{"id":2220,"date":"2023-09-17T15:04:08","date_gmt":"2023-09-17T13:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2220"},"modified":"2023-10-21T16:48:51","modified_gmt":"2023-10-21T14:48:51","slug":"lunedi-13-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2220","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 13 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2220\" class=\"elementor elementor-2220\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5dbd1cd elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5dbd1cd\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-48d6671\" data-id=\"48d6671\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ec3245f elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ec3245f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471013_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-51d14be elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"51d14be\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 13 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Benedettini<\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p>Franceschini<\/p><p>Corbellini, <em>Ministro dei trasporti<\/em><\/p><p>Di Fausto<\/p><p>Morelli Luigi<\/p><p>Cavalli, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio<\/em><\/p><p>Chatrian, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa<\/em><\/p><p>Costa<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Di Giovanni<\/p><p>Ronchi, <em>Alto Commissario per l\u2019alimentazione<\/em><\/p><p>Riccio<\/p><p>Mazza<\/p><p>Geuna<\/p><p>De Martino<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Cianca<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Alberti, Bertone, Bonino, Mastino Gesumino e Roselli.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domande di autorizzazione a procedere.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso due domande di autorizzazione a procedere in giudizio rispettivamente contro i deputati Ezio Villani e Franco Moranino, per il reato di cui all\u2019articolo 595, in relazione all\u2019articolo 57, n. 1, del Codice penale.<\/p><p>Saranno inviate alla Commissione competente.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni.<\/p><p>La prima \u00e8 quella dell\u2019onorevole Benedettini, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere quali provvedimenti sono stati presi contro quel gruppo di 30 comunisti, che marted\u00ec 7 ottobre, in Roma, alla fine di un comizio monarchico, hanno aggredito 5 studenti, producendo ai giovani Ponzani Umberto, di 17 anni, e Spica Giacomo, di 21, iscritti all\u2019Unione monarchica italiana, ferite lacerocontuse e contusioni multiple, e per conoscere, inoltre, quali preventive precauzioni intende adottare per garantire le libert\u00e0 democratiche e le manifestazioni politiche contro i metodi dell\u2019azione diretta\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Avvenimenti successivi ben pi\u00f9 gravi hanno tolto anche a questa interrogazione gran parte della sua importanza.<\/p><p>Comunque, i fatti che vi hanno dato luogo sono i seguenti: la sera del 7 corrente in piazza della Pilotta \u00e8 stato tenuto un comizio indetto dal Partito monarchico; il comizio si \u00e8 svolto in relativa tranquillit\u00e0. Alla fine, un gruppo di comizianti si \u00e8 indirizzato verso la sede del Partito monarchico in Via Quattro Fontane. Durante il percorso, il gruppo \u2013 composto di cinque giovani \u2013 venne aggredito da una trentina di individui che ne ferivano due in modo non grave, ma pur sempre tale da richiederne il ricovero in ospedale.<\/p><p>La pubblica sicurezza, che aveva assistito al comizio, intervenne prontamente e l\u2019ordine fu ristabilito. Non fu tuttavia possibile identificare i responsabili, i quali si dileguarono approfittando della confusione del momento.<\/p><p>Posso assicurare che da parte della pubblica sicurezza si proseguono attivamente le indagini per scoprire e raggiungere i colpevoli.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Benedettini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>BENEDETTINI. Ringrazio il signor Sottosegretario per l\u2019interno della buona intenzione che ha dimostrato di volere rintracciare i colpevoli, i quali per\u00f2, malgrado la stessa buona intenzione, non sono stati ancora identificati, come non furono rintracciati coloro che vennero ad assalire, durante l\u2019assemblea dell\u2019Unione monarchica italiana, una riunione alla quale ero presente io stesso e dei quali, dopo vari mesi, bench\u00e9 fossero oltre 400 persone, non ne \u00e8 stato identificato neanche uno.<\/p><p>Questo significa che i sistemi adottati da alcuni partiti, ed in particolare dal Partito comunista, hanno buon giuoco.<\/p><p>Voglio rettificare alcune cose che il signor Sottosegretario ha comunicato riguardo a questo incidente. Non \u00e8 avvenuto il conflitto sul posto, come ha detto lei, ma i 30 comunisti hanno aspettato che quel gruppo di 12 studenti, partito da piazza della Pilotta, risalisse via Nazionale, si sciogliesse in piazza del Quirinale e, quando hanno visto che dei giovani ne erano rimasti 4 soltanto, all\u2019altezza di via XX Settembre li hanno aggrediti, in 30 contro 4, spaccando la testa ad uno e riducendo un altro in cattive condizioni.<\/p><p>Questi sono i sistemi dell\u2019azione diretta, ed io domando e dico se \u00e8 permesso agire in tal modo, specialmente durante una campagna elettorale.<\/p><p>Non siamo certo noi ad adottare questi sistemi: noi, che rispettiamo le libert\u00e0 democratiche, non permettiamo a nessuno dei nostri di agire e neppure di inveire a parole contro altri partiti.<\/p><p>Qui invece i trenta comunisti che hanno aggredito, hanno detto a questi giovani: \u00abImparerete a gridare viva il re e viva la monarchia\u00bb, e con questi sistemi li hanno messi in condizione di non parlare pi\u00f9. Questa, per me, \u00e8, oltre tutto, vigliaccheria. Se un partito ritiene doveroso ricorrere a questi sistemi, significa che non ha altri mezzi per imporre le proprie idee.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Benedettini, la prego di limitarsi a dire se \u00e8 sodisfatto o no.<\/p><p>BENEDETTINI. Non posso essere sodisfatto, perch\u00e9 dei trenta comunisti non ce c\u2019\u00e8 uno che sia stato fermato, messo dentro e reso responsabile del reato compiuto. Io non faccio colpa alla polizia, perch\u00e9 effettivamente risulta che durante il comizio aveva fatto del suo meglio. Ad ogni modo mi domando quali sono i provvedimenti che il Governo vuole prendere per evitare che questi continui, ripetuti e disgraziatamente anche ingranditi effetti di sistemi dell\u2019azione diretta continuino. Abbiamo avuto occasione proprio ieri stesso di constatare un pi\u00f9 grave caso durante la campagna elettorale e cio\u00e8 l\u2019assassinio da parte dei comunisti di un povero giovane, proprio per lo stesso motivo dell\u2019azione diretta.<\/p><p>Chiedo se questi sistemi non debbano cessare e se il Governo non debba prendere qualche provvedimento preventivo, onde impedire a questi partiti che adottano tale azione diretta, di realizzarla, come \u00e8 stato minacciato anche in quest\u2019Aula dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>La sera di venerd\u00ec l\u2019Assemblea si \u00e8 ribellata contro la manifestazione del M.S.I. in piazza Colonna, ed i comunisti vollero far vedere che si protestava contro un sistema che voleva farsi passare per monarchico e non lo era, e questi stessi signori hanno minacciato di voler prendere loro chiss\u00e0 quale difesa di Montecitorio. Questi sistemi portati qui dentro dall\u2019onorevole Togliatti devono essere ufficialmente dal Governo deprecati. Azione diretta non ce ne deve essere. Se ci sono idee da far valere devono essere fatte valere col convincimento; in tal modo solamente si potr\u00e0 arrivare ad una chiarificazione. Noi in tutti i nostri comizi predichiamo l\u2019amore e l\u2019accordo, ma vediamo che dall\u2019altra parte ci si risponde con provocazioni, insulti e con azioni tali da produrre effetti che non sono certo quelli che vogliamo ottenere. Pertanto chiedo che il Governo voglia senz\u2019altro approfondire, se \u00e8 possibile, questa inchiesta, cercare di colpire i responsabili e laddove non pu\u00f2 riuscire a colpire i responsabili, disporre perch\u00e9 un partito che adopera questi mezzi sia sciolto. (<em>Proteste all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 stato chiesto venerd\u00ec scorso in questa Aula dai comunisti lo scioglimento del M.S.I. perch\u00e9 \u00e8 un partito che ricorre, secondo loro, alla violenza (e finora effetti diretti di questa violenza non ne abbiamo veduti); c\u2019\u00e8 una legge che vieta la rinascita del partito fascista perch\u00e9 anch\u2019esso partito che avrebbe usato mezzi di violenza; per questi stessi motivi e per le stesse ragioni chiediamo che sia sciolto il Partito comunista, che \u00e8 un partito che solamente sulla violenza e sulla azione diretta (i cui frutti abbiamo dolorosamente ripetutamente constatato) si basa e si potenzia. (<em>Proteste all\u2019estrema sinistra \u2013 Scambio di apostrofi tra il deputato Benedettini e il deputato Bardini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Mentasti, Lizier, Bastianetto, Ponti, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere quali misure siano state prese dall\u2019autorit\u00e0 politica in occasione di comizi, tenuti senza l\u2019osservanza delle relative norme di legge, e della spedizione punitiva organizzata la sera del 20 luglio dall\u2019onorevole Giovanni Tonetti contro la pacifica popolazione di Caorle (Venezia), e quali provvedimenti si intendano assumere per impedire il ripetersi di simili episodi, che \u2013 turbando l\u2019ordine pubblico \u2013 feriscono i pi\u00f9 elementari princip\u00ee delle libert\u00e0 democratiche e rinnovano sistemi universalmente condannati e detestati\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente nessuno degli onorevoli interroganti, s\u2019intende che vi abbiamo rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Cremaschi Carlo, al Governo, \u00abper conoscere cosa risulti allo stesso circa il ferimento di giovani democristiani a Genzano, in seguito ad aggressione avvenuta nel pomeriggio di domenica 5 ottobre 1947\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, s\u2019intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione gli onorevoli Franceschini, Bellato, Gortani, Lizier, Morelli Luigi, Pastore Giulio, ai Ministri del bilancio e del tesoro, \u00abper conoscere se non ritengano rispondente a giustizia e umanit\u00e0 disporre che gli impiegati e i salariati statali, di tutte le categorie, che cessano dal servizio per quiescenza, anzich\u00e9 dover attendere dolorosamente per anni interi la liquidazione dei loro assegni di pensione, possano fruire, dal momento stesso del congedo \u2013 senza soluzione di continuit\u00e0 \u2013 di un assegno mensile provvisorio, corrisposto dalle Amministrazioni medesime presso cui prestarono servizio, pari all\u2019ammontare dei quattro quinti almeno del rateo di pensione presumibilmente loro spettante, salvo successivo conguaglio. Le condizioni veramente tragiche di migliaia e migliaia di pensionati in eterna attesa della corresponsione dei loro sacrosanti diritti, rendono indispensabile il richiesto provvedimento per debito di elementare equit\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Il servizio della liquidazione delle pensioni ordinarie \u00e8, fin dal 1933, decentrato fra le varie Amministrazioni centrali dello Stato ed attribuito ai singoli uffici che amministrano il personale dei rispettivi servizi.<\/p><p>Risulta a questo Ministero che tale servizio funziona in modo sodisfacente presso alcune Amministrazioni, ma con notevoli ritardi presso altre.<\/p><p>Non sembra, peraltro, necessario emanare un provvedimento legislativo per imporre alle Amministrazioni una maggiore sollecitudine nella liquidazione delle pensioni: a ci\u00f2 si pu\u00f2 provvedere con circolare a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e che \u00e8 in corso di elaborazione. In tale circolare, oltre a richiamare le Amministrazioni all\u2019osservanza delle disposizioni in vigore, potranno anche suggerirsi tutti i possibili accorgimenti atti ad evitare che si verifichino soluzioni di continuit\u00e0 fra il trattamento di attivit\u00e0 e quello di quiescenza.<\/p><p>Occorre infatti tener presente che la procedura di liquidazione prevista dalle disposizioni in vigore deve esser circondata da opportune cautele, trattandosi della concessione di un trattamento vitalizio, che presuppone successivamente un giudizio sulla esistenza del diritto a pensione e un calcolo sull\u2019ammontare della medesima.<\/p><p>\u00c8 ovvio che, una volta accertati tali elementi, l\u2019Amministrazione, anzich\u00e9 accordare un\u2019anticipazione, pu\u00f2 procedere senz\u2019altro ad una liquidazione, sia pure provvisoria, del trattamento di quiescenza. Le disposizioni in vigore consentono infatti la liquidazione provvisoria in base ai servizi accertati, ogni qualvolta il decreto di liquidazione definitiva non possa, per qualsiasi ragione, aver corso immediato; nulla vieta alle Amministrazioni di far ricorso con frequenza alla liquidazione provvisoria che pu\u00f2 attuarsi con la massima speditezza non essendo per essa richiesta alcuna particolare documentazione, n\u00e9 il riscontro preventivo della Corte dei conti.<\/p><p>Comunque non si mancher\u00e0 di rivolgere premure a tutte le Amministrazioni, affinch\u00e9 seguano con maggiore attenzione tale importante servizio, dando loro le opportune istruzioni atte ad evitare i lamentati inconvenienti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>FRANCESCHINI. Sono lieto che finalmente il Governo si sia cominciato a preoccupare di una cos\u00ec benemerita e sofferente classe di lavoratori, quale \u00e8 quella dei pensionati. Ma, onorevole Sottosegretario, si sa come vanno queste cose! La Presidenza impartisce disposizioni pi\u00f9 o meno severe; gli uffici centro-periferici ne prendono buona nota&#8230; e le cose restano come prima.<\/p><p>Ora, si tratta di decine e decine di migliaia di lavoratori che, andando in pensione, si trovano da un giorno all\u2019altro nella condizione tragica di morti civili: sul lastrico, senza un soldo per mesi e mesi, per anni! E spesso molti, moltissimi di questi lavoratori in pensione hanno ancora le famiglie a carico. Onorevole Sottosegretario, io mi compiaccio delle misure che si sono cominciate a prendere \u2013 ripeto \u2013 ma non si tratta qui di migliorare, sebbene di mutare completamente sistema.<\/p><p>\u00c8 necessario infatti introdurre un sistema nuovo e, una volta per sempre, un sistema semplice.<\/p><p>Si noti, io non chiedo un favore per la categoria dei pensionati di tutte le Amministrazioni dello Stato; reclamo un sacrosanto diritto. Vorrei prospettare all\u2019onorevole Sottosegretario, alla sua illuminata e consumata esperienza, una analogia. Quando un impiegato dello Stato entra in servizio, viene disposto subito il pagamento dei suoi assegni, in via provvisoria, sui fondi a disposizione. Molto prima che sia spiccata dall\u2019Amministrazione centrale la sua nota nominativa, egli riceve presso a poco i nove decimi del suo regolare stipendio a titolo di acconto; successivamente si fa il conguaglio, e l\u2019impiegato riceve in base ad esso la normale retribuzione. Perch\u00e9 non si deve adottare la stessa misura per l\u2019impiegato che esce dai ruoli, tanto pi\u00f9 benemerito in quanto per 30-40 anni ed anche pi\u00f9 ha lavorato ed ha servito fedelmente lo Stato? Non pu\u00f2 forse l\u2019Amministrazione, da cui l\u2019impiegato dipendeva sino al momento del collocamento in pensione, corrispondergli sui propri fondi a disposizione, per il periodo intercorrente fino al conguaglio, gli otto o i nove decimi, pur con tutte le cautele necessarie? Del resto, non c\u2019\u00e8 categoria sulla quale il Tesoro pu\u00f2 risarcirsi con. maggior tranquillit\u00e0 come su quella dei pensionati! Si \u00e8 verificato invece che, per la decorrenza di un anno e pi\u00f9 il pensionato \u00e8 stato letteralmente truffato sul valore della lira: ha percepito un anno di arretrati, presso a poco bastevole alla sua vita di un mese. Questo non dovrebbe accadere, per debito di elementare equit\u00e0 ed umanit\u00e0.<\/p><p>Perci\u00f2 io insisto nel suggerimento dato, ed invito il Governo a prendere la misura da noi richiesta a sollievo di questa categoria cos\u00ec benemerita e cos\u00ec sfruttata di lavoratori, che hanno magramente vissuto e che si vedono anche condannati, in pratica, a morire di fame. L\u2019attuale resistenza di molti impiegati ad andare in pensione \u00e8 dovuta anche al timore di non avere pi\u00f9 un soldo all\u2019atto della loro entrata in quiescenza.<\/p><p>Ovviamo, onorevole Sottosegretario, a questo gravissimo inconveniente! Poniamo subito allo studio un provvedimento giusto e semplice, quale \u00e8 quello di far pagare il pensionato, fino ad avvenuto conguaglio della sua pensione, senza soluzione di continuit\u00e0, dall\u2019Amministrazione stessa da cui dipende.<\/p><p>Non credo di chiedere molto, ma qualcosa d\u00ec giusto; tanto poco che si pu\u00f2 ridurre, veramente, al solo pane quotidiano. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Non credo che l\u2019espediente suggerito dall\u2019onorevole interrogante possa, per ragioni tecniche, trovare applicazione generale; e l\u2019applicazione non potrebbe essere che generale, per determinare una conseguenza di giustizia, uguale per tutti gli interessati.<\/p><p>Credo, invece, che bisognerebbe mettere effettivamente in atto le istruzioni gi\u00e0 mandate alle varie Amministrazioni nell\u2019anno decorso. Come ho detto, sin dal 1933 \u00e8 stata affidata alle singole amministrazioni la liquidazione delle pensioni. Il decentramento dei servizi ha avuto per scopo quello di accelerare la liquidazione delle pensioni. Contemporaneamente si \u00e8 fatto presente alle amministrazioni la necessit\u00e0 che per ogni suo singolo dipendente si apra un quaderno in cui siano annotati i servizi di ciascun funzionario dal giorno in cui viene assunto dall\u2019Amministrazione, cio\u00e8 il <em>curriculum<\/em> di ciascun dipendente dello Stato, con le variazioni degli emolumenti fino al giorno in cui egli va a riposo. Si \u00e8 fatto obbligo anche alle Amministrazioni che, in previsione di un imminente collocamento a riposo, questo quaderno sia chiuso in modo che il provvedimento di liquidazione della pensione sia emesso in via provvisoria, ma nella misura del cento per cento e poi in via definitiva, con tutte le formalit\u00e0 della Corte dei conti che possono seguire in breve tempo. Io sono convinto che, se le singole Amministrazioni si rendono conto della necessit\u00e0 e del dovere di adempiere a queste incombenze, e vi adempiono, si andr\u00e0 pi\u00f9 in l\u00e0 di quel che auspica l\u2019onorevole interrogante. Anche perch\u00e9 non tutte le Amministrazioni dispongono dei cosiddetti \u00abfondi a disposizione\u00bb. Penso che sia agevole trovare una soluzione di questo problema, della cui importanza e della necessit\u00e0 di una risoluzione mi rendo ben conto, come Sottosegretario e come funzionario.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione all\u2019onorevole Di Fausto, al Ministro dei trasporti, \u00abper chiedere se, dinanzi alla persistente campagna avversa alle nuove direttive per un pi\u00f9 razionale ed aggiornato completamento della stazione di Roma, non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 di riesumare le molteplici responsabilit\u00e0 legate al progetto iniziale e sommerse nella catastrofe della Nazione. Quel progetto, non movendo da presupposti essenzialmente tecnici e logici, non poteva non riassumersi che in un orrore architettonico ed in un errore funzionale. E se il recente intervento di organi responsabili migliorer\u00e0 la situazione, non risaner\u00e0 per\u00f2 l\u2019enorme danno finanziario, la cui responsabilit\u00e0 deve essere individuata per l\u2019evidente colposo consenso portato ad una realizzazione, nella quale la tecnica ha sistematicamente ceduto a pretese direttive politiche (se tali possono chiamarsi la megalomania ed il cafonismo veramente tipici in quell\u2019opera) dietro le quali, comunque, agiva quella organizzazione di interessi, che trova ancora eco nella stampa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei trasporti ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Debbo ringraziare l\u2019onorevole interrogante, onorevole Di Fausto, di avermi dato occasione, con la sua interrogazione, di riassumere brevemente la questione della stazione di Roma Termini. Essa \u00e8 indubbiamente una questione importante che si ricollega in via generale a tutto il piano regolatore dei servizi ferroviari della capitale. Ma io qui debbo per brevit\u00e0 limitarmi all\u2019esame delle caratteristiche funzionali della sola stazione Termini e non di tutto il complesso dei servizi ferroviari della capitale.<\/p><p>La stazione per viaggiatori di Roma Termini \u00e8 sorta dalla vecchia stazione pontificia, che poi \u00e8 stata ingrandita con la caratteristica tettoia in ferro progettata dall\u2019ingegner Bianchi ed ultimata nel 1871; da quell\u2019epoca \u00e8 stata continuamente martoriata.<\/p><p>Gi\u00e0 nel 1911 la stazione era incapace di poter assolvere al traffico sempre crescente della Capitale; cosicch\u00e9 all\u2019epoca dell\u2019esposizione \u00e8 stato al rettamente costruito quel capannone di legno per le partenze lato via Marsala, che era un\u2019ignominia intollerabile per l\u2019estetica e per la comodit\u00e0 dei servizi. Successivamente nel 1914, poco prima della guerra, fu necessario togliere il deposito locomotive a vapore che era dentro la stazione e che affumicava i palazzi vicini situati sulla via Principessa Margherita (ora via Giolitti). Cosicch\u00e9 fu costruito un nuovo e moderno deposito per locomotive a San Lorenzo e la stazione fu ulteriormente modificata ed allargata. Successivamente essa fu ancora ampliata nel 1923 e nel 1924, allungando il piazzale e dotando gli scambi degli apparati centrali che erano richiesti dalla necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 sollecito l\u2019arrivo e la partenza dei treni, e pi\u00f9 sicuri i movimenti delle manovre.