{"id":2232,"date":"2023-09-17T15:09:45","date_gmt":"2023-09-17T13:09:45","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2232"},"modified":"2023-10-21T16:41:10","modified_gmt":"2023-10-21T14:41:10","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-15-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2232","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 15 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2232\" class=\"elementor elementor-2232\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-88db938 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"88db938\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6df91a4\" data-id=\"6df91a4\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9118a0e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"9118a0e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471015_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f030f2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6f030f2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLIX.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 15 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>INDI<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozione della Camera dei deputati della Repubblica Argentina:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente .<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Targetti<\/p><p>Benvenuti<\/p><p>Tosato<\/p><p>Rodi<\/p><p>Gullo Fausto<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Nobile<\/p><p>Uberti<\/p><p>Mortati<\/p><p>Arcangeli<\/p><p>Persico<\/p><p>Colitto<\/p><p>Carpano Maglioli<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Preti<\/p><p>Perassi<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Bertone<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che, in relazione al mandato conferitomi, ho chiamato a far parte della Commissione speciale per l\u2019esame del disegno di legge sulla soppressione del Senato gli onorevoli Bonomi Ivanoe, Bozzi, Cifaldi, Clerici, Colitto, Costa, Giolitti, Gullo Fausto, Mortati, Nasi, Perassi, Rodin\u00f2 Ugo, Rossi Paolo, Tosato, Valiani.<\/p><p>La Commissione \u00e8 convocata per domani, gioved\u00ec, alle ore 15, nella sala della Commissione per i Trattati internazionali, per procedere alla propria costituzione e iniziare l\u2019esame del provvedimento.<\/p><p>Mozione della Camera dei deputati della Repubblica Argentina.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico, che, in seguito al messaggio da me rivolto a nome dell\u2019Assemblea Costituente, la Camera dei deputati della Repubblica Argentina ha votato all\u2019unanimit\u00e0 la seguente mozione, alla quale avevano aderito tutti i partiti:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati della Repubblica Argentina vedrebbe con soddisfazione la revisione delle clausole del Trattato col quale le Nazioni Unite hanno concluso la pace con la Repubblica Italiana e cos\u00ec pure che detta Repubblica sia ammessa quanto prima possibile nella Societ\u00e0 delle Nazioni unite\u00bb. (<em>Vivi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa risoluzione acquista il suo particolare significato per il fatto che essa \u00e8 stata votata all\u2019unanimit\u00e0 dalla Camera dei deputati della Repubblica Argentina, nella quale esiste tuttavia una forte opposizione contro il Governo ma che, nel caso specifico, ha fuso i suoi voti e le sue affermazioni con quelli delle altre forze rappresentate in quella Camera. Credo di interpretare il pensiero di tutti i colleghi esprimendo la nostra viva sodisfazione per l\u2019accoglimento che il nostro messaggio ha ricevuto da parte della Camera rappresentativa della Repubblica Argentina. (<em>Vivi generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: \u00abSeguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana\u00bb.<\/p><p>Stamane abbiamo approvato il primo comma dell\u2019articolo 69 nel testo del progetto. L\u2019Assemblea ha poi respinto l\u2019emendamento aggiuntivo presentato dagli onorevoli Grieco e Laconi.<\/p><p>Passiamo ora alla votazione del secondo comma, nel nuovo testo proposto dalla Commissione:<\/p><p>\u00abIl regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione del terzo comma, cos\u00ec come \u00e8 risultato nella elaborazione alla quale stamattina ha proceduto il Comitato di redazione, in base alle proposte di emendamento che ieri sono state svolte:<\/p><p>\u00abIl Regolamento pu\u00f2 altres\u00ec stabilire i casi e le forme in cui l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge siano deferiti a Commissioni anche permanenti, costituite in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi parlamentari. Sar\u00e0 sempre consentito al Governo o a un decimo dei membri della Camera o ad un quinto dei membri della Commissione di opporsi a tale procedimento o di richiedere che il voto finale sul disegno sia dato senza discussione dalla Camera. Il Regolamento determina le forme di pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo scusa. Non ho il testo, ma se ho ben compreso dalla lettura che lei ne ha data, onorevole Presidente, il progetto di legge potrebbe essere approvato da queste Commissioni, emanazione della Camera, a meno che non fossero di opposto parere un decimo dei membri dell\u2019Assemblea o un quinto dei membri della Commissione; dopo di che \u00e8 detto che in tal caso la legge potrebbe andare all\u2019approvazione dalla Camera senza discussione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei far osservare che vi sono due punti delicati: prima di tutto, il fatto nuovo delle Commissioni che possono deliberare, e questo, del resto, \u00e8 stato gi\u00e0 trattato; ma l\u2019altro punto \u00e8 questo: un certo numero di membri della Camera o della Commissione possono richiedere che l\u2019approvazione della legge vada alla Camera, invece di essere deliberata in sede di Commissione, nel qual caso \u2013 dice la disposizione statutaria proposta \u2013 si tratterebbe di approvazione senza discussione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> \u00c8 detto \u00abo\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Non \u00e8 chiaro. Il guaio \u00e8 che noi lavoriamo su un testo, che non abbiamo sott\u2019occhio, cio\u00e8 lavoriamo ad orecchio.<\/p><p>Io ho compreso questo, anche dalla seconda lettura fatta dal Presidente: che, a richiesta di una minoranza qualificata, l\u2019approvazione della legge va alle Camere. Ora, se va alle Camere, la legge va per essere discussa. Questo non mi pare chiaro nel testo. Se non \u00e8 chiaro nel testo, tengo di pi\u00f9 a sottolineare il fatto, perch\u00e9 \u00e8 evidente che, quando una minoranza qualificata chiede che una legge venga sottoposta alla Camera, lo chiede perch\u00e9 venga discussa.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il testo \u00e8 stato concordato stamane. Il contenuto, che potr\u00e0 essere chiarito nella forma, \u00e8 che, quando in virt\u00f9 del regolamento un disegno di legge dovrebbe andare alle Commissioni per l\u2019esame e l\u2019approvazione, allora o il Governo o un decimo della Camera o un quinto della Commissione possono chiedere: o che il disegno di legge vada tanto all\u2019esame quanto all\u2019approvazione della Camera o soltanto all\u2019approvazione, ma senza discussione, della Camera stessa.<\/p><p>La minoranza qualificata pu\u00f2 scegliere una delle due vie.<\/p><p>Quindi, \u00e8 perfettamente garantito il diritto che non solo l\u2019approvazione, ma anche l\u2019esame vada alle Camere.<\/p><p>Riconosco che la forma potrebbe essere chiarita, nell\u2019ultimo testo che i presentatori di emendamenti hanno concordato fra loro, rapidamente mentre io presiedevo la Commissione dei Settantacinque. Si vuol dire che \u00e8 diritto del Governo o di un decimo della Camera o di un quinto del gruppo di chiedere che l\u2019esame e l\u2019approvazione siano attribuiti alla Camera o che a questa sia attribuita soltanto l\u2019approvazione, senza discussione.<\/p><p>Questo \u00e8 il concetto.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Questo concetto non \u00e8 chiaro, mi lascia ancora perplesso.<\/p><p>Sono due tempi diversi; perch\u00e9 pu\u00f2 accadere questo: o vi \u00e8 la richiesta preventiva che si discuta alla Camera; ed allora si discute e si approva; oppure, nelle more, pu\u00f2 succedere che il disegno di legge vada senza nessuna opposizione, alla Commissione competente; durante la discussione alla Commissione (ed \u00e8 proprio il caso soprattutto dei membri della Commissione) o una minoranza qualificata dei membri della Commissione o una minoranza qualificata dei membri della Camera chiede che la competenza sia devoluta alla Camera. Allora, io non capisco questo voto senza discussione.<\/p><p>La prima ipotesi si riferisce ad un caso diverso, cio\u00e8 che il Governo o questo certo numero di deputati non voglia adire quella tale procedura. Abbiamo due possibilit\u00e0: quella di adire la procedura e quella di non adire quella procedura speciale. Cos\u00ec, almeno, risulta dalla prima alternativa. La seconda alternativa non specifica molto bene che cosa voglia; non \u00e8 chiaro, perch\u00e9 pu\u00f2 succedere che si deliberi di adire la procedura della Commissione speciale e successivamente, per ragioni sopravvenute, si voglia tornare alla Camera; ed allora si torna alla Camera evidentemente per la discussione.<\/p><p>Chiedo semplicemente che si adotti un testo, per il quale non possa succedere quello che tante volte succede: cio\u00e8 che ci si abbandoni a certe sottilizzazioni bizantine su testi poco chiari, le quali tendono a falsare la volont\u00e0 del legislatore. Perci\u00f2 mi pare che non si possa acconsentire a questa formula.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che comunque questa redazione dovrebbe essere modificata, se in realt\u00e0 essa, come ha riconosciuto l\u2019onorevole Ruini, pu\u00f2 dar luogo ad equivoci nell\u2019interpretazione nell\u2019ultima parte del testo.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi associo alle dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Lucifero e ritengo necessaria una maggiore chiarezza nel tenore della disposizione. Vorrei fare un\u2019obiezione: quando si dice \u00absenza discussione\u00bb, si intende dire anche senza dichiarazioni di voto? \u00c8 una cosa molto diversa, si capisce. Deve essere una scena muta o deve essere permesso di fare dichiarazioni di voto, cio\u00e8 spiegare perch\u00e9 si vota s\u00ec o perch\u00e9 si vota no? Inoltre questa disposizione importa evidentemente una delega di poteri alle Commissioni. Io mi chiedo: questa delega si pu\u00f2 fare per qualsiasi disegno di legge, per esempio, anche per il bilancio?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> No, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019ultimo comma il quale resta in piedi.<\/p><p>TARGETTI. Allora restiamo d\u2019accordo che conserviamo l\u2019ultimo comma. Bisogna dirlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Vediamo se l\u2019interpretazione data dall\u2019onorevole Lucifero \u00e8 possibile, considerato il testo proposto, che rileggo: \u00abSar\u00e0 sempre consentito al Governo o a un decimo dei membri della Camera o ad un quinto dei membri della Commissione di opporsi a tale procedimento (cio\u00e8 al procedimento per cui l\u2019esame e l\u2019approvazione sia deferita alle Commissioni) o di richiedere che il voto finale sul disegno sia dato senza discussione dalla Camera\u00bb. Mi pare che, stando a questo testo, l\u2019interpretazione data dall\u2019onorevole Lucifero sia giustificata.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io non avevo visto il testo che, con un po\u2019 di buona volont\u00e0, si pu\u00f2 chiarire e credo che il dubbio dell\u2019onorevole Lucifero si possa superare, sostituendo alla parola \u00abopporsi\u00bb le altre parole che ho test\u00e9 accennate. L\u2019\u00abopposta richiesta\u00bb pu\u00f2 farsi, sia prima che il progetto vada alla Commissione, sia nel corso dei suoi lavori. Potrebbe intendersi che ci\u00f2 sia implicito. Se si crede opportuno dirlo, mi impegno pel Comitato, onorevole Lucifero, a stendere in tal senso l\u2019aggiunta all\u2019articolo.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Sono perfettamente d\u2019accordo con lei, onorevole Ruini; quello che non \u00e8 d\u2019accordo con noi due \u00e8 questo testo. Bisogna chiarirlo. Abbiamo gi\u00e0 avuto eleganti accademie in materia regolamentare e potrebbe darsi che avessimo eleganti accademie in materia costituzionale, e potremmo sentir dire che, visto che un progetto di legge \u00e8 stato devoluto alla Commissione speciale, la Camera se ne \u00e8 spogliata. Io non sono affatto contrario al concetto di un decentramento legislativo, che ritengo indispensabile e che per primo ho sostenuto in quest\u2019Aula, ma voglio che esso sia regolato in modo da garantire il funzionamento delle Assemblee ed i diritti delle minoranze.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della. Commissione per la Costituzione.<\/em> Io credo che il testo si pu\u00f2 intendere con una logica molto semplice. Si pu\u00f2 aggiungere: \u00abprima o durante i lavori della Commissione\u00bb; sarebbe questa una frase di indiscutibile chiarezza.<\/p><p>BENVENUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENVENUTI. Volevo chiedere questo al Presidente della Commissione: a me sembra che sarebbe indispensabile stabilire un termine preciso e perentorio, sino alla scadenza del quale pu\u00f2 esser chiesta la discussione in Assemblea. Ed a me sembra che tale termine dovrebbe scadere successivamente al deposito del disegno di legge approvato dalla Commissione. Infatti \u00e8 soltanto dopo che la Commissione avr\u00e0 discusso ed approvato il disegno di legge, \u00e8 da quel momento in poi che potr\u00e0 interessare di richiamare su di esso l\u2019esame dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 essa abbia a decidere pro o contro.<\/p><p>Chiedo che il testo sia chiarito in questo senso.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Io ieri sera avevo presentato un emendamento che era sostitutivo dell\u2019intero articolo 69.<\/p><p>Per quanto mi riguarda personalmente, io debbo dichiarare che non rinuncio all\u2019emendamento presentato.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Devo dichiarare all\u2019onorevole Benvenuti che quello che egli chiede \u00e8 tema di Regolamento. Noi siamo arrivati a mettere gi\u00e0 troppe questioni di dettaglio nella Carta costituzionale, e l\u2019abbiamo fatto per chiarire tutti i dubbi. Ma si dovrebbe trattare soltanto di princip\u00ee generali. La disposizione che ora si invoca \u00e8 qualcosa di cos\u00ec particolare che deve essere messo, indubbiamente, nel Regolamento e non nella Costituzione.<\/p><p>BENVENUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENVENUTI. Stando al testo Lucifero, soltanto durante la discussione si pu\u00f2 adire la procedura eccezionale.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Anche \u00abprima\u00bb.<\/p><p>BENVENUTI. Quindi non successivamente all\u2019approvazione da parte della Commissione. Qui sta il punto del netto dissenso; che \u00e8 sostanziale, non regolamentare.<\/p><p>Affermo cio\u00e8 che proprio sul testo definitivo deve sempre poter pronunciarsi il potere sovrano dell\u2019Assemblea.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io vorrei pregare l\u2019onorevole Benvenuti di non insistere, se no dovrei chiedere all\u2019Assemblea di respingere la sua proposta, che potr\u00e0 invece essere stabilita nel Regolamento.<\/p><p>Prendo atto di quanto ha detto l\u2019onorevole Tosato, ma egli deve tener conto che anche gli amici della sua parte si sono impegnati a votare il nuovo testo, e prego l\u2019onorevole Domined\u00f2, che gli \u00e8 vicino, di volerglielo dire.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Tosato, la sua dichiarazione giunge un po\u2019 tardi, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che, dopo che abbiamo votato il secondo comma, cos\u00ec come risulta dal testo originale della Commissione, il suo emendamento non ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di essere messo ai voti. Noi abbiamo votato la seguente disposizione:<\/p><p>\u00abIl Regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza\u00bb.<\/p><p>La sua proposta \u00e8 la seguente: \u00abIl Regolamento di ciascuna Camera disciplina i procedimenti ordinari e abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge\u00bb.<\/p><p>Vi si parla, dunque, di procedimenti abbreviati come nel comma gi\u00e0 approvato si parla delle disposizioni delle quali sia dichiarata l\u2019urgenza.<\/p><p>TOSATO. Volevo soltanto dire che non avevo rinunciato.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Comunico che l\u2019onorevole Lucifero, ha proposto la seguente dizione della seconda parte del comma in esame, in quanto la prima parte non ha dato luogo a discussioni. La dizione \u00e8 accettata, nella sostanza, dalla Commissione, salvo eventuali modificazioni di forma:<\/p><p>\u00abSar\u00e0 sempre consentito al Governo o ad un decimo dei membri della Camera o a un quinto dei membri della Commissione, in qualunque momento fino all\u2019approvazione definitiva del testo di legge, di richiedere che si ritorni al normale procedi mento o di richiedere che il voto finale sull disegno sia dato senza discussione della Camera\u00bb.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Credo che sia superflua l\u2019ultima parte del comma, perch\u00e9 l\u2019Assemblea stessa dovr\u00e0 decidere se deve ancora discutere sulla legge o se deve approvare senza discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi, nel testo proposto si vuole affermare che l\u2019Assemblea in quel momento non possa pi\u00f9 decidere di seguire una via o l\u2019altra, ma debba votare senza discussione.<\/p><p>RODI. Chiedo che il comma sia votato per divisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione la prima parte:<\/p><p>\u00abIl Regolamento pu\u00f2 altres\u00ec stabilire i casi e le forme in cui l\u2019esame e l\u2019approvazione di leggi siano deferiti a Commissioni anche permanenti, costituite in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi parlamentari\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione la seconda parte nel testo proposto dall\u2019onorevole Lucifero cos\u00ec divisa:<\/p><p>\u00abSar\u00e0 sempre consentito al Governo o ad un decimo dei membri della Camera o a un quinto dei membri della Commissione, in qualunque momento fino all\u2019approvazione definitiva del testo di legge, di richiedere che si ritorni al procedimento normale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019ultima espressione della seconda parte:<\/p><p>\u00abo di richiedere che il voto finale sul disegno sia dato senza discussione dalla Camera\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Io voter\u00f2 a favore del mantenimento di questa espressione, perch\u00e9 si riferisce a un caso specifico: cio\u00e8 al caso in cui la Commissione, pur essendo arrivata fino all\u2019ultima elaborazione del progetto di legge, ritenga che esso abbia importanza tale da dovergli dare il crisma dell\u2019Assemblea. Una maggioranza uguale potr\u00e0 sempre chiedere la discussione perch\u00e9 il testo definitivo, in base a quanto abbiamo deliberato nella parte precedente, non \u00e8 stato fatto. Quindi sar\u00e0 bene mantenerla perch\u00e9 pu\u00f2 essere una procedura intermedia fra la rielaborazione ed una accettazione pi\u00f9 vasta da parte dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultima parte del terzo comma:<\/p><p>\u00abIl Regolamento determina le forme di pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 69 nel testo dell\u2019emendamento Perassi, accettato dalla Commissione:<\/p><p>\u00abIl procedimento preveduto dal primo comma non pu\u00f2 essere derogato per i disegni di legge in materia costituzionale e quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi, l\u2019autorizzazione a ratificare trattati internazionali e la delegazione di poteri legislativi al Governo\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei pregare di aggiungere le leggi elettorali; perch\u00e9 le leggi elettorali, anche nell\u2019ultima legge del 1946, non sono considerate leggi costituzionali. Secondo me, lo sono; ma questa \u00e8 una questione dottrinaria. Visto che non sono considerate leggi costituzionali da tutti, non rientrerebbero in nessuna di queste categorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini ad esprimere il parere della Commissione al riguardo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Accettiamo.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora si aggiunge: \u00ab&#8230;in materia costituzionale ed elettorale\u00bb.