{"id":2295,"date":"2023-09-17T15:50:44","date_gmt":"2023-09-17T13:50:44","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2295"},"modified":"2023-10-21T11:44:30","modified_gmt":"2023-10-21T09:44:30","slug":"lunedi-10-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2295","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 10 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2295\" class=\"elementor elementor-2295\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c3084d5 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c3084d5\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-9005f82\" data-id=\"9005f82\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-87817da elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"87817da\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471110_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3876e65 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3876e65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLXXXV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 10 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Corbellini, <em>Ministro dei trasporti<\/em><\/p><p>Mancini<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Nasi<\/p><p>Giannini<\/p><p>Labriola<\/p><p>Schiavetti<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Tumminelli<\/p><p>Sansone<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p>De Martino<\/p><p>Rodin\u00f2 Mario<\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Crispo<\/p><p>Spallicci<\/p><p>Macrelli<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Sansone<\/p><p>Canevari<\/p><p>Pressinotti<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia allo 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Pellizzari.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>La prima \u00e8 quella dell\u2019onorevole Mancini, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere le cause del grave disastro sulla linea ferroviaria Camigliatello-Cosenza, gestita dalla Societ\u00e0 Calabro-Lucana, nel quale hanno incontrato la morte cinque padri di famiglia, e si lamentano numerosi feriti. Si chiede se sia consentito, su queste linee a forte pendenza, il movimento di automotrici, logorate dal tempo e dall\u2019uso, e per giunta sottoposte quotidianamente ad un sovraccarico di viaggiatori. I quali non lasciano nemmeno libero \u2013 con evidente e continuo pericolo \u2013 lo spazio riservato al conducente, di cui limitano vigilanza e possibilit\u00e0 di movimento, e di immediata e provvida manovra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei trasporti ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti.<\/em> Il disastro di cui parla l\u2019onorevole interrogante \u00e8 avvenuto su una linea secondaria che ha una forte pendenza, dove le condizioni di esercizio sono particolarmente difficili: pendenze fino al 6 per cento, curve di raggio di 100 metri. Le norme di esercizio che regolano queste automotrici sono tecnicamente controllate dall\u2019Ispettorato della motorizzazione e non v\u2019\u00e8, quindi, nulla da eccepire al riguardo.<\/p><p>Il giorno del disastro era in servizio una vettura antiquata la quale per\u00f2 non era sovraccarica; vi erano anzi meno posti occupati di quelli che essa non consentisse, giacch\u00e9 consentiva 59 posti e ne aveva occupati soltanto 42. Evidentemente c\u2019\u00e8 stato in questa automotrice un conducente il quale, come \u00e8 risultato dall\u2019inchiesta, non \u00e8 stato abbastanza pronto ed avveduto, come \u00e8 richiesto da quel particolare tipo di motore, per ottenere il cambio della velocit\u00e0 in discesa.<\/p><p>Nelle discese infatti, tale tipo consente una velocit\u00e0 di marcia di 40 chilometri, mentre la velocit\u00e0 di fuga \u00e8 di poco superiore. \u00c8 accaduto invece che, in un momento di disattenzione, il conducente si sia fatto prendere la mano dal veicolo che ha aumentato la velocit\u00e0; il capotreno non ha provveduto a frenare in tempo e il veicolo \u00e8 sviato.<\/p><p>Sono difatti da lamentare, dolorosamente dei morti e dei feriti.<\/p><p>Circa le responsabilit\u00e0, purtroppo queste fanno capo, come ho detto, al conducente, che non \u00e8 stato molto pronto. I freni sono stati trovati in buon ordine. Devo qui chiarire che in questi veicoli particolari, con freni ad aria compressa, ad azione diretta e moderabile, il viaggiatore interviene come peso frenante; quindi, se anche il veicolo \u00e8 sovraccarico, agli effetti della frenatura, il pericolo non esiste. I veicoli sono vecchi, ma sono stati revisionati da meno di un anno e quindi erano tutti in condizioni tecniche di sicurezza.<\/p><p>Agli effetti del miglioramento di questo servizio, posso dire che \u00e8 previsto che la Societ\u00e0 Calabro-Lucana, compatibilmente coi fondi patrimoniali disponibili e con le condizioni del bilancio di esercizio, potr\u00e0 sostituire gradualmente le automotrici a due assi con quelle a carrello di tipo pi\u00f9 moderno consentendo cos\u00ec una migliore velocit\u00e0 e un numero di posti circa doppio di quello offerto attualmente.<\/p><p>Comunque, posso assicurare che, dall\u2019inchiesta in corso, non sono state riscontrate manchevolezze di carattere tecnico tali da poter preoccupare.<\/p><p>Ho disposto, 20 giorni or sono, di fare un supplemento d\u2019inchiesta per chiarire alcuni dettagli costruttivi e di carattere secondario, che per\u00f2 non possono sostanzialmente modificare quello che ho detto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MANCINI. Onorevoli colleghi, dir\u00f2 poche ma sentite parole. Non posso e non debbo dichiararmi sodisfatto, per la semplicissima ragione che non condivido per nulla l\u2019opinione del Ministro dei trasporti, il quale \u00e8 venuto qui alla Camera a riferire l\u2019opinione dell\u2019ispettore mandato immediatamente a Cosenza dopo il disastro. Io non so se il suo mandatario, signor Ministro, si sia recato proprio sul luogo del disastro per notare come questa ferrovia scorra sull\u2019orlo di un terribile precipizio; io non so se abbia esaminato attentamente quella tale automotrice che mi si dice abbia al suo attivo (o al suo passivo!) pi\u00f9 di un milione di chilometri di percorso. Io non so se si sia premurato di assumere informazioni presso il Procuratore della Repubblica, che si \u00e8 recato insieme ai tecnici sui luoghi. Certo si \u00e8 che l\u2019opinione riferita oggi all\u2019Assemblea dal Ministro, corrisponde perfettamente all\u2019opinione dei dirigenti della Societ\u00e0 Calabro-Lucana. I quali avevano ed hanno interesse a rovesciare sulle povere spalle del conducente tutta la loro evidente responsabilit\u00e0!<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 una sola: quella che \u00e8 stata constatata immediatamente e che mi \u00e8 stata riferita: cio\u00e8: che l\u2019acceleratore si \u00e8 trovato sganciato, che la marcia non si \u00e8 trovata a posto, mentre, dato il dislivello, l\u2019acceleratore doveva essere al minimo e la marcia doveva essere ingranata.<\/p><p>Di chi la colpa? La colpa \u2013 a mio parere e a parere di tutti coloro che sono a conoscenza di tutto quel che succede sulle rotaie ferroviarie nella mia provincia, e specialmente a Cosenza, il disastro fu dovuto in maggior parte al materiale logorato della Societ\u00e0 Mediterranea. Questo materiale combatte una lotta accanita fra il tempo e la necessit\u00e0 dei servizi, poich\u00e9 sono dodici anni che la Societ\u00e0 Calabro-Lucana non rinnova nemmeno una carrozza. E c\u2019\u00e8 un\u2019altra causa intrascurabile: l\u2019eccedenza dei viaggiatori. Non l\u2019eccedenza \u2013 signor Ministro \u2013 nei rapporti della velocit\u00e0, perch\u00e9 nei rapporti della velocit\u00e0 tale eccedenza avrebbe dovuto servire da freno, ma soltanto nei rapporti della resistenza del materiale logorato.<\/p><p>Vuole una prova, signor Ministro, che ci\u00f2 che affermo qui, dinanzi alla Camera, risponde perfettamente a verit\u00e0? Ebbene, non erano passati nemmeno dieci giorni da tale disastro che un\u2019altra automotrice ha subito un altro incidente: si \u00e8 spezzato, a pochi chilometri dal punto dove \u00e8 avvenuto il disastro, l\u2019asse del carrello anteriore. E sapete chi c\u2019era nell\u2019automotrice? C\u2019erano 64 ragazzi reduci dalla Colonia Silana. Fortunatamente tutto \u00e8 finito con contusioni e con panico e non \u00e8 successo nulla, altrimenti avremmo dovuto lamentare uno di quei disastri simili alla ecatombe sul mare di Livorno. Ma non basta: or fa venti giorni una automotrice alla discesa di Carpanzano ha sofferto la rottura dell\u2019asse del carrello anteriore. Incidenti a ripetizione. Ora io domando a lei e a tutti i colleghi che mi ascoltano: \u00e8 possibile, \u00e8 giusto, ed oso dire&#8230; onesto che una citt\u00e0 come Cosenza sia stretta nella morsa di due trappole ferroviarie? Una trappola \u00e8 rappresentata dalla Cosenza-Paola, per deficienza di costruzione e un\u2019altra trappola \u00e8 costituita dalla ferrovia Calabro-Lucana per deficienza del materiale. Un anno e mezzo fa, 18 bare sfilarono per le vie della citt\u00e0 ed ora altre cinque bare hanno commosso tutta la cittadinanza.<\/p><p>La mia protesta lascia il tempo che trova, come la sua risposta, Signor Ministro. Ma i disastri creano lutti, spargono lacrime, scavano solchi profondi di affanni, di miserie, di maledizioni. \u00c8 necessario che una buona volta il Governo si rammenti della Calabria e se ne rammenti con urgenza, con seriet\u00e0, con premura. Il problema ferroviario calabrese \u00e8 un problema che richiede tutta la sua attenzione, signor Ministro. Abbiamo quelle due melanconiche linee che partono da Napoli, una lungo la riviera del Tirreno e l\u2019altra lungo la riviera dello Jonio per congiungersi a Reggio Calabria, e che sono nelle stesse condizioni di arretratezza, in cui erano 40 anni fa. Abbiamo poi il \u00abtronco della morte\u00bb: Cosenza-Paola. Esiste in proposito un progetto dovuto all\u2019ingegnere Nicolosi, che suggerisce una opportuna modifica a quel tracciato pericoloso, dove tanti disastri sono avvenuti Non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019ora degli espedienti. Bisogna risolvere il problema con nuove costruzioni adeguate al traffico attuale. Inoltre la garanzia della vita dei viaggiatori \u00e8 un dovere dello Stato: \u00e8 un diritto del cittadino.<\/p><p>Signor Ministro provveda, non con le promesse, ma con i fatti.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue un\u2019altra interrogazione dell\u2019onorevole Mancini, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere se non creda doveroso mettere in esercizio sull\u2019elettrotreno Roma-Reggio Calabria lo stesso materiale ferroviario in uso sull\u2019elettrotreno Roma-Milano, aggiungendovi, come in questo, qualche vettura di seconda classe. L\u2019interrogante chiede ancora che venga concessa, sodisfacendo i voti delle popolazioni cosentine e catanzaresi, una vettura diretta sul diretto che parte da Roma alle ore 19.10\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti.<\/em> Il problema delle comunicazioni della Calabria non \u00e8 abbandonato dal Governo, anzi da noi \u00e8 particolarmente curato.<\/p><p>MANCINI. E come?<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti.<\/em> Basterebbe dire che l\u2019elettrificazione della linea del Tirreno \u00e8 un dato di fatto, al quale abbiamo dedicato una delle nostre maggiori attivit\u00e0 della ricostruzione. Basterebbe dire che la Cosenza-Paola ha gi\u00e0 in servizio l\u2019automotrice ad aderenza completa che ho studiato personalmente disegnandone i particolari costruttivi e sostituendo l\u2019aderenza a dentiera con l\u2019aderenza naturale; ci\u00f2 che ha pi\u00f9 che dimezzato il tempo di percorrenza.<\/p><p>\u00c8 questo un modernissimo sistema di trazione in tale campo, studiato appunto per migliorare i servizi.<\/p><p>Potrei infine aggiungere che sulla Cosenzia-Paola oggi vi sono nove coppie di treni al giorno. Quando si vuole parlare di acceleramento dei servizi elettrici tra Napoli e Reggio Calabria, non si deve dimenticare quali sono le particolarit\u00e0 essenziali di quella linea. Orbene, gli elettrotreni, che furono progettati nel mio ufficio nel 1934-36, furono costruiti per linee assolutamente di pianura, capaci di consentire una altissima velocit\u00e0 (160 km ora). Essi attualmente fanno servizio sulla Milano-Roma, e sono stati spinti sino a Napoli, dove la pendenza massima \u00e8 soltanto del 12 per mille. Non \u00e8 possibile mandarli oltre Napoli se non limitatamente a Nocera inferiore. Quindi, l\u2019elettrotreno del tipo attuale non \u00e8 idoneo a fare servizio fino a Reggio Calabria; perch\u00e9, come vi sono le locomotive da montagna e da pianura, cos\u00ec, vi sono anche gli elettrotreni atti alla montagna e alla pianura e la salita di Cava, che \u00e8 del 22 per mille, non si pu\u00f2 fare con i quegli elettrotreni. Ma simili difetti sono gi\u00e0 stati superati dalle caratteristiche dei nuovi elettrotreni in costruzione, che potranno permettere di andare da Milano a Reggio Calabria ad una velocit\u00e0 assai superiore a quella attuale. Purtroppo questi elettrotreni, disegnati dopo la liberazione, si sono potuti ordinare soltanto pochi mesi fa, perch\u00e9 in questo campo non si possono fare delle improvvisazioni.<\/p><p>Con questo, assicuro che il servizio attuale delle elettromotrici, da Napoli a Reggio Calabria, che sostituiscono gli elettrotreni, e con le quali si possono superare quelle salite, pu\u00f2 essere praticamente tollerabile. Indubbiamente \u00e8 un servizio ancora incompleto, perch\u00e9 non va dimenticato che le Ferrovie dello Stato, si trovano attualmente appena a met\u00e0 della loro ricostruzione. \u00c8 facile fare delle critiche, ma quando le Ferrovie dello Stato, in poco meno di due anni, hanno fatto quel lavoro che hanno fatto, bisogna prendere atto della loro lodevole attivit\u00e0 ricostruttiva. Essa si \u00e8 sviluppata anche in un lavoro che non ancora avete visto, perch\u00e9 \u00e8 nei progetti degli uffici studi e negli impianti costruttori dove si lavora a catena per la nuova produzione. Vedrete che faremo qualcosa di nuovo e di moderno, tecnicamente molto progredito, e lo faremo anche per la Calabria, perch\u00e9 anch\u2019essa \u00e8 degna di tutta la considerazione, come tutte le regioni Italiane. Non ho altro da dire.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mancini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MANCINI. Onorevoli colleghi, veramente il Ministro non ha risposto alla mia interrogazione. Questo \u00e8 il punto importante e nello stesso tempo molto eloquente. Ma oltre a questo, non ha risposto nemmeno alle mie obiezioni precise e dettagliate nei riguardi della prima interrogazione. Infatti, egli ha test\u00e9 detto: il Governo \u00e8 intervenuto anche per la Calabria \u2013 quell\u2019anche sfuggito inavvertitamente dalle labbra del Ministro dice tante cose&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 un poema!<\/p><p>MANCINI. E come \u00e8 intervenuto? \u00c8 intervenuto con quattro automotrici, disegnate dal Ministro. Comprendo che sono&#8230; speciali ed \u00e8 stato sommo onore per noi averle. Ma esse non risolvono il problema e non ci salvano dal pericolo, di cui ho gi\u00e0 parlato, perch\u00e9 quando una di queste quattro motrici, disegnate dal Ministro, per un qualsiasi guasto deve rimanere in officina, si sospende il servizio. Comunque, le quattro automotrici non sono sufficienti per il servizio Cosenza-Paola, dove sono necessari alcuni treni, sia per merci, che per i viaggiatori. Ora, se il pericolo \u00e8 evitato per le quattro automotrici, non \u00e8 evitato per i treni. Onde la risoluzione di questo problema dannoso e gravissimo dovr\u00e0 essere trovata ben altrimenti.<\/p><p>La seconda mia interrogazione si riferisce all\u2019elettrotreno che si arresta a Napoli&#8230; come se temesse di andare oltre. Anche in questo la differenza fra Nord e Sud. A tale proposito devo far osservare al Ministro che pur non essendo un tecnico, ho naturalmente, prima di presentare la mia interrogazione, chiesto a qualche tecnico, che potrebbe esser magari uno delle ferrovie, il quale se non \u00e8 stato fortunato nella carriera come il Ministro \u00e8 pure di gran valore, dilucidazioni sulla mia richiesta. Ebbene egli mi ha detto che l\u2019ostacolo di cui ha parlato il Ministro pu\u00f2 facilmente superarsi, in quanto con la seconda classe che dovrebbe essere istituita sul rapido Roma-Reggio Calabria si verrebbe ad attaccare all\u2019elettrotreno un\u2019automotrice. Ed allora l\u2019automotrice, avendo un rapporto maggiore di quello che non abbia l\u2019elettromotrice, ne compenserebbe la mancanza di rapporto, onde il problema potrebbe dirsi risoluto, e quindi, da Napoli in gi\u00f9, potrebbe anche la Calabria usufruire dell\u2019elettro-treno e i \u00abterroni\u00bb viaggiare allo stesso modo dei cittadini nordici.<\/p><p>Ma, signor Ministro, la verit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 ingrata. L\u2019ho raccolta con rinnovata amarezza qualche ora fa sulle labbra del mio carissimo compagno onorevole Sansone.<\/p><p>Signor Ministro, mandi qualcuno alla stazione ferroviaria di Roma quando parte il diretto delle 16 e 20 per Reggio Calabria. Il suo osservatore le riferir\u00e0 le condizioni miserevoli della carrozza diretta per Cosenza.<\/p><p>Una carrozza, come si dice, superclassata, cio\u00e8 una carrozza di terza classe diventata di seconda. E non per tutti i giorni. A giorni alternati; perch\u00e9 presta ingrato servizio anche una carrozza di terza classe, mentre si paga il biglietto di seconda. Ora questa sgangherata carrozza lascia tutto a desiderare, dalla luce ai gabinetti.<\/p><p>Non \u00e8 compatibile nemmeno con quel poco conforto che un viaggiatore, che paga fior di quattrini, ha il diritto di pretendere. Il mio amico e compagno Sansone \u00e8 stato costretto a scappare dalla carrozza cosentina e rifugiarsi nella vettura Roma-Palermo.<\/p><p>Ed allora, signor Ministro, io non voglio ricordare quello che ho gi\u00e0 detto qualche momento fa svolgendo la mia precedente interrogazione, ma un po\u2019 di bilancio debbo farlo: Cosenza \u00e8 attaccata ad un tronco pericoloso, dove aleggia la morte. Possiede soltanto quattro automotrici, che da un momento all\u2019altro potrebbero far sospendere il servizio viaggiatori. L\u2019elettotreno si arresta. Una sola vettura va e viene da Roma e questa vettura mortifica chi vi penetra&#8230;<\/p><p>Ho il diritto di protestare con tutti i mezzi? Che cosa si deve fare per smuovere il nullismo del Governo?<\/p><p>Un po\u2019 di riguardo verso questo Mezzogiorno si vuole avere o no? Sembra un ritornello uggioso, la istanza che ogni tanto si eleva da questi banchi per rammentare, reclamare, invocare. Ma il Governo \u00e8 sordo al grido di dolore che viene da laggi\u00f9. Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo passare forse dalle parole a proteste pi\u00f9 espressive? La pazienza ha un limite. Le nostre popolazioni hanno un grande torto, onorevole Ministro e signori del Governo, hanno il torto di aver sub\u00ecto e di subire pazientemente questo stato di cose. Le nostre popolazioni hanno un torto soltanto, quello di non aver presentato come le altre regioni d\u2019Italia il bilancio delle loro necessit\u00e0. Anche la Calabria poteva presentare la partita del suo \u00abavere\u00bb, dopo aver dato tanto. Vecchia ed inutile storia. Io vi richiamo all\u2019imparzialit\u00e0 regionale, signor Ministro e signori del Governo, e sia detto una volta per sempre! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Nasi, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere se egli non stimi che possa tradursi in grave accusa contro il Governo l\u2019affermazione del quotidiano <em>Buonsenso<\/em> di essere stato costretto a cessare la pubblicazione per aver perduto le abituali sovvenzioni di organismi e ceti plutocratici e questo non appena il Qualunquismo si schier\u00f2 contro il Governo democristiano. Se non ritenga, altres\u00ec, che debba sollecitarsi la discussione alla Costituente della legge sulla stampa, che contempli anche la denunzia delle fonti di finanziamento dei giornali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Alla interrogazione dell\u2019onorevole Nasi si potrebbe rispondere, specie per la prima parte, con poche parole, dicendo che il Governo \u00e8 stato completamente estraneo alle vicende che hanno condotto alla sospensione del giornale <em>Buonsenso<\/em>, e che quindi ogni insinuazione o critica, o \u00e8 gratuita o \u00e8 calunniosa. Ma quando si tocca direttamente o indirettamente lo scottante tema della libert\u00e0 di stampa, di cui il Governo, mi onoro di ripetere, \u00e8 verso tutti gelosissimo custode, sembra indispensabile soffermarci analiticamente su quanto viene affermato nelle interrogazioni, perch\u00e9 nessuno possa in buona fede continuare a nutrire dubbi o apprensioni.<\/p><p>Leggendo senza preconcetti l\u2019articolo del collega Basevi a cui si riferisce l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Nasi, si ha anzitutto chiara la sensazione dello stato, per doppio riguardo, emotivo in cui si trovava l\u2019autore. Da un lato, a motivo delle non lievi polemiche interne del partito qualunquista in quel momento, che traspariscono dai secchi accenni ai disgregatori e ai \u00abnecroforici e allucinati marescialli\u00bb. D\u2019altro canto, chi conosce cosa sia un giornale, sa i legami che esistono fra i fattori che concorrono alla produzione e l\u2019oggetto prodotto, e pu\u00f2 bene immaginare il rammarico commosso di un direttore che sia al punto di dover, per forza maggiore, sospendere la pubblicazione. In simile condizione psicologica \u00e8 facile dare, a chi si presume sia stata la causa o la concausa del decesso, anche l\u2019epiteto di fascista, fascista bianco o di altro colore. Del resto, chi di noi non ha molte volte erogata o subita tale qualificazione con una reciprocit\u00e0 cos\u00ec palese, anche se di discutibile gusto?<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Nasi propone al Governo un quesito preciso, domandando cosa ne pensiamo della denuncia di procurato affamamento dell\u2019organo qualunquista, a suo dire contenuta nell\u2019ultimo numero del <em>Buonsenso<\/em>. Cosa pu\u00f2 risultare al Governo delle fonti di un giornale? Conviene osservare forse che quanto ha detto l\u2019onorevole Nasi, che, cio\u00e8, le sovvenzioni al <em>Buonsenso<\/em> da parte degli organismi e ceti plutocratici sono cessate in dipendenza dell\u2019atteggiamento dell\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em> contro il Governo attuale, non corrisponde di per s\u00e9 al testo dell\u2019articolo di Basevi, che anche noi avevamo letto con l\u2019attenzione che meritano problemi politici e di stampa del genere; cos\u00ec come tutti potevano leggere gli accenni alla stampa dell\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em> fatti in molte occasioni, scritti o verbali, da organi e persone responsabili di quel partito.<\/p><p>Secondo un metodo che non ha molti seguaci, l\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em> ha parlato spesso pubblicamente e con diffusione della propria situazione amministrativa; e basta prendere gli atti dei due Congressi Nazionali del Fronte e la collezione dei molti quotidiani e del settimanale per essere sufficientemente informati. Direi che si \u00e8 di fronte ad una volont\u00e0 di fare parziale anticipazione di quella pubblicit\u00e0 delle fonti finanziarie a cui si riferisce l\u2019onorevole Nasi. Si pu\u00f2 apprendere cos\u00ec da reiterate affermazioni che, al contrario di quanto normalmente avviene, per lungo periodo e dopo breve inizio a sottoscrizione popolare per la carta, \u00e8 stato l\u2019attivo del settimanale <em>L\u2019Uomo Qualunque<\/em> a finanziare il relativo partito ed anche le edizioni, romana e milanese, del <em>Buonsenso<\/em>, il cui bilancio \u00e8 rimasto, per altro, al pareggio fino al febbraio dell\u2019anno in corso. Questo \u00e8 detto nell\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em> dell\u201911 dicembre 1945 e del 12 febbraio 1947. Successivamente apprendiamo, sempre dallo stesso giornale, che \u00abgli aumentati costi delle aziende giornalistiche hanno appesantito il bilancio editoriale, tanto da far gettare l\u2019allarme e da fare mettere nelle previsioni la sospensione della pubblicazione\u00bb. Sono parole testuali di parecchia stampa qualunquista, compreso il <em>Buonsenso, <\/em>romano e milanese, che, si diceva \u2013 e questo il 12 febbraio 1947, molto prima della polemica, cui ha accennato l\u2019onorevole Nasi \u2013 saranno tra i primi ad essere sacrificati.