{"id":2205,"date":"2023-09-17T15:00:57","date_gmt":"2023-09-17T13:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2205"},"modified":"2023-10-21T17:28:45","modified_gmt":"2023-10-21T15:28:45","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-8-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2205","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 8 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2205\" class=\"elementor elementor-2205\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-82463cc elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"82463cc\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-90a5bad\" data-id=\"90a5bad\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0a56563 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"0a56563\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471008_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-20a1cd7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"20a1cd7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCL.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 8 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Mortati<\/p><p>Lussu<\/p><p>Laconi<\/p><p>Moro<\/p><p>Nobile<\/p><p>Bordon<\/p><p>Corbino<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Costantini<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Targetti<\/p><p>Reale Vito<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Dossetti<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Perassi<\/p><p>Badini Confalonieri<\/p><p>Alberti<\/p><p>Nitti<\/p><p>Clerici<\/p><p>Nenni<\/p><p>Priolo<\/p><p>Uberti<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Rodi<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Leone Giovanni<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Caporali.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che stamane abbiamo approvato il primo comma dell\u2019emendamento sostitutivo dell\u2019articolo 55, proposto dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Il secondo comma dell\u2019articolo 55 nel testo della Commissione pone, anzitutto, il problema dell\u2019assegnazione di un numero fisso di senatori ad ogni Regione.<\/p><p>In secondo luogo, stabilisce il quoziente per l\u2019elezione dei senatori, senza indicare se questo quoziente debba intervenire o meno nella determinazione del modo di elezione del numero fisso di senatori di cui al primo comma.<\/p><p>Il problema \u00e8 ripreso anche nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, il quale per\u00f2 trasforma il numero fisso in un minimo di senatori per ogni Regione.<\/p><p>Sono due diversi modi di presentazione di un problema.<\/p><p>A proposito del numero fisso dei senatori, quasi tutti gli emendamenti proposti, oltre a quello dell\u2019onorevole Mortati sono contrari. Cos\u00ec gli emendamenti presentati dagli onorevoli Lami Starnuti, Preti, Targetti, Laconi, Caronia. Invece, l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti propone per l\u2019appunto che ogni Regione abbia un numero fisso di senatori, oltre a quelli che devono esserle riconosciuti a seconda del quoziente.<\/p><p>Vi sono, dunque, tre possibilit\u00e0: assegnare alla Regione null\u2019altro che il numero di senatori discendente dal rapporto tra il quoziente e gli abitanti; oppure un numero di senatori minimo, assicurato indipendentemente dal rapporto tra quoziente e numero degli abitanti; e infine, vi \u00e8 la terza possibilit\u00e0, di assegnare ad ogni Regione un numero fisso di senatori, un numero base, al quale si aggiunger\u00e0 quell\u2019altro numero variabile che discende dal solito rapporto tra il quoziente e il numero degli abitanti. Tre possibilit\u00e0, dunque, due delle quali si diversificano dalle proposte contenute nell\u2019articolo della Commissione; per l\u2019appunto quella che trasforma il numero fisso in numero minimo e quella che esclude sia il numero fisso che il numero minimo.<\/p><p>Quali di queste due proposte si allontani di pi\u00f9 di testo della Commissione \u00e8 un po\u2019 difficile determinare. Comunque, le porremo alla prova della votazione, poich\u00e9 essendo gli emendamenti gi\u00e0 stati svolti, in questo momento non si tratta d\u2019altro che di decidere. Anche nelle discussioni che si sono svolte ieri e questa mattina \u00e8 del resto stata trattata questa questione, per cui credo che essa possa considerarsi matura conclusione.<\/p><p>Se, tuttavia, qualche onorevole collega desiderasse ancora prendere la parola su questo argomento, noi lo ascolteremo. Ci\u00f2 per\u00f2 che pi\u00f9 importa mi pare sia il tener presenti le conseguenze delle votazioni che ci apprestiamo a fare. E certamente la principale sar\u00e0 che, ammettendo sia un numero minimo che un numero fisso base a cui vengano poi ad aggiungersi gli eletti nel numero stabilito dal rapporto tra il quoziente e la popolazione, i senatori verrebbero a rappresentare masse diverse di popolazione dall\u2019una e all\u2019altra Regione.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere la seconda parte del suo emendamento presentato stamane:<\/p><p>\u00abIl numero dei senatori \u00e8 determinato in ragione di uno ogni 250 mila abitanti, attribuendosi per\u00f2 a ciascuna Regione un numero minimo di sei senatori\u00bb.<\/p><p>MORTATI. Il mio emendamento riguarda due punti; il primo \u00e8 quello della percentuale di senatori a seconda della popolazione, la quale percentuale propongo sia elevata da 200 a 250 mila abitanti e ci\u00f2 per fare del Senato un organo che meglio si differenzi dalla Camera dei deputati. Se di questa, con l\u2019aumento del numero dei membri, rispetto a quanto era stato proposto dal progetto, si \u00e8 voluto fare una espressione analitica della volont\u00e0 popolare, appare opportuno che invece il Senato adempia alla funzione di una rappresentanza pi\u00f9 sintetica di grandi nuclei regionali.<\/p><p>La proposta, quindi, relativa all\u2019elevazione del numero dei senatori si basa su questa prima considerazione. Ma se ne pu\u00f2 aggiungere una seconda, quella cio\u00e8 desumibile dall\u2019esigenza di fare del Senato un corpo che sia il pi\u00f9 possibile selezionato qualitativamente, soprattutto ai fini di una migliorie elaborazione delle leggi; al che pu\u00f2 giovare il non elevarne eccessivamente il numero, cos\u00ec come giover\u00e0 il limitare la scelta degli eleggibili in determinate categorie, secondo una proposta che dovr\u00e0 essere discussa in seguito.<\/p><p>Si pu\u00f2 trovare conforto nella tesi sostenuta nell\u2019esempio offerto dalle Costituzioni di non poche fra le maggiori altre Nazioni, le quali appunto presentano una tendenza alla riduzione del numero dei membri del Senato, della seconda Camera rispetto a quello dei membri della Camera dei deputati. Si pu\u00f2 in proposito ricordare che il Senato degli Stati Uniti \u00e8 composto di appena 96 membri su 130 milioni di abitanti; la seconda Camera russa conta 570 membri su ben 170 milioni di abitanti; la Camera alta del Brasile, risulta composta di appena 42 membri su 44 milioni di abitanti; cos\u00ec ancora l\u2019Australia, la quale non ha anch\u2019essa che 30 senatori su 12 milioni di abitanti. Ma v\u2019\u00e8 poi l\u2019altro punto, quello cio\u00e8 che si riferisce alla sostituzione del limite minimo al posto del numero fisso.<\/p><p>I due sistemi pur differendo fra loro, hanno una radice comune, nella comune finalit\u00e0 di rafforzare il peso politico delle piccole Regioni di fronte alle grandi.<\/p><p>Sono state fatte delle obiezioni al riguardo. Si \u00e8 detto che questo premio dato alle piccole Regioni potrebbe essere un incitamento alla moltiplicazione delle stesse, e quindi potrebbe portare al sorgere artificioso di movimenti regionali, diretti alla costituzione di nuove piccole Regioni, allo scopo appunto di aumentare il peso della loro rappresentanza politica al Senato. Si pu\u00f2, per\u00f2, osservare che la formazione delle nuove Regioni secondo il progetto in esame non \u00e8 sottoposta all\u2019arbitrio delle popolazioni interessate, ma alla legge costituzionale; e quindi vi \u00e8 la garanzia, data dall\u2019intervento di tutte le forze politiche dello Stato, che possono neutralizzare le tendenze particolari delle Regioni che aspirino ad un ampliamento artificioso del numero dei rappresentanti al Senato.<\/p><p>Quindi, non mi pare che vi siano obiezioni serie, dal punto di vista pratico, all\u2019accoglimento del principio di attenuare il criterio della determinazione del numero dei senatori in modo rigidamente proporzionale alla popolazione.<\/p><p>D\u2019altra parte, faccio osservare che le proposte di modificare questa proporzione sono contenute in limiti cos\u00ec modesti, che portano a spostamenti minimi. Per esempio, della mia proposta di dare un numero mimmo di sei senatori per ogni Regione \u2013 tenuto conto delle Regioni storiche e del Friuli (la cui costituzione come Regione autonoma \u00e8 stata decisa) \u2013 verrebbero, in sostanza, a beneficiare cinque Regioni e la composizione totale del Senato verrebbe aumentata solo di poche unit\u00e0. Il che non mi pare determini un turbamento notevole nella composizione politica del Senato, mentre, d\u2019altra parte, rappresenta un riconoscimento di quella che pu\u00f2 essere l\u2019esigenza delle piccole Regioni, e specialmente delle piccole Regioni del Sud, ad avere un potenziamento, sia pure modesto e pi\u00f9 simbolico che sostanziale, della loro influenza politica in questo Senato che, per quanto ridotto nel suo aspetto regionalistico, pur tuttavia conserva un legame con la struttura regionale, e quindi \u00e8 il rappresentante di questo nuovo ente che abbiamo costituito.<\/p><p>A me pare, perci\u00f2, che sia l\u2019una che l\u2019altra proposta meritino di essere accolte.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione. Mi pare, che, essendo la questione ripresa da numerosi emendamenti, sia pure in vari contesti, la miglior cosa sia di votare la questione in s\u00e9, e cio\u00e8: deve darsi un numero minimo di senatori per ogni Regione? A risposta affermativa, voteremo poi se debbano essere i sei proposti dall\u2019onorevole Mortati e dagli altri colleghi, oppure in altro numero.<\/p><p>Non passando invece la proposta di principio, voteremo se si debba dare un numero di senatori fisso di base, al quale si aggiungano poi i senatori eletti in rapporto al quoziente della popolazione. Questa mi pare debba essere la successione dei voti. Importante per ora non \u00e8 la formulazione letteraria, ma il quesito in s\u00e9.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Noi stessi, che abbiamo lungamente discusso questo problema nella seconda Sottocommissione, abbiamo una certa perplessit\u00e0 e penso che, a maggior ragione, i colleghi che devono adesso affrontare la votazione abbiano bisogno di essere maggiormente illuminati.<\/p><p>Qual \u00e8 lo scopo di questa proposta per cui si \u00e8 fissato un numero minimo di senatori per ogni Regione? Evidentemente per avvantaggiare alcune Regioni. Quali Regioni?<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ha detto d\u2019onorevole Mortati proprio adesso.<\/p><p>LUSSU. Ma quali sono? Sono parecchie? Sono quattro?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, le precisi lei che ha esposto il concetto.<\/p><p>MORTATI. Venezia Tridentina, Friuli, Lucania, Umbria e Sardegna.<\/p><p>Poich\u00e9 ho la parola, vorrei pregare di tener presente che nel mio emendamento \u00e8 stato omesso, per un errore materiale, di tener conto delle frazioni, ma \u00e8 implicito che le frazioni di 125 mila abitanti dovevano essere incluse.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Mi parrebbe logico che noi alterassimo un po\u2019 l\u2019ordine di votazione che la Presidenza ha proposto in questo momento, e cio\u00e8 che votassimo prima il quoziente e poi eventualmente il numero fisso, in modo che l\u2019Assemblea si possa render conto del beneficio che d\u00e0 a determinate Regioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Io sono tenuto a seguire l\u2019ordine della materia come risulta dal testo della Commissione. Qualche collega pu\u00f2 comunque parlare ed esporci in forma di esemplificazione quali sarebbero le conseguenze del voto, a seconda che l\u2019Assemblea accetti l\u2019uno o l\u2019altro dei quozienti proposti. I quozienti sono quelli di 200 mila da parte della Commissione, di 120 mila da parte dell\u2019onorevole Lami Starnuti, di 150 mila da parte dell\u2019onorevole Targetti, di 250 mila da parte dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>LACONI. Permetta, signor Presidente, mi sembra logico che l\u2019Assemblea debba far dipendere la sua votazione sul numero fisso da quella sul quoziente e non viceversa, e cio\u00e8 che possano variare le opinioni sul numero minimo fisso in relazione alla decisione che sar\u00e0 presa per il quoziente.<\/p><p>PRESIDENTE. Io non contesto questa sua tesi, ma ho detto che lei potr\u00e0 renderla evidente esponendo quali sarebbero i risultati a seconda dei quozienti che si accettano. D\u2019altra parte, ieri, attraverso gli interventi di vari colleghi, abbiamo appreso che questa affermazione del numero minimo o del numero fisso ha uno scopo che valica \u2013 direi \u2013 il dato quantitativo dei senatori che verrebbero eletti, ma mira ad affermare, attraverso un certo accorgimento, il carattere regionale del Senato. Comunque, ho dinanzi a me il testo della Commissione, che dice:<\/p><p>\u00abA ciascuna Regione \u00e8 attribuito, oltre ad un numero fisso di cinque senatori, un senatore per 200 mila abitanti o per frazione superiore a centomila\u00bb.<\/p><p>Esso quindi propone prima questo problema.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Il numero fisso previsto nel progetto era un\u2019altra cosa. La Commissione non faceva cenno di un numero minimo fisso, ma parlava di un numero fisso aggiuntivo. Comprendo le difficolt\u00e0 procedurali dinanzi alle quali si trova il Presidente in questo momento, ma penso che, se i diversi Gruppi dell\u2019Assemblea non hanno difficolt\u00e0, si pu\u00f2 procedere a stabilire il quoziente.<\/p><p>PRESIDENTE. I colleghi hanno udito la proposta dell\u2019onorevole Laconi. Se non si presentano argomentazioni contrarie, posso aderirvi. Perch\u00e9 tutti abbiamo in mente gi\u00e0 quello che intendiamo fare e qual \u00e8 il modo in cui desideriamo sia risolto il problema, non muteremo il nostro atteggiamento solo perch\u00e9 muta l\u2019ordine della votazione.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Noi non abbiamo obiezioni da fare, quindi accettiamo la proposta dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. E allora per prima cosa votiamo sul quoziente che deve regolare il rapporto fra la popolazione e il numero dei senatori eletti.<\/p><p>Vi \u00e8 la proposta della Commissione, che il quoziente sia stabilito in 200 mila abitanti. E poi vi sono le proposte: dell\u2019onorevole Lami Starnuti per un quoziente di 120 mila; dell\u2019onorevole Targetti per un quoziente di 150 mila e dell\u2019onorevole Mortati per un quoziente di 250 mila.<\/p><p>Quella che si allontana di pi\u00f9 dal testo della Commissione \u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Lami Starnuti per un quoziente di 120 mila. La pongo in votazione per prima.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvala<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Targetti per il quoziente di 150 mila abitanti.<\/p><p>(<em>Dopo prova<\/em> e <em>controprova, la proposta non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora dovrei porre in votazione la proposta dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>MORTATI. Ritiro la proposta di 250.000 ed accetto quella della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione che il quoziente sia fissato nella cifra di 200.000 abitanti o per frazione superiore a centomila.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Laconi, abbiamo risolto la questione pregiudiziale. Si tratta adesso di passare alla seconda questione, quella del numero fisso o del numero minimo. La Commissione propone il numero fisso, l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati propone il numero minimo. Voteremo quindi sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati. La proposta dell\u2019onorevole Mortati \u00e8 di attribuire a ciascuna Regione un numero minimo di sei senatori.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Io vorrei conoscere quali siano i motivi che inducono a favorire le piccole Regioni, perch\u00e9 realmente io non mi spiego perch\u00e9 si voglia fare questo trattamento particolare e favorire cos\u00ec il frazionamento del nostro Paese.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Questa mattina io ho fatto un\u2019aggiunta all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati e desidero quindi che esso sia riportato nella sua completezza.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon, non c\u2019\u00e8 un deputato nell\u2019Assemblea, per quanto appassionato per le Regioni, che intenda dare sei senatori alla Val d\u2019Aosta.<\/p><p>BORDON. Non sappiamo cosa farcene.<\/p><p>PRESIDENTE. Non c\u2019\u00e8 infatti nessun emendamento in tal senso al testo della Commissione che propone un senatore. \u00c8 sufficiente.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Vorrei domandare al collega Mortati se egli si \u00e8 basato, nel determinare il numero minimo, sul quoziente di 250.000 e quali variazioni porta all\u2019elenco delle Regioni, che ha gi\u00e0 comunicato, l\u2019avere abbassato il quoziente a 200.000.<\/p><p>MORTATI. Nessuna.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Conti ha proposto di modificare l\u2019emendamento principale dell\u2019onorevole Mortati, nel senso di attribuire ad ogni Regione un numero minimo di quattro senatori. Pongo in votazione la proposta.<\/p><p>(<em>Non<\/em> \u00e8 <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Mortati, che ad ogni Regione si attribuisca un numero minimo di sei senatori.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 stato dunque stabilito fino ad ora che il quoziente per l\u2019elezione dei senatori sia di 200 mila e che ogni Regione abbia assicurato un minimo di sei senatori. Resta adesso a decidere ancora, sempre in tema di articolo 55, che la Val d\u2019Aosta abbia un solo Senatore.