{"id":2313,"date":"2023-09-17T15:56:13","date_gmt":"2023-09-17T13:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2313"},"modified":"2023-10-21T11:26:44","modified_gmt":"2023-10-21T09:26:44","slug":"sabato-15-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2313","title":{"rendered":"SABATO 15 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2313\" class=\"elementor elementor-2313\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e369e5c elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e369e5c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3793536\" data-id=\"3793536\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c0802e2 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"c0802e2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471115_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-43b1336 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"43b1336\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXCIV.<\/p><p>SEDUTA DI SABATO 15 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Conti<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Porzio<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Zotta<\/p><p><strong>Interrogazione urgente <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Tonello<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 9.30.<\/p><p>ZOTTA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare per la Commissione l\u2019onorevole Conti.<\/p><p>CONTI. Mi limiter\u00f2 ad una breve discussione, per dar modo ai colleghi, assenti ma presenti, di partire alle 11 per Napoli e di continuare, naturalmente, il viaggio per altri lidi&#8230; non gi\u00e0 verso questa m\u00e8ta.<\/p><p>Essendo l\u2019Assemblea in queste condizioni \u00e8 pi\u00f9 facile raccogliersi. Non c\u2019\u00e8 lo stimolo della folla e non si \u00e8 portati a dare scandalo. Con l\u2019annunzio di un po\u2019 di scandalo, saremmo probabilmente riusciti a condurre qua dentro diversi deputati. Io mi astengo dallo scandalo per progetto, per sistema, per costume e quindi mi adatto a qualsiasi numero di ascoltatori.<\/p><p>Dir\u00f2 subito, a proposito della discussione che si \u00e8 fatta qua dentro \u2013 discussione ampia, elevata, dir\u00f2 subito che non posso ritenere che essa debba essere troppo tra le nuvole; una discussione di idee astratte in sede politica non mi piace. Noi siamo qui per fare una legge, per dare un\u2019organizzazione all\u2019amministrazione della giustizia. Se questo \u00e8 l\u2019intento, evidentemente noi dobbiamo occuparci di problemi pratici. Non dico che non siano problemi pratici quelli che sono stati trattati qui dentro; ma insomma, lo sviluppo delle trattazioni \u00e8 stato alquanto dottrinario, teorico, astratto in certi momenti. Abbiamo udito bellissime lezioni di diritto e di procedura penale, che saranno probabilmente ripetute quando i Codici verranno in discussione avanti alla Camera e al Senato della Repubblica.<\/p><p>Non \u00e8 dunque con un discorso astratto che vi intratterr\u00f2.<\/p><p>Io desidero richiamare la vostra attenzione sul modo di organizzare l\u2019amministrazione della giustizia, sulla struttura costituzionale dell\u2019ordinamento della giustizia in Italia. Non mi sottrarr\u00f2 a dire la mia opinione, quasi come dichiarazione di voto, intorno a problemi che sono stati esaminati.<\/p><p>Si \u00e8 parlato della giuria. Sono favorevole? Sono contrario? Io riassumo il mio modo di vedere intorno all\u2019istituto della giuria nei termini seguenti: io sono contrario alla giuria. Le discussioni che si sono fatte intorno all\u2019origine della giuria sono pregevolissime. \u00c8 vero; la giuria \u00e8 sempre sorta in tempo di libert\u00e0; ma, tra i tempi in cui la giuria sorse e i tempi nostri, sono passati molti anni e la democrazia vaga, nebulosa, la democrazia di ispirazione giacobina dell\u201989 e degli anni seguenti, non \u00e8 pi\u00f9. Ben altra \u00e8 oggi la situazione storica, politica, sociale. L\u2019ultimo secolo ha segnato un grande sviluppo della societ\u00e0; conseguentemente si presentano in modo diverso molti problemi e anche quelli giuridici. \u00c8 quindi evidente la necessit\u00e0 di organizzare la giustizia in modo utile e razionale. Non voglio intendere, cos\u00ec dicendo, che la giuria debba essere scartata, debba essere relegata fra le istituzioni del tutto superate.<\/p><p>Nel 1925, quando stavamo per cadere nell\u2019abisso nel quale andammo a precipitare, si fece, da <em>II Mondo<\/em>, un <em>referendum<\/em> intorno appunto all\u2019istituto della giuria. Io risposi, ma la mia risposta non fu pubblicata, perch\u00e9 il giornale fu soppresso. Noi eravamo allora sotto la dominazione della monarchia e in una fase dell\u2019istituzione che io consideravo funesta per il Paese, anche indipendentemente dal fascismo. Dissi: S\u00ec, bisogna conservare la giuria, migliorandola: e facevo alcune proposte concrete intorno al modo di assunzione del giudice popolare.<\/p><p>Allora io ero dunque favorevole alla giuria; oggi non lo sono pi\u00f9. Ho detto per\u00f2 che non dobbiamo relegarla fra le cose morte, perch\u00e9 potrebbe essere anche possibile che la giuria dovesse essere in certi determinati momenti restaurata. Non pregiudichiamo dunque, con un articolo nella Costituzione, la soluzione di questo problema. Io credo che si debba rimettere alla legge ordinaria il compito di dirimere i contrastanti pareri.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un altro problema che ha appassionato: abbiamo anche udito le grida delle nostre colleghe. La donna nella Magistratura. La vogliamo o non la vogliamo? Anche nell\u2019esame di questo problema mi pare si debba essere sereni e tranquilli. Queste povere donne non d\u00e0nno alcun fastidio in nessuna parte. Si disputa perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un pregiudizio misogino da una parte e c\u2019\u00e8 un\u2019esaltazione femminista dall\u2019altra. Io mi porr\u00f2 nel mezzo. No, nella Magistratura? S\u00ec, nella Magistratura?<\/p><p>Io dir\u00f2 <em>ni<\/em>. Che cosa voglio intendere di dire col mio <em>ni<\/em>? Voglio intendere che le donne potranno anche aspirare alla carriera giudiziaria; sta a vedere se riusciranno, sta a vedere se, entrando nella Magistratura, potranno veramente rendere un servigio utile. Non mi pare che si possa preventivamente dire di no.<\/p><p>Io credo che avverr\u00e0 quel che \u00e8 avvenuto per tutte le altre affermazioni di diritto della donna. Quarant\u2019anni or sono si voleva la donna avvocata! E avevamo intorno Teresina Labriola: era la sola pretendente, allora.<\/p><p>Dopo il caso di Teresina Labriola, quante sono le donne avvocate? Pochissime: s\u00ec e no una in ogni grande sede giudiziaria.<\/p><p>BERTINI. E poco accreditate!<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Ma se l\u2019onorevole Conti le ha avute anche nello studio suo!<\/p><p>CONTI. Io no!<\/p><p>NOBILI TITO ORO. S\u00ec, la figlia del collega Del Bello. E la riuscita \u00e8 stata buona.<\/p><p>CONTI. Ma \u00e8 stata una frequenza del mio studio addirittura fugace&#8230; due settimane. Non ho potuto insegnare niente; ho imparato molte cose: per esempio, che, se hanno attitudini, le donne possono far bene e gareggiare con gli uomini.<\/p><p>Ad ogni modo, io vedo il problema in questi termini: non si devono chiudere le porte. Le donne entreranno in Magistratura; vedranno che essere in Magistratura significa avere molte preoccupazioni e che esercitarne le funzioni non \u00e8 per esse agevole, e per gli altri tranquillante, in certi periodi della loro vita. \u00c8 proprio questo l\u2019argomento che in dottrina si oppone all\u2019ammissione delle donne in Magistratura. Si dice che sia imprudenza, per la loro subordinazione fisiologica, che si assumano le donne in Magistratura. In verit\u00e0, e mi sia consentito il dirlo, anche molti uomini hanno ricorrenze: ci sono moltissimi i quali in certi periodi sono assolutamente intrattabili. Le donne potranno entrare in Magistratura, ma non ci entreranno: questa \u00e8 la mia convinzione. Comunque, non si deve in una Costituzione moderna chiudere le porte all\u2019ingresso delle donne. D\u2019altra parte, \u00e8 stato detto che se potranno entrare ed entreranno, bene saranno applicate alla Magistratura dei minorenni. Credo che questa sarebbe un\u2019applicazione utilissima. Si pu\u00f2 pensare ad un\u2019altra applicazione utile: ai servizi di cancelleria.<\/p><p>BERTINI. Ci sono gi\u00e0, fuori ruolo.<\/p><p>CONTI. Tanto meglio! \u00c8 stato dibattuto un altro argomento: quello dell\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione. Unicit\u00e0 della giurisdizione. Vorreste forse rinunciare a questo grande principio?<\/p><p>Ma anche per questo principio potranno esserci attenuazioni, piccole deviazioni, le quali non guasteranno il disegno. Certo, \u00e8, che bisogna sanare assolutamente la piaga cancerosa delle magistrature speciali.<\/p><p>Uno studio, di uno dei nostri pi\u00f9 alti magistrati, denunzia, se non ha sbagliato chi mi ha riferito tale dato, l\u2019esistenza in Italia di trecento magistrature speciali. Evidentemente siamo di fronte ad uno sproposito colossale; bisogna rettificare questa situazione. L\u2019unicit\u00e0 della giurisdizione si impone.<\/p><p>Questione della Cassazione: Cassazione unica. Qui la mia dichiarazione deve essere netta e molto chiara. Io sono un regionalista convinto e ardente; sono, anzi, federalista convintissimo, ma io dico che la Cassazione unica \u00e8 una necessit\u00e0 assoluta. Proprio in un ordinamento a base regionale, la Cassazione unica si impone: l\u2019unit\u00e0 del diritto deve essere affermata da una voce sola.<\/p><p>Su un punto sono d\u2019accordo perfettamente con uno degli oratori che hanno parlato su questo argomento. Egli ha detto giustamente: ma perch\u00e9 la Cassazione unica deve essere a Roma? Io ho risposto: sono favorevolissimo a portar via da Roma non soltanto la Cassazione, ma anche questa benedetta Capitale! portiamola a Frascati, in Toscana, dove volete.<\/p><p>Questo polmone respira cos\u00ec male, e fa respirare cos\u00ec male gli Italiani! Quanto alla Cassazione, risieda pure a Napoli, a Firenze, dovunque, purch\u00e9 essa pronunzi una parola unica per orientamento giuridico e per il progresso scientifico.<\/p><p>Altra questione, quella dell\u2019iscrizione dei magistrati ai partiti politici. Nessuna limitazione alla libert\u00e0, nessuna limitazione di diritti io potr\u00f2 mai approvare. Non approvo il divieto del progetto. La coscienza dei magistrati deve risolvere il problema. E mi pare, sulle questioni proposte, di aver detto abbastanza.<\/p><p>Adesso vado alla questione essenziale, alla questione grossa: e non la guardiamo con prevenzioni di nessun genere: la questione dell\u2019indipendenza della Magistratura, dell\u2019autonomia della Magistratura.<\/p><p>Dir\u00f2 che sono subito d\u2019accordissimo con chi ha detto che bisogna cambiare l\u2019intestazione del Titolo: che bisognerebbe dire: potere giudiziario.<\/p><p>L\u2019armonia del testo costituzionale non ha permesso l\u2019accoglimento di questa intitolazione: \u00abpotere giudiziario\u00bb. Non si \u00e8 detto potere legislativo, non si \u00e8 detto potere esecutivo; si \u00e8 ritenuto che non dovesse dirsi potere giudiziario. Non \u00e8 sembrata neppure appropriata l\u2019intitolazione \u00abordine giudiziario\u00bb.<\/p><p>Si \u00e8 trovato il titolo \u2013 a mio modo di vedere \u2013 giusto. La Commissione \u00e8 stata concorde nell\u2019adottare le due parole: \u00abLa giustizia\u00bb. \u00c8 un titolo solenne che pu\u00f2 sodisfare.<\/p><p>Parliamo dell\u2019indipendenza della Magistratura.<\/p><p>Io faccio questa affermazione: l\u2019indipendenza della Magistratura non si vuole da molti, perch\u00e9 si vuole il magistrato assoggettabile al potere esecutivo! (<em>Approvazioni dei deputati Merlin Umberto e Bertini<\/em>)<em>.<\/em> Tutti i democratici che per anni e anni sono passati qui dentro \u2013 ministri e deputati \u2013 hanno parlato di Magistratura libera, indipendente, autonoma, ma ne hanno parlato ipocritamente. Nessuno ha voluto la Magistratura davvero indipendente, neppure e, direi, specialmente, ministri arcidemocratici e radicali.<\/p><p>Indipendenza della Magistratura. Si scherz\u00f2! Le sentenze si comandavano anche allora, al tempo dei \u00absinistri\u00bb, peggio di prima, peggio del tempo dei \u00abdestri\u00bb. Abbiamo avuto Sottosegretari di Stato che hanno appestato l\u2019amministrazione della giustizia con la loro influenza. In tempo fascista incontrai un giorno al Tribunale di Roma un ex Sottosegretario di Stato, gi\u00e0 di etichetta democratica, tutto sdegnato perch\u00e9 doveva davanti alla prima sezione civile del Tribunale discutere una causa avendo avversario Arturo Rocco, il fratello del ministro. \u00abGuarda un po\u2019, io devo adesso discutere col fratello del ministro!\u00bb esclam\u00f2, vedendomi.<\/p><p>Egli credeva che io mi sdegnassi con lui. Lo calmai rispondendo: Non ricordi le porcherie che tu hai fatto qua dentro e altrove quando eri al Governo?<\/p><p>Egli era stato un corruttore, tra i pi\u00f9 attivi, della Magistratura!<\/p><p>Indipendenza della Magistratura: la vogliamo! Io sono un difensore tra i pi\u00f9 accaniti dell\u2019indipendenza interna ed esterna dei magistrati. Appena ci fu possibilit\u00e0 di dire una parola su questo problema la dissi. Dopo il 25 luglio, essendo stata agitata da un giornale (non ricordo se dal <em>Giornale d\u2019Italia<\/em> o dal <em>Messaggero<\/em>) la questione della Magistratura, un mio amico (pi\u00f9 personale che politico), l\u2019onorevole Mazzolani, scrisse una lettera per dire che la Magistratura durante il fascismo ne aveva fatte di tutti i colori. Io intervenni con una lettera dicendo: L\u2019indipendenza della Magistratura \u00e8 sacrosanta e si deve fin d\u2019ora affermare che, nella ricostruzione dello Stato italiano si deve finalmente creare il potere giudiziario, non riconosciuto e non contemplato dallo Statuto albertino: che si deve creare una Magistratura autonoma e indipendente, liberata dal dominio, sempre invece imposto, del potere esecutivo.<\/p><p>Potere giudiziario, indipendenza della Magistratura! Collochiamo il magistrato sul terreno della responsabilit\u00e0 personale! Vogliamo il magistrato libero e responsabile! (<em>Approvazioni dei deputati Merlin Umberto e Bertini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non si pu\u00f2 non andare a questa soluzione se vogliamo veramente provvedere agli interessi del Paese!<\/p><p>Vogliamo finalmente costituire in Italia l\u2019organizzazione della Magistratura, l\u2019amministrazione della giustizia. Questo il Paese vuole fortissimamente. Credetemi (ma a chi lo dico? Ai competenti?): oggi se vi \u00e8 una istituzione non stimata nel nostro Paese, essa \u00e8 la Magistratura. Ad essa non si crede.<\/p><p>BUBBIO. Non \u00e8 vero.<\/p><p>CONTI. \u00c8 verissimo.<\/p><p>BUBBIO. Non bisogna esagerare.<\/p><p>BERTINI. Ci sono troppi faccendieri.<\/p><p>BUBBIO. Per noi \u00e8 santa.<\/p><p>CONTI. Purtroppo \u00e8 santa a parole: ma oggi non \u00e8 cos\u00ec. Se non diciamo parole franche non guariremo mai i nostri mali; se non parleremo con parole franche non ripareremo mai i nostri guai. La Magistratura non \u00e8 stimata e non \u00e8 stimata \u2013 non mi fate ripetere \u2013 perch\u00e9 episodi di tutti i giorni d\u00e0nno anche oggi motivi a non avere fiducia. Nove decimi dei magistrati sono onestissimi; v\u2019\u00e8 un decimo che diffama tutti.<\/p><p>Un pretore che riceve un sacchetto di farina o un dono qualsiasi \u00e8 un ribaldo; quel pretore diffama tutta la Magistratura italiana. Un giudice il quale si corrompe, macchia la purezza di tutta la Magistratura italiana. Potrei citare dolorosi episodi. Non facciamo, dunque, storie, onorevole Bubbio. Siamo sinceri e per il nostro amore riscattiamo e onoriamo con l\u2019opera la Magistratura.<\/p><p>Ho sentito tante parole di esaltazione. S\u00ec, signori. Io ho conosciuto magistrati di fronte ai quali mi inginocchierei; grandi magistrati. Io sono ancora in corrispondenza con un uomo, che \u00e8 al suo novantaduesimo anno di et\u00e0, che voglio ricordare qui essendo stato ricordato il suo compagno di martirio. Il collega Mancini ha ricordato il sostituto procuratore generale Tancredi, un uomo di alta statura morale. Io voglio ricordare il suo compagno, il magistrato Mauro Del Giudice, presidente della sezione d\u2019accusa di Roma e istruttore del processo Matteotti. Un santo. Fu promosso procuratore generale a Catania per il suo allontanamento dall\u2019ufficio che teneva col polso suo di galantuomo, di austero inflessibile magistrato. Conosco altri magistrati, i quali hanno tenuto la toga durante il fascismo con grande fierezza; magistrati che si sono dichiarati repubblicani fin dai primi momenti del fascismo; magistrati che durante il fascismo sono stati perseguitati, che sono stati esclusi dalle promozioni, che sono stati umiliati. S\u00ec, signori, ma ci sono gli immeritevoli della stima degli onesti.<\/p><p>Ne ho conosciuti, durante l\u2019esercizio della professione, alcuni ai quali ho tolto il saluto con grande mio dolore, perch\u00e9 avevo avuto per molto tempo l\u2019illusione che essi fossero dei galantuomini: dovetti riconoscere che erano dei ribaldi. Mi sono trovato dinanzi ad un alto magistrato di Cassazione il quale, dopo tre sentenze di merito che avevano escluso l\u2019ammissibilit\u00e0 della prova testimoniale in materia di responsabilit\u00e0 civile, regolata dall\u2019articolo 1153, ebbe il coraggio di sostenere davanti alla Suprema Corte l\u2019ammissibilit\u00e0 della prova testimoniale, e un altro alto magistrato ebbe il coraggio di scrivere la sentenza, raccogliendo il fascicolo della causa che il relatore integerrimo, con la solidariet\u00e0 di tutti i colleghi, aveva rifiutato.<\/p><p>Tanta abiezione per favorire l\u2019amante di quel Teruzzi che fu uno dei peggiori elementi del fascismo. Quei magistrati non esitarono a lacerare le pi\u00f9 belle pagine della giurisprudenza italiana. Ma lasciamo questo esame doloroso. La verit\u00e0 \u00e8 che la Magistratura in Italia bisogna risanarla.