<\/p><p>L\u2019onorevole Nasi dice: \u00abSe si fosse gi\u00e0 stabilito legislativamente l\u2019obbligo di denuncia delle fonti di reddito dei giornali, noi sapremmo nome e cognome di chi ha sanato per un periodo i passivi degli organi qualunquisti e potremmo essere illuminati a dovere sugli aspetti politici di tale operazione\u00bb.<\/p><p>Tale osservazione \u00e8 sostanzialmente ingenua e formalmente intempestiva: ingenua, perch\u00e9 l\u2019organo di stampa di un partito segner\u00e0 al proprio attivo, nella voce contribuzioni del partito, esattamente tanto quanto baster\u00e0 per il deficit; sicch\u00e9 il bilancio quadrer\u00e0 perfettamente e non vi sar\u00e0 revisore dei conti, il pi\u00f9 severo che sia, a trovare da eccepire alcunch\u00e9. Di pi\u00f9 non pu\u00f2 chiedersi, e ci si dovr\u00e0, se mai, limitare a conoscere, per sommi capi, la statistica delle contribuzioni dei singoli lettori al loro giornale o ad apprendere, in sede polemica, l\u2019avvenuto dono di un gruzzoletto di dollari da un qualunque zio d\u2019America in pro di gruppi, che non tralasciano occasione per accusare gli altri di avere stretti legami col mondo americano.<\/p><p>Vero \u00e8 che l\u2019Assemblea ha deciso, all\u2019articolo 16 della Costituzione, che la legge pu\u00f2 stabilire con norme di carattere generale che devono risultare noti i mezzi finanziari della stampa periodica; ma, se mai sar\u00e0 applicabile seriamente un tale principio, esso dovr\u00e0 trovare attuazione nel prossimo parlamento, dopo l\u2019approvazione dell\u2019intero testo costituzionale.<\/p><p>Non pu\u00f2 del resto omettersi, tornando al fatto specifico, che, se il Basevi ha parlato di offerti e non chiesti aiuti, venuti a mancare al giornale, nell\u2019ampia documentazione contenuta nell\u2019ultimo numero dell\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em> si ha una precisa dichiarazione circa promesse di sovvenzioni fatte da alcuni industriali, \u00absenza che alla promessa facesse mai seguito l\u2019erogazione materiale. Ci\u00f2 conferma, se mai, che le difficolt\u00e0 finanziarie non sono nate oggi per il complesso editoriale qualunquista; ma sono <em>interna corporis<\/em> di partito. Evidentemente noi non possiamo entrarci e dobbiamo limitare e riconoscere che nessun elemento esiste, per cui possa imputarsi al Governo la crisi di questo o di altro giornale.<\/p><p>Aggiungo l\u2019augurio che il disagio del <em>Buonsenso<\/em> possa essere presto superato ed il giornale riprenda la sue pubblicazioni poich\u00e9 non \u00e8 senza preoccupazione che si assiste al fenomeno della scomparsa di organi di stampa di partiti che hanno il diritto ed il dovere di interloquire quotidianamente sulle vicende e gli sviluppi della politica nazionale ed internazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nasi ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>NASI. Dovrei anzitutto dichiarare che non faccio parte di nessun gruppo di guastatori, fra i quali ha creduto di classificarmi l\u2019organo dei repubblicani storici; guastatori i quali dovrebbero precedere l\u2019irrompere delle masse socialiste e comuniste contro il Governo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019attenzione che ha destato la mia interrogazione, che forse \u00e8 ingenua, pu\u00f2 significare che ho messo il dito su una piaga e che l\u2019opinione pubblica non \u00e8 insensibile davanti a certi problemi di moralit\u00e0. Il Sottosegretario ha risposto ampiamente, ma in fondo mi ha quasi detto: lei ha sbagliato indirizzo; il Governo che cosa c\u2019entra? Mi ha anzi detto che io avrei posto male la questione. In fondo, onorevole Sottosegretario di Stato, la questione non l\u2019ho posta io, ma l\u2019ha posta nel momento di morire, con la speranza di rinascere, il direttore del <em>Buonsenso<\/em>. Che speranza di cosa ha egli detto e che cosa si pu\u00f2 cavare da quel che egli ha detto?<\/p><p>Osservo che in altri tempi, anche in Italia, con la dichiarazione cruda che ha fatto il direttore del <em>Buonsenso<\/em>, le acque di Montecitorio si sarebbero smosse violentemente ed il Governo si sarebbe trovato nella necessit\u00e0 di pensare ai casi suoi. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non mi fermer\u00f2 molto su quel che ha detto il direttore del <em>Buonsenso<\/em>, ma non posso tralasciare di riassumere il suo pensiero, che in fondo \u00e8 stato questo: io, <em>Buonsenso<\/em>, vivevo con le sovvenzioni che mi venivano da gruppi di industriali o di agrari, non so bene; quando questi gruppi hanno creduto di dover aderire alla politica del Governo e si sono intesi sicuri che questa politica non li colpisse, non ho pi\u00f9 avuto sovvenzioni ed ho dovuto cessare le pubblicazioni. \u00c8 una crudezza assoluta di parlare: fa male, male quasi come il racconto di una prostituta sulle sue giornaliere esercitazioni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ma l\u2019onorevole Giannini ha illustrato maggiormente la questione e ci ha fatto sapere di essere stato assillato da questi famelici, i quali sono parecchi \u2013 pare \u2013 in Italia, per essere difesi, quando la politica dell\u2019onorevole Einaudi non si confaceva ai loro interessi. Per\u00f2 \u2013 soggiunge l\u2019onorevole Giannini \u2013 e questo ha dell\u2019incredibile \u2013 quando l\u2019onorevole De Gasperi si \u00e8 deciso a versare a questi ricattatori dei miliardi, questi stessi che mi avevano pregato e mi avevano sovvenzionato, mi hanno detto: \u00abAlto l\u00e0! Il Governo non si tocca!\u00bb Allora io mi sono visto costretto \u2013 io, direttore del giornale \u2013 a sospendere le pubblicazioni.<\/p><p>Devo dire all\u2019onorevole Giannini, se me lo permette, che egli non ha reso un buon servizio al Paese quando ha difeso della gente dai pericoli della avocazione e dell\u2019epurazione, quando ha difeso degli affaristi e degli appaltatori. Egli non poteva aspettarsi altro guiderdone oltre quello che ha avuto.<\/p><p>E mi permetto di dirgli, anche, che io non ammiro questo sistema giornalistico che si fonda sulla compra-vendita e sulla resa dei servizi. Io aspiro e penso ad un giornalismo indipendente.<\/p><p>Naturalmente, egli sa, perch\u00e9 gli sono amico, che non vengo neanche qui a domandare un giudizio contro di lui, come si \u00e8 fatto contro un deputato alla Camera inglese.<\/p><p>Ma, veniamo a quello che sostanzialmente \u00e8 stato detto dal giornale e dallo stesso Giannini.<\/p><p>Il <em>Buonsenso<\/em> e Giannini stesso hanno detto: \u00abIl Governo interviene direttamente e indirettamente nella stampa; il che significa che il Governo fa presa sulla stampa per corromperla e cos\u00ec far sua l\u2019opinione pubblica\u00bb.<\/p><p>Questo, in sintesi, il discorso del <em>Buonsenso <\/em>e di Giannini.<\/p><p>GIANNINI. Troppa sintesi!<\/p><p>NASI. Oggi, si sospendono i fondi al <em>Buonsenso<\/em>. Ma questo fatto ha dei precedenti, che sono stati un po\u2019 tralasciati dalla pubblica attenzione, anche perch\u00e9 naturalmente la stampa sussidiata non ne ha fatto quella propaganda che era necessaria.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Quali fatti?<\/p><p>NASI. Noi sappiamo, e deve saperlo anche l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato che \u00e8 un valente giornalista, che il <em>Giornale dell\u2019Emilia<\/em>, a Bologna, sussidiato dagli agrari, mentre marciava democraticamente e non era favorevole al Governo, un bel giorno dovette cambiare direzione ed ora sostiene naturalmente la Democrazia cristiana.<\/p><p>GIANNINI. Avrebbe dovuto morire il giornale!<\/p><p>NASI. Ma c\u2019\u00e8 un altro caso ancora pi\u00f9 grave, perch\u00e9 avallato da due giornalisti intemerati quali sono Corrado Alvaro e Gaetano Natale. A Napoli, il <em>Risorgimento <\/em>dell\u2019armatore ed ex fascista Lauro naviga in acque democratiche e si spinge a punte estreme di democrazia. L\u2019armatore lascia fare. Un bel giorno arriva a Napoli il Ministro della marina mercantile, l\u2019onorevole Cappa, ed allora l\u2019armatore Lauro si fa fotografare insieme a Cappa: la rotta cambia ed il giornale viene messo sul binario democristiano. Ed io vorrei far notare all\u2019onorevole Sottosegretario di Stato le parole che sono state stampate mentre si svolgeva l\u2019avvenimento, che sono di una gravit\u00e0 eccezionale, e di cui avrebbe dovuto tener conto il Governo. \u00abD\u2019ora in poi \u2013 \u00e8 stato stampato \u2013 il <em>Risorgimento<\/em> diventer\u00e0 l\u2019organo ufficioso della Democrazia cristiana, o meglio del Governo di De Gasperi. Per Lauro la contropartita consiste nell\u2019appoggio da parte del Governo e del Ministro della marina mercantile per i suoi interessi di armatore\u00bb. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ma, dove \u00e8 scritto questo?<\/p><p>NASI. Sull\u2019<em>Avanti<\/em>. Come si vede il Governo non pu\u00f2 dire che non c\u2019entra. E c\u2019entra anche il partito che \u00e8 al Governo, perch\u00e9 oggi la Democrazia cristiana e il Governo sono un tutto inscindibile.<\/p><p>Io faccio soltanto notare che quelli che oggi pagano i giornali sono gli stessi che pagavano sotto il fascismo. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Sono gli stessi che ora tentano l\u2019arrembaggio alle fonti dello Stato e a tutti i punti cruciali della Nazione, sono gli stessi che noi dobbiamo affrontare. \u00c8 un cancro questo nella vita della Nazione, che bisogna assolutamente estirpare.<\/p><p>Dovrei ora passare alla seconda parte della mia interrogazione, e cio\u00e8 dire perch\u00e9 \u00e8 necessario che la legge sulla stampa sia discussa in questa Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. C\u2019\u00e8 un\u2019altra interrogazione dell\u2019onorevole Schiavetti su questo punto.<\/p><p>NASI. Mi limiter\u00f2, perci\u00f2, a dire che, alla vigilia delle elezioni, non \u00e8 possibile lasciare la legge vigente che \u00e8 quella fascista, aggravata dal decreto Badoglio. Se dovesse essere conservata quella legge, noi delle sinistre in specie potremmo andare incontro a gravi incognite. (<em>Commenti \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em> Si potrebbe, quindi, stralciare dal progetto che \u00e8 davanti all\u2019Assemblea quella parte che riguarda le fonti delle sovvenzioni: per lo meno il lettore saprebbe per conto di chi si scrive il giornale. \u00c8 necessario che questo problema, che \u00e8 politicamente e moralmente grave, sia affrontato. \u00c8 necessario che il Governo non sia d\u2019accordo con i gruppi che sussidiano la stampa, gruppi che vanno dai liberali ai fascisti; \u00e8 necessario che in una Repubblica democratica la stampa sia strumento di educazione e non di corruzione. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che dovrete avere la cortesia d\u2019accordarmi qualche minuto di pi\u00f9 per lo svolgimento di questo fatto personale, che \u00e8 anche un fatto di carattere generale.<\/p><p>Dovrei incominciare col rettificare alcune inesattezze nelle quali \u00e8 caduto il collega Nasi; ma preferisco incominciare ringraziando il giovine e valente Sottosegretario alla Presidenza, il quale ha detto la cosa che pi\u00f9 m\u2019interessa come giornalista e come deputato. Il Sottosegretario ha detto: da questa esasperazione polemica, di cui non avevamo esempi nella storia politica passata \u2013 e in questo spero che non ci sia rimprovero, onorevole Andreotti, perch\u00e9 la storia si deve rinnovare; guai se andassimo ancora a cavalcioni degli elefanti, come ai tempi d\u2019Annibale! \u2013 da questa esasperazione si deve dare atto che il <em>Buonsenso<\/em>, che la stampa qualunquista ha, in un certo senso, anticipato la pubblicit\u00e0 sulle fonti alle quali i giornali attingono i mezzi di vita.<\/p><p>La ringrazio, onorevole Sottosegretario, di questo riconoscimento, che interpreto come una lode: se sbaglio, lei mi corregger\u00e0. E l\u2019interpreto come una lode, onorevoli colleghi, per questa ragione; perch\u00e9 in tutta la nostra azione politica, in tutta la nostra azione giornalistica \u2013 e quando dico \u00abnostra\u00bb intendo dire quella dell\u2019\u00abUomo Qualunque\u00bb, di quei miei amici che erano, sono e saranno militi dell\u2019\u00abUomo Qualunque\u00bb \u2013 noi siamo i protagonisti d\u2019una tragedia che si potrebbe dire la tragedia della verit\u00e0.<\/p><p>Noi abbiamo detto una verit\u00e0 politica al nostro inizio: vogliamo che l\u2019\u00abUomo Qualunque\u00bb governi se stesso. Questa \u00e8 una formula, onorevoli colleghi, ampia, che ha bisogno d\u2019integrazione, di collaborazione da parte di tutti i tecnici, di tutti i pratici, di tutti gli scienziati. Sar\u00e0 una formula vaga, elastica: ma \u00e8 una formula.<\/p><p>Noi vediamo che l\u2019uomo qualunque paga sempre le conseguenze di una politica che dir\u00f2 tradizionale \u2013 non voglio adoperare l\u2019espressione \u00abprofessionale\u00bb, con cui, forse, potrei offendere pochi o molti colleghi. \u2013 Allora ci siamo detti al nostro sorgere: poich\u00e9 l\u2019uomo qualunque non \u00e8 pi\u00f9 la massa amorfa e indisciplinata dell\u2019antichit\u00e0, poich\u00e9 c\u2019\u00e8 un meccanismo, anche statuale, che permette a chicchessia d\u2019entrare in possesso d\u2019un minimo di cultura; poich\u00e9 c\u2019\u00e8 una stampa, c\u2019\u00e8 una radio, ci sono altri mezzi di diffusione del pensiero, non riteniamo che la politica debba essere pi\u00f9 il monopolio d\u2019una piccola aliquota specializzata, ma libera a tutti. Di tanto abbiamo un esempio anche brillante, nel nostro amico e collega Corbellini, che fa il Ministro, e lo fa bene, e dimostra cos\u00ec che non c\u2019\u00e8 bisogno d\u2019esser un parlamentare per esser un buon Ministro.<\/p><p>Sembra che quest\u2019idea sia stata affascinante, perch\u00e9 molta gente \u00e8 confluita a noi, molti elementi del cessato regime, molti monarchici, molti elementi d\u2019estrema destra; e sono confluiti a noi anche elementi dell\u2019estrema sinistra (<em>Commenti a sinistra<\/em>); sono confluiti molti elementi repubblicani. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> \u00c8 confluito anche Togliatti!<\/p><p>GIANNINI. C\u2019\u00e8 un democristiano che m\u2019informa che \u00e8 confluito anche l\u2019onorevole Togliatti. Mi meraviglio che il nostro segretario generale onorevole Tieri non m\u2019abbia comunicato quest\u2019importante adesione. Ma andiamo avanti, che cos\u2019\u00e8 accaduto, caro Nasi?<\/p><p>\u00c8 accaduto che il travaglio del crivello, che in tutti i vecchi partiti si svolge attraverso i decenni, nel nostro giovine partito \u00e8 invece inizialmente e continuamente in funzione. C\u2019\u00e8 quindi chi ci pu\u00f2 rimanere e chi non ci pu\u00f2 rimanere; chi sente la forza e il coraggio di resistere a certe difficolt\u00e0 e chi non sente tale forza e tale coraggio.<\/p><p>Non intendo parlare soltanto di parlamentari, ma anche di chi vive intorno ai partiti e che lei, caro amico Nasi, conosce meglio di me. Onorevoli colleghi! Io sono nato giornalista, perch\u00e9 faccio il giornalista dall\u2019et\u00e0 di quindici anni e non credo di farlo male. \u00c8 pertanto con la mia esperienza di giornalista che vi dico che in Italia non ci sono forse tre giornali veramente indipendenti, se per indipendenza s\u2019intende quella finanziaria.<\/p><p>Vorrei che nessuno m\u2019obbligasse a fare dei nomi, ma, quando dico tre, credo d\u2019abbondare. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> C\u2019\u00e8 qualche cosa che non va? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Dicevo: c\u2019\u00e8 per\u00f2 un grande giornale, finanziariamente indipendente, ed \u00e8 il mio, onorevoli colleghi: il mio giornale, l\u2019<em>Uomo Qualunque<\/em>, il settimanale <em>Uomo Qualunque<\/em>, il quale ha un\u2019enorme indipendenza finanziaria, che gli \u00e8 data dalla sua diffusione, dal numero dei suoi abbonati, dall\u2019alto costo della sua pubblicit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 grazie a questo giornale settimanale veramente indipendente, onorevoli colleghi, che la nostra corrente politica \u00e8 viva. Ed \u00e8 viva perch\u00e9? Perch\u00e9 intorno a tutti i partiti si cristallizzano o tentano di cristallizzarsi vari interessi. E tendono a cristallizzarsi, oltre che vari interessi, anche degli&#8230; Non so come potrei chiamarli&#8230; Degli \u00abintellettualismi\u00bb, che sono le pretese di coloro che sia dalle farmacie di villaggio, sia dalle sale dorate dei grandi Consigli d\u2019amministrazione, pretenderebbero di dirigere il Governo, di manovrarlo, di dare la loro impronta alla vita politica della Nazione.<\/p><p>Che cosa accade allora? Accade che, siccome per stampare dei giornali occorre molto danaro, questo denaro si finisce col cercarlo in quei tali ambienti.<\/p><p>LABRIOLA. Il danaro deve darlo il pubblico e soltanto il pubblico se il giornale vuol essere onesto.<\/p><p>GIANNINI. Ma, onorevole Labriola, lei dice una cosa che non \u00e8 esatta, perch\u00e9 lei dirige un giornale che \u00e8 finanziato dall\u2019armatore Lauro! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, io non faccio che dire la verit\u00e0; l\u2019ho sempre detta, onorevoli colleghi, la verit\u00e0. (<em>Interruzione del deputato Labriola<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Labriola, verr\u00e0 il suo turno: dar\u00f2 la parola anche a lei.<\/p><p>GIANNINI. L\u2019ho sempre detta e me ne vanto. Ma debbo soggiungere che se non avessi il mio settimanale, e se questo mio settimanale non mi desse i mezzi larghissimi che mi d\u00e0, non avrei la possibilit\u00e0 e forse nemmeno il tempo di dirla la verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 un lusso. Ora, bisogna distinguere, onorevole Nasi, fra quei giornali che \u00abaccettano\u00bb un aiuto indispensabile, senza di che il giornale non si fa, e quelli invece che \u00absi vendono\u00bb per ottenere questo aiuto.<\/p><p>LABRIOLA. Non \u00e8 punto vero: il giornale vive con il pubblico.<\/p><p>PRESIDENTE. Lasci dire, onorevole Labriola: poi parler\u00e0 anche lei.<\/p><p>GIANNINI. Professore mio, per quanto io sia stato suo allievo, e l\u2019abbia sempre rispettato, non v\u2019\u00e8 ragione per cui lei mi debba mancare di rispetto.<\/p><p>LABRIOLA. Ma io non le ho per niente mancato di rispetto.<\/p><p>GIANNINI. Ma se non mi lascia parlare! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Non faccia dialoghi, onorevole Giannini.<\/p><p>GIANNINI. Scusi, signor Presidente.<\/p><p>Bisogna dunque distinguere questi giornali in due categorie: chi accetta aiuti incondizionatamente, e chi si vende per essere aiutato.<\/p><p>Ora, non so come all\u2019onorevole Nasi sia sfuggita questa cristallina circostanza che, data la mia capacit\u00e0 giornalistica, dati i mezzi personali di cui posso disporre sacrificando, se voglio, ancora di pi\u00f9 il settimanale <em>Uomo Qualunque<\/em>, dato il fatto che, bene o male, sono alla testa d\u2019un partito, se avessi voluto continuare il <em>Buonsenso<\/em> mi sarebbe bastato accontentarmi, adattarmi, accettare certi determinati consigli per continuarlo. Mi meraviglio come sia sfuggito all\u2019onorevole Nasi il fatto che, sopprimendo o sospendendo il giornale, il quale, amico Nasi, non \u00e8 morto, ma \u00e8 solo in villeggiatura. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Novembrina!<\/p><p>GIANNINI. Novembrina, s\u00ec; si va gi\u00e0 a sciare in questa stagione; il mio <em>Buonsenso <\/em>\u00e8 andato dove gli pare. Sospendendo le pubblicazioni questo giornale ha compiuto un magnifico atto d\u2019indipendenza e di purit\u00e0, perch\u00e9 ha detto: \u00abIo ho bisogno degli aiuti; o voi me li date a condizione che io continui a stampare ci\u00f2 di cui sono persuaso; o, altrimenti, tenetevi i vostri aiuti: io non esco pi\u00f9\u00bb.<\/p><p>Ed \u00e8 precisamente questo che \u00e8 accaduto, onorevole Nasi. Io non credo d\u2019avere n\u00e9 il diritto n\u00e9 il dovere di fare la storia della mia amministrazione, in quanto la mia amministrazione consiste in una societ\u00e0 anonima, anzi, in pi\u00f9 societ\u00e0 anonime, le quali depositano i bilanci nelle cancellerie dei tribunali come per legge, insieme al libro dei soci e a tutto quant\u2019altro a questo Parlamento e a chiunque altro possa interessare d\u2019investigare. Amico Nasi, lei non ha che a prendere un taxi \u2013 se non vuole, le offro la mia macchinetta \u2013 andare in Tribunale a scartabellare e indagare, e sapr\u00e0 tutto quanto vorr\u00e0. L\u2019importante \u00e8 questo: che quando lei fa il paragone fra questo giornalismo e una prostituta, io le devo dire: lei ha il diritto di fare questo paragone fra il giornalismo che si vende e la prostituta; e siamo d\u2019accordo, perch\u00e9 si vendono tutt\u2019e due; ma fra l\u2019altro giornalismo, quello che accetta di suicidarsi pur di non legarsi, non pu\u00f2 fare questo paragone. Lo pu\u00f2 fare al massimo con la cassetta delle elemosine d\u2019un qualsiasi convento, nella quale il principe, la duchessa, il povero, l\u2019assassino, l\u2019onesto, mettono il loro obolo; poi il priore lo raccoglie e lo impiega come gli suggerisce la sua coscienza.<\/p><p>Ora, \u00e8 questo il nostro caso; ed \u00e8 questo il nostro caso anche politico, perch\u00e9 lei non ignora che i partiti hanno anch\u2019essi bisogno d\u2019appoggi. Non impiantiamo una questione morale su questo, perch\u00e9 se no la piccola tragedia della verit\u00e0, alla quale ho accennato, diventa una spaventevole tragedia, nella quale io non avrei nessuna paura di dire le battute pi\u00f9 gravi. Anche i partiti hanno bisogno; senonch\u00e9, che cosa accade? Accade che quei ceti, i quali s\u2019agitano intorno ai Governi e sperano, o pensano, o credono di poterne diventare padroni, di poterli rendere prigionieri, s\u2019illudono nello stesso modo di poter prender prigionieri i partiti. Ce ne sono alcuni che nobilmente muoiono: e ce n\u2019\u00e8 stato qualcuno in questa Camera, a cui io debbo tributare un elogio su questo: il Partito d\u2019azione, che avrebbe potuto vendersi e ha preferito morire. Ce ne sono altri che subiscono terremoti, perch\u00e9 resistono a pressioni \u2013 intendiamoci \u2013 non soltanto finanziarie, ma anche ideologiche, perch\u00e9 i pericoli che minacciano i partiti e i giornali, caro collega Nasi e onorevoli colleghi d\u2019ogni parte della Camera, non sono solamente pericoli finanziari, ma anche ideologici; i partiti, come i giornali, sono in pericolo sia quando debbono accettare alcuni milioni per comprare rulli di carta, sia quando debbono accettare idee che qualche ex sergente maggiore in cerca di migliore impiego pretenderebbe di dare a chi la politica la fa per convinzione e non per mestiere.<\/p><p>Certo \u00e8, amico Nasi, che <em>Il Buonsenso<\/em> \u00e8 cessato per questa ragione: perch\u00e9 non ha inteso cambiare la sua linea politica. Per sbagliata che potesse essere, per erronea che fosse, aveva scelto quella linea e non l\u2019ha voluta mutare.<\/p><p>Allora lei ha fatto una questione al Governo e ha detto: il Governo si ravvisa responsabile in questa situazione?<\/p><p>Ho aspettato con ansia che rispondesse il Sottosegretario, perch\u00e9 sarei stato veramente stupito di sentirgli dire: s\u00ec, il Governo si ravvisa responsabile.<\/p><p>Secondo me il Governo non pu\u00f2 essere ritenuto responsabile di questa situazione, e innanzi tutto \u00abnon pu\u00f2\u00bb essere ritenuto responsabile, per ragioni d\u2019intelligenza: perch\u00e9 sarebbe stato enormemente stupido un Governo, come quello che abbiamo, presieduto da De Gasperi (il quale, oltre a essere mio caro amico personale, \u00e8 principalmente un uomo di grande ingegno; io posso dissentire da lui, ma non posso negargli l\u2019intelligenza), si fosse esposto al pericolo d\u2019una serie di guai per prendersi il gusto di far cessare la pubblicazione d\u2019un solo giornale, quando in Italia ce ne sono altri cento che gli dicono di pi\u00f9 e di peggio di quello che gli diceva il <em>Buonsenso.