{"id":2311,"date":"2023-09-17T15:55:41","date_gmt":"2023-09-17T13:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2311"},"modified":"2023-10-21T11:28:25","modified_gmt":"2023-10-21T09:28:25","slug":"pomeridiana-di-venerdi-14-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2311","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 14 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2311\" class=\"elementor elementor-2311\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f277936 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f277936\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2607119\" data-id=\"2607119\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b7850ec elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"b7850ec\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471114_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f4d778c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f4d778c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXCIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 14 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sostituzione di deputati:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Leone Giovanni<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p><strong>Interrogazioni urgenti <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Covelli<\/p><p>Sereni<\/p><p>Rodin\u00f2 Mario<\/p><p>Puoti<\/p><p>Labriola<\/p><p>Della Seta<\/p><p>Crispo<\/p><p>Sansone<\/p><p>Badini Confalonieri<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>):<\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza. <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La sedata comincia alle 16.<\/p><p>MEZZADRA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Pignatari.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che l\u2019onorevole Corbino \u00e8 tornato a far parte del Gruppo parlamentare liberale.<\/p><p>Ho chiamato a far parte della terza Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge l\u2019onorevole Morandi, in sostituzione dell\u2019onorevole Bianchi Costantino, dimissionario.<\/p><p>Sostituzione di deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni, nella riunione di ieri, ha proceduto alla sostituzione dell\u2019onorevole Modigliani Giuseppe Emanuele, deputato nel Collegio unico nazionale per la lista del Partito socialista italiano di unit\u00e0 proletaria (7<sup>a<\/sup>), morto il 5 ottobre 1947; ed ha deliberato di proporre, a termini dell\u2019articolo 64 della vigente legge elettorale politica, la proclamazione dell\u2019onorevole Matteotti Giammatteo, candidato che segue immediatamente nella lista medesima.<\/p><p>Essendo l\u2019onorevole Matteotti Giammatteo gi\u00e0 deputato eletto nella analoga lista (3<sup>a<\/sup>) per la Circoscrizione di Pisa (XVI), la Giunta stessa ha deliberato di proclamare in sua sostituzione il candidato Bartalini Ezio, quale primo dei non eletti nella detta lista circoscrizionale, a termini dell\u2019articolo 63, capoverso, della legge elettorale politica.<\/p><p>Analogamente la Giunta delle elezioni ha proceduto nella sua seduta di ieri, alla sostituzione dell\u2019onorevole Enrico Martino, deputato nel Collegio unico nazionale per la lista del Partito repubblicano italiano (4<sup>a<\/sup>), le cui dimissioni sono state dall\u2019Assemblea Costituente accettate il 30 ottobre scorso; ed ha deliberato di proporre la proclamazione, nel Collegio unico nazionale, dell\u2019onorevole Giuseppe Chiostergi, che segue immediatamente nella medesima lista.<\/p><p>Essendo l\u2019onorevole Chiostergi gi\u00e0 deputato eletto nella lista (3<sup>a<\/sup>) del Partito repubblicano nella Circoscrizione di Ancona (XVIII), la Giunta ha deliberato di proclamare in sua sostituzione il candidato Marinelli Oddo, quale primo dei non eletti nella stessa lista circoscrizionale.<\/p><p>La Giunta delle elezioni poi, nella sua seduta odierna, ha preso atto delle dimissioni, accettate ieri dall\u2019Assemblea, dell\u2019onorevole Restivo Francesco, deputato della lista della Democrazia cristiana per la circoscrizione di Palermo (XXX); e, in base all\u2019articolo 64 della legge elettorale politica, ha deliberato di proporre in sua sostituzione il candidato Cortese Pasquale, che segue immediatamente l\u2019ultimo eletto nella lista medesima.<\/p><p>Pongo ai voti l\u2019accettazione di queste proposte della Giunta delle elezioni.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che da oggi decorre nei riguardi dei nuovi proclamati il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami.<\/p><p>Interrogazioni urgenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno risponder\u00e0 nel corso della seduta alle seguenti interrogazioni presentate ieri con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti intenda adottare per colpire i responsabili delle violenze e devastazioni consumate a Napoli in danno delle sedi provinciali e comunali del Partito nazionale monarchico.<\/p><p>\u00abE per conoscere, inoltre, quali provvedimenti intende adottare nei confronti delle autorit\u00e0 preposte all\u2019ordine pubblico a Napoli, le quali, con odiosa evidenza, mentre hanno provveduto a difendere le sedi di alcuni partiti, hanno lasciato impunemente devastare e incendiare le sedi del Partito nazionale monarchico.<\/p><p>\u00abCovelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per avere conferma di informazioni ricevute dall\u2019interrogante sugli incidenti di Napoli.<\/p><p>\u00abSereni\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se anche a Napoli sono state disposte tutte le provvidenze opportune per evitare il ripetersi di sommosse, incidenti ed abusi, che hanno culminato nel saccheggio, da parte di facinorosi, della sede provinciale dell\u2019Uomo Qualunque.<\/p><p>\u00abE per conoscere, inoltre, se \u00e8 vero che la sede napoletana della Democrazia Cristiana \u00e8 stata, durante l\u2019agitazione, guardata e protetta dalla forza pubblica, provvidenza che si \u00e8 trascurata per le sedi degli altri partiti.<\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti siano stati adottati a seguito delle invasioni e devastazioni delle sedi dei partiti democratici a Napoli nei confronti degli esecutori materiali e dei mandanti.<\/p><p>\u00abPuoti, De Falco\u00bb.<\/p><p>Sullo stesso argomento sono state presentate le seguenti interrogazioni, alle quali ugualmente risponder\u00e0 l\u2019onorevole Sottosegretario:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, sugli ultimi incidenti verificatisi a Napoli.<\/p><p>\u00abDella Seta, Chiostergi, Paolucci, De Mercurio, Zuccarini, Azzi, Magrini, Magrassi, Bernabei, Parri, Camangi, Macrelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Governo, sugli incidenti di Napoli.<\/p><p>\u00abLabriola\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulla reale entit\u00e0 degli incidenti avvenuti in numerose localit\u00e0 del Piemonte ed in particolare ad Alessandria e Vercelli, con devastazione delle sedi del Partito liberale italiano e sulle misure adottate.<\/p><p>\u00abBadini Confalonieri, Villabruna, Rubilli, Crispo, Martino Gaetano, Russo Perez\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere le origini e l\u2019entit\u00e0 dei disordini e delle violenze verificatisi a Napoli e le misure adottate dal Governo per garantire le libert\u00e0 democratiche nel rispetto della legge.<\/p><p>\u00abCrispo, Cortese\u00bb.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Poich\u00e9 stamane l\u2019Assemblea ha deliberato la chiusura della discussione generale, dar\u00f2 ora facolt\u00e0 di parlare ai relatori sul Titolo IV della parte seconda del progetto di Costituzione.<\/p><p>L\u2019onorevole Leone Giovanni ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, i tre temi centrali, sui quali \u00e8 vertita l\u2019appassionata, lunga, interessante ed accesa discussione, possono cos\u00ec identificarsi: 1\u00b0) indipendenza del giudice; 2\u00b0) indipendenza della Magistratura o, meglio, del potere giudiziario; 3\u00b0) unit\u00e0 della giurisdizione.<\/p><p>\u00c8 bene avvertire fin da questo momento che i tre temi sono strettamente collegati; perch\u00e9 un giudice non pu\u00f2 essere veramente indipendente se non \u00e8 inquadrato in un organismo, in un ordine che, per essere a sua volta autogovernato, cio\u00e8 indipendente da ogni altro potere, possa garantire l\u2019indipendenza dei suoi membri; perch\u00e9 un ordine giudiziario in tanto pu\u00f2 assicurare ai suoi membri la massima indipendenza in quanto \u00e8 in grado di realizzare l\u2019indipendenza della sua organizzazione; perch\u00e9, infine, tutte le fratture nell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione \u2013 la quale si concreta nel principio che l\u2019amministrazione della giustizia \u00e8 affidata solo a giudici appartenenti ad un ordine indipendente, a loro volta garantiti da un complesso di condizioni che ne assicurino la libert\u00e0 di azione costituiscono un pericolo per l\u2019indipendenza del giudice.<\/p><p>Questo collegamento o questa interdipendenza fra i tre temi non occorrerebbe che venisse qui segnalata, se non fosse intervenuta un\u2019autorevole parola in senso diverso. Alludo all\u2019intervento dell\u2019onorevole Gullo; perch\u00e9 l\u2019onorevole Gullo pose al centro del suo discorso un\u2019audace, singolare distinzione fra indipendenza del potere giudiziario e indipendenza dell\u2019organo: quella riaffermava, questa negava.<\/p><p>Ora, senza la pretesa di esaurire compiutamente il delicato problema, a me pare profondamente errata tale concezione, non potendosi aspirare a fondare l\u2019indipendenza di un ordine o meglio di un potere senza accettare l\u2019indefettibile base della indipendenza dei singoli organi di quel potere. In verit\u00e0, l\u2019errore non sta tanto nell\u2019affermazione che qui si critica quanto in un equivoco che in tema di indipendenza della Magistratura si \u00e8 venuto in questa discussione perpetuando e che urge chiarire, perch\u00e9 ha raggiunto proprio nel discorso Gullo la pi\u00f9 alta, esplicita ed aperta manifestazione. Quando infatti si dice che l\u2019espressione \u00abil magistrato deve applicare la legge\u00bb \u00e8 insidiosa e pericolosa (e si fa ricorso a recenti casi giurisprudenziali, sui quali la brevit\u00e0 del dibattito non mi consente di indugiare); quando si afferma che i giudici non si devono chiudere in una interpretazione letterale, ma devono sentire la somma di aspirazioni e di speranze che vengono su nei cieli della democrazia; quando si dice che i magistrati non sono riusciti a percepire il nuovo clima e che infine l\u2019ordine giudiziario non pu\u00f2 essere formato da soli magistrati, che porterebbero il senso della casta, mentre gli estranei portano la visione loro dei problemi giudiziari, indipendentemente dalla veste di magistrati, i quali vedono in una maniera angusta; e tutto questo si afferma per sostenere quella composizione mista del Consiglio Superiore, che anche noi vogliamo (ma per altri motivi differenti, come vedremo); si denuncia in maniera chiara l\u2019equivoco della impostazione; giacch\u00e9 la partecipazione di elementi estranei al Consiglio Superiore, massimo organo di governo della Magistratura, non vale, n\u00e9 pu\u00f2 valere, n\u00e9 dovr\u00e0 mai valere a correggere la pretesa angusta visione del magistrato, ma mira solo ad impedire che l\u2019organizzazione della carriera del magistrato possa diventare un cerchio chiuso, trasformandosi in una casta. Poich\u00e9 il magistrato ora, come domani nella nuova Costituzione, \u00e8 svincolato da ogni legame gerarchico nell\u2019esercizio della funzione giurisdizionale, <em>in iure dicendo<\/em>, cio\u00e8 nella interpretazione e nell\u2019applicazione della legge; gli elementi estranei non potranno, e non dovranno, influire sul libero esercizio di tale altissima, sovrana, libera potest\u00e0 che ha due sole luminose direttrici cui obbedire: la legge che \u00e8 fuori del giudice, la coscienza che deve essere la grande ispiratrice interiore del giudice: diremo, in termini kantiani, la legge dello Stato fuori di s\u00e9, la legge morale dentro di s\u00e9.<\/p><p>Occorre ancora una volta ribadire l\u2019affermazione che una cosa \u00e8 la disciplina di carriera del magistrato, altra cosa \u00e8 l\u2019esercizio della funzione giurisdizionale: quella pu\u00f2 subire e ha subito alterne vicende; questa non pu\u00f2 subire \u2013 e da molti anni, con la stessa fondazione dello Stato moderno, non ha subito \u2013 delle vicende. La carriera del magistrato pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno influenzata da altre forze e da altri poteri; la funzione giurisdizionale si ribella a ogni vincolo e non conosce altra soggezione che alla legge.<\/p><p>Sarebbe veramente singolare che quella funzione giurisdizionale, la quale, quando emanava dal Re, era indipendente e sovrana, ora, che \u00e8 espressione dello Stato repubblicano, non fosse pi\u00f9 tale!<\/p><p>Ci\u00f2 posto passiamo all\u2019esame dei tre temi fondamentali del presente dibattito:<\/p><ol><li>Indipendenza del giudice. \u2013 L\u2019indipendenza del giudice \u2013 cio\u00e8 il complesso di condizioni che assicurano al giudice quel distacco dai vincoli esterni che permetta libert\u00e0 ed indipendenza nell\u2019esercizio della funzione giurisdizionale: di una sola servit\u00f9 ribadendo, rinforzando i vincoli, la servit\u00f9 alla legge ed alla propria coscienza \u2013 non si definisce, n\u00e9 si compendia. Si articola, si snoda, cio\u00e8, come abbiamo osservato, in un complesso di garanzie, che non sono destinate a porre il giudice in una particolare situazione di privilegio, bens\u00ec a distaccarlo, se non da tutti i possibili vincoli che la vita nella sua variet\u00e0 pu\u00f2 fare delineare, per lo meno da quelli che assumono maggior rilevanza. \u00c8 evidente che se noi potessimo costruire un giudice che fosse staccato da ogni risentimento, da ogni aspirazione, da ogni passione, che possa turbarne la serenit\u00e0 e l\u2019indipendenza \u2013 un giudice senza necessit\u00e0 economiche, senza aspirazioni politiche, di onorificenze, di carriera \u2013 noi avremmo posto le basi sicure per la massima indipendenza del giudice. Ma se questo non \u00e8 possibile, credo che non possiamo rinunciare ad approssimarci alla creazione di un destino del magistrato che sia distaccato al massimo da vincoli e interessi che ne possano turbare l\u2019imparzialit\u00e0 o la serenit\u00e0. A questo nobile scopo sono dirette le aspirazioni della Magistratura; a questo medesimo scopo mira anche il nostro progetto di Costituzione.<\/li><\/ol><p>Quali sono gli strumenti che noi abbiamo inventato; anzi abbiamo perfezionato? Eccoli: 1\u00b0) Inamovibilit\u00e0. \u00c8 veramente singolare che questa parola \u2013 che risale ai tempi della venalit\u00e0 delle cariche giudiziarie in Francia; e serviva ad attestare i diritti di propriet\u00e0 acquistati dal compratore, concernenti pertanto il grado, la sede e perfino la facolt\u00e0 di trasmissione ereditaria della carica di magistrato \u2013 sia entrata nella storia, dura e gloriosa, della Magistratura come espressione della massima garanzia di indipendenza del giudice.<\/p><p>Naturalmente, come purtroppo recenti esperimenti insegnano, il termine \u00e8 elastico; sicch\u00e9 l\u2019ordinamento giudiziario fascista (regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12) all\u2019articolo 219 prevedeva il trasferimento dei magistrati inamovibili nel caso in cui \u00abper qualsiasi causa, anche indipendente da loro colpa, non possono nella sede che occupano amministrare la giustizia nelle condizioni richieste dal prestigio dell\u2019ordine giudiziario\u00bb.<\/p><p>A questo proposito va segnalalo il deciso ripristino, attuato con regio decreto-legge 31 maggio 1946, n. 511, dell\u2019integrale inamovibilit\u00e0 del magistrato. La Costituzione, nel riaffermare solennemente l\u2019inamovibilit\u00e0 del giudice, non pu\u00f2, per il divieto di passare a formulazioni dettagliate, che limitarsi all\u2019affermazione di principio che l\u2019inamovibilit\u00e0 non pu\u00f2 essere toccata se non nei casi e con le garanzie previste dalla legge sull\u2019ordinamento giudiziario. Ma \u00e8 evidente che la nuova legge sull\u2019ordinamento giudiziario dovr\u00e0 assi curare a questa garanzia dell\u2019inamovibilit\u00e0 il massimo rispetto, trattandosi della fondamentale, elementare, indefettibile condizione per l\u2019indipendenza del giudice. Questo non \u00e8 soltanto un augurio; \u00e8 una certezza, anzi \u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 che, nella qualit\u00e0 e con la responsabilit\u00e0 di Relatore della Commissione, ho il dovere di sottolineare: \u00e8 una direttiva che la Carta costituzionale intende segnalare al futuro legislatore dell\u2019ordinamento giudiziario italiano.<\/p><p>2\u00b0) Immunit\u00e0. Di questa garanzia il progetto non si occupa. Essa, in realt\u00e0, era formulata nell\u2019articolo 13 del progetto Patricolo; ma, poich\u00e9, per sopraggiunti impegni dell\u2019onorevole Patricolo, questo progetto non fu dal Relatore discusso, il problema non costitu\u00ec oggetto di preciso esame e torna, oggi, attraverso alcuni emendamenti, in discussione. A me pare che il principio, con taluni limiti o talune garanzie, dell\u2019immunit\u00e0 del giudice debba essere introdotto nel nostro sistema costituzionale, essendo dirotto ad assicurare la libert\u00e0 del giudice nell\u2019esercizio delle funzioni giurisdizionali.<\/p><p>3\u00b0) Divieto di iscrizione a partiti politici. Il problema non concerne, come \u00e8 stato gi\u00e0 avvertito, esclusivamente i magistrati. Altre categorie, investite di particolari funzioni o poteri, si presentano alla nostra attenzione per quanto concerne questo problema, che, anzi, si allarga per abbracciare lo stesso problema dell\u2019elettorato passivo. Pertanto, il problema va pi\u00f9 opportunamente rinviato ad una prossima sede, nella quale ci occuperemo dei casi di divieto di iscrizione a partiti politici e di esclusione dall\u2019elettorato passivo per un complesso di categorie. Qui non posso che ribadire (a titolo esclusivamente personale, avendo la Commissione rinviato ogni decisione a quella sede alla quale accennavo test\u00e9) la mia adesione al divieto d\u2019iscrizione ai partiti politici. Tale divieto \u2013 \u00e8 opportuno che io ribadisca la vera essenza di questa posizione \u2013 non mira tanto a tener lontano i magistrati dalle pericolose suggestioni della politica attiva, dalle quali i magistrati di regola saprebbero guardarsi; quanto a salvaguardare nell\u2019opinione pubblica il prestigio e l\u2019imparzialit\u00e0 dei magistrati, specie nei piccoli centri, nei quali la partecipazione alle manifestazioni attive della vita dei partiti, con tutti gli inevitabili eccessi, potrebbe ingenerare la sia pur falsa opinione di una certa, per lo meno, maggiore sensibilit\u00e0 del magistrato alle direttive del suo partito o ai dirigenti di esso.<\/p><p>Quanto al divieto di partecipazione alle associazioni segrete, esso discende da una norma, che abbiamo gi\u00e0 approvata, sul divieto di costituzione di associazioni segrete. Sicch\u00e9, in linea di principio, a me pare che sia esatto l\u2019emendamento proposto da alcuni, che cio\u00e8 si possa cancellare in questa sede il divieto per il magistrato di appartenere ad associazioni segrete, in quanto deriva da un pi\u00f9 ampio divieto, quello della costituzione di societ\u00e0 segrete, che importa anche l\u2019inammissibilit\u00e0 dell\u2019iscrizione, ove queste associazioni venissero costituite in dispregio alla legge.<\/p><p>4\u00b0) Maggiore riduzione possibile delle preoccupazioni ed ansie di carriera. L\u2019esperienza e la conoscenza della pi\u00f9 elementare psicologia ci dicono quanto influisca il complesso delle preoccupazioni di carriera a rendere spesso il giudice agitato, perci\u00f2 non sereno e talvolta \u2013 che \u00e8 peggio \u2013 ad indurlo ad assumere atteggiamenti di non assoluta imparzialit\u00e0. Giuseppe Zanardelli nel suo noto discorso, che pi\u00f9 volte \u00e8 stato qui opportunamente ricordato, esattamente individuava in questo uno dei massimi pericoli dell\u2019indipendenza del giudice quando scriveva: \u00abCi\u00f2 che maggiormente pu\u00f2 compromettere l\u2019indipendenza del magistrato \u00e8 la febbre delle promozioni, la smania di varcare rapidamente numerosi gradi di carriera con la conseguente necessit\u00e0 di ingraziarsi il potere da cui le promozioni stesse dipendono per conseguire, attraverso sollecitazioni c condiscendenze, le ambite promozioni\u00bb. E indicava due notevoli rimedi a tale pericolo: diminuire la molteplicit\u00e0 e la distanza fra i vari uffici; attribuire ai collegi giudiziari la nomina del presidente.<\/p><p>Orbene, questi due notevoli accorgimenti non potevano costituire oggetto di disciplina costituzionale. La legge e l\u2019ordinamento giudiziario li prender\u00e0 in considerazione; e in particolare prender\u00e0 in considerazione quel problema della elettivit\u00e0 dei capi degli organi giudiziari che, per quanto pericoloso, \u00e8 stato impostato in larga misura proprio dai magistrati. Ma un principio non doveva restare fuori della Costituzione; un principio, che, affondando le sue radici nella tradizionale essenza della potest\u00e0 giurisdizionale, postulava una espressa, solenne formulazione, quella contenuta nel terzo comma dell\u2019articolo 89: \u00abI magistrati si distinguono per diversit\u00e0 di funzioni e non di grado\u00bb. Tale affermazione sta a significare che l\u2019ordine giudiziario si articola non in base ad una gerarchia di gradi, che \u00e8 incompatibile con la pienezza dell\u2019essenza giurisdizionale, ma in base ad una distinzione di attribuzioni, cio\u00e8 di competenze.<\/p><p>Da tale principio possono derivarsi alcune applicazioni pratiche notevoli, e cio\u00e8:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) innanzitutto, si realizzer\u00e0 quell\u2019auspicato sganciamento della carriera dei magistrati dalla equiparazione ai gradi dell\u2019amministrazione statale, che costituisce un serio ostacolo per una urgente impostazione del problema della retribuzione dei magistrati;<\/li><li><em>b<\/em>) in secondo luogo, si potr\u00e0 ritenere, come esattamente avvertiva l\u2019onorevole Calamandrei, che lo stipendio del magistrato ed, in generale, la stessa carriera del magistrato, come progettava Zanardelli, non debbano essere in relazione al grado, bens\u00ec ad altri elementi, tra i quali l\u2019anzianit\u00e0.<\/li><\/ol><p>Ma lo strumento pi\u00f9 idoneo a svincolare la Magistratura dalle preoccupazioni della carriera sta nell\u2019autogoverno, cio\u00e8 nella indipendenza del potere giudiziario, del quale mi occuper\u00f2 in seguito.<\/p><p>Devo dire fin da ora, per\u00f2, che le accese e ripetute aspirazioni dei magistrati ad una indipendenza del loro ordine non mirano, come ad un superficiale osservatore potr\u00e0 apparire, ad assicurare loro un privilegio, bens\u00ec a svincolarne la carriera dal potere esecutivo, realizzando cos\u00ec al massimo le condizioni per l\u2019indipendenza della loro funzione.<\/p><p>5\u00b0) Incompatibilit\u00e0 della funzione di magistrato con onorificenze e incarichi pubblici non strettamente collegati alle attribuzioni di magistrato. Alcuni emendamenti, che saranno presi in esame nella sede adatta, mirano a distaccare il magistrato da quel complesso di qualifiche \u2013 le quali vanno dalle onorificenze, che raramente si conferiscono <em>motu proprio<\/em> e non su iniziativa di personalit\u00e0 politiche, all\u2019assunzione di cariche pubbliche, che, per la retribuzione che vi \u00e8 connessa o per la deleteria conseguenza di distogliere i magistrati dalla naturale funzione di giudice o, infine, per la maggiore possibilit\u00e0 di agevolare la loro carriera \u2013 costituenti un non indifferente ostacolo alla realizzazione della loro indipendenza.<\/p><p>6\u00b0) Indipendenza economica. Su questo punto la Magistratura, come \u00e8 stato esattamente osservato, attende, se non una decisione concreta (che non pu\u00f2 essere ospitata nella Costituzione), un\u2019affermazione chiara e solenne, alla quale l\u2019Assemblea Costituente non pu\u00f2 rifiutarsi.<\/p><p>Nessuno potr\u00e0 dimenticare che il problema di tutte le classi impiegatizie \u00e8 storia di dolori, di sacrifici, di amarezze, spesso silenziosi, spesso inavvertiti. Ma nessuno potr\u00e0 negare che il problema della retribuzione del magistrato, pur non disconoscendo il pi\u00f9 ampio problema della retribuzione di tutti gli impiegati, ha un aspetto particolare, che \u00e8 collegato alla funzione preminente che la Magistratura assolve.<\/p><p>Se per gli impiegati in generale non \u00e8 da escludere il ricorso ad onesti accorgimenti, atti a lenire il dramma della vita, per i magistrati non vi \u00e8 risorsa, che non intacchi non solo il prestigio, ma (che \u00e8 peggio) la stessa indipendenza della sua funzione. Basti pensare che la stessa corruzione, che per altri impiegati pu\u00f2 presentarsi nella forma, pur delittuosa ma non allarmante, della corruzione impropria, per il magistrato \u00e8 sempre una corruzione propria. Se il magistrato \u00e8 costretto a piegare e ad amministrare la giustizia in maniera difforme dalla legge, siamo di fronte ad una corruzione propria (atti contrari ai doveri di ufficio).<\/p><p>A questo proposito vale la pena di ricordare quel pensiero di uno scrittore francese (Jules Favre), che fu rievocato in questa stessa sede da Zanardelli nel ricordato discorso:<\/p><p>\u00abLa povert\u00e0 della Magistratura \u00e8 crimine sociale. La dignit\u00e0 stoica (come si ripetono i tempi! qualcuno ne accennava in quest\u2019Aula) con la quale un magistrato accetta le sue strettezze \u00e8 argomento di legittima ammirazione, ma \u00e8 imprudente e crudele farne una virt\u00f9 professionale di tutti\u00bb.