{"id":2245,"date":"2023-09-17T15:16:16","date_gmt":"2023-09-17T13:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2245"},"modified":"2023-10-21T16:29:08","modified_gmt":"2023-10-21T14:29:08","slug":"lunedi-20-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2245","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 20 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2245\" class=\"elementor elementor-2245\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-451969d elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"451969d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f854895\" data-id=\"f854895\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-13ffc15 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"13ffc15\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471020_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a75af29 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a75af29\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLXIV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 20 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Presentazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Morini<\/p><p>Costa<\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Calosso<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Merlin Angelina<\/p><p>Chatrian, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa<\/em><\/p><p>Costantini<\/p><p>Salvatore<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta precedente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Cairo e Caristia.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>).<\/p><p>Presentazione di un disegno di legge.<\/p><p>GONELLA, Ministro della pubblica istruzione. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GONELLA, Ministro della pubblica istruzione. Mi onoro di presentare il disegno di legge sul riordinamento dei corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto al Ministro della pubblica istruzione della presentazione di questo disegno di legge. Sar\u00e0 inviato alla Commissione competente.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>La prima \u00e8 quella degli onorevoli Morini e Cairo al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell\u2019interno e delle finanze, \u00abper conoscere: <em>a<\/em>) se \u00e8 esatta la notizia secondo la quale \u00e8 in corso di emanazione una legge di regolamentazione delle lotterie; legge che porr\u00e0 fine al monopolio, da parte della S.I.S.A.L., del totalizzatore del gioco calcio; <em>b<\/em>) se, d\u2019altra parte, \u00e8 vero che la legge affider\u00e0 la gestione del toto-calcio, anzich\u00e9 al C.O.N.I., alla Direzione lotto, il che significherebbe la morte dell\u2019iniziativa; <em>c<\/em>) se, infine, \u00e8 vero che la legge stessa porter\u00e0 alla soppressione delle percentuali, che oggi affluiscono nelle casse del C.O.N.I., con conseguente paralisi completa di tutte le federazioni sportive, che raggruppano nelle proprie file 2 milioni di inscritti ed interessano tutta la giovent\u00f9 d\u2019Italia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. <\/em>L\u2019amministrazione delle finanze, preoccupata dallo sviluppo che andavano assumendo certe forme particolari di pronostici e di concorsi, il cui volume di giuoco era divenuto progressivamente molto rilevante, aveva posto allo studio e diramato nelle sue linee essenziali per il concerto dei Ministeri interessati, un primo schema di provvedimento che tendeva a dare una regolamentazione a tutta questa materia e principalmente ad assicurare che la massima parte dei profitti andasse nelle casse dello Stato.<\/p><p>Per la complessit\u00e0 della materia stessa, questo primo schema \u00e8 stato molto discusso dai Dicasteri interessati. Furono apportate delle modifiche; se ne occup\u00f2 due o tre volte il Consiglio dei Ministri, e recentemente era stato dall\u2019Amministrazione finanziaria predisposto un nuovo schema di decreto legislativo, che \u00e8 ancora allo studio e il Consiglio dei Ministri se ne occuper\u00e0 in una delle prossime sedute.<\/p><p>La preoccupazione dell\u2019onorevole Morini, che secondo quanto si evince dalla lettera <em>b<\/em>) e dalla lettera <em>c<\/em>) della sua interrogazione \u00e8 quella che le attivit\u00e0 sportive coordinate e dirette dal C.O.N.I. non rimangano senza i necessari mezzi che attualmente sono, oltre alla percentuale sugli incassi delle manifestazioni, quelli che provengono dal concorso C.O.N.I. \u2013 S.I.S.A.L., \u00e8 nella sua sostanza condivisa dalla Presidenza del Consiglio e dal Governo, in quanto si ritiene che fino a quando non sar\u00e0 possibile impiantare su di un finanziamento vero e proprio del bilancio il necessario interessamento dello Stato per le attivit\u00e0 sportive, debba rimanere questa forma di finanziamento del C.O.N.I., sia pure disciplinata e regolata. Posso assicurare che, per l\u2019attuale stagione calcistica, il concorso rimarr\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8. Per l\u2019anno prossimo si studier\u00e0 a tempo, a parte la legge a cui prima alludevo, la possibilit\u00e0 di un vero e proprio bilancio preventivo del C.O.N.I., che dovr\u00e0 tener conto, oltre che dell\u2019attivit\u00e0 sportiva ordinaria, anche del ripristino delle attrezzature sportive andate in deperimento per causa di guerra, ed anche di tutta l\u2019attivit\u00e0 che dovr\u00e0 essere predisposta per le Olimpiadi che, come \u00e8 noto, avranno luogo nell\u2019anno prossimo.<\/p><p>Credo che questa assicurazione sulla sostanza dell\u2019interrogazione possa tranquillizzare le giuste preoccupazioni dell\u2019onorevole Morini.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Morini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORINI. In complesso, le assicurazioni datemi dall\u2019onorevole Sottosegretario sono sodisfacenti. Sono sodisfacenti anche perch\u00e9 personalmente mi risulta che l\u2019onorevole Sottosegretario ha espresso esattamente quelli che sono i suoi sentimenti e le sue preoccupazioni a favore dello sport. L\u2019interrogazione che ho presentata oggi \u00e8 la seconda che presento sull\u2019argomento. In una precedente interrogazione sul toto-calcio, ero contro il totalizzatore dato alla S.I.S.A.L., perch\u00e9 convinto che in queste entrate la S.I.S.A.L. facesse la parte del leone. Successivamente, ho presentato questa interrogazione perch\u00e9 ho avuto la sensazione precisa che si andasse oltre quelli che erano i miei intendimenti. I miei intendimenti erano non di danneggiare il C.O.N.I., ma di ottenere che questo totalizzatore venisse gestito direttamente dal C.O.N.I. stesso. Ad un dato momento, mi sono accorto che invece di tagliare le unghie alla S.I.S.A.L., si davano permessi ad altre speculazioni private, che erano peggiori di quella della S.I.S.A.L., e, d\u2019altra parte, ho saputo che c\u2019erano intenzioni in senso opposto, cio\u00e8 di avocare allo Stato la gestione diretta del totalizzatore.<\/p><p>Entrambe le due soluzioni, quella che permette la speculazione privata e non solo ad una societ\u00e0, ma addirittura a societ\u00e0 diverse, e quella opposta di avocare tutto allo Stato, erano e sono due soluzioni egualmente funeste per gli interessi dello sport. Noi abbiamo assistito alla concessione anche alla GIESSE e alla S.I.N.A.L.P. Ora, anche su questo punto vorrei qualche assicurazione dall\u2019onorevole Sottosegretario, perch\u00e9 le due concessioni portano alla conseguenza che il C.O.N.I. non ha pi\u00f9 nessun controllo su queste forme spinte di speculazione privata, per cui si giunge a questa situazione paradossale che la GIESSE, ad esempio, pone un premio a favore del migliore tiratore in goal. Ora, tutti coloro che sanno quanto \u00e8 delicata la situazione delle Societ\u00e0 sportive sanno che un premio di questo genere pu\u00f2 portare conseguenze gravissime, con sfasamento di tutti i risultati sportivi.<\/p><p>D\u2019altra parte, avocare allo Stato il totalizzatore, cio\u00e8 togliere il toto-calcio dai vari bar d\u2019Italia, che sono oggi la sua sede naturale, significa annullare l\u2019iniziativa. Ed \u00e8 per questo che dico all\u2019amico Andreotti che nella sua azione, che egli compie tutti i giorni a favore della regolamentazione della sorte dello sport, deve tener conto di questi punti: 1\u00b0) lo sport non pu\u00f2 vivere senza il toto-calcio; 2\u00b0) il toto-calcio deve essere tolto alla speculazione privata ma non deve essere avocato allo Stato; 3\u00b0) secondo me la formula migliore \u00e8 di dare al C.O.N.I. la gestione diretta del toto-calcio, perch\u00e9 attraverso tale gestione diretta del toto-calcio noi toglieremo i danni e le preoccupazioni della speculazione privata senza avere gli svantaggi enormi derivanti dall\u2019assumere lo Stato l\u2019iniziativa stessa.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Uno dei cardini di questa indagine prelegislativa per dare una certa forma alla materia \u00e8 proprio quello di considerare su un piano diverso l\u2019attivit\u00e0 del C.O.N.I., che \u00e8 un ente pubblico, da quelle iniziative del tipo cui l\u2019onorevole Morini ha accennato, che, seppure sorte con particolarit\u00e0 diverse, hanno cercato di assumere una fisionomia e un volume che non dico abbia addirittura tratto in inganno, ma ha fatto determinare in precedenza quello che altrimenti non si sarebbe determinato da parte dell\u2019Amministrazione finanziaria nel momento in cui fu data l\u2019autorizzazione. Per dovere di ufficio devo dire che non pu\u00f2 essere ammesso in linea di principio l\u2019affermazione assoluta dell\u2019onorevole Morini, che affidando l\u2019una o l\u2019altra iniziativa a una Direzione del Ministero delle finanze, ci\u00f2 significherebbe la morte della iniziativa stessa. Sulla sostanza siamo d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dei deputati Numeroso, Leone Giovanni, e Riccio, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere: <em>a<\/em>) quale fondamento abbiano le notizie pubblicate dalla stampa circa irregolarit\u00e0 attribuite all\u2019ARAR per la cessione di residuati di guerra ad una societ\u00e0 commissionaria, ed in genere circa i sospetti e le deficienze, ormai di dominio pubblico, nelle operazioni di vendita di ingenti quantitativi di materiali; <em>b<\/em>) i risultati delle indagini circa incendi e furti, che ripetutamente si verificano nei campi di deposito dell\u2019ARAR; <em>c<\/em>) i motivi che inducono i dirigenti dell\u2019ARAR ad alienare a speculatori notevoli quantitativi di materiale di uso, che potrebbero essere ceduti, con evidente vantaggio di tutti, a determinate categorie di consumatori. Gli interroganti, inoltre, chiedono di conoscere se nell\u2019interesse dell\u2019erario e di fronte a tante accuse e voci di sospetti, non si ritenga opportuno nominare una Commissione di inchiesta su tutto il funzionamento di questa complessa e importante azienda\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente nessuno dei deputati interroganti, si intende che vi abbiano rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione del deputato Costa, ai Ministri del bilancio e del tesoro, \u00abper sapere se riconoscano la convenienza di promuovere la modifica dell\u2019articolo 16 del decreto legislativo presidenziale 27 giugno 1946, n. 37, sulla costituzione e sul funzionamento dei Provveditorati regionali alle opere pubbliche, per armonizzarlo con l\u2019articolo 36 del decreto legislativo di pari data, n. 38, sulla Azienda nazionale autonoma delle strade statali, in maniera che anche per il Provveditorato regionale alle opere pubbliche di Venezia l\u2019ufficio distaccato della Corte dei conti eserciti il riscontro soltanto successivo delle spese, limitando il controllo preventivo agli atti del magistrato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em><\/p><p>Con la interrogazione presentata si tenderebbe a porre sullo stesso piano, nei confronti del controllo della Corte dei conti e limitatamente alla sede di Venezia, gli atti dell\u2019A.N.A.S. e quelli del Provveditorato alle opere pubbliche.