<\/p><p>Ma io devo dire una parola di difesa altrettanto ferma e piena di convinzione.<\/p><p>La Magistratura non \u00e8 colpevole per degenerazione organica. Essa \u00e8 stata indotta al male. Durante la dominazione della monarchia, il potere esecutivo ha dominato la Magistratura in modo indegno, sempre. E mi rincresce di dispiacere all\u2019amico onorevole Bergamini, agli amici i quali hanno ancora nel cuore un certo affetto \u2013 non so se oggi si tratta pi\u00f9 di affetto \u2013 un certo legame con la monarchia e con la Casa Savoia. Devo dare un dispiacere a questi amici che stimo tanto. \u00c8 stato proprio il regime sabaudo quello che si \u00e8 distinto nella corruzione della Magistratura, nella sopraffazione della Magistratura. Bisogna non richiamarsi soltanto ai discorsi di Giuseppe Zanardelli. Ho sentito rievocare quei discorsi sull\u2019avvocatura da tutti gli oratori. Nessuno ha tenuto presente che Zanardelli fu uomo di grandissima eloquenza. Dio ne scampi e liberi dall\u2019eloquenza che \u00e8 quasi sempre accompagnata dalla retorica. Io sono un nemico degli oratori, specialmente degli oratori politici&#8230;<\/p><p>UBERTI. Ma \u00e8 un oratore anche lei!<\/p><p>CONTI. Zanardelli era un grande oratore ed \u00e8 riuscito a far divenire quasi popolari i suoi discorsi. Ma ora basta con la retorica e con le storie addomesticate. Cerchiamo la rude cronaca. La storia <em>ad usum delphini <\/em>bisogna gettarla via.<\/p><p>Io sto facendo uno sforzo nel parlare cos\u00ec. Per il mio sentimento dovrei dire presso a poco quello che \u00e8 stato detto coi richiami ai discorsi di Zanardelli: per servire la verit\u00e0, non debbo incitare i sentimentali.<\/p><p>La Magistratura, o signori, in Italia \u00e8 stata assoggettata sempre al potere esecutivo. E non soltanto dopo l\u2019unit\u00e0. Si \u00e8 cominciato in Piemonte, prima del 1859. E volete un\u2019eresia? Questa scuoter\u00e0 le fibre di molti devoti a una grande figura che io ammiro per tanti altri aspetti. Ammiro l\u2019economista, l\u2019agricoltore, l\u2019uomo dalle idee chiarissime su tanti problemi, su tante questioni: Camillo Cavour. Ma quanta falsit\u00e0, nelle presentazioni storiche di quest\u2019uomo, posto vicino a Mazzini, a Garibaldi, con un pastrocchio scolastico che bisogna finalmente spastrocchiare, permettetemi il vocabolo!<\/p><p>Cavour \u00e8 stato uno dei corruttori della Magistratura italiana. Ha imposto procedimenti vessatori della stampa e sentenze di condanna. Egli ag\u00ec sulla Magistratura nel processo per l\u2019insurrezione genovese del 1857, preparata per assecondare il tentativo di Pisacane nel regno di Napoli. Allora Cavour volle il sequestro quasi quotidiano del giornale<em> L\u2019Italia del Popolo<\/em> perch\u00e9 quel giornale doveva essere soppresso, doveva morire a tutti i costi. Volle la condanna di Bartolomeo Savi, che era il direttore di quel giornale, volle la condanna a morte di Mazzini.<\/p><p>Vi sono qui onorevoli colleghi di destra, i quali rimproverano poca fierezza dell\u2019Italia d\u2019oggi nella politica internazionale. Oggi questi colleghi fanno dell\u2019irredentismo: tutti i giorni parlano di Trieste. Dimenticano che gli uomini della loro parte furono i pi\u00f9 severi repressori dell\u2019irredentismo italiano, quando l\u2019irredentismo in Italia era propugnato dal Partito repubblicano e Trieste e Trento erano nel cuore d\u2019ogni repubblicano.<\/p><p>Il servilismo nella politica internazionale \u00e8 cosa monarchica. (<em>Interruzione del deputalo Perrone Capano<\/em>). Dovete imparare molte cose; soprattutto dovete imparare a fare ossequio alla verit\u00e0! (<em>Interruzione del deputato Perrone Capano<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Tutto quello che si \u00e8 scritto e detto per esaltare la monarchia \u00e8 falsit\u00e0. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Io ho qui uno studio della Jessy Withe, moglie di Alberto Mario, una delle vittime del processo del 1857. Fu in prigione con Alberto Mario, del quale era allora fidanzata. In questo studio si riportano documenti interessantissimi. Si dimostra l\u2019odio di Cavour per Mazzini. Qui c\u2019\u00e8 una lettera del 3 luglio 1856 della marchesa Pallavicini a suo marito nella quale la marchesa dice, addolorata, che \u00abCavour detesta Mazzini\u00bb. La marchesa comunicava al marito che il Cavour voleva la fucilazione \u00absenza piet\u00e0\u00bb di Giuseppe Mazzini.<\/p><p>Credo che quella della marchesa Pallavicini sia una testimonianza autorevole. \u00abNon potendo per il momento eseguire questo pietoso disegno n\u00e9 contentare l\u2019imperatore che pretendeva l\u2019immediata soppressione dell\u2019<em>Italia del Popolo<\/em>, non lasciava passare settimana senza che l\u2019intendente di Genova ricevesse da lui incitamenti ad agire contro il coraggioso giornale. E ci\u00f2 prima che l\u2019attentato di Orsini desse colore all\u2019accusa che gli Italiani miravano ad estinguere la vita dell\u2019imperatore\u00bb. \u00abIl Governo francese \u2013 diceva Cavour \u2013 si lagna sulla tolleranza che si accorda ai mazziniani ed alla loro stampa\u00bb.<\/p><p>BUBBIO. Ma non dimentichiamo che era in corso la preparazione del Risorgimento.<\/p><p>CONTI. Ma il Risorgimento non si preparava sopprimendo chi voleva l\u2019unit\u00e0 che, nel 1857, Cavour non aveva neppur concepito. Ma proseguiamo: \u00abOnde non perdere la sua amicizia (quella di Napoleone III), la sola sulla quale possiamo fare assegno nelle attuali condizioni dell\u2019Europa, \u00e8 necessario fare qualche cosa a questo riguardo. Quello che pi\u00f9 gioverebbe sarebbe ridurre al silenzio il monitore di Mazzini l\u2019<em>Italia del Popolo. <\/em>Per raggiungere questo scopo non esiterei a impiegare tutti i mezzi in mio potere. La prego di occuparsene senza indugio, concertandosi con l\u2019avvocato Genne onde vedere se questo alto funzionario credesse potere colpire quel giornale con frequenti e quasi quotidiani sequestri. Se fra gli scrittori del giornale vi sono emigrati, bisogna dar loro immediatamente lo sfratto, qualunque sia la natura degli articoli dovuti alla loro penna. Anche l\u2019appendicista teatrale deve essere cacciato. Il solo fatto di scrivere in quello scellerato giornale, deve rendere l\u2019emigrato indegno della nostra ospitalit\u00e0. Esso \u00e8 un\u2019onta ed un pericolo per la societ\u00e0; il distruggerlo \u00e8 eminentemente patriottico. Se la Signoria Vostra pu\u00f2 compierlo, acquister\u00e0 titolo grande alla mia particolare riconoscenza\u00bb.<\/p><p>Ho letto parte di una lettera di Cavour.<\/p><p>\u00abE il degno fisco, \u2013 dice la Mario \u2013 fece quanto stette in lui per secondare le calde istanze dell\u2019intendente. Sequestr\u00f2 quasi quotidianamente il giornale; mise in prigione un gerente dopo l\u2019altro\u00bb. Il giornale mor\u00ec.<\/p><p>Ho voluto mettere questo punto fermo; e mi dispiace di dispiacere a qualcuno, specialmente all\u2019amico onorevole Bubbio.<\/p><p>BUBBIO. Io difendo il Piemonte.<\/p><p>CONTI. Vedete dove si va a finire con la retorica! Che c\u2019entra il Piemonte? Per non essere da meno io difendo del Piemonte Angelo Brofferio. Fin\u00ec male anche lui, perch\u00e9, quando Vittorio Emanuele II, con le sue arti, riusc\u00ec a rovinarlo dandogli l\u2019incarico di scrivere la <em>Storia del Parlamento subalpino<\/em>, cedette.<\/p><p>La corruzione della Magistratura, il dominio per il quale la Magistratura \u00e8 stata costretta a vivere la sua vita dolorosa e mortificata, sono continuati durante tutto il regno sabaudo nel nostro Paese.<\/p><p>Ricordate i processi scandalosi, organizzati o manovrati dai Governi. Sono tanti. Non voglio di certo fare qui una storia dettagliata di tali processi. Basta ricordarne uno che \u00e8 espressione di tutta una fase della vita italiana: il processo Lobbia. Contro quel denunziatore delle azioni delittuose di loschi uomini politici nella reg\u00eca dei tabacchi fu organizzato l\u2019assassinio. Per salvare i consorti sostenitori del Governo si arriv\u00f2 ad indurre la Magistratura ad elevare imputazione di simulazione di reato contro il Lobbia, e si impose ai magistrati l\u2019istruzione del processo. Ma in quel momento si ebbero due grandi esempi di indipendenza e di fierezza di magistrati. Nelli e Borgnini, sdegnosi di servire i governanti, gettarono alle ortiche la toga, dichiarando al Ministro di non voler essere strumento della perfidia governativa. Pur troppo quei due integerrimi magistrati furono sostituiti da colleghi i quali ebbero, in premio della loro abiezione, rapida carriera.<\/p><p>Leggiamo pure, onorevoli colleghi, i discorsi di Zanardelli; ma ricordiamo anche questi e tanti altri episodi.<\/p><p>Ma intorno al trattamento della Magistratura si deve riferire il giudizio di uomini di indiscussa probit\u00e0.<\/p><p>Ecco il giudizio del senatore Adeodato Bonasi.<\/p><p>Egli della sorte disgraziata della Magistratura scriveva, nel 1884, queste lapidarie parole che suffragano le prime parole che ho rivolto all\u2019Assemblea: \u00abAffinch\u00e9 la Magistratura possa compiere l\u2019altissimo ufficio, due condizioni sono indispensabili, e cio\u00e8 che il mandato affidatole corrisponda alla razionale ampiezza della sua funzione: che la sua indipendenza sia cos\u00ec intera ed assoluta, da sottrarla ad ogni timore e ad ogni lusinga del potere. In Italia le parti politiche che si sono finora conteso il campo hanno entrambe contribuito a sodisfare alla prima condizione, ma purtroppo danno gareggiato altres\u00ec nel disconoscere la seconda. Quanto alla seconda condizione \u00abdestra\u00bb e \u00absinistra\u00bb, o non hanno avuto conoscenza dei mezzi indispensabili per costringere e mantenere la Magistratura all\u2019altezza del suo ministerio, o, avendoli, hanno postergato le esigenze della giustizia agli interessi di parte. La \u00absinistra\u00bb, finch\u00e9 era minoranza, declamava contro il servaggio della Magistratura ed accusava il Governo di abusarne a scopo partigiano; la \u00abdestra\u00bb, divenuta a sua volta minoranza, ha rimandato l\u2019accusa ai propri avversari rincarandola\u00bb.<\/p><p>Questa \u00e8 la verit\u00e0, questa la sorte della Magistratura.<\/p><p>Vi ho parlato del Cavour e delle sue inframmettenze nell\u2019amministrazione della giustizia. Volete conoscere inframmettenze di Ministri di tempo meno remoto? Vedo dinanzi a me uomini a me carissimi. Ho innanzi agli occhi l\u2019amico Porzio, che \u00e8 un conoscitore delle cose che dico. Egli per i suoi sentimenti non direbbe forse le cose amare che dico io, ma egli sa e mi \u00e8 testimonio.<\/p><p>Udite che cosa disse in un discorso Napoleone Colajanni, nella tornata del 6 maggio 1904, occupandosi alla Camera dell\u2019amministrazione della giustizia in Italia. Colajanni si occupava specialmente del problema dell\u2019amministrazione della giustizia in Sicilia. Non vi riferisco quello che pot\u00e9 dire di questo problema nella disgraziata Isola, difesa tanto strenuamente, quanto inutilmente da Diego Tajani che, nei suoi discorsi parlamentari, denunzi\u00f2 pi\u00f9 volte con sdegno l\u2019azione dei Savoia, peggiore di quella dei Borboni. Occupandosi dell\u2019amministrazione della giustizia Colajanni disse queste parole che leggo sul resoconto stenografico: \u00abAll\u2019onorevole Giolitti devo ricordare un altro episodio che dimostra cosa sia talvolta la Magistratura italiana. Un giorno si venne a domandare l\u2019autorizzazione a procedere in giudizio contro l\u2019attuale Presidente del Consiglio. Uno scandalo! Una indegnit\u00e0, ed io non attesi che l\u2019onorevole Giolitti tornasse al potere per levarmi da questi banchi, anche a costo di provocare l\u2019indignazione del collega Morandi. Ebbene, allora ci fu un Ministro Guardasigilli tanto ingenuo da dire: ma datemi il tempo di formare l\u2019ambiente nel tribunale per farlo condannare.<\/p><p>\u00ab<em>Voci<\/em> (le solite voci che vociferavano anche allora): Costa! (si alludeva al Ministro Costa).<\/p><p>\u00abMazza. (Era un deputato di allora): Che Costa! Fu Calenda dei Tavani.<\/p><p>\u00abColajanni. Fu Calenda, che diamine! (<em>Commenti<\/em>)\u00bb.<\/p><p>Questa \u00e8 stata, onorevoli colleghi, la vita della Magistratura, la misera vita della Magistratura. Ho detto prima: vita imposta dai Savoia. Ho avuto occasione altra volta di difendere i Borboni in confronto dei Savoia: \u00e8 tutto dire! Ebbene, debbo dire che i Borboni hanno avuto della Magistratura un altissimo concetto e l\u2019hanno sempre rispettata. Per i reati politici, tribunali speciali: ma la Magistratura civile e quella criminale nel Regno di Napoli, o signori, \u00e8 stata la pi\u00f9 alta Magistratura che l\u2019Italia abbia potuto ammirare. Ricordate i grandissimi magistrati del tempo borbonico: i Mirabello&#8230; gli Arabia.<\/p><p>PORZIO. &#8230;e i Niccolini! E i Poerio!<\/p><p>CONTI. &#8230;i Niccolini e i Poerio! tanti altri ancora. Ricordatevi soprattutto del carattere autoritario del Re di Napoli. Ebbene, egli fu rispettoso della Magistratura. Io ricordo che nel 1925, innanzi al Senato, il senatore Cannavina, di grande probit\u00e0 e di alto ingegno, in un discorso molto eloquente, ricord\u00f2 un significativo episodio. Leggo il resoconto stenografico della seduta 14 maggio 1925, del Senato: \u00abOnorevole Ministro, io ho poco altro da dire. Tanti anni fa (io non ero ancora nato, e molto meno l\u2019onorevole Ministro, essendo giovane e certo molto meno innanzi di me negli anni), un principe potentissimo, forse anche per relazioni di parentela presso una delle tante corti che allora infestavano e tiranneggiavano l\u2019Italia divisa, ricevendo la notizia, di ritorno dalla consueta passeggiata a cavallo, della pronunzia di una sentenza che non era quella che egli avrebbe desiderata, si present\u00f2, calzato cogli stessi stivali lordi di polvere e col frustino in mano, nella casa del presidente del Collegio che aveva pronunziato la sentenza, e con fare burbanzoso, gli domand\u00f2 come mai si fosse pronunciata una sentenza a lui contraria. Quel grande magistrato, perch\u00e9 grande dimostr\u00f2 di essere anche dopo, con molta dignit\u00e0 rispose alla domanda villana, aver egli emesso la sentenza che rispondeva ai dettami della propria coscienza; quindi, essendo in casa propria, addit\u00f2, con pari dignit\u00e0 e con altrettanto decoro ed austerit\u00e0, la via dell\u2019uscita. L\u2019indomani, quel magistrato present\u00f2 al re le sue dimissioni motivate. Il principe non ebbe a soffrire, per usare la frase adoperata da chi narra il fatto, neppure un dolore di testa per l\u2019atto villano; i tempi non lo consentivano; ma di quel valoroso e integro magistrato non furono accettate le dimissioni, che anzi, invitato a riprendere servizio, fu promosso da presidente di camera, come allora si chiamavano i presidenti di sezione, a presidente del collegio. Quel principe era il principe d\u2019Ischitella; quel magistrato chiuse la carriera venerato da tutti quale presidente di camera di una delle Corti di cassazione del Regno: era il Niutta. Quel Governo era il Governo dei Borboni, il quale perseguitava, per ragioni politiche, costituendo tribunali speciali, ma rispettava la integrit\u00e0 della Magistratura nella sua altissima funzione\u00bb.<\/p><p>Io ricordo un altro episodio. Fu condannato a morie, dal tribunale speciale di Sicilia, Francesco Bentivegna. Il povero Bentivegna aveva prodotto ricorso alla Corte Suprema. All\u2019udienza, chiamato il ricorso di Bentivegna, il procuratore generale dice: \u00abL\u2019esame di questo ricorso \u00e8 inutile: la sentenza \u00e8 stata eseguita. Bentivegna \u00e8 morto\u00bb. Ed il Presidente di rimando: \u00abPer noi Bentivegna \u00e8 vivo\u00bb. E la sentenza fu annullata.<\/p><p>Signori, \u00e8 doloroso, ma di fronte a queste manifestazioni di veramente grandi figure della Magistratura nostra, di fronte a questi esempi di fierezza e di austerit\u00e0, di altezza morale, noi abbiamo purtroppo visto imposizioni e casi di debolezza e di servilismo. Preferisco di non parlare lungamente di queste cose. Del periodo prefascista qualche cosa ho detto: mi sono limitato ad accenni.<\/p><p>Pu\u00f2 interessarci ancora il periodo fascista. Di quel periodo possiamo ricordare atteggiamenti dolorosi della Magistratura. Ricordo una polemica per un giudizio di Guglielmo Ferrero che, parlando della Magistratura, \u2013 eravamo nel 1923-24 \u2013 disse cos\u00ec: \u00abQualche volta la Magistratura \u00e8 estrosa, isterica, indulgente e feroce, o indulgente, a capriccio, ch\u00e9 sotto il mantello nasconde falsi pesi e qualche volta sa barattare i buoni coi cattivi, senza che il pubblico, che guarda e non vede, se ne accorga; ogni tanto cede agli intrighi di loggia, di sacrestia o di alcova; \u00e8 schiava della carta su cui scrive e del privilegio accordato a lei che il suo inchiostro dica su quella carta la verit\u00e0 e non vuole mai, per puntiglio, per odio o per amore, rivedere quello che ha scritto, anche se l\u2019ha scritto in fretta\u00bb.<\/p><p>Questo era il giudizio molto severo di Guglielmo Ferrero.<\/p><p>BERTINI. Eccessivo.<\/p><p>CONTI. Eccessivo il giudizio, onorevole Bertini, ma suggerito dalla asprezza dei tempi nei quali fu scritto, e quando v\u2019erano magistrati che avevano il coraggio di pubblicare opuscoli come questo che vi mostro, dovuto al Presidente di sezione della Corte di cassazione Antonio Marongiu.<\/p><p>BERTINI. Ricordo che pronunci\u00f2 sentenze gravissime a carico di persecutori di antifascisti.<\/p><p>CONTI. Questo magistrato volle dimostrare che la Magistratura si era \u00abresa conto\u00bb del tempo, come aveva voluto il Ministro Rocco.<\/p><p>Egli esibiva, oltre al resto, questa massima della Corte di Cassazione, come una perla: \u00abNon \u00e8 vietato al cittadino di interessarsi delle cose concernenti la vita pubblica della Nazione&#8230;\u00bb.<\/p><p>BERTINI. Aspettava di essere nominato senatore, ma poi non lo fu.