{"id":2214,"date":"2023-09-17T15:02:44","date_gmt":"2023-09-17T13:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2214"},"modified":"2023-10-21T16:58:41","modified_gmt":"2023-10-21T14:58:41","slug":"antimeridiana-di-venerdi-10-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2214","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 10 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2214\" class=\"elementor elementor-2214\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0b56315 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0b56315\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-831662b\" data-id=\"831662b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-115d233 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"115d233\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471010_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2685fd6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2685fd6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLIII.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 10 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazione <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Colitto<\/p><p>Mortati<\/p><p>Clerici<\/p><p>Stampacchia<\/p><p>Tonello<\/p><p>Uberti<\/p><p>Priolo<\/p><p>Ruini,<em> Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p>Costantini<\/p><p>Buffoni<\/p><p>Lussu<\/p><p>Laconi<\/p><p>Nitti<\/p><p>Romano<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p>Gasparotto<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Caso, Dozza, Pera, Sapienza, Sardiello.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di interrogazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha chiesto di rispondere all\u2019interrogazione presentata dagli onorevoli Rossi Paolo, Lami Starnuti, Segala, Mazzoni, Carboni Angelo, Persico:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulle violenze commesse durante la campagna elettorale in Roma contro candidati del P.S.L.I. e in particolare modo sull\u2019aggressione organizzata contro un membro dell\u2019Assemblea Costituente, l\u2019onorevole Matteotti; e per sapere quali urgenti disposizioni intenda prendere per assicurare le libert\u00e0 di riunione, di parola e di voto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per l\u2019interno ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Desidero chiedere agli onorevoli interroganti se intendono estendere l\u2019interrogazione, che riguarda i fatti del giorno 7 anche ai fatti del giorno 8.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Evidentemente.<\/p><p>PRESIDENTE. Scusi, onorevole Marazza, c\u2019\u00e8 una interrogazione specifica sui fatti del giorno 8?<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> No.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, c\u2019\u00e8 una interrogazione sui fatti del giorno 7 e solo su questi \u00e8 stata posta la questione.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Era per economia di tempo che volevo rispondere anche sui fatti del giorno 8.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma poich\u00e9 lei ha posto la domanda agli onorevoli interroganti, se questi desiderano altre informazioni dovranno presentare un\u2019altra interrogazione.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Se la potessi presentare oralmente, ne sarei lieto, perch\u00e9 cos\u00ec l\u2019onorevole Sottosegretario potrebbe venire incontro al mio desiderio di avere la risposta pi\u00f9 completa possibile.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rossi, il Sottosegretario, nella sua risposta, pu\u00f2 toccare qualunque tema connesso o non connesso con l\u2019argomento, ma io ho fatto l\u2019osservazione semplicemente per il modo con cui \u00e8 stata posta la questione. L\u2019onorevole Sottosegretario aveva chiesto a lei se intendeva avere la risposta su fatti che non erano considerati nell\u2019interrogazione, e ci\u00f2 non era normale.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Desideravo semplicemente sapere se potevo rispondere anche per i fatti del giorno 8 per economia di tempo. Comunque, i fatti sono i seguenti:<\/p><p>La sera del giorno 7, l\u2019onorevole Matteotti, unitamente ad altri elementi del suo partito, andava compiendo in Roma una serie di piccoli comizi a bordo di una camionetta munita di altoparlante. Questi comizi non erano stati, evidentemente, preannunziati all\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza la quale, altrettanto evidentemente, non poteva perci\u00f2 trovarsi nelle singole localit\u00e0.<\/p><p>Giunti nella piazza di Pietralata ed avendo tentato di iniziare il suo discorso, una folla di trecento persone (a tanto fu valutata) cominciava ad intonare \u00abBandiera rossa\u00bb e ad emettere urla, mentre da parte di una turba di ragazzi presenti veniva inscenata un\u2019altra manifestazione ostile, mediante rumori determinati da barattoli di latta usati a mo\u2019 di tamburi.<\/p><p>Naturalmente il discorso dell\u2019onorevole Matteotti non pot\u00e9 essere nemmeno iniziato. La cosa determin\u00f2 l\u2019irritazione da parte dei suoi amici e ne derivarono dei tafferugli. Nel corso di questi tafferugli vi furono dei contusi.<\/p><p>Devo dichiarare espressamente che per le circostanze gi\u00e0 accennate, nelle quali questo comizio ebbe a svolgersi, non credo si possano riscontrare responsabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 preposte alla tutela dell\u2019ordine, le quali, appena informate, sono intervenute ed hanno impedito che i tafferugli, ai quali ho accennato, degenerassero in pi\u00f9 gravi conflitti. L\u2019onorevole Matteotti, con i suoi amici, si allontan\u00f2 poco dopo ed altri incidenti non se ne sono avuti. Per\u00f2 l\u2019avvenuto non poteva non preoccupare l\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza ancora di pi\u00f9 perch\u00e9, in questa campagna elettorale per le elezioni del comune di Roma, episodi del genere si sono ripetuti in parecchie localit\u00e0 ed abbastanza frequentemente. Di conseguenza il Questore convocava presso di s\u00e9 la Giunta elettorale di uno dei partiti in lotta, cio\u00e8 del Blocco del popolo, che veniva indicato come quello al quale apparteneva la massa dei dimostranti, ed esercitava presso questa Giunta la massima pressione onde ottenere che episodi del genere non si verificassero in avvenire. Reclamava inoltre che si facesse dell\u2019accaduto una pubblica deplorazione. La Giunta, cos\u00ec convocata, aderiva all\u2019invito; s\u2019impegnava a fare opera presso i propri aderenti affinch\u00e9 venisse rispettata, in ogni caso, la libert\u00e0 di parola di tutti gli oratori; e inoltre si impegnava anche ad una pubblica deplorazione.<\/p><p>Il Questore, non accontentatosi di queste assicurazioni, richiamava subito tutti gli organi di pubblica sicurezza da lui dipendenti ad esercitare la massima sorveglianza affinch\u00e9 questi deplorevoli incidenti non si verificassero pi\u00f9: comunque, ad intervenire prontamente in ogni circostanza e a procedere con la massima energia nei confronti di tutti i disturbatori. Non si faceva aspettare, tuttavia, un nuovo, altrettanto deplorevole incidente, perch\u00e9 la sera del giorno seguente lo stesso onorevole Matteotti, dovendo tenere un comizio in piazza Testaccio, vi trovava addensata una folla valutata a 1500 persone, le quali dimostravano, come gi\u00e0 la folla della sera precedente, la propria vivissima ostilit\u00e0 all\u2019oratore che parlava da un balcone poco elevato sulla piazza e che veniva minacciato violentemente. La vivacit\u00e0 della dimostrazione e la gravit\u00e0 del pericolo che pareva minacciasse l\u2019onorevole Matteotti, determinarono l\u2019intervento di reparti celeri della Pubblica Sicurezza che si trovavano disposti nelle vicinanze e che, quando l\u2019onorevole Matteotti intese ritirarsi, lo protessero e impedirono che incidenti dovessero avvenire.<\/p><p>Naturalmente, cos\u00ec parlando e cos\u00ec dimostrando \u2013 almeno spero \u2013 che da parte delle autorit\u00e0 preposte all\u2019ordine fu fatto quanto stava in loro, io non intendo esaurire l\u2019argomento perch\u00e9 in una questione di questo genere non pu\u00f2 mancare, anche da parte del Governo, una parola di viva deplorazione: tanto pi\u00f9 viva, io vorrei dire, nella specie, perch\u00e9, se penso a ci\u00f2 che ha significato e significher\u00e0 sempre per tutti noi e per tutto il popolo italiano il nome di Matteotti, non posso non reagire con tutte le forze a chi ha offeso nel figlio del Martire la libert\u00e0 che \u00e8 l\u2019aureola del suo martirio. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Ringrazio l\u2019onorevole Sottosegretario per l\u2019interno, specialmente per le parole che hanno coronato le sue dichiarazioni; ma egli mi consentir\u00e0 di non entrare nel merito dei provvedimenti adottati dall\u2019autorit\u00e0 per garantire la libert\u00e0 di parola. \u00c8 di tutta evidenza che la nostra interrogazione non postulava una risposta pratica; e sia ben chiaro per tutti che non invochiamo dal Governo alcun provvedimento particolare. Il problema non \u00e8 un problema di polizia e forse nemmeno un problema politico nel senso stretto della parola. \u00c8 un problema morale di estrema delicatezza. Non lo possono risolvere, evidentemente, n\u00e9 il Questore di Roma, n\u00e9 l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno. Solo la coscienza popolare, solo un rinnovato sentimento democratico che penetri pi\u00f9 profondamente nell\u2019animo degli italiani possono dare quelle garanzie di vita civile, che sarebbe ingenuo e forse anche contradittorio domandare soltanto ai congegni politico-amministrativi dello Stato.<\/p><p>La dignit\u00e0 dell\u2019individuo si chiama onore e la dignit\u00e0 dei popoli si chiama libert\u00e0; libert\u00e0 ed onore sono dunque una sola cosa ed hanno una sola garanzia nell\u2019onore e nella libert\u00e0. Non invochiamo dunque particolari interventi governativi, ma io voglio esprimere con semplicit\u00e0 il profondo dolore, la protesta e lo sdegno per il fatto che, mentre ancora si sta elaborando faticosamente la struttura dalle istituzioni democratiche conquistate attraverso una soma cos\u00ec grande di sacrifici e di umiliazioni, manipoli di giovani, purtroppo organizzati ed addestrati, impediscano sistematicamente l\u2019esercizio dei fondamentali e primari diritti di riunione e di parola. Come accadde all\u2019onorevole Simonini a Guastalla, all\u2019onorevole D\u2019Aragona a Livorno e a molti altri amici in altre parti d\u2019Italia, ad un deputato alla Costituente fu avantieri impedito di parlare a Roma ed egli fu anche duramente malmenato: ci\u00f2 che l\u2019onorevole Sottosegretario all\u2019interno non ci ha detto con chiarezza.<\/p><p>Non pronunzier\u00f2 il nome di quel deputato perch\u00e9 ci sono nomi che non vanno riportati dalla storia alla polemica e perch\u00e9 la libert\u00e0 \u00e8 di tutti ed \u00e8 ugualmente grave offesa che se ne privi il primo, come l\u2019ultimo dei cittadini italiani. N\u00e9 quel deputato vorrebbe mai essere distinto dagli altri: quando il padre<\/p><p><em>&#8230; tinse del suo sangue<\/em><\/p><p><em>gli arsi lastrici di giugno,<\/em><\/p><p>fu per la libert\u00e0 di tutti gli italiani (<em>Approvazioni<\/em>)<em>&#8230;<\/em> per i figli cre\u00f2 con la sua morte un solo privilegio, quello di essere primi nella lotta e nel sacrificio ed essi lo esercitarono semplicemente, trovando giusto e doveroso di collocarsi col\u00e0 dove c\u2019\u00e8 da affrontare l\u2019ingiustizia e la prepotenza.