<\/p><p>In proposito, deve anzitutto farsi presente che la disciplina del controllo sugli atti del Provveditorato alle opere pubbliche di Venezia non potrebbe essere regolata con norme diverse da quelle vigenti per gli altri Provveditorati regionali. D\u2019altra parte questi istituti presentano, nei confronti dell\u2019A.N.A.S., diversit\u00e0 sostanziali nei riguardi della struttura e del funzionamento, per cui non pu\u00f2 pensarsi ad una loro equiparazione.<\/p><p>\u00c8 infatti da osservare che l\u2019A.N.A.S. \u00e8 una azienda autonoma a natura prettamente industriale, perch\u00e9, in sostanza, non \u00e8 altro se non una grande organizzazione per la costruzione e la manutenzione stradale.<\/p><p>E fu proprio per tale motivo, e per la considerazione che il controllo preventivo mal si concilierebbe con l\u2019accennato carattere industriale, che esige una particolare rapidit\u00e0 di decisioni che, per l\u2019Azienda autonoma statale della strada \u2013 che, come \u00e8 noto, ebbe caratteri sostanzialmente identici a quelli dell\u2019attuale A.N.A.S. \u2013 venne adottato quelle stesso sistema, del controllo successivo, che era stato gi\u00e0 assunto per le altre Amministrazioni autonome a tipo industriale, come quello delle ferrovie dello Stato, delle poste e delle telecomunicazioni, dei monopoli, ecc., ragione per cui pu\u00f2 ben dirsi che l\u2019adozione di tale sistema per l\u2019A.N.A.S. fu una applicazione particolare del principio assunto per tutte le aziende autonome a tipo industriale, in deroga al sistema del controllo preventivo e successivo stabilito in genere per le Amministrazioni dello Stato.<\/p><p>I Provveditorati regionali alle opere pubbliche sono invece uffici decentrati dell\u2019Amministrazione dei lavori pubblici e, per ci\u00f2 stesso, comuni organi della Amministrazione dello Stato. Quindi deve a tali organi applicarsi il principio del controllo preventivo.<\/p><p>Nessuna ragione potrebbe poi consigliare la sostituzione del controllo successivo a quello preventivo, poich\u00e9 quest\u2019ultimo \u00e8 indubbiamente pi\u00f9 efficace per la sua tempestivit\u00e0, in relazione anche alla imponente mole delle opere pubbliche realizzate dai Provveditorati regionali, che presentemente assorbono con la loro gestione una parte notevolissima \u2013 dell\u2019ordine di molte decine di miliardi \u2013 del bilancio statale. D\u2019altra parte pu\u00f2 assicurarsi che il controllo della Corte sugli atti dei Provveditorati regionali \u00e8 stato esercitato in tutte le sedi con spirito di collaborazione e con sollecitudine, come \u00e8 stato anche dichiarato dalla stessa Amministrazione controllata, cio\u00e8 quella dei lavori pubblici.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>COSTA. Non mi dichiaro per nulla sodisfatto per la risposta che ha dato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. Gi\u00e0 luned\u00ec scorso ebbi a chiarire in che cosa consisteva la portata di questa interrogazione. La cosa pu\u00f2 interessare largamente i colleghi dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 sostanzialmente si tratta del funzionamento dei Provveditorati alle opere pubbliche e di sistemare e facilitare un servizio il quale \u00e8 legato alla ricostruzione del Paese.<\/p><p>Noi siamo in un periodo, come gi\u00e0 dissi anche luned\u00ec scorso, analogo a quello successivo alla guerra precedente, nel quale si trattava di ricostruire le terre liberate. Per la ricostruzione nelle terre liberate si ritenne opportuna una legislazione speciale, la quale era modellata precisamente sulle amministrazioni a tipo industriale e ci\u00f2 per sveltire il lavoro di ricostruzione.<\/p><p>Dir\u00f2 poi come non sia esatto quello che ha detto il Sottosegretario di Stato: che le Amministrazioni controllate abbiano informato che tutto procede regolarmente. Intanto rilevo che, se si \u00e8 potuto, dopo la guerra 1915-18, attuare una legislazione per la ricostruzione delle terre liberate modellata sui sistemi industriali, non \u00e8 facile capire perch\u00e9 oggi non si possa, se non attuare la legislazione speciale dell\u2019Azienda della strada, almeno la legislazione speciale che si fece nel 1919 per la ricostruzione delle terre liberate.<\/p><p>La ragione per cui ho accennato al Provveditorato delle opere pubbliche del Veneto e di Mantova \u2013 ragione che il Sottosegretario di Stato ha ritenuto di superare, osservando che, caso mai, si deve trattare di una legislazione uniforme per tutti i Provveditorati, compreso quello di Venezia \u2013 la ragione \u00e8 proprio quella che mira a realizzare uno sveltimento nella ricostruzione. Ed io ho accennato a queste Provincie, perch\u00e9 il decreto del 27 giugno 1946, il quale dispone una complessit\u00e0 di controlli sulle spese, sia in sede preventiva che in sede consuntiva, non parla che del Provveditorato di Venezia.<\/p><p>L\u2019articolo 16 dice: \u00abL\u2019ufficio distaccato della Corte dei conti istituito presso il Provveditorato regionale per le opere pubbliche di Venezia \u2013 io domando perch\u00e9 si dice di Venezia e non si dice di altri Provveditorati \u2013 eserciter\u00e0 anche la funzione di riscontro preventivo e successivo per le spese\u00bb.<\/p><p>Supposto che questa disposizione sia stata successivamente estesa a tutti i Provveditorati, ho una ragione di pi\u00f9 per sostenere la mia tesi, perch\u00e9 io allora non difendo solo gli interessi della Venezia, ma in genere gli interessi dell\u2019Amministrazione che riguarda tutta l\u2019Italia. E gli interessi sono generali in questo senso, che c\u2019\u00e8 bisogno di sveltire il funzionamento amministrativo.<\/p><p>\u00c8 degno di rilievo il fatto che, successivamente all\u2019interrogazione presentata, ho avuto manifestazioni di consenso, ho avuto lettere da associazioni, che, non so come, sono state informate di questa interrogazione \u2013 la stampa non si occupa di queste cose, ma si vede che qualcuno \u00e8 stato informato \u2013 e mi hanno chiesto con interessamento quale risposta abbia dato il Ministero.<\/p><p>\u00c8 inutile dire che le amministrazioni a tipo industriale possono agire pi\u00f9 sollecitamente delle amministrazioni statali e che quella dei Provveditorati regionali alle opere pubbliche \u00e8, s\u00ec, un\u2019amministrazione <em>sui generis<\/em>, ma strettamente collegata con l\u2019Amministrazione dello Stato. Io, per\u00f2, mi domando: se la legge relativa ai Provveditorati ha stabilito all\u2019articolo 36 che ci sia un controllo preventivo sugli atti del Magistrato alle acque, \u00e8 intanto assodato che questi atti, cio\u00e8 i provvedimenti dai quali derivano spese, sono gi\u00e0 soggetti ad un controllo preventivo. Quando il Provveditorato alle opere pubbliche emana un decreto che dispone una determinata spesa, quel decreto, con tutta la documentazione, viene presentato alla Sezione staccata della Corte dei conti presso il Provveditorato alle opere pubbliche della Regione e la sezione staccata fa il suo esame preventivo su tutta la documentazione, sui progetti, sui preventivi di spesa e sul decreto del Provveditorato che dispone l\u2019esecuzione attraverso l\u2019approvazione di comitati consultivi, perch\u00e9 lo stesso decreto del Provveditorato per le opere pubbliche \u00e8 condizionato ai pareri favorevoli di organi tecnici, pareri che si estendono anche all\u2019entit\u00e0 e modalit\u00e0 della spesa.<\/p><p>Dopo questo controllo preventivo, cosa accade? Si fa la spesa. Eseguita la spesa, per poter effettuare il pagamento dell\u2019importo relativo bisogna mandare tutti gli atti contabili ancora alla sezione staccata della Corte dei conti, perch\u00e9 esamini tutte le fatture e tutti gli atti di liquidazione, gli stati di avanzamento ed ogni altro elemento contabile.<\/p><p>Questo cosa significa? Significa che, siccome si sa cosa sono gli uffici, indipendentemente dalla buona volont\u00e0 dei funzionari, c\u2019\u00e8 un appesantimento della funzione, dato che gli uffici che sono adibiti a questa funzione hanno una congerie di carte sui tavoli, l\u2019esame delle quali richiede notevoli disponibilit\u00e0 di tempo ed \u00e8 naturale che ogni pratica debba attendere il proprio turno. Ma dopo il controllo preventivo sulla spesa, occorre anche quello consuntivo, il che significa che tutti questi incartamenti debbono essere nuovamente presentati a pagamento effettuato.<\/p><p>\u00c8 da notarsi inoltre che il decreto del Provveditorato alle opere pubbliche, che, come abbiamo visto, presuppone gi\u00e0 l\u2019esame di tutta questa materia, passa all\u2019ufficio di ragioneria, il quale non \u00e8 gi\u00e0 un ufficio che esegue materialmente le registrazioni, senza esaminare i vari incartamenti: c\u2019\u00e8 quindi anche questo controllo dell\u2019ufficio di ragioneria ed \u00e8 evidente che la ragioneria assume conseguentemente le sue responsabilit\u00e0 circa la regolarit\u00e0 dei vari impegni e delle spese correlative effettuate.<\/p><p>Ecco, dunque, il punto della questione che io pongo: se questa duplicit\u00e0 di controlli sulle spese, se tutta questa complicazione non \u00e8 stata ritenuta necessaria nemmeno quando si \u00e8 trattato della ricostruzione nelle terre venete dopo la prima guerra mondiale, per quale motivo si deve ritenere necessaria oggi? Noi non recriminiamo nel senso di criticare i funzionari i quali fanno evidentemente il loro dovere come meglio possono; critichiamo l\u2019eccessiva complicazione di questo ordinamento che \u00e8 una vera e propria superfetazione.<\/p><p>Qui non \u00e8 il caso di dire, come qualche volta si ode dire, che i controlli non sono mai eccessivi; invece dobbiamo esaminare la questione sotto l\u2019aspetto della maggior possibile semplificazione.<\/p><p>Per tutte queste ragioni, dunque, io mi dichiaro insoddisfatto della risposta ricevuta e dichiaro altres\u00ec che mi riservo di trasformare la mia interrogazione in interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Calosso, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper sapere quale conto ha tenuto dei consigli dati da alcuni oratori alla Costituente, in ordine ai pericoli per il carattere nazionale che nascono dall\u2019eccesso dei programmi scolastici in et\u00e0 giovanile, e all\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019esame di Stato, in cui il giovane deve esporre un\u2019enciclopedia del sapere umano di fronte ad esaminatori a lui ignoti. E in base a quali criteri educativi abbia esautorato gli esaminatori di Stato del liceo di Acireale, inviando illegalmente un ispettore ad annullare certi rigorosi giudizi da loro coscienziosamente dati in applicazione dei regolamenti ministeriali sull\u2019esame di Stato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> L\u2019onorevole Calosso pone tre questioni: la prima riguarda l\u2019eccesso dei programmi scolastici, la seconda l\u2019assurdit\u00e0 degli esami di Stato, la terza la questione contingente del liceo di Acireale.<\/p><p>Il primo problema naturalmente \u2013 e l\u2019onorevole Calosso lo sa meglio di me \u2013 \u00e8 un problema di una vastit\u00e0 notevole, perch\u00e9 la riforma dei programmi scolastici \u00e8 la parte pi\u00f9 delicata, direi, di tutti i problemi che riguardano la riforma della scuola. Tenendo presenti i voti varie volte espressi in questa Assemblea e particolarmente dall\u2019onorevole Calosso, \u00e8 stata posta allo studio anche questa questione della semplificazione dei programmi scolastici, ma naturalmente non \u00e8 facile poter semplificare una materia come questa. Si spera, tuttavia, che la Commissione incaricata di assolvere a questo compito, possa, fra circa due mesi, condurre a termine i propri lavori.<\/p><p>Voglio solo informare l\u2019onorevole Calosso che noi abbiamo cercato di eliminare, o per lo meno di limitare le conseguenze di questa eccessiva vastit\u00e0 dei programmi scolastici; tanto \u00e8 vero che nell\u2019ordinanza del 3 maggio 1947 fu stabilito che gli esami si svolgessero sul programma dell\u2019ultimo anno e sulle linee fondamentali di quelli degli anni precedenti, senza esigere per gli anni precedenti la preparazione completa su particolari singoli dei rispettivi programmi.