<\/p><p>Non insisto su altri particolari tecnici, soltanto faccio rilevare che la stazione di una grande citt\u00e0 in continuo sviluppo \u00e8 anch\u2019essa necessariamente un impianto tecnico in continuo sviluppo; perci\u00f2 una stazione moderna non sta mai ferma nelle sue strutture e nei suoi servizi.<\/p><p>Nel 1936 si riconobbe nuovamente la necessit\u00e0 dell\u2019ampliamento della stazione di Roma Termini: non fu esaminato che in via generica il problema di costruirla altrove e fu senza altro deciso di ricostruirla nello stesso posto. Non discuto tutti i problemi che furono posti in pro e in contro allo spostamento di questa stazione perch\u00e9 andrei oltre il tema dell\u2019interrogazione.<\/p><p>Era necessario che essa dovesse ingrandirsi, ma a ci\u00f2 ostacolava una condizione caratteristica locale che \u00e8 molto importante.<\/p><p>La stazione \u00e8 costruita sull\u2019Esquilino ed i binari delle linee principali scendono in tre direzioni sulle strade che vanno verso Firenze, a Portonaccio (ora Tiburtina) e verso il Tevere per la linea della Maremma; scende al bivio Casilino per andare verso Napoli. Per questo, se si prolungasse il piazzale orizzontale della stazione verso Santa Bibbiana, le pendenze delle linee di corsa aumenterebbero con la conseguenza di rendere sempre pi\u00f9 difficile e costoso il servizio ferroviario.<\/p><p>Questa caratteristica era nota anche ai nostri vecchi ferrovieri delle reti private. Per\u00f2 la situazione si \u00e8 sempre aggravata con il continuo ampliarsi della vecchia stazione verso Santa Bibbiana. Quando furono aperte all\u2019esercizio le due direttissime Bologna-Firenze e Roma-Napoli, abbiamo dovuto subire l\u2019anomalia tecnica molto importante che da Milano a Napoli il punto peggiore di tutta la linea risulta esattamente quello che da Tiburtina sale a Roma Termini, con una curva molto stretta e con la pi\u00f9 elevata pendenza esistente sull\u2019intero percorso di ben 800 chilometri, cos\u00ec che il peso dei treni doveva limitarsi a quello trainabile su questo breve tratto, oppure i treni dovevano fermarsi per venire trainati con due locomotive.<\/p><p>Quando, nell\u2019epoca euforica dell\u2019imminenza dell\u2019esposizione E.42, si riconobbe l\u2019urgenza di fare una nuova stazione a Roma, i tecnici hanno ribadito questo concetto, e fra i tecnici vi ero anche io, che, insieme al mio collega del Servizio Movimento, eravamo entrambi responsabili dell\u2019esercizio razionale ed economico dei treni. Mi hanno risposto secco: \u00abVoi tecnici dovete stare zitti\u00bb. E quei due tecnici furono messi da parte.<\/p><p>La nuova stazione doveva assolutamente avere una caratteristica monumentale. La relazione fatta a quell\u2019epoca al Consiglio di amministrazione delle ferrovie per chiedere il finanziamento dei lavori \u00e8 tutta euforica e basterebbe solo questa frase per dimostrare a che punto era arrivata l\u2019esaltazione dei fautori dell\u2019opera monumentale: \u00abMa intanto gli eventi precipitano. Il traffico seguita ad aumentare, la conquista dell\u2019Etiopia d\u00e0 all\u2019Italia un impero, l\u2019esposizione mondiale si avvicina, e non \u00e8 pi\u00f9 possibile procrastinare la situazione degli impianti ferroviari, per cui il duce indica la soluzione da risolvere ed ordina una pronta realizzazione, dando il primo colpo di piccone il 16 febbraio 1938\u00bb.<\/p><p>Cos\u00ec \u00e8 incominciata la demolizione della stazione ottocentesca, e vi confermo che allora c\u2019\u00e8 stato un vero impegno per fare un\u2019opera monumentale l\u00e0 dove opere monumentali non erano assolutamente indicate n\u00e9 richieste. Furono stanziati per il lavoro un certo numero di milioni. Vi fu una polemica in quell\u2019epoca fra la direzione dei tecnici delle ferrovie ed i fautori dell\u2019opera monumentale. Il direttore generale delle Ferrovie dello Stato richiese al Ministro Benni che le spese necessarie per la parte monumentale non fossero sostenute dalle Ferrovie, poich\u00e9 nulla avevano a che vedere con i propri servizi. E fu per questo intervento che lo Stato autorizz\u00f2 il Tesoro a versare una volta tanto un certo numero di milioni (mi sembra 300), per dare la caratteristica di monumentalit\u00e0 a questa stazione e nel tempo stesso non far gravare le spese, per il servizio dei capitali necessari, sul bilancio ferroviario.<\/p><p>Quindi debbo confermare che il problema della monumentalit\u00e0 della stazione era rimasto controverso. Si critic\u00f2 anche il fatto che in quell\u2019epoca fu dato l\u2019incarico del progetto ad un solo architetto funzionario ferroviario, mentre invece, quando si tratta di opere che interessano l\u2019intera Nazione, a mio avviso, devono essere banditi pubblici concorsi, chiamando a raccolta l\u2019ingegno ed il pensiero di tutti gli ingegneri ed architetti italiani. Non si volle fare il concorso nazionale come precedentemente si era fatto per la stazione di Firenze e ci\u00f2 per evitare critiche e discussioni sulle direttive artistiche poste dall\u2019alto.<\/p><p>In queste condizioni \u00e8 sorto il progetto della stazione di Roma, con quelle caratteristiche monumentali di cui vi faccio grazia, perch\u00e9 dal solo esame sommario si riconoscono tutte le incongruenze. La spesa prevista di circa 600 milioni dell\u2019epoca, corrisponde a circa 30 miliardi di lire odierne. Furono portate a Roma delle decorazioni, dei materiali dalle pi\u00f9 lontane parti d\u2019Italia e con le pi\u00f9 strane applicazioni. Scelgo a caso dall\u2019elenco dei materiali previsti. Vi dico, per esempio, che si \u00e8 preso del porfido violaceo di Predazzo, per cosa farne? Per fare semplice\u2013 mente il cordonato dei marciapiedi sotto l\u2019atrio, come se a Roma non si potessero fare cordonati in altra pietra senza usare il porfido che viene da 800 chilometri lontano.<\/p><p>Furono fatte decorazioni e modelli al vero di statue in gesso, ordinandole ad oltre 24 artisti per poter poi scegliere; furono ordinati modelli di capitelli, di colonne, di bozzetti in gesso, ecc., senza una loro precisa destinazione, quasi come per farne una ostentazione di mecenatismo dei tempi antichi. Tutto questo cost\u00f2 milioni. Ho qui un elenco che \u00e8 molto edificante e del quale vi faccio grazia per carit\u00e0 di patria.<\/p><p>Era necessario cambiare strada, e allora il Ministro Ferrari di quell\u2019epoca vide, attraverso noi tecnici, che gliela abbiamo fatta presente, l\u2019assurdit\u00e0 della cosa, e disse: \u00abRitorniamoci sopra; la stazione deve essere un\u2019opera degna della capitale, ma non un monumento. Chiamiamo tutti gli architetti ed ingegneri d\u2019Italia ad un concorso nazionale per fare una stazione razionale e tecnica che risponda ai requisiti funzionali che deve avere\u00bb.<\/p><p>Ora, per quello che vi ho detto prima, dovevamo prolungare la stazione (e qui \u00e8 bene chiarire, perch\u00e9 i giornali hanno detto cose di molto inesatte). Oggi dobbiamo prevedere dei treni con carrozze che hanno un peso di 30 tonnellate e sono lunghe circa 24 metri; possiamo fare treni con 20 carrozze, cio\u00e8 convogli lunghi 480-500 metri. Non potendo allungare la stazione prolungando il piazzale verso Santa Bibbiana, non c\u2019era altro mezzo che farla venire un po\u2019 pi\u00f9 avanti verso piazza dei Cinquecento. Occorreva quindi modificare sostanzialmente l\u2019arcata monumentale della galleria delle carrozze e fare un fabbricato pi\u00f9 avanzato, nel quale potevano utilizzarsi le aree anche per gli uffici.<\/p><p>Non mi si ripeta che i treni avvenire non dovranno essere pi\u00f9 lunghi degli attuali, perch\u00e9 nel campo internazionale europeo \u00e8 ormai tecnicamente riconosciuto che dovremo prevedere treni di venti carrozze. Quindi non c\u2019\u00e8 nulla da discutere al riguardo. Le norme, accettate anche da noi, per i servizi internazionali europei ci impongono degli obblighi tecnici che dobbiamo rispettare.<\/p><p>Poi dovevamo vedere un poco come la stazione dovesse funzionare. Non entro nel merito, nei dettagli, per non andare alle lunghe, ma \u00e8 certo che se si esamina il progetto precedente, si trovano delle anomalie e caratteristiche di applicazione, degli spazi molto dispendiosi e assolutamente irrazionali. Impianti sotterranei con luce artificiale, servizi non razionalmente distribuiti, deficienza di impianti tecnici e di controllo, sono i difetti pi\u00f9 salienti che mi limito solo ad accennare.<\/p><p>Quindi, per concludere: si \u00e8 ritenuto opportuno di studiare tecnicamente meglio il progetto primitivo tenendo conto di quelle parti gi\u00e0 eseguite.<\/p><p>Fu bandito un concorso nazionale nel gennaio di quest\u2019anno. Questo concorso ha portato alla presentazione di 40-42 progetti che sono stati esaminati da una apposita Commissione.<\/p><p>Io sono intervenuto appena assunto al Governo e ho disposto per la nomina di una Commissione che fosse la pi\u00f9 imparziale possibile. Ho detto: essa non deve essere costituita da uomini scelti direttamente dal Ministero dei trasporti, ma da uomini che per la loro funzione tecnica ed artistica diano il massimo affidamento possibile per poter essere giudici seri ed imparziali di questo importante problema. Ed allora si sono presi 5 ferrovieri specialisti nel campo tecnico; ad essi si sono aggiunti 6 estranei. Tra essi si \u00e8 scelto, per esempio, il rappresentante dei lavori pubblici, che \u00e8 stato designato dal Ministro competente nel Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Si \u00e8 chiesto al Ministro della istruzione: dateci due tecnici tra i professori; uno che sia titolare della cattedra di architettura in una facolt\u00e0 di architettura ed uno che sia titolare di una cattedra di architettura in una facolt\u00e0 di ingegneria. Si \u00e8 chiesto all\u2019Associazione nazionale degli ingegneri e architetti italiani: dateci due vostri soci; uno sia un ingegnere e l\u2019altro architetto. Fu chiesto al Comune di Roma di darci il capo dei servizi urbanistici ed edilizi della capitale e cos\u00ec fu fatto. Questa Commissione che si \u00e8 riunita pi\u00f9 volte ed ha lavorato attivamente con serenit\u00e0 e zelo, sta per emettere il verdetto ed io credo che questo verdetto sar\u00e0 certamente ispirato alla massima seriet\u00e0 ed obiettivit\u00e0 per la scelta del progetto da seguire. Posso assicurarvi che la importante decisione verr\u00e0 presa ad unanimit\u00e0 di tutti i componenti.<\/p><p>Ora c\u2019\u00e8 altri che dice: vi sono stati molti sprechi, perch\u00e9 non saranno utilizzati tutti i materiali pregiati gi\u00e0 acquistati, decorativi e costruttivi e che gi\u00e0 sono accumulati a Roma.<\/p><p>Io vi dico che se avessi i magazzini pieni di pietre pregiate che vengono da lontano e dicessi al Ministero di venderle, sono sicuro che ai prezzi di oggi, rispetto a quello che furono pagate, si farebbe un ottimo affare. Quel materiale, in quanto non possa venire utilizzato per la stazione, sar\u00e0 sempre impiegabile nella costruzione nella edilizia privata di Roma: nessuna preoccupazione quindi di sperpero o di spese inutili.<\/p><p>Credo di poter concludere che, senza andare a rivangare, come dice l\u2019architetto Di Fausto \u2013 tutte le responsabilit\u00e0 passate svaniscono, tolta la responsabilit\u00e0 principale diretta, alla quale ho fatto cenno in principio \u2013 la cosa migliore sia di presentarci nel 1950 \u2013 anno in cui ci sar\u00e0 certamente una grande affluenza di turisti per l\u2019Anno Santo \u2013 con una stazione che risponda tecnicamente ed esteticamente a tutti i requisiti di una grande stazione ferroviaria della capitale di uno Stato. E sono convinto della necessit\u00e0 che questa stazione debba essere fatta in modo che i tecnici nostri successori, da qui a 15 o 20 anni, non abbiano lo scrupolo di poterci mettere nuovamente mano per modificarla, cos\u00ec come tutti i tecnici passati hanno messo mano non solo alla stazione di Roma-Termini, ma a tutte le grandi stazioni d\u2019Italia e del mondo.<\/p><p>Tanto per citarvi l\u2019ultimo caso, vi dir\u00f2 che un mio collega, costruttore ferroviario americano, mi ha mandato giorni or sono l\u2019illustrazione del progetto di una grande stazione di New York, in cui si prevede che le pensiline siano tutte chiuse, in modo da costituire un piano superiore destinato a diventare un aeroporto. Sotto l\u2019aeroporto arrivano i treni e sotto il piano dei treni corrono le metropolitane. Ho qui tutti i disegni e tutti gli studi che potrete esaminare in questo libro (<em>A<\/em> <em>railroad for tomorrow<\/em>, stazione di Grand Central West). Vi \u00e8 dunque oggi la possibilit\u00e0 di costituire un centro importante che riassuma in s\u00e9 tutte le caratteristiche dei vari sistemi di trasporto tra di loro collegati; aerei e stradali. La modesta economia italiana di oggi non ci consente di fare questo subito nelle nostre grandi stazioni, ma noi dovremo essere liberi di poterle ritoccare entro un breve volgere di anni, in modo da non avere scrupolo di demolire colonne monumentali come quelle che erano previste dal precedente progetto. Questo mi riconferma nella convinzione che una stazione non deve essere un monumento, ma un\u2019opera destinata ad essere continuamente rimodernata. Quindi, la stazione di Roma Termini sar\u00e0 decorosa, degna della Capitale, e sar\u00e0 una stazione funzionale, perfettamente intonata all\u2019ambiente architettonico ed urbanistico del luogo dove essa \u00e8 sorta.<\/p><p>Come spesa? Tanto per chiarirvi l\u2019entit\u00e0 di essa vi dico che se avessimo dovuto ultimare il progetto Mazzoni avremmo speso sicuramente ancora almeno tre miliardi e mezzo. Non so cosa si potr\u00e0 spendere col nuovo progetto perch\u00e9 esso ancora non \u00e8 stato scelto, non so se ci saranno delle varianti e quanto esse verranno a costare. Ma, <em>grosso modo,<\/em> date le cubature che si prevedono, penso che la spesa ci consentir\u00e0 di risparmiare forse pi\u00f9 di un miliardo e mezzo rispetto al primitivo progetto. Quindi riuniremo ad una costruzione pi\u00f9 razionale e tecnicamente moderna anche una netta economia di valore, certamente non trascurabile.<\/p><p>In ogni modo, per concludere, assicuro l\u2019onorevole interrogante che l\u2019economia non sar\u00e0 solo ottenuta nella costruzione, ma anche nell\u2019esercizio della stazione, dove la sorveglianza e l\u2019impiego del personale sono stati accuratamente studiati, anzi posso dire che \u00e8 un compito specifico di tutti i tecnici ferroviari quello di fare i propri progetti tecnicamente ineccepibili, senza sperperi di sorta e con giusto decoro, in modo da ottenere con essi anche un esercizio economico.<\/p><p>Di questo prego l\u2019onorevole interrogante di voler prendere atto, anche a nome di tutti i miei collaboratori.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Di Fausto ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DI FAUSTO. I chiarimenti tecnici dati dal Ministro dei trasporti troncano ogni polemica che non voglia essere tendenziosa.<\/p><p>Vorrei aggiungere qualche delucidazione sul progetto di origine.<\/p><p>In quel progetto \u00e8 caratteristica l\u2019assenza del rapporto di proporzione fra l\u2019opera e l\u2019uomo: ogni cosa \u00e8 vista con un occhio che non \u00e8 il nostro, ogni cosa tende al grandioso, senza raggiungerlo. L\u2019elefantiasi, evidente nei due edifici gi\u00e0 costruiti, avrebbe dovuto trovare la sua massima espressione nel grande edificio frontale, non ancora costruito.<\/p><p>Premetto che dalle comunicazioni del Ministro si desume che nulla sar\u00e0 demolito di quel che \u00e8 stato fatto, di modo che il nuovo orientamento sar\u00e0 quello di evitare uno sperpero del pubblico denaro, riconducendo il tutto alla effettiva funzione. Dar\u00f2 ora qualche elemento relativo a quell\u2019edificio rimasto sulla carta. Questo edificio copre 12 mila metri quadrati, cio\u00e8 1 ettaro e 2 mila metri quadrati. Prego gli onorevoli colleghi di fare attenzione a queste cifre: immaginatevi 12 aule come questa, comprese le tribune, che costituiscono il corpo frontale, il quale doveva permettere il passaggio delle carrozze e il transito dei passeggeri. Questo edificio di 12 mila metri quadrati ha un fronte porticato con colonne grandi quanto quelle di San Pietro. La copertura di questo edificio, che per fortuna non \u00e8 stato realizzato, avrebbe richiesto 15.000 metri cubi di calcestruzzo e 1400 tonnellate di ferro. Io debbo dire a questo punto che non ancora \u00e8 stata affrontata la ricostruzione di tre ponti sul Tevere a nord di Roma per mancanza di materiale.<\/p><p>Un cenno merita anche il padiglione cosiddetto imperiale e reale aggregato all\u2019edificio di sinistra, su Via Marsala. Per completare questo padiglione, occorrerebbero oggi circa 120 milioni ed il completamento impegna la demolizione della caserma Ferdinando di Savoia, la cui ricostruzione importa 200 milioni di spesa.<\/p><p>Sussisteva poi, una distribuzione illogica dei servizi sui corpi laterali ed erano previste, per consentire l\u2019afflusso e il deflusso della folla, demolizioni cospicue sul viale Giolitti. Un centinaio di edifici, 1800 appartamenti, 12.000 vani, 350 botteghe, che interessano la vita di 15.000 persone abitanti nella zona, con una spesa complessiva, prevista dal 1939 in 400 milioni, e che sarebbe oggi di 20 miliardi.<\/p><p>Nella mia pratica di architetto non conosco sistemazioni urbanistiche del genere che, pi\u00f9 propriamente, si potrebbero chiamare sistemazioni telluriche.<\/p><p>E finalmente, accennando all\u2019architettura e alle decorazioni, dichiaro che infastidisce anche l\u2019ostentazione di mezzi illimitati che si rileva nell\u2019uso pi\u00f9 illogico ed improprio di pietre, marmi, mosaici, metalli e legni pregiati, profusi a piene mani, ovunque: c\u2019\u00e8 un preannunzio del secolo della borsa nera, cos\u00ec come il Rinascimento fu a suo tempo annunziato dalla delicatezza di forme semplici o schiette, spesso anzi modestissime.<\/p><p>Nessuna aderenza al tema, nessuna sincerit\u00e0 di mezzi struttivi, nessuna razionalit\u00e0: colonne di sette metri di circonferenza, alte venti, grosse pi\u00f9 di quelle di San Pietro, che non sostengono nulla, neppure se stesse, in quanto sorrette dalle strutture di cemento armato occultate; soffitti orizzontali di marmo con lastre e masselli ancorati in bronzo alle travi di cemento e gravitanti sul vuoto a venti metri di altezza; costruzioni sotterranee a tre piani, sprofondate in corrispondenza del grande edificio frontale, per sistemarvi fuori posto servizi essenziali e per accogliervi, in curiosa promiscuit\u00e0, un albergo diurno, un cinematografo, una chiesa sotterranea.<\/p><p>In piena guerra, dal dicembre 1941 al maggio 1943, tutto \u00e8 stato ordinato per opere di decorazione e di addobbo per una chiesa e per dei saloni che non erano ancora sulla carta: mosaici, marmi, colonne, statue di santi, acquasantiere, porte artistiche, ecc.<\/p><p>Onorevoli colleghi, nelle more della guerra, questo modo di condurre un\u2019opera pubblica ha tutta l\u2019aria di un tragico scherzo che si vorrebbe continuare ancora e che merita, a mio avviso, l\u2019onore di una inchiesta parlamentare la quale riaffermi, attraverso precisa, solenne condanna, la suprema esigenza del rispetto del pubblico denaro.<\/p><p>Concludendo, io chieggo: primo, che il Governo non defletta dalla linea tecnica ed economica affermata col concorso; secondo, che sia riaperta subito al traffico l\u2019importante Via Marsala; terzo, che si liberino dal vincolo di demolizione gli edifici popolari di via Giolitti e che immediatamente \u2013 a concorso giudicato \u2013 si dia mano ai lavori, perch\u00e9 possa essere rimosso al pi\u00f9 presto lo sconcio caravanserraglio che si accampa nella zona e che vive ai suoi margini, degradando il nostro prestigio civile proprio in un ambiente ove le vestigia dell\u2019aggere di Servio Tullio, di cui l\u2019Urbe si cinse negli albori del suo Impero, attestano al mondo, da 2800 anni, il destino imperituro di Roma.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Morelli Luigi e Arcaini, al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere le ragioni per le quali, contrariamente alle assicurazioni date alle organizzazioni sindacali dei dipendenti dello Stato ed agli interroganti, di estendere il trattamento dell\u2019indennit\u00e0 di caro-viveri concesso al personale residente nei centri capoluoghi di provincia a tutto il personale residente nella provincia, si sia disposto, col decreto legislativo n. 778 del 5 agosto 1947, pubblicato sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 21 agosto 1947, n. 190, all\u2019articolo 14, di estendere tale indennit\u00e0 solo ai dipendenti aventi sede di servizio nei comuni della provincia che non siano distanti pi\u00f9 di 30 chilometri dal capoluogo su via ordinaria fra le rispettive sedi comunali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Principio informatore per l\u2019attribuzione dell\u2019indennit\u00e0 di carovita in diverse aliquote \u00e8 stato sempre quello che nei singoli comuni il costo della vita sia in stretta correlazione, in genere, all\u2019entit\u00e0 della popolazione.<\/p><p>A tale criterio discriminatore \u00e8 stata, del resto, sempre informata la concessione degli assegni accessori del trattamento economico dei dipendenti statali (indennit\u00e0 di caroviveri, aggiunta di famiglia, aumento della integrazione temporanea, indennit\u00e0 di disagiatissima residenza, assegno di razione viveri e ora indennit\u00e0 di carovita).<\/p><p>N\u00e9 a tale criterio si \u00e8 voluto innovare con il decreto legislativo 25 ottobre 1946, n. 263, sostituendo ad esso quello che l\u2019indennit\u00e0 di carovita debba essere uguale per tutti i comuni di una stessa provincia, in quanto l\u2019articolo 2 del citato decreto si \u00e8 limitato a sopprimere le aliquote di riduzione dell\u2019indennit\u00e0 stessa, previste dalle precedenti disposizioni per i personali con sede di servizio nei comuni con popolazione inferiore ai 200.000 abitanti, mantenendo, invece, fermi gli aumenti del 20 per cento, 10 per cento e 5 per cento, rispetto alla base 100, previsti per i personali con sede di servizio nei comuni rispettivamente con almeno 800 mila abitanti, 700 mila abitanti e 600 mila abitanti, e confermando cos\u00ec l\u2019elemento popolazione quale criterio discriminatore per la corresponsione della indennit\u00e0 di carovita.