<\/p><p>Il fascismo se ne \u00e8 andato, ma non avremo rinnovato nulla, se i manganelli continueranno a roteare, solo per il fatto che abbiano cambiato mano; tanto pi\u00f9, onorevoli colleghi, che spesso non hanno nemmeno cambiato mano. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Le mani che li agitano sono le stesse e sono soltanto diverse le parole ed i simboli che accompagnano le stesse violenze contro le stesse persone.<\/p><p>Ma non vogliamo cadere in alcuna esagerazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti ha chiuso il suo ultimo discorso rievocando, attraverso una pagina di Engels, il plurisecolare, luminoso, fervido martirio cristiano. E confesso che trovai nella retorica di quella bella perorazione un certo vizio di proporzione. N\u00e9 la questione dei manifesti e degli altoparlanti si pu\u00f2 accostare all\u2019ultima persecuzione, che fu, secondo gli storici, la pi\u00f9 sanguinosa contro i cristiani, n\u00e9 mi pare, in coscienza, che sia proporzionato e architettonico il paragone fra Diocleziano e l\u2019onorevole Scelba. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Venti anni di galera non se li ricorda?<\/p><p>ROSSI PAOLO. Ma, Scelba non c\u2019era!<\/p><p>I nostri giovani (e mando di qui un saluto a due che non sono deputati, Solari e Feliziani, che son dovuti andare all\u2019ospedale di San Giovanni) (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>&#8230;<\/em> e i meno giovani che, minacciati e percossi una sera, affrontano, con tutta tranquillit\u00e0, la sera dopo, nuove, previste, orchestrate e aggravate violenze, non pretendono, per cos\u00ec poco, la palma del martirio, n\u00e9 chiederanno per un tale atto di modesto e di doveroso coraggio civile di essere paragonabili, per esempio, a quell\u2019Ignazio antiocheno che, in confronto dei leoni ruggenti, disse forse la pi\u00f9 bella parola del martiriologio cristiano: \u00abFrumento sono io del Signore e i denti delle fiere mi macineranno per fare di me una farina pi\u00f9 pura e pi\u00f9 bianca\u00bb.<\/p><p>I nostri compagni sanno che il loro dovere \u00e8 quello di affrontare con animo sereno e senza inflazioni retoriche queste, e se occorre peggiori, violenze, per dire a qualunque costo la verit\u00e0, la nostra verit\u00e0, alla classe operaia, ideologicamente captata e chiusa con artifizi nelle paratie stagne di un esasperato e pericoloso monismo psicologico.<\/p><p>E voglio affermare a loro nome, pacatamente, senza alcuna iattanza, ma senza alcun timore, che questo dovere lo compiremo fino in fondo, sia che il Governo faccia quanto pu\u00f2 e deve per garantire l\u2019esercizio dei diritti politici, sia che non lo faccia; sia che le violenze si attenuino, come spero, sia che si accrescano ancora.<\/p><p>Io dico volutamente in quest\u2019Aula, anche per rispondere ad alcune frasi che ho udito qui, e che mi pareva suonassero: \u00abProvate a venire a dire queste cose nei comizi e davanti agli operai, nelle fabbriche\u00bb, io dico: verremo (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Ci fischieranno, ci batteranno. Nessuno di noi \u00e8 minimamente intimidito o minimamente scoraggiato per gli incidenti di Roma. Non temiamo per l\u2019avvenire.<\/p><p>La democrazia ha in comune con la verit\u00e0 questo singolare privilegio, amici, se permettete; che qualunque cosa si faccia a pro o contro di essa, finisce col tempo, per ritornare in sua esaltazione! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Avete aspettato vent\u2019anni!<\/p><p>ROSSI PAOLO. Non io, che mi son fatto bastonare dieci volte; lei forse ha aspettato vent\u2019anni. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni \u2013 Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del Progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Dobbiamo esaminare l\u2019articolo 59. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe due Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.<\/p><p>\u00abCiascuna Camera si riunisce inoltre in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente, o su richiesta del Presidente della Repubblica o di un terzo dei membri della Camera.<\/p><p>\u00abQuando si riunisce una Camera, \u00e8 convocata di diritto anche l\u2019altra\u00bb.<\/p><p>Sull\u2019articolo 59 non sono stati presentati emendamenti.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma: \u00abLe due Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Allora, il testo dell\u2019articolo 59 \u00e8 stato approvato cos\u00ec come proposto dalla Commissione.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 60. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera elegge nel proprio seno il Presidente e l\u2019Ufficio di Presidenza.<\/p><p>\u00abLa Presidenza dell\u2019Assemblea Nazionale \u00e8 assunta per la durata di un anno, alternativamente, dal Presidente della Camera dei Deputati e dal Presidente della Camera dei Senatori\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente che il secondo comma di questo articolo si riferisce all\u2019Assemblea Nazionale, di cui \u00e8 stato deciso di trattare al momento nel quale si saranno definiti i compiti e la competenza delle Camere.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Vorrei domandare a quale punto ella intenderebbe mettere in discussione la creazione dell\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Non appena concluso il Titolo del potere legislativo.<\/p><p>FUSCHINI. Vi sono delle interferenze, per\u00f2, che sopravvengono proprio nella distinzione dei compiti delle due Camere. Io credo, che sarebbe meglio fare prima questa discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019Assemblea, su proposta degli onorevoli Mortati, Tosato ed altri, ha preso questa deliberazione, in sede di esame dell\u2019articolo 52:<\/p><p>\u00abSi propone la sospensione di ogni deliberazione sull\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 52 fino a quando non saranno deliberate le disposizioni relative alla formazione del Senato ed alla nomina del Capo dello Stato\u00bb.<\/p><p>In questo momento lei propone una nuova soluzione. L\u2019Assemblea pu\u00f2 sempre rivedere la decisione gi\u00e0 presa; ma la cosa pi\u00f9 opportuna mi pare sia quella di decidere in merito all\u2019Assemblea Nazionale nel momento in cui si sia deciso tutto quanto attiene alla Camera e al Senato. Evidentemente, dipende dalle facolt\u00e0 e dai poteri dell\u2019una e dell\u2019altra Camera lo stabilire se il terzo istituto, l\u2019Assemblea Nazionale, debba o no, essere costituito.<\/p><p>Onorevole Fuschini, restiamo alla deliberazione presa: vuol dire che la sua proposta di emendamento la esamineremo in quella sede.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 60, sul quale non sono stati presentati emendamenti:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera elegge nel proprio seno il Presidente e l\u2019Ufficio di Presidenza\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il secondo comma sar\u00e0 esaminato quando esamineremo la questione dell\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 61. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera e l\u2019Assemblea Nazionale adottano il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei loro membri.<\/p><p>\u00abLe sedute sono pubbliche; tuttavia le Camere e l\u2019Assemblea possono deliberare di riunirsi in Comitato segreto.<\/p><p>\u00abLe deliberazioni delle Camere e dell\u2019Assemblea non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei loro membri \u00e8 se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.<\/p><p>\u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute. Debbono essere intesi ogni volta che lo richiedano\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Resta inteso, onorevoli colleghi, che ogni riferimento all\u2019Assemblea Nazionale nel contesto di questo articolo evidentemente non ci impegna nella deliberazione di merito, in quanto tutto ci\u00f2 che si riferisce all\u2019Assemblea Nazionale lo decideremo quando esamineremo il problema nel suo complesso.<\/p><p>All\u2019articolo 61 l\u2019onorevole Colitto ha proposto i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo, comma, alle parole:<\/em> in comitato segreto, <em>sostituire le altre:<\/em> senza la presenza del pubblico\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il terzo comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma sopprimere le parole:<\/em> se richiesti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>COLITTO. A questo articolo io ho proposto tre emendamenti. Il primo capoverso dell\u2019articolo 61, dopo aver disposto che le sedute delle Camere e dell\u2019Assemblea Nazionale sono pubbliche, aggiunge che le une e l\u2019altra possono deliberare di riunirsi in comitato segreto. Ora, io propongo che alle parole \u00abin comitato segreto\u00bb siano sostituite le altre \u00absenza la presenza del pubblico\u00bb. Queste ultime sembrano a me pi\u00f9 precise. Non si pu\u00f2, infatti, disconoscere che, pur essendo il pubblico assente dalle sedute, le Camere e l\u2019Assemblea Nazionale restano tali e non si trasformano, per effetto appunto dell\u2019assenza del pubblico, in \u00abcomitato\u00bb.<\/p><p>Parlandosi di \u00abcomitato\u00bb, sembra a me che le Camere, solo perch\u00e9 si chiudono le porte, subiscano una certa trasformazione, non essendo pi\u00f9 Camere, ma diventando comitato.<\/p><p>Anche lo Statuto albertino, all\u2019articolo 52, dopo aver disposto che le sedute delle Camere sono pubbliche, dice: \u00abMa quando dieci membri ne facciano per iscritto domanda, esse possono deliberare in segreto\u00bb. Ugualmente dispone l\u2019articolo 38 della Costituzione polacca, l\u00e0 dove stabilisce che la dieta pu\u00f2 deliberare \u00abla segretezza della discussione\u00bb. Cos\u00ec il paragrafo 37 della Costituzione estone, il quale dispone che l\u2019Assemblea pu\u00f2 decidere di \u00abriunirsi in seduta segreta\u00bb.<\/p><p>Nessuna Costituzione parla di \u00abcomitato\u00bb. La commissione speciale della seconda Sottocommissione propose, del resto, la seguente formulazione, in cui non si parlava di \u00abcomitato\u00bb: \u00abLe sedute delle Camere sono pubbliche. Tuttavia, con l\u2019approvazione di due terzi delle Camere stesse, possono essere segrete\u00bb. Non si comprende, poi, come la stessa seconda Sottocommissione in un secondo tempo, abbia potuto preferire l\u2019altra formulazione di \u00abcomitato\u00bb, e proprio non mi spiego le ragioni che possono aver determinato questo mutamento.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ma \u00e8 un mutamento che non ha alcuna importanza sostanziale.<\/p><p>COLITTO. Ho chiesto poi la soppressione del terzo comma, il quale fissa le norme regolatrici delle deliberazioni delle Camere e dell\u2019Assemblea Nazionale, le quali non sarebbero valide, se non con la presenza della maggioranza dei loro membri ed adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione non prescrivesse una maggioranza speciale.<\/p><p>Ho chiesto dunque la soppressione di questo comma, perch\u00e9 a me sembra che ci\u00f2 possa formare oggetto pi\u00f9 che di norma costituzionale, di norma del regolamento delle due Camere.