{"id":2226,"date":"2023-09-17T15:05:19","date_gmt":"2023-09-17T13:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2226"},"modified":"2023-10-21T16:44:42","modified_gmt":"2023-10-21T14:44:42","slug":"pomeridiana-di-martedi-14-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2226","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 14 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2226\" class=\"elementor elementor-2226\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-408f69a elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"408f69a\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f84c7dd\" data-id=\"f84c7dd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-52402dd elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"52402dd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471014_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9872bc6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9872bc6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLVII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 14 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Tonello<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Presentazione di un disegno di legge:<\/strong><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Perassi<\/p><p>Preti<\/p><p>Colitto<\/p><p>Moro<\/p><p>Clerici<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Costa<\/p><p>Nobile<\/p><p>Persico<\/p><p>Mortati<\/p><p>Caronia<\/p><p>Tonello<\/p><p>Laconi<\/p><p>Tosato<\/p><p>Micheli<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 17.10<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Per un senso di riguardo verso i colleghi, che si sono recati ai funerali del giovane Federici domanderei che sospendessimo per mezz\u2019ora la seduta.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso che tutti i colleghi concordino sulla proposta dell\u2019onorevole Tonello. Pertanto, sospendiamo la seduta per mezz\u2019ora.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 17.30, \u00e8 ripresa alle 18.10<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che, avendo l\u2019onorevole Romita rinunziato a far parte della Giunta per il Regolamento, ho chiamato a sostituirlo l\u2019onorevole Nobili Tito Oro.<\/p><p>Ho poi chiamato l\u2019onorevole Cavallari a far parte della Commissione per l\u2019esame delle leggi elettorali, in sostituzione dell\u2019onorevole Ravagnan, dimissionario.<\/p><p>Presentazione di un disegno di legge.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Mi onoro di presentare il disegno di legge:<\/p><p>\u00abSoppressione del Senato e determinazione della posizione giuridica dei componenti\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Presidente di voler nominare una Commissione speciale che esamini d\u2019urgenza questo disegno di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto al Ministro di grazia e giustizia della presentazione di questo disegno di legge, e chiedo alla Camera se consente alla richiesta di nominare una apposita Commissione che possa riferire di urgenza.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mi riservo di comunicare i nomi dei componenti la Commissione.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: \u00abSeguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana\u00bb.<\/p><p>Dobbiamo esaminare l\u2019articolo 68. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti cui sia conferita da legge costituzionale.<\/p><p>\u00abIl popolo ha sempre l\u2019iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un disegno redatto in articoli\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. All\u2019articolo 68 \u00e8 stato presentato un solo emendamento: quello dell\u2019onorevole Perassi, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, sopprimere la parola: <\/em>sempre\u00bb.<\/p><p>Onorevole Ruini, qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato accetta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>PERASSI. La parola \u00absempre\u00bb \u00e8 inutile: in omaggio allo spirito deflazionistico, sopprimiamola.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 68:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti cui sia conferita da legge costituzionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma con l\u2019emendamento soppressivo dell\u2019onorevole Perassi:<\/p><p>\u00abIl popolo ha l\u2019iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un disegno redatto in articoli\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 69. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOgni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione di ciascuna Camera secondo le norme del rispettivo regolamento; e deve essere approvato dalle Camere, articolo per articolo, con votazione finale a scrutinio segreto.<\/p><p>\u00abIl regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abSu richiesta del Governo o del proponente, ciascuna Camera pu\u00f2 deliberare che l\u2019esame di un disegno di legge sia deferito ad una Commissione composta in modo da rispettare la proporzione dei gruppi alla Camera, e che su relazione della Commissione si proceda alla votazione senza discutere, salve le dichiarazioni di voto.<\/p><p>\u00abTale procedimento non \u00e8 applicabile ai disegni di legge concernenti l\u2019approvazione dei bilanci e l\u2019autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stato presentato un emendamento dagli onorevoli Preti, Rossi Paolo e Corbi, del seguente tenore.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI disegni di legge di carattere costituzionale e quelli concernenti l\u2019approvazione dei bilanci, l\u2019autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e la delegazione dei poteri legislativi al Governo sono previamente esaminati da una Commissione di ciascuna Camera secondo le norme del rispettivo regolamento; e devono essere approvati dalle Camere, articolo per articolo, con votazione finale a scrutinio segreto.<\/p><p>\u00abL\u2019esame di ogni altro disegno di legge, salvo contraria richiesta del Governo o di almeno un decimo dei membri della Camera, \u00e8 deferito ad una Commissione composta in modo da rispettare le proporzioni dei gruppi alla Camera. Su relazione della Commissione si procede alla votazione senza discutere, salvo le dichiarazioni di voto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Preti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PRETI. Credo che noi tutti siamo d\u2019accordo nel riconoscere che la procedura prevista dall\u2019articolo 69 del progetto \u00e8 troppo pesante. Noi dobbiamo adottare un testo maggiormente adatto alle necessit\u00e0 della legislazione moderna.<\/p><p>I dibattiti svoltisi fino a questo momento hanno dimostrato <em>ad abundantiam<\/em> che l\u2019Assemblea plenaria \u2013 anche prescindendo dalla troppo nota considerazione che essa non avrebbe a disposizione uno spazio di tempo sufficiente \u2013 non \u00e8 l\u2019organo idoneo alla discussione delle leggi di ordinaria amministrazione. L\u2019assenteismo dei deputati ne \u00e8 la chiara riprova.<\/p><p>I dibattiti in Assemblea plenaria hanno ragion d\u2019essere soltanto quando si discutono i grandi problemi che interessano la Nazione. Allora gli oratori che parlano da questi banchi parlano al popolo italiano.<\/p><p>Pertanto la discussione ed approvazione della legge, articolo per articolo, deve esser riservata all\u2019Assemblea plenaria solo in ordine a quelle materie che, di regola, implicano un\u2019importante decisione politica da parte dei gruppi responsabili. A questa categoria mi pare che non appartengano se non le leggi costituzionali, quelle di approvazione dei bilanci e dei trattati internazionali, e quelle relative alla delega legislativa.<\/p><p>La stessa Inghilterra, pur cos\u00ec tradizionalista, ci ammonisce che oggi \u00e8 necessario procedere all\u2019esame delle leggi ordinarie attraverso le Commissioni; le quali, in sostanza, sono organi tecnici specificamente competenti, che assolvono, con risparmio di tempo e con assai maggiore precisione, un compito cui l\u2019Assemblea plenaria sarebbe impari.<\/p><p>Nel mio emendamento ho previsto pertanto che all\u2019Assemblea plenaria sia riservata semplicemente la votazione finale in ordine a quei progetti di legge che non rientrano in nessuna delle quattro categorie dianzi menzionate, a meno che il Governo o un certo numero di membri della Camera non avanzi contraria istanza.<\/p><p>Gli emendamenti presentati dagli onorevoli Perassi e Persico, pur fondandosi su una diversa tecnica, si propongono il medesimo mio obiettivo: abbreviare e razionalizzare la procedura legislativa. Ritengo pertanto che si possa trovare una formula, che accontenti sia me che gli altri presentatori di emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, dopo le parole:<\/em> secondo le norme del rispettivo regolamento, <em>aggiungere le seguenti:<\/em> la quale ne propone l\u2019accoglimento, il rigetto o la modifica, nominando nel suo seno un relatore\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Rinunzio a svolgerlo, mantenendolo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Moro ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, sopprimere le parole<\/em>: a scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORO. Il mio emendamento, signor Presidente, si illustra con pochissime parole. Esso tende a sopprimere nell\u2019articolo 69 del progetto di Costituzione il richiamo allo scrutinio segreto come mezzo necessario di votazione finale dei disegni di legge. Ora, il problema della votazione per scrutinio segreto fu sollevato in questa Assemblea gi\u00e0 in sede di Giunta del Regolamento, perch\u00e9, in effetti, nel corso di questi nostri lavori, l\u2019uso e forse l\u2019abuso che si \u00e8 fatto di questo mezzo di votazione hanno dimostrato l\u2019opportunit\u00e0 di rivedere per lo meno le modalit\u00e0 che lo regolano. Io non voglio entrare nel merito della ammissibilit\u00e0 o meno di questo mezzo di votazione nella Camera. Per\u00f2 mi ripugna che si faccia richiamo, nientemeno che nel testo costituzionale, a questo sistema particolare di votazione del quale si possono dire due cose: da un lato tende ad incoraggiare i deputati meno vigorosi nell\u2019affermazione delle loro idee, e dall\u2019altro tende a sottrarre i deputati alla necessaria assunzione di responsabilit\u00e0 di fronte al corpo elettorale, per quanto hanno sostenuto e deciso nell\u2019esercizio del loro mandato. Da quanto ho detto risalta che il problema ha carattere regolamentare e che pi\u00f9 opportunamente sar\u00e0 deciso dalla Camera futura o anche da questa Assemblea, ma in altra sede.