{"id":2287,"date":"2023-09-17T15:46:13","date_gmt":"2023-09-17T13:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2287"},"modified":"2023-10-21T15:44:28","modified_gmt":"2023-10-21T13:44:28","slug":"pomeridiana-di-giovedi-6-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2287","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2287\" class=\"elementor elementor-2287\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1aee643 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1aee643\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-15ed6ba\" data-id=\"15ed6ba\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-41c2f09 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"41c2f09\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471106_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-079662a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"079662a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLXXXI.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Messaggio della Camera dei deputati peruviana:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risposte scritte ad interrogazioni:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione delia Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Turco<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Ciampitti<\/p><p><strong>Per la nomina di tre membri dell\u2019Alta Corte della Regione siciliana:<\/strong><\/p><p>Caronia<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>De Martino<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>La seduta comincia alle 16.5.<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p>RUGGIERO, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta pomeridiana del 30 ottobre.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Messaggio della Camera dei deputati peruviana.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono lieto di comunicare un messaggio inviatomi dal Presidente della Camera dei deputati del Per\u00f9, Fernando Leon de Vivero, in occasione della ricorrenza del 4 novembre:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati del Per\u00f9, nella ricorrenza dell\u2019anniversario della festa nazionale esprime \u2013 per il tramite della S.V. \u2013 al popolo ed al Governo italiano il suo cordiale saluto, formulando voti \u2013 in occasione di cos\u00ec grande data \u2013 perch\u00e9 i legami di amicizia che uniscono i nostri Paesi divengano ogni giorno pi\u00f9 stretti a garanzia della pace mondiale\u00bb.<\/p><p>Ho risposto al Presidente della Camera dei deputati del Per\u00f9, esprimendo il vivo compiacimento mio personale e dell\u2019Assemblea per questa manifestazione di solidariet\u00e0 e di Comprensione (<em>Vivi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso una domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Dugoni per il reato di cui all\u2019articolo 595 del Codice penale.<\/p><p>Sar\u00e0 inviata alla Commissione competente.<\/p><p>Risposte scritte a interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che i Ministri competenti hanno inviate risposte scritte a numerose interrogazioni presentate da vari deputati.<\/p><p>Saranno pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituirne della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: \u00abSeguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana\u00bb.<\/p><p>Dobbiamo iniziare oggi la discussione generale del Titolo IV, relativo alla Magistratura e del Titolo VI, relativo alle garanzie costituzionali, che come venne deciso dall\u2019Assemblea fin dall\u2019inizio, vengono dinanzi a noi abbinati.<\/p><p>Vorrei pregare gli onorevoli colleghi che si sono iscritti a parlare sulla discussione generale, ma che hanno contemporaneamente presentato emendamenti su singoli articoli, di volere svolgere nel corso del loro intervento anche gli emendamenti presentati.<\/p><p>In tal modo i loro discorsi avranno un riferimento concreto alla materia in esame, ed eviteremo anche di dare poi altro tempo per svolgere gli emendamenti.<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione generale. Il primo iscritto a parlare \u00e8 l\u2019onorevole Turco. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TURCO. Onorevoli colleghi, mi trovo oltre ogni mio desiderio, e, certo, oltre ogni mio merito, ad inaugurare la discussione generale su questa che \u00e8 praticamente la parte pi\u00f9 viva e interessante della nuova Costituzione: perch\u00e9 buona parte del popolo pu\u00f2 essere indifferente perfino per questa o per quella forma di Governo, pu\u00f2 sentire, o no, la grande riforma regionale; pu\u00f2 non essere molto preoccupata pel difficile dosaggio dei poteri del Capo dello Stato, e dalla pi\u00f9 o meno omogenea struttura dell\u2019Alta Corte Costituzionale, ecc.; ma tutti, dico tutti, hanno acutissimo ed immediato interesse alla pronta, retta e ferma amministrazione della giustizia, che assicuri la realizzazione effettiva della libert\u00e0 di tutti e dei diritti di ciascuno. Inutile ed ingombrante lavoro resterebbe quello sinora durato per individuare ed allargare la sfera della libert\u00e0 e del patrimonio giuridico di tutti i cittadini, qualora non riuscissimo ad organizzare per la vita pratica e mettere alla portata di tutti un istrumento vivo ed operante ed indipendente, che ne costituisca la permanente inflessibile garanzia.<\/p><p>Ora, io che sono fra i pochi superstiti di una remota generazione parlamentare che era, s\u00ec, di acuta sensibilit\u00e0 politica, ma assai meno della presente tecnicamente attrezzata al governo della sempre pi\u00f9 complessa vita sociale, avrei preferito restare in silenziosa, ma vigile considerazione della splendida giostra dottrinale, che ha saturato l\u2019attenzione di questa nobile Assemblea.<\/p><p>Senonch\u00e9, a un certo momento, tratto ad esprimere, improvvisamente, in sede direi incidentale, il mio avviso alla Commissione parlamentare, su di un tema particolare, sul quale si \u00e8 distillata e sedimentata l\u2019esperienza di un cinquantennio di esercizio non ignobile della mia professione, quello del magistero della giuria, ho creduto di dovere accettare ed eseguire il compito di portavoce all\u2019Assemblea della tendenza vigorosamente affermatasi nella Commissione, di contrasto irreducibile al ripristino della giuria, che ha imperversato troppo a lungo nelle aule giudiziarie, suggestionata sempre e spesso violentata dalla magniloquente ed inguaribilmente logorroica oratoria giudiziaria.<\/p><p>Cos\u00ec, iscrittomi per quella particolare discussione, per l\u2019automatico rimando ed abbinamento in questa sede alla discussione del tema generale della Magistratura, mi trovo a rappresentare modestamente la corrente, che troppo demagogicamente si vuol gabellare per antidemocratica, ma che \u00e8 invece ispirata a quel senso della realt\u00e0, che \u00e8 il grado pi\u00f9 elevato della matura sintesi mentale, e la matrice unica di ogni vero e stabile progresso civile.<\/p><p>Ma di ci\u00f2, a fra poco: perch\u00e9 non vorrei, affacciandomi alla soglia di questo poderoso argomento giurisdizionale, spingere il mio agnosticismo fino al punto di non avvistare, in rapida prospettiva, lo scontro vivace che in questo campo si \u00e8 determinato fra l\u2019istanza vigorosa, ma unilaterale, della Magistratura ed il sovrano criterio di superiore contemperanza e di equilibrio adottato dal progetto. Uno sguardo sintetico sul contrastato panorama di questo tema bisogna pur darlo, sia pure per inquadrarvi la tesi occasionale del mio discorso, che \u00e8 diretto precipuamente contro la giuria popolare.<\/p><p>Debbo preliminarmente dichiarare che io sono un fedele, convinto assertore dei meriti della Magistratura italiana, presa nel suo grande complesso. Spesso ho ammirato dell\u2019eroiche virt\u00f9; e quanto \u00e8 stato detto del francescanesimo dei magistrati non \u00e8 utopia. La Magistratura, nella sua enorme maggioranza, \u00e8 degna della sua funzione, ed \u00e8 proprio la radicata convinzione della necessit\u00e0 della unicit\u00e0, direi dell\u2019esclusivit\u00e0 di tale funzione da parte dei giudici ordinari, che mi ha mosso a parlare. Sono un amico, dunque; ne siano ben sicuri i Magistrati.<\/p><p>Ma agli amici bisogna saper dire la verit\u00e0, anche se sgradita e molesta: ed io dir\u00f2 subito, perci\u00f2, che la posizione presa, nel movimento ricostruttivo istituzionale, dalla classe dei Magistrati \u00e8 paradossale; e che nella gara delle istanze pi\u00f9 o meno legittime, che premono sulla suprema delle nostre crisi statali, \u00e8 antitetica e contradittoria.<\/p><p>Infatti, mentre la Magistratura reclama, ed a buon diritto, pel suo specifico settore della funzione giurisdizionale, la piena partecipazione \u2013 <em>par inter pares \u2013 <\/em>all\u2019esercizio della sovranit\u00e0; d\u2019altro canto, nella sua tesi estremista, tende a sottrarsi, con la richiesta di indipendenza integrale ed assoluta dell\u2019Ordine, a quella necessaria coordinazione, al collegamento con gli altri poteri sovrani, dalla cui armonica Collaborazione soltanto \u00e8 possibile ottenere l\u2019equilibrio e l\u2019organica efficienza del complesso delle funzioni statali.<\/p><p>ROMANO. L\u2019articolo 97 dice \u00abautonomo ed indipendente\u00bb. Se mai \u00e8 contradittorio il progetto.<\/p><p>TURCO. L\u2019onorevole Romano abbia la bont\u00e0 di ascoltare, perch\u00e9 io non sono affatto nemico della necessaria indipendenza della Magistratura, ma affermo che, se sovrano \u00e8 il popolo, nessun ordine pu\u00f2 sottrarsi al suo volere, al suo controllo.<\/p><p>Ma poich\u00e9 la espressione pi\u00f9 difetta ed immediata e periodicamente rinnovantesi della volont\u00e0 popolare \u00e8 il Parlamento, una assoluta indipendenza (e quindi disgiunzione) della Magistratura dal Parlamento e dal Governo, sua emanazione, significherebbe rendere indipendente l\u2019ordine giudiziario dalla stessa volont\u00e0 del popolo.<\/p><p>D\u2019altra parte, mentre la Magistratura si irrigidisce su questa posizione di punta (reclamando a corrispettivo del suo superdovere di garante delle elementari libert\u00e0 di tutti, il superdiritto ad una splendida isolazione nel campo della sovranit\u00e0, refrattaria ad ogni collegamento, ed aspirando perfino ad arbitrare la concorrente funzione degli altri poteri sovrani, col sostituire alla Corte Costituzionale il <em>diktat<\/em> del suo Consiglio Superiore), per converso, la Magistratura non esita ad adeguarsi, nei mezzi di reclamo e di rivendicazione, a tutte le varie categorie di prestatori di opere, rivendicando per s\u00e9 perfino il diritto di sciopero.<\/p><p>ROMANO. Io ho parlato sempre contro il diritto di sciopero.<\/p><p>TURCO. Ma noi non possiamo condividere la sua solidariet\u00e0 di casta, ed abbiamo il dovere, non solo della consapevolezza, ma anche della coraggiosa sincerit\u00e0.<\/p><p>Ma, insomma, non sente la Magistratura che la indipendenza reclamata \u00e8 un duro privilegio, che impone il coraggio di restare sola con se stessa, e che il superdiritto alla sovranit\u00e0 rende incompatibile la sua carenza in qualsiasi momento \u2013 come \u00e8 inconcepibile lo sciopero dello Stato. No: i poteri dello Stato non possono in nessun momento scioperare, senza stroncare l\u2019esistenza giuridica dell\u2019organizzazione statale!<\/p><p>Questa aspra posizione di antitesi \u00e8 stata felicemente superata dal compromesso fra l\u2019autonomia ed il controllo, adottato dal progetto, che implica:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) indipendenza del giudice s\u00ec, ed indipendenza integrale;<\/li><li><em>b<\/em>) ma indipendenza assoluta del potere giudiziario, no: nel senso che non si vuol creare un corpo chiuso ad ogni influenza della volont\u00e0 popolare esplicantesi attraverso l\u2019intervento dei rappresentanti diretti del popolo.<\/li><\/ol><p>Indipendenza del giudice, dunque: e sia indipendenza costituzionale, funzionale ed istituzionale, psicologica (per l\u2019inamovibilit\u00e0 dalla funzione e dalla sede) ed economica, con riguardo alla incompatibilit\u00e0 con qualsiasi forma di attivit\u00e0 economica. E su questo terreno, quando il principio fosse accettato, sarebbe agevole intendersi, anche in rapporto alle modifiche proposte circa il numero e la discriminazione dei membri politici del Consiglio Superiore, e con intesa che non si debba pi\u00f9 sentir parlare di politica giudiziaria, e di Ministero chiave, in rapporto alla gestione giurisdizionale.<\/p><p>Ma non basta: dev\u2019essere perentoriamente affermato il principio dell\u2019unicit\u00e0, della integrit\u00e0, e, quindi, dell\u2019esclusivit\u00e0 di tale funzione, che risponde all\u2019integrale fiducia che l\u2019Ordine merita e meriter\u00e0 sempre pi\u00f9 con l\u2019affinamento progressivo, merc\u00e9 la specializzazione della competenza tecnica e correlative funzioni.<\/p><p>L\u2019unicit\u00e0 importa che nuove giurisdizioni speciali (questa perniciosa crittogama della giustizia) non debbano essere instaurate, e che debbano, anche, essere prontamente eliminate tutte quelle che sono state create per circostanze contingenti e per fini politici.<\/p><p>La Corte Suprema ha espresso solennemente in proposito il suo parere, ed ha elencato tassativamente le sole giurisdizioni eccezionali ammissibili (Corte dei Conti, Consiglio di Stato, tutela giurisdizionale degli interessi legittimi) restituendo, quindi, al Magistrato ordinario l\u2019intera funzione giurisdizionale.<\/p><p>E l\u2019integrit\u00e0 importa sopra tutto, a mio avviso, che non sia strappato all\u2019ordinaria magistratura, sotto pretesto di utopie politiche ed umanitarie, il compito pi\u00f9 delicato e geloso \u2013 e della massima responsabilit\u00e0 \u2013 il governo della giustizia nella zona torrida dell\u2019alta criminalit\u00e0.<\/p><p>Ed eccomi, con questa considerazione di culminante interesse giuridico e sociale, entrato nella tesi specifica del mio intervento.<\/p><p>Proprio l\u00e0 dove incombe la suprema responsabilit\u00e0 del giudice, non pu\u00f2, non deve mancare il tranquillante corrispettivo della garanzia della competenza della superiorit\u00e0 morale, della vigilata e progressiva attitudine del giudicante!<\/p><p>Entrata di straforo, in occasione dell\u2019esame dei progetti Gullo per le norme complementari e la procedura del decreto legge 31 maggio 1946 sulla riforma della Corte di Assise, la questione del ripristino della giuria determin\u00f2 un immediato schieramento, pro e contro, ed io, di parte contraria, fui incaricato di redigere e redassi una relazione di minoranza, che fu onorata dalla sottoscrizione dei Commissari consenzienti.<\/p><p>Ma la vivace battaglia venne abilmente sopita in un prudente agnosticismo, poich\u00e9 si adott\u00f2 il criterio di rinviare, senza specifica pronuncia, collegando la questione al vaglio dell\u2019Assemblea in sede costituzionale. Ed \u00e8 in questa sede, dunque, ed in questo momento, che, nella modestia delle mie forze, adempio al mandato conferitomi.<\/p><p>La nostra tesi \u00e8 nitida e precisa: noi siamo contrari ad un istituto imperfetto ed imperfettibile, la cui riapparizione, se pu\u00f2 ritenersi giustificabile nel tempo e pel tempo di eccezionale, transitorio, arroventato clima politico nel quale riapparve, non pu\u00f2 essere accettata definitivamente, <em>sub specie aeternitatis<\/em>, sul piano tecnico costituzionale. Tutt\u2019al pi\u00f9, dovrebbe, secondo l\u2019ammonimento della Suprema Corte, rinviarsene, con l\u2019abolizione dell\u2019articolo 96, l\u2019esame nel futuro ordinamento giudiziario, poich\u00e9 non impegna una riforma di diritto sostanziale, ma soltanto una modifica processuale imposta dalla voce perentoria, inequivocabile dell\u2019esperienza.<\/p><p>Ma, prima di giustificare tale tesi, consentitemi di sbarazzarmi di un\u2019accusa pregiudiziale, che scaltramente ci si getta fra le gambe. Siamo reazionari noi nel contrastare non gi\u00e0 la partecipazione del popolo, ma la diretta partecipazione del popolo all\u2019amministrazione della giustizia? Siamo noi antidemocratici nel contrastare la partecipazione laica al governo della pesante giustizia criminale?<\/p><p>Qui, perdonatemi, \u00e8 necessario precisare, con una autocitazione: tengo a riprodurre testualmente il brano correlativo della mia abortita controrelazione:<\/p><p>\u00abNoi non disconveniamo affatto sulla necessit\u00e0 attuale ed imperiosa di democratizzare tutta l\u2019attivit\u00e0 statale; e siamo ben lungi dal non riconoscere esatto che la sovranit\u00e0 appartiene al popolo; e che, quindi, sia specifica espressione della sovranit\u00e0 popolare la funzione giurisdizionale. Tutto ci\u00f2 attiene all\u2019elemento fondamentale di un regime democratico, \u00e8 una vera e propria esigenza democratica.