<\/p><p>Occorre pertanto che si levi da questa Assemblea un invito caloroso al Governo \u2013 ed una affermazione precisa nella Carta costituzionale \u2013 a considerare il problema della retribuzione ai magistrati nella sua vera luce, non solo di profonda umanit\u00e0, ma di urgente esigenza di conservazione e di difesa della indipendenza dell\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Rimanga, perci\u00f2, nella Costituzione la consacrazione del principio che ai magistrati spetta una particolare retribuzione!<\/p><p>\u00c8 al tema dell\u2019indipendenza del giudice, onorevoli colleghi, che preferisco collegare, sia pure con qualche innegabile ampliamento del campo di indagine, il problema della giuria e della elettivit\u00e0 di alcune Magistrature.<\/p><p>Giuria. Personalmente sono contrario alla giuria, per una serie di ragioni che ho il dovere di contenere nella pi\u00f9 concisa esposizione. Voglio qui ripetere osservazioni che ho avuto occasione di fare in altra sede.<\/p><p>Il problema non \u00e8 politico; e preciso che intendo dire che, a mio avviso, l\u2019istituto della giuria, come ha gi\u00e0 osservato con tanta autorit\u00e0 l\u2019onorevole Porzio, non \u00e8 indefettibilmente collegato con l\u2019organizzazione democratica dello Stato. Che la giuria sia sparita col decadere delle istituzioni democratiche e sia risorta con la rinascita di queste, non vuole attestare altro che una coincidenza che, seppure non casuale, non \u00e8 certo causale. Basterebbe pensare che, secondo i pi\u00f9 autorevoli giuristi, \u00e8 sorta in regime feudale. E, per quanto concerne la correlazione del suo destino con quello della democrazia, \u00e8 da considerare che, se l\u2019abolizione da parte di regimi dittatoriali va intesa come soppressione di un principio di partecipazione popolare all\u2019amministrazione della giustizia, non \u00e8 provato l\u2019inverso, che cio\u00e8 essa ia effettivamente espressione di democrazia. Quando\u2019 stamane l\u2019onorevole Mancini, in una calorosa esaltazione della giuria, ci ricordava che il regime fascista non soppresse la partecipazione dell\u2019elemento popolare nei giudizi di Corte d\u2019assise, ma solo limit\u00f2 questa partecipazione (e \u2013 vorrei aggiungere \u2013 limit\u00f2 in misura minima, perch\u00e9, come sapete, il giudice popolare partecipa con una maggioranza notevole nei confronti del giudice togato), enunciava un argomento che sta, sul piano storico, a contrastare la sua tesi della correlazione tra democrazia e giuria. Perch\u00e9 se quel regime \u2013 che non ebbe esitazioni ed incertezze nel distruggere qualsiasi legame con un sistema democratico d\u2019organizzazione dello Stato e che non esit\u00f2 a sradicare anche quegli istituti che soltanto per la loro coincidenza cronologica dovevano considerarsi democratici \u2013 conserv\u00f2 in larga misura la partecipazione di elementi popolari al giudizio delle Corti d\u2019assise, vuol dire che quel regime, in questa sua sensibilit\u00e0 antidemocratica che vorrei dire perfetta ed esasperata, sent\u00ec che non era collegato il tema della giuria, cio\u00e8 della partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia, con il sistema della democrazia.<\/p><p>Il concetto di sovranit\u00e0 popolare, infatti, non importa la partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia. Questo \u00e8 il punto; e sono lieto di considerare che stamattina in questi termini esatti l\u2019onorevole Porzio riproponeva il problema. Democrazia \u00e8 governo di popolo; e perci\u00f2 potere esecutivo e legislativo come emanazione di popolo; ma non \u00e8 anche indiscriminata partecipazione del popolo a quelle attivit\u00e0 che esprimono un\u2019esigenza tecnica, di capacit\u00e0. In riferimento a queste funzioni, la democrazia si attua con l\u2019abolizione di quelle prerogative e di quei privilegi che contrastano a tutte le classi sociali la partecipazione alle funzioni statali. Resta, per\u00f2, sempre l\u2019esigenza della capacit\u00e0, dell\u2019idoneit\u00e0 a talune funzioni, incompatibile col principio della indiscriminata partecipazione del popolo. Coloro che, qui e fuori, con tanta nobile ed apprezzata passione, reclamano la partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia si sono mai azzardati a chiedere la partecipazione del popolo alla difesa dell\u2019imputato, e pi\u00f9 ancora all\u2019insegnamento, che \u00e8 un\u2019alta funzione sociale? Si sono domandati perch\u00e9 il cittadino con la licenza elementare \u00e8 idoneo ad amministrare la giustizia e non \u00e8 invece idoneo ad insegnare, a formare cio\u00e8 la coscienza dei giovani, l\u00e0 dove si richiede una maggiore inserzione dell\u2019elemento sociale nel sistema tecnico; e non \u00e8 pure idoneo alla difesa davanti al giudice popolare del suo simile?<\/p><p>Se una risposta affermativa non si pu\u00f2 dare a ci\u00f2, questo significa che la partecipazione del popolo, che \u00e8 scelta (e non casuale individuazione) per il potere legislativo ed esecutivo, si arresta di fronte alle altre funzioni statali, che esigono particolare capacit\u00e0 tecnica. Il paragone tra partecipazione del popolo alla funzione legislativa e partecipazione a quella giudiziaria non si pu\u00f2 correttamente porre; giacch\u00e9, a parte il fatto che nel primo caso il popolo non partecipa direttamente, indiscriminatamente, e per effetto di una scelta meramente casuale, alla funzione legislativa, \u00e8 evidente che \u2013 mentre la funzione legislativa \u00e8 predisposta a raccogliere col massimo della immediatezza il complesso delle aspirazioni e delle esigenze del popolo \u2013 la funzione giudiziaria, che nel nostro Paese si radica sul principio della codificazione, deve ispirarsi a criteri tecnici.<\/p><p>Perci\u00f2 impostava esattamente il problema Enrico Ferri, come ha ricordato il collega Cassiani, quando diceva che \u00abin una questione di scienza e di ordinamento tecnico, cio\u00e8 di giustizia penale, pare a me che non gli ideali democratici o aristocratici siano da invocare, sibbene il criterio della capacit\u00e0 e dalla larghezza del giudizio\u00bb.<\/p><p>Ma quello che soprattutto occorre segnalare \u00e8 che il concetto di democrazia e di sovranit\u00e0 popolare non postula quello di scelta casuale, e cio\u00e8 arbitraria, dei partecipi all\u2019amministrazione della giustizia. Esattamente Francesco Carrara osservava che in tal modo \u00abla giustizia criminale si trasforma in una lotteria e che si tolgono le bilance dalla mano della giustizia e si sostituiscono con le urne. Questo \u00e8 il vizio della giuria e per il medesimo si distrugge l\u2019uniformit\u00e0 della giustizia punitiva\u00bb.<\/p><p>Per rendersi conto di questo grave argomento baster\u00e0 pensare alla situazione che si determina quando il caso avr\u00e0 portato alla formazione di una giuria composta tutta di cittadini orientati nello stesso senso su un problema che si agita in un processo: simpatia o antipatia per l\u2019adulterio, indulgenza o eccessiva severit\u00e0 per alcune forme di reato.<\/p><p>La democrazia, specie nei pi\u00f9 recenti sviluppi, si \u00e8 venuta ad organizzare anche sul pilastro della capacit\u00e0. L\u2019orientamento professionale si va sempre pi\u00f9 affermando nella scelta dei tecnici. Basti considerare il numero notevole di avvocati e di professori universitari mandati alla Costituente. Sarebbe strano, di fronte questo perfezionamento tecnico, fare un ritorno indietro in una materia che \u00e8 la pi\u00f9 sensibile a quelli che sono i presupposti tecnici. Se il problema dovesse venire ancora posto sul piano politico, sarebbe onesto chiederne l\u2019impostazione integrale: o si arriva alla elettivit\u00e0 di tutti i giudici (e questo passo, come vedremo, credo che non si possa neppure tentare in Italia) o si rinuncia alla giuria. Per lo meno, questa integrale impostazione, mentre non rimuoverebbe nessuna delle obiezioni contro la giuria, correggerebbe la casualit\u00e0 della scelta, essendo il popolo chiamato alla responsabilit\u00e0 dell\u2019elezione dei giudici, e dei giudici pi\u00f9 idonei.<\/p><p>Deve escludersi pertanto in via preliminare \u2013 e questa \u00e8 la parte pi\u00f9 lunga della mia dimostrazione \u2013 ogni profilo politico nell\u2019esame del problema; e passare all\u2019esame del profilo tecnico.<\/p><p>Ora, il problema della giuria potrebbe impostarsi sotto l\u2019aspetto della necessit\u00e0, per i pi\u00f9 gravi reati che toccano la sensibilit\u00e0 del popolo, di chiamare ad esprimere un giudizio cittadini non perfettamente qualificati. A parte l\u2019arbitrariet\u00e0 del ragionamento, che ritiene i magistrati avulsi dalla coscienza popolare, fuori della vita, insensibili al palpito della umanit\u00e0, chiusi a qualsiasi soffio di sentimento, di tradizione; a parte l\u2019arbitrariet\u00e0 di questo ragionamento, occorre opporre ad esso che nella nostra tradizione giuridica vige il principio della qualificazione, della certezza del diritto, della cristallizzazione legislativa. Tale principio impedisce che il giudizio sia attinto a fonti diverse dalla legge, la quale ha valore vincolante anche quando ne sar\u00e0 scomparso o affievolito il presupposto sociale.<\/p><p>Non senza ragione la terra del giur\u00ec \u00e8 l\u2019Inghilterra, dove la norma penale non \u00e8 incarcerata nel sistema legislativo, ma vive attraverso il richiamo della consuetudine e dei precedenti. Un solo punto di inserzione della coscienza popolare nel giudizio potrebbe ammettersi: quello della misura della pena. Ma limitata a questo, vi sentireste voi di sostenere la giuria, soltanto per graduare la pena nell\u2019ambito stabilito dalla legge? Il problema \u00e8 un altro e merita una impostazione integrale; e bisogna lealmente porlo su questa base: o si marcia in maniera decisa verso il diritto libero, ed allora la giuria pu\u00f2 profilarsi come uno strumento di scoperta di questo diritto, che si esprime attraverso la coscienza popolare, attraverso i sentimenti del popolo; o si mantiene fede, come in questo momento \u00e8 necessario mantenere fede, al sistema della codificazione e della certezza del diritto, ed allora la giuria \u00e8 assolutamente incompatibile con questo nostro sistema giuridico.<\/p><p>Ed \u00e8 veramente singolare, come diceva il collega Cassiani, che Enrico Ferri \u2013 il quale non solo per il suo orientamento politico (che doveva renderlo sensibile agli ideali democratici), ma soprattutto per il suo orientamento scientifico, un orientamento che si ribellava a qualsiasi rigore ed a qualsiasi limite di carattere tecnico, e che si volgeva verso profili di carattere sociale ed extragiuridico \u2013 \u00e8 veramente singolare, dicevo, che Enrico Ferri sia stato uno dei pi\u00f9 fieri avversari della giuria, e non solo in quelle manifestazioni che sono state ricordate in questa Aula, ma anche nella sua edizione postuma, della <em>Sociologia criminale<\/em>, curata dal professore Santoro.<\/p><p>\u00abSe il giudizio penale \u2013 scriveva Ferri \u2013 dovesse consistere nel dichiarare che una data azione \u00e8 buona o malvagia, crederemmo noi pure che la coscienza individuale, che ha appunto per oggetto quel giudizio etico, potesse bastare allo scopo; ma siccome il giudizio penale verte sulla certezza od incertezza, sulla verit\u00e0, o sulla falsit\u00e0 di un contesto di fatti, crediamo che esso sfugga alla competenza di un intimo sentimento\u00bb. Ma, per scendere pi\u00f9 nel vivo del problema, si sostiene la possibilit\u00e0 di disintegrazione della indagine di fatto dall\u2019indagine di diritto. Qui in contrario possono accennarsi due argomentazioni. Anzitutto non \u00e8 esatto che il giudizio di fatto sia sottratto alla necessit\u00e0 della capacit\u00e0 tecnica, perch\u00e9 il determinare ed il ricostruire un fatto \u00e8 spesso, anche inavvertitamente, opera di tecnici, perch\u00e9 soprattutto importa l\u2019impostazione del problema delle prove (ricostruzione e sintesi delle prove), il quale esige la conoscenza di alcuni canoni di interpretazione delle prove, che costituiscono oggetto di regolamentazione giuridica.<\/p><p>In secondo luogo, io voglio limitarmi ad affermare (perch\u00e9 credo che la dimostrazione sia ovvia) la impossibilit\u00e0 di questa distinzione tra giudizio di fatto e di diritto; e che spesso quella che pu\u00f2 sembrare una indagine genuina di fatto \u00e8 pur sempre giuridica. Anche se non \u00e8 avvertita, l\u2019esigenza del profilo giuridico si delinea nell\u2019indagine che appare pi\u00f9 squisitamente di fatto: il problema della causalit\u00e0. \u00c8 un problema che non solo ha tormentato la mente dei filosofi, perch\u00e9 si ricollega a temi trascendentali, ma che importa una conoscenza tecnica delle norme giuridiche e non pu\u00f2 essere perci\u00f2 identificato come giudizio di fatto.<\/p><p>Queste ed altre gravi ragioni, che io mi astengo dall\u2019enunciare, dovrebbero assolutamente allontanarci da un\u2019idea di ripristino della giuria, che dovrebbe essere anche avvertita come una possibile causa di disconoscimento del valore vincolante della legge e come un fomite di delinquenza cosiddetta passionale.<\/p><p>Con ci\u00f2 non dico di essere favorevole al sistema misto di quasi scabinato attuale. Se dovessi esprimere una mia opinione personale, direi di essere favorevole ad una competenza giudiziaria piena ad un tribunale, ad una particolare corte composta tutta di magistrati.<\/p><p>N\u00e9 io posso aderire, per ragioni ancor pi\u00f9 notevoli di quelle che ho enunciato, alla proposta dell\u2019onorevole Persico di instaurare la partecipazione dell\u2019elemento popolare a tutti i giudizi penali (piccola e grande giuria); quindi alla introduzione assoluta, larga, totale dell\u2019elemento popolare nel processo penale.<\/p><p>Io apprezzo l\u2019integrale impostazione del problema, giacch\u00e9 una delle ragioni che pi\u00f9 facilmente si profilano contro il ripristino della giuria \u00e8 questa: perch\u00e9 in alcuni processi \u00e8 necessaria questa particolare sensibilit\u00e0, \u00e8 sentita l\u2019esigenza sociale di questa interpretazione della coscienza popolare, di questa voce che non sappia di chiuso, ma che senta il soffio della civilt\u00e0, della vita, delle passioni umane? E perch\u00e9 la stessa istanza non si pone per i processi meno gravi, nei quali talvolta il profilo umano e sociale, il profilo che induce ad un elemento di carit\u00e0, palpita pi\u00f9 che nello stesso processo in Corte d\u2019assise? Perch\u00e9 il furto, che pu\u00f2 sembrare in realt\u00e0 un reato grave in astratto e che invece pu\u00f2 offrire spunti di umanit\u00e0 notevoli (furto che si compie perch\u00e9 la famiglia muore di fame, furto che si compie per realizzare un nobile intento della propria vita); perch\u00e9 il falso, che si pu\u00f2 consumare per conquistare qualche nobile meta, non devono essere giudicati da una corte nella quale sia viva questa esigenza popolare?<\/p><p>Ora, all\u2019impostazione integrale dell\u2019onorevole Persico non si pu\u00f2 opporre questa critica. Bisogna, quindi, apprezzare questa impostazione integrale.<\/p><p>Ma bisogna con maggior rigore non accettarla: non la si pu\u00f2 accettare, perch\u00e9 circola sempre nella mia dimostrazione questa ansia, che l\u2019amministrazione della giustizia \u00e8 una funzione tecnica; tanto che gli stessi elementi umani e sociali che non possono, non devono essere banditi dal territorio della giustizia penale, postulano un punto di inserzione, punto di inserzione, al quale il Codice sostanziale dovr\u00e0 offrire nuovi e pi\u00f9 ampi congegni, ma che sar\u00e0 sempre di carattere tecnico.<\/p><p>Il profilo umano il giudice lo chieder\u00e0 alla sua esperienza e alla sua sensibilit\u00e0 di uomo; il congegno tecnico lo trover\u00e0 nella sua preparazione.<\/p><p>Tuttavia, riconosco che il problema non pu\u00f2 essere risolto e non deve essere risolto in questa sede. Esso \u00e8 collegato innanzitutto a tutto il sistema legislativo penale: una giuria in tanto potr\u00e0 funzionare, senza essere costretta a ricorrere ad eccessivi arbitr\u00ee, in quanto sar\u00e0 chiamata a giudicare in base ad un codice che, con maggiore elasticit\u00e0, dia ingresso all\u2019aspetto umano del magistero penale. Esso \u00e8 inoltre, collegato a tutto il delicato tema della riforma dell\u2019ordinamento giudiziario. Baster\u00e0, per coloro che aspirano al ripristino della giuria, non chiudere definitivamente l\u2019ingresso a tale istituto, irrigidendosi in una formula che escluda ogni ricorso ad elementi popolari (formulazione idonea della norma concernente le sezioni specializzate).<\/p><p>Elettivit\u00e0 di alcune magistrature. Come ho rilevato poco fa, l\u2019impostazione integrale dell\u2019opposta posizione (quella dell\u2019elettivit\u00e0 del giudice) \u00e8 la impostazione pi\u00f9 chiara e pi\u00f9 leale. Per questa impostazione non ricorre alcuno di quei profili di critica da me formulati nei confronti della giuria.<\/p><p>Ed \u00e8 perci\u00f2 necessario che su questo campo pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 leale, pi\u00f9 integrale si accetti la battaglia. Anche qui \u2013 senza avere la pi\u00f9 lontana pretesa di esaurire il problema, che \u00e8 un problema veramente pieno di suggestione e pieno di pericoli \u2013 io vorrei esprimere soltanto, quasi elencare, alcuni argomenti, alcuni rilievi che a mio avviso si oppongono all\u2019elettivit\u00e0 del giudice:<\/p><p>1\u00b0) L\u2019elettivit\u00e0 \u00e8, di regola, inconciliabile con l\u2019accertamento di quella capacit\u00e0 tecnica che \u00e8 uno, se non il solo, dei requisiti per l\u2019esercizio della giurisdizione. N\u00e9 l\u2019inconveniente sarebbe sanato dalla predisposizione di categorie di eleggibili, giacch\u00e9, pur nell\u2019ambito di tali categorie, l\u2019elettivit\u00e0 non assicurerebbe l\u2019elezione dei meglio preparati. \u00c8 questa l\u2019osservazione che vale a contrastare il rilievo dell\u2019onorevole Gullo, secondo cui il rigetto dell\u2019elettivit\u00e0 del giudice suonerebbe offesa per noi, che proveniamo da una elezione. Mentre l\u2019elezione dei deputati e dei senatori, infatti, obbedisce a criteri prevalentemente politici (l\u2019elettore giudicher\u00e0 chi \u00e8 il pi\u00f9 idoneo a far valere certe ideologie politiche o, scendendo pi\u00f9 al concreto, a realizzare talune aspirazioni locali); l\u2019elezione del giudice dovrebbe assicurare la scelta di un cittadino esperto e capace all\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>2\u00b0) L\u2019elettivit\u00e0 certamente sacrifica la imparzialit\u00e0 e, quindi, l\u2019indipendenza del giudice. In un paese infatti come il nostro, di cos\u00ec ampio frazionamento politico, nessuno potrebbe evitare che le elezioni venissero ad assumere uno spiccato carattere politico.<\/p><p>3\u00b0) L\u2019elettivit\u00e0, importando necessariamente una temporaneit\u00e0 nella durata delle funzioni, si risolverebbe indubbiamente in un grave limite per l\u2019indipendenza del giudice.<\/p><p>4\u00b0) Il quarto motivo \u00e8 rappresentato, poi, dall\u2019esperienza dei Paesi dove il sistema dell\u2019elettivit\u00e0 del giudice ha avuto, in tempi recenti o lontani, pratica applicazione. L\u2019elettivit\u00e0 del giudice fu sancita dalla Costituzione francese del 1789, ma fu assai presto soppressa; dato che, come osserv\u00f2 Zanardelli, \u00able scelte furono per lo pi\u00f9 ispirate dalle passioni politiche e la mediocrit\u00e0 dei giudici fu eguale alla loro oscurit\u00e0\u00bb. Solo in Isvizzera il sistema elettivo ha resistito; ma, per un provvidenziale intervento del costume, i giudici vengono di regola rieletti per molte volte consecutive: \u00e8 evidente allora che in tal caso viene meno uno dei principali motivi che ci inducono a ripudiare il sistema.<\/p><p>Il Bryce afferma che le cause delle critiche sul funzionamento della giustizia negli Stati Uniti sono principalmente da individuare nel sistema elettivo dei giudici fra il 1830 e il 1850; ed il Laski afferma: \u00abUna volta che una persona sia stata nominata al posto di giudice, nulla deve intralciare l\u2019assoluta indipendenza del giudizio: elezione, rielezione, facolt\u00e0 del Governo di esonerarlo, sono tutti metodi incompatibili con la funzione cui il giudice deve adempiere\u00bb.<\/p><p>Ma nell\u2019orientamento di coloro che propendono per l\u2019elettivit\u00e0, per lo meno, delle magistrature minori, bisogna scorgere un elemento di verit\u00e0, un\u2019ansia che non pu\u00f2 cadere nel vuoto.<\/p><p>La enunciava l\u2019onorevole Gullo quando esattamente osservava che al magistrato si deve essenzialmente chiedere capacit\u00e0 e carattere. Ora, \u00e8 evidente che, se con l\u2019assunzione mediante concorso, si viene ad assicurare il primo di questi due requisiti, non si viene invece ad assicurare per nulla il secondo.<\/p><p>Ma si risolve il problema con il sistema elettivo?<\/p><p>Una cosa intanto \u00e8 certa; ed \u00e8 che il sistema elettivo \u00e8, per lo meno, il meno idoneo ad assicurare il requisito della capacit\u00e0.<\/p><p>Ma, a mio giudizio, neppure il requisito del carattere \u00e8 assicurato con tale sistema: nelle inevitabili deformazioni della democrazia non \u00e8 raro incontrare casi di uomini che, proprio a cagione del loro spiccato carattere di indipendenza e di fierezza, non sono stati fortunati alle urne. Comunque, non sempre quegli elementi che valgono a rivelare un carattere sono facilmente rilevabili dal popolo. Sicch\u00e9 l\u2019elettivit\u00e0, mentre non assicura il requisito della capacit\u00e0; mentre costituisce una sicura insidia all\u2019indipendenza del giudice; non rappresenta, d\u2019altro canto, neppure una garanzia per quello che riguarda il suo carattere.<\/p><p>In verit\u00e0, onorevoli colleghi, su questo delicatissimo problema \u2013 che noi consegniamo al futuro legislatore dell\u2019ordinamento giudiziario \u2013 non \u00e8 facile dire l\u2019ultima parola. Quello che occorre studiare \u00e8 la ricerca d\u2019un congegno che possa assicurare l\u2019assunzione di giudici forniti di capacit\u00e0 e di doti morali. Questo problema ha agitato per il passato le menti degli studiosi e degli uomini politici. E mi \u00e8 caro ricordare qui che Enrico De Nicola, il quale oggi nobilmente ed austeramente impersona la pi\u00f9 elevata Magistratura dello Stato, sent\u00ec nella sua coscienza di giurista e di avvocato l\u2019importanza del problema, quando in un lontano articolo, confinato in un modesto giornale giudiziario, proponeva la costituzione di accademie particolari per la formazione dei magistrati.<\/p><p>Dopo aver riconosciuto l\u2019importanza di questo problema, che ho test\u00e9 esaminato, noi non possiamo condividere un giudizio negativo della Magistratura italiana; sentiamo, anzi, di doverlo respingere.<\/p><p>Non prender\u00f2 in considerazione quanto si \u00e8 detto a proposito degli indirizzi giurisprudenziali \u2013 incostituzionalit\u00e0 dei decreti Gullo, amnistia, ecc. \u2013 perch\u00e9, a parte le notevoli esagerazioni contenute nei relativi rilievi, si tratta di questioni contingenti, che non devono offuscare la limpidit\u00e0 dell\u2019indagine del problema. Il problema, per\u00f2, secondo l\u2019impostazione che ne \u00e8 stata data da alcuni settori, sta nel vedere se al giudice possa chiedersi un adeguamento, e in quali limiti, alle esigenze sociali, alla coscienza popolare.<\/p><p>Ora, su questo punto, onorevoli colleghi, il nostro diritto moderno, le regole della ermeneutica giuridica il congegno lo d\u00e0nno; e non occorre che voi alteriate l\u2019organizzazione della Magistratura, non occorre che voi rompiate quello che \u00e8 lo schema tradizionale, che ha funzionato di regola cos\u00ec sufficientemente e nobilmente, di una Magistratura organizzata sul principio dell\u2019assunzione mediante carriera, sul principio dell\u2019autogoverno, per introdurre il principio sociale nell\u2019amministrazione della giustizia. Noi sappiamo che la dottrina ha profilato a tale proposito i lineamenti dell\u2019interpretazione evolutiva, che taluni chiamano progressiva: termine che potrebbe essere gradito a taluni settori di questa Assemblea. E vorrei ricordare che fu un grande giurista italiano, che onor\u00f2 il partito popolare, il Degni, il quale in un libro di oltre quaranta anni fa, che \u00e8 ancora fresco, fissava i canoni dell\u2019interpretazione evolutiva. Si tratta di stabilire la funzione che dovrebbe avere questa interpretazione evolutiva. \u00c8 evidente che l\u2019interpretazione evolutiva o progressiva non pu\u00f2 servire a distruggere le norme, a violare lo spirito della legge, la <em>mens legis<\/em>, a capovolgerla. A questo devono provvedere altri congegni; e deve essere di maggiore duttilit\u00e0 il congegno legislativo per obbedire a queste necessit\u00e0 sociali, a questi profili sociali. Ma l\u2019interpretazione evolutiva \u2013 la quale significa possibilit\u00e0 di interpretare le norme in una maniera che si adegui a nuove esigenze, quando queste nuove esigenze, inserendo nel sistema del diritto vigente nuovi elementi, possono portare reazioni su singoli istituti giuridici \u2013 questa interpretazione evolutiva, progressiva, d\u00e0 sufficienti possibilit\u00e0, d\u00e0 larghe possibilit\u00e0 al giudice, che non \u00e8 necessario che sia popolare, di adeguare l\u2019interpretazione della norma, che sia sorta in antichi tempi, a necessit\u00e0, a profili sociali nuovi.<\/p><p>Occorre, per\u00f2, che questa interpretazione evolutiva resti sempre nell\u2019ambito della legalit\u00e0, cio\u00e8 non rifiuti obbedienza a quel canone del rispetto della certezza del diritto, che \u00e8 una delle esigenze fondamentali dello Stato moderno. Perch\u00e9, sul piano storico, non potete negare che l\u00e0 dove la certezza del diritto \u00e8 crollata, sono crollate anche la civilt\u00e0 e la libert\u00e0. Basta pensare che nel diritto tedesco, nel diritto di quello che fu il Paese pi\u00f9 eminente forse nella costruzione sistematica o dogmatica, il nazismo penetr\u00f2; e col servilismo dei giuristi (che in Italia non si ebbe, perch\u00e9 in Italia i giuristi in gran parte fecero il loro dovere, resistendo all\u2019infiltrazione dell\u2019elemento politico) pretese che alla certezza del diritto, al principio della legalit\u00e0, specialmente in materia penale, si sostituisse il principio dell\u2019ispirazione alla sana coscienza popolare. Questo era il principio che fu affermato dalla dottrina giuridica tedesca. Quindi, si disse, il giudice non occorre che richieda alle norme giuridiche la direttiva per la soluzione dei casi giudiziari; pu\u00f2 chiedere direttive alla sana coscienza popolare. Per\u00f2, si aggiungeva: della sana coscienza popolare unico interprete \u00e8 il <em>F\u00fchrer<\/em>.