{"id":2315,"date":"2023-09-17T15:56:46","date_gmt":"2023-09-17T13:56:46","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2315"},"modified":"2023-10-21T11:25:00","modified_gmt":"2023-10-21T09:25:00","slug":"mercoledi-19-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2315","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 19 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2315\" class=\"elementor elementor-2315\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c342272 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c342272\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cb462fd\" data-id=\"cb462fd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6da274c elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"6da274c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471119_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-387d7b3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"387d7b3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>ccxcv.<\/p><p>SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 19 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Mancini<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Pertini<\/p><p>Calosso<\/p><p>Salerno<\/p><p>Persico<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Faralli<\/p><p>Cartia<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p>Silipo<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Pressinotti<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Morini<\/p><p>Villabruna<\/p><p>Crispo<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Mastino Edoardo Angelo, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019assistenza ai reduci e ai partigiani<\/em><\/p><p>Paolucci<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Rodi<\/p><p>Miccolis<\/p><p>Recca<\/p><p>Pastore Raffaele<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Tumminelli<\/p><p>Castiglia<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Sansone<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Vischioni.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/strong><\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso le seguenti domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/p><p>contro il deputato Covelli, per il reato di cui all\u2019articolo 290 del Codice penale;<\/p><p>contro il deputato Ayroldi Carissimo per il reato di cui all\u2019articolo 594 del Codice penale. Saranno inviate alla Commissione competente.<\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che si \u00e8 costituito il Gruppo parlamentare dell\u2019Unione nazionale composto dagli onorevoli Cannizzo, Cartiglia, Cicerone, Coppa, Corsini, De Falco, Fresa, Marina, Patricolo, Patrissi, Penna Ottavia, Puoti, Russo Perez e Selvaggi.<\/p><p>Il gruppo ha eletto Presidente l\u2019onorevole Patrissi, Vicepresidente l\u2019onorevole Cannizzo e Segretario l\u2019onorevole Coppa.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>Poich\u00e9 le due seguenti interrogazioni trattano materia analoga, saranno svolte congiuntamente:<\/p><p>Mancini, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere se, come e quando intende risolvere la dolorosa situazione della Corte di appello delle Calabrie, nella quale mancano tre presidenti di sezione, tredici consiglieri; per cui il primo presidente \u00e8 costretto a presiedere le udienze penali; le udienze civili sono rinviate <em>sine die<\/em>; e ben 150 processi penali giacciono nella cancelleria della sezione istruttoria in attesa di essere definiti\u00bb;<\/p><p>Lucifero, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere per quali ragioni, malgrado le ripetute segnalazioni e sollecitazioni, non si \u00e8 provveduto a fornire la Corte di appello ed il Tribunale di Catanzaro dei magistrati indispensabili al loro funzionamento\u00bb. Ha facolt\u00e0 di rispondere l\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>L\u2019onorevole Mancini, con cortesia di cui devo rendergli grazie, si sarebbe accontentato di una risposta scritta; ma, dal momento che l\u2019onorevole Lucifero ha presentato una interrogazione che tratta la stessa materia, io prego l\u2019onorevole Mancini di prendere atto della risposta che dat\u00f2 tanto all\u2019una che all\u2019altra interrogazione.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che deficienze di magistrati, specialmente per quanto riguarda la Corte d\u2019appello di Catanzaro, si sono verificate in questi ultimi tempi.<\/p><p>Debbo dire all\u2019Assemblea che, n\u00e9 per colpa mia n\u00e9 per colpa dei miei predecessori, ma per una situazione determinatasi in seguito alla guerra, si \u00e8 verificata una deficienza in questo campo, cosicch\u00e9 nei cinquemila magistrati che compongono la pianta organica della Magistratura italiana si \u00e8 avuta una vacanza di 800 posti, che sono stati in parte colmati con 350 uditori giudiziari nominati in seguito all\u2019ultimo concorso. \u00c8 stato bandito anche un concorso successivo, in maniera che si ha la certezza che nel 1948 la pianta organica della Magistratura sar\u00e0 rimessa nel suo normale equilibrio.<\/p><p>Questo \u00e8 un periodo difficile, non solamente per la copertura delle preture, che rappresentano la Magistratura popolare pi\u00f9 larga e pi\u00f9 pratica, ma anche per i tribunali e per le Corti di appello. C\u2019\u00e8 qualche situazione particolare, come quella di Catanzaro, per\u00f2, che pi\u00f9 salta agli occhi. Debbo dire che le difficolt\u00e0 molte volte dipendono anche dalla disagiata residenza, per cui \u00e8 difficile poter trovare magistrati che intendano accettare talune residenze, per la difficolt\u00e0 soprattutto che deriva dagli alloggi. A queste difficolt\u00e0 dovremo appunto cercare di ovviare con quelle provvidenze che sono allo studio e che saranno attuate.<\/p><p>La situazione di Catanzaro \u00e8 una tra le pi\u00f9 gravi, cos\u00ec come gli onorevoli Mancini e Lucifero hanno prospettato.<\/p><p>In seguito alle lagnanze ed alle richieste della Procura generale al Ministero, oltre alle provvidenze di ordine generale che cerchiamo di attuare per rendere possibile la promozione dei magistrati e in modo da avere la possibilit\u00e0 del passaggio dei giudici a consiglieri \u2013 provvidenze che, d\u2019accordo col Tesoro, speriamo di attuare \u2013 posso assicurare la Camera e gli onorevoli interroganti che nel frattempo si \u00e8 cercato di fare il possibile per raggiungere e completare la pianta organica di Catanzaro.<\/p><p>Difatti, alla Corte d\u2019appello, su cinque presidenti di Sezione, adesso nell\u2019organizzazione possiamo dire di averne messi quattro, quindi mancherebbe soltanto uno.<\/p><p>Circa i consiglieri, che effettivamente erano soltanto undici quando gli interroganti hanno presentato le loro richieste, ne sono stati aggiunti altri sette, in modo che oggi la deficienza sarebbe soltanto di due.<\/p><p>Se considerate che in tutte le Corti d\u2019appello esistono queste deficienze, potrete rilevare come alla Corte di appello di Catanzaro tale deficienza sarebbe soltanto di due magistrati. Quindi mi pare che abbiamo quasi raggiunto l\u2019organizzazione necessaria.<\/p><p>Per quanto si riferisce alla Procura generale, c\u2019era un solo sostituto. Adesso un sostituto \u00e8 stato applicato con provvedimento in corso e il Procuratore generale ha provveduto applicando tre pretori, in modo che l\u2019organizzazione \u00e8 stata messa a posto.<\/p><p>Circa il lavoro della Sezione istruttoria, \u00e8 da osservare che esso non pu\u00f2 non risentire della lamentata deficienza di personale. Ma \u00e8 anche da ricordare che, con provvedimento in data 5 ottobre 1945, si \u00e8 aumentato il lavoro della Sezione, chiamata ad occuparsi dell\u2019esame di tutti i provvedimenti di competenza della Corte di assise. In quella occasione non si cur\u00f2 di provvedere per un aumento del personale, sicch\u00e9 nelle sedi nelle quali esiste un notevole numero di cause di competenza di Assise, il lavoro si svolge con molta fatica e molta difficolt\u00e0. Questa \u00e8 una questione che riguarda tutte le Corti d\u2019appello, per cui, anche da questo punto di vista, ci stiamo sforzando di trovare il modo per completare gli organici attraverso un aumento dei posti di ruolo.<\/p><p>Circa il Tribunale, la pianta organica porta undici giudici e questa \u00e8 al completo. Mancava il Primo Presidente; ma \u00e8 stato provveduto con decreto in corso, destinandovi un Consigliere della Corte di appello di Venezia.<\/p><p>Inutile che dica che, data la situazione della Magistratura, che tutti vogliamo indipendente, non \u00e8 possibile muovere un magistrato da una sede ad un\u2019altra. Queste richieste dobbiamo farle attraverso telegramma, per vedere se ci sono dei magistrati che desiderano essere trasferiti in una determinata sede; ma le difficolt\u00e0 sono enormi, dato il desiderio dei magistrati di non muoversi, perch\u00e9 il trasferimento rappresenta un aggravio finanziario considerevole.<\/p><p>In ogni modo, abbiamo ottenuto, in questo momento, anche il trasferimento del Primo Presidente, dimodoch\u00e9 credo di aver fatto tutto il possibile per superare queste difficolt\u00e0 contingenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mancini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MANCINI. Io sono personalmente grato al Ministro di grazia e giustizia per quello che ha detto nella risposta alla mia interrogazione. Gli sono grato per le buone intenzioni che ha dimostrato di avere per l\u2019avvenire e gli sono grato ancora per i provvedimenti che ha gi\u00e0 attuato.<\/p><p>Devo per\u00f2, mio malgrado, rettificare qualche cifra.<\/p><p>La Corte di Appello di Catanzaro, come ha detto lo stesso Ministro, si trova in una situazione particolare, cio\u00e8 in una situazione diversa dalle altre Corti di Appello: tale da non poter funzionare.<\/p><p>Per la pianta stabile vi dovrebbero essere ventuno consiglieri, non diciotto. Or fa un mese ve n\u2019erano soltanto 8; mancavano inoltre due Presidenti di Sezione, dei cinque in organico.<\/p><p>Quei consiglieri di cui parla l\u2019onorevole Guardasigilli, non sono consiglieri effettivi, sono aggiunti giudiziari, cui \u00e8 stata affidata la funzione di consiglieri.<\/p><p>Ora, ho detto al Ministro anche a voce, che non \u00e8 possibile cominciare la carriera dall\u2019alto e far diventare consiglieri quelli che raggiungeranno, forse che s\u00ec, forse che no, tale posto all\u2019apice della carriera.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevole Mancini, questa era una situazione provvisoria, alla quale si \u00e8 gi\u00e0 provveduto.<\/p><p>MANCINI. Il Primo Presidente della Corte di Appello di Catanzaro \u00e8 costretto a presiedere le udienze penali perch\u00e9, se egli non le presiedesse, le udienze penali non si potrebbero tenere. Centinaia di processi di Corte d\u2019assise si trovano in sezione istruttoria in attesa di definizione e nelle Corti d\u2019assise si mandano come Presidenti semplici consiglieri, mentre, come consiglieri relatori, come suol dirsi, si mandano aggiunti giudiziari.<\/p><p>Ora, a me pare che, se un avvocato avesse vaghezza di eccepire l\u2019incostituzionalit\u00e0 del collegio, ne avrebbe tutto il diritto. Io noto pertanto, onorevole Ministro, che, se la Calabria \u00e8 purtroppo per tante e tante ben note trascuranze in condizioni di sfavore, non Il dovrebbe essere almeno per quanto concerne l\u2019amministrazione della giustizia. E colgo l\u2019occasione per far notare all\u2019onorevole Guardasigilli che l\u2019amministrazione della giustizia ha in Calabria gloriosissime tradizioni. Abbiamo avuto col\u00e0 ed abbiamo magistrati i quali hanno vissuto in Calabria, nei tribunali della Calabria hanno svolto la loro carriera e sono giunti ai pi\u00f9 alti gradi. Ora ad una situazione cos\u00ec grave si potrebbe rimediare, offrendo ai giudici del luogo la sede di Catanzaro. Ma che dirvi se l\u2019onorevole Ministro ha detto: \u00e8 una situazione particolare, \u00e8 una situazione grave. Ora si provveda dunque, onorevole Ministro. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lucifero ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, se le interrogazioni avessero soltanto il fine di permettere di ascoltare quelle che sono le intenzioni di un Ministro, o di far sapere ai propri elettori che ci si \u00e8 occupati di un determinato problema, io potrei dichiararmi sodisfatto, specialmente per la prima parte, perch\u00e9 so quanto sia grande la buona volont\u00e0 che l\u2019onorevole Ministro Grassi pone nell\u2019espletamento del suo non facile compito.<\/p><p>Ma la questione \u00e8 che, quando io sento ripetere certe frasi, non posso non preoccuparmi enormemente. Ha detto, infatti, l\u2019onorevole Ministro: siamo in un periodo di transizione, la situazione \u00e8 provvisoria. Orbene, \u00e8 questo proprio che mi preoccupa: non c\u2019\u00e8 nulla in Italia che sia cos\u00ec duraturo come le situazioni provvisorie; ed io temo che anche questa situazione sia una di quelle situazioni provvisorie che sono, di fatto, definitivamente provvisorie.<\/p><p>Il Ministro ha detto che ha provveduto ad inviare degli altri applicati alla Corte d\u2019appello di Catanzaro e a mandarvi anche dei presidenti di sezione. Ora, \u00e8 appunto questo che mi lascia perplesso, perch\u00e9 io non vorrei che con questo egli avesse consolidato una situazione, giacch\u00e9 \u00e8 evidente che uno degli inconvenienti di non funzionalit\u00e0 della Corte si verifica proprio e soltanto l\u00e0 dove la Corte funziona.<\/p><p>Qui si arriva all\u2019assurdo che degli aggiunti di tribunale debbano, in sede di appello, rivedere le sentenze che sono state estese dal loro presidente. I tribunali sono senza presidente. Il tribunale di Crotone, ad esempio, \u00e8 presieduto dal pretore, il quale naturalmente lo presiede con la tecnica e con la mentalit\u00e0 del pretore, che \u00e8 ben diversa da quella del magistrato collegiale.<\/p><p>Io richiamo, quindi, l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Ministro su questa situazione, che riveste indiscutibilmente un carattere di particolare gravit\u00e0. Io spero ad ogni modo che tutto quanto egli ha detto di fare sulla carta debba un bel giorno avvenire nella realt\u00e0.<\/p><p>Io avverto per\u00f2 l\u2019onorevole Ministro che un bel giorno si sentir\u00e0 dire che, data quella situazione particolare \u2013 come lui l\u2019ha chiamata \u2013 della Corte d\u2019appello di Catanzaro, sarebbe opportuno staccare dalla competenza della Corte di appello di Catanzaro alcuni tribunali, per aggregarli ad una Sezione staccata della Corte di appello di Catanzaro, che si trova a Reggio Calabria. Si ricordi l\u2019onorevole Ministro Guardasigilli che la situazione dell\u2019organizzazione della giustizia in Calabria \u00e8 quanto di pi\u00f9 inorganico possa esistere, e che questa permanenza dell\u2019inorganicit\u00e0 provvisoria potrebbe servire domani di pretesto per cercare di scompaginare completamente l\u2019organizzazione dell\u2019amministrazione.<\/p><p>Quindi, vi \u00e8 un doppio problema, sul quale io richiamo l\u2019attenzione del Guardasigilli: quello di rimettere in ordine il funzionamento della giustizia in Calabria, e quello di badare che questo difetto di funzionamento, che perdura da tanto tempo, non possa domani servire per perfezionare la disorganizzazione della giustizia nella circoscrizione calabrese.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia<\/em> e <em>giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia<\/em> e <em>giustizia. <\/em>Forse la mia risposta non \u00e8 stata sufficientemente chiara su questo punto, ma io volevo assicurare i due onorevoli interroganti che ho fatto di tutto per mettere le cose a posto, nei limiti del possibile.<\/p><p>LUCIFERO. Siamo d\u2019accordo; ma abbiamo paura proprio di questi limiti.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Non si tratta di una situazione provvisoria. Dicevo che, nell\u2019attuale situazione, data la deficienza generale dell\u2019organico, si \u00e8 fatto tutto il possibile per mettere a posto la Corte d\u2019appello e il tribunale di Catanzaro. Quelli che abbiamo applicato adesso, per raggiungere il massimo della pianta organica, sono magistrati che hanno una specie di retribuzione giornaliera per la disagiata residenza e le difficolt\u00e0 in cui si trovano: credo che abbiano mille lire al giorno. Noi l\u2019abbiamo fatto appositamente per rendere possibile a questi magistrati di raggiungere la sede di Catanzaro e di espletare le loro funzioni.<\/p><p>E dico all\u2019onorevole Mancini che \u00e8 inutile che io ricordi a lui che sono un meridionale e che desidero, quindi, che questa Corte di appello funzioni bene; ma io penso che lo avesse desiderato anche il mio predecessore, che \u00e8 proprio della Provincia, della circoscrizione della Corte di appello di Catanzaro. E se a lui non \u00e8 riuscito possibile, mi pare che ci\u00f2 non possa essere attribuito a cattiva volont\u00e0 da parte del Ministro. Io ho creduto di superare anche gli sforzi che il mio predecessore ha fatto, e spero con questo ultimo provvedimento di poter mettere la Corte di appello e il tribunale di Catanzaro in grado di poter funzionare degnamente, come tutte le Corti di appello e i tribunali d\u2019Italia.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Pertini, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper sapere: 1\u00b0) se corrisponde alla verit\u00e0 la notizia data da un quotidiano di Roma e secondo la quale agenti di custodia delle carceri di Poggioreale (Napoli) avrebbero brutalmente seviziato e percosso detenuti, causando la morte di uno di essi; 2\u00b0) nel caso che detta notizia sia vera, quali provvedimenti intenda prendere, perch\u00e9 finalmente venga posto termine a questi atti disumani, veri reati, che se, come \u00e8 ovvio, potevano impunemente essere consumati sotto il fascismo, sarebbe inconcepibile si continuasse a tollerarli anche nel nuovo regime democratico, il quale deve sentire, fra l\u2019altro, l\u2019altissimo compito di far rispettare la persona umana\u00bb.<\/p><p>Sullo stesso argomento sono state presentate le seguenti interrogazioni:<\/p><p>Calosso, al Ministro di grazia e giustizia \u00abper sapere se risponde a verit\u00e0 la notizia data dal giornale l\u2019<em>Umanit\u00e0<\/em> sui fatti delle carceri di Poggioreale; e quali provvedimenti di ordine generale intenda prendere per difendere il cittadino dagli arbitrii della polizia\u00bb;<\/p><p>Salerno, Leone Giovanni, Riccio Stefano, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abperch\u00e9 dia chiari riferimenti su quanto la stampa vien pubblicando circa sevizie e maltrattamenti che sarebbero stati inflitti a detenuti nel carcere di Poggioreale di Napoli, e per sapere se, in vista di siffatti avvenimenti, non creda di impartire istruzioni intese a rafforzare il potere di controllo sulle carceri da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e di organi ausiliari e di ripristinare il diritto di accesso dei membri del Parlamento negli Istituti di pena\u00bb;<\/p><p>Persico, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere: <em>a<\/em>) quali risultati positivi abbia dato l\u2019inchiesta su quanto \u00e8 accaduto nel carcere giudiziario di Poggioreale di Napoli e quali provvedimenti siano stati presi al riguardo. Ci\u00f2 anche in relazione alle pubblicazioni fatte sul giornale <em>L\u2019Umanit\u00e0<\/em> e sul n. 32 del 10 agosto della rivista <em>L\u2019Europeo<\/em>; <em>b<\/em>) se si sia indagato sulla sussistenza dei gravi fatti denunciati dal giornale <em>Avanti!<\/em> del 7 agosto, come avvenuti nel carcere giudiziario di \u00abRegina Coeli\u00bb di Roma\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Io intendo rispondere a tutti gli onorevoli interroganti sulla questione che si imposta su un unico fatto, ma che pu\u00f2 essere anche questione di ordine generale.<\/p><p>Prima che nella seconda quindicina del luglio scorso alcuni giornali di Napoli e della capitale \u2013 come <em>L\u2019Umanit\u00e0<\/em> \u2013 si occupassero dei fatti di Poggioreale (Napoli), erano pervenute al nostro Ministero voci e scritti anonimi che denunciavano irregolarit\u00e0 in quelle carceri giudiziarie, circa maltrattamenti che sarebbero stati inferti a detenuti.<\/p><p>In base a tali notizie, il Ministero, oltre alle normali visite che sono stabilite dal regio decreto 18 giugno 1931 (ossia una ispezione del giudice di sorveglianza ogni due mesi e del Procuratore della Repubblica ogni mese), dispose visite d\u2019ispezione da parte dei nostri ispettori della Direzione generale degli istituti penitenziari.<\/p><p>In seguito a queste ispezioni venne ritenuto opportuno procedere ad una severa inchiesta, che venne affidata al Procuratore della Repubblica di Napoli.<\/p><p>Ai fatti che vennero appurati dall\u2019inchiesta, venne data larga pubblicit\u00e0 dai giornali, che se ne impossessarono e che diedero le notizie a voi tutti note.<\/p><p>Infatti, dall\u2019inchiesta \u2013 svoltasi col massimo rigore \u2013 \u00e8 risultato che manchevolezze c\u2019erano e gravi. Esse non rivestivano quel carattere di generalit\u00e0 che la stampa attribuiva loro, perch\u00e9 la maggior parte del personale adempie ai suoi compiti, a Napoli come altrove, con correttezza, senso di umanit\u00e0 e spirito di sacrificio. Ma bisogna anche tener presente che \u00e8 difficile evitare inconvenienti nel funzionamento degli istituti di pena, quando in un carcere come quello di Poggioreale, della capienza di 1.500 detenuti, si trovavano allora e si trovano tuttora quasi 4000 persone.<\/p><p>Questa difficolt\u00e0 di governo e di funzionamento di istituti, che sono rigurgitanti di detenuti rispetto alla capienza dell\u2019edificio, pu\u00f2 dar luogo, ed anche giustificare fino a un certo punto, alcune posizioni e alcune situazioni di inconvenienza che si sono verificate.<\/p><p>Per\u00f2 non \u00e8 mai ammissibile che a detenuti vengano inferte percosse e si usino maltrattamenti; tanto peggio, poi, se da questi possono derivare direttamente od indirettamente conseguenze letali.<\/p><p>Dall\u2019inchiesta risult\u00f2 che un detenuto sarebbe deceduto a seguito di maltrattamenti subiti. Su questo punto gravissimo non mi pare che io in questo momento debba dare notizie pi\u00f9 dettagliate, perch\u00e9 mi si impone ancora il riserbo, dato che non \u00e8 chiusa l\u2019istruttoria penale presso l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di Napoli.<\/p><p>\u00c8 rimasto per\u00f2 accertato che, a prescindere dal fatto pi\u00f9 grave, anche a parecchi detenuti, che erano stati costretti nelle celle di punizione, ed ivi inviati per motivi irrilevanti, erano state inflitte bastonature e percosse ad opera degli agenti di custodia addetti a dette celle, i quali si facevano coadiuvare nell\u2019azione da un detenuto molto nerboruto. Secondo gli accertamenti che furono poi compiuti, trattasi, \u00e8 vero, di episodi isolati rispetto alla massa dei 4000 detenuti che si trovano a Poggioreale, ma ad ogni modo non si possono che deplorare vivamente da parte del Governo e da parte dell\u2019Assemblea. Perci\u00f2, appena io ebbi conoscenza dei risultati dell\u2019inchiesta e prima ancora della segnalazione della stampa, provvidi ad inviare sul posto il Direttore generale per gli istituti di prevenzione e pena, per adottare i provvedimenti necessari, lasciando all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria il procedimento penale e, quindi, quello disciplinare, connesso col primo, contro i cinque agenti di custodia addetti alle celle di punizioni, autori delle violenze e contro il detenuto che vi concorse. Disposi l\u2019immediato trasferimento di detti agenti ad altri istituti carcerari con la cessazione della loro funzione.<\/p><p>Sia per tali fatti, sia per altre deficienze, emerse dall\u2019inchiesta, rispetto a quello che \u00e8 il governo generale dei detenuti e vigilanza dei servizi, provvidi ad allontanare dallo stabilimento il maresciallo comandante degli agenti e a trasferire il Direttore Bonomi ad altro istituto. L\u2019inchiesta affidata all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria non \u00e8 ancora chiusa. Con la nuova Direzione e con le disposizioni adottate posso assicurare gli interroganti e l\u2019Assemblea che le condizioni dei detenuti a Poggioreale sono divenute normali, malgrado il continuo affollamento di quell\u2019istituto.<\/p><p>Intanto, mi preme assicurare che episodi come quelli verificatisi a Poggioreale sono del tutto eccezionali e che il corpo degli agenti attende con senso di disciplina e comprensione, al pari dei funzionari amministrativi, dei medici e dei cappellani che hanno il governo dell\u2019istituto carcerario, al delicato compito sociale ed umano che \u00e8 ad essi affidato.<\/p><p>Ho gi\u00e0 detto come si svolge il controllo delle carceri.<\/p><p>Il Ministero oltre i provvedimenti gi\u00e0 esistenti nell\u2019ordinamento carcerario ha allo studio proposte per intensificare il servizio di sorveglianza, aumentando il numero degli ispettori, che sono oggi pochissimi rispetto al numero di circa 290 istituti penitenziari che oggi abbiamo, e per rendere pi\u00f9 frequenti le visite dei giudici sorveglianti.<\/p><p>Aggiungo all\u2019onorevole Calosso, che lo domandava, che per l\u2019articolo 56 del Regolamento penitenziario, i membri del Parlamento hanno diritto di visitare gli stabilimenti carcerari senza bisogno di alcun permesso di un magistrato o del Ministero.<\/p><p>Queste sono le condizioni dei fatti e dei provvedimenti presi in seguito agli incidenti che nel luglio scorso si verificarono nelle carceri di Poggioreale di Napoli.<\/p><p>Colgo l\u2019occasione, malgrado si tratti di una semplice interrogazione, per dire all\u2019Assemblea che mi preoccupo e il mio Ministero si preoccupa di rendere pi\u00f9 umano il trattamento per i detenuti, sia dal punto di vista alimentare (ho disposto un miglioramento delle tabelle alimentari e attendo dal Tesoro la cifra necessaria per poterlo mettere in attuazione) sia dal punto di vista igienico.<\/p><p>Si cerca, nelle trasformazioni carcerarie, di adottare tutte le provvidenze atte a rendere pi\u00f9 igienica la vita dei detenuti.<\/p><p>Dove facciamo nuove istallazioni cerchiamo di mettere bagni e acqua corrente, in modo da rendere pi\u00f9 umana la vita di quei disgraziati che vi sono ricoverati.<\/p><p>Inoltre si cerca anche di far qualcosa dal punto di vista spirituale e per l\u2019elevazione dei detenuti, con conferenze e con l\u2019ausilio, ove possibile, della radio.<\/p><p>Ma soprattutto nel lavoro, io credo che dobbiamo trovare la spinta per la loro rieducazione.<\/p><p>Torno da un Congresso tenutosi a San Remo sulla difesa sociale, in cui sono intervenuti rappresentanti delle diverse Nazioni e a cui hanno partecipato molti studiosi di criminologia. Vengo da questo ambiente e porto con me, profondamente, il senso di umanit\u00e0 col quale dobbiamo cercare di rendere quanto meno penosa possibile l\u2019esistenza dei detenuti durante il periodo di segregazione, cercando con il lavoro di educare questa gente e di redimerla per la vita sociale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pertini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PERTINI. Io non posso dichiararmi sodisfatto della risposta datami dal Ministro Guardasigilli. Il Ministro Guardasigilli ha detto che i giornali che hanno riportato le notizie degli avvenimenti di Poggioreale hanno esagerato. Non mi pare che abbiano esagerato. Anzi, signor Ministro, vorrei dire che lei ha aggiunto qualche cosa di pi\u00f9 grave che invece non \u00e8 stato riferito dai giornali il 22 luglio. Ho qui il <em>Momento Sera<\/em> che parla di un morto fra i detenuti di Poggioreale per le percosse delle guardie carcerarie. Parla di un altro detenuto che \u00e8 stato trovato fra due materassi in istato quasi di soffocamento, e parla di altri detenuti percossi. \u00c8 quello che lei ha detto qui, rispondendo alla nostra interrogazione. Questo vuol dire che i giornali, riportando le notizie degli avvenimenti, non hanno esagerato.<\/p><p>Il Procuratore della Repubblica, subito dopo il fatto avvenuto a Poggioreale, ha tenuto una conferenza stampa. Con una certa leggerezza, oserei dire, il magistrato ha detto che gli episodi avvenuti sono sporadici e non rivestono alcun carattere di gravit\u00e0. Ma c\u2019era un morto! Ma cosa voleva, che si ammazzassero tutti i detenuti di Poggioreale perch\u00e9 i fatti rivestissero una certa gravit\u00e0? Lei stesso ha detto: dato il numero di detenuti, il fatto non riveste una certa gravit\u00e0. Per me \u00e8 gi\u00e0 grave che ci sia stato un morto e che la morte sia stata causata da percosse inferte dalle guardie carcerarie! Per me basta questo. Ma, comunque, onorevole Ministro, non \u00e8 vero che gli episodi di Poggioreale siano sporadici, perch\u00e9 chiss\u00e0 che cosa succede tra le mura delle carceri d\u2019Italia. Noi non lo sappiamo. Noi sappiamo qualche cosa quando, per qualche caso eccezionale, la notizia vien fuori, e vien fuori attraverso quei disgraziati che riescono a far pervenire quelle lettere che lei ha ricevuto. Ma dall\u2019ergastolo di Santo Stefano, dall\u2019ergastolo di Porto Longone lei non sente nessuna notizia, perch\u00e9 laggi\u00f9 la sorveglianza \u00e8 tale che chi tenta far pervenire notizie fuori, vien tolto di mezzo. E parlo per esperienza personale. Sarebbe bene che il posto di Ministro della giustizia fosse occupato da uomini politici che, fra le altre esperienze, avessero anche una esperienza di carattere carcerario. Sarebbe bene che fosse gente che avesse fatto qualche anno in carcere e che avesse questa esperienza. In carcere, onorevole Ministro, si fa questo: si percuote un detenuto; sotto le percosse il detenuto muore, ed allora tutti si preoccupano e si preoccupano non soltanto gli agenti di custodia che hanno percosso il detenuto, ma anche il direttore, il medico, il cappellano e tutti coloro che fanno parte del personale di custodia. Ed allora fanno questo: denudano il detenuto, lo legano all\u2019inferriata e lo fanno trovare cos\u00ec appeso. Viene il medico e fa il referto di morte per suicidio. Questa fu la fine di Bresci. Bresci \u00e8 stato percosso a morte, poi hanno appeso il cadavere all\u2019inferriata della sua cella di Santo Stefano, dove io sono stato un anno e mezzo. Comunque, dopo questi episodi di Poggioreale non \u00e8 vero che non si siano verificati altri episodi, onorevole Ministro. Si sono verificati episodi simili nel carcere di Procida. Due detenuti hanno tentato di evadere e nel tentativo di evasione vennero ripresi. Un detenuto si \u00e8 ferito gravemente ed \u00e8 lasciato morire. Non deve stupire questo, perch\u00e9 appena le guardie carcerarie riescono a mettere le mani addosso ai detenuti che hanno tentato di fuggire, questi difficilmente si salvano dalla loro ira.