<\/p><p>\u00abMa riteniamo che operi soltanto un pregiudizio democratico nella pretesa della partecipazione diretta del popolo sovrano all\u2019amministrazione della giustizia, quando \u00e8 premessa la norma fondamentale che la sovranit\u00e0 si esercita nelle forme e nei limiti della costituzione, e che quella giurisdizionale (come quella amministrativa) non \u00e8 funzione originaria, ma derivata, ed \u00e8 esercitata in nome del popolo (art. 94) e che altre forme di sovranit\u00e0 \u2013 la legislativa, l\u2019esecutiva, ecc. \u2013 si esercitano dal popolo mediatamente ed indirettamente.<\/p><p>\u00abIl popolo esercita democraticamente la sua sovranit\u00e0, indirettamente, a mezzo degli organi che attingono origine, legittimit\u00e0 e potere dal popolo stesso organizzato a Stato. Cos\u00ec il popolo partecipa all\u2019amministrazione della giustizia mediante l\u2019organo della Magistratura, proposto nello stesso progetto come organo di designazione derivata dal popolo, autonomo ed indipendente, espresso e governato da un Consiglio Superiore, nel quale la voce e la volont\u00e0 della Nazione \u00e8 determinante e decisiva. Oggi, mediante la netta distinzione dei poteri dello Stato ed il concorso delle varie categorie sociali alla formazione delle leggi per mezzo dei loro rappresentanti, la coscienza morale e giuridica della collettivit\u00e0 si esprime nel momento legislativo. Al giudice resta soltanto il compito di applicare la legge\u00bb.<\/p><p>Potrei aggiungere che noi oramai siamo pervenuti ad una svolta del concetto di democrazia, che, slargandosi dal settore politico, va trasformandosi in democrazia sociale ed economica.<\/p><p>Comunque, anche a restar fermi al vecchio schema, \u00e8 troppo chiaro che noi, oppositori della giuria, non contrastiamo l\u2019esigenza democratica, ma soltanto un pregiudizio democratico, che \u00e8 costato troppo duro nel passato alla giustizia criminale.<\/p><p>Ma noi siamo tanto equanimi, dopo respinta la immeritata accusa, da ammettere e convenire che nelle speciali transitorie (oggi fortunatamente superate) circostanze politiche, sul piano della necessit\u00e0 di una drastica ritorsione politica, anche quello che era soltanto un pregiudizio democratico, potesse e dovesse avere diritto (precario) di cittadinanza legislativa, per dar la sensazione al popolo di volersi definitivamente cancellare, direi plasticamente e di impeto, ogni vestigio della combattuta, contraria ideologia.<\/p><p>Giacch\u00e9 noi abbiamo la serenit\u00e0 necessaria per riconoscere, sul piano storico, la ricorrenza e l\u2019irresistibilit\u00e0 del fenomeno del globale mimetismo, pel quale, in ogni crisi costituzionale, nel suo periodo parossistico di sovratensione politica, ogni manifestazione sociale si adegua e si colora della colorazione politica del momento critico che si attraversa.<\/p><p>Nella vita politica dei popoli, si nota un fenomeno ricorrente: quello dell\u2019inevitabile mimetismo che regola il ritmo della evoluzione legislativa, sul passo del progresso politico sociale nella storia di ciascun paese.<\/p><p>Inevitabile ed opportuna \u00e8 la uniforme colorazione, l\u2019adeguamento esageratamente formale di tutti gli istituti fondamentali dello Stato all\u2019accentuazione politica. \u00c8 la tendenza mitopeica che si sgancia ed opera, nel momento della febbre politica, e sommerge e colora l\u2019intera fenomenologia politico-sociale. Cos\u00ec abbiamo avuto, nella nostra crisi, la palingenesi democratica. Tutto per la e nella democrazia: niente al di fuori della democrazia. Ed allora si esagera: ma \u00e8 naturale, opportuna l\u2019esagerazione, purch\u00e9 temporanea, limitata al momento e pel momento di sovratensione politica transitoria.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 l\u2019onorevole Togliatti ha fatto bene, e non poteva far diversamente, nel periodo di estrema concitazione politica, quando gli si chiedeva da ogni lato l\u2019abolizione delle Sezioni Speciali delle Corti politiche, a ripristinare l\u2019istituto della giuria per quell\u2019arroventato clima politico.<\/p><p>Il fascismo \u2013 con la sua tendenza mitopeica dello Stato \u2013 non riconoscendo altra sovranit\u00e0 che quella dello Stato, non poteva tollerare che si contrapponesse, con la giuria, la giustizia del popolo a quella del Re.<\/p><p>Era ben naturale, che per necessaria, immediata ritorsione politica, l\u2019onorevole Togliatti, non riconoscendo altra sovranit\u00e0 che quella del popolo, affermasse anche nel piano tecnico la contrapposizione della giustizia popolare a quella dello Stato. Epper\u00f2 ristabil\u00ec con il decreto-legge 31 maggio 1945, n. 500, l\u2019organo della giuria come patentemente, immediatamente e direttamente rappresentativo della coscienza popolare, per dare la sensazione viva della unicit\u00e0 della sovranit\u00e0 del popolo, per dare la colorazione politica anche alla funzione giurisdizionale.<\/p><p>Ma ora che il turbine politico va, lentamente ma decisamente quetandosi, e noi legislatori siamo chiamati a fare opera duratura in una Costituzione rigida, come faremo a conservare ancora questo ibrido istituto, regalatoci dalla nostra inguaribile mania imitativa delle legislazioni straniere, a mantenerlo ancora nella nostra tradizionale, limpida e quadrata compagine legislativa?<\/p><p>Crollano i troni attorno a noi, o signori, tramontano vecchie e pur nobili ideologie, che hanno fatto le glorie dei secoli passati. Solo i giurati debbono permanere a perturbare sempre, con il loro <em>ictus<\/em> irragionato, incorreggibile ed irresponsabile il tremendo flusso della giustizia punitiva?<\/p><p>Noi, modestamente, ci opponiamo: e non tanto per ragioni di fideismo scientifico o per servaggio a pregiudiziali politiche, quanto per la costatazione realistica del bilancio fallimentare dell\u2019istituto della giuria al banco di prova dell\u2019esperienza. Gi\u00e0 al principio del secolo il nostro grande Alimena lo definiva \u00abl\u2019organo dell\u2019ordinamento giudiziario senza pace\u00bb.<\/p><p>E difatti \u00e8 riuscito a guadagnarsi, nel cinquantennio di sua vita funzionale, l\u2019ostilit\u00e0 decisa e quasi unanime della dottrina, dei tecnici, dei congressi. E la perturbazione era cos\u00ec progredita che, nella prassi giudiziaria, l\u2019opera del Supremo Collegio, pi\u00f9 che in un controllo di diritto si era dovuta trasformare in vero e proprio controllo di giustizia.<\/p><p>Per noi, che abbiamo lungamente vissuto l\u2019avventura giudiziaria dei giudici popolari, \u00e8 doverosa la testimonianza che il verdetto dei giurati, in buona met\u00e0 dei giudizi in Assise, quando non era il risultato di sopraffazione (o intellettuale o politica o, peggio, finanziaria), era semplicemente il risultato dell\u2019azzardo, pel meccanico sorteggio, di quei giudici improvvisati. Onde la coscienza pubblica s\u2019era da tempo orientata pi\u00f9 che verso la speranza, verso la sicura attesa dell\u2019estromissione definitiva del giur\u00ec dalla nostra legislazione. Perch\u00e9, ripeto, quello della giuria \u00e8 un istituto imperfetto ed imperfettibile. Infatti, due supreme facolt\u00e0 umane, antitetiche fra loro, ma egualmente indispensabili, dovrebbero concorrere alla formazione di un giudizio umanamente perfetto: la intuizione e la riflessione. Donde, due tendenze contrastanti: la commossa, spontanea reattivit\u00e0 al reato della coscienza popolare: \u00e8 la prima. La seconda \u00e8 l\u2019attento consapevole travaglio del senso critico del giudice esperto.<\/p><p>La prima sgorga dall\u2019irrazionale, impulsivo campo della emotivit\u00e0, ed \u00e8, qualche volta, divinatrice: arma prodigiosa, ma pericolosa, perch\u00e9 \u00abl\u2019affetto l\u2019intelletto lega\u00bb e trascina oltre e contro la volont\u00e0 della legge, e sbocca e non pu\u00f2 che sboccare in un enigmatico monosillabo incontrollato ed irretrattabile, donde la lunga teoria degli errori giudiziari, che di lagrime gronda e fa terrore.<\/p><p>La seconda, la riflessione, \u00e8 facolt\u00e0 raziocinante, detersiva di ogni contaminazione alogica o sentimentale, severa e sicura investigatrice della realt\u00e0 ontologica (esistenza del reato e individuazione dell\u2019autore) e della realt\u00e0 psicologica (colpevolezza e responsabilit\u00e0 anche in rapporto all\u2019alterazioni psichiche ed ai riflessi sociali) con pienezza di capacit\u00e0 di attenzione e di critica.<\/p><p>Questa sbocca in una pronuncia razionalizzata della motivazione, quindi controllabile e quindi riparabile; motivazione proporzionata all\u2019importanza della imputazione. Una giustizia, si \u00e8 detto, sottratta all\u2019obbligo della motivazione \u00e8 il sintomo di uno Stato in sfacelo.<\/p><p>Ora, come \u00e8 possibile contemperare queste due esigenze? E, nella impossibilit\u00e0, a quale delle due attenersi?<\/p><p>Noi optiamo decisamente per la seconda, perch\u00e9, mentre non \u00e8, quasi mai, da aspettarsi che il giur\u00ec improvvisi la competenza, l\u2019attitudine critica e la dirittura morale, doti del giudice togato, c\u2019\u00e8 da aspettarsi, invece, che il giudice togato, accortamente sollecitato, superi e vinca quella, che sotto il nome di deformazione professionale, gli si rimprovera come insensibilit\u00e0 al flusso della realt\u00e0 ed al ritmo palpitante della vita collettiva.<\/p><p>Non vi \u00e8 giudice che possa resistere allo squillante richiamo del sentimento e alla suggestione dell\u2019umana giustificazione dell\u2019episodio criminoso e delle sue correlazioni sociali e politiche: come non vi \u00e8 reato che, nel suo intrico psicologico, non abbia una piccola luce di umanit\u00e0, che, saputa scoprire e portare in primo piano, illumina tutto l\u2019orizzonte processuale e guida e sorregge il giudice attraverso le dighe e le precisazioni scientifiche del diritto.<\/p><p>Il problema definitivo da affrontare \u00e8 dunque, non gi\u00e0 quello di scegliere fra il giudice improvvisato ed irresponsabile, ed il giudice ordinario e responsabile: ma \u00e8 quello di arrivare, mediante gli opportuni ordinamenti, alla formazione di un giudice ordinario <em>compos<\/em>, sagace, addestrato, aggiornato nelle varie specializzazioni apprestate da tutte le scienze moderne: e di renderlo tetragono, nella sua coordinata indipendenza, al bisogno ed alle prepotenze.<\/p><p>E ad un giudice cos\u00ec fatto, che \u00e8 fortunatamente frequente, e pi\u00f9 lo sar\u00e0 nel prossimo avvenire, non bisogna negare la fiducia, e disautorarlo negandogli il compito pi\u00f9 grave ed essenziale della funzione giurisdizionale: quello di arginare le asprezze brutali della realt\u00e0 criminosa.<\/p><p>Voglio dirvi un\u2019ultima parola, o signori: una parola di vita palpitante di umana realt\u00e0.<\/p><p>I destini degli uomini sono imperscrutabili ed irreversibili. Niente pu\u00f2 mettere al sicuro il pi\u00f9 giusto, il pi\u00f9 puro, il pi\u00f9 forte degli uomini dal trovarsi impigliato, attore o vittima, in una macchinosa vicenda giudiziaria.<\/p><p>Quale giudice voi preferireste per la tutela della vostra libert\u00e0, del vostro onore, dell\u2019avvenire dei vostri figli: il giudice improvvisato ed irresponsabile, o il giudice conscio, esperto, addestrato, indipendente e responsabile?<\/p><p>Questa scelta, che impegna la vostra responsabilit\u00e0 di legislatori, voi dovete tradurre sulle tavole della Costituzione.<\/p><p>E se noi, accettando il sistema bicamerale, abbiamo rifiutato di credere all\u2019infallibilit\u00e0 di una intera Assemblea di ottimati: come possiamo credere al tab\u00f9 delle infallibilit\u00e0 di un manipolo raccogliticcio di giudici popolari? (<em>Applausi al centro \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Bozzi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Onorevoli colleghi, non mi intratterr\u00f2, come ha fatto l\u2019onorevole Turco, su un tema particolare, se pure di alta importanza, quale quello della giuria; ma cercher\u00f2 di dare uno sguardo panoramico ai Titoli del progetto, che sono all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Dico subito che sul tema trattato dall\u2019onorevole Turco io sono perfettamente d\u2019accordo con lui; tuttavia ritengo che il problema della giuria non debba essere risoluto in sede di Carta costituzionale, perch\u00e9 la giuria \u00e8 giudice ordinario e la questione se essa debba esistere o no e, eventualmente, con quali competenze e limitazioni \u00e8 questione da Codice di procedura penale o da legge sull\u2019ordinamento giudiziario, cos\u00ec come \u00e8 stato fino ad oggi.<\/p><p>Io vorrei, come dicevo, occuparmi del problema centrale, della indipendenza della Magistratura: tema di somma rilevanza, anche se la desolazione di questi banchi possa far pensare che non tutti la sentono. Tema che non interessa una particolare categoria di pubblici funzionari. Qui noi non stiamo ad esaminare lo stato giuridico ed economico dei magistrati, quasi essi reclamassero per se stessi speciali provvidenze, come un settore, il pi\u00f9 qualificato, il pi\u00f9 nobilmente qualificato, della vasta famiglia dei pubblici funzionari. Noi affrontiamo oggi uno dei problemi fondamentali in uno Stato democratico: il problema della giustizia, il problema della attuazione della legge; cosa che interessa tutti i cittadini, nei loro beni, nel loro onore. Perch\u00e9, amici e colleghi, sarebbe enunciazione puramente accademica l\u2019affermazione dei diritti di libert\u00e0, che noi abbiamo sancito nella prima parte di questa Carta costituzionale; sarebbe enunciazione accademica l\u2019allargamento della sfera dei diritti civili e politici del cittadino verso lo Stato, se nella Costituzione non forgiassimo in pari tempo uno strumento valido, che sapesse dare garanzia di questi beni a tutti i cittadini ed a ciascuno di essi, se occorre, anche contro lo Stato, quando lo Stato dei diritti e delle libert\u00e0 dei singoli si facesse violatore.<\/p><p>Io devo dire che vi \u00e8 oggi un diffuso stato d\u2019animo contro la Magistratura. Vorrei ricordare, quasi come attestazione autentica, le parole pronunziate in questa Assemblea da uno dei pi\u00f9 illustri giuristi viventi e membro autorevole dell\u2019Assemblea medesima, l\u2019onorevole Calamandrei, il quale, in sede di discussione generale sul progetto di Costituzione, ebbe a dire: \u00abIl Consiglio Superiore della Magistratura che, secondo il progetto proposto da me, avrebbe dovuto essere composto unicamente di magistrati eletti dalla stessa Magistratura, sar\u00e0 invece composto per met\u00e0 di elementi politici, eletti dagli organi legislativi. In realt\u00e0, chi ha impedito all\u2019auto-governo della Magistratura di affermarsi in pieno non sono stati tanto gli argomenti dei colleghi sostenitori dell\u2019opinione contraria, quanto \u00e8 stato Sua Eccellenza il procuratore generale Pilotti; la Magistratura deve ringraziare proprio lui dell\u2019ostilit\u00e0 con cui \u00e8 stata accolta, ecc., ecc.\u00bb.<\/p><p>Ora io, miei amici, non intendo \u2013 Dio me ne guardi! \u2013 rivangare qui il \u00abcaso Pilotti\u00bb. Mi piace soltanto ricordare quanto ha scritto uno spirito libero e arguto: che, se l\u2019atteggiamento del procuratore generale Pilotti, quell\u2019atteggiamento che \u00e8 stato criticato tanto duramente, fosse stato tenuto nei confronti, non gi\u00e0 del Presidente della Repubblica, ma, poniamo, onorevole Conti, di Umberto II, il repubblicano onorevole Calamandrei avrebbe, probabilmente, esaltato l\u2019indipendenza del magistrato, il quale&#8230;<\/p><p>RUGGIERO. Non l\u2019avrebbe fatto in quel caso.<\/p><p>BOZZI. &#8230;il quale, anche di fronte al re, sapeva tenere alta l\u2019indipendenza del potere che rappresentava. Di questo, adunque, non voglio parlare; mettiamo da parte gli argomenti contingenti, legati a situazioni di uomini, che passano. Altri argomenti, vorrei dire visti <em>sub specie aeternitatis<\/em>, noi dobbiamo tener presenti, perch\u00e9 ci guidino nello studio e nell\u2019elaborazione di questo tema fondamentale: l\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>La Magistratura \u2013 lo dico io che da essa provengo ed ancor oggi vesto la toga, ed appartengo idealmente alla magistratura per una lunga generazione di famiglia \u2013 in questi ultimi 25 anni, per chi ne guardi la complessiva attivit\u00e0 svolta, non merita forse n\u00e9 esaltazioni, spesso retoriche o demagogiche, ma nemmeno stroncature.