{"id":2199,"date":"2023-09-17T14:59:35","date_gmt":"2023-09-17T12:59:35","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2199"},"modified":"2023-10-21T17:33:16","modified_gmt":"2023-10-21T15:33:16","slug":"martedi-7-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2199","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 7 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2199\" class=\"elementor elementor-2199\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a93042c elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a93042c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4856529\" data-id=\"4856529\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-29fc679 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"29fc679\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471007_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-191e4af elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"191e4af\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXLVIII.<\/p><p>SEDUTA DI MARTED\u00cc 7 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO<\/strong> <strong>LUCARELLI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Rubilli<\/p><p>Parri<\/p><p>Labriola<\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Commemorazione di Giuseppe Emanuele Modigliani:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Saragat<\/p><p>Targetti<\/p><p>Mol\u00e8<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Mastrojanni<\/p><p>Lussu<\/p><p>Grieco<\/p><p>Sardiello<\/p><p>Merlin Umberto, <em>Ministro delle poste e telecomunicazioni<\/em><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Perassi<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Targetti<\/p><p>Lussu<\/p><p>Nitti<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Conti<\/p><p>Mortati<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Laconi<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Moro<\/p><p>Persico<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Piemonte<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p><strong>Sulla nomina di tre membri della Corte costituzionale per la Sicilia:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare sul processo verbale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Volevo chiarire che io, liberale, ieri non ho invocato affatto leggi eccezionali, come a torto si volle accennare nei miei riguardi. Non le potevo invocare perch\u00e9, secondo me, danno troppo il ricordo delle vecchie leggi in difesa dello Stato, di non lieto auspicio, e perch\u00e9 credo che in Italia non se ne senta assolutamente bisogno.<\/p><p>Mi limitai soltanto a dire che siccome l\u2019onorevole Covelli aveva creduto di tenere un comizio, indiscutibilmente di carattere monarchico, in Avellino, poteva farlo benissimo, non essendovi alcun divieto al riguardo a norma delle leggi ora vigenti.<\/p><p>PARRI. Chiedo di parlare sul processo verbale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PARRI. Desidererei fare inserire a verbale che, se fossi stato presente alla seduta di sabato, avrei dato il mio voto all\u2019ordine del giorno Magrini.<\/p><p>LABRIOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LABRIOLA. Desidero anch\u2019io chiarire che, se fossi stato presente alla seduta di sabato, avrei votato tutte le mozioni contrarie al Governo, nonch\u00e9 l\u2019ordine del giorno Magrini, con riserva di fare altrettanto per i successori dell\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale s\u2019intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli Dugoni e Perrone Capano.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Commemorazione di Giuseppe Emanuele Modigliani.<\/p><p>PRESIDENTE (<em>Si alza in piedi e con lui tutta l\u2019Assemblea e il pubblico delle tribune<\/em>): Onorevoli deputati, stamani abbiamo accompagnato alla sua ultima dimora l\u2019onorevole Giuseppe Emanuele Modigliani. E tanto numerosi ci ritrovammo alla triste cerimonia che mi chiedo se in essa appunto non potrebbe intendersi essersi conclusa quella celebrazione del morto, contesta di cordoglio e di memorie, che si svolge normalmente, ad ogni consimile luttuosa evenienza, qui, nell\u2019Aula, con discorsi commemorativi. E tuttavia io stesso avverto il bisogno di esprimere in parole la tristezza profonda nata in me all\u2019annunzio di una perdita cui da tempo eravamo preparati, ma che, non per questo, ci \u00e8 giunta meno dolorosa ed aspra.<\/p><p>Cos\u00ec ancora una volta risuoner\u00e0 in quest\u2019Aula il nome di Giuseppe Emanuele Modigliani, nome che tanto spesso vi venne pronunciato in anni lontani, quando esso significava preannuncio di forti discorsi battaglieri a difesa degli interessi delle masse popolari, ad esaltazione dei diritti del lavoro, a riconoscimento dei doveri di tutti verso la Nazione e verso l\u2019umanit\u00e0.<\/p><p>Deputato per quattro legislature normali, l\u2019onorevole Modigliani era entrato nella Camera nel 1913, a quelle prime elezioni fatte in Italia sulla base del suffragio universale che, immettendo nella vita politica le immense energie, fino allora respinte o represse, delle moltitudini dei campi e delle officine, doveva spezzare in gran parte le consuetudini, forse un po\u2019 troppo quiete e composte, del vecchio mondo dei legislatori, creando un pi\u00f9 immediato tramite di pensiero e di azione fra Paese e Parlamento. E la Sua vitalit\u00e0 potente, il fervore del Suo intelletto formatosi nell\u2019agitata atmosfera sociale di un grande porto tirrenico, la passionalit\u00e0 innata del Suo animo dovevano costituirlo ben tosto in figura preminente non solo dell\u2019ala estrema, ma dell\u2019intero Parlamento, pure cos\u00ec folto di incisive, ricche personalit\u00e0.<\/p><p>N\u00e9 il Suo spirito combattivo conobbe flessioni o intiepidimenti quando, nel quadro delle differenziazioni che venivano rispecchiando in seno al socialismo i nuovi contrasti del moto sociale, Egli si riconobbe nella concezione e nella corrente riformista.<\/p><p>Perch\u00e9 Giuseppe Emanuele Modigliani sentiva, come forse nessun altro, il valore decisivo che, per una democrazia di popolo, assumono l\u2019istituto e le funzioni parlamentari; e in queste si era immedesimato, conscio che solo difendendole e perfezionandole si sarebbe potuto assicurarne al popolo tutti i frutti fecondi e progressivi. Di qui quella Sua gelosa cura delle norme e dei regolamenti che parve a volte amore di sottilizzazioni o strano bizantinismo, ma che svelava invece la sua consapevolezza che ogni minimo cedimento su questo terreno avrebbe potuto favorire poi finanche l\u2019ultima rovina. Di qui il grido impetuoso di ribellione e di sdegno con cui Lui, e Lui solo, in una seduta torbida di paure e di umilianti patteggiamenti, ard\u00ec spezzare la ebbra allocuzione del capo-in-testa, che era stato portato a vittoria da tante note vilt\u00e0 complici e servili.<\/p><p>Poi anche Egli dovette battere le vie dure dell\u2019esilio, fatto bersaglio dell\u2019odio implacabile del dittatore, che a sua volta d\u2019altronde, mai risparmi\u00f2, continuando a combatterlo, da giornali e da tribune, in una infaticabile, ardente requisitoria.<\/p><p>Giuseppe Emanuele Modigliani ha conosciuto s\u00ec la gioia del ritorno in una terra fatta libera anche dal Suo sacrificio, e quest\u2019Aula, di cui Egli aveva rivendicato l\u2019alta missione civile e di progresso, contro il ludibrio favorito e tollerato da altri, Lo ha rivisto, ma ormai spezzato nella Sua fibra dalla terribile ventennale vicenda.<\/p><p>L\u2019animo non aveva ceduto per\u00f2; ed il grande amore per i liberi istituti democratici, il fierissimo senso del dovere comandavano ogni giorno al Suo corpo stanco di levarsi, di camminare, di portare fin qui quanto in Lui restava di vivo, di squisitamente vivo: la Sua coscienza. E credo che nessuno di noi dimenticher\u00e0 mai pi\u00f9 quella figura solenne, biblica che, immota e silenziosa, dal primo banco del primo settore pareva \u2013 in questi ultimi mesi \u2013 stare a custodia della soglia di quest\u2019Aula, gi\u00e0 una volta purtroppo violata, venticinque anni fa, nonostante il suo grido audace.<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente sente come proprio onore e titolo di nobilt\u00e0 l\u2019aver annoverato fra i propri deputati Giuseppe Emanuele Modigliani; e, reverente, ne trasmetter\u00e0 la memoria ai nuovi Parlamenti della Repubblica. (<em>Vivi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SARAGAT. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SARAGAT. Onorevoli colleghi, Modigliani non \u00e8 pi\u00f9. Il cuore di un uomo giusto e generoso ha cessato per sempre di battere.<\/p><p>Per sempre tacer\u00e0 la voce eloquente che durante un mezzo secolo si lev\u00f2, appassionata e ammonitrice, in un mondo che pareva e pare sordo ai richiami della vera saggezza ed ai consigli dei veri profeti.<\/p><p>Pi\u00f9 non vedremo animato dalla fiamma vitale il caro volto del compagno che fu uno dei maestri della nostra generazione.<\/p><p>Nathan il saggio riposa per sempre, portando con s\u00e9 nella tomba l\u2019angoscia segreta ed il fervore profondo di una vita spesa per la sacra causa della pace fra gli uomini. Perch\u00e9 nessuno ha odiato pi\u00f9 di Modigliani la guerra, in un tempo in cui il destino tragico nel breve spazio di un quarto di secolo ha condannato per ben due volte i padri a seppellire <strong>i <\/strong>loro figli.<\/p><p>Tutta la vita di Modigliani \u00e8 un veemente atto di accusa contro la guerra, contro le cause che la generano, contro gli effetti funesti che ne derivano.<\/p><p>In ogni natura superiore, la lotta contro le forze del male che si avvinghiano alla vita con mille e mille tentacoli per trascinarla nel nulla da cui \u00e8 emersa, si concentra su uno di essi e su quello abbatte la spada della giustizia per tentare di reciderlo.<\/p><p>Tragica lotta che durer\u00e0 quanto dureranno le forze del male, vale a dire che durer\u00e0 quanto durer\u00e0 la vita stessa; ma lotta che non avr\u00e0 mai tregua, perch\u00e9 sempre la vita trover\u00e0 dei liberatori per difenderla, sempre balzeranno al suo fianco, veri angioli tutelari, i martiri e gli eroi.<\/p><p>Modigliani oggi riposa nella fredda bara dopo la sua lunga e operosa giornata, ed alla nobilt\u00e0 che la vita conferiva al suo volto di antico saggio, si aggiunge quella misteriosa e profonda che a tutti conferisce la morte.<\/p><p>Vorremmo non turbare con parole vane questo riposo sacro e questo sonno eterno; vorremmo potere, in silenzio, nel nostro ricordo rifare il cammino che abbiamo compiuto sotto la sua guida paterna.<\/p><p>Ma \u00e8 pur giusto dire ai giovani che non sanno e ricordare ai vecchi che potessero averlo dimenticato, il significato di una vita fervidamente vissuta a servizio di un all\u2019ideale umano.<\/p><p>Modigliani viene al socialismo spintovi da un profondo sentimento di fraternit\u00e0 per gli umili. Non motivi teorici, non fredda dottrina lo avviano per la strada che seguir\u00e0 sino alla morte; ma impulso di quel cuore umano che ha delle ragioni che la ragione ignora.<\/p><p>La dottrina verr\u00e0 dopo e sar\u00e0 una dottrina che noi giovani consideravamo con quella sufficienza presuntuosa che su questo terreno caratterizza il comportamento di ogni generazione nei confronti di quella che immediatamente la precede.<\/p><p>Il positivismo di Modigliani che si sovrapponeva a una pi\u00f9 profonda visione delle cose derivatagli dal marxismo, non offriva per noi altro che motivo di affettuosa polemica.<\/p><p>Ci\u00f2 che ci legava a lui come allievi al maestro era ben altro: era una coscienza morale di irraggiungibile altezza, una bont\u00e0 infinita, una intransigenza esemplare, e soprattutto l\u2019esempio di una vita in perfetta armonia con i fini umani a cui era dedicata.<\/p><p>Il socialismo di Modigliani \u00e8 impulso verso una societ\u00e0 in cui la libert\u00e0 sia la sorella della giustizia.<\/p><p>All\u2019individualismo delle civilt\u00e0 fondate sulla economia capitalistica, Modigliani oppone la solidariet\u00e0 che fiorisce al vertice del sentimento di responsabilit\u00e0 della persona umana.<\/p><p>La stessa lotta delle classi viene cos\u00ec concepita come qualcosa che lungi dallo spezzare il patto di solidariet\u00e0 che deve unire tutte le creature, lo cementa nell\u2019atto stesso in cui gli oppressi, conducendo la loro buona battaglia, anticipano nella loro coscienza l\u2019immagine di un mondo pi\u00f9 giusto ed umano per il cui avvento combattono.<\/p><p>Socialismo quindi che, avendo sempre presente la piena umanit\u00e0 dei suoi fini, non cade nell\u2019errore funesto di ricorrere a mezzi che a quei fini contrastino.<\/p><p>Democratico sar\u00e0 quindi Modigliani in ogni fibra del suo essere, democratico perch\u00e9 uomo libero, democratico perch\u00e9 socialista.<\/p><p>Tutta la sua vita \u00e8 una milizia al servizio di questi princip\u00ee. Il periodo in cui egli entra nell\u2019agone politico \u00e8 dominato dall\u2019illusione dell\u2019indefinito progresso, di quel progresso che non conosce tramonto. Modigliani non partecipa a questa illusione. Modigliani sente, forse prima di ogni altro, avvicinarsi i tempi della bestia che porta sul suo corpo i segni maledetti.<\/p><p>E un giorno del lontano 1914 i fatti si compiono. Il mondo entra in una era terribile da cui, dopo oltre 30 anni, non siamo ancora usciti.