<\/em><\/p><p>No, onorevole Nasi, la questione \u00e8 un\u2019altra: lei ha accennato a un armatore e ad altri; tutta gente che ha guadagnato facilmente molto danaro. Incomincio a convincermi che effettivamente \u00e8 facile guadagnar molto danaro in certe circostanze. All\u2019improvviso questa gente si scopre il bernoccolo della politica, e allora, solamente perch\u00e9 un giorno ha avuto l\u2019onore d\u2019offrire cento biglietti da mille a un giornale o a un partito (e dico \u00abha avuto l\u2019onore\u00bb, perch\u00e9 chiunque ha portato o porta danaro a me avr\u00e0 sempre l\u2019onore di portarmelo (<em>Ilarit\u00e0<\/em>), e io gli far\u00f2, se creder\u00f2, il favore d\u2019accettarlo; e ci\u00f2 sempre in funzione di quel tal settimanale attivo che mi consente di mandar avanti un partito senza stampa quotidiana e di dir sempre quello che voglio. Accade \u2013 dicevo \u2013 che qualcuno di questi omuncoli che hanno fatto miliardi nel commercio del baccal\u00e0 o in altre attivit\u00e0 (certamente non ignobili, ma non implicanti eccessiva genialit\u00e0 da parte di chi le esplica), fa piani politici, costruisce Governi, pretende di dare direttive. Ora, c\u2019\u00e8 chi se le fa dare pedissequamente, quelle direttive, e allora continua a stampare il suo giornale quotidiano; ma c\u2019\u00e8 \u2013 per esempio \u2013 chi come me che non se le fa dare, e che, pur parlando con un arricchitissimo, gli dice: tu non capisci niente di politica, tu non sai far niente, politicamente, va a dare ad altri il tuo danaro, non tentare d\u2019importi a me se non riesci a convincermi. E allora il mio giornale non si stampa e si ferma.<\/p><p>In Italia sta succedendo questo: le incrostazioni d\u2019interessi e di spiritualit\u00e0 dei ceti che pretendono o credono d\u2019avere, il monopolio dell\u2019intelligenza stanno appesantendo il Ministero De Gasperi!<\/p><p>Le sveler\u00f2 una verit\u00e0, caro Nasi, un grande segreto: si erano messi contro di noi perch\u00e9 noi siamo stati gli autori del Ministero De Gasperi: ogni tanto quest\u2019altra verit\u00e0 si ricorda e si dimentica. Il Ministero De Gasperi \u00e8 stato preconizzato da noi. Fin dal 24 giugno 1946 noi avevamo chiesto questo Governo, e l\u2019avevamo chiesto perch\u00e9 avevamo ravvisato l\u2019impossibilit\u00e0 che funzionasse pi\u00f9 il Tripartito. Noi soli abbiamo insistito, noi, che, finalmente, all\u2019inizio di quest\u2019estate, siamo riusciti a farlo fare.<\/p><p>Bene, io le sveler\u00f2 questo segreto, caro Nasi. Noi siamo stati assillati dalle recriminazioni di tutta questa gente: ma che cosa avete fatto? Ma voi mettete tutta la politica italiana nel monopolio della Democrazia cristiana? Ma dove andremo a finire? Ma avremo una dittatura clericale anzich\u00e9 fascista o comunista! Voi avete commesso un errore! Tutto ci\u00f2 portava la solita spiacevole conseguenza di rispostacce da parte mia e non soltanto mia, perch\u00e9 nel nostro partito siamo tutti pronti a dare rispostacce.<\/p><p>Improvvisamente \u00e8 accaduto che il mio ottimo amico De Gasperi, per ragioni sue, di cui render\u00e0 conto al Parlamento quando ne sar\u00e0 il caso, ha ritenuto d\u2019intervenire in questa faccenda, in questa procurata povert\u00e0, in questa non so fino a quanto vera impossibilit\u00e0 di pagare i salari, pagando egli i salari e creando cos\u00ec una pratica bolscevizzazione dell\u2019Italia in certi rami dell\u2019industria. Strana bolscevizzazione, perch\u00e9 quella russa se non altro si accolla le perdite dell\u2019industria, ma se ci sono utili se li piglia. Noi invece ci siamo presi soltanto le perdite. Abbiamo dato alcuni miliardi alla Caproni, alcuni miliardi ad altre aziende. Da questi fatti \u00e8 nato un improvviso, un nobilissimo sentimento di fiducia verso la Democrazia cristiana. Quel Ministero che ci era stato rimproverato d\u2019aver aiutato a formarsi \u00e8 improvvisamente un Ministero tab\u00f9. Noi vedevamo questo Ministero da un punto di vista dal quale era nostro diritto vederlo, dopo aver contribuito a farlo, e pretendevamo di farne parte: e crediamo di non aver errato affacciando queste pretese. Vari amici nostri, fra gli improvvisi convertiti, allora ci hanno detto: no, no, no, voi dovete fare questo, voi dovete fare quest\u2019altro; dovete fermare questa campagna; non dovete fare cos\u00ec. Eh, un momento, ho detto io; e che siamo i vostri lacch\u00e9, i vostri servitori? Ma io vi caccio fuori quanti siete. \u00c8 chiaro? E questa mia reazione da che cosa nasce, caro Nasi? Dall\u2019inestimabile pregio della possibilit\u00e0 di dire la verit\u00e0, dal fatto certo d\u2019avere un giornale settimanale finanziariamente indipendente che mi mette al sicuro da ogni pericolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordi che sta parlando per fatto personale.<\/p><p>GIANNINI. Ho l\u2019impressione di dire cose istruttive. Cercher\u00f2 di stringere quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Per fatto personale, non c\u2019\u00e8 limite.<\/p><p>GIANNINI. Il limite io lo trovo nella mia deferenza verso di lei, signor Presidente, e spero di terminare entro cinque minuti. La nostra reazione dunque nasce dalla nostra possibilit\u00e0 di esser indipendenti giornalisticamente e dunque spiritualmente, di poter scrivere quello che a noi piace.<\/p><p>Ora, se ci\u00f2 comporta la cessazione delle pubblicazioni d\u2019un giornale passivo, se questo comporta perturbamenti nell\u2019interno del partito, se questo comporta altri danni, altre battaglie, altre lotte, a noi non fa paura. Noi siamo qui per difendere la nostra idea, errata o non errata, dell\u2019\u00abUomo Qualunque\u00bb, della \u00abDonna Qualunque\u00bb. Noi intendiamo difendere questi ceti: noi non intendiamo avere pregiudiziali di nessuna sorte e di nessuna specie. Noi vogliamo semplicemente assicurare il benessere a questa categoria sociale che sentiamo di rappresentare, e che fino allo scioglimento di quest\u2019Assemblea noi siamo in diritto di ritenere che legittimamente rappresentiamo.<\/p><p>Fra poco vi saranno le elezioni. Il colpevole massimo di tutto questo baccano \u00e8 l\u2019onorevole Scelba, perch\u00e9 se egli non avesse bandito le elezioni, qui si vivrebbe in una idilliaca tranquillit\u00e0. Tutto quanto accade, accade in funzione delle elezioni. Tutto quanto accade, accade in funzione del dramma intimo di molti fra coloro che pensano, e giustamente, che qui non torneranno pi\u00f9, e s\u2019agitano, e soffrono. E hanno anche ragione.<\/p><p>Ci saranno le elezioni. Onorevole Nasi, noi parteciperemo a queste elezioni col \u00abTorchio dell\u2019Uomo Qualunque\u00bb, con la nostra idea pulita, con i nostri giornali quotidiani se potremo farli liberamente, senza i nostri giornali quotidiani se non potremo farli liberamente. Se noi otterremo il suffragio del popolo italiano ritorneremo qui a fare il nostro dovere; se noi non otterremo questo suffragio noi ritorneremo l\u00e0 da dove siamo venuti, e riprenderemo le nostre vecchie occupazioni.<\/p><p>Io credo \u2013 e i miei amici spero che credano con me, per quanto io non mi sia concertato con loro \u2013 che il popolo italiano non abbia bisogno d\u2019esser vasellinato con miliardi di dubbia provenienza per scegliere i suoi rappresentanti. Penso che questi miliardi possano servire soltanto a facilitare la logistica delle elezioni, ma che la base della lotta politica debba essere soltanto la sincerit\u00e0, la fede anche nell\u2019errore. Onorevole Nasi, noi ci atterremo a questa linea di condotta.<\/p><p>Per tutto quant\u2019altro riguarda le indagini che lei, e chiunque altro, di qualsiasi parte dell\u2019Assemblea, di qualsiasi Gruppo, intende esperire nella contabilit\u00e0 giornalistica dei giornali ai quali presiedo, sono sempre a disposizione, in qualsiasi momento, senza alcun preavviso.<\/p><p>Signor Presidente, la prego d\u00ec scusarmi se ho abusato della sua cortesia. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LABRIOLA. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LABRIOLA. Io avrei potuto domandare la parola per fatto personale quando l\u2019onorevole Nasi ha alluso al giornale <em>Il Risorgimento<\/em>, il quale fa parte dell\u2019azienda editoriale a cui appartiene anche il giornale che io ho l\u2019onore di dirigere.<\/p><p>La situazione del <em>Risorgimento<\/em> \u00e8 un po\u2019 diversa da quella che l\u2019onorevole Nasi ha esposto. Ma io non intendo occuparmi di queste cose per la ragione elementarissima che io non faccio parte del giornale medesimo.<\/p><p>Esiste a Napoli un\u2019azienda giornalistica, anzi, meglio, un\u2019azienda editoriale che prende il nome di S.E.M. A questa azienda appartengono tre organi quotidiani: <em>Il Roma<\/em>, che io dirigo; <em>Il Risorgimento<\/em>, che evidentemente ha un\u2019altra direzione, e <em>Il Corriere di Napoli<\/em>.<\/p><p><em>Il Risorgimento<\/em>, quando era diretto dal signor Floriano del Secolo, era un giornale nettamente democratico e di spiccato colore antifascista.<\/p><p>Eliminata, per ragioni che non possono interessare l\u2019Assemblea, la direzione di questo distinto pubblicista, venne assunto come direttore di esso il signor Corrado Alvaro.<\/p><p>Uno dei proprietari dell\u2019azienda reput\u00f2 che l\u2019orientazione in senso comunistico conferita al giornale da questo pubblicista non fosse opportuna e credette perci\u00f2 di separarsi da lui.<\/p><p>Il direttore attuale ha reputato invece, probabilmente per desiderio dello stesso proprietario, di orientare il giornale verso la Democrazia cristiana o, meglio ancora, di farne un organo di tendenza governativa. Ma \u00e8 un errore il reputare, come alcuni signori di questa parte della Camera hanno pensato, che l\u2019azienda dipenda dal signor armatore Lauro. Egli non \u00e8 che uno dei due proprietari dell\u2019azienda. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> L\u2019altro proprietario, del quale suppongo nessuno oserebbe discutere, \u00e8 il Banco di Napoli. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il Banco di Napoli sventuratamente si trova nella condizione che la sua direzione \u00e8 tuttavia provvisoria, vale a dire i suoi elementi direttivi furono nominati solo in via straordinaria, e attendono di essere sostituiti da persone le quali possano prendere con pi\u00f9 sicura responsabilit\u00e0 la direzione della stessa azienda. Dell\u2019orientamento dei giornali <em>Il Risorgimento<\/em> e <em>Il Corriere di Napoli <\/em>non tocca a me parlare.<\/p><p>Io dirigo il giornale <em>Il Roma<\/em>. Ho interrotto l\u2019onorevole Giannini nel momento in cui diceva che i giornali hanno bisogno di sussidi, di appoggi, di aiuti. Io lo nego nella maniera pi\u00f9 categorica. Un solo appoggio i giornali possono legittimamente desiderare e pretendere: quello del pubblico. Se i giornali sono onesti, se rappresentano una opinione pura e netta, sia quella della Democrazia cristiana, sia quella liberale o comunistica, il pubblico li seguir\u00e0, almeno nella misura in cui i mezzi materiali siano dati a questi giornali per essere pubblicati.<\/p><p>Si \u00e8 parlato di pressioni che si potessero esercitare sui pubblicisti. Il Comandante Lauro non ha avuto con me che due sole conversazioni: la prima quando egli mi ha offerta la direzione del giornale e l\u2019altra quando si \u00e8 dovuto parlare dell\u2019amministrazione di esso. Giammai mi si \u00e8 rivolto l\u2019invito ad orientare il giornale in un senso anzich\u00e9 in un altro.<\/p><p>Il <em>Roma<\/em> ha una grande tradizione. \u00c8 il giornale della famiglia Lioy, uomini onesti, gente intemerata, degna di esser ricordata con pubblico rispetto. L\u2019onorevole Giannini ne sa qualche cosa. Egli, napolitano, non pu\u00f2 ignorare ci\u00f2 che quei signori facessero per assicurare non solo alla cittadinanza napolitana, ma al Paese, un puro organo di opinione.<\/p><p>Io sono appunto del parere che quando un giornale rappresenta un\u2019idea, e questa idea \u00e8 onestamente professata, il pubblico seguir\u00e0 questo giornale e nel proprio interesse deve seguirlo. A me giammai nessuno \u00e8 venuto a chiedere che dessi un indirizzo diverso da quello che i miei precedenti, i miei sentimenti e il mio orientamento politico mi permettevano di avere. Sono contrario alla Democrazia cristiana: lo sono per tante ragioni che ho avuto l\u2019occasione di svolgere proprio in questa Camera. Nessuno avrebbe mai pensato che io avrei potuto fare un giornale che non fosse stato avverso all\u2019attuale Governo, perch\u00e9 nessuno poteva pensare che il suo umile collega, onorevole Giannini, avrebbe potuto avere opinioni difformi da quelle che i suoi sentimenti gl\u2019imponevano di avere.<\/p><p>Ricordo ancora una volta che l\u2019altro proprietario del giornale \u00e8 il Banco di Napoli, non d\u2019accordo, in questo momento, col signor armatore Lauro; non d\u2019accordo per questioni che si riferiscono all\u2019indirizzo politico degli altri giornali dell\u2019azienda medesima; non d\u2019accordo con esso, anche per ragioni amministrative.<\/p><p>Ma tutte queste questioni non potranno risolversi, se non quando il Governo si decider\u00e0, dopo due anni, dopo infiniti ponzamenti, a dare al Banco di Napoli, che ne ha bisogno, una buona direzione, una onesta direzione come quella che adesso, in linea provvisoria certamente ha, ma che ha bisogno di essere stabile e definitiva.<\/p><p>La mia conclusione, onorevole Giannini, \u00e8 molto semplice. Io faccio un giornale, che finanziariamente dipende dal pubblico e politicamente da me; se domani qualcuno dovesse chiedermi di difendere sul giornale una opinione, che non fosse la mia \u2013 n\u00e9 so chi potrebbe essere \u2013 so pertanto distintamente che cosa gli risponderei, e non ritornerebbe ad insistere.<\/p><p>Penso che avremmo una stampa d\u2019indiscutibile onest\u00e0 e concorreremmo largamente alla educazione del pubblico, quando i giornali si ispirassero tutti a questo concetto: il giornale \u00e8 del pubblico, non degli industriali, non dei banchieri e neppure dei partiti, salvo che questi non rappresentino veramente correnti nazionali e collettive. In nessun caso si deve ammettere che il giornale rappresenti interessi privati. Ed esso fatalmente sar\u00e0 cosa dei privati finch\u00e9 si accetteranno oblazioni ed interventi, i quali non sempre stanno in rapporto con l\u2019orientamento politico del periodico.<\/p><p>Io so di fare un giornale a fondo socialista, democratico ad ogni modo, e questo sar\u00e0 finch\u00e9 la cosa sar\u00e0 nel mio controllo. Potr\u00f2 domani trovare sul mio tavolo di lavoro, o ricevere un telegramma col quale si potr\u00e0 significarmi il mio licenziamento; questa \u00e8 cosa che posso prevedere, ma \u00e8 indiscutibile che, fino a quanto sar\u00f2 alla testa del giornale, questo non rappresenter\u00e0 che la mia opinione e quella che ritengo opinione pi\u00f9 conveniente al pubblico italiano.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. L\u2019onorevole Labriola sostiene che un giornale \u00e8 giornale, in quanto esso \u00e8 sostenuto dal pubblico. Nello stesso tempo ci viene a dire che il giornale da lui diretto \u00e8 espressione non solo dell\u2019armatore Lauro ma del Banco di Napoli. Insomma, il suo giornale \u00e8 del Banco di Napoli o \u00e8 del pubblico?<\/p><p>Secondo: io ho spiegato chiaramente che non si intendeva attaccare n\u00e9 circoli politici, n\u00e9 giornalisti, n\u00e9 editori, ma colpire quei ceti, i quali, per aver guadagnato denaro nella vendita del baccal\u00e0 o del formaggio, pretendono di diventare gen\u00ee politici di prima grandezza.<\/p><p>Per quanto riguarda il gruppo in relazione con il giornale diretto dall\u2019onorevole Labriola, si tratta di uno stranissimo gruppo, che ha tre giornali: con uno attacca il Governo, con l\u2019altro lo difende, con il terzo segue una via di mezzo.<\/p><p>LABRIOLA. Il Governo lo attacco io e non il gruppo al quale apparterrei, questa \u00e8 la verit\u00e0! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Io dico la verit\u00e0; perch\u00e9 questo gruppo con un giornale \u00e8 filodemocristiano, con l\u2019altro \u00e8 antidemocristiano: questo significa fare il <em>trust<\/em> dei giornali. Dir\u00f2 che proprio il <em>Risorgimento<\/em> \u00e8 stato sospettato non di essere filo-democristiano, come \u00e8 sospettato oggi, ma filoqualunquista, e questo perch\u00e9 il nuovo direttore del <em>Risorgimento<\/em> \u00e8 stato indicato da me, perch\u00e9 a me si rivolse l\u2019armatore Lauro, per avere il mio parere in proposito, ed io gli consigliai Alberto Consiglio, che era il mio redattore. Per un certo periodo di tempo il <em>Risorgimento<\/em> \u00e8 stato ritenuto un giornale filoqualunquista, adesso \u00e8 diventato filodemocristiano. Quando lei, onorevole Labriola, sostiene che ci sono giornali i quali vivono solamente con ci\u00f2 che vendono \u2013 con la pubblicit\u00e0 che vendono e con le copie che vendono \u2013 io le dico, onorevole Labriola che quando lei lo dimostrer\u00e0 io ne prender\u00f2 atto. Per ora confermo che in Italia vi sono due o tre soli giornali che fanno questo. Ma un solo giornale politico indipendente: \u00e8 il mio e non altri! (<em>Commenti \u2013 Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Schiavetti, Valiani, Pertini e Cianca, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere i motivi che avrebbero consigliato il Governo a rinviare alle future Assemblee legislative, contrariamente alla comune aspettativa, la discussione e l\u2019approvazione del progetto di legge sulla stampa, destinato a regolare in modo stabile e certo un settore dell\u2019attivit\u00e0 politica e culturale del Paese, turbato da ripetuti indizi di sopraffazione politica e di disordine economico e morale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> \u00c8 facile rispondere all\u2019onorevole Schiavetti che il disegno di legge contenente nuove disposizioni sulla stampa \u00e8 stato presentato dal Governo all\u2019Assemblea nella seduta del 29 marzo 1947 ed \u00e8 stato dall\u2019Assemblea deferito all\u2019esame della Commissione per la Costituzione, che ha a sua volta nominato una Sottocommissione. Da quanto si sa, dei lavori di questa Sottocommissione, che fu da prima presieduta dall\u2019onorevole Grassi ed attualmente lo \u00e8 dall\u2019onorevole Cevolotto, essa tenne la prima riunione il 29 aprile, ed un mese dopo la presentazione inizi\u00f2 il vero e proprio esame del provvedimento. Il 26 maggio furono chiamati a partecipare ai lavori anche alcuni rappresentanti della Federazione della stampa, tre dei quali sono nostri colleghi ed uno no. La Commissione ha tenuto sette riunioni, di cui l\u2019ultima, \u2013 secondo quanto mi consta \u2013 \u00e8 del 30 ottobre. Sarebbero gi\u00e0 state esaminate molte delle parti in cui \u00e8 suddiviso questo disegno di legge.<\/p><p>Quando dovetti rispondere all\u2019onorevole Valiani il giorno della interrogazione sul mutamento di testata del <em>Corriere Lombardo<\/em> in <em>Corriere di Milano<\/em>, io stesso accennai alla preoccupazione che, data l\u2019imminenza della chiusura dei nostri lavori, non fosse possibile condurre a termine il lavoro preparatorio in sede di Sottocommissione, e, successivamente, qui in Aula, di tutto questo vero e proprio testo unico che coordina le disposizioni vigenti sulla stampa; e, poich\u00e9 era assolutamente indispensabile dare un contenuto certo ad alcune disposizioni, dissi che sarebbe forse stato bene stralciare le disposizioni pi\u00f9 urgenti, o almeno quelle in cui oggi vi \u00e8 maggiore discussione, e portarle, in un disegno di legge molto pi\u00f9 leggero, in Assemblea, in modo da poterlo discutere prima del 31 dicembre.<\/p><p>Questo non \u00e8 stato accettato dalla Sottocommissione, ed io prendendo degli accordi con il Presidente della Sottocommissione stessa, vedr\u00f2 di preparare, come gi\u00e0 \u00e8 stato predisposto dai nostri uffici, questo nuovo testo che non fa altro che ridurre di molto i temi, e quindi gli articoli del testo precedentemente presentato, in modo tale che lasciando alcune discussioni meno urgenti ed in parte pi\u00f9 complicate, sia possibile \u2013 specialmente in quel delicatissimo settore della autorizzazione, che oggi \u00e8 regolato da disposizioni non sempre interpretate alla stessa stregua nelle diverse provincie, tanto da far dichiarare necessaria l\u2019urgenza di porre termine a questa discussione \u2013 addivenire senz\u2019altro all\u2019istituto della registrazione, cos\u00ec come \u00e8 contemplato dal progetto presentato nel marzo.<\/p><p>Io presenter\u00f2 alla Sottocommissione, prima ancora di presentarlo formalmente alla Camera come nuovo disegno di legge, questo progetto ridotto, e se la Sottocommissione, come spero, accetter\u00e0 di discuterlo in queste proporzioni, sono certo che noi riusciremo a farlo approvare prima del 31 dicembre.<\/p><p>Comunque, il Governo non ha affatto ostacolato quello che era l\u2019andamento dei lavori della Sottocommissione e della Commissione dei Settantacinque, e quindi nel caso l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Schiavetti andava forse diretta, prima ancora che al Governo, alla Presidenza dell\u2019Assemblea, per sapere a che punto fossero i lavori della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Schiavetti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SCHIAVETTI. Mi dispiace di dover dichiarare che non sono affatto sodisfatto della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.<\/p><p>UBERTI. Si sapeva!<\/p><p>SCHIAVETTI. Onorevole Uberti, non si sapeva, perch\u00e9 se fossi sodisfatto direi che sono sodisfatto; ma non lo sono per una semplice ragione. Probabilmente l\u2019onorevole Andreotti dimentica di aver usato un\u2019espressione alquanto equivoca nella risposta che egli diede al collega Valiani a proposito di una sua interrogazione sulla testata del <em>Corriere di Milano<\/em>. Egli disse, in quella risposta, di ritenere difficile, e forse anche inopportuno, discutere in questo scorcio della Costituente l\u2019intero disegno di legge presentato dal Governo all\u2019Assemblea.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Per coordinarlo a tutta la Costituzione.<\/p><p>SCHIAVETTI. Gi\u00e0, ma il criterio della opportunit\u00e0, egregio Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, \u00e8 qualcosa di diverso e pi\u00f9 complesso di quello della possibilit\u00e0. Evidentemente, qui si tratta di una questione di carattere politico, altrimenti non si doveva usare questa parola dell\u2019opportunit\u00e0.<\/p><p>Ora, appunto per quello che riguarda il criterio della opportunit\u00e0, noi riteniamo che sia estremamente opportuno che si ponga ordine nel dominio relativo al regime della stampa in Italia. Noi viviamo fin dalla liberazione, in sostanza, sotto il regime della autorizzazione, e parzialmente anche sotto il regime del sequestro preventivo, regime dell\u2019autorizzazione che non \u00e8 nemmeno quello fascista soltanto, come ha ricordato il collega Nasi, ma che \u00e8 quello impostoci dagli Alleati e che noi abbiamo tradotto nel Regio decreto-legge 14 gennaio 1944, n. 14. Ora, \u00e8 assolutamente necessario che noi usciamo da questo regime di carattere provvisorio, e ci\u00f2 anche per ragioni di dignit\u00e0 nazionale oltre che di opportunit\u00e0 politica. Dobbiamo fare tutto il possibile per risolvere rapidamente due serie di problemi. La prima serie \u00e8 attinente alla difesa del diritto di libert\u00e0 di stampa, diritto di libert\u00e0 che pu\u00f2 essere minacciato da arbitrii governativi, e purtroppo in questo campo vi sono dei precedenti poco rassicuranti. Infatti gi\u00e0 per due volte il Governo, al cui centro politico era la Democrazia cristiana, ha fatto sequestrare, sotto il pretesto della violazione della decenza pubblica, due giornali, che sono stati poi assolti dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria da questa accusa, il che ci induce al sospetto che l\u2019accusa di questa violazione fosse soltanto un pretesto e che si volessero colpire dei giornali che difendevano delle idee e sostenevano dei punti di vista che erano diametralmente contrari e quelli sostenuti dalla Democrazia cristiana.<\/p><p>Ora, \u00e8 verissimo che con l\u2019onorevole Andreotti le cose sono alquanto cambiate e che il regime di carattere benevolmente parrocchiale che aveva imposto alla stampa l\u2019onorevole Cappa, \u00e8 diventato un regime pi\u00f9 ragionevole; ma che la tutela della stampa debba dipendere dalla mentalit\u00e0 e dalla benevolenza di un membro del Governo, \u00e8 un fatto pericoloso per la dignit\u00e0 del giornalismo e per la difesa della dignit\u00e0 della stampa.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra serie di problemi che devono essere risolti. I nostri colleghi hanno assistito, un quarto d\u2019ora fa ad una impressionante sciorinatura di panni sporchi. Io domando all\u2019Assemblea che cosa penser\u00e0 il Paese domani di questo scambio di confidenze che si sono fatte gli onorevoli Giannini e Labriola. Vi sono dei problemi che vanno al di l\u00e0 della semplice tutela del diritto di stampa, vi sono problemi che riguardano il dovere, da parte dello Stato e dell\u2019Assemblea, di tutelare l\u2019opinione e la buona fede pubblica dalle iniziative perniciose delle oligarchie finanziarie che si valgono dei diritti consentiti dalla libert\u00e0 della stampa per far subdolamente trionfare i loro interessi particolari su quelli generali del Paese.