<\/p><p>Ho chiesto poi, con un terzo emendamento, la soppressione, all\u2019ultimo comma, delle parole \u00abse richiesti\u00bb. A me sembra, infatti, che i membri del Governo abbiano non solo il diritto, ma il dovere di assistere alle sedute della Camera; mi sembra, quindi, strano che si parli di dovere solo quando intervenga una formale richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato due emendamenti, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma coi seguenti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abLe deliberazioni non sono valide se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi di deroga stabiliti dalla Costituzione.<\/p><p>\u00abIl Regolamento interno determina le condizioni per la validit\u00e0 delle sedute\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il quarto comma<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00ab<em>In via subordinata, ove il comma fosse conservato, aggiungere dopo la parola:<\/em> sedute, <em>le altre:<\/em> nonch\u00e9 alle riunioni delle Commissioni nei casi dell\u2019articolo 69, terzo comma\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>MORTATI. Il primo di questi due miei emendamenti presenta un carattere prevalentemente formale. Esso consiste, soprattutto, in una proposta di rinvio della determinazione delle condizioni relative alla validit\u00e0 delle sedute in sede di regolamento.<\/p><p>Con il mio secondo emendamento, propongo invece la soppressione del quarto comma, che \u00e8 quello ove \u00e8 detto che i membri del Governo, anche se non fanno parte della Camere, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute e che debbono essere intesi ogni volta che lo richiedano. Tale disposizione infatti era necessaria nelle vecchie carte costituzionali di quei paesi che non erano retti dal regime parlamentare o nei quali esso non era ancora consolidato, ma non ha evidentemente pi\u00f9 ragione d\u2019essere in Stati, come nel nostro, in cui il regime parlamentare sia stato esplicitamente consacrato nella Costituzione.<\/p><p>L\u2019obbligo dei membri del Governo di intervenire alle sedute delle Camere emerge dalla natura stessa del Governo parlamentare, che esige una immediatezza e continuit\u00e0 di rapporti fra Governo e Camere, appunto per il principio della responsabilit\u00e0 del Governo di fronte alle Camere.<\/p><p>Non sussiste poi neanche quell\u2019altra ragione, che pu\u00f2 in altri Paesi suggerire una disposizione del genere, cio\u00e8 il divieto per un Ministro, che non sia membro delle Camere, di prendere parte alle sedute delle Camere stesse, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 da noi una consuetudine, consolidata nel senso che i Ministri hanno diritto di partecipare alle sedute delle Camere, anche se non ne fanno parte.<\/p><p>Quindi, in relazione a queste considerazioni, mi sembra che si potrebbe sopprimere il comma, contribuendo cos\u00ec alla semplificazione della struttura formale del lesto costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Clerici ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Inserire tra il terzo e il quarto comma il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abLa ripetuta negligente assenza dai lavori parlamentari verr\u00e0 dai regolamenti stabilita quale causa di decadenza dal mandato parlamentare\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CLERICI. Onorevoli colleghi, ho poco da aggiungere all\u2019emendamento aggiuntivo che ho presentato, e che si ricollega, mi pare, a quanto ha detto test\u00e9 il collega onorevole Colitto.<\/p><p>Il mio emendamento tende a stabilire non solo il diritto, ma il dovere da parte delle Camere future di statuire nel loro regolamento interno un principio, che essendo di notevole importanza costituzionale, a mio avviso deve essere anche inserito nella Carta costituzionale; bisogna cio\u00e8 stabilire che il deputato o il senatore, cio\u00e8 in genere il parlamentare, il quale con negligenza persistente viola il dovere del suo ufficio, mancando sistematicamente e negligentemente ai lavori parlamentari, pu\u00f2 decadere dal mandato.<\/p><p>Io credo che sia bene che il principio venga stabilito nella nostra Costituzione e che il Regolamento lo riconfermi e lo sviluppi perch\u00e9 \u00e8 uno scandalo che alcuni parlamentari concepiscano la loro funzione unicamente per vantaggio, decoro e utile personali propri, od almeno, col loro contegno, lascino credere che questa \u00e8 la ragione per la quale hanno richiesto e mantengono il mandato parlamentare. E non \u00e8 giusto che da qualche collega si consideri la Camera o il Senato come una specie di \u00abclub\u00bb, al quale si va, anzich\u00e9 a giocare a bridge o a dama, ad alzare la mano per votare, senza neanche essere al corrente dei lavori precedenti, tanto pi\u00f9 che la Camera futura e il Senato futuro, che dovranno compiere un lungo lavoro di controllo e un pesante lavoro legislativo, specialmente nelle Commissioni, avranno necessit\u00e0 che le Commissioni non vadano deserte, come avviene purtroppo sovente anche per le sedute di alcune Commissioni di questa stessa nostra Costituente.<\/p><p>Pertanto, mi sembra che sia legittimo che la rappresentanza costituzionale del Paese, che noi, cio\u00e8, che siamo la Nazione che legifera, inseriamo nella Costituzione questo imperativo, che non \u00e8 un impedimento o una limitazione che vengano posti all\u2019esercizio del mandato parlamentare, dal momento che \u00e8 la stessa rappresentanza della Nazione \u2013 cio\u00e8 noi \u2013 a porre questo dovere; dovere che risponde, in fin dei conti, anche alla seriet\u00e0 sociale e al fatto che ormai deputati e senatori sono, se non pagati, indennizzati, e quindi sono compensati del tempo che dedicano ai lavori parlamentari.<\/p><p>Mi pare giusto che, mentre gli umili operai ed impiegati, andando al lavoro, devono persino far notare, secondo la prassi moderna, sulla carta che contrassegna la loro presenza, l\u2019ora del loro ingresso, il deputato e il senatore non trascurino negligentemente e sistematicamente i lavori parlamentari, pena la decadenza. Tanto pi\u00f9 che vi \u00e8 la possibilit\u00e0, col sistema attuale elettorale, di far succedere a colui contro il quale \u00e8 pronunciata la decadenza, il candidato che viene immediatamente dopo nella lista. Ritengo, quindi, che questo principio debba essere affermato nella Costituzione italiana.<\/p><p>STAMPACCHIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa?<\/p><p>STAMPACCHIA. Sugli emendamenti presentati ed anche sulla proposta Clerici e sul terzo capoverso dell\u2019articolo 61.<\/p><p>PRESIDENTE. Dica pure, onorevole Stampacchia, tenendo per\u00f2 presente che discussioni generali sugli articoli non ne abbiamo fatte mai, per espressa deliberazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>STAMPACCHIA. Osservo, fermandomi preliminarmente sul terzo capoverso dell\u2019articolo 61, che quanto esso disciplina costituisce materia regolamentare. Se noi fissiamo nella Costituzione tale disposizione \u2013 specialmente nella progettata forma assai cruda ed anche semplice \u2013 si potr\u00e0 verificare che chiunque, anche i terzi estranei all\u2019Assemblea, potranno ricorrere a quel qualsiasi organo cui sar\u00e0 demandato di tutelare la Costituzione, ed impugnare le deliberazioni dell\u2019Assemblea legislativa deducendo che nella deliberazione manc\u00f2 il numero legale. E passo innanzi, perch\u00e9 credo che la cosa \u00e8 cos\u00ec intuitiva che non ha bisogno di ulteriore svolgimento.<\/p><p>Per quanto riguarda i membri del Governo, di cui si parla al quarto capoverso, osservo che qui s\u2019introduce un sistema gi\u00e0 abbandonato dopo il 2 giugno 1946 \u2013 e che solo recentemente lo si \u00e8 fatto rivivere \u2013 e cio\u00e8 che gli estranei al Parlamento, o ad uno dei suoi rami, possano far parte del Governo. Quando ci\u00f2 accadeva, vi era il correttivo, possibile solo con lo Statuto Albertino, della nomina a senatori di codesti estranei.<\/p><p>Pertanto, io riterrei, in questa materia, che sarebbe disposizione di carattere veramente democratico stabilire in modo esplicito che i membri del Governo non possano essere scelti se non tra gli eletti del popolo. E quindi ritengo che, ad evitare che la questione sia oggi definitivamente pregiudicata, si debba votare contro l\u2019inciso del capoverso il quale ammette esplicitamente che i membri del Governo possono non far parte delle Camere.<\/p><p>Per quanto attiene all\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Clerici si permetta a me \u2013 che ho coscienza di essere tra i pi\u00f9 assidui perch\u00e9 sempre presente ai lavori di questa Assemblea \u2013 di osservare che i deputati e i senatori eletti dal corpo elettorale devono dar conto della loro attivit\u00e0 soltanto al corpo elettorale che li ha mandati ad uno dei due rami del Parlamento; diversamente si corre il rischio che un colpo di maggioranza possa ingiustamente colpire alcuno o alcuni che si assentano dall\u2019Assemblea. L\u2019assenza pu\u00f2 qualche volta assumere particolare significato politico e non essere indice di noncuranza, di negligenza, di disinteresse ai lavori parlamentari. In proposito voglio ricordare che, dopo il delitto Matteotti, un cospicuo numero di deputati \u2013 e non soltanto di questi settori di sinistra \u2013 ritennero, come atto di solenne protesta, di doversi assentare dal Parlamento per non partecipare ulteriormente ai lavori di quella Camera veramente indegna; e si ritirarono, come allora si disse, sull\u2019Aventino. Atto adunque fu quello squisitamente politico. Ebbene, che cosa fece allora il fascismo? Trasse motivo dall\u2019assenza per dichiarare decaduti quei deputati.<\/p><p>Concludendo: l\u2019assenza pu\u00f2 avere significazione politica; onde \u00e8 necessario sia fermo che della loro attivit\u00e0 i membri del Parlamento debbono rispondere soltanto di fronte ai propri elettori e che le Assemblee non hanno diritto di rivedere, di controllare comunque, quell\u2019attivit\u00e0. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Alcune parole voglio aggiungere su quanto hanno detto l\u2019onorevole Clerici e l\u2019onorevole Stampacchia.<\/p><p>Che sia deplorevole che vi siano colleghi che non compiono il loro dovere, siamo d\u2019accordo. Io, che ho l\u2019abitudine di assistere a tutte le sedute del Parlamento, molte volte ho provato un senso di disgusto per questa assenza di colleghi in tutti i banchi. Ma, fra constatare questo e derivarne provvedimenti quasi disciplinari, c\u2019\u00e8 una bella distanza.<\/p><p>Convengo sulla sconvenienza di un uomo che, investito di un mandato dai propri elettori, se ne infischia del mandato, fa i propri interessi e trascura i doveri parlamentari in modo biasimevole; e sono d\u2019accordo che gli elettori faranno molto bene a ricordarsi di questa trascuratezza abituale del deputato.<\/p><p>Ma soprattutto, secondo me, dovrebbero agire i partiti. Viviamo in tempo di partiti. I partiti hanno l\u2019obbligo anche di vigilare sull\u2019attivit\u00e0 dei propri aderenti e obbligarli ad essere presenti.<\/p><p>Io so che anche il mio partito, quando ha avuto bisogno di avere presenti i compagni, ha mandato dei telegrammi, ha mandato delle sollecitazioni ed altrettanto avranno fatto gli altri partiti. Il deputato, quando riceve una sollecitazione dal partito, deve pensare che questa sollecitazione non risponde al capriccio di un segretario qualunque del partito, ma all\u2019interesse degli elettori.