispetta un organo se gradualmente gli si sottraggono le sue naturali funzioni.<\/p><p>Posso ammettere la necessit\u00e0 di rispettare il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti, ma nessun altro giudice speciale o straordinario deve ammettersi.<\/p><p>Io vi ricordo semplicemente questo: nel corso della storia di ogni popolo, la creazione del giudice speciale \u00e8 stata sempre un atto di prepotenza del potere esecutivo, con cui questo potere ha cercato di giustificare, almeno nelle apparenze, i suoi atti contro la libert\u00e0, ed \u00e8 per questo che io prego la Camera di voler accogliere l\u2019emendamento che io propongo e che serve a garantire ancor pi\u00f9 le libert\u00e0 fondamentali del cittadino.<\/p><p>Ho creduto opportuno di insistere sulla Corte di Cassazione unica. Su questo argomento ho letto un ordine del giorno firmato da autorevolissimi colleghi, i quali vogliono ristabilire le Corti di Cassazione territoriali. Mi inchino a quello che \u00e8 stato il contributo giuridico degli illustri magistrati di Torino, di Firenze, di Napoli, di Palermo, soprattutto di Napoli, la cui Cassazione ha una tradizione giuridica eccelsa. Mi inchino, ma non si dica: noi siamo contro la Cassazione unica perch\u00e9 questa \u00e8 stata creata dal regime fascista. Storicamente \u00e8 vero, ma basta conoscere per esempio il pensiero di Ludovico Mortara, che ha preceduto il fascismo e che non \u00e8 stato certo fascista, e di tutti i giuristi, che sono una vera coorte, che hanno insistito sulla necessit\u00e0 della Cassazione unica, per non dover tener conto di quella osservazione. In Italia esisteva la Cassazione penale unica fin dal 1889; non c\u2019era ragione perch\u00e9 non vi fosse anche la Cassazione unica civile.<\/p><p>Anche se cronologicamente la Cassazione unica civile \u00e8 stata istituita dal fascismo nel 1923, il fascismo ha raccolto quello che gi\u00e0 era stato elaborato dai giuristi in epoca anteriore. Ma io vi porto la mia modesta esperienza, che \u00e8 quella di un avvocato senza pretese, che ha cominciato la professione giovanissimo e l\u2019ha incominciata con le cinque Cassazioni territoriali.<\/p><p>Ebbene, non c\u2019era causa in cui io citassi la cassazione di Firenze, nella quale l\u2019avversario non mi controbattesse citandomi la cassazione di Napoli o di Firenze o di Palermo. Voi mi direte che ci\u00f2 si verifica anche con la Cassazione unica a Roma attraverso le varie sezioni. Ma io vi rispondo che ci\u00f2 si verifica per lo meno in misura assai inferiore. Anzi si pu\u00f2 dire che durante tutto il periodo in cui \u00e8 durata la presidenza di D\u2019Amelio, la Cassazione unica ha mantenuto una lodevole uniformit\u00e0 di pareri e di decisioni.<\/p><p>Questa uniformit\u00e0 \u00e8 una utilit\u00e0 evidente, perch\u00e9 chi conosce le sottigliezze del diritto e chi soprattutto sa il pochissimo tempo che hanno i giudici, specialmente quelli di grado inferiore, per rendere le loro sentenze, capisce quanto valga per loro una direttiva costante della Corte regolatrice. La dottrina sia libera e si evolva in piena libert\u00e0, ma la Corte regolatrice sia quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile costante per dare una guida sicura ai giudici inferiori.<\/p><p>Vi dir\u00f2 ora molto brevemente della giuria. Anche qui, io reco la mia esperienza. Io sono contro la giuria popolare. Anche se io rispetto il parere di coloro i quali hanno manifestato un\u2019opinione diversa, non posso non affermare che in Italia oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un giurista che sostenga la giuria popolare: sono tutti contrari ed anche coloro che sono favorevoli riconoscono tutte le manchevolezze dei giudici popolari. Difettano i requisiti dei giudici, le modalit\u00e0 di esercizio delle loro funzioni, la natura delle decisioni che ne promanano e soprattutto manca la saldezza della pietra angolare su cui dovrebbe poggiare il giudizio: e cio\u00e8 una precisa e netta separazione del fatto dal diritto.<\/p><p>Non esiste questa distinzione tra fatto e diritto: \u00e8 una finzione perfetta. Manca nei giurati la competenza, il senso critico, la freddezza d\u2019animo. \u00c8 viva in loro la passionalit\u00e0, l\u2019emotivit\u00e0, tanto che \u00e8 facile persino che essi piangano; e quando il giurato piange \u00e8 finita: l\u2019imputato \u00e8 assolto. (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAFFI. Che peccato!<\/p><p>MERLIN UMBERTO. \u00c8 davvero un peccato, perch\u00e9 non si rende giustizia. E poi c\u2019\u00e8 la faccenda della scheda: la scheda del giurato che non ha capito niente, la scheda del giurato che non ha nemmeno saputo vergare un s\u00ec o un no, la scheda bianca, le scheda mal scritta o sgorbiata.<\/p><p>MANCINI. Ma, da che mondo \u00e8 mondo, il dubbio \u00e8 per il reo.<\/p><p>MERLIN UMBERTO. Per i reati che hanno un\u2019importanza lievissima, ci pu\u00f2 essere un primo giudizio, un secondo giudizio, la Cassazione: ma, per le Assise dove si decide della vita di un cittadino, non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di rimedio.<\/p><p>Ma poi senta, collega Mancini: io rispetto la sua opinione, ma sa lei il fascismo a chi ha principalmente dovuto il suo rafforzamento, per lo meno iniziale? Proprio alle Corti d\u2019assise ed ai giudici popolari che hanno assolto tutti gli assassini fascisti ed hanno in questa maniera glorificato proprio coloro che hanno ucciso i suoi compagni di fede, ed anche i miei. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>C\u2019\u00e8 qui infatti il collega Costa che pu\u00f2 darmene fede. Nel mio Polesine 13 assassini fascisti a danno dei socialisti (<em>Interruzioni<\/em>) ed un altro assassinio a danno di un popolare. Ebbene, tutti gli imputati assolti dal giudici popolari.<\/p><p>MANCINI. Basile \u00e8 stato assolto adesso.<\/p><p>MERLIN UMBERTO. Ed \u00e8 stato assolto proprio da giudici popolari. Ed anche quando voi farete anche un reclutamento, il pi\u00f9 severo possibile, arriverete allo stesso risultato, perch\u00e9 il giurato, comunque reclutato, non pu\u00f2 essere un buon giudice.<\/p><p>Vi dico un ultimo argomento. Io sono favorevole evidentemente all\u2019articolo che dice che i magistrati non possono partecipare a partiti politici o ad associazioni segrete. \u00c8 inutile che ne dica le ragioni. Non capirei neanche che, soprattutto nei piccoli centri, un magistrato potesse, il giorno prima di un\u2019udienza, battagliare alla sezione del partito cui appartiene, partecipare magari ad un comizio, discutere con quel calore che \u00e8 tutto proprio degli italiani (pare che i nostri dissensi politici debbano manifestarsi sempre rumorosamente e che la politica sia palestra di od\u00eei feroci). Ebbene, come si concepirebbe che quell\u2019uomo stesso andasse il giorno dopo a sedere come giudice e giudicare un democristiano o socialista o liberale, cio\u00e8 proprio color che aveva il giorno prima definito suoi acerrimi nemici? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Non parliamo poi delle associazioni segrete. Io non credo e non voglio credere che in Italia siano risorte. Non ce ne sarebbe ragione, perch\u00e9 un regime libero non d\u00e0 neanche il pretesto perch\u00e9 i cittadini debbano riunirsi in conventicole segrete; ma peggio che mai poi un magistrato potrebbe appartenere ad esse. Ed allora noi cadremmo in questa bella situazione: ai magistrati, divieto di appartenere a partiti e ad associazioni segrete, ma ai giurati del popolo, che sono quelli che decidono dei pi\u00f9 gravi delitti, questo sarebbe consentito.<\/p><p>Un ultimo punto, e la mia esposizione \u00e8 finita. Io domando nel mio ordine del giorno che sia assicurata ai magistrati una posizione economica adeguata al loro grado ed alla elevatezza delle loro funzioni. Non sono avvezzo alle adulazioni, ma sento il dovere di dire che i magistrati si sono conquistata in Italia tale una chiara fama di onest\u00e0 e di correttezza, che riconoscerlo \u00e8 un dovere. Si pu\u00f2 dire che la vita dei magistrati si svolge in un quadro cos\u00ec modesto, con mezzi economici cos\u00ec palesemente limitati, che ogni malevolenza ed ogni alito di sospetto ne restano disarmati. Ma tutto ha un limite, e la condizione in cui vivono i magistrati \u00e8 talmente inferiore alla dignit\u00e0 del loro ufficio ed al prestigio che devono godere, che esprimere alla Costituente un voto per ovviare a ci\u00f2, \u00e8 un dovere. Nel mio breve passaggio nel Ministero di via Arenula ho studiato il progetto della istituzione di una Cassa nazionale dei magistrati, che del resto non era mio, ma era stato gi\u00e0 preparato dal Ministro Togliatti e fatto proprio dal Ministro Gullo. Io qui non voglio tediare la Camera nel dire le ragioni per cui questo progetto non ha potuto essere attuato, ma dico che in quanto la nostra Carta costituzionale afferma o affermer\u00e0 che i magistrati si distinguono per diversit\u00e0 di funzioni e non di grado, sganciata la Magistratura dal rimanente personale dello Stato, spero, confido, che sia possibile dare ad essi, con questo congegno o con un altro analogo, quella sistemazione economica che permetta di dire che noi abbiamo dato loro la massima delle libert\u00e0: la libert\u00e0 dal bisogno.<\/p><p>Queste sono, onorevoli colleghi, le ragioni semplici, con le quali io ho svolto il mio ordine del giorno. La mia parola ha voluto essere pi\u00f9 che tutto un atto di omaggio alla Magistratura italiana degna delle sue tradizioni. I magistrati, io ne sono sicuro, con la loro fermezza e con la loro indipendenza, daranno il pi\u00f9 valido contributo allo sviluppo ed al rafforzamento della nostra democrazia. Ed io preferisco magistrati liberi che qualche volta dichiarino incostituzionale un decreto del potere esecutivo, a magistrati servi, i quali con la loro vilt\u00e0 sarebbero indegni di servire il nuovo Stato che stiamo faticosamente creando. (<em>Applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mannironi ha presentato il seguente ordine del giorno, che reca anche le firme degli onorevoli Guerrieri Filippo, Ciampitti, Tozzi Condivi, Scalfaro e Cappi:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che nella prossima riforma della legislazione penale sia istituito il giudizio di appello anche per i reati di competenza di Corte di assise, secondo le modalit\u00e0 da stabilirsi con la legge\u00bb.<\/p><p>Ho l\u2019impressione che sia uno di quegli ordini del giorno, i quali, perch\u00e9 non possono comunque tramutarsi in nessuna disposizione specifica da inserire nel testo costituzionale, non avrebbero ragione di essere presentati e svolti.<\/p><p>Ad ogni modo, se l\u2019onorevole Mannironi si impegna a svolgerlo in maniera rapidissima, gli do facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MANNIRONI. Io sono abitualmente breve; per\u00f2 desidero far rilevare che l\u2019argomento contenuto nel mio ordine del giorno fa parte anche di alcuni emendamenti ed \u00e8 stato gi\u00e0 illustrato, mi pare, dall\u2019onorevole Rubilli.<\/p><p>L\u2019argomento, peraltro, del quale mi devo occupare \u00e8, a parer mio, di natura squisitamente costituzionale. Si \u00e8 detto qui e fuori di qui da taluno, che in questa parte del progetto costituzionale si siano voluti inserire molti princip\u00ee, che non sarebbero strettamente costituzionali. Penso che, in ogni caso, l\u2019abbondare in questa parte del progetto nel definire determinati princip\u00ee ed affermazioni non sia inutile, perch\u00e9 in sostanza noi ci stiamo preoccupando di creare la struttura del potere giudiziario e di garantire, per altre vie, le libert\u00e0 del cittadino. Ad evitare che domani facili maggioranze parlamentari possano modificare certi princip\u00ee, che riteniamo di carattere fondamentale, mi pare che l\u2019unico rimedio debba proprio consistere nell\u2019agganciare questi princip\u00ee alla Costituzione. Ora io intendo brevemente illustrare le richieste contenute nell\u2019ordine del giorno, che tendono a fare affermare il principio, secondo il quale, nella legislazione italiana, debba esistere sempre il secondo grado di giurisdizione e debba esistere anche nei giudizi di Corte di assise, nei quali oggi il giudizio di appello non \u00e8 ammesso.<\/p><p>Gli onorevoli colleghi che si sono occupati di studi di diritto sanno che da lungo tempo si \u00e8 discusso nella dottrina se dovesse essere ammesso o no l\u2019appello.<\/p><p>Dai sostenitori dell\u2019abolizione dell\u2019appello si \u00e8 detto che, se l\u2019appello \u00e8 ammesso per reati minori, lo si dovrebbe a maggior ragione ammettere anche per i reati pi\u00f9 gravi, quali quelli di competenza della Corte di assise; e si \u00e8 aggiunto che, per evitare che i giudizi pi\u00f9 gravi si dilunghino in inutili fasi dilatorie, meglio sarebbe abolire l\u2019appello.<\/p><p>Onorevoli colleghi, voi capite quanto un ragionamento di questo genere possa essere pericoloso. Il diritto di appello \u00e8 qualcosa, che \u00e8 connaturata all\u2019uomo e rientra nelle sue esigenze naturali e legittime. Il magistrato che interpreta la legge e l\u2019applica al caso specifico, si preoccupa sempre di una cosa fondamentale: di accertare l\u2019effettiva responsabilit\u00e0 dell\u2019imputato. Ora questo giudizio di accertamento della responsabilit\u00e0 \u00e8 proprio quello che costituisce la sostanza della giustizia e l\u2019opera della Magistratura. Qualunque sforzo e qualunque tentativo possa essere fatto in questo senso, allo scopo di garantire e meglio assicurare la libert\u00e0 del cittadino e allo scopo di scoprire la verit\u00e0 giudiziale e di impedire, in sostanza, che un\u2019ingiustizia sia fatta, mi pare sia proficuo, utile e necessario. In tutti i tempi e presso tutti i popoli \u00e8 esistito un giudizio di appello. Mi pare di aver letto che Platone si considerava sodisfatto di una sentenza e di un giudizio solo quando era passato attraverso tre vagli.<\/p><p>Senza dilungarmi troppo e senza sfoggio di inutile erudizione, voglio tralasciare di richiamare i precedenti del diritto romano e medievale. Comunque \u00e8 certo questo: che il diritto di appello, fin dalle epoche pi\u00f9 remote, \u00e8 stato, direi, reclamato dalla coscienza di tutti i popoli, che di una cosa sola sempre si sono preoccupati; di garantire in tutte le maniere la libert\u00e0 del cittadino, per evitare che questa libert\u00e0 potesse essere violata e in qualche modo, compromessa, o coartata da giudizi erronei o da giudizi affrettati e irreparabili. Il giudizio di appello, onorevoli colleghi, \u00e8 fondato su un concetto popolare, che \u00e8 pieno di buon senso e di logica: quando si dice che quattro occhi vedono meglio di due, si afferma una verit\u00e0 sacrosanta. Ora il giudizio di appello porta proprio a questo; a far in modo che uno stesso fatto od una serie di fatti, che hanno costituito oggetto di esame e di giudizio da parte di un giudice, possano in un secondo tempo essere riesaminati da altro giudice diverso, lontano dal fatto, dal tempo e dal luogo del delitto, in modo che possa avere quella maggiore serenit\u00e0 di giudizio, che \u00e8 la garanzia pi\u00f9 sicura per la bont\u00e0 e la correttezza del giudizio stesso.<\/p><p>Per combattere questa tesi del giudizio di appello anche per i reati di competenza delle Corti di assise, si adducono generalmente due motivi. Uno \u00e8 di carattere formale. Si dice che non \u00e8 consentito il giudizio di appello per i reati di competenza delle Corti di assise, in quanto tale giudizio \u00e8 pronunciato da un giudice che \u00e8 gi\u00e0 di appello. Mi pare che questa sia una obiezione di natura formale, facilmente superabile. Non \u00e8 necessario che il giudizio di primo grado per i reati gravi sia affidato ad un giudice di appello; pu\u00f2 benissimo essere affidato ad altro giudice. E, d\u2019altra parte, seppure fosse vero che il primo grado \u00e8 affidato ad un giudice di appello, nulla esclude che una seconda fase di giurisdizione sia affidata ad altri giudici di appello, che sono s\u00ec di pari grado, ma di diversa giurisdizione. Si potrebbe, in sostanza, adottare il criterio gi\u00e0 seguito quando la Cassazione cassa una sentenza e rinvia il giudizio per il riesame ad un altro giudice di appello, la cui sentenza resta definitiva.<\/p><p>L\u2019altro argomento di merito e pi\u00f9 grave, che si adduce contro l\u2019opportunit\u00e0 del giudizio di appello per i reati gravi, lo si fa consistere nel fatto che i reati di Corte di assise sono di competenza della giuria popolare. E poich\u00e9 la giuria \u00e8 sovrana in tale suo giudizio, non si pu\u00f2 consentire che un altro giudice superiore sia in diritto di giudicarne l\u2019operato.<\/p><p>Qui si potrebbe riaprire nuovamente e a lungo la discussione sulla questione della giuria. Per quello che mi riguarda personalmente vi dir\u00f2 che sono anch\u2019io contrario alla giuria popolare, cos\u00ec come lo sono molti avvocati che hanno fatto l\u2019esperienza del giudice popolare. In quest\u2019Aula abbiamo potuto ascoltare il parere di autorevolissimi colleghi, che sono lustro del Foro e sono considerati meritatamente dei maestri. Io vorrei per\u00f2 dimostrarvi che l\u2019ammettere oggi il principio dell\u2019appello anche per i reati di Corte di assise, non porta come conseguenza all\u2019abolizione della giuria. Vi sono dei colleghi che hanno proposto un emendamento tendente a far sopprimere il giudice popolare; vi sono altri colleghi che hanno chiesto che questo argomento sia rimandato al legislatore ordinario. Ora, se voi vi orientaste in questo senso e decideste di demandare al legislatore di domani la decisione sulla giuria popolare o se voleste anche fin d\u2019ora conservarla, pare a me che oggi possiate, senza contraddirvi, affermare il principio della necessit\u00e0 del secondo grado di giurisdizione anche per i reati di Corte d\u2019assise.<\/p><p>Quando voi parlate di giudice popolare, credo che non dobbiate cristallizzarvi a quell\u2019ordinamento di giurati che vigeva nella legislazione passata; credo che anche quelli che sono sostenitori tenaci della giuria popolare, debbano ammettere che la giuria \u00e8 suscettibile di modificazioni e di perfezionamenti e che, per esempio, la giuria popolare non escluda la necessit\u00e0 della sentenza motivata.<\/p><p>In sostanza, con questo si tornerebbe al parere ed all\u2019opinione espressi da un autorevolissimo politico e studioso di diritto, quale era Giuseppe Pisanelli. Egli era uno dei pi\u00f9 tenaci difensori della giuria popolare, come ebbe a manifestarsi nelle discussioni avvenute alla Camera nel 1874; ma fu anche autore di un libro nel quale sosteneva che tutte le sentenze dovessero essere motivate, comprese quelle dei giurati. Egli disse tra l\u2019altro che \u00abnessuno pu\u00f2 dubitare che l\u2019obbligo imposto al giudice di rendere ragione della sua sentenza \u00e8 una delle maggiori garanzie della innocenza in quanto la motivazione era, ad un tempo, sussidio e freno per i magistrati, ecc.\u00bb.<\/p><p>E si potrebbero richiamare qui anche altri princip\u00ee fondamentali, enunciati dal Pisanelli in quel suo pregevole libro.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, se anche voi siete dei tenaci assertori della giuria, potete e dovrete ammettere che questa giuria non debba essere considerata come un oracolo. Nessuno pu\u00f2 essere ritenuto infallibile: neppure i giurati popolari. Anche a loro perci\u00f2 bisogna imporre l\u2019obbligo della motivazione del giudizio, perch\u00e9 soltanto in tal modo avremo dato la possibilit\u00e0 di esercitare un utile controllo anche su di loro e sui loro giudizi. Cos\u00ec soltanto si potr\u00e0 inspirare, nelle cause pi\u00f9 gravi, la necessaria fiducia nel popolo, che guarda all\u2019operato della giustizia e della Magistratura, e vuole essere per\u00f2 in grado di controllarlo.<\/p><p>Badate, il pubblico, il popolo non si preoccupa tanto di sapere che giustizia \u00e8 fatta o che \u00e8 fatta rapidamente; si preoccupa, anzitutto, di sapere che la giustizia \u00e8 stata fatta bene e di essere messo nella condizione di accertare veramente se bene \u00e8 stata fatta.<\/p><p>Ora, questo accertamento soltanto per una via si pu\u00f2 esercitare ed \u00e8 attraverso l\u2019esame della motivazione che il giudice pone a base del proprio giudicato. Ora, ripeto, se anche voi vi preoccupate della esistenza dell\u2019istituto della giuria nella legislazione di domani, credo che vorrete essere concordi in questo, nel riconoscere la necessit\u00e0 della motivazione in ogni sentenza. Non sar\u00e0 inutile ricordare che gi\u00e0 un po\u2019 in questo senso vi siete pronunciati, onorevoli colleghi, quando avete approvato l\u2019articolo 8 della Costituzione.<\/p><p>In tale articolo \u00e8 detto che \u00abnon \u00e8 ammessa forma alcuna di detenzione n\u00e9 qualsiasi altra restrizione della libert\u00e0 personale, se non per atto motivato dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb. Ora, la giuria pu\u00f2 rientrare, deve rientrare in questa dizione generica di \u00abautorit\u00e0 giudiziaria\u00bb e quindi mi pare che il concetto generale dell\u2019obbligo della motivazione in tutte le sentenze, comprese quindi quelle di assise, debba ritenersi sancito fin da quando si \u00e8 approvato l\u2019articolo 8. Ad ogni modo, il ripeterlo o il precisarlo con apposito emendamento, sar\u00e0 sempre utile e opportuno.<\/p><p>La motivazione delle sentenze, onorevoli colleghi, \u00e8 d\u2019altra parte la base di ogni giudizio di appello ed \u00e8 la base anche dei giudizi di Cassazione. Perch\u00e9, se la Cassazione fosse soltanto chiamata a giudicare sull\u2019applicazione retta della legge, indipendentemente dall\u2019esame di ogni giudizio sul fatto, o dal criterio che il giudice ha seguito anche nell\u2019accertamento del fatto, credo che sarebbe messa, direi, in una condizione di inferiorit\u00e0. Sarebbe messa nella condizione di emanare giudizi assolutamente parziali, che non potrebbero investire l\u2019intero giudizio, e quindi non potrebbero offrire quelle sicure garanzie di cui il popolo ha bisogno per tranquillarsi dell\u2019esito delle sentenze, specie di condanna nei reati gravi.<\/p><p>La Costituente francese, in una agitata seduta del maggio 1790, si era proposto questo quesito: devono esistere oppur no due gradi di giurisdizione? E la maggioranza aveva votato e risposto affermativamente a questo quesito.<\/p><p>Credo, onorevoli colleghi, che questa stessa preoccupazione vorrete avere voi. Credo che faremo opera utile e saggia se fra i princip\u00ee fondamentali della nostra Costituzione fisseremo anche noi questo principio del doppio grado di giurisdizione per tutti i giudizi: principio che non mira <em>a priori<\/em> ad abolire la giuria popolare, ma mira soprattutto a garantire la libert\u00e0 dei cittadini e ad una migliore amministrazione della giustizia.<\/p><p>Questa libert\u00e0 del cittadino, come sapete, pu\u00f2 essere insidiata non soltanto da atti illegali e illegittimi dei privati, ma pu\u00f2 essere menomata, trasformata, ridotta anche da atti del potere legislativo, del potere esecutivo, e, purtroppo, anche da atti del potere giudiziario.<\/p><p>Ora, per evitare che errori commessi siano irreparabili, per evitare che ingiustizie anche per un solo nostro simile siano commesse irrimediabilmente, mi pare che la garanzia del giudizio di appello sia la conquista migliore o una delle conquiste principali che realizzeremo, in concomitanza con tutti gli altri princip\u00ee affermati nella prima parte della Costituzione e tendenti tutti a salvare la libert\u00e0 dell\u2019uomo e del cittadino. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Crispo ha presentato il seguente ordine del giorno, che reca le firme anche degli onorevoli Rodin\u00f2 Mario, Rubilli, Bonomi Ivanoe, Cortese Guido, Gabrieli, Bellavista, Caccuri, Moro, Jervolino, Sullo, Candela, Murgia, Martino Gaetano, Turco, Carboni Enrico, Franceschini, Sansone, Mazza, De Unterrichter Jervolino Maria, Badini Confalonieri, Bastianetto, De Caro Raffaele, Ciampitti, Micheli, Siles, Lucifero, De Martino, Condorelli, Rognoni, Fabbri, Lizier, Morelli Renato, Corbino, Corsini, Gui, Bettiol, Zotta, Abozzi, Cappi, Gasparotto, Villabruna, De Mercurio, Basile:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato che il problema del collocamento a riposo dei magistrati non ha avuto finora una uniforme soluzione: si pass\u00f2, difatti, dal regime che ignorava i limiti di et\u00e0 alla legge 14 luglio 1907, n. 511, che determinava il limite di et\u00e0 ad anni 75 per i consiglieri di cassazione e i magistrati di grado superiore; successivamente alla legge 19 dicembre 1912, n. 1311, che riduceva a settanta anni il limite di et\u00e0 per i consiglieri di cassazione, mantenendolo a 75 anni per magistrati di grado superiore; infine alla norma vigente che determina i limiti di et\u00e0 al 70\u00b0 anno per tutti i magistrati;<\/p><p>considerato che il problema del limite di et\u00e0 dovr\u00e0 formare oggetto di esame nella elaborazione della legge di ordinamento giudiziario, alla quale, in esecuzione della Costituzione, dovr\u00e0 attendere il nuovo Parlamento;<\/p><p>ritenuta l\u2019opportunit\u00e0 in tale sede di adeguare la condizione dei magistrati a quella dei professori universitari (per i quali una legge in corso di pubblicazione determina il limite di et\u00e0 al 75\u00b0 anno);<\/p><p>considerato che, intanto, \u00e8 opportuno e necessario sospendere il collocamento a riposo dei magistrati al 70\u00b0 anno di et\u00e0;<\/p><p>invita il Governo a prorogare la legge attualmente in vigore, per la quale il Ministro di grazia e giustizia \u00e8 autorizzato a trattenere in servizio i magistrati che abbiano raggiunto il 70\u00b0 anno di et\u00e0 fino alla nuova legge sull\u2019ordinamento giudiziario, collocandoli fuori ruolo\u00bb.