<\/p><p>Rifacciamoci ai tempi, o signori. Vi sono state sentenze in cui evidentemente la bilancia ha pencolato sotto il peso della pressione politica; ma, nell\u2019insieme, la giustizia, special mente la giustizia resa dai piccoli, dai modesti magistrati, \u00e8 stata buona. Vorrei dire che, se vi \u00e8 stata qualche deviazione, non \u00e8 stata tanto nel non rendere giustizia in casi singoli, quanto in un atteggiamento generico, specialmente nella giurisprudenza della Corte di cassazione, in un atteggiamento generico che si potrebbe chiamare di conformismo. II giudice, cio\u00e8, ha cercato non tanto, come dovrebbe essere suo compito, di interpretare la legge, ma di indagare lo spirito del sistema politico, l\u2019indirizzo desiderato dal Governo, lo scopo politico-sociale che questo voleva fosse raggiunto. Potrei ricordarvi casi tipici: la giurisprudenza sulla clausola oro e sul potere liberatorio della moneta; alcune sentenze sul rapporto di impiego privato. La legge fu interpretata in un certo modo per conformarsi all\u2019indirizzo politico del regime.<\/p><p>D\u2019altra parte, o signori, se non sempre, la Magistratura \u00e8 apparsa a noi su quel piedistallo ideale sul quale la vorremmo sempre vedere, dobbiamo domandarci: non \u00e8 forse ci\u00f2 dipeso, sia pure in parte, dalla posizione di non assoluta indipendenza in cui essa era?<\/p><p>Dopo la caduta del fascismo la Magistratura ha ritrovato in pieno il suo antico spirito di indipendenza, che, credete a me, non viene tanto dalle formule della Costituzione, dalle norme dell\u2019ordinamento giudiziario, quando da un abito mentale e morale, che \u00e8 soprattutto il riflesso della situazione generale politica del Paese. In uno Stato libero la Magistratura \u00e8 libera, in uno Stato di servit\u00f9, la Magistratura non pu\u00f2 non essere serva, anche se lo Statuto la proclami sovrana e indipendente!<\/p><p>Lo so; in questi ultimi anni la Magistratura ha emanato sentenze molto criticate in sede politica; io non mi sentirei di sottoscrivere questa o quella; non dico come uomo politico, ma anche come giurista. Ma in questa grande crisi della legalit\u00e0 (perch\u00e9 oggi il fenomeno pi\u00f9 acuto e pi\u00f9 grave della nostra societ\u00e0 \u00e8 la crisi della legalit\u00e0), in questa profonda incertezza che ci travaglia, in questa fase di trapasso fra un mondo che non \u00e8 ancora del tutto tramontato ed un altro che si delinea e si va faticosamente formando, non pensate che questo complesso di fattori non potesse non ripercuotersi anche sugli organi che hanno il compito di attuare la legge? Incertezze, anche deviazioni forse, ve ne sono state. Ma a chi va attribuita la colpa? Tenete anche presente, o colleghi, che non tutte le leggi oggi sono tecnicamente perfette. La tecnica legislativa lascia molto a desiderare. Qui, pi\u00f9 volte, \u00e8 stata sollevata la questione dell\u2019applicazione dell\u2019ultimo decreto di amnistia. Bisogna riconoscere francamente che questo decreto tecnicamente non era ben fatto; e bisogna riconoscere che, perlomeno in gran parte, il giudice si \u00e8 trovato in difficolt\u00e0 obiettive di interpretazione, che hanno potuto dare luogo ad applicazioni che a volte son potute sembrare aberranti.<\/p><p>Ma, tutto questo \u00e8 ancora particolare. Noi oggi lavoriamo per creare il nuovo Stato, uno Stato di democrazia costituzionale. In questo Stato, quale \u00e8 la posizione che assegneremo alla Magistratura?<\/p><p>Io ricordo che nelle sedute della seconda Sezione della seconda Sottocommissione, presieduta dall\u2019illustre onorevole Conti, vi fu un argomento che si poneva sempre contro l\u2019indipendenza della Magistratura, un argomento del quale si fece paladino l\u2019onorevole Laconi: la Magistratura \u00e8 conservatrice e, quindi, reazionaria e retriva; bisogna, perci\u00f2, renderla pi\u00f9 diretta e genuina espressione del popolo, tenerla sotto il controllo del popolo, che \u00e8 l\u2019unico depositario della sovranit\u00e0. Ebbene, o signori, non vi meravigliate se io dico che la funzione della Magistratura, la funzione del giudice dev\u2019essere proprio funzione conservatrice; conservatrice non nel senso in cui si parla di conservatorismo sul piano politico, ma conservatrice nel senso di garanzia e di custodia dello Stato democratico e dell\u2019ordinamento giuridico.<\/p><p>Vediamo le cose pi\u00f9 da vicino. Quali sono le parti della politica, quali sono le parti della giustizia? La politica finisce il suo compito nel momento in cui si traduce nella legge; la politica esaurisce la sua funzione nell\u2019atto in cui crea la norma obiettiva che si inserisce nell\u2019ordinamento giuridico dello Stato. Questo \u00e8 il compito della politica; questa \u00e8 la funzione del popolo, se noi per popolo non intendiamo, con visione frammentaria che non \u00e8 democratica, questa o quella manifestazione espressa da questo o da quel partito, da questa o da quella categoria, ma intendiamo la riduzione di queste diverse manifestazioni nell\u2019unit\u00e0 dello Stato, che \u00e8 appunto la volont\u00e0 unica del popolo, che si manifesta nei modi previsti dalla Costituzione.<\/p><p>In un regime di democrazia costituzionale non pu\u00f2 esservi antitesi fra Stato e popolo.<\/p><p>Ora, se le parti della politica finiscono nell\u2019atto in cui si crea la legge, quale \u00e8 la funzione del giudice? La funzione di interpretare questa legge e di applicarla, funzione di conservare la legge, consacrazione della volont\u00e0 popolare. Se il giudice si facesse esso stesso legislatore, e volesse attuare la legge non secondo la lettera e lo spirito di essa, obiettivamente fissati, ma secondo i suggerimenti mutevoli della cosiddetta coscienza popolare, influenzati da fuggevoli maggioranze o da altro, allora non avremmo pi\u00f9 una societ\u00e0 civile regolata dalla legge, ma una societ\u00e0 regolata dal criterio del caso per caso, cio\u00e8 regolata dall\u2019arbitrio. Questa \u00e8 la funzione conservatrice, non nel senso retrivo, reazionario, del giudice. Volete cambiare la legge? Si aprono nuovi orizzonti o vi \u00e8 un impeto di nuove correnti sociali? Non \u00e8 compito del giudice di tradurle in atto, se prima il legislatore non le abbia elevate a norma di diritto. Il giudice ha un solo dovere: di conservare, applicandolo, l\u2019ordinamento giuridico creato dal popolo. Questa \u00e8 democrazia sana e costituzionale.<\/p><p>E, badate, la funzione del giudice \u00e8 vincolata, perch\u00e9 egli non \u00e8 nemmeno libero di interpretare (amico Persico, sento sottovoce le tue critiche) la legge come vuole. Il legislatore interviene e regola e detta esso stesso le norme, onde la interpretazione della legge deve avvenire.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 quindi nessun campo di arbitrio del giudice: la stessa legge d\u00e0 le norme di interpretazione; il giudice svolge un\u2019attivit\u00e0 vincolata dallo stesso legislatore.<\/p><p>L\u2019onorevole Turco, nel suo discorso di poco fa, \u00e8 caduto in una certa contradizione, perch\u00e9 ha esaltato l\u2019indipendenza del giudice, ma ha criticato l\u2019indipendenza assoluta dell\u2019Ordine giudiziario, come se l\u2019indipendenza del giudice si potesse realizzare del tutto al di fuori della Magistratura, cio\u00e8 del complesso di organi in cui il giudice si inserisce, indipendente. Egli \u00e8 per la semiindipendenza; il che vale tanto quanto dire per la non indipendenza. Ora, la indipendenza della Magistratura e del giudice \u00e8 un problema gi\u00e0 risolto dal popolo nell\u2019atto in cui esso si d\u00e0 una Costituzione di democrazia costituzionale.<\/p><p>Ma, che cosa significa indipendenza? Indipendenza, di chi? Indipendenza da che? Secondo me, il problema fondamentale \u00e8 l\u2019indipendenza del giudice, l\u2019indipendenza del singolo giudice che <em>dicit jus<\/em> ed applica alla fattispecie concreta la norma astratta di legge, che compie \u2013 avvicinandosi in qualche momento veramente alla divinit\u00e0 \u2013 la difficile funzione di giudicare il suo simile, di condannarlo o di assolverlo, del giudice che risolve i conflitti patrimoniali, del giudice che reintegra sempre il diritto offeso, anche contro lo Stato.<\/p><p>Indipendenza del giudice, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante, credete a me; indipendenza che si deve realizzare (ed \u00e8 questo un punto che vorrei richiamare alla vostra particolare attenzione) non solo nei confronti del potere esecutivo e del potere legislativo, ma si deve realizzare anche nei confronti della gerarchia interna giudiziaria. Questo \u00e8 un aspetto sul quale, forse, l\u2019attenzione non \u00e8 stata a sufficienza portata: indipendenza anche dai superiori. Il magistrato non deve avere superiori, nel senso gerarchico della parola; egli deve ubbidire soltanto alla propria coscienza e alla legge. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Al disopra, non vi deve essere gerarchia; e questo punto \u00e8, con solennit\u00e0, affermato nella Costituzione.<\/p><p>Ma noi dobbiamo far s\u00ec che la formula abbia contenuto e che l\u2019affermazione di indipendenza istituzionale diventi norma di vita, si inserisca <em>in interiore homine<\/em>.<\/p><p>Vedete: io vi dir\u00f2 cose che possono sembrare meschine; ma, secondo me, che sono vissuto nell\u2019ambiente e ne conosco un po\u2019 da vicino gli uomini, esse hanno importanza notevole, forse maggiore di tante formule che sono inserite nel progetto. V\u2019\u00e8 un complesso di motivi, economici, psicologici, a volte anche di vanit\u00e0, che influiscono sulla coscienza o, senza affiorare nella coscienza, sul subcosciente del giudice. Che \u00e8 un uomo, vive nella vita, sente le influenze della societ\u00e0. Vorremo isolarlo, metterlo sotto una campana pneumatica? \u00c8 una cosa difficile, anzi impossibile. Ma qualche cosa si pu\u00f2 e si deve fare: smorzare, diminuire quelli che sono i motivi che, in base all\u2019esperienza, noi sappiamo pi\u00f9 direttamente e pi\u00f9 profondamente incidono nell\u2019anima del magistrato.<\/p><p>Non crediate che dica cosa miserevole; ma quando io sostengo che il magistrato non deve avere onorificenze, io lo sottraggo ad uno dei motivi che l\u2019esperienza ha dimostrato avere maggiore influenza su di lui. Ormai noi, indirettamente, abbiamo affermato che la Repubblica distribuir\u00e0 onorificenze.<\/p><p>NITTI. Spero di no!<\/p><p>BOZZI. I magistrati non devono avere onorificenze: il giudice che non si \u00e8 mai venduto per denaro, non si vender\u00e0 nemmeno per le onorificenze.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ma s\u2019imboscher\u00e0 nei Ministeri!<\/p><p>BOZZI. Ma credete a me che l\u2019idea della commenda \u2013 ieri della corona d\u2019Italia, domani della Repubblica, non so quale nome avr\u00e0 \u2013 esercita grande seduzione su molti. I giudici vivono in povert\u00e0 e in onest\u00e0; amano queste chincaglierie, come le chiamava un alto magistrato a me molto caro. E pur di averle non esitano a fare anticamera nei Gabinetti dei Ministri. Ma poi v\u2019\u00e8 l\u2019esame comparativo con il collega che \u00e8 commendatore ed \u00e8 meno anziano o, peggio ancora, v\u2019\u00e8 il caso del presidente che \u00e8 cavaliere e del giudice che \u00e8 commendatore!&#8230; Tutto questo complesso di inferiorit\u00e0 crea una situazione psicologica di disagio, di difficolt\u00e0, di indebolimento di quello stato di serenit\u00e0 per cui il giudice si deve sentire pago soltanto della nobile missione che a lui \u00e8 affidata: difficile privilegio che gli deve saper dare l\u2019amore di vivere solo con se stesso.<\/p><p>Ma vi sono problemi pi\u00f9 sostanziali, come quello dell\u2019iscrizione ai partiti politici. Noi abbiamo combattuto, in sede di seconda Sottosezione, una battaglia e abbiamo affermato nel progetto, che il giudice non deve essere iscritto a partiti politici, n\u00e9 ad associazioni segrete.<\/p><p>Ma si obietta: il giudice non pu\u00f2 forse avere una sua opinione politica? Certo che la deve avere; ma lo <em>status<\/em> di iscritto, di gregario e, peggio, di capo, di esponente di un partilo, oggi che i partiti, per intrinseca necessit\u00e0, si vanno sempre pi\u00f9 organizzando su un piano di rigida disciplina e di gerarchia, \u00e8 indubbio che potrebbe esercitare sulla sua coscienza o sulla sua subcoscienza un\u2019innegabile influenza. E quando anche il giudice riuscisse a rendersi immune, con la sua dirittura, da simili debolezze, chi potrebbe mai togliere il dubbio, il sospetto alla pubblica opinione che il magistrato, in quella o in quell\u2019altra controversia, si sia regolato in quel modo e non in altro perch\u00e9 l\u2019imputato o la parte era di quel certo partito e non di altro?<\/p><p>Onorevoli colleghi! Noi dobbiamo circondare del pi\u00f9 grande prestigio la figura del magistrato e dobbiamo eliminare tutte le cause che, sia pure ingiustamente, possano dar motivo a sospetti o a riserve, che non ferirebbero il singolo, ma l\u2019istituto in se stesso.<\/p><p>V\u2019\u00e8 poi un altro problema che sono costretto ad indicarvi usando un\u2019espressione assai brutta: bisogna \u00absburocratizzare\u00bb la Magistratura. Bisogna sburocratizzarla non solo nei confronti degli altri impiegati dello Stato, perch\u00e9 il giudice \u00e8 lo Stato in una delle manifestazioni della sua sovranit\u00e0, \u00e8 la legge vivente; ma bisogna sburocratizzarla anche nei riguardi dell\u2019interna organizzazione. Dovr\u00e0 dunque cadere la gerarchia interna, nel senso che non vi dovranno esser gradi, ma distinzioni di funzioni.<\/p><p>Oggi avviene invece purtroppo che i giudici sentano notevolmente l\u2019influenza del loro presidente, del \u00abcapo\u00bb, come usa dire. Il Codice di procedura stabilisce, ad esempio, che il presidente, nella sua qualit\u00e0 di anziano, deve votare per ultimo: \u00e8 il <em>primus inter pares<\/em>. Tutti sanno che ci\u00f2 invece non avviene, o avviene di rado. Il presidente dice per primo la sua opinione e questo naturalmente pone il giudice di grado inferiore in una situazione di disagio.<\/p><p>Onorevoli colleghi, bisogna davvero che l\u2019uomo, in certi momenti, attinga una forza quasi divina per resistere anche al suo superiore; e noi non possiamo sempre pretendere dal giudice, che \u00e8 uomo, manifestazioni di questa forza.<\/p><p>Perci\u00f2 sar\u00e0 anche necessario che la progressione in carriera sia, di regola, affidata a criteri obiettivi; ai concorsi, soprattutto.<\/p><p>Ma vi \u00e8 poi anche un\u2019altra questione: quella cui accennava poc\u2019anzi l\u2019amico Musotto: l\u2019imboscamento dei giudici! Non c\u2019\u00e8 stato mai Guardasigilli il quale sia stato capace di condurre a termine questa grande operazione chirurgica, di riportare i giudici, tutti i giudici, nelle preture, nei tribunali, nei processi, nelle corti. I giudici non sempre amano di fare i giudici!<\/p><p>Preferiscono i Ministeri, i Gabinetti, le Segreterie particolari. Ci sono Magistrati che sono arrivati in Cassazione dopo anni ed anni di codesta diserzione! Tutti si lamentano che i giudici sono pochi; mi duole che non sia qui il Guardasigilli: io dico che i giudici sono sufficienti. Gi\u00e0 molte funzioni nella riforma dell\u2019ordinamento giudiziario potranno essere tolte ai giudici e date ad altri funzionari; ma io vorrei che, costituzionalmente, si fissasse questo principio fondamentale: che il giudice non deve essere distolto dalla sua funzione, che \u00e8 quella di render giustizia. Non giudici nei Gabinetti dei Ministri, non giudici nelle Commissioni, non giudici che \u2013 ahim\u00e8! \u2013, alle volte sospinti dalle necessit\u00e0, elemosinino di far parte di questa o di quella Commissione di esame, di questa o di quella Commissione per lo studio di un determinato progetto, di questo o quel Consiglio. Dico, ahim\u00e8 sospinti dalla necessit\u00e0, perch\u00e9 le loro condizioni economiche sono di povert\u00e0: di povert\u00e0 che dev\u2019essere, per la dignit\u00e0 della funzione, dissimulata. Questo veramente sar\u00e0 uno dei punti pi\u00f9 fondamentali nella riforma che noi tentiamo di dare all\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><p>Ma tutto questo non \u00e8 sufficiente, onorevole Turco, perch\u00e9 il magistrato si inserisce in una organizzazione, fa parte di un potere, che \u00e8 sovrano.<\/p><p>Qual \u00e8 il posto che noi daremo a quello che, con frase non del tutto felice, anzi, non propria secondo il mio punto di vista, \u00e8 chiamato ancora \u00abOrdine giudiziario?