<\/p><p>CONTI. \u00ab&#8230;\u00c8 vietato soltanto \u2013 diceva \u2013 (quanta finezza) d\u2019intralciare l\u2019opera sapiente del Governo fascista\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Leggo un\u2019altra massima: \u00abLa pi\u00f9 grande e geniale concezione che nel reggimento degli Stati registri la storia moderna \u00e8 l\u2019ordinamento corporativo, nella creazione del quale ha culminato la rivoluzione fascista\u00bb. Onorevoli colleghi, di fronte a questi documenti non possiamo essere ipocriti sino al punto di dire tutte le cose che sono state dette qui dentro. Basta con le ipocrisie, andiamo avanti con animo forte, compiamo questa fatica che deve essere benefica per il nostro Paese. Noi dobbiamo creare un\u2019organizzazione salda e sicura della giustizia. Essa sar\u00e0 amministrata dagli uomini, si capisce, ma noi dobbiamo contribuire tutti a dare in questa Costituzione un ordinamento che assicuri l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza dell\u2019ordine giudiziario, l\u2019indipendenza dei magistrati che sapranno esserne degni nello Stato repubblicano.<\/p><p>Lo so, onorevoli colleghi, scettici e dubbiosi. Quando avremo la Magistratura autonoma e indipendente, si creeranno filoni, si useranno piccole reti, si apriranno viottoli e stradette per giungere nei luoghi pi\u00f9 sacri. Lo so: non sono giunto ai miei 65 anni, per essere tanto ingenuo&#8230;<\/p><p>La Repubblica (ho avuto occasione di dirlo altre volte) non pu\u00f2 sorgere in un attimo. La sua azione moralizzatrice, educatrice, non pu\u00f2 svolgersi che lentamente. Ma non mancher\u00e0: e con l\u2019educazione degli uomini, con la trasformazione degli spiriti nella libert\u00e0 si avranno tanti frutti fecondi. L\u2019ordinamento giudiziario dobbiamo crearlo <em>ex novo<\/em>: risentir\u00e0 subito effetti restauratori non essendo pi\u00f9 sopraffatto dal potere esecutivo.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Bisogna pagarli i magistrati!<\/p><p>CONTI. Pagarli: brutta parola, ma parler\u00f2 anche di questo. Ora dico che la base di tutto \u00e8 l\u2019indipendenza, \u00e8 l\u2019autonomia. Il testo della Costituzione progettato dalla Commissione \u00e8 un testo che si avvicina all\u2019ideale. Con l\u2019ordinamento proposto si pu\u00f2 fare molto. Lasciamo i magistrati tranquilli, non diamo loro il pretesto di essere cattivi amministratori di giustizia; rendiamoli liberi con la loro responsabilit\u00e0. Dobbiamo metterci in condizione (questa \u00e8 forse una lacuna del progetto e bisogner\u00e0 provvedervi), mettiamoci in condizione di poter discutere dal di fuori la Magistratura.<\/p><p>Non \u00e8 vero che il Parlamento debba essere inerte in suo confronto; non \u00e8 vero che autonomia ed indipendenza significhino l\u2019impossibilit\u00e0 di elevare anche accuse contro la Magistratura.<\/p><p>A questo proposito bisogna chiarire che la funzione, l\u2019organizzazione, l\u2019ufficio, del Ministro della giustizia non saranno ridotte: il Ministero dovr\u00e0 sempre avere la possibilit\u00e0 di far valere i diritti dell\u2019opinione pubblica, e la forza dello Stato deve intervenire contro l\u2019eventuale tentativo di una deviazione della Magistratura dalle vie giuste. Questo deve essere il nostro proposito. Non mi intrattengo nell\u2019esaminare la portata del progetto a questo riguardo. Sono pratico: al progetto ci avvicineremo man mano che si discuteranno gli emendamenti e tutte le norme che sono proposte dovranno essere discusse opportunamente.<\/p><p>Il progetto dev\u2019essere migliorato anche in questa parte; si ricordi sempre che la Magistratura ha diritto alla sua indipendenza ed alla sua autonomia.<\/p><p>Dio mio, ci sono colleghi, molti colleghi i quali dicono, dicevano, dissero \u2013 anche nelle sedute della sezione della Sottocommissione che doveva preparare il progetto \u2013 dicevano e dicono: ma Pilotti!? Non ce n\u2019\u00e8 uno solo di Pilotti, purtroppo!<\/p><p>Sissignori, Pilotti ed altri sono ostili alle istituzioni repubblicane: ma tanti altri magistrati sono repubblicani convinti, tanti altri comprendono che la Repubblica \u00e8 affermazione del diritto, che la legge davvero \u00e8 uguale per tutti.<\/p><p>Chi sa quando tutti i magistrati comprenderanno? Ma dobbiamo, possiamo tradire i princip\u00ee perch\u00e9 la Cassazione vuole essere ostile, perch\u00e9 alcuni magistrati vogliono essere ostili! Dobbiamo forse allarmarci di ci\u00f2? Dio mio! noi li bocceremo in diritto costituzionale (<em>Ilarit\u00e0<\/em>); diremo che sono dei grandi giuristi; ma che sono asini nel considerare le cose politiche.<\/p><p>Dovremmo dire la stessa cosa anche nei confronti di italiani i quali non comprendono ancora il valore della grande conquista che l\u2019Italia ha fatto con la Repubblica, i quali non hanno capito che questa \u00e8 possibilit\u00e0 di sviluppo della nostra vita sociale e politica, di progresso di tutte le istituzioni. La Repubblica vuol dire che sono abbattuti gli ostacoli al progresso morale e politico degli italiani. V\u2019\u00e8 chi parla senza riflessione di guerra civile; \u00e8 facile rispondere che, proprio se non fossimo ora in regime repubblicano, avremmo oggi le squadre armate che partirebbero dal Quirinale per opporre resistenza al progresso del Paese.<\/p><p>Non si parli di guerra civile, perch\u00e9 non sono possibili le cospirazioni della casa reale con gli altri fautori della politica forte, della politica armata contro i lavoratori. Non sar\u00e0 possibile pi\u00f9 il fascismo in Italia. Non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile perch\u00e9 non ci saranno pi\u00f9 le forze dello Stato ad organizzarlo, perch\u00e9 il fascismo fu organizzato dallo Stato monarchico, fu organizzato da casa Savoia, dai principi di casa Savoia. (<em>Visi<\/em> <em>applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Armiamoci invece della nostra pi\u00f9 grande serenit\u00e0 e procediamo verso la costituzione di una grande, indipendente, autonoma Magistratura.<\/p><p>Ma \u2013 me lo permettano i colleghi \u2013 dalle nuvole dove molti hanno vagato, scendiamo al pratico e vediamo come potr\u00e0 funzionare questa grande istituzione. Ho sentito domandare da alcuni: Ma non esister\u00e0, dunque, pi\u00f9 il Ministro della giustizia? Ma che modo \u00e8 questo di veder le cose!<\/p><p>Se potessi fare quel che penso, io vorrei che domani non ci fossero pi\u00f9 Ministeri e specialmente cos\u00ec pletorici e cos\u00ec sovraccarichi di faccende come ci sono ora. Ma, che cosa sar\u00e0 questo Ministero della giustizia? Niente, si dice. Il povero ministro dovr\u00e0 andare al palazzo di Via Arenula per guardare le mura e tornare a casa tutto sconsolato perch\u00e9 non sar\u00e0 pi\u00f9 il Ministro arbitro della giustizia. Niente affatto, signori. Con l\u2019organizzazione della Magistratura che \u00e8 in progetto, il Ministro avr\u00e0 sempre molte cose da fare: ed egli sar\u00e0 l\u2019altissimo, vigilante preside all\u2019amministrazione della Giustizia.<\/p><p>Al Ministero resteranno assegnate le importanti funzioni che oggi esercita, meno una. Avr\u00e0 innanzitutto il compito dell\u2019interpretazione legislativa, dar\u00e0 pareri sull\u2019interpretazione delle leggi; far\u00e0 funzionare le commissioni di studi legislativi, continuer\u00e0 la collaborazione alla preparazione di provvedimenti legislativi e di regolamenti; avr\u00e0 sempre rapporti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e coi vari Ministeri, col Senato e con la Camera, ecc.<\/p><p>Al Ministero funzioner\u00e0 sempre l\u2019ufficio per la pubblicazione delle leggi e dei decreti, della <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>; per l\u2019esame degli atti da pubblicarsi nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>; per la raccolta delle leggi; per le registrazioni alla Corte dei conti; e funzioneranno la direzione e redazione della <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>.<\/p><p>Al Ministero funzioner\u00e0 sempre l\u2019ufficio di disciplina delle professioni. Dovr\u00e0 istituirsi un nuovo ufficio per i rapporti con la Magistratura. Ecco una disposizione che sar\u00e0 forse necessaria nel nostro progetto.<\/p><p>Dovr\u00e0 sempre funzionare l\u2019Ispettorato generale per l\u2019ispezione degli uffici giudiziari, degli archivi notarili e, in genere, degli uffici dipendenti e vigilati dal Ministero.<\/p><p>Un ufficio dovr\u00e0 cessare al Ministero della giustizia: l\u2019Ufficio superiore del personale che dovr\u00e0 essere affidato alla stessa Magistratura.<\/p><p>Dovr\u00e0 essere conservata la direzione generale degli affari civili e del notariato; degli archivi notarili; delle spese di giustizia; dei servizi degli ufficiali giudiziari e degli uscieri di conciliazione; dei locali e archivi giudiziari.<\/p><p>Non vi posso trattenere su questo punto; ma non vogliamo pensare anche a questa grande necessit\u00e0 e al dovere di dare all\u2019amministrazione della giustizia in ogni luogo sedi degne? In Italia si amministra la giustizia in sedi indegne. \u00c8 proprio dalle piccole cose, onorevoli colleghi, che si deve cominciare a restaurare il prestigio della giustizia.<\/p><p>Ma a proposito di prestigio voglio subito fare una recisa affermazione: voglio dire che bisogna provvedere al trattamento economico dei magistrati in modo serissimo. Se non si penser\u00e0 a risolvere questo problema, sar\u00e0 vana ogni riforma. Il magistrato deve avere assegni (mi rifiuto di usare il vocabolo stipendio) superiori di gran lunga a quelli percepiti dai pi\u00f9 alti funzionari dello Stato. E guai se non sar\u00e0 cos\u00ec. Il magistrato deve essere tranquillo: deve vivere in condizioni di agiatezza. E non deve essere considerato un impiegato, un funzionario, un dipendente dello Stato: deve riconoscersi nel magistrato un mandatario della giustizia, fuori di tutti i quadri. L\u2019orribile condizione dei magistrati deve finire. E basta con le promesse. \u00c8 tempo questo di attuazioni serie, di riforme profonde.<\/p><p>Insisto su questo tema, onorevoli colleghi, dicendo che questo problema deve essere risolto in modo integrale. Qui a Roma, signori, dove \u00e8 la Suprema Corte di cassazione, anche io ritengo che il primo presidente debba aver dimora in uno dei pi\u00f9 bei palazzi di Roma. Quando il Presidente della Repubblica si trasferir\u00e0 al Quirinale, il palazzo Giustiniani dovrebbe essere destinato al Primo presidente della Corte di cassazione, al Procuratore generale della Repubblica. I magistrati tutti devono avere abitazioni decorose.<\/p><p>Voi m\u2019intendete. Cos\u00ec parlando io penso a una vera elevazione della condizione anche economica dei magistrati. Essi debbono potersi vestire, come il Machiavelli, degli abiti migliori quando si apprestano nei loro studi a stilare le loro sentenze! Oggi non possono scegliere abiti.<\/p><p>Ma io debbo ritornane a parlare, per concludere, del Ministero della giustizia. Oltre le direzioni e gli uffici che ho enumerato, ricordo la direzione degli affari penali e del casellario; ricordo, in modo speciale, la direzione generale per gli istituti di prevenzione e di pena (eccoti sodisfatto, amico Merlin!); per i fabbricati e locali carcerari; per le manutenzioni e contratti; per i detenuti e i condannati; per misure di sicurezza detentive e preventive; per le carceri mandamentali.<\/p><p>Come vedete, o signori, il Ministero della giustizia non finir\u00e0! La funzione del Ministro sar\u00e0 di grande importanza. E lo sar\u00e0 soprattutto dal punto di vista politico. Questo \u00e8 un punto sul quale desidero dire una parola chiarissima.<\/p><p>S\u00ec, autonomia, indipendenza della Magistratura. S\u00ec, Consiglio Superiore della Magistratura: s\u00ec, e composto anche in maggioranza di magistrati: io vorrei che esso fosse composto in maggioranza di magistrati. Tutta la libert\u00e0, tutta l\u2019indipendenza! Ma non pensano neanche essi, i magistrati, che si possa costituire una casta chiusa e impenetrabile! La Magistratura non deve essere una casta chiusa, non pu\u00f2 essere una casta chiusa! Bisogner\u00e0 provvedere con una parola della Costituzione, con leggi opportune, al momento della organizzazione \u2013 per via di legge \u2013 dell\u2019ordinamento giudiziario, bisogner\u00e0 provvedere in modo che tra l\u2019organizzazione autonoma della Magistratura, tra il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministro sia stabilito formalmente un rapporto costante, attuata una relazione costante. Bisogna stabilire l\u2019obbligo di rapporti periodici, bisogna stabilire che vi sia la comunicazione di tutti gli atti e provvedimenti del Consiglio Superiore della Magistratura, anche di quelli non necessariamente dovuti; che da parte del Consiglio della Magistratura si senta la sovranit\u00e0 dello Stato, si comprenda, si senta, si voglia che il Ministro di grazia o giustizia deve avere l\u2019alta vigilanza su tutto l\u2019ordinamento giuridico, e diritto di tenere gli occhi sulla Magistratura, che potr\u00e0 in ogni momento essere esposta al giudizio del Paese.<\/p><p>L\u2019indipendenza e l\u2019autonomia deve consistere nel taglio netto di quel cordone ombelicale per il quale il Magistrato era soggetto all\u2019autorit\u00e0 e al prepotere del Governo. Questa deve essere l\u2019indipendenza; ma, per il resto, deve sempre esservi una grande relazione fra Magistratura e Stato, una grande relazione cordiale, che mi auguro sempre pi\u00f9 cordiale, ogni giorno di pi\u00f9 cordiale, man mano che la Magistratura capir\u00e0 che \u00e8 la Magistratura della Repubblica italiana, non \u00e8 pi\u00f9 un organo esecutivo e subordinato, ma \u00e8 una voce che dice la parola della giustizia al popolo italiano; man mano che capir\u00e0 che si tratta di ridare al popolo italiano questo conforto dopo tante ingiustizie: il conforto che la giustizia in Italia \u00e8 finalmente una cosa seria!<\/p><p>Onorevoli colleghi, spero di non avervi trattenuto troppo, ma queste sono le idee che ho voluto chiaramente esprimervi. Siamo tranquilli! Quando voteremo gli emendamenti, non lasciamoci trasportare da faziosit\u00e0, da preconcetti, da risentimenti, da rancori. Non restauriamo il Paese facendo una gran volta senza i sostegni necessari per la sua solidit\u00e0. Noi dobbiamo costruire una volta capace di sostenere lutti i pesi e di resistere ad ogni evento. (<em>Vivi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare allo svolgimento degli ordini del giorno, che sono abbastanza numerosi.<\/p><p>Rammento ai presentatori degli ordini del giorno che il Regolamento stabilisce un limite di tempo per lo svolgimento di essi.<\/p><p>L\u2019onorevole Rubilli ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente:<\/p><p>1\u00b0) afferma \u2013 nell\u2019esame della legge per la Costituzione dello Stato, la quale mira principalmente a stabilire i diritti e le guarentigie fondamentali \u2013 che l\u2019Amministrazione della giustizia penale deve ritenersi preminente sopra ogni altra mansione o espressione giudiziaria, poich\u00e9 la libert\u00e0 dei cittadini vale assai pi\u00f9 di qualsiasi contesa di carattere economico o patrimoniale, e perci\u00f2 ad essa debbono essere preposti i migliori magistrati, non esclusi i capi dei collegi giudiziari, almeno per i dibattiti di maggiore entit\u00e0, salvo a modificare opportunamente i criteri sinora seguiti per la carriera e le promozioni, i quali danno eccessiva importanza alle sentenze civili;<\/p><p>2\u00b0) considera altres\u00ec che l\u2019istituzione dei giurati rappresenta un grave problema, che non va risolto con criteri politici di male intesa democrazia, ma esclusivamente con criteri tecnici e giuridici; quindi ne ordina lo stralcio dalla legge costituzionale con la soppressione dell\u2019articolo 96 e col rinvio alla legge che regoler\u00e0 il funzionamento delle Corti d\u2019assise\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RUBILLI. Onorevoli colleghi, se non mi \u00e8 riuscito di prendere la parola nella discussione generale, che si \u00e8 chiusa ieri, prima che si arrivasse al mio turno, non mi dispiace affatto, perch\u00e9 la discussione \u00e8 stata tanto elevata e tanto ampia che non vi era affatto bisogno della mia parola; meglio da parte mia apprendere ed ammirare, anzich\u00e9 parlare. Mi dispiace per una sola cosa, perch\u00e9 avrei desiderato richiamare tutta l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sulle condizioni veramente miserevoli dell\u2019amministrazione della giustizia dal punto di vista finanziario: magistrati mal pagati, locali per lo pi\u00f9 angusti e indecenti, mobili sudici, personale di cancelleria insufficiente per numero; talora poi si arriva al punto che manca persino la carta. I processi sono scritti sulle carte annonarie fuori uso, e qualche volta ci \u00e8 dato di assistere allo spettacolo di un magistrato che esce dalla camera di Consiglio e gira per vari uffici nella ricerca affannosa di mezzo foglio di carta per scrivere il dispositivo della sentenza. Il Ministro del tesoro non si spaventa neppure se si deve provvedere a 22 o 23 Parlamenti regionali, ma quando ha la richiesta anche di mille lire per l\u2019amministrazione giudiziaria ci pensa 8 giorni e molto frequentemente le nega. Tutte le economie sono fatte sul bilancio della giustizia. Ad onta di ci\u00f2 l\u2019amministrazione giudiziaria in Italia funziona e funziona bene, per i sacrifici, l\u2019abnegazione, le virt\u00f9 e i meriti degli uomini che vi sono preposti, non esclusi gli avvocati. Questo avrei desiderato semplicemente dire e dimostrare meglio, se io avessi potuto prendere la parola nella discussione generale. Ed avrei aggiunto che l\u2019indipendenza dei magistrati non si discute neanche, \u00e8 assiomatica, intimamente connessa alla Giustizia, ma deve essere indipendenza dall\u2019alto e dal basso, dai poteri costituiti e dalla folla, che deve rispettare lo sentenze dei giudici. Ad ogni modo, per ora io debbo all\u2019ordine del giorno, e l\u2019ordine del giorno che ho presentato consta di due parti. Per la prima parte io non chiedo all\u2019Assemblea che un\u2019affermazione chiara, precisa la quale risponda non solo alla mia coscienza, ma, come credo, anche alla coscienza pubblica. Io chiedo che si dichiari in sede di legge costituzionale, ora che si stabiliscono specialmente i diritti e le guarantigie fondamentali di ogni cittadino, cio\u00e8 nella sede pi\u00f9 appropriata e pi\u00f9 opportuna, che la giustizia penale \u00e8 ritenuta preminente di fronte a qualsiasi altra mansione o espressione giudiziaria.