<\/p><p>Ne \u00e8, s\u00ec, derivato che praticamente nelle provincie diverse da quelle di Roma, Milano, Napoli, Torino e Genova l\u2019indennit\u00e0 in parola viene corrisposta nella misura del 100 per cento per tutti i personali con sede di servizio nei diversi comuni appartenenti alla stessa provincia, ma con ci\u00f2 non si \u00e8 inteso abbandonare il cennato criterio; si \u00e8 soltanto limitata la discriminazione in parola ai quattro scaglioni di popolazione, tenuto conto che solo per i grandi centri influiscono sul costo della vita i pi\u00f9 alti prezzi degli alloggi, dei trasporti, ed, in genere, delle necessit\u00e0 minime di vita.<\/p><p>Considerato tale criterio discriminatore, \u00e8 evidente come sia possibile derogare da esso a favore dei personali con sede di servizio in un determinato comune minore soltanto quando sia dimostrato che tale comune costituisce un unico centro economico col comune maggiore, e non gi\u00e0 per il solo fatto, della appartenenza alla stessa provincia.<\/p><p>Sulla questione di cui trattasi, il Ministro del tesoro ebbe a dichiararsi in un primo tempo non del tutto contrario all\u2019accoglimento delle richieste degli interessati perch\u00e9 l\u2019indennit\u00e0 di carovita fosse attribuita secondo una differenziazione provinciale anzich\u00e9, come attualmente, secondo l\u2019entit\u00e0 numerica della popolazione residente nel comune sede normale di servizio; senonch\u00e9 il Consiglio dei Ministri, esaminata la richiesta e considerati gli inconvenienti cui il suo accoglimento avrebbe dato luogo, ha ritenuto opportuno confermare il criterio dell\u2019unicit\u00e0 del centro economico di cui al decreto n. 488 del 1946 (che \u00e8 quello che pi\u00f9 di ogni altro risponde alla realt\u00e0 della situazione in cui si trovano i diversi comuni rispetto al costo della vita), limitando la facolt\u00e0 di estensione dell\u2019indennit\u00e0 di carovita, nella aliquota prevista per il comune maggiore, ai soli personali con sede di servizio nei comuni della provincia che non siano distanti pi\u00f9 di 30 chilometri dal capoluogo.<\/p><p>L\u2019inconveniente maggiore che deriverebbe dall\u2019accoglimento di un criterio basato esclusivamente sull\u2019appartenenza di un comune ad una data provincia, sarebbe quello che il personale con sede di servizio nei comuni pi\u00f9 piccoli delle provincie di Roma, Milano e Napoli (compresi i piccoli paesi con economia squisitamente agricola e quindi con basso costo della vita) verrebbe a percepire un trattamento per indennit\u00e0 di carovita di gran lunga superiore a quello del personale in servizio nei comuni delle restanti provincie (ad esempio a Torino, a Genova, a Bologna, a Firenze, a Palermo, ecc., dove \u00e8 noto che il costo della vita per vitto, alloggio e mezzi di trasporto \u00e8 particolarmente elevato), con la conseguente difficolt\u00e0 a resistere ad eventuali richieste da parte di quest\u2019ultimo, intese ad ottenere l\u2019elevazione dell\u2019aliquota dell\u2019indennit\u00e0 di carovita al 120 per cento per tutti i comuni, elevazione che recherebbe al bilancio statale un onere di oltre 15 miliardi annui.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MORELLI LUIGI. Sono spiacente di aver dovuto presentare questa interrogazione, nonostante le comunicazioni fattemi dall\u2019onorevole Petrilli.<\/p><p>Ho dovuto ubbidire non solo al dovere di difendere quel che io ritengo il diritto di giustizia dei lavoratori, ma anche la mia dignit\u00e0 di organizzatore sindacale.<\/p><p>Diritto di giustizia, perch\u00e9 le condizioni gi\u00e0 grame degli insegnanti elementari in particolare, e dei dipendenti statali in genere, non possono tollerare che si aggiungano delle sperequazioni nel trattamento di caroviveri fra capoluogo e centri minori, quando siamo tutti ormai persuasi che il costo della vita, se non \u00e8 superiore, non \u00e8 certamente inferiore nei piccoli centri di quello dei capoluoghi provinciali.<\/p><p>Difesa della dignit\u00e0 di organizzatore sindacale, in quanto gli insegnanti elementari della provincia di Milano il 16 giugno 1947 hanno cessato lo sciopero, iniziato il 4 giugno 1947, per ottenere la estensione del caro-viveri del capoluogo della provincia a tutte le localit\u00e0 della provincia, solo perch\u00e9 io e gli altri membri della delegazione, che con me avevano partecipato alle discussioni coi Ministri interessati, abbiamo loro assicurato \u2013 in base alle dichiarazioni del Ministro Del Vecchio e particolarmente del Sottosegretario Petrilli \u2013 che il Governo aveva accettato la loro richiesta e che nel decreto di prossima pubblicazione, riguardante aumenti ai dipendenti statali, ecc., sarebbero state comprese le disposizioni relative.<\/p><p>L\u2019onorevole Arcaini, che ha partecipato alle discussioni, perch\u00e9 sollecitato dai dipendenti statali di Lodi, pu\u00f2 farne fede.<\/p><p>Se questa assicurazione il Ministro non ci avesse dato, l\u2019agitazione dei dipendenti avrebbe continuato fino ad una logica soluzione.<\/p><p>Non ritengo qui opportuno rifare tutta la storia della vertenza e delle ragioni che l\u2019hanno determinata.<\/p><p>Non posso per\u00f2 dimenticare due momenti particolari di questa vertenza per richiamare il Ministro all\u2019opportunit\u00e0 che, nella compilazione dei decreti che riguardano specialmente questioni economiche, vengano evitate queste ingiuste sperequazioni le quali \u2013 senza un concreto risparmio per lo Stato \u2013 determinano seri malcontenti, agitazioni e scioperi che turbano anche i rapporti di collaborazione che fra i dipendenti e lo Stato non dovrebbero mai cessare.<\/p><p>La prima agitazione \u00e8 stata quella contro il decreto legge n. 722 del 21 novembre 1945. Con questo decreto che concedeva l\u2019indennit\u00e0 caroviveri e le quote complementari, si stabiliva che il cento per cento, concesso ai grandi centri di almeno 500.000 abitanti fosse ridotto di una percentuale che andava dal 2 per cento per il personale con sede normale di servizio nei comuni di almeno 400.000 abitanti, fino al 25 per cento nei comuni aventi meno di 5.000 abitanti, e aumentato del 5 per cento per i comuni fino a 699.999 abitanti, del 10 per cento per i comuni fino a 799.999 abitanti, del 20 per cento per i comuni superiori a 800.000 abitanti.<\/p><p>Come era da attendersi, \u00e8 sorto un vivissimo malcontento fra i dipendenti, non solo per il fatto che il costo della vita era presso a poco alla stessa misura in tutti i grandi centri indipendentemente dalla loro popolazione, ma anche perch\u00e9 praticamente fra piccoli centri e capoluogo di provincia non esistevano differenziazioni di sorta.<\/p><p>L\u2019organizzazione dei dipendenti statali fece presente l\u2019ingiustizia del provvedimento e, dopo una serie di agitazioni ed anche di scioperi, ottenne gradualmente che la sperequazione fra centri minori e capoluogo di provincia venisse eliminata, e tutti potessero avere il 100 per cento del caroviveri e delle indennit\u00e0 complementari nella stessa misura.<\/p><p>Restava ancora una grave ingiustizia da eliminare; quella di parificare il caroviveri dei centri minori a quello dei capoluoghi delle provincie di Torino e Genova che avevano una maggiorazione del 5 per cento ed a quelle di Milano, Roma e Napoli che avevano avuto una maggiorazione del 20 per cento, per le particolari condizioni del caroviveri.<\/p><p>Fecero presente i dipendenti dello Stato che \u2013 per esempio nella provincia di Milano \u2013 una differenza fra Sesto San Giovanni, Monza, Legnano, Lodi, ecc., che sono cittadine collegate con Milano, che vivono della stessa vita, che avevano ed hanno tutt\u2019ora un costo della vita forse superiore a quello di Milano, era assolutamente inammissibile. Ne nacque una nuova agitazione, e fu con agitazioni e scioperi che si riusc\u00ec ad indurre il Governo a disporre con altro provvedimento che l\u2019indennit\u00e0 del capoluogo (per queste cinque citt\u00e0) venisse estesa anche ai comuni che si trovavano nel raggio di 20 chilometri dalla citt\u00e0 capoluogo. Beneficiarono di questo provvedimento alcuni dei pi\u00f9 importanti comuni, ma altri, come Lodi, furono nuovamente esclusi. Cos\u00ec il problema non poteva ritenersi risolto. Nella provincia di Milano \u2013 come ritengo nelle altre localit\u00e0 \u2013 non esiste praticamente alcuna differenza fra capoluogo e centri minori. Il costo della vita \u00e8 alto nella stessa misura, tanto pi\u00f9 che oggi la retribuzione serve ed anche insufficientemente, al puro acquisto dei generi alimentari necessari per vivere. Gli altri generi di abbigliamento, calzature, ecc., costano di pi\u00f9 nei centri minori che nel capoluogo, senza contare che nei centri minori vi sono altre spese pi\u00f9 gravi per i servizi ospitalieri, per l\u2019istruzione dei figli, ecc.<\/p><p>Da questa incongruenza e da questa ingiustizia \u00e8 nata l\u2019agitazione degli insegnanti elementari milanesi i quali \u2013 dopo aver tentato con ogni mezzo di persuadere i Ministri interessati \u2013 furono costretti, contro la loro stessa volont\u00e0, a proclamare il 4 giugno 1947 lo sciopero ad oltranza.<\/p><p>Incaricato dalla Camera del lavoro di Milano, unitamente al professore Durante \u2013 Segretario nazionale del Sindacato insegnanti \u2013 accompagnato da una delegazione di maestri milanesi e colla collaborazione anche dell\u2019onorevole Arcaini, di Lodi, incaricato dai dipendenti statali di quella citt\u00e0, ho avuto una serie di colloqui sia col Ministro Del Vecchio, sia col Sottosegretario Petrilli, il quale, sentite le ragioni dei lavoratori, fatti i conti col bilancio ed avuto conferma dal Ministro Del Vecchio, mi assicur\u00f2 che avrebbe provveduto ad estendere il caro-viveri e le indennit\u00e0 complementari concesse ai dipendenti in servizio nel capoluogo, a tutto il territorio della provincia.<\/p><p>In base a queste assicurazioni io mi recai a Milano e dopo una lunga discussione nell\u2019Assemblea degli insegnanti \u2013 nonostante l\u2019opposizione di molti che pretendevano una assicurazione scritta dai Ministri per evitare di riprendere un\u2019altra volta l\u2019agitazione se la promessa non fosse stata mantenuta \u2013 riuscii ad indurre gli insegnanti a cessare lo sciopero ed a riprendere il loro posto di lavoro, fiducioso nell\u2019impegno assunto dai Ministri responsabili.<\/p><p>Senonch\u00e9, il 21 agosto 1947 la <em>Gazzetta Ufficiale <\/em>n. 190 pubblic\u00f2 il decreto n. 788 del 5 agosto 1947, col quale si estendono i benefici del caro-viveri concesso ai comuni capoluoghi quali Milano, Roma, Napoli, Torino e Genova, solo a quei comuni che si trovano nel raggio di 30 chilometri misurati su via ordinaria fra le rispettive sedi comunali.<\/p><p>Questo decreto legislativo 788 ha provocato un legittimo e grave risentimento, contro di me e contro i rappresentanti sindacali colpevoli di aver creduto ai Ministri, di non aver preteso una assicurazione scritta, di aver fatto cessare una agitazione senza aver ottenute tutte le garanzie, e contro il Governo che, non si sa per quali ragioni, si ostina a mantenere in atto una cos\u00ec evidente sperequazione.<\/p><p>Data la brevit\u00e0 del tempo concessomi non voglio qui prolungare oltre il mio intervento per dimostrare le ragioni obiettive che militano a favore degli insegnanti e dei dipendenti statali tutti.<\/p><p>Esse possono essere per\u00f2 cos\u00ec riassunte:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) l\u2019indennit\u00e0 caro-viveri (chiamata contingenza) per l\u2019industria per il commercio, ecc., \u00e8 uguale per tutti i centri della provincia;<\/li><li><em>b<\/em>) il costo della vita, dei generi di vestiario, calzature, ecc. in molti centri minori \u00e8 superiore a quello della citt\u00e0;<\/li><li><em>c<\/em>) la maggior parte degli insegnanti vive in citt\u00e0 e si reca in treno, tram, ecc., alle scuole dei centri minori, con spese, ecc.;<\/li><li><em>d<\/em>) nei centri minori, le spese di istruzione dei figli, le spese mediche, ecc., sono superiori a quelle dei grandi centri;<\/li><li><em>e<\/em>) gli insegnanti residenti in centri minori hanno a loro carico altre spese per comunicazioni coi centri provinciali, molte volte sono a pensione in albergo o a casa di privati, debbono sopportare disagi per l\u2019abitazione, ecc.;<\/li><li><em>f<\/em>) infine, non esistono ragioni che giustificano questo trattamento differenziato.<\/li><\/ol><p>Ma esistono poi incongruenze che dimostrano l\u2019ingiustizia del provvedimento: un maestro che abita a Milano e insegna a Lodi, non percepisce l\u2019indennit\u00e0 di caroviveri di Milano; un maestro che abita a Lodi e insegna a Milano, s\u00ec!<\/p><p>Bisogna assolutamente, che questa ingiustizia venga eliminata; bisogna che anche a questi poveri e tanto benemeriti lavoratori che compiono con tanto zelo il loro dovere e che affrontano anche notevoli disagi, per restare in piccoli comuni pur di assolvere la loro missione, venga riconosciuto il diritto ad una giusta remunerazione.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Vorrei replicare a quanto detto dall\u2019onorevole interrogante che ha fatto, in sostanza, un addebito al Ministro ed al Sottosegretario per il tesoro per aver essi garantito che nel decreto legislativo che sarebbe stato emanato dal Consiglio dei Ministri si sarebbe accolta la richiesta delle categorie che venivano patrocinate dagli onorevoli Morelli e Arcaini. Ora io credo che, tanto l\u2019onorevole Morelli quanto l\u2019onorevole Arcaini, avranno potuto rendersi conto che non garanzie potevano dare il Ministro ed il Sottosegretario per il tesoro, ma affidamento di proporre in Consiglio dei Ministri la richiesta che veniva fatta dalle categorie attraverso i due deputati, con il patere favorevole del Ministro. Senonch\u00e9 gli onorevoli interroganti sanno pure che il Consiglio dei Ministri \u00e8 quello che deve deliberare sui provvedimenti specifici, e quindi, credo che siano andati un po\u2019 al di l\u00e0 di quello che poteva essere il risultato della loro richiesta, in quanto \u00e8 chiaro che il Ministro proponente non poteva dare o non dare la garanzia che il provvedimento sarebbe stato accolto dal Consiglio dei Ministri.<\/p><p>Quindi, egli ha potuto, come certamente ha fatto, assicurare che avrebbe presentato con parere favorevole al Consiglio dei Ministri il provvedimento desiderato dalle categorie. Non oltre questo si poteva garantire; non oltre questo ha garantito il Ministro e, con il Ministro, il Sottosegretario.<\/p><p>Quanto poi al merito della questione, desidero far osservare agli onorevoli interroganti che non si pu\u00f2 abbandonare il criterio della popolazione senza giungere ad altre conclusioni che gi\u00e0 l\u2019onorevole interrogante conosce, conclusioni che avrebbero apportato un aggravio veramente eccezionale al bilancio dello Stato: aggravio che il bilancio in questo momento non pu\u00f2 sopportare.<\/p><p>Si \u00e8 detto: \u00abestendete a tutti i comuni di una provincia la aliquota dell\u2019indennit\u00e0 di caro-vita che \u00e8 applicata nel capoluogo della provincia stessa; fate per le provincie di Genova, Torino, Milano, Roma, Napoli quello che avete fatto con il decreto 263 del 1946 per le altre provincie della Repubblica\u00bb. Ora, come ho accennato precedentemente, il Governo ha ritenuto che il creare molti scaglioni di citt\u00e0 con riferimento alla popolazione non fosse opportuno, e che bastasse differenziare soltanto i comuni capoluoghi di provincia che avessero una popolazione superiore ai 600 mila abitanti; e per tutto il resto invece, stabilire un\u2019aliquota d\u2019indennit\u00e0 di caro-vita comune sia per il capoluogo che per altri centri della provincia, perch\u00e9 non esiste una gran differenza fra la popolazione del comune capoluogo e la popolazione degli altri centri della provincia.<\/p><p>Ma, per Genova, Torino, Milano, Roma e Napoli si determinava una enorme differenza fra centri di poche migliaia di abitanti e le popolazioni dei capoluoghi che hanno la massima popolazione fra i centri maggiori di tutto il territorio della Repubblica.<\/p><p>Si sarebbe verificato questo inconveniente \u2013 e ci\u00f2 ha trattenuto il Consiglio dei Ministri dall\u2019aderire alla proposta fatta dal Ministro del tesoro \u2013 che un comunello agricolo, poniamo della Sabina, o un comune della provincia di Napoli, per esempio vesuviano, comuni agricoli nei quali il caro-vita fa sentire il suo peso molto meno che nei grandi centri, avrebbero avuto l\u2019aliquota di 120 mentre le citt\u00e0 di Bologna, Firenze e Palermo, dove indubbiamente il caro-vita \u00e8 pi\u00f9 alto, avrebbero avuto una aliquota inferiore.<\/p><p>Perci\u00f2 era assolutamente impossibile, e ingiusto \u2013 cos\u00ec ha ritenuto il Consiglio dei Ministri \u2013 estendere a tutti i comuni delle province di Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli le aliquote stabilite nei capoluoghi; ed ha limitato invece, questo adeguamento di aliquota, esclusivamente a quei comuni che compresi nel raggio di 30 chilometri dal capoluogo formassero, come effettivamente formano, con il capoluogo un unico centro economico.<\/p><p>Ma l\u2019accoglimento della richiesta delle categorie rappresentate e patrocinate qui dai due onorevoli interroganti avrebbe portato certamente a due altre conseguenze: la prima, che gi\u00e0 gli onorevoli interroganti conoscono, \u00e8 quella della richiesta da provincia a provincia di adeguamento dell\u2019aliquota del caro-vita. L\u2019onorevole Morelli sa che la provincia di Varese ha chiesto in blocco l\u2019aliquota del caro-vita della citt\u00e0 di Milano; e con Varese l\u2019hanno chiesta altre provincie. Finalmente avrebbe portato alla conseguenza di un\u2019aliquota nazionale la quale avrebbe significato per il bilancio dello Stato una spesa di 15 miliardi.<\/p><p>Ora, il bilancio dello Stato non \u00e8 oggi in condizione di poter sopportare un onere cos\u00ec grave. Del resto, basta considerare che anche nel settore privato non si \u00e8 stabilito questo indice unico nazionale per la indennit\u00e0 di contingenza; e quindi non credo che lo Stato debba affrontare a cuor leggero una spesa cos\u00ec grave e precorrere risoluzioni, che nel settore privato non sono state neppure prospettate.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Fausto, ai Ministri dell\u2019industria e commercio, di grazia e giustizia e dell\u2019interno, \u00abper chiedere che l\u2019Assemblea Costituente sia \u2013 appena possibile \u2013 ampiamente informata delle direttive e delle conclusioni della inchiesta relativa allo scandalo delle gomme, in quanto la criminale speculazione investe con l\u2019A.T.A.C. uno dei pi\u00f9 vitali servizi della Capitale. La pubblica opinione, stanca della sistematica impunit\u00e0 e delle risibili penalit\u00e0 generalmente inflitte per reati contro l\u2019interesse generale, esige sanzioni esemplari pronte ed adeguate\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e commercio ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CAVALLI, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio.<\/em> Con domanda presentata e firmata dal suo Presidente, ingegner Poinelli Mario, l\u2019A.T.A.C. chiedeva, in data 12 ottobre 1946, al Ministero del commercio estero una licenza di importazione \u00abfranco valuta\u00bb per tonnellate 500 di copertoni e tonnellate 50 di camere d\u2019aria, rappresentando le particolari difficolt\u00e0 in cui si dibatteva l\u2019Azienda nell\u2019approvvigionamento dei pneumatici, difficolt\u00e0 che avrebbe costretto la stessa a ridurre e, successivamente, addirittura a sospendere il servizio autofiloviario, nonch\u00e9 a licenziare le migliaia di persone addette al servizio stesso, tra cui molte assunte di recente, in dipendenza della loro qualifica di reduci ed ex combattenti.<\/p><p>Il Ministero del commercio con l\u2019estero, in vista delle necessit\u00e0 rappresentate, concedeva sollecitamente l\u2019autorizzazione, limitatamente a tonnellate 300 di copertoni e tonnellate 50 di camere d\u2019aria, ed il Ministero delle finanze emetteva la relativa licenza n. 13033 del 26 ottobre 1946 intestata all\u2019A.T.A.C.<\/p><p>In conseguenza della predetta situazione, la Giunta Municipale di Roma, nella sua seduta del 4 novembre 1946, nell\u2019esaminare una proposta presentata all\u2019A.T.A.C. dalla Ditta Tassi e Rivola, diretta a fornire alla prima, franco dogana Roma, con licenza intestata alla stessa A.T.A.C. n. 1.700 copertoni di misura diversa, deliberava di autorizzare l\u2019acquisto limitatamente a n. 600 copertoni (di cui n. 400 sezione 11,00 X 20 e n. 12,00 X 20, ai prezzi rispettivamente di lire 55.000 e lire 65.000 l\u2019uno), nonch\u00e9 a n. 900 camere d\u2019aria, per un prezzo massimo di lire 4.000 l\u2019una, per un totale complessivo di lire 40.500.000.<\/p><p>In contrasto con la suddetta deliberazione, l\u2019A.T.A.C. stipulava, in data 31 gennaio 1947, una convenzione con la Ditta Tassi e Rivola e con l\u2019U.T.R.E.N. (Ufficio Tecnico Rappresentanze Estere e Nazionali) di Genova nella quale stabiliva che:<\/p><p>l\u2019U.T.R.E.N. ed il Rivola si impegnavano ad importare tutto il materiale della licenza A.T.A.C. ed a finanziare completamente l\u2019operazione sia all\u2019estero che nell\u2019interno;<\/p><p>l\u2019A.T.A.C. si riservava il diritto di prelevare il 60 per cento dei copertoni e delle camere d\u2019aria importate con diritto di scelta, al prezzo di listino Pirelli 1946 (poi modificato in quello corrente nell\u2019epoca del ritiro), diminuito dello sconto del 10 per cento;<\/p><p>l\u2019U.T.R.E.N. ed il Rivola si riservavano, a loro volta, il diritto di vendere a proprio piacimento, sul libero mercato, il rimanente 40 per cento, nonch\u00e9 quella parte della suindicata aliquota del 60 per cento che non fosse stata ritirata dall\u2019A.T.A.C. entro il termine di 40 giorni dall\u2019arrivo della merce.