{"id":2265,"date":"2023-09-17T15:22:13","date_gmt":"2023-09-17T13:22:13","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2265"},"modified":"2023-10-21T16:08:58","modified_gmt":"2023-10-21T14:08:58","slug":"lunedi-27-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2265","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 27 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2265\" class=\"elementor elementor-2265\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2fe8fa1 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2fe8fa1\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-058d1b3\" data-id=\"058d1b3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ab43c90 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ab43c90\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471027_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ccb8bec elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ccb8bec\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLXXIV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 27 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Commemorazione del Cardinale Carlo Salotti:<\/strong><\/p><p>Corsanego<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Fusco<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p>Pesenti<\/p><p>Marazza <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Morini<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Sampietro<\/p><p>Costa<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Brusasca, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri<\/em><\/p><p>Gasparotto<\/p><p>Cavalli, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio<\/em><\/p><p>Arata<\/p><p>Vinciguerra<\/p><p>Bulloni<\/p><p>Perrone Capano<\/p><p>Pastore Raffaele<\/p><p>Trulli<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Commemorazione del Cardinale Carlo Salotti.<\/p><p>CORSANEGO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORSANEGO. Mi sia permesso, onorevole signor Presidente e onorevoli colleghi, di partecipare anche in quest\u2019Aula al rimpianto per la fine terrena dell\u2019Eminentissimo Cardinale Carlo Salotti, Vescovo di Palestrina e Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti.<\/p><p>Si \u00e8 spenta con lui la vivida luce di un apostolo infaticabile della civilt\u00e0 cristiana, di uno dei pi\u00f9 eloquenti e appassionati assertori della grande missione dell\u2019Italia nel mondo; ma soprattutto di un coraggiosissimo, audace e tenace difensore delle libert\u00e0 civili, che lev\u00f2 intrepida la sua voce nelle tenebre del servaggio, con la mano e la parola fermamente tesa, come fra Cristoforo, contro i vari Don Rodrigo del nostro recente passato.<\/p><p>Ed \u00e8 giusto che in quest\u2019Aula, pi\u00f9 che la serie degli alti uffici ricoperti nei dicasteri ecclesiastici che lo condussero meritatamente alla Porpora, siano ricordati la sua difesa della libert\u00e0, la sua predilezione per la classe operaia da cui proveniva \u2013 era figlio di un falegname di Grotte di Castro \u2013 il suo infiammato amore per l\u2019Italia, da lui considerata come il paradiso del tempo, come considerava il cielo la patria per l\u2019eternit\u00e0.<\/p><p>Quando pi\u00f9 gemevamo ed eravamo oppressi sotto il giogo nazifascista, Egli, nei suoi discorsi eloquentissimi, nelle lettere pastorali parl\u00f2 cos\u00ec alto e forte contro le tirannie e a tutela delle libert\u00e0 dell\u2019uomo e del cittadino, da meritarsi da parte dei dominatori di allora persino la minaccia di arresto. All\u2019indomani della strage delle Fosse Ardeatine scriveva fra l\u2019altro che \u00abbisognava riportare la coscienza cristiana nella vita pubblica, dove oggi l\u2019egoismo soffoca i sentimenti pi\u00f9 nobili, lo sfruttamento pi\u00f9 disonesto fa strage dei deboli e dei poveri, l\u2019odio contro i fratelli divampa furiosamente, e i delitti si consumano con un cinismo brutale\u00bb.<\/p><p>E a chi tentava di farlo tacere, Egli, araldo della Chiesa che, per dirla con una frase manzoniana, da tanti secoli soffre, combatte e prega, durante un regime che le permetteva di pregare, purch\u00e9 lo facesse a bassa voce, le permetteva di soffrire, purch\u00e9 si lamentasse il meno possibile, ma quanto al combattere voleva che non se ne facesse nulla per non avere fastidi, rispondeva intrepido: <em>verbum Dei non est alligatum.<\/em><\/p><p>Coloro che poi in questi giorni in cui la Salma fu esposta nella camera ardente si meravigliavano che folte schiere di operai delle officine e degli stabilimenti di Roma l\u2019avessero visitata, ignoravano che il compianto Cardinale, dall\u2019epoca lontana in cui assisteva la Societ\u00e0 Artistica Operaia, mai aveva tralasciato di difendere gli interessi morali e materiali dei lavoratori, che Egli andava a trovare sul campo stesso della loro quotidiana fatica, come ricordano gli operai del gas e i minatori della Maremma toscana.<\/p><p>Propugnando le pi\u00f9 ardite riforme sociali per diminuire \u2013 son parole sue \u2013 \u00abquelle eccessive concentrazioni di ricchezza, spesso scandalose, perch\u00e9 non sempre onestamente acquistate\u00bb, Egli afferm\u00f2 che le classi lavoratrici sono i cardini vitali della prosperit\u00e0 nazionale.<\/p><p>Finalmente, dal giorno in cui aveva servito la Patria sotto uniforme del soldato, fino all\u2019estremo palpito della sua vita, l\u2019Italia era stata l\u2019oggetto dei suoi pensieri, del suo affetto, e la sua pace interna, il suo decoro e la sua giusta gloria all\u2019estero furono l\u2019argomento quotidiano delle sue conversazioni private e una nota sempre fremente e presente nei suoi infuocati discorsi.<\/p><p>E sul letto di morte, ricevendo gli estremi conforti della Fede pronunzi\u00f2 queste chiare parole che furono le ultime: \u00abOffro le mie ultime sofferenze per la Chiesa, per il Papa e per la mia Italia\u00bb,<\/p><p>Sono certo perci\u00f2, onorevoli colleghi, di interpretare l\u2019unanime pensiero della Camera, al di fuori di ogni divisione di parte, rendendo omaggio alla figura del Cardinale Carlo Salotti, la cui memoria rester\u00e0 fra noi come modello della vita esemplare di chi ha pregato e operato, combattuto e sofferto per le fortune congiunte dell\u2019Italia e della civilt\u00e0 cristiana. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> A nome del Governo, mi associo al lutto della Chiesa Romana per la scomparsa del Cardinale Salotti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo di interpretare il sentimento dell\u2019Assemblea, associandomi alle parole nobilissime dell\u2019onorevole Corsanego, le quali seguono le condoglianze dell\u2019Assemblea alla famiglia del Cardinale Salotti, espresse col telegramma gi\u00e0 inviato dal Presidente onorevole Terracini, in questi termini:<\/p><p>\u00abPrendendo viva parte al suo personale cordoglio, rimpiango perdita uomo eminente che nella Chiesa e fra il popolo traduceva in pratica azione gli insegnamenti e la virt\u00f9 della sua fede\u00bb. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>La prima \u00e8 quella dei deputati Fusco, De Michele, Numeroso e Caso, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere i motivi che hanno determinato il recente provvedimento di sospensione del decreto di aggregazione dei mandamenti di Roccamonfina e di Mignano al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, provvedimento che procrastina, ai danni della provincia di Caserta, l\u2019applicazione del principio costantemente seguito della coincidenza della circoscrizione giudiziaria con quella amministrativa. Gli interroganti chiedono ancora di conoscere quali assicurazioni e precisazioni possa il Governo dare sulla revoca della disposta sospensione, di fronte alla grave agitazione manifestatasi nell\u2019intera provincia di Caserta, giustificata dal fatto che recentemente, in applicazione dello stesso principio, i mandamenti di Nola, Acerra e Cicciano sono stati trasferiti dalla circoscrizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a quella del Tribunale di Napoli\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Ricordo agli onorevoli interroganti e all\u2019Assemblea che, con decreto luogotenenziale 11 giugno 1945, fu istituita la provincia di Caserta e che, con l\u2019articolo 6 di questo decreto, venne autorizzato il Ministero di grazia e giustizia a disporre l\u2019adattamento dell\u2019ordinamento giudiziario della giurisdizione a quello che era <em>in loco<\/em> l\u2019ordinamento amministrativo.<\/p><p>In base a queste disposizioni amministrative, il mio predecessore, onorevole Gullo, dispose che i tre mandamenti di Nola, Acerra e Cicciano, della provincia di Napoli, che facevano parte del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ne venissero distaccati e passassero al tribunale di Napoli, in quanto che questi mandamenti non facevano pi\u00f9 parte della provincia di Caserta, ma di quella di Napoli.<\/p><p>Premetto che l\u2019unico tribunale della provincia di Caserta \u00e8 quello di Santa Maria Capua Vetere. Questa dunque la situazione che io ho trovato al Ministero, in relazione a questa giusta disposizione del mio predecessore. Pertanto il tribunale di Santa Maria Capua Vetere attraverso i suoi organi rappresentativi, mi fece presente l\u2019opportunit\u00e0 che i tribunali di Campobasso e di Cassino venissero aggregati a quello di Santa Maria Capua Vetere, seguendo il medesimo principio.<\/p><p>Infatti, il Ministero di grazia e di giustizia, seguendo questa direttiva, eman\u00f2 un nuovo provvedimento con cui aggreg\u00f2 al tribunale di Santa Maria Capua Vetere le preture di Mignano e Roccamonfina che appartenevano al tribunale di Cassino. Questo provvedimento fu preso in ossequio a una disposizione normativa di legge; esso tuttavia ha urtato il tribunale di Cassino che \u00e8 insorto contro questa che ha chiamato mutilazione della sua giurisdizione.<\/p><p>Di fronte, pertanto, a tale disposizione, tenendo presente che non soltanto il provvedimento non ha avuto ancora esecuzione, in quanto esso avrebbe dovuto averla soltanto il primo gennaio 1948, ma tenendo presente anche la circostanza che il tribunale di Cassino si trovava ad avere in passato una larghissima giurisdizione che comprendeva anche Gaeta e Formia, mentre poi in seguito \u00e8 stato ridotto, \u00e8 parso opportuno riprendere in esame la questione.<\/p><p>\u00c8 da notarsi inoltre che Cassino \u00e8 stata la citt\u00e0 martire: non so se tutti voi, colleghi, l\u2019avete vista, dopo questa immane guerra, nelle lacrimevoli condizioni in cui \u00e8 ridotta; \u00e8 infatti purtroppo una triste realt\u00e0 che la guerra, per nostra fortuna liberatrice, ha recato per\u00f2, purtroppo, nuove piaghe sanguinose alla nostra Italia, e Cassino ha preso il provvedimento di cui vi ho fatto parola come un\u2019offesa al sacrificio inenarrabile da essa compiuto.<\/p><p>V\u2019\u00e8 inoltre un\u2019altra considerazione ancora, ed \u00e8 che \u00e8 in corso lo studio di un nuovo adattamento e di nuove modifiche alle circoscrizioni amministrative, in vista del prossimo ordinamento regionale, in quanto una parte marginale del Lazio potr\u00e0 staccarsi per essere aggregata alla Campania.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni dunque, il Governo \u00e8 venuto nella decisione di sospendere l\u2019applicazione del provvedimento. Non si tratta di una revoca, ma della semplice sospensione di un provvedimento che dovr\u00e0 andare in attuazione il 1\u00b0 gennaio 1948 \u2013 c\u2019\u00e8 quindi tempo \u2013 in attesa di esaminare quello che sar\u00e0 l\u2019ordinamento amministrativo, per adattarlo a quello giurisdizionale di Santa Maria Capua Vetere.<\/p><p>Mi rendo conto delle lamentele di Santa Maria Capua Vetere, che da un certo punto di vista appaiono giustificate. Ma devo far notare che, trattandosi per Santa Maria Capua Vetere di un tribunale unico, esso rappresenta 500 mila persone, mentre quello di Cassino rappresenta soltanto 230 mila persone. Non credo che questa sia una ragione per modificare il principio fondamentale che le giurisdizioni amministrative devono combaciare con quelle giurisdizionali.<\/p><p>Dal momento che \u00e8 allo studio una modificazione della situazione amministrativa, non si porta nessun pregiudizio a Santa Maria Capua Vetere se si attende qualche mese.<\/p><p>Di fronte a questo spirito del Governo, di mantenere fermo tutto ci\u00f2 che rimarr\u00e0 alla provincia di Caserta, io credo che gli onorevoli interroganti possano ritenersi sodisfatti. Tanto pi\u00f9 che di questi tre mandamenti, uno rimane assegnato definitivamente a Santa Maria Capua Vetere.<\/p><p>Rimarrebbero gli altri due mandamenti. \u00c8 possibile che di questi due uno, Roccamonfina, rimanga a Santa Maria Capua Vetere, mentre forse l\u2019altro andrebbe al Tribunale di Cassino. Si tratterebbe di spostare soltanto 13 mila persone, ci\u00f2 che risponde alle esigenze della popolazione, che ha manifestato il suo desiderio di essere aggregata a Santa Maria Capua Vetere, mentre il comune di Mignano \u00e8 contrario, e mi ha fatto pervenire telegrammi e voti per l\u2019aggregazione al Tribunale di Cassino.<\/p><p>Ad ogni modo, la questione non \u00e8 per nulla pregiudicata. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sar\u00e0 l\u2019unico Tribunale della provincia di Caserta: quindi nessuna preoccupazione che il principio fondamentale, che l\u2019ordinamento amministrativo combaci con quello giudiziario, non debba essere rispettato.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fusco ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>FUSCO. La risposta dell\u2019onorevole Ministro non pu\u00f2 certamente accontentare me e non fa che aumentare lo scontento della Curia del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ove gli avvocati, in numero di 350, sono in sciopero dal 17 ottobre, in segno di protesta per questo provvedimento di sospensione.<\/p><p>Ed il provvedimento, assai inopportuno, ha determinato uno scontento generale in tutta Terra di lavoro, che si \u00e8 gi\u00e0 manifestato con uno sciopero dimostrativo, mentre si profila uno sciopero generale provinciale.<\/p><p>Perch\u00e9 non \u00e8 solo il fatto della mutilazione del Tribunale, ma si tratta di tutta una serie di ingiustizie che questa provincia sta subendo.<\/p><p>I gravi danni arrecati al tribunale di Santa Maria s\u2019inseriscono in questa serie di ingiustizie. La provincia di Caserta fu soppressa dal dittatore, perch\u00e9 era una provincia non molto fascista, anzi niente affatto fascista. Era una delle pi\u00f9 ampie provincie d\u2019Italia, delle pi\u00f9 rappresentative, delle pi\u00f9 laboriose ed industriose, con una popolazione tranquilla e serena. Il dittatore l\u2019abol\u00ec e per 20 anni essa fu una borgata di Napoli, alla merc\u00e8 dei vari Marziale, e fu trattata come una landa deserta. Poi venne la ricostituzione della provincia, dopo 20 anni, ma non so perch\u00e9, invece di ricostituire la provincia per intero, fu ricostituita a met\u00e0, quasi a far pensare che avesse avuto ragione il dittatore nel sopprimerla&#8230; per lo meno a met\u00e0! Di quello che ha subito la provincia dal 1945, dal momento cio\u00e8 in cui fu ricostituita ad oggi, \u00e8 inutile far parola. La provincia di Caserta reclama (e colgo l\u2019occasione per farne vivissima preghiera al Governo) che essa non sia la cenerentola delle provincie italiane! \u00c8 stata molto trascurata; l\u2019opera di ricostruzione \u00e8 rimasta allo stato iniziale, e noi invece abbiamo il diritto ed il dovere di invocare dal Governo una maggiore cura dei nostri interessi. Non abbiamo strade, che sono state riparate solo in parte; i ponti non sono stati ricostruiti; n\u00e9 fognatura, n\u00e9 edifici scolastici, n\u00e9 case municipali: i problemi delle irrigazioni e delle bonifiche non sono stati neppure avviati verso una sperata soluzione. Incombe poi su di noi il problema gravissimo dell\u2019acqua potabile; ben cinquantanove comuni non hanno che qualche cisterna piovana solamente; si \u00e8 progettato il grande acquedotto del Torano che dovrebbe servire Napoli e Caserta, ma per esso \u00e8 preventivata una spesa di ventidue miliardi, che finora non ci \u00e8 stata concessa, ed in alcuni paesi si continua, e chi sa per quanti anni ancora si continuer\u00e0 a morire di sete! Abbiamo altri problemi gravissimi che non ci \u00e8 stato possibile risolvere.<\/p><p>PRESIDENTE. Occupiamoci delle preture, onorevole Fusco.<\/p><p>FUSCO. S\u00ec, occupiamoci delle preture. Abbiamo avuto un\u2019altra ingiustizia, malgrado tutta la buona volont\u00e0 del Ministro, mio illustre e carissimo amico. Devo dire che l\u2019onorevole Grassi ha fatto di tutto per accontentarci, ma non so per quale ragione i suoi propositi sono stati frustrati. Perch\u00e9 non \u00e8 vero che le popolazioni di quelle preture vogliono restare con il tribunale di Cassino e non intendono aggregarsi a quello di Santa Maria Capua Vetere. Tutt\u2019altro! Io ho qui un telegramma del sindaco Pettoruti e della Camera del lavoro di Roccamonfina che telegrafano in questo senso: \u00abGrave agitazione popolazione mandamento per timore sospensione provvedimento che aggrega questa pretura tribunale Santa Maria Capua Vetere. Poich\u00e9 interessi pochi avvocati Cassino non debbono essere anteposti a quelli di queste popolazioni rurali. Eventuale sospensione o revoca provvedimento determinerebbe gravissime perturbazioni popolari\u00bb.<\/p><p>Quindi, Roccamonfina, che aveva espresso reiterate volte questo suo desiderio, anche prima del distacco dei mandamenti di Nola, Acerra e Cicciano, telegrafa in questa maniera: che cio\u00e8 ci pu\u00f2 essere un grave turbamento popolare! Quelle popolazioni, quindi, intendono essere aggregate al tribunale di Santa Maria Capua Vetere e non a quello di Cassino.<\/p><p>Il Sindaco di Mignano, professore Albanese, mi ha scritto questa lettera, allorquando fu emesso il provvedimento di aggregazione del mandamento di Mignano al tribunale di Santa Maria Capua Vetere: \u00abProvvedimento mi riempie di gioia e sono sicuro che assegnazione del mio mandamento al tribunale di Santa Maria Capua Vetere sar\u00e0 inizio di un\u2019era di benessere per tutti\u00bb.<\/p><p>Quindi le due popolazioni vogliono essere con Santa Maria Capua Vetere e non con Cassino, perch\u00e9 ad esse conviene per ragioni di vicinanza, di traffico, di consuetudine di rapporti.<\/p><p>Ma io mi permetto di osservare: perch\u00e9, quando noi avemmo il primo decreto di mutilazione e telegrafammo (fui proprio io) al Ministro Grassi perch\u00e9 si fossero sospesi i provvedimenti che aggregavano Nola, Cicciano e Acerra a Napoli, perch\u00e9 il Ministro, allora, quando noi osservavamo che sarebbe stato necessario rinviare ad epoca pi\u00f9 opportuna, allorch\u00e9 sarebbero state determinate le Regioni, ci disse che era impossibile accontentarci perch\u00e9 il decreto era stato gi\u00e0 emesso? Ora, invece si accoglie questa richieste di Cassino per gli stessi criteri che per noi furono infecondi.<\/p><p>Allora guardi, onorevole Ministro: \u00e8 una questione di disparit\u00e0 di trattamento, che giustamente ha ferito il prestigio della Curia Sammaritana e l\u2019intera provincia di Caserta, la quale si ribella contro un\u2019ingiustizia cos\u00ec oltraggiosa ed ha il fermo proposito di ottenere un\u2019adeguata riparazione.