{"id":2317,"date":"2023-09-17T15:57:24","date_gmt":"2023-09-17T13:57:24","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2317"},"modified":"2023-10-21T11:23:20","modified_gmt":"2023-10-21T09:23:20","slug":"antimeridiana-di-giovedi-20-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2317","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2317\" class=\"elementor elementor-2317\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-77d4f46 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"77d4f46\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fbf74d9\" data-id=\"fbf74d9\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e8c01cc elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"e8c01cc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471120_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b9d9975 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b9d9975\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXCVI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegni di legge <\/strong>(<em>Discussione e approvazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Perassi<\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p>Approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di Note fra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba, firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1917. (43).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p>Bonomi, <em>Presidente della Commissione per i trattati internazionali<\/em><\/p><p>Treves, Relatore<\/p><p>Corbino<\/p><p><strong>Disegni di legge <\/strong>(<em>Presentazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (10).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Benedettini<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Scalfaro<\/p><p>Crispo<\/p><p>Marchesi<\/p><p>Conti<\/p><p>Nitti<\/p><p>Bettiol, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Moro<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Colitto<\/p><p>Castiglia<\/p><p>Coppa<\/p><p>Maffioli<\/p><p>Chiostergi<\/p><p>Geuna<\/p><p><strong>Votazione nominale:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Arcaini, Vanoni e Bergamini.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Discussione del disegno di legge: Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge: Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36).<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione generale. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Perassi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. La relazione del Ministro degli esteri, precedente il disegno di legge, e quella dell\u2019onorevole Treves, a nome della Commissione dei Trattati, hanno messo in evidenza il significato e l\u2019interesse di questo Trattato fra la Repubblica Italiana e il nuovo Stato indipendente, la Repubblica delle Filippine. Credo che l\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 unanime nel salutare con simpatia questo primo atto con il quale le due Repubbliche entrano in rapporti di amicizia e di collaborazione.<\/p><p>Per quanto concerne il contenuto del Trattato, nelle Relazioni \u00e8 posta in evidenza la portata dei singoli articoli. Il Trattato si pu\u00f2 definire un primo atto di avviamento delle relazioni fra i due Paesi, e presenta notevole interesse. Anzitutto, per quanto concerne le relazioni diplomatiche e consolari, vi si afferma il principio del \u00abtrattamento della nazione pi\u00f9 favorita\u00bb, e lo si afferma in maniera assoluta, il che significa che, per quanto concerne le funzioni, i diritti ed i privilegi consolari nella Repubblica delle Filippine, l\u2019Italia godr\u00e0 del trattamento che \u00e8 riservato alla Nazione pi\u00f9 favorita, quale che questa sia. Un altro articolo, mentre prevede la negoziazione di un trattato di amicizia e di commercio, stabilisce fin da ora alcuni princip\u00ee fondamentali, soprattutto per quanto riguarda il diritto di acquistare, possedere e disporre di qualunque genere di beni e di esercitare il commercio e l\u2019industria.<\/p><p>Vorrei, per integrare la sobria e precisa relazione della Commissione parlamentare, sottolineare l\u2019importanza dell\u2019articolo 5 del Trattato. In esso si stabilisce che per qualunque controversia che potesse sorgere fra i due Stati, e che non sia risolta secondo le normali vie diplomatiche, le Alte Parti contraenti convengono di riconoscere come obbligatoria, <em>ipso facto<\/em> e senza una speciale convenzione, la giurisdizione della Corte internazionale di giustizia, in conformit\u00e0 dell\u2019articolo 36, paragrafo 2, dello Statuto della Corte. Si noti l\u2019espressione: \u00abqualunque controversia\u00bb. Ci\u00f2 significa che l\u2019impegno reciproco stabilito da questa disposizione riguarda qualunque contestazione che possa sorgere fra i due Stati in rapporto al diritto internazionale, sia convenzionale, sia generale. Non si tratta quindi della solita clausola compromissoria che contempla soltanto le controversie relative al trattato in cui \u00e8 inserita. \u00c8 invece una clausola che, nei rapporti fra i due Stati, stabilisce obbligatoriamente la competenza generale della Corte di giustizia internazionale.<\/p><p>Sotto questo riguardo l\u2019articolo 5 merita di essere rilevato, perch\u00e9 fa s\u00ec che i diritti internazionali di ciascuno dei due Paesi verso l\u2019altro sono assistiti dalla garanzia giurisdizionale del giudizio avanti alla Corte, che pu\u00f2 essere promosso su istanza unilaterale di una delle parti.<\/p><p>Ho detto che notevole \u00e8 questo articolo perch\u00e9 esso viene a stabilire, fra l\u2019Italia e le Filippine, un regime di garanzia giurisdizionale che va anche al di l\u00e0, sotto certi aspetti, di quello che fra i membri delle Nazioni Unite deriva dalla Carta di San Francisco.<\/p><p>Anche per questa considerazione, noi salutiamo con compiacimento questo atto internazionale, che l\u2019Assemblea Costituente certamente vorr\u00e0 approvare.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti e nessuno chiedendo di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Nel chiedere all\u2019Assemblea l\u2019approvazione del Trattato fra noi e le Filippine, io intendevo sottolineare, in aggiunta all\u2019ottima relazione del collega Treves, alcuni punti che fanno di questo Trattato un elemento di valore, anche come precedente da usarsi. Ma l\u2019onorevole Perassi ha detto ci\u00f2 che io intendevo dire, e con molto maggiore autorit\u00e0 scientifica che io non possieda. Mi riferisco quindi al suo breve discorso, al quale mi associo completamente. Aggiunger\u00f2 solo, a prova del desiderio di cementare antiche amicizie che si verifica ora verso la Repubblica italiana da ogni parte del mondo, che questo Trattato si \u00e8 concluso l\u2019estate scorsa a Roma essendo lo stesso Vicepresidente della Repubblica delle Filippine venuto a Roma a questo scopo, e proprio per dare prova del desiderio profondo della Repubblica delle Filippine di stringere intimi legami economici e culturali con l\u2019Italia. Confido quindi che il voto dell\u2019Assemblea sar\u00e0 unanime.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019esame degli articoli. Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPiena ed intera esecuzione \u00e8 data al Trattato di amicizia e relazioni generali concluso a Roma il 9 luglio 1947 tra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. (<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2. Se ne dia lettura.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore conformemente all\u2019articolo 6 del Trattato suddetto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Il disegno di legge sar\u00e0 votato a scrutinio segreto nella seduta pomeridiana.<\/p><p>Discussione del disegno di legge: Approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di Note fra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba, firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1947. (43).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge: Approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di note fra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba, firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1947. (43).<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendovi iscritti e nessuno chiedendo di parlare, la dichiaro chiusa.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Circa il Trattato da noi concluso con la Repubblica di Cuba, credo che sia dovere mio di sottoporre all\u2019Assemblea alcune considerazioni, che fanno comprendere il suo alto valore politico. Il coraggio, la dignit\u00e0 ed il senso di profonda democrazia di un popolo non si misurano dalla estensione del territorio, ed io credo che noi italiani dobbiamo esprimere la pi\u00f9 profonda riconoscenza alla Repubblica di Cuba, per questo Trattato, per le ragioni che sto per esporvi, come ha detto giustamente nella sua relazione l\u2019onorevole Treves, la Repubblica di Cuba avrebbe potuto valersi dell\u2019articolo 88 del Trattato di Pace e aderire al Trattato di Pace nelle forme che ad essa convenivano: invece la Repubblica di Cuba rifiut\u00f2 di fare la pace sulla base del Trattato di Parigi, adducendo che non voleva aggiungere il suo nome ad un Trattato macchiato di tanti errori e lacune e volle quindi avere un Trattato speciale creato fra noi ed essa. Ma vi \u00e8 di pi\u00f9: la Repubblica di Cuba dichiar\u00f2 che con la firma del Trattato essa rinunciava completamente e senza nessuna eccezione a chiedere mai alcuna indennit\u00e0 per danni di guerra all\u2019Italia. Pi\u00f9 ancora: la Repubblica di Cuba (questo non \u00e8 nel Trattato, ma indica la nobilt\u00e0 dell\u2019atteggiamento di quel popolo), appena cessarono le ostilit\u00e0, fu il primo Paese del mondo a sbloccare completamente tutti gli importanti beni italiani dell\u2019isola ed a lasciarli in mano dei loro legittimi proprietari, nostri compatrioti.<\/p><p>Queste sono cose che noi non dobbiamo dimenticare, appunto perch\u00e9 vengono da un piccolo Paese. Se noi esprimessimo la nostra riconoscenza soltanto ai grandi faremmo una opera di utilitarismo che sarebbe indegna di noi, ed \u00e8 per questo che mentre vi ho parlato finora come rappresentante del Governo vorrei, se mi \u00e8 lecito, aggiungere una parola come deputato: io ritengo, dati i sentimenti di profonda simpatia e solidariet\u00e0 che esistono da parte della Repubblica di Cuba verso l\u2019Italia e dato che vi \u00e8 in Cuba una maturit\u00e0 democratica molto grande, ritengo, dico, che la Repubblica di Cuba sarebbe infinitamente pi\u00f9 sensibile, piuttosto che ad un messaggio da parte del Governo, di avere un messaggio da parte dell\u2019Assemblea costituente, pi\u00f9 diretta espressione del popolo italiano. E, se l\u2019Assemblea costituente si associa a questa mia richiesta, potremmo pregare il nostro Presidente di farsi interprete all\u2019Avana dei sentimenti di profonda simpatia e di alto apprezzamento con cui abbiamo oggi votato questa legge. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BONOMI, <em>Presidente della Commissione per i trattati internazionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BONOMI, <em>Presidente della Commissione per i trattati internazionali.<\/em> La Commissione si associa alle parole dell\u2019onorevole Ministro degli esteri; fa rilevare l\u2019importanza di questo atto, e si associa nel chiedere che il Presidente dell\u2019Assemblea costituente mandi la espressione dei suoi sentimenti alla Repubblica di Cuba.<\/p><p>TREVES, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. <em>Relatore.<\/em> Concordo perfettamente con quello che \u00e8 stato detto e rilevo, ad onore della Repubblica di Cuba, l\u2019articolo 4 della stipulazione, che modifica, a nostro vantaggio, il disposto del Trattato di Parigi, per cui la Repubblica di Cuba rinuncia a dar valere la disposizione, a suo favore, di denunciare, unilateralmente, il trattato bilaterale tra noi e la Repubblica medesima; ragione di pi\u00f9 questa perch\u00e9 io mi associ alle parole dell\u2019onorevole Ministro degli esteri.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Desidero far mia la proposta del Ministro degli esteri, affinch\u00e9 parta dai banchi dell\u2019Assemblea la preghiera al Presidente di rendersi interprete dei nostri sentimenti verso la Repubblica di Cuba.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Chiedo all\u2019Assemblea se \u00e8 concorde con la proposta del Ministro degli esteri, fatta propria dall\u2019onorevole Corbino, di manifestare alla Repubblica di Cuba il nostro riconoscimento e l\u2019amicizia che l\u2019Italia nutre verso un piccolo popolo che ha dato la dimostrazione di come debbano essere organizzati i rapporti fra popoli desiderosi di pace.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019approvazione dei singoli articoli. Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>MAZZA, <em>ff<\/em>. <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPiena ed intera esecuzione \u00e8 data al Trattato di pace e relativo scambio di Note fra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1947.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo <em>2. <\/em>Se ne dia lettura.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore conformemente all\u2019articolo 5 del suddetto Trattato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo disegno di legge sar\u00e0 votato a scrutinio segreto nella seduta pomeridiana.<\/p><p>Presentazione di disegni di legge.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Mi onoro di presentare i seguenti disegni di legge:<\/p><p>\u00abApprovazione dell\u2019Accordo concluso nel Palazzo apostolico vaticano fra la Santa Sede e l\u2019Italia il 31 marzo 1947 per una delimitazione di alcune zone extra territoriali nelle adiacenze della Citt\u00e0 del Vaticano\u00bb;<\/p><p>\u00abApprovazione dell\u2019Accordo concluso a Roma, fra l\u2019Italia e la Francia, il 21 marzo 1947, in materia di emigrazione\u00bb;<\/p><p>\u00abApprovazione degli Accordi di carattere economico stipulati in Roma, fra l\u2019Italia e la Norvegia, il 20 luglio 1946\u00bb;<\/p><p>\u00abApprovazione degli Atti internazionali conclusi a Neuch\u00e2tel l\u20198 febbraio 1947, per la conservazione e la reintegrazione dei diritti di propriet\u00e0 industriale colpiti dalla seconda guerra mondiale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto all\u2019onorevole Ministro degli affari esteri della presentazione di questi disegni di legge, che saranno inviati alla Commissione competente.<\/p><p>Discussione del disegno di legge: Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (10).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge: Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (10).<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione generale.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Benedettini. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENEDETTINI. Onorevoli colleghi! Dichiaro subito che voter\u00f2 contro questo disegno di legge, che fissa le norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico.<\/p><p>Voter\u00f2 contro perch\u00e9 ogni regime che, per difendersi e consolidarsi, sente il bisogno di ricorrere a leggi eccezionali, mostra, per queste stesse leggi, di non essere un regime democratico.<\/p><p>La mia prima opposizione, perci\u00f2, \u00e8 anzitutto una opposizione di principio. A che cosa mirano le leggi eccezionali per la difesa ed il consolidamento della Repubblica? A punire certi reati gi\u00e0 contemplati nei codici di ogni nazione civile, quali i complotti contro lo Stato, la costituzione di bande armate, la violenza contro cittadini per impedir loro il libero esercizio dei diritti civili e politici.<\/p><p>Ora, io chiedo al Presidente del Consiglio dei Ministri che, di concerto con tutti i Ministri in carica al 17 marzo 1947, present\u00f2 questo disegno di legge, chiedo ai membri della Commissione, che vi hanno apportato gli emendamenti, e chiedo agli onorevoli colleghi di questa Assemblea, se esistano in questa Repubblica un Codice civile e un Codice penale e se vi siano contemplati i reati che le leggi eccezionali per la difesa ed il consolidamento della Repubblica intendono colpire. E allora, se vi sono gi\u00e0 contemplati, quale bisogno c\u2019\u00e8 di emanare leggi eccezionali? Non \u00e8 forse in grado questa Repubblica di far applicare i nostri Codici?<\/p><p>A questi interrogativi, non io soltanto come membro della Costituente e come monarchico, ma tutto il popolo italiano \u2013 quello che vot\u00f2 per la Repubblica e quello che vot\u00f2 per la monarchia \u2013 attende una risposta chiara, precisa, di facile ed universale comprensione. Ma io sono certo che tale risposta non potr\u00e0 venire, n\u00e9 da coloro che questo disegno di legge proposero, n\u00e9 da altri. Non potr\u00e0 venire, perch\u00e9 il disegno in questione contrasta con i princip\u00ee di uno Stato democratico.<\/p><p>Come monarchico, se io volessi seguire una politica machiavellistica, potrei e dovrei consolarmi delle leggi eccezionali della Repubblica. Dovrei consolarmene, perch\u00e9 la storia universale e l\u2019esperienza quotidiana insegnano che tutti i regimi, i quali per reggersi, per consolidarsi, per difendersi, hanno bisogno di leggi e di tribunali speciali, tutti quei regimi barcollano e non durano. Quando un regime ha bisogno per sostenersi di leggi eccezionali, vuol dire che non ha il favore popolare, vuol dire che non si basa sulla volont\u00e0, sul consenso del popolo.