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Vorrei sapere per quale ragione si dice: \u00abmateria costituzionale\u00bb. Non intendo il significato di questo termine, dato anche che l\u2019elaborazione delle modifiche alla Costituzione deve seguire una procedura speciale.<\/p><p>PRESIDENTE. Forse, ci si vuole riferire a certe leggi previste dallo stesso testo della Costituzione, il quale stabilisce appunto che esse dovranno avere un valore costituzionale. Non le elaborer\u00e0 certamente l\u2019Assemblea Costituente; ma quelle leggi, che le future Assemblee legislative approveranno dietro mandato dell\u2019Assemblea Costituente, sono leggi costituzionali.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole Gullo, per la questione delle cosiddette leggi costituzionali, abbiamo detto pi\u00f9 volte che si sarebbe veduta e decisa alla fine, nel Titolo sulle garanzie costituzionali. Nel nostro progetto contempliamo pi\u00f9 casi, ad esempio, l\u2019ordinamento giudiziario: in cui la legge regolatrice deve essere votata con un certo <em>quorum<\/em>, e ci\u00f2 perch\u00e9 il tema ha importanza costituzionale. Si chiamano \u00ableggi costituzionali\u00bb quelle che, pur non essendo parte della Costituzione, attengono a particolari materie, di una tale importanza, che devono essere votate con certe garanzie costituzionali. Nella famosa scala di tutte le norme a cui abbiamo pi\u00f9 volte accennato nel corso dei nostri lavori, vi \u00e8 per prima la Costituzione, poi le leggi costituzionali, poi le leggi ordinarie e cos\u00ec via. Si tratter\u00e0, ripeto, a suo luogo di definire meglio cos\u2019\u00e8 legge costituzionale.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Desidererei ulteriormente chiarire questo punto. Vorrei, cio\u00e8, far rilevare che, oltre a queste leggi di natura costituzionale cui si \u00e8 ora accennato, ve ne sono altre, quelle che concernono eventuali modifiche della Costituzione, giacch\u00e9 noi abbiamo previsto, attraverso un procedimento particolare, la possibilit\u00e0 di modifiche alla Costituzione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Va bene, anche quelle.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei che venisse precisata questa delegazione di poteri legislativi. Ho voluto interpellare al riguardo anche autorevoli membri della Commissione ed essi pure si sono mostrati del mio avviso. \u00c8 bens\u00ec vero che c\u2019\u00e8 l\u2019articolo 74; ma io penso che un richiamo ad esso sia necessario, se non nell\u2019articolo, almeno nella discussione.<\/p><p>E questo perch\u00e9 noi abbiamo ripreso una vecchia formula classica della delegazione dei poteri, come quella, per esempio, usata per la compilazione dei Codici; ma nel frattempo \u00e8 venuta la nuova pratica del potere legislativo al Governo, instaurata con la legge del 1944, cosicch\u00e9 il termine ha assunto un nuovo significato e una nuova prassi.<\/p><p>Ritengo quindi che un richiamo in questa sede sia necessario, perch\u00e9 queste deleghe di poteri legislativi sdrucciolano facilmente nei pieni poteri e si sa poi dove si va a finire.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini ad esprimere al riguardo il pensiero della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non esageriamo. Le citazioni ed i richiami di altri articoli e commi di articolo finirebbero con il rendere la Costituzione un po\u2019 come un regolamento municipale. A me pare che basti la dichiarazione che queste deleghe di potere legislativo restano contenute nei limiti dell\u2019articolo 74.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Vorrei domandare, per mia soddisfazione, se non sia il caso di aggiungere che non si pu\u00f2 derogare dal procedimento ordinario anche per le materie di cui \u00e8 aggetto l\u2019articolo 75.<\/p><p>Nell\u2019articolo 75 si parla di entrata in guerra, amnistia e indulto; ora, a me pare che anche per questi casi non si possa derogare dal procedimento ordinario.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini a esprimere anche a questo riguardo il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Osservo innanzitutto all\u2019onorevole Nobile che questa \u00e8 materia dell\u2019Assemblea Nazionale, al cui esame non siamo ancora pervenuti; osservo, in secondo luogo, che si tratta di leggi speciali che dovranno essere votate articolo per articolo. Posso quindi dare all\u2019onorevole Nobile l\u2019assicurazione desiderata.<\/p><p>UBERTI. E le leggi tributarie?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ruini, vuol rispondere per la Commissione anche a questa obiezione dell\u2019onorevole Uberti?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole Uberti, noi non abbiamo ammesso le leggi tributarie perch\u00e9 esse inferiscono in un campo cos\u00ec vasto, cos\u00ec complesso, che l\u2019escludere per esse sempre la procedura delle Commissioni potrebbe portare a ritardi che invece conviene evitare.<\/p><p>Si vedr\u00e0, secondo la diversa importanza che le leggi tributarie possono rivestire, se esse andranno trattate in un modo o nell\u2019altro. Vi sono infatti delle leggi tributarie che hanno un\u2019importanza cos\u00ec piccola, minima, che il Regolamento pu\u00f2 deferirle all\u2019apposita Commissione, salva sempre la facolt\u00e0 del Governo o di una piccola parte dei membri delle Camere di far riserbare anche queste leggi, caso per caso, alla Camera tutt\u2019intera<\/p><p>Mi pare che con questo chiarimento possa essere tranquillo.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Propongo che almeno si sancisca il divieto di deroga per le leggi che impongono nuovi tributi.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Nuovi tributi? E quando si modificano in senso profondo e sostanziale vecchi tributi? Non pu\u00f2 essere pi\u00f9 importante che lo stabilire tributi nuovi?<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che ci si dimentichi la possibilit\u00e0 lasciata aperta dal comma precedente, per la quale qualunque disegno di legge, su qualunque materia, pu\u00f2 essere sottratto a questa procedura di carattere, direi, eccezionale, e rimesso nel ciclo della procedura ordinaria.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Una sola parola all\u2019onorevole Tosato. Il Regolamento stabilir\u00e0 i casi in cui le leggi tributarie dovranno essere sempre riservate alla Camera e i casi in cui potranno invece essere deferite alle Commissioni, salvo sempre, anche per tali ultimi casi, la facolt\u00e0 di seguire la prima via.<\/p><p>Imposizioni tributarie e leggi tributarie sono concetti molto elastici; si vedr\u00e0 in sede di Regolamento quale determinazione potr\u00e0 farsi per questa distinzione.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Chiedo anzitutto che il comma si voti per divisione. A proposito poi della questione sollevata dall\u2019onorevole Gullo, a me sembra che i chiarimenti dati dall\u2019onorevole Ruini non siano troppo persuasivi. Perci\u00f2, per risolvere la questione nel modo migliore, ai fini dell\u2019interpretazione della norma, io direi, invece di \u00abdisegni di legge in materia costituzionale\u00bb \u2013 che \u00e8 molto equivoco \u2013 \u00abdisegni di legge per i quali \u00e8 prescritta una maggioranza speciale\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> No, non \u00e8 possibile.<\/p><p>MORTATI. La sua tesi non \u00e8 esatta, onorevole Ruini, perch\u00e9 non pu\u00f2 chiamarsi materia costituzionale quella per la cui disciplina occorre solo una maggioranza qualificata, e non la revisione costituzionale. Materia costituzionale significa quella per la quale il mutamento pu\u00f2 avvenire con mutamento della Costituzione. Ad ogni modo, \u00e8 una proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei la propone formalmente, come emendamento?<\/p><p>MORTATI. S\u00ec, come emendamento. Oppure, la cosa migliore sarebbe sopprimere le parole \u00abmateria costituzionale\u00bb, perch\u00e9 \u00e8 ovvio che si tratti di materia non delegabile, in quanto segue una procedura speciale.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ne abbiamo parlato pi\u00f9 volte, e l\u2019onorevole Mortati sa che ci siamo sempre riservati di rivedere la questione in linea definitiva. Anzi, avevo pregato anche lui di studiarla. Ad ogni modo non possiamo stabilire il concetto della maggioranza speciale, della maggioranza qualificata, per il caso che egli propone.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Procediamo alla votazione per divisione. La proposta soppressiva dell\u2019onorevole Mortati si far\u00e0 valere in tanto, in quanto si voter\u00e0 contro questa formula.<\/p><p>Pongo in votazione la prima parte del comma:<\/p><p>\u00abIl procedimento preveduto dal primo comma non pu\u00f2 essere derogato per i disegni di legge in materia costituzionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione le parole: \u00abed elettorale\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>).<\/p><p>Passiamo alla votazione delle parole: \u00abe quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo se si tratta di bilanci consuntivi soltanto o anche di quelli preventivi.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019intitolazione dei disegni di legge sui bilanci preventivi \u00e8 \u00abStato di previsione\u00bb. Si parla genericamente di bilancio, ma bilancio significa tanto preventivo quanto consuntivo.<\/p><p>ARCANGELI. Mi dispiace che questo lo dica l\u2019onorevole Ruini, ma non \u00e8 cos\u00ec. Tecnicamente i bilanci sono di diversa natura.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole collega, si potrebbe benissimo mettere \u00abbilanci\u00bb in forma sintetica, e sarebbe la cosa pi\u00f9 semplice. Cos\u00ec avevo proposto io. Ma siccome in Commissione fu proposto di distinguere in qualche modo, si disse: bilanci e consuntivi. Non si pu\u00f2 essere dubbio sostanziale. Volete mettere invece: \u00abstato di previsione e conti consuntivi?\u00bb. O metter soltanto \u00abbilanci?\u00bb?<\/p><p>ARCANGELI. \u00c8 molto pi\u00f9 comprensivo.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costruzione.<\/em> Nella revisione finale si potranno veder meglio queste forme. Quello che importa, e che l\u2019onorevole Lucifero teneva a rilevare, \u00e8 che qui si intendono i bilanci nei due momenti della previsione e del consuntivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione le parole: \u00abe quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole: \u00abl\u2019autorizzazione a ratificare trattati internazionali\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole: \u00abe la delegazione di poteri legislativi al Governo\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Do lettura dell\u2019intero testo approvato (salvo coordinamento) dell\u2019articolo 69:<\/p><p>\u00abOgni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione di ciascuna Camera secondo le norme del rispettivo Regolamento; e deve essere approvato dalle Camere, articolo per articolo e con votazione finale.<\/p><p>\u00abIl Regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abIl Regolamento pu\u00f2 altres\u00ec stabilire i casi e le forme in cui l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge siano deferiti a Commissioni anche permanenti costituite in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi parlamentari. Sar\u00e0 sempre consentito al Governo o a un decimo dei membri della Camera o ad un quinto dei membri della Commissione in qualunque momento fino all\u2019approvazione definitiva del testo di legge di richiedere che si ritorni al normale procedimento o di richiedere che il voto finale sul disegno di legge sia dato senza discussione dalla Camera. Il Regolamento determina le forme di pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni.<\/p><p>\u00abIl procedimento preveduto dal primo comma non pu\u00f2 essere derogato per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi, l\u2019autorizzazione a ratificare trattati internazionali e la delegazione di poteri legislativi al Governo\u00bb.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 70. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra, che deve pronunciarsi entro tre mesi dal giorno che li ha ricevuti. Il termine pu\u00f2 essere variato per accordo delle Camere.<\/p><p>\u00abQuando una Camera non si pronuncia entro il termine stabilito sopra un disegno di legge approvato dall\u2019altra, o quando lo rigetta, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 chiedere che la Camera stessa si pronunci o riesamini il disegno. Se non si pronuncia o se con la nuova deliberazione conferma la precedente, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno non approvato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Persico ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra, che deve pronunciarsi entro tre mesi dal giorno in cui li ha ricevuti, o nel termine diverso stabilito dalla Camera che ha approvato il disegno di legge.<\/p><p>\u00abIl disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati, sul quale il Senato non si sia pronunciato nel termine stabilito, \u00e8 promulgato quale legge se la Camera dei deputati lo approvi una seconda volta.<\/p><p>\u00abOve un disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati sia respinto o modificato dal Senato, \u00e8 promulgato come legge se la Camera dei deputati lo approva nuovamente a maggioranza assoluta dei suoi componenti.<\/p><p>\u00abQuando la Camera dei deputati non si pronunci o rigetti o modifichi un disegno di legge approvato dal Senato e questo rinnovi la sua approvazione, il disegno \u00e8 promulgato come legge nel testo approvato dal Senato, salvo che entro tre mesi la Camera dei deputati non deliberi nuovamente, a maggioranza assoluta dei suoi membri, nel qual caso il disegno \u00e8 definitivamente respinto o viene promulgato nel testo approvato dalla Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 70 ha, secondo me, una portata di grande rilievo, perch\u00e9 \u00e8 diretto a dirimere e a risolvere tutti quei conflitti che possono nascere fra i deliberati contrastanti delle due Camere; e, nel testo proposto dal progetto della Commissione dei settantacinque, interferisce in questa soluzione anche l\u2019attivit\u00e0 specifica del Presidente della Repubblica.<\/p><p>Ho creduto col mio emendamento di seguire un sistema totalmente diverso; e quindi richiamo molto brevemente l\u2019attenzione dei colleghi sulla portata di questo emendamento sostitutivo.<\/p><p>Le parti dell\u2019articolo 70 sono due. Giover\u00e0 esaminarle separatamente.<\/p><p>Sulla prima mi sono limitato ad un piccolo ritocco che ho ritenuto necessario per la chiarezza.<\/p><p>Dice il testo: \u00abI disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra, che deve pronunciarsi entro tre mesi dal giorno che li ha ricevuti\u00bb. E fin qui siamo d\u2019accordo.<\/p><p>Poi c\u2019\u00e8 un\u2019aggiunta: \u00abIl termine pu\u00f2 essere variato per accordo delle Camere\u00bb.<\/p><p>Ecco il punto che io ho creduto di modificare in questo senso: o nei tre mesi, o nel termine diverso stabilito dalla Camera che ha approvato il disegno di legge. Perch\u00e9 sarebbe strano che, per arrivare ad un termine pi\u00f9 lungo dei tre mesi, si dovessero riunire le due Camere per mettersi d\u2019accordo (e non so come si dovrebbe fare, se con due votazioni distinte sommando le votazioni, o riunendo l\u2019Assemblea Nazionale).<\/p><p>Poich\u00e9 la variazione di questo termine pu\u00f2 essere di quattro, di cinque, di sei mesi, mi sembra pi\u00f9 logico che il ramo del Parlamento che ha approvato il disegno di legge se, per la speciale complessit\u00e0 della materia, o per indagini che importino accertamenti statistici od economici, di situazioni locali e simili, per i quali sia necessario un maggior lasso di tempo, ritiene che i tre mesi non siano sufficienti perch\u00e9 l\u2019altro ramo del Parlamento possa votare con completa cognizione di causa debba esso stesso stabilire quel termine diverso che ritenga necessario.<\/p><p>Non capisco come si possa complicare questa situazione pratica con una pronunzia che dovrebbero fare d\u2019accordo le due Camere: o, ripeto, sommando i voti, o incomodando l\u2019Assemblea Nazionale per tanto poca cosa.<\/p><p>Quindi mi sembra pi\u00f9 logico dire: o tre mesi, o il termine diverso proposto dalla Camera che ha approvato il disegno di legge.<\/p><p>E su questo punto mi auguro che non ci sia discussione.<\/p><p>Pi\u00f9 grave \u00e8 la modifica alla seconda parlo dell\u2019articolo 70, anche perch\u00e9 si tratta di una procedura molto complicata.<\/p><p>Io ho diviso questo secondo capoverso del progetto nel mio emendamento in tre capoversi distinti, contemplando tutte le ipotesi possibili. Invece, nel testo, riunendole tutte in un unico capoverso, si finisce per fare una certa confusione, per lo meno apparente, perch\u00e9 si dice:<\/p><p>\u00abQuando una Camera non si pronunzia entro il termine stabilito sopra un disegno di legge approvato dall\u2019altra\u00bb \u2013 prima ipotesi \u00abo quando lo rigetta\u00bb \u2013 seconda ipotesi \u2013 \u00abil Presidente della Repubblica pu\u00f2\u00bb \u2013 quindi si tratta di una facolt\u00e0 che egli potrebbe anche non esercitare \u2013 \u00abchiedere che la Camera stessa\u00bb (cio\u00e8 una delle due Camere, o la Camera dei Deputati o il Senato) \u00absi pronunci o riesamini il disegno\u00bb. Si pronunci, se non si \u00e8 pronunziata; riesamini, se ha gi\u00e0 esaminato.<\/p><p>Poi continua: \u00abSe non si pronunzia o se con la nuova deliberazione conferma la precedente\u00bb \u2013 quindi si fa il caso che quel dato ramo del Parlamento seguiti a non pronunziarsi, nonostante che il Capo dello Stato l\u2019abbia invitato a pronunziarsi; oppure che confermi la sua precedente deliberazione \u2013 \u00abil Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno non approvato\u00bb.<\/p><p>Il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0: \u00e8 dunque una potest\u00e0, una facolt\u00e0 che egli pu\u00f2 anche non esercitare, e, se non l\u2019esercita, evidentemente rimane tutto sospeso.<\/p><p>Basta questa semplice lettura per far comprendere la complicazione di questo meccanismo che io non vedo come praticamente possa funzionare. Intanto \u00e8 tutto facoltativo: \u00abpu\u00f2\u00bb, \u00abha facolt\u00e0\u00bb, ccc., ecc. Si fa intervenire come organo di formazione della legge il Presidente della Repubblica che ieri la maggioranza dei colleghi riteneva che fosse meglio lasciare fuori dagli organi legislativi.<\/p><p>L\u2019onorevole Bozzi ha proposto che il Presidente della Repubblica divenga invece quello che gli inglesi dicono, la terza Camera\u00bb; ma a me sembra che la maggioranza dei colleghi, per quanto abbia approvato la sospensiva, che lascia quindi ancora aperta un\u2019eventuale diversa decisione sulla questione, sia contraria all\u2019emendamento Bozzi. Comunque, io ho sostenuto che il Presidente della Repubblica non deve essere uno degli organi che formano la legge. Deve essere l\u2019organo che la promulga e che le d\u00e0 il crisma dell\u2019applicabilit\u00e0.<\/p><p>Ma questa \u00e8 una questione che non entra direttamente nella presente discussione. Per\u00f2 se approvassimo il testo dell\u2019articolo 70, decideremmo senz\u2019altro che il Presidente della Repubblica entra nella formazione delle leggi ed implicitamente approveremmo l\u2019emendamento Bozzi. Quindi verremmo ad approvare oggi quello che ieri sembrava non volessimo approvare, e che all\u2019ultimo momento abbiamo accantonato per meglio studiare la questione. Conseguentemente ho creduto opportuno sostituire al difficile meccanismo del progetto un meccanismo assai pi\u00f9 semplice, che aderisce alla realt\u00e0 e rende pi\u00f9 facile la formazione delle leggi; se no, avremmo una quantit\u00e0 di leggi arenate, insabbiate. Ho creduto molto pi\u00f9 semplice dividere i casi che si possono presentare in tre ipotesi, e quindi ho formulato tre capoversi:<\/p><p>Prima ipotesi. Un disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati, sul quale il Senato non si \u00e8 pronunciato nel termine stabilito, cio\u00e8 non ha voluto esercitare la sua facolt\u00e0 di riesaminare la legge, \u00e8 promulgato se la Camera dei deputati l\u2019approva una seconda volta. Due volte la Camera dei deputati ha approvato, e quindi la legge \u00e8 approvata senz\u2019altro. In questa ipotesi noi avremmo sanato il conflitto latente fra Camera e Senato, \u00ablatente\u00bb perch\u00e9 non si \u00e8 esplicato. Il Senato non ha usato la sua facolt\u00e0 di riesame, ma la Camera approva la seconda volta e quindi si sostituisce al Senato. Invece di aversi una legge approvata dalla Camera e dal Senato, si avr\u00e0 una legge approvata due volte dalla Camera.