{"id":2285,"date":"2023-09-17T15:30:11","date_gmt":"2023-09-17T13:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2285"},"modified":"2023-10-21T15:47:33","modified_gmt":"2023-10-21T13:47:33","slug":"antimeridiana-di-giovedi-6-novembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2285","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2285\" class=\"elementor elementor-2285\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b897a3f elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b897a3f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-78b6114\" data-id=\"78b6114\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-807cb08 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"807cb08\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471106_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0a3fafe elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0a3fafe\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLXXX.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Tupini,<em> Ministro dei lavori pubblici<\/em><\/p><p>Murgia<\/p><p>Colombo<\/p><p>Vinciguerra<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Macrelli<\/p><p>De Martino<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Bencivenga<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Lettieri<\/p><p>Malvestiti, <em>Sottosegretario di Stato per le finanze<\/em><\/p><p>Tremelloni<\/p><p><strong>Per alcune interrogazioni con carattere d\u2019urgenza:<\/strong><\/p><p>Cifaldi<\/p><p>Presidente<\/p><p>Perlingieri<\/p><p>Perugi<\/p><p>Macrelli<\/p><p>Malvestiti, <em>Sottosegretario di Stato per le finanze<\/em><\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>COVELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Ambrosini, Pallastrelli e Bianchi Costantino.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>Dovendo l\u2019onorevole Murgia assentarsi, ha pregato che sia svolta per prima la sua interrogazione, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper sapere se non ritenga necessario revocare alla Societ\u00e0 Garigliano e suoi successori la concessione della costruzione del bacino idroelettrico del Taloro (Nuoro), gi\u00e0 iniziata e poi abbandonata, costruzione di importanza vitale per l\u2019avvenire industriale dell\u2019Isola oltrech\u00e9 agricolo per la provincia di Nuoro e avente altres\u00ec \u2013 quale bacino a monte di quello del Tirso \u2013 la funzione importantissima di regolare le piene e impedire gli straripamenti che nella presente stagione provocano l\u2019allagamento di diecine di migliaia di ettari del pi\u00f9 fertile terreno isolano distruggendo le semine o rendendo impossibili altri lavori agricoli autunnali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Effettivamente, la questione sollevata dall\u2019onorevole Murgia ha una notevole importanza per la situazione idrica in cui si trovala sua provincia. Io ho esaminato la questione e soprattutto mi sono preoccupato dei precedenti. I risultati della indagine portano a questa conclusione: che non esiste, attualmente, alcuna concessione a favore di nessuna societ\u00e0.<\/p><p>Nel 1932, vale a dire quindici anni fa, la societ\u00e0 Garigliano domand\u00f2 la concessione per la formazione di questo bacino, per scopi irrigui e di produzione di forza motrice. Senonch\u00e9, il Consiglio Superiore dei lavori pubblici si pronunzi\u00f2 in senso contrario, ritenendo che quell\u2019opera proposta dalla societ\u00e0, che ne chiedeva la concessione, non fosse rispondente n\u00e9 ai bisogni della regione, n\u00e9 adeguata agli scopi che la concessione stessa si proponeva.<\/p><p>Ho esaminato quel responso, e mi \u00e8 sembrato che almeno peccasse di eccessiva superficialit\u00e0. Pertanto ho invitato i miei uffici a riprendere in esame la questione ed a metterla a punto al fine di vedere, come eventualmente si possa venire incontro ai bisogni della popolazione, di cui l\u2019onorevole Murgia si \u00e8 reso interprete. Allo stato attuale delle cose, non posso dare che questa risposta: il mio Ministero \u00e8 sollecito a riprendere in esame la questione, che ritengo oggi molto importante, ed ove una nuova domanda, o della stessa societ\u00e0 o di altre, venisse presentata al Ministero, essa formerebbe oggetto di attenta e benevola considerazione al fine di portare a soluzione il problema che sta a cuore dell\u2019onorevole interrogante e delle popolazioni da lui rappresentate.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Murgia ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MURGIA. Onorevoli colleghi, sono parzialmente sodisfatto della risposta del Ministro: dico parzialmente perch\u00e9 non \u00e8 esatto quanto egli ha asserito, e cio\u00e8 che una concessione alla societ\u00e0 Garigliano non sia stata mai fatta dal Ministero dei lavori pubblici. Risulta, infatti, che il 4 gennaio 1929 la \u00abGarigliano\u00bb firmava il disciplinare di concessione per il primo salto e il 30 settembre 1929 il Consiglio Superiore dei lavori pubblici emetteva voto favorevole per l\u2019inizio dei lavori; il 30 giugno 1930 lo stesso Consiglio Superiore emetteva voto favorevole per l\u2019esecuzione dei lavori di tutti e tre i salti.<\/p><p>In seguito a tale autorizzazione furono, infatti, eseguite opere notevoli, e precisamente: una galleria di circa 2 chilometri per la costruzione di una dighetta provvisoria per la produzione dell\u2019energia elettrica necessaria per la costruzione dell\u2019opera, al fine di evitare prezzi e forniture ostruzionistiche della Societ\u00e0 Elettrica Sarda, che aveva ed ha un interesse supremo a che mai questo bacino venga costruito; fu impostata la costruzione della diga alta, costruita la strada di accesso dalla Nazionale fino al limite della diga, furono costruiti diversi altri chilometri di galleria forzata. Come dunque affermare che non \u00e8 stata mai concessa un\u2019autorizzazione alla Societ\u00e0 Garigliano, e soprattutto come affermare che il Consiglio Superiore dei lavori pubblici aveva ritenuto l\u2019opera non opportuna? Ci\u00f2 non \u00e8 possibile, di fronte ai dati sicuri e precisi che ho enunciato.<\/p><p>Ma ci\u00f2 che soprattutto in quel giudizio di allora mi colpisce \u00e8 che sia stata ritenuta non opportuna un\u2019opera che \u00e8 invece di vitale importanza per tutto l\u2019avvenire dell\u2019Isola dal punto di vista industriale e per la provincia di Nuoro dal punto di vista agricolo.<\/p><p>Quale \u00e8 infatti dal punto di vista industriale la produzione dell\u2019energia idroelettrica nell\u2019Isola? Essa \u00e8 costituita dal bacino del Tirso che produce 12.000 HP e del Coghinas che ne produce 19.866, cio\u00e8 complessivamente 31.866 cavalli-vapore; mentre il solo Taloro ne produrrebbe 68.660, cio\u00e8 pi\u00f9 del doppio dei due bacini riuniti. E allora se da solo il Taloro ha la capacit\u00e0 di produrre il doppio dell\u2019energia dei due bacini riuniti, quale pu\u00f2 essere stato il motivo che ha determinato quel giudizio di inopportunit\u00e0 dell\u2019opera? Forse un suo costo elevato? Assolutamente no; anzi \u00e8 questo un altro elemento che dimostra in modo decisivo la convenienza e l\u2019opportunit\u00e0 della costruzione. Infatti, la sua spesa \u00e8 prevista in misura di circa otto volte inferiore a quella del Tirso e diverse volte in meno di quella del Coghinas. Ci\u00f2 in virt\u00f9 della felicissima posizione naturale del bacino, e perch\u00e9 esiste in loco, gratis, e abbondantissimo, un prezioso materiale da costruzione: il granito. Quindi convenienza duplice: dal punto di vista della produzione di forza e della minore spesa.<\/p><p>Ma ad altri due scopi di capitale importanza rispondeva il bacino del Taloro e cio\u00e8:<\/p><p>1\u00b0) alla bonifica di un comprensorio di ben 21.000 ettari di terreno di cui 8.000 irrigabili:<\/p><p>2\u00b0) alla costituzione di uno sbarramento poderoso destinato a contenere la quantit\u00e0 d\u2019acqua che il sottostante bacino del Tirso non contiene e che trabocca inondando la fertilissima pianura del Campidano distruggendo le semine o rendendo impossibili altri lavori.<\/p><p>Quale \u00e8 stato, dunque, nonostante tali evidenti vantaggi, il motivo per cui un\u2019opera, di cos\u00ec capitale importanza per l\u2019Isola, non \u00e8 stata costruita? Ho accennato poco fa alla Societ\u00e0 Elettrica Sarda come a una societ\u00e0 rivale, che aveva interesse a che l\u2019opera non venisse mai costruita per evitare concorrenza e inevitabile diminuzione di prezzi dell\u2019energia, ora altissimi. Orbene la spiegazione \u00e8 questa: risulta che la Societ\u00e0 Garigliano fu incorporata nella Societ\u00e0 Campania di Elettricit\u00e0 e la concessione delle dighe del Taloro pass\u00f2 alla Meridionale di Elettricit\u00e0, che la controlla e il cui consiglio di amministrazione \u00e8 costituito dagli stessi uomini della Societ\u00e0 Elettrica Sarda. Ora preme a questa,Societ\u00e0, mantenere il monopolio dell\u2019energia; e a tal fine ha in mano la concessione, ci\u00f2 che giuridicamente non consentirebbe ad altri di costruire il bacino. \u00c8 qui che io richiamo e invoco tutta l\u2019attenzione del Governo perch\u00e9 in qualunque modo trovi una via d\u2019uscita a questa situazione, promuovendo la costruzione dell\u2019opera. Ci\u00f2 perch\u00e9 in Sardegna, anche dopo che sar\u00e0 costruito il bacino del Flumendosa, il fabbisogno isolano, checch\u00e9 se ne dica, sar\u00e0 sempre di gran lunga superiore alla produzione che ne risulter\u00e0. Infatti attualmente la produzione complessiva isolana, compresa quella delle centrali termiche, si aggira appena sui 230 milioni di chilowatt. Ora, anche ammesso che il Flumendosa possa produrre 250 milioni di chilowatt (ci\u00f2 che mi sembra difficilissimo), toccheremmo, sommandola alla produzione attuale, circa i 500 milioni di chilowatt. Sappiate per\u00f2 che quando saranno attuati i progettati, grandiosi impianti, la sola zona mineraria di Carbonia assorbir\u00e0 oltre 430 milioni di chilowatt, cio\u00e8 quasi tutta la produzione isolana. Aggiungete a tale considerazione il fatto che il bacino del Tirso, destinato alla irrigazione, dovr\u00e0 cessare la produzione dell\u2019energia elettrica in quanto che, per conservare l\u2019acqua nella stagione estiva per la irrigazione della bonifica di Oristano, dovr\u00e0 imporre un vincolo al serbatoio durante i mesi invernali. Tenete inoltre presente che, a tutt\u2019oggi, quasi un terzo dei Comuni dell\u2019Isola \u00e8 ancora immerso nell\u2019ombra per la mancanza di energia elettrica. Ci\u00f2 non pu\u00f2 essere ulteriormente tollerato. Ho messo \u2013 data la brevit\u00e0 dell\u2019ora \u2013 rapidamente in luce i motivi essenziali che dimostrano la indispensabilit\u00e0 della costruzione del bacino del Taloro che, come ho precedentemente detto, ha una funzione triplice e precisamente:<\/p><p>1\u00b0) Produzione di forza motrice destinata a dare il massimo impulso alle industrie dell\u2019Isola, che \u00e8 \u2013 tenetelo presente \u2013 la pi\u00f9 ricca regione mineraria d\u2019Italia e dove perci\u00f2 numerose altre industrie potrebbero sorgere e fiorire, trovandovi le condizioni ideali e cio\u00e8 esistenza di minerali ed energia elettrica.