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. \u00c8 bene che sia chiarito, visto che abbiamo votato il testo dell\u2019articolo, che l\u2019onorevole Mortati ha fatto presente che aveva dimenticato di mettere la frazione di 200 mila, altrimenti si potrebbero domani sollevare obiezioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha detto di accettare la proposta della Commissione in cui si dice: \u00abun senatore per duecento mila abitanti o per frazione superiore a centomila\u00bb. Pongo ora in votazione la seguente proposizione:<\/p><p>\u00abLa Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo ora all\u2019ultimo periodo del secondo comma del testo della Commissione:<\/p><p>\u00abNessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati che manda all\u2019altra Camera\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 un emendamento di carattere formale, presentato dall\u2019onorevole Colitto, il quale propone di togliere l\u2019ultimo inciso \u00abche manda all\u2019altra Camera\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Mortati, Fuschini, Ferrarese, De Palma, Sullo, Domined\u00f2, Carignani, Bubbio, Balduzzi, Salizzoni, Viale, propongono la soppressione di questo periodo.<\/p><p>Ma questo emendamento opera, in quanto, posta in votazione la formulazione, questa venga respinta.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che noi voteremo contro questa parte dell\u2019articolo essendo favorevoli alla soppressione proposta dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Ritengo che, nella nuova composizione del Senato, questo articolo non abbia ragion d\u2019essere, perch\u00e9 abbiamo creato un sistema autolimitato. Quella aggiunta valeva, quando il sistema era organizzato diversamente. Oggi sarebbe in contradizione col sistema. Quindi, io voter\u00f2 contro.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. A me pare che questo sistema sia irrazionale. Si pongono i deputati, in certe Regioni, quasi in uno stato di inferiorit\u00e0, come espressione di sovranit\u00e0 popolare, di fronte ai senatori.<\/p><p>Io trovo che il ragionamento logico, conclusivo delle premesse della discussione nostra era questo emendamento presentato dall\u2019onorevole Mortati. Non capisco perch\u00e9 adesso, all\u2019ultimo momento, quell\u2019emendamento sia ritirato, quando tutti eravamo d\u2019accordo.<\/p><p>Pertanto, io prego che sia ripresentato l\u2019emendamento il quale \u00e8 stato riconosciuto come un\u2019esigenza di rappresentanza politica.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare all\u2019Assemblea quale efficacia pu\u00f2 avere oggi, la clausola introdotta dall\u2019onorevole Lussu a suo tempo. Influirebbe soltanto sulla rappresentanza di una regione, il Molise, la cui costituzione \u00e8 ancora incerta; in quanto verrebbe a limitare la rappresentanza dei senatori soltanto per quelle regioni, che abbiano una popolazione inferiore ai 480.000 abitanti.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Desidero osservare che ormai, stabilito che si avr\u00e0 un deputato per ogni ottantamila abitanti, e un senatore ogni duecentomila, non sussiste pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di un numero di senatori superiore a quello dei deputati per ogni Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che, a questo proposito, questa norma, se sar\u00e0 approvata, giover\u00e0 a tutte le Regioni, le quali abbiano meno di 600.000 abitanti.<\/p><p>Comunque, l\u2019Assemblea decider\u00e0. Pongo in votazione la formulazione:<\/p><p>\u00abNessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati che manda all\u2019altra Camera\u00bb, con l\u2019emendamento formale proposto dall\u2019onorevole Colitto, cio\u00e8 di sopprimere l\u2019inciso \u00abche manda all\u2019altra Camera\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dobbiamo ora passare all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55:<\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale e per due terzi a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha votato un ordine del giorno del quale occorre riprendere le affermazioni in relazione al contenuto appunto di questo articolo. Noi abbiamo gi\u00e0 votato un articolo, il 53, nel quale vengono indicati gli elementi principali del modo di elezione dei deputati. \u00c8 evidente che occorre qualcosa di analogo per il Senato. Tuttavia, poich\u00e9 \u00e8 stato gi\u00e0 approvato in proposito un ordine del giorno, ritengo che non sia pi\u00f9 necessario ripetere la votazione: l\u2019ordine del giorno impegna l\u2019Assemblea. Baster\u00e0 dare incarico al Comitato di redazione di mutare il terzo comma dell\u2019articolo 55, sostituendo alle affermazioni od alle proposte in esso contenute, le proposte che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 accettato votando l\u2019ordine del giorno a tutti noto. Resta cos\u00ec inteso.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Desidero ricordare che, a proposito della Camera dei deputati, si \u00e8 ritenuto, di comune accordo, che l\u2019affermazione circa il modo di composizione non fosse materia costituzionale e si \u00e8 appunto a questo scopo trasformato l\u2019emendamento Giolitti, circa la composizione proporzionale della Camera stessa, in ordine del giorno, ritenendosi che l\u2019affermazione concreta del principio ed i modi specifici dei suo svolgimento dovessero trovare il loro luogo pi\u00f9 proprio nella legge elettorale. A me pare che lo stesso orientamento debba farsi valere per il Senato e che per tanto la sua composizione, per quanto riguarda il metodo di elezione, non debba essere oggetto di statuizione costituzionale, bens\u00ec di regolamentazione per opera della legge elettorale. L\u2019affermazione pertanto contenuta nell\u2019ordine del giorno approvato pu\u00f2 valere come indicazione del proposito dell\u2019Assemblea, che sar\u00e0 tenuto presente in sede di elaborazione della legge elettorale da parte dell\u2019Assemblea stessa. Cos\u00ec decidendo, l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55 potrebbe essere soppresso, o, al massimo, sempre per analogia con il criterio adottato nell\u2019articolo 53, dedicato alla Camera dei deputati, potrebbe limitarsi a disporre che l\u2019elezione del Senato debba avvenire con suffragio universale e diretto.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. A me pare che le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Mortati vadano un po\u2019 in l\u00e0 nella loro portata, anche perch\u00e9, mentre l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Giolitti fu votato a conclusione di una discussione, l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti \u00e8 stato invece votato come pregiudiziale ad una discussione. Ad ogni modo, nell\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 55 vi sono due parti: una cade automaticamente ed \u00e8 quella relativa alla parte eletta dai membri del Consiglio regionale, perch\u00e9 l\u2019ordine del giorno approvato lo esclude; resta per\u00f2 la questione degli elettori, cio\u00e8 della loro et\u00e0. Io penso che \u00e8 su questo punto che noi dobbiamo deliberare. L\u2019altra \u00e8 caduta automaticamente. Non possiamo accettare il concetto dell\u2019onorevole Mortati, che l\u2019ordine del giorno che abbiamo votato come pregiudiziale a tutta la nostra discussione sia come una specie di raccomandazione. \u00c8 invece una chiara deliberazione delle nostre intenzioni in campo costituzionale, cio\u00e8 del modo con il quale vogliamo differenziare le due Camere. Una delle ragioni per cui abbiamo votato un sistema contrario all\u2019altro \u00e8 proprio questo, che noi vogliamo stabilire il criterio con il quale intendiamo differenziare una Camera rispetto all\u2019altra.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Vorrei osservare, intorno al dissidio manifestatosi tra le posizioni dell\u2019onorevole Mortati e dell\u2019onorevole Lucifero, che veramente \u00e8 questo un punto da considerare con attenzione. Non ini sembra che le ragioni addotte dall\u2019onorevole Lucifero provino la necessit\u00e0 che la norma, la quale stabilisce che il Senato debba essere eletto col sistema uninominale, faccia parte integrante della Costituzione.<\/p><p>Se si ritiene che sia il sistema elettorale che serva a differenziare una Camera dall\u2019altra, \u00e8 evidente che non si pu\u00f2 fare un diverso trattamento tra Senato e Camera dei deputati. Bisogna cio\u00e8 che per l\u2019una e per l\u2019altra Camera sia indicato nella Costituzione quell\u2019elemento differenziale che serva per distinguere l\u2019una Camera dall\u2019altra. Se invece si segue un diverso avviso e si ritiene che attraverso l\u2019indicazione generica dell\u2019ordine del giorno le due Camere siano sufficientemente differenziate, ancora una volta non si pu\u00f2 fare un trattamento diverso e l\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato votato ieri da questa Assemblea non pu\u00f2 restare, come l\u2019ordine del giorno Giolitti, se non come un\u2019indicazione generica.<\/p><p>Non vale che sia stato votato quest\u2019ordine del giorno prima o dopo la discussione, perch\u00e9 la sostanza delle cose \u00e8 identica nell\u2019un caso e nell\u2019altro.<\/p><p>Ma mi sembra che vi sia una questione pregiudiziale, di fronte alla quale questo dibattito pu\u00f2 essere accantonato, ed \u00e8 il problema nato dalle affermazioni dell\u2019onorevole Presidente che io, in verit\u00e0, non mi sento di condividere. L\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato votato ieri dall\u2019Assemblea, \u00e8 un\u2019indicazione di carattere generale, non \u00e8 una norma di legge. Esso deve essere completato attraverso una precisa votazione, alla stessa stregua di tutte le altre disposizioni che nella giornata di oggi noi abbiamo votato, allo scopo di determinare altri caratteri propri del Senato. Quindi, a me sembra indispensabile che si proceda ad una nuova votazione. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>N\u00e9 pu\u00f2 chiedere a noi di mutare opinione e di votare a favore.<\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Onorevoli colleghi, mi sembra che noi stiamo per riprendere quella discussione che ieri sera sembrava conclusa, specialmente dopo le affermazioni dell\u2019onorevole Mortati, che oggi sono state sostanzialmente contraddette dal collega onorevole Moro.<\/p><p>In sostanza, la votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti e la votazione dell\u2019ordine deb giorno Perassi, ognuna per il significato che ha, hanno escluso che abbia pi\u00f9 valore l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55. II che significa che indubbiamente l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55 \u00e8 stato respinto dall\u2019Assemblea.<\/p><p>PERASSI. Non \u00e8 esatto.<\/p><p>BOZZI. C\u2019\u00e8 un\u2019altra questione: il valore da attribuire agli ordini del giorno votati dall\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>\u00c8 una questione, onorevoli colleghi, sulla quale io richiamo tutta la vostra attenzione. Non \u00e8 soltanto l\u2019ordine del giorno che riguarda il senato o la Camera dei deputati, ma possono essere tutti gli altri ordini del giorno che l\u2019Assemblea Costituente voter\u00e0.<\/p><p>Io mi domando: quale valore giuridico essi hanno nella gerarchia dei valori da attribuire alle norme, tanto per esprimermi con un\u2019espressione tecnica? Io penso che l\u2019ordine del giorno, anche se non si trasforma in una norma che si inserisca nel testo costituzionale, ha valore costituzionale, cio\u00e8 l\u2019Assemblea per ragioni di opportunit\u00e0, pi\u00f9 o meno apprezzabili, ritiene che un principio non debba essere inserito come articolo, come norma del testo costituzionale, ma lo consacra tuttavia e questo principio ha valore costituzionale, nel senso che esso non solo vincoler\u00e0 l\u2019Assemblea stessa quando, nella specie, essa dovr\u00e0 fare la legge elettorale tanto per la Camera, quanto per il Senato, ma vincola anche la futura Camera legislativa ordinaria, qualora il compito di fare queste leggi dovesse essere per avventura ad essa affidato. In altri termini non sar\u00e0 mai possibile che una Camera legislativa futura ordinaria possa violare con una normale maggioranza un ordine del giorno votato dall\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Io penso che questo abbia un valore costituzionale e per cambiarlo bisogner\u00e0 addivenire ad una votazione con quelle particolari forme con cui si proceder\u00e0 alla revisione costituzionale.<\/p><p>Questo, onorevoli colleghi, \u00e8 un problema di importanza fondamentale, altrimenti votiamo degli ordini del giorno che non hanno nessun valore.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. Sono perfettamente dell\u2019opinione del collega che mi ha preceduto, onorevole Bozzi. Io mi devo chiedere se le deliberazioni dell\u2019Assemblea, che sono intervenute a seguito di votazione, abbiano o non abbiano valore vincolante. L\u2019Assemblea \u00e8 sovrana e come tale pronunzia le sue decisioni. Si \u00e8 detto all\u2019inizio che non era materia da inserirsi nella Costituzione il sistema di votazione della Camera dei deputati e quindi successivamente di quella dei senatori. Ed allora si \u00e8 trovato che con un ordine del giorno sarebbe stato opportuno indicare, per le Assemblee legislative, quale sarebbe stato il metodo di elezione dei deputati, e l\u2019Assemblea ha votato l\u2019ordine del giorno del collega Giolitti, se non erro. Adesso, superata la questione della nomina indiretta dei senatori attraverso il rigetto dell\u2019ordine del giorno Perassi e l\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, si ripresenta il problema per l\u2019elezione della seconda Camera. Allora, viene fatto di chiederci se le deliberazioni che abbiamo preso a mezzo di ordini del giorno, abbiano valore indicativo o di norme veramente costituzionali, da considerare inserite, cio\u00e8, nella Costituzione, per le Assemblee future. Perch\u00e9 da questo dipende tutto lo svolgersi della procedura attraverso la quale il Paese nominer\u00e0 i suoi rappresentanti. Ed allora se l\u2019ordine del giorno ha un valore semplicemente platonico, era inutile intrattenere l\u2019Assemblea con discussioni e votazioni.<\/p><p>Io penso che l\u2019ordine del giorno, pur essendo fuori, per una ragione formale pi\u00f9 che sostanziale, dal testo della Costituzione, deve ritenersi vincolante per le Assemblee legislative future. Se invece si volesse, con un gioco di formalismo, annullare la sostanza delle nostre deliberazioni, allora \u00e8 doveroso assumere la responsabilit\u00e0 di inserire specificatamente nel testo costituzionale che la Camera dei Deputati deve essere nominata col sistema proporzionale, e che il Senato dovr\u00e0 essere nominato col sistema del collegio uninominale. \u00c8 un dovere di lealt\u00e0 di fronte agli altri ed a noi stessi, perch\u00e9, diciamolo pure francamente, \u00e8 difficile che qualcuno, qui dentro, possa nascondere la verit\u00e0 ad un altro. Quindi esprimiamo il nostro pensiero, avendo il coraggio della franchezza affermandolo apertamente, senza ritenere che qualcuno cada in quei tranelli che sono fatti in altri ambienti. Questo almeno io mi auguro. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo che la proposta inoltrata dal collega non sia posta in votazione, perch\u00e9 assolutamente contraria ad ogni norma regolamentare.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Quale?<\/p><p>RUBILLI. La proposta fatta che l\u2019Assemblea deliberi che l\u2019ordine del giorno votato ieri valga come una semplice raccomandazione.<\/p><p>Io chiedo che se si domanda su questo una votazione non sia in alcun modo consentita. Noi siamo in Assemblea Costituente ed io faccio appello alle guarentigie costituzionali.<\/p><p>Quello che si \u00e8 votato e deliberato non si pu\u00f2 distruggere ad un tratto con un colpo di maggioranza. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se ammettiamo questo criterio che annulla completamente la democrazia, e sarei per dire che offende persino la civilt\u00e0, la libert\u00e0, la giustizia (<em>Commenti al centro<\/em>), se ammettiamo che con un colpo di maggioranza si pu\u00f2 fare qualunque cosa, anche l\u2019assurdo, l\u2019illogico, l\u2019inverosimile, si legalizza la pi\u00f9 esosa e ripugnante sopraffazione.<\/p><p>Ora, dobbiamo credere che il collega Moro abbia equivocato nel tempo, perch\u00e9 ha confuso l\u2019Assemblea Costituente con la Consulta Nazionale e crede di essere ancora in tempo di Consulta. Noi invece non siamo qui riuniti in Assemblea per formulare dei voti, per dare delle indicazioni, dei pareri che possono essere, o meno, accolti. Noi siamo qui per fare la legge e quello che abbiamo deliberato, dopo la deliberazione, \u00e8 legge. Non c\u2019\u00e8 dubbio su questo, dal punto di vista costituzionale e giuridico.<\/p><p>Ora, che cosa avverrebbe? Che mentre noi abbiamo deliberato e votato ed abbiamo fatta la legge per la parte che \u00e8 stata decisa, domani viene una Commissione, vengono altri e diranno: \u00abVi ringraziamo delle vostre indicazioni; siete stati troppo buoni; vi siamo obbligati, ma non rispettiamo nulla di quello che avete detto o fatto\u00bb; cos\u00ec il collegio uninominale sfuma, e la deliberazione di ieri \u00e8 completamente distrutta.<\/p><p>Questa allora non sarebbe pi\u00f9 Costituente! Non si pu\u00f2 ragionare in questo modo.<\/p><p>Io dico che il Presidente deve garantire i nostri diritti: faccio appello a lui perch\u00e9 dica quello che si pu\u00f2 fare e quello che non si pu\u00f2 fare. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Diversamente si dovrebbe persino ammettere che si potesse tornar indietro a votare gli articoli precedenti, l\u2019articolo 7 e tutti gli altri, compresa la riforma regionale.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Mi consenta l\u2019Assemblea di soggiungere una precisazione, inclusa del resto, a mio avviso, anche nelle osservazioni precedentemente fatte. E ci\u00f2 allo scopo di diradare questa singolare atmosfera, per cui si pu\u00f2 essere determinata l\u2019impressione, non fondata, di una evasione alle risultanze di una deliberazione dell\u2019Assemblea stessa, (<em>Interruzione del deputato Togliatti<\/em>)<em>.<\/em> Mi consenta, onorevole Togliatti. Ella conosce la mia correttezza ed il mio senso di rispetto della legge e, a maggior ragione, della Costituzione: ho il diritto di chiederle che mi ascolti con obiettivit\u00e0 e serenit\u00e0.