<\/p><p>E, come se ci\u00f2 non bastasse, abbiamo ulteriormente chiarito, in una circolare successiva \u2013 del 14 giugno \u2013 la questione in questo senso, che \u00ablinee fondamentali dei programmi degli anni precedenti si devono intendere quegli elementi generali di cultura che sono necessari alla comprensione della materia insegnata nell\u2019ultimo anno, la quale rimane l\u2019oggetto principale dell\u2019esame\u00bb.<\/p><p>Ci\u00f2 al fine di impedire che l\u2019esarne non sia un complesso di assurdit\u00e0 come l\u2019onorevole Calosso afferma, appunto per la congestione dei programmi.<\/p><p>E vengo con ci\u00f2 alla seconda questione relativa agli esami di Stato. L\u2019onorevole interrogante parla di assurdit\u00e0 dell\u2019esame di Stato. Io non so se egli sia fra coloro che hanno votato l\u2019articolo 27 della Costituzione, ma credo, data l\u2019enorme maggioranza con cui esso \u00e8 stato votato, che con molta probabilit\u00e0 egli stesso ha aderito \u2013 mi smentisca se ci\u00f2 non corrisponde a verit\u00e0, perch\u00e9 ho piacere di essere informato \u2013 all\u2019articolo 27 che dice:<\/p><p>\u00ab\u00c8 prescritto un esame di Stato per l\u2019ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi, nonch\u00e9 per l\u2019abilitazione all\u2019esercizio professionale\u00bb.<\/p><p>Direi che in questa norma in un certo senso si esagera, perch\u00e9, mentre finora l\u2019esame di Stato era limitato alla fine delle scuole medie superiori \u2013 quindi, esame di maturit\u00e0 ed esame di abilitazione \u2013 la Costituzione prescrive l\u2019esame di Stato per l\u2019ammissione ai vari ordini e gradi di scuole; quindi lo prescrive anche nei passaggi intermedi fra i vari gradi di scuola secondaria. \u00c8 un punto di vista rispettabile \u2013 anch\u2019io l\u2019ho condiviso \u2013 ma che credo complicher\u00e0 certamente gli inconvenienti denunciati dall\u2019onorevole interrogante a questo proposito.<\/p><p>E in merito all\u2019esame di Stato vorrei ricordare che non si tratta, come qualcuno ha detto o scritto, di un\u2019istituzione di carattere fascista, perch\u00e9 gi\u00e0 prima del fascismo il Ministro Croce \u2013 il quale pose il primo seme di questa fondamentale riforma che permette allo Stato un controllo non solo della sua scuola, ma anche della scuola non governativa \u2013 prepar\u00f2 un progetto, che per\u00f2, non pot\u00e9 avere quello sviluppo che si meritava, perch\u00e9 incontr\u00f2 delle difficolt\u00e0 nel Parlamento. Successivamente si ebbe un progetto del Ministro dell\u2019istruzione pubblica Corbino e poi un progetto del Ministro dell\u2019istruzione pubblica Anile. Anche questi progetti non ebbero fortuna per le complicazioni politiche del tempo. Per\u00f2 posero le premesse di quella che poi \u00e8 stata la cosiddetta \u00abriforma Gentile\u00bb, cio\u00e8 l\u2019introduzione di un esame di Stato.<\/p><p>Io direi che non si tratta di una riforma che abbia un carattere originale e che si ponga come un qualche cosa di nuovo. La \u00abriforma Gentile\u00bb, almeno per quanto riguarda gli esami di Stato, non \u00e8 stata che il compendio di un materiale gi\u00e0 preparato, e non la realizzazione di una esigenza, di un\u2019aspettativa che era gi\u00e0 matura. Ad ogni modo, l\u2019onorevole interrogante sa che anche nell\u2019ambito della legislazione fascista sono stati fatti due fondamentali esperimenti dell\u2019esame di Stato: il primo \u00e8 stato, diciamo cos\u00ec, l\u2019esperimento Gentile, il secondo l\u2019esperimento Bottai.<\/p><p>Qual \u00e8 la fondamentale differenza fra questi due sistemi? Il primo sistema, quello di Gentile, prevedeva che tutti i giudici esaminatori dovessero essere estranei alla scuola, e non fossero, quindi, gli educatori dell\u2019alunno; poich\u00e9, si diceva, l\u2019educatore dell\u2019alunno \u00e8 incline alla indulgenza, alla benevolenza, pu\u00f2 avere dei preconcetti, delle particolari simpatie. Pertanto, perch\u00e9 il giudizio fosse veramente obiettivo si esigeva un giudice completamente estraneo alla scuola.<\/p><p>Quindi, tutte commissioni composte di professori estranei alla scuola, e in gran parte anche appartenenti all\u2019ordine superiore, cio\u00e8 all\u2019ordine universitario nel quale i giovani dovevano venire immessi.<\/p><p>Con la riforma Bottai le posizioni furono completamente rovesciate, sicch\u00e9 sarebbe difficile parlare (come si \u00e8 parlato anche da parte di giornali) di una politica fascista nella scuola in questo campo. Il Ministro Bottai disse: \u00abI veri giudici naturali dei giovani studenti non sono i giudici estranei alla scuola, ma sono gli educatori, coloro che hanno seguito durante tutto il <em>curriculum <\/em>di studi il giovane e sono quindi in grado pi\u00f9 di ogni altro di giudicare la sua maturit\u00e0 ad accedere alle universit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Quindi, conseguenza opposta a quella che aveva tratto il Gentile: le Commissioni esaminatrici agli esami di Stato saranno costituite esclusivamente dai professori che l\u2019alunno ha avuto durante i suoi studi.<\/p><p>\u00c8 chiaro che ciascuno dei due sistemi ha i suoi aspetti negativi. \u00c8 facile capire che il sistema Gentile tende a inasprire il giudizio, appunto perch\u00e9 i giudici sono estranei alla scuola, come \u00e8 facile comprendere che il sistema Bottai tende piuttosto a largheggiare, appunto per questa familiarit\u00e0 di sentimenti che si determina fra professore ed alunno per il lavoro che svolgono in comune.<\/p><p>L\u2019onorevole Calosso sottolinea il fatto che nell\u2019esame di Stato, l\u2019alunno si trova di fronte ad esaminatori a lui ignoti.<\/p><p>Io ho, quindi, l\u2019impressione che l\u2019onorevole Calosso sia piuttosto favorevole al secondo sistema, cio\u00e8 al sistema dei giudici scelti fra i professori interni i quali sono noti all\u2019alunno.<\/p><p>Io direi che l\u2019esperienza comunemente riconosciuta dagli studiosi di questo delicato problema \u00e8 che le conseguenze dell\u2019adozione del sistema secondo cui i giudici sono i professori stessi sono state piuttosto disastrose; e qui si deve ricercare una delle cause del crollo della selezione che la scuola media doveva fare e che non ha fatto, con la conseguente pletora di studenti agli studi universitari. Nell\u2019esame con i professori interni a lui noti, lo studente trover\u00e0 maggiore indulgenza presso il professore; da ci\u00f2, specialmente negli ultimi anni della guerra, \u00e8 derivato il crollo dell\u2019esame di Stato e quindi il crollo di ogni selezione.<\/p><p>Quest\u2019anno, tenendo presente questa duplice esperienza, abbiamo cercato di introdurre una novit\u00e0 ristabilendo l\u2019esame di Stato.<\/p><p>Come l\u2019onorevole Calosso sa, durante tutto il periodo della guerra, l\u2019esame di Stato non ha funzionato. Gli alunni venivano promossi solo attraverso lo scrutinio dei voti riportati durante l\u2019anno.<\/p><p>Da quest\u2019anno si \u00e8 istituto nuovamente l\u2019esame di Stato.<\/p><p>Io ho per\u00f2 cercato di trovare una formula intermedia fra il tipo di esami di Stato Gentile e il tipo di esame di Stato Bottai. Cio\u00e8 abbiamo detto: i giudici, perch\u00e9 il giudizio sia veramente sereno e perch\u00e9 questa selezione funzioni, devono essere nella loro maggioranza estranei alla scuola. Per\u00f2 non \u00e8 giusto che coloro che sono stati gli educatori del giovane che si presenta agli esami non abbiano assolutamente voce in capitolo. Certe volte l\u2019esame \u00e8 un rischio, perch\u00e9 basta un turbamento psichico momentaneo per determinarne la sorte sfavorevole. Per questo si \u00e8 ritenuta opportuna la presenza di professori appartenenti alla scuola da cui l\u2019alunno proviene, e che, in certo senso, sono presenti per dare una testimonianza \u2013 ove occorra \u2013 dell\u2019effettivo profitto del giovane durante il corso dei suoi studi.<\/p><p>Quindi abbiamo istituito commissioni di sei giudici (naturalmente, tutti appartenenti all\u2019ordine scolastico), di cui quattro estranei alla scuola e due della scuola.<\/p><p>Pertanto, ogni alunno che si presenta agli esami ritrova almeno due facce familiari di professori coi quali ha lavorato e appreso le fondamentali discipline; si trova contemporaneamente anche di fronte a giudici estranei che tendono a riportare l\u2019esame ad un giudizio obiettivo.<\/p><p>Si \u00e8 fatto l\u2019esperimento. Non siamo ancora in grado di stabilire un bilancio reale, positivo, concreto, per\u00f2, da quanto finora si \u00e8 potuto rilevare, si \u00e8 ottenuta una maggiore severit\u00e0, sebbene ben lontana da quella segnalata da qualche giornale cio\u00e8 che si sarebbe arrivati ad escludere fino al 90 per cento degli alunni dagli esami orali.<\/p><p>Mentre si \u00e8 ottenuto questo risultato, abbiamo d\u2019altra parte, di fronte agli alunni e alle loro famiglie, la coscienza tranquilla per aver permesso che due educatori fossero presenti nel giur\u00ec e si dichiarassero a favore di quel giovane che, turbato eventualmente dall\u2019esame, non avesse reso tutto quanto avrebbe potuto.<\/p><p>Secondo la mia modesta opinione credo che questo rappresenti l\u2019<em>optimum<\/em> nella formazione delle Commissioni. Ma pu\u00f2 anche darsi che l\u2019esperienza mi smentisca, e da parte mia sono pronto a rettificare.<\/p><p>Quanto al fatto di Acireale devo far presente all\u2019onorevole Calosso che ho gi\u00e0 risposto ampiamente all\u2019onorevole Marchesi, ed ora non ho nulla da aggiungere in proposito. Per\u00f2, noto che l\u2019onorevole Calosso ha usato la frase: \u00abinviando illegalmente un ispettore\u00bb. Mi permetto di osservare che ci\u00f2 non \u00e8 esatto, perch\u00e9 l\u2019ispettore \u00e8 stato chiesto esplicitamente dalla Commissione esaminatrice.<\/p><p>Comunque, ho il piacere di comunicare che dopo la risposta data all\u2019onorevole Marchesi le cose si sono svolte in una maniera normale e tutti, sia studenti che professori, hanno trovato la soluzione equa e decorosa.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Calosso ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CALOSSO. Ringrazio l\u2019onorevole Ministro della sua larga risposta, e faccio solo osservare che la mia interrogazione \u00e8 anteriore a quella dell\u2019onorevole Marchesi, e non ho potuto quindi tener conto delle osservazioni gi\u00e0 fatte in materia.<\/p><p>Ad ogni modo quello che mi preoccupa \u00e8 il problema generale e non il fatto singolo di Acireale, dove l\u2019eccessiva severit\u00e0 negli esami \u00e8 stata rimproverata non tanto dai giovani, quanto nei circoli civili locali, come sempre avviene in Italia.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Devo ripetere che il giovane che porta il nome di Condorelli, nome cospicuo nell\u2019ambiente, \u00e8 tuttavia il figlio di un ciabattino. \u00c8 un ragazzo di origini umilissime e modestissime. Siccome nella stampa si \u00e8 giocato anche sul nome dei Condorelli e quindi sul feudalesimo siciliano, tengo a mettere in chiaro che qui invece si trattava del figlio di un ciabattino. (Si <em>ride \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALOSSO. Non vorrei insistere su quello che l\u2019onorevole Ministro ha gi\u00e0 detto rispondendo all\u2019onorevole Marchesi. Ripeto che a me la questione interessa in generale, al di fuori del caso singolo di Acireale, sebbene abbia ricevuto proprio adesso delle altre lettere. Proprio nel nostro giornale <em>L\u2019Umanit\u00e0<\/em>, si \u00e8 fatta una polemica, a mia insaputa, contro i professori perch\u00e9 troppo rigorosi, e ho dovuto smentire. Ma la questione di una riforma della scuola \u00e8 nell\u2019aria; occorre mutar sistema. E qual \u00e8 l\u2019errore del sistema?<\/p><p>Dopo un disastro storico, disastro soprattutto che si riflette sul carattere della giovent\u00f9 ed anche su tutti noi, avviene che non \u00e8 stato posto al centro della Nazione \u2013 e non solo di un gruppo di esperti, ma, dico, di fronte alla Nazione che \u00e8 la grande esperta \u2013 il problema educativo. Abbiamo fatto soltanto questa rivoluzione: abbiamo preso il nome buono che il fascismo aveva dato: Ministero dell\u2019educazione nazionale, e siamo tornati al nome pi\u00f9 cattivo: Ministero della pubblica istruzione.<\/p><p>Perch\u00e9? Il concetto deve essere questo: poniamoci un problema educativo di carattere, e questo \u00e8 il problema numero uno; poi tutti gli altri problemi, importantissimi, lo seguono.