<\/p><p>Noi rendiamo il dovuto omaggio a Cassino. Nessuno pi\u00f9 di noi ha compianto le sue sventure, le sue stragi, le sue rovine e i suoi dolori. Ma penso che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, onorevole Ministro, che fu fondato nel 1808, che era il pi\u00f9 importante tribunale dopo quello di Napoli, che nel 1860 e nel 1862 fu amputato dei territori che hanno formato i tribunali di Benevento e di Cassino, e che oggi \u00e8 stato privato ancora di tre mandamenti importantissimi, riducendo cos\u00ec la competenza territoriale d\u2019un tribunale dove ci sono 350 avvocati che lavorano; allora questo tribunale di Santa Maria Capua Vetere deve sempre soggiacere ad un ingiusto destino che pare voglia annullarlo e ridurlo ad una modesta Pretura!<\/p><p>Una volta la legge \u00e8 stata applicata a danno di Santa Maria Capua Vetere: una seconda volta la stessa legge \u00e8 stata applicata egualmente a danno, pur con criteri opposti e sconcordanti. Ma questa \u00e8 una vera ingiustizia. Noi non meritiamo questo torto!<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Fusco.<\/p><p>FUSCO. Il fatto della sospensione, cio\u00e8 di rinviare di qualche mese, (sappiamo che cosa sono questa sospensioni) noi non lo comprendiamo: si oppongono ragioni di carattere giuridico e morale; perch\u00e9 se noi, che chiedemmo al Ministro la sospensione del provvedimento di aggregazione dei tre mandamenti a Napoli, non fummo accontentati, non \u00e8 giusto che tale sospensione venga invece concessa, a Cassino: le stesse ragioni da noi invocate, ma non accolte, non possono militare a vantaggio di Cassino.<\/p><p>Se facciamo del sentimentalismo, perch\u00e9 Cassino \u00e8 stata citt\u00e0 sinistrata, allora non ne parliamo pi\u00f9; ma se la legge deve essere applicata, e la legge va applicata, invoco che il Ministro ritorni sui suoi passi e riveda il decreto e faccia cessare questo stato di agitazione gravissima nella provincia di Caserta, soprattutto in rapporto alle esigenze locali del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che non deve essere ulteriormente mutilato e messo alla merc\u00e9 dei capricci del destino o di altre interferenze che non hanno niente a che fare con la giustizia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi \u00e8 nulla in contrario, passiamo all\u2019interrogazione degli onorevoli Pesenti, Foa, Dugoni, Cevolotto, Sapienza, De Vita, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di grazia e giustizia e delle finanze, \u00abper conoscere le ragioni per le quali, nel procedimento per avocazione di profitti di regime promosso dall\u2019intendenza di finanza di Roma a carico del noto profittatore e sostenitore del regime fascista, Giorgio Berlutti, editore dell\u2019altrettanto nota \u00abLibreria del Littorio\u00bb e di altri organismi di propaganda, che vivevano parassitariamente a carico del contribuente e dello Stato: 1\u00b0) non sia stato assoggettato a sequestro conservativo anche il giornale <em>II Globo<\/em>, di cui il Berlutti \u00e8 proprietario insieme con la Federazione dei dirigenti industriali, per cui si assiste oggi allo spettacolo che il pi\u00f9 diffuso organo economico-finanziario italiano si trova nelle mani dell\u2019editore ufficiale del partito fascista e di uno degli scrittori di propaganda pi\u00f9 attivi dello stesso partito; 2\u00b0) l\u2019Avvocatura generale dello Stato non abbia validamente tutelato gli interessi dello Stato, impedendo che il sequestro gi\u00e0 dato dal Presidente del tribunale di Roma il 1\u00b0 marzo 1947 venisse revocato \u2013 limitatamente alla Casa editrice R. Carabba di Lanciano \u2013 come invece \u00e8 avvenuto il 4 aprile successivo; 3\u00b0) sia stato nominato sequestratario dei beni del Berlutti, il professore Alfonso Linguiti, il quale, per i suoi trascorsi politici, meriterebbe egli stesso di essere sottoposto a procedimento per avocazione; e, infine, le ragioni per le quali il medesimo professore Linguiti non sia stato almeno sostituito, in conseguenza del fatto che non ha dato la minima esecuzione al detto sequestro, durante i 34 giorni in cui tale provvedimento \u00e8 rimasto in vita, limitatamente alla Casa editrice R. Carabba\u00bb.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Risponder\u00f2 io per il Ministro delle finanze.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Circa il primo punto dell\u2019interrogazione, cio\u00e8 perch\u00e9 non sia stata sottoposta alla misura cautelare del sequestro conservativo la societ\u00e0 giornale <em>Il Globo<\/em> in occasione della procedura instaurata a carico del signor Giorgio Berlutti, si precisa che detta societ\u00e0 fu costituita solo il 6 febbraio 1945, onde non poteva essere soggetta ad accertamenti per profitti di regime, ovviamente non conseguiti prima della sua costituzione, n\u00e9 la misura cautelare poteva essere adottata a carico della Societ\u00e0 per la considerazione che il Berlutti ne fosse azionista, giacch\u00e9, ai sensi della legislazione vigente (Decreto-legge luogotenenziale 26 marzo 1946, n. 134, articolo 32, lettera <em>c<\/em>), il sequestro dell\u2019azienda sociale pu\u00f2 essere richiesto solo se i nove decimi del capitale azionario siano del profittatore di regime. Il Berlutti, invece, possiede solo 240 su 600 azioni, cio\u00e8 i quattro decimi di esse: pertanto, mentre il complesso dell\u2019azienda non ha potuto essere assoggettato alla misura cautelare, tutte le azioni appartenenti al Berlutti sono state sequestrate.<\/p><p>Circa il secondo punto, relativo al dissequestro della Societ\u00e0 Editrice \u00abCarabba\u00bb, disposto dal Presidente del tribunale di Roma, si precisa che il sequestro fu richiesto e fu concesso, perch\u00e9 dalle prime indagini era risultato che al Berlutti appartenessero oltre i nove decimi delle azioni sociali, successivamente, attraverso migliori accertamenti effettuati sulla scorta di documenti autentici aventi data certa (prontamente esibiti dalla Societ\u00e0 a corredo del suo ricorso) risult\u00f2 che la partecipazione del Berlutti nella \u00abCarabba\u00bb non raggiungeva la percentuale richiesta dalla legge; onde il provvedimento disposto non appariva legittimo e fu revocato dal Presidente del tribunale in data 3 aprile 1947.<\/p><p>Il terzo punto dell\u2019interrogazione riflette, per la prima parte, la scelta del sequestratane nominato nella persona del professore Alfonso Linguiti, il quale (al dire degli interroganti) meriterebbe di essere sottoposto egli stesso a procedimento per avocazione. Al riguardo si osserva che la scelta dei sequestratari \u00e8 dalla legge rimessa alla competenza esclusiva del Presidente del tribunale, al quale sono attribuiti i pi\u00f9 larghi poteri discrezionali. Ogni intervento al riguardo da parte dell\u2019Amministrazione, per indurre il magistrato a revocare il provvedimento di nomina sarebbe stato perci\u00f2 inammissibile.<\/p><p>La seconda parte riflette la mancata sostituzione del professore Linguiti, per avere egli omesso la materiale esecuzione del sequestro nei confronti della Societ\u00e0 \u00abCarabba\u00bb, durante i 34 giorni in cui tale provvedimento \u00e8 rimasto in vita. Deve al riguardo ricordarsi quanto si \u00e8 detto dianzi circa la illegittimit\u00e0 del provvedimento di sequestro, riscontrata immediatamente dopo la emanazione di esso; illegittimit\u00e0 sottolineata dal Presidente del tribunale nel suo provvedimento ove si legge che, in mancanza di una diretta ragione creditoria della finanza nei confronti della \u00abCarabba\u00bb, la misura richiesta era \u00abpi\u00f9 che inopportuna, addirittura infondata\u00bb.<\/p><p>Essendosi resa prontamente conto di tale illegittimit\u00e0 prima ancora della revoca del provvedimento, era evidentemente opportuno che l\u2019Amministrazione desse disposizioni al sequestratario (come le ha date) di non procedere all\u2019esecuzione del sequestro nei confronti della Societ\u00e0 \u00abCarabba\u00bb: e ci\u00f2, non solo per ragioni di giustizia e di stretto diritto, ma anche in considerazione delle ripercussioni che la notizia del provvedimento illegittimo non aveva mancato di produrre negli ambienti interessati. Secondo precise segnalazioni pervenute dal Ministero del lavoro, dalla prefettura di Chieti, dal Ministero dell\u2019interno ed anche direttamente dalla Sezione di Lanciano della Camera confederale del lavoro, vivo fu lo stato di agitazione tra tutto il personale della casa editrice per la minaccia incombente del licenziamento, in conseguenza del dissesto dell\u2019azienda, e preoccupante, anche ai fini dell\u2019ordine pubblico, la minaccia di sciopero generale da parte di tutte le masse lavoratrici di Lanciano.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pesenti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PESENTI. L\u2019onorevole Petrilli ha dato una risposta che, da un punto di vista strettamente giuridico, sembra dar ragione all\u2019Amministrazione.<\/p><p>Ma tutta l\u2019azione svolta dall\u2019Amministrazione delle finanze in generale e dalla Direzione generale della finanza straordinaria in particolare, denota che gli interessi dell\u2019Amministrazione \u2013 quindi, dello Stato \u2013 non sono stati sufficientemente difesi in questa occasione. La figura del Berlutti come profittatore fascista \u00e8 ben nota anche per il fatto che tutta la sua attivit\u00e0 \u00e8 stata resa possibile da sussidi da parte dello Stato e da parte del partito fascista. Naturalmente, questo non \u00e8 un motivo perch\u00e9 si possa contravvenire a quelle che sono le singole disposizioni della legge per l\u2019avocazione dei profitti di regime; ma se la legge stabilisce che in una societ\u00e0 occorre che i nove decimi siano posseduti dal socio profittatore, perch\u00e9 la societ\u00e0 possa essere messa sotto sequestro, \u00e8 certo che nella societ\u00e0 Carabba, se il Berlutti possiede soltanto 950 su 5000 azioni, per\u00f2 ha, per mezzo di una serie di tratte e di altri crediti verso la Carabba, una posizione preminente. Ora, ben aveva fatto l\u2019Amministrazione all\u2019inizio chiedendo il sequestro conservativo; ed \u00e8 proprio strano che l\u2019Amministrazione stessa sia stata quella che ha spinto alla revoca del sequestro. Non corrisponde al vero infatti, che le maestranze avessero svolto un\u2019azione per richiedere la revoca del sequestro, perch\u00e9 avevano gi\u00e0 trovato una soluzione per la regolare continuazione dell\u2019attivit\u00e0 editoriale con la costituzione di una cooperativa che avrebbe potuto agire sotto la direzione, dal punto di vista giuridico, dell\u2019Amministrazione che aveva emanato il sequestro. Tutta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Amministrazione nel complesso procedimento che noi abbiamo potuto seguire denota la precisa volont\u00e0 di aiutare il Berlutti ad uscire dalla situazione, poco piacevole per lui ma giustificata per i suoi precedenti politici, nella quale si era posto. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 grave in quanto ha dato l\u2019impressione che, essendo il Berlutti oggi collegato per attivit\u00e0 editoriale ed altro a noti uomini politici della Democrazia cristiana, vi siano state delle pressioni di carattere politico perch\u00e9 il caso si svolgesse nel modo con cui si \u00e8 svolto.<\/p><p>Perci\u00f2, io prego l\u2019onorevole Petrilli di rivedere pi\u00f9 attentamente l\u2019azione dell\u2019Amministrazione perch\u00e9 questo noto profittatore del regime non sfugga alle giuste sanzioni.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Sta bene.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Merini e Cairo, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere se, di fronte alla riconosciuta impossibilit\u00e0 di stroncare il giuoco, illecito e clandestino, che dilaga per le citt\u00e0 e le borgate d\u2019Italia, non ritenga urgente e necessario regolare e disciplinare il giuoco stesso attraverso opportune provvidenze legislative, che ne convoglino gli eventuali gettiti consentiti a scopi di ricostruzione nazionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il giuoco d\u2019azzardo \u00e8 punito come reato dal vigente Codice penale cui potrebbe derogarsi soltanto con leggi speciali. Ora, il Consiglio dei Ministri, riesaminando la materia nella seduta del 20 dicembre 1946, ha ritenuto di non modificare le precedenti determinazioni, che davano appunto al Ministro dell\u2019interno il preciso mandato di ordinare la chiusura di tutte le case da giuoco esistenti, fatta eccezione per quelle comunali di San Remo, Campione e Venezia, a motivo dei diritti acquisiti, in forza dei provvedimenti legislativi in base ai quali esse vennero istituite e regolate.<\/p><p>E poich\u00e9 il diffondersi del vizio, denunziandone la gravit\u00e0, non consiglia certo di favorirlo per nessuna ragione, il Ministro dell\u2019interno ritiene doveroso intensificarne sempre pi\u00f9 la repressione; ed in tal senso ha dato alle autorit\u00e0 competenti rigorose istruzioni, come del resto il Ministro dell\u2019interno ebbe gi\u00e0 a riferire all\u2019Assemblea nel luglio scorso, rispondendo ad un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Benedetti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Morini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORINI. La mia interrogazione prende le mosse precisamente dalla risposta data dal Ministro dell\u2019interno nel luglio scorso all\u2019onorevole Benedetti.<\/p><p>In quella occasione il Ministro Scelba ha dovuto riconoscere l\u2019impotenza delle autorit\u00e0 a frenare il giuoco clandestino e ricordava l\u2019episodio clamoroso di Milano, che si riassume nella risposta data dal Prefetto alle disposizioni repressive impartite dal Ministro; risposta che suonava in questi termini: \u00abnon \u00e8 possibile impedire che si giuochi a Mirano, perch\u00e9 succederebbe il finimondo\u00bb. Da quella risposta del Ministro, dicevo, ha preso le mosse la mia interrogazione; non perch\u00e9 il Ministro dicesse qualcosa di nuovo \u2013 tutti sappiamo come dilaghi il giuoco clandestino, non represso, anzi tollerato in tutte le citt\u00e0 e le borgate d\u2019Italia \u2013 ma perch\u00e9 le parole del Ministro erano il crisma, il riconoscimento ufficiale di questa impossibilit\u00e0 per il Governo di evitare il dilagare del male.<\/p><p>Io ritengo che sia necessario uscire da questa politica di incertezza e, direi, di doppio giuoco. O noi partiamo da un criterio superiore di moralit\u00e0, per cui diciamo che il giuoco d\u2019azzardo \u00e8 immorale e dobbiamo stroncarlo in tutti i modi \u2013 ed allora abbiamo due strade e dobbiamo seguirle entrambe: stroncare davvero il giuoco clandestino attraverso nuove disposizioni draconiane, che vanno dal ritiro della licenza ai vari locali che lo favoriscono, all\u2019arresto preventivo, al mandato di cattura; eliminare inoltre anche le case cos\u00ec dette ufficiali, perch\u00e9 la morale non ammette strappi, eccezioni e deroghe; tanto pi\u00f9 che queste case, cio\u00e8 quelle di Campione, Venezia e San Remo, vivono in deroga ed in violazione stessa delle disposizioni del Codice penale; poich\u00e9 nessun provvedimento, che non sia una nuova legge fatta appositamente e non una disposizione amministrativa, pu\u00f2 derogare alle disposizioni del Codice penale; e nessuna autorit\u00e0 pu\u00f2 dichiarare cosa in contrasto a questa affermazione che \u00e8 una realt\u00e0 giuridica: la legge speciale \u00e8 una legge amministrativa, che non deroga alla disposizione del Codice penale, che vieta il giuoco d\u2019azzardo in Italia. Ed allora, o seguire questa strada \u2013 ed aboliamo le case di San Remo, Campione e Venezia \u2013 oppure arrivare alla regolamentazione, con una legge che ci impedisca di avere il danno e le beffe; le beffe di tutti coloro i quali giocano e fanno i loro comodi e sono in genere la parte peggiore della societ\u00e0, perch\u00e9 il giuoco clandestino \u00e8 in mano di avventurieri e <em>gangsters<\/em>, perch\u00e9 giuocano nel rischio solo gli avventurieri ed i <em>gangsters<\/em> (mi si perdoni il bisticcio). Si giuoca dappertutto e succedono di questi fatti: che si deroga alle disposizioni specifiche con la cosiddetta \u00abtolleranza\u00bb. Ricordo a questo proposito un episodio clamoroso accaduto in una stazione termale italiana, dove si giuocava con il permesso provvisorio che comportava una percentuale altissima a favore di determinati istituti di beneficienza. Ad un certo momento si \u00e8 ritirato il permesso. Ebbene: la soppressione non \u00e8 durata nemmeno ventiquattr\u2019ore. Infatti nella stessa sera della giornata in cui il permesso fu ritirato, si giuoc\u00f2 di nuovo in un luogo distante appena cinquanta metri, senza nemmeno nascondere le luci. Si giuocava non con il permesso regolare, ma con la cosiddetta \u00abtolleranza\u00bb.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Era un permesso rilasciato dagli alleati.<\/p><p>MORINI. No, non era un permesso rilasciato dagli alleati. Ed unico risultato \u00e8 stato questo: che quel gruppo \u2013 che giuocava con la \u00abtolleranza\u00bb invece che col permesso normale \u2013 non dava pi\u00f9 quel 40-50 per cento agli istituti di beneficenza ma intascava integralmente i profitti. Sono a centinaia questi episodi, i quali accadono perch\u00e9 con le cosiddette tolleranze concesse in varie parti d\u2019Italia \u00e8 possibile ogni supposizione ed ogni sospetto, perch\u00e9 \u00e8 possibile ogni mercimonio. Ed allora non resta che l\u2019altra strada, quella che noi indichiamo nella nostra interrogazione: disciplinare il giuoco stesso attraverso opportune provvidenze legislative che ne convoglino gli eventuali gettiti a scopo di ricostruzione nazionale e cio\u00e8, se c\u2019\u00e8 davvero questa insopprimibile situazione, uscendo da quella che \u00e8 la forma generica della nostra interrogazione, noi proponiamo che si diano autorizzazioni a centri termali o climatici, a favore per\u00f2 di centri sinistrati e di enti i quali abbiano bisogno di determinati gettiti straordinari per risanare le ferite inferte loro direttamente dalla guerra. (<em>Interruzione al centro<\/em>)<em>. <\/em>O aboliamo tutto o regoliamo; ma non possiamo ricorrere continuamente alle mezze misure. Ricordatevi che gli unici oppositori a questo nostro programma sono proprio coloro i quali vogliono mantenere il monopolio del giuoco \u2013 illegale monopolio \u2013 in due o tre centri d\u2019Italia. Io sono d\u2019accordo nell\u2019abolire tutto, ma se dobbiamo concedere delle eccezioni, facciamo in modo che di queste profittino i centri colpiti e gli enti bisognosi senza favoritismi e senza monopoli.