<\/p><p>Seconda ipotesi. Ove un disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati \u00e8 respinto o modificato dal Senato (questi sono gli altri due casi), allora, senza incomodare il Presidente della Repubblica o altre autorit\u00e0 dello Stato, il disegno stesso \u00e8 promulgato come legge se la Camera dei Deputati lo approva nuovamente a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Nel primo caso non c\u2019\u00e8 stata la pronuncia del Senato, e quindi basta che la Camera l\u2019approvi una seconda volta; in questo secondo caso, quando il Senato ha respinto o ha modificato, bisogna che la Camera dei Deputati approvi a maggioranza assoluta, cio\u00e8 con una maggioranza qualificata, anzi direi qualificatissima, perch\u00e9 avere la maggioranza assoluta dei deputati in una seduta della Camera \u00e8 cosa molto difficile. Bisogner\u00e0 convocarla con uno speciale avvertimento perch\u00e9 si possa avere la maggioranza assoluta. Se la Camera aveva approvato, il Senato aveva modificato o respinto, e la Camera non approva, \u00e8 evidente che si convince che \u00e8 meglio non dar corso al disegno di legge; e questo decade.<\/p><p>Terza ipotesi, ultima e pi\u00f9 complicata: \u00abQuando la Camera dei deputati non si pronunci o rigetti o modifichi un disegno di legge approvato dal Senato (quindi \u00e8 il caso inverso di quelli prima esaminati) e questo rinnovi la sua approvazione, il disegno di legge \u00e8 promulgato come legge nel testo approvato dal Senato, salvo che, entro tre mesi, la Camera dei deputati non deliberi nuovamente, a maggioranza assoluta dei suoi membri, nel qual caso il disegno \u00e8 definitivamente respinto o viene promulgato nel testo approvato dalla Camera dei deputati.<\/p><p>A me sembra, onorevoli colleghi, che la costruzione del mio emendamento pu\u00f2 apparire complicata, mentre in pratica \u00e8 semplicissima, perch\u00e9 aderente alla realt\u00e0. Non fa intervenire il Presidente della Repubblica, n\u00e9 fa indire un <em>referendum<\/em> popolare e risolve tutti i conflitti nell\u2019ambito delle due Camere.<\/p><p>In questo vicendevole scambio di approvazioni o di rigetti di disegni di legge s\u00ec viene a formare la prevalenza o della Camera o del Senato. \u00c8 un sistema totalmente diverso da quello dell\u2019articolo 70 del progetto. Quindi, io richiamo l\u2019attenzione dei colleghi perch\u00e9 vogliano esaminare attentamente la mia proposta.<\/p><p>Secondo me, essa rende rapida la soluzione degli eventuali conflitti fra i due rami del Parlamento, elimina l\u2019intervento del Presidente della Repubblica, che potrebbe anche diminuirne l\u2019altissimo prestigio, in quanto sarebbe spesso necessario chiamarlo ad intervenire; elimina il <em>referendum<\/em> popolare, che \u00e8 un\u2019altra complicazione, per cui noi avremmo, oltre le leggi che dovranno necessariamente essere portate al <em>referendum<\/em>, una quantit\u00e0 di altre leggi minori per risolvere i casi di conflitti; e ci troveremmo nella situazione della Svizzera, che quasi ogni due domeniche svolge un <em>referendum<\/em> popolare. La Svizzera \u00e8 un paese piccolo, abituato a questo sistema; ma immaginate se in Italia avessimo un <em>referendum<\/em> popolare, per esempio, sulla legge dei bachi da seta, o su quella delle cartine per sigarette! \u00c8 assurdo.<\/p><p>Quindi richiamo la benevola attenzione dei colleghi su questo articolo sostitutivo che, secondo me, risolve tutte le questioni, e le risolve nel modo pi\u00f9 semplice, senza complicarle, rendendo facile, agevole e rapido il lavoro legislativo. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Colitto, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire, nel primo rigo, alla parola: <\/em>approvati, <em>le parole:<\/em> esaminati e votati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Dir\u00f2 molto brevemente le ragioni alle quali \u00e8 affidata la difesa del mio breve emendamento. L\u2019articolo 70 del progetto dispone che i disegni di legge devono essere trasmessi per il necessario esame e l\u2019eventuale approvazione da una Camera all\u2019altra. Si afferma, per\u00f2, in questo articolo che l\u2019una Camera deve trasmetterli all\u2019altra soltanto quando dalla prima siano stati approvati.<\/p><p>L\u2019articolo 70 \u00e8, infatti, redatto cosi: \u00abI disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra\u00bb.<\/p><p>Che accadr\u00e0, io mi domando, nel caso in cui una Camera non li abbia approvati?<\/p><p>Stando alla dizione del progetto, i disegni di legge non dovrebbero essere trasmessi all\u2019altra Camera.<\/p><p>Io penso, invece, che il disegno di legge, anche se non approvato, debba essere ugualmente trasmesso; perch\u00e9, disapprovato dalla prima Camera, potrebbe essere approvato dalla seconda; a seguito di che il Capo dello Stato potrebbe esercitare la facolt\u00e0 indicata nel primo capoverso dell\u2019articolo 70, cio\u00e8 chiedere che la prima Camera riesamini il disegno di legge, e, nel caso in cui la prima Camera confermi la precedente deliberazione, indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno di legge non approvato.<\/p><p>A mio avviso, insomma, \u00e8 necessario che il Capo dello Stato, perch\u00e9 possa o esortare una Camera al riesame del progetto o indire il <em>referendum<\/em>, si trovi di fronte al risultato dell\u2019esame del progetto compiuto da entrambe le Camere.<\/p><p>Ma ci\u00f2 non sar\u00e0 possibile, ove resti fermo il testo del progetto, perch\u00e9, secondo il progetto, i disegni di legge sarebbero trasmessi dall\u2019una all\u2019altra Camera solo se dalla prima approvati.<\/p><p>Non comprendo come mai il capoverso dell\u2019articolo 70 dovrebbe essere applicato quando un disegno di legge \u00e8 approvato dalla prima Camera e rigettato dalla seconda, e non quando sia rigettato dalla prima e approvato dalla seconda.<\/p><p>Il capoverso dell\u2019articolo 70 \u00e8 redatto cos\u00ec:<\/p><p>\u00abQuando una Camera non si pronuncia entro il termine stabilito sopra un disegno di legge approvato dall\u2019altra, o quando lo rigetta, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 chiedere che la Camera stessa si pronunci o riesamini il disegno. Se non si pronuncia o se con la nuova deliberazione conferma la precedente, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno non approvato\u00bb.<\/p><p>Ora io mi domando: perch\u00e9 mai il Presidente della Repubblica pu\u00f2 chiedere il riesame, quando la prima Camera approvi e la seconda rigetti, e non quando la prima rigetti e la seconda approvi?<\/p><p>GULLO FAUSTO. Non si \u00e8 manifestato il contrasto. Il Senato, se vuol discutere il disegno di legge, se ne fa iniziatore.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> \u00c8 una rivoluzione la sua, onorevole Colitto.<\/p><p>COLITTO. Sar\u00e0. Ma io insisto. \u00c8 perci\u00f2 che io penso che alla parola \u00abapprovati\u00bb si debbano sostituire le altre \u00abesaminati e votati\u00bb, cos\u00ec come \u00e8 stato da me proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Targetti, Carpano Maglioli, Priolo, Costa, Vernocchi, Nobili Tito Oro e Cosattini, hanno presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> da una Camera, <em>sostituire:<\/em> dalla Camera dei Deputati\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Dopo la parola:<\/em> altra, <em>aggiungere:<\/em> Camera\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma con i seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abUn disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati sul quale il Senato della Repubblica non si sia pronunciato nel termine stabilito \u00e8 promulgato quale legge se la Camera dei deputati lo approvi con una seconda votazione.<\/p><p>\u00abOve un disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati sia respinto o modificato dal Senato della Repubblica, viene ugualmente promulgato come legge, qualora la Camera dei deputati, dopo aver preso conoscenza dell\u2019avviso del Senato, lo abbia nuovamente approvato a maggioranza dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Carpano Maglioli ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Onorevoli colleghi. Il nostro emendamento, che ha molta analogia con quello svolto test\u00e9 dal collega onorevole Persico, si presenta cos\u00ec lineare e semplice da non richiedere ampiezza di trattazione e di chiarimento. Il nostro emendamento, anzi i nostri due emendamenti ai due commi tendono essenzialmente a questo scopo: regolare i rapporti tra la Camera e il Senato in modo obiettivo, s\u00ec da impedire gare, rivalit\u00e0 e contrasti, segnando limiti precisi in modo da avere il massimo rendimento dell\u2019istituto parlamentare col fissare i singoli rapporti di interdipendenza fra le attivit\u00e0 delle due Camere.<\/p><p>Con il primo emendamento noi proponiamo che alle parole: \u00abI disegni di legge approvati da una Camera\u00bb si sostituiscano le parole: \u00ab&#8230;approvati dalla Camera dei deputati\u00bb. Infine, dopo la parola: \u00abaltra\u00bb, si aggiunga la parola \u00abCamera\u00bb. Lo scopo di questo nostro emendamento \u00e8 chiaro. Con il progetto della Commissione vi \u00e8 una contemporaneit\u00e0 di iniziative tra la Camera ed il Senato, con la possibilit\u00e0 di gare e di contrasti. Con il nostro emendamento noi tendiamo a superare questi contrasti ed a superare altres\u00ec il concetto della contemporaneit\u00e0 delle due funzioni, indicando una procedura lineare e semplice. Ogni disegno di legge naturalmente passer\u00e0 poi al Senato ed avr\u00e0 il vaglio di questa seconda Camera, con tutte le garanzie necessarie perch\u00e9 effettivamente il Senato porti il suo contributo alla pi\u00f9 razionale formazione delle leggi.<\/p><p>Pi\u00f9 importante e pi\u00f9 complesso \u00e8 l\u2019emendamento che riflette il secondo comma. Esso tende a regolare l\u2019eventualit\u00e0 di conflitti fra la Camera ed il Senato, siano essi positivi come negativi.<\/p><p>Secondo il progetto, quando una Camera non si pronunzia entro il termine stabilito su un disegno di legge approvato dall\u2019altra o quando lo rigetta, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 chiedere che la Camera stessa si pronunzi o riesamini il disegno non approvato. Quindi arbitro di ogni contrasto \u00e8 in definitiva, il Presidente della Repubblica.<\/p><p>Secondo il progetto sia nell\u2019eventualit\u00e0 di contrasto negativo \u2013 una Camera non si pronunzia nel termine stabilito \u2013 sia nel caso di contrasto positivo, rigetto, vi \u00e8 la facolt\u00e0 costante del Presidente di sollecitare dall\u2019altra Camera pronunzia o riesame; se non si pronunzia o se conferma la precedente deliberazione, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 indire il <em>referendum<\/em> sul disegno non approvato.<\/p><p>Il nostro emendamento offre soluzione semplice, facile e lineare, sia nei riflessi di conflitto negativo che nei riflessi di conflitto positivo.<\/p><p>Dice l\u2019emendamento: \u00abUn disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati, sul quale il Senato della Repubblica non si sia pronunciato nel termine stabilito, \u00e8 promulgato quale legge se la Camera dei deputati lo approvi con una seconda votazione\u00bb. Sostanzialmente, decorso infruttuosamente il termine stabilito per l\u2019esame del Senato, vi \u00e8 decadenza da parte del Senato. Con questo la legge non \u00e8 ancora promulgata, ma \u00e8 necessaria, per la sua promulgazione, una seconda approvazione da parte della Camera dei deputati, la quale, indubbiamente, non potr\u00e0 non tener conto del contegno del Senato. \u00c8 chiaro come questa soluzione superi incertezze, contrasti e dubbi. Nell\u2019eventualit\u00e0 di conflitto positivo, cio\u00e8 che il Senato respinga o modifichi un disegno di legge trasmesso dalla Camera dei deputati, secondo il nostro emendamento la soluzione proposta appare logica, razionale, accettabile. Infatti, dice il nostro emendamento: \u00abOve un disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati sia respinto o modificato dal Senato della Repubblica, viene ugualmente promulgato come legge, qualora\u00bb \u2013 ecco la condizione che subordina, ecco la garanzia \u2013 \u00abla Camera dei deputati, dopo aver preso conoscenza dell\u2019avviso del Senato, lo abbia nuovamente approvato a maggioranza dei suoi membri\u00bb. Sostanzialmente, sia respinto che modificato, il disegno di legge ritorna alla Camera e tale disegno diventa esecutivo solo merc\u00e9 una nuova approvazione, approvazione che in tal caso \u00e8 sottoposta a particolare condizione, e cio\u00e8 \u00e8 necessaria la maggioranza dei membri.<\/p><p>Sia consentita ora una breve analisi critica del sistema proposto dal progetto. Il sistema proposto dal progetto, come dianzi ho accennato, si affida al giudizio arbitrale del Presidente della Repubblica, dimenticando, potrebbe osservare un pessimista, che gli arbitri hanno sempre torto, per lo meno&#8230; nelle partite di calcio. Con questa soluzione non vi \u00e8 dubbio per\u00f2 che vi \u00e8 possibilit\u00e0 di attrito fra le due Camere e il Presidente della Repubblica \u2013 e questo indubbiamente porterebbe un grave pericolo al suo prestigio. Ma oltre tale possibilit\u00e0 vi \u00e8 la certezza che l\u2019intervento di un terzo potere sostanzialmente si traduce in una <em>diminutio<\/em> dei poteri della Camera, e quindi viene svalutata la sovranit\u00e0 popolare. N\u00e9 vale, secondo me e secondo il contenuto del nostro emendamento, il ricorso al <em>referendum<\/em>, perch\u00e9, innanzi tutto, esso \u00e8 facoltativo, e poi, come giustamente osservava l\u2019onorevole Persico, le esercitazioni di <em>referendum<\/em> in un grande paese come l\u2019Italia non sono n\u00e9 comode n\u00e9 facili. Il <em>referendum <\/em>\u00e8 istituto molto complesso, utile in date circostanze; ma il suo uso \u00e8 delicato e si deve fare ricorso ad esso, secondo noi, solo in determinati casi, quando trattasi di leggi di speciale importanza per la vita della Nazione. Quindi, pare che non possa la soluzione del <em>referendum<\/em>, rimessa alla potest\u00e0 del Presidente della Repubblica, risolvere questo conflitto. Senza dire, che le spese per il <em>referendum<\/em> sono ingentissime, e perci\u00f2 anche per questo motivo il Presidente della Repubblica non potrebbe agevolmente far ricorso al <em>referendum<\/em>.<\/p><p>Chiarite le manchevolezze del progetto, cerchiamo di fissare quali siano i vantaggi contenuti nel sistema proposto dal nostro emendamento. Prima di tutto si tratta di norme obiettive che non consentono pericolo di difformi interpretazioni, pericoli di interpretazioni soggettive. Esso poi, evita l\u2019intervento di un terzo potere legislativo assiso nella scomoda e difficile posizione di arbitro e tiene invece nella sua giusta considerazione il Senato; non sminuisce i poteri della Camera dei deputati, che, indubbiamente, rappresenta ed \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 genuina, diretta e tradizionale della volont\u00e0 popolare. La nostra soluzione appare a noi la migliore. Io penso, che problemi complessi impongono \u2013 ove possibile \u2013 soluzioni semplici. Dicevo, il nostro emendamento ha molte analogie con l\u2019emendamento svolto dall\u2019onorevole Persico. Pare a noi per\u00f2, che il nostro emendamento proponga soluzioni pi\u00f9 semplici che non lasciano incertezze s\u00ec da evitare il sorgere di pericoli di turbamenti nell\u2019attivit\u00e0 legislativa o peggio pericoli di contrasto, d rivalit\u00e0, di gare, indubbiamente pregiudizievoli non solo per l\u2019attivit\u00e0 parlamentare, ma pregiudizievoli, secondo noi, per gli ordinamenti democratici. N\u00e9 si obietti che attraverso questa nostra soluzione affiori in forma indiretta un richiamo nostalgico al sistema monocamerale attraverso l\u2019attenuazione dei poteri del Senato. La soluzione che noi proponiamo non tocca la bicameralit\u00e0, ma indica una soluzione tale da non consentire incertezze e dubbi, e soluzione semplice, lineare: si evitano perdite di tempo, si impedisce che un disegno di legge resti a causa del contrasto inoperante; si stabilisce in sostanza una gerarchia atta a precisare le facolt\u00e0 della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica sia nell\u2019eventualit\u00e0 di conflitto positivo come di conflitto negativo.<\/p><p>Noi confidiamo che questo emendamento, proposto unicamente allo scopo di tendere alla soluzione migliore di questo gravissimo ed importantissimo problema, che riflette l\u2019attivit\u00e0 delle due Camere, possa avere l\u2019onore dell\u2019accoglimento da parte dell\u2019Assemblea stessa. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Codacci Pisanelli, Numeroso, Zotta, Bastianetto, Marconi, Guerrieri Emanuele, Uberti, Giacchero, Arcangeli, Ferrarese hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il secondo comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente:<\/em><\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo periodo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSe non si pronunzia entro un mese, o se conferma la precedente deliberazione, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di sottoporre a <em>referendum<\/em> popolare il disegno di legge che sia stato approvato dall\u2019altra Camera con una maggioranza di almeno due terzi dei votanti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, l\u2019emendamento da noi presentato esprime il nostro punto di vista circa il problema, veramente interessante, del conflitto tra le due Assemblee legislative, problema che preoccupa tutte le pi\u00f9 moderne Costituzioni e merita di essere da noi affrontato. Quanto al metodo seguito per la risoluzione noi abbiamo espresso, per\u00f2, il nostro dissenso. Il problema si presentava anche in passato in tutti i sistemi bicamerali, ma non \u00e8 stata sentita la necessit\u00e0 di risolverlo, appunto perch\u00e9 vigeva un principio di correttezza costituzionale secondo il quale il Senato doveva mostrarsi pi\u00f9 remissivo nei confronti delle decisioni della prima Camera. Ho detto che si trattava di una norma di correttezza costituzionale e non di una norma giuridica. Questo precedente potr\u00e0 farci riflettere, perch\u00e9 nel tentativo di risolvere l\u2019eventuale conflitto stiamo arrivando ad una conclusione che sembra quasi coattiva, perch\u00e9 finiamo per concludere che ad ogni costo debba giungersi in tali ipotesi a una conclusione. Sembra che ad ogni costo, quando un progetto approvato da una Camera sia respinto dall\u2019altra, si debba giungere al suo accoglimento. \u00c8 da prevedere, viceversa, che le Assemblee legislative lavorino, di regola, con la massima tranquillit\u00e0. Il significato della mancata approvazione da parte di una delle Assemblee \u00e8 che il progetto deve intendersi respinto. Abbiamo tanti precedenti e l\u2019esperienza dimostra come il rigetto di progetti di legge avvenuto in tal maniera non sia stato affatto uno svantaggio.<\/p><p>Delle soluzioni proposte noi non possiamo approvare quella che \u00e8 accolta dal progetto di Costituzione. Nel progetto si parla del potere del Capo dello Stato di indire il <em>referendum <\/em>in caso di conflitto tra le due Assemblee.<\/p><p>Altri emendamenti sono stati proposti dai vari colleghi e questi emendamenti possono ridursi a due categorie: l\u2019una accoglie il principio della soluzione dei conflitti tra le Assemblee legislative attraverso il sistema del <em>referendum<\/em>, sia pure in maniera diversa da come \u00e8 previsto nel progetto di Costituzione. Mentre l\u2019altra categoria di emendamenti attribuisce, in fondo, alla Camera dei deputati una prevalenza, stabilita nella stessa Costituzione.<\/p><p>Quanto al primo sistema, quello del <em>referendum,<\/em> esso \u00e8 \u2013 in sostanza \u2013 lo stesso sistema, sia pure modificato, del progetto e di esso parler\u00f2 in seguito.<\/p><p>Quanto all\u2019altro sistema della prevalenza attribuita costituzionalmente alla Camera dei deputati, noi non possiamo essere favorevoli; appunto perch\u00e9 in base al principio della bicameralit\u00e0, potremmo ammettere che una norma di correttezza costituzionale consigli al Senato \u2013 formato dalle persone pi\u00f9 anziane e perci\u00f2 pi\u00f9 disposte, in fondo, a venire incontro alle esigenze di coloro i quali ragionano con maggiore ardore \u2013 di seguire le deliberazioni della Camera. Ma preferiamo che non sia sancita costituzionalmente una cos\u00ec decisa inferiorit\u00e0 della seconda Camera rispetto alla prima.