<\/p><p>Cosa dobbiamo fare? Prima di tutto, i nostri giovani (parlo soprattutto della scuola media che \u00e8 la scuola che io conosco ed \u00e8 anche la scuola della fatica) sono oppressi da un\u2019enorme massa di sapere. Enorme: aritmetica, logaritmi, chimica, l\u2019elettricit\u00e0, il calore, Eschilo, Orazio; \u00e8 una cosa impossibile, incredibile. Tutto in un giovane di 18 anni e noi sappiamo, ce l\u2019ha detto Rousseau, il danno che nasce dal troppo sapere. Egli ha detto che fino a 20 anni aveva letto un solo libro: <em>Robinson Crosu\u00e8.<\/em><\/p><p>Ora, il Vico, che cosa dice? Dice che nell\u2019et\u00e0 giovanile non si deve opprimere il cervello con eccesso di sapere; con eccessi di ragionamento, perch\u00e9 questo costituisce una corruzione del carattere. Un giovane, con un testone cos\u00ec, a diciotto anni, \u00e8 un giovane che molto probabilmente, se non potr\u00e0 ribellarsi, se non potr\u00e0 reagire rompendo qualche vetro a questa corruzione del carattere che \u00e8 il proprio sapere, finir\u00e0 male.<\/p><p>Ora, i nostri programmi, dico la verit\u00e0, potrebbero essere portati ad un terzo e andrebbero gi\u00e0 bene. La realt\u00e0 \u00e8 questa. Vi dovrebbe essere un taglio, molto netto, e, una volta fatto questo taglio, si deve esigere con durezza quel tanto che si \u00e8 insegnato; l\u2019esame deve essere fatto con severit\u00e0. Gli studenti debbono, come i giovani lavoratori, lavorare duramente.<\/p><p>Ma sta a noi di ridurre il programma di studi. Ridurlo moltissimo. Met\u00e0 sar\u00e0 ancora troppo, in tutti gli ordini di scuole. Io sono figlio di una maestra elementare, sono anch\u2019io stesso insegnante, ed ho seguito il problema. Vi sono certi ispettori che vanno a controllare se i maestri hanno finito il programma, tutto l\u2019enorme programma. Io vorrei che l\u2019onorevole Gonella mandasse l\u2019ispettore a vedere quei geniali maestri che hanno scoperto che avrebbero rovinato gli alunni e non hanno finito il programma. In questo panorama si inquadra tutto il problema della scuola. Che cosa deve fare l\u2019accorto insegnante? Noi abbiamo visto durante il fascismo che la classe insegnante ha reagito e gli insegnanti hanno dato prova di un carattere encomiabile. Ma noi dobbiamo venire incontro a loro. Noi affidiamo l\u2019educazione nazionale, cos\u00ec importante specialmente in questo periodo, a dei professori medi che non escono dal magistero. Non hanno mai imparato come si educhi. Bisogna affidare la scuola a uomini che ne abbiano la vocazione.<\/p><p>In un altro discorso alla Camera parlai di questi problemi e mi fermai a quattro o cinque episodi per far sapere a chi non crede che ci sia una tecnica dell\u2019educazione, che questa tecnica c\u2019\u00e8.<\/p><p>Esistono paesi non lontani da noi, dove questo problema \u00e8 sentito profondamente; accanto a questo problema esiste l\u2019altro, quello dell\u2019educazione del corpo. Queste sono le due materie di un magistero. I professori debbono essere specializzati in una materia, in modo da insegnarla nel miglior modo possibile. Certo, in linea generale, un professore medio non sar\u00e0 mai un grandissimo latinista o uno scopritore del calcolo infinitesimale, tuttavia, \u00e8 sbagliato mettere di fronte ai giovani un uomo che non sia di prima qualit\u00e0; l\u2019alunno sente se un educatore \u00e8 eccellente.<\/p><p>Occorre che vi sia una scuola tecnica dell\u2019educazione e dell\u2019allevamento: proprio dell\u2019allevamento del bambino, in maniera che tutte le nostre madri sappiano come educare i loro bambini.<\/p><p>Vengo all\u2019esame di Stato. Noi siamo contrari all\u2019esame di Stato. Anche fissato solo all\u2019ultimo anno, come opportunamente ha fatto il Ministero, \u00e8 tuttavia una cosa sbagliata. Al terzo anno il giovane deve eruttare in pochi minuti tutto lo scibile umano e deve avere un giudizio. Il suo insegnante \u00e8 senza dubbio l\u2019uomo pi\u00f9 adatto a darlo. \u00c8 vero, vi sar\u00e0 un rischio: vi sar\u00e0 chi porter\u00e0 due capponi a questo disgraziato di professore (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>), ma questo rischio sar\u00e0 sempre molto minore della profonda corruzione che nasce adesso. Ora, siamo di fronte ad un esame difficile e impossibile, tanto che gli stessi insegnanti non lo possono fare.<\/p><p>Si domandano agli esaminandi cose che non possono sapere.<\/p><p>Quando ero esaminatore di Stato, vidi una signorina pallida come un morto. Toccava a me, per primo, di interrogarla. Le dissi: vedo dal suo terrore che lei capisce la gravit\u00e0 dell\u2019esame; cio\u00e8, lei \u00e8 all\u2019altezza di Socrate: sa di non sapere; quindi le do, solo per questo, sei, salvo ad elevare il punteggio per quanto sa di pi\u00f9 (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em> L\u2019esaminanda rifior\u00ec subito, fece un bellissimo esame; la interrogai su quello che sapeva. La ragazza cadde poi, nella prova di storia; sapeva tutto di Napoleone, di Giulio Cesare, ecc., ma non sapeva chi fosse Bernab\u00f2 Visconti. La risposta che daremmo noi \u00e8 questa: mi si permetta di andare a guardare una enciclopedia e poi lo dir\u00f2.<\/p><p>Invece, le era proibito guardare l\u2019enciclopedia. E quella signorina fu bocciata proprio a causa di Bernab\u00f2 Visconti.<\/p><p>Il difetto sta nel sistema.<\/p><p>Non abbiamo un trattato per l\u2019educazione.<\/p><p>Il nostro popolo, in verit\u00e0, sente poco questo grave problema del futuro. Abbiamo impostato, invece, un problema anch\u2019esso giusto, ma secondario: Chiesa e Stato, Stato e Chiesa. Questo \u00e8 un problema che ha la sua importanza, certo non \u00e8 centrale. Sarebbe meglio avere rischiato di avere qualche prete in pi\u00f9 purch\u00e9 si fosse risolto il problema centrale della scuola statale e dell\u2019ecclesiastica. Io non so quale sia la migliore. La scuola ecclesiastica sa che deve educare e spesso educa male. La scuola di Stato non sa nemmeno che deve educare. Comunque, io formulo l\u2019augurio che l\u2019esame di Stato sia soppresso.<\/p><p>La competente Commissione legislativa, esaminando la questione della sospensione dell\u2019esame di Stato, si \u00e8 dichiarata a maggioranza avversa ad esso.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Dell\u2019esame di Stato per l\u2019esercizio professionale: \u00e8 altra cosa.<\/p><p>CALOSSO. Io estenderei la soppressione dell\u2019esame di Stato anche alla maturit\u00e0; sarebbe molto meglio. Una riforma del genere sarebbe opportuna. Il problema dovrebbe venire discusso di fronte all\u2019opinione pubblica. Si tratta di un problema fondamentale.<\/p><p>PRESIDENTE. La seguente interrogazione \u00e8 rinviata ad altra seduta data l\u2019assenza, per ragioni d\u2019ufficio, del Ministro interrogato: Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga di disporre \u2013 in considerazione del continuo depauperamento della terra delle colline, provocato dalle piogge e dalle annuali e superficiali coltivazioni \u2013 che sulle colline, specie a forte pendio, siano sospese le coltivazioni superficiali, sia impedito il depauperamento della terra (muratura, palizzate) e sia favorita in ogni modo la piantagione di alberi a profonde e fitte radici\u00bb.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Giovanni, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere quali provvedimenti sono stati o saranno adottati a favore delle famiglie dei Martiri trucidati dai nazi-fascisti, e se non ritenga opportuno e doveroso che, accanto ad una pronta assistenza generica e sanitaria, siano adottate forme pi\u00f9 proficue di assistenza economica, che possano gradualmente reinserire nel lavoro produttivo tutti gli assistiti idonei e capaci\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Merlin Angelina e Fiorentino Giosu\u00e8, al Ministro dell\u2019interno, \u00absugli incidenti di Palermo del giorno 11 luglio, nel corso dei quali la polizia ha aggredito donne inermi che protestavano contro il vertiginoso rincaro dei prezzi e contro il mancato intervento delle autorit\u00e0 regionali\u00bb.<\/p><p>Sullo stesso argomento \u00e8 stata presentata la seguente interrogazione dalle onorevoli Gallico Nadia Spano, Merlin Angelina, Montagnana Rita, Mattei Teresa, Bei Adele, Noce Teresa, Pollastrini Elettra, Iotti Leonilde, Minella Angiola, Rossi Maria Maddalena, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere le circostanze ed i motivi che hanno determinato l\u2019indegno atteggiamento delle forze di polizia di Palermo, che non hanno esitato a caricare un pacifico corteo di donne e di fanciulli, che ordinatamente chiedeva il tesseramento differenziato e la distribuzione di viveri. Le interroganti chiedono quali provvedimenti si intendano adottare sia a carico dei responsabili dell\u2019inumana azione di polizia di Palermo sia per tutelare le manifestazioni democratiche, oggi nemmeno pi\u00f9 difese dalla presenza di innocenti fanciulli e dall\u2019elementare rispetto dovuto alle donne\u00bb.<\/p><p>Le due interrogazioni possono essere svolte congiuntamente.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno, ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> In Palermo il giorno 11 luglio un piccolo corteo, naturalmente non autorizzato, di una ventina di ragazzi e di una diecina di donne, si era diretto verso il centro della citt\u00e0, gridando e recando cartelli con scritte di protesta per la situazione alimentare. Un sottufficiale della polizia, accompagnato da quattro agenti, incontrato tale corteo in via Gaetano Daita, ne ordinava lo scioglimento, che avveniva senza alcun incidente, e sequestrava i cartelli.<\/p><p>Gli stessi agenti, transitando poco dopo da piazza Bologna, si imbattevano in un assembramento, parimenti non autorizzato, di circa 200 donne accompagnate da un uomo rimasto sconosciuto, recante un cartello pure di protesta. Poich\u00e9 si trattava \u2013 ripeto \u2013 di manifestazione non autorizzata, gli agenti invitarono lo sconosciuto a consegnare il cartello. Questi aderiva, ma il fatto provocava il risentimento di talune delle donne presenti, le quali, inveendo, si avventarono contro gli agenti, tentando di recuperarlo. Nel tafferuglio, pi\u00f9 precisamente nel tentativo di ritogliere agli agenti il cartello sequestrato, essendosene spezzata l\u2019asta, rimaneva purtroppo leggermente ferita la signora Montalbano, consorte del nostro collega ed amico, nonch\u00e9 mia compaesana e forse lontana congiunta. Lo spiacevole incidente si concludeva poco dopo alla Presidenza della Regione; n\u00e9 argomento di intervento ebbero perci\u00f2 gli agenti di pubblica sicurezza inviati frattanto sul posto. Da quanto ho riferito sembra dunque emergere che nessuna specifica responsabilit\u00e0 possa essere contestata agli agenti dell\u2019ordine e che quindi nessun provvedimento dovesse essere preso nei loro confronti.<\/p><p>PRESIDENTE. La onorevole Merlin Angelina ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatta.<\/p><p>MERLIN ANGELINA. Io debbo prendere atto delle dichiarazioni del Sottosegretario, ma non posso dichiararmi sodisfatta della sua risposta, perch\u00e9 i fatti, o meglio il fatto da lui narrato \u00e8 veramente minimizzato. Mi permetta quindi di ripeterlo cos\u00ec come mi \u00e8 stato riferito da testimoni oculari.<\/p><p>Le donne di Palermo, o meglio quelle povere donne che tutti i giorni si trovano di fronte al dramma di dover preparare qualcosa per i loro figli e per le loro famiglie, volevano promuovere una manifestazione contro il caro-vita e volevano essere accompagnate dalle donne dell\u2019U.D.I. davanti ai responsabili e ai dirigenti dell\u2019attuale governo regionale. Ma l\u2019U.D.I., il partito socialista, il partito comunista e la stessa Camera del Lavoro non avevano ancora aderito alla loro richiesta, che era quella di condurre la manifestazione con le dovute formalit\u00e0.