<\/p><p>2\u00b0) Bonifica di un comprensorio di ben 21.000 ettari, di cui 8.000 irrigabili, e dove esistono circa un milione di olivastri spontanei che dovrebbero essere trasformati in oliveti determinando cos\u00ec, conseguentemente, la costruzione di case coloniche e il popolamento della zona, attualmente abbandonata per cinque mesi dell\u2019anno a causa della quasi assoluta mancanza d\u2019acqua, che rende impossibile la residenza stabile di pastori e di greggi; popolamento che costituirebbe il pi\u00f9 efficace rimedio per combattere la delinquenza rurale, fino ad oggi invincibile a causa della solitudine.<\/p><p>3\u00b0) Sbarramento a monte per contenere, come poco fa ho detto, quella quantit\u00e0 di acqua che specialmente nell\u2019autunno e nell\u2019inverno straripa, travolgendo le coltivazioni e annientando le fatiche e i sudori di migliaia di contadini.<\/p><p>Concludendo, mi dichiaro pienamente sodisfatto delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Ministro nella parte della sua risposta dove mi assicura di aver dato gi\u00e0 disposizioni all\u2019ufficio competente per un pi\u00f9 profondo esame del problema di cui intende tutta l\u2019importanza per l\u2019avvenire dell\u2019Isola. E se, come non metto in dubbio, tale esame si far\u00e0 da un punto di vista scientifico di giustizia e con visione lungimirante dei risultati, esso sar\u00e0 un fattore potente e decisivo per l\u2019avvenire della mia terra, la quale, una volta creati i necessari presupposti industriali ed agricoli, sar\u00e0 in grado di nutrire un altro milione di abitanti.<\/p><p>Sotto questa luce, che \u00e8 la luce giusta, questo problema isolano, che io ho modestamente agitato, interpretando la volont\u00e0 e le aspirazioni del popolo sardo, assurge all\u2019importanza di un problema nazionale; e sotto questo aspetto dovr\u00e0 essere affrontato e risolto.<\/p><p>TUPINI. <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>L\u2019onorevole Murgia avrebbe dovuto, secondo me, scindere nel tempo le sue osservazioni; perch\u00e9 per quel che mi riguarda e per quel che riguarda questo Governo, non poteva aspettarsi una risposta diversa e migliore di quella che io gli ho data. Egli chiedeva che fosse revocata una concessione. Io ho trovato che una concessione non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, con voto del 19 luglio 1936, espresse parere che, sotto l\u2019aspetto economico, agricolo ed industriale non si ravvisava l\u2019opportunit\u00e0 ecc. ecc.<\/p><p>Le osservazioni dell\u2019onorevole Murgia sarebbero fondate, se il suo interlocutore non fossi io, ma un Ministro del tempo fascista. Per quel che mi riguarda ripeto che non potevo dargli risposta diversa.<\/p><p>MURGIA. \u00c8 esatto. Questi fatti riguardano il periodo del governo fascista che, nel 1936, ha impedito che fosse realizzata l\u2019opera di cui in un primo tempo aveva innegabilmente riconosciuto tutta la necessit\u00e0 per l\u2019avvenire e la prosperit\u00e0 dell\u2019Isola.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Colombo e Zotta, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper sapere se e quando intenda provvedere alla sistemazione degli acquedotti della Lucania ove, per la scarsa manutenzione e per la inadeguatezza degli impianti, intere popolazioni sono prive di acqua, con grave pregiudizio della salute e dell\u2019igiene\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Anche l\u2019onorevole Colombo, deve aspettarsi una risposta la quale riguarda questo Governo solo limitatamente al tempo della sua recente attivit\u00e0, non intendendo esso rispondere di quello che i precedenti Governi non hanno fatto. E all\u2019uopo devo ricordare che la questione dell\u2019Acquedotto della Lucania \u00e8 una questione che veramente giustifica l\u2019urgenza con la quale l\u2019onorevole Colombo ha interrogato il Governo, perch\u00e9 quella regione si trova effettivamente nelle condizioni di abbandono e di carenza che l\u2019onorevole Colombo ha ricordato.<\/p><p>Devo per\u00f2, a mia volta, richiamare i precedenti relativi all\u2019Acquedotto lucano.<\/p><p>La legge del 1942 autorizzava l\u2019Acquedotto pugliese a provvedere alla manutenzione ed al consolidamento, nonch\u00e9 ai bisogni idrici delle popolazioni lucane; furono stanziati all\u2019uopo 43 milioni, e successivamente altri dodici milioni per le opere di gestione per i primi cinque anni. La guerra ha impedito l\u2019esecuzione di questi progetti; quindi il problema del rifornimento idrico, sia a scopo di forza motrice che a scopo di irrigazione della Lucania, risorge oggi in tutta la sua imponenza e in tutta la sua importanza.<\/p><p>Ora, la Societ\u00e0 dell\u2019Acquedotto pugliese \u00e8 stata richiamata a mettere a punto i progetti, per vedere come si possa provvedere a quelle esigenze ricordate dall\u2019onorevole Colombo e che si riferiscono a tutta la situazione dell\u2019Acquedotto lucano. La societ\u00e0 ha presentato una proposta di finanziamento che si aggira intorno ai due miliardi.<\/p><p>I miei uffici, anche prima che assumessi la direzione del Ministero, avevano esaminato queste proposte ed hanno trovato che questa somma \u00e8 talmente insufficiente da bastare unicamente a provvedere alle spese ordinarie di manutenzione dell\u2019Acquedotto medesimo.<\/p><p>Ho disposto perci\u00f2 la messa a punto di un nuovo progetto. Frattanto ho interpellato gli uffici competenti, i quali mi hanno informato che la spesa si aggira intorno ai 6 o 7 miliardi. Questo fa sorgere un problema di finanziamento non indifferente, che, nelle condizioni attuali, non sar\u00e0 tanto facile risolvere. Ma, in omaggio a quel criterio pratico che deve sempre guidarci nell\u2019affrontare i vari problemi che riguardano la pubblica amministrazione, anche questo potr\u00e0 essere affrontato e risolto gradualmente pianificando nel tempo, e cio\u00e8 in pi\u00f9 anni, l\u2019esecuzione dell\u2019opera e la spesa relativa con la volont\u00e0 finalmente decisa di dare alla Lucania quello che essa giustamente attende.<\/p><p>In questo senso io ho dato direttive ai miei uffici di preparare i relativi progetti, e, intanto, ho invitato il Provveditorato alle opere pubbliche della Lucania a prendere gli opportuni accordi con l\u2019Acquedotto pugliese al fine di predisporre il necessario per l\u2019auspicato inizio dei lavori.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>COLOMBO. Ringrazio l\u2019onorevole Ministro soprattutto per la concretezza di questa risposta, poich\u00e9 egli ci dice che c\u2019\u00e8 qualche cosa di immediato da fare per la risoluzione di questo problema che \u00e8 veramente grave. Penso che l\u2019annunzio di una certa disponibilit\u00e0 di fondi e dell\u2019ordine dato di iniziare la preparazione dei progetti porter\u00e0 certamente un senso di soddisfazione in queste popolazioni, le quali sono quotidianamente costrette a percorrere dei chilometri per potersi approvvigionare di acqua.<\/p><p>La situazione, come poc\u2019anzi dicevo e come l\u2019onorevole Ministro ha ricordato, \u00e8 veramente grave. Ci sono delle borgate e dei paesi dove l\u2019acqua non arriva per niente, dove la gente, soprattutto i bimbi, vivono in una condizione, in quanto ad igiene, veramente deplorevole. Vi sono zone in cui la mortalit\u00e0 infantile \u00e8, a causa della dissenteria, quanto mai alta, proprio perch\u00e9 le popolazioni sono sovente costrette a fare uso di acque inquinate.<\/p><p>Certo il problema non si risolver\u00e0 compiutamente con quello che \u00e8 stato stabilito di fare in questo periodo e bisogner\u00e0 pensarci poi, in forma pi\u00f9 ampia. Io ringrazio ad ogni modo l\u2019onorevole Tupini perch\u00e9 ci promette che si terr\u00e0 ancora conto negli anni seguenti dei bisogni della Lucania.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Anche subito se ne tiene conto.<\/p><p>COLOMBO. Ma soprattutto desidererei che fossero immediatamente iniziati i lavori, e che venissero condotti proprio con il criterio cui ha fatto cenno l\u2019onorevole Ministro, con il criterio cio\u00e8 di inserire i particolari problemi, lungi dal considerarli a s\u00e9 stanti, in una visione ampia e generale. Molto denaro infatti si \u00e8 sciupato in passato, proprio perch\u00e9 non si \u00e8 avuta una visione generale dei problemi.<\/p><p>E vorrei pregare anche, che si tenga conto di quegli acquedotti la cui manutenzione non \u00e8 affidata all\u2019acquedotto pugliese, ma che sono invece alla diretta dipendenza dei Comuni che si sono assunti la responsabilit\u00e0 della manutenzione stessa.<\/p><p>Concludo, pregando l\u2019onorevole Ministro di tener conto, nella maniera pi\u00f9 larga possibile, delle necessit\u00e0 di questa regione chc ha tanto bisogno di provvidenze. Lo prego altres\u00ec, in questo periodo in cui si fanno piani tanto nel settore dei lavori pubblici, quanto in quello dell\u2019agricoltura, di voler tenere nella pi\u00f9 ampia considerazione i problemi, in genere, dell\u2019Italia meridionale, perch\u00e9 finalmente possano avere una soluzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Vinciguerra, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere le ragioni per le quali Ariano Irpino (Avellino) non \u00e8 stata compresa nel provvedimento legislativo in corso presso l\u2019ufficio legislativo dei lavori pubblici relativo all\u2019acquedotto consorziale dell\u2019Alta Irpinia, mentre Ariano, comune di trentamila abitanti, difetta di acqua potabile, avendo una tubolatura inquinata da infiltrazioni e con scarsissimo rendimento, per cui nella citt\u00e0 il tifo \u00e8 quasi endemico. Per conoscere altres\u00ec se invece l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno e di giustizia disporre che Ariano derivi l\u2019alimentazione idrica dall\u2019acquedotto pugliese, non essendo valide e fondate le ragioni che l\u2019Ente obietta in contrario\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Io concordo con l\u2019onorevole Vinciguerra circa la situazione in cui si trova Ariano a proposito della questione del suo rifornimento idrico e dell\u2019urgenza della sua soluzione. L\u2019onorevole Vinciguerra non ignora i provvedimenti predisposti dal mio Ministero per l\u2019acquedotto a favore della Regione irpina. L\u2019onorevole Vinciguerra si domanda perch\u00e9 da questo acquedotto sia esclusa Ariano.