<\/p><p>Onorevole Crispo, questo suo ordine del giorno \u00e8 uno di quelli che rientrano nella categoria dei non pertinenti n\u00e9 direttamente n\u00e9 indirettamente alla materia in esame.<\/p><p>CRISPO. Onorevole Presidente, il mio ordine del giorno ha effettivamente un rapporto semplicemente occasionale con l\u2019ordinamento giudiziario. Lo scopo mio e degli altri colleghi firmatari \u00e8 infatti soltanto quello di fare una segnalazione all\u2019Assemblea; segnalare, cio\u00e8, che vi \u00e8 una legge con la quale si prorogava fino al 31 dicembre \u201947 la legge del 28 gennaio \u201943 sulla sospensione del collocamento a riposo del personale giudiziario, di cui appunto \u00e8 cenno nel mio ordine del giorno.<\/p><p>Noi chiediamo che questa legge, la quale dovrebbe, come ho detto, cessare di aver vigore con il 31 del prossimo dicembre, sia invece prorogata. Le ragioni della nostra richiesta sono due. La prima \u00e8 che innanzitutto, quando la legge dovr\u00e0 occuparsi del nuovo ordinamento giudiziario, dovr\u00e0 anche disciplinare questa materia dei limiti di et\u00e0 in rapporto al collocamento a riposo dei magistrati, il che non \u00e8 stato per ora mai fatto. Ma vi \u00e8 anche un\u2019altra ragione ed \u00e8 che \u00e8 in corso una legge relativa al collocamento a riposo dei professori d\u2019universit\u00e0, nella quale sembra che verr\u00e0 fissato il limite di 75 anni. Sotto questo aspetto quindi, il limite di settanta anni potrebbe costituire una sperequazione. Noi chiediamo pertanto una proroga di un anno, fino a quando cio\u00e8 non sar\u00e0 entrato in vigore il nuovo ordinamento giudiziario.<\/p><p>\u00c8 questa la raccomandazione che noi facciamo al Ministro della giustizia.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0, in veste di Guardasigilli.<\/p><p>GRASSI. Debbo anch\u2019io osservare che, come ha avvertito l\u2019onorevole Presidente, l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Crispo e dagli altri colleghi non \u00e8 pertinente alla Costituzione. Non sarebbe dunque questa la sede, ma, trovandomi qui ed essendo chiamato in causa, non posso esimermi dall\u2019assicurare l\u2019onorevole Crispo e gli altri membri dell\u2019Assemblea che, pur non pensandosi a prorogare la legge, non essendo questa una cosa possibile, il Governo si preoccupa della situazione in cui vengono a trovarsi i magistrati settantenni, non solo per le loro condizioni economiche ma anche perch\u00e9 il Ministero della giustizia non ha potuto procedere, durante gli anni della guerra a tutte le necessarie promozioni. Sono per conseguenza in corso adesso dei provvedimenti al riguardo, i quali spero potranno sodisfare le esigenze manifestate dall\u2019onorevole Crispo e dagli altri firmatari dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Assicuro l\u2019onorevole Crispo che il Governo provveder\u00e0 a favore dei magistrati che dovrebbero essere collocati in riposo entro il 1948 e lo prego pertanto di ritirare l\u2019ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Crispo, ritira il suo ordine del giorno?<\/p><p>CRISPO. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Ci sarebbe ora un ordine del giorno dell\u2019onorevole Adonnino relativo alla Corte costituzionale, che penso sarebbe pi\u00f9 opportuno venisse svolto quando saremo in sede di discussione del titolo relativo.<\/p><p>ADONNINO. Onorevole Presidente, a me sembra che il mio ordine del giorno sia pertinente nella discussione attuale. A mio parere, l\u2019argomento della Corte costituzionale \u00e8 infatti strettamente connesso con quello della Magistratura, con quello di tutto l\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Adonnino, a me pare che basta la lettura del suo ordine del giorno per convincersi che quello che ho detto non \u00e8 errato:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato che la Corte Costituzionale ha il carattere di suprema moderatrice dei poteri dello Stato, delibera che alla sua composizione debbano concorrere tutti e tre i poteri in cui si esplica la sovranit\u00e0 dello stato\u00bb.<\/p><p>Non comprendo perch\u00e9 lei debba preferire di svolgerlo adesso anzich\u00e9 al momento in cui affronteremo l\u2019esame della Corte costituzionale.<\/p><p>ADONNINO. Secondo me, onorevole Presidente, l\u2019argomento della Corte costituzionale \u00e8 assolutamente e inscindibilmente connesso anche con l\u2019argomento della Magistratura e di tutto l\u2019ordine giudiziario. Ed in questo senso io intenderei, nei limiti concessimi, trattarlo: \u00e8 un punto sintetico e conclusivo di vari punti che desidererei svolgere.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare, nei limiti concessi dal Regolamento.<\/p><p>ADONNINO. Onorevoli colleghi, dato il punto al quale la discussione \u00e8 giunta, non \u00e8 consentito che esprimere idee determinate su punti specifici; tutti gli argomenti generali e fondamentali ormai sono stati ampiamente trattati, e perci\u00f2 non vi \u00e8 che da richiamarsi semplicemente ad essi.<\/p><p>Per\u00f2 a me pare che un punto importante e fondamentale in tutta questa discussione non \u00e8 stato completamente trattato e lumeggiato, cio\u00e8 quello della futura Corte costituzionale. Infatti, chi di noi finora ha parlato ampiamente e compiutamente della Corte costituzionale? Appunto perci\u00f2 credo che se ne debba dire qualche cosa.<\/p><p>Fino a ieri, penultimo giorno della discussione, l\u2019onorevole Zotta ha toccato un punto basilare relativo ad essa, e precisamente questo: qual \u00e8 il carattere di questa Corte costituzionale? Che cosa si deve deferire ad essa e quali sono i rapporti tra la Corte costituzionale e la Corte di cassazione? Dunque vedete, onorevoli colleghi, che si tratta di un punto molto importante, in cui poi si accentra gran parte della Costituzione; proprio questo istituto nuovo costituisce una delle principali caratteristiche di tutta la Carta costituzionale.<\/p><p>Dicevo poco fa, accennandone brevemente, che questo \u00e8 un punto strettamente connesso anche con l\u2019indipendenza della Magistratura, perch\u00e9, dato che io concepisco la Corte costituzionale come un derivato di tutti e tre i poteri della sovranit\u00e0: potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario, \u00e8 evidente che essa suppone in maniera assoluta l\u2019indipendenza della Magistratura. Noi abbiamo parlato degli altri due poteri, ma dell\u2019indipendenza della Magistratura si deve fare un punto fondamentale, e assolutamente rispettato perch\u00e9 se no cadrebbe il concetto stesso che io mi faccio, e che vi sottopongo, della Corte costituzionale.<\/p><p>Dunque, come \u00e8 organizzata genericamente l\u2019indipendenza della Magistratura nel nostro progetto di Costituzione? Qualche osservazione schematica e brevissima. In primo luogo, nell\u2019articolo 94 si parla di una funzione giudiziaria. Ora io dico: perch\u00e9 si deve parlare della funzione prima di determinare l\u2019organo? Si dovrebbe parlare, come \u00e8 gi\u00e0 stato proposto, di potere giudiziario. Ma io osservo che nell\u2019articolo 94 si dice subito che la funzione giurisdizionale \u00e8 \u00abespressione della sovranit\u00e0\u00bb. Ora, onorevoli colleghi, che cosa significa \u00abespressione della sovranit\u00e0\u00bb? Qualunque atto dello Stato in sostanza \u00e8 espressione della sovranit\u00e0; anche quando il pi\u00f9 umile dei carabinieri arresta un delinquente, egli adopera un potere che \u00e8 espressione della sovranit\u00e0. Perci\u00f2 mi pare che non si debba solo dire \u00abespressione della sovranit\u00e0\u00bb, ma si debba dire \u00abespressione immediata e diretta della sovranit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Se si fissasse l\u2019organo e si caratterizzasse come \u00aborgano sovrano\u00bb si potrebbe obiettarmi: la sovranit\u00e0 \u00e8 indelegabile e perci\u00f2, quando si dice che un organo \u00e8 sovrano, non c\u2019\u00e8 bisogno di dire \u00abdirettamente e immediatamente\u00bb.. Siccome per\u00f2 qui non si parla di un organo, ma si parla di una funzione, e si dice che essa \u00e8 \u00abespressione della sovranit\u00e0\u00bb mi pare che sia assolutamente necessario dire che ne \u00e8 manifestazione \u00abdiretta ed immediata\u00bb. Solo cos\u00ec noi poniamo il potere giudiziario sullo stesso piano degli altri due poteri, il legislativo e l\u2019esecutivo.<\/p><p>E allora noi veniamo a proporci il problema: la Corte costituzionale (e mi ricollego subito alla Corte costituzionale, come vedete) che cosa \u00e8? Se abbiamo questi tre poteri sullo stesso piano, piano elevato, al disopra del quale nulla vi \u00e8, la Corte costituzionale che cosa rappresenta? Rappresenta qualcosa di pi\u00f9 elevato ancora? Non \u00e8 possibile, perch\u00e9 qualcosa di pi\u00f9 elevato degli organi sovrani non c\u2019\u00e8.<\/p><p>E allora come si pu\u00f2 concepire? La concepirei (e mi riferisco al mio ordine del giorno) come organo di collegamento di tutti e tre i poteri sovrani, come organo che \u00e8 l\u2019emanazione e la sintesi di essi e che tutti e tre li armonizza.<\/p><p>Dunque non \u00e8 un quarto potere, non \u00e8 un qualche cosa di superiore ad essi, ma \u00e8 una sintesi armonizzatrice di tutti e tre.<\/p><p>Questo concetto fondamentale mi pare che ci debba essere guida nel definire i poteri della Corte costituzionale.<\/p><p>Ma prima, ritorniamo brevemente al concetto della giustizia quale noi la vogliamo per tutto il popolo, e che deve essere giustizia vera: \u00e8 stato gi\u00e0 detto che questa giustizia si fonda sui due concetti fondamentali: unicit\u00e0 della giurisdizione e indipendenza assoluta della Magistratura. Anche la materia dell\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione ha stretta attinenza con la Corte costituzionale: vedremo infatti pi\u00f9 innanzi che l\u2019Alta Corte costituzionale, pure essendo emanazione dei tre poteri dello Stato ed organo centrale che tutti tre li armonizza, costituisce sempre una giurisdizione, e le sue funzioni sono di carattere prettamente giurisdizionale; \u00e8 un\u2019eccezione dunque al principio dell\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione, e, da un punto di vista teorico, dovrebbe essere l\u2019unica eccezione. Vedremo in seguito come si giustifica teoricamente la sua esistenza nella nostra Costituzione. Qui basti aver rilevato il suo carattere giurisdizionale; e basti rilevare che la sua esistenza non infirma per nulla la necessit\u00e0 assoluta dell\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione ai fini della vera giustizia.<\/p><p>Ed \u00e8 in relazione a ci\u00f2 che occorre esaminare, sia pure fugacemente, se tale unicit\u00e0 sia raggiunta ed attuata nel progetto che ci sta dinanzi. Non mi pare che lo sia. \u00c8 vero che \u00e8 ammesso il ricorso per cassazione contro tutte le decisioni di giurisdizioni speciali. Ma ci\u00f2 non significa unicit\u00e0 di giurisdizione; significa invece soltanto unicit\u00e0 d\u2019interpretazione della legge da parte di tutte le giurisdizioni, anche molteplici e varie. La verit\u00e0 \u00e8 che la giurisdizione non \u00e8 unica, come teoricamente dovrebbe essere, ma varie importanti giurisdizioni speciali sono conservate.<\/p><p>Si dice che ci sono delle ragioni per la conservazione o per la creazione di certe giurisdizioni speciali. In fatto di giurisdizioni speciali, in sostanza, credo che \u2013 indipendentemente dai molti argomenti portati pro e contro \u2013 due sono gli argomenti fondamentali su cui esse si basano. Un argomento ingiusto, da respingere, e un argomento veramente serio e giusto, da accogliere. L\u2019argomento da respingere \u00e8 che in sostanza il mantenimento o la creazione delle giurisdizioni speciali \u00e8 voluto principalmente dai partiti e dall\u2019interesse degli uomini politici. Parlo dell\u2019influenza che sulla giustizia, principalmente attraverso speciali giurisdizioni appositamente create, cercano di esercitare i partiti politici e gli uomini politici per loro particolari interessi, e non dell\u2019influenza delle grandi correnti di idee politiche e sociali che guidano la vita del Paese. Queste esercitano le loro influenze psicologiche, e specialmente culturali, su tutti gli uomini, specialmente di pensiero e di studio, che vivono nel Paese, e non se ne possono astrarre o isolare; e perci\u00f2, anche su tutti i magistrati ordinari nei limiti \u2013 s\u2019intende \u2013 dell\u2019ossequio alle leggi; onde non hanno bisogno di ricorrere alla creazione artificiosa di giurisdizioni speciali per influire sulla giustizia. Come grandi correnti di idee e di cultura, del resto, non potrebbero nemmeno creare giurisdizioni speciali. Le giurisdizioni speciali le creano i partiti e gli uomini di parte che positivamente agiscono ed operano nella sfera politica. E costituiscono cos\u00ec il pi\u00f9 grave pericolo per la giustizia, come, del resto, costituiscono il pi\u00f9 grave pericolo per l\u2019amministrazione della cosa pubblica. Quando Silvio Spaventa nel 1880 pronunci\u00f2, dinanzi all\u2019Associazione costituzionale di Bergamo, quel celebre discorso che viene ancora ricordato come fondamento della nostra giustizia amministrativa, cominci\u00f2 il suo dire ricordando una precedente riunione tenutasi pochi mesi prima a Napoli, nella quale erano intervenuti i pi\u00f9 autorevoli uomini politici italiani, i quali tutti avevano concordemente rilevato e proclamato, il pi\u00f9 grave pericolo per le istituzioni del nascente Stato italiano essere costituito dall\u2019illegittima ingerenza dei deputati nell\u2019amministrazione.<\/p><p>La stessa cosa si pu\u00f2 dire ora della possibile influenza di deputati e di partiti sull\u2019amministrazione della giustizia, influenza che pu\u00f2 principalmente esercitarsi mediante la creazione di giurisdizioni speciali.<\/p><p>Ricordo l\u2019episodio del discorso di Silvio Spaventa, onorevoli colleghi, perch\u00e9 in esso si trattava dei deputati&#8230; del 1880! Comunque il principio, la vera spinta, la vera molla delle giurisdizioni speciali \u00e8 questa.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione, che \u00e8 una ragione giusta e logica e perfettamente accoglibile, dell\u2019esistenza delle giurisdizioni speciali, cio\u00e8 che in tante materie speciali \u2013 e nei tempi moderni tutte le materie si vanno sprofondando sempre pi\u00f9 nella specializzazione \u2013 il giudice ordinario non \u00e8 adatto, perch\u00e9 il giudice ordinario ha un sistema rigido, dagli spigoli netti, dal sillogismo rigoroso quale s\u2019addice al vigile senso del diritto, e non pu\u00f2 essere pronto a quegli apprezzamenti duttili, elastici che sono richiesti da tanti ambienti e da tante materie speciali. Prendiamo, ad esempio, la materia amministrativa, in cui prevale l\u2019interesse pubblico, pur commisto con l\u2019interesse individuale. In essa pi\u00f9 che il criterio rigido del giudice ordinario, occorre la duttilit\u00e0 dell\u2019amministratore, del giudice proveniente dall\u2019amministrazione il quale ha viva la sensibilit\u00e0 di tanti interessi contrastanti, e dell\u2019interesse collettivo in ispecie.<\/p><p>Ecco la ragione fondamentale per cui le giurisdizioni speciali sono necessarie. \u00c8 una ragione profondamente diversa, da quella che giustifica l\u2019esistenza della Corte costituzionale, giurisdizione speciale anch\u2019essa, come vedemmo, richiesta per\u00f2 al fine dell\u2019equilibrio e dell\u2019armonia fra i tre fondamentali poteri della sovranit\u00e0. Ora, per un compiuto parallelo tra queste varie speciali giurisdizioni, e per l\u2019esame del grado di indipendenza che a ciascuna di esse devesi assicurare, \u00e8 mestieri indagare come il progetto le configuri e le congegni.<\/p><p>A quali criteri, a quali princip\u00ee il progetto si informa? Vediamo brevemente qui la struttura e l\u2019indipendenza che d\u00e0 alle giurisdizioni speciali; vedremo dopo, a confronto, quelle della Corte costituzionale. Il progetto, in primo luogo, riconosce la giurisdizione ordinaria. In questa giurisdizione ordinaria si propone poi di creare delle sezioni speciali con l\u2019intervento di tecnici per le materie speciali, che dovrebbero avere speciali giurisdizioni. Passi pure, ma io devo dire che non \u00e8 una cosa che mi sodisfi completamente. Ho parlato con illustri magistrati che moltissime volte nella loro carriera si sono trovati in questi collegi composti da giudici e da laici, e mi hanno detto che le due parti non si fondono, non avviene una composizione intima fra l\u2019una e l\u2019altra, in modo da dar vita a un organismo nuovo, differente dai due organismi originari. I giudici restano giudici, i laici restano laici. Le questioni giuridiche sono decise soltanto dai giudici come se i laici non ci fossero; le questioni tecniche, vengono decise dai laici come se i giudici non ci fossero.<\/p><p>Non \u00e8 dunque, una soluzione che possa lasciare completamente tranquilli.<\/p><p>Tanto vero che lo stesso progetto conserva certe giurisdizioni speciali. Conserva in primo luogo il Consiglio di Stato. Va bene. Ma gli organi della giustizia regionale, della giustizia amministrativa locale, perch\u00e9 non li conserva? E non solo: conserva il Consiglio di Stato, ma lo conserva come adesso \u00e8, cio\u00e8 niente affatto indi- pendente dal potere esecutivo. Ricordiamo: il Consiglio di Stato pur avendo funzionato in maniera ottima \u2013 e qui ha ricevuto l\u2019autorevolissima lode di tutti coloro che ne hanno parlato, lode alla quale io intendo <em>tato corde<\/em> associarmi \u2013 \u00e8 formato in una maniera che non d\u00e0 assoluta tranquillit\u00e0. Il reclutamento \u00e8 fatto \u2013 per una parte almeno \u2013 su nomina del Consiglio dei Ministri e non su concorso regolare; i Presidenti di sezione sono nominati dal Consiglio dei Ministri. Molti incarichi distribuisce ed assegna il Governo. Adunque, ci sono tali e tante interferenze da parte del potere esecutivo nel Consiglio di Stato, che tranquillit\u00e0 completa non credo possa esservi.<\/p><p>La Corte dei conti \u00e8 pure conservata. Ma il progetto non parla degli organi di giurisdizione contabile locale che si dovrebbero pure richiamare.<\/p><p>E per la Corte dei conti \u00e8 da fare la stessa osservazione che si \u00e8 fatta per il Consiglio di Stato. Ed anzitutto, anche per essa e per il suo ottimo funzionamento, \u00e8 da ripetere la lode pi\u00f9 ampia. Ma, anche per essa, la lode massima non toglie che, a cagione della sua odierna struttura, che non si dice, nel progetto, di voler modificare, le pi\u00f9 gravi perplessit\u00e0 debbano manifestarsi. Il personale della Corte \u00e8 reclutato per concorso, indetto, oltre che fra avvocati e procuratori, fra elementi provenienti dalla pubblica amministrazione. Ed i vincitori, appena entrati in carriera, non sono giudici, ma semplici funzionari, i quali, ci\u00f2 nonostante, collaborano con i collegi giudicanti in operazioni preparatorie e pur senza intervenire nelle decisioni. In seguito acquistano la qualit\u00e0 di magistrati. Ma, anche qui, come nel Consiglio di Stato, i consiglieri possono essere nominati, per met\u00e0, senza concorso tra elementi estranei, per deliberazione del Consiglio dei Ministri; e dal Consiglio dei Ministri stesso sono designati i Presidenti di sezione e il Primo Presidente. Continue ingerenze ha poi il Governo nell\u2019amministrazione dell\u2019istituto, e nel conferimento di molteplici incarichi retribuiti.<\/p><p>Ora questo tipo di struttura, per cui questi organi importantissimi sono permanentemente soggetti alle influenze del potere esecutivo, e perci\u00f2 delle fluttuanti maggioranze parlamentari e dei partiti e degli uomini politici, non pu\u00f2 non essere profondamente modificato.<\/p><p>Vi \u00e8 poi ancora un terzo campo di cui non ho sentito proprio parlare nessuno. In queste materie tanto difficili, anche se si discutesse per anni, ci sarebbe sempre qualche punto dimenticato e qualcuno che potrebbe sempre sollevare questioni nuove. Dico, della giustizia fiscale. A me pare un ramo cos\u00ec importante che lo ritengo pi\u00f9 importante della stessa giurisdizione ordinaria. Tutti quanti sappiamo che la giustizia ordinaria pu\u00f2 coinvolgere questo o quel cittadino, e vi possono essere cittadini che mai hanno avuto a che fare con essa. Ma la giustizia fiscale \u00e8 un\u2019ombra che segue chiunque e con la quale chiunque ha da fare e alla quale nessuno si sottrae. In questo momento, specialmente, in cui cos\u00ec gravi tributi gravano, e debbono gravare, sulle nostre misere spalle. Orbene, in che stato \u00e8 questa giustizia tributaria? Voi mi insegnate che c\u2019\u00e8 un caos completo. Vi sono certi rami in cui vi \u00e8 un solo grado di giurisdizione; vi sono certi rami in cui ve ne sono sei: tre speciali e tre ordinari; non solo, ma quello che \u00e8 assolutamente inesistente \u00e8 l\u2019indipendenza: la maggior parte dei giudici fiscali sono nominati dalle stesse amministrazioni, e cos\u00ec sono giudici e parti.<\/p><p>Ora, \u00e8 possibile che nella Costituzione a tutto questo non si accenni nemmeno? La Commissione nominata dal Ministero della Costituente si propose questo problema. Naturalmente non \u00e8 possibile scendere nei minimi particolari, ma qualche norma direttiva fondamentale bisogna darla, ed io credo che sarebbe opportuno dire che \u00e8 conservata la giurisdizione speciale e che ha le necessarie garanzie di indipendenza.<\/p><p>Quarto settore di giurisdizione speciale: la giustizia militare. Vi sono certi reati che sono tipicamente e specificamente militari. Un furto, che sia commesso da un soldato o che sia commesso da un borghese, \u00e8 sempre furto, ma quando parliamo dell\u2019insubordinazione, quando parliamo della diserzione, dell\u2019abbandono di posto, abbiamo reati tipicamente militari. Ed allora, anche in tempo di pace, perch\u00e9 sottrarli a quelli che possono meglio indagare l\u2019anima del militare che li ha commessi, e che meglio sono in grado di capire le necessit\u00e0 dell\u2019organismo che da essi \u00e8 leso? Per quale ragione ci devono essere i tribunali militari per il tempo di guerra e non anche per il tempo di pace?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Adonnino, con ogni sforzo, non riesco a vedere in qual modo il problema dei tribunali militari entri nel tema in esame. L\u2019avverto di ci\u00f2 perch\u00e9 lei ha a disposizione ancora solo quattro minuti.<\/p><p>ADONNINO. Onorevole Presidente, io comprendo le sue preoccupazioni per lo svolgimento dei lavori, ma tali preoccupazioni Ella per gli altri oratori non le ha avute. Ella vede bene del resto che io vado svolgendo un confronto fra la Corte Costituzionale \u2013 che \u00e8 la materia del mio ordine del giorno \u2013 e le altre giurisdizioni speciali, dunque sto perfettamente al tema. Finalmente: vogliamo fare un patto? Io ho nove emendamenti, e se Ella non mi permette di svolgerli ora, avr\u00f2 diritto ad un quarto d\u2019ora per ciascuno per svolgerli dopo. Cio\u00e8 avr\u00f2 due o tre ore di tempo. Rinuncio ad esse, se posso brevemente svolgerli ora. Vede quale generosa rinuncia?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Adonnino la prego di attenersi alla materia del suo ordine del giorno e di concludere.<\/p><p>ADONNINO. Resto nel mio tema. Trattandosi di elementi interdipendenti, debbo considerarli tutti, se no, non posso compiutamente esporre come concepisco la Corte costituzionale.