<\/p><p>Vi \u00e8 stata una protesta di tutti i detenuti di Procida, che hanno fatto l\u2019ammutinamento, rifiutando il cibo. Quando nelle carceri si fanno questi ammutinamenti, vuol dire che qualche cosa di serio \u00e8 avvenuto.<\/p><p>Vi sono stati poi gli episodi denunciati dalla <em>Voce Repubblicana<\/em>, avvenuti a \u00abRegina Coeli\u00bb. Risulta che sono stati ricoverati nell\u2019infermeria dei tubercolosi, e non sono stati curati. Parecchi di questi tubercolosi sono morti perch\u00e9 presi dall\u2019emottisi. Chi \u00e8 stato nel Sanatorio di Pianosa sa che cosa significa questo. Se uno non viene portato immediatamente al pronto soccorso, l\u2019emottisi continua e si ha la morte. Hanno ritardato a portare i detenuti al pronto soccorso, hanno ritardato a chiamare il medico; e due o tre detenuti sono morti. Potrei citare altri episodi: la catena sarebbe molto lunga. Certo \u00e8 che gli episodi di Poggioreale non sono i soli. Che cosa ha detto lei, onorevole Ministro? Mi pare che abbia detto che sono stati presi provvedimenti e i responsabili sono stati messi sotto processo; anche Vincenzo Abate, cio\u00e8 il detenuto che percuoteva, col consenso delle guardie carcerarie. Comunque, voglio aggiungere questo e sono sicuro di non sbagliarmi: probabilmente le guardie carcerarie saranno assolte in istruttoria. Questo \u00e8 sempre accaduto. Poich\u00e9 noi abbiamo fatto la dolorosa esperienza del carcere, valiamoci di questa esperienza.<\/p><p>Al carcere di Pianosa un giorno sono intervenuto a favore di un detenuto comune, percosso da dodici guardie carcerarie, detenuto che sanguinante era ormai caduto a terra svenuto. Dietro il mio intervento, finalmente le guardie carcerarie smisero di percuotere il detenuto. Io protestai, e il direttore voleva mettere le cose a tacere, data la connivenza che c\u2019\u00e8 fra il direttore e le guardie carcerarie.<\/p><p>Dopo aver insistito, venne il giudice di sorveglianza, il quale cerc\u00f2 anch\u2019egli di mettere le cose a tacere. Tra le altre cose, perch\u00e9 io desistessi dalla mia tenacia di voler denunciare la guardia, mi disse: \u00abCaro Pertini, il detenuto che \u00e8 stato percosso \u00e8 un delinquente!\u00bb. Non m\u2019interessa! Anche se io sapessi che questo uomo domani, incontrandomi, volesse usare la sua violenza contro di me, sento il dovere di difenderlo. \u00c8 un \u00abfiglio di mamma\u00bb anche lui, come si dice nell\u2019Italia meridionale; e deve essere rispettato. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Sentito questo, il giudice di sorveglianza ha detto: \u00abVedremo\u00bb. \u00c8 venuto allora il Procuratore del Re di Livorno, il quale, dopo avermi ascoltato, decise di denunciare le guardie. Le guardie sono state denunciate; poi, in istruttoria, sono state tutte assolte. Sono stati invece denunciati il detenuto ed il sottoscritto. Io mi sono preso, oltre la condanna del tribunale speciale, alri 9 mesi per avere difeso questo detenuto percosso da dodici guardie carcerarie. Tutto questo \u00e8 una farsa, una burletta; e sappiamo che si verifica in tutte le carceri d\u2019Italia.<\/p><p>Il Ministro ha detto di aver adottato il provvedimento di trasferimento di quelle guardie carcerarie. Ritiene il Ministro di avere risolto il problema col trasferimento. Quelle guardie andranno a fare in altre carceri quello che hanno fatto nelle carceri di Poggioreale.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Sospesi dal servizio.<\/p><p>PERTINI. Sospesi dal servizio, perch\u00e9 sono sotto giudizio. C\u2019\u00e8 un abuso di ufficio. Bisogna che questa gente sappia che, quando c\u2019\u00e8 abuso di ufficio, non si salvano con l\u2019omert\u00e0 o la connivenza; bisogna colpirli dal lato economico ed allontanarli dall\u2019ufficio.<\/p><p>Il caso di Vincenzo Abate non \u00e8 isolato.<\/p><p>Coloro che cercano di suscitare tali atti di violenza in questi detenuti, che dovrebbero essere rieducati, sono veramente dei miserabili.<\/p><p>Questi disgraziati nel gergo carcerario vengono chiamati \u00abmozzi\u00bb. Ce ne sono nelle carceri di Santo Stefano ed in quelle di Portolongone. Costoro ricevono dalle guardie, in compenso della loro violenza, qualche pagnotta o qualche sigaretta. Soltanto per questo quei detenuti, abbrutiti dall\u2019ambiente, fisicamente e moralmente, finiscono per scendere cos\u00ec in basso, da servirsi della loro forza fisica, che mettono a disposizione delle guardie percuotendo i loro compagni di carcere. Questo avviene in tutte le carceri. Per lo meno in quelle nelle quali io sono stato condotto, ho sempre sentito queste lagnanze da parte dei compagni di pena. Il Ministro ha detto di avere ordinato delle ispezioni.<\/p><p>Ora, ci sono ispezioni ordinarie, quelle del giudice di sorveglianza, ed ispezioni straordinarie, fatte per ordine del Ministro dagli ispettori generali.<\/p><p>Sapete come avvengono queste ispezioni? Il Ministro mi ha detto, dopo la mia protesta fatta altra volta, di essersi recato subito a Regina Coeli. Prendo atto di questo. Ma il Ministro chi ha interrogato? Egli ha interrogato il direttore, il capo guardia, forse anche il cappellano. Naturalmente costoro avranno detto che tutto andava bene. Non \u00e8 costoro che bisogna interrogare; bisogna interrogare i detenuti, non in presenza del capo guardia o del direttore; perch\u00e9, se il detenuto ha qualcosa da dire, in presenza di quella gente non la dice. Le ispezioni vanno fatte in altro modo. Il Ministro dovrebbe farle fare da persone, come noi, che sanno dove andare e cosa devono chiedere: cio\u00e8 andare alle celle di punizione, per vedere come ci si sta e per quali ragioni ci si trova dentro. Si senta pure, per un atto di cortesia o per riguardo, il direttore delle carceri o il comandante delle guardie ed il cappellano; ma bisogna sentire sovrattutto i detenuti e non mettere a verbale altro che quanto \u00e8 stato detto dai detenuti. Se le ispezioni fossero eseguite in questo modo, si verrebbero a scoprire fatti simili a quelli accaduti a Poggioreale. Lei ha parlato di quella che sarebbe una riforma di carattere carcerario. Il fascismo fece qualcosa del genere.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di concludere.<\/p><p>PERTINI. Io ho letto qualcosa sulla riforma carceraria fatta sotto il Ministro Rocco, quando Direttore generale delle carceri era Novelli. Ebbene c\u2019\u00e8 la relazione di Novelli che va letta con grande attenzione. Leggendola si resta stupiti: le guardie carcerarie dovrebbero essere chiamate non pi\u00f9 guardie carcerarie, ma precettori ed istitutori, in quanto le carceri vanno considerate come posti di rieducazione fisica e morale. \u00c8 la teoria, di cui forse ci parler\u00e0 l\u2019amico Persico, della scuola positivista. La relazione di Novelli diceva che la galera non era un posto di pena e che la pena non andava considerata come fine a se stessa, ma le carceri erano dei posti di rieducazione. Sotto il fascismo abbiamo avuto l\u2019episodio famoso di Perugia, in cui Gastone Sozzi \u00e8 stato ucciso cos\u00ec, con i clisteri di tintura di iodio e Rocco Pugliese venne soppresso all\u2019ergastolo di Santo Stefano, quando io ero l\u00ec, al letto di forza. Vi sono tanti altri di questi episodi, i quali dimostrano che questa riforma non \u00e8 stata applicata. Ma io non mi stupisco che una tale riforma il fascismo non abbia realizzata; mi meraviglierei, se mai, del contrario. Il fascismo era un movimento di violenza e non poteva logicamente evitare che si compissero atti di violenza, soprattutto quando questi erano consumati in danno di detenuti politici. C\u2019era un\u2019omert\u00e0, la quale arrivava fino alle ultime guardie carcerarie. Ma io mi stupisco che questo avvenga nella nostra Repubblica, in pieno regime democratico.<\/p><p>Noi questo non dobbiamo permettere nel modo pi\u00f9 assoluto e dobbiamo far s\u00ec che la riforma si compia soprattutto in questo senso e che non resti lettera morta sulla carta. Bisogna che lei, onorevole Ministro, e tutto il Governo, cerchi di trasfondere in chi \u00e8 preposto alla sorveglianza delle carceri il rispetto della persona umana, di qualsiasi detenuto. Su questo voglio insistere: alle guardie carcerarie non deve interessare il reato di cui il detenuto si \u00e8 reso colpevole; questo reato ha interessato il giudice. Il detenuto, dal momento che gli \u00e8 stata inflitta una condanna e che si trova in carcere, non deve rispondere che alla propria coscienza e a Dio, se vi crede, non alle guardie carcerarie. Esse devono vederlo semplicemente come un uomo e come tale va rispettato. Questo vale non soltanto per quanto avviene nella carceri, ma per tutto quanto accade nella vita civile del popolo italiano. Oggi la persona umana non \u00e8 rispettata. Questo lo si deve al fascismo, che ha fatto della violenza una norma di vita del popolo italiano; lo si deve anche alla guerra che, come tutte le guerre \u2013 e noi lo sappiamo e per questo le combattiamo con tanta tenacia \u2013 ridesta gli istinti primordiali e la bestia trionfa sull\u2019uomo. Appunto per questo, se noi vogliamo veramente rinnovare il costume morale e politico del popolo italiano, dobbiamo far di tutto perch\u00e9 la persona umana debba essere rispettata. Questo concetto deve stare alla base della Repubblica e della democrazia e questo concetto deve esser tutelato dalla legge. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Osservo che questi argomenti di grandissima importanza meritano una discussione a fondo. Ripeto quanto ebbi occasione di dire in un\u2019altra seduta: si facciano interpellanze e si svolgano ampiamente questi temi.<\/p><p>PERTINI. Noi non abbiamo fatto che modeste richieste.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che molti abbiano l\u2019impressione che noi ci occupiamo cos\u00ec, <em>en passant<\/em>, di cose tanto importanti.<\/p><p>L\u2019onorevole Calosso ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CALOSSO. Mi manterr\u00f2 nei limiti dell\u2019interrogazione e dir\u00f2 poche parole.<\/p><p>Per quanto concerne la prima parte della mia interrogazione l\u2019onorevole Guardasigilli ha risposto perfettamente; ma non alla seconda, che era in fondo quella che mi interessava di pi\u00f9.<\/p><p>Non era tanto Poggioreale; io domandavo quali provvedimenti di ordine generale intendesse prendere. Ora, come ha suggerito anche l\u2019onorevole Pertini, dato che abbiamo una tradizione secolare di polizia ed anche possiamo dire, attraverso il fascismo, di vilt\u00e0 nelle nostre ossa, questo \u00e8 un problema importante.<\/p><p>Da quando sono tornato in Italia, una sola volta, per caso, sono stato in polizia, e mentre ero l\u00ec, alla porta, quelli che interrogavano, stavano bastonando due persone. Si tratta, a mio avviso, non tanto di interessarsi di Poggioreale \u2013 che \u00e8 importante egualmente \u2013 ma di stabilire che cosa si vuol fare. Ora, dato che colui che \u00e8 punito deve essere redento (questo \u00e8 il concetto a cui ubbidiamo), si dovrebbe dare allo stesso carcerato una rappresentanza democratica (<em>Interruzioni a destra<\/em>), poich\u00e9 bisogna concepire il carcerato non come un individu\u00f2 totalmente fuori del mondo, ma come una persona che ha i suoi diritti, meno quelli che il giudice gli ha tolto.<\/p><p>Quindi, penso che dei Consigli di gestione consultivi o qualcosa di simile potrebbero essere applicati ai carcerati. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>E questi Consigli di gestione consultivi dovrebbero essere ancorati non certo al potere esecutivo, ma alla Camera per esempio, che ha tanti uomini, come l\u2019onorevole Pertini, che conoscono in pratica che cosa \u00e8 il carcere. Oppure, si potrebbero ancorare alla Confederazione del lavoro, poich\u00e9 sono i lavoratori in genere che danno alle carceri il maggior numero dei loro clienti; si potrebbero ancorare all\u2019Azione cattolica, la quale, innegabilmente, ha una missione. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>In questo modo si avrebbe una vera e propria garanzia.<\/p><p>Questo servirebbe poi alla polizia, perch\u00e9 la polizia deve potere agire con forza ed energia, in ogni caso in cui \u00e8 necessario. Non dobbiamo esautorare la polizia, perch\u00e9 questo sarebbe il metodo peggiore.<\/p><p>Credo che la democrazia repubblicana potrebbe risolvere questo problema.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Salerno ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SALERNO. Non metto in dubbio che l\u2019onorevole Guardasigilli abbia fatto tutto quanto era possibile per venire a capo delle responsabilit\u00e0 riguardanti i fatti, innegabilmente gravi, verificatisi nel carcere di Poggioreale. E non metto in dubbio che abbia, con opportunit\u00e0, disposto l\u2019invio di un inquirente, che l\u2019inchiesta sia stata condotta con zelo, e che siano stati sottoposti a procedimento penale gli autori di questi fatti, ma la mia interrogazione, per la verit\u00e0, vorrebbe contenersi entro confini pratici, ed infatti essa tende a sapere se non sia il caso di apprestare le provvidenze necessarie per rendere meno frequenti fatti cos\u00ec gravi come quelli lamentati. Il Ministro di grazia e giustizia ha lasciato comprendere che si tratta di fatti sporadici e isolati. A me pare che siano sporadici e isolati, soltanto perch\u00e9 sporadicamente giungono a nostra conoscenza; ma ce ne sono molti che sfuggono probabilmente alla notoriet\u00e0 e si verificano tuttavia, onde bisogna riconoscere che non sono n\u00e9 rari n\u00e9 infrequenti, tanto pi\u00f9 che io collego a fatti come questi \u2013 consistenti in sevizie e maltrattamenti \u2013 quelli riguardanti il disservizio delle carceri, come si \u00e8 verificato per il carcere di Sant\u2019Efremo a Napoli, dal quale recentemente nove pericolosissimi delinquenti sono evasi, dopo essersi colluttati con alcuni agenti carcerari. E ricordo che poco tempo fa anche l\u2019onorevole Pertini lamentava in quest\u2019Aula altri fatti della stessa gravit\u00e0 degli attuali, avvenuti nel carcere di Regina Coeli. Bisogna, pertanto, concludere che fatti gravi del genere si verificano con una certa frequenza.<\/p><p>Per quanto riguarda le provvidenze da adottare, \u00e8 innegabile che il problema, per essere ampiamente trattato ci farebbe straripare, sicch\u00e9 andremmo certamente molto lontano ed entreremmo in argomenti vasti come oceani; per\u00f2 io credo che per il momento si possa pur dire qualche cosa di concreto.<\/p><p>Io sono certamente dell\u2019opinione dell\u2019onorevole Pertini, che cio\u00e8 sarebbe molto bello trasfondere in ogni agente di custodia il sentimento del massimo rispetto della personabilit\u00e0 del detenuto. Questa \u00e8 una espressione magnifica e sarebbe bellissimo che gli agenti di custodia fossero addirittura dei filantropi, fossero degli educatori. Ma se questa nobilissima aspirazione non pu\u00f2 essere sempre realizzata, c\u2019\u00e8 per\u00f2 qualche organo che pu\u00f2 e deve controllare il personale di custodia e vigilare sull\u2019esecuzione delle condanne. Se non \u00e8 sempre possibile suscitare nell\u2019agente di custodia, con tutta la sua buona volont\u00e0, una coscienza filantropica ed educatrice, credo per\u00f2 che si debba potenziare la legge in virt\u00f9 della quale l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria ha una funzione di controllo sul funzionamento delle carceri. \u00c8 bene che questo controllo sia rafforzato da disposizioni interne e non si riduca a delle visite formali, pari a certe visite di filantropismo che talune dame fanno per le corsie degli ospedali, lasciandosi dietro la scia del loro profumo ed un sorriso fugace. \u00c8 opportuno che siano visite aventi un carattere concreto, tali da mettere in evidenza la volont\u00e0 di esercitare un controllo reale ed efficace.<\/p><p>\u00c8 doveroso che, accanto alle inferriate delle prigioni, siano anche disposti dei cristalli trasparenti, in modo che si veda e si sappia come viene esercitata questa triste funzione demandata allo Stato, la funzione di punire e di emendare punendo. Si sappia per\u00f2 come essa viene compiuta, appunto per le gravi responsabilit\u00e0 e gli eventuali abusi che questa funzione pu\u00f2 comportare.<\/p><p>Non intendo segnalare una deficienza della Magistratura, intendiamoci bene: e men che mai di quella napoletana. Intendo rilevare la necessit\u00e0 di rafforzare il potere di controllo con disposizioni magari interne, e ci\u00f2 in omaggio alla Magistratura e non certo a detrazione di essa.<\/p><p>Sono poi contento, e ne ringrazio il Ministro, di aver sentito riconfermare dalla sua autorit\u00e0 una cosa che anch\u2019io sapevo da tempo, ma che \u00e8 stato bene ripetere in quest\u2019Aula: che cio\u00e8 il potere legislativo, e precisamente i suoi rappresentanti, hanno libert\u00e0 di accesso nelle carceri e facolt\u00e0 di controllo in questa triste funzione demandata allo Stato, la funzione di punire e di far soffrire.<\/p><p>Noi abbiamo detto a proposito della Costituzione, ed io ho sostenuto, che il potere legislativo e il potere giudiziario devono agire in utile contiguit\u00e0. Credo che le disposizioni da me invocate non saranno inutili, n\u00e9 sar\u00e0 inutile che i rappresentanti del popolo concorrano in quest\u2019opera di vigilanza e di alta moralit\u00e0. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PERSICO. Io ringrazio l\u2019onorevole Guardasigilli di aver confermato con la sua precisa e severa risposta quello che i colleghi Pertini, Calosso, Salerno ed io avevamo affermato, in base a quanto risultava dalle inchieste molto esatte e molto accurate dei giornali <em>l\u2019Umanit\u00e0<\/em>, <em>l\u2019Europeo<\/em>, <em>l\u2019Avanti <\/em>ed altri, che hanno preso a cuore questa dolorosa questione.<\/p><p>Mi auguro che l\u2019inchiesta compiuta dar\u00e0 i suoi risultati pratici, e spero che non avvenga quanto diceva poco fa, con esperta previggenza, l\u2019amico Pertini, cio\u00e8 che il processo contro i responsabili vada a finire in una bolla di sapone, come troppo spesso sono finiti simili processi.<\/p><p>Io ricordo un celebre processo della mia prima professione, quello dei cos\u00ec detti complici di Accinito, che fin\u00ec con l\u2019assoluzione di tutti gli imputati, fra i quali era il Direttore generale delle carceri.<\/p><p>Ma poich\u00e9 il Ministro Guardasigilli ha voluto elevare il tono della sua risposta, mi si consenta molto brevemente e rapidamente di fare qualche accenno al regime carcerario italiano e alla auspicata riforma penitenziaria.<\/p><p>Il Guardasigilli, il 20 settembre di questo anno, rispondendo ad una mia interrogazione sul famoso caso del cosiddetto \u00abpazzo in licenza\u00bb, disse che gi\u00e0 il suo predecessore aveva nominato una Commissione di studio per la riforma carceraria.<\/p><p>Non si tratta di formare un nuovo codice, si tratta di umanizzare il regime carcerario, di correggere quel Regolamento del 18 giugno 1931, che non \u00e8 un capolavoro. \u00c8 vero che il Guardasigilli Rocco, firmando la relazione estesa dal Direttore generale Novelli \u2013 che era un magistrato di grande valore \u2013 disse che quel regolamento sarebbe servito di modello a tutte le Nazioni civili, perch\u00e9 rappresentava veramente una delle pi\u00f9 alte realizzazioni del regime. Tutto quello che faceva il regime, del resto, era eccezionale. Veramente il regolamento sarebbe stato abbastanza buono, ma bisogna vedere come in pratica si \u00e8 applicato. In sostanza, \u00e8 rimasto sulla carta. Nelle celle esiste un estratto del regolamento, che sta appeso ad un chiodo e si pu\u00f2 leggere anche per passare il tempo, come ho fatto io, imparandolo quasi a memoria; ma ora occorre che la Commissione nominata risolva la questione rapidamente.<\/p><p>Ha detto il Guardasigilli che egli \u00e8 stato al recente Congresso internazionale per lo studio della difesa sociale, tenuto a S. Remo; purtroppo a quel convegno non ho potuto partecipare, ma condivido le idee che vi sono state affermate. Oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di pena-castigo, di pena-espiazione della colpa o del male: questo concetto \u00e8 superato. Oggi l\u2019origine della delinquenza si deve ricercare in altre cause, nelle tare ereditarie, nelle insorgenze morbose, nelle condizioni ambientali e di famiglia, ecc.: non \u00e8 pi\u00f9 il delitto in s\u00e9 che deve essere studiato, ma deve essere presa in considerazione la personalit\u00e0 del delinquente per adattarvi le sanzioni. \u00c8 quindi tutto un nuovo criterio, al quale dobbiamo informare la nostra opera; \u00e8 tutta una nuova organizzazione che si deve attuare, quella della difesa sociale. Il concetto della pena, del dolore, del castigo, che i penalisti classici ancora vorrebbero sostenere, per noi positivisti \u00e8 invece completamente superato.<\/p><p>Ben diceva il professor Saporito, direttore del manicomio giudiziario di Aversa, in una lettera scrittami in questi giorni, che non vi dovranno essere pi\u00f9 \u00abpenitenziari\u00bb, ma \u00abospedali di criminalit\u00e0\u00bb. Bisogner\u00e0 naturalmente incominciare con il rieducare gli stessi agenti di custodia. Non basta, infatti, che costoro siano efficienti, robusti, che abbiano la necessaria prestanza fisica, il necessario vigore: essi dovranno possedere al massimo le doti spirituali e morali, indispensabili per esercitare efficacemente il loro ufficio delicatissimo.<\/p><p>Anche dal punto di vista igienico, i luoghi di segregazione dovranno essere ben diversi da quelli attuali: non pi\u00f9 quell\u2019immondo \u00abbugliolo\u00bb con le sue mefitiche esalazioni, non pi\u00f9 quegli indecorosi giacigli popolati di insetti. Bisogna che la vita carceraria sia in primo luogo normale, quand\u2019anche la si volesse ancora considerare sotto l\u2019aspetto del castigo, secondo le vedute della scuola retribuzionistica.<\/p><p>Perch\u00e9 poi il carcerato deve diventare un numero, perch\u00e9 egli deve perdere il proprio nome? E perch\u00e9 poi deve vestire quella strana divisa a scacchi, o a righe? Saranno piccolezze, ma hanno pure il loro valore e il loro significato, soprattutto ove si pensi che noi dobbiamo tendere essenzialmente a ricuperare e a restituire redenti al consorzio sociale questi sventurati.<\/p><p>L\u2019onorevole Guardasigilli ha detto poco anzi una cosa giustissima: vi \u00e8 una medicina, quella del lavoro. Orbene, io ho ricevuto proprio oggi un giornale di Venezia che reca una corrispondenza da Padova, nella quale si narra come in quel reclusorio si faccia il pane, si costruiscano biciclette, si fabbrichino mobili e si esercitino molti utili mestieri. Onorevole Ministro, questa \u00e8 la strada buona! Lei che ha tanto cuore, tanta bont\u00e0 d\u2019animo, esamini personalmente il problema, assista da vicino i lavori della Commissione che il suo predecessore ha costituito e che lei ha tanto opportunamente mantenuto, ne affretti la conclusione, ed il nuovo regolamento carcerario costituir\u00e0 un titolo d\u2019onore per la Repubblica e per la democrazia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Faralli, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper sapere quali provvedimenti intende adottare contro coloro che, abusando delle proprie funzioni, si sono resi responsabili dell\u2019arresto di un valoroso comandante partigiano capitano della polizia ausiliaria di Genova. Poich\u00e9 il fatto ha generato un grave malessere d\u2019ordine morale e civico, l\u2019interrogante invoca una rigorosa inchiesta per chiarire le penombre che gli organi del Governo proiettano da qualche tempo sul movimento partigiano e sulle persone dei suoi eroici esponenti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole. Sottosegretario per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> L\u2019arresto di un capitano in attivit\u00e0 di servizio della polizia ausiliaria, quale \u00e8 quello dell\u2019ex comandante partigiano Michele Campanella, cui si riferisce l\u2019interrogazione, \u00e8 davvero gravissimo. Dall\u2019inchiesta, che al riguardo \u00e8 stata subito iniziata, \u00e8 risultato per\u00f2 che il giudice istruttore del tribunale di Alessandria, indagando in ordine a gravi rapine compiute nel 1946 in quella provincia, ebbe a ricercare, quale uno dei responsabili, certo Gino, che si diceva parimenti comandante partigiano.<\/p><p>Ora, il Campanella, quando appunto combatteva coi partigiani, aveva assunto il medesimo pseudonimo del ricercato; e di qui il mandato di cattura; in seguito al quale lo stesso Campanella fu accompagnato ad Alessandria da un ufficiale superiore del suo Corpo e sub\u00ec trentadue confronti. Venne meno in tal modo, data la non identificazione col ricercato, ogni sospetto su di lui, cos\u00ec che egli riprese immediatamente servizio.<\/p><p>Da parte sua l\u2019amministrazione provvedeva a tutelarne come meglio poteva il prestigio e a tutelare insieme il prestigio del Corpo. Intanto veniva iniziata l\u2019inchiesta cui ho accennato e che ha dato le riferite risultanze; malgrado le quali, seri provvedimenti disciplinari sono stati subito presi, ad affermare una volta ancora la necessit\u00e0 per gli organi di polizia di osservare in ogni occasione le norme della pi\u00f9 rigorosa cautela.<\/p><p>Ci\u00f2 detto, mi consenta, per\u00f2, l\u2019onorevole interrogante, di protestare per l\u2019ingiurioso sospetto che egli sembra voler gettare sul comportamento del Governo verso il movimento partigiano, ed i suoi esponenti, contraddetto dai fatti e pi\u00f9 dalla risaputa coscienza che il Governo ha di tutti i valori morali, primo fra questi l\u2019amore per il proprio Paese.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>FARALLI. Mi consenta l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno di non essere completamente sodisfatto della risposta che egli ha dato a proposito dell\u2019arresto del partigiano Gino; non perch\u00e9 io contesti al compagno di cospirazione, onorevole Marezza, la buona fede in quello che egli ha detto; sta di fatto, per\u00f2, che di \u00abGini\u00bb nel movimento partigiano \u2013 e qui siamo molti partigiani in questo settore della Camera \u2013 ve ne erano a centinaia nelle nostre formazioni. Sta di fatto pure che il prefetto di Genova, che il questore di Genova si erano opposti all\u2019arresto o al fermo del comandante Campanella; si erano opposti, adducendo fra l\u2019altro che il Campanella, in due anni da che era comandante di una compagnia di polizia ausiliaria, non si era mai allontanato da Genova. Prescindendo, quindi, anche dalle capacit\u00e0 morali, dalla probit\u00e0, dall\u2019onest\u00e0 del Campanella, vi erano dei dati inequivocabili su cui non poteva esservi dubbio.<\/p><p>Gli \u00e8, onorevole Sottosegretario per l\u2019interno, che nel desiderio di colpire Gino non si pensava di arrestare il supposto capo di una banda di ladri, ma si voleva umiliare il partigiano, perch\u00e9 Gino aveva comandato la brigata \u00abSeverino\u00bb, una delle pi\u00f9 gloriose brigate garibaldine che avevano concorso alla liberazione di Genova. Ed \u00e8 bene \u2013 giacch\u00e9 siamo in argomento \u2013 che ce lo ricordiamo noi partigiani e che lo ricordiamo un po\u2019 anche ai signori colleghi della Camera, e qualche volta ai signori del Governo, come Genova sia stata una delle grandi citt\u00e0 italiane che si \u00e8 liberata da sola, senza gli inglesi e senza gli americani; s\u2019\u00e8 liberata da tedeschi e fascisti soltanto con le sue forze partigiane e con la forza indomita del suo popolo. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gino era un po\u2019 il vessillifero dei partigiani genovesi; Gino aveva organizzato la polizia ausiliaria in perfetta disciplina; a Gino rispondevano tutti i militi della sua compagnia; Gino aveva portato un afflato di fraternit\u00e0 partigiana anche nelle compagnie di polizia. Gino, insomma, era il partigiano che aveva saputo dimostrare che, come in montagna si faceva la guerra per liberare la patria dai tedeschi e dai fascisti, cos\u00ec, nell\u2019interno della vita civile, della vita pacifica del Paese, si poteva assolvere con perfetta consapevolezza il proprio dovere di soldati e di funzionari nel nome e per l\u2019avvenire della nuova Italia.<\/p><p>Ebbene, quando il prefetto ed il questore fecero sapere al Procuratore della Repubblica di Alessandria che quel Gino che egli aveva richiesto non poteva essere il Gino che egli ricercava, il Procuratore della Repubblica, forse forte di un rapporto dell\u2019Arma dei carabinieri, volle egualmente tradurre ad Alessandria il comandante Campanella. E non solo lo fece tradurre, ma, malgrado le testimonianze del prefetto e del questore, lo fece sottoporre ad un confronto con trentadue delinquenti arrestati che si trovavano nelle carceri di Alessandria. Lo ha detto lei, onorevole Sottosegretario!<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Non delinquenti, ma arrestati.<\/p><p>FARALLI. Comunque, trentadue individui arrestati perch\u00e9 supposti facenti parte di una banda di grassatori. Evidentemente, onorevole Sottosegretario, l\u2019intenzione era quella di offuscare il movimento partigiano, di proiettare su di esso un\u2019ombra con l\u2019arresto di uno dei suoi elementi migliori quale facente parte di una associazione a delinquere. Era questa l\u2019intenzione, se non palese nascosta tanto che tutto il popolo genovese si dichiar\u00f2 pronto a battersi se da parte dell\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria non fosse stato rimesso in libert\u00e0 il comandante Gino e non gli fosse stato restituito, assieme alla libert\u00e0, il riconoscimento di quella indiscutibile probit\u00e0 nota a tutti, autorit\u00e0 e popolo, a Genova e ad Alessandria!