<\/p><p>Ariano si \u00e8 dovuta escludere, stando anche alle conclusioni tecniche dei competenti, perch\u00e9 sarebbe stato estremamente difficile poter allacciare questa localit\u00e0 all\u2019acquedotto degli altri comuni.<\/p><p>Perch\u00e9 i miei uffici dicono che \u00e8 difficile, se non addirittura impossibile, collegare Ariano all\u2019acquedotto degli altri comuni? Per l\u2019enorme distanza che separa Ariano dall\u2019acquedotto pugliese: si dovrebbero aggiungere ventinove chilometri di condutture a quelle previste; mentre le condizioni geologiche del terreno, le altimetrie, i franamenti richiedono poi anche opere d\u2019arte estremamente costose, che dovrebbero aggiungersi a quelle gi\u00e0 stabilite per il rifornimento idrico degli altri comuni dell\u2019Irpinia.<\/p><p>L\u2019onorevole Vinciguerra ha scritto anche a me la lettera nella quale confuta queste obiezioni dei miei uffici; dice che non \u00e8 esatto che ci siano delle condizioni di terreno che rendono troppo difficile e quindi costosa l\u2019opera; sostiene che la cifra denunziata dai miei uffici e che si aggira intorno al miliardo (<em>Commenti<\/em>), \u00e8 esagerata, mentre basterebbero cento milioni, da aggiungere a quelli gi\u00e0 stanziati per l\u2019acquedotto dei comuni irpini, per rifornire di acqua sufficiente la citt\u00e0 di Ariano.<\/p><p>Onorevole Vinciguerra, se ella mi dimostrer\u00e0, in contradittorio con le affermazioni dei miei uffici, di aver ragione, non sar\u00e0 difficile aggiungere agli ottocento milioni, gi\u00e0 stanziati per gli altri nove comuni, i cento milioni necessari per portare l\u2019acqua anche al suo comune.<\/p><p>In ogni caso, io mi sono preoccupato di queste difficolt\u00e0 e, portandovi un po\u2019 di spirito pratico, ho domandato ai miei uffici: Ma \u00e8 proprio necessario che noi agganciamo Ariano all\u2019acquedotto dell\u2019Irpinia, e attraverso l\u2019acquedotto dell\u2019Irpinia all\u2019acquedotto pugliese? Non sarebbe possibile esaminare l\u2019attuale acquedotto che fornisce l\u2019acqua ad Ariano per migliorarlo, per aumentare il volume dell\u2019acqua stessa? Esaminare un po\u2019 <em>in loco<\/em> la possibilit\u00e0 di captare nuove sorgenti e poter quindi limitare l\u2019opera del nostro Ministero a quella zona ridotta dell\u2019attuale acquedotto che rifornisce gi\u00e0 Ariano, per migliorarlo, per ripararlo, per impedire che delle infiltrazioni, come quelle lamentate dall\u2019onorevole Vinciguerra, possano inquinare l\u2019acqua e quindi mettere in pericolo le condizioni igienico-sanitarie della popolazione?<\/p><p>Io mi sono posto il problema e intendo risolverlo, perch\u00e9 anche a me sembra estremamente ingiusto che, mentre provvediamo con tanta sollecitudine ai nove comuni dell\u2019Irpinia, Ariano, che \u00e8 uno dei centri principali, debba restarne escluso, e mi metto a disposizione dell\u2019onorevole Vinciguerra, per trovare insieme il modo migliore per poter sodisfare l\u2019urgente necessit\u00e0 di acqua che ha il suo comune, che anche io riconosco. Ripeto che, ove questo possa essere sodisfatto con 100 milioni, io posso assicurare l\u2019onorevole Vinciguerra e l\u2019Assemblea che sar\u00e0 facile aggiungere questa somma a quella gi\u00e0 stanziata per poter dare anche ad Ariano l\u2019acqua che il Governo ha assicurato agli altri comuni dell\u2019Irpinia.<\/p><p>PRESIDENTE, L\u2019onorevole Vinciguerra ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>VINCIGUERRA. Avevo fatto pervenire al Ministro un memoriale con cui cercavo d\u2019illustrare la situazione, e mi attendevo una risposta un po\u2019pi\u00f9 sodisfacente.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Non vedo come potesse essere pi\u00f9 sodisfacente di quella che ho dato.<\/p><p>VINCIGUERRA. Ho spiegato come l\u2019inclusione del Comune di Ariano nel piano di lavori dell\u2019acquedotto pugliese non importi n\u00e9 spese eccessive, n\u00e9 opere straordinarie e neppure un aggravio per l\u2019acquedotto pugliese. Esporr\u00f2 degli elementi che io ricavo dalla relazione del Genio civile di Avellino, il quale, in concordanza col Provveditorato alle opere pubbliche che nel 1936 risiedeva a Caserta, aveva contemplato la possibilit\u00e0 di includere Ariano in questo progetto di costruzione di acquedotto consorziale.<\/p><p>Incomincio col rilevare, poich\u00e9 cos\u00ec risulta da questa relazione di carattere ufficiale, che l\u2019acquedotto dell\u2019Alta Irpinia si estende al Comune di Guardia Lombardi. Ora, da Guardia Lombardi ad Ariano, c\u2019\u00e8 una distanza di appena 29 chilometri che non possono spaventare nessuno. Tutto l\u2019acquedotto dell\u2019Alta Irpinia, senza Ariano, raggiunge una lunghezza di 70 chilometri. Non so perch\u00e9 29 chilometri debbano spaventare.<\/p><p>TIPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Settanta chilometri divisi per 9 Comuni; 29 chilometri per un solo Comune: ecco il punto da risolvere.<\/p><p>VINCIGUERRA. Tutta l\u2019opera \u00e8 di 70 chilometri; per arrivare ad Ariano bisogna fare un piccolo sforzo ed aggiungere altri 29 chilometri.<\/p><p>Ad ogni modo non \u00e8 esalto che bisogna perforare il sistema dei monti, come mi pare dicesse l\u2019onorevole Ministro, perch\u00e9 questa condotta di mandata \u2013 \u00e8 questo il termine tecnico dovrebbe percorrere soltanto la vallata del fiume Ufita dove sorgerebbe la necessit\u00e0 di qualche sifone.<\/p><p>Quindi non si tratta n\u00e9 di una distanza eccessiva, n\u00e9 di opere di carattere straordinario per superare difficolt\u00e0 orografiche.<\/p><p>Per di pi\u00f9 \u00e8 previsto nel progetto che il ripartitore dell\u2019acquedotto sar\u00e0 collocato a Guardia Lombardi, che sta a quota 1020, sicch\u00e9 l\u2019acqua arriverebbe ad Ariano che sta pi\u00f9 in basso a quota 800, soltanto per forza di gravit\u00e0 e non vi sarebbe bisogno di nessuna opera di sollevamento.<\/p><p>Inoltre per il Comune di Ariano basterebbero 15 litri al secondo, in rapporto alla popolazione concentrata del Comune, perch\u00e9 il resto della popolazione vive in campagna. Ora, 15 litri non rappresentano un aggravio per l\u2019acquedotto pugliese che ha una portata di 6.000 litri al secondo, e ora, per una transazione che ha fatto con la Societ\u00e0 elettrica meridionale della Campania, capter\u00e0 le sorgenti di Cassano Irpino per altri 3.500 litri. Io penso che 15 litri non rappresentino un prelievo, una usura tale da diminuire la possibilit\u00e0 di rifornimento per le Puglie. Sono i tecnici che dicono che l\u2019aggregazione di Ariano importerebbe una maggiore spesa, di soli cento milioni. Per quanto riguarda la spesa, il provvedimento legislativo. (lo Stato dar\u00e0 un contributo del 70 per cento) prevede un\u2019opera di 800 milioni per i nove comuni dell\u2019Alta Irpinia. Arriviamo in complesso (perch\u00e9 800 milioni \u00e8 la previsione), arriviamo in complesso ad un miliardo con Ariano, che deve costruire solo 29 chilometri con una spesa in pi\u00f9 di 200 milioni. Non capisco quindi perch\u00e9 si parli di una spesa di un miliardo solo per Ariano; se per nove comuni, con diverse opere di sollevazione, si prevede una spesa di appena 800 milioni, perch\u00e9 poi, solo per Ariano, la spesa sarebbe di un miliardo? Al Ministro dev\u2019essere evidentemente pervenuta una informazione inesatta.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Sono dati tecnici.<\/p><p>VINCIGUERRA. Io credo che per una spesa di circa 200 milioni non sia il caso di avere esitazioni e di escludere il comune di Ariano dai benefici di un\u2019opera il cui merito andr\u00e0 per primo al Ministro in carica.<\/p><p>Con ogni sincerit\u00e0 il Ministro diceva; vediamo se \u00e8 possibile provvedere diversamente all\u2019alimentazione idrica di Ariano.<\/p><p>Ma non si pu\u00f2! Anzitutto l\u2019acquedotto attuale da cui derivano le acque, secondo un provvedimento del cessato regime (non voglio dire che solo per questo fu un provvedimento dittatoriale!), fu dimezzato per destinarlo anche ad alimentare il comune di Montecalvo. Sono stati poi fatti esperimenti dal Genio civile e dal Provveditorato per le opere pubbliche della Campania per vedere se fosse possibile usufruire di altre opere pubbliche e captare altre sorgenti. Questo non \u00e8 stato possibile.<\/p><p>Esisteva la sorgente di Noce Verde dalla quale, per captare un litro al secondo, occorreva (quella era una spesa veramente inutile!) una spesa di 300 milioni. In modo che, se in conclusione Ariano non approfitta in questo momento di questa opera di alta utilit\u00e0, il comune \u00e8 condannato a mantenersi nelle condizioni attuali, che non sono davvero le pi\u00f9 felici, con un acquedotto inquinato (\u00e8 riconosciuto da uria relazione della Direzione di sanit\u00e0, che ho citato nel mio memoriale), con tutte le conseguenze che ne derivano, col tifo che regna in permanenza fra quella popolazione.<\/p><p>Il problema del Mezzogiorno \u2013 di cui tutti parliamo \u2013 \u00e8 soprattutto un problema di acqua e di strade. Quando si parla del Mezzogiorno si fanno tante promesse, ma quando si deve passare ai fatti&#8230;<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>L\u2019acquedotto Irpino \u00e8 un fatto concreto!<\/p><p>VINCIGUERRA. Ma si commette una ingiustizia verso Ariano!<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Cerchiamo di riparare, l\u2019ho gi\u00e0 detto!