<\/p><p>Da questo istante Modigliani trova la sua vocazione vera e riscuote nel suo cuore una volont\u00e0 indomabile che lo guider\u00e0 per tutta la vita. Guerra alla guerra sar\u00e0 la sua parola d\u2019ordine, quella che certo splendeva nel suo spirito ancor lucido, pur nelle ore dell\u2019agonia.<\/p><p>La guerra, quali che siano le sue cause, quali che siano i suoi moventi, \u00e8 il male radicale, il male in s\u00e9, il male assoluto.<\/p><p>Se \u00e8 vero, come diceva Jaur\u00e8s, che il capitalismo porta nel suo grembo la guerra come la nube porta l\u2019uragano, non \u00e8 meno vero che essa \u00e8 generata dalla sua stessa essenza, che essa anticipa nel tempo i motivi che prenderanno inevitabile.<\/p><p>Non baster\u00e0 quindi lottare contro le forme sociali in cui il morbo si annida e da cui trae alimento; bisogner\u00e0 lottare direttamente contro la guerra in s\u00e9, come il chirurgo lotta contro il cancro che distrugge i tessuti sani.<\/p><p>Il positivista Modigliani assume quindi di fronte a questo mostro un atteggiamento che ha, non soltanto nel fervore dell\u2019azione ma anche nella determinazione dei moventi, come un afflato religioso.<\/p><p>In nome del senso storico si potrebbe irridere a questa posizione, se la guerra stessa non ponesse il problema in termini nuovi.<\/p><p>Oggi, nell\u2019atto in cui la guerra, se scoppiasse, distruggerebbe tutta l\u2019umanit\u00e0 ossia la storia umana, c\u2019\u00e8 da chiedersi se il senso storico sia adeguato come criterio di giudizio per qualche cosa che minaccia di trascendere; c\u2019\u00e8 da chiedersi se Modigliani non avesse ragione.<\/p><p>Se quelle posizioni potevano essere irrise ieri, oggi debbono essere considerate da tutti gli uomini di cuore come qualcosa di profondamente vitale, come un fermento risanatore per una umanit\u00e0 che, secondo l\u2019espressione del poeta, appare come uno sciame di assurdi insetti invisibilmente attirati dalla fiamma.<\/p><p>Guerra alla guerra dunque, quali che siano le sue cause, quali che siano i suoi moventi. Ed \u00e8 questa posizione che lo porta a Zimmerwald, dove egli affermer\u00e0 con passione i suoi princip\u00ee.<\/p><p>Se la guerra \u00e8 il male radicale, essa non pu\u00f2 che riprodursi in nuovi mostri, non pu\u00f2 che generare nuove catastrofi che limiteranno sempre pi\u00f9 la zona della vita, sino ad annullarla per sempre.<\/p><p>Chi pensa che la guerra sia la levatrice della storia, sbaglia. La guerra ne \u00e8 l\u2019affossatrice. Se non si uccide il mostro, l\u2019umanit\u00e0, di convulsione in convulsione, precipiter\u00e0 nell\u2019abisso sino al suo annientamento totale.<\/p><p>Il valore di questa posizione veramente religiosa nei confronti della guerra, non si pu\u00f2 quindi commisurare n\u00e9 al criterio storico che spiega i conflitti e neppure allo stesso criterio morale che distingue le guerre giuste dalle guerre ingiuste.<\/p><p>\u00c8 una posizione che nasce da un istinto vitale, il quale sente inaridire le fonti da cui la vita trae alimento. \u00c8 una ribellione contro una storia che distrugge s\u00e9 stessa in nome della ragione storica. \u00c8 il grido di un profeta antico e nuovo contro tutte le guerre, quali che siano i motivi invocati dagli uomini per uccidere altri uomini, sino alla strage totale che farebbe sparire sul nostro pianeta il genere umano.<\/p><p>Al lume di questa posizione fondamentale, tutta la vita di Modigliani appare come una meravigliosa crociata di vita attraverso un mondo che diventa disumano.<\/p><p>L\u2019antifascismo profondo di Modigliani di fronte alla dittatura nata in Italia dalla prima guerra mondiale, si lega quindi a motivi che vanno al di l\u00e0 della politica, che vanno al di l\u00e0 dello stesso principio morale di libert\u00e0.<\/p><p>Il fascismo \u00e8 il mostro generato dalla guerra e come tale porta in s\u00e9 le stigmate di un male radicale.<\/p><p>Nella dittatura, prima di ogni altro, Modigliani presente qualcosa di cadaverico, i cui miasmi grevi soffocheranno il respiro della vita.<\/p><p>Ed \u00e8 notevole che Modigliani, nel periodo di incubazione del fascismo, sorretto da questa sua illuminazione religiosa intorno al significato della guerra come male assoluto, abbia avuto la pi\u00f9 lucida visione del problema politico che travagliava allora l\u2019Italia e che solo dopo 20 anni di prove dolorose fu risolto.<\/p><p>Dove il realismo degli altri sfociava nella concezione puramente economica della lotta di classe, il suo senso religioso della libert\u00e0 lo portava a ficcare lo sguardo pi\u00f9 in fondo e a intendere l\u2019intima sostanza delle cose.<\/p><p>Fu in quel periodo che Modigliani, unico forse fra tutti gli uomini della sinistra socialista, pose di fronte alla coscienza del Paese il problema istituzionale in termini di democrazia repubblicana.<\/p><p>Si fece allora dell\u2019ironia sulla repubblichetta di Modigliani. Ma quelli stessi che allora irrisero a una concezione che pareva inadeguata a seguire lo slancio in avanti del popolo, dovettero, dopo un quarto di secolo di sventure e di lutti, salutare l\u2019avvento della Repubblica come una grande vittoria.<\/p><p>L\u2019assassinio di Matteotti trova Modigliani all\u2019avanguardia contro il fascismo. Egli sar\u00e0 nello stesso tempo il protettore della vedova e dell\u2019orfano, l\u2019accusatore del tiranno, il vindice della giustizia offesa.<\/p><p>Le persecuzioni si fanno pi\u00f9 implacabili: la sua casa \u00e8 devastata, egli stesso \u00e8 minacciato di morte.<\/p><p>Egli continua imperterrito per la sua strada protetto dalla devozione della sua compagna fedele ed \u00e8 pi\u00f9 tardi, quando la partita in Italia sar\u00e0 perduta, che il movimento socialista gli consegner\u00e0 la preziosa bandiera perch\u00e9 la ponga in salvo al di l\u00e0 della frontiera della Patria.<\/p><p>Comincia per Modigliani, all\u2019avanguardia anche in questo, quel lungo e duro esilio che \u00e8 tanta parte della vita di noi in cui veramente si \u00e8 conclusa la sua.<\/p><p>Figlio di una stirpe che conosce da due millenni le amarezze della diaspora, c\u2019\u00e8 chi potrebbe immaginarselo chiuso in un fatalismo doloroso e in un\u2019attesa messianica. Errore. Nessuno di noi ha sofferto, quanto lui, dall\u2019esilio. Nessuno pi\u00f9 di lui ha sentito la separazione dalla Patria come una lacerazione nell\u2019anima e quasi come una amputazione fisica.<\/p><p>Ma nessuno pi\u00f9 di lui ha saputo dissimulare la sua sofferenza con un animo stoico che reagiva al dolore con le risorse dell\u2019ironia e, quando l\u2019ironia non bastava, con quelle di una ricca natura a un tempo aristocratica e plebea in cui vedevi la finezza del gran signore e l\u2019esuberanza beffarda del popolo livornese.<\/p><p>Come in Patria, cos\u00ec nell\u2019esilio il suo pensiero dominante era la guerra. La guerra passata che ha generato la dittatura, e quella che viene, portata in grembo dalla dittatura.<\/p><p>Durante un ventennio, sulla stampa, da tutte le tribune, in tutti i congressi dell\u2019internazionale socialista, in Europa e in America, \u00e8 contro la guerra passata, \u00e8 contro la guerra futura che egli si lever\u00e0 in un atto di accusa tremenda.<\/p><p>Il grande avvocato \u00e8 sempre presente in lui nella tragica causa, che ha come accusato un mostro inafferrabile e come vittima l\u2019umanit\u00e0 tutta intera.<\/p><p>Venti anni di lotta e la causa \u00e8, alla fine, di nuovo perduta. Spunta l\u2019alba tragica del settembre 1939.<\/p><p>Per la seconda volta, nella sua vita, Modigliani sente l\u2019agonia della pace come la sua propria agonia.<\/p><p>Vecchio ormai e stanco, lotta con le forze della disperazione per salvare almeno la bandiera del Partito che gli \u00e8 stata affidata.<\/p><p>Potrebbe recarsi in America dove gli \u00e8 offerto sicuro rifugio; ma si ostina a rimanere in una Francia invasa dalle armate di Hitler, sotto la minaccia continua della tortura e della morte.<\/p><p>Ed \u00e8 soltanto nel 1943 che gli amici fraterni lo circondano, riescono a indurlo a varcare il confine della Svizzera, dove colpito dal male, attender\u00e0 l\u2019epilogo dell\u2019immane tragedia.<\/p><p>Liberato il territorio nazionale, Modigliani rientra in Patria unicamente per morire. Rieletto deputato si trasciner\u00e0 in quest\u2019Aula come per offrire la suprema testimonianza di un moribondo, della devozione che gli uomini liberi devono avere per le istituzioni democratiche.<\/p><p>Il nostro Gruppo parlamentare lo designa suo Presidente ed \u00e8 in questa dignit\u00e0 di nostro fratello maggiore che la morte pietosa lo coglie, troncando la dolorosa agonia.<\/p><p>Modigliani si \u00e8 spento in un tempo in cui la guerra bussa di nuovo alle porte di una umanit\u00e0 che, come Macbeth, ha ancora le mani rosse di sangue.<\/p><p>Spranghiamo la porta e tracciamo sulla sua soglia il pentagramma che arresta gli spiriti malefici. Fuori di metafora, odiamo la guerra con tutte le forze dell\u2019animo nostro e uniamo tutti gli uomini di buona volont\u00e0 in questa passione sacrosanta di pace, che \u00e8 la sola che pu\u00f2 suggerire gli accorgimenti che la fredda politica ignora.<\/p><p>Se un soffio universale di libert\u00e0 e di giustizia non rianima questa umanit\u00e0 che soffoca sotto un destino maledetto, per la terza volta la causa della pace sar\u00e0 perduta e forse sar\u00e0 perduta per sempre.<\/p><p>\u00c8 questo immenso amore della pace tra gli uomini il retaggio che Modigliani ci lascia e che noi tutti dobbiamo raccogliere.<\/p><p>Oggi noi ci inchiniamo sulle fredde ceneri di un uomo che negli ultimi istanti della sua vi fa ha potuto dire di s\u00e9 come Paolo di Tarso: sono giunto al termine della mia corsa. Ho tenuto ferma la mia fede, ho combattuto la buona battaglia, attendo adesso la corona della giustizia.<\/p><p>Lottiamo con tutte le nostre forze per scongiurare la guerra e affrettiamo l\u2019avvento di un mondo in cui l\u2019umanit\u00e0, divenuta giusta con s\u00e9 stessa, sar\u00e0 degna di deporre un serto di gloria sulla fronte dei grandi che hanno combattuto perch\u00e9 non ci fosse tolto il supremo dei diritti: quello di sperare e di credere. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi, nelle nobilissime parole del Presidente, Emanuele Modigliani ha gi\u00e0 trovato, qui, in mezzo a noi, la pi\u00f9 degna commemorazione, e di lui in quest\u2019Aula ha or ora parlato nobilmente anche il collega Saragat. Ma il nostro dolore non pu\u00f2 tacere, anche se sa di non poter trovare in questo momento parole adeguate.<\/p><p>La perdita del nostro caro Modigliani era temuta ogni giorno di pi\u00f9. Stringeva il cuore, vederlo in questi ultimi tempi trascinarsi penosamente a quel banco dove egli sembrava stare a difesa della libert\u00e0, come una croce su la soglia di un luogo che si vuole difendere dal male.<\/p><p>Ci stringeva il cuore, o colleghi, vederlo l\u00ec, non assente col pensiero, ma muto, muto lui, in quest\u2019Aula, dove tante volte la sua eloquenza aveva raggiunto le vette pi\u00f9 eccelse.<\/p><p>Gli si passava vicino, lo si salutava, soffermandosi appena per evitargli l\u2019angoscia di non poter rispondere al saluto; e si vedeva la sua faccia stanca spianarsi ed i suoi occhi illuminarsi di un dolce sorriso. Era poco ma, per noi, era qualche cosa. Era il modo di dare al nostro Modigliani la certezza che continuava per lui tutta la nostra tenerezza.<\/p><p>Ma ora, anche questo, o colleghi, \u00e8 finito; e negli animi nostri vi \u00e8 una grande tristezza. Chi \u00e8 venuto, in giorni ormai lontani, in quella milizia in cui trov\u00f2 Modigliani gi\u00e0 audace e fervido combattente; chi, nel corso del tempo, ha avuto la grande fortuna di lottare al suo fianco; chi, attraverso tanti anni, gli \u00e8 rimasto sempre, anche da lontano, spiritualmente vicino avendo con lui comuni i pericoli, le ansie e le speranze; chi fu legato a lui da una amicizia sorta con la spontaneit\u00e0, con la freschezza di tutti i sentimenti giovanili e che poi si \u00e8 rinsaldata, rinforzata attraverso il tempo e le prove, tanto che neppure un malaugurato dissenso, che per la sua gravit\u00e0 avrebbe potuto annebbiarla, non \u00e8 riuscito a renderla in nulla meno affettuosa e fraterna; come pu\u00f2, in quest\u2019ora, non sentire nell\u2019animo una grande pena?<\/p><p>Onorevoli colleghi, non \u00e8 una debolezza sentimentale se, nel perdere Emanuele Modigliani, a molti di noi \u00e8 sembrato che qualche cosa di noi stessi si perdesse; che con lui dileguasse qualche cosa di noi. E per sempre.<\/p><p>Questi per\u00f2 sono sentimenti personali, che l\u2019Assemblea deve scusare se per un bisogno dell\u2019animo abbiamo manifestato. Ma tutto il gruppo del nostro partito \u00e8 unito e concorde nel rendere questo estremo omaggio alla memoria di chi per la fede comune, per la grande fede socialista, sacrific\u00f2 tutto se stesso. Si pu\u00f2 dire che sacrific\u00f2 la vita, condannandosi all\u2019esistenza pi\u00f9 combattuta, pi\u00f9 triste, pi\u00f9 angosciata e pi\u00f9 amara.<\/p><p>Non credo che sia questa l\u2019ora e non \u00e8 certo questo il luogo di parlare della sua specifica attivit\u00e0 politica, dell\u2019atteggiamento da lui tenuto di fronte alle varie questioni, che si sono presentate nella vita del nostro partito, accennare ai suoi orientamenti ideologici. Non \u00e8 l\u2019ora e non \u00e8 il luogo perch\u00e9, anzitutto, onorevoli colleghi, io sento che qui, nella nostra Aula, quando si rievoca uno dei nostri, non si deve mai dimenticare che siamo in un consesso dove sono rappresentate tutte le idee, le pi\u00f9 diverse, anche le pi\u00f9 opposte.