{"id":2211,"date":"2023-09-17T15:02:09","date_gmt":"2023-09-17T13:02:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2211"},"modified":"2023-10-21T17:23:31","modified_gmt":"2023-10-21T15:23:31","slug":"pomeridiana-di-giovedi-9-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2211","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 9 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2211\" class=\"elementor elementor-2211\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ee964d0 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ee964d0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-65926b7\" data-id=\"65926b7\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2d41574 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2d41574\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471009_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b13801f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b13801f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCLII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 9 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Laconi<\/p><p>Avanzini<\/p><p>De Vita<\/p><p>Carboni Angelo<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Donati<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Bastianetto<\/p><p>Rodi<\/p><p>Arata<\/p><p>Moro<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Gasparotto<\/p><p>Clerici<\/p><p>Lussu<\/p><p>Nobile<\/p><p>Targetti<\/p><p>Perassi<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Corbino<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Di Vittorio<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p>Camangi<\/p><p>Giannini<\/p><p>Benedettini<\/p><p>Bozzi<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Dobbiamo passare all\u2019esame delle proposte relative alla costituzione del primo Senato della Repubblica, presentate dagli onorevoli Leone Giovanni, Martino Gaetano, De Vita e Laconi.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Laconi?<\/p><p>LAGONI. Su una questione pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei chiedere all\u2019Assemblea se non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 di discutere tale questione quando si discuter\u00e0 delle norme transitorie.<\/p><p>AVANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AVANZINI. Ho chiesto di parlare al posto dell\u2019onorevole Leone Giovanni, che ha dovuto assentarsi.<\/p><p>Vorrei prospettare l\u2019opportunit\u00e0, appunto perch\u00e9 si tratta della costituzione del Senato per la prima volta, e non del Senato organo definitivo, di rimandare la votazione di queste proposte in sede di esame e discussione delle disposizioni transitorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Ieri sera questa questione \u00e8 stata gi\u00e0 accennata.<\/p><p>Rammento che all\u2019inizio avevo appunto manifestato questa opinione, ma alcuni colleghi si erano espressi in contrario. Ci troviamo in questo momento, per\u00f2, di fronte alla proposta precisa che tutto ci\u00f2 che si riferisce alla costituzione del primo Senato della Repubblica sia rinviato \u2013 e come esame e come votazione \u2013 al momento in cui si esamineranno e si voteranno le norme transitorie.<\/p><p>Se nessuno ha da esprimere contrario avviso, pongo in votazione questa proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo ora all\u2019esame dell\u2019articolo 56. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione, che hanno compiuto trentacinque anni d\u2019et\u00e0, e sono o sono stati:<\/p><p>decorati al valore nella guerra di liberazione 1943-1945, capi di formazioni regolari o partigiane con grado non inferiore a comandante di divisione;<\/p><p>Presidenti della Repubblica, Ministri o Sottosegretari di Stato, Deputati all\u2019Assemblea Costituente o alla Camera dei deputati, membri non dichiarati decaduti del disciolto Senato;<\/p><p>membri per quattro anni complessivi di Consigli regionali o comunali;<\/p><p>professori ordinari di universit\u00e0 e di istituti superiori, membri dell\u2019Accademia dei Lincei e di corpi assimilati;<\/p><p>magistrati e funzionari dello Stato e di altre pubbliche amministrazioni di gradi non inferiori o equiparati a quelli di consigliere di cassazione o direttore generale;<\/p><p>membri elettivi per quattro anni di consigli superiori presso le amministrazioni centrali; di consigli di ordini professionali; di consigli di Camere di commercio, industria ed agricoltura; di consigli direttivi nazionali, regionali o provinciali di organizzazioni sindacali;<\/p><p>membri per quattro anni di consigli di amministrazione o di gestione di aziende private o cooperative con almeno cento dipendenti o soci; imprenditori individuali, proprietari conduttori, dirigenti tecnici ed amministrativi di aziende di eguale importanza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati presentati a questo articolo vari emendamenti.<\/p><p>Il primo \u00e8 quello dell\u2019onorevole De Vita, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione, che hanno compiuto quaranta anni di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole De Vita ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DE VITA. A parte ogni considerazione sulla opportunit\u00e0 di mantenere nelle categorie di eleggibili a senatori, alcuni componenti, come i magistrati e i funzionari dello Stato di grado non inferiore al quarto, essendo assai discutibile se sia opportuno che alti magistrati e alti funzionari dello Stato partecipino alla viva lotta politica, ritengo che la Commissione si sia trovata dinanzi a difficolt\u00e0 assai gravi nello stabilire le categorie elencate all\u2019articolo 56.<\/p><p>\u00c8 completa l\u2019elencazione? Sono assai ristrette o sono troppo ampie le categorie elencate?<\/p><p>Mi pare che queste domande contengano la condanna al criterio seguito dalla Commissione, perch\u00e9 \u00e8 assai difficile \u2013 direi quasi impossibile \u2013 trovare un criterio assoluto che valga a stabilire se una elencazione sia completa e se le categorie siano troppo ampie o assai ristrette.<\/p><p>Ritengo, peraltro, che ogni limitazione posta in questo campo sia non soltanto arbitraria, ma anche antidemocratica.<\/p><p>Per quanto riguarda il limite minimo di et\u00e0 \u2013 con la mia proposta elevato da 35 a 40 anni \u2013 ritengo di non dovere spendere troppe parole. L\u2019emendamento \u00e8 ispirato dalla considerazione che il Senato debba essere composto da elementi che, anche per la loro et\u00e0, diano garanzia di serenit\u00e0, di obiettivit\u00e0 e soprattutto di maggiore ponderatezza nelle deliberazioni che saranno chiamati ad adottare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Carboni Angelo ha presentato il seguente emendamento, firmato anche dagli onorevoli Preti, Lami Starnuti, Rossi Paolo, Di Giovanni, Ruggiero.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione, che hanno compiuto trentacinque anni di et\u00e0 al momento delle elezioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Carboni ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARBONI ANGELO. Il mio emendamento coincide esattamente con quello ora svolto dall\u2019onorevole De Vita, salvo per quanto riguarda il limite di et\u00e0, perch\u00e9 io mi sono attenuto a quello di 35 anni proposto dalla Commissione. L\u2019onorevole De Vita propone invece che questo limite sia elevato a 40 anni, ed io non ho obiezioni da fare.<\/p><p>A quanto ha detto l\u2019onorevole De Vita sul contenuto sostanziale del suo emendamento, coincidente \u2013 ripeto \u2013 col mio, cio\u00e8<\/p><p>che l\u2019elencazione degli eleggibili a senatori non corrisponde ad un criterio di opportunit\u00e0, perch\u00e9 quelle categorie da un lato appaiono troppo ristrette, dall\u2019altro troppo larghe, a me pare si debba aggiungere un\u2019altra considerazione, cio\u00e8 che limitare l\u2019eleggibilit\u00e0 a senatore a determinate categorie di cittadini, ritenuti presuntivamente pi\u00f9 capaci ed idonei, sia un criterio antidemocratico, che offende la libert\u00e0 di scelta da parte del corpo elettorale in base ad una valutazione concreta della capacit\u00e0 e dell\u2019attitudine di ciascuno.<\/p><p>Per\u00f2 io credo che ormai questo della determinazione delle categorie degli eleggibili sia un argomento superato dagli eventi.<\/p><p>La formulazione dell\u2019articolo in esame \u00e8 il risultato della laboriosa ricerca, nella Commissione dei settantacinque, di un criterio differenziatore fra le due Camere, il Senato e la Camera dei deputati. Si volle fissare qualche cosa che differenziasse la formazione delle due Camere, e si credette di trovare questo elemento differenziatore, stabilendo l\u2019obbligatoriet\u00e0 della scelta dei senatori in determinate categorie di cittadini.<\/p><p>Ora l\u2019Assemblea ha fissato il criterio differenziatore in qualche cosa di molto pi\u00f9 saldo e pi\u00f9 efficace, perch\u00e9 ha votato due ordini del giorno, uno che determina in linea di massima che la Camera dei deputati debba essere eletta col sistema proporzionale, l\u2019altro che il Senato debba essere eletto col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>In questa maniera si viene a differenziare la formazione dell\u2019una e dell\u2019altra Camera in tale modo, da rendere inutile l\u2019espediente dell\u2019elencazione delle categorie di eleggibili a senatori.<\/p><p>Raccomando, quindi, il mio emendamento ai voti dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Targetti, Amadei, Carpano Maglioli, De Michelis, Fedeli Aldo, Malagugini, cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abA senatori sono eleggibili gli elettori che hanno compiuto trentacinque anni di et\u00e0.<\/p><p>\u00ab<em>Subordinatamente:<\/em><\/p><p>\u00ab<em>Al terzo alinea sopprimere:<\/em> o comunali, <strong>e<\/strong> <em>sostituire:<\/em> Deputazione provinciale o Giunta comunale.<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto alinea sopprimere:<\/em> e di corpi assimilati.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il settimo alinea<\/em>\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente alcuno dei firmatari, si intende che abbiano rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobili Tito Oro ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori i cittadini elettori che abbiano compiuto i trentacinquenni di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 56 stabilisce le norme per la eleggibilit\u00e0 dei senatori e le relative limitazioni per et\u00e0, per naturalit\u00e0 o domicilio e per categoria.<\/p><p>L\u2019emendamento da me proposto, lasciando inalterata l\u2019et\u00e0 stabilita dal progetto in trentacinque anni, elimina ogni altra limitazione, sia in ordine alla naturalit\u00e0 o al domicilio, sia in ordine alle categorie sociali, economiche, culturali, ecc.<\/p><p>Del requisito dell\u2019et\u00e0 si \u00e8 preoccupato pel nostro Gruppo il collega Targetti, il quale ha proposto che essa sia elevata a quaranta anni; e lo stesso Targetti, con altri colleghi, ha pure proposta la soppressione delle altre limitazioni sopra indicate. Tale emendamento, essendo decaduto per assenza dei proponenti, viene ripreso col mio, col quale perfettamente coincide, salvo per quanto riflette il requisito dell\u2019et\u00e0.<\/p><p>In ordine a questa, riconoscendo che l\u2019unico giustificato criterio differenziale fra le due Camere pu\u00f2 essere rappresentato dalla maggiore prudenza che contradistingue gli uomini pi\u00f9 maturi negli anni, ho lasciata inalterata l\u2019et\u00e0 proposta dal progetto in trentacinque anni almeno.<\/p><p>L\u2019emendamento Targetti invece appoggia, come ho detto, la tendenza a portare l\u2019et\u00e0 degli eligendi a un limite minimo pi\u00f9 elevato, e almeno ai quaranta anni. Su questo punto vi \u00e8 pertanto disaccordo fra la proposta mia e quella dei colleghi; la mia \u00e8 pi\u00f9 aderente a criteri di democrazia, l\u2019altra maggiormente seconda la preoccupazione di creare un organo dotato di maggiore esperienza della vita, e quindi di maggiore prudenza. Mi permetto per\u00f2 di far presente all\u2019Assemblea che trattasi tuttavia di una differenza cos\u00ec lieve da rendersi irrilevante: onde, per riguardo ai colleghi proponenti che non potranno intervenire nella discussione, preferisco, anzich\u00e9 prender partito per l\u2019una piuttosto che per l\u2019altra risoluzione, di rimettere la scelta all\u2019Assemblea.<\/p><p>Sugli emendamenti da portare alle altre parti del testo sono invece pienamente d\u2019accordo col collega Targetti. Noi non possiamo accettare la limitazione della eleggibilit\u00e0 in ragione di naturalit\u00e0 o di domicilio, nel senso di esigere che il candidato sia nato o domiciliato nella Regione che dovrebbe eleggerlo.<\/p><p>La nostra tradizione unitaria ha precedenti chiari: non gioverebbe ricercarla nelle disposizioni della Statuto albertino riguardanti il Senato, perch\u00e9 esso contemplava un Senato di nomina regia.<\/p><p>Ma il principio dello Stato-Nazione, cio\u00e8 dello stato unitario attraverso la rappresentanza estensiva degli interessi generali dell\u2019intero Paese per parte di ogni singolo parlamentare, era ben definito nelle disposizioni riguardanti la Camera dei deputati. Era ivi espressamente dichiarato, mi pare all\u2019articolo 41, che il deputato non rappresenta soltanto il collegio dal quale \u00e8 stato eletto, ma la intiera Nazione. D\u2019altra parte in nessuna delle leggi elettorali dello Stato italiano \u00e8 stato mai prescritto che per la eleggibilit\u00e0 del deputato occorresse che egli fosse o nato o domiciliato entro l\u2019\u00e0mbito del collegio dove si fosse presentato candidato. Siffatta pretesa non trova del resto riscontro in alcuna altra Carta costituzionale, che non siano quelle di Paesi governati a sistema federale o a Federazione di stati. Ognuno comprende come questo non sia il caso nostro. Noi abbiamo continuamente riaffermato la decisa volont\u00e0 del Paese di ispirarsi sempre a quell\u2019indirizzo unitario al quale si \u00e8 ispiralo il nostro Risorgimento, rispetto al quale la nostra fede rappresenta un superamento, non un rinnegamento.<\/p><p>L\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, nel moto spontaneo dei popoli verso le grandi formazioni che sollecitano l\u2019abbattimento delle \u00abbarriere scellerate\u00bb e la fratellanza di tutte le genti, ha una tradizione degna; di epopea, costellata di lotte, di sacrifici, di martiriologio; e la convinzione della sua necessit\u00e0 form\u00f2 il substrato etico e passionale delle lotte, delle rivolte insurrezionali che condussero alla costituzione dello Stato nazionale italiano. C\u2019\u00e8 qualcuno che si illuda di poter oggi, profittando della sciagura, dare il colpo di spugna alle conquiste che di tale movimento furono le conseguenze?<\/p><p>Di questo spirito, che le calamit\u00e0 mai non riuscirono a spegnere, \u00e8 documento la Costituzione della Repubblica romana, che ammetteva alla propria Assemblea non i naturali soltanto del proprio territorio, ma i cittadini degli Stati tutti d\u2019Italia che da sei mesi vi avessero preso stanza. Lo ricordino gli immemori!<\/p><p>Il Senato \u00e8 uno dei due rami del Parlamento nazionale; e legifera, vigile tutore dell\u2019interessi generali di tutto il Paese, sugli interessi medesimi; e attinge, nella formazione della propria Assemblea, a tutto il territorio nazionale, senza distinzioni territoriali: sotto tale riflesso tutti i cittadini devono poter partecipare all\u2019Assemblea medesima, in qualunque parte del territorio siano nati, in qualunque parte siano stati proclamati candidati ed eletti. La limitazione della eleggibilit\u00e0 dei senatori in ragione della naturalit\u00e0 e del domicilio nell\u2019ambito della Regione che dovrebbe eleggerlo, offende dunque la coscienza unitaria del Paese e le origini dello Stato italiano; essa pu\u00f2 essere stata ispirata soltanto dalla esasperazione di quello spirito regionalista che mina ormai la compagine statale e che di recente faceva emettere in quest\u2019Aula a un membro del Governo, una esclamazione di angoscia: \u00abNel 1947 si sono create le Regioni, e si \u00e8 spenta l\u2019Italia!\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il grido non \u00e8 mio, \u00e8 di un membro di questo Governo; ma io sento tutta la portata di questa onesta preoccupazione.<\/p><p>\u00c8 una preoccupazione alla quale bisogna reagire. Ma bisogna reagire anche alla infatuazione regionalista, come a un fenomeno patologico, di panico, di egoismo localistico, di incipiente disinteressamento per il risollevamento delia Nazione nel mondo. Quando indicammo il pericolo, ci si rispose che la creazione dell\u2019ente Regione era la conseguenza necessaria dell\u2019accettato principio delle autonomie locali, l\u2019applicazione pura e semplice di quel decentramento amministrativo che noi stessi avevamo invocato. Ma qui si rende pi\u00f9 evidente che non si fosse visto finora, che la riforma non vuole limitarsi a quel ragionevole decentramento che avrebbe potuto con successo svilupparsi sugli enti Provincia e Comune, ma arditamente si spinge sul terreno politico, tende a formare delle Regioni le circoscrizioni elettorali del Senato, dei Consigli regionali altrettanti grandi elettori di ben un terzo dei Senatori (e questo tentativo \u00e8 fortunatamente naufragato), a imporre che questi siano scelti in seno ai nativi e ai domiciliati nella Regione stessa, e a considerarli come portatori in seno al Senato, della voce della Regione, come rappresentanti, in seno ad esso, degli interessi particolaristi di questa, anzich\u00e9 di quelli generali della Nazione. Di guisa che non potrebbe pi\u00f9 parlarsi di semplice prefederalismo; si tratterebbe ormai di dar vita a un Senato in funzione di Camera Federale delle Regioni. Ecco perch\u00e9 \u00e8 proprio necessario eliminare il sospetto che si tenda alla graduale distruzione dell\u2019unit\u00e0 italiana a soddisfazione del tradizionale spirito guelfo. Ecco perch\u00e9 occorre eliminare la preoccupazione che i propositi dei sostenitori vadano molto al di l\u00e0 della lettera del progetto, come ha fatto dubitare l\u2019onorevole Ambrosini, quando, a conclusione della sua dotta relazione orale, nella discussione generale sulle Regioni, ha ricordato il rimprovero fattogli dal suo Partito \u00abdi aver troppo contenuto la riforma\u00bb.