<\/p><p>Quando si parte, onorevoli colleghi, da certi lidi che sono di distruzione, di insidia, sia pure inconsapevole, del principio della legalit\u00e0 e della certezza del diritto, noi abbiamo gi\u00e0 visto a quali rive si pu\u00f2 approdare: si approda alla distruzione della libert\u00e0, alla negazione completa della personalit\u00e0 umana.<\/p><p>E consentite che io ribadisca questo punto, che \u00e8 punto centrale del discorso, perch\u00e9 ho avuto la sensazione che serpeggiasse il proposito di richiedere il mutamento dell\u2019ordinamento giudiziario in Italia per renderlo pi\u00f9 sensibile alle esigenze sociali. Ci\u00f2 significa incorrere in un equivoco, quello di trasferire nel campo giudiziario la sollecitudine per le esigenze sociali che deve ispirare realizzazioni in altri campi. Io ricordo a questo proposito, anche senza voler ripetere quello che dicevo in sede di Sottocommissione polemizzando con un caro collega del mio Gruppo, che nessuno certamente pu\u00f2 rimanere insensibile ai fatti sociali, ma non bisogna temere la cristallizzazione del giudice, bens\u00ec la cristallizzazione della legge.<\/p><p>Il giudice non deve essere che l\u2019interprete delle esigenze sociali entro i princip\u00ee della legge; mentre gli impulsi di vita nuova devono trovare la loro espressione nell\u2019evoluzione della legge. Donde la necessit\u00e0 di fare leggi nuove che rispondano all\u2019esigenza del divenire sociale con la maggiore elasticit\u00e0. Ma a questa esigenza non si risponde quando si afferma che il giudice pu\u00f2 decidere secondo il suo criterio.<\/p><p>A proposito di certe accuse che chiaramente o velatamente sono state rivolte alla Magistratura, di essere conservatrice, io osservavo che di conservatorismo si pu\u00f2 parlare in duplice senso: nel senso della difesa di un dato sistema economico o politico vigente, e nel senso della difesa del sistema giuridico.<\/p><p>Il giudice deve essere conservatore della legge, interprete della legge secondo i fini per cui essa \u00e8 stata emanata, e secondo quei fini che attraverso il mutamento del sistema possono introdursi nei cancelli della norma.<\/p><p>Se a un certo momento la formula e lo spirito della legge nuova sono in contrasto col movimento sociale in atto, il giudice non pu\u00f2 arbitrariamente mutare la legge vecchia. Per l\u2019ordine giuridico sarebbe troppo pericoloso che il giudice seguisse a suo arbitrio il nuovo orientamento sociale. Perci\u00f2 io sostenevo, in sede di Sottocommissione, che il nuovo orientamento si proiettasse sul piano del diritto sostanziale, e non sul piano del diritto processuale. Non si pu\u00f2 ammettere il cosiddetto diritto libero, per cui la coscienza del giudice si sovrappone alla norma di legge.<\/p><p>E veniamo ad un altro argomento che, sia pure con collegamento arbitrario, si pu\u00f2 legare al problema dell\u2019indipendenza del giudice: ed \u00e8 il problema dell\u2019inserzione della donna nella magistratura, il problema della donna-magistrato. Tacere di questo problema potrebbe sembrare o vigliaccheria di fronte all\u2019aggressiva presa di posizione delle onorevoli colleghe, o eccesso di cavalleria. Che alla donna non si debba e non si possa negare una maggiore partecipazione alla vita pubblica non si pu\u00f2 negare. Questa maggiore partecipazione \u00e8 stata gi\u00e0 riconosciuta.<\/p><p>Ma, per quanto riguarda il problema dell\u2019ammissione alla Magistratura, io ritengo che solo in alcune limitate funzioni giudiziarie si possa introdurre la donna; in quelle funzioni cio\u00e8 in cui la donna possa partecipare con profitto per la societ\u00e0 e per l\u2019amministrazione della giustizia, per le qualit\u00e0 che le derivano dalla sua femminilit\u00e0 e dalla sua sensibilit\u00e0.<\/p><p>Io mi riferisco, oltre che alla giuria (nel caso che, contrariamente alla mia opinione, possa venire ripristinata), a quei procedimenti in cui \u00e8 richiesto un giudizio che prescinde da esigenze non strettamente giuridiche, come pu\u00f2 essere il tribunale dei minorenni, che \u00e8 la sede pi\u00f9 adatta per la partecipazione della donna!<\/p><p>Ma alle pi\u00f9 alte magistrature, dove occorre resistere e reagire all\u2019eccesso di apporli sentimentali, dove occorre invece distillare il massimo di tecnicit\u00e0, penso che la donna non debba essere ammessa; perch\u00e9 solo gli uomini possono avere quel grado di equilibrio e di preparazione necessario per tali funzioni.<\/p><p>Perci\u00f2 la formula del progetto di Costituzione mi sembra la pi\u00f9 idonea, perch\u00e9 \u00e8 una formula che pone la possibilit\u00e0 del limite dell\u2019ammissione della donna alla magistratura.<\/p><p>Io direi che \u00e8 gi\u00e0 una conquista concreta, perch\u00e9 apre le porte all\u2019ammissione dello donne in questo potere, pur stabilendo la possibilit\u00e0, non l\u2019obbligatoriet\u00e0, di un limite; possibilit\u00e0 da studiare in sede di legge sull\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><ol><li>\u2013 Indipendenza della Magistratura, ovvero del potere giudiziario. A questo punto va ripreso l\u2019accenno, che abbiamo posto in principio, all\u2019indefettibile collegamento dei tre temi di indagine: indipendenza del giudice, indipendenza della Magistratura, unit\u00e0 della giurisdizione.<\/li><\/ol><p>Se la partecipazione di elementi estranei alla Magistratura nel Consiglio Superiore deve essere adottata, essa risponde ad esigenze profondamente diverse da quelle che in alcuni settori sono state segnalate; ed \u00e8 bene che in questa sede la <em>mens legis<\/em> sia chiaramente espressa.<\/p><p>Qui non si tratta di immettere nella funzione giurisdizionale elementi non tecnici, espressione del popolo e non di casta (come si \u00e8 voluto dire); ma si tratta di realizzare, mediante la partecipazione di elementi estranei alla Magistratura al Consiglio Superiore, il pi\u00f9 idoneo strumento di autogoverno e di indipendenza della Magistratura stessa.<\/p><p>Il Consiglio presiede all\u2019amministrazione della Magistratura: questo \u00e8 il punto che non si deve perdere di vista. Presiede, cio\u00e8, a tutta l\u2019attivit\u00e0 che accompagna la vita del magistrato; ma non ha e non pu\u00f2 avere alcuna ingerenza nell\u2019esercizio della funzione giurisdizionale.<\/p><p>Questa non conosce poteri superiori, non conosce gerarchia, non conosce vincoli. Libera da ogni legame, la funzione giurisdizionale non obbedisce che alla legge e non si ispira che alla coscienza del giudice. Se, pertanto, la partecipazione di elementi estranei non vale ad inserire nella amministrazione della giustizia un elemento cos\u00ec detto popolare (cio\u00e8 un\u2019espressione della sovranit\u00e0 popolare); risponder\u00e0 ad altri fini; e tali fini concernono non l\u2019amministrazione della giustizia, bens\u00ec il governo della carriera del magistrato, che \u00e8 cosa ben differente.<\/p><p>In altri termini, dal punto di vista astratto, l\u2019indipendenza del giudice si riafferma sempre, anche con una Magistratura non indipendente. Si tratter\u00e0 di condizioni per realizzare questa indipendenza e si tratter\u00e0 di una maggiore o minore possibilit\u00e0 di resistenza agli elementi esterni che possano frapporsi alla realizzazione di questa indipendenza.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 dobbiamo mirare alla indipendenza della Magistratura. Ma nessuno ha dubitato mai che il magistrato nell\u2019amministrazione della giustizia possa non essere indipendente. La funzione giurisdizionale \u00e8 stata sovrana anche quando il giudice personalmente non aveva guarentigie di indipendenza.<\/p><p>Ora, il nostro compito sta in ci\u00f2: nel congegnare un governo della carriera del magistrato che miri ad assicurare il massimo di quelle condizioni che ne garantiscano l\u2019indipendenza nella funzione giurisdizionale. Checch\u00e9 possiate scrivere in tutte le Costituzioni in senso contrario \u2013 e noi non lo vogliamo perch\u00e9 desideriamo imprimere un progresso alla civilt\u00e0 del Paese \u2013 nessuno pu\u00f2 coartare la coscienza del giudice, che \u00e8 sovrano anche quando sa che fuori la porta vi pu\u00f2 essere un pericolo per la sua libert\u00e0 o per la sua carriera.<\/p><p>Noi dobbiamo mirare \u2013 e questo \u00e8 il compito della Assemblea Costituente \u2013 a costruire una organizzazione della carriera del magistrato la quale, svincolala dalle influenze di poteri e di forze estranee, possa rendere pi\u00f9 facile al giudice, o comunque meno difficile, l\u2019esercizio di quella sovranit\u00e0 nella funzione giurisdizionale, di quella indipendenza nella funzione giurisdizionale, che egli ha, e che vuol vedere soltanto riconsacrata nella Costituzione e perfezionata nelle applicazioni pratiche. Orbene, sotto questo aspetto \u2013 come strumento, cio\u00e8, per realizzare l\u2019indipendenza della Magistratura che, se deve essere libera ed indipendente, non deve essere distaccata dalla vita dello Stato \u2013 la partecipazione di elementi estranei o laici al Consiglio Superiore ha una ragione di essere ed \u00e8 questa: eliminare il timore, che si \u00e8 profilato non solo nei settori politici ma anche in alcuni settori interessati, di un Consiglio Superiore, massimo organo di governo della carriera dei magistrati, che, composto solo di magistrati, possa trasformarsi in un organo di casta, intorno al quale si coagulino interessi, intrighi, protezioni, preferenze tali da costituire un pericolo per l\u2019indipendenza dei singoli giudici. Il giudice vedrebbe trasferite in altra sede quelle ansie che attualmente possono orientarsi verso il potere politico: forse non pi\u00f9 interferenze politiche, ma forse pi\u00f9 interferenze personali.<\/p><p>Ecco la preoccupazione che ci ha indotto a profilare, a proporre la composizione mista del Consiglio Superiore. Intendiamoci: questo pericolo inciderebbe su quella serenit\u00e0 del giudice che, come abbiamo pi\u00f9 volte avvertito in questo discorso, non deve essere insidiata. Ma di altri pericoli non si deve parlare; non si deve parlare del caso, che \u00e8 stato pure profilato da qualcuno di noi, di una Magistratura che si rifiutasse di applicare la legge; perch\u00e9, a parte il carattere aberrante di questo fenomeno (che costituirebbe un vero conflitto tra poteri statali), il Consiglio Superiore non ha poteri in tema di esercizio della funzione giurisdizionale, ma solo in tema di amministrazione, cio\u00e8 di carriera del magistrato. Il Consiglio Superiore non potr\u00e0 vincolare i magistrati a una certa interpretazione; non potr\u00e0 indurli a un certo orientamento nell\u2019esercizio sovrano della funzione giurisdizionale. Il Consiglio Superiore ha soltanto il governo della Magistratura.<\/p><p>Il pericolo, per\u00f2, di un autogoverno (cos\u00ec delimitato) staccato del tutto dagli altri poteri statali, come tale suscettibile di instaurare una organizzazione di casta, non poteva essere dissimulato e ad eliminarlo tre congegni si presentavano idonei:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) assegnare al Ministro di giustizia il potere di promuovere l\u2019azione disciplinare a carico del magistrato. Le critiche su questo punto del progetto tralasciano di considerare che, mentre si tratta soltanto di facolt\u00e0 di promuovere l\u2019azione disciplinare (non di potest\u00e0 di applicare sanzioni disciplinari), mentre si tratta solo di potest\u00e0 di promuovere l\u2019azione disciplinare, sulla quale decider\u00e0 il Consiglio Superiore (pertanto, in analogia al citato regio decreto-legge 3 maggio 1946 n. 511, al Ministro \u00e8 stato tolto ogni potere di giudicare in sede disciplinare), non si pu\u00f2 togliere al potere esecutivo (per quel necessario coordinamento che deve esistere tra tutti i poteri dello Stato, nei quali circola la sovranit\u00e0) la facolt\u00e0 di esercitare un\u2019azione stimolatrice verso il potere giudiziario per quanto concerne la sfera della giurisdizione disciplinare;<\/li><li><em>b<\/em>) sganciare il pubblico ministero dalla disciplina della Magistratura giudicante, limitandone le guarentigie, in modo da tenerlo in pi\u00f9 diretto collegamento con il Ministro della giustizia.<\/li><\/ol><p>Qui devo avvertire che parlo a titolo personale, sia perch\u00e9 questa mia opinione, in una discussione sia pure non <em>ex professo <\/em>in sede di Sottocommissione, non fu accolta, sia perch\u00e9 non \u00e8 proprio questa la sede opportuna per l\u2019impostazione del problema. Ma io penso che in un futuro rinnovamento di tutto l\u2019organismo giuridico italiano, che sia soprattutto impostato su basi di armonia e di collegamento, in una visione integrale della riforma della legge penale italiana, il problema del pubblico ministero debba ripresentarsi. E, a mio avviso, il problema del pubblico ministero va risolto cos\u00ec: il pubblico ministero dovrebbe esercitare effettivamente funzioni di polizia giudiziaria, mentre gli dovrebbero essere tolte tutte quelle attribuzioni che in questo momento contende al giudice. Quindi nessuna facolt\u00e0 per quanto attiene ai provvedimenti della libert\u00e0 dei cittadini. Il pubblico ministero dovrebbe assicurare la funzione di polizia giudiziaria e sarebbe cos\u00ec utile per la societ\u00e0 nella acquisizione, nella ricerca delle prove, nel promovimento dell\u2019azione penale. Tutte le altre attivit\u00e0, che nel processo penale gli si dovrebbero certamente consentire, dovrebbero essere sempre collegate a questa fondamentale, di essere cio\u00e8 titolare del diritto di azione penale. Quindi partecipazione al processo penale in veste di titolare di questa azione.<\/p><p>Se cos\u00ec si facesse, noi eviteremmo quel duplicato attuale di funzioni giudiziarie, che talora \u00e8 inutile, superfluo e che ritarda pure la sollecita amministrazione della giustizia; e costringeremmo il pubblico ministero a tornare alla sua funzione genuina, elementare, primitiva, quella di capo della polizia giudiziaria (un organo dello Stato con garanzie migliori di quelle che possano richiedersi all\u2019organo della polizia giudiziaria); di capo della polizia giudiziaria che, con maggiori garanzie, stia a ricercare le prove con quella immediatezza, con quella serenit\u00e0, con quella imparzialit\u00e0, con quella superiore capacit\u00e0 tecnica, che possono garantire la serenit\u00e0 e idoneit\u00e0 delle prime indagini, le quali, per chi ha esperienza di processi penali, sono quelle che circolano in tutto lo sviluppo dei processi penali. Com\u2019\u00e8 raro che un rapporto redatto dal maresciallo di pubblica sicurezza o dei carabinieri crolli durante il processo; e come \u00e8 frequente che costituisca la struttura di tutti i successivi sviluppi del processo: e tutte le incertezze, tutte le esitazioni, tutte le imperfezioni, tutte le negligenze, tutti gli errori, tutte le esagerazioni, che nel primo momento si sono profilate, sono rimaste nel processo a pesare su un innocente o a pregiudicare la giustizia!<\/p><p>Perci\u00f2 io desidererei \u2013 ma non \u00e8 tema che rientra in questa indagine attuale \u2013 che al pubblico ministero venissero tolti tutti quei poteri che egli contende al giudice e che esso venisse invece ripristinato in questa sua funzione di capo della polizia giudiziaria e di titolare dell\u2019azione penale. Se cos\u00ec lo congegnassimo, nessuna meraviglia ad accettare questa mia idea, che il pubblico ministero non deve partecipare integralmente alle garanzie che si danno al magistrato, perch\u00e9 organo di Governo, organo del potere esecutivo. Cos\u00ec noi \u2013 e torno all\u2019indagine che ci concerne \u2013 potremmo avere, in questo altro congegno del pubblico ministero, organo del potere esecutivo, realizzata quella esigenza di contatto fra il potere esecutivo e il potere giudiziario alla cui ricerca noi andiamo muovendo;<\/p><ol><li><em>c<\/em>) creare il collegamento fra gli altri poteri ed il potere giudiziario, che minaccerebbe di restare un corpo chiuso, un\u2019amministrazione di casta; e soprattutto impedire che questo corpo chiuso possa creare una interna sua organizzazione oppressiva della libert\u00e0 e della serenit\u00e0 della carriera del magistrato. \u00c8 il sistema che abbiamo adottato nel progetto da noi proposto, secondo cui il Consiglio Superiore \u00e8 composto in maniera mista.<\/li><\/ol><p>Alle critiche che sono state esposte in questa sede alla composizione mista del Consiglio Superiore risponder\u00f2 in maniera sintetica, chiedendo scusa ai colleghi, le cui argomentazioni sono state tutte valutate, se di esse non posso tenere conto dettagliatamente per la brevit\u00e0 del mio intervento.<\/p><p>Osserver\u00f2:<\/p><p>1\u00b0) che gli elementi estranei, pur venendo eletti dal Parlamento, non possono essere qualificati come espressione di un orientamento politico. Nessuno si nasconder\u00e0 che nelle elezioni di tali membri giocheranno le preferenze di colore; ma nessuno potr\u00e0 sostenere che i membri eletti dal Parlamento entrino nel Consiglio Superiore in funzione politica, come espressione di una parte politica.<\/p><p>A garantire sovratutto contro questo pericolo varr\u00e0 la delimitazione delle categorie degli eleggibili secondo l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Conti, da me e da altri, che risponder\u00e0 al duplice scopo di assicurare elementi provvisti di preparazione e di sensibilit\u00e0 ai problemi della Magistratura e di garantire l\u2019imparzialit\u00e0 e la serenit\u00e0;<\/p><p>2\u00b0) che, anzi, tali elementi laici potranno, per la particolare qualificazione delle categorie da cui provengono, realizzare quella difficile, ma necessaria, saldatura tra le esigenze proprie dell\u2019amministrazione della Magistratura e l\u2019aspirazione ad un\u2019organizzazione che non si isterilisca nella formazione di un corpo chiuso;<\/p><p>3\u00b0) che, infine, la partecipazione di diritto del Primo Presidente della Cassazione e, se accogliete il nostro emendamento, del Procuratore generale difende la Magistratura dal pericolo (e sovratutto dall\u2019offesa al prestigio dell\u2019ordine giudiziario) di una maggioranza di elementi laici.<\/p><p>Mentre questi rilievi devono valere a placare le preoccupazioni di coloro che sono del tutto contrari alla composizione mista ed a coloro che vorrebbero modificare il giuoco delle proporzioni in tale composizione mista; va detto a coloro che volessero muovere verso una pi\u00f9 ampia partecipazione di elementi estranei che tale tentativo costituisce un regresso nell\u2019indipendenza della Magistratura. Qui occorre fermarsi alla reale constatazione della situazione attuale della Magistratura, in base all\u2019ordinamento giudiziario italiano, al quale cos\u00ec ampie riforme, piene di promesse e di speranze, apport\u00f2 il decreto legislativo Togliatti del 31 maggio 1946. Attualmente il governo della carriera dei magistrati \u00e8 in gran parte nelle mani del Consiglio Superiore ed il potere disciplinare \u00e8 affidato ad un organo analogo (Commissione disciplinare): organi composti tutti da magistrati. Questo \u00e8 il punto dal quale bisogna partire se si vuol mirare ad una onesta soluzione del problema, che \u00e8 il problema centrale della sezione che concerne la Magistratura. \u00c8 un punto di vista che non pu\u00f2 essere disatteso.<\/p><p>Si entra in Magistratura attraverso un concorso. La Commissione \u00e8 composta quasi esclusivamente di magistrati, con partecipazione di professori universitari. Si \u00e8 promossi mediante un triplice congegno, nel quale interviene o il Consiglio Superiore se si tratta di scrutinio, o una commissione di magistrati se si tratta di concorso.<\/p><p>Quale \u00e8 il destino, sotto l\u2019aspetto disciplinare, della Magistratura? Tutte le sanzioni disciplinari sono sottratte al potere esecutivo. Sono consegnate nelle mani di corpi periferici o centrali esclusivamente composti di magistrati.<\/p><p>Questi organi hanno una vera e propria giurisdizione.<\/p><p>Sicch\u00e9, sintetizzando \u2013 e questa sintesi \u00e8 indispensabile, perch\u00e9 possiamo muovere alla risoluzione del problema con consapevolezza \u2013 sintetizzando: ingresso in carriera per concorso giudicato da magistrati; promozioni, quale che sia il congegno, giudicate da magistrati; sanzioni disciplinari applicate da magistrati<\/p><p>A che si riduce il potere del Ministro della giustizia in questo momento, nei confronti del magistrato? A congegni teoricamente modesti, che per\u00f2 sono praticamente pi\u00f9 pericolosi.<\/p><p>Ecco il punto che occorre esaminare.<\/p><p>Il Ministro della giustizia ha una discrezionalit\u00e0 nell\u2019assegnazione al magistrato della prima sede; quando il magistrato abbia superato il concorso, il Ministro \u00e8 arbitro di mandarlo in Sardegna o a Roma. Anche qui \u00e8 la discrezionalit\u00e0 che dev\u2019essere chiamata in causa, perch\u00e9, se si tratta del primo vincitore del concorso, questi non andr\u00e0 in Sardegna. Quando il magistrato chiede il trasferimento in altra sede, \u00e8 nella discrezionalit\u00e0 del Ministro di assegnare questa sede, cui il magistrato aspira. Quando il magistrato \u00e8 promosso, il Ministro ha il potere di assegnare la nuova sede.<\/p><p>Questi tre poteri ha il Ministro della giustizia sulla Magistratura. Tutto il resto rientra in quello che si dice autogoverno. Lo so che questa parola \u00e8 pericolosa. Assumo in pieno la parte di responsabilit\u00e0 che mi compete per la partecipazione che ho avuto a questa formulazione pericolosa. Quando si \u00e8 parlato di autogoverno, si \u00e8 pensato quasi ad uno spodestamento del Ministro per la giustizia.<\/p><p>Noi invece, non facevamo altro che perfezionare l\u2019armonia del sistema vigente. Se tutta la carriera del magistrato \u00e8 nelle mani della Magistratura, se soltanto i tre indicati congegni, che sono i meno importanti astrattamente, ma i pi\u00f9 praticamente pericolosi, sono fuori dell\u2019autogoverno della Magistratura e sono, invece, nelle mani del Ministro, perch\u00e9 non trasferire anche questi tre poteri al Consiglio Superiore, il quale, mentre oggi \u00e8 composto esclusivamente di magistrati, come la corte disciplinare, domani si trasformerebbe in quel Consiglio Superiore che abbiamo proposto, composto per met\u00e0 di magistrati (pi\u00f9 il Primo Presidente ed il Procuratore generale) e per met\u00e0 di elementi laici?<\/p><p>Questa \u00e8 la situazione della Magistratura.<\/p><p>Perci\u00f2, io ho il diritto \u2013 e sono grato all\u2019onorevole Veroni che lo ricordava qualche giorno fa \u2013 ho il diritto di ripetere quello che dicevo all\u2019adunanza plenaria dei Settantacinque: dovete dirci se vogliamo far compiere un regresso alla Magistratura, ed allora assumetene la responsabilit\u00e0. Peser\u00e0, in tal caso, sulla giovane Repubblica italiana la responsabilit\u00e0 di avere riportata indietro l\u2019indipendenza della Magistratura. Ma, se noi vogliamo, non dico aumentare l\u2019indipendenza, ma per lo meno mantenerla integra, il progetto \u00e8 la massima concessione che si possa fare ad elementi estranei alla Magistratura. Noi su questa impostazione leale, e che sottomettiamo all\u2019esame dei colleghi, intendiamo che sia condotta consapevolmente la nostra indagine, la nostra decisione. O un progresso alla Magistratura, che lo merita, non per suo privilegio, ma per nostra garanzia, per la sicurezza, per il fondamento dello stato moderno; o il regresso, di cui dovreste assumere la responsabilit\u00e0.<\/p><p>La presidenza del Consiglio Superiore, a mio avviso, dovr\u00e0 restare attribuita al Capo dello Stato. Essa, innanzitutto, come \u00e8 stato rilevato, conferisce particolare solennit\u00e0 al massimo organo di governo della Magistratura, la quale avvertir\u00e0 in tale presidenza, che probabilmente sar\u00e0 soltanto simbolica, non l\u2019espressione della interferenza di un altro potere, perch\u00e9 il Capo dello Stato \u00e8 al di sopra degli altri poteri; bens\u00ec la consacrazione della sua altissima funzione.<\/p><p>Ma essa obbedisce anche ad un criterio di simmetria costituzionale, che non pu\u00f2 sfuggire. I tre poteri dello Stato, avendo come vertice il Presidente della Repubblica, in lui si ricongiungono, pur senza in lui confondersi. \u00c8 chiaro che questa Presidenza del Capo dello Stato costituir\u00e0 uno dei pochi atti, per i quali non sar\u00e0 richiesta la garanzia ministeriale.<\/p><p>E qui \u00e8 ovvia la domanda che si pone alle vostre coscienze ed alla quale ho in gran parte risposto: quale sar\u00e0 il destino del Ministro della giustizia? Cosa accadr\u00e0 di questo Ministro della giustizia? Nessuna preoccupazione se dovesse sparire: non sarebbe poi la fine del mondo, perch\u00e9 si tratta di denominazioni; ed il problema consisterebbe nel conferire ad un nuovo o ad un altro ente questo settore dell\u2019Amministrazione statale.<\/p><p>Voglio, tuttavia, sinteticamente elencare i tre gruppi di attivit\u00e0 che il Ministro della giustizia ha conservato. Il Ministro conserva anzitutto tutta l\u2019attivit\u00e0 concernente gli uffici giudiziari; in secondo luogo ha il potere di ispezione; poi ha il potere di promuovere l\u2019azione disciplinare, di cui vi ho gi\u00e0 parlato; ed infine provvede all\u2019esecuzione penale.<\/p><p>Basterebbe l\u2019esecuzione penale per riempire da sola la vita di un Ministro e le ansie di un Ministero. Vorrei, a tale proposito, che in questa sede si sentisse la nostra parola, carica di amara esperienza: l\u2019esecuzione penale in Italia \u00e8 dolorosamente indegna di un popolo civile come il nostro. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> In altra sede dissi come nel quadro delle immense spese che lo Stato italiano si \u00e8 assunto non figuri \u2013 almeno a quanto a me consta \u2013 uno stanziamento notevole per le spese concernenti gli istituti penitenziari. \u00c8 una cosa singolare. Si assiste perfino ad un capovolgimento ignobile del sistema carcerario: gli istituti di custodia preventiva sono degradanti e costituiscono un\u2019autentica negazione della dignit\u00e0 umana. \u00c8 inutile, o colleghi, scrivere nella Carta costituzionale che vogliamo potenziare la dignit\u00e0 umana e che vogliamo che la pena non distrugga la personalit\u00e0 dell\u2019uomo. Queste sono tutte belle frasi che si possono anche scrivere sulle facciate dei penitenziari, mentre l\u00e0 dentro vi \u00e8 la pi\u00f9 bassa e disgraziata umanit\u00e0 e dove il trattamento \u00e8 quanto di pi\u00f9 ignobile sia dato immaginare. Dalla nostra Assemblea si deve levare la nostra parola di segnalazione urgente di questa dura realt\u00e0, perch\u00e9, se \u00e8 vero che la pena \u00e8 un compito dello Stato doloroso ma necessario, \u00e8 altrettanto vero che la sua espiazione dev\u2019essere intrisa di carit\u00e0, come afferma Carnelutti. Lo Stato deve in prima linea attuare la riforma di tutto il sistema carcerario ed improntarlo a quelle caratteristiche che rechino i segni della civilt\u00e0, senza la quale non pu\u00f2 sorgere uno Stato democratico. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>III. Unit\u00e0 della giurisdizione. \u2013 Onorevoli colleghi, su questo terreno si contendevano tre orientamenti: unit\u00e0 assoluta della giurisdizione e soppressione di tutte le giurisdizioni speciali, compresi il Consiglio di Stato e la Corte dei conti; libert\u00e0 di tutte le giurisdizioni speciali, cio\u00e8 mantenimento delle due particolari giurisdizioni speciali (Consiglio di Stato e Corte dei conti), le quali hanno una loro funzione, una loro dignit\u00e0 ed una loro storia, e dell\u2019immensa congerie di giurisdizioni speciali, di cui qui non \u00e8 facile fare neppure l\u2019elenco; non solo mantenimento di questa congerie di giurisdizioni speciali, ma perfino possibilit\u00e0 illimitata di aumentarle per l\u2019avvenire.<\/p><p>C\u2019era poi una tesi intermedia, verso la quale si \u00e8 orientato il progetto: cio\u00e8 stabilire, in materia penale, il principio dell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione, con il divieto di costituire, nel modo pi\u00f9 assoluto, giudici speciali in materia penale. \u00c8 chiaro che su questo problema non \u00e8 stato difficile arrivare ad un accordo, perch\u00e9 indubbiamente dove pi\u00f9 si sente la preoccupazione degli eventuali pericoli causati da giudici speciali \u00e8 proprio in materia penale che, in quanto attiene ai diritti fondamentali di libert\u00e0 del cittadino, pu\u00f2 maggiormente risentire il pregiudizio di giurisdizioni destinate a subire il peso di forze politiche.<\/p><p>Quindi, su questo punto il progetto \u00e8 chiaro: in materia penale divieto di costituire giurisdizioni speciali, ma facolt\u00e0 soltanto di istituire sezioni specializzate, cio\u00e8 particolari organi dei giudici ordinari, i quali, non sottraendosi all\u2019organizzazione della Magistratura e quindi all\u2019unit\u00e0 della giurisdizione, possano rispecchiare alcune esigenze nella formazione del collegio giudicante, mediante la partecipazione di elementi estranei alla Magistratura.<\/p><p>Sto esponendo la tesi intermedia accolta dal progetto: in materia penale nessuna giurisdizione speciale, in materia civile possibilit\u00e0 di istituire, con una legge qualificata votata con una certa maggioranza, giurisdizioni speciali.<\/p><p>Ora \u00e8 questo congegno intermedio che dovr\u00e0 essere riesaminato e che va preso in considerazione; sicch\u00e9 a me sembra che sia inesatta l\u2019osservazione di Villabruna che cio\u00e8 dell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione non si conservi pi\u00f9 traccia in questo progetto. L\u2019unit\u00e0 della giurisdizione, in via assoluta, \u00e8 caduta in questo progetto; ma, per lo meno per il profilo penale, essa resta come divieto di istituzione di giudici speciali; in materia civile resta come una direttiva, come un orientamento, di non ricorrere a giudici speciali, che non potrebbero mai essere istituiti se non con una legge votata con una certa maggioranza.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi, io penso che questa tesi intermedia debba prevalere. Io, come studioso, come teorico, come modesto cultore di diritto, studiando astrattamente il fenomeno, potrei, dovrei arrivare ad una concezione dell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione. Ma, le esigenze della vita moderna, le necessit\u00e0 susseguentisi, l\u2019urgenza di alcuni particolari settori della vita attuale, hanno fatto delineare la necessit\u00e0 che in taluni particolari aspetti della giustizia non penale il giudice debba essere congegnato in modo da essere adattato a queste particolari esigenze, che sono tecniche o sociali, nelle quali occorre la partecipazione dell\u2019elemento estraneo, non come svalutazione di una capacit\u00e0 del magistrato a quest\u2019opera di particolare valutazione di certe esigenze, ma come necessit\u00e0 di una maggiore aderenza della giustizia a certi particolari profili sociali o anche tecnici.<\/p><p>Questo induce a mantenere, a rendere possibile, sia pure con la garanzia della legge votata con una certa maggioranza, la giurisdizione speciale in materia non penale. Constato che non si sono levate molte voci in senso contrario alla conservazione del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, che si giustificano in parte perch\u00e9 giurisdizioni di interessi, tranne alcuni settori riservati ai diritti, ed in parte per la necessit\u00e0 di adeguare tali organi a quella che \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 tipicamente amministrativa. Non si pu\u00f2 richiedere al potere giudiziario la facolt\u00e0 di annullare atti amministrativi; ma occorre che vi sia un particolare giudice amministrativo, il quale abbia la facolt\u00e0 di intervenire sia pure non sostituendosi all\u2019emanazione dell\u2019atto stesso, ma per lo meno annullandolo.<\/p><p>Ma se le giurisdizioni speciali \u2013 e quando parlo di queste metto fuori definitivamente Corte dei conti e Consiglio di Stato, delle quali non ci occuperemo pi\u00f9 \u2013 se le giurisdizioni speciali devono, in materia non penale, poter essere conservate, ma sempre con una certa garanzia, a mio avviso una esigenza \u00e8 insopprimibile, esigenza che non pu\u00f2 non essere consacrata nella Carta costituzionale, quella cio\u00e8 di ristabilire, per lo meno al vertice, l\u2019unit\u00e0 della giurisdizione, garantendo il controllo della Corte di Cassazione su tutti i pronunciati dei giudici ordinari e speciali, naturalmente eccetto la Corte dei conti e il Consiglio di Stato.<\/p><p>Ora, sotto questo aspetto, io penserei che non si debba non mettere nella Carta costituzionale una norma di questo genere.<\/p><p>Non si pu\u00f2 non esaminare la necessit\u00e0 di questo problema, perch\u00e9 la nostra esperienza ci dice che, quando si sono voluti eliminare, limitare, ridurre i diritti dei cittadini, si \u00e8 abolito il ricorso alla Corte di Cassazione, la cui garanzia, per la massima indipendenza e per la funzione regolatrice del diritto di tale organo, deve \u00e8ssere assicurata a tutti i cittadini.<\/p><p>Non si dica che questa \u00e8 materia di ordinamento giudiziario: questa \u00e8 garanzia costituzionale, che bisogna conferire al cittadino; ed \u00e8 una garanzia nei confronti del potere legislativo, allorch\u00e9 questo vagheggiasse di privare il cittadino della possibilit\u00e0 di far valere i propri diritti dinnanzi al giudice ordinario. Giudice speciale, se deve essere consentito, ma per indagine di merito; giudice speciale, se deve essere consentito, per l\u2019applicazione della legge nel caso concreto, secondo determinate esigenze; ma sempre possibilit\u00e0 del cittadino di ricorrere alla Cassazione. E non si affermi tale diritto in maniera generica; ma si precisi che tutte le violazioni di legge sono deducibili in Cassazione.<\/p><p>Su questo punto io debbo ricordare un\u2019altra pagina ignobile della nostra vigente legislazione: quella dei tribunali straordinari militari. Ma vi sembra che, ad onta di tutte le necessit\u00e0 determinate dalla odierna delinquenza, si possa delineare un tale organo straordinario in uno Stato civile e nella cui Costituzione \u00e8 scritto che i giudici straordinari sono aboliti? \u00c8 possibile mai mantenere, prorogare anzi \u2013 ad onta che io in una interrogazione chiedessi al Ministro della giustizia che ci desse conto di questo \u2013 un organo giudiziario straordinario, formato in una maniera cos\u00ec ridicola (Presidente: un generale e componenti un magistrato e un cittadino)? Guardate che forma strana di mosaico! E questo tribunale \u00e8 straordinario e cio\u00e8 pu\u00f2 agire senza alcun rispetto per le pi\u00f9 essenziali forme e per le stesse garanzie della difesa! Ecco la necessit\u00e0 che si profila in chi ne ha l\u2019esperienza, ecco la necessit\u00e0 di una urgente abolizione di questo organo, come di una cosa la pi\u00f9 aberrante, poich\u00e9 avverso le sentenze di tali tribunali non \u00e8 ammesso il ricorso in Cassazione nemmeno per difetto di giurisdizione. E questo \u00e8 pietoso per l\u2019armonia e la seriet\u00e0 della legislazione in uno Stato repubblicano! Cosicch\u00e9, mentre per giudicare di un furto abbiamo tre gradi di giurisdizione, per i reati che possono importare la pena di morte o l\u2019ergastolo, non c\u2019\u00e8 garanzia di difesa e ricorso in Cassazione.<\/p><p>Dir\u00f2: io ho visto come a Napoli, in diversi casi, si \u00e8 violato la pi\u00f9 elementare norma di garanzia della difesa del cittadino, infliggendo l\u2019ergastolo o trent\u2019anni di reclusione senza nemmeno rispettare i limiti di competenza. Ora, ci possono essere esigenze particolari che bisogna soddisfare in uno Stato moderno, ci sono anche necessit\u00e0 di una giustizia aspra, che accentui la sua funzione preventiva; ma queste esigenze debbono armonizzarsi con alcune fondamentali garanzie, come quelle concernenti la difesa e la possibilit\u00e0 di adire la suprema Corte di Cassazione, che deve restare un organo regolatore del diritto in tutti i processi.<\/p><p>Collegato a questo problema dell\u2019unit\u00e0 di giurisdizione \u00e8 il problema dei tribunali militari. Se il tribunale militare in tempo di pace dovesse mantenersi \u2013 perch\u00e9 il progetto, in tempo di guerra, consente che tribunali militari siano istituiti \u2013 questa sarebbe indubbiamente l\u2019unica eccezione che noi inseriremmo nella Costituzione al principio dell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione in materia penale.<\/p><p>GASPAROTTO. Sono tribunali ordinari, per\u00f2.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. S\u00ec, ho chiuso la parentesi dei tribunali straordinari; mi occupo ora dei tribunali militari territoriali.<\/p><p>In ogni modo, pongo subito una subordinata, alla quale non potete essere insensibili: se accedeste all\u2019idea di mantenere i tribunali militari, occorrerebbe sempre che la giustizia militare fosse inquadrata nella giurisdizione ordinaria e che, quindi, si abolisse quel sistema attuale, che non \u00e8 certamente conforme ad una corretta Costituzione, che i tribunali militari sono giudici speciali alle dipendenze del potere esecutivo.<\/p><p>Anzi, dir\u00f2 di pi\u00f9; nei tribunali militari, non solo il pubblico ministero \u00e8 alle dipendenze del potere esecutivo \u2013 perch\u00e9 questo, in fondo, si potrebbe comprendere \u2013 ma anche il giudice relatore, l\u2019unico giudice tecnico, che \u00e8 un organo della Magistratura militare e, come tale, dipendente dal Ministero della guerra.<\/p><p>Quindi, ove accedeste alla tesi del mantenimento dei tribunali militari in tempo di pace, non vi potreste sottrarre alla necessit\u00e0 di inserire nella stessa Costituzione una formula che esprimesse questa nostra ansia verso una organizzazione indipendente dei tribunali militari.<\/p><p>Tuttavia io vorr\u00f2, a titolo personale, esprimere il mio dissenso, limitandomi ad enunciare le risposte alle notevoli ed autorevoli parole qui pronunziate in favore dei tribunali militari, tra gli altri anche dall\u2019onorevole Gasparotto che ha portato la sua esperienza di Ministro della difesa.<\/p><p>Si \u00e8 detto, in quella relazione della Commissione per lo studio dell\u2019ordinamento della giustizia militare presso il Ministero di grazia e giustizia, che la giurisdizione militare integra le sanzioni disciplinari, ed \u00e8 diretta a mantenere la saldezza dell\u2019esercito.<\/p><p>Questo \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Villabruna; ma questo \u00e8 quanto si legge in quella relazione che afferma il problema dell\u2019autonomia della giurisdizione militare come completamento della giurisdizione disciplinare:<\/p><p>\u00abLe trasgressioni disciplinari ed i reati militari sono lesioni di diverso grado e rilevanza, ma di uguale interesse nei confronti delle forze armate, ecc.\u00bb.<\/p><p>Ora, su questo punto devo esprimere il mio profondo dissenso da tale impostazione e devo riaffermare: restino pure i tribunali militari, se credete! La mia pu\u00f2 essere una posizione teorica pi\u00f9 che pratica; ma certi concetti occorre che siano rettificati, perch\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 di un\u2019Assemblea legislativa si proietta nel futuro, nell\u2019interpretazione della legge. Ora, \u00e8 profondamente errato stabilire una sostanziale affinit\u00e0 tra la sanzione disciplinare e la sanzione penale. Perch\u00e9 questa omogeneit\u00e0, questa identit\u00e0 si presenterebbero soltanto nel campo militare e non in tutti gli altri campi?<\/p><p>La differenza fra sanzione disciplinare e sanzione penale \u00e8 cos\u00ec ovvia da non richiedere qui alcun commento e vale a stabilire l\u2019erroneit\u00e0 dell\u2019affermazione che si possa congegnare la giustizia penale militare come una continuazione della sanzione disciplinare.<\/p><p>Questa visione, badate, \u00e8 una visione non solo dal punto di vista teorico \u2013 a mio modesto avviso \u2013 inesatta; ma pericolosa, perch\u00e9 \u00e8 a questa visione che si ispirano per lo pi\u00f9 i giudici militari, sicch\u00e9 taluni reati vengono guardati sotto l\u2019aspetto di una maggiore gravit\u00e0 e quindi puniti pi\u00f9 duramente, mentre altri reati vengono considerati sotto l\u2019opposto aspetto, di minor gravit\u00e0. Ci\u00f2 importa che i tribunali militari, mentre, come \u00e8 notorio, sono di solito molto umani \u2013 e mi piace cogliere l\u2019occasione per render loro atto di ci\u00f2 \u2013 d\u2019altra parte, quando si tratti di reati contro la disciplina, contro la subordinazione, sono rigorosissimi, sono anzi molte volte addirittura feroci, perch\u00e9 essi, come dicevo or ora, ripetono quella visione dottrinaria errata e irrogano cos\u00ec quelle sanzioni penali, che si riflettono poi sulla vita stessa del militare per infiniti importantissimi riflessi, sotto un profilo disciplinare.<\/p><p>Si osserva ancora che la giurisdizione militare \u00e8 un caratteristico giudizio di capi. Questa concezione \u00e8 inesatta. Essa risale al Vico: \u00abil giudizio militare \u00e8 un giudizio di capi, e quasi un completamento della potest\u00e0 disciplinare, esercitato dai superiori militari verso i dipendenti\u00bb; \u00e8 ripresa da altri pi\u00f9 recenti cultori di diritto militare; e si ritrova nella relazione, di cui ho innanzi parlato.<\/p><p>Ora, dal punto di vista gerarchico, pu\u00f2 darsi anche che ci\u00f2 possa recare giovamento; ma non risponde certo alle esigenze di una giustizia sostanziale. Debbo inoltre precisare che noi non intendiamo, d\u2019altronde, vietare la partecipazione al giudizio dei capi militari. Noi pensiamo, infatti, che i tribunali militari possano risorgere sotto forma di sezioni specializzate dei tribunali ordinari. In queste sezioni specializzate, l\u2019elemento militare non solo, come ho detto, potr\u00e0 entrare, ma potr\u00e0 anzi esplicare un\u2019azione quanto mai utile, recando il contributo di quella insostituibile esperienza, di quella competenza tecnica, la cui utilit\u00e0 nessuno vorr\u00e0 negare.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Bettiol \u2013 il mio caro amico Bettiol, che io ricordo soprattutto per la fraternit\u00e0 di studi che ci ha accomunato \u2013 mi dice che l\u2019esercito \u00e8 una istituzione e che, come tale, esso deve avere una sua giurisdizione, non mi \u00e8 difficile rispondergli che vi sono molti altri corpi che sono pure delle istituzioni, ma che non hanno una loro giurisdizione particolare. Con la soppressione del Senato, onorevoli colleghi, possiamo dire che sia scomparsa l\u2019ultima giurisdizione di casta.<\/p><p>\u00c8 quindi facile obiettare che le esigenze particolari della giustizia militale possono essere sodisfatte con la partecipazione di militari al collegio giudicante. Ad ogni modo, in molte altre cause il giudice ordinario deve adeguarsi ad ambienti, a stati d\u2019animo, ad interessi particolari, senza che si creda per queste particolarit\u00e0 di dover creare una giurisdizione speciale.<\/p><p>Cadono perci\u00f2 i motivi favorevoli per il mantenimento in tempo di pace dei tribunali militari; e alludo ai motivi teorici. Sui motivi pratici che sono stati addotti, come quello che sarebbe difficile organizzare la giustizia militare in tempo di guerra, se non esistesse gi\u00e0 in tempo di pace, non voglio soffermarmi neppure. Si organizzerebbe la giustizia militare in guerra, perch\u00e9 non \u00e8 difficile organizzare particolari servizi che in tempo di pace non esistono. Sarebbe strano che in tempo di pace noi dovessimo profilare gli schemi di tutte le istituzioni che poi devono agire in tempo di guerra!<\/p><p>Cadono, quindi, come ho detto, i motivi favorevoli ai tribunali militari. Resta, invece, la grave obiezione che si tratta di un giudice speciale, legato direttamente ed esclusivamente al potere esecutivo. E non il solo procuratore militare, dicevo, ma anche i giudici che sono e restano militari: il relatore, che \u00e8 un organo della giustizia militare, \u00e8 alle dipendenze, come gli altri, del Ministero della guerra.<\/p><p>Una parola occorre dire per un eventuale sdoppiamento del problema.<\/p><p>Si potrebbe da taluni (e tale posizione assunse nella Sottocommissione l\u2019onorevole Bozzi) sostenere il mantenimento dei tribunali militari territoriali e l\u2019abolizione del tribunale supremo militare, che, pur costituendo una giurisdizione di diritto, \u00e8 composto anche di elementi laici, non tecnici. Il tribunale supremo \u00e8 composto da quattro magistrati: tre ordinari, un relatore della giustizia militare o tecnico, e tre elementi laici, tre militari. Ora, per quanto attiene alla composizione dei tribunali militari territoriali, essa pu\u00f2 anche rispondere a talune esigenze, delle quali non sar\u00f2 certo io a negare la validit\u00e0 e l\u2019efficacia. Ma queste esigenze non sussistono per quanto attiene al tribunale supremo militare \u2013 organo esclusivo di diritto, che corrisponde alla Corte di Cassazione, che \u00e8 la Corte di Cassazione in materia militare, con questo in pi\u00f9, che \u00e8 una Corte di Cassazione che non ha giurisdizione intermedia, perch\u00e9 non esiste il grado di appello \u2013 che io non posso comprendere, se non come espressione di un privilegio di casta e qui la parola calza a pennello, specie se si pensi alla presidenza affidata ad un generale, che \u00e8 assolutamente ignaro non solo di cognizioni giuridiche, ma perfino di quegli elementari accorgimenti di presidenza e di udienza, che sono indispensabili per un\u2019amministrazione della giustizia che abbia prestigio e solennit\u00e0.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che il Tribunale supremo militare \u00e8 una figura che risale al 1855. Nel Regno di Sardegna, da cui deriva quello d\u2019Italia, non esisteva un organo supremo di giustizia militare: era competente, invece, la Corte di Cassazione, secondo il regio editto 30 dicembre 1847 n. 638. Nel progetto del Codice penale militare del 1855 fu proposta l\u2019istituzione di un \u00absupremo collegio militare\u00bb, che trov\u00f2 attuazione nel Codice sardo del 1859. La dottrina non fu mai d\u2019accordo su tale istituzione e la questione si \u00e8 ripresentata in occasione dei numerosi progetti di riforma. Ricordo che, in Russia, sui ricorsi contro sentenze di tribunali militari decide la Corte Suprema dell\u2019U.R.S.S.<\/p><p>Qual \u00e8, in definitiva, per concludere, la mia opinione su questi tribunali militari? Che i tribunali militari territoriali, nella composizione in cui si presentano oggi, non possono giustificare la loro presenza, soprattutto perch\u00e9 sono slegati da un\u2019organizzazione giudiziaria indipendente, sovrana, autonoma. E nello stesso momento in cui noi riaffermiamo l\u2019indipendenza e potenziamo la sovranit\u00e0 del potere giudiziario ordinario, sarebbe strano non sentire il problema della giustizia militare. Ch\u00e9, ove si dovessero mantenere \u2013 e occorre che io, Relatore, ponga questo problema alla vostra coscienza e alla vostra intelligenza \u2013 occorrerebbe chiaramente provvedere nella Costituzione, a definire il loro inquadramento, per lo meno per la parte che attiene agli organi tecnici della giustizia militare, in una organizzazione giudiziaria unitaria indipendente e che risalga al Ministero della giustizia. Nessuna meraviglia che si debba risalire alla Magistratura ordinaria per destinare quegli elementi tecnici che devono partecipare alla giustizia militare.<\/p><p>In terzo luogo ove si dovesse mantenere la giustizia militare, non si pu\u00f2 dissimulare il grave problema del Tribunale supremo militare che ha una composizione mista di tecnici e di laici, e non \u00e8 inquadrato nell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione per la pronunzia del diritto.<\/p><p>Se si dovessero mantenere i tribunali militari, perch\u00e9 non portare i ricorsi alla Corte di cassazione, nella quale, come ho detto, si ristabilisce, come al vertice supremo della giustizia, l\u2019unit\u00e0 della giurisdizione? Ivi occorre che si ricomponga, nell\u2019unit\u00e0 dell\u2019organo l\u2019unit\u00e0 della giurisprudenza. E se anche i tribunali militari dovessero avere particolari norme di disciplina e di organizzazione, queste norme non potrebbero impedire assolutamente quel legame che bisogna creare per l\u2019unit\u00e0 della giurisdizione di diritto.<\/p><p>Queste sono le osservazioni modeste che io ho voluto prospettare sulla discussione svolta da tanti autorevoli colleghi sul tema dei tribunali militari.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io credo di avere modestamente, inadeguatamente corrisposto al mio compito di relatore, che ha seguito con scrupolo e devozione la vostra partecipazione ed il vostro contributo; e di tutti ho tenuto conto in questa relazione, nella quale, anche se manca un preciso riferimento ai singoli interventi, \u00e8 stata colta la sostanza delle vostre osservazioni, che sono state meditate nella mia coscienza.<\/p><p>Ma lasciate che, chiudendo questa mia relazione, io possa ancora una volta ricordare quel famoso discorso di Giuseppe Zanardelli, che ho gi\u00e0 ricordato. Zanardelli afferm\u00f2 che \u00abla Magistratura \u00e8 la custode, la difenditrice e la vindice di tutti i diritti e dei diritti di tutti. Dalla sua azione dipende la vita, la libert\u00e0, l\u2019onore, la propriet\u00e0 dei cittadini, tutte le pi\u00f9 sacre e gelose immunit\u00e0 dell\u2019uomo, nella sua personalit\u00e0, nelle relazioni pi\u00f9 intime della famiglia, nel pi\u00f9 riposto segreto dell\u2019essere suo. Il decoro stesso, la grandezza delle nazioni si misura dall\u2019autorit\u00e0 e dal rispetto che ottengono i magistrati, dalla fede in essi riposta, dal grado di elevatezza in cui sono collocati dal popolo\u00bb.<\/p><p>Queste solenni parole risuonano, oggi col senso della pi\u00f9 viva attualit\u00e0: d\u2019altronde, \u00e8 questa eterna freschezza il crisma delle grandi verit\u00e0.<\/p><p>A chi come me ha collaborato a questo progetto di Costituzione con umilt\u00e0 pari alla consapevolezza della nostra storica funzione sia consentito, quasi al termine della nostra lunga, appassionata e non sempre apprezzata fatica, di esprimere un augurio, nel quale palpita la coscienza del cittadino, dello studioso, dell\u2019avvocato: che la Magistratura italiana, dopo le inevitabili esitazioni di quest\u2019ora di ricostruzione del Paese, riprenda la via luminosa delle sue tradizioni di imparzialit\u00e0, di capacit\u00e0 e di probit\u00e0. Poich\u00e9 <em>justitia est fundamentum reipublicae<\/em>, la Magistratura sia \u2013 e ne abbia la coscienza e l\u2019orgoglio \u2013 la garante della solidit\u00e0 di questo fondamento del nuovo Stato repubblicano. (<em>Vivissimi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Rossi Paolo a nome della. Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io penso che nessuno oserebbe dire \u2013 malgrado la chiusura anticipata che \u00e8 stata votata stamane, al decimo giorno dall\u2019inizio \u2013 che questa discussione sia stata trattenuta in vincoli troppo stretti. Mi pare che non vi siano stati argini n\u00e9 dighe all\u2019irrompere di una eloquenza torrentizia. Il collega Leone, il cui eloquio pu\u00f2 veramente essere paragonato ad una mitragliatrice, per la precisione con cui raggiunge il bersaglio e per la rapidit\u00e0 martellante e rapinosa con cui si esprime, ha dovuto impiegare qualche cosa come due ore per rispondere almeno una parola alle tante opinioni che si sono manifestate in quest\u2019Aula. Avvocati (e chi non \u00e8 avvocato in Italia?), magistrati, professori, hanno detto tutti la loro opinione, hanno sviscerato la materia da capo a fondo, mostrandoci il diritto e la fodera dell\u2019argomento.