<\/p><p>VINCIGUERRA. Del resto il Ministro Sereni aveva gi\u00e0 disposto presso il Provveditorato delle opere pubbliche della Campania perch\u00e9 la conduttura fosse proporzionata alla popolazione di Ariano. Attendiamo che il Ministro Tupini dia eguale disposizione, perch\u00e9 se la tubatura sorge solo per il fabbisogno,di nove comuni \u00e8 inutile pensare a un qualsiasi vantaggio per Ariano.<\/p><p>Di modo che, anzitutto bisogna provvedere al piano di questa tubatura e tenere fermo un impegno che \u00e8 impegno del Governo d\u2019Italia verso una benemerita popolazione che paga milioni e milioni di tasse e che vuole avere almeno un bicchiere di acqua. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Macrelli, ai Ministri dell\u2019interno e dei lavori pubblici, \u00abper sapere quali provvedimenti saranno adottati o intendano adottare per alleviare i danni arrecati dal recente nubifragio in provincia di Forl\u00ec\u00bb. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Naturalmente io risponder\u00f2 per una parte dell\u2019interrogazione.<\/p><p>Per quanto riguarda la competenza del Ministero dell\u2019interno devo premettere che l\u2019intervento di questa amministrazione deve essere limitato, nei casi del genere, ad eventuali erogazioni speciali sui fondi per l\u2019assistenza e attraverso l\u2019E.C.A. in favore delle famiglie sinistrate che versano in condizioni pi\u00f9 gravi e di pi\u00f9 urgente bisogno, escluso, perci\u00f2, qualsiasi carattere di risarcimento di danni la cui valutazione e i cui provvedimenti esulano dalla competenza del Ministero dell\u2019interno.<\/p><p>All\u2019E.C.A. della provincia di Forl\u00ec, su richiesta del Prefetto, per l\u2019assistenza delle famiglie bisognose, come \u00e8 detto, perch\u00e9 danneggiate dai disastri del 22 settembre, \u00e8 stata assegnata la somma di 4 milioni. Comunque il Ministero non intende limitare a questa somma i soccorsi in questo determinato settore, ma, naturalmente, occorre che da parte della autorit\u00e0 locali gliene venga fatta segnalazione.<\/p><p>Assicuro comunque che queste segnalazioni verranno vagliate con la massima benevolenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole. Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> All\u2019onorevole Macrelli dico che i comuni che furono colpiti dal nubifragio e che formano oggetto della sua interrogazione, mi pare che siano stati cinque o sei: Bertinoro, Civitella di Romagna, Meldola, Predappio e Rocca San Casciano con le campagne circostanti. \u00c8 inutile che noi adesso elenchiamo ed individuiamo i singoli danni riportati da questi comuni. Io debbo soltanto informare l\u2019onorevole Macrelli che il mio Ministero, non appena fu informato di quanto era avvenuto, cerc\u00f2 di provvedere, nei limiti delle sue possibilit\u00e0, a tutte le opere di pronto soccorso che costituirono un intervento finanziario di 20 milioni, che furono distribuiti con criterio di comparazione fra i vari comuni, in relazione alla entit\u00e0 dei danni. Furono dati a Meldola 5 milioni e 500.000 lire, a Predappio 5 milioni e 500.000 lire, a Civitella di Romagna 5 milioni e 500.000 lire, a Bertinoro un milione, a Rocca San Casciano 2 milioni e 500.000 lire.<\/p><p>Fu disposto anche un accertamento sommario dei danni riportati dalle opere pubbliche, e questo ammonta ad una cifra di 80 milioni salvo pi\u00f9 approfondite valutazioni.<\/p><p>Ella sa, onorevole Macrelli, che per quanto attiene alla costruzione di opere definitive, in quanto non risultano sufficienti i lavori eseguiti di pronto soccorso, dovranno provvedere i comuni valendosi della legge che mette a carico dello Stato il 50 per cento dell\u2019importo delle opere stesse. Il Governo, per quanto attiene al successivo intervento per la riparazione dei danni nei limiti delle sue disponibilit\u00e0 e delle leggi che regolano la materia, agir\u00e0 con la massima larghezza perch\u00e9 sente il dovere di venire incontro a delle popolazioni che, senza loro colpa, hanno subito danni cos\u00ec gravi, come quelli che formano oggetto della sua interrogazione. Ad ogni modo stia tranquillo, onorevole Macrelli, che noi cercheremo di sodisfare questi bisogni con quello spirito di comprensione del quale, credo che abbiamo dato gi\u00e0 prove concrete.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MACRELLI. Ringrazio l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato all\u2019interno e il Ministro dei lavori pubblici per le risposte che mi hanno dato. Non sono completamente sodisfatto, ed \u00e8 naturale che sia cos\u00ec del resto.<\/p><p>Noto intanto che quella somma che il Ministero dell\u2019interno ha erogato alla provincia di Forl\u00ec, colpita gravemente dal nubifragio del 22 settembre, \u00e8 una somma inadeguata. Penso che dovr\u00e0 ancora essere aumentata e che dalla Prefettura e dai Comuni interessati arriveranno richieste a questo proposito. Prendo atto anche di quello che ha detto il Ministro dei lavori pubblici. Sapevo gi\u00e0 che per alcuni comuni (non per tutti) della provincia di Forl\u00ec danneggiati da quell\u2019alluvione, erano stati erogati per riparazioni venti milioni. La distribuzione non \u00e8 stata molto equa. Bisognava aggiungere qualche cosa di pi\u00f9. Intanto i danni hanno raggiunto e forse superato gli 80 milioni solo per quanto riguarda le opere pubbliche. Non bisogna dimenticare per\u00f2, che nel quadro generale occorre aggiungere il complesso di danni apportati in quella zona all\u2019agricoltura. L\u2019Ispettorato dell\u2019agricoltura di Forl\u00ec \u2013 \u00e8 un altro ufficio, siamo perfettamente d\u2019accordo \u2013 ha mandato un rapporto al Ministero competente da cui risulta che i danni complessivamente per l\u2019agricoltura hanno raggiunto la cifra enorme di quasi trecento milioni e l\u2019ispettorato ha chiesto che siano dati i fondi congrui per riparare \u2013 almeno in parte \u2013 quello che \u00e8 stato distrutto. Ma per rimanere sul terreno della interrogazione che riguarda il Dicastero dei lavori pubblici, far\u00f2 notare che le zone colpite il 22 settembre sono quelle che, in precedenza, dalla guerra avevano riportato i danni maggiori e peggiori. Basta che io ricordi Bertinoro, Civitella di Romagna,. Meldola, Predappio, Rocca San Casciano.<\/p><p>Danni enormi comunque e dovunque verificatisi cui si sono aggiunti ora quelli del nubifragio. Il Ministero ha dimenticato un comune, che pure era stato segnalato dal Genio civile e dall\u2019Ispettorato delle opere pubbliche di Bologna: Mercato Saraceno, proprio la zona cui si riallacciano i ricordi della mia lontana giovinezza.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Ed anche della pi\u00f9 antica democrazia cristiana.<\/p><p>MACRELLI. La sua interruzione \u00e8 opportuna, onorevole Ministro. Continui quello che ha fatto ieri sera al Colle Capitolino. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dunque, si \u00e8 dimenticato completamente. Vorrei che il Ministro notasse anche questa lacuna. Ad ogni modo, far\u00f2 presente che il Genio civile di Forl\u00ec, pur riferendosi alle provvidenze ed alle agevolazioni di cui alle leggi 30 giugno 1940 e 21 marzo 1907, ha chiesto di urgenza un provvedimento straordinario con il quale lo Stato dovrebbe assumersi gli oneri dei lavori per le riparazioni necessarie. Io mi rivolgo al Ministro a questo proposito perch\u00e9 voglia accogliere le richieste. L\u2019altro giorno, voi lo sapete, abbiamo avuto qui una battaglia per la terra di Romagna. Sembrava che si dovesse cancellare dalla storia e dalla geografia: non cancelliamola adesso anche attraverso il nubifragio e attraverso le negate provvidenze del Ministero (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Io conto tanto sull\u2019intervento del Ministero dell\u2019interno quanto su quello degli altri due pi\u00f9 importanti Dicasteri: il Ministero dei lavori pubblici ed il Ministero dell\u2019agricoltura. Sono certo che ascolteranno questa mia invocazione. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole De Martino, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere se esistono speciali ragioni che determinano nell\u2019Azienda della strada la volont\u00e0 o la necessit\u00e0 di ben mantenere le strade nazionali del Nord, del Centro e di parte dell\u2019Italia meridionale, precisamente fino alla citt\u00e0 di Salerno, mentre da Salerno in gi\u00f9 le strade nazionali sono quasi completamente abbandonate\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.,<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> La Direzione generale della strada mi assicura che le doglianze dell\u2019onorevole De Martino non sono rispondenti allo stato delle cose \u2013 e nella specie, delle strade \u2013 perch\u00e9 l\u2019A.N.A.S. afferma di procedere nelle opere di manutenzione e di miglioramento delle strade nazionali con un criterio uniforme e imparziale verso tutte le regioni.<\/p><p>La Direzione generale della strada mi fornisce anche delle cifre, in base alle quali, per quanto attiene ai 5 miliardi annui stanziati in bilancio per la manutenzione delle strade statali, questi vengono distribuiti in modo razionale e proporzionato sia alla lunghezza delle strade come al fabbisogno delle medesime, in ogni parte d\u2019Italia. Inoltre, mi si assicura che, per quanto attiene a riparazioni di strade danneggiate per gli eventi bellici, si sta spendendo in questo momento, per le strade dell\u2019Italia meridionale, una somma pari a un miliardo e 500 milioni. Io ho voluto portare una mia particolare attenzione sulla situazione di queste strade. Per quanto attiene all\u2019erogazione di fondi gi\u00e0 stanziati per i bilanci finanziari 1947-1948 e 1948-1949, noi disponiamo per la manutenzione, miglioramenti e fabbisogno delle strade statali, della somma di 6 miliardi. Si \u00e8 disposto, dicevo, che vengano ripartiti per questi due esercizi nella seguente misura: Campania e Molise 320 milioni; Puglie 280 milioni; Basilicata 230 milioni; Calabria 270 milioni; Sicilia 2 miliardi e 180 milioni, tenuto conto che durante l\u2019occupazione della Sicilia gli alleati trascurarono completamente la manutenzione di quelle strade, per mancanza di bitume e di asfalto, portandole in condizioni che meritano la pi\u00f9 grande attenzione da parte degli organi governativi e tecnici.