<\/p><p>Esaltare una determinata fede mi sembra che sempre voglia dire, anche non volendo, opporre la nostra fede alla fede altrui. Quello che si pu\u00f2 e si deve esaltare, col consenso di tutti e con lo stesso animo, \u00e8 il modo col quale una idealit\u00e0 politica si \u00e8 servita. E di Emanuele Modigliani si pu\u00f2 qui, nell\u2019Aula dell\u2019Assemblea Costituente, ben ricordare anche quello che il nostro illustre Presidente ha gi\u00e0 ricordato: la difesa che egli sempre fece dell\u2019istituto parlamentare.<\/p><p>Nel corso del tempo, questo istituto potr\u00e0 trasformarsi \u2013 io sono modestamente tra quelli che ritengono che una trasformazione sia necessaria \u2013 ma, badate, finch\u00e9 nulla di diverso esister\u00e0, l\u2019istituto parlamentare sar\u00e0 sempre la base, il fondamento del rispetto di ogni libert\u00e0, di ogni civilt\u00e0. Tale egli lo consider\u00f2 e, perch\u00e9 tale, lo volle difendere ad ogni costo, in mezzo ad ogni difficolt\u00e0, ad ogni pericolo. Egli fu un grande esperto di vita parlamentare. Questa Aula fu il suo campo di battaglia preferito. Egli fu un grande stratega delle battaglie parlamentari. Ma di lui si deve soprattutto ricordare come egli seppe servire l\u2019idea, che lo guid\u00f2 e lo illumin\u00f2 lungo tutta la via: un sacrificio, onorevoli colleghi, assoluto, intero di se stesso; una dedizione \u2013 non vorrei da una parte esagerare, e dall\u2019altra, ridurre il significato d\u2019una cos\u00ec grande parola \u2013 una dedizione da martire, vorrei dire.<\/p><p>Pensate! Col suo ingegno, con la sua cultura, con la sua preparazione, con la sua parola, avrebbe potuto trionfare nell\u2019agone forense, ricevere onori, guadagnarsi una meritata agiatezza di vita. Non lo sedusse nulla; lo sedusse soltanto il grande sogno di servire una grande idea.<\/p><p>E fu cos\u00ec fermo nell\u2019asserire la sua fede socialista, che di fronte al fascismo (il quale, oltre ad essere negazione di socialismo, anzi per essere negazione di socialismo, aveva dovuto anche negare democrazia e libert\u00e0) Egli fu inflessibile e fu, a suo merito fra i pi\u00f9 odiati dal passato regime.<\/p><p>Perseguitato, in ogni modo, in ogni luogo, senza tregua, brutalmente. Ingiuriato, schernito, inseguito, percosso, ferito, esposto pi\u00f9 volte a pericolo di vita. Ma la sua fede sembrava quasi rafforzarsi ad ogni nuovo assalto e divenire a lui, per ogni nuovo pericolo e ogni nuovo dolore, pi\u00f9 cara.<\/p><p>Tutta la sua vita fu una sola battaglia, Ma la vita fu ingiusta verso di lui cos\u00ec giusto; una fortuna sola ebbe, una di quelle fortune che non hanno nome e che forse non si riesce mai a misurare: l\u2019amore di una donna che fu il suo sostegno, la sua difesa, il suo scudo morale e persino in qualche evento, di fronte alla teppaglia fascista, anche materialmente il suo scudo. Ma, tolta questa grande fortuna, poche gioie conobbe: la vita fu aspra, fu amara e cattiva con lui e tuttavia non riusc\u00ec, onorevoli colleghi, a renderlo meno buono, perch\u00e9 una delle sue pi\u00f9 grandi virt\u00f9 fu una immensa bont\u00e0. Combatt\u00e9 tante cose, forse odi\u00f2 molte cose, ma non volle mai male a nessuno. Questa, forse, la pi\u00f9 grande delle sue grandezze ed \u00e8 questo il perch\u00e9 a compiangerlo siamo uomini anche di opposte ideologie. L\u2019attivit\u00e0 politica pu\u00f2 e deve essere diversamente apprezzata; dagli uni esaltata, combattuta dagli altri, ma vi sono dei complessi di virt\u00f9 dinanzi ai quali le differenze ideologiche e le differenze di fede scompaiono, cancellate, travolte tutte da un grande sentimento di ammirazione. \u00c8 per questo che, se io non m\u2019inganno, non certo per merito delle nostre povere parole, ma per merito dell\u2019uomo che rievochiamo, in quest\u2019ora, in quest\u2019Aula in cui, non per colpa di alcuni, ma per necessit\u00e0 di cose, non frequenti sono i consensi e spesso aspri sono i contrasti, mi sembra che aleggi una diffusa mestizia a cui nessuno pu\u00f2 sottrarsi, e che tutti gli animi assiema ed affratella.<\/p><p>Benedette siano queste figure umane di eccezione che in vita seppero esser tali che, morendo, le accompagna un rimpianto che tutti rattrista, ma di una tristezza che ci rende un po\u2019 migliori. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MOL\u00c8. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOL\u00c8. Non \u00e8 volont\u00e0 di prolungare una commemorazione cos\u00ec dolorosa, che pu\u00f2 avermi indotto a parlare, a nome mio e dei miei amici. Alcuni di noi vissero gli anni della giovinezza lontana in consuetudine di pensiero e di vita con l\u2019uomo che oggi piangiamo: cos\u00ec che a noi pare che con lui scompaia qualcosa di noi, forse la parte migliore: la stessa poesia della giovinezza lontana. Non \u00e8 volont\u00e0 di prolungare una cos\u00ec dolorosa commemorazione che dunque c\u2019induce a parlare.<\/p><p>I morti restano nel ricordo di quelli che sopravvivono, non per il numero delle parole e per l\u2019ampiezza delle celebrazioni, ma per quello che furono, per quello che hanno fatto, per l\u2019eredit\u00e0 che lasciano di insegnamenti e di opere.<\/p><p>E di quello che fu Modigliani, nella nostra vita politica; di quel che oper\u00f2 nel periodo pi\u00f9 oscuro e tormentoso della nostra storia civile: di lui, socialista, rappresentante del popolo, combattente della libert\u00e0 in Patria e fuori; della sua odissea aspra e tempestosa di profugo che divise con colei che mai da lui non fu divisa il pane salato dell\u2019esilio e della miseria, hanno detto i colleghi che mi han preceduto: l\u2019onorevole Saragat, dando di scorcio la visione complessiva di quello che fu il suo pensiero politico, l\u2019amico Targetti tracciando l\u2019immagine morale dell\u2019uomo.<\/p><p>Una sola cosa io vi dir\u00f2. Emanuele Modigliani fu onore del socialismo italiano. Ma tutti i partiti possono onorarsi di lui, perch\u00e9 chi fa della vita politica una severa milizia, chi offre l\u2019esempio di una perfetta coerenza di pensiero e di azione, chi affronta persecuzioni, pericoli, miseria, sacrificio per servire una idea, chi pu\u00f2 dire morendo, come Spinoza, che la sua eredit\u00e0 \u00e8 una riconferma dell\u2019Etica, esula dai confini di una formazione politica e personifica i valori religiosi della vita.<\/p><p>Nulla dunque da aggiungere alla commossa celebrazione che, con unanime consenso, il Parlamento fa di Colui che lo difese a viso aperto. Noi uniamo a questo accorato cordoglio il nostro accorato rimpianto.<\/p><p>Ma nel nostro rimpianto vi \u00e8 una vena di amarezza perch\u00e9 non sappiamo tacere una protesta, ahim\u00e8 quanto vana! Contro l\u2019iniquit\u00e0 del destino che ha concluso la vita di Modigliani.<\/p><p>Il destino fu per lui beffardo ed ostile.<\/p><p>La sua morte \u00e8 di ieri. Ieri si \u00e8 conchiuso il Suo ciclo e si \u00e8 spenta l\u2019ultima luce che si era raccolta negli occhi. Ma la morte era cominciata da quando il morbo gli aveva suggellato sulle labbra la parola; quella libera parola, fatta di potenze, di finezze, di passione e di impeti, che non era riuscita a soffocare la tirannide e che era stato lo strumento della sua lotta, l\u2019arma del suo dominio. Cos\u00ec lentamente era costretto a morire giorno per giorno, ora per ora, spettatore e vittima della sua stessa tragedia \u2013 la pi\u00f9 terribile tragedia che possa colpire gli uomini di pensiero: la tragedia del pensiero che pensa e non si esprime, la tragedia del pensiero che permane lucido e vivo ma \u00e8 imbrigliato e incatenato dalla impossibilit\u00e0 dell\u2019espressione. Questo martirio \u00e8 durato due anni.<\/p><p>Noi lo vedemmo qualche volta aggirarsi in quest\u2019Aula, testimone del suo glorioso passato, come l\u2019ombra di se stesso, come un\u2019ombra che cercasse in quest\u2019Aula se stesso e gli echi del suo passato! Ma, estraniato dalle moltitudini, che lo amavano e che erano la vocazione del suo pi\u00f9 grande amore, egli dovette recludersi in solitudine. E in solitudine attese la morte.<\/p><p>Che ieri \u00e8 giunta per lui, finalmente, liberatrice.<\/p><p>Non cos\u00ec, non cos\u00ec doveva finire, inerte e muto, con la parola spenta o gorgogliante nella gola, questo grande signore della parola che aveva osato levarsi in nome di tutte le libert\u00e0 contro tutte le tirannie. Non cos\u00ec, non cos\u00ec doveva finire questo dominatore di Assemblee, capace da solo di tenere in iscacco una maggioranza e di mettere in minoranza un Governo. Egli meritava altra sorte. A questo povero inerme e glorioso che nella parola aveva la sua unica potenza e la sua grande ricchezza, il destino beffardo ed iniquo non doveva togliere, non poteva togliere, dopo tanto soffrire, la sua sola potenza, la sua sola ricchezza. Questo grande lottatore meritava di finire come il gladiatore sul terreno.<\/p><p>Cos\u00ec, cos\u00ec doveva morire Emanuele Modigliani: in piedi \u2013 combattendo fulminato, folgorato nella pienezza della sua eloquenza \u2013 non vuotato, impoverito, assottigliato, mutilato dal male della carne miserabile che soffoca la voce del pensiero e spegne la luce divina dello spirito.<\/p><p>\u00c8 questo senso di ribellione che aggrava il nostro rimpianto e rende pi\u00f9 cocente il nostro dolore.<\/p><p>Ma Emanuele Modigliani non muore tutto quanto, se lascia tanta eredit\u00e0 di insegnamento e di opere.<\/p><p>Egli lascia, soprattutto, a noi la sua fede e la sua idea: la consegna di continuare come un sacro mandato, con la sua fede e la sua idea, l\u2019opera cui dedic\u00f2 tutta la vita: questa opera per la libert\u00e0 umana e per la giustizia sociale: la meta, Egli disse, verso cui va inesorabilmente la storia, la meta \u2013 noi ripetiamo con Lui \u2013 verso cui andr\u00e0 inesorabilmente la storia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Porto l\u2019adesione commossa del Gruppo parlamentare liberale alla solenne, doverosa, adeguata commemorazione di Giuseppe Emanuele Modigliani.<\/p><p>Prima il nostro Presidente, poi chi pi\u00f9 ne aveva il diritto, il dovere e l\u2019autorit\u00e0 e poi anche gli altri oratori hanno di gi\u00e0 ricordato la fede, i sentimenti, i meriti, le qualit\u00e0 e la multiforme attivit\u00e0 politica di Giuseppe Emanuele Modigliani con le grandi lotte, le grandi battaglie da lui sostenute per il trionfo della civilt\u00e0 e della giustizia. Noi, radicali e liberali, seguimmo tutta quanta l\u2019opera sua con simpatia e con ammirazione, ed anche con l\u2019animo aperto a tutte le idealit\u00e0 democratiche, a tutte le rivendicazioni sociali.<\/p><p>Io desidero per\u00f2 ricordare soltanto, che qui abbiamo conosciuto l\u2019insigne parlamentare, abbiamo ammirato il campione invitto del socialismo, ma bisogna pur dire che l\u2019attivit\u00e0 di Emanuele Modigliani si svolgeva anche mirabile in altri campi, poich\u00e9 egli era un illustre professionista, uno dei pi\u00f9 grandi avvocati penali d\u2019Italia. Mi piace poi, rievocarlo in questo momento come ancora ci pare di rivederlo, nei suoi momenti migliori, specialmente durante il periodo della prima guerra mondiale, quando in quest\u2019Aula appariva veramente come un dominatore, un dominatore nell\u2019aspetto, un dominatore nell\u2019atteggiamento, nel gesto, nella parola travolgente e formidabile.<\/p><p>Quindi vennero le persecuzioni, poi venne l\u2019esilio, vennero i dolori che fiaccarono il gagliardo e robusto organismo, e poi venne la libert\u00e0, venne il suo ritorno in Patria, il suo ritorno nell\u2019Aula, in quest\u2019Aula dei suoi grandi trionfi: ma il gigante, purtroppo, era abbattuto.<\/p><p>Per\u00f2, anche quando egli si trascinava sorretto da qualche collega o anche da qualche usciere, poggiato sul suo bastoncello, noi notavamo che negli occhi gli brillavano sempre la stessa fede, gli stessi sentimenti che accoglieva nell\u2019anima, quando era un dominatore, quando era un gigante.<\/p><p>Mentre ora vivamente commossi ci raccogliamo nel dolore per la sua dipartita, che pur non era assolutamente imprevista, io non credo di aggiungere altro a quanto di lui \u00e8 stato di gi\u00e0 detto. Non vi \u00e8 bisogno di molte parole per commemorare Modigliani, perch\u00e9 egli appartiene indiscutibilmente a quella fulgida schiera di grandi figure parlamentari che hanno onorato l\u2019Italia e che, anche attraverso gli anni, non potranno mai essere dimenticate! (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Dinanzi alla maest\u00e0 della morte, onorevoli colleghi, inadeguate ed esteriori appaiono anche le parole dettate dal pi\u00f9 profondo e sincero sentimento. Ma non pu\u00f2 mancare, dinanzi alla scomparsa di Emanuele Modigliani, n\u00e9 l\u2019omaggio commosso e riverente di tutto il nostro Gruppo, n\u00e9 l\u2019espressione mia personale che mi associa cos\u00ec profondamente a tanto rimpianto.