<\/p><p>Noi abbiamo il dovere di risolvere questa serie di problemi e di discuterli, di porli al Governo o all\u2019Assemblea stessa, prima ancora che si facciano le elezioni. Questi problemi riguardano, ad esempio, il mercato della carta, il cui alto prezzo \u00e8 diventato uno degli ostacoli pi\u00f9 forti per le aziende giornalistiche anche le pi\u00f9 oneste, che ancora ci sono in Italia; vi \u00e8 poi il problema della disponibilit\u00e0 delle tipografie (gi\u00e0 accennato in seno alla Commissione che ha studiato il progetto relativo al regime di stampa); vi sono infine le limitazioni da imporre a tutti coloro che vogliono pubblicare dei giornali, appunto perch\u00e9 il pubblico possa essere difeso dagli attacchi alla propria buona fede dal prevalere degli interessi particolari sopra gli interessi generali.<\/p><p>Non vi dir\u00f2 ora come da questa parte della Camera si auspica la soluzione di questo problema importante, una soluzione che deve andare al di l\u00e0 della pura difesa del diritto di stampare; vi dir\u00f2 per\u00f2 che abbiamo il dovere dinanzi al Paese di portare chiarezza nell\u2019impostazione di questo gruppo di problemi, altrimenti noi daremo ragione, a due anni di distanza dalla liberazione, al fascismo, il quale, confondendo a bella posta i due piani sui quali pu\u00f2 esser considerato il problema della libert\u00e0 della stampa \u2013 il piano giuridico e il piano finanziario \u2013 sosteneva che la libert\u00e0 di stampa \u00e8 una menzogna e che la stampa deve essere controllata e regolata dall\u2019autorit\u00e0 dello Stato. Noi non vogliamo dare ragione al fascismo neanche in questo e vogliamo perci\u00f2 che sia introdotto ordine in questo gruppo di problemi.<\/p><p>Test\u00e9 l\u2019onorevole Giannini ha detto che la verit\u00e0 \u00e8 un lusso. Onorevoli colleghi, questa \u00e8 una bestemmia, di fronte al popolo italiano! La verit\u00e0 non deve essere un lusso; deve essere invece garantito a tutti gli italiani non solo il diritto di dire la verit\u00e0, ma anche quello di sapere la verit\u00e0! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Mastrojanni e Tumminelli, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere se sono stati identificati ed arrestati gli autori dell\u2019assassinio premeditato, consumato per brutale malvagit\u00e0 nella persona del giovane Mario Petruccelli, appartenente al Fronte liberale democratico dell\u2019Uomo qualunque di Sesto San Giovanni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Le indagini subito attivamente iniziate e condotte per identificare ed arrestare gli autori dell\u2019assassinio del giovane Mario Petruccelli \u2013 avvenuto a Sesto San Giovanni il 4 novembre ad opera di due individui che, presentatisi a casa sua poco prima della mezzanotte e chiesto di parlare con lui per dichiarati motivi politici, lo freddavano appena comparso, a colpi di rivoltella, dandosi quindi alla fuga \u2013 sono indubbiamente a buon punto; ma non ancora, purtroppo, concluse. L\u2019onorevole interrogante mi consentir\u00e0 perci\u00f2 di mantenere al riguardo il necessario riserbo, tanto pi\u00f9 che nel corso di queste indagini, condotte, ripeto, molto attivamente e in stretta collaborazione da tutti gli organi di polizia, alcuni episodi sembrano rivelare una vasta omert\u00e0 in atto che sembrerebbe avvalorare piuttosto l\u2019ipotesi del delitto politico. Questa ipotesi peraltro, \u00e8 molto grave nella fattispecie essendo la vittima un infelice semiparalitico, disoccupato, scacciato di casa dalla moglie e da questa privato dell\u2019unica figlia, nonch\u00e9 da tempo, finanche, esonerato dal modestissimo incarico di fiduciario per Sesto San Giovanni del Partito dell\u2019Uomo qualunque, incarico che sembra lo aiutasse a poveramente vivere \u2013 perci\u00f2 occorre necessariamente essere, in proposito, molto prudenti.<\/p><p>Qualunque, possa essere la causale, non dubiti l\u2019onorevole interrogante del determinato proposito delle autorit\u00e0 di polizia di raggiungere ad ogni costo gli autori di un delitto tanto efferato.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>TUMMINELLI. La ringrazio, onorevole Sottosegretario, delle assicurazioni che ha voluto dare a me e non soltanto a me, ma a tutto il mio Gruppo, ma il problema investe una cerchia pi\u00f9 ampia di interessi, i quali sono innanzitutto quelli della libert\u00e0 del cittadino. Tuttavia debbo fare delle riserve sulle assicurazioni fornitemi or ora dall\u2019onorevole Sottosegretario, al quale mi permetter\u00f2 di osservare che non si tratta di un fatto singolo, ma di una serie di episodi che si ripetono. Oggi, infatti, \u00e8 stato colpito lo sventurato Petruccelli, ma, appena pochi giorni fa, un altro delitto si \u00e8 verificato nelle stesse, identiche condizioni e con gli stessi mezzi e con lo stesso tipo di metodo, a Milano; cos\u00ec, alcuni mesi fa, un giornalista \u00e8 stato assassinato di notte dinanzi alla porta di casa in modo analogo.<\/p><p>Ora noi ci domandiamo, onorevole Sottosegretario, signori del Governo: ci troviamo di fronte ad una nuova ondata di terrore? Ci troviamo forse di fronte ad un nuovo metodo di intimidazione, metodo che sarebbe, come \u00e8 evidente, quanto mai pericoloso? Che cosa si pu\u00f2, onorevoli colleghi, di fronte a due individui con giacca di pelle che si possono presentare alla casa non gi\u00e0 dei soli rappresentanti o militanti nel nostro Partito, ma di qualunque cittadino, di notte, e che uccidono senza alcuna ragione, soltanto perch\u00e9 hanno ricevuto il mandato di uccidere a qualunque costo? Che cosa si pu\u00f2, onorevoli colleghi, di fronte ad uomini che non hanno se non il deliberato proposito di soffocare nel sangue una voce, una idea, l\u2019idea di un partito, l\u2019idea della libert\u00e0?<\/p><p>Sorge allora opportuno domandarsi se, come diceva pocanzi l\u2019onorevole collega Giannini, la libert\u00e0 sia veramente un lusso; \u00e8 opportuno domandarsi se la nostra personale incolumit\u00e0 sia legata alla capacit\u00e0 di essere pi\u00f9 veloci o destri dell\u2019individuo che ci minaccia o ci insidia.<\/p><p>\u00c8 questo, signori del Governo, onorevole Sottosegretario, che categoricamente vi domando; \u00e8 questo che io chiedo a tutti i membri di questa Assemblea. La situazione \u00e8 grave e la questione non \u00e8 se non quella di vedere se si vuole, se si deve riprendere ancora una lotta civile, una guerra civile e se con tali metodi si intenda di conseguire tale scopo.<\/p><p>Noi deprechiamo questa guerra civile; non la vogliamo: \u00e8 per questo che la pubblica sicurezza ci deve dare la garanzia pi\u00f9 assoluta, pi\u00f9 inequivocabile, che le nostre vite, quelle dei nostri familiari, siano ad ogni costo tutelate e difese; \u00e8 per questo che le autorit\u00e0 competenti ci debbono dare la pi\u00f9 ampia assicurazione che le nostre idee possano essere liberamente propagandate, che chiunque possa liberamente manifestare il proprio credo politico. \u00c8 evidente che, dicendo ci\u00f2, non intendo alludere soltanto al mio Partito, non affermare un diritto che non \u00e8 soltanto nostro, ma patrocinare una causa che \u00e8 di tutti, di ogni partito, di destra come di sinistra.<\/p><p>Dobbiamo impedire ad ogni costo che la violenza possa chiudere la bocca e far s\u00ec che la libert\u00e0 possa costituire veramente un lusso di popoli pi\u00f9 civili del nostro.<\/p><p>Onorevole Sottosegretario, occorre che a questa svolta della nostra vita politica, della nostra ricostruzione democratica e della libert\u00e0 del nostro Paese, il Governo intervenga energicamente con il disarmo. Il Paese ha dato un grande esempio di disarmo morale. \u00c8 precisamente su questo disarmo morale che si \u00e8 potuto fare quello che si \u00e8 fatto in questi ultimi due anni.<\/p><p>Orbene, il Governo ha tutti i mezzi, tutte le possibilit\u00e0, il Ministero degli interni ha tutte le facolt\u00e0 per poter imporre il disarmo materiale. Io faccio appello a tutti i settori di questa Assemblea, perch\u00e9 anche essi collaborino in questa opera, perch\u00e9 si possa veramente far s\u00ec che non ci sia pi\u00f9 un uomo nel nostro Paese il quale possa possedere ed impugnare illegittimamente un\u2019arma.<\/p><p>Onorevole Sottosegretario! Il provvedimento che giunge ad arrestare i colpevoli \u00e8 cosa indispensabile e che, quindi, si pu\u00f2 e si deve auspicare: ma noi soprattutto domandiamo che non accada pi\u00f9 che vi sia un cittadino, anche un solo cittadino che possa essere illecitamente armato. Noi domandiamo al Governo che esso prevenga, per non dovere punire pi\u00f9 tardi.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Sansone, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere se \u00e8 vero che \u00e8 di imminente adozione un provvedimento tendente alla riorganizzazione dell\u2019Istituto centrale di statistica ed alla conseguente immissione nei ruoli dell\u2019Amministrazione centrale solo di una aliquota del personale dipendente; ed in caso affermativo per conoscere: <em>a<\/em>) in base a quali criteri si intendano ridurre i quadri del personale, e, quindi, l\u2019efficienza di un servizio che allo stato attuale, come \u00e8 stato pubblicamente e autorevolmente denunciato, si trova in condizioni estremamente arretrate e, pertanto, richiederebbe, invece, di essere ulteriormente sviluppato, perfezionato e coordinato con tutte le altre attivit\u00e0 statistiche razionali; <em>b<\/em>) in base a quali considerazioni si intenda immettere nei ruoli dello Stato solo parte del personale e quale sorte \u00e8 riservata al personale non immesso in ruolo alla scadenza dei singoli contratti; <em>c<\/em>) se, data la crescente importanza dei servizi statistici razionali, anche per i loro riflessi in campo internazionale, non ritiene opportuno di investire della materia l\u2019Assemblea, o per essa la competente Commissione legislativa, in modo che un provvedimento di tanta gravit\u00e0 garantisca, oltre che la tutela dei diritti di tutti i dipendenti, anche il necessario potenziamento dei servizi statistici nel superiore interesse della Nazione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. <\/em>L\u2019origine della preoccupazione dell\u2019onorevole Sansone sta in una notizia non vera, pubblicata dall\u2019<em>Avanti!<\/em> che ha provocato non solo questa interrogazione, ma anche una certa agitazione interna, e comprensibilissima, dei dipendenti dell\u2019Istituto centrale di statistica, che si sono visti agitare cos\u00ec uno spettro che non aveva altra consistenza che quella di una immaginaria, fantasiosa informazione raccolta appunto dal giornale molto vicino politicamente all\u2019onorevole Sansone.<\/p><p>\u00c8 vero che \u00e8 di imminente adozione un provvedimento legislativo sull\u2019ordinamento dei servizi statistici e dell\u2019Istituto centrale di statistica; e questo conformemente ad una disposizione legislativa del 1945. Il provvedimento \u00e8 stato elaborato in base alle proposte formulate fin dallo scorso anno da un\u2019apposita Commissione di studio composta da professori e docenti universitari di discipline statistiche, economiche e finanziarie \u2013 tra i quali i professori Niceforo, Amoroso, Vinci, Livi, D\u2019Addario, Galvani, Luzzatto-Fegiz, Albertario, Pesenti, ecc. \u2013 nonch\u00e9 da giuristi ed altri esperti designati dalla Presidenza del Consiglio, dal Consiglio di Stato, dalla Corte dei conti, dalla Ragioneria generale dello Stato, da altre amministrazioni statali e da associazioni ed organizzazioni sindacali fra le quali la Confederazione generale italiana del lavoro.<\/p><p>Il provvedimento non solo non contempla riduzione di personale, ma, al contrario, ne prevede un rafforzamento, particolarmente nella categoria di concetto, per mettere l\u2019Istituto nelle migliori condizioni per assolvere ai vasti e delicati compiti che gli sono demandati.<\/p><p>\u00c8 quindi assolutamente falso che l\u2019Istituto di statistica sia sul punto di dover congedare una parte del proprio personale. Come pure ho il dovere di dire in coscienza che \u00e8 falso che l\u2019Istituto sia in condizioni arretrate, perch\u00e9, malgrado le generali difficolt\u00e0 ed il fatto che la consistenza numerica del suo personale sia di oltre 200 unit\u00e0 inferiore a quella del 1939, esso non solo ha ripreso tutte le antiche rilevazioni ed elaborazioni statistiche, apportandovi notevoli miglioramenti tecnici, ma ha esteso il campo della sua attivit\u00e0 a rilevazioni ed elaborazioni mai eseguite nel passato n\u00e9 dall\u2019Istituto stesso, n\u00e9 da altre amministrazioni ed enti.<\/p><p>I risultati di questa attivit\u00e0 sono documentati nei quattro Bollettini mensili regolarmente pubblicati: <em>Bollettino mensile di statistica<\/em>, <em>Bollettino dei prezzi<\/em>, <em>Bollettino di statistica agraria e forestale<\/em>, <em>Statistica del commercio con l\u2019estero<\/em>; nelle altre numerose pubblicazioni edite dal 1945 ad oggi, tra le quali il ben noto <em>Compendio statistico<\/em>; il <em>Sommario statistico delle Regioni d\u2019Italia<\/em>; il <em>Compendio<\/em>, in due volumi, delle statistiche elettorali italiane dal 1848 ai nostri tempi, e, recentissimi, i primi due volumi di una nuova serie di <em>Annali di statistica<\/em>, con importanti studi scientifici su argomenti di viva attualit\u00e0.<\/p><p>Altre testimonianze dei risultati di tale attivit\u00e0 emergono, inoltre, dal notevole impulso dato dall\u2019Istituto ai lavori statistici che si svolgono presso le altre Amministrazioni ed enti e dall\u2019attiva partecipazione dell\u2019Istituto stesso, con propri funzionari, ai lavori dei vari Comitati interministeriali e delle Commissioni tecniche nominate dal Governo per l\u2019esame di speciali problemi di interesse nazionale e internazionale; e ancora, dall\u2019alto prestigio \u2013 di gran lunga superiore a quello goduto nel passato \u2013 conquistato nel campo internazionale e dimostrato, fra l\u2019altro, dalle numerose lusinghiere testimonianze in questo senso ad esso date dalle massime organizzazioni internazionali quali l\u2019Istituto internazionale di Statistica, l\u2019O.N.U., la F.A.O., ecc., con le quali il nostro Istituto attivamente collabora nell\u2019interesse del Paese.<\/p><p>Infine, le norme contenute nello schema di provvedimento prevedono l\u2019immissione nei ruoli statali di tutto d\u00ec personale a contratto in servizio alla data di entrata in vigore del provvedimento; esse tutelano nel modo pi\u00f9 sodisfacente gli interessi del personale, che, del resto, attraverso la propria rappresentanza sindacale, ha attivamente partecipato alla elaborazione delle norme stesse.<\/p><p>Infine l\u2019onorevole Sansone richiede che le Commissioni della Camera non siano estranee all\u2019elaborazione e all\u2019approvazione di questo provvedimento. Senza dubbio, poich\u00e9 trattasi di un provvedimento urgente, ma non di estrema urgenza (dato che se ne parla dal 1945), esso, approvato dal Governo, nella prossima settimana di sedute sar\u00e0 senza dubbio mandato alla prima Commissione, che pare sia quella competente a discutere questo problema.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sansone ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SANSONE. La mia risposta sar\u00e0 ampia. Io potr\u00f2 dichiararmi sodisfatto quando tutto quel che ha detto l\u2019onorevole Sottosegretario si verificher\u00e0, perch\u00e9 egli ha esposto un programma futuro dell\u2019Istituto di statistica, ma non la situazione attuale. E mi spiego.<\/p><p>Per ci\u00f2 che riguarda il personale, vi \u00e8 un progetto che tende a mettere il personale stesso nei ruoli; per\u00f2 tra il personale vi \u00e8 agitazione perch\u00e9 sembra che da parte del Ministero del tesoro sar\u00e0 fatta la proposta di falcidiare il numero dei dipendenti e, quindi, ora, si potr\u00e0 dire, o si afferma che tutto il personale sar\u00e0 sistemato, ma quando saremo al testo definitivo della legge, allora certamente il personale sar\u00e0 ridotto.<\/p><p>Io prego, quindi, vivamente l\u2019onorevole Sottosegretario di voler studiare questo problema, di volere evitare cio\u00e8 che il Tesoro imponga diminuzioni di personale, che sarebbero dannose non solo al personale stesso ma all\u2019Istituto di statistica, il quale, contrariamente a quanto l\u2019onorevole Sottosegretario ha detto, versa in questi momenti in una situazione di deficienza che deve preoccuparci seriamente.<\/p><p>Su questo punto sono in disaccordo con lei, onorevole Andreotti. Io non posso infliggere all\u2019Assemblea la lettura di un rapporto molto lungo e dettagliato, ma se io domandassi a lei o domandassi all\u2019Istituto di statistica quanti sono in questo momento gli abitanti in Italia, non lo si pu\u00f2 sapere, e siamo al terzo anno dalla fine della guerra! Deve convenire, onorevole Sottosegretario, che sono manchevolezze gravi!<\/p><p>Ma vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Come rilevo dal giornale <em>Realt\u00e0<\/em>, sono state sospese le statistiche del commercio con l\u2019estero, perch\u00e9 nel 1946 furono compilate erroneamente, il che ha portato ad una valutazione errata della nostra bilancia commerciale ed ha fatto diminuire le nostre richieste di aiuti all\u2019estero, in quanto si riteneva ad un certo momento che avessimo esportato pi\u00f9 di quanto effettivamente fosse avvenuto. Sono deficienze gravissime! Non sappiamo ancora i dati statistici relativi alla natalit\u00e0 o alla mortalit\u00e0, ed io ricordo un episodio: quando il Ministro Fanfani rispose alla mozione di Morandi e Di Vittorio, egli ci indic\u00f2 delle statistiche, che certamente erano errate, il che significa che in Italia la statistica non funziona, (<em>Interruzione del Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em>), e non funziona perch\u00e9 i servizi sono suddivisi. Noi non abbiamo un servizio statistico unificato: ogni ufficio, ogni Ministero ha la sua statistica, e in America e altrove circolano statistiche ufficiose come se fossero ufficiali, il che determina tutto un orientamento della vita internazionale contrario agli interessi del nostro Paese.<\/p><p>Ora, la statistica \u00e8 il fulcro della vita di un Paese civile. Sono i numeri che esprimono veramente la vita di un Paese, ma questi numeri devono essere accreditati presso i Paesi stranieri. L\u2019Istituto di statistica italiano ha una tradizione luminosa, perch\u00e9 \u00e8 sempre stato presieduto da statisti insigni, ma da due anni, come diceva lei, cio\u00e8 dal 1945, vi \u00e8 una gestione provvisoria affidata ad un amico del suo Partito, al professore Canaletti.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Appunto c\u2019\u00e8 questa interrogazione.<\/p><p>SANSONE. La sua \u00e8 una intemperanza fuori posto. Mi sono permesso di dire che \u00e8 un democristiano. Se questo \u00e8 vietato, le dir\u00f2 che pian piano la dittatura nera cresce! (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dunque dicevo che la gestione provvisoria \u00e8 affidata al professore Canaletti e da due anni non si passa dalla gestione straordinaria alla gestione ordinaria, ma quel che \u00e8 peggio, \u00e8 che non si provvede al Consiglio Superiore di statistica, che \u00e8 veramente l\u2019organo che pu\u00f2 accreditare i nostri dati all\u2019estero. Sono due anni, ripeto ancora, che siamo in una situazione provvisoria in un settore che \u00e8 uno dei principali del Paese. Perci\u00f2 chiediamo l\u2019intervento dell\u2019Assemblea Costituente la quale deve affrontare il problema stesso, risolvendo cio\u00e8 la unificazione dei servizi statistici affinch\u00e9 subito venga costituito il Consiglio Superiore di statistica e che pu\u00f2 dare veramente la tranquillit\u00e0 sulle cifre che si possono realizzare.<\/p><p>A conferma \u2013 se pur ve ne fosse ancora bisogno \u2013 delle deficienze voglio leggervi quanto riporta il giornale che vi ho citato: \u00ab\u00c8 di qualche giorno fa il comunicato con cui l\u2019Istituto centrale di statistica informa di avere temporaneamente sospesa la pubblicazione dei dati sul commercio estero italiano causa la necessit\u00e0 di provvedere alla revisione dei criteri di elaborazione e rilevazioni fin qui seguiti non rispondenti alle presenti condizioni degli scambi della valuta dei paesi stranieri. Ottimamente \u2013 commenta ironicamente il compilatore della nota. Meglio nessuna statistica anzich\u00e9 delle cattive statistiche e parlando in coscienza quelle anche ufficiali, fin qui fornite, non potrebbero senz\u2019altro definirsi come buone\u00bb.<\/p><p>Quindi, io pregherei l\u2019onorevole Sottosegretario di voler controllare che non siano violati i diritti del personale nel senso che se si statizza l\u2019Istituto bisogna che veramente tutto il personale sia immesso nei ruoli, ma principalmente necessita che cessi la gestione straordinaria, che si nomini il Consiglio Superiore di statistica e che principalmente tutta l\u2019Assemblea prenda in discussione questo problema che \u00e8 uno dei problemi centrali per la vita del Paese.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Vorrei solo aggiungere una parola a quello che ha detto l\u2019onorevole Sansone, in quanto mi incombe l\u2019obbligo di dire che se non \u00e8 stato fatto in Italia il censimento, questo non dipende dall\u2019Istituto di statistica, ma dipende da una mancata deliberazione del Governo, che ha ritenuto, o per mancanza di mezzi o per trasmigrazioni interne che ancora esistono in misura rilevante, di non poter disporre il censimento. D\u2019altra parte, lo stesso Istituto di statistica, cos\u00ec come \u00e8 organizzato nella fase costituente interna, non ha degli organi periferici propri e questo spiega perch\u00e9 possano esistere dati che provengono dalla base senza una certezza o senza una forte percentuale di certezza.<\/p><p>L\u2019onorevole Sansone ha parlato delle statistiche di disoccupazione, e quanto egli ha detto \u00e8 vero. Ma quelle statistiche non vengono fatte dall\u2019Istituto su relazione diretta della base, sibbene sopra indicazioni dei vari organi.<\/p><p>SANSONE. Questo \u00e8 l\u2019errore. Sono tre anni che la guerra \u00e8 finita ed urge la unificazione dei servizi statistici.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ma c\u2019\u00e8 almeno un merito dell\u2019attuale gestione: quello di avere restituito una certa pace interna all\u2019Istituto che, come lei ricorder\u00e0 certamente, \u00e8 mancata per un certo tempo ed \u00e8 mancata perch\u00e9 certe figure, che avevano una particolare responsabilit\u00e0 e non avevano meriti insigni per potere essere assolti da altre pecche, sono state finalmente in parte messe fuori e in parte messe in condizioni di vedere come oggi \u00e8 la realt\u00e0 e cio\u00e8 che l\u2019interesse dell\u2019Istituto \u00e8 semplicemente quello di ottenere una certa concordia, un clima di serenit\u00e0 in cui si possa veramente servire ai compiti dell\u2019Istituto stesso.<\/p><p>Io credo che l\u2019attuale Presidente, il quale \u00e8 un democristiano, sia anche un competente. \u00c8 un professore di statistica e ha dato prova di aver restituito all\u2019Istituto quel certo clima, e quella certa fisionomia che d\u00e0 tutte le garanzie. Spero che quando \u2013 e ritengo prestissimo \u2013 questa legge che riordina l\u2019Istituto verr\u00e0 varata, questo organismo sar\u00e0 posto in condizioni di assoluta idoneit\u00e0 a risolvere quei problemi di urgenza che si riterr\u00e0 necessario di esaminare per l\u2019interesse dell\u2019Istituto stesso.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole De Martino, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere se il Governo intende mettere finalmente un termine alla vita dell\u2019A.R.A.R., che occupa da anni impianti dell\u2019industria privata con pregiudizio dell\u2019economia nazionale e con aggravamento del problema della disoccupazione\u00bb.