<\/p><p>Quindi, io proporrei che non si mettesse nella Costituzione questa minaccia, diciamo procedurale, contro il deputato assente, tanto pi\u00f9 che vi pu\u00f2 essere il caso di un deputato il quale sia pi\u00f9 utile fuori del Parlamento che sui banchi del Parlamento stesso. In un momento di eccitazione politica, quando qualche cosa interessa le masse dei lavoratori ed esse richiedono il loro deputato sul posto, non \u00e8 allora giusto che un deputato, il quale corra sui campi dello sciopero o sui campi dell\u2019agitazione per cercare di comporre delle divergenze e cerchi insomma di fare il proprio dovere fuori dai banchi di Montecitorio, sia poi chiamato all\u2019ordine perch\u00e9 non ha assistito alle sedute.<\/p><p>Non tutti quelli che sono assenti da qui lo sono per trascuratezza. Molti hanno degli impegni, tanto pi\u00f9 che questi impegni erano necessari per tirare avanti. Adesso con l\u2019aumento dell\u2019indennit\u00e0 parlamentare a molti si \u00e8 data la possibilit\u00e0 di vivere, ma prima molti colleghi avevano bisogno, per poter vivere, di svolgere la loro professione. Quindi, che sia soltanto sancito questo obbligo morale che ciascun deputato deve sentire. Questo perch\u00e9 sarebbe troppo ripugnante che oltre ad essere chiamati all\u2019ordine dai nostri elettori, dovessimo essere chiamati all\u2019ordine anche dal Parlamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Conti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, il seguente comma<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abPer le sedute dell\u2019Assemblea Nazionale si applica il regolamento della Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 si riferisce all\u2019Assemblea Nazionale, verr\u00e0 posto in discussione al momento in cui esamineremo quel problema generale.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Non sono d\u2019accordo con il mio collega, onorevole Clerici, perch\u00e9 ritengo che il mandato parlamentare debba risiedere essenzialmente nella coscienza del rappresentante stesso, in quanto vi possono essere varie forme di esprimere il mandato parlamentare e vi pu\u00f2 essere un determinato momento in cui anche l\u2019assenza dall\u2019Assemblea pu\u00f2 assumere un valore politico, come l\u2019assunse nel 1924.<\/p><p>Per questi motivi dichiaro che sono contrario all\u2019emendamento ed anzi pregherei lo onorevole Clerici di non insistere. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRIOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRIOLO. L\u2019inciso, che l\u2019onorevole Clerici vuole inserire, \u00e8 inopportuno ed anche, me lo consenta il collega, offensivo; i deputati hanno fatto sempre il loro dovere e continueranno a farlo.<\/p><p>Poich\u00e9 la nostra Costituzione varr\u00e0 per le future assemblee legislative debbo fare presente, in nome anche della mia modesta esperienza, che esse non avranno il ritmo ininterrotto ed intenso della Costituente, assemblea <em>sui generis<\/em>, che ha tenuto e dovr\u00e0 tenere in avvenire sedute continue, onde assolutamente concludere i suoi lavori entro il 31 dicembre prossimo.<\/p><p>Se in alcuni giorni, pochi in vero, si notarono assenze di deputati, ci\u00f2 si deve onestamente spiegare con le giuste necessit\u00e0 dei medesimi di trasferirsi in provincia per ragioni politiche apprezzabili o talvolta per impellenti motivi privati. Non avverr\u00e0 cos\u00ec con le assemblee legislative normali, il cui ritmo di lavoro \u00e8 diverso, intervallato da periodi di vacanza e che dar\u00e0 modo ai deputati di conciliare i doveri della carica con le altre esigenze. Io ricordo che nelle assemblee normali solo il luned\u00ec, seduta di interrogazioni, si notava un certo assenteismo, cosa che non avveniva negli altri giorni.<\/p><p>Tutto ci\u00f2 dico in aggiunta a quanto ha saggiamente osservato il collega onorevole Uberti e che perfettamente condivido.<\/p><p>Dichiaro perci\u00f2 a nome del mio Gruppo che, ove non venga ritirato, voteremo contro l\u2019inciso proposto dall\u2019onorevole Clerici. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Ruini di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019articolo 61, al primo comma, non ha nessuna proposta di emendamento. Rester\u00e0 sempre da togliere \u00abe l\u2019Assemblea Nazionale\u00bb perch\u00e9 \u00e8 materia rinviata.<\/p><p>Nel secondo comma abbiamo un emendamento dell\u2019onorevole Colitto, al quale non piacciono le parole \u00abin Comitato segreto\u00bb. Non c\u2019era nessun intento recondito nel mettere \u00abComitato\u00bb: che \u00e8 parola classica nel diritto costituzionale e nelle Costituzioni. Ad ogni modo non accetterei la formula che egli propone \u00absenza la presenza del pubblico\u00bb. Se vogliamo mettere \u00abin seduta segreta\u00bb invece di \u00abComitato segreto\u00bb, non c\u2019\u00e8 niente di male. Fugheremo le tenebrose impressioni dell\u2019onorevole Colitto.<\/p><p>Veniamo al terzo comma in cui gli emendamenti sono pi\u00f9 numerosi. Bisogner\u00e0 anche qui togliere \u00abe dell\u2019Assemblea\u00bb, perch\u00e9 \u00e8 materia rinviata. Che cosa ha voluto fare la Commissione nel terzo comma dell\u2019articolo 61? Ha seguito questi criteri: che bisogna rinviare per quello che \u00e8 possibile al regolamento delle Camere, per alleggerire il pi\u00f9 possibile il testo della Costituzione, ma che \u00e8 opportuno stabilire in questa alcuni princip\u00ee essenziali che sanciscono garanzie costituzionali e d\u00e0nno la sicurezza del funzionamento dell\u2019Assemblea. E allora, che cosa ha stabilito? Due princip\u00ee: che le sedute non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei deputati; e che le deliberazioni non sono valide se non sono approvate dalla maggioranza dei presenti. Ecco due princip\u00ee lineari che si completano e che, anche per una certa ragione estetica, stanno bene insieme. Si \u00e8 aggiunto che i casi in cui occorrano maggioranze qualificate, sono previsti della Costituzione. Mi pare che sia un sistema che possa reggere.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto propone di sopprimere senz\u2019altro ogni disposizione. Mi oppongo, perch\u00e9 vi devono essere criteri di garanzia costituzionale per cui una Camera non possa tener sedute con tre o quattro presenti soltanto, n\u00e9 deliberare senza che vi sia una vera maggioranza di presenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati propone alcune modifiche, che sono pi\u00f9 che altro di forma, molto sottili, ed io lo prego di non insistere perch\u00e9 adottandole potrebbe sorgere qualche dubbio. Intanto egli rinvia la questione della presenza necessaria della met\u00e0 dei deputati al Regolamento, dicendo che il Regolamento far\u00e0 quello che vorr\u00e0. Non mi pare opportuno. Questa norma deve essere un criterio da mettere qui; anche per andare incontro all\u2019esigenza da cui parte l\u2019onorevole Clerici, che vi deve essere una effettiva seriet\u00e0 nei lavori delle Camere. Non comprendo perch\u00e9 l\u2019onorevole Mortati rinvii uno dei punti, la validit\u00e0 delle sedute; e metta qui la validit\u00e0 delle deliberazioni, ma con espressione poco felice, perch\u00e9 la deroga sembra che sia per essere in meno, non in pi\u00f9.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Mortati di ritirare il suo emendamento, di fronte alla disposizione pi\u00f9 lineare ed insieme pi\u00f9 opportuna e corretta, che il Comitato mantiene.<\/p><p>All\u2019ultimo comma che riguarda i membri del Governo \u00e8 stabilito che essi, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute. Disposizioni di questo genere sono contenute in molte Costituzioni; e riguardano due punti: che i membri del Governo che appartengono ad una Camera, possono partecipare anche ai lavori dell\u2019altra (naturalmente senza voto); e che i membri del Governo, che non appartengono a nessuna Camera, possono (sempre senza voto) partecipare ai lavori di tutte due.<\/p><p>Debbo anzitutto una rettifica all\u2019onorevole Stampacchia. Non possiamo stabilire che il Governo debba essere costituito soltanto di membri del Parlamento. Vi possono essere dei casi in cui sia necessario che partecipino al Governo elementi che non fan parte del Parlamento; sar\u00e0 un caso estremamente eccezionale; ma non \u00e8 escluso nella prassi pi\u00f9 rigorosamente democratica; chi giudica ed ammette \u00e8 in definitiva il Parlamento, che deve dare o no la fiducia; sarebbe errore escludere costituzionalmente tale possibilit\u00e0.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati propone di sopprimere l\u2019intero comma, osservando che la disposizione si addiceva agli statuti di vecchio tipo, in cui non era ben affermato il regime parlamentare. Riconosco anch\u2019io ed aggiungo che storicamente regime parlamentare vuol dire anche regime di gabinetto; e presuppone la fiducia del Parlamento nel Governo; cos\u00ec che chiunque fa parte del Governo deve poter partecipare e rispondere nelle sedute al Parlamento. Anche se non \u00e8 scritto nella Costituzione, ci\u00f2 pu\u00f2 considerarsi acquisito alla nostra prassi costituzionale; e possono bastare norme di regolamento. Crederei meglio mettere qualcosa nel nostro testo; ma poich\u00e9 non si tratta di necessit\u00e0, ma di opportunit\u00e0, il Comitato non solleva formale difficolt\u00e0 acch\u00e9 il comma sia soppresso.<\/p><p>Veniamo alla proposta aggiuntiva Clerici.<\/p><p>Dichiaro, anzitutto, di riconoscere ed apprezzare la giusta esigenza da cui egli muove. Desidero per\u00f2 sottoporre alla sua mente cos\u00ec chiara, questi tre punti: primo, la sua disposizione non esiste in nessuna Costituzione; secondo, il vero giudice del suo rappresentante \u00e8 il corpo elettorale; terzo, il pi\u00f9 grave: \u00e8 stato osservato dall\u2019onorevole Uberti, che si potrebbe dare l\u2019adito ad abusi; perch\u00e9, in fondo, l\u2019Aventino fu stroncato, ed ebbe luogo la famosa mozione di espulsione dalla Camera, perch\u00e9 si disse che gli aventiniani non adempivano al loro mandato di intervenire alle sedute. In mano ad una maggioranza faziosa la formulazione Clerici potrebbe essere pericolosa. Prego l\u2019onorevole Clerici di non insistere sul suo articolo aggiuntivo. Si potr\u00e0, col Regolamento delle Camere, colpire in altro modo i deputati assenti, con denuncia in piena Camera ed al pubblico, con soppressione dell\u2019intera indennit\u00e0, dei biglietti di circolazione o in altri modi; senza arrivare alla decadenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando ai presentatori degli emendamenti se, dopo aver udite le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ruini, mantengono i loro emendamenti. Onorevole Colitto?<\/p><p>COLITTO. Riguardo al primo emendamento, aderisco alla formula proposta dall\u2019onorevole Ruini: \u00abin seduta segreta\u00bb.<\/p><p>Non insisto nel secondo emendamento.<\/p><p>Il terzo mio emendamento non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere, avendo la Commissione accolto la proposta Mortati di sopprimere il quarto comma.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei onorevole Mortati?<\/p><p>MORTATI. Aderisco al cortese invito dell\u2019onorevole Ruini per quanto riguarda il primo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Clerici?