<\/p><p>La convenzione di cui sopra, firmata dall\u2019ingegnere Poinelli, non veniva portata a conoscenza della Giunta Municipale e, come \u00e8 evidente, modificava sostanzialmente i termini dell\u2019autorizzazione stessa.<\/p><p>Durante lo svolgimento delle trattative in argomento dirette a concludere l\u2019importante affare, la licenza concessa dai competenti Ministeri venne per\u00f2 a scadere. L\u2019ingegnere Poinelli rivolse allora una nuova domanda al Ministero Commercio Estero, nella quale richiamando l\u2019attenzione di tale Dicastero sulle ben note necessit\u00e0 che l\u2019A.T.A.C. aveva di mettere in circolazione nella citt\u00e0 di Roma nuovi autobus e filobus per incrementare maggiormente la rete autofiloviaria, chiedeva il rinnovo della licenza. Tale rinnovo venne ottenuto con nota n. 35688 del <em>22<\/em> maggio 1947 del Ministero del commercio estero e nota n. 313423 del 27 maggio 1947 del Ministero delle finanze.<\/p><p>In seguito a ci\u00f2 il Rivola procedette all\u2019importazione di tutta la partita di merce in argomento, presso le Dogane di Roma, Genova e Napoli, che deposit\u00f2 in parte nei propri magazzini di Roma, ed in parte in quelli doganali delle citt\u00e0 suindicate, iniziando nel luglio ultimo scorso la consegna del materiale dell\u2019A.T.A.C., nonch\u00e9 la libera vendita di quella parte lasciata a sua disposizione, questa ultima a prezzi speculativi.<\/p><p>In base a rilevazioni fatte dal Ministero dell\u2019industria e commercio nella sua opera di controllo sull\u2019osservanza delle norme relative ai consumi ed ai prezzi, venne dato incarico al Comando del nucleo della guardia di finanza a disposizione del Ministero stesso di accertare come si erano svolti i fatti.<\/p><p>Da tali accertamenti risulta che:<\/p><ol start=\"3\"><li>3.133 copertoni e n. 353 camere d\u2019aria erano stati liberamente venduti dal Rivola per la somma complessiva di lire 81.244.590, fatturandoli soltanto per lire 27.719.905, con un\u2019omessa fatturazione o con una fatturazione inferiore al reale, corrispondente a lire 53.524.685, in guisa da occultare i lucri di speculazione conseguiti ed evadere l\u2019imposta sull\u2019entrata per lire 1.605.740 (i copertoni nuovi per jeeps, venduti a circa lire 30.000 l\u2019uno, venivano fatturati a circa lire 5.000 l\u2019uno);<\/li><\/ol><p>solo n. 575 copertoni in tutto erano stati consegnati all\u2019A.T.A.C. ed altre Aziende municipalizzate della Repubblica (consociate nel C.A.M.A.U. di cui l\u2019ingegnere Poinelli \u00e8 vicepresidente), dei quali soltanto n. 139 erano stati ritirati in proprio dall\u2019A.T.A.C. Essendo il peso dei copertoni ritirati dall\u2019A.T.A.C. di sole circa 7 tonnellate, ed essendo pressoch\u00e9 terminati i ritiri della stessa, \u00e8 evidente che della licenza di 300 tonnellate una parte ben esigua sarebbe andata a benef\u00eccio dell\u2019Azienda;<\/p><ol start=\"13\"><li>13.138 copertoni e n. 12.000 camere d\u2019aria si trovavano ancora giacenti nei magazzini doganali di Napoli e Genova, nonch\u00e9 nei magazzini del Rivola a Roma. Da notare che di tale quantitativo n. 11.391 copertoni sono di piccola sezione (6,00 x 16 e 5,50 x 15), cio\u00e8 non idonei alle necessit\u00e0 dell\u2019A.T.A.C. e quindi presumibilmente destinati alla vendita in proprio da parte del Rivola.<\/li><\/ol><p>Poich\u00e9 dei n. 3.133 copertoni venduti liberamente dal Rivola, di cui pi\u00f9 sopra, n. 2.826 erano pure di piccole dimensioni, ne consegue che con la licenza A.T.A.C. furono importati ben n. 14.217 copertoni per autovetture (e cio\u00e8 non idonei ai bisogni dell\u2019A.T.A.C.), in confronto a soli n. 2.629 di grosse dimensioni (idonei per l\u2019A.T.A.C.).<\/p><p>In conseguenza di quanto precede sono stati adottati i seguenti provvedimenti:<\/p><p>1\u00b0) Denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Nucleo Guardia di Finanza addetto al Ministero dell\u2019industria, con rapporto in data 4 agosto 1947, di Rivola Giuseppe e Poinelli Mario, nonch\u00e9 con suppletivo rapporto in data 26 agosto 1947 di Borrelli Ernesto (amministratore dell\u2019U.T.R.E.N.) e Bornigia Renato.<\/p><p>I suddetti sono stati indicati quali responsabili di sottrazione al normale consumo di tonnellate 300 di copertoni e tonnellate 50 di camere d\u2019aria (il Bornigia di soli 300 copertoni) e di infrazioni ai prezzi (quest\u2019ultime per un importo di lire 26.197.608, rispetto ai listini ufficiali, alla quale cifra ascende anche la relativa sanzione pecuniaria) in considerazione del fatto che la licenza A.T.A.C. era stata concessa in vista della sua qualit\u00e0 di diretta consumatrice dei copertoni e tenuto conto del provvedimento di blocco ministeriale \u2013 decreto ministeriale 12 aprile 1946 \u2013 relativo ai pneumatici di qualsiasi specie.<\/p><p>Per quanto concerne l\u2019ingegnere Poinelli \u00e8 stato messo in luce l\u2019operato da questi esplicato con la vendita in proprio di 16 copertoni con un utile di circa mezzo milione, richiamando l\u2019attenzione dell\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria sulla possibilit\u00e0 che tale operato possa configurare i reati comuni di peculato o corruzione o interesse privato in atti di ufficio, in relazione anche al fatto che il Poinelli \u00e8 andato molto al di l\u00e0 delle facolt\u00e0 concessegli con la nota deliberazione della Giunta municipale.<\/p><p>2\u00b0) Sequestro di tutti i copertoni e camere d\u2019aria ancora invenduti (e cio\u00e8 la pi\u00f9 gran parte della merce importata) nella quantit\u00e0 rispettiva di n. 13.138 copertoni e n. 12.000 camere d\u2019aria.<\/p><p>3\u00b0) Segnalazione all\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria delle Banche presso le quali trovansi depositate le somme incassate con l\u2019operazione in argomento (dedotte le spese finora sostenute) ed il cui ammontare si presume aggirarsi attualmente sulle lire 60.000.000, allo scopo di effettuarne il sequestro, quali somme pertinenti al reato, a mezzo del giudice competente, come prescritto dall\u2019articolo 340 del Codice di procedura penale.<\/p><p>4\u00b0) Denuncia all\u2019intendenza di finanza del Rivola e del Borrelli per le evasioni d\u2019imposta sull\u2019entrata relative alle false od omesse fatturazioni concernenti i copertoni venduti, per un complesso di lire 1.605.740 d\u2019imposta evasa: lire 1.217.877 di sovratassa e lire 4.429.357 di pene minime e lire 14.063.797 di pene massime. Totale responsabilit\u00e0 minime lire 7.252.974; totale responsabilit\u00e0 massime lire 16.887.414.<\/p><p>5\u00b0) Segnalazione all\u2019ufficio distrettuale delle imposte dirette ai fini dei lucri di speculazione conseguiti, sia per quanto concerne l\u2019attivit\u00e0 svolta in precedenza dal Rivola, con altre due licenze d\u2019importazione di copertoni esteri a lui direttamente intestate, sia per quanto riguarda l\u2019attuale licenza A.T.A.C.<\/p><p>6\u00b0) Allo scopo poi di restituire al normale consumo tale ingente quantitativo di pneumatici, il Ministero dell\u2019industria e del commercio ha ottenuto dall\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria inquirente un provvedimento inteso a consentire, nel rispetto delle necessarie cautele, l\u2019assegnazione a prezzo di normale listino e tramite gli organi competenti, di tutto il suddetto quantitativo ai normali consumatori.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Di Fausto ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DI FAUSTO. L\u2019episodio portato all\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea dalla mia interrogazione non mi interessa per il caso specifico. Io sono cos\u00ec lontano ed estraneo al mondo degli affari, delle speculazioni e dei traffici che riconosco subito tutta la mia incompetenza in materia. Io ho inteso segnalare uno degli innumerevoli episodi delittuosi che minacciano di soffocare la vita della Nazione per richiamare su questo settore della malavita nazionale l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea e la vigilanza dei Governo, esortando a colpire inesorabilmente e sollecitamente perch\u00e9 la pubblica opinione reagisca allo scetticismo pernicioso ingenerato dalla sistematica evasione dei colpevoli alla azione della giustizia.<\/p><p>Io ho inteso anche provocare in seno a questa Assemblea una parola di apprezzamento per quella vasta massa del popolo italiano che compie in silenzio, senza minaccia, il proprio dovere, spesso nella indigenza pi\u00f9 inverosimile, tenendo fede a quel principio di onore per il quale la vita pu\u00f2 essere e deve anche essere data.<\/p><p>I nostri fratelli, i nostri figli, professori di universit\u00e0, direttori generali nelle pubbliche amministrazioni, medici nei sanatori, artisti, sacerdoti, insegnanti, ecc. tutto insomma il ceto, medio, sappia che non si irrider\u00e0 impunemente alla loro sofferenza, da parte di avventurieri criminali, con la estorsione di milioni e di miliardi che grondano lacrime e sangue dal comune soffrire.<\/p><p>Riconosco ed apprezzo il pronto intervento dei Ministeri tecnici. Esorto per\u00f2 il Ministero della giustizia alla conclusione pi\u00f9 rapida dell\u2019inchiesta giudiziaria per l\u2019adozione di provvedimenti che debbono discendere di conseguenza.<\/p><p>Mi auguro infine che per l\u2019intervento del Governo l\u2019A.T.A.C., questa importantissima branca dei pubblici servizi, trovi l\u2019assetto integrale e radicale che esigono le necessit\u00e0 della capitale, specialmente in vista dell\u2019Anno Santo, e che invocano tutte le categorie dei lavoratori, la cui sorte \u00e8 minacciata dal malgoverno dei capi.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Costa, ai Ministri della difesa e del tesoro, per sapere se ritengano opportuno di promuovere un provvedimento legislativo sulle retrocessioni di immobili, \u00abper i quali sia stata sospesa l\u2019espropriazione per pubblica utilit\u00e0 dopo l\u2019occupazione di urgenza oppure sia avvenuta requisizione di uso, in modo che, se siano state eseguite dallo Stato costruzioni in riferimento alle necessit\u00e0 militari, sia obbligatorio pagare il valore attuale dei miglioramenti, togliendosi la possibilit\u00e0 del privato arricchimento derivante dall\u2019esercizio della facolt\u00e0 di semplicemente rimborsare le spese di costruzione, attribuita dalla legislazione vigente\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la difesa ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Gi\u00e0 da tempo l\u2019Amministrazione della difesa aveva portato la sua particolare attenzione sulla applicazione veramente onerosa per l\u2019Erario delle norme della legislazione vigente, la quale legislazione vigente in materia di cessione ai privati di costruzioni eseguite dall\u2019Amministrazione su terreni occupati, ma non espropriati perch\u00e9 non pi\u00f9 necessari per gli usi militari, pretende il pagamento del minor valore fra la spesa ed il migliorato. Ne \u00e8 derivato un esame approfondito della questione di intesa anche con l\u2019amministrazione finanziaria e con l\u2019organo legale dello Stato, al fine della promulgazione di un provvedimento legislativo che orientasse la materia in modo diverso, precisamente nel senso di tener conto, ai fini della cessione, del valore attuale delle costruzioni. All\u2019emanazione di questo decreto si far\u00e0 luogo non appena espletato l\u2019esame dello schema in corso presso i vari organi competenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>COSTA. Posso anche dichiararmi sodisfatto data la risposta favorevole alla mia richiesta. Certo che la questione sollevata \u00e8 di notevole importanza per l\u2019Erario, perch\u00e9 si tratta di evitare tutte quelle locupletazioni che potrebbero realizzare i privati per retrocessione da parte dell\u2019Erario di aree per le quali era in corso una procedura di espropriazione rimasta ferma all\u2019occupazione d\u2019urgenza. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato mi d\u00e0 soddisfazione dicendo che su questo argomento si sta provvedendo in via legislativa. Quindi la mia raccomandazione si riduce a questo: di ottenere l\u2019affidamento che, <em>medio tempore<\/em>, non si faccia luogo a nessuna retrocessione; si tengano sospese tutte le pratiche in corso e non si aspetti a sprangare la stalla quando siano scappati i buoi.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue una seconda interrogazione dell\u2019onorevole Costa ai Ministri del bilancio e del tesoro, \u00abper sapere se riconoscano la convenienza di promuovere la modifica dell\u2019articolo 16 del decreto legislativo presidenziale 27 giugno 1946, n. 37, sulla costituzione e sul funzionamento dei Provveditorati regionali alle opere pubbliche, per armonizzarlo con l\u2019articolo 36 del decreto legislativo di pari data, n. 38, sulla Azienda nazionale autonoma delle strade statali, in maniera che anche per il Provveditorato regionale alle opere pubbliche di Venezia l\u2019ufficio distaccato della Corte dei conti eserciti il riscontro soltanto successivo delle spese, limitando il controllo preventivo agli atti del magistrato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Su questa interrogazione la Presidenza del Consiglio aveva fatto sapere che trattandosi di materia che tocca il funzionamento della Corte dei Conti, la Presidenza avrebbe risposto direttamente alla interrogazione stessa, anche in base agli elementi forniti dal Ministero del tesoro.<\/p><p>Ma gli elementi forniti dal Ministero riguardavano semplicemente la dichiarazione dei motivi della propria incompetenza in materia. Quindi, deve esservi stato un disguido amministrativo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>COSTA. Devo dichiarare che non sono affatto sodisfatto e desidero chiarire la questione ricollegantesi ad un problema che merita di essere considerato.<\/p><p>Nella stessa data del 27 giugno 1946 con i numeri 37 e 38 sono stati emanati due provvedimenti: uno relativo all\u2019ordinamento dell\u2019Azienda della strada, un altro relativo alla istituzione dei Provveditorati per le opere pubbliche.<\/p><p>Provvedimenti emanati nello stesso giorno con inspiegabile diversit\u00e0 di disposizioni in rapporto ai controlli.<\/p><p>Dice il decreto riguardante l\u2019Azienda della strada: \u00abLa Corte dei Conti vigila sulle entrate, fa il riscontro consuntivo delle spese dell\u2019Azienda\u00bb e basta.<\/p><p>La Corte dei conti \u2013 dunque \u2013 quando si tratta della Azienda della strada non fa pi\u00f9 di cos\u00ec: \u00abvigila sulle entrate e fa il riscontro consuntivo delle spese\u00bb.<\/p><p>Viceversa il provvedimento che riguarda i Provveditorati per le opere pubbliche \u2013 pur emanato nello stesso giorno \u2013 dice: \u00abL\u2019Ufficio distaccato (siccome in ogni Provveditorato c\u2019\u00e8 un Ufficio distaccato della Corte dei conti) a termini del decreto, ecc., ecc., eserciter\u00e0 anche le funzioni di riscontro preventivo e successivo sulle spese e di controllo preventivo sugli atti del magistrato\u00bb.<\/p><p>Ora domando io al Ministero del tesoro (perch\u00e9 la Corte dei conti \u00e8 un Istituto che ha rapporti col Ministero del tesoro) e se non sar\u00e0 il Ministero del tesoro altri si assuma la competenza a rispondere e risponda: ritiene o non ritiene il Governo che sia il caso, per semplificare le formalit\u00e0 di questi controlli, di uniformare la legislazione relativa ai Provveditorati per le opere pubbliche a quella sull\u2019Azienda della strada, in maniera che, quando si tratti di spese, sia sufficiente il controllo consuntivo e non si aggiunga anche un controllo preventivo?<\/p><p>Si badi che la differenza \u00e8 enorme, perch\u00e9 il controllo preventivo sulle spese, dopo che le spese sono state gi\u00e0 autorizzate con decreto del Provveditorato alle opere pubbliche \u2013 soggetto al controllo della Corte dei conti anche questo \u2013 significa che, dopo emanato il decreto del Provveditorato alle opere pubbliche e sottoposto al controllo della Corte dei conti, bisogna mandare all\u2019ufficio staccato della Corte stessa tutto un fascio enorme di fatture riferentisi ad innumerevoli lavori. I Provveditorati per le opere pubbliche hanno lavori per centinaia di milioni e sono in quantit\u00e0 enorme i lavori in corso; e le fatture che si devono mandare sono dei pacchi spaventevoli che fanno perdere una quantit\u00e0 di tempo all\u2019Ufficio del controllo.<\/p><p>E allora, se si vuole il controllo preventivo sulle fatture, perch\u00e9 prescrivere anche il controllo consuntivo sulle stesse fatture, che sono liquidate solo quando si conosce il preciso ammontare? A che cosa giova questa complicazione?<\/p><p>\u00c8 difficile rendersi ragione della diversit\u00e0 di trattamento tra i due istituti (Azienda della strada e Provveditorato opere pubbliche) in maniera che per l\u2019uno basti solo il controllo consuntivo della Corte dei Conti e non basti per l\u2019altro. E le conseguenze sono queste: che passa un tempo ragguardevole per i pagamenti di queste fatture, in quanto si attende il controllo preventivo, per necessit\u00e0 di cose molto ritardato.<\/p><p>Non mi preoccupo dei grandi appaltatori che, se anche aspettano, possono avere pazienza. Mi preoccupo dei piccoli e soprattutto delle cooperative. Quando una cooperativa attende il pagamento dell\u2019importo liquidato per lavori eseguiti \u2013 e si ritarda questo pagamento per la necessit\u00e0 di adempiere tutte le ricordate formalit\u00e0, una delle quali \u00e8 evidentemente superflua \u2013 \u00e8 costretta a pagare degli interessi in misura notevole sui suoi finanziamenti. Il che porta come conseguenza che, quando c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di sopportare interessi bancari per attendere il pagamento di fatture liquidate, all\u2019atto in cui vi saranno successivi appalti, i prezzi saranno superiori, cio\u00e8 maggiorati di quel tanto che gli interessati sanno rappresentare l\u2019onere degli interessi fino al momento del pagamento.<\/p><p>Mi pare di avere sufficientemente chiarito questa contradizione. \u00c8 assurdo che tutto ci\u00f2 possa sussistere e vorrei chiudere con una considerazione: basterebbe che gli egregi rappresentanti del Governo pensassero quello che era stato fatto dopo l\u2019altra guerra per le terre liberate. Per queste c\u2019era una legislazione speciale che sarebbe ovvio fosse richiamata in vigore, perch\u00e9 questo dopoguerra somiglia moltissimo a quello precedente. Penserei quindi che quei provvedimenti si potrebbero adottare anche ora. Questa sarebbe la mia idea preferita; quanto meno \u00e8 necessario adottare una uniformit\u00e0 di indirizzo nei confronti delle norme contabili in vigore per l\u2019Azienda della strada e per i Provveditorati alle opere pubbliche.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Desidererei rimandare questa interrogazione a luned\u00ec prossimo, onde poter sentire il Ministero che \u00e8 pi\u00f9 competente, che ritengo sia il Ministero dei lavori pubblici.<\/p><p>PRESIDENTE. Resta cos\u00ec stabilito.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Giovanni, al Ministro dell\u2019interno, \u00abper conoscere se rispondano a verit\u00e0 le notizie diffuse negli ambienti popolari ed impiegatizi di Siracusa sull\u2019accertamento di gravi irregolarit\u00e0 nell\u2019Ufficio alimentazione e razionamento di Siracusa, per ammanchi o sottrazioni di notevoli quantit\u00e0 di farina, col peggioramento della confezione del pane, irregolarit\u00e0 che avrebbero determinato la nomina di un commissario prefettizio; e se e quali provvedimenti siano stati o si intendano adottare contro i responsabili di imperdonabili malefatte, in un momento cos\u00ec delicato ed in materia cos\u00ec sensibile, date le gravi deficienze del grano\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Nel giugno scorso il direttore della Sepral di Siracusa informava il prefetto di avere motivo di dubitare della regolarit\u00e0 del funzionamento dell\u2019Ufficio razionamento del comune capoluogo di quella provincia.<\/p><p>Il prefetto diede allora allo stesso direttore l\u2019incarico di esperire subito riservate e accurate indagini, e, in base alle prime risultanze \u2013 dalle quali apparivano sensibili discordanze fra il carico e il discarico della farina assegnata al comune \u2013 procedette, in data 5 luglio, alla nomina del dottor Salvatore Cavarra, capo ufficio statistico, col compito di approfondire le indagini iniziate dal direttore e di promuovere i provvedimenti opportuni per la riorganizzazione dell\u2019ufficio.<\/p><p>Responsabili delle irregolarit\u00e0 apparvero subito il capo Ufficio razionamento ragioniere Agliano e l\u2019impiegato Gastaldo Pasquale.<\/p><p>La Giunta comunale frattanto, con deliberazione del 7 luglio, stabiliva di sospendere i predetti dall\u2019impiego e di denunziarli all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>Dagli accertamenti effettuali in seguito \u00e8 risultato che gli scarichi in pi\u00f9 avvenivano mediante alterazione dei relativi moduli, eseguita materialmente dall\u2019impiegato Gastaldo.<\/p><p>Con tale sistema vennero sottratti, durante i mesi dal gennaio all\u2019aprile del corrente anno, quintali 1937 di farina, la cui disponibilit\u00e0 veniva fatta figurare maggiorando nei modelli di prenotazione i dati relativi alle previsioni.<\/p><p>Complici del Gastaldo sono risultati altri quattro impiegati.<\/p><p>L\u2019autorit\u00e0 giudiziaria ha spiccato mandato di cattura contro gli impiegati, nonch\u00e9 contro due carrettieri.<\/p><p>Si presume che la farina distratta sia stata indebitamente ceduta ad alcuni panificatori, la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 tuttora in corso di accertamento da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Indipendentemente da tale accertamento, il commissario Cavarra ha contestato agli stessi panificatori le giacenze contabili di farina, ed essi si sono dato carico di quintali 1040 di giacenza, che devono considerarsi come effettivo quantitativo di farina recuperata a fronte dei complessivi quintali 1937 distratti.<\/p><p>Si sta ora procedendo alla revisione della contabilit\u00e0 relativa alla pasta, ma dai primi sommari accertamenti, sembra che al riguardo si possano escludere delle irregolarit\u00e0.