<\/p><p>Questo insegna la storia antica e moderna e questo apprendiamo dalla nostra esperienza contemporanea. Ebbene, se la Repubblica uscita dal dubbio <em>referendum<\/em> del 2 giugno sente la necessit\u00e0 di queste leggi, le emani pure, le proclami e le sanzioni: noi abbiamo espresso il nostro punto di vista, ma, con noi, la maggioranza degli italiani, degli stranieri e dei reggitori di altri Stati trarranno la conseguenza che questa Repubblica non \u00e8 n\u00e9 democratica n\u00e9 liberale.<\/p><p>E veniamo a considerare il modo con cui il disegno di legge \u00e8 congegnato. Quando si parla, nell\u2019articolo 1, di finalit\u00e0 e metodi propri del disciolto partito fascista, non si fa se non creare confusione. Poich\u00e9 infatti il disegno di legge non definisce le finalit\u00e0 del disciolto partito fascista, ne consegue che l\u2019applicazione di questo articolo diventa arbitraria.<\/p><p>Nella sua relazione, la Commissione afferma che \u00e8 cosa assai difficile circoscrivere o definire l\u2019attivit\u00e0 fascista o neofascista, come in genere \u00e8 difficile in campo giuridico pervenire ad una definizione. In una legge, per\u00f2, non si tratta di fare opera scientifica, ma di arrivare ad una esigenza pratica. E poich\u00e9 \u2013 prosegue la relazione \u2013 abbiamo gi\u00e0 l\u2019articolo 17 del Trattato di pace, per il quale le organizzazioni fasciste o di tale natura sarebbero \u2013 notate bene \u2013 quelle aventi carattere politico-militare o paramilitare, il cui fine \u00e8 quello di privare il popolo dei suoi diritti democratici, e poich\u00e9 l\u2019esperienza fascista in Italia ha reso possibile individuare le note fondamentali del totalitarismo, si possono considerare come tipici di un movimento, di un partito fascista o neofascista precisa \u2013 la relazione dell\u2019onorevole Bettiol \u2013 i seguenti punti:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i caratteri militari o paramilitari dell\u2019organizzazione interna;<\/li><li><em>b<\/em>) i mezzi, che debbono essere quelli che il metodo democratico scarta: vale a dire la minaccia e la violenza. Notate bene: la minaccia e la violenza;<\/li><\/ol><p><em>c<\/em>)i possibili risultati, vale a dire la negazione delle libert\u00e0 democratiche e nazionali.<\/p><p>Veniamo allora all\u2019essenziale e parliamo chiaramente: quello che noi democratici vogliamo impedire \u00e8 la costituzione di partiti e movimenti che mirino a sopprimere le libert\u00e0 democratiche, che mirino ad instaurare un regime totalitario e dittatoriale basato sul partito unico, come furono il fascismo e il nazismo e come \u00e8 il bolscevismo. E allora, per coerenza, per logica, per propriet\u00e0 e per dimostrare che non si ha paura n\u00e9 delle parole n\u00e9 degli atti, o si dice esplicitamente, nell\u2019articolo 1, che si \u00e8 contrari al sorgere di partiti e di movimenti che abbiano finalit\u00e0 dittatoriali e totalitarie, o, se si cita il fascismo, si citi accanto ad esso, per chiarezza, anche il nazismo e il bolscevismo.<\/p><p>Cos\u00ec, nell\u2019articolo 2 si prescrive la pena per chi promuove un movimento o costituisce un partito diretto alla restaurazione monarchica con mezzi violenti.<\/p><p>Ebbene, a parte il fatto che nessuno mai sar\u00e0 cos\u00ec ingenuo da mettere nelle finalit\u00e0 di un partito il ricorso ai mezzi violenti, che sono proprio quelli che noi monarchici deprechiamo in tutti i modi e combattiamo contro chicchessia, \u00e8 chiaro, data la precisazione di questo articolo, che solo nel caso in cui si voglia restaurare con la violenza l\u2019istituto monarchico sono previste pene, ma pene non vi sarebbero se si volesse instaurare con mezzi violenti \u2013 per esempio \u2013 una Repubblica di tipo sovietico.<\/p><p>\u00c8 dunque chiaro, come ho gi\u00e0 detto, che l\u2019aver voluto formulare questo disegno di legge, avendo nella mente l\u2019idea ossessionante della monarchia e della sua restaurazione con mezzi violenti, ha avuto il solo effetto di mettere fuori legge la restaurazione violenta dell\u2019istituto monarchico e non l\u2019instaurazione violenta d\u2019una Repubblica totalitaria e dittatoriale. Il che mostra come la soppressione di questo articolo sia necessaria o per lo meno ne sia necessario il completamento con la estensione del provvedimento agli altri casi di cui ho fatto cenno. Tanto pi\u00f9 che la realt\u00e0 di questi ultimi anni ci dice che il pericolo di bande armate, di sommosse contro lo Stato, non viene gi\u00e0 dai monarchici, ma \u2013 e dovete darmene atto \u2013 da altri partiti estremisti di ben differente ideologia.<\/p><p>Some monarchici, poi, e come democratici, questo articolo doppiamente ci offende, e offende con noi la realt\u00e0 e il buon senso, giacch\u00e9 \u00e8 incomprensibile nei tempi attuali restaurare con la violenza l\u2019istituto monarchico. Le monarchie moderne, le monarchie costituzionali, non possono reggersi che nella volont\u00e0 del popolo.<\/p><p>La monarchia che noi sogniamo non pu\u00f2 tornare che per volont\u00e0 del popolo, con un nuovo <em>referendum<\/em>, e la legge che mira a colpire coloro che vorrebbero restaurare con la violenza l\u2019istituto monarchico \u00e8 non solo anacronistica, ma confonde il Re costituzionale con il Presidente dittatoriale.<\/p><p>Onorevoli colleghi, il mondo sta dinanzi a voi per dimostrarvi che oggi non esistono monarchie assolute, ma esistono molte repubbliche dittatoriali, totalitarie, tiranniche. Ecco perch\u00e9 l\u2019articolo 2 di questo disegno di legge \u00e8 fuori della realt\u00e0 politica contemporanea! Perci\u00f2 io dico che queste leggi eccezionali sono pericolose e dannose, oltre che antidemocratiche.<\/p><p>Perci\u00f2 io ritengo necessario bocciarle.<\/p><p>Ma se la maggioranza della Costituente, per iattura del nostro Paese, dovesse tener molto a varare queste leggi, e allora si impone che non si parli di fascismo o di monarchia, ma, come si \u00e8 detto, di regimi dittatoriali, di Stati totalitari, di partiti unici, di bande armate, di ricorso alla violenza.<\/p><p>Onorevoli colleghi di destra, di centro e di centro-sinistra, onorevoli colleghi democristiani, a voi particolarmente io mi rivolgo, e vi invito a ricordare che questo disegno di legge fu presentato, s\u00ec, dal Presidente del Consiglio nella seduta del 17 marzo 1947, ma fu presentato da quel Governo che passer\u00e0 alla storia parlamentare italiana come Governo del Tripartito. Nessuno di voi pu\u00f2 dimenticare che lo stesso onorevole De Gasperi dichiar\u00f2 che per la Democrazia cristiana il Tripartito era una coabitazione forzata; e proprio per gli impegni, gli accordi, i compromessi nascenti da quella coabitazione, la Democrazia cristiana dov\u00e9 sottostare a richieste che rivelavano non certamente uno spirito libero, democratico, nutrito di comprensione e di pacificazione.<\/p><p>Nessuno pu\u00f2 dimenticare che noi monarchici, e con noi i liberali e i qualunquisti, demmo l\u2019appoggio al nuovo Governo De Gasperi, senza nulla chiedere, senza barattare quello appoggio, animati solo da un desiderio: far s\u00ec che il Governo democristiano fosse rappresentato dalla vera maggioranza dell\u2019Assemblea, da quella stragrande maggioranza che per fede tradizionale e convincimento \u00e8 antibolscevica e anti-comunista. Voi tutti ricordate che io personalmente, e con me colleghi di altri partiti, ponemmo come condizione di questo appoggio l\u2019abolizione delle leggi eccezionali, una politica di pacificazione, provvedimenti economici e sociali per andare incontro alle disagiate e difficili e tristi condizioni dei lavoratori.<\/p><p>Questo non pu\u00f2 essere dimenticato dai colleghi democristiani, i quali devono con me convenire che nell\u2019attuale momento questo disegno di legge \u00e8 sfasato, anacronistico, perch\u00e9 non risponde n\u00e9 alle necessit\u00e0 dei tempi, n\u00e9 al mutato clima morale e politico del Paese. N\u00e9 i colleghi democristiani possono dimenticare ci\u00f2 che l\u2019onorevole De Gasperi ha detto appena ieri l\u2019altro, nel suo discorso a Napoli, sulla condanna della violenza da qualunque parte essa venga, e sulla necessit\u00e0 di impedire questa violenza, alla quale troppo spesso si ricorre, da parte di ben precisati partiti estremisti, per imporre o tentare di imporre, a mezzo dell\u2019azione diretta, affermazioni antidemocratiche.<\/p><p>E per tale difesa delle libert\u00e0 democratiche contro la violenza, di qualunque colore essa sia, basta l\u2019applicazione degli articoli del Codice penale, se necessario, convenientemente adeguati; non occorrono leggi eccezionali. Nell\u2019attuale momento la responsabilit\u00e0 di queste leggi eccezionali cadrebbe, non su quel Tripartito che le propose nel marzo 1947, ma tutta, sola e interamente sulla Democrazia cristiana.<\/p><p>Vuole la Democrazia cristiana assumersi totalmente questa responsabilit\u00e0 di fronte al Paese? Ecco l\u2019altra domanda che io pongo a voi, onorevoli colleghi democristiani. A tale domanda dovete rispondere con la vostra coscienza, con la libera discussione, col vostro voto sul disegno di legge in esame: e m\u2019auguro che la vostra coscienza vi suggerisca di respingere tale disegno, che, a parte l\u2019anacronismo della sua compilazione, costituisce una violazione e un avvilimento di quella sacrosanta concezione del diritto, che \u00e8 stata, e speriamo sar\u00e0 ancora, una delle nostre glorie maggiori.<\/p><p>E pertanto prego l\u2019onorevole Presidente di porre ai voti dell\u2019Assemblea Costituente il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>presi in esame il disegno di legge presentato dal Governo nella seduta del 17 marzo e la relazione della Sottocommissione;<\/p><p>considerato che tale disegno di legge non risponde n\u00e9 alla necessit\u00e0 dei tempi n\u00e9 al mutato clima morale e politico del Paese;<\/p><p>affermato che per dare integrale e piena esecuzione all\u2019articolo 17 del \u00abTrattato di pace\u00bb basta il Codice penale ordinario e non occorrono leggi eccezionali;<\/p><p>respinge il disegno di legge e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Russo Perez. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi associo alle parole dell\u2019onorevole Benedettini e chiedo che l\u2019Assemblea respinga questo disegno di legge. Far\u00f2 un breve discorso per richiamare l\u2019attenzione degli onorevoli colleghi, e, soprattutto, di quelli appartenenti alla Democrazia cristiana, su certi atteggiamenti del Governo che, secondo me, sono in stridente contrasto con i presupposti di fatto, con i presupposti politici da cui \u00e8 nato questo Governo, questa formazione governativa; sono in aperto contrasto con quella finalit\u00e0 per cui tutti diciamo di lavorare e che tutti affermiamo di voler raggiungere la pacificazione, cio\u00e8, del popolo italiano; e sono anche in netto contrasto, come ricordava l\u2019amico Benedettini, con recentissime manifestazioni verbali del Presidente del Consiglio.<\/p><p>Onorevoli colleghi della Democrazia cristiana, noi non potremmo seguirvi per codesta strada.<\/p><p>Guardate: ci sono state parecchie leggi recenti, approvate dal Consiglio dei Ministri con la procedura del decreto legislativo o fatte approvare dall\u2019Assemblea Costituente, il cui spirito non possiamo condividere. Per esempio, la proroga della legge sul confino di polizia, quella legge per cui il giudice giusto pu\u00f2 colpire anche l\u2019amico che pecca, ma il giudice ingiusto pu\u00f2 colpire il nemico che gli dia ombra; le leggi sull\u2019epurazione, alla quale sembrava si volesse dar fine, mentre sembra che, in uno o in altro modo, l\u2019epurazione continuer\u00e0. Abbiamo appreso, difatti, che, secondo il provvedimento recentemente proposto dal Ministro Grassi, di quelle migliaia di ricorsi che pendono dinanzi al Consiglio di Stato la pi\u00f9 gran parte non sar\u00e0 pi\u00f9 discussa, cio\u00e8 i ricorsi che riguardano i funzionari dei gradi inferiori al 6\u00b0. Ma, in coda alla stessa legge, <em>in cauda venenum<\/em>, vi \u00e8 una disposizione per cui le Amministrazioni possono gettare nuovamente sul lastrico gli impiegati. Debbo ricordare ancora la legge sul Senato, recentissima, che \u00e8 una legge cattiva. \u00c8 cattiva non nel senso giuridico; una legge pu\u00f2 essere cattiva in senso giuridico quando \u00e8 male congegnata, quando non \u00e8 chiara, quando non pu\u00f2 raggiungere le finalit\u00e0 che si propone. Questa legge sull\u2019abolizione del Senato \u00e8 cattiva nel senso morale, nel senso sentimentale, perch\u00e9 manca di carit\u00e0 cristiana verso quei cittadini che per la maggior parte hanno passato l\u2019intera vita degnamente a servizio dello Stato, che vivevano per andare a palazzo Madama ogni giorno, frequentandolo come casa propria, e che adesso vengono allontanati da quel luogo a loro tanto caro.<\/p><p>Voi sapete che il Senato del Regno (adesso ci sar\u00e0 il Senato della Repubblica) non ha mai duramente pesato sulla politica italiana. Non si ricorda un Governo che sia stato rovesciato da un voto del Senato. Ebbene, pensare che quella gente abbia proprio contribuito con atti rilevanti a mantenere in vita il regime pi\u00f9 di tanta altra gente che onoratamente siede in questa Assemblea, \u00e8 ingiusto ed \u00e8 assurdo. Non dico ci\u00f2 per affermare che sono spregevoli questi cittadini cui alludo, che siedono in questa Assemblea; voglio dire che sono stimabili anche quelli che sedevano in quell\u2019altra Assemblea. Ed \u00e8 necessario, proprio nel momento in cui accade quel che accade oggi in Italia (parler\u00f2 sempre con un vigile senso di misura, perch\u00e9 \u00e8 la materia stessa che l\u2019impone), presentare questa legge, che sarebbe stata forse a proposito al tempo del tripartito, ma che non lo \u00e8 pi\u00f9 ora?<\/p><p>Noi dovremo avere su questo punto delle spiegazioni. \u00c8 stato il Presidente del Consiglio a volere che questa legge fosse portata alla discussione dell\u2019Assemblea o \u00e8 stato il Presidente dell\u2019Assemblea Costituente che ha creduto opportuno di metterla all\u2019ordine del giorno? Se fosse stato il Presidente del Consiglio, noi ci dorremmo di ci\u00f2. E non capisco che cosa pu\u00f2 aver agito in voi: forse il subcosciente, che vi ha ravvivato il ricordo del tripartito, oppure la volont\u00e0 di offrire qualche cosa agli amici di quella sponda? Ma ricordatevi che quel vantaggio che avete ripreso nel Paese (e il segno fu dato dalle elezioni amministrative di Roma) \u00e8 stato appunto la conseguenza di atteggiamenti in contrasto nettissimo col principio animatore di questa legge. Io desidero ricordare che l\u2019onorevole Conti, una diecina di giorni or sono, disse che voleva \u00abaffogare\u00bb (us\u00f2 proprio questo termine) l\u2019amico Condorelli con argomenti a favore della Repubblica, quella Repubblica, che bisogna difendere sempre e a qualunque costo, come spiritosamente dice \u00abCandido\u00bb. Io dico che egli potr\u00e0 soffocare l\u2019onorevole Condorelli, potr\u00e0 soffocare me, pu\u00f2 soffocare tutti noi, ma non potr\u00e0 mai dimostrare che un regime che si difende con leggi eccezionali sia un regime che sappia di appoggiarsi alla volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Ma, intendiamoci, noi non ci opponiamo all\u2019approvazione di questa legge perch\u00e9 nell\u2019animo nostro, anche inconfessato, possa esserci il desiderio che si debbano perdonare eventuali crimini passati o si debba indulgere ai crimini che possano essere ancora commessi. La ragione per cui noi ci opponiamo \u00e8 perch\u00e9 vogliamo che la Repubblica e la Democrazia si difendano applicando le leggi normali, ad opera di magistrati ordinari, sempre ed in ogni occasione, e perch\u00e9, come ha accennato l\u2019amico Benedettini, e come meglio specificher\u00f2 io, tutte le forme di reato che in questa materia possono essere configurate, anche le pi\u00f9 rare ad accadere, sono tutte represse da nostro Codice penale. Io ricordo che alcune settimane fa, l\u2019onorevole Togliatti diceva che occorre reprimere le devastazioni, gli incendi, gli attentati alle persone fisiche; e fece un certo elenco. Ebbene, quell\u2019elenco \u00e8 incompleto; non solo tutti i fatti criminosi a cui egli si riferiva sono configurati nel nostro Codice penale, ma molti altri che egli non ricord\u00f2. Datemene atto, onorevoli colleghi dell\u2019Assemblea. Attentato alla Costituzione dello Stato (articolo 283 del Codice penale): quando un gruppo di cittadini, che possono essere costituiti in partiti, in associazione, commettano un attentato alla sicurezza dello Stato, ognuno di essi pu\u00f2 essere punito con l\u2019ergastolo, senza ricorrere alle leggi speciali. Articolo 284, insurrezione armata: se poi codesti elementi, che possono essere quelli a cui voi vi riferite con questa legge e possono essere altri, pensano di insorgere con le armi alla mano, sapete qual \u00e8 la pena che si pu\u00f2 applicare a costoro? \u00c8 la pena di morte. Credo che pi\u00f9 in l\u00e0 non si possa andare.<\/p><p>Articolo 285: devastazioni, staccheggi, stragi. Anche questi reati sono puniti con la pena di morte.