<\/p><p>Il Sottosegretario si rammarica che io abbia nella mia interrogazione, appalesato il dubbio sulla intenzione delle autorit\u00e0 governative di volere scalfire il movimento partigiano. Mi consenta l\u2019onorevole Marazza, che \u00e8 stato anche lui partigiano, mi consenta l\u2019onorevole Marazza che conosce tutti i sacrifici che hanno fatto i partigiani: quando avvengono episodi di questo genere, evidentemente da qualche parte ci deve essere le volont\u00e0 di adombrare la probit\u00e0, l\u2019onest\u00e0, la forza morale e civile del movimento partigiano!<\/p><p>Io avrei desiderato che il Governo avesse preso qualche provvedimento contro i responsabili di un sopruso di questa natura e non si fosse limitato a dire che \u00e8 stata fatta una inchiesta e che il comandante Gino \u00e8 stato rilasciato. Io avrei desiderato e con me lo avrebbero desiderato tutti i partigiani d\u2019Italia, che il Governo avesse precisato che, quando si commettono errori come questo, non si \u00e8 pi\u00f9 degni di essere procuratori della Repubblica n\u00e9 comandanti di carabinieri, se comandante \u00e8 quello che ha fatto il rapporto contro il capitano Campanella. E ricordi l\u2019Assemblea, ricordi il Governo che il Gino che si ricercava \u00e8 stato arrestato alcuni giorni fa assieme ai componenti della banda di grassatori. La questura di Genova ha dovuto emanare un comunicato, pubblicato dalla stampa, nel quale \u00e8 detto che l\u2019arrestato \u00e8 un delinquente comune e non \u00e8 partigiano!<\/p><p>Intanto, signori, contro i partigiani si era tentato di gettare un\u2019ombra di discredito che avvelenava l\u2019ambiente di tutti i volontari della libert\u00e0 e anche un po\u2019 il popolo italiano! Non sono perci\u00f2, sodisfatto, onorevole Marazza, della risposta che ella mi ha dato, perch\u00e9 avrei voluto che si fossero presi provvedimenti contro i responsabili di questi errori, perch\u00e9 sono errori che si ripetono troppo sovente, perch\u00e9 contro il movimento partigiano si \u00e8 troppo infierito disconoscendo i suoi meriti e i suoi eroismi. Il movimento partigiano \u2013 si voglia o non si voglia \u2013 \u00e8 una forza morale ed una forza civica: il movimento partigiano \u00e8 oggi una forza che nessuno pu\u00f2 contestare, perch\u00e9 deriva dal sacrificio, perch\u00e9 \u00e8 quella forza che ha liberato l\u2019Italia dal fascismo e dai tedeschi e che ha ridato un nuovo volto al nostro Paese e l\u2019onore alla nostra bandiera.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Faralli, la prego, venga alla conclusione.<\/p><p>FARALLI. Ho finito onorevole Presidente. Del movimento partigiano se ne parla poco, si parla poco \u2013 troppo poco \u2013 di questo movimento a cui tutti dovremmo inchinarci perch\u00e9 \u00e8 il movimento che ha ridonato all\u2019Italia il suo onore, alla nostra bandiera il significato di fraterna solidariet\u00e0 tra gli italiani. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Marazza, vecchio compagno di cospirazione, lo sa, \u00e8 bene che lo sappiano tutti i signori del Governo, \u00e8 bene che lo sappiano tutti gli onorevoli colleghi: il movimento partigiano non si scalfisce licenziando, come si sta facendo continuamente, i partigiani dalla polizia, non si scalfisce licenziando i partigiani dai posti cui erano stati chiamati dai comitati di liberazione; il movimento partigiano non si diminuisce se si allontana qualche esponente dai posti di responsabilit\u00e0; il movimento partigiano, dicevo, \u00e8 una forza viva di civismo e di lavoro.<\/p><p>Il movimento partigiano egregi amici \u00e8 una fiamma che non si spegne. Il movimento partigiano caro Presidente \u00e8 una fiamma alla quale tutte le notti migliaia e migliaia di morti e di eroi porta il tributo del proprio amore. Caro Marazza, onorevoli signori del Governo, il movimento partigiano \u00e8 la fiamma che guida e guider\u00e0 il popolo italiano verso le sue lotte, verso le sue vittorie, per l\u2019avvenire del nostro Paese. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Cartia, ai Ministri dell\u2019interno e di grazia e giustizia, \u00abper conoscere quali provvedimenti intendano adottare rispettivamente nei confronti degli organi di polizia di Vittoria e del pretore di Vittoria, in relazione al loro passivo od ostruzionistico comportamento di fronte alla esplicita ed insistente richiesta dei dirigenti la Sezione del Partito socialista lavoratori italiani di Vittoria, diretta a conseguire la immediata reintegra nel possesso del locale della Sezione, dal quale sono stati spogliati con violenza e nottetempo dal barone Antonio Patern\u00f2 di Vittoria, che ci\u00f2 facendo ha commesso reato. Sta di fatto che il barone Patern\u00f2, locante del vano adibito a sede della Sezione del P.S.L.I, in Vittoria, pretendeva il rilascio del locale entro fine luglio e, anzich\u00e9 rivolgersi all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, con la tradizionale mentalit\u00e0 baronale siciliana, provvide con suoi uomini (i non tramontati armigeri feudali) all\u2019occupazione violenta dei locali. I dirigenti della Sezione del P.S.L.I., rispettosi della legalit\u00e0 democratica, desistendo dal primo impulso di farsi ragione direttamente, si sono rivolti alle autorit\u00e0 provinciali e locali, sollecitando l\u2019immediato intervento della pubblica sicurezza per la reintegrazione del possesso delittuosamente violato, salvi in seguito gli apprezzamenti giudiziari di merito, e la pubblica sicurezza si \u00e8 limitata a svolgere una inutile pratica burocratica, senza intervenire nei confronti del barone violatore della legge. Il pretore dal suo canto, investito del caso con regolare ricorso, mentre in un primo tempo, di fronte alla clamorosa notoriet\u00e0 del fatto delittuoso, disponeva la reintegrazione infra le ventiquattro ore nel possesso, successivamente e senza disporre nemmeno notifica, accettando un motivo di peregrina formalit\u00e0 inerente al contratto di locazione, e se mai discutibile in sede di merito, disponeva la sospensiva del precedente giusto ed opportuno provvedimento, in base al quale intanto, essendo trascorso invano il termine in esso fissato, gli iscritti alla Sezione procedevano alla diretta immissione in possesso. I fatti vanno apprezzati politicamente in relazione all\u2019ambiente, perch\u00e9 la conclusione sostanziale che se ne trae \u00e8 che in Sicilia ai baroni riesce sempre possibile usare prepotenze e violenze senza che contro di esse vi siano tempestivi ed opportuni interventi delle autorit\u00e0, per quelle rapide riparazioni di giustizia, che sono essenziali alla fiducia nella democrazia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Rispondo all\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Cartia il quale ha consumato una intera pagina per farci sapere un fatto che \u00e8 un piccolo episodio della vita locale.<\/p><p>Dalle informazioni e dal rapporto ricevuto si tratta di questo: che un tal barone Patern\u00f2 di Vittoria dette in locazione per tre mesi un vano terraneo di un fabbricato della citt\u00e0 di Vittoria all\u2019avvocato Foti a titolo personale, ma con la destinazione a sede del Partito socialista dei lavoratori italiani, sezione locale, con l\u2019impegno che alla scadenza avrebbe restituito questo locale che serviva al Patern\u00f2 per deposito di derrate agricole.<\/p><p>Alla scadenza dei tre mesi il Patern\u00f2 richiese il locale; non avendolo il Foti rilasciato, il Patern\u00f2, arbitrariamente, senza ricorrere all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, con quella forma che l\u2019onorevole interrogante dice di audacia baronale siciliana, prese il possesso, introducendo le carrubbe dei suoi fondi. Ne \u00e8 seguito un procedimento civile ed un procedimento penale. Non \u00e8 esatto che nessuno si sia occupato del Patern\u00f2, perch\u00e9 gli furono imposte le dimissioni dalla carica di conciliatore che aveva nel comune di Vittoria, e queste dimissioni furono richieste dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e furono accettate con decreto 20 settembre dal Primo Presidente della Corte di appello di Catania appunto per questo fatto arbitrario, perch\u00e9 non si doveva fare uso di violenza nell\u2019esercizio delle proprie funzioni. Si \u00e8 poi svolto nei suoi confronti anche un procedimento penale e dai telegrammi che ho ricevuto risulta che il giudizio sar\u00e0 celebrato il 5 dicembre. Quindi non \u00e8 esatto che alla violenza di questo signore siano state sorde le autorit\u00e0 locali, le quali, invece, hanno preso provvedimenti adeguati al suo atto di sopruso.<\/p><p>Per quanto riguarda la causa civile, noi ci rimettiamo all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. C\u2019\u00e8 una causa civile di merito, una causa possessoria; il Pretore immise gi\u00e0 in possesso la sezione del Partito socialisti dei lavoratori italiani e per quanto riguarda e l\u2019azione possessoria e l\u2019azione di merito, l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria decider\u00e0, e su questo punto credo che l\u2019interrogante potr\u00e0 attendere con fiducia l\u2019azione della giustizia, la quale nel Mezzogiorno, in Sicilia come in ogni parte d\u2019Italia, cerca di adempiere pienamente il proprio dovere nei confronti di tutti i cittadini senza farsi influenzare n\u00e9 da caste n\u00e9 da autorit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Nulla ho da aggiungere a quanto \u00e8 stato dichiarato dall\u2019onorevole Ministro della giustizia.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CARTIA. Mi dichiaro parzialmente sodisfatto. Nei confronti del Ministro dell\u2019interno la mia interrogazione cade, e devo dare atto anche che il Prefetto, sollecitato da me, intervenne prontamente e premurosamente. Ma qui c\u2019\u00e8 qualche cosa di pi\u00f9. Non \u00e8 un problema di merito nell\u2019amministrazione della giustizia: \u00e8 un problema politico, e non \u00e8 un piccolo episodio. In Sicilia ancora la nostra vita \u00e8 fatta di piccoli episodi simili. Tutto quello che dice il Ministro va bene, ma i provvedimenti sono stati presi successivamente alla mia interrogazione. Io pregherei il Ministro di controllare le date. Si sono mosse le autorit\u00e0, ma dopo l\u2019interrogazione, ed in Sicilia non c\u2019\u00e8 un deputato per ogni paese che faccia una interrogazione per ogni episodio del genere per far funzionare le autorit\u00e0. \u00c8 una vecchia mentalit\u00e0 degli organi del Governo, sia pure per tradizione storica, di usar riguardi ai baroni. Questo barone di cui si discute non si rivolse all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, ma pens\u00f2 di farsi ragione da s\u00e9 con uomini suoi e ricorrendo alla forza privata. \u00c8 questo che non vuole entrare in testa a questi signori, che cio\u00e8 l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria \u00e8 fatta appunto per evitare l\u2019esercizio della forza privata. Questo barone invadendo il locale, e facendosi giustizia da s\u00e9 provoca una sezione di lavoratori socialisti senza tener conto di eventuali reazioni. Noi potevamo legittimamente rioccuparlo, quel locale, ma io ho detto: diamo noi una lezione democratica: rivolgiamoci all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. La prefettura con piena comprensione ha agito dietro mio intervento. L\u2019autorit\u00e0 giudiziaria ag\u00ec in un primo tempo e ripieg\u00f2 subito dopo revocando il provvedimento che l\u2019opportunit\u00e0 e la legge imponevano. D\u2019altra parte, il pretore, sul quale il Ministro non mi ha detto nulla, \u00e8 imparentato con famiglie che non sono certo simpatizzanti verso quelli che hanno idee semplicemente evoluzionistiche ed \u00e8 intimo del giudice conciliatore, che \u00e8 quello stesso signore che ha commesso reato ricorrendo alla violenza.<\/p><p>Questo domando al Ministro che \u00e8 anche un giurista: vero \u00e8 che i locali della sezione sono stati locati <em>ad personam<\/em> all\u2019avvocato Foti, ma per destinarli a sezione del Partito socialista lavoratori italiani. Il possesso \u00e8 quindi, del rappresentante la sezione. Il pretore revoc\u00f2 il provvedimento di reimmissione in possesso del Segretario del Partito socialista lavoratori italiani per ragioni cavillose apprezzabili in sede di merito e lasci\u00f2 nel possesso abusivo l\u2019arbitrario occupante potendo determinare disordine pubblico, perch\u00e9 i lavoratori della sezione volevano rioccuparla con azione diretta.<\/p><p>Il pretore si mostra sensibile alle pressioni del colpevole, che, come ho detto, \u00e8 anche il conciliatore. Ora domando: perch\u00e9 aspettare che ci sia un deputato che faccia una interrogazione e cerchi di muovere il Governo per riparare quello che pu\u00f2 essere un piccolo episodio ma che, riportato alla mentalit\u00e0 siciliana, rivela un sistema? Ecco perch\u00e9 domandavo quali provvedimenti si intendono prendere. Il conciliatore \u00e8 stato invitato a dimettersi, mentre invece doveva essere destituito. Per il pretore non \u00e8 stato preso nessun provvedimento; ed io segnalo al Ministro di grazia e giustizia l\u2019opportunit\u00e0 che quanto meno detto magistrato, imparentato a Vittoria e che ha mostrato incertezze di condotta apprezzabili come una sua debolezza ad influenze ambientali, sia destinato altrove.<\/p><p>Ripeto: sono parzialmente sodisfatto, ma attendo un provvedimento che restituisca ai cittadini di Vittoria la convinzione che quando i magistrati mostrano in una sede delle debolezze, possono anche cambiare aria. Sarebbe un provvedimento a difesa e tutela della democrazia, di cui in Sicilia c\u2019\u00e8 particolare bisogno. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che l\u2019onorevole Ministro dei trasporti, non potendo essere presente, ha pregato di rinviare le seguenti interrogazioni:<\/p><p>Sansone e Caso, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere per quali valide ragioni non debba effettuarsi la domenica il servizio dell\u2019autolinea Napoli-Piedimonte d\u2019Alife; il che costringe la popolazione di quella zona a servirsi di autolinee private che effettuano il servizio in concorrenza con la linea sovvenzionata\u00bb;<\/p><p>Cevolotto, Cianca, Lussu, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere in base a quali ragioni \u00e8 stata concessa la carta gratuita di libera circolazione di prima classe sulla intera rete ferroviaria dello Stato al signor Giovanni Host Venturi, ex Ministro del regime fascista\u00bb;<\/p><p>Morini e Sampietro, al Ministro dei trasporti, \u00abper sapere se si ha l\u2019esatta sensazione della gravissima situazione cui si \u00e8 ridotta la classe dei ferrovieri, trattenendo, sul mensile di ottobre, tutte le anticipazioni fatte nei mesi precedenti; e per chiedere che venga immediatamente corrisposta una nuova anticipazione \u2013 proporzionalmente minore al complesso di quelle rimborsate \u2013 da restituire ratealmente in quattro-cinque mesi\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Sono molto sorpreso. Il signor Ministro tecnico dei trasporti crede di potere all\u2019ultimo momento avvertire che non sar\u00e0 presente, e di poter rinviare l\u2019interrogazione. Il signor Ministro dei trasporti dovrebbe essere a disposizione dell\u2019Assemblea. Agendo cos\u00ec, egli manca di riguardo non a me \u2013 il che non avrebbe nessuna importanza, n\u00e9 mi degnerei di rilevarlo \u2013 ma manca di riguardo all\u2019Assemblea. Per questo, io protesto.<\/p><p>PRESIDENTE. La sua protesta sar\u00e0 comunicata al Ministro dei trasporti.<\/p><p>A richiesta degli interroganti, sono rinviate le seguenti interrogazioni:<\/p><p>Varvaro, ai Ministri dell\u2019interno e di grazia e giustizia, \u00abper sapere: 1\u00b0) se \u00e8 a loro conoscenza che da quattro anni la popolazione di Montelepre \u00e8 posta in blocco fuori legge dalle autorit\u00e0 di polizia preposte alla lotta contro il banditismo, le quali si comportano \u2013 e talvolta lo dichiarano senza infingimenti \u2013 come se tutti i seimila abitanti di quella cittadina fossero dei banditi o dei loro complici; senza tener conto del fatto che la stragrande maggioranza \u00e8 costituita da galantuomini e onesti agricoltori e che di essa fanno parte uomini che onorano i pubblici impieghi, la Magistratura e la scienza. Che nel corso delle indagini e dei rastrellamenti indiscriminati vengono commessi soprusi di ogni genere, senza alcun rispetto per la libert\u00e0, per il domicilio, per la propriet\u00e0 e per la vita stessa dei cittadini; 2\u00b0) se questo avviene per ordini del Ministero dell\u2019interno e in quale misura \u00e8 voluto, permesso o tollerato dalla Magistratura; 3\u00b0) se e quali provvedimenti intendano adottare perch\u00e9 a Montelepre si ripristino la legalit\u00e0 e il rispetto della legge; 4\u00b0) se non intendano provvedere all\u2019accertamento imparziale e severo dello stato di cose denunziato, dandone mandato a funzionari non suscettibili di influenze di ufficio, solleciti soltanto della ricerca della verit\u00e0 e ispirati dal sentimento del dovere\u00bb.<\/p><p>Lopardi, ai Ministri dell\u2019interno, delle finanze e dell\u2019agricoltura e foreste, \u00abper conoscere se siano a cognizione delle furiose grandinate e conseguenti piene che hanno devastato nel mese di settembre ed in alcuni territori ripetutamente in giorni diversi le gi\u00e0 fiorenti campagne di Lanciano (frazione Sant\u2019Onofrio), Atessa, Casalbordino, Vasto, Ortona a Mare, Villalfonsina, Fossacesia, Rocca San Giovanni, il dorsale collinoso di Chieti, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, Pizzoferrato, Pennapiedimonte, Tollo, Canosa Sannita, Poggiofiorito, Orecchio e di numerose altre localit\u00e0 della provincia di Teramo, distruggendo il raccolto totalmente per migliaia di ettari ed arrecando danni per centinaia e centinaia di milioni, con la conseguente miseria di quelle laboriose popolazioni; e quali provvedimenti intendano adottare per almeno attenuare la loro iattura, avvalendosi dei decreti-legge 28 settembre 1930 e 30 marzo 1933, o adottando \u2013 di urgenza, come \u00e8 suggerito dalla gravit\u00e0 eccezionale del caso \u2013 speciali ed adeguati provvedimenti\u00bb.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Silipo al Ministro del tesoro, \u00abper sapere se non ritenga opportuno recedere dalla decisione di non accogliere la legittima richiesta dei segretari degli istituti medi, i quali da tempo hanno chiesto il passaggio dal gruppo <em>C<\/em>, in cui ingiustamente si trovano, al gruppo <em>B<\/em>, e ci\u00f2 per porre fine ad una condizione di inferiorit\u00e0 ingiustificabile. L\u2019interrogante fa notare che il Ministro della pubblica istruzione, interrogato, ha riconosciuto giusta l\u2019aspirazione della categoria ed ha dichiarato che aveva predisposto uno schema di provvedimento inteso a migliorarne la carriera, nel quale era incluso l\u2019inquadramento del personale, di cui si parla, nel gruppo <em>B<\/em>, ma che il Ministro del tesoro non aveva dato il proprio assenso\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> In effetti il Ministero della pubblica istruzione ha a suo tempo inoltrato al Ministero del tesoro uno schema di provvedimento inteso, fra l\u2019altro, a sostituire le attuali tabelle di classificazione che, per il personale delle scuole medie classiche, prevedono uno sviluppo di carriera dal grado 12\u00b0 al grado 11\u00b0 del gruppo <em>C<\/em>, con nuove tabelle intese a consentire al personale medesimo la carriera dal grado 11\u00b0 al grado 8\u00b0 del gruppo <em>B<\/em>; e cio\u00e8 l\u2019elevazione di gruppo e di tre gradi dell\u2019ordinamento gerarchico. Il Ministero del tesoro non ha potuto assecondare l\u2019iniziativa per le seguenti ragioni: l\u2019inquadramento del personale statale in un determinato gruppo \u00e8 in relazione al titolo di studio, titolo che \u00e8 stabilito in rapporto alle mansioni attribuite ai vari gruppi, e la proposta elevazione di gruppo e di gradi non risulta giustificata, in relazione ai compiti affidati ai segretari degli istituti di istruzione media classica, che consigliarono a suo tempo di inquadrare il personale, di cui trattasi, nel gruppo <em>C<\/em>.<\/p><p>Infatti, per i segretari degli istituti di istruzione media classica l\u2019allegato 1 del decreto legislativo 11 novembre 1923, n. 2395, prescrive il diploma di scuola media inferiore, mentre per i segretari degli istituti di istruzione media tecnica l\u2019articolo 6 del decreto 16 ottobre 1934, n. 1840, prescrive il diploma di scuola media superiore.<\/p><p>Inoltre, \u00e8 da rilevarsi che, in corrispondenza della diversit\u00e0 dei titoli richiesti per le due distinte categorie di segretari, diverse sono pure le funzioni attribuite a ciascuna di esse. Ai segretari degli istituti di istruzione media classica sono attribuiti compiti e responsabilit\u00e0 di minore impegno rispetto a quelli dei segretari degli istituti di istruzione media tecnica, i quali istituti, come \u00e8 noto, ai sensi dell\u2019articolo 3 della legge 15 giugno 1931, n. 889, sul riordinamento dell\u2019istruzione media tecnica, godono di autonomia amministrativa.<\/p><p>Sta di fatto che i segretari degli istituti di istruzione media classica svolgono, sotto la vigilanza del preside, un\u2019attivit\u00e0 meramente esecutiva; ad esempio scritturazione delle pagelle, dei registri scolastici, ecc.; mentre i segretari degli istituti di istruzione media tecnica, oltre ad assolvere i compiti comuni a tutti i segretari, curano la gestione di tutti i beni finanziari e patrimoniali, che costituiscono le dotazioni degli istituti, le quali, specialmente per gli istituti agrari e per quelli industriali, che risultano dotati di azienda e di officina, raggiungono diversi milioni. La accennata diversit\u00e0 dei compiti attribuiti ai segretari dei due tipi di istituti \u00e8 confermata dalle norme che regolano l\u2019assegnazione dei segretari. Invero, per l\u2019articolo 11 della legge 1\u00b0 luglio 1940, n. 899, perch\u00e9 ad una scuola media classica possa essere assegnato un segretario di ruolo \u00e8 richiesta la presenza di una popolazione scolastica non inferiore ai 150 alunni, mentre, per l\u2019articolo 42 della citata legge n. 889 del 1931, gli istituti e le scuole di istruzione media tecnica, dotati di azienda e di officina, devono avere sempre un segretario di ruolo, qualunque sia l\u2019entit\u00e0 della popolazione scolastica.<\/p><p>La iniziativa del Ministero della pubblica istruzione \u00e8 apparsa inoltre in contrasto con le direttive, di cui alle circolari della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 16 maggio 1945 e 6 agosto 1946, che fanno divieto alle amministrazioni di proporre modifiche agli ordinamenti del dipendente personale, per non pregiudicare, mediante parziali modifiche, l\u2019attuazione della riforma dell\u2019amministrazione statale, n\u00e9 pu\u00f2 considerarsi in armonia con l\u2019avviso espresso il 17 settembre 1947 dalla prima Commissione permanente dell\u2019Assemblea Costituente per l\u2019esame dei disegni di legge, la quale, in sostanza, ha affermato che la legislazione concernente la pubblica istruzione \u00e8 una materia complessa, che \u00e8 inopportuno venga modificata senza una approfondita discussione parlamentare.<\/p><p>L\u2019iniziativa non si limita, fra l\u2019altro, a migliorare la carriera ed il trattamento economico dei segretari, perch\u00e9 \u00e8 diretta anche ad istituire il ruolo degli applicati di segreteria ed a ridurre il numero degli alunni necessari per l\u2019assunzione di un secondo impiegato di segreteria. La proposta quindi, ove accolta, importerebbe circa lire cento milioni annui di maggiore spesa, il che risulta in contrasto con i voti formulati dalle Commissioni permanenti dell\u2019Assemblea Costituente per l\u2019esame dei disegni di legge, affinch\u00e9 le spese dello Stato siano contenute il pi\u00f9 possibile ed il Governo traduca in termini concreti, senza deroghe di sorta, la politica di risanamento finanziario.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SILIPO. Non sono affatto sodisfatto della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario al tesoro.<\/p><p>Anzitutto debbo dichiarare che la valutazione della funzione dei segretari, fatta dall\u2019onorevole Sottosegretario, \u00e8 in contrasto con quello che ha dichiarato pubblicamente il Ministro della pubblica istruzione, il quale, rispondendo ad una mia interrogazione in proposito, ha detto testualmente queste parole: \u00abin considerazione delle condizioni dei segretari di scuola media, che sono ben note a questo Ministero, il quale, per rispondere alle giuste aspirazioni della categoria (sono dunque riconosciute giuste queste aspirazioni, onorevole Sottosegretario), ma pi\u00f9 ancora in considerazione dell\u2019importanza e della delicatezza delle funzioni affidate ai segretari&#8230;\u00bb. Mi sembra che il Ministro della pubblica istruzione, il quale ha cos\u00ec valutato l\u2019opera dei segretari delle scuole medie, sia pi\u00f9 competente del Ministero del tesoro a dare un giudizio in merito. Perci\u00f2 io non posso accettare, anzi rigetto in maniera categorica, le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Sottosegretario. D\u2019altra parte, se il Ministero della pubblica istruzione riconosce legittime le richieste e se ritiene che la funzione dei segretari abbia carattere di estrema delicatezza, perch\u00e9 dobbiamo attendere la riforma di tutto l\u2019apparato burocratico dello Stato per venire incontro ai legittimi desiderata della categoria? Onorevole Sottosegretario, non ritengo affatto opportuno che si debba perder tempo e si debba rinviare <em>sine die<\/em> un problema che pu\u00f2 essere risolto, ed anche relativamente presto. Non riesco a capire. I casi sono due: o si ritiene che i segretari delle scuole medie chiedono una cosa giusta, e, se chiedono una cosa giusta, \u00e8 chiaro che debbono essere accontentati senza attendere il poi, o che la loro richiesta non sia giusta, ed allora non va accolta. Ma, ripeto, in questo caso \u00e8 bene che il Ministro del tesoro si metta d\u2019accordo col collega della pubblica istruzione nella valutazione delle funzioni dei segretari degli istituti medi. C\u2019\u00e8 poi la solita ristrettezza di bilancio; mi perdoni, onorevole Sottosegretario, ma si tratta di cos\u00ec poco, perch\u00e9 sono cos\u00ec pochi i segretari, i quali dovrebbero essere sistemati nella categoria a cui hanno diritto di appartenere, che non \u00e8 certo la somma occorrente per questa sistemazione che possa creare perturbamenti d\u2019importanza nel bilancio dello Stato italiano.<\/p><p>Perci\u00f2 insisto di nuovo nel chiedere di voler riesaminare, con l\u2019oculatezza e l\u2019obiettivit\u00e0 necessarie, il caso. Non si dimentichi che c\u2019\u00e8 un grande malumore: se io mi rendo interprete dei sentimenti dei segretari delle scuole medie, \u00e8 perch\u00e9 essi si sono rivolti a me, da tutte le parti d\u2019Italia. Tengo ad aggiungere anzi che in un loro recente congresso ebbero le assicurazioni sulla revisione della loro condizione. Ed allora perch\u00e9 non si deve dar prova di spirito di comprensione e dimostrare che lo Stato italiano rende giustizia a chi la chiede? Perch\u00e9 non far cessare uno stato di. cose che discredita tutti?<\/p><p>Il Ministro della pubblica istruzione riconosce giuste le aspirazioni dei segretari delle scuole medie a tipo classico. Che si vuole di pi\u00f9 per effettuare il passaggio di gruppo? E non si tratta soltanto di passaggio di gruppo, ma anche di elevazione di grado. Nella categoria di gruppo <em>C<\/em>, in cui si trovano oggi, essi non raggiungono che il grado XI, mentre altri della stessa categoria e con gli stessi titoli arrivano anche al grado VIII!<\/p><p>Sembra giusto ed umano tutto ci\u00f2? Io la prego, onorevole Sottosegretario, di rendersi interprete del mio pensiero presso l\u2019onorevole Ministro del tesoro e riprendere in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 di sostituire le attuali tabelle di classificazione delle scuole medie con tabelle pi\u00f9 eque e cio\u00e8: passaggio dal gruppo <em>C<\/em> al gruppo <em>B<\/em> ed elevazione di tre gradi nell\u2019ordinamento gerarchico. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Silipo, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper sapere se non ritenga opportuno estendere ai contadini dell\u2019Italia meridionale l\u2019amnistia gi\u00e0 concessa a quelli del Centro-Nord per i fatti avvenuti in occasione dell\u2019occupazione e della concessione delle terre incolte o insufficientemente coltivate\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Confesso di non aver compreso con chiarezza a quale genere di amnistia si riferisca l\u2019onorevole interrogante, perch\u00e9 egli domanda di estendere alle provincie meridionali l\u2019amnistia gi\u00e0 concessa a quelle del Centro-Nord per i fatti avvenuti in occasione dell\u2019occupazione e della concessione delle terre incolte o insufficientemente coltivate.<\/p><p>Che io sappia, noi abbiamo avuto un decreto presidenziale 25 giugno 1947, n. 513 (che fu emesso dall\u2019attuale Gabinetto, ma che era gi\u00e0 stato deliberato dal Gabinetto precedente, di cui faceva parte, mi pare, l\u2019onorevole Silipo come Sottosegretario) in cui venne concessa l\u2019amnistia per i reati commessi in relazione alle vertenze agrarie ed in applicazione di quelle vertenze che furono regolate col cosiddetto lodo De Gasperi. Un primo progetto fu fatto con la estensione anche per i reati che si fossero verificati per l\u2019occupazione delle terre non coltivate o insufficientemente coltivate, ma questa parte non fu compresa nel decreto e quindi il decreto stesso di amnistia si limit\u00f2 soltanto ai fatti delittuosi commessi in occasione delle vertenze mezzadrili, che furono poi esaurite col lodo De Gasperi.<\/p><p>Quindi, se fosse cos\u00ec, non sarebbe questione di estendere una amnistia che non c\u2019\u00e8. In altri termini, il decreto presidenziale del 25 giugno 1947, per deliberazione espressa da quel Consiglio dei Ministri, escluse la estensione di questo tipo di reato in relazione a queste determinate circostanze. Ed allora, non si tratta di estendere una cosa che non esiste.<\/p><p>Credo che l\u2019interrogante sia caduto in un equivoco. Siccome non esiste l\u2019amnistia, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di estenderla. D\u2019altra parte, se l\u2019amnistia esistesse, non ci sarebbe bisogno di interrogare il Ministro della giustizia per farla estendere, ma l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria avrebbe il compito di applicarla.