<\/p><p>Emanuele Modigliani \u00e8 stato un lottatore aperto, leale, impetuoso per la sua fede, fin dai tempi lontani in cui gli uomini della mia generazione cercavano faticosamente, ma ardentemente, di avvicinare la loro fede religiosa al primo anelito di liberazione delle classi lavoratrici. In quel primo affermarsi della Democrazia cristiana, che schier\u00f2 i pi\u00f9 ardenti e consapevoli di noi a lato delle aspirazioni e delle rivendicazioni di libert\u00e0, io fui vicino ad Emanuele Modigliani, anche per l\u2019attivit\u00e0 che egli svolgeva nella sua Livorno, fui tra coloro che esperimentarono in quel suo temperamento positivista quanto poteva l\u2019idealismo di una fede, che lo conduceva a rispettare altamente tutte le altre fedi sinceramente professate e lo rendeva araldo di libert\u00e0 e di democrazia, anche nel periodo nel quale l\u2019atmosfera arroventata della guerra mondiale, sembrava portare le folle lavoratrici verso forme di intolleranza o di violenta opposizione ad ogni altra idea che non fosse la loro.<\/p><p>Egli combatt\u00e9 due lotte elettorali e io lo ebbi, noi lo avemmo avversario leale ed aperto, ma rispettoso di ogni forma di libert\u00e0; ed imparammo a conoscere in lui quella cui i colleghi che hanno parlato prima di me hanno fatto cenno e che egli ebbe in altissima misura, cio\u00e8 la grande bont\u00e0, quella bont\u00e0 che lo rendeva istintivamente vicino ad ogni causa di giustizia e lo faceva sentire fraterno in ogni sofferenza e in ogni miseria.<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec che, senza retorica, pensando a lui, pensando alla forma altamente ideale con cui si combattevano le campagne politiche di una volta, non credo sia esagerato definirlo \u2013 come vorrei definirlo chiudendo queste mie brevi parole \u2013 cavaliere dell\u2019umanit\u00e0. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MASTROJANNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTROJANNI. Onorevoli colleghi! La morte di Emanuele Modigliani non tanto ci sorprende, quanto ci addolora. L\u2019et\u00e0 veneranda, nel fragile corpo, da tempo aggredito dal male, pi\u00f9 non consentiva umane speranze risolutive. Tuttavia la morte che sempre rende pensosi, tanto pi\u00f9 ci fa meditare quando, come questa volta, chiude la vita di un uomo, il cui nome \u00e8 assurto a simbolo di libert\u00e0.<\/p><p>Quando piccoli uomini, investiti del mandato parlamentare, intimiditi dalla boriosa tracotanza del dittatore, supinamente piegarono la bandiera della libert\u00e0, qui, Emanuele Modigliani, solo tra pochi, lev\u00f2 alta e solenne la sua protesta ammonitrice. Qui Emanuele Modigliani sciolse il pi\u00f9 grande inno alla libert\u00e0.<\/p><p>Noi non possiamo dimenticare ci\u00f2; noi ci inchiniamo reverenti di fronte a uomo s\u00ec grande, a uomo, il quale non \u00e8 morto. Egli vive perennemente nei nostri cuori; egli vive per tutte le generazioni future che saranno illuminate dalla sua memoria, per tutti i supremi beni dello spirito. A nome del Gruppo parlamentare dell\u2019Uomo Qualunque, esprimo il pi\u00f9 profondo cordoglio. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Dopo cos\u00ec ardenti rievocazioni, mi sia consentito, a nome del nostro Gruppo e di coloro i quali composero il movimento di \u00abGiustizia e Libert\u00e0\u00bb, intorno a cui Modigliani visse per circa quindici anni, recare una parola di saluto.<\/p><p>Noi sentiamo che, pi\u00f9 che ai partiti ed alle correnti politiche, le grandi anime \u2013 e Modigliani fu una grande anima \u2013 appartengono all\u2019umanit\u00e0. Io voglio di lui ricordare soltanto la semplice, eroica serenit\u00e0 con la quale sempre, in ogni momento, seppe affrontare i rischi e i pericoli che il fascismo, attraverso le sue persecuzioni e le sue polizie \u2013 tre polizie \u2013 lo colp\u00ec. Aggiungo che egli tent\u00f2 il passaggio (e vi riusc\u00ec) in Svizzera, perch\u00e9 il passare era ugualmente rischioso quanto il rimanere.<\/p><p>Io voglio anche portare, a nome del nostro Gruppo e principalmente a nome della vecchia famiglia di \u00abGiustizia e Libert\u00e0\u00bb nella quale Carlo Rosselli era verso Modigliani come un figliolo \u2013 alla compagna di Modigliani, Vera Modigliani, l\u2019espressione del nostro affetto e della nostra devozione.<\/p><p>Credo che pi\u00f9 degnamente non era possibile scolpire la devozione, la coerenza che questa fedele, coraggiosa compagna mantenne in tutta la sua vita, delle parole che essa volle mettere come prefazione alla dedica del libro dell\u2019esilio, che ricorda gli anni dal 1926 alla liberazione dell\u2019Italia, cos\u00ec semplicemente concepita: <em>Ubi tu Caius et ego Caia<\/em>. Dovunque tu sia e comunque tu sia, al tuo fianco io, la tua compagna.<\/p><p>\u00c8 un simbolo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRIECO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRIECO. Il Gruppo comunista si associa al profondo tributo di cordoglio dell\u2019Assemblea per la morte del grande tribuno Giuseppe Emanuele Modigliani. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SARDIELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SARDIELLO. Il Gruppo parlamentare repubblicano si associa a questa rievocazione di Giuseppe Emanuele Modigliani.<\/p><p>Non ripeter\u00f2, in nome dei miei amici di Gruppo, le alte parole pronunciate dai precedenti oratori, ma il Partito repubblicano italiano non pu\u00f2, non vuole dimenticare che Giuseppe Emanuele Modigliani, nato alla lotta politica nell\u2019atmosfera grande e luminosa delle battaglie per le rivendicazioni sociali, ebbe sempre una particolare sensibilit\u00e0 per i problemi pi\u00f9 strettamente politici, per le battaglie dirette alla conquista dei diritti politici del popolo. E fu assertore magnifico e tra i pi\u00f9 forti sostenitori del suffragio universale. E quando drammatici eventi, parvero dare veramente una grande espressione sintetica di certe leggi profonde della storia, mostrando che alle conquiste sociali \u00e8 mezzo potente la conquista del diritto politico, Giuseppe Emanuele Modigliani naturalmente, fu tra gli assertori pi\u00f9 vivi, pi\u00f9 alti e costanti dell\u2019idea e delle istituzioni repubblicane.<\/p><p>Per questo suo atteggiamento di pensiero politico, che egli nella realt\u00e0 concret\u00f2 in una perenne simpatia (animata dalla visione di una lunga, perseverante battaglia da sostenere insieme) verso il Partito repubblicano; in nome di questi ricordi, il Gruppo parlamentare repubblicano partecipa alla commozione di tutta l\u2019Assemblea in quest\u2019ora di profonda tristezza. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Ministro delle poste e telecomunicazioni.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Ministro delle poste e telecomunicazioni.<\/em> Il Governo si associa con cuore commosso alle meritate onoranze che sono state rese da questa Camera, con la voce di uomini autorevoli dei vari partiti, alla memoria del grande parlamentare onorevole Modigliani.<\/p><p>\u00c8 una delle fortune del nostro sistema politico di potere spesso onorare questi uomini superiori, che si ergono al disopra di ogni divisione e che con la loro altezza morale personificano quell\u2019ideale di libert\u00e0, che costituisce il patrimonio comune di tutti gli uomini che credono nel regime democratico. Per questi ideali il Nostro ha tanto sofferto nella sua esistenza.<\/p><p>Io che ho avuto l\u2019onore di sedere in questa Aula per tre legislature, prima dell\u2019avvento del fascismo, e che ho partecipato con l\u2019onorevole Modigliani ad una delle pi\u00f9 belle battaglie che siano state combattute in difesa della libert\u00e0 \u2013 la battaglia dell\u2019Aventino \u2013 io ho sempre ammirato questa splendida figura di uomo realmente superiore, di grande parlamentare, il quale non era solo antifascista per ragioni politiche, ma soprattutto, o signori, era antifascista per ragioni morali, io ho il dovere in quest\u2019ora di riconoscere la superiorit\u00e0 di questo uomo. Egli nella lotta contro il fascismo vedeva soprattutto il dovere di tutti gli uomini onesti di combattere una dottrina che voleva vincere l\u2019avversario, non con la persuasione e la vittoria del numero, ma con la violenza sopraffattrice.<\/p><p>Ed io ricordo che, quando fu certo ormai, che Giacomo Matteotti era stato trucidato dai fascisti e che la responsabilit\u00e0 del Governo di allora era evidente, l\u2019onorevole Modigliani fu uno di quelli che pi\u00f9 fermamente sostennero che noi dell\u2019opposizione non potevamo pi\u00f9 rimanere in quest\u2019Aula, perch\u00e9 una barriera incolmabile erasi creata tra noi e la maggioranza.<\/p><p>Il suo antifascismo era basato su questa ripugnanza morale e noi condividevamo il suo retto pensiero. Egli aveva il culto del Parlamento e capiva che ogni offesa rivolta a questo Istituto, palladio di tutte le libert\u00e0, era un\u2019offesa rivolta alla libert\u00e0 del cittadino, alla tolleranza verso tutte le opinioni, alla difesa della dignit\u00e0 e della personalit\u00e0 umana.<\/p><p>Campione della libert\u00e0, difensore del Parlamento, quest\u2019uomo, che tanto sofferse nel lungo esilio, era tornato fra noi ormai vecchio e ammalato; e noi che lo avevamo conosciuto forte, fiero, virilmente pugnace, soffrivamo spesso vedendolo nelle condizioni fisiche in cui egli era. Ma non pensavamo che cos\u00ec presto egli ci fosse rapito.<\/p><p>\u00c8 per questo che, finch\u00e9 ci sar\u00e0 al mondo il culto per la libert\u00e0, finch\u00e9 vi sar\u00e0 al mondo un Parlamento da difendere, finch\u00e9 vi saranno uomini pronti a dare per la libert\u00e0 anche la vita, il nome di Giuseppe Emanuele Modigliani sar\u00e0 sempre onorato nei secoli. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Penso che sia opportuno, onorevoli colleghi, ricordare brevemente l\u2019ultima seduta nella quale abbiamo discusso in ordine al progetto costituzionale e abbiamo correlativamente votato.<\/p><p>Nella seduta scorsa, dedicata al progetto costituzionale, dopo aver udito lo svolgimento degli ultimi due emendamenti che si riferivano ad un modo complementare di formazione del Senato per mezzo di alcune nomine dall\u2019alto e di alcuni posti da ricoprire per cariche, siamo passati all\u2019esame del modo di votazione e ci siamo trovati di fronte due ordini del giorno.<\/p><p>I due ordini del giorno erano stati presentati rispettivamente dall\u2019onorevole Lami Starnuti e da altri colleghi, e dall\u2019onorevole Nitti e da altri colleghi.<\/p><p>I due ordini del giorno ponevano nettamente il problema della formazione del Senato della Repubblica sulla base del suffragio universale e diretto, ma l\u2019uno col sistema proporzionale, l\u2019altro invece col sistema uninominale.<\/p><p>Si \u00e8 svolta una lunga discussione procedurale, perch\u00e9 alcuni colleghi sostenevano che non si potessero mettere in votazione gli ordini del giorno prima della votazione degli emendamenti.<\/p><p>Dopo quella lunga discussione procedurale, essendo stato accettato da tutti il criterio che si procedesse alla votazione degli ordini del giorno, alcuni colleghi hanno per\u00f2 ritenuto opportuno che ai due ordini del giorno gi\u00e0 presentati se ne aggiungesse un altro che affermasse un nuovo e diverso principio. E precisamente quello della elezione indiretta, di secondo grado.<\/p><p>\u00c8 sufficiente che i colleghi rileggano, non il sommario, ma il resoconto stenografico di quella seduta, per constatare come l\u2019ordine del giorno che chiamer\u00f2 Perassi, sebbene presentato da altri colleghi che hanno per\u00f2 in esso ripreso il contenuto di un emendamento Perassi \u2013 mirava essenzialmente a fissare questo principio in ambedue i settori elettorali che quest\u2019ordine del giorno proponeva per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. E cio\u00e8, un primo settore costituito dalla Assemblea regionale, e un secondo settore costituito da elettori di secondo grado che avrebbero dovuto essere eletti secondo un sistema particolare.<\/p><p>Si \u00e8 proceduto alla votazione, che, come i colleghi ricordano, \u00e8 stata fatta per divisione, e si \u00e8 votato contemporaneamente sopra le due parti dell\u2019ordine del giorno Perassi.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha respinto a maggioranza sia la prima che la seconda parte di questo ordine del giorno.<\/p><p>Questo \u00e8 il punto a cui si \u00e8 giunti. Si tratta quindi, adesso, di passare alla votazione di uno degli altri due ordini del giorno. Se l\u2019ordine del giorno Perassi, che portava, fra le altre, la firma dell\u2019onorevole Uberti, avesse avuto la maggioranza, gli ordini del giorno dell\u2019onorevole Lami Starnuti e dell\u2019onorevole Nitti sarebbero decaduti. Poich\u00e9 quel primo ordine del giorno \u00e8 stato respinto, dobbiamo porre adesso alla prova della votazione gli altri due ordini del giorno. Si tratta di stabilire quale di questi debba avere la precedenza. Rammento che nella lunga discussione svoltasi nella ultima seduta dedicata al problema costituzionale, i presentatori di questi due ordini del giorno, gli onorevoli Nitti e Lami Starnuti, non contesero sulla precedenza. Ciascuno di questi ordini del giorno contrappone all\u2019altro un sistema elettorale; ed \u00e8 evidente che i colleghi non voteranno per l\u2019uno o l\u2019altro perch\u00e9 \u00e8 per primo posto in votazione, ma voteranno in relazione al modo con cui giudicano i due sistemi. L\u2019onorevole Lami Starnuti aveva accennato, comunque, nel corso di quella lunga discussione, che egli accettava senz\u2019altro che si desse la precedenza all\u2019ordine del giorno Nitti. Credo perci\u00f2, che il primo ordine del giorno da mettere in votazione sia quello a firma dell\u2019onorevole Nitti. Quest\u2019ordine del giorno \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che il Senato sar\u00e0 eletto con suffragio universale diretto col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>\u00abNitti, Rubilli, Persico, Laconi, Gullo Fausto, Quintieri Quinto, Nasi, Bozzi, Grieco, Togliatti, Cifaldi, Reale Vito, Vigna, Mol\u00e8, Perrone Capano, Basile, Russo Perez, Dugoni, Coletto\u00bb.