<\/p><p>Poi vi \u00e8 finalmente la grande famiglia di reati che pi\u00f9 interessa noi, la democrazia, la Repubblica, cio\u00e8 i delitti contro i diritti politici dei cittadini. \u00c8 proprio il nostro tema. Dice l\u2019articolo 294 che chiunque, con violenze o minaccia, o anche con inganno, impedisce l\u2019esercizio di un diritto politico \u00e8 punito con la reclusione fino a 5 anni. Inasprite questa sanzione, se a voi piace. A noi farebbe certamente molto piacere, perch\u00e9 sappiamo che non si applicher\u00e0 mai a noi. Colleghi dell\u2019altra sponda, se un giorno la legge comune esistente dovesse essere applicata imparzialmente ma severamente, nessuno potrebbe risparmiare a molti di coloro che adesso premono per l\u2019approvazione della legge speciale, quel carcere, nel quale essi vorrebbero rinchiudere pretesi neo-fascisti e monarchici legittimisti. E certamente ci andrebbero i colpevoli e gli ispiratori delle odierne devastazioni, delle aggressioni, dei linciaggi, della distruzione delle tipografie di Taranto e della tipografia in cui si stampava, a Milano, il <em>Mattino d\u2019Italia<\/em>.<\/p><p>Dall\u2019articolo 303 del Codice penale \u00e8 perfino repressa una forma di attivit\u00e0 criminosa, che forse qualcuno di voi credeva che fosse sfuggita al legislatore ordinario: l\u2019apologia di reato.<\/p><p>Articolo 304: cospirazione politica. Per la cospirazione politica mediante accordo vi \u00e8 la reclusione da uno a sei anni. Ma se poi i colpevoli si sono uniti in una vera e propria associazione (e voi sapete bene che i partiti politici non sono che associazioni), la pena \u00e8 pi\u00f9 severa e va da cinque a dodici anni; e se pensano di costituirsi in bande armate, l\u2019articolo 306 stabilisce una pena che va fino ai 15 anni.<\/p><p>Vi sono poi i reati contro l\u2019incolumit\u00e0 pubblica. L\u2019articolo 423 prevede il reato d\u2019incendio, che viene punito con la reclusione da due a sette anni.<\/p><p>Poi vi \u00e8 la grande famiglia dei delitti contro le persone: la lesione, la lesione aggravata, l\u2019omicidio, l\u2019omicidio premeditato.<\/p><p>Dunque, amici, io devo pensare che a coloro che hanno presentato questo disegno di legge, a coloro cui sarebbe cara l\u2019approvazione di questo disegno di legge, non giova che sia repressa ogni forma di attivit\u00e0 politica criminosa, ma che sia incriminata codesta attivit\u00e0 soltanto se i rei appartengano a partiti avversi al loro. E noi non possiamo condividere tale stranissima opinione, tale assurdo principio. Onorevoli colleghi, non ci sarebbe bisogno di leggi repressive, n\u00e9 ordinarie n\u00e9 eccezionali, se tutti si affidassero per la diffusione delle loro idee alla onesta propaganda, come noi abbiamo sempre fatto, noi che siamo considerati uomini di destra, reazionari, nonostante che non si sia avverato un solo caso di distruzioni di sedi di partiti avversi commesse da iscritti al nostro partito o al partito monarchico&#8230;<\/p><p>BUBBIO. &#8230;e della Democrazia cristiana.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Adesso s\u00ec: anche qualche vostra sede \u00e8 stata distrutta. Adesso anche+ voi siete chiamati fascisti. Noi abbiamo avute devastate tante sedi, ma non c\u2019\u00e8 nessuno dell\u2019altra sponda che possa affermare che da parte nostra ci sia stato un solo tentativo di distruzione!<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> E le bombe che sono state messe a Perugia?<\/p><p>RUSSO PEREZ. Le bombe; torniamo a quel tema, sul quale l\u2019onorevole Scelba fece delle dichiarazioni che non vi piacquero.<\/p><p>Come spiegate voi che le bombe esplodano sempre al secondo piano e sempre in un momento in cui non c\u2019\u00e8 nessuno? Sono veramente bombe addomesticate. E se c\u2019\u00e8 gente tanto ardita, tanto coraggiosa, tanto fanatica che pensa di venire a mettere le bombe nelle sedi del Partito comunista, come mai questa gente non ha il coraggio di scendere in piazza ad affrontarvi avviso aperto e ad attaccarvi anche nelle vostre sedi?<\/p><p>MINIO. Lo fareste pi\u00f9 in l\u00e0, se lasciassimo correre. Quando assassinate i nostri colleghi sindacali uno ad uno, forse non scendete in piazza? Noi aspetteremmo con le armi imbracciate.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Voi mi aspettate in quella posizione; ma in quella posizione io mi metto soltanto quando vado al tiro al piccione; e adesso mi fanno pena anche i piccioni.<\/p><p>MINIO. I dirigenti sindacali chi li ammazza?<\/p><p>RUSSO PEREZ. Io ho finito; mi riservo di parlare sugli emendamenti che ho proposti, nel caso che il disegno di legge venga approvato.<\/p><p>Per concludere, voglio dire, che voi combattete contro quello che io una volta chiamai il fantoccio di Pierino, contro il fantasma del neo-fascismo. Ma, in confronto al fantasma del neo-fascismo, vi \u00e8 una realt\u00e0 fascista, quella che insanguina oggi le piazze d\u2019Italia e che turba ed impedisce la ricostruzione dell\u2019Italia. L\u2019Italia attualmente \u00e8 come quel tale ammalato cui il medico prescrive ghiaccio ed immobilit\u00e0. Voi date a quell\u2019ammalato scossoni continui e se il medico e l\u2019infermiere intervengono a protestare, voi dite che essi sono fascisti. Questa \u00e8 la verit\u00e0.<\/p><p>Quindi, legge repressiva dell\u2019attivit\u00e0 totalitaria per tutti o per nessuno.<\/p><p>Voi parlate sempre di reazione; la reazione implica un\u2019azione. Vi dissi una volta: siate pi\u00f9 cauti nella vostra azione, attenetevi della legge, fate la vostra propaganda dei limiti della legge; e naturalmente non sorger\u00e0 la reazione. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>I fascisti pi\u00f9 numerosi sapete chi sono? Quelli che non lo furono mai e lo sono diventati oggi per reazione a questa forma pericolosa di fascismo, che \u00e8 il vostro antifascismo professionale. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Condorelli. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 17 del documento firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 fa obbligo all\u2019Italia di impedire la ricostituzione del partito fascista e di movimenti simili, che definisce nei tratti fondamentali.<\/p><p>Noi abbiamo l\u2019obbligo internazionale, quale che sia stata la nostra posizione di fronte al cosiddetto Trattato di pace, di dare esecuzione a questo articolo 17. Ed all\u2019obbligo internazionale si aggiunge l\u2019obbligo, che abbiamo verso noi stessi, di difendere contro questi movimenti, attuali o possibili, la democrazia, che noi fermamente vogliamo.<\/p><p>Il Governo ha presentato un progetto con il quale si punisce la ricostituzione del partito fascista. La Commissione, secondo me molto pi\u00f9 opportunamente, visto che nessun partito commetter\u00e0 l\u2019errore, pur essendo fascista, di chiamarsi tale, si \u00e8 accinta ad un\u2019opera attenta e lodevole, per definire che cosa sia il fascismo, e servendosi sostanzialmente dello stesso articolo 17 del Trattato di Pace, ha segnato cos\u00ec i caratteri fondamentali del fascismo: carattere militare o paramilitare dell\u2019organizzazione; mezzi: la esaltazione o l\u2019uso della violenza, fisica o morale, cio\u00e8 o della violenza coercitiva o delle minacce; infine le finalit\u00e0: soppressione od attentato alle libert\u00e0 democratiche. Cos\u00ec facendo il nostro legislatore delinea un\u2019entit\u00e0 delittuosa, che non \u00e8 tale per arbitrio del legislatore, ma che \u00e8 tale per esigenza logica di concetto in ogni regime democratico, che deve bandire necessariamente la violenza antilegalitaria, la violenza diretta ad invalidare la volont\u00e0 popolare consacrata nelle leggi.<\/p><p>Ma, direi di pi\u00f9, \u00e8 un\u2019esigenza di ogni ordinamento giuridico che non pu\u00f2 non condannare la violenza, perch\u00e9 essa \u00e8 proprio l\u2019opposto del diritto. Ogni ordinamento giuridico, sia esso fascista o antifascista, democratico od assolutista, non pu\u00f2 non reprimere la violenza contro le leggi. Infatti, come vi ha dimostrato test\u00e9 l\u2019onorevole Russo Perez, nel Codice penale fascista, trovate tutte le norme necessarie per reprimere, anche <em>ad abundantiam<\/em>, anche esagerando, tutti gli attacchi contro l\u2019ordine costituito. Dunque non \u00e8 una forma di reato nuovo, ma \u00e8 qualche cosa che esiste gi\u00e0 in tutti i codici e scaturisce dall\u2019esigenza, non solo di una costituzione democratica, ma di un qualsiasi ordinamento giuridico.<\/p><p>Su un altro punto voglio richiamare la vostra attenzione, onorevoli colleghi, cio\u00e8 che, posta la legge in esame, i medesimi fatti, le medesime estrinsecazioni di attivit\u00e0 criminosa sono punite in modo diverso a seconda dell\u2019ideologia che li muove, in modo che, se un atto \u00e8 compiuto da chi \u00e8 fascista, \u00e8 punito in un modo; se lo stesso atto \u00e8 compiuto da chi \u00e8 monarchico od ha finalit\u00e0 monarchiche, \u00e8 punito meno gravemente; infine se quell\u2019atto stesso fosse compiuto da chi si prefigga altre finalit\u00e0 politiche \u00e8 punito ancor pi\u00f9 lievemente. Dunque \u00e8 l\u2019ideologia determinante che si colpisce, non l\u2019atto per s\u00e9 stesso. Ora, tutto ci\u00f2 \u00e8 contrario ad ogni principio del diritto penale, ad ogni principio di giustizia, anzi, vi dico: \u00e8 contrario ad una norma costituzionale che abbiamo test\u00e9 creato, l\u2019articolo 3 della nostra Costituzione, nel quale \u00e8 detto che la legge \u00e8 uguale per tutti, quali che siano le idee politiche che si professano. Si parla del sesso, della razza, della lingua, delle opinioni religiose ed anche delle opinioni politiche: nessuna differenza, in ordine all\u2019osservanza delle leggi, pu\u00f2 derivare da opinioni politiche. Qui noi abbiamo, a distanza di quattro mesi dall\u2019approvazione di questa legge fondamentale che abbiamo promesso debba regolare la nostra vita nazionale, una flagrante rivolta contro quello che noi stessi abbiamo fatto. Il che, veramente, mi fa poco sperare per il permanere della libert\u00e0 in Italia, se noi stessi, che abbiamo votato quell\u2019articolo fondamentale della nostra vita costituzionale, immediatamente insorgiamo contro di esso nel modo pi\u00f9 flagrante. Ora io credo che non vi possa essere persona sensata che possa resistere di fronte all\u2019evidenza di questo argomento.<\/p><p>Ma, andiamo pi\u00f9 a fondo nelle cose. Quale potrebbe essere la ragione di un diverso trattamento degli stessi fatti tendenti alle stesse finalit\u00e0? La finalit\u00e0, badate, \u00e8 segnata nell\u2019articolo di legge ed \u00e8 quella di sottrarre al popolo le sue libert\u00e0 democratiche. Sono perci\u00f2 atti identici, tendenti ad un determinato scopo: soppressione delle libert\u00e0 democratiche. Questi atti identici tendenti alle stesse finalit\u00e0 sono puniti in modo diverso, a seconda dell\u2019opinione politica di chi li compie. Ma, quale potrebbe essere, io chiedo, la ragione di questa differenza? La supposizione che un attentato di questo genere alle libert\u00e0 democratiche possa venire soltanto da alcune parti mentre dalle altre non \u00e8 possibile che venga? Ora, non c\u2019\u00e8 nessuno che possa sostenere ci\u00f2, perch\u00e9 tutti quanti sappiamo che l\u2019assolutismo, che \u00e8 il contrario della democrazia, pu\u00f2 essere di qualsiasi parte, pu\u00f2 essere di un monarchico quanto di un repubblicano, perch\u00e9 come vi sono monarchie assolute, non mancano repubbliche assolute, dato che il concetto dell\u2019assolutismo \u00e8 uno solo: riunire nelle stesse mani di un individuo singolo o di un corpo, che pu\u00f2 essere anche tutto quanto il popolo, insieme la potest\u00e0 legislativa e la potest\u00e0 esecutiva, di modo che chi deve applicare la legge \u00e8 quello stesso che se la fa. Allora, quando avviene questo cumulo nelle stesse mani, nello stesso titolare, sia individuo sia corpo sociale, noi abbiamo l\u2019assolutismo. Di tal che l\u2019assolutismo pu\u00f2 essere nelle monarchie come nelle repubbliche. E, difatti, noi assistiamo in questo secolo, come test\u00e9 diceva il collega Benedettini, al fiorire di repubbliche assolutiste. Non vi sono oggi, per quanto io sappia, delle monarchie assolute; ci sono state in altri secoli, ma ci\u00f2 conferma ci\u00f2 che io vi dicevo e cio\u00e8 che l\u2019assolutismo, opposto della democrazia e della libert\u00e0, non \u00e8 proprio dei monarchici o dei fascisti, ma pu\u00f2 essere anche dei repubblicani. La dottrina della violenza fu teorizzata proprio da quella parte (<em>indica la sinistra<\/em>), da Sorel, ed il fascismo la prese in prestito. Ma come il fascismo, sono i legittimi discendenti spirituali di colui che la proclam\u00f2, che largamente la attuano dovunque o tentano dovunque di attuarla.<\/p><p>Dunque, non vi \u00e8 nessuna ragione per fare un trattamento diverso agli autori di quegli atti, a seconda delle opinioni politiche che professano. Noi dobbiamo guardare nella entit\u00e0 sua l\u2019attentato contro le libert\u00e0 democratiche e punirlo egualmente da chiunque esso si compia. Ci\u00f2 che ho dimostrato in rapporto all\u2019articolo 1 della legge proposta, si manifesta ancora pi\u00f9 chiaro in rapporto ad altre ipotesi delittuose previste nel disegno di legge. Si puniscono gli atti diretti od ostacolare od impedire l\u2019esercizio dei diritti civili e politici ed in modo particolare se questi atti sono commessi da fascisti o da monarchici. Perch\u00e9? Quale \u00e8 la ragione? La ragione non \u00e8 che una sola: l\u2019idea politica che determina questi atti.<\/p><p>Financo per la costituzione di bande armate si prevede una diversa pena, solo in quanto le bande armate siano costituite a finalit\u00e0 fasciste o monarchiche, come se l\u2019attentato alla libert\u00e0 non ci fosse egualmente se le bande armate fossero costituite da comunisti o da repubblicani. Non si regge in nessun modo questa legge. Una sola esigenza la Costituente pu\u00f2 e deve prendere in esame: \u2013 cio\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di inasprire le pene contro queste forme delittuose, che potrebbero sorgere dalla situazione in cui viviamo o forse da quello che non infondatamente si dice essere un vizio atavico di alcune regioni di Italia: la rissosit\u00e0 e la faziosit\u00e0.<\/p><p>Il pullulare di queste forme delittuose, che certamente non \u00e8 oggi addebitabile agli orientamenti considerati dal disegno di legge, va naturalmente combattuto. Si possono anche creare, se occorre, delle nuove ipotesi delittuose. Ma le leggi devono essere uguali per tutti. Debbono essere leggi che rispecchino questo principio fondamentale di ogni diritto e del nostro diritto costituzionale in ispecie, perch\u00e9 tutti i cittadini, qualunque sia la loro opinione politica, sono eguali dinanzi alla legge e, prima fra tutte, innanzi alla legge penale.<\/p><p>Per questo io ho presentato un ordine del giorno con il quale chiedo che il progetto sia restituito alla Sottocommissione, perch\u00e9 lo rielabori, alla stregua di queste direttive: di prevedere, se occorre, degli inasprimenti di pena contro le forme violente di faziosit\u00e0, ma degli inasprimenti che debbano valere contro tutti egualmente e che debbano colpire la delinquenza politica da qualunque lato essa provenga, qualunque sia la ideologia che la determina e che mai pu\u00f2 giustificarla. Queste sono le richieste che io faccio alla Costituente e che per l\u2019onore d\u2019Italia mi attendo che la Costituente accetti. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Scalfaro. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCALFARO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, parlo a titolo personale dopo avere cercato di leggere molto attentamente il progetto cos\u00ec come \u00e8 presentato dal Governo e cos\u00ec come \u00e8 elaborato, attraverso uno sforzo degno di molta considerazione e di molte lodi, dalla Commissione e dopo avere soprattutto letto la relazione dell\u2019onorevole Bettiol, che rappresenta un maggiore sforzo per tener ferma una situazione di equilibrio, che mi pare assolutamente indispensabile.<\/p><p>Onorevoli colleghi, \u00e8 vero che l\u2019animo del pi\u00f9 umile dei giuristi, o meglio degli uomini che comunque hanno avuto a che fare con le leggi e con i Codici, pu\u00f2 sentirsi ribellare, quando si ritrovi nelle mani una legge speciale; ma \u00e8 altrettanto vero che \u00e8 facile cadere nell\u2019una o nell\u2019altra delle esagerazioni: \u00e8 facile, da una parte, chiedere una repressione attraverso una legge che varca quelli che sono i limiti della libert\u00e0, ed \u00e8 altrettanto facile rendersi paladini di una libert\u00e0 che talvolta, forse, varca i confini del giusto. \u00c8 facile prendere questa legge in mano e dire che si \u00e8 violata la libert\u00e0 di una schiera di cittadini in questa Patria.<\/p><p>Signori, mi si consenta una dichiarazione personale, ma che credo possa essere accettata da altri colleghi; se, di fronte alle violenze che in questo momento si vanno manifestando, l\u2019animo del cittadino si ribella, quando questi tentativi sorgono da uomini che li hanno gi\u00e0 una volta realizzati, il nostro animo ha diritto di ribellarsi due volte.<\/p><p>Ed io credo che, di fronte a questa situazione, si possa dire che lo sforzo della Commissione sia stato particolarmente saggio, quando all\u2019articolo uno ha sostituito al testo proposto dal Governo una dizione con la quale si \u00e8 cercato di dire quali devono essere, quali possono essere gli elementi che fanno dichiarare fascista, nella sostanza, un partito, prima che nella forma. Perch\u00e9 \u00e8 certo ed evidente che non \u00e8 facile, dopo la situazione politica che il popolo italiano ha vissuto, non \u00e8 facile veder risorgere un partito che si presenti con lo stesso cartellino, con lo stesso biglietto da visita; ma \u00e8 facile si presentino dei movimenti, che ne hanno la sostanza. E quindi dicendosi: \u00abChiunque promuove la ricostituzione del disciolto partito fascista sotto qualunque forma\u00bb si entra gi\u00e0 nella sostanza. Non importa quale sia la denominazione, la forma di questo partito; occorre che esso si distingua \u00abper l\u2019organizzazione militare o paramilitare e per l\u2019esaltazione o l\u2019uso di mezzi violenti di lotta e persegua finalit\u00e0 o metodi propri del disciolto partito fascista, rappresentando un attentato alle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione\u00bb.