<\/p><p>Concludo, signor Presidente: se queste mie brevi osservazioni verranno vagliate, si trover\u00e0 l\u2019unica soluzione possibile, equa e giusta, che si presenta per il problema che io ho sottoposto alla vostra attenzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni degli onorevoli:<\/p><p>Morini, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper sapere se sono stati accertati i precedenti politici dell\u2019attuale concessionario del Casin\u00f2 di San Remo e ci\u00f2 allo scopo di decidere con cognizione di causa sul visto che il Ministero deve apporre o negare alla deliberazione di concessione 17 aprile 1947 del Consiglio comunale di San Remo\u00bb;<\/p><p>Marinaro, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere quale fondamento di verit\u00e0 abbiano le voci che circolano intorno alla gestione del Casin\u00f2 di San Remo, e specificatamente se sia vero che quel Comune, con tre successive deliberazioni, opportunamente preordinate, abbia concesso la gestione del detto Casin\u00f2 a tre diversi gruppi finanziari, attualmente in causa fra loro e con lo stesso Comune, il quale, pertanto, sarebbe esposto a notevoli danni, conseguenza ineluttabile della complessa situazione giudiziaria che si \u00e8 venuta a creare. Nel caso affermativo, se non ritenga opportuno soprassedere, anche per evidenti ragioni di sana amministrazione, dal ratificare l\u2019ultimo contratto di concessione stipulato dal Comune, disponendo senz\u2019altro la chiusura del Casin\u00f2, o, quanto meno, se non creda di disporre una rigorosa inchiesta su tutta la situazione e sui fatti ed atti che l\u2019hanno determinata. adottando nel frattempo i provvedimenti cautelativi del caso, allo scopo principalmente di evitare che la deplorata attuale situazione sfoci, come sarebbe assai probabile in uno scandalo di vasta proporzione\u00bb;<\/p><p>Sampietro, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper sapere quali urgenti provvedimenti intenda prendere nei confronti degli attuali concessionari del Casin\u00f2 di San Remo, delle cui attivit\u00e0 e precedenti si sono gi\u00e0 fatti eco sia la stampa che, alla Costituente, altri colleghi con specifiche interrogazioni\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 si riferiscono allo stesso argomento, possono essere svolte congiuntamente.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il 1\u00b0 dicembre del 1945, decisa la riapertura del Casin\u00f2 di San Remo, l\u2019amministrazione comunale di quella citt\u00e0 approvava un nuovo capitolato di oneri e indiceva una licitazione privata, a seguito della quale risult\u00f2 aggiudicatario tale Candini, che peraltro la Giunta municipale dichiarava dopo decaduto e sostituiva con delibera 24 dicembre con un gruppo costituito da tali Aitano, Soldaini e Leone, nonch\u00e9 dalla Compagnia italiana ricostruzione e turismo \u2013 CIRT \u2013, gruppo il quale, stipulato il 30 dello stesso mese il relativo contratto, veniva immesso nel possesso del Casin\u00f2 e lo riapriva al pubblico.<\/p><p>Avendo per\u00f2 la gestione dato luogo ad alcuni rilievi che determinavano l\u2019intervento del Ministero, al quale era stata nel frattempo sottoposta per l\u2019omologazione la concessione della CIRT, ed avendo frattanto un altro gruppo rappresentato dalla Compagnia italiana industria turistica \u2013 CIIT \u2013 pignorato i mobili del Casin\u00f2 in dipendenza di taluni crediti vantati verso due dei concessionari ed insieme avanzate al Ministero proposte di una nuova concessione, la Giunta municipale con delibera 8 dicembre 1946, adottata in via di urgenza, dichiar\u00f2 decaduto il gruppo CIRT, rescisse il contratto 30 dicembre 1945 e concesse la gestione al gruppo CIIT. Tale delibera non venne per\u00f2 ratificata dal Consiglio comunale, non venne sottoposta all\u2019autorit\u00e0 tutoria e non ebbe mai esecuzione. Per contro, il 24 marzo 1947, il Consiglio comunale demandava ad una commissione di studiare e proporre l\u2019applicazione delle richieste ministeriali riflettenti alcune modifiche al contratto e l\u2019osservanza di altre condizioni fra le quali l\u2019estromissione di due dei concessionari, con l\u2019aumento della cauzione da 100 a 180 milioni, e la formulazione di nuovi controlli.<\/p><p>Tale commissione rifer\u00ec il 17 aprile al Consiglio il quale lo stesso giorno deliberava di accettarne le conclusioni conformi alle evidenti richieste ministeriali.<\/p><p>La commissione intanto aveva gi\u00e0 curato un controllo pi\u00f9 intenso sull\u2019andamento della gestione del Casin\u00f2, disponendo Ira l\u2019altro una severa e rigorosa inchiesta da parte di un ispettore generale. Da tale inchiesta, eseguita nel gennaio 1947, risult\u00f2 effettivamente che la CIRT era incorsa in alcune irregolarit\u00e0, non tali per\u00f2 \u2013 \u00e8 sembrato \u2013 da rendere consigliabile la dichiarazione di decadenza. Peraltro, le irregolarit\u00e0 stesse, in seguito a continui controlli del Ministero, della Prefettura e del Comune, erano state gradatamente eliminate, cosicch\u00e9 l\u2019inconveniente non costitu\u00ec un argomento per il Consiglio comunale invocabile per negare alla CIRT la conferma della concessione. Il citato atto 17 aprile 1947 \u00e8 stato cos\u00ec approvato il 9 giugno successivo dall\u2019autorit\u00e0 tutoria e trovasi attualmente all\u2019esame del Ministero.<\/p><p>Non \u00e8 perci\u00f2 esatto che vi siano state diverse concessioni, bens\u00ec tre diverse deliberazioni in ordine alla concessione in argomento, che pu\u00f2 divenire operativa dopo la prescritta omologazione.<\/p><p>Di esse, una sola ha riportato le approvazioni tutorie che devono precedere il provvedimento di omologazione, e precisamente quella del 17 aprile 1947. Da parte sua, il Ministero, prima di adottare o meno il provvedimento e di sottoporre la concessione a nuovo limite e condizione, sta conducendo una accurata istruttoria, sia dal punto di vista della legalit\u00e0 degli atti come dal punto di vista del merito, data la complessit\u00e0 delle questioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Morini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORINI. Non posso dichiararmi sodisfatto dopo le dichiarazioni del Sottosegretario all\u2019interno onorevole Marazza, che non ha risposto completamente alla mia interrogazione, nei confronti della quale ha promesso di continuare a fare determinate ricerche. Ora, questa promessa non \u00e8 specifica e per questo io non mi dichiaro sodisfatto. Uno degli elementi delicati delle concessioni di giuoco che lo Stato fa a determinati enti \u00e8 il controllo delle subconcessioni. Infatti l\u2019ente concessionario non ha interesse, per varie ragioni, di gestire direttamente come avviene, ad esempio, per il Casin\u00f2 di San Remo, e naturalmente subconcede; per\u00f2 per questa subconcessione \u00e8 necessario un controllo che non \u00e8 soltanto morale, ma che deve essere anche un controllo politico.<\/p><p>Io non sono di quelli che vogliono la persecuzione dei fascisti. All\u2019indomani della liberazione ho detto di perdonare. Riconfermo qui questa mia posizione; per\u00f2 dico anche, che fra plotone di esecuzione, galera ed epurazione da una parte ed i premi di centinaia di milioni dall\u2019altra, in mezzo a queste due forme c\u2019\u00e8 tutta una gamma di tolleranza, di oblio, di perdono, ma che sia perdono senza premi.<\/p><p>Ora \u00e8 pacifico che il subconcessionario di San Remo \u00e8 una delle \u00abbelle figure\u00bb del fascismo venticinquennale. Dalle stesse ricerche fatte, al Ministero dell\u2019interno \u00e8 risultato che questo concessionario era uno dei fedeli di Mussolini, che gi\u00e0 nel 1924 \u00e8 stato chiamato all\u2019Ufficio stampa del Ministero dell\u2019interno da dove \u00e8 passato al Gabinetto particolare del Sottosegretario di Stato Teruzzi; successivamente all\u2019Ufficio stampa di Mussolini; poi al <em>Tevere<\/em> come Direttore amministrativo; poi Segretario generale del Comitato italo-tedesco dell\u2019autarchia; poi mandato da Mussolini in Albania come consigliere di Verlaci, eppoi passato al Consiglio Nazionale delle ricerche come rappresentante di Mussolini. A tutto ci\u00f2 aggiungo tre domande: \u00e8 stato anche fascista repubblichino? \u00c8 il libellista \u00abIgnifer\u00bb contro gli ebrei? C\u2019\u00e8 una diffida della Questura di Roma nei suoi confronti, perch\u00e9 non si interessi pi\u00f9 di affari? Su queste tre domande il Ministro dell\u2019interno far\u00e0 opportune ricerche e dir\u00e0 se \u00e8 vero, o no.<\/p><p>Ora, ufficiosamente, mi si \u00e8 detto: \u00abTutte queste cariche che hai denunciato sono, in definitiva, legate al fatto che era funzionario del Ministero dell\u2019interno\u00bb Esatto. Per\u00f2 io dico che per dare queste cariche ad un funzionario si \u00e8 evidentemente cercato un funzionario fascista. Anche mio padre era un funzionario \u2013 ma non fascista \u2013 e fin\u00ec in altro modo. Migliaia e migliaia di funzionari non fascisti non sono finiti con quelle cariche. Quindi, questa carica \u00e8 il termometro del fascismo di quelli che venivano scelti appositamente per questo loro merito.<\/p><p>Io ripeto che non \u00e8 assolutamente possibile consentire concessioni \u2013 che danno 100 milioni al mese al subconcessionario \u2013 ad individui di questa specie. E questo per una infinit\u00e0 di ragioni, che potrebbero anche essere queste: che queste centinaia di milioni possono anche finire a certe organizzazioni contro le quali dovremo fare prossimamente una legge apposita, la legge per la difesa della Repubblica.<\/p><p>Finir\u00f2 con alcune osservazioni, signor Presidente. Il problema non \u00e8 un problema personale: non so chi sia questo subconcessionario, non ho niente contro di lui. \u00c8 un problema di ordine generale. Il fascismo \u00e8 stato posto in essere, si \u00e8 detto, per determinati eccessi di certi circoli della sinistra. Accetto la formulazione, a patto che si interpreti in questi termini: che certi eccessi spostano verso questo fascismo \u2013 che nasce per ragioni proprie, ovunque c\u2019\u00e8 da difendere il privilegio \u2013 determinate categorie che non sarebbero fasciste. Ma, signori del Governo, il fascismo \u00e8 nato allora e pu\u00f2 rinascere, soprattutto per l\u2019impressione di debolezza che diamo attraverso questi fatti. Se nel 1919 \u2013 permettetemi la digressione \u2013 il Partito socialista avesse risposto alla distruzione dell\u2019<em>Avanti<\/em> con la distruzione del <em>Popolo d\u2019Italia<\/em>, forse gli eventi avrebbero preso un altro indirizzo.<\/p><p>Non dobbiamo dare questa impressione di debolezza, perch\u00e9 sarebbe criminoso e colpevole.<\/p><p>Concludo, signor Presidente: io affido al Sottosegretario all\u2019interno il controllo rigoroso dei fatti che ho denunciato e dico al Sottosegretario e al Ministro dell\u2019interno che non si deve, non si pu\u00f2 dare una autorizzazione di giuoco a uomini che hanno questi precedenti politici.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Marinaro ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MARINARO. Io non mi occuper\u00f2 degli uomini che sono interessati a questo sciagurato affare. Penso, \u00e8 anzi mia convinzione, che si tratti di una unione di vampiri, dai peggiori precedenti politici e morali, scaraventatisi addosso a questo affare di San Remo in cerca di lauti e disonesti guadagni.<\/p><p>Ma questa \u00e8 cosa che non mi riguarda direttamente.<\/p><p>Io intendo occuparmi della faccenda sotto l\u2019aspetto prevalentemente amministrativo, e domando: come \u00e8 mai possibile che l\u2019Amministrazione comunale di San Remo in soli sette mesi abbia potuto adottare tre diverse e contraddittorie deliberazioni? S\u2019intende, onorevole Sottosegretario, che la concessione \u00e8 una; ma le parti sono diverse e le condizioni cambiano, di guisa che abbiamo avuto che quella primitiva deliberazione \u2013 con la quale ancora sotto l\u2019Amministrazione alleata veniva concesso l\u2019appalto della gestione di San Remo al primo gruppo finanziario \u2013 \u00e8 rimasta in vita per sette mesi in attesa che intanto il Ministero dell\u2019interno desse la sua ratifica, indispensabile, perch\u00e9, nel frattempo, la citt\u00e0 di San Remo era passata sotto l\u2019amministrazione del Governo italiano. Il Ministero dell\u2019interno attende ben otto mesi e non si pronunzia; e intanto quella autorizzazione, con relativo contratto, ha piena esecuzione. A distanza di otto mesi, il Ministero finalmente interviene e fa sapere che potrebbe ratificare soltanto se alcuni componenti del gruppo finanziario venissero estromessi.<\/p><p>Intanto, per tutta risposta, il Consiglio comunale di San Remo plaude a quella gestione e si augura che le cose vadano sempre nello stesso modo. Ma a dicembre, a distanza cio\u00e8 di tre mesi, muta la scena e la Giunta comunale \u2013 non il Consiglio, si noti, che soltanto sarebbe stato competente \u2013 ma la Giunta comunale, in via di urgenza, adotta una deliberazione con cui estromette il primo gruppo e d\u00e0 a un nuovo gruppo finanziario la concessione, gruppo di cui fa parte un torbido speculatore, cui alludeva poco fa l\u2019onorevole Morini. Questo signore si era messo d\u2019accordo infatti con questo successivo gruppo finanziario e, unitosi con dei prestanome \u2013 richiamo particolarmente su ci\u00f2 l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Sottosegretario \u2013 con i prestanome di un ordine religioso che i primi concessionari avevano finanziato, rimanendo poi delusi nelle loro aspettative, tanto che successivamente avevano creduto opportuno di intromettersi nella gestione del Casin\u00f2 di San Remo, attraverso dunque, dicevo, questi prestanome, la concessione passa a questo secondo gruppo finanziario.<\/p><p>E intanto il Consiglio comunale \u00e8 chiamato a ratificare la deliberazione presa in via di urgenza dalla Giunta, ma di fatto la respinge: ci\u00f2 avviene precisamente dopo due mesi.<\/p><p>Successivamente si giunge alla deliberazione del 17 aprile in base alla quale la concessione per la gestione del Casin\u00f2 viene data a un terzo gruppo finanziario nel quale entra e rimane sempre quel tale mestatore che ha creato tutta questa difficile situazione sfociata in uno scandalo evidente e di cui si parla dovunque.<\/p><p>Questa deliberazione oggi, a distanza di sei mesi circa, non \u00e8 ancora stata ratificata dal Ministero dell\u2019interno, il che dimostra che lo stesso Ministero non sa che via scegliere di fronte a cos\u00ec intricata situazione. Ma sta il fatto che, di fronte a questi contratti intorno ai quali sono sorte niente meno quarantasette cause, nelle quali \u00e8 stato chiamato come responsabile lo stesso Comune e per le quali il Comune \u00e8 esposto a danni notevolissimi, nonch\u00e9 infine di fronte a ben tre ricorsi dinanzi al Consiglio di Stato, sta il fatto, dicevo, che il Ministero dell\u2019interno non prende ancora l\u2019unica decisione che veramente si impone: quella cio\u00e8 di chiudere il Casin\u00f2 di San Remo, anche per considerazioni inerenti alla pubblica moralit\u00e0, e di disporre una rigorosa inchiesta la quale accerti quali sono stati i fatti che hanno dato luogo a tale incresciosa situazione.<\/p><p>Io mi auguro, pertanto, che l\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno vorr\u00e0 scegliere questa via.<\/p><p>Non \u00e8 possibile continuare senza compromettere la dignit\u00e0, il prestigio, il decoro della pubblica amministrazione; non \u00e8 possibile che si continui a far gestire il Casin\u00f2 di San Remo in questa complicata situazione giudiziaria e morale senza che il Ministero ne esca menomato nel suo prestigio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sampietro ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SAMPIETRO. Dopo quanto \u00e8 stato detto dagli onorevoli Morini e Marinaro non ho che da insistere perch\u00e9 venga accolta dal Ministero dell\u2019interno la proposta, se si vuole draconiana, della chiusura per un\u2019inchiesta. E se proprio ci\u00f2 non fosse possibile o non fosse consigliabile anche per motivi non di ordine pubblico, ma economici, per i dipendenti della organizzazione in San Remo, sarebbe desiderabile che si arrivasse senz\u2019altro all\u2019inchiesta, tanto pi\u00f9 che qui si \u00e8 fatta una precisazione, cio\u00e8 quella relativa ad un ex alto funzionario del Ministero dell\u2019interno, il quale ex funzionario aveva rapporti nello stesso Ministero dell\u2019interno, da dove egli ha tratto appoggi per poter manovrare e in Roma e fuori di Roma, e particolarmente alla periferia, in San Remo e in quella stessa provincia: sicch\u00e9 dal primo gruppo egli ha potuto passare nel secondo e poi nel terzo, e sia del secondo che del terzo essere il \u00abmanovratore\u00bb.<\/p><p>Per cui concludo, raccomandando ed insistendo perch\u00e9 il Ministero dell\u2019interno provveda a questa inchiesta, che, se vuole essere completa e vuole essere tranquillante, dovrebbe essere collegiale, cio\u00e8 di pi\u00f9 di una persona.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Se l\u2019onorevole Sampietro, accennando ad amicizie di uno dei concessionari con funzionari del Ministero dell\u2019interno, avesse avuto \u2013 cosa che non credo \u2013 l\u2019intenzione di gettare l\u2019ombra di un dubbio qualsiasi sulla correttezza dell\u2019ufficio che se ne occupa, io debbo vivacissimamente protestare.<\/p><p>MARINARO. Non \u00e8 pi\u00f9 in servizio quel funzionario.<\/p><p>SAMPIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SAMPIETRO. Chiarisco subito: non si tratta di funzionari di carriera, in servizio; si tratta di persona gi\u00e0 allontanata dal Ministero dell\u2019interno; comunque, non dell\u2019ufficio del Sottosegretario Marazza.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Colgo l\u2019occasione per riaffermare nel modo pi\u00f9 preciso e solenne che i funzionari che si incaricano delle concessioni sono degnissimi della fiducia che in loro ripone il Governo.<\/p><p>SAMPIETRO. Appunto per questo noi insistiamo perch\u00e9 l\u2019inchiesta venga svolta dal Ministero dell\u2019interno e non da altri Ministeri.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Costa, Bettiol, Merlin Angelina e Gui, ai Ministri dei lavori pubblici, della pubblica istruzione e del tesoro, \u00abper sapere se sia vero che, mentre \u00e8 gi\u00e0 stato promulgato e pubblicato un decreto legislativo del Capo dello Stato, che proroga il termine per l\u2019esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Ferrara, viceversa non si intenda provvedere per analoga proroga del termine, scadente il 31 luglio, di esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Padova, e ci\u00f2 su invito, non prescritto, della Ragioneria generale dello Stato, mentre il Ministero dell\u2019istruzione ancora non ha dato il parere prescritto di competenza propria\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Il Ministero del tesoro in un primo momento si era preoccupato delle conseguenze onerose che la esecuzione del piano regolatore di Padova, al pari di quello di altre citt\u00e0, poteva determinare a carico del bilancio dell\u2019ente interessato, attualmente notevolmente deficitario, e di riflesso a carico del bilancio dello Stato. Successivamente, avendo il Ministero dei lavori pubblici prospettato gli inconvenienti che sarebbero derivati dalla mancata concessione della proroga, specie per le prevedibili vertenze con i proprietari di cespiti gi\u00e0 espropriati, e avendo fatto altres\u00ec presente che i lavori di piano regolatore vengono attuati gradualmente (bene inteso in relazione alle possibilit\u00e0 finanziarie degli enti) il Ministero del tesoro ha aderito alla proroga dei termini proposta per taluni comuni e non ha difficolt\u00e0 ad aderire a quella del piano regolatore di Padova.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Costa ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>COSTA. Io potrei dichiararmi sodisfatto. Senonch\u00e9 l\u2019onorevole Sottosegretario ha concluso dicendo che non avrebbe difficolt\u00e0 ad aderire. M\u2019interessa sapere se e quando aderir\u00e0.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Appena il Ministero dei lavori pubblici ci richieder\u00e0 nuovamente l\u2019adesione. Perch\u00e9 in un primo momento, il Ministero dei lavori pubblici aveva chiesto l\u2019adesione e, come ho detto, il Ministero del tesoro si era opposto. Ora, anche in via breve, personalmente, ho fatto sapere al Ministero dei lavori pubblici che il Ministero del tesoro aveva cambiato opinione e avendo gi\u00e0 dato l\u2019adesione pel piano regolatore di Ferrara, e per quello di Como, non aveva nessuna difficolt\u00e0 a dare l\u2019adesione anche per quello di Padova.