<\/p><p>Ora, la votazione che ha fatto l\u2019Assemblea ieri, si riferisce ad un ordine del giorno. L\u2019ordine del giorno non ha contenuto normativo, in senso stretto; non \u00e8 norma, n\u00e9 proposta di norma. Laddove avessimo voluto articolare una norma o una proposta di norma, evidentemente avremmo dovuto proporre, in luogo dell\u2019ordine del giorno, un emendamento. E se io mi permetto di insistere su questa differenza formale, \u00e8 appunto per il rispetto intrinseco dell\u2019ordine costituzionale, esigenza che mi ispira al pari dell\u2019onorevole Rubilli.<\/p><p>Orbene, se \u00e8 stato votato un ordine del giorno, la conseguenza logica \u00e8 che, al pari di ogni altro ordine del giorno (e mi permetto di ripetere l\u2019analogia con la votazione presa per la Camera, la quale fa stretto <em>pendant <\/em>con l\u2019attuale), al pari di ogni altro ordine del giorno, dicevo, noi abbiamo determinato quelle conseguenze di orientamento, per cui l\u2019ordine del giorno ispirer\u00e0 il futuro legislatore, o vincoler\u00e0 il costituente, in sede di legge elettorale; ma ancora non pu\u00f2 dirsi che sia nata la norma. E allora il quesito che resta aperto, lo spiraglio che tuttora dobbiamo colmare, \u00e8 questo: vogliamo noi oggi tradurre questo ordine del giorno in articolo normativo? In questo caso, delibereremo in tal senso. Oppure: vogliamo mantenerlo sul terreno dell\u2019ordine del giorno orientativo? E allora delibereremo in questo secondo senso.<\/p><p>Ecco, onorevoli colleghi, il dilemma ancora aperto, sul quale non si pu\u00f2 pronunciare che la volont\u00e0 sovrana dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Poche parole soltanto, onorevoli colleghi, per dissipare un equivoco che \u00e8 sorto intorno al mio pensiero. Su questo punto, che cio\u00e8 un ordine del giorno non possa costituire una norma di legge, una norma costituzionale, non mi pare ci possa esser dubbio, e mi meraviglio che l\u2019onorevole Rubilli possa averne avanzato e anzi \u2013 quel che \u00e8 peggio \u2013 possa avere addirittura parlato di violazione delle garanzie costituzionali.<\/p><p>Si potr\u00e0 quindi, ritenere che, per quanto riguarda la determinazione del sistema elettorale, si tenga per il Senato lo stesso atteggiamento che si \u00e8 tenuto a proposito della Camera dei Deputati. Al sistema elettorale si far\u00e0 allora richiamo soltanto in un ordine del giorno, il quale non dovr\u00e0 essere di necessit\u00e0 tradotto in una norma di legge.<\/p><p>Ma v\u2019\u00e8, invece, un\u2019altra parte dell\u2019ordine del giorno che deve essere, di necessit\u00e0, tradotta in una norma di legge. Essa \u00e8 costituita da quello schema di formazione del Senato che si trovava nel progetto di Costituzione e che deve essere ripetuto ora.<\/p><p>A me sembra quindi, che da parte dell\u2019Assemblea si debba scegliere soltanto in questo senso: o si vota semplicemente questa cornice, questo schema formale, rinunziando a inserire in questa sede il sistema elettorale adottato per il Senato, e allora le cose andranno bene in questo modo; o si intende invece di consacrare nella Costituzione il sistema elettorale del Senato e allora si solleva necessariamente la questione dell\u2019inserimento del sistema elettorale della Camera nell\u2019ambito della stessa Costituzione.<\/p><p>Non v\u2019\u00e8 quindi alcun dubbio che ad una votazione si debba pervenire, circa le conseguenze che sorgono nei riguardi del sistema elettorale deliberato per la Camera dei deputati.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. A mio nome, a titolo cio\u00e8 puramente personale, debbo dire che mi pare doveroso esprimere su questa questione il mio pensiero. Quando l\u2019Assemblea ha votato l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti, io ho inghiottito un rospo: per\u00f2, in coscienza, sento che non c\u2019\u00e8 niente da fare. Ora, \u00e8 chiaro che, se noi giudichiamo con criteri rigorosamente giuridici, dobbiamo concludere che questo non \u00e8 un articolo costituzionale e, quindi, non \u00e8 nemmeno una vera affermazione a carattere normativo; tuttavia serve a dirigere i nostri lavori. In coscienza sento che mi farebbe piacere se si potesse, in modo serio e coerente, buttare per aria il collegio uninominale, ma riconosco che l\u2019ordine del giorno Nitti ci obbliga ad inserire il collegio uninominale nell\u2019articolo 55.<\/p><p>Avendo noi votato che ogni duecentomila elettori eleggeranno un senatore, ci\u00f2 significa che vi saranno tante circoscrizioni elettorali senatoriali quanto volte i duecentomila abitanti sono inseribili in una Regione.<\/p><p>Questo a me pare che si debba lealmente riconoscere.<\/p><p>Quindi, \u00e8 una questione di dizione, di redazione; \u00e8 una raccomandazione al Comitato di redazione, perch\u00e9 trovi il modo migliore di inserire nell\u2019articolo 55 il collegio uninominale. Ma \u00e8 chiaro che noi, una volta approvato l\u2019ordine del giorno Nitti, non possiamo pi\u00f9 discutere del collegio uninominale. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, qui si riprende un nostro colloquio: lei mi ha rimproverato due volte perch\u00e9 io insistevo che si votasse su norme di legge, e non su quesiti o su formule di indirizzo. Ed io ho insistito sempre su questa mia idea ed ho insistito ieri, motivandola molto chiaramente, perch\u00e9 mi sembrava non ci si attenesse alle regole del gioco.<\/p><p>Ora, \u00e8 bene che si dica una parola chiara.<\/p><p>La parola chiara l\u2019ha detta l\u2019onorevole Lussu: noi siamo vincolati in sede costituzionale a quanto abbiamo deliberato. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> E l\u2019onorevole Moro deve riconoscere che egli pu\u00f2 votare a favore o contro una o un\u2019altra formulazione che codifichi le deliberazioni gi\u00e0 prese, ma non pu\u00f2, con un voto contro qualche formulazione che codifichi quelle deliberazioni, mandare per aria le deliberazioni stesse.<\/p><p>MORO. Certo!<\/p><p>LUCIFERO. Io sono lieto di questo \u00abcerto\u00bb, perch\u00e9 l\u2019onorevole Moro nel suo primo intervento \u2013 me lo sono appuntato \u2013 ha fatto una dichiarazione di voto preventiva ed ha concluso: \u00abNoi voteremo contro, come abbiamo votato contro ieri\u00bb.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Era un\u2019ipotesi.<\/p><p>LUCIFERO. Il che dava almeno la sensazione di scoprire un recondito pensiero. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, l\u2019onorevole Moro mi dice che questo recondito pensiero non c\u2019\u00e8, ed io ne sono lieto.<\/p><p>Ad ogni modo, mi pare che la discussione sia perfettamente inutile. Qui si tratta di decidere una cosa sola: come trasformare in una norma di legge quanto noi abbiamo gi\u00e0 deciso come principio di massima. Quindi si tratta unicamente di una questione di forma. Sulla formula si potr\u00e0 discutere \u2013 perch\u00e9 fui io stesso a dichiarare che in una formula giuridica una parola messa in un modo o in un altro, pu\u00f2 avere un significato diverso \u2013 ma sulla questione di principio non vi \u00e8 pi\u00f9 ormai da discutere. Noi sappiamo benissimo quello che la maggioranza ha voluto fare; e noi tutti siamo, come democratici, impegnati dal voto della maggioranza. Abbiamo una sola cosa da fare: collaborare tutti perch\u00e9 la formula sia buona, chiara, esplicita, e vincoli almeno gli altri al rispetto delle regole del giuoco. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NOBILI TITO ORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Bisogna riconoscere onestamente che questa discussione sta diventando mortificante (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io ebbi occasione di esprimere ieri il mio pensiero sulle preclusioni che investono ormai le varie parti dell\u2019articolo 55 e quando la seduta si sciolse, l\u2019onorevole Presidente aveva gi\u00e0 prese e comunicate le risoluzioni di sua competenza. Come \u00e8 possibile ritornarvi sopra?<\/p><p>L\u2019Assemblea ha votato l\u2019ordine del giorno Nitti in forma deliberativa e perentoria&#8230;<\/p><p>MORO. Che cosa vuol dire?<\/p><p>NOBILI TITO ORO. &#8230;non ha espresso una opinione, una raccomandazione, un vot\u00f2, ma ha affermata solennemente una volont\u00e0 recisa, ha statuito affermando che \u00abil Senato sar\u00e0 eletto a suffragio universale e diretto, col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>Eccolo il sostitutivo del terzo comma dell\u2019articolo 55 che affida l\u2019elezione di una parte dei senatori ai Consigli regionali! E pertanto l\u2019onorevole Presidente, quando, procedendo al completamento dell\u2019esame dell\u2019articolo, incontrer\u00e0 questo terzo comma, che ha una portata completamente diversa e contrastante coll\u2019ordine del giorno Nitti votato ieri, non dovr\u00e0 fare altro che riconoscere e dare atto che il terzo comma \u00e8 completamente assorbito e sostituito dalla formula chiara e precisa gi\u00e0 votata con quell\u2019ordine del giorno; formula che non dobbiamo compilare o ricostruire noi, ma \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019ordine del giorno Nitti dal quale pu\u00f2 essere qui trasferita di peso: \u00abIl Senato sar\u00e0 eletto a suffragio universale e diretto, col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>Questo dissi, questo giustificai, questo posso ripetere, perch\u00e9 non \u00e8 stato ragionevolmente confutato da alcuno. Che cosa pu\u00f2 prestarsi ancora a discussione del terzo comma? Solo un punto: quello relativo all\u2019et\u00e0 degli elettori del Senato.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti stamane faceva intendere che egli stesso \u00e8 in dubbio se l\u2019affermazione del suffragio universale non escluda anche questa limitazione del voto in relazione all\u2019et\u00e0 degli elettori. Perch\u00e9 questa restrizione verrebbe a portare una limitazione del corpo elettorale chiamato all\u2019elezione dei senatori: tutti gli elettori dal 21\u00b0 anno di et\u00e0 al 25\u00b0 non compiuto sarebbero esclusi. E ci\u00f2 si risolverebbe in limitazione del suffragio universale, in dissonanza col voto gi\u00e0 emesso.<\/p><p>A rigore di logica il ragionamento \u00e8 esatto; ma io ammetto che possano onestamente manifestarsi in proposito dispareri, da giustificare che questo punto formi ancora oggetto non precluso della discussione. In altri termini, se, di tutto il comma, un campo pu\u00f2 restare ancora aperto alla discussione, esso \u00e8 soltanto quello relativo all\u2019et\u00e0 degli elettori e non altro. L\u2019esame dell\u2019articolo 55, onorevole Presidente, eccezion fatta per questo punto, \u00e8 dunque completamente esaurito, e nessun voto \u00e8 pi\u00f9 possibile sul sistema delle elezioni senatoriali.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Io ho votato contro l\u2019ordine del giorno Nitti. Ciononostante credo di poter dire anch\u2019io \u2013 come ha detto per s\u00e9 l\u2019amico onorevole Lussu \u2013 una parola obiettiva, quantunque le mie conclusioni siano diverse da quelle a cui \u00e8 giunto l\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>Io vorrei richiamare all\u2019attenzione dei colleghi, specialmente dei compagni di questa parte della Camera, i precedenti della nostra discussione e delle nostre decisioni.<\/p><p>Quando cominciammo a discutere l\u2019articolo 55 ed io svolsi il mio emendamento in favore del sistema proporzionale, dichiarai subito che avrei trasformato l\u2019emendamento in ordine del giorno perch\u00e9, a somiglianza di quanto era stato fatto per la Camera dei Deputati, a somiglianza di quanto era stato proposto dall\u2019onorevole Giolitti con suo ordino del giorno, ritenevo acquisito che nella Costituzione non dovesse trovar luogo&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Benissimo!<\/p><p>LAMI STARNUTI. &#8230;il sistema elettorale di formazione delle Assemblee legislative.<\/p><p>Tanto queste mie osservazioni parvero esatte che, dietro di me, gli altri presentatori di emendamenti si affrettarono a trasformare subito i loro emendamenti in ordini del giorno. L\u2019onorevole Nitti, che aveva presentato un emendamento per il collegio uninominale, propose allora il suo ordine del giorno; e la stessa cosa fece l\u2019onorevole Perassi trasformando anch\u2019egli in ordine del giorno il suo emendamento, che non era n\u00e9 per il collegio uninominale, n\u00e9 per la rappresentanza proporzionale, ma per una elezione di secondo grado.<\/p><p>Tutto questo concorso di attivit\u00e0 e di idee confermava quello che era stato detto all\u2019inizio della discussione, cio\u00e8 che l\u2019Assemblea non intendeva porre tra le norme costituzionali il modo di elezione della seconda Camera.<\/p><p>E allora, se questi sono i precedenti, perch\u00e9 si dice, come fanno gli onorevoli Bozzi, Rubilli, Costantini, Nobili, che l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti votato ieri vincola in sede costituzionale l\u2019Assemblea?<\/p><p>RUBILLI. Gi\u00e0 \u00e8 stato dimezzato!<\/p><p>LAMI STARNUTI. Che cosa \u00e8 stato dimezzato? Il concetto dell\u2019onorevole Nitti \u00e8 l\u2019affermazione del collegio uninominale. Se noi mettessimo il principio del collegio uninominale nella Carta costituzionale, andremmo incontro a quegli inconvenienti lamentati fin da quando discutemmo la formazione della Camera dei Deputati, cio\u00e8, innanzi tutto, l\u2019inconveniente di non poter eventualmente modificare con legge normale un determinato sistema elettorale quando la pratica avesse dimostrato gli inconvenienti o gli errori di quel sistema.<\/p><p>E allora, a mio avviso, l\u2019ordine del giorno ha un valore che non \u00e8 normativo. Tanto meno ha un valore costituzionale. (<em>interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ha un valore politico, un valore impegnativo, ma in sede di legge elettorale, non in sede di formazione delle norme costituzionali.<\/p><p>Nella Costituzione, a mio giudizio, deve essere posto soltanto il principio prevalso nell\u2019Assemblea, che l\u2019elezione del Senato avverr\u00e0 non in forma indiretta, ma col suffragio universale diretto e segreto.<\/p><p>Vi \u00e8 una parte degli emendamenti (<em>Interruzioni<\/em>) e cio\u00e8 l\u2019emendamento nostro, e quello degli onorevoli Targetti, Amadei ed altri, i quali nella loro prima parte suonano in modo identico dicendo che il Senato della Repubblica \u00e8 eletto a suffragio universale diretto.<\/p><p>Questa parte delle proposte fatte all\u2019Assemblea pu\u00f2 essere trasferita nella Carta costituzionale. Ma, ripeto, sarebbe a mio giudizio un eccesso se andassimo oltre e se ritenessimo senz\u2019altro che l\u2019ordine del giorno Nitti ha il valore di norma costituzionale e come tale debba essere inserito nella nostra Carta, fondamentale. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Ho domandato la parola per muovere due sole obiezioni agli egregi colleghi Domined\u00f2 e Lami Starnuti.<\/p><p>Si \u00e8 detto dall\u2019onorevole Domined\u00f2 che qui siamo in un caso perfettamente analogo a quello nel quale ci trovammo a proposito del sistema elettorale della prima Camera.<\/p><p>L\u00e0 si ebbe un ordine del giorno dell\u2019onorevole Giolitti, qui abbiamo un ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>Mi permetto di richiamare l\u2019attenzione della Camera sul tenore sostanzialmente diverso e, per dir meglio, sulla portata sostanzialmente diversa dei due ordini del giorno. Io non mi imbarcher\u00f2 \u2013 perch\u00e9 farei certamente naufragio \u2013 in una discussione di diritto costituzionale, ma mi limiter\u00f2 a ricordare all\u2019Assemblea che mentre l\u2019ordine del giorno Giolitti, relativo al sistema col quale deve essere eletta la prima Camera, diceva: \u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che l\u2019elezione dei membri della prima Camera debba avvenire col sistema proporzionale\u00bb (\u00e8 inutile mettere in rilievo il significato della parola \u00abritiene\u00bb), l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti, invece, \u00e8 imperativo: \u00abL\u2019Assemblea Costituente \u00abafferma\u00bb che il Senato sar\u00e0 eletto con suffragio universale diretto e col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente ha deciso che una cosa avverr\u00e0. E qual \u00e8 la cosa che avverr\u00e0? L\u2019elezione del Senato con suffragio universale diretto e con collegio uninominale. Che m\u2019importa (siamo nel campo politico) di fare una discussione sul valore normativo e non normativo dell\u2019ordine del giorno? La maggioranza ha deliberato che il Senato sar\u00e0 eletto con un determinato sistema elettorale. Io domando, onorevoli colleghi, di fronte a questa affermazione perentoria di volont\u00e0 da parte dell\u2019Assemblea Costituente, come potrebbe il nostro amatissimo Presidente (e vengo al secondo ed ultimo punto della mia breve osservazione) mettere in votazione il testo del progetto di Costituzione che su questo argomento dice: \u00abI senatori sono eletti per un terzo, ecc.\u00bb?<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Nessuno lo chiede.<\/p><p>TARGETTI. Il Presidente sarebbe nell\u2019impossibilit\u00e0 di porre in votazione qualsiasi proposta che contrastasse col contenuto e la portata del voto dell\u2019Assemblea. Allora, come pu\u00f2 il Presidente invitare a votare quando si sa che una votazione non pu\u00f2 avere per oggetto che delle proposte che siano intonate all\u2019ordine del giorno approvato dall\u2019Assemblea?<\/p><p>Infine qui si tratta di una modalit\u00e0 di elezione. Ma, badate, ad essere sinceri come tutti noi cerchiamo di essere, qui siamo in una ipotesi nella quale il sistema elettorale ha un\u2019importanza che non si pu\u00f2 paragonare a quella che ha per l\u2019elezione della prima Camera.<\/p><p>UBERTI. Perch\u00e9? \u00c8 la stessa cosa.<\/p><p>TARGETTI. Il perch\u00e9 l\u2019avrei detto senza la sua sollecitazione, onorevole Uberti. Il perch\u00e9 \u00e8 questo: che la composizione, la finalit\u00e0, la funzione della prima Camera \u00e8 la stessa qualunque sia il sistema col quale viene eletta.<\/p><p>Invece per la seconda Camera, fino dal periodo di elaborazione del progetto, la fatica a cui tutti i costituenti sono stati sottoposti \u00e8 stata quella di trovare una differenziazione fra le due Camere, ammesso il principio della bicameralit\u00e0. Trovare il modo di differenziare una Camera dall\u2019altra per evitare che la seconda fosse un duplicato della prima. Ora, il sistema migliore, la via pi\u00f9 diritta e pi\u00f9 sicura per ottenere questa differenziazione molti di noi l\u2019hanno ravvisata nel sistema di elezione della stessa Camera.