<\/p><p>Ch\u00e9, se ad un certo momento questo articolo, nominando il disciolto partito fascista, pu\u00f2 dar l\u2019impressione che, partendo da una definizione iniziale, ritorni ancora alle origini, con una evidente petizione di princip\u00ee senza sostanza, dir\u00f2 che questo partito fascista \u00e8 chiaramente identificato in quella finalit\u00e0, in quel tendere, in quell\u2019attentare alle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione.<\/p><p>D\u2019altra parte, mentre il Governo per quanto attiene alla pena aveva presentato l\u2019articolo 1 nella forma: \u00ab\u00e8 punito con la reclusione da dieci a venti anni\u00bb, la Commissione ha fatto molto bene a sostituire le seguenti parole: \u00abChiunque vi aderisce \u00e8 punito con la reclusione sino a tre anni\u00bb.<\/p><p>Perch\u00e9, a me, personalmente, non fanno mai paura le pene che arrivano, nel massimo, anche a forme molto rigide; ma fanno molta paura quelle che fissano in modo drastico i minimi. Abbiamo avuto una legge sul collaborazionismo, la quale sar\u00e0 stata bene o male applicata (non \u00e8 questa la sede per discuterne), ma comunque presentava il gravissimo difetto di essere basata sull\u2019implicito presupposto che fosse possibile, che fosse esatto inquadrare tutte le forme verificatesi di collaborazionismo nei due aspetti del collaborazionismo militare e del collaborazionismo politico.<\/p><p>Ma soprattutto, quello che era pi\u00f9 grave, quello che ha assunto un aspetto veramente tragico e illogico insieme, era il minimo di reclusione fissato in anni dieci ai sensi dell\u2019articolo 58 del Codice penale militare di guerra. Onorevoli colleghi, io mi baso sulla mia modesta esperienza personale; mi baso, in modo particolare, su quello che ho visto pi\u00f9 volte accadere presso le Corti di assise speciali. Sovente si scendeva molto al di sotto di questo minimo, ma non sempre ci\u00f2 accadeva perch\u00e9 vi fossero gli estremi per l\u2019applicazione di tutte le previste attenuanti; molte volte anzi esse non si potevano, almeno in parte, ravvisare o per ragioni giuridiche erano inapplicabili; ma c\u2019erano gli stessi giudici popolari i quali si trovavano a dover dirimere un grave conflitto di coscienza, in quanto sentivano l\u2019esigenza di infliggere una pena che fosse consona alla infrazione dei diritti, a quello che concretamente aveva potuto essere l\u2019attentato, la violazione delle altrui libert\u00e0.<\/p><p>Onorevoli colleghi! Ci\u00f2 \u00e8 veramente grave, molto grave. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Noi non dobbiamo creare delle vittime; noi non dobbiamo soprattutto creare dei movimenti, i quali appoggino le vittime, che le vittime rendano eroi. Signori! Le vittime sono persone che recano il loro fardello di sofferenza e di dolore, sempre che gli intenti che le hanno condotte alla lotta siano stati puri. L\u2019eroe \u00e8 colui il quale ha saputo innalzare le proprie virt\u00f9 ad un grado eccelso: ma non \u00e8 lecito creare vittime con una legge ingiusta o per la falsa applicazione di legge.<\/p><p>Non si deve gi\u00e0 attendere di ravvisare le forme gravissime degli attentati ad una libert\u00e0 o ai princip\u00ee democratici per applicare queste pene di 20 e di 30 anni. Se si vogliono veramente difendere gli istituti democratici, a noi corre l\u2019obbligo di reagire immediatamente anche alle piccole forme di violazione di questi istituti. \u00c8 pertanto sotto questo riguardo che io vi invito a considerare la gravit\u00e0 che assume questo problema della determinazione dei minimi di pena.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2. Esso reca: \u00abChiunque svolge attivit\u00e0 fascista o attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico, impedendo od ostacolando con atti di violenza o di minaccia l\u2019esercizio dei diritti civili o politici dei cittadini, \u00e8 punito, qualora il fatto non costituisca reato pi\u00f9 grave, con la reclusione da tre a dieci anni\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io non sono favorevole a questo articolo.<\/p><p>Vi invito a considerare che l\u2019articolo 254 del Codice penale ci ripete quella medesima ipotesi. Non ne vedo la ragione quindi, dato che, come a me pare, i presentatori di questo disegno \u2013 Governo e Commissione \u2013 si sono solo proposti di risolvere un quesito: quello inerente alla pena, prevedendo, per questa ipotesi, la reclusione fino a dieci anni; e proprio per questo che io non vedo la necessit\u00e0 di distinguere, rimanendo questa un\u2019ipotesi, un concretarsi dell\u2019ipotesi prevista dall\u2019articolo 294; e mi permetter\u00f2 di chiederne quindi la soppressione.<\/p><p>N\u00e9, d\u2019altra parte, mi pare si sia posta comunque, una limitazione a quelle che sono le libert\u00e0 di propaganda, libert\u00e0 di costituirsi in partito di coloro che hanno un pensiero monarchico. La limitazione si \u00e8 posta quando si \u00e8 visto, quando si pu\u00f2 intravvedere che questo pensiero cerchi una strada di violenza per il ritorno della monarchia.<\/p><p>Quindi ci\u00f2 che preoccupa il legislatore \u00e8 la violenza, il mezzo di violenza. E non \u00e8 possibile di fronte a questo che io non cerchi \u2013 pu\u00f2 darsi che ne lo interpreti male \u2013 di mettermi nello stato d\u2019animo di coloro che credono di essere calpestati nei loro diritti&#8230; perch\u00e9 effettivamente si deve essere contro ogni forma di violenza. Questa \u00e8 una delle forme di violenza che per\u00f2, non si pu\u00f2 negare, desta una particolare preoccupazione nel legislatore di oggi, per una situazione storica e politica in cui questo popolo \u00e8 vissuto, situazione della quale si preoccupa che possa determinarsi un ritorno che avrebbe carattere di recidivit\u00e0. E il Codice, sempre, di fronte ai recidivi ha una punizione maggiore; e i princip\u00ee del diritto ci hanno sempre insegnato che, quando una prima reazione ad una situazione giuridica illecita non ha sortito l\u2019effetto desiderato, \u00e8 necessario che su una perfetta linea di assoluta legalit\u00e0, si trovi un sistema per impedire comunque, che dopo dei primi passi nel campo dell\u2019illiceit\u00e0, se ne possano compiere altri peggiori. E allora \u00e8 giusto, saggio, indispensabile che il legislatore se ne preoccupi.<\/p><p>Inoltre, nell\u2019articolo 4 si diceva: \u00abnella ipotesi di concorso nel delitto preveduto nell\u2019articolo 3 con alcuno dei delitti preveduti negli articoli 1 e 2, quando si tratta di fatti che per la loro gravit\u00e0 sono tali da potere provocare o alimentare la guerra civile, i promotori o i capi possono essere puniti con le pene comminate dall\u2019articolo 2 del decreto legislativo 27 luglio 1944, n. 159\u00bb. Se non erro, si parla della pena capitale. Pena capitale, contro la quale ogni settore di questa Assemblea, in nome di un principio di civilt\u00e0 e di umanit\u00e0 che ci accomuna, si \u00e8 ribellato in sede di Costituzione. Pena, quindi, che non pu\u00f2 tornare, come \u00e8 evidente non potr\u00e0 tornare, se l\u2019Assemblea vorr\u00e0 accettare l\u2019emendamento a modifica portato dalla Commissione, dove si parla della pena dell\u2019ergastolo.<\/p><p>\u00c8 inutile aggiungere altro a queste frasi, perch\u00e9 io penso che quella decisione, che fu proprio presa in sede di Costituzione, non possa essere comunque, anche negli animi che per aver sofferto nel passato sentono una particolare reazione di fronte ai movimenti chiamati neo-fascisti, revocata: cio\u00e8 che si giunga nuovamente ad approvare, a sanzionare la pena di morte in una legge che esce dal supremo consesso legislativo del popolo italiano. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, ognuno di loro ha delle esperienze pi\u00f9 o meno tragiche in materia, per aver visto o aver sentito raccontare. I magistrati si sono trovati di fronte a queste situazioni per loro dovere e hanno visto gli uomini cadere sotto la fucileria a seguito di una tremenda sentenza; forse uomini che hanno meritato anche di peggio (se fosse possibile cos\u00ec esprimersi); ma quando si vedono uomini che cadono per una condanna a morte, immediatamente si sente l\u2019eco della sofferenza dei figli, di coloro che gli sono d\u2019attorno, che hanno \u00abdiritto\u00bb \u2013 si comprenda questa espressione \u2013 di protestare sempre, quando qualche persona cara viene strappata loro in questo modo; e ne hanno diritto in nome di una reazione familiare, spontanea, istintiva, contro la quale non si pu\u00f2 certo reagire, che pone le prime basi di quella situazione di eroismo e di vittime, della quale ho parlato in precedenza.<\/p><p>Noi, gi\u00e0 in questa situazione storica, portiamo il peso di qualche situazione di questo genere, in una localit\u00e0 od in un\u2019altra; sentiamo quanto abbia pesato di pi\u00f9 una condanna a morte, una esecuzione, pi\u00f9 di quanto non avrebbero pesato uno, dieci, venti anni di carcere.<\/p><p>D\u2019altra parte, per coloro che hanno tragica esperienza del carcere, per averlo sofferto, e per coloro che ogni giorno di accostano a queste sofferenze, si sa quale peso grave, quale tragedia sia la vita del carcere, specie quando si pensi che questo carcere si chiama ergastolo.<\/p><p>Se io \u2013 che pur nella mia vita di magistrato sono stato accusato di avere la manica pi\u00f9 larga della mia toga, e non me ne pento \u2013 se io, dicevo, dovessi esprimere il mio pensiero, direi che il popolo italiano, trascinato da questa sua prevalenza di passionalit\u00e0 e di sentimenti, \u00e8 portato oggi a uccidere e domani a glorificare; bisogna portarlo sulla strada dell\u2019equilibrio che sola si identifica con quella della giustizia.<\/p><p>E d\u2019altra parte, se un altro torto abbiamo (e non mi riferisco n\u00e9 all\u2019ultima n\u00e9 ad altre amnistie) si \u00e8 che il popolo italiano nutre d\u2019un tratto un desiderio di perdono, portato a volte nel subcosciente; ad un certo punto, un legislatore o un Governo o un capo di Stato, che al provvedimento d\u00e0nno vita in nome di quel desiderio, con un perdono universale sistemano una infinit\u00e0 di situazioni che non sono giuridicamente sistemabili, e poi&#8230; se ne pentono. Siamo pi\u00f9 equilibrati, siamo pi\u00f9 giusti nel segnare le vie della giustizia, e non camminiamo buttandoci da un lato all\u2019altro della strada, cercando a volte una giustizia che sa di rappresaglia, a volte un perdono indiscriminato! Perdono indiscriminato che, se pu\u00f2 sempre essere grande quando viene dall\u2019individuo che solo \u00e8 stato offeso, non pu\u00f2 esserlo se viene da un gruppo di individui che vogliono perdonare in nome dell\u2019offeso o della societ\u00e0 che l\u2019offesa ha dovuto sopportare. Pi\u00f9 equilibrio nel fare le leggi&#8230; e meno amnistie!<\/p><p>E allora, prima di concludere, un\u2019ultima proposta.<\/p><p>Articolo 8: \u00abPer i delitti preveduti negli articoli precedenti si procede con l\u2019istruzione sommaria e, quando \u00e8 possibile, con giudizio direttissimo\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, risparmiate ancora una volta l\u2019ingiustizia dell\u2019obbligatoriet\u00e0 di istruzioni sommarie e di giudizi per direttissima!<\/p><p>\u00c8 vero, c\u2019\u00e8 un desiderio, c\u2019\u00e8 un anelito che \u00e8 l\u2019anelito della parte sana del popolo italiano e che \u00e8 anelito di legalit\u00e0, di reazione alla violenza e che si sente per esempio in queste giornate, quando, nelle interrogazioni che si rivolgono al Governo e che riguardano violenze di sinistra, o tentativi di neofascismo, si conclude sempre con questa domanda: se sono stati arrestati, se sono stati puniti i responsabili.<\/p><p>\u00c8 vero quindi che vi \u00e8 un desiderio legittimo che la giustizia si attui nel tempo pi\u00f9 rapido possibile. \u00c8 dunque doveroso che questo desiderio trovi attuazione, attraverso la strada giusta che conduce alla giustizia; ma \u00e8 altrettanto vero che si pu\u00f2 essere sodisfatti quando il colpevole venga arrestato e che non si pu\u00f2 pretendere che, perch\u00e9 vi sia subito una condanna che sodisfi l\u2019opinione pubblica (che pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno giusta o errata), vi sia subito un giudizio. Ed \u00e8 altrettanto vero (e gli onorevoli colleghi che sono avvocati lo sanno) che non c\u2019\u00e8 nulla di meglio di una istruttoria sommaria e di un giudizio direttissimo per legittimare sempre i rinvii e per ottenere che il magistrato non vi si possa opporre; per cui questa istruttoria sommaria e questo giudizio direttissimo si riducono esclusivamente ad una affermazione scritta, ma raramente attuata.<\/p><p>E perci\u00f2, diciamo di non aver fretta. Diciamo piuttosto, che si potr\u00e0 cercare, attraverso tutti i mezzi di cui questa Assemblea potr\u00e0 servirsi in regime democratico, di sollecitare, di spingere, di muovere perch\u00e9 una istruttoria abbia il tempo, tutto il tempo. Facciamo s\u00ec che il magistrato abbia tutto il tempo che gli pu\u00f2 servire perch\u00e9 tutti gli atti si compiano, perch\u00e9 si veda fino in fondo quale \u00e8 la verit\u00e0 delle cose, poich\u00e9 io penso che questa legge, come qualsiasi altra, si deve porre un problema che \u00e8 un problema di ricerca di verit\u00e0 e quindi un problema di giustizia, la quale giustizia non pu\u00f2 mai conquistarsi attraverso una coartazione, attraverso una fretta non motivata, attraverso una istruttoria che risalga sempre necessariamente al dibattimento. E loro sanno che cosa siano le istruttorie dibattimentali; sanno che cosa significhi una documentazione di attivit\u00e0 partigiana presentata in udienza o che cosa vogliano dire tanti interrogativi che si pongono all\u2019ultimo momento i quali sono, quanto meno, atti a legittimare un rinvio che non sarebbe mai onestamente giustificato. Ed allora, in nome della sincerit\u00e0 e della onest\u00e0, diciamo che si useranno per queste ipotesi di reato quelle forme di procedura che esistono per tutti gli altri reati di cui al Codice penale.<\/p><p>Non ho altro da aggiungere. Vorrei per\u00f2 sottolineare un riflesso politico della questione in esame: vorrei richiamare l\u2019attenzione (anche se non ho l\u2019autorit\u00e0 e non posso averla) degli onorevoli colleghi di una parte e dell\u2019altra: di chi protesta dicendo che questa legge \u00e8 troppo tenue e farebbe fra l\u2019altro un giuoco impolitico sopravvalutando quelli che possono essere i movimenti neofascisti e facendo di tutto perch\u00e9 vengano potenziati dall\u2019esterno, aiutandoli, in ogni modo, perch\u00e9 si rinforzino e, dall\u2019eccessivo attacco, prendano maggior forza, maggior importanza.<\/p><p>Vorrei dire a quei colleghi della destra \u2013 che pure dotati di grande saggezza, hanno elevato eccessiva protesta \u2013 vorrei dire che s\u00e9 in apparenza, nella forma, la loro protesta pu\u00f2 parere legittimata, \u00e8 giusto e saggio che noi ci fermiamo alla sostanza.<\/p><p>Si pu\u00f2 dire: ma potrebbe bastare il Codice penale. Si pu\u00f2 e si deve rispondere ancora una volta che vi \u00e8 una situazione storico-politica alla quale non ci si pu\u00f2 sottrarre e che deve essere tenuta presente.<\/p><p>Se c\u2019\u00e8 una materia che non pu\u00f2 non conoscere la situazione storica in cui si vive, questa materia \u00e8 quella del Codice penale, che \u00e8 la materia pi\u00f9 carica delle sofferenze della umanit\u00e0, che sintetizza tutte le passioni, tutte le tribolazioni dell\u2019uomo e degli uomini. \u00c8 giusto quindi a un certo momento che noi teniamo anche chiaramente dinanzi questa situazione storico-politica; ch\u00e9 se si dovesse pensare a una difesa ad oltranza di certi princip\u00ee e si credesse, stracciando questa legge, che questi princip\u00ee siano salvi, si potrebbe allora \u2013 \u00e8 questo non ha niente a che fare col diritto, ma ha a che fare con la politica \u2013 trovarci di fronte ad altra pi\u00f9 grave reazione, cio\u00e8 il voler difendere ci\u00f2 che non \u00e8 difendibile, potrebbe determinare la soppressione di quei valori che non sono mai sopprimibili.<\/p><p>Io ancora credo \u2013 e non penso che il mio credo si poggi su una falsa argomentazione, su un falso ragionamento \u2013 io credo, profondamente credo, ancora che questa legge, cos\u00ec come \u00e8 stata presentata dalla saggezza della Commissione \u2013 mi si lasci dire \u2013 dalla saggezza dell\u2019onorevole Bettiol, risponda insieme a questo anelito di giustizia e di libert\u00e0.<\/p><p>Io spero allora che ciascuno di noi voglia fermarsi ad una valutazione il pi\u00f9 possibile serena ed il pi\u00f9 possibile oggettiva, non ponendosi a difendere la libert\u00e0 quando in sostanza non sia pi\u00f9 libert\u00e0, non ponendosi a schiacciare nell\u2019individuo che ieri ha sbagliato la libert\u00e0 del cittadino di oggi. Vorrei cio\u00e8 che il voto favorevole alla legge cos\u00ec come \u00e8 stata presentata dalla Commissione ed eventualmente anche pi\u00f9 saggiamente migliorata, concilii insieme questi due aneliti e sia una nuova affermazione che questa Assemblea ha degli uomini che comunque \u00abosano\u00bb ancora oggi, anche di fronte a una vita quotidiana di turbamenti, di pericoli, di attacchi, porre un\u2019altra pietra perch\u00e9 si continui a credere nella libert\u00e0 e nella giustizia. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Crispo. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Onorevoli colleghi, non deve recare sorpresa che si proponga alla nostra approvazione una legge straordinaria per la difesa della Repubblica. Ogni rivoluzione, sia pure avvenuta legalmente, diviene conservatrice delle posizioni raggiunte. Nella frattura fra un mondo che cade ed un mondo che sorge, questo ritiene necessario ed urgente consolidarsi sulle rovine dell\u2019altro. Alfonso Karr ha scritto che i rossi sono i bianchi in cammino, ed i bianchi sono i rossi arrivati. Nessuna meraviglia, adunque, che il regime repubblicano cerchi, a modo suo, di difendere la Repubblica. Pertanto, io intendo soltanto esaminare le disposizioni della legge, in rapporto agli emendamenti da me presentati, sembrandomi che esse, sia nel progetto ministeriale, sia nel progetto della Commissione, non rispondano alla finalit\u00e0 che la legge vorrebbe raggiungere, e, soprattutto, alle esigenze della repressione.<\/p><p>Rilevo, innanzitutto, che l\u2019articolo 1, contemplando l\u2019ipotesi della ricostituzione del disciolto partito fascista, esige due estremi i quali, a mio avviso, potranno difficilmente realizzarsi, per modo che la norma, cos\u00ec com\u2019\u00e8, nel testo del progetto ministeriale e nel testo della Commissione, nella maggior parte dei casi, non potr\u00e0 essere applicata.<\/p><p>L\u2019articolo 1 esige, difatti, il concorso di una organizzazione militare o paramilitare del partito e la esaltazione o l\u2019uso di mezzi violenti di lotta per raggiungere finalit\u00e0 o metodi, propri del disciolto partito fascista.<\/p><p>Organizzazione militare o paramilitare. Quale significato ha questa espressione? E come si potr\u00e0, nell\u2019organizzazione di un partito, identificare un\u2019associazione, militarmente disciplinata, che obbedisca alle esigenze di una compagine simile ad una caserma, ed attinga le norme della propria condotta in quelle proprie della condotta del soldato?<\/p><p>Seconda osservazione: questa organizzazione militare o paramilitare deve concorrere o con l\u2019esaltazione della violenza, come mezzo di lotta, o con l\u2019uso della violenza stessa, per raggiungere le finalit\u00e0 proprie del partito fascista.<\/p><p>Non vi pare che siamo nel vago, nell\u2019indeterminato, sicch\u00e9 la norma lascia evidentemente un largo margine di arbitrio all\u2019interpretazione del giudice? E, d\u2019altra parte, come si pu\u00f2 affermare che tutte le finalit\u00e0 del partito fascista siano attentati alle libert\u00e0 democratiche, e come sar\u00e0 possibile identificare queste finalit\u00e0 proprie del regime fascista, nel caso di associazioni o partiti che cercheranno evidentemente di dissimulare le proprie tendenze e il proprio programma?<\/p><p>Io penso, adunque, che la norma penale debba configurare una fattispecie concreta, sui cui estremi oggettivi non possano sorgere contestazioni, in modo che il giudice non sia arbitro della propria interpretazione. Egli deve essere, invece, vincolato alla disposizione della legge ed allo spirito di essa.<\/p><p>Ritengo, inoltre, che la norma non debba essere circoscritta al partito fascista, nella sua particolare espressione storica di una dittatura, ma a qualunque forma di dispotismo o di dittatura, che sia finalit\u00e0 di associazioni o di partiti.<\/p><p>Ritengo, pertanto, che l\u2019emendamento da noi presentato risponda a tale esigenza, tenendo anche conto, in rapporto alla ipotesi delittuosa configurata, degli articoli 47 e 50 del progetto di Costituzione. L\u2019emendamento che riassume e contiene anche l\u2019articolo 1-<em>bis<\/em>; che contempla, cio\u00e8, l\u2019attivit\u00e0 fascista e la attivit\u00e0 intesa, con mezzi violenti, alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico suona cos\u00ec: \u00abChiunque promuova la ricostituzione del disciolto partito fascista ovvero associazioni o partiti col fine di mutare la Costituzione della Repubblica o la forma del Governo costituzionale parlamentare o di sopprimere o menomare le libert\u00e0 e i diritti garantiti dalla Costituzione, con mezzi violenti o, comunque, non consentiti dall\u2019ordinamento costituzionale, \u00e8 punito, ecc.\u00bb. \u00abChiunque vi partecipa \u00e8 punito, ecc.\u00bb.<\/p><p>Prima di occuparmi della prima parte dell\u2019emendamento, richiamo la vostra attenzione sul capoverso. Sia nel progetto ministeriale, sia in quello della Commissione si contempla il caso di chi \u00abaderisce\u00bb alle associazioni o partiti di cui alla prima parte dell\u2019articolo 1.<\/p><p>Io ritengo impropria la espressione: \u00abvi aderisce\u00bb. L\u2019adesione pu\u00f2 essere soltanto adesione di pensiero, adesione ideale, o espressione d\u2019un apprezzamento o d\u2019un giudizio. Evidentemente, lo spirito della norma \u00e8 ben altro. La norma \u00e8 intesa a reprimere la partecipazione, epper\u00f2 occorre configurare come ipotesi punibile il fatto di chi partecipa.<\/p><p>A mio avviso, l\u2019emendamento ha gli estremi inconfondibili di una fattispecie concreta, che non si presterebbe ad alcuna interpretazione arbitraria.<\/p><p>Osservo, intanto, al collega Russo Perez che, se \u00e8 vero che questa legge eccezionale, in buona sostanza, riproduce alcune disposizioni del Codice penale vigente, \u00e8 vero, per altro, che l\u2019articolo 283 di esso contempla l\u2019attentato alla costituzione dello Stato fascista e alla forma del Governo fascista, ad istituti ed organi, cio\u00e8, che costituiscono la pi\u00f9 evidente violazione delle libert\u00e0 democratiche e che tale violazione s\u2019intende ora reprimere.<\/p><p>Come ho rilevato, il mio emendamento vuole anche ricondursi agli articoli 47 e 50 del progetto di Costituzione.<\/p><p>L\u2019articolo 47 stabilisce:<\/p><p>\u00abTutti i cittadini hanno diritto di organizzarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale\u00bb.<\/p><p>Ora la norma penale vuole precisamente reprimere quelle organizzazioni che, in contrasto con l\u2019articolo 47, sono intese a violare le libert\u00e0 democratiche. \u00c8 questa la prima parte dell\u2019emendamento.<\/p><p>L\u2019articolo 50 dice: \u00abOgni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi\u00bb. Di qui, la norma con cui si tende a reprimere quelle organizzazioni le quali si propongano di mutare la costituzione dello Stato o la forma di Governo costituzionale parlamentare.<\/p><p>Passando all\u2019articolo 2, esso stabilisce: \u00abChiunque svolge attivit\u00e0 fascista o attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico, impedendo od ostacolando con atti di violenza o di minaccia l\u2019esercizio dei diritti civili o politici dei cittadini, \u00e8 punito, qualora, ecc.\u00bb. \u00c8 stato osservato da alcuni che questo articolo 2 non \u00e8 che la riproduzione dell\u2019articolo 294 del nostro Codice penale vigente. Osservo, innanzi tutto, che il rilievo non \u00e8 esatto, perch\u00e9 l\u2019articolo 294 contempla solo il fatto di chi \u00abimpedisce od ostacola l\u2019esercizio di un diritto politico\u00bb, non anche \u00abl\u2019esercizio dei diritti civili\u00bb, come specificamente \u00e8 detto nell\u2019articolo 2.<\/p><p>Vi \u00e8 poi un\u2019altra osservazione da ricordare, quella contenuta nella relazione dell\u2019onorevole Bettiol, che, cio\u00e8, il fatto preveduto nell\u2019articolo 2 non \u00e8 soltanto quello di chi impedisce l\u2019esercizio dei diritti politici e civili, ma di chi lo impedisce in relazione con l\u2019esercizio di attivit\u00e0 fascista, o di attivit\u00e0 diretta alla restaurazione violenta dell\u2019istituto monarchico. Pertanto nella norma non si configura l\u2019ostacolo o l\u2019impedimento all\u2019esercizio di diritti civili o politici in se stesso considerato, ma l\u2019ostacolo o l\u2019impedimento che si verificano come esplicazione di attivit\u00e0 fascista o di attivit\u00e0 violenta, diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. Anche qui, con l\u2019emendamento da me presentato, io mi sono proposto di rendere pi\u00f9 precisa la norma. Difatti nell\u2019articolo 2 si dice: \u00abChiunque svolge attivit\u00e0 fascista o attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico, impedendo od ostacolando, ecc.\u00bb. Alla stregua di tale disposizione, l\u2019attivit\u00e0 fascista e l\u2019attivit\u00e0 violenta, intesa alla restaurazione della monarchia si identificano col mezzo, vale a dire consistono soltanto nell\u2019impedire ed ostacolare.<\/p><p>Non \u00e8 possibile altra interpretazione. Epper\u00f2, io propongo di modificare la norma nel modo seguente: \u00abChiunque, svolgendo attivit\u00e0 fascista o attivit\u00e0 determinata dal fine di restaurare l\u2019istituto monarchico, ecc.\u00bb. Quindi, l\u00e0 dove si dice: \u00abChiunque svolge attivit\u00e0 fascista o attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico, impedendo o ostacolando, ecc.\u00bb, io proporrei di dire: \u00abChiunque svolgendo attivit\u00e0 fascista, ecc. impedisce od ostacola, ecc.\u00bb.<\/p><p>Seconda osservazione. Qui a mio avviso, occorre configurare il tentativo come reato per s\u00e9 stante, allo stesso modo in cui si configura l\u2019attentato contro la Costituzione dello Stato o contro la forma di Governo. Vero \u00e8 che, in queste ultime ipotesi, non si pu\u00f2 tener conto dell\u2019evento, essendo evidente che, ove l\u2019evento si verificasse, nessuna repressione sarebbe possibile per il prevalere delle correnti che concorsero a mutare la Costituzione o la forma di Governo.<\/p><p>Dunque tipica figura di attentato, reato cio\u00e8 di mero pericolo.<\/p><p>Ma anche per il reato preveduto nell\u2019articolo 2, che non ha il carattere suddetto, perch\u00e9 si tratta di ostacolo o di impedimento all\u2019esercizio dei diritti civili e politici, io penso che la norma debba essere sdoppiata in due ipotesi: la prima che prevede il tentativo, configurandolo come reato autonomo; la seconda che, prevedendo l\u2019evento, commina un aumento di pena, giusta l\u2019emendamento da me presentato.<\/p><p>Per altro, l\u2019articolo 2 non prevede la ipotesi di chi, non impedendo od ostacolando, istiga, per\u00f2, con violenza o con minaccia, taluno ad esercitare i propri diritti in senso difforme dalla sua volont\u00e0.<\/p><p>Mi sembrerebbe, adunque, opportuno contemplare questa ipotesi, giusta l\u2019emendamento da me presentato.<\/p><p>Finalmente, configurandosi nell\u2019emendamento il reato come attentato, configurandosi cio\u00e8 il tentativo come reato autonomo, si stabilisce nell\u2019emendamento stesso che \u00abla pena \u00e8 aumentata se si verifica l\u2019evento, ecc.\u00bb; e che \u00abla pena \u00e8 aumentata se concorrono le circostanze aggravanti prevedute dall\u2019articolo 339 del Codice penale\u00bb.<\/p><p>Quanto all\u2019articolo 4, io ne propongo la soppressione.<\/p><p>L\u2019articolo 4 prevede l\u2019ipotesi del concorso dei reati preveduti negli articoli 1 e 1<em>-bis<\/em> con quello preveduto nell\u2019articolo 3, della formazione, cio\u00e8, di bande armate, organizzate per i fini indicati negli articoli 1 e 1<em>-bis<\/em>.<\/p><p>Nel caso di tale concorso, quando si tratta di fatti che, per la loro gravit\u00e0, sono tali da poter provocare o alimentare la guerra civile, i promotori o i capi possono essere puniti con la reclusione non inferiore ad anni ventuno, e, nei casi pi\u00f9 gravi, con la pena dell\u2019ergastolo. Ora, la figura del promotore o del capo \u00e8 gi\u00e0 contemplata, tanto negli articoli 1 e 1<em>-bis<\/em>, quanto nell\u2019articolo 3 in rapporto alla pena, epper\u00f2 non pu\u00f2 essere in funzione di aumento di pena nel caso di concorso dei reati suddetti. Vero \u00e8 che si considera l\u2019ipotesi di \u00abfatti che, per la loro gravit\u00e0, possono provocare la guerra civile\u00bb; ma, per verit\u00e0, non si riesce a comprendere a quali fatti intende riferirsi la norma, se la formazione di bande armate in rapporto all\u2019attivit\u00e0 di cui agli articoli 1 e 1<em>-bis <\/em>ha insito in s\u00e9 sempre il pericolo della guerra civile.<\/p><p>\u00c8 da osservare, inoltre, che, dato il cumulo aritmetico delle pene, nel caso di concorso di reati, e, tenuto conto del massimo di pena, stabilito per i reati di cui all\u2019articolo 3 e per quelli di cui agli articoli 1 e 1<em>-bis<\/em>, non v\u2019\u00e8 alcun bisogno di esasperare una sanzione che innegabilmente risponde alle esigenze di una rigorosa repressione. Potrebbe, anzi, aversi, dato il testo delle disposizioni sopra ricordate, l\u2019applicazione d\u2019una pena minore nel caso contemplato dall\u2019articolo 4 in rapporto a quella che potrebbe applicarsi a norma degli articoli 1, 1<em>-bis<\/em> e 3 della legge.<\/p><p>Per tali ragioni propongo la soppressione dell\u2019articolo 4.<\/p><p>Un\u2019ultima osservazione devo fare sull\u2019articolo 3. Qui si prevede il caso di chi promuove, dirige e sovvenziona una banda armata.<\/p><p>Il primo quesito, che pu\u00f2 presentarsi al giudice, \u00e8 questo: che cosa \u00e8 una banda armata, o, per essere pi\u00f9 precisi, quando si pu\u00f2 dire costituita una banda armata in rapporto al numero delle persone che la compongono ?<\/p><p>Ora, non si pu\u00f2 lasciare all\u2019arbitrio dell\u2019interprete la determinazione del numero necessario o sufficiente per costituire una banda armata.<\/p><p>Inoltre, quando ci si riferisce ad una banda armata, noi ricorriamo immediatamente al concetto di una organizzazione, perch\u00e9, per esempio, una folla in tumulto, o un raggruppamento di persone armate, non potrebbero essere considerati, anche nello scoppio di passioni di parte, come una banda armata.<\/p><p>La banda suppone adunque un\u2019organizzazione ed una disciplina, ond\u2019\u00e8 che occorrerebbe, a mio avviso, precisare questo concetto, e stabilire il numero delle persone occorrente a costituire la banda armata.<\/p><p>Cos\u00ec, per esempio, quando si configura l\u2019associazione a delinquere, non si dice \u00abassociazione a delinquere\u00bb, ma si precisano gli estremi per i quali si ha il delitto di associazione a delinquere: uno di tali estremi \u00e8 precisamente costituito dal numero delle persone organizzate e vincolate insieme da un comune programma delittuoso.<\/p><p>Nel mio emendamento, pertanto, io propongo di stabilire che la banda armata, per considerarsi tale, deve essere composta di tre o pi\u00f9 persone.<\/p><p>Debbo fare un\u2019ultima osservazione. Qui si considerano le ipotesi del promuovere, del dirigere e del sovvenzionare: non si prevede il caso di chi costituisce la banda armata, ipotesi evidentemente diversa, perch\u00e9 chi costituisce la banda pu\u00f2 essere persona diversa da quella del capo, o da colui che promuove o sovvenziona.<\/p><p>Occorrerebbe quindi, a mio avviso, dire: \u201cchiunque promuove, forma, dirige o sovvenziona, ecc.\u00bb.<\/p><p>Finalmente, con il mio emendamento, faccio un\u2019altra proposta, quella di sostituire alle parole \u00abal fine di svolgere alcuna delle attivit\u00e0 prevedute negli articoli precedenti\u00bb le parole \u00abper uno dei fini indicati negli articoli precedenti\u00bb, perch\u00e9 i fini qualificano le attivit\u00e0, e ne individuano la direzione.<\/p><p>Io propongo, pertanto, che si dica: \u00abchiunque, per i fini preveduti negli articoli precedenti, ecc.\u00bb.<\/p><p>Manca, infine, una norma, la quale determini nel tempo la durata della legge, e questa norma mi sembra indispensabile in una legge eccezionale, che vuole rispondere ad esigenze eccezionali.<\/p><p>Sono queste le modeste osservazioni, delle quali confido che l\u2019Assemblea vorr\u00e0 tener conto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Marchesi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARCHESI. Mi limiter\u00f2 a brevissime considerazioni, onorevoli colleghi. Io ho potuto questa mattina ammirare la sensibilit\u00e0 politica che si \u00e8 manifestata su quei banchi di destra, dove una volta sedevano cos\u00ec accesi fautori delle leggi eccezionali: segno dell\u2019evoluzione dei tempi. Ed io non posso se non augurarmi che questo spirito cos\u00ec propizio alle pubbliche libert\u00e0 continui ad alitare su quei banchi, anche se, un giorno o l\u2019altro, venga in mente a qualcuno di invocare procedimenti eccezionali contro partiti che fascisti non siano. Siamo d\u2019accordo: una legislazione ordinaria dovrebbe essere sufficiente ad un Governo democraticamente costituito, per difendere se stesso e per provvedere alla tutela dei diritti dei cittadini; ma qui si tratta di un partito fascista, del partito fascista, di quel partito che ha operato la vergogna e la rovina d\u2019Italia dal 1919 al 1943; di un partito ben determinato, ben distinto, coi suoi programmi, con i suoi metodi, con le sue autorit\u00e0, con le sue gerarchie, coi suoi misfatti continuati; di un partito, che, come amava dire il suo capo, con una parola cara a lui, ma che non dovrebbe essere cara a noi, di un partito, che \u00e8 veramente inconfondibile, perch\u00e9 non si pu\u00f2 confondere con nessun altro dei partiti consentiti dalla convivenza civile degli uomini.