<\/p><p>Quindi la mia richiesta di soppressione non significa respingere il principio della votazione per scrutinio segreto \u2013 cosa che resta impregiudicata e va deferita per la sua decisione alla sede regolamentare \u2013 ma solo \u00e8 rifiuto a consacrare costituzionalmente questo strumento di votazione che ha gi\u00e0 dato luogo a tanti inconvenienti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Clerici ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, sopprimere le parole: <\/em>a scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Clerici ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CLERICI. Onorevoli colleghi, naturalmente, mi associo a quanto \u00e8 stato esposto nell\u2019emendamento soppressivo dal collega ed amico onorevole Moro, alle cui osservazioni completamente mi rimetto, limitandomi a sottolineare soltanto un punto. Io credo che nessuna Costituzione contempli lo scrutinio segreto, perch\u00e9 \u00e8 questa una delle questioni tipicamente regolamentari. Quindi noi dobbiamo lasciare impregiudicata la questione dei sistemi di scrutinio per le Camere future e non trattarla nella Costituzione, che, speriamo, durer\u00e0 decenni. Infatti io mi auguro che frattanto l\u2019esperienza possa trovare, anche con l\u2019aiuto di qualche ausilio meccanico, qualche nuovo sistema di scrutinio che faccia risparmiare ai nostri successori tutto il tempo che da noi si perde in lunghe ore di fila o di attesa nei banchi allorch\u00e9 votiamo con il sistema dello scrutinio segreto, o dell\u2019appello nominale. Rimettiamo per ci\u00f2 alla Camera futura di stabilire le varie forme di scrutini, che sono questioni di natura e materia regolamentari. Chiedo all\u2019onorevole Presidente che, in considerazione di quanto ho detto, sia messa ai voti per divisione l\u2019ultima parte del primo comma dell\u2019articolo in questione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobili Tito Oro, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> a scrutinio segreto, <em>sostituire le parole:<\/em> per appello nominale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Il mio emendamento si ispira alle stesse considerazioni alle quali si sono ispirati i colleghi che hanno test\u00e9 parlato, ma il suo svolgimento presuppone una questione preliminare che non va sottaciuta. L\u2019articolo 69 sancisce al terzo comma un\u2019importante deroga ai principi di diritto costituzionale, riconoscendo a ciascuna delle due Camere il potere di delegare a una Commissione formata con criteri di proporzionalit\u00e0 politica, l\u2019esame e la discussione di un disegno di legge, riservando all\u2019Assemblea che, su relazione della Commissione, si proceda alla votazione, senza discutere, salvo le dichiarazioni di voto. Siffatta deroga, come \u00e8 lecito presagire in base agli emendamenti gi\u00e0 presentati e a quelli che si annunciano, raggiunger\u00e0 l\u2019effetto, nelle deliberazioni di questa Assemblea, di riconoscere ai due rami del Parlamento la facolt\u00e0 di delegare alle Commissioni di cui sopra l\u2019approvazione stessa di leggi urgenti e di interesse secondario, quanto dire del potere legislativo, del quale essi dovrebbero essere, secondo la pura tradizione costituzionale, depositari e custodi.<\/p><p>Si comprende, pertanto, che un cos\u00ec grave riconoscimento debba considerarsi materia di Costituzione; ma non si comprende come, a introduzione di questa innovazione, si sia preteso di premettere, coi primi due commi, delle regole che sono fuori della materia della Costituzione e che appartengono esclusivamente ai poteri <em>interna corporis <\/em>di ciascuna Camera, che li esercita, dando a se stessa il Regolamento della propria attivit\u00e0, Regolamento che trova la sua pi\u00f9 indispensabile funzione nel procedimento di formazione delle leggi.<\/p><p>Sotto questo aspetto, pertanto, i primi due commi dell\u2019articolo 69 andrebbero completamente soppressi, per non invadere il campo riservato alla funzione autoregolamentare delle Camere legislative; comunque, anche se non si volessero sopprimere per ragioni di sistematica e per completezza di indicazioni sul procedimento di formazione delle leggi, si dovrebbe per lo meno rinunciare a pretendere di pregiudicare l\u2019esercizio della facolt\u00e0 regolamentare coll\u2019imporre, in questa sede, una norma di votazione finale delle leggi piuttosto che un\u2019altra, anzich\u00e9 lasciar liberi i due rami di sceglierla e stabilirla da s\u00e9: quanto dire che dovrebbe per lo meno sopprimersi, alla fine del primo comma, la votazione a \u00abscrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>Questo ho dichiarato nella riunione test\u00e9 tenuta cogli altri presentatori di emendamenti e col Presidente della Commissione, onorevole Ruini. E mi sono dimostrato propenso (ove fosse accettata la proposta di soppressione, che lascerebbe impregiudicata la questione della forma di votazione e la riserverebbe ai Regolamenti dei due rami del Parlamento) a rinunciare al mio emendamento, col quale chiedo che si stabilisca fin d\u2019ora che la votazione finale delle leggi avvenga per appello nominale anzich\u00e9 a scrutinio segreto.<\/p><p>Il voto a scrutinio segreto \u00e8 stato ripudiato da tutte le Costituzioni, fuorch\u00e9 da quella bulgara. Esso \u00e8 stato introdotto nei periodi di decadenza e di oppressione. Negli arenghi dei liberi comuni, pubblica e palese era la manifestazione del voto, come libera era stata in Roma repubblicana. Il voto a scrutinio segreto non rivela n\u00e9 schiettezza, n\u00e9 lealt\u00e0, n\u00e9 sicurezza nell\u2019assumere la responsabilit\u00e0 dell\u2019opinione che si manifesta, anzi che non si manifesta, ma che si affida al segreto dell\u2019urna. Non garantisce, in conseguenza, la ponderazione di chi sa di dover rispondere del proprio voto.<\/p><p>Con la votazione a scrutinio segreto si impedisce il controllo dell\u2019opinione pubblica e soprattutto quello del corpo elettorale sui propri deputati. Al contrario, il voto per appello nominale, che io propongo in sostituzione di quello a scrutinio segreto, si afferma strumento di educazione civile, di avviamento alla sincerit\u00e0 nei rapporti sociali e nella vita pubblica; impedisce quel \u00abdoppio giuoco\u00bb che, ormai, \u00e8 entrato disgraziatamente in tanta parte del costume politico.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni ho proposto la sostituzione dell\u2019appello nominale allo scrutinio segreto.<\/p><p>Ma nella discussione intervenuta fra i presentatori di emendamenti e la Commissione \u00e8 stato riconosciuto che, se \u00e8 opportuno non stabilire, alla fine del primo comma, la forma di votazione a scrutinio segreto, \u00e8 altrettanto opportuno di evitare la prescrizione della forma di votazione per appello nominale. Occorre rispettare il diritto, che spetta alle Camere legislative di determinare esse, ciascuna col proprio Regolamento, anche la forma di votazione da seguire per la finale deliberazione su ciascuna legge.<\/p><p>Per queste ragioni, io ho rinunciato alla sostituzione dell\u2019appello nominale allo scrutinio segreto ed ho accettato la proposta dell\u2019onorevole Ruini di sopprimere completamente, nel primo comma, l\u2019indicazione della forma di votazione. E confido che alla risoluzione concordata vorr\u00e0 ragionevolmente informarsi anche l\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobili Tito Oro, lei ha presentato altri due emendamenti a questo articolo:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma sopprimere le parole:<\/em> e che, su relazione della Commissione si proceda alla votazione senza discutere, salve le dichiarazioni di voto\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il quarto comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Al momento della presentazione dell\u2019emendamento la Commissione non appariva chiaramente orientata verso la completa delega, da parte della Camera, dei poteri legislativi a Commissioni, formate sia pure colla rappresentanza proporzionale di tutti i partiti, e limitatamente a leggi urgenti e di pi\u00f9 scarso rilievo; si era accontentata di delegare ad esse l\u2019esame e la discussione, riservando alle Camere di votarle in Assemblea senza discussione, in base alla relazione della Commissione e colla sola facolt\u00e0 di dichiarazione di voto. Da ci\u00f2 il mio emendamento, rivolto a rivendicare all\u2019Assemblea anche il diritto di discussione.<\/p><p>Ma gli emendamenti presentati hanno portato la Commissione a orientarsi, per determinate materie e per casi di urgenza, a una completa delega di poteri legislativi, per effetto della quale le Commissioni potranno essere investite anche della votazione delle leggi deferite al loro esame.<\/p><p>Di fronte a questa profonda e imprevista modificazione del testo del progetto veniva a mancare il presupposto del mio emendamento e a me non rimaneva altra possibilit\u00e0 che quella di riservare a me e al mio Gruppo il diritto di sostenere il testo originario del progetto e, in relazione ad esso, il mio emendamento, tendente a riservare all\u2019Assemblea nelle ipotesi contemplate nel terzo comma, oltre al diritto di votare le leggi in esso previste, anche quello di eventualmente discuterle.<\/p><p>Non ho escluso per altro, e non escludo, la possibilit\u00e0 di votare il nuovo testo qualora esso faccia salvo il diritto, da parte dell\u2019Assemblea o di un determinato numero di deputati o delle Commissioni stesse, di chiedere, quando se ne ravvisi un fondato motivo, che tati leggi siano esaminate direttamente dall\u2019Assemblea medesima. E tale possibilit\u00e0 confermo.<\/p><p>Quanto alla proposta soppressione del quarto comma ho gi\u00e0 dichiarato alla Commissione di non insistervi e la ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo e il quarto comma con i seguenti<\/em>:<\/p><p>\u00abIl regolamento pu\u00f2 altres\u00ec stabilire i casi e le forme in cui l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge siano deferiti a Commissioni composte in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi alla Camera.<\/p><p>\u00abIl procedimento preveduto dal primo comma non pu\u00f2 essere derogato per i disegni di legge in materia costituzionale e quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi, l\u2019autorizzazione a ratificare trattati internazionali e la delegazione di poteri legislativi al Governo\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. L\u2019emendamento che ho presentato riguarda il terzo e il quarto comma dell\u2019articolo 69. Nel mio pensiero, quindi, il primo ed il secondo comma restano cos\u00ec come sono stati formulati.<\/p><p>Il primo comma ha per iscopo di determinare il procedimento normale di esame e di approvazione delle leggi, stabilendo il particolare principio che la Camera vota articolo per articolo e vota poi complessivamente sul disegno di legge.<\/p><p>Il secondo comma prevede che il Regolamento di ciascuna Camera stabilisca procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge di carattere urgente. Queste due disposizioni non sono toccate dal mio emendamento.<\/p><p>Invece, io ritengo opportuno di riesaminare e di formulare diversamente il terzo comma, che, fra questi che abbiamo sott\u2019occhio, \u00e8 il pi\u00f9 importante.<\/p><p>E devo fare anzitutto una constatazione di notevole interesse generale ed \u00e8 che da tutte le parti della Camera, si pu\u00f2 dire, \u00e8 stata avvertita l\u2019esigenza di far fronte ad una situazione che l\u2019esperienza ha messo in evidenza e cio\u00e8 che le Camere dello Stato moderno sono ingombrate di lavoro legislativo, la macchina di produzione delle leggi \u00e8 diventata una macchina che deve lavorare enormemente.<\/p><p>\u00c8 vero che l\u2019adozione dell\u2019ordinamento regionale potr\u00e0 avere una notevole influenza di deflazione di questa macchina centrale legislativa, ma non c\u2019\u00e8 da farsi, a questo riguardo, molte illusioni. Il Parlamento centrale avr\u00e0 sempre molto da fare.<\/p><p>Ora, si \u00e8 posto sotto la spinta, l\u2019aculeo della necessit\u00e0, questo problema: \u00e8 possibile studiare qualche organismo per cui si renda pi\u00f9 facile il funzionamento della macchina parlamentare legislativa? L\u2019esperienza, dicevo, indica a questo riguardo la via da seguire. Tutti voi avete avuto occasione di notare che le poche leggi ordinarie che sono state esaminate dall\u2019Assemblea Costituente hanno richiesto un numero notevolmente lungo di sedute, con discussioni talora confuse. Un\u2019altra osservazione a questo riguardo si pu\u00f2 fare: io ho avuto la curiosit\u00e0 di vedere, ad esempio, quanti deputati hanno partecipato alla discussione dell\u2019imposta patrimoniale o della legge comunale e provinciale. Un numero ristrettissimo: 40-50, non pi\u00f9 di 60. Allora si pone questo problema: in che modo sveltire la macchina legislativa? Nella seconda Sottocommissione era stato gi\u00e0 esaminato questo problema e ne era venuto fuori il terzo comma. Era un primo passo su questa via.<\/p><p>Io credo che occorra fare un passo pi\u00f9 in l\u00e0, ossia avere il coraggio di dire che la Camera per taluni casi possa deferire non soltanto l\u2019esame, ma anche l\u2019approvazione di un disegno di legge a Commissioni che siano costituite, naturalmente, in maniera da rispecchiare la proporzione dei Gruppi.<\/p><p>Il terzo comma, cos\u00ec come formulato nell\u2019emendamento, afferma precisamente questo concetto, stabilendo che il Regolamento pu\u00f2 indicare i casi e le forme in cui l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge siano deferiti a Commissioni composte in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi alla Camera. Rilevo anzitutto che questa formula lascia una facolt\u00e0 al Regolamento. Dice \u00abpu\u00f2\u00bb, quindi la questione \u00e8 rimessa al Regolamento. Osservo inoltre, per mettere in evidenza la portata di questa norma, che \u00e8 certamente una norma delicata, che il Regolamento di ciascuna Camera, in virt\u00f9 di una norma che noi abbiamo gi\u00e0 inserito nella Costituzione, non pu\u00f2 essere adottato da ciascuna Camera se non a maggioranza assoluta dei propri componenti. Quindi il Regolamento offre notevoli garanzie.