<\/p><p>Tutti quelli che, come noi, sono decisamente contrari a quel catalogo di condizioni per l\u2019eleggibilit\u00e0 dei senatori, condizioni che oltre a tutto mettono i componenti della prima Camera in una condizione di inferiorit\u00e0 perch\u00e9 vogliono dire: \u00abBadate, chi appartiene a queste categorie pu\u00f2 avere l\u2019onore di far parte del Senato della Repubblica; chi non vi appartiene faccia pur parte della prima Camera\u00bb; tutti quelli che sono anche per altre ragioni contrari a subordinare a determinate condizioni, che non siano quelle dell\u2019et\u00e0, l\u2019eleggibilit\u00e0 dei senatori, trovano in questo diverso modo di elezione la caratteristica differenziale della composizione delle due Camere. Ecco perch\u00e9, proprio per l\u2019elezione del Senato della Repubblica riteniamo che il sistema elettorale faccia parte integrante della sua costituzione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Ho l\u2019impressione che ci sia in questo momento un\u2019atmosfera di sospetto forse ingiustificata. Penso che possiamo parlare con una certa serenit\u00e0 e che in tutti gli interventi vi siano elementi ragionevoli che devono essere presi in considerazione.<\/p><p>Mi pare anche, che vi sia un punto sul quale tutti dobbiamo essere d\u2019accordo: il fatto che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 preso una decisione. Il fatto poi che essa abbia adottato una procedura, invece che un\u2019altra, per deliberare, non comporta una menomazione dell\u2019atto di volont\u00e0 dell\u2019Assemblea, che \u00e8 arbitra di decidere che una deliberazione figuri o meno nella Carta costituzionale senza pregiudicare il valore che deriva ai suoi atti dal potere costituente di cui le \u00e8 rimesso l\u2019esercizio.<\/p><p>Indubbiamente, ammesso questo, sorge la questione: \u00e8 opportuno o no inserire questa deliberazione nella Costituzione? C\u2019\u00e8 un precedente, ed \u00e8 il precedente che richiamava poco fa l\u2019onorevole Lami Starnuti. Per quanto riguardava il sistema proporzionale l\u2019Assemblea non ha creduto inserirlo nella Costituzione. Questo precedente vale anche oggi? Io credo che questo sia discutibile. Oggi il sistema di elezione, come giustamente rilevava l\u2019onorevole Targetti poco fa, \u00e8 diventato qualche cosa di diverso, e cio\u00e8 \u00e8 diventato un criterio di differenziazione fra le due Camere. Quindi la questione che indubbiamente non aveva un rilievo costituzionale nel primo caso, lo ha forse acquistato nel secondo.<\/p><p>Comunque, \u00e8 una cosa evidente che su questo punto l\u2019Assemblea non ha preso una deliberazione; mentre \u00e8 evidente che nella sostanza l\u2019Assemblea ha deliberato, \u00e8 evidente che non ha deliberato sull\u2019inserimento o meno nella Costituzione, inserimento o meno che \u00e8 soltanto una questione di opportunit\u00e0. Perch\u00e9 il fatto che l\u2019Assemblea abbia deliberato, attraverso l\u2019una o l\u2019altra forma, non muta il valore dell\u2019atto dell\u2019Assemblea. Quindi, in sostanza, l\u2019inserimento o meno nella Carta costituzionale significa soltanto scegliere l\u2019uno o l\u2019altro sistema per formulare la norma, ma non cambia niente. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ritengo che, in sostanza, si tratti unicamente di una questione di opportunit\u00e0. Chi deve valutare questa opportunit\u00e0? Io credo che sarebbe inutile e forse dannoso, se fossimo noi, in questo momento, a valutare questa opportunit\u00e0. Noi abbiamo creato un Comitato di coordinamento, col compito di risolvere queste questioni, di valutare queste opportunit\u00e0. Per quale ragione non ci rimettiamo al Comitato di coordinamento? Esso pu\u00f2 meglio valutare la questione nel suo complesso; perch\u00e9 \u00e8 evidente che, se si ritiene di dover introdurre il collegio uninominale per la seconda Camera, si dovr\u00e0 indubbiamente reintrodurre anche il criterio della proporzionale per la prima, in modo che la differenziazione abbia rilievo e risulti dalla Carta costituzionale.<\/p><p>Ma noi non possiamo ora, riprendere in esame la questione del sistema proporzionale e discuterne l\u2019inserimento o meno in relazione a questo secondo sistema. Mi pare, pertanto, che, dato che si tratta solo di questione di opportunit\u00e0, potremmo rimetterla al Comitato.<\/p><p>So che oster\u00e0 contro questa proposta la convinzione di un certo numero di colleghi, da una parte e dall\u2019altra, che la questione in discussione possa avere rilievo sostanziale; cio\u00e8, che, attraverso un espediente di procedura, si possa rimettere in discussione la sostanza di quello che l\u2019Assemblea ha votato. Vorrei che tanto da una parte che dall\u2019altra ci si persuadesse che questo sospetto \u00e8 infondato, in quanto che la deliberazione presa dall\u2019Assemblea, sia pure attraverso un ordine del giorno, \u00e8 deliberazione di un\u2019Assemblea che esercita il potere costituente e come tale ha sempre valore costituzionale.<\/p><p>REALE VITO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>REALE VITO. Vorrei chiarire questa situazione. Noi siamo al punto di sapere se l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55 debba o non debba essere votato.<\/p><p>In materia \u00e8 stato gi\u00e0 deciso con due ordini del giorno: quello dell\u2019onorevole Perassi e quello dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha respinto l\u2019ordine del giorno Perassi, che si presentava in forma negativa, ed ha confermato, invece, i princip\u00ee opposti, cio\u00e8 in forma positiva, contenuti nell\u2019ordine del giorno Nitti.<\/p><p>Possiamo noi riesaminare l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55? A questo punto, il Presidente pu\u00f2 mettere in votazione qualsiasi parte dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55?<\/p><p>Questo \u00e8 l\u2019unico quesito, che non l\u2019Assemblea, ma il Presidente deve risolvere.<\/p><p>Ora, l\u2019ultimo comma dice: \u00abI senatori sono eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale&#8230;\u00bb, questo principio \u00e8 stato due volte bocciato e non \u00e8 possibile rimetterlo in votazione, \u00abe per due terzi a suffragio universale diretto\u00bb. Anche questa parte di questo comma non pu\u00f2 essere messa in votazione, perch\u00e9 \u00e8 stata esplicitamente, per ben due volte, respinta dalla Assemblea.<\/p><p>Si tratta adesso di sapere se l\u2019articolo 55 debba essere sostituito con l\u2019ordine del giorno Nitti, il quale contiene tutte le condizioni per sostituire questo comma. Ed in effetti, a chi lo avesse dimenticato giova ricordare che l\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 del seguente tenore: \u00abIl Senato sar\u00e0 eletto con suffragio universale e diretto, con il sistema del collegio uninominale\u00bb. Questa \u00e8 norma costituzionale.<\/p><p>GRONCHI. Neanche per sogno!<\/p><p>REALE VITO. Quando, con tanta esattezza sia in forma diretta che in forma indiretta si \u00e8 votato dall\u2019Assemblea, \u00e8 evidente che non \u00e8 possibile che il contrario possa essere rimesso in votazione. Resta \u2013 e in questo sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Laconi \u2013 una questione di opportunit\u00e0: se completare, con queste precise affermazioni dell\u2019Assemblea, l\u2019articolo 55, o lasciarlo semplicemente come una norma precisa ed inderogabile da essere applicata in sede di legge elettorale. Questa \u00e8 l\u2019unica questione che si pu\u00f2 presentare; ma presentare il quesito che l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55 possa essere oggetto di una nuova votazione, quando cos\u00ec esplicitamente e categoricamente \u00e8 stato rigettato, mi pare questione fuor d\u2019opera che tocca soprattutto la dignit\u00e0 dell\u2019Assemblea. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Qualche volta pare impossibile che questioni le quali sono sufficientemente chiare per se stesse, durante una discussione arrivino invece che ad un chiarimento progressivo, ad una involuzione. Di che si tratta? Si tratta di stabilire se una norma che definisce il sistema elettorale possa diventare, anzi sia utile che diventi, una norma costituzionale, cio\u00e8 vincolativa, non solo per questa Assemblea, ma anche per le successive, pena una revisione della Costituzione; oppure se convenga per il sistema elettorale, adottare una norma che sia vincolativa per noi, ma che possa essere modificata dalle Camere legislative successive senza incomodare la Costituzione, il che esige una procedura di molto maggiore complicatezza e difficolt\u00e0.<\/p><p>Quelli che, come noi, pensano che gli ordini del giorno Nitti e Giolitti siano vincolativi soltanto per questa Assemblea, e cio\u00e8 che le elezioni, rispettivamente per la Camera dei Deputati e per la Camera dei Senatori, debbano avvenire l\u2019una col sistema proporzionale, l\u2019altra col sistema uninominale, sostengono il principio che non sia utile includere n\u00e9 l\u2019una norma del sistema proporzionale n\u00e9 l\u2019altra del sistema uninominale nella Costituzione. Gli altri che sostengono di introdurre nella Costituzione le due norme, pensano che si debba costringere le future Camere ad una revisione della Costituzione in sede di pura e semplice discussione della legge elettorale. La questione \u00e8 cos\u00ec: non ci sono n\u00e9 truffe, n\u00e9 retropensieri, n\u00e9 altre diavolerie che durante la discussione sono apparse come fantasmi contro cui si combatte con la stessa illusione con la quale Don Chisciotte combatteva contro i molini a vento. Questa \u00e8 la questione, la quale andrebbe mantenuta puramente e semplicemente nei suoi termini che sono cos\u00ec chiari. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Volevo fare una proposta che avevo pensato potesse risultare estremamente conciliativa, ma purtroppo le ultime conclusioni dell\u2019onorevole Gronchi mi tolgono questa illusione e mi fanno vedere che forse la mia proposta \u00e8 soltanto del tutto ingenua. In ogni modo confesso questa ingenuit\u00e0 e chiarisco il mio pensiero. Dal momento che tutti dichiarano di ritenere che sia reciprocamente vincolativo l\u2019uno e l\u2019altro ordine del giorno, quello del sistema proporzionale per la Camera dei Deputati e quello del sistema a scrutinio uninominale per il Senato, poteva essere opportuno autorizzare il Comitato di coordinamento a inserire nel testo di Costituzione un articolo aggiuntivo a contenuto puramente dichiarativo. Non pensavo di richiedere di mettere senz\u2019altro in votazione un testo formulato <em>ex novo<\/em>, ma di richiedere, se vi era la unanimit\u00e0 dei consensi, un\u2019autorizzazione pel Comitato di redazione che facesse sparire questa differenza di indole puramente tecnica onde relativamente al sistema elettorale della Camera dei Deputati non si \u00e8 inserita l\u2019enunciazione del sistema di elezione nella Costituzione, mentre adesso appariva opportuno inserirlo per il Senato della Repubblica. Con questa doppia enunciazione di contenuto puramente dichiarativo di fronte ad una situazione che lealmente e moralmente io ritenevo vincolante e pacifica per tutti, la soluzione da me vagheggiata poteva rimettere tutto a posto, in modo che non se ne parlasse pi\u00f9.<\/p><p>Ma, certamente, le dichiarazioni finali fatte dall\u2019onorevole Gronchi possono creare una difficolt\u00e0 all\u2019adesione a questa mia proposta che, come dico, escludeva una votazione a contenuto di merito, ma tendeva a provocare soltanto, secondo la mia illusione, una dichiarazione spontanea e sincera che i due ordini del giorno avevano lo stesso valore e che erano stati votati sul serio, non per perdere tempo o suscitare delle riprese di discussioni di merito su questioni superate.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che tutta la discussione non si sarebbe fatta se la proposta iniziale dell\u2019onorevole Moro fosse stata del tenore delle ultime considerazioni dell\u2019onorevole Gronchi. Ma, a quanto mi \u00e8 parso di sentire, l\u2019onorevole Moro aveva invece fatto la proposta che si rivotasse sopra le affermazioni singole contenute nell\u2019ordine del giorno Nitti. Ed \u00e8 attorno a questa proposta Moro, che era stata gi\u00e0 accompagnata da una espressa dichiarazione di voto, che si \u00e8 venuta sviluppando tutta la discussione. \u00c8 evidente che se non si fosse cos\u00ec messa in dubbio la validit\u00e0 della decisione presa dall\u2019Assemblea Costituente con la votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, nessuno avrebbe parlato; solo la preoccupazione che si pensasse, forse da parte di ciascuno, di rimettere in votazione cose che non possono essere pi\u00f9 votate, ha portato innanzi tutta questa discussione.<\/p><p>Onorevoli colleghi, l\u2019ordine del giorno che cosa \u00e8? \u00c8 evidente che non \u00e8 affermazione che vincola i terzi al di fuori di questa Assemblea, non \u00e8 una legge, nel senso giuridico del termine, che \u00e8 fatta dal Parlamento per tutti i cittadini; ma gli ordini del giorno, mi pare, sono leggi che l\u2019Assemblea d\u00e0 a s\u00e9 stessa, oppure un ordine \u2013 mi si consenta la parola \u2013 che l\u2019Assemblea d\u00e0 al Governo, che trae dall\u2019Assemblea stessa i propri poteri.<\/p><p>In questo senso mi pare che gli ordini del giorno, che noi siamo venuti votando, hanno avuto questo doppio valore: hanno significato l\u2019impegno dell\u2019Assemblea di attenersi ad una certa decisione ed hanno significato l\u2019ordine \u2013 ripeto la parola al Governo, perch\u00e9, nei limiti nei quali esso deve tradurre in atto una decisione dell\u2019Assemblea, in quel senso si muova e non in altro senso.<\/p><p>Cos\u00ec, per le leggi elettorali: quando l\u2019Assemblea ha votato che la prima Camera dovr\u00e0 essere eletta sulla base della proporzionale, ci\u00f2 ha semplicemente significato che il Ministro dell\u2019interno, competente a redigere il progetto di legge che dev\u2019essere presentato a questa Assemblea, deve redigerlo sul sistema della proporzionale, e che l\u2019Assemblea stessa, per quanto possa modificare i particolari del progetto presentato, non pu\u00f2 modificarlo in tal modo da mutare il sistema proporzionale nel sistema uninominale.<\/p><p>La stessa considerazione vale per l\u2019ordine del giorno votato in rapporto al Senato della Repubblica.<\/p><p>Non per polemizzare, onorevoli colleghi, ma io penso che non dovremmo creare degli ostacoli nuovi ad un pi\u00f9 rapido ritmo dei nostri lavori, dimenticando come si \u00e8 giunti a votare l\u2019ordine del giorno Nitti e cosa significassero gli altri ordini del giorno che insieme a quello Nitti sono stati presentati al voto e respinti.<\/p><p>Io la pregherei, onorevole Moro, di dirmi schiettamente: se fosse stato approvato l\u2019ordine del giorno Perassi, forse che non si sarebbe ritenuto da tutti e anche da lei senza altro acquisito al testo costituzionale il suo contenuto concreto?<\/p><p>MORO. \u00c8 arbitrario.<\/p><p>PRESIDENTE. Permetta, sarebbe stata s\u00ec o no acquisita al testo costituzionale la disposizione a tenore della quale i senatori avrebbero dovuto essere eletti nel numero di 3 per ogni Regione dal Consiglio regionale e per il resto da delegati eletti a suffragio universale, ecc.?<\/p><p>Io almeno, nella mia semplicit\u00e0, penso che se si fosse approvato quell\u2019ordine del giorno queste due norme sarebbero entrate nella Costituzione. Comunque ho fatto questa ipotesi, soltanto per trarne la considerazione che occorre tenere presente non semplicemente i risultati alcune volte non graditi delle votazioni; ma anche il modo col quale vi ci si \u00e8 giunti. Ogni votazione comporta due possibilit\u00e0: la prescelta da ogni votante e la decisa dalla maggioranza. Se si era pronti ad accettare la prima; evidentemente si doveva essere pronti ad accettare anche la seconda. Ad ogni modo credo che la questione si possa risolvere in questi termini: nell\u2019ordine del giorno Nitti si afferma che il Senato sar\u00e0 eletto col suffragio universale diretto e col sistema del collegio uninominale. Analogamente a quanto abbiamo fatto per l\u2019elezione della Camera, porremo per\u00f2 nell\u2019articolo costituzionale soltanto l\u2019affermazione che il Senato sar\u00e0 eletto col suffragio universale diretto, mentre invece continueremo a considerare ordine del giorno a s\u00e9 stante l\u2019affermazione che impegna a valersi del collegio uninominale, ordine del giorno nel senso che indicavo prima, cio\u00e8 che la legge che verr\u00e0 depositata in questa Assemblea per l\u2019elezione del Senato della Repubblica, deve essere una legge basata sul sistema del collegio uninominale.<\/p><p>Ora, mi pareva, che l\u2019onorevole Moro chiedesse che si ripetesse la votazione sia sul carattere universale come sul carattere diretto del suffragio richiesto per l\u2019elezione del Senato e poi anche sopra la questione del collegio uninominale. Non si rifar\u00e0 nessuna di queste votazioni. Ma ci\u00f2 che nell\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 simile alle proposte dell\u2019articolo 55, verr\u00e0 incluso nel testo definitivo dell\u2019articolo stesso; mentre non vi includeremo ci\u00f2 che non vi trova rispondenza, analogamente alla procedura seguita nel rapporto fra l\u2019ordine del giorno Giolitti e l\u2019articolo 53. Onorevoli colleghi, dovrebbe essere chiaro che le votazioni che si fanno hanno un valore definitivo. Ma per quanto si riferisce alla loro materia, il modo di disporla \u00e8 sempre una cosa lasciata al criterio di opportunit\u00e0, a cui si richiamava anche l\u2019onorevole Laconi, e direi anche, alle esigenze di simmetria del testo costituzionale.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Vorr\u00e0 scusarmi, signor Presidente, se intrattengo l\u2019Assemblea su questo problema che mi sembra per\u00f2 di tale importanza da non dovere essere risolto cos\u00ec rapidamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Rapidamente, veramente no, onorevole Codacci Pisanelli!<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Ci si domanda quando \u00e8 che una deliberazione dell\u2019Assemblea diventa definitiva, cio\u00e8 in qual momento l\u2019Assemblea non possa pi\u00f9 tornare su di essa. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Codacci, consideri, la prego, che la discussione \u00e8 stata gi\u00e0 ampia: perci\u00f2 nel suo intervento resti al nocciolo del problema e tenga conto che qui siamo in una Assemblea politica.