<\/p><p>Non ho altro da dire; soltanto vorrei assicurarvi, se la nostra parola pu\u00f2 meritare credito presso di voi, che, se si trattasse di una legge limitatrice delle libert\u00e0 di tutti i cittadini noi saremmo d\u2019accordo con voi nel chiederne il rigetto. Ma con questo disegno di legge presentato dal Governo non si mantiene soltanto fede a quegli impegni internazionali che ho sentito rievocare oggi da uno dei colleghi di destra; non si offende nessun diritto dei cittadini; soltanto si difende la libert\u00e0 di tutti contro la vergogna fascista. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. Onorevoli colleghi, io avevo promesso all\u2019onorevole Condorelli, parlando su un argomento analogo a quello sul quale si sta discutendo, che avrei fatta larga documentazione di tutte le leggi eccezionali della monarchia, di tutti i fattacci che possiamo rimproverare al cessato regime monarchico; dissi anche una frase che fece impressione all\u2019amico Condorelli: che lo avrei affogato.<\/p><p>Ho preso la parola per dichiarare, che l\u2019affogamento lo potr\u00f2 fare in un\u2019altra sede (<em>Ilarit\u00e0<\/em>), perch\u00e9 non voglio affannare l\u2019Assemblea.<\/p><p>Credo di dover aggiungere che l\u2019onorevole Condorelli non deve ritenere che io non abbia il materiale per la mia offensiva, e che la mia sia una specie di ritirata. In altra occasione potr\u00f2 eseguire il poetico disegno di vedere il nostro collega sotto una mole tremenda di documentazioni delle ribalderie della cessata monarchia.<\/p><p>Colgo poi l\u2019occasione per dichiarare ancora una volta che non voter\u00f2 a favore di questa legge. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Ho chiesto di parlare per dichiarare a nome mio e dei miei amici, che non voter\u00f2 per questo disegno di legge; prima di tutto perch\u00e9 \u00e8 inutile, e poi perch\u00e9 trovo strano che, come giustificazione per la sua approvazione, si ricordi una specie di impegno che noi avremmo assunto verso i vincitori nel Trattato di pace. Questa ragione non esiste, perch\u00e9, evidentemente, quando \u00e8 stata, fatta questa disposizione, i vincitori credevano che in Italia vi fosse un fascismo sopravvivente alla sua caduta e che i fedeli della monarchia fossero pronti a sacrificarsi per essa. \u00c8 accaduto invece il contrario. Come in tante cadute dei regimi assoluti, non vi furono che un piccolo e insignificante numero di persone che lottarono per il fascismo e per la sua salvazione. Al contrario in grandissimo numero i fascisti e anche i profittatori del fascismo passarono dall\u2019altra parte. Non pochi si trasformarono in pericolosi antifascisti. Spettacolo non certo ammirevole.<\/p><p>Che il fascismo rinasca \u00e8 inverosimile: ci\u00f2 che \u00e8 verosimile \u00e8 che le condizioni difficili della vita, creando molti scontenti, creino malcontenti anche nell\u2019ordine politico, che noi pretendiamo siano fascisti.<\/p><p>Il fascismo fu un uomo che ag\u00ec in circostanze speciali e che non si possono ripetere; quell\u2019uomo ebbe per s\u00e9 aiuti e simpatie dei grandi paesi stranieri, perch\u00e9 sembrava rappresentare una nuova e utile forma di reazione. L\u2019uomo non torna e le circostanze non si ripetono. Perch\u00e9 occuparci di cose inverosimili?<\/p><p>Vi pu\u00f2 essere in Italia, come in ogni paese di Europa, qualche movimento di resistenza contro i socialisti e i comunisti; ma non ha nulla che fare con il fascismo.<\/p><p>In quanto al pericolo di un movimento di reazione monarchica, non bisogna confondere i sogni con la realt\u00e0.<\/p><p>Dopo le grandi guerre moderne, dove le monarchie sono cadute non sono risorte, e ci\u00f2 soprattutto nel 1918, anche e soprattutto in paesi a dittatura.<\/p><p>Un movimento di restaurazione monarchica non esiste in Italia. Ma naturalmente i nostri errori fanno pensare a molti che gli errori della monarchia non erano esclusivi di un regime.<\/p><p>La monarchia \u00e8 caduta. \u00c8 inutile che i suoi sostenitori abbiano ancora illusione: io credo anzi che nel momento attuale non ne abbiano.<\/p><p>Ma si esagera a torto parlando, come nella relazione, di \u00abcaduta dell\u2019istituto monarchico\u00bb. Che cosa significa? Che non devono esserci pi\u00f9 monarchie?<\/p><p>Dire che la monarchia \u00e8 caduta, non \u00e8 dire che non vi debbano essere che repubbliche in Europa. Questa \u00e8 per lo meno presunzione dei nuovi repubblicani. Vi sono in Europa solidissime e rispettabili monarchie, che hanno resistito anche assai meglio delle repubbliche alle guerra, e non hanno avuto reazione.<\/p><p>Limitiamoci dunque a parlare dell\u2019Italia.<\/p><p>E non creiamo l\u2019assurdo che sarebbe non nel fatto, ma nell\u2019idea monarchica.<\/p><p>Quando ho udito da destra espressioni che ci dovrebbero far credere a un movimento monarchico, io ne ho sorriso. \u00abIl movimento monarchico \u00e8 potente \u2013 si \u00e8 detto \u2013 nell\u2019Italia meridionale\u00bb. Ma ci credete voi veramente?<\/p><p>BENEDETTINI. Si!<\/p><p>NITTI. Io non vedo. Vi siano pure i fedeli di una idea morta: essi sono rispettabili, senza che per questo l\u2019idea sia vera.<\/p><p>Dunque non vedo la necessit\u00e0 di fare leggi di repressione e di eccezione contro un pericolo che non mi pare esista. Come nel Codice Zanardelli, noi possiamo punire tutti quei fatti che costituiscono vero pericolo cos\u00ec per gli uni, come per gli altri: gli estremisti di ogni parte possono costituire pericoli, e tutti possono essere puniti.<\/p><p>Dunque, non mi adatter\u00f2 all\u2019idea che noi dobbiamo vedere il pericolo da una sola parte, e non gi\u00e0 da ogni parte dove sia realmente. Quindi la difesa dello Stato deve essere fatta nell\u2019interesse dello Stato e non nell\u2019interesse o a vantaggio di tendenze e partiti.<\/p><p>Non voter\u00f2 quindi queste disposizioni, perch\u00e9 non solo le credo inopportune, ma le credo dannose.<\/p><p>Tutti gli oratori che hanno parlato hanno riconosciuto la gravit\u00e0 delle pene contro questi pericoli immaginari. \u00c8 stato osservato che i magistrati non potranno applicarle e non le applicheranno. Pi\u00f9 le pene sono gravi, pi\u00f9, se sono ingiuste, non si applicano; pi\u00f9 vogliono riuscire a terrorizzare, meno terrorizzano.<\/p><p>Quando ho sentito dire qui dentro di un grande movimento monarchico, che richiede particolari misure di ordine e di vigilanza, ne ho riso.<\/p><p>Che cosa significa fare un processo storico alle monarchie perfino nei secoli passati?<\/p><p>Ci\u00f2 che chiamate l\u2019istituto monarchico sar\u00e0 rispettato, se risponde alle tradizioni e alla volont\u00e0 dei popoli. Altra cattiva idea \u00e8 stata parlare di un istituto che ha assolto il suo compito con la sua fine. Questa \u00e8 mancanza di rispetto a monarchie degnissime, e anche all\u2019attuale principessa ereditaria dell\u2019Inghilterra, che pu\u00f2 diventare in seguito regina.<\/p><p>Perch\u00e9 parlare di istituto monarchico? Noi non dobbiamo entrare in queste cose. Un progetto di legge non \u00e8 un opuscolo di propaganda.<\/p><p>CONTI. Noi c\u2019entriamo!<\/p><p>NITTI. \u00c8 molto interessante che l\u2019onorevole Conti dica che la Repubblica debba essere la forma politica generale e una organizzazione puramente repubblicana debba esistere in tutto il mondo.<\/p><p>CONTI. In genere, e in specie in Italia.<\/p><p>NITTI. In Italia va accettato quello che \u00e8 ora lo stato di fatto. Ecco perch\u00e9 non volevo che si parlasse di istituto monarchico in genere. Lei vuole andare pi\u00f9 in l\u00e0. Nella nostra Assemblea ci diamo il lusso di dichiarare che non vi saranno pi\u00f9 nel mondo monarchie.<\/p><p>Siamo in materia non contenziosa.<\/p><p>CONTI. Questa \u00e8 opinione personale.<\/p><p>NITTI. Si tratta di visione generale. Quindi, accettando che in Italia non vi sia la monarchia, non posso accettare l\u2019idea che non vi siano altrove anche grandi monarchi, perch\u00e9, per esempio, ho visto funzionare magnificamente le grandi monarchie del Nord, anche in periodi in cui in Italia infieriva la reazione fascista.<\/p><p>Quindi, astenendomi da qualunque altra considerazione, mi limito a ripetere che non credo opportuno questo disegno di legge, e quindi non lo voter\u00f2. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.<\/p><p>Prima di dare la parola al Relatore e al Ministro, do lettura di un articolo aggiuntivo presentato dall\u2019onorevole Lucifero, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa presente legge cesser\u00e0 di aver vigore non appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale, ed in ogni caso entro il 31 dicembre 1948\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Relatore di esprimere il parere della Sottocommissione.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Onorevoli colleghi, ho ascoltato, come Relatore, con grande interesse e con particolare attenzione gli interventi dei colleghi: quello dell\u2019onorevole Benedettini, quello dell\u2019onorevole Russo Perez, quello dell\u2019onorevole Condorelli, quello dell\u2019onorevole Scalfaro, quello dell\u2019onorevole Crispo e da ultimo, quelli brevi, ma sempre pieni di responsabilit\u00e0, dell\u2019onorevole Marchesi, dell\u2019onorevole Conti e dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>Io dichiaro subito che risponder\u00f2 in sede di emendamenti alle obiezioni dell\u2019onorevole Crispo. Mi limiter\u00f2 a rispondere alle obiezioni di carattere generale, parlando come membro della Sottocommissione, che ha esaminato il disegno di legge presentato dal Ministro e che ha poi elaborato una serie di emendamenti al testo primitivo presentato dal Governo.<\/p><p>Essere o non essere: questo era il dubbio amletico. Di fronte a questa legge noi possiamo chiederci: legge di Caino o legge di Abele? legge, cio\u00e8, che \u00e8 tale da rappresentare una violenza impetuosa e disorganizzata per colpire senza discernimento i pericoli per l\u2019ordine democratico e per l\u2019ordine repubblicano, oppure una legge di acquiescenza, una legge remissiva, una legge che non vuole individuare i pericoli che esistono nella realt\u00e0 delle cose?<\/p><p>A questo dilemma si pu\u00f2 rispondere che questo progetto di legge, particolarmente dopo l\u2019esame della Sottocommissione e le proposte della stessa, non \u00e8 n\u00e9 una legge di Caino n\u00e9 una legge di Abele, vale a dire non \u00e8 una legge a carattere e spirito totalitario, come erano le vecchie leggi fasciste, e particolarmente quelle naziste; d\u2019altro canto non \u00e8 nemmeno una legge, la quale rifugga dall\u2019individuare i pericoli e si astenga dal prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di energici interventi da parte dello Stato per tutelare l\u2019ordine democratico e repubblicano. Si pu\u00f2 dire che questa legge, cos\u00ec come oggi viene presentata, dopo l\u2019esame della Sottocommissione, \u00e8 una legge di uomini responsabili, \u00e8 una legge di uomini forti, i quali fanno del criterio della giustizia retributiva il cardine della loro concezione penale e della loro politica criminale.<\/p><p>Si \u00e8 sentito parlare di legge vendicativa, si \u00e8 sentito dire che questa legge \u00e8 una legge eccezionale, si \u00e8 sentito dire che questa legge contrasta con quelli che sono i cardini fondamentali della giustizia democratica.<\/p><p>Ora, \u00e8 chiaro, onorevoli colleghi, che in un regime democratico e repubblicano, gi\u00e0 ormai consolidatosi attraverso lunghe vicissitudini di anni e eventi, una legge penale non soltanto eccezionale, ma anche puramente speciale, pu\u00f2 rappresentare una stonatura nel sistema delle leggi penali. Ma quando un regime democratico e repubblicano, come il nostro, \u00e8 uscito da poco dalla tragica esperienza totalitaria e fascista, \u00e8 chiaro che la politica e il senso storico possono postulare un vigile intervento statale per individuare pericoli che possono sussistere o che possono risorgere a danno dell\u2019ordine democratico e repubblicano&#8230;<\/p><p>BENGIVENGA. La storia dimostra che ci\u00f2 \u00e8 falso.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> La storia, da che mondo \u00e8 mondo, ha dimostrato che le nuove organizzazioni politiche e sociali nei primi anni della loro esistenza prendono sempre dei provvedimenti di carattere difensivo. Non \u00e8 soltanto questa, onorevoli colleghi, un\u2019affermazione a sfondo storico, ma anche un\u2019affermazione che, diciamo cos\u00ec, \u00e8 convalidata da quella che pu\u00f2 essere una esperienza puramente naturalistica, nella quale noi vediamo come ogni nuovo organismo, ai primordi della sua vita, prenda in considerazione la necessit\u00e0 di una sua difesa.<\/p><p>BENCIVENGA. Cos\u00ec ragion\u00f2 il fascismo&#8230;<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Cos\u00ec ragiona colui che tiene gli occhi fissi alla storia, e che ha senso di responsabilit\u00e0 politica.<\/p><p>Comunque, il problema, onorevoli colleghi, non \u00e8 di carattere formale, ma di carattere sostanziale. In questo senso: che quando si vuol dire che questa legge \u00e8 una legge di carattere eccezionale, la quale viene a porre delle divisioni fra gli italiani considerandoli gli uni come italiani eletti e gli altri come italiani reprobi, non si \u00e8 aderenti a quella che \u00e8 la realt\u00e0 morale e normativa della legge stessa. Perch\u00e9, da un punto di vista sostanziale, questa legge, elaborata dalla Sottocommissione, ha cercato di evitare di seguire ogni e qualsiasi criterio di politica criminale, che fosse in contrasto con quelle che sono le leggi fondamentali d\u2019una concezione democratica dello Stato e del diritto penale. Io prego i colleghi di meditare su questo punto e di non fermarsi a quella che pu\u00f2 essere una considerazione puramente logica e formalistica dei rapporti estrinseci fra questa legge ed il Codice penale. \u00c8 ben vero che il Codice penale rappresenta la legge fondamentale in materia penale per tutti i cittadini indistintamente; ma \u00e8 altrettanto vero che una legge \u00e8 speciale nel senso vero e proprio della parola, soltanto quando questa legge penale speciale \u00e8 tale da rappresentare una deviazione da quelli che sono i princip\u00ee cardine cui si ispira la legislazione penale. Facciamo un esempio: le legislazioni penali tipiche del fascismo, e particolarmente del nazismo, negli ultimi venti anni sono state leggi speciali, non soltanto da un punto di vista puramente formale, ma soprattutto da un punto di vista sostanziale, perch\u00e9 hanno rappresentato una deviazione essenziale da quei princip\u00ee penalistici che ormai una lunga vicissitudine aveva consolidato nella coscienza morale e giuridica europea.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Anche queste sono leggi fasciste.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Questa legge che veniamo ad esaminare, e che il Governo presenta all\u2019Assemblea ai fini della sua approvazione, \u00e8 una legge la quale non deflette o non deroga ai princip\u00ee fondamentali sui quali \u00e8 assiso il diritto penale comune. \u00c8, s\u00ec, una legge di difesa (e in questo senso comprendo benissimo come pu\u00f2 essere considerata da parte di molti con occhio meno benigno), \u00e8, s\u00ec, una legge con la quale l\u2019ordine democratico e repubblicano cerca d\u2019individuare un pericolo che proviene da una determinata parte; ma non possiamo dimenticare come questo pericolo, che proviene da una determinata parte, \u00e8 stato per lunghissimi anni un vero e proprio danno ed il tormento della nostra coscienza morale e della nostra realt\u00e0 politica.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io penso che se noi tutti odiamo profondamente il totalitarismo, da qualsiasi parte esso provenga, non ci deve essere comunque in fondo al nostro animo ed in fondo al nostro cuore, non dico una simpatia, ma un qualche cosa che possa farci guardare con occhio benevolo quello che fu il fascismo, che ha rappresentato veramente una vergogna per il nostro Paese.<\/p><p>BENCIVENGA. Ma se tanti, che stanno qui dentro, erano iscritti! Non esageriamo, per carit\u00e0!<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Questa legge rappresenta un\u2019eccezione puramente formale, non un\u2019eccezione di carattere sostanziale. In primo luogo, questa legge, cos\u00ec come \u00e8 stata formulata dalla Sottocommissione, non intende colpire il pensiero politico come tale, in nessun modo ed in nessuna circostanza. Questa legge colpisce \u2013 e rispondo al carissimo amico Condorelli \u2013 un pensiero politico, quando questo pensiero politico si traduce concretamente in una determinata attivit\u00e0, che in concreto sia pericolosa e dannosa per l\u2019ordine democratico e repubblicano che si \u00e8 costituito.<\/p><p>Se questo viene a creare la disuguaglianza tra gli italiani, come dice l\u2019onorevole collega, questo \u00e8 inevitabile; perch\u00e9 questa legge intende essere legge speciale, in quanto colpisce l\u2019attivit\u00e0 dei fascisti o di coloro che violentemente tendono a restaurare la dinastia sabauda.<\/p><p>Ora \u00e8 chiaro che questa particolare ideologia d\u00e0 un particolare colore ad una determinata attivit\u00e0, ma non \u00e8 affatto l\u2019ideologia come tale, che comunque possa venire colpita, ma l\u2019attivit\u00e0, in quanto pericolosa e dannosa per l\u2019ordine democratico.