<\/p><p>In sede di formazione del Regolamento \u00e8 evidente che ciascuna Camera avr\u00e0 cura di regolare l\u2019applicazione di questo principio mettendo tutte le cautele e le garanzie che riterr\u00e0 opportune.<\/p><p>Non voglio fare della casistica, n\u00e9 precisare ora queste cautele e condizioni, ma se ne possono indicare molte. Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 di rilevare che la Camera, facendo il Regolamento, ha tutte le libert\u00e0 e certamente di questa libert\u00e0 user\u00e0 nel senso di indicare in maniera precisa le cautele con le quali questa norma eccezionale dovr\u00e0 essere applicata. Aggiungo che questa formula \u00e8 stata esaminata in quella piccola riunione che abbiamo tenuto nell\u2019intervallo dei lavori di questa seduta, e che questo emendamento \u00e8 stato preso in considerazione, ed \u00e8 stata suggerita da diverse parti anche qualche limitazione, ad esempio, questa: che, ferma restando la possibilit\u00e0 al Regolamento di determinare i casi e le forme nelle quali avviene questo deferimento di disegni di legge alle commissioni anche per l\u2019approvazione, tuttavia, su richiesta del Governo o di 30 deputati, il disegno di legge debba seguire, invece, la procedura ordinaria, ossia essere sottoposto per l\u2019approvazione direttamente alla Camera.<\/p><p>Questa cautela pu\u00f2 essere riassunta com\u2019\u00e8 stato proposto al Comitato, mediante un inciso che prenderebbe posto nel testo dello emendamento dopo le parole \u00abin cui\u00bb. Ossia si direbbe:<\/p><p>\u00ab&#8230;in cui, salva contraria richiesta del Governo o di 30 membri della Camera, l\u2019esame ecc.\u00bb.<\/p><p>Per conto mio non ho difficolt\u00e0 ad accedere a questo suggerimento, inserendolo nel testo dell\u2019emendamento.<\/p><p>Resta il quarto comma, che ha un altro scopo: quello di precisare in maniera netta che vi sono alcuni disegni di legge di certe categorie, per i quali non si pu\u00f2 derogare al procedimento normale che \u00e8 indicato nel primo comma. Questo comma gi\u00e0 esisteva, in fondo, nel progetto della Costituzione; soltanto \u00e8 stato integrato. Gi\u00e0 l\u2019onorevole Costa in un suo emendamento aveva rilevato la necessit\u00e0 evidente di comprendere fra i disegni di legge per i quali non \u00e8 possibile derogare al procedimento ordinario, i disegni di legge di carattere costituzionale. Questo \u00e8 evidente.<\/p><p>Io ho ritenuto opportuno includere anche un\u2019altra categoria, ossia i disegni di legge per la delegazione legislativa al Governo.<\/p><p>Su questo quarto comma mi pare che non potr\u00e0 sorgere discussione.<\/p><p>Mi limito a concludere mettendo in opportuna evidenza la questione del terzo comma: questa \u00e8 una questione grossa che si presenta. Mi auguro che la Camera in questa occasione esamini il problema, prescindendo da punti di vista politici. \u00c8 una questione che interessa tutti, perch\u00e9 si tratta di risolvere il problema di un proficuo lavoro del Parlamento, ricordando che se il Parlamento, date le sue procedure, \u00e8 messo in condizioni tali da non poter far fronte ai fabbisogno normale della produzione legislativa, \u00e8 evidente che si aprono altre vie. Sarebbe difficile, in questa ipotesi, impedire che il Governo assuma poteri legislativi.<\/p><p>Raccomando pertanto alla Camera di esaminare con molta meditazione questo emendamento, tenendo conto che, in fondo, si tratta di un punto di vista che \u00e8 stato accolto da molte parti. Mi auguro pertanto che l\u2019Assemblea vorr\u00e0 aderire a questa proposta del Comitato.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Clerici ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma con i seguenti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abCiascuna Camera pu\u00f2 suddividersi in Commissioni permanenti per l\u2019esame di gruppi di provvedimenti di legge, composte tuttavia in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi parlamentari.<\/p><p>\u00abCiascuna Camera pu\u00f2 deliberare, anche su richiesta del Governo o del proponente, che l\u2019esame di un disegno di legge sia deferito a una Commissione permanente o a una speciale Commissione, costituita in modo analogo, e che su relazione della Commissione si proceda alla votazione senza discussione, salve dichiarazioni di voto. Le sedute delle Commissioni in tali casi sono pubbliche\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CLERICI. Onorevoli colleghi, circa questo mio emendamento, ho poco da aggiungere a quanto ha gi\u00e0 detto sull\u2019argomento l\u2019onorevole Perassi. Chi ha avuto la cortesia di seguire il mio discorso su questa parte nella nostra discussione generale, il giorno 11 dello scorso mese, ricorder\u00e0 probabilmente le statistiche che allora io ho citato alla Camera e che hanno avuto l\u2019onore di fermare l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Conti, il quale, due giorni dopo, ha riletto all\u2019Assemblea sul testo stenografico il lungo passo del mio discorso in proposito. Da quelle statistiche \u2013 lo dico per i colleghi che non fossero stati presenti a quella discussione \u2013 si trae sinteticamente un dato inconfutabile, e cio\u00e8, che non soltanto durante e dopo, ma anche prima della grande guerra del \u201915-\u201918, e press\u2019a poco dal 1906-1908 in poi, in realt\u00e0 il Parlamento italiano non ha funzionato pi\u00f9, n\u00e9 pi\u00f9 poteva funzionare. Si potrebbe d\u2019altronde estendere il rilievo anche ad altri Parlamenti nei quali si \u00e8 verificato lo stesso fenomeno. Con ci\u00f2 si \u00e8 attenuato se non distrutto il controllo finanziario dato che la funzione specifica del Parlamento in fatto di bilanci, non \u00e8 soltanto quella dell\u2019esame dei preventivi, ma altrettanto e pi\u00f9 ancora quella dell\u2019esame dei consuntivi. Ma i consuntivi in Italia venivano approvati tre, quattro ed anche cinque anni dopo la loro scadenza, rendendo quindi del tutto superata qualsiasi discussione in proposito.<\/p><p>Ma vi \u00e8 anche un\u2019altra considerazione ancora pi\u00f9 rilevante. \u00c8 la questione dei decreti-legge, i quali, di mano in mano che la vita moderna \u00e8 andata facendosi sempre pi\u00f9 complessa, sono andati aumentando, in tal modo che si pu\u00f2 ben dire che la funzione legiferatrice sia passata al potere esecutivo dalle Camere.<\/p><p>Ma v\u2019\u00e8 di peggio ancora; ed \u00e8 che, nella successiva convalida dei decreti stessi, non si \u00e8 mai potuto fare alcun esame, non dico approfondito, ma neanche superficiale, perch\u00e9 le Camere furono addirittura costrette ad approvarli in massa. D\u2019altra parte, dei disegni di legge presentati dal Governo e di quei pochi di iniziativa parlamentare \u2013 nella mia statistica li ho indicati anno per anno, per un periodo di una quindicina di anni \u2013 solo una parte minima veniva non dico accolta, ma esaminata dal Parlamento.<\/p><p>Orbene, \u00e8 stata questa una condizione di cose direi fatale e tale che io credo non potr\u00e0 non ripetersi nelle Camere future, e queste non potranno certamente legiferare su tutte le materie e per tutti i progetti loro sottoposti cosicch\u00e9 avremo una stasi, una paralisi legislativa, tanto pi\u00f9 ora, che sar\u00e0 negata la delega all\u2019esecutivo. Anche se i futuri parlamentari sedessero ventiquattro ore su ventiquattro, essi non potrebbero discutere quelle due o tre migliaia di leggi che la vita moderna, cos\u00ec complicata, rende necessarie ogni anno, e che sempre pi\u00f9 render\u00e0 necessarie in futuro, specie se prevarranno criteri di pianificazione, i quali renderanno presumibilmente ancora pi\u00f9 complessa, varia e molteplice l\u2019opera di legiferazione.<\/p><p>Conseguentemente a queste constatazioni, il mio emendamento prevede che ciascuna Camera possa suddividersi in Commissioni permanenti, come del resto gi\u00e0 si \u00e8 fatto proprio da noi con la disposizione provvisoria che regge i nostri lavori di costituenti. Ci\u00f2 \u00e8 indispensabile che si rifaccia per il futuro Parlamento. \u00c8 da notarsi, d\u2019altronde, che queste commissioni permanenti non sono stabilite come un obbligo, ma come una facolt\u00e0. Dice infatti il mio emendamento: \u00abCiascuna Camera pu\u00f2 suddividersi, ecc.\u00bb.<\/p><p>Quanto alla forma, poi, l\u2019onorevole Ruini, Presidente della Commissione dei Settantacinque, suggerir\u00e0 quella pi\u00f9 appropriata, che riassuma questi miei punti di vista, che non sono affatto contrastanti, ma complementari, a quelli esposti dal collega onorevole Perassi nello svolgimento del suo emendamento e che \u2013 oso dire \u2013 non possono prestarsi a contrasti da parte alcuna della Camera, perch\u00e9 essi rispondono ad una concreta, evidente necessit\u00e0 delle cose.<\/p><p>Un altro concetto, per\u00f2, pregherei che fosse accolto, che vale ad integrare quanto ho or ora detto, ed a conservare anche a queste Commissioni il carattere precipuo del Parlamento, cio\u00e8 di controllo pubblico e fatto pubblicamente, vale a dire quanto \u00e8 detto nel mio emendamento, alle ultime parole: \u00abLe sedute delle Commissioni in tali casi sono pubbliche\u00bb. Non faccio questione anche qui di forma, per la quale mi rimetto al Presidente Ruini, ma di sostanza; poich\u00e9 a queste Commissioni deferiamo non solo l\u2019elaborazione ma anche la decisione di molte leggi di carattere secondario, s\u00ec, ma che possono avere un\u2019importanza notevole per il Paese, io penso che sia necessario affermare (le modalit\u00e0 saranno poi fissate dal Regolamento) questa pubblicit\u00e0, in maniera che il controllo da parte dell\u2019opinione pubblica si svolga anche su questa che sar\u00e0 una vera e propria attivit\u00e0 primaria parlamentare, e ci\u00f2 proprio in contrasto col principio opposto sancito dal cosiddetto Parlamento fascista nel cui regolamento era espressamente esclusa la pubblicit\u00e0 delle sedute delle Commissioni. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Costa ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma, alle parole:<\/em> e l\u2019autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, <em>sostituire:<\/em> o l\u2019autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali o materia costituzionale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COSTA. Ritiro il mio emendamento, perch\u00e9 il contenuto dello stesso \u00e8 gi\u00e0 incluso in quello dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Nobile, Nobili Tito Oro, Tonello, Stampacchia, Lombardi, Silipo, Ravagnan, D\u2019Amico, Fiore e Bernamonti hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, dopo le parole:<\/em> salve le dichiarazioni di voto, <em>aggiungere le altre:<\/em> per le quali il Regolamento della Camera fisser\u00e0 le opportune limitazioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. L\u2019onorevole Perassi e l\u2019onorevole Clerici hanno gi\u00e0 esposto le ragioni per le quali occorre in tutti i modi trovare il mezzo di sveltire il lavoro legislativo. Io non ho che da associarmi a quello che essi hanno gi\u00e0 detto. Credo di essere stato nella Seconda Sottocommissione quello che con pi\u00f9 tenacia ha sostenuto questa necessit\u00e0, e debbo dire che questo ho fatto perch\u00e9, geloso quanto chiunque altro delle prerogative parlamentari, mi \u00e8 parso che sia preferibile che le camere legislative affidino a proprie commissioni permanenti l\u2019esame di molti provvedimenti legislativi, anzich\u00e9 vi rinuncino del tutto, come sarebbero costrette a fare, se si insistesse a seguire i metodi del passato.