<\/p><p>Un solo punto \u00e8 rimasto alquanto oscuro; e fu un eminente fisiologo, in mezzo a tanti avvocati, il professor Gaetano Martino, che, nella sua viva sensibilit\u00e0 per i problemi biologici, l\u2019ha individuato e messo in luce.<\/p><p>Questo argomento, del quale non ho sentito parlare per iscorcio altrimenti che da lui, \u00e8 rimasto immune da critiche. \u00c8 l\u2019ultima sezione della Costituzione, \u00e8 quella che si riferisce al congegno previsto dalla legge costituzionale per la sua stessa rinnovazione. Ora, il fatto che una cinquantina, e forse pi\u00f9, di oratori di tutti i Gruppi si siano espressi senza che uno solo si sia occupato di questa fondamentale disposizione che prevede il rinnovarsi della Carta costituzionale pu\u00f2 essere per un ottimista, come forse non sono, materia di profonda consolazione, e pu\u00f2 apparire per un pessimista, come non vorrei essere, un sintomo di estremo allarme. Delle due l\u2019una, evidentemente: o nessuno di noi pensa oggi a qualsiasi mutamento della Costituzione, e tutti i gruppi ne votano o almeno ne accettano sinceramente le norme, convinti che debbono durare lunghissimo tempo, o, ahim\u00e8, regna perfino tra di noi, autori responsabili della legge fondamentale di convivenza politica, un deplorevole scetticismo sull\u2019autorit\u00e0, sull\u2019efficacia e il rigore delle nostra Carta costituzionale.<\/p><p>Consentitemi di non risolvere questo dilemma pauroso perch\u00e9 ci sarebbe forse una terza ipotesi: quella che la vostra Commissione la quale, onorevole Presidente Ruini, non \u00e8 riuscita a redigere un solo articolo, uno solo, che non abbia incontrato censure, discussioni e controproposte, l\u2019abbia stavolta, e stavolta solo, indovinata al cento per cento, imbroccando un sistema se non perfetto almeno largamente sodisfacente e comunemente accettato. A questa ipotesi, anche per non risolvere il dilemma, amo e posso senza vanit\u00e0 appellarmi in quanto lo schema proposto dalla Commissione al vostro voto differisce sensibilmente da quello formulato nella mia originaria relazione.<\/p><p>Ci siamo trovati sempre tutti d\u2019accordo nel ritenere che la nuova Costituzione italiana debba essere una Carta costituzionale rigida e per circondarla di questo necessario rigore con efficienti garanzie il relatore, scartando altri congegni, aveva seguito il modello delle Costituzioni belga del 1921 e spagnola nel 1931 mediante questo schema: ogni proposta di modificazione pu\u00f2 essere introdotta dal Governo, o anche per iniziativa parlamentare, ma deve ottenere in entrambe le Camere la maggioranza assoluta. La proclamazione stessa del risultato affermativo determina automaticamente lo scioglimento delle Camere. Convocati i comizi, in breve termine, le nuove Camere dovranno porre ai voti, senza emendamenti, il progetto gi\u00e0 approvato dal disciolto Parlamento. Ove il progetto risulti confermato, stavolta a maggioranza semplice, esso diventa legge costituzionale ed il Parlamento continua la sua normale attivit\u00e0 legislativa.<\/p><p>\u00c8 inutile che io tenti di dirvi i pregi di questo sistema. \u00c8 pi\u00f9 opportuno sottolineare i difetti che hanno determinato la Commissione a respingere questo congegno probabilmente troppo macchinoso. Si \u00e8 detto: non conviene che per modificazioni costituzionali eventualmente di piccola, o piccolissima, mole si debba far ricorso a metodi cos\u00ec laboriosi da paralizzare l\u2019iniziativa, n\u00e9 si pu\u00f2 pensare ad una gerarchia di norme, escogitando per le norme di secondo grado un metodo di revisione diverso e pi\u00f9 agile. Si \u00e8 aggiunto: \u00e8 pericoloso costringere il Parlamento a sciogliersi prima del tempo, se vuole operare una riforma costituzionale. Con ci\u00f2 si potrebbero impedire e ritardare all\u2019infinito riforme necessarie ed urgenti, data la legge biologica di conservazione che \u00e8 comune alle razze animali e alle razze parlamentari. Si \u00e8 osservato che non apparisce nemmeno legittimo che un\u2019Assemblea politica che sta per disciogliersi condizioni al s\u00ec e al no, puramente e semplicemente, l\u2019attivit\u00e0 ed i poteri di una nuova Assemblea, di un\u2019Assemblea successiva, espressione anch\u2019essa della sovrana volont\u00e0 popolare. S\u00ec \u00e8, infine, rilevato che pu\u00f2 nascere, talora, una cos\u00ec stringente, una cos\u00ec premente urgenza di ritoccare la Costituzione da non consentire, senza grave pericolo, senza gravissimo danno, la mora della doppia legislazione,<\/p><p>Convenne volgere il pensiero ad altri metodi. Un sistema fu scartato di comune accordo, quello della maggioranza qualificata di due terzi o di tre quinti. Niente di pi\u00f9 contrario, infatti, all\u2019essenza stessa del principio maggioritario e niente di pi\u00f9 politicamente pericoloso ed ingiusto del caso in cui il 25 o il 33 per cento degli eletti e quindi degli elettori possa insistentemente e caparbiamente opporsi ad una riforma che \u00e8 voluta dal 75 o dal 60 per cento degli eletti, e quindi degli elettori. Questo vuol dire aprire la strada alla rivolta e alla violenza. Fu scartato il pi\u00f9 logico sistema del <em>referendum<\/em>, per quelle ragioni che furono svolte ampiamente in quest\u2019Aula e che io non ripeter\u00f2, quando venne in discussione l\u2019istituto del <em>referendum<\/em> in generale.<\/p><p>Fu scartato, ancora, per ovvie ragioni il ricorso all\u2019Assemblea Nazionale che si era prospettato in un primo tempo. Per le stesse ragioni per cui parve inopportuno creare questo terzo istituto politico, questa terza Camera, si dovette necessariamente rinunciare all\u2019idea di deferire all\u2019Assemblea Nazionale le modifiche della Costituzione.<\/p><p>Da queste successive esclusioni e dalla riconosciuta necessit\u00e0 d\u2019assicurare una notevole fermezza della Costituzione \u00e8 nato quello schema che abbiamo l\u2019onore di presentarvi: schema che riesce a conciliare \u2013 noi ci illudiamo \u2013 le istanze opposte di certezza e costanza della legge costituzionale e di adattabilit\u00e0 al tempo che preme con le sue continue mutevoli esigenze. La Costituzione non deve essere un masso di granito che non si pu\u00f2 plasmare e che si scheggia; e non deve essere nemmeno un giunco flessibile che si piega ad ogni alito di vento. Deve essere, dovrebbe essere, vorrebbe essere una specie di duttile acciaio che si riesce a riplasmare faticosamente sotto l\u2019azione del fuoco e sotto l\u2019azione del martello di un operaio forte e consapevole!<\/p><p>Vediamo se le progettate disposizioni si possono avvicinare a questo ideale. Abbiamo voluto, anzitutto, che l\u2019iniziativa della revisione competesse tanto al Governo quanto ad ogni singolo deputato. Con ci\u00f2 sembra superata l\u2019incertezza circa l\u2019opportunit\u00e0 di consentire l\u2019iniziativa anche a gruppi popolari. In una democrazia rappresentativa come la nostra, che \u00e8 retta, tra l\u2019altro, dal sistema elettorale della proporzionale, non c\u2019\u00e8 nessun gruppo politico di qualche ragionevole entit\u00e0 nel Paese che non abbia almeno una voce nel Parlamento. Abbiamo voluto il procedimento delle due letture, con un intervallo di tre mesi fra l\u2019una e l\u2019altra, perch\u00e9 una cosa tanto seria come la riforma costituzionale non sia il prodotto d\u2019impulsi momentanei e demagogici o, comunque, non ben confermati e meditati. Abbiamo richiesto l\u2019esigenza della maggioranza assoluta (met\u00e0 pi\u00f9 uno dei membri che compongono le due Camere), per evitare colpi di mano minoritari, sempre deplorevoli, pericolosi, deplorevolissimi e pericolosissimi nella suprema materia costituzionale. Vorrei dire a questo proposito che scientificamente si parla di maggioranza qualificata anche quando si parla di maggioranza assoluta. Mi pare che sarebbe pi\u00f9 rispondente a verit\u00e0 parlare di maggioranza reale o maggioranza garantita. La met\u00e0 pi\u00f9 uno non \u00e8 maggioranza qualificata. \u00c8 maggioranza sicura, garantita, e nulla pi\u00f9.<\/p><p>Oltre a queste garanzie che ci paiono molto serie e sostanziali, ne abbiamo introdotto un\u2019altra che pu\u00f2 tutti tranquillizzare: il ricorso alla fonte stessa della sovranit\u00e0: il <em>referendum<\/em> popolare, quando un quinto dei membri di una Camera, o 500 mila elettori, o sette Consigli Regionali ne facciano domanda. Con ci\u00f2 anche i diritti della minoranza \u2013 di una modesta minoranza \u2013 sono tutelati efficacemente, restando aperto l\u2019appello al popolo, anche ad opera di una parte comparativamente piccola della pubblica opinione. Restava la necessit\u00e0 di tutelare la certezza della legge; e a ci\u00f2 si \u00e8 provveduto fissando un termine entro il quale l\u2019impugnativa pu\u00f2 essere promossa: tre mesi. Tre mesi paiono sufficientemente lunghi perch\u00e9 l\u2019opinione pubblica si metta in moto se \u00e8 necessario, e paiono sufficientemente brevi per non lasciar troppo nell\u2019indefinito le norme costituzionali.<\/p><p>Il ricorso al <em>referendum<\/em> viene escluso in un caso soltanto: quando la legge sia stata approvata in entrambe le Camere (con 4 votazioni giacch\u00e9 si prevede il sistema della doppia lettura), con la maggioranza di due terzi dei componenti, una maggioranza davvero largamente qualificata.<\/p><p>\u00c8 opportuna questa norma? A me pare di s\u00ec, avuto riguardo alla concreta realt\u00e0 politica, al concreto panorama politico del nostro Paese. Noi facciamo la Costituzione della Repubblica italiana, non la Costituzione d\u2019Utopia o della Citt\u00e0 del sole di Campanella. In un paese dove vigesse il sistema del collegio uninominale, o dove le correnti politiche si polarizzassero intorno a due soli partiti, una maggioranza qualificata di due terzi potrebbe eventualmente, non rispondere alla maggioranza reale del Paese; potrebbe accadere, come \u00e8 accaduto talora in Inghilterra, che un partito che pure ha vinto in quasi tutti i collegi, cinque anni prima, sia in netta minoranza, poco dopo le elezioni nel paese, mentre conserva, in Parlamento, la quasi totalit\u00e0 dei mandati. Ma in Italia, dove abbiamo il sistema della proporzionale e dove i partiti purtroppo, me ne rammarico, sono anche soverchiamente frammentati, una maggioranza che raccolga in Parlamento i due terzi raccoglier\u00e0 certamente nel Paese una proporzione anche maggiore di consensi. Quindi \u00e8 parso giusto, per evitare inutili agitazioni e tentativi faziosi di minoranze infime, impedire il ricorso al <em>referendum<\/em>, quando la legge sia stata approvata dalle due Camere con la maggioranza di due terzi. Ma supponiamo che anche questa garanzia sia fallace. Supponiamo, in estrema ipotesi, che un Parlamento, che duri tutti i cinque anni, si discosti completamente dalla pubblica opinione, talch\u00e9 la maggioranza parlamentare dei due terzi non risponda pi\u00f9 alla maggioranza reale del Paese, ebbene, una estrema valvola di sicurezza resta aperta: ci saranno le elezioni generali; quella maggioranza, quel Governo, quel Parlamento saranno rovesciati dal suffragio universale e con relativa facilit\u00e0, come primo atto del nuovo Parlamento, quella determinata riforma impopolare sar\u00e0 facilmente revocata.<\/p><p>Col sistema che vi proponiamo, io non so veramente se si possa parlare, in termini costituzionalistici, di una Costituzione rigida. Io vorrei che gli illustri maestri che sono qui me lo dicessero. Personalmente temo alquanto che non si possa pi\u00f9 parlare di Costituzione rigida; si potrebbe forse parlare di una Costituzione semi-rigida o piuttosto di una Costituzione garantita da un serio e severo congegno di revisione Costituzionale.<\/p><p>Ma queste sono questioni teoriche, che interessano relativamente. Nella Commissione siamo tutti d\u2019accordo. Abbiamo la tranquilla coscienza di avere escogitato un metodo che concilii, in composita armonia, le esigenze in conflitto, che si presentano ugualmente imperiose.<\/p><p>Finisco con l\u2019esprimere un\u2019opinione ed un augurio. Abbiamo il pi\u00f9 profondo rispetto della legalit\u00e0, ma non abbiamo alcun feticismo per il contenuto intrinseco d\u2019ogni singola legge, d\u2019ogni singola norma, sia pure costituzionale.<\/p><p>Ci siamo sforzati, nel costruire la nostra Costituzione, di raggiungere il meglio, ma sapevamo tutti di non poter conseguire un <em>optimum<\/em> assoluto, immutabile nel tempo. Il tempo, in verit\u00e0, corre veloce e crea bisogni sempre nuovi e sempre diversi. Se in un futuro non molto lontano il congegno della revisione costituzionale dovr\u00e0 essere messo in moto, nessuno scandalo, anche se dovr\u00e0 essere messo in moto con qualche frequenza. Ci\u00f2 che \u00e8 davvero essenziale \u00e8 un\u2019altra cosa, \u00e8 che le norme costituzionali siano mutate quando occorra, senza ancoraggi conservatoristici e senza facilonerie avveniristiche, ma siano formalmente, sostanzialmente ed intrinsecamente rispettate finch\u00e9 sono in vita. Abbiamo visto molte Costituzioni rimanere in vita per lungo tempo ed essere cinicamente violate o \u2013 il che \u00e8 peggio \u2013 ipocritamente escluse. Auspichiamo, per le fortune della nostra Repubblica, l\u2019aprirsi di un periodo in cui la legge si possa mutare e si muti solo con la legge, ed in cui la legge, finch\u00e9 \u00e8 legge, sia religiosamente osservata. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p><p>Svolgimento di interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno risponder\u00e0 ora alle interrogazioni sui fatti di Napoli, di cui ho dato gi\u00e0 lettura.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato all\u2019interno.<\/em> Dichiaro subito di non poter rispondere all\u2019interrogazione rivolta dall\u2019onorevole Sereni, in quanto ignoro le informazioni ricevute dall\u2019interrogante ed alle quali si accenna nell\u2019interrogazione. Risponder\u00f2 tuttavia, in replica, se l\u2019onorevole Sereni si compiacer\u00e0 di precisarle, come credo far\u00e0, nel corso della discussione.<\/p><p>I fatti sono noti. Ieri mattina alle ore 11, su invito della Camera confederale del lavoro, cinquemila dimostranti si sono recati in corteo a Napoli nella Piazza del Municipio. Parlarono diversi oratori, venne reclamato da questi, fra l\u2019assenso entusiasta della folla, lo scioglimento dei partiti cosiddetti neofascisti, ed infine venne a gran voce invitata l\u2019Amministrazione del Comune ad esporre, dal balcone del Palazzo, la bandiera rossa. Poich\u00e9 l\u2019invito non veniva ovviamente accolto, gran parte dei dimostranti tent\u00f2 di invadere il palazzo comunale. Fu allora che le forze di polizia, opportunamente dislocate sul posto, entrarono in azione e riuscirono ad evitare l\u2019invasione. Nel frattempo, per\u00f2, un automezzo della polizia, carico di agenti, mentre attraversava la piazza per raggiungere il palazzo del Comune, veniva ostacolato violentemente, durante il viaggio, dalla folla. Uno dei dimostranti, quello che apparve il pi\u00f9 violento fra gli assalitori, venne arrestato. La folla dei dimostranti si rovesci\u00f2 allora, in gran parte, verso il vicino palazzo della Questura, tentando, anche qui, di invadere gli uffici, urlando per protestare contro l\u2019avvenuto arresto e per reclamare il rilascio dell\u2019arrestato. Partirono dalla folla alcuni colpi di rivoltella all\u2019indirizzo del palazzo della Questura; part\u00ec soprattutto una fitta sassaiuola, che frantum\u00f2 tutti i vetri delle finestre. Fu allora che gli agenti, che difendevano il palazzo, a scopo di intimidire gli assalitori, esplosero parecchi colpi di moschetto in aria. Non riuscendo con questo fatto a trattenere i dimostranti ed anzi aumentando, a parere dei difensori, le violenze degli assalitori, furono lanciate due bombe lacrimogene dopo di che la folla si disperdeva.<\/p><p>Dopo questo episodio, che \u00e8 costato due feriti di arma da fuoco \u2013 un giovane di tredici anni ferito a una coscia ed un operaio ferito al collo, per fortuna entrambi leggermente \u2013 dopo questo episodio, recatasi gran parte dei dimostranti alla Prefettura, una commissione di questi, costituita dal segretario generale della Camera del lavoro e da rappresentanti del Partito comunista, veniva ricevuta dal prefetto, al quale esprimeva i desiderata delle masse operaie, che si possono riassumere nella richiesta, proclamata nel comizio di Piazza Municipio, di scioglimento dei partiti neofascisti. Uscita la commissione e saputosi dalla folla l\u2019esito di questo incontro col rappresentante del Governo, si formarono parecchi gruppi di dimostranti, alcuni dei quali si avviarono al Vomero, dove venne devastata la sede del Movimento sociale italiano. Nella Galleria venne parimenti invasa e devastata la sede del Partito monarchico italiano; poi la sede dell\u2019Uomo Qualunque e quella del Movimento nazionale democratico sociale. Venne anche tentato un assalto al giornale <em>Risorgimento<\/em>. Questo assalto pot\u00e9 essere tuttavia sventato.<\/p><p>Nella borgata Bagnoli, la sezione monarchica venne parimenti invasa. I mobili di gran parte di queste sezioni vennero portati sulla strada e bruciati. N\u00e9 le dimostrazioni e gli episodi finirono qui, in quanto anche nei dintorni di Napoli se ne verificarono analoghi, altrettanto violenti e deplorevoli. A Pozzuoli venne invasa e devastata la sede del partito dell\u2019Uomo Qualunque; vennero operati otto arresti, degli arrestati venne domandato il rilascio da una folla tumultuante; si tent\u00f2 di invadere la caserma dove gli arrestati erano detenuti, ma i tentativi vennero fortunatamente sventati.<\/p><p>A Torre Annunziata gli incidenti assunsero una gravit\u00e0 anche maggiore: venne invasa la sezione del Partito monarchico, venne assalito uno degli iscritti a questa sezione, certo Manfredi, consigliere comunale, accusato di avere ordinato la distruzione, poco prima avvenuta, di alcuni numeri del giornale <em>La Voce<\/em>, e venne parimenti aggredito un certo Avvisati, qualificato ex fascista. Entrambe queste aggressioni sono avvenute nella casa degli aggrediti, i quali vennero naturalmente malmenati dalla folla e minacciati di linciaggio, ma furono sottratti dall\u2019intervento tempestivo di forze di polizia. Le case di costoro vennero saccheggiate. A Castellammare di Stabia, dove i manifestanti ammontavano a circa quattromila, si tent\u00f2 anche l\u2019invasione della sezione del Movimento sociale italiano e quella della Democrazia cristiana. Vennero invase e devastate le sedi dell\u2019Uomo Qualunque e del Partito monarchico; venne inoltre distrutta la insegna di un cinematografo, che recava il nome di Savoia, vennero incendiate parecchie edicole con distruzione dei giornali.<\/p><p>Da Torre Annunziata parte dei dimostranti, calcolata in 500 persone, su autocarri, raggiungevano anzitutto Boscotrecase, quindi Boscoreale, ed in entrambe queste localit\u00e0 devastavano la sede del partito dell\u2019Uomo Qualunque e del Partito monarchico. Veniva parimenti tentata l\u2019invasione della sede del Partito democristiano.<\/p><p>A Ponticelli si ebbero analoghi incidenti.<\/p><p>Si chiede dagli interroganti che cosa il Governo abbia fatto e che cosa il Governo intenda fare per impedire che incidenti di questo genere si verifichino ancora, e per colpire i responsabili degli incidenti avvenuti.<\/p><p>La risposta mi pare ovvia. Le autorit\u00e0 preposte all\u2019ordine pubblico hanno ricevuto rigorosissime istruzioni: si deve fare ogni sforzo per identificare i responsabili, per catturarli, per denunziarli quindi all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, siano essi esecutori materiali dei fatti, siano essi mandanti, se mandanti potranno essere individuati.<\/p><p>Per facilitare l\u2019azione della polizia in questo senso, il Governo ha adeguatamente potenziato, sia le forze dell\u2019arma dei carabinieri, sia quelle della pubblica sicurezza. Con tale potenziamento si mira a precostituire i mezzi per evitare il ripetersi degli episodi di violenza e per reprimerli.<\/p><p>La cosa \u00e8 ovvia: il Governo intende perseguire in ogni modo questo che ritiene il suo principale dovere, e confida, anche con la collaborazione dei galantuomini di tutti i partiti, di riuscirvi senza ulteriore grave pregiudizio del buon nome del nostro Paese.<\/p><p>\u00c8 stata presentata anche un\u2019interrogazione per i fatti avvenuti in Piemonte, alla quale posso senz\u2019altro rispondere.<\/p><p>Effettivamente i fatti di Napoli non sono rimasti isolati. Ad Alessandria, in Piemonte, ieri si sono avute dimostrazioni meno importanti, ma altrettanto gravi, che hanno del pari portato alla devastazione delle sedi dell\u2019Uomo Qualunque e del Movimento sociale italiano.<\/p><p>A Vercelli si \u00e8 avuta parimenti, dopo una dimostrazione, alla quale risulta abbiano partecipato 4 mila operai, la distruzione e la devastazione delle sedi dell\u2019Uomo Qualunque e del Partito liberale e la distruzione dei loro mobili e carteggi, incendiati sulla strada.<\/p><p>Ad Alessandria anche quattro persone, ritenute appartenenti ai Partiti cosiddetti di destra, sono state malmenate dalla folla e leggermente ferite.<\/p><p>A Vercelli \u00e8 avvenuto un episodio che, forse, merita di essere ricordato, perch\u00e9 le maestranze della Chatillon hanno imposto ai dirigenti della fabbrica di prender parte al comizio e li hanno rilasciati quando la manifestazione \u00e8 cessata.<\/p><p>A Biella \u00e8 stata parimenti devastata la sede dell\u2019Uomo Qualunque ed i mobili incendiati; il danno subito pare sia stato particolarmente ingente. I giornali qualunquisti e di altri partiti sono stati bruciati.<\/p><p>Ad Ivrea \u00e8 stata assalita un\u2019edicola; furono sequestrati, diciamo cos\u00ec, i giornali di tutti i partiti ritenuti di destra e incendiati sulla strada. A Torino oggi si \u00e8 avuto un altro episodio analogo: verso le ore 16, \u00e8 stata tentata l\u2019invasione dell\u2019Uomo Qualunque, dapprima fronteggiata da forze di polizia; mentre poi per\u00f2 tali forze venivano sopraffatte e i dimostranti, penetrati nei locali, distruggevano le suppellettili e i carteggi che, secondo il sistema consueto, venivano anche questa volta incendiati sulla pubblica strada.<\/p><p>Venivano parimenti compiuti dei tentativi nei confronti della sede del Movimento sociale italiano e del Movimento nazionale democratico: questi tentativi venivano per\u00f2 frustrati.<\/p><p>Uno degli onorevoli interroganti \u2013 e chiedo venia se rispondo a questo punto \u2013 precisamente l\u2019onorevole Rodin\u00f2, ha chiesto se non fosse vero che la sede napoletana del partito della Democrazia cristiana sia stata, durante l\u2019agitazione, protetta da maggiori forze che non le sedi degli altri partiti minacciati. Debbo dichiarare, nel modo pi\u00f9 preciso, che le misure prese per la Democrazia cristiana sono siate le stesse che sono state prese nei confronti delle sedi degli altri partiti, Nei confronti della sede della Democrazia cristiana, \u00e8 da osservare che si \u00e8 dimostrata meno violenta l\u2019azione degli aggressori.<\/p><p>Naturalmente, dopo averli elencati, il Governo non pu\u00f2 lasciare senza una vivace deplorazione tanti angosciosi episodi di violenza, e non pu\u00f2 non fare una volta ancora fervidamente appello al senso di responsabilit\u00e0 di quanti agitano le folle, ai quali gli interessi di parte non devono far dimenticare quello superiore della Nazione, che soltanto nell\u2019ordine pu\u00f2 trovare le vie della rinascita.<\/p><p>Ch\u00e9 se tale appello dovesse sventuratamente non essere ascoltato, ricordi ciascuno che il Governo rivendica unicamente a se stesso il diritto ed il dovere di garantire l\u2019ordine nei confronti di chiunque si attenti ad offenderlo, comunque ammantati ne siano i delittuosi pretesti. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Covelli ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>COVELLI. Non sono sodisfatto: non posso esserlo delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario dell\u2019interno. Siamo alle solite, onorevole Sottosegretario: appelli, promesse, provvedimenti rimasti nei cassetti del Ministro, del Sottosegretario, degli organi competenti, mentre tutto procede come prima, peggio di prima.<\/p><p>Se fosse stato qui l\u2019onorevole Scelba, gli avrei dato pubblicamente atto della sua faziosit\u00e0 repubblicana per cui, ogni volta che si \u00e8 parlato di sedi monarchiche, di partito monarchico, ha avuto una sola preoccupazione, quella di minimizzare; dico di pi\u00f9: ha insinuato addirittura che da parte dei monarchici si esagerasse.<\/p><p>In ogni caso, i monarchici hanno voluto sempre, in ogni occasione \u2013 non gi\u00e0 per dare atto all\u2019onorevole Scelba delle sue teoriche repubblicane, ma per dare una dimostrazione al Paese \u2013 hanno sempre voluto dimostrare, dicevo, di essere pi\u00f9 degli altri ossequienti alle leggi dello Stato. \u00c8 stato per\u00f2 erroneamente interpretato questo sentimento di devozione al Paese. Questa nostra condotta \u00e8 stata ritenuta debolezza. Noi rammentammo in una nostra protesta, per dire con l\u2019onorevole Fuschini, parlamentare, a proposito delle devastazioni delle nostre sedi in Sicilia, che non avevamo visto, in relazione agli episodi precedenti, nessun provvedimento del Governo atto a tutelare i nostri diritti democratici che, fino a prova contraria, sono eguali a quelli degli altri partiti.<\/p><p>Abbiamo protestato altre volte, insoddisfatti come sempre per la carenza assoluta delle autorit\u00e0 in taluni episodi; protestiamo oggi, con la massima serenit\u00e0 per quello che \u00e8 avvenuto a Napoli, in relazione all\u2019insoddisfazione nostra dopo quello che ha detto l\u2019onorevole Sottosegretario. A Napoli l\u2019assalto alle sedi del Partito nazionale monarchico, dicevo ieri e confermo oggi, vuole essere per i signori comunisti un gioco a carambola. Anche per le ragioni che dir\u00f2, noi non siamo disposti a prestarci a questo gioco in linea generale, ma sentiamo il dovere di avvertire i comunisti e il Governo che, ove mai si ritenesse di poco momento l\u2019offesa perpetrata al cuore di Napoli, che, malgrado le gradassate di certi guasconi, nuovi e vecchi, \u00e8 sempre la capitale ideale dei monarchici italiani&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Ora rispondiamo al Governo; ai comunisti risponderemo a Napoli.