<\/p><p>Le irregolarit\u00e0 riscontrate non hanno per\u00f2 avuto influenza sulla cattiva qualit\u00e0 del pane lamentata nel giugno scorso a Siracusa, dovuta invece alla scadente qualit\u00e0 del grano sbarcato dal piroscafo <em>Quinterno<\/em> e distribuito nell\u2019epoca, mentre il pane successivamente distribuito \u00e8 di pieno gradimento della popolazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DI GIOVANNI. Sono grato all\u2019onorevole Sottosegretario di Stato delle cortesi ed esaurienti informazioni. Certo \u00e8 impressionante il fatto che si siano potuti sottrarre dall\u2019ufficio alimentazione ben 1.900 e pi\u00f9 quintali di farina; e non si intende come gli organi destinati alla vigilanza non si siano mai accorti di queste sottrazioni, tanto che sia stato possibile, in breve volgere di tempo; raggiungere quantit\u00e0 cos\u00ec rilevanti.<\/p><p>Verrebbe fatto di domandare, non solo come sia stato possibile consumare cos\u00ec gravi reati in danno dell\u2019ufficio di alimentazione, senza che fosse tempestivamente intervenuta una doverosa difesa preventiva degli interessi della collettivit\u00e0, ma anche come si sia agito nell\u2019esplicazione dell\u2019attivit\u00e0 repressiva, in quanto sembra che taluno dei responsabili, quale esecutore materiale, abbia avuto il tempo di prendere il largo e sia uccel di bosco, ed altri restino ai margini tuttora indisturbati. Certo che le indagini vanno anche dirette verso i favoreggiatori ed i ricettatori, che non sono meno responsabili degli esecutori materiali dei reati; perch\u00e9 \u00e8 chiaro che ci deve essere, e c\u2019\u00e8 indubbiamente, una larga rete di intrighi e d\u2019interessi ed una vera associazione delittuosa; ed io voglio raccomandare all\u2019onorevole Sottosegretario di Stato di invitare i poteri responsabili alla vigile, sollecita, severa esplicazione della loro azione, di fare che i cent\u2019occhi d\u2019Argo degli ufficiali della polizia giudiziaria e della stessa magistratura siano bene aperti, perch\u00e9 i responsabili siano tutti assicurati alla giustizia, sicch\u00e9 l\u2019esempio sia salutare e di ammonimento agli altri.<\/p><p>Sarebbe legata questa mia interrogazione a quella che viene immediatamente dopo; ed il legame non \u00e8 puramente occasionale, perch\u00e9, mentre da un canto si distraevano quantit\u00e0 cos\u00ec notevoli di farina all\u2019Ufficio di alimentazione, e quindi ai bisogni del popolo, si provvedeva da parte dell\u2019Ufficio alla confezione ed alla distribuzione del pane utilizzando detriti, miscelando farina di granturco, ed altre farine non commestibili, producendo quei danni alla salute pubblica, che dettero luogo alla mia seconda interrogazione sulla cattiva confezione del pane e sulle conseguenze in materia di igiene e sanit\u00e0.<\/p><p>Anche su questo argomento, mentre sono grato dell\u2019assicurazione che mi viene dall\u2019onorevole Sottosegretario di Stato, desidererei raccomandare la pi\u00f9 stretta, continua ed oculata vigilanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Giovanni, all\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, \u00absulla pessima qualit\u00e0 del pane che viene distribuito alla popolazione della citt\u00e0 e della provincia di Siracusa, con evidente grave nocumento della salute dei cittadini, specialmente delle classi lavoratrici, costrette a comprare il pane della tessera ed impossibilitate a sostituirlo con quello proveniente dal mercato nero. La confezione del pane tesserato \u00e8 quanto di pi\u00f9 deplorevole ed antigienico possa immaginarsi: le miscele di farina di grano turco e di altre non commestibili lo rendono esiziale per la salute pubblica, specie nel periodo del caldo estivo. Sono quindi a deplorare non pochi casi di enterite, principalmente fra i bambini, e taluni di infezione tifica serpeggiante fra le classi povere. L\u2019interrogante invoca immediate disposizioni ai competenti uffici onde ovviare al gravissimo inconveniente\u00bb.<\/p><p>L\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>RONCHI, <em>Alto Commissario per l\u2019alimentazione.<\/em> Dagli accertamenti compiuti nei primi di luglio presso le Autorit\u00e0 e gli organi locali responsabili, risult\u00f2 che le lamentele e gli inconvenienti segnalati, circa la cattiva confezione del pane in provincia di Siracusa nel corso dell\u2019ultima decade di giugno, furono causati:<\/p><p>1\u00b0) dalla non gradita miscela di farina di granoturco con farina di grano;<\/p><p>2\u00b0) dall\u2019impiego di farina di qualit\u00e0 molto scadente, che proveniva da una partita di grano di importazione argentina.<\/p><p>Per quanto riguarda il punto primo si fa presente che l\u2019adozione di detta miscela \u00e8 stata una necessit\u00e0 assoluta, conseguente alla carenza di grano di fronte alla rilevante disponibilit\u00e0 di granoturco, e la miscela \u00e8 stata applicata in tutte le provincie. Per\u00f2 in quelle siciliane l\u2019impiego della farina di grano turco fu limitatissimo. Comunque non possono certo essere imputati a detta miscela i casi di enterite verificatisi nella popolazione infantile e denunciati dall\u2019onorevole interrogante.<\/p><p>In merito al secondo punto, e cio\u00e8 la scadente qualit\u00e0 del grano argentino, confermo gli inconvenienti del grano argentino, ma non risulta che abbiano avuto conseguenze agli effetti della salute pubblica. D\u2019altra parte si deve rilevare che con il carico dello stesso piroscafo di grano argentino furono approvvigionate anche altre provincie, che per altro non dettero luogo a rilievi di sorta.<\/p><p>Comunque l\u2019inconveniente ebbe un carattere del tutto temporaneo e venne superato con l\u2019esaurirsi del grano in questione.<\/p><p>In quell\u2019epoca poi, recatomi in Sicilia, concordai con le autorit\u00e0 del Governo regionale la distribuzione della razione di 200 grammi di pane confezionato con sola farina di grano nazionale, abburattata all\u201985 per cento, se di grano tenero, e al 90 per cento se di grano duro; oppure confezionata con farina bianca di importazione, escludendo la miscela col granoturco ed adottando eventualmente quella con orzo e segale.<\/p><p>Da allora la qualit\u00e0 del pane dev\u2019essere notevolmente migliorata, poich\u00e9 non ho avuto altre segnalazioni di ulteriori inconvenienti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DI GIOVANNI. Come accennavo, questa interrogazione \u00e8 legata a quella precedente.<\/p><p>Sostanzialmente, si sottraeva la farina buona e, per la panificazione, bisognava, ricorrere a degli espedienti, pure ammettendo il fatto che da un piroscafo proveniente dall\u2019Argentina sia stato sbarcato del grano di pessima qualit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 ben vero che le ripercussioni sulla salute pubblica furono temporanee e non gravi, come \u00e8 stato accennato dall\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, ma ci furono e non trascurabili, specialmente fra i bambini che risentirono pi\u00f9 direttamente e pi\u00f9 facilmente le conseguenze della cattiva qualit\u00e0 del pane distribuito alla popolazione.<\/p><p>\u00c8 da augurare che il fatto deplorevole non si ripeta, perch\u00e9, come ho accennato, mentre la farina bianca andava a finire presso i fornai, che poi la mettevano in vendita o la panificavano per il mercato nero, il pane per il popolo costituiva un vero attentato alla salute pubblica. Il che ancora sta a confermare quanto sia difficile modificare in meglio la situazione descritta e deplorata dal buon pap\u00e0 Manzoni, a proposito dei fornai che n\u00e9 \u00abgride\u00bb n\u00e9 \u00abbandi\u00bb erano riusciti a correggere.<\/p><p>Occorre seriamente provvedere perch\u00e9 il pane \u2013 alimento essenziale e forse unico per alcuni strati della popolazione, e soprattutto per le classi operaie e meno abbienti \u2013 risponda almeno alle pi\u00f9 elementari esigenze dell\u2019alimentazione e dell\u2019igiene.<\/p><p>PRESIDENTE. Segua l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Riccio, ai Ministri dell\u2019interno e della marina mercantile, \u00abper conoscere quali provvedimenti sono stati presi in rapporto all\u2019arbitrario atto del sindaco di Pozzuoli, il quale emetteva una illegittima ordinanza di sospensione dei lavori di allargamento di una chiesa, prendendo a pretesto l\u2019occupazione di pochi metri di banchina, e si ribellava apertamente ad una decisione del prefetto di Napoli\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Il Ministro della marina mercantile, rispondendo recentemente ad analoga interrogazione dell\u2019onorevole Sansone, ha rilevato che tutte le autorit\u00e0 e tutti gli uffici locali espressero parere favore all\u2019accoglimento della domanda del parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per l\u2019acquisto di suolo demaniale marittimo situato sulla banchina di quel porto.<\/p><p>Infatti, trattandosi di demanio marittimo, il sindaco non era competente ad emettere ordinanze concernenti la disposizione di quel suolo, che era stato concesso con le debite forme. Ma il sindaco di Pozzuoli non si \u00e8 limitato ad ordinare la sospensione dei lavori. Nonostante i precedenti chiarimenti datigli dalla Prefettura prima e dall\u2019Avvocatura dello Stato poi, ha inviato sul posto il comandante dei vigili urbani con una decina di uomini a sospendere i lavori, e solo l\u2019atteggiamento del comandante del porto ha potuto evitare, con l\u2019allontanamento dei vigili, spiacevoli incidenti.<\/p><p>Per quanto riguarda pi\u00f9 specificamente il Ministero dell\u2019interno dir\u00f2 che tale operato del sindaco di Pozzuoli ha formato oggetto di una inchiesta test\u00e9 eseguita a carico dell\u2019amministrazione comunale di Pozzuoli, le cui complesse conclusioni sono attualmente in corso di esame.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dire se sia sodisfatto.<\/p><p>RICCIO Io non posso che dichiararmi sodisfatto delle comunicazioni che vengono dal Ministro dell\u2019interno. Vorrei soltanto dire al Ministro dell\u2019interno \u2013 perch\u00e9 al Ministro della marina mercantile non devo dire niente, visto che quanto \u00e8 stato dichiarato in risposta all\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Sansone risponde pienamente a verit\u00e0 \u2013 che se, come dalle sue stesse dichiarazioni risulta, un reato \u00e8 stato commesso, esso va denunziato. Vi fu l\u2019intervento violento di vigili mandati dal sindaco e vi fu anche la distruzione di opere gi\u00e0 costruite. Ci\u00f2 integra un reato. A me sembra doveroso che il Ministro rimetta all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria l\u2019incarto e chiedo che si proceda a carico di questo sindaco.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni dell\u2019onorevole Mazza, al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere i motivi dell\u2019ostinazione con la quale si escludono, dai decreti di equiparazione del caro-vita dei comuni viciniori di Napoli, quelli della penisola sorrentina, compresi in un raggio di 25 chilometri e legati al centro da molteplici mezzi di trasporto marittimi e terrestri\u00bb, e dell\u2019onorevole Riccio, al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere se intenda concedere l\u2019adeguamento carovita, a norma dell\u2019articolo 14 del decreto legislativo presidenziale 5 agosto 1947, a Gragnano, ai comuni della penisola sorrentina, delle isole di Capri e di Ischia, trattandosi dei paesi della provincia di Napoli in cui pi\u00f9 costa la vita e che pi\u00f9 sono legati economicamente al capoluogo, superando una interpretazione restrittiva dell\u2019espressione: \u00abvia ordinaria\u00bb; o, se comunque intenda procedere ad una modifica della disposizione.<\/p><p>Trattandosi di materia analoga, esse possono essere trattate congiuntamente.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> In merito si precisa anzitutto che la concessione invocata, di ottenere per i dipendenti statali con sede di servizio nei comuni di Gragnano, Capri, Ischia, nonch\u00e9 in quelli della penisola Sorrentina, la indennit\u00e0 carovita nella misura del 120 per cento prevista per i dipendenti con sede di servizio a Napoli, \u00e8 subordinata, oltrech\u00e9 al sussistere della condizione di prossimit\u00e0 col centro maggiore (in questo caso Napoli), che, con l\u2019articolo 14 del decreto legislativo 5 agosto 1947, n. 778, \u00e8 stata interpretata nel senso che i comuni minori non devono distare da quello maggiore pi\u00f9 di 30 chilometri misurati su via ordinaria tra le rispettive sedi comunali, alle due seguenti condizioni:<\/p><p>1\u00b0) unicit\u00e0 di centro economico del comune minore con quello maggiore, condizione questa esistente principalmente quando i comuni stessi siano collegati con mezzi di comunicazione intensissimi e frequentissimi;<\/p><p>2\u00b0) particolare elevatezza del costo dell\u2019alimentazione nel comune minore. L\u2019accertamento del sussistere delle cennate condizioni, nonch\u00e9 di quelle della distanza, rientra anche nella competenza del Ministero dell\u2019interno, il quale, esaminate le concrete proposte delle Prefetture interessate, esprime il proprio parere al Ministero del tesoro col concerto del quale va disposta la concessione dell\u2019elevazione dell\u2019indennit\u00e0 caro-vita.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, e poich\u00e9 non sono ancora pervenute al Ministero dell\u2019interno concrete proposte in merito all\u2019elevazione dell\u2019indennit\u00e0 carovita per i cennati comuni della provincia di Napoli, il Ministero del tesoro potr\u00e0 rispondere alla questione in esame solo quando verr\u00e0 in possesso di tutti quegli elementi atti a valutare il sussistere o meno delle condizioni prescritte ai sensi delle vigenti disposizioni. Peraltro, per quanto concerne in particolare la locuzione \u00abvia ordinaria\u00bb, contenuta nell\u2019articolo 14 del citato decreto n. 778, che gli onorevoli interroganti vorrebbero fosse interpretato non in senso restrittivo, si precisa che, con la locuzione stessa, il legislatore ha inteso riferirsi alla via che, per frequenza e intensit\u00e0 dei traffici, \u00e8 ordinariamente seguita per lo svolgimento delle attivit\u00e0 di ogni genere, che interferiscono fra i due comuni viciniori, e cio\u00e8 alla via terra.<\/p><p>Ora, se per i comuni quali quello di Capri, che sono collegati unicamente per via mare, \u00e8 ovvio che questa sia la via ordinaria, non sembra altrettanto possa affermarsi sempre per quei comuni che siano raggiungibili ugualmente per via mare e per via terra, in quanto \u00e8 questa ultima che dovrebbe ritenersi ordinariamente usata per i traffici fra un comune e l\u2019altro. Ed \u00e8 quindi per via terra che andrebbe calcolata la distanza esistente fra i due comuni ai fini dell\u2019applicazione della norma di cui all\u2019articolo 1, penultimo comma, del decreto legislativo 29 maggio 1947, n. 488, e successive modificazioni. Comunque, anche su questo punto gli elementi di giudizio che potr\u00e0 fornire il Ministero dell\u2019interno saranno esaminati dal Tesoro con la maggiore comprensione.<\/p><p>Soggiungo ad ogni modo, a chiarimento e conferma di quanto gi\u00e0 detto agli onorevoli interroganti, che al Ministero del tesoro non \u00e8 pervenuta alcuna proposta per l\u2019attribuzione ai comuni, dei quali gli onorevoli interroganti si interessano, di elevazione dell\u2019aliquota del caro-vita e per l\u2019adeguamento a quello che vige nel capoluogo della provincia di Napoli.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mazza ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MAZZA. L\u2019onorevole Sottosegretario, dopo aver affermato che la pratica per l\u2019elevazione del caro-vita non \u00e8 ancora pervenuta al Ministero del tesoro, ha affrontato la questione.<\/p><p>Per quanto riguarda il ritardo dell\u2019arrivo, io chieder\u00f2 alla buona volont\u00e0 dell\u2019onorevole Petrilli se \u00e8 vero che di questa questione stiamo parlando da circa un anno. Mi permetter\u00f2 di far notare che da molti mesi la pratica \u00e8 al Ministero dell\u2019interno, esattamente alla Direzione generale degli affari civili, dal dottor Fortini; forse nessuno la vuole trovare. Per quanto riguarda l\u2019esame dettagliato che l\u2019onorevole Petrilli ha voluto fare, in attesa che la pratica arrivi al Tesoro e che l\u2019Amministrazione del Tesoro prenda le sue decisioni, io mi permetto di far notare che la via marittima \u00e8 la via ordinaria, perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 breve, la pi\u00f9 rapida, la pi\u00f9 economica, perch\u00e9 lo Stato sovvenziona le linee di trasporto marittimo.<\/p><p>Mi permetto di far notare che i paesi della penisola sorrentina sono in condizione peggiore di uno stesso centro economico, in quanto il costo della vita non \u00e8 uguale a Napoli, ma \u00e8 maggiore, poich\u00e9 essi sono paesi turistici. Io chiedo alla buona volont\u00e0 del Sottosegretario al tesoro di tornare a Sorrento qualche volta con il suo pensiero. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Riccio ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>RICCIO. Vorrei rettificare soltanto un\u2019affermazione dell\u2019onorevole Petrilli. Non \u00e8 esatto che la pratica non sia al suo Ministero. In data 10 settembre \u00e8 stata spedita dalla Prefettura di Napoli un\u2019ampia relazione relativa ai paesi della penisola sorrentina; e di questa relazione si propone che sia ritenuta, anche per i paesi della penisola sorrentina, ordinaria la via marittima, che \u00e8 brevissima. Si suggeriva anche di considerare la situazione topografica del porto di Napoli.<\/p><p>Da Napoli a Sorrento, in linea diretta, sono 20 chilometri; mentre la via che segue la costa \u00e8 lunga, sino Massalubrense, quaranta. Non perch\u00e9 vi \u00e8 il mare e vi \u00e8 una via che segue le tortuosit\u00e0 della natura, Sorrento si sposta. \u00c8 sempre l\u00e0. Non mi pare perci\u00f2 che il ragionamento del Ministro possa essere approvato.<\/p><p>Qual \u00e8 lo spirito della legge, al quale dobbiamo riportarci?<\/p><p>Noi, che conosciamo i paesi della provincia di Napoli, possiamo dire che si verifica un grave assurdo. Paesi, i quali hanno un costo di vita molto pi\u00f9 basso di quello di Napoli, hanno avuto l\u2019adeguamento del caro-vita; mentre i paesi, tutti i paesi \u2013 che hanno un costo di vita molto pi\u00f9 alto di quello di Napoli \u2013 come Capri, Ischia, Sorrento ed anche Gragnano \u2013 per una interpretazione restrittiva della legge verrebbero ad essere privati di questo beneficio.<\/p><p>Si tendeva ad alleviare il costo della vita in quei paesi, che costituiscono una unit\u00e0 economica con i grandi centri. Ebbene Capri, Ischia, Sorrento e Gragnano sono economicamente inscindibili da Napoli.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Sottosegretario per il tesoro, che ha dato prove di larga comprensione, in rapporto ai paesi della nostra provincia, che ancora una volta voglia rendersi conto di queste gravi esigenze e trovare la via per risolvere favorevolmente la questione posta. Sar\u00e0 anche esatta applicazione dell\u2019articolo 14, in rapporto a quello che \u00e8 lo spirito della legge, e non miopia formalistica e burocratica. Comunque, si potrebbe agevolmente modificare, se necessario, l\u2019articolo 14 surrichiamato, adeguandolo a questi bisogni di giustizia sociali ulteriormente emersi.<\/p><p>Mi auguro di avere al pi\u00f9 presto una risposta di accettazione delle richieste formulate. Sin d\u2019ora ne ringrazio l\u2019onorevole Petrilli.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Miccolis, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se risulta rispondente a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato pubblicato dal quotidiano <em>Il Globo<\/em> del 18 luglio 1947, secondo cui granoturco avariato per uso zootecnico viene venduto all\u2019asta ad un prezzo pi\u00f9 che raddoppiato o quasi triplicato rispetto a quello di lire 1600-1900 corrisposto dagli ammassi agli agricoltori, i quali in genere sono nel tempo stesso allevatori ed acquirenti di mangimi. Se gli risulta che il fatto denunziato dalla stampa alla pubblica opinione si riferisce ad un caso eccezionale di speculazione, che a nessun privato sarebbe consentita, oppure ad un sistema instaurato dagli enti ammassatori, i quali per sottoprodotti, commisti a materiale estraneo di ogni natura fino al 90 per cento, richieggono prezzi di gran lunga superiori ai prodotti genuini. Se l\u2019onorevole Ministro ritiene simile commercio, monopolistico ed esoso, lecito e capace di favorire la produzione di carni, grassi, latticini con conseguente contrazione di prezzi\u00bb.<\/p><p>Siccome il Ministro Segni \u00e8 fuori Roma per ragioni di ufficio, devo annunziare all\u2019onorevole Miccolis che lo svolgimento della sua interrogazione \u00e8 rinviato.<\/p><p>MICCOLIS. Non ho difficolt\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Bastianetto, Giacchero, Carignani, Russo Perez, ai Ministri dell\u2019interno e della pubblica istruzione, \u00abper sapere come intendano provvedere al ricovero ed all\u2019educazione professionale dei minori infortunati civili, per cui in atto viene provveduto sporadicamente senza alcuna organicit\u00e0 e coordinamento; e se conoscono che di oltre 10 mila minori, i ricoverati non assommano che a poche centinaia. Per conoscere, inoltre, se intendono superare le difficolt\u00e0 che si frappongono acch\u00e9 i collegi dell\u2019ex G.I.L. vengano ceduti all\u2019Opera nazionale per gli invalidi di guerra, che \u00e8 l\u2019Ente preposto per legge all\u2019assistenza dei minori invalidi di guerra, e le ragioni per cui non \u00e8 stato ancora assegnato alla predetta Opera l\u2019ex collegio di Monte Mario in Roma\u00bb.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Su richiesta dell\u2019onorevole Bastianetto, la risposta a questa interrogazione \u00e8 stata tramutata in risposta scritta.