<\/p><p>La mattina dell\u201911 luglio la manifestazione invece sorse spontanea. Fu precisamente nel rione nominato dall\u2019onorevole Sottosegretario, in via Gaetano Daita, che un gruppo di donne manifest\u00f2 portando un cartello dove non c\u2019era neppure la scritta: \u00abAbbasso De Gasperi\u00bb; c\u2019era scritto soltanto: \u00abAbbasso la fame\u00bb. Quindi era evidente lo scopo della manifestazione. Dice l\u2019onorevole Marazza che la manifestazione non era autorizzata. Se la manifestazione era spontanea, se la manifestazione aveva avuto come pungolo precisamente la fame, non c\u2019era tempo di andare a domandare il permesso all\u2019autorit\u00e0. Intervenne tuttavia la polizia e caric\u00f2 le donne, picchiandole. La stessa dimostrazione si ebbe anche in altri rioni della citt\u00e0 e tutte queste donne furono respinte. Tuttavia un centinaio di persone, donne e fanciulle, si portarono in piazza Bologna, dove c\u2019\u00e8 la sede dell\u2019U.D.I.: nella sede si trovava la signora Montalbano ed anche la deputatessa Giovanna Mare e la signora Grasso. Sono scese nella piazza per poter condurre le donne presso la sede del Governo regionale.<\/p><p>\u00c8 intervenuta la polizia e l\u2019oggetto, diciamo cos\u00ec, che si contendevano i poliziotti e le donne era un cartello dove era scritto:<\/p><p>\u00abVogliamo la tessera differenziata\u00bb. Di fronte all\u2019intervento della polizia, la signora Montalbano disse: \u00abVedete, \u00e8 una dimostrazione pacifica.\u00bb Ma gli agenti di polizia non si persuasero ed incominciarono a caricare la signora Montalbano, che io non conosco, ma che deve essere una signora molto ingenua, perch\u00e9 credette che qualificandosi come la moglie di un deputato alla Costituente avrebbe avuto diritto, non dico al rispetto, ma insomma ad un certo riguardo. E qui mi scuso con tutti i colleghi se devo ripetere una frase, poco parlamentare, del Commissario di polizia. Il Commissario Frascoldi disse: \u00abIo me ne fotto di suo marito ed anche di lei. Lei non \u00e8 una gentildonna\u00bb. E non fu col pezzo di legno del cartello, ma col calcio del moschetto che la signora Montalbano fu colpita alla schiena e fu ferita alla mano, di una ferita che il medico disse guaribile in otto giorni. La deputatessa Mare fu gettata a terra. Tutte le altre donne furono colpite.<\/p><p>Fu interrogato il commissario Frascoldi, il quale cos\u00ec disse: \u00abQuesti sono gli ordini\u00bb. Ebbene, davanti al questore e davanti al capo della polizia il commissario non neg\u00f2 n\u00e9 la frase che ho detto prima e neppure l\u2019altra frase: \u00abHo ricevuto degli ordini\u00bb.<\/p><p>Io so che \u00e8 stata presentata un\u2019interrogazione anche al Governo regionale e che a questa interrogazione non \u00e8 stato ancora risposto. Io e le altre colleghe della Costituente abbiamo presentato immediatamente, appena conosciuti i fatti, l\u2019interrogazione. La risposta \u00e8 venuta molto tardi e mi consta anche che nessun provvedimento \u00e8 stato preso contro chi ha colpito queste donne.<\/p><p>Ho fatto una interrogazione non spinta da spirito regionalistico, ma mossa solo da uno spirito di umanit\u00e0, di comprensione verso queste donne che hanno sentito tutta la tragedia della guerra e che vivono oggi il dramma del dopoguerra. Io mi domando: perch\u00e9 non \u00e8 stato punito il commissario? Forse perch\u00e9 effettivamente egli aveva ricevuto degli ordini? Questi ordini consistono forse nel ripristinare la legalit\u00e0 salvando la forma dell\u2019ordine e lasciando sussistere le cause del disordine? La causa del disordine in Sicilia, se volete chiamare disordine la protesta di donne che hanno fame e che devono dar da mangiare ai loro bambini, \u00e8 nella miseria della Sicilia. Io, onorevoli colleghi, come molti di voi, sono stata in Sicilia per le elezioni dell\u2019Assemblea siciliana. Conosco la Sicilia. \u00c8 stata la visione della miseria, fin dai primi anni, che mi ha portato a militare nelle file di quel partito a cui mi onoro di appartenere da trent\u2019anni quasi. Ma questa miseria, che mi aveva spinta verso il Partito socialista come il solo che ritenevo potesse guarire questo male dell\u2019umanit\u00e0, non l\u2019ho mai vista nelle forme in cui l\u2019ho potuta vedere in Sicilia. \u00c8 qualcosa di inimmaginabile quello che si vede nella Sicilia, perch\u00e9 non mi sono accontentata di andare a parlare di socialismo e di elezioni, ma sono andata nei quartieri pi\u00f9 poveri, nelle piccole citt\u00e0, nei paesi, e sono rimasta stupita, sono rimasta commossa.<\/p><p>Ho sentito, onorevoli colleghi, che noi abbiamo fatto una cattiva azione ad andare a promettere tante cose durante le elezioni, e dopo molti mesi nessuno di noi ha fatto ancora niente per la Sicilia. Noi qui, in questa Assemblea, parliamo di tante cose, arzigogoliamo intorno agli articoli della Costituzione, parliamo tante volte di personalit\u00e0 umana, parliamo del problema della libert\u00e0, parliamo di tanti problemi spirituali, ma in realt\u00e0 non abbiamo fatto ancora nulla per risolvere il problema materiale della vita, che consiste nel dare pane ai bambini, che consiste nel sorreggere la famiglia, che consiste nel dare all\u2019uomo il minimo di pane, altrimenti il fatto della personalit\u00e0 umana, della libert\u00e0, della Costituente in Italia, si riducono ad una beffa fatta al popolo italiano. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione della onorevole Merlin Angelina, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper sapere in base a quali disposizioni, per quali ragioni e per quale scopo si siano recentemente fatte indagini di indole politica sul conto della interrogante al proprio domicilio, in via Catalani 63, Milano, da un carabiniere e da un agente di polizia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Queste azioni dei carabinieri sono volte ad una particolare assistenza alle personalit\u00e0 residenti nelle rispettive circoscrizioni.<\/p><p>TONELLO. Come i fascisti, che mandavano i delegati di pubblica sicurezza. Roba dell\u2019altro mondo!<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Fu per questo motivo che il maresciallo comandante la stazione della citt\u00e0 degli studi di Milano ha creduto di volersi assicurare della effettiva residenza della onorevole interrogante.<\/p><p>Ora, \u00e8 avvenuto che recatosi per questo a casa dell\u2019onorevole Merlin, alla quale intendeva presentarsi per chiederle direttamente le notizie desiderate e soprattutto per mettersi a sua disposizione, non la trovasse. Egli si intratteneva perci\u00f2 con la guardiana dello stabile in una conversazione intenzionalmente breve, alla quale, secondo peraltro le tradizioni, la portinaia, ammiratrice come \u00e8 della sua illustre inquilina, dava proporzioni inattese in quanto la stessa si diffondeva a illustrarne le benemerenze, suscitando l\u2019interesse del militare che, saputo fra l\u2019altro trattarsi di una valorosa partigiana e vantando egli stesso delle benemerenze abbastanza notevoli in tema di resistenza, tanto da essere stato proposto per la nomina ad ufficiale per merito di guerra, fu preso dall\u2019argomento e si intrattenne, ripeto, in conversazione forse pi\u00f9 di quanto non dovesse. Comunque la seriet\u00e0 e la capacit\u00e0 del maresciallo in questione affidano del suo operato, indubbiamente non da altro ispirato che da considerazioni di carattere patriottico e sentimentale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mi \u00e8 comunque gradita l\u2019occasione per attestare all\u2019onorevole Merlin che, lungi dal diffidare di lei, il Governo ne segue l\u2019azione con simpatia per la nobilt\u00e0 degli intenti e per lo scrupolo rigoroso dei metodi. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Merlin Angelina ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatta.<\/p><p>MERLIN ANGELINA. Io sono in parte sodisfatta ed in parte non lo sono, perch\u00e9 la risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario riguarda la visita del maresciallo dei carabinieri, ma non riguarda la visita della polizia.<\/p><p>Ho fatto questa domanda, non perch\u00e9 io mi preoccupi personalmente della polizia: ci sono abituata da tanti anni ed ho avuto per molti mesi la visita della polizia, dei carabinieri e dei fascisti.<\/p><p>La mia brava portinaia \u00e8 stata una donna che ha lavorato con me nei momenti particolarmente pericolosi; \u00e8 una di quelle brave portinaie di Milano a cui bisogna rendere omaggio per l\u2019opera prestata a tutti i combattenti per la libert\u00e0 durante il periodo dell\u2019occupazione nazi-fascista. La portinaia \u00e8 rimasta impressionata perch\u00e9 le domande degli agenti di polizia erano state fatte secondo un vecchio formulario che lei conosce molto bene: \u2013 Abita qui la signora tale? \u2013 S\u00ec, abita qui \u2013 Dove \u00e8 il libro degli inquilini? \u2013 Ecco il libro degli inquilini \u2013 Che cosa fa la signora? \u2013 La signora d\u00e0 lezioni private \u2013 Quali persone riceve la signora? \u2013 La portinaia risponde: io non le conosco. E questa volta si \u00e8 aggiunta un\u2019altra domanda, cio\u00e8: \u2013 la signora ha partecipato alla lotta di liberazione? S\u00ec, ha detto la portinaia. \u2013 Con chi ha lavorato? La portinaia ha risposto: io non conosco nessuno.<\/p><p>Bisogna che io dica all\u2019agente che faceva quella domanda, che io lavoravo con molti di quelli del mio partito che lavorano qui dentro e che onorano Montecitorio.<\/p><p>Tutto questo, dunque, mi ha impressionato perch\u00e9 so che analoghe visite sono state fatte ad altre persone; inoltre si parlava anche di ripristino degli schedari&#8230;<\/p><p>COSTANTINI. Una volta di pi\u00f9 schedata: \u00e8 un onore!<\/p><p>MERLIN ANGELINA. S\u00ec, \u00e8 un onore, per\u00f2 questo non torna ad onore di un Governo che esce da una Costituente che doveva essere il frutto fecondo di libert\u00e0, dopo una lotta che ci \u00e8 costata lacrime, sangue e tante vite. Non \u00e8 che si debba schedare noi, onorevole signor Sottosegretario di Stato: noi, se vogliamo lavorare per la libert\u00e0 e per il bene del nostro Paese, non dobbiamo essere sorvegliati. Perch\u00e9 noi sappiamo difendere bene la libert\u00e0, l\u2019abbiamo difesa anche nei tempi oscuri, quando qualcuno si vantava di essere passato sopra i cadaveri della libert\u00e0. A Milano ci sono troppe altre persone da sorvegliare, come quelle che insidiano la sicurezza della libert\u00e0 italiana, alla quale io ho dato sempre tutta la mia attivit\u00e0 seguendo cos\u00ec le tradizioni gloriose anche della mia famiglia. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Costantini, ai Ministri dell\u2019interno e della difesa, \u00abper conoscere quali provvedimenti intendono finalmente adottare in ordine al seguente fatto, gi\u00e0 dall\u2019interrogante portato alla diretta conoscenza dell\u2019onorevole Ministro della difesa fin dal 9 giugno 1947, senza ottenere a tutt\u2019oggi evasione. Il 20 maggio 1947, in Treviso, un capitano della Divisione \u00abFolgore\u00bb, al comando di un reparto di soldati armati di mitra, occupava, espellendone il proprietario, una casa sita in Treviso, via Canova, di propriet\u00e0 Pagnossin Giuseppe. Non vi erano stati, e del resto non potevano legittimamente essere emessi, provvedimenti di requisizione dell\u2019immobile, e, tra gli altri, lo stesso sindaco di Treviso, onorevole Antonio Ferrarese, aveva preavvertito l\u2019ufficiale in oggetto della illegittimit\u00e0 della preannunciata azione violenta. Nella casa in tal modo avuta libera si install\u00f2 il Comando della Divisione \u00abFolgore\u00bb, che tuttora (9 settembre 1947) la occupa e la usa direttamente concorrendo nella persistente violazione del diritto e delle numerose disposizioni di legge, le quali assicurano l\u2019inviolabilit\u00e0 del domicilio privato (articolo 8<em>-bis<\/em> della nuova Costituzione!) ed imporrebbero alle autorit\u00e0 costituite della Repubblica italiana di intervenire in difesa del diritto e della legge, tra l\u2019altro imponendo a chicchessia il ripristino immediato della situazione giuridica preesistente all\u2019infrazione oltre la punizione a termini di legge dell\u2019autore di essa. Per il fatto suddetto \u00e8 in corso azione penale, presso il Tribunale militare di Padova\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la difesa ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Con la ratifica del Trattato di pace e col conseguente esodo delle truppe alleate, le responsabilit\u00e0 militari della frontiera orientale sono state trasferite, com\u2019\u00e8 noto, all\u2019esercito italiano; di conseguenza sono affluite nel Veneto alcune grandi unit\u00e0 dell\u2019esercito italiano che, necessariamente, devono alloggiare e vivere nella zona, austeramente ma decorosamente.