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Silipo ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SILIPO. Chiedo scusa all\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia, se non sono stato chiaro nell\u2019espressione, io non sono un avvocato. Ma vorrei sapere per quale motivo, mentre per i mezzadri dell\u2019Italia settentrionale si sent\u00ec il bisogno di concedere l\u2019amnistia, per i contadini di Calabria questo bisogno non \u00e8 stato sentito. Onorevole Ministro, da noi le cose vanno molto male. Capisco molto bene che da noi non c\u2019\u00e8 quella preparazione politica che c\u2019\u00e8 nel Nord; comprendo molto bene che potrebbe essere questo un argomento di speculazione per intimidire le nostre masse contadine che, in preda alla superstizione e all\u2019analfabetismo, potrebbero restare depresse ancora una volta. Non voglio fare apprezzamenti, che mi spingerebbero alla seguente conclusione: non si \u00e8 estesa l\u2019amnistia ai braccianti agricoli dell\u2019Italia meridionale per esercitare un\u2019azione intimidatrice su di una massa che preme e chiede che le sia riconosciuto il diritto al lavoro, che siano applicate in pieno \u2013 e secondo lo spirito informatore \u2013 i decreti sulla concessione delle terre incolte o insufficientemente coltivate. Non si \u00e8 estesa l\u2019amnistia per compiacere gli agrari affamatori e sabotatori della ripresa dell\u2019economia nazionale, costringendo gente, che ha fame di terra, ad andare da un paese ad un altro per le pratiche di processi mastodontici, destinati a cadere per l\u2019inconsistenza del presunto reato.<\/p><p>Cos\u00ec non sar\u00e0, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 azione tanto intimidatrice da potere, ancora una volta, far curvare la schiena ad un popolo che s\u2019\u00e8 svegliato, che ha acquistato piena coscienza dei suoi doveri e dei suoi diritti.<\/p><p>Non voglio \u2013 ripeto \u2013 fare apprezzamenti. Io, soltanto, ai suoi dubbi, onorevole Ministro, pongo questa domanda: perch\u00e9, mentre per i mezzadri dell\u2019Italia settentrionale e centrale si sent\u00ec il bisogno di concedere un\u2019amnistia, per i contadini dell\u2019Italia meridionale questo bisogno non \u00e8 stato sentito? Che cosa c\u2019\u00e8 di diverso tra gli uni e gli altri? Vuole dare una risposta, onorevole Ministro, a questa mia domanda?<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Io ringrazio l\u2019onorevole interrogante di avere preso atto che la interrogazione si riferisce ad una eventuale nuova amnistia da concedersi, dato che l\u2019attuale amnistia non comprende affatto la possibilit\u00e0 di estensione per i reati compiuti in occasione di occupazione arbitraria di terre incolte, perch\u00e9 il problema dell\u2019amnistia fu limitato esclusivamente a quei reati che si riferiscono alle vertenze mezzadrili. Ora il fatto che non esiste questa amnistia non \u00e8 una colpa che si pu\u00f2 addossare a me o all\u2019attuale Gabinetto perch\u00e9 questa amnistia fu deliberata dal Gabinetto precedente. Io non ho fatto che attuare le pubblicazioni della legge in quanto essa era gi\u00e0 passata alla Corte dei conti.<\/p><p>SILIPO. C\u2019era un decreto Gullo per l\u2019amnistia, che \u00e8 stato presentato al Consiglio dei Ministri e che poi fu soggetto a modifiche.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>\u00c8 proprio questo.<\/p><p>SILIPO. E queste modifiche furono fatte dal Gabinetto del quale lei fa parte, onorevole Ministro.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Pu\u00f2 darsi che il Ministro proponente avesse esteso l\u2019amnistia per altri reati, ma \u00e8 anche vero che al Consiglio dei Ministri, di cui faceva parte anche il Ministro Gullo, fu deciso in quella maniera.<\/p><p>Questo risulta dagli atti, \u00e8 cio\u00e8 che questa proposta iniziale fu modificata dal Consiglio dei Ministri, ma con l\u2019intervento del Ministro proponente, cosicch\u00e9 in questi limiti fu firmato il provvedimento e fu da me soltanto successivamente registrato.<\/p><p>Ormai la questione \u00e8 chiusa: il provvedimento di amnistia \u00e8 quello che \u00e8. Se lei domandasse a me di fare altri provvedimenti di amnistia, io le risponder\u00f2 che questi provvedimenti non dipendono soltanto da un Ministro ma dall\u2019intero Governo e dal Capo dello Stato. Inoltre penso che il Governo non possa estendere il provvedimento, specialmente ora che l\u2019Assemblea Costituente ha disposto speciali norme per quanto riguarda l\u2019indulto e l\u2019amnistia.<\/p><p>SILIPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SILIPO. Mi attendevo questo <em>fin de non recevoir<\/em>, ma volevo ancora nutrire la illusione che il \u00abno\u00bb non sarebbe stato cos\u00ec categorico. Forse sono stato troppo ingenuo ad attendermi dall\u2019attuale Governo un provvedimento simile, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 questa: lei, il Governo attuale e, per quanto riguarda l\u2019applicazione di una legge e di una amnistia, la magistratura italiana, oggi, sono troppo occupati nel proteggere, nel difendere, nell\u2019assolvere la delinquenza fascista e neofascista per rendere giustizia ai lavoratori. (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> S\u00ec, soltanto questo voglio dire io: si \u00e8 troppo occupati a proteggere, a difendere ed assolvere i suddetti messeri, per trovare il tempo di rendere giustizia, quella \u00abvera\u00bb, a chi la chiede. Per conto mio, non chiedevo l\u2019amnistia come atto di clemenza \u2013 gli autentici lavoratori non ne hanno bisogno \u2013 ma come atto di giustizia, ed \u00e8 quello che \u00e8 stato loro negato, qui, oggi (<em>Approvazioni a sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Seguono due interrogazioni dell\u2019onorevole Lami Starnuti:<\/p><p>ai Ministri di grazia e giustizia e dell\u2019interno, \u00abper sapere quali provvedimenti intendano prendere per impedire che si continui, senza alcun ritegno, a mezzo di agenzie e di giornali, una illecita attivit\u00e0 diretta a violare il decreto legislativo luogotenenziale 12 ottobre 1945, n. 669, il quale vorrebbe impedire che nelle sublocazioni di immobili e nelle cessioni di affitto si compiano le peggiori speculazioni ai danni di chi cerca una casa\u00bb;<\/p><p>al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere gli intendimenti del Governo circa il blocco degli affitti\u00bb.<\/p><p>Segue una interrogazione dell\u2019onorevole Pressinotti al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper sapere se rispondano a verit\u00e0 le notizie apparse sulla stampa circa un imminente sblocco degli affitti; e se, nella eventualit\u00e0 che sia in preparazione un provvedimento del genere, non ritenga opportuno presenti le condizioni in cui verrebbero a trovarsi tante categorie di cittadini e in particolare quelli a reddito fisso (statali, pensionali, ecc.) e i lavoratori in genere\u00bb.<\/p><p>Queste interrogazioni, trattando lo stesso argomento, possono essere svolte congiuntamente. L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Effettivamente, si tratta di interrogazioni connesse, per quanto distinte.<\/p><p>Per quanto riguarda la prima interrogazione dell\u2019onorevole Lami Starnuti, non c\u2019\u00e8\u2019 dubbio che le attivit\u00e0 delle agenzie e dei giornali miranti a facilitare la ricerca di alloggi, in se stessa, \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 utile, specialmente nelle grandi citt\u00e0.<\/p><p>Se per\u00f2 nell\u2019esplicazione di tale attivit\u00e0 si viola la norma dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 19 del decreto legislativo 12 ottobre 1945, riguardante il divieto di indennit\u00e0 di buona uscita, del rilievo di mobili, ecc., le agenzie e i dirigenti dei giornali commettono un concorso nel delitto punito e previsto dalla legge.<\/p><p>Tuttavia, la pubblicazione in se stessa, se pu\u00f2 costituire un concorso nell\u2019evento, occorre sempre che l\u2019evento avvenga. D\u2019altra parte, \u00e8 difficile precisare, dal punto di vista giuridico, l\u2019esattezza di questo concorso e se realmente si verifichi con la semplice pubblicazione.<\/p><p>Comunque, la questione dovrebbe essere esaminata dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria competente.<\/p><p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che le autorit\u00e0 giudiziarie competenti, per quanto mi consta, non sono state mai investite di questo problema, ed \u00e8 difficile che ne siano investite, dal momento che si tratta di un rapporto quasi occulto fra persone conniventi nell\u2019atto, le quali hanno tutte le ragioni di non far sapere ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<\/p><p>Ad ogni modo, non si pu\u00f2 che richiamare l\u2019attenzione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, perch\u00e9, trattandosi di reato perseguibile di ufficio, si intensifichino le investigazioni; d\u2019altra parte, richiamer\u00f2 anche l\u2019attenzione del Ministero dell\u2019interno affinch\u00e9 cerchi di denunziare all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria agenzie e giornali che cerchino di collaborare in questa forma di reato che, specie in questo momento, rende assai pi\u00f9 grave ed insolubile il problema di trovare una casa.<\/p><p>Per quanto riflette il richiamo dell\u2019onorevole Lami Starnuti al problema degli affitti, siccome questo riguarda l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Lami Starnuti e di altri colleghi, io non posso, almeno per il momento, che dire questo: siccome, con il 31 dicembre prossimo, vengono a scadere i provvedimenti gi\u00e0 predisposti dai precedenti Gabinetti, occorrer\u00e0 nuovamente provvedere al riguardo. La maniera per\u00f2 con cui sar\u00e0 provveduto \u00e8 tuttora allo studio ed io non posso quindi darvene oggi alcun preannuncio, in primo luogo perch\u00e9 ancora, come ho detto, non v\u2019\u00e8 nulla di preparato; in secondo luogo, perch\u00e9, quando anche vi fosse gi\u00e0 un provvedimento predisposto, non potrei parimenti farvene cenno, giacch\u00e9 ogni decisione pu\u00f2 essere soltanto presa dal Consiglio dei Ministri che \u00e8 l\u2019organo deliberante.<\/p><p>Posso comunque assicurare, che cercheremo di conciliare nel migliore modo possibile le esigenze della vita di coloro che si trovano nelle case e le esigenze della propriet\u00e0 edilizia, soprattutto anzi dello sviluppo edilizio, dal punto di vista di un sempre maggior incremento di costruzioni ed anche per risvegliare un settore che \u00e8 certamente il pi\u00f9 importante e il pi\u00f9 efficace per dar lavoro ai disoccupati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lami Starnuti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Ringrazio l\u2019onorevole Guardasigilli della sua risposta alle mie interrogazioni. Riconosco esatto quanto egli ha detto rispetto alla prima di esse. \u00c8 certo che l\u2019attivit\u00e0 da me denunziata e che l\u2019onorevole Guardasigilli ha riconosciuto sussistere, non \u00e8 ancora reato: tanto vero che io l\u2019ho qualificata soltanto illecita e non delittuosa; ma poich\u00e9 trattasi di un\u2019attivit\u00e0 di preparazione ad un reato, penso che l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza avrebbe il dovere di intervenire.<\/p><p>Per questa ragione io avevo diretto la interrogazione, oltre che all\u2019onorevole Ministro Guardasigilli, anche all\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno: volevo appunto richiamare l\u2019attenzione di questo su tale attivit\u00e0 da parte di privati, di agenzie e di giornali, intesa ad eludere e a violare il decreto legislativo del 1946.<\/p><p>\u00c8 certo che quasi sempre, questi delitti, che si consumano con l\u2019imporre l\u2019onere del rilievo dei mobili o il pagamento di grosse buonuscite, rimangono occulti e non vengono a conoscenza n\u00e9 dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria n\u00e9 dell\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza.<\/p><p>Ma, dal momento che la preparazione a questi delitti avviene pubblicamente, l\u2019autorit\u00e0 di conseguenza ha il diritto e il dovere di intervenire prima che il delitto sia perfezionato e consumato. Le agenzie che si occupano di affari rappresentano certo di regola un\u2019attivit\u00e0 utile \u00e8 non si pu\u00f2 vietarle; ma dipendendo esse dalla discrezionalit\u00e0 della pubblica sicurezza, questa ha modo, volendo, di intervenire per imporre loro la rinunzia a quegli affari che non sono leciti, che sono anzi preparazione a un reato.<\/p><p>Penso del pari che l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza potrebbe intervenire anche presso le amministrazioni dei giornali per richiamarle alla moralit\u00e0 ed all\u2019onest\u00e0 dei loro avvisi pubblici. Quando io leggo, in giornali rispettabilissimi di Milano e di Roma, che un determinato inquilino \u00e8 disposto a cedere il suo appartamento dietro rilievo del mobilio a prezzi ingentissimi, mi vien fatto di domandare: ma l\u2019autorit\u00e0 politica, non legge, come leggiamo noi, gli avvisi economici dei giornali? E se li legge, perch\u00e9 non interviene a fare opera doverosa di prevenzione?<\/p><p>L\u2019onorevole Guardasigilli ha dato assicurazioni che questa speciale attivit\u00e0 illecita da me denunciata sar\u00e0 d\u2019ora in poi seguita&#8230;<\/p><p>PERSICO. E perseguita!<\/p><p>LAMI STARNUTI. Seguita per perseguirla! Ed io mi affido alla sua promessa.<\/p><p>La mia seconda interrogazione riguarda un argomento molto pi\u00f9 ampio e molto pi\u00f9 vasto. Io mi proponevo, presentando l\u2019interrogazione, non soltanto di richiamare l\u2019attenzione del Ministro e del Governo su questo ponderoso argomento, ma di ricevere qualche notizia circa gli intendimenti del Governo per la risoluzione del problema. L\u2019onorevole Guardasigilli mi dice che gli studi non sono ancora compiuti, che il Consiglio dei Ministri non si \u00e8 ancora occupato dell\u2019argomento; e a me non resta che prendere atto delle sue dichiarazioni.<\/p><p>Ma io avevo letto nella stampa la sostanza di un provvedimento legislativo che pareva quasi pronto; e allora io ho presentato la mia interrogazione. Mi pareva altres\u00ec rispondente a un\u2019alta esigenza politica che l\u2019Assemblea Costituente conoscesse in tempo utile il programma del Governo in materia.<\/p><p>Io non desidero, e credo che con me non lo desiderino gli altri colleghi dell\u2019Assemblea, che un provvedimento circa gli affitti sia maturato esclusivamente nell\u2019ambito del Governo, e che l\u2019Assemblea Costituente si trovi il 31 dicembre prossimo davanti ad un provvedimento legislativo preso dal Governo, con i poteri di urgenza, senza nemmeno sentire la Commissione legislativa della nostra Assemblea. \u00c8 una materia quella degli affitti che interessa cos\u00ec profondamente e cos\u00ec largamente la popolazione italiana, che non pu\u00f2 essere sottratta per intiero alla legittima rappresentanza della Nazione. Non soltanto il Governo deve contribuire alla risoluzione del problema, ma vi deve contribuire anche l\u2019Assemblea attraverso i suoi organi, con i suoi propositi e con le sue idee. In verit\u00e0, noi non potremmo essere favorevoli ad un immediato sblocco degli affitti, definitivo e totale.<\/p><p>L\u2019onorevole Guardasigilli, amabilmente capovolgendo l\u2019interrogazione, ha detto che ascolter\u00e0 volentieri i consigli, le proposte, i propositi nostri; di modo che diventiamo un po\u2019 noi gli interrogati. Se l\u2019onorevole Presidente consente, e io non abuser\u00f2 della sua condiscendenza, dir\u00f2 pochissime cose, e brevissimamente, sulla materia.<\/p><p>L\u2019onorevole Guardasigilli non ha bisogno che io richiami i precedenti legislativi: me li pu\u00f2 insegnare e li trova certamente nel suo ufficio legislativo.<\/p><p>La crisi degli alloggi, il problema degli affitti, il problema del blocco e dello sblocco non \u00e8 la prima volta che si presenta al Paese. Anche nell\u2019altra guerra si present\u00f2 in maniera pi\u00f9 o meno cruda, ma con esigenze quasi uguali alle attuali. L\u2019altra volta impiegammo 10 anni a ritornare alla libert\u00e0 degli affitti. Soltanto nel 1928, con decreto del 3 giugno, si dettarono le ultime disposizioni restrittive e si stabil\u00ec che la libert\u00e0 nella negoziazione delle case avesse luogo dopo il 30 giugno del 1930. Dal 1919 al 1930 noi avemmo uno sblocco graduato, lento, durante il quale si tenne conto delle esigenze molteplici di tutta la nostra popolazione.<\/p><p>Perfino il governo fascista non ebbe il coraggio \u2013 assunto il potere \u2013 di dichiarare subito la completa libert\u00e0 degli affitti. Il fascismo era stato sussidiato anche dai proprietari delle case e nel suo fardello portava anche la promessa della libera contrattazione; pure, appena legifer\u00f2 in materia, e lo fece immediatamente con decreto 7 gennaio 1923, circond\u00f2 la dichiarata libert\u00e0 degli affitti di tante cautele, che in fatto la libert\u00e0 non vi fu. Il decreto del 7 gennaio 1923 cre\u00f2 commissioni arbitrali, per risolvere le controversie fra inquilini e proprietari di case e per determinare l\u2019equa pigione.<\/p><p>Ci\u00f2 nonostante, quella limitata libert\u00e0 diede luogo a gravi abusi, per cui locali di abitazioni rimanevano vuoti in seguito alle pretese esorbitanti di affitto richieste dai proprietari mentre molti rimanevano senza casa e senza tetto. E gli abusi e le pretese furono cos\u00ec gravi che il governo fascista si trov\u00f2 costretto nel febbraio 1924 a restringere ancora la libert\u00e0 delle contrattazioni, e a dare ai prefetti la facolt\u00e0 di requisire quei locali che restavano vuoti per le esorbitanti pretese dei padroni di case.<\/p><p>Veda l\u2019onorevole Guardasigilli e veda il Governo come una affrettata liberazione delle propriet\u00e0 immobiliari da ogni vincolo potrebbe essere fonte di danni e di inconvenienti per tutti i cittadini.<\/p><p>Io comprendo la situazione delle propriet\u00e0 edilizie. Certamente, i proprietari di case si trovano in una condizione disgraziata vedendo andar perduti tutti, o quasi, i loro redditi; ma penso che, a differenza di altri investimenti di ricchezza, la casa ha potuto conservare per intiero il suo valore capitale che nel volgere di brevi anni, man mano che questa bardatura necessaria verr\u00e0 alleggerita e soppressa, dar\u00e0 di nuovo il suo reddito naturale. Riconosco che questa prospettiva non basta ad allietare chi ha bisogno oggi, e non domani, del suo reddito; ma nelle condizioni politiche ed economiche in cui si trova il Paese lo sblocco degli affitti sarebbe pericoloso e pernicioso. Noi dobbiamo tenere presenti le condizioni in cui si trovano migliaia di famiglie con reddito modesto, pensionati, impiegati, operai, piccoli professionisti, insegnanti. A tutta questa gente, i cui redditi non sono sufficienti per le esigenze pi\u00f9 elementari della vita il Governo ha il dovere di conservare almeno la tranquilla sicurezza di una abitazione e di un tetto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pressinotti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PRESSINOTTI. Io non mi posso dichiarare n\u00e9 sodisfatto, n\u00e9 insoddisfatto in quanto ho presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e feci la richiesta di una risposta urgente.<\/p><p>Me la si promise nella giornata di luned\u00ec di questa settimana, poi si rimand\u00f2 a quest\u2019oggi pomeriggio, e vedo che l\u2019interrogato non \u00e8 presente.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma \u00e8 presente il Ministro di giustizia.<\/p><p>Veda, onorevole Pressinotti, perch\u00e9 sappia come vanno le cose: risponde il Governo per bocca dell\u2019organo competente, anche se il deputato fa una interrogazione ad un Ministro di sua scelta.<\/p><p>PRESSINOTTI. Vorrei far presente che \u00e8 un argomento di troppa importanza; \u00e8 un argomento di carattere economico-sociale; \u00e8 un argomento che deve essere dibattuto in quest\u2019Assemblea; \u00e8 un argomento che deve essere dibattuto e dall\u2019Assemblea e dalle Commissioni specifiche; \u00e8 un argomento che interessa milioni e milioni di italiani; \u00e8 un problema sul quale noi dobbiamo discutere e sul quale il Governo deve dire la sua opinione; non acuire le apprensioni di tanti cittadini italiani che vedono approssimarsi la scadenza del blocco sugli affitti con terrore. Perci\u00f2 mi permetta, signor Presidente, di mantenere la mia interrogazione e di attendere la risposta dal Presidente del Consiglio o almeno da parte dell\u2019onorevole Sottosegretario di Stato Andreotti.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Io ho fatto brevissime dichiarazioni a nome anche del Presidente del Consiglio esponendo alla Camera la situazione reale dei fatti. Il Governo ancora non ha predisposto un testo da presentare all\u2019Assemblea, ma certamente, prima di varare qualunque provvedimento definitivo, (poich\u00e9 \u00e8 un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore prima del 31 dicembre e, quindi, dovrebbe essere pubblicato molto tempo prima) non mancher\u00e0 di presentarlo alle Commissioni dell\u2019Assemblea Costituente in tempo perch\u00e9 venga esaminato. Questo \u00e8 l\u2019impegno che il Governo prende. Quindi niente di improvvisato, niente che possa precipitare una situazione che tutti quanti riconoscono e che il Governo non pu\u00f2 non riconoscere, di una tale ampiezza quale l\u2019onorevole Lami Starnuti l\u2019ha indicata. Con questi chiarimenti possiamo essere tutti sodisfatti nel senso che le mie dichiarazioni non potevano essere precise nel contenuto, perch\u00e9 io stesso non so quando il Governo predisporr\u00e0 il provvedimento. Comunque esso verr\u00e0 preparato in tempo perch\u00e9 le Commissioni possano esprimere il loro parere.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione delle onorevoli Merlin Angelina, Rossi Maria Maddalena, Noce Teresa, Bei Adele, Montagnana Rita, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper avere spiegazioni sull\u2019incidente avvenuto in occasione delle recenti dimostrazioni popolari, a Lecce, durante le quali gli agenti di polizia percossero una donna al punto da cagionarle il parto prematuro\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente nessuna delle interroganti si intende che vi abbiano rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Morini, al Ministro delle finanze, \u00abper conoscere se non si ritiene urgente ed indispensabile \u2013 in rapporto e riferimento al decreto legislativo 29 marzo 1947, n. 177 \u2013 emanare disposizioni le quali: <em>a<\/em>) permettano anche ai comuni interessati il controllo sui cinematografi, contemplato nell\u2019articolo 62 del testo unico 30 dicembre 1933, n. 3276; <em>b<\/em>) modifichino radicalmente l\u2019attuale procedura di versamento dei contributi ai comuni; procedura che attualmente rende utilizzabili i proventi spettacoli solo a distanza di anni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro delle finanze ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Per quanto riguarda la richiesta dell\u2019onorevole interrogante che il controllo sulla riscossione dei diritti erariali sia affidato ai comuni, occorre tener presente che i diritti erariali sugli spettacoli cinematografici bench\u00e9 devoluti ai comuni dal decreto-legislativo 29 marzo 1947, n. 177, conservano sempre la natura di tributo erariale e come tali devono restare assoggettati ai normali organi di controllo dello Stato. Occorre aggiungere che nell\u2019opera di vigilanza gli agenti della Societ\u00e0 italiana autori ed editori, a cui \u00e8 affidato l\u2019accertamento e la riscossione dei diritti erariali, sono affiancati dai funzionari dell\u2019amministrazione finanziaria, dal personale ispettivo per la polizia tributaria investigativa, dagli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa del corpo della guardia di finanza, dall\u2019arma dei carabinieri, dai funzionari e agenti di pubblica sicurezza, per cui l\u2019onorevole interrogante vorr\u00e0 riconoscere che si sia giustamente perplessi in ordine alla proposta di aggiungere altri organi preposti a questo controllo.<\/p><p>Per quanto riflette la procedura di pagamento del tributo, il ritardo giustamente lamentato, finora verificatosi nella liquidazione delle quote di compartecipazione spettanti per gli anni 1944-45 e 1946, \u00e8 dipeso dalle contingenze di guerra che non hanno permesso alla Societ\u00e0 italiana autori ed editori di poter completare e trasmettere in tempo debito al Ministero delle finanze i relativi rendiconti. Detta societ\u00e0 ha assicurato, a seguito delle sollecitazioni fatte in queste ultime settimane, che il riparto delle percentuali spettanti nel periodo 1944-46 e primo trimestre 1947 \u00e8 stato ultimato, cosicch\u00e9, siccome sono stati gi\u00e0 ottenuti i fondi dal Ministero del tesoro, sar\u00e0 subito provveduto all\u2019emissione dell\u2019ordine di accreditamento a favore delle Intendenze le quali provvederanno al pagamento. Per quanto riflette il periodo successivo a quello sopra indicato, la Societ\u00e0 degli autori sta predisponendo la liquidazione dei diritti spettanti ai singoli comuni; e appena la Direzione generale delle tasse sar\u00e0 in possesso dei prospetti di riparto e dei relativi conti, provveder\u00e0 alla erogazione delle somme. L\u2019inevitabile ritardo dovuto alle accennate difficolt\u00e0 di raccogliere gli elementi relativi alla riscossione del periodo bellico e alla complessit\u00e0 delle liquidazioni da ripartire tra circa 7000 comuni, ha indotto l\u2019amministrazione ad esaminare la possibilit\u00e0 di affidare per l\u2019avvenire, per maggior speditezza, anche il servizio di pagamento alla stessa Societ\u00e0 degli autori con disposizione che sar\u00e0 introdotta nelle modifiche da apportare alla legislazione sulla finanza locale. Assicuro l\u2019onorevole interrogante che proprio in questi giorni si sta studiando il provvedimento legislativo che dovrebbe dar corpo a questa proposta di modifica.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORINI. La risposta del Ministro delle finanze non \u00e8 completamente sodisfacente per me e nemmeno, certamente, per i comuni che sono i maggiori interessati nella questione da me sollevata. La legge del marzo 1947 ha il lodevole intento di fornire ai comuni \u2013 soprattutto ai comuni deficitari \u2013 i mezzi per far fronte ai loro bisogni. Lodevole intenzione, a cui mi pare non risponda il modo di attuazione.<\/p><p>I due punti a cui io accennavo nella mia interrogazione e a cui ha risposto l\u2019onorevole Pella sono: controllo degli incassi dei cinematografi, e modo di versamento delle percentuali spettanti ai comuni sugli incassi dei cinematografi stessi.<\/p><p>Sulla prima parte, la risposta del Ministro \u00e8 stata completamente negativa. Non \u00e8 la parte pi\u00f9 importante; ma all\u2019osservazione del Ministro, tendente a dimostrare che vi \u00e8 gi\u00e0 un tale cerchio di controlli per cui non \u00e8 pi\u00f9 necessario il controllo dei comuni, mi permetto di osservare semplicemente questa circostanza: questi controlli sono stati costituiti quando nelle riscossioni e nella divisione delle percentuali i comuni non avevano nessun interesse; e appunto in rapporto a queste ripartizioni di percentuali di incasso \u00e8 stato costituito il sistema di controlli ancora vigente. Oggi i comuni sono i maggiori interessati nella ripartizione, perch\u00e9 la percentuale a favore dei comuni \u00e8 altissima. Non c\u2019\u00e8 nessuna ragione perch\u00e9 i comuni non abbiano il diritto di vedere cosa succede, se si d\u00e0 questo diritto alla Societ\u00e0 degli autori che ha una percentuale molto minore. Ad ogni modo, la questione sostanziale non \u00e8 tanto quella dei controlli quanto quella del tempo entro il quale queste percentuali devono arrivare. E su questo punto la risposta del Ministro \u00e8 in parte sodisfacente. Ma noi attendiamo sempre i fatti; perch\u00e9, purtroppo, parecchie volte abbiamo avuto promesse, ma successivamente non sono venute le disposizioni. \u00c8 pacifico che i comuni \u2013 lo ha riconosciuto il Ministro Pella \u2013 non ricevono queste somme, di modo che l\u2019inconveniente gravissimo in cui incespica la finanza comunale \u00e8 questo, che si mette in bilancio un determinato incasso, e non si sa poi se si potr\u00e0 usarlo, perch\u00e9 queste somme arrivano in ritardo. Infatti, abbiamo avuto conferma dalle dichiarazioni del Ministro che ai comuni italiani non sono arrivati gli incassi del 1944-45; e non sono ancora arrivati gli incassi del 1\u00b0 trimestre del 1947, quelli cio\u00e8 stabiliti dalla legge del 1947 stessa. Ora, tutto questo costituisce un sistema attraverso cui il bilancio comunale si trova sempre in una situazione fluida di incertezza, perch\u00e9 non sa di quali introiti si potr\u00e0 disporre.<\/p><p>Il Ministro Pella ha detto che \u00e8 allo studio un sistema pi\u00f9 snello. Mi permetto di raccomandare che \u2013 se non sar\u00e0 possibile arrivare ai versamenti diretti degli introiti \u2013 si cerchi, per evitare l\u2019enorme perdita di tempo attraverso i vari passaggi, altro sistema, in virt\u00f9 del quale, in attesa del calcolo preciso delle somme spettanti ai comuni, si versino acconti, per esempio i nove decimi dell\u2019ammontare definitivo, salvo conguaglio; in modo da dare ai comuni una sicurezza di bilancio, di cui essi oggi non possono godere.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Villabruna, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper sapere se, di fronte alla palese e riconosciuta imperfezione delle disposizioni di legge vigenti in tema di procedimenti a carico di ex fascisti imputati di collaborazionismo, alla quale imperfezione \u00e8 dovuto il costante susseguirsi di decisioni giudiziarie disformi e contradittorie, le quali commuovono sfavorevolmente l\u2019opinione pubblica e pregiudicano il prestigio della giustizia, non ravvisi la necessit\u00e0 urgente di un provvedimento legislativo, che, eliminando e correggendo le deviazioni e le anomalie delle vigenti norme di legge, limiti l\u2019intervento della giustizia punitiva ai soli casi di delinquenza comune occasionati da motivi politici\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia<\/em> c <em>giustizia. <\/em>L\u2019onorevole interrogante si riferisce a decisioni difformi e contradittorie, che si sarebbero prese nell\u2019applicazione della legge a carico di ex fascisti, imputati di collaborazionismo, e ritiene che tali incertezze siano conseguenza della imperfezione della legge vigente.