<\/p><p>Altro \u00e8 trattare di questioni patrimoniali, di una somma maggiore o minore da attribuire ad un cittadino, per esempio, altro \u00e8 parlare di una servit\u00f9 o di un possesso pi\u00f9 o meno minuscolo, o insomma di un qualsiasi interesse privato, altro \u00e8 un grande interesse pubblico come \u00e8 quello rappresentato dall\u2019amministrazione della giustizia penale.<\/p><p>Ora quello che avviene \u00e8 completamente diverso da ci\u00f2 che io sostengo, perch\u00e9 si verifica indiscutibilmente il contrario. Ogni preminenza \u00e8 data all\u2019amministrazione della giustizia civile per le grandi ed anche per le piccole cause.<\/p><p>Entrate dove si raccoglie una prova civile e voi troverete una bella stanza prima d\u2019ogni altro, e vedrete un giudice serio, solenne, impettito, il quale ascolta con encomiabile calma, come si conviene del resto, le dichiarazioni dei testimoni, non pi\u00f9 di sette o otto in una giornata, e forse anche meno. I verbali sono completamente in regola, tutte le domande sono accolte con una pazienza straordinaria, con una forma che veramente appaga l\u2019animo e la coscienza. Andate invece a vedere che cosa avviene presso gli uffici del giudice istruttore in materia penale. Dinnanzi alla sua porta voi trovate sempre venti o trenta testimoni ed il giudice passa da un processo all\u2019altro, da una materia all\u2019altra. Non legge mai ai testimoni i verbali che ha raccolti, scrive lui in fretta, e per lo pi\u00f9 non si fa assistere neppure da un cancelliere; molte volte \u00e8 tale il lavoro da espletare che affida proprio al cancelliere il compito d\u2019istruire almeno in parte un procedimento penale. E poi si arriva in tribunale o in Corte d\u2019assise e si vede il testimone alle prese col Presidente nelle inevitabili contestazioni, perch\u00e9 non si sa se egli veramente abbia detto quello che sta scritto o quello che riferisce in udienza. Il Magistrato non ha colpa, perch\u00e9 avrebbe bisogno d\u2019un collega con cui dividere il lavoro. Siete entrati mai in una prima sezione civile delle Corti di appello? Sembra di entrare in un\u2019aula di accademia con un consesso di dotti. Il Presidente con grande solennit\u00e0 siede sulla sua poltrona ed \u00e8 circondato da dieci-dodici consiglieri. E l\u2019opinione pubblica dice che sono i migliori magistrati della Corte di appello. Andate in sezione penale: il numero appena ristretto e sufficiente per decidere le cause, e se per caso si ammala o \u00e8 in ritardo uno dei consiglieri, l\u2019udienza si apre due ore dopo e si va cercando affannosamente qualcuno che sostituisca il consigliere assente. Lo stesso avviene, fatte le debite proporzioni, nei tribunali. I capi di un Collegio giudiziario disdegnano assolutamente la materia penale. Non appare mai in udienza il Presidente del tribunale, non appare mai il Procuratore della Repubblica. Il Procuratore della Repubblica manda i suoi giovani dipendenti. Che cosa \u00e8 adunque l\u2019udienza penale? Credono di abbassare la dignit\u00e0 se vi partecipano e menomare il loro prestigio. Eppure la presenza, sia pure saltuaria, dei Capi del Collegio nei dibattimenti di prima istanza sarebbe utilissima, perch\u00e9 eleverebbe il tono, il prestigio, la dignit\u00e0 dell\u2019udienza, ed affermerebbe meglio la solennit\u00e0 della giustizia, di fronte al pubblico che numeroso frequenta le aule nei dibattimenti penali; in pari tempo sarebbe anche di guida sapiente ai magistrati pi\u00f9 giovani. Io oserei dire che anche il Primo Presidente della Corte di cassazione potrebbe talora degnarsi, senza vergognarsene, di dare uno sguardo sapiente ed autorevole ad una sentenza che ha condannato un imputato all\u2019ergastolo, o comunque a pena grave. Non vi sarebbe niente di male, ed egli dedicherebbe assai bene un po\u2019 del suo tempo ad una delle pi\u00f9 elevate mansioni giudiziarie.<\/p><p>Invece, la giustizia penale \u00e8 considerata come una bassa materia, mentre dovrebbe maggiormente appassionare, richiamando la pi\u00f9 diligente attenzione. Vi esorto colleghi a pronunziarvi solennemente in questo senso. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Bisogna pur comprendere, e dovrebbero comprenderlo i magistrati, che la pi\u00f9 alta funzione si verifica in loro appunto quando amministrano la giustizia penale. Che importa discutere e scervellarsi per vedere se una finestra deve stare un palmo pi\u00f9 avanti o pi\u00f9 indietro? Che cosa importa perdere talora qualche settimana per vedere se un albero appartenga al padrone di un fondo oppure all\u2019altro proprietario in confine? Bisogna stare invece attenti, usare tutte le forze della coscienza e dell\u2019intelligenza, quando si tratta di discutere della libert\u00e0 e talvolta anche della vita d\u2019un cittadino, perch\u00e9 la privazione della libert\u00e0 non si sa mai quali conseguenze possa avere per l\u2019imputato e la sua famiglia. Allora soltanto \u00e8 grande la missione del giudice. Allora egli si eleva al disopra dell\u2019umanit\u00e0; assurge ad un livello pi\u00f9 alto e diverso dagli altri uomini, e si arroga quasi un\u2019aureola divina, perch\u00e9 egli solo si assume il diritto di giudicare il proprio simile e punirlo. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io ho la massima riverenza per la cultura classica, per la dottrina, per ogni fonte del sapere, ma non credo che il mondo debba rimanere sempre legato alle antiche irremovibili tradizioni. Il mondo \u2013 lo sappiano pure i magistrati \u2013 \u00e8 sempre in movimento; e la faticata interpretazione di una frase di Ulpiano o di una parola di Papiniano sulla quale si studia, si riflette e s\u2019indaga forse per parecchi giorni \u00e8 cosa cui rimane insensibile il popolo; mentre il popolo si commuove, se dubita che a torto si sia condannato un innocente o prosciolto un colpevole, ed anche se si sia dato qualche anno di pi\u00f9 o qualche anno di meno di reclusione.<\/p><p>Bisogna dunque dirlo una buona volta: la giustizia penale deve essere preminente, ad essa devono essere dedicati e preposti i migliori magistrati. Non intendo fare distinzione fra migliori e peggiori. Io sono abituato a non dir male di nessuno e a dire bene di tutti quanti. Per me i magistrati hanno lo stesso valore. Ma vi \u00e8 differenza fra i pi\u00f9 anziani, i pi\u00f9 esperti, quelli che hanno acquistato maggiore pratica nell\u2019amministrazione della giustizia, ed i giovani, i novellini, quelli di prima nomina, i quali quasi sempre o per lo meno con maggiore frequenza sono mandati alle udienze penali.<\/p><p>Credo di avere espresso con chiarezza e con precisione il mio concetto.<\/p><p>S\u2019intende per\u00f2 che i magistrati hanno anche il diritto di pensare alla carriera ed alle promozioni; all\u2019uopo occorrer\u00e0 seguire criteri diversi da quelli sinora in uso. Le sentenze civili, con ampio e spesso facile sfoggio di dottrina e di giurisprudenza, tratto in gran parte dalle studiate ed elaborate difese dei patroni delle parti, non hanno un valore decisivo, mentre difficile \u00e8 la direzione d\u2019un grave dibattimento penale e pesante il lavoro del giudice istruttore che fa sentenze semplici, quasi scheletriche, ma talora non dorme la notte per meditare sulle indagini raccolte e decidere se un imputato sia colpevole o innocente.<\/p><p>Passo ora alla seconda parte dell\u2019ordine del giorno: il giudizio della Corte di assise. Se n\u2019\u00e8 parlato molto, \u00e8 vero; ma, onorevoli colleghi, non ci stanchiamo di parlarne ancora. Perch\u00e9, specialmente per quanto riflette la Corte di assise, la giustizia penale \u00e8 davvero una cosa tremenda; bisogna dedicarvi ogni attenzione, ogni energia, affinch\u00e9 essa risponda sicuramente alle esigenze della nostra coscienza e della coscienza del popolo che in regime democratico ha al riguardo i suoi innegabili diritti.<\/p><p>Vi dico immediatamente che per la Corte di assise io vedo, s\u00ec, il problema di giurati, che \u00e8 grave, importante ed anche nella divergenza delle opinioni manifestate d\u00e0 luogo sempre ad una grande perplessit\u00e0; ma vi \u00e8 ancora un altro problema, se non pi\u00f9 grave, egualmente grave, il problema dei Presidenti, il problema dei rappresentanti il pubblico ministero. Perch\u00e9 per la Corte di assise occorrono attitudini non comuni, occorrono magistrati che siano educati e specializzati allo scopo di potere attendere ad una mansione irta delle pi\u00f9 grandi difficolt\u00e0, che sappiano nei pi\u00f9 complessi dibattiti fronteggiare anche i pi\u00f9 grandi avvocati, i quali non sono pochi in Italia; e quindi, in confronto a loro, che sappiano resistere efficacemente, quando bisogna resistere, e cedere solamente quando la legge lo consenta o lo imponga.<\/p><p>Ora, non so se possono valere le impressioni che noi abbiamo, amico Giovanni Porzio, non so se possano soccorrerci le esperienze che ci vengono date dal lungo esercizio professionale e ritenere che la nostra non sia una illusione.<\/p><p>PORZIO. Credo di s\u00ec.<\/p><p>RUBILLI. Ebbene, se ricordiamo i primi anni di professione e li paragoniamo coi tempi d\u2019oggi, ci pare che man mano la pianta del Presidente di Corte di assise si vada diradando ed anche quella dei Procuratori generali, non per colpa di alcuno o per deficienza di persone, ma perch\u00e9 si tratta di un lavoro che richiede doti le quali non sempre si trovano anche in uomini di cultura elevata.<\/p><p>L\u2019accertamento sicuro della verit\u00e0 \u00e8 in gran parte legato alla guida accorta e serena di un Presidente.<\/p><p>Avviene lo stesso anche nella professione forense. Vi sono tanti avvocati penali intelligenti e valorosi i quali pur non si azzardano a cimentarsi nelle Corti di assise. Trattasi di un ambiente diverso da tutti gli altri ambienti giudiziari, ed \u00e8 perci\u00f2 che dovrebbe esservi presso ogni Corte di appello un nucleo di magistrati che si vada addestrando unicamente per i servizi di Corte d\u2019assise. Grave errore mandare alle Assise un sostituto procuratore generale per una sessione e poi adibirlo in altri incarichi, e farvelo ritornare solo a lunghi intervalli; tutta l\u2019accusa, specialmente se non vi \u00e8 costituzione di parte civile, \u00e8 affidata al procuratore generale di fronte agli sforzi di energiche difese di grandi difensori. Ho visto in Corte di assise magistrati dapprima incerti, poi dopo qualche anno di costante, non saltuario lavoro, apparire ben diversi, ed assai bene allenati anche in contrasto con avvocati della pi\u00f9 alta fama. Occorre che essi acquistino l\u2019abito professionale per le Corti d\u2019assise.<\/p><p>Per quanto riguarda i giudici popolari io credo non ci dobbiamo arrestare soltanto a vedere se convenga o meno ripristinare la giuria. Il quesito, secondo me, \u00e8 un altro, o meglio va posto in un altro modo. Vogliamo o pur no l\u2019intervento di giudici popolari per i giudizi della Corte di assise? Quando avremo dato una risposta affermativa a tale quesito, esamineremo sotto quale forma ed in qual modo, e con quali garanzie i giudici popolari debbano intervenire.<\/p><p>Ora, o signori, non \u00e8 esatta la frase che lanciava, o meglio ripeteva, giorni fa l\u2019onorevole Gullo nel suo ampio, complesso, magnifico ed elevato discorso; per lo meno e per quanto ora riguarda il nostro esame non \u00e8 completamente esatta. Egli diceva: non libert\u00e0 e non giuria: non giuria e non libert\u00e0.<\/p><p>No! \u00c8 esatta solo la prima affermazione: non libert\u00e0 e non giuria. Infatti non potete avere in tempi di tirannia, il giudice popolare. Ma non \u00e8 esatta la seconda frase: non giuria, non libert\u00e0, perch\u00e9 la libert\u00e0 non \u00e8 affatto incompatibile con l\u2019assenza del giudice popolare. Vi pu\u00f2 essere sempre un regime libero e democratico, vi siano o non vi siano i giudici popolari. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Bisogna non farsi trascinare da queste deviazioni. Se tutti siamo compenetrati della gravit\u00e0 del problema e tendiamo le nostre forze a risolverlo come meglio conviene, nell\u2019interesse del popolo e della giustizia, noi dobbiamo completamente evitare l\u2019inutile, pericoloso pregiudizio che l\u2019abolizione della giuria possa metterci in contrasto con la democrazia. Non ha proprio che vedere un concetto politico con l\u2019esistenza o meno della giuria. L\u2019equivoco sorge soltanto in Italia, e sorge in questo momento, perch\u00e9 una sola cosa \u00e8 vera: il fascismo abol\u00ec la giuria per ragioni politiche. Nessun dubbio su ci\u00f2, e tu amico Mancini, l\u2019hai ampiamente spiegato ieri. Questo \u00e8 esatto. Ma non dobbiamo farci dominare da una impressione di ripugnanza al passato regime e concludere che se per ragioni politiche la giuria venne abolita, noi oggi anche per ragioni politiche, o meglio per un semplice sbandieramento d\u2019un concetto politico vogliamo ripristinarla; seguireste gli stessi erronei criteri di prima, correndo il rischio che la giustizia sia sopraffatta dalla politica. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Cercate di non ingannarvi. Ve lo ripeto, \u00e8 verissimo: non libert\u00e0, non giuria, ma non \u00e8 vero: non giuria non libert\u00e0.<\/p><p>GAVINA. E la fonte dove la prende?<\/p><p>RUBILLI. Fonte di che? Fonte di soluzione del problema? La prendo dalle esigenze giudiziarie, dall\u2019esperienza del passato, da quello che la nostra mente sa trovare di meglio per il pi\u00f9 regolare e pi\u00f9 saggio funzionamento delle Corti di assise.<\/p><p>Ma voglio farvi a questo punto un\u2019altra osservazione. \u00c8 vero, o \u00e8 una semplice mistificazione, che noi ci proponiamo soltanto di risolvere il problema in esame nell\u2019interesse della giustizia? Ebbene allora facciamo in modo che ciascuno possa esprimere liberamente le proprie opinioni ed esporre il frutto della propria, lunga esperienza professionale. Che significano queste agitazioni e queste eccitazioni, se qui non vi \u00e8 un dibattito di partito e non si agita neppure una passione politica? Discutiamo con la maggiore serenit\u00e0 possibile, e perch\u00e9 il nostro voto sia consapevole e ponderato, cerchiamo di giungervi con quella calma che \u00e8 indispensabile.<\/p><p>PORZIO. Abbiamo detto che si rinvia.<\/p><p>RUBILLI. Questo \u00e8 il mio ordine del giorno; \u00e8 questo che dico io, e voglio sperare che la mia proposta sia accolta anche dalla Commissione, con rinvio alla Camera legislativa.<\/p><p>PORZIO. Insomma, voi volete una giuria e volete impedire che vi sia un appello. Voi siete dei metodi, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno. (<em>Interruzione del deputato Mancini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUBILLI. Proprio mentre sto dicendo che ci dobbiamo mantenere calmi e sereni, si agitano maggiormente gli animi! (<em>Interruzione del deputato Porzio<\/em>)<em>.<\/em> E con uno scambio di vivaci interruzioni reciproche, senza nulla concludere, perch\u00e9 l\u2019uno non riuscir\u00e0 mai a persuadere l\u2019altro, vi distraete dall\u2019essenza della questione.<\/p><p>Credo indispensabile \u2013 questa \u00e8 la mia opinione \u2013 l\u2019intervento del giudice popolare nei dibattimenti di Corte d\u2019assise; indispensabile dice troppo, ma certo assai utile. Il Codice, di qualunque legislatore, non pu\u00f2 completamente catalogare la grandissima immensa variet\u00e0 dei fatti delittuosi, che hanno sempre un profilo assolutamente diverso, per cui ogni fatto si distingue dall\u2019altro. Ora, \u00e8 opportuno che nei grandi dibattiti da cui possono derivare pene gravissime, siano talora contemperati i criteri di una rigorosa giustizia con criteri di equit\u00e0 specialmente in circostanze eccezionali che nella legge scritta non trovano esatto riscontro, ma trovano esatto, imponente riscontro nella pubblica coscienza.<\/p><p>So di essere con ci\u00f2 anche in contrasto con l\u2019amico Porzio che, non so perch\u00e9, vorrebbe affidato il giudizio di Corte d\u2019assise soltanto a cinque magistrati anziani, ma resto fermo nella mia opinione, e ritengo che sia un bene l\u2019intervento, nei dibattiti penali pi\u00f9 importanti, del giudice popolare. Si tratter\u00e0 di vedere sotto quale forma, se giuria o assessorato, ma, secondo me, il problema va delineato proprio in questo senso: utilit\u00e0 dell\u2019intervento del giudice popolare, discussione se tale intervento debba attuarsi in forma di giuria o in forma di assessorato. E dico francamente che a quest\u2019ufficio di giudice popolare, secondo me, debbono essere completamente escluse le donne, non per la vecchia favola \u2013 per carit\u00e0 \u2013 della inferiorit\u00e0 della donna. Questa \u00e8 una favola che ha fatto ormai il suo tempo e non sono mai riuscito a sapere, in quale secolo e dove sia nata quella testa amena a cui venne in mente di distinguere fra sesso debole e sesso forte, quando poi ho notato nell\u2019umanit\u00e0 che non vi \u00e8 stata nessuna forza maschile che abbia saputo resistere al fascino di una donna, (<em>Si ride<\/em>) e quando ho visto altres\u00ec che non vi \u00e8 alcuno che non sia disposto a piegare i ginocchi ai piedi suoi! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Quindi, non \u00e8 per la vecchia favola, ormai tramontata, e da secoli, dell\u2019inferiorit\u00e0 della donna, che io vorrei escluderla dall\u2019ufficio di giudice popolare; non se ne allarmino perci\u00f2 le colleghe presenti nell\u2019Aula.