\u00bb. Quale \u00e8 l\u2019indipendenza, per usare un\u2019espressione tecnica, l\u2019indipendenza funzionale di questo cosiddetto Ordine giudiziario? Dico espressione non felice, perch\u00e9 \u00e8 tolta di peso dallo Statuto albertino, per il quale \u2013 residuo di una mentalit\u00e0 proveniente dalla Rivoluzione francese, che vedeva i tribunali con molto sfavore \u2013 la funzione della giustizia era quasi una funzione delegata, delegata dal sovrano. Poi, con l\u2019evolvere dei tempi, mutarono le cose, ma l\u2019impostazione originaria era questa: si parlava di potere legislativo e di potere esecutivo, ma non di potere giudiziario, ma di Ordine giudiziario, perch\u00e9 si considerava la giustizia come delegata dal re; diversamente da quanto gi\u00e0, per esempio, aveva fatto, con una maggiore larghezza di impostazione, lo Statuto belga del 1831, che parlava di potere giudiziario. Noi abbiamo mantenuto questa frase quasi per paura di usare la parola potere. Ebbene, il potere giudiziario \u00e8 un potere dello Stato, perch\u00e9 \u00e8 una manifestazione della sovranit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>Come \u00e8 stata garantita l\u2019indipendenza funzionale dell\u2019Ordine giudiziario? Non bene. Si \u00e8 fatto un tentativo; il progetto si \u00e8 fermato a met\u00e0, un po\u2019 per preoccupazioni del tipo \u00abcaso Pilotti\u00bb, un po\u2019 per motivi di diverso genere, pi\u00f9 profondi, inerenti a una visione politica che io non condivido. In fondo, il progetto dice questo: l\u2019autogoverno della Magistratura \u00e8 affidato alla stessa Magistratura.<\/p><p>Qui bisogna intendersi. Che cosa \u00e8 questo autogoverno che mette tanta paura a qualcuno? Ma, signori, non \u00e8 gi\u00e0 che al Consiglio superiore della Magistratura si dia \u2013 come taluno forse crede e come taluno ha sostenuto \u2013 la potest\u00e0 di dettarsi esso stesso le leggi della sua vita. Ma no! Molti credono che l\u2019autogoverno significhi questo: che il Consiglio superiore della Magistratura sia un potere legiferante.<\/p><p>L\u2019autonomia qui \u00e8 intesa in senso non tecnico; \u00e8 soltanto una potest\u00e0 amministrativa. \u00c8 questo il punto che voglio sottoporre alta vostra attenzione. L\u2019accordo che molti ritengono (ed io per primo fra questi) necessario fra potere giudiziario e potere legislativo, ha gi\u00e0 la sua prima realizzazione in ci\u00f2: \u00e8 il Parlamento, ossia il potere legislativo, che detta la legge fondamentale della Magistratura, l\u2019ordinamento giudiziario. Insomma, il Consiglio superiore non \u00e8 <em>legibus solutus<\/em>, \u00e8 un organo di amministrazione. Si \u00e8 voluto dire: l\u2019amministrazione della magistratura, anzich\u00e9 affidarla al Ministero della giustizia, al potere esecutivo, l\u2019affidiamo ai magistrati medesimi. Ma amministrazione che si muove nei limiti e nello spirito della legge che fa il Parlamento.<\/p><p>Ed ecco, vedete, il primo raccordo fondamentale: la Magistratura vive sulla base e in conformit\u00e0 della legge che fa il Parlamento. Siamo in regime di democrazia costituzionale. La Magistratura, potere dello Stato, si amministra da s\u00e9, come il Parlamento o, per fare altri esempi, come la Corte dei conti, istituto paraparlamentare. Lo <em>status<\/em> dei magistrati, l\u2019assunzione in carriera, le promozioni, i trasferimenti da sede a sede, i passaggi da funzione a funzione, tutto quel complesso di attivit\u00e0, che si designa come governo e disciplina della Magistratura, \u00e8 affidato alla Magistratura medesima.<\/p><p>Ma l\u2019organo di amministrazione \u00e8 inadeguato. Come \u00e8 composto? Del Presidente della Repubblica, che lo presiede, e di due vicepresidenti: uno di diritto, il primo presidente della Corte di cassazione, l\u2019altro eletto dall\u2019Assemblea; e poi di un numero di membri, met\u00e0 eletti dagli stessi magistrati, in categorie determinate dalla legge, met\u00e0 eletti dall\u2019Assemblea Nazionale, cio\u00e8 dalle due Camere riunite.<\/p><p>Io non ho niente da obiettare circa la presidenza del Presidente della Repubblica; \u00e8 il sistema della Costituzione francese. Il Presidente della Repubblica, che \u00e8 capo del potere esecutivo, che noi abbiamo voluto non fosse mantenuto del tutto estraneo al potere legislativo; partecipa anche alla vita della Magistratura, del terzo potere dello Stato. D\u00e0 decoro e lustro all\u2019organo, e riafferma l\u2019unit\u00e0 dello Stato, che in lui si impersona.<\/p><p>Comunque, \u00e8 qui da sottolineare che il Presidente della Repubblica interviene nell\u2019organo di autogoverno in quella forma che l\u2019amico Domined\u00f2 direbbe \u00abin via di prerogativa\u00bb, perch\u00e9 certamente i suoi atti non sono garantiti dalla responsabilit\u00e0 governativa; d\u2019altra parte non ve ne sarebbe bisogno, perch\u00e9, partecipando il Presidente della Repubblica ad un organo collegiale, non ha risalto individuale la manifestazione della sua volont\u00e0, che concorre a formare, assieme a quella degli altri membri, la volont\u00e0 unitaria del collegio.<\/p><p>Poi vi sono due vicepresidenti. Ma che cosa significano due vicepresidenti? Noi dobbiamo pensare che, di fatto, il Presidente della Repubblica non potr\u00e0 intervenire nel normale svolgimento della vita del Consiglio superiore della Magistratura. Come si divideranno i compiti questi due vicepresidenti, l\u2019uno tecnico, l\u2019altro politico? E non sente ognuno come i componenti politici potranno essere in conflitto, se non permanente, frequente con i membri tecnici? La politica far\u00e0 come il lupo: <em>superior stabat lupus<\/em>!&#8230;<\/p><p>Io credo che se non vogliamo creare un regime di semi-indipendenza (la peggiore delle soluzioni), bisogna far s\u00ec che il Consiglio superiore della Magistratura sia composto esclusivamente di magistrati.<\/p><p>Io sento le obiezioni, sento l\u2019eco viva delle obiezioni fatte in sede di Sottocommissione, sento adesso le critiche e le riserve mosse dall\u2019onorevole Turco. Vi sono frasi che hanno fortuna. Una \u00e8 questa: la Magistratura pu\u00f2 diventare una \u00abcasta\u00bb, una casta che si pu\u00f2 porre fuori dello Stato, domani contro lo Stato; pu\u00f2 perfino disapplicare, come sussurrava or ora, impaurito quasi, l\u2019onorevole Ruggiero, le leggi dello Stato. L\u2019onorevole Ruini teme una forma di \u00abmandarinato\u00bb. Ma veramente vogliamo discutere di questo? Per il fatto che si crea il Consiglio superiore della Magistratura, che gi\u00e0 esiste, al quale il Guardasigilli onorevole Togliatti dette una configurazione veramente democratica con la legge del maggio 1946, perch\u00e9 si d\u00e0 vita a quest\u2019organo, prenderebbe forma concreta il pericolo che il magistrato possa rifiutarsi di applicare la legge! Ma perch\u00e9 questo non pu\u00f2 avvenire anche oggi? Ma le leggi le applica il Consiglio superiore o le applicano i singoli collegi, i singoli giudici? Temete, per caso, che il Consiglio possa dettare norme circa l\u2019interpretazione e l\u2019applicazione della legge? E non protestate quando ci\u00f2 vien fatto dal potere esecutivo!<\/p><p>Se, onorevole Ruggiero, dovesse avvenire ci\u00f2 che lei teme, vorrebbe dire che si avrebbe lo sfacelo dello Stato. Se noi possiamo credere come veramente realizzabile l\u2019ipotesi che i magistrati ad un bel momento non applichino le leggi dello Stato, allora lo Stato \u00e8 in frantumi. Non \u00e8 pi\u00f9 questione di Costituzione. Siamo veramente nella notte, nelle tenebre pi\u00f9 profonde. Ma di contro a questo pericolo immaginario noi abbiamo il grande vantaggio, certo, di avere veramente una Magistratura indipendente dal potere esecutivo e quindi quelle garanzie, che io ho detto individuali, acquistano maggiore rilievo per il fatto che vi \u00e8 la coindipendenza costituzionale dell\u2019organo.<\/p><p>La funzione giurisdizionale non \u00e8 <em>super partes<\/em>, \u00e8 al di fuori delle parti. Il potere che la esercita non pu\u00f2 non essere indipendente in senso assoluto.<\/p><p>Il magistrato che elegge esso stesso il Consiglio che dovr\u00e0 amministrare il suo stato giuridico, la sua vita di funzionario, si sente maggiormente garantito, non ha bisogno di ricorrere al Ministro Tizio o al Ministro Caio.<\/p><p>Ma ritorno a un tema al quale ho dianzi fatto riferimento: il collegamento con gli altri poteri dello Stato. Ci deve essere e si attua per due forme, per due raccordi. Uno \u00e8 quello che ho indicato dianzi: la legge sull\u2019ordinamento giudiziario che \u00e8 fatta dal Parlamento; quindi una influenza, dir\u00f2 cos\u00ec, preventiva, esercita l\u2019organo rappresentativo della volont\u00e0 popolare sulla vita della Magistratura, fissando i limiti della potest\u00e0 di amministrazione del Consiglio superiore e la vita stessa della Magistratura come ordine. Il secondo raccordo \u00e8 il Ministro della giustizia. Il Ministro della giustizia non deve scomparire (\u00e8 detto nel progetto); il Ministro della giustizia ha una serie di compiti vastissimi. Gi\u00e0 dovrebbero tornare alla sua competenza gli affari di culto, ma poi ha tutte le questioni professionali, gli ausiliari della Magistratura, del giudice (cancellieri, ufficiali giudiziari), materia che va trattata in perfetto accordo con il Consiglio superiore perch\u00e9 i giudici non funzionano se non funzionano bene i cancellieri e gli ufficiali giudiziari. Non solo, ma il Consiglio superiore della Magistratura, nella mia concezione, deve essere un organo soltanto deliberante; guai se diventasse esso stesso un Ministero; guai se trasferissimo il Ministero da Via Arenula a Piazza Cavour: sarebbe la stessa situazione, forse peggiore.<\/p><p>L\u2019amministrazione, come parte di preparazione e poi di esecuzione dei provvedimenti, dovrebbe restare al Ministero di grazia e giustizia. Il Consiglio superiore \u00e8 organo deliberante, che dice la sua parola definitiva nella materia dello <em>status<\/em> dei giudici, (Pubblico ministero compreso) sottraendola per sempre all\u2019influenza del Ministro, del potere esecutivo. Il Ministro, poi, che acquister\u00e0 il maggiore rilievo costituzionale di Guardasigilli, risponder\u00e0 al Parlamento del buon andamento dell\u2019amministrazione della giustizia.<\/p><p>Egli avr\u00e0 il potere di promuovere l\u2019azione disciplinare contro i magistrati, e giudicher\u00e0 su questa azione la sezione che sar\u00e0 designata dal Consiglio superiore della Magistratura con potest\u00e0 giurisdizionale, cos\u00ec come \u00e8 detto nella legge Togliatti del 1946.<\/p><p>Quindi voi vedete che questa possibilit\u00e0 di casta chiusa fuori e contro lo Stato non esiste. \u00c8 una ipotesi irreale, che non pu\u00f2 essere nemmeno addotta come argomento polemico. Si infrange da se stessa. Io quindi credo, senza entrare in particolari, che noi dobbiamo dare alla Magistratura questa indipendenza con coscienza tranquilla, sicuri che la Magistratura sapr\u00e0 adempiere al difficile compito.<\/p><p>Ma, prima di terminare, volevo accennare a due altri punti, rapidissimamente.<\/p><p>Il sistema creato colloca l\u2019Ordine giudiziario in una posizione che non \u00e8 costituzionalmente appropriata. Dico, soprattutto, con riferimento alla Corte costituzionale. Noi abbiamo creato una Costituzione rigida. Nessuno ne ha mai discusso <em>ex professo<\/em>, ma si d\u00e0 da tutti per ammesso che la Costituzione debba essere rigida, e sar\u00e0 rigida. Quindi, necessit\u00e0 di un organo che compia il sindacato sulla costituzionalit\u00e0 intrinseca della legge. Quale deve essere questo organo? Badate che qui siamo di fronte a uno dei problemi pi\u00f9 importanti di tutta la Costituzione.<\/p><p>Io vi dico che ho molto riflettuto. Io ho partecipato alla formazione di questa parte del progetto, ma ho riesaminato tutti gli aspetti e tutte le soluzioni, e devo onestamente dirvi che la soluzione adottata non mi sodisfa. Noi abbiamo creato una Corte costituzionale che \u00e8 un organo politico, che \u00e8 un super Parlamento. Questo \u00e8 estremamente pericoloso. Se, per ipotesi, la maggioranza del Parlamento, messasi sul piano inclinato della dittatura, vota una legge contro la Costituzione, noi non avremo la possibilit\u00e0 che la Corte dichiari l\u2019incostituzionalit\u00e0 della legge, perch\u00e9 il Parlamento stesso forma la Corte costituzionale, e quindi l\u2019elemento politico della maggioranza sar\u00e0 presente anche in sede di Corte costituzionale. Noi sconvolgiamo tutto il sistema che vogliamo creare, non so se consapevolmente o inconsapevolmente. Questo \u00e8 estremamente pericoloso. La Corte costituzionale deve essere un organo strettamente giurisdizionale, non organo politico; deve compiere un procedimento logico di accertamento: esaminare se la norma corrisponda o no, violi o no la Costituzione \u00e8 un\u2019opera che deve essere rimandata ai tecnici dell\u2019amministrazione della giustizia, ordinaria e speciale. Vogliamo creare un organo a s\u00e9 e non affidarlo alla Corte di cassazione. Va bene. Comunque, la Corte costituzionale non deve essere un organo politico perch\u00e9, altrimenti, noi creeremo un super Parlamento: cosa pericolosissima, specialmente se tenete presente la natura di certe norme costituzionali che noi abbiamo inserito nella prima parte della Costituzione. Norme vaghe, norme direttive, norme programmatiche. Quando il legislatore ordinario dovr\u00e0 dare concreta forma a queste aspirazioni, a queste tendenze, quale sar\u00e0 il giudice che potr\u00e0 dire se veramente questo compito \u00e8 stato felicemente compiuto, \u00e8 stato compiuto con rispondenza, con fedelt\u00e0 alle norme costituzionali?<\/p><p>Ed un ultimo punto voglio toccare: quella della Corte di cassazione. Io ho letto un ordine del giorno che mi ha meravigliato, e mi ha addolorato e preoccupato, perch\u00e9 l\u2019ho visto firmato da deputati di molti settori, il che mi fa temere che potr\u00e0 passare.<\/p><p>Si vuole frazionare la Corte di cassazione.<\/p><p>Onorevoli amici, c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 della giurisdizione. Non mi fermo su questo punto. Ma se dovessero essere approvati i concetti inseriti in quell\u2019ordine del giorno romperemmo l\u2019unit\u00e0 della giurisdizione, perch\u00e9 questa si realizza soprattutto attraverso l\u2019organo supremo di interpretazione e di attuazione della legge.<\/p><p>Si \u00e8 detto che la Cassazione esercita una funzione pedagogica. Giustissimo! Vogliamo rompere l\u2019unit\u00e0 dell\u2019ordinamento giuridico, ripristinando le vecchie Cassazioni? No, signori! Erano cinque; saranno 14, perch\u00e9 verr\u00e0 l\u2019onorevole Lussu che dir\u00e0 giustamente: \u00abPerch\u00e9 volete che la Sicilia abbia la sua Cassazione e la Sardegna no?\u00bb (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avremo la Cassazione della Val d\u2019Aosta. Ora, onorevoli colleghi, questa della Cassazione unica non \u00e8 una legge fascista. Molti dicono: \u00ab\u00c8 stata adottata nel 1923: <em>ergo, delenda est<\/em>. Porta lo stemma del littorio, via!\u00bb. Signori questo \u00e8 un dato puramente cronologico. Fin dal 1862 (non mi voglio soffermare; ne discuteremo partitamente quando prenderemo in esame questo ordine del giorno) vi \u00e8 un progetto Minghetti, che \u00e8 di una attualit\u00e0 impressionante per l\u2019unit\u00e0; il progetto Pisanelli; e il progetto del 1919 del guardasigilli Mortara, il pi\u00f9 grande processualista. Vi cito sulla dottrina, Calamandrei, che ha un\u2019opera classica: <em>La Cassazione civile<\/em>, e che sostiene in questa la sua idea della Cassazione unica.<\/p><p>Si dice: \u00abVi \u00e8 pericolo della immobilizzazione della giurisprudenza\u00bb. No! Noi vogliamo l\u2019uniformit\u00e0 della giurisprudenza; vogliamo che a Torino non si dica cosa contraria di quella che si dice a Palermo; non vogliamo vulnerare il principio che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Ma volere l\u2019uniformit\u00e0 della giurisprudenza, non significa cristallizzare il giusto moto progressivo di essa. Cambiare la giurisprudenza, s\u00ec, ma avvedutamente, e non per esigenze che possono essere regionali, extragiuridiche, di politica regionalista. Vi dico che se questa questione dell\u2019unit\u00e0 della Cassazione \u00e8 suffragata da ragioni tecniche validissime, oggi se ne aggiunge una, decisiva di per s\u00e9 sola. Oggi abbiamo creato le Regioni, che sono enti dotati di autonomia politica; non voglio ancora una volta parlarne male; ma abbiamo anche detto che la Repubblica deve essere una e inscindibile. Come vogliamo tradurre in atto questa unit\u00e0 e inscindibilit\u00e0, se non attraverso questi due princip\u00ee: che la legge del Parlamento \u00e8 superiore alla legge della Regione; che la funzione suprema d\u2019interpretare il diritto deve essere uguale per tutto il territorio? Questo \u00e8 il tessuto connettivo costituzionalmente pi\u00f9 importante per mantenere l\u2019unit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>Io vorrei pregare gli amici di riflettere su questo punto. Io ho fiducia. Sono certo, onorevoli colleghi, che l\u2019Assemblea, per lo meno nei giorni che verranno, sentir\u00e0 la profonda importanza di questo tema. Noi stiamo creando il vero strumento di difesa dei diritti e delle libert\u00e0. Non creiamo prerogative a persone: vogliamo una Magistratura che sia soltanto al cospetto della sua coscienza e della legge, quale che essa sia. La legge, una volta creata, non appartiene a questo o a quel partito, a questa o a quella tendenza, che pur l\u2019ha voluta; appartiene allo Stato, al popolo; il giudice ha il dovere di applicarla secondo coscienza. Noi vogliamo eliminare le pressioni politiche e le ingerenze di partiti e di Governo sull\u2019amministrazione della giustizia. Perci\u00f2 ci rivolgiamo a tutti gli spiriti anelanti a vera libert\u00e0 e a vera dignit\u00e0 di istituti civili! (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Mastino Pietro. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Onorevoli colleghi, accogliendo l\u2019invito autorevole e giusto del nostro Presidente, io illustrer\u00f2 gli emendamenti da me proposti al Titolo IV dell\u2019attuale progetto di Costituzione ed accenner\u00f2 solo ai princip\u00ee ed alle questioni di indole generale, che servano ad illustrarne maggiormente la bont\u00e0.<\/p><p>Non perder\u00f2, quindi, n\u00e9 vi far\u00f2 perdere il tempo per esaltare l\u2019importanza del problema oggi in discussione, in quanto ritengo sia di consenso comune il ritenere che l\u2019ordine, la tranquillit\u00e0, direi anche il grado di civilt\u00e0 di una nazione sono in rapporto diretto della bont\u00e0 del sistema giudiziario, che la Nazione si sa dare; ed \u00e8 giusto quindi che si dia speciale importanza, in questo rinnovato clima di democrazia, alla discussione sul potere giudiziario, anche se questa importanza non riceva conferma dalla presenza numerosa dei colleghi, durante questa discussione.<\/p><p>Un primo pericolo, un primo inconveniente dobbiamo evitare: quello di includere nella Costituzione argomenti o elementi, che possono trovare miglior posto nel Codice di procedura o di diritto. La Costituzione dovrebbe avere anche in questo campo princip\u00ee fondamentali, princip\u00ee essenziali; la Costituzione dovrebbe tracciare le direttive, sulle quali poi dovranno essere formati, e compilati, i Codici di diritto e di procedura.<\/p><p>Ad esempio, io leggo nel progetto come la pubblicit\u00e0 dei giudizi e la motivazione dei deliberati giudiziari siano elementi indispensabili da fissare nella Costituzione. Convengo su questi princip\u00ee, in quanto la pubblicit\u00e0 dei giudizi \u00e8 garanzia indispensabile di giustizia, ed in quanto la motivazione spiega e giustifica il provvedimento, ed affermare la loro necessit\u00e0 nel progetto di Costituzione non \u00e8 fuor di luogo, soprattutto perch\u00e9 dobbiamo lamentare che, mentre molti ricorsi, anche di condannati a pene gravi, vengono respinti (anzi non vengono dichiarati ammissibili per mancanza di motivazione), assistiamo spesso a decisioni giudiziarie, da parte degli stessi organi, prive quasi completamente della motivazione necessaria.<\/p><p>Ma quando, nello stesso progetto, sono affermati il diritto di ricorso in Cassazione per violazioni di legge, e l\u2019esecutoriet\u00e0 delle sentenze divenute definitive, si affermano due cose e due princip\u00ee che, a mio avviso, meglio sarebbe collocare nel Codice di procedura. Fedele alla promessa fatta, onorevoli colleghi, di attenermi al progetto ed agli emendamenti da me formulati, io dico subito come nell\u2019articolo 94 del progetto toglierei \u2013 ed ho presentato un apposito emendamento in questo senso \u2013 la seconda parte del primo capoverso. Dice l\u2019articolo: \u00abI magistrati dipendono soltanto dalla legge, che interpretano ed applicano secondo coscienza\u00bb. Toglierei questa seconda parte che fa riferimento alla coscienza e lascerei solo l\u2019altra: \u00ab1 magistrali dipendono soltanto dalla legge\u00bb. Che interpretino ed applichino secondo coscienza la legge stessa \u00e8 un presupposto di indole morale, che non ha bisogno di essere incluso nel progetto di Costituzione, il quale deve affermare princip\u00ee giuridici, e che, certamente, non verrebbe rispettato, anche se noi l\u2019includessimo, da quei pochissimi che eventualmente manchino di coscienza.<\/p><p>Nell\u2019articolo 94 ho introdotta una dizione che mi sembra pi\u00f9 precisa, ed \u00e8 questa: \u00abLa funzione giurisdizionale \u00e8 esercitata dai giudici e dai magistrati del pubblico ministero, che dipendono soltanto dalla legge\u00bb. Appositamente ho parlato di \u00abmagistrati del pubblico ministero\u00bb, intendendo con ci\u00f2 che la nuova fisionomia del pubblico ministero deve essere quella di un magistrato staccato dalla dipendenza del potere esecutivo; il pubblico ministero diventa cos\u00ec organo del potere giudiziario. Anche adesso la sua funzione principale \u00e8 quella di dare giudizi di necessit\u00e0 e di legalit\u00e0, e solo eccezionalmente esprime giudizi d\u2019opportunit\u00e0 e di convenienza. \u00c8 giusto, quindi, precisare che la funzione giurisdizionale \u00e8 esercitata, oltre che dai giudici, anche dai magistrati del pubblico ministero.<\/p><p>Sono stato anche indotto a questa precisatone dal fatto che nei lavori non solo riaffior\u00f2, ma fu sostenuto, in termini espliciti, il concetto opposto. L\u2019onorevole Leone vorrebbe riaffermare nella Costituzione la figura del pubblico ministero dipendente dal potere esecutivo.<\/p><p>Con l\u2019emendamento che ha il numero 99-<em>bis<\/em>, ed in cui \u00e8 detto che \u00abogni magistrato esercita in modo autonomo le proprie funzioni\u00bb, ho voluto stabilire l\u2019indipendenza del giudice dal vincolo gerarchico; stabilire, cio\u00e8, la sua autonomia interna.<\/p><p>Questo lato del problema \u00e8 stato illustrato poc\u2019anzi dall\u2019onorevole Bozzi ed io non mi vi soffermo pi\u00f9 a lungo. Egli ha parlato della abituale violazione dell\u2019obbligo, per i magistrati pi\u00f9 giovani e di minor grado, di esprimere per primi il proprio parere nelle riunioni in camera di consiglio sulle decisioni da prendere, e lamenta che ci\u00f2 metta il magistrato pi\u00f9 giovane in difficolt\u00e0 ad esprimere la propria opinione, quando il superiore gerarchico abbia gi\u00e0 manifestato la propria, in senso diverso. Questo \u00e8 un inconveniente che l\u2019onorevole Bozzi giustamente lamenta, ma non \u00e8 il maggiore degli inconvenienti. Maggiore inconveniente, ad esempio, era quello per cui nell\u2019istruttoria le sentenze venivano rese da giudici istruttori necessariamente inferiori per grado a quei magistrati della Procura camerale, che avevano, in un senso o nell\u2019altro, gi\u00e0 dato, con le conclusioni definitive, il proprio giudizio.<\/p><p>Non si \u00e8 accennato finora, onorevoli colleghi, a proposito dell\u2019indipendenza della Magistratura, ad un argomento che \u00e8 veramente essenziale. Intendo riferirmi a quello da me indicato nell\u2019articolo 102-<em>bis<\/em>, cos\u00ec redatto: \u00abLo Stato garantisce l\u2019indipendenza economica del magistrato e dei funzionari dell\u2019ordine giudiziario\u00bb: Onorevoli colleghi, noi dobbiamo avere del magistrato \u2013 e l\u2019abbiamo \u2013 una visione alta; la visione del magistrato che con nobilt\u00e0 e dignit\u00e0 adempie alle sue funzioni, e tutti siamo d\u2019accordo nel riconoscere che la generalit\u00e0 dei magistrati ha degnamente esercitato il proprio ministero. Dobbiamo per\u00f2, nello stesso tempo, riconoscere che egli \u00e8 un uomo come tutti gli altri, che ha necessit\u00e0 pratiche come tutti gli altri, e che per la tranquillit\u00e0, per la serenit\u00e0 del suo lavoro, per la dignit\u00e0 del suo ministero, per la dignit\u00e0 stessa dello Stato, che delega ai magistrati una parte della propria sovranit\u00e0, dev\u2019essere a lui ed ai funzionari dell\u2019ordine giudiziario garantita l\u2019indipendenza economica. Quanto difficile sia amministrare giustizia, e non tradire i suoi segreti (e con ci\u00f2 intendo soprattutto riferirmi alla posizione dei dipendenti ausiliari dell\u2019amministrazione), mentre si vive in gravi strettezze economiche, fra mille difficolt\u00e0 e troppe tentazioni, \u00e8 cosa risaputa.<\/p><p>Necessit\u00e0 quindi di provvedimenti al riguardo, che non si limitino a riconoscimenti verbali. Mi pare che questo mio emendamento, se potr\u00e0 essere discusso nella forma, dovr\u00e0 trovarci tutti d\u2019accordo nella sostanza.<\/p><p>Ho anche proposto un altro emendamento che riguarda l\u2019immunit\u00e0 dei magistrati dall\u2019arresto, nei casi in cui non concorra la flagranza di delitto. Troppo, onorevoli colleghi, \u00e8 di danno per la societ\u00e0 il caso, non infrequente, che un magistrato venga colpito nel suo prestigio da un arresto che poi risulti immeritato. Anche in Roma, se io non vado errato, precisamente lo scorso anno, si verific\u00f2 il caso del \u00abfermo\u00bb poi mutato in \u00abarresto\u00bb di un magistrato, il quale, dopo un mese e pi\u00f9 di carcerazione, venne riconosciuto completamente innocente degli addebiti che gli erano stati mossi. Questo si deve assolutamente evitare: il magistrato, il quale torni all\u2019esercizio della propria funzione, dopo un periodo di carcerazione ingiusta, dar\u00e0 luogo a manifestazioni di stima, da parte di quelli che mai avranno dubitato della sua innocenza e che lamenteranno l\u2019affronto ed il torto di cui fu vittima, ma nello stesso tempo non sar\u00e0 mai sicuro di sfuggire alle insinuazioni artificiose ed interessate da parte di altri. Noi, in quanto rappresentanti della Nazione, godiamo di una immunit\u00e0 che si fonda sullo stesso principio per cui la chiedo e propongo per i magistrati: delicatezza della funzione esercitata.<\/p><p>Poich\u00e9 si \u00e8 parlato di indipendenza e si parte dal concetto indiscutibile della inamovibilit\u00e0 dei giudici, dobbiamo subito dire che \u00e8 per\u00f2 giusto quanto \u00e8 affermato nel progetto, per cui alla assunzione dei magistrali si deve procedere solo per concorso; il magistrato che ha speciali garanzie, il magistrato che appartiene alla categoria dei cittadini che esercitano la pi\u00f9 alta delle funzioni, quella di interpretare ed applicare la legge, deve costituire un corpo composto di elementi scelti, deve appartenere ad una categoria, per quanto possibile, eletta.<\/p><p>Non si devono poi applicare i vecchi sistemi e riparare alla deficienza numerica dei magistrati con l\u2019assumerli, senza concorso, in base al titolo di laurea, oppure ad un periodo di esercizio professionale pi\u00f9 o meno brillante. Io sono contrario alla istituzioni di magistrali onorari, sono contrario ad inserire negli organi giudiziari magistrati tratti dall\u2019avvocatura o dal campo accademico.<\/p><p>Solo attraverso un concorso rigoroso si potr\u00e0 ottenere una buona Magistratura. Tanto pi\u00f9, quindi, sarei contrario, ove dovesse affiorare in quest\u2019Aula, al concetto di una Magistratura elettiva. Con la elezione il popolo affida il proprio volere ai suoi rappresentanti. Nel caso della Magistratura noi siamo invece in questa condizione: che il popolo ha gi\u00e0 manifestato il suo volere ed ha gi\u00e0 consacrato la sua idea nella legge e nei codici che si debbono applicare. Quindi, il criterio elettivo \u00e8, non solo inopportuno, ma potrebbe essere addirittura disastroso.<\/p><p>Veniamo all\u2019altro, importante argomento, quello che riguarda il Consiglio superiore della Magistratura.<\/p><p>In questo, onorevoli colleghi, che \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 dibattuti, io non esito a dichiarare subito che sono contrario alla designazione da parte dell\u2019Assemblea nazionale di membri del Consiglio superiore della Magistratura. \u00c8 innegabile che la designazione conserverebbe sempre una specie di carattere, o di sapore politico, e che l\u2019indipendenza di cui si \u00e8 tanto parlato riceverebbe, per questo fatto, un colpo gravissimo; \u00e8 innegabile, ancora, che la disposizione contenuta nell\u2019articolo 97 del progetto \u00e8 in stridente contrasto con l\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 94.<\/p><p>Nell\u2019articolo 94, ultimo capoverso, \u00e8 scritto \u00abI magistrati non possono appartenere a partiti politici\u00bb. Io domando se non sia contradittorio e se non sia profondamente ingiusto pretendere dai magistrati di rinunziare ad una parte della propria personalit\u00e0, col divieto di inscrizione nei partiti politici e, allo stesso tempo, invece, disporre che nel Consiglio superiore alla Magistratura rientri quella politica dalla quale vorremmo che il magistrato fosse escluso. Dobbiamo, senza diffidenza, riconoscere alla Magistratura l\u2019autogoverno.<\/p><p>E non mi soffermo ad esaminare (per il caso che sia approvato il principio per cui elementi designati dall\u2019Assemblea nazionale partecipino al Consiglio superiore della Magistratura), non mi soffermo ad esaminare il caso degli appartenenti agli albi forensi, che non esercitino la professione durante il periodo in cui appartengano al Consiglio superiore della Magistratura, ma che tuttavia potranno esercitarla in seguito.<\/p><p>Chiunque eserciti la professione sa quali possibilit\u00e0 \u2013 non voglio dire quali astuzie \u2013 si possono praticare, perch\u00e9 l\u2019esercizio avvenga per interposta persona. Sar\u00e0 possibile, soprattutto agli avvocati che esercitano, esclusivamente nei campi civile e amministrativo, servirsi, per la firma, del nome di un sostituto, di un collega, mentre l\u2019appartenenza al Consiglio superiore della Magistratura, se non aumenter\u00e0 il numero delle cause, certamente influir\u00e0, per porre in stato di possibile soggezione i magistrati.<\/p><p>In fatto di unit\u00e0 di giurisdizione io, onorevoli colleghi, sarei per l\u2019unit\u00e0 della giurisdizione civile, penale e amministrativa. Ma se anche il Consiglio di Stato e la Corte dei conti dovessero rimanere come organi giurisdizionali, io chiederei che fosse sancito il diritto di ricorso alla Corte suprema contro ogni decisione di Magistratura ordinaria o speciale, per qualsiasi violazione o falsa applicazione della legge.<\/p><p>Credo che tutti siamo d\u2019accordo, in linea per lo meno teorica, nel riconoscere che debbano essere aboliti i tribunali speciali e che nuovi tribunali speciali o commissioni straordinarie non debbano essere stabiliti. Per\u00f2, intanto, nel progetto, la disposizione precisa dell\u2019abolizione di quelli esistenti non \u00e8 consacrata. \u00c8 consacrato, s\u00ec, il divieto dell\u2019istituzione di nuovi tribunali speciali, ma non \u00e8 stabilita la soppressione immediata degli attuali. \u00c8 stabilito che la soppressione debba avvenire entro cinque anni; ma se noi, ad esempio, dovessimo \u2013 uso questo termine un po\u2019 volgare, ma espressivo \u2013 dovessimo, dicevo, sorbirci, per cinque anni ancora, i provvedimenti straordinari stabiliti in materia penale, per cui l\u2019imputato viene sottratto talvolta ai suoi giudici naturali, ed affidato \u2013 direi consegnato \u2013 ai tribunali militari di guerra, se questo, dico, si dovesse verificare, dovrei dire allora che noi, con questo nostro progetto di Costituzione, non abbiamo fatto un passo innanzi, ma ne abbiamo fatto molti in una via di regresso.<\/p><p>Io sono favorevole alla soppressione del tribunale militare in tempo di pace. L\u2019onorevole Bozzi, sostenendo poc\u2019anzi la necessit\u00e0 della Cassazione unica, ha creduto di trovare un argomento a favore della propria tesi accennando al pericolo della richiesta di istituzione di Cassazioni in tutte le Regioni, il che, ove tale richiesta fosse accolta, determinerebbe una difformit\u00e0 eventuale nell\u2019interpretazione della legge.<\/p><p>L\u2019onorevole Bozzi ha detto che subito una richiesta del genere verrebbe presentata dall\u2019onorevole Lussu per la Sardegna. Ebbene, io dico all\u2019amico Bozzi che l\u2019onorevole Lussu, il quale ha avuto con me uno scambio di idee sull\u2019argomento, \u00e8 favorevole alla Cassazione unica. Le ragioni per cui alcune Regioni chiedono la Cassazione regionale sono alquanto diverse da quelle cui ha fatto cenno l\u2019onorevole Bozzi. Sono rappresentate dal fatto che sembra eccessivo accentrare tulle le cause in un\u2019unica Corte suprema qui in Roma; che sia pi\u00f9 difficile, per molti, la tutela dei propr\u00ee diritti per il fatto che \u00e8 necessario sopportare un maggior cumulo di spese; sono rappresentate soprattutto dal desiderio di far rivivere le proprie Cassazioni regionali, che ebbero vita in certo senso gloriosa.<\/p><p>Ci\u00f2 non di meno io, sebbene regionalista, riconosco che solo la Cassazione unica pu\u00f2 dare un\u2019eguale, un\u2019uniforme, una stabile interpretazione della legge. So bene come le varie sezioni della Cassazione abbiano sovente espresso difformi pareri nell\u2019interpretazione della legge; so benissimo che questo si \u00e8 verificato anche nel campo penale. Ma so che questi errori sono correggibili e non raggiungono quella ricchezza, direi, di episodi e quella profondit\u00e0 di danno che invece verrebbero raggiunti se le Cassazioni fossero tante quante sono le Regioni, o se anche solo le Cassazioni risorgessero l\u00e0 dove ebbero vita in precedenza: Firenze, Torino, Napoli e Palermo.