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Tozzi Condivi, al Ministro dell\u2019industria e commercio, \u00abper conoscere perch\u00e9 alla flottiglia motopeschereccia dell\u2019importante porto di San Benedetto del Tronto vengono assegnate mensilmente quantit\u00e0 di gasolio appena sufficienti per 6 giorni e 21 ore di moto in modo da danneggiare gravemente quella fiorente attivit\u00e0. Questo \u2013 mentre ad altre flottiglie di altri porti \u2013 quale ad esempio quella di Anzio \u2013 si fanno assegnazioni esuberanti, per modo che non vengono neppure ritirate\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Geuna, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019industria e commercio, \u00abper conoscere se e quali provvedimenti intendano adottare per eliminare l\u2019attuale inconveniente derivante all\u2019industria torinese in particolare e piemontese in genere, dal fatto che il Comitato centrale per la ripartizione dei prodotti destinati all\u2019industria, con sede in Milano, favorisce naturalmente l\u2019industria lombarda\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CAVALLI. <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019industria e il commercio.<\/em> La Commissione centrale dell\u2019industria assegna alle varie sottocommissioni di Milano, Roma, Napoli e Palermo i quantitativi globali di merci per i fabbisogni delle loro rispettive circoscrizioni.<\/p><p>La ripartizione delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti alle singole aziende \u00e8 effettuata dalle Sottocommissioni interregionali, ciascuno per il territorio della propria circoscrizione e sulla base delle richieste delle singole aziende, debitamente controllate, in relazione alla capacit\u00e0 produttiva, al numero degli operai ed a tutti gli altri elementi, che concorrono a determinare il fabbisogno effettivo delle aziende stesse.<\/p><p>La Sottocommissione industria per l\u2019Italia settentrionale provvede alla ripartizione delle merci predette, sia per il Piemonte e la Lombardia che per l\u2019Emilia, il Veneto e la Venezia Giulia.<\/p><p>Finora non \u00e8 pervenuta alcuna comunicazione al Ministero che detta Sottocommissione dia la preferenza, nella ripartizione, all\u2019industria lombarda, con pregiudizio di quella del Piemonte.<\/p><p>Allo scopo di avere elementi esatti di giudizio, sarebbe necessario che fossero precisati circostanze e fatti concreti, sui quali il Ministero potr\u00e0 disporre immediatamente accertamenti, per eliminare gli inconvenienti lamentati.<\/p><p>Comunque, informo che \u00e8 allo studio la riforma di questi organi sorti per sopperire a situazioni di emergenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>GEUNA. Ringrazio l\u2019onorevole Sottosegretario delle spiegazioni che ha dato alla mia interrogazione, e mi permetto di far osservare che potr\u00f2 presentare elementi precisi a giustificazione della mia osservazione. \u00c8 una situazione generale che si determina ed \u00e8 dovuta a questi fenomeni.<\/p><p>In primo luogo, dispersione di materie prime, inevitabile, che avviene all\u2019arrivo ai porti, non per colpa degli organi governativi, ma per ragioni di contingenza, dovute all\u2019ingerenza della borsa nera e comunque non facilmente controllabili.<\/p><p>Dopo questa prima dispersione si arriva alla ripartizione dei buoni da parte del Comitato residente a Milano, nella cui ripartizione giuoca l\u2019ambiente regionale, per cui ditte o localmente rappresentate o localmente con sedi in Milano hanno possibilit\u00e0 (per ragioni di conoscenze e di contatti quotidiani) ben maggiori di quelle ditte periferiche o dislocate in regioni lontane. Questo fenomeno, che non \u00e8 notevolissimo per le grandi industrie \u2013 le quali hanno generalmente loro rappresentanti con sede in Milano \u2013 \u00e8 penosissimo per le piccole e le medie industrie, che si trovano gi\u00e0 in condizioni inferiori di capacit\u00e0 e di potenzialit\u00e0 economica in lotta contro gli organismi pi\u00f9 grandi, ed escono assolutamente danneggiate, quando debbono, ad ogni richiesta e ad ogni questione di necessit\u00e0 di materie prime, mandare delle persone da Torino a Milano, oggi che le condizioni di trasporti non sono ancora agevoli, e per di pi\u00f9 inviandole in qualit\u00e0 di forestieri, che sottraggono qualcosa agli interessi locali, e che perci\u00f2 sono considerati come nemici. Tutto questo genera un senso di sfiducia, di scoramento, di stanchezza e, possiamo anche dirlo, di disagio economico, e fa s\u00ec che si determini uno stato di minorazione delle industrie piemontesi piccole e medie, ci\u00f2 che ha determinato questa nostra richiesta.<\/p><p>Prendo atto delle dichiarazioni e delle promesse dell\u2019onorevole Sottosegretario, cio\u00e8 che \u00e8 allo studio una revisione di questo sistema; ma, se mi fosse permesso, vorrei chiedere con quale indirizzo si intende modificare questo sistema, vale a dire se il Comitato di ripartizione (che oggi si riduce a sole quattro sedi per l\u2019Italia settentrionale, centrale, meridionale ed insulare) si intenda portarlo sul piano regionale, il che porterebbe ad altri inconvenienti. Pur affermando che la questione va risolta, chiediamo nello stesso tempo sotto quale aspetto \u00e8 stata considerata la modifica della nuova struttura. Quando il Ministero avr\u00e0 fatto presente come intende sopperire alle esigenze che gravano sulla industria piemontese piccola e media in ispecie, allora presenteremo all\u2019esame le nostre proposte.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Geuna e Giacchero, al Ministro del bilancio, \u00abper conoscere se non intenda favorire la istituzione di un ente bancario piemontese, con sede in Torino, per evitare che i risparmi assorbiti in Piemonte vengano per la maggior parte destinati a finanziare iniziative di altre regioni, dato che le sedi principali delle banche sono a Roma e a Milano\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per il tesoro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Gli interroganti partono dalla premessa che sia necessario istituire in Torino un ente bancario piemontese, allo scopo di evitare che i risparmi assorbiti in Piemonte vengano per la maggior parte destinati a finanziare le iniziative di altre regioni, dato che le sedi principali delle banche sono a Roma ed a Milano.<\/p><p>Le critiche mosse dagli interroganti al sistema bancario italiano sono comuni ai rappresentanti di tutte le regioni italiane, ognuna delle quali lamenta che i risparmi locali siano trasportati altrove e destinati ad aiutare iniziative di altre regioni, sicch\u00e9 le lagnanze paiono <em>a<\/em> <em>priori<\/em> escludersi a vicenda.<\/p><p>Per quanto riguarda il Piemonte giova notare che questo possiede tre grandi istituzioni bancarie: la Banca popolare di Novara, che disponeva, al 30 giugno 1947, di 42 miliardi e 600 milioni di depositi e conti correnti, con 223 sportelli; l\u2019Istituto San Paolo di Torino, con 16 miliardi e 100 milioni di depositi e 129 sportelli, e la Cassa di risparmio di Torino, con 11 miliardi e 700 milioni di depositi e 127 sportelli.<\/p><p>Questi tre Istituti raccoglievano dunque da soli 70 miliardi e 400 milioni di depositi e conti correnti su un totale di 868 miliardi e 800 milioni in tutto lo Stato, ossia l\u20198,1 per cento del totale dei depositi italiani. Se si pensa che, tenuto conto dei depositi e conti correnti di tutte le banche nazionali e locali operanti in Piemonte, esse raccoglievano nel 1946 l\u201911,7 per cento dei depositi di tutto lo Stato, si pu\u00f2 ritenere fondamentalmente che il risparmio raccolto dalle tre Banche sopra ricordate, pi\u00f9 quello messo insieme dalle minori Casse di risparmio e dalle non poche banche cooperative popolari e private operanti nel Piemonte, equivalgono al totale del risparmio raccolto in Piemonte. Se una parte di questo \u00e8 messo a disposizione di banche aventi sede fuori del Piemonte, d\u2019altro canto le banche piemontesi ricevono cospicui depositi da altre parti dello Stato, cosicch\u00e9 si pu\u00f2 ritenere esservi compensazione fra le somme che le banche piemontesi raccolgono fuori del Piemonte e quelle che le banche forestiere raccolgono nel territorio subalpino.<\/p><p>Non si vede in che modo l\u2019istituzione di un nuovo grande ente bancario possa ovviare ad un inconveniente, il quale, d\u2019altra parte, non pare sussistere. N\u00e9 sarebbe consigliabile d\u2019altro canto la fusione dei tre maggiori enti sopra ricordati in un ente unico: ognuno di essi ha una storia, tradizione, consuetudine di lavoro, clientela propria, sicch\u00e9 la fusione mentre non aggiungerebbe nulla alla fiducia della quale i tre Istituti meritatamente godono, sminuirebbe la loro capacit\u00e0 di lavoro e di adattamento alle esigenze della clientela diversa per ognuno di essi.<\/p><p>Neppure si vede la convenienza di fondare, accanto ad essi, un nuovo Istituto, il quale male potrebbe vivere, ove non intenda privare gli altri del loro lavoro antico, solo creando nuovi risparmi e nuovo clientele.<\/p><p>Non si esclude che col rifiorire delle industrie ci\u00f2 possa in avvenire accadere, ma il momento presente non appare singolarmente propizio all\u2019iniziativa.<\/p><p>Sin qui, soprattutto per quanto si riferisce alla raccolta dei depositi.<\/p><p>Per ci\u00f2 che invece riguarda l\u2019impiego dei depositi, punto a cui soprattutto pongono mente gli interroganti, giova riportare alcune cifre relative alle varie regioni italiane. Se noi collochiamo queste in ordine decrescente, rispetto al rapporto percentuale che nel 1946 si verific\u00f2 tra impieghi e depositi, otteniamo il seguente risultato. Si ricordano i dati del 1938 che si riferiscono ad una certa normalit\u00e0 anteriore alla guerra, e quelli del 1946, in cui si riflette l\u2019inizio del ritorno alla normalit\u00e0 medesima. Nell\u2019anno 1938 avevamo per le Marche 84,6 per cento, nel 1946 il 93,7 per cento; nella Umbria 84,2 per cento nel 1938 e l\u201985,4 per cento nel 1946; negli Abruzzi e Molise il 91,3 per cento nel 1938, il 79,2 per cento nel 1946; nella Liguria il 61,5 per cento e poi il 77,7 per cento; nella Sardegna il 185,3 per cento e poi il 75,9 per cento; nell\u2019Emilia il 78,5 per cento e poi il 72,8 per cento; in Toscana il 67,6 per cento e poi il 71,2 per cento; nel Veneto il 75,3 per cento e poi il 57,7 per cento; nella Sicilia il 68,8 per cento e poi il 57,1 per cento; nella Calabria il 101,1 per cento e poi il 54,4 per cento.<\/p><p>La media dello Stato era nel 1938 il 64,2 e nel 1946 il 54,9.<\/p><p>Per tutte queste regioni \u00e8 ovvio, \u00e8 facile osservare che esse si trovano al di sopra della media dello Stato. Seguono ora le regioni che si trovano al disotto della media dello Stato.<\/p><p>Il Piemonte nel 1938 aveva il 45,2, ora \u00e8 risalito al 51,6; la Lombardia dal 57,3 \u00e8 scesa a 50,30; la Campania dal 56 \u00e8 scesa al 49,7; il Lazio dal 51,2 al 42,3; le Puglie dal 92,2 al 41,3; la Venezia Tridentina dal 56,3 al 30; la Venezia Giulia e Zara dal 55,4 al 29,7; la Lucania dal 133,1 al 23,7.<\/p><p>Le cifre significano che nelle Marche, ad esempio, il 93,7 per cento dei depositi ricevuti localmente dalle banche, anche quelle aventi sede altrove, a Milano, a Roma, fu impiegato localmente. I dati su riportati si presterebbero a molte considerazioni, fra le quali bastano due generalissime: in primo luogo risulta non essere corrispondente al vero il rimprovero che le banche impiegano sempre i risparmi del Sud per trasportarli al Nord; che sono numerose anche le regioni meridionali che stanno al di sopra della linea media dello Stato. Ci\u00f2 vuol dire che le banche impiegano <em>in loco<\/em> nel Sud una proporzione maggiore dei depositi ricevuti <em>in loco<\/em> di quelli che loro derivano dalla media del territorio italiano. In secondo luogo, risulta non corrispondente al vero il rimprovero parimenti fatto al sistema bancario italiano, di favorire pi\u00f9 le citt\u00e0 che le campagne, poich\u00e9 sono, per l\u2019appunto, ad eccezione della Liguria, le regioni agricole le quali sono massimamente favorite dall\u2019impiego dei depositi locali.<\/p><p>Quanto al Piemonte, esso si trova, \u00e8 vero, al di sotto della linea media dello Stato, ma esso si trova immediatamente al disotto di tale linea ed inoltre la sua posizione \u00e8 notevolmente migliorata rispetto al 1938; dal 45,2 \u00e8 passato al 51,5 nell\u2019impiego dei depositi <em>in loco.<\/em> Essa \u00e8 anche migliore di quella della Lombardia ritenuta per lo pi\u00f9 in Piemonte ed anche, a quanto pare, dagli onorevoli interroganti, la maggiore responsabile del pompamento dei risparmi piemontesi. E la Lombardia \u00e8 anche sotto questo rispetto peggiorata in confronto al 1938.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che tutte queste accuse reciproche fra regione e regione sono sostanzialmente ed ugualmente infondate. Innanzi tutto non si pu\u00f2 immaginare che nessuna banca impieghi tutti i propri depositi. Essa sarebbe, cos\u00ec facendo, imprudentissima e si scaverebbe da s\u00e9 la tomba con rovina dei depositanti e del Paese. Tutte le banche devono tenere un margine di liquidit\u00e0, ossia impieghi di depositi in denaro contante, in buoni del tesoro a breve scadenza e in depositi realizzabili a vista presso l\u2019Istituto di emissione:<\/p><p>Si pu\u00f2 riconoscere che la percentuale media dal 54,9 relativa al 31 dicembre 1946 era bassa e poteva salire, ma essa \u00e8 gi\u00e0 salita, e al 31 luglio 1947 giungeva al 72 per cento, proporzione non ancora pericolosa, ma vicina al punto di pericolo, talch\u00e9 il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ha dovuto il 2 agosto, non appena costituito, intervenire non a frenare il gi\u00e0 fatto, ma a limitare per l\u2019avvenire l\u2019avanzamento su una via, che era stata pericolosa, a passo accelerato nei mesi decorsi dal 31 maggio 1946 in qua.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>GEUNA. Mi permetta l\u2019onorevole Sottosegretario: non sono un tecnico e non posso quindi iniziare una discussione in materia. Mi permetto osservare che i tre Istituti bancari di pi\u00f9 notevole entit\u00e0 che operano in Piemonte non sarebbero sufficienti a superare le attuali difficolt\u00e0.<\/p><p>Le Casse di risparmio non possono consentire una immediata e pronta sovvenzione; l\u2019Istituto di San Paolo ha caratteristiche tutte sue particolari, e non pu\u00f2 rispondere come una banca normale; la Banca di Novara sarebbe l\u2019ente pi\u00f9 attrezzato, ma il suo lavoro si svolge con maggior preponderanza nella zona lombarda, ed ecco come il nostro atteggiamento, che pu\u00f2 sembrare campanilistico, trova giustificazione.<\/p><p>Entrando nell\u2019esame della potenzialit\u00e0 ed efficienza degli istituti piemontesi nei confronti di quelli lombardi, il Sottosegretario potr\u00e0 comprendere lo spirito della mia interrogazione.<\/p><p>Ma per dare una spiegazione un po\u2019 pi\u00f9 chiara a questo riguardo, mi permetto senz\u2019altro di esporre alcuni elementi, che potranno dare un\u2019idea precisa del pensiero determinante della nostra richiesta: si tratta di elementi che ho voluto appuntare per maggiore esattezza e mi si consenta la breve lettura; ometter\u00f2 le tabelle in rapporto al limitato tempo consentitomi.<\/p><p>Quando si parla di problemi, di difficolt\u00e0 o di crisi dell\u2019economia piemontese, il pensiero corre istintivamente e come su una via obbligata all\u2019immediato raffronto con l\u2019adiacente e per tanti riguardi simile economia lombarda, a rilevare vecchie e nuove inferiorit\u00e0 rispetto ad un organismo ritenuto pi\u00f9 completo e soprattutto pi\u00f9 fortunato: infatti, se lo strumento produttivo industriale della vicina regione pu\u00f2 definirsi un solido edificio appoggiato a due basi larghe e fondate, credito e commercio, il complesso torinese viene sovente paragonato al classico colosso dai piedi di creta, con deficienze pi\u00f9 sentite e appariscenti proprio nella sua attrezzatura bancaria.<\/p><p>Tuttavia il Piemonte seppe per primo, grazie all\u2019impulso di un Governo addestrato e al fiorente spirito di libert\u00e0, svincolarsi dai pregiudizi ed inoltrarsi sul terreno delle imprese mobiliari, donde derivano talune sue presenti inferiorit\u00e0.<\/p><p>Lo squilibrio di distribuzione del nuovo capitale tra gli impieghi diretti di carattere industriale per lo pi\u00f9 largamente immobilizzati, e gli accantonamenti monetari liquidi presso un gruppo di banche genuinamente e sensibilmente locali, a costituire in appoggio degli impieghi diretti una massa di manovra pronta con rapida circolazione a fronteggiare i rischi di crisi nei settori di volta in volta minacciati, venne a definirsi non senza episodiche manifestazioni negative nel primo decennio del nuovo secolo; si accentu\u00f2 negli anni della prima guerra europea sotto l\u2019influsso del \u00abboom\u00bb bellico; si esasper\u00f2 nell\u2019euforia inflazionista e speculativa dell\u2019immediato dopo guerra. Infatti, il periodo 1914-17 segn\u00f2 300 milioni di aumento nei capitali delle anonime, ma il 1920 denunci\u00f2 ben 600 milioni di incremento, al netto dei disinvestimenti: per contro si ebbero solo modesti progressi di vecchi istituti creditizi locali, pressoch\u00e9 estranei al campo produttivo, e l\u2019affermazione della Popolare di Novara, banca piemontese di sede e di nome.<\/p><p>Conseguenze di questa situazione furono senza dubbio le altre non meno cocenti disavventure del risparmio piemontese. Dalla mancanza di una intermediazione da parte di una solida e responsabile rete creditizia locale e del suo controllo sul mercato finanziario e sui molteplici rapporti tra pubblico e iniziative di impresa, dalla diretta e invigilata immissione dei privati investitori nel cerchio della grossa speculazione, derivarono le gravose perdite dei risparmiatori piemontesi nelle ben note avventure di talune maggiori societ\u00e0 azionarie negli anni dell\u2019azione fascista. Dall\u2019assenza di orientamento, di autonomia, di informazione ebbero origine per il risparmio monetario quelle altre falcidie subite nella catastrofe della Banca Italiana di Sconto, i cui creditori piemontesi figurano per ben 517 milioni di lire, ossia poco meno del 15 per cento del totale.<\/p><p>Il progressivo paternalismo instaurato dal regime fascista nel campo bancario, se accollava allo Stato le perdite incontrate da talune maggiori banche in una politica speculativa e ben poco ortodossa alla luce delle esperienze e dei canoni tradizionali, non rec\u00f2 alcun correttivo alle deficienze della situazione piemontese: invece il conseguente graduale burocratizzarsi dei grandi istituti nazionali, rendendo meno vivi e sensibili lo spirito di iniziativa e la ricerca degli impieghi pi\u00f9 redditizi, e mettendo in prima linea il fattore di personale responsabilit\u00e0 dei dirigenti periferici, non fece ovviamente che accrescere le difficolt\u00e0 di incontro delle esigenze regionali con la politica creditizia di direzioni generali eccentriche e preoccupate soprattutto di corrispondere a direttive superiori, di prevalente carattere politico e comunque subordinate in via assoluta a considerazioni di finanza pubblica e di prestigio monetario.<\/p><p>Occorre per\u00f2 subito dichiarare che da questo complesso di inconvenienti di metodo e di procedura, incidenti in modo pressoch\u00e9 uniforme sull\u2019istruzione e sugli esiti delle pratiche di finanziamento, non \u00e8 derivata necessariamente una sostanziale e apprezzabile distrazione di risparmio piemontese, almeno nel senso comunemente inteso di storno in favore di determinate regioni vicine o lontane, e in proposito vogliamo richiamare il confronto delle cifre e la loro quasi esauriente dimostrazione.<\/p><p>Dobbiamo ancora precisare che l\u2019ipotesi di distrazione va considerata soltanto in senso relativo, ossia in termini di confronto tra le singole regioni e non sotto il profilo di un utilizzo integrale <em>in loco<\/em> del risparmio raccolto, che non risulta realizzato neppure per le banche di genuino carattere locale rispetto alle loro ristrette zone di lavoro.<\/p><p>Vi sono infatti operazioni che sono svolte unicamente dalle centrali, con obiettivi e per iniziative di carattere generale e nazionale, utilizzando i fondi raccolti in tutte le zone di lavoro: sottoscrizioni in proprio a prestiti pubblici, ed emissioni obbligazionarie, partecipazioni in enti di struttura e azione nazionale, impiego di eccedenze magari rilevantissime in buoni ordinari o in conto corrente del Tesoro. Queste forme di \u00abreimpiego nazionale\u00bb, che non possono ovviamente essere imputate alla regione sede della centrale operante, tendono ad assorbire una quota sempre pi\u00f9 preponderante della massa dei capitali amministrati, per effetto della politica finanziaria governativa dall\u2019anteguerra e anche delle particolari esigenze di congiuntura nel dopoguerra, e dal fenomeno non risultano neppure sottratte, come gi\u00e0 \u00e8 stato accennato, le minori banche locali.<\/p><p>A noi compete nella fattispecie di osservare se il Piemonte, avendo una prevalente attrezzatura bancaria con centro giuridico o di fatto in Lombardia, non riceva eventualmente un trattamento di impieghi diretti residuali (dedotti i cosiddetti \u00abreimpieghi nazionali\u00bb) inferiore a quello della Regione vicina.<\/p><p>Dai dati risulta che col 1944 gli indici di reimpiego diventano pi\u00f9 favorevoli per il Piemonte, e il margine positivo si accentua nel confronto degli indici delle due provincie capoluogo, ci\u00f2 che si giustifica ricordando come sia maggiore a Torino, in confronto di Milano, l\u2019accentramento industriale nel quadro delle rispettive regioni.<\/p><p>Dai dati elaborati risultano al disotto dell\u2019indice medio regionale di impiego le Banche di interesse nazionale (in misura pi\u00f9 accentuata proprio in Lombardia, loro zona centrale giuridica o di fatto) e le Casse di risparmio e Monti di prima categoria: evidentemente per motivi pressoch\u00e9 opposti. Per le Casse di risparmio la ragione discende dalla scarsa gamma delle operazioni loro consentite, che le orienta fatalmente verso i \u00abreimpieghi nazionali\u00bb (titoli pubblici, ecc.); per le banche di interesse nazionale vale invece appunto la variet\u00e0 ed elasticit\u00e0 dei settori nei quali operano e la loro estensione nazionale.