<\/p><p>Questa preoccupazione e quel sospetto noi non vogliamo che si diffonda, ma bisogna anche evitare che ad essi si dia esca in maniera da far credere che il nostro ordinamento si inoltri per la via del federalismo. La rappresentanza che si vuol dare ad interessi di Regione in una Assemblea a funzione e a fini nazionali, \u00e8 completamente ingiustificata. Ingiustificata sotto tutti i rapporti, anche sotto quello della opportunit\u00e0 e dell\u2019utilit\u00e0. \u00c8 logico che in ciascuna circoscrizione, sia ristretta, sia allargata, i Partiti prima, ed il popolo poi, il corpo elettorale in altri termini, abbiano sempre interesse di scegliere, per quanto possibile, gli elementi locali e di preferirli a quelli estranei. E ci\u00f2 basta a far ritenere superflua e non necessaria la odiosa limitazione. Il peggio \u00e8 che, per effetto di questa, il progetto preclude la via alle circoscrizioni di cercare i propri candidati in altre localit\u00e0, anche nel caso che una scelta sodisfacente ne sia stata impossibile nel proprio seno. Il vizio del progetto della tendenza maggioritaria \u00e8 dunque individuato: essa antepone ai fini generali \u00e8 unitari quelli particolaristici: cos\u00ec quando si batt\u00e9 per un Senato corporativo, a categorie d\u2019interessi; cos\u00ec quando si batte per un Senato a rappresentanza d\u2019interessi regionali; cos\u00ec quando, caduto il tentativo precedente, si batter\u00e0 per un Senato aperto esclusivamente a limitate categorie culturali, economiche e sociali che non includono per\u00f2 le forze vive del lavoro. Per questi motivi noi ci batteremo contro questa prima parte dell\u2019articolo 56 e sosterremo ad oltranza l\u2019emendamento che abbiamo proposto.<\/p><p>E ora vengo all\u2019ultima parte dell\u2019emendamento, con la quale, contro la proposta della Commissione di accordare la eleggibilit\u00e0 a limitate categorie di cittadini, proponiamo la soppressione dell\u2019elenco che lo sviluppa, per lasciare aperto, anche pel Senato il diritto di elettorato passivo a tutti i cittadini elettori indistintamente. Prima di tutto mi propongo questo quesito: l\u2019elenco delle categorie proposte ha un carattere tassativo o vuole essere soltanto esemplificativo, un elenco tipo insomma, che permetta un allargamento per analogia, come ad esempio farebbe supporre a rafforzamento del principio <em>favores sunt ampliandi<\/em>, il fatto, che l\u00e0 dove si parla dei membri dell\u2019Accademia dei Lincei si soggiunge immediatamente \u00abo di altri corpi assimilati\u00bb? Nell\u2019uno e nell\u2019altro caso s\u2019impongono dei rilievi.<\/p><p>Nella ipotesi che l\u2019elenco voglia essere tassativo, non appare evidente che alcune categorie di eleggibili sono state incomprensibilmente pretermesse, senza che ne sia stata data alcuna spiegazione? Confrontando (questa non \u00e8 una preoccupazione di partito, ed io la esprimo a titolo di puntualit\u00e0 costituzionale) lo Statuto albertino col nostro articolo 56, trovo, per esempio, che \u00e8 omessa la categoria degli Arcivescovi e dei Vescovi dello Stato, e non si \u00e8 voluto certamente escludere con ci\u00f2 che costoro abbiano i requisiti per poter portare l\u2019espressione della loro esperienza e della loro prudenza nelle deliberazioni interessanti il Paese. Non \u00e8 da pensarlo, perch\u00e9 troppi elementi vigilavano a che una deliberazione di questo genere, e con questa portata non fosse assunta. E allora, quale \u00e8 la ragione recondita, di questa esclusione? Forse la preoccupazione rispettosa <em>ne ludibrio exponentur<\/em> in una Assemblea agitata da passioni di parte? O forse per lasciare pi\u00f9 libere, senza la preoccupazione del doveroso riguardo ai presuli dovuto, le manifestazioni dell\u2019Assemblea? Non si tratta di una curiosit\u00e0; era un nostro diritto saperlo, anche per la soddisfazione dovuta alle nostre coscienze. Il quesito rester\u00e0 forse senza risposta.<\/p><p>A questa strana e inesplicata omissione si contrappone una intrusione storicamente ingiustificata, quella della categoria \u00abdegli imprenditori individuali, proprietari, conduttori&#8230; di aziende con almeno 100 dipendenti o soci\u00bb.<\/p><p>Questa categoria mira ad introdurre, sebbene mascherata, l\u2019antica categoria del censo; e ci\u00f2 tanto pi\u00f9 si rende evidente quando si pensi che oggi anche i maggiori tenimenti terrieri sono tutti organizzati ad impresa. E in contrapposto non c\u2019\u00e8 una categoria che riguardi le forze vive del lavoro, quelle forze che la Repubblica italiana, fondata sul lavoro, coll\u2019articolo 1 della sua Costituzione, ha chiamato alla partecipazione effettiva a tutta l\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<\/p><p>Il Senato fa o non fa parte della organizzazione politica del Paese?<\/p><p>L\u2019esclusione dalla eleggibilit\u00e0 al Senato della Repubblica delle forze vive del lavoro, malgrado la proclamazione dell\u2019articolo 1 della Costituzione, perpetrerebbe la pi\u00f9 flagrante violazione di quei diritti essenziali che si vollero garantiti cogli articoli 2 e 3 della Costituzione, che a tutti i cittadini, di qualunque condizione sociale, assicurano eguaglianza assoluta anche nel godimento dei diritti politici; e susciterebbe il sospetto che la elencazione dell\u2019articolo 56 sia stata adottata o, se vuolsi, mantenuta proprio allo scopo precipuo di escludere dal Senato i lavoratori. N\u00e9 varrebbe opporre di avervi inclusi membri dei consigli direttivi nazionali, regionali e provinciali, delle organizzazioni sindacali, gi\u00e0 che ci\u00f2 non basterebbe a rendere eleggibili i lavoratori che non intraprendano la missione organizzativa.<\/p><p>Eppure sarebbe oltrech\u00e9 doveroso, socialmente e politicamente utilissimo aprire ai lavoratori tutte le vie, comprese quelle che conducono alle supreme Magistrature, eccitando in loro il desiderio di formarsi e di pervenire, sviluppandone l\u2019amore allo studio e al perfezionamento tecnico. Conosco operai dei pi\u00f9 svariati settori che, autodidatti, hanno raggiunto i gradi di coltura e di addestramento pi\u00f9 sorprendente nelle lettere, nelle scienze, e nelle arti. Perch\u00e9 tenerli lontani dall\u2019esercizio di un diritto politico che procede dalla sovranit\u00e0 popolare? Bisogna sapere ormai reagire al pregiudizio delle distinzioni aristocratiche. Ecco perch\u00e9 noi combattiamo l\u2019elencazione dell\u2019articolo 56, che \u00e8 in funzione di una ingiustizia sociale che sarebbe delittuosa; e tanto pi\u00f9 la combattiamo in quanto la si voglia considerare tassativa.<\/p><p>Passo all\u2019esame dell\u2019altra ipotesi. Se l\u2019elenco dovesse considerarsi esemplificativo, occorrerebbe domandarsi chi sar\u00e0 il giudice dell\u2019analogia? Quanto dire della eleggibilit\u00e0. Sar\u00e0 l\u2019ufficio del collegio uninominale? Sar\u00e0 l\u2019ufficio del collegio centrale oppure l\u2019organo del Senato per la verifica dei poteri?<\/p><p>Comunque, quali garanzie di obiettivit\u00e0 potranno avere le minoranze di fronte ad un giudizio di tal natura, devoluto ad uomini che non possono dare se non giudizi soggettivi e non sempre sono in grado di mantenersi obiettivi?<\/p><p>I quesiti propostici servono dunque a dimostrare che, dal punto di vista strutturale, il progetto di Costituzione rivela <em>prima facie <\/em>nell\u2019articolo 56, i vizi che vi si annidano e ne fanno presentire le conseguenze.<\/p><p>Ma, indipendentemente da ci\u00f2, s\u2019impone anche qui il rilievo di carattere politico. Come si concilia colla nostra Carta (che cogli articoli 6 e 7 esalta i cosiddetti diritti essenziali, e primo fra tutti quello dell\u2019eguaglianza di tutti i cittadini di fronte ai diritti politici) la esclusione dal Senato della categoria dei lavoratori, la pi\u00f9 numerosa, e certamente la pi\u00f9 benemerita, specie in questo momento di febbrile ricostruzione, e colla esclusione altres\u00ec dei ceti professionali e di tante altre categorie di cittadini, per milioni e milioni? Nessuna giustificazione potr\u00e0 purtroppo valere a dimostrare che qui il principio democratico della eguaglianza dei cittadini e quello della sovranit\u00e0 popolare non siano stati sopraffatti dalla nostalgia anacronistica del privilegio di casta, mal dissimulata dall\u2019adito al Senato che il progetto consente poi, evidente beffa, al consigliere comunale di Roccacannuccia.<\/p><p>Il rimedio esiste ed \u00e8 nei princip\u00ee: la scelta dei senatori, come quella dei deputati, spetta completamente e liberamente alla sovranit\u00e0 popolare. E il popolo la eserciter\u00e0 sotto la guida dei partiti, attraverso il criterio che essi ne faranno nel loro senso di responsabilit\u00e0 e attraverso l\u2019ulteriore selezione che sulle candidature sar\u00e0 fatta dal corpo elettorale.<\/p><p>Alla direzione dei partiti politici \u00e8 il fiore della intelligenza e dell\u2019accorgimento che ciascuno di essi pu\u00f2 dare: \u00e8 di tutta certezza che questi uomini sapranno, nell\u2019interesse stesso dei partiti, esercitare la scelta, in collaborazione dei comitati locali, con ogni avvedimento e colla precipua preoccupazione di non creare rappresentanze che nella contesa parlamentare siano preventivamente condannate alla inferiorit\u00e0 nei confronti degli altri partiti. E il buon senso del corpo elettorale far\u00e0 il resto, nell\u2019esercizio della pi\u00f9 delicata funzione della sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>Non si deve rappresentare la funzione dei partiti come contrapposta a quella della sovranit\u00e0 popolare e parlare di sopraggiunta partitocrazia, quasi essi quella sovranit\u00e0 abbiano detronizzata o mirino a detronizzare: i partiti, non \u00e8 chi non possa comprenderlo, sono invece gli organi di questa sovranit\u00e0, che si esprime e si esercita sotto la loro guida, perch\u00e9 non potrebbe esprimersi ed esercitarsi se non per via di organizzazione.<\/p><p>Garanzie dunque ne abbiamo a sufficienza, perch\u00e9 il Senato, senza bisogno di ricorrere a limitazioni odiose e antistoriche, risulti dalla accurata scelta degli elementi pi\u00f9 probi, pi\u00f9 capaci, pi\u00f9 prudenti. La caratteristica di questo ramo del Parlamento, alla quale conferir\u00e0 anche la limitazione dell\u2019et\u00e0 che sar\u00e0 richiesta per la eleggibilit\u00e0, sar\u00e0 la prudenza, intesa non come spirito reattivo agli impulsi di progresso, ma come preoccupazione di quel maggiore avvedimento che solo la pi\u00f9 lunga esperienza della vita pu\u00f2 fornire. E, pertanto, questa caratteristica non potr\u00e0 costituire motivo di minor simpatia da parte del popolo per il nascente Senato della Repubblica; e il popolo ne accompagner\u00e0 la nascita col fiducioso ricordo che <em>quando prudentia senium spreta est res publica periclitavit<\/em>.<\/p><p>Si sopprimano, dunque, le anacronistiche limitazioni cos\u00ec contrastanti collo spirito dello stesso progetto di Costituzione; si riconosca in pieno, anche per la elezione dei senatori, la sovranit\u00e0 del popolo; non si creino sospetti d\u2019insincerit\u00e0 sull\u2019opera nostra. Solo cos\u00ec potremo dimostrare che la nostra Carta costituzionale non per vana lustra ha fatto le proclamazioni contenute nei suoi primi tre articoli, ma col fermo proposito di garantire a tutti i cittadini indistintamente una assoluta eguaglianza sostanziale, politica e sociale. (<em>Applausi a. sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Donati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p><em>Dopo la parola:<\/em> elettori, <em>togliere l\u2019inciso: <\/em>nati o domiciliati nella Regione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DONATI. Onorevoli colleghi, non ho nulla da aggiungere a quanto \u00e8 stato gi\u00e0 a suo tempo esposto dall\u2019onorevole Nitti ed ora dall\u2019onorevole Nobili Oro in merito all\u2019inopportunit\u00e0 di fare delle Regioni tanti compartimenti-stagni agli effetti dell\u2019eleggibilit\u00e0 dei senatori. Voglio soltanto osservare, che, anche a voler tenere nella maggiore evidenza la base regionale, l\u2019inciso di cui propongo la soppressione, non presenta alcuna utilit\u00e0. Anzitutto \u00e8 sempre inutile, e quindi dannosa una norma che pu\u00f2 essere facilmente violata: tale \u00e8 la norma proposta dalla Commissione perch\u00e9, se il luogo di nascita non pu\u00f2 essere cambiato, il domicilio pu\u00f2 essere facilmente mutato, anche soltanto in vista delle elezioni.<\/p><p>D\u2019altro canto, \u00e8 frequente l\u2019ipotesi di persone che hanno illustrato nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti o dell\u2019attivit\u00e0 industriale o nel campo della beneficienza la Regione dalla quale traggono origine, pur non essendovi nati perch\u00e9, ad esempio, figli di impiegati che prestavano servizio fuori della Regione di origine e pure non essendovi neppure domiciliati. In tali casi, col testo della Commissione si preclude agli elettori di una regione la possibilit\u00e0 di elevare al Senato i suoi figli pi\u00f9 degni.<\/p><p>Pertanto ritengo questo provvedimento dannoso ed insisto per la sua soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Cifaldi e Cairo hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> gli elettori, <em>sopprimere l\u2019inciso:<\/em> nati o domiciliati nella Regione\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno dei presentatori \u00e8 presente, si intende che abbiamo rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>Gli onorevoli Codacci Pisanelli, Castelli Avolio, Chatrian, Cingolani, Ermini, Tupini, Tozzi Condivi, De Palma hanno presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma sopprimere le parole: <\/em>nati o domiciliati nella Regione\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Nel caso che il detto emendamento soppressivo non fosse approvato dall\u2019Assemblea, aggiungere, alla fine dell\u2019articolo stesso, il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abIl requisito della nascita o del domicilio nella Regione, di cui alla prima parte del presente articolo, non si applica a coloro che siano stati, in uno dei collegi della Regione, deputati alla Costituente o alla Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Codacci Pisanelli ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. L\u2019emendamento proposto ha bisogno appena di essere illustrato. Si riferisce in realt\u00e0 al problema test\u00e9 prospettato dall\u2019oratore che mi ha preceduto, cio\u00e8 quello di non esigere il requisito del domicilio, tanto pi\u00f9 che il domicilio potrebbe essere eletto con tale facilit\u00e0 da non costituire garanzia di rapporto di particolare legame con la Regione o con la circoscrizione nella quale si aspira ad essere eletti. Non voglio dilungarmi su quanto \u00e8 stato gi\u00e0 illustrato dal collega. Ritengo che si possa fare a meno di porre i requisiti stabiliti nel progetto e quindi che questo emendamento possa essere accolto senza difficolt\u00e0, ove non si voglia escludere del tutto il requisito del domicilio.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Bastianetto, Bazoli, Montini, Caso, Bettiol, Lizier, Corsanego, Martinelli, Spataro e Cotellessa hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> gli elettori, <em>sopprimere: <\/em>nati o domiciliati nella Regione\u00bb.<\/p><p>Onorevole Bastianetto, ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BASTIANETTO. \u00c8 gi\u00e0 stato svolto dall\u2019onorevole Donati alle cui conclusioni mi associo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Conti ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> trentacinque anni di et\u00e0, <em>sostituire le altre:<\/em> quaranta anni di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere le categorie<\/em>\u00bb.<\/p><p>Non essendo egli presente, si intende che abbia rinunziato a svolgerli.<\/p><p>L\u2019onorevole Rodi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo alinea col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abI decorati al valore, invalidi e mutilati di tutte le guerre, che abbiano il grado non inferiore a generale di divisione\u00bb.<\/p><p>Fo presente che questo \u00e8 il primo degli emendamenti che si riferiscono alle categorie.<\/p><p>L\u2019onorevole Rodi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RODI. Ho presentato questo emendamento, proponendomi di variarlo a seconda della discussione, perch\u00e9 il testo della Commissione mi sembra ambiguo, non soltanto nello spirito, ma anche, direi, nel senso grammaticale, perch\u00e9 dice: \u00abSono eleggibili a senatori i decorati al valore nella guerra di liberazione 1943-45, capi di formazioni regolari o partigiane con grado non inferiore a comandante di divisione\u00bb.<\/p><p>Questa virgola, che ha separato la prima parte del periodo dalla seconda, lascia dei dubbi, nel senso cio\u00e8 che siano compresi in questa categoria i decorati e poi i generali, oppure i generali di divisione che siano stati decorati al valore nella guerra del 1943-45? Per me gi\u00e0 la stesura grammaticale non \u00e8 troppo chiara. Ad ogni modo ho presentato questo emendamento: \u00abi decorati al valore, invalidi e mutilati di tutte le guerre che abbiano il grado non inferiore a generale di divisione\u00bb, nel senso cio\u00e8 che ho voluto precisare che accanto ai decorati, poich\u00e9 questo comma \u00e8 destinato a chi \u00e8 stato valoroso in guerra, si includessero anche gli invalidi e mutilati di tutte le guerre ed a questo proposito ho anche firmato un emendamento presentato da altri colleghi, affinch\u00e9 questa categoria sia compresa fra gli eleggibili a senatore. E poi ho desiderato eliminare le limitazioni riguardanti la guerra di liberazione 1943-45 perch\u00e9, francamente, mi sembra ingiusto disconoscere in maniera cos\u00ec chiara e mortificante che le medaglie d\u2019oro della guerra 1940-43 non debbano avere da parte del popolo italiano quel riconoscimento che loro spetta, perch\u00e9, per quanto la si voglia dire una guerra fascista, per quanto si voglia dare a questa guerra un valore politico, non \u00e8 meno vero che questa guerra l\u2019abbiamo fatta come italiani e se in quel periodo ci sono state delle medaglie d\u2019oro \u00e8 addirittura offensivo escluderle a bella posta dall\u2019elenco degli eleggibili a senatori. Pertanto il mio emendamento tende a questo: a comprendere tutti gli eroi indistintamente, poi gli invalidi e i mutilati di guerra. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ARATA. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ARATA. Noi qui ora abbiamo iniziato la discussione degli emendamenti che riguardano le categorie degli eleggibili.<\/p><p>Proporrei, per economia della discussione, che si votasse senz\u2019altro il primo comma dell\u2019articolo 56 con gli emendamenti che lo riguardano, in quanto che, nel caso di votazione positiva, l\u2019elencazione delle categorie verrebbe senz\u2019altro a cadere e quindi elimineremmo la discussione di numerosi emendamenti che riguardano le varie categorie degli eleggibili.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Arata, partendo dal presupposto che molti degli emendamenti sostitutivi, gi\u00e0 svolti dai proponenti, concludono con la proposta di soppressione delle categorie, propone che si passi alla votazione di questi primi emendamenti che, se fossero accolti, renderebbero poi inutile ogni altra votazione.