<\/p><p>Data l\u2019affinit\u00e0 di argomento, questa interrogazione pu\u00f2 essere associata all\u2019interrogazione degli onorevoli Rodin\u00f2 Mario, Monticelli e Crispo, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dei trasporti, del tesoro e dell\u2019industria e commercio, \u00abper conoscere se non si ritiene necessario ed urgente disporre una inchiesta sulla gestione dell\u2019A.R.A.R. L\u2019opinione pubblica si preoccupa vivamente della regolarit\u00e0 e della onest\u00e0 del funzionamento di questa organizzazione che, improvvisata dal Governo Parri in pochi giorni, da anni riceve e custodisce, tratta, transige ed aliena e vende nell\u2019interesse del pubblico erario tutto un assortimento di beni, inventariati all\u2019ingrosso, che hanno valore di centinaia di miliardi, e ci\u00f2 senza che finora sia mai stato esercitato, da persone estranee all\u2019abituale ingranaggio dell\u2019ente, un effettivo controllo sulla regolarit\u00e0 e sulla bont\u00e0 dell\u2019operato dell\u2019ente stesso, sulla misura delle sue spese e sulla rispondenza dei risultati raggiunti con quelli che un\u2019amministrazione sana ed oculata avrebbe dovuto ottenere. Sta di fatto che da tempo circolano, con riferimento all\u2019A.R.A.R., voci di inauditi arricchimenti da parte di funzionari e di speculatori e la stampa ha in questi giorni pubblicato con chiari e violenti commenti, il testo di un contratto interceduto tra l\u2019A.R.A.R. e una azienda privata, con il quale tale privata azienda risulta messa in grado di realizzare, senza impegno di denari e di rischio, utili per molte centinaia di milioni nel giro di pochi mesi. Data l\u2019importanza degli inconvenienti ed il groviglio degli interessi che \u00e8 possibile vi si annidi intorno, si richiede che la Commissione per gli accertamenti necessari venga composta, per garantirle autorit\u00e0 ed indipendenza, con parlamentari in grado, per competenza tecnica ed amministrativa, di valutare la realt\u00e0 della posizione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Mi riferisco dapprima all\u2019interrogazione dell\u2019onorevole De Martino.<\/p><p>All\u2019Azienda rilievi alienazione residuati, creata con decreto legislativo luogotenenziale 29 ottobre 1945, n. 683, \u00e8 stato affidato un importantissimo compito, e cio\u00e8 di procedere alla presa in consegna ed alla alienazione del materiale residuato di guerra ceduto dagli Alleati al Governo italiano. \u00c8 evidente pertanto, che non si rende possibile, come chiede l\u2019onorevole interrogante, porre fin d\u2019ora un termine alla vita dell\u2019azienda, perch\u00e9 non \u00e8 dato stabilire quando potr\u00e0 essere smaltito il quantitativo ancora ingente di materiale che essa detiene, tanto pi\u00f9 che sono tuttora in corso altre consegne, da parte degli Alleati, di residuati di guerra di rilevante entit\u00e0. Non potrebbe riuscire utile, al fine di attuare l\u2019auspicata restituzione all\u2019industria privata degli immobili ed impianti attualmente occupati dai cennati materiali, sopprimere l\u2019A.R.A.R., perch\u00e9, ovviamente, finch\u00e9 i residuati di guerra da alienare esistono, occorrer\u00e0 pure custodirli e venderli; e perci\u00f2, ove si addivenisse a detta soppressione, si dovrebbe provvedere ad affidare ad altro organismo statale o parastatale tale compito, senza alcun beneficio nei riguardi dello sgombero degli immobili di proprietari privati, ed anzi, con la quasi certezza di ritardarlo ulteriormente per gli inevitabili intralci che un siffatto cambiamento determinerebbe, almeno in un primo tempo, nel ritmo delle vendite. Non bisogna poi dimenticare che l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019A.R.A.R. involge cospicui interessi del Tesoro, al quale affluisce il ricavato delle vendite. Sono stati gi\u00e0 introitati oltre quarantun miliardi di lire, onde anche sotto questo aspetto \u00e8 d\u2019uopo evitare iniziative che si risolverebbero in un danno per lo Stato.<\/p><p>In ordine alla questione specifica dei beni immobili, gi\u00e0 adibiti dalle Forze armate alleate a depositi di materiali residuati di guerra, successivamente ceduti al Governo italiano, e per esso all\u2019A.R.A.R., \u00e8 da rammentare che la questione stessa ha formato oggetto del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 febbraio 1947, n. 120, il quale, all\u2019articolo 1, stabilisce che gli immobili suddetti si considerano occupati dall\u2019azienda al momento in cui essa abbia ricevuto in consegna i materiali ivi depositati. Tale provvedimento si \u00e8 reso necessario allo scopo di assicurare nel miglior modo la conservazione del materiale, che per la sua rilevante entit\u00e0, non poteva essere collocato altrove, data la difficolt\u00e0 di trasportarlo e di trovare locali o terreni idonei per sistemarlo convenientemente. Qualsiasi spostamento avrebbe inoltre dato luogo agli inconvenienti di cui ho fatto cenno, per la inevitabile paralisi che ne sarebbe derivata nelle alienazioni.<\/p><p>Ci\u00f2 non significa naturalmente che da parte dell\u2019A.R.A.R. non si cerchi in tutti i modi di attenuare il disagio che deriva agli interessati dal prolungarsi dell\u2019occupazione di terreni o immobili di loro propriet\u00e0. Una speciale disposizione \u00e8 stata all\u2019uopo inserita nel citato decreto n. 120 per quanto attiene agli immobili destinati ad uso di abitazioni o di scuole o destinati ad istituzioni di assistenza e beneficenza, per l\u2019alloggio di ricoverati e per i relativi servizi, stabilendosi che per detti immobili l\u2019A.R.A.R. deve provvedere alla restituzione entro un determinato periodo di tempo indicato nel decreto medesimo. Indipendentemente da questa specifica norma, il Tesoro non ha mancato e non mancher\u00e0 di svolgere azione vigile e costante affinch\u00e9, compatibilmente con le esigenze funzionali dell\u2019A.R.A.R., non si verifichino ingiustificati ritardi nello sgombero dei locali da essa occupati; e in tal senso si \u00e8 gi\u00e0 avuto occasione di rivolgere premure all\u2019azienda, di volta in volta che sono pervenute segnalazioni da parte degli interessati. \u00c8 altres\u00ec da avvertire che, in seguito anche alle vivaci premure rivolte dal Ministero del tesoro, l\u2019A.R.A.R. nulla tralascia per dare il massimo impulso alle vendite, ci\u00f2 che contribuir\u00e0 ad affrettare lo sgombero dei locali nei quali il materiale \u00e8 ora depositato. Di pi\u00f9 non \u00e8 possibile fare. Nessun dubbio che occorre ridurre allo stretto indispensabile i danni che l\u2019occupazione degli immobili di privati industriali ha potuto determinare all\u2019economia del Paese; ma \u00e8 altrettanto indiscutibile che occorre in pari tempo tenere in debito conto la necessit\u00e0 dell\u2019A.R.A.R., cui \u00e8 affidato un cos\u00ec importante e complesso compito e alla cui attivit\u00e0 sono connessi, come gi\u00e0 ho avvertito, cospicui interessi dello Stato.<\/p><p>Per quanto si riferisce alla interrogazione dell\u2019onorevole Rodin\u00f2 ed altri colleghi, osservo che, circa la questione della regolarit\u00e0 di funzionamento dell\u2019A.R.A.R., deve premettersi che questa azienda \u00e8 stata costituita nell\u2019ottobre del 1945, per assolvere ad un compito di natura e di entit\u00e0 assolutamente eccezionale, quale \u00e8 quello della presa in consegna, della custodia e della alienazione di ingenti quantitativi di materiale residuati di guerra, da cedersi dagli alleati al Governo italiano.<\/p><p>Trattavasi, nella specie, di ricevere, spesso in alcuni giorni, a volte in poche ore, quantitativi enormi di materiali, di natura assolutamente eterogenea, custoditi alla rinfusa in interi campi, senza dettagliati elenchi di consegna, e di provvedere successivamente alla loro custodia ed alienazione; compiti questi che sovrastavano al momento, come per vario tempo hanno sovrastato, ogni pratica possibilit\u00e0 organizzativa dell\u2019azienda.<\/p><p>Che ci\u00f2 possa aver dato luogo agli inconvenienti spesso lamentati \u00e8 fuori di dubbio; ma occorre aggiungere subito che nulla \u00e8 stato trascurato, sia da parte del Tesoro che dall\u2019azienda medesima, per addivenire nel pi\u00f9 breve tempo possibile ad una pi\u00f9 idonea e migliore organizzazione, adottando anche pi\u00f9 efficienti controlli, che, nonostante la delicatezza e la complessit\u00e0 dei compiti all\u2019azienda stessa affidati, possono lasciare presumere di raggiungere risultati capaci di escludere irregolarit\u00e0 ed abusi.<\/p><p>Comunque, non sono mancate, e non mancano neppure attualmente, tutte quelle iniziative che consentano di addivenire ad un notevole miglioramento della situazione.<\/p><p>Una innovazione, che indubbiamente ha contribuito a creare nel campo dell\u2019alienazione un\u2019atmosfera pi\u00f9 sana, \u00e8 quella della adozione, in massima, del sistema della pubblica gara, che offre, in confronto alla trattativa privata, maggiori garanzie di imparzialit\u00e0 e di regolarit\u00e0, e che pertanto appare preferibile, anche se ostacola alquanto la pi\u00f9 rapida alienazione degli ingenti quantitativi di materiali giacenti nei magazzini e nei campi dell\u2019A.R.A.R.; tanto pi\u00f9 che tale svantaggio viene attenuato intensificando al massimo il lavoro di lottizzazione ed i servizi di propaganda.<\/p><p>In connessione con la questione delle vendite, si \u00e8 curato di migliorare, nel limite del possibile, il servizio di stima del materiale; questione questa che, peraltro, ha sempre presentato e presenta tuttora notevoli difficolt\u00e0, giustificate dall\u2019ingente numero dei lotti, che vengono posti in vendita per ogni decade e che ammontano in media a 4.000.<\/p><p>Una delle pi\u00f9 gravi lacune verificatesi nell\u2019espletamento dei servizi inerenti alla presa in consegna, alla custodia ed alla alienazione dei residuati di guerra, \u00e8 quella della mancanza di un inventario del materiale pervenuto all\u2019azienda, che avesse stabilito fin dall\u2019inizio della gestione un punto fermo, per seguire i movimenti del materiale stesso. Si deve indubbiamente a questa deficienza la maggior parte degli inconvenienti che spesso si sono lamentati. Ci\u00f2, peraltro, va posto in relazione con la circostanza che ingentissimi quantitativi di materiali sono stati ceduti dagli alleati all\u2019A.R.A.R., senza elenchi di consegna, onde il lavoro di ricognizione non si presentava invero agevole, data anche la necessit\u00e0 di non intralciare, con lo svolgimento di operazioni di ricognizione, classificazione ed elencazione, il regolare ritmo delle alienazioni.<\/p><p>Comunque, in seguito alle vive insistenze da parte del Tesoro e per effetto della collaborazione che ha sempre offerto l\u2019azienda, \u00e8 stata possibile la compilazione di un inventario indicativo, alle date del 31 dicembre 1946 e del 30 giugno 1947, del quantitativo dei materiali in possesso dell\u2019A.R.A.R., razionalmente classificati. Tale consistenza non corrisponder\u00e0 certamente alla situazione iniziale del materiale, che \u00e8 da ritenere non potr\u00e0 pi\u00f9 ricostruirsi; potr\u00e0 forse non fotografare nemmeno l\u2019attuale situazione di fatto, ma data la mole di lavoro e le difficolt\u00e0 che si sono frapposte alla sua realizzazione, costituir\u00e0 senza dubbio un risultato notevolissimo. Ad ogni modo questi dati, faticosamente raccolti, potranno fornire sicura base per procedere, in prosieguo di tempo, ai necessari completamenti ed aggiornamenti che consentano di controllare pi\u00f9 esaurientemente il movimento del materiale. Dopo un periodo di notevole incertezza \u00e8 stato provveduto alla riorganizzazione dei servizi contabili dell\u2019azienda, adottando il sistema unico, basato sul pi\u00f9 largo decentramento, nel senso che ciascuna sede ha una contabilit\u00e0 autonoma collegata al centro attraverso il conto corrente istituito fra ogni sede e la Direzione generale.<\/p><p>Per quanto attiene alle spese di funzionamento dell\u2019azienda, \u00e8 in corso di compilazione il preventivo di spese, che consente di fissare annualmente il livello massimo delle spese stesse, salvo le eventuali variazioni che, nel corso della gestione, si potessero rendere necessarie.<\/p><p>Per ci\u00f2 che concerne la questione dei controlli, va considerato che essa \u00e8 attualmente effettuata, oltre che dal collegio dei sindaci, anche dalla Ragioneria generale dello Stato, a mezzo di funzionari distaccati presso l\u2019azienda medesima, mentre alla periferia, limitatamente alle sedi pi\u00f9 importanti, come Livorno, Milano, Bari, Venezia e Forl\u00ec, si provvede mediante personale di ragioneria delle Intendenze di finanza. Data la grandissima importanza della sede di Napoli, alla quale \u00e8 affidata la gestione di oltre la met\u00e0 dell\u2019intero quantitativo dei materiali A.R.A.R., si \u00e8 provveduto al distacco permanente di un ispettore superiore del Tesoro, col compito specifico di vigilare sulla gestione della sede stessa: compito principale affidato agli incaricati del controllo presso le sedi periferiche \u00e8 quello di assistere alle operazioni preliminari e conclusive inerenti alle pubbliche gare, esprimendo il proprio parere, quando risulti necessario. Ma il controllo dei predetti funzionari pu\u00f2 estendersi a tutta l\u2019attivit\u00e0 amministrativa e contabile delle rispettive sedi, campi e magazzini compresi. Il controllo, come sopra organizzato, ha dato pratici risultati e si svolge senza pregiudizievoli intralci per il funzionamento dell\u2019azienda e per il concretamento delle operazioni di alienazione. Siffatta azione di controllo, alla quale concorre l\u2019azienda medesima con il proprio corpo di ispettori, che \u00e8 intendimento del Tesoro rafforzare e che dovrebbe anche essere incitamento ai dirigenti centrali e periferici dell\u2019A.R.A.R. a perfezionare sempre pi\u00f9 il loro lavoro e a porre maggior impegno per evitare rilievi ed osservazioni in dipendenza di atti non conformi all\u2019interesse dell\u2019azienda. Ma se non pu\u00f2 sicuramente affermarsi che coi provvedimenti adottati sia stata raggiunta una organizzazione tale da impedire in ogni caso qualsiasi pi\u00f9 lontana possibilit\u00e0 di irregolarit\u00e0 ed abusi, si deve per\u00f2 dire che molto \u00e8 stato fatto per avviare l\u2019azienda verso quella regolarit\u00e0 sostanziale e formale che \u00e8 sempre stata preciso obiettivo del Tesoro, anche se tale regolarit\u00e0 \u2013 come gi\u00e0 sopra avvertito \u2013 per la natura stessa dell\u2019azienda e la sua condizione di funzionamento, esiger\u00e0 continui perfezionamenti.<\/p><p>Per quanto concerne poi le notizie apparse sulla stampa circa un contratto interceduto tra l\u2019A.R.A.R. ed un\u2019azienda privata, che in tal modo sarebbe stata posta in grado di realizzare utili per molte centinaia di milioni nel giro di pochi mesi, gli onorevoli interroganti intendono riferirsi evidentemente, in particolare, alla vendita da parte dell\u2019A.R.A.R. di 1800 motori Diesel G.M. Ed \u00e8 pertanto opportuno, al fine di potere esprimere un sereno giudizio, considerare i tre principali aspetti dell\u2019operazione: soggetto acquirente, modalit\u00e0 del contratto, prezzo di vendita. Ed occorre subito avvertire che se nel caso concreto l\u2019azienda alienatrice \u00e8 stata indotta a derogare alla normale procedura della vendita a mezzo della pubblica gara, vi sono stati seri motivi, che vanno ricercati nella particolare natura dell\u2019ente acquirente. L\u2019Unione aziende meccaniche meridionali, U.N.A.M., creata dalla Societ\u00e0 per lo sviluppo delle industrie del Mezzogiorno, S.V.I.M.E.Z., col concorso della Navalmeccanica, dell\u2019Alfa Romeo di Pomigliano d\u2019Arco e delle Industrie meccaniche napoletane, aziende tutte controllate dall\u2019I.R.I., non pu\u00f2 infatti considerarsi alla stessa stregua di una qualsiasi organizzazione industriale o commerciale che svolga la propria attivit\u00e0 per scopi esclusivamente speculativi, ma come un ente che fiancheggia e rafforza l\u2019opera del Governo nella soluzione dell\u2019importante problema di carattere nazionale attinente allo sviluppo dell\u2019industria nel Mezzogiorno d\u2019Italia.<\/p><p>Tale caratteristica dell\u2019U.N.A.M. \u00e8 confermata dal fatto che il maggior ente partecipante all\u2019Unione stessa, e cio\u00e8 l\u2019Associazione per lo sviluppo dell\u2019industria del Mezzogiorno, avente per iscopo statutario di promuovere lo studio per le condizioni economiche del Mezzogiorno e di definire concreti programmi di azione intesi allo sviluppo delle attivit\u00e0 industriali meglio rispondenti alle esigenze di quelle zone d\u2019Italia, non pu\u00f2 esercitare attivit\u00e0 industriali e commerciali rivolte a scopi meramente lucrativi.<\/p><p>Va inoltre tenuto presente che tutte le cariche sociali dell\u2019Associazione sono gratuite e che l\u2019eventuale attivo che risulter\u00e0 al momento della liquidazione sar\u00e0 devoluto ad istituzioni aventi per iscopo il progresso economico del Mezzogiorno. L\u2019Associazione stessa \u00e8 presieduta dall\u2019onorevole Morandi, che, all\u2019epoca del contratto in questione, rivestiva la carica di Ministro dell\u2019industria e commercio e dedicava un particolare interessamento alla intensificazione di concreti programmi per l\u2019incremento delle industrie meridionali.<\/p><p>Si \u00e8 voluto da taluno osservare, a proposito del soggetto acquirente dei suddetti 1800 motori, che l\u2019U.N.A.M. trae le sue origini dall\u2019unione aziende meccaniche meridionali, U.N.A.M.M.E.R., costituitasi il 25 febbraio 1947 ed avente la comune caratteristica di una societ\u00e0 privata con scopi commerciali ben precisi. Ma non si vede quale rilevanza possa avere tale indagine di carattere retrospettivo ai fini del giudizio che pu\u00f2 esprimersi sull\u2019operazione compiuta dall\u2019A.R.A.R. Sta di fatto che il contratto \u00e8 stato stipulato non con l\u2019U.N.A.M.M.E.R., societ\u00e0 privata, ma con l\u2019U.N.A.M., e che questa, al momento in cui la vendita venne eseguita, aveva indubbiamente caratteristiche, che la differenziavano sostanzialmente da altre aziende aventi il solo e unico scopo della speculazione.<\/p><p>Chiarita, in tal modo, la figura dell\u2019ente acquirente, vediamo quale sia l\u2019essenza del contratto U.N.A.M.-A.R.A.R. Esso \u00e8 diretto principalmente alla utilizzazione dei motori per la costruzione di gruppi elettrogeni, impieghi questi di particolare importanza, in quanto sono di grande aiuto per superare le eventuali crisi invernali di energia elettrica e stimolare, nel tempo stesso, l\u2019approntamento di alternatori, dando lavoro e guadagno ad altre industrie.<\/p><p>Nei riguardi specifici dell\u2019A.R.A.R., la opportunit\u00e0 di chiedere la vendita nei termini previsti dal contratto con l\u2019U.N.A.M., va posta in relazione anche con le difficolt\u00e0 che essa aveva precedentemente incontrate nell\u2019alienazione separata di motori singoli o accoppiati. Si consideri che, su 158 motori messi in vendita a coppie, ne furono venduti soltanto 92. Non poteva perci\u00f2 fondatamente sperarsi di riuscire ad esitare l\u2019ingente massa di 2.300 motori di carri armati giacenti nei campi.<\/p><p>Va inoltre tenuto presente che, per direttiva di carattere generale, \u00e8 fatto obbligo all\u2019A.R.A.R. di vendere i materiali allo stato in cui si trovano, onde evitare che all\u2019attivit\u00e0 puramente commerciale dell\u2019alienazione si unisca quella pi\u00f9 rischiosa della trasformazione e manipolazione del materiale.<\/p><p>Poich\u00e9 i motori di cui trattasi sono montati su carri armati, la vendita a piccoli lotti doveva importare o l\u2019obbligo dell\u2019A.R.A.R. di provvedere allo smontaggio, oppure l\u2019autorizzazione ai singoli acquirenti di effettuare tale smontaggio con i propri mezzi, \u00c8 facile comprendere quali pericoli avrebbe presentato quest\u2019ultima soluzione nei riguardi della tutela dell\u2019ingente patrimonio custodito nei campi e magazzini dell\u2019azienda. La vendita effettuata all\u2019U.N.A.M. presenta il grande vantaggio di agevolare l\u2019esodo di una grande quantit\u00e0 di materiale, che \u00e8 utilissimo per la economia di un ente che opera a mezzo di societ\u00e0 controllate dallo Stato ed in base a direttive di una associazione non avente finalit\u00e0 speculative. La natura del contratto non \u00e8 quella di una vera e propria vendita, ma di un deposito presso l\u2019U.N.A.M. per successiva alienazione a terzi, ed i motori non venduti entro il termine contrattuale dovranno essere restituiti all\u2019A.R.A.R. senza diritto per l\u2019U.N.A.M. a rivalsa di sorta.<\/p><p>Per quanto riguarda il prezzo, nel determinarlo l\u2019A.R.A.R. ha tenuto conto:<\/p><p>1\u00b0) delle offerte gi\u00e0 acquisite in sede di pubblica gara di motori sciolti;<\/p><p>2\u00b0) del costo di smontaggio di ogni motore dal rispettivo carro armato;<\/p><p>3\u00b0) del prevedibile prezzo realizzabile in vendite a lotti.<\/p><p>\u00c8 da precisare che nelle vendite di motori scelti la media delle offerte ricevute dall\u2019A.R.A.R. fu di L. 337.000 per motore, spese di montaggio L. 10.000 per motore; ed il prezzo a cui gli organi peritali dovettero scendere, di fronte allo scarso successo delle gare, fu di 300.000. Furono venduti dieci motori del lotto 4364 di Livorno, avendo la Commissione aggiudicatrice constatato, in occasione di una pubblica gara, la scarsa richiesta del materiale in parola.<\/p><p>L\u2019esperienza fatta sulla vendita in gare pubbliche dei motori scelti a ditte e persone private per piccoli quantitativi, al prezzo persino di L. 300.000 l\u2019uno, legittimava la presunzione dell\u2019azienda che fosse conveniente vendere quelli montati su carri armati ad un prezzo ormai vicino ai precedenti, ad un ente operante nell\u2019ambito del pubblico interesse e per un grosso blocco.<\/p><p>Giova notare che il prezzo concreto di vendita non venne stabilito in modo costante, ma con riferimento a quello di listino dell\u2019autocarro italiano dotato del motore pi\u00f9 simile al Diesel G.M., che \u00e8 di L. 275.000. Con tale agganciamento si \u00e8 mirato a garantire l\u2019A.R.A.R. dei rischi derivanti dalla svalutazione monetaria, in considerazione che il termine del contratto era previsto al 31 dicembre 1948.<\/p><p>La spesa di L. 10.000 per smontaggio di ogni singolo motore restava a carico dell\u2019U.N.A.M. Da tutte le considerazioni esposte non si pu\u00f2 prescindere, se si vuole valutare nella sua realt\u00e0 questo contratto, che ha dato luogo a critiche non sempre serene e obiettive.<\/p><p>Comunque, \u00e8 bene si sappia che non si \u00e8 trattato di una operazione decisa e concretata in modo rapido: il concretamento della operazione fu, al contrario, preceduto da un accurato esame, da lunghe discussioni svoltesi nelle riunioni del Comitato esecutivo e del Consiglio di amministrazione dell\u2019A.R.A.R. in data 28 gennaio, 17 febbraio, 11, 25 e 31 marzo corrente anno. E in quest\u2019ultima riunione il contratto fu approvato, non senza avvertimento, da parte di qualche consigliere dotato di particolare competenza tecnica, sul dubbio esito che l\u2019iniziativa avrebbe avuto per l\u2019acquirente, attesa l\u2019imponente massa dei motori da smontare, dei gruppi elettrogeni da collocare e tenuto conto degli oneri e delle alee connessi alle operazioni stesse.<\/p><p>A seguito di attacchi mossi da qualche giornale in merito alla convenzione della quale trattasi, la questione ha anche formato oggetto di ulteriore esame, avvalendosi del parere di competenti tecnici; \u00e8 stata altres\u00ec disposta ed eseguita un\u2019accurata indagine da parte di un ispettore generale del Ministero del tesoro. Ma da tutto questo complesso di accertamenti e di indagini si pu\u00f2 trarre la conclusione che l\u2019operazione debba ritenersi pienamente regolare, sia dal lato formale che da quello sostanziale.<\/p><p>E poich\u00e9 gli onorevoli interroganti hanno accennato a manchevolezze di carattere generale nel funzionamento dell\u2019A.R.A.R., ritengo opportuno fornire anche alcuni chiarimenti sulla particolare questione dei furti e incendi.<\/p><p>Furti. Fin dal primo momento dell\u2019assunzione da parte alleata dei depositi residuati di guerra, l\u2019A.R.A.R. s\u2019\u00e8 posto il gravissimo problema della custodia e conservazione del materiale ivi contenuto.<\/p><p>L\u2019organizzazione creata per la prevenzione e la repressione delle attivit\u00e0 criminose ai margini dell\u2019azienda e precisamente dei furti, dei tentativi di sottrazione del materiale concertati con terzi, dell\u2019irregolare uscita di materiali, ecc., ha avuto inizio nei primi mesi del 1946 e si \u00e8 sviluppata su basi di sempre maggiore efficienza, raggiungendo risultati notevolissimi, che sono stati riconosciuti pi\u00f9 volte dagli stessi alleati e da tutti i rappresentanti delle similari organizzazioni ed istituzioni estere, i quali abbiano visitato le sedi e i campi A.R.A.R.