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. L\u2019onorevole Presidente ha richiamato le condizioni nelle quali sono avvenute nella seduta ultima in materia costituzionale le votazioni sull\u2019ordine del giorno di cui ha fatto cenno. Sembra che da qualche espressione usata dall\u2019onorevole Presidente, a quest\u2019ordine del giorno si crede di poter attribuire una portata che a mio avviso non pu\u00f2 avere. Io ricordo che in quella seduta l\u2019onorevole Fabbri aveva prospettato l\u2019opportunit\u00e0 che l\u2019Assemblea fosse consultata su dei princip\u00ee di ordine generale. Questa proposta non ebbe seguito. In realt\u00e0 si venne alla votazione su quest\u2019ordine del giorno che porta la mia firma. Ora, a me pare che l\u2019Assemblea non pu\u00f2 attribuire a quest\u2019ordine del giorno se non un valore strettamente attinente a quanto in esso si dice. In altri termini l\u2019Assemblea non ha approvato due formule concretissime e cio\u00e8 l\u2019elezione di tre senatori per ciascuna Regione da parte del Consiglio regionale e l\u2019elezione \u2013 che \u00e8 la seconda formula concreta \u2013 del resto, per ciascuna Regione, attraverso un procedimento di elezione di secondo grado. A mio avviso quest\u2019ordine del giorno importa semplicemente che l\u2019Assemblea non ha votato quelle due formule concrete. Non si pu\u00f2 adesso attribuire ad esso una portata maggiore. Devo quindi fare ogni pi\u00f9 ampia riserva circa qualsiasi altra interpretazione dell\u2019ordine del giorno. A mio avviso esso non preclude che le questioni che sono state concretamente poste con quella formula possano essere esaminate dall\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che l\u2019interpretazione di. ogni votazione fatta dall\u2019Assemblea non debba basarsi puramente sull\u2019esame schematico del documento votato, ma anche su tutte le discussioni che ne hanno accompagnato la presentazione e preceduta la votazione; in questo senso, poco fa, ho detto che la semplice consultazione del processo verbale della seduta pomeridiana di gioved\u00ec 25 settembre 1947 avrebbe fornito lumi a tutti i deputati, e avrebbe \u2013 lo speravo \u2013 evitato una inutile discussione sull\u2019argomento. In questo processo verbale si legge che, dopo che io stesso avevo preannunciato l\u2019esistenza di due ordini del giorno che sarebbero stati posti in votazione, l\u2019onorevole Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione, ha fatto presente che sarebbe stato necessario stabilire prima, se la composizione del Senato, dovesse essere unica o lasciata in parte ai Consigli regionali; e su questa proposta dell\u2019onorevole Ruini si \u00e8 sviluppata poi, tutta la discussione successiva.<\/p><p>In questa prese immediatamente la parola l\u2019onorevole Piccioni, facendo per l\u2019appunto rilevare che se attraverso l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti si proponeva il collegio uninominale ed attraverso l\u2019ordine del giorno Lami Starnuti si proponeva il suffragio con la proporzionale, c\u2019era un terzo sistema \u2013 diceva letteralmente l\u2019onorevole Piccioni \u2013 che attraverso la discussione ha raccolto vasti consensi, ed \u00e8 quello appunto contenuto nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perassi contemplante l\u2019elezione di secondo grado. Ecco la base delle decisioni dell\u2019Assemblea. L\u2019ordine del giorno Perassi, infatti, non proponeva semplicemente due modi concreti nei quali il sistema elettorale di secondo grado avrebbe potuto tradursi quando l\u2019Assemblea avesse votato in principio il sistema di secondo grado.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno Perassi, che portava appunto anche la firma dell\u2019onorevole Piccioni, ha voluto significare contrapporre alle elezioni con il collegio uninominale e alle elezioni con la proporzionale un terzo sistema che attraverso la discussione, come ci ha detto l\u2019onorevole Piccioni, aveva raccolto vasti consensi; ed era quello delle elezioni di secondo grado.<\/p><p>Mi pare che sia da questo punto, \u00e8 solo da questo punto di vista che noi dobbiamo valutare la votazione avvenuta; e se poi volessi aggiungere ancora un commento chiarificatore, potrei richiamare ci\u00f2 che l\u2019onorevole Lussu ha detto.<\/p><p>Anche l\u2019onorevole Lussu, invitando i colleghi a trasformare l\u2019emendamento Perassi in un ordine del giorno, ha detto: \u00ab\u00c8 bene che l\u2019Assemblea abbia cos\u00ec di fronte a s\u00e9 i tre schemi\u00bb.<\/p><p>Mi pare che ogni ulteriore discussione di fronte alle dichiarazioni espresse di coloro che si sono fatti sostenitori dell\u2019ordine del giorno Perassi sia evidentemente del tutto inutile.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha votato un ordine del giorno che proponeva: 1\u00b0) il sistema indiretto di elezione; 2\u00b0) la devoluzione all\u2019Assemblea regionale di una parte dei senatori che dovevano essere eletti dalle singole Regioni.<\/p><p>Queste due posizioni di principio sono state respinte tutte e due dall\u2019Assemblea, e non per nulla si \u00e8 chiesto che la votazione avvenisse per divisione: proprio perch\u00e9 poteva avvenire che l\u2019Assemblea accettasse il principio della elezione diretta, ma respingesse il settore elettorale dell\u2019Assemblea regionale, come poteva invece avvenire che l\u2019Assemblea accettasse di deferire all\u2019Assemblea regionale una parte dei senatori da eleggere, pur riservando all\u2019altra parte dei senatori da eleggersi, un sistema elettorale che fosse diretto e non indiretto.<\/p><p>I due princip\u00ee sono stati posti separatamente e separatamente sono stati chiariti; l\u2019Assemblea ha risposto.<\/p><p>Mi pare, pertanto, che l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Perassi non abbia validit\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Io mantengo la mia riserva.<\/p><p>COSTANTINI. Vi sono altri ordini del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Ve ne sono altri due e bisogna passare alla loro votazione. Indipendentemente da ogni commento sopra la votazione avvenuta, \u00e8 chiaro che, avendo tre ordini del giorno, avendo dato, per transazione, direi, lodevole da parte di certi settori dell\u2019Assemblea, il consenso che l\u2019ordine del giorno presentato per ultimo fosse votato per primo, non resta che votare gli altri due.<\/p><p>Rammento che nella introduzione alla votazione delle scorse sedute ho fatto rilevare che la votazione degli ordini del giorno devono precedere, a tenore del Regolamento, anche perch\u00e9 influiscono, a seconda del senso, in un modo o nell\u2019altro, sugli emendamenti presentati, o facendoli decadere o provocando la presentazione di emendamenti ad emendamenti. Comunque, ripeto che mi pare pacifico che, votato il primo ordine del giorno, bisogna passare alla votazione degli altri due successivi, ed avvenuta questa votazione, passare agli emendamenti.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo porre in votazione il seguente ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Nitti e da altri:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che il Senato sar\u00e0 eletto con suffragio universale e diretto, col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>\u00c8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Sicigliano, Molinelli, Minio, Lombardi Carlo, Rossi Maria Maddalena, Pellegrini, Bardini, Cremaschi Olindo, Grieco, Bucci, Bernamonti, Bianchi Bruno, Flecchia, Ferrati, Lozza, Laconi, Dozza, Bibolotti, Mezzadra, Fiore, Rubilli, Bozzi, Badini Confalonieri, Morelli Renato, Cortese, Villabruna, Gasparotto, Paratore.<\/p><p>Procediamo alla votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano voti<\/em>).<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 371<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 186<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 190<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Clerici \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Cortese \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Cuomo.<\/p><p>D\u2019Amico \u2013 De Filpo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo\u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Marezza \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinaro \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 \u00a0Mattei Teresa \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Monticelli \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignatari \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pratolongo \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rubilli \u2013 Ruggieri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Sardiello \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scocci-marro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega <em>\u2013<\/em> Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Volpe.<\/p><p>Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Angelini.<\/p><p>Cairo \u2013 Carmagnola \u2013 Cevolotto.<\/p><p>De Vita \u2013 Dugoni.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Martino Enrico \u2013 Martino Gaetano.<\/p><p>Perrone Capano \u2013 Porzio.<\/p><p>Russo Perez.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 55 nei suoi vari capoversi in relazione agli emendamenti che sono stati svolti nel corso della discussione e che sono compatibili con le votazioni sino a questo momento eseguite dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Pregherei il Presidente della Commissione, onorevole Ruini, di dire se dobbiamo attenerci, per l\u2019esame degli emendamenti, al testo stampato ovvero al testo cos\u00ec come \u00e8 stato redatto nell\u2019ultima riunione del Comitato di redazione e che mi ha comunicato in visione nell\u2019ultima seduta.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevole Presidente, quel testo era stato concordato condizionatamente, nel senso che alcune delle correnti rappresentate nel Comitato avevano dichiarato di aderirvi soltanto nel caso che fosse stato approvato il primo comma dell\u2019articolo 55: \u00abLa Camera dei Senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb. Non essendo stato ancora approvato questo comma, il testo nuovo non pu\u00f2 essere considerato come nuovo testo di Commissione ed assunto a base di discussione.<\/p><p>Resta ora da vedere la questione sollevata come riserva dal collega Perassi, se si possa, malgrado la reiezione del suo ordine del giorno, procedere alla votazione del comma. Mi sembra che giudice in tale questione, trattandosi di interpretare una sua deliberazione gi\u00e0 presa, debba essere l\u2019Assemblea.<\/p><p>Se l\u2019Assemblea decider\u00e0 in tal senso, e se sar\u00e0 approvato il primo comma, allora il Comitato far\u00e0 formalmente suo il testo concordato.<\/p><p>PRESIDENTE, Pregherei l\u2019onorevole Perassi, il quale ha fatto una riserva prima che si passasse alla votazione or ora conclusa, di esprimere quanto egli pensa in proposito.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Ringrazio l\u2019onorevole Presidente per avermi dato la possibilit\u00e0 di far conoscere il mio pensiero.<\/p><p>Per essere chiaro, osservo anzitutto che quel famoso ordine del giorno, che \u00e8 stato sottoposto all\u2019Assemblea nella precedente seduta, ha la sua origine in un emendamento che avevo proposto, emendamento che riguardava esclusivamente l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo proposto dalla Commissione. Per conseguenza nel mio pensiero \u00e8 certo che tutto il resto dell\u2019articolo era un presupposto del mio emendamento, che non era toccato affatto. Ora, che cosa ha deliberato l\u2019Assemblea?<\/p><p>A mio avviso, l\u2019Assemblea ha deliberato di non adottare una formula che concerne l\u2019ultima parte dell\u2019articolo, cio\u00e8 a dire non ha adottato due modi che erano indicati per quanto concerne l\u2019elezione dei senatori assegnati a ciascuna Regione. L\u2019Assemblea ha ritenuto che non fosse opportuno stabilire che tre senatori fossero eletti dal Consiglio regionale; non ha ritenuto opportuno che il resto dei senatori assegnati a ciascuna Regione fosse eletto col sistema che era stato indicato, cio\u00e8 elezione indiretta con quei certi criteri stabiliti.<\/p><p>A mio avviso, ripeto, quest\u2019ordine del giorno votato dall\u2019Assemblea non pu\u00f2 avere effetto preclusivo se non per le formule concrete in esso indicate. Per conseguenza, allo stato delle cose, l\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato approvato, concernente il sistema del collegio uninominale, mi pare tocchi il problema della elezione di una parte dei senatori e, anzitutto, questo ordine del giorno non risolve un altro problema, che \u00e8 pregiudiziale e che non \u00e8 stato affatto affrontato. Ed \u00e8 il problema che \u00e8 riassunto nei primi due commi dell\u2019articolo proposto dalla Commissione.