<\/p><p>Gli onorevoli colleghi della destra tengano presente che la Sottocommissione ha approvato, sia pure a maggioranza, la soppressione dell\u2019articolo 6 (<em>Interruzione del deputato Bencivenga<\/em>), perch\u00e9 con questa soppressione noi veniamo realmente a ristabilire l\u2019equilibrio giuridico e politico in seno a questa legge. Attraverso all\u2019articolo 6 noi verremmo a colpire la pura e semplice manifestazione, non pericolosa o dannosa in quanto tale; verremmo a colpire la <em>cogitatio<\/em> sul piano politico; ci\u00f2 che sarebbe veramente pericoloso e rappresenterebbe una deviazione dai princip\u00ee fondamentali del diritto penale.<\/p><p>In secondo luogo, questa legge non intende colpire una qualsiasi persona, in quanto tale. Cio\u00e8, questa legge non pu\u00f2 essere concepita come legge vendicativa. Su questo punto vorrei che fossero chiare le nostre idee. Non \u00e8 legge di Caino, la quale vuole colpire il fascista o l\u2019ex fascista, in quanto tale. Ma, come \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Scalfaro, questa legge tende a colpire il fascista recidivo, quel fascista, il quale, nonostante la <em>mutatio<\/em> dei tempi, non intende adeguarsi alla nuova realt\u00e0 politica o non intende non impedire l\u2019azione, che possa essere pericolosa per questa nuova realt\u00e0 politica.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Bisogna vedere chi applicher\u00e0 questa legge.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Quindi, viene colpito il fascista recidivo, che si manifesta, che si deve manifestare in concreto con attivit\u00e0 e comportamento che rispecchiano una tipicizzazione astratta dell\u2019attivit\u00e0 stessa. (<em>Interruzione del deputato Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BENCIVENGA. Verr\u00e0 un\u2019altra Carboneria. Lei \u00e8 giovane; certe cose non le pu\u00f2 sapere.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Sono giovane di anni; ma una certa esperienza giuridica e penalistica posso anche averla.<\/p><p>BENCIVENGA. Erano pi\u00f9 liberali sotto il fascismo.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Sto dimostrando che questa legge non \u00e8 antiliberale, ma profondamente democratica. (<em>Interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voglio sottolineare il fatto che questa legge poteva considerarsi liberticida, qualora la Commissione non avesse proposto un emendamento sostanziale in relazione all\u2019articolo 1.<\/p><p>L\u2019articolo 1, come presentato dal Ministro, suona in termini cos\u00ec generici e lati, per cui possono essere colpiti tutti o nessuno, a seconda che prevalga uno o l\u2019altro indirizzo ermeneutico a sfondo politico. L\u2019articolo 1 della legge, come presentato dal Governo, riecheggia la concezione antidemocratica del diritto penale, in quanto rifugge dalla determinazione concreta dei momenti, che deve rivestire l\u2019attivit\u00e0 fascista, per essere incriminata in quanto tale. Ripeto, questa legge non colpisce il fascista come tale, in base a quello che fu l\u2019adagio manzoniano \u00abdalli all\u2019untore\u00bb, ma il fascista solo in quanto realizza in concreto una determinata attivit\u00e0 delittuosa&#8230;<\/p><p>BENEDETTINI. &#8230;che pu\u00f2 essere compiuta anche da altri, non fascisti.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> &#8230;e che la nostra coscienza giuridica non pu\u00f2 in nessun caso sopportare.<\/p><p>BENEDETTINI. \u00c8 per questo che si identifica anche con gli altri partiti. La libert\u00e0 deve esservi per tutti.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> La libert\u00e0 di coloro i quali si attengono al metodo democratico non viene comunque colpita o menomata da questa legge sottoposta alla nostra approvazione, perch\u00e9, ripeto, questa legge \u00e8 tale da rispettare i diritti fondamentali di libert\u00e0 dei cittadini ed \u00e8 tale da rispettare i criteri fondamentali di un diritto penale democratico. Detto questo, riaffermato quindi che questa determinata legge non \u00e8 tale, a mio avviso, da violare una concezione democratica del diritto penale, ma \u00e8 una legge di difesa, che in questo momento \u00e8 ritenuta necessaria, considerata quella che \u00e8 la realt\u00e0 dei fatti, \u00e8 chiaro che non posso accettare quegli ordini del giorno, che sono tali da determinare uno spostamento di questa particolare legge su di un piano che non \u00e8 quello indicato e voluto dal Governo, che ci ha presentato la legge stessa. Non \u00e8 quindi possibile accettare ordini del giorno, quando con questi si voglia far rientrare nella legge ogni e qualsiasi movimento, ogni e qualsiasi concezione politica, ogni e qualsiasi orientamento, che non siano tali da rispecchiare quelle che erano le note fondamentali e costanti del fascismo, che ha determinato \u2013 ripeto \u2013 la situazione di catastrofe per il nostro Paese, o non \u00e8 questo movimento tale da rispecchiare una concezione monarchica la quale voglia, con la violenza, riportare l\u2019Italia sotto un regime monarchico, anche se inteso in senso costituzionale. (<em>Interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Una cosa ancora vorrei dire: che la Commissione non \u00e8 contraria a considerare questa legge come una legge limitata nel tempo, nel senso che non \u00e8 contraria ed accettare un emendamento che possa determinare un limite di tempo, possibilmente tra cinque anni. (<em>Interruzione del deputato Mazza<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Finch\u00e9 dura la malattia, occorre che duri la cura; che cesser\u00e0 soltanto quando l\u2019ammalato riacquister\u00e0 la salute.<\/p><p>BETTIOL, <em>Relatore.<\/em> Con ci\u00f2 credo di aver risposto brevemente e sinteticamente a quelle che sono le obiezioni di carattere generale, relative al carattere eccezionale e speciale di questa legge, ed al preteso carattere liberticida di essa. Per quanto riguarda le osservazioni di carattere specifico sui singoli articoli, mi riprometto di prendere la parola quando saranno presentati in concreto i relativi emendamenti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro Guardasigilli ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevoli colleghi! \u00c8 utile che io ricordi all\u2019Assemblea che l\u2019attuale disegno di legge, presentato sin dal 17 marzo 1947, \u00e8, da allora, a disposizione dell\u2019Assemblea. Ricordo anche che, come \u00e8 detto nella relazione a questo disegno di legge, venne preparato dal Governo e presentato all\u2019Assemblea, in quanto il precedente decreto legislativo luogotenenziale 26 aprile 1945, vale a dire quello che stabiliva le punizioni dell\u2019attivit\u00e0 fascista nell\u2019Italia liberata, veniva a scadere col 15 ottobre 1947. \u00c8 necessario che l\u2019Assemblea tenga presente questa situazione e si renda conto delle necessit\u00e0 della discussione presente, la quale non \u00e8 occasionata da nessuna delle situazioni particolari a cui qualche collega ha accennato, ed \u00e8 determinata n\u00e9 dal Governo n\u00e9 dalla Presidenza, ma da un dovere che l\u2019Assemblea aveva verso se stessa, in quanto aveva in una sua Sottocommissione un disegno di legge, che era stato per troppo tempo prorogato e che viene ora in esame, quasi in una delle ultime sedute dell\u2019Assemblea Costituente. Questo per togliere ogni ombra, rispetto ad eventuali coincidenze occasionali, in quanto l\u2019Assemblea, nella sua sovranit\u00e0, dovr\u00e0 prendere una decisione su questo disegno di legge.<\/p><p>Io ho seguito i lavori della Commissione, i quali hanno portato ad una relazione veramente egregia, ed io non posso che lodarmene con l\u2019onorevole Bettiol, il quale, da tecnico della sua capacit\u00e0, ha cercato di precisare e di inquadrare bene istituti e reati, di modo che noi possiamo rendere grazie del servizio che egli ha reso all\u2019Assemblea.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che si tratti di una legge di eccezione o di una legge speciale. Non \u00e8 nel mio temperamento di liberale pensare che leggi di eccezione o speciali siano da augurarsi nella vita del Paese, ma, come gi\u00e0 qualche oratore ha rilevato, \u00e8 venuta fuori questa emergenza che bisogna affrontare. \u00c8 la verit\u00e0. La storia ha le sue esigenze. Un Codice penale fondamentale sarebbe l\u2019ideale per la vita e per l\u2019ordinamento di un popolo; ma vi sono delle situazioni di eccezione, delle situazioni storiche che devono essere superate con leggi eccezionali, le quali devono avere peraltro una durata ben limitata. In questo senso, se la Commissione accetta, io non ho nessuna difficolt\u00e0 a consentire anche a limitazioni nel tempo.<\/p><p>D\u2019altra parte, da un punto di vista strettamente politico, lasciando il lato tecnico, che esamineremo articolo per articolo, che cosa si propone questo disegno di legge? Di sostituire disposizioni di una legge precedente e di cercare di inquadrare e di prevenire delle figure di reato, che veramente sono gi\u00e0 contemplate nel Codice penale e per le quali potevano essere sufficienti, secondo alcuni, le disposizioni gi\u00e0 esistenti nel Codice penale per difendere la personalit\u00e0 dello Stato repubblicano, e per difendere l\u2019esercizio dei diritti politici e civili del cittadino rispetto ad atti di violenza da parte di partiti o di fazioni. Oggi, con questa legge, si vuole fare qualche cosa di pi\u00f9 della semplice punizione; si cerca di prevenire. Mentre il Codice penale rende possibile la punizione di reati gi\u00e0 esistenti o di tentativi dei reati stessi, con questa disposizione si fa un passo in avanti e si cerca di prevenire.<\/p><p>Questo \u00e8 il lato politico della situazione e questo \u00e8 il lato tecnico del disegno di legge.<\/p><p>Il Codice penale non basterebbe pi\u00f9, perch\u00e9 il Codice penale ci porterebbe a reati o a tentativi, mentre questo disegno di legge ci porta alla prevenzione. La prevenzione non \u00e8 l\u2019ideale nella forma penale, siamo d\u2019accordo, ma \u00e8 la repressione del fatto che deve essere punita. Per\u00f2, nei momenti di eccezione, quando una Repubblica esce da una situazione ancora storicamente non consolidata, sente il bisogno, questo regime, di stabilire delle prevenzioni, le quali possano garantire ancora che questi reati non saranno commessi.<\/p><p>Questa \u00e8 la portata del disegno di legge. Ora, su questi punti, malgrado l\u2019autorit\u00e0 di eminenti parlamentari come l\u2019onorevole Nitti, io penso che questo disegno di legge non solo sia da difendere, ma da attuare, in quanto con questo provvedimento non si vengono a scuotere quelli che sono i fondamenti dei nostri princip\u00ee liberali, perch\u00e9, non verso i fascisti di ieri noi ci muoviamo, ma ci preveniamo perch\u00e9 non risorga la possibilit\u00e0 di movimenti politici e di situazioni che nessuno pu\u00f2 dire che siano stati benefici per il popolo italiano. Con queste previsioni, e lasciando alla tecnica successiva di perfezionare il provvedimento, io credo che in piena coscienza e con la piena sicurezza della nostra responsabilit\u00e0, possiamo approvare questo disegno di legge cos\u00ec come \u00e8 stato presentato dalla Commissione.<\/p><p>Ad ogni modo, se gli emendamenti tecnicamente proposti non saranno tali da incidere su quello che \u00e8 il fondamento della legge, potranno essere dall\u2019Assemblea, come pure dal Governo, accolti, perch\u00e9 tutti ci proponiamo di creare uno strumento che sia opportuno per superare le difficolt\u00e0 del momento. Se ci potranno essere possibilit\u00e0 di altri miglioramenti da proporre in sede di perfezionamento, il Governo \u00e8 sempre consenziente, quando si tratta di fare una legge giusta e migliore anche nella sua applicazione (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Penso ora che sia opportuno procedere alla votazione dei due ordini del giorno presentati dall\u2019onorevole Benedettini e dall\u2019onorevole Condorelli ed altri.<\/p><p>L\u2019onorevole Benedettini propone senz\u2019altro di respingere il disegno di legge; l\u2019onorevole Condorelli propone di rinviarlo alla Sottocommissione, affinch\u00e9 essa lo rielabori in base alle direttive che l\u2019onorevole Condorelli stesso ha svolto nel suo intervento e che, ove l\u2019Assemblea le accettasse, diverrebbero direttive dell\u2019Assemblea stessa.<\/p><p>Passiamo pertanto alla votazione dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Benedettini:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>presi in esame il disegno di legge presentato dal Governo nella seduta del 17 marzo 1947 e la relazione della Sottocommissione;<\/p><p>considerato che tale disegno di legge non risponde n\u00e9 alle necessit\u00e0 dei tempi, n\u00e9 al mutato clima morale e politico del Paese;<\/p><p>affermato che per dare integrale e piena esecuzione all\u2019articolo 17 del Trattato di pace, basti il Codice penale vigente e non occorrano leggi eccezionali;<\/p><p>respinge il disegno di legge e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Il nostro Gruppo voter\u00e0 contro i due ordini del giorno che sono stati presentati. Dopo quanto \u00e8 stato dichiarato sia dall\u2019onorevole Bettiol, Relatore della Sottocommissione, sia dal Ministro Guardasigilli per il Governo, io non credo di dover spiegare lungamente le ragioni per le quali noi siamo contrari ai rinvii proposti dai nostri colleghi con questi due ordini del giorno e favorevoli, invece, nelle grandi linee, a questa legge, salvo gli emendamenti di carattere tecnico che possono essere proposti in questa sede.<\/p><p>Intorno a questa legge si \u00e8 un po\u2019 ironizzato, accennando alle difficolt\u00e0 del momento ed alla insufficienza delle ipotizzazioni criminose in esame e delle finalit\u00e0 della legge, di fronte alla turbata vita civile del nostro Paese. Ma noi pensiamo che a questa legge non si possa chiedere pi\u00f9 di quanto essa pu\u00f2 dare.<\/p><p>Essa ha una finalit\u00e0 limitata, in quanto tende ad attuare, da un lato un impegno internazionale assunto dal nostro Paese, realizzando la repressione dell\u2019attivit\u00e0 di carattere fascista, e dall\u2019altro a difendere il regime repubblicano, di fronte alle offese che possano essere ad esso arrecate. Chiedere alla legge che risolva altri problemi, certamente molto gravi, che si presentano in questo momento nel nostro Paese, significa chiedere ad essa ci\u00f2 che non pu\u00f2 dare.<\/p><p>Peraltro, cos\u00ec come essa \u00e8, con il suo obiettivo limitato, questa legge corrisponde ad esigenze di tutela della libert\u00e0 di tutti e di stabilit\u00e0 istituzionale, verso le quali si dimostra giustamente sensibile, nella sua maggioranza, l\u2019Assemblea, cos\u00ec come si \u00e8 dimostrato e si dimostra sensibile il Governo.<\/p><p>Si \u00e8 detto che si tratta di una legge eccezionale; si \u00e8 detto che essa costituisce un attacco alla libert\u00e0. Dopo quanto \u00e8 stato osservato dall\u2019onorevole Bettiol, credo che si possa essere tranquilli su questo punto. Avendo presente, per esempio, l\u2019avvenuta soppressione dell\u2019articolo 6 della legge che incrimina la semplice manifestazione di una opinione politica nei confronti dell\u2019istituzione monarchica, apportati alla configurazione delle ipotesi criminose quei miglioramenti tecnici e sostanziali, ai quali ha accennato l\u2019amico Bettiol, ci troviamo semplicemente di fronte ad una legge, la quale reprime le manifestazioni del fascismo che voglia ritornare ad esplicare la sua attivit\u00e0 delittuosa d\u2019oppressione e colpisce le violenze dirette alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico.<\/p><p>Senza sopravvalutare, come forse si fa con scarsa obbiettivit\u00e0 di giudizio, da parte di nostri colleghi, i pericoli che corre la struttura democratica dell\u2019Italia, non si pu\u00f2 negare che pericoli di questo genere sussistano e che, ad ovviarli, debba provvedere la nostra attivit\u00e0 legislativa.<\/p><p>Per queste ragioni credo che, opportunamente la legge sia stata presentata e che essa possa essere tranquillamente votata, salvo gli emendamenti di carattere tecnico.<\/p><p>Ne deriver\u00e0 per il nostro popolo un senso maggiore di sicurezza nei riguardi della stabilit\u00e0, sia dell\u2019ordinamento democratico, sia del regime repubblicano.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, io sono firmatario di uno dei due ordini del giorno, di quello che \u00e8 stato illustrato dall\u2019onorevole Condorelli. Voglio dire perch\u00e9 voter\u00f2 a favore dell\u2019uno e dell\u2019altro ordine del giorno; ma vorrei anche fare alcune osservazioni che mi sembra abbiano un loro significato.<\/p><p>Io sono un uomo pigro, terribilmente pigro, ed ho ammirato e compatito gli sforzi giganteschi che hanno fatto tanto l\u2019onorevole Relatore, quanto il Ministro di grazia e giustizia, per cercare di conciliare la loro coscienza \u2013 il Ministro ha detto addirittura di liberale, nel suo caso \u2013 con una legge che tutti gli aggettivi pu\u00f2 avere meno quello di liberale.<\/p><p>Le leggi eccezionali non sono altro che una strada per la quale ci si incammina verso l\u2019arbitrio, uscendo da quella che \u00e8 la normalit\u00e0 comune per tutti.<\/p><p>Quindi qualunque legge speciale, comunque essa sia concepita, non ha posto in uno Stato democratico. Se uno Stato democratico, nella sua ordinaria legislazione, non trova infatti la sua difesa, vi introduca la sua difesa, ma sia legge ordinaria e non sia legge straordinaria.