<\/p><p>C\u2019\u00e8 qualcuno che domanda la parola su questa proposta?<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Io credo che siano assennate le considerazioni dell\u2019onorevole Arata. Solo vorrei fare osservare che, in fondo, la valutazione della opportunit\u00e0 di mantenere o meno le categorie deriva anche dall\u2019apprezzamento che si faccia delle singole categorie cos\u00ec come sono presentate negli emendamenti proposti. \u00c8 chiaro che non si pu\u00f2 decidere in astratto. \u00c8 opportuno che il principio della limitazione delle categorie di eleggibili sia considerato in concreto, in relazione alle categorie che sono effettivamente proposte.<\/p><p>Mi rendo conto che si guadagnerebbe del tempo, ma mi domando se non sia opportuno prolungare la discussione per illuminare meglio il punto di principio attraverso l\u2019esame dei successivi emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Moro ha veramente obiettato che sarebbe necessaria ancora una certa chiarificazione per sapere se si accetta o meno il criterio.<\/p><p>Questa chiarificazione deriverebbe dall\u2019esame delle categorie proposte; a seconda del carattere di queste categorie ritiene l\u2019onorevole Moro che si possa o non si possa accettare il principio stesso.<\/p><p>Ma il criterio dell\u2019onorevole Moro significa, in sostanza, respingere la proposta dell\u2019onorevole Arata.<\/p><p>Se non vi sono altre osservazioni, pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Arata tendente a far precedere la votazione del primo comma dell\u2019articolo 56 all\u2019eventuale svolgimento degli emendamenti che riguardano le singole categorie di eleggibili alla carica di senatore.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Invito l\u2019onorevole Ruini a esprimere il pensiero della Commissione in ordine agli emendamenti svolti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevoli colleghi, riferir\u00f2 su ci\u00f2 che ha stabilito il Comitato, non sicuro per\u00f2, per ripetute esperienze, che i colleghi i quali hanno votato in un modo nel Comitato voteranno nello stesso modo anche nell\u2019Assemblea. Veniamo ai gruppi di emendamenti presentati. Abbiamo innanzitutto gli emendamenti degli onorevoli Targetti, e quelli degli onorevoli Nobili Tito Oro, Donati, Cifaldi, Nitti ed altri e, in via subordinata, anche quello Codacci Pisanelli, che voglion sopprimere la condizione \u00abnati e domiciliati nella Regione\u00bb. A questo proposito, il Comitato ha tenuto presente che vi sono dei casi i quali dimostrano che la nascita o il domicilio nella Regione non assicurano il nesso di appartenenza diretta ed efficiente alla Regione stessa. Vi pu\u00f2 essere un cittadino, figlio di un impiegato, il quale sia nato per combinazione in una Regione, ma non vi abbia pi\u00f9 rimesso piede: questi potrebbe essere candidato. Viceversa vi possono essere altri, di genitori e di gente <em>ab antiquo<\/em> d\u2019una Regione che sono nati fuori ed hanno domicilio altrove (un decisivo peso ha il domicilio legale), ma han conservato i vincoli pi\u00f9 stretti, vi sono stati eletti deputati (l\u2019amico Tupini ha citato il suo caso), e non potrebbero esservi nominati senatori.<\/p><p>Tutto sommato, il Comitato ha ritenuto a maggioranza che si debba togliere questa condizione, in quanto non raggiunge l\u2019effetto voluto di imprimere un carattere di sicura regionalit\u00e0.<\/p><p>Veniamo ora alla questione dell\u2019et\u00e0: il testo propone 35 anni, ma alcuni colleghi, gli onorevoli Nitti, De Vita, Conti, Carboni, hanno proposto che questo limite venga elevato sino ai 40 anni. Il Comitato ha aderito a tale emendamento, che gli \u00e8 parso pi\u00f9 consono al carattere del Senato: senato viene infatti da <em>seniores<\/em>.<\/p><p>Per quanto concerne le categorie degli eleggibili al Senato, ho gi\u00e0 altra volta accennato, e debbo ora ricordare, come \u00e8 stata impostata la loro formulazione. Il motivo fondamentale che le giustifica era di trovare, anche nella qualificazione dei senatori, una differenziazione del Senato dall\u2019altra Camera, ed una accentuazione del suo carattere pi\u00f9 particolare di competenza e di tecnicit\u00e0. Per il criterio di qualificazione la seconda Sottocommissione, presieduta dall\u2019onorevole Terracini, part\u00ec col proposito di andare incontro, se era possibile, all\u2019idea sostenuta dall\u2019onorevole Piccioni e da altri colleghi, delle categorie professionali, ispirate alla rappresentanza organica; era una via di mezzo; il corpo elettorale unico avrebbe scelto gli appartenenti a tali categorie. La Sottocommissione si pose al lavoro. Ma per strada si \u00e8 trasformata la cosa: ed invece di categorie pi\u00f9 propriamente professionali e di rappresentanza organica, si sono avute categorie di pi\u00f9 complesso e vario ordine; cos\u00ec che l\u2019intento originario della loro configurazione \u00e8 andato perduto. L\u2019elenco che \u00e8 risultato d\u00e0 luogo ad incertezze e fa sorgere il dubbio se convenga mantenere il sistema delle categorie od abbandonarlo.<\/p><p>Debbo ad ogni modo, rilevando un\u2019osservazione dell\u2019onorevole Nobili Tito Oro, che trova come la formula proposta, dimenticando e trascurando gli elementi operai, offenda e ferisca i princip\u00ee del lavoro e della democrazia, osservare che fra le categorie vi sono quelle dei membri di Consigli, non solo nazionali o regionali, ma provinciali di organizzazioni sindacali, e ci\u00f2 per gli operai come per i datori di lavoro; cos\u00ec che non vi \u00e8 stata la dimenticanza denunciata.<\/p><p>Ma altri rilievi si possono fare. Vi \u00e8 stato, in Sottocommissione e poi in Commissione plenaria, uno sforzo notevole per trovare un ordine logico e graduato delle categorie. Si \u00e8 fatto capo soprattutto, al concetto di comprendervi chi gi\u00e0 ha ed ha avuto in qualche modo un mandato, una designazione, una funzione di rappresentanza in un\u2019assemblea politica o amministrativa, o professionale o, persino, in una societ\u00e0 anonima o cooperativa. Ma si \u00e8 poi creduto di dover ammettere anche chi, non avendo un titolo di questo genere, ad esempio dirigesse personalmente un\u2019azienda della stessa vastit\u00e0 di quella stabilita nelle anonime e cooperative per renderne eleggibili gli amministratori.<\/p><p>Si \u00e8 cercato di ricondurre le categorie a gruppi abbastanza organici che, in sostanza, oltre a quello dei decorati al valore, sarebbero quattro: cariche politiche, amministrative, ordini professionali e culturali, sindacati. Ma bisogna confessare che la formulazione ottenuta, con ogni sforzo, non \u00e8 riuscita sodisfacente e sufficiente, anche per alcuni di quelli che avevano partecipato alla formulazione stessa; e poi, ha provocato cos\u00ec numerose proposte di soppressione. Il Comitato, pur ritenendo che sarebbe opportuno richiedere qualifiche speciali pei senatori, ha d\u2019altra parte considerato che, essendo avvenuta in altro modo \u2013 con l\u2019adozione dei sistemi elettorali \u2013 la differenziazione delle due Camere, vien meno la ragione pi\u00f9 forte per il sistema delle categorie. Pertanto il Comitato ha aderito, a maggioranza, agli emendamenti soppressivi.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Gasparotto, Veroni, Villabruna, Bocconi, Lami Starnuti, Carboni Angelo, Filippini, Rossi Paolo, Arata, Bordon, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, oltre alle parole:<\/em> nati o domiciliati, <em>anche le altre:<\/em> o residenti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Gasparotto ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GASPAROTTO. Sono favorevole alla soppressione delle categorie, ma ove a questo non si addivenisse, io dico che bisogna parlare non soltanto del luogo di nascita e del domicilio, ma anche della residenza, la quale ha grande importanza nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019individuo. Il domicilio si confonde quasi sempre col luogo di nascita, ed \u00e8 mantenuto soprattutto per ragioni affettive. La residenza, per definizione data dal Codice civile, \u00e8 la sede principale dei propri affari ed interessi, ed \u00e8 nella residenza che si esplica la maggior parte dell\u2019attivit\u00e0 del cittadino. Dunque, si potrebbe eventualmente sopprimere la voce \u00abdomicilio\u00bb, per sostituirla con \u00abresidenza\u00bb; ma, per non perderci in quisquilie, proponiamo semplicemente di aggiungere \u00abo residenti\u00bb.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. Chiedo all\u2019onorevole Presidente che sia messo in votazione per divisione il punto dell\u2019articolo 56, l\u00e0 dove dice: \u00abnati o domiciliati nella Regione\u00bb, perch\u00e9 \u2013 e faccio cos\u00ec anche una dichiarazione di voto \u2013 a me pare \u2013 ed il punto non \u00e8 stato ancora rilevato dagli onorevoli colleghi \u2013 che con questa statuizione noi verremmo ad urtare il principio stabilito dall\u2019articolo che voteremo tra poco, cio\u00e8 dall\u2019articolo 64 del progetto di Costituzione, il quale statuisce che \u00abogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione\u00bb.<\/p><p>Ricordo a me stesso che ci\u00f2 \u00e8 perfettamente conforme al moderno concetto di rappresentanza, in contrapposto a quello antico che stabiliva i <em>cahiers<\/em>, cio\u00e8 mandato proprio e vincolativo. Oggi, adunque, al pari del deputato, il senatore rappresenta la Nazione. Per cui \u00e8 assurdo che, poich\u00e9 anche il Senato rappresenta la Nazione, debba porsi questa limitazione localistica.<\/p><p>PRESIDENTE. E allora, onorevoli colleghi, passiamo alla votazione che \u2013 secondo lo spirito della proposta dell\u2019onorevole Arata, che l\u2019Assemblea ha approvato \u2013 avverr\u00e0 per divisione. Voteremo sul primo comma dell\u2019articolo 56:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione, che hanno compiuto trentacinque anni di et\u00e0, e sono o sono stati\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9, d\u2019altra parte, sono stati presentati emendamenti a diverse parti di questo primo comma, e precisamente alla prima parte, dove si afferma il principio della nascita o del domicilio nella Regione; e alla seconda che si riferisce all\u2019et\u00e0; e, infine, alle categorie, procederemo alla votazione in tre parti distinte, votando prima l\u2019inciso:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori, nati o domiciliati nella Regione\u00bb.<\/p><p>Faccio presente che hanno chiesto la soppressione dell\u2019ultima parte di questo inciso \u00abnati o domiciliati nella Regione\u00bb gli onorevoli Targetti, Donati, Nobili Tito Oro, Cifaldi, Codacci Pisanelli, Bastianetto.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Io voter\u00f2 la dichiarazione contemplata nel primo comma: \u00abSono eleggibili a senatori gli elettori nati e domiciliati\u00bb e sono disposto anche a votare l\u2019aggiunta introdotta dal collega Gasparotto, se sar\u00e0 votata.<\/p><p>Dichiaro che voter\u00f2 questo perch\u00e9 nessuna delle ragioni esposte dall\u2019onorevole Ruini ha minimamente convinto e non mi ha neppure convinto l\u2019ultima ragione espressa dall\u2019onorevole Clerici. Sono tutte finzioni, falsi ragionamenti che non possono far dimenticare quello che inizialmente la Commissione aveva inteso affermare. \u00c8 chiaro che ogni deputato ed ogni senatore rappresenta la Nazione. Questo avveniva anche nel periodo in cui il sistema di elezione era il collegio uninominale; era una questione teorica, ma era ovvio ed ammesso da tutti che il deputato rappresentasse la Nazione. Cos\u00ec pu\u00f2 rappresentare perfettamente la Nazione, conciliando gli interessi della Regione con quelli dello Stato e della Nazione, chi sia senatore con il requisito voluto di essere nato e domiciliato nella determinata Regione dove ha presentato la propria candidatura.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Io voter\u00f2 contro.<\/p><p>In un secolo in cui l\u2019aeroplano ha raggiunto mille chilometri all\u2019ora e l\u2019automobile ha sorpassato i seicento, quando \u00e8 possibile lavorare durante la giornata a Roma e dormire la notte a Milano, trovo assolutamente anacronistica ed assurda una tale disposizione nella nuova Costituzione della Repubblica.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo ai voti.<\/p><p>Per necessit\u00e0 di chiarezza, metter\u00f2 in votazione la formula:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatore gli elettori\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abnati e domiciliati nella Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>Non<\/em> <em>sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pertanto decade anche l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Gasparotto.<\/p><p>Sulla questione dell\u2019et\u00e0 necessaria per porre la candidatura al Senato vi sono due sole proposte: la proposta di trentacinque anni, che \u00e8 della Commissione, e l\u2019altra, sostenuta dagli onorevoli De Vita, Conti e Nitti, di quaranta anni.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> I quarant\u2019anni sono stati accettati anche da noi.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo dunque in votazione la proposta di fissare l\u2019eleggibilit\u00e0 dei senatori in quarant\u2019anni.<\/p><p>(<em>Dopo<\/em> <em>prova e controprova \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo ora alla votazione delle ultime parole del comma:<\/p><p>\u00abe sono o sono stati\u00bb.<\/p><p>I due verbi implicano evidentemente l\u2019accettazione o meno del principio dell\u2019elencazione delle categorie. Pertanto chi approva questa formulazione, implicitamente approva che esista una elencazione, salvo a definirla. Chi non approva esclude ogni elencazione di categoria, quindi ogni altro limite di eleggibilit\u00e0 all\u2019infuori di quelli gi\u00e0 votati con le due votazioni fatte or ora.<\/p><p>Faccio presente che \u00e8 stata presentata domanda di votazione per appello nominale dagli onorevoli Bertola, Burato, Ferrarese, Tambroni, Vicentini, Nicotra Maria, Caso, Bosco Lucarelli, De Martino, Restagno. \u00c8 stata anche presentata domanda di votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Laconi, Scoccimarro, Grieco, Corbi, Moranino, Cavallari, Maltagliati, Scotti Francesco, Ravagnan, Rossi Maria Maddalena, Lombardi Carlo, Longo, Maffi, Pellegrini, Barontini Anelito, Saccenti, D\u2019Onofrio, Musolino, Pastore Raffaele, Barontini Ilio, Minio.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Ho chiesto la parola soltanto per ricordare che il nostro Gruppo aveva presentato un emendamento che portava all\u2019abolizione delle categorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che non si procede alla votazione delle proposte soppressive.<\/p><p>A norma del Regolamento, ha la precedenza la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione segreta.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono alla numerazione dei voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 360<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 180<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 180<\/p><p>(<em>Non essendo stata raggiunta la maggioranza, l\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Canevari \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciecolungo \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario\u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Cuomo.<\/p><p>D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza.<\/p><p>Einaudi.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grieco \u2013 Grilli Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 Lazzari \u2013 Leone Francesco \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Manzini \u2013 Mariani Enrico \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni\u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preti \u2013 Preziosi \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segala \u2013 Segni \u2013 Sereni \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Villabruna \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Cairo \u2013 Caporali \u2013 Carmagnola \u2013 Caroleo \u2013 Cevolotto.<\/p><p>Dugoni.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Mannironi \u2013 Martino Enrico \u2013 Martino Gaetano.<\/p><p>Perrone Capano \u2013 Porzio.<\/p><p>Russo Perez.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Sottopongo soltanto un quesito, signor Presidente. Non sono ben addentro nella prassi parlamentare; ma mi sembra che, trattandosi di votare il testo proposto nel progetto costituzionale e non un emendamento, il fatto che non sia stata raggiunta la maggioranza implica l\u2019approvazione del testo. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gradirei, onorevole Codacci Pisanelli, che lei precisasse il suo concetto.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Se permette, preciso. Quando ci troviamo di fronte agli emendamenti, sappiamo che, qualora l\u2019emendamento raggiunga la parit\u00e0, \u00e8 respinto, perch\u00e9 non ha la maggioranza; ma quando si tratta di un articolo del progetto di Costituzione, presentato dalla Commissione dei Settantacinque, il fatto che non sia stato respinto dalla maggioranza implica l\u2019approvazione di questo testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Codacci Pisanelli, le confesso che non riesco a cogliere la sua sottile distinzione. Mi sembra pacifico che, affinch\u00e9 un testo qualunque sia approvato, deve avere la maggioranza e, per calcolare la maggioranza, il computo \u00e8 molto semplice. C\u2019\u00e8 una norma che ognuno conosce ed io, ogni volta che comunico i risultati di una votazione, indico per prima cosa qual \u00e8 la quota di maggioranza. Poco fa ho letto queste cifre, che rileggo: presenti e votanti: 360; maggioranza: 181. Ci\u00f2 significa che, perch\u00e9 si raggiunga il quoziente necessario all\u2019approvazione, occorre avere almeno 181 voti, e tuttavia i voti favorevoli sono stati 180. Onorevole Codacci, mi pare che non ci sia discussione possibile.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Quanto alla distinzione che all\u2019onorevole Presidente \u00e8 sembrata molto sottile, mi pare che in realt\u00e0, sia differente l\u2019ipotesi dell\u2019emendamento da quella del testo presentato. L\u2019emendamento porta modificazioni al testo, e quindi si richiede questa maggioranza; viceversa, quando si tratta di un progetto di legge, che \u00e8 presentato per l\u2019approvazione, a mio avviso il fatto che vi sia la parit\u00e0 implica l\u2019approvazione e non il rigetto. \u00c8 una questione che sottopongo all\u2019Assemblea perch\u00e9 potrebbe presentarsi ancora in avvenire.