<\/p><p>Io vengo a questa conclusione per due motivi. Primo, perch\u00e9, sebbene la donna tenda a mascolinizzarsi, anche negli atteggiamenti e negli abiti, e cerchi persino di rinunziare per quanto pu\u00f2 alla sua attraente femminilit\u00e0, qualche cosa rimane che insanabilmente ed organicamente la distingue e la distinguer\u00e0 sempre dall\u2019uomo, e che si riflette sulla sua sensibilit\u00e0, tanto che si \u00e8 detto ovunque che tutto \u00e8 possibile, tranne che una donna diventi uomo, e viceversa.<\/p><p>Ora cadono troppo di frequente le lacrime sulle gote delle donne, e non so se esse sappiano e possano resistere, e non farsi travolgere dal sentimento in Corte di assise dove si svolgono i pi\u00f9 terribili drammi dell\u2019umanit\u00e0, dove palpitano i pi\u00f9 grandi dolori e le pi\u00f9 grandi sventure della vita. Come giudice popolare, quindi, io non chiamerei mai la donna. Secondo: sono contrario ad ammetterla anche per una difficolt\u00e0 pratica: credete voi che sia proprio facile di avere in Assise una povera madre di famiglia, traendola per un mese o un mese e mezzo dalle sue occupazioni domestiche, quando non tutte le signore possono avere una cameriera fidata o una governante a cui assegnare la propria casa e la cura dei propri figliuoli? Credo che se di diverso avviso dovreste ridurvi ad ammettere solo le donne nubili.<\/p><p>Ma poi arriverebbero le donne in Assise senza preparazione, senza attitudini, senza capacit\u00e0 ad orientarsi, n\u00e9 potrebbero facilmente formarsi; perch\u00e9 chiamate senza dubbio a lunghi intervalli. Di fronte al debito che specialmente se tra i pi\u00f9 gravi, distrugge due famiglie, ed apporta rovina per la vittima e per il colpevole, la donna potrebbe involontariamente cedere alla sua troppa squisita sensibilit\u00e0.<\/p><p>FEDERICI MARIA. Ma per esercitare la giustizia ci vuole proprio la sensibilit\u00e0!<\/p><p>RUBILLI. Tutt\u2019altro, \u00e8 proprio il sentimento che d\u2019ordinario bisogna mettere da parte. Lasciamo stare, quindi, le donne nella pubblica amministrazione ed anche in questa Assemblea Nazionale, dove con simpatia e deferenza, come meritano, sono state da ogni parte accolte, ma escludiamole eventualmente dalla giuria o dall\u2019assessorato. (<em>Interruzione del deputato Bertini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>No, Bertini, io sarei disposto a credere la donna pi\u00f9 eccessivamente severa, che eccessivamente indulgente, ma temo che indulgenza o severit\u00e0 possa essere determinata pi\u00f9 dal cuore che dal cervello. \u00c8 un timore e non dico che sia proprio cos\u00ec! (<em>Interruzione della deputata Federici Maria<\/em>)<em>&#8230;<\/em> Se non \u00e8 vero tanto di guadagnato!<\/p><p>Ma se abbiamo accolto le donne come colleghe in questa Assemblea ed anche cordialmente, potremo accoglierle con gli stessi sentimenti di cavalleria anche in tribunale o in Corte d\u2019assise, qui per\u00f2 sempre come giudici togati dopo provata carriera, mai come giurati assessori.<\/p><p>Io ho firmato un ordine del giorno ben volentieri in questi sensi per mio convincimento ed anche per cortesia verso una egregia collega.<\/p><p>Anzi a me sembra in verit\u00e0 che al riguardo il problema sia di gi\u00e0 risolto e non abbia bisogno di ulteriore esame, occorrendo al riguardo un\u2019affermazione soltanto dal punto di vista formale. Abbiamo ammesso la donna come avvocato nelle aule giudiziarie; le abbiamo dato ormai la toga che per esse rappresenta un diritto acquisito.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Ma quante ce ne sono?<\/p><p>RUBILLI. Quelle che sono, sono: poche come avvocati, saranno poche come giudici. Non so proprio per quale ragione ne vogliate molte. Ma bisogna tener presente che, a differenza di quanto potrebbe avvenire per i giudici popolari, al suo ufficio arriverebbe ben preparata, quando attraverso un regolare concorso, come gli altri concorrenti, essa abbia dimostrato di avere l\u2019attitudine e la cultura necessarie per poter fare il magistrato.<\/p><p>Quindi, il problema per questa parte mi pare completamente eliminato; ma per quello che riguarda il giudice popolare non solo non \u00e8 risolto, ma non si pu\u00f2 risolvere favorevolmente.<\/p><p>Ora, le difficolt\u00e0 che si presentano per ammettere il giudice popolare sotto forma di giuria non sono poche e derivano dalla lunga esperienza del passato. Badate che non vi parlo di maggiore o minore capacit\u00e0 a valutare ed a decidere: io voglio persino e credo di non concedere poco, partire dal presupposto che siano ugualmente capaci di giudicare i giurati e i magistrati togati, voglio mettere da parte gli elastici e divergenti criteri personali per la maggiore efficacia delle mie obiezioni.<\/p><p>E cos\u00ec, per essere maggiormente obiettivo, mi occupo solo del funzionamento, del modo come pu\u00f2 essere organizzato un giur\u00ec e spiegare la sua attivit\u00e0, perch\u00e9 anche solo da questo punto di vista che del resto \u00e8 il pi\u00f9 importante, si vedono meglio le enormi difficolt\u00e0 che si presentano, e ci impongono di riflettere ancora prima di concludere; ed il mio ordine del giorno \u00e8 in questo senso.<\/p><p>Solo si potrebbe stabilire sin da ora che rimane respinta la soluzione di affidarsi esclusivamente ai magistrati togati, i quali troppo si irrigidirebbero nelle strette pastoie della legge scritta, come di gi\u00e0 ho rilevato. Il giur\u00ec d\u2019altronde, urta in una difficolt\u00e0 assolutamente, ripeto: \u00abassolutamente\u00bb insormontabile, che basterebbe da sola, ed anche a prescindere da ogni altra considerazione, ad ostacolarlo e farne respingere il ripristino; accenno alla mancanza di motivazione nelle sentenze, che sinora non \u00e8 stata ben valutata in tutta la sua entit\u00e0 e in un tutte le conseguenze che pu\u00f2 produrre.<\/p><p>S\u00ec, \u00e8 stato detto, \u00e8 vero, che non si pu\u00f2 negare all\u2019imputato il diritto di sapere per quali ragioni \u00e8 stato condannato, che non si vuole togliere neppure il diritto alla societ\u00e0 di controllare perch\u00e9 mai un imputato \u00e8 stato prosciolto da un gravissimo addebito; va bene. Ma non avete notato due cose, almeno non le ho sentite, non avete notato prima di ogni altro, che la giuria \u00e8 in aperta violazione della nostra legge costituzionale. Forse ci\u00f2 non si \u00e8 visto, perch\u00e9 non siamo arrivati ancora all\u2019articolo 101, ma ci arriveremo fra poco, appena si passer\u00e0 alla discussione degli articoli. Nella legge costituzionale, adunque, non c\u2019\u00e8 soltanto l\u2019articolo 96, di cui ci siamo occupati e ci stiamo occupando, ma vi \u00e8 pure l\u2019articolo 101, che non potr\u00e0 non essere approvato, perch\u00e9 contiene un concetto di indiscutibile necessit\u00e0 giuridica.<\/p><p>Ora nell\u2019articolo 101 \u00e8 stabilito ed \u00e8 detto tassativamente che tutte le sentenze, tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.<\/p><p>PERSICO. Si pu\u00f2 dire: visto il verdetto della giuria.<\/p><p>RUBILLI. Ma non mi fate delle osservazioni che farebbero ridere. Visto il verdetto della giuria, si condanna oppure si assolve. E che significa, e qual valore ha ci\u00f2? Me la chiamate motivazione questa. Per motivazione, \u00e8 elementare, s\u2019intende dar conto del perch\u00e9 si condanna o si assolve.<\/p><p>Mi meraviglio di te, amico Persico; tu sei un vecchio e valoroso avvocato di Cassazione&#8230;<\/p><p>PERSICO. Abbiamo annullalo a centinaia e a centinaia i verdetti contradittori.<\/p><p>RUBILLI. Ma, amico Persico, fammi il piacere: sta a sentire, e poi rispondi anche tu. Alla contraddittoriet\u00e0 del verdetto si ricorreva talora e molto di rado, anche per un ripiego, quando appariva troppo evidente la possibilit\u00e0 di un errore giudiziario.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, prosegua, la prego.<\/p><p>RUBILLI. Ma \u00e8 un\u2019intolleranza che io non comprendo, da parte di chi vorrebbe per forza imporre la sua opinione preconcetta in una questione tanto delicata.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono quaranta minuti che parla, onorevole Rubilli: non raccolga le interruzioni; non ci vuole poi un grande sforzo.<\/p><p>RUBILLI. Quaranta minuti che parlo, \u00e8 vero, ma parecchi minuti se ne sono andati per le interruzioni.<\/p><p>E allora che cosa diremo? Che l\u2019articolo 101 c\u2019\u00e8 per le piccole cause, per le piccole sentenze, mentre non c\u2019\u00e8 e non va in alcun modo rispettato per le grandi cause, per le grandi sentenze. Ma noi dobbiamo fare una legge costituzionale seria, che non sia contradittoria nelle varie disposizioni.<\/p><p>In secondo luogo c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 ancora, perch\u00e9, con la mancanza di motivazione, voi togliete al condannato il diritto di ogni gravame. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 gravame, \u00e8 certo; non c\u2019\u00e8 l\u2019appello: ed in sostanza non v\u2019\u00e8 nemmeno un ricorso, poich\u00e9 il ricorso in tanto pu\u00f2 avere una qualche efficacia, in quanto vi \u00e8 una sentenza motivata. E che ci sta a fare allora la Cassazione? Per le violazioni di legge? Ma le questioni di diritto non si trattano in Assise.<\/p><p>Il problema fondamentale, quello che davvero preoccupa, \u00e8 uno solo: \u00e8 colpevole o \u00e8 innocente l\u2019imputato? Le questioni ai giurati sono semplici, stereotipate formule che sempre identiche si ripetono.<\/p><p>Anche i benefic\u00ee e le attenuanti si riducono a questioni di fatto, per giunta incontrollabili se manca la motivazione. E allora? Le violazioni procedurali? Impossibili, perch\u00e9, se anche il Presidente non ha dormito la notte e il cancelliere neppure ha dormito per essere andato a ballare, nessuno di loro pu\u00f2 sbagliarsi: tutte le formalit\u00e0 procedurali sono scritte a stampa: si tratterebbe per questa parte, in Cassazione, di dare qualche fugace sguardo ad un formulario stampato.<\/p><p>Se dunque volete mantenere la giuria, \u00e8 evidente che dovete prima modificare l\u2019istituto della Cassazione, ed io pel momento almeno non vedo ancora come potrebbe essere opportunamente modificato. Credete forse che sia democratico dire ad un condannato all\u2019ergastolo o a trent\u2019anni: tieniti la tua pena, senza appello, senza ricorso, senza controllo, perch\u00e9 cos\u00ec vuole la democrazia, cos\u00ec impone la libert\u00e0? (<em>Vive approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERLIN UMBERTO: Bravo Rubilli!<\/p><p>RUBILLI. Si lancia l\u2019ipotesi di Cassazioni regionali, ma si tratterebbe sempre di giudici del diritto; e poi le aspetterete un pezzo; il Ministro del tesoro vi dir\u00e0 che le Regioni, s\u00ec, e le Cassazioni, no.<\/p><p>Vedete, adunque, che l\u2019inopportuno intervento della politica \u00e8 soltanto una deviazione. Ma poi, giacch\u00e9 si parla in nome della democrazia e in nome della libert\u00e0, permettetemi che si insinui nell\u2019animo mio anche il sospetto che si faccia con la giuria un poco la giustizia per i ricchi e non per i poveri: e questo neppure sarebbe un concetto democratico.<\/p><p>PERSICO. Questo lo dissi anch\u2019io ieri.<\/p><p>RUBILLI. E lo ripeto ora io, amico mio: non so che cosa tu abbia detto, ma se \u00e8 cosa giusta, meglio dirla ancora.<\/p><p>Non si pu\u00f2 mai intendere dunque qual \u00e8 il valore, la forza, l\u2019efficacia, che ha il grande avvocato dinanzi ai giurati. E, naturalmente, i grandi avvocati se li possono procurare soltanto i ricchi. Ma, signori miei, se in una causa indiziaria un imputato avesse fatto appello, per esempio, ad Enrico De Nicola, quando egli esercitava la professione anche dinanzi alle Corti d\u2019assise, o in una causa passionale invitasse te, caro Porzio, i giurati sarebbero cos\u00ec storditi da formidabili, travolgenti arringhe che finirebbero per lo meno col votare scheda bianca. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io non voglio fermarmi ad inutili astrazioni, ma considerare soltanto quello che veramente \u00e8, quello che dalla pratica e dall\u2019esperienza \u00e8 dato raccogliere.<\/p><p>PORZIO. Gi\u00e0, perch\u00e9 non si accenna a vie sotterranee? Il guaio \u00e8 che non diciamo la verit\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Basta quello che ho detto; non occorre andar oltre, fermiamoci qui e non c\u2019ingolfiamo nei sotterranei per lanciare sospetti, che meglio possono essere sostituiti da una critica obiettiva.<\/p><p>PORZIO. Non \u00e8 che il magistrato sia infallibile, per carit\u00e0!<\/p><p>Io chieder\u00f2 di parlare per fatto personale.<\/p><p>RUBILLI. Nientemeno, provoco persino dei fatti personali in tema di giuria; il fatto personale non vi \u00e8, ma potrai egualmente, credo, replicare, se ti pare proprio utile.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, non divaghi, la prego.<\/p><p>RUBILLI. So le pastoie regolamentari dei venti minuti per gli ordini del giorno, ma \u00e8 un argomento di una certa gravit\u00e0, questo di cui ci occupiamo.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 da dieci giorni che lo si tratta.<\/p><p>RUBILLI. Cinque o dieci minuti di pi\u00f9 o di meno, se permette, poi non guastano.<\/p><p>PRESIDENTE. No, si tratta ormai di un\u2019ora.<\/p><p>RUBILLI. Allora, continuo per la sua bont\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo di darne la dimostrazione gi\u00e0 da parecchio.<\/p><p>RUBILLI. Affermo delle verit\u00e0, e non posso neppure ampiamente dimostrarle come vorrei, perch\u00e9 il Regolamento non lo permette. Ve le potr\u00f2 spiegare meglio in privato, nelle nostre amichevoli, fraterne, conversazioni di corridoio.<\/p><p>Alla forza dei grandi avvocati va aggiunta, \u00e8 connessa la mozione degli affetti, ed il giurato vota immediatamente, rapidamente dopo che il difensore, il quale ha in ultimo la parola con un privilegio incommensurabile di fronte ai giurati, ha sconvolto la folla, ha provocato talora anche l\u2019applauso. La scheda \u00e8 pronta e riempita, ma nello stato d\u2019animo in cui il giudice popolare ha votato, che valore ha quel s\u00ec o no? \u00c8 sul funzionamento, adunque, che richiamo la vostra attenzione. Questa \u00e8 la situazione vera, palpitante. In un paese come l\u2019Italia la grande eloquenza non \u00e8 mai mancata e non mancher\u00e0 mai col suo fascino travolgente. E se ne avvantaggeranno gl\u2019imputati assai pi\u00f9 delle parti lese, per lo pi\u00f9 abbattute dal delitto nell\u2019anima e nel patrimonio.<\/p><p>PERSICO. Si reagisce.<\/p><p>RUBILLI. La reazione per\u00f2 non \u00e8 facile. E poi c\u2019\u00e8, lo comprenderete, anche la difficolt\u00e0 enorme per la ricusa, che rende sin dal principio poco agevole il funzionamento della giuria. Non potete non ammetterla: vi pu\u00f2 essere un nemico dell\u2019imputato o della parte civile, oppure qualcuno che risulti di cattiva condotta morale per informazioni date dalle autorit\u00e0 competenti; ma se non si pu\u00f2 evitare in alcun modo la ricusa, quando l\u2019avete ammessa, state certi che i migliori se ne scappano ed i peggiori rimangono.<\/p><p>Poi non sar\u00e0 neppure facile averli, i giurati; spesso ce ne vuole di fastidio e di pazienza del Presidente, per avere cinque giudici popolari come assessori. Che avverr\u00e0 nelle attuali difficolt\u00e0 della vita, quando bisogna raccogliere una trentina di persone, tra professionisti, commercianti, industriali, ecc., e distoglierli dai loro affari per un periodo tutt\u2019altro che breve?<\/p><p>PERSICO. Questo \u00e8 malcostume!<\/p><p>RUBILLI. Allora, cambiate l\u2019Italia. Io parlo di questo momento, nelle condizioni in cui ora ci troviamo.<\/p><p>PERSICO. Lo faremo passare.<\/p><p>RUBILLI. Fatelo passare&#8230; per ora \u00e8 cos\u00ec; e quando sar\u00e0 passato ritorneremo sull\u2019argomento.<\/p><p>PERSICO. Metteremo la licenza liceale.<\/p><p>RUBILLI. Ma quello che pi\u00f9 impressiona e preoccupa \u00e8 il giudizio dalle cause indiziarie, tanto frequenti in Corte d\u2019assise. Consentitemi, onorevoli colleghi, un solo esempio, che per s\u00e9 stesso sar\u00e0 sufficiente a chiarire il mio pensiero. Nel dicembre scorso mi sono occupato di una gravissima causa in Corte d\u2019assise: delitto orrendo, assassinio di un vecchio, in una sola famiglia, in una casa di campagna, di due bambini di sesso diverso, di due giovani donne, la padrona e domestica, tra Calitri e Monteverde, in un bosco solitario e deserto.<\/p><p>Che ne sapete voi di questi paesi, dove il delitto si sprofonda in un imperscrutabile mistero? Voi conoscete Roma, conoscete le grandi e belle citt\u00e0. Nessuno ascolta, nessuno vede, \u00e8 febbraio, la neve alta copre le case, rende impervie le strade, impossibili le comunicazioni.<\/p><p>Dopo due o tre giorni soltanto il fatto si scopre, arrivano in ritardo i carabinieri ed arriva il giudice dopo 8 giorni. Delitto raccapricciante, processo indubbiamente indiziario. Dopo un lungo dibattito di molti e molti giorni, di indagini delicate e scrupolose i giudici entrarono in camera di consiglio. Ne uscirono con un pronunziato preso ad unanimit\u00e0, ma dopo parecchie ore di calma e serena valutazione, che pot\u00e9 tranquillizzare completamente la loro coscienza; e ci\u00f2 ad onta dell\u2019ora tarda, perch\u00e9 erano le undici di sera, quando apparvero nell\u2019aula, consapevoli della loro responsabilit\u00e0; dinanzi ad un pubblico enorme, ansioso e commosso, che si assiepava persino nei locali adiacenti alla Corte di assise, il Presidente pronunzi\u00f2 una sentenza di condanna all\u2019ergastolo. La forma che si era seguita per giungere alla meditata decisione, rasserena l\u2019animo ed appaga la giustizia, con innegabili garanzie. Che si pu\u00f2 mai pretendere dai signori giurati cui offrite una scheda senza dar tempo alla bench\u00e9 minima riflessione, chiedendo un voto pronto ed immediato? Ripristinate per loro la camera di consiglio, che pur si dovette abolire per gl\u2019inconvenienti cui dava luogo, e sar\u00e0 peggio ancora; che ne pu\u00f2 uscire da una tumultuosa discussione di una diecina di persone, senza un capo autorevole che la guidi ed in cui vi sar\u00e0 qualcuno che in buona o mala fede cercher\u00e0 d\u2019imporre la propria opinione? Quanti giurati ho visti che poi si son pentiti di un voto dato in fretta e con scarsa ponderazione.