<\/p><p>CLERICI. Facendo omaggio all\u2019ultimo argomento espresso dall\u2019onorevole Ruini, argomento che si riallaccia a quanto detto dall\u2019onorevole Uberti, e pur restando dell\u2019opinione personale che il Regolamento potr\u00e0 ovviare ai colpi di maggioranza, tuttavia, siccome la libert\u00e0 del deputato \u00e8 cosa cos\u00ec sacra, che bisogna cercare di impedire ogni pericolo di qualsiasi attentato ad essa, ritiro il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 61, tolte le parole \u00abAssemblea nazionale\u00bb:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera adotta il proprio regolamento con maggioranza assoluta dei propri membri\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma, nella formula che risulta dalla proposta dell\u2019onorevole Colitto, modificata dall\u2019onorevole Ruini:<\/p><p>\u00abLe sedute sono pubbliche. Tuttavia le Camere possono deliberare di riunirsi in seduta segreta\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 <\/em><em>approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo al terzo comma: \u00abLe deliberazioni delle Camere non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei loro membri e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 tanto l\u2019emendamento Mortati, quanto la proposta soppressiva dell\u2019onorevole Colitto sono state ritirate, pongo in votazione il testo della Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 <\/em><em>approvato<\/em>).<\/p><p>Rimane l\u2019ultimo comma: \u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute. Debbono essere intesi ogni volta che lo richiedano\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha proposto che fosse soppresso, e l\u2019onorevole Ruini ha aderito.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Su questa soppressione dell\u2019ultimo comma io faccio presente che, chi non \u00e8 membro delle Camere non pu\u00f2 entrare nelle Camere. Infatti anche quando un Senatore era nominato Ministro, riceveva l\u2019autorizzazione, in qualit\u00e0 di Ministro, a presenziare alle sedute della Camera dei deputati. In Inghilterra non \u00e8 ammessa nemmeno questa eccezione.<\/p><p>Una norma che autorizzi coloro i quali non sono membri delle Camere, ma del Governo, a poter partecipare alle sedute delle Camere in questa loro qualit\u00e0, ritengo che si debba conservare.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Come ho gi\u00e0 detto, io considero che la disposizione del comma sia gi\u00e0 compresa nello spirito e nella prassi costituzionale italiana; che nulla vieta sia diversa da quella inglese; non occorre un articolo di Costituzione: basta il Regolamento e la consuetudine a stabilire che un Ministro membro di una sola Camera, o di nessuna, partecipi ai lavori parlamentari.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Vorrei che fosse aggiunto questo: che, quando si tratta di un voto di fiducia o sfiducia al Governo, i membri del Governo si debbano astenere. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Tonello, metta per iscritto la sua proposta: non si pu\u00f2 presentare un emendamento esprimendo una propria idea in forma verbale.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Faccio noto che il fatto di poter partecipare e non presenziare soltanto alle sedute del Parlamento, deriva da un diritto conferito dagli elettori a determinati cittadini. Chi non ha ricevuto dagli elettori questo diritto non pu\u00f2 discutere nell\u2019Aula di nessun ramo. Bisogna stabilire quindi, come si \u00e8 sempre fatto, questa norma: che i membri del Governo possano partecipare, senza diritto di voto, alle sedute delle Camere; che i membri di una Camera, che siano membri del Governo possano, senza diritto di voto, assistere alle sedute dell\u2019altra Camera. Io insisto perch\u00e9 questo concetto sia mantenuto nella Costituzione, perch\u00e9 per me \u00e8 un concetto costituzionale.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. Onorevole Presidente, l\u2019ultimo comma, del quale ora stiamo discutendo, stabilisce che \u00abi membri del Governo hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute\u00bb. Ora la domanda che in me viene spontanea, sebbene sia sorta con ritardo, \u00e8 questa: richiesti da chi?<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Dal Parlamento!<\/p><p>COSTANTINI. Non si tratter\u00e0 di una petizione formale di tutta l\u2019Assemblea legislativa!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Costantini, se ha qualche proposta concreta, la faccia nella forma dovuta.<\/p><p>COSTANTINI. Io vorrei precisare: \u00abse richiesti dall\u2019ufficio di presidenza\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Rispondo innanzi tutto all\u2019onorevole Costantini che la formula \u00abse richiesti\u00bb mi pare la pi\u00f9 adatta, perch\u00e9 lascia un certo criterio elastico. Se nella Camera si manifesta, da qualche parte, la richiesta che un membro del Governo partecipi per una ragione determinata ad una seduta, e la Camera non si oppone, questa \u00e8 gi\u00e0 una richiesta, alla quale deve ottemperare, senza bisogno di una deliberazione formale della Camera stessa o del suo ufficio di Presidenza.<\/p><p>In quanto poi all\u2019onorevole Lucifero, io ripeto, per la terza volta, che il Comitato non ritiene indispensabile che sia collocata nella Costituzione la materia di cui si discute. Si tratta di un giudizio di opportunit\u00e0. Ma, appunto per questo, se vi sono qui nell\u2019Assemblea colleghi che credono opportuno l\u2019inserimento \u2013 e se alcuni, come l\u2019onorevole Lucifero, credono addirittura che sia necessario \u2013, il Comitato non ha ragione di opporsi a ci\u00f2 che \u00e8 ripristino della originaria formula della Commissione; la quale \u2013 ripeto ancora e sempre \u2013 dovr\u00e0 nella sua sostanza aver vigore in ogni caso, in forza di un articolo della Costituzione, del Regolamento delle Camere o del costume.<\/p><p>BUFFONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BUFFONI. Io penso che sia pi\u00f9 conveniente mantenere questa disposizione, per gli argomenti esposti dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. Siccome vi sono alcuni membri dell\u2019Assemblea che non aderiscono alla conclusione iniziale cui era giunto il Comitato dei diciotto, metter\u00f2 in votazione anche l\u2019ultimo comma: \u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti l\u2019obbligo, di assistere alle sedute\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Vorrei sapere se la Commissione accetta.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Per la quarta volta dichiaro che il Comitato non si opponeva alla soppressione proposta dall\u2019onorevole Mortati, anche per evitare altre discussioni \u2013 io ho sempre presente la necessit\u00e0 di non perdere tempo \u2013; ma se vi \u00e8 chi insiste per mantenere il testo originario della Commissione, aderisco acch\u00e9 questo sia mantenuto.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Il Presidente della Commissione \u00e8 estremamente debole nel difendere alcuni princip\u00ee accettati. Perch\u00e9 deve rimettersi all\u2019Assemblea a causa di qualche dubbio sorto? Non deve rimettersi affatto. Questi dubbi non hanno ragione di essere. Noi siamo in materia di vita costituzionale e sappiamo perfettamente che la vita costituzionale non \u00e8 solo regolata dal diritto scritto, ma anche dalla consuetudine. Le preoccupazioni, per esempio, dell\u2019onorevole Lucifero, non hanno alcun valore per noi, perch\u00e9 nella vita costituzionale italiana, nelle due Camere potevano entrare anche i non appartenenti ad esse, se erano Ministri.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Per verit\u00e0, c\u2019era lo Statuto.<\/p><p>LUSSU. Non ha importanza. Ci\u00f2 \u00e8 entrato nella nostra tradizione, ed anche qui Ministri e Sottosegretari sono entrati nell\u2019Aula.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione perla Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> L\u2019onorevole Lussu, che faceva parte della Commissione, poteva benissimo opporsi <em>ad initio<\/em> alla disposizione che era stata introdotta nel testo della Commissione anche col suo assenso. Se \u00e8 debolezza mutar opinione, egli \u00e8 il pi\u00f9 debole di tutti. Io non ho mutato opinione. L\u2019onorevole Lussu che del resto ha tante volte combattuto il Comitato, perch\u00e9 sosteneva il testo presentato, si sbaglia se vede una mia debolezza, quando cerco di tener conto di ragionevoli proposte di emendamento. \u00c8 piuttosto debolezza, onorevole Lussu, incaponirsi, e lei ne sa qualche cosa, in piccole e legnose questioni formali. Io compio il mio dovere, cercando di abbreviare la discussione e di far pi\u00f9 presto che si pu\u00f2. Per questo cedo di fronte a proposte di piccola o nulla importanza. \u00c8 irrilevante costituzionalmente \u2013 lo ripeto non so per quale ennesima volta \u2013 che questo comma vi sia o no nella Costituzione, ma, se una parte dell\u2019Assemblea vuol metterlo, tornare al testo originario, dobbiamo mantenerlo.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare che in questa disposizione \u00e8 introdotto di straforo il principio che i membri del Governo possono non appartenere alle Camere. Io non vorrei che la votazione riuscisse cos\u00ec confusa, che la Assemblea non avvertisse l\u2019importanza di ci\u00f2 che vota. Penso che sarebbe opportuno votare per divisione, in modo che da prima si affermasse se possono essere membri del Governo persone non facenti parte delle Camere, e poi se hanno diritto all\u2019ingresso alla Camera.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. C\u2019\u00e8 una mia proposta subordinata nel senso che, non accettando l\u2019emendamento soppressivo, si aggiunga anche la menzione dell\u2019obbligo o diritto di partecipare alle Commissioni da parte dei Ministri e membri del Governo. Mi pare che se si mantiene l\u2019inciso (che secondo me non ha ragione di essere mantenuto) bisognerebbe specificare ogni cosa, per derimere dubbi circa la possibilit\u00e0 di intervento dei membri del Governo nelle Commissioni, dubbi sorti anche in passato su questo punto.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero e chiedo che non si massimalizzino questioni di scarsa importanza.<\/p><p>I colleghi dovrebbero tener conto che la Commissione ha studiato per un anno il progetto; e non presentare emendamenti minimi, che fanno perdere tempo. L\u2019onorevole Mortati, ad esempio, propone di aggiungere che i Ministri, che non sono membri d\u2019una Camera, possono partecipare alle sedute di Commissioni di cui non si \u00e8 parlato ancora fin qui nel progetto. Ma c\u2019\u00e8 proprio bisogno di dirlo? \u00abSedute\u00bb non comprende tutto? Certe sottigliezze non precisano, ma sciupano la linea semplice e costituzionale, che deve avere la Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019ultimo comma: \u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute. Debbono essere intesi ogni volta che lo richiedano\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Laconi ha chiesto la votazione per divisione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Io rinunzio, ma \u00e8 importante che risulti chiaro che si introduce in sede costituzionale questo principio: che i membri del Governo possono non essere membri del Parlamento. Io non voglio parlare contro questa possibilit\u00e0, ma altra cosa \u00e8 ammetterla di fatto, altra cosa \u00e8 prevederla in un esplicito articolo di Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Stampacchia ha presentato il seguente emendamento, che ha gi\u00e0 svolto:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019inciso:<\/em> anche se non fanno parte delle Camere\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Costantini, Nobile, Tonello, Stampacchia, Tega, Nobili Tito Oro hanno proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abI membri del Governo hanno diritto e dovere di assistere alle sedute\u00bb. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non ha senso. Come possono allora fare i Ministri?<\/p><p>PRESIDENTE. Voteremo dunque per divisione, necessariamente, date le molte proposte di emendamenti.<\/p><p>Pongo in votazione la prima parte del comma:<\/p><p>\u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Un solo chiarimento. Faccio notare che il non votare \u00abanche se non fanno parte della Camera\u00bb pu\u00f2 creare difficolt\u00e0 di diverso ordine, oltre che abbandonare completamente una tradizione non solo italiana, ma di quasi tutto il mondo.<\/p><p>Prima di tutto, renderebbe impossibile servirsi, in circostanze eccezionali, di particolari competenze al Governo, o, almeno, metterebbe nella impossibilit\u00e0 che esse possano riferire alla Camera. Ad esempio, potrebbe succedere che, in caso di guerra, si prenda un generale e lo si faccia Ministro della guerra, ma lo si metterebbe nella impossibilit\u00e0 di riferire alle Camere, di rispondere alle interpellanze e di mantenere i contatti fra Governo e Parlamento.<\/p><p>D\u2019altra parte, si creerebbe la situazione che c\u2019\u00e8 in Inghilterra, cio\u00e8 che il Ministro senatore non potrebbe intervenire alle sedute della Camera dei deputati e che il Ministro deputato non potrebbe intervenire alle sedute del Senato. Ho desiderato illustrare questa situazione, come, del resto, ha fatto anche l\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi aveva premesso che chiariva, e non ha fatto alcuna opera di convinzione per sostenere l\u2019una o l\u2019altra tesi. D\u2019altra parte, non ritengo che siano necessarie tante illustrazioni, perch\u00e9 ho l\u2019impressione che la maggioranza della Camera sia gi\u00e0 orientata.<\/p><p>Pongo in votazione le seguenti parole:<\/p><p>\u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abhanno diritto\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione delle parole proposte dall\u2019onorevole Costantini:<\/p><p>\u00abe dovere\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Costantini sulle conseguenze pratiche di questa aggiunta: se mancher\u00e0 un membro del Governo, a richiesta di un deputato si dovr\u00e0 sospendere la seduta? Votando una disposizione di questo genere mettiamo il Governo in condizione di far funzionare la Camera quando fa ad esso comodo. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Un deputato qualsiasi chiede la presenza del Ministro dei lavori pubblici e si sospende la seduta in attesa del Ministro. Molto comodo per il Governo, ed io mi oppongo.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. Osservo all\u2019onorevole Lucifero che nella formulazione della Commissione pu\u00f2 proprio avvenire quanto egli deplora nell\u2019emendamento, che io ho proposto appunto per ovviare a tale inconveniente.<\/p><p>Nel testo della Commissione \u00e8 scritto che i membri del Governo hanno l\u2019obbligo di intervenire, se richiesti.<\/p><p>Prima ho formulato una precisa domanda: richiesti da chi? Mi \u00e8 stato risposto: dal Parlamento.<\/p><p>Dai membri del Parlamento o dal Parlamento, corpo collegiale? Allora, il quesito che pongo \u00e8 il seguente: se nel testo costituzionale noi non mettiamo chi ha il diritto di richiedere la presenza di un membro del Governo, avverr\u00e0 che qualunque deputato potr\u00e0 chiedere ad un signor Ministro di intervenire ad una seduta. Con quali conseguenze, allora, onorevole Lucifero, se non proprio quelle che lei deplora? Tanto pi\u00f9 che il testo costituzionale, di fronte alla mia proposta che parla di \u00abdovere\u00bb, dice \u00abobbligo\u00bb. E l\u2019obbligo \u00e8 pi\u00f9 del dovere, perch\u00e9 lascia supporre anche un atto coercitivo, onde averne l\u2019adempimento.<\/p><p>Allora, proprio per ovviare all\u2019inconveniente accennato dall\u2019onorevole Lucifero, ho creduto di proporre il mio emendamento.<\/p><p>Naturalmente, il dovere verr\u00e0 esercitato quando il signor Ministro riterr\u00e0 che sia di effettivo interesse partecipare alle sedute della Camera.<\/p><p>Questo \u00e8 lo spirito che ha informato il mio emendamento.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero fare alcune osservazioni semplicissime e molto pratiche. Se noi stabiliamo il dovere dei Ministri di assistere alle sedute, senz\u2019altro, si deve logicamente intendere: a tutte le sedute. Ma un Ministro che ha tante cose da fare, come potrebbe assistere ora, per esempio, a tutti i nostri lavori di costituenti, mattina e sera? \u00c8 meglio dire che devono assistere, se ne sono richiesti.<\/p><p>Sono stati espressi dubbi anche dall\u2019onorevole Lucifero. Ma in che mondo viviamo? Se la richiesta non \u00e8 seria, \u00e8 evidente che si alzeranno gli altri deputati e si pronunceranno contro. Il pericolo che i Ministri possono, assentandosi dalle sedute, fare ostruzionismo al lavoro parlamentare \u00e8 semplicemente fantastico. N\u00e9 occorre formale ordinanza o decreto di Camera o di Presidenza per condurre nell\u2019Aula, <em>manu armata<\/em>, i Ministri.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Senza mancare di riguardo all\u2019Assemblea, debbo confessare che mi pare che noi stiamo facendo una discussione sterile.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Verissimo.<\/p><p>NITTI. Questa non \u00e8 materia di costituzione, \u00e8 materia di regolamento.<\/p><p>RUINI. <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io l\u2019avevo detto.<\/p><p>NITTI. Qual \u00e8 la situazione dei Ministri? In Inghilterra essi non possono intervenire alle sedute se non sono membri della Camera; in America, i Ministri non sono che segretari del Presidente.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> In America non c\u2019\u00e8 il regime parlamentare.<\/p><p>NITTI. In Francia, com\u2019era da noi, intervenivano in tutti e due i rami del Parlamento. E i Sottosegretari, che furono una tardiva invenzione di Crispi, in principio non entrarono: poi entrarono.<\/p><p>Ora, cosa significa dovere? \u00c8 la solidariet\u00e0 del Ministero; un Ministro pu\u00f2 anche rispondere per altri Ministri; pu\u00f2 rispondere per tutte le questioni che riguardano il Gabinetto: lo fate voi stessi. E allora perch\u00e9 facciamo tutte queste questioni? Lasciamo questa materia ai regolamenti. Noi facciamo una Costituzione, non facciamo un regolamento: manteniamoci dunque in questa linea. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Costantini: \u00abe dovere\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione le parole: \u00abe, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo ora la proposta dell\u2019onorevole Mortati di aggiungere; dopo la parola: \u00absedute\u00bb le altre: \u00abnonch\u00e9 alle riunioni delle Commissioni, nei casi dell\u2019articolo 69, terzo comma\u00bb.<\/p><p>MORTATI. La ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Non \u00e8 rimasta allora che un\u2019ultima frase, l\u2019ultima proposizione: \u00abDebbono essere intesi ogni volta che lo richiedano\u00bb. La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pertanto l\u2019articolo 61 nel suo complesso risulta cos\u00ec approvato:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera adotta un proprio regolamento a maggioranza assoluta dei propri membri.<\/p><p>\u00abLe sedute sono pubbliche; tuttavia le Camere possono deliberare di riunirsi in seduta segreta.<\/p><p>\u00abLe deliberazioni delle Camere non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei loro membri e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la costituzione non prescriva una maggioranza speciale.<\/p><p>\u00abI membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, l\u2019obbligo di assistere alle sedute. Debbono essere intesi ogni volta che lo richiedano\u00bb.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 62. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge.<\/p><p>\u00abLa legge determina i casi di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0 con l\u2019ufficio di deputato o di senatore.<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere contemporaneamente membro delle due Camere\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma sopprimere le parole:<\/em> di ineleggibilit\u00e0 e\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Io ho proposto di sopprimere al primo comma le parole: \u00abdi ineleggibilit\u00e0 e\u00bb, perch\u00e9 dell\u2019eleggibilit\u00e0 si \u00e8 parlato negli articoli 54 e 55 della Costituzione.<\/p><p>Poich\u00e9 la materia della eleggibilit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stata trattata in altra parte della Costituzione, penso che non se ne debba parlare novellamente qui.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non credo che siano ragioni sufficienti quelle addotte dall\u2019onorevole Colitto. Negli articoli che egli ha citato si tratta di alcune condizioni di eleggibilit\u00e0; non di tutti i casi di ineleggibilit\u00e0, che devono essere previsti e regolati dalla legge elettorale. Caso mai bisognerebbe riferirsi all\u2019articolo 45. Ma io sono sicuro che l\u2019onorevole Colitto non insister\u00e0, anche tenendo presente \u2013 egli che ha tanto cura della forma \u2013 che \u00abineleggibilit\u00e0 ed incompatibilit\u00e0\u00bb \u00e8 una formula inscindibile e classica, che si completa e suona bene nelle costituzioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, lei insiste nel suo emendamento?<\/p><p>COLITTO. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora in votazione il primo comma dell\u2019articolo 62:<\/p><p>\u00abLa legge determina i casi di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0 con l\u2019ufficio di deputato o di senatore\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere contemporaneamente membro delle due Camere\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Allora, l\u2019articolo 62 \u00e8 approvato nel testo della Commissione.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 63. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei propri membri\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Romano ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019articolo<\/em> 63 <em>col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Corte di cassazione giudica dei titoli di ammissione dei membri delle due Camere.<\/p><p>\u00abIl collegio giudicante \u00e8 costituito da tutti i presidenti di sezione della Suprema Corte e presieduto dal primo presidente della Corte stessa\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ROMANO. L\u2019argomento ha formato oggetto anche di discussioni nei Parlamenti passati, il che dimostra che anche i deputati di allora rimasero insoddisfatti di quanto decidevano le Giunte parlamentari.<\/p><p>Oggi la verifica dei poteri viene fatta in prima istanza, diciamo cos\u00ec, dalle Giunte parlamentari, e dall\u2019Assemblea stessa, in seconda istanza.<\/p><p>Se si considera che le assemblee ordinariamente sono espressione dei partiti, delle correnti politiche, \u00e8 facile dedurre che questi due organi funzionano da parte e da giudici, il che desta preoccupazioni.<\/p><p>Basterebbe questo rilievo per ritenere ordinariamente poco sereno il giudizio. Sulla decisione di tutte le questioni influiscono elementi diversi, figuriamoci in questioni di natura politica che sono sempre permeate di passione.<\/p><p>Quindi questo \u00e8 uno dei motivi per cui i Parlamenti del passato si sono occupati pi\u00f9 volte della questione.