<\/p><p>PRESIDENTE. Credevo di averla convinta La maggioranza non \u00e8 una ipotesi, \u00e8 una realt\u00e0 immutabile. Data una certa cifra di votanti, qualunque cosa si voti (un testo, un emendamento, una mozione, un ordine del giorno), la maggioranza \u00e8 un dato fisso ed immutabile, che si computa \u2013 le ripeto, onorevole Codacci Pisanelli \u2013 secondo regole elementari contenute in tutti i manuali. Applicata questa regola al numero di 360 presenti e votanti in quest\u2019Aula, la maggioranza si fissa in 181. Si sono raccolti 180 voti, la conclusione \u00e8 evidente.<\/p><p>Passeremo, ora, all\u2019esame dell\u2019articolo 57. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl numero dei membri da eleggere per ciascuna Camera \u00e8 stabilito con legge in base all\u2019ultimo censimento generale della popolazione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pregherei l\u2019onorevole Mortati di voler rispondere ad un quesito che gli pongo. Egli ha presentato a questo articolo in emendamento del seguente tenore:<\/p><p>\u00abPossono essere eleggibili al Parlamento gli italiani che non siano cittadini della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Ora, forse, penso che sarebbe meglio esaminare subito questa proposta Mortati, non come emendamento all\u2019articolo 57, salvo poi a determinare la collocazione della norma.<\/p><p>Onorevole Mortati, vorrei il suo avviso al riguardo.<\/p><p>MORTATI. Propongo che l\u2019esame dell\u2019emendamento sia rinviato, e ci\u00f2 per poter procedere ad una migliore sua elaborazione.<\/p><p>Infatti, se il principio affermato fosse accolto, occorrerebbe estenderne la portata oltre che alla elezione al Parlamento ad altre cariche parimenti elettive. Occorrer\u00e0 inoltre forse elaborare meglio la formula, che, cos\u00ec come \u00e8 stata proposta, vorrebbe tradurre la vecchia dizione di \u00abitaliani non regnicoli\u00bb. Senonch\u00e9, mentre questa aveva un suo significato consacrato dall\u2019uso, la nuova formulazione potrebbe dar luogo a dubbi di interpretazione. Mi pare quindi sufficientemente giustificato il rinvio proposto.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE, Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> La proposta di rinvio dell\u2019onorevole Mortati mi pare accettabile. Egli ha esposto due ragioni: la prima \u00e8 che per la posizione sarebbe pi\u00f9 opportuno collocare il suo emendamento nell\u2019articolo 45, ove si parla della eleggibilit\u00e0 in generale; la seconda \u00e8 di sostanza: si tratta di una questione, che desta subito interesse e simpatia, ma va esaminata attentamente per tutti i possibili riflessi, anche internazionali. \u00c8 quindi opportuno rinviarla al Comitato.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, l\u2019esame della proposta Mortati \u00e8 rinviato.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec<\/em> <em>rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo test\u00e9 letto.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> A proposito dell\u2019articolo 57 ho trovato gi\u00e0 occasione di parlare in uno dei miei interventi. \u00c8 stabilito in questo articolo 57 che il numero dei membri da eleggere nelle due Camere si riferisce alla popolazione in base all\u2019ultimo censimento generale.<\/p><p>Io ho esposto come considerazione di fatto, che l\u2019ultimo censimento che abbiamo \u00e8 del 1936, cio\u00e8 di quasi 12 anni fa, con un risultato di 43 milioni di abitanti. Poi l\u2019Istituto centrale di statistica proced\u00e9 man mano ad aggiornamenti che sono definitivi al 1947, con 45 milioni e mezzo, compresa la Venezia Giulia. Altri aggiornamenti al 1946, con la stessa cifra di 45 milioni e mezzo, ma senza la Venezia Giulia, sono ancora provvisori. Avremo dati definitivi, sempre in via di aggiornamento, pel 1947, ma non sappiamo se in tempo per le nuove elezioni. Tutto consiglia di non impegnarsi ora sulle basi di un censimento di 12 anni fa. La legge elettorale vedr\u00e0 la possibilit\u00e0 e la convenienza di riferirsi ad un aggiornamento successivo.<\/p><p>Si aggiunge \u2013 e ci\u00f2 non solo per le prime elezioni, ma come considerazione generale e permanente \u2013 che il riferimento al censimento non sembra materia di tale importanza costituzionale da dover essere inserito nel testo vero e proprio della Costituzione. Pu\u00f2 essere rimandato alla legge come le son rinviate, ad esempio, le questioni di eleggibilit\u00e0 e d\u2019incompatibilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. All\u2019articolo 57 \u00e8 stato presentato un emendamento dell\u2019onorevole Perassi del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> il numero dei membri da eleggere per ciascuna Camera, <em>sostituire le seguenti:<\/em> il numero dei membri di ciascuna Camera da eleggere in ragione degli abitanti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. L\u2019emendamento non ha pi\u00f9 ragione di essere, data la formula che \u00e8 stata accolta da parte dell\u2019Assemblea circa il modo di indicare il numero dei senatori per ciascuna Regione. Di fronte al ritiro dell\u2019articolo l\u2019emendamento decade.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi \u00e8 dunque la proposta di ritirare l\u2019articolo 57.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Io ritengo che quanto dice la Commissione possa fare oggetto di una norma transitoria, ma che sar\u00e0 bene stabilire nella Costituzione quale sia il principio generale che dovr\u00e0 vigere per la determinazione del numero dei deputati. Quindi lascerei l\u2019articolo 57, salvo poi a fare, alla fine, data la situazione speciale in cui ci troviamo, una disposizione transitoria perch\u00e9 nella prima elezione si tenga presente la situazione esposta dall\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Almeno costituzionalmente stabiliamo il principio.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ripeto che non vi \u00e8 ragione assoluta di mettere disposizioni di questo genere nella Costituzione; ma non \u00e8 questione che merita controversie e lunghe votazioni (come purtroppo avviene spesso). Per non perdere tempo accolgo la proposta Lucifero-Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo pertanto in votazione l\u2019articolo 57, cos\u00ec come \u00e8 nel testo:<\/p><p>\u00abIl numero dei membri da eleggere per ciascuna Camera \u00e8 stabilito con legge in base all\u2019ultimo censimento generale della popolazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il Comitato di redazione terr\u00e0 presente il suggerimento dell\u2019onorevole Lucifero per ci\u00f2 che si riferisce alla norma transitoria.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 58. Se ne dia lettura.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe due Camere sono elette per cinque anni.<\/p><p>\u00abI loro poteri sono tuttavia prorogati sino alla riunione delle nuove Camere.<\/p><p>\u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata solo nel caso di guerra in corso o di imminente pericolo di guerra.<\/p><p>\u00abLe elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. Il provvedimento che le indice fissa la prima riunione delle Camere non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>A questo articolo sono stati presentati vari emendamenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Conti ha proposto di sostituire il primo comma col seguente:<\/p><p>\u00abLe due Camere sono elette per quattro anni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Conti non \u00e8 presente.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Faccio mio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Conti, e rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Camera dei Deputati \u00e8 eletta per cinque anni. Il Senato viene rinnovato per met\u00e0 ogni cinque anni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Caronia non \u00e8 presente.<\/p><p>CORBINO. Faccio mio l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Caronia.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CORBINO. L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Caronia tende a dare al Senato un carattere di continuit\u00e0 di esistenza. Si pu\u00f2 dissentire sui termini con i quali l\u2019onorevole Caronia ha accennato alla durata media di una parte del Senato della Repubblica; ma sul principio che il Senato debba avere una durata diversa, sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Caronia.<\/p><p>In sostanza, se diamo alle due Camere lo stesso periodo di durata, noi avremo un periodo di vacanza completa di tutti gli organi costituzionali. Ma a me pare che, sia per le ragioni che ha gi\u00e0 ripetutamente svolto l\u2019onorevole Nitti \u2013 l\u2019esperienza degli altri paesi \u00e8 fondata sul principio della continuit\u00e0 di una delle due Camere, e precisamente del Senato \u2013 sia per dar modo di effettuare consultazioni elettorali per periodi di tempo pi\u00f9 brevi di quello corrispondente alla durata massima della prima Camera, il principio di assegnare una durata differente alle due Camere, rinnovando la seconda in parte, meriti di essere accolto.<\/p><p>Per questa ragione faccio mio l\u2019emendamento Caronia, riservandomi in sede di discussione di modificare eventualmente il termine di cinque anni che egli ha proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Targetti, Amadei, Carpano Maglioli, De Michelis, Fedeli Aldo e Malagugini:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il terzo comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Lo ritiro, anche per gli altri firmatari.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge nel caso di guerra, o di eventi di uguale gravit\u00e0, tali da rendere impossibile la con vocazione dei comizi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. L\u2019onorevole Targetti ha rinunziato all\u2019emendamento, oppure ha rinunziato a svolgerlo?<\/p><p>TARGETTI. L\u2019ho ritirato.<\/p><p>MORTATI. Una volta caduto l\u2019emendamento Targetti, che proponeva la soppressione dell\u2019istituto della proroga legale, ben poco mi rimane da dire per illustrare il mio, il quale si limita a sostituire al testo della Commissione una dizione pi\u00f9 comprensiva. Infatti la proroga della legislatura nel testo della Commissione \u00e8 prevista solo in caso di guerra in corso o di imminente pericolo di guerra, mentre pare opportuno prevedere casi del tutto analoghi a quest\u2019ultimo, che dovrebbero suggerire identica soluzione.<\/p><p>Il mio emendamento tende, appunto, a integrare in questo senso la norma proposta.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Crederei che, sebbene ella non l\u2019abbia menzionato, non sia caduto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti, secondo il quale i senatori di nomina elettiva durano in carica sei anni e sono rinnovabili per un terzo ogni due anni.<\/p><p>Se l\u2019emendamento non \u00e8 decaduto, ed egli lo svolge, la cosa pu\u00f2 essere interessante poich\u00e9 udita dalla voce del proponente; altrimenti avrei una certa tendenza a fare mio l\u2019emendamento cui mi riferisco.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fabbri, l\u2019onorevole Nitti ha svolto, e anche ampiamente, questa sua proposta allorch\u00e9 ha avuto facolt\u00e0 di parlare molte sedute fa, per svolgere i testi sostitutivi degli articoli 55 e seguenti, da lui proposti.<\/p><p>Poich\u00e9 non ha dichiarato di ritirarlo, evidentemente questo emendamento si intende valido.<\/p><p>FABBRI. Quindi, suscettibile di votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Naturalmente; mi pare che l\u2019onorevole Nitti l\u2019abbia confermato anche ieri.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Poche parole soltanto.<\/p><p>Non esiste nessun Senato che abbia la stessa durata della Camera dei deputati. Dove vi sono state Assemblee di senatori, esse hanno avuto quella funzione che viene dalla loro natura: il Senato non si scioglie, la Camera dei deputati pu\u00f2 essere sciolta dal Presidente della Repubblica, il Senato dura. Ora, io avevo proposto che come in America il Senato non ha limiti di scadenza perch\u00e9 per esso \u00e8 sancita la durata di sei anni, ma si rinnova ogni due, si adottasse anche noi il medesimo criterio. Parlare infatti della stessa durata del Senato e della Camera dei deputati \u00e8 un assurdo, perch\u00e9 le due Assemblee hanno funzione e carattere diversi.<\/p><p>Noi dobbiamo dunque, lasciare il Senato sempre vivo, per far s\u00ec che esso abbia il prestigio necessario. Il Senato deve rimanere, se noi vogliamo mantenerlo con la sua natura; non dobbiamo quindi esporlo alle vicende d\u2019una continua mutazione.<\/p><p>Dichiaro quindi di mantenere la mia proposta, che mi auguro verr\u00e0 accolta.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Targetti, Amadei, Carpano Maglioli, De Michelis, Fedeli Aldo e Malagugini, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma, dopo le parole:<\/em> dalla fine delle precedenti, <em>aggiungere:<\/em> tranne che sia dichiarato lo stato di guerra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Targetti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>TARGETTI. Rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma, sostituire le parole:<\/em> Il provvedimento, <em>con le seguenti:<\/em> Il decreto del Presidente della Repubblica\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. Il mio emendamento presenta un carattere meramente formale, esclusivamente tecnico. Anzich\u00e9 dire cio\u00e8 \u00abil provvedimento che indice le elezioni\u00bb, propongo che si dica \u00abil decreto del Presidente della Repubblica\u00bb, perch\u00e9 in effetti l\u2019atto con cui si indicono le elezioni \u00e8 un atto di competenza del Presidente della Repubblica, come risulta dalla legge elettorale in corso di approvazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini a pronunziarsi su questi emendamenti a nome della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevoli colleghi! Debbo esporre le ragioni che determinarono in origine la Commissione; n\u00e9 credo che alcunch\u00e9 sia mutato nell\u2019indirizzo da essa seguito.<\/p><p>La Commissione part\u00ec dal concetto che occorreva differenziare le due Camere, ma non attribuire a ciascuna di esse diversit\u00e0 di funzioni. Si pu\u00f2 anzi dire che il criterio della parificazione funzionale si accompagnasse nel nostro sistema a quello della differenziazione costitutiva. Ci\u00f2 posto, si comprende come siasi adottata \u2013 n\u00e9 sorsero controversie al riguardo \u2013 una durata eguale per le due Camere.<\/p><p>Tutto il progetto \u00e8 informato ad un criterio di simmetria e di equilibrio; che verrebbe meno con la diversa durata; non si avrebbero pi\u00f9, ad esempio, la legislatura, la sessione, il funzionamento parallelo e sincrono delle due Camere. La Commissione, pur non respingendo la bicameralit\u00e0, ha tenuto presente che il Parlamento deve essere concepito con una logica connessione e con una corrispondenza di funzioni, che implica anche l\u2019eguaglianza di durata. N\u00e9 la Commissione ha inclinato \u00e8 pu\u00f2 inclinare al sistema del Senato perenne, con rinnovazioni parziali che muove in fondo da nostalgie di un organo ormai superato del vecchio regime; il Senato monarchico, perenne e continuamente rinnovato. La nuova democrazia vuole due Camere, differenziate, ma funzionanti in parallelo. Si aggiunga che le frequenti rinnovazioni parziali del Senato e la diversit\u00e0 di durata delle due Camere, farebbero sorgere la necessit\u00e0 di continue elezioni, complicate e costose per lo Stato, e terrebbero in continua febbre elettorale il popolo; n\u00e9 gioverebbero a quella stabilit\u00e0 dei Governi che \u00e8 necessaria nell\u2019interesse dello Stato. Il Comitato pertanto, tiene fermo: non rinnovazioni parziali, n\u00e9 durata diversa a quella della Camera dei deputati.<\/p><p>Vi \u00e8 un emendamento Mortati che ammette la prorogabilit\u00e0 delle Camere non nel solo caso di guerra in corso o imminente, ma in quella di eventi d\u2019eguale gravit\u00e0, che rendano impossibile la convocazione dei comizi. Possono per verit\u00e0 darsi di questi casi; mi sembra di rammentare che si siano verificati col terremoto calabro-siculo. Ma il Comitato teme di allargare in modo poco determinato la facolt\u00e0 di proroga, di cui si potrebbe abusare. Mantiene, quindi, la sua formulazione.<\/p><p>Mentre l\u2019onorevole Mortati vuol allargare, l\u2019onorevole Targetti vuol restringere la facolt\u00e0 di proroga al caso di guerra gi\u00e0 dichiarata. Il Comitato \u00e8 incline a restringere pi\u00f9 che ad allargare, crede per\u00f2 che sia meglio parlare genericamente di caso di guerra.<\/p><p>Quanto all\u2019emendamento Perassi, non abbiamo difficolt\u00e0 ad accettarlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente che l\u2019onorevole Bosco Lucarelli ha presentato un emendamento col quale propone di sostituire le parole \u00absettanta giorni\u00bb con le parole \u00abnovanta giorni\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Mi permetto di esporre le ragioni per cui mi pare che il termine di 70 giorni sia troppo breve. Dobbiamo infatti tener presente che si tratta di compiere tutte le operazioni precedenti alle elezioni: la formazione delle liste, la loro presentazione, ecc. Specialmente per la Camera dei deputati, mi sembra che 70 giorni non siano sufficienti. Se la Commissione ritiene che 70 giorni siano sufficienti, vada per 70 giorni, ma se non sono sufficienti, credo che 90 giorni darebbero un maggiore margine di tempo sia per la formazione delle liste, sia per la loro presentazione, e in genere per tutte le formalit\u00e0 che la legge richiede, specialmente ripeto, per le elezioni della Camera dei deputati.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non credo che si possa accogliere l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli, perch\u00e9 \u00e8 bene che non vi sia una troppo lunga pausa fra le due legislature. Si tratter\u00e0 di accelerare il pi\u00f9 possibile le procedure elettorali; e la legge elettorale provveder\u00e0 in questo senso.<\/p><p>Devo poi fare un\u2019osservazione. Non avevo tenuto presente che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti non si riferisce al terzo, ma al quarto comma, ed in sostanza contempla il caso, per verit\u00e0 rarissimo, che siano gi\u00e0 sciolte le Camere e bandite le nuove elezioni, e che capiti improvvisamente la guerra; In tal caso, dice l\u2019onorevole Targetti, si possono rimandare le elezioni. Se la portata dell\u2019emendamento Targetti \u00e8 in questo senso, non suscita le stesse difficolt\u00e0 che si creerebbero se si riferisse al comma antecedente.