<\/p><p>In seguito ad intesa con la Presidenza del Consiglio, non essendo previsto che le Forze armate italiane procedessero a nuove requisizioni, \u00e8 stato concordato di farle subentrare, nei limiti delle strette necessit\u00e0, alle requisizioni gi\u00e0 operate dalle truppe alleate. L\u2019Autorit\u00e0 militare \u00e8 quindi subentrata a quelle alleate nell\u2019occupazione di alcuni stabili, man mano che essi sono stati sgombrati da parte alleata.<\/p><p>Il giorno 20 maggio ultimo scorso verso le ore 14 il Capitano Emanuele, incaricato dell\u2019alloggiamento per Treviso dal Comando della Divisione \u00abFolgore\u00bb, avendo avuto notizia che gli alleati avevano lasciato da poco il palazzo Pagnossin in Borgo Cavour 21, si recava sul posto e subentrava agli alleati nell\u2019occupazione del palazzo, insieme ad alcuni militari destinati alla custodia legale del medesimo.<\/p><p>Mentre era sulla porta, egli veniva raggiunto dal Maggiore Comandante dei carabinieri, dal proprietario del palazzo, Pagnossin figlio, e dall\u2019avvocato di quest\u2019ultimo, Reggiani, i quali, con vivaci argomentazioni, cercavano di far desistere l\u2019ufficiale dall\u2019occupazione dell\u2019immobile. Il Capitano Emanuele, resosi conto che le persone di cui sopra ritenevano erroneamente che l\u2019occupazione del palazzo venisse attuata in esito ad un decreto del Commissariato degli alloggi, emesso in precedenza, in favore di famiglie di ufficiali e sottufficiali dell\u2019esercito, chiar\u00ec immediatamente e ripetutamente che egli si sostituiva agli alleati in aderenza a direttive superiori, secondo le quali il palazzo stesso sarebbe stato destinato a sede del Comando della Divisione \u00abFolgore\u00bb, del quale egli era rappresentante. Escludeva che l\u2019occupazione venisse effettuata in esito ad un decreto di requisizione del Commissariato degli alloggi, in quanto trattavasi di impianto di un Comando militare e non di alloggio per famiglie.<\/p><p>Non si ravvisa pertanto nell\u2019operato del Capitano Emanuele irregolarit\u00e0, n\u00e9 prepotenza, al punto da giungere a quei provvedimenti che sono invocati dall\u2019onorevole interrogante.<\/p><p>Il Ministero della difesa soggiunge che nel Veneto l\u2019esercito ha applicato l\u2019autorizzazione della Presidenza del Consiglio a subentrare nelle requisizioni degli alleati con stretta parsimonia e piena comprensione, sicch\u00e9 in quella Regione, con la partenza degli alleati, la situazione degli alloggi ha ottenuto un sensibilissimo miglioramento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>COSTANTINI. \u00c8 sorprendente ed anche avvilente la risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario alla difesa. \u00c8 sorprendente ed avvilente perch\u00e9, da un posto di alta autorit\u00e0, io mi attendevo una risposta che fosse conforme al diritto e alla legge: ho trovato invece, e a malincuore, una risposta che come uomo politico mi avvilisce, come uomo di legge mi fa inorridire. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 esatto, onorevoli colleghi: senza esclamazioni di meraviglia. Se avrete la bont\u00e0 di seguirmi, ve ne dar\u00f2 la dimostrazione. Si \u00e8 affermato che un ufficiale dell\u2019esercito italiano avrebbe legalmente operato entrando in una casa, occupata da un privato cittadino \u2013 e ne dar\u00f2 la prova, prova che del resto ho gi\u00e0 fornita al Ministero della difesa \u2013 con la forza delle armi, per installare in quella casa, nel maggio del 1947, il comando della divisione \u00abFolgore\u00bb.<\/p><p>E si afferma che quella casa \u2013 e qui \u00e8 il falso \u2013 era ancora il 20 di maggio occupata dalle truppe alleate. Io ho la copia \u2013 naturalmente non autentica, perch\u00e9 non mi aspettavo un\u2019affermazione di questo genere \u2013 del decreto di requisizione del Commissariato alloggi di Treviso, il quale, requisendo la casa per conto di cinque ufficiali e delle loro famiglie, contiene questa precisa affermazione: \u00abderequisita da questi (gli Alleati) in data 18 maggio 1947\u00bb.<\/p><p>Il fatto che io lamento \u00e8 accaduto il 20 maggio 1947, cio\u00e8 due giorni dopo la derequisizione regolarmente operata dagli alleati nei riguardi del proprietario ed occupante l\u2019immobile. Ma, scusatemi, onorevoli colleghi: quali sono le norme che regolano la materia delle requisizioni? Io non so se, di fronte alla mia interrogazione, l\u2019onorevole Ministro della difesa si sia curato di esaminare quali poteri potessero avere questi signori ufficiali del comando della \u00abFolgore\u00bb in ordine alla occupazione di immobili. Ella infatti non ha detto, onorevole Sottosegretario, ed ho quindi il dovere di dirlo io, che le requisizioni per conto dell\u2019esercito sono \u2013 o meglio erano \u2013 regolate dal decreto regio del 18 agosto 1940, n. 1741, il cui articolo secondo disponeva che le requisizioni in parola erano eseguibili quando: <em>a<\/em>) \u00e8 ordinata l\u2019applicazione della legge di guerra; <em>b<\/em>) in caso di mobilitazione; <em>c<\/em>) in ogni altro caso, con determinazione del duce: non dice nemmeno della presidenza del Consiglio, ma solo del duce.<\/p><p>Questo decreto, onorevoli colleghi, cessata la mobilitazione, cessato lo stato di guerra, morto il duce, era decaduto e \u2013 viva Iddio! \u2013 l\u2019onorevole Sottosegretario non sa che vi \u00e8 anche un decreto del Capo provvisorio dello Stato, il quale porta la data del 16 aprile 1947, ed ha il numero 264, che stabilisce che le requisizioni disposte in applicazione delle norme approvate con il regio decreto 18 agosto 1940, n. 1741 \u2013 ossia quello che ho poc\u2019anzi citato io, giacch\u00e9 non ve ne sono altri, non ve ne erano altri di decreti legislativi che consentissero di portar via la casa al prossimo \u2013 cesseranno col 31 maggio 1947, ma sempre e solo per le requisizioni gi\u00e0 in corso ai termini della legge italiana, non gi\u00e0 quelle eseguite in conseguenza del diritto dell\u2019occupante, di cui si valevano gli alleati. Comunque, nel capoverso dell\u2019articolo 1 si parla di disposizioni che potr\u00e0 dare la Presidenza del Consiglio, ma in ordine alla proroga delle requisizioni esistenti in base alla legge del 1940, non per crearne delle nuove; e si stabilisce \u2013 io ho il dovere di ricordarglielo \u2013 che il termine massimo per il mantenimento di tali requisizioni era appunto il 31 agosto 1947. E noi oggi siamo al 20 ottobre 1947! E questo, anche volendo invocare l\u2019applicabilit\u00e0 di un decreto che non \u00e8, non pu\u00f2 essere, logicamente applicato nella fattispecie.<\/p><p>Il contenuto della risposta, ho detto, \u00e8 avvilente, perch\u00e9, onorevole Sottosegretario, il nostro Codice, e la stessa Costituzione stabiliscono che la casa di un cittadino \u00e8 sacra e inviolabile. E quando io, in Assemblea, ho proposto di fare un articolo unico relativo alla libert\u00e0 della persona umana e alla libert\u00e0 del domicilio, la maggioranza dei colleghi non lo ha voluto, perch\u00e9 bisognava dedicare al domicilio privato \u2013 ed era giusto \u2013 un articolo speciale, perch\u00e9 il domicilio \u00e8 veramente sacro quanto \u00e8 sacra la persona.<\/p><p>Voi mi dite: le necessit\u00e0 della dislocazione delle truppe. Ma pretendete di infrangere la legge, perch\u00e9 dislocate un Comando? Non \u00e8 il fatto singolo, onorevole Sottosegretario, che interessa: \u00e8 la questione di principio. Io ho la pretesa, come cittadino, e oggi anche come deputato, che i rappresentanti dell\u2019ordine siano i primi ad essere rispettosi della legge e del diritto altrui; non i primi ad infrangerla; e poi, sentire da quei banchi che si legittima l\u2019infrazione alla legge! \u00c8 questo un fatto che costituisce reato ad opera di un Comando dell\u2019esercito italiano.<\/p><p>Quando il 9 giugno mi sono rivolto al Ministro della difesa e gli ho esposto questo caso, gli ho detto: \u00abMinistro, l\u2019esercito della Repubblica \u00e8 di tutti; non \u00e8 una questione politica. L\u2019esercito non \u00e8 democristiano o socialista; l\u2019esercito \u00e8 italiano, \u00e8 repubblicano. Voi difenderete il prestigio dell\u2019esercito pretendendo proprio dall\u2019esercito il rispetto della legge, che non pu\u00f2 essere violata con disposizioni o circolari della Presidenza del Consiglio, perch\u00e9 la Presidenza del Consiglio non ha facolt\u00e0 di violare la legge e la Costituzione in uno ai princip\u00e4 fondamentali del vivere civile del nostro Paese\u00bb.<\/p><p>Onorevole Sottosegretario, questo \u00e8 essenziale che sia ben chiaro. La democrazia non la si rispetta a parole soltanto; la libert\u00e0 non \u00e8 un feticcio che si adora quando siamo qua dentro: \u00e8 con le opere che si insegna al popolo che la democrazia \u00e8 qualche cosa di serio, che la libert\u00e0 \u00e8 qualche cosa di sacro; \u00e8 con le opere, e soprattutto con le opere vostre, signori del Governo, con le opere nostre, colleghi nel Parlamento. Ma \u00e8 anche con le opere dei signori che portano una divisa, degli ufficiali dell\u2019esercito; \u00e8 anche con le opere di questi signori che si rispetta la democrazia e la libert\u00e0. E per rispettare la democrazia e la libert\u00e0, onorevole Sottosegretario, non vi \u00e8 che un modo: quello di far rispettare prima di tutto la legge; e non dire che chi ha violato la legge ha fatto bene a violarla, perch\u00e9 v\u2019era uno stato di necessit\u00e0. Non vi erano stati di necessit\u00e0, e sarebbe falso affermarlo. Perch\u00e9 nel settembre scorso \u2013 e voi lo sapete, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che lo ignoriate, soprattutto in conseguenza della mia interrogazione \u2013 nel settembre scorso, non volendo io presentare questa interrogazione per le ragioni che non volevo ma ho dovuto dire ad alta voce oggi, mi sono rivolto al sindaco della citt\u00e0, il deputato democristiano Ferrarese \u2013 che oggi sfortunatamente \u00e8 assente \u2013 e gli ho detto: \u00abSenti, risolviamo la questione\u00bb. \u00abHai tutte le ragioni \u2013 egli mi rispose \u2013 ma abbi pazienza. Ho fatto un telegramma a Cingolani, ho messo a disposizione della \u00abFolgore\u00bb la villa Margherita, a due chilometri dalla citt\u00e0, una delle migliori ville che esistano nei dintorni e che era stata anch\u2019essa occupata dagli Alleati e poi rilasciata\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, credete voi che i signori del comando della Folgore si siano mossi in conseguenza di questa villa messa a loro disposizione? Mai pi\u00f9! E allora l\u2019onorevole Ferrarese ha fatto un telegramma diretto e personale, ma inutilmente, all\u2019onorevole Cingolani Ministro della difesa.<\/p><p>Conclusione: l\u2019interrogazione \u00e8 stata fatta con urgenza, mi pare, il 15 settembre; ho avuto risposta oggi 20 ottobre; il Comando della Folgore non si \u00e8 trasferito nella villa che era stata posta a sua disposizione dal Sindaco di Treviso; il Ministro, che aveva il dovere di intervenire, non \u00e8 intervenuto; a situazione antigiuridica che ho denunciata \u2013 e che non pu\u00f2 essere sanata n\u00e9 dalla alterazione della data n\u00e9 dalla ipotetica disposizione del Presidente del Consiglio, perch\u00e9 il Presidente del Consiglio non ha facolt\u00e0 di autorizzare occupazioni a mano armata da parte dei militari \u2013 continua! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Vorrei precisare all\u2019onorevole interrogante la questione di Villa Margherita, che \u00e8 perfettamente nota al Ministero.<\/p><p>Due sono le esigenze locali: esigenza dell\u2019esercito ed esigenza dell\u2019aeronautica. Due sono i locali: Villa Pagnossin e Villa Margherita. Il problema non pu\u00f2 essere risolto nei termini desiderati dall\u2019onorevole interrogante&#8230;<\/p><p>COSTANTINI. Ma se non viene risolto, manterrete in permanenza una situazione di reato?