<\/p><p>Mi permetto osservare all\u2019onorevole interrogante, che \u00e8 esimio penalista del foro torinese, che le incertezze si sono avute non tanto nell\u2019applicazione della legge del 27 luglio 1944, n. 159, contenente sanzioni contro il fascismo, ma soprattutto nell\u2019applicazione del decreto presidenziale 22 giugno 1946, col quale venne concessa amnistia per molte figure di reati, comprese in quella legge.<\/p><p>Ora, \u00e8 difficile stabilire quanta parte di tali incertezze sia dovuta alla formulazione non estremamente precisa \u2013 dobbiamo riconoscerlo tutti \u2013 del decreto di amnistia e quanta alle uniformi e costanti vedute del giudice, chiamato ad applicare la legge.<\/p><p>Certo, una costanza ed uniformit\u00e0 nelle decisioni giudiziarie, tanto nel campo civile come in quello penale, si raggiunge dopo un certo periodo, in cui gli stessi fatti vengono al giudizio di giudici e si incanalano secondo le decisioni dell\u2019organo supremo dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>Per questi reati, i quali non erano tipici del nostro Codice, ma di eccezione, non era facile trovare un\u2019applicazione sempre costante ed uniforme; tanto pi\u00f9 che poi, come l\u2019onorevole interrogante deve ben comprendere, si adattano a situazioni di tempo e di ambiente, che modificano sostanzialmente anche la portata di questi reati di collaborazione ad un determinato regime, di una determinata situazione politica ormai superata e che non trovano pi\u00f9 corrispondenza nei tempi successivi. Tutte queste incertezze, secondo me, derivano da questi fatti. Anzitutto dal fatto di una legge emanata unicamente nel 1944, in un determinato clima ed in vista di una determinata situazione, per certi reati che non sono pi\u00f9 continuati, ma finiti nel tempo, e che trova, in tempo successivo, degli ambienti e delle situazioni completamente diversi. Ma soprattutto penso che \u00e8 derivata dall\u2019applicazione della legge e del decreto presidenziale sull\u2019amnistia, il quale, avendo gi\u00e0 estinti i reati, salvo gli elementi ostativi, ha determinato su questa situazione degli elementi ostativi, la discrepanza della giurisprudenza, e non soltanto di quella periferica, cio\u00e8 delle Corti di assise, ma anche degli organi centrali. Cosa si pu\u00f2 fare per rimediare a questa situazione? Ritiene ella possibile intervenire e modificare i provvedimenti dell\u2019amnistia? Non credo che nessuno di noi lo possa pensare, in quanto la legge \u00e8 ormai superata nel tempo ed i reati da essa contemplati sono tutti elencati e, del resto, restano ormai poche persone da giudicare in base a quella legge.<\/p><p>Io penso che ci si trova dinanzi ad una situazione di eccezione, che noi possiamo benissimo superare, in quanto si tratta dell\u2019eredit\u00e0 di una guerra e di un regime ormai superato. Noi dobbiamo cercare di rinnovare la societ\u00e0 italiana, ma bisogna provvedervi con altri sistemi e ritornare alla normale giurisdizione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>VILLABRUNA. Riconosco che le spiegazioni dell\u2019onorevole Guardasigilli sono abili ed accomodanti. Per\u00f2 avrei preferito una risposta pi\u00f9 esplicita e pi\u00f9 rassicurante.<\/p><p>Qui non c\u2019\u00e8 di mezzo una questione politica, siamo perfettamente d\u2019accordo; c\u2019\u00e8 per\u00f2 di mezzo una questione grave e preoccupante, che riguarda n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che la seriet\u00e0 e la dignit\u00e0 della giustizia. Nessuno di noi pu\u00f2 fingere d\u2019ignorare quanto sta accadendo in sede giudiziaria, per quanto riguarda la repressione dei delitti cosiddetti fascisti. V\u2019\u00e8 una serie sistematica di fatti, che mi permetto di definire per lo meno sconcertanti,<\/p><p>V\u2019\u00e8 prima di tutto il fenomeno che riguarda la posizione degli alti gerarchi. Chi non conosce come realmente stiano le cose, pu\u00f2 supporre che per gli alti gerarchi vi sia un Dio ignoto che li protegga. La realt\u00e0 non \u00e8 questa, onorevole Guardasigilli: \u00e8 la legge stessa che offre agli alti gerarchi la tavola della salvezza, mentre riserva la tempesta delle condanne alle figure minori.<\/p><p>V\u2019\u00e8 poi lo sconcio \u2013 mi si consenta di definirlo cos\u00ec \u2013, dei seviziatori. Siamo perfettamente d\u2019accordo: il decreto di amnistia \u00e8 quello che \u00e8 e non possiamo modificarlo; ma \u00e8 certo che noi oggi ci troviamo di fronte a certe interpretazioni di quel decreto che, mi si consenta di dirlo, costituiscono un\u2019offesa alla nostra sensibilit\u00e0 ed al nostro senso di umanit\u00e0.<\/p><p>Baster\u00e0 che io ricordi l\u2019ultima decisione della Suprema Corte: \u00e8 una cosa, onorevoli colleghi, che mette addosso addirittura i brividi. \u00c8 detto in questa sentenza che \u00absecondo l\u2019espressione letterale e lo spirito informativo dell\u2019articolo 3 del decreto 22 giugno 1946, n. 4, a costituire le sevizie particolarmente efferate non \u00e8 sufficiente un atto di crudelt\u00e0, insita nel semplice concetto di sevizia, n\u00e9 basta che la crudelt\u00e0 sia soltanto inumana o quasi propria delle fiere, cio\u00e8 efferata, ma occorre che raggiunga e sorpassi ogni limite di sopportabilit\u00e0 e sia considerata un episodio di vera barbarie. Nel caso che oltre schiaffi, pugni e nerbate, negli atti si parli \u2013 (chiedo venia, ma spero che non ci siano delle onorevoli colleghe presenti) \u2013 di compressione dei testicoli e di applicazione alla testa del paziente di un cerchio gradualmente restringibile, senza escludere che simili atti possano costituire sevizie particolarmente efferate quando per la loro durata e intensit\u00e0 abbiano superato ogni limite di sopportabilit\u00e0, ci\u00f2 non pu\u00f2 affermarsi quando le stesse parti offese non abbiano precisato per quanto tempo siano state prolungate (<em>Commenti<\/em>) le compressioni dei testicoli e le applicazioni del cerchio alla testa\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Cos\u00ec facevano i fascisti alla Casa dello studente.<\/p><p>VILLABRUNA. Altro fenomeno sconcertante, onorevole Guardasigilli, \u00e8 l\u2019indecoroso andirivieni dei processi da una sede all\u2019altra, dovuto ad un perenne dissidio fra le Corti d\u2019assise locali, che quasi invariabilmente condannano, e la Corte di Cassazione, che quasi invariabilmente assolve. Tutto questo avviene con grave scapito della giustizia e, mi si consenta anche di aggiungere, con ingente sacrificio per l\u2019Erario.<\/p><p>Ora, l\u2019opinione pubblica ha il senso direi quasi istintivo della giustizia, e di fronte a queste deformazioni della giustizia ha ragione di domandarsi: perch\u00e9 tutto questo avviene? Ed allora, l\u2019opinione pubblica, la quale non conosce la vera fonte di questi squilibri, \u00e8 istintivamente indotta a ritenere che questo avvenga o per inettitudine dei giudici o, peggio, per spirito settario dei giudici.<\/p><p>\u00c8 una leggenda; ma \u00e8 una leggenda la quale sminuisce, scredita il prestigio della funzione giudiziaria. E fatto ancor pi\u00f9 doloroso \u00e8 che giornali e uomini politici troppo spesso raccolgono e ribadiscono questa censura che, torno ai ripetere, getta un\u2019ombra di discredito sull\u2019opera dei magistrati, siano essi magistrati togati o magistrati popolari.<\/p><p>Ora, onorevole Ministro di grazia e giustizia, io mi permetto di affermare che questi squilibri, che queste deformazioni della giustizia non derivano tanto dalla colpa degli uomini quanto dal difetto organico delle leggi. Non discuto il decreto di amnistia. Purtroppo esso esiste e non lo possiamo cancellare. Ma io parlo della legge base, della legge originaria, sulla quale richiamo tutta l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Guardasigilli. \u00c8 una legge semplicemente inconcepibile, perch\u00e9 non soltanto ha violato il principio fondamentale della irretroattivit\u00e0 della legge penale, ma \u00e8 partita da un presupposto, che mi permetto di definire per lo meno azzardato. \u00c8 partita dal presupposto che soltanto il Governo che si trovava al di l\u00e0 della linea gotica potesse impartire degli ordini legittimi.<\/p><p>Ora, sapete, onorevole Guardasigilli, qual \u00e8 la conseguenza di questo presupposto? Quando si tratta di giudicare alti gerarchi, che hanno promulgato bandi scellerati, essi hanno buon giuoco per dimostrare che tali bandi, anche se illegittimi, in definitiva non rappresentavano altro che la estrinsecazione del potere di cui erano investiti in relazione alla carica che occupavano. Ed allora chi \u00e8 che rimane nella pania? Quei disgraziati modesti funzionari che, per ragione del loro ufficio, hanno dovuto dare esecuzione a questi bandi. Per costoro non v\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di salvezza, perch\u00e9 non possono invocare a loro difesa il principio fondamentale consacrato dal nostro Codice penale, all\u2019articolo 51; e cio\u00e8 il fatto che come pubblici ufficiali essi erano tenuti ad osservare l\u2019ordine impartito, anche se l\u2019ordine era illegittimo, dato che non esisteva una legge che consentisse ad essi di sindacare la illegittimit\u00e0 dell\u2019ordine stesso.<\/p><p>Ora tutto questo non pu\u00f2 continuare. Senonch\u00e9, quando lo squilibrio deriva da un difetto organico della legge, se non si sopprime la legge, non si sopprimono gli inconvenienti che ne derivano.<\/p><p>Io concludo allora col dire: sopprimiamo una simile legge, facciamo rientrare la funzione punitiva nell\u2019alveo del Codice penale ordinario. Io penso che sarebbe un atto di coscienza e di maturit\u00e0 politica quello di riconoscere che se quella legge era comprensibile in un primo momento, ora, di fronte ai risultati che si sono ottenuti e che non sono stati quelli a cui aspiravamo, quella legge non deve sopravvivere, ma merita di essere cancellata.<\/p><p>Se non volete arrivare fino a questo punto, se il passo vi sembra troppo azzardato, onorevole Ministro, non credete voi di proporre per lo meno una modifica, una correzione del decreto di amnistia, cos\u00ec da cancellare per lo meno le assurdit\u00e0 maggiori, le discrepanze pi\u00f9 appariscenti? Io non voglio darvi dei suggerimenti; tutt\u2019al pi\u00f9 potrei invitarvi a leggere il mirabile studio del professore Santoro, pubblicato in uno degli ultimi fascicoli della rivista <em>Massimario penale<\/em>; troverete in quello studio proposte concrete di modifica del decreto di amnistia, tali da cancellare quelle discrepanze che maggiormente offendono non soltanto il senso giuridico, ma il senso di giustizia e di umanit\u00e0.<\/p><p>Io mi sono permesso di porre la questione, e non dubito che voi la approfondirete. Sono lieto di aver proposto il quesito, perch\u00e9 (non l\u2019ho fatto certamente per tenerezze filo-fasciste) v\u2019\u00e8 un\u2019ansia in fondo al mio cuore, ed \u00e8 un\u2019ansia che si \u00e8 fatta ancora pi\u00f9 acuta in questi giorni, durante i quali noi ci affatichiamo per dare un nuovo volto e una nuova anima all\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Ora, una giustizia, veramente degna di noi, non pu\u00f2 essere che una giustizia che sia giusta ed eguale per tutti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Barbareschi, Faralli e Pertini al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper sapere quali provvedimenti intenda prendere nei confronti del procuratore generale della Repubblica di Napoli, il quale, durante la discussione del processo Basile, conclusosi in modo tanto offensivo per la giustizia, ha dichiarato che le leggi eccezionali per le sanzioni contro i fascisti sono una mostruosit\u00e0 ed ha insinuato che la Magistratura del Nord nel giudicare i fascisti ha subito interferenze estranee ed ha perci\u00f2 compiuto non opera di giustizia, bens\u00ec di vendetta; affermazioni queste che non sono assolutamente compatibili con la qualit\u00e0 di magistrato e che suonano aperta sconfessione delle leggi dello Stato da parte di chi dovrebbe sentire solo il dovere di applicarle\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Rispondo agli onorevoli interroganti, i quali vorrebbero sapere quali provvedimenti abbia preso il Ministro di grazia e giustizia nei confronti del procuratore generale della Repubblica di Napoli, a proposito di alcune dichiarazioni che egli avrebbe fatto in occasione della discussione del processo Basile.<\/p><p>Occorre che sia molto limitato nella risposta, per il mio dovere di Ministro di grazia e giustizia nei confronti di un magistrato. Devo dire che ho letto per conto mio la requisitoria pronunziata dal sostituto procuratore generale, dottor Siravo, che mi si dice \u2013 e risulta dai fascicoli presso la nostra Direzione generale del personale \u2013 \u00e8 uno dei buoni, degli ottimi magistrati della Curia napoletana.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 un fascista!<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Ripeto, ho voluto leggere questa requisitoria, che mi \u00e8 stata mandata, per vedere i punti che potevano essere eventualmente richiamati da parte dell\u2019Amministrazione della giustizia.<\/p><p>Ora, devo assicurare gli onorevoli interroganti che, per quanto riguarda questa prima parte \u2013 ossia la dichiarazione che le leggi eccezionali siano mostruose \u2013 devo escluderla completamente, perch\u00e9 nessuna parola che possa interpretarsi come definizione di tal genere delle leggi eccezionali \u00e8 stata pronunciata da questo magistrato.<\/p><p>Da questo punto di vista, la discussione che ha fatto l\u2019onorevole Villabruna ha dimostrato che effettivamente queste leggi, quanto meno, presentano delle difficolt\u00e0 di interpretazione, essendo leggi imperfette ed improvvisate in un particolare momento di esigenze politiche, e non leggi che vengono da una tradizione.<\/p><p>Come prima ho resistito alle richieste dell\u2019onorevole Villabruna, cos\u00ec devo dire qui, che effettivamente queste leggi hanno presentato e presentano delle difficolt\u00e0, come ha riconosciuto lo stesso onorevole Villabruna, e i colleghi non hanno contestato questa asserzione. Quindi, se il giudice avesse detto questo, in fondo non avrebbe detto una cosa contraria ad una obiettiva situazione di fatto.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Lo ha detto! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Tuttavia, escludo in modo assoluto che una espressione di questo genere sia venuta da parte del Siravo, che rappresentava la pubblica accusa nel processo Basile: nessun apprezzamento di questo genere \u00e8 stato espresso nei confronti delle leggi contro il fascismo.<\/p><p>Invece, c\u2019\u00e8 la seconda parte dell\u2019interrogazione, nella quale si asserisce che il predetto magistrato avrebbe insinuato che la Magistratura del Nord, nel giudicare i fascisti, ha subito interferenze estranee ed ha perci\u00f2 compiuto non opera di giustizia, ma di vendetta. Effettivamente su questo punto ci sono state delle espressioni, che credo siano state rilevate da parte della stampa; ma bisogna leggerla integralmente questa arringa, questa difesa fatta dal procuratore generale. Egli ha stabilito dei criteri di introduzione della causa, in cui ha stabilito delle posizioni di clima, di ambiente, e, in tale situazione, ha dichiarato quanto n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno emergeva dai verbali dei precedenti processi.<\/p><p>C\u2019era stata gi\u00e0 infatti una prima sentenza della Corte speciale di Milano del 1945, un secondo giudizio a Pavia, poi un altro ancora a Roma; la causa fu poi nuovamente rinviata a Venezia, poi per suspicione a Napoli. Ora, in questi diversi processi \u2013 o, per meglio dire, nei verbali relativi a tutti questi diversi processi \u2013 si accenna a violenze che sarebbero state commesse da parte del pubblico. N\u00e9 ci\u00f2 deve troppo meravigliarci, se teniamo presente l\u2019eccezionale atmosfera arroventata del momento.<\/p><p>Questo dunque si \u00e8 limitato a dichiarare il procuratore generale della Repubblica di Napoli: fece bene o fece male? Questo io non posso dirlo; io mi colloco al di sopra della questione. Desidero per\u00f2 farvi presente che, a prescindere dai magistrati togati e che facevano parte di quella giuria, vi erano cinque eletti della giuria popolare, i quali erano stati eletti dal Comitato di liberazione, con i sistemi che tali Comitati adottavano, e pertanto di essa facevano parte cittadini scelti fra tutti i partiti: v\u2019era infatti un liberale, un socialista e un democristiano.<\/p><p>Il giudice Siravo, dunque, concluse la sua arringa con le seguenti parole: \u00abSignori della Corte! Io non so come saranno accolte queste mie richieste: sappiate comunque che esse sono il frutto della mia coscienza\u00bb.<\/p><p>FARALLI. Di fascista! \u00c8 un fascista! (<em>Commenti \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LEONE GIOVANNI. \u00c8 il pi\u00f9 indipendente magistrato di Napoli: lei non lo conosce.<\/p><p>FARALLI. \u00c8 un volgarissimo fascista: ha chiesto l\u2019assoluzione di Basile!<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Siravo \u00e8 un indipendente. Lei non lo conosce.<\/p><p>FARALLI. Lo conosciamo per quello che ha fatto! Lo conosciamo per l\u2019assoluzione di Basile! Io mi offendo come genovese! Basile \u00e8 un assassino!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha la parola l\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia: lo lascino proseguire.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Ho voluto esporre obiettivamente all\u2019Assemblea quanto mi risulta dagli atti. Dagli atti risultano queste affermazioni; non v\u2019\u00e8 dunque alcun apprezzamento da parte del giudice Siravo intorno alle leggi contro il fascismo, ma soltanto un apprezzamento di quello che pot\u00e9 essere stato l\u2019ambiente delle altre citt\u00e0, dove si svolsero gli altri processi.<\/p><p>Ha fatto bene? Ha fatto male? Io adesso mi pongo al di fuori della situazione.<\/p><p>Certo \u00e8 che egli concluse la sua arringa dicendo: \u00abQuesto \u00e8 frutto di meditata coscienza, del quale assumo piena responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Aggiungo che, come Ministro, io mi sono preoccupato di quello che fu il movimento della pubblica opinione rispetto ad un fatto di una certa gravit\u00e0 \u2013 ed io non posso non confessarlo, perch\u00e9 di fronte ad una Corte di assise che condanna a morte e una che assolve, sono rimasto anch\u2019io perplesso e preoccupato. Telegrafai al procuratore generale per sentire se non fosse il caso di far ricorso in Cassazione. Mi fu risposto da parte di tutta la Magistratura napoletana che il Siravo era un uomo che aveva esposto la situazione secondo la sua coscienza, secondo il suo dovere di magistrato, e che la Corte di assise speciale di Napoli, composta in quella maniera che ho detto, aveva ritenuto suo dovere di assolvere il Basile.<\/p><p>FARALLI. Tre contro due!<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> La Corte non aveva altro da fare. Voi sapete i provvedimenti che il Governo prese in quella situazione; voi sapete anche che Genova e la procura generale di Genova hanno ripreso e riaperto il processo contro il Basile, per fatti non tenuti presenti nelle sentenze precedenti, e che daranno luogo ad un processo che verr\u00e0 celebrato: e vedremo a quali risultati porter\u00e0.<\/p><p>Quindi, in questo momento la Magistratura, sia pure attraverso quelle che possono essere le sue deficienze e le sue esagerazioni, procede avanti. Teniamo fede ancora alla giustizia italiana: \u00e8 il solo criterio sul quale noi ci possiamo fondare, perch\u00e9 qualunque altro criterio, qualunque altro intervento, o di Governo o di Assemblee o di piazza, in quella che \u00e8 l\u2019amministrazione della giustizia, costituirebbe la forma pi\u00f9 deleteria per un regime democratico quale \u00e8 quello che noi vogliamo instaurare in Italia. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pertini, firmatario dell\u2019interrogazione, ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PERTINI. Cercher\u00f2 di essere breve.<\/p><p>L\u2019esasperazione manifestata dall\u2019amico Faralli non pu\u00f2 essere compresa da voi, perch\u00e9 non avete vissuta la tragedia della Liguria, onorevole Crispo e signori del Governo. Il caso Basile non poteva non avere ripercussioni anche in questa Assemblea; esso ha turbato, infatti, l\u2019opinione pubblica un po\u2019 in tutta l\u2019Italia, ma specialmente in tutta la Liguria, perch\u00e9 il caso Basile \u00e8 un caso che tutti ricordiamo e che ci ferisce nella nostra carne. Io non posso non ricordare in questo momento che un mio fratello, onorevole Ministro, \u00e8 andato a morire in un campo di concentramento della Germania per opera del Basile. Il Basile \u00e8 stato un collaborazionista, che ha fatto fare dei rastrellamenti; era uno strumento cosciente nelle mani dei nazisti, che allora dominavano in Liguria.<\/p><p>Tutto questo noi non lo possiamo dimenticare; ed ecco quindi l\u2019esasperazione dell\u2019amico Faralli. E noi certo siamo ancora turbati e preoccupati delle decisioni prese dalla Magistratura. Abbiamo avuto questa sensazione (e non soltanto noi; vi ha accennato, non per il caso Basile, ma per altri casi, il collega Villabruna \u2013 e se c\u2019\u00e8 un uomo che nel suo passato ha sempre dimostrato di rispettare la funzione della Magistratura, \u00e8 precisamente il Villabruna nella sua professione di avvocato \u2013 eppure anche lui ha detto questo: che quando si tratta di pezzi grossi dell\u2019ex regime fascista, si cerca di sottrarli a quella che dovrebbe essere la loro giusta condanna).<\/p><p>Per il Basile, che cosa si \u00e8 fatto? Debbo ricordare, e ne assumo piena responsabilit\u00e0 \u2013 credo che ogni uomo debba avere sempre il coraggio delle sue parole e delle sue azioni \u2013 che se si fosse eseguito l\u2019ordine che noi demmo allora \u2013 e l\u2019amico Marazza forse non l\u2019ha dimenticato \u2013 quando facevamo parte del Comitato di liberazione Alta Italia, questo caso Basile non esisterebbe, non se ne parlerebbe pi\u00f9. L\u2019ordine non \u00e8 stato eseguito, e la colpa \u00e8 stata dei nostri, che non l\u2019hanno voluto eseguire tempestivamente e hanno lasciato che il Basile cadesse nelle mani degli alleati, i quali, naturalmente, l\u2019hanno sottratto alla giusta condanna. Comunque sia, questa \u00e8 la sensazione dolorosa che noi abbiamo avuto: il Basile viene condannato a Pavia, poi lo si manda alla Corte di assise di Venezia, e quindi, per interventi di non sappiamo quale parte, ma che \u00e8 facile supporre, viene tolto dalla Corte di assise di Venezia, e viene mandato in quel di Napoli.<\/p><p>Qui allora abbiamo avuto l\u2019esatta sensazione che in tutti i modi si volesse sottrarre questo criminale di guerra alla giusta condanna, al plotone di esecuzione, perch\u00e9 quello meritava il Basile!<\/p><p>E veniamo al caso specifico di cui fa oggetto la mia interrogazione.<\/p><p>Si dice: il Siravo \u00e8 un funzionario che merita tutta la nostra stima.<\/p><p>La vostra stima! Bene, onorevoli colleghi: io fui avvicinato dall\u2019amico Crispo. Ci divide la fede politica, ma ci unisce una amicizia sincera. E Crispo mi ha detto: badi, a me risulta che Siravo non avrebbe detto quello che lei ha denunciato.<\/p><p>E allora, Onorevole Crispo, deve prendere atto che sono rimasto un po\u2019 preoccupato. Se il Siravo non l\u2019avesse detto, non lo avrei denunciato. E allora, onorevole Crispo, sono andato alla sua bella Napoli, che anch\u2019io amo molto e di cui sono anche deputato. L\u00ec ho assunto informazioni proprio da coloro che avevano assistito al processo. Anch\u2019io, amico Crispo, sono stato avvocato venti anni fa, prima di andare in galera! E lo sappiamo benissimo come talvolta vengono fatti i verbali di udienza, non \u00e8 vero, amico Villabruna? Sono verbali, dove come in tutti i verbali, si modifica qualche frase.<\/p><p>Certo \u00e8 questo: che il Siravo, a detta di tutti coloro che hanno assistito al processo, disse quelle parole.<\/p><p>E non si dimentichi: non dobbiamo calunniare la stampa dicendo che fa insinuazioni a cuor leggero! Tutta la stampa che riprodusse il processo Basile, e quindi non solo la requisitoria del procuratore generale Siravo (io mi trovavo a Genova, perch\u00e9 sono direttore del giornale <em>Il Lavoro<\/em>), tutta la stampa \u2013 dicevo \u2013 riprodusse le parole da me denunciate nella interrogazione che oggi si discute. E l\u2019<em>Ansa<\/em> diede proprio quella versione, amico Crispo! \u00c8 uno strano caso: mi dica come si pu\u00f2 spiegare, onorevole Crispo, che tutte le persone che hanno assistito al processo mi hanno riferito questo: disse che la giustizia in Alta Italia, e anche nel caso Basile, aveva ceduto a pressioni esterne; stronc\u00f2 le precedenti sentenze dicendo che il Basile \u00abnon era collaborazionista e, se lo fosse stato, forse avrebbe avuto ragione, se si pensi come i liberatori sono stati ingrati verso il popolo italiano\u00bb. Queste sono le sue parole, messe proprio fra virgolette. In ultimo osserv\u00f2 la non giuridicit\u00e0 e l\u2019inopportunit\u00e0 delle leggi sui delitti fascisti e concluse dicendo, che il Basile, oggi imputato, poteva essere domani portato sugli scudi!<\/p><p>Ora, questa non \u00e8 espressione del pensiero di un magistrato! Questa \u00e8 l\u2019espressione della coscienza dell\u2019uomo politico, che ha il sopravvento!<\/p><p>Ora, io non nego che il giudice possa anche interessarsi di politica, ma deve interessarsene quando non esercita il magistero della giustizia. Quando esercita la sua funzione di giudice, egli deve dimenticare di essere un uomo politico!<\/p><p>E vi \u00e8 di pi\u00f9. Dobbiamo chiederci: \u00e8 veramente il Siravo la persona che ci ha descritto l\u2019onorevole Ministro? E, con alcune interruzioni, di questa persona ci hanno parlato anche alcuni colleghi di quella parte (<em>Indica il centro<\/em>), dicendo che \u00e8 un uomo corretto. Ebbene, io mi auguro che non ce ne siano altri di questi magistrati!<\/p><p>E subito voglio fare una parentesi, per chiuderla immediatamente, onorevole Crispo. Io non metto tutti in un fascio i magistrati d\u2019Italia. Anche nella sua Napoli, vi sono stati magistrati che sotto il fascismo non si sono lasciati influenzare dal regime. E specialmente ricordo la 15<sup>a<\/sup> sezione, presieduta da quel galantuomo che \u00e8 Ricciulli. Anch\u2019io l\u2019ho esperimentato.<\/p><p>Sa che io ho avuto una quantit\u00e0 di processi. Sono andato sotto processo come confinato, e venni assolto dal Ricciulli, che, nonostante le pressioni che erano state fatte dal Capo del Governo di allora, giudic\u00f2 secondo la sua coscienza di giudice, secondo la sua coscienza di galantuomo, e mi mand\u00f2 assolto.<\/p><p>Questo per dire che io non intendo mettere tutti i magistrati d\u2019Italia nello stesso fascio e dire che \u00e8 tutta gente che si fa influenzare dalla politica. Me ne guardo bene, ma certamente, se si esaminano i precedenti del Siravo, dobbiamo pensare che giusta \u00e8 la nostra interpretazione, nel senso che il Siravo ha una coscienza politica, cio\u00e8 si lascia influenzare dal suo sentimento politico e ha una mentalit\u00e0 che \u00e8 una mentalit\u00e0 fascista. Tanto \u00e8 vero che mentre egli non trova nessuna difficolt\u00e0 a proporre l\u2019applicazione di quella sciagurata amnistia di cui tu hai parlato, Villabruna, nei confronti del Basile, quando si tratta di coloro che hanno beneficiato per i fatti di Caulonia, il Siravo, senza altro, afferma che questa amnistia applicata nei confronti dei partigiani di Caulonia \u00e8 stata veramente una cosa ignominiosa. Perch\u00e9 per Basile, che \u00e8 un criminale di guerra dice: \u00e8 giusto applicare l\u2019amnistia; per i partigiani di Caulonia dice: applicarla in questo caso \u00e8 un atto di ingiustizia, di ignominia?<\/p><p>Ma v\u2019\u00e8 di pi\u00f9; vi \u00e8 stato un processo fatto nei confronti di alcuni nostri avversari.<\/p><p>Ebbene, nel marzo 1946, egli che cosa ha detto? Ha fatto di queste affermazioni: se l\u2019\u00e8 presa col Governo da cui dipendeva, dicendo che esso si basava sulla finzione di una esarchia.<\/p><p>\u00c8 una opinione di carattere politico che l\u2019uomo esprimeva; ma \u00e8 un\u2019opinione che mette in luce il suo vero animo, che \u00e8 un animo che combatteva l\u2019esarchia, il Governo, che come funzionario aveva il sacrosanto dovere di rispettare, anche se nell\u2019intimo poteva non approvare.<\/p><p>Ma v\u2019\u00e8 di pi\u00f9: non mancavano in quel processo accenni ai partiti, che, a suo dire, non esitavano, pur avendo responsabilit\u00e0 di Governo, ad accostamenti che sembrano in contrasto col sentimento nazionale.<\/p><p>Questo l\u2019ha detto nella sua requisitoria del marzo 1946, onorevole Crispo.<\/p><p>E concludo: che in realt\u00e0 in quest\u2019uomo l\u2019animo politico ha il sopravvento su quella che \u00e8 la coscienza del giudice.<\/p><p>\u00c8 qui tutta la ragione della nostra interrogazione.<\/p><p>Voi, onorevole Ministro, dite: \u00abcome possiamo noi intervenire\u00bb? Ah, no! Voi non potete intervenire nelle sentenze che vengono emanate dai giudici; voi non potete intervenire nei deliberati di un dato tribunale, ma sul contegno di un procuratore generale voi avete non solo la possibilit\u00e0, ma il dovere di intervenire, perch\u00e9 egli \u00e8 sempre un funzionario, che deve attenersi alla legge, osservare la legge che \u00e8 stata emanata dal potere legislativo.<\/p><p>Ecco la ragione di questa nostra interrogazione, perch\u00e9, se per caso noi lasciassimo, come sotto il fascismo, che la Magistratura venga inquinata dalla passione politica, essa non farebbe pi\u00f9 opera di giustizia, ma farebbe opera di vendetta, compirebbe atti di favoritismo ed allora mancherebbe una delle garanzie pi\u00f9 sicure, perch\u00e9 veramente le libert\u00e0 democratiche possano consolidarsi in Italia. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0, purch\u00e9 si tratti veramente di fatto personale.<\/p><p>CRISPO. Io ringrazio innanzitutto l\u2019onorevole Pertini, per essersi pi\u00f9 volte rivolto a me.