<\/p><p>Ho parlato personalmente ieri mattina col Capo di Gabinetto del Ministro dei lavori pubblici precisando che il Ministero del tesoro avrebbe dato immediatamente la propria adesione ad una nuova richiesta del Ministero dei lavori pubblici, e il Capo di Gabinetto mi ha assicurato che avrebbe fatto pervenire la richiesta formale, cos\u00ec da provocare la risposta in senso positivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole La Rocca, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere in base a quale utilit\u00e0 reale e alla stregua di quale criterio di opportunit\u00e0, si consente, in una citt\u00e0 come Napoli, colpita, forse, come nessun\u2019altra citt\u00e0 italiana dalla crisi delle abitazioni, l\u2019abolizione del Commissariato degli alloggi. Anche ad ammettere che tale Commissariato, per colpa o per debolezza di diligenti, non abbia funzionato sino ad oggi come sarebbe stato desiderabile, resta sempre il fatto, certissimo, che l\u2019abolizione del Commissariato non significa e non pu\u00f2 significare altro se non il dare mano libera agli speculatori, i quali, profittando delle circostanze, fanno salire alle stelle i prezzi di un qualsiasi piccolo appartamento e provvedono di un alloggio, sia pure a condizioni usuraie, i ricchissimi, cio\u00e8 quelli che hanno rubato e rubano al mercato nero, e condannano a rimanere sul lastrico i lavoratori onesti e senza casa che, non ostante la migliore loro volont\u00e0, non hanno modo di alimentare lo strozzinaggio e sodisfare l\u2019ingordigia insaziata di taluni proprietari, affittuari, mediatori e speculatori d\u2019immobili urbani\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> La mia risposta sar\u00e0 necessariamente pi\u00f9 breve dell\u2019interrogazione. (<em>Si ride<\/em>)<em>. <\/em>Infatti l\u2019abolizione del Commissariato degli alloggi nella citt\u00e0 di Napoli \u00e8 dovuta alla delibera con la quale quella amministrazione comunale ha deciso di non avvalersi della facolt\u00e0 concessale dal decreto legislativo 30 giugno 1947 n. 458 ed ha deciso di non chiederne la proroga. N\u00e9 pu\u00f2 il Ministero dell\u2019interno provvedere comunque in contrasto con la delibera stessa, bens\u00ec unicamente attendere, come sta di fatto attendendo, all\u2019adozione di mezzi idonei per alleviarne almeno i pi\u00f9 gravi inconvenienti, cio\u00e8 gli sfratti non giustificati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole La Rocca ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>LA ROCCA. Mi rendevo perfettamente conto, onorevoli colleghi, di ci\u00f2 che l\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno avrebbe detto al riguardo.<\/p><p>So benissimo che le grandi citt\u00e0 hanno la facolt\u00e0 di mantenere o meno il Commissariato degli alloggi. Ma, pure ammettendo che il Commissariato a Napoli, forse per deficienze, per debolezze, per colpa di uomini, non ha funzionato come sarebbe stato desiderabile, osservo che esso costituiva quanto meno un freno alle speculazioni e rappresentava nello stesso tempo una speranza per coloro che vanno alla ricerca di un appartamento, e trovarne uno a Napoli \u00e8 divenuta una cosa quasi impossibile.<\/p><p>Ma ho voluto cogliere l\u2019occasione per richiamare seriamente l\u2019attenzione del Governo sul grave problema edilizio napoletano, perch\u00e9, se non si riesce entro breve tempo a dare alla popolazione di Napoli (che supera gi\u00e0 il milione) uno sfogo al problema edilizio, questa situazione rischia di esplodere in manifestazioni poco liete, sia dal punto di vista igienico, sia dal punto di vista etico, sia dal punto di vista sociale.<\/p><p>Desidero informare il Governo e tutta l\u2019Assemblea della gravit\u00e0 della situazione dal punto di vista del sovraffollamento, che a Napoli sale al due per cento per ogni stanza, dal punto di vista medio, cio\u00e8 come valore intermedio fra distanze grandissime, nel senso cio\u00e8 che non \u00e8 che due persone abitino in una stanza a Napoli, ma a Napoli esiste il doppio, quanto a persone, dei vani disponibili.<\/p><p>Il Governo sa benissimo che nel 1931 furono fatti dei rilievi al riguardo nei maggiori centri urbani e da questi rilievi (chiedo scusa se debbo dare troppo spesso la parola alle cifre) appar\u00ec che la concentrazione a Napoli \u00e8 veramente enorme e preoccupante. Pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione, cio\u00e8 il 55,8 per cento, beneficia di un solo quarto delle abitazioni (25,6 per cento), mentre la residua parte della popolazione, corrispondente a meno della met\u00e0 \u2013 il 42,2 per cento \u2013 beneficia di 3\/4 delle abitazioni (74,2), in questo senso: che mentre nei quartieri signorili c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che una persona abiti in una stanza o magari in due, tre, quattro, cinque, nei quartieri popolari c\u2019\u00e8 un ammassamento che veramente preoccupa ed allarma dal punto di vista igienico, dal punto di vista morale, dal punto di vista sociale, con diciotto persone in una stanza.<\/p><p>La situazione, che si dimostr\u00f2 gi\u00e0 insostenibile, specialmente nel confronto delle altre citt\u00e0, nelle quali la concentrazione apparve notevolmente inferiore, \u00e8 tale che, mentre a Napoli \u00e8 del 0.30, a Roma \u00e8 del 0.20, a Milano del 0.14, a Torino del 0.11, a Genova del 0.4; differenze che diventano ancora pi\u00f9 serie quando vengano messe in rapporto col grado medio di affollamento di ciascuna citt\u00e0.<\/p><p>E il distacco appare con maggiore evidenza attraverso un procedimento di riduzione della situazione della citt\u00e0 di Napoli in confronto alle altre citt\u00e0: risulta infatti che per sistemare la popolazione napoletana, rispetto alla stessa situazione in atto a Roma nel 1931, sarebbe stata necessaria la costruzione di almeno 130.000 vani nei riguardi di Roma; nei riguardi di Milano (cio\u00e8, per adeguare la situazione di Milano a quella di Napoli) sarebbe occorsa la costruzione di 204.000 vani; per quella di Torino ne sarebbero occorsi 253.000; per raggiungere le condizioni medie di affollamento esistenti a Genova, sarebbero stati necessari altri 500.000 vani.<\/p><p>Cosicch\u00e9 la situazione \u00e8 chiaramente espressa da questo quadro: a Napoli nel 1931 vi era un affollamento di 1.89 per stanza di fronte ad 1.36 per Roma, 1.22 per Milano, 1.13 per Torino e 0.80 per Genova.<\/p><p>Questa situazione, che non \u00e8 stata in alcuno modo modificata con le successive costruzioni, cio\u00e8 con quei 25 mila vani costruiti a Napoli dopo il 1931 e che non hanno nemmeno in parte rimediato alle demolizioni avvenute, per una specie di bonifica nel centro della citt\u00e0 ai rioni della Carit\u00e0 e al rione Flegreo, con lo scoppio della guerra, \u00e8 venuta ad aggravarsi, perch\u00e9 sono stati distrutti oltre 60 mila vani nei quartieri adiacenti al porto, alla zona industriale e alla ferrovia; onde la popolazione lavoratrice di Napoli, che abita in questi quartieri, \u00e8 stata costretta a stringersi nei rioni vicini. A Napoli si ha, quindi, questa situazione: che nei bassi, nei fondaci abbiamo fino a 18, 19, 20 persone in un vano, in un vano dove dormono marito, moglie e figli maschi e femmine delle pi\u00f9 diverse et\u00e0 con tutte le conseguenze che ne derivano e su cui non credo sia il caso, per ovvie ragioni, di insistere. Quello che nasce da questa situazione, dal punto di vista igienico, credo non sia il caso di ricordarlo. Basta dare un\u2019occhiata alla statistica, basta ricordare puramente e semplicemente questo; che mentre a Napoli la mortalit\u00e0 per tubercolosi nel 1942-43 costituiva 1,03 di tutte le cause di morte; diventa nel 1944, 1,49; nel 1945, 1,83; nel 1946, il 2 per cento delle cause di tutte le mortalit\u00e0, e mi pare che questi indici siano pi\u00f9 eloquenti di qualsiasi discorso si possa compiere al riguardo, e credo che sia anche opportuno che l\u2019Assemblea e il Governo in particolar modo, siano informati di questo: che vi sono sezioni come Porto, Mercato, San Lorenzo, San Ferdinando, Poggioreale, dove noi giungiamo a un affollamento medio di oltre tre persone per stanza, intendendo, come ho gi\u00e0 chiarito, per affollamento medio una specie di cifra intermedia fra valori quanto mai distanti.<\/p><p>Ritengo che il Governo abbia il dovere di sostituire qualcosa a Napoli all\u2019abolito Commissariato alloggi, anche se la legge d\u00e0 puramente e semplicemente all\u2019Amministrazione questa facolt\u00e0. Credo che a Napoli nella condizione in cui essa \u00e8 oggi, qualche cosa debba esistere per regolare non solo la questione degli sfratti, ma per dare un quartino o un appartamento a chi \u00e8 senza tetto (e sono centinaia di migliaia di persone), se non altro per arginare, infrenare la speculazione, che raggiunge veramente proporzioni spaventose, proporzioni inaudite.<\/p><p>Credo che il Governo, oltre a dare questa facolt\u00e0 con provvedimenti eccezionali al Prefetto o ad altri, debba assolutamente, senza lesine, n\u00e9 cavillamenti, intervenire con energia, allo scopo di provvedere alle gravi necessit\u00e0 di Napoli, per la salute stessa della citt\u00e0, che non accetta pi\u00f9 di essere luogo di dimenticanza cantato dalle sirene, ma vuole riprendere il suo compito di guida e faro del Mezzogiorno; e non pu\u00f2 assolvere questo suo ruolo se \u00e8 ridotta in condizioni cos\u00ec miserande sotto l\u2019aspetto edilizio. Credo che per la salute dei napoletani, e per l\u2019interesse sociale, per la ricostruzione e ripresa economica della grande citt\u00e0 e di tutto il Mezzogiorno, bisogna risolvere urgentemente questo problema, sostenendo tutti gli istituti di costruzione, tutti gli istituti di case popolari, aiutandone le iniziative private, regolando il mercato, disponendo, dal punto di vista patrimoniale, di esentare da ogni imposta le nuove costruzioni, cercando di adottare tutti quei provvedimenti che valgono ad aiutare questa grave situazione nell\u2019interesse di Napoli e nell\u2019interesse del Mezzogiorno. Il problema dev\u2019essere posto sul piano nazionale. Napoli \u00e8 l\u2019anello di congiunzione tra nord e sud: ed \u00e8 una delle leve pi\u00f9 potenti per la rinascita del nostro Paese.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Gasparotto, al Ministro degli affari esteri, \u00abper sapere quale azione abbia svolta o intenda svolgere ulteriormente per ottenere la liberazione degli italiani deportati in Jugoslavia, la cui sorte tristamente ignota \u2013 come dice il recente messaggio ricevuto dall\u2019interrogante \u2013 da ventisei mesi cagiona lutti e miserie indicibili\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per gli affari esteri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>BRUSASCA, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.<\/em> La dolorosa questione degli italiani deportati in Jugoslavia dalla Venezia Giulia \u00e8 stata sin dal maggio 1945 oggetto della pi\u00f9 viva attenzione da parte del Ministero degli affari esteri, che in mancanza di normali rapporti diplomatici con il Governo di Belgrado, si \u00e8 valso di ogni possibile tramite, al fine di ottenere la loro restituzione od almeno precise notizie sulla loro sorte. In particolare vanno rammentate le ripetute pressanti richieste di intervento rivolte alle Autorit\u00e0 alleate, alle quali da ultimo, nel dicembre 1946, e nel gennaio 1947, vennero trasmesse, per quei passi che esse potessero compiere a Belgrado, elenchi di deportati compilati a cura del Ministero. Passi vennero pure compiuti tramite la Croce Rossa, il Vaticano e direttamente presso la Rappresentanza Diplomatica Jugoslava in Roma.<\/p><p>Recentemente questa Legazione di Jugoslavia presso il Vaticano ha incominciato a fornire qualche notizia su alcuni dei nostri connazionali, che dalle autorit\u00e0 competenti jugoslave sono stati segnalati detenuti in carcere per scontare la pena loro inflitta da tribunali jugoslavi.<\/p><p>In seguito alla recente ripresa delle relazioni diplomatiche con la Jugoslavia, \u00e8 stato provveduto a fornire la Legazione in Belgrado di tutta la documentazione in materia e degli elenchi dei deportati o internati, affinch\u00e9 essa possa interessarsi dei singoli casi ed esaminare di nuovo la questione nel suo complesso, attraverso contatti diretti con il Governo jugoslavo.<\/p><p>Assicuro che la questione \u00e8 tenuta vivamente presente dal Governo italiano, e che anche recentemente sono state inviate istruzioni alla Legazione d\u2019Italia in Belgrado affinch\u00e9 intensifichi la sua azione in vista di una soluzione che possa placare l\u2019ansia di tante famiglie, che \u00e8 condivisa da tutto il popolo italiano.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Gasparotto ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>GASPAROTTO. Prendo atto della sobria risposta del rappresentante del Ministero degli esteri. Prendo atto, pi\u00f9 di quello che ha detto che \u00e8 stato fatto, di quello che promette di fare. Comprendo la gravit\u00e0 e la delicatezza dell\u2019argomento, e mi propongo di parlarne con meditata prudenza per non fare torbide acque gi\u00e0 agitate. Si \u00e8 detto da qualcuno che su questo tema penoso meglio si conviene il silenzio. Ma io non potevo non raccogliere il grido di migliaia di madri che, direttamente, o a mezzo del Comitato dei deportati giuliani, hanno fatto giungere la voce fino a me, dopo aver bussato invano alle porte del Ministero degli esteri. Queste madri hanno il diritto di sapere quello che \u00e8 avvenuto dei loro figli. Il Comitato dei deportati giuliani mi scrive da Gorizia in data recente: \u00abNon vi \u00e8 famiglia italiana nelle nostre terre che non sia da ventisette mesi nella pi\u00f9 crudele incertezza sulle sorti del suo caro, parente, affine o amico, strappato in una notte angosciosa del maggio 1945 al suo focolare, incarcerato senza ombra di colpa e condannato a un destino tanto pi\u00f9 pauroso quanto pi\u00f9 ci rimane ignoto\u00bb.<\/p><p>Un\u2019altra madre italiana da Milano scrive: \u00absono Edvige Barbieri, una disperata madre italiana che si rivolge al vostro cuore perch\u00e9 mi aiuti a sapere cosa \u00e8 avvenuto di mio figlio, il Guardiamarina Eugenio Barbieri nato a Fiume il 22 ottobre 1923, dove aveva conseguito il diploma di Capo mercantile all\u2019Istituto nautico. Si trovava nell\u2019aprile 1945 al Comando italiano di marina a Pola. Da notizie del cappellano militare ho saputo che fu fatto prigioniero. Da allora nulla ho pi\u00f9 saputo della sorte di questo mio figliuolo\u00bb.<\/p><p>La moglie di un senatore italiano, la signora Lidia Bacci Urbani, dice: \u00ab\u00c8 necessario che in Italia sorga qualche voce perch\u00e9 l\u2019angoscia delle madri possa essere placata, perch\u00e9 possa essere placato il mio dolore e possa avere notizie del mio amatissimo consorte. Egli \u00e8 il senatore Icilio Bacci. Arrestato il 21 maggio 1945 (leggo soltanto la parte sostanziale ed ometto le parole pi\u00f9 amare) e detenuto nel carcere di Fiume fino al 10 agosto dello stesso anno, fu trasportato poi in luogo ignoto, per essere sottoposto a processo. Dove lo portarono? Che cosa \u00e8 avvenuto? Egli \u00e8 vecchio e ammalato&#8230; Non \u00e8 umano che una famiglia debba restare nella pi\u00f9 angosciosa ignoranza, n\u00e9 si possono far scomparire le persone senza renderne conto. Non voglio parlare della personalit\u00e0 di mio marito, delle doti sue di uomo e patriota: dir\u00f2 soltanto che era ed \u00e8 un italiano, di cui qualcuno deve rispondere\u00bb.<\/p><p>Icilio Bacci era un fascista, fascista dissidente. In onore alla sua memoria \u2013 perch\u00e9 certamente non \u00e8 pi\u00f9 \u2013 posso ricordare che non ha aderito al governo repubblichino. \u00c8 rimasto al suo posto quale preside della Provincia del Carnaro che lui stesso aveva fondata. Ma fascista o non fascista, era un italiano, e il Governo italiano deve difendere tutti i suoi cittadini, perch\u00e9 le madri non possono rinnegare i propri figli.<\/p><p>Perci\u00f2, le madri italiane hanno il diritto di sapere se i loro figli sono morti, hanno diritto di sapere perch\u00e9 sono morti, quando sono morti, dove sono morti o dove, almeno, sono sepolte le loro ossa. Se non sar\u00e0 dato, a tanta distanza di tempo, di poter recuperare le salme, esse hanno diritto di vedersi almeno restituite le ossa.<\/p><p>I cimiteri del confine orientale, il cimitero del mio paese, a tanti anni dalla fine del primo conflitto mondiale, sono tutti pieni di fosse di morti tedeschi e jugoslavi. Noi li conserviamo ancora intatti questi morti, perch\u00e9 le madri possano venire quando vogliano, a riprenderli. Domandiamo che altrettanto sia fatto al di l\u00e0 del confine. Noi abbiamo aperto procedimenti, in obbedienza al trattato di pace, contro gli italiani criminali di guerra: avremmo diritto di domandare reciprocit\u00e0 di trattamento anche contro altri criminali che hanno infierito ed hanno soppresso nostri cittadini senza processo, sospetti di una sola colpa, quella di essere italiani. Ma, signori, troppo dolore e troppe delusioni ci ha dato questa guerra.<\/p><p>Passando l\u2019altro giorno sulla strada di Trieste, alle foci del Timavo, non ho pi\u00f9 ritrovato l\u2019erma di pietra che ricordava i morti della Terza Armata. \u00c8 stata distrutta. Eppure gli eroi della Terza Armata erano morti non per la nostra libert\u00e0 soltanto, ma anche per la libert\u00e0 degli jugoslavi. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domando che la pietra venga rimessa al suo posto. A Trieste, la cella di Oberdan, dove il martire pass\u00f2 le sue ultime ore, per troppo tempo, e non dagli jugoslavi, \u00e8 stata trasformata in un magazzino di viveri per le truppe alleate. Domando se sia stata riconsacrata.<\/p><p>Nessuno pi\u00f9 di me \u00e8 lontano da alimentare spiriti nazionalistici; ho gi\u00e0 detto che la mia stessa origine mi porta ad auspicare con fierezza di animo la riconciliazione col vicino popolo jugoslavo. Ma per ritornare amici, come eravamo un tempo e come intendiamo di ritornare, per riaffratellare gli uomini nella pacifica convivenza dei popoli, occorre che non qui, ma anche al di l\u00e0 dell\u2019Isonzo sia ristabilita la giustizia, e siano rispettate le nostre memorie. Occorre, soprattutto, che sia ristabilito il rispetto alla vita umana, che la storia di tutto il mondo ci insegna essere il termine di passaggio dalla barbarie alla civilt\u00e0. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BRUSASCA, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BRUSASCA, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.<\/em> Il Governo replica all\u2019onorevole Gasparotto assicurando che tutti i passi possibili sono stati tentati e saranno compiuti nel futuro.<\/p><p>Invito, tramite l\u2019onorevole interrogante, le famiglie che si sono rivolte a lui e gli altri interessati a fornire dei dati precisi, perch\u00e9 molte volte il Ministero degli affari esteri si trova nella impossibilit\u00e0 di andare incontro alla loro richieste, perch\u00e9 vengono trasmessi dei dati assolutamente insufficienti.<\/p><p>Posso aggiungere che da comunicazioni fatte al Governo risulta che la Jugoslavia ci segue in questo nostro desiderio; il nostro Ministro ed i funzionari che sono a Belgrado \u2013 ai quali rendo omaggio per gli sforzi compiuti in questo primo tempo \u2013 hanno fatto opera veramente feconda. Ma il compito \u00e8 molto complesso, anche per le vicende della guerra e la situazione dei luoghi del vicino Stato.