<\/p><p>Abbiamo cos\u00ec accennato ai quattro settori principali di giurisdizioni speciali, in contrapposto alla speciale giurisdizione costituita dalla Corte costituzionale. Possiamo cominciare a delineare le fondamentali differenze che caratterizzano le une e l\u2019altra. Le une agiscono ciascuna dentro un determinato settore; l\u2019altra non ha un settore proprio (tranne per i giudizi sulle accuse alle alte cariche dello Stato, attivit\u00e0 accessoria e secondaria) ma garantisce l\u2019osservanza dei limiti posti ai poteri della sovranit\u00e0, sta, cio\u00e8, in un piano superiore a quello delle altre giurisdizioni speciali che restano entro l\u2019ambito del potere giurisdizionale. Altre giurisdizioni speciali vi sono, e l\u2019onorevole Merlin vi ha detto che sono numerosissime; vi sono molteplici collegi arbitrali, vi sono i Consigli di Prefettura, i Consigli di leva, le attribuzioni giurisdizionali dei Ministri. Il progetto dice che di esse si dovr\u00e0 fare una revisione entro cinque anni; e che per crearne di nuove occorrer\u00e0 la maggioranza assoluta dei membri delle due Camere. Norme, queste, insufficienti di certo. A me pare che un progetto organico e completo possa essere questo: alla base, la giurisdizione ordinaria, sia pure con delle sezioni specializzate per speciali materie; poi i quattro settori gi\u00e0 esaminati di giurisdizioni speciali: amministrativa, contabile, fiscale, militare; e, all\u2019infuori di esse, stabilire una netta direttiva tendente al divieto di creare nuove giurisdizioni speciali. E siccome a rendere veramente efficace tale direttiva \u00e8 insufficiente la remora proposta nel progetto, cio\u00e8 la maggioranza assoluta dei membri delle Camere, io propongo che si renda pi\u00f9 grave tale remora richiedendo la maggioranza dei due terzi dei membri delle Camere e il parere del Consiglio Superiore della Magistratura ed altres\u00ec della Corte costituzionale. A di sopra di tutte, e a garanzia dei limiti posti all\u2019attivit\u00e0 dei vari poteri dello Stato, la giurisdizione della Corte costituzionale. Entro tre anni, revisione delle giurisdizioni speciali ora esistenti, permettendone la conservazione solo se approvata da una maggioranza di due terzi dei membri delle Camere, e su parere del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte costituzionale. Questo mi parrebbe un complesso architettonico, del quale i piloni fondamentali sarebbero i tre poteri dello Stato, in cui le varie giurisdizioni ordinarie e speciali, comprese nell\u2019ambito del potere giudiziario, sarebbero regolate dalla Cassazione e i tre poteri sarebbero regolati dalla Corte costituzionale.<\/p><p>Vengo agli ultimi due punti dell\u2019ampia materia della Magistratura, che si ricollegano direttamente al mio tema della Corte costituzionale, come elementi essenziali di un\u2019organica concezione di essa. Cio\u00e8: l\u2019indipendenza assoluta delle giurisdizioni tutte ordinarie e speciali; e la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. Se il potere legislativo e l\u2019esecutivo potessero influire sulle varie giurisdizioni componenti l\u2019ordine giudiziario, vano sarebbe affidare alla Corte costituzionale il compito di garantire i limiti dell\u2019azione dei tre cennati poteri. Dunque necessit\u00e0 d\u2019indipendenza assoluta di tutto il potere giudiziario; l\u2019indipendenza e l\u2019autogoverno delle giurisdizioni speciali debbono essere identiche a quelle della giurisdizione ordinaria. Altrimenti cade il disegno architettonico sopra delineato, e in cui \u00e8 caratterizzata la figura della Corte costituzionale. Per necessaria conseguenza le norme regolatrici delle giurisdizioni speciali debbono essere incluse nella legge sull\u2019ordinamento giudiziario che regola la giurisdizione ordinaria; l\u2019ammissione a tutte le giurisdizioni deve avvenire mediante concorso, pure ammettendo ai concorsi per le giurisdizioni speciali solo le categorie adatte psicologicamente per provenienza, per abito mentale, per preparazione culturale; l\u2019autogoverno di tutta la Magistratura deve essere completo, considerando la Magistratura formata sia dalla giurisdizione ordinaria, sia dalle speciali; i magistrati debbono definitivamente lasciare la amministrazione di provenienza; quelle giurisdizioni che formano ora parte integrante di un pi\u00f9 vasto organismo amministrativo debbono da esso distaccarsi, anche come sede. Questo \u00e8 il sistema fondamentale, per il quale potremo dire di attuare veramente l\u2019indipendenza della magistratura.<\/p><p>Se aggiungiamo che il Consiglio Superiore della Magistratura deve essere composto, secondo la mia proposta, per un terzo di magistrati scelti fra le alte cariche, per un terzo di magistrati eletti fra tutti i magistrati di Italia nelle diverse categorie e per l\u2019altro terzo fra insegnanti universitari ordinari di diritto, possiamo concludere che la Magistratura sar\u00e0 veramente indipendente e completamente avulsa dagli altri organi dello Stato, nella sua organizzazione, nel suo capo, nella sua direzione.<\/p><p>N\u00e9 \u00e8 da temere di creare una \u00abcasta chiusa\u00bb. Sarebbe chiusa alle deleterie influenze delle maggioranze e dei partiti; ma bene aperta alla benefica influenza delle grandi correnti di pensiero e di sentimento politico e sociale, che ogni giudice assorbirebbe nella vita sua quotidiana e nei suoi studi, e che lo avvierebbero alle pi\u00f9 moderne concezioni, pur dentro i limiti del rigoroso ossequio alle leggi.<\/p><p>Tutto ci\u00f2 posto, che cosa \u00e8 la Corte costituzionale? \u00c8 l\u2019espressione dei tre organi dello Stato: il giurisdizionale, l\u2019esecutivo e l\u2019amministrativo; veglia sulla costituzionalit\u00e0 delle leggi; risolve i conflitti d\u2019attribuzione fra i poteri dello Stato; giudica sulle accuse alle alte cariche dello Stato.<\/p><p>Qualcuno ha proposto che la materia, che devesi devolvere alla Corte costituzionale, sia devoluta invece alla Corte di cassazione. No; secondo il mio concetto, che cio\u00e8, sono tutti tre gli organi del potere e della sovranit\u00e0 dello Stato quelli da cui promana la Corte costituzionale, non si pu\u00f2 ad essa sostituire la Cassazione, perch\u00e9 questa sarebbe rappresentante di uno solo dei poteri, mentre nella Corte costituzionale abbiamo i rappresentanti di tutti e tre i poteri.<\/p><p>E qui sorge il problema grave posto dall\u2019onorevole Zotta. Senza dubbio l\u2019attivit\u00e0 della Suprema Corte costituzionale \u00e8 attivit\u00e0 giurisdizionale. Si tratta di applicare una legge, la legge costituzionale, all\u2019attivit\u00e0 degli organi dello Stato. Dunque \u2013 e del resto l\u2019ho gi\u00e0 dimostrato in tutto il mio dire \u2013 la Corte \u00e8 una giurisdizione speciale.<\/p><p>Ma se noi in altro articolo diciamo che contro tutte le decisioni delle giurisdizioni speciali si pu\u00f2 ricorrere in Cassazione, allora anche le decisioni della Corte costituzionale sarebbero denunciabili in Cassazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Zotta proponeva di attribuire la risoluzione di tutti i conflitti di giurisdizione alla Corte costituzionale.<\/p><p>I conflitti di giurisdizione sono giurisdizione interna, nell\u2019interno della Magistratura, almeno come io l\u2019ho delineata, cio\u00e8 composta di un tutto unico, in cui entrano la Magistratura ordinaria e la Magistratura speciale. Allora \u00e8 mestieri che i conflitti tra giurisdizioni, tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione speciale, li affidiamo alla Corte di cassazione.<\/p><p>Unica norma, invece, che si pu\u00f2 porre, \u00e8 questa: che le sentenze dell\u2019Alta Corte costituzionale non debbano essere denunciabili alla Corte di cassazione. Noi sganciamo cos\u00ec la Corte costituzionale e le sue decisioni dalla sottomissione al potere giudiziario. Ma. intanto, ho detto che la Corte Suprema costituzionale \u00e8 emanazione dei tre poteri dello Stato: il legislativo, l\u2019esecutivo ed giudiziario.<\/p><p>Come allora essa deve essere composta? Essa \u00e8 certo una giurisdizione speciale.<\/p><p>Per\u00f2 richiamo quanto dianzi ho detto, comparando la Corte costituzionale a tutte le altre speciali giurisdizioni; nelle sue decisioni ha la caratteristica di essere l\u2019organo equilibratore e armonizzatore dei tre supremi poteri della sovranit\u00e0 dello Stato, organo reso necessario dal carattere rigido della nostra Costituzione. Questa che \u00e8 la sua giustificazione teorica, costituisce, insieme, la sua caratteristica.<\/p><p>\u00c8 cio\u00e8 un organo di giurisdizione speciale, separato da tutte le altre forme di giurisdizione e di esse pi\u00f9 alto. \u00c8 sullo stesso piano dei tre poteri dello Stato, e allora, considerando le sue relazioni con essi, considerando il suo precipuo carattere giurisdizionale, deve apparire nella sua composizione una preponderanza del potere giudiziario e una partecipazione degli altri due poteri: cio\u00e8 deve essere composta, come io propongo che si componga, per met\u00e0 di magistrati nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura, cio\u00e8 da tutti i magistrati; per un quarto di magistrati nominati dal potere esecutivo, cio\u00e8 dal capo del potere esecutivo su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura e per l\u2019ultimo quarto da membri nominati dall\u2019Assemblea. Dunque noi avremmo, nella Corte costituzionale, la rappresentanza diretta di tutti i poteri dello Stato di cui la Corte \u00e8 emanazione ed a cui essa deve servire di garanzia. Ma c\u2019\u00e8 una parte preponderante alle altre, la parte che riguarda il potere giurisdizionale. L\u2019indipendenza della Magistratura, cos\u00ec come noi l\u2019abbiamo garantita, e come, secondo me, si deve riconoscere anche alle Magistrature speciali, \u00e8 cos\u00ec garantita anche all\u2019Alta Corte costituzionale, di fronte al potere politico.<\/p><p>Questa \u00e8, onorevoli colleghi, la concezione generale che io ho di questa materia e che sottopongo al vostro esame. Io non parlo per le persone che siamo e per l\u2019ora che volge, ma mi preoccupo, come ognuno di noi si deve preoccupare, del nostro buon nome e della nostra responsabilit\u00e0 di fronte all\u2019avvenire. Noi ci troviamo nel punto conclusivo e fondamentale di tutta la Costituzione. Se questo punto si risolve bene, tutta la Costituzione riuscir\u00e0: se questo punto si risolve male tutta la Costituzione fallir\u00e0. Ognuno di noi dovrebbe sentire impellente ed imperativa una voce che lo induca a dire apertamente il suo pensiero o attraverso una votazione nominale o con dichiarazioni di voto, tenendo ben presente quello che sar\u00e0 il giudizio che il futuro dar\u00e0 su ciascuno. Ed allora veramente potremo spogliarci delle scorie dei nostri interessi di individui o di membri di un partito, potremo dimenticare le nostre ideologie e pensare che l\u2019ideologia fondamentale pi\u00f9 alta e pi\u00f9 vera \u00e8 proprio in questo campo, in cui maggiormente l\u2019uomo si eleva, tanto da avvicinarsi a Dio, e che questo \u00e8 il campo in cui si attua la vera democrazia, con la giustizia per il popolo tutto, per le minoranze, per i miseri, per i deboli. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bertini ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma la necessit\u00e0:<\/p><p>1\u00b0) che il potere giudiziario sia posto in grado di tutelare prontamente ed efficacemente la libert\u00e0 e i diritti dei cittadini e che l\u2019esercizio della funzione giurisdizionale sia regolato secondo le supreme esigenze della giustizia in uno stato di diritto, mediante magistrati che godano della pi\u00f9 netta e congrua indipendenza ed autonomia di funzioni, nonch\u00e9 di un trattamento decoroso e pienamente adeguato alla delicatezza e difficolt\u00e0 dei compiti di loro spettanza;<\/p><p>2\u00b0) che non si abbia pi\u00f9 oltre a ritardare la riforma dei Codici in modo organico e conforme allo spirito ed alle garanzie del nuovo reggimento politico e sociale dello Stato;<\/p><p>3\u00b0) che sia portato un riparo alle ormai inveterate e deplorate insufficienze della giustizia penale, provvedendola di tutti i mezzi strutturali, processuali ed economici, a cominciare dall\u2019istituzione di un corpo speciale di polizia alla diretta dipendenza dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria;<\/p><p>4\u00b0) che si ribadisca il principio dell\u2019assoluta incompatibilit\u00e0 dei magistrati con l\u2019appartenenza a qualsiasi partito od organizzazione politica o segreta, in vista sia del compito di inderogabile imparzialit\u00e0 inerente alla delicatezza delle loro mansioni, sia del conforme affidamento che il pubblico deve riportare in ogni circostanza per la condotta del magistrato in tutti i suoi atti;<\/p><p>5\u00b0) che il Governo, in coerenza ai princip\u00ee ora indicati, non abbia a rallentare o a lesinare pi\u00f9 oltre quelle misure di riparazione atte a ristabilire la Magistratura nella piena sicurezza della sua posizione, della sua efficienza e del suo avvenire\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BERTINI. Onorevoli colleghi, non simpatizzo per i duplicati, e questa \u00e8 garanzia che non tratter\u00f2, per quanto mi sar\u00e0 possibile, nessuno dei temi su cui ormai, non in un punto solo ma sotto vari aspetti, si \u00e8 esercitata la competenza dei miei colleghi.<\/p><p>Rilevo \u2013 mi piace dirlo qui nella discussione sulla Magistratura \u2013 che a Bologna per discutere di questo tema, si sono tenute assemblee del ceto forense e di tutti i magistrati e gli articoli della Carta costituzionale, che sono oggi in discussione, hanno formato oggetto di imparziali ed anche vivaci, ma sempre rette, osservazioni. Tralascio quindi, di ripetere il pensiero dei convenuti alle adunanze di Bologna, i quali ebbero la deferenza di affidare a me l\u2019incarico, che li presiedetti, di recare l\u2019eco delle loro discussioni e dei loro voti in quest\u2019Assemblea.<\/p><p>Rilevo, ad onor del vero, e per brevit\u00e0, che i voti svolti o caldeggiati in queste importanti riunioni, hanno trovato, nel testo della Carta costituzionale, pieno accoglimento, il che, in massima, lascia vedere non dico l\u2019entit\u00e0, ma la similarit\u00e0 di vedute non solo fra l\u2019ordine giudiziario e l\u2019ordine forense, di cui io qui potrei dirmi il portavoce, ma in molti casi la unit\u00e0 di pensiero fra i membri della Commissione che prepar\u00f2 la Carta costituzionale.<\/p><p>\u00c8 vero che sono stati presentati notevoli emendamenti sovra i quali la discussione specifica potr\u00e0 essere opportunamente portata.<\/p><p>Intanto, io rilevo che l\u2019indipendenza della Magistratura non pu\u00f2 confondersi con la creazione di una casta chiusa, ma deve essere intesa come una salutare tendenza a mantenere nell\u2019unit\u00e0 dello Stato il funzionamento libero e conveniente di tutti gli ordini, che, come il potere giudiziario, sono investiti di una loro speciale autonomia. Questa autonomia di funzione, di carriera, di disciplina deve essere sempre mantenuta rigorosamente. E se potremo raggiungere meglio questo fine attraverso gli emendamenti che sono stati presentati e che saranno poi illustrati, io credo che la Carta costituzionale, per questa parte, potr\u00e0 ottenere il consenso e l\u2019approvazione della Magistratura.<\/p><p>Peraltro, io pongo a me stesso un problema. Voglio essere pratico come lo fu il relatore onorevole Conti nella seduta di sabato scorso. Signori, voi me lo insegnate, questa \u00e8 una carta morta che vuole per\u00f2 dare vita ad organismi i quali traggano dallo scritto l\u2019interiore vitalit\u00e0, senza della quale non potrebbero svolgersi gli intendimenti ed i propositi dei proponenti della Carta su cui ci soffermiamo. Ora qui si tratta di adattare al nuovo ordinamento stabilito in questo documento quella che deve essere la realt\u00e0 viva, il funzionamento, la condizione della Magistratura.<\/p><p>E se io vi dovessi dire una parola sullo stato d\u2019animo della Magistratura in questo momento, almeno di quella che io ho occasione pi\u00f9 facilmente di avvicinare, non potrei nascondervi che la Magistratura oggi vive in uno stato di abbattimento, di incertezza. Molte cause contribuiscono a ci\u00f2. Accenno alle maggiori, che credo non siano sfuggite all\u2019opera di chi presiede alla giustizia; non gli deve essere cos\u00ec sfuggito questo stato d\u2019incertezza in cui vive la Magistratura, perch\u00e9 da ci\u00f2 derivano inconvenienti nell\u2019amministrazione della giustizia, dei quali, giorno per giorno, si accusano i magistrati, e non si accusa invece il difettoso funzionamento degli organi giudiziari; tutto si fa risalire oggi alla Magistratura, ed \u00e8 pubblicamente qui da riprovare quanto spesso avviene nel Paese allorch\u00e9 alla Magistratura si fanno attacchi ingiusti. Su di essa si manifestano dubbi, le si addossano responsabilit\u00e0 e si crede di poter giocare con la Magistratura come con qualsiasi corpo politico adattabile, cio\u00e8 se ne accetta l\u2019opera e la si giudica favorevolmente solo quando d\u00e0 ragione o arriva ad assoluzioni facili compiute in uno stato d\u2019animo che non \u00e8 n\u00e9 di libert\u00e0 n\u00e9 di dignit\u00e0. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Signori, io vi parlo con molta franchezza e con quella imparzialit\u00e0 che mi deriva dall\u2019osservare i fatti con uno stato d\u2019animo il pi\u00f9 indipendente, il pi\u00f9 autonomo. Credo di rilevare queste condizioni particolari della Magistratura, aggiungendo che il Governo di oggi, il Governo di domani, lo Stato italiano per dire tutto in una parola, ha l\u2019obbligo di preparare fin da ora tutti gli elementi i quali servano a far entrare la Magistratura nel contatto vivo di quegli elementi che rappresentano la sostanza scritta del documento che noi ora discutiamo. Perch\u00e9 da oggi al giorno in cui la Carta costituzionale sar\u00e0 emanata, il tempo \u00e8 breve, e come faremo, perci\u00f2, se fin da oggi non si compie questo compito di fattiva e sapiente preparazione?<\/p><p>Bisogna anzitutto pensare al trattamento economico dei magistrati, bisogna subito provvedere perch\u00e9 non si pu\u00f2 dire sempre a questa gente: \u00abaspettate\u00bb. Intanto l\u2019inverno viene e i magistrati non hanno di che riscaldarsi nelle aule e nei luoghi dei loro raduni. I magistrati vivono in una posizione di disagio anche per mancanza di personale efficiente. Si \u00e8 creato da parte dei Governi precedenti un sovraccarico di funzioni, anche speciali, a carico della Magistratura, e non si \u00e8 pensato che questo sovraccarico gravava su un personale che era gi\u00e0 sproporzionato al vero lavoro in cui la Magistratura era gi\u00e0 precedentemente impegnata. Quando io sento a proposito del progetto sulla stampa, che si \u00e8 voluto stabilire il procedimento per direttissima, io mi metto a sorridere, perch\u00e9 si vede che nell\u2019amministrazione della giustizia e specialmente in Italia si creano situazioni teoriche e non si pensa mai alla realt\u00e0 che pu\u00f2 soltanto essere assicurata con i mezzi esistenti. Ora c\u2019\u00e8, \u00e8 vero, il procedimento per direttissima, e stamane sentivo parlare di direttissima anche per le repressioni dell\u2019attivit\u00e0 fascista, ecc. Si farebbe molto meglio a rimettersi all\u2019apprezzamento delle varie Procure per usare il procedimento pi\u00f9 adatto e spedito, secondo le possibilit\u00e0 del lavoro giudiziario, anzich\u00e9 continuare a far leggi, come quella annonaria, in cui si \u00e8 fatto un carico enorme di disposizioni transitorie, nuove, che regolano decreti precedenti; tanto che oggi in materia annonaria non sappiamo pi\u00f9 da che parte volgerci, per cui sarebbe ora che il Governo pensasse a fare un testo unico che, coordinando le varie disposizioni, evitasse le anormalit\u00e0 che si verificano nella applicazione della legge, attraverso o ad agevoli e troppo facili soluzioni, o attraverso ad un rigorismo accompagnato da mandati di cattura qualche volta ferocissimi, dei quali si potrebbe fare a meno quando la norma legale non ne imponesse obbligatoriamente l\u2019emissione. Se con tutto ci\u00f2 si voglia far gravare sulla Magistratura un peso enorme di responsabilit\u00e0, malgrado la incapacit\u00e0 delle sue forze nell\u2019adempimento di tutto questo lavor\u00f2 cui \u00e8 costretta a sobbarcarsi, io non so; ma voi sapete che il decreto 10 agosto 1944 venne a stabilire mitigazioni in ordine al mandato di cattura, sia obbligatorio che facoltativo, e stabil\u00ec, nel caso di mandato di cattura facoltativo, un termine di 6-8 mesi, dopo i quali la detenzione dell\u2019imputato sarebbe divenuta automatica nella sua terminazione.<\/p><p>Ebbene, quel decreto, la cui validit\u00e0 aveva limite circa tre mesi or sono, non \u00e8 stato prorogato, e siamo, cos\u00ec, tornati a quelle gravissime disposizioni sul mandato di cattura che si erano volute evitare proprio col decreto 10 agosto 1944. Al Congresso di Firenze il Ministro inform\u00f2 che il provvedimento di proroga era in preparazione nel senso, per\u00f2, di limitarla al fatto della terminazione automatica della custodia preventiva. In tale occasione io dovetti osservare al Ministro \u2013 e l\u2019ho osservato anche informandolo privatamente \u2013 che la custodia preventiva sta in funzione del mandato di cattura facoltativo, perch\u00e9 soltanto in questo caso \u00e8 applicabile.<\/p><p>Quindi, o voi ritornate alla integrit\u00e0 del decreto 10 agosto 1944 e farete opera giusta \u2013 vi dir\u00f2 ora per quale ragione \u2013 o altrimenti voi, se togliete questa proroga, verrete a dare piena efficienza al codice fascista, con tutti i suoi inusitati rigori. Scegliete e provvedete, questo \u00e8 il dilemma per chi regge oggi la giustizia.<\/p><p>Inoltre ho citato un inconveniente e vi dico subito in che consiste. Esso mi veniva segnalato la settimana scorsa da un dirigente di un importante ufficio di istruzione, il quale segnalava oltre l\u2019inconveniente dell\u2019enorme massa di processi che si arrestano per mancanza di personale e di altri mezzi necessari per provvedere alle istruttorie, altri inconvenienti gravissimi:<\/p><p>1\u00b0) che non si hanno a portata di mano gli imputati detenuti, che vengono frequentemente, anche per necessit\u00e0, spostati da un carcere ad un altro, sicch\u00e9 quando il giudice istruttore li vuole interrogare, deve cercarli da tutte le parti e in tal modo l\u2019istruttoria procede molto lentamente;<\/p><p>2\u00b0) non si vuol dare la libert\u00e0 provvisoria, quando invece il decreto 10 agosto 1944 l\u2019ammetteva. Ma le carceri sono piene zeppe e ne abbiamo avuto una eco anche ieri nella risposta del Ministro alle interrogazioni di alcuni colleghi, tra cui Pertini; e c\u2019\u00e8 di peggio: tutti trovano espedienti per ottenere una mitigazione e si d\u00e0nno malati per andare in case di cura, oppure trovano un mezzo qualsiasi per eludere il rigore in cui li taglierebbe dal mondo una situazione che \u00e8 delle pi\u00f9 incresciose.<\/p><p>Detto ci\u00f2, signori, non insisto: ho detto di voler essere breve e passo oltre. Mi limiter\u00f2 a dire una parola che \u00e8 strettamente aderente al tema di cui ci occupiamo; accenner\u00f2 all\u2019ordinamento giudiziario penale. Non parlo dell\u2019ordinamento giudiziario civile, perch\u00e9 in questi giorni una Commissione nominata dal Congresso di Firenze sar\u00e0 a Roma e mi auguro che su quel punto potremo avviarci su una buona strada e diminuire il collasso del lavoro incompiuto, che ormai affligge tutti i tribunali per le cause civili.<\/p><p>Parliamo dell\u2019ordinamento penale; e mi riferisco alla nostra proposta per dare la possibilit\u00e0 al giudice istruttore o al magistrato di merito di servirsi della polizia giudiziaria addetta alle Questure.<\/p><p>Questo \u00e8 un argomento che va affrontato apertamente e senza peli sulla lingua. Signori, molte delle istruttorie penali vanno male, perch\u00e9 sono un monopolio della polizia, perch\u00e9 la polizia si diletta, per una sua abitudine o tendenza, a queste istruttorie. Si capisce anche la tendenza che c\u2019\u00e8 in ogni organo di allargare e di trattenere gelosamente quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile la sua competenza su una determinata serie di attivit\u00e0.<\/p><p>Ma oggi c\u2019\u00e8 un latente conflitto, se non continuo, intermittente, fra le questure, la polizia giudiziaria, e le procure della Repubblica. Bisognerebbe invece qui mutare sistema. Il centro motore della polizia giudiziaria debbono essere le procure della Repubblica; non dovrebbe essere ammesso che le questure, come avviene quasi, direi, settimanalmente, se non giornalmente, trattengano per settimane, settimane e settimane i procedimenti, dopo l\u2019arresto degli imputati, mentre la procura non ne sa nulla.<\/p><p>Accade, infatti, continuamente che noi ci si rivolga alla procura e la procura ci risponda che nulla risulta dalla sua rubrica, come \u00e8 avvenuto in un processo per il quale da un mese e mezzo si fa la spola da una citt\u00e0 all\u2019altra e ancora si discute della competenza.<\/p><p>Ora, \u00e8 ammissibile tutto ci\u00f2? Il principio, se veramente si vuole il senso della libert\u00e0 applicato all\u2019amministrazione della giustizia, nei rapporti di chiunque sia inquisito, deve essere questo: nei casi urgenti, si comprende che la polizia giudiziaria debba agire senza limitazione; ma in ogni modo essa deve informare subito la procura della Repubblica, con suo rapporto, del procedimento che si sta iniziando, perch\u00e9 \u00e8 soltanto la procura della Repubblica che deve dirigere l\u2019istruttoria o per lo meno iniziarla.