<\/p><p>Ove si consideri, onorevole De Martino, che la lunghezza delle strade stata \u00e8 di 21.000 chilometri e che quelle rientranti nel comprensorio delle regioni indicate formano un chilometraggio complessivo di 7.800 chilometri, se ella fa la somma delle erogazioni per la manutenzione di quelle strade sui 6 miliardi, totalizzer\u00e0 un complesso di 3 miliardi e 280 milioni, che rappresentano veramente una distribuzione tale \u2013 non so se da sodisfare l\u2019onorevole De Martino per quanto riguarda il passato \u2013 ma, io credo, certamente da sodisfarlo per quanto riguarda il presente ed il prossimo futuro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole De Martino ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DE MARTINO. Per la prima parte, quella che riguarda le assicurazioni date dall\u2019A.N.A.S., non posso dichiararmi sodisfatto.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro ha detto che la distribuzione dei fondi viene fatta proporzionatamente, equamente; sono due vocaboli non concreti. Le provvidenze per le strade del Mezzogiorno dovrebbero essere in rapporto alla sua popolazione ed alle sue possibilit\u00e0 economiche. Anche le strade del Mezzogiorno rientrano in quel complesso problema, che noi consideriamo sotto l\u2019appellativo di \u00abproblema del Mezzogiorno\u00bb. Se l\u2019A.N.A.S. intende distribuire le somme soltanto in rapporto al chilometraggio delle strade, allora va perpetuandosi il torto che si fa al Mezzogiorno, anche rispetto alle strade; mentre bisognerebbe cercare di dare al Mezzogiorno qualcosa di pi\u00f9.<\/p><p>Si potrebbe notare, come l\u2019A.N.A.S. non nota, che, percorrendo le strade del Nord, non si va incontro agli inconvenienti che invece si hanno percorrendo le strade del Sud, inconvenienti dovuti alla cattiva manutenzione.<\/p><p>Richiamo l\u2019attenzione del Ministro sul fatto che fino a Salerno esistono case cantoniere, mentre da Salerno in gi\u00f9 quasi non ne esistono. Mi sembra che l\u2019A.N.A.S. non voglia tener presente questa situazione.<\/p><p>Per la seconda parte, riguardante la distribuzione dei 6 miliardi, mi dichiaro sodisfatto e spero che i fatti abbiano a seguire le promesse.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Bencivenga, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere i reali motivi che hanno indotto il Governo a procrastinare fino al 30 giugno 1948, e cio\u00e8 praticamente fino a dopo la convocazione dei comizi elettorali, l\u2019istituzione del \u00abconfino di polizia\u00bb, uno dei pi\u00f9 efficaci strumenti della dittatura fascista; provvedimento, codesto, che offende gli imprescrittibili diritti della libert\u00e0, riconquistata dal popolo italiano a prezzo di sofferenze e di sangue e lede il diritto dell\u2019Assemblea di definire quella parte della legge sull\u2019elettorato attivo, sottoposta al suo esame, che riguarda la sospensione dal diritto elettorale (articolo 47)\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Necessit\u00e0 obiettive hanno imposto al Governo di prorogare la legge per cui protesta l\u2019onorevole interrogante. Necessit\u00e0 obiettive: l\u2019esistenza, o meglio, la persistenza di manifestazioni fasciste ed il dovere, da parte dello Stato, di reprimere siffatte manifestazioni. Unica legge che prevede la repressione di queste manifestazioni \u00e8 precisamente quella per cui protesta l\u2019onorevole interrogante, perch\u00e9 la legge a difesa delle istituzioni democratiche \u00e8 tuttora pendente davanti l\u2019Assemblea Costituente, ed, in attesa che l\u2019Assemblea Costituente decida su questa legge, non poteva il Governo onestamente rinunziare all\u2019unico strumento legale che gli era dato per reprimere queste manifestazioni fasciste, anche perch\u00e9 il Governo, per impegni di carattere internazionale, \u00e8 tenuto a reprimere il risorgere od il manifestarsi di attivit\u00e0 fasciste.<\/p><p>Si \u00e8 trattato di una proroga che, per quanto riguarda la limitazione del diritto elettorale, verr\u00e0 senz\u2019altro soppressa dalle disposizioni che l\u2019Assemblea Costituente prender\u00e0 in ordine alle limitazioni del diritto elettorale. Quindi \u00e8 ovvio che la parte di questa legge che \u00e8 stata prorogata, cadr\u00e0 automaticamente il giorno che l\u2019Assemblea Costituente avr\u00e0 deciso in materia di limitazioni del diritto elettorale.<\/p><p>\u00abIl Ministro di polizia\u00bb \u2013 come ha detto l\u2019onorevole Bencivenga, ripetendo analoga espressione, che vorrebbe essere spregiativa, ripetuta da altri settori dell\u2019Assemblea \u2013 non ha avuto che questo modesto compito: di proporre al Consiglio dei Ministri, che l\u2019ha unanimemente approvata, la proroga della legge, e non intende servirsene come strumento di persecuzione. Perch\u00e9 \u00e8 vero, onorevole Bencivenga, che il confino fu uno strumento di persecuzione di cui si serv\u00ec il fascismo, ma \u00e8 altrettanto veto che il fascismo si serv\u00ec anche di tante altre cose che noi troviamo lecite e legittime. La differenza, e non \u00e8 molto lieve, \u00e8 questa, onorevole Bencivenga: che il confino di polizia veniva usato da un regime di dittatura e con sistemi di puro arbitrio che sono tipici del regime di dittatura; mentre, oggi, il confino \u00e8 usato da un Governo democratico, non per consolidare un regime di dittatura, come fu nelle intenzioni del regime fascista, ma \u2013 come \u00e8 detto nella legge \u2013 per difendere le libert\u00e0 democratiche contro gli attentati da parte di chi nega, o ha negato nel passato la democrazia. E l\u2019uso di questo potere \u00e8 fatto alla luce del sole, \u00e8 fatto sotto il controllo vigile del Parlamento e del Paese e da un Governo che \u00e8 responsabile della sua azione davanti all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>L\u2019onorevole Bencivenga sa benissimo che tutte queste cose non esistevano in regime fascista e che quindi non possiamo mettere sullo stesso piano e qualificare con le stesse parole altisonanti e dare lo stesso atroce giudizio a un provvedimento di questo genere da parte di un Governo democratico, per la tutela delle libert\u00e0 democratiche.<\/p><p>Tuttavia, il Governo ha dimostrato, come \u00e8 nel costume di un regime veramente democratico, di usare delle leggi con molta temperanza, tanta temperanza che forse l\u2019onorevole Bencivenga non sa esattamente quale \u00e8 il numero delle persone colpite da queste disposizioni. Il numero \u00e8 limitatissimo; ma non faccio questione di numero. Se nelle disposizioni ci fosse un arbitrio e se questo arbitrio potesse colpire solamente una persona, noi dovremmo colpire l\u2019arbitrio.<\/p><p>Ripeto che l\u2019applicazione di questa disposizione \u00e8 cos\u00ec temperata che sono appena ventuno le persone colpite dal confino; e le persone che vengono deferite alla Commissione per il confino hanno tutti i mezzi di difesa, in primo e in secondo grado.<\/p><p>Il Ministro dell\u2019interno personalmente non interviene mai perch\u00e9 ha rinunciato ed ha delegato al Sottosegretario la presidenza della Commissione centrale. Gli imputati hanno tutte le possibilit\u00e0 di difesa legale: ma sono difesi ben pi\u00f9 ampiamente dal controllo parlamentare, della stampa e dell\u2019opinione pubblica.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 quindi nessuna preoccupazione che il confino possa essere uno strumento di tirannia del Governo, democristiano o non, o per scopi di partito. Questo \u00e8 assolutamente lontano dalle nostre intenzioni; e gli uomini che siedono a questi banchi di Governo possono dare garanzie sufficienti, che non si serviranno mai del potere per compiere soprusi contro le libert\u00e0 dei cittadini, dal momento che molti di questi uomini hanno conosciuto quello che \u00e8 stato il regime fascista ed il sistema poliziesco fascista.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bencivenga ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>BENCIVENGA. Mi dichiaro sodisfatto solo in parte, solo per l\u2019assicurazione di avvalersi di queste disposizioni con molta moderazione.<\/p><p>Io avevo fatto una interpellanza, che poi ho cambiato in interrogazione, data l\u2019esigenza dei lavori parlamentari, e mi ripromettevo di richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sulla situazione di politica interna, e sui mezzi pi\u00f9 idonei per affrontarla.<\/p><p>A nessuno sfugge che esiste nel Paese un senso di malcontento e, diciamo anche, di nostalgia fascista. Ma dobbiamo anche guardare se questo non \u00e8 frutto di errori commessi da noi. Quando il Comitato di liberazione nazionale a Roma ebbe l\u2019infelice idea di fare quel decreto col quale i vecchi fascisti \u2013 anche le persone che non avevano nulla da rimproverarsi \u2013 si cacciavano come avanzi, reietti dalla societ\u00e0, quando si privavano del diritto di voto, quando si epuravano, quando si licenziavano e si mettevano sul lastrico padri di famiglia, \u00e8 chiaro che sorgesse un senso di ribellione; ma questo \u00e8 avvenuto in ogni cambiamento di regime. Per\u00f2 nessun regime ha preso le misure che abbiamo prese noi. Perch\u00e9, signori miei, quando si \u00e8 instaurata la monarchia dopo l\u2019impero napoleonico, Luigi XVIII, non solo non ha fatto niente di male, ma ha dato pure una pensione a dei regicidi! Ora, non vi \u00e8 esempio delle esagerazioni che abbiamo fatte noi. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunque, c\u2019\u00e8 una questione: io, signori, credo che anche i mezzi pi\u00f9 severi di repressione possano essere tollerati, ma quello che io combatto sono i provvedimenti di polizia, perch\u00e9 la polizia \u00e8 uno strumento di dittatura. La polizia serve a tutto, quando la polizia non sia altro che la maschera del Ministro, che fa da dittatore.<\/p><p>Io vi faccio osservare che quando fu adottato il confino dal fascismo, quella era una formula non dico accettabile, ma tollerabile, e fu presentata al Parlamento, al Senato e alla Camera, ed al Senato ebbe 43 voti contrari e al Parlamento otto, perch\u00e9 gi\u00e0 c\u2019era \u00abl\u2019Aventino\u00bb che aveva abbandonato l\u2019Aula.<\/p><p>Ebbene, dopo pochi mesi che la legge era stata approvata, questa ebbe una applicazione veramente vergognosa, ed io ne posso parlare con cognizione di causa e per fatto personale: io non avevo fatto nulla, fui chiamato di fronte ad una Commissione composta come oggi \u00e8 composta; mi si domand\u00f2 se io ero fascista o antifascista. Io dissi: antifascista.