<\/p><p>Prova ne \u00e8 che nella nostra biblioteca esistono monografie e discorsi contrari alla Giunta parlamentare.<\/p><p>E la prova \u00e8 che anche nella nostra biblioteca vi sono monografie di parlamentari diversi che se ne sono occupati.<\/p><p>Si \u00e8 detto che le Giunte parlamentari sono formate da giuristi, da maestri del diritto, e che quindi dovrebbe tranquillizzare, ma va osservato che di frequente sono chiamati a farvi parte anche profani del diritto e, quindi, finiscono per seguire gli esperti; ora se questi si avvalgono della loro capacit\u00e0 per fare prevalere lo spirito di parte, gli altri sono indotti ad avallare incoscientemente un giudizio errato.<\/p><p>Ma prescindendo dal giudizio, gli inconvenienti si possono verificare anche al di fuori del giudizio della Giunta; e la storia parlamentare registra diversi di questi inconvenienti.<\/p><p>Noi abbiamo assistito, anche recentemente, a casi di deputati che sono rimasti nell\u2019Assemblea per tutta la legislatura ed alcuni hanno anche ricoperto posti di Governo, senza avere avuto la convalida della Giunta e dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Si pu\u00f2 osservare che, demandando la verifica dei poteri ad organi estranei al Parlamento, si verrebbe quasi a ledere la sovranit\u00e0 dell\u2019Assemblea; ma questo rilievo io penso che non sia del tutto fondato. Basta osservare che, finch\u00e9 l\u2019elezione non \u00e8 convalidata, non si pu\u00f2 considerare l\u2019eletto parte integrante dell\u2019Assemblea. Quindi, se un organo estraneo all\u2019Assemblea giudica sulla convalida, sostanzialmente non viola la sovranit\u00e0 dell\u2019Assemblea stessa.<\/p><p>Ora, demandando alla Suprema Corte di Cassazione la verifica dei poteri, gli inconvenienti che si sono finora lamentati verrebbero in gran parte ad essere eliminati. Il magistrato ordinario \u00e8 libero da vincoli di amicizia e di convinzioni politiche che legano fra loro i membri di partiti; per i magistrati non hanno valore le convenienze, le cos\u00ec dette opportunit\u00e0 politiche.<\/p><p>Il magistrato, per suo stesso abito mentale, \u00e8 condotto a ritenersi superiore a tutte queste miserie della vita politica.<\/p><p>Queste qualit\u00e0 sono garanzia della serenit\u00e0 del responso.<\/p><p>Si \u00e8 detto che le contestazioni investono ordinariamente questioni politiche. La verit\u00e0 \u00e8 che il movente \u00e8 l\u2019ambizione politica, ma le contestazioni riguardano o questioni di diritto, e sono le pi\u00f9 numerose, o reati, e sono le meno numerose.<\/p><p>Ma in entrambi i casi trattasi di applicare e interpretare la legge, e questa competenza specifica \u00e8 propria del magistrato.<\/p><p>Con l\u2019emendamento aggiuntivo di oggi ho inteso costituire il collegio giudicante con i presidenti di sezione della Corte di Cassazione per prevenire nella formazione manovre politiche.<\/p><p>Penso che l\u2019emendamento possa essere accolto. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Basta con la magistratura fascista!<\/p><p>ROMANO. La magistratura non si \u00e8 mai sporcata di fascismo, \u00e8 rimasta sempre al suo posto e lo \u00e8 anche oggi. Siete voi che la volete asservita, ma non vi riuscirete. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Seguono gli emendamenti presentati dall\u2019onorevole Calamandrei:<\/p><p><em>Sostituirlo con i seguenti:<\/em><\/p><p>Art. &#8230;<\/p><p>\u00abCiascuna Camera \u00e8 giudice dei titoli di ammissione dei propri componenti, previa indagine di una Giunta permanente, nominata con la rappresentanza proporzionale dei vari Gruppi della Camera, e fornita degli stessi poteri istruttori che ha l\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>\u00abSpetta a detta Giunta indagare, anche di ufficio, sulle cause di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0 sopraggiunte dopo le elezioni, per riferirne alla Camera, che pu\u00f2 dichiarare la decadenza dalla carica del deputato o senatore diventato ineleggibile o incompatibile\u00bb.<\/p><p>Art. &#8230;<\/p><p>\u00abCiascuna Camera \u00e8 giudice delle accuse mosse nel Parlamento alla onorabilit\u00e0 dei suoi componenti. Non si pu\u00f2 addivenire alla discussione e deliberazione pubblica su tali accuse, se prima non si sia pronunciata su di esse, a richiesta degli interessati o anche di ufficio, la Giunta permanente di cui al precedente articolo, la quale indaga sulla fondatezza delle medesime e ne riferisce alla Camera per gli opportuni provvedimenti\u00bb.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Faccio miei i due emendamenti dell\u2019onorevole Calamandrei, assente.<\/p><p>Pregherei di rinviarne l\u2019esame al momento in cui si discuter\u00e0 l\u2019articolo 78.<\/p><p>Difatti l\u2019onorevole Calamandrei, nel redigere questi articoli, ha volutamente lasciato in bianco la numerazione, perch\u00e9 quella materia andrebbe trattata in fondo al Titolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rossi, la sua richiesta di rinvio pu\u00f2 aver valore per la seconda delle formulazioni; la prima, invece, deve essere trattata in questa sede.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Illustrer\u00f2 allora brevemente la seconda proposto. Mi pare che sia evidente che devono essere le Camere giudici dei titoli d\u2019ammissione dei propri membri e mi pare che questo supremo giudizio non possa essere affidato ad altri corpi che non siano le Camere stesse. \u00c8 vero, per\u00f2, che si tratta di una materia di estrema delicatezza, e quindi la garanzia contenuta nell\u2019alinea dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Calamandrei mi sembra che acquisti rilevanza costituzionale ed ecceda i limiti del semplice regolamento. Ritengo opportuno che si dica nella Costituzione che quella che si chiamer\u00e0 la Giunta permanente delle elezioni debba essere nominata col criterio della rappresentanza proporzionale dei Gruppi della Camera.<\/p><p>\u00c8 davvero materia troppo delicata ed \u00e8 materia troppo importante per lasciarla affidata unicamente alle norme regolamentari.<\/p><p>Possiamo votare con tranquillit\u00e0 che la Giunta delle elezioni deve essere nominata con la rappresentanza proporzionale di tutti i Gruppi che fanno parte della Camera.<\/p><p>Rimane la seconda parte dell\u2019emendamento Calamandrei. Tra i poteri della Giunta vi deve essere evidentemente anche quello di esaminare la ineleggibilit\u00e0 o la incompatibilit\u00e0 sopraggiunta ed \u00e8 opportuno che ci\u00f2 abbia rilevanza costituzionale e non sia affidato semplicemente al Regolamento.<\/p><p>Per queste ragioni invito l\u2019Assemblea a votare il secondo degli emendamenti Calamandrei.<\/p><p>Per il primo credo che il Presidente concordi con me circa l\u2019opportunit\u00e0 di rinviarne la trattazione all\u2019articolo 78.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abUn tribunale elettorale, composto, in numero pari, di magistrati della Cassazione, del Consiglio di Stato e di membri eletti dalle due Camere, e presieduto dal primo presidente della Cassazione, giudica del possesso dei requisiti per la nomina a membro del Parlamento, nonch\u00e9 delle questioni relative alla perdita del mandato.<\/p><p>\u00abCompete a ciascuna Camera la pronuncia definitiva sull\u2019ammissione dei propri membri e sulla loro cessazione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>MORTATI. Ho ripresentato in questa sede una proposta gi\u00e0 fatta in sede di Commissione per la Costituzione, e che allora non fu coronata da successo. Probabilmente non lo sar\u00e0 neanche adesso, ma ad ogni modo io sento il dovere di insistere in essa, sembrandomi corrispondere ad un\u2019esigenza rilevante. Rilevante per quei paesi, come il nostro, dove non vi \u00e8 ancora un saldo costume che conduce allo spontaneo rispetto delle regole del giuoco. Uno dei problemi fondamentali della nostra nascente democrazia \u00e8 precisamente quello di creare guarentigie abbastanza solide per la tutela delle minoranze. Il mio emendamento tende precisamente a raggiungere questo intento di tutelare i diritti delle minoranze in quella sede cos\u00ec delicata che \u00e8 l\u2019accertamento dei titoli per l\u2019ammissione dei membri delle Camere. Il pericolo che questo accertamento si faccia con criteri politici non <strong>\u00e8 <\/strong>solo eventuale, ma concreto, ed esso tende a divenire sempre pi\u00f9 grave via via che la lotta politica assume carattere di maggiore asprezza, e che assume un particolare rilievo quando si accolga, come si \u00e8 fatto da noi per il Senato, il principio del collegio uninominale. Infatti, l\u2019interesse di fare annullare l\u2019elezione di avversari politici nel caso della rappresentanza proporzionale pu\u00f2 essere tenue, subentrando un altro deputato dello stesso partito, ma \u00e8 molto pi\u00f9 grave quando si tratta di elezione con il collegio uninominale, perch\u00e9 in tal caso l\u2019annullamento pu\u00f2 condurre ad uno spostamento del rapporto delle forze politiche. Non sembra fondata l\u2019obiezione che si muove alle proposte di sottrarre, in tutto o in parte, al Parlamento la verifica dei titoli dei propri membri, quella cio\u00e8 di far venire meno l\u2019autonomia e compromettere le guarentigie inerenti alla posizione di organo supremo da esso rivestito. A parte la considerazione che, secondo la mia proposta, il giudizio definitivo rimane al Parlamento, \u00e8 da osservare che l\u2019accertamento dei titoli di ammissione si compie attraverso un esame di pura legittimit\u00e0, e quindi meglio pu\u00f2 essere adempiuto da un organo che, per la sua composizione, dia affidamento di poterlo compiere con maggiore competenza ed indipendenza.<\/p><p>Si pu\u00f2 poi ricordare che il sistema da me proposto si accosta a quello vigente in Inghilterra fin dal 1868, in una nazione cio\u00e8 che ha una illustre tradizione di rispetto della autonomia del Parlamento, ma che, con un sano empirismo, ha saputo rinunziare ad una eccessiva rigidezza del principio della separazione dei poteri quando ci\u00f2 appariva utile ad un rafforzamento delle garanzie della libert\u00e0.<\/p><p>Vorrei poi richiamare l\u2019attenzione dei colleghi sull\u2019ultima parte del mio emendamento, che prevede l\u2019accertamento da parte di un organo imparziale anche per la pronuncia della decadenza dei membri del Parlamento. Si pu\u00f2 ricordare un esempio macroscopico di abuso del Parlamento in questa materia: e cio\u00e8 la decadenza dichiarata dal Parlamento fascista dei deputati aventiniani.<\/p><p>L\u2019esistenza di una norma del genere di quella proposta avrebbe potuto per lo meno rendere pi\u00f9 difficile l\u2019abuso.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Sarebbe stato lo stesso! \u00c8 stata la violenza! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ROMANO. La Magistratura \u00e8 stata sempre al suo posto! (<em>Proteste all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Romano, non interrompa!<\/p><p>SCOCA. \u00c8 un magistrato che difende la Magistratura!<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno glielo vieta, ma deve prendere regolarmente la parola. Gi\u00e0 un\u2019altra volta l\u2019onorevole Romano ha chiesto la parola a questo scopo.<\/p><p>MORTATI. Per concludere, mi paro utile che sia distinta la questione di principio, circa l\u2019opportunit\u00e0 della sottrazione al Parlamento, in via totale o parziale, del giudizio di verifica dei poteri, dall\u2019altra relativa ai modi concreti di realizzazione del medesimo. Tali modi possono essere molteplici e lo studio di quello da ritenere preferibile potrebbe compiersi utilmente solo dopo avere risolto approssimativamente il primo punto.