<\/p><p>Ho qui la nota dei decreti legislativi pubblicati dalla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> dal 1\u00b0 gennaio di quest\u2019anno a tutto ieri: essi ammontano a 580. Si pu\u00f2, quindi, presumere che attualmente in un anno vengono emanati circa 750 provvedimenti legislativi. Ammettendo che Camera dei Deputati e Senato della Repubblica tengano 150 sedute in un anno, si dovrebbero, nientedimeno, esaminare, discutere ed approvare, in media, in ogni seduta cinque leggi! Cosa assolutamente assurda che sta a dimostrare la necessit\u00e0 ineluttabile di introdurre nuovi sistemi. N\u00e9 si dica che, nel futuro, una parte delle leggi saranno fatte dalle Regioni, perch\u00e9 io non credo che con ci\u00f2 si riuscir\u00e0 a ridurre di molto il lavoro legislativo delle Assemblee nazionali. Ma anche se ci\u00f2 fosse, anche se si riducesse tale lavoro ad una quinta parte di quello calcolato avanti, sarebbe pur sempre eccessivo ed impossibile a compiersi coi metodi ordinari.<\/p><p>Si dir\u00e0 che una parte delle leggi potranno essere deferite per delegazione al Governo; ma \u00e8 per l\u2019appunto questo che si dovrebbe tentare di evitare per quanto \u00e8 possibile, onde non ricadere negli abusi del passato. Di qui l\u2019opportunit\u00e0 che una buona parte delle proposte di legge, specialmente quelle che richiedano un accurato esame tecnico, ma non meno di particolare importanza politica, siano deferite all\u2019esame ed approvazione di commissioni permanenti adeguatamente scelte.<\/p><p>Per questa ragione aderisco in pieno all\u2019emendamento Perassi cos\u00ec come \u00e8 stato poi modificato con l\u2019aggiunta decisa nella riunione tenuta poco fa sotto la presidenza dell\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Nel caso che l\u2019emendamento Perassi non venga approvato, manterr\u00f2 l\u2019emendamento da me presentato al testo della Commissione. Con esso si stabilisce che il Regolamento della Camera limiter\u00e0 la durata ed il numero degli interventi per dichiarazione di voto. Senza tali limitazioni lo scopo che si propone l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 60 (secondo il testo della Commissione) non verrebbe raggiunto perch\u00e9, soppressa, come vuole il testo, la discussione generale, questa inevitabilmente riaffiorerebbe in sede di votazione di singoli articoli attraverso prolisse e numerose dichiarazioni di voto che potrebbero far protrarre anche per parecchie sedute l\u2019approvazione del disegno di legge.<\/p><p>Quindi, nel caso che l\u2019emendamento Perassi non sia approvato, chieder\u00f2 che sia messa in votazione l\u2019aggiunta da me proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Persico, Bozzi, Binni, Gasparotto, Lombardo Ivan Matteo, Zanardi, Lussu, Lami Starnuti, Foa e Cianca, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019articolo 69 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI disegni di legge sono, secondo le norme del Regolamento di ciascuna Camera, esaminati previamente da una Commissione ed approvati dalla Camera stessa, prima articolo per articolo e poi con votazione complessiva.<\/p><p>\u00abNei casi e nelle forme determinati dal Regolamento, l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge possono venire deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi alla Camera.<\/p><p>\u00abIl Regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abDebbono sempre essere approvati dalle Camere, senza procedimenti abbreviati, i disegni di legge che hanno natura costituzionale, o che sono diretti a delegare funzioni legislative o ad approvare bilanci o consuntivi, o ad autorizzare la ratifica di trattati internazionali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERSICO. Sar\u00f2 molto breve, perch\u00e9 a me sembra che si sia formata una specie di <em>communis opinio<\/em> fra i vari emendamenti degli onorevoli Preti, Clerici, Perassi, e l\u2019emendamento mio e di altri colleghi.<\/p><p>In fondo si trattava di superare una difficolt\u00e0 che la Commissione non aveva creduto di superare: cio\u00e8 se si potesse delegare a delle Commissioni permanenti, o elette di volta in volta (questo lo stabilir\u00e0 il Regolamento della Camera, perch\u00e9 qui siamo in materia costituzionale in cui certi particolari non si debbono toccare), se si potesse delegare a Commissioni, non solo l\u2019esame del disegno di legge, che si \u00e8 sempre fatto attraverso gli uffici e le commissioni anche prima del fascismo, ma anche l\u2019approvazione di tutte le leggi di minore importanza e di minore portata, le cos\u00ec dette \u00ableggine\u00bb, che affluiscono a centinaia e che pi\u00f9 ancora affluiranno in seguito, sia per necessit\u00e0 legislative, sia perch\u00e9 dovremo coordinare tutta la legislazione antica al nuovo istituto repubblicano. Una gran quantit\u00e0 di leggi dovranno essere trasformate, sia pure formalmente, per sostituire parole pi\u00f9 adatte, e quindi sar\u00e0 un lavoro assai pesante di legislazione, sia normale, sia di coordinamento.<\/p><p>E allora questo mi pare un punto ormai superato, perch\u00e9 se quasi tutte le proposte ammettono che queste commissioni possano esaminare tali leggi, alcune ammettono che possano anche deliberare.<\/p><p>Nel mio emendamento (e questa mi sembra la parte pi\u00f9 importante) \u00e8 detto: \u00abNei casi e nelle forme determinate dal Regolamento\u00bb. Quindi il Regolamento stabilir\u00e0 le modalit\u00e0 e i casi specifici. E continua: \u00abl\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge possono venire deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi alla Camera\u00bb.<\/p><p>Se non ho mal compreso, anche l\u2019onorevole Clerici concorda in questo perch\u00e9, quando egli dice che in tal caso le sedute delle Commissioni sono pubbliche, evidentemente vuole dire che le leggi vengono portate alle Commissioni non soltanto per la discussione ma anche per l\u2019approvazione.<\/p><p>Allora quale dubbio sussiste?<\/p><p>\u00c8 rimasto dubbio se questa deve essere una norma generale, o se ammetta delle eccezioni.<\/p><p>Nella seduta tenuta poco fa insieme col Presidente Ruini, si \u00e8 proposto, anche su parere del collega Lami Starnuti, di aggiungere all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perassi un piccolo inciso: \u00absalvo contraria richiesta, o da parte del Governo o di 50 o di 30 deputati.<\/p><p>Tutte le volte che il Governo, o 50 o 30 deputati, lo ritengano necessario, sar\u00e0 portata la questione in Assemblea e la legge verr\u00e0 esaminata e votata in seduta plenaria.<\/p><p>L\u2019altro sistema che \u00e8 implicito nella prima parte del mio articolo sostitutivo, \u00e8 questo: i disegni di legge, secondo le norme del Regolamento della Camera, sono esaminati previamente da una Commissione e approvati dalla Camera stessa, prima articolo per articolo, poi con votazione complessiva.<\/p><p>Qui c\u2019\u00e8 un\u2019innovazione: non si stabilisce qual \u00e8 la votazione. Secondo alcuni, per esempio secondo l\u2019onorevole Oro Nobili, dovrebbe essere sempre adottato l\u2019appello nominale.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019onorevole Nobili Tito Oro ha ritirato questa sua proposta.<\/p><p>PERSICO. Secondo altri dovrebbe adottarsi lo scrutinio segreto. Io dico che non \u00e8 il caso di stabilire una norma di questo genere nella Costituzione. C\u2019\u00e8 il Regolamento della Camera che fissa le modalit\u00e0 di votazione, e non \u00e8 il caso di escludere la votazione per alzata di mano, per alzata e seduta e, se c\u2019\u00e8 incertezza, per divisione. Perch\u00e9 arrivare sempre alle forme estreme dell\u2019appello nominale e dello scrutinio segreto? \u00c8 una perdita di tempo. Bisogna al contrario adottare il concetto di rendere il lavoro delle Assemblee il pi\u00f9 facile e rapido possibile. Altrimenti si incontreranno le stesse difficolt\u00e0 enormi che si avevano nel vecchio Parlamento. Ricordo che una legge da me proposta fu trascinata per anni, e poi passata al Senato, dove non se ne \u00e8 parlato pi\u00f9.<\/p><p>Se vogliamo dunque arrivare alla brevit\u00e0 della discussione da parte dell\u2019Assemblea, tenendo conto delle centinaia e centinaia di leggi che dovranno esaminarsi, dovremo arrivare a questa formula, e cio\u00e8 ad una votazione che possa farsi anche per via breve, per alzata di mano, per alzata e seduta, per divisione, senza che sia necessario ricorrere sempre all\u2019appello nominale, o allo scrutinio segreto. A queste ultime due forme si potr\u00e0 sempre arrivare quando un gruppo di deputati le ritenga opportune e ne faccia richiesta, naturalmente nei modi stabiliti dal Regolamento.<\/p><p>Questo \u00e8 il concetto nuovo contenuto nel mio articolo sostitutivo. Il resto \u00e8 identico a quello dell\u2019onorevole Perassi, per cui quando si tratta di disegni di legge di natura costituzionale, o di trattati internazionali o di bilanci deve sempre seguirsi la procedura normale senza possibilit\u00e0 di procedimenti abbreviati.<\/p><p>Con queste premesse confido che il mio articolo aggiuntivo possa essere accolto.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati, Uberti, Giacchero, Bastianetto, Codacci Pisanelli, Cappi, Zotta, Guerrieri Emanuele e Marconi hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire i primi tre commi con i seguenti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abIl Regolamento di ciascuna Camera disciplina le forme dell\u2019esame e dell\u2019approvazione dei disegni di legge.<\/p><p>\u00abUn procedimento abbreviato sar\u00e0 disposto per quei disegni per i quali la-Camera abbia, con maggioranza assoluta, dichiarato l\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abIl Regolamento potr\u00e0 inoltre stabilire che l\u2019approvazione sia deferita, con apposita deliberazione, a Commissioni interne. Dovr\u00e0 tuttavia farsi luogo al voto finale della Camera, che sar\u00e0 dato senza discussione, salvo le dichiarazioni di voto, quando cinquanta dei membri ne faccia preventiva richiesta.<\/p><p>\u00abI resoconti dei lavori delle Commissioni, nel caso in cui al comma precedente, devono essere resi pubblici\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere questo emendamento.<\/p><p>MORTATI. L\u2019emendamento all\u2019articolo 69 da me proposto si riferisce a tre punti.<\/p><p>Riguardo al primo comma ritengo opportuno sopprimere qualsiasi specificazione di modalit\u00e0 in ordine all\u2019esame e all\u2019approvazione delle leggi, deferendo tutto al Regolamento.<\/p><p>L\u2019articolo del progetto riproduce sostanzialmente l\u2019articolo 55 del nostro Statuto; ma tale articolo 55 \u00e8 un po\u2019 anacronistico e sorpassato, come risulta dall\u2019esame delle Costituzioni moderne, le quali prescindono da qualsiasi regolamentazione di questa materia.<\/p><p>Affermare il principio che l\u2019approvazione delle leggi spetta al Parlamento \u00e8 reso superfluo dall\u2019articolo 67, e dalle stesse disposizioni degli altri commi dell\u2019articolo in esame, che stabilendo le eccezioni al procedimento normale, mettono in rilievo quale questo sia.<\/p><p>Per quanto riguarda il secondo comma, il mio articolo riproduce sostanzialmente quello del testo, salvo l\u2019aggiunta di questo inciso \u00aba maggioranza assoluta\u00bb, sembrandomi necessario stabilire che la dichiarazione di urgenza per ricorrere alla procedura abbreviata sia deliberata con la maggioranza assoluta, ci\u00f2 in analogia con quanto \u00e8 disposto nell\u2019articolo 71 in cui, facendosi riferimento ad un altro caso di dichiarazione di urgenza, si richiede appunto tale maggioranza.<\/p><p>C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra ragione: l\u2019attuale Regolamento della Camera, all\u2019articolo 55, stabilisce che per farsi luogo alla procedura abbreviata di urgenza sia necessaria l\u2019approvazione ed il consenso dei due terzi dei presenti. Si potr\u00e0 discutere se sia il caso di prescrivere la maggioranza assoluta o i due terzi dei presenti; in ogni caso occorre la garanzia di una maggioranza speciale. A proposito del principio affermato in questo comma io vorrei far rilevare, ad evitare eventuali equivoci che possono sorgere, che quando si parla di procedura abbreviata non si vuole prevedere o ammettere che questa possa consistere nel saltare qualcuna delle fasi necessarie al procedimento normale, cio\u00e8 deve essere chiaro che, almeno secondo l\u2019interpretazione che io do all\u2019articolo, questi procedimenti abbreviati importano semplicemente l\u2019abbreviazione dei termini che sono normalmente richiesti per il procedimento normale. Ci\u00f2 trova una conferma nell\u2019attuale Regolamento della Camera, che prevede gi\u00e0 questa disciplina, e la ragione di porre una norma in tal senso nella Costituzione sta sostanzialmente nell\u2019opportunit\u00e0 di imporre alle future Camere la inserzione nei loro regolamenti di norme di questo genere, che altrimenti rimarrebbero affidate alla discrezionalit\u00e0 dell\u2019Assemblea.