<\/p><p>L\u2019organizzazione creata in stretta intesa con l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza e col Comando speciale del Corpo di custodia affidato al colonnello Biglino e ai suoi collaboratori designati dal Comando dell\u2019arma dei carabinieri e dal Ministero della guerra, si fonda su queste principali caratteristiche:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) creazione di distaccamenti di carabinieri nei campi; con attivit\u00e0 speciale di investigazione e controllo;<\/li><li><em>b<\/em>) istituzione presso tutte le principali sedi dell\u2019A.R.A.R. di nuclei speciali di pubblica sicurezza all\u2019ordine di un commissario distaccato appositamente, nuclei che fanno capo ad un ispettorato generale presso la Direzione generale di pubblica sicurezza in Roma, coadiuvati da vari funzionari ed agenti col compito specifico di indagine, denunzia, repressione di tutti i reati o tentativi di reati in ogni sede o servizio dell\u2019azienda. Fanno capo a questi gruppi, oltre che gli speciali servizi della Direzione dell\u2019A.R.A.R., anche numerosi informatori distribuiti fra guardie giurate, personale dei campi, ecc., con l\u2019incarico di accertare e riferire immediatamente eventuali irregolarit\u00e0 o sospetti, dovunque manifestantisi;<\/li><li><em>c<\/em>) controllo sempre pi\u00f9 intenso ed efficace delle attivit\u00e0 e delle entrate ed uscite nei campi, compatibilmente con l\u2019originario difetto e struttura di funzionamento conseguente al modo e all\u2019entit\u00e0 delle consegne, mediante un corpo di ispettori centrali e periferici che \u00e8 dotato di oltre 30 persone, quasi tutte esperte in materia amministrativa, tecnica, commerciale o di magazzino e che agisce in istretta collaborazione con le predette autorit\u00e0 di pubblica sicurezza e dei carabinieri. L\u2019azione di tutti i predetti servizi, associata ad una sempre maggiore razionalizzazione dei sistemi ispettivi della A.R. A.R., ha condotto a risultati veramente notevoli, se si tengano presenti le formidabili difficolt\u00e0 iniziali che nessuna azienda n\u00e9 organizzazione ha mai dovuto affrontare in Italia, nemmeno in misura pi\u00f9 ridotta di quello che non abbia invece dovuto affrontare l\u2019A.R.A.R.<\/li><\/ol><p>Si pu\u00f2 affermare che in nessuna azienda esista oggi un sistema di controlli cos\u00ec preciso come esiste nell\u2019A.R.A.R. Molte sensazioni che si hanno, in genere, nel senso contrario, oltrech\u00e9 ad insufficiente conoscenza della realt\u00e0, sono dovute anche al fatto che molte indagini e conseguenti sanzioni vengono tenute segrete. Di molte infatti non si conoscono tuttora i risultati, anche perch\u00e9 spesso queste indagini debbono durare parecchie settimane ed anche mesi.<\/p><p>Per quello poi che riguarda gli incendi, ve ne sono stati due soltanto di qualche importanza ed entrambi sono avvenuti nel periodo immediatamente successivo alle consegne da parte degli alleati, quando cio\u00e8 i campi erano in condizioni di assoluta confusione e quindi di impossibilit\u00e0 di organizzazione e di controlli veramente efficienti.<\/p><p>Un primo incendio si verific\u00f2 a Livorno per effetto di materiali deteriorati ivi giacenti. Nessuna valutazione fu possibile in modo esatto dei danni arrecati, in quanto nessun riscontro era stato fatto dei quantitativi consegnatici. Comunque, dagli atti dell\u2019inchiesta fatta \u2013 si tratta della primavera del 1946 \u2013 risulterebbe che i danni sono stati modesti.<\/p><p>Pi\u00f9 grave invece \u00e8 stato il secondo incendio, quello cio\u00e8 che si \u00e8 verificato nel campo di Torre Annunziata il 23 luglio del 1946. Tutte le inchieste condotte al riguardo di questo incendio, che ha distrutto soprattutto materiali tessili e simili, hanno escluso in modo assoluto il dolo. Da notarsi che si tratta di inchieste condotte dalla pubblica sicurezza, dal corpo dei pompieri, nonch\u00e9 dalla polizia alleata gi\u00e0 in servizio presso l\u2019A.R.A.R.<\/p><p>L\u2019incendio \u00e8 stato dovuto ad alcune scintille sprigionatesi dalle locomotive dello stazionamento ferroviario. I danni presunti, secondo la Direzione dell\u2019A.R.A.R., avrebbero ammontato alla cifra di 280 milioni; ma tale cifra \u00e8 stata considerata poi di molto superiore alla realt\u00e0 dalla valutazione fatta pi\u00f9 tardi dalle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza, le quali hanno calcolato il danno nella cifra approssimativa di 50 milioni.<\/p><p>Un incendio di molta minore entit\u00e0 dei due precedenti si \u00e8 verificato al campo di Poggioreale Macello, contenente soltanto maschere antigas in istato di deterioramento. Il danno \u00e8 stato valutato dalle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza nella cifra approssimativa di 10 milioni, mentre invece la direzione dell\u2019A.R.A.R. aveva parlato di una cifra alquanto superiore. Tutte le indagini hanno comunque escluso il dolo ed hanno concordemente attribuito l\u2019incendio ad autocombustione originata dall\u2019eccessivo calore.<\/p><p>\u00c8 a questo proposito da ricordare che, proprio nello stesso periodo, a pochissima distanza da quel campo, ha avuto luogo un formidabile incendio al deposito di traversine delle Ferrovie dello Stato, con un danno di parecchi milioni.<\/p><p>Posso dire, in conclusione, che gli incendi verificatisi sono stati pochissimi e i danni veramente lievi, ove si rifletta all\u2019enorme quantit\u00e0 di depositi e soprattutto alla carenza di mezzi antincendio di cui si poteva disporre.<\/p><p>Dopo quanto esposto, il Ministero del tesoro dichiara di ritenere che le indagini di una Commissione di inchiesta non siano necessarie; esse anzi probabilmente paralizzerebbero l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019A.R.A.R., senza eliminare gli inconvenienti lamentati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole De Martino ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DE MARTINO. Le dichiarazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro non mi lasciano per nulla sodisfatto, anche perch\u00e9 pensavo che, a giudicare dall\u2019interesse che l\u2019argomento ha suscitato nel Paese e dalla precedenza e dalla coincidenza di altre interrogazioni sullo stesso argomento, si potesse senz\u2019altro dedurre che il problema posto sul tappeto fosse di attualit\u00e0, ossia la discussione di esso fosse pi\u00f9 che matura.<\/p><p>Premetto che non \u00e8 mia intenzione di pronunciare parole grosse, suscitatrici di scandali: deficienze, abusi, manchevolezze, episodi sintomatici e rivelatori potranno essere, se mai, oggetto di esame approfondito da parte non nostra, ma di altri organi.<\/p><p>Io qui desidero fissare con elementare chiarezza alcuni aspetti generali di questo problema, intorno al quale enormi interessi si agitano, anche se non tutti precisamente leciti.<\/p><p>Secondo me, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019A.R.A.R. va distinta in tre fasi \u2013 e non in tre&#8230; evi, come minaccia di farli diventare anche la risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario \u2013 e che hanno conferma nella stessa sigla dell\u2019Ente:<\/p><p>1\u00b0) Azienda rilievo, e cio\u00e8 a dire, fase di ricognizione e di carico degli ingenti quantitativi di materiali vari che gli alleati avevano ammassati in Italia (specie nel Mezzogiorno), per alimentare la marcia dei loro eserciti. Fase, dunque, puramente statistica e contabile.<\/p><p>2\u00b0) Alienazione residuati. Siamo alla seconda parte della sigla, anche se le lettere sono identiche alla prima. Qui le cose si complicano. Una mastodontica burocrazia \u00e8 sorta per la bisogna e i risultati delle vendite (alienazioni) si dimostrano, con le cifre, attivi e cospicui per lo Stato.<\/p><p>Ed, infatti, le prime vendite si sono succedute con intensit\u00e0; e sugli innumeri campi A.R.A.R. si precipitarono, avidi, gli speculatori di ogni risma, in cerca di affari redditizi; e, trattandosi di una organizzazione di nuovo impianto, cui la improvvisazione aveva rifilato tutti i suoi difetti, non sono mancati gli scandali grossi e piccini, di cui, per un certo tempo, le cronache quotidiane hanno offerto saggi poco edificanti.<\/p><p>Si era peraltro in tempo di svalutazione crescente, e la minaccia del cambio della moneta si profilava a scadenza periodica a turbare i sonni di quanti in modo lecito o illecito avevano accumulato denaro. Perdurava la mancanza di materiale di ogni specie, e le industrie, ai primi incerti passi della loro ripresa, si erano date affannosamente ad acquistare residuati.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole De Martino, mi pare che la sua risposta prenda proporzioni addirittura smisurate in confronto dei cinque minuti che le sono consentiti dal Regolamento. Io posso concederle qualche minuto di pi\u00f9, ma evidentemente non basta: lei, fra l\u2019altro, legge e la lettura \u00e8 vietata dal Regolamento. Cerchi dunque di essere sintetico, altrimenti gli altri interroganti non avranno modo di sentire la risposta alle loro interrogazioni.<\/p><p>DE MARTINO. Ma io mi valgo soltanto di alcuni appunti: e questo mi pare sia consentito.<\/p><p>Dicevo che il terzo periodo \u00e8 quello che viviamo, ed \u00e8 il pi\u00f9 difficile e preoccupante, specialmente dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario. L\u2019A.R.A.R. occupa, come ho detto nella mia interrogazione, gli impianti dell\u2019industria privata, con pregiudizio dell\u2019economia nazionale e con l\u2019aggravamento del problema della disoccupazione.<\/p><p>Sono ormai quattro anni, signori del Governo, nell\u2019Italia del Sud, e tre anni nell\u2019Italia del Centro e del Nord, che l\u2019A.R.A.R. persiste nel sistema di requisizione di stabilimenti industriali e di vaste zone di terreno sottratte all\u2019agricoltura, su cui, ai limiti delle strade o nel cuore di fertili campagne, giacciono in estensione materiali che sono in attesa di essere eliminati e che fra l\u2019altro costituiscono esca ai reati di furto, ed incentivo alla delinquenza minorile. Sicch\u00e9 i procedimenti penali s\u2019infittiscono, con aggravio di lavoro per la Magistratura inquirente e giudicante, con aumento di spese nel bilancio della giustizia, con il diffondersi sempre pi\u00f9 preoccupante dell\u2019abitudine al furto, per cui mi meraviglio come intelligenti avvocati di parte non abbiano ancora invocato per i loro clienti il beneficio della&#8230; grave provocazione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma veniamo al sodo, al consistente: l\u2019utile ricavato dal bilancio dell\u2019A.R.A.R. \u00e8 espresso in rigide cifre contabili che potrebbero, al caso, appagare un\u2019azienda privata, che non \u00e8 tenuta a valutare gli eventuali danni che arreca alla collettivit\u00e0. E la mancata produzione degli stabilimenti industriali e dei terreni, occupati dai depositi della A.R.A.R., non \u00e8 forse danno alla Nazione? Questo lei, onorevole Sottosegretario, non l\u2019ha detto. E il prolungarsi di una situazione di precariet\u00e0 nei confronti del personale assunto in via provvisoria, non costituisce una grave responsabilit\u00e0 per lo Stato e un impegno morale verso innumerevoli impiegati, funzionari ed operai che lavorano nell\u2019Ente? E il pericolo di un sempre maggiore deterioramento, e quindi deprezzamento, dei materiali giacenti in attesa di vendita, non \u00e8 forse una voce da segnare al passivo?<\/p><p>Pur compenetrandomi della situazione del personale dell\u2019A.R.A.R. \u2013 per il rispetto che porto verso tutti coloro che lavorano \u2013 non credo che ci\u00f2 possa costituire il motivo determinante per procrastinare all\u2019infinito l\u2019esistenza dell\u2019A.R.A.R., che, a lungo andare, non avrebbe altro compito che quello di amministrare se stessa.<\/p><p>Ora io sostengo e propongo di normalizzare finalmente un assurdo stato di cose, di smobilitare questa pesante ed onerosa bardatura, certamente dannosa all\u2019economia nazionale, restituendo nel pi\u00f9 breve tempo alla loro destinazione produttiva gli impianti industriali ed i terreni sottratti alla loro funzione, e che attivandosi o ritornando a cultura, potranno accogliere nuove braccia operose, sottraendole alla mortificante tragedia della disoccupazione a cui sono costretti.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> E i materiali dove li mettiamo?<\/p><p>DE MARTINO. I materiali si liquidano, perch\u00e9 i materiali perdono valore man mano che passa il tempo! Essi arrugginiscono, e se oggi possono essere venduti, per esempio, per cento miliardi, domani dovranno essere venduti \u2013 anche per effetto della rivalutazione della lira \u2013 per cifre molto, ma molto inferiori ai cento miliardi!<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> E infatti liquidiamo.<\/p><p>DE MARTINO. Quando per liquidare i residuati che ci hanno lasciato i vincitori impieghiamo un tempo maggiore della stessa durata della guerra, che cosa succeder\u00e0 per l\u2019avvenire dell\u2019Italia?<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Io non so se l\u2019onorevole interrogante si renda conto della quantit\u00e0 ingente di materiale!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole De Martino, lei dice cose interessanti, ma per avere il diritto a parlare cos\u00ec a lungo, doveva fare una interpellanza e non una interrogazione.<\/p><p>DE MARTINO. Dopo la risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario, io mi riservo di fare una interpellanza, perch\u00e9 i nostri punti di vista sono completamente opposti. Io penso che il mio criterio sia costruttivo, mentre quello dell\u2019onorevole Sottosegretario \u00e8 un criterio da conservatore: e questo non significa fare gli interessi dell\u2019economia nazionale!<\/p><p>PRESIDENTE. Nel dare ora facolt\u00e0 all\u2019onorevole Rodin\u00f2 di dichiarare se sia sodisfatto, gli chiedo se non ritenga opportuno anch\u2019egli presentare a sua volta una interpellanza sull\u2019argomento di questa interessante interrogazione.<\/p><p>RODIN\u00d2 MARIO. Io conto di essere brevissimo, perch\u00e9 mi sembra, dopo la lunga risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario, di essere d\u2019accordo con il collega De Martino, e credo che sia necessario trasformare questa nostra \u2013 direi \u2013 comune interrogazione in una interpellanza, che possa dare adito a pi\u00f9 ampia discussione.<\/p><p>Solo vorrei rilevare, per giustificare la necessit\u00e0 dell\u2019interpellanza, che l\u2019onorevole Sottosegretario al tesoro ha chiarito con i suoi argomenti, che egli ritiene che tutto funzioni regolarmente nell\u2019A.R.A.R., o almeno che funzioni per il meglio.<\/p><p>Invece la nostra interrogazione ha avuto lo scopo di portare a conoscenza dell\u2019Assemblea che questa convinzione, che ha il Governo, non risponde alla convinzione che hanno moltissimi cittadini, e che questi cittadini desidererebbero a loro volta fare propria la convinzione che ha il Governo, confortata e convalidata da qualche Commissione d\u2019inchiesta, che naturalmente non potrebbe essere formata dagli stessi funzionari che oggi gestiscono l\u2019A.R.A.R.<\/p><p>Non mi dilungo, bench\u00e9 avrei molte citazioni e documentazioni da produrre; ma, appunto perch\u00e9 mi riservo di parlarne in sede di interpellanza, chiudo questo mio intervento dichiarando che non sono sodisfatto, tanto da pensare, appunto, alla necessit\u00e0 di una pi\u00f9 vasta discussione in sede di interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Crispo, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper sapere le ragioni per le quali \u00e8 stata chiusa, per improvvise disposizioni del Provveditorato agli studi di Napoli, la sezione distaccata del liceo-ginnasio governativo di Meta di Sorrento, dove affluivano circa 100 allievi. Il provvedimento di chiusura \u00e8 giunto tanto pi\u00f9 improvviso e pregiudizievole, in quanto erano state gi\u00e0 effettuate le iscrizioni e si erano anche iniziate le lezioni, e ci\u00f2 in seguito alle ripetute assicurazioni del Ministro al sindaco di Meta, autorizzato; alla stipula del regolare contratto di fitto dei locali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione ha facolt\u00e0 di rispondere all\u2019interrogazione.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> L\u2019onorevole interrogante sa come sia pietosa la condizione di molte di queste sezioni staccate, che furono istituite sotto l\u2019influenza dell\u2019azione bellica e che naturalmente ora tendono a scomparire per dare luogo a scuole regolarmente costituite.<\/p><p>Il provveditore agli studi di Napoli ha ritenuto opportuno di non autorizzare quest\u2019anno questa sezione staccata di Meta di Sorrento, semplicemente perch\u00e9 al provveditore risultavano iscritti soltanto 20 alunni.<\/p><p>L\u2019onorevole Crispo dice che sono cento gli alunni che potrebbero frequentare questi corsi.<\/p><p>Io posso assicurare l\u2019onorevole interrogante che, se effettivamente sono cento, cio\u00e8 un numero ben diverso da quello che risulta al provveditore di Napoli, immediatamente provveder\u00f2 perch\u00e9 la sezione staccata venga mantenuta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CRISPO. Prendo atto dell\u2019assicurazione che in questo momento l\u2019onorevole Ministro si \u00e8 compiaciuto di darmi, di revocare, cio\u00e8, il provvedimento di chiusura della sezione distaccata del liceo-ginnasio di Meta di Sorrento, ove risulter\u00e0 che il numero degli iscritti sia quello da me indicato. Lo preciso di nuovo: novantacinque. Devo dire, per\u00f2, che non sono sodisfatto della risposta, per verit\u00e0 assai monca, dell\u2019onorevole Ministro, perch\u00e9 mi sembra che egli sia stato poco esattamente informato del modo in cui si \u00e8 giunti improvvisamente alla soppressione della scuola distaccata di Meta di Sorrento.<\/p><p>\u00c8 necessario premettere che, se \u00e8 vero che la sezione distaccata sorse per esigenze belliche, la esperienza ha dimostrato che essa rispondeva alle reali esigenze di ben cinque Comuni: Sorrento, Meta, Piano, Vico Equense e Sant\u2019Agnello di Sorrento. Difatti, nell\u2019anno scolastico 1945, le iscrizioni furono sessantacinque; nell\u2019anno scolastico successivo ottantacinque; in quest\u2019anno novantacinque, come ho gi\u00e0 ripetuto. Come si \u00e8 giunti e perch\u00e9 si \u00e8 giunti alla soppressione? Nel mese di giugno ultimo scorso il Comune chiedeva il mantenimento della sezione in Meta di Sorrento e l\u2019onorevole Ministro rispondeva, chiedendo una regolare deliberazione. Questa fu inviata nell\u2019agosto del 1947, e nel settembre 1947 l\u2019onorevole Ministro autorizzava la riapertura della scuola per l\u2019anno 1947-48. \u00c8 un dato di fatto storico, adunque, che, in seguito ad una specifica autorizzazione del Ministero, il sindaco del Comune di Meta fu perfino indotto a stipulare il contratto di fitto dei locali per l\u2019anno 1947-48. Furono poi sollecitati i pagamenti delle tasse di iscrizione; e la scuola fu aperta il 15 ottobre, quando, per l\u2019assenza di qualche professore, l\u2019inizio delle lezioni fu prorogato di qualche giorno. Intanto \u2013 incredibile a dirsi \u2013 il 30 ottobre, improvvisamente, la scuola veniva soppressa.<\/p><p>Nella zona vesuviana si afferma \u2013 io non raccolgo la notizia, ma ho il dovere di denunciare il fatto \u2013 che in concorrenza con la sezione distaccata, successivamente alla istituzione di essa avvenuta nel periodo di guerra, \u00e8 stato aperto in Meta un liceo-ginnasio parificato, ad iniziativa delle suore del Monastero Sant\u2019Anna e si ritiene (questa \u00e8 l\u2019opinione generale) che per avvantaggiare questo istituto religioso, sia stata soppressa la sezione distaccata. Se la notizia \u00e8 vera, io non posso non protestare vivamente in attesa di un provvedimento che ripristini la sezione, arbitrariamente chiusa.<\/p><p>lo ho qui, onorevole Ministro, un esposto di ben ottantaquattro padri di famiglia. \u00c8 la copia di quello inviato a lei. Questi padri di famiglia chiedono, e la richiesta mi sembra giusta, che, se la sezione \u00e8 destinata ad essere soppressa, resti aperta per lo meno in questo anno, essendosi gi\u00e0 fatte le iscrizioni, ed essendo state pagate le tasse. La richiesta, dicevo, mi sembra giusta, e sarebbe veramente enorme che gli alunni gi\u00e0 iscritti alla sezione distaccata, dovessero, invece, essere obbligati a trasferire necessariamente la loro iscrizione all\u2019istituto di Sant\u2019Anna.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono due interrogazioni che, trattando lo stesso argomento, possono essere svolte congiuntamente:<\/p><p>Spallicci, De Mercurio, Paolucci, Della Seta, Macrelli e Facchinetti, ai Ministri della pubblica istruzione e del tesoro, \u00abper conoscere se non credano opportuno diminuire l\u2019onere delle tasse universitarie, che rendono difficile la possibilit\u00e0 di frequenza ai corsi agli studenti meno forniti di mezzi di fortuna\u00bb;<\/p><p>Priolo, ai Ministri della pubblica istruzione e del tesoro, \u00abper conoscere se, dato il grave onere che l\u2019aumento delle tasse universitarie costituisce per gli studenti con modesti mezzi di fortuna, non ritengano opportuno procedere ad una conveniente ed equa riduzione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Ringrazio vivamente l\u2019onorevole Spallicci e gli altri, che hanno voluto attirare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su questo gravissimo problema delle tasse universitarie e del finanziamento dei nostri Istituti superiori universitari. Non \u00e8 possibile considerare questo problema se non si tiene presente il suo intimo legame con il pi\u00f9 generale problema della finanza universitaria. Le odierne difficolt\u00e0 finanziarie in cui si dibattono le Universit\u00e0 sono dovute, come \u00e8 noto, ad un complesso di cause di cui la prima, in ordine di tempo, \u00e8 da ricercarsi nel falso concetto dell\u2019autonomia amministrativa concessa a tale ente. Questa autonomia, come l\u2019onorevole interrogante sapr\u00e0, \u00e8 puramente fittizia, perch\u00e9 \u00e8 sempre mancata alle Universit\u00e0 una vera ed adeguata autonomia finanziaria. Le Universit\u00e0 hanno sempre vissuto, oltre che con il provento delle tasse scolastiche e con il contributo dei proventi locali, principalmente con l\u2019aiuto dello Stato mediante contributi ordinari e straordinari e merc\u00e9 il carico fatto al bilancio dello Stato degli stipendi, assegni e pensioni a favore dei professori universitari di ruolo e del personale amministrativo.<\/p><p>Occorre aggiungere un\u2019altra causa di dissesto, e questa \u00e8 data dai rilevantissimi danni di guerra. Infine bisogna tener presente il complesso dei miglioramenti economici per il personale insegnante e non insegnante.<\/p><p>Ora, di fronte a tale situazione, il Ministero si \u00e8 seriamente preoccupato, sin dal momento in cui \u00e8 stata liberata l\u2019Italia insulare e centromeridionale, del problema del finanziamento delle Universit\u00e0. Dopo la liberazione di tutto il territorio fu provveduto con un fondo di 300 milioni stanziato con un decreto del 27 maggio 1946, a favore di tutte le Universit\u00e0 e gli Istituti superiori. Questi 300 milioni erano stati preceduti da altri 50 milioni del bilancio anteriore. Con successivo decreto del settembre 1946 si provvide a quintuplicare per tutte le Universit\u00e0 ed Istituti superiori i contributi dovuti dallo Stato per un ammontare di 150 milioni, ed inoltre fu stanziata una somma di 500 milioni e 280 mila lire per l\u2019erogazione di contributi, ma in effetti per un acconto sulle spese anticipate per pagamento di stipendi e di personale.