<\/p><p>La stabile, uniforme interpretazione della legge \u00e8 un elemento assolutamente necessario per la vita dello Stato. E affermando, come affermo, io regionalista, la necessit\u00e0 di mantenere la Cassazione unica, do la riprova del come, onorevoli colleghi, il nostro regionalismo non sia un regionalismo anti-unitario. Vi sono i princip\u00ee fondamentali della legge per tutta la Nazione, che hanno bisogno di un\u2019unica interpretazione, in quanto la Nazione deve avere una direttiva fondamentale unica, che \u00e8 data appunto dall\u2019attivit\u00e0 giurisdizionale che interpreta la legge in modo uniforme. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed entriamo, onorevoli colleghi, nell\u2019ultimo argomento che io tratter\u00f2 un po\u2019 diffusamente: nella dibattuta questione della Corte d\u2019assise. \u00c8 curioso questo, ed \u00e8 singolare come quasi tutti gli avvocati, soprattutto gli avvocati penalisti, siano in genere poco favorevoli alla Corte d\u2019assise. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Intendiamoci: alla giuria, cos\u00ec come era e come funzionava anni fa, crederei che quasi tutti siamo contrari; alla giuria cos\u00ec come venne concretata e formulata nell\u2019attuale progetto, crederei che anche quasi tutti siano maggiormente contrari; per lo meno sono contrari i penalisti. Ma siamo anche ugualmente contrari all\u2019attuale funzionamento della Corte d\u2019assise, che consiste nell\u2019inserimento di elementi cosiddetti popolari fra i giudici togati, cio\u00e8 all\u2019assessorato. Si verifica questo, onorevoli colleghi: che il magistrato spesso considera precipua sua funzione quella di stare a guardia, per ci\u00f2 che gli assessori eventualmente potranno fare. Noi dobbiamo uscire da questa situazione.<\/p><p>L\u2019articolo 96 dispone che il popolo partecipi direttamente all\u2019amministrazione della giustizia mediante l\u2019istituto della giuria, nei processi di Corte d\u2019assise.<\/p><p>Io credo di non poter essere giudicato sospetto quando affermo che qui si \u00e8 avuta una infiltrazione di tendenze demagogiche. Il popolo deve partecipare all\u2019amministrazione della giustizia? Senza dubbio. Ma non \u00e8 detto che debba parteciparvi solo attraverso la giuria nei processi di Corte d\u2019assise; il popolo partecipa all\u2019amministrazione della giustizia, informandone le leggi, rendendole pi\u00f9 moderne, nel senso di renderle pi\u00f9 adatte, pi\u00f9 attuali, pi\u00f9 adeguate all\u2019ambiente; nel senso che la legge ha da essere modificata, rimodernata, resa viva, di modo che contempli i fatti umani cos\u00ec come si verificano nell\u2019ambiente e nel periodo di tempo in cui deve essere applicata.<\/p><p>Io ricordo come il vecchio Codice \u2013 consentitemi l\u2019accenno \u2013 non stabilisse minore pena per chi commettesse delitto per causa di onore. Tutt\u2019al pi\u00f9 si poteva ammettere il beneficio della provocazione. In seguito, opportunamente, venne introdotto un articolo, per cui i reati di sangue commessi per ragioni di onore vengono puniti con una pena speciale, di molto ridotta. Ecco che la spinta del popolo ha influito sulla modificazione della legge.<\/p><p>In questo senso, onorevole Bozzi, io trovo motivo per dire che non \u00e8 vero che la giurisprudenza, quella che rappresenta e costituisce l\u2019opera dei magistrati, debba necessariamente aver carattere conservatore. Il magistrato deve necessariamente applicare la legge, ma spetta al suo spirito, al senso di modernit\u00e0 e di umanit\u00e0 di cui possa essere animato, di far fare un passo innanzi alla legge stessa. I nuovi Codici, in certo senso, altro non rappresentano, se non la codificazione nuova di ci\u00f2 che la giurisprudenza ha portato come nuovo contributo, per fare un passo innanzi. Ed \u00e8 per questo che noi abbiamo introdotto nel Codice penale \u2013 come dicevo \u2013 un istituto relativo ai delitti per causa d\u2019onore, considerati in modo speciale; ed \u00e8 perci\u00f2 che si \u00e8 ristabilito il criterio delle attenuanti, ed \u00e8 perci\u00f2 che ha vita l\u2019articolo 62 sulle diminuenti, articoli e princip\u00ee che dovrebbero avere maggiore amplificazione.<\/p><p>Il popolo partecipa, quindi, all\u2019amministrazione della giustizia, vi partecipa con le forme e per le vie di cui ho parlato. Quindi il problema delle Assise lo dobbiamo esaminare sotto un altro punto di vista.<\/p><p>Qual \u00e8 il criterio fondamentale, in base al quale decidere se attribuire al giudizio delle assise le cause cos\u00ec dette di maggior competenza, oppure attribuirle ai tribunali? Dobbiamo seguire la via che porti ad una migliore amministrazione della giustizia. Questo dev\u2019essere il criterio per decidere.<\/p><p>Attualmente, alla Corte di assise vengono deferiti tutti i processi in cui la pena superi i dodici anni. Questo criterio, onorevoli colleghi, non pu\u00f2 essere seguito. Non bisogna badare ad un criterio quantitativo, bisogna badare ad un criterio qualitativo. Certi reati potranno essere ancora di competenza della Corte di assise. Quali? Ecco il punto. Potranno essere di competenza della Corte di assise, onorevoli colleghi, reati politici, qualche reato o tutti i reati passionali. Con questo criterio dovr\u00e0 regolarsi la competenza delle Assise.<\/p><p>Io ho proposto la soppressione dell\u2019articolo 96, non perch\u00e9 sia contrario a qualunque deferimento di cause alle Assise, ma perch\u00e9 non ammetta possa risorgere una giuria, le cui sentenze debbano decidere della vita di essere umani e dei loro averi senza neanche la possibilit\u00e0 di appello.<\/p><p>La stranezza oggi \u00e8 questa: che mentre \u00e8 possibile l\u2019appello da qualunque sentenza che condanni a qualche migliaio di lire di multa o a pochi giorni di carcere, tale possibilit\u00e0 \u00e8 vietata per le cause in cui prima c\u2019era la condanna a morte ed oggi v\u2019\u00e8 la condanna all\u2019ergastolo.<\/p><p>Di modo che si arriva a questa incongruenza: che di fronte a casi troppo appariscenti, che cio\u00e8 troppo palesemente violano la giustizia, la Cassazione che dovrebbe occuparsi solo di questioni di diritto, esamina la causa talvolta in linea di fatto.<\/p><p>La Corte di assise, competente solo nelle poche cause alla cui natura ho accennato, dovrebbe essere sistemata e regolata in modo da garantire il diritto all\u2019appello.<\/p><p>La difficolt\u00e0 del problema dovr\u00e0 essere esaminata in sede di ordinamento giudiziario, o potr\u00e0 avere, alla luce dei criteri ora espressi, opportuna soluzione.<\/p><p>Devo spiegare perch\u00e9 non attribuisco l\u2019esclusivit\u00e0 della competenza ai magistrati togati, dicendo, anche a questo proposito, chiaro il mio pensiero. Devo riconoscere che non sempre e non tutti hanno l\u2019animo aperto a correnti e a sentimenti nuovi, e voglio sperare che, con l\u2019attribuire loro la competenza anche in molte cause ora di assise (e col togliere loro la preoccupazione di quello che sar\u00e0 il comportamento dei giurati o degli assessori), siano animati nella loro opera da spirito pi\u00f9 largamente umano e, mi permetto di dire, anche da minor senso di diffidenza verso le posizioni a difesa, se non, talvolta, verso gli avvocati.<\/p><p>Io avrei voluto, onorevoli colleghi, che fosse stato presente (non ne ha l\u2019obbligo) il Ministro di grazia e giustizia, perch\u00e9 avrei voluto dire in sua presenza come non sia esatto quanto poc\u2019anzi ha affermalo l\u2019onorevole Bozzi, il quale ha detto che di magistrati ne abbiamo a sufficienza.. Noi abbiamo l\u2019organico, se non sbaglio, del 1865. Noi abbiamo quell\u2019organico di fronte ad una complessit\u00e0 di vita ben diversa di quella di allora; noi abbiamo un organico per cui, onorevoli colleghi, troppi tribunali sono disorganizzati per mancanza di giudici.<\/p><p>Intendo accennare, finendo, alla necessit\u00e0 che la giustizia di cui ci preoccupiamo con l\u2019organamento del potere giudiziario, sia uguale per tutti i cittadini e per tutte le terre, che non si debba pi\u00f9 verificare ci\u00f2 che, ad esempio, capita a Cagliari nonostante il lodevole spirito di sacrificio di quei magistrati, che cause gi\u00e0 istruite giacciano per mesi in attesa che si effettuino le conclusioni, rese impossibili dalla mancanza di personale. \u00c8 giusto che la giustizia porti la sua luce benefica indistintamente verso tutti ed in tutte le Regioni. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Ciampitti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIAMPITTI. Onorevoli colleghi, non sembri immodestia la mia, se inserisco la mia parola dimessa nella interessante discussione, alla quale hanno partecipato e parteciperanno insigni colleghi, certo pi\u00f9 autorevoli e pi\u00f9 competenti di me, intorno ad uno dei titoli pi\u00f9 importanti del progetto di Costituzione.<\/p><p>Il mio intervento \u00e8 dovuto unicamente alla lunga consuetudine professionale con la Magistratura, il che mi ispira il dovere di spendere una parola modesta, ma fervida, per la risoluzione di un problema vitale, che interessa la benemerita categoria dei magistrati, spesso indifesi e umiliati, ma sempre dignitosi, operosi, pieni di abnegazione, capaci di ogni sacrificio.<\/p><p>Il problema della Magistratura, altrettanto importante quanto in gran parte se non del tutto ignorato, va impostato ed affrontato coraggiosamente nella sua interezza e nella sua complessit\u00e0, studiandolo a fondo e dando ad esso quella giusta soluzione che, non soltanto dalla benemerita categoria dei magistrati si attende, ma anche e soprattutto dalla coscienza pubblica. Deve essere merito dell\u2019Assemblea Costituente dare un assetto definitivo e soddisfacente all\u2019increscioso stato di cose attuale riguardo al potere giudiziario, che dura da troppo tempo e che minaccia di compromettere la funzione della giustizia, a giudicare dalla recente agitazione della Magistratura, allarmante segno premonitore di incresciose conseguenze. Chi crede che il disagio dei magistrati sia soltanto o prevalentemente economico, sbaglia di grosso. Anzitutto si tratta di disagio morale, di una vera crisi di prestigio. La Magistratura anela alla conquista dell\u2019indipendenza e dell\u2019autonomia, senza di che essa non potr\u00e0 compiere serenamente e coscienziosamente la sua alta e nobile funzione, essenziale alla vita dello Stato, garanzia di ogni libert\u00e0, tutela dei diritti dei cittadini, in ogni libero ordinamento civile. Caduto il regime fascista e restaurato in Italia un regime di legalit\u00e0 e di libert\u00e0, occorre che questo sia validamente rispettato e difeso contro ogni sopraffazione o ingerenza e che tutti, cittadini ed organi della pubblica autorit\u00e0, si assoggettino incondizionatamente al rispetto della legge. Tale garanzia pu\u00f2 trovarsi soltanto in un potere giudiziario che sia indipendente e forte, cui si assegnino compiti ben determinati, precisandone i rapporti con gli altri poteri dello Stato.<\/p><p>Negandosi la pi\u00f9 incondizionata indipendenza alla Magistratura, viene meno la condizione essenziale e fondamentale di una sana e retta giustizia, che non \u00e8 possibile realizzare se chi deve amministrarla non goda di piena libert\u00e0 ed autonomia. Si pu\u00f2 anche negare il rapporto di dipendenza gerarchica nell\u2019interno del suo funzionamento, perch\u00e9 il principio dell\u2019obbedienza gerarchica, che vige nelle altre amministrazioni pubbliche o private, non \u00e8 concepibile nell\u2019ambito della Magistratura, perch\u00e9 chi rende giustizia deve ispirarsi soltanto alla propria coscienza, tanto che nella Magistratura collegiale vige il democratico sistema della maggioranza e non quello della dipendenza gerarchica, ed il voto del Presidente non \u00e8 preminente, ma equivale a quello del meno anziano dei giudici. Se \u00e8 vero che la funzione della giustizia umana ha in s\u00e9 qualche cosa di divino, essa deve essere assolutamente preservata da ogni possibilit\u00e0 di danno, da ogni speranza di vantaggio, liberando il magistrato da ogni deleteria influenza estranea.<\/p><p>Secondo lo statuto albertino, la Magistratura era concepita come l\u2019emanazione del potere regio, e l\u2019ordine giudiziario, in sostanza, fu considerato n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che come una qualsiasi branca della pubblica amministrazione.<\/p><p>Si disse che la funzione giudiziaria era autonoma e indipendente. Ma come considerarla effettivamente tale, se i magistrati erano soggetti al potere esecutivo per la disciplina, le promozioni ed i trasferimenti? Con lo statuto e la legge Orlando del 1908 si concessero delle guarentigie ai magistrati, ma esse non assicurarono una vera ed effettiva indipendenza, giacch\u00e9 non basta garantire i magistrati dagli arbitri positivi del potere esecutivo, occorrendo difenderli anche da quelli negativi, consistenti in atteggiamenti del Ministro contrari agli interessi dei magistrati. Non basta ad esempio assicurare l\u2019inamovibilit\u00e0 del magistrato dalla sede, quando egli pu\u00f2 avere interesse ad essere trasferito ad una sede pi\u00f9 ambita, il che dipende dalla discrezione del Ministro, non sempre ispirata a giustizia e equit\u00e0.<\/p><p>Particolarmente i magistrati delle province si lamentano che al Ministero della giustizia non sempre le cose vadano bene, specie in fatto di trasferimenti. Vero o no, giova eliminare ogni lamento ed ogni recriminazione. Il progetto di Costituzione riconosce l\u2019esigenza dell\u2019indipendenza e dell\u2019autonomia della Magistratura, ma delle riserve vanno fatte, non sul fine in se stesso, sibbene sui mezzi atti ad assicurare il conseguimento del fine medesimo.<\/p><p>Le norme del progetto non lasciano completamente tranquilli circa la realizzazione di una vera autonomia e di una reale indipendenza del potere giudiziario, anzi si pu\u00f2 dire che contraddicano al principio affermato nell\u2019articolo 97 del progetto stesso. \u00c8 l\u2019autonomia amministrativa che occorre realizzare, mediante l\u2019auto-governo della Magistratura, come gi\u00e0 \u00e8 stato ricordato da qualche collega che ha parlato prima di me. Bisogna svincolare la Magistratura dalla dipendenza, come impiegati, dal potere esecutivo. Gli organi giudiziari devono provvedere alla propria amministrazione, altrimenti, attraverso i rapporti d\u2019impiego, il potere esecutivo continuer\u00e0 sempre ad essere il vero \u00abpadrone della Magistratura\u00bb.<\/p><p>Forse non sarebbe inopportuno svincolare addirittura i magistrati dal concetto di carriera, di grado e di promozione, a somiglianza di quello che avviene per i professori universitari. Ma se l\u2019attuale sistema deve perdurare, la materia deve essere affidata esclusivamente ad organi amministrativi composti dai magistrati, costituiti per elezione dai magistrati stessi. In sostanza \u00e8 il sistema che \u00e8 prospettato nel progetto che prevede la nomina del Consiglio Superiore della Magistratura, da costituirsi con membri eletti dalla Magistratura stessa e membri di nomina del l\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>L\u2019ideale sarebbe, in verit\u00e0, che tutto il Consiglio Superiore fosse eletto dalla Magistratura, che pi\u00f9 di ogni altro conosce ed apprezza i migliori della propria famiglia giudiziaria. Comunque, \u00e8 manifestamente eccessivo il numero dei componenti di nomina dell\u2019Assemblea Costituente rispetto a quello assegnato ai magistrati; senza dire che, indubbiamente, la nomina da parte dell\u2019Assemblea Costituente risentir\u00e0 facilmente, se non certamente, delle influenze politiche con indubbio danno della serenit\u00e0 e obbiettivit\u00e0 dei giudizi da emettersi dall\u2019alto consesso giudiziario.<\/p><p>Non si comprende poi la nomina di due vice Presidenti, di cui uno da nominarsi dall\u2019Assemblea Costituente, quando uno potrebbe bastare nella persona del Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, in assenza del quale potrebbe assumerne le funzioni il membro pi\u00f9 anziano. \u00c8 ovvio inoltre che gli iscritti agli albi forensi non possano essere eletti dall\u2019Assemblea Costituente quali componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Non basta che si inibisca loro l\u2019esercizio della professione durante il tempo in cui faranno parte del Consiglio Superiore, poich\u00e9 la professione, come \u00e8 gi\u00e0 stato ricordato, si pu\u00f2 anche esercitare per interposta persona, sicch\u00e9 il pericolo di influenza in un senso o nell\u2019altro non si elimina affatto.