<\/p><p>L\u2019appello alla concordia ed alla conciliazione, che l\u2019onorevole Gasparotto ha rivolto in questo momento alla Jugoslavia, sono certo avr\u00e0 eco favorevole; trasmettendolo, il Ministero degli affari esteri aggiunger\u00e0 le invocazioni delle madri e dei parenti dei deportati per far s\u00ec che questo elemento, che pu\u00f2 essere ancora di dissenso, abbia a cessare per la piena riconciliazione tra noi e il popolo vicino, che vivamente auspichiamo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GASPAROTTO. Ringrazio.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Arata, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell\u2019industria e commercio, dei trasporti e dell\u2019agricoltura e foreste, \u00abper sapere se non ritengano necessario ed urgente intervenire, con adeguati provvedimenti, nel grave problema del rifornimento della legna da ardere per il riscaldamento invernale. Questo problema \u2013 al pari di quello della persistente ascesa dei prezzi dei generi alimentari \u2013 si vien facendo ogni giorno pi\u00f9 angoscioso e allarmante, specie per certe categorie della popolazione, prive delle possibilit\u00e0 economiche che consentano loro di fronteggiare i prezzi della legna, avviati a continuo vertiginoso aumento. Ai fini anche del mantenimento dell\u2019ordine pubblico, che verrebbe certamente ad essere, un giorno, turbato, sembra rendersi indispensabile un superiore intervento anche nel campo dei trasporti ferroviari, una parte dei quali dovrebbe essere riservata al rifornimento di determinate collettivit\u00e0 particolarmente bisognose\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CAVALLI, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio.<\/em> La larga incetta di legna, fatta in tutte le zone di produzione, con conseguente notevole rincaro del prezzo, \u00e8 stata prevalentemente determinata dal timore che nella prossima stagione invernale la quantit\u00e0 di combustibile fossile a disposizione per il riscaldamento ad uso civile sarebbe risultata assolutamente insufficiente rispetto alle necessit\u00e0, specie delle Regioni settentrionali, e pertanto da integrarsi con legna da ardere di libero acquisto sul mercato nazionale.<\/p><p>La nota decisione di massima del Comitato carboni del 31 luglio scorso di accantonare una massa di un milione di tonnellate di combustibili fossili da ripartirsi fra le diverse provincie in relazione alle rispettive necessit\u00e0 nel prossimo inverno \u2013 decisione resa esecutiva con la circolare 124 del 25 agosto 1947 del Ministro industria e commercio \u2013 risolvendo sostanzialmente il problema del riscaldamento, ha costituito una remora ed ha esercitato una sensibile azione normalizzatrice sul traffico affannoso che la speculazione, facendo leva sulle preoccupazioni diffuse in larghi strati della popolazione, ebbe a provocare nel mercato della legna da ardere.<\/p><p>Si deve anche ritenere che il migliorato andamento dei rifornimenti di combustibili fossili sia destinato ad incidere sull\u2019assorbimento della legna effettuato da parte di alcuni settori industriali, con conseguente aumento della disponibilit\u00e0 per gli usi civili.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, per ora si esclude che da parte del Ministero dell\u2019industria e commercio, attualmente orientato verso lo sblocco dei combustibili nazionali, si disponga per il ripristino della distribuzione della legna col sistema delle assegnazioni. Qualora particolari situazioni locali in rapporto al problema in argomento richiedessero l\u2019adozione di temporanei provvedimenti di emergenza, dai Prefetti interessati potrebbe venir richiesto al Ministero dell\u2019industria l\u2019autorizzazione a disporre il blocco sulla esportazione di limitate quote di legna da ardere per il soddisfacimento delle esigenze del consumo locale.<\/p><p>In merito poi alla preoccupazione dell\u2019onorevole interrogante, relativa alla opportunit\u00e0 di riservare i mezzi di trasporto per rifornimento di legna a determinate collettivit\u00e0, si precisa che il Ministero dei trasporti, con circolare in data 10 giugno 1947, inviata a tutti i Prefetti dell\u2019Alta Italia, ha provveduto al regolamento di detta materia. Le richieste di tali mezzi di trasporto sono cio\u00e8 state accettate e si accettano soltanto se il destinatario sia un ente comunale, oppure assistenziale, oppure ospedaliero, oppure ditta di riconosciuta importanza, che acquisti la legna per le proprie maestranze. Le richieste stesse debbono presentarsi alla Direzione generale delle Ferrovie dello Stato per il tramite dei Prefetti delle provincie, nelle quali \u00e8 destinata la legna. I Prefetti debbono offrire poi la garanzia che la legna verr\u00e0 effettivamente utilizzata dagli enti suddetti e ci\u00f2 allo scopo di evitare la speculazione privata.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Arata ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>ARATA. Prendo atto volentieri della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario per quel che riguarda le disposizioni del Ministro in relazione all\u2019eventuale emergenza che dovesse verificarsi in certe localit\u00e0, per cui possa essere ritenuta opportuna qualche provvidenza di carattere straordinario per approvvigionarle di legna.<\/p><p>Prendo atto appunto di questa porta lasciata aperta, per far presente che in realt\u00e0 quest\u2019emergenza, per talune localit\u00e0, deve gi\u00e0 considerarsi avverata. Per quanto riguarda i ribassi di prezzo nella legna, mi auguro che la mia interrogazione possa presto considerarsi superata dagli eventi.<\/p><p>Per\u00f2, onorevole Sottosegretario, \u00e8 pure un fatto che oggi la legna ha ancora un prezzo altissimo per certe categorie e per certi portafogli. Non solo, ma \u00e8 anche vero che il carbone in certe citt\u00e0 non fu potuto ancora distribuire. Ormai il freddo ha incominciato a mordere. \u00c8 bene, specie per quel che riguarda il carbone, che l\u2019onorevole Ministro si preoccupi di venire incontro il pi\u00f9 possibile ed il pi\u00f9 presto possibile, alle categorie pi\u00f9 bisognose, non solo tenendo d\u2019occhio le grandi citt\u00e0 \u2013 ed \u00e8 questa la mia preoccupazione, onorevole Sottosegretario \u2013 ma anche le piccole citt\u00e0. Infatti anche le maestranze operaie ed i dipendenti di enti pubblici di piccole citt\u00e0 soffrono di questa situazione, come nei grandi centri. Su questo punto mi sembra che vi sia qualche lacuna nelle provvidenze adottate dal Governo.<\/p><p>A Piacenza, per esempio, non fa meno freddo che a Torino o a Milano, e la vita non \u00e8 meno cara che a Milano, a Torino e a Genova: anzi, proprio stamattina mi diceva il prefetto che essa \u00e8 una delle citt\u00e0 dell\u2019Alta Italia dove la vita \u00e8 pi\u00f9 cara. Gli operai di Piacenza e gli impiegati del comune, tanto per fare un esempio, debbono quindi affrontare l\u2019inverno con prospettive che non sono meno terribili di quelle dei colleghi di Milano e delle altre grandi citt\u00e0. Pertanto rivolgo uno speciale appello al Ministro perch\u00e9 si renda conto della situazione e del fatto che l\u2019inverno \u00e8 purtroppo gi\u00e0 iniziato, specie per l\u2019Alta Italia, e voglia pertanto dare seria e pronta attuazione ai suoi lodevoli propositi. In tal senso e con queste riserve posso dichiararmi sodisfatto.<\/p><p>CAVALLI, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e commercio.<\/em> Posso assicurare lo onorevole interrogante che il Ministero terr\u00e0 conto delle sue giuste osservazioni.<\/p><p>ARATA. Per i carri ferroviari il problema \u00e8 molto grave. Mi rendo conto della inevitabilit\u00e0 di certi inconvenienti, perch\u00e9 quando i mezzi sono scarsi ed i postulanti sono molti \u00e8 fatale che vi debbano essere degli inconvenienti e che la scelta non sempre corrisponda a criteri di rigorosa giustizia. Io me ne rendo conto, ma anche qui \u00e8 questione di misura. Se purtroppo, in qualche settore, \u00e8 inevitabile che nasca qualche scandalo, \u00e8 per\u00f2 necessario che esso non dilaghi e non diventi la regola. Il problema dei carri ferroviari che devono portare legna a maestranze, collettivit\u00e0 o a determinati enti, dev\u2019essere risolto nel modo pi\u00f9 conforme possibile a giustizia, senza costringere queste collettivit\u00e0 a costosi viaggi a Roma, a lunghi soggiorni in questa citt\u00e0 ecc. ecc.<\/p><p>La concessione dei carri ferroviari \u00e8 un problema sul quale, qua e l\u00e0, sono sorti sospetti e insinuazioni: vorrei che la parola dell\u2019onorevole Sottosegretario costituisse non solo la promessa, ma la garanzia che anche questo scabroso aspetto dei nostri trasporti ferroviari si avvier\u00e0 presto verso la normalit\u00e0, nel segno del dovere e della giustizia.<\/p><p>PRESIDENTE. Per l\u2019assenza da Roma dei Ministri dell\u2019agricoltura e delle foreste e dei lavori pubblici, sono rinviate ad altra seduta le seguenti interrogazioni:<\/p><p>Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga di disporre \u2013 in considerazione del continuo depauperamento della terra delle colline, provocato dalle piogge e dalle annuali e superficiali coltivazioni \u2013 che sulle colline, specie a forte pendio, siano sospese le coltivazioni superficiali, sia impedito il depauperamento della terra (muratura, palizzate) e sia favorita in ogni modo la piantagione di alberi a profonde e fitte radici\u00bb;<\/p><p>Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non creda opportuno favorire ed incoraggiare l\u2019allevamento del baco da seta e l\u2019allevamento delle api, per incrementare la produzione e la ricchezza nazionale\u00bb;<\/p><p>Arata, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper sapere se non ritenga opportuno che, a differenza della condotta negativa tenuta su questo punto dal Governo negli anni decorsi, siano disposti sin d\u2019ora, e comunque prima della semina, opportuni piani e provvidenze diretti ad ottenere il massimo incremento della prossima campagna granaria, evitandosi cos\u00ec che, nella completa oscurit\u00e0 circa gli orientamenti e i disegni del Governo, essa abbia ancora a svolgersi con criteri e piani di mera convenienza aziendale e personale, sovente contrastanti col superiore interesse e le esigenze della collettivit\u00e0\u00bb;<\/p><p>Colombo e Zotta, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper sapere se e quando intenda provvedere alla sistemazione degli acquedotti della Lucania ove, per la scarsa manutenzione e per la inadeguatezza degli impianti, intere popolazioni sono prive di acqua, con grave pregiudizio della salute e dell\u2019igiene\u00bb;<\/p><p>Vinciguerra, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere le ragioni per le quali Ariano Irpino (Avellino) non \u00e8 stata compresa nel provvedimento legislativo in corso presso l\u2019ufficio legislativo dei lavori pubblici relativo all\u2019acquedotto consorziale dell\u2019Alta Irpinia, mentre Ariano, comune di trentamila abitanti, difetta di acqua potabile, avendo una tubolatura inquinata da infiltrazioni e con scarsissimo rendimento, per cui nella citt\u00e0 il tifo \u00e8 quasi endemico. Per conoscere altres\u00ec se invece l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno e di giustizia disporre che Ariano derivi l\u2019alimentazione idrica dall\u2019acquedotto pugliese, non essendo valide e fondate le ragioni che l\u2019Ente obietta in contrario\u00bb;<\/p><p>De Martino, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere se esistono speciali ragioni che determinano nell\u2019Azienda della strada la volont\u00e0 o la necessit\u00e0 di ben mantenere le strade nazionali del Nord, del Centro e di parte dell\u2019Italia meridionale, precisamente fino alla citt\u00e0 di Salerno, mentre da Salerno in gi\u00f9 le strade nazionali sono quasi completamente abbandonate\u00bb.<\/p><p>Scotti Alessandro, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere quali provvedimenti intenda adottare per la prossima annata agraria 1947-48 in merito agli ammassi obbligatori dei cereali e se ritenga di accedere alle generali richieste dei contadini, abolendo i detti ammassi che si sono dimostrati di grave onere per il bilancio dello Stato e di gravissimo peso per i produttori, non dando, d\u2019altra parte, per risultato che una sensibile contrazione della produzione. L\u2019interrogante fa presente che l\u2019abolizione degli ammassi, sia pure sostituita in via provvisoria con quegli accorgimenti che potranno rivelarsi opportuni, consentir\u00e0 di provvedere con maggiore sicurezza al sostentamento dei meno abbienti, specie addivenendosi alla somministrazione di una parte del salario o stipendio in natura, a cura ed a carico, naturalmente, dei datori di lavoro. Ricorda che, essendo imminenti i lavori preparatori per la semina, questa, nell\u2019ipotesi della persistenza del regime di ammasso, si attuerebbe \u2013 dato lo stato d\u2019animo diffuso nelle campagne \u2013 su scala ridottissima\u00bb;<\/p><p>Scotti Alessandro, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga opportuno soprassedere alla costituzione del Consorzio nazionale canapa, se pure con la sola partecipazione degli agricoltori, essendo tale provvedimento in contrasto con la volont\u00e0 dei canapicoltori, i quali chiedono la libera disponibilit\u00e0 del loro prodotto. L\u2019ammasso obbligatorio della canapa avrebbe quale risultato un\u2019ulteriore riduzione di tale coltura, con grave danno dell\u2019economia nazionale\u00bb;<\/p><p>Giacchero, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper sapere se, vista la continua diminuzione delle superfici coltivate a grano e l\u2019insufficienza delle assegnazioni di concimi chimici (circa 13 chilogrammi per ettaro) non ritenga di dovere urgentemente stabilire, prima degli inizi dei lavori di semina, il prezzo del grano per il futuro raccolto del 1948 e impegnarsi ad assegnare ad ogni comune ed a prezzo ragionevolmente proporzionale a quello del grano e tempestivamente un quantitativo sufficiente di concimi chimici\u00bb;<\/p><p>Miccolis, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se risulta rispondente a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato pubblicato dal quotidiano <em>Il Globo<\/em> del 18 luglio 1947, secondo cui granoturco avariato per uso zootecnico viene venduto all\u2019asta ad un prezzo pi\u00f9 che raddoppiato o quasi triplicato rispetto a quello di lire 1600-1900 corrisposto dagli ammassi agli agricoltori, i quali in genere sono nel tempo stesso allevatori ed acquirenti di mangimi. Se gli risulta che il fatto denunziato dalla stampa alla pubblica opinione si riferisce ad un caso eccezionale di speculazione, che a nessun privato sarebbe consentita, oppure ad un sistema instaurato dagli enti ammassatoti, i quali per sottoprodotti, commisti a materiale estraneo di ogni natura fino al 90 per cento, richieggono prezzi di gran lunga superiori ai prodotti genuini. Se l\u2019onorevole Ministro ritiene simile commercio, monopolistico ed esoso, lecito e capace di favorire la produzione di carni, grassi, latticini con conseguente contrazione dei prezzi\u00bb.<\/p><p>\u00c8 pure rinviata, su richiesta del Ministro delle finanze, l\u2019interrogazione seguente dei deputati Tremelloni, Segala e Ghidini: al Ministro delle finanze, \u00abper conoscere quale fondamento di verit\u00e0 abbia la notizia, apparsa sui giornali, che in Sicilia \u00e8 stata abolita la nominativit\u00e0 obbligatoria dei titoli azionari. E per sapere, nel caso in cui la notizia sia esatta, quale atteggiamento intende prendere il Governo\u00bb.<\/p><p>VINCIGUERRA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VINCIGUERRA. Desidererei che l\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici si decidesse a dare una risposta alla mia interrogazione. Non vorrei che rispondesse quando la situazione fosse irrimediabilmente pregiudicata.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunicheremo al Ministro dei lavori pubblici il suo desiderio.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Bulloni, al Ministro dell\u2019industria e commercio, \u00abper conoscere se e quali provvedimenti siano allo studio per la soluzione dei problemi connessi con la crisi dell\u2019energia elettrica nell\u2019Alta Italia e se non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 della costituzione di un commissariato permanente per l\u2019Alta Italia, con sede in Milano, che abbia autorit\u00e0 e mezzi e possa applicare sanzioni per imporre e ottenere la disciplina della revisione della produzione e del consumo, il cui maggiore e pi\u00f9 importante compito dovrebbe essere la ripartizione dell\u2019energia prodotta nell\u2019Alta Italia fra le societ\u00e0 distributrici, e con l\u2019urgenza reclamata dal fine di permettere alle industrie di prepararsi alla nuova disciplina dell\u2019uso dell\u2019energia elettrica, talch\u00e9 queste possano preparare trasformazione di impianti termoelettrici in impianti a combustibile e intensificare al massimo la produzione nei mesi abbondanti per ottenere scorte di magazzino, perch\u00e9 non si ripeta nel prossimo inverno il danno incalcolabile causato all\u2019economia del Paese dalle limitazioni imposte lo scorso inverno nella fornitura di energia alle regioni dell\u2019Alta Italia, limitazioni che hanno imposto, altres\u00ec, alle popolazioni penose privazioni e gravi sofferenze, suscitando inconvenienti anche d\u2019ordine sociale per le inevitabili interruzioni del lavoro\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019industria ed il commercio ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CAVALLI, <em>Sotto segretario di Stato per l\u2019industria e. il commercio.<\/em> Con provvedimento legislativo pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale <\/em>n. 203 del 5 settembre 1947 sono stati confermati in carica i due Commissari regionali per l\u2019energia elettrica, rispettivamente per l\u2019Alta Italia, con sede in Milano, e per l\u2019Italia Centro-Meridionale, con sede in Roma. Il coordinamento fra i due Commissari, per lo scambio di energia fra il Nord e il Centro Sud, \u00e8 assicurato dalla Commissione centrale per il razionamento dell\u2019energia elettrica, che tender\u00e0 ad unificare, per quanto possibile, e fin dove sar\u00e0 conveniente, i criteri e i metodi di funzionamento dei due Commissariati, allo scopo di ripartire equamente le disponibilit\u00e0 di energia elettrica e la riduzione di consumo nei periodi di scarsa disponibilit\u00e0. Sono in corso di attuazione distacchi di forti utenze di energia elettrica, segnatamente allo scopo di ottenere che i bacini idrici si trovino al massimo invaso all\u2019epoca del disgelo.<\/p><p>Anche a questo fine l\u2019energia di supero \u00e8 stata ceduta dal Nord al Sud, e si \u00e8 potuto accumulare energia elettrica in bacini che la rendono al Nord in proporzione convenuta. Peraltro, sono stati attuati alcuni collegamenti che saranno pronti per il periodo critico invernale, atti a facilitare e rendere possibile la concessione di maggiore quantit\u00e0 di energia in confronto al passato, anche nell\u2019ambito cio\u00e8 della giurisdizione di ciascun Commissariato regionale.