<\/p><p>La questione pi\u00f9 importante \u00e8 quella relativa al terzo comma. Il terzo comma prevede un procedimento non pi\u00f9 abbreviato, non pi\u00f9 di urgenza, ma che si potrebbe dire decentrato, che porta a spostare l\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, a delegarla dalle Camere alle Commissioni legislative. Il punto grave in discussione \u00e8 questo: la disciplina di questa procedura decentrata, di questa delegazione di attivit\u00e0 legislativa delle Camere alle proprie Commissioni, deve essere rimessa ai regolamenti interni in modo puro e semplice oppure deve essere circondata da certe garanzie e da certi limiti da stabilire nella Costituzione? Io sono per la seconda soluzione, ed \u00e8 per questo che non accederei alla proposta dell\u2019onorevole Perassi che in sostanza conduce al risultato di affidare tutta questa materia al regolamento delle Camere. Mi permetto di osservare all\u2019onorevole Perassi che vi \u00e8 una lieve contradizione nella regolamentazione da lui proposta, perch\u00e9 mentre si fida del regolamento che deve essere approvato dalla maggioranza speciale e quindi presenta certe garanzie per il rispetto delle minoranze, per quanto riguarda la procedura dell\u2019approvazione da parte delle Commissioni, viceversa, sente il bisogno di stabilire nella Costituzione che queste Commissioni debbono essere formate secondo una certa proporzione. Evidentemente, se c\u2019\u00e8 una materia per la quale potrebbe farsi affidamento sulle garanzie offerte dal regolamento, mi pare sia questa, che gi\u00e0 trova nelle attuali disposizioni interne una disciplina nel senso proposto. Invece il procedimento di deferimento alle Commissioni, di rapporti fra Commissioni e Camere costituiscono una materia assolutamente nuova e di importanza politica cos\u00ec rilevante che non pu\u00f2 non trovare qualche direttiva nella Costituzione. Tali direttive, da porre come limite all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Assemblea, sono a mio avviso due: in primo luogo occorre una delegazione preventiva delle singole Camere ogni volta che si deve deferire alla Commissione l\u2019esame e l\u2019approvazione del progetto di legge. Bisogna evitare che i regolamenti delle Camere consentano di far ricorso a questa procedura decentrata per interi gruppi e classi di materia, perch\u00e9 questo pu\u00f2 rappresentare una tendenza pericolosa. Vi possono essere provvedimenti che, sotto una modesta apparenza presentano una rilevante importanza politica, e allora la possibilit\u00e0 che il regolamento rinvii alle Commissioni intere classi e gruppi di leggi presenta il pericolo di sottrarre all\u2019esame dell\u2019Assemblea dei provvedimenti che possono assumere, in concreto, in una data situazione, un rilievo politico notevole.<\/p><p>Questo \u00e8 un primo limite che mi sembra necessario affermare, e che non potrebbe essere surrogato da quanto l\u2019onorevole Perassi or ora ha proposto oralmente, in via subordinata: che cio\u00e8 i provvedimenti fossero sottoposti automaticamente alle Commissioni, salvo che vi sia una richiesta in contrario da parte di una piccola percentuale dei membri. A me pare necessario che vi sia un\u2019espressa delegazione dell\u2019Assemblea di volta in volta, in tutti i casi, e non sia sufficiente la sola eventuale opposizione di alcuni. Dal punto di vista pratico, l\u2019accoglimento di una siffatta proposta importerebbe un dispendio di tempo maggiore di quello che si avrebbe con la delegazione preventiva, la quale, nella maggior parte dei casi avverrebbe senza discussione. Il secondo limite dovrebbe essere quello di riservare l\u2019approvazione finale della legge da parte della Camera. Solo che mentre, secondo il progetto, tale approvazione \u00e8 richiesta in tutti i casi, secondo la mia proposta essa dovrebbe aver luogo solo quando un quinto dei deputati lo richieda. Mi sembra che in questo modo si contemperi l\u2019esigenza del decentramento legislativo delle Camere con l\u2019altra, anch\u2019essa importante, che vuole che la valutazione dei provvedimenti legislativi non sia confinata in una ristretta cerchia, ma sia compiuta, almeno in qualche fase, dall\u2019intera Assemblea, che pu\u00f2 procedervi con maggiore ampiezza ed equilibrio di giudizio.<\/p><p>Un ultimo limite mi sembra infine necessario: quello della pubblicit\u00e0 dei lavori della Commissione. L\u2019onorevole Clerici proponeva che la pubblicit\u00e0 si estendesse alle sedute, ma ci\u00f2 incontra un ostacolo anche di carattere pratico, non essendo facile consentire l\u2019accesso del pubblico nelle sale delle Commissioni. L\u2019esigenza assai importante si potrebbe sodisfare imponendo che siano resi pubblici i resoconti delle sedute.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, sopprimere le parole:<\/em> a scrutinio segreto.<\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente, sostituirle con le parole:<\/em> per appello nominale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARONIA. Io non posso che uniformarmi a quanto hanno detto gli onorevoli Moro e Clerici sullo stesso mio emendamento circa la soppressione delle parole: \u00aba scrutinio segreto\u00bb. Ma, ove l\u2019Assemblea non approvasse questa proposta di soppressione, io proporrei, in via subordinata, di sostituire le parole \u00aba scrutinio segreto\u00bb con le parole \u00abper appello nominale\u00bb.<\/p><p>Quando si tratta di approvazione di leggi, mi pare sia giusto che ogni deputato, rappresentante del popolo, assuma le propri responsabilit\u00e0, facendo conoscere i suoi orientamenti ed i suoi atteggiamenti nei riguardi delle leggi, che devono regolare la vita della Nazione.<\/p><p>Il ricorrere allo scrutinio segreto, nel caso di approvazione di leggi, mi pare sia \u2013 permettetemi l\u2019espressione \u2013 una forma di vilt\u00e0, da cui tutti noi dovremmo rifuggire.<\/p><p>Comprendo la votazione a scrutinio segreto soltanto quando essa investa questioni personali. Allora \u00e8 giusto che la decisione venga liberamente presa nel segreto della propria coscienza.<\/p><p>In nessuna Costituzione di Paesi civili \u00e8 consacrato il principio dello scrutinio segreto. \u00c8 un principio che troviamo soltanto nello statuto subalpino e nello statuto albertino; ma noi stiamo proprio lavorando per sostituire tali statuti&#8230;<\/p><p><em>Una voce:<\/em> C\u2019\u00e8 anche nello statuto bulgaro.<\/p><p>CARONIA. S\u00ec \u00e8 vero c\u2019\u00e8 anche nello statuto bulgaro, ma questo non \u00e8 un titolo di onore.<\/p><p>Ripeto che \u00e8 quanto mai logico ed opportuno sopprimere dal progetto di Costituzioni quella che \u00e8 una modalit\u00e0 di votazione e che va rimandata ai regolamenti delle Camere.<\/p><p>Ove l\u2019Assemblea Costituente dovesse respingere l\u2019emendamento soppressivo, sarei costretto ad insistere per la sostituzione delle parole \u00abper appello nominale\u00bb a quelle \u00aba scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Desidero domandare un chiarimento a proposito delle Commissioni. Ricordo che nel 1919 l\u2019onorevole Nitti istitu\u00ec le Commissioni permanenti, col criterio della proporzionale. Anche allora vennero nominate altrettante Commissioni, quanti erano i dicasteri.<\/p><p>Io ho partecipato ai lavori della Commissione per le Belle Arti. Le discussioni dettero ottimi risultati non solo perch\u00e9 i progetti di legge venivano studiati tecnicamente, ma anche perch\u00e9, quando ci si trova fra uomini competenti, \u00e8 pi\u00f9 facile, al di sopra delle astratte ideologie politiche, trovare una linea di intesa e di accomodamento.<\/p><p>Quindi sarebbe opportuno confermare nella legge costituzionale il concetto, contenuto nel Regolamento, di Commissioni permanenti nominate da ciascun gruppo politico in relazione all\u2019entit\u00e0 del gruppo stesso, in maniera che i membri delle singole Commissioni possano nelle adunate del loro partito, informarlo su tutte le leggi e sentirne l\u2019opinione, in modo che quando la legge sar\u00e0 elaborata e il responso della Commissione sar\u00e0 rimesso alla Camera, l\u2019atteggiamento dei partiti sar\u00e0 ormai deciso e si potr\u00e0 facilmente condurre in porto la legge. Domando che, come ha accennato opportunamente l\u2019onorevole Clerici nel suo emendamento, si parli di \u00abCommissioni permanenti\u00bb, permanenti in quanto sono nominate all\u2019inizio della legislatura e restano quindi, a compiere un lavoro continuativo. Ciascun partito avr\u00e0 interesse a nominare per le singole Commissioni gli uomini pi\u00f9 competenti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma questo c\u2019\u00e8 gi\u00e0: infatti il testo dell\u2019onorevole Perassi dice: \u00ab&#8230;siano deferiti a Commissioni\u00bb.<\/p><p>TONELLO. Io vorrei per\u00f2 che fosse aggiunta la parola: \u00abpermanenti\u00bb ed insisto su questo punto.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che l\u2019onorevole Nobili Oro ha cos\u00ec modificato il testo dell\u2019emendamento che egli aveva presentato e svolto:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, anzich\u00e9 sopprimere soltanto le parole:<\/em> a scrutinio segreto, <em>sopprimere le parole:<\/em> con votazione finale a scrutinio segreto\u00bb, <em>sostituendovi le parole:<\/em> per appello nominale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevoli colleghi! Noi entriamo in una materia soprattutto tecnica, che non ha grandi riflessi politici, ma \u00e8 molto importante: quella della formazione delle leggi.<\/p><p>Ora vorrei, prima d\u2019ogni cosa, raccomandare che appunto prevalga il riflesso tecnico. Vorrei evitare ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto pi\u00f9 volte durante i nostri lavori, cio\u00e8 che quando un collega ha proposto un emendamento gli altri, della sua parte, hanno votato come egli votava, senza riflettere per conto proprio sulla questione, e forse, in qualche caso, senza sapere neppure ci\u00f2 di cui si trattava. Vorrei che l\u2019Assemblea si attenesse, in materia tecnica, a criteri tecnici, tanto pi\u00f9 quando si \u00e8 verificato l\u2019accordo nel Comitato, e l\u2019emendamento rappresemi un singolare dissenso. Vorrei che si avesse qualche riguardo e si desse qualche peso a questa disgraziata Commissione che ha elaborato il testo con un anno e mezzo di lavoro; e vede le sue faticose e meditatissime formulazioni esposte al pericolo di essere dissipate dal colpo di vento di una deliberazione irriflessiva ed improvvisa.<\/p><p>Veniamo all\u2019argomento. Importante \u00e8 la formazione delle leggi. Esamineremo anzitutto la questione dei procedimenti per l\u2019esame e l\u2019approvazione delle leggi da parte delle Camere, poi la questione della delega legislativa; infine il problema dei decreti-legge. Io credo che la nostra sia la prima Costituzione che tratta in modo organico e completo questa delicata materia.<\/p><p>Procedimento per la formazione dello leggi da parte delle Camere. Ho accennato molte volte e l\u2019ho spesso ripetuto che ormai il Parlamento si trova nella, non dir\u00f2 difficolt\u00e0, ma impossibilit\u00e0 di legiferare normalmente, e citavo la frase di Herriot, il quale dichiarava alla Costituente francese che ormai il Parlamento \u00e8 incapace non soltanto di governare ma anche di legiferare in modo normale, a causa della enorme congerie di materia legislativa. Quest\u2019affermazione \u00e8 stata ripresa da tutti i settori della Camera. Ormai da ogni parte si \u00e8 ripetuta questa verit\u00e0 elementare; se continuiamo a pretendere che le Camere preparino la legge col procedimento consueto e tradizionale, non riusciremo ad adempiere il compito che spetta alle Camere di fare le leggi necessarie alla vita dello Stato. Sono impressionanti le cifre che l\u2019onorevole Clerici molto opportunamente ha messo in luce e che rivelano come, quando il Parlamento non pu\u00f2 adempiere al suo compito, piovono i decreti-legge ed i provvedimenti arbitrari e la Camera \u00e8 ferita nella funzione essenziale, che \u00e8 quella di legiferare. Si tratta di trovare un procedimento interno che non spogli la Camera della facolt\u00e0 che essa sola ha di legiferare, ma che tenga conto delle necessit\u00e0 imprescindibili di una pi\u00f9 rapida procedura, ed impedisca, con opportuni adattamenti interni, che avvenga la completa spogliazione dal di fuori, da altri poteri, della sua funzione legislativa.