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Corbino, ha presentato la seguente nuova formulazione dell\u2019emendamento Caronia, che aveva fatto suo, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per cinque anni. Il Senato della Repubblica viene rinnovato per un terzo ogni tre anni\u00bb.<\/p><p>Si presenta qui, onorevoli colleghi, la questione principale, che \u00e8 appunto questa: se il Senato debba essere rinnovato interamente ad ogni fine della sua legislatura \u2013 cio\u00e8 seguire a questo proposito lo stesso destino e le stesse norme della Camera dei deputati \u2013 oppure debba rinnovasi parzialmente di tempo in tempo, salvo a stabilire i periodi di rinnovo.<\/p><p>Vi sono due proposte definite: una, per cui, a somiglianza della Camera dei deputati, il Senato ha un tempo stabilito di durata, eguale per tutti i senatori \u2013 proposta che \u00e8 per l\u2019appunto contenuta nel progetto di Costituzione; e vi \u00e8, invece, l\u2019altra proposta, sostenuta dagli emendamenti Nitti, Caronia e Corbino, e da numerosi altri colleghi che hanno firmato l\u2019emendamento Corbino. Secondo questi tre emendamenti, il Senato dovrebbe avere una durata cos\u00ec stabilita: per l\u2019onorevole Nitti, di sei anni; per l\u2019onorevole Caronia, di dieci anni; per l\u2019onorevole Corbino, di nove anni.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti propone il rinnovamento ogni due anni per un terzo; l\u2019onorevole Corbino, ogni tre anni per un terzo, e l\u2019onorevole Caronia, per met\u00e0 ogni cinque anni.<\/p><p>Abbiamo, dunque, due sistemi. Occorre scegliere fra questi due sistemi. Per poter scegliere, onorevoli colleghi, ritengo che bisogna ricorrere alla votazione degli emendamenti.<\/p><p>Vi \u00e8 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Corbino, il quale distingue la disposizione per la Camera e per il Senato, ed \u00e8 del seguente tenore: \u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica viene rinnovato per un terzo ogni tre anni\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 poi la proposta dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Conti \u2013 fatto proprio dall\u2019onorevole Scoccimarro \u2013 che riduce da cinque a quattro anni il termine del mandato, e pertanto bisogner\u00e0 votare in precedenza questa proposta che emenda il testo della Commissione.<\/p><p>E pertanto, pongo per prima in votazione questa formula dell\u2019onorevole Corbino, modificata dall\u2019emendamento Conti-Scoccimarro: \u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per quattro anni\u00bb.<\/p><p>Faccio presente che, nel caso che venga respinta questa formulazione, metter\u00f2 in votazione la stessa formulazione col periodo di durata proposto dall\u2019onorevole Corbino: cinque anni.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Poich\u00e9 il mio emendamento \u00e8 quello che pi\u00f9 si scosta dal contenuto del primo capoverso dell\u2019articolo 58 \u2013 e si scosta precisamente nella durata della seconda Camera \u2013 non \u00e8 detto che noi dobbiamo cominciare a votare con la Camera dei deputati e passare poi al Senato. Poich\u00e9 l\u2019articolo 58 dice: \u00abLe due Camere\u00bb, a me pare che sarebbe pi\u00f9 chiaro votare prima il mio emendamento sul Senato, che \u00e8 risolutivo rispetto alla questione generale; ove l\u2019Assemblea respinga il mio emendamento sul Senato, implicitamente afferma il principio che le due Camere debbano avere la stessa durata.<\/p><p>Potremmo poi votare sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Presidente della Commissione di esprimere il suo avviso.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io credo che, per chiarezza di votazione, l\u2019Assemblea si debba pronunciare prima sul principio se le due Camere devono avere la stessa durata e poi sull\u2019altro, se il Senato debba essere rinnovato parzialmente, invece che in una sola volta. Sono questioni connessw fra loro, ma che non si debbono confondere. Se non procediamo a votazioni ben chiare, possiamo incorrere in incertezze e dubbi, come \u00e8 avvenuto altre volte. Ad ogni modo mi sembra che l\u2019eguale durata delle Camere sia questione preliminare.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Noi non possiamo fare una legislazione astrale, nelle nuvole. Quello che esiste nei paesi che hanno sperimentato da secoli queste forme politiche, noi lo dobbiamo tenere presente inevitabilmente. Dovunque, in Francia, come in Inghilterra, come in America, la Camera alta \u00e8 una cosa diversa dalla Camera dei deputati. In Inghilterra vi \u00e8 una Camera dei Lords che ha una diversa legislazione. Ma anch\u2019essa segue le norme generali che vigono in tutti i paesi per la seconda Camera.<\/p><p>In America come si \u00e8 fatto? Come si \u00e8 fatto in Francia? Non mettiamoci fuori della realt\u00e0. Si \u00e8 detto che la seconda Camera, il Senato, ha una sua funzione, ed ha quindi una continuit\u00e0. Tutti i Governi passati in Inghilterra, in Francia, in America hanno tenuto conto di questo. Ora noi non possiamo dire che vogliamo in Italia sottomettere la Camera e il Senato alle stesse norme, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe assurdo. Infatti diversa \u00e8 la loro funzione. Il Senato non si scioglie, la Camera si scioglie; hanno funzioni del tutto diverse: concorrono allo stesso fine, ma la loro funzione, i loro atteggiamenti sono diversi. \u00c8 per questo che ho proposto di adottare gli stessi limiti che sono adottati in America per quanto riguarda il Senato: durata 6 anni, rinnovo ogni due anni.<\/p><p>MALAGUGINI. Ma allora facciamo le elezioni ogni momento!<\/p><p>NITTI. Certo! E bisognerebbe farle pi\u00f9 spesso. In nessun altro paese \u00e8 stato adottato il criterio che si vorrebbe adottare in Italia. In America si fanno le elezioni ogni due anni. Non \u00e8 possibile cristallizzarsi, quando si entra qui dentro. Noi dobbiamo essere a contatto del popolo, bisogna sapere ci\u00f2 che il popolo pensa di noi. Non possiamo crearci questo privilegio. Non c\u2019\u00e8 ragione di rifuggire dal fare le elezioni ogni due anni.<\/p><p>Insisto perci\u00f2 nella mia proposta. Per la Camera dei deputati preferisco quattro anni. Anche coi Governi conservatori in Francia la Camera non \u00e8 mai durata pi\u00f9 di 4 anni. E perch\u00e9 noi dobbiamo oltrepassare questo limite? Perch\u00e9 mettere cinque anni? L\u2019America fa le elezioni ogni due anni. E credete che sia una difficolt\u00e0?<\/p><p>Noi non possiamo accaparrarci. un privilegio. Gi\u00e0 abbiamo fatto una Camera numerosissima e sconteremo questo errore. Ma sta bene che duri quattro anni, non di pi\u00f9.<\/p><p>Il Senato non pu\u00f2 avere la stessa durata della Camera. Come Senato \u00e8 permanente, ma deve rinnovarsi parzialmente almeno ogni due anni; altrimenti diventa qualcosa di massiccio, qualcosa di solido, di non permeabile, mentre dobbiamo sempre rimanere a contatto della vita popolare.<\/p><p>Ripeto che mantengo la mia proposta, che la Camera duri 4 anni. Sono disposto a subire 5 anni, sebbene io lo consideri un errore. Ma quattro anni \u00e8 un termine gi\u00e0 abbastanza lungo. In America dura due anni ed in Francia quattro. Per quanto riguarda il Senato, mantengo quello che ho detto, cio\u00e8 ritengo sia necessario che esso non abbia la stessa durata della Camera, che non possa essere sciolto, ma che sia rinnovabile sempre, ogni due anni.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Mi dispiace che ancora una volta non posso concordare con l\u2019opinione dell\u2019onorevole Nitti, ma devo fare osservare che la posizione rispettiva delle due Camere, cos\u00ec com\u2019\u00e8 delineata dal progetto di Costituzione, diverge profondamente da ogni altro esempio che si possa invocare presso le nazioni democratiche. Il concetto che ispira la formazione delle due Camere nel progetto di Costituzione \u00e8 la funzionalit\u00e0 di esse, ed \u00e8 un concetto che si riferisce non soltanto alla loro funzionalit\u00e0 legislativa vera e propria, ma anche alla loro partecipazione all\u2019attivit\u00e0 di Governo. Ora se noi prevediamo che nel giro di ogni due anni, quella che pu\u00f2 essere la continuazione rappresentativa politica del Paese, che si rispecchia nell\u2019una e nell\u2019altra Camera, pu\u00f2 essere modificata ed alterata fino al punto da mettere in forse la stessa maggioranza di Governo e la stessa sua stabilit\u00e0, evidentemente facciamo cosa che non risponde ad uno degli scopi della nostra Costituzione, che \u00e8 anche quello di garantire una certa continuit\u00e0 e una certa stabilit\u00e0 di Governo. Invano si invoca, a questo proposito, l\u2019esempio americano, che sarebbe l\u2019unico che potrebbe avere qualche riferimento (a differenza della Camera dei Lords inglese), perch\u00e9 in America la stabilit\u00e0 di Governo \u00e8 garantita, quali possano essere le oscillazioni delle rappresentanze politiche delle due Camere, dalla forma presidenziale del Governo. Se si dovesse consentire in Italia che ogni due anni si debba ritornare, ad un diverso orientamento della maggioranza politica delle due Camere, evidentemente renderemmo pi\u00f9 instabile, pi\u00f9 illusoria quella che \u00e8 la garanzia di una certa continuit\u00e0 che vogliamo conseguire.<\/p><p>A questo argomento, aggiungo l\u2019altro che \u00e8 stato accennato in una interruzione dell\u2019onorevole Malagugini, e cio\u00e8 che nelle condizioni in cui l\u2019Italia si trova, nella febbre elettorale particolarmente caratteristica che prende il corpo elettorale, mi pare non sia augurabile di tenere il Paese permanentemente o quasi in questo stato di tensione febbrile.<\/p><p>Per queste considerazioni dichiaro che noi voteremo per la durata della seconda Camera in modo ininterrotto cos\u00ec come per la prima.<\/p><p>DI VITTORIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI VITTORIO. Io credo che l\u2019Assemblea debba ispirarsi ad una soluzione che sia la pi\u00f9 democratica possibile, ed io sono persuaso che la soluzione pi\u00f9 democratica \u00e8 quella che propone l\u2019onorevole Nitti, per due ragioni essenziali: la prima \u00e8 quella di evitare una vacanza parlamentare totale, che faccia mancare di un controllo parlamentare il potere esecutivo.<\/p><p>La seconda ragione \u00e8 quella di avere un contatto pi\u00f9 diretto e pi\u00f9 frequente con il Paese. Io comprendo la preoccupazione dell\u2019onorevole Piccioni, ma non penso che ci possano essere dei mutamenti talmente profondi dell\u2019opinione pubblica che il rinnovamento di un terzo del Senato possa mettere in pericolo la stabilit\u00e0 del Governo. E d\u2019altra parte, se questo mutamento cos\u00ec profondo vi fosse nel Paese, perch\u00e9 noi dovremmo adottare un sistema che ci obbligherebbe a fingere di ignorare questo mutamento, ed avere cos\u00ec una rappresentanza parlamentare che non corrisponda pi\u00f9 alla volont\u00e0 del Paese?<\/p><p>PICCIONI. Perch\u00e9 non dovrebbe avvenire questo per l\u2019altra Camera?<\/p><p>DI VITTORIO. La questione sarebbe differente; e allora l\u2019osservazione del collega onorevole Malagugini sarebbe giusta. Non possiamo fare permanentemente le elezioni, ma il Senato lo dobbiamo rinnovare. Il punto \u00e8 di sapere: lo dobbiamo rinnovare lo stesso giorno, contemporaneamente alla Camera dei deputati o lo dobbiamo rinnovare per un terzo ogni due anni? Questa seconda soluzione non modifica nulla; non fa fare elezioni in pi\u00f9: soltanto stabilisce una graduazione, un innovamento parziale, che permette ad una delle due Camere di essere sempre in attivit\u00e0 e quindi di assicurare il controllo legislativo della rappresentanza popolare del potere esecutivo. Per queste ragioni, credo che l\u2019Assemblea debba votare prima la durata della Camera dei deputati e poi quella del Senato.<\/p><p>Per concludere, vorrei porgere una preghiera all\u2019onorevole Corbino. Poich\u00e9 il suo emendamento non si differenzia in linea di principio da quello dell\u2019onorevole Nitti, lo pregherei, per semplificare e dare un significato pi\u00f9 chiaro a questo voto, di ritirare il suo emendamento e di associarsi a quello dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Onorevoli colleghi, io personalmente, e credo il mio Gruppo, siamo contrari a questa distinzione fra senatori freschi e senatori stantii. Mi spiego: il Senato, nel modo in cui verr\u00e0 formato, e cio\u00e8 eletto con suffragio universale, con il sistema del collegio uninominale che favorisce la scelta di elementi che abbiano maggiore autorit\u00e0, con numero notevolmente pi\u00f9 ristretto di componenti rispetto alla prima Camera, sar\u00e0 gi\u00e0 una Camera che avr\u00e0 in s\u00e9 una prevalente autorit\u00e0 rispetto alla Camera dei Deputati. Se noi, per di pi\u00f9, costituiamo nel Senato un palladio, un usbergo della continuit\u00e0 politica e giuridica dello Stato, e ne facciano una Camera insolubile, mentre la Camera dei deputati si pu\u00f2 sciogliere, anche prima del termine, noi creiamo una disparit\u00e0 fra i due organi del Parlamento e accresciamo un privilegio che siamo venuti, forse senza volere, conferendo al Senato rispetto alla Camera.<\/p><p>Per la seconda questione mi pare evidente un dilemma. Si fanno rinnovazioni parziali ogni due o tre anni. Delle due, una: o la met\u00e0 rieletta nelle elezioni parziali riproduce, presso a poco, la composizione politica della parte del Senato che \u00e8 rimasta in funzione, ed allora l\u2019esperimento \u00e8 inutile; o abbiamo quella distinzione, che dicevo pocanzi, fra senatori freschi e senatori coperti di polvere, fra senatori che hanno in s\u00e9 una vera autorit\u00e0 politica e senatori che si devono riconoscere destituiti del suffragio popolare che hanno avuto anni prima. Ci\u00f2 importa che questi senatori se ne vadano, si dimettano, o siano nella condizione di mancare di prestigio e di autorit\u00e0 rispetto agli altri, determinando la necessit\u00e0 o la convenienza di uno scioglimento.<\/p><p>Ed ecco l\u2019ultimo argomento: quello delle elezioni pi\u00f9 o meno frequenti.<\/p><p>Non vorrei essere tacciato di antidemocrazia. Ovviamente, preferisco delle elezioni anche tutti i giorni a dei periodi venticinquennali senza confronto elettorale; ma c\u2019\u00e8 il giusto mezzo, in cui bisogna stare.<\/p><p>Tutta la democrazia rappresentativa \u00e8 fondata, onorevoli colleghi, sopra una astrazione. Sono persuaso che se noi consultassimo tutte le domeniche, invece che con la SISAL, coi comizi elettorali il popolo italiano, noi avremmo 52 risultati elettorali differenti all\u2019anno. Noi siamo qui per i voti che abbiamo conseguito il 2 giugno; ma \u00e8 probabile che la domenica 9 giugno vi sarebbe stata una sensibile variazione nei risultati elettorali. Ci sono anzi settimane nella vita politica italiana, in cui queste variazioni sono pi\u00f9 che sensibili, amplissime. Penso che una certa astrazione occorra nella democrazia rappresentativa.<\/p><p>Bisogna rassegnarsi a constatare che ci sono momenti in cui la coincidenza delle forze numeriche dei partiti nel Parlamento e nel Paese non \u00e8 assolutamente esatta.<\/p><p>Se pensiamo che abbiamo le elezioni politiche, poi ogni due anni le elezioni per il rinnovamento dei senatori, poi le elezioni amministrative, che nelle grandi citt\u00e0 sono pure una sostanziale, intrinseca consultazione politica, ed infine \u2013 lo abbiamo finora dimenticato \u2013 le elezioni regionali, vediamo che il nostro Paese sarebbe mutato in un comizio continuo, e qualunque Governo non potrebbe reggersi seriamente e portare a compimento qualsiasi programma.<\/p><p>Per queste ragioni il nostro Gruppo voter\u00e0 per il testo della Commissione.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. A quanto ha detto l\u2019onorevole Rossi mi permetto di aggiungere, come dichiarazione di voto personale, tre modeste osservazioni che mi paiono per altro ovvie.<\/p><p>La prima \u00e8 questa: l\u2019onorevole Di Vittorio ha invocato, come uno dei due argomenti principali della sussistenza del Senato anche durante lo scioglimento della Camera, quello che il Senato continui la sua funzione di controllo parlamentare.<\/p><p>Ora, io mi permetto di fare osservare all\u2019onorevole Di Vittorio che esiste un principio fondamentale nel diritto parlamentare: le due Camere devono funzionare contemporaneamente; non pu\u00f2 essere aperta l\u2019una e chiusa l\u2019altra; non pu\u00f2 essere convocata l\u2019una e l\u2019altra rimanere sciolta.<\/p><p>Questo principio, che credo sia generale e costante nel diritto parlamentare, \u00e8 stato confermato anche nel nostro progetto di Costituzione; infatti all\u2019articolo 59 \u00e8 detto: \u00abQuando si riunisce una Camera \u00e8 convocata di diritto anche l\u2019altra\u00bb. Ed allora, onorevole Di Vittorio, come concepire un controllo del Senato, mentre l\u2019altra Camera \u00e8 sciolta?<\/p><p>Ma vi \u00e8 un secondo argomento, che mi pare molto evidente ed \u00e8 che il progetto di Costituzione, innovando sapientemente e dando soddisfazione a quella che fu un\u2019antica aspirazione democratica, la quale sfoci\u00f2 anche in alcune proposte concrete tra 1919 ed il 1922, ha stabilito al primo alinea dell\u2019articolo 58 un principio, che secondo me \u00e8 nuovo ed importante.<\/p><p>DI VITTORIO. Il Senato non era elettivo.<\/p><p>CLERICI. Il principio or ora da me ricordato, onorevole Di Vittorio, vale anche per il Senato elettivo, tanto \u00e8 vero che era stabilito ed \u00e8 stabilito anche in Francia e negli altri Paesi con Senato elettivo, ed \u00e8 stabilito con questa disposizione che ora ho letto per il nostro Senato repubblicano. Dunque, quando si riunisce la Camera, \u00e8 convocato anche il Senato della Repubblica.<\/p><p>Chiuso l\u2019inciso e data la risposta all\u2019onorevole Di Vittorio, torno al secondo mio argomento. Dunque il comma innovativo stabilisce: \u00abI loro poteri sono tuttavia prorogati sino alla riunione delle nuove Camere\u00bb. E stabilito con ci\u00f2 un principio nuovo e fecondo, perch\u00e9 anche dopo il decreto di convocazione dei comizi elettorali, e non solo fino al giorno delle elezioni, ma altres\u00ec fino al giorno in cui fisicamente i nuovi senatori ed i nuovi deputati occuperanno questi scanni e quelli di Palazzo Madama, le due vecchie Camere sussisteranno. Allora, onorevoli colleghi, il controllo vi \u00e8 gi\u00e0, e permanente e vi \u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di autoconvocarsi da parte dell\u2019uno o dell\u2019altro Parlamento, e di conseguenza non vi \u00e8 pi\u00f9 un momento alcuno in cui si possa dire che il Parlamento sia vacante. Anzi avremo ora, per cos\u00ec dire, la permanenza tanto della Camera, come del Senato, perch\u00e9 sino al momento in cui i nuovi deputati ed i nuovi senatori non occuperanno gli stalli, la funzione legislativa e quella generale di controllo dello Stato \u00e8 esercitata dai precedenti parlamentari.