<\/p><p>Sarebbe in tal modo evitato, seguendo cio\u00e8 queste giustissime e ormai reclamate innovazioni, quello che succede oggi: che cio\u00e8 i procedimenti pervengano alle procure gi\u00e0 istruiti, dando, fra l\u2019altro, luogo a tutta quella serie di questioni che nascono, che cio\u00e8 gli interrogatori siano stati fatti sotto lusinghe o sotto minacce e con atti, con perizie che senza alcun dubbio esulano dalla competenza della questura. Avviene cos\u00ec che i fascicoli relativi ai processi si accumulino sui tavoli della questura; avviene cos\u00ec che si venga a ribaltare la causa o ad affrettarla oltre misura; avviene cos\u00ec che si commettano ingiustizie nel senso che si viene a condannare un imputato che meriterebbe di esser considerato innocente o che si consideri innocente un imputato che meriterebbe di esser considerato colpevole.<\/p><p>Il principio dunque che noi vorremmo vedere affermato nella Carta costituzionale e che io contemplo con uno specifico comma nel mio ordine del giorno \u00e8 appunto costituito dalla proposta che la polizia giudiziaria passi direttamente alla direzione e alla competenza \u2013 salve le dovute norme di coordinamento \u2013 per tutto ci\u00f2 che riflette al suo andamento e alla personificazione dell\u2019organo che deve avere la responsabilit\u00e0 dell\u2019istruttoria, all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>E non aggiungo altro, o signori, ch\u00e9 dire altre cose significherebbe aggiungere cognizioni a chi ne ha gi\u00e0 troppe. Non dico rispondendo, ma accennando a quello che, con molta franchezza, ebbe l\u2019opportunit\u00e0 di dire l\u2019onorevole Conti, io rilevo che la Magistratura in Italia \u00e8 in realt\u00e0 fondamentalmente onesta. \u00c8 molto pi\u00f9 onesta di quel che non pensi il Paese. Ma sapete chi \u00e8 molte volte che circuisce la Magistratura e attenta alla sua integrit\u00e0? I faccendieri; i faccendieri che si annidano nelle Questure e si annidano nel foro esterno del tribunale. Io ho dovuto lottare e lotto contro questi faccendieri, i quali, non so perch\u00e9, riescono sempre a prevalere contro la condotta degli avvocati onesti.<\/p><p>Poi, io vorrei che si richiamassero \u2013 e questo potrebbe farlo il Ministro; e far\u00e0 cosa ottima \u2013 i Consigli forensi ad essere pi\u00f9 avveduti, pi\u00f9 severi, pi\u00f9 accurati nella ricerca di queste inframmettenze che un po\u2019 dappertutto, ma specialmente nei grossi centri, formano uno scandalo continuo. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Si sente parlare di migliaia e migliaia di lire, vantandosi questi faccendieri di poter ottenere tutto per il loro tramite e, si sottintende, si ottiene dalla Magistratura, che si d\u00e0 quindi come complice. Questo \u00e8 un grossolano ma persistente millantato credito; verso la Magistratura, evidentemente, viene a crearsi nel Paese, per coloro che non ne conoscono la compagine e la condotta, un senso di sospetto, che \u00e8 veramente doloroso, e di cui i magistrati, come si sono lagnati con me, hanno diritto di lagnarsi un po\u2019 dappertutto. Perci\u00f2 io ravviso qui la necessit\u00e0 di raccomandare alla solerzia del Ministro della giustizia di voler richiamare le procure della Repubblica ed i Consigli forensi ad intervenire con tutta l\u2019energia possibile, volgendo le loro ricerche su queste vere piaghe, sia pure esteriori alla giustizia, ma che per\u00f2 influiscono sull\u2019opinione che fuori si ha di poter ottenere tutto attraverso la corruzione dei giudici. Facendo questo si potr\u00e0 collaborare a risanare l\u2019ambiente, come ce n\u2019\u00e8 tanto bisogno.<\/p><p>Un\u2019ultima osservazione. Vorrei dire una parola sola sulla questione della appartenenza dei magistrati ai partiti politici. E dico subito che sono contrario all\u2019appartenenza dei magistrati ai partiti politici per una ragione superiore, nella quale io voglio che si mantenga e sia riconosciuta la posizione del magistrato.<\/p><p>E a proposito vi dir\u00f2 che per primi i magistrati desiderano di non avere questa facolt\u00e0 di iscriversi ai partiti politici. Vi riferir\u00f2 un episodio, col quale termino. In quelle assemblee che ho detto essere state tenute a Bologna sotto la mia presidenza, ad un certo momento, avvocati molto colti ebbero a sostenere l\u2019adesione libera ai partiti da parte dei magistrati. Si discusse del \u00abs\u00ec\u00bb e del \u00abno\u00bb, specialmente nel ceto forense; ma ad un certo momento si alz\u00f2 un insigne magistrato, universalmente stimato a Bologna, ove ha svolto un compito di grande integrit\u00e0 e di grande equilibrio; ed egli \u2013 vecchio, ma ancora fresco di forze ed esempio di grande onest\u00e0; una onest\u00e0 che egli fino alla povert\u00e0 oggi mantiene ed ha mantenuto in tutta la vita \u2013 si alz\u00f2 e con parola calma disse: \u00abSignori, alle vostre domande io oppongo una questione: sareste voi sicuri che di tutte le sentenze che noi alla Sezione istruttoria abbiamo dovuto emanare \u2013 sentenze pi\u00f9 o meno controverse, pi\u00f9 o meno temute, pi\u00f9 o meno gravi \u2013 si sarebbe fatta accettazione da parte del pubblico, se noi fossimo stati esponenti di un partito politico? Evidentemente tutti avrebbero creduto, in un caso o nell\u2019altro, che il partito <em>A<\/em> o il partito <em>B<\/em> o il partito <em>C<\/em>, secondo la natura dei giudici che hanno contribuito a formare quei giudicati, abbia influito a determinare o l\u2019assoluzione o la condanna\u00bb.<\/p><p>Signori, ho finito. La giustizia deve essere come la moglie di Cesare: deve essere esente da ogni richiamo e da ogni ombra; e ci\u00f2 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tendenza nel Paese a dire che il magistrato si compra perch\u00e9 la giustizia se la fanno i pi\u00f9 ricchi e per i poveri la giustizia non c\u2019\u00e8.<\/p><p>Lasciamo andare l\u2019eccesso di questa frase. Noi, in Assemblea Costituente, discutendo su questo argomento, dobbiamo sforzarci di dare all\u2019ordinamento della giustizia e ai magistrati, sacerdoti della giustizia, un trattamento, un ordinamento tale da poter dire che si \u00e8 fatto quanto era possibile a che la giustizia sia la vera condizione della libert\u00e0 e della imparzialit\u00e0 del giudice! (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mastino Gesumino ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente:<\/p><p>afferma che l\u2019indipendenza dei magistrati, considerata non come privilegio loro concesso, ma come garanzia essenziale per i cittadini, impone sia costituzionalmente fissato l\u2019assoluto divieto di essere iscritti ad un partito politico e di partecipare comunque a pubbliche manifestazioni politiche per tutti coloro che fanno parte dell\u2019Ordine giudiziario, delibera che:<\/p><p>1\u00b0) istituita la giuria popolare, sia demandata alla legislazione del futuro Parlamento la fissazione delle norme che ne disciplinino il funzionamento, ne organizzino la formazione e ne disciplinino la competenza, tenuto conto dei dati dell\u2019esperienza e delle necessit\u00e0 che i giudici popolari abbiano i requisiti necessari, intellettuali e morali per l\u2019esercizio della loro grave funzione;<\/p><p>2\u00b0) siano conservati i tribunali militari, il cui funzionamento e la cui competenza saranno regolati da leggi del futuro Parlamento;<\/p><p>3\u00b0) con la creazione del Consiglio superiore della Magistratura, sia attribuita al Governo la facolt\u00e0 ispettiva nel funzionamento dell\u2019amministrazione della giustizia, al fine di rendere possibile l\u2019iniziativa dell\u2019azione disciplinare da parte del Ministro responsabile, ed il controllo parlamentare\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Onorevoli colleghi, le molto concise osservazioni che io far\u00f2, dirette ad illustrare il contenuto del mio ordine del giorno, sono essenzialmente dirette alla precisazione di determinati concetti; perch\u00e9, lungo questa appassionata discussione \u2013 certe volte di altissimo tono \u2013 che noi abbiamo fatta, io ho creduto, con sommessa modestia, di dovere rilevare che alcune volte, volendo seguire in tutti i possibili sviluppi i concetti espressi, si \u00e8 dimenticato di partire dall\u2019esatta posizione dei problemi.<\/p><p>Cos\u00ec, ad esempio, per quanto riguarda l\u2019appartenenza o meno dei magistrati ai partiti politici. Sono perfettamente d\u2019accordo col collega Bertini che il magistrato non debba appartenere a nessun partito politico. E non solo non dovrebbe appartenere a partiti politici, ma non dovrebbe partecipare pubblicamente a manifestazioni di carattere politico.<\/p><p>Ma questa mia affermazione \u00e8 la diretta conclusione d\u2019un principio che io credo debba essere univocamente posto.<\/p><p>Questa nostra faticosa impostazione del nuovo ordinamento giudiziario, che deve essere la base e, insieme, il coronamento della costruzione delle garanzie delle libert\u00e0 dei cittadini, \u00e8 diretta non a creare nell\u2019ultima fase (autonomia della Magistratura, elevazione sociale e morale dei magistrati) un privilegio per la classe dei magistrati, ma \u00e8 diretta soprattutto a creare la suprema garanzia per i diritti dei cittadini.<\/p><p>Badate, non si tratta d\u2019una posizione puramente dialettica e formale. \u00c8 posizione \u2013 secondo me \u2013 essenziale, perch\u00e9 noi in tanto dobbiamo creare questa suprema costruzione che dia ai magistrati l\u2019autonomia e quasi l\u2019autogoverno, in quanto questa autonomia e questo autogoverno rappresentino una garanzia ulteriore per i singoli cittadini.<\/p><p>Ogni autonomia ed ogni autogoverno devono cessare di funzionare quando da essi possa essere diminuito od in qualche modo offuscato il completo esplicarsi di tale garanzia.<\/p><p>Ora, se partiamo da questo principio, noi dobbiamo necessariamente dedurre (a prescindere da qualsiasi considerazione di ordine politico che io credo debba essere estranea alla \u00abdiscussione attuale di ordine esclusivamente tecnico-giuridico) che la partecipazione del Magistrato a un partito politico sminuisce la garanzia dell\u2019assoluta indipendenza del giudice.<\/p><p>Questa garanzia infatti non deve essere solo costituita nell\u2019ordine logico giuridico, ma dev\u2019essere subiettivamente appresa da ogni cittadino. Ogni cittadino deve avere, evidentemente, chiaramente, limpidamente la sensazione che il magistrato nel giudicare \u00e8 estraneo a quella che pu\u00f2 essere la passione di parte, o fazione di parte, o idealit\u00e0 politica, o lotta politica. Ora, come pu\u00f2 questa garanzia che, come vi dicevo, deve essere apparente, deve essere certa, deve essere sicura, esistere quando il cittadino abbia visto partecipare a dimostrazioni politiche, magari contrarie alle sue idealit\u00e0, il magistrato che poi deve giudicare della sua libert\u00e0 e dei suoi interessi? Credo che evidente sia la risposta: il magistrato deve essere posto in una situazione tale da essere considerato non, come con frase abusata si dice, non sospettabile, come la moglie di Cesare, ma neanche adombrabile dal dubbio sulla sua purezza, nell\u2019attimo supremo in cui esprime il suo giudizio. Identicamente \u2013 e in una sfera maggiore, anzi in una sfera pi\u00f9 alta e comprensiva di tutte le nostre discussioni \u2013 io ritengo che l\u2019autonomia dei magistrati, che si attui attraverso il Consiglio Superiore della Magistratura, debba essere limitata dalle necessit\u00e0 di garanzia verso i cittadini.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi, se noi concepiamo l\u2019autonomia e l\u2019autogoverno della Magistratura quasi con un debito dovuto alla Magistratura a prescindere da ogni altra considerazione, considerandola nell\u2019ordine puramente logico ed astratto, come necessit\u00e0 deduttiva del principio che la Magistratura non deve, nell\u2019esercizio della sua suprema missione, essere in qualsiasi modo influenzata dagli altri poteri; se questa concezione noi dovessimo condurre alle estreme conseguenze, considerandola a s\u00e9, io credo che una tale autonomia, cos\u00ec intesa nelle sue pi\u00f9 late accezioni, non potrebbe essere accettata. Se noi invece partiamo dal principio, che, come detto, deve essere considerato come essenziale presupposto di tutto il problema, noi vedremo che non \u00e8 possibile porre la Magistratura al di fuori, quasi al di sopra, della compagine dello Stato. Noi dobbiamo questa autonomia della Magistratura considerarla incuneata, compresa, articolata nell\u2019insieme dell\u2019organizzazione dello Stato.<\/p><p>Ora, siccome non \u00e8 possibile che noi neghiamo la necessit\u00e0 del controllo del Parlamento sul governo della Magistratura, mi pare eccessiva la frase contenuta nell\u2019articolo del progetto in cui \u00e8 detto che il Consiglio Superiore della Magistratura ha autonomamente, con esclusione di qualsiasi ingerenza, il governo della Magistratura. Perch\u00e9 allora io vorrei chiedere: come si potr\u00e0 esercitare il controllo parlamentare sull\u2019opera della Magistratura, che pure \u00e8 essenziale in ogni Stato ordinato e libero? L\u2019onorevole Conti, nel suo cos\u00ec vasto, cos\u00ec completo, cos\u00ec appassionato discorso ha elencato, tra i poteri che attualmente spettano al Ministro per la giustizia, il potere ispettivo; ma il potere ispettivo, contenuto nelle leggi attuali, dovrebbe essere inquadrato nelle norme costituzionali che noi dobbiamo statuire. Ora, se le norme costituzionali stabilissero la facolt\u00e0 esclusiva del supremo organo della Magistratura di autogovernarsi, evidentemente la facolt\u00e0 ispettiva del Ministro della giustizia si dovrebbe esplicare sulle attivit\u00e0 marginali dell\u2019amministrazione giudiziaria o sull\u2019attivit\u00e0 dei cancellieri, e non mai sul governo della Magistratura. Ma questo \u00e8 inammissibile in un retto Governo e in uno Stato democratico.<\/p><p>Quindi io propongo, nel mio ordine del giorno, che \u00abcon la creazione del Consiglio Superiore della Magistratura, sia attribuita al Governo la facolt\u00e0 ispettiva nel funzionamento dell\u2019amministrazione della giustizia, al fine di rendere possibile l\u2019iniziativa dell\u2019azione disciplinare da parte del Ministro responsabile ed il controllo parlamentare\u00bb.<\/p><p>Non credo che questo possa, in alcun modo, nuocere alla creazione di quella nuova Magistratura autogovernantesi ed organicamente costituita come potere autonomo nella sfera delle sue competenze, che noi vogliamo istituire. Noi dobbiamo questa nuova Magistratura crearla in modo da non estraniarla dall\u2019ambito dello Stato; perch\u00e9, se \u00e8 vero che la divisione dei poteri \u00e8 uno dei princip\u00ee che hanno regolato la creazione dello Stato moderno, \u00e8 anche vero che non si pu\u00f2 ritenere la divisione dei poteri essere un qualche cosa di meccanico, che funzioni automaticamente, al di fuori della realt\u00e0 sociale, giuridica e politica.<\/p><p>Anche la Magistratura, concepita come organo sovrano dello Stato e, se si vuole, come potere dello Stato, deve essere inquadrata, essere amalgamata, essere inserita nella Costituzione in modo da potere essere compresa in tutto quell\u2019insieme di controlli, che forma la garanzia suprema della libert\u00e0 di tutti i cittadini.<\/p><p>Ed io, che vi ho promesso di essere rapidissimo, passo senz\u2019altro alla discussione dell\u2019argomento intorno al quale tanta vasta eloquenza \u00e8 corsa in quest\u2019Aula: l\u2019argomento della istituzione delle giurie popolari.<\/p><p>Permettetemi che vi dica che anche su questo punto \u00e8 bene che si precisino pi\u00f9 esattamente i concetti. La maggior parte degli oratori, che hanno negato l\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019istituzione della giuria popolare, l\u2019hanno negata affacciando le grandissime deficienze che la giuria popolare ha manifestato finora; hanno cio\u00e8 negato, discusso, dichiarato inammissibile non l\u2019istituto, ma la giuria popolare cos\u00ec come ha finora funzionato.<\/p><p>Ma noi non possiamo partire dal presupposto che la giuria popolare debba necessariamente funzionare nel futuro come sempre ha funzionato nel passato; e che non sia possibile costituirla diversamente e creare della giuria popolare un organismo giuridico tale che funzioni senza i difetti che giustamente sono stati affacciati, in modo da potere inserire nell\u2019amministrazione della giustizia un istituto circondato dal prestigio e dalla forza derivantigli dalle sue fonti naturali, popolari, dirette. Si sono prodotti, a sostegno delle diverse tesi, molti esempi. Permettetemi che vi dica che anche io potrei fornirvi esempi numerosi e citarvi casi diversi, avendo indossato la toga del procuratore generale nelle Corti d\u2019assise, e successivamente, per molti anni oramai, indossato la toga del difensore; sicch\u00e9 ho potuto valutare, partendo dalle diverse concezioni, da un campo e dall\u2019altro, e i difetti e i pregi dell\u2019istituto. Io ho iniziato la mia missione di avvocato, difendendo la parte civile in un processo in cui erano imputati var\u00ee fascisti che avevano selvaggiamente assassinato nel piccolo paese di Portoscuso, due poveri pescatori. Si era all\u2019inizio del movimento fascista, e tutte le bande armate, assoldate dal potere, che ancora non si era fortemente costituito, ma che cercava in tutti i modi di fortemente costituirsi, premevano alle porte dell\u2019aula dove si svolgeva il processo, affinch\u00e9 gli imputati fossero assolti. Ogni mezzo terroristico fu usato; ma i giurati non piegarono, e condannarono.<\/p><p>Successivamente io difesi in Corte di assise, per tre mesi, alcuni imputati di aver ucciso il segretario politico di un piccolo comune. Le forze del fascismo erano allora in piena esplosione di violenza; ed anche allora tutti i mezzi furono usati perch\u00e9 gli imputati venissero condannati. Quattro testimoni di difesa furono arrestati. Il processo dur\u00f2 tre mesi. Il collegio di difesa dovette in gran parte abbandonare l\u2019aula ed affidare la difesa ad uno solo degli avvocati. I giurati \u2013 coti fermissimo animo \u2013 assolsero gli imputati ad unanimit\u00e0 di voti.<\/p><p>Per darvi un esempio dell\u2019altro campo, vi dico che ancora echeggia nel mio cuore il pianto di una povera donna ottantenne che ho difeso davanti al tribunale. Era imputata di aver dato un litro di olio per un poco di grano. Io la difesi d\u2019ufficio, disperatamente. Chiesi al tribunale che concedesse almeno, se non voleva accedere alla tesi dell\u2019infermit\u00e0 mentale o della semi infermit\u00e0 mentale, la sospensione condizionale della pena.<\/p><p>Il tribunale non applic\u00f2 la legge; ma applic\u00f2 una circolare ministeriale che vietava la concessione della sospensione condizionale della pena, anche nei casi in cui la legge tale diritto attribuiva all\u2019imputato condannato. Questo vi dico, perch\u00e9 \u00e8 mia profonda convinzione che gli errori della Magistratura togata siano pari, nella linea morale e di fatto, agli errori che ha commesso l\u2019antica giuria popolare. Dalla mia esperienza ho tratta la profonda convinzione che la giuria popolare ha in grado eminente quella dote essenziale che dovrebbero avere tutti coloro cui spetta il tremendo dovere di giudicare i propri simili: la particolare sensibilit\u00e0 derivante dall\u2019essere il giudice prodotto dell\u2019ambiente in cui il delitto nacque. Se un insegnamento profondo io ho tratto dalla mia vita e dalla mia passione di avvocato, l\u2019insegnamento \u00e8 questo: che allorquando si tratta dei pi\u00f9 gravi delitti, soprattutto di quelli di sangue, non ci troviamo mai di fronte ad un fatto normale. Non \u00e8 esatto che giudicare un ladro sia lo stesso che giudicare un assassino. Esiste tra i due giudiz\u00ee una differenza essenziale. Nelle profondit\u00e0 stesse di ogni essere umano c\u2019\u00e8 un profondo ribrezzo per il sangue. Per superare questo ribrezzo, ed uccidere; per commettere questo atto che \u00e8 tremendo per tutti, devono concorrere, insieme col crollo psicologico di tutte le barriere opposte dalla coscienza e dall\u2019istinto, speciali situazioni di fatto, speciali condizioni ambientali, specialissime posizioni subiettive. Tutto deve essere valutato con sincerit\u00e0 e, direi, con naturalit\u00e0, senza contorsioni dialettiche molte volte abili, troppe volte aberranti. La Magistratura ordinaria, attraverso la professione del giudicare, qualche volta perde la prontezza della facolt\u00e0 di reagire con sensibilit\u00e0 umana al fatto umano.<\/p><p>Ed allora, per quali ragioni noi dobbiamo privare il cittadino di questo mezzo di giudizio, unicamente partendo dai difetti di funzionamento finora rilevati?<\/p><p>L\u2019essenziale \u00e8 che noi studiamo i mezzi per migliorarlo.<\/p><p>Affermiamo ora nella Costituzione il principio istitutivo della giuria popolare. Rimandiamo al futuro legislatore le norme, con cui questa funzione sar\u00e0 disciplinata. Questa \u00e8 la conclusione cui giungo nel mio ordine del giorno: della giuria popolare dovr\u00e0 essere organizzata la formazione e disciplinata la competenza, tenuto conto dei dati dell\u2019esperienza e della necessit\u00e0 che i giudici popolari abbiamo i requisiti intellettuali e morali richiesti per l\u2019esercizio di questa grave funzione.<\/p><p>Penso che una giuria diversamente organizzata, diversamente scelta, diversamente composta, possa contemperare i pregi della Magistratura togata coi grandissimi pregi della Magistratura popolare.<\/p><p>Una delle ragioni, per cui penso che la giuria popolare \u00e8 da conservare, \u00e8 anche la seguente: il modo egregio con cui funzionano i tribunali militari. Non credo che questo debba parer strano a chi ha pratica dei tribunali militari. \u00c8 mia profonda convinzione, formatasi attraverso l\u2019esperienza personale, che, sia in pace come in guerra, i tribunali militari funzionino con tanto profondo senso di giustizia proprio perch\u00e9 si attua in essi quella formazione speciale della selezionata ed idonea giuria popolare, che io invoco.<\/p><p>L\u2019istituto della giuria popolare rappresenta pertanto una necessit\u00e0 di giustizia, non formale ma sostanziale, anche se rapportato al tribunale militare, che ha sempre dimostrato prontezza di reazione psicologica e profondo senso di umanit\u00e0.<\/p><p>L\u2019obiezione fondamentale mossa contro l\u2019istituzione della giuria, cio\u00e8 la inappellabilit\u00e0 delle sue sentenze, deriva anch\u2019essa dal presupposto che la giuria debba rimanere tale quale \u00e8 stata organata finora. Non \u00e8 obiezione insuperabile, perch\u00e9 non \u00e8 impensabile una sentenza della giuria popolare riesaminata da una sezione della Corte di cassazione, anche nel merito, e rimandata ad altra Corte di assise per il riesame.<\/p><p>Non si dica, come con superficialit\u00e0 si \u00e8 detto, che ci\u00f2 snaturerebbe la Corte di cassazione; perch\u00e9 non \u00e8 esatto che la Corte di cassazione non giudichi mai sul merito, che la sua funzione si esaurisce sempre in una pura indagine di diritto. In tutte le materie che attengono ai conflitti di giurisdizione e di competenza, la Cassazione giudica necessariamente anche pel merito. Perci\u00f2 l\u2019obiezione giuridica non regge, essendo sempre possibile che la Cassazione riesamini, anche nel merito, i giudizi delle Corti di assise, li annulli, e rimandi al giudizio di altra Corse di assise.<\/p><p>In quanto al s\u00ec ed al no, in cui si concentra tutto il giudizio dei giurati e che tanti clamori di disapprovazione ha suscitato in vari oratori, mi si consenta di dire che tutti i giudizi umani si concretano e si concludono in un s\u00ec od in un no. \u00c8 la motivazione del s\u00ec e del no, quella che a noi sta a cuore. Anche qui si commette l\u2019errore di dare come immutabile il funzionamento attuale della giuria, il quale non \u00e8 altro che una trasformazione malfatta dell\u2019antico funzionamento. Infatti anticamente i giurati si radunavano per il verdetto e discutevano in camera di consiglio per ore ed ore, in modo che il s\u00ec od il no era il frutto di una lunga meditazione e di una approfondita discussione.<\/p><p>In quanto alla motivazione, \u00e8 possibile che voi, esperti giuristi, che qui siete convenuti da ogni parte d\u2019Italia, vi fermiate di fronte ad un obiezione la quale pu\u00f2 essere in molti modi, giuridicamente, superata? Come il magistrato togato pu\u00f2 associarsi tecnici estranei alle sue file in certi giudizi, cos\u00ec non \u00e8 impensabile che alla Magistratura popolare si aggreghi un giudice togato il quale partecipi al processo ed, in camera di consiglio, alle decisioni. Io non intendo presentare una conclusione, ma voglio prospettare una proposta unicamente per rilevare che le impossibilit\u00e0 affacciate da alcuni colleghi sono soltanto apparenti e non insuperabili, in quanto vengono dedotte da un dato di fatto inesatto ed aberrante. Si afferma la inaccettabilit\u00e0 della giuria popolare perch\u00e9 ha funzionato male; invece di studiare i mezzi e le forme perch\u00e9 funzioni bene. Vorrei aggiungere, e questo pi\u00f9 che una affermazione, \u00e8 un sentimento trepido, velato di angoscia, che tutta questa faticosa costruzione giuridica, tutta questa nostra Costituzione alla quale abbiamo collaborato con tanto appassionato amore, potrebbe risultare opera vana, costruita sulla sabbia, La garanzia suprema di tutti i diritti e di tutte le libert\u00e0, non consiste infatti nella formulazione sapiente di determinate norme, o nella creazione di determinati organi di tutela. Le une e gli altri, di solito, funzionano in periodo di pace, e non funzionano allorch\u00e9 la Nazione \u00e8 squassata dalle tempeste interne ed esterne, susseguentisi nella storia. Ora, vorrei dire ai magistrati che, al disopra e al di fuori delle garanzie organiche loro concesse, i cittadini avranno la garanzia suprema nella loro coscienza, nella loro rettitudine, nella loro fermezza. E vorrei dire a tutti gli italiani che non ci sar\u00e0 ordinata amministrazione della giustizia, finch\u00e9 non risorga in tutti gli spiriti il senso del rispetto del diritto e l\u2019ossequio alla legge, garanzia suprema di tutte le libert\u00e0, finch\u00e9 dal profondo di tutti i cuori non rinasca il santo orrore del sangue e finch\u00e9 non ci sentiamo nuovamente fratelli nell\u2019amore a questa nostra Patria e nel comune dolore per le sue immense sventure. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiuso lo svolgimento degli ordini del giorno. Gli altri che mi sono stati consegnati nel corso di questa seduta, a tenore del Regolamento, non d\u00e0nno diritto ai loro presentatori di svolgerli.<\/p><p>Un primo ordine del giorno \u00e8 stato presentato dagli onorevoli Crispo, Quintieri Quinto, Rubilli, Candela, Villabruna, Rescigno, Martino Gaetano, Gabrieli, Bellavista, Cortese Guido, Sansone:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato che la funzione del Pubblico Ministero nel procedimento penale \u00e8 intesa a realizzare la pretesa punitiva dello Stato;<\/p><p>considerato che tale funzione ha un suo proprio carattere, e che l\u2019esercizio di essa costituisce il Pubblico Ministero nella posizione di parte, nel contrasto tra le esigenze della tutela sociale e quelle della difesa dell\u2019imputato, mentre, in tale contrasto, l\u2019opera del giudice \u00e8 in funzione di sintesi;<\/p><p>ritenuto, infine, che il ripetuto esercizio di detta funzione conferisce un abito mentale che mal si adatta all\u2019opera giurisdizionale<\/p><p>afferma<\/p><p>la necessit\u00e0 che la carriera del Pubblico Ministero sia tenuta distinta da quella della Magistratura giudicante\u00bb.<\/p><p>\u00c8 stato poi presentato dagli onorevoli Rossi Maria Maddalena, Noce Teresa, Bei Adele, Merlin Lina, Mattei Teresa, Gallico Spano Nadia, Basso Lelio, Mancini, Cevolotto, Martino Gaetano, Abozzi, Costa, Veroni, Rubilli, Bonomi Ivanoe, Sansone, Bellusci, Gasparotto, Lussu, Porzio, Facchinetti, Paolucci, Mazzoni il seguente altro ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato che con l\u2019articolo 48 \u00e8 stato solennemente affermato nella nuova Costituzione italiana il diritto della donna ad accedere alle cariche elettive ed agli uffici pubblici in condizioni di uguaglianza rispetto all\u2019uomo,<\/p><p>afferma che nessuna limitazione dovr\u00e0 essere posta dalla legge all\u2019accesso della donna alla Magistratura\u00bb.<\/p><p>Dar\u00f2 ora lettura di altri due ordini del giorno presentatli nel corso di questa seduta. Uno \u00e8 firmato dall\u2019onorevole Patricolo, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente<\/p><p>afferma<\/p><p>che l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza dei poteri dello Stato deve essere considerata come esigenza fondamentale di ogni regime democratico<\/p><p>delibera che il potere giudiziario venga riconosciuto dalla nuova Carta costituzionale dello Stato come potere autonomo e indipendente, senza pregiudizio della facolt\u00e0 di sindacato e di controllo spettante al Parlamento.<\/p><p>L\u2019altro ordine del giorno \u00e8 firmato dall\u2019onorevole Mortati ed \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato:<\/p><p>che qualsiasi tipo di decentramento, il quale non voglia conformarsi allo schema federalistico, esclude ogni estensione di esso alla funzione giurisdizionale;<\/p><p>che, in ogni caso, contradittorio sarebbe invocare il principio del decentramento dell\u2019istituto della cassazione e limitarne poi l\u2019applicazione al solo ripristino delle quattro Corti soppresse nel 1923, mentre esso imporrebbe, per ovvie esigenze di logica e di equit\u00e0, l\u2019assegnazione ad ogni regione di una propria cassazione;<\/p><p>che questa necessaria conseguenza del decentramento accrescerebbe fino all\u2019assurdo i noti inconvenienti della pluralit\u00e0 delle cassazioni, pluralit\u00e0 sconosciuta alle legislazioni di tutti i paesi del mondo;<\/p><p>che l\u2019ordinamento regionale, anzich\u00e9 giustificare tale pluralit\u00e0, esige l\u2019attuazione di una maggiore unitariet\u00e0 dell\u2019interpretazione della legge, onde evitare che le divergenze interpretative ostacolino il sorgere dei rapporti fra cittadini appartenenti alle diverse regioni;<\/p><p>che la constatazione delle difficolt\u00e0 manifestatesi in pratica al conseguimento dell\u2019unit\u00e0 della giurisprudenza pur dopo l\u2019accentramento della cassazione possono consigliare l\u2019adozione di mezzi tecnici onde evitare in avvenire le difficolt\u00e0 stesse, non mai giustificare il ritorno ad un sistema, verso cui erano in passato rivolte le critiche generali, e che riuscirebbe utile solo ad alcuni appartenenti alla classe forense, non certo agli interessi della Nazione;<\/p><p>delibera:<\/p><p>che la Corte di cassazione debba essere unica per tutto il territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Faccio subito rilevare che non si tratta di ordini del giorno simili a quelli che l\u2019Assemblea ha preso in considerazione in sedute precedenti e sui quali \u00e8 giunta ad una votazione. Relativamente a quest\u2019ultimo Titolo della Costituzione, gli ordini del giorno si sono moltiplicati con due caratteristiche. La prima \u00e8 che ognuno di questi ordini del giorno si propone di dare risoluzione a tutta una serie di questioni. Essi non sono ordini del giorno che enunciano un problema e ne propongono la soluzione, ma ciascuno di essi prende in esame diversi punti del problema generale offrendone la soluzione. La seconda caratteristica \u00e8 che, dato che questi punti essenziali non sono innumerevoli, questi ordini del giorno toccano tutti gli stessi punti e propongono soluzioni analoghe o quasi.<\/p><p>Ci\u00f2 crea una grave difficolt\u00e0 per l\u2019ordine delle votazioni. Se poi aggiungo che ciascuno di questi ordini del giorno propone all\u2019Assemblea di pronunciarsi su ci\u00f2 che \u00e8 materia dei singoli articoli, precludendo cos\u00ec la presa in esame degli emendamenti, che sono numerosissimi, mi pare che si debba concludere che in realt\u00e0 su questi ordini del giorno, quanto meno in questo momento, non si possa o non si debba votare. Altrimenti sorgerebbe in primo luogo la questione a quale ordine del giorno dare la precedenza nella votazione? In secondo luogo, se noi votassimo, a fine discussione generale e prima di esaminare gli articoli, tutti questi ordini del giorno, praticamente pregiudicheremmo tutta una serie di votazioni che comunque bisogner\u00e0 fare successivamente. Queste votazioni iniziali degli ordini del giorno assumerebbero infatti un carattere preclusivo, e l\u2019Assemblea avrebbe il diritto, quanto meno in quella parte che rimanesse in minoranza, di protestare contro questa formazione troppo sollecita e prematura di decisioni.<\/p><p>Sono del parere che noi possiamo votare questi ordini del giorno, se mai, mano a mano che incontreremo gli argomenti specifici che essi trattano.<\/p><p>Occorrerebbe che in precedenza, per\u00f2, i presentatori dei vari ordini del giorno, che toccano problemi comuni, con soluzioni eguali, si mettessero d\u2019accordo, per presentare un testo solo, in maniera da togliere all\u2019Assemblea la preoccupazione della scelta dell\u2019ordine del giorno da porre in votazione.<\/p><p>Non vorrei che, accingendoci poi a votare quegli ordini del giorno che presentano una analogia e che sono confondibili tra di loro, sorgesse la questione della precedenza.<\/p><p>In genere gli ordini del giorno trattano questi problemi:<\/p><p>1\u00b0) La giuria. A questo tema \u00e8 dedicato un articolo sul quale \u00e8 stata presentata tutta una serie di emendamenti. Io credo che il modo migliore di pronunciarci sull\u2019argomento \u00e8 di votare sugli emendamenti e poi sull\u2019articolo.<\/p><p>2\u00b0) L\u2019indipendenza della Magistratura. Tutti coloro che hanno parlato, vi si sono a lungo soffermati.<\/p><p>Si ritiene necessario votare un ordine del giorno a questo proposito, o non \u00e8 ben pi\u00f9 consigliabile dare agli articoli della Costituzione per questo Titolo un tale contenuto, che assicuri di per s\u00e9 questa indipendenza senza affermarla con una votazione che non porterebbe a nessun risultato concreto?<\/p><p>3\u00b0) La Corte costituzionale. Ho gi\u00e0 fatto presente all\u2019onorevole Adonnino che questo problema potrebbe essere esaminato quando passeremo al sesto Titolo di questa parte del progetto di Costituzione;<\/p><p>4\u00b0) Cassazione unica oppure Cassazioni regionali.<\/p><p>Nel testo del progetto non c\u2019\u00e8 nessun articolo che si riferisca al problema della Cassazione, ma vari emendamenti lo trattano e propongono. Io credo che sia opportuno rinviarne, al momento nel quale li esamineremo, la soluzione, e pertanto di decidere allora sugli ordini del giorno che propongono la Cassazione unica o le Cassazioni regionali.<\/p><p>5\u00b0) Ed infine abbiamo la questione del divieto della iscrizione a partiti politici da parte dei magistrati. Data la definita concretezza della questione, mi pare che sia assai meglio votare sull\u2019articolo, anzich\u00e9 su un ordine del giorno, che dovrebbe poi essere a sua volta trasfuso in un articolo per acquistare valore costituzionale.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni io sono del parere che (essendo stato utile ed interessante ascoltare in soprannumero, oltre agli oratori iscritti nella discussione generale, anche i presentatori degli ordini del giorno), giunti a questo punto, possiamo passare all\u2019esame degli emendamenti.<\/p><p>Se non vi sono obiezioni, o se qualche presentatore di ordine del giorno non rivendica il diritto di porlo in votazione, propongo dunque all\u2019Assemblea di passare all\u2019esame degli emendamenti relativi all\u2019intitolazione di questo titolo.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione a questo riguardo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Aderisco pienamente alla proposta del Presidente.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 una prima serie di emendamenti, gi\u00e0 svolti, in ordine alla intitolazione del Titolo IV:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il titolo:<\/em> La Magistratura, <em>con l\u2019altro:<\/em> Potere giudiziario, <em>oppure, subordinatamente:<\/em> Ordine giudiziario.<\/p><p>\u00abRomano\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il titolo:<\/em> La Magistratura, <em>col seguente:<\/em> Amministrazione della giustizia.<\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il titolo:<\/em> La Magistratura, <em>col seguente:<\/em> Il potere giudiziario.<\/p><p>\u00abMastino Pietro\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il titolo:<\/em> La Magistratura, <em>col seguente:<\/em> Il potere giudiziario.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Ruini di voler esprimere l\u2019avviso della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il termine proposto nel testo, e cio\u00e8 \u00abMagistratura\u00bb, corrisponde, con euritmia e con concretezza, agli altri che designano i vari Titoli: Parlamento, Governo, ecc.; e mi sembra dia risalto e debba soddisfare i magistrati. Ad ogni modo, non \u00e8 questione sostanziale; e di fronte a tutte le nuove intitolazioni proposte, il Comitato di redazione non si oppone a che sia adottata un\u2019altra espressione, che possa ottenere pi\u00f9 larghi consensi.<\/p><p>Dichiaro subito, relativamente alla proposta \u00abIl potere giudiziario\u00bb, che il Comitato sente profondamente ci\u00f2 che significa la distinzione dei poteri come spirito di tutta la Costituzione. Ma un incasellamento preciso di norme in tal senso non \u00e8 possibile; avremmo dovuto dire anche: \u00abIl potere legislativo\u00bb e \u00abIl potere esecutivo\u00bb. Non \u00e8, per questa ragione, possibile accettare la proposta dizione.<\/p><p>Per quanto riguarda \u00abOrdine giudiziario\u00bb \u2013 o giurisdizionale, come \u00e8 proposto dall\u2019onorevole Grassi \u2013 ci sembra che questa espressione, che potrebbe valere al pi\u00f9 per una sezione, non corrisponda a tutto il contenuto del titolo e non abbia lo stile delle altre formule: Parlamento, Governo, ecc.<\/p><p>Se si vuol mutare \u00abMagistratura\u00bb preferiamo si adotti un altro termine \u00abLa giustizia\u00bb, che \u00e8 largo e solenne, e che \u00e8 usato in altre Costituzioni, come la weimariana. \u00c8 un po\u2019 astratto, ma d\u00e0 il senso alto della funzione, di cui si tratta nel titolo.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Non penso che sia una grossa questione questa dell\u2019intitolazione del Titolo IV. Per\u00f2, siccome questa intitolazione entra nella seconda parte della Costituzione, intitolata \u00abOrdinamento della Repubblica\u00bb, e siccome ogni Titolo specifica gli organi e l\u2019organizzazione che corrispondono ai vari poteri dell\u2019ordinamento generale della Repubblica, penso che l\u2019intitolazione \u00abLa Magistratura\u00bb sia quella da preferire; nel senso che, per mantenere l\u2019euritmia di tutte le intestazioni fatte, dobbiamo dire anzich\u00e9 \u00abLa giustizia\u00bb (che rappresenterebbe non pi\u00f9 un organo, ma la funzione dell\u2019organo stesso), \u00abLa Magistratura\u00bb.<\/p><p>Preferirei questa dizione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ruini, la proposta che lei ha fatto \u00e8 della Commissione, ovvero lei ha parlato a titolo meramente personale?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> \u00c8 la proposta del Comitato, piuttosto che la mia personale. Io vi ho acconsentito, ripeto, perch\u00e9 non \u00e8 questione sostanziale, e di fronte alle difficolt\u00e0 sollevate con la pioggia, che comincia qui, degli emendamenti, cerco di concludere e di evitare lunghi dibattiti.<\/p><p>Il Comitato propone \u00abGiustizia\u00bb; ma se l\u2019espressione non \u00e8 accolta dall\u2019Assemblea, io insisto per la intitolazione anteriore di \u00abMagistratura\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Romano, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ROMANO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, lei mantiene il suo?<\/p><p>COLITTO. Io non insisto nel mio emendamento, anche perch\u00e9 la formulazione da me proposta \u00abL\u2019amministrazione della giustizia\u00bb si avvicina alla formulazione proposta dalla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Mastino Pietro, mantiene il suo?<\/p><p>MASTINO PIETRO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Persico, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PERSICO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Grassi, lei allora fa propria l\u2019intitolazione: \u00abLa Magistratura\u00bb?<\/p><p>GRASSI. S\u00ec, onorevole Presidente. Noi abbiamo infatti la prima intitolazione, che \u00e8 \u00abIl Parlamento\u00bb, quella del secondo titolo, che \u00e8 \u00abIl Capo dello Stato\u00bb, quella del terzo, che \u00e8 \u00abIl Governo\u00bb: noi abbiamo quindi intestato tutti i titoli agli organi e non alle funzioni. \u00c8 evidente quindi che anche in questo caso dobbiamo dire \u00abLa Magistratura\u00bb; avremmo dovuto dire infatti altrimenti: anzich\u00e9 \u00abIl Governo\u00bb \u00abL\u2019esecutivo\u00bb e cos\u00ec via.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo allora alle votazioni. Restano dunque le seguenti proposte: quella base della Commissione, che \u00e8 attualmente la seguente: \u00abLa Giustizia\u00bb; vi sono poi altre tre proposte. Gli onorevoli Romano, Mastino Pietro e Persico propongono \u00abPotere giudiziario\u00bb; l\u2019onorevole Romano propone ancora, in subordine, \u00abOrdine giudiziario\u00bb. L\u2019onorevole Grassi poi, riprendendo il primitivo testo della Commissione, propone \u00abLa Magistratura\u00bb.<\/p><p>GHIDINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GHIDINI. Io voto per l\u2019intitolazione \u00abLa Giustizia\u00bb. La ragione \u00e8 che, con l\u2019intitolazione \u00abLa Magistratura\u00bb, come anche con l\u2019intitolazione \u00abIl Potere giudiziario\u00bb o \u00abL\u2019Amministrazione della giustizia\u00bb, siamo perfettamente intonati soltanto con il sottotitolo della sezione prima, che riguarda appunto l\u2019ordinamento giudiziario; ma non siamo invece intonati con il sottotitolo della sezione seconda, relativo alle norme sulla giurisdizione.<\/p><p>Per questo motivo quindi io voter\u00f2 a favore dell\u2019intitolazione \u00abLa Giustizia\u00bb.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Il nostro Gruppo voter\u00e0 per la formulazione originaria della Commissione, e cio\u00e8 per \u00abLa Magistratura\u00bb, per una ragione di armonia generale fra i Titoli delle diverse parti, che non pu\u00f2 essere modificata per le considerazioni fatte test\u00e9 dall\u2019onorevole Ghidini: non si pu\u00f2 concepire l\u2019armonia di un Titolo preso a s\u00e9 e in riferimento al suo contenuto. I Titoli si collegano di capitolo in capitolo e devono avere una loro continuit\u00e0. Tutti i Titoli contengono un richiamo concreto a determinati organi; questo sarebbe l\u2019unico Titolo che introdurrebbe una formulazione astratta. Non comprendiamo il senso di questa modificazione e voteremo perci\u00f2 il Titolo originario.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io rivolgo una preghiera all\u2019Assemblea, e cio\u00e8 di voler tenere presente il chiaro indirizzo del Comitato: noi non possiamo accogliere le designazioni di \u00abPotere giudiziario\u00bb o di \u00abOrdine giudiziario\u00bb, perch\u00e9 queste, s\u00ec, altererebbero tutta la simmetria della Costituzione e creerebbero posizioni ed impostazioni non chiare. Il Comitato non pu\u00f2 accettare tali dizioni.<\/p><p>La sua vecchia dizione rispondeva ai criteri di concretezza che sono stati qui accennati; il Comitato l\u2019ha modificata ed io non mi sono opposto, perch\u00e9 ritenevo che, cos\u00ec mutando, si avrebbe pi\u00f9 facile consenso. Se non \u00e8 cos\u00ec, torniamo pure alla dizione di \u00abMagistratura\u00bb.<\/p><p>Ci\u00f2 su cui insisto \u00e8 che non si adotti n\u00e9 \u00abpotere\u00bb n\u00e9 \u00abordine giudiziario\u00bb.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Noi del Gruppo liberale voteremo contro la sostituzione della parola \u00abGiustizia\u00bb a quella di \u00abMagistratura\u00bb, perch\u00e9 per noi \u00abGiustizia\u00bb indica un concetto astratto e non la funzione n\u00e9 l\u2019organo della funzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Allora passiamo alla votazione.<\/p><p>Pongo ai voti per prima la formulazione fatta propria dall\u2019onorevole Grassi, perch\u00e9 mi pare, per le ragioni stesse con le quali si \u00e8 sostenuta la formula contraria, la pi\u00f9 lontana dalla proposta della Commissione.<\/p><p>Pongo quindi ai voti la vecchia formulazione: \u00abLa Magistratura\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi sono ora delle proposte di emendamento al sottotitolo della Sezione I di questo Titolo IV.<\/p><p>Vi sono due emendamenti relativi alla intitolazione della Sezione I, che nel progetto \u00e8: \u00abOrdinamento giudiziario\u00bb. Il primo \u00e8 dell\u2019onorevole Romano, il quale lo ha gi\u00e0 svolto:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire la denominazione della Sezione I:<\/em> Ordinamento giudiziario, <em>con l\u2019altra: <\/em>Funzione giurisdizionale\u00bb.<\/p><p>Il secondo \u00e8 dell\u2019onorevole Grassi:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire la denominazione della Sezione I:<\/em> Ordinamento giudiziario, <em>con la seguente:<\/em> Ordinamento giurisdizionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Grassi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GRASSI. Si tratta di una semplice osservazione. Se noi parlassimo soltanto della Magistratura ordinaria, andrebbe benissimo \u00abordinamento giudiziario\u00bb; ma siccome comprendiamo anche il Consiglio di Stato e la Corte dei conti, ritengo che tecnicamente sia meglio dire \u00abordinamento giurisdizionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ruini di esprimere il pensiero della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Per verit\u00e0, nel desiderio che ho di ottenere un consenso e di non ritardare, potrei accedere alla proposta dell\u2019onorevole Grassi. Per\u00f2 faccio una riserva. Io desidero che, quando noi avremo approvate tutte le disposizioni sulla Magistratura fino all\u2019ultima, si veda se \u00e8 il caso di conservare due sezioni o no, perch\u00e9 \u00e8 possibile, riducendo al minimo le \u00abnorme sulla giurisdizione\u00bb e rimandandone una parte all\u2019ordinamento giudiziario o ai Codici e alle leggi di procedura, che non si senta pi\u00f9 la necessit\u00e0 di una apposita sezione. Quando si pu\u00f2 semplificare, io sono contentissimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei fa una proposta formale di sospensiva?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Se occorre, s\u00ec; propongo la sospensiva sulla intitolazione delle sezioni, che scompariranno se sfronderemo, e quindi sopprimeremo, la seconda sezione. Non avrei difficolt\u00e0 a votare l\u2019intitolazione dell\u2019onorevole Grassi, con l\u2019intesa di tornarvi su se non faremo pi\u00f9 le due sezioni; ma per chiarezza ed ordine dei lavori \u00e8 meglio votar la sospensiva.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini propone di sospendere la decisione a questo proposito. Pongo ai voti la sua proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 94. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa funzione giurisdizionale, espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica, \u00e8 esercitata in nome del popolo.<\/p><p>\u00abI magistrati dipendono soltanto dalla legge, che interpretano ed applicano secondo coscienza.<\/p><p>\u00abI magistrati non possono essere iscritti a partiti politici o ad associazioni segrete\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo 94 sono stati presentati numerosissimi emendamenti, molti dei quali sono stati gi\u00e0 svolti. Cos\u00ec, l\u2019onorevole Mastino Pietro ha svolto il suo emendamento che era il seguente:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa funzione giurisdizionale \u00e8 esercitata dai giudici e dai magistrati del pubblico ministero, che dipendono soltanto dalla legge\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Targetti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente, s\u2019intende che abbia rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>Sono stati svolti anche i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo e il secondo comma con i seguenti:<\/em><\/p><p>La funzione giurisdizionale, espressione diretta della sovranit\u00e0 della Repubblica, \u00e8 esercitata in nome del popolo italiano.<\/p><p>\u00abI magistrati non hanno vincoli di subordinazione gerarchica e sono tenuti soltanto alla osservanza della legge che interpretano ed applicano secondo coscienza.<\/p><p>\u00abCaccuri\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo ed il secondo comma con i seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abIl potere giudiziario emana direttamente dalla sovranit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>\u00abQuesto lo esercita a mezzo di magistrati indipendenti.<\/p><p>\u00abLe sentenze sono rese in nome del popolo.<\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa funzione giurisdizionale, espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica, \u00e8 esercitata in nome del popolo italiano.<\/p><p>\u00abRomano\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo.<\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa funzione giurisdizionale, espressione della volont\u00e0 popolare, \u00e8 esercitata in nome della Repubblica.<\/p><p>\u00abBellavista\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl potere giudiziario, emanazione diretta ed immediata della sovranit\u00e0 dello Stato, esercita la funzione giurisdizionale in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>\u00abAdonnino\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, dopo le parole: <\/em>in nome del popolo, <em>aggiungere l\u2019altra:<\/em> italiano.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI magistrati sono indipendenti e sono soggetti soltanto alla legge.<\/p><p>\u00abRuggiero Carlo\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019ultimo comma.<\/em><\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente, sopprimere le parole: <\/em>o ad associazioni segrete.