<\/p><p>Cerchiamo delle forme che possono consentire una preparazione delle leggi pronta e razionale, e salveremo il nostro istituto. Questo \u00e8 il concetto fondamentale. Sono stati presentati molti emendamenti, quattro dei quali di maggior lunghezza, e sono gli emendamenti Perassi, Preti, Clerici e Persico. Questi quattro emendamenti in sostanza coincidevano tanto, che si \u00e8 verificato un accordo nella rapidissima riunione che abbiamo avuto poco tempo fa, nella sospensione dei lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Quale \u00e8 il concetto fondamentale al quale noi vorremmo arrivare? Anzi tutto si conserva il 1\u00b0 comma dell\u2019articolo proposto dalla Commissione (salvo poi la revisione di forma, che mi sembra migliore nel testo Persico). Deve risaltare il criterio generale che l\u2019esame e l\u2019approvazione delle leggi spettano normalmente a ciascuna Camera, sentite apposite Commissioni. Questo \u00e8 il principio fondamentale che rimane ben fermo. In ci\u00f2 vi \u00e8 piena coincidenza. Vi era solo una variante, dell\u2019onorevole Preti, che enunciava alcune materie come oggetto della procedura normale; ma cos\u00ec restringeva il campo di tale procedura; mentre la garanzia che per quelle materie non si pu\u00f2 derogare alla procedura stessa, \u00e8 nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo. Tenendo presente ci\u00f2, l\u2019onorevole Preti ha rinunciato alla sua variante, ed ha aderito a quanto si \u00e8 concordato.<\/p><p>Resta dunque stabilito che il procedimento normale \u00e8 l\u2019esame e l\u2019approvazione da parte della Camera e che l\u2019esame si fa per mezzo di Commissioni.<\/p><p>A proposito del primo comma vi \u00e8 soltanto un punto su cui rimane la controversia, ed \u00e8 quello su cui hanno presentato emendamenti gli onorevoli Moro, Clerici, Caronia e Tito Or\u00f2 Nobili. Il progetto della Commissione diceva che i disegni di legge devono essere approvati articolo per articolo e poi infine a scrutinio segreto. \u00c8 stato proposto di sopprimere lo scrutinio segreto. Io credo che bisogner\u00e0 mettere \u00abcon votazione complessiva\u00bb. Una votazione finale ci vorr\u00e0. Non arriverei all\u2019ultimissima proposta dell\u2019onorevole Nobili Tito Oro che vuole sopprimere anche questa. Resta da vedere se si deve o no richiedere per la votazione finale di ogni e qualunque legge lo scrutinio segreto. Mi sembra che si debbano evitare equivoci. Qui, nella vivezza della discussione, si \u00e8 da alcuni parlato come se noi volessimo sopprimere lo scrutinio segreto per tutte le possibili forme di deliberazione delle Camere. Ma con questo articolo di Costituzione noi non facciamo altro che eliminare la norma che prescriveva lo scrutinio segreto per la votazione finale dei disegni di legge. La questione se si debba o no sopprimere di per se stesso ed in ogni sua possibilit\u00e0 di applicazione lo scrutinio segreto, \u00e8 tema di Regolamento delle Camere. Ci\u00f2 che importa qui stabilire \u00e8 che allo scrutinio segreto non si deve ricorrere per approvare ogni e qualunque legge. Vi sono molte leggi che non hanno grande importanza, o non sollevano divergenze; e possono benissimo essere votate per alzata e seduta, per divisione, per quello che sia, senza promuovere la macchina enormemente ritardatrice dello scrutinio segreto. Sar\u00e0 una semplificazione ed un acceleramento nei lavori delle Camere. Se poi vi sar\u00e0 ancora nel Regolamento la possibilit\u00e0 di chiedere lo scrutinio segreto, potr\u00e0 essere chiesto, volta per volta, per date leggi. Penso dunque che anche coloro, che non sono favorevoli all\u2019abolizione nel Regolamento della votazione a scrutinio segreto, potrebbero acconsentire a toglierne l\u2019obbligo, in via assoluta, per tutti i disegni di legge.<\/p><p>Questa \u00e8 la conclusione a cui si \u00e8 giunti nella rapida seduta che abbiamo avuto poco fa.<\/p><p>Veniamo al tema, pi\u00f9 vasto, delle Commissioni. L\u2019istituto delle Commissioni \u00e8 ormai tradizionale e quasi immedesimato col concetto stesso di Parlamento. Che a questo concetto non ripugni che le Commissioni siano permanenti, \u00e8 pure un dato acquisito \u00e8 largamente applicato. Sorgono dubbi se alle Commissioni si possa affidare anche l\u2019approvazione di disegni di legge. Ecco il punto da superare. Vi si ricongiunge la preoccupazione che, deferendo ad una Commissione tale approvazione, la Camera si spogli di una funzione esclusivamente sua.<\/p><p>Il Comitato ritiene tale preoccupazione infondata, giacch\u00e9 non si tratta di delegare la funzione legislativa ad un organo esterno, ma di esercitarla per mezzo di un organo proprio, interno, di una parte della Camera stessa, e con facolt\u00e0 sempre di richiamare tale funzione a tutta la Camera. Non si pu\u00f2 dunque dire che la Camera non esercita la funzione direttamente e da se stessa.<\/p><p>Si \u00e8 pertanto accolto l\u2019emendamento Perassi, completandolo con l\u2019indicazione che le Commissioni possono essere \u00abanche permanenti\u00bb; concetto che vi \u00e8 nell\u2019emendamento Clerici. Resta sempre da seguire la procedura dell\u2019esame ed approvazione dell\u2019intera Camera per le leggi costituzionali, le leggi che implicano una delega legislativa, le leggi per l\u2019approvazione di bilanci, le leggi per la ratifica e stipulazione di trattati. Come stabilisce l\u2019emendamento Preti nel primo comma, e quello Perassi nel terzo, tali leggi non potranno mai essere sottratte all\u2019esame articolo per articolo e all\u2019approvazione della Camera, e per esse non sar\u00e0 mai ammissibile nessun procedimento abbreviato.<\/p><p>Quali saranno i disegni di legge che si potranno attribuire alle Commissioni permanenti? Sembra opportuno non limitarli, come \u00e8 nell\u2019emendamento Preti, alle categorie suindicate di leggi, che debbono, ma non esse sole riservarsi all\u2019esame pi\u00f9 minuto delle Camere. Dovranno a queste essere attribuiti tutti i disegni di legge che il Regolamento deliberer\u00e0. Badate bene che il Regolamento \u00e8 un atto votato a maggioranza assoluta dei componenti della Camera, come le leggi che hanno un valore costituzionale, vi sono dunque, le maggiori garanzie. Del resto ci sentiamo ora in grado di stabilire dei criteri pi\u00f9 concreti? No, e ci dobbiamo richiamare all\u2019esperienza. Quello che importa \u00e8 di avere segnato le grandi linee generali.<\/p><p>Sorgono poi difficolt\u00e0. Da un lato si chiedeva che per deferire alle Commissioni l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge, occorresse una deliberazione dell\u2019Assemblea volta per volta; si chiedeva d\u2019altro lato che le Commissioni potessero s\u00ec esaminare il progetto, ma che poi l\u2019approvazione dovesse venire all\u2019Assemblea, pur ammettendo che in questo caso non sarebbero state consentite che dichiarazioni di voto. Onorevoli colleghi, considerando questa materia, ci siamo convinti che, se ammettessimo questa procedura, tutto il beneficio della rapidit\u00e0 sarebbe perduto. Pensate alle discussioni che si avrebbero alla Camera, sia pure attraverso dichiarazioni di voto interminabili, n\u00e9 sarebbe possibile porre dei limiti; come dimostrano continui esempi. Svuoteremmo il contenuto della nostra utilissima riforma. D\u2019altra parte se l\u2019Assemblea dovesse di volta in volta deliberare se vadano o no alle Commissioni, anche questo sarebbe un fatto ritardatore che toglierebbe il carattere della nostra proposta. Dunque resta fermo che il Regolamento stabilir\u00e0 i casi e le forme in cui sono deferiti alle Commissioni l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge.<\/p><p>Ma (ecco l\u2019importanza dell\u2019emendamento all\u2019emendamento che abbiamo stabilito) quando il Governo o 30 deputati lo chieggano, questo deferimento dell\u2019esame e dell\u2019approvazione alle Commissioni permanenti non avr\u00e0 luogo e si seguir\u00e0 la procedura pi\u00f9 normale e diffusa di intervento da parte dell\u2019Assemblea. Mi pare che stabilito cosi questo esame, d\u00e0 tutte le garanzie possibili.<\/p><p>Abbiamo avuto nella nostra brevissima riunione di poco fa il pieno accordo su un testo che prende a base quello Perassi, quasi identico del resto, all\u2019altro, dell\u2019onorevole Persico (le questioni di pura forma le sbrigheremo a suo tempo); con opportuno completamento e modifiche \u00e8 diventato il testo del Comitato.<\/p><p>Il primo e secondo comma rimangono come sono, salvo a togliere nel primo le parole \u00abscrutinio segreto\u00bb, sostituendole con le altre \u00abvotazione complessiva\u00bb o \u00abvotazione finale\u00bb.<\/p><p>Il terzo comma dice che il Regolamento pu\u00f2 stabilire i casi e le forme in cui, salvo contraria richiesta del Governo o di 30 membri della Camera, l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge siano deferiti a Commissioni \u00abanche permanenti\u00bb, composte in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi alla Camera.<\/p><p>Il sistema \u00e8 armonico e completo. C\u2019\u00e8 poi la questione della pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni. L\u2019onorevole Clerici ha proposto che le sedute delle Commissioni siano pubbliche. Ci\u00f2 pu\u00f2 sembrare eccessivo e non opportuno per molte ragioni. Si potrebbe andare incontro, piuttosto, alla proposta del nuovo articolo Mortati, che \u00abi resoconti dei lavori delle Commissioni devono essere resi pubblici\u00bb. Meglio di tutto \u00e8 lasciare al Regolamento di determinare i modi e le forme di pubblicit\u00e0.<\/p><p>Veniamo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati. Si era stabilito un accordo, tra tutti i presentatori d\u2019emendamenti delle diverse parti politiche, su un dato testo. Ora l\u2019onorevole Mortati con un emendamento nuovo manderebbe a monte tutto. Sarebbe perduto lo sforzo e la fatica che abbiamo fatto per adottare una formula che ha, secondo me, una notevole incertezza.<\/p><p>L\u2019emendamento Mortati \u00e8 stillato con la diligenza consueta al suo autore; ma contiene elementi di incertezza e di imprecisione. L\u2019onorevole Mortati comincia col dire: non possiamo parlare di Commissioni della Camera, perch\u00e9 questo non c\u2019\u00e0 in nessuna Costituzione. Non vado ad esaminare se ci\u00f2 \u00e8 esatto. Ma faccio osservare che, per la logica delle cose, subito dopo l\u2019onorevole Mortati ammette le Commissioni permanenti. Quindi, parla di Commissioni; e perch\u00e9 allora si devono togliere nel primo comma, quando questo istituto \u00e8 contemplato subito dopo?<\/p><p>Egli chiede che non si possa dichiarare l\u2019urgenza di un provvedimento, se non a maggioranza assoluta. Cosa vuol dire maggioranza assoluta? S\u2019intender\u00e0 dei componenti della Camera. Pensate alle necessit\u00e0 di questa macchinosa mobilitazione, di cui non vedo la necessit\u00e0. Egli ha citato il caso del <em>referendum<\/em>, ma la portata, in questo caso, \u00e8 immensamente maggiore. Si comprende che per sottrarsi al <em>referendum<\/em> ci voglia la maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea; ma per una semplice dichiarazione di urgenza, non credo che questo principio sia ammissibile, tanto pi\u00f9 che secondo il testo della Commissione, completato dagli onorevoli-Perassi e Costa, viene stabilito che per alcune categorie di leggi importantissime mai sia ammissibile il procedimento abbreviato. Quindi anche, oso dire, tecnicamente non mi pare che questa sua proposta sia da accogliere.