<\/p><p>E quando l\u2019onorevole Relatore si \u00e8, nel suo sforzo, lasciato sfuggire un <em>lapsus<\/em> notevole \u2013 perch\u00e9 ha parlato di politica criminale e la frase si poteva intendere in due sensi (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> \u2013 egli ci ha parlato di odio al totalitarismo. Ma io mi permetto di fargli notare che questa non \u00e8 una legge contro il totalitarismo; se fosse infatti una legge contro il totalitarismo, essa non punirebbe soltanto i fascisti in quanto tali, ma punirebbe il fascismo in quanto fascismo, cio\u00e8 in quanto sistema e metodo, in quanto aspirazione totalitaria; punirebbe quel totalitarismo, che l\u2019onorevole Relatore ha affermato di odiare e che non \u00e8 monopolio soltanto dei fascisti.<\/p><p>Potrebbe anzi qualcuno pensare che questa legge, fatta contro le larve di un fascismo che non \u00e8 ricorrente, contro un fascismo che non v\u2019\u00e8 e che non vuol risorgere&#8230;<\/p><p>PRIOLO. Magari fossero soltanto larve!<\/p><p>LUCIFERO. &#8230;potrebbe essere indirizzata contro altri fascismi e, nel caso particolare, nell\u2019attuale situazione, cio\u00e8, che caratterizza la vita politica italiana, contro un particolare partito fascista! E per quanto io non sia certo tenero nei confronti di quel partito, sarei per\u00f2 contrarissimo ad una legge che fosse fatta per colpire quel determinato partito.<\/p><p>Queste leggi eccezionali possono d\u2019altra parte avere due sole funzioni: o sono, come fu per l\u2019epurazione, leggi di salvataggio e di vendetta insieme, oppure sono leggi che si fanno per metterle nel cassetto e tirarle fuori quando servono contro qualcuno. Le leggi eccezionali non sono mai fatte, o signori, per difendere lo Stato e la collettivit\u00e0: le leggi eccezionali sono sempre concepite contro qualcuno; esse non sono un atto di amore, come dovrebbero essere le leggi democratiche in uno Stato civile, ma sono un atto di odio, che prepara l\u2019odio, che prelude all\u2019odio.<\/p><p>Basterebbero d\u2019altra parte le leggi ordinarie, quando si volessero veramente applicare. Mi si consenta anzi di concludere con una nota che pu\u00f2 essere anche allegra, perch\u00e9 v\u2019\u00e8 una gaiezza anche nel Codice penale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Quando noi parliamo di difesa dello Stato e di tutte quelle altre cose con le quali abbiamo drammatizzato questa discussione, noi troppo spesso ci dimentichiamo di quante leggi abbiamo che nessuno applica e di cui nessuno si occupa.<\/p><p>Onorevole Guardasigilli, ha lei presente l\u2019articolo 273 del Codice penale? Mi permette che glielo legga? \u00abChiunque, senza autorizzazione del Governo, promuove, costituisce, organizza o dirige nel territorio dello Stato associazioni, enti o istituti di carattere internazionale o sezioni di esse, \u00e8 punito, ecc.\u00bb.<\/p><p>Come dunque le mettiamo certe cose in campo politico, onorevoli colleghi? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Limitiamoci quindi alla legge ordinaria che gi\u00e0 sarebbe molto difficile applicare, e non facciamo leggi speciali che potrebbero farci cadere o nella criminalit\u00e0 penale \u2013 non nel senso pensato dall\u2019onorevole Bettiol \u2013 o nel ridicolo; il che sarebbe ancor peggio, perch\u00e9 sarebbe criminalit\u00e0 nazionale contro lo Stato che noi stiamo costruendo. (<em>Applausi a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Io mi associo, onorevoli colleghi, a quanto hanno detto l\u2019onorevole. Benedettini, l\u2019onorevole Condorelli, l\u2019onorevole Russo Perez, l\u2019onorevole Lucifero e l\u2019onorevole Nitti, che io ho ascoltato, come sempre, con la maggiore attenzione e con profondo interesse.<\/p><p>Il disegno di legge in esame pu\u00f2 anche essere \u2013 come ha detto dianzi l\u2019onorevole relatore Bettiol \u2013 \u00abn\u00e9 di Caino n\u00e9 di Abele\u00bb; ma ci\u00f2 \u00e8 in contrasto, in evidente contrasto, con la finalit\u00e0, che noi tutti ci proponiamo, o diciamo di proporci: il raggiungimento della pacificazione del popolo italiano. Il popolo italiano non sente pi\u00f9 gli od\u00ee e le divisioni, il popolo italiano depreca gli uni e gli altri, perch\u00e9 li considera deleteri per la propria vita e per il proprio progresso.<\/p><p>Non sembra neanche a me, d\u2019altra parte, che questo disegno di legge sia espressione di un clima veramente democratico, che pure tutti dicono di auspicare. Ci troviamo di fronte all\u2019emanazione di una legge speciale, straordinaria, eccezionale, di una legge che eufemisticamente il Relatore ha chiamato \u00abdi difesa\u00bb. Ora, le leggi eccezionali, le leggi straordinarie, le leggi di difesa rappresentano sempre una stonatura \u2013 sempre, dico, non in alcuni casi soltanto \u2013 nel sistema della repressione penale. E ci\u00f2 senza sottolineare, come da altri \u00e8 stato sottolineato, che nel Codice nostro abbiamo tutta una serie di chiare, precise disposizioni, frutto di una lunga elaborazione scientifica e giurisprudenziale, le quali prevedono \u2013 prevedono con esattezza \u2013 tutti i fatti delittuosi, che sono indicati nel disegno di legge, di cui ci stiamo occupando.<\/p><p>Io voter\u00f2, quindi, a favore degli ordini del giorno che sono stati presentati, diretti a respingere il disegno di legge. (<em>Commenti a sinistra \u2013 Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CASTIGLIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CASTIGLIA. A nome del Gruppo parlamentare dell\u2019Unione nazionale, dichiaro che noi voteremo a favore dell\u2019ordine del giorno Benedettini&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>) per delle ragioni che sono intuitive. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Prima di tutto noi siamo assolutamente contrari a qualsiasi legge eccezionale&#8230; (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MUSOLINO. Nel 1926 non ha parlato!<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Non c\u2019eravamo noi.<\/p><p>CASTIGLIA. Non mi interessa, perch\u00e9 non facevo della politica nel 1926. La vostra insinuazione non mi riguarda.<\/p><p>Noi siamo contrari alle leggi eccezionali, specialmente quando queste leggi eccezionali sono congegnate cos\u00ec come \u00e8 congegnata questa. Questa legge, attraverso l\u2019equivocit\u00e0 della formulazione, attraverso la imperfezione delle definizioni sia per quanto riguarda l\u2019attivit\u00e0 fascista in senso cos\u00ec lato, sia per quanto riguarda l\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico \u2013 perch\u00e9, si badi bene, non si parla della dinastia sabauda, ma dell\u2019istituto monarchico \u2013 si presta a tutte le interpretazioni malevoli (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Conseguentemente, pu\u00f2 trasformarsi in uno strumento di oppressione politica (<em>Commenti a sinistra<\/em>) alla quale noi ci opponiamo con tutte le nostre forze.<\/p><p>Questa legge, in un momento nel quale si parla di pacificazione degli animi, \u00e8 niente altro che l\u2019antidoto contro questo tentativo di pacificazione; e siccome noi siamo convinti che \u00e8 necessario pacificare realmente gli animi, voteremo perch\u00e9 la legge non sia presa in considerazione e non sia votata. Cos\u00ec facendo noi riteniamo di servire veramente gli interessi del Paese, perch\u00e9, se v\u2019\u00e8 qualche cosa che possa turbare l\u2019ordine, la tranquillit\u00e0, l\u2019ordinamento giuridico dell\u2019Italia, bastano le norme punitive ordinarie, bastano le norme del Codice penale \u2013 come da altri \u00e8 stato detto \u2013 senza ricorrere a quelle leggi eccezionali le quali, checch\u00e9 ne pensi il Ministro liberale della giustizia, sono sempre antiliberali.<\/p><p>N\u00e9 importa quella definizione fatta, sia dal Ministro della giustizia, sia dal Relatore, sulla differenza che correrebbe fra le norme ordinarie del Codice penale e la legge eccezionale. Mi dice il Ministro Guardasigilli che la differenza consisterebbe nel fatto, che le norme che oggi si vorrebbero votare avrebbero uno scopo di difesa preventiva. Francamente non so come si possa attribuire a questa legge eccezionale questa particolare funzione preventiva che \u00e8 anche di tutte le leggi penali. N\u00e9 il fatto che si limiterebbe la durata della legge nel tempo inficia questi concetti che vi ho brevemente esposti. N\u00e9 vale quello che ha detto l\u2019onorevole Relatore Bettiol&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Castiglia, nelle dichiarazioni di voto non v\u2019\u00e8 bisogno di rispondere ai Relatori!<\/p><p>CASTIGLIA. Cosa intende dire il Relatore dichiarando che con questa legge si vogliono punire i fascisti recidivi? Ancora una volta denunciamo al Paese che la legge, cos\u00ec come \u00e8 congegnata, con questa inesattezza di linguaggio tecnico e giuridico, si presta a divenire strumento di oppressione, contro il quale noi ci ribelliamo! (<em>Applausi a destra \u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COPPA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Vorrei dire una banalit\u00e0 e cio\u00e8 che in sede di dichiarazioni di voto si debbono fare solo dichiarazioni di voto. \u00c8 giusto che ogni singolo membro dell\u2019Assemblea abbia il diritto \u2013 e spesse volte il dovere \u2013 di dichiarare personalmente il proprio voto; bisognerebbe per\u00f2 evitare che deputati, che appartengano ad una stessa corrente politica, ripetano la dichiarazione, e tutti con gli stessi motivi.<\/p><p>Fatta questa osservazione, do facolt\u00e0 di parlare all\u2019onorevole Coppa.<\/p><p>COPPA. Dopo l\u2019intervento del collega Castiglia, sarebbe inutile \u2013 come ha detto il Presidente \u2013 prendere la parola. Senonch\u00e9, fra tanti colleghi avvocati, i quali sarebbero i responsabili delle leggi che approviamo, lasciate che parli anche chi la legge apprende per la prima volta avendo fra le mani queste carte.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma, onorevole Coppa, \u00e8 dal 17 marzo che sono stampate queste disposizioni!<\/p><p>COPPA. Pochi mesi non bastano a cambiare la <em>forma mentis<\/em> di tutta una vita, naturalmente. Ora, io rilevo \u2013 ed \u00e8 per questo che voter\u00f2 a favore dei due ordini del giorno \u2013 che v\u2019\u00e8 una contradizione fra le dichiarazioni del Relatore e quello che \u00e8 scritto nella relazione. Precisamente il Relatore ha detto: \u00abqui non si far\u00e0 il processo alle intenzioni\u00bb. Invece \u00e8 precisamente il processo alle intenzioni che questa legge dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di fare. Basta leggere quello che ha scritto l\u2019onorevole Bettiol: \u00abPer quanto riguarda il secondo comma dell\u2019articolo 1, pare alla Sottocommissione che la pena prevista per la semplice adesione sia troppo elevata, per cui propone che chiunque vi aderisce sia punito con la reclusione sino a 3 anni. Si deve trattare di adesione, non di iscrizione, perch\u00e9 chi si iscrive ad un partito, concorre alla costituzione del partito stesso\u00bb.<\/p><p>Scusatemi, come farete a dimostrare l\u2019adesione di un individuo? Baster\u00e0 una frase pronunziata in pubblico o in privato e riportata e denunciata per mettere sotto processo un individuo? Questa \u00e8 la legge che voi state preparando.<\/p><p>Soltanto questo volevo mettere in evidenza perch\u00e9 tutto il resto \u00e8 stato rilevato. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAFFIOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAFFIOLI. A titolo esclusivamente personale, dichiaro che voter\u00f2 a favore della legge, e quindi contro gli ordini del giorno.<\/p><p>CHIOSTERGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIOSTERGI. A nome del Gruppo repubblicano, dichiaro che mi associo alle conclusioni del Relatore e che voteremo contro i due ordini del giorno presentati che intendono rinviare la discussione sui singoli articoli.<\/p><p>GEUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GEUNA. Faccio una dichiarazione di voto a titolo esclusivamente personale, in quanto in questa votazione dissento dal mio Gruppo, e dichiaro che non voter\u00f2 a favore di questa legge, ma voter\u00f2 a favore dell\u2019ordine del giorno Benedettini. Io non posso concepire e non posso ammettere l\u2019unione che si \u00e8 fatta fra l\u2019attivit\u00e0 fascista, che deve essere repressa, e per la quale io sono pronto per il primo a dare il mio voto, con quella che \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 intesa alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico per cui non entro in merito. Io non posso col mio voto, che vuole approvare le norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista, unire in un giudizio uguale una legge per la repressione della medesima e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (<em>Commenti a sinistra \u2013 Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che sull\u2019ordine del giorno Benedettini \u00e8 stata chiesta la votazione per appello nominale dagli onorevoli Benedettini, Puoti, Patrissi, De Falco, Bonino, Condorelli, Castiglia, Russo Perez, Miccolis, Coppa, Rodi, Colitto, Perrone Capano, Bencivenga, Marinaro, Abozzi, Penna Ottavia, Patricolo e Covelli.<\/p><p>Votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione nominale sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Benedettini, di cui ho dato test\u00e9 lettura.<\/p><p>Estraggo a sorte il nome del deputato dal quale comincer\u00e0 la chiama.<\/p><p>(<em>Segue il sorteggio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comincer\u00e0 dall\u2019onorevole Camposarcuno. Si faccia la chiama.<\/p><p>COVELLI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama.<\/p><p><em>Rispondono<\/em> s\u00ec:<\/p><p>Abozzi.<\/p><p>Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Bonino.<\/p><p>Castiglia \u2013 Colitto \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Covelli.<\/p><p>De Falco.<\/p><p>Fresa.<\/p><p>Geuna \u2013 Giacchero.<\/p><p>Lucifero.<\/p><p>Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Mazza \u2013 Miccolis.<\/p><p>Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perrone Capano \u2013 Perugi \u2013 Puoti.<\/p><p>Quiptieri Quinto.<\/p><p>Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Siles.<\/p><p>Tumminelli.<\/p><p><em>Rispondono<\/em> no:<\/p><p>Amadei \u2013 Arata.<\/p><p>Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Belotti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Braschi \u2013 Bubbio \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Bulloni Pietro.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caldera \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Cappa Paolo \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carignani \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carrafelli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cevolotto \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Corbi \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico Michele \u2013 D\u2019Aragona \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Vita \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Flecchia \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gariato \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Iotti Nilde.<\/p><p>Jacometti.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Lozza \u2013 Luisetti.<\/p><p>Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Malagugini \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Mariani Francesco \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Meda Luigi \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagana Mario \u2013 Montini \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto.<\/p><p>Paolucci \u2013 Parri \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Pertini Sandro \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Pressinotti \u2013 Priolo.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Paolo.<\/p><p>Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Stampacchia.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Villani.<\/p><p>Zanardi.<\/p><p><em>Si sono astenuti:<\/em><\/p><p>Conti.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Arcaini.<\/p><p>Bergamini.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Caso \u2013 Cavallari.<\/p><p>De Caro Raffaele \u2013 Dugoni.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Pellizzari \u2013 Pignatari \u2013 Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni \u2013 Vischioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari fanno il computo dei voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunico che l\u2019Assemblea non \u00e8 in numero legale, e pertanto la seduta \u00e8 sciolta e l\u2019Assemblea \u00e8 riconvocata domani mattina, alle 10 per riprendere la discussione su questo disegno di legge.<\/p><p>I nomi degli assenti senza regolare congedo saranno pubblicati sulla <em>Gazzetta. Ufficiale<\/em>.<\/p><p>Avverto che nel pomeriggio la seduta si terr\u00e0 alle 17 per il seguito della discussione del progetto di Costituzione.<\/p><p>La seduta termina alle 14.10.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXCVI. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 20 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedi: Presidente Disegni di legge (Discussione e approvazione): Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36). Presidente Perassi Sforza, Ministro degli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2382,2542,2376,2378","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2317"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6371,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2317\/revisions\/6371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2317"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}