<\/p><p>\u00c8 vero che io, dopo avere avuto notizia dell\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Pertini, lo avvicinai, e gli dissi che mi risultava che le parole attribuite al procuratore generale Siravo non erano state pronunciate, e ci\u00f2 mi risultava, soprattutto, dal testo stenografico della requisitoria che io avrei posto a disposizione dell\u2019onorevole Pertini. Pertini mi disse: io sar\u00f2 lieto di avere questo documento, perch\u00e9 se quello che mi dice risponde a verit\u00e0, io mi affretter\u00f2 a ritirare l\u2019interrogazione. Io ebbi, difatti, questo testo stenografico. L\u2019onorevole Pertini, invece di richiedermelo, ha creduto di assumere notizie per proprio conto, ed oggi riferisce quello che ha raccolto a Napoli. Ma fra le affermazioni del testo stenografico e quello che pu\u00f2 essere stato il commento della stampa, non sempre indipendente, o di voci pi\u00f9 o meno interessate, io non saprei preferire questa ultima fonte. Ancora oggi dico a Pertini che il testo stenografico \u00e8 a sua disposizione.<\/p><p>PERTINI. Ho quello che hanno detto gli avvocati che sono stati all\u2019udienza&#8230;<\/p><p>CRISPO. Avvocati di tutte le parti?<\/p><p>PERTINI. Di tutte le parti.. il <em>Roma<\/em> e il <em>Risorgimento<\/em> hanno dato il resoconto della requisitoria del Siravo come l\u2019abbiamo appreso dall\u2019Ansa. \u00c8 l\u2019Ansa che ha dato questo resoconto. Lo chieda ai giornalisti della tribuna stampa.<\/p><p>CRISPO. Ho voluto spiegare le ragioni del mio amichevole intervento, credendo cos\u00ec di compiere il mio dovere.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Villabruna al Ministro delle finanze, \u00abper sapere se, tenuto conto: <em>a<\/em>) che gravi errori ed ingiustificate sperequazioni si lamentano in ordine agli accertamenti compiuti dai funzionari dell\u2019Amministrazione finanziaria ai fini dell\u2019applicazione dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata a carico dei negozi di vendita al dettaglio, dei pubblici esercizi, degli artigiani, dei professionisti ed agenti di cambio, degli spedizionieri ed agenti di viaggio, degli esercenti trasporti di persone con mezzi di trasporti da piazza e da noleggio; errori e sperequazioni dovuti ai criteri di verifica e di accertamento sbrigativi e puramente congetturali che sono adottati nei confronti di alcuni singoli contribuenti, e i cui risultati vengono arbitrariamente estesi agli appartenenti alla medesima categoria, senza la necessaria identificazione della effettiva importanza di ogni singola attivit\u00e0; <em>b<\/em>) che la Commissione provinciale istituita col decreto legislativo 27 dicembre 1946, n. 469, non offre, per la sua composizione, seria garanzia di un esatto ed imparziale giudizio: circostanza tanto pi\u00f9 deprecabile ove si tenga conto del carattere definitivo attribuito alle decisioni di detta Commissione, ed alla comminatoria di sanzioni pecuniarie irrevocabili a carico dei contribuenti, anche quando l\u2019applicazione di tali sanzioni in concreto sia del tutto ingiustificabile; <em>c<\/em>) che il sovra lamentato metodo di accertamento e di tassazione non soltanto determina un grave stato di disagio e di malcontento nei riguardi delle categorie colpite, ma \u00e8 destinato a risolversi in un ulteriore aumento dei prezzi a danno dei consumatori, non ravvisi la necessit\u00e0 urgente di apportare alle vigenti disposizioni opportuni ritocchi e modifiche, diretti ad assicurare un pi\u00f9 razionale ed equo sistema di accertamento, che si ritiene di poter proporre come segue: 1\u00b0) comunicazione obbligatoria al contribuente del referto della polizia tributaria, o di altro organo inquirente, in modo di consentire al contribuente stesso un effettivo e tempestivo esercizio del suo diritto di difesa; 2\u00b0) formulazione degli accertamenti da effettuarsi in collaborazione tra gli Uffici delle imposte dirette e gli Uffici del registro, con il concorso di Commissioni qualificate appartenenti alle singole categorie interessate; 3\u00b0) istituzione di un nuovo organo giurisdizionale di primo grado, rappresentato da una Commissione presieduta da un magistrato in servizio od a riposo, e composta di membri designati dalle varie categorie: attribuendo alla Commissione provinciale funzioni giurisdizionali di secondo grado; 4\u00b0) esenzione da qualunque sopratassa e pena pecuniaria nei casi di concordato concluso avanti la Commissione di primo grado.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro delle finanze ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Sono grato all\u2019onorevole interrogante per l\u2019occasione che offre all\u2019amministrazione finanziaria di precisare \u2013 o meglio ancora \u2013 di aggiornare il proprio punto di vista in ordine all\u2019argomento, che forma oggetto dell\u2019interrogazione. L\u2019applicazione del decreto legislativo 27 dicembre 1946, rispetto alle categorie interessate, ha fatto sorgere una larvata accusa d\u2019un aggravio fiscale, che <em>ex novo<\/em> si sarebbe riversato sopra queste categorie di negozianti, di venditori al dettaglio, di pubblici esercizi, artigiani, professionisti e via dicendo. Occorre ricordare che la legge istitutiva dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata assoggetta al tributo tutti i corrispettivi di atti economici derivanti da vendite al minuto, da prestazioni di servizi di qualsiasi genere, oltre che, naturalmente, i corrispettivi di tutte le vendite all\u2019ingrosso e delle vendite da parte delle imprese industriali. Nei confronti di queste categorie subito si sent\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di aderire al desiderio espresso che l\u2019imposta non venisse riscossa al momento d\u2019ogni singolo atto economico, ma venisse riscossa con una formula di abbonamento. E per un certo periodo di tempo, fino a tutto il 1946, effettivamente si adott\u00f2 una formula di abbonamento, in cui la determinazione degli incassi complessivi ebbe luogo in funzione dell\u2019imponibile di ricchezza mobile di categoria <em>B<\/em>. Senonch\u00e9, l\u2019esperienza ha dimostrato come e quanto questo criterio fosse a danno dell\u2019amministrazione finanziaria, e, quindi, della giustizia fiscale: in quanto l\u2019imponibile di categoria <em>B<\/em>, \u00e8 la derivazione a sua volta di un ipotetico giro di affari non sempre determinabile con esattezza e, in ogni caso, di parecchio arretrato rispetto all\u2019atto a cui l\u2019imposta sull\u2019entrata si deve attribuire. Pertanto si \u00e8 sentita la necessit\u00e0, con il decreto 27 dicembre 1946: 1\u00b0) di mantenere ferma la formula di abbonamento, che rappresenta una concessione fatta dall\u2019amministrazione finanziaria a queste categorie interessate; 2\u00b0) di determinare, con criterio originario e non derivato, la cifra di incasso dei singoli contribuenti.<\/p><p>Quindi, siamo sempre nel campo delle facilitazioni concesse al mondo dei contribuenti; ed il decreto 27 dicembre 1946 non costituisce affatto un maggiore aggravio rispetto alla legge organica dell\u2019imposta. Che fosse necessario questo cambiamento di procedura, lo dimostrano alcuni esempi molto eloquenti, onorevole interrogante. Nel distretto di Milano, ad esempio, vi sono stati concordati effettuati sulla base di dieci volte le cifre dichiarate; e le cifre dichiarate erano all\u2019incirca quelle che nel passato derivavano dalla capitalizzazione degli imponibili di ricchezza mobile. Quindi, se spontaneamente il mondo dei contribuenti, con l\u2019applicazione del nuovo decreto, ritiene di concordare cifre dieci volte quelle che derivavano dall\u2019applicazione del vecchio procedimento, evidentemente vi era una larghissima porta di evasione fiscale che l\u2019amministrazione finanziaria aveva il dovere di chiudere. Ritengo modestamente che le lamentele derivanti dalle categorie interessate, per una consueta forma di deviazione psicologica, anzich\u00e9 essere inerenti alla struttura del nuovo procedimento, siano il riflesso del giusto maggiore aggravio, che deriva dall\u2019applicazione del nuovo procedimento.<\/p><p>Ora, l\u2019amministrazione finanziaria non ha nessuna intenzione di usare particolare rigore nell\u2019accertamento di questi giri di affari; vorrei dire che le istruzioni date sono proprio nel senso di una notevole benevolenza.<\/p><p>La procedura di accertamento, per\u00f2, si esaurisce nell\u2019orbita dell\u2019attivit\u00e0 degli uffici locali e degli ispettorati compartimentali.<\/p><p>Il Ministero non ha potest\u00e0 di intervento in materia di valutazione. Esso ha comunicato il suo desiderio di un criterio di moderazione, che confermo ancora oggi.<\/p><p>L\u2019onorevole interrogante suggerisce alcune modifiche al decreto 27 dicembre 1946. Non ho difficolt\u00e0 ad aderire sostanzialmente a tutte e quattro i suggerimenti.<\/p><p>Per quanto riguarda la comunicazione obbligatoria al contribuente del referto della polizia tributaria, vorrei osservare all\u2019onorevole interrogante che gi\u00e0, per la legge del 1936, che regola il funzionamento delle commissioni tributarie, e certamente applicabile nel caso specifico, il contribuente ha diritto di avere conoscenza di tutti gli elementi e documenti che costituiscono il fascicolo su cui la Commissione dovr\u00e0 giudicare; e per esperienza personale posso confermare che nella prassi \u00e8 da considerare come elemento da comunicare al contribuente il referto della polizia tributaria.<\/p><p>Per quanto riguarda la proposta collaborazione fra uffici delle imposte dirette ed uffici del Registro, non ho che da esprimere il desiderio che questi scambi di informazioni siano sempre pi\u00f9 intensificati e che i due uffici non si ignorino. Mi perdoni l\u2019onorevole interrogante se formulo questo augurio soprattutto nell\u2019interesse dell\u2019amministrazione finanziaria.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019istituzione di un nuovo organo giurisdizionale, ho avuto occasione di assicurare l\u2019onorevole interrogante, in via breve, che \u00e8 allo studio un provvedimento il quale stabilisce un doppio ordine di giurisdizione, in sede di contenzioso: anzich\u00e9 una sola Commissione di primo grado, vi sar\u00e0 anche una Commissione di appello, di secondo grado, per le questioni di estimazione, ferma restando la possibilit\u00e0 di ricorso per i motivi di legittimit\u00e0, che sono a disposizione dei contribuenti per la generalit\u00e0 dei tributi erariali.<\/p><p>In ordine al quarto suggerimento, esenzione da qualunque sopratassa e pena pecuniaria nei casi di concordati conclusi davanti alle commissioni di primo grado, posso assicurare che il provvedimento accennato consentir\u00e0 \u2013 risolvendo cos\u00ec un dubbio di interpretazione in ordine al decreto 27 dicembre 1946 \u2013 a che i concordati siano fatti sino a quando la Commissione di primo grado non avr\u00e0 giudicato il ricorso. Ritengo di essere venuto incontro ai desideri dell\u2019onorevole interrogante.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>VILLABRUNA. Debbo dichiararmi sodisfatto delle comunicazioni dell\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>In sostanza, la maggior parte delle richieste delle classi interessate \u00e8 stata accolta, e di ci\u00f2 ringrazio l\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>Ora rivolgo soltanto due sommesse preghiere. Prima di tutto desidero essere assicurato che nelle Commissioni giudicatrici sar\u00e0 data equa rappresentanza alle categorie interessate.<\/p><p>La seconda preghiera, e questa forse pu\u00f2 rappresentare un eccesso di prudenza, \u00e8 che l\u2019onorevole Ministro vigili, affinch\u00e9 i funzionari incaricati degli accertamenti rispettino davvero il criterio di moderazione suggerito dall\u2019onorevole Ministro, in modo da poter contemperare gli interessi dell\u2019Erario con i legittimi diritti ed interessi dei contribuenti.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle interrogazione all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Svolgimento di interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE; Sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere quando sar\u00e0 portata all\u2019esame del Consiglio dei Ministri l\u2019annosa pratica del riconoscimento del \u00abGruppo patrioti della Maiella\u00bb, gi\u00e0 sollecitato dall\u2019interrogante con altra interrogazione e che non pu\u00f2 essere ulteriormente procrastinato, anche per evitare che il vivo fermento che regna tra i superstiti di quella eroica formazione per tale inspiegabile ritardo si tramuti in gravi e pericolose agitazioni.<\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, sui motivi per cui non \u00e8 stato ancora provveduto al riconoscimento della Brigata Patrioti della Maiella, che ha scritto, con grave sacrificio di sangue, una magnifica pagina di eroismo durante la guerra di liberazione.<\/p><p>\u00abSpataro\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019assistenza ai reduci ai partigiani intende rispondere subito. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO EDOARDO ANGELO, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019assistenza ai reduci e ai partigiani.<\/em> Rispondo all\u2019interrogante, dicendo che le sue preoccupazioni furono e sono quelle del Governo, e che il ritardo che egli denuncia non \u00e8 poi eccessivamente inspiegabile, in quanto il provvedimento riguarda non solo la \u00abMaiella\u00bb, ma altre formazioni similari, come: \u00abPatrioti apuani\u00bb \u00abTigre\u00bb, la \u00abFormazione Pippo\u00bb ed altre; non avendo il legislatore mai provveduto a disciplinare questa materia, occorreva un provvedimento unico che la disciplinasse, il che ha comportato da parte dei Ministri competenti una lunga serie di rilevanze. L\u2019onorevole interrogante sa, per avermene parlato, al Viminale e nel \u00abcorridoio dei passi perduti\u00bb, che il Governo si era premurato di risolvere il problema, e di risolverlo nel modo pi\u00f9 sollecito, tanto che furono tenute al Viminale riunioni, che si sono protratte anche nel corso della notte. Il provvedimento che forma oggetto dell\u2019interrogazione sar\u00e0 comunque presentato presto al Consiglio dei Ministri. Non ho avuto modo di constatare, essendo rientrato stamattina, se sia stato iscritto all\u2019ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di domani, ma \u00e8 presumibile lo sia stato, se le mie informazioni sono esatte. Non ho altro da aggiungere. Il provvedimento verr\u00e0 portato a conoscenza dell\u2019interrogante appena il Consiglio dei Ministri lo avr\u00e0 discusso ed approvato.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PAOLUCCI. Non posso che ritenermi sodisfatto, anche perch\u00e9 l\u2019assicurazione concreta, data test\u00e9 dall\u2019onorevole Sottosegretario, sono certo che non subir\u00e0 la sorte di analoghe promesse di altri, organi.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono pervenute alla Presidenza le seguenti altre interrogazioni con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se il Governo sia informato di quanto avrebbe dichiarato alla Commissione senatoriale per gli affari esteri americana il deputato John Davis Lodge, a proposito della situazione politica italiana.<\/p><p>\u00abPi\u00f9 precisamente l\u2019interrogante chiede di conoscere se risulti al Governo che i comunisti tenterebbero un colpo di Stato in Italia e se siano state prese le opportune misure preventive atte ad assicurare al Paese quella tranquillit\u00e0 cos\u00ec frequentemente turbata in questi giorni e a troncare tentativi diretti ad imporre con la violenza alla maggioranza ideologie professate da una minoranza, o ad asservire a potenze straniere la Patria italiana.<\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se \u00e8 informato delle devastazioni avvenute in provincia di Foggia alle sedi del Partito dell\u2019Uomo qualunque in San Severo, Manfredonia, Ascoli Satriano, Candela, San Paolo Civitate, e quali provvedimenti ha inteso di attuare per colpire i colpevoli ed evitare che simili vandalici ed incivili atti abbiano a ripetersi, e prima che giustificate reazioni diano luogo a pi\u00f9 incresciosi incidenti.<\/p><p>\u00abMiccolis, Rodi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sui recenti fatti delittuosi di San Severo, Manfredonia, Ascoli Satriano, Candela e specialmente di Cerignola, in provincia di Foggia e di Corato, in provincia di Bari; e per sapere se i colpevoli siano stati individuati ed assicurati alla giustizia e quali misure preventive s\u2019intendano adottare onde evitare che detti fatti incresciosi ed allarmanti si ripetano in avvenire.<\/p><p>\u00abRecca\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti intenda prendere contro i devastatori delle sedi qualunquista di Corato (Bari), nonch\u00e9 quali misure intenda prendere per prevenire gli atti di violenza estremista che vengono perpetrati anche nella pacifica, laboriosa e democratica terra di Puglie.<\/p><p>\u00abRodi, La Gravinese Nicola, Miccolis\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, sui motivi della condotta del Governo e sugli intendimenti per quanto concerne l\u2019ordine pubblico, con particolare riferimento alla provincia di Milano, dove, i recenti gravi fatti di sangue, le azioni punitive dello squadrismo rosso e la violenza di masse aizzate dalla stampa di estrema sinistra, legittimano il sospetto di una vasta organizzazione terroristica per scatenare la guerra civile.<\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere le cause che hanno determinato la grave situazione esistente attualmente in Puglia.<\/p><p>\u00abPastore Raffaele\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sull\u2019entit\u00e0 e sulle caratteristiche dei vari episodi di intimidazione, danneggiamento, saccheggio, avvenuti il 14 novembre corrente a Bologna, il successivo giorno 15 a Perugia, il giorno 16 a Venezia, in pregiudizio della consistenza delle sedi locali dell\u2019Unione monarchica italiana e della libert\u00e0 di riunione dei consociati di questo sodalizio.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede altres\u00ec di conoscere quale attivit\u00e0 di repressione di questi delitti e di denunzia dei responsabili all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria sia stata svolta dai servizi di pubblica sicurezza a Bologna, Perugia e Venezia.<\/p><p>\u00abFabbri\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno intende rispondere subito a queste interrogazioni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> I fatti ai quali si riferiscono nel loro complesso le molte interrogazioni che sono state test\u00e9 lette, purtroppo possono sintetizzarsi in quattro morti. I due morti di Cerignola e i due morti di Corato, oltre ai molti, moltissimi feriti di questi due centri e degli altri centri, che in questi giorni hanno fatto parlare le cronache per incidenti analoghi. Io credo che non sia inutile questo richiamo all\u2019inizio di questa discussione, perch\u00e9 io mi auguro che dal pensiero che noi rivolgiamo pietosamente a queste vittime, possa derivare alla discussione che noi stiamo per iniziare, quel senso di consapevolezza e di responsabilit\u00e0 che \u00e8 sempre doveroso, ma che \u00e8 doveroso soprattutto quando si parla di vite umane.<\/p><p>\u00c8 stato fatto qui un lungo elenco di incidenti, simili nelle cause e negli effetti. Credo di dover iniziare questa mia risposta, accennando ai due pi\u00f9 gravi di essi, che ho gi\u00e0 nominati: quelli di Cerignola e quelli di Corato: Cerignola il giorno 15, Corato ieri.<\/p><p>A Cerignola la sera del 14 vi erano state delle riunioni di carattere politico sindacale, tenute alla Camera dei lavoro; vi erano stati dei discorsi vivaci, diremo cos\u00ec, col\u00e0 pronunciati; vi era insomma della eccitazione. Le ragioni erano molte, l\u2019occasione era soprattutto la protesta per gli avvenimenti di Milano e di Marsala. Fatto sta che la sera stessa del giorno 14 si era avuto il tentativo di invasione della sede della Democrazia cristiana, tentativo che \u00e8 stato sventato. Il mattino successivo, invece, si sono, da parte di una numerosa folla di dimostranti, eretti dei posti di blocco, intesi \u2013 come al solito \u2013 ad impedire l\u2019affluenza e l\u2019uscita dei cittadini dalla citt\u00e0. A Cerignola si era anche impedita la partenza dei treni.<\/p><p>Il vicequestore Brienza \u2013 che doveva poco dopo riportare gravi ferite in uno scontro con la folla \u2013 preoccupato del carattere minaccioso che questa dimostrazione andava assumendo (bisogna pensare che i dimostranti erano alcune migliaia e che essi non nascondevano i propri propositi, in quanto erano in gran parte muniti di bastoni, di picconi e di altre armi del genere, ed ostentavano anche dei bidoni di benzina, coi quali, in effetti, vennero poi praticati parecchi incendi), il vicequestore Brienza, dicevo, raccolse i pochi uomini a sua disposizione per sorvegliare la situazione. Senonch\u00e9, la folla, improvvisamente, come per un piano prestabilito, si divise in parecchi gruppi ed ognuno di questi gruppi si diresse verso la sede di uno dei partiti avversari, dandovi senz\u2019altro l\u2019assalto.<\/p><p>Furono cos\u00ec assalite e devastate le sedi della Democrazia cristiana, del Partito della democrazia del lavoro, della Federazione universitaria cattolici italiani, dell\u2019Associazione universitaria, della cooperativa \u00abDon Minzoni\u00bb, l\u2019Ufficio del lavoro e la sede dell\u2019U.P.S.E.A.<\/p><p>Inutili furono i tentativi della forza pubblica per impedire queste devastazioni, le quali furono complete, in quanto i dimostranti trasportarono sulla piazza tutto quanto trovarono in questi ambienti e vi appiccarono il fuoco.<\/p><p>Dopo questo primo episodio, la massa eccitata si \u00e8 diretta verso l\u2019Associazione agraria e verso il palazzo Cirillo; Cirillo \u00e8 un agricoltore del luogo.<\/p><p>Il vicequestore Brienza segui la folla; ma non pot\u00e9 impedire che anche l\u2019Associazione agraria venisse devastata e che l\u2019arredamento della stessa venisse bruciato, come gi\u00e0 era stato fatto per le sedi degli altri enti. Si preoccupava, per\u00f2, della possibile devastazione del palazzo Cirillo, al pianterreno dei quale aveva sede la filiale locale del Banco di Roma.<\/p><p>Concentrate le proprie forze in quella direzione, il Brienza in un primo tempo riusc\u00ec ad evitarne la devastazione; senonch\u00e9 la presenza di queste poche forze di polizia eccit\u00f2 in modo gravissimo la massa dei dimostranti, la quale si lanci\u00f2 \u2013 \u00e8 la parola \u2013 contro di esse per reclamarne il ritiro.<\/p><p>Naturalmente, non la intese in questo modo il vicequestore Brienza, che continu\u00f2 nell\u2019opera di protezione. Ma ad un certo punto la violenza della folla fu tale che questi pochi elementi dalla polizia vennero sopraffatti, vennero divisi e alcuni di essi si trovarono a dover lottare da soli contro la massa inferocita. Naturalmente da parte della polizia si stim\u00f2 di doversi difendere, si posero in atto tutte le difese. Ma purtroppo, dato il modo con cui l\u2019attacco era avvenuto, quelli che avrebbero dovuto essere i mezzi incruenti di questa difesa, e precisamente le bombe di gas lacrimogeno di cui erano muniti, non poterono essere impiegate.<\/p><p>Furono sparati molti colpi cui non venne in un primo tempo risposto. Ma, proprio nel momento in cui pi\u00f9 grave era il pericolo che questi agenti della pubblica sicurezza stavano correndo, proprio in quel momento, dalle finestre site al piano terreno del palazzo occupato dalla sezione comunista e prospicienti la piazza Matteotti, che era la piazza nella quale avveniva il conflitto, partirono molti colpi di arma da fuoco contro alcuni agenti, e parecchi di costoro caddero feriti.<\/p><p>\u00c8 spiegabile allora, a questo punto, come da parte degli altri agenti sorgesse incontenibile una reazione e come tale reazione dovesse manifestarsi con gli stessi mezzi con cui si era manifestato l\u2019attacco. Anche alcuni di questi agenti di polizia, quelli che nelle azioni precedenti non erano stati disarmati dalla folla \u2013 perch\u00e9 alcuni di essi erano stati disarmati \u2013 per disimpegnarsi e riparare nella caserma dei carabinieri verso la quale erano diretti, dovettero far fuoco.<\/p><p>Questo ripiegamento \u00e8 stato quanto mai tragico, perch\u00e9 la massa dei dimostranti lo segui, perch\u00e9 continuavano ad essere sparati dei colpi di arma da fuoco in direzione di questi agenti, di modo che costoro non poterono ritenersi salvi se non nel momento in cui poterono entrare nella caserma dei carabinieri. Nel frattempo, cos\u00ec liberati da questo modesto presidio della pubblica sicurezza, la folla, tra la quale, ripeto, molti erano armati anche di armi da fuoco, si diresse verso le locali carceri, vi diede l\u2019assalto e riusc\u00ec a liberare 32 detenuti.<\/p><p>Rimasta poi libera di saccheggiare il palazzo Cirillo, sito, se non isbaglio, sulla piazza Matteotti, lo invest\u00ec da tutti i lati e in tutti i modi, lo invase, butt\u00f2 dalle finestre tutti i mobili sulla piazza, si impadron\u00ec di tutti i quadri, delle argenterie, delle stoviglie, insomma, in una parola, senza farne l\u2019inventario, si impadron\u00ec di tutto quanto trov\u00f2, non esclusi i generi alimentari, come grano ed olio, e non esclusi nemmeno un\u2019automobile ed una bicicletta.<\/p><p>Diede quindi fuoco a questo palazzo di cui aveva sventrato una parte, nell\u2019ipotesi forse che questa celasse un nascondiglio di valori, e di tutto impadronitasi, diede fuoco al palazzo, che minacci\u00f2 di essere completamente distrutto.<\/p><p>Intanto per\u00f2 arrivavano delle forze pi\u00f9 numerose di polizia, e il saccheggio dello stabile, che pure era durato alcune ore, ebbe fine. Pot\u00e9 anche essere spento l\u2019incendio e salvato cos\u00ec il palazzo dalla completa distruzione. Dico completa, ma forse la parola non \u00e8 esatta, in quanto oltre ad essere stato devastato nel modo che ho detto, nel palazzo furono distrutti e incendiati anche tutti gli infissi, furono spezzate le condutture; insomma, nulla fu trascurato di una opera vandalica che, a mio ricordo, non ha precedenti.<\/p><p>Purtroppo, nel conflitto al quale ho accennato, oltre al vicequestore Brienza che, come ho detto, fu tanto gravemente ferito da far temere in un primo tempo della sua vita, vi furono sei tra guardie e carabinieri pi\u00f9 o meno gravemente feriti da armi da fuoco. Tra i dimostranti risultarono uccisi, pure per ferite da armi da fuoco, due, e altri cinque risultarono feriti, da armi da fuoco e per contusioni varie. Sono in corso, naturalmente, le indagini per l\u2019identificazione dei numerosissimi partecipanti ai conflitti; molti di costoro sono gi\u00e0 stati identificati e ricercati, ma nessuno di essi ha ancora potuto essere arrestato, in quanto resisi latitanti.<\/p><p>L\u2019altro degli episodi che in questi giorni hanno veramente turbato il nostro Paese, \u00e8 quello di Corato.<\/p><p>A Corato, ieri mattina, alcuni agenti di pubblica sicurezza in perlustrazione, avendo scoperto degli individui che avevano costituito dei posti di blocco e li stavano presidiando, riuscivano ad arrestarne tre. Immediatamente intorno a loro si formava una folla numerosissima, che reclamava violentemente il rilascio degli arrestati. Gli agenti riuscirono a riparare, con gli arrestati, nella vicina caserma dei carabinieri. Quivi, per\u00f2, non tardarono ad essere assediati, e mentre si svolgevano dei colloqui con alcune delle autorit\u00e0 locali, nella fiducia di poter calmare la folla, contro la caserma, venivano lanciate parecchie bombe a mano, alcune delle quali esplodevano nel cortile, e, soprattutto, venivano sparati innumerevoli colpi di arma da fuoco.<\/p><p>Ad un certo momento, la sparatoria parve tanto pericolosa e parve tanto prossimo il successo degli aggressori \u2013 anche perch\u00e9 questi, con della benzina che avevano portato con s\u00e9, stavano dando fuoco alla porta della caserma \u2013 che, naturalmente, gli agenti ed i carabinieri dovettero pensare a difendersi, e, rispondendo ai colpi che erano loro diretti, spararono a loro volta. Purtroppo anche qui vi furono due vittime e alcuni feriti.<\/p><p>Questi, ho detto, gli episodi pi\u00f9 gravi.<\/p><p>Ma, attorno a questi episodi, altri ne sono avvenuti nella provincia di Foggia. A Lucera, dimostrazioni conclusesi con la distruzione delle sedi del Partito dell\u2019Uomo qualunque e del Partito monarchico, sempre secondo il solito sistema della devastazione e dell\u2019incendio. A Lucera, per\u00f2, potevano gi\u00e0 essere arrestate come responsabili 20 persone, le quali naturalmente vennero gi\u00e0 tutte denunciate all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>A Sansevero, devastazioni avvennero il giorno 14. Un migliaio di dimostranti devast\u00f2 la sede della Democrazia cristiana.<\/p><p>Ad Ascoli Satriano furono devastate le sedi del Partito liberale, della Democrazia cristiana e dell\u2019Associazione degli agricoltori.<\/p><p>A Manfredonia furono devastate le sedi del Partito dell\u2019Uomo Qualunque, del Partito liberale e della Democrazia cristiana.<\/p><p>A Candela vennero devastate le sedi dell\u2019uomo qualunque e della Democrazia cristiana.<\/p><p>A Torre Maggiore, le sedi dell\u2019Uomo qualunque e della Democrazia cristiana.<\/p><p>A San Paolo Civitate, elementi che si erano raccolti in quel paese \u00abautocarrati\u00bb, provenendo da un paese vicino, devastavano la sede dell\u2019Uomo qualunque, ne incendiavano i mobili, come sempre, nonch\u00e9 tentavano la devastazione della sede della Democrazia cristiana.<\/p><p>A Monte Sant\u2019Angelo, il mattino del 17 altri dimostranti \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 dopo aver costretto i proprietari del luogo a sospendere il raccolto delle ulive ed a chiudere i frantoi, costituivano posti di blocco ed ivi si ponevano di guardia. Devo aggiungere che l\u2019intervento della polizia, appena questo pot\u00e9 aver luogo, consent\u00ec di rimuovere tutti questi posti di blocco e di ristabilire l\u2019ordine. Dico questa parola, in quanto le ultime comunicazioni informano, fortunatamente, che in tutti questi centri \u00e8 ritornata la calma.<\/p><p>Nella provincia di Bari, abbiamo avuto ad Andria episodi altrettanto gravi di violenze. Li abbiamo avuti nella stessa Bari, dove per\u00f2 potevano essere contenuti e limitati alla distruzione di alcuni giornali ed a tentativi di invasione di sedi di partiti, che tuttavia non ebbero luogo.