<\/p><p>La prima sanzione fu un anno di ammonizione, e fin l\u00ec niente di male. Poi, circondato da guardie e carabinieri, ho cominciato a vivere nella mia casetta; ma successivamente fui chiamato per tre giorni in questura; poi, inviato per quaranta giorni a Regina Coeli senza essere interrogato; poi, ebbi cinque anni di confino; finisco il confino e ritorno a casa, ma, non avevo nemmeno disfatto le valigie, che ebbi un\u2019altra ammonizione, e tutto questo sotto una legge che era mitissima e molto meno grave di quel famoso decreto Bonomi del 1944.<\/p><p>Ora, \u00e8 contro questi pericoli che io parlo; e guardate che io non dico che la polizia sia degna di biasimo e faccia questo per malvolere, ma la polizia non pu\u00f2 fare il processo; la polizia fonda le sue decisioni sulle informazioni. Sono gli informatori, i confidenti, che possono dire quello che vogliono, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun tribunale che li possa condannare per falsa testimonianza; per cui se domani uno dice che Bencivenga, che poi sarei io, cospira contro la democrazia, questo basta per impacchettarmi e portarmi via. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma, onorevole Presidente, lei pure ha passato i guai che abbiamo passato tutti noi; e quindi noi dobbiamo togliere dalle mani della polizia la possibilit\u00e0 di colpire a suo piacimento. Mettete cinquanta anni di galera, mettete la fucilazione, ma non applicate questo sistema di polizia, perch\u00e9 sono i giudici quelli che debbono condannare. Io ho passato cinque anni di confino e qui c\u2019\u00e8 qualcuno che ne ha passati anche di pi\u00f9. Perci\u00f2 l\u2019esperienza deve servire a qualche cosa. La polizia \u00e8 uno strumento di tirannia e deve essere, quindi, ridotta solo a vigilare e a controllare, in base a leggi, l\u2019attivit\u00e0 materiale; ma chi deve condannare sono i giudici e non la polizia.<\/p><p>Questo \u00e8 quello che volevo dire, il resto non ha nessuna importanza e si pu\u00f2 trascurare. Ma io vi invito a leggere gli articoli 1 e 3 di questa legge, che oggi sono stati richiamati in vigore. Con questi articoli si pu\u00f2 colpire chiunque di noi, anche un antifascista: solo che ad uno salti in testa di girare col frustino e gli stivali, pu\u00f2 \u00e8ssere accusato di neo-fascismo ed inviato al confino!<\/p><p>In queste condizioni dobbiamo portare il popolo alle urne? No, onorevole Ministr\u00f2: siamo esperti noi. Lei \u00e8 troppo giovane; ma noi abbiamo fatto tutta una esperienza. Perci\u00f2 io protesto; ma, naturalmente, non c\u2019\u00e8 niente da fare, perch\u00e9 oggi siamo su per gi\u00f9 con una dittatura come quella che \u00e8 andata via.<\/p><p>(<em>Commenti \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Vorrei ancora dire due parole all\u2019onorevole Bencivenga, affinch\u00e9 non resti l\u2019impressione che, nell\u2019infliggere il confino di polizia, sia la polizia arbitra e sovrana.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una disposizione di legge, la quale stabilisce i casi tassativi e precisi in cui si pu\u00f2 essere mandati al confino: questo \u00e8 detto nella legge, e non \u00e8 la polizia che ha stabilito questo. La polizia non pu\u00f2 mandare nessuno al confino all\u2019infuori delle persone che vengono trovate nelle condizioni previste dalla legge. Chi decide? Non la polizia, ma una commissione in cui sono presenti anche i rappresentanti della Magistratura, perch\u00e9 fa parte della commissione in magistrato.<\/p><p>Quindi, non vedo assolutamente perch\u00e9 si debba parlare di arbitrio della polizia o del Ministro dell\u2019interno, o peggio di dittatura del Ministro dell\u2019interno, in questo caso.<\/p><p>Sono pienamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Bencivenga che una legge di questo genere nelle mani di un governo dittatoriale pu\u00f2 mandare al confino anche autentici democratici. Sono d\u2019accordo quindi e, in linea di principio, sono contro tutte le leggi che possono potenzialmente servire gli arbitri di un governo dittatoriale. Ma questa legge oggi viene applicata in un regime di democrazia da un governo democratico, con l\u2019esistenza di un Parlamento. Il giorno in cui queste condizioni non esistessero pi\u00f9, non avremmo nessuna garanzia di libert\u00e0 n\u00e9 con questa, n\u00e9 con qualsiasi altra legge.<\/p><p>Ma finch\u00e9 il Parlamento esiste, finch\u00e9 la libert\u00e0 di stampa sar\u00e0 una realt\u00e0 concreta, finch\u00e9 il controllo del Paese sar\u00e0 vigile sugli atti del Governo, non deve esservi nessun timore o preoccupazione che di questa legge qualcuno si servir\u00e0 per commettere arbitri o attentati.<\/p><p>D\u2019altronde, l\u2019applicazione concreta di questa legge ha dimostrato come il Governo sia conscio della sua responsabilit\u00e0 e, soprattutto, come il Governo intenda dimostrare il suo spirito democratico.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono due interrogazioni dell\u2019onorevole Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga di disporre \u2013 in considerazione del continuo depauperamento della terra delle colline, provocato dalle piogge e dalle annuali e superficiali coltivazioni \u2013 che sulle colline, specie a forte pendio, siano sospese le coltivazioni superficiali, sia impedito il depauperamento della terra (muratura, palizzate) e sia favorita in ogni modo la piantagione di alberi a profonde e fitte radici\u00bb, e allo stesso Ministro, \u00abper conoscere se non creda opportuno favorire ed incoraggiare l\u2019allevamento del baco da seta e l\u2019allevamento delle api, per incrementare la produzione e la ricchezza nazionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei M<\/em><em>inistri.<\/em> Rispondo per conto del Ministro dell\u2019agricoltura, che \u00e8 indisposto.<\/p><p>Per quanto riguarda la prima interrogazione, non occorre alcuna nuova disposizione di legge, in quanto l\u2019attuale legislazione permette di intervenire con l\u2019istituto del vincolo idrogeologico di cui alla legge del 30 dicembre 1923, quando i terreni di qualsiasi natura e destinazione \u2013 quindi anche quelli di collina, cui si riferisce l\u2019interrogazione \u2013 per effetto di forme di utilizzazione contrastanti con la loro buona conservazione, possano, con danno pubblico, subire denudazione, perdere la stabilit\u00e0 o turbare il regime delle acque.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>Per quanto riguarda poi le piantagioni, vi sono numerose provvidenze legislative che vanno dalla semplice concessione gratuita di semi e piantine alla direzione tecnica ed alla concessione di contributi da parte dello Stato.<\/p><p>Per quanto concerne la seconda interrogazione, osservo che la bachicoltura in Italia rappresenta indubbiamente un notevole cespite di entrata, il quale pu\u00f2 essere valutato a circa 10 miliardi come valore dei bozzoli. Essa offre inoltre lavoro a numerose maestranze industriali della trattura della seta (filanda), della tintura, tessitura, ecc.<\/p><p>La produzione dei bozzoli, realizzata quest\u2019anno, \u00e8 di circa 25 milioni di chilogrammi, ma in passato si sono raggiunti anche 40-50 milioni di chilogrammi.<\/p><p>Il patrimonio gelsicolo attualmente esistente \u2013 nonostante distruzioni effettuate in questi ultimi anni \u2013 consentirebbe di poter aumentare sensibilmente la produzione, ma i bassi prezzi dei bozzoli, in rapporto a quelli degli altri prodotti agricoli, non invogliano gli agricoltori ad incrementare gli allevamenti dei bachi.<\/p><p>Tali prezzi (lire 200-300 al chilogrammo) inadeguati al costo di produzione dei bozzoli, sono la conseguenza della scarsa richiesta della nostra seta sui mercati esteri, seta che veniva specialmente esportata negli Stati Uniti.<\/p><p>Il Ministero dell\u2019agricoltura \u00e8 convinto che occorre intervenire tempestivamente per evitare il collasso della bachicoltura, che potrebbe essere provocato dall\u2019attuale situazione del mercato mondiale delle sete. Ci\u00f2 perch\u00e9 \u00e8 ben noto, per l\u2019esperienza fatta in passato, che dopo una riduzione, per qualche anno, degli allevamenti, difficile riesce, se non impossibile, ritornare sulle posizioni perdute, anche quando mutino in meglio le condizioni del mercato. Il Ministero perci\u00f2 si \u00e8 interessato quest\u2019anno per assicurare l\u2019aumentato stanziamento per il corrente esercizio finanziario (2 milioni) \u2013 stanziamento inadeguato agli intendimenti che si prefigge di raggiungere se si pensa all\u2019attuale svalutazione della moneta \u2013, oltre alla diffusione di materiale apistico a prezzo di favore, come gi\u00e0 fatto per lo scorso anno e che ha dato notevoli risultati, ha inoltre in animo di curare particolarmente l\u2019assistenza sanitaria agli apiari, affinch\u00e9 in ogni momento si sia in grado di soffocare eventuali focolari di peste americana ed europea od altre malattie, ed ha in animo, altres\u00ec, di indire dei corsi di apicoltura, in quelle provincie ove questa si distingua per la sua importanza al fine di avere degli allevamenti razionali conformi ai pi\u00f9 moderni accorgimenti che vengono oggi praticati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LETTIERI Sono sodisfatto per ci\u00f2 che riguarda la bachicoltura e l\u2019apicoltura. Per\u00f2 raccomanderei al Ministro d\u2019istituire a Vallo di Lucania, capoluogo del Cilento, un istituto per la diffusione dell\u2019una e dell\u2019altra coltura.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Riferir\u00f2 al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/p><p>LETTIERI. \u00c8 naturale: \u00e8 una raccomandazione. Una volta il Cilento era un terreno dove il baco da seta rappresentava un\u2019industria fiorente e redditizia.<\/p><p>Per la prima interrogazione, invece, non sono sodisfatto. Ho letto ieri un magnifico articolo del Ministro Segni sul <em>Domani d\u2019Italia<\/em>, articolo scritto dopo una visita fatta alla Basilicata, alle Calabrie, alla Puglia. In dette regioni il Ministro ha visto \u2013 egli scrive \u2013 le terrificanti argille della Basilicata; ha visto i danni incalcolabili prodotti dall\u2019acqua piovana; ha visto la miseria; ha visto anche che intere popolazioni hanno dovuto lasciare i loro paesi, causa la miseria, e trasferirsi altrove. Noi del Cilento abbiamo colline e terreni somiglianti a quelli della Basilicata, dove v\u2019\u00e8 la stessa miseria, dove vi sono gli stessi bisogni. Il nostro povero contadino, pur di fare un po\u2019 di grano per la propria famiglia, coltiva la terra sulle colline ripidissime, dove terra non ve n\u2019\u00e8, o ve n\u2019\u00e8 per pochi centimetri.