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione per cui non accogliamo il sistema di dichiarare ufficialmente che la soluzione dei conflitti tra le due Assemblee debba necessariamente avvenire, rimettendola alla Camera dei deputati, anche se \u2013 come dir\u00f2 in seguito \u2013 non escludiamo che possa trovare ancora applicazione quell\u2019antica norma di correttezza costituzionale che ha consigliato al Senato una maggiore remissivit\u00e0 nei confronti della prima Camera.<\/p><p>Quanto al sistema adottato nel progetto di Costituzione, ci sembra che gli inconvenienti da noi rilevati non siano di lieve importanza. Tra questi inconvenienti ricordo, anzitutto, quello che non tiene conto del normale significato della disapprovazione di una legge.<\/p><p>Quando una Camera disapprova una legge, in genere, almeno secondo il sistema parlamentare passato, ci\u00f2 significa sfiducia verso il Governo.<\/p><p>Nel nuovo sistema da noi elaborato la sfiducia al Governo non potr\u00e0 manifestarsi \u2013 lo so \u2013 se non seguendo una particolare procedura. Ma sono certo che quando un Governo, presentando un progetto di sua iniziativa, lo vede respinto da una delle Assemblee, nonostante che secondo una vecchia prassi il Senato non potesse provocare crisi (prassi che troverebbe applicazione in un sistema in cui il Senato aveva ben diversa origine), nonostante questo, ritengo che un Governo difficilmente potrebbe rimanere al potere; anche se stabiliamo un congegno particolare per le crisi di Governo, tuttavia, ritengo che in una simile ipotesi la posizione del Governo sarebbe talmente scossa che difficilmente esso potrebbe esimersi dal presentare le dimissioni.<\/p><p>Mi si risponder\u00e0 che vi sono anche leggi di iniziativa parlamentare e, per quanto riguarda queste leggi, non possiamo lamentare tale inconveniente. Ma vi \u00e8 l\u2019altro inconveniente: quello del normale significato che deve attribuirsi al rigetto di un progetto di legge da parte di un\u2019Assemblea, cio\u00e8 alla mancanza di un presupposto perch\u00e9 il progetto si trasformi in legge.<\/p><p>Non \u00e8 indispensabile che, di fronte a simile conflitto, si arrivi ad una soluzione qualsiasi.<\/p><p>D\u2019altra parte, il sapere che vi \u00e8 una possibilit\u00e0 di intervento da parte del Capo dello Stato per risolvere gli eventuali conflitti, pu\u00f2 indurre le Assemblee legislative ad irrigidirsi nelle loro posizioni, a non cercare nemmeno una conciliazione, ad evitare, insomma, qualunque arrendevolezza che \u2013 in fondo \u2013 \u00e8 desiderabile quando si verifichi un conflitto tra organi politici, quell\u2019arrendevolezza che, invece, quando non vi fosse questa possibilit\u00e0 costituzionale di soluzione dei conflitti, deriverebbe necessariamente dai principi generali. E ci\u00f2 perch\u00e9, come dicevo, non \u00e8 per niente da escludere che il Senato possa riferirsi a quel principio di correttezza che ho dianzi richiamato, secondo cui, in caso di contrasto con la prima Camera, \u00e8 conveniente per essa esporre le ragioni per cui la seconda Camera non ha approvato o non vorrebbe approvare la legge, mentre poi, in ultima analisi, finisce per cedere.<\/p><p>Finalmente, gli inconvenienti del sistema proposto dal progetto derivano anche dal fatto che il risultato del <em>referendum<\/em> sarebbe quello di provocare le dimissioni di una Camera, almeno a mio avviso. Questo risultato si avrebbe perch\u00e9 il <em>referendum<\/em> sconfesserebbe almeno una delle due Camere, la quale avrebbe dimostrato di non sapere esprimere l\u2019opinione degli elettori.<\/p><p>Praticamente, quindi, siccome alla stessa guisa che deve dimettersi il Governo il quale non riscuota la fiducia delle Assemblee legislative, dovrebbe, come ho ora spiegato, dimettersi anche quella Assemblea legislativa la quale non riscuotesse pi\u00f9 la fiducia degli elettori, ne deriva che noi in fondo la soluzione l\u2019abbiamo gi\u00e0 nei princip\u00ee sanciti dalla Costituzione. Sar\u00e0 sempre, infatti, possibile la soluzione del conflitto sotto questo aspetto perch\u00e9 il Capo dello Stato ha il potere di scioglimento di una delle Camere legislative.<\/p><p>Noi quindi non intendiamo che il conflitto debba venir risolto con il ricorso ai sistemi indicati nel nostro progetto. Meglio anzi sarebbe, secondo noi, che non fosse nel nostro testo costituzionale neppure contemplata l\u2019eventualit\u00e0 dei conflitti stessi. Ove comunque essi dovessero manifestarsi, si risolveranno, come ho gi\u00e0 detto, inducendo il Capo dello Stato a far uso del mezzo straordinario in suo potere dello scioglimento.<\/p><p>In fondo, poi, \u00e8 da osservarsi che le stesse costruzioni, gli stessi edifici finiscono per esercitare un certo influsso su coloro i quali li vanno ad abitare o vi vanno a compiere i loro lavori. \u00c8 cos\u00ec che, mantenendosi il principio della bicameralit\u00e0, ed evitando nel tempo stesso che l\u2019inferiorit\u00e0 del Senato sia costituzionalmente sancita, noi desideriamo che tale maggiore remissivit\u00e0 della seconda Camera non resti se non una di quelle norme di correttezza che sono e saranno per noi un retaggio della vecchia prassi parlamentare.<\/p><p>Se poi tale principio non dovesse venire accolto, noi siamo allora per la modifica dell\u2019articolo che prevede la facolt\u00e0 di indire il <em>referendum<\/em>, giacch\u00e9 \u00e8 evidente che il Capo dello Stato non dovr\u00e0 ricorrere a tale estremo divisamente se non quando la legge approvata da una delle due Camere e respinta dall\u2019altra rivesta carattere di particolare importanza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lami Starnuti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma con il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abQuando una Camera non si pronuncia, entro il termine stabilito, sopra un disegno di legge approvato dall\u2019altra o quando lo rigetta o lo modifica, l\u2019altra Camera pu\u00f2 richiedere che la questione sia rimessa all\u2019Assemblea Nazionale o sottoposta a <em>referendum<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Onorevoli colleghi, ho creduto opportuno presentare all\u2019esame dell\u2019Assemblea, come emendamento, una proposta che in materia di conflitti fra i due rami del Parlamento gi\u00e0 avevo fatto in seno alla Commissione; e ci\u00f2 affinch\u00e9 l\u2019Assemblea avesse davanti a s\u00e9 tutte le varie possibilit\u00e0, che si presentano per la soluzione di questo problema, che \u00e8, a mio giudizio, fondamentale nel nostro sistema.<\/p><p>Se noi non troviamo il modo di risolvere logicamente gli eventuali conflitti tra Camera e Senato, noi andremo a turbare gravemente e profondamente i lavori legislativi di domani.<\/p><p>Quando io presentai alla Commissione per la Costituzione la mia proposta, essa si era gi\u00e0 pronunciata per la parit\u00e0 dei poteri tra la Camera ed il Senato, di modo che una proposta di risoluzione dei conflitti non poteva, in quel momento, che tenere conto dei voti gi\u00e0 avvenuti in seno alla Commissione medesima.<\/p><p>Davanti all\u2019Assemblea, poich\u00e9 la questione della parit\u00e0 dei poteri viene riproposta <em>ex novo<\/em> con gli emendamenti dell\u2019onorevole Persico, Preti e Carpano Maglioli, il mio emendamento di necessit\u00e0 viene ad avere carattere e valore subordinati, in quanto ritengo anch\u2019io, in via principale, che nel conflitto di poteri tra la Camera ed il Senato, debba avere prevalenza il voto e l\u2019autorit\u00e0 della Camera dei deputati.<\/p><p>UBERTI. Perch\u00e9? Dove sar\u00e0 pi\u00f9 la bicameralit\u00e0, allora?<\/p><p>LAMI STARNUTI. Onorevole Uberti, potremmo anche ricominciare qui la discussione che abbiamo fatta altrove, se il tempo lo consentisse.<\/p><p>All\u2019onorevole Uberti io richiamo l\u2019emendamento di un suo compagno di Gruppo, l\u2019onorevole Fuschini, il quale propone, con determinate cautele, che nel conflitto tra la Camera ed il Senato prevalga, se non si ricorre all\u2019istituto e allo strumento del <em>referendum<\/em>, il voto della Camera dei deputati.<\/p><p>Io voter\u00f2, quindi, in via principale, uno degli emendamenti che sostengono e affermano la prevalenza sul Senato della Camera dei deputati, e considerer\u00f2 il mio emendamento come una proposta subordinata all\u2019esito della votazione principale.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io desidererei che l\u2019Assemblea esaminasse a fondo questa parte del nostro progetto; perch\u00e9 non si tratta di un semplice meccanismo, da considerare migliore di un altro, ma di vedere sul terreno politico quale \u00e8 il modo migliore per uscire da una situazione di gravit\u00e0 che eventualmente potesse presentarsi a causa di un conflitto tra la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica.<\/p><p>L\u2019onorevole Codacci Pisanelli \u2013 che ha parlato, se io non erro, a nome del Gruppo democristiano \u2013 desidererebbe senz\u2019altro che la seconda parte dell\u2019articolo 70 venisse soppressa e che la nostra Costituzione non contenesse alcuna norma, alcun principio per la risoluzione degli eventuali conflitti, lasciando la risoluzione medesima alle trattative amichevoli, ai buoni rapporti fra le due Camere e senza dubbio, agli alti uffici delle pi\u00f9 alte autorit\u00e0 costituite della Repubblica.<\/p><p>Questo criterio non pu\u00f2 essere accettato, anche perch\u00e9 vi sono precedenti nella vita politica di un vicino Stato, la Repubblica francese, in cui l\u2019impossibilit\u00e0 di risolvere il conflitto fra la Camera ed il Senato port\u00f2 a gravissime conseguenze politiche, e fu occasione della caduta del Governo di Blum, della caduta del primo Governo ad indirizzo socialista.<\/p><p>Se il conflitto tra i due rami del Parlamento dovesse accadere, noi desideriamo che vi sia un mezzo giuridico e politico per la risoluzione di questo conflitto.<\/p><p>Il progetto della Commissione, nella seconda parte dell\u2019articolo 70, dice che, sorto il conflitto, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 chiedere che la Camera, la prima Camera, si pronunci o riesamini il disegno; e, se nel riesame conferma la votazione precedente, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno non approvato.<\/p><p>Con questa norma noi portiamo la persona e l\u2019autorit\u00e0 del Presidente della Repubblica nel contrasto vivo tra i due rami del Parlamento; noi rendiamo il Presidente della Repubblica arbitro del conflitto e oggetto, quindi, delle recriminazioni, delle disapprovazioni, degli attacchi di una parte del mondo politico italiano.<\/p><p>Il Presidente della Repubblica, avendo facolt\u00e0 di sottoporre la legge al <em>referendum <\/em>popolare, potrebbe non esercitare la facolt\u00e0, e \u2013 come dicevo poc\u2019anzi \u2013 rendersi quindi, responsabile della decisione che distrugge la proposta di legge.<\/p><p>Ma se anche il Presidente si volesse mostrare in ogni caso imparziale tra i due rami del Parlamento e assumere a regola costante della sua condotta il ricorso al <em>referendum <\/em>popolare affinch\u00e9 la volont\u00e0 della Nazione fosse essa la risolutrice del conflitto tra la Camera e il Senato, vi sarebbero casi \u2013 e casi gravi di conflitto \u2013 in cui il ricorso al <em>referendum<\/em> non sarebbe giuridicamente possibile.<\/p><p>Alla Commissione per la Costituzione, redigendo l\u2019articolo 70, \u00e8 sfuggita probabilmente la norma contenuta nell\u2019ultima parte dell\u2019articolo 72, per la quale non pu\u00f2 farsi ricorso al <em>referendum<\/em>, quando la legge \u00e8 legge di carattere tributario.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, molti conflitti fra il Senato e la Camera dei deputati potrebbero sorgere appunto in occasione delle leggi tributarie. Quando un ramo del Parlamento approvasse leggi come quelle approvate recentemente dall\u2019Assemblea Costituente, e l\u2019altro ramo le respingesse, il Presidente della Repubblica non potrebbe fare uso della facolt\u00e0 di ricorso al <em>referendum<\/em>. N\u00e9 l\u2019Assemblea Costituente potrebbe rendere possibile in ogni caso il <em>referendum<\/em> popolare modificando l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 72, perch\u00e9 in materia di leggi tributarie il <em>referendum <\/em>non \u00e8 umanamente e politicamente possibile; se le autorit\u00e0 dello Stato sottoponessero al voto dei contribuenti gli oneri maggiori richiesti da superiori necessit\u00e0 nazionali, quelle leggi sarebbero certo sistematicamente respinte.<\/p><p>Vi sono adunque dei casi in cui il Presidente della Repubblica non potrebbe far uso della sua facolt\u00e0. Vi sarebbero dunque dei casi destinati aprioristicamente a rimanere insoluti e sarebbero casi di grande importanza nell\u2019interesse della Nazione perch\u00e9 potrebbero rappresentare un lodevole tentativo di mitigare la disparit\u00e0 dell\u2019onere finanziario tra le varie classi sociali, di creare una maggiore e pi\u00f9 alta giustizia sociale.<\/p><p>E allora questo sistema non pu\u00f2 raccomandarsi al voto e all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea Costituente. Se noi vogliamo trovare il mezzo giuridico di risolvere il conflitto, non possiamo che dare la prevalenza al voto della Camera dei deputati, oppure accogliere la mia proposta, portare il conflitto in seno all\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Mi si dir\u00e0 che il meccanismo dell\u2019Assemblea Nazionale non \u00e8 semplice, che l\u2019Assemblea Nazionale, per il numero dei suoi componenti, pu\u00f2 diventare tarda, pigra, farraginosa nell\u2019espletamento del suo mandato.<\/p><p>Mi si dir\u00e0 che in questo modo costituiamo veramente una terza Camera; ma io ritorco l\u2019obiezione e dico agli avversari che bisogna scegliere fra le due vie: o l\u2019Assemblea Nazionale o la prevalenza al voto e alle deliberazioni della Camera dei deputati. Il sistema scelto dalla Commissione per la Costituzione \u00e8 gravemente difettoso. Il sistema proposto dall\u2019onorevole Codacci Pisanelli \u00e8 pieno di pericoli.<\/p><p>Veda l\u2019Assemblea Costituente quale dei vari sistemi preferisce. Io rivolgo preghiera all\u2019Assemblea di non trascinare nel conflitto fra la Camera ed il Senato la figura ed il nome del Presidente della Repubblica. Tanto minori saranno i poteri legali del Presidente, tanto pi\u00f9 alti saranno la sua autorit\u00e0 ed il suo prestigio.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Preti, Binni, Zanardi, Grilli, Treves, Longhena, Nasi, Lussu, Villani, Cianca, Cairo hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSe non si pronuncia sul disegno di legge, lo modifica o lo rigetta, e se un Comitato composto di membri di entrambe le Camere, stabilito dalla legge, non riesce a raggiungere un accordo, la decisione della Camera dei deputati varr\u00e0 come decisione del Parlamento\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Preti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PRETI. Dico subito che, di massima, potrei aderire agli emendamenti dell\u2019onorevole Carpano Maglioli e dell\u2019onorevole Persico. Se mantengo, anche dopo la loro lucida esposizione, il mio emendamento, \u00e8 solo perch\u00e9 credo che in questa sede costituisca anch\u2019esso un utile tentativo per trovare eventualmente una formula che possa sodisfare l\u2019una e l\u2019altra parte della Camera. Ora, con l\u2019emendamento mio, come con quelli dell\u2019onorevole Persico e dell\u2019onorevole Carpano, ci si propone, di fronte al possibile conflitto fra le due Camere, di risolvere il problema sanzionando il primato della Camera dei deputati; primato che, di fatto, esisteva anche in regime di Statuto albertino.<\/p><p>Del resto, io credo che nessuno qui si illuda che domani il Senato, qualunque sia per essere il testo della Costituzione, possa avere di fatto gli stessi poteri della Camera dei deputati. Lo stesso onorevole Codacci Pisanelli \u00e8 convinto che, almeno in linea di fatto, il Senato domani sar\u00e0 subordinato alla Camera.<\/p><p><em>Voci.<\/em> No, no!<\/p><p>PRETI. L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha detto precisamente che la subordinazione del Senato dovr\u00e0 domani divenire una consuetudine di correttezza costituzionale. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Clerici<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lei si richiama all\u2019America, onorevole Clerici; ma l\u00e0 vige un regime presidenziale che non ha niente a che fare col regime parlamentare. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 un confronto che non si pu\u00f2 fare.<\/p><p>Per tornare all\u2019argomento, dir\u00f2 che mi sono proposto di rispettare il pi\u00f9 possibile l\u2019autorit\u00e0 della Camera alta; e sostanzialmente non vi \u00e8 gran differenza tra il mio emendamento e quello dell\u2019onorevole Fuschini, il quale \u00e8 pure di parte democristiana&#8230;<\/p><p>SCOCA. Che vuol dire questo? Che c\u2019entra la politica?<\/p><p>PRETI. Io propongo che, quando le due Camere non si trovino d\u2019accordo, la decisione sia deferita ad un Comitato misto costituito da membri di entrambe. Solo quando l\u2019accordo non venga trovato, la decisione definitiva della Camera dei Deputati finir\u00e0 per avere la prevalenza. Perci\u00f2, se, in ordine agli emendamenti dell\u2019onorevole Persico e dell\u2019onorevole Carpano Maglioli, si poteva lamentare che il Senato, dopo essersi pronunciato una sola volta, venisse senz\u2019altro estromesso dalla seconda decisione della Camera, a norma del mio emendamento questo non accade pi\u00f9.<\/p><p>Inviterei pertanto, anche l\u2019onorevole Fuschini, il quale analogamente a me propone il ricorso a Commissioni miste, a porsi sul mio piano per quel che concerne la decisione finale del contrasto. Infatti, riconoscere, come egli fa, al Presidente della Repubblica il potere di indire il <em>referendum<\/em>, nel caso in cui non si trovi l\u2019accordo in sede di Commissione, mi sembra non sia molto in armonia con i canoni di una democrazia parlamentare, quale la nostra vuole essere. Sostanzialmente qui si vorrebbero dare al Presidente della Repubblica italiana dei poteri che il Re non ha mai avuto.<\/p><p>Per concludere poi, vorrei fare all\u2019onorevole Uberti, che si \u00e8 richiamato tanto, durante le sue frequenti interruzioni, al principio del bicameralismo, una osservazione, a sfondo politico pi\u00f9 che giuridico, per fargli intendere come, quando si parla del principio della bicameralit\u00e0, si corra assai sovente dietro a un nome vano.<\/p><p>Chi sono i soggetti della vita parlamentare? Senz\u2019altro i gruppi parlamentari, e attraverso di essi i partiti. In ciascuna Camera i deputati votano in una certa maniera, perch\u00e9 cos\u00ec ha stabilito il loro partito. Almeno quando si tratta di decisioni che abbiano una certa rilevanza politica!<\/p><p>Di guisa che io non posso concepire come domani, quando vi saranno entrambe le Camere, il partito democristiano o quello comunista o qualsiasi altro possa essere di un avviso alla Camera dei deputati e di un altro al Senato. Ripeto che questo non \u00e8 possibile, perch\u00e9 vi saranno, senza dubbio, delle direttive di carattere politico, alle quali i deputati si atterranno.<\/p><p>UBERTI. Allora non vi saranno conflitti.<\/p><p>PRETI. Vi potranno essere dei conflitti di carattere tecnico, nel senso che i rappresentanti di un partito al Senato, su una specifica questione tecnica, possono pensarla diversamente dai rappresentanti di quello stesso partito alla Camera dei deputati.<\/p><p>Ma, quando si tratta di conflitti di carattere tecnico, \u00e8 chiaro che si trover\u00e0 sempre un amichevole accordo, anche se \u00e8 sancito, in linea di diritto, il primato della Camera dei deputati.<\/p><p>Io capisco che i conservatori, i quali pensavano ad un Senato che non fosse espressione del suffragio universale, tenessero ad attribuirgli poteri pari a quelli della Camera dei deputati, per sabotare l\u2019azione progressista di quest\u2019ultima. Ma oggi questo intestardirsi sulla parit\u00e0 del Senato non ha ragion d\u2019essere, posto che entrambe le Camere sono espressione della volont\u00e0 popolare. A meno che&#8230; non si intenda giocare sul fatto che la Camera dei deputati dovrebbe essere eletta con la proporzionale ed il Senato col collegio uninominale; di maniera che, mentre alla Camera dei deputati saranno rappresentate veramente tutte le forze politiche, e cio\u00e8 anche quei partiti, che hanno un modesto seguito, al Senato saranno per contro rappresentati quasi esclusivamente i grandi partiti. Anzi, vorrei dire che, se le elezioni prossime dovessero profilarsi alla stregua delle elezioni amministrative di Roma, in Senato non vi sarebbero pi\u00f9 che comunisti e democristiani. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma allora \u00e8 il caso di dire all\u2019onorevole Uberti, all\u2019onorevole Tosato e ai loro amici \u2013 che hanno votato contro il collegio uninominale \u2013 che non dovrebbero approfittare di questo deprecabile squilibrio, e dovrebbero per ci\u00f2 riconoscere a quella Camera dei deputati in cui sono rappresentate tutte le forze politiche, il diritto di decidere in un\u2019ultima istanza. Perch\u00e9, quando una divergenza politica vi fosse tra Senato e Camera dei deputati, la causa risiederebbe nel fatto che il Senato, essendo stato eletto col collegio uninominale, non rappresenterebbe veramente la volont\u00e0 popolare, almeno dal punto di vista della democrazia moderna.<\/p><p>UBERTI. Lei ci d\u00e0 ragione: anche noi siamo contro il sistema uninominale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha proposto di sostituire il secondo periodo del secondo comma col seguente:<\/p><p>\u00abSe non si pronuncia entro un mese o se conferma la precedente deliberazione, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 di sottoporre a <em>referendum<\/em> popolare il disegno di legge approvato dall\u2019altra Camera\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>PERASSI. Il mio emendamento non tocca la sostanza del sistema previsto dal progetto costituzionale; propone soltanto una formulazione, che a me sembra pi\u00f9 corretta; per conseguenza non occorre nessuna illustrazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, sostituire il secondo periodo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSe non si pronuncia o se la nuova deliberazione conferma la precedente, il Presidente della Repubblica pu\u00f2 invitare le Camere a riesaminare, a mezzo delle loro Commissioni competenti, il disegno di legge. Se non si addivenga ad un accordo sui punti controversi, avr\u00e0 la prevalenza la decisione della Camera dei deputati, qualora il Presidente della Repubblica ritenga di non indire il <em>referendum<\/em> popolare sul disegno non approvato\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>FUSCHINI. Onorevoli colleghi! Io mi sono permesso di presentare questo emendamento perch\u00e9 ritengo che il problema dei conflitti tra le due Camere possa sorgere specialmente nella discussione dei disegni di legge. Dal punto di vista politico bisogna premettere che vi \u00e8 parit\u00e0 tra la Camera ed il Senato; perch\u00e9 a mio avviso, se non si mantiene o si sopprime in parte l\u2019Assemblea Nazionale, ogni voto politico di una delle Camere \u00e8 sufficiente per imporre al Governo le conseguenti decisioni. Un voto di sfiducia, sia esso dato dal Senato o dalla Camera, dove far dimettere il Governo. Quindi, parit\u00e0 tra Camera e Senato dal punto di vista politico deve esistere e dovr\u00e0 essere sancita nell\u2019articolo 87.<\/p><p>Ma quando siamo in tema di carattere legislativo vero e proprio, di discussione cio\u00e8 sui disegni di legge o di formazione delle leggi, come dice il titolo del progetto della Costituzione che stiamo ora discutendo, io ritengo che sia un semplicismo troppo evidente quello di ridurre l\u2019articolo 70 alla affermazione che un disegno di legge, una volta approvato da una Camera, deve essere trasmesso all\u2019altra. Sarebbe questo un articolo che non avrebbe bisogno di essere inserito nella Costituzione, perch\u00e9 se \u00e8 vero che le due Camere debbono collettivamente attendere alla formazione della legge, \u00e8 evidente che una volta che una legge sia approvata da una Camera, deve essere trasmessa all\u2019altra, e secondo me, l\u2019articolo 70, formulato cos\u00ec come propone l\u2019onorevole Mortati, sarebbe un pleonasmo. (<em>Interruzione del deputato Uberti<\/em>)<em>.<\/em> Allora, amico Uberti, si dovrebbero sopprimere molte cose che sono nella Costituzione; ma noi abbiamo imparato in Sottocommissione ad occuparci delle pi\u00f9 minute cose, che forse non erano necessarie, e le abbiamo volute, dir\u00f2 cos\u00ec, costituzionalizzare, ed abbiamo voluto prevedere quasi tutto nella Costituzione, in modo da non lasciare molto alla prassi, alla consuetudine e, dir\u00f2 cos\u00ec, ai rapporti di buona collaborazione che sempre sono esistiti, e speriamo, sempre esistano, fra le due Camere, perch\u00e9 questa dell\u2019andar d\u2019accordo \u00e8 una necessit\u00e0 di vita.<\/p><p>Siccome i nostri maestri, che sono presenti, ci hanno insegnato che bisogna inserire e risolvere nella Costituzione ogni prevedibile ipotesi, cos\u00ec dobbiamo ora prevedere che dalla discussione delle leggi possano sorgere conflitti tra la prima e la seconda Camera, e perci\u00f2 \u00e8 stato formulato l\u2019articolo 70. Ci\u00f2 premesso, io ho ritenuto di proporre di sostituire al secondo comma una nuova dizione.<\/p><p>Il primo comma \u00e8 peraltro esso pure importante, perch\u00e9 indica i termini dell\u2019esame del disegno di legge. Infatti in esso \u00e8 stabilito il termine di tre mesi entro il quale una Camera deve pronunciarsi sui disegni di legge che ha ricevuti dall\u2019altra Camera, e fra le due Camere tale termine potr\u00e0 essere concordemente modificato.<\/p><p>Mi si permetta a questo proposito di fare un rilievo. Nell\u2019emendamento dei colleghi onorevoli Targetti e Carpano si fa accenno alla Camera dei deputati in maniera tale per cui sembra che i disegni di legge debbano essere presentati in precedenza sempre alla Camera dei deputati.<\/p><p>Ora, a me sembra che debba rimanere ben chiaro che la presentazione dei disegni di legge da parte del Governo deve essere libera, e cio\u00e8 possono essere presentati o alla Camera dei deputati o al Senato. Quindi, le modifiche che sono state proposte, sia al primo che al secondo comma, dagli onorevoli colleghi socialisti, mi pare abbiano un presupposto, e cio\u00e8 che i disegni di legge debbono essere presentati inizialmente alla Camera dei deputati.<\/p><p>Questo, secondo me, va eliminato, perch\u00e9 \u00e8 un errore nel quale non bisogna cadere; noi riteniamo che, anche in campo legislativo, il Senato deve essere tenuto nello stesso conto da parte del Governo, come \u00e8 tenuta la Camera dei deputati.<\/p><p>Tornando al mio emendamento rilevo che \u00e8 inesatto sostenere che esso offenda il principio della bicameralit\u00e0. Si dice che si offende la bicameralit\u00e0 dando la prevalenza alle deliberazioni della Camera dei deputati.<\/p><p>Il mio emendamento riconosce che un conflitto fra le due Camere pu\u00f2 sorgere, e siccome si vuole che questa Costituzione sia rigida e regoli tutto, allora io ripeto, regoliamo anche questa materia. Quando la Costituzione non era rigida, ma flessibile, molte cose erano lasciate alla consuetudine. Lo Statuto albertino, almeno dal punto di vista legislativo e formale, non ci ha retto male, ma ci ha guidati per quasi cento anni, indipendentemente da tutte le affermazioni che fanno al riguardo i dottrinari. La consuetudine poteva continuare ad aver valore in alcuni casi. Egregi colleghi, io ho partecipato per molti anni come funzionario ai lavori della Camera dei deputati e non mi sono mai accorto, lavorando come lavorano gli egregi cari colleghi che stanno in questa Aula al banco della Presidenza come funzionari, che un disegno di legge sia tornato la quarta volta alla Camera, dopo essere stato esaminato ed approvato dal Senato.<\/p><p>Quindi, io credo che in ultima analisi noi qui regoliamo una eventualit\u00e0 che sar\u00e0 oltremodo rara, e si potrebbe anche omettere questo regolamento. Ma, come ho detto, \u00e8 bene regolarla, perch\u00e9 abbiamo voluto questo genere di Costituzione alla quale nulla deve sfuggire e che tutto deve regolare, perch\u00e9 non si ha da molti una grande fiducia nei futuri Parlamenti.<\/p><p>Io ho preso nota della proposta della Commissione, e mi sono limitato ad inserirvi semplicemente un accorgimento nuovo. Avendo presente che i disegni di legge sono esaminati da speciali Commissioni propongo che, nei casi di conflitto e quando non si riesca a dirimerli, il Presidente della Repubblica possa invitare le Camere a fare riesaminare il disegno di legge da dette Commissioni. L\u2019altro giorno l\u2019onorevole Bozzi sosteneva che il Presidente della Repubblica doveva anche lui partecipare alla formazione della legge. Credo anch\u2019io che il Presidente della Repubblica non si possa estraniare dalla iniziativa e formazione della legge, e domando: credete che il Governo possa presentare i disegni di legge alla Camera o al Senato senza informarne il Presidente della Repubblica? Nel passato vi era una forma di informazione del Capo dello Stato che consisteva nel sottoporgli la firma di un decreto autorizzante la presentazione di un disegno di legge al Parlamento. Voi potrete eliminare questa formalit\u00e0 ma non potrete impedire che il Governo informi il Capo dello Stato della presentazione di leggi specialmente se importanti, che costituiranno materia di discussione ed eventualmente di conflitto di carattere politico in seno al Parlamento. Ora, credo che non si degrader\u00e0 dal suo alto seggio il Presidente della Repubblica (che certamente sar\u00e0 un uomo che seguir\u00e0 i lavori delle Camere, e non perder\u00e0 il suo tempo nel cerimoniale) se in un determinato momento, quando sorga un conflitto insanabile perch\u00e9 le due Camere resistono sui loro punti di vista, si stabilir\u00e0 che il Presidente della Repubblica possa invitare, attraverso i Presidenti, le due Camere a riunire le due Commissioni esaminatrici del disegno di legge a cercare insieme di superare il conflitto in una discussione amichevole e cordiale. Mi sembra che ci\u00f2 non sia abbassare l\u2019autorit\u00e0 del Presidente, ma attribuirgli compiti concreti che possano elevarne il prestigio.<\/p><p>Ora, io sono contrario invece alla proposta dell\u2019onorevole Preti, che vorrebbe che fosse stabilito per legge un apposito Comitato. Per quale ragione formare un Comitato speciale quando vi sono, nelle due Assemblee, Commissioni che hanno esaminato e riesaminato lo stesso disegno di legge? Sono queste due Commissioni che possono essere chiamate a risolvere, se \u00e8 possibile, il conflitto. Ed io credo, onorevoli colleghi, che da un esame ponderato da parte dei responsabili dei rappresentanti delle due Assemblee possano sortire dei buoni effetti. Se poi, per avventura, il conflitto non si riuscisse a comporlo, il Presidente della Repubblica, secondo la mia proposta, dar\u00e0 corso al disegno di legge come \u00e8 stato approvato dalla Camera dei deputati o indir\u00e0 il <em>referendum<\/em>. Perch\u00e9, si domander\u00e0, dare alla Camera dei deputati la prevalenza? Qui mi si consenta di rivolgermi in modo speciale ai cari colleghi democristiani, per far loro presente che la Camera dei deputati, secondo il sistema che \u00e8 stato elaborato, \u00e8 una Camera che ha per lo meno una prevalenza indiscutibile, quella numerica, che, consideratela pure come vorrete, avr\u00e0 sempre ragione, specie quando metterete insieme Camera e Senato nell\u2019Assemblea Nazionale. Avrei desiderato che il Senato fosse stato nominato, non col sistema del suffragio universale diretto, ma col sistema del suffragio universale indiretto, perch\u00e9 credo che col sistema del suffragio indiretto sarebbe stata possibile una migliore selezione di uomini adatti a studiare e discutere le leggi, e quindi ad interessarsi dei problemi legislativi in una maniera pi\u00f9 realistica di quella che non possono fare gli elementi che formeranno la Camera dei deputati, che sono prevalentemente elementi politici, pi\u00f9 adatti alla sintesi, mentre sono pi\u00f9 idonei all\u2019analisi quegli altri, con la visione pi\u00f9 diretta degli interessi locali e di categoria.<\/p><p>Ma io dico ai miei amici: non vi dovete preoccupare se vi sar\u00e0 la prevalenza della Camera dei deputati, che rappresenta il maggiore consesso sul quale la Repubblica deve fondare le sue speranze e il suo consolidamento, e deve costituire un valido strumento per educare, attraverso il suo lavoro ed il suo comportamento, la popolazione del nostro Paese. N\u00e9 si deve dire che si offende la parit\u00e0 del Senato, nei confronti della Camera, perch\u00e9 la parit\u00e0 politica rimane assolutamente ferma e perch\u00e9 la parit\u00e0 legislativa \u00e8 semplicemente una eccezione di indole tecnica che si inserisce nell\u2019attivit\u00e0 delle due Camere, solo quando queste non siano riuscite ad andare d\u2019accordo.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ha fatto une osservazione acuta rilevando che l\u2019articolo 72, ultimo comma, stabilisce che non \u00e8 possibile ammettere il <em>referendum<\/em> per le leggi finanziarie, per cui nell\u2019ipotesi che sorga il conflitto su una legge finanziaria non sarebbe possibile far ricorso al <em>referendum<\/em> per risolvere il conflitto stesso. Orbene io osservo che se il conflitto avverr\u00e0 su una legge finanziaria, vorr\u00e0 dire prima di tutto che il Governo sar\u00e0 carente nei suoi compiti. Noi dimentichiamo che nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 legislativa non partecipano soltanto le Camere legislative, ma vi prende parte anche il Governo. Ci siamo abituati, in questa Assemblea Costituente, a non sentire mai l\u2019influenza del Governo sull\u2019Assemblea stessa. Ma quando in quel banco vi sar\u00e0 un Governo responsabile, il quale vorr\u00e0 che un determinato disegno di legge raggiunga l\u2019approvazione delle Camere, il Governo stesso metter\u00e0 in moto tutta la sua forza \u2013 e se \u00e8 un Governo forza ne deve avere, altrimenti dovrebbe considerarsi un Governo fantasma \u2013 adoprer\u00e0 cio\u00e8 la maggioranza parlamentare che lo sostiene, affinch\u00e9 una legge, ad esempio finanziaria, sia approvata dalla prima e anche dalla seconda Camera.<\/p><p>Non dimentichiamo mai questo intervento del Governo, che pu\u00f2 determinare ed eliminare le ragioni di conflitto che possono sorgere tra le due Assemblee. Ma se, per ipotesi, anche l\u2019influenza del Governo non potesse essere cos\u00ec concludente, non si offende certo la dignit\u00e0 del Presidente della Repubblica se lo si chiama a decidere e a risolvere il conflitto, non mediante il <em>referendum<\/em>, ma per mezzo del pi\u00f9 grande appello al Paese sciogliendo le Camere.<\/p><p>Confido di avere abbastanza spiegato le ragioni che appoggiano il mio emendamento, \u00e8 perci\u00f2 mi lusingo che almeno i miei amici politici non mi lasceranno solo, e mi useranno la cortesia di approvare il mio emendamento. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stato presentato ora un emendamento a firma degli onorevoli Mortati, Uberti, Domined\u00f2 ed altri del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Limitare l\u2019articolo alle seguenti parole del primo comma:<\/em> i disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Il nostro emendamento deriva dall\u2019insoddisfazione delle varie soluzioni che sono state prospettate sia nel progetto sia negli emendamenti proposti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Lei, onorevole Mortati, ha il diritto di mutare opinione, ma anch\u2019io ho il diritto di ricordare che in Commissione fu proprio lei a proporre quanto poi noi abbiamo deciso: noi dunque non abbiamo fatto che approvare una sua proposta.<\/p><p>MORTATI. Faccio osservare all\u2019onorevole Ruini che la proposta era stata formulata quando non era ancora configurato l\u2019assetto definitivo ed il modo di formazione delle Camere. In ogni caso non mi pare sia inibita una migliore riflessione su argomenti di tanta importanza.<\/p><p>Tornando all\u2019emendamento, mi pare necessario illustrare brevemente le ragioni di debolezza dei vari sistemi suggeriti per giungere alla risoluzione dei conflitti fra le Camere. La prima proposta, la pi\u00f9 importante, quella intorno a cui vi \u00e8 raccolto il maggior numero di emendamenti, trova la soluzione affermando la supremazia di una Camera nei confronti dell\u2019altra, dando la prevalenza all\u2019opinione dell\u2019una, e precisamente a quella della Camera dei deputati.<\/p><p>Ora, io osservo pregiudizialmente che una soluzione di questo genere non potrebbe esser presa cos\u00ec a s\u00e9 stante, avulsa da tutto il resto, giacch\u00e9 questo problema \u00e8 intimamente connesso con tutta l\u2019architettonica, diremo cos\u00ec, del progetto e quindi anche con quello della posizione delle Camere nell\u2019attivit\u00e0 politica di conferimento della fiducia al Governo. Non sarebbe infatti giustificato ammettere che una Camera possa far cadere il Governo con il suo voto di sfiducia e non possa invece arrestare una proposta che abbia riportato il consenso dell\u2019altra Camera.<\/p><p>Sembra pertanto che il principio della supremazia di una Camera sull\u2019altra, non potrebbe ammettersi, se non allargando la discussione per comprendervi altres\u00ec gli altri casi in cui le due Camere debbono agire di conserva.<\/p><p>Non si riesce poi a comprendere per quali motivi noi dovremmo pregiudicare fin da ora la questione della posizione giuridica delle due Camere, quando non abbiamo ancora alcun elemento di giudizio sul quale fondare la preminenza di una sull\u2019altra, e quando quindi tutto consiglia di affidare allo svolgimento avvenire delle istituzioni, alla formazione di quelle convinzioni, formate in base alla considerazione del prestigio ottenuto, dell\u2019attivit\u00e0 svolta, delle prove di capacit\u00e0 fornite, del seguito conseguito nel Paese, la determinazione del rispettivo peso politico di ciascuna delle due Assemblee.<\/p><p>Tutte le considerazioni addotte qui, per dimostrare che una Camera debba, a priori, avere una preminenza sull\u2019altra, a mio avviso, non hanno consistenza.<\/p><p>Si \u00e8 da alcuni giustificata tale opinione invocando il fatto che una delle due Camere \u00e8 eletta col sistema della proporzionale e l\u2019altra col collegio uninominale. Ma, a parte ogni indagine sul punto se la rappresentanza attraverso il collegio uninominale sia pi\u00f9 o meno efficiente di quella ottenuta con la proporzionale, \u00e8 da osservare che, secondo una decisione gi\u00e0 presa dall\u2019Assemblea, i procedimenti elettorali per la formazione della Camera non sono materia costituzionale, essendo da regolare con leggi semplici. Essi quindi sono soggetti a dei mutamenti, che potranno anche essere frequenti e condurre ad uno spostamento della base elettorale delle due Camere. Sicch\u00e9, seguendo l\u2019opinione confutata, noi stabiliremmo nella Costituzione una disposizione che statuisce la disparit\u00e0 fra le due Camere, fondandola su qualche cosa del tutto contingente, quindi legheremmo una situazione di carattere costituzionale con un evento che non ha carattere costituzionale. Questo mi pare cos\u00ec grave da non potere essere accettato.<\/p><p>Cos\u00ec neanche mi pare sia decisiva l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fuschini, secondo cui il numero diverso dei componenti le due Camere determini una maggiore rappresentativit\u00e0 di quella pi\u00f9 numerosa rispetto all\u2019altra. Potrebbe essere, invece, proprio quella di minor numero, che col suo lavoro pi\u00f9 ponderato, pi\u00f9 efficiente, riesca a riscuotere una maggiore fiducia nel popolo, e quindi ad acquistare quel prestigio, da cui solamente pu\u00f2 argomentarsi una preminenza.<\/p><p>Perch\u00e9, che nel sistema bicamerale una preminenza di una Camera sull\u2019altra finisca per determinarsi, possiamo anche ammetterlo; ma non possiamo ammettere che questa preminenza non si lasci al fatto, ma si consacri espressamente, ed <em>a priori<\/em>, quando, per di pi\u00f9, come ho detto, non abbiamo alcun elemento per poter giungere a questa differenziazione. Io avrei ancora capito la soluzione che ci si propone se una delle Camere fosse stata eletta con suffragio indiretto e l\u2019altra col suffragio diretto: allora si sarebbe forse potuto argomentare \u2013 per me inesattamente \u2013 per una minore rappresentativit\u00e0, per una minore forza politica della prima rispetto all\u2019altra. Ma siccome si \u00e8 deciso che tutte e due vengano elette col suffragio universale diretto, mi pare che non abbiamo elementi di giudizio per una condanna preventiva, per stabilire <em>a priori<\/em> l\u2019inferiorit\u00e0 dell\u2019una rispetto all\u2019altra, e che anzi sia utile, sia opportuno non pregiudicare quelli che potranno essere gli svolgimenti avvenire per imporre fin d\u2019ora una disparit\u00e0.