<\/p><p>Un dubbio permane pur sempre sulla precisa delimitazione di molti reimpieghi nazionali e sulla loro genuina e oggettiva neutralit\u00e0 ed estraneit\u00e0 rispetto alla zona della direzione centrale, il che potrebbe ovviamente infirmare in parte il valore della dimostrazione data. Ci pare comunque di avere meglio e pi\u00f9 esattamente configurato il problema, spostando i termini di esso dalla ipotizzata distrazione interregionale alla crescente o generale distrazione verso i reimpieghi nazionali, conseguenza in buona parte della politica governativa degli ultimi anni, di accaparramento con tutti i mezzi giuridici o pratici dei risparmi liquidi confluenti sul mercato, a favore del Tesoro e a danno dei settori produttivi: politica sulla quale molto resta da dire e dalla quale il Piemonte, in ragione della sua pi\u00f9 elevata concentrazione industriale e conseguente esigenza di credito, proprio in regime di pi\u00f9 limitata autonomia bancaria, ha sofferto in massima misura.<\/p><p>Per concludere, mi limito a precisare che la nostra interpellanza, pi\u00f9 che fissare la creazione di un nuovo Ente bancario come soluzione unica e migliore della questione in parola, tendeva e tende a far rilevare lo stato di fatto che lamentiamo, e suggerire, o meglio, porre il problema della sua soluzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Lettieri, al Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, \u00abper conoscere se non ritenga di disporre \u2013 in considerazione del continuo depauperamento della terra delle colline, provocato dalle piogge e dalle annuali e superficiali coltivazioni \u2013 che sulle colline, specie a forte pendio, siano sospese le coltivazioni superficiali, sia impedito il depauperamento della terra (muratura, palizzate) e sia favorita in ogni modo la piantagione di alberi a profonde e fitte radici\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, l\u2019interrogazione \u00e8 rinviata.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Lettieri, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere il suo interessamento per combattere l\u2019analfabetismo, che \u00e8 sempre in aumento nell\u2019Italia meridionale, e per impedire la mancanza di stabilit\u00e0 degli insegnanti, i quali in questo loro servizio ambulante, spesso a causa della pioggia, della neve, del freddo, disertano le scuole e con la loro assenza favoriscono la negligenza degli alunni\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Tumminelli al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere: 1\u00b0) se il Commissariato nazionale della G.I. (Giovent\u00f9 Italiana), creato con decreto del 2 agosto 1943 con il compito di reperire il patrimonio della ex GIL e di predisporre i lavori di una Commissione interministeriale per decidere sulla destinazione di quel patrimonio, abbia espletato il suo compito e con quali conclusioni; 2\u00b0) se non si ritiene improrogabile imporre a partiti politici e ad enti l\u2019immediata restituzione allo Stato degli immobili e delle attivit\u00e0 tutte della ex GIL, di cui sono in illegittimo possesso o fanno arbitrario uso; 3\u00b0) se non sembra opportuno ed urgente che l\u2019intero patrimonio della ex GIL venga conferito all\u2019Ente dei patronati scolastici, tenendo presente che solo con questa destinazione quel cospicuo patrimonio del popolo italiano pu\u00f2 considerarsi restituito al legittimo uso, fuori di ogni passione politica\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli De Martino, Giordani e Rodin\u00f2 Ugo, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se, in previsione dell\u2019Anno Santo 1950 \u2013 avvenimento che si annunzia di particolare importanza e significazione, e per cui un elevato numero di pellegrini, da ogni parte del mondo cattolico, affluir\u00e0 in Italia \u2013 non ritenga di redigere un concreto piano, elaborato nei suoi dettagli organizzativi e tecnici, per mettere \u00aba punto\u00bb l\u2019attrezzatura turistica e ricettiva italiana e adeguarla alla eccezionale esigenza;<\/p><p>2\u00b0) se non reputi doveroso, da parte del Governo italiano, in omaggio alla portata universale della fausta e sacra ricorrenza \u2013 e congiuntamente nell\u2019interesse della Nazione, che potr\u00e0 ricevere dall\u2019afflusso cospicuo di visitatori stranieri un benefico e provvidenziale apporto di valuta pregiata \u2013 di stabilire le indispensabili premesse, e provvedere gli stanziamenti finanziari occorrenti, perch\u00e9 l\u2019Italia possa offrire ai pellegrini dell\u2019Anno Santo 1950 il massimo desiderabile di conforto, col rendere efficiente l\u2019attrezzatura alberghiera non soltanto della Capitale \u2013 dove convergeranno essenzialmente le folle \u2013 ma anche nelle zone a spiccato carattere turistico di cui la Penisola \u00e8 doviziosamente ricca. Il patrimonio d\u2019arte e di archeologia; la incomparabile e prestigiosa bellezza delle riviere, delle pianure e dei monti; i ricordi recenti \u2013 come i luoghi dello sbarco alleato, i campi di battaglia ed i Cimiteri di guerra \u2013 costituiscono un irresistibile richiamo di amore e di nostalgia;<\/p><p>3\u00b0) se non ritenga essenziale armonizzare l\u2019attuazione del programma di opere pubbliche per la ricostruzione ed a sollievo della disoccupazione, alle esigenze relative al miglioramento della rete stradale e delle comunicazioni che si rende necessario realizzare per consentire un ordinato e soddisfacente movimento turistico;<\/p><p>4\u00b0) se non giudichi conveniente dar sollecito inizio ad una perfetta, moderna propaganda dei luoghi considerati nel paragrafo 2<em>\u00b0 <\/em>attraverso la pubblicazione di opuscoli editi con seriet\u00e0 di propositi e dignit\u00e0 di forma nelle varie lingue e da diffondersi nei vari paesi del mondo; con la ripresa di documentari cinematografici; con radiotrasmissioni nelle varie lingue, anche in collegamento con stazioni estere, perch\u00e9 si formi, intorno all\u2019avvenimento dell\u2019Anno Santo 1950, una fervida atmosfera di interesse e di attesa;<\/p><p>5\u00b0) se non creda di dover, tra l\u2019altro \u2013 direttamente il Governo o attraverso organi, ed enti che pi\u00f9 si riterranno competenti ed idonei \u2013 predisporre la organizzazione di veri e propri peripli turistici attraverso i luoghi che offrano al forestiero motivi, risorse e conforti di maggiore attrattiva, fissando persino il costo di essi, comprensivo dal momento dello sbarco dall\u2019arrivo sul suolo italiano, di viaggi, albergo, vitto, tasse di soggiorno e di ogni altra eventuale prestazione, allo scopo di incoraggiare con opportuna tempestivit\u00e0, coloro i quali, per avventura, intendessero rinunciare al viaggio in Italia per non correre l\u2019alea dell\u2019imprevisto, nei riguardi della spesa;<\/p><p>6\u00b0) se non ritenga di suscitare, con proficue iniziative, negli italiani che dovranno aver comunque contatti con gli ospiti \u2013 funzionari, pubblici ufficiali, agenti, personale alberghiero e dei pubblici esercizi, guide e cittadini tutti \u2013 una fervida gara di cortesia dignitosa ed accogliente, perch\u00e9 la tradizionale gentilezza italica superi la aspettativa e si affermi come non ultima e non trascurabile espressione di civilt\u00e0 e di consapevolezza;<\/p><p>7\u00b0) se non ravvisi, infine, l\u2019opportunit\u00e0 di demandare ad una Commissione parlamentare di studio il compito di coordinare le varie iniziative in un piano unico da attuarsi con gradualit\u00e0 e che, fin d\u2019ora, impegni la Nazione e la prepari materialmente e spiritualmente all\u2019importante avvenimento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. <\/em>L\u2019onorevole De Martino ha tracciato un vero e proprio piano di preparazione per l\u2019Anno Santo.<\/p><p>Io cercher\u00f2 di limitare i termini della risposta, per controbilanciare la lunghezza dell\u2019interrogazione.<\/p><p>Il Governo \u00e8 naturalmente d\u2019accordo nel riconoscere l\u2019importanza, oltre che sul piano religioso e ideale, anche sul piano civile nazionale, della manifestazione che avr\u00e0 luogo nel 1950 per l\u2019Anno Santo; la quale, se non sono errate le nostre informazioni, comincer\u00e0 nella Pentecoste del 1949. Quindi, tanto pi\u00f9 urgente \u00e8 predisporre questo programma governativo, perch\u00e9 sia, entro i limiti delle possibilit\u00e0 attuali e delle prevedibili possibilit\u00e0 dell\u2019anno venturo, degnamente preparato quanto \u00e8 necessario per l\u2019Anno Santo.<\/p><p>Naturalmente, il piano specifico per l\u2019Anno Santo si inquadra nel piano di ricostruzione dell\u2019Italia, specialmente di tutte le attrezzature turistiche, le quali non soltanto debbono essere riportate al livello precedente la guerra, ma anzi devono essere aumentate e modernizzate, conformemente alle nuove esigenze.<\/p><p>Come \u00e8 noto all\u2019onorevole interrogante, forse si \u00e8 discusso troppo su come dovranno organizzarsi le strutture centrali del turismo e si potr\u00e0 magari con una disciplina legislativa non ancora perfetta, dar mano al pi\u00f9 presto ad una realizzazione di iniziative.<\/p><p>Sta di fatto che il decreto sulla istituzione dell\u2019Alto Commissariato per il turismo, dopo molte vicissitudini in seno al Governo ed in seno all\u2019Assemblea, \u00e8 stato da poche settimane pubblicato sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>; e spero che tra breve si possa far luogo alla nomina del Comitato centrale per il turismo, al quale spetta il compito \u2013 inquadrato in tutte le altre mete assegnategli \u2013 di organizzare anche la preparazione specifica per l\u2019Anno Santo. Questa preparazione si deve svolgere su diversi settori: prima di tutto, sul settore alberghiero, dove si risentono fortemente gli effetti distruttivi dei bombardamenti e quelli del deterioramento progressivo per opera dell\u2019occupazione degli alberghi prima da parte delle truppe tedesche e poi da parte delle truppe alleate di ogni genere.<\/p><p>La derequisizione del patrimonio alberghiero \u00e8 stata ottenuta nei limiti delle possibilit\u00e0. Per il Trattato di pace, col 15 ottobre dovrebbe aversi la restituzione piena alla attivit\u00e0 privata della attrezzatura alberghiera in Italia. Perch\u00e9, per\u00f2, sia possibile ricostruire gli alberghi distrutti e costruirne di nuovi, \u00e8 stato predisposto un sistema di finanziamento che \u2013 debbo riconoscerlo \u2013 finora si \u00e8 dimostrato non del tutto sufficiente, anzi direi, in proporzione, forse irrisorio per quel che riguarda una ricostruzione a tappe accelerate degli alberghi. Credo che in seno al Governo e, eventualmente fosse necessario, in seno alle Commissioni o in seno all\u2019Assemblea, sia opportuno discutere tra breve sul problema del credito alberghiero, che \u00e8 la base necessaria per una ricostruzione e una costruzione, degne di questi nomi, dei nostri alberghi.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un problema collaterale che a Roma \u00e8 stato in qualche modo affrontato ed in un certo senso risolto: il problema della ricostruzione dei cosiddetti alberghi di massa. Qui, dopo molte trattative in cui non \u00e8 stato facile vincere le normali resistenze dell\u2019autorit\u00e0 militare onde liberare le attrezzature militare di Pietralata, queste attrezzature sono state, per parte militare, liberate e se, come credo, anche il demanio non opporr\u00e0 difficolt\u00e0, si potr\u00e0 costruire in Pietralata un primo grande albergo di massa che rappresenter\u00e0 non naturalmente la soluzione del problema alberghiero di Roma ma un avviamento ed un indice di effettiva ripresa.<\/p><p>Accanto al problema della ricostruzione alberghiera vi \u00e8 quello, accennato nell\u2019interrogazione dell\u2019onorevole De Martino, della ripresa della propaganda turistica. Questo \u00e8 un problema veramente importante e che con una certa leggerezza \u00e8 stato negli anni passati accantonato, forse per il preconcetto che, prima, esso rientrava nell\u2019ambito del Ministero della cultura popolare.<\/p><p>\u00c8 invece interesse primario del Governo italiano e della economia del nostro Paese che si faccia a cura di appositi organi una razionale propaganda per il turismo in Italia, anche perch\u00e9 \u2013 basta leggere un qualsiasi giornale \u2013 si hanno notizie che anche da parte della Francia e di altre Nazioni questa propaganda \u00e8 in pieno atto e viene fatta con una abilit\u00e0 ed una imponenza di mezzi che devono preoccupare, in considerazione di una concorrenza che potrebbe danneggiare il nostro Paese. Anche questo sar\u00e0 uno dei primi compiti del Comitato centrale del turismo; per parte del Governo, \u00e8 gi\u00e0 stata fatta richiesta al Tesoro di uno stanziamento di fondi necessari per l\u2019Ente del turismo il quale, avendo una certa tradizione e vari beni nelle principali capitali straniere, pu\u00f2, senza dispendio eccessivo di mezzi, riprendere la propaganda e riprenderla in tempo utile, non solo per il 1949 e il 1950, ma anche per la stagione prossima, per il 1948.<\/p><p>Occorre poi affrontare tutta una serie di problemi, per poter aprire al traffico internazionale il nostro Paese, che vanno dallo sveltimento delle pratiche alla frontiera alle risoluzioni delle questioni valutarie e dei traffici transoceanici inerenti al nostro turismo.<\/p><p>Per quanto riguarda in particolare la preparazione specifica per l\u2019Anno Santo, poich\u00e9 questa deve essere coordinata con la serie di manifestazioni religiose che saranno tenute in quella circostanza, \u00e8 stato gi\u00e0 costituito un Comitato misto con rappresentanti di organi ministeriali, delle associazioni interessate e anche di quella istituzione della <em>Peregrinatio Romana de Petri Sede<\/em> che \u00e8 un po\u2019 l\u2019organo tecnico che agisce in questo campo per quanto riguarda le manifestazioni religiose. Debbo confessare che con mia sorpresa ho constatato che fino ad ora non \u00e8 stato fatto molto da questo Comitato. Mi impegno a che prestissimo il Comitato si metta seriamente al lavoro perch\u00e9 non pu\u00f2 naturalmente essere fatto un programma serio da parte nostra se non \u00e8 coordinato a quello che \u00e8 il calendario delle manifestazioni per l\u2019Anno Santo.<\/p><p>Infine, l\u2019onorevole De Martino chiede che sia nominata una Commissione parlamentare per lo studio di questo problema. Il Governo non sarebbe d\u2019accordo in questo senso. A parte il fatto che la Commissione dovrebbe essere nominata ora, in una fase di grande lavoro per la Costituente, difficilmente in due mesi tale Commissione potrebbe predisporre un vero e proprio programma, dato che la Costituente fra due mesi dovr\u00e0 terminare i suoi lavori. Ritengo che sia meglio chiamare a far parte del Comitato centrale presso la Presidenza del Consiglio per la preparazione dell\u2019Anno Santo anche alcuni deputati particolarmente competenti in questo campo. Credo che l\u2019onorevole De Martino sar\u00e0 d\u2019accordo con me nel ritenere che in genere forse il peggior modo per risolvere un problema sia quello di nominare una Commissione. \u00c8 un sistema questo molto comodo da parte del Governo per eludere le proprie responsabilit\u00e0. Ma non \u00e8 a questo fine che vanno la volont\u00e0 e gli sforzi dell\u2019onorevole De Martino e degli altri colleghi che hanno sottoposto al Governo questo problema, cos\u00ec come la volont\u00e0 e gli sforzi del Governo stesso.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole De Martino ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DE MARTINO. Ringrazio il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per aver studiato abbastanza profondamente il problema che \u00e8 stato al Presidente del Consiglio ed a lui sottoposto.<\/p><p>Faccio presente che sottoscrivo pienamente quanto il Sottosegretario di Stato si \u00e8 compiaciuto di affermare, e cio\u00e8 che si \u00e8 discusso troppo. Io aggiungerei che si \u00e8 combinato poco. Spero che per l\u2019avvenire si possa discutere di meno e fare di pi\u00f9.<\/p><p>Siccome per\u00f2 il tempo stringe e vi sono molte cose da fare, \u00e8 opportuno che questo Comitato (non insisto sul fatto che debba essere parlamentare, anzi sono d\u2019accordo senz\u2019altro col Sottosegretario) incominci a studiare il problema con molta celerit\u00e0.<\/p><p>Ha parlato l\u2019onorevole Sottosegretario del problema alberghiero ed ha detto che, con tutta probabilit\u00e0, fra non molto, gli alberghi saranno restituiti all\u2019industria alberghiera italiana. Gli alberghi italiani tutti, a quanto pare, hanno una capacit\u00e0 ricettizia inferiore alla capacit\u00e0 ricettizia della sola Parigi; cio\u00e8 noi non arriviamo a poter ospitare, come si dovrebbe, 30 mila persone.<\/p><p>Io penso che l\u2019Anno Santo, se ci saremo organizzati bene, dar\u00e0 la possibilit\u00e0 a molti stranieri di venire da noi, non soltanto per inginocchiarsi dinanzi alla Cattedra di San Pietro, ma anche per visitare, per esempio, le salme dei loro caduti. In tutta Italia c\u2019\u00e8 qualcosa come circa 40 mila inglesi e circa 35 mila americani sepolti nei cimiteri di guerra. Io non dispero che se riusciamo ad organizzarci bene potremo avere un afflusso giornaliero di 25 mila persone, con una media di permanenza di dieci giorni, il che praticamente si risolver\u00e0 in una permanenza di 250 mila persone. Siccome \u00e8 esatto quello che l\u2019onorevole Sottosegretario ha dichiarato, che cio\u00e8 l\u2019Anno Santo avr\u00e0 inizio nell\u2019aprile del 1949, ne consegue che noi potremo ricevere ed ospitare questi stranieri per ben 600 giorni. Il che porta il calcolo (250 mila per 6 giorni) a 150 milioni di giornate di presenza che darebbero la possibilit\u00e0 a noi, Nazione italiana, di incassare qualche cosa come 500 e forse anche pi\u00f9 di 500 miliardi. Come vedete, onorevole Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il problema, qui, non si risolve col chiedere al Ministro del tesoro pochi milioni da stanziare a favore del Commissariato del turismo, ma \u00e8 qualche cosa di molto, pi\u00f9 importante. Noi dovremmo affrontare, per esempio, il problema della costruzione alberghiera, il problema della costruzione di 40, 50, 60 mila vani che, aggiunti poi agli alberghi di massa e alla possibilit\u00e0 che hanno gli istituti religiosi di ospitare i pellegrini, porterebbero alla cifra di cui ho fatto cenno. Per costruire questi alberghi occorre del denaro; e il denaro che \u00e8 stato stanziato attraverso la legge per agevolare la costruzione e la ricostruzione di alberghi non \u00e8 sufficiente. Lo ha dichiarato lo stesso Sottosegretario.<\/p><p>Per esempio, si potrebbe anche studiare la possibilit\u00e0 da parte del Ministero dei lavori pubblici di costruire. Io non sono d\u2019accordo, intendiamoci bene, su questa evenienza; ma al non far niente \u00e8 preferibile che il Ministero dei lavori pubblici faccia qualche cosa.<\/p><p>Io dir\u00f2 che, per poter approntare 60 mila vani, cio\u00e8 120 mila letti, ammettendo per ogni camera di albergo due letti, occorre qualche cosa come 60 miliardi; ma, come si vede, i 60 miliardi rispetto ai 500 o ai 600 che verrebbero ad essere incassati per l\u2019Anno Santo costituiscono una cifra che potrebbe essere ammortizzata ad usura durante il periodo stesso. Che cosa si potr\u00e0 fare di questi vani poi? Prima di tutto siamo sicuri che in Italia gli stranieri, quando sar\u00e0 ristabilito un clima di tranquillit\u00e0, di seriet\u00e0, cos\u00ec auspicato ed auspicabile, potranno ritornare come e pi\u00f9 di prima; ma pur fermandoci all\u2019ipotesi peggiore, cio\u00e8 che questi stranieri dopo l\u2019Anno Santo non ritornino, noi ci troveremo ad aver costruito circa 4 milioni di vani che potranno essere destinati ai senza tetto. Costruiamone subito una certa porzione ed intanto potremo sfruttarli per l\u2019Anno Santo ed avremo l\u2019ammortamento di questa spesa e poi, se volete, li destineremo ai senza tetto. Avremo fatto cos\u00ec due cose buone. Ed ecco la conclusione: mi dichiaro sodisfatto ma contemporaneamente esprimo il desiderio che la Presidenza del Consiglio non sottovaluti questa proposta, la, quale mentre pu\u00f2 essere considerata non tempestiva, \u00e8 invece appena appena tempestiva, perch\u00e9 soltanto se cominciamo da oggi potremo riuscire nell\u2019intento di far s\u00ec che l\u2019Anno Santo possa dare all\u2019Italia un rinsanguamento economico e quel prestigio che tutti quanti auspichiamo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 i Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019industria e commercio sono assenti, rinvio la trattazione delle altre interrogazioni iscritte all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Svolgimento di interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno mi ha fatto sapere di essere disposto a rispondere subito alla seguente interrogazione con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti abbiano preso e intendano prendere in seguito alla scandalosa provocazione fascista e antirepubblicana della sera di venerd\u00ec 10 ottobre in Piazza Colonna.<\/p><p>\u00abCianca, Lussu, Schiavetti, Morandi, Lombardi Riccardo, Foa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Per quanto riguarda lo svolgimento dei fatti, come \u00e8 noto agli onorevoli interroganti, il Movimento sociale italiano ha presentato per le elezioni di Roma una lista. Di conseguenza aveva il diritto di tenere comizi di propaganda elettorale.<\/p><p>In base all\u2019articolo 18 della legge di pubblica sicurezza, le disposizioni riguardanti la autorizzazione per i comizi non si applicano durante il periodo elettorale.<\/p><p>Durante il periodo elettorale, tutti i partiti hanno il diritto di tenere i comizi senza necessit\u00e0 di preventiva autorizzazione della pubblica sicurezza, come possono affiggere manifesti elettorali senza nessuna autorizzazione.<\/p><p>Quindi anche il Movimento sociale, essendo uno dei concorrenti al Campidoglio, ha esercitato in questo il suo diritto.<\/p><p>Esisteva una disposizione di carattere generale impartita dal Ministero dell\u2019interno che, a tutela della libert\u00e0 del Capo dello Stato, dell\u2019Assemblea Costituente e del Governo, stabiliva che nei pressi della residenza del Capo dello Stato, dell\u2019Assemblea Costituente e del Governo non si dovessero tenere comizi, riunioni o assembramenti di nessun genere.