<\/p><p>A Barletta gli avvenimenti furono indubbiamente pi\u00f9 gravi. Col\u00e0 venne imposta la chiusura dei negozi, col\u00e0 vennero devastate anche alcune abitazioni private, col\u00e0 venne anche operalo qualche sequestro di persone, peraltro subito rilasciate.<\/p><p>A Bitonto, episodi del genere. Ivi venne impedita la partenza dei treni (ferrotramvie) delle linee Bari-Barletta e Bitonto-Bari, nonch\u00e9 gli autoservizi del posto.<\/p><p>Io non so se in queste elencazioni che ho fatto sono comprese tutte le localit\u00e0 che sono state indicate nelle molte interrogazioni.<\/p><p>Posso per\u00f2 dire che, se alcune di queste localit\u00e0 sono state da me dimenticate, in realt\u00e0 i fatti che sono avvenuti si assomigliano moltissimo e possono in un certo senso dirsi uguali.<\/p><p>A Lecce era in atto uno sciopero di lavoratori agricoli e di tabacchini. Anche qui e nella Provincia di Lecce, come Poggiardo ed altri centri, sono state compiute delle violenze; vennero invase delle sedi dei soliti partiti; vennero bloccate le strade. Anche qui per\u00f2 le forze della polizia, appena poterono intervenire con i loro mezzi necessari e sufficienti, riuscirono a ristabilire l\u2019ordine e anche qui, secondo le notizie ultime ricevute, la calma pare ritornata, anche per i fatti di Bologna e di Perugia.<\/p><p>Se non erro \u00e8 stata presentata, dall\u2019onorevole Fabbri una interrogazione.<\/p><p>A Bologna e a Perugia le cose si sono svolte diversamente. Veramente anche a Bologna venne tentata la devastazione di sedi di alcuni partiti; anche a Bologna venne fatta esplodere una bomba. Le conseguenze per\u00f2, almeno per quello che risulta a noi, sono di importanza relativamente limitata. Pi\u00f9 significativo invece \u00e8 l\u2019episodio di Perugia, dove in seguito all\u2019esplosione di una bomba nella prossimit\u00e0 del Partito comunista, venne immediatamente ordinato un concentramento di forze, che si dice essersi realizzato con una rapidit\u00e0 ed un ordine veramente ammirevoli, che permisero che i disordini fossero praticamente impediti nella quasi totalit\u00e0, per quello, almeno, che risulta a noi e sempre dando a questa mia espressione un valore relativo, data la gravit\u00e0 dei fatti che si sono in questi giorni verificati in tutta Italia.<\/p><p>Domandano gli interroganti quali sono le misure che il Governo ha preso e quali intende prendere per impedire, per prevenire fatti del genere, per colpire e punire gli autori dei fatti avvenuti.<\/p><p>SCALFARO. E i mandanti.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> \u00c8 ormai diventata purtroppo per me un ritornello questa risposta; ma, purtroppo, non si pu\u00f2 pensare che queste mie risposte, che si succedono da qualche tempo, da un giorno all\u2019altro, per quelle che sono le possibilit\u00e0 del Governo in questa materia, da un giorno all\u2019altro non possono ovviamente molto cambiare.<\/p><p>Per\u00f2 io, a questo proposito, devo ancora rinnovare la formale assicurazione che non un uomo, a disposizione del Governo per la tutela dell\u2019ordine, viene risparmiato. Tutti vengono impiegati, e si ha ragione di credere che vengono impiegati nel modo pi\u00f9 utile ed efficace. Purtroppo non \u00e8 stato possibile, in tutti gli avvenimenti che abbiamo descritto, prevenire, impedire e reprimere tutti questi atti di violenza, soprattutto nei centri minori. Io devo per\u00f2 dichiarare che, se questo deve considerarsi una lezione, la lezione ha indubbiamente servito. Io voglio credere che fatti del genere non abbiano a ripetersi, ma voglio anche assicurarvi che, se fatti del genere dovessero ripetersi, indubbiamente non si ripeteranno con eguale facilit\u00e0. Avevo detto l\u2019altro giorno che non credo che indiscriminatamente le forze dell\u2019ordine debbano far uso delle armi. Ho detto l\u2019altro giorno che l\u2019uso delle armi, che pu\u00f2 portare a conseguenze di tanta gravit\u00e0, deve essere riservato a fatti proporzionati. Devo per\u00f2 anche aggiungere oggi che per fatto proporzionato io non intendo, e non pu\u00f2 essere da nessuno inteso, un episodio a s\u00e9 stante. Quando molti episodi, come quelli che noi abbiamo questa sera descritto, si ripetono in tante localit\u00e0 con metodi che tradiscono un unico divisamento, un unico piano, un unico concetto, allora gli episodi singoli non devono essere pi\u00f9 singolarmente valutati, allora \u00e8 una difesa contro il metodo che deve essere posta in atto. Io credo di potervi assicurare che le autorit\u00e0 che hanno la responsabilit\u00e0 dell\u2019ordine pubblico in Italia, in questo grave momento, sapranno cavarne dall\u2019esperienza le dovute deduzioni. Naturalmente \u00e8 nei voti del Governo, ed \u00e8 soprattutto nella sua convinzione, che il senso di responsabilit\u00e0 di coloro che dirigono le folle abbia il sopravvento, ed il Governo si augura che soprattutto per merito loro, episodi del genere non abbiano a ripetersi e lutti di tanta gravit\u00e0 non abbiano ad essere ulteriormente pianti.<\/p><p>Vi \u00e8 un\u2019ultima interrogazione, quella dell\u2019onorevole Castiglia. L\u2019onorevole Castiglia sembra ricavare dal complesso di violenze che ho descritto l\u2019impressione che noi si sia alla vigilia di avvenimenti pi\u00f9 gravi e, riferendosi ad alcune dichiarazioni che sarebbero state fatte alla Commissione senatoriale per gli affari esteri americana da un deputato, Sir John Lodge, a proposito della situazione politica italiana, chiede anzitutto al Governo se esso ne sia informato, e se non gli risulti che i comunisti italiani stiano per tentare un colpo di Stato in Italia; e vuole essere assicurato circa le misure preventive che sono state prese.<\/p><p>Devo dire subito che il Governo, a proposito di queste dichiarazioni, nulla sa di pi\u00f9 di quanto non sia stato pubblicato dai giornali. Nessuna comunicazione ufficiale, quindi nessuna possibilit\u00e0 di commenti.<\/p><p>Quanto poi alla domanda se risulti al Governo che i comunisti tenterebbero un colpo di Stato in Italia, io devo francamente dire con non gli risulta. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Se gli risultasse, evidentemente si comporterebbe con minore tranquillit\u00e0 e minore pacatezza: prenderebbe delle misure. In genere, sono cose di cui non si d\u00e0 il preavviso; per\u00f2, a furia di sentirle dire da una parte e dall\u2019altra&#8230;<\/p><p>MINIO. &#8230;c\u2019\u00e8 pericolo che diventino vere.<\/p><p>CASTIGLIA. Ne prendiamo atto.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il Governo tiene conto che in tutti i paesi d\u2019Italia si trovano armi, pi\u00f9 o meno in notevole quantit\u00e0, nascoste evidentemente per conservarle per un determinato impiego in un determinato momento; non credo por conservarle in un museo, come mi viene suggerito. Tiene anche conto delle dichiarazioni, indubbiamente molto autorevoli, che vengono fatte pi\u00f9 col tono di una squilla di battaglia che non con quello di un canto di pace. Non che il Governo pensi ad un colpo di Stato o che pensi che un colpo di Stato possa venire da una parte piuttosto che dall\u2019altra, ma il Governo ha naturalmente la responsabilit\u00e0 dell\u2019ordine pubblico. L\u2019ordine pubblico sarebbe particolarmente minacciato da episodi del genere. Posso assicurare l\u2019onorevole interrogante, e chi ha ascoltato lo svolgimento dell\u2019interrogazione che il Governo, per parte sua, tiene gli occhi aperti e le orecchie tese a tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 turbare l\u2019ordine pubblico. Si augura che niente avvenga, crede che niente avverr\u00e0; perch\u00e9 crede fermamente che, al di sopra di ogni ideologia, in tutti gli italiani prevalga lo spirito di Patria, l\u2019amore del proprio Paese.<\/p><p>Ma un\u2019ultima volta io devo aggiungere, ed aggiungo, che se cos\u00ec non fosse, che se questa fiducia dovesse apparire tradita, nessuno dubiti: che il Governo ha tanto in mano da poter fronteggiare qualsiasi situazione. Sappiano tutti quanti che il Governo non ha paura: non v\u2019\u00e8 guerra di nervi che possa in nessun modo influire su quella che \u00e8 la sua determinatezza. Il Governo \u00e8 composto di uomini che hanno dedicato, dedicano ed intendono dedicare con anima libera e pura tutti se stessi alla salvezza del Paese. Credo che nessuno possa accusarlo di un interesse meno che generale. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il Governo pu\u00f2 sbagliare. Nessuno presume l\u2019infallibilit\u00e0. Sbaglier\u00e0, ma comunque i suoi propositi sono questi; ed ai suoi propositi, posso assicurarvi, il Governo patriotticamente non mancher\u00e0. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rodi ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>RODI. Prendo atto delle dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Marazza. Per quanto riguarda la mia Regione, la Puglia, devo dire che quella popolazione \u00e8 pacifica e laboriosa ed \u00e8 profondamente seccata dalle continue sobillazioni. Io ho parlato con operai e contadini, i quali hanno soltanto un desiderio, quello di vivere in pace e di lavorare.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Non hanno lavoro.<\/p><p>MICCOLIS. Siete voi che non date modo di lavorare!<\/p><p>RODI. \u00c8 necessario che nelle nostre fabbriche e nelle nostre campagne non girino pi\u00f9 gli agitatori, perch\u00e9 essi, volendo fare scioperare operai e contadini, tradiscono la volont\u00e0 di quegli stessi operai e contadini, che di scioperi e disordini non vogliono saperne.<\/p><p>Desidero raccomandare al Governo di fermare la sua attenzione non tanto sulle folle quanto sui mandanti, che sono facilmente identificabili, anche perch\u00e9 da alcuni giornali le violenze della folla vengono esaltate e chiamate giuste indignazioni popolari e vengono riferite con intenti apologetici. Io credo che sia facile identificare il mandante, perch\u00e9 nessuna violenza pu\u00f2 essere oggetto di apologia. Quando oggi si parla di indignazione popolare, si tratta di una falsificazione degli agitatori. Questa falsificazione il Governo la vede, la sente, la osserva. Credo che suo compito principale, sia quello di identificare ufficialmente questi mandanti&#8230;<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Mandati dal Governo.<\/p><p>RODI. &#8230;e punire l\u2019apologia della violenza, che si fa tutti i giorni. Le vostre diatribe, colleghi della sinistra, sono diventate ridicole. Voi parlate e scrivete di indignazione popolare contro il fascismo, mentre il fascismo lo state facendo voi. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Con chi ve la prendete? Se il fascismo \u00e8 violenza, voi siete fascisti.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Hanno superato il fascismo.<\/p><p>RODI. Quando un agente di pubblica sicurezza o un carabiniere ha compiuto il proprio dovere arrestando qualcuno che abbia violato la legge, \u00e8 assurdo che una folla istigata debba assalire le questure o le caserme dei carabinieri per impedire che la giustizia abbia il suo corso, per far rilasciare chi ha commesso un reato.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Come Basile e De Vecchi!<\/p><p>RODI. Se il detenuto \u00e8 stato ingiustamente arrestato, la giustizia avr\u00e0 egualmente il suo corso. Ma se voi aggredite le caserme e le questure, solo per questo vi mettete dalla parte del torto; perch\u00e9 non \u00e8 lecito che le forze di un partito agiscano nei confronti degli organi di Stato con tale violenza e con tale fascismo. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Interruzione del deputato Minio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gi\u00e0 l\u2019onorevole Sottosegretario ha fatto cenno ad un piano preordinato e che il piano vi sia \u00e8 evidente, perch\u00e9 specialmente in alcuni centri delle Puglie, che sono assolutamente pacifici, si sono fatti degli scioperi e sono avvenuti disordini ad opera di pochissimi elementi. La popolazione, la vera popolazione ha preferito rinchiudersi in casa per non partecipare ai disordini e per tutelare la propria persona. Quindi, evidentemente, questo piano si sviluppa in contrasto con la volont\u00e0 delle popolazioni, che sono pacifiche; e prego il Governo di voler volgere il suo sguardo specialmente al Mezzogiorno, che oggi sta dando prova di maggior saldezza e serenit\u00e0. Se noi oggi potessimo essere liberati di quei pochi e violenti agitatori, il Mezzogiorno continuerebbe a dar prova di questa saldezza di questa serenit\u00e0&#8230;<\/p><p>MINIO. Vorreste di nuovo Mussolini!<\/p><p>RODI. Qui Mussolini non c\u2019entra! Il Mezzogiorno \u00e8 laborioso ed onesto e voi non avete nessun diritto di turbarlo. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Noi vi faremo vedere cosa vuol dire il rispetto allo Stato ed alle tradizioni. Non dovete venire a contaminare le nostre case, perch\u00e9 le nostre tradizioni sono salde ed oneste! (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzione del deputato Minio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Colgo l\u2019occasione per deplorare le devastazioni alle sedi dell\u2019Uomo Qualunque, che fin dalla nascita ha dimostrato di saper vivere democraticamente. Queste devastazioni e questi assalti sono ingiustificati e sono soltanto il frutto di una bestiale violenza. Perci\u00f2 l\u2019Uomo Qualunque fa appello a tutte le forze sane e corrette del Paese per formare un fronte unico contro queste violenze, che minacciano l\u2019indipendenza e la libert\u00e0 della Patria. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Miccolis ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MICCOLIS. Io devo rilevare che l\u2019onorevole Sottosegretario ha detto: \u00abun lungo elenco di incidenti simili nelle cause e negli effetti\u00bb. Mi pare dunque che vi sia un piano preordinato. Dinanzi a questo piano preordinato credo che i rimedi adottati siano insufficienti, e mi rimetto a quello che ha detto l\u2019onorevole Rodi sul fatto che effettivamente noi nel Mezzogiorno abbiamo degli attivisti e della gente la quale d\u00e0 fastidio ai lavoratori, attivisti che si possono contare sulla punta delle dita. Ogni volta che accade qualcosa, si conosce il responsabile, e non si va mai ad arrestarlo. Non occorre che si arrivi all\u2019uso delle armi, onorevole Sottosegretario. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Fin dal luglio del passato anno fu distrutta la nostra sede di San Severo. Io da quei banchi ho avuto assicurazione che sarebbero stati puniti i responsabili e che sarebbe stata riaperta la sede. La sede non si \u00e8 potuta riaprire ed i responsabili non furono puniti: il processo \u00e8 ancora fra la polvere degli scaffali e degli archivi della Procura della Repubblica.<\/p><p>Manfredonia: questa \u00e8 la seconda volta, nel giro di quindici giorni, che la sede di Manfredonia \u00e8 assalita, occupata e distrutta. A Cerignola v\u2019\u00e8 un\u2019oasi rossa: noi non abbiamo il permesso forse neppure di transitare, perch\u00e9 quella \u00e8 la roccaforte ed il feudo dell\u2019onorevole Di Vittorio.<\/p><p>Ad Ascoli Satriano \u00e8 la seconda volta che \u00e8 stata distrutta la sede e a Candela hanno asportato finanche i pavimenti. A San Paolo Civitade, onorevole Sottosegretario, venti persone, individuabilissime, sono partite per andare a distruggere la sede di quella localit\u00e0. Lucera \u00e8 la seconda volta che \u00e8 assalita. Da Torremaggiore sono partiti quelli che sono andati a distruggere la sede di San Paolo Civitade.<\/p><p>Ora, cos\u00ec stando le cose, io devo confessare che gli uomini qualunque delle Puglie domandano se nella carenza dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato non debbano provvedere loro a difendere i loro beni, ed io domando se, nella carenza dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato, i danni non debbano essere a carico dello Stato, perch\u00e9 \u00e8 naturale che quando lo Stato non \u00e8 in condizione di difendere i singoli cittadini o regolarmente costituiti in partiti, lo Stato sia responsabile anche dei danni. E questo l\u2019ho detto gi\u00e0 un\u2019altra volta.<\/p><p>Ora, noi osserviamo che a Cerignola v\u2019\u00e8 anche un processo per omicidi e violenze; ma questo processo non ha avuto mai fine. Mi pare che vi sono anche dei mandati di cattura, che non sono stati eseguiti. Lo stesso a San Severo. Onorevole Sottosegretario, come si fa a dare assicurazioni formali che sar\u00e0 restituito l\u2019ordine e la disciplina? Sono tutte promesse. Io ho dimostrato che queste promesse ormai hanno fallito gi\u00e0 parecchie volte.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Recca ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>RECCA. Onorevoli colleghi, io voglio soltanto rilevare che ci\u00f2 che ha detto il collega Miccolis \u00e8 vero, ma \u00e8 pur vero che (aver compagni a duol, scema la pena) non sono state soltanto le sedi dell\u2019Uomo Qualunque ad essere devastate, ma anche quelle della Democrazia cristiana, ed in maggior numero; giacch\u00e9 in certi centri del foggiano vi sono solo nostre sedi e non quelle dell\u2019Uomo Qualunque. Ma, certi gravi particolari sono sfuggiti all\u2019onorevole Sottosegretario, certi particolari di rilievo che indubbiamente sono a conoscenza della questura: infatti si sappia, onorevoli colleghi, che a Cerignola, dopo la devastazione delle nostre sedi e di altre sedi di partito, dopo la devastazione della casa Cirillo, i vani resi, cos\u00ec barbaramente, liberi, sono stati occupati da alcune famiglie di dimostranti che vi hanno installato i loro letti. Ecco quindi che si voleva mettere in pratica il famoso detto: \u00abScendi tu, perch\u00e9 voglio salire io\u00bb. Ma i nuovi possessori sono stati poi cacciati dalle sedi in parola per opera della forza pubblica.<\/p><p>Noi sappiamo, onorevole Marazza, cos\u00ec come dice l\u2019onorevole Rodi, che i movimenti del nostro meridione si devono a pochi e soliti responsabili facilmente individuabili, ma io aggiungo che conosciamo anche i centri in cui i movimenti con facilit\u00e0 sono soliti avvenire. Ed \u00e8 per questo che si \u00e8 ottenuto, circa cinque o sei mesi fa, un provvedimento per cui si stabiliva che, sia a Cerignola che a S. Severo, stabilmente vi dovevano essere cinquanta agenti di polizia. Ma, n\u00e9 a S. Severo n\u00e9 a Cerignola, i cinquanta agenti si sono visti, onorevole Marazza. Si provveda affinch\u00e9 il provvedimento in parola abbia subito la sua esecuzione.<\/p><p>Si provveda, non solo in questi centri, ma anche in quelli in cui detti incresciosi movimenti di folla sogliono avvenire, a questi mezzi preventivi, perch\u00e9, per il mantenimento dell\u2019ordine pubblico, io ho pi\u00f9 fiducia in questi mezzi, che in quelli repressivi. Quando si sar\u00e0 provveduto a questi mezzi preventivi, quelle popolazioni potranno dedicarsi al lavoro quotidiano in un\u2019atmosfera di tranquillit\u00e0, di serenit\u00e0 e di pace.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pastore Raffaele ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato all\u2019interno, come fece dopo i fatti di Gravina, cos\u00ec ha fatto questa volta: ha fatto la cronistoria dei fatti, ma non ha detto le cause che li hanno determinati.<\/p><p>Per quanto riguarda i lavoratori delle Puglie, s\u00ec, \u00e8 vero, essi vogliono lavorare, ma vogliono essere anche pagati, ci\u00f2 che non intendono fare i signori agrari di quella provincia. (<em>Commenti \u2013 Interruzione del deputato Miccolis<\/em>)<em>.<\/em> Nel campo nazionale \u00e8 stato firmato un contratto di lavoro per le tabacchine, ma i signori concessionari della provincia di Lecce non vogliono rispettarlo, e da qui lo sciopero dei contadini della provincia.<\/p><p>Inoltre le autorit\u00e0 favoriscono gli agrari. L\u2019esperimento della ripresa del fascismo viene fatto in Puglia e l\u2019onorevole Sottosegretario me ne deve dare atto. Il giorno 12 ottobre che cosa ha fatto la questura di Bari quando ha assistito impassibile al comizio di Ambrosini, che \u00e8 stato mandato al confino, non su denuncia della questura di Bari, ma su denuncia della questura di Roma? Le parole di Ambrosini hanno eccitato ih popolo pugliese. E la questura sapete che cosa ha fatto? Ha caricato la folla che protestava contro quanto ha detto Ambrosini. Questo ha fatto la pubblica sicurezza italiana per ordine del Governo! Costui ha chiamato Mussolini \u00abil padre della Patria\u00bb, mentre da parte dei fascisti che assistevano al comizio si \u00e8 gridato: \u00abduce, viva Benito Mussolini\u00bb. Ambrosini ha continuato: \u00able ceneri saranno portate in Campidoglio\u00bb. \u00abHo il diritto di esaltare il pensiero di chi per venti anni ha governato l\u2019Italia\u00bb. \u00abMi dispiace di non essere stato collaboratore del fascismo\u00bb. \u00abDobbiamo riconoscere di avere sbagliato. La dittatura non \u00e8 stata quella che doveva essere. Se ci capiteranno sotto la proveranno la vera dittatura\u00bb. \u00abCon quel trattato di pace la storia ci ha detto che quelli del nord che chiamavamo repubblichini erano i veri partigiani che salvarono l\u2019onore dell\u2019Italia\u00bb.<\/p><p>Queste sono le frasi pronunciate, presente la pubblica sicurezza di Bari, senza che questa abbia pronunciato motto. Quando i cittadini baresi poi hanno protestato, la pubblica sicurezza ha caricato la folla per difendere i fascisti. Ma non basta questo. Mentre il comitato di difesa della Repubblica aveva chiesto al Ministero dell\u2019interno di proibire il comizio a Bari, altro comizio fu permesso a Gioia del Colle, nel corso del quale sono state dette delle parole ancora pi\u00f9 gravi.<\/p><p>\u00abMa basta con questi quattro che ci stanno distruggendo. Faremo una nuova marcia su Roma!\u00bb. Signori, che cosa avrebbe dovuto fare la pubblica sicurezza? Ma gi\u00e0, la pubblica sicurezza si accanisce contro i contadini che pretendono il rispetto dei patti di lavoro: ed essa agisce sempre su ordini del Ministero.<\/p><p>E ancora: \u00abFaremo piazza pulita. Non bisogna dimenticare il ventennio del fascismo\u00bb. \u00abVogliamo un altro <em>referendum<\/em> nazionale\u00bb. \u00abVi porto una lieta novella (questo \u00e8 per l\u2019onorevole Mazzoni il quale diceva che quella sera la pubblica sicurezza aveva fatto il suo dovere): a Piazza Montecitorio a Roma si tornano a cantare gli inni dell\u2019Italia che fu. Montecitorio va ripulita. Non si pu\u00f2 distruggere quello che \u00e8 un passato glorioso, tanto \u00e8 vero che quelle ideologie ritornano a trionfare in Italia non solo, ma in quelle stesse nazioni che fino a ieri le combatterono\u00bb. (<em>Rumori a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, Signori, quando da parte del Governo si resta impassibili a questa propaganda, noi abbiamo diritto di domandare&#8230; (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MICCOLIS. Ma se \u00e8 stato mandato al confino!<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Bisogna metterlo al muro, altro che confino! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Mi si dice: \u00abChe colpa ha il partito dell\u2019Uomo Qualunque?\u00bb. Un momento, facciamo una cernita e vediamo dove si sono rifugiati tutti. gli ex-fascisti agrari. Non sono forse nell\u2019Uomo Qualunque?<\/p><p>RODI. Onorevole Pastore, noi ci conosciamo! I fascisti sono nel partito comunista!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi, non interrompa.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Questa propaganda, consentita ed incoraggiata dal Governo, ha fatto rialzare la testa agli agrari, i quali credono di poter ritornare al periodo del ventennio fascista.<\/p><p>Nonostante che da tanti mesi sono sul tappeto i patti salariali, la mezzadria impropria e il collocamento della mano d\u2019opera, i signori agrari menano il can per l\u2019aia, per cui una buona volta il popolo si stanca e scatta.<\/p><p>Non si faccia meraviglia il Sottosegretario se a Cerignola \u00e8 stato assalito il palazzo Cirillo. Sapete perch\u00e9? Tutti i proprietari della zona hanno stipulato il patto di mezzadria con l\u2019organizzazione operaia, meno Cirillo, il quale si \u00e8 avvalso della sua potenza e ha detto: non tratto con l\u2019organizzazione.<\/p><p>Naturalmente, lo stato d\u2019animo dei lavoratori, per il contegno provocatorio dei signori agrari, che credono di poter tornare al passato, non \u00e8 tale da sottostare ad altri soprusi.<\/p><p>Io mi ero proposto di non parlare oggi, perch\u00e9 domani parto per la Puglia allo scopo di assodare i fatti. Il Sottosegretario, che ci ha fatto la cronistoria degli avvenimenti, non ci ha detto tutto: non ha parlato di un telegramma che il sindaco democristiano di Trani ha inviato al Governo per protestare contro i mezzi usati dalla \u00abcelere\u00bb a Trani! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fabbri ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>FABBRI. Io non posso, francamente, dichiararmi sodisfatto della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario, risposta che ritengo troppo ottimista, sia nella sua diagnosi, sia nella sua prognosi. Secondo la mia modesta e personale impressione, la situazione dell\u2019Italia in questo momento \u00e8 tutt\u2019altro che lieta, \u00e8 tutt\u2019altro che rassicurante.<\/p><p>E basterebbe forse inquadrare questa situazione attuale dell\u2019Italia in quella della maggior parte dei paesi d\u2019Europa per vedere quello che \u00e8 gi\u00e0 accaduto l\u00e0 dove il senso vigile della pubblica libert\u00e0 da parte del governo non ha potuto fronteggiare la marea comunista e questa \u00e8 prevalsa, e vedere quello che sta succedendo dove questo dramma di contrasto \u00e8 in atto, come nella Cecoslovacchia e, in parte, in Francia.<\/p><p>La situazione in Italia, quale si sta svolgendo, non pu\u00f2 essere nel suo adeguato esame valutativo ricondotta agli episodi singoli sui quali si intrattengono i vari oratori e su cui ha indugiato la cronistoria dell\u2019onorevole Sottosegretario. Quando un partito come quello monarchico, che in fatto di ordine pubblico non ha recato disturbi a nessun partito, che non ha fatto alcuna manifestazione ostile alle istituzioni vigenti, che si \u00e8 soltanto dedicato ad un\u2019opera di raccoglimento, di studio, di attesa, di fede nell\u2019avvenire, ha improvvisamente dovuto vedere travolte le sue sedi, distrutte con incendi, con bombe, e con violenze e ferimenti contro le persone, come sta avvenendo a Palermo, a Napoli, a Perugia, a Varese, a Bologna \u2013 e questo \u00e8 accaduto durante il corso di un\u2019intera settimana, poich\u00e9 questi fatti si sono ripetuti e si ripetono da vari giorni periodicamente \u2013 \u00e8 evidente che noi ci troviamo di fronte ad ina situazione la quale, per la molteplicit\u00e0 dei focolari, dimostra un chiaro piano di organizzazione che viene da un centro politico fondamentale facilmente identificabile.<\/p><p>D\u2019altra parte, la ripetizione degli atti che dobbiamo constatare, e di cui abbiamo avuto ininterrotto esempio per la durata di ben dieci giorni, d\u00e0 la certezza che quelle tali autorit\u00e0 che dovrebbero fronteggiare i reati e che quei tali mezzi di prevenzione e repressione cui alludeva l\u2019onorevole Sottosegretario si trovano in uno stato di impotenza tale, da potersi sostanzialmente parlare di iniziale crisi di regime.<\/p><p>Non voglio andare oltre nelle mie dichiarazioni di completa insoddisfazione di questa attuale formula di governo che \u00e8 precisamente tutto il rovescio di quello che dovrebbero essere, secondo me, uno Stato e un Governo nazionali, che si preoccupassero dell\u2019incivilimento progressivo del Paese.<\/p><p>\u00c8 per questi motivi e per queste ragioni che ho detto di non potermi dichiarare sodisfatto. Mi auguro tuttavia, con molto spirito di patriottismo, che quell\u2019ottimismo di cui ha dato prova l\u2019onorevole Sottosegretario per quello che si riferisce alla diagnosi possa risultare giustificato e possa darmi un\u2019utile smentita per quel che si riferisce alla prognosi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Tumminelli ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>TUMMINELLI. Nel volgere di pochi giorni, mi tocca di prendere per la seconda volta la parola sul medesimo argomento.<\/p><p>Le ragioni che ha voluto addurre l\u2019onorevole Pastore per giustificare tanta violenza sono poco serie. Noi ci troviamo di fronte, onorevole Marazza, di fronte ad una costellazione di avvenimenti, luttuosi taluni e di violenza tal altri, che trovano la centrale nelle direttive dei partiti estremisti, non pi\u00f9 taciute, ma espresse nei discorsi nell\u2019interno dei partiti stessi e comunicate dalla pubblica stampa. Cos\u00ec che io concordo col mio collega Rodi, che effettivamente v\u2019\u00e8 un piano preordinato di istigazione al crimine, di eccitazione della folla, la quale, quando si muove, si sa da dove parte, ma non si sa dove arriva.<\/p><p>V\u2019\u00e8 l\u2019apologia del crimine. Noi qui, in questa stessa Aula, non molto tempo fa, ascoltammo esaltare giornate di delitti politici i quali, comunque veduti, sono sempre delitti deprecandi.<\/p><p>Ora, io domando all\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno una cosa: l\u2019altra volta io ho detto: bisogna disarmare; e l\u2019onorevole Sottosegretario ha risposto: non si pu\u00f2, perch\u00e9 soltanto i galantuomini danno le armi. (Cosi, press\u2019a poco, in via confidenziale). Onorevole Sottosegretario, io le dir\u00f2 questo: che noi sappiamo dove sono le armi. Tutte le fabbriche sono piene di armi. Io posso dirle che i morti di Mediglia potevano essere evitati solo che si fosse impedito ai settanta operai, che sono usciti dalla quinta sezione della fabbrica Breda, di recarsi a Mediglia, autocarrati, solo che il sindaco di Mediglia \u2013 che, ci viene assicurato dalle autorit\u00e0 di Milano, non pot\u00e9 essere arrestato per divieto del Governo \u2013 avesse impedito prima la violenza che veniva fatta contro quel Magenes e poi che il Magenes potesse uccidere e che egli stesso potesse essere linciato.<\/p><p>Noi ci troviamo, onorevole Sottosegretario, in questa dura situazione che le stesse forze di pubblica sicurezza, che sono i custodi dell\u2019autorit\u00e0 dello Stato e dell\u2019incolumit\u00e0 dei cittadini, sono in costante pericolo. E non hanno ordini per poter reagire. Io comprendo perfettamente, e mi rendo conto dell\u2019esigenza del Governo di questo metodo della pazienza; ma vi sono dei limiti, onorevoli signori del Governo.