<\/p><p>La recente maggiore disponibilit\u00e0 di combustibili solidi e liquidi ha consentito di fare maggiori assegnazioni agli utenti, e cos\u00ec rester\u00e0 alleggerita la richiesta di energia elettrica per quanto si riferisce agli usi domestici ed anche l\u2019industria manufatturiera se ne avvantagger\u00e0.<\/p><p>Si ritiene pertanto che le provvidenze adottate allevieranno gli inconvenienti che si sono verificati lo scorso anno.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>BULLONI. Premesso che la mia interrogazione risale al 7 luglio scorso, mi dichiaro solo parzialmente sodisfatto della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario, in quanto la stessa non affronta in modo completo lo specifico oggetto della mia interrogazione, relativo ad un grave problema d\u2019ordine economico e sociale connesso con la crisi della energia elettrica nell\u2019Alta Italia.<\/p><p>Prendo atto soltanto che quest\u2019anno si \u00e8 anticipata la nomina del Commissario Regionale per l\u2019energia elettrica, cui sono stati estesi fino al 30 aprile 1948, con decreto 25-7-1947, le funzioni e i poteri di cui al decreto del Capo Provvisorio dello Stato in data 26 ottobre 1946.<\/p><p>Incalcolabile \u00e8 stato il danno causato all\u2019economia del Paese dalle limitazioni imposte lo scorso inverno nelle forniture di energia alle regioni dell\u2019Alta Italia, limitazioni che hanno provocato altres\u00ec alle popolazioni penose privazioni e gravi sofferenze, suscitando inconvenienti anche d\u2019ordine sociale per le inevitabili interruzioni del lavoro.<\/p><p>Poich\u00e9 tale situazione non abbia a ripetersi nel prossimo inverno, occorreva che il Governo, con l\u2019urgenza reclamata dalla gravit\u00e0 del problema, disponesse gli studi necessari per mettere in relazione la crisi dell\u2019ultimo inverno con quella degli anni precedenti al fine di:<\/p><p>1\u00b0) individuarne le cause;<\/p><p>2\u00b0) provvedere di conseguenza per il futuro.<\/p><p>Sarebbe venuto cos\u00ec a rilevare che la causa principale della crisi non si deve tanto alla inevitabile deficienza di energia invernale (che potr\u00e0 venire parzialmente attenuata da nuovi impianti) quanto all\u2019indiscriminato consumo di energia senza un proporzionato rapporto colla sua producibilit\u00e0, e ci\u00f2 anche per il fatto che il Commissariato regionale per l\u2019energia elettrica venne nominato lo scorso anno solo nel tardo ottobre.<\/p><p>Si sarebbe poi convinto che ad aggravare la crisi ha contribuito il dilagare delle utilizzazioni termiche: nell\u2019industria, a causa della deficienza dei combustibili e del caro costo in confronto del costo dell\u2019energia elettrica; negli usi domestici per cucina e il riscaldamento, a causa della ridotta fornitura di gas, della mancanza di carbone, della carenza e del proibitivo costo della legna.<\/p><p>Cos\u00ec, l\u2019indisciplina dei consumatori, attraverso gli abusivi prelievi di novembre e dicembre; fin\u00ec per divorare in questi due mesi la razione che sarebbe stata sufficiente fino a marzo, rendendo necessari in gennaio provvedimenti draconiani.<\/p><p>Quali i conseguenti provvedimenti che si sarebbero dovuti adottare?<\/p><p>Per quanto riguarda le industrie, si dovevano rivedere le attuali condizioni di fornitura di energia, per modo che venissero prefissati gli usi e le lavorazioni, che possono utilizzare l\u2019energia durante l\u2019intero anno, gli usi e le lavorazioni che possono utilizzarla nei mesi di produzione media, gli usi e le lavorazioni che possono utilizzarla solo nei mesi di abbondanza, mirando per tal modo a realizzare nei limiti del possibile l\u2019aderenza del diagramma del consumo con quello della producibilit\u00e0.<\/p><p>Per quanto riguarda gli usi domestici, si dovevano prescrivere rigide limitazioni all\u2019uso della corrente cos\u00ec detta industriale e proibire l\u2019uso dell\u2019energia elettrica a scopo di riscaldamento.<\/p><p>Ad ogni societ\u00e0 distributrice avrebbe dovuto essere assegnata una determinata quota di energia invernale, estiva e media, di quella prodotta nell\u2019Alta Italia, con riguardo alle necessit\u00e0 e alle caratteristiche della zona servita dalla societ\u00e0.<\/p><p>Ma per l\u2019attuazione di tali provvedimenti, in attesa che si costruiscano nuovi impianti, per cui occorreranno lunghi anni, s\u2019imponeva di necessit\u00e0 la immediata costituzione di un Commissariato permanente per l\u2019Alta Italia, che avesse autorit\u00e0 e mezzi e potesse disporre, a differenza del provvedimento attuale, di adeguate sanzioni, legalmente incontestabili, per imporre ed ottenere la disciplina della produzione e del consumo, attraverso la ripartizione dell\u2019energia prodotta nell\u2019Alta Italia tra le societ\u00e0 distributrici.<\/p><p>Ognuno avverte, poi, che tale Commissariato, con le attribuzioni e coi poteri ricordati, avrebbe dovuto entrare subito in funzione, per permettere alle industrie di prepararsi alla nuova disciplina, talch\u00e9 potessero trasformare gli impianti termoelettrici in impianti a combustibile, e intensificare al massimo la produzione nei mesi abbondanti per ottenere scorte di magazzino.<\/p><p>La sede non consente pi\u00f9 esauriente discussione in argomento. Credo, per\u00f2, di avere dato utili suggerimenti, ricavati dalla dolorosa esperienza del passato e dallo studio di tecnici approfonditi in materia.<\/p><p>E mi permetto, concludendo, ricordare al Governo che, nei tempi di emergenza quale l\u2019attuale, esso deve dirigere e controllare i settori pi\u00f9 vitali, come il campo della produzione e della distribuzione dell\u2019energia elettrica, per dare la necessaria soddisfazione ad un primordiale interesse della vita nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni che, trattando lo stesso oggetto, possono essere svolte congiuntamente:<\/p><p>Perrone Capano, Rodi e Monterisi, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, \u00absui recenti fatti di Gravina: per conoscere esattamente le cause determinatrici, il modo come si sono svolti e i rimedi che si intendono adottare per eliminare in Puglia e nel Mezzogiorno episodi del genere\u00bb;<\/p><p>Pastore Raffaele e Assennato, ai Ministri dell\u2019interno, dell\u2019agricoltura e foreste e dei lavori pubblici, \u00abper conoscere quali provvedimenti sono stati adottati per assodare le responsabilit\u00e0 per i fatti di Gravina e conoscere quali provvedimenti intendono adottare per fronteggiare la disoccupazione in provincia di Bari, allo scopo di evitare il ripetersi di incidenti\u00bb;<\/p><p>Trulli, Coppa e Rodin\u00f2 Mario, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere quali provvedimenti intenda prendere in ordine alla gravissima situazione che si va determinando in Gravina di Puglia, con probabilit\u00e0 di estensione ai paesi viciniori, per la improvvisa agitazione dei braccianti agricoli, agitazione che si aggrava di ora in ora, e che, dall\u2019altra parte, non trova per opera dell\u2019autorit\u00e0 tutoria, quella immediata garanzia che sarebbe necessaria per evitare conseguenze luttuose. Si aggiunga che gli agricoltori locali sono stati inopinatamente e sproporzionatamente sottoposti a versamenti di denaro alla Camera del lavoro per sodisfare le richieste dei predetti lavoratori, che aumentano senza limiti durante la discussione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> A Gravina, come in molti altri centri della provincia di Bari, vi \u00e8 una forte disoccupazione sia nel bracciantato agricolo che nel campo edile e industriale. Il 18 dicembre, la Commissione paritetica per l\u2019avviamento al lavoro della mano d\u2019opera disoccupata, inizi\u00f2 le operazioni per l\u2019assunzione di circa 150 lavoratori da parte di ditte che avevano provveduto alla denunzia aziendale.<\/p><p>Per\u00f2 talune aziende, malgrado gli accordi intercorsi, si rifiutarono di mantenere gli impegni. Di qui il malcontento che, aggiungendosi al disagio esistente in vasto numero di disoccupati, produsse anche un vivo senso di sfiducia. Si arriv\u00f2 cos\u00ec alla mattina del 20 corrente, quando i braccianti agricoli, con l\u2019adesione di alcuni prestatori d\u2019opera edili e di altre categorie, proclamavano lo sciopero generale.<\/p><p>Gli scioperanti, in numero notevolissimo, bloccarono il traffico, obbligando a chiudere i negozi e comunque a desistere dal lavoro. Furono istituiti blocchi stradali che inibirono il passaggio sia ai mezzi, sia alle persone che si recavano nelle campagne.<\/p><p>Fu pertanto immediatamente disposto l\u2019invio di un funzionario di prefettura, di un funzionario di pubblica sicurezza e di un primo nucleo di settantacinque uomini. \u00c8 necessario aver presente che gli scioperanti erano diretti da un comitato di agitazione non controllato n\u00e9 dalla locale autorit\u00e0 comunale n\u00e9 dai dirigenti sindacali. Gli scioperanti avevano infatti manifestato la loro assoluta sfiducia sia nei confronti dell\u2019una che degli altri.<\/p><p>Nel pomeriggio del giorno 21 si riunivano nella sede comunale i rappresentanti del comune, dei locali dirigenti sindacali e degli scioperanti, allo scopo di comporre la vertenza. Ma, durante la riunione, un numeroso gruppo di scioperanti, constatato che essa si protraeva a lungo senza giungere ancora alla dovuta conclusione, irruppe nella sala, determinando una vivace discussione, degenerata ben presto in tafferuglio.<\/p><p>Fu cos\u00ec che rimase ferito un rappresentante degli agricoltori presenti. Ristabilita la calma, l\u2019accordo fu raggiunto. In base ad esso, gli agricoltori presenti, tra i quali era il presidente dell\u2019associazione, si impegnarono, fra l\u2019altro, di anticipare a mezzo cambiale l\u2019importo di quindici giornate lavorative per ogni operaio ingaggiato, nonch\u00e9 di assumere al lavoro per sei mesi un\u2019aliquota di disoccupati.<\/p><p>Gli scioperanti per\u00f2 non vollero prestar fede all\u2019impegno assunto dagli agricoltori sia perch\u00e9 questo era stato sottoscritto solo da un numero limitato di lavoratori, sia perch\u00e9 eccepivano che altre volte si era verificato che promesse fatte ed accordi raggiunti non fossero stati mantenuti.<\/p><p>Sicch\u00e9, la stessa sera del 21 e la mattina successiva, squadre di scioperanti si recarono nelle masserie della zona lasciando in esse solo il proprietario e un guardiano ed obbligando il rimanente personale a recarsi in paese.<\/p><p>Nel pomeriggio un forte nucleo di scioperanti, presumendo erroneamente che due lavoratori fossero stati fermati dalla pubblica sicurezza e condotti nella caserma dei carabinieri, tent\u00f2 di penetrare nella stessa caserma, senza per\u00f2 riuscirvi per l\u2019energico contegno tenuto dai militari. Eguale tentativo ripetevano presso il carcere locale, ritenendo che in esso si fossero rifugiati alcuni agricoltori. Anche questo tentativo fu frustrato dal pronto intervento della forza pubblica.<\/p><p>A seguito di questi fatti il giorno 22 mattina fu inviato sul posto un altro contingente di rinforzi, al comando dello stesso comandante della compagnia interna dei carabinieri di Bari, e costituito da mezza compagnia autocarrata, da otto autoblindo, oltre che da un nuovo contingente di uomini.<\/p><p>Questi rinforzi, all\u2019ingresso del paese, furono costretti a forzare il primo posto di blocco, presidiato da un gruppo di dimostranti, e, superando altri tentativi di resistenza, riuscirono a raggiungere il centro dell\u2019abitato. Giunti in piazza Sacelli, con l\u2019impiego di autoblindo scortate da uomini appiedati, i militari riuscirono a disperdere i dimostranti, ma all\u2019altezza della Camera del lavoro, mentre numerosi gruppi affluivano da altri sbocchi stradali, dalla finestra di una casa adiacente alla sede della Camera del lavoro stessa fu sparato qualche colpo di arma da fuoco, e un proiettile colp\u00ec di striscio alla mano sinistra uno dei carabinieri, producendogli una lesione guaribile in venti giorni.<\/p><p>La forza pubblica, a scopo di intimidazione, rispose con alcuni colpi di mitra sparati in aria, senza raggiungere, peraltro, l\u2019intento, perch\u00e9 improvvisamente, da varie strade, gruppi imponenti di uomini e di donne, armati di bastoni e taluni anche di armi da fuoco, avanzarono in massa, chiedendo a gran voce \u00abpane e lavoro\u00bb. Trattavasi di pi\u00f9 di cinquemila persone.<\/p><p>Si tent\u00f2 di contenerne l\u2019urto, ma poich\u00e9 le forze di polizia, per quanto notevoli, stavano per essere serrate sulla piazza e attaccate da quattro direzioni, nell\u2019impossibilit\u00e0 di fronteggiare la situazione senza arrischiare uno spargimento di sangue a causa, ripeto, del numero inadeguato della forza pubblica, il funzionario preposto al servizio fece ripiegare le forze sulla strada principale Gravina-Bari, all\u2019altezza della caserma dell\u2019Arma, sia per bloccare la massa in un\u2019unica direzione, evitando un attacco alle spalle, sia per scongiurare eventuali tentativi di invasione della caserma.<\/p><p>Ivi la massa urlante contro gli agrari, nel proclamare che non intendeva fare atti di violenza contro la forza pubblica, minacci\u00f2 gravi rappresaglie contro i datori di lavoro qualora non fossero stati allontanati dalla citt\u00e0 i rinforzi giunti nella mattinata, credendo che essi fossero stati inviati a richiesta e su istigazione degli agricoltori per opprimere i diritti dei lavoratori.<\/p><p>Nel corso della giornata del 22 si registr\u00f2 un episodio di violenza. Verso mezzogiorno, mentre gli scioperanti si agitavano presso il centro abitato, un operaio, tale Cassano, transitando armato di moschetto vicino all\u2019abitazione del proprietario Leone Nunzio, rivolse ad un figlio di questi parole provocatorie, minacciandolo con l\u2019arma. Nella colluttazione che segu\u00ec, il Cassano riportava lesioni guaribili in dodici giorni e il Leone lesioni guaribili in oltre un mese. Il Cassano ritornava subito dopo con numerosi compagni, in buona parte armati, sparando in direzione delle porte e delle finestre dell\u2019abitazione del Leone. Facinorosi, quindi, irruppero nello stabile, uccisero a colpi d\u2019arma da fuoco due muli e un cavallo, devastarono infissi e vetri, assalirono il proprietario Leone Nunzio, producendogli lesioni guaribili in giorni dieci.<\/p><p>Intanto nei giorni 21, 22 e 23 corrente si erano svolte nel Municipio di Gravina varie riunioni, con l\u2019intervento di un funzionario di prefettura, di rappresentanti sindacali, della Federterra, dei reduci e combattenti e dei datori di lavoro e lavoratori allo scopo di risolvere la vertenza.<\/p><p>Fino al 25 corrente furono ingaggiati 250 braccianti agricoli e 200 lavoratori. La riassunzione dei rimanenti disoccupati, che si aggirano intorno al migliaio, prosegue lentamente a causa anche della irreperibilit\u00e0 di alcuni datori di lavoro allontanatisi a seguito delle violenze intercorse sul posto.<\/p><p>Indagini sono in corso per gli accertamenti relativi agli autori delle violenze e ai promotori, nei confronti dei quali sar\u00e0 proceduto a termini di legge.<\/p><p>Nel pomeriggio del 23 corrente si stabil\u00ec una calma relativa, e parte delle forze di polizia pot\u00e9 essere ritirata.<\/p><p>Al fine di fronteggiare la disoccupazione, che in provincia di Bari si fa ascendere a settantacinquemila unit\u00e0 secondo alcuni e a quarantamila secondo altri, il prefetto riun\u00ec in prefettura il giorno 22 le altre autorit\u00e0 provinciali, gli esponenti delle organizzazioni sindacali, dei partiti politici e dell\u2019Associazione combattenti per discutere circa i mezzi pi\u00f9 idonei.<\/p><p>Nella riunione fu deciso di costituire un comitato dei lavori per stabilire quanti disoccupati potranno essere assunti nei vari settori dell\u2019industria, del commercio e della agricoltura. Lo stesso Comitato si interesser\u00e0 della raccolta di fondi per l\u2019esecuzione di lavori di pubblica utilit\u00e0.<\/p><p>Fu altres\u00ec deciso di esplicare una vasta e coordinata azione per ottenere adeguati stanziamenti di fondi su quelli predisposti dal Ministero competente sul piano nazionale per la prosecuzione e l\u2019inizio di lavori pubblici.<\/p><p>Dopo di che la situazione, deplorevole quant\u2019altre mai, \u00e8 avviata a distensione. Gli esercizi pubblici che erano rimasti chiusi sono andati rapidamente riaprendosi.<\/p><p>Circa le cause economiche generali che agitano le popolazioni in provincia di Bari e in ciascuna provincia delle Puglie, esse sono ben note al Governo, che conosce lo stato di grande disagio in cui versano i lavoratori e segue la situazione nell\u2019intento di adottare ogni possibile provvedimento per lenire la disoccupazione operaia, particolarmente acuta per cause stagionali nell\u2019agricoltura, e per la crisi particolarmente grave nel campo edilizio.<\/p><p>Il Ministero dell\u2019interno sin dall\u2019inverno scorso ha promosso la costituzione di un\u2019apposita commissione che fu presieduta dall\u2019allora Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale, e di cui fecero parte rappresentanti del Ministero dell\u2019interno, del Ministero dell\u2019agricoltura e del Ministero del lavoro, allo scopo di studiare il problema della disoccupazione nelle province pugliesi sotto tutti gli aspetti e proporne i modi di soluzione.<\/p><p>Detta commissione ha presentato una relazione le cui conclusioni riguardano particolarmente la competenza del Ministero dell\u2019agricoltura e di quello dei lavori pubblici.<\/p><p>Per incarico del Ministro dei lavori pubblici, al quale pure \u00e8 rivolta una delle interrogazioni a cui rispondo, devo dire che, per quanto si attiene ai lavori di sua competenza, risultano eseguiti di recente lavori per 150 milioni di opere stradali e fognature; sono in corso altri lavori stradali per 7 milioni, in via di ultimazione, a carico dell\u2019ultima assegnazione di fondi compresa nel programma, e circa 5 milioni di lavori che saranno autorizzati appena i Comuni avranno aggiornato i prezzi.<\/p><p>Circa i lavori di bonifica che sono eseguiti col controllo dell\u2019ufficio del Genio civile \u00e8 da segnalare che nello scorso esercizio sono stati eseguiti lavori per 50 milioni.<\/p><p>Vi \u00e8 poi da attuare un programma di opere a carico delle province, che importano complessivamente 80 milioni di lavori di cui una parte \u2013 20 milioni \u2013 \u00e8 stata gi\u00e0 appaltata ed iniziata, e quindi sospesa per un incaglio dipendente dal finanziamento da eseguirsi dal Banco di Napoli; ma, risolte queste difficolt\u00e0, sono stati ripresi proprio stamane.<\/p><p>Oltre a questi lavori, \u00e8 proposito del Ministero dei lavori pubblici di disporne per altri notevoli importi, in modo da apportare un non lieve soccorso a questa che \u00e8 indubbiamente una delle piaghe pi\u00f9 gravi del nostro Paese.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perrone Capano ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Onorevoli colleghi, io sono spiacente, nonostante la lunghezza della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario, di non potermi dichiarare sodisfatto della risposta stessa. E questa mia insoddisfazione riflette in modo particolare la risposta relativa al quesito che io ponevo circa le cause che il Governo attribuisce e i rimedi che esso intende attuare per fronteggiare il grave problema dal quale deriva l\u2019episodio di Gravina: episodio, tutta la gravit\u00e0 del quale l\u2019onorevole Sottosegretario ha esposto e che potrebbe essere (Dio sperda l\u2019augurio!) non l\u2019ultimo di una dolorosa catena di episodi simili che abbiamo il diritto e il dovere di prevenire e di evitare.