<\/p><p>A questa disposizione le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza hanno ritenuto di poter derogare appunto in base all\u2019articolo 18 della legge di pubblica sicurezza, trattandosi di periodo elettorale.<\/p><p>Informato che un comizio politico si svolgeva nei pressi del Parlamento e indipendentemente dal contenuto della manifestazione, io ho impartito disposizioni al questore di Roma perch\u00e9 si procedesse allo scioglimento del comizio, appunto in applicazione di quella disposizione che vuol far salva all\u2019Assemblea Costituente la sua piena libert\u00e0 di azione, disposizione che si applica in tutti i momenti, e a cui neppure in periodo elettorale \u00e8 lecito derogare.<\/p><p>Sicch\u00e9 i comizi possono tenersi liberamente in tutta Roma, salvo che nelle piazze che sono presso le sedi del Governo, del Parlamento o del Capo dello Stato.<\/p><p>L\u2019intervento della polizia \u00e8 stato immediato, e si \u00e8 proceduto allo scioglimento.<\/p><p>Per quanto riguarda quindi le responsabilit\u00e0 circa questo comizio, non ho trovato nulla da osservare, nel senso che non v\u2019era colpa da parte dell\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza per essere venuta meno ad una disposizione di legge. Anzi quell\u2019autorit\u00e0 ha ritenuto di non poter vietare \u2013 non dico autorizzare, perch\u00e9 non esisteva la possibilit\u00e0 di nessuna autorizzazione in quanto non era stata richiesta \u2013 il comizio in quanto v\u2019era una tassativa disposizione di legge che l\u2019autorizzava.<\/p><p>Quanto allo svolgimento del comizio, le informazioni che sono pervenute, a seguito di una inchiesta svolta, accennano che da parte di alcuni individui fra la folla si \u00e8 emesso qualche grido che si pu\u00f2 considerare sedizioso, visto che esiste una legge che vieta le manifestazioni fasciste.<\/p><p>Naturalmente in manifestazioni di questo genere non \u00e8 facile rendersi conto subito di ci\u00f2 che avviene nella folla, e la pubblica sicurezza, che in genere non si trova in mezzo alla gente, ma sta ai margini, non \u00e8 in grado di intervenire concretamente. Perch\u00e9 \u2013 \u00e8 bene ripetere \u2013 non si \u00e8 trattato di manifestazioni di, folla, ma di grida isolate.<\/p><p>Peraltro, la stessa manifestazione si sarebbe ridotta a ben poca cosa, come tutte le altre manifestazioni del M.S.I. durante la campagna elettorale, se non si fosse fatto molto chiasso intorno al Movimento stesso.<\/p><p>Io ho seguito attentamente questo Movimento e le sue manifestazioni oratorie durante la campagna elettorale.<\/p><p>I partecipanti alle riunioni si aggiravano fra le cinquanta e le cento persone al massimo. Se c\u2019\u00e8 stato in un comizio un numero superiore alle cento persone, \u00e8 stato forse a Piazza Colonna, dove si calcola che gli attivisti, cio\u00e8 gli iscritti al movimento, non fossero tuttavia pi\u00f9 di centocinquanta. Ma Piazza Colonna \u00e8 un luogo cos\u00ec centrale che \u00e8 facile a chiunque si metta a parlare di racimolare una folla di qualche centinaio di curiosi.<\/p><p>Da parte degli oratori non sono state pronunciate espressioni dirette, esplicite di esaltazione del regime fascista, ma fatte in forma negativa, cio\u00e8 di critica all\u2019antifascismo.<\/p><p>In quanto ai canti che sarebbero stati intonati \u00e8 stato cantato (mi pare fosse un disco) l\u2019inno a Roma, e, dopo lo scioglimento da parte della pubblica sicurezza, \u00e8 stato cantato anche da un gruppo di dimostranti l\u2019inno degli arditi.<\/p><p>Questa \u00e8 la ricostruzione degli avvenimenti. Ma, ripeto, la manifestazione di Piazza Colonna non sarebbe andata al di l\u00e0 di altre manifestazioni se non si fosse svolta proprio nei pressi del Parlamento e sotto gli occhi di una folla numerosa che ha potuto assistere, giustamente indignata, a manifestazioni, sia pure isolate, di esaltazione di uomini e cose del passato regime.<\/p><p>In questa materia, e per quel che riguarda la politica del Governo rispetto al neo-fascismo e al M.S.I., il Presidente dei Consiglio ha gi\u00e0 risposto per suo conto ed io avrei ben poco da aggiungere.<\/p><p>Desidero solo dire che sono state adottate delle misure, che sono in corso, che faranno riflettere \u2013 immagino \u2013 i nostalgici del passato regime; perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa, onorevoli colleghi, nella volont\u00e0 del Governo e degli uomini che hanno la responsabilit\u00e0 della politica interna: che noi non siamo disposti a deflettere dalla linea politica di pacificazione, di larga pacificazione verso i fascisti come individui, ma che da parte nostra si trover\u00e0 la pi\u00f9 decisa e recisa opposizione ad ogni tentativo di rinascita, sotto qualunque forma, del fascismo.<\/p><p>La politica di tolleranza verso gli individui non pu\u00f2 essere politica di tolleranza verso un sistema, verso un metodo, verso un movimento che tanta distruzione ha portato al nostro Paese; ed il Governo \u00e8 deciso a difendere, reprimendo tali manifestazioni, la libert\u00e0 e la democrazia, perch\u00e9 il fascismo rappresenta appunto, la negazione della libert\u00e0 e della democrazia, e nella difesa della libert\u00e0 e della democrazia il Governo \u00e8 deciso a compiere tutto il suo dovere. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Un\u2019altra dichiarazione intendo fare: quella che, di fronte a questa volont\u00e0 precisa del Governo, di fronte a questo impegno di difesa della democrazia, superando ogni equivoca manifestazione che possa apparire tolleranza, ma non \u00e8 tolleranza; che, di fronte a questa recisa volont\u00e0 del Governo di tutelare in Italia le libert\u00e0 democratiche, il Governo stesso rivendica l\u2019onere e l\u2019onore di difendere con le proprie forze e coi propri mezzi tali libert\u00e0 in Italia, intendendo con questo di reprimere ogni e qualsiasi manifestazione che potesse significare ritorno a mezzi che sono in contrasto con un regime libero, con un regime politico: di libert\u00e0 e di democrazia.<\/p><p>Non possiamo ammettere \u2013 e non consentiremo \u2013 le manifestazioni fasciste, n\u00e9 i tentativi di ricorso e di mobilitazione della piazza contro le manifestazioni fasciste, perch\u00e9 il Governo \u2013 ripeto \u2013 \u00e8 deciso a stroncare ogni rinascente forma di fascismo, ma, nello stesso tempo, a garantire la libert\u00e0 coi propri mezzi, che il Governo ritiene di possedere; mezzi sufficienti a tutelare la libert\u00e0 e la democrazia in Italia.<\/p><p>Se i mezzi legali attualmente a disposizione non fossero sufficienti, potr\u00e0 chiederne altri al Parlamento, ma riteniamo che allo stato delle cose il Governo sia in grado di controllare e controlla (posso dare questa assicurazione all\u2019Assemblea) attentamente le manifestazioni neo-fasciste, bench\u00e9 ne conosca la portata limitata \u2013 anche se rumorosa \u2013 delle manifestazioni esteriori, ed \u00e8 deciso, ripeto, a compiere tutto il proprio dovere perch\u00e9 ogni rinascente fascismo trovi la repressione legale attraverso la legge e la forza dello Stato. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Cianca ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CIANCA. La nostra interrogazione ha dato modo al Governo di sciogliere la riserva che l\u2019onorevole De Gasperi aveva formulata venerd\u00ec sera quando promise all\u2019onorevole Lussu che si proponeva di dare all\u2019Assemblea pi\u00f9 ampi particolari.<\/p><p>La risposta del Ministro dell\u2019interno si divide in due parti.. Per quanto riguarda l\u2019episodio di Piazza Colonna, io devo rilevare che egli ha rettificato un\u2019affermazione fatta venerd\u00ec sera dal Presidente del Consiglio, il quale aveva dichiarato che il comizio non era stato autorizzato. Devo rilevare, altres\u00ec, che le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza sono state di una generosit\u00e0 strana nel consentire ai rappresentanti di questo Movimento sociale italiano di tenere un comizio nelle vicinanze immediate di Montecitorio, in deroga ad una norma vigente. Io mi domando quale sia stata l\u2019ispirazione che ha condotto le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza a dare questa autorizzazione.<\/p><p>Ha detto il Ministro dell\u2019interno che durante il comizio sono state emesse da qualcuno delle grida, ma che non c\u2019\u00e8 stata una vera e propria esaltazione del fascismo e di Mussolini.<\/p><p>La verit\u00e0, secondo le testimonianze che noi abbiamo raccolte da coloro che erano presenti a quella manifestazione, \u00e8 che non soltanto furono emesse da gruppi numerosi delle grida in favore del fascismo, ma che il discorso pronunciato dall\u2019oratore ufficiale era non una implicita, ma una esplicita esaltazione del regime fascista e della guerra fascista.<\/p><p>Ora, non mi sembra esatto che le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza siano esenti da qualunque responsabilit\u00e0, sol perch\u00e9 ad un determinato momento hanno sospeso il comizio. La verit\u00e0 \u00e8 che il comizio ha proceduto per un lungo periodo di tempo e che \u00e8 stato necessario l\u2019intervento di alcuni rappresentanti della nostra Assemblea perch\u00e9 le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza fossero richiamate a meditare sullo scandalo di questa provocazione che si compiva a pochi passi dal Parlamento.<\/p><p>Io devo ricordare che l\u2019onorevole Amendola si rivolse al vicequestore, il quale dirigeva il servizio d\u2019ordine, e gli disse che era assolutamente necessario sospendere il comizio. Il vicequestore dichiar\u00f2 che non poteva sospenderlo in quanto non aveva ordini in questo senso il che vuol dire che le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza, anche quando si sono trovate di fronte alla flagranza di un reato, ossia alla esaltazione del regime fascista, fatta nelle vicinanze del Palazzo della Costituente, hanno creduto che la legge non dovesse essere applicata. Se, dopo tutto questo, il Ministro dell\u2019interno pensa che le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza siano esenti da qualunque responsabilit\u00e0, egli deve riconoscerci il diritto di affermare che ha torto perch\u00e9 le responsabilit\u00e0 della pubblica sicurezza derivano in modo chiaro dall\u2019atteggiamento che le autorit\u00e0 di polizia tennero durante il comizio.<\/p><p>Poi c\u2019\u00e8 la seconda parte delle dichiarazioni fatte dal Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>Qui il problema sale su un piano generale, e si pu\u00f2 sintetizzare in una domanda precisa che noi rivolgiamo al rappresentante del Governo. Un movimento, il quale ha le caratteristiche del M.S.I., ha esso diritto di libera cittadinanza nella vita politica italiana? Il quesito \u00e8 questo. Io ho inteso le promesse che nella parte finale del suo discorso il Ministro dell\u2019interno ha formulato. Egli ha detto che il Governo si propone di prendere misure le quali faranno riflettere i nostalgici del fascismo. Ora, mi sembra \u2013 se il Ministro dell\u2019interno lo consente \u2013 che ci sia una sproporzione fra la gravit\u00e0 dei fatti dinanzi ai quali ci troviamo e queste assicurazioni generiche per l\u2019avvenire. La verit\u00e0 \u00e8 che noi siamo di fronte ad una sistematica provocazione fascista e antirepubblicana la quale impone degli obblighi precisi al Governo ed impone a noi, che abbiamo lottato contro il fascismo, di richiamare il Governo al senso preciso del proprio dovere. Non si tratta di prendere misure generiche: si tratta di stabilire se questo movimento possa essere inserito nei quadri della legalit\u00e0 repubblicana. V\u2019\u00e8 un contrasto di carattere fondamentale che voi dovete risolvere, e che non potete risolvere che in una sola direzione. Io facevo parte del Governo insieme con l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interne quando fu decretata l\u2019amnistia. L\u2019amnistia poteva essere un atto di forza generosa, se fosse stata seguita da una politica di fermezza, capace di stroncare ogni velleit\u00e0 di rinascita fascista, di rinascita antirepubblicana. Io devo dire all\u2019onorevole Scelba che l\u2019azione svolta dal Governo e da lui personalmente non mi tranquillizza in questo senso. Purtroppo, senza drammatizzare e senza formulare dei giudizi sommari, devo dire che ho l\u2019impressione che questa gente, nostalgica del fascismo, ha la sensazione di poter osare sotto questo Governo quello che non avrebbe osato sotto altri Governi pi\u00f9 sicuramente solleciti degli interessi della Repubblica e della democrazia. Ripeto, qui si tratta di un problema di carattere generale; e noi ci riserviamo di discuterlo in questa Assemblea, in quanto ci proponiamo di presentare un\u2019apposita interpellanza. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Annunzio di interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere i risultati definitivi delle indagini sul bestiale assassinio dello studente Gervasio Federici, ed i provvedimenti che il Governo intende adottare, affinch\u00e9 la lotta politica non vada progressivamente degenerando in guerra civile, come vari recenti episodi fanno temere.<\/p><p>\u00abGronchi, Uberti, Angelucci, Moro, Piccioni, Guidi Cingolani Angela, Giordani, Taviani, Di Fausto, Bonomi Paolo, Orlando Camillo, De Palma, Corsanego, Coccia, Domined\u00f2, Caronia\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti siano stati presi, a carico dei responsabili diretti ed indiretti della devastazione della tipografia del <em>Corriere del Giorno<\/em> di Taranto e per impedire il ripetersi di nuovi attentati alla libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>\u00abLucifero\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti siano stati presi per scoprire i responsabili della distruzione della tipografia del giornale <em>Il Corriere del Giorno <\/em>premeditatamente perpetrata in Taranto nelle prime ore del pomeriggio di sabato, 11 ottobre, da una schiera di partecipanti alla manifestazione organizzata principalmente per iniziativa del Partito comunista; e per conoscere se non intenda promuovere un provvedimento legislativo che integri il progetto di legge per la difesa delle istituzioni, stabilendo e precisando la responsabilit\u00e0 dei partiti, le cui manifestazioni si risolvono in simili atti di vandalico terrorismo squadrista, che sopprimono praticamente ogni libert\u00e0 e consentono ai mandanti e agli esecutori di trincerarsi dietro l\u2019estrema difficolt\u00e0 di indagini, caratteristica dei delitti di folla.<\/p><p>\u00abCodacci Pisanelli\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Ministro dell\u2019interno, di comunicare quando intenda rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Se gli onorevoli interroganti non hanno nulla in contrario, nella seduta antimeridiana di mercoled\u00ec prossimo risponder\u00f2 a queste interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Ricordo che la Commissione per la Costituzione \u00e8 convocata per domani alle 9 in adunanza plenaria e avverto che l\u2019Assemblea domani terr\u00e0 sedute alle 11,30 e alle 17.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per sapere se non ritenga opportuno chiarire con circolare <em>ad hoc<\/em> la portata dell\u2019articolo 8 del decreto legislativo 5 agosto 1947, n. 778, nel senso che, per le speciali categorie di funzionari elencate in detto articolo, i miglioramenti del trattamento economico, in seguito alla revisione da farsi nel termine di tre mesi dalla pubblicazione del decreto (avvenuta nella <em>Gazzetta Ufficiale <\/em>del 21 agosto 1947), avr\u00e0 la stessa data di decorrenza stabilita per tutte le altre categorie di funzionari ed i miglioramenti stessi dovranno non superare, ma neanche essere inferiori, a quanto stabilito per i funzionari delle altre Amministrazioni dello Stato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del tesoro e delle poste e telecomunicazioni, per conoscere per quali motivi non \u00e8 stata data finora applicazione, nei confronti del personale delle poste e telecomunicazioni, alla circolare n. 3837-2296 della Ragioneria generale dello Stato, la quale dispone inequivocabilmente la corresponsione delle competenze arretrate in favore degli impiegati che si sottrassero al trasferimento al Nord, passando conseguentemente in aspettativa.<\/p><p>\u00abLa cosa sembra inspiegabile anche perch\u00e9 risulta che detta circolare ha gi\u00e0 trovato facile ed immediata applicazione in tutti gli altri Dicasteri. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMarinaro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019industria e del commercio, per conoscere le ragioni per le quali ai produttori dello zucchero non viene accordata la facolt\u00e0 di disporre liberamente della eventuale eccedenza che dovesse risultare dopo accantonata o dedotta la quota riservata col tesseramento ai consumatori.<\/p><p>\u00abLa produzione dello zucchero, attualmente ha raggiunto circa i nove decimi del fabbisogno nazionale prebellico, e perci\u00f2 non pu\u00f2 non riuscire strano che per tale prodotto non siasi ancora pensato di abolire tutti i vincolismi istituiti in occasione della guerra, mentre per altri prodotti si \u00e8 gi\u00e0 provveduto ad acconsentire che una quota possa essere immessa al libero commercio, sebbene si sappia che per gli stessi neppure nel prossimo anno, potr\u00e0 essere raggiunta la detta percentuale di produzione.<\/p><p>\u00abAccordandosi ai produttori dello zucchero la facolt\u00e0 di disporre liberamente di detta eventuale eccedenza, oltre ad agevolare la possibilit\u00e0 che la produzione abbia ad essere elevata, nel 1948, allo stesso quantitativo prebellico, si verrebbe, intanto, non solo a riconoscersi cos\u00ec concretamente le benemerenze di una categoria di industriali che tra i primi, e senza alcun concorso dello Stato, hanno saputo riattivare gli stabilimenti in gran parte distrutti dalla guerra, ma altres\u00ec a favorire gli interessi dei consumatori, i quali potrebbero, in tal modo, concorrere all\u2019acquisto di detta eccedenza ad un prezzo notevolmente inferiore a quello che essi debbono, corrispondere alla borsa nera, alla quale l\u2019eccedenza stessa viene ceduta dai pochi privilegiati ai quali viene assegnata.<\/p><p>\u00ab\u00c8 noto infatti che alla borsa nera si pu\u00f2 oggi acquistare quanto zucchero si vuole, per cui devesi logicamente ritenere che essa viene alimentata esclusivamente dai vari beneficiari delle assegnazioni ordinarie e politiche, i quali cos\u00ec senza alcuna fatica, ed anzi per il solo vantaggio delle assegnazioni ottenute, vengono a realizzare ingenti guadagni, mentre ai produttori non si \u00e8 avuto il coraggio di riconoscere neppure il diritto ad un compenso equamente adeguato al costo di produzione.<\/p><p>\u00abL\u2019abolizione, in tali condizioni, di ogni vincolismo sullo zucchero si impone pertanto come una necessit\u00e0 inderogabile per eliminare una buona volta il legittimo sospetto di favoritismi, o peggio ancora, di corruzioni, nelle assegnazioni per scopi, in taluni casi, anche politici ed elettoralistici ed a tutto danno dei consumatori. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare l\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica ed il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se sono a conoscenza che le acque di scarico del sanatorio di Paluzza (Udine) sono immesse \u2013 senza alcuna sterilizzazione \u2013 nel torrente B\u00fbt, con grave e continuo pericolo per la salute della popolazione a valle e per sapere quali provvedimenti di urgenza intendono prendere. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere le ragioni per le quali non sia stato ancora deliberato il provvedimento, pi\u00f9 volte annunciato, nelle dichiarazioni programmatiche del Governo, che dovrebbe porre definitivamente riparo alle ingiuste applicazioni delle leggi sull\u2019epurazione, causa non ultima del perdurante grave disordine nelle pubbliche Amministrazioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBozzi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri delle finanze e del tesoro, per conoscere e di urgenza quali provvedimenti intendano adottare per rendere possibile il ritorno alla vita civile dei moltissimi reduci dai campi di internamento, gi\u00e0 affetti da tubercolosi, clinicamente guariti.<\/p><p>\u00abSi impone:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) il disbrigo sollecito delle pratiche medico-legali e conseguente liquidazione delle pensioni, istituendo magari degli uffici regionali deliberanti;<\/li><li><em>b<\/em>) la revisione del sistema degli aiuti economici, elevando l\u2019ammontare degli anticipi sulle pensioni; le attuali 1500-2000 lire mensili a chi va assegnato alla prima categoria si dimostrano insufficienti, inadeguate alle prime necessit\u00e0 della vita;<\/li><li><em>c<\/em>) la revisione e conseguente aumento degli aiuti da parte dei Consorzi antitubercolari (attualmente sono di lire 200 giornaliere).<\/li><\/ol><p>\u00abDetta categoria di reduci merita la particolare attenzione del Governo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerrarese\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.15.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11.30 e alle ore 17.<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 13 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI \u00a0 INDICE Congedi: Presidente \u00a0 Domande di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente \u00a0 Interrogazioni (Svolgimento): Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Benedettini Petrilli, Sottosegretario di Stato per il tesoro Franceschini Corbellini, Ministro dei trasporti Di Fausto Morelli Luigi Cavalli, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2390,2265,2542,2315,2295","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2220","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2220"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6555,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2220\/revisions\/6555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2220"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}