<\/p><p>Da ultimo l\u2019onorevole Mortati non vuole mettere nel nostro testo che le Commissioni sono costituite in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi alla Camera, perch\u00e9 dice: questa \u00e8 materia di Regolamento. Non comprendo: in alcuni casi egli mette nella Costituzione questioni di Regolamento; in altri casi annulla tutto dalla Costituzione. Noi seguiamo pi\u00f9 costantemente il criterio di mettere nella Costituzione principi direttivi, che ci sembrano necessari, rinviando per il resto al Regolamento. Sul punto qui in esame, non accediamo al pensiero \u2013 e credo di interpretare il pensiero di tutte le parti dell\u2019Assemblea, anche di quella dell\u2019onorevole Mortati \u2013 che si possa arrivare all\u2019attribuzione alle Commissioni di poteri anche di approvazione, se non nel caso in cui le Commissioni rispecchino la proporzione dei Gruppi alla Camera. Quindi, pregherei l\u2019onorevole Mortati di non insistere sopra il suo testo, che richiederebbe un riesame, una necessit\u00e0 di emendamenti all\u2019emendamento, di modifiche e di correzioni; e poi, soprattutto spezzerebbe quella linea che si \u00e8 ormai stabilita, in base al meditato consenso di tutti i presentatori di emendamenti, con un passo notevole per la tecnica legislativa del nostro progetto.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019ultimo suo comma, sulla pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni, noi non abbiamo difficolt\u00e0 ad accoglierlo, sostituendo questo concetto a quello dell\u2019onorevole Clerici; che del resto non credo abbia difficolt\u00e0 al riguardo.<\/p><p>In questo modo, onorevoli colleghi, noi avremmo fatto un primo passo verso la formazione rapida delle leggi. Noi non abbiamo paura che questo sistema per la prima volta sia introdotto in una Costituzione; noi vediamo gi\u00e0 del resto affermata tale esigenza da parte di molti cultori di discipline costituzionali; e sono sicuro che far\u00e0 una buonissima impressione e sar\u00e0 una delle conquiste della nostra Costituzione. \u00c8 per ci\u00f2 che io vi prego di aderire a questa proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mentre attendiamo che il testo nuovo della Commissione venga redatto, prego i presentatori di emendamenti di dirmi se essi li mantengano o meno, dopo le considerazioni esposte dall\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Chiedo all\u2019onorevole Preti se mantiene il suo emendamento.<\/p><p>PRETI. Preferirei, prima di pronunciarmi, attendere che l\u2019onorevole Ruini faccia conoscere il testo della formulazione concordata.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il testo dell\u2019articolo concordato, secondo le indicazioni dell\u2019onorevole Ruini, risulta del seguente tenore:<\/p><p>\u00abOgni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione di ciascuna Camera secondo le norme del rispettivo regolamento; e deve essere approvato dalle Camere, articolo per articolo, e con votazione complessiva.<\/p><p>\u00abIl Regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge, dei quali sia dichiarata l\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abIl Regolamento pu\u00f2 altres\u00ec stabilire i casi e le forme in cui, salva contraria richiesta del Governo o di 30 membri della Camera, l\u2019esame e l\u2019approvazione di disegni di legge siano deferiti a Commissioni composte in modo da rispettare la proporzione dei Gruppi alla Camera.<\/p><p>\u00abIl Regolamento determina le forme di pubblicit\u00e0 dei lavori delle Commissioni.<\/p><p>\u00abIl procedimento preveduto dal primo comma non pu\u00f2 essere derogato per i disegni di legge in materia costituzionale e quelli concernenti l\u2019approvazione di bilanci e di rendiconti consuntivi, l\u2019autorizzazione a ratificare trattati internazionali e la delegazione di poteri legislativi al Governo\u00bb.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare che coloro che hanno intenzione di votare in favore dello scrutinio segreto, si troverebbero in questo modo a dover presentare degli emendamenti; mentre mi pare pi\u00f9 semplice votare sul testo originario della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo, onorevole Laconi, che ci siano difficolt\u00e0. Coloro che desiderano che si voti sopra la formula \u00aba scrutinio segreto\u00bb, scriveranno due parole: \u00abscrutinio segreto\u00bb e le presenteranno come emendamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Tosato, ha presentato un emendamento del seguente tenore sostitutivo dell\u2019articolo 69:<\/p><p>\u00abIl Regolamento di ciascuna Camera disciplina i procedimenti ordinari e abbreviati per l\u2019esame e l\u2019approvazione dei disegni di legge\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>TOSATO. Non ho bisogno di richiamare l\u2019attenzione degli onorevoli colleghi sulla grande importanza della questione sulla quale l\u2019Assemblea sta per emettere la sua decisione.<\/p><p>Si \u00e8 detto che si tratta di una questione tecnica: ma anzitutto e soprattutto, direi che \u00e8 una questione della pi\u00f9 alta importanza politica e costituzionale.<\/p><p>Qui ci sono due tendenze: una tendenza, secondo la quale il procedimento per la formazione delle leggi dovrebbe seguire la via ordinaria ben nota. Via ordinaria e ben nota, che d\u00e0 luogo a molti gravi inconvenienti, per cui si vede sempre pi\u00f9 la gravissima difficolt\u00e0 delle Assemblee legislative a far fronte ai loro compiti; e per questo la Commissione dei Settantacinque ha esaminato se si possono stabilire delle forme di procedimento per l\u2019esame e la formazione delle leggi pi\u00f9 rapide, in modo che in definitiva il potere legislativo non sfugga ai Parlamento, che \u00e8 l\u2019organismo competente.<\/p><p>\u00d3ra, la via che viene proposta, e sulla quale l\u2019onorevole Presidente Ruini ritiene di poter constatare un diffuso concorde orientamento, \u00e8 questa: di deferire non soltanto l\u2019esame, ma anche l\u2019approvazione di disegni di legge a Commissioni interne delle Camere.<\/p><p>Ora, proprio su questo punto io intendo richiamare la vostra attenzione, su questo punto gravissimo che finisce per svuotare il principio, che \u00e8 fondamentale, secondo cui competenti ad esercitare il potere legislativo non sono le Commissioni ma le Assemblee.<\/p><p>Noi stamane abbiamo rinviato la votazione dell\u2019articolo 67 per non anticipare nessuna decisione in ordine ai poteri del Capo dello Stato, in particolare per quanto riguarda la sua partecipazione all\u2019esercizio della funzione legislativa. Resta per\u00f2 comunque fermo il principio che la potest\u00e0 legislativa spetta, col concorso o meno del Capo dello Stato, alle Assemblee legislative. Ci\u00f2 posto, non capisco come si possa ammettere poi che la funzione stessa venga spostata dalle Camere alle Commissioni, organi interni, che non sono le Camere, e che non presentano le garanzie delle Camere.<\/p><p>Ricordo che durante i lavori della Sottocommissione, quando abbiamo affrontato il problema della delegazione legislativa, ci siamo preoccupati, e ce ne siamo preoccupati moltissimo, di stabilire limiti precisi alla possibilit\u00e0 di delegazioni legislative; ed \u00e8 stato proprio il Presidente di questa Assemblea \u2013 come Presidente, allora, della Sottocommissione \u2013 che ha proposto una formula molto felice, che ha sodisfatto tutti per la sua rigorosit\u00e0.<\/p><p>Ora, se noi abbiamo ritenuto opportuno di ammettere la delegazione legislativa, ma di ammetterla soltanto entro limiti ben determinati, come possiamo approvare con animo leggero una formula costituzionale che prevede genericamente la possibilit\u00e0 di delegare non al Governo, ma ad una Commissione, non tanto l\u2019esame ma anche l\u2019approvazione di disegni di legge?<\/p><p>\u00c8 sulla gravit\u00e0 di questa questione che io richiamo l\u2019attenzione e la preoccupazione dell\u2019Assemblea!<\/p><p>Io mi rendo perfettamente conto che, cos\u00ec come attualmente \u00e8 regolato il procedimento di formazione delle leggi, le Assemblee legislative non possono adempiere tutti i gravissimi compiti ad esse affidati, soprattutto quello di esercitare la funzione legislativa; ma bisogna riconoscere che tutte le proposte che ci vengono presentate non ci possono sodisfare, e lasciare tranquilli, tanto pi\u00f9 quando esse minano i principi fondamentali della Costituzione. \u00c8 contradditorio affermare la esclusiva competenza legislativa delle Camere, e ammettere che attraverso una norma di Regolamento esse possano essere svuotate dei loro compiti, che sono loro doveri.<\/p><p>E allora io propongo questo: lasciamo fermo il principio fondamentale in base al quale il potere legislativo spetta alle Camere e \u2013 secondo me \u2013 soltanto alle Camere. Abbiamo previsto casi determinati di delegazione legislativa. In sede di approvazione di Regolamento, le Camere vedranno se, accanto alle forme normali di formazione delle leggi, si possono prevedere e stabilire delle forme abbreviate, sia per casi di urgenza, sia per casi non urgenti ma in cui la materia renda possibile una forma di approvazione pi\u00f9 rapida. Ma non compromettiamo con norme costituzionali problemi di cos\u00ec vasta proporzione e di cos\u00ec grave importanza.<\/p><p>Data questa esigenza, rinviamo al punto in cui siamo, al Regolamento delle Camere, la determinazione di procedimenti speciali e idonei che possano accelerare l\u2019approvazione delle leggi; ma manteniamo fermo il principio fondamentale che il potere legislativo spetta alle Camere e non ad altri organi come le Commissioni.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019onorevole Tosato ha esposto alcune considerazioni che non mi sembrano ammissibili, e che sono contradittorie fra loro. Anzitutto egli ha insistito su una delegazione che la Camera farebbe dei suoi poteri ad altri organi. Non \u00e8 affatto una delegazione che la Camera faccia dei suoi poteri ad altri organi! Anche le Commissioni sono parte dell\u2019Assemblea. Non v\u2019\u00e8 affatto una spoliazione delle funzioni legislative, tanto pi\u00f9 che noi abbiamo stabilito che la Camera pu\u00f2 sempre riservare a s\u00e9 tutto intero questo compito. La Camera \u00e8 giudice del modo con cui essa stessa esercita l\u2019attribuzione di questo suo potere legislativo.<\/p><p>Non posso in nessun modo, quindi, lasciar passare l\u2019affermazione dell\u2019onorevole Tosato che con questa proposta, ormai concordemente approvata dai rappresentanti di tutta la Camera, si ferisca la disposizione che il potere legislativo \u00e8 esercitato dalla Camera, perch\u00e9 il potere legislativo \u00e8 sempre esercitato dalla Camera anche se essa, per alcune procedure, voglia affidare a sue Commissioni \u2013 che sono sempre parte della Camera \u2013 l\u2019esame di alcuni disegni di legge salvo a riservare \u2013 e bastano trenta deputati \u2013 l\u2019esame del complesso alla Camera stessa. Il ragionamento dell\u2019onorevole Tosato appare dunque assolutamente infondato.<\/p><p>Ma poi c\u2019\u00e8 contraddizione. Egli dice: rimandiamo questa questione al Regolamento. Ma se c\u2019\u00e8 come premessa che ogni rinvio alle Commissioni significherebbe un\u2019abdicazione della Camera al suo potere legislativo, evidentemente non ci potrebbe essere pi\u00f9 delega al Regolamento.<\/p><p>Il concetto di lavoro rapido per mezzo delle Commissioni, sul quale cos\u00ec largo consenso si \u00e8 determinato di fronte alle necessit\u00e0 esposte soprattutto dall\u2019onorevole Clerici, cadrebbe completamente. Per questa profonda contraddizione, noi dobbiamo insistere sul testo concordato.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Laconi e Grieco hanno presentato il seguente emendamento aggiuntivo al primo comma del nuovo testo proposto dalla Commissione:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere le parole:<\/em> a scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>FABBRI. Resterebbe allora il testo originario.<\/p><p>PRESIDENTE. Se venisse approvata la proposta Laconi-Grieco il testo originario del primo comma resterebbe.<\/p><p>L\u2019emendamento sostitutivo proposto dall\u2019onorevole Tosato ha la precedenza nella votazione perch\u00e9 pi\u00f9 si discosta dal testo della Commissione.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Onorevole Presidente. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini io desidererei poter dare un chiarimento per precisare il contenuto dell\u2019emendamento che ho proposto, in quanto mi sembra che la stessa Assemblea, dopo il mio precedente intervento, sia molto perplessa.