<\/p><p>Il primo comma afferma anzitutto che il Senato sar\u00e0 costituito su base regionale: su questo punto non c\u2019\u00e8 nessuna preclusione.<\/p><p>Il secondo comma afferma un altro concetto, che non ha nulla a che fare col modo di elezione, cio\u00e8 dice che il numero dei senatori \u00e8 determinato in relazione a ciascuna Regione, in base ad un certo rapporto proporzionale; ma aggiunge che, oltre al numero dei senatori determinato per ciascuna Regione in proporzione alla popolazione, \u00e8 assegnato a ciascuna di esse un certo numero fisso, che nel testo era indicato in cinque.<\/p><p>Anche tutti questi aspetti del problema non sono stati affatto pregiudicati dai voti intervenuti. Per conseguenza, a mio avviso, mi pare che non vi sia dubbio che l\u2019Assemblea, allo stato delle cose, non possa far altro se non prendere in esame il progetto della Commissione cos\u00ec come era staio proposto e, per quanto riguarda anzitutto i primi commi, esaminare gli emendamenti che sono stati presentati.<\/p><p>Quando poi si arriver\u00e0 all\u2019ultimo comma, relativo al modo di elezione, allora si potr\u00e0 ritenere che sono preclusi quei concreti modi indicati nell\u2019ordine del giorno che noi avevamo presentato e si potr\u00e0 ritenere che l\u2019elezione del grosso dei senatori \u2013 non tutti \u2013 avverr\u00e0 secondo il sistema del collegio uninominale.<\/p><p>Mi pare che in questi termini si possa porre la questione all\u2019ora attuale.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Ho chiesto di parlare perch\u00e9 desidero pregare l\u2019onorevole Perassi di fornirmi un chiarimento. L\u2019Assemblea ha approvato che l\u2019elezione debba avvenire con il sistema del collegio uninominale; l\u2019onorevole Perassi chiede ora che \u2013 se ho ben compreso \u2013 l\u2019Assemblea sia chiamata a decidere sul primo comma che parla dell\u2019elezione a base regionale. Desidero pertanto che egli mi dica come, in pratica, secondo lui, si possano conciliare queste due cose: il collegio uninominale e la base regionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Perassi a rispondere a questo quesito.<\/p><p>PERASSI. A me pare che la risposta alla obiezione sollevata dall\u2019onorevole Targetti sia molto facile: non c\u2019\u00e8 per niente contradizione. Quando si dice che i senatori sono eletti a base regionale, non si intende con ci\u00f2 di precludere il modo con cui debbano venir stabiliti i collegi elettorali. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il primo comma dell\u2019articolo dice \u00aba base regionale\u00bb; non dice: \u00abcircoscrizioni regionali\u00bb. Si tratta cio\u00e8 del concetto un po\u2019 empirico con il quale si voleva inizialmente dire che il Senato \u00e8 il Senato della Regione. Il problema poi del modo di eleggere i senatori \u00e8 regolato dall\u2019ultima parte. Ora, anche ammesso che l\u2019ultima parte dell\u2019articolo dica che i senatori, la cui nomina non \u00e8 diversamente disposta e che \u00e8 elettiva, sono eletti col sistema del collegio uninominale, questa \u00e8 tuttavia compatibile con il primo comma.<\/p><p>Vuol dire che entro ciascuna Regione si faranno, per quanto concerne il numero dei senatori, tanti collegi uninominali. Ne deriva che l\u2019unica cosa che risulta esclusa \u00e8 quella di un collegio uninominale che sia costituito da una frazione di territorio che comprenda due Regioni: tutto il resto \u00e8 perfettamente compatibile.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Non credevo che l\u2019Assemblea avrebbe votato per i collegi uninominali \u00e8 quindi non ho preparato un emendamento o una serie di emendamenti che sarebbero stati indispensabili nell\u2019eventualit\u00e0 che si \u00e8 poi verificata. Ora, il collegio uninominale presuppone la base regionale: \u00e8 chiaro che non vi possono essere basi nazionali; \u00e8 chiaro che ogni collegio, ogni circoscrizione \u00e8 nella Regione, e mai in due Regioni. E allora questa espressione contenuta nell\u2019articolo 55: \u00abLa Camera dei Senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb \u00e8 o un non senso oppure un eufemismo, col quale non si vuole riconoscere che la Camera dei Senatori o Senato \u00e8, in fondo, espressione di rappresentanze regionali. Io pongo chiaramente il problema, cos\u00ec come deve essere posto: l\u2019Assemblea vuole che il Senato sia espressione di base regionale, cio\u00e8 di interessi regionali? Ebbene, \u00e8 meglio dirlo chiarissimamente, di modo che non ci sia alcun equivoco.<\/p><p>In seno alla seconda Sottocommissione io avevo presentato un emendamento, che non \u00e8 passato, cio\u00e8: \u00abIl Senato \u00e8 la Camera delle Regioni\u00bb; non \u00e8 passato, perch\u00e9 in questa dizione alcuni hanno voluto veder penetrare con sotterfugi il concetto federalistico dello Stato, che peraltro \u00e8 rifiutato dagli articoli finora approvati. Io non mi permetto adesso di presentare ancora quell\u2019emendamento, perch\u00e9 so che sarebbe respinto, ma credo che si pu\u00f2 \u2013 senza affermare un concetto federalistico, con cui questa Assemblea non \u00e8 d\u2019accordo \u2013 affermare un altro concetto, che \u00e8 un chiarimento, dicendo per esempio: \u00abI Senatori rappresentano le Regioni nell\u2019ambito dell\u2019unit\u00e0 nazionale\u00bb.<\/p><p>Se io trovo dei colleghi che sottoscrivono la mia proposta, io presento questo emendamento; e lo presento sicuro di esprimere un concetto di chiarificazione, non solo, ma una esigenza politica. Noi sappiamo che l\u2019Assemblea ha approvato la mozione del regionalismo con estreme riserve; tuttavia la questione delle Regioni \u00e8 posta, il problema dell\u2019organizzazione dello Stato con le Regioni \u00e8 posto. Allora, tanto vale accettarne le conseguenze, sia pure estremamente modeste.<\/p><p>Ma quando si afferma che la seconda Camera, cio\u00e8 il Senato, rappresenta le Regioni nell\u2019ambito dell\u2019unit\u00e0 nazionale, significa questo: che la seconda Camera non accetter\u00e0 mai che queste rappresentanze regionali siano particolaristiche, ma le accoglie e le accetta in quanto si conciliano e si sintetizzano con quelli che sono gli interessi generali della Nazione, dello Stato. In altre parole, nella seconda Camera si ha la sintesi dell\u2019unit\u00e0 nazionale attraverso i vari particolarismi regionali.<\/p><p>Mi pare quindi un concetto di chiarificazione rispetto all\u2019articolo 55, cos\u00ec come \u00e8 adesso, e mi pare anche una chiarificazione politica nel senso regionale, ma legato agli interessi superiori dello Stato e della Nazione.<\/p><p>PRESIDENTE. In questo momento il problema che si pone \u00e8 quello del metodo di elezione del Senato. Mi pare che la sua proposta, onorevole Lussu, miri invece a sottolineare una certa caratterizzazione politica dell\u2019istituzione. L\u2019onorevole Perassi, insistendo perch\u00e9 venga posto in votazione il primo comma dell\u2019articolo 55, si propone uno scopo molto pi\u00f9 concreto, e cio\u00e8 di stabilire una norma limitatrice specifica, da cui discendano poi certe norme per la elezione del Senato.<\/p><p>Quindi, nessuna opposizione acch\u00e9 lei onorevole Lussu, traduca in un emendamento preciso la sua proposta \u2013 eventualmente potrebbe trovare anche le firme di altri colleghi \u2013; ma tenga presente che non \u00e8 questa la questione che stiamo discutendo.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Io non ho compreso bene. Noi, dunque, abbiamo votato che il Senato sar\u00e0 eletto a collegio uninominale. Questo \u00e8 un punto fermo. Ora ci troviamo di fronte ad una proposta, la quale vuole riportare in discussione la questione, ma in realt\u00e0 non la sposta; perch\u00e9, quando si dice che la base sar\u00e0 la Regione, si deve intendere la Regione come divisione interna; cio\u00e8 i senatori saranno eletti in ogni Regione. Ci dev\u2019essere una base: o provinciale o regionale. Finora nelle elezioni avevano avuto la base provinciale, e nella legge del 1919 prevaleva in fondo il concetto di provincia. Ora avete voluto la Regione, cosa a cui non credo, ma a cui voi credete. Ma questo non sposta nulla, non entra nella questione. Il Senato dev\u2019essere eletto sulla base del collegio uninominale. Vuol dire che i collegi uninominali saranno formati nell\u2019ambito di ciascuna Regione, e voi formerete nella provincia un collegio uninominale a seconda del numero della popolazione. Ma questo non modifica niente, perch\u00e9 l\u2019ammettere che la divisione si faccia all\u2019interno non sposta il principio che abbiamo adottato del collegio uninominale. La Regione \u00e8 una circoscrizione entro cui si faranno le elezioni dei senatori. E quindi si ammette che non si possono unire arbitrariamente due Regioni per eleggere i senatori quando si \u00e8 votato il criterio dell\u2019uninominalit\u00e0. Ora, noi ci dobbiamo limitare a quanto abbiamo votato gi\u00e0. La discussione presente non \u00e8 quindi necessaria, e direi che \u00e8 inutile. La Regione rimane, dal momento che l\u2019avete votata. Vuol dire che in una Regione si faranno cinque senatori, in un\u2019altra sei oppure sette a seconda della popolazione della Regione. Ci\u00f2 che non muta \u00e8 che il collegio uninominale \u00e8 la base della elezione. Il resto \u00e8 secondario, e non dobbiamo occuparcene.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che la tesi dell\u2019onorevole Perassi avrebbe validit\u00e0 soltanto se noi accettassimo un criterio che personalmente mi lascia molto dubbioso, quello che i senatori possano essere eletti, da Regione a Regione, da un numero diverso di cittadini e cio\u00e8 che il quoziente che stabilisce il rapporto fra il numero dei senatori e il numero dei cittadini possa variare da Regione a Regione.<\/p><p>Vedo che l\u2019onorevole Perassi si mostra alquanto stupito, e tuttavia questa sarebbe la conseguenza. Di fatto, \u00e8 vera l\u2019affermazione dell\u2019onorevole Nitti \u2013 io, almeno, la ritengo vera \u2013 che nella determinazione dei singoli collegi uninominalisi eviter\u00e0 naturalmente di superare i confini di ogni singola Regione, in maniera che ciascun collegio sar\u00e0 contenuto nel termine territoriale di una sola Regione. A questa stregua l\u2019affermazione del carattere regionale della Camera dei Senatori \u00e8 implicita. Tutte le leggi elettorali che si sono fatte ed applicate da decenni e decenni in Italia, hanno rispettato senza dirlo questo principio. Ma ci\u00f2 nonostante, nessuno ne traeva la conseguenza che la Camera italiana fosse una Camera a carattere regionale.<\/p><p>Ma ritorniamo a quello che diceva l\u2019onorevole Perassi. Egli ha legato concettualmente il primo comma al secondo. Ora, nel secondo comma si propone che le Regioni abbiano un numero fisso di senatori, e in pi\u00f9 un senatore per ogni 100.000 abitanti. (Altri propongono cifre diverse).<\/p><p>Se noi affermeremo nel primo comma la base regionale della Camera dei Senatori e se poi nel secondo comma assicurassimo comunque un numero determinato di senatori ad ogni Regione, oltre al numero variabile in rapporto alla popolazione, \u00e8 evidente che dato il collegio uninominale, i collegi abbracceranno un numero diverso di cittadini, Regione per Regione.<\/p><p>Non sto a fare esemplificazioni. Ciascuno pu\u00f2 fare un calcolo in base a dati di fantasia. Ecco perch\u00e9 ritengo che l\u2019impostazione data alla questione dall\u2019onorevole Perassi non possa essere accettata.<\/p><p>Se egli vuole semplicemente riconfermare nel testo costituzionale la verit\u00e0 elementare esposta dall\u2019onorevole Nitti, questa \u00e8 una superfluit\u00e0; e sarebbe bene non appesantirne il testo. Se invece vuole questa affermazione per trarne poi le conseguenze che dovrebbero eventualmente essere inserite nel secondo comma, si tratterebbe di stabilire un principio che mi appare molto lontano da ogni nostro precedente costituzionale.<\/p><p>Concludendo, mi pare che la votazione di poco fa abbia reso impossibile la presa in considerazione del primo comma dell\u2019articolo 55, cos\u00ec come \u00e8 contenuto nel progetto di Costituzione. Mentre, invece del secondo comma, bisogna esaminare la parte che stabilisce il quoziente necessario per la nomina di ogni singolo senatore.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Domando scusa, ma devo insistere nelle spiegazioni date prima. L\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Nitti l\u2019ho fatta io per primo. Dicendo che il Senato \u00e8 costituito su basi regionali, e dicendo poi che i collegi sono uninominali, si esclude la possibilit\u00e0 di un collegio uninominale a cavallo di due Regioni. Questo \u00e8 positivo.<\/p><p>Ma l\u2019affermazione del primo comma \u00abil Senato \u00e8 costituito su basi regionali\u00bb non preclude e non \u00e8 incompatibile con la formula adottata del collegio uninominale. Il primo comma vuol dire un\u2019altra cosa, che il Senato \u00e8 creato sulla base della Regione. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E la dimostrazione che l\u2019adozione del sistema uninominale per le elezioni non sia incompatibile con tutto il resto che \u00e8 detto nel primo e nel secondo comma, risulta da questo, che la proposta del collegio uninominale venne anche in seno della Sottocommissione prima e della Commissione plenaria poi, e nessuno allora sostenne la tesi che, avendo adottato il primo e il secondo comma, fosse preclusa la proposta del collegio uninominale. Il che dimostra che il primo e il secondo comma riguardano un problema nettamente diverso da quello che \u00e8 regolato dal terzo comma.<\/p><p>Nel primo comma si fa un\u2019affermazione di principio, quella della base regionale. Nel secondo comma anzitutto si determina il numero dei senatori assegnati a ciascuna Regione e si stabilisce che questo numero \u00e8 determinato in ragione della popolazione, con una aggiunta di un certo numero fisso.<\/p><p>Del resto l\u2019onorevole Nitti non pu\u00f2 non ricordare che nel suo stesso emendamento si dice: \u00abad ogni Regione \u00e8 inoltre attribuito un numero fisso di senatori\u00bb.<\/p><p>\u00c8 da ritenersi che nella mente dell\u2019onorevole Nitti questa formula fosse perfettamente compatibile con quelle successive dello stesso emendamento, nel quale si adotta il collegio uninominale. Appunto perch\u00e9 sono due problemi diversi. Nel secondo comma si stabilisce dunque il numero dei senatori, una parte determinata in ragione della popolazione, ed un numero fisso. Il terzo comma, invece, entra nel problema del modo come si procede alle elezioni di questi senatori. Ed allora qui si pone il problema. Una parte dei senatori pu\u00f2 essere attribuita al Consiglio regionale in coerenza al concetto della Regione. (<em>Commenti \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 stato respinto.<\/p><p>PERASSI. Io protesto ancora una volta. \u00c8 stata respinta l\u2019elezione di tre senatori. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Con la votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti si \u00e8 stabilito il suffragio diretto, non lo dimentichi.<\/p><p>PERASSI. L\u2019adozione del sistema uninominale per la elezione dei senatori o parte di essi non \u00e8 affatto incompatibile con l\u2019affermazione messa all\u2019inizio e con quanto si afferma nel secondo comma. Non vedo quindi nessuna ragione giuridica che si possa opporre a che il primo e secondo comma del testo proposto dalla Commissione siano sottoposti al voto dell\u2019Assemblea.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, io ho l\u2019impressione che certe volte ci dimentichiamo delle regole del gioco. Io chiedo scusa e chiedo all\u2019Assemblea di permettermi di parlare con la massima franchezza. \u00c8 la terza o la quarta volta che succede \u2013 e l\u2019osservazione pu\u00f2 toccare tutti e quindi non tocca nessuno \u2013 che non si sa perdere, e che chi in una questione \u00e8 rimasto soccombente, cerchi di trovare il modo di far rientrare dalla finestra quello che \u00e8 uscito dalla porta. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, questo \u00e8 avvenuto da varie parti dell\u2019Assemblea e mi pare che stia accadendo anche adesso. Noi ci siamo trovati di fronte a tre ordini del giorno, che stabilivano tre concezioni diverse circa il futuro Senato della Repubblica. Il primo \u00e8 stato respinto, ed era un ordine del giorno il quale si fondava su due concetti; quello regionalistico e quello della elezione indiretta. Il secondo, che \u00e8 stato votato ed \u00e8 stato accettato, ha stabilito semplicemente una massima: di elezione con suffragio universale diretto con sistema di collegio uninominale; e questa approvazione ha escluso senz\u2019altro dalla votazione la formula dell\u2019onorevole Lami Starnuti, che si trovava in contradizione con quanto era stato approvato.<\/p><p>Ora \u00e8 evidente che se cominciamo a dire che il Senato della Repubblica \u00e8 eletto su base regionale, noi o non diciamo niente o diciamo il contrario di quello che abbiamo detto prima. Le argomentazioni dell\u2019onorevole Perassi \u2013 e mi scusi l\u2019onorevole Perassi, ma per lui, cos\u00ec fine giurista, \u00e8 facile trovare delle argomentazioni per cercar di far rientrare quello che un chiaro voto ha escluso \u2013 non possono convincere l\u2019Assemblea, ed \u00e8 anche pericoloso continuare con questo sistema.<\/p><p>Badate che tradire le regole del gioco fa male a tutti quanti: a chi riesce e a chi non riesce.<\/p><p>Comunque io ritengo che noi non possiamo pi\u00f9 tornare su questa questione regionale e che noi dobbiamo adesso passare a votare quegli emendamenti; e forse ne dovremo creare qualcuno che organizzi questa elezione del Senato con il collegio uninominale e con il voto diretto, come abbiamo deliberato.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Per quanto una gran parte dell\u2019Assemblea abbia sottolineato le osservazioni dell\u2019onorevole Lucifero, in certo senso approvandole, io mi permetto di dissentire dall\u2019interpretazione che egli ha dato.<\/p><p>L\u2019articolo 55, del quale si discute, stabilisce concetti diversi. Afferma anzitutto che la Camera dei Senatori sar\u00e0 eletta a base regionale; immediatamente dopo fissa quale sia il numero stabile di senatori da attribuire a ciascuna Regione oltre ad un senatore per 200 mila abitanti o frazione di 200 mila.<\/p><p>Nell\u2019ultimo capoverso si stabilisce il modo da seguire per la votazione. Ora, relativamente al modo da seguire per la votazione, si \u00e8 stabilito che si debba procedere col metodo del collegio uninominale, ma non abbiamo detto ancora nulla sul numero dei senatori da attribuire a ciascuna Regione e tanto meno abbiamo detto, affermando o negando, se una parte di questi senatori debba essere dal Consiglio regionale indicata anzich\u00e9 no.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa \u00e8 una questione gi\u00e0 risolta.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019altro giorno \u00e8 stato respinto l\u2019ordine del giorno formulato dall\u2019onorevole Perassi. Ma rileggiamolo. Esso stabilisce che \u00abl\u2019Assemblea Costituente ritiene che i senatori devono essere eletti nel numero di tre dal Consiglio regionale per ogni Regione\u00bb. Non \u00e8 solo il numero che \u00e8 stabilito, ma il modo: dal Consiglio regionale. In quanto \u00e8 stato approvato il metodo del collegio uninominale&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Abbiamo votato poco fa l\u2019elezione diretta, non lo dimentichi.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019elezione diretta pu\u00f2 essere anche limitata all\u2019altro numero dei senatori, (<em>Commenti<\/em>) ed avere, cos\u00ec, due metodi concorrenti all\u2019elezione.<\/p><p>La proposta formulata dall\u2019onorevole Perassi ha ragione di esistere.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Volevo dire prima di tutto quello che ha detto l\u2019onorevole Lucifero; siccome l\u2019ha detto lui, per questa parte me ne astengo. Ma voglio pure domandarvi: le nostre votazioni hanno o non hanno un valore? O cominciamo daccapo dopo aver votato?<\/p><p>Questa \u00e8 la domanda, per la seriet\u00e0 dell\u2019Assemblea; e mi rivolgo specialmente al nostro onorevole Presidente. C\u2019\u00e8 una votazione la quale ha stabilito un nuovo sistema di cui non parla il progetto. Ora si tratter\u00e0 di tradurre in una norma quello che l\u2019Assemblea ha votato, ed a questo potr\u00e0 provvedere anche la Commissione. Quindi non pu\u00f2 non rimaner fermo il rispetto a quello che l\u2019Assemblea ha votato: collegio uninominale e suffragio diretto. Con questi due elementi essenziali ed ormai innegabili dovr\u00e0 essere modificato il progetto di legge costituzionale. Si \u00e8 deciso, e non si pu\u00f2 ritornare sullo stesso argomento.<\/p><p>Dimodoch\u00e9 del primo capoverso dell\u2019articolo 55 rimane una cosa sola, perch\u00e9 la parte riguardante il numero fisso di cinque senatori per Regione \u00e8 superata&#8230;<\/p><p>PERASSI. Perch\u00e9? Che c\u2019entra?<\/p><p>RUBILLI. Come non c\u2019entra? Il metodo \u00e8 stabilito ormai senza eccezioni; suffragio universale diretto e collegio uninominale. Quindi rimane solamente da stabilire se i senatori devono essere eletti sulla base di uno per 200 mila abitanti oppure con criterio diverso.<\/p><p>Non vedo come ci sia ancora possibilit\u00e0 di discussione.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Limito le mie considerazioni solo all\u2019esame del primo comma dell\u2019articolo 55, di cui principalmente ha parlato l\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>Io non sono stato affatto scacciato dalla porta e tanto meno voglio rientrare dalla finestra. Io voglio entrare e non rientrare dalla porta.<\/p><p>Per la questione \u00abla Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb faccio appello all\u2019onorevole Ruini, perch\u00e9 questo primo comma \u00e8 stato l\u2019espressione della maggioranza della Commissione. L\u2019onorevole Ruini non la difende, perch\u00e9 ha avuto un amore estremamente moderato per la Regione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> E me ne vanto.<\/p><p>LUSSU. Se l\u2019Assemblea ritiene di respingere le proposte della Commissione, pu\u00f2 farlo nella sua sovranit\u00e0. Lo stesso onorevole Nitti ammette le elezioni del Senato a base regionale. Egli dice: io sono contrario alle creazioni della \u00abRegione\u00bb; ma \u00e8 chiaro che le elezioni del Senato a base regionale, che alcuni di noi intendono affermare, non \u00e8 superflua.<\/p><p>Io ho suggerito un criterio per affermarlo in modo pi\u00f9 logico di quello che non faccia oggi il primo comma dell\u2019articolo 55.<\/p><p>CONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONTI. L\u2019onorevole Lucifero ha voluto dirci che parlava con franchezza, anzi ha chiesto il permesso di parlare con franchezza; io non chiedo mai il permesso per parlare con franchezza; parlo con franchezza.<\/p><p>Dico all\u2019onorevole Lucifero che, se egli ha parlato con franchezza, non ha parlato con sincerit\u00e0.<\/p><p>Gli rimprovero, anzitutto, di avere malamente offeso i regionalisti dicendo che questi vogliono far rientrare dalla finestra quel che non \u00e8 passato dalla porta. \u00c8 proprio il contrario. Oggi noi assistiamo alla vendetta degli antiregionalisti contro il regionalismo. Siamo qui ad assistere ad una quantit\u00e0 di manovre che mirano a rendere questo povero istituto della Regione irriconoscibile. Questo \u00e8 grave, anzi \u00e8 gravissimo. Riuscirete nello scopo e noi non potremo far nulla. Riuscirete nello scopo perch\u00e9 un\u2019Assemblea di troppi elementi \u00e8 un\u2019Assemblea che non ragiona, \u00e8 un\u2019Assemblea che si perde in discussioni le quali non concludono secondo la logica e secondo il buon senso. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Conti, si tenga all\u2019argomento, cio\u00e8 all\u2019articolo 55.<\/p><p>CONTI. Io mi tengo all\u2019argomento, perch\u00e9 parlo sull\u2019articolo 55 facendo delle premesse. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Costantini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora \u00e8 evidente che qui tutte le parti della Camera debbono assumere la loro responsabilit\u00e0. Se avremo questo Titolo della Costituzione irriconoscibile e se, per l\u2019irriconoscibilit\u00e0 di questo Titolo della Costituzione sar\u00e0 disordinato tutto il sistema del nostro testo, la responsabilit\u00e0 deve assumerla ognuno di voi e la deve assumere per domani, quando gli effetti di una Costituzione, fatta con questi sistemi, saranno risentiti dal Paese. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Quali effetti?<\/p><p>CONTI. Li vedrete. Io per ora affermo, preannunzio e dico che dovete assumere la responsabilit\u00e0 di quel che fate.<\/p><p>Ne avete gi\u00e0 assunta una, quando avete deliberato che questa Camera deve riempirsi eccessivamente di deputati; voi gi\u00e0 avete assunta questa responsabilit\u00e0. Continuate su questa strada: gli italiani vi faranno rimprovero di aver tradito il mandato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Vedete che io parlo con franchezza \u00e8 con sincerit\u00e0 nello stesso tempo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ora, quando si discute proprio cavillando, dico a lei onorevole Marinaro che dianzi parlava di cavilli, sull\u2019articolo 55 e si contesta che si debba passare alla votazione del primo comma: \u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb, evidentemente si vuol far rientrare dalla finestra quel che \u00e8 uscito dalla porta; evidentemente si vuol negare l\u2019esistenza della Regione, la funzione della Regione, si vuol negare tutto quello che si \u00e8 fatto.<\/p><p>Ora, potete rimediare al male che si sta facendo votando tranquillamente il primo comma dell\u2019articolo 55. Non ha nessuna importanza sostanziale, ma ne ha almeno una formale per l\u2019armonia di questo testo costituzionale. Non cancellate in questo Titolo la Regione che avete affermata in altro Titolo.<\/p><p>Evidentemente, questo mi pare che dobbiate ammetterlo, anche se siete irritati con me per le parole franche che vi sto dicendo.<\/p><p>\u00c8 necessario, onorevoli colleghi, e lo dico all\u2019onorevole Costantini che fa l\u2019interruttore, anzi, meglio, l\u2019interrompitore, che ci\u00f2 avvenga. Leggevo in una bellissima analisi della vita parlamentare, che si riferisce alla Camera del 1919&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Conti, venga all\u2019Argomento.