<\/p><p>Ecco per quale ragione io propendo a ritenere utile \u2013 concludendo \u2013 che rimanga l\u2019attuale sistema, il quale d\u00e0 l\u2019intervento del giudice popolare in grande maggioranza (sono cinque giudici popolari su due magistrati), ma con tutte le garanzie indispensabili per una retta, seria decisione.<\/p><p>\u00c8 vero quello che disse ieri l\u2019onorevole Mancini, che al principio con questo sistema si \u00e8 verificato qualche inconveniente. Non sono stati molto frequenti i casi, ma pure qualche inconveniente ebbe a rilevarsi. Badate, per\u00f2, che eravamo in tempo di tirannia, e la tirannia assume qualche volta forme epidemiche e contagiose. Vi sono i tiranni e i tirannelli, i gerarchi ed i gerarchetti, ed il Presidente della Corte di assise, di rado per\u00f2, ripeto, si riteneva quasi rivestito di insindacabile autorit\u00e0, tanto pi\u00f9 che, come avviene sempre, distrutta la libert\u00e0, era quasi annientato, per lo meno assai diminuito, il diritto ed il prestigio della difesa.<\/p><p>Ma poi si \u00e8 giunti ad un confortante assetto e gli inconvenienti originarii possono ritenersi quasi completamente eliminati. Si procede con notevole regolarit\u00e0, e con pieno affiatamento tra giudici popolari e magistrati.<\/p><p>La materia certo non \u00e8 semplice, e bisogna contentarsi del meno peggio. Del resto, se tenete presente l\u2019ordine del giorno che ho ora svolto, vedete che io non sono poi, n\u00e9 voglio essere, un peccatore impenitente, io ho sempre delle facolt\u00e0 mentali e morali che mi permettono la conversione. Quindi, se voi modificate l\u2019istituto della Cassazione in guisa che io trovi una nuova garanzia sostituita a quella che togliete, abolendo la motivazione della sentenza, se riuscirete a scrivere delle norme che eliminino gli inconvenienti che si possono verificare, io accetter\u00f2 volentieri una diversa opinione. Anche coi vecchi codici ho fatto tante cause, che non ho davvero nessuna questione personale contro la giuria. Pure preferendo, ed anche senza eccessivo entusiasmo, i sistemi attuali in Corte di assise, io potr\u00f2 rassegnarmi ed anche con piacere a nuovi metodi, se migliorano e non peggiorano, se non si limitano a togliere, ma danno anche quello che occorre per garantire i diritti dei cittadini e della societ\u00e0. Per\u00f2 non \u00e8 argomento questo che possa esaurirsi in sede di legge costituzionale; senza assumere pericolosi impegni, limitiamoci a concetti generali per il funzionamento della giustizia e riserbiamo alle leggi sulla Corte di assise la decisione sugli organi pi\u00f9 adatti e pi\u00f9 opportuni per il maggiore o minore intervento del popolo, sebbene siano popolo e vengano dal popolo anche i magistrati.<\/p><p>Onorevoli colleghi, \u00e8 mio convincimento che non pu\u00f2 mai sorgere, non \u00e8 assolutamente possibile che sorga, un conflitto fra la democrazia e la giustizia. Ma se per caso stranissimo e per quanto inconcepibile, il conflitto sorgesse, pur essendo istintivamente democratico, perch\u00e9 i sentimenti democratici non li ho acquistati e li ho sentiti innati in me, connaturati nella mia coscienza, derivanti dal mio intimo, dal mio carattere, dalla mia indole, se, dicevo, questo conflitto dovesse sorgere, io sarei per la giustizia, perch\u00e9 \u00e8 appunto la giustizia, la quale per s\u00e9 stessa rappresenta il pi\u00f9 saldo, il pi\u00f9 sicuro fondamento, non solo della umana societ\u00e0, ma anche di ogni regime democratico. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola a un altro presentatore di ordine del giorno, vorrei pregare i colleghi di cercare con qualche sforzo di attenersi alle norme che regolano la nostra discussione. Noi abbiamo udito tutti con diletto l\u2019onorevole Rubilli ed anche con interesse, ma l\u2019onorevole Rubilli ha parlato di molte cose che non avevano nulla a che fare col suo ordine del giorno. Anzi, se l\u2019ordine del giorno Rubilli aveva un significato, era proprio questo: non parliamo di queste cose; ne parleremo in sede legislativa. In realt\u00e0 l\u2019onorevole Rubilli ci ha anticipato il discorso che avremmo udito con grande interesse, quando egli sar\u00e0 nuovamente eletto deputato della,nuova Camera.<\/p><p>Io vorrei che i colleghi stessero veramente all\u2019impegno che assumono, quando scelgono un modo di intervento, e non cerchino di trovare, invece, con esso dei mezzi per eludere le disposizioni del Regolamento. Ed a questo proposito vorrei leggere, me lo consentano a titolo di informazione e un po\u2019, direi, di nota piacevole, un vecchio resoconto della Camera che ho sott\u2019occhio per indicare come si conducevano i nostri predecessori secondo le tradizioni del nostro Parlamento. Risaliamo dunque alla seduta del 6 maggio 1904.<\/p><p>Certo, non vi assisteva alcuno dei qui presenti, nemmeno dei pi\u00f9 anziani, suppongo.<\/p><p>L\u2019onorevole Donadio, un\u2019ottima persona, sul processo verbale chiese dunque quel giorno la parola. E leggo ci\u00f2 che disse. \u00abIeri, mentre parlavo, a causa dell\u2019interruzione del collega Nofri, non udii il Presidente, quando mi fece presente che erano passati i cinque minuti prescritti dal Regolamento e continuai a parlare. Siccome non vorrei che questo atto potesse nemmeno lontanamente suonare come meno che rispettoso verso la Camera, ho chiesto la parola sul processo verbale per scusarmi e pregare che del fatto non sia preso nota dal resoconto\u00bb.<\/p><p>Santa ingenuit\u00e0! Onorevoli colleghi, di fronte a tanta ingenuit\u00e0, non cerchiamo di essere troppo furbi noi! Fra la norma del Regolamento e l\u2019arbitrio c\u2019\u00e8 evidentemente una via di mezzo, e noi l\u2019accettiamo sempre; ma evidentemente non \u00e8 una via di mezzo, posti i venti minuti concessi dal Regolamento, parlare, come ottimamente ha parlato l\u2019onorevole Rubilli, un\u2019ora intera! Ricordiamocelo, altrimenti non riusciremo a concludere i nostri lavori.<\/p><p>PORZIO. Chiedo la parola per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PORZIO. Il mio fatto personale \u00e8 semplice. Forse io mi trovo un po\u2019 nelle condizioni dell\u2019onorevole Donadio o in una condizione opposta, e cio\u00e8 avrei dovuto domandare la parola per fatto personale ieri, dopo il discorso cos\u00ec eloquente del mio amico, onorevole Mancini.<\/p><p>Intendiamoci bene. Sostengo una sola cosa, quella di avere una giustizia possibilmente giusta, che non crei delle vittime, perch\u00e9 qui ci stiamo preoccupando molto dell\u2019accusato, del condannato, a cui vorremmo spalancare le porte del carcere, e bisogna invece pur considerare le vittime, le quali molte volte sono deluse nelle loro legittime aspirazioni di giustizia e di equit\u00e0. Ma tutta questa questione, diceva poco fa molto bene il nostro illustre Presidente, \u00e8 da discutersi in sede legislativa, perch\u00e9 affermare in questo momentola giuria si pu\u00f2, ma anche volendola affermare, la questione risorger\u00e0 nuovamente quando si dovranno discutere le competenze, le possibilit\u00e0 di essa ed il suo armonizzarsi, come io ieri ebbi l\u2019onore di accennare rapidamente e come oggi ha ripetuto l\u2019onorevole Rubilli, con tutti quanti gli organi giudiziari cio\u00e8, la Sezione istruttoria e la Corte di cassazione.<\/p><p>Quello che mi \u00e8 dispiaciuto, \u00e8 stata una interruzione dell\u2019onorevole Persico, il quale diceva: noi abbiamo avuto mille altre volte annullamenti in Corte di cassazione di verdetti dei giurati.<\/p><p>E faceva cenno a me, ricordando forse qualche causa nella quale anche io ho potuto ottenere l\u2019annullamento, per contraddizione del verdetto.<\/p><p>Signori, ho ricordato il caso di Giuseppe Ceneri, uno dei pi\u00f9 grandi giuristi ed una delle pi\u00f9 grandi anime italiane, il quale era disperato, perch\u00e9 non riusciva a trovare un motivo per potere chiedere l\u2019annullamento di un verdetto iniquo, che era stato emesso alla Corte d\u2019assise di Bologna.<\/p><p>Allora, siamo tutti quanti d\u2019accordo nel sostenere la necessit\u00e0 di un giur\u00ec con appello, un giur\u00ec con ricorso; ed allora \u00e8 tutta questione di legislazione, che deve essere trasformata; e noi non possiamo in questo momento trasformarla, perch\u00e9 la dovremo discutere. La dovranno discutere coloro che verranno in seguito in questa Aula, speriamo meno sorda di quanto sia attualmente e meno bisognosa, onorevoli colleghi, di questi strumenti di tortura che io ho in questo momento dinanzi a me. Questo bisognerebbe fare, senza discutere tante cose le quali riguardano il merito. Quello che bisognerebbe fare \u00e8 questo: inserire nell\u2019articolo che il giudizio pu\u00f2 eventualmente essere anche celebrato con i giurati.<\/p><p>Ieri, l\u2019onorevole Mancini mi ha accusato di non essere un democratico.<\/p><p>MANCINI. Non ho detto questo: ho detto che la sua democrazia non \u00e8 la nostra. Lei definiva una democrazia che non \u00e8 la mia.<\/p><p>PORZIO. L\u2019amico Mancini, al quale voglio bene e al quale sono legato da sentimenti di affetto, deve pensare che, quando si dice che il giur\u00ec deve essere composto di persone che hanno le qualit\u00e0 attualmente richieste, il principio antico della democrazia svanisce; e torneremmo a quel tale \u00abdemos\u00bb, del quale abbiamo parlato ieri. Quindi ne parleremo a suo tempo, ne parlerete a suo tempo.<\/p><p>Occorre garantire l\u2019interesse superiore della giustizia, consentendo che la sentenza sia motivata. Perch\u00e9 quando sento dall\u2019onorevole Persico che \u00e8 sentenza semplicemente l\u2019applicazione della pena fatta dal magistrato, allora io dico: questa \u00e8 la giustizia dell\u2019avvenire, e questo \u00e8 un diritto che io non conosco e non ho mai conosciuto. Chiamate sentenza il \u00abvisto il verdetto dei giurati, la Corte condanna a dieci anni di reclusione\u00bb? Questa \u00e8 sentenza? E la motivazione dov\u2019\u00e8? Ora, quando nel fanatismo si arriva a questo sproposito, resto a bocca aperta. Lei, signor Presidente, vorrebbe dire: \u00aba bocca chiusa\u00bb. Mi permetta una sola cosa: quello a cui sono perfettamente contrario \u00e8 il sistema attuale. Me ne duole per l\u2019amico onorevole Rubilli. Che cosa \u00e8 questo giudizio ibrido? E che cosa sono quegli assessori? Io ricordai poco tempo fa, nel Congresso, una grande opera di Pirandello: \u00abSei personaggi in cerca d\u2019autore\u00bb. Invece il sistema attuale \u00e8 questo: un autore in cerca di sei personaggi, per tanta commedia: e cio\u00e8 la giustizia di uno solo. Ecco perch\u00e9 sono contrario a questa istituzione. Ringrazio il Presidente della bont\u00e0, ma credo di essermi sbrigato nei cinque minuti regolamentari.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bosco Lucarelli ha presentalo il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che la Carta costituzionale debba limitarsi a stabilire l\u2019indipendenza del potere giudiziario come garanzia dei diritti dei cittadini, rinviando alle leggi sull\u2019ordinamento giudiziario o sui Codici di procedura ogni altra disposizione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Ero e sono convinto che la Carta costituzionale dovrebbe affermare semplicemente l\u2019indipendenza del potere giudiziario come garanzia dei diritti dei cittadini, rinviando alle leggi sull\u2019ordinamento giudiziario e ai Codici di procedura ogni altra disposizione. Ma questo mio concetto, in fondo, \u00e8 stato condiviso, in tema di esame di singole disposizioni durante la discussione generale, da autorevoli colleghi di tutte le parti dell\u2019Assemblea. Per\u00f2, pare che l\u2019Assemblea non \u00e8 orientata verso una pregiudiziale, la quale tolga senz\u2019altro dalla discussione queste singole disposizioni. Quindi noi avremo di fatto che alle singole disposizioni vi saranno da questa o da quella parte, da questo o da quel gruppo delle proposte di sospensiva. E allora io, per non far perdere tempo all\u2019Assemblea per una pregiudiziale, che non troverebbe consensi, ritiro il mio ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Zotta ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato che la Corte costituzionale \u00e8 un organo giurisdizionale, poich\u00e9 esplica ed esaurisce la sua attivit\u00e0 nella funzione di giudice; che per tale natura rientra nella sfera del potere giurisdizionale, il quale perci\u00f2 viene ad essere costituito dalla giurisdizione ordinaria, dalla giurisdizione amministrativa e dalla giurisdizione costituzionale; delibera che i conflitti di giurisdizione siano risoluti, alla pari dei conflitti di attribuzione, dalla Corte costituzionale, la quale \u00e8 l\u2019organo supremo di giustizia, destinato perci\u00f2 ad assumere il ruolo di suprema Corte regolatrice\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ZOTTA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, devo trattare una questione di natura delicatamente costituzionale, che non \u00e8 stata neanche sfiorata in questa dura discussione: parlo dei conflitti di giurisdizione.<\/p><p>L\u2019istituzione della Corte Costituzionale con i poteri che il progetto le ha attribuito, pone in una nuova luce la questione dei poteri dello Stato, e suggerisce aspetti giuridici che qualche volta nel progetto non sono trattati con quella armonia, con quella conseguenzialit\u00e0 di effetti, che le premesse stesse esigono.<\/p><p>La funzione di giudicare fino ad oggi ha assunto due aspetti fondamentali: giustizia amministrativa e giustizia ordinaria. Il progetto ne aggiunge una terza: giustizia costituzionale.<\/p><p>Noi oggi, dunque, abbiamo tre ordini giurisdizionali: la giurisdizione ordinaria, la giurisdizione amministrativa, la giurisdizione costituzionale.<\/p><p>La prima fa capo alla Cassazione, la seconda al Consiglio di Stato, la terza alla Corte Costituzionale.<\/p><p>Ora, la Corte Costituzionale, che noi andiamo a istituire, fa parte del potere giurisdizionale o giudiziario, come fino ad oggi si \u00e8 detto, oppure \u00e8 qualcosa che resta al di fuori, costituisce un super-potere?<\/p><p>Io pongo la questione non per una dissertazione teorica, ma per trarne conseguenze immediate e pratiche.<\/p><p>E bisogna, anzitutto, stabilire cosa si intende per potere giudiziario.<\/p><p>Perch\u00e9, se noi stiamo alla nozione, che prima si aveva della divisione dei poteri, allora la funzione del giudice si riduce a dirimere liti fra i cittadini ed a erogare pene contro i delinquenti. Ma, se noi superiamo questa visione e consideriamo che l\u2019evoluzione degli istituti giuridici e democratici ha portato alla istituzione del giudice amministrativo, per la tutela del cittadino contro gli abusi dello Stato amministratore, e poi, oggi, alla istituzione del giudice costituzionale, per la tutela dei cittadini contro lo Stato legislatore, allora noi dobbiamo concludere che il potere giudiziario o giurisdizionale non comprende soltanto la funzione del giudice ordinario, ma anche quella del giudice amministrativo e del giudice costituzionale.<\/p><p>Sicch\u00e9, si pone questa questione: quali rapporti intercorrono fra i vari ordini giurisdizionali? E, nel caso in cui avvengano dei conflitti fra di essi, chi ne \u00e8 il giudice?<\/p><p>Ecco la questione, sulla quale io intendo richiamare l\u2019attenzione.<\/p><p>Essa \u00e8 stata risolta finora dalla nostra legislazione, deferendo il controllo e la risoluzione dei conflitti alla Corte di cassazione. Ma oggi, che sorge una Corte costituzionale definita come organo supremo di giustizia, dobbiamo ancora insistere nel ritenere la Corte di cassazione la suprema Corte regolatrice?<\/p><p>Dobbiamo ancora oggi ritenere che una delle parti in causa debba assumere il ruolo, nella decisione del conflitto che sorge tra il giudice ordinario e il giudice amministrativo? Ecco il punto sul quale mi pare che il progetto non si sia neppure fermato, perch\u00e9 il progetto ha attribuito i conflitti di attribuzione alla Corte costituzionale, ma dei conflitti di giurisdizione non ha neppure parlato. Questo \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 delicato del principio della divisione dei poteri. Il progetto ha solo fissato un articolo, l\u2019articolo 102, il quale stabilisce la possibilit\u00e0 del ricorso contro tutte le decisioni degli organi giurisdizionali generali e speciali alla Corte di cassazione nelle forme volute dalla legge; ha voluto con ci\u00f2 che siano devoluti alla Corte di cassazione anche i conflitti di giurisdizione? Se ha voluto intender questo, con esso, secondo me, ha commesso un errore, perch\u00e9 non vi \u00e8 coerenza logica tra la disposizione che attribuisce i conflitti di attribuzione alla Corte costituzionale e questa che attribuisce i conflitti di giurisdizione alla Corte di cassazione. Non vi \u00e8 coerenza logica e nemmeno ragione sostanziale, che possa giustificare questo provvedimento. Anzitutto non \u00e8 conforme ai principi di giustizia che in una lite una delle parti assuma il ruolo di giudice. Se vi \u00e8 un conflitto tra il giudice ordinario ed il giudice amministrativo, il giudice deve essere al disopra delle parti in contesa, non deve essere assolutamente una delle parti, tanto \u00e8 vero che finora \u00e8 stato vivissimo il disagio della dottrina e della prassi per la mancanza di un giudice che fosse al di fuori ed al disopra del conflitto, di quel giudice che invece in Francia, con criterio scientifico e con una sensibilit\u00e0 giuridica che direi, su questo punto, pi\u00f9 raffinata, \u00e8 stato riscontrato nel Tribunale dei Diritti. Ma, oltre a questa, vi \u00e8 un\u2019altra ragione: la soluzione adottata contrasta con le esigenze che il principio di gerarchia impone.