<\/p><p>I contadini scorticano quelle colline, e le piogge autunnali portano via la terra, le semenze ed i frutti degli alberi. In molti paesi non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 la terra; v\u2019\u00e8 l\u2019argilla, v\u2019\u00e8 la pietra. E continuando cos\u00ec, fra poche diecine di anni, vedremo delle zone assolutamente spoglie e depauperate della terra, nude di alberi; su queste colline vi sono alberi tisici, invecchiati, con produzione scarsa e di cattiva qualit\u00e0.<\/p><p>Ora, occorre arginare l\u2019acqua piovana; occorre convogliarla. E questo lavoro non lo pu\u00f2 fare il privato: fallirebbe. Ci vogliono lavori colossali da fare a monte. E occorrerebbe, secondo me, impedire la coltura del grano in queste zone ripide. Molte volte il povero contadino, dopo un anno di lavoro, non raccoglie neppure la quantit\u00e0 di semenza che ha seminato; occorrerebbe assolutamente favorire la coltura arborea. Gli alberi sulle colline con le loro radici trattengono la terra e la terra, quando non \u00e8 zappata, non viene spostata facilmente dalle piogge. Secondo me, bisognerebbe incrementare assolutamente la coltura arborea, anche per sodisfare alle esigenze della gente: con la vendita dei frutti degli alberi il contadino potrebbe comperare il pane, mentre oggi, dopo un lavoro di mesi e mesi, molte volte non ha neppure il pane per sfamarsi.<\/p><p>Quindi vorrei raccomandare al Ministro \u2013 rifacendomi all\u2019articolo, cui ho accennato, scritto con fede, con nobilt\u00e0 di sentimenti, con cuore, con promessa di aiuti immediati, di ricordarsi che oltre alla Basilicata, alle Calabrie, ecc., v\u2019\u00e8 anche il Cilento, che \u00e8 la zona pi\u00f9 disagiata della provincia di Salerno. Vorrei raccomandare al Ministro di non fermare la sua attenzione solo sulle zone ricche di Salerno, Battipaglia, Pontecagnano, Nocera, ecc., che non hanno bisogno della visita degli uomini di Governo, ma visitare le zone disagiate, come il mio povero Cilento.<\/p><p>Occorre inoltre iniziare la bonifica dei torrenti principali ed io mi riferisco specialmente all\u2019Alento che prende origine dal Comune di Stio e sbocca a mare nei pressi di Casal Velino dopo un percorso di parecchie decine di chilometri. Tale torrente colmo d\u2019acqua nei mesi invernali con un letto largo in alcune zone molte centinaia di metri \u00e8 causa di danni incalcolabili sui terreni coltivati che ne formano i limiti nel suo lungo cammino. Si potrebbe ridurne il letto a pochi metri, renderne il percorso tortuoso per attenuare l\u2019impeto delle acque e lateralmente a tale corso ristretto sorgerebbero evidentemente immensi piani di terra fertile che in parte compenserebbero il depauperamento della terra delle colline, ove continuando l\u2019attuale errato sistema di coltura del grano presto, fra poche diecine di anni, la terr\u00e0 scomparir\u00e0 del tutto e la miseria pi\u00f9 nera piomber\u00e0 sugli attuali proprietari.<\/p><p>Prego il Ministro d\u2019incoraggiare la coltura arborea. Faccia piantare alberi sulle montagne, sulle colline, sulle vie comunali, provinciali, statali, pedonali, mulattiere, lungo i torrenti, lungo i fiumi. Avremo milioni e milioni di piante pi\u00f9 di quelle esistenti. Si cooperi l\u2019onorevole Ministro perch\u00e9 arrivino facilmente ai nostri laboriosi contadini semenze scelte, piante selezionate, tecnici agrari e quant\u2019altro occorre perch\u00e9 la terra dia prodotti abbondanti e di qualit\u00e0. Incoraggi e promuova la industrializzazione dei prodotti della terra e degli alberi. Faccia utilizzare le acque che oggi corrono inerti al mare. Smorzi la sete inesauribile del fisco a carico dei piccoli e disagiati proprietari. Crei l\u2019agronomo condotto. Consigli l\u2019allevamento delle api, del baco da seta, degli animali domestici. Premi i volenterosi, vada personalmente a visitare le zone pi\u00f9 abbandonate dell\u2019Italia meridionale, come gi\u00e0 sta praticando.<\/p><p>Vada, lei Ministro, dove v\u2019\u00e8 bisogno di aiuto immediato, dove v\u2019\u00e8 la fame, dove v\u2019\u00e8 bisogno del medico illuminato, sapiente e di cuore. Vada lei in questi posti, onorevole Ministro, e vedr\u00e0 che la sua visita sar\u00e0 salutare, sar\u00e0 efficace, sar\u00e0 risanatrice.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Arata, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper sapere se non ritenga opportuno che, a differenza della condotta negativa tenuta su questo punto dal Governo negli anni decorsi, siano disposti sin d\u2019ora, e comunque prima della semina, opportuni piani e provvidenze diretti ad ottenere il massimo incremento della prossima campagna granaria, evitandosi cos\u00ec che, nella completa oscurit\u00e0 circa gli orientamenti e i disegni del Governo, essa abbia ancora a svolgersi con criteri e piani di mera convenienza aziendale e personale, sovente contrastanti col superiore interesse e le esigenze della collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Arata s\u2019intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Seguono due interrogazioni dell\u2019onorevole Scotti Alessandro:<\/p><p>al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere quali provvedimenti intenda adottare per la prossima annata agraria 1947-48 in merito agli ammassi obbligatori dei cereali e se ritenga di accedere alle generali richieste dei contadini, abolendo i detti ammassi che si sono dimostrati di grave onere per il bilancio dello Stato e di gravissimo peso per i produttori, non dando, d\u2019altra parte, per risultato che una sensibile contrazione della produzione. L\u2019interrogante fa presente che l\u2019abolizione degli ammassi, sia pure sostituita in via provvisoria con quegli accorgimenti che potranno rivelarsi opportuni, consentir\u00e0 di provvedere con maggiore sicurezza al sostentamento dei meno abbienti, specie addivenendosi alla somministrazione di una parte del salario o stipendio in natura, a cura ed a carico, naturalmente, dei datori di lavoro. Ricorda che, essendo imminenti i lavori preparatori per la semina, questa, nell\u2019ipotesi della persistenza del regime di ammasso, si attuerebbe \u2013 dato lo stato d\u2019animo diffuso nelle campagne \u2013 su scala ridottissima\u00bb;<\/p><p>al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga opportuno soprassedere alla costituzione del Consorzio nazionale canapa, se pure con la sola partecipazione degli agricoltori, essendo tale provvedimento in contrasto con la volont\u00e0 dei canapicoltori, i quali chiedono la libera disponibilit\u00e0 del loro prodotto. L\u2019ammasso obbligatorio della canapa avrebbe quale risultato un\u2019ulteriore riduzione di tale coltura, con grave danno dell\u2019economia nazionale\u00bb\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Scotti s\u2019intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Giacchero, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper sapere se, vista la continua diminuzione delle superfici coltivate a grano e l\u2019insufficienza delle assegnazioni di concimi chimici (circa 13 chilogrammi per ettaro), non ritenga di dovere urgentemente stabilire, prima degli inizi dei lavori di semina, il prezzo del grano per il futuro raccolto del 1948 e impegnarsi ad assegnare ad ogni comune ed a prezzo ragionevolmente proporzionale a quello del grano e tempestivamente un quantitativo sufficiente di concimi chimici\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Giacchero, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Tremelloni, Segala e Ghidini, al Ministro delle finanze, \u00abper conoscere quale fondamento di verit\u00e0 abbia la notizia, apparsa sui giornali, che in Sicilia \u00e8 stata abolita la nominativit\u00e0 obbligatoria dei titoli azionari. E per sapere, nel caso in cui la notizia sia esatta, quale atteggiamento intende prendere il Governo\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per le finanze ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MALVESTITI, <em>Sottosegretario di Stato per le finanze.<\/em> L\u2019Assemblea regionale siciliana ha effettivamente approvato il testo della legge che abolisce la nominativit\u00e0 delle azioni delle nuove societ\u00e0, non delle vecchie.<\/p><p>La legge non \u00e8 stata ancora pubblicata nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Regione. Questa stessa legge \u00e8 stata impugnata dal Commissario del Governo davanti all\u2019Alta Corte, ai sensi dell\u2019articolo 25 dello Statuto siciliano del 15 maggio 1946, n. 455.<\/p><p>Mi sembra opportuno leggere qualche considerazione dell\u2019atto d\u2019impugnativa:<\/p><p>\u00abSi vorrebbe derogare ad una disposizione emanata nello interesse generale costituendo con le societ\u00e0 siciliane di nuova formazione una situazione fiscale di privilegio che potrebbe attirare il risparmio in Sicilia, ma che potrebbe avere sensibili ripercussioni sul mercato nazionale.<\/p><p>\u00abMa al disopra della norma positiva sopra richiamata, sembra che la legge sia viziata per un principio generale, quello che la potest\u00e0 legislativa regionale deve trovare un limite insuperabile nella giurisdizione territoriale. Si deve perci\u00f2 considerare illegittima ogni attivit\u00e0 normativa della Regione che venga a creare un duplice ordinamento giuridico nel restante territorio dello Stato\u00bb.<\/p><p>L\u2019atto d\u2019impugnativa prosegue affermando che, nel caso in esame, i titoli al portatore dovrebbero avere circolazione anche fuori della Sicilia, in contrasto con le no norme vigenti; n\u00e9 a tale conseguenza si potrebbe ovviare con un controllo valutario fra l\u2019Isola ed il continente, che impedisse il trasferimento di titoli al portatore perch\u00e9 tale controllo sarebbe impossibile. Queste le considerazioni dell\u2019atto di impugnativa.<\/p><p>E poich\u00e9 l\u2019Alta Corte, come l\u2019onorevole Tremelloni sa, non \u00e8 in funzione perch\u00e9 non ne sono stati nominati ancora i membri dall\u2019Assemblea Costituente, non ha potuto esaminare e discutere l\u2019impugnativa e ne consegue che la legge stessa \u00e8 rimasta sospesa.