<\/p><p>L\u2019indipendenza della Magistratura deve essere assicurata anche con un adeguato trattamento economico. Per il prestigio effettivo della Magistratura e per invogliare gli elementi validi ad entrare nella Magistratura stessa, bisogna separare la Magistratura dall\u2019esercito di funzionari ed impiegati statali, per farne un corpo sceltissimo, non numeroso, ben retribuito di rappresentanti della giustizia, cio\u00e8 di un effettivo e vero potere dello Stato. Si impone quindi l\u2019autogoverno finanziario lasciando alla Magistratura, nei limiti stabiliti ogni anno dal Parlamento, la determinazione degli emolumenti e delle indennit\u00e0 spettanti ai suoi componenti.<\/p><p>N\u00e9 dovrebbe essere difficile la istituzione di una cassa speciale, cui potessero affluire i proventi degli atti giudiziari a vantaggio dei magistrati. Non \u00e8 giusto che vada alle casse dello Stato tutto ci\u00f2 che si ricava dall\u2019amministrazione della giustizia. Del resto, il bilancio della Giustizia, come \u00e8 noto, \u00e8 attivo, forse il solo attivo fra tanti bilanci. E nel trattamento economico della Magistratura non \u00e8 il caso di lesinare.<\/p><p>Il magistrato si vede oggi in uno stato di inferiorit\u00e0 e di impossibilit\u00e0 di vita. Dai frequenti contatti coi magistrati, so che essi vivono di stenti; in molti casi, nella maggior parte dei casi, essi fanno una vita grama, piena di sacrifici veramente enormi. Eppure essi devono rispettare le leggi della dignit\u00e0 e del decoro personale e della propria famiglia; e non hanno i mezzi per sostenere le spese richieste da una vita, anche la pi\u00f9 modesta. Non bisogna dimenticare che le ristrettezze della vita materiale dei magistrati hanno un\u2019influenza diretta anche sul potere spirituale e sulle energie mentali del magistrato stesso. Non si pu\u00f2 pretendere un grande rendimento, aderente alle esigenze della magistratura, quando si soffre addirittura la fame, o non si hanno i mezzi materiali per poter provvedere alle esigenze pi\u00f9 elementari della vita.<\/p><p>Se si fanno poi paragoni fra gli stipendi dei magistrati e quelli di molte categorie di impiegati statali o non statali, si vede in quale umiliante situazione i magistrati si trovino rispetto ad essi. \u00c8 un quadro di avvilimento quotidiano quello al quale coloro che esercitano la professione forense debbono assistere, con vero rincrescimento ed anche con un senso di commiserazione per questi paria della societ\u00e0, i quali, pure esplicando una nobile funzione, non sono retribuiti in maniera da potere campare la vita con certa dignit\u00e0 e certo decoro.<\/p><p>Quindi, credo che non vi debba essere alcuno tra di noi che dissenta dal proposito, veramente fermo e concreto, di poter fare quanto \u00e8 in noi per sollevare, oltre che moralmente, anche materialmente, la posizione della Magistratura italiana, che veramente deve essere considerata con quei criteri di umanit\u00e0, che presiedono in tutte le altre risoluzioni prese dall\u2019Assemblea.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un punto, onorevoli colleghi, che va anche considerato a proposito della Magistratura italiana: parlo delle accuse e delle offese che con molta frequenza si fanno e si muovono contro la Magistratura, attorno alla quale si \u00e8 creata una atmosfera di prevenzione e di sfiducia che si va sempre pi\u00f9 totalmente appesantendo, talvolta per superficialit\u00e0 di giudizio, talvolta per malevolenza, per\u00f2 sempre ed in ogni caso con gravissimo danno dell\u2019alta e delicata funzione della Magistratura e con evidente discredito della funzione del potere giurisdizionale.<\/p><p>C\u2019\u00e8 chi accusa i magistrati di inettitudine, chi di inerzia, chi di indegnit\u00e0 morale, ingiustamente e pericolosamente generalizzando, con serio discapito per tanti magistrati degnissimi, e pi\u00f9 ancora, per l\u2019esercizio del ministerio ad essi affidato. Non si esclude che nella famiglia della Magistratura, come del resto anche in altri settori della vita, fra tanti meritevolissimi di ogni lode e di ogni stima si annidino degli incapaci, dei neghittosi, dei moralmente censurabili. Se ci\u00f2 \u00e8 vero, \u00e8 necessario, anzi \u00e8 urgente (\u00e8 la stragrande maggioranza dei magistrati stessi che lo reclamano) procedere ad una salutare e rapida eliminazione degli indegni, prima che questi contagino i buoni, ed anche per evitare che prenda consistenza la voce calunniosa che tutta la Magistratura sia bacata. I magistrati veramente degni di questo nome avvertono un intollerabile disagio morale nel sapersi sospettati di colpe che non hanno, e non possono tollerare che le accuse ed i sospetti contro gli immeritevoli si estendano ad essi, togliendo loro quella tranquillit\u00e0 di spirito e quella serenit\u00e0 di giudizio che sono condizioni prime ed indispensabili per la retta amministrazione della giustizia. A me pare anzi che un procedimento di eliminazione e di epurazione, severo, sereno ed obiettivo, sarebbe stato necessario e forse indispensabile, prima che l\u2019Assemblea Costituente si accingesse alla discussione ed alle deliberazioni di ordine costituzionale nei riguardi della Magistratura. Non \u00e8 possibile decidere sull\u2019eventuale autonomia del potere giudiziario, sul credito che il Paese pu\u00f2 fare alla Magistratura, sulle linee fondamentali del suo ordinamento, sulla partecipazione e sulla funzione che essa dovr\u00e0 esplicare per il controllo costituzionale delle leggi e sull\u2019ampiezza della sua giurisdizione, senza aver prima presa conoscenza della situazione attuale delle condizioni in cui i magistrati operano, delle cause del malcontento diffuso nel pubblico, prima di aver accertato fino a qual punto arrivi la fondatezza delle accuse e dove comincino per avventura i preconcetti, prima di aver dato il via ad un\u2019opera di risanamento.<\/p><p>L\u2019autonomia del potere giudiziario \u00e8 tale condizione di indipendenza che dovrebbe essere riconosciuta al di sopra di ogni situazione contingente, perch\u00e9 in caso contrario l\u2019ordine giudiziario riceverebbe un grave detrimento. Un senso di scoramento e di sfiducia nella sensibilit\u00e0 del Paese e di chi lo governa verso i problemi della giustizia, che furono sempre trascurati, pervade anche quelli che furono costantemente tra i pi\u00f9 volenterosi, i quali si vedono oggi oltraggiati da accuse indiscriminate. Un maggior danno deriva alla Nazione, in cui diminuisce il senso di fiducia nella autorit\u00e0 dello Stato e nella stessa democrazia, quanto pi\u00f9 si abbassa il prestigio degli organi che in un Paese civile dovrebbero costituire l\u2019elemento fondamentale della tranquillit\u00e0. Troppo spesso oggi accade che la Magistratura si trovi ad essere bersaglio di accuse mosse da chi se ne vuole servire a scopi politici e di parte, per sollevare l\u2019indignazione degli ignari, per scaricarle addosso responsabilit\u00e0 che non la riguardano. Se in democrazia la giustizia \u00e8 una delle principali funzioni dello Stato, l\u2019Assemblea dei rappresentanti del popolo tuteler\u00e0 la democrazia, se si metter\u00e0 in grado di difendere l\u2019ordine giudiziario da ogni ingiusto attacco.<\/p><p>Prima di porre fine a questo mio intervento, mi sia consentito di riferirmi all\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 94 del progetto di Costituzione, per quanto riguarda il divieto ai magistrati di iscriversi a partiti politici e ad associazioni segrete.<\/p><p>La passione di parte, secondo me, toglie o pu\u00f2 togliere al magistrato quel senso di obiettivit\u00e0 e di serenit\u00e0 che \u00e8 condizione prima ed essenziale per la retta amministrazione della giustizia. Seppure il magistrato, nell\u2019adempimento del suo dovere, riesce a sottrarsi all\u2019influenza dell\u2019idea politica, va soggetto sempre e inevitabilmente a sospetti dell\u2019una o dell\u2019altra parte, specie nei piccoli centri giudiziari, in cui, anche volendo, il magistrato non riesce a nascondere la sua fede politica, offrendosi a bersaglio di critiche, di mormorazioni, di malignazioni, il che certo non influisce al suo decoro e al suo prestigio, n\u00e9 determina o consolida la fiducia del popolo nei suoi giudici.<\/p><p>Egli potr\u00e0 liberamente coltivare nel suo intimo le sue opinioni politiche e liberamente potr\u00e0 esprimerle con la segretezza del voto. \u00c8 bene per lui e per l\u2019amministrazione della giustizia che egli non sia sospettato di asservire l\u2019alta e nobile funzione affidatagli di giudicare della libert\u00e0 e dei beni del proprio simile sotto l\u2019influenza della passione di parte.<\/p><p>Un\u2019ultima parola a proposito della istituzione della giuria popolare, prevista nell\u2019articolo 96 della Costituzione. Io sono convinto e irriducibile avversario della istituzione della giuria popolare. La mia lunga esperienza professionale mi conduce a questo convincimento, che io non so se sia condiviso dalla maggioranza di questa nobile Assemblea. Ma io ricordo gli scandali frequenti, gli errori frequenti, che si sono verificati durante il funzionamento delle giurie popolari. Nella relazione del Comitato per lo studio della riforma penale, costituito dall\u2019Istituto italiano di studi legislativi e composto di magistrati insigni, di professori universitari e di liberi insigni professionisti, sono stati esposti e lumeggiati i motivi molteplici e seri che fanno ripudiare l\u2019istituto della giuria popolare. Molte volte, specialmente nei processi indiziari, il delitto appare avvolto da mistero e l\u2019imputato tenta ogni mezzo per occultare la verit\u00e0 e sfuggire alla condanna, traendo talvolta in errore anche il giudice pi\u00f9 accorto ed esperto.<\/p><p>Ora, come pu\u00f2 un giudice improvvisato, e quindi impreparato ed inesperto, accingersi alla ricerca della verit\u00e0, quando egli non ha pratica, quando egli pu\u00f2 essere facilmente travolto ed ingannato da equivoche apparenze e da falsi testimoni?<\/p><p>Ricordo che l\u2019onorevole Enrico Ferri, a proposito della funzione giudiziaria che si attribuiva alla giuria popolare, ricorse ad un esempio banale, ma significativo. Egli si esprimeva cos\u00ec: \u00abSarebbe lo stesso come affidare la riparazione di un orologio ad un calzolaio\u00bb. Non \u00e8 colpa della giuria popolare se non \u00e8 all\u2019altezza della funzione che le si dovrebbe assegnare. E non perch\u00e9 si vuole che il popolo direttamente partecipi all\u2019amministrazione della giustizia, si devono eliminare i magistrati togati, i quali, non so perch\u00e9, dovrebbero essere capaci di giudicare nelle altre cause e non in quelle che ordinariamente si assegnano alla Corte d\u2019assise.<\/p><p>Del resto, se si parla di percezione logica o di intuito da parte dei cittadini che dovrebbero costituire la giuria popolare, io mi permetto di osservare che tutto ci\u00f2 non basta.<\/p><p>Occorre che vi sia una preparazione giuridica e che si abbia il sussidio di scienze complementari, oltre che pratica e tecnica giudiziarie, per rendere meno frequenti gli errori, il che con la giuria popolare non si pu\u00f2 conseguire.<\/p><p>Moderni studiosi reclamano che il giudice penale abbia forte preparazione giuridica e scientifica. Ora, i rappresentanti del popolo si smarriscono molto spesso in quella che \u00e8 la ricerca della verit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 soltanto la lunga pratica giudiziaria che pu\u00f2 mettere i giudici in genere in condizione di poter ricercare la verit\u00e0 e corazzarsi contro tutte le insidie.<\/p><p>Questa non \u00e8 opera che pu\u00f2 essere attribuita a qualunque cittadino; non si possono improvvisare i giudici, specialmente quando alle Corti di assise si assegnano le cause per delitti pi\u00f9 gravi di quelli che competono al tribunale. E poi, per chi abbia pratica delle Corti di assise, basta anche considerare la facilit\u00e0 con cui sono conseguite le vittorie da parte di avvocati che finiscono per travolgere il giudizio dei giurati con le blandizie della eloquenza oratoria. Ecco perch\u00e9 si hanno le facili vittorie nelle Corti di assise. Inoltre bisogna considerare anche la influenza che si pu\u00f2 esercitare sull\u2019animo dei giudici popolari in conseguenza di ragioni politiche, familiari, per interessi morali, per rapporti di simpatia, ecc., che possono determinare nell\u2019animo dei giudici popolari un atteggiamento favorevole verso l\u2019una o l\u2019altra parte; il pi\u00f9 delle volte ci\u00f2 accade anche inconsapevolmente, per effetto di questi stessi rapporti.<\/p><p>Vi sono, \u00e8 vero, dei difensori della giuria popolare, i quali si servono di questo argomento: essi dicono che nelle Corti di assise ordinariamente si d\u00e0 un giudizio di fatto, e questo lo possono dare anche coloro che non sono cultori del diritto e che non sono dei magistrati; ma questo \u00e8 un errore, perch\u00e9 il fatto ed il diritto spesso si concretizzano nello stesso processo, onde non \u00e8 possibile parlare distintamente del fatto e del diritto. Il pi\u00f9 delle volte bisogna giudicare una questione di diritto insieme ad una questione di fatto ed i giudici del popolo non sono sempre in grado di risolvere queste questioni.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019assessorato, il rimedio mi pare peggiore. Se i due magistrati che fanno parte della Corte di assise sono in dissenso circa la risoluzione di una questione di diritto, questa si decide col voto di cinque assessori, che non sono giuristi e che di legge non si intendono affatto. Basta questo per tutto.<\/p><p>Quindi, non v\u2019\u00e8 nessun serio motivo \u2013 ed io ho letto molto intorno a questo argomento e non ho trovato elementi capaci di distogliermi dalla mia convinzione \u2013 perch\u00e9 al magistrato togato si debbano sottrarre le cause di competenza della Corte di assise, molte delle quali \u2013 del resto \u2013 sono di pi\u00f9 facile indagine e di molto pi\u00f9 semplice decisione. Ancora, bisogna aver riguardo a quello che \u00e8 il problema delle aggravanti e delle circostanze attenuanti in Corte d\u2019assise. Quando si parla di circostanze aggravanti e di circostanze attenuanti non si pu\u00f2 prescindere da considerazioni di diritto: il giudice popolare non \u00e8 in grado di esaminare se, date alcune modalit\u00e0 di fatto, siano o no applicabili le aggravanti o le attenuanti previste dal Codice penale e, ancora, il giudizio della giuria popolare si esprime attraverso un \u00abs\u00ec\u00bb o un \u00abno\u00bb, senza una motivazione, senza che, cio\u00e8, chi giudica abbia il dovere e la responsabilit\u00e0 di dire le ragioni, la motivazione del proprio giudizio, sia esso di condanna o di assoluzione.<\/p><p>Per queste modeste considerazioni, credo che si debba, da parte dell\u2019Assemblea Costituente, respingere l\u2019articolo 96 del progetto di Costituzione, nel senso che si debba eliminare il giudizio della Corte d\u2019assise a base di giudici popolari e che addirittura tutte le cause penali, qualunque sia la loro entit\u00e0, debbano essere giudicate dal magistrato togato, il solo che abbia la competenza, la capacit\u00e0, l\u2019esperienza per assicurare il trionfo della giustizia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato a domani, alle ore 11. Avverto che vi sar\u00e0 seduta anche alle 16, sempre per il seguito della discussione del progetto di Costituzione.<\/p><p>Per la nomina di tre membri dell\u2019Alta Corte della Regione siciliana.<\/p><p>CARONIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARONIA. Rinnovo la mia proposta formale di porre all\u2019ordine del giorno dei nostri lavori la nomina dei tre membri della Corte costituzionale per la Regione siciliana. Ho gi\u00e0 fatto anche proposta scritta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caronia, comprendo perfettamente la ragione della sua richiesta; ma non so se in questo momento l\u2019Assemblea sia in condizione \u2013 per la scarsit\u00e0 dei presenti \u2013 di decidere su questo argomento.<\/p><p>Io le sottopongo, pertanto, la possibilit\u00e0 di attendere a ripresentare formalmente la questione in una delle prossime sedute, nella quale la presenza di un numero superiore di membri dell\u2019Assemblea consenta di darle la ponderata decisione che essa merita.<\/p><p>CARONIA. Mi rendo conto delle ragioni di un rinvio; ma io non chiedo che si discuta stasera, chiedo che l\u2019argomento sia posto all\u2019ordine del giorno di una delle prossime sedute, perch\u00e9 il tempo che passa \u00e8 a tutto danno del Governo regionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9, secondo quanto ho esposto alcuni giorni fa, ero tenuto a ritenere che l\u2019Assemblea nella sua maggioranza, attraverso i propri portavoce autorizzati, avesse espresso l\u2019avviso che fosse opportuno procrastinare la decisione, o meglio la votazione per l\u2019elezione dei membri dell\u2019Alta Corte prevista dallo Statuto siciliano, oggi una modificazione di questo orientamento \u00e8 possibile solo se l\u2019Assemblea stessa decida che sia posta all\u2019ordine del giorno l\u2019elezione di cui si discute.