<\/p><p>Il concetto di gerarchia \u00e8 un\u2019esigenza del nostro spirito, prima che una necessit\u00e0 di sistematica e di ordine e di armonia. Ora esiste una gerarchia delle giurisdizioni, come esiste una gerarchia delle norme giuridiche. Ebbene, in questa necessit\u00e0 di struttura gerarchica la Corte costituzionale, fra i tre ordini giurisdizionali esistenti, costituisce indubbiamente l\u2019apice ed il vertice, perch\u00e9 \u00e8 il supremo organo di giustizia. Quindi dobbiamo configurare oggi questa Corte costituzionale come la suprema corte regolatrice, perch\u00e9, se finora si giustificava il fatto che la Corte di cassazione potesse essere considerata la suprema corte regolatrice, in quanto mancava un terzo giudice neutro, oggi, che noi istituiamo la Corte costituzionale, dobbiamo ravvisare in questa il giudice che sia al di fuori e al disopra delle parti in contesa. E tanto \u00e8 questo ragionamento, che se voi esaminate attentamente le conseguenze che derivano dalla posizione presa nel progetto, vi trovate subito dinanzi ad un assurdo, in quanto nel progetto \u00e8 stabilito all\u2019articolo 102, che vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di ricorrere contro le decisioni di tutti gli organi giurisdizionali. Ora, applicando questa disposizione, noi ci troveremo di fronte a questa conseguenza strana, aberrante. La Corte costituzionale \u00e8 indubbiamente un organo giurisdizionale, perch\u00e9 esaurisce la sua attivit\u00e0 nella funzione di giudicare, ed allora in base all\u2019articolo 102 sarebbe ammesso il ricorso in Cassazione contro le decisioni della Corte costituzionale!<\/p><p>DOMINED\u00d2. Questo \u00e8 eccessivo!<\/p><p>ZOTTA. Non \u00e8 eccessivo, perch\u00e9 se voi date la vera fisionomia a quest\u2019organismo che istituite, voi non potete prescindere dal denominarlo organo giurisdizionale, e poich\u00e9 all\u2019articolo 102 avete detto che le decisioni degli organi giurisdizionali sono suscettibili di ricorso alla Corte di cassazione, contro le decisioni della Corte costituzionale, stando a questo progetto, voi potete ricorrere alla Cassazione. Il che significa dire che la Cassazione ha la possibilit\u00e0 di riesaminare, di rivedere i pronunciati della Corte costituzionale in materia di costituzionalit\u00e0 delle leggi, sulla soluzione di conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato e fra le varie Regioni, finanche sulle decisioni di responsabilit\u00e0 nei confronti del Presidente della Repubblica e dei Ministri che sono accusati, come dice il progetto, a norma della Costituzione. Se voi volete sfuggire a questa conseguenza, dovete approvare un articolo in cui si stabilisca precisamente una eccezione al principio, e si dica che le decisioni di questo organo giurisdizionale, che \u00e8 la Corte costituzionale, non sono passibili di ricorso per Cassazione.<\/p><p>Ora, si potrebbe dire che solo in questo modo si sfuggirebbe a questa argomentazione, e cio\u00e8 dicendo che la Corte costituzionale non \u00e8 un organo giurisdizionale. Ed allora, che cosa \u00e8? \u00c8 un potere che \u00e8 al di fuori della triplice categoria della divisione dei poteri? Che cosa \u00e8 questa Corte costituzionale? Questo bisogna precisare, perch\u00e9 noi abbiamo un pilastro fondamentale, che \u00e8 la divisione dei poteri, ed \u00e8 un errore volerne uscire, perch\u00e9 esso costituisce una base dello Stato di diritto e di ogni reggimento democratico, perch\u00e9 non si pu\u00f2 pensare che in un organismo sociale, giuridicamente costituito, l\u2019attivit\u00e0 umana si possa spiegare diversamente da quella che \u00e8 la sua triplice caratteristica manifestazione: o ordinare, o eseguire, o giudicare. In ogni organismo sociale o politico, il grado di libert\u00e0 o di democrazia, \u00e8 dato precisamente dalla misura in cui questi concetti sono tenuti divisi, oppure si sovrappongono, oppure s\u2019oppongono. Ora, in un regime democratico, quale \u00e8 il nostro, l\u2019ordinare spetta alla legge attraverso il potere legislativo, l\u2019eseguire spetta all\u2019amministrazione attraverso il potere esecutivo, il giudicare spetta alla decisione attraverso il potere giurisdizionale. E questo si manifesta oggi in una triplice Magistratura: Magistratura ordinaria, Magistratura amministrativa, Magistratura costituzionale. Ecco come l\u2019elemento costituzionale-giurisdizionale non sfugge da quella necessit\u00e0 di inserimento in uno dei tre poteri, e precisamente nel potere giudiziario, che ora, con maggiore propriet\u00e0, potremmo chiamare potere giurisdizionale, essendo nell\u2019uso la parola \u00abgiudici\u00bb designata per indicare precisamente la funzione del giudice ordinario.<\/p><p>\u00c8 inutile parlare poi di una tesi assurda, che sia un superpotere, perch\u00e9 il superpotere non esiste se non nella volont\u00e0 popolare, che \u00e8 la fonte di ogni potere, e solo nei rispetti di questa \u00e8 possibile parlare di un superpotere come di una forza irresistibile, che supera ogni potere costituito.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> La pratica porter\u00e0 poi al superpotere.<\/p><p>ZOTTA. Sar\u00e0 questione anche di disciplina dell\u2019organismo. Ora parliamo di questo organismo nella sua fisionomia: \u00e8 un organismo che giudica, e questo \u00e8 essenziale ai fini della dimostrazione che io propongo. Mi si potrebbe dire semmai questo: ma voi ammettete l\u2019esistenza di tre ordini giurisdizionali, in questa maniera: voi vedete la necessit\u00e0 della difficolt\u00e0 della unicit\u00e0 di giurisdizione. Su questo punto di vista sono stati accennati degli orientamenti in questa Assemblea. Vi sono preoccupazioni che questo principio della unit\u00e0 venga ad essere leso. Io su questo dir\u00f2 qualche cosa che pu\u00f2 sembrare anche strana: la unit\u00e0 di giurisdizione, onorevoli colleghi, non \u00e8 una garanzia, oggi, allo stato attuale del nostro diritto pubblico; non \u00e8 una garanzia di libert\u00e0 e di democrazia, perch\u00e9 la esistenza di un giudice amministrativo e l\u2019esistenza di un giudice costituzionale accanto al giudice ordinario rappresenta sicura guarentigia della difesa dei diritti e degli interessi del cittadino di fronte allo Stato amministratore e di fronte allo Stato legislatore. Sopprimerli o assorbirli: sono queste le tesi varie che sono state prospettate in questa Assemblea. Sopprimerli o assorbirli? Significa per\u00f2 togliere queste garanzie al cittadino.<\/p><p>Ed intanto bisogna considerare questo: che lo Stato deve sottomettersi al diritto. Lo Stato \u00e8 un uomo onesto, si diceva in Francia. Sottomissione, quindi, al diritto ed alla legge, e questa si pu\u00f2 avere soltanto quando vi sia uno strumento idoneo, e questo strumento \u00e8 dato appunto dal giudice amministrativo e dal giudice costituzionale.<\/p><p>Noi parliamo di questa questione proprio ora che istituiamo una Costituzione, che ha un carattere rigido: la necessit\u00e0 della istituzione della Corte costituzionale si impone, perch\u00e9 noi abbiamo delle norme che sono emanate da una volont\u00e0 superiore, norme che fissano princip\u00ee essenziali per la vita sociale, che delimitano i poteri dello Stato, norme che di per s\u00e9 stesse non possono essere modificate, se non da un procedimento straordinario di legislazione. Ora, chi veglier\u00e0 sulla osservanza di queste norme? Chi sar\u00e0 il giudice in caso di disapplicazione?<\/p><p>Si immagini, per esempio, che le Camere domani approvino una legge costituzionale, senza seguire la prescritta procedura della doppia lettura, del numero legale ecc.; che lo Stato emetta leggi su materia riservata alla capacit\u00e0 normativa delle Regioni, o, viceversa, che le Regioni emettano leggi, norme, che non siano in armonia con gli interessi della Nazione o delle altre Regioni. Si possono configurare tutti i vizi dell\u2019atto legislativo, sotto la specie dell\u2019incompetenza, dell\u2019eccesso di potere, della violazione di legge, e in riferimento all\u2019organo che l\u2019ha emanato e in riferimento alla volont\u00e0, alla manifestazione di volont\u00e0, al contenuto. Chi sar\u00e0 il giudice in questi casi?<\/p><p>Quando si consideri che alla Costituzione albertina sono state apportate con leggi ordinarie, come sappiamo, molte e gravi modifiche, non si pu\u00f2 non porre l\u2019interrogativo.<\/p><p>Ora, il rispetto riverenziale e tradizionale per la forma dello Statuto ha fatto s\u00ec che queste innovazioni abbiano assunto un carattere indiretto, perch\u00e9 formalmente si \u00e8 lasciata immutata la norma statutaria, ma s\u2019\u00e8 tradito troppo spesso il contenuto. Ora, un giudice amministrativo adusato a questa specie di vizi nella formazione della volont\u00e0, non avrebbe consentito questa specie di eccesso di potere; e noi lo vediamo l\u2019eccesso di potere legislativo in tal caso, quell\u2019eccesso di potere che pu\u00f2 essere elaborato soltanto da una giurisprudenza idonea e congrua, quell\u2019eccesso di potere che pu\u00f2 essere elaborato soltanto da una giurisprudenza, la quale \u00e8 formata da magistrati tecnici e da magistrati che abbiano una penetrazione profonda nella vita sociale e politica del Paese. Quell\u2019eccesso di potere, che ha avuto la sua elaborazione nel campo amministrativo, avrebbe la sua elaborazione nel campo legislativo e, se quel giudice costituzionale vi fosse stato per il passato, indubbiamente noi non avremmo avuto quella alterazione completa delle norme statutarie, che garantivano la saldezza delle istituzioni democratiche.<\/p><p>Ora, si dice: attribuiamo tutta la materia al giudice ordinario. Ma attribuire tutta la materia amministrativa e costituzionale al giudice ordinario significa andare incontro a gravi obiezioni.<\/p><p>Noi ci siamo preoccupati in quest\u2019Aula della formazione di una casta chiusa; noi abbiamo, anzi, creduto di ravvisare una valvola di sicurezza con l\u2019inserimento di elementi laici nel Consiglio Superiore della Magistratura.<\/p><p>Ora, a parte ogni giudizio sull\u2019idoneit\u00e0 e sull\u2019efficacia di questa misura, vi \u00e8, di fatto, questo: che attribuire al giudice ordinario \u2013 che ha competenza piena \u2013 la conoscenza, il sindacato della discrezionalit\u00e0 amministrativa, e quindi la possibilit\u00e0 di annullare l\u2019atto impugnato, attribuire al giudice ordinario la conoscenza e quindi il sindacato dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, dell\u2019attivit\u00e0 costituzionale, significa consentire al giudice ordinario di invadere la sfera del potere esecutivo e del potere legislativo, significa davvero allora costituire una casta chiusa, uno Stato nello Stato.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un altro argomento, un argomento che chiamerei di competenza. Il magistrato ordinario ha delle qualit\u00e0 di primissimo ordine nel campo intellettuale e culturale, ma qui il suo compito non \u00e8 quello di interpretare e di applicare la legge; egli, nel campo amministrativo, deve procedere a valutazioni molto delicate dell\u2019interesse pubblico, che richiedono una vasta, una profonda conoscenza della vita amministrativa; nel campo legislativo, deve avere altrettanta penetrazione della vita sociale e politica del Paese, qualit\u00e0 che mancano al magistrato ordinario.<\/p><p>E vi \u00e8 un raffronto da fare, a questo riguardo. Onorevole Presidente, io ho finito: io sono preoccupato del richiamo che lei ha fatto all\u2019inizio del mio discorso e vado quindi molto rapidamente verso la conclusione.<\/p><p>C\u2019\u00e8 dunque, dicevo, un raffronto, a questo riguardo, che io devo fare tra il giudice amministrativo e il giudice costituzionale. Il giudice costituzionale trova la sua piattaforma nell\u2019esperienza che il giudice amministrativo ha costituito. Noi possiamo aver delineato la giurisprudenza costituzionale di domani, guardando alla giurisprudenza amministrativa di ieri.<\/p><p>Ora, in ordine all\u2019idoneit\u00e0 del giudice a decidere in materia costituzionale, molto giova guardare a quello che \u00e8 stato fatto nel campo amministrativo, dove appunto fu trovata una felice soluzione del problema, in quanto si \u00e8 formato un collegio che \u00e8 costituito da esperti amministratori, i quali provengono dai diversi rami dell\u2019amministrazione e da giuristi specializzati. E bisogna dire che \u00e8 stata possibile soltanto ad un siffatto collegio la formazione, l\u2019elaborazione dell\u2019eccesso di potere, il quale, in un cinquantennio di vita feconda, ha potuto divenire uno strumento delicato e potente nelle mani del giudice, uno strumento capace di penetrare, di mettere a nudo l\u2019essenza intima della manifestazione di volont\u00e0 dell\u2019amministrazione, per iscoprirne le nascoste insidie.<\/p><p>Strumento che non potrebbe affidarsi ad altro magistrato, il quale non riassumesse, appunto, in s\u00e9 la duplice qualit\u00e0 di giudice e di amministratore. Ora, \u00e8 il medesimo procedimento che deve suggerire al costituente moderno il criterio di formazione della Corte costituzionale, che deve essere formata \u2013 come molto opportunamente il progetto sancisce \u2013 da magistrati che applicheranno la legge con il rigoroso criterio dell\u2019accertamento e da uomini che porteranno il soffio sociale e politico del Paese, con l\u2019interpretazione di quello che \u00e8 appunto il momento giuridico e politico che \u00e8 nell\u2019atmosfera.<\/p><p>Ed ho finito. Ora, abolire od ostacolare la formazione di un giudice costituzionale significa impedire, porre ostacoli a che in Italia, nel campo legislativo, si formi, parallelamente a quello che \u00e8 accaduto nel campo amministrativo, quella elaborazione che ha dato dei frutti cos\u00ec preziosi per la tutela degli interessi e dei diritti del cittadino contro i soprusi dello Stato, sia nel campo amministrativo che nel campo costituzionale.<\/p><p>Io ho presentato perci\u00f2 un ordine del giorno, il quale riassume la questione in questi termini: la Corte costituzionale \u00e8 un organismo giurisdizionale, perch\u00e9 esplica ed esaurisce la sua attivit\u00e0 in una funzione di giudicare.<\/p><p>Essendo organismo giurisdizionale, rientra nel potere giurisdizionale, e come tale, allora, deve essere considerato l\u2019organo supremo di giustizia, e quindi, oggi che la Corte di cassazione ha cessato di assumere questo aspetto, per il subentrare di questo organo che sta al di sopra, deve assumere il ruolo di suprema Corte regolatrice, cui vadano devoluti anche i conflitti di giurisdizione oltre quelli di attribuzione. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Rinvio ad altra seduta il seguito dello svolgimento di ordini del giorno relativi al IV e VI Titolo del progetto di Costituzione.<\/p><p>Svolgimento di una interrogazione urgente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lucifero, Villabruna, Badini Confalonieri, Candela, Bonino, Crispo, Rubilli, Condorelli, Colitto e Perrone Capano hanno presentato la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente, alla quale l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno risponder\u00e0 subito:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare il Governo per garantire la libert\u00e0 di stampa, di fronte alla decisione dei tipografi di stabilire loro l\u2019autorizzazione ad uscire dei giornali e alle altre violazioni continue e sistematiche di questo che \u00e8 il primo diritto civile di un Paese libero\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Ieri sera, poco prima delle dieci, \u00e8 pervenuta al Ministero dell\u2019interno una comunicazione del questore di Roma, secondo la quale il direttore della Societ\u00e0 anonima \u00abLa Tribuna\u00bb aveva informato che alcuni membri della commissione interna di quel giornale si erano presentati alla direzione e avevano avvertito che, qualora i giornali <em>La Voce Repubblicana<\/em> e <em>Italia nuova<\/em>, stampati in quella tipografia, non avessero consentito di pubblicare nella loro edizione di questa mattina un determinato ordine del giorno votato dal Congresso nazionale della federazione italiana dei lavoratori poligrafici e cartai, tenuto in Genova dal 26 al 31 ottobre ultimo scorso, le maestranze si sarebbero rifiutate di stampare il giornale.<\/p><p>Altre notizie in proposito non erano arrivate all\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza, o, per meglio dire, l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza non aveva ricevuto da alcuna altra amministrazione di giornali una denuncia che analoghe interdizioni fossero state fatte. Con tutto col Ministero dell\u2019interno, immaginando che ci\u00f2 fosse effettivamente avvenuto e che si intendesse da parte delle maestranze di imporre con atti di violenza questa loro richiesta, immediatamente dispose perch\u00e9 servizi di polizia fossero attuati nei pressi delle direzioni, delle redazioni e delle tipografie dei giornali, in modo da garantire per quanto dipendeva dalla pubblica sicurezza la libert\u00e0 di stampa. Incidenti non ne sono avvenuti.<\/p><p>Come il Ministero dell\u2019interno aveva supposto, l\u2019intimazione era stata rivolta alla direzione di tutti i giornali di Roma, ed \u00e8 per questo che il giornale <em>Risorgimento Liberale<\/em> di stamattina non ha creduto di far uscire le proprie edizioni. Di fronte all\u2019intimazione che le era stata fatta, la direzione ha preferito non fare uscire il giornale piuttosto che subirla.<\/p><p>Questi sono i fatti.<\/p><p>Dai fatti emerge che non si tratta di un problema di polizia, ma di un problema assai pi\u00f9 vasto. Si tratta anche qui di un problema di libert\u00e0, della libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>Non occorre fare della retorica, ed io non la far\u00f2: sarei comunque il meno indicato per farla. Sono per\u00f2 fra i pi\u00f9 accesi difensori di questa libert\u00e0, e sono lieto di portare qui l\u2019eco della stessa passione da parte del Governo.<\/p><p>Di conseguenza, all\u2019onorevole interrogante non posso che rispondere che, sdegnato, come \u00e8 naturale, contro questo nuovo attentato alla libert\u00e0 di stampa; riconosciuta l\u2019inaccettabilit\u00e0 di sistemi di questa fatta; riconosciuto anzi che si tratta di uno dei pi\u00f9 gravi attentati che, se dovesse diffondersi e dovesse trovare la possibilit\u00e0 di attuazione, annullerebbe in gran parte e forse totalmente quello che \u00e8 uno dei diritti sacrosanti e tanto faticosamente conquistati; il Governo intende tutelare questa libert\u00e0 con ogni mezzo, all\u2019uopo ricorrendo anche a disposizioni di carattere penale, che si riserverebbe in quel caso di presentare come di dovere.