<\/p><p>Faccio in terzo luogo questa modestissima, pedestre osservazione, che forse appunto per la sua modestia \u00e8 sfuggita a qualcuno. Si \u00e8 pensato di fare un\u2019elezione parziale di un terzo del Senato. Ma, tenuto presente che abbiamo gi\u00e0 votato e deciso il principio che i senatori sono legati alla Regione, e che i seggi regionali non sono poi neanche numerosi, specie per le piccole Regioni, come \u00e8 possibile risolvere il problema dello scomponimento in tre? Infatti occorrerebbe per tale disposizione che il numero dei senatori per ciascuna Regione fosse multiplo di tre e quindi divisibile per tre, altrimenti non so in quali difficolt\u00e0 porremo il legislatore nello stabilire la legge elettorale del Senato, perch\u00e9 allora ci troveremo di fronte a questo fatto: che i senatori che debbono essere legati alla Regione debbono essere divisi per tre, quando \u2013 per la met\u00e0 almeno dei casi \u2013 non saranno i seggi regionali dei senatori multipli del numero tre.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Desidererei sottolineare un fatto nuovo che, a mio parere, sta emergendo da questa discussione e dalla votazione sul Senato. Inizialmente tutti noi, almeno in forma subordinata, visti sparire i nostri temi principali, in gran maggioranza mi pare che fossimo d\u2019accordo nel ritenere che il Senato avesse gli stessi poteri della Camera dei deputati. Ho l\u2019impressione che pian piano si voglia fare del Senato una seconda Camera con qualche potere maggiore e con un prestigio certamente maggiore di quello della Camera dei deputati. Intanto abbiamo assistito stamattina, dopo aver gi\u00e0 ridotto sensibilmente il numero dei senatori di fronte al numero dei deputati, abbiamo assistito \u2013 dicevo \u2013 alla introduzione nel Senato del Presidente della Repubblica. Basta questo solo fatto per attribuire al Senato uno speciale prestigio. Poi, ultimamente, per quanto in forma non eccessivamente corretta \u2013 a mio parere \u2013 ma comunque avvenuta, abbiamo anche assistito all\u2019introduzione di \u00abcinque uomini di chiara fama\u00bb i quali, aggiunti al Presidente della Repubblica, che \u00e8 di chiarissima fama, evidentemente contribuiscono a dare un marcato prestigio al Senato. Ed allora io comprendo perfettamente perch\u00e9 l\u2019onorevole Presidente Nitti insista nel voler dare al Senato questa sua particolare funzione di permanenza di fronte a quella che non ha la Camera dei deputati. Infatti l\u2019onorevole Nitti ha sempre considerato il Senato, di fronte alla prima Camera, di maggior prestigio. \u00abIl Senato romano\u00bb, egli stesso ce l\u2019ha ricordato pi\u00f9 volte.<\/p><p>Ed allora, io sono dolente di non poter aderire alle argomentazioni espresse qui, con spirito democratico, dal collega Di Vittorio, il quale ha ritenuto scorgere nella proposta Nitti un principio di democrazia. Io pregherei sempre il collega Di Vittorio ed i compagni socialisti di diffidare, con estrema simpatia, della democrazia del Presidente Nitti (<em>Si ride<\/em>), il quale \u00e8 certamente un grande democratico, ma tipo antico, direi quasi, me lo si perdoni, tipo conservatore, di fronte alle nuove esigenze democratiche. Poi, vedo subito il conflitto che si creerebbe inevitabilmente fra Senato e Camera dei deputati. Quando il Senato, rinfrescato con queste elezioni biennali, rappresenti pi\u00f9 profondamente e indirettamente la volont\u00e0 popolare, appare questa incredibile conclusione: che la Camera dei deputati, espressione sovrana, in ogni Paese, della volont\u00e0 popolare, \u00e8 diminuita di fronte al Senato, il quale rappresenta pi\u00f9 direttamente la volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Ora, c\u2019\u00e8 un\u2019altra considerazione che mi fa diffidare dell\u2019apparente carattere democratico che l\u2019onorevole Nitti vorrebbe dare al Senato o pensa che il Senato abbia, ed \u00e8 il Senato francese, che lo stesso Presidente Nitti ci ha ricordato pi\u00f9 volte. Ma il Senato francese, onorevole Presidente Nitti, non esiste pi\u00f9, e non esiste pi\u00f9 appunto perch\u00e9 le correnti pi\u00f9 democratiche del popolo francese hanno voluto sopprimere questo organismo, che in un certo senso, a torto o a ragione, appariva conservatore.<\/p><p>Concludendo: noi che siamo stati in maggioranza per l\u2019uguaglianza dei poteri delle due Camere, non possiamo acconsentire alla proposta Nitti, sia pure sostenuta da elementi democratici, indubbiamente pi\u00f9 progressivi. Come ultima conclusione, a mio parere, l\u2019espressione democratica verrebbe a sparire se venisse introdotto quel sistema.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Dichiaro che voter\u00f2 a favore del rinnovamento periodico e parziale del Senato in ragione di un terzo dei suoi componenti, perch\u00e9 io ritengo che sia un vantaggio immenso per il regolare e democratico svolgimento della vita del Paese quello che \u00e8 l\u2019effetto delle elezioni parziali. Queste, senza sconvolgere tutto un Paese e senza invitare tutta la generalit\u00e0 dei cittadini alle urne, danno la possibilit\u00e0, da parte del Governo, di tenere, come si suol dire, il polso del Paese in mano, e quindi conoscere, ad intervalli di tempo non troppo lunghi, quali sono le tendenze, in senso positivo o negativo, regressivo o progressivo, che si precisano attraverso le elezioni.<\/p><p>Questo concetto di far coincidere l\u2019elezione generale delle due Camere in un momento solo, mi pare un gravissimo errore, in quanto c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che queste elezioni generali delle due Camere siano influenzate da un avvenimento che pu\u00f2 essere utile o disutile a certi fini, ma di natura transitoria e che certo non d\u00e0 quella sensazione di continuit\u00e0 di rapporto costante fra le espressioni del Paese e le esigenze della politica.<\/p><p>Quindi, le elezioni parziali sono una cosa utilissima, e proprio per questa ragione, fondamentale io voter\u00f2 per il rinnovamento periodico del Senato in ragione di un terzo dei suoi componenti ogni due anni, od ogni tre anni, a seconda che sia di sei o di nove anni la durata della nomina.<\/p><p>Non vedo poi la concludenza dell\u2019argomento dell\u2019onorevole Clerici, che ci\u00f2 sarebbe contrario alla base regionale del Senato. E, mi permetta che glielo dica: questa famosa base regionale egli ora l\u2019afferma, ora la disconosce; ha votato per la cosiddetta base regionale del Senato, ma poi non ha voluto, fra i requisiti dell\u2019eleggibilit\u00e0 dei senatori, che vi fosse quello della nascita o del domicilio nella Regione, perch\u00e9 ha osservato \u2013 e credo a ragione \u2013 che rappresentano la Nazione. Dopo aver abbandonato dunque la base regionale per un argomento, ora si riattacca alla base regionale per un altro, e pretende che il rinnovamento parziale del Senato non sia possibile perch\u00e9 i senatori in ogni Regione dovrebbero essere un multiplo di tre. Non c\u2019\u00e8 affatto questa necessit\u00e0, perch\u00e9 in ragione di un terzo le elezioni parziali possono avvenire o in ragione di un terzo dei molti collegi uninominali o per un terzo delle varie Regioni, e quindi quando ci saranno le elezioni nel Piemonte e non nella Lombardia non \u00e8 necessario che ci siano nel Piemonte per un terzo. Quello che \u00e8 necessario \u00e8 che ci sia questo rinnovamento parziale e che non ci sia mai completo il vuoto parlamentare accanto al Governo. E qui rievoco l\u2019argomento democratico dell\u2019onorevole Di Vittorio, al quale non \u00e8 giusto opporre esigenze del sistema bicamerale, perch\u00e9 quando si dice funzionamento bicamerale, del quale sono stato sempre strenuo sostenitore; ci\u00f2 non significa che la funzione bicamerale si esaurisca nell\u2019attivit\u00e0 legislativa e che la apertura delle due Camere e i lavori delle due Camere debbano avvenire con un assoluto parallelismo di giorni o settimane. Se uno dei due rami parlamentari, al momento della chiusura imminente dell\u2019altro ramo, non ha finito una certa attivit\u00e0 legislativa, evidentemente la pu\u00f2 proseguire, e non c\u2019\u00e8 obbligo che vada in vacanza allo stesso giorno dell\u2019altro ramo del Parlamento. Ma poi ci sono altrettante funzioni, e forse a volte pi\u00f9 essenziali di quella legislativa, la funzione ispettiva, la funzione di controllo, ecc., e ci pu\u00f2 essere un ramo del Parlamento che ha disposto una inchiesta, senza nessuna necessit\u00e0 che questa inchiesta sia contemporaneamente fatta dall\u2019altro ramo del Parlamento. Ci pu\u00f2 essere dunque, anche quando la durata della Camera dei deputati \u00e8 scaduta, la necessit\u00e0 di un contatto fra gli esponenti del Governo e gli uomini parlamentari investiti di mandato in atto, e questi uomini parlamentari, se noi avremo un Senato che non si scioglie mai, composto sempre, in qualunque momento, almeno di due terzi dei suoi componenti, avranno la possibilit\u00e0 di essere sentiti dal Governo.<\/p><p>Con le elezioni generali fatte contemporaneamente per i due rami del Parlamento, e con i Ministri che, tutti, dovranno essere rieletti, si pregiudica il principio della continuit\u00e0 del funzionamento dello Stato.<\/p><p>A queste ed altre ragioni voglio aggiungerne un\u2019ultima di carattere pratico, e cio\u00e8 che anche la scelta dei candidati viene facilitata, come criterio di selezione, se non si devono contemporaneamente eleggere tutti gli esponenti e i rappresentanti del popolo, perch\u00e9, evidentemente, se si fanno contemporaneamente le elezioni alle due Camere, non \u00e8 ammissibile che gli stessi candidati siano usufruiti per l\u2019una e per l\u2019altra. Anche dunque dal punto di vista selettivo non ci sar\u00e0 niente di male che le elezioni del Senato avvengano periodicamente, quando non sono indetti i comizi generali per la Camera dei deputati. La scelta dei candidati sar\u00e0 molto pi\u00f9 facile ed oculata ed avr\u00e0 una maggiore facilit\u00e0 di buon esito.<\/p><p>Si fa, dagli avversari del rinnovamento parziale, l\u2019obiezione che il Senato finirebbe per avere maggior prestigio della Camera: osservo che io sono stato sempre un sostenitore fermo della necessit\u00e0 che anche il Senato fosse eletto a suffragio universale, ed una volta stabilita la elezione a suffragio universale non mi preoccupo in nessun modo che il prestigio del Senato possa essere eventualmente maggiore del prestigio della Camera. Se noi abbiamo stabilito nel nostro spirito che gli uomini di 40 anni siano eventualmente pi\u00f9 riflessivi e siano con maggiore prestigio di quelli di 25, evidentemente abbiamo stabilito che questa seconda Camera debba avere delle caratteristiche diverse e forse anche, per quanto possa dispiacere all\u2019onorevole Lussu, pi\u00f9 autorevoli di quelle della prima Camera. La questione sotto questo punto di vista mi pare del tutto secondaria, perch\u00e9 l\u2019una e l\u2019altra Camera sono elette a suffragio universale e l\u2019una e l\u2019altra Camera hanno delle esigenze proprie, sono di carattere non assolutamente identico l\u2019una all\u2019altra.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi, io non so se interpreto il pensiero dei colleghi del Gruppo, ma personalmente mi permetto di fare questa osservazione, o per meglio dire, questa dichiarazione: io non sono arrivato a comprendere i veri, reali e grandi vantaggi della proposta dell\u2019onorevole Nitti, perch\u00e9 quando si dice che l\u2019accoglimento di questa proposta assicurerebbe una continuit\u00e0 della funzione legislativa, si dice qualche cosa che \u00e8 superato da quella nuova disposizione, gi\u00e0 ricordata dal collega Clerici, per la quale le due Camere seguitano ad esercitare la loro attivit\u00e0 fino a che non si \u00e8 insediata la nuova Camera dei deputati e il nuovo Senato della Repubblica. Quindi un\u2019interruzione dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, una carenza non c\u2019\u00e8. Siccome, come sembra, lo scopo principale della proposta dell\u2019onorevole Nitti sarebbe quello di ovviare a questo inconveniente, non esistendo in realt\u00e0 questo inconveniente, non vedo il vantaggio della proposta.<\/p><p>Un\u2019altra osservazione, che \u00e8 collegata a questa. L\u2019onorevole Nitti sostiene la sua proposta anche sotto quest\u2019altro punto di vista: che il Senato, in questo modo, potrebbe continuare ad esercitare la sua funzione, anche quando la prima Camera non funzionasse. Ma l\u2019onorevole Nitti mi insegna che, non solo in conseguenza dei princip\u00ee a cui si sono sempre informati i sistemi bicamerali, ma anche in conseguenza dei princip\u00ee riaffermati dalla nostra Costituzione, una Camera non pu\u00f2 vivere senza l\u2019altra; non pu\u00f2 agire, non pu\u00f2 concludere, senza il concorso dell\u2019altra.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 (senza entrare in particolari, giacch\u00e9 l\u2019Assemblea conosce, il funzionamento, l\u2019architettura, la costruzione e la formazione delle leggi), ecco perch\u00e9 la nostra Costituzione stabilisce la contemporaneit\u00e0 assoluta nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 dei due rami del Parlamento.<\/p><p>Se questo \u00e8, e se non si arriva a vedere l\u2019utilit\u00e0 della proposta dell\u2019onorevole Nitti, \u00e8 quasi inutile mettere in rilievo quali ne sono gli inconvenienti, tra gli altri quello di venire a dare al Senato un\u2019importanza preminente sopra la Camera dei deputati. Importanza preminente che non \u00e8 certamente nel nostro pensiero.<\/p><p>Per queste modestissime considerazioni io, personalmente, non mi sentirei di approvare la proposta Nitti, pur riconoscendo che si tratta di una questione che pu\u00f2 essere risolta anche positivamente, senza gravi conseguenze.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, mi pare che questa discussione si sia un po\u2019 perduta in alcune correnti laterali, e che sar\u00e0 opportuno ricondurla al suo contenuto essenziale.<\/p><p>E sono giunto a questa conclusione, dal rilievo della diversa natura delle osservazioni dei sostenitori della tesi, che possiamo chiamare Nitti-Corbino, e degli oppositori di questa tesi.<\/p><p>Gli uni, cio\u00e8 i sostenitori, hanno portato \u2013 di massima \u2013 argomenti positivi; gli altri, cio\u00e8 gli oppugnatori di questa tesi, hanno portato di massima argomenti negativi, nel senso che, pi\u00f9 che dire per quali ragioni essi preferirebbero un altro sistema, hanno soprattutto detto le regioni per cui non vogliono quel sistema.<\/p><p>Ora, una vecchia esperienza dialettica mi ha insegnato che questi argomenti sono, al solito, argomenti molto deboli.<\/p><p>Vorrei ricondurre la questione al fondo. Prima di tutto, si \u00e8 da molti invocato il sistema escogitato dalla Commissione. Ora, intendiamoci bene, di questa Commissione facevo parte anch\u2019io, i suoi lavori li ho seguiti; ma il sistema, ormai, \u00e8 stato completamente cambiato. \u00c8 inutile che noi ci appelliamo a quello che \u00e8 stato il sistema che la Commissione aveva proposto: di quel sistema, ormai, \u00e8 rimasto quello che noi abbiamo come base del progetto e che andiamo continuamente modificando. Anzi, noi abbiamo escogitato, stabilito, votato e codificato un sistema che \u00e8 in contrasto con quello del progetto, proprio perch\u00e9, evidentemente, la maggioranza di quest\u2019Assemblea voleva che il sistema fosse diverso. Quindi, prima di tutto, dobbiamo considerare il problema dal punto di vista del nuovo sistema e non di quello che \u00e8 stato abbandonato. E, dal punto di vista del nuovo sistema, noi vediamo una preoccupazione politica affiorare in alcuni, e di questa preoccupazione politica si \u00e8 fatto portavoce l\u2019onorevole Lussu, il quale teme di veder sorgere, con questo nuovo Senato della Repubblica, un organo conservatore.<\/p><p>Onorevole Lussu, io sono un conservatore; sono anzi uno di quei pochi conservatori in Italia che dicono di essere tali solo per differenziarsi dai moltissimi conservatori, che non hanno il coraggio di dirlo perch\u00e9 lo sono pi\u00f9 di lui. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Qui mi trovo per\u00f2 in una grande perplessit\u00e0, perch\u00e9 io so che quei tali conservatori diversi da me hanno una paura matta di questo Senato, proprio per le ragioni opposte a quelle che ha prospettato lei e che ha prospettate, sia pure in altro senso, l\u2019onorevole Paolo Rossi. Ma io sono guidato da un\u2019altra considerazione. Io sono guidato, cio\u00e8 dalla considerazione che questo Senato debba divenire un organo suscettivo di essere adoperato dallo Stato, mentre sar\u00e0 lasciata al Paese la responsabilit\u00e0 di dagli quel colore che risponde pi\u00f9 alle sue esigenze ed alle sue opinioni.<\/p><p>Io non mi sono dunque lasciato guidare dal timore che, votando questo o quell\u2019emendamento, io potessi favorire o meno i miei avversari politici. Qui la questione \u00e8 un\u2019altra: noi dobbiamo fare s\u00ec o no uni Senato che si differenzi dalla Camera dei deputati? Che si differenzi soprattutto secondo le scaturigini che noi gli abbiamo dato? E allora, se cos\u00ec \u00e8, noi dobbiamo accettare questo concetto della continuit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 del resto quello della continuit\u00e0 un concetto che abbiamo gi\u00e0 accettato, con quell\u2019istituto della <em>prorogatio<\/em> che, introdotto nella Costituzione, non sar\u00e0 per noi che una garanzia di pi\u00f9.<\/p><p>Ma noi dobbiamo dare al Senato il suo carattere; e, d\u2019altra parte, se il rinnovamento del Senato dovesse valere a dimostrare l\u2019esistenza nel Paese di indirizzi nuovi, sar\u00e0 prezioso appunto per poter seguire questi indirizzi. Perch\u00e9 infatti, onorevoli colleghi, dobbiamo noi temere dei mutamenti? L\u2019opinione pubblica \u00e8 quella che ci deve guidare; io non riesco davvero a comprendere una preoccupazione che possa derivare dal manifestarsi dell\u2019opinione pubblica.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8, onorevoli colleghi, che qui si confonde molto spesso l\u2019organo con la funzione. Non si dimentichi che noi qui creiamo l\u2019organo: esso poi funzioner\u00e0 per suo conto. Oggi noi dobbiamo stabilire che il Senato abbia un carattere particolare; ebbene, possiamo noi astenerci dal conferire al Senato, per ci\u00f2 stesso, un carattere di rinnovamento e di continuit\u00e0?