<\/p><p>Sono stati pure gi\u00e0 stanziati, e in parte erogati, oltre 140 milioni circa per retribuzioni al personale insegnante e non insegnante. Il Ministero ha ancora provveduto a corrispondere successivamente 981 milioni, concessi per i miglioramenti economici corrisposti al personale delle Universit\u00e0 ed agli Istituti superiori nei bilanci 1945-1946, 1946-1947. Un altro miliardo \u00e8 stato stanziato per il corrente esercizio finanziario, sempre per retribuzione del personale e per contributi speciali ad Istituti bisognosi. Complessivamente, dalla liberazione ad oggi, lo Stato ha erogato a titolo straordinario, oltre le spese ordinarie, naturalmente, la somma di 3 miliardi e 397 milioni per le sole Universit\u00e0, oltre le spese fisse per gli stipendi dei professori, assegni, retribuzioni, ecc., al personale. Tutto ci\u00f2, \u00e8 bene ripeterlo, \u00e8 servito e servir\u00e0 in massima parte per le spese del nostro corpo insegnante; ma il fabbisogno, come ben comprende l\u2019onorevole interrogante, \u00e8 di gran lunga superiore. Per quanto concerne i locali distrutti e danneggiati dalla guerra, \u00e8 da rilevare che, mentre per le piccole riparazioni hanno provveduto o stanno provvedendo le Universit\u00e0 con fondi propri, per quelle di maggior rilievo si \u00e8 ottenuto che provveder\u00e0 il Ministero dei lavori pubblici. In parte, i lavori sono gi\u00e0 in corso di esecuzione. Anche la situazione del personale universitario non \u00e8 numericamente adeguata alle necessit\u00e0 didattiche, tecniche, amministrative. Rimangono ancora in vigore i vecchi ruoli dell\u2019anteguerra. Invero, le Universit\u00e0, per far fronte alle predette necessit\u00e0, hanno proceduto per il passato all\u2019assunzione di nuovo personale, i cui oneri finanziari gravino soltanto per una piccola parte sui bilanci universitari. Il Ministero si vide dunque costretto, per l\u2019eccessivo aumento di questo personale che grava in parte sui bilanci universitari, ma in parte notevole sul bilancio dello Stato, si vide costretto, ripeto, nell\u2019aprile 1946 a valutare, d\u2019accordo col Ministero del tesoro, ogni nuova assunzione di personale sia a carico del bilancio statale sia a carico di quello universitario. \u00c8 da aggiungere, anzi, che il Ministero del tesoro, nel concedere l\u2019assenso per 981 milioni di cui si \u00e8 detto, ha fra l\u2019altro fatto presente la necessit\u00e0 di procedere, d\u2019intesa con quel Ministero, ad una riduzione del personale non di ruolo assunto fin dal 1946. \u00c8 inutile ribadire che le provvidenze di cui si \u00e8 fatto cenno hanno lo scopo di provvedere alle attuali e pi\u00f9 urgenti necessit\u00e0 dei nostri Atenei; ma, per poter mettere in condizioni la Universit\u00e0 di adempiere compiutamente la loro alta funzione didattica e scientifica, occorrerebbe uno stanziamento annuo di almeno 10 miliardi, secondo i nostri calcoli. Ma tale somma non potr\u00e0 essere posta a carico dell\u2019attuale bilancio statale; e pertanto sarebbe necessario che, pur rimanendo le Universit\u00e0 affidate a carico dello Stato, fosse ritoccata la finanza locale in maniera da assicurare al bilancio delle Universit\u00e0 stesse una autonomia amministrativa vera, autonomia amministrativa che \u00e8 il fondamento delle altre autonomie. Cos\u00ec stando le cose, appare evidente che nel momento attuale non si ritiene assolutamente possibile pensare ad una riduzione delle tasse universitarie. E vengo a questo argomento.<\/p><p>Il problema delle tasse si ricollega intimamente a quello delle entrate. Come si \u00e8 detto sopra, le entrate delle Universit\u00e0 \u2013 i mezzi, cio\u00e8, che dovrebbero consentire ai nostri Atenei di vivere degnamente e prosperare \u2013 sono rappresentati dal contributo dello Stato, dal contributo degli enti locali e dai proventi derivanti da lasciti e donazioni, nonch\u00e9 dal gettito delle tasse scolastiche.<\/p><p>Premesso che i proventi derivati da lasciti e donazioni rappresentano una modestissima parte di entrate e che i contributi degli enti locali sono rimasti pressoch\u00e9 fermi, nonostante i reiterati sforzi del Ministero, si pu\u00f2 concludere che, in sostanza, le entrate universitarie sono costituite esclusivamente dal contributo dello Stato e dal gettito delle tasse universitarie.<\/p><p>Ora, per quanto concerne ili contributo statale e le singole molte sovvenzioni, che lo Stato ha elargito nei tempi pi\u00f9 recenti, \u00e8 stato gi\u00e0 ampliamente trattato in questa stessa Assemblea in altre occasioni.<\/p><p>Per quanto concerne il problema delle tasse, si deve tener presente che l\u2019azione del Ministero \u00e8 stata sempre improntata al principio di far gravare il meno possibile sullo studente l\u2019onere dell\u2019insegnamento.<\/p><p>Infatti, tenuto conto della considerazione che gli studenti meritevoli e bisognosi sono, in base all\u2019attuale legislazione, esonerati totalmente o parzialmente dal pagamento delle tasse scolastiche, a seconda naturalmente delle votazioni riportate negli esami, gli studenti possono dividersi in tre categorie nettamente differenziate: Categoria <em>A<\/em>, con esonero totale; categoria <em>B<\/em>, con l\u2019esonero parziale; categoria <em>C<\/em>, con pagamento integrale dell\u2019ammontare delle tasse, cui sono tenuti gli abbienti, anche se fra i meritevoli per profitto.<\/p><p>Le tasse universitarie, in relazione all\u2019aumentato costo dei servizi, sono state, in primo tempo, cio\u00e8 a decorrere dall\u2019anno accademico 1945-46, appena raddoppiate: se prima lo studente versava in media lire 1040 annue, col raddoppio veniva a corrispondere la somma di lire 2080 annue.<\/p><p>Ora, era intendimento di questo Ministero di non apportare alcun nuovo aumento, tanto che nessun nuovo aumento venne adottato per l\u2019anno accademico 1946-47; ma, di fronte mille necessit\u00e0 impellenti dei bilanci universitari, quasi tutti deficitari, di fronte all\u2019aumentato costo dei servizi di carattere generale, alle pressanti richieste delle autorit\u00e0 accademiche, che avevano rappresentato la urgente necessit\u00e0 di adeguati incrementi delle entrate e delle stesse tasse, per concorde parere di tutti i rettori, nell\u2019imminente pericolo della chiusura dei nostri Atenei, il Ministero non pot\u00e9 non provocare un secondo aumento delle tasse universitarie, a decorrere dall\u2019anno accademico 1947-1948; aumento posto dal Ministero del tesoro come condizione essenziale per la concessione del fondo di 981 milioni, quale contributo dello Stato per i miglioramenti economici al personale. Ma, anche a seguito dei due aumenti, l\u2019importo delle tasse e sovratasse scolastiche sembra a molte autorit\u00e0 accademiche ancora esiguo, giacch\u00e9, fatti i debiti confronti, uno studente che corrispondeva, anteriormente alla guerra, lire 1040 di media annue, ne corrisponde ora lire 4.160; con un aumento, quindi, di sole quattro volte nei confronti dell\u2019anteguerra. La tassa statale in cifra mensile si concreta nella somma di lire 350.<\/p><p>\u00c8 bene considerare al riguardo \u2013 e richiamo l\u2019attenzione dell\u2019onorevole interrogante a questi dati \u2013 che il costo dello studente si aggira sulla media di lire 30.000 annue, in confronto di lire 4.100 da esso pagate.<\/p><p>Come ognuno vede, ammesso che lo Stato debba fare o faccia ulteriori sacrifici per il mantenimento delle nostre Universit\u00e0, non si pu\u00f2 non osservare che anche gli studenti, che direttamente fruiscono del servizio, debbono anch\u2019essi considerare, come considerano, la necessit\u00e0 di contribuire a quella parte di sacrifici che \u00e8 oggi richiesta dall\u2019esigenza di vita dei nostri Atenei. Ed in realt\u00e0 si deve dire, ad onor del vero, che gli studenti hanno anch\u2019essi ravvisata questa necessit\u00e0 in linea di massima, necessit\u00e0 di venire incontro agli impellenti bisogni mediante ulteriori e parziali integrazioni da parte loro, cio\u00e8 oltre 4 mila lire annue d\u2019integrazione, come contributo ai bilanci di ciascuna Universit\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 stato confermato dai delegati del Consiglio nazionale studentesco, che \u00e8 l\u2019organo rappresentativo di tutti gli studenti universitari, i quali hanno fatto parte di un\u2019apposita Commissione nominata dal Ministero per l\u2019esame del problema. I delegati, consci delle necessit\u00e0 universitarie, piuttosto che soffermarsi su una richiesta di diminuzione di tasse universitarie, hanno insistito invece sull\u2019adozione di speciali provvedimenti a carattere assistenziale, provvedimenti e provvidenze che sono ora allo studio e che potendosi concretare sia con l\u2019estensione del sistema delle borse di studio, sia con l\u2019istituzione di mense e alloggi o particolari organi del genere, quali cooperative, studentesche, ecc., valgano ad alleggerire realmente l\u2019onere sopportato dalle famiglie, soprattutto da quelle residenti in provincia.<\/p><p>Riassumendo, ed ho finito, si pu\u00f2 precisare quanto segue: 1\u00b0) gli studenti universitari, secondo l\u2019ultima statistica controllata, ammontano a 236 mila: in questo numero sono per\u00f2 compresi 46 mila studenti fuori corso, i quali non pagano le normali tasse, ma solo una tassa speciale di lire 200 annue; quindi gli studenti dei corsi normalmente paganti non sono che 189 mila;<\/p><p>2\u00b0) sulla base dei dati dell\u2019ultimo anno accademico, si pu\u00f2 affermare che l\u2019onere che lo Stato ha affrontato in un anno per le Universit\u00e0 \u00e8 stato di circa 2.700.000.000, onere che, diviso per circa 190 mila studenti in corso di studi, \u00e8 pari all\u2019onere di circa 30 mila lire per ciascuno studente.<\/p><p>Passando dalle uscite alle entrate, rileviamo che le tasse statali, esclusi naturalmente i contributi posti di loro iniziativa dalle singole Amministrazioni universitarie \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 nella loro competenza ed il Ministero pu\u00f2 entrarvi relativamente \u2013 le tasse statali, dicevo, hanno dato un gettito complessivo, nello scorso anno, di 395 milioni, pari a circa 2 mila lire per studente, in confronto alle 30 mila lire che lo Stato spende per ciascuno studente. Pertanto il passivo di un\u2019annata \u00e8 stato di 2 miliardi e 300 milioni per questa Amministrazione.<\/p><p>Ora il raddoppio delle tasse, richiesto dal Tesoro, per il quale ha dato il consenso il Ministero della pubblica istruzione, permetter\u00e0 di raggiungere 800 milioni; ma, dati i recenti, notevoli aumenti di spese per il personale, non \u00e8 da prevedere, per questo bilancio, una diminuzione sensibile del passivo dello scorso anno. Ma si aggiunge: vi sono contributi vari, posti per iniziativa di singole Universit\u00e0. A questo proposito io debbo ricordare che il Consiglio superiore ha fatto recentemente presente al Ministero che le Universit\u00e0 operano, nell\u2019ambito della loro autonomia e della loro competenza amministrativa, per quanto riguarda tali contributi. Per rispettare questa competenza ho preso io stesso l\u2019iniziativa di convocare mercoled\u00ec prossimo tutti i rettori delle Universit\u00e0, perch\u00e9 si possa compiere un ampio riesame di questi contributi. E questo, secondo me, per i seguenti fini:<\/p><p>1\u00b0) renderli meno gravosi possibile;<\/p><p>2\u00b0) perequarli fra Universit\u00e0 e Universit\u00e0, perch\u00e9 questi contributi, come \u00e8 noto, esistono nelle Universit\u00e0 del Nord e non esistono nelle Universit\u00e0 del Sud;<\/p><p>3\u00b0) informarli ad un criterio differenziale che permetta di esentare totalmente gli studenti bisognosi e di gravare notevolmente il contributo degli studenti che dispongano di mezzi.<\/p><p>Si chiede infine che cosa fa il Governo per aiutare gli studenti bisognosi a compiere i loro studi universitari. Rispondo che, oltre all\u2019esenzione totale o parziale delle tasse per gli studenti meritevoli, il Governo ha nello scorso anno accademico concesso agli studenti universitari borse di studio per un ammontare complessivo di 300 milioni. Ci\u00f2 significa che oltre i tre quarti del gettito totale delle tasse pagate da tutti gli studenti universitari \u00e8 stato restituito agli studenti bisognosi sotto forma di borse di studio. Nelle casse dello Stato sono quindi entrati per le tasse, solo circa, 90 milioni, mentre sono usciti due miliardi e 700 milioni.<\/p><p>Questo \u00e8 il bilancio delle nostre Universit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Spallicci ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>SPALLICCI. Io sono grato all\u2019onorevole Ministro dell\u2019istruzione della risposta molto diligente che ho ascoltato con vivo interesse. Realmente, io avevo sperato che le conclusioni fossero state pi\u00f9 sodisfacenti, ma prendo lo spunto da quella promessa e imminente riunione dei rettori delle Universit\u00e0, in cui saranno discussi i temi che il Ministro ha annunciato, e voglio augurarmi che quelle tassazioni complementari, che sono appunto nelle Universit\u00e0 del Nord Italia cos\u00ec gravose per gli studenti, possano essere lievemente diminuite. Perch\u00e9 ha ragione l\u2019onorevole Ministro di dire che le tasse sono soltanto raddoppiate, cio\u00e8 che da duemila si arriva a quattromila; ma vi sono in pi\u00f9 le complementari sino a raggiungere le ottomila, e vedo che al Politecnico di Milano i contributi di laboratorio assommano a 7 mila lire e che quindi lo studente viene a pagare qualcosa come 20 mila lire all\u2019anno.<\/p><p>Nella facolt\u00e0 di medicina, sempre a Milano, si pagano circa 22 mila lire. Ora, naturalmente, l\u2019onorevole Ministro mi dir\u00e0 che tutto questo rientra nell\u2019autonomia amministrativa delle singole Universit\u00e0; ma ad ogni modo, anche tenendo conto delle borse di studio, v\u2019\u00e8 da prendere in considerazione questa richiesta, che mi sembra abbastanza ragionevole, degli studenti meno favoriti dalla fortuna. Essi chiedono non di ritornare alla tassazione molto bassa dell\u2019anno scorso, che ritengono inadeguata al costo della vita, ma ad una diminuzione dell\u2019aggravio attuale. Considerando dunque, come diceva l\u2019onorevole Ministro, 189 mila il numero degli studenti \u2013 facciamo pure cifra tonda in 200 mila \u2013 abbiamo avuto nello scorso anno circa 350 milioni di lire di tasse. Oggi, se i miei calcoli non sono inesatti, il contributo si aggirerebbe sul miliardo. Gli studenti si trovano oggi, d\u2019improvviso, ad essere gravati (parlo sempre dei meno abbienti) di un notevole contributo, perch\u00e9 alle 20 o 22 mila lire citate bisogna aggiungere le spese per le dispense, quelle dei libri, che rappresentano un aggravio notevole.<\/p><p>Mi si dir\u00e0, e mi si dice giustamente, che 200-246 mila, compresi anche quelli fuori corso, sono un numero eccessivo di studenti iscritti. Indubbiamente, noi abbiamo una duplice e strana piaga nel nostro Paese: l\u2019analfabetismo e il dottoralismo.<\/p><p>Abbiamo una pletora notevolissima di studenti che si illudono che un cencio di laurea rappresenti la chiave per aprire le porte dell\u2019avvenire. Purtroppo, molte volte si aprono soltanto le porte d\u2019un misero impiego. Da noi non \u00e8 ancora concepibile, che uno possa avere una laurea e possa non disdegnare anche il lavoro manuale come avviene in qualche altra nazione in cui una dottoressa in chimica pu\u00f2 acconciarsi ai compiti di operaia in uno stabilimento. Da noi soltanto il matrimonio pu\u00f2 far scordare la laurea ad una donna.<\/p><p>Severit\u00e0 negli studi e rigore negli esami, invochiamo. Perch\u00e9 da noi la percentuale dei rimandati negli Atenei deve essere solo del 2 per cento mentre in Francia \u00e8 ad esempio del 50 e del 60 per cento?<\/p><p>Si pensi a ridurre il numero degli studenti che \u00e8 andato moltiplicandosi in un modo allarmante, a seconda del merito e non a seconda delle possibilit\u00e0 economiche. Concorsi siano banditi anche per accedere alle Universit\u00e0.<\/p><p>La Repubblica nascente non dovr\u00e0 affidare la selezione preferendo i meglio censiti ma i pi\u00f9 idonei.<\/p><p>Dobbiamo riconquistare quel primato che avevamo un tempo, quando, guardando agli stranieri, si diceva che noi eravamo grandi e l\u00e0 non eran nati, e per ritornare ad avere quel prestigio morale rifacciamoci ad una maggiore severit\u00e0 negli esami.<\/p><p>Non mi dissimulo le grandi difficolt\u00e0 finanziarie in cui si dibatte il Governo; conosco lo stato fallimentare delle amministrazioni universitarie, le condizioni pietosissime dei nostri laboratori; ma credo che non si debba pretendere di tutto sanare col contributo degli studenti. In definitiva costoro non chiedono gi\u00e0 di ritornare alle tassazioni delle due mila lire dell\u2019anno scorso, ma domandano un 20 per cento di diminuzione su quelle che oggi sono state portate (come a Milano) da due a 22 mila lire.<\/p><p>Voglio augurarmi che prevalga il concetto della unificazione delle tasse universitarie e che non si debba ancora lamentare tale e tanta sperequazione tra gli Atenei del nord e quelli del resto d\u2019Italia.<\/p><p>Gli studenti pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 studiosi possono fruire di esenzione, di borse di studio; ma non dimenticate che i 30 e lode della scuola non corrispondono sempre ai 30 e lode della vita.<\/p><p>PRESIDENTE. Le seguenti interrogazioni, per accordi intercorsi con il Governo, sono rinviate:<\/p><p>Perlingieri, Moro, Bettiol, Salvatore, Bosco Lucarelli, Fuschini, Ermini, Rescigno, Recca, Uberti e Gabrieli, ai Ministri dell\u2019industria e commercio, delle finanze e dei lavori pubblici, \u00abper conoscere se ravvisino di prorogare per un decennio le disposizioni della legge 5 dicembre 1941, n. 1572, concedente agevolazioni agli impianti industriali dell\u2019Italia centro-meridionale, iniziati entro il termine del 31 dicembre 1946, e ci\u00f2 sia in considerazione del fatto che, a causa del periodo bellico, la detta legge non ha potuto avere pratica attuazione, sia in considerazione della necessaria evoluzione industriale dell\u2019Italia centro-meridionale, resa pi\u00f9 urgente dalle distruzioni belliche e costituente un aspetto primario del problema meridionale\u00bb.<\/p><p>Perugi, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere: 1\u00b0) quali aiuti ed alleggerimenti fiscali intenda disporre il Governo a favore degli agricoltori del comune di Gradoli (provincia di Viterbo), i cui raccolti sono stati quasi interamente distrutti dalla grandine nel nubifragio verificatosi in quella zona il 28 giugno ultimo scorso; 2\u00b0) se in considerazione dell\u2019attivit\u00e0 quasi esclusivamente vinicola di quei lavoratori e del fatto che i danni subiti avranno ripercussioni negative sui raccolti ancora per circa due anni, non ritenga dare agli aiuti oltre che un carattere urgente, anche uno continuativo per alleggerire il disastro che ascende a pi\u00f9 di cento milioni di lire\u00bb.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Macrelli, al Presidente del Consiglio dei Ministri del tesoro e delle finanze, \u00abper sapere se non credano opportuno dare le disposizioni e adottare i provvedimenti necessari \u2013 di immediata esecuzione \u2013 perch\u00e9 siano esaurite nel pi\u00f9 breve termine le pratiche per le pensioni di guerra e degli infortunati civili\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di rispondere l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> In merito alle interrogazioni dell\u2019onorevole Macrelli, sulla liquidazione delle pensioni di guerra, il Ministero del tesoro, per mio tramite, ha dato una ampia risposta il 29 settembre ultimo scorso, come risulta dal numero 236 del resoconto sommario delle discussioni di questa Assemblea Costituente.<\/p><p>Prego, quindi, l\u2019onorevole Macrelli di volere avere presente quanto fu risposto in quella occasione col sussidio di fatti e dati concreti e con elementi giustificativi della previsione che il Ministero formulava per una prossima e sodisfacente organizzazione del servizio delle pensioni di guerra.<\/p><p>Riassumendo quanto ebbi gi\u00e0 occasione di dichiarare in quest\u2019Aula, rispondo che i problemi di cui il Ministero si \u00e8 occupato sono stati i seguenti:<\/p><p>1\u00b0) ampliamento dei locali a disposizione della Direzione generale delle pensioni di guerra: \u00e8 stato provveduto col mettere a disposizione l\u2019edificio di Via Sicilia con centottanta locali, nei quali si sono trasferiti molti servizi;<\/p><p>2\u00b0) aumento del personale: \u00e8 stato portato a circa mille persone e si continua ad incrementarlo con l\u2019assegnazione di altri impiegati;<\/p><p>3\u00b0) istruttoria delle pratiche: \u00e8 in corso di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri uno schema di decreto legislativo che autorizza le parti interessate a richiedere direttamente ai distretti militari e ai comuni i documenti giustificativi delle domande di pensione e fa obbligo agli enti suddetti di rilasciarli in un tempo ristretto;<\/p><p>4\u00b0) commissioni mediche di accertamento: sono state portate da diciotto a trentadue, disponendo il loro funzionamento in pi\u00f9 turni e sottoponendole ad ispezioni, che gi\u00e0 lo stesso direttore generale delle pensioni di guerra ha iniziato da alcuni mesi, per rendersi conto della loro efficienza e per provvedere alle loro manchevolezze.<\/p><p>\u00c8 stata decretata, con decreto legislativo recente, l\u2019assegnazione di medici civili dipendenti dallo Stato, circa un centinaio, in forza al Ministero dell\u2019Africa italiana, alle commissioni mediche ospedaliere, per renderne pi\u00f9 intensa l\u2019attivit\u00e0;<\/p><p>5\u00b0) si \u00e8 instaurato dal 23 settembre il servizio a cottimo per l\u2019istruttoria delle pratiche di pensioni, servizio che sta dando cospicui risultati come si pu\u00f2 rilevare dalle seguenti cifre, raggruppate in tre distinti periodi di quindici giorni; il primo dal luglio del corrente anno, quando non ancora si era iniziato il lavoro a cottimo; il secondo quando esso si era appena iniziato e che abbraccia, con la fine di settembre, i primi giorni di ottobre; il terzo relativo alla seconda met\u00e0 di ottobre.<\/p><p>Nel primo periodo i progetti di liquidazione di pensione furono compilati in numero di 1075; nel secondo periodo di quindici giorni, quando appena si inizi\u00f2 il lavoro a cottimo, ne furono compilati 1.219; negli ultimi quindici giorni 2.083. Come si vede qui si \u00e8 raddoppiata addirittura la misura.<\/p><p>Istruttorie: nel primo periodo ne furono eseguite 6.543; nel secondo, a cottimo appena iniziato, 23.451; nel terzo periodo 26.903.<\/p><p>Revisione sia dei progetti che delle istruttorie da parte degli uffici della Direzione generale: nel primo periodo 4.046; nel secondo 12.982; nel terzo 29.479.<\/p><p>Anticipazioni, che si fanno in via provvisoria: nel primo periodo ne furono eseguite 382; nel secondo 763; nel terzo 1.238, rese possibili, naturalmente, per l\u2019esplicazione pi\u00f9 intensa di quelle pratiche burocratiche, che sono premessa indispensabile per addivenire al risultato finale dell\u2019anticipazione.<\/p><p>Altra voce molto importante nei lavori della Direzione generale \u00e8 quella dell\u2019emanazione dei decreti concessivi.<\/p><p>Nel primo periodo, furono spediti 1.042 decreti concessivi di pensione; nel secondo, 1.800; nel terzo, 2.835. I certificati di iscrizione spediti nel primo periodo furono 241; nel secondo, 1.114; nel terzo, 1.407. Le pratiche definite dalla Commissione medica superiore, la quale naturalmente si pronunzia nei casi di particolare contestabilit\u00e0 su determinate specie, furono 450 nel primo periodo di quindici giorni, 945 nel secondo, 990 nel terzo. E, finalmente, le pratiche burocratiche, le quali vanno dalla lettura della corrispondenza, fino alla riassunzione dei fascicoli e alla spedizione di note dall\u2019ufficio sono state: nel primo periodo, 76.062; nel secondo, 259.198, nel terzo, 325.456.<\/p><p>Al cottimo attendono ora circa 600 impiegati, ma \u00e8 intendimento del Ministero del tesoro di elevare questo numero nel pi\u00f9 breve tempo possibile;<\/p><p>6\u00b0) \u00e8 in approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, lo schema di un decreto legislativo che render\u00e0 eseguibili, sia pure in via provvisoria, i progetti concessivi di pensione anche prima che abbia avuto luogo l\u2019attuale prescritto riscontro del Comitato liquidatore, quando cio\u00e8 v\u2019\u00e8 stato soltanto il visto da parte del Direttore generale.<\/p><p>Si prevede che in tal modo molte pratiche avranno immediata esecuzione, giacch\u00e9 vi sono molte migliaia di pratiche dinanzi al Comitato liquidatore le quali, secondo la legge vigente, debbono essere appunto esaminate ad una ad una dal Comitato stesso. Poich\u00e9, quindi, queste pratiche sono state gi\u00e0 con molta cura esaminate dagli uffici della Direzione generale, io ho pensato di predisporre un decreto nel senso che ho detto ora, prevedendo il grande vantaggio che ne deriver\u00e0 a tutti coloro che attendono la pensione.<\/p><p>Tutto ci\u00f2 premesso, assicuro l\u2019onorevole interrogante che la liquidazione delle pensioni di guerra, doveroso riconoscimento, da parte dello Stato, dei diritti acquisiti da quanti sacrificarono la propria integrit\u00e0 fisica alla Patria o videro i loro congiunti sacrificare la vita alla Patria, costituisce oggetto della pi\u00f9 vigile e costante cura da parte degli organi che vi sono preposti e del Governo.