<\/p><p>Ad ogni modo il Governo d\u00e0 ora all\u2019Assemblea e all\u2019onorevole interrogante l\u2019assicurazione che su questo punto vitale non intende cedere, meno che su ogni altro.<\/p><p>Tanto pi\u00f9 \u00e8 doloroso questo episodio in quanto nello stesso ordine del giorno, il cui contenuto non viene discusso in questa sede (il contenuto \u00e8 quello che \u00e8, pu\u00f2 suscitare dissensi od approvazioni) si dice che i poligrafici italiani non vogliono intervenire direttamente in materia cos\u00ec delicata come la libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>Ognuno vede come questo gesto, compiuto da elementi probabilmente irresponsabili, contrasti in modo gravissimo con questa premessa, e tradisca quindi la stessa volont\u00e0 dei lavoratori nel cui nome questo sopruso \u00e8 stato compiuto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lucifero ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, io sono indubbiamente sodisfatto della giusta e legittima manifestazione di sdegno dell\u2019onorevole Marazza, che io conosco e so essere un uomo di libert\u00e0 e che ama la libert\u00e0.<\/p><p>Sono un po\u2019 meno sodisfatto delle dichiarazioni che fa il Governo, perch\u00e9 il Sottosegretario non mi ha detto esattamente quali provvedimenti voglia prendere il Governo per impedire che si trovi modo \u2013 pretestando di essere ai margini del Codice penale, mentre si \u00e8 profondamente nel contenuto del Codice penale, del Codice civile e del Codice democratico (e se ho detto civile, l\u2019ho detto nel senso di civilt\u00e0) \u2013 di conculcare ogni diritto ed ogni libert\u00e0; quali provvedimenti voglia prendere per impedire che questo sistema dilaghi.<\/p><p>Nel momento che scendevo dall\u2019avere presentato al banco della Presidenza questa mia interrogazione, parlava l\u2019onorevole Conti. L\u2019onorevole Conti ha detto che oggi ormai non avremmo pi\u00f9 avuto fascismo. L\u2019onorevole Conti (mi dispiace che non sia presente) mi perdoner\u00e0 se io gli dir\u00f2 che per la prima volta, da tanto tempo che gli voglio bene e che lo stimo, ho sentito profondamente che i capelli bianchi li avevo io e che i capelli neri li aveva lui: perch\u00e9 questo \u00e8 il fascismo! Questo \u00e8 il fascismo che torna, nei suoi metodi e nel suo contenuto, nella sua essenza e nelle sue pi\u00f9 profonde ispirazioni. Questa \u00e8 la prova che, se per tre anni si sono perseguitati i fascisti, mai nulla si \u00e8 fatto contro il fascismo; e libero \u00e8 il fascismo di tornare in Italia, come stavolta. Posso dire all\u2019onorevole Sottosegretario di Stato che noi vedremo immediatamente quali sono le intenzioni e con quanta seriet\u00e0 il Governo affronta questo problema, perch\u00e9 posso comunicare all\u2019onorevole Sottosegretario di Stato che questa mattina alle 10 gli operai tipografi della tipografia del <em>Giornale d\u2019Italia<\/em>, che fra gli altri giornali stampa anche il <em>Risorgimento Liberale<\/em>, hanno fatto sapere che, ove il <em>Risorgimento Liberale<\/em> stasera non pubblicasse il loro scritto ricattatorio, essi non stamperanno nemmeno questa sera il giornale. Ed io avverto il Governo che il <em>Risorgimento Liberale<\/em>, essendo liberale, non subisce ricatti e non pubblicher\u00e0 quello che i ricattatori chiedono che sia pubblicato. Questo per la dignit\u00e0 politica di un partito politico che quel giornale rappresenta; questo per la dignit\u00e0 professionale dei giornalisti i quali sono degli uomini che hanno diritto di stampare quello che pensano e quello che credono e non devono essere posti sotto sindacato di qualunque operaio che abbia \u2013 quando l\u2019ha \u2013 la licenza elementare.<\/p><p>GAVINA. L\u2019operaio pu\u00f2 non lavorare.<\/p><p>LUCIFERO. L\u2019operaio \u00e8 liberissimo di non lavorare ed allora non deve protestare se sar\u00e0 licenziato in tronco. Per\u00f2, quando l\u2019operaio in una stessa tipografia stampa tutti i giornali meno uno, allora non \u00e8 questione di libert\u00e0 di lavoro, allora \u00e8 questione politica, e questa \u00e8 questione politica.<\/p><p>Ha parlato il Sottosegretario di elementi irresponsabili. No, onorevole Sottosegretario.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Ritengo irresponsabili.<\/p><p>LUCIFERO. Responsabili e individuabili.<\/p><p>Quando io da questo stesso banco (ora \u00e8 poco tempo) segnalai al Governo quale sarebbe stata la campagna e il metodo che si sarebbe usato contro la stampa, a proposito della distruzione della tipografia del <em>Corriere del Giorno<\/em>, gi\u00e0 dissi: \u00ab\u00c8 inutile che mi venite a raccontare che avete arrestato otto disgraziati; colpite i mandanti, i responsabili indiretti\u00bb.<\/p><p>Il sistema continua. Si dimostr\u00f2 contro il Movimento sociale italiano e si distrusse il liberale <em>Corriere del Giorno<\/em>. Poi si \u00e8 distrutta la tipografia del <em>Mattino d\u2019Italia<\/em>, a Milano, e oggi il <em>Mattino d\u2019Italia<\/em> trova difficolt\u00e0 a riuscire a Milano, sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 attraverso questo sistema, cos\u00ec abilmente organizzato ed istaurato, il tipografo, l\u2019editore che stampava il giornale, chiede che gli si depositi la cifra corrispondente all\u2019intero valore dei suoi impianti, perch\u00e9 visto che dai signori del Governo non si sente tutelato non vuole andare incontro ad altre perdite; e con ci\u00f2 gli avversari di quel pensiero politico che il <em>Mattino d\u2019Italia<\/em> degnamente rappresenta, giornale cui sono grato per l\u2019ospitalit\u00e0 che mi diede in altri tempi, hanno trovato modo di liberarsi di avversari che davano fastidio, perch\u00e9 non tutte le aziende giornalistiche ricevono sovvenzioni da fonti confessabili od inconfessabili tali da poter versare cento e pi\u00f9 milioni ad una tipografia per fare uscire il loro giornale. Quindi la cosa \u00e8 molto bene organizzata, anche se nel caso dei miei amici del <em>Mattino d\u2019Italia<\/em>, che io conosco bene perch\u00e9 ho combattuto con loro nel periodo della resistenza, essi hanno trovato il modo di uscire lo stesso. Lo faranno uscire lo stesso come l\u2019hanno fatto uscire oggi stesso a Roma, malgrado il primo capoverso del comunicato&#8230; <em>pardon<\/em>, del decreto legislativo dei tipografi italiani.<\/p><p>E io dico: che sia una cosa organizzata \u00e8 dimostrato da un fatto molto semplice: sullo stesso giornale, sul quale, sotto ricatto, io leggo pubblicato (\u00e8 il <em>Tempo<\/em> di questa mattina) con una nota in corsivo il decreto legislativo sull\u2019autorizzazione alla stampa, emanato dall\u2019organizzazione dei tipografi a Genova, trovo una nota da Roma la quale narra di una riunione avvenuta ieri alle 17 e 30 all\u2019Istituto Galileo, nell\u2019aula magna, dove un autorevole personaggio la cui ispirazione politica \u00e8 nota e perfettamente conosciuta, l\u2019onorevole Di Vittorio, ha chiesto le stesse cose ed alla fine \u00e8 stato deliberato che, ove il Governo non intendesse prendere quelle misure indispensabili che loro ritengono necessarie a normalizzare la situazione, i lavoratori si vedrebbero costretti ad applicare tutti i metodi a loro disposizione. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>).<\/p><p>Del resto, tutto questo, egregio Sottosegretario, entra in un quadro generale; lei sa meglio di me che, mentre sto parlando, i tram di Roma rientrano al deposito perch\u00e9 a qualcuno non faceva comodo che le famiglie dei dispersi e caduti in Russia si riunissero a Roma per esaminare i loro problemi.<\/p><p>GALLICO SPANO NADIA. Questo lo dice lei.<\/p><p>LUCIFERO. Tutto questo fa parte di un unico programma e lo stesso fatto che lei sola protesta, onorevole Spano, dimostra (cosa che gi\u00e0 sappiamo) da dove questo programma e questa azione partono. (<em>Benissimo!<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io non esco dall\u2019interrogazione. Dico soltanto al Governo: badate, il problema \u00e8 politico e generale. Noi non vogliamo che nessuno possa ostacolare l\u2019esprimersi di libere opinioni. E faccio notare che i due giornali, che per dignit\u00e0 loro e della stampa italiana non sono usciti questa mattina a Roma, sono <em>La Voce Repubblicana<\/em> e il <em>Risorgimento Liberale<\/em>, due giornali che furono clandestini, che hanno combattuto la battaglia della resistenza e sul cui conto non v\u2019\u00e8 nulla da dire, sotto nessun punto di vista, ma che entrambi, dai due lati opposti dello schieramento politico italiano, hanno sentito che dovevano tutelare insieme la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 politica loro e quella dei giornalisti.<\/p><p>Ed io devo dire a nome dei colleghi giornalisti (perch\u00e9 io non dimentico la mia origine) al Governo che lo ringraziamo molto quando ci manda i suoi agenti a tutelare la nostra pelle; ma noi non vogliamo tutelare soltanto la nostra pelle. Onorevole Marazza, lei non conosce forse come io conosco quello che \u00e8 il lavoro dei giornalisti. Noi vogliamo che sia tutelata la nostra passione e la nostra dignit\u00e0, perch\u00e9 nella tutela della nostra passione e nella tutela della dignit\u00e0 nostra di giornalisti, cio\u00e8 di interpreti di tutte le opinioni e, quindi, dell\u2019opinione di tutti, lei tutela ed il Governo tuteler\u00e0 la libert\u00e0 in Italia, la libert\u00e0 del pensiero e della parola. Perch\u00e9 \u00e8 inutile che qui dentro, in un cerchio chiuso, si sia liberi di parlare (e non so fino a quando) e basta oltrepassare quella porta perch\u00e9 la libert\u00e0 uno se la debba veramente conquistare con i propri pugni, fino a quando basteranno i pugni.<\/p><p>Non ho altro da dire! (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per chiedere quali provvedimenti intenda immediatamente adottare per i gravi incidenti verificatisi a Palermo il 14 corrente; trattasi evidentemente di incidenti artatamente inquadrati da agitatori, tendenti a turbare l\u2019ordine pubblico e ad attentare a quelle che sono le fondamentali libert\u00e0 civiche.<\/p><p>\u00abRusso Perez, Cannizzo, Castiglia\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti siano stati presi e quali misure adottate per reprimere e prevenire gli episodi di violenza del 14 novembre scorso contro le sedi del Partito nazionale monarchico a Palermo, durante i quali \u00e8 stato ferito altres\u00ec un segretario di una delle sezioni.<\/p><p>\u00abFabbri, Covelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere i particolari dei numerosi episodi di violenza verificatisi in provincia di Lecce, per effetto dello sciopero proclamato in quella provincia, e le misure prese dalle autorit\u00e0.<\/p><p>\u00abGabrieli, De Maria\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se considera inopportuna e perseguibile la presenza di giuliani con le loro bandiere alle cerimonie commemorative della guerra che port\u00f2 alla redenzione.<\/p><p>\u00abPecorari\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando intende rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Mi riservo di far conoscere quando potr\u00e0 essere data risposta a queste interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che \u00e8 stata anche presentata la seguente altra interrogazione urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro degli affari esteri, per chiedere se non ritenga opportuno, analogamente al passo jugoslavo, che protestava all\u2019ONU per un semplice allontanamento, diplomaticamente corretto, d\u2019un suo rappresentante da Trieste, protestare per gli innumerevoli soprusi d\u2019ogni genere commessi dagli jugoslavi contro le persone ed i beni di cittadini italiani nel tratto di territorio libero di Trieste tuttora sottoposto all\u2019Amministrazione militare fiduciaria jugoslava.<\/p><p>\u00abPecorari\u00bb.<\/p><p>Interesser\u00f2 il Ministro degli esteri affinch\u00e9 faccia sapere quando intende rispondere.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che, in ossequio ad una tradizione di riguardo verso i partiti organizzati democraticamente in Italia, i lavori della nostra Assemblea saranno sospesi per i giorni di luned\u00ec e marted\u00ec allo scopo di consentire ai colleghi democristiani di partecipare al Congresso nazionale del loro partito a Napoli.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Riconosco che naturalmente i colleghi, che hanno il loro Congresso da fare, debbano farlo. Ma non sarebbe possibile, invece di interrompere il ritmo di vita dell\u2019Assemblea, che tenessimo delle sedute, non per trattare argomenti nei quali la presenza dei nostri colleghi \u00e8 necessaria, ma argomenti arretrati che possono essere smaltiti? Abbiamo dei termini fissati, e il lavoro \u2013 seguitando cos\u00ec \u2013 resta incagliato. Ora, siccome molti colleghi non hanno la fortuna di andare al Congresso democristiano e restano qui&#8230;<\/p><p>FRANCESCHINI. La invito, onorevole Tonello.<\/p><p>TONELLO. Non \u00e8 mica uno scandalo. Da noi siete venuti. Domanderei che si potesse tenere seduta lo stesso, perch\u00e9 non tutti i colleghi sono democristiani.<\/p><p>PRESIDENTE. Questo problema, onorevole Tonello, se l\u2019\u00e8 posto anche la Presidenza, poich\u00e9 nessuno pi\u00f9 di essa avverte la necessit\u00e0 di non sprecare il tempo. Le sarei grato per\u00f2 se sapesse indicarmi quali materie potremmo mettere all\u2019ordine del giorno delle prossime sedute, che non comportino la necessit\u00e0 della presenza di tutti i deputati. Spero che lei non voglia proporci quattro o cinque sedute di interrogazioni.<\/p><p>Prima di tutto perch\u00e9 non avremmo sufficienti interrogazioni, per quanto queste siano numerose, e poi perch\u00e9 questo non ci permetterebbe di dire che l\u2019Assemblea procede nei suoi lavori, dei quali le interrogazioni costituiscono una parte, ma non rappresentano la sostanza principale.<\/p><p>Ho voluto dire questo, perch\u00e9 non rimanga l\u2019impressione che le preoccupazioni dell\u2019onorevole Tonello non siano, non dico della Presidenza, ma dell\u2019Assemblea tutta e quindi anche dei colleghi della Democrazia cristiana.<\/p><p>Naturalmente dovremo cercare di recuperare il tempo, che non potr\u00e0 essere utilmente impiegato in questi due giorni per il nostro specifico mandato; e, quindi, riprendendo le nostre sedute, non soltanto dovremo prolungarne qualcuna per un numero di ore maggiore del solito, ma dovremo prepararci a tenere due sedute il sabato e due il luned\u00ec prossimo e forse anche qualche seduta notturna.<\/p><p>Su una cosa penso che siamo tutti d\u2019accordo: che entro questo mese dovremo completare le votazioni sul quarto e sul sesto Titolo del progetto di Costituzione.<\/p><p>Data questa meta, tutto sar\u00e0 subordinato a che essa sia raggiunta.<\/p><p>Pertanto la prossima seduta si terr\u00e0 mercoled\u00ec, alle ore 16, per lo svolgimento di interrogazioni.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenuta alla Presidenza.<\/p><p>COVELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se non ritenga opportuno, per evidenti ragioni di equit\u00e0 e di giustizia distributiva, estendere ai centri non capoluoghi di provincia, e che pure raggruppano vari ed importanti uffici statali, con numerosi dipendenti, e che hanno subito, tra l\u2019altro, danni per effetti bellici al patrimonio edile, la facolt\u00e0 di beneficiare delle costruzioni dell\u2019I.N.C.I.S.; e se, a tal fine, non sia da modificare sostanzialmente il contenuto dell\u2019articolo 345 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, tuttora in vigore.<\/p><p>\u00abDe Martino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se non ritenga urgente di estendere ai pensionati degli Enti locali non territoriali le disposizioni dei decreti 25 ottobre 1946, n. 263 e 13 agosto 1947, n. 833, relativi agli aumenti degli assegni di pensione allo scopo di togliere alla pi\u00f9 straziante indigenza molte povere famiglie. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSanti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non ritenga giusto dare disposizioni perch\u00e9 l\u2019articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 1947, n. 177, che modifica l\u2019articolo 30 del testo unico 14 settembre 1931, n. 1175, imponendo l\u2019imposta di consumo sul vino dei proprietari non coltivatori diretti, venga interpretato in modo da non gravare, oltre che coll\u2019imposta di consumo anche con quella sull\u2019entrata, sul vino che il proprietario consuma per le necessit\u00e0 familiari.<\/p><p>\u00abAll\u2019interrogante sembra giusto eliminare in questo caso l\u2019imposta sull\u2019entrata, perch\u00e9 non si tratta di passaggio di ricchezza ma di consumo di prodotto da parte del legittimo proprietario. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBiagioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La prima delle interrogazioni test\u00e9 lette sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta al suo turno, trasmettendosi ai Ministri competenti le altre per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 13.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di mercoled\u00ec 19 novembre 1947.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Interrogazioni.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXCIV. SEDUTA DI SABATO 15 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Conti Rubilli Porzio Bosco Lucarelli Zotta Interrogazione urgente (Svolgimento): Presidente Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Lucifero Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2315,2390,2382,2317,2542","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2313","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2313"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6379,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions\/6379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2313"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}