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Desidererei esprimere la mia opinione ed anche la mia sorpresa sulla insistenza dell\u2019onorevole Mortati a presentare questo emendamento, dopo che in seno alla Commissione \u00e8 stato accolto, non dico con spirito negativo, ma con sdegno generale. L\u2019onorevole Mortati ha il pieno diritto come deputato di presentare un emendamento; ma io credo che la sua cortesia non mi negher\u00e0 l\u2019uguale diritto che io ho di esprimere il mio sentimento. Io sento lo stesso senso di offesa nell\u2019esaminare questo emendamento, cos\u00ec come la sentirei se l\u2019onorevole Mortati, in base alle considerazioni note e arcinote sulla superiore linea imparziale della Magistratura e della Cassazione, avesse proposto che il Presidente della nostra Assemblea fosse addirittura Presidente della Corte di cassazione.<\/p><p>L\u2019Inghilterra! Sta bene, l\u2019Inghilterra. Onorevole Mortati, non si faccia trascinare dall\u2019esempio di un paese come l\u2019Inghilterra, perch\u00e9, se fossimo sempre conseguenti nella linea di questo esempio, noi dovremmo riesaminare i nostri istituti e vedere se non sia il caso, per la nostra salute pubblica, d\u2019introdurre la Camera dei Lords o, meglio ancora, rimettere in piedi l\u2019istituto monarchico!<\/p><p>Ora, l\u2019Inghilterra ha la sua storia, le sue tradizioni ed il suo sviluppo giuridico, costituzionale, politico. Noi ne abbiamo un altro; ed \u00e8 in base a questa nostra diversa situazione che io considero questo emendamento proprio particolare di un uomo non politico \u2013 me lo permetta l\u2019onorevole Mortati. Solo un costituzionalista, estraneo alla politica, poteva presentare un emendamento di questo genere e per giunta insistere nel suo errore.<\/p><p>GASPAROTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GASPAROTTO. Dichiaro di aderire al testo proposto dalla Commissione, perch\u00e9 mi sembra che resterebbe esautorata l\u2019Assemblea se rinunciasse a questo suo diritto, che \u00e8 affermato da tutta la tradizione della democrazia italiana. Dai banchi dell\u2019esterna, in tempi lontani, da Cavallotti a Imbriani, esso fu fissato, e successivamente adottato e costantemente mantenuto. Del resto, in onore del Parlamento italiano, dobbiamo riconoscere che nei casi controversi si \u00e8 sempre resa giustizia, e che le Commissioni inquirenti delegate all\u2019istruttoria in materia di corruzione elettorale hanno giudicato serenamente e obbiettivamente. Il precedente, accennato dall\u2019onorevole Mortati, del 9 novembre 1926, non calza. Fu quello un gesto squisitamente rivoluzionario. Io era allora deputato; appartenevo a quella Assemblea: non ho certo votato quella deliberazione. Fu nell\u2019occasione in cui era iscritto all\u2019ordine del giorno il disegno di legge per l\u2019istituzione del Tribunale speciale straordinario che contemplava anche il ripristino della pena di morte, mentre intorno a quel progetto l\u2019opposizione dell\u2019Aula si era particolarmente agguerrita, che inopinatamente, senza che fosse stata iscritta all\u2019ordine del giorno, fu presentata la proposta della defenestrazione degli aventiniani, passando sopra a Regolamenti e a consuetudini parlamentari.<\/p><p>Quindi, il richiamo non regge. Si tratta del pi\u00f9 turpe atto rivoluzionario che abbia compiuto il fascismo.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini a esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Le proposte degli onorevoli Romano e Mortati hanno posto questo problema: togliere al Parlamento la verifica dei poteri, che finora gli \u00e8 spettata in Italia.<\/p><p>Il problema ha qualche riflesso altrove. In alcuni Paesi \u00e8 stato creato un tribunale elettorale; in nessuno per\u00f2 il compito \u00e8 stato deferito alla Cassazione ordinaria.<\/p><p>Nella proposta Mortati non si capisce bene cosa sia il suo tribunale elettorale; \u00e8 piuttosto una giunta istruttoria, perch\u00e9 compete a ciascuna Camera la pronunzia definitiva per l\u2019ammissione dei suoi membri. Quindi, figura ibrida, che il Comitato non accetta per la sua imprecisione, e per l\u2019imperfezione della disposizione.<\/p><p>Il problema da porre nella sua pienezza \u00e8 se si debba istituire uno speciale tribunale elettorale, spossessando le Camere di una loro funzione tradizionale.<\/p><p>La Commissione ha stabilito, fin dall\u2019inizio dei suoi lavori \u2013 ed ora il Comitato non ha nessuna ragione di cambiare questa decisione \u2013 che la verifica dei poteri resti a ciascuna Camera. Vi \u00e8 anche una ragione pratica: che \u2013 se entrassimo nell\u2019idea d\u2019un tribunale elettorale \u2013 dovremmo prevederne e regolarne bene la composizione. Ma vi ha di pi\u00f9: crediamo che non si possa spossessare il Parlamento di una sua attribuzione, cui \u00e8 legato un valore altamente democratico.<\/p><p>Aggiungo che, nell\u2019esercizio dei loro poteri di verifica, dopo tutto, i due rami del Parlamento non hanno mai compiuto gravissimi abusi. \u00c8 inutile dire male di noi stessi. Vi possono essere state incertezze. Ma in tutta la loro storia le Camere hanno mostrato senso di giustizia in questa materia.<\/p><p>L\u2019onorevole Rossi ha fatto propri gli emendamenti presentati dall\u2019onorevole Calamandrei. Questi, che \u00e8 un altissimo giurista, onore del nostro Paese, ha scritto lunghi articoli, che non credo sia il caso di mettere nella nostra Costituzione. Potrebbe essere accettato un solo punto. L\u2019articolo 63 dice: \u00abCiascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei propri membri\u00bb. Si \u00e8 sempre inteso che quando sopravviene una causa di ineleggibilit\u00e0 o di incompatibilit\u00e0, questa sia compresa nell\u2019\u00abammissione\u00bb e ricada sempre nel giudizio di verifica della Camera. Se si vuole chiarire bene questo punto e togliere ogni (pur non fondatissimo) dubbio, si pu\u00f2 dire cos\u00ec: \u00abCiascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei propri membri e delle cause sopraggiunte di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Non credo che siano da introdurre nella Costituzione tutte le modalit\u00e0 riguardanti la Giunta delle elezioni e la questione della rappresentanza dei vari Gruppi. Esse sono comprese nello spirito della Disposizione generale. Una soverchia minuzia toglierebbe la semplicit\u00e0 dello stile costituzionale. Sono norme da stabilirsi con i Regolamenti delle Camere; n\u00e9 \u2013 perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire \u2013 occorre che la Costituzione ne faccia esplicita delega ai Regolamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori di emendamenti se intendono conservarli. Onorevole Rossi Paolo?<\/p><p>ROSSI PAOLO. Non insisto ed accetto le proposte dell\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei, onorevole Romano?<\/p><p>ROMANO. Aderisco al testo dell\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei, onorevole Mortati?<\/p><p>MORTATI. Lo conservo come affermazione di principio, pur rendendomi conto della opportunit\u00e0 di rielaborare pi\u00f9 accuratamente i dettagli del procedimento proposto. Non trovo per\u00f2 del tutto esatti i rilievi mossi dall\u2019onorevole Ruini, perch\u00e9 esso ricalca, nei tratti fondamentali, il sistema inglese, caratterizzato da un duplice giudizio innanzi alla Corte di giustizia, e in via definitiva innanzi alla Camera. La Camera ha l\u2019ultima parola, ma difficilmente essa potrebbe distaccarsi dalla soluzione di un organo cos\u00ec autorevole come il proposto tribunale elettorale.<\/p><p>Sono vere le osservazioni dell\u2019onorevole Lussu sulle differenze fra il costume politico inglese e il nostro: ma non per questo si debbono tacciare di astrazione tutti i tentativi di avviarsi verso un rinnovamento di questo costume. \u00c8 da ricordare che anche altri Paesi del continente, ispirati ad un ideale di pi\u00f9 perfezionata democrazia, come la Cecoslovacchia e la Germania di Weimar, per citare solo i pi\u00f9 importanti esempi, hanno costituito tribunali elettorali.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Se ella stessa, che \u00e8 cos\u00ec autorevole studioso, riconosce che il suo emendamento dovrebbe essere riveduto e corretto e che ha delle linee che non le pare possano reggere \u2013 non si pu\u00f2 istituire un tribunale e poi dargli solo funzioni istruttorie \u2013 io la prego di ritirarlo.<\/p><p>MORTATI. Ritiro il mio emendamento.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Lo faccio mio senza l\u2019ultimo capoverso. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Sono membro della Giunta delle elezioni e quindi non voglio entrare nella discussione, ma traggo la mia convinzione da una esperienza vissuta e sofferta. Io credo che sia una garanzia per tutti che un organo misto esamini ogni elezione contestata. Almeno sar\u00e0 una garanzia per il Parlamento, perch\u00e9 non si facciano certi commenti e certe polemiche che certamente non sono utili al suo prestigio, n\u00e9 alla sua funzionalit\u00e0. Faccio mio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati senza l\u2019ultimo capoverso che \u00e8, secondo me, in contradizione con il resto. Chiedo pertanto che sia posto in votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, fatto proprio dall\u2019onorevole Lucifero senza l\u2019ultimo comma, sostitutivo dell\u2019articolo 63 del progetto. Ne do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abUn tribunale elettorale, composto, in numero pari, di magistrati della Cassazione, del Consiglio di Stato e di membri eletti dalle due Camere, e presieduto dal primo Presidente della cassazione, giudica del possesso dei requisiti per la nomina a membro del Parlamento, nonch\u00e9 delle questioni relative alla perdita del mandato\u00bb.<\/p><p>Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Occorre ora votare l\u2019articolo 63 nel testo del progetto, completato dalla aggiunta suggerita dal Presidente della Commissione, il quale ha ripreso un concetto contenuto nell\u2019emendamento Calamandrei, fatto proprio e svolto dall\u2019onorevole Rossi Paolo.<\/p><p>Il testo dell\u2019articolo 63 risulta pertanto del seguente tenore:<\/p><p>\u00abCiascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei propri membri e delle cause sopraggiunte di ineleggibilit\u00e0 e di incompatibilit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 <\/em><em>approvato<\/em>).<\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore 16.<\/p><p>La sedata termina alle 13.10.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLIII. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 10 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedi: Presidente Interrogazione (Svolgimento): Presidente Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Rossi Paolo Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Fuschini Colitto Mortati Clerici Stampacchia Tonello Uberti Priolo Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2220,2364,2390,2542,2265,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2214","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2214"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6563,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2214\/revisions\/6563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2214"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}