<\/p><p>Ormai \u00e8 ricorrente \u2013 pu\u00f2 dirsi \u2013 il caso di incidenti pi\u00f9 o meno gravi, dell\u2019indole e della portata di quello di Gravina, in Puglia e nel Mezzogiorno, non appena incominciano ad annunciarsi i rigori autunnali.<\/p><p>Il Governo dice: la causa di questi fatti \u00e8 notoria e risale all\u2019entit\u00e0 della disoccupazione che affligge l\u2019Italia meridionale.<\/p><p>Ora io mi domando: crede il Governo di poter continuare a fronteggiare questo grave e doloroso fenomeno della disoccupazione meridionale e, soprattutto, della disoccupazione pugliese, distribuendo in sostanza legnate ai braccianti e agli agricoltori?<\/p><p>Il Governo parte da un presupposto che a mio avviso \u00e8 assolutamente sbagliato: \u00e8 un presupposto che influenza quasi sempre le disposizioni dei prefetti e che si risolve poi in un motivo per aggravare la speculazione che di questa piaga sociale fanno gli agitatori di professione, da un lato, e per far nascere della cattiva volont\u00e0 e della sfiducia dall\u2019altro, nell\u2019ambiente pi\u00f9 direttamente chiamato a fronteggiare il fenomeno stesso.<\/p><p>Si parte \u2013 in altri termini \u2013 soprattutto dal presupposto che vi possa essere equazione assoluta fra braccianti agricoli, braccianti in genere e agricoltura, nelle province pugliesi e, in modo particolare, nella provincia di Bari.<\/p><p>Ora, questo \u00e8 assolutamente inesatto: non vi \u00e8 equazione, ma vi \u00e8 sproporzione laggi\u00f9, notoriamente e notevolmente, fra popolazione e territorio. Basti pensare che nella sola provincia di Bari vi sono duecento abitanti per chilometro quadrato.<\/p><p>Ed allora il problema si circoscrive e si racchiude nella ricerca e nell\u2019adozione del mezzo atto ad occupare, a sistemare preventivamente l\u2019eccedenza di braccia che non trova impiego nell\u2019agricoltura. Sostanzialmente il Governo sino ad oggi (e quando io parlo del Governo non mi riferisco soltanto a questo Governo, ma, in genere, anche ai Governi che hanno preceduto l\u2019attuale, perch\u00e9 \u2013 \u00e8 purtroppo dolorosa la constatazione \u2013 sono quasi tutti i Governi che si sono succeduti alla testa dello Stato, che hanno dimenticato e dimenticano sostanzialmente i problemi del Mezzogiorno e trascurano la adozione dei mezzi atti a risolvere una volta per sempre ed adeguatamente i problemi stessi), in sostanza, dicevo, il Governo sin oggi ha adottato in realt\u00e0 due soli provvedimenti che hanno di mira la finalit\u00e0 di fronteggiare la disoccupazione e di assorbire i braccianti e questi provvedimenti sono: il decreto 16 settembre 1947, n. 929, che \u00e8 stato definito il provvedimento relativo al massimo impiego di mano d\u2019opera in agricoltura, ed il provvedimento pi\u00f9 antico che aveva come finalit\u00e0 l\u2019istituzione e il funzionamento di un ente per la trasformazione agraria e per l\u2019irrigazione di Puglia e Lucania. Ora, sta di fatto che entrambi questi provvedimenti hanno un\u2019efficacia relativa, in quanto l\u2019uno, il primo, chiarisce la situazione e ne risolve un solo aspetto; il secondo \u00e8 destinato a funzionare e ad esercitare i suoi effetti soltanto in futuro e in un futuro molto lontano.<\/p><p>Ed invero il primo, il provvedimento relativo al massimo impiego di mano d\u2019opera in agricoltura, a che mira? Quali sono gli effetti che pu\u00f2 produrre? Da un lato esso tende a compiere quella che \u00e8 stata chiamata la deflazione della disoccupazione, cio\u00e8 la selezione dei disoccupati. Ottimo scopo che, raggiunto, varr\u00e0 ad eliminare dai quadri bracciantili i profittatori della disoccupazione che non sono pochi e non sono poco onerosi. Il secondo obiettivo del decreto stesso \u00e8 quello di vincolare gli agricoltori, cio\u00e8 le aziende agricole, al dovere, al compito di assorbire il massimo possibile di unit\u00e0 lavorative di cui ciascuna di esse \u00e8 suscettibile. Anche questo \u00e8 un encomiabile obiettivo, ma quando saranno stati raggiunti entrambi tali obiettivi (ed io mi auguro che il decreto sia messo in esecuzione presto e bene in modo che risponda alla sua lettera e al suo spirito) avremo saputo quanti esattamente sono i disoccupati in Puglia, nel Mezzogiorno, in ciascuna provincia, e quale sar\u00e0 il carico massimo di mano d\u2019opera che l\u2019agricoltura potr\u00e0 assorbire.<\/p><p>A questo punto, dopo la chiarificazione, il problema rimarr\u00e0 grave e pesante come prima e pi\u00f9 di prima, perch\u00e9 la eccedenza nascente dalla sproporzione di cui parlavo, fra capacit\u00e0 di assorbimento del territorio e popolazione, risulter\u00e0 in tutta la sua estensione. Il Governo si deve preoccupare in tempo di affrontare questa eccedenza. Ecco tutto. La tattica che si segue, e che \u00e8 quella che produce i risultati spiacevoli dei quali facevo cenno poco prima, \u00e8 questa: accertata l\u2019eccedenza, riversarla sull\u2019agricoltura! Ebbene, questo \u00e8 assurdo. Gli stessi esponenti delle Camere del Lavoro e della Federterra riconoscono che \u00e8 assurdo e che non si deve verificare perch\u00e9 si traduce in realt\u00e0 in un grave disturbo per la produzione e nell\u2019imposizione di una ulteriore e gravissima imposta a carico delle aziende, le quali sono gi\u00e0 gravate da un carico notevolissimo di imposte. Un operaio costa oggi 300 mila lire all\u2019anno!<\/p><p>Sperare dunque che il decreto possa portare ad una equazione anche relativa fra il bracciantato disponibile e la capacit\u00e0 di assorbimento delle aziende, \u00e8 sperare troppo perch\u00e9 ormai tutti dovrebbero sapere che, nelle zone di cui ci occupiamo, tutto ci\u00f2 che era possibile fare con le sole risorse locali e con le sole iniziative degli agricoltori e dei lavoratori locali, \u00e8 stato fatto. Ci\u00f2 che si ha da fare richiede l\u2019intervento dello Stato sotto un triplice aspetto: di programmazione, di organizzazione, e di integrazione delle iniziative private. La terra, nelle nostre province, \u00e8 migliorata largamente, \u00e8 coltivata ottimamente, \u00e8 frazionatissima. Dove sussistono ancora aziende medie e aziende grandi la forma di conduzione pi\u00f9 largamente praticata \u00e8 quella della colonia parziaria. Permane ancora la cultura estensiva ove la terra \u00e8 ingrata e nelle parti malariche che sono quelle relative per l\u2019appunto a comuni come Gravina, come Spinazzola, ecc., nei quali si verifica il maggior numero di episodi deplorevoli del genere di quelli di cui ci occupiamo oggi.<\/p><p>Dunque non si pu\u00f2 fare affidamento soltanto su questo decreto diretto a provocare il massimo impiego di mano d\u2019opera nella agricoltura. Si \u00e8 fatta la legge per l\u2019irrigazione, ma \u00e8 rimasta sulla carta, e sono rimasti sulla carta anche i pochi milioni che dovevano servire come dotazione di quell\u2019Ente e che sarebbero bastati e basteranno, quando saranno erogati, solamente ad assicurare la costituzione degli uffici, ma non la messa in esecuzione degli obiettivi che l\u2019Ente si propone.<\/p><p>A questo punto abbiamo diritto di domandare e di dire al Governo: ma credete di potere, con palliativi, con interventi saltuari, con provvedimenti una volta s\u00ec e una volta no, con soccorsi occasionali attraverso lavori pubblici comunali e sporadici, migliorare questa situazione? In questa maniera voi aggraverete ma non risolverete il problema.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Gi vuole la riforma agraria.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Noi vi diciamo che bisogna fare un serio e organico e tempestivo programma di lavori pubblici, avendo di mira in particolare il settore dell\u2019agricoltura. Bisogna dotare le Commissioni, che si sono costituite per il massimo impiego di mano d\u2019opera in agricoltura, dei fondi occorrenti perch\u00e9 esse, che avranno nelle mani la dimostrazione matematica, numerica, della esistenza di quote eccedenti la possibilit\u00e0 di assorbimento locale, provvedano, ove occorra, all\u2019assorbimento in lavori pubblici, in lavori utili per l\u2019agricoltura, in riattazione di strade, con la sistemazione dei nostri porti che sono ancora abbandonati e con la ricostruzione di molte nostre citt\u00e0 meridionali che sono ancora distrutte; provvedano \u2013 dicevo \u2013 ad assorbire e a dare tempestivamente lavoro a chi lo chiede, perch\u00e9 chi chiede lavoro e pane ha diritto di avere l\u2019uno e l\u2019altro, come chi dice che non pu\u00f2 sopportare un peso oltre certi limiti dice una cosa giustissima.<\/p><p>A questo punto mi si lasci il diritto di dire che quando noi, rappresentanti del Mezzogiorno, chiediamo quello che io ho chiesto per i braccianti e per gli agricoltori delle nostre zone, altro non domandiamo che un atto di giustizia che ci ponga sullo stesso piano dei nostri amici del settentrione di Italia. Per l\u2019Alta Italia si \u00e8 tempestivamente provveduto e si continua a provvedere; si continuano a sovvenzionare le industrie ed a tutelare gli operai, a distribuire miliardi, affinch\u00e9 le industrie non crollino, affinch\u00e9 gli operai non siano licenziati. Nel Mezzogiorno non si sono distribuiti miliardi a nessuno, e nessuno li ha cercati; perch\u00e9 nel Mezzogiorno abbiamo una coscienza del nostro dovere che \u00e8 altissima, e un senso ed una predisposizione al sacrificio che sono del pari altissimi. Si tratta di una giustizia equitativa alla quale abbiamo diritto. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Anche nei riguardi degli operai potrei dire che \u00e8 ingiusto il trattamento fatto agli operai meridionali, perch\u00e9, se un blocco dei licenziamenti vi \u00e8 stato, \u00e8 stato quello per gli operai del Nord, non per quelli del Sud. Ed oggi, mentre si apprestano i mezzi per sbloccare i licenziamenti e quindi per licenziare gli operai delle industrie settentrionali, si prepara un progetto che in definitiva riconoscer\u00e0 maggiori diritti agli operai del Nord di quelli che spettano e spetteranno agli operai del Sud che siano licenziati.<\/p><p>Gli operai e gli industriali del Nord e gli agricoltori ed i lavoratori del Sud devono essere posti sullo stesso piano.<\/p><p>Mi riprometto di ritornare su questo argomento trasformando la mia interrogazione in interpellanza, perch\u00e9 di questo problema dobbiamo parlare ampiamente, e dobbiamo arrivare ad una conclusione concreta e sodisfacente per tutte le singole categorie della produzione e del lavoro. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pastore ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Non posso dichiararmi sodisfatto, perch\u00e9 l\u2019onorevole Sottosegretario non ha fatto altro che richiamare la cronaca dei fatti di Gravina, senza risalire alle cause.<\/p><p>Anzitutto non bisogna passare sotto silenzio che l\u2019episodio di Gravina non \u00e8 stato il solo del genere, ma che nello spazio di due settimane \u00e8 stato preceduto da quelli di Ginosa e di Putignano.<\/p><p>Quali sono le cause? Il Governo doveva saperle. Le organizzazioni operaie delle Puglie, fin dal 1944, hanno presentato ai Ministri competenti del tempo il piano necessario per la trasformazione agraria, onde fare fronte alla disoccupazione che inevitabilmente si sarebbe dovuta verificare, col cessare dei lavori che gli alleati davano a 35.000 braccianti. Se noi continuiamo a lavorare la terra come la si lavorava quaranta o cinquanta anni fa, si capisce che avremo sempre la disoccupazione, che aumenter\u00e0 di giorno in giorno.<\/p><p>Dalle statistiche ufficiali si rileva che, a fine settembre, noi avevamo in Puglia centocinquantamila disoccupati. In provincia di Bari, coltivandosi la terra come la coltivava mio nonno, che era un agricoltore, si possono impiegare 16 milioni di giornate lavorative in un anno, che, divise per la popolazione agricola, significano 115 giornate per ogni lavoratore all\u2019anno. Domando al Governo: pu\u00f2 un bracciante agricolo vivere lavorando soltanto 115 giorni all\u2019anno?<\/p><p>Si parla sempre di lavori pubblici, ma i lavori pubblici non possono risolvere la situazione: una strada, una volta fatta, non si pu\u00f2 rifare. Per cui, d\u2019accordo con l\u2019organizzazione dei datori di lavoro, si stabili di impiegare in agricoltura un numero sufficiente di operai, per potere coltivare il terreno razionalmente, almeno in senso relativo. L\u2019accordo stipulato fu consacrato in un decreto prefettizio, che non \u00e8 stato rispettato. Ma chi non l\u2019ha rispettato? Questo \u00e8 il nocciolo della situazione; questo \u00e8 il motivo per cui molte volte i nostri contadini sono costretti a ricorrere allo sciopero per far rispettare gli accordi gi\u00e0 conchiusi e sanzionati con provvedimenti delle Autorit\u00e0.<\/p><p>Ci sono grossi latifondisti, i quali, come diceva il professore Alemanni, si ricordano di essere proprietari di terreni solo il 15 agosto, quando vengono a riscuotere i canoni di affitto. Sono stati proprio questi a ricorrere al Consiglio di Stato contro il decreto prefettizio, facendo dichiarare incostituzionale il provvedimento.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Il Governo ha riparato e ha riparato bene.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Un pochino in ritardo ed in maniera inadeguata, in quanto al provvedimento legislativo sono state messe le pastoie. L\u2019articolo 6 del decreto 16 settembre 1947 n. 929 stabilisce la nomina di una Commissione ministeriale che deve autorizzare i Prefetti ad emettere i decreti; ma quando si costituir\u00e0 questa Commissione? \u00c8 necessario che i contadini facciano lo sciopero generale per indurre il Prefetto a chiedere l\u2019autorizzazione ad emetterli? Perch\u00e9, in linea transitoria, non si concede ai Prefetti la facolt\u00e0 di provvedere in merito?<\/p><p>MONTERISI. Occorre la riforma agraria.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Di riforma agraria si parla soltanto in periodo elettorale; ma, poi, in effetti, si rimanda al nuovo Parlamento! Intanto i decreti gi\u00e0 emessi sul collocamento della mano d\u2019opera in agricoltura non vengono applicati in nessun paese della Puglia.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un altro decreto; quello Segni per l\u2019occupazione dei terreni incolti. L\u2019onorevole Perrone Capano diceva che in provincia di Bari i terreni sono coltivati. Mi permetto di osservare: non in tutta la provincia. Noi abbiamo esempi, i quali dimostrano che il decreto Segni troverebbe applicazione nella provincia; per\u00f2, per i suoi difetti, non \u00e8 applicato, in quanto \u00e8 imbrigliato dalla magistratura, la quale non fa altro che sabotare lo spirito della legge.<\/p><p>Per esempio: in data 26 giugno una cooperativa domand\u00f2 l\u2019assegnazione di terreni incolti. La discussione davanti alla Commissione \u00e8 avvenuta in data 25 settembre, dopo tre mesi! Intanto, non ostante il tempo trascorso, non s\u2019era nemmeno provveduto ad accertare lo stato di coltivazione dei terreni richiesti, e questo, evidentemente, per dar tempo ai proprietari di procedere a lavorazioni affrettate, per fare apparire il terreno come coltivato e far cadere, quindi, la domanda di concessione; ma, nonostante questo, l\u2019ispettorato agrario, in seguito a sopraluoghi, ha dichiarato incolti ben 75 ettari di terreno.<\/p><p>In seguito al decreto prefettizio di occupazione, la cooperativa si rec\u00f2 a prendere possesso della quota assegnata; ma incontr\u00f2 l\u2019opposizione del proprietario, il quale, per\u00f2, si dichiar\u00f2 propenso a venire ad un accordo.<\/p><p>Sentite ora cosa scrive il legale del proprietario alla cooperativa:<\/p><p>\u00abVi comunichiamo la proposta di massima trasmessaci in questo momento dal nostro cliente signor Carlo Spagnoletti Zeuli&#8230;<\/p><p>\u00abVorrete tener presente la migliore delle ipotesi e sempre che le decisioni a voi favorevoli risultassero legali contro l\u2019impugnativa del proprietario\u00bb (notate bene che il decreto prefettizio non \u00e8 impugnabile, ma il proprietario terriero pugliese lo impugna ugualmente, detta le sue condizioni, se i contadini vogliono la terra, altrimenti non l\u2019avranno). La lettera continua: \u00abVi converr\u00e0 dunque confrontare attentamente i vantaggi offerti dalla enunciata soluzione amichevole, con quelli che un atteggiamento intransigente potrebbe offrirvi solo dopo inevitabile giudizio, cui la vostra intransigenza ci costringerebbe, con tutte le lungaggini, le spese e le incognite proprie di ogni vertenza giudiziaria\u00bb. Questo scrive il legale del proprietario alla cooperativa! In conclusione dice: se volete i terreni, dovete accettare le condizioni offerte dal proprietario, altrimenti faremo causa, perch\u00e9 noi i denari li abbiamo ed andremo per le lunghe finch\u00e9 vi stancherete di spendere! Mi domando quale sia il mezzo che il lavoratore pu\u00f2 opporre: egli non ha denaro e combatte il milionario terriero soltanto con la forza fisica, quella forza fisica che il lavoratore \u00e8 costretto ad adoperare quando si \u00e8 vista negata la giustizia! Altra volta i decreti prefettizi sono stati annullati dalla Magistratura in provincia di Bari, per cui c\u2019\u00e8 un\u2019altra mia interrogazione al Ministro di grazia e giustizia.<\/p><p>E passiamo ai piani di trasformazione ed ai consorzi di bonifica.<\/p><p>In provincia di Bari abbiamo due consorzi di bonifica: quello del Locone e Basentello e quello della Silica. Finora per questi due comprensori sono state progettate opere per 850 milioni. I progetti di massima comportano una spesa a carico dello Stato per due miliardi e 457 milioni, mentre lo opere che dovrebbero essere a carico dei proprietari ammontano a sette miliardi: complessivamente dovremmo avere disponibili circa 10 miliardi, coi quali si potrebbe dar lavoro ad un\u2019immensa massa di disoccupati e mettere a coltivazione una grande estensione di terreno.<\/p><p>Per\u00f2 i consorzi di bonifica, cos\u00ec come sono stati istituiti, sono nelle mani dei grossi agrari, che dispongono del voto plurimo, ed essi fanno soltanto eseguire i lavori che sono a carico dello Stato, rimandando l\u2019esecuzione di quelli che sono a loro carico. Si dice che mancano i piani; ma non \u00e8 vero. Io ho rivolto un\u2019altra interrogazione al Ministro dell\u2019agricoltura, che mi ha risposto che si sta studiando! In provincia di Foggia, ad esempio, c\u2019\u00e8 un piano gi\u00e0 reso esecutivo, compilato dal professor Carrante, attuale direttore per la produzione agricola al Ministero di agricoltura, e dal professor Medici, che non sono certamente dei sovversivi. Perch\u00e9 non si fa eseguire questo piano? Quanti operai potrebbero lavorare, se venisse attuato quel piano? Ma questo non si fa.<\/p><p>Ebbene, venite a vedere, o signori, come dormono i contadini delle nostre aziende pugliesi. Essi non hanno dormitori, e se non si portano un sacco da casa, dormono sulla paglia nuda, coprendosi col mantello, se lo posseggono! Questi sono i problemi meridionali, i quali allontanano il contadino dalla terra.<\/p><p>Ultimamente e ad iniziativa del Consorzio agrario di Bari, abbiamo introdotto nella provincia la coltivazione del tabacco; ma anche in questo non abbiamo trovato comprensione da parte del Governo.