<\/p><p>Giudizio ugualmente negativo si deve dare, a mio avviso, alla proposta di deferire la soluzione delle controversie fra le due Camere all\u2019Assemblea Nazionale. A parte che l\u2019accoglimento di questo punto di vista sarebbe da rinviare a quando fosse deciso sulla figura di tale organo, su cui tante controversie ancora ci sono, \u00e8 da osservare che affidare tale soluzione all\u2019Assemblea Nazionale significherebbe deformare la fisionomia che abbiamo voluto dare ad essa, che dovrebbe avere compiti limitati alla sfera dell\u2019azione di direzione politica, in senso stretto, e non estesi all\u2019attivit\u00e0 legislativa. Osservo poi un\u2019altra cosa: che, in sostanza, adottando questa soluzione, si viene a sboccare in quella precedente, della supremazia della prima Camera sulla seconda. Infatti le decisioni recentemente prese hanno condotto ad affermare una differenziazione numerica cos\u00ec sensibile fra le due Camere, da far quasi scomparire il peso del Senato di fronte a quello della Camera, in un\u2019Assemblea che riunisse insieme i due corpi.<\/p><p>Rimane l\u2019altra soluzione: quella del <em>referendum.<\/em> Ma anche questa mi pare sia da scartare. Ci sono anzitutto delle difficolt\u00e0 pratiche \u2013 su cui ha richiamato acutamente l\u2019attenzione l\u2019onorevole Lami Starnuti; e ci\u00f2 per l\u2019esistenza di materie, come quella finanziaria, per la quale non \u00e8 consentito ricorrere al <em>referendum<\/em>, sicch\u00e9 se un conflitto scoppiasse in ordine ad esse non si potrebbe far luogo al rimedio. Affermare poi la superiorit\u00e0 della Camera dei deputati in ordine ai tributi significherebbe riferirsi ad una situazione omissibile solo quando il Senato era non elettivo.<\/p><p>Ma, a parte questo, c\u2019\u00e8 una considerazione ancora pi\u00f9 importante: che il <em>referendum<\/em> in caso di conflitto non serve a risolvere il conflitto stesso, ma ad aggravarlo, perch\u00e9 la soluzione prescelta dal popolo porta a screditare la Camera condannata da questo verdetto popolare, e pertanto la successiva attivit\u00e0 di questa Camera viene ad essere inficiata, cos\u00ec che se si vuole mantenere ancora nella sua efficienza il principio bicamerale bisogna per forza che prima o poi si giunga allo scioglimento di questa Camera.<\/p><p>E allora tanto vale che si rinunci all\u2019espediente del <em>referendum<\/em> e si ricorra diretta mente al rimedio dello scioglimento.<\/p><p>Accertata cos\u00ec la insoddisfazione delle varie soluzioni proposte, a che cosa affidare la soluzione di questi conflitti? Noi non dobbiamo dimenticare che stiamo creando un regime parlamentare che importa precisamente questo: un rapporto costante di fiducia tra il Governo e le due Camere. Quando noi stabiliamo che il Governo ha bisogno della fiducia delle due Camere per mantenersi in vita, fiducia espressa con apposito voto (e su questo mi pare siamo tutti d\u2019accordo) la conseguenza \u00e8 che su questa relazione di fiducia fra le Camere ed il Governo bisogna trovare l\u2019elemento equilibratore e di conciliazione.<\/p><p>Non dobbiamo dimenticare che in regime parlamentare l\u2019arbitro e disciplinatore della attivit\u00e0 legislativa \u00e8 il Governo, ed \u00e8 esso che, dovendo curare il costante mantenimento della fiducia da cui deriva la sua investitura, trover\u00e0 di volta in volta il mezzo pi\u00f9 adatto per la soluzione delle divergenze.<\/p><p>I dissidi possono sorgere su questioni secondarie, ed allora il Governo lascer\u00e0 cadere, almeno pel momento, il progetto su cui si manifesta l\u2019opposizione di una Camera. Ma se il progetto \u00e8 essenziale alla realizzazione della politica governativa, allora il Governo porr\u00e0 su di esso la questione di fiducia. La sfiducia importer\u00e0 una crisi che dovr\u00e0 risolversi o con le dimissioni del Governo o con lo scioglimento di una o di entrambe le Camere.<\/p><p>\u00c8 quindi in questo meccanismo parlamentare che noi possiamo trovare la sola soluzione sodisfacente.<\/p><p>Affidare tale soluzione ad una meccanica rigida di interventi quale prevista dall\u2019articolo 70 e dai vari emendamenti, mi pare significhi trascuranza della sostanziale natura dei rapporti fra gli organi costituzionali in regime parlamentare e significa mettersi su una via che finirebbe per compromettere il sistema costituzionale che vogliamo fondare.<\/p><p>La soluzione da me proposta \u00e8 pi\u00f9 radicale di quella dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, che vorrebbe sopprimere solo l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 70, lasciando la parte che deferisce al Presidente della Repubblica la richiesta alla Camera ricalcitrante di procedere al riesame del disegno. Non mi pare opportuno conferire tale facolt\u00e0 senza prevedere le ulteriori conseguenze per un eventuale conferma del precedente atteggiamento della Camera. Se noi facciamo muovere un personaggio cos\u00ec importante, come il Presidente della Repubblica, dobbiamo concludere che, se il passo da lui compiuto non desse nessun risultato, non si potrebbe far cadere nel nulla la sua iniziativa, ma bisognerebbe completare questo procedimento, e ammettere che in caso di persistenza del conflitto si ricorra ad altri mezzi di soluzione.<\/p><p>Io invece propongo di eliminare ogni accenno all\u2019ipotesi di contrasti e di lasciare solo l\u2019inciso che si riferisce alla trasmissione all\u2019altra Camera dei progetti approvati dalla prima. L\u2019onorevole Fuschini osservava che quest\u2019inciso si potrebbe eliminare; forse \u00e8 utile conservarlo, intendendo la prescrizione come diretta a sancire l\u2019obbligo della prosecuzione del procedimento e quindi il principio della necessit\u00e0 del passaggio all\u2019altra Camera del progetto gi\u00e0 approvato.<\/p><p>Per queste ragioni io prego l\u2019Assemblea di approvare il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Ruini di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Questo articolo del progetto contempla due punti: il primo \u00e8 quello della trasmissione di un disegno di legge approvato da una Camera all\u2019altra Camera; il secondo la questione, molto pi\u00f9 grave, della divergenza, del conflitto tra le due Camere.<\/p><p>Quanto al primo punto io consento con quello che ha osservato l\u2019onorevole Fuschini. Se si trattasse di dire che quando una Camera ha approvato un progetto lo trasmette all\u2019altra, la disposizione evidentemente non sarebbe tale da doversi mettere nella Costituzione. Non si pu\u00f2 perci\u00f2 ridurre tutto ad una piccola frase, che ha valore di regolamento, e forse meno che di regolamento. L\u2019intento dell\u2019onorevole Mortati \u00e8 evidentemente di sopprimere l\u2019altra parte dell\u2019articolo; ma allora bisogna anche sopprimere la prima disposizione che non dice nulla.<\/p><p>Discuter\u00f2 dopo la parte pi\u00f9 importante.<\/p><p>Sopra il primo comma vi sono tre emendamenti. Il primo \u00e8 quello dell\u2019onorevole Persico. Il progetto della Commissione diceva che i disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra per l\u2019approvazione entro tre mesi, oppure entro un diverso termine da concordare fra le due Camere. L\u2019onorevole Persico propone di dire senz\u2019altro: nel termine che la Camera che ha approvato il disegno di legge intima all\u2019altra. Ma questo \u00e8 contro ogni tradizione di cortesia e riguardo parlamentare. Una Camera non pu\u00f2 imporre un termine all\u2019altra. Se si devia dal termine fisso di tre mesi, vi dovr\u00e0 pure essere un accordo. E non mi sembra che questo accordo sia difficile: basterebbe anche un\u2019intesa fra i Presidenti delle due Camere, e l\u2019approvazione rapida di queste.<\/p><p>Non potrei dunque accettare l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico.<\/p><p>Vi \u00e8 poi un emendamento dell\u2019onorevole Colitto, che vorrebbe sostituire alla parola \u00abapprovati\u00bb le parole \u00abesaminati e votati\u00bb. Noti, l\u2019onorevole Colitto, che votati significa approvati e quindi non si raggiungerebbe l\u2019effetto che egli vuole raggiungere; e cio\u00e8 che quando un disegno sia respinto da una Camera si debba tuttavia trasmetterlo all\u2019altra. Ma un progetto respinto non esiste. Andiamo contro una norma elementare ed io non potrei accettare, tanto pi\u00f9 che, come ha osservato L\u2019onorevole Gullo, il rimedio c\u2019\u00e8, ed \u00e8 che l\u2019altra Camera pu\u00f2 far suo il progetto e votarlo. Quindi, proprio per queste considerazioni, non potrei accettare. E credo che nella sua finezza letteraria e giuridica, l\u2019onorevole Colitto comprender\u00e0 il valore di queste mie obiezioni.<\/p><p>In ultimo viene un emendamento Targetti, svolto dall\u2019onorevole Carpano, sempre sul primo comma. Noi dicevamo nel nostro progetto che quando una Camera approva un disegno di legge, lo trasmette all\u2019altra. Invece l\u2019onorevole Carpano dice: \u00abSoltanto la Camera dei deputati lo trasmette all\u2019altra Camera\u00bb, perch\u00e9 vuole con ci\u00f2 evidentemente affermare una priorit\u00e0 della Camera dei deputati. A prescindere che, se si pu\u00f2 capire e sostenere questa priorit\u00e0 in caso di conflitto fra le due Camere essa non ha nessun senso per la trasmissione dei progetti, sta il fatto che con l\u2019emendamento Targetti verrebbe fuori una lacuna curiosa; quando il Senato ha approvato un progetto, potrebbe non trasmetterlo alla Camera. Io non faccio argomentazioni molto elevate, ma mi pare che non \u00e8 proprio il caso di insistere e che bisogna proprio lasciare il testo come \u00e8.<\/p><p>Esaminato cos\u00ec (e mi pare che abbia esposto delle ragioni abbastanza convincenti) il primo comma, veniamo al secondo, che riguarda il caso di divergenza fra le due Camere. Un disegno di legge, approvato da una Camera, non \u00e8 approvato dall\u2019altra. Anche qui io mi fermer\u00f2 per fare delle osservazioni molto pratiche, che sono quelle a cui dobbiamo attenerci. \u00c8 molto facile fare della dottrina; vediamo invece di fare della realt\u00e0 concreta per poter arrivare ad un risultato.<\/p><p>Io non credo che si debba proprio drammatizzare, e fare della divergenza tra le due Camere un vero conflitto. Pi\u00f9 spesso \u2013 qui riconosco che l\u2019onorevole Fuschini ha detto il vero \u2013 le due Camere finivano attraverso il riesame dei disegni di legge per mettersi d\u2019accordo. Anche se ci\u00f2 non avverr\u00e0, non sar\u00e0 gran male se parecchi disegni di legge andranno a finire in quello che \u00e8 il cimitero dei disegni di legge, qui all\u2019archivio di Montecitorio. L\u2019onorevole Fuschini ha detto di non conoscere un caso in cui Camera e Senato non abbiano finito per accordarsi. Mi dispiace, ma molti disegni di legge non sono riusciti ad arrivare in porto e sono caduti nel famoso cimitero.<\/p><p>UBERTI. Vuol dire che non meritavano.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Risponder\u00f2 alla sua osservazione. Che possano esser stati non buoni, va bene, ma il criterio meccanico che non meritavano di essere approvati non regge. Non si pu\u00f2 dire <em>a priori<\/em> che ci\u00f2 che non \u00e8 stato approvato o neppure esaminato da un ramo del Parlamento sia tutto stoppa. Io che ho una certa esperienza della vita amministrativa conosco Ministeri e Servizi che non sono riusciti a varare dei disegni di legge che erano utili e talvolta necessari per il buon funzionamento della loro amministrazione. E del resto il fatto dell\u2019arenamento di disegni di legge perch\u00e9 una Camera non se ne \u00e8 occupata ha dato talora luogo a quella fioritura di decreti-legge di cui si \u00e8 parlato poco fa, specialmente dall\u2019onorevole Clerici.<\/p><p>Tutto considerato \u2013 che le iniziali divergenze vanno spesso a posto e che non bisogna sempre rammaricarsi se parecchi e svariati disegni di legge si perdono per strada \u2013 non si pu\u00f2 per\u00f2 dimenticare che in alcuni casi la divergente valutazione delle due Camere pu\u00f2 avere un rilievo tale che non \u00e8 da trascurare, e che pu\u00f2 diventare veramente conflitto, quando si tratta di disegni di legge essenziali. Vi sono dei casi, saranno pochissimi, in cui \u00e8 necessario dirimere questi conflitti delle Camere. Questo \u00e8 stato il concetto base da cui \u00e8 partita la Commissione.<\/p><p>La Commissione ha adottato un sistema che era stato proposto dall\u2019onorevole Mortati, a cui non faccio torto di aver mutato la sua opinione. Avrei gradito per\u00f2 che lo avesse esposto in Comitato, quando ha cambiato idea. Il sistema si basa su due concetti. Il primo \u00e8 la parit\u00e0 piena e completa fra le due Camere. Secondo: quando il conflitto \u00e8 tale che deve essere risoluto, si ricorre al giudizio del popolo per mezzo di <em>referendum<\/em>. Ed \u00e8 il Capo dello Stato che, nella sua funzione di arbitro supremo, di moderatore, di equilibratore dei poteri dello Stato, giudica se il conflitto \u00e8 cos\u00ec importante da richiedere che venga superato per mezzo di <em>referendum<\/em>.<\/p><p>\u00c8 un sistema perfettissimamente democratico, che si inquadra ineccepibilmente nel sistema della nostra Costituzione. Sono state fatte critiche ed obiezioni all\u2019intervento del Capo dello Stato. Una d\u2019ordine piuttosto teorico, \u00e8 dell\u2019onorevole Persico. Egli dice: \u00abBadate, con ci\u00f2 venite ad ammettere la partecipazione del Capo dello Stato alla funzione legislativa come terza Camera\u00bb. Evidentemente, no: questo \u00e8 un intervento non <em>ab intra<\/em>, come terza Camera, ma <em>ab extra<\/em>, come regolatore supremo, dal di fuori del processo legislativo.<\/p><p>Vi \u00e8 una serie di obiezioni dell\u2019onorevole Carpano, il quale trova che l\u2019intervento del Capo dello Stato \u00e8 arbitrio e che si viene a ridurre la sovranit\u00e0 popolare. Gli rispondo che spetta proprio al Capo dello Stato di moderare e regolare i conflitti fra gli altri organi e poteri dello Stato, e che del resto egli non \u00e8 il vero arbitro, ma promuove, ove lo ritenga indispensabile, l\u2019arbitrato. Il vero arbitro \u00e8 il popolo; e non si offende il principio della sua sovranit\u00e0, ricorrendo proprio ad esso.<\/p><p>Vi sono poi le complesse obiezioni dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, che ha dipinto un quadro di dimissioni del Governo, di scioglimenti delle Camere, di turbamento e rovesciamento che verrebbero dal ricorso e dall\u2019esito del <em>referendum<\/em>. Tutte queste vicende sono pi\u00f9 possibili se non si dirime il conflitto, che se si ricorre al popolo.<\/p><p>Anche l\u2019onorevole Mortati parla di scredito della Camera che ha votato un progetto di legge contro cui si pronunci il popolo. Ci\u00f2 non avviene altrove. Io non dico che dobbiamo applicare il sistema svizzero nella sua pienezza: ma dobbiamo tener presente ci\u00f2 che avviene in quel paese, dove cos\u00ec spesso il popolo si pronunzia in senso diverso dal Parlamento, e per ci\u00f2 il mondo non cade. Se vogliamo aprire anche noi le porte al <em>referendum<\/em>, dobbiamo abituarci alla possibilit\u00e0 che il popolo decida in modo diverso dal Governo e dal Parlamento, senza che ci\u00f2 debba inevitabilmente produrre profonde crisi.<\/p><p>Vi sono infine le obbiezioni dell\u2019onorevole Lami Starnuti che vede un grave inconveniente nel fatto che il Capo dello Stato scenderebbe in lizza, in mezzo al giuoco delle parti. Ma qui il Presidente non fa altro che essere un regolatore, un giudice che dice: \u00abMi pare che la questione sia talmente importante che debba essere decisa dal Paese\u00bb e non si pronuncia n\u00e9 per l\u2019uno n\u00e9 per l\u2019altro senso.<\/p><p>In complesso tutte queste obiezioni non reggono.<\/p><p>Vediamo le soluzioni che sono state proposte.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati \u2013 a parte il rilievo che lasciare le due prime parole dell\u2019articolo non avrebbe significato \u2013 dice: lasciamo andare le cose per il loro corso; bisogna che confidiamo sull\u2019azione del Governo, che sar\u00e0 decisiva, e porter\u00e0 in definitiva alla risoluzione del conflitto. L\u2019osservazione \u00e8 acuta; e certo il Governo, per mezzo della sua maggioranza, potr\u00e0 influire a dirimere, in una via o nell\u2019altra, il conflitto. Ma se non riesce? Potr\u00e0 trovarsi allora nella necessit\u00e0 di dimettersi; oppure promuove lo scioglimento delle due Camere; che sono fatti di importanza molto pi\u00f9 grave di quello che sia un <em>referendum<\/em>. Non sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Mortati, quando egli sostiene che, abbandonando le cose al loro corso, tutto vada a posto come nel migliore dei modi possibili. Non si creda che tutto possa essere risolto automaticamente, non facendo nulla. Vi sono dei casi \u2013 pochissimi casi \u2013 di conflitti gravi, i quali \u00e8 molto meglio risolvere immediatamente col <em>referendum<\/em>, piuttosto che aspettare un giuoco di Governi, di loro mutamenti, e di rinnovazione delle Camere. Un atto di decisione del popolo tronca ogni incertezza.<\/p><p>Veniamo alle altre soluzioni. L\u2019onorevole Codacci Pisanelli si accosta in parte all\u2019onorevole Mortati, perch\u00e9 propone in linea principale la soppressione. Le ragioni esposte per l\u2019onorevole Mortati valgono anche per lui. In linea subordinata, propone una limitazione al Capo dello Stato nell\u2019indire il <em>referendum<\/em>. Egli dice che il Capo dello Stato potr\u00e0 farlo soltanto quando la Camera, che \u00e8 in questione, perch\u00e9 l\u2019altra non ha approvato il suo progetto, abbia votato a maggioranza di due terzi. \u00c8 una maggioranza molto notevole e pesante. Si tratta di una fortissima limitazione. Se mettiamo una limitazione di questo genere, rendiamo difficilissimo il caso in cui si possa applicare la soluzione proposta. Mi pare che questa limitazione ferisca veramente la facolt\u00e0 di <em>referendum<\/em>; allora sarebbe meglio eliminare il <em>referendum<\/em>.<\/p><p>Veniamo alle altre proposte: si possono raccogliere in due gruppi.<\/p><p>Quelle dell\u2019onorevole Fuschini e dell\u2019onorevole Lami Starnuti, pur modificando il testo della Commissione, restano attaccate almeno in parte all\u2019idea del <em>referendum<\/em>.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ammette la parit\u00e0 piena fra le due Camere; la .sua proposta non cade nel gruppo di quelle che impugnano tale parit\u00e0. Egli consente il <em>referendum<\/em>, ma dice che sia la Camera stessa a chiederlo, ove non chieda invece di deferire la questione al l\u2019Assemblea Nazionale. Dell\u2019Assemblea Nazionale non ci possiamo occupare, perch\u00e9 abbiamo rinviato la questione. Riguardo al <em>referendum<\/em>, veda, onorevole Lami Starnuti, ho dei dubbi su questo suo sistema. Il concetto fondamentale della disposizione era che il Capo dello Stato giudicasse della opportunit\u00e0 di ricorrere al <em>referendum<\/em>, tenendo presente che i casi di tale ricorso possono essere molto rari. Ma se diamo alle Camere la facolt\u00e0 di promuovere esse, senz\u2019altro, il <em>referendum<\/em>, si incoraggia la loro tendenza a non mettersi spontaneamente d\u2019accordo; si incoraggia la possibilit\u00e0 che si abbandonino ad ostinazioni e ripicchi, al volere che trionfi la loro opinione. \u00c8 molto meglio che la facolt\u00e0 di promuovere il <em>referendum<\/em> spetti alla imparzialit\u00e0 del Capo dello Stato.<\/p><p>Vi \u00e8 poi la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, che ammette due concetti nuovi. Egli, in fondo, \u00e8 fedele al progetto della Commissione, ma fa una piccola modifica con il tentativo di conciliazione per mezzo delle Commissioni parlamentari, tentativo di riesame che c\u2019\u00e8 anche nel progetto formulato dalla Commissione, perch\u00e9 esso dice che il Capo dello Stato invita la Camera ad un riesame e ad una nuova decisione. La sua modifica \u00e8 in questo, che le Commissioni parlamentari debbono tentare esse l\u2019opera di conciliazione. Occorre proprio dirlo nel testo della Costituzione? Nulla, ad ogni modo, di opposizione alla sua idea.<\/p><p>Inoltre l\u2019onorevole Fuschini aggiunge: se il Capo dello Stato non crede di ricorrere al <em>referendum<\/em>, allora prevale la Camera dei deputati sull\u2019altra Camera. Quegli comincia ad entrare con un piede cauto nella zona delle proposte che ammettono la prevalenza di una Camera sull\u2019altra. Penetriamo anche noi, nel vasto esame in questa zona.<\/p><p>Vi sono tre proposte, se ben ricordo: quella dell\u2019onorevole Preti, degli onorevoli Targetti-Carpano e dell\u2019onorevole Persico.<\/p><p>Cominciamo a vedere il problema in s\u00e9. Cose notevoli ha detto l\u2019onorevole Mortati, il quale ha criticato il concetto che non sia da vulnerare la parit\u00e0 assoluta tra le due Camere e che si possa, invece, ammettere la prevalenza di una Camera sull\u2019altra.