<\/p><p>\u00c8 questo, onorevoli colleghi, il concetto conservatore: che cio\u00e8 nulla si conserva se non si rinnovi continuamente. Che cosa sar\u00e0 dunque mai del Senato se non si trasfonder\u00e0 in esso questo continuo travaso di nuove idee? Questo \u00e8 e deve essere il concetto del Senato. Nessuno tema allora che il Senato possa assumere maggior prestigio della Camera dei deputati; onorevoli colleghi, l\u2019importante \u00e8 che non abbia maggiori poteri: il prestigio se lo conquistano gli uomini e gli organismi che essi compongono con quello che fanno. Sar\u00e0 pertanto compito della Camera dei deputati di mostrarsi ad un\u2019altezza tale da non perdere di prestigio davanti al Senato; e, se la Camera dei deputati non sar\u00e0 a tale altezza, non sar\u00e0 a tale livello, meglio allora che, per l\u2019interesse del Paese, sia precisamente il Senato ad avere tale maggior prestigio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poich\u00e9 tutte le opinioni sono state espresse, non c\u2019\u00e8 ora che passare ai voti. L\u2019onorevole Ruini ha fatto una proposta, che tuttavia penso non si possa attuare: la proposta di votare il principio. Molte volte noi abbiamo infatti potuto esperimentare la non opportunit\u00e0 di votare dei semplici princip\u00ee, giacch\u00e9 non riesce poi facile trasferire i princip\u00ee gi\u00e0 approvati in una formulazione precisa.<\/p><p>La questione \u00e8 gi\u00e0 stata discussa alcune volte. D\u2019altra parte, abbiamo davanti a noi degli emendamenti su cui possiamo votare.<\/p><p>Ho detto che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Corbino mi pare sia quello che meglio si presta per questa votazione. L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti si riferisce esclusivamente al Senato, mentre questo dell\u2019onorevole Corbino pone il problema di ambedue le Camere. Questa la ragione per cui mi pare che il testo dell\u2019onorevole Corbino sia quello che si presta pi\u00f9 favorevolmente alla nostra votazione. Lo rileggo:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per cinque anni. Il Senato della Repubblica viene rinnovato per un terzo ogni tre anni\u00bb.<\/p><p>In questo emendamento \u00e8 contenuto il principio della rinnovabilit\u00e0 periodica del Senato, sul quale l\u2019onorevole Ruini proponeva di votare inizialmente.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi pare che in questa formula proposta dall\u2019onorevole Corbino sia indicata anche la durata della Camera dei deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. S\u00ec: la Camera dei deputati \u2013 \u00e8 detto \u2013 \u00e8 eletta per cinque anni.<\/p><p>Infatti, onorevole Targetti, io avevo proposto poco fa che si votasse dapprima: \u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta\u00bb; e poi il limite di tempo, dato appunto che c\u2019\u00e8 un emendamento che vuole fissarlo a quattro anni.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei chiedere che fosse precisato se la durata complessiva del Senato sarebbe posta poi in votazione dopo l\u2019eventuale rinnovabilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Ho detto che non votiamo questioni di principio, ma formulazioni concrete; e le formulazioni sono quelle di cui ho gi\u00e0 dato lettura.<\/p><p>Se sar\u00e0 chiesto che si voti per divisione, evidentemente voteremo dapprima: \u00abIl Senato viene rinnovato\u00bb, e con ci\u00f2 la questione di principio \u00e8 affermata. Resta poi aperta la fissazione del termine di periodicit\u00e0.<\/p><p>Credo ormai che si possa passare alla votazione della prima parte dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Corbino.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Non abbiamo ben capito il valore di questa votazione.<\/p><p>Noi siamo dell\u2019opinione che la Camera dei deputati sia eletta per cinque anni, come, d\u2019altra parte, pensiamo che anche il Senato sia eletto per cinque anni. Quindi saremmo favorevoli al testo della Commissione.<\/p><p>Se ella mette in votazione questa prima parte dell\u2019emendamento Corbino, questa prima parte, come tale, coincide con il nostro pensiero.<\/p><p>Ora, noi vorremmo sapere se, volendo votare contro la tesi del rinnovamento parziale del Senato, noi dobbiamo votare contro tutto questo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Moro, lei voter\u00e0 affermativamente: \u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per cinque anni\u00bb, e poi voter\u00e0 contro la seconda parte: \u00abIl Senato viene rinnovato\u00bb.<\/p><p>Dato lo svolgimento delle votazioni, evidentemente occorrer\u00e0 votare ora una formula redatta in via provvisoria, nella quale si ripeter\u00e0 la dizione del testo, sostituendo per\u00f2 al soggetto attuale, l\u2019altro: \u00abIl Senato\u00bb, e che potr\u00e0 poi essere coordinata dal Comitato di redazione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. La proposta fatta dall\u2019onorevole Corbino, almeno per la sua prima parte, cio\u00e8 per quella parte che riguarda la durata della Camera dei deputati, coincide con la proposta del Comitato di redazione.<\/p><p>Evidentemente la proposta che limita la durata a quattro anni deve avere la precedenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Laconi, ho infatti detto prima che la votazione sarebbe stata fatta inizialmente sulla formula: \u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per quattro anni\u00bb; e poi, respinti i quattro anni, \u00abper cinque\u00bb, appunto per potere tener conto \u2013 nel quadro dell\u2019emendamento Corbino \u2013 dell\u2019emendamento Scoccimarro.<\/p><p>Faremo, successivamente, le seguenti votazioni: prima la Camera dei deputati con la durata di quattro anni e, eventualmente, dopo con la durata di cinque anni. Poi passeremo alla seconda parte dell\u2019emendamento Corbino. Se fosse respinta, si porrebbe la necessit\u00e0 di votare per il Senato una formula uguale a quella votata per la Camera. Le due formule sarebbero poi coordinate.<\/p><p>Pongo pertanto in votazione questa formulazione:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per quattro anni\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo<\/em> <em>prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la prima parte dell\u2019emendamento Corbino:<\/p><p>\u00abLa Camera dei deputati \u00e8 eletta per cinque anni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dobbiamo ora passare alla seconda parte che si riferisce al Senato. Si tenga presente che, votando la formula, di cui dar\u00f2 lettura, si accetta un Senato che si rinnova parzialmente e periodicamente.<\/p><p>E allora voteremo questa parte dell\u2019emendamento Corbino che dice: \u00abIl Senato viene rinnovato\u00bb.<\/p><p>Ci fermiamo a questo punto perch\u00e9 vi sono altre proposte per una periodicit\u00e0 riferita ad un numero di anni diverso da quello proposto dall\u2019onorevole Corbino.<\/p><p>Pongo dunque in votazione questa formulazione:<\/p><p>\u00abIl Senato viene rinnovato\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo dunque alla votazione in ordine al Senato, allo stesso modo con cui abbiamo votato per la Camera. Bisogna stabilire infatti se il Senato, pur rinnovandosi al completo ad ogni scadenza di mandato, debba avere una durata eguale a quella della Camera.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Io credo che almeno una cosa dovremmo impedire. Ormai siamo ai piccoli problemi, perch\u00e9 quelli grandi li abbiamo risolti. Dovremmo impedire la simultaneit\u00e0 delle elezioni, cio\u00e8 la confusione infinita che si creerebbe nel Paese per una contemporanea consultazione elettorale, col sistema proporzionale e col collegio uninominale, con l\u2019incrociarsi e il confondersi delle due lotte politiche, per cui la gente, che non passa la vita su questi problemi, sarebbe nell\u2019assoluta impossibilit\u00e0 di esprimere una opinione che significhi qualche cosa. Noi dobbiamo stabilire per il Senato una durata maggiore o minore, ma dobbiamo fare in modo che le elezioni non coincidano, altrimenti fabbricheremmo una Torre di Babele. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero, la prego di fare una proposta concreta.<\/p><p>LUCIFERO. L\u2019onorevole Nitti ha detto, con una certa mia sorpresa, che in nessun popolo civile le legislature durano cinque o sei anni. In Inghilterra, in verit\u00e0, durano sei anni e non hanno dato cattiva prova. Eppure credo che l\u2019inglese sia un popolo civile. Io proporrei, quindi, che il Senato abbia la durata di sette anni in maniera che le elezioni per il Senato non si sovrappongano a quelle della Camera e non si finiscano le une per cominciare le altre.<\/p><p>CLERICI. Propongo la durata di sei anni.<\/p><p>LUCIFERO. Mi associo alla proposta dell\u2019onorevole Clerici, ritirando la mia.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora vi \u00e8 la proposta della Commissione che il Senato abbia la stessa durata della Camera e la proposta Clerici, cui ha aderito l\u2019onorevole Corbino, che il Senato duri in carica sei anni.<\/p><p>CAMANGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAMANGI. Desidero far notare che, se si vuol dare una diversa durata alle due Camere per evitare la coincidenza delle elezioni, questa coincidenza, sia pure a pi\u00f9 lunga scadenza, avverr\u00e0. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la formula proposta dall\u2019onorevole Clerici, accettata dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>\u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto per sei anni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se non vi sono osservazioni, resta stabilito che il Comitato di redazione provveder\u00e0 a coordinare le due formulazioni approvate, e cio\u00e8 quella relativa alla Camera e l\u2019altra relativa al Senato.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al secondo comma dell\u2019articolo 58:<\/p><p><em>\u00ab<\/em>I loro poteri sono tuttavia prorogati sino alla riunione delle nuove Camere\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero fare un\u2019osservazione pi\u00f9 generale: con l\u2019ultima votazione che ha portato \u2013 contro il mio pensiero \u2013 a sei anni la durata del Senato, si viene ad intaccare il concetto di legislatura, che era comune alle due Camere; e significava che le due Camere venivano elette nello stesso tempo e potevano essere sciolte nello stesso tempo.<\/p><p>Faccio le mie riserve, non solo per questo punto, ma per altri; perch\u00e9 molte disposizioni sistematiche del progetto, basate sul parallelo delle due Camere, vengono meno.<\/p><p>PRESIDENTE. Forse in questo caso la dizione significa che quella delle due Camere che in quel momento dovrebbe essere sciolta non lo sar\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Questa dello scioglimento sar\u00e0 materia di un successivo articolo, soltanto \u00e8 mio dovere far presente che bisogner\u00e0, nell\u2019elaborazione finale, rivedere e coordinare possibilmente alcune disposizioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue il terzo comma:<\/p><p>\u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge solo nel caso di guerra in corso o di imminente pericolo di guerra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha proposto il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge nel caso di guerra, o di eventi di uguale gravit\u00e0, tali da rendere impossibile la convocazione dei comizi\u00bb.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Ritengo che questa disposizione sia anche inutile. La Camera dei deputati eletta il 27 novembre 1913 dur\u00f2 fino al 29 settembre 1919; essa fu prorogata senza che la proroga fosse prevista da una disposizione statutaria. Si tratta del caso di necessit\u00e0, che non occorre prevedere.<\/p><p>FABBRI. Lo Statuto albertino era flessibile. Ora si sta elaborando una Carta costituzionale a sistema rigido.<\/p><p>NITTI. Comunque, ritengo che questa disposizione sia superflua.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Ritengo che, nell\u2019interesse dell\u2019uomo qualunque, bisogna vietare qualsiasi proroga delle Camere, anche in caso di guerra. \u00c8 chiaro che, se scoppia una guerra, questa guerra scoppia principalmente perch\u00e9 la politica fatta dalle Camere ha portato alla guerra. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sono molto lieto di vedere colleghi disposti alla ilarit\u00e0; ma ritengo di non dire una cosa del tutto errata. Una guerra scoppia per tante ragioni, fra cui quella di una cattiva politica, fatta precisamente dalle due Camere, cio\u00e8 dagli organi legislativi eletti dal popolo. Ed allora si stabilirebbe questa situazione immorale: che, per aver fatto una politica che ha portato alla guerra, il Corpo legislativo si autoprorogherebbe, per continuare a commettere gli errori che hanno portato alla guerra, approfittando dello stesso errore, la guerra.<\/p><p>Si stabilirebbe insomma questa immoralit\u00e0: che coloro i quali sono, in parte maggiore o minore, colpevoli dello stato di guerra determinatosi avrebbero la facolt\u00e0 di prolungare i loro poteri per continuare a commettere gli errori che hanno portato alla guerra. Ci\u00f2 \u00e8 immorale e debbo dire, per quanto mi riguarda, che voter\u00f2 contro qualsiasi proroga. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Sono dolente di non poter concordare con l\u2019amico Giannini, perch\u00e9 la sua osservazione sarebbe giustissima se si potessero sciogliere tutti i Parlamenti del mondo, perch\u00e9, com\u2019\u00e8 evidente, una guerra non \u00e8 fatta da un Paese solo ma almeno da due Paesi ed oggi da tutti. Molto spesso, anzi, le guerre si subiscono e i Parlamenti non sono colpevoli delle guerre imposte dalle circostanze. Qui si tratta di un problema di vita pratica. In certi Paesi, come abbiamo visto, in piena guerra si sono fatte le elezioni. Vuol dire che si trattava di Paesi che si trovavano nella possibilit\u00e0 di farle. Ma ci\u00f2 si verifica soltanto raramente. Quindi la possibilit\u00e0 di prorogare le legislature della Camera e del Senato ci deve essere, ma solo in caso di guerra. Non posso quindi accettare l\u2019emendamento Mortati. Se si prevedono altri casi di proroga, se si d\u00e0 alle Camere la prerogativa di inventare i motivi per prorogarsi, esse tenderanno sempre a prorogarsi, cos\u00ec come si \u00e8 prorogata questa nostra Assemblea. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Quindi solo in caso di guerra pu\u00f2 essere prorogata la legislatura. \u00abPu\u00f2\u00bb, non \u00abdeve\u00bb, sicch\u00e9 la proroga non sarebbe obbligatoria. Io chiederei, signor Presidente, che fossero mantenuti la parola \u00absolo\u00bb nel testo iniziale e l\u2019emendamento che l\u2019onorevole Targetti ha conservato all\u2019ultimo comma, emendamento che chiarisce e definisce questo concetto.<\/p><p>BENEDETTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENEDETTINI. Signor Presidente, riferendomi a quanto ha accennato l\u2019onorevole Giannini, io penso che quel che ha detto l\u2019onorevole Nitti circa l\u2019opportunit\u00e0 di non parlare affatto della possibilit\u00e0 di proroga \u00e8 giusto, anche perch\u00e9 \u00e8 stato gi\u00e0 approvato un articolo il quale dice che l\u2019Italia rinuncia alla guerra, per cui la guerra in questa Costituzione \u00e8 completamente messa al bando. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Quindi io proporrei di non parlare affatto della proroga.<\/p><p>SERENI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SERENI. Il Gruppo comunista \u00e8 contrario a che in caso di guerra siano sospese le garanzie costituzionali. \u00c8 evidente che, come diceva d\u2019altronde l\u2019onorevole Giannini, esiste una responsabilit\u00e0 del Parlamento e del Governo nel caso che il Paese sia trascinato, sia pure senza sua diretta responsabilit\u00e0, in una guerra. Possono esservi casi di aggressioni internazionali in cui il Paese sia trascinato anche malgrado una politica giusta fatta dal Governo. Pu\u00f2 esservi per\u00f2 l\u2019ipotesi contraria: in questo caso occorre che il popolo non sia privato del diritto di sostituire le Camere e il Governo che lo hanno trascinato in una guerra ingiusta. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Ritiro il mio emendamento, non senza fare osservare, che esso era stato suggerito dalla considerazione dell\u2019opportunit\u00e0 della equiparazione di situazioni che, facendo sorgere le medesime esigenze, dovrebbero dare luogo agli stessi provvedimenti.<\/p><p>Osservo ora che se veramente si vuole limitare, come diceva l\u2019onorevole Lucifero, il caso della proroga solo ad eventi che non siano suscettibili di valutazioni discrezionali da parte dell\u2019Assemblea che decide la proroga stessa, bisognerebbe conseguentemente modificare anche il testo del progetto, sopprimendo la frase \u00abo di imminente pericolo di guerra\u00bb, poich\u00e9 \u00e8 evidente che l\u2019accertamento di tale circostanza si presta ad apprezzamenti senza carattere di certezza obiettiva.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Mortati ritira il suo emendamento, resta soltanto il testo della Commissione. Ma poich\u00e9 l\u2019onorevole Mortati ha accennato all\u2019idea che la seconda parte del testo della Commissione abbia un carattere a s\u00e9 stante e pertanto richieda forse una votazione particolare, se nessuno si oppone, pongo in votazione per divisione il testo della Commissione, e precisamente: \u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge solo nel caso di guerra in corso\u00bb. Poi, voteremo: \u00abo di imminente pericolo di guerra\u00bb.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io trovo che, essendosi variati i periodi di durata delle due Camere, la facolt\u00e0 di proroga dovrebbe essere riferita all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 58, dove si dice: \u00abLe elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti\u00bb. Siccome noi avremo sempre una Camera in vita, data la diversa durata di ciascuna delle due, \u00e8 a questa eventualit\u00e0 che ci si deve riferire per la proroga, non alla legislatura.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Corbino, per adesso votiamo sul testo della Commissione, la quale poi coordiner\u00e0 la norma con quelle precedentemente approvate.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Nell\u2019osservazione dell\u2019onorevole Corbino c\u2019\u00e8 un concetto costituzionale molto giusto. Qui si tratta non di prorogare la legislatura ma di far funzionare l\u2019istituto della <em>prorogatio<\/em> fino al termine dello stato di guerra; cio\u00e8 la legislatura si scioglie di diritto, ma i 70 giorni si prolungano a tempo indefinito. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Sta proprio in ci\u00f2 la questione. Quindi si dovrebbe, con l\u2019emendamento Targetti, sopprimere il terzo comma e dire semplicemente: \u00abLe elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti, tranne che sia dichiarato lo stato di guerra\u00bb. In tal modo le Camere continuerebbero a funzionare per <em>prorogatio<\/em> fino al termine dello stato di guerra.