<\/p><p>Le domande di concessione avanzate non sono state accolte dalla Direzione dei monopoli, adducendosi il motivo che l\u2019attuale produzione supera il consumo interno. Anche se fosse cos\u00ec, nella provincia si potrebbe coltivare tabacco per l\u2019esportazione. Il direttore dei monopoli della Turchia, che ha visitato il nostro tabacco alla Fiera del Levante, ha dichiarato che gli era venuto il sospetto che quello non fosse tabacco nazionale, ma tabacco d\u2019importazione, date le sue pregiate qualit\u00e0. Ora, se le qualit\u00e0 che si possono produrre sono talmente pregiate da potersi esportare, perch\u00e9 non autorizzarne la produzione? Si parla tanto di necessit\u00e0 di esportazione che \u00e8 la valvola di sicurezza per la nostra economia e poi si arresta la produzione del prodotto esportabile!<\/p><p>Con decreto del luglio 1946, n. 31, vengono concessi sussidi per i miglioramenti agrari. Pare che quest\u2019anno il Governo non abbia stanziato nessuna somma per detti miglioramenti; ed i sussidi assegnati l\u2019anno scorso sono stati erogati col contagocce. I contadini devono prima fare i lavori e poi, dopo sei, sette mesi, avere il danaro!<\/p><p>Noi richiamiamo l\u2019attenzione del Governo sul problema della provincia di Bari.<\/p><p>Anche l\u2019Ente della irrigazione, diceva bene l\u2019onorevole Perrone Capano, \u00e8 stato fatto sulla carta. Quando s\u2019iniziano i lavori per l\u2019irrigazione? Il decreto stesso \u00e8 anche monco, perch\u00e9 parla di trasformazioni agrarie solo nelle zone da irrigare, mentre ci sono anche 100.000 ettari di terreno nella provincia di Bari \u2013 la Murgia \u2013 che bisogna trasformare, perch\u00e9 sono incolti e tenuti a pascolo povero.<\/p><p>\u00c8 necessario che il decreto venga rivisto, se vogliamo effettivamente provvedere ai bisogni di quei lavoratori. Io mi auguro che il Governo voglia prenderli a cuore.<\/p><p>Nell\u2019ultima ripartizione di fondi, la provincia di Bari \u00e8 stata trattata peggio delle altre. Con 1 milione e 100.000 abitanti e con la densit\u00e0 di popolazione agricola di 200 abitanti per chilometro quadrato, ha ottenuto molto meno delle altre provincie. Ai deputati della provincia, senza distinzione di colore politico, l\u2019altro giorno l\u2019onorevole Tupini ha promesso che avrebbe riparato l\u2019errore in una prossima ripartizione. Noi ci auguriamo che provveda, e subito. Oggi una parte dei lavoratori \u00e8 occupata nella raccolta delle olive; ma ben presto questo lavoro avr\u00e0 termine ed allora il numero dei disoccupati salir\u00e0. Che diremo a questa massa che non domanda agi, ma solo lavoro per vivere? Le organizzazioni operaie non avranno la possibilit\u00e0 di evitare incidenti. Allora il Governo sar\u00e0 costretto ad intervenire. Non sarebbe meglio prevenire i tumulti?<\/p><p>Mi auguro che esso voglia tener presente queste nostre osservazioni e provvedere. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Trulli ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>TRULLI. Siamo in sede di interrogazione, e a noi non rimane che dichiararci pi\u00f9 o meno sodisfatti. \u00c8 come se volessimo richiudere la prima parte di un libro, che si riaprir\u00e0 poi; anzi, onorevole Sottosegretario di Stato, ho il dispiacere di dirle che non \u00e8 improbabile che lei dovr\u00e0 forse occuparsi ancora di questa dolorosa vicenda: come una metastasi la situazione si \u00e8 spostata e si sposter\u00e0. La mia interrogazione porta una indicazione precisa a questo riguardo: ad Altamura gi\u00e0 vi sono i primi segni premonitori di un nuovo sciopero; e voglio raccomandare ai rappresentanti dell\u2019autorit\u00e0 tutoria di esercitare principalmente la loro mansione sotto il profilo spirituale. L\u2019onorevole Pastore sa che io non parlo a nome dei proprietari e degli agricoltori; egli sa che io sono soltanto un lavoratore. I proprietari, gli agricoltori \u2013 questa \u00e8 la situazione \u2013 vorrebbero arrivare ad una soluzione; ma appena essi muovono qualche rilievo, fanno qualche critica alle richieste dei lavoratori, questi ultimi (e mi assumo la responsabilit\u00e0 di quello che affermo in questo momento) rispondono preannunciando il ripetersi dei fatti di Gravina. Questa \u00e8 la dura, l\u2019amara realt\u00e0, onorevole Sottosegretario di Stato.<\/p><p>Sono d\u2019accordo perfettamente con l\u2019onorevole Perrone Capano. I problemi locali sono in quelle zone gravissimi, e bisogna discuterli sotto il profilo tecnico, cos\u00ec come hanno fatto sia l\u2019onorevole Perrone Capano che l\u2019onorevole Pastore; bisogna allora trasformare queste interrogazioni in interpellanze.<\/p><p>Devo concludere con la raccomandazione al Governo di occuparsi una buona volta dei problemi del Mezzogiorno, che attendono ancora e sempre di essere risolti. Non voglio parlare di sperequazione, fra Nord e Sud, perch\u00e9 questo argomento \u00e8 doloroso per tutti noi italiani; ma faccio un appello vivissimo, un appello che parte dal cuore di un figlio di lavoratori, affinch\u00e9 il Governo si occupi del Mezzogiorno, che rimane l\u2019eterno trascurato. Signori del Governo, vi dovete render conto di questa verit\u00e0: che nel bilancio dei milioni che affluiscono dalle Casse dello Stato al Nord e al Sud vi \u00e8 sempre una passivit\u00e0 a danno dell\u2019Italia meridionale.<\/p><p>E una raccomandazione vorrei fare al collega Pastore. Grave \u00e8 la nostra situazione. Vi \u00e8 una esuberanza di manodopera; vi \u00e8 una relativa indifferenza da parte del Governo. Ma, per carit\u00e0, in nome del nostro sventurato Paese, a questa povera gente che ha fame, che ha veramente fame, portiamo la nostra voce di pacificazione. Non eccitiamo le folle, onorevole Pastore, non le eccitiamo, mettiamoci nella condizione che la popolazione non reagisca, assalendo la forza pubblica che interviene, come \u00e8 intervenuta a Gravina, per mettere pace e per evitare che il sangue italiano sia per mano fraterna fatto scorrere sulle nostre piazze. Portiamo una buona volta a quelle popolazioni una nostra parola di pacificazione: faremo con ci\u00f2 opera veramente meritoria nei confronti dei nostri buoni, generosi lavoratori, che hanno bisogno di essere assistiti, ma che alle invocazioni alla concordia sono sempre state sensibili.<\/p><p>Rinnovo al Governo la raccomandazione di preoccuparsi e di occuparsi delle condizioni delle popolazioni del Mezzogiorno, specialmente alla vigilia dell\u2019inverno. E da noi, onorevole Sottosegretario, l\u2019inverno \u00e8 duro; e lo sar\u00e0 specialmente quest\u2019anno.<\/p><p>Si preoccupi il Governo, provveda ed avr\u00e0 fatto opera meritoria, veramente fattiva, nei confronti del Mezzogiorno. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Le seguenti interrogazioni sono rinviate a domanda dei Ministri interessati:<\/p><p>Caso, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere come intenda sistemare giuridicamente la posizione di alcuni insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro, i quali, non essendo di ruolo, non godono dei benefici di legge pur prestando a volte per decenni il loro incondizionato servizio allo Stato; e se non ritenga opera di giustizia promuovere un decreto legislativo che parifichi agli altri funzionari statali il trattamento da farsi doverosamente agli insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro\u00bb;<\/p><p>Martino Gaetano, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere le ragioni che hanno indotto l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione a rifornire l\u2019Italia meridionale, ed in particolare la citt\u00e0 di Messina, di pasta alimentare (fabbricata nei pastifici dell\u2019Italia settentrionale) piuttosto che di grano, arrecando cos\u00ec un grave danno alle maestranze ed alle industrie locali\u00bb.<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro del tesoro, per conoscere se, dinanzi all\u2019attuale situazione del mercato dei titoli, evidentemente pregiudizievole all\u2019economia nazionale, non gli risulti che esista una larga speculazione al ribasso, di cui potrebbe essere indice l\u2019entit\u00e0 delle vendite allo scoperto; e se, nel caso affermativo, non creda opportuno adottare urgenti provvedimenti, ivi compreso quello di rendere obbligatoria l\u2019effettiva consegna dei titoli da parte del venditore al momento stesso della vendita.<\/p><p>\u00abMarinaro\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se non ritenga necessario ed urgente di procedere, oltrech\u00e9 al nuovo censimento demografico (l\u2019ultimo si ebbe 11 anni fa), ad un censimento industriale e commerciale, o almeno ad un\u2019estesa inchiesta industriale che consenta una conoscenza esatta delle attuali condizioni e dell\u2019attuale struttura della attrezzatura produttiva del Paese, dell\u2019occupazione, delle esigenze di rammodernamento degli impianti, dell\u2019ampiezza della riconversione effettuata o da effettuarsi.<\/p><p>\u00abTremelloni\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se si \u00e8 gi\u00e0 fatto, o s\u2019intende fare, con la sollecitudine che le condizioni attuali richiedono, un approfondito esame delle possibilit\u00e0 di occupazione e di migrazione, riassunto in un organico \u00abbilancio umano\u00bb, odierno e prospettico, che consenta di evitare forti e improvvise sproporzioni tra le risorse lavorative disponibili e quelle occupate; e per sapere a che punto sono gli studi per un piano organico di rieducazione e di qualificazione professionale, cui pi\u00f9 volte si \u00e8 accennato nei dibattiti parlamentari.<\/p><p>\u00abTremelloni\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il Governo si riserva di far sapere quando intenda rispondere a queste interrogazioni.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se non ritenga giusto ed opportuno, previa, occorrendo, abrogazione della legge 24 giugno 1929, n. 1112, che dava facolt\u00e0 ai Comuni e alle Provincie di dispensare dal servizio il personale di ruolo per qualsiasi motivo di inidoneit\u00e0, senza obbligo della preventiva comunicazione agli interessati dei motivi e delle cause della dispensa e colla sola indicazione, anche generica, della causa della dispensa nel relativo provvedimento, concedere ai funzionari dispensati in base a tale legge, di riaprire il giudizio colla garanzia della procedura ordinaria (contestazione dell\u2019addebito, commissione di disciplina, ricorso, ecc.), affinch\u00e9 sia consentita una riparazione anche a quei dispensati senza giusto motivo che, non potendo dimostrare di essere stati dispensati esclusivamente per motivi politici, non possono valersi del disposto del decreto 6 gennaio 1944, n. 9.<\/p><p>\u00abGrilli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere i motivi che hanno portato alla destituzione dell\u2019avvocato Gerardo Marchese da segretario del Comitato provinciale U.N.R.R.A. di Potenza.<\/p><p>\u00abMancini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se non ritenga conveniente ed utile provvedere con legge alla revoca di tutti i titoli nobiliari conferiti durante il regime fascista e, nella assoluta maggioranza, per benemerenze di carattere esclusivamente politico.<\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere per quali ragioni le promesse fatte, con la risposta data il 19 giugno 1947 dal Ministro all\u2019interrogante, non siano state in nessun modo mantenute; tanto che sulla linea Roma-Cassino le condizioni di viaggio, sia per lo stato delle vetture, sia per i continui ritardi di orario, sono \u2013 specialmente di fronte all\u2019approssimarsi dell\u2019inverno \u2013 addirittura intollerabili. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e del tesoro, per sapere se la Ragioneria generale dello Stato, come organo esecutivo, abbia la facolt\u00e0 di trasformare con norme interne le disposizioni legislative, come \u00e8 avvenuto con la circolare 21 marzo 1947, n. 117491, la quale nega il compenso per lavoro straordinario ai funzionari dello Stato che sono in missione, adducendo che essi non hanno limitazione di orario per l\u2019incarico ricevuto e che l\u2019indennit\u00e0 di missione rimunera globalmente tutte le prestazioni inerenti all\u2019incarico, mentre l\u2019articolo 5 del decreto legislativo presidenziale 27 giugno 1946, n. 19, precisa con quali assegni non \u00e8 cumulabile il compenso per lavoro straordinario.<\/p><p>\u00abL\u2019indennit\u00e0 di missione non \u00e8 compresa tra gli assegni non cumulabili, ed \u00e8 perci\u00f2 che nel caso citato, \u00e8 stata violata la legge. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFabriani\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del tesoro, per conoscere quali provvedimenti siano allo studio del Governo onde assicurare a coloro che sono privi della vista \u2013 i quali si dibattono molto spesso nella pi\u00f9 grave indigenza \u2013 un lavoro od una assistenza di carattere continuativo, e ci\u00f2 anche in esecuzione dei princip\u00ee di solidariet\u00e0 umana che sono consacrati nella nuova Costituzione. E per conoscere, inoltre, quali provvedimenti siano allo studio per riattivare l\u2019Ente nazionale lavoro per i ciechi di Firenze. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per conoscere quali provvidenze il Governo intenda attuare nei confronti dei beni dei nostri emigrati in Brasile, posti sotto sequestro. Sono note infatti le favorevoli disposizioni d\u2019animo di buona parte dell\u2019opinione pubblica brasiliana a questo riguardo e la necessit\u00e0 che il Brasile ha di favorire la corrente immigratoria italiana, che tanto incremento ha fornito allo sviluppo, in ispecie agricolo, del paese e che di certo non potrebbe mai svilupparsi nel clima di sfiducia creato dal suddetto provvedimento; ma non si conosce se e che cosa il Governo italiano abbia fatto al fine di una favorevole soluzione del problema che pure riveste notevole importanza nel quadro delle relazioni fra i due paesi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBadini Confalonieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non ritenga opportuno che il Ministero chiarisca l\u2019interpretazione da dare all\u2019articolo 50 della legge 1\u00b0 settembre 1947, n. 828, istitutiva della imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. Infatti, mentre il decreto legislativo luogotenenziale 12 marzo 1945, n. 70, istitutivo degli ultimi buoni del tesoro 5 per cento scadenti il 1\u00b0 aprile 1950, stabiliva all\u2019articolo 3, comma terzo, che detti buoni saranno accettati come contante in base al prezzo di emissione pi\u00f9 interessi maturati in pagamento di una eventuale futura imposta personale straordinaria sul patrimonio, nell\u2019attuale legge nessun cenno \u00e8 fatto dei buoni del tesoro poliennali, creando lunghe ed incresciose discussioni con l\u2019Amministrazione finanziaria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBadini Confalonieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del tesoro e dei lavori pubblici, per conoscere se e quando intendono intervenire in favore del comune di Battipaglia (Salerno), il quale vede frustrata ogni iniziativa di ricostruzione del centro abitato dall\u2019abbandono in cui versa un quartiere completamente demolito nel 1943, dove sorgevano le case di propriet\u00e0 demaniale, di cui ora rimangono le aree ricoperte di detriti e sporcizie. Le proposte avanzate dall\u2019Amministrazione comunale per ottenere la cessione dei ruderi si arenarono per intralci burocratici, e il Genio civile non ha preso alcuna utile iniziativa. Si impone da parte del Governo un intervento tempestivo ed energico per motivi di igiene, di estetica ma soprattutto per dare a centinaia di famiglie che vivono in condizioni di indescrivibile e incredibile disagio un alloggio decoroso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Mercurio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per chiedere se, dinanzi alla persistente, allarmante deviazione degli spiriti \u2013 fatta evidente dal succedersi di attentati alla vita dei singoli ed alla sicurezza collettiva e da sintomatiche manifestazioni di intolleranza, precorritrici di guerra civile \u2013 non ritenga di dover sottoporre all\u2019esame dell\u2019Assemblea Costituente provvedimenti di emergenza comprensivi della pena di morte, che \u2013 applicata con procedura rapida \u2013 ove le responsabilit\u00e0 siano palesi o confesse, sar\u00e0 atto di giustizia esemplare, capace di contenere lo scatenarsi degli istinti primordiali, che minacciano la stessa convivenza civile.<\/p><p>\u00abAltre speciali provvidenze, suggerite dalle supreme esigenze di ricostruzione della vita associata, dovrebbero tendere alla totale pacificazione interna \u2013 alla bonifica ed alla tutela dell\u2019infanzia abbandonata \u2013 alla difesa del costume e ad assicurare la gi\u00e0 invocata integrale oculata e vigile applicazione della legge sulla stampa, per la estrema difesa della societ\u00e0 nazionale, insidiata nei superstiti valori morali.<\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Anche l\u2019interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora il Governo non vi si apponga nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 19.20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Discussione dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Approvazione dello scambio di Note effettuato in Roma fra l\u2019Italia e la Francia, il 1\u00b0 giugno 1946, circa il recupero di navi mercantili francesi affondate nelle acque territoriali italiane. (24). \u2013 <em>Relatore <\/em>De Palma.<\/p><p>Approvazione dell\u2019Atto di emendamento della Costituzione dell\u2019organizzazione Internazionale del Lavoro e della Convenzione per la revisione parziale delle Convenzioni adottate dalla Conferenza Generale dell\u2019organizzazione Internazionale del Lavoro nelle sue prime 28 Sessioni, per assicurare l\u2019esercizio futuro di alcune funzioni di cancelleria affidate dalle predette Convenzioni al Segretario Generale della Societ\u00e0 delle Nazioni e per apportarvi emendamenti complementari resisi necessari in seguito alla estinzione della Societ\u00e0 delle Nazioni ed all\u2019emendamento della Costituzione dell\u2019organizzazione del Lavoro. (25). \u2013 <em>Relatore <\/em>Villani.<\/p><p>Approvazione dell\u2019Accordo fra l\u2019Italia e l\u2019Argentina in materia di emigrazione, concluso a Roma il 21 febbraio 1947. (29). \u2013 <em>Relatore <\/em>Piemonte.<\/p><p>Soppressione del Senato e determinazione della posizione giuridica personale dei suoi componenti. (33). \u2013 <em>Relatore<\/em> Bozzi.<\/p><p>Modificazioni al Codice penale per la difesa delle istituzioni repubblicane. (9). \u2013 <em>Relatore <\/em>Colitto.<\/p><p>Revoca dall\u2019impiego per mancata fede al giuramento. (21). \u2013 <em>Relatore <\/em>Cevolotto.<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013 Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLXXIV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 27 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Commemorazione del Cardinale Carlo Salotti: Corsanego Grassi, Ministro di grazia e giustizia Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Presidente Grassi, Ministro di grazia e giustizia Fusco Petrilli, Sottosegretario di Stato per il tesoro Pesenti Marazza Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Morini Marinaro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2542,2315,2295,2275","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2265","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2265"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6479,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2265\/revisions\/6479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2265"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}