<\/p><p>\u00abRuggiero Carlo\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, sopprimere le parole: <\/em>o ad associazioni segrete.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, dopo la parola: <\/em>segrete, <em>aggiungere:<\/em> n\u00e9 far parte di qualsiasi organo estraneo alla Magistratura.<\/p><p>\u00abDamiani\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, aggiungere le parole:<\/em> n\u00e9 essere chiamati a far parte di Commissioni od organi di carattere politico.<\/p><p>\u00abRossi Paolo\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Costa ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> funzione giurisdizionale, espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica, <em>sostituire:<\/em> La funzione giudiziale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COSTA. \u00c8 una questione tecnica. Mi sembra che la funzione sia giudiziale e che si debba dire appunto giudiziale e non funzione giurisdizionale. \u00c8 una tautologia, una ripetizione. Quindi mi pare che l\u2019argomento che adduco sia sufficiente per giustificare questa proposta di sostituire alla formula. \u00abfunzione giurisdizionale\u00bb quella di \u00abfunzione giudiziale\u00bb.<\/p><p>Credo poi che sia inutile aggiungere \u00abespressione della sovranit\u00e0 della Repubblica\u00bb e possa solo bastare dire \u00abla giurisdizione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Costa ha presentato i seguenti altri emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il secondo comma.<\/em><\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente, alle parole:<\/em> dipendono, <em>sostituire le altre:<\/em> sono vincolati, e <em>sopprimere le parole: <\/em>che interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>COSTA. Ritengo che il secondo comma sia superfluo. E ad ogni modo, non si dica che i magistrati \u00abdipendono\u00bb soltanto dalla legge, ma che i magistrati \u00absono vincolati\u00bb soltanto dalla legge.<\/p><p>\u00c8 un\u2019espressione tecnica, che mi sembra assai pi\u00f9 appropriata di quella della dipendenza, la quale fa pensare a un rapporto gerarchico, mentre il concetto \u00e8 che i magistrati non hanno altro vincolo, altra soggezione che quella della legge. Mi sembra, poi, superfluo dire che questa legge i magistrati \u00abinterpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb.<\/p><p>\u00c8 inutile che ci\u00f2 dica la Costituzione. Trattasi di un principio di ordine morale e giuridico il quale \u00e8 nella coscienza comune. Quindi considero una superfluit\u00e0 che se ne occupi la Costituzione.<\/p><p>Poi, quanto all\u2019ultimo comma, quello riguardante i partiti politici, propongo che sia soppresso per le ragioni che da vari oratori sono state svolte nella discussione generale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobili Tito Oro ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> La funzione giurisdizionale, <em>sostituire:<\/em> La giurisdizione;<\/p><p><em>sopprimere l\u2019inciso: <\/em>espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica;<\/p><p><em>alle parole<\/em>: \u00e8 esercitata in nome del popolo, <em>sostituire: <\/em>\u00e8 esercitata dalla Magistratura in nome del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl popolo partecipa direttamente all\u2019esercizio della giurisdizione nei processi di Corte d\u2019assise nei modi stabiliti dalla legge\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019ultimo comma\u00bb.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Nobili Tito Oro ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Onorevoli colleghi, la lunga, nutrita e profonda discussione seguita su questo Titolo ha dimostrato insieme il culto che l\u2019Assemblea, scrupolosa interprete del sentimento della Nazione, ha per la giustizia, bene a ragione definita f<em>undamentum rei publicae<\/em>, e la necessit\u00e0 che essa avverte di dare alla Magistratura, che ne costituisce il sacerdozio, quelle garanzie di difesa morale e di indipendenza economica e politica che, da tanto tempo reclamate e promesse, non tollerano pi\u00f9 dilazioni. D\u2019altra parte esse implicano, per il nuovo ordinamento che l\u2019indipendenza politica della Magistratura esige, la necessit\u00e0 che vi sia provveduto in sede di Costituzione. Il consenso di tutti i Gruppi in questo generale riconoscimento, render\u00e0 pi\u00f9 agevole l\u2019esame degli articoli e pi\u00f9 facile l\u2019accordo sulla loro definitiva formulazione; perch\u00e9 attorno al problema della giustizia la cura di ciascuno di noi si \u00e8 trasformata in una spasmodica emulazione per la ricerca del meglio; cos\u00ec da richiamarci alla mente la rievocazione fatta dall\u2019onorevole Ruini, nella sua relazione al progetto, di quel simpatico amico dell\u2019Italia che fu Henry Beyle, <em>alias<\/em> monsieur de Stendhal, spirito lucido, come egli lo definisce e \u2013 aggiungerei io illuminato, il quale \u2013 \u00e8 l\u2019onorevole Ruini che ce lo ricorda \u2013 ha scritto che, avvicinandosi a una Costituzione, egli si sentiva sempre preso da un vero senso religioso. Bisogna avere la lealt\u00e0 di riconoscere che tale \u00e8 il sentimento che domina noi tutti nell\u2019affrontare questo Titolo, che contempla il segreto della pace dei singoli e della fratellanza fra i cittadini.<\/p><p>Bisogna riconoscere che il testo del progetto risponde sufficientemente non soltanto ai desideri dell\u2019Assemblea, ma anche alle richieste dell\u2019Associazione nazionale dei magistrati: le manchevolezze che essi rilevano potranno essere facilmente eliminate, mentre le pretese lacune non si addimostrano effettivamente tali riguardando materia di legge ordinaria. Il Titolo, cos\u00ec come proposto dalla Commissione, si preoccupa di fermare due princip\u00ee fondamentali, quello della unit\u00e0 della giurisdizione, che non tollera abuso e prolungamento di giurisdizioni speciali, e quello della autonomia e dell\u2019indipendenza della Magistratura. I due princip\u00ee sono sanciti, rispettivamente, sotto l\u2019articolo 95 e sotto l\u2019articolo 97; mentre l\u2019articolo 94 riguarda le fonti della giurisdizione e gli articoli dal 98 al 100 contengono norme completive.<\/p><p>Avete udito, onorevoli colleghi, quale sia il testo dell\u2019articolo 94 come da me emendato; esso comprende anche gli emendamenti che ha svolti test\u00e9 il collega Costa. Mi permetter\u00f2 di aggiungere qualche breve considerazione in ordine a questi e ai rimanenti emendamenti miei.<\/p><p>Al primo comma del progetto: \u00abLa funzione giurisdizionale, espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica, \u00e8 esercitata in nome del popolo\u00bb io propongo di sostituire: \u00abLa giurisdizione \u00e8 esercitata dalla Magistratura in nome del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>Le ragioni di queste modifiche sono evidenti. La giurisdizione \u00e8 termine tecnico e chiaro, e nel suo significato proprio vuol dire appunto: \u00abLa funzione giurisdizionale\u00bb.<\/p><p>\u00abLa giurisdizione\u00bb significa \u00abdichiarazione del diritto\u00bb, \u00abapplicazione della legge\u00bb, e quindi \u00abfunzione e potest\u00e0 di giudicare\u00bb. Pertanto \u00e8 pleonasmo tautologico dire \u00abfunzione giurisdizionale\u00bb anzich\u00e9 puramente e semplicemente \u00abgiurisdizione\u00bb.<\/p><p>A questa locuzione segue, nel testo del progetto, l\u2019inciso: \u00abespressione della sovranit\u00e0 della Repubblica\u00bb. Mi si permetta di confessare che lo trovo non necessario, pretenzioso, non producente; esso non pu\u00f2 rappresentare la definizione della giurisdizione, in quanto non ne determina il contenuto; non ne segnala n\u00e9 una caratteristica essenziale, n\u00e9 una caratteristica differenziale; perch\u00e9 espressioni della sovranit\u00e0 della Repubblica sono del pari l\u2019esercito, che si substanzia nel diritto di difesa armata dello Stato e del suo territorio, la diplomazia che realizza il diritto di ambasceria, il Parlamento che esercita il potere legislativo, il Governo e l\u2019amministrazione che il potere esecutivo esprimono nel diritto di batter moneta e di imporre tributi, ecc. L\u2019attribuzione di una caratteristica che non \u00e8 speciale ed essenziale della giurisdizione, che abusa di un nome che deve esser sacro e che per questo non va sciupato con l\u2019abuso, ad evitare atteggiamenti demagogici e vacuit\u00e0 stilistiche, costituiscono gi\u00e0 giustificazione sufficiente alla proposta soppressione dell\u2019inciso.<\/p><p>D\u2019altra parte, dire che la giurisdizione \u00e8 \u00abespressione della sovranit\u00e0 della Repubblica\u00bb \u00e8 un pleonasmo concettuale rispetto all\u2019affermazione successiva che essa \u00ab\u00e8 esercitata in nome del popolo\u00bb: anche la sovranit\u00e0, dalla quale la giurisdizione deriva procede dal popolo, al pari della sovranit\u00e0 della Repubblica. E precisare che la giurisdizione \u00e8 esercitata in nome del popolo non \u00e8 soltanto riallacciarsi alla formula d\u2019investitura della potest\u00e0 giusdicente, che nel nostro ordinamento repubblicano abbiamo sostituita alla quasi secolare, aulica e non veritiera formula d\u2019investitura cesarea, come requisito formale delle sentenze che sono il prodotto della giurisdizione, ma \u00e8 precisare la fonte prima dalla quale la giurisdizione deriva: giacch\u00e9 dai primordi della umana societ\u00e0, dal periodo matriarcale e patriarcale alle prime civilt\u00e0, fu sempre nel popolo, e non soltanto simbolicamente, il potere di rendere giustizia. Per questo dicevo che il primo articolo del Titolo quarto riguarda la fonte della giurisdizione; per questo ho proposto che anche la norma dell\u2019articolo 96, che al popolo riserva la diretta partecipazione all\u2019esercizio della giurisdizione nei processi di Corte di assise, sia qui trasferita.<\/p><p>Ma l\u2019emendamento da me proposto al primo comma va ancora oltre: poich\u00e9 questa parte della Costituzione s\u2019intitola alla Magistratura, e questo titolo \u00e8 stato gi\u00e0 approvato: poich\u00e9 questo primo articolo riguarda la fonte della giurisdizione e il suo esercizio, io non vedo la ragione per cui non si dovrebbe dire subito, in questa stessa sede, che la giurisdizione \u00e8 esercitata dalla Magistratura, agganciando immediatamente alla trattazione l\u2019organo della giurisdizione che ne forma l\u2019oggetto.<\/p><p>E ho proposto altres\u00ec di non limitarci a dire, coll\u2019abusato linguaggio dei sacri princip\u00ee, che la giurisdizione \u00e8 esercitata in nome del popolo, ma di precisare concretamente, che essa \u00e8 esercitata \u00abin nome del popolo italiano\u00bb. So che mi si obietter\u00e0 che l\u2019aggettivazione \u00e8 superflua: purtroppo, onorevoli colleghi, a parte che un\u2019aggettivazione si fatta non potrebbe mai, almeno sentimentalmente, considerarsi sciupata, versiamo in una situazione che non la rende affatto superflua: il vecchio Piemonte, ha reclamato, per voce dell\u2019onorevole Villabruna, la reintegrazione nel godimento della Cassazione sabauda e contro l\u2019unit\u00e0 della nostra legislazione si \u00e8 decisamente manifestata la tendenza regionalista. Onde non \u00e8 affatto superfluo porre il punto fermo, cos\u00ec che non si abbia domani, in sede legislativa, ad avanzare la pretesa che siano pronunciate sentenze in nome del popolo della Valle, di quello siciliano, di quello sardo, di quello veneto, ecc.<\/p><p>Ecco dunque perch\u00e9, soppresso l\u2019inciso, ho proposto di sostituire al primo comma \u00abla giurisdizione \u00e8 esercitata dalla Magistratura in nome del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>E vengo al secondo comma, che nel testo del progetto dice \u00abi Magistrati dipendono soltanto dalla legge, che interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb. \u00c8 affermazione questa che prelude alla concreta dichiarazione di indipendenza che faremo fra poco risolutamente all\u2019articolo 97. Mi pare che sia perfettamente inutile questa prolusione astratta, superflua, vaga e di stile che vorrei superato. Che cosa significa: i magistrati \u00abdipendono soltanto dalla legge\u00bb? \u00c8 poi elementare, che il magistrato ha per compito specifico di interpretare e di applicare la legge e di farlo secondo la propria coscienza. Questa \u00e8 una cognizione cos\u00ec estesa, di cos\u00ec generale dominio, che appare assolutamente pretenzioso sentire il bisogno di enunciarla in una Costituzione.<\/p><p>Per queste ovvie considerazioni, e per evitare il pi\u00f9 possibile il superato stile illuminista ad alleggerimento del testo, io ho proposta la soppressione del comma. E la raccomando all\u2019Assemblea. E soggiungo che, se qualche cosa si sentisse il bisogno di proclamare qui in riferimento al tema annunciato, sarebbe preferibile la concreta affermazione che il magistrato requirente, il pubblico ministero, non rappresenta, come f\u00ecnora si \u00e8 tenuto ad affermare, il potere esecutivo, ma soltanto la legge della quale \u00e8 depositario, custode e vindice. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>. <\/em>Questo potrebbe utilmente inserirsi ove non piacesse meglio inserirlo altrove.<\/p><p>Il terzo comma, onorevoli colleghi, \u00e8 stato largamente svolto, e io confido che tutta l\u2019Assemblea si trovi d\u2019accordo nel volerlo soppresso.<\/p><p>Confido che tutta l\u2019Assemblea sar\u00e0 concorde nel respingere il pensiero che ai magistrati possa vietarsi l\u2019appartenenza a partiti politici, che possa imporsi loro questa inaudita <em>diminutio capitis<\/em>, che sopprimerebbe completamente la loro eguaglianza a tutti gli altri cittadini nel godimento delle libert\u00e0 essenziali, da quella di pensiero a quella di associazione; che toglierebbe loro, in una parola, quei diritti politici che sono la caratteristica non soltanto del <em>vir probus<\/em>, ma di ogni cittadino. Il magistrato deve conservare intatti e intangibili questi diritti e deve solo corrispondere, nel loro esercizio, a quei doveri di compostezza e di austerit\u00e0, che formano le caratteristiche indefettibili del suo ministero, che \u00e8 sacerdozio. Si pu\u00f2 partecipare alla vita politica senza darsi all\u2019attivismo demagogico ed esasperato, che potrebbe sminuire la fiducia dei litiganti per la manifestazione di dissenso politico o per quella di consenso coll\u2019uno o coll\u2019altro di essi. Il magistrato deve sapersi imporre il riserbo, deve saper porre il sentimento della giustizia al di sopra di ogni divergenza politica; e quando, cos\u00ec comportandosi, egli sapr\u00e0 tenere lontano il sospetto di partigianeria faziosa, acquistandosi la fiducia delle parti quale che ne sia il pensiero politico, egli avr\u00e0 assolto ogni dovere, verso la legge e verso il proprio ufficio; e null\u2019altro si potr\u00e0 esigere da lui. Il divieto di questo terzo comma, a parte anche l\u2019impossibilit\u00e0 di un serio controllo della relativa osservanza, ricorda concezioni di tempi passati, che non torneranno mai pi\u00f9.<\/p><p>Detto questo, non ho bisogno di occuparmi \u2013 e credo che l\u2019astensione conferisca senso di responsabilit\u00e0 alla discussione \u2013 di quegli emendamenti che hanno voluto fare una distinzione fra l\u2019iscrizione ai partiti politici e l\u2019iscrizione alle associazioni segrete. Riassumendo. Vanno soppressi, secondo la mia proposta, i commi due e tre. Ma, poich\u00e9, come ho spiegato, nell\u2019articolo 94 io vedo l\u2019indicazione delle fonti della giurisdizione, in quanto vi si afferma che la Magistratura esercita la giurisdizione in nome del popolo, io vorrei qui completare lo sviluppo di questo concetto, col trasferirvi la disposizione che \u00e8 contenuta all\u2019articolo 96, per quanto riguarda la possibilit\u00e0 della partecipazione diretta del popolo all\u2019esercizio della giurisdizione nei processi di Corte di assise. In altri termini, poich\u00e9 nel primo comma \u00e8 affermato che la giurisdizione \u00e8 esercitata dalla Magistratura in nome del popolo, il che implica il riconoscimento che il potere di giustizia risiede originariamente nel popolo, io chiedo che al popolo sia riservato di partecipare direttamente ai processi di Corte d\u2019assise nei modi stabiliti dalla legge. Non faccio richiamo specifico alla giuria, ma chiedo sia affermata la possibilit\u00e0 che coll\u2019ordinamento giudiziario o coll\u2019ordinamento processuale si riconosca al popolo questo diritto nelle forme che saranno stabilite; mi pare che questa formula possa soddisfacentemente risolvere i contrasti che si sono rivelati: dacch\u00e9 rimane impregiudicata la forma della reclamata partecipazione del popolo a questi giudizi, che riguardano anche i pi\u00f9 gravi processi politici; come rimane impregiudicata la reclamata necessit\u00e0 d\u2019imporre anche per essi la motivazione delle decisioni e di riconoscere contro queste il diritto di appello.<\/p><p>Affido per tanto fiducioso all\u2019Assemblea il testo di questo articolo, quale risulta dagli emendamenti da me proposti. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Grassi, al secondo comma, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge, che applicano secondo coscienza\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Grassi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GRASSI. Ho presentato un emendamento per il secondo comma, perch\u00e9 per il primo comma io non avrei nessuna difficolt\u00e0 ad accettare il testo della Commissione. Per\u00f2 ritengo utile il secondo comma, per quanto l\u2019onorevole Oro Nobili abbia detto che si tratta di affermazione generica, ed effettivamente questa affermazione generica potrebbe essere superflua, dato che nell\u2019articolo successivo si parla di indipendenza della Magistratura. Tuttavia io penso sia necessario che rimanga, perch\u00e9 mentre l\u00ec parliamo di Magistratura in genere, che \u00e8 indipendente ed autonoma, qui invece parliamo dei singoli, facenti parte dell\u2019organo generale. Dire la frase \u00abdipendono dalla legge\u00bb mi sembra pi\u00f9 corretto, in quanto non \u00e8 un senso di dipendenza dalla legge, ma un senso di soggezione di tutti i cittadini alla legge. L\u2019importante \u00e8 dire, con questa affermazione, sia pure di carattere teorico e generale, che non solo la Magistratura, ma il singolo magistrato \u00e8 libero e indipendente e non \u00e8 soggetto che soltanto alla legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole De Palma cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, sopprimere le parole: <\/em>o ad associazioni segrete\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DE PALMA. L\u2019emendamento da me presentato non credo che abbia bisogno di essere illustrato. \u00c8 gi\u00e0 stato illustrato da altri, quindi io lo mantengo riportandomi a quanto altri colleghi hanno precedentemente detto.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei, onorevole Grassi, ha fatto la stessa proposta.<\/p><p>GRASSI. S\u00ec, siamo tutti d\u2019accordo. L\u2019articolo 13 della Costituzione proibisce le associazioni segrete, quindi sarebbe inutile ed anzi pericoloso dirlo in queste occasioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 vi sono numerosi emendamenti del tutto simili, vorrei pregare i presentatori di volersi mettere d\u2019accordo fra loro perch\u00e9 uno solo li svolga.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perrone Capano:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, sopprimere le parole: <\/em>o ad associazioni segrete\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perrone Capano ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole De Palma.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Sardiello.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, aggiungere le parole seguenti:<\/em> n\u00e9 accettare cariche ed uffici pubblici elettivi\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Sardiello, si intende che abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Varvaro:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abI magistrati non possono essere destinati ad uffici estranei all\u2019ordine giudiziario\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Varvaro, si intende che abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Caroleo:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, dopo le parole:<\/em> secondo coscienza, <em>sostituire le altre:<\/em> secondo la volont\u00e0, che vi \u00e8 espressa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Caroleo ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CAROLEO. Il mio emendamento \u00e8 questo: alle parole \u00absecondo coscienza\u00bb sostituire le altre: \u00absecondo la volont\u00e0, che vi \u00e8 espressa\u00bb.<\/p><p>\u00c8 ben detto che i magistrati devono dipendere esclusivamente dalla legge, ma bisogna intendersi bene a proposito di questa dipendenza, che verrebbe in certo qual modo superata dall\u2019aggiunta delle parole \u00absecondo coscienza\u00bb.<\/p><p>Io penso che quando ci si riferisce ai magistrati italiani sia inutile fare un appello alla coscienza, mentre \u00e8 necessario, se non si vuol cadere in una specie di contraddizione, fare un espresso richiamo alla volont\u00e0 della legge, altrimenti sarebbe quasi inutile affermare che i magistrati dipendono dalla legge.<\/p><p>In ogni paese democratico, pi\u00f9 che di separazione, deve parlarsi di delimitazione di poteri, e la legge segna il limite della sovranit\u00e0 devoluta ai magistrati, come la legge segna il limite per tutti gli altri poteri dello Stato. Ho sentito da taluno affermare che l\u2019indagine del giudice intorno al pensiero del legislatore sia quasi un conformismo, uno zelo inammissibile per il magistrato. Ma questo mi pare che non sia rispondente al principio della indipendenza della Magistratura, che trova il limite nella legge, e soltanto nella legge. Perch\u00e9, se questo \u00e8, bisogna non soltanto ammettere, ma addirittura fare obbligo al magistrato di ricercare, ogni qual volta applichi o interpreti la norma, il vero pensiero del legislatore. Taluno confonde spesso la pessima legge con il presupposto conformismo del magistrato; ma occorre tener presente che, anche quando si ha riguardo al periodo fascista e si fa rimprovero ai magistrati di essersi conformati alla legge, quel rimprovero e quel processo andrebbero pi\u00f9 rettamente fatti alla pessima legge che si pot\u00e9 emanare durante il fascismo e non al cosiddetto conformismo del magistrato.<\/p><p>Su questo punto, onorevoli colleghi, credo ci si debba fermare e ci si debba chiaramente intendere, se non si vuole assistere a quello spettacolo poco edificante a cui noi abbiamo assistito a proposito di certe sentenze che hanno trattato dell\u2019applicazione dei decreti Gullo prima, e Segni poi.<\/p><p>Se si vuol fare questo riferimento alla coscienza del magistrato, lo si mantenga; ma prima che alla coscienza, si faccia obbligo al magistrato di obbedire al pensiero ed alla volont\u00e0 del legislatore.<\/p><p>PRESIDENTE. Sullo stesso articolo 94 \u00e8 stato presentato dagli onorevoli Conti, Perassi, Bettiol, Leone Giovanni, Reale Vito un emendamento del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo.<\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>Si intende cos\u00ec assorbito l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bettiol del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, sopprimere le parole: <\/em>che interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Conti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CONTI. Rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato di redazione ha tenuto conto, uno per uno, dei numerosi emendamenti presentati; ma mi consentirete che, per impostare la questione, io parli dal testo proposto dalla Commissione dei 75, il quale dice: \u00abLa funzione giurisdizionale, espressione della sovranit\u00e0 della Repubblica, \u00e8 esercitata in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>Il Comitato ritiene che si possa sopprimere l\u2019inciso \u00abespressione della sovranit\u00e0 della Repubblica\u00bb, perch\u00e9 questa formula non \u00e8 espressa n\u00e9 a proposito del Parlamento, n\u00e9 a proposito del potere esecutivo, cio\u00e8 degli altri poteri a cui \u00e8 parallelo il potere giudiziario; il metterla qui non avrebbe significato e valore specifico.<\/p><p>Il Comitato mira ad ottenere la maggiore semplificazione possibile. Questo articolo 94 \u00e8 come un\u2019epigrafe, come una parola iniziale di tutto il Titolo; quanto \u00e8 pi\u00f9 breve e lapidario, tanto \u00e8 certamente migliore.<\/p><p>Nel primo comma abbiamo accolto gli emendamenti presentati dagli onorevoli Targetti, Colitto e Conti. Cos\u00ec questo primo comma si ridurrebbe all\u2019espressione: \u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>MAFFI. Italiano.