<\/p><p>Onorevoli colleghi! Io debbo difendere il testo formulato a maggioranza, a suo tempo, dalla Commissione, ma riconosco che contro il criterio di prevalenza d\u2019una Camera sull\u2019altra, in limiti e forme ben definite, non vi pu\u00f2 essere un diniego assoluto. N\u00e9 in sede teorica, n\u00e9 in sede di realt\u00e0 e di fatto nelle Costituzioni. Non \u00e8 vero, come ha detto l\u2019onorevole Fuschini, che tale criterio sia cos\u00ec eretico, come ad alcuni appare. Non vi \u00e8 bisogno che io ricordi ad uno studioso come l\u2019onorevole Mortati che in dottrina vi \u00e8 una corrente che sostiene come la prevalenza di una Camera sull\u2019altra non intacchi e neghi il principio di bicameralit\u00e0, ma rientri nel sistema di freni ed equilibri, che \u00e8 a base della vita dello Stato moderno. Di fatti, in quasi tutti i Paesi \u00e8 ammessa la prevalenza di una Camera sull\u2019altra, basti pensare all\u2019Inghilterra ed alla famosa legge del 1911 di Lloyd George. N\u00e9 vale l\u2019obiezione che ivi si tratta di una seconda Camera composta di membri ereditari per nomina del Capo dello Stato e quindi non elettivi. In altre costituzioni noi vediamo che i membri delle due Camere sono elettivi, ma una Camera prevale sull\u2019altra. Io non credo che questa sia una eresia tale che debba essere senz\u2019altro scomunicata. \u00c8 un sistema che pu\u00f2 essere adottato. Si tratta di scegliere.<\/p><p>Abbiamo da una parte il sistema del <em>referendum<\/em>, dall\u2019altra quello del Capo dello Stato prevalenza della Camera dei deputati. Voi siete padroni di scegliere.<\/p><p>Le proposte concrete pel secondo sistema sono quelle degli onorevoli Preti, Carpano e Persico.<\/p><p>Preti si accosta indirettamente, per un punto, alla proposta dell\u2019onorevole Fuschini, mettendo in azione un comitato misto che dovrebbe cercare l\u2019accordo. Se non riesce, allora prevale senz\u2019altro la deliberazione della Camera dei deputati. Ma l\u2019onorevole Preti aggiunge, ed \u00e8 un po\u2019 grave, ammettere che prevale la Camera dei deputati, senza che essa abbia da rinnovare la sua deliberazione, mentre noi osserviamo che in tutti i sistemi nei quali la Camera dei deputati prevale, occorre una reiterata deliberazione e in certi casi \u2013 come in Inghilterra \u2013 addirittura tre. Se l\u2019idea del comitato d\u2019accordo potrebbe essere accolta, l\u2019altra (della prevalenza della Camera dei deputati senza bisogno di rinnovare la sua deliberazione) deve essere assolutamente respinta.<\/p><p>Le proposte degli onorevoli Carpano e Persico sono in gran parte identiche, ma si differenziano perch\u00e9 la proposta dell\u2019onorevole Carpano contempla due casi, mentre quella dell\u2019onorevole Persico tre, e sotto questo punto di vista mi pare la pi\u00f9 completa.<\/p><p>Io debbo disporvi queste cose che potete non aver capito fra tanta ressa di discorsi. Quali sono le ipotesi che si avanzano? La prima \u00e8 che la Camera dei deputati si pronunci, cio\u00e8 approvi una legge ed il Senato taccia, non si pronunci nel tempo determinato, cio\u00e8 vi sia il silenzio. Allora, gli onorevoli Persico c Carpano, in questo caso che cosa propongono? Che occorre una nuova deliberazione della Camera, e quando c\u2019\u00e8 questa nuova deliberazione della Camera il progetto di legge diventa legge.<\/p><p>Questa \u00e8 la prima ipotesi.<\/p><p>La seconda ipotesi \u00e8 che la Camera approva un disegno di legge ed il Senato lo respinge o lo modifica. In tal caso, dicono gli onorevoli proponenti, bisogna che la Camera si pronunci, riapprovi a maggioranza assoluta, e solo in questo caso il disegno di legge diventa legge.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico aggiunge una terza ipotesi: il Senato approva un disegno di legge, la Camera o tace o lo respinge o lo modifica, ed il Senato lo riapprova. Ed allora, per un certo senso di riguardo al Senato, l\u2019onorevole Persico fa questo ragionamento: siccome il Senato l\u2019ha approvato due volte, il disegno di legge diventa legge nel testo deliberato dal Senato, a meno che la Camera non ritorni in un dato termine, che egli propone di un mese, a riapprovarlo con una maggioranza qualificata. Allora riprende vigore il principio della prevalenza della Camera.<\/p><p>Le cose sembrano abbastanza complicate, ma se vedeste che complicazioni sono nelle altre leggi e negli altri paesi! Comunque, il sistema Persico mi pare che sia il pi\u00f9 complet\u00f2 perch\u00e9 considera tutti e tre i casi. Non credo che l\u2019onorevole Carpano dovrebbe avere difficolt\u00e0 ad accettare anche questo terzo caso.<\/p><p>Allora, noi siamo di fronte a tre proposte: vi \u00e8 quella Mortati, che lascia aperta la questione del conflitto, confidando sul giuoco spontaneo del regime parlamentare; \u00ablasciate fare, lasciate andare\u00bb le cose andranno a posto da s\u00e9; il che solleva forti dubbi.<\/p><p>Il secondo sistema \u00e8 di tener ferma la parit\u00e0 delle due Camere, e di dar facolt\u00e0 al Capo dello Stato di riconoscere in certi casi la necessit\u00e0 di ricorrere alla sovranit\u00e0 popolare col <em>referendum<\/em>; \u00e8 proposto, come ho mostrato, perfettamente in armonia col sistema democratico.<\/p><p>La terza proposta \u00e8 degli onorevoli colleghi che sostengono la prevalenza di una Camera: la Camera dei deputati. Anche questo sistema non contrasta col sistema democratico dello Stato. Si pu\u00f2, secondo i proponenti, vedere nella terza soluzione oltre ad una accentuazione pi\u00f9 democratica (ove si consideri tale la prevalenza della Camera dei deputati) un procedimento che richiede, per dirimere i conflitti, meno scosse ed atti straordinari. Senza dubbio il progetto pi\u00f9 completo \u00e8 quello Persico, al quale si accosta molto l\u2019onorevole Carpano.<\/p><p>Ora, io dico: se voi volete rimanere fermi, come io debbo proporvi perch\u00e9 la Commissione ha deliberato cos\u00ec e non si sente di cambiare opinione, se credete di tener fermo il sistema del <em>referendum<\/em>, allora votate il testo della Commissione, se no, se entrate nel terreno della prevalenza di una Camera sull\u2019altra, il progetto che vi si presenta pi\u00f9 completo \u00e8 quello dell\u2019onorevole Persico.<\/p><p>Non ho altro da dire. Desidero che questa votazione sia molto meditata. Non \u00e8 colpa mia se alcune proposte vengono all\u2019ultima ora, come quella Mortati, ed io non posso sentire il Comitato. Ho espresso quindi un\u2019opinione obiettivissima come notaio delle deliberazioni delle Commissioni, ed ho fatto delle osservazioni, come avete sentito, di ordine soprattutto pratico, concreto, non teorico, non dottrinale, appunto, perch\u00e9 credo che la nostra Assemblea deve ispirarsi soprattutto a questi criteri.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli emendamenti se li mantengono.<\/p><p>Onorevole Persico?<\/p><p>PERSICO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>COLITTO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, mantiene i due emendamenti?<\/p><p>TARGETTI. Anche a nome degli altri firmatari, ritiro i due emendamenti associandomi a quello dell\u2019onorevole Persico.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Codacci Pisanelli, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Subordinatamente all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mortati, mantengo il mio emendamento. Naturalmente, siccome quello dell\u2019onorevole Mortati \u00e8 pi\u00f9 radicale, ritengo opportuno che sia votato prima.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lami Stormiti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>LAMI STARNUTI. Mantengo il mio emendamento subordinandolo a quello dell\u2019onorevole Persico, al quale aderisco in via principale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Preti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PRETI. Aderisco all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico, mantenendo per\u00f2, in via subordinata, il mio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perassi, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PERASSI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fuschini, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>FUSCHINI. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>MORTATI. Mantengo il mio emendamento.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Io voter\u00f2 a favore della soppressione completa dell\u2019articolo 70 e quindi in sostanza aderisco all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, poich\u00e9 ritengo che le prime parole del primo comma che egli manterrebbe costituiscano in qualche modo un pleonasmo, una frase irrilevante; dunque nella sostanza sono d\u2019accordo con lui. Mi vorrei in proposito permettere di ricordare all\u2019Assemblea che nella nuova Costituzione noi abbiamo soppresso un importante istituto che esisteva nella precedente, cio\u00e8 il decreto di chiusura della sessione, il quale aveva questa caratteristica particolare: di far cadere i progetti di legge che non fossero stati durante una legislatura definitivamente approvati. Questo istituto, che ha nel passato funzionato, dimostra che politicamente \u00e8 utilissimo che possa verificarsi, da parte del Governo e della maggioranza parlamentare che vi consente, l\u2019abbandono di un progetto di legge anche quando sia stato gi\u00e0 approvato da uno dei due rami del Parlamento. Tutta, invece, la stesura dell\u2019arti colo 70 e tutte le discussioni che abbiamo sentito fare partono dal concetto che il Paese sia in qualunque momento, in qualunque caso, assetato di leggi e che quando un ramo del Parlamento ha approvato una proposta di legge, sia una catastrofe nazionale il fatto che l\u2019altro ramo del Parlamento non consenta o taccia, la quale seconda ipotesi equivale a un non consenso. Ora, nell\u2019istituto del Parlamento bicamerale, dal momento che per la formazione della legge occorrono due dichiarazioni di volont\u00e0 perfettamente conformi, se queste non si formano o se una delle due dichiarazioni di volont\u00e0 non interviene, la proposta di legge cade. Questo significa che il Governo non ha ragione di insistere per questa approvazione e se c\u2019\u00e8 un ramo del Parlamento il quale sia in assoluto dissenso da questo punto di vista, ha la facile soluzione di porre la questione di fiducia e di creare una crisi. D\u2019altra parte, i due rami del Parlamento sono assolutamente sovrani. La pretesa di regolare con minute disposizioni la risoluzione di conflitti fra organi costituzionali supremi e sovrani \u00e8 chiaro che non pu\u00f2 sempre essere raggiunta e quindi ritengo che sia utilissimo lasciare al costume politico il regolamento di questi rapporti fra organi sovrani e ritengo che l\u2019ipotesi della caduta di un progetto di legge, per il fatto che \u00e8 stato approvato da un solo e unico ramo del Parlamento, sia un fenomeno che pu\u00f2 anche essere utilissimo e che nel caso particolare equivarrebbe a quello che nel passato regime era l\u2019effetto normale del decreto reale di chiusura della sessione, che noi abbiamo soppresso, in quanto \u00e8 stato soppresso l\u2019organo da cui dipendeva questo decreto. Nella realt\u00e0 tuttavia e, sostanzialmente, nel regime monarchico parlamentare la facolt\u00e0 di ricorrere al decreto di chiusura della sessione concerneva il Governo. Per questo voter\u00f2 contro il mantenimento, in tutto o in parte, del contenuto dell\u2019articolo 70.<\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Onorevoli colleghi, io concordo con l\u2019ordine di idee espresso dall\u2019onorevole Mortati, ma non concordo con la proposta formale da lui fatta per mantenere l\u2019articolo 70 soltanto in questa dicitura:<\/p><p>\u00abI disegni di legge approvati da una Camera sono trasmessi all\u2019altra\u00bb.<\/p><p>Questo non ha significato, perch\u00e9 ci possiamo domandare: sono trasmessi all\u2019altra, a che titolo? Perch\u00e9 ne prenda atto, perch\u00e9 li registri? Si vuole dire tutt\u2019altra cosa, si vuol dire cio\u00e8 quello che \u00e8 stato gi\u00e0 detto nell\u2019articolo 67, che la legge \u00e8 un atto complesso, che a formare la legge devono concorrere le volont\u00e0 dell\u2019una Camera e dell\u2019altra Camera.<\/p><p>Quindi, credo che si potrebbe sopprimere completamente l\u2019articolo 70.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Bozzi e quindi trasformo il mio emendamento nel senso di proporre la soppressione di tutto l\u2019articolo.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei dire due parole a conforto della tesi sostenuta dall\u2019onorevole Fabbri e che ha incontrato anche l\u2019adesione di altri colleghi.<\/p><p>Ho seguito con molta attenzione e con molta curiosit\u00e0 questa discussione e mi sono posto una domanda: ma \u00e8 possibile che tanta gente pensi ancora \u2013 e potrei aggiungere un \u00abpurtroppo non \u00e8 cos\u00ec\u00bb \u2013 che ci sia la Monarchia?<\/p><p>Si continua a discutere dei rapporti tra le due Camere come se fossero le due Camere di allora, come se fossero elette coi criteri di allora, come se l\u2019una fosse di nomina popolare e l\u2019altra di investitura regia, come se una trasformazione di tutto il sistema non fosse avvenuta. E quindi la preoccupazione che la Camera di investitura regia non possa prevalere su quella di investitura popolare, e quindi la preoccupazione di conflitti fra questi due organi che invece, oggi, sorgono entrambi da una investitura popolare. Il Senato \u00e8 elettivo come elettiva \u00e8 la Camera dei deputati: ci sar\u00e0 una diversit\u00e0 di sistema di elezione; ma sono scomparse anche quelle che potevano essere le ragioni di preoccupazione per alcuni colleghi, o per alcuni settori dell\u2019Assemblea, cio\u00e8 la nomina con un criterio regionalistico, e la nomina con un sistema indiretto di elezione.<\/p><p>Tutto questo \u00e8 cessato. Ed allora veramente ci si domanda perch\u00e9 noi vogliamo interferire <em>a priori<\/em> in questi rapporti tra due pari, tra due organi che sono entrambi strumenti della sovranit\u00e0 popolare; perch\u00e9 noi vogliamo stabilire questi rapporti con dei criteri che non hanno un fondamento sostanziale, come quando qualcuno si preoccupa che una Camera, quando un suo progetto di legge sia stato ripudiato dall\u2019opinione pubblica, perda di prestigio. Ma quando mai uno di noi, anche dei pi\u00f9 autorevoli, ha perso prestigio in questa Assemblea perch\u00e9 una sua proposta non \u00e8 stata accolta?<\/p><p>Io ho la sensazione di assistere ad una discussione anacronistica e appunto per questo penso che cosa migliore sia di lasciare alla prassi di formare le regole che dovranno far funzionare gli istituti, cos\u00ec come fu per il passato, perch\u00e9 questo <em>referendum<\/em>, che pu\u00f2 essere e pu\u00f2 non essere indetto dal Capo dello Stato (il che significa praticamente che sar\u00e0 sempre indetto perch\u00e9 un povero Capo dello Stato non trover\u00e0 certo altra soluzione) non potr\u00e0 che complicare maggiormente le cose.<\/p><p>Altrimenti questo Capo dello Stato finir\u00e0 con l\u2019essere estromesso da tutto, questo Capo dello Stato non avr\u00e0 che l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019impotenza, per completare l\u2019espressione del collega Lami Starnuti.<\/p><p>Io credo quindi che la cosa migliore sia d\u00ec sopprimere l\u2019articolo 70; in tal modo noi affideremo alla prassi la soluzione della questione e d\u2019altronde l\u2019esperienza insegna che non v\u2019\u00e8 se non un unico modo per costringere gli organismi a fare il loro dovere: quello di renderli veramente responsabili delle loro azioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo ora passare alla votazione e ritengo che la proposta soppressiva dell\u2019onorevole Mortati debba avere la precedenza. Invero, noi abbiamo normalmente adottato sempre il criterio che gli emendamenti soppressivi non siano votati in s\u00e9, potendosi raggiungere il fine della soppressione votando contro una disposizione. Nel caso particolare, per\u00f2, non si tratta di una proposta di soppressione di un inciso, ma di un intero articolo ai cui numerosi commi sono stati proposti numerosi emendamenti.<\/p><p>Se noi applicassimo per\u00f2 in questo contesto la consuetudine di appoggiare la proposta di soppressione votando contro la formula positiva, ne deriverebbe che i colleghi, i quali intendono sia soppresso l\u2019intero articolo 70, dovrebbero votare sempre contro nei confronti di una lunga serie di emendamenti, e non gi\u00e0 per opposizione al contenuto dei singoli emendamenti stessi, ma per una ragione di opposizione verso l\u2019intero articolo 70.<\/p><p>Ove non dovesse prevalere la tesi della soppressione dell\u2019intero articolo, passeremo alla votazione dei vari emendamenti presentati al testo della Commissione.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Onorevole Presidente, lei dunque mette in votazione prima l\u2019emendamento soppressivo: ma guardi, a me pare di dover fare questa osservazione, che c\u2019\u00e8 chi \u00e8 contrario al testo della Commissione, ma \u00e8 favorevole all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gullo, coloro che sono favorevoli alla proposta dell\u2019onorevole Persico sono, per ci\u00f2 stesso, favorevoli al mantenimento dell\u2019articolo 70.<\/p><p>GULLO FAUSTO. No, perch\u00e9 se l\u2019emendamento Persico dovesse essere poi non approvato, io, fra l\u2019articolo 70 e la soppressione, voterei per la soppressione; ma, se lei mi mette nella condizione di dover votare prima la soppressione, io non so come dovrei risolvere questo stato di coscienza.<\/p><p>Perci\u00f2 dico: votiamo prima o la proposta dell\u2019onorevole Persico o il testo della Commissione; scartati i quali, si potrebbe porre in votazione la soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che la questione si prospetti in questi termini: si ritiene che, di fronte alla ipotesi di conflitti fra le due Camere, la Costituzione debba indicare i mezzi per risolverli, oppure non debba dare disposizioni, lasciando che la prassi \u2013 come \u00e8 stato detto da molti colleghi \u2013 finisca con l\u2019indicare le vie per la loro soluzione?<\/p><p>Questo \u00e8 il problema principale. Successivamente, in caso di sua risoluzione in senso positivo, occorrer\u00e0 stabilire quale dovr\u00e0 essere il metodo per risolvere i conflitti fra i due rami del Parlamento.<\/p><p>Comunque, se l\u2019Assemblea ritiene che in questo caso specifico non si debba mutare la consuetudine procedendo alla votazione dell\u2019emendamento soppressivo, ma si debba votare successivamente sugli emendamenti e sul testo, io non mi oppongo.<\/p><p>FABBRI. Quest\u2019ultimo metodo di votazione sarebbe inorganico.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunque, poich\u00e9 l\u2019onorevole Gullo ha proposto la questione, vorrei che chi ha opinioni a questo proposito le esprimesse.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 67 dispone che la funzione legislativa \u00e8 collettivamente esercitata dalle due Camere. Per quanto non ancora approvato, esso tende a stabilire un principio sul quale non vi sar\u00e0 dissenso: quello della collaborazione fra le Camere. L\u2019articolo 70, di cui discutiamo ora, tende appunto a regolare in qualche modo questo lavoro coordinato delle Camere; e pertanto la sua soppressione potrebbe portare nocive imprevedibili conseguenze.<\/p><p>PRESIDENTE. Il suo intervento onorevole Bertone \u2013 mi perdoni \u2013 \u00e8 una specie di dichiarazione di voto; non si riferisce alla questione di procedura intorno alla quale si discuteva.<\/p><p>BERTONE. Ho voluto fare questa dichiarazione, perch\u00e9 l\u2019emendamento Mortati, che propone la soppressione dell\u2019articolo 70, non mi pare sia da approvare; almeno io non mi sentirei di approvarlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene; se sar\u00e0 posto in votazione, lei potr\u00e0 votare contro.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. A me pare che il dubbio molto giusto sollevato dall\u2019onorevole Gullo si possa risolvere in un modo molto semplice: mettendo in votazione prima l\u2019emendamento Persico e poi quello soppressivo dell\u2019onorevole Mortati. Tanto pi\u00f9 che, a mio giudizio, l\u2019emendamento Persico \u00e8 quello che pi\u00f9 si allontana dal testo della Commissione. (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Anch\u2019io mi sono trovato qualche volta nella perplessit\u00e0 in cui ora si trova l\u2019onorevole Gullo, ossia di preferire alla non approvazione di un emendamento che non mi piace la soppressione di un testo che disapprovo.<\/p><p>Effettivamente, seguire la graduazione del Regolamento, cominciando a votare l\u2019emendamento pi\u00f9 lontano fino a quello pi\u00f9 vicino al testo della Commissione e poi passando a votare il testo stesso significa, normalmente, seguire un criterio logico. Ma nel caso in esame vi \u00e8 una progressione logica per cui occorre innanzitutto risolvere la questione di principio, e cio\u00e8 il mantenimento o la soppressione del criterio cui \u00e8 ispirato l\u2019articolo 70.