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Non diffami Napoli.<\/p><p>COVELLI. Lei non pu\u00f2 capire Napoli.<\/p><p>Una <em>voce a sinistra.<\/em> Napoli \u00e8 pi\u00f9 repubblicana di altre citt\u00e0 d\u2019Italia.<\/p><p>COVELLI. Non per sottovalutare questa offesa morale&#8230; (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>&#8230;<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio, onorevoli colleghi!<\/p><p>COVELLI. &#8230;arrecata ai napoletani, noi ancor oggi, come sempre, generosi, (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>) diciamo al Governo che siamo veramente delusi di questa indifferenza delle autorit\u00e0 dello Stato alle preoccupazioni giustificatissime dell\u2019opinione pubblica.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Nonostante i vostri voti favorevoli!<\/p><p>COVELLI. S\u00ec, non fosse altro che per votare contro i sovvertitori! (<em>Applausi a destra \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 il popolo di Napoli!<\/p><p>COVELLI. Lei non lo conosce il popolo, nemmeno da lontano. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019offesa (<em>Interruzioni a. sinistra<\/em>), s\u00ec, parlo di offesa, perch\u00e9 della provocazione ne riparleremo a Napoli!<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Quanti siete?<\/p><p>COVELLI. Siamo pi\u00f9 di quanti non possiate immaginare. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio!<\/p><p>COVELLI. Noi facciamo nostra la preoccupazione di tutta Napoli. L\u2019aver lasciato impunemente realizzare, con la vilt\u00e0 tipica di taluni episodi, un piano di attacco e di offesa alla nostra sede in Napoli, significa che taluni criminali hanno perduto ogni ritegno&#8230; (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra \u2013 Rumori vivissimi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Voi andate di notte ad ammazzare gli avversari.<\/p><p>COVELLI. &#8230;e si dichiarano pronti \u2013 in questa catena di violenze che non so se si sia fermata a Napoli \u2013 a sovvertire la pace e la tranquillit\u00e0 del Paese per realizzare i loro piani.<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Voi avete sovvertito per trenta anni la pace!<\/p><p>COVELLI. In tutta lealt\u00e0 io voglio dire una parola ai comunisti. In tutta lealt\u00e0, ho l\u2019impressione che siate caduti in un equivoco con le vostre provocazioni a nostro danno, se avete voluto colpire nel bersaglio nostro la reazione. Vi sbagliate: i monarchici non hanno \u2013 \u00e8 bene chiarirlo \u2013 nessuna collusione con quelli che non perdonarono al Re il 25 luglio, e che per questo motivo sono alleati vostri e non nostri. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non hanno collusione neppure con quei ceti contro i quali puntate, e che oggi giocano comodamente con la Repubblica come hanno tentato di fare con la monarchia prima del 2 giugno.<\/p><p>I monarchici sono gente per bene, gente ligia alle migliori tradizioni della storia di Italia (<em>Interruzioni \u2013 Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> I Savoia rappresenteranno sempre la miglior gloria d\u2019Italia. (<em>Vivi rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Orbene, io non so quale convenienza abbiate nel caramboleggiare con noi. Se voi volete perseverare in questo errore, dal momento che lo Stato, onorevole Sottosegretario, si disinteressa, come \u00e8 dimostrato dall\u2019inettitudine del Prefetto e del Questore di Napoli, in tutta lealt\u00e0 diciamo a voi che, se volete perseverare in questo errore, per i vostri piani&#8230;<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Ma che piani! Vogliamo che si smetta di assassinare i lavoratori!<\/p><p>COVELLI. &#8230;se volete persistere in questo errore \u2013 dicevo \u2013 e proprio non ne potete fare a meno, in tutta lealt\u00e0, accomodatevi; e allora, domando particolarmente ai comunisti&#8230; (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>) accadr\u00e0 che, dove vi potremo fermare (mi riferisco ai comunisti), vi fermeremo, dove dovremo azzuffarci ci azzufferemo. Potreste avere la meglio, ma potreste anche avere la peggio. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Certo \u00e8 che l\u2019impegno che metterete voi nella zuffa \u2013 se l\u2019autorit\u00e0 dello Stato fosse carente \u2013 la metteremo anche noi, pel bene supremo del Paese.<\/p><p>Ma mi domando in conclusione: se questo avvenisse, si potrebbe verificare il nostro successo o il vostro successo, ma tutti e due insieme avremmo perduto la battaglia della libert\u00e0 e della democrazia in Italia.<\/p><p>Or dunque, al Governo \u2013 ritornando a Napoli \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 possibile perseverare in una certa forma di funambolismo, che sarebbe efficace solo se vi fosse una sensibilit\u00e0 capace di raccogliere i moniti: ma questa non vi \u00e8. Bisogna pur dire (e avrei gradito che si fosse detto oggi) quali provvedimentali sono stati gi\u00e0 adottati. Nessuno!<\/p><p>O a Napoli \u2013 a cominciare da Napoli soprattutto, onorevole Sottosegretario! \u2013 si restituisce all\u2019opinione pubblica smarrita la fiducia nell\u2019autorit\u00e0 dello Stato, o proprio a partire da Napoli noi del Partito nazionale monarchico (e mi si creda, abbiamo tutte intere le possibilit\u00e0!) dimostreremo, ove mancasse quell\u2019autorit\u00e0, di essere sufficientemente mallevadori di quella eventuale fiducia, per dimostrare che il popolo italiano \u00e8 ancora presente a se stesso, ha ancora intatte, dopo le bufere, le possibilit\u00e0 per assolvere in pieno la sua missione, che \u00e8 missione di civilt\u00e0 contro i negatori, contro i sovvertitori, contro i traditori della storia, del costume, della civilt\u00e0 italiana! (<em>Applausi a destra \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sereni ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SERENI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che, a parte la cronaca dei fatti che \u00e8 stata data dal Governo, quanto ci ha detto oggi l\u2019onorevole Marazza corrisponde, a grandi linee, alla verit\u00e0, ma non posso non rilevare quanto appunto avevo rilevato gi\u00e0 ieri, in base alle informazioni da me ricevute, cio\u00e8 che quello che ieri l\u2019onorevole Scelba ha detto, a proposito degli incidenti di Napoli, non corrisponde a verit\u00e0. Devo ripetere per questa parte, la raccomandazione al Ministero degli interni, di avere delle fonti di informazione un po\u2019 pi\u00f9 serie. Si \u00e8 parlato ieri di tentativi di issare la bandiera rossa sul municipio di Napoli.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 niente di vero in questo, assolutamente niente, e gli incidenti non si sono svolti davanti al Municipio, tranne quelli provocati dall\u2019ingresso violento di una camionetta in mezzo al popolo, che, come si usa da parte di tutti i partiti, per tutte le manifestazioni a Napoli, si era radunato a piazza del Municipio. Questo \u00e8 il primo rilievo, perch\u00e9, come giustamente ricordava ieri l\u2019onorevole Pajetta, noi facciamo un duplice addebito alla politica del Governo: un addebito di incapacit\u00e0 tecnica, che resta confermato anche da questo piccolo particolare, perch\u00e9 il Governo deve sentire la sua responsabilit\u00e0, di quanto ha affermato di fronte all\u2019Assemblea, e poi un addebito politico. Devo ripetere qui quanto \u00e8 stato rilevato da parte non sospetta di connivenza con noi. \u00c8 un fatto che nel corso delle manifestazioni popolari, che hanno avuto ieri luogo a Napoli, la sede della Democrazia cristiana era presieduta ben differentemente da quello che non fossero le sedi degli altri partiti, che sono stati oggetto delle manifestazioni popolari stesse. Dobbiamo rilevare in questo campo \u2013 non so se tutti saranno proprio d\u2019accordo \u2013 che qui si tratta, credo, di una incapacit\u00e0 tecnica.<\/p><p>Ci potrebbe essere qualcuno che pensi che questa insufficienza dipendesse da una certa attitudine ormai vecchia nel Governo attuale, e cio\u00e8 di trattare, anche quelli che sono i suoi alleati, con quello stesso spirito di settarismo che qualifica tutto il resto della sua azione. (<em>Proteste al centro<\/em>). Ci dispiace: questa volta non potrete avere i consensi della destra.<\/p><p>\u00c8 bene che io parli serenamente. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Vedete, onorevoli colleghi ed onorevole Sottosegretario, io credo che forse a proposito della discussione che gi\u00e0 ha avuto luogo ieri, l\u2019onorevole Cappi abbia cercato pi\u00f9 di altri parlamentari di parte governativa, di andare un po\u2019 pi\u00f9 a fondo alla questione. Non si pu\u00f2 trattare di questi problemi come si \u00e8 fatto ieri, con la mentalit\u00e0 da questurino non del regno d\u2019Italia, ma delle vecchie monarchie assolutiste, dell\u2019onorevole Scelba. (<em>Rumori \u2013 Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si tratta di vedere il fondo. Non possiamo prendere sul serio un Ministro dell\u2019interno, il quale ci viene qui a parlare dei morticini, delle bombette e dei giornaloni che sono stati distrutti. Questa \u00e8 una cosa poco seria. Non fa onore a questa Assemblea sentire cose del genere da parte di un Ministro responsabile della Repubblica.<\/p><p>Bisogna cercare di far uscire la questione dal piano sul quale \u00e8 stata portata da alcuni degli oratori di parte governativa, e cercare di portarla sul terreno della serenit\u00e0 e sul piano della libert\u00e0. Il fatto \u00e8 che la Democrazia cristiana e noi parliamo due linguaggi, che non si possono reciprocamente tradurre. C\u2019\u00e8 stato un tempo nel quale, noi abbiamo tradotto il linguaggio della Democrazia cristiana e l\u2019onorevole Marazza, che \u00e8 qui presente, sa con quanta cordialit\u00e0 abbiamo collaborato nei Comitati di liberazione per la lotta clandestina. Ci siamo compresi. Ora c\u2019\u00e8 stato un abbandono da parte della Democrazia cristiana di quel tono; perch\u00e9 allora noi ci comprendevamo, non sul terreno della capitolazione di fronte alle forze del fascismo, ma sul terreno della lotta contro il fascismo. Allora parlavamo tutti e due uno stesso linguaggio e ci comprendevamo. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Era un linguaggio italiano!<\/p><p>SERENI. Onorevoli colleghi di parte democristiana, io non vi sto lanciando insulti gratuiti. Io sto dicendo la mia opinione personale. Questo: voi parlate un linguaggio differente. Per quale ragione? Ce l\u2019ha detto ieri il collega Cappi. Non era questo il modello di libert\u00e0 per cui combattevamo. Quando combattevamo nei Comitati di liberazione non concepivamo che una delle libert\u00e0 della Carta atlantica o di qualche altra Carta fosse, per esempio, quella di fare assassinare 19 organizzatori sindacali in Sicilia. Non era questa la libert\u00e0, e libert\u00e0 non vuol dire affatto cari amici, rinunciare all\u2019uso, non dico della violenza, ma della forza. Contro i fascisti noi abbiamo usato la forza ed anche la violenza! (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>). E l\u2019onorevole Marazza era con noi a lottare per la conquista di questa libert\u00e0. (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ho solo constatato come si svolgeva la lotta nel passato. Ora il problema \u00e8 questo: \u00e8 evidente che noi non chiamiamo libert\u00e0 la capitolazione di fronte ai nemici della libert\u00e0.<\/p><p>Quando questa si vuole passare per libert\u00e0, noi non siamo d\u2019accordo con la Democrazia cristiana e parliamo un altro linguaggio. Non pu\u00f2 essere l\u2019uso della forza (non dico della violenza) il carattere distintivo della democrazia, ma \u00e8 l\u2019atteggiamento di fronte a quelle forze politiche e sociali che si presentano come nemiche della libert\u00e0 del Paese. Queste forze erano ieri le forze fasciste; sono oggi quelle forze che fanno apertamente, onorevole Marazza, l\u2019apologia del fascismo.<\/p><p>Onorevole Marazza, ha dimenticato il Ministero dell\u2019interno, che le ha fornito i dati che sono serviti alla sua risposta, altre cose, per esempio, l\u2019atteggiamento che la polizia, per ordine ricevuto evidentemente dal Ministro dell\u2019interno, ha assunto di fronte alla folla che manifestava contro l\u2019oscena gazzarra sotto i gagliardetti fascisti, di fronte a parole d\u2019ordine fasciste, che non so da dove venissero.<\/p><p>COVELLI. \u00c8 falso! Dice cose non vere.<\/p><p>SERENI. Noi abbiamo visto che per ordine dell\u2019onorevole Scelba la polizia protegge una manifestazione, che aveva un dichiarato carattere fascista ad un funerale con aperte grida fasciste sediziose. Mentre, di fronte ad una folla di lavoratori, i quali manifestavano pacificamente \u2013 non c\u2019\u00e8 stato nessun tentativo di assalto n\u00e9 al Comune n\u00e9 alla questura n\u00e9 alla prefettura; ma si sono recate delle commissioni chiedendo di essere ricevute&#8230;<\/p><p>MAZZA. Da chi sono state devastate le sedi?<\/p><p>SERENI. Di fronte a questa massa, le forze di polizia \u2013 non per cattivo atteggiamento tenuto dai funzionari di polizia, ch\u00e9 anzi l\u2019atteggiamento personale dei funzionari non \u00e8 stato cattivo \u2013 hanno usato, dietro ordine dei superiori, dei mezzi drastici di dispersione.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Tanto pacifica, che si andava a distruggere le sedi dei partiti.<\/p><p>SERENI. In Piazza del Municipio si \u00e8 svolta una manifestazione. Hanno parlato degli oratori, e la folla ha avuto un atteggiamento perfettamente calmo, finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stata la penetrazione della camionetta della polizia. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Ma perch\u00e9 protestate? Lo ha detto l\u2019onorevole Marazza. Siate pi\u00f9 intelligenti! (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MICHELI. \u00c8 lei, che \u00e8 poco intelligente nel dare la colpa alla camionetta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Micheli, la prego, non interrompa.<\/p><p>MICHELI. Mi dice che devo cercare di capire: gli dico che ho capito fin troppo.<\/p><p>SERENI. Ha avuto ragione, e noi sentiamo questa responsabilit\u00e0, l\u2019onorevole Covelli a rivolgersi ai comunisti ed a tutti i partiti repubblicani sinceri. Certo, il Partito comunista con la sua forza politica ha un particolare rilievo. Ha avuto ragione a rivolgersi a noi. Facendo le sue minacce, l\u2019onorevole Covelli si \u00e8 rivolto ai comunisti e poi al Governo. Egli ha riconosciuto un fatto che risponde alla realt\u00e0: che ci troviamo di fronte ad un Governo, che \u00e8 privo di autorit\u00e0 nel Paese, che ha un\u2019autorit\u00e0 inferiore a quella dei grandi partiti. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>. <\/em>Io dico quello che ha detto l\u2019onorevole Covelli.<\/p><p>Si tratta di un problema di autorit\u00e0, signori del Governo.<\/p><p>COPPI. Allora andiamo ai Governi autoritari.<\/p><p>SERENI. Lei non comprende che proprio un Governo di autorit\u00e0 \u00e8 un Governo che non ha bisogno di essere autoritario.<\/p><p>La proposta che faceva l\u2019onorevole Covelli, a proposito di una specie di alleanza potrebbe essere interessante. Una cosa da studiare, se, invece di trattarsi della monarchia di Savoia, che si \u00e8 macchiata di tanti delitti e di tanto sangue, si trattasse della monarchia dei Borboni, che a suo tempo fece cose interessanti. (<em>Interruzioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il problema cui dobbiamo rispondere \u00e8 un altro. Perch\u00e9 sono avvenute queste devastazioni a Napoli e in ogni parte d\u2019Italia? Questo \u00e8 il problema essenziale.<\/p><p>Dobbiamo dire che queste manifestazioni sono prodotte dalla mancanza assoluta di autorit\u00e0 del Governo, dalla sfiducia delle masse popolari di tutta Italia che hanno in questo Governo, nella sua incapacit\u00e0 di fermare i tentativi criminosi neofascisti.<\/p><p>L\u2019onorevole Marazza rivendica al suo Governo l\u2019esclusivo diritto di governare.<\/p><p>Perch\u00e9 un Governo possa governare non basta che con un cambiamento di fronte abbia una maggioranza in Parlamento, che contrasta con tutta l\u2019impostazione che esso ha dato alla campagna elettorale.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Ci vogliono centocinquantamila carabinieri.<\/p><p>SERENI. Il fatto \u00e8 che non si governa.<\/p><p>Il fascismo aveva pi\u00f9 di centocinquantamila carabinieri e non ha governato in Italia.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> \u00c8 stata la guerra.<\/p><p>SERENI. Anche prima della guerra non ha governato.<\/p><p>Questo Governo non ha autorit\u00e0, e per questo le masse popolari manifestano nelle forme, che certamente noi tutti vorremmo evitare in Italia. Invece abbiamo un Governo di miscredenti, come ha detto il collega Pajetta; abbiamo un Governo alleato del fascismo. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rodin\u00f2 Mario ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>RODIN\u00d2 MARIO. Le poche parole che vi dir\u00f2 spero non diano luogo n\u00e9 a contrasti n\u00e9 a battibecchi. La mia pacatezza \u00e8 dovuta a profondo senso di preoccupazione, ad un profondo senso di responsabilit\u00e0.<\/p><p>Non dir\u00f2 una cosa nuova affermando che noi qualunquisti siamo contrari alla violenza, da qualunque parte essa venga. Siamo contrari, e lo stiamo dimostrando coi fatti, a reagire con la violenza alla violenza, perch\u00e9 crediamo che la lotta civile nel campo nazionale e la guerra nel campo internazionale sono alla base dell\u2019infelicit\u00e0 che, nella storia dei secoli, travaglia l\u2019uomo qualunque.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Tutte belle parole!<\/p><p>RODIN\u00d2 MARIO. Non posso nascondervi l\u2019impressione poco sodisfacente, l\u2019impressione poco democratica, che ho avuto dalla nostra seduta di ieri e da questo scorcio di seduta di oggi, perch\u00e9 io non posso approvare che, di fronte agli eccidi e alle violenze che dividono il Paese e che macchiano le piazze di sangue, anche questa Assemblea, la quale dovrebbe rappresentare l\u2019unit\u00e0 del Paese e ne \u00e8 l\u2019organo e l\u2019espressione massima, continua a dividersi: assistiamo al triste spettacolo di settori dell\u2019Assemblea che elogiano, giustificano e proteggono quelli che hanno compiuto dei delitti, ed esaltano ed ingiuriano le vittime, solo perch\u00e9 del partito avverso. Sarebbe molto pi\u00f9 nobile e decoroso che tutta l\u2019Assemblea concorde chiedesse ed esigesse dal Governo, qualunque esso sia in questo momento, il rispetto tassativo della legge, l\u2019osservanza di un diritto uguale per tutti i cittadini, i quali tutti hanno diritto alla libert\u00e0 e alla tutela dell\u2019ordine. Non vogliamo violenze, non vogliamo apporre violenza a violenza, ma, appunto per questo, \u00e8 evidente che vogliamo che la prima violenza, la violenza iniziale, sia punita ed impedita nel suo ulteriore sviluppo; ch\u00e9, se questo non avvenisse, cammineremmo inevitabilmente, a grandi passi, verso quel \u00abcaos\u00bb tanto preannunciato dall\u2019onorevole Nenni. Creeremmo qui fatalmente, inesorabilmente, con l\u2019andar del tempo la legge della giungla, l\u2019<em>homo homini lupus<\/em>. Non sapremmo pi\u00f9 come disciplinare queste masse smarrite ed armate l\u2019una contro l\u2019altra, ed il giorno che avessimo fatto questo \u2013 Dio disperda le mie parole! \u2013 correremmo il pericolo di subire un\u2019occupazione straniera egualmente esecrabile da qualunque parte essa avvenga.<\/p><p>Fiducia al Governo noi l\u2019abbiamo data. Ma la fiducia nel Governo impone al Governo stesso l\u2019obbligo di tutelare la legge, di mantenere l\u2019ordine, di punire i colpevoli. Quando assistiamo a scene tragiche come quelle descritte dai giornali, noi non possiamo non meravigliarci che provvedimenti pi\u00f9 rapidi, pi\u00f9 decisivi e pi\u00f9 drastici non siano stati presi. La vastit\u00e0 degli incidenti aumenta di giorno in giorno. Non abbiamo pi\u00f9 la sensazione di avvenimenti isolati e sporadici: soltanto stamane, dalle prime ore del mattino alle quattro del pomeriggio, alla nostra Segreteria Generale sono pervenute dalle nostre diverse sedi comunicazioni di saccheggi. Non si tratta, come annunciato dal Sottosegretario agli interni, della sola sede di Napoli, ma anche di quelle di Fuorigrotta, di Avvocata, di Boscoreale, di Boscotrecase, di Ponticelli, di Pozzuoli, di Torre Annunziata, di Castellamare di Stabia e di Portici: questo soltanto nella Provincia di Napoli.<\/p><p>Ed ancora: Livorno, Torino, Aosta, Varese, Novara, Arezzo, Vercelli, Biella, Casale Monferrato, Piacenza, dove non solo \u00e8 stata devastata la sede dell\u2019Uomo Qualunque, ma \u00e8 stata violata e saccheggiata la casa di una nostra modesta e gentile organizzatrice del luogo, che \u00e8 rimasta cos\u00ec derubata di tutti i suoi mobili, le sue cose, i suoi vestiti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non capisco, come di fronte a cos\u00ec gravi avvenimenti e responsabilit\u00e0, il Governo possa, come ora ora ha fatto l\u2019onorevole Sottosegretario, comunicare incidentalmente e quasi a giustifica di quello che si \u00e8 svolto, che la polizia \u00e8 stata sopraffatta. Ma la polizia non pu\u00f2 e non deve dichiararsi sopraffatta, se non dopo aver messo in giuoco tutte le sue possibilit\u00e0 e tutta la sua forza di resistenza. Altrimenti fa la figura di quel funzionario fascista che fu mandato in una certa zona a fare la lotta \u2013 allora si pensava a questo \u2013 contro le mosche, e quando venuta l\u2019ispezione e trovato che nessun risultato era stato raggiunto e che il paese era pi\u00f9 di prima pieno di noiosi insetti, gli fu domandato: \u00abMa, non avete fatto voi la lotta contro le mosche?\u00bb \u00abSi, \u2013 rispose \u2013 ma hanno vinto le mosche\u00bb.<\/p><p>La polizia deve avere dei poteri ampi e deve rispondere subito del come e perch\u00e9 \u00e8 stata sopraffatta. \u00c8 evidente che tutta la forza della polizia \u00e8 nel fatto che essa pu\u00f2 esercitare determinati poteri, determinate azioni, determinate offese. Solo cos\u00ec cento uomini porranno imporsi a centomila, e dominarli e costringerli a rispettare la legge; ed \u00e8 assurdo pretendere che a parit\u00e0 di condizioni, fra un minimo numero di tutelatori ed una enorme maggioranza di ribelli, possa venir rispettata la volont\u00e0 del minor gruppo.<\/p><p>Qualcuno di voi avr\u00e0 visto nei cinematografi, come ho visto io l\u2019altra sera, la sfilata delle forze della polizia italiana. Ho viste fotografate masse di uomini organizzati, armati, dotati di tutti i mezzi. Uno spettacolo tranquillizzante, rassicurante per tutti coloro che amano l\u2019ordine, la libert\u00e0 e la tutela del diritto per tutti i cittadini, a qualunque partito appartengano. Perch\u00e9 queste forze e questi mezzi non sono messi attivamente in funzione? Mancano gli uomini? Ma io credo di poter dire che migliaia di qualunquisti, migliaia di onesti cittadini sarebbero disposti, se fosse necessario, a mettersi senza compenso, a disposizione del Governo in carica; in migliaia di cittadini saremmo disposti a mettere il nostro petto e le nostre braccia a disposizione dell\u2019autorit\u00e0 legalmente costituita, affinch\u00e9 in Italia si salvino l\u2019ordine e la libert\u00e0. (<em>Commenti a sinistra<\/em>).<\/p><p>Il Governo, di fronte al succedersi, all\u2019incalzare di questi avvenimenti, per rispondere alla sua funzione, per meritare la fiducia che gli abbiamo dato, deve darci subito l\u2019assicurazione che tutto \u00e8 stato messo in giuoco, che tutto sar\u00e0 utilizzato per salvaguardare, nell\u2019interesse di tutti, l\u2019ordine e la libert\u00e0.<\/p><p>Ma io non posso, prima di terminare, fare a meno di chiedere spiegazioni per un fatto strano: io non capisco perch\u00e9 sono state, cos\u00ec sistematicamente, e con evidente rispondenza ad un piano prestabilito di carattere nazionale, saccheggiate dalle masse di sinistra tutte le sedi dell\u2019Uomo Qualunque, mentre invece dovunque sono rimaste rispettate le sedi della Democrazia cristiana. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019offensiva contro di noi \u00e8 incominciata da quando il nostro Consiglio nazionale ha fatto una precisa affermazione dichiarandosi contrario a qualsiasi forma di totalitarismo ed individuando nel comunismo il peggiore totalitarismo possibile. Ma la Democrazia cristiana, anch\u2019essa ha fatto una campagna elettorale nella quale ha chiesto i voti, rappresentandosi come il massimo avversario e l\u2019unico baluardo contro il comunismo. Non capisco, ripeto, questa offensiva di sinistra che si sviluppa in una forma cos\u00ec poco distributiva e logica, se \u00e8 possibile trovare la logica e la giustizia nell\u2019ingiustizia. In verit\u00e0 mi preoccupo che il Governo (come mi risulta dalle affermazioni pervenutemi dai nostri centri) protegga e tuteli le sedi della Democrazia cristiana in una forma concreta ed efficiente e trascuri le altre. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Forse questa \u00e8 la sola spiegazione possibile o, almeno, la pi\u00f9 onorevole. Comunque, se la mancanza di energia da parte del Governo \u00e8 deplorevole ed \u00e8 condannabile in qualche momento, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 se la carenza si manifesta in minor misura quando si tratta della tutela dei propri amici, ed in maggior misura quando si tratta della tutela degli altri.<\/p><p>Raccomando, quindi, all\u2019onorevole Sottosegretario agli interni di volerci tassativamente garantire che nulla sar\u00e0 trascurato, perch\u00e9 tutti questi delittuosi incidenti abbiano immediatamente a cessare, perch\u00e9 i responsabili ed i colpevoli siano identificati e puniti col massimo rigore, ad esempio e monito di chiunque altro possa ancora avere intenzioni del genere. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Puoti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>PUOTI. Il motivo della mia interrogazione era quello di conoscere quali provvedimenti erano stati adottati nei riguardi dei responsabili, dei mandanti, in riferimento agli incidenti di Napoli.<\/p><p>Io questa mattina mi sono premurato di recarmi a Napoli per accertarmi personalmente, sia dei danni subiti dalle sedi del Movimento nazionalista per la democrazia sociale, sia del modo come \u00e8 avvenuta questa invasione.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Viaggio di ispezione, come gli ispettori fascisti.<\/p><p>PUOTI. L\u2019onorevole Sereni ne era gi\u00e0 informato ieri sera; io sono andato col vostro amico Giorgio Amendola questa mattina.<\/p><p>Ora, purtroppo, l\u2019onorevole Marazza non ci ha sodisfatti, ed io ho dovuto constatare che le sue informazioni circa la protezione alle sedi dei partiti politici non corrispondono esattamente alla situazione di ieri. Per quanto concerne il Movimento nazionalista della democrazia sociale, i dirigenti napoletani del partito avvertirono tempestivamente la questura e la pretura, perch\u00e9 venisse disposto un servizio adeguato a protezione della sede del partito stesso. Nonostante la precisa e chiara richiesta verbale e scritta dei dirigenti del Movimento nazionalista, n\u00e9 la prefettura n\u00e9 la questura poterono disporre di questo servizio di protezione. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Quindi io mi rivolgo al Governo ancora una volta, come feci ieri sera, per chiedere la necessaria ed indispensabile protezione che devono avere tutti i partiti democratici legalmente costituiti. (<em>Commenti a sinistra<\/em>), intendo riferirmi a tutti i partiti democratici, perch\u00e9 non voglio polemizzare con i partiti a carattere totalitario e dittatoriale. (<em>Commenti alla estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Mi riferisco al Partito comunista, che ieri aveva la sua protezione, nonostante fosse all\u2019offensiva, mentre noi che eravamo sulla difensiva non eravamo protetti.<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec ieri Napoli \u2013 che \u00e8 una citt\u00e0 tranquilla ed operosa, che non conosce lo spirito di fazione e di parte \u2013 \u00e8 stata costretta ad assistere ad uno spettacolo indegno, di incivilt\u00e0, perch\u00e9 masse di operai cacciati dalle officine per una manifestazione, che i nostri lavoratori non sentivano&#8230;. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Le annunziate persino sui giornali, queste manifestazioni!<\/p><p>PUOTI. La manifestazione doveva essere un atto di solidariet\u00e0, come disse ieri il collega Pajetta, dei lavoratori di Napoli coi lavoratori del Settentrione. Ma solidariet\u00e0 per incidenti avvenuti, non complicit\u00e0, per creare nuovi incidenti! Quindi, istigazione a commettere delitti!<\/p><p>Questo \u00e8 il primo punto della responsabilit\u00e0 che bisogna accertare, perch\u00e9 \u00e8 bene che il Governo dia la prova concreta della sua forza democratica nell\u2019imporre il rispetto di tutte le libert\u00e0, specialmente a coloro i quali&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Specialmente ai fascisti!<\/p><p>PUOTI. Specialmente ai fascisti rossi, vorreste dire? Siamo d\u2019accordo!<\/p><p>BOLOGNESI. Lei \u00e8 un fascista nero! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PUOTI. Specialmente a coloro i quali vedono nel Partito comunista quel partito che, facendo leva sul sentimento delle classi operaie, provoca nel Paese uno stato di disagio che porta a quelle conseguenze gi\u00e0 verificatesi in Italia 25 anni or sono. (<em>Rumori vivissimi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Noi siamo decisi a stroncare qualunque tentativo del genere, con qualunque mezzo. O il Governo ci appoggia in questa nostra missione per l\u2019affermazione dei diritti democratici della libert\u00e0, o saremo costretti noi a rintuzzare volta per volta, uno per uno, ogni gesto ed ogni atto che non sia veramente conforme ai nostri princip\u00ee democratici.<\/p><p>\u00c8 necessario quindi che il Governo prenda di urgenza in considerazione la richiesta gi\u00e0 formulata ieri, relativa ad una legislazione che sia atta ad impedire le violenze politiche, ingiustificate e sproporzionate comunque, perch\u00e9 noi non possiamo consentire che, per l\u2019affermazione di un partito, si sparga del sangue, si sparga del sangue del nostro popolo, di quel popolo che ha gi\u00e0 tanto sofferto e che oggi vorrebbe essere tutto unito per cercare il pi\u00f9 possibile di lenire il dolore, per curare le troppe ferite, per ricostruire le migliaia e migliaia di case distrutte&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Per colpa di chi?<\/p><p>PUOTI. &#8230;per ritornare al lavoro sano ed onesto.<\/p><p>Non mi \u00e8 quindi possibile, onorevole Sottosegretario, dichiararmi sodisfatto. Io le rivolgo pertanto formale richiesta affinch\u00e9 lei impartisca le disposizioni necessarie, non per il fatto contingente, ma per l\u2019avvenire: che il Governo sia effettivamente la garanzia della tutela della libert\u00e0 dei partiti e delle idee politiche. Io ripeto che noi non vogliamo essere costretti a difenderci da soli. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi ne abbiamo la possibilit\u00e0, perch\u00e9 non siamo pochi: la maggioranza del popolo italiano \u00e8 da questa parte; \u00e8 con noi. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> E per una minoranza, onorevole Sottosegretario, non bisogna mettere il Paese in uno stato di terrore, in uno stato di soggezione. O il Governo provvede subito veramente, seriamente, o esso ineluttabilmente costringer\u00e0 i nostri onesti lavoratori alla guerra civile, cosa cui noi non vogliamo arrivare. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Labriola ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LABRIOLA. Avevo presentato la mia interrogazione quasi pi\u00f9 per un fatto personale che per partecipare ad una controversia, la quale me, come voi, profondamente rattrista. Alcuni giornali avevano riportato che, fra le reazioni cui si era abbandonato qualche gruppo di dimostranti a Napoli, ci fosse anche stata la distruzione di alcune poche copie di un giornale che io dirigo.<\/p><p>L\u2019avvenimento, in s\u00e9, \u00e8 misero e non penso certo di invocare la vendetta celeste per un fatto simile. Ma da esso ricavo qualche osservazione e qualche impressione. Il giornale che ho avuto l\u2019onore di dirigere \u00e8 un giornale nettamente, spiccatamente democratico, a tendenze socialiste, cos\u00ec come socialista \u00e8 sempre stata la mia attivit\u00e0 politica. Le cause operaie sono sempre state infatti le nostre, dico del giornale che dirigo; noi le abbiamo sempre difese negli stessi termini dei colleghi della parte sinistra dell\u2019Assemblea; nessuna delle rivendicazioni degli operai che \u00e8 stata affacciata \u00e8 stata dal giornale respinta. Ma io non voglio con questo dire che un trattamento particolare doveva essere dedicato a questo giornale, il quale \u2013 lo ripeto con orgoglio e fierezza \u2013 \u00e8 uno dei pi\u00f9 indipendenti organi democratici del nostro Paese, e nello stesso tempo un organo decisamente orientato verso il socialismo.<\/p><p>Se, d\u2019altra parte, la controversia fra gli estremisti, come essi chiamano se stessi, e il\u00a0 Governo consiste nel fatto che appunto il Governo sarebbe venuto meno ad alcuni doveri, ad alcuni obblighi; se questa \u00e8 la controversia, permettetemi di ricordare che nessuno pi\u00f9 di me in questa Assemblea si \u00e8 mostrato risoluto e conseguente nel votare contro il Governo. Giammai vi \u00e8 stato nel nostro sistema di pubblicistica un\u2019incrinatura qualsiasi; abbiamo voluto esporre con lealt\u00e0, con semplicit\u00e0, sia pure con deferenza verso gli uomini, il dissenso che dall\u2019attuale Governo ci separa.<\/p><p>Perch\u00e9, dunque, faccio queste osservazioni e vi sottopongo questo caso? Perch\u00e9, appunto, onorevoli colleghi, penso che il senso della logica politica ormai si sia perduto nel nostro Paese. Potete aggiungere che si pu\u00f2 anche ricavare la stessa conclusione dalla stessa controversia, da questa polemica che si \u00e8 sviluppata in questa Assemblea: accuse da una parte, accuse dall\u2019altra, e tutte del medesimo genere. Tutti deplorano le violenze; tutti si credono vittime; e, a dire la verit\u00e0, forse \u2013 anzi, senza forse \u2013 tutti hanno ragione.<\/p><p>Che vuol dire questo? Vuol dire che siamo tutti al di fuori del senso comune, tutti in una situazione aberrante, fatta sostanzialmente di assurdit\u00e0. E se noi facessimo un tentativo qualunque per superare questa assurdit\u00e0 e la illogicit\u00e0 comune alla situazione, forse avremmo fatto un passo molto innanzi nella via della riconciliazione nazionale, almeno nel senso del rispetto reciproco e del comune esercizio di tutte le libert\u00e0. Questo doveva essere un obbligo per tutti. Mi permetta, onorevole Covelli, devo assolutamente respingere l\u2019affermazione fatta a proposito della mia citt\u00e0, che questa citt\u00e0 sia, che possa essere una citt\u00e0 monarchica. Napoli \u00e8 la citt\u00e0 forse pi\u00f9 travagliata d\u2019Italia \u2013 300 bombardamenti, \u00e8 rasa al suolo almeno per la met\u00e0; la miseria \u00e8 universale. Le disposizioni del Governo per venire incontro ai bisogni della citt\u00e0 medesima sono state pressoch\u00e9 nulle. Si spiega lo stato di eccitazione, lo stato di insoddisfazione, lo stato di appetizione verso qualche cosa di nuovo. Napoli non \u00e8 una citt\u00e0 monarchica; tutte le volte in cui essa ha voluto ritrovare la sua coscienza pi\u00f9 intima, \u00e8 stata una citt\u00e0 repubblicana.<\/p><p>COVELLI. Ma se anche lei \u00e8 stato monarchico, onorevole Labriola!<\/p><p>LABRIOLA. Io sono stato monarchico? Come lei osa affermare una simile cosa?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Covelli, la prego, non interrompa.<\/p><p>LABRIOLA. Perdoni, signor Presidente, io son pronto a sospendere la brevissima esposizione che sto facendo, ma desidero che s\u2019inviti l\u2019onorevole Covelli a precisare la sua affermazione, che io considero per me come calunnia e diffamazione. Io sono repubblicano da sempre. E sempre, sin dalla pi\u00f9 giovane et\u00e0, io partecipavo alla lotta repubblicana e specialmente col mio maestro Turati, che sempre ricordo col pi\u00f9 grande rispetto&#8230;<\/p><p>COVELLI. Il 2 giugno i suoi elettori furono monarchici!<\/p><p>LABRIOLA. Onorevole Covelli, se ella avesse voluto occuparsi un tantino delle cose mie! (sebbene parlando in questa Assemblea ella doveva avere il dovere di essere informato). Dalla mia <em>Storia dei dieci anni<\/em> ella conoscerebbe per lo meno che l\u2019atto di accusa pi\u00f9 violento, ma fondato, contro la monarchia Sabauda \u00e8 stato scritto da me. Tante altre mie pubblicazioni non hanno fatto che ripetere lo stesso motivo. E in questo io mi sento napoletano, perch\u00e9 la mia citt\u00e0 nel 1647, quando tutta l\u2019Italia era sotto il dominio straniero degli spagnoli e degli austriaci, la mia Napoli insorse nel nome della repubblica, e se il suo particolare atteggiamento avesse potuto prevalere, sarebbe rimasto glorioso esempio di istituzioni democratiche in un secolo che si piegava al dispotismo dei re.<\/p><p>Quando nel 1799 ella volle esplodere come una bomba di luce, fu nella repubblica che essa trov\u00f2 la sua incarnazione ideale.<\/p><p>Come repubblicano dunque io mi sento napoletano. Ammetto che vi siano state ultime circostanze ed occasioni per le quali il popolino napoletano ha mostrato d\u2019inclinare verso ricordi monarchici. Ma la negligenza che tutti i Governi hanno sempre dimostrato verso la mia citt\u00e0 ha potuto trovare uno sfogo in una manifestazione qualunque, che ha potuto essere in un certo senso interpetrata a favore della monarchia. Perch\u00e9 io posso assicurare l\u2019onorevole Covelli, e gliene faccio pubblica sfida, che se noi dovessimo incontrarci in un dibattito elettorale, e dovessimo affrontare insieme la prova delle urne, io gli mostrer\u00f2 che tutto il popolo napoletano sar\u00e0 per la Repubblica in tutte le sue gradazioni. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COVELLI. Il popolo napoletano vota Labriola: \u00e8 un\u2019altra questione.<\/p><p>LABRIOLA. Ma io non voglio indulgere a questo piccolo contrasto. Voglio dire che la mia citt\u00e0 non \u00e8 monarchica, e che se ci\u00f2 \u00e8 apparso in qualche momento la colpa \u00e8 dei governanti.<\/p><p>Ad ogni modo, onorevoli colleghi di destra, permettetemi di dire un\u2019ultima cosa: io riconosco la gravit\u00e0 del momento e vorrei che fossimo tutti a riconoscerla. Noi siamo dinanzi all\u2019abisso, alla disgregazione di tutto. Noi siamo ad un bivio: o rafforzamento della repubblica, della legalit\u00e0 repubblicana e democratica, o disgregazione totale del Paese.<\/p><p>Per ottenere il rispetto della Repubblica voi per primi dovete fare ossequio alla Repubblica. Ma dico anche ai colleghi dell\u2019estrema sinistra, con i quali ho comune il terreno di lotta: se questo si riconosce, noi potremo forse uscire dalle pi\u00f9 gravi difficolt\u00e0, e svolgere il nostro contrasto nell\u2019ordine e nella pace.<\/p><p>Napoli anche questa volta ha sofferto, ha dolorato! Mando un saluto riverente alle famiglie delle vittime. E mi auguro che il Governo voglia cogliere l\u2019occasione per fare per la mia citt\u00e0 tutto quanto pu\u00f2. Io per primo far\u00f2 il mio dovere in questo senso. La mia coscienza socialista e repubblicana riconosce innanzitutto la necessit\u00e0 di una legalit\u00e0 democratica e repubblicana. Invito tutti voi a riconoscere, che fuori di questa legalit\u00e0 non vi \u00e8 salute per il Paese. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Della Seta ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DELLA SETA. Dovrei, conforme alla procedura parlamentare, rispondere per dichiarare se io sia o non sia sodisfatto. Penso \u2013 e intendo renderle un omaggio \u2013 che il pi\u00f9 insoddisfatto debba essere lei, onorevole Sottosegretario per l\u2019interno.<\/p><p>Non mi soffermo sui fatti singoli di Salermi, di Milano, di Napoli o su altri fatti altrove avvenuti. Tali fatti sono, purtroppo, gli anelli di tutta una catena; essi rivelano tutta una situazione; sono essi documento di uno stato d\u2019animo; sono larvate insidie, oscure minacce, improvvise violenze, torbidi contrasti di interessi e di passioni, traverso i quali non solo la dignit\u00e0 della Patria \u00e8 offesa, ma \u00e8 compromessa la esistenza stessa della Repubblica.<\/p><p>Sono certo, ripeto, che il primo insodisfatto, insodisfattissimo deve essere proprio lei, onorevole Sottosegretario, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 uomo di Governo che, prima di essere tale, non debba essere uomo; e non v\u2019\u00e8 cittadino bennato cui non sanguini il cuore, quando sangue cittadino, di qualsiasi parte politica, nella lotta fratricida, venga cos\u00ec inconsultamente e tragicamente versato.<\/p><p>Dovrei ora dichiarare che io parlo a nome del Gruppo repubblicano. Preferisco dire che, per la mia modesta parola, oggi il mio Gruppo parla a nome di tutto il partito repubblicano, parla a nome della scuola repubblicana, la quale \u00e8 storica anche perch\u00e9 vanta una nobile tradizione del pi\u00f9 alto civismo, una tradizione per cui il bene della Patria fu posto sempre al di sopra di ogni egoismo di classe, come di ogni passione di parte. Ma se \u00e8 vero che non formalmente e ironicamente, ma realmente noi qui siamo i rappresentanti della Nazione, allora non sembri presunzione la mia se affermo che il Gruppo oggi parla in nome della stessa Italia, la quale, come madre dolente che protende le braccia verso i figli discordi, lancia il grido dell\u2019anima: pace, pace, basta, basta, basta con le discordie, basta con le violenze; alla tragica e sciagurata guerra che \u00e8 stata combattuta non aggiungete la pi\u00f9 sanguinosa e vergognosa delle guerre, la guerra civile. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>Se io fossi un vecchio parlamentare, un parlamentare navigato nei tattici accorgimenti, potrei dire: badate, si approssima la nuova campagna elettorale; non \u00e8 in una atmosfera arroventata di passioni e di violenze che i comiz\u00ee potranno essere tenuti, affinch\u00e9 la lotta sia impegnata con armi oneste e leali; celebrate dunque, come altra volta fu celebrata, la tregua tra i partiti. Ma, confesso, questa parola \u00abtregua\u00bb mi suona sinistramente all\u2019orecchio; la tregua esprime il calcolo utilitario, la tregua implica la riserva mentale, la oscura intenzione di ricominciare domani, raggiunto il fine, una guerra pi\u00f9 sanguinosa. \u00c8 sul terreno morale, esclusivamente, che io intendo rimanere; poich\u00e9, diciamolo ben alto, tutte le male arti del machiavellismo non valgono, in date ore, a soffocare le pi\u00f9 imperiose esigenze morali, non rispettando le quali la Nazione sarebbe travolta, ineluttabilmente, in un abisso ancora pi\u00f9 profondo, in un abisso dal quale sarebbe ancor pi\u00f9 difficile il poter risorgere, in un abisso pel quale ancora pi\u00f9 arduo sarebbe il ritrovare l\u2019ancora della salvezza.<\/p><p>E perci\u00f2, anzitutto, io mi rivolgo a voi, uomini del Governo. Non platoniche dichiarazioni noi attendiamo, ma fatti concreti, testimonianze inoppugnabili che consacrino e rassicurino la vostra reale buona volont\u00e0 di concorrere alla grande opera della pacificazione nazionale. Non \u00e8 pacificazione una politica di parte, basata sulla estromissione antidemocratica di altre parti politiche, che pur rappresentano una parte non esigua della Nazione e sulle quali la Nazione, con libero voto, si \u00e8 non ambiguamente espressa; non \u00e8 pacificazione l\u2019irrigidimento in una posizione di monopolio politico. Bisogna convincersi che dalla grave crisi che la travaglia la Nazione potr\u00e0 essere salvata solo chiamando al governo della cosa pubblica tutte le forze vive e sane della Nazione stessa, senza esclusivismi e senza ostracismi, che altro non possono alimentare se non laceranti rancori e ancor pi\u00f9 torbide violenze.<\/p><p>Poi mi rivolgo ai partiti e dico: lotti, s\u00ec, ogni partito per la propria fede e per le proprie ideologie; pi\u00f9 che diritto \u00e8 suo dovere; ma sia una lotta degna, una lotta disciplinata non dalla semplice tolleranza, ma da quel rispetto reciproco, che \u00e8 indice di educazione civile, che \u00e8 pegno di ogni civile progresso.<\/p><p>Questo il fervido appello che, in quest\u2019ora grave, il partito repubblicano, fedele alla sua tradizione, da questa Assemblea rivolge agli italiani. La Patria anzitutto; anzitutto la Repubblica; e la lotta, doverosa, per l\u2019attuazione progressiva della giustizia sociale, non sia avvelenata dall\u2019odio, ma santificata da un sentimento profondo di solidariet\u00e0 umana.<\/p><p>Mi auguro che questo nostro appello da ogni parte politica sia bene inteso e non frainteso. Sar\u00e0 destinato ad essere una voce <em>clamantis in deserto<\/em>?<\/p><p>Noi abbiamo obbedito alla voce della nostra coscienza. Ognuno di noi \u2013 come cittadino, come partito e anche voi come uomini di Governo \u2013 ognuno di noi, di fronte alla Nazione che osserva e che giudica, dovr\u00e0 assumere, senza possibili evasioni, le proprie responsabilit\u00e0. (<em>Vivi applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Crispo ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CRISPO. Intendo dire poche parole con tono diverso da quello prevalentemente usato in quest\u2019Aula, e, soprattutto, senza alcuna accentuazione polemica.<\/p><p>Noi siamo dinanzi ad una tragica realt\u00e0. Essa \u2013 consentite che io ve lo dica \u2013 \u00e8 come il bilancio fallimentare della democrazia, e la discussione che ha luogo in quest\u2019Aula ha una sua impostazione deplorevolmente unilaterale, perch\u00e9 ciascun settore rivendica a s\u00e9 la tutela delle pubbliche libert\u00e0, e ciascun settore ne rimprovera agli altri settori la violazione.<\/p><p>Orbene, dovremmo unirci tutti per deplorare la violenza, che \u00e8 negazione della democrazia, ed \u00e8 negazione dei princip\u00ee fondamentali di una sana Repubblica, qual \u00e8 quella che noi auspichiamo per il nostro Paese.<\/p><p>Intendo dirvi anche un\u2019altra cosa. Della Seta, nella nobile sua eloquenza, diceva: pace, pace, pace. Era il grido di Francesco Petrarca: \u00abIo vo gridando: pace, pace, pace\u00bb.<\/p><p>Grande utopia retriva! Come ebbe a dire un filosofo, maestro di democrazia: Giovanni Bovio. Parole veramente attuali, in un mondo come il nostro, dominato dai partiti, nel quale la lotta non potr\u00e0 mai comporsi fra ideologie opposte e inconciliabili.<\/p><p>Che cosa occorre fare, adunque?<\/p><p>Occorre educare il popolo e noi stessi al metodo della lotta, alla civilt\u00e0 della lotta, nello spirito della democrazia. Non dico ci\u00f2, come appartenente al partito liberale. Il liberalismo pu\u00f2 essere anche qualche cosa di diverso dal Partito liberale, ma l\u2019idea liberale dovrebbe essere patrimonio di tutti, l\u2019idea liberale che, dalla riforma e dalla rivoluzione fino al socialismo, \u00e8 trionfo e conquista del mondo moderno, dovrebbe essere il culto di tutti. E da quest\u2019Aula il Paese non dovrebbe raccogliere l\u2019eco di contrasti che spesso assumono il tono e gli accenti di una rissa verbale. Il Paese \u00e8 stanco, il Paese \u00e8 inquieto. Le vie sono coperte di sangue, di feriti, talvolta di cadaveri. Il Paese ha bisogno di udire da quest\u2019Aula una parola che si ripercuota nella coscienza pubblica, una parola di fede nell\u2019imperio della legge, nella restaurazione della legge! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SANSONE. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SANSONE. Signor Presidente, l\u2019onorevole Covelli ha affermato che io avrei detto un falso ieri allorch\u00e9 ho riferito all\u2019Assemblea che un gruppo di operai napoletani, che si trovavano a manifestare sotto il Comune di Napoli, non volevano esporre la bandiera rossa sul Comune ed erano stati malmenati \u2013 sia pure per un equivoco e non per una recisa volont\u00e0 \u2013 dalla polizia che irrompeva rapidamente (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, signor Presidente, onorevoli colleghi, gli operai, dopo avere ascoltato il compagno comunista e il compagno Adinolfi, chiesero che al Comune stesso fosse issata la bandiera tricolore e non quella rossa. Su questo punto richiamo l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Sottosegretario, e ripeto che la popolazione napoletana, indignata per quanto avveniva nel nord, indignata per il contegno del sindaco e della Giunta di Napoli che avevano seguito tre o quattro giorni prima il feretro di un dalmata ucciso da un comunista per reato di apologia del fascismo, chiedeva, dicevo, che fosse issata la bandiera tricolore. Mentre ci\u00f2 chiedevano, avvenne l\u2019incidente che provoc\u00f2 l\u2019arresto e il ferimento di due operai e l\u2019uso delle bombe lagrimogene e tutte le altre devastazioni che sono state denunciate. Non ho da aggiungere altri dati di fatto, ma questa \u00e8 la verit\u00e0, come \u00e8 riportata da una parte della stampa.<\/p><p>COVELLI. Da una parte! Dalla <em>Voce!<\/em><\/p><p>RICCIO. Ma non \u00e8 esatto!<\/p><p>MAZZA. Non \u00e8 informato bene, onorevole Sansone!<\/p><p>SANSONE. Desidero ora fare una breve digressione&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Per fatto personale?<\/p><p>SANSONE. Per i fatti che hanno formato oggetto di una mia interrogazione di ieri e alla quale il Ministro non ha dato una risposta esauriente. Il Sottosegretario ha detto che sono stati assaltati partiti neofascisti. L\u2019errore che si commette dal Governo e da una parte di questa Assemblea \u00e8 di considerare queste organizzazioni come partiti. Noi neghiamo il diritto a queste organizzazioni neofasciste di assurgere a partiti democratici, per cui, quando si viene qui a dire che organizzazioni come il Movimento sociale italiano o come alcune sezioni dell\u2019Uomo Qualunque&#8230;<\/p><p>MAZZA. Avete devastato le sedi dell\u2019Uomo Qualunque in tutta Italia.<\/p><p>SANSONE. Ho detto di \u00abalcune\u00bb sezioni dell\u2019Uomo Qualunque, in quanto il vostro partito sta subendo una epurazione interna.<\/p><p>Queste organizzazioni, che, ripeto, non possono essere partiti democratici, sono quasi per istinto colpite dalle masse popolari, perch\u00e9 comprendono che l\u00ec si annida il neofascismo (<em>Interruzioni a destra<\/em>) e colpiscono cio\u00e8 quelli che sentono rappresentare la fonte delle loro sofferenze. Ed allora, se veramente si vuole \u2013 lo diciamo al Governo ed a quella parte dell\u2019Assemblea che la invoca \u2013 la tutela della legge, che vi deve essere per tutti i cittadini, occorre che vi sia sovratutto un senso di vera democrazia ed abbandonare il passato tragico, doloroso, veramente nefasto per l\u2019Italia.<\/p><p>MAZZA. Voi siete il passato!<\/p><p>SANSONE. Riprendendo il fatto personale, preciso che l\u2019equivoco che mi si voleva attribuire non v\u2019\u00e8.<\/p><p>Perci\u00f2 prego l\u2019onorevole Covelli di voler rettificare l\u2019affermazione \u2013 falsa, secondo lui \u2013 che io avrei fatta (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LI CAUSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LI CAUSI. Desidero chiedere al Sottosegretario onorevole Marazza se abbia notizie da Palermo, poich\u00e9 i giornali della sera hanno pubblicato notizie che potrebbero interessare.<\/p><p>PRESIDENTE. No, onorevole Li Causi. Se crede, pu\u00f2 presentare una regolare interrogazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Badini Confalonieri ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Non potevo dubitare del buon volere e dell\u2019azione energica del Governo, dei cui propositi prendo atto, anche se mi permetto di sottolineare all\u2019attenzione dell\u2019onorevole Sottosegretario che ogni provvedimento \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace, quanto pi\u00f9 \u00e8 tempestivo. Ne \u00e8 conferma la circostanza che, in Piemonte, per il quale io ho presentato interrogazione relativa ai fatti di ieri, altri fatti oggi, dei quali ella ha fatto cenno, e pi\u00f9 gravi, sono successi.