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. L\u2019ordine del giorno, domando, vincola di gi\u00e0 l\u2019Assemblea in modo definitivo, o pu\u00f2 l\u2019Assemblea tornare eventualmente sull\u2019ordine del giorno?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> No, no!<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Pongo soltanto un problema. Non esamino se si possa votare un articolo in contrasto con l\u2019articolo precedente, ma domando se, approvato un ordine del giorno, questo sia vincolante.<\/p><p>Io ritengo che la deliberazione dell\u2019Assemblea divenga definitiva soltanto quando sia stata tradotta in un preciso dispositivo di articolo, cio\u00e8 quando sia stata articolata. Fino a quel momento ritengo che l\u2019ordine del giorno non impegni in modo definitivo l\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Codacci Pisanelli, io ho cercato di ricostruire il processo che ha portato alla presentazione di questi ordini del giorno. \u00c8 vero che un ordine del giorno resta sempre un ordine del giorno; ma centomila ordini del giorno non sono soltanto centomila ripetizioni di uno stesso ordine del giorno. Coloro che li redigono, discutono ed approvano, sanno che non c\u2019\u00e8 uno che abbia la stessa importanza di un altro.<\/p><p>Ma tutti gli ordini del giorno qui discussi e votati hanno un eguale valore impegnativo: e come impegno io li interpreto, onorevole Codacci Pisanelli.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>RESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Solo per un chiarimento, onorevole Presidente.<\/p><p>Se \u00e8 vero che nell\u2019atto di porre questa questione che stiamo dibattendo c\u2019\u00e8 in me lo stato d\u2019animo di colui che ha vista sopraffatta una tesi che gli era cara, io dichiaro con la pi\u00f9 grande sincerit\u00e0 che questa questione \u00e8 stata sollevata per una ragione di principio.<\/p><p>Noi siamo stati battuti nell\u2019Assemblea Costituente un\u2019altra volta, su un punto che era estremamente importante per noi, quello della indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Ebbene, nessuno di noi ha sollevato, in quel caso, delle obiezioni.<\/p><p>Se obiezioni sono state sollevate in questa sede, \u00e8 perch\u00e9 veramente noi riteniamo che la soluzione che si cerca di dare a questo problema non \u00e8 una soluzione esatta, corrispondente alle norme di Regolamento e alle norme di legge.<\/p><p>Io sin da principio ho dichiarato che, a mio parere e a parere dei miei amici \u2013 e su questo punto credo che prender\u00e0 la parola, con la competenza tecnica che lo distingue, l\u2019onorevole Mortati \u2013 l\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato votato \u00e8 un ordine del giorno che non sostituisce una norma di legge: \u00e8 un ordine del giorno che vincola l\u2019Assemblea, ma non supplisce le necessarie formali votazioni, attraverso le quali si crea una norma di legge.<\/p><p>Ora, il punto delicato di tale controversia era costituito dalla eventuale votazione da ripetere sul sistema elettorale, sul collegio uninominale. Ma poich\u00e9 su questo punto io mi associo alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Gronchi, e prendo atto con soddisfazione che l\u2019onorevole Presidente ha creduto anch\u2019egli di accedere alla tesi di fare uguale trattamento all\u2019indicazione dei sistemi elettorali, sia per la Camera dei deputati, sia per il Senato, evidentemente il punto politicamente pi\u00f9 delicato \u00e8 fuori discussione. Se dunque non si torna a votare sul sistema di elezione, possiamo serenamente riaffermare i princip\u00ee i quali impongono, senza alcun pericolo di ordine politico, che si voti sulla struttura del Senato con l\u2019indicazione della espressione \u00aba suffragio universale diretto e segreto\u00bb.<\/p><p>E, su questo punto, per una ragione di principio, insisto nel chiedere la votazione, alla quale spero non vogliano contrastare coloro i quali vedono che il collegio uninominale \u00e8 in tal modo sottratto ad una nuova decisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerchiamo dunque di concludere su questo punto. L\u2019onorevole Moro ha fatto richiamo ad una questione di principio. Ma, onorevole Moro, il Regolamento ella lo ha sottomano, suppongo; e vi pu\u00f2 leggere l\u2019articolo 87 che dice che gli ordini del giorno determinano o modificano il contenuto della legge. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Non ho bisogno di queste approvazioni, egregi colleghi,.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ma vengono spontanee.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019attuale Regolamento riprende in questa forma il concetto che era espresso nel Regolament\u00f2 precedente, nell\u2019affermazione che gli ordini del giorno erano equiparati agli emendamenti. \u00c8 chiaro quindi che, un ordine del giorno votato dell\u2019Assemblea, ha il potere di modificare la legge ed esso, in quanto tale, serve di istruzione alla Commissione, la quale \u2013 anche questo dice il Regolamento \u2013 deve trasferire nella legge il contenuto dello stesso ordine del giorno.<\/p><p>UBERTI. No, no.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, legga l\u2019articolo 87 del Regolamento, la prego.<\/p><p>La questione di principio non nasce in questo momento: esisteva gi\u00e0 ed \u00e8 stata risolta dal nostro Regolamento.<\/p><p>Credo pertanto di poter concludere cos\u00ec, come prima: che, per quanto si riferisce all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55, l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 deliberato, decidendo che il Senato sia eletto mediante suffragio diretto ed universale; mentre non si includer\u00e0 nel testo costituzionale la parte dell\u2019ordine del giorno che si riferisce al sistema del collegio uninominale, in armonia a quanto l\u2019Assemblea ha fatto per il sistema di elezione della Camera.<\/p><p>Resta quindi soltanto da deliberare in merito al limite di et\u00e0 per gli elettori del Senato. Io non credo, a questo riguardo, come sostiene l\u2019onorevole Oro Nobili, che dire \u00absuffragio universale\u00bb significhi senz\u2019altro che tutti i cittadini hanno diritto al voto quando abbiano raggiunto il ventunesimo anno di et\u00e0.<\/p><p>Tutti i colleghi i quali nel corso della discussione relativa alla prima parte del progetto di Costituzione, hanno proposto che il diritto elettorale attivo spettasse a tutti gli italiani dai 18 anni in su, a buon diritto dal loro punto di vista, possono considerare l\u2019attuale suffragio, che fissa a ventun anni il diritto elettorale, come suffragio non universale. Ma invece la dizione stessa del testo costituzionale dichiara che si tratta di suffragio universale.<\/p><p>L\u2019universalit\u00e0 del suffragio, mi pare, si riferisce a tutte le condizioni per l\u2019elettorato attivo, salvo, per l\u2019appunto, quella dell\u2019et\u00e0 che non \u00e8 un elemento predeterminato per natura e neanche da una certa struttura politica e di organizzazione dello Stato.<\/p><p>Per queste ragioni io credo che con la votazione gi\u00e0 avvenuta non si sia risolto il problema relativo al limite di et\u00e0, ed \u00e8 a questo dunque che ora passeremo per concludere questa abbastanza faticosa votazione dell\u2019articolo 55.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Su quale argomento, onorevole Dossetti?<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare a proposito dell\u2019interpretazione da lei data all\u2019articolo 87 del Regolamento, che per la prima volta viene in esame nella discussione di questa sera. Credo, quindi, di aver diritto \u2013 senza stancare l\u2019Assemblea con la ripetizione di argomenti gi\u00e0 svolti \u2013 di chiedere di parlare su un argomento nuovo, invocato dal Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Non ho nulla in contrario a concederle la parola, ma mi permetto di rammentarle che, per ci\u00f2 che si riferisce al valore delle votazioni avvenute, ho gi\u00e0 espresso il mio avviso, e cio\u00e8 ho stabilito \u2013 e questo rientra nella mia facolt\u00e0 di Presidente \u2013 in quale modo esse debbano essere assunte nel risultato dei nostri lavori. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se ella ritiene di doverci, ci\u00f2 non ostante, esporre l\u2019interpretazione ch\u2019ella d\u00e0 all\u2019articolo 87, noi siamo lieti di ascoltarla.<\/p><p>DOSSETTI. Onorevole Presidente, non credo di poter convenire sulle ultime parole da lei formulate, perch\u00e9, appunto, la sua interpretazione si fonda su un argomento nuovo, da lei escogitato in base all\u2019articolo 87.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dossetti, non mi faccia dire quello che non ho detto. Consideri che, in quanto a precisione le mie parole, lo tenga presente, non possono costituire un elemento di polemica nel corso delle discussioni dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Io non ho invocato l\u2019argomento nuovo dell\u2019articolo 87 per suffragare la mia-interpretazione; tanto \u00e8 vero che ho fatto il richiamo solo dopo aver enunciato la mia decisione. \u00c8 stato un soprappi\u00f9: tutti hanno detto tante cose che non entravano affatto nella materia della nostra discussione, ed anch\u2019io mi sono permesso un fronzolo. La mia interpretazione, anzi la mia decisione, \u00e8 stata presa in base a quanto \u00e8 avvenuto e si \u00e8 detto in quest\u2019Aula da tre giorni a questa parte.<\/p><p>\u00c8 per ci\u00f2 che, dandole la facolt\u00e0 di parlare, perch\u00e9 lei possa esporci il suo punto di vista sull\u2019articolo 87, ritengo necessario avvertirla ancora una volta che ci\u00f2 non pu\u00f2 avere relazione n\u00e9 influenza con la decisione che ho presa e comunicata nel pieno esercizio dei poteri che l\u2019Assemblea mi riconosce.<\/p><p>DOSSETTI. Prendo atto di quanto lei ha dichiarato, onorevole Presidente. Questo conferma che la sua conclusione \u2013 sulla quale non discuto \u2013 \u00e8 indipendente dall\u2019argomento ricavabile dall\u2019articolo 87.<\/p><p>Per\u00f2 \u00e8 per me importante \u2013 e credo lo sia anche per i colleghi \u2013 fare una riserva, in merito a quella che \u00e8 la particolare interpretazione data dell\u2019articolo 87, in quanto si \u00e8 creduto di ricavare dall\u2019articolo 87 la determinazione della funzione degli ordini del giorno, mentre per chi rilegga l\u2019articolo 87 e veda che i verbi, da cui si \u00e8 ricavata la determinazione di questa funzione, sono messi evidentemente al congiuntivo, in forma ipotetica, risulta evidente che la determinazione della funzione dell\u2019ordine del giorno \u00e8 qui ipotetica.<\/p><p>Dice infatti l\u2019articolo 87: (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>) \u00abDurante la discussione generale, o prima che s\u2019apra, possono essere presentati da ciascun deputato ordini del giorno concernenti il contenuto della legge, che ne determinino o ne modifichino il concetto o servano d\u2019istruzioni alle Commissioni\u00bb. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Laconi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Non interrompa, onorevole Laconi!<\/p><p>DOSSETTI. Mi pare che ci sia differenza fra questa proposizione ed un\u2019altra, che sia enunciata all\u2019indicativo, e cio\u00e8 che l\u2019ordine del giorno determina o modifica o serve di istruzione alle Commissioni.<\/p><p>In questo caso la norma avrebbe carattere imperativo generale; mentre qui \u00e8 semplicemente indicala una funzione eventuale di alcuni ordini del giorno. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma io non insisto perch\u00e9 mi basta la dichiarazione dell\u2019onorevole Presidente, che ha sganciato la conclusione a cui egli \u00e8 pervenuto dall\u2019articolo 87, per cui era opportuno che noi facessimo una necessaria riserva, anche per evitare il ripetersi della questione, per eventuali successive altre interpretazioni.<\/p><p>Vorrei soltanto dire che l\u2019argomentazione da me svolta risulta all\u2019evidenza confermata dall\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 89, che dice: \u00abNon si potranno riprodurre sotto forma di emendamenti o di articoli aggiuntivi gli ordini del giorno respinti nella discussione generale, nel qual caso pu\u00f2 sempre essere opposta la pregiudiziale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Questo previene l\u2019eventuale sua intenzione di ripresentare ordini del giorno.<\/p><p>DOSSETTI. Non avevamo affatto questa intenzione. Comunque, dichiaro che questa intenzione non era la mia e non era quella dei miei colleghi.<\/p><p>Risulta per\u00f2 confermato da questo comma che si possono dare degli emendamenti che ripropongono quanto era dichiarato in ordini del giorno, ed \u00e8 espressamente distinto qui il valore formale di atti diversi; cio\u00e8, l\u2019ordine del giorno, che ha un carattere programmatico indicativo generale per i lavori dell\u2019Assemblea, e l\u2019articolo o emendamento che \u00e8 la vera norma alla quale solo ci si deve ricondurre per stabilire quale sia la determinazione terminale dell\u2019Assemblea stessa. Perch\u00e9 evidentemente, con una interpretazione che parificasse la decisione d\u2019un ordine del giorno a quella di un testo giuridico, avremmo questa conseguenza paradossale: che il futuro interprete e il futuro legislatore dovrebbero consultare sempre, non con valore interpretativa generico, ma specifico di norma giuridica, tutti gli atti successivi attraverso i quali la norma \u00e8 pervenuta. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dossetti, mi perdoni, ma per quanto non voglia che i colleghi possano pensare che io mi conceda ci\u00f2 che molte volte ho rimproverato ad altri \u2013 di trasformare cio\u00e8 in sede di discussioni astratte queste nostre laboriose sedute \u2013 sento la necessit\u00e0 di farle osservare che quel tale congiuntivo, dal quale ella crede di potere dedurre certe conseguenze, \u00e8 congiuntivo per necessit\u00e0 del concetto che esso esprime. Infatti un ordine del giorno presentato, pu\u00f2 ancora sempre essere respinto; \u00e8 a questo stadio che l\u2019articolo 87 lo considera, poich\u00e9 afferma solo il diritto dei deputati a presentarlo. Ma in questo momento manca la certezza dell\u2019accoglimento delle proposte contenute nell\u2019ordine del giorno, le quali non possono quindi richiamarsi alla forma indicativa, positiva del verbo. \u00c8 chiaro che se l\u2019ordine del giorno sar\u00e0 poi approvato, la modificazione ch\u2019esso propone si trasfonde nel progetto; esso non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una possibilit\u00e0, ma una realt\u00e0; verr\u00e0 espresso non pi\u00f9 col congiuntivo ma coll\u2019indicativo. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare sulla questione sollevata dall\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego, onorevole Togliatti, tenga presente che questa non \u00e8 la sede per una discussione in tema di grammatica; e chiedo anzi scusa di avervi io stesso dato l\u2019avvio.<\/p><p>TOGLIATTI. Lo dico, in due parole: prego l\u2019onorevole Dossetti di tener presente che nella corretta lingua italiana, in casi come questo, il \u00abche\u00bb preceduto dal verbo potere, regge sempre il congiuntivo. Spero che il Gruppo democristiano non pretender\u00e0 di farci cambiare la grammatica italiana col peso dei suoi 207 voti. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019ultimo quesito proposto sull\u2019articolo 55, quello che si riferisce all\u2019et\u00e0 degli elettori del Senato.<\/p><p>Vi \u00e8 a questo proposito un emendamento presentato dall\u2019onorevole Conti, il quale ha proposto che invece di 25 anni di et\u00e0 si dica \u00ab21 anni di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Pongo quindi in votazione questo emendamento.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, l\u2019emendamento non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione, il testo della Commissione: \u00abI senatori sono eletti a suffragio universale diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019articolo 55 risulta, nel suo complesso, cos\u00ec approvato:<\/p><p>\u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto a base regionale.<\/p><p>\u00abIl numero dei senatori \u00e8 determinato in ragione di uno ogni 200 mila abitanti, o frazione superiore ai 100 mila, attribuendosi per\u00f2 a ciascuna Regione un numero minimo di sei senatori.<\/p><p>\u00abLa Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore.<\/p><p>\u00abI senatori sono eletti a suffragio universale diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em>: Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Io non sono mai intervenuto perch\u00e9 nella sostanza delle questioni il Comitato \u00e8 in disaccordo interno, ed \u00e8 una vera disgrazia. Ma osservo che, come pura forma, sarebbe opportuno dare un\u2019altra espressione.<\/p><p>PRESIDENTE. Io ho riletto il testo risultante dalle varie votazioni perch\u00e9 tutti i colleghi conoscano con precisione il frutto del lavoro di questi giorni. Non la forma, ma il contenuto \u00e8 necessario richiamare ora alla mente. Il Comitato di redazione, da parte sua, dar\u00e0 poi la forma che riterr\u00e0 pi\u00f9 adeguata.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Se non erro, per quanto riguarda questo secondo comma, l\u2019onorevole Presidente ha sottoposto successivamente le questioni di principio, e si sono votate successivamente le diverse proposte; ma non \u00e8 stato mai letto un testo completo del secondo comma. Ora, faccio presente che il testo della Commissione \u00e8 formulato un po\u2019 diversamente da come \u00e8 stato letto ultimamente.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha sollevato l\u2019obiezione che il testo del quale ho dato lettura, dopo di aver ricucito accuratamente assieme tutte le votazioni che abbiamo eseguito, non corrisponderebbe alle votazioni stesse. Desidero far osservare all\u2019onorevole Perassi che l\u2019Assemblea non ha votato sul testo della Commissione, ma sugli emendamenti, ed \u00e8 cosa abbastanza elementare che nel testo che io ho letto abbia ripresi letteralmente gli emendamenti votati.