<\/p><p>Nei giorni scorsi, in uno di questi tumulti, ho chiesto ad una donna del popolo che cosa succedesse. Quella popolana mi rispose: \u00ab\u00c8 stato colpito da un maresciallo uno dei dimostranti; e ora l\u2019ammazzano\u00bb. Il fatto non era vero: non v\u2019era alcuno che fosse stato colpito dalla forza pubblica n\u00e9 un maresciallo che dovesse essere ammazzato; ma l\u2019episodio sta a dimostrare che ormai \u00e8 invalsa nella coscienza comune del nostro Paese, del nostro popolo, l\u2019abitudine di considerare che l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza non possa pi\u00f9 compiere nessuna azione che non sia quella di spingere dolcemente con le mani la folla che vuole compiere atti di violenza, senza che essa stessa corra il pericolo di essere minacciata e linciata come il giovane Magenes.<\/p><p>Ci troviamo di fronte a questo stato di cose: che noi dell\u2019Uomo Qualunque, noi qualunquisti, che non siamo n\u00e9 reazionari n\u00e9 neo-fascisti, ma solo perch\u00e9 abbiamo un programma sociale che \u00e8 un\u2019idea (<em>Commenti a sinistra<\/em>) \u2013 e le idee, o amici, o colleghi dell\u2019estrema sinistra, non si uccidono con la distruzione di sedi, e tanto meno si stroncano con l\u2019uccisione di qualcuno di noi: le idee hanno le gambe e camminano da sole \u2013 sol perch\u00e9 abbiamo un\u2019idea nuova che cammina sul fronte della storia e che trionfer\u00e0 domani nel mondo intero (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>), solo per questo noi siamo divenuti le cavie, per le esercitazioni dello squadrismo rosso.<\/p><p>Il paese si trova di fronte ad uno squadrismo rosso che si esercita nell\u2019impunit\u00e0 in attesa di sviluppi futuri.<\/p><p>Noi siamo stati le cavie, perch\u00e9 se toccano voi della Democrazia cristiana potr\u00e0 essere piombo. Per noi la cosa \u00e8 diversa: v\u2019\u00e8 l\u2019impunit\u00e0!<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Castiglia ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CASTIGLIA. Dalla discussione delle varie interrogazioni di oggi si rileva come quello che io chiedevo al Governo fosse \u2013 per usare il linguaggio dell\u2019onorevole Fabbri \u2013 una diagnosi piuttosto esatta.<\/p><p>In sostanza, noi abbiamo avuto dei singoli episodi di violenza ed il Governo ha, dato delle assicurazioni per quella che possiamo chiamare la cura sintomatica delle varie manifestazioni criminose. Per\u00f2 il Governo non ha cercato di individuare quel filo conduttore che indiscutibilmente lega tutti questi episodi delittuosi non soltanto per quanto si riferisce alla distruzione di sedi di partiti, non soltanto per quanto si riferisce ai tumulti ed ai moti delle varie citt\u00e0, da Cerignola a Corato, a Ferrara, a Napoli, a Palermo (che \u00e8 una delle citt\u00e0, dal punto di vista politico, senza dubbio fra le pi\u00f9 tranquille e quiete), ma per quanto riguarda la loro portata molto pi\u00f9 vasta.<\/p><p>Io vi prego, onorevole Sottosegretario, di ricordare due episodi che veramente devono impressionare e devono gettare \u2013 come hanno gettato di fatto il Paese \u2013 nello stato del pi\u00f9 vivo allarme. Intendo parlare delle due polveriere di Cassano d\u2019Adda e di Vigevano che nello spazio di pochi giorni, per atto di sabotaggio, sono state fatte saltare in aria. Indiscutibilmente tutti questi delitti hanno un intimo legame; e questo filo conduttore potrebbe essere quello denunciato dal deputato Lodge alla Commissione senatoriale americana per gli affari esteri, allorch\u00e9 dichiarava che il comunismo preparerebbe un colpo di Stato il quale usufruirebbe di queste forme di attivit\u00e0: primo, uso dei mezzi costituzionali, se possibile; e si \u00e8 visto che l\u2019uso dei mezzi costituzionali fino a questo momento non \u00e8 servito molto allo scopo.<\/p><p>Secondo grado (che \u00e8 quello che in atto si sta sperimentando e che potrebbe trovare domani una attuazione molto pi\u00f9 violenta e pericolosa e, quindi, molto pi\u00f9 capace di destare questo stato di allarme): impiego delle forze sovversive interne, come attualmente avviene a Napoli e a Marsiglia.<\/p><p>Dunque, quanto ha dichiarato l\u2019onorevole deputato Lodge in America mi pare sia da prendere in seria considerazione, perch\u00e9 noi abbiamo questi sintomi premonitori.<\/p><p>Diceva l\u2019onorevole Sottosegretario: nessuno, nessuna organizzazione pu\u00f2 dare il preavviso per un eventuale colpo di Stato.<\/p><p>Perfettamente logico, e sarei oltremodo ingenuo se pensassi una cosa del genere! Ma bisogna tener presenti questi sintomi che denotano questo filo conduttore, che denotano questa organizzazione criminosa che va tempestivamente stroncata!<\/p><p>Del resto, quello che ha dichiarato il deputato Lodge, signori, non \u00e8 la prima dichiarazione del genere. Vi prego di ricordare quello che da fonte non italiana, ma straniera, \u00e8 stato detto in proposito; e mi riferisco a quanto \u00e8 stato pubblicato, or \u00e8 qualche mese, sul giornale svizzero \u00ab<em>Die That<\/em>\u00bb da un critico militare americano che prevedeva quelle cose che poi Lodge ha dichiarato alla Commissione senatoriale americana.<\/p><p>E vi prego anche di tener presente l\u2019articolo apparso sulla rivista americana <em>Time<\/em> di settembre, che conteneva su per gi\u00f9 le stesse cose. Siamo dunque di fronte ad una serie di rivelazioni che segnalano sintomi che vanno tempestivamente stroncati.<\/p><p>Io capisco benissimo quella che \u00e8 la posizione dialettica da parte degli avversari, ai quali non posso negare una grande abilit\u00e0 che \u00e8 quella di ritorcere gli avvenimenti a loro vantaggio e cercare di gettare sull\u2019avversario quelle responsabilit\u00e0 che spettano unicamente ed esclusivamente a loro. Questo fa parte della loro tattica, ma un Paese non pu\u00f2 cadere nel tranello di questa tattica. Bisogna non soltanto curare i sintomi, ma prevenire; non cura, dunque, sintomatica, ma profilattica; prevenire con tutti i mezzi che sono a disposizione del Governo e non v\u2019\u00e8 bisogno che siano mezzi violenti, bastano quelli strettamente legali; e bisogna innanzi tutto identificare i mandanti.<\/p><p>Nel nostro Codice penale abbiamo un articolo 303 e un articolo 414 che riguardano, il primo la apologia del reato, il secondo la istigazione a delinquere.<\/p><p>Tutte le volte che per mezzo della stampa o con altri mezzi o con tutti i discorsi che si tengono o con le conferenze o nei comizi si commette un\u2019istigazione a delinquere, si fa l\u2019apologia del reato, si istiga all\u2019odio di classe, bisogna che si intervenga con i mezzi che la legge mette a disposizione del Governo, perch\u00e9 non \u00e8 lecito gettare il Paese nel caos, nel disordine, nella guerra civile, caos, disordine e guerra civile che evidentemente preludono a qualche cosa di molto pi\u00f9 grave che \u00e8 quello che diceva il deputato Lodge, asservire cio\u00e8 il Paese a una nazione straniera. Perch\u00e9 questo \u00e8 il vero disegno. (<em>Interruzione del deputato Minio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Pastore poc\u2019anzi giustificava le violenze della Puglia col discorso di un mese fa di Vittorio Ambrosini. La cosa a me non riguarda n\u00e9 poco n\u00e9 punto, ma dal punto di vista della logica vi devo dire che \u00e8 semplicemente assurdo che voi vogliate giustificare questi atti di terrorismo e di violenza, che sono scoppiati in tutto il Paese, per un discorso di quell\u2019Ambrosini che, peraltro, \u00e8 stato mandato al confino, come era stato mandato al confino da Mussolini; il quale discorso sarebbe avvenuto nientemeno che il 12 ottobre. Sarebbe stato un discorso a scoppio ritardato!<\/p><p>Ma, ad ogni modo, se anche voi volete attribuire al discorso di Ambrosini quello che \u00e8 avvenuto in Puglia, io vi prego dirmi come potete attribuire allo stesso discorso di Ambrosini tutto quello che avviene in Italia dove il discorso Ambrosini non \u00e8 arrivato neanche per sentito dire.<\/p><p>Io dunque non posso dichiararmi sodisfatto di quello che il Sottosegretario di Stato ha dichiarato.<\/p><p>Prendo atto della buona volont\u00e0 del Governo, ma invito il Governo stesso ad una maggiore energia, ad un maggior senso di responsabilit\u00e0; invito il Governo soprattutto, pi\u00f9 che a individuare gli autori dei singoli episodi, ad individuare i mandanti, cos\u00ec come \u00e8 stato fatto in Francia, dove sono stati denunciati ben due deputati. Perch\u00e9? Per avere istigato all\u2019odio di classe e per avere organizzato e ispirato i delitti che hanno turbato la serenit\u00e0 e la pace di quel Paese. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Annunzio di interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere \u2013 come \u00e8 diritto dell\u2019Assemblea e del Paese \u2013 le ragioni ed i fatti che lo hanno indotto a fare le gravi dichiarazioni al San Carlo di Napoli, e dalle quali appare che egli ed il Governo non sono in grado di mantenere l\u2019ordine pubblico e di tranquillizzare la pubblica opinione gravemente scossa dalle dichiarazioni stesse.<\/p><p>\u00abSansone\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, per sapere le ragioni per le quali il comando generale dell\u2019Arma dei carabinieri (ufficio personale sottufficiali e truppa) disponeva, con provvedimento in data 29 settembre 1947, il collocamento in congedo per il 31 dicembre 1947 dei sottufficiali richiamati e trattenuti delle classi dal 1892 a quella del 1895 inclusa.<\/p><p>\u00abTale provvedimento colpisce circa ottocento marescialli e crea una inesplicabile diversit\u00e0 di trattamento tra la condizione degli stessi e quella dei sottufficiali dell\u2019esercito, della pubblica sicurezza e della guardia di finanza.<\/p><p>\u00abCrispo\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, sull\u2019esito delle indagini in ordine alle cause che possono avere determinato lo scoppio della polveriera di Vigevano.<\/p><p>\u00abMeda\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando intende rispondere.<\/p><p>MARAZZA. <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Riferir\u00f2 ai Ministri competenti perch\u00e9 comunichino quando ritengono di poter rispondere.<\/p><p>SANSONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SANSONE. Chiedo al Sottosegretario se pu\u00f2 dare una sollecita risposta alla mia interrogazione, data la gravit\u00e0 dei fatti denunziati. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> \u00c8 evidente che non posso io dare una risposta immediata, anche perch\u00e9 l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Sansone riguarda la persona stessa del Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza..<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare onde impedire che la mancata tempestivit\u00e0 delle revisioni dei prezzi per i contratti di opere pubbliche costringa le ditte appaltatrici a sospendere i lavori in Calabria, con grave pregiudizio loro, della mano d\u2019opera impiegata e delle opere stesse.<\/p><p>\u00abLucifero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere quali disposizioni intende adottare per regolamentare la revisione dei prezzi per i contratti di appalto di opere pubbliche, stipulati dopo l\u2019entrata in vigore del decreto-legge 5 aprile 1945, n. 192, contratti nei quali taluni uffici del Genio civile non inserirono la clausola della rivedibilit\u00e0, ritenendola, con errata interpretazione, non necessaria.<\/p><p>\u00abLa mancata adozione di opportune disposizioni in merito danneggerebbe, particolarmente in Calabria, moltissime aziende costruttrici, le quali sottoscrissero il contratto ed eseguirono i lavori, ritenendosi garantite da eventuali variazioni in aumento. Avrebbe anche, purtroppo, dolorose ripercussioni per gli operai edili, su molti dei quali incomberebbe il pericolo di non avere corrisposte talune retribuzioni, dichiarando gli imprenditori di non avere la possibilit\u00e0 di farlo, essendo a loro volta, da tempo, creditori dello Stato e per somme rilevanti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPriolo\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se e come intenda provvedere allo sgravio dei tributi per i territori di Pachino e di Noto, gravemente colpiti da una violenta grandinata, di proporzioni mai viste, che ha danneggiato case e piantagioni e ha distrutto la produzione agricola di circa 3000 ettari. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFinocchiaro Aprile, Gallo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non ritenga urgente disporre che la erogazione ai Comuni della quota, loro devoluta con l\u2019articolo 27 del decreto 29 marzo 1947, n. 177, del tributo riscosso sugli spettacoli cinematografici sia effettuata dalla Intendenza di finanza mediante versamenti al pi\u00f9 bimestrali, come esige la necessit\u00e0 di rimuovere, a sollievo delle pressanti esigenze dei bilanci comunali, il deplorevole ritardo anche di anni, con cui fino ad ora furono corrisposte le aliquote spettanti per le disposizioni precedenti e come consiglierebbe la elementare cura di un sano decentramento amministrativo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCosattini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Minestro dei lavori pubblici, per sapere se non ritenga necessario ed urgente intervenire, previ gli eventuali accertamenti del caso, tramite il competente ufficio del Genio civile, in favore dell\u2019abitato di Porto Santo Stefano in provincia di Grosseto.<\/p><p>\u00abDistrutto per il novantadue e sessanta per cento dalle operazioni belliche, \u00e8 stato duramente provato, negli anni successivi, da nubifragi e da un\u2019epidemia di tifo (per tacere dei danni arrecati dall\u2019esplosione del trasporto militare <em>Panigaglia<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaese composto di marinai e di piccoli proprietari non ha avuto, a differenza di molti altri, emigrazione, dato il particolare nobilissimo attaccamento delle popolazioni ai loro focolari.<\/p><p>\u00abGi\u00e0 in occasione di un grave nubifragio si ebbe il personale intervento dell\u2019allora Ministro dei lavori pubblici onorevole Romita e furono disposte costruzioni che ancora non sono utilizzate, mentre potrebbero e dovrebbero esserlo.<\/p><p>\u00abSi reclama il sollecito versamento dei contributi a favore dei privati che ricostruiscono e che pi\u00f9 anche farebbero se non trovassero inciampo negli inesplicabili ritardi e nelle inconcepibili lentezze frapposte al versamento loro dovuto dei contributi di Stato.<\/p><p>\u00abIn pi\u00f9 parti dell\u2019abitato e nei suoi immediati dintorni movimenti di asserita natura lavinica mettono in serio e grave pericolo le macerie e i relitti nei quali \u2013 perduto ogni senso di umano decoro \u2013 vive in miserrime condizioni, esposta all\u2019ingiuria degli elementi, la popolazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMagrassi\u00bb.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se e quali provvedimenti intenda adottare urgentemente per alleviare le disagiatissime condizioni economiche dei pensionati della previdenza sociale, i quali, licenziati per limiti di et\u00e0 dopo tutta una vita di lavoro, percepiscono assegni veramente irrisori; e pi\u00f9 particolarmente per sapere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) per quale motivo gli uffici postali trattengono sull\u2019assegno di contingenza concesso col decreto 29 luglio 1947, n. 689, la somma di lire 300 per ogni pensionato;<\/li><li><em>b<\/em>) se non sia giusto elevare tale assegno di contingenza per i pensionati di et\u00e0 minore ai 65 anni alla misura stabilita per quelli di et\u00e0 superiore;<\/li><li><em>c<\/em>) se non sia doveroso estendere ai pensionati della previdenza sociale i benefic\u00ee del premio della Repubblica e dell\u2019assistenza sanitaria da parte della Cassa nazionale mutua malattie, alla quale essi ebbero a versare i propri contributi concorrendo alla formazione del patrimonio dell\u2019ente. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abCarboni Angelo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se, in considerazione del grave danno che deriverebbe, per effetto delle eccezionali condizioni economiche attuali, ai sottufficiali, trattenuti e richiamati, dell\u2019Arma dei carabinieri delle classi 1892 a 1895 inclusa dall\u2019attuazione dell\u2019ordine di collocamento in congedo, pel 31 dicembre 1947, emanato dal comando generale, non ritenga opportuno estendere ad essi, a somiglianza di quanto gi\u00e0 fu fatto per quelli della guardia di finanza, la disposizione per la quale i sottufficiali delle altre Armi possono essere trattenuti in servizio fino al compimento del 55\u00b0 anno di et\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCarboni Angelo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del lavoro e previdenza sociale, per sapere quali urgenti provvedimenti intendano adottare per avviare a definitiva soluzione la vertenza in corso fra il personale dipendente dai sanatori dell\u2019I.N.P.S., vertenza tuttora aperta a causa della mancata presentazione, da parte dell\u2019Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, del pi\u00f9 volte promesso progetto di decreto sui concorsi del personale sanitario ospedaliero e universitario. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSimonini\u00bb.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e foreste e l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per sapere se non credano giusto ed opportuno dare immediate disposizioni per ridurre a misura pi\u00f9 rispondente alla situazione reale i contingenti fissati per le provincie liguri, quale versamento agli oleari del popolo e nello stesso tempo per conoscere i motivi del ritardo nella emanazione di disposizioni precise per il funzionamento dei frantoi, attualmente ancora inoperosi per la imposta chiusura da parte della Upsea. Il ritardo di cui sopra compromette gravemente i risultati del raccolto delle olive che stanno deperendo presso i produttori, provocando le giustificate proteste di questi ultimi.<\/p><p>\u00abPer sapere, infine, se risponda al vero che starebbero per emanarsi delle disposizioni per la requisizione di alcuni frantoi, dandone la gestione ai Consorzi agrari provinciali con la collaborazione della Upsea e della Sepral, riconoscendo ai Consorzi la esclusivit\u00e0 della molitura e un esorbitante diritto di lire 75 per ogni quarta molita per spese di sorveglianza, contabilit\u00e0 e assistenza, con divieto inoltre di contrattazione e vendita delle olive. Queste disposizioni, se attuate, porterebbero il pi\u00f9 grave turbamento tra i piccoli produttori di olive e una ingiusta discriminazione fra i frantoiani, alcuni dei quali si vedrebbero privati del loro lavoro, e infine un certo aumento del prezzo dell\u2019olio. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPera, Canepa\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se, in base all\u2019informazione pubblicata nel <em>Notiziario<\/em> del Ministero della pubblica istruzione dell\u20198 novembre 1947, circa l\u2019imminente inquadramento nei nuovi gradi superiori dei direttori didattici e degli ispettori scolastici, devono ritenersi compresi gli insegnanti specializzati per sordomuti e i direttori degli istituti per sordomuti che, per ragione di giustizia e come fu gi\u00e0 fatto col vecchio inquadramento (regio decreto 11 novembre 1923, n. 2395), vanno equiparati i primi con i direttori didattici ed i secondi con i primi ispettori scolastici. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFresa\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, sulle cause delle frequenti esplosioni di depositi di munizioni; sulle misure che intende adottare, per evitare il ripetersi delle medesime, e se non ritenga urgente trasferire tali depositi in zone adatte e lontane dall\u2019abitato civile.<\/p><p>\u00abIn riferimento all\u2019esplosione di quello di Vigevano, l\u2019interrogante chiede se non sia edotto:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) che sulle condizioni di sicurezza del deposito stesso aveva espresso dei dubbi l\u2019ex comandante del presidio cittadino;<\/li><li><em>b<\/em>) che il sistema difensivo, consistente in un semplice reticolato, non poteva impedire l\u2019accesso di chi volesse portare a compimento atti criminosi;<\/li><li><em>c<\/em>) che il servizio di guardia, composto da poche sentinelle a cento metri di distanza l\u2019una dall\u2019altra, era insufficiente in una zona in vicinanza del Ticino, ove il rumore della corrente delle acque impedisce di potere percepire i rumori prodotti dal passo di uomini, e le frequenti e fitte nebbie tolgono la visibilit\u00e0 a pochi metri;<\/li><li><em>d<\/em>) che in circa due anni l\u2019autorit\u00e0 superiore competente ha compiuto in tutto una o due ispezioni, mentre avrebbe avuto il dovere di tenersi aggiornata sulle condizioni di sicurezza o meno, per i provvedimenti del caso.<\/li><\/ol><p>\u00abL\u2019interrogante chiede, infine, se il Ministro non sia d\u2019avviso di provvedere al sollecito accertamento dei danni subiti dalla popolazione civile e alla loro liquidazione per mezzo di uffici periferici della zona militare dalla quale dipende la localit\u00e0 sinistrata, danni derivanti dalla morte e dalla mutilazione di persone, dalla distruzione di case, di mobili, ecc., in modo da non rendere maggiormente dolorose le conseguenze del lamentato sinistro. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPistoia\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) i motivi della esplosione della polveriera di Vigevano (Pavia), notoriamente poco presidiata;<\/p><p>2\u00b0) i provvedimenti che intende prendere per impedire ulteriori esplosioni \u00abper simpatia\u00bb;<\/p><p>3\u00b0) i provvedimenti necessari ed urgenti a favore dei congiunti delle vittime e dei sinistrati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMezzadra\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere quali ragioni abbiano sinora impedito il funzionamento dell\u2019Ente per l\u2019irrigazione delle Puglie e Basilicata: perch\u00e9 non si sia provveduto alla nomina del presidente, che \u00e8 stata riservata al Ministro; se e quando si prevede la formazione del Consiglio di amministrazione ed il funzionamento dell\u2019Ente. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abReale Vito\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere per quali ragioni il Ministero dell\u2019agricoltura non ha ancora, in analogia con quanto fatto dal Ministero dei lavori pubblici e da quello delle comunicazioni, applicato la maggiorazione ai contratti e appalti per lavori vari di bonifiche, in correlazione con le maggiorazioni sui prezzi e sui salari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSelvaggi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga opportuno revocare il provvedimento di soppressione della scuola di avviamento al lavoro di Nocera Terinese (Catanzaro), provvedimento dal Ministero preso in base ad una insipiente relazione del sindaco del comune di Nocera, il quale non \u00e8 in grado di comprendere il valore e l\u2019importanza dell\u2019istruzione professionale; tanto pi\u00f9 che l\u2019annunciata soppressione della scuola ha provocato una decisa ed unanime protesta popolare ed una formale deliberazione per il ripristino dell\u2019Istituto da parte dei Partiti democratico cristiano, repubblicano, socialista, comunista e della Camera del lavoro, nonch\u00e9 un ordine del giorno nel medesimo senso del Partito qualunquista. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMazzei\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere la vera portata della circolare n. 8904 del 1\u00b0 luglio 1946, relativa a limitazione imposta ai Comitati comunali per le riparazioni dei danni bellici. Detta circolare, e quelle successive sullo stesso argomento, sembrano in netto contrasto con tutte le disposizioni di legge emanate per agevolare e promuovere le riparazioni e le ricostruzioni edilizie di case disastrate da eventi bellici e, comunque, non rispondono n\u00e9 a criteri di economia, n\u00e9 a criteri di giustizia.<\/p><p>\u00abInfatti, non \u00e8 giusto negare ai cittadini, che in un primo tempo hanno eseguite le sole riparazioni indispensabili, ed ammesse dalle istruzioni ministeriali allora vigenti, il diritto di potere eseguire ora le altre riparazioni, che pur sono ammesse dalle disposizioni in vigore e per le quali anzi \u00e8 stato notevolmente aumentato il contributo dello Stato. Non si comprende perch\u00e9 alla esecuzione di tali opere ammesse debba far ostacolo la precedente liquidazione di alcune opere diverse da quelle per cui ora si chiede la esecuzione.<\/p><p>\u00abCos\u00ec facendo, vengono adottati criteri diversi con danno di quelli che furono pi\u00f9 solleciti ed ossequienti alle leggi e non si favoriscono le ricostruzioni edilizie che costituiscono, oltre che un debito di onore per il Governo, il presupposto di quella sistemazione o normalizzazione che \u00e8 nei voti di tutti.<\/p><p>\u00abNon pu\u00f2 farsi appello a ragioni di economia e di ristrettezze di mezzi, perch\u00e9 il Governo spontaneamente ha creduto, non solo di estendere il contributo ad opere, che in un primo tempo non erano ammesse, ma ha anche elevato la misura del contributo dal 50 al 75 per cento. Sarebbe stato pi\u00f9 logico, per fini economici, mantenere i limiti segnati in un primo tempo, anzich\u00e9 allargare questi limiti a solo beneficio dei ritardatari e con danno dei pi\u00f9 solleciti.<\/p><p>L\u2019articolo 1 della legge 9 giugno 1945, n. 565, dava appunto disposizioni per i lavori indispensabili, per dare ricovero ai senza tetto, mentre per gli altri lavori, non aventi tale carattere, statuiva che \u00absarebbero stati regolati dalle disposizioni generali da emanarsi, per danni di guerra e per le ricostruzioni edilizie\u00bb. Da ci\u00f2 si desume che allora si potevano fare le sole opere indispensabili, mentre le altre dovevano farsi successivamente, cio\u00e8 ora, che sono ammesse anche le ricostruzioni e sono consentite tutte le opere ad eccezione di quelle di lusso, abbellimenti e trasformazioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se non ritenga urgente dare disposizioni ai dipendenti uffici perch\u00e9 essi provvedano alla immediata corresponsione della indennit\u00e0 sia di carica (decreto legislativo 8 febbraio 1946, n. 63) che di toga (decreto legislativo 19 maggio 1947, n. 400) a tutti coloro che comunque hanno avuto ed hanno funzioni di magistrato presso i Tribunali militari, considerando che le suddette indennit\u00e0 sono state concesse per la carica ricoperta e nell\u2019interesse superiore della giustizia attraverso una elevazione anche materiale delle condizioni dei magistrati italiani, non essendo peraltro morale che si perpetui una disparit\u00e0 di trattamento che si perpetua da oltre un anno, malgrado i ricorsi gi\u00e0 proposti dagli stessi interessati;<\/p><p>2\u00b0) se non ritenga necessario disporsi che, come gi\u00e0 in altre Amministrazioni dello Stato e come gi\u00e0 specificamente avvenuto dopo la guerra 1915-18, si provveda, attraverso un concorso per titoli, con opportuna elevazione dei limiti di et\u00e0 per esservi ammessi, alla nomina a magistrato militare dei professionisti contemplati all\u2019articolo 11 del decreto legislativo 21 marzo 1946, n. 144, avvalendosi dei posti rimasti vacanti dal concorso per uditore giudiziario militare, di cui al bando di concorso del 1\u00b0 marzo 1947 (in <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> n. 121), in considerazione che \u00e8 necessario sistemare dei reduci trattenuti alle armi con leggi eccezionali, malgrado la cessazione dello stato di guerra, e che appare giusto riparare cos\u00ec al gravissimo danno arrecato ai suddetti professionisti col trattenerli per lungo tempo lontani dall\u2019esercizio professionale, senza per altro doversi dimenticare che l\u2019assunzione di tale personale elimina il periodo di tirocinio previsto per gli uditori, data la piena capacit\u00e0 ed idoneit\u00e0 dimostrata dai suddetti professionisti, specie nel periodo di intenso lavoro del 1944, 1945 e 1946;<\/p><p>3\u00b0) se \u00e8 intendimento del Governo di istituire in Sicilia, unitamente alla sezione della Cassazione, una sezione del Tribunale supremo militare, dato che quest\u2019ultimo organo giudiziario rientra tra gli organi giurisdizionali centrali, previsti dallo Statuto di cui al decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La prima delle interrogazioni test\u00e9 lette sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta al suo turno, trasmettendosi ai Ministri competenti le altre per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.10.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p><em>Discussione dei seguenti disegni ili legge:<\/em><\/p><p>Approvazione del Trattato di amicizia e relazioni generali fra la Repubblica Italiana e la Repubblica delle Filippine, firmato a Roma il 9 luglio 1947. (36).<\/p><p>Approvazione del Trattato di pace e relativo scambio di Note fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Cuba, firmato all\u2019Avana il 30 giugno 1947. (43).<\/p><p>Norme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico. (10).<\/p><p>Disposizioni relative al soggiorno nel territorio dello Stato ed ai beni degli ex regnanti di casa Savoia. (II).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE ccxcv. SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 19 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedo: Presidente Domande di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Comunicazione del Presidente: Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Presidente Grassi, Ministro di grazia e giustizia Mancini Lucifero Pertini Calosso Salerno Persico Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Faralli Cartia Cevolotto Petrilli, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2382,2317,2542,2376","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2315"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6375,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2315\/revisions\/6375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2315"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}