<\/p><p>Ma ritengo che questa decisione non possa essere presa stasera, ma in altro momento in cui l\u2019Assemblea sia sufficientemente numerosa.<\/p><p>Pertanto, alla prima seduta nella quale constateremo che il numero dei presenti sia sufficiente per dare validit\u00e0 alla decisione, io proporr\u00f2 la questione che lei, onorevole Caronia, ha esposto in questo momento e chieder\u00f2 all\u2019Assemblea di decidere nel merito, cio\u00e8 se porre o non porre all\u2019ordine del giorno l\u2019elezione dei membri dell\u2019Alta Corte. Lei \u00e8 d\u2019accordo in questo senso?<\/p><p>CARONIA. S\u00ec, riservandomi di insistere nella mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la sua insistenza avr\u00e0 il suo valore, salvo la decisione dell\u2019Assemblea relativa alla designazione del momento in cui si possa procedere a questa votazione.<\/p><p>CARONIA. Onorevole Presidente, la mia insistenza \u00e8 determinata dal fatto che i Gruppi non sono stati interrogati dai rispettivi Presidenti<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caronia, questo \u00e8 un problema interno dei Gruppi nel quale io non posso entrare.<\/p><p>CARONIA. Onorevole Presidente, ogni deputato ha il diritto che una questione sia sottoposta all\u2019esame dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Ed io non glielo contesto, ma lei deve darmi atto che, ogni qualvolta la Presidenza interpella i rappresentanti autorizzati dei Gruppi, \u00e8 nel pieno diritto di ritenere che quanto questi rappresentanti dicono rappresenti la volont\u00e0 dei Gruppi stessi, salvo ad inficiarla da parte dei singoli, come ella sta facendo in questo momento.<\/p><p>CARONIA. Ripeto che nel caso specifico i rappresentanti dei Gruppi non hanno espresso la volont\u00e0 dei Gruppi perch\u00e9 questi non sono stati interrogati. Insisto nella mia richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se egli non stimi che possa tradursi in grave accusa contro il Governo l\u2019affermazione del quotidiano <em>Buonsenso<\/em> di essere stato costretto a cessare la pubblicazione per aver perduto le abituali sovvenzioni di organismi e ceti plutocratici e questo non appena il Qualunquismo si schier\u00f2 contro il Governo democristiano. Se non ritenga, altres\u00ec, che debba sollecitarsi la discussione alla Costituente della legge sulla stampa, che contempli anche la denunzia delle fonti di finanziamento dei giornali.<\/p><p>\u00abNasi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della pubblica istruzione, per sapere in via d\u2019urgenza le ragioni per le quali \u00e8 stata chiusa, per improvvise disposizioni del Provveditorato agli studi di Napoli, la sezione distaccata del Liceo-Ginnasio governativo di Meta di Sorrento, dove affluivano circa 100 allievi. Il provvedimento di chiusura \u00e8 giunto tanto pi\u00f9 improvviso e pregiudizievole, in quanto erano state gi\u00e0 effettuate le iscrizioni e si erano anche iniziate le lezioni, e ci\u00f2 in seguito alle ripetute assicurazioni del Ministro al sindaco di Meta, autorizzato alla stipula del regolare contratto di fitto dei locali.<\/p><p>\u00abCrispo\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere i motivi che avrebbero consigliato il Governo a rinviare alle future Assemblee legislative, contrariamente alla comune aspettativa, la discussione e l\u2019approvazione del progetto di legge sulla stampa, destinato a regolare in modo stabile e certo un settore dell\u2019attivit\u00e0 politica e culturale del Paese, turbato da ripetuti indizi di sopraffazione politica e di disordine economico e morale.<\/p><p>\u00abSchiavetti, Valiani, Pertini, Cianca\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo risponder\u00e0 a queste interrogazioni nella seduta di luned\u00ec prossimo, facendo rilevare, per quanto concerne la terza, che il disegno di legge sulla stampa \u00e8 stato presentato all\u2019Assemblea fin dal 23 marzo scorso.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata pure presentata la seguente altra interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri di grazia e giustizia e dell\u2019interno, per conoscere quali motivi abbiano potuto determinare, a nove mesi di distanza dai fatti ora addebitatigli, l\u2019arresto del dottor Marco Giardina, segretario della Camera del lavoro di Carbonia.<\/p><p>\u00abNel corso di uno sciopero avvenuto nel gennaio scorso ebbero luogo in Carbonia alcuni deprecabili incidenti, per altro isolati e rapidamente contenuti, i cui autori furono arrestati e deferiti all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>\u00abIn quell\u2019occasione il dottor Giardina, nella sua qualit\u00e0 di responsabile della locale organizzazione sindacale, svolse opera di freno e di pacificazione.<\/p><p>\u00abIl provvedimento che lo colpisce costituisce quindi un inqualificabile sopruso non soltanto contro la sua persona, ma contro l\u2019organizzazione sindacale che egli dirige per riconfermata volont\u00e0 degli aderenti, e contro tutta la popolazione lavoratrice del bacino minerario.<\/p><p>\u00abSpano, Laconi\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 il Ministro di grazia e giustizia \u00e8 assente da Roma, gli dar\u00f2 comunicazione di questa interrogazione al suo ritorno.<\/p><p>DE MARTINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MARTINO. Desidererei pregare il Governo di fissare la data per lo svolgimento di una interrogazione con richiesta di urgenza da me presentata, circa il termine che si dovrebbe stabilire per la vita dell\u2019A.R.A.R.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Sottosegretario Andreotti di voler esprimere il pensiero del Governo in proposito.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Si tratta di un\u2019interrogazione che concerne il Ministro dei trasporti; mi pare che una volta sia stata posta all\u2019ordine del giorno, e poi rinviata, forse per assenza del Ministro. Comunque, salva diversa comunicazione, la si potrebbe porre all\u2019ordine del giorno di luned\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RUGGIERO, <em>ff. Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti abbia preso per sopprimere quella indegna espressione della stampa, che \u00e8 rappresentata dai giornali e dalle riviste che si occupano esclusivamente di descrivere, con morbose illustrazioni e particolari, i delitti e i fatti di cronaca nera, e se non ritenga che ogni tolleranza in questo campo rappresenti una grave carenza dei compiti dello Stato, che devono essere volti all\u2019educazione e all\u2019elevamento morale dei cittadini, mentre questa stampa, contro l\u2019interesse sociale, rappresenta una larga, intollerabile e ignobile scuola di delinquenza.<\/p><p>\u00abFirrao, Giordani, Franceschini, La Pira, Bianchini Laura, Colombo Emilio, De Martino, Camangi, Monterisi, Titomanlio Vittoria, Rapelli, Ferrario Celestino, Corsanego, Codacci Pisanelli, De Michele, Bettiol\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri di grazia e giustizia e dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti intendano prendere per impedire che si continui, senza alcun ritegno, a mezzo di agenzie e di giornali, una illecita attivit\u00e0 diretta a violare il decreto-legislativo luogotenenziale 12 ottobre 1945, numero 669, il quale vorrebbe impedire che nelle sublocazioni di immobili e nelle cessioni di affitto si compiano le peggiori speculazioni ai danni di chi cerca una casa.<\/p><p>\u00abLami Starnuti\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se il Governo consente che avvengano e si ripetano manifestazioni apertamente fasciste e di carattere provocatorio, come il corteo di ieri, 5 novembre, a Napoli, per via Roma: manifestazioni che offendono la coscienza democratica degli italiani e possono diventare cagione di gravi incidenti e disordini.<\/p><p>\u00abLa Rocca, Sereni, Reale Eugenio, Amendola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della marina mercantile, per conoscere le decisioni del Governo circa la destinazione delle navi che ci vengono consegnate dagli Stati Uniti, in restituzione di quel nostro tonnellaggio mercantile, catturato o distrutto nei porti americani in occasione della guerra, e per cui gli armatori ricevettero, a suo tempo, l\u2019adeguato indennizzo.<\/p><p>\u00abLa Rocca\u00bb.<\/p><p>.\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali misure di carattere straordinario il Governo intenda adottare per provvedere alla gravissima situazione edilizia della citt\u00e0 di Napoli. Tale situazione, gi\u00e0 piena di pericoli, diventa ogni giorno pi\u00f9 insostenibile, per il crollo di vecchi palazzi, per lo sgombro forzato di abitazioni in seguito alle piogge (che mettono fuori uso case vetuste, ecc.), per il permanere delle requisizioni, e via di seguito.<\/p><p>\u00abLa Rocca, Reale Eugenio, Sereni, Amendola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del bilancio e del tesoro, per sapere se non ritengano giusto, doveroso ed opportuno disporre nuovi stanziamenti perch\u00e9 le piccole e medie industrie, specialmente se colpite e danneggiate dalla guerra, possano fruire e godere dei benefic\u00ee in loro favore disposti con il decreto 1\u00b0 novembre 1944, n. 367. Da notare che molte di tali industrie hanno preso ed hanno in corso preziose iniziative che corrono il pericolo di naufragare con gravissimo danno anche per l\u2019economia nazionale se non interviene l\u2019aiuto che fu lasciato sperare e sul quale fu fatto assegnamento in vista del suddetto decreto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se non ritenga opportuno migliorare, e con la massima possibile sollecitudine, il servizio ferroviario sulla linea Ionica, istituendo una nuova coppia di treni diretti fra Reggio e Taranto e disponendo, nel contempo, l\u2019invio di materiale rotabile nel Compartimento di Reggio, in modo da consentire che la composizione dei treni, sulla medesima linea, non venga fatta prevalentemente da carri bestiami. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPriolo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare l\u2019Alto Commissario per la sanit\u00e0, per conoscere per quali ragioni i recenti concorsi per medici condotti sono stati banditi con le stesse modalit\u00e0 stabilite dal vecchio Governo: esami, titoli, limiti di et\u00e0, ecc. senza nessuna agevolazione per coloro che sono in servizio; tranne quella di potervi prendere parte anche se superato il 45\u00b0 anno. Ne viene di conseguenza che un medico condotto che per ragioni di educazione dei figlioli o per altre ragioni debba trasferirsi in sito migliore, anche dopo 20 anni di servizio deve non solo fare gli esami, ma vincendo il concorso viene a perdere tutti i quadrienni acquisiti dopo tanti anni di sacrificato lavoro, e quel che pi\u00f9 bello iniziare la carriera <em>ex novo<\/em> col rischio di poter essere licenziato finito l\u2019anno di prova.<\/p><p>\u00abE se non sia il caso di disporre che i medici condotti in servizio stabile possano essere trasferiti da un comune all\u2019altro, magari nell\u2019istessa provincia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLucifero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se abbia notizia del malcontento diffuso tra i maestri supplenti anziani, i quali si vedono pareggiati ai giovani e giovanissimi nel concorso speciale riservato ai supplenti. Molti di questi maestri che furono gi\u00e0 danneggiati dalla riforma Gentile ed hanno maturato dieci e pi\u00f9 anni di supplenza, aspirerebbero ad una sistemazione per titoli. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLaconi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, per sapere per quale ragione non \u00e8 ancora stata presa in esame la sistemazione definitiva di tutti gli epurati antifascisti del 1922-1923 dell\u2019Amministrazione postelegrafonica riammessi in servizio in qualit\u00e0 di agenti diuturnisti; sistemazione che doveva essere decisa alla seduta del Consiglio dei Ministri dell\u20198 settembre 1947 e che \u00e8 stata demandata alla Costituente per essere col\u00e0 discussa in un tempo pi\u00f9 o meno prossimo. E per far presente l\u2019assoluta urgenza che la situazione di tale categoria venga al pi\u00f9 presto risolta per dare ad essa la possibilit\u00e0 di una giusta ricostruzione della carriera. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMatteotti Matteo\u00bb.<\/p><p>\u00abII sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019industria e commercio, per conoscere:<\/p><p>se sia vero che i cartai siano stati autorizzati a trattenere la percentuale sul fatturato, di legittima spettanza dell\u2019Ente cellulosa, e ci\u00f2 a far data dagli ultimi mesi del 1945;<\/p><p>se sia vero che oggi, pur di giungere a una riduzione del costo della carta per quotidiani, s\u2019intenda autorizzare i cartai a prelevare, dalle percentuali trattenute, la differenza fra il prezzo effettivo di costo della carta e quello di vendita agli editori;<\/p><p>se tutto ci\u00f2 non costituisca un espediente al fine di stabilire un prezzo politico per la carta dei quotidiani, con una corrispondente grave limitazione della loro indipendenza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abVillabruna\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0, data la scarsa quantit\u00e0 di lavoro offribile al popolo italiano in patria, di studiare i mezzi pi\u00f9 acconci a dividere equamente il lavoro per ogni singola famiglia, onde vuoi negl\u2019impieghi statali, vuoi presso enti privati non vengano assunti contemporaneamente pi\u00f9 di due membri della stessa famiglia se sprovvista di beni di fortuna ovvero pi\u00f9 di un membro in caso contrario. Per evitare l\u2019inconveniente lamentato e lamentabile di avere in alcune famiglie una paurosa integrale disoccupazione ed in altre una ingiusta ed immeritata occupazione di vari componenti, sarebbe al riguardo necessaria una congrua emanazione di norme imperative. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere quali provvedimenti intenda assumere a favore delle popolazioni della montagna Pesciatina e Pistoiese, le quali vedendosi distrutte lentamente, ma inesorabilmente le piante del castagno da \u00abla malattia dell\u2019inchiostro\u00bb, non hanno sufficienti risorse per procedere ai lavori di scasso e di bonifica dei terreni rimasti nudi delle piante in parola. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri degli affari esteri e del lavoro e previdenza sociale, per sapere quali misure sono state adottate o si ritiene debbano adottarsi per facilitare le correnti emigratorie nei Paesi d\u2019oltremare a sollievo parziale della intermittente disoccupazione del nostro povero e popolatissimo Paese. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga opportuno esonerare dalla ripetizione degli esami tutti o quasi tutti i maestri idonei che partecipano al concorso per il passaggio in ruolo, a norma del decreto legislativo n. 273, in data 21 aprile 1947, prescindendo naturalmente dal punteggio richiesto o abbassandolo alquanto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere quando potr\u00e0 essere riattivato il tronco ferroviario Roccasecca-Sora, per il quale i lavori di riattamento sono gi\u00e0 da tempo ultimati, tenendo presente che si tratta di una linea assolutamente necessaria per la vita e lo sviluppo dei traffici delle industriose popolazioni della Valle del Liri. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.40.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11 e alle 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLXXXI. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Messaggio della Camera dei deputati peruviana: Presidente Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Risposte scritte ad interrogazioni: Presidente Progetto di Costituzione delia Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Turco Bozzi Mastino Pietro Ciampitti Per la nomina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2307,2315,2390,2382,2317","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2287","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2287"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2287\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6450,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2287\/revisions\/6450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2287"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}