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Nessun dubbio che le sentenze continueranno, come gi\u00e0 si fa, ad essere emanate in nome del popolo italiano. Ma non \u00e8 il caso di specificare qui; poich\u00e9 abbiamo parlato di popolo tante altre volte, in questo testo costituzionale, e non abbiamo mai messo l\u2019aggettivo \u00abitaliano\u00bb; e del resto di quale altro popolo si potrebbe trattare nelle nostre sentenze?<\/p><p>Secondo comma: \u00abI magistrati dipendono soltanto dalla legge, che interpretano e applicano secondo coscienza\u00bb.<\/p><p>\u00c8 stato proposto di sostituire alla parola \u00abdipendono\u00bb le parole \u00absono vincolati\u00bb oppure \u00abobbediscono\u00bb oppure \u00absono soggetti\u00bb. Il Comitato accetta quest\u2019ultima espressione, che pare migliore, o almeno ha minori inconvenienti, e comunque rientra piuttosto nella revisione stilistica.<\/p><p>Riguardo alla seconda parte del secondo comma, \u00abche interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb si presenta un dilemma: o questa \u00e8 una dichiarazione generica di ovvio significato, ed allora possiamo anche abbandonarla, senza molto rincrescimento, o apre la via, e di ci\u00f2 si espresse il timore, ad una interpretazione che sarebbe pericolosa, ed allora vi \u00e8 una ragione di pi\u00f9 per abbandonarla. Io non credo che, parlando di coscienza del giudice, si possa intendere la tendenza e l\u2019ammissione del cosiddetto \u00abdiritto libero\u00bb, costruzione teorica per me inammissibile; ma non discara, fra gli altri, all\u2019hitlerismo. Ad ogni modo, poich\u00e9 \u00e8 stato manifestato un dubbio; ed il togliere l\u2019inciso non nuoce \u2013 anzi, Dio sia lodato, abbrevia il testo \u2013 il Comitato acconsente alla soppressione.<\/p><p>Resta l\u2019ultimo comma, sul divieto di iscrizione a partiti politici o ad associazioni segrete. D\u2019accordo per la soppressione del cenno alle associazioni segrete. Avevo gi\u00e0 sostenuto da tempo che \u00e8 un duplicato ed una ripetizione inutile, posto che in un altro articolo v\u2019\u00e8 gi\u00e0 il divieto di tali associazioni. Quanto all\u2019iscrizione nei partiti politici, non sembra il caso di risolvere la questione qui, soltanto per i magistrati. Potrebbero esservi per loro maggiori ragioni; ma insomma vi sono altre categorie di funzionari, pei quali si pu\u00f2 esaminare l\u2019opportunit\u00e0 dello stesso divieto ed \u00e8 opportuno decidere con una visione d\u2019insieme. Vi \u00e8 un emendamento che comprende appunto nel divieto altre categorie, e l\u2019Assemblea ne ha rimandato l\u2019esame complessivo. Ce ne occuperemo fra non molto e decideremo allora anche pei magistrati. Sopprimiamo intanto l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 94.<\/p><p>La formulazione dell\u2019articolo si riduce cos\u00ec a due brevi commi. Nel primo si tien conto dell\u2019emendamento degli onorevoli Conti, Perassi e Bettiol e degli altri emendamenti degli onorevoli Colitto e Targetti. Nel secondo comma si tien conto dell\u2019emendamento Grassi. In complesso il testo che noi proponiamo \u00e8 molto breve (Dio sia lodato) ed \u00e8 questo: \u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo. I magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>GHIDINI. \u00c8 una sospensiva?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole Ghidini, noi chiediamo la soppressione del terzo comma, salvo considerare poi la questione sotto un altro aspetto, non pei soli magistrati. Non \u00e8, dunque, una sospensiva formale, anche se pu\u00f2 averne la portata sostanziale.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei fare una proposta sull\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Caroleo. Domando se egli sarebbe disposto a combinare il suo emendamento con quello accettato dalla Commissione, e che in questa forma il nostro Gruppo sarebbe disposto a votare: \u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge, che interpretano ed applicano secondo la volont\u00e0 che vi \u00e8 espressa\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il suo parere, onorevole Ruini?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Prego l\u2019onorevole Laconi di non insistere su questa proposta, perch\u00e9 l\u2019affermare che la legge va interpretata secondo la volont\u00e0 che vi \u00e8 espressa \u00e8 cos\u00ec elementare e tautologico, che non \u00e8 davvero il caso di inserirlo in una Costituzione. Ripeto: avrebbe avuto un significato mettere: \u00abche interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb; ma poich\u00e9 \u00e8 sorto un dubbio e non \u00e8 necessario inserire una tale disposizione, la Commissione ritiene opportuno limitare il secondo comma alla sola frase: \u00abi magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi! A nome anche di alcuni colleghi, come l\u2019onorevole De Michelis, l\u2019onorevole Costa ed altri, propongo la soppressione di questo secondo comma presentato dalla Commissione per queste considerazioni. Che cosa si intende di significare con la frase: \u00abi magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb?<\/p><p>Evidentemente, si vuole affermare l\u2019indipendenza del magistrato; ma vi sar\u00e0 modo di affermarla in un altro articolo, e, me lo permetta l\u2019onorevole Ruini e gli altri sostenitori di questa formula, ci sar\u00e0 anche modo di esprimerla un po\u2019 meno male, un po\u2019 meglio, non so come dire. Certamente questa espressione, per la quale il magistrato si dice soggetto alla legge, non \u00e8 la pi\u00f9 felice per riconoscere ed affermare la superiorit\u00e0 del magistrato, la sua indipendenza. Tanto peggio poi quando si aggiunge \u00abche interpreta secondo coscienza\u00bb. Non gi\u00e0 perch\u00e9 io mi preoccupi dell\u2019aggiunta, mentre non approverei in nessun modo la frase \u00absecondo la volont\u00e0 che vi \u00e8 espressa\u00bb, perch\u00e9 non vi sar\u00e0 nessun magistrato che interpreter\u00e0 una disposizione di legge secondo una volont\u00e0 che non vi \u00e8 espressa o che \u00e8 espressa in un\u2019altra disposizione di legge, ma \u00e8 che mi sembra che vi sia un contrasto fra questi due concetti. Da una parte si dice che il magistrato sta sotto la legge, che vi \u00e8 soggetto, e dall\u2019altra si dice che la interpreta. Cio\u00e8 interpreta ci\u00f2 a cui \u00e8 soggetto. \u00c8 un insieme di espressioni che non mi sembrano le pi\u00f9 felici.<\/p><p>Per queste considerazioni, proponiamo la soppressione di questo comma.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mastino Pietro, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ABOZZI. L\u2019onorevole Mastino Pietro non \u00e8 presente. Faccio mio il suo emendamento e lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Targetti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>TARGETTI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caccuri, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CACCURI. Lo ritiro. Aderisco in pieno alla nuova formulazione Conti, Bettiol e altri.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presente l\u2019onorevole Castiglia, l\u2019emendamento si intende decaduto.<\/p><p>Onorevole Romano, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ROMANO. Mi associo alla proposta della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>COLITTO. Non ho nulla da dire, avendo la Commissione accolto il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presenti gli onorevoli Bellavista, Adonnino, Costa e Ruggiero, i loro emendamenti si intendono decaduti.<\/p><p>Onorevole Nobili Tito Oro, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Non ho nessuna difficolt\u00e0 ad accettare, per il primo comma, il nuovo testo della Commissione, che ha accolto alcuni degli emendamenti da me proposti e, fra questi, la soppressione dell\u2019inciso; accetto che sia sostituita la locuzione \u00abla giustizia \u00e8 amministrata\u00bb a quella del progetto. Insisto perch\u00e9 sia inserita l\u2019indicazione della Magistratura come organo dell\u2019amministrazione della giustizia, e ci\u00f2 in via di transazione perch\u00e9 ritengo pi\u00f9 precisa la formula complessiva da me proposta. Confermo le ragioni svolte a sostegno dell\u2019aggettivazione del popolo, ma non insisto nell\u2019emendamento.<\/p><p>Relativamente al secondo comma, prendo atto dell\u2019accettazione della soppressione della seconda proposizione; insisterei per altro nella soppressione totale, trattandosi di concetto che sar\u00e0 poi introdotto coll\u2019articolo 97. Prendo atto in fine della accolta proposta di soppressione dell\u2019ultimo comma.<\/p><p>Per quanto poi si riferisce al trasferimento dell\u2019articolo 96, come da me emendato, all\u2019articolo 94, l\u2019onorevole Presidente della Commissione non ha esposto il suo pensiero. Io tuttavia vi insisto: perch\u00e9 trasferendo l\u2019articolo 96 all\u2019articolo 94, noi completeremmo la disposizione relativa alle fonti della giurisdizione&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobili Tito Oro, la prego, poich\u00e9 lei mantiene il suo emendamento, non \u00e8 pi\u00f9 necessario che lo motivi ulteriormente, avendolo gi\u00e0 fatto in precedenza.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Volevo dire solo che in proposito non ho avuto modo di conoscere il pensiero della Commissione: comunque, non insister\u00f2 in questa sede nel proposto trasferimento dell\u2019articolo 96, ma torner\u00f2 ad insistervi quando di questo si discuter\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io prego l\u2019onorevole Nobili Tito Oro di considerare che il mettere qui questa disposizione significherebbe risolvere incidentalmente una questione sulla quale ci potremo pronunciare per mezzo di altri emendamenti pi\u00f9 chiari. Vi sono altre formule proposte in questo senso. Ve n\u2019\u00e8 una dell\u2019onorevole Targetti che dice che il popolo partecipa alla giustizia direttamente, nei casi stabiliti dalla legge; vi sono altre formulazioni che ammettono che si possano stabilire presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate con la partecipazione di elementi estranei alla Magistratura; il che potrebbe dare la possibilit\u00e0 di qualcosa d\u2019analogo alla giuria. Vedremo allora; non \u00e8 il caso qui di una risoluzione incidentale e dubbia. E poi non comprendo perch\u00e9 si dovrebbe, con l\u2019accenno desiderato dall\u2019onorevole Oro Nobili, spezzare la linea semplice e solenne di un\u2019affermazione che apre l\u2019intero Titolo.<\/p><p>Giacch\u00e9 ho la parola, prego l\u2019Assemblea di conservare il secondo comma, con l\u2019espressione \u00abi magistrati sono soggetti alla legge\u00bb. Altrimenti rimarrebbe un solo comma, con una espressione meno completa e pi\u00f9 vaga. Noi dobbiamo dirlo, che i magistrati sono soggetti soltanto alla legge; parleremo in seguito dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza dell\u2019ordine giudiziario. Qui dobbiamo parlare della legge.<\/p><p>Quando entriamo nelle aule di un tribunale, vediamo scritto: \u00abLa legge \u00e8 uguale per tutti\u00bb. Quasi proporrei di mettere nella Costituzione questa vecchia frase, che ha una bellezza che viene dalla tradizione. In sostanza, credo che, mettendo subito il concetto della legge, affermiamo ed eleviamo il carattere della funzione del magistrato.<\/p><p>Per queste considerazioni insisto perch\u00e9 resti l\u2019espressione: \u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di dichiarare se mantiene il suo emendamento.<\/p><p>PERSICO. Accetterei l\u2019emendamento Conti-Perassi; per\u00f2 proporrei di aggiungere: \u00abin nome del popolo italiano\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Grassi ha facolt\u00e0 di dichiarare se mantiene i suoi emendamenti,<\/p><p>GRASSI. Io accetto l\u2019ultimo comma cos\u00ec come \u00e8 stato presentato dalla Commissione; per\u00f2 penso che sia opportuno aggiungere, come propone il collega Nobili Tito Oro: \u00abLa giustizia \u00e8 amministrata dalla Magistratura, in nome del popolo italiano\u00bb. Perch\u00e9 altrimenti, dicendo solamente \u00abin nome del popolo\u00bb, rimarrebbe l\u2019interrogativo: da chi?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma \u00e8 il titolo stesso che lo dice.<\/p><p>GRASSI. Il concetto generale di Magistratura abbraccia tutti, non parliamo di giudici togati o non togati. Io, per mio conto, accetterei la proposta dell\u2019onorevole Oro Nobili.<\/p><p>Per quello che riguarda il secondo comma, ringrazio la Commissione di aver accettato la formula da me proposta e ritengo, contrariamente a quello che ha detto l\u2019onorevole Targetti, che sia utile che sia mantenuto, non solo per le considerazioni espresse dal Presidente della Commissione, ma anche per quello che ho accennato prima. Non basta dire che la Magistratura \u00e8 autonoma e indipendente; bisogna dire anche che il magistrato \u00e8 indipendente, e la forma migliore di indipendenza \u00e8 di riconoscere che egli \u00e8 soggetto solo alla legge.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Vorrei pregare l\u2019onorevole Persico di non insistere sulla proposta di aggiungere la parola \u00abitaliano\u00bb. Si capisce che \u00e8 il popolo italiano, e non \u00e8 il popolo turco!<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Si stanno creando le Cassazioni regionali!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caroleo, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CAROLEO. Aderisco al testo della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole De Palma ha facolt\u00e0 di dichiarare se mantiene il suo emendamento.<\/p><p>DE PALMA. Aderisco al testo della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Persico, Perrone Capano e Grassi hanno visto accettata la proposta di sopprimere al terzo comma: \u00abo ad associazioni segrete\u00bb.<\/p><p>Onorevole Damiani, mantiene il suo?<\/p><p>DAMIANI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Rossi Paolo, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ROSSI PAOLO. Sarei disposto a ritirare il mio emendamento, purch\u00e9 fosse mantenuto quello dell\u2019onorevole Sardiello del seguente tenore: \u00ab<em>All\u2019ultimo comma, aggiungere le parole: <\/em>chiamati a far parte di commissioni od organi di carattere politico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma l\u2019onorevole Sardiello \u00e8 assente, e perci\u00f2 il suo emendamento decade.<\/p><p>LUSSU. Lo faccio mio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo allora ai voti. Abbiamo innanzitutto un emendamento sostitutivo integrale di tutto l\u2019articolo, che era stato proposto dall\u2019onorevole Mastino Pietro e che era stato successivamente fatto proprio dall\u2019onorevole Abozzi. Onorevole Abozzi, lo mantiene?<\/p><p>ABOZZI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione di questo emendamento sostitutivo dell\u2019intero articolo 94:<\/p><p>\u00abLa funzione giurisdizionale \u00e8 esercitata dai giudici e dai magistrati del pubblico ministero, che dipendono soltanto dalla legge\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La Commissione non accoglie questo emendamento.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che voteremo per il testo della Commissione e quindi contro tutti gli altri emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento sostitutivo test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Non<\/em> \u00e8 <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione del primo comma della nuova dizione proposta dalla Commissione:<\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevole Presidente, anche il mio emendamento \u00e8 sostitutivo dell\u2019intero articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, noi, ponendo in votazione la dizione \u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo\u00bb, veniamo implicitamente a porre in votazione la sua proposta di sopprimere il secondo comma. Infatti coloro che accettano la sua proposta voteranno contro il comma mirando a farlo cadere.<\/p><p>Mi pare che a questo primo comma non siano stati presentati emendamenti sostitutivi n\u00e9 aggiuntivi, perch\u00e9 tutti i colleghi hanno accettato la formula della Commissione. Resterebbe la proposta dell\u2019onorevole Persico di aggiungere la parola \u00abitaliano\u00bb.<\/p><p>PERSICO. La ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Grassi ha proposto la seguente formula:<\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata dalla Magistratura in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>GRASSI. La ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Resta allora la sola formula della Commissione: \u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo\u00bb.<\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo allora al secondo comma:<\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>A questo comma l\u2019onorevole Laconi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge, che interpretano ed applicano secondo la volont\u00e0 che vi \u00e8 espressa\u00bb.<\/p><p>Lo mantiene, onorevole Laconi?<\/p><p>LACONI. Ho chiesto all\u2019onorevole Caroleo se era disposto ad accordare il suo emendamento aggiuntivo alla proposta della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caroleo aveva presentato il suo emendamento come aggiuntivo alla proposta della Commissione. Quindi dipende dall\u2019onorevole Caroleo il mantenerlo o meno. Egli vi ha rinunciato. Lei lo fa suo?<\/p><p>LACONI. No, vi rinuncio.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Allora, pongo in votazione la formula proposta dalla Commissione, facendo presente che secondo la proposta dell\u2019onorevole Targetti l\u2019articolo 94 dovrebbe essere limitato al primo comma, gi\u00e0 votato. Coloro che Recedono alla proposta Targetti, pertanto, voteranno contro questo secondo comma, che pongo ora in votazione:<\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi sono ora due formulazioni aggiuntive, quella dell\u2019onorevole Sardiello, fatta propria dall\u2019onorevole Lussu, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma aggiungere le parole: <\/em>n\u00e9 accettare cariche ed uffici pubblici elettivi\u00bb.<\/p><p>e quella dell\u2019onorevole Damiani:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, dopo la parola:<\/em> segrete, <em>aggiungere:<\/em> n\u00e9 far parte di qualsiasi organo estraneo alla Magistratura\u00bb.<\/p><p>Faccio, per\u00f2, presente che queste proposte dovrebbero essere coordinate con l\u2019ultimo comma del primitivo testo della Commissione, che \u00e8 quello che si riferisce al divieto di iscrizione dei magistrati a partiti politici e ad associazioni segrete.<\/p><p>Poich\u00e9 la Commissione rinunzia a questo comma, chiedo all\u2019onorevole Damiani e all\u2019onorevole Lussu se intendono di proporre le formulazioni come a s\u00e9 stanti, autorizzandomi in questo caso a darvi l\u2019opportuna forma letteraria.<\/p><p>Onorevole Lussu?<\/p><p>LUSSU. Mi rimetto..<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Damiani?<\/p><p>DAMIANI. Propongo che sia mantenuta come comma a s\u00e9 stante.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora in questa formulazione:<\/p><p>\u00abI magistrati non possono far parte di nessun organo estraneo alla Magistratura\u00bb.<\/p><p>DAMIANI. S\u00ec.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Vorrei far osservare agli onorevoli colleghi che hanno proposto questo emendamento aggiuntivo che non v\u2019\u00e8 nessuna ragione di metterlo in questo articolo, che apre tutta la materia della giustizia della Magistratura. Dopo che abbiamo affermato i princip\u00ee generali: la giustizia amministrata nel nome del popolo, la soggezione dei magistrati alla sola legge, dovremmo proprio mettere la questione degli incarichi dei magistrati? Sarebbe una stonatura; e si rimpiccolirebbe l\u2019intero articolo.<\/p><p>La questione sar\u00e0 riesaminata a suo luogo., Dichiaro comunque, fin d\u2019ora, che non si dovrebbe inserire nel testo costituzionale la norma proposta, ma farla, caso mai, oggetto di un ordine del giorno perch\u00e9 se ne tenga conto nella legge per l\u2019ordinamento giudiziario. Prego intanto l\u2019Assemblea di non accettare questo emendamento. (<em>Approvazioni<\/em>).<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che voteremo contro questa proposta di aggiunta dell\u2019onorevole Damiani, attenendoci noi al testo della Commissione. Infatti, se \u00e8 una giusta esigenza che il magistrato sia distolto il meno possibile dalle sue funzioni, non si pu\u00f2 non considerare il pericolo insito in una espressione cos\u00ec larga, la quale pu\u00f2 essere tratta a significare cose che vanno, magari, al di l\u00e0 delle intenzioni dei proponenti.<\/p><p>Se si vuole, si presenti un ordine del giorno che manifesti un voto dell\u2019Assemblea ed in termini pi\u00f9 precisi e concreti.<\/p><p>Debbo poi confermare che la soppressione dell\u2019ultima parte dell\u2019articolo \u00e8 da noi intesa come un rinvio della trattazione della questione in altra sede. Mi pare che vi sia un emendamento apposito che si estende anche ad altre categorie. In quella sede preciseremo il nostro atteggiamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Damiani, se accetta la proposta dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>DAMIANI. Io avevo proposto questo emendamento aggiuntivo per il fatto che nella formulazione originaria dell\u2019articolo era detto che i magistrati non potevano essere iscritti a partiti politici o ad associazioni segrete.<\/p><p>Ora, questa parte \u00e8 stata esclusa dal nuovo testo elaborato dalla Commissione; quindi riconosco che il mio emendamento aggiuntivo, rimanendo isolato, verrebbe a costituire un comma non bene armonizzato con il resto dell\u2019articolo, perci\u00f2 rinuncio a mantenerlo in questa sede e mi riservo di ripresentarlo in sede pi\u00f9 appropriata.<\/p><p>PRESIDENTE. E l\u2019onorevole Lussu?<\/p><p>LUSSU. Rinunzio alla mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pertanto l\u2019articolo 94 risulta approvato nella seguente formulazione:<\/p><p>\u00abLa giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo.<\/p><p>\u00abI magistrati sono soggetti soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato alla seduta pomeridiana di domani.<\/p><p>Svolgimento di una interrogazione urgente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro dell\u2019interno ha dichiarato di essere pronto a rispondere alla seguente interrogazione presentata nella seduta di ieri dall\u2019onorevole Sansone:<\/p><p>\u00abPer conoscere \u2013 come \u00e8 diritto dell\u2019Assemblea e del Paese \u2013 le ragioni ed i fatti che lo hanno indotto a fare le gravi dichiarazioni al San Carlo di Napoli, e dalle quali appare che egli ed il Governo non sono in grado di mantenere l\u2019ordine pubblico e di tranquillizzare la pubblica opinione gravemente scossa dalle dichiarazioni stesse\u00bb.<\/p><p>Il Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Immagino che l\u2019onorevole Sansone abbia presentato la sua interrogazione in base a resoconti sommari del mio discorso. Poich\u00e9 il testo stenografico e il testo integrale del discorso \u00e8 stato pubblicato dalla stampa e il mio pensiero appare chiaro e completo dal discorso, io non ho nulla da aggiungere in materia.<\/p><p>D\u2019altro canto, gli argomenti che hanno formato oggetto del discorso stesso sono stati gi\u00e0 oggetto di ripetute dichiarazioni da parte mia, in questa Assemblea, e da parte del Sottosegretario di Stato ancora ieri.<\/p><p>Ritengo pertanto di non avere altro da aggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SANSONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo che il Ministro dell\u2019interno abbia detto a Napoli le stesse cose che ha detto in questa Assemblea, n\u00e9 quanto ha riportato la stampa ha falsato il suo pensiero.<\/p><p>Ieri sera, in Roma, era venduta, e andava a ruba, l\u2019ultima edizione del <em>Momento Sera<\/em>, nella cui testata, a grandi caratteri, si leggevano queste parole: \u00abNon nutro nessuna fiducia sulla situazione dell\u2019ordine pubblico\u00bb.<\/p><p>Si determin\u00f2 in Piazza Colonna e in molti ambienti di Roma un senso di panico \u2013 che potetti rilevare personalmente nella gran massa di italiani che affollavano le edicole \u2013 il che mi spinse a presentare la interrogazione di cui test\u00e9 \u00e8 stata data lettura.<\/p><p>Ho pensato, mi sono illuso, ho vivamente sperato che fosse una esagerazione giornalistica. Ma quando questa mattina ho letto <em>Il Popolo<\/em>, giornale ufficiale del partito al Governo, ed ho rilevato le istesse parole, sono costretto a far constatare al Ministro Scelba che egli non ha espresso un pensiero come quello che ebbe ad esprimere in questa Assemblea, ma ha espresso il pensiero di chi veramente determina un panico nel Paese e perci\u00f2 deve \u2013 ora \u2013 rassicurare l\u2019Assemblea. Ella, onorevole Scelba, non pu\u00f2 eludere dal rispondere, perch\u00e9 io le leggo le parole che riporta in corsivo il <em>Popolo<\/em>: \u00abQuale oggi \u00e8 la situazione dell\u2019ordine pubblico? Io, amici, dichiaro che non nutro affatto fiducia sulla situazione dell\u2019ordine pubblico. Io non nutro fiducia che il tentativo di ricorrere alla violenza possa essere del tutto abbandonato\u00bb. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> Che significa questo? (<em>Interruzioni al centro e a destra \u2013 Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Signor Presidente, questo riso avrebbe determinato in me sorpresa se non assistessi da tempo in questa Assemblea ad una inversione effettiva dei valori, delle parole e delle cose; ma quando il Ministro dell\u2019interno, che afferma di parlare non come aderente ad un partito, ma che tiene a dichiarare di parlare come Ministro dell\u2019interno \u2013 \u00e8 questa la dichiarazione pregiudiziale che ebbe a fare l\u2019onorevole Scelba al San Carlo di Napoli \u2013 dice: \u00abIo non nutro fiducia sull\u2019ordine pubblico\u00bb, vuol dire che egli riconosce che noi siamo veramente in una situazione gravissima, che pu\u00f2 addirittura sfociare in vasti movimenti popolari o che egli \u00e8 incapace di reggere l\u2019ordine pubblico. Di qui non si esce. (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 quindi una dichiarazione gravissima che egli ha fatto al San Carlo di Napoli, ed io torno a chiedere a lui che deve tranquillizzare il Paese. Ma io domando specificatamente all\u2019onorevole Scelba: quindi non nutre fiducia sull\u2019ordine pubblico! Cio\u00e8 teme&#8230; (<em>Rumori al centro e a destra \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lasciatemi dire! (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dunque, anche a volere essere benevolo con l\u2019onorevole Scelba, egli ha detto o ha ritenuto di dire (voglio fare un\u2019interpretazione ottimistica, estensiva delle sue parole): io temo che l\u2019ordine pubblico non potr\u00e0 essere pi\u00f9 mantenuto. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Neanche questo dunque ha voluto dire, ed allora se non siamo d\u2019accordo nemmeno sulla interpretazione da dare alle parole del Ministro dell\u2019interno, io prego l\u2019onorevole Scelba affinch\u00e9 ci dica \u2013 per lo meno \u2013 da quali fatti, da quali elementi egli ricava che l\u2019ordine pubblico non potr\u00e0 essere pi\u00f9 mantenuto, o che l\u2019ordine pubblico sar\u00e0 sconvolto; ma ha il dovere di dire all\u2019Assemblea, al Paese, dopo che in un pubblico teatro si \u00e8 lanciata una frase cos\u00ec grave, ha il dovere di dire da quali \u2013 ripeto \u2013 precisi elementi egli trae questo convincimento e principalmente quali provvedimenti intende adottare.<\/p><p>Io ritengo che l\u2019onorevole Scelba ha detto una qualche cosa che rispondeva a un suo pensiero intimo. Evidentemente l\u2019onorevole Scelba, nel momento che parlava, aveva il convincimento che la politica svolta da lui e dal Governo condurr\u00e0 a gravi agitazioni&#8230; (<em>Rumori al centro e a destra \u2013 Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Questo \u00e8 il punto cruciale, questo \u00e8 il punto effettivo. Insomma, noi domandiamo al Ministro, dove si vuole arrivare in Italia. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em> Voi del Governo avete rotto la collaborazione con le masse popolari (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>) ed in conseguenza di questa azione del Governo esse sono inquiete&#8230; (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em> Voi, talvolta, vi fate uno schema delle masse popolari fuori della realt\u00e0. (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>. <\/em>Le masse popolari hanno una sensibilit\u00e0 politica superiore a quello che credete voi! (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Di qui la loro inquietudine, la quale determina questo stato di cose che \u00e8 giunto ad eccessi \u2013 che noi riproviamo \u2013 perch\u00e9 noi desideriamo per le classi popolari un avvenire sereno (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>) e non lo spargimento di sangue.<\/p><p>Ora, che cosa ha fatto il Governo per sbloccare questa situazione, questo stato d\u2019animo, e questa inquietudine? Invece di sbloccarla l\u2019ha aggravata, l\u2019ha esasperata. Le minacce che sono state fatte dal banco del Governo e dal teatro S. Carlo, di ricorrere alla maniera forte, sono una forma di esasperazione atta a determinare l\u2019accentuarsi della maggiore compressione che si vuole fare di ogni movimento ascensionale del popolo italiano! (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le parole dell\u2019onorevole Scelba mi sono sembrate in un certo momento \u2013 egli me lo permetter\u00e0 \u2013 le parole di un Ministro di polizia austro-ungarico del tempo del nostro primo risorgimento. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro e a destra<\/em>), perch\u00e9 egli ha parlato e parla di democrazia, di difesa delle libert\u00e0 politiche, ma praticamente quando, con la sua autorit\u00e0 di Ministro, dice in un pubblico congresso e in un pubblico teatro che egli teme che possa determinarsi, da parte di gruppi di italiani, una forma di violenza, egli ha autorizzato, implicitamente, un\u2019altra parte di italiani a ricorrere alla violenza per rispondere a quella violenza. (<em>Interruzioni al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mi hanno sorpreso veramente le parole dell\u2019onorevole Scelba, perch\u00e9 egli, praticamente, con la sua autorit\u00e0 e nelle sue funzioni di Ministro, anzich\u00e9 tentare di trovare un afflato, una forma di unione di tutte le forze, ha messo praticamente gli italiani gli uni contro gli altri, creando ed approvando lo stato attuale. (<em>Interruzioni al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ripeto, la situazione \u00e8 tale che occorrerebbe lo sforzo di tutti noi per risolverla prima che possa diventare veramente angosciosa ed irreparabile.<\/p><p>Lei, onorevole Scelba, non ha mostrato di essere capace di fare tanto. Creda pure che sono dolente di doverglielo dire. (<em>Commenti al centro.<\/em>) Mi creda, ella non \u00e8 in questi giorni il Ministro dell\u2019interno d\u2019Italia, ma \u00e8 un democristiano che sta l\u00ec per gli interessi politici del suo partito e non per l\u2019interesse di tutto il Paese. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A nome del mio Gruppo, a nome dei lavoratori italiani, io protesto contro il suo operato (<em>Interruzioni al centro e a destra<\/em>), e lo addito al giudizio del Paese. Ricordi per\u00f2, onorevole Scelba, che se da oggi nelle piazze d\u2019Italia vi saranno scontri pi\u00f9 forti e lutti maggiori (<em>Interruzioni al centro e a destra<\/em>), lei ne \u00e8 responsabile! (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno. <\/em>(<em>Vivissimi applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Io non posso naturalmente rispondere delle pubblicazioni e delle interpretazioni della stampa. Desidero soltanto replicare all\u2019onorevole Sansone, il quale speravo avesse letto per intero il mio discorso e si fosse sforzato di comprendere le mie parole, cos\u00ec come la maggior parte della stampa italiana ha cercato di comprenderlo. Cio\u00e8: quando io ho detto \u00abnon nutro fiducia nell\u2019avvenire dell\u2019ordine pubblico\u00bb non ho inteso dire che il Governo si dichiarava incapace di garantire l\u2019ordine pubblico; \u00e8 una illazione completamente sbagliata e falsa, che mai sarebbe stata fatta da qualsiasi Ministro dell\u2019interno; avrei dovuto essere troppo ingenuo per arrivare a questa dichiarazione, che poteva essere segno di impotenza dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato, ma ho inteso dire che non sono convinto che la tranquillit\u00e0 del nostro Paese sar\u00e0 assicurata nel prossimo avvenire. Gli avvenimenti di ieri e di oggi e le dichiarazioni autorevoli fatte da ogni parte convalidano questa mia convinzione.<\/p><p>Vorrei, onorevole Sansone, che lei con la sua autorit\u00e0 potesse fugare questa nostra preoccupazione. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Purtroppo, questa assicurazione non ci potr\u00e0 venire da lei&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Sono i vostri alleati del Movimento sociale italiano. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> &#8230;perch\u00e9 non imputo in modo particolare a lei n\u00e9 a nessuno, in modo specifico, la responsabilit\u00e0 dei fatti.<\/p><p>Ma, ripeto, nello stesso momento in cui io parlavo e prima ancora che si conoscessero le mie dichiarazioni, altri incidenti, altre violenze ed altri attentati alle libert\u00e0 dei cittadini si verificavano in alcune citt\u00e0 d\u2019Italia. Questi fatti, ripeto, che non erano minimamente in relazione con le mie dichiarazioni al San Carlo, dimostravano che, se domani altri incidenti si verificheranno in Italia, non saranno conseguenza delle dichiarazioni fatte dal Ministro dell\u2019interno al San Carlo.<\/p><p>In quanto ai propositi del Governo di garantire le libert\u00e0, se queste venissero minacciate, in quanto ai mezzi di cui dispone lo Stato per garantire queste libert\u00e0, penso sia controproducente dichiarare continuamente che lo Stato ed il Governo tuteleranno le libert\u00e0 dei cittadini ad ogni costo e con tutti i mezzi.<\/p><p>Preferisco lavorare ed operare in questo senso; e credo che operando nel senso di garantire le libert\u00e0 sia operare nel senso&#8230;<\/p><p>AMENDOLA. &#8230;di dare la libert\u00e0 ai fascisti! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIACCHERO. Trovate qualche cosa di nuovo!<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> &#8230;sia operare, ripeto, nell\u2019interesse generale di ogni partito, perch\u00e9 le libert\u00e0 politiche rappresentano la condizione necessaria per lo sviluppo di una sana democrazia.<\/p><p>Assicurare le libert\u00e0 politiche \u00e8 dovere di ogni Governo, che si chiami democratico e che voglia veramente esserlo.<\/p><p>MOSCATELLI. E che assassina le libert\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Del resto, onorevole Sansone, mi pare che nel mio discorso ho cercato di comprendere il sentimento e le preoccupazioni che venivano da altre parti dell\u2019Assemblea e da altre correnti del Paese. Ed in materia mi pare di avere fatto delle dichiarazioni, che purtroppo non vengono sottolineate, perch\u00e9 non conviene che siano sottolineate&#8230;<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. E quelle contro i segretari delle camere del lavoro?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> &#8230;ma che io considero come parti integranti del mio discorso. Io dichiaravo nettamente che proposito del Governo \u00e8 di impedire&#8230;<\/p><p>AMENDOLA. Sciogliete il Movimento sociale italiano. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> &#8230;\u00e8 di impedire ogni ritorno del fascismo ed ogni restaurazione di questo movimento, di voler garantire la Repubblica che consideriamo non come semplice espressione formale e giuridica, ma come sostanza, vale a dire come l\u2019espressione di un nuovo regime che vuol essere essenzialmente vita libera e vita democratica del popolo italiano. Mi pare che, intese in questo senso e completate cos\u00ec le mie dichiarazioni anche per questo verso, esse diano un apporto a quell\u2019auspicata concordia e pacificazione che tutti desideriamo. (<em>Vivissimi applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 pervenuta alla Presidenza la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dei lavori pubblici, per sapere se non ritenga opportuno e doveroso che a favore dei sinistrati per lo scoppio della polveriera di Vigevano, in attesa che si provveda come di legge, sia ordinata la immediata riedificazione delle case operaie gravemente lesionate, prelevando i fondi necessari sulle somme stanziate per alleviare la disoccupazione invernale.<\/p><p>\u00abSampietro, Castelli Edgardo, Balduzzi, Ferreri, Meda, Morini\u00bb.<\/p><p>Avverto che a questa interrogazione risponder\u00e0 all\u2019inizio della seduta pomeridiana di domani il Ministro della difesa.<\/p><p>Do anche lettura delle seguenti altre interrogazioni urgenti:<\/p><p>\u00abAl Ministro dei trasporti, per sapere se siano a sua conoscenza le disagiate condizioni in cui si svolge il servizio per i viaggiatori di terza classe e segnatamente dei treni operai lungo la linea Bra-Carmagnola-Torino, il quale servizio \u00e8 esplicato da oltre 5 anni quasi esclusivamente mediante carri merci, privi di chiusure, di sedili, di illuminazione, di pedane per l\u2019accesso; e se, per l\u2019imminente lungo e duro inverno, non si ritenga indeclinabile necessit\u00e0 destinare d\u2019urgenza a tale servizio delle carrozze viaggiatori, onde attenuare le asprezze del viaggio a coloro che per ragioni di lavoro sono costretti a trasferirsi quotidianamente a Torino.<\/p><p>\u00abBubbio\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti intenda prendere per stroncare nella provincia di Como il sorgere di raggruppamenti politici, che sono la causa determinante di azioni violente contro i movimenti democratici e antifascisti.<\/p><p>I fatti si riassumono in questa triste e dolorosa rassegna:<\/p><p>1\u00b0) cippo di Barilani \u2013 Ponte del Passo \u2013 dedicato ai caduti della liberazione, frantumato;<\/p><p>2\u00b0) bruciata una corona d\u2019alloro alla lapide dei partigiani di Moltrasio;<\/p><p>3\u00b0) strappati i nastri tricolori, con dedica dei partigiani, dalla corona deposta al monumento dei caduti di Carate Urio;<\/p><p>4\u00b0) spaccata la lapide dedicata al partigiano Carlo Brenna in una via cittadina di Como;<\/p><p>5\u00b0) frantumate le lapidi dei partigiani e della lega insurrezionale a Como;<\/p><p>6\u00b0) posa di una bomba alla Casa del Popolo di San Rocco;<\/p><p>7\u00b0) Renzo Pigni, membro dell\u2019esecutivo della Camera del lavoro di Como e vicesegretario della Federazione socialista di Como, appostato da sconosciuti mentre si recava ad un comizio e fatto segno ad alcuni colpi di arma da fuoco, fortunatamente andati a vuoto.<\/p><p>\u00abI fatti di cui sopra, avvenuti saltuariamente da sei mesi ad oggi, denunciano un sistema di lotta politica e sociale contrario ai princip\u00ee della democrazia e basato sulla violenza e hanno sollevato un grave fermento nella popolazione, scaturito in uno sciopero generale di 24 ore, che non \u00e8 degenerato per la profonda maturit\u00e0 democratica dei lavoratori comaschi e per il senso di responsabilit\u00e0 dei movimenti antifascisti e della locale Camera del lavoro, mentre le autorit\u00e0 provinciali non hanno fatto, n\u00e9 fanno, nulla di concreto per dimostrare la loro effettiva volont\u00e0 di difendere le libert\u00e0 democratiche dei cittadini di Como.<\/p><p>\u00abBernardi, Pressinotti\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sullo sciopero generale in Puglia e sui provvedimenti che si intendono adottare per restituire la pace a quella laboriosa regione, ove la quasi totalit\u00e0 della popolazione reclama la tranquillit\u00e0 del lavoro ed ove l\u2019attivit\u00e0 facinorosa degli agitatori professionali minaccia il completamento delle semine e il maggior raccolto dell\u2019anno.<\/p><p>\u00abPerrone Capano, Cortese, Badini Confalonieri\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intenda prendere in favore degli agricoltori della provincia di Cagliari, ai quali \u00e8 stato ingiunto di pagare, entro il 1947:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i contributi agricoli unificati per l\u2019anno 1945-46;<\/li><li><em>b<\/em>) il premio della Repubblica;<\/li><li><em>c<\/em>) i contributi agricoli unificati per l\u2019anno 1946-47; in modo che gli agricoltori stessi sarebbero costretti \u2013 nel periodo delicatissimo, in cui devono sostenere le spese fortissime per la preparazione colturale dei terreni e per le semine, ed occupare il maggior numero possibile di lavoratori \u2013 a versare somme ingenti, che essi non si trovano in grado di pagare.<\/li><\/ol><p>\u00abQuali conseguenze deleterie a danno della produzione, della alimentazione e dell\u2019occupazione della mano d\u2019opera, possano derivare da una simile situazione deve essere presente al Governo, che potrebbe risolvere la questione nel modo seguente: applicazione di una aliquota regionale per la Sardegna, anzich\u00e9 quella nazionale.<\/p><p>\u00abIn linea contingente: sospendere immediatamente la riscossione dei contributi agricoli, fino almeno al nuovo raccolto.<\/p><p>\u00abMastino Gesumino\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando intende rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi riservo di rispondere non appena mi saranno pervenute le informazioni necessarie.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dar lettura dell\u2019ordine del giorno per le sedute di domani, desidero sottolineare il fatto che stamattina non si \u00e8 potuto raggiungere il numero legale per una votazione. Questo fatto \u00e8 notevolmente spiacevole, ed \u00e8 reso ancora pi\u00f9 spiacevole ed ancor meno simpatico dalla considerazione che le firme sui registri di presenza superavano di molto il numero legale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La votazione \u00e8 avvenuta fra le 13 e le 14, e non era quindi questione di treni che si dovessero prendere o dovessero arrivare. Mi si permetta di dire, deplorandolo, che vi sono molti colleghi i quali ritengono di aver fatto il loro dovere non appena hanno apposto la loro firma sui registri, e non comprendono che il loro dovere \u00e8 di esser presenti ai lavori dell\u2019Assemblea. Vi prego di apprezzare la seriet\u00e0 delle cose che sto dicendo: l\u2019impressione spiacevole che siffatti episodi possono produrre non deve essere trascurata o sminuita.<\/p><p>Domani, dunque, alle ore 10, seduta per le votazioni a scrutinio segreto dei disegni di legge discussi oggi. I colleghi sappiano che per le votazioni a scrutinio segreto \u00e8 indispensabile il numero legale, e che non \u00e8 possibile tenere le urne aperte all\u2019infinito. Vorrei pertanto sperare che domani mattina alle 10 sia presente un numero sufficiente di deputati perch\u00e9 le votazioni si possano concludere.<\/p><p>Le votazioni, riguardano, l\u2019approvazione del trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine e l\u2019approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di note fra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba, I colleghi questa mattina hanno compreso che il Ministro degli esteri annette una grande importanza alla rapidit\u00e0 con cui questi due disegni di legge saranno approvati, in relazione alle esigenze dei nostri rapporti internazionali.<\/p><p>Sempre nella seduta antimeridiana di domani si discuteranno i seguenti disegni di legge:<\/p><p>Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico;<\/p><p>Disposizioni relative al soggiorno nel territorio dello Stato ed ai beni degli ex regnanti di Casa Savoia.<\/p><p>Nel pomeriggio, alle ore 16, si avr\u00e0 il seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>CHIEFFI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019industria e del commercio, per sapere se i provvedimenti di prossima promulgazione a favore dello sviluppo industriale nell\u2019Italia meridionale saranno applicati, come di ragione, a quella zona del circondario di Gaeta ed a tutto il circondario di Sora che, per contingenze puramente amministrative, sono stati distaccati dalla provincia di Caserta (Campania), ma che, senza alcun dubbio, fanno parte del Mezzogiorno d\u2019Italia.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti abbia preso nei riguardi dei responsabili del saccheggio della sezione provinciale dell\u2019Unione monarchica italiana di Varese, i quali il 13 novembre, approfittando della temporanea assenza delle forze di polizia, distrussero la sede suddetta con i ben noti sistemi facinorosi e poscia passarono alla distruzione del settimanale indipendente l\u2019<em>Ammonitore<\/em>.<\/p><p>\u00abBenedettini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere: 1\u00b0) se il Commissariato nazionale della G.I. (Giovent\u00f9 Italiana), creato con decreto del 2 agosto 1943 con il compito di reperire il patrimonio della ex GIL e di predisporre i lavori di una Commissione interministeriale per decidere sulla destinazione di quel patrimonio, abbia espletato il suo compito e con quali conclusioni;<\/p><p>2\u00b0) se non si ritiene improrogabile imporre a partiti politici e ad enti l\u2019immediata restituzione allo Stato degli immobili e delle attivit\u00e0 tutte della ex GIL, di cui sono in illegittimo possesso o fanno arbitrario uso;<\/p><p>3\u00b0) se non sembra opportuno ed urgente che l\u2019intero patrimonio della ex GIL venga conferito all\u2019Ente dei patronati scolastici, tenendo presente che solo con questa destinazione quel cospicuo patrimonio del popolo italiano pu\u00f2 considerarsi restituito al legittimo uso, fuori di ogni passione politica.<\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare al fine di migliorare l\u2019attuale disagiatissima situazione degli amanuensi degli uffici giudiziari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRusso Perez\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri degli affari esteri e dei trasporti, per conoscere se non ritengano opportuno, di comune intesa, di promuovere al pi\u00f9 presto un accordo con la Francia per il ripristino della linea internazionale Torino-Cuneo-Nizza, linea che venne nella massima parte distrutta dalle operazioni belliche.<\/p><p>\u00abConsta all\u2019interrogante che per la parte italiana i lavori sono ormai ultimati sino al confine, mentre \u00e8 pure in via di completamento il viadotto sul fiume Stura a Cuneo.<\/p><p>\u00abL\u2019importanza di questa linea che, proseguendo da Torino, si riallaccia a quella internazionale del Sempione verso la Svizzera, non ha bisogno di ulteriori illustrazioni; essa servirebbe, inoltre, a collegare, come per il passato, il Piemonte con la Costa Azzurra e col sud-est francese, ove innumerevoli sono gli interessi degli italiani emigrati in Francia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abChiaramello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se non ritenga, con alto senso di giustizia, in questo momento, nel quale l\u2019Esercito nazionale viene ricostituito, ridare a Torino che li cre\u00f2 e li ebbe ospiti nel momento del loro massimo splendore, gli istituti superiori militari, quali la Scuola di guerra e la Scuola di applicazione di artiglieria e genio.<\/p><p>\u00abTorino durante il fascismo \u00e8 gi\u00e0 stata sacrificata coll\u2019allontanamento a favore di altre citt\u00e0 di innumerevoli Enti, Fondazioni, ecc., nati e creati dai Piemontesi e purtroppo pare che anche nel clima repubblicano la spogliazione continui con un metodo sistematico.<\/p><p>\u00abAnche ultimamente, con la creazione di una nuova Accademia militare, Torino si \u00e8 vista sottratta l\u2019Accademia di artiglieria e genio e sarebbe quindi opera di giustizia se almeno fra le sue mura rimanessero la Scuola d\u2019applicazione d\u2019artiglieria e l\u2019Istituto superiore di guerra. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abChiaramello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se creda opportuno ridurre per gli agenti di custodia da anni 30 a 28 l\u2019et\u00e0 minima pel matrimonio, allo scopo di consentire che i giovani utilizzino gli anni migliori e pi\u00f9 adatti per costituire una famiglia, evitando in pari tempo pericoli di danni alla salute, tanto pi\u00f9 che ora per la qualit\u00e0 di reduci sono anche gli ammogliati ammessi in servizio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRubilli\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.10.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Votazione a scrutinio segreto dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica Italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36).<\/p><p>Approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di Note fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Cuba, firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1947. (43).<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (10).<\/p><ol start=\"3\"><li>\u2013 <em>Discussione del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Disposizioni relative al soggiorno nel territorio dello Stato ed ai beni degli ex regnanti di casa Savoia. (11).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXCVII. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Merlin Umberto Mannironi Crispo Grassi Adonnino Bertini Mastino Gesumino Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione Romano Colitto Mastino Pietro Persico Ghidini Laconi Costa Nobili Tito Oro De [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2382,2378,2542,2376","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2319","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2319"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6367,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2319\/revisions\/6367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2319"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}