<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Quanto agli appunti mossi dall\u2019onorevole interrogante all\u2019autorit\u00e0 militare, posso rispondere che le autorit\u00e0 militari si sono attenute a precise disposizioni dell\u2019autorit\u00e0 superiore, come l\u2019ufficiale si \u00e8 attenuto a precise disposizioni dei suoi superiori diretti. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. Io ho rivolto la domanda anche al Ministro dell\u2019interno. Ci troviamo di fronte ad una situazione aggravata a tal punto che non si sa a chi dobbiamo rivolgerci. Il fatto \u00e8 chiaro: hanno occupato questa casa contrariamente alla volont\u00e0 di chi ne aveva diritto e che l\u2019aveva avuta restituita dagli alleati, e gli attuali occupanti con la forza delle armi sono dentro e si mantengono dentro. L\u2019autorit\u00e0 giudiziaria non c\u2019entra, la autorit\u00e0 militare non c\u2019entra! Cosa si deve fare? Io chiedo a voi, signori del Governo! Non esiste una legge che consenta la requisizione, ma si persiste in questa situazione! Fate una legge allora, fate una legge e stabilite che, quando occorra, si pu\u00f2 requisire. Una volta si agiva per volont\u00e0 del duce, oggi lo si far\u00e0 per volont\u00e0 del Presidente del Consiglio!<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Cevolotto, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere se, di fronte alla unanime insurrezione del popolo di Padova, manifestata attraverso i voti del Consiglio comunale, della Deputazione provinciale, degli insegnanti medi, dell\u2019A.N.P.I., di tutti i partiti politici, intenda recedere dal provvedimento col quale ha sostituito nell\u2019ufficio di provveditore agli studi di Padova il professore Zamboni Adolfo, mai iscritto al partito fascista, eroico cospiratore, partigiano, con l\u2019ex squadrista Biagini Paolo, fascista e repubblichino\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Caso, al Ministro di grazia e giustizia, \u00abper conoscere se non intenda attuare il ripristino delle preture soppresse dal passato regime in provincia di Caserta e aggregare al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere i mandamenti di Capriati al Volturno e Roccamonfina, cos\u00ec da far coincidere la circoscrizione giudiziaria con quella amministrativa provinciale\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non creda opportuno favorire ed incoraggiare l\u2019allevamento del baco da seta e l\u2019allevamento delle api, per incrementare la produzione e la ricchezza nazionale\u00bb.<\/p><p>Questa interrogazione \u00e8 rinviata perch\u00e9 il Ministro dell\u2019agricoltura \u00e8 assente da Roma per ragioni d\u2019ufficio.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Sansone e Caso, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere per quali valide ragioni non debba effettuarsi la domenica il servizio dell\u2019autolinea Napoli-Piedimonte d\u2019Alife; il che costringe la popolazione di quella zona a servirsi di autolinee private che effettuano il servizio in concorrenza con la linea sovvenzionata\u00bb.<\/p><p>Anche questa interrogazione \u00e8 rinviata perch\u00e9 il Ministro dei trasporti \u00e8 assente da Roma per ragioni d\u2019ufficio.<\/p><p>Seguono le interrogazioni dell\u2019onorevole Cimenti:<\/p><p>al Ministro del tesoro, \u00abper sapere: 1\u00b0) perch\u00e9 nel luglio scorso ha disposto il collocamento a riposo di pochi funzionari di gruppo <em>A<\/em>, di grado elevato, nati nel primo semestre dell\u2019anno 1881, i quali soltanto da poco hanno raggiunto i limiti di legge; mentre funzionari molto pi\u00f9 anziani, anche ultrasettantenni, continuano il loro lodevole servizio presso tutte le Amministrazioni statali, compresa quella delle finanze, cui il Tesoro fino a poco tempo fa \u00e8 stato unito; 2\u00b0) perch\u00e9 sono stati esclusi da siffatta grave misura, che mette i colpiti in pietosissime condizioni economiche, date le attuali gravi contingenze della vita, i funzionari della Ragioneria generale dello Stato e degli Uffici provinciali del Tesoro, tutti dipendenti dalla stessa Amministrazione; il che giustificherebbe il sospetto di un provvedimento non obiettivo, ma inteso solamente a favorire interessi particolari; 3\u00b0) perch\u00e9 non ha ritenuto di uniformarsi alla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 49941\/43320\/1 del 23 ottobre 1945, tuttora in vigore, la quale faceva obbligo alle Amministrazioni di procedere gradualmente ai collocamenti a riposo, solo dopo che, espletati i concorsi, fosse stato possibile di procedere alle conseguenti nomine in relazione ai posti vacanti. L\u2019interrogante fa osservare che nei riguardi della carriera amministrativa del Tesoro risulta che sono scoperti oltre 160 posti, mentre l\u2019Amministrazione di recente ha bandito un concorso per coprire soltanto una parte di essi; e la definizione di tale concorso \u00e8 da ritenersi non prossima\u00bb;<\/p><p>al Ministro della difesa, \u00abper conoscere: l1\u00b0) quali provvedimenti siano stati adottati a seguito di quanto il Ministero del tesoro disponeva, con suo telegramma 6 giugno 1947, n. 1718 \u2013 diretto al Ministero della difesa (Esercito) \u2013 per il rapido e meno oneroso completamento della bonifica dei campi minati, e ci\u00f2 conforme anche a quanto a suo tempo suggerito dagli organi tecnici competenti dell\u2019Ispettorato bonifica campi minati (B.C.M.); 2\u00b0) se non sia il caso, quindi, di accogliere le richieste del Ministero del tesoro, dirette a fare eseguire tutti i lavori di bonifica campi minati, attraverso il sistema degli appalti, adottando il criterio della formazione di piccoli lotti (5 o 6 milioni), da affidarsi a cooperative che assumano la totalit\u00e0 degli operai sminatori e diano garanzia di risolvere rapidamente questo delicato, quanto urgente problema; 3\u00b0) perch\u00e9, dopo la precisazione data alla stampa dal generale ispettore del B.C.M., riguardo alle irregolarit\u00e0 della zona di Genova (caso Ricci), che escludono in modo assoluto qualsiasi corresponsabilit\u00e0 da parte delle cooperative, non sia stata sentita la necessit\u00e0 di smentire le affermazioni contenute in una lettera diretta alla stampa dal segretario del Sindacato nazionale sminatori, dipendente dall\u2019Ispettorato B.C.M., con la quale si ledeva, senza giustificato motivo, il buon nome della cooperazione e si affermava che i lavori di sminamento sarebbero stati proseguiti dal gruppo di sminatori alle dirette dipendenze dell\u2019ispettorato B.C.M., con l\u2019esclusione, quindi, delle cooperative\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunciato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Morini e Cairo, all\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica e al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere con quali mezzi s\u2019intende provvedere al ricovero nei sanatori di mezza ed alta montagna \u2013 attraverso l\u2019Istituto nazionale di previdenza sociale \u2013 delle migliaia e migliaia di tubercolotici poveri che attendono da mesi e mesi il trasferimento; e per conoscere se non si ritiene urgente ed improrogabile l\u2019assegnazione all\u2019Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica di altri due miliardi necessari per la costruzione di nuovi sanatori, oltre quelli gi\u00e0 assegnati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Rispondo a nome dell\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica. All\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Morini non pu\u00f2, purtroppo, essere data risposta conclusiva, in quanto le richieste per determinare il capitolo di bilancio per le spese occorrenti a fronteggiare la tubercolosi, fatte in parte sul fondo lire della U.N.R.R.A. e in parte sul bilancio del Tesoro, sono ancora allo stato di discussione. Soltanto una parte dei fondi stabiliti \u00e8 stata messa in concreto a disposizione dell\u2019Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica.<\/p><p>Posso, comunque, assicurare l\u2019onorevole Morini che tutto il problema dell\u2019assistenza ai tubercolotici \u00e8 in una fase di discussione avanzata, e che si sta per giungere a conclusioni sia per il lato particolare trattato dall\u2019onorevole Morini in questa interrogazione, sia per gli altri aspetti della questione.<\/p><p>E penso che prima del prossimo novembre, in occasione del Congresso che avr\u00e0 luogo a Milano per celebrare Forlanini e dove verr\u00e0 discusso il piano di organizzazione per la lotta contro la tubercolosi, gli studi in corso saranno gi\u00e0 completati, in modo che si sappia in concreto quello che dovr\u00e0 fare lo Stato e su quali fondi si potr\u00e0 contare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Morini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORINI. Non posso dichiararmi sodisfatto n\u00e9 per il contenuto della risposta, n\u00e9 per l\u2019autorit\u00e0 governativa da cui mi \u00e8 stata data.<\/p><p>La mia interrogazione era rivolta anche e soprattutto al Ministro del tesoro, perch\u00e9 so bene che senza i fondi del Ministero del tesoro l\u2019Alto Commissariato non pu\u00f2 risolvere il problema, che \u00e8 duplice: di immediatezza e di soluzione integrale.<\/p><p>Il problema immediato \u00e8 quello che si riferisce alla necessit\u00e0 di ricoverare i 4 o 5 mila ammalati che attendono da mesi di essere curati, e per i quali tutte le pratiche sono gi\u00e0 pronte presso l\u2019Istituto nazionale della previdenza sociale. Si tratta fra l\u2019altro di 1300 assegnazioni e di 1500 trasferimenti: vi sono inoltre alcune migliaia di malati che devono essere ricoverati direttamente dagli enti provinciali.<\/p><p>Per la soluzione del problema del ricovero non v\u2019\u00e8 che un rimedio: attrezzare convenientemente il sanatorio di Sondalo in provincia di Sondrio, per il quale si \u00e8 gi\u00e0 preso il provvedimento di metterlo a disposizione dell\u2019Alto Commissariato dell\u2019igiene e della sanit\u00e0. Con tutta probabilit\u00e0 se il Sanatorio fosse stato lasciato all\u2019Istituto della previdenza sociale, si sarebbe potuti arrivare a ricoverare 5 mila malati, giungendo, con i turni, a 8 mila malati all\u2019anno.<\/p><p>La soluzione \u00e8 urgente, di una urgenza assoluta. N\u00e9 d\u2019altra parte occorrono miliardi, bastano poche decine di milioni. Il Tesoro deve risolvere questo problema. Si tratta di ricoverare queste migliaia di malati che sono il relitto della miseria, il relitto della guerra, il relitto dell\u2019ingiustizia sociale.<\/p><p>L\u2019altro problema \u00e8 quello della soluzione integrale.<\/p><p>Occorrono almeno altri due miliardi, giacch\u00e9 il Tesoro ha messo a disposizione due miliardi per i sanatori, e i due miliardi sono stati ormai coperti dai progetti nelle varie parti d\u2019Italia, ed oggi sono arrivati nuovi progetti per un ammontare di 500 o 600 milioni. Anche per questi bisogner\u00e0 provvedere. Io capisco che qui ci si trova di fronte a maggiori difficolt\u00e0; ma per le poche diecine di milioni di Sondalo assolutamente non \u00e8 pi\u00f9 possibile attendere, e il Governo deve subito provvedere all\u2019attrezzatura di questo sanatorio<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI. <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Ministero del tesoro ha gi\u00e0 stanziato quattro miliardi e mezzo, fra i due miliardi diretti e i due miliardi e mezzo del fondo lire U.N.R.R.A. Le altre richieste sono allo stato di discussione. Per quanto riguarda l\u2019attrezzatura di Sondalo e l\u2019eventuale ritorno di quel sanatorio all\u2019Istituto della previdenza sociale, trattasi di problema non specificamente accennato nell\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Morini; lo sottoporr\u00f2 agli organi competenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Salvatore, al Ministro della difesa, \u00abper conoscere se non ritiene doveroso ed urgente assicurare alla citt\u00e0 di Messina il mantenimento dell\u2019arsenale, anche nello studio alacre della possibilit\u00e0 di maggiore e redditizio sviluppo produttivo; tenuto conto che detto arsenale assorbe ben tremila capifamiglia tra operai, in gran parte specializzati, ed impiegati in una citt\u00e0 dove la disoccupazione \u00e8 grave e persistente, essenzialmente in conseguenza della guerra, che cos\u00ec ingenti danni ha causato, danni che purtroppo permangono\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la difesa ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CHATRIAN. <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> A seguito della situazione creatasi col trattato di pace, e per le necessit\u00e0 assoluta di ridurre le spese dell\u2019amministrazione della Marina militare, lo Stato Maggiore della Marina \u00e8 stato costretto a contrarre tutti i servizi periferici sopprimendo quelli non strettamente indispensabili alla nuova organizzazione. Ogni allarme relativo al trasferimento della base navale da Messina ad Augusta \u00e8 per\u00f2 prematuro, essendo tuttora in corso studi, presso gli organi competenti, allo scopo di definire questa organizzazione che riveste particolare e delicata importanza ai fini della difesa del Paese.