<\/p><p>Dopo le dichiarazioni del Ministro dell\u2019interno, rese nella seduta pomeridiana di ieri, io non avrei voluto interloquire, anche e sovrattutto per non aumentare l\u2019allarme del Paese, conscio, come sono, che \u00e8 preciso dovere mio, preciso dovere di tutti noi, d\u00ec fronte alla situazione difficile, Dio non voglia tragica, di avere davanti agli occhi la nostra funzione di equilibratori e di moderatori. Non avrei interloquito, se non fosse intervenuta in cotesti deprecabili incidenti una nota nuova, che rivela il fermo proposito, la preordinata volont\u00e0 di colpire indiscriminatamente tutte quelle forze politiche, che non piegano a disegni o a propositi sovversivi, di creare nel paese il caos e la rovina politica ed economica.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Esagerato!<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Non esagero e parlo specificamente di quei fatti di Alessandria, dei quali l\u2019onorevole Sottosegretario ci ha dato notizia in una maniera, ed \u00e8 comprensibile, ancora del tutto generica, ma che, per comunicazione telefonica diretta che ho avuto, posso affermare riguardano anche la devastazione della sede del Partito liberale italiano.<\/p><p>Ora, il partito liberale italiano \u2013 me lo consenta l\u2019onorevole collega il quale dice che io esagero \u2013 ha siffatta fulgida tradizione risorgimentale e governativa, ha un ventennio di attivit\u00e0 antifascista, ha dato un apporto attivo e fattivo alla lotta di liberazione, in modo tale che non poteva fornire il minimo appiglio a sospetti di neofascismo o di filofascismo, ed in ispecie proprio il Partito liberale di Alessandria, dove l\u2019avvocato Piacentini, che \u00e8 segretario cittadino del Partito liberale locale, fu il comandante delle forze partigiane della citt\u00e0 durante la lotta clandestina, e, solo, una notte si rec\u00f2 ad accendere la miccia, che doveva devastare la sede del repubblichino <em>Popolo di Alessandria<\/em>. I colleghi di quella circoscrizione e di tutti i partiti me ne possono far fede. Ed allora io ho il diritto di protestare per questo fatto, ma non di protestare per chiedere all\u2019onorevole Sottosegretario vendette, rappresaglie, nuovi lutti, ancora lutti; no certo, ma per chiedere ai colleghi del Partito comunista italiano una parola di doveroso riconoscimento per questo apporto che il Partito liberale ha dato alla lotta di liberazione; una parola di deplorazione per questi fatti indiscriminati e deplorevoli. Che se questo non fosse, se questa parola non dovesse venire, se questo silenzio vostro dovesse interpretarsi foriero di nuove tempeste, \u00e8 chiaro che noi dovremmo rivedere quell\u2019opinione che, lottando fianco a fianco con voi, ci eravamo fatta&#8230;<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Noi l\u2019abbiamo gi\u00e0 riveduta!<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. &#8230;durante la lotta clandestina; \u00e8 chiaro che noi dovremmo rivedere quell\u2019opinione che speravamo confermatasi nei fatti. \u00c8 chiaro che avremmo un motivo di pi\u00f9 per invocare l\u2019autorit\u00e0 della legge e la sua inflessibile applicazione nei confronti di tutti coloro i quali, a qualunque costo e a qualunque prezzo, attentano all\u2019avvento e al consolidamento di quella autentica democrazia che, nei rischi della lotta clandestina, noi giovani avevamo auspicata e propugnata. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Dato lo svolgimento della discussione, potrei anche esimermi dal replicare. Si sono udite qui nobilissime parole. A quelle nobili parole io particolarmente vorrei affidare un nuovo appello del Governo. Soltanto credo di non dover lasciar passare inosservato l\u2019accenno di uno degli oratori al comportamento della polizia, che sarebbe stata sopraffatta semplicemente perch\u00e9 non avrebbe usato tutti i mezzi di difesa di cui essa dispone. Dichiaro che la pubblica sicurezza ha impiegato, in tutte le circostanze, di cui oggi abbiamo parlato, tutte le forze di cui dispone. Riconosco che, purtroppo, alcuni di questi servizi di protezione non hanno potuto essere altrettanto forti quanto le circostanze avrebbero richiesto. Escludo peraltro che in questo si possa riscontrare una responsabilit\u00e0 di chicchessia. \u00c8 un\u2019affermazione che ho udita qui e che non posso lasciar passare inosservata, l\u2019affermazione, cio\u00e8, che le forze di polizia avrebbero dovuto, nei singoli casi, piuttosto che cedere, impiegare le armi. Mi permetto di richiamare i colleghi al senso delle proporzioni. Che cosa avremmo potuto dire noi oggi se, per difendere pochi tavoli e pochi giornali, dovessimo piangere insieme i morti che un intervento armato della polizia, se intervento voleva esserci e voleva essere efficace, avrebbe provocato? (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lascio all\u2019eloquenza di questa osservazione ogni commento. Mi permetto soltanto di aggiungere che il Governo crede di aver diritto alla fiducia dell\u2019Assemblea e del Paese. Il Governo non ha niente da rimproverarsi negli sforzi che va compiendo diuturnamente perch\u00e9 l\u2019ordine ritorni nell\u2019Italia tutta. Il Governo non ha che da rammaricarsi se, malgrado i suoi sforzi, nell\u2019Italia tutta l\u2019ordine non sia ancora ritornato. Ma esso ritorner\u00e0 e ritorner\u00e0 presto. Io ho l\u2019onore, in questo momento, di rappresentare qui da solo tutto il Governo, impegnato altrove; ma io sento di rappresentarlo veramente, nel modo pi\u00f9 degno, quando ripeto qui, dinanzi a voi, solennemente, questa affermazione, che \u00e8 un impegno: il Governo far\u00e0 tutto, e nel miglior modo, perch\u00e9 l\u2019ordine in Italia ritorni e perch\u00e9 con l\u2019ordine ritorni la prosperit\u00e0 e la salvezza del nostro Paese. (<em>Vivi applausi al centro e a destra \u2013 Congratulazioni<\/em>).<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per avere spiegazione sull\u2019incidente avvenuto in occasione delle recenti dimostrazioni popolari a Lecce, durante le quali gli agenti di polizia percossero una donna al punto da cagionarle il parto prematuro.<\/p><p>\u00abMerlin Angelina, Rossi Maria Maddalena, Noce Teresa, Bei Adele, Montagnana Rita\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli affari esteri, per sapere quale azione il Governo ha svolto o intende svolgere di fronte al fatto che, nei territori recentemente assegnati alla Jugoslavia, cittadini italiani, i quali, secondo il trattato di pace, dovrebbero essere posti in grado, entro il 15 dicembre, di esercitare il diritto di opzione, saranno obbligati, nel corrente mese di novembre, a prendere parte alle votazioni politiche di uno Stato di cui essi non intendono far parte.<\/p><p>\u00abGiacchero, Geuna\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dei lavori pubblici, per conoscere i motivi per cui i lavori della strada provinciale n. 77 in provincia di Campobasso sono rimasti aggiudicati, con enorme ritardo, all\u2019impresa Fidotti per l\u2019importo di 19 milioni e 500 mila lire, mentre erano state stanziate a tale scopo lire 25 milioni, motivo per cui non \u00e8 possibile completare la strada in territorio molisano.<\/p><p>\u00abQuesto fatto \u00e8 di grave danno al Molise, che attende da oltre sessant\u2019anni la costruzione di detta strada.<\/p><p>\u00abSi invocano dal Ministro, di urgenza, i provvedimenti necessari che permettano, senza ulteriori dannosi indugi, l\u2019integrale costruzione della strada su tutto il territorio molisano e sino al confine della provincia di Chieti.<\/p><p>\u00abCamposarcuno\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quanto gli consti circa gli autori e i moventi dell\u2019orrendo nuovo omicidio perpetrato contro il giovane lavoratore Mario Ornago la notte del 13 corrente a Cernusco sul Naviglio (Milano), ad opera di individui che fracassatogli a bastonate il cranio lo trascinavano a briglia di cavallo e lo gettavano quindi in una roggia.<\/p><p>\u00abClerici, Ermini\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando intende rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il Governo risponder\u00e0 a queste interrogazioni in una delle prossime sedute.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico inoltre che \u00e8 stata presentata anche la seguente interpellanza con richiesta d\u2019urgenza:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere le ragioni per le quali \u2013 nonostante le dichiarazioni in proposito della Presidenza \u2013 non si \u00e8 ancora portato alla discussione, avanti l\u2019Assemblea Costituente, il progetto per il risarcimento dei danni di guerra; e per sapere perch\u00e9 non si \u00e8 ancora provveduto ad istituire un organo autonomo, che diventi organo di esecuzione della emananda legge.<\/p><p>\u00abMorini, Riccio Stefano, De Mercurio, Sampietro\u00bb.<\/p><p>Il Governo ha facolt\u00e0 di dichiarare quando ritiene che possa essere svolta.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Interesser\u00f2 il Ministro interpellato perch\u00e9 faccia sapere al pi\u00f9 presto quando intende rispondere.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenuta alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della difesa, perch\u00e9, in relazione allo scoppio della polveriera verificatosi il giorno 13 novembre nei pressi di Cassano d\u2019Adda (provincia di Milano) ed in conseguenza del quale hanno perso la vita quattro operai, assicuri della adozione di provvedimenti che impediscano il ripetersi tanto frequente di simili gravi accidenti.<\/p><p>\u00abMeda, Rosselli, Benvenuti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) perch\u00e9 da oltre sei mesi \u00e8 stata sospesa la liquidazione dei danni provocati alle case dalle rappresaglie nazi-fasciste in provincia di Pavia;<\/p><p>2\u00b0) come intende disporre della restante somma di lire 19 milioni circa, giacente presso la Prefettura, gi\u00e0 destinata a tal fine;<\/p><p>3\u00b0) se non crede opportuno rassicurare le famiglie danneggiate che lo stanziamento non verr\u00e0 stornato per altro uso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMezzadra\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) se il beneficio dell\u2019abbreviazione di un anno per merito scolastico, espressamente contemplato dal decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 227, per i Licei e gli Istituti tecnici e magistrali, non debba considerarsi rispondente a un criterio di ordine generale, logicamente applicabile ad ogni ordine scolastico, compreso quello elementare, come \u00e8 comprovato dalla dizione adottata dall\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 1 del citato decreto, laddove, a proposito della scuola media, si esclude ogni altra abbreviazione eccezionale, all\u2019infuori di quella di carattere normale sopra ricordata;<\/li><li><em>b<\/em>) se, nel caso di contraria interpretazione del diritto costituito, non ritenga opportuno e urgente introdurre nella riforma della legislazione scolastica, attualmente in corso, un\u2019apposita norma anche per l\u2019ordine elementare, ritornando cos\u00ec alle pi\u00f9 sane tradizioni del nostro ordinamento, rivolte a stimolare, o quanto meno a rendere sempre possibile, la selezione dei migliori;<\/li><li><em>c<\/em>) se, in vista della stessa finalit\u00e0 sociale, non ritenga di dovere opportunamente ridurre l\u2019obbligo di intervallo fra i corsi scolastici, adeguando al sistema generale le limitazioni speciali di cui al regio decreto 4 maggio 1925, n. 653, tuttora in vigore. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abDomined\u00f2\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga conveniente soprassedere all\u2019attuazione della circolare n. 54, Div. IV, prot. n. 8846, del 2 settembre 1947, con la quale si prescrive l\u2019applicazione obbligatoria di un nuovo ordinamento delle scuole industriali di avviamento e tecniche, che innova completamente il sistema di studi sinora seguito in tali scuole.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 anche in considerazione dell\u2019opportunit\u00e0 di rimandare ogni innovazione in materia a quando sar\u00e0 affrontato \u2013 dalla futura Camera \u2013 il problema generale dell\u2019istruzione secondaria di avviamento professionale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTremelloni\u00bb.<\/p><p>\u00abLa sottoscritta chiede di interrogare il Ministro del tesoro, per sapere se non si ritenga opportuno, in attesa di una completa modifica dell\u2019attuale legislazione sociale, predisporre particolari emendamenti alla vigente legislazione pensionaria. Nel senso che venga ad aver diritto alla reversibilit\u00e0 di pensione la vedova del funzionario al quale si \u00e8 unita in matrimonio dopo la sua cessazione dal servizio, ma col quale ha vissuto per molti anni ancora.<\/p><p>\u00abIl problema \u00e8 d\u2019interesse generale. Queste vedove si trovano ovunque in tristi condizioni di abbandono e si fa quindi urgente un provvedimento atto a risolvere la cosa secondo giustizia. (<em>La interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abBianchi Bianca\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della difesa, per sapere se il Governo intenda prendere qualche provvedimento in favore dei prigionieri di guerra (I.M.I.) internati in Germania, i quali, secondo le convenzioni di Ginevra (1929), furono costretti a lavorare, ma vennero finora considerati arbitrariamente collaboratori dei tedeschi e perci\u00f2 privati degli assegni di prigionia, (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGiacchero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se, tenuto conto della documentata esposizione gi\u00e0 presentata dalla Confederazione dei coltivatori diretti, riguardante la particolare situazione della provincia di Asti, non intenda di ridurre il quantitativo previsto per il contingente di frumento per l\u2019anno 1948 da quintali 100.000 a quintali 60.000. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGiacchero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se intenda invitare il provveditore alle opere pubbliche di Napoli ed il direttore del Genio civile di Salerno a comprendere \u2013 secondo la segnalazione ministeriale gi\u00e0 da tempo ad esso provveditore fatta \u2013 nel piano di lavori di imminente esecuzione a sollievo della disoccupazione, la costruzione dell\u2019edificio scolastico gi\u00e0 progettata e delle fognature, e la riparazione delle strade e del cimitero, nel comune di Roccapiemonte (Salerno), finora completamente dimenticato e perci\u00f2 meritevole di giustizia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se intenda invitare il provveditore alle opere pubbliche di Napoli ed il direttore dell\u2019ufficio del Genio civile di Salerno a studiare ed inserire nel piano di lavori, di imminente attuazione a sollievo della disoccupazione il progetto di costruzione della strada di circonvallazione dell\u2019abitato della frazione Sant\u2019Eustachio in comune di Mercato San Severino (Salerno), al quale \u00e8 urgente abbinare quello di un\u2019opera di convogliamento dei torrenti montani che sfociano coi loro detriti e, nei periodi di pioggia, seppelliscono letteralmente nel fango la predetta frazione Sant\u2019Eustachio e quella di Piazza del Galdo.<\/p><p>\u00abTali opere indilazionabili di bonifica stradale e di sistemazione montana sono un atto di elementare giustizia verso la popolazione densissima (1890 abitanti per chilometro quadrato di superficie coltivabile) e laboriosissima di una plaga che, se completamente bonificata, sar\u00e0 tra le pi\u00f9 fertili dell\u2019agro nocerino. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se non ritenga giusto invitare il provveditore alle opere pubbliche di Napoli ed il direttore dell\u2019ufficio del Genio civile di Salerno a prendere in sollecita considerazione la dolorosa situazione del comune di Nocera Superiore (Salerno), che dopo circa 4 anni non ha potuto ancora vedere eseguita la rimozione del lapillo della eruzione vulcanica del marzo 1944 dal grande Canale della Bonifica, che per una estensione di circa 5 chilometri dovrebbe convogliare le acque del Monte Albino per riversarle nel torrente Cavaiola, e pi\u00f9 non le convoglia, onde le frazioni Pucciano e Pareti, che sono ai piedi di detta montagna, vengono colle piogge letteralmente inondate nelle strade, nei cortili e nei locali terreni, s\u00ec che la stampa (vedi <em>II Domani d\u2019Italia<\/em> del 28 ottobre 1947) d\u00e0 giustamente l\u2019allarme per l\u2019imminente inverno.<\/p><p>\u00abN\u00e9 meno impellente \u00e8 pel detto comune il bisogno della costruzione delle fognature e di un edificio scolastico e quello della riparazione delle strade e del cimitero, che \u00e8 tuttora, e malgrado le ripetute promesse, nello stato in cui lo ridussero le azioni belliche del settembre 1943.<\/p><p>\u00abGiustizia vuole che tutte le opere predette vengano comprese nel piano di lavori che si appresta a sollievo della disoccupazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali ragioni hanno vietata la trasformazione in biennale del corso annuale di avviamento professionale a tipo agrario di Laurino, il solo \u2013 a quanto pare \u2013 cui in provincia di Salerno si sia negata tale trasformazione; e per sapere se non creda giusto revocare il diniego, per sodisfare le legittime esigenze di quell\u2019importante centro rurale.<\/p><p>\u00abNon si comprende, invero, la lamentata restrizione, quando quotidianamente si promette la pi\u00f9 viva sollecitudine per il Mezzogiorno agricolo, dove l\u2019istruzione professionale agraria non pu\u00f2 dirsi certo sufficientemente diffusa. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del commercio con l\u2019estero, per conoscere quali cause abbiano permesso che il pacco CONDAS composto di: chilogrammi 10 di pasta alimentare e di chilogrammi 4,500 di zucchero semolato sia venduto a lire 4500, mentre le A.C.L.I. possono vendere un pacco composto di: chilogrammi 9 di zucchero semolato, chilogrammi 4,500 di pasta da minestra e chilogrammi 4,500 di fiore di farina a lire 4600, quando \u00e8 stabilito che i pacchi hanno la stessa provenienza americana, e il pacco CONDAS \u00e8 destinato agli statali, quale aiuto ai loro magri stipendi, nella lotta contro il caro vita e la borsa nera. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVischioni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019industria e del commercio, per conoscere se non ritenga opportuno sospendere, almeno parzialmente, le assegnazioni di carbone estero e di sulcis alle industrie di laterizi, onde facilitare la vendita della lignite prodotta dalle nostre miniere, ed evitare cos\u00ec i minacciati licenziamenti degli operai minatori. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMonticelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se non intenda risolvere secondo criteri di giustizia e di equit\u00e0 la controversia esistente tra il demanio dell\u2019Aeronautica e numerosissimi contadini di Bagno per la messa a coltura dell\u2019ex campo di aviazione devastato dai tedeschi, retrocedendolo definitivamente ai vecchi proprietari, che attualmente lo coltivano ciascuno per la quota in precedenza loro espropriata.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 in considerazione della ridotta efficienza attuale dell\u2019Aeronautica e della niuna importanza che aveva l\u2019aeroporto anche quando era in efficienza, essendosi <em>ab initio<\/em> rilevato inadatto, perch\u00e9 coperto da frequentissime nebbie. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLopardi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere quali ostacoli ancora si frappongano alla sollecita esecuzione dei lavori pi\u00f9 urgenti per il miglioramento e la sistemazione idrico-forestale dell\u2019Abruzzo aquilano, gi\u00e0 segnalati nel Congresso della montagna tenuto in Aquila nell\u2019aprile 1947 e cio\u00e8 \u2013 tra gli altri \u2013 dei vivai forestali di Roccaraso (minati e distrutti per eventi bellici), di Pescasseroli, in attinenza al Parco nazionale di Abruzzo, e di Aquila, nonch\u00e9 la ricostruzione della pineta di Roccaraso, vandalicamente abbattuta dai tedeschi ed il completamento dei bacini montani di Scanno e di Sulmona, con la correlativa sistemazione, per quest\u2019ultimo, del monte Morrone.<\/p><p>\u00abDetti lavori, che allevierebbero notevolmente la disoccupazione dei paesi interessati e per i quali esistono i relativi progetti e piani preventivi, fanno parte dei lavori da attuarsi con il cosiddetto \u00abfondo lire\u00bb dell\u2019Organizzazione internazionale dell\u2019agricoltura ed in conseguenza non presentano difficolt\u00e0 neppure dal lato finanziario per la loro pronta esecuzione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLopardi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri della pubblica istruzione e degli affari esteri, per conoscere se l\u2019iniziativa presa dalla citt\u00e0 di Pesaro, patria di Gioacchino Rossini, per istituire una Universit\u00e0 musicale internazionale intitolata al suo nome, trovi la loro adesione ed il loro appoggio.<\/p><p>\u00abNella ricostruzione dei paesi del mondo devastati dalla guerra non \u00e8 di minor peso quella di carattere morale e intellettuale di fronte a quella economica.<\/p><p>\u00abL\u2019Italia ha un vanto nei secoli e deve tendere ad un primato solo: il primato della cultura, della scienza e dell\u2019arte.<\/p><p>\u00abSe, pertanto, le Nazioni Unite e tutte le Nazioni, sollecitate e spinte a favorire il progetto di una Universit\u00e0 musicale internazionale, vi portassero il loro concreto contributo, facil cosa sarebbe la realizzazione di un cos\u00ec nobile sogno: la quale, oltrech\u00e9 cementare la pace fra i popoli nel pi\u00f9 sereno campo dell\u2019arte, darebbe lustro e decoro all\u2019Italia e alla piccola citt\u00e0 che si onora di aver dato i natali a Rossini, genio immortale, animatore di vita, e benefattore, che \u00e8 conosciuto e venerato in tutto il mondo e ha lasciato il suo patrimonio a Parigi e a Pesaro, perch\u00e9 la grande arte della musica non perisca ma si sviluppi invece a sollievo delle infinite miserie della travagliata umanit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFilippini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se corrisponde a verit\u00e0 che in certe zone della provincia di Modena, e specialmente nel comune di Medolla, sia stato distribuito ai braccianti agricoli, per il bimestre ottobre e novembre, del granone avariato ad integrazione del grano loro assegnato; granone che, macinato, fu rifiutato persino dai suini;<\/p><p>2\u00b0) quali provvedimenti intenda prendere, ed al Centro e verso la S.E.P.R.A.L. di Modena, perch\u00e9 l\u2019inconveniente non abbia mai pi\u00f9 a ripetersi, onde evitare le giuste proteste della popolazione, tenendo altres\u00ec presente la grave ingiustizia nei confronti di zone eminentemente produttrici di frumento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMerighi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere quali siano le cause del ritardo lamentato nello stanziamento di fondi adeguati per svolgere efficacemente la lotta \u2013 mediante i metodi suggeriti dalla scienza (insetticidi, selve colturali, ecc.) \u2013 contro il parassita \u00abLyda stellata\u00bb o \u00abLyda campestris\u00bb, che va devastando da tempo larghe zone boschive dei comuni di Aquila, Pizzoli, Celano, Gagliano Aterno, ecc.<\/p><p>\u00abDetta lotta non fu potuta effettuare negli anni precedenti a causa degli eventi bellici e costituisce pertanto una imperiosa esigenza per l\u2019economia silvana di tanta parte d\u2019Abruzzo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLopardi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere quali provvedimenti siano disposti a prendere per dare rapida attuazione ai voti formulati dalla Conferenza parlamentare europea di Gstaad del settembre scorso.<\/p><p>\u00abGiacchero, Colonnetti, Macrelli, Zuccarini, Giannini, Spataro, Badini Confalonieri, Guidi, Cingolani Angela, Camposarcuno, Colitto, Bertola, Zerbi, Delli Castelli Filomena, Gortani, Perrone Capano, Cotellessa, Geuna, Russo Perez, Carbonari, Calamandrei, Benvenuti, Damiani, Marina, Domined\u00f2, Bastianetto, Rubilli, Donati, Garlato, Pieri, Fabriani, Baracco, Viale, Chiaramello, Tumminelli, Alberti, Maffioli\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La prima delle interrogazioni test\u00e9 lette sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta al suo turno, trasmettendosi ai Ministri competenti le altre per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Cos\u00ec pure la interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora il Ministro interessato non vi si opponga nel termine regolamentare.<\/p><p>La sedata termina alle 20.20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 9.30:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXCIII. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 14 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedo: Presidente Comunicazioni del Presidente: Presidente Sostituzione di deputati: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Leone Giovanni Rossi Paolo Interrogazioni urgenti (Svolgimento): Presidente Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Covelli Sereni Rodin\u00f2 Mario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2315,2390,2382,2378,2317","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2311","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2311"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2311\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6383,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2311\/revisions\/6383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2311"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}