<\/p><p>Onorevole Perassi, nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, attorno al quale si \u00e8 svolta tutta la discussione, si dice appunto \u00abattribuendosi a ciascuna regione un numero minimo di sei senatori\u00bb. Lei ha rilevato che nel testo definitivo non avrei ripresa l\u2019espressione. Ma il testo che ho letto dice cos\u00ec: \u00abattribuendosi per\u00f2 a ciascuna regione un numero minimo di sei senatori\u00bb.<\/p><p>Sarei veramente curioso di sapere in che cosa il testo che ho letto differisce dal testo votato e il testo votato da quello proposto dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Prego i colleghi prima di sollevare questioni, di essere sicuri di quello che dicono.<\/p><p>Dobbiamo ora esaminare le seguenti proposte aggiuntive:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abCinque senatori sono nominati a vita dal Capo dello Stato fra coloro che, con meriti insigni, nel campo sociale, scientifico, artistico, letterario, hanno illustrata la Patria.<\/p><p>\u00abAlberti\u00bb.<\/p><p>\u00abArt. 55-<em>bis<\/em>.<\/p><p>\u00abSono senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti della Repubblica.<\/p><p>\u00abSono pure senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative, i quali abbiano coperto la carica almeno per un anno anche se non continuativamente.<\/p><p>\u00abA tale diritto si pu\u00f2 rinunziare, purch\u00e9 la rinunzia sia fatta prima della firma del decreto di nomina da parte del Capo dello Stato.<\/p><p>\u00abAlberti\u00bb.<\/p><p>\u00abPer la prima elezione del Senato, sono nominati senatori di diritto con decreto del Capo dello Stato: i deputati dell\u2019Assemblea Costituente che abbiano fatto parte del disciolto Senato, o che siano stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea, o che abbiano avuto almeno tre elezioni, compresa quella all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>\u00abA tale diritto si pu\u00f2 rinunciare, ma la rinuncia deve essere fatta prima della firma del decreto di nomina.<\/p><p>\u00abLeone Giovanni, Avanzini, Rossi Paolo, Pignatari, Cifaldi, Villabruna, Candela, Alberti, Preziosi, Corbino, Condorelli, Costantini, Martinelli, Arcaini, Castelli Avolio, Adonnino\u00bb.<\/p><p>\u00abPer la prima elezione del Senato, sono nominati senatori con decreto del Capo dello Stato:<\/p><p><em>\u0430<\/em>) i deputati al Parlamento dichiarati decaduti nella seduta del 9 novembre 1926 e quelli che non furono dichiarati decaduti, ma esercitarono la funzione di oppositori nell\u2019Aula;<\/p><ol><li><em>b<\/em>) i deputati dell\u2019Assemblea Costituente che sono stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea;<\/li><li><em>c<\/em>) coloro che siano stati membri del disciolto Senato ed abbiano mantenuto atteggiamento di costante opposizione al regime fascista dopo il 3 gennaio 1925.<\/li><\/ol><p>\u00abMartino Gaetano, Morelli Renato, Vlllabruna, Cifaldi, Bonino, Colitto, Perrone Capano, Condorelli, Colonna, Mazza, Rodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abSono senatori di diritto, durante l\u2019esercizio del loro ufficio, il Primo Presidente della Corte di cassazione, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente della Corte dei conti, l\u2019Avvocato generale dello Stato, il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, il Presidente dell\u2019Accademia dei Lincei, il Capo di Stato Maggiore generale.<\/p><p>\u00abClerici, Montini, Raimondi, Morelli Luigi, Cotellessa, Marconi, Adonnino, Carboni Enrico, Ponti, Sampietro\u00bb.<\/p><p>Queste proposte considerano due questioni: la prima \u00e8 quella dell\u2019immissione nel Senato sia di senatori non eletti, ma nominati dal Capo dello Stato per meriti insigni, sia di senatori che tali divengono per la carica che essi ricoprono. La seconda si riferisce a una norma transitoria, a tenore della quale del primo Senato dovrebbero far parte di diritto alcuni cittadini a causa di cariche che ricoprono o hanno ricoperto.<\/p><p>In relazione alla prima questione, relativa all\u2019esistenza di senatori che non ripetano dal suffragio universale diretto il loro potere, ritengo che la votazione gi\u00e0 eseguita dall\u2019Assemblea impedisca di prenderla in considerazione. Il Senato, infatti, \u00e8 costituito sulla base del suffragio universale e diretto: mi pare pacifico che non possa accogliere in s\u00e9 persone che da questo suffragio non ripetano la carica. Resta sempre aperta invece, come norma transitoria, la proposta che prevede la immissione nel primo Senato, cio\u00e8 nel Senato alla sua prima formazione, di certe persone che ricoprono o hanno ricoperto certe particolari dignit\u00e0 pubbliche o politiche. Pertanto ritengo che non sia pi\u00f9 da porsi in votazione la prima proposta dell\u2019onorevole Alberti.<\/p><p>Ritengo che ugualmente non possa essere messa in votazione la proposta dell\u2019onorevole Alberti a tenore della quale sono senatori di diritto a vita gli ex Presidenti della Repubblica, ecc.<\/p><p>Quindi decade anche la votazione sull\u2019ultimo comma, che stabiliva la possibilit\u00e0 di rinuncia da parte degli interessati a questa nomina automatica.<\/p><p>Resta invece da porre in votazione la proposta dell\u2019onorevole Leone Giovanni, relativa alla prima elezione del Senato.<\/p><p>Le altre proposte dell\u2019onorevole Martino Gaetano e dell\u2019onorevole Clerici sono analoghe.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Quando c\u2019\u00e8 stata una lunga discussione sul valore dell\u2019ordine del giorno, ho taciuto; ma vedo che purtroppo la questione torna in argomento in questo momento, e che dobbiamo tornare a discuterla, tenendo conto di quanto prima si \u00e8 detto e cercando di non ripeterci.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, per quella interpretazione che lei signor Presidente ha gi\u00e0 dato, che quando si vota un ordine del giorno si delibera qualche cosa, si fissa un principio; e poich\u00e9 siamo Assemblea Costituente, si fissa un principio di carattere costituzionale.<\/p><p>A questo proposito credo, anche se l\u2019onorevole Perassi non \u00e8 d\u2019accordo, che la maggioranza di noi convenga. Per\u00f2, ci deve essere un motivo differenziatore, perch\u00e9 talora si presenti un emendamento e talaltra un ordine del giorno; altrimenti, non si comprende perch\u00e9 talora si userebbe una forma e talaltra forma diversa.<\/p><p>La differenza mi pare sia questa: con l\u2019ordine del giorno si vuole fissare un principio, ma il principio consente delle eccezioni, in casi particolari; con l\u2019emendamento, invece, si vuole inserire una determinata testuale disposizione di legge, che resta immutabilmente quella e non pu\u00f2 essere modificata, non consente eccezioni.<\/p><p>Questo, per concludere che con la votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti noi abbiamo fissato il principio che \u00abil Senato deve essere di carattere elettivo\u00bb; tuttavia non ci siamo preclusa la strada a che alcuni membri del Senato possano non avere questo carattere elettivo.<\/p><p>Il principio \u00e8 stato fissato e non possiamo rimetterlo in discussione; ma, naturalmente, non si tratta di una norma di legge precisa e specifica, e quindi le eccezioni sono consentite.<\/p><p>Su queste eccezioni l\u2019Assemblea \u00e8 chiamata a discutere ed a votare.<\/p><p>ALBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ALBERTI. L\u2019ordine del giorno Nitti, approvato dall\u2019Assemblea, afferma che il Senato sar\u00e0 eletto col suffragio universale diretto col sistema del collegio uninominale. Per\u00f2, a me non sembra che questo precluda all\u2019Assemblea la possibilit\u00e0 di stabilire che possa venire aggiunta, con altro metodo, qualche altra categoria di senatori, precisamente quella cui ho fatto cenno nel primo e nel secondo emendamento.<\/p><p>Questa \u2013 se mi permette l\u2019allusione e non la interpreta come una indiscrezione \u2013 credo sia anche l\u2019opinione dello stesso onorevole Nitti, il quale aveva, con altro ordine del giorno, proposto che alcuni senatori fossero indicati dai Consigli delle Universit\u00e0 fra i professori di Universit\u00e0.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un ordine del giorno, nel quale \u00e8 detto precisamente: \u00abFanno parte del Senato: il Presidente della Corte di cassazione di Roma, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente della Corte dei conti e sei professori di Universit\u00e0, designati per elezione dal Consiglio superiore della pubblica istruzione\u00bb.<\/p><p>Mi pare, quindi, che, se nello stesso pensiero del proponente dell\u2019ordine del giorno, che abbiamo votato, c\u2019\u00e8 questa possibilit\u00e0, noi possiamo insistere perch\u00e9 cinque senatori siano nominati a vita dal Capo dello Stato fra coloro che, con meriti insigni nel campo sociale, scientifico, artistico-letterario hanno illustrato la Patria; e che possa essere votato l\u2019articolo 55-<em>bis<\/em>, il quale indica, fra coloro che hanno diritto a sedere in Senato, gli ex Presidenti della Repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio e delle Assemblee legislative i quali abbiano ricoperto la carica per qualche tempo.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Io avevo presentato una serie di proposte in questa materia e prego il Presidente di avere un po\u2019 di tolleranza se mi permetto di divagare.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 nessun Senato che possa essere sciolto. Questa non \u00e8 materia di discussione: la Camera si scioglie; il Senato non si scioglie. In nessun paese il Senato si scioglie: cos\u00ec \u00e8 in America e cos\u00ec era in Francia. Il Senato dunque ha una sua speciale funzione: la continuit\u00e0. Il Senato rappresenta non soltanto l\u2019impressione di un momento, come l\u2019elezione a suffragio universale in una data situazione o in una certa circostanza. Il Senato permane anche se non funziona legislativamente, anche quando non funziona la Camera. Le Camere debbono essere collegate, e non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 pericoloso del considerarle due cose troppo distinte. In America vi \u00e8 questa strana Costituzione: chi \u00e8 Presidente del Senato non \u00e8 senatore; Presidente del Senato \u00e8 il Vice Presidente della Repubblica, che rappresenta dunque la stessa ondata popolare che ha portato alla Presidenza della Repubblica colui che comanda. Quindi cosa fa il Vice Presidente del Senato? Poich\u00e9 non \u00e8 senatore non vota, ma dirige i lavori e mantiene la continuit\u00e0. Ecco la spiegazione delle mie proposte che possono parere strane. In Francia cosa c\u2019era? Vi era un Senato che durava troppo a lungo, vi era un Senato non conveniente: lo dicevano gli stessi senatori, i quali duravano in carica ben nove anni. Inoltre il Senato si rinnovava ogni tre anni per un terzo. Cosa vuol dire il Senato? Il Senato vuol dire la continuit\u00e0, e vuole dire una scelta di persone od una designazione di persone che rappresentino tendenze, direi, permanenti. Il Senato dunque da noi non pu\u00f2 essere troppo differente. Quando io ho letto il progetto di Costituzione: la Camera dura cinque anni; il Senato dura cinque anni, non ho compreso pi\u00f9 nulla. Io non conosco funzioni legislative di questa natura. Il Senato non si scioglie, deve durare. Da noi facciamo che duri sei anni e che si rinnovi ogni due anni per un terzo, come accade in America, dove si rinnova ogni due anni, mentre in Francia si rinnova ogni tre anni, pure per un terzo.<\/p><p>Il Senato vuol dire la permanenza di qualche cosa. Nelle nuove istituzioni bisogna conservare sempre qualcosa delle antiche, perch\u00e9 abbiano attrazione sulle masse umane. Io mi sono ribellato prima di tutto all\u2019idea che si chiami \u00abCamera dei senatori\u00bb. Si chiami Senato! Dobbiamo avere qualcosa che indica la continuit\u00e0: per questo mi sono permesso di indicare alcune categorie. Prima di tutto quella che sembra ad alcuni tanto strana: ex Presidenti della Repubblica ed ex Presidenti delle Camere legislative, perch\u00e9 ho visto da vicino cosa significa la mancanza di qualcosa che possa in Senato ricordare la spiegazione di avvenimenti che, cinque o sei anni dopo, non si spiegano pi\u00f9 dalla maggioranza. Lasciamo dunque che vi siano gli ex Presidenti del Consiglio e, credetemi, non l\u2019ho fatto per causa mia, perch\u00e9 non ho proprio il desiderio di essere senatore. Che vi siano poi gli ex Presidenti della Repubblica \u00e8 normale. Sapete cosa ha significato in Francia la mancanza di questa disposizione? Gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti della Repubblica appena cadevano, avevano bisogno di affrontare la lotta elettorale. Poincar\u00e9, appena caduto da Presidente della Repubblica, \u00e8 andato a presentarsi agli elettori come candidato al Senato. Briand ha fatto la stessa cosa. \u00c8 una necessit\u00e0, e bisogna trovare il modo di ovviare a questo, per l\u2019esperienza di quello che avviene in altri paesi. Solo Clemenceau ha sbagliato, perch\u00e9 quando non fu eletto Presidente della Repubblica, fu talmente crucciato che non volle essere pi\u00f9 nulla. Quando ebbe il pi\u00f9 lungo colloquio della sua vita, durato cinque ore (racconter\u00f2 questo grande avvenimento, ho preso l\u2019impegno di pubblicarlo), pass\u00f2 in rassegna la vita pubblica francese. Non volle essere pi\u00f9 nulla e mor\u00ec crucciato.<\/p><p>Gli ex Presidenti della repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio possono far parte del Senato. \u00c8 una cosa che non offende il suffragio universale, perch\u00e9 rappresenta una necessit\u00e0 contingente chi, con l\u2019esperienza del passato, si rende ancora pi\u00f9 evidente. Vi avevo chiesto, quindi, in quelle proposizioni che avevo fatto, che insieme agli ex Presidenti della Repubblica e agli ex Presidenti del Consiglio venissero alcune categorie di uomini che, per la prima ed unica volta, rappresentavano la transazione fra il vecchio e il nuovo, e la creazione di qualcosa che desse la sensazione della continuit\u00e0.<\/p><p>Dunque, in quanto alla proposta di designare cittadini di alto valore scientifico, per il decoro stesso del Senato (bench\u00e9 il Senato non sia un\u2019Accademia) io riconosco questo, ma bisogna metter fuori il Presidente della Repubblica, che non deve far parte direttamente del Senato. Questa disposizione non vi \u00e8 in nessuna Repubblica. Il Senato deve vivere della sua vita, deve vivere del suffragio universale. Pu\u00f2 avere alcune categorie designate nella legge, transitoriamente, ma non pu\u00f2 in nessuna guisa il Presidente della Repubblica entrare in questa materia.<\/p><p>Permettete, signori, io sono l\u2019uomo che ha nominato pi\u00f9 Senatori, l\u2019unico credo che ha avuto il coraggio di fare in una sola lista 96 Senatori. \u00c8 un fatto di orgoglio. Tutti i Presidenti del Consiglio che non hanno coraggio, non fanno Senatori. I tre Presidenti del Consiglio degli ultimi anni della monarchia che hanno nominato Senatori sono stati Giolitti, Salandra ed io, perch\u00e9 ne assumevamo la responsabilit\u00e0. I Presidenti del Consiglio che esitavano, non facevano Senatori, perch\u00e9 promettevano a tutti il Senato e facevano tante promesse che poi non potevano mantenere. La prima condizione per mantenerle era quella di non farne. Ho avuto una grande soddisfazione: l\u2019unico Presidente del Consiglio che negli ultimi trent\u2019anni ha nominato Senatori. Giolitti vide respinte buona parte delle sue nomine e lo stesso Mussolini, nella sua onnipotenza, in certi momenti ha visto nomine di Senatori respinte. Io ho fatto il pi\u00f9 gran numero di Senatori, e mai alcuna mia nomina \u00e8 stata respinta dal Senato.<\/p><p>Io so quindi la delicatezza di questo argomento. Bisogna dare al Senato il carattere di rispettabilit\u00e0. Bisogna metterlo, soprattutto per quanto riguarda la sua origine, al di fuori del sospetto, e per\u00f2 io non accetto alcuna cosa che conferisca al Presidente della Repubblica il diritto di nominare Senatori. I Senatori non possono essere nominati che per suffragio universale o per designazione indicata da una legge, che disponga vi siano Senatori di alcune categorie per breve tempo o a lungo o indeterminatamente, quando la loro partecipazione sia creduta necessaria. E questa non \u00e8 una deroga al suffragio universale; questa non \u00e8 una mancanza ai princip\u00ee generali; questa \u00e8 una necessit\u00e0 contingente, soprattutto perch\u00e9 noi formiamo un Senato interamente <em>ex novo<\/em> in un Paese che per un quarto di secolo si trova sbattuto da tante correnti politiche. Ora, che vi siano alcuni Senatori che non siano di nomina popolare, per suffragio universale, \u00e8 perfettamente logico e spiegabile. Ma questo deve essere limitato, ed \u00e8 perci\u00f2 che io ho proposto che i Senatori siano nominati anche fra ex deputati che abbiano un certo numero di legislature, in modo che possano dare prova di competenza. Quindi io pregherei di entrare in questa decisione: di designare alcune categorie di cittadini, non per elezione, non a suffragio universale, ma per legge, di tal che essi non debbono premere sull\u2019Assemblea, ma siano di utile consiglio e di utile collaborazione. Quindi limito la mia proposta a questo, pregando di tenere fuori il Presidente della Repubblica, perch\u00e9 egli non pu\u00f2 agire senza i suoi Ministri n\u00e9 contro i suoi Ministri. Egli non pu\u00f2 dar corso a nomine che abbiano carattere politico di parte, e quindi significa metterlo in imbarazzo affidare a lui personalmente la scelta dei Senatori.<\/p><p>Io dunque prego l\u2019Assemblea di consentire che vi siano alcune categorie al di fuori del suffragio universale, ci\u00f2 che non \u00e8 deroga, ma \u00e8 completamento. Sono a disposizione dell\u2019Assemblea se essa vorr\u00e0 chiedere chiarimento su altre questioni.<\/p><p>ALBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ALBERTI. Quando ho svolto gli emendamenti, ho indicato le ragioni per le quali ritenevo che la nomina dei cinque Senatori a vita potesse essere fatta dal Capo dello Stato, e non ritengo di dover ritornale.su quell\u2019argomento. Ma se ora l\u2019onorevole Nitti pensa che questa nomina da parte del Capo dello Stato possa essere pericolosa, io vorrei chiedere all\u2019Assemblea se non ritiene che questa designazione possa essere fatta eventualmente dallo stesso Senato, perch\u00e9 la designazione di alcuni uomini illustri da parte delle Universit\u00e0, del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione e la nomina di 6 professori di Universit\u00e0, non mi pare corrispondano al concetto che io avevo inteso di racchiudere in questa proposta.