<\/p><p>Comunque, assicuro l\u2019onorevole interrogante che, qualunque sia la decisione finale, essa sar\u00e0 attuata solo dopo accurato esame e tenendosi anche nel dovuto conto la situazione degli arsenalotti e della citt\u00e0 di Messina.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SALVATORE. Prendo atto con soddisfazione delle assicurazioni date, certo che al Ministero della difesa si \u00e8 consapevoli delle condizioni eccezionali e dolorosissime in cui versa la citt\u00e0 di Messina, soprattutto, e direi quasi esclusivamente, a causa della guerra.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Arata, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper sapere se non ritenga opportuno che, a differenza della condotta negativa tenuta su questo punto dal Governo negli anni decorsi, siano disposti sin d\u2019ora, e comunque prima della semina, opportuni piani e provvidenze diretti ad ottenere il massimo incremento della prossima campagna granaria, evitandosi cos\u00ec che, nella completa oscurit\u00e0 circa gli orientamenti e i disegni del Governo, essa abbia ancora a svolgersi con criteri e piani di vera convenienza aziendale e personale, sovente contrastanti col superiore interesse e le esigenze della collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019interrogazione \u00e8 rinviata ad altra seduta data l\u2019assenza, per ragioni d\u2019ufficio, del Ministro interrogato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Sartor, Carbonari e Carignani, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere se sia informato sulle accuse specifiche e documentate presentate contro la Societ\u00e0 concessionaria del Casin\u00f2 municipale di Venezia e consistenti in gravi irregolarit\u00e0 di gestione a danno della Amministrazione comunale di Venezia; se intenda intervenire con i provvedimenti di propria competenza, di fronte all\u2019opinione pubblica edotta attraverso la stampa del grave pregiudizio a danno del comune, contro l\u2019attuale Amministrazione comunale di Venezia, la quale continua a conservare la fiducia e la gestione del Casin\u00f2 ad una Societ\u00e0, che, oltre a danneggiare gli interessi dell\u2019Amministrazione comunale, ha danneggiato anche quelli dello Stato, essendo il bilancio del comune integrato dal contributo statale: se non ritenga necessaria un\u2019azione sollecita onde convincere l\u2019opinione pubblica che il Governo, intendendo seriamente moralizzare la vita pubblica, ha volont\u00e0 e forza per severamente colpire chiunque, specie se pubblica autorit\u00e0, che non abbia rigorosa cura del denaro pubblico: se ritenga necessario rivedere la legislazione in materia di gestione di case da giuoco, onde garantire un pi\u00f9 severo necessario controllo che eviti facili imbrogli a danno della pubblica finanza; se, infine, non sia maturo il momento di fronte a questi ed altri fatti per aderire alla richiesta di tanta parte della sana opinione pubblica per la definitiva chiusura delle case da giuoco autorizzate\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Le seguenti interrogazioni sono rinviate ad altra seduta data l\u2019assenza, per ragioni d\u2019ufficio, dei Ministri interrogati:<\/p><p>Colombo e Zotta, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper sapere se e quando intenda provvedere alla sistemazione degli acquedotti della Lucania ove, per la scarsa manutenzione e per la inadeguatezza degli impianti, intere popolazioni sono prive di acqua, con grave pregiudizio della salute e dell\u2019igiene\u00bb;<\/p><p>Vinciguerra, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere le ragioni per le quali Ariano Irpino (Avellino) non \u00e8 stata compresa nel provvedimento legislativo in corso presso l\u2019ufficio legislativo dei lavori pubblici relativo all\u2019acquedotto consorziale dell\u2019Alta Irpinia, mentre Ariano, comune di trentamila abitanti, difetta di acqua potabile, avendo una tubolatura inquinata da infiltrazioni e con scarsissimo rendimento, per cui nella citt\u00e0 il tifo \u00e8 quasi endemico. Per conoscere altres\u00ec se invece l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno e di giustizia disporre che Ariano derivi l\u2019alimentazione idrica dall\u2019acquedotto pugliese, non essendo valide e fondate le ragioni che l\u2019Ente obietta in contrario\u00bb;<\/p><p>Costa, Bettiol, Merlin Angelina, e Gui, ai Ministri dei lavori pubblici, della pubblica istruzione e del tesoro, \u00abper sapere se sia vero che, mentre \u00e8 gi\u00e0 stato promulgato e pubblicato un decreto legislativo del Capo dello Stato, che proroga il termine per l\u2019esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Ferrara, viceversa non si intenda provvedere, per analoga proroga del termine, scadente il 31 corrente, di esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Padova, e ci\u00f2 su invito, non prescritto, della Ragioneria generale dello Stato, mentre il Ministero dell\u2019istruzione ancora non ha dato il parere prescritto di competenza propria\u00bb;<\/p><p>Miccolis, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se risulta rispondente a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato pubblicato dal quotidiano <em>II Globo<\/em> del 18 luglio 1947, secondo cui granoturco avariato per uso zootecnico viene venduto all\u2019asta ad un prezzo pi\u00f9 che raddoppiato o quasi triplicato rispetto a quello di lire 1600-1900 corrisposto dagli ammassi agli agricoltori, i quali in genere sono nel tempo stesso allevatori ed acquirenti di mangimi. Se gli risulta che il fatto denunziato dalla stampa alla pubblica opinione si riferisce ad un caso eccezionale di speculazione, che a nessun privato sarebbe consentita, oppure ad un sistema instaurato dagli enti ammassatori, i quali per sottoprodotti, commisti a materiale estraneo di ogni natura fino al 90 per cento, richieggono prezzi di gran lunga superiori ai prodotti genuini. Se l\u2019onorevole Ministro ritiene simile commercio, monopolistico ed esoso, lecito e capace di favorire la produzione di carni, grassi, latticini con conseguente contrazione di prezzi\u00bb.<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle interrogazioni.<\/p><p>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 pervenuta alla Presidenza la seguente interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abAl Ministro degli affari esteri, per conoscere il suo avviso sulla richiesta dell\u2019Amministrazione comunale di Chioggia \u2013 citt\u00e0 di 50 mila abitanti \u2013 intesa a partecipare alle trattative in corso per la stipulazione dell\u2019accordo commerciale italo-jugoslavo.<\/p><p>\u00ab\u00c8 da ritenere che nella negoziazione del trattato il Ministero degli affari esteri italiano possa giovarsi, per quanto non difetti di tecnici n\u00e9 del materiale statistico necessario, dell\u2019offerta di rappresentanti dell\u2019Amministrazione comunale, non essendovi del resto ragione plausibile per respingerne l\u2019utile collaborazione, tenuto conto dell\u2019importanza che ha la pesca nell\u2019Adriatico, per Chioggia e per decine di Comuni minori della provincia di Venezia, cui \u00e8 legata \u2013 con gli interessi nazionali \u2013 la vita di quelle laboriose popolazioni.<\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Il Governo si riserva di far conoscere quando intenda rispondere.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenute alla Presidenza.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere il motivo pel quale alla provincia di Reggio Calabria, anzich\u00e9 il quantitativo spettante di grano, vengono inviati sfarinati e pasta alimentare (quest\u2019ultima spesso di qualit\u00e0 scadente o deteriorata), con l\u2019effetto di paralizzare l\u2019importante industria della molitura e pastificazione (proprio mentre si afferma e riconosce da ogni parte che nelle regioni meridionali \u00e8 giusto, necessario e doveroso favorire il massimo sviluppo delle industrie locali), e di aggravare il fenomeno della disoccupazione, col danno di un grande numero di esperti lavoratori che nella suddetta industria hanno collocamento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSardiello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) quando saranno iniziati i lavori per il famoso doppio binario Messina-Catania;<\/li><li><em>b<\/em>) quando le littorine attenderanno alla stazione Messina-Marittima i passeggeri che vengono dal Nord, evitando loro il gravoso trasporto di bagagli e una defaticante rincorsa, per prendere le littorine ferme alla stazione Messina-Centrale;<\/li><li><em>c<\/em>) quando sar\u00e0 ricollocata la tettoia della stazione centrale di Catania, tolta nel periodo bellico e non pi\u00f9 rimessa. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abSapienza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere i reali motivi che hanno indotto il Governo a procrastinare fino al 30 giugno 1948, e cio\u00e8 praticamente fino a dopo la convocazione dei comizi elettorali, l\u2019istituzione del \u00abconfino di polizia\u00bb, uno dei pi\u00f9 efficaci strumenti della dittatura fascista; provvedimento, codesto, che offende gli imprescrittibili diritti della libert\u00e0 riconquistata dal popolo italiano a prezzo di sofferenze e di sangue e lede il diritto dell\u2019Assemblea di definire quella parte della legge elettorale, sottoposta al suo esame, che riguarda la sospensione dal diritto elettorale (articolo 47 legge elettorale).<\/p><p>\u00abBencivenga\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse dei Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>L\u2019interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora il Ministro interessato non vi si opponga nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 18.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><ol><li>\u2013 Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Tega, per concorso nel reato di vilipendio della Magistratura. (Doc. I, n. 9).<\/li><li>\u2013 Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Bernamonti, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa. (Doc. I, n. 14).<\/li><li>\u2013 Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro De Giglio Angelo, per il reato di vilipendio delle istituzioni costituzionali. (Doc. I, n. 19).<\/li><li>\u2013 Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLXIV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 20 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedi: Presidente Disegno di legge (Presentazione): Gonella, Ministro della pubblica istruzione Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Presidente Andreotti, Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri Morini Costa Gonella, Ministro della pubblica istruzione Calosso Marazza, Sottosegretario di Stato per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2265,2542,2315,2295","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2245","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2245"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6519,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2245\/revisions\/6519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2245"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}