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Giannini ha presentato il seguente emendamento sostitutivo del terzo comma: \u00abIn nessun caso la legislatura pu\u00f2 essere prorogata\u00bb.<\/p><p>Faccio notare, per evitare obiezioni, che non si tratta di un emendamento soppressivo (ed in tal caso non lo metteremmo in votazione). Si tratta di un emendamento che afferma un principio, un divieto, e che pertanto ha la precedenza sul testo della Commissione.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Non mi pare che una formulazione del genere di quella proposta dall\u2019onorevole Giannini possa essere accolta. Poich\u00e9, come \u00e8 stato or ora esattamente osservato dall\u2019onorevole Fabbri, la nostra Costituzione \u00e8 rigida, essendovi una disposizione costituzionale secondo cui le Camere sono elette per 5 anni, basta tacere circa la possibilit\u00e0 di proroga perch\u00e9 questa sia esclusa. Con la formula Giannini si potrebbe perfino ritenere che la prorogabilit\u00e0 della legislatura sia da escludere anche in sede di revisione costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Giannini \u00e8 del parere che occorra porre nel testo costituzionale un divieto esplicito.<\/p><p>Pongo pertanto ai voti l\u2019emendamento Giannini:<\/p><p>\u00abIn nessun caso la legislatura pu\u00f2 essere prorogata\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo allora in votazione la prima parte del terzo comma nel testo del progetto: \u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge solo nel caso di guerra in corso\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la seconda parte: \u00abo di imminente pericolo di guerra\u00bb.<\/p><p>(<em>Non<\/em> \u00e8 <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019ultimo comma.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Ritiro il mio emendamento all\u2019ultimo comma.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti il primo periodo dell\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abLe elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ricordo che al secondo periodo di questo comma: \u00abIl provvedimento che le indice fissa la prima riunione delle Camere non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni\u00bb \u00e8 stato proposto dall\u2019onorevole Perassi un emendamento inteso a sostituire le parole: \u00abIl provvedimento\u00bb con le seguenti: \u00abIl decreto del Presidente della Repubblica\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare:<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Non possiamo trascurare il caso previsto nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti, al quale mi sono gi\u00e0 richiamato, tendente ad inserire, dopo le parole: \u00abhanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti\u00bb, le altre: \u00abtranne che sia dichiarato lo stato di guerra\u00bb. L\u2019onorevole Targetti prevede l\u2019ipotesi che lo stato di guerra sopravvenga nelle more tra la fine della legislatura e le elezioni. Quindi io insisterei perch\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti fosse mantenuto e messo ai voti, altrimenti avremmo votato la possibilit\u00e0 di proroga prima della fine della legislatura e resterebbe in sospeso l\u2019altra eventualit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, conserva il suo emendamento?<\/p><p>TARGETTI. Lo conservo.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Vorrei pregare l\u2019onorevole Targetti di spiegarci il significato di questo suo emendamento, perch\u00e9 non appare chiaro. Noi abbiamo stabilito che in caso di guerra dichiarata pu\u00f2 aver luogo, con legge, la proroga della legislatura. Ora, i casi sono due: o questa proroga \u00e8 gi\u00e0 stata stabilita ed allora non c\u2019\u00e8 bisogno, naturalmente, di aggiungere l\u2019inciso proposto dall\u2019onorevole Targetti, perch\u00e9 si intuisce che nel caso di proroga non si procede alle nuove elezioni. Se poi la proroga non ci fosse, allora non si intende come si possano sospendere le elezioni gi\u00e0 indette. Vorrei quindi pregare l\u2019onorevole Targetti di spiegare la ragione del suo emendamento e la possibilit\u00e0 che vi \u00e8 di inserirlo nell\u2019insieme delle disposizioni relative alla proroga in caso di guerra.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. L\u2019emendamento mi sembra molto chiaro e di una portata molto limitata: si riferisce ad un caso che sar\u00e0 rarissimo, eccezionale, ma che pu\u00f2 verificarsi: che cio\u00e8 lo stato di guerra sia dichiarato dopo che la legislatura ha finito il suo compito e prima che sia stata eletta la nuova Camera. Non c\u2019\u00e8 stato modo di prorogare la legislatura perch\u00e9 lo stato di guerra ancora non si era verificato; si \u00e8 verificato in quell\u2019intervallo, ed allora non vale pi\u00f9 la regola del termine fisso determinato per le nuove elezioni.<\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. L\u2019ipotesi che ha prospettato l\u2019onorevole Targetti in realt\u00e0 si pu\u00f2 verificare. Ma gi\u00e0 nel testo che abbiamo approvato c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 costituzionale di porvi rimedio. Ed \u00e8 il secondo comma, in base al quale le Camere prorogano i loro poteri sino alla riunione delle nuove. Ora, se interviene l\u2019evento al quale faceva riferimento l\u2019onorevole Targetti, le Camere si riconvocheranno di diritto e potranno prorogare la loro durata.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. C\u2019\u00e8 un errore, perch\u00e9 le Camere si possono prorogare, possono cio\u00e8 prendere il provvedimento legislativo di prorogarsi finch\u00e9 non sono state sciolte. Ma quando funzionano per <em>prorogatio<\/em>, cio\u00e8 sono gi\u00e0 sciolte, questo provvedimento di legge non lo possono pi\u00f9 prendere. Ecco perch\u00e9 devono essere autorizzate, secondo quanto stabilisce l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ruini ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Ho dichiarato che il caso sollevato dall\u2019onorevole Targetti \u00e8 eccezionalissimo e potr\u00e0, se l\u2019Assemblea vuole, prevedersi nel testo. Occorrer\u00e0 in ogni modo precisare, in relazione al punto prospettato dall\u2019onorevole Lucifero di una proroga, votata da una Camera gi\u00e0 sciolta. Questa revisione potr\u00e0 farsi nel coordinamento finale.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti, che propone di aggiungere alla fine del primo periodo del quarto comma gi\u00e0 approvato le seguenti parole: \u00abtranne che sia dichiarato lo stato di guerra\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo periodo dell\u2019ultimo comma con l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Perassi e accettato dalla Commissione:<\/p><p>\u00abIl decreto del Presidente della Repubblica che le indice fissa la prima riunione delle Camere non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo cos\u00ec esaurito l\u2019articolo 58. Ne do lettura nel testo approvato, salvo il coordinamento:<\/p><p>\u00abLa Camera dei Deputati \u00e8 eletta per cinque anni; il Senato della Repubblica \u00e8 eletto per sei anni.<\/p><p>\u00abI loro poteri sono tuttavia prorogati fino alla riunione delle nuove Camere.<\/p><p>\u00abLa legislatura pu\u00f2 essere prorogata con legge solo nel caso di guerra in corso.<\/p><p>\u00abLe elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti, tranne che sia dichiarato lo stato di guerra. Il decreto del Presidente della Repubblica che le indice fissa la prima riunione delle Camere non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore 11 di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti abbia preso in conseguenza dell\u2019atto proditorio compiuto giorni or sono contro la sede della sezione comunista di Montalto Pavese; e per conoscere, altres\u00ec, quali direttive intenda impartire alle forze di polizia per impedire l\u2019eventuale ripetersi di tale atto, in una zona tranquilla, nella quale tali violenze contro i partiti democratici genererebbero una giusta reazione tra i partigiani e il popolo.<\/p><p>\u00abMezzadra\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, per conoscere lo stato di esecuzione del decreto legislativo 30 giugno 1947, n. 783, riguardante rimpianto e l\u2019estensione di reti telefoniche urbane e i collegamenti interurbani nei comuni dell\u2019Italia meridionale, della Sicilia e della Sardegna.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede all\u2019onorevole Ministro se non ritenga opportuno che il decreto abbia sollecita applicazione, sia per la sua pratica utilit\u00e0, sia per non aggiungere nuove prove che convalidino la convinzione, diffusa nelle popolazioni meridionali, che i provvedimenti in suo favore trovino intralcio nella burocrazia.<\/p><p>\u00abGalati\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere per quali ragioni non \u00e8 ancora stato provveduto a definire la posizione dei diplomati degli Istituti tecnici industriali e per geometri, nel senso della loro ammissione alle facolt\u00e0 tecniche universitarie; e se \u00e8 vero che l\u2019onorevole Ministro ebbe ad assicurare detta ammissione per l\u2019anno accademico 1947-48, con sua dichiarazione ufficiale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPreti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere quali provvedimenti intenda prendere per la sistemazione della Facolt\u00e0 di medicina della Universit\u00e0 di Genova, il cui corpo insegnante, a causa dell\u2019assoluta deficienza di locali e di mezzi, specie per quanto riguarda la clinica ostetrica, la clinica chirurgica e l\u2019istituto di patologia chirurgica, si \u00e8 trovato costretto a sospendere ogni attivit\u00e0 didattica. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGuerrieri Filippo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere per quali ragioni il Molise \u2013 regione provata come poche altre dal flagello della guerra \u2013 \u00e8 trascurato in modo cos\u00ec inverosimile ed incredibile nei suoi servizi ferroviari, come \u00e8 stato gi\u00e0 in precedenza segnalato al Ministro.<\/p><p>\u00abSulla linea Campobasso-Termoli e su quella Campobasso-Benevento il servizio viaggiatori \u00e8 disimpegnato solo da vecchie vetture di terza classe, mal ridotte ed indecenti. Spesso anche queste mancano ed a disposizione dei viaggiatori sono soltanto carri bestiame, ove occorre stare in piedi per ore ed ore, con gravissimo disagio.<\/p><p>\u00abTale mortificante stato di cose \u00e8 offensivo per una regione, che \u00e8 fra le prime di Italia per alto senso di civismo e per dedizione alla Patria in ogni tempo.<\/p><p>\u00abPer tale insopportabile situazione, giorni or sono, il Vescovo di Campobasso, in partenza sul treno per Termoli, fu, in segno di doveroso omaggio, invitato a salire nel bagagliaio, come il posto pi\u00f9 decente; ma fu, poi, invitato a discendere subito, adducendosi inopportunamente motivi regolamentari, in modo che il Vescovo fu costretto, fra l\u2019indignazione dei presenti, a viaggiare in carro bestiame, (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCamposarcuno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, sui provvedimenti che intenda prendere per risolvere al pi\u00f9 presto il grave problema della sistemazione economica degli agenti di custodia.<\/p><p>\u00abIn particolare l\u2019interrogante osserva che il Corpo degli agenti di custodia, fin da quando l\u2019Amministrazione carceraria dipendeva dal Ministero dell\u2019interno, \u00e8 stato sempre equiparato, per quanto si riferisce al trattamento economico, al Corpo degli agenti di pubblica sicurezza. E ci\u00f2 fu confermato anche col passaggio dell\u2019Amministrazione carceraria dal Ministero dell\u2019interno a quello della giustizia, avvenuto il 1\u00b0 luglio 1925.<\/p><p>\u00abIl regolamento per il Corpo degli agenti di custodia 30 dicembre 1937, n. 2584, mantiene inalterato tale concetto, come pure il recente decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 508, con l\u2019articolo 15 non solo ribadisce quanto sopra, ma addirittura equipara il trattamento economico degli agenti di custodia a quello dei carabinieri.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante rileva che con lo stesso decreto all\u2019articolo 12 l\u2019indennit\u00e0 di pubblica sicurezza \u00e8 stata estesa anche agli agenti di custodia sotto la denominazione di \u00abindennit\u00e0 carceraria\u00bb.<\/p><p>\u00abNon vi \u00e8 dubbio dunque che gli agenti di custodia abbiano diritto al medesimo trattamento economico concesso agli altri appartenenti ai Corpi di pubblica sicurezza. E ci\u00f2 \u00e8 tassativamente sancito dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 5 agosto 1947, n. 778, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> n. 190 del 21 agosto 1947.<\/p><p>\u00abTale decreto, con la tabella n. 4, non fa distinzione alcuna fra i Corpi di pubblica sicurezza, comprendendo espressamente il Corpo degli agenti di custodia delle carceri fra i carabinieri, la guardia di finanza e il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza.<\/p><p>\u00abInfine si fa presente che dal 1\u00b0 gennaio 1947 a tutti gli appartenenti ai Corpi armati dello Stato \u00e8 stato concesso il beneficio della razione viveri in natura, a titolo di retribuzione. Non v\u2019ha dubbio che tale beneficio debba estendersi anche al Corpo degli agenti di custodia delle carceri, con la medesima decorrenza, in quanto il suddetto Corpo con decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 508, \u00e8 entrato a far parte integrale delle Forze armate dello Stato con disciplina militare e con l\u2019obbligo dell\u2019uso delle stellette sulla divisa.<\/p><p>\u00abPertanto dal 1\u00b0 gennaio 1947 venga fatto il conguaglio fra il valore della razione viveri in natura non goduta e l\u2019indennit\u00e0 di caro-vita corrisposta, o quanto meno venga corrisposta una indennit\u00e0 compensativa mensile di lire 5000, che rappresenta la differenza tra il valore della razione viveri in natura e la diminuzione dei caro-viveri, che ne sarebbe scaturita se il personale avesse goduto del beneficio della razione viveri in natura.<\/p><p>\u00abDa quanto viene riferito, pare che il Ministero del tesoro abbia gi\u00e0 approvato in linea di massima l\u2019estensione della razione viveri in natura anche a favore del Corpo degli agenti di custodia. Non dovrebbe essere difficile avere l\u2019approvazione del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>\u00abLa soluzione di questa pratica sta molto a cuore al personale di custodia, che si sente assai avvilito di fronte agli appartenenti agli altri Corpi armati di polizia, ed \u00e8 fonte di vivo malumore tra essi e questi ultimi, con evidente pregiudizio per il delicato servizio a cui devono attendere, perch\u00e9 oltre a soffrire la palese ingiustizia, ne risentono fortemente le loro gi\u00e0 precarie condizioni economiche.<\/p><p>\u00abI 14.000 componenti il Corpo degli agenti di custodia, stanchi delle lusinghevoli promesse che si sono avvicendate per circa 10 mesi, senza mai avere ottenuto nulla di concreto, attendono con ansia la soluzione della lunga attesa pratica. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBastianetto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se \u2013 in analogia a quanto \u00e8 stato sancito a favore dei provveditori agli studi reggenti \u2013 non ritenga equo stabilire un punteggio di valutazione del servizio di reggenza prestato dai direttori didattici nei posti di ispettore e dagli insegnanti elementari nei posti di direttore, per effetto degli incarichi loro affidati dagli Alleati, nel periodo di emergenza, e dai provveditori a norma del regio decreto-legge 4 giugno 1944, n. 158. Tale punteggio dovrebbe avere effetto nello scrutinio di promozione al grado superiore per i direttori e nel concorso direttivo per i maestri. In prossimit\u00e0 degli scrutini di promozione e dei concorsi, il provvedimento richiesto ha carattere di urgenza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGalati\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri delle finanze e del tesoro, per conoscere se non ritengano equo ed opportuno elevare la somma assicurata in lire 5000 ai combattenti dallo Stato nel 1918, mediante il rilascio delle polizze gratuite, in misura tale da consentire se non un integrale adeguamento del valore della moneta dal 1918 al 1948, almeno un riconoscimento coerente al significato morale ed al valore materiale dell\u2019impegno dello Stato, commisurando in lire 50.000 le lire 5000 del 1918. E ci\u00f2, in considerazione che per i decreti luogotenenziali 7 marzo 1918, n. 874; 10 dicembre 1917, n. 1970; 30 dicembre 1917, n. 2047; 19 maggio 1918, n. 769; 8 dicembre 1918, n. 1953, concernenti il rilascio delle polizze gratuite ai combattenti ed ai loro superstiti, veniva il premio di assicurazione fissato in lire 5000 e lire 1500; che tale premio viene a maturare, per i superstiti, dopo 30 anni, nel 1948; che per il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 7 aprile 1947, n. 397, i combattenti della guerra 1915-18, assicurati con le polizze miste con scadenza 1\u00b0 gennaio 1948, possono chiedere il pagamento delle polizze stesse, presentando domanda all\u2019Istituto nazionale delle assicurazioni; ed in considerazione, infine, che la somma di lire 5000, cos\u00ec come nel 1918 rappresentava apprezzabile premio a coloro che avevano bene meritato, conquistando alla Patria con il loro assai duro e sanguinoso sacrifizio, le terre irredente ed i naturali confini, oggi suona irrisorio quanto umiliante compenso ai combattenti superstiti della grande guerra 1915-18. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMastrojanni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00f2 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte ai loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.15.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCLII. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 9 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Laconi Avanzini De Vita Carboni Angelo Nobili Tito Oro Donati Codacci Pisanelli Bastianetto Rodi Arata Moro Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione Gasparotto Clerici Lussu Nobile Targetti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2220,2390,2542,2275,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2211","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2211"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2211\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6567,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2211\/revisions\/6567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2211"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}