<\/p><p>L\u2019angoscia degli invalidi e dei loro congiunti \u00e8 la nostra angoscia: per essa non risparmieremo alcuno dei provvedimenti che possano avvantaggiare questi sventurati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MACRELLI. Conoscevo gi\u00e0 la risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario per il tesoro, perch\u00e9 \u00e8 pressoch\u00e9 uguale a quella che egli rese all\u2019interrogazione dello scorso 29 settembre. Ed \u00e8 appunto perch\u00e9 io gi\u00e0 la conoscevo, che sono tornato alla carica, perch\u00e9 le dichiarazioni fatte in quella circostanza non erano riusciti a persuadermi.<\/p><p>L\u2019Assemblea oggi ha udito molte cifre, veramente impressionanti: migliaia di provvedimenti, migliaia di istruttorie, ecc. Ma v\u2019\u00e8 una cifra che ha dimenticato di dire l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro, la cifra che si riferisce alle pensioni non ancora liquidate, che raggiungono il numero enorme di cinquecentomila!<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Non \u00e8 esatto, questo.<\/p><p>UBERTI. Duecentomila.<\/p><p>MACRELLI. Cinquecentomila! Non temo smentite; per una sola ragione, amico Uberti, perch\u00e9 prima di venire qui sono andato a chiedere notizie, ad assumere informazioni.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> La cifra non \u00e8 esatta, perch\u00e9 non corrisponde a quella che io ho avuto dalla Direzione generale.<\/p><p>MACRELLI. Mi consenta, onorevole Sottosegretario, e il rilievo che faccio in questo momento, accennando alla cifra, non vuole essere affatto accusa o rimprovero all\u2019ufficio delle pensioni di guerra, che lavora in una maniera ammirevole, dal direttore generale all\u2019ultimo funzionario. La colpa non \u00e8 del personale, la colpa \u00e8 del sistema. Pochi mezzi, purtroppo, sono a disposizione della Direzione generale.<\/p><p>Dice il Sottosegretario nella sua risposta odierna: noi abbiamo ampliato i locali della Direzione generale.<\/p><p>Sapete, onorevoli colleghi, in quanti uffici \u00e8 divisa l\u2019attivit\u00e0 della Direzione generale delle pensioni? V\u2019\u00e8 l\u2019ufficio in via della Stamperia, che voi conoscete bene; un altro in via Flaminia, Ponte Milvio; un terzo in via Sicilia, Teatro delle Arti, e un quarto al viale del Lavoro, Palazzo degli esami, dove si trova l\u2019archivio insieme allo schedario.<\/p><p>Dislocazione esagerata, che porta una notevole perdita di tempo e una perdita di mezzi. Quindi, un provvedimento necessario da parte del Governo sarebbe quello di concentrare pi\u00f9 uffici in una medesima localit\u00e0. Ne avete la possibilit\u00e0. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Vi sono tante caserme qui a Roma, inutilizzate e inutilizzabili (<em>Commenti<\/em>)<em>,<\/em> che potrebbero essere adoperate magnificamente a questo scopo e ad altri scopi pi\u00f9 utili.<\/p><p>Ha aggiunto l\u2019onorevole Sottosegretario che si \u00e8 provveduto all\u2019aumento del personale. Vorrei ricordare, soprattutto agli anziani di questa Assemblea&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Macrelli, ricordi che il tempo a sua disposizione \u00e8 quasi trascorso.<\/p><p>MACRELLI. Sta bene, onorevole Presidente; ma si tratta di un argomento importante, sul quale vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea, tanto pi\u00f9 che il Paese ascolta, perch\u00e9 vi sono delle necessit\u00e0 gravissime e urgenti.<\/p><p>Vorrei ricordare, dicevo, che fin dal 1918 fu istituito un apposito Ministero per l\u2019assistenza ai militari e le pensioni di guerra \u2013 e primo titolare di quel Ministero fu Leonida Bissolati \u2013 trasformato poi in Sottosegretariato, e poi in Direzione generale, nel 1923. Orbene, sapete quanti erano gli impiegati, allora? E ci trovavamo all\u2019indomani della grande guerra, della guerra del 1915-18, e quindi era limitato il numero delle richieste di pensione: erano 1.200.<\/p><p>Oggi, dopo la guerra tremenda e tragica, dopo le richieste dei sinistrati di guerra, non solo dei pensionati, abbiamo appena appena mille impiegati. Si \u00e8 provveduto recentemente \u2013 \u00e8 la verit\u00e0 \u2013 trasferendo diversi impiegati dal Ministero dell\u2019Africa italiana alla Direzione generale delle pensioni. Non basta, onorevole Sottosegretario. E quando lei mi dice che si \u00e8 provveduto per accelerare le istruttorie delle pratiche, io consento; e quando lei mi dice che si sono create nuove Commissioni mediche, io approvo; e quando dice che recentemente, proprio per disposizione della Direzione generale, si \u00e8 provveduto al cosiddetto lavoro a cottimo, dico che si \u00e8 fatta una cosa magnifica. So che l\u2019onorevole Petrilli ha dato tutta la sua anima e la sua attivit\u00e0 per questa Amministrazione, e io gliene faccio pubblica lode, come la faccio a tutti i funzionari della Direzione generale. Ma non basta.<\/p><p>Ha accennato, l\u2019onorevole Sottosegretario, alle ultime cifre relative alle pensioni. Sapete in media quante sono le pratiche che si espletano in un mese? Circa quindicimila, e col lavoro a cottimo si arriva anche a diciassettemila.<\/p><p>Ma sapete quante pratiche arrivano ogni mese alla Direzione generale delle pensioni? Dalle quindici alle venti mila, il che significa che il poco personale, pratico, valoroso, che si sobbarca ad una fatica quotidiana gravosa, deve provvedere all\u2019espletamento di queste pratiche, mentre restano inevase le altre cinquecentomila di cui ho parlato prima.<\/p><p>Si pu\u00f2 rimediare? S\u00ec, assumendo dell\u2019altro personale: \u00e8 una proposta concreta che faccio.<\/p><p>Io so che da quel banco era venuta una proposta che fu fermata da altri, per altre ragioni. Ma pensate, onorevoli signori del Governo e onorevoli colleghi, che con una spesa di settantacinque milioni, secondo i calcoli che sono stati fatti, assumendo un numero che varia da duecentocinquanta a trecento impiegati, in un anno si esaurirebbero tutte le pratiche di pensione inevase. E allora, spendiamoli questi settantacinque milioni! Se ne spendono tanti per tante altre ragioni, per cui voi non avrete motivo di invocare, come fate per questa, la bellezza, la santit\u00e0 del sacrificio. Orbene, per una cifra in fondo modesta che potrebbe ovviare a tanti inconvenienti, io penso e credo che il Governo vorr\u00e0 provvedere. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Desidero dire che un provvedimento per aumentare il numero degli impiegati addetti alla Direzione generale delle pensioni di guerra \u00e8 stato gi\u00e0 previsto, studiato e proposto, e dovr\u00e0 essere attuato celermente, sollecitamente, sicch\u00e9 questo che \u00e8 un voto dell\u2019onorevole interrogante, forma gi\u00e0 oggetto di un progetto che verr\u00e0 senz\u2019altro attuato. Sar\u00e0 cos\u00ec notevolmente aumentato il numero delle persone addette ai lavori a cottimo, perch\u00e9 sono convinto che con quel lavoro risolveremo gran parte del problema, il quale, nel suo contenuto pratico, per quelle che sono le cifre comunicate a me, precisamente dal direttore generale delle pensioni di guerra, non porta alla cifra di cinquecento mila accennata dall\u2019onorevole interrogante; perch\u00e9 i sono in istruttoria esattamente 387 mila domande. Vorrei quindi che non si diffondesse quella cifra di mezzo milione od oltre.<\/p><p>Per ciascuna di queste pratiche occorrono i fogli matricolari da parte del distretto militare, i documenti di stato civile da parte dei comuni, e il procurare tutti questi documenti importa una perdita di tempo, e soltanto la necessit\u00e0 di rinnovare le istanze presso ciascuno di questi uffici, e per ognuna delle 387 mila pratiche, significa che bisogna scrivere per una seconda volta 387 mila lettere. Di qui si comprende facilmente l\u2019unit\u00e0 di misura con cui si deve procedere in questo lavoro, e quindi le grandi difficolt\u00e0 che importa l\u2019istruttoria. Noi abbiamo fatto premura anche presso il Ministero della guerra, perch\u00e9 sia inviata ai distretti militari una circolare vivacissima in ordine al dovere e all\u2019obbligo morale e giuridico che hanno di corrispondere con la maggiore urgenza alle richieste degli Ispettorati generali per le pensioni di guerra. E cos\u00ec anche i comuni; ma spesso i documenti sono andati dispersi per vicende belliche.<\/p><p>Ad ogni modo, da parte nostra faremo tutto quanto \u00e8 necessario, perch\u00e9 queste giuste esigenze di tante famiglie che attendono con ansia la liquidazione delle pensioni di guerra siano sodisfatte. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Le seguenti interrogazioni sono rinviate su richiesta dei Ministri, assenti per ragioni di ufficio:<\/p><p>Monticelli, ai Ministri di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale e all\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, \u00abper sapere se risponde a verit\u00e0 quanto il giornale<em> Il Mattino dell\u2019Italia Centrale<\/em> ha pubblicato in merito al mancato versamento della somma di lire 342.300 da parte della cooperativa \u00abLa Rinascita\u00bb, di Grosseto, che, incaricata dalla Sepral di provvedere alla distribuzione ai vari comuni della provincia di 163 quintali di riso sequestrato il 12 febbraio 1946 dalla squadra annonaria, ne vers\u00f2 il ricavato l\u20198 agosto 1947, cio\u00e8 dopo oltre un anno e mezzo, quando gi\u00e0 era stata presentata denunzia per appropriazione indebita alla Procura della Repubblica di Novara. Per conoscere altres\u00ec quali provvedimenti si intendono adottare, anche da parte del Ministro del lavoro, verso la suddetta cooperativa\u00bb;<\/p><p>Monticelli, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e all\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, \u00abper sapere se risponda a verit\u00e0 quanto il giornale <em>II Mattino dell\u2019Italia Centrale<\/em> ha pubblicato in merito alla mancata distribuzione alle cooperative di consumo di 200 quintali di baccal\u00e0 salinato, assegnato dall\u2019Alto Commissariato per l\u2019alimentazione alla Federazione provinciale delle cooperative di Grosseto, e da questa rivenduto, a prezzo notevolmente maggiorato, ad una ditta di Fucecchio. In caso affermativo, quali provvedimenti intende prendere il Ministro del lavoro verso la Federazione delle cooperative di Grosseto\u00bb;<\/p><p>Nobile, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere quale ingegnere sia stato designato, ed in base a quali criteri, per i lavori relativi ai beni immobiliari di propriet\u00e0 dello Stato italiano in Varsavia\u00bb.<\/p><p>Data l\u2019ora tarda, le altre interrogazioni iscritte all\u2019ordine del giorno saranno svolte nella prossima seduta dedicata alle interrogazioni.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se il Governo intende o meno di emanare le disposizioni legislative che consentano alle cooperative, alle mutue e agli enti similari il ricupero dei beni di cui furono spogliati dal fascismo.<\/p><p>\u00abCanevari, Bocconi, Caporali, Ruggiero Carlo, Zanardi, Morini, Merighi, Tonello, Longhena, Treves, Filippini, Cairo, Piemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell\u2019interno e di grazia e giustizia, per sapere se credono dignitoso per il Governo e per l\u2019Assemblea Costituente mancare agli impegni precisi, pi\u00f9 volte assunti anche davanti all\u2019Assemblea stessa, di presentare il progetto di legge, relativo alla rivendica dei beni mobili e immobili, di enti e di privati, sottratti o dovuti cedere, durante il periodo fascista, con la violenza morale e materiale, ai legittimi proprietari, e se intanto non ritengano opportuno dare disposizioni perch\u00e9 siano sospesi provvedimenti esecutori in corso.<\/p><p>\u00abMacrelli, Zuccarini, Spallicci, Azzi, Sardiello, Chiostergi, Pacciardi, Magrini, Parri\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. <\/em>Il Governo risponder\u00e0 luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 anche pervenuta la seguente interrogazione urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se, come e quando intende risolvere la dolorosa situazione della Corte di appello delle Calabrie, nella quale mancano tre presidenti di sezione, tredici consiglieri; per cui il primo presidente \u00e8 costretto a presiedere le udienze penali; le udienze civili sono rinviate <em>sine die<\/em>; e ben 150 processi penali giacciono nella cancelleria della sezione istruttoria in attesa di essere definiti.<\/p><p>\u00abMancini\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere anche a questa interrogazione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ne dar\u00f2 comunicazione al Ministro competente, il quale far\u00e0 sapere quando intende rispondere.<\/p><p>SANSONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SANSONE. Ho presentato giorni fa una interrogazione al Ministro dei lavori pubblici riguardante la Mostra d\u2019oltremare di Napoli. Poich\u00e9 la interrogazione investe un termine che scade il 18 di questo mese, volevo pregare se fosse possibile che l\u2019interrogazione fosse posta all\u2019ordine del giorno prima di luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunicher\u00f2 al Ministro competente questo suo desiderio.<\/p><p>CANEVARI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANEVARI. Ho presentato al Ministro della pubblica istruzione una interrogazione sulle pensioni ai maestri elementari. Ho preso accordo a voce col Ministro di porre l\u2019interrogazione all\u2019ordine del giorno della prossima seduta, dedicata alle interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, interpeller\u00f2 in tal senso il Ministro competente.<\/p><p>PRESSINOTTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRESSINOTTI. Ho presentato una interrogazione riguardante il blocco dei fitti; data l\u2019importanza dell\u2019argomento, che \u00e8 sentito da tutto il Paese, pregherei che fosse posta all\u2019ordine del giorno prima di luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di comunicare le intenzioni del Governo al riguardo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Il Ministro Grassi risponder\u00e0 luned\u00ec prossimo, tanto non v\u2019\u00e8 motivo di urgenza poich\u00e9 il termine scade il 31 dicembre. Il Ministro Grassi sta raccogliendo i dati in modo da essere in grado di dare una risposta esauriente. Se dovesse rispondere domani, potrebbe dire soltanto che sta facendo indagini.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare nei confronti dell\u2019ufficiale comandante il servizio di polizia in Piazza Venezia la sera del 7 novembre, responsabile della brutale condotta degli agenti, i quali, senza nessuna ragione, si lanciavano contro i cittadini che, dopo la fine del comizio tenutosi alla Basilica di Massenzio, attraversavano pacificamente la piazza per fare ritorno alle loro case.<\/p><p>\u00abMinio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere con quali criteri il Comitato interministeriale dei prezzi ha concesso che il latte alla stalla venga portato da 28 lire a 45 lire il litro e quali sono i fattori che giustificano tale aumento.<\/p><p>\u00abVischioni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri di grazia e giustizia e del tesoro, per conoscere quali provvedimenti hanno adottato od intendano adottare a tutela dei diritti e dei legittimi interessi di alcuni magistrati dei gradi IV e V i quali, essendo addetti ad uffici giudiziari dell\u2019Alta Italia ed avendo raggiunto il limite di et\u00e0 nel periodo della guerra combattuta nell\u2019Italia centrale dopo la liberazione di Roma, vennero indistintamente collocati a riposo per il suddetto motivo dell\u2019et\u00e0, senza che potessero valutarsi, nei loro riguardi, le condizioni richieste per il loro trattenimento in servizio a norma della legge speciale 28 gennaio 1943, n. 33, e vennero poi, dopo la liberazione dell\u2019Alta Italia, richiamati in servizio come pensionati senza tenere nella giusta considerazione le circostanze: che, nel predetto periodo di guerra, gli stessi magistrati erano stati trattenuti in servizio dal Governo di fatto dell\u2019Alta Italia a norma della stessa legge sopracitata e che, dopo la liberazione dell\u2019Alta Italia il Governo militare alleato, avendo avuto comunicazione dei decreti di collocamento a riposo, aveva revocati tali decreti, trattenendo esso pure in servizio gli stessi magistrati, i quali, pertanto, avevano prestato continuo e ininterrotto servizio oltre il limite di et\u00e0.<\/p><p>\u00abBulloni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa (Aeronautica), per sapere perch\u00e9 gli ufficiali di complemento in servizio dai 1929 e successivi sino al 1944, richiamati per deficienza dei quadri, furono inviati in congedo senza nessun riconoscimento.<\/p><p>\u00abQuesti ufficiali, oltre ad avere servito con fedelt\u00e0 ed onore per parecchi lustri, sono quasi tutti ex combattenti della guerra 1915-18, nonch\u00e9 reduci dell\u2019ultima guerra e membri attivi del fronte clandestino di resistenza durante l\u2019occupazione nazi-fascista.<\/p><p>\u00abDato che quelli in servizio permanente effettivo, con anzianit\u00e0 di servizio talvolta inferiore, nella peggiore delle ipotesi, furono collocati nella forza assente in attesa di reimpiego con regolare stipendio ogni fine di mese e liberi di poter espletare mansioni rimunerative per proprio conto, si chiede per i suddetti ufficiali un atto di giustizia tendente a riconoscere giuridicamente il servizio da loro prestato sotto le armi, affinch\u00e9 a quelli che hanno raggiunto il ventesimo anno sa riconosciuto il diritto e trattamento di quiescenza: e a tutti gli altri, una indennit\u00e0 \u2013 <em>una tantum <\/em>\u2013 in ragione degli anni di servizio regolarmente prestati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBruni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se non ritenga opportuna l\u2019estensione dei benefici della legge 14 maggio 1946, n. 384, anche agli ufficiali inferiori, ad evitare che un ufficiale inferiore che non possa, per gravi ragioni, accettare un trasferimento, si trovi costretto alle dimissioni senza alcun trattamento economico, a differenza degli impiegati avventizi e degli ufficiali epurati per aver prestato servizio nell\u2019esercito repubblichino. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRossi Paolo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere cosa egli intenda fare per accelerare la elaborazione definitiva dello statuto e del regolamento democratici dell\u2019E.N.A.L., allo scopo di porre termine al pi\u00f9 presto, anche in questo Ente, agli inconvenienti del regime commissariale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGrieco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se ritiene opportuno estendere i benefici di cui al decreto del 28 agosto 1942, n. 1097 \u2013 con cui si offre la possibilit\u00e0 alle maestre supplenti, vedove di guerra, con tre anni di servizio, di essere assunte nel ruolo effettivo \u2013 alle maestre il cui marito sia stato dichiarato disperso od irreperibile in azione di guerra, e gi\u00e0 godenti di pensione privilegiata. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPreti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e del tesoro, per sapere se, m vista del maggiore ed importante lavoro ora affidato agli uffici distrettuali delle imposte dirette, non ritenga opportuno rivedere, per quelli dell\u2019Alta Italia, gli stanziamenti fatti per sopperire alle spese di riscaldamento dei locali. Specie per i nuovi delicati compiti connessi con l\u2019imposta patrimoniale straordinaria, si riterr\u00e0 certo opportuno evitare (in definitiva nell\u2019interesse stesso della Finanza) che i funzionari siano costretti a lavorare, a ricevere e discutere con i contribuenti in condizioni di disagio, come avviene quando il locale \u00e8 male e poco riscaldato. La lena ed il rendimento del lavoro non sono certo indipendenti dalle condizioni materiali in cui il funzionario deve svolgere la propria attivit\u00e0.<\/p><p>\u00abIn particolare, e come esempio, si rammentano le condizioni dell\u2019importante ufficio imposte dirette di Pavia, al quale, per l\u2019intero esercizio 1947-48 e per tutte le spese di ufficio, riscaldamento compreso, sarebbe stata assegnata la somma complessiva di lire 73.900. Tale ufficio si compone di 17 stanze e deve provvedere ad alimentare 16 stufe per circa 150 giorni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerreri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere quali siano le ragioni del differente trattamento relativamente alla corresponsione della razione viveri in natura od in contanti tra i sottufficiali dell\u2019Aeronautica militare non effettivamente impiegati, ma considerati in \u00abattesa di destinazione\u00bb e quelli della Marina militare, pure considerati nella medesima posizione.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 perch\u00e9 consta che, onde equiparare i sottufficiali dell\u2019Aeronautica a quelli della Marina militare (per i quali ultimi \u00e8 stata gi\u00e0 disposta la corresponsione viveri in natura od in contanti, a seconda se residenti in sede ove esistano magazzini viveri oppure in sedi ove tali magazzini non esistono), il Ministero della difesa (Aeronautica) aveva richiesto i fondi suppletivi al Ministero del tesoro, che, invece, ha stralciato la relativa voce obbiettando che a tale personale (cio\u00e8 a quello dell\u2019Aeronautica) non deve competere il trattamento di cui sopra.<\/p><p>\u00abOra, considerato il caso di una forte aliquota di sottufficiali dell\u2019Aviazione militare, trovantisi nella identica posizione dei sottufficiali della Marina militare, si ritiene che le disposizioni intese a regolare il trattamento economico ed amministrativo per i dipendenti della Marina debbono essere identiche \u2013 come per il passato \u2013 a quelle per i dipendenti dell\u2019Aviazione, perch\u00e9 se uno stato di disagio economico esiste per i primi, \u00e8 vero che lo stesso stato di disagio esiste per i secondi.<\/p><p>\u00abSi chiede pertanto che venga con urgenza esaminata la situazione dei sottufficiali dell\u2019Aviazione militare nella posizione di \u00abattesa di destinazione\u00bb e che venga quindi esteso a questi ultimi il trattamento che \u00e8 dovuto ai loro colleghi della Marina militare. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRognoni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno e l\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, per conoscere se non ritengano opportuno bandire subito i concorsi per primari, aiuti ed assistenti agli ospedali; ed ove seri impedimenti ostacolino questi bandi, se non ravvisino la necessit\u00e0 di concedere che le amministrazioni ospedaliere li bandiscano, secondo i loro regolamenti, limitatamente ad un biennio.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 toglierebbe il disordine ed il malcontento che regnano negli ospedali, dove sono vacanti migliaia di posti, coperti da incaricati, i quali attendono da anni l\u2019apertura dei concorsi; ci\u00f2 permetterebbe un\u2019ottima selezione di elementi capaci, che assicurerebbero il pieno funzionamento di tali istituti.<\/p><p>\u00abPoich\u00e9 altra volta l\u2019interrogante ha chiesto ed ha avuto promesse non mantenute, esprime il desiderio di una sollecita e precisa risposta scritta.<\/p><p>\u00abNon nasconde che numerose federazioni ospedaliere sono decise a bandire tali concorsi, ove non giunga una parola del Governo, che dichiari la ferma intenzione di accelerare il ritorno della normalit\u00e0 anche in questo campo assai delicato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLonghena\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.5.<\/p><p>Ordine dei giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11 e alle 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLXXXV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 10 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedo: Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Presidente Corbellini, Ministro dei trasporti Mancini Andreotti, Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri Nasi Giannini Labriola Schiavetti Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Tumminelli Sansone Petrilli, Sottosegretario di Stato per il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2315,2307,2390,2382,2351","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2295","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2295"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6415,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2295\/revisions\/6415"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2295"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}