<\/p><p>Sono state richieste altre informazioni all\u2019intendenza di finanza.<\/p><p>L\u2019amministrazione finanziaria segue con interesse la questione perch\u00e9, avuto riguardo ai fini tributari che con la nominativit\u00e0 obbligatoria si possono raggiungere, sia nei riflessi dell\u2019imposta ordinaria che di quelle straordinarie, ritiene opportuno che non sia comunque infirmato il principio della nominativit\u00e0 obbligatoria dei titoli azionari in tutto il territorio nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Tremelloni ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>TREMELLONI. Ringrazio il Sottosegretario di Stato per le finanze per la risposta che mi ha fornito e mi dichiaro sodisfatto.<\/p><p>La mia interrogazione aveva appunto lo scopo di segnalare una notizia che era apparsa sui giornali e che aveva provocato un certo disappunto; aveva anche lo scopo di sottolineare alcuni segni, che vanno accentuandosi, di autarchia regionale economica. Essi rappresentano \u2013 a mio avviso \u2013 un regresso, quando lo spirito con cui i colleghi votarono per la Regione nella nostra Assemblea era tale da costituire \u2013 almeno a me pare \u2013 uno stimolo al progresso economico. La pi\u00f9 ampia dimensione spaziale, nella soluzione dei problemi economici, ha una grande importanza; noi cadremmo in un mortale errore se volessimo procedere a ritroso, ed io mi auguro che i nostri amici siciliani sappiano per primi evitare questo allettevole ma pericoloso viottolo.<\/p><p>Il Governo, da parte sua, deve \u2013 a mio avviso \u2013 difendere una politica economica unitaria, deve cio\u00e8 evitare che le aree depresse siano private del calore della cordiale collaborazione di tutti i cittadini e debbano sentire ragioni di autarchia nella mancanza di solidariet\u00e0 da parte delle Regioni pi\u00f9 favorite. Nell\u2019economia del mondo \u2013 si \u00e8 replicato spesso \u2013 non possono sussistere isole di prosperit\u00e0 nel mare della miseria; nell\u2019economia italiana non dobbiamo consentire che questo ragionamento sia inapplicabile. Noi dobbiamo cercare che questo mare di miseria non permanga nel nostro Paese.<\/p><p>MALVESTITI, <em>Sottosegretario di Stato per le finanze.<\/em> Il Governo non pu\u00f2 che essere d\u2019accordo con le linee generali di politica economica delineate in questo momento dall\u2019onorevole Tremelloni.<\/p><p>PRESIDENTE. Le seguenti interrogazioni sono rinviate su richiesta dei Ministri interessati:<\/p><p>Miccolis, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se risulta rispondente a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato pubblicato dal quotidiano <em>Il Globo<\/em> del 18 luglio 1947, secondo cui grano turco avariato per uso zootecnico viene venduto all\u2019asta ad un prezzo pi\u00f9 che raddoppiato, o quasi triplicato rispetto a quello di lire 1600-1900 corrisposto dagli ammassi agli agricoltori, i quali in genere sono nel tempo stesso allevatori ed acquirenti di mangimi. Se gli risulta che il fatto denunziato dalla stampa alla pubblica opinione si riferisce ad un caso eccezionale di speculazione, che a nessun privato sarebbe consentita, oppure ad un sistema instaurato dagli enti ammassatori, i quali per sottoprodotti, commisti a materiale estraneo di ogni natura fino al 90 per cento, richieggono prezzi di gran lunga superiori ai prodotti genuini. Se l\u2019onorevole Ministro ritiene simile commercio, monopolistico ed esoso, lecito e capace di favorire la produzione di carni, grassi, latticini con conseguente contrazione di prezzi\u00bb;<\/p><p>Caso, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere come intenda sistemare giuridicamente la posizione di alcuni insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro, i quali, non essendo di ruolo, non godono dei benefici di legge pur prestando a volte per decenni il loro incondizionato servizio allo Stato; e se non ritenga opera di giustizia promuovere un decreto legislativo che parifichi agli altri funzionari statali il trattamento da farsi doverosamente agli insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro\u00bb;<\/p><p>Mancini, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere le cause del grave disastro sulla linea ferroviaria Camigliatello-Cosenza, gestita dalla Societ\u00e0 Calabro-Lucana, nel quale hanno incontrato la morte cinque padri di famiglia, e si lamentano numerosi feriti. Si chiede se sia consentito, su queste linee a forte pendenza, il movimento di automotrici, logorate dal tempo e dall\u2019uso, e per giunta sottoposte quotidianamente ad un sovraccarico di viaggiatori. I quali non lasciano n\u00e9 meno libero \u2013 con evidente e continuo pericolo \u2013 lo spazio riservato al conducente, di cui limitano vigilanza e possibilit\u00e0 di movimento e di immediata e provvida manovra\u00bb;<\/p><p>Mancini, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere se non creda doveroso mettere in esercizio sull\u2019elettro-treno Roma-Reggio Calabria lo stesso materiale ferroviario in uso sull\u2019elettro-treno Roma-Milano, aggiungendovi, come in questo, qualche vettura di seconda classe. L\u2019interrogante chiede ancora che venga concessa, soddisfacendo i voti delle popolazioni cosentine e catanzaresi, una vettura diretta sul diretto che parte da Roma alle ore 19.10\u00bb;<\/p><p>Monticelli, ai Ministri di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale e all\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, \u00abper sapere se risponde a verit\u00e0 quanto il giornale <em>Il Mattino dell\u2019Italia Centrale<\/em> ha pubblicato in merito al mancato versamento della somma di lire 342.300 da parte della cooperativa \u00abLa Rinascita\u00bb, di Grosseto, che, incaricata dalla Sepral di provvedere alla distribuzione ai vari comuni della provincia di 163 quintali di riso sequestrato il 12 febbraio 1946 dalla squadra annonaria, ne vers\u00f2 il ricavato l\u20198 agosto 1947, cio\u00e8 dopo oltre un anno e mezzo, quando gi\u00e0 era stata presentata denunzia per appropriazione indebita alla Procura della Repubblica di Novara. Per conoscere altres\u00ec quali provvedimenti si intendono adottare, anche da parte del Ministro del lavoro, verso la suddetta cooperativa\u00bb;<\/p><p>Monticelli, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e all\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, \u00abper sapere se risponda a verit\u00e0 quanto il giornale <em>II Mattino dell\u2019Italia Centrale<\/em> ha pubblicato in merito alla mancata distribuzione alle cooperative di consumo di 200 quintali di baccal\u00e0 salinato, assegnato dall\u2019Alto Commissariato per l\u2019alimentazione alla Federazione provinciale delle cooperative di Grosseto, e da questa rivenduto, a prezzo notevolmente maggiorato, ad una ditta di Fucecchio. In caso affermativo, quali provvedimenti intende prendere il Ministro del lavoro verso la Federazione delle cooperative di Grosseto\u00bb;<\/p><p>Nobile, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere quale ingegnere sia stato designato, ed in base a quali criteri, per i lavori relativi ai beni immobiliari di propriet\u00e0 dello Stato italiano in Varsavia\u00bb.<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle interrogazioni inscritte all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Per alcune interrogazioni con carattere d\u2019urgenza.<\/p><p>CIFALDI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIFALDI. Desidererei pregarla, signor Presidente, di chiedere al Ministro dei lavori pubblici quando intenda rispondere ad una mia interrogazione del 14 settembre, con la quale si sollecitano provvedimenti a favore di moltissimi senzatetto di Benevento.<\/p><p>PRESIDENTE. Interesser\u00f2 il Ministro competente.<\/p><p>PERLINGIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERLINGIERI. Analoga preghiera desidero rivolgere per quanto riguarda una mia interrogazione al Ministro dell\u2019industria e al Ministro delle finanze, interrogazione posta all\u2019ordine del giorno di alcune sedute or sono, ma la cui discussione fu rinviata d\u2019accordo col Ministro. Vorrei pregare che venisse fissata nuovamente la data di discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>PERUGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERUGI. Analoga preghiera vorrei fare io nei riguardi di una interrogazione rivolta al Ministro delle finanze, interrogazione che doveva essere discussa alcuni giorni or sono e che fu rinviata perch\u00e9 il Ministro non aveva elementi disponibili.<\/p><p>PRESIDENTE. Sar\u00e0 provveduto anche per la sua interrogazione.<\/p><p>MACRELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MACRELLI. Giorni fa presentai una interrogazione con carattere di urgenza, diretta ai Ministri del tesoro e delle finanze, sulle pensioni di guerra e i danneggiati civili. Mi si disse che sarebbe stata data urgente risposta.<\/p><p>MALVESTITI, <em>Sottosegretario di Stato per le finanze.<\/em> \u00c8 il Ministro del tesoro che deve rispondere.<\/p><p>MACRELLI. Riguarda anche il Ministro delle finanze.<\/p><p>PRESIDENTE. Sar\u00e0 provveduto anche per questa interrogazione, onorevole Macrelli.<\/p><p>La seduta termina alle 12.40.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLXXX. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 6 NOVEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedi: Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Presidente Tupini, Ministro dei lavori pubblici Murgia Colombo Vinciguerra Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Macrelli De Martino Scelba, Ministro dell\u2019interno Bencivenga Andreotti, Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri Lettieri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2382,2307,2315,2317","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[60,7],"tags":[],"post_folder":[58],"class_list":["post-2285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-11","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2285"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6455,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions\/6455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2285"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}