<\/p><p>Mi dite voi come mi troverei io o qualche altro collega che \u00e8 favorevole alla soppressione dell\u2019articolo se deve prima votare una serie di emendamenti che si intersecano fra loro, proposti ad un testo che potrebbe, in un secondo tempo, essere interamente soppresso? Come si pu\u00f2 votare sugli emendamenti con questa <em>arri\u00e8re pens\u00e9e<\/em>?<\/p><p>Noi dobbiamo, quindi, prima di tutto deliberare la soppressione, perch\u00e9 cos\u00ec vuole la logica. Chi \u00e8 contrario al testo perch\u00e9 lo ritiene nocivo agli interessi del Paese voter\u00e0 per la soppressione. La quale, poi, costituisce comunque l\u2019emendamento pi\u00f9 lontano dal testo originario.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Ritengo che la proposta soppressiva debba avere la precedenza, come quella che risolve una questione di principio nei confronti di una serie di diverse e concrete proposte tendenti, invece, alla conservazione, proposte nei cui confronti non si pu\u00f2 logicamente scendere a rispettivo esame se non dopo avere risolto la questione preliminare sulla conservazione o meno della norma.<\/p><p>Quindi, nel rito, io sono dello stesso avviso del Presidente. Nel merito dichiaro, anche a nome dei colleghi di Gruppo, che, valutate le varie ragioni che sorreggerebbero i criteri proposti per l\u2019ipotesi di conservazione della norma, criteri che singolarmente considerati non sembrano mai rispondere a una valutazione sodisfacente, noi pensiamo che l\u2019articolo proposto possa essere senza danno depennato dal testo della Costituzione. E ci\u00f2 dicasi anzitutto dal punto di vista giuridico, perch\u00e9 in tal modo non si ferisce il concetto che, trattandosi della formazione di un atto complesso come \u00e8 quello legislativo, esso non risulta perfetto se non col concorso della volont\u00e0 delle due Camere e fino a quel momento manca l\u2019atto stesso, cosicch\u00e9 non si potrebbe nemmeno parlare tecnicamente di conflitto. Mentre, dal punto di vista politico, potranno sempre operare i mezzi a cui hanno fatto cenno parecchi oratori e che vanno dal giuoco dei rapporti che normalmente corrono fra il Governo e le Camere fino all\u2019ipotesi estrema, che \u00e8 rappresentata dalla facolt\u00e0 di scioglimento della Camera spettante al Capo dello Stato. In tal modo, mentre la sola prospettiva dello scioglimento \u00e8 gi\u00e0 il pi\u00f9 efficace motivo di remora, resta fermo che se si presentasse un conflitto politico di tale gravit\u00e0 da determinare quella sanzione, opererebbe sempre un provvedimento estremo, atto a fronteggiare la situazione e perci\u00f2 rispondente ad una esigenza che pu\u00f2 essere nella coscienza comune.<\/p><p>Sotto questo aspetto, ritenendo che la materia in discussione non resti scoperta ed insoluta, bens\u00ec che essa possa essere soddisfacentemente disciplinata secondo le norme della prassi costituzionale e il giuoco delle forze politiche in atto, noi voteremo a favore dell\u2019emendamento soppressivo.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sull\u2019emendamento soppressivo dell\u2019articolo 70 proposto dall\u2019onorevole Mortati gli onorevoli Moro, Rodin\u00f2 Ugo, Numeroso, Salvatore, Castelli Avolio, Guerrieri Emanuele, Angelucci, Vigo, Baracco, Bosco Lucarelli, De Palma, Ferrarese, Scoca, Morelli Renato e Carratelli hanno chiesto la votazione per appello nominale; mentre gli onorevoli Laconi, Grieco, Maltagliati, Gervasi, Lombardi Carlo, Montagnana Rita, Bei Adele, Fedeli Armando, Spano, Barontini Anelito, Bardini, Allegato, Giolitti, Corbi, Pastore Raffaele, Minio, Farini, Bernamonti, Storchi e Fausto Gullo hanno chiesto quella a scrutinio segreto. Quest\u2019ultimo metodo di votazione ha la precedenza a norma dell\u2019articolo 77 del Regolamento.<\/p><p>Indico pertanto la votazione segreta.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente TARGETTI<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono al computo dei voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti \u00a0\u00a0\u00a0 293<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 147<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 177<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 116<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchini Laura \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Cairo \u2013 Caldera \u2013 Camposarcuno \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavallari \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatriani \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Cortese \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Mercurio \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Giovanni \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidini \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Magnani \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Mariani Francesco \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Martino Enrico \u2013 Massini \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Montagnana Rita \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Ponti \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Segni \u2013 Spallicci.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tupini.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Vigorelli \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zagari \u2013 Zanardi.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Alberti.<\/p><p>Bonino.<\/p><p>Caporali \u2013 Carmagnola \u2013 Caso.<\/p><p>Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Martino Gaetano \u2013 Mastino Gesumino.<\/p><p>Pera \u2013 Perrone Capano \u2013 Porzio.<\/p><p>Roselli.<\/p><p>Sapienza \u2013 Sardiello.<\/p><p>Turco.<\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato a domani, avvertendo che vi saranno due sedute: alle 11 e alle 16.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se non intenda ripristinare, per il trasporto dei vini dalla Sicilia, la tariffa ferroviaria 907, che, con la riduzione del 50 per cento, allieverebbe la crisi che si profila nel settore vitivinicolo, aggravata per i produttori siciliani dalla maggiore distanza dai mercati di consumo.<\/p><p>\u00abMattarella\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere in quale misura intende agevolare l\u2019E.C.A. di Venezia, costretto dal <em>deficit<\/em>, dovuto incontrare, a ricorrere alla Direzione generale dell\u2019Amministrazione civile, perch\u00e9 siano concesse agli Istituti assistenziali dell\u2019E.C.A., elencati nella richiesta ufficialmente trasmessa, le indispensabili sovvenzioni straordinarie per evitare il ricorso all\u2019inumano e praticamente inattuabile provvedimento della dimissione di centinaia e centinaia di vecchi inabili al lavoro e minori abbandonati o appartenenti a famiglie estremamente bisognose; tenendo presente l\u2019urgenza dell\u2019intervento sollecitato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere se non ritenga opportuno, quanto urgente:<\/p><p>1\u00b0) autorizzare la Sepral alla tempestiva distribuzione dei generi razionati \u2013 con particolare riguardo ai generi da minestra \u2013 entro i primi giorni del mese, dovendosi lamentare che la popolazione della provincia di Treviso ottiene normalmente l\u2019assegnazione dei generi razionati verso la fine del mese, con il gravissimo disagio che questo fatto comporta per la grande massa delle famiglie meno abbienti, impossibilitate di altrimenti approvvigionarsi;<\/p><p>2\u00b0) disporre l\u2019assegnazione dei 100 grammi di zucchero, rimasta arretrata nel mese di luglio per tutta la popolazione, in seguito a disposizione dell\u2019Alto Commissariato per l\u2019alimentazione;<\/p><p>3\u00b0) disporre la fornitura dei generi necessari per la distribuzione del pacco AVISS, rimasta incompleta nella stessa prima distribuzione, che \u00e8 doveroso invece continuare giusta gli impegni assunti;<\/p><p>4\u00b0) provvedere, infine, all\u2019assegnazione straordinaria di generi contingentati per le distribuzioni a carattere differenziato alle classi meno abbienti della provincia di Treviso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere quali provvedimenti siano stati presi contro il vandalismo commesso a Francofonte (Siracusa) da parecchie centinaia di persone che hanno danneggiato per molti milioni l\u2019acquedotto, che doveva portare l\u2019acqua al paese di Sortino.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede che i lavori siano ripresi e con pi\u00f9 sollecitudine per calmare l\u2019agitazione esistente in questo paese. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSapienza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere quali provvedimenti intende adottare per incoraggiare l\u2019allevamento del baco da seta, ritenendo che, se i bozzoli non verranno pagati quel minimo che compensi almeno la mano d\u2019opera necessaria, sar\u00e0 inevitabile l\u2019abbattimento dei gelsi, come gi\u00e0 \u00e8 stato fatto in alcune zone. Notevoli quantit\u00e0 di bozzoli, raccolti dalle cooperative fra produttori, sono stati essiccati ed oggi sono minacciati dal tarlo, per cui si rende urgente la loro utilizzazione o permettendone l\u2019esportazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chieda di interrogare i Ministri della difesa, dell\u2019agricoltura e foreste e del tesoro, per conoscere quale \u00e8 d\u2019attuale estensione dei campi tuttora minati e quali provvedimenti intendono finalmente adottare per la sollecita restituzione alla produzione agricola delle terre cosparse di ordigni esplosivi, risultando che numerosi operai specializzati nel rastrellamento di mine sono da vari mesi disoccupati. Nei comandi militari addetti a tale rastrellamento si nota una viva preoccupazione per la fine dei lavori, perch\u00e9 determinerebbe il licenziamento di varie centinaia di impiegati, mentre \u00e8 urgente che considerevoli estensioni della pianura padana ritornino al pi\u00f9 presto alla coltivazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se, in base alla nuova disciplina dell\u2019olio d\u2019oliva, non ritenga opportuno oltre che conveniente lasciare libero il commercio delle sanse, in quanto l\u2019ammasso di tale sottoprodotto impone agli agricoltori maggiori spese per la conservazione, nuovi esasperanti controlli ed esige altres\u00ec il mantenimento del Consorzio per la distribuzione delle sanse ammassate, per cui i costi della produzione risultano gravati da notevoli ed evitabili spese, che in ogni caso superano quelle derivanti dal maggiore prezzo che verrebbe pagato ai produttori agricoli. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro, Caroleo\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere i motivi che indussero alla circolare del 31 luglio 1947, numero di protocollo 6079\/56, diramata dalla Direzione generale della istruzione elementare, con la quale, negli incarichi delle direzioni didattiche, venne data preferenza ai titoli e alle idoneit\u00e0 conseguite nei precedenti concorsi (l\u2019ultimo \u00e8 del 1942) nei quali era obbligatorio, per l\u2019ammissione, il certificato di iscrizione al partito fascista.<\/p><p>\u00abE se non ritenga di poter revocare tale circolare, apparendo essa in contrasto con i decreti emanati a favore dei reduci e dei danneggiati politici, nonch\u00e9 rappresentando un evidente danno per coloro che non furono iscritti al regime e perci\u00f2 esclusi dai concorsi e dagli esami per il conseguimento del titolo.<\/p><p>\u00abDiversamente rimarrebbero valorizzate e ratificate in piena democrazia, quelle arbitrarie situazioni di privilegio elargite nel ventennio agli aderenti alla dittatura in danno di coloro che si sacrificarono per un ideale di libert\u00e0 e di patria. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Caro Raffaele, Cifaldi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere in quali condizioni di vita e di lavoro si trovino i profughi di Pola trasferitisi a Fertilia presso Alghero in Sardegna, e quale attualmente sia il numero di essi. Notizie pervenute all\u2019interrogante e altre pubblicate dalla stampa (<em>Giornale d\u2019Italia<\/em> numeri 154, 180, 187 e 188 di luglio ed agosto 1947) dichiarano che le abitazioni non sono state sistemate, che la disoccupazione \u00e8 pressoch\u00e9 generale, la mancanza di mezzi, di indumenti e di alimenti grave e penosa (mai avvenuta la promessa distribuzione dei pacchi U.N.R.R.A.); mentre le masserizie dei singoli, depositate nei vari magazzini del continente, non ancora sono state portate alla definitiva destinazione degli interessati. Lente ed estenuanti risultano, specialmente, la deliberazione e la esecuzione dei provvedimenti necessari perch\u00e9 la sistemazione dei profughi in quella regione sia possibile e adeguata, talch\u00e9 molti di essi, esasperati da tale doloroso stato di cose, richiedono di abbandonare la zona, dove una solerte ed efficace opera di assistenza e di organizzazione potrebbe creare notevoli opportunit\u00e0 di lavoro e favorevoli condizioni di vita. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCorsi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere le ragioni per le quali non sono stati ancora distribuiti alle Intendenze di finanza i prontuari necessari per il pagamento delle provvidenze concesse dal Governo ai pensionati. Per tale inesplicabile ritardo burocratico i pensionati, le cui gravissime condizioni di disagio meriterebbero la pi\u00f9 vigile e tempestiva considerazione da parte delle autorit\u00e0, non hanno potuto ancora percepire i modesti benefic\u00ee loro concessi, che possono appena alleviare quello stato di quasi miseria in cui versano, dopo aver speso tutta una vita al servizio del Paese. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCortese\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, perch\u00e9 consideri se non sia il caso di provvedere in qualche modo alla sistemazione degli istruttori di ruolo di quarta classe e dei collegi della disciolta GIL, gruppo <em>B<\/em>, grado 8\u00b0, che hanno perduto tale qualifica (e di conseguenza l\u2019impiego) in data 14 dicembre 1943 per soppressione del ruolo.<\/p><p>\u00abEssi, tutti abilitati all\u2019insegnamento elementare, frequentavano un corso di 12 mesi, dopo il quale furono destinati nei vari collegi per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione fisica. Frequentavano, inoltre, in Torino il corso di perfezionamento per insegnanti incaricati di educazione fisica nelle scuole dell\u2019ordine medio.<\/p><p>\u00abIl Commissario nazionale della giovent\u00f9 italiana, professor Mario Tortonese, ha diramato di recente una circolare ai dipendenti Commissari provinciali, e per conoscenza ai provveditori agli studi, nella quale, fra l\u2019altro, rende noto che sono in corso provvedimenti da parte del Ministero della pubblica istruzione per la sistemazione degli ex-accademisti di Roma e di Orvieto e dei collegi e degli educatori.<\/p><p>\u00abSembra, dunque, all\u2019interrogante che sia profondamente equo prendere in considerazione anche la situazione dei pochi istitutori (circa un centinaio), di cui innanzi, sistemandoli nei collegi e negli educatori, oppure ammettendoli a frequentare i corsi accelerati di educazione fisica, alla pari degli ex-accademisti del primo anno. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, perch\u00e9 consideri se non ritenga necessario intervenire per risolvere, con la sua autorit\u00e0, il conflitto insorto fra gli armentari del comune di Capracotta (Molise), che si apprestano a discendere con i loro greggi dal monte alla pianura pugliese, ed i proprietari dei terreni, ove negli scorsi anni \u00e8 stato effettuato il pascolo.<\/p><p>Il conflitto \u00e8 insorto, avendo i proprietari predetti chiesto agli armentari ben 500.000 lire \u2013 da pagarsi anticipatamente \u2013 per ogni carro di pascolo (un carro equivale a 80 tomoli di terreno), mentre nello scorso anno agrario furono pagate \u2013 non anticipatamente, ma a maggio \u2013 150.000 lire per carro. Se detto fieno dovesse essere pagato cos\u00ec come si chiede, la ricotta dovrebbe essere venduta a non meno di 1000 lire al chilogrammo ed il formaggio a non meno di 3000 lire il chilogrammo. Ma, a parte ci\u00f2, \u00e8 da prevedere che, non potendo gli armentari disporre delle somme occorrenti, si troveranno nella necessit\u00e0 di vendere gli ovini, con gravissime conseguenze facili a prevedere per l\u2019agricoltura molisana. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare l\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, per conoscere le ragioni per le quali ha creduto di dovere all\u2019Ospedale civile Cardarelli di Campobasso assegnare un materiale sanitario inferiore di molto, sia a quello richiesto, sia a quello assegnato agli Ospedali delle provincie limitrofe, il che non si sarebbe dovuto verificare, ove si fossero tenuti ben presenti gli urgenti bisogni e le gravi carenze presidiarie dell\u2019ospedale suddetto, notoriamente disastrato dalla guerra e destinato, altres\u00ec, per la sua stessa posizione, a servire la pi\u00f9 estesa e importante zona di tutta la regione molisana. E per conoscere altres\u00ec se non creda, in conseguenza, di provvedere ad una assegnazione suppletiva, in cui venga compresa una stufa di disinfezione, della quale l\u2019Ospedale \u00e8 completamente sfornito e che non pu\u00f2 acquistare per assoluta deficienza di mezzi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri degli affari esteri e del lavoro e previdenza sociale, per sapere se siano a conoscenza dei gravi inconvenienti a cui d\u00e0 luogo l\u2019attuale organizzazione (o disorganizzazione) della visita sanitaria e della doccia, al passaggio di frontiera di Briga.<\/p><p>Risulta all\u2019interrogante in modo certo e in base a numerose testimonianze scritte, che ogni giorno in detta localit\u00e0 di frontiera giovani donne, provenienti dall\u2019Italia e dirette in Svizzera con regolare contratto di lavoro, dopo la visita doganale, vengono fatte spogliare in una baracca (per la disinfezione degli indumenti personali), indi rinchiuse, in attesa del turno per la doccia, munite di una sola coperta da campo, in locale intercomunicante con altro locale destinato a raccogliere gli emigranti di sesso maschile: la parete divisoria in legno non arriva al soffitto ed \u00e8, come la porta interna, crivellata di fori.<\/p><p>\u00abUltimata la doccia, i nostri emigranti hanno a disposizione pochissimi asciugatoi di formato ridotto: sono spesso costretti a servirsi della coperta e debbono perci\u00f2 attendere, senza alcun riparo, talvolta per parecchie ore, l\u2019arrivo del sanitario per la visita prescritta.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante desidera conoscere quali passi presso il Governo svizzero intendano compiere i competenti Dicasteri, per la salvaguardia della dignit\u00e0 delle nostre donne emigranti e per la tutela della integrit\u00e0 fisica dei nostri emigranti, donne e uomini. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBelotti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per conoscere quali ostacoli si oppongono al rimpatrio degli operai militarizzati alle dipendenze dell\u2019arsenale militare marittimo di La Spezia, fatti prigionieri in Africa Orientale e non ancora rimpatriati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBarontini Anelito\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se, in relazione al preoccupante incremento dei casi di intossicazione, verificantisi nelle maestranze delle industrie chimiche, o comunque costrette all\u2019impiego di materiali tossici, non intenda predisporre una norma di legge che impegni in modo categorico i datori di lavoro ad avvicendamenti periodici tra le maestranze specializzate, tali da evitare al fisico dei lavoratori menomazioni durature e forme patologiche inguaribili.<\/p><p>\u00abRileva l\u2019interrogante che le provvidenze attuali sono, in proposito, assolutamente inadeguate, come insufficiente \u00e8 la distribuzione di latte supplementare a scopo disintossicativo, in epoca caratterizzata dalla minore resistenza fisica dei lavoratori, conseguenza dei disagi subiti e della difettosa nutrizione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBelotti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.20.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLIX. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 15 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDI DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI INDICE Comunicazione del Presidente: Presidente Mozione della Camera dei deputati della Repubblica Argentina: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente . 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