<\/p><p>Per essere brevissimo, dir\u00f2 semplicemente che la questione sulla quale bisognerebbe prendere una decisione di principio \u00e8 questa: siamo disposti ad ammettere che una Commissione delle Camere possa, come tale, non solo esaminare ma anche approvare un disegno di legge? Questa \u00e8 la questione che si tratta di decidere.<\/p><p>Nell\u2019emendamento che ho proposto questa possibilit\u00e0 resta esclusa. \u00c8 per questo che io non sono caduto in quella tale contraddizione di cui ha parlato Ruini. Infatti, l\u2019emendamento che io ho proposto rappresenta una disposizione che segue l\u2019articolo fondamentale in base al quale il potere legislativo spetta alle Camere. Se il potere legislativo spetta alle Camere, \u00e8 evidente che in nessun caso le Commissioni delle Camere, come tali, potranno approvare un disegno di legge.<\/p><p>Che poi in sede di regolamento le Camere possano studiare e disporre tutte quelle forme che si manifestano pi\u00f9 idonee per accelerare il procedimento legislativo, salvo per\u00f2 restando il principio che l\u2019approvazione delle leggi spetta alle Camere esclusivamente, questa \u00e8 un\u2019altra questione. Rinviando, quindi, al regolamento la disciplina delle varie forme di esame e di approvazione delle leggi, non si incide e non si deroga al principio fondamentale ed essenziale, al quale io intendo restare fedele senza eccezioni.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Spero che l\u2019onorevole Presidente voglia perdonarmi se faccio ancora una richiesta di sospensione. Mi pare che su questo punto, che all\u2019inizio sembrava molto chiaro, si siano venute accavallando delle nuove proposte e si siano anche manifestate talune incomprensioni, cose che consigliano un riesame della materia da parte del Comitato di coordinamento. Intanto alcuni degli emendamenti pi\u00f9 importanti, quelli che presentano differenze pi\u00f9 marcate, non si erano potuti esaminare in quella riunione alla quale l\u2019onorevole Ruini ha fatto cenno, perch\u00e9 non erano stati svolti in Assemblea. Adesso che \u00e8 stata presentata una proposta radicale da parte dell\u2019onorevole Tosato, credo che i Gruppi si trovino in un certo imbarazzo ed abbiano bisogno di riordinare le idee e di prendere una decisione di fronte a questo punto che \u00e8 veramente d\u2019importanza fondamentale. In questo concordo con l\u2019onorevole Tosato. Si tratta della funzione legislativa. Mi pare opportuno, quindi, rinviare a domani perch\u00e9 ora sono gi\u00e0 le venti. Ci si potr\u00e0 riunire in sede di Comitato anche questa sera, per esaminare la questione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Devo ripetere quello che ho detto. Non si \u00e8 lavorato per tanto tempo alla Commissione (per un anno e mezzo), non si sono esaminate tutte le questioni a fondo, non si \u00e8 realizzato un accordo discutendosi fra i var\u00ee rappresentanti delle varie correnti perch\u00e9 all\u2019ultima ora si possa cos\u00ec rimandare tutto in aria, distruggendo quello che.si era conquistato. Seguendo un metodo siffatto, si peggiorer\u00e0 di molto la situazione. Quanto al punto in questione si era riconosciuta da tutti un\u2019esigenza, che ha avuto nel collega Clerici il suo pi\u00f9 vivo assertore, di rimediare alla disfunzione legislativa del Parlamento. D\u2019accordo tutti, si era trovato un rimedio. Se ora credete, con una votazione improvvisa, di mandarlo all\u2019aria, fate quello che volete. Le conseguenze vi saranno. Io dichiaro fin da ora che questo implicherebbe un cambiamento di metodi. Parlo con meditata riflessione. La sospensione pu\u00f2 essere accordata. Ma quando il Comitato potr\u00e0 riunirsi? Domani alle nove v\u2019\u00e8 seduta dei Settantacinque per le leggi sulla difesa dello Stato; poi alle 11 seduta; poi seduta nel pomeriggio.<\/p><p>PRETI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRETI. Come presentatore di uno degli emendamenti all\u2019articolo 69 appoggio la domanda dell\u2019onorevole Moro. Anche il mio Gruppo \u00e8 di questo parere.<\/p><p>PRESIDENTE. La domanda dell\u2019onorevole Moro in s\u00e9 non \u00e8 di vero e proprio rinvio; quindi a torto l\u2019onorevole Moro ha richiamato un precedente, che era un effettivo rinvio. Qui si tratterebbe di rimandare il seguito della discussione a domani mattina.<\/p><p>MICHELI. Sarebbe meglio al pomeriggio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Micheli, la mattina di domani deve essere impiegata utilmente ai fini della Costituzione.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Onorevole Presidente, pur essendomi astenuto dall\u2019intervenire in questa discussione, credo di avere diritto, in qualche modo, di fare udire anche la mia parola a questo riguardo. Io non sono compromesso nella questione che si \u00e8 discussa, perch\u00e9 non ho presentato nemmeno un emendamento per la soppressione dello scrutinio segreto o dell\u2019appello nominale o per la sostituzione dell\u2019una all\u2019altra di queste parole.<\/p><p>Quindi, la mia parola non ha significato di contestazione o di battaglia; vorrebbe se mai essere parola di consiglio; nel senso che, conservando tutto il riconoscimento per il lavoro fatto dal nostro Presidente della Commissione, \u00e8 evidente che, pur essendosi di questa materia discusso a lungo, pare che quel rapido convegno fatto quest\u2019oggi, cui egli accennava, non abbia prodotto quegli effetti quasi miracolosi che egli riteneva.<\/p><p>Per questo io dico: non \u00e8 male che il necessario accordo sia intessuto in modo pi\u00f9 conveniente e pi\u00f9 sostanziale, sicch\u00e9 ogni dubbio rimasto dopo l\u2019accordo troppo momentaneo possa esser chiarito e fugato, ma non in quest\u2019ora.<\/p><p>Io sono del vecchio parere espresso altre volte in questa Assemblea, e purtroppo spesso in dissenso dell\u2019onorevole Presidente, che la notte porta consigli. Viceversa, facendosi adunante sopra adunanze, si finir\u00e0 col condurre i dissenzienti ad accordi artificiali. Mi pare che cos\u00ec sia molto difficile riuscire a ottenere quella concordia che tutti desideriamo. Per queste ragioni, interrompendo forse, dissi che pareva a me pi\u00f9 conveniente che l\u2019argomento fosse rinviato alla seduta pomeridiana di domani. Vi sarebbe maggior tempo, quello che necessita perch\u00e9 i presentatori degli emendamenti in contrasto possano con calma radunarsi per riesaminare la questione e mettersi d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore 11 di domani.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pastore Raffaele ha presentato la seguente interrogazione con richiesta d\u2019urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere perch\u00e9 a Bari, da parte di quelle autorit\u00e0, \u00e8 stato consentito all\u2019avvocato Vittorio Ambrosini di fare in un pubblico comizio l\u2019apologia del fascismo\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intender rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Interesser\u00f2 il Ministro dell\u2019interno perch\u00e9 faccia sapere al pi\u00f9 presto quando intenda rispondere.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Il Ministro dell\u2019interno dichiar\u00f2 ieri sera che mercoled\u00ec mattina avrebbe risposto a tre interrogazioni urgenti, rispettivamente presentate dagli onorevoli Gronchi e Codacci Pisanelli e da me.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste tre interrogazioni saranno poste all\u2019ordine del giorno della seduta antimeridiana di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, perch\u00e9 consideri se non sia opportuno estendere a tutte le Amministrazioni dello Stato la norma gi\u00e0 applicata da alcuni Ministeri, secondo cui al funzionario, che riveste provvisoriamente le funzioni del grado superiore con la qualifica di reggente, viene corrisposta una indennit\u00e0 pari alla differenza tra lo stipendio di cui \u00e8 provvisto e quello iniziale del grado superiore, evitandosi cos\u00ec trattamenti che possono apparire di privilegio e situazioni di evidente ingiustizia.<\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e delle finanze, per sapere se gli uffici dipendenti dall\u2019Ente assistenziale U.M.A. (Utenti motori agricoli) siano tenuti a fornire agli uffici distrettuali delle imposte dirette le informazioni e le notizie di cui sono in possesso per ragioni del servizio assistenziale prestato, violando i doveri di riserbo e di segreto di ufficio a danno dei propri assistiti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se, in considerazione del fatto che la classificazione stradale disposta dal regio decreto 15 novembre 1923, n. 2506 (legge Carnazza), non ha avuto pratica attuazione, mentre ha impedito e impedisce alle provincie di assumere a loro carico la costruzione e manutenzione di strade oggi comunali, alle quali i comuni si trovano nella impossibilit\u00e0 finanziaria di provvedere, non ritenga urgente e indispensabile, accogliendo il voto formulato dalla Commissione strade del Touring Club Italiano nella sua riunione del 21 dicembre 1946, abrogare intanto la suddetta legge Carnazza e fissare poi nuovi criteri di classificazione delle strade, in modo da pervenire ad un completamento della rete statale e provinciale e ad una riduzione di quella comunale, lasciando ai comuni le sole strade urbane e quelle di interesse strettamente locale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abErmini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, perch\u00e9 dica le ragioni, per le quali non si d\u00e0 ancora inizio alla costruzione della rotabile Sprondasino in agro di Poggio Sannita (Campobasso), che enormemente trasformerebbe l\u2019economia di detto comune, che, perci\u00f2, l\u2019attende da oltre un cinquantennio, sebbene del tutto invano, pur proclamandosi da ogni parte il proposito di risolvere i problemi del Mezzogiorno di Italia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, perch\u00e9 consideri se non sia opportuno, con un provvedimento transitorio, andare incontro ai ferrovieri anziani, che, pervenuti a 58 o 60 anni di et\u00e0 per il personale attivo ed a 62 per quello impiegatizio, sono inesorabilmente mandati in quiescenza con una pensione, che raggiunge appena la met\u00e0 degli emolumenti di attivit\u00e0, mentre tutti gli altri dipendenti statali, pur arrivati al limite di et\u00e0, per cui dovrebbero essere collocati in pensione, sono trattenuti in servizio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se i diplomi conseguiti nei campi di prigionia da coloro, che hanno ivi frequentato corsi di studi di scuola media, tenuti da professori di ruolo, siano o meno parificati a quelli conseguiti nelle scuole dello Stato, cos\u00ec come si \u00e8 provveduto per gli esami sostenuti a chiusura dei corsi universitari, svoltisi parimenti nei campi di prigionia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, perch\u00e9 consideri se non sia rispondente a criteri di giustizia riconoscere a favore dei professori non di ruolo, in occasione dei prossimi concorsi, quali anni di supplenza, gli anni di insegnamento, da essi tenuto nei campi di concentramento sparsi in ogni parte del mondo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.5.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><ol><li>\u2013 Interrogazioni.<\/li><li>\u2013 Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLVII. SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 14 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Sui lavori dell\u2019Assemblea: Tonello Presidente Comunicazioni del Presidente: Presidente Presentazione di un disegno di legge: Grassi, Ministro di grazia e giustizia Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Ruini, Presidente della Commissione per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2542,2265,2315,2275","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2226","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2226"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2226\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6547,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2226\/revisions\/6547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2226"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}