<\/p><p>L\u2019ambiente universitario, rispettabilissimo e che tutti noi veneriamo, non esaurisce, mi pare, nel suo campo le illustrazioni nazionali. Se queste illustrazioni nazionali dovessero essere designate fra i professori di Universit\u00e0, dai Consigli superiori delle Universit\u00e0 stesse, molti uomini illustri rimarrebbero esclusi. (<em>Interruzione del deputato Nitti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Nitti dice ora che intende che siano soltanto designati. Diversamente, pensavo che, ad esempio, il nostro collega Benedetto Croce non avrebbe potuto essere compreso fra le illustrazioni nazionali.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. L\u2019emendamento, che ho avuto l\u2019onore di presentare insieme ad altri colleghi e che credo debba essere messo in votazione per le stesse ragioni che sono gi\u00e0 state esposte precedentemente per analoghi emendamenti da altri colleghi \u2013 e alle quali ragioni mi associo \u2013, ha valore di emendamento del penultimo comma dell\u2019emendamento del Presidente Nitti, in quanto l\u2019onorevole Nitti nel penultimo comma del suo emendamento dice: \u00abFanno parte del Senato il Presidente della Corte di cassazione di Roma (debbo rilevare che da tempo una sola \u00e8 la Corte di cassazione), il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente della Corte dei conti e sei professori nominati dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione\u00bb; mentre il mio emendamento suona cos\u00ec: \u00abSono senatori di diritto durante l\u2019esercizio del loro ufficio (tale limitazione \u00e8 un concetto che completa la proposta, e che forse \u00e8 implicito, ma comunque \u00e8 bene che sia esplicito, in quella del Presidente Nitti) il Primo Presidente della Corte di cassazione, il Procuratore Generale presso la Corte di cassazione, il Presidente della Corte dei Conti, l\u2019Avvocato Generale dello Stato, il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, il Presidente dell\u2019Accademia dei Lincei, il Capo di Stato Maggiore generale\u00bb.<\/p><p>Ben poco ho da dire per spiegare il mio emendamento: le pi\u00f9 alte cariche amministrative dello Stato \u2013 alcune neanche in senso proprio, perch\u00e9 l\u2019Accademia dei Lincei \u00e8 fuori dell\u2019ambito delle Amministrazioni dello Stato \u2013 avrebbero, in tal modo, nella seconda Camera una voce, la voce della competenza e della autorevolezza, sia pure ridotta al minimo possibile. Ma queste sette voci, per le ragioni che sono state dette dai colleghi che mi hanno preceduto, devono a mio parere, stare nel Senato, senza che si turbi con ci\u00f2 il principio generale che, per la massima parte, il Senato \u00e8 eletto a suffragio universale.<\/p><p>Ricordo un solo esempio analogico: nella Camera dei Comuni inglese, come tutti i colleghi sanno e mi insegnano, accanto agli eletti dei borghi e delle contee, hanno sempre seduto i rappresentanti delle dieci o dodici Universit\u00e0 del Regno Unito.<\/p><p>PAJETTA GIAN CARLO. Erano due le Universit\u00e0.<\/p><p>CLERICI. No: sono esattamente dodici quei deputati. Ora per quanto si sia, attraverso i secoli, modificato il sistema elettorale inglese, partendo dai borghi putridi per arrivare attraverso la legge del 1832 ed a quelle del 1867 e del 1884 fino al suffragio universale il pi\u00f9 esteso, della legge 1918, completata nel 1928, malgrado questa vasta evoluzione, nessuno \u2013 che io sappia \u2013 ha mai contrastata e, comunque, \u00e8 rimasta sempre ferma nella Camera dei Comuni inglese, la rappresentanza delle Universit\u00e0. Il che vuol dire che quel popolo, nel quale sempre \u00e8 fiorita la libert\u00e0 e in cui man mano si \u00e8 fondata, estesa e consolidata la pi\u00f9 autentica democrazia, non ha mai ritenuto che avesse carattere eterogeneo la rappresentanza di tali ambasciatori del pensiero, della cultura, dell\u2019alta amministrazione della cosa pubblica entro il Parlamento, anzi proprio entro la Camera elettiva, popolare per eccellenza.<\/p><p>Per questa ragione, credo non costituisca una anomalia quanto io propongo.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Presento all\u2019Assemblea il seguente emendamento aggiuntivo firmato anche dai colleghi La Rocca, Togliatti, Moranino, Dozza, Nenni, Minella Angiola, Mattei Teresa, Iotti Leonilde e Montagnana Rita:<\/p><p>\u00abI deputati alla Costituente che abbiano sofferto almeno cinque anni di carcere per una condanna del tribunale speciale per motivi politici sono senatori di diritto del primo Senato della Repubblica\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio, onorevoli colleghi.<\/p><p>LACONI. Non credo vi sia motivo che io illustri il mio emendamento. Diceva poco fa l\u2019onorevole Clerici, a proposito di un suo emendamento, che esso si illustrava da s\u00e9: si trattava della nomina nel primo Senato della Repubblica del Presidente dell\u2019Accademia dei Lincei, di magistrati e di generali. Tanto meno quindi reputo sia necessario illustrare un emendamento il quale chiama a far parte del primo Senato della Repubblica quegli uomini che, unici forse, hanno acquistato diritto a farne parte, dopo avere sofferto per la difesa della democrazia e delle libert\u00e0 popolari.<\/p><p>Voglio anche far notare che nel mio emendamento si riconosce questo diritto soltanto a coloro i quali, ritrovandosi nella condizione su accennata, siano stati nel tempo stesso membri di questa Assemblea, che abbiano cio\u00e8 anche avuto una investitura popolare. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare, dagli intervenuti che abbiamo ascoltato, che, in linea generale, prevalga nell\u2019Assemblea il criterio che, fermo restando il carattere elettivo fondamentale del Senato, esso non si opponga all\u2019inclusione nel Senato stesso di senatori i quali ripetano altrimenti la loro autorit\u00e0 e la loro nomina.<\/p><p>Abbiamo sentito parecchi oratori in proposito; ed io penso che, di fronte a questa manifestazione di volont\u00e0 diffusa, sebbene non abbracciante proprio tutti i settori dell\u2019Assemblea, si possa a buon diritto considerare che il silenzio dei pochi non abbia tale peso da farci ritenere senz\u2019altro respinto questo criterio.<\/p><p>E, pertanto, possiamo mettere in votazione la serie di proposte che sono state avanzate in ordine all\u2019immissione nel Senato di un certo numero di senatori che non ripetano dall\u2019elezione la propria nomina considerandole partitamente. Si tratta degli emendamenti presentati, e questa sera sviluppati, dagli onorevoli Alberti, Clerici, Nitti e Laconi.<\/p><p>Se pertanto non vi sono obiezioni da fare al riguardo o altre considerazioni da svolgere, esaminiamo senz\u2019altro allora le singole categorie proposte per quest\u2019ammissione di diritto al Senato.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Si tratta di due distinte questioni: quella del diritto a vita e quella dell\u2019ammissione al primo Senato della Repubblica.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 esatto, si tratta di due questioni diverse: quella che contempla la norma permanente e quella dell\u2019ammissione valida soltanto per la prima costituzione del Senato. Bisogner\u00e0 poi vedere ancora se questa immissione \u00e8 a vita o soltanto per il periodo di mandato del primo Senato della Repubblica.<\/p><p>A questo proposito, vi sono delle proposte formulate dall\u2019onorevole Nitti, dall\u2019onorevole Alberti, dall\u2019onorevole Clerici e dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Propone l\u2019onorevole Nitti \u2013 e assieme a lui anche l\u2019onorevole Alberti \u2013 che facciano sempre parte di diritto del Senato gli ex Presidenti della Repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio. Aggiunge l\u2019onorevole Alberti anche gli ex Presidenti delle Assemblee legislative. L\u2019onorevole Alberti pone tuttavia una condizione per i Presidenti del Consiglio e i Presidenti delle Assemblee legislative, e cio\u00e8 che essi abbiano ricoperto la carica, sia pure non in forma continuativa, almeno per un anno. L\u2019onorevole Nitti a questo proposito non pone condizioni.<\/p><p>Si tratta di votare innanzitutto su questo quesito: se gli ex Presidenti della Repubblica debbano far parte di diritto del Senato.<\/p><p>E mi pare implicito, che, per queste persone, l\u2019ammissione al Senato sia ammissione di carattere permanente, a vita, e non soltanto temporanea. Ed \u00e8 per questa ragione che questa norma deve essere inclusa nel testo della Costituzione, e non fra le norme transitorie. Mentre ritengo che le disposizioni relative al primo Senato della Repubblica debbano essere inserite fra le norme transitorie.<\/p><p>Pongo in votazione, quindi, la proposta che gli ex Presidenti della Repubblica facciano parte di diritto del Senato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed ora, onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta che gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative \u2013 e qui entra in funzione l\u2019emendamento-condizione Alberti, per cui \u00e8 richiesto che abbiano ricoperto la carica almeno per un anno, anche se non continuativamente \u2013 debbano far parte del Senato.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti non pone tale condizione. Ritengo che occorra dapprima votare l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Alberti. \u00c8 d\u2019accordo l\u2019onorevole Nitti?<\/p><p>NITTI. S\u00ec, sono d\u2019accordo.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Posso chiedere, per cortesia, una spiegazione?<\/p><p>PRESIDENTE. Dica, onorevole Nenni.<\/p><p>NENNI. Desidero sapere se si tratta dei Presidenti del Consiglio dopo la proclamazione della Repubblica o anche prima della proclamazione della Repubblica.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai proponenti di voler specificare, rispondendo al quesito posto dall\u2019onorevole Nenni. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Alberti.<\/p><p>ALBERTI. A partire dalla proclamazione della Repubblica: questa \u00e8 una proposta la quale dovrebbe essere integrata con l\u2019altra proposta, di carattere transitorio, che riguarda gli ex Presidenti del Consiglio in passato. Questa dovrebbe riguardare la norma per l\u2019avvenire, da inserire nella Costituzione. Per quel che riguarda gli ex Presidenti del Consiglio nel passato, v\u2019\u00e8 la norma transitoria, che sar\u00e0 proposta dopo, e che riguarda anche i deputati con tre legislature. In quel provvedimento sono compresi gli ex Presidenti del Consiglio che fanno parte della Costituente. Questa riguarda gli ex Presidenti del Consiglio per l\u2019avvenire.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nitti ha facolt\u00e0 di rispondere al quesito posto dall\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>NITTI. Ex Presidenti del Consiglio vuol dire uomini che hanno occupato questo posto prima e dopo, perch\u00e9 non si pu\u00f2 ammettere che \u2013 come Orlando ed io, per esempio, che siamo stati Presidenti del Consiglio prima e non dopo \u2013 questi uomini, dicevo, non abbiano il diritto di entrare in Senato, quando la designazione degli ex Presidenti del Consiglio \u00e8 fatta proprio per esprimere quella continuit\u00e0 e per avere fonti di informazione e fonti di illustrazione di avvenimenti da coloro che ne furono i principali responsabili.<\/p><p>Quindi, quando io parlo di ex Presidenti del Consiglio, voglio dire prima e dopo; naturalmente, escludendo quelli che furono Presidenti del Consiglio durante un regime eccezionale. Di quelli non si discute.<\/p><p>Se volete aggiungere \u00abche facciano parte dell\u2019Assemblea Costituente\u00bb non \u00e8 necessario. Ma pu\u00f2 sembrare anche, se si fa questa indicazione, una specie di privilegio, una specie di onore fatto a quelli che sono nella Costituente.<\/p><p>In quanto alla indicazione chiesta dall\u2019onorevole Laconi, ne parleremo dopo. Non credo che essa sia necessaria. Si pu\u00f2 essere un eroe, si possono aver resi grandi servizi alla Patria, si pu\u00f2 essere anche disposti a renderne ancora, ma si pu\u00f2 essere anche incompetentissimi. Qui dobbiamo invece fare un Senato di uomini competenti e capaci.<\/p><p>Quindi, io credo che, per quanto riguarda i Presidenti del Consiglio, debba trattarsi di una nomina permanente, e non per la prima legislatura, perch\u00e9 ritengo che gli ex Presidenti della Repubblica come gli ex Presidenti del Consiglio, appunto per una ragione di capacit\u00e0 personale e come fonte di informazione e di illustrazione, debbano essere chiamati permanentemente a far parte del Senato. Sono cos\u00ec pochi che non rappresentano certo dei concorrenti.<\/p><p>PRIOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PRIOLO. Io comprendo le preoccupazioni dei colleghi: si teme, e fondatamente, che, usando una dizione generica, diventerebbero senatori di diritto anche persone che noi tutti vogliamo e dobbiamo escludere, ed i cui nomi non faccio perch\u00e9 abbastanza noti.<\/p><p>Ritengo perci\u00f2 che sarebbe sufficiente inserire nel testo della norma transitoria le seguenti parole \u00abe che abbiano fatto parte dell\u2019Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Ho chiesto di parlare soltanto per un chiarimento. All\u2019onorevole Nitti io vorrei precisare che dal mio ordine del giorno sono avvantaggiati soltanto quegli ex condannati politici che facciano gi\u00e0 parte di questa Assemblea. Quindi la questione di competenza non si pone.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Osservo che \u00e8 estremamente delicato discutere di membri di questa Assemblea i quali avrebbero immediatamente il diritto di essere senatori senza essere eletti. Ora, come quando si tratta di questioni di persone, io credo che noi non possiamo in nessun modo votare per alzata e seduta, ma solamente a scrutinio segreto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Mi riferisco alla proposta aggiuntiva fatta dall\u2019onorevole Priolo, e capisco la ragion d\u2019essere che la promuove. Per\u00f2 essa presenta un inconveniente: i futuri Presidenti del Consiglio, che naturalmente non avranno fatto parte dell\u2019Assemblea Costituente, non saranno cos\u00ec senatori.<\/p><p>PRIOLO. Si pu\u00f2 fare una norma transitoria.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bozzi, v\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di risolvere la questione.<\/p><p>Poich\u00e9 tutti condividono le ragioni che suggeriscono la ricerca di una formulazione che ponga al riparo il futuro Senato dall\u2019obbligo di accogliere elementi non desiderati, non si tratta pi\u00f9 qui di discutere sul merito, ma sulla formula da adoperare. Credo che la questione si possa risolvere ponendo nel testo della Costituzione la disposizione per cui i Presidenti della Repubblica e i Presidenti del Consiglio, che di diritto fanno parte del Senato, siano quelli che hanno ricoperto queste cariche dopo la proclamazione della Repubblica: questo dovrebbe essere stabilito in una norma permanente. Nelle norme transitorie dovrebbe poi mettersi una disposizione per la quale facciano parte di diritto del Senato i Presidenti del Consiglio che sono stati anche membri dell\u2019Assemblea Costituente. E questi sono per l\u2019appunto quelli che tutti pensano debbano essere inclusi nel Senato; mentre gli altri che tutti pensano che debbano essere esclusi&#8230;<\/p><p>CONDORELLI. Onorevole Presidente, non dica che tutti pensano che debbano essere esclusi. (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, prendo senz\u2019altro atto della sua eccezione. Comunque, per le ragioni dette, penso che una formula come quella da me proposta possa risolvere la questione.<\/p><p>Onorevoli colleghi, tengano presente che vi \u00e8 anche la limitazione posta dall\u2019onorevole Alberti, il quale propone che il Presidente del Consiglio ed i Presidenti delle Assemblee legislative facciano parte del Senato quando abbiano ricoperto almeno per un anno, seppure non continuativamente, la carica.<\/p><p>ALBERTI. Rinuncio a questa condizione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Allora la formula da porre in votazione sarebbe la seguente:<\/p><p>\u00ab&#8230; gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative che abbiano ricoperto la carica dopo la proclamazione della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Poi si dovrebbe votare la norma transitoria.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Sono perfettamente d\u2019accordo nella sostanza, ma per la forma, anzich\u00e9 dire \u00abdopo la proclamazione della Repubblica\u00bb basterebbe dire \u00absaranno pure senatori, ecc&#8230;\u00bb.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Io credo che nell\u2019articolo costituzionale bisogna fissare soltanto il principio di coloro che devono far parte di diritto del Senato, e solo nelle norme transitorie tratteremo tutti questi particolari che sono ora in discussione. Quindi io penso che nell\u2019articolo costituzionale si debba fissare soltanto e semplicemente il principio.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa inclusione degli ex Presidenti del Consiglio e degli ex Presidenti delle Assemblee legislative non pu\u00f2 essere considerata una disposizione transitoria. Se viene accettata, infatti, varr\u00e0 non solo per gli attuali Presidenti ma anche per i futuri.<\/p><p>RODI. Appunto per questo. Nell\u2019articolo costituzionale si dir\u00e0: gli ex Presidenti della Repubblica, gli ex Presidenti del Consiglio, gli ex Presidenti dell\u2019Assemblee legislative fanno parte di diritto del Senato.<\/p><p>Nelle norme transitorie tratteremo questi argomenti particolari.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche questa pu\u00f2 essere una soluzione. Del resto, nel concetto si \u00e8 concordi. Bisogna adesso passare alla votazione.<\/p><p>CIBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Io faccio fin d\u2019ora riserva sopra queste votazioni perch\u00e9 noi in realt\u00e0 votiamo per delle persone. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Uberti insiste nella sua richiesta che si proceda alla votazione a scrutinio segreto per tutte quelle categorie di membri di diritto del Senato i quali facciano parte di questa Assemblea.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. L\u2019osservazione dell\u2019onorevole Uberti pu\u00f2 essere considerata come fondata per quel che concerne le categorie che verranno dopo; ma per quel che concerne gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti di Assemblea non credo che la votazione per scrutinio segreto possa essere influenzata dal fatto che, mettendoceli tutti, non ci sono che quattro persone in questa situazione. Perci\u00f2 l\u2019importante \u00e8 di accettare il principio dell\u2019onorevole Uberti per le successive votazioni; ma per gli ex Presidenti di Assemblea e gli ex Presidenti del Consiglio possiamo votare tranquillamente.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi propone che si dica: \u00abGli ex Presidenti dei Consigli dei Ministri e delle Assemblee legislative della Repubblica\u00bb, lasciando alle norme transitorie tutte le altre specificazioni.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Penso che le nostre decisioni, se procederemo in questo modo affrettato e caotico, non potranno rispondere a nessuna concezione armonica ed a nessuna esigenza logica. Proporrei, poich\u00e9 siamo giunti alle sette e mezzo, che la seduta venisse sospesa in modo che domani mattina le diverse correnti e i diversi presentatori di ordini del giorno, dopo essersi accordati, possano presentare proposte concrete.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Laconi, non per l\u2019argomentazione un poco strana dell\u2019onorevole Moro, ma perch\u00e9 non vedo una giustificazione valida della sua proposta, non ritengo di poterla accettare. Abbiamo sotto gli occhi tutti gli emendamenti. Si tratta di coordinare le varie proposte e di riunirle in pochi gruppi, che si possono successivamente votare.<\/p><p>La proposta di scrutinio segreto dell\u2019onorevole Uberti si riferisce soltanto a quelle categorie nelle quali siano compresi membri di questa Assemblea. Le altre proposte possono rientrare in una norma transitoria; e avremo quattro o cinque proposte diverse su cui votare. Penso che possiamo questa sera concludere le votazioni sulle categorie di coloro per i quali si propone, per la loro carica, un diritto permanente ad appartenere al Senato; mentre domattina potremo procedere alla votazione per le categorie di coloro che avranno il diritto di partecipare al primo Senato, per le quali l\u2019onorevole Uberti ha chiesto la votazione a scrutinio segreto e delle quali forse il Comitato di redazione potr\u00e0 domani presentare un elenco pi\u00f9 ordinato.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Mi sembra che il Presidente abbia limitato alle proposte relative alle norme transitorie le votazioni per scrutinio segreto.<\/p><p>Ritengo, invece, che, ogniqualvolta vi sia la possibilit\u00e0 per un membro di questa Assemblea di essere incluso in quelle categorie, perch\u00e9 gli altri membri abbiano piena libert\u00e0 di votare, si debba votare a scrutinio segreto. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, io son\u00f2 sicuro che lei ha letto attentamente tutti gli emendamenti; ed allora le sarei grato se mi indicasse una delle categorie proposte per l\u2019appartenenza permanente al Senato, i cui componenti si trovano in questa Assemblea.<\/p><p>UBERTI. Il Presidente del Consiglio, per esempio.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma abbiamo trovato una formula di carattere generale.<\/p><p>UBERTI. \u00c8 lo stesso. L\u2019onorevole De Gasperi sarebbe senatore di diritto; anche lei, come Presidente dell\u2019Assemblea, sarebbe senatore di diritto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Dunque, lei desidera la votazione a scrutinio segreto? Ma lei sa come la deve richiedere.<\/p><p>UBERTI. C\u2019\u00e8 la domanda.<\/p><p>PRESIDENTE. Le faccio osservare che la domanda si deve presentare partitamente ad ogni votazione che viene indetta e che non si pu\u00f2 presentare una domanda permanente e globale per tutta una serie di votazioni a scrutinio segreto.<\/p><p>UBERTI. Allora, quella domanda vale per la prima votazione. La presenter\u00f2 per le altre.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Uberti; ma certi atti procedurali non si dovrebbero compiere in forma cos\u00ec familiare.<\/p><p>Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione.<\/p><p>Gli onorevoli Uberti, Gronchi, Fantuzzi, Moro, Turco, Cappi, Castelli, Bianchini Laura, Salizzoni, De Unterrichter Maria, Lazzati, Fabriani, Dossetti, Ferrarese, Delli Castelli Filomena, Nicotra Maria, Cimenti, De Palma, Bastianetto e Colombo, hanno chiesto lo scrutinio segreto per la votazione della seguente formula:<\/p><p>\u00abSono pure senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Faccio presente ai colleghi, perch\u00e9 possano valutare il loro voto, che vi \u00e8 poi da votare un comma il quale dice: \u00abA tale diritto si pu\u00f2 rinunciare, purch\u00e9 la rinuncia sia fatta ecc.\u00bb.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. Non si pu\u00f2 fare un\u2019unica votazione aggiungendo alla prima formula le parole: \u00absalvo rinuncia\u00bb?<\/p><p>ALBERTI. Accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. Si pu\u00f2 infatti votare in un unico contesto. Onorevoli colleghi, su proposta dell\u2019onorevole Clerici, la votazione avverr\u00e0 su questa formula: \u00abSono pure senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative della Repubblica, salvo rinuncia\u00bb.<\/p><p>La legge dovr\u00e0 poi stabilire come e quando la rinuncia deve essere manifestata.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli Segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono al computo dei voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 376<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 189<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 167<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 209<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrpsini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Azzi.<\/p><p>Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Calamandrei \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Cortese \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Cuomo.<\/p><p>D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchiero \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Magnani \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 \u00a0\u00a0\u00a0 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paratore \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salizzoni \u2013 Sampietro \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segala \u2013 Sereni \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Venditti \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Villabruna \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Cairo \u2013 Carmagnola \u2013 Caroleo \u2013 Cevelotto.<\/p><p>De Vita \u2013 Dugoni.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Mannironi \u2013 Martino Enrico \u2013 Martino Gaetano.<\/p><p>Perrone Capano \u2013 Porzio.<\/p><p>Russo Perez.<\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato <strong>a <\/strong>domani.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono pervenute alla Presidenza alcune interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>La prima \u00e8 dell\u2019onorevole Caronia:<\/p><p>\u00abAl Ministro dei trasporti, per conoscere se sia esatta la notizia pubblicata dall\u2019agenzia ARI circa il blocco operato a Napoli da parte degli operai degli stabilimenti Avis dei vagoni ferroviari carichi di prodotti ortofrutticoli di primissima scelta e di altri generi deperibili, che in conseguenza sono andati perduti. Il sistema di risolvere questioni di lavoro particolari con azioni tali da produrre danno ad intere popolazioni, oltre a produrre un danno notevole all\u2019economia generale, mette i siciliani nella dolorosa condizione di non poter fare affidamento nei mezzi legali per azionare i loro traffici con il Nord Italia\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em>. Ne dar\u00f2 notizia al Ministro competente.<\/p><p>PRESIDENTE. E stata presentata la seguente altra interrogazione:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere i motivi per cui si \u00e8 rifiutata all\u2019amministrazione del Pio Istituto Santo Spirito ed Ospedali riuniti di Roma l\u2019autorizzazione a contrarre con la Cassa depositi e prestiti un mutuo di lire 400.000.000 per completare e mettere in efficienza l\u2019Ospedale sanatoriale Monte Mario, ospedale di urgente necessit\u00e0 per sgombrare i congestionati ospedali di Roma delle molte centinaia di ammalati di tubercolosi, che limitano la disponibilit\u00e0 dei posti-letto per le malattie per cui si richiede pi\u00f9 immediata assistenza, e costituiscono un pericolo per gli altri infermi.<\/p><p>\u00abCaronia, Domined\u00f2, Di Fausto, Angelucci, Giordani, Orlando Camillo, Corsanego, Guidi Cingolani Angela, De Palma, Bonomi Paolo\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere a questa interrogazione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em>. Non ne riconosco l\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019interrogazione sar\u00e0 allora iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta a suo turno.<\/p><p>Segue una interrogazione dell\u2019onorevole Benedettini:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali provvedimenti siano stati presi contro quel gruppo di 30 comunisti, che marted\u00ec 7 ottobre, in Roma, alla fine di un comizio monarchico, hanno aggredito 5 studenti, producendo ai giovani Ponzani Umberto, di 17 anni, e Spica Giacomo, di 21, iscritti all\u2019Unione monarchica italiana, ferite lacero-contuse e contusioni multiple, e per conoscere inoltre quali preventive precauzioni intenda adottare per garantire le libert\u00e0 democratiche e le manifestazioni politiche contro i metodi dell\u2019azione diretta\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Qualora risultassero completate le indagini, il Governo risponder\u00e0 nella seduta pomeridiana di domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue la seguente altra interrogazione:<\/p><p>\u00abAl Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se intenda provvedere alla proroga del decreto legislativo luogotenenziale 10 agosto 1944, n. 194 (che cesser\u00e0 di avere vigore il 15 ottobre 1947), particolarmente per la parte concernente la scarcerazione per perenzione dell\u2019arresto, ripristinata in ossequio ai princip\u00ee democratici della giustizia penale.<\/p><p>\u00abPer conoscere, inoltre, se intenda, nel provvedimento legislativo di proroga, disporre che le ordinanze in tema di scarcerazione automatica siano suscettibili di ricorso per Cassazione, in ossequio al principio (d\u2019imminente consacrazione costituzionale) dell\u2019indefettibilit\u00e0 del sindacato della Corte di cassazione su tutti i provvedimenti giurisdizionali.<\/p><p>\u00abLeone Giovanni, Mastino Gesumino, Numeroso, Scoca, Notarianni, De Martino, Bettiol, Federici Maria, Condorelli, Riccio Stefano, Persico, Gasparotto, Arata, Rossi Paolo, Carboni Angelo, Targetti, Patricolo\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere a questa interrogazione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em>. Non ne riconosco l\u2019urgenza.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Vi \u00e8 una data, quella del 15 ottobre, alla quale cessa di aver vigore il decreto legislativo del quale si chiede la proroga.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunicher\u00f2 l\u2019interrogazione al Ministro competente.<\/p><p>Do, infine, lettura della seguente altra interrogazione:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulle violenze commesse durante la campagna elettorale in Roma contro candidati del P.S.L.I. e in particolare modo sull\u2019aggressione organizzata contro un membro dell\u2019Assemblea Costituente, l\u2019onorevole Matteotti; e per sapere quali urgenti disposizioni intenda prendere per assicurare le libert\u00e0 di riunione, di parola e di voto.<\/p><p><strong>\u00ab<\/strong>Rossi Paolo, Lami Starnuti, Segala, Mazzoni, Carboni Angelo, Persico\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Anche per questa interrogazione, il Governo risponder\u00e0 nella seduta pomeridiana di domani qualora al Ministero competente risultassero completate le indagini.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dei lavori pubblici e dei trasporti, per conoscere come e quando intendano sodisfare le legittime ed urgenti aspirazioni delle popolazioni calabresi, sempre neglette ed abbandonate, della zona compresa tra Soverato, Gioiosa Ionica, Vibo Valentia e Francavilla Angitola, che, da decenni, reclamano il congiungimento del versante tirrenico con quello ionico, mediante la costruzione di opportuni tronchi ferroviari a scartamento ridotto, e l\u2019allacciamento tra di loro dei molti comuni della zona, mediante tronchi stradali, onde assicurare le condizioni essenziali per il loro sicuro sviluppo agricolo, industriale, minerario e turistico, che toglier\u00e0 quelle nobili popolazioni dalle odierne deplorevoli condizioni sociali.<\/p><p>\u00abMancini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019interno, per conoscere quali urgenti provvedimenti intendano adottare per eliminare l\u2019arbitraria azione dell\u2019Azienda autonoma acquedotto di San Remo che, attualmente, esegue lavori di escavazione di pozzi sulla sinistra del torrente Argentina in Riva Ligure (Imperia), tendenti all\u2019accaparramento delle acque del sottosuolo, che su tale lato appartengono esclusivamente alla popolazione del comune di Riva Ligure, costituita nella maggior parte di piccoli coltivatori di fiori, ed utilizzate come materia prima ed insostituibile di tale industria, da oltre quaranta anni, con piena soddisfazione di tutti, mediante un triplice complesso di opere consistente nell\u2019acquedotto consorziale di Riva, nell\u2019acquedotto Gazzano e nei numerosissimi pozzi privati muniti di impianto irriguo proprio, i quali ultimi, in dipendenza di detti lavori, si sono completamente essiccati con l\u2019immenso e comprensibile danno alle coltivazioni esistenti.<\/p><p>\u00abSi richiama particolarmente l\u2019attenzione sulla improrogabile necessit\u00e0 che venga posto fine ad un tale stato di cose che, manifestandosi deleterio agli interessi di un intero paese, reca vivo malcontento verso le autorit\u00e0 competenti in tutta la popolazione della zona. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga necessario promuovere un provvedimento legislativo che assicuri l\u2019allontanamento di obiettivi di carattere militare da complessi monumentali di interesse artistico e storico.<\/p><p>\u00abLa guerra recente ha dimostrato le irrimediabili conseguenze di una promiscuit\u00e0 perniciosa, anche in tempo di pace, alla conservazione ed alla sicurezza del patrimonio artistico nazionale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><strong>\u00ab<\/strong>Di Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della difesa e della pubblica istruzione, per sapere se, in attesa di un auspicato provvedimento di carattere generale, non ritengano opportuna la completa dismissione della caserma adiacente alla insigne Basilica di Santa Giustina in Padova, col ritorno del residuo edificio al demanio che potrebbe procedere all\u2019eventuale restituzione ai monaci, in vista della necessit\u00e0 di dare adeguata sistemazione ai numerosi studenti universitari rifugiati in Padova, in conseguenza della guerra.<\/p><p>\u00abIl complesso della Basilica, del Monastero, e dell\u2019adiacente zona archeologica romana-paleo-cristiana, tutelato dalla dichiarazione di monumento nazionale, non consente una ulteriore promiscuit\u00e0 di uso, anche per la necessit\u00e0 evidente di allontanare definitivamente obiettivi di carattere militare, da monumenti di importanza artistica e storica. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><strong>\u00ab<\/strong>Di Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere se non ritenga opportuna l\u2019emanazione di un provvedimento, che conceda, sia pure con le cautele del caso, la sanatoria ai mutilati ed invalidi di guerra, i quali, in seguito alla particolare ed eccezionale situazione determinatasi nel territorio dello Stato durante e dopo il conflitto, non hanno presentato, od hanno tardivamente presentato, il ricorso entro i prescritti novanta giorni dalla notifica del decreto negativo o inadeguato, oppure non hanno chiesto, od hanno tardivamente chiesto, la fissazione di udienza entro un anno dalla notifica delle conclusioni da parte del procuratore generale.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante considera atto di doverosa clemenza della Patria, verso chi per essa ha versato generosamente il sangue ed ha sacrificato la salute, l\u2019offerta della possibilit\u00e0 di rientrare nei termini lasciati infruttuosamente scadere o per materiale impossibilit\u00e0 da parte degli interessati di provvedere in tempo alla tutela dei loro interessi o per comprensibile ignoranza delle disposizioni di legge. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPat\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del tesoro e di grazia e giustizia, per conoscere le ragioni della non ancora avvenuta emanazione del provvedimento legislativo di estensione agli appartenenti al Corpo degli agenti di custodia \u2013 per recente disposizione di legge chiamati a far parte delle Forze armate dello Stato \u2013 dei benefic\u00ee che loro competono, a mente di quanto stabilito dall\u2019articolo 2, terzo capoverso, del decreto legislativo luogotenenziale 21 novembre 1945, n. 722, tenuto presente il delicato servizio loro affidato e le condizioni di grave disagio morale ed economico in cui si trovano a vivere attualmente. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 11 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCL. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 8 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedo: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Mortati Lussu Laconi Moro Nobile Bordon Corbino Lucifero Fabbri Bozzi Costantini Rubilli Domined\u00f2 Nobili Tito Oro Lami Starnuti Targetti Reale Vito Gronchi Codacci Pisanelli Dossetti Togliatti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2220,2390,2315,2542,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2205","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2205"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6575,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2205\/revisions\/6575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2205"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}