<\/p><p>CONTI. \u00c8 quello che sto facendo. Sto dicendo che bisogna votare l\u2019articolo 55 nel suo primo comma, se non si vuole disordinare tutto il sistema di questo testo costituzionale. \u00c8 necessario che lo facciano anche coloro che sono stati ostili al sistema della Regione. Lo debbono votare se non vogliono creare una disarmonia che sarebbe grave. E siccome questa votazione comporta conseguenze, \u00e8 evidente che la preghiera che i regionalisti fanno pu\u00f2 essere una preghiera accolta dagli antiregionalisti.<\/p><p>Per il resto, c\u2019\u00e8 forse una incompatibilit\u00e0 fra le affermazioni della votazione per collegio uninominale e la limitazione nell\u2019ambito della Regione dei collegi che devono eleggere i singoli senatori? Evidentemente questa incompatibilit\u00e0 non c\u2019\u00e8.<\/p><p>Diceva il Presidente, delucidando la questione, che nel passato, in fondo, tutte le leggi elettorali hanno tenuto presente la Regione. (Io dicevo, fra me, per gli antiregionalisti, che questo \u00e8 un altro argomento dell\u2019esistenza antica, irresistibile, del fatto regionale in Italia. Si, \u00e8 negato, si \u00e8 voluto negare, si continua a negarlo, ed intanto la Regione la trovate in tutti gli elementi della legislazione italiana, sempre).<\/p><p>Evidentemente, non c\u2019\u00e8 incompatibilit\u00e0, perch\u00e9 i collegi elettorali che dovranno essere costituiti per l\u2019elezione dei senatori, dovranno essere costituiti nell\u2019ambito della Regione.<\/p><p>C\u2019\u00e8 l\u2019altra questione: si pu\u00f2, dopo la votazione contraria all\u2019ordine del giorno Perassi sul numero dei senatori, che le Assemblee regionali avrebbero dovuto eleggere, si pu\u00f2 oggi, dopo quell\u2019ordine del giorno, stabilire che le Regioni abbiano la facolt\u00e0 di eleggere un certo numero di senatori, che non siano i tre che sono stati indicati nell\u2019ordine del giorno Perassi? Questa \u00e8 la questione, \u00e8 la seconda questione che l\u2019Assemblea deve risolvere. Ed il parere di questi nostri colleghi giuristi \u00e8 che non vi sia nessuna preclusione, perch\u00e9, se pu\u00f2 apparire che \u00e8 stato votato il principio contrario alla elezione dei senatori da parte delle Assemblee regionali, si risponde che in sostanza non il principio \u00e8 stato votato, ma \u00e8 stata respinta la proposta concreta del numero di 3 dei senatori da eleggersi dalle Assemblee regionali.<\/p><p>Queste sono le questioni poste davanti all\u2019Assemblea; queste sono le questioni sulle quali, mi pare, che senza prevenzioni, con grande spirito di onest\u00e0 politica, con grande senso di responsabilit\u00e0, l\u2019Assemblea debba procedere alle sue deliberazioni. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero dare alcuni chiarimenti. Credo di aver diritto di parlare come Presidente del Comitato di redazione in qualunque momento della discussione. Se si fosse seguita fin dall\u2019inizio la mia proposta di non procedere subito alla votazione degli ordini del giorno, ma di decidere le questioni nell\u2019ordine logico in cui erano proposte dal testo del progetto, si sarebbero evitate queste code di dibattito e di incertezze. Se si fosse deciso prima di tutto, chiaramente e nettamente se era o no ammesso, nel Senato, una quota di senatori eletti dall\u2019ente regionale, non staremmo pi\u00f9 ora a tirarci i capelli.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, per scarico di coscienza, risponder\u00f2 all\u2019onorevole Lussu, e dir\u00f2 le ragioni che avevano indotto la Commissione dei Settantacinque a votare questo testo, salvo vedere poi, la posizione che si viene a determinare in base alla reiezione dell\u2019ordine del giorno Perassi ed all\u2019approvazione di quello Nitti.<\/p><p>La maggioranza della Commissione, a suo tempo, decise che il Senato avesse un nesso particolare con l\u2019istituto della Regione.<\/p><p>Badate bene: se anche voi annullaste questo nesso, non \u00e8 che la Regione sparisca, la Regione rimane nella struttura che \u00e8 stata approvata. Ma sembr\u00f2 alla maggioranza che creato questo ente, fosse opportuno dargli una partecipazione nella formazione del Senato. Questo \u00e8 il concetto da cui \u00e8 partita la maggioranza. Ed allora, che cosa ha fatto? In un primo comma, che come dissi in un mio intervento, ha un valore pi\u00f9 che altro di proemio e di prefazione, ha affermato che il Senato \u00e8 eletto su base regionale. La sostanza viene nell\u2019altro comma in cui si stabiliscono due cose: 1\u00b0) che una parte dei senatori sono eletti dai Consigli regionali; 2\u00b0) che le Regioni debbono avere un certo numero di senatori fisso; e ci\u00f2 per equilibrare meglio questi enti, e tener conto delle Regioni pi\u00f9 piccole.<\/p><p>Non apparve allora, e non vi sarebbe ora, alcuna contradizione nel fatto che un terzo (o come fu proposto in sede di emendamento un quarto) di senatori fosse eletto dai Consigli regionali e il rimanente dal popolo direttamente, anche col sistema del collegio uninominale. (<em>Rumori \u2013 Commenti \u2013 Interruzione del deputato Rubilli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Rubilli, io sto qui esponendo, quali furono le ragioni che indussero la Commissione ad adottare il suo testo. \u00c8 ineccepibile che non vi era nessuna contradizione. Tant\u2019\u00e8 che, come ho detto poco fa, anche la minoranza, subordinatamente, accolse il concetto dei due sistemi convergenti di elezione.<\/p><p>Sta di fatto che la soluzione data dall\u2019articolo 55 nel testo della Commissione potrebbe riunire in una equilibrata formula i sostenitori della Regione, che vogliono connetterlo con la formazione del Senato, ed i sostenitori del collegio uninominale, che avrebbe in tutto il resto un\u2019ampia applicazione.<\/p><p>Ma, si dir\u00e0, \u00e8 intervenuta la reiezione dell\u2019ordine del giorno Perassi, e l\u2019adozione di quello Nitti: la rappresentanza delle Regioni, attraverso i loro Consigli, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ammessa. Non voglio entrare in materia, n\u00e9 parlare per il Comitato di redazione, che, come purtroppo avviene ogni momento, \u00e8 in disaccordo interno; n\u00e9 ho avuto il tempo di interpellarlo su questo punto. Osservo soltanto, per conto mio, che vi possono essere dubbi; tant\u2019\u00e8 che, quando fu presentato l\u2019ordine del giorno Nitti, il Presidente della nostra Assemblea sugger\u00ec di aggiungere \u00abcompiutamente\u00bb o qualcosa di simile, perch\u00e9 risultasse in modo chiaro esclusa la rappresentanza dei Consigli regionali; ma il savio consiglio non fu accolto. E l\u2019ordine del giorno Perassi, nelle sue espressioni che riguardano un punto particolare \u00abtre senatori per ogni Consiglio regionale\u00bb potrebbe non implicare la decisione assoluta del principio ed escludere una diversa partecipazione dei Consigli regionali. Sono dubbi, ripeto, e sarebbe bene che si decidesse subito al riguardo. Bisogna evitare che si continui a discutere a perdifiato. Decidete una buona volta, in un senso e nell\u2019altro e non se ne parli pi\u00f9. A me sembra che l\u2019Assemblea dovrebbe finire col pronunciarsi sul primo comma dell\u2019articolo 55 nel testo della Commissione, o votandolo direttamente, o fermandosi sulla questione pregiudiziale della preclusione, quale \u00e8 stata qui impostata.<\/p><p>Vediamo, onorevoli colleghi, di non perdere altro tempo in sfibranti dibattiti di procedura.<\/p><p>Riassumo cos\u00ec il mio pensiero, il progetto della Commissione era organico; senza contradizioni; e si presterebbe benissimo ad un accordo anche col collegio uninominale. La via \u00e8 ancora aperta, se si riterr\u00e0 che non osti la eccepita preclusione. Decidiamo in qualunque senso. Anche in discussioni recenti abbiamo visto il valore enorme che ha l\u2019esigenza di non perdere tempo, per poter entro l\u2019anno chiudere i nostri lavori con l\u2019approvazione della Costituzione.<\/p><p>C\u2019\u00e8 ora, una questione: decidiamola e non se ne parli pi\u00f9.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso che dovremo, seguendo l\u2019invito dell\u2019onorevole Ruini, stabilire di che cosa stiamo discutendo, perch\u00e9 avevamo, s\u00ec, affrontato l\u2019articolo 55, ma non nel suo intero complesso.<\/p><p>Come stiamo facendo da mesi, l\u2019articolo viene diviso nei suoi accapo; e sui singoli accapo si discute e si vota.<\/p><p>E se pure c\u2019\u00e8 da fare, discutendo d\u2019un accapo, qualche richiamo agli altri, non dobbiamo per\u00f2 rifare una discussione generale, come invece stiamo oggi larghissimamente facendo.<\/p><p>La materia dell\u2019attuale dibattito \u00e8 quella che ha richiamato l\u2019onorevole Ruini e che avevo io stesso citata \u2013 mi perdonino \u2013 fin dall\u2019inizio: si tratta di risolvere un quesito. E lei, onorevole Lucifero, non si rammarichi: se non avesse detto giorni fa che votare per quesiti \u00e8 \u00abun giuoco da bambini\u00bb, non ci troveremmo in questa situazione. Infatti avremmo allora proceduto alle nostre votazioni in un ordine logico, superando i vari punti e cio\u00e8 i vari quesiti uno dopo l\u2019altro.<\/p><p>E il primo quesito che io avevo proposto \u2013 leggano il testo stenografico \u2013 \u00e8 appunto quello che ora stiamo dibattendo.<\/p><p>Tuttavia, onorevole Ruini, io domando: si pu\u00f2 votare su questo quesito? Ritengo di no, perch\u00e9 la questione \u00e8 stata gi\u00e0 decisa da un voto dell\u2019Assemblea.<\/p><p>\u00c8 strano che tutti i colleghi che hanno parlato si sono ricordati della votazione di dieci giorni fa \u2013 bench\u00e9 sia passato gi\u00e0 un certo periodo di tempo \u2013 ma hanno gi\u00e0 dimenticato la votazione di appena un\u2019ora fa. Orbene, se la votazione di dieci giorni fa lasciava ancora aperta la questione, almeno entro certi limiti (tanto vero che l\u2019onorevole Perassi aveva posto una riserva), con la votazione di questa sera, la questione \u00e8 stata risolta e non esiste pi\u00f9. Perch\u00e9 io chiedo in qual modo si possa ancora sostenere di commettere al Consiglio regionale l\u2019elezione di una parte dei senatori, quando questa elezione, essendo evidentemente di secondo grado, \u00e8 ormai preclusa dal voto dell\u2019Assemblea a favore dell\u2019elezione diretta.<\/p><p>Non vi \u00e8 una via di elusione. Il Senato \u00e8 un organismo indivisibile ed indifferenziato e, dacch\u00e9 si \u00e8 deciso che esso deve essere eletto con metodo diretto, si deve intendere \u2013 non v\u2019\u00e8 dubbio \u2013 che tutto il Senato debba trovare nell\u2019elezione diretta la propria origine.<\/p><p>Mi sembra pertanto che abbia ragione l\u2019onorevole Ruini quando afferma che deve essere definitivamente fissato questo punto; ma non ha forse pi\u00f9 ragione nel ritenere che si debba ancora votare su ci\u00f2. Su questa questione, onorevoli colleghi, e soltanto su questa questione, io potr\u00f2 dare pertanto la parola agli iscritti, pregandoli di restare rigorosamente all\u2019argomento.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Ho chiesto di parlare sull\u2019interpretazione da dare all\u2019ordine del giorno Nitti, perch\u00e9 \u2013 contrariamente a quanto ha or ora affermato l\u2019onorevole Ruini \u2013 la questione sorta in proposito non pu\u00f2 dirsi chiarita n\u00e9 matura per la decisione, esistendo ancora, come appare da recenti interventi, dei gravi equivoci in ordine ad essa.<\/p><p>\u00c8 da mettere in rilievo che l\u2019articolo 55 contiene nei suoi secondo e terzo comma due distinti princip\u00ee: il primo \u00e8 quello relativo al modo di determinare il numero dei senatori; il secondo invece quello relativo al metodo della loro elezione. Ora, l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti, come risulta dal suo tenore letterale e altres\u00ec dall\u2019interpretazione che lo stesso proponente ne ha data nello svolgimento dell\u2019emendamento da cui esso \u00e8 derivato, si riferisce esclusivamente a questo secondo punto, cio\u00e8 al modo di elezione della seconda Camera.<\/p><p>Mi pare di potere convenire senz\u2019altro nella tesi annunciata dal nostro onorevole Presidente, secondo cui l\u2019approvazione intervenuta di tale ordine del giorno importa l\u2019esclusione di forme elettive del Senato che siano, anche in misura parziale, affidate alla elezione indiretta, e quindi l\u2019esclusione della possibilit\u00e0 di riproposizione della proposta di affidare la scelta di un\u2019aliquota di senatori ai Consigli regionali. Ma, ci\u00f2 ammesso, \u00e8 da affermare che viceversa nessuna preclusione \u00e8 intervenuta, in conseguenza del voto precedente, per quanto riguarda il contenuto del secondo comma dell\u2019articolo 55 e quindi nessun pregiudizio si \u00e8 avuto nella soluzione dell\u2019altro problema, relativo al modo di determinazione del numero dei senatori. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Del pari impregiudicato deve ritenersi rimanga il principio consacrato nel primo comma dell\u2019articolo in discussione, riferentesi all\u2019affermazione della base regionale del Senato. Base regionale significa collegamento stabile ed istituzionale fra l\u2019ordinamento regionale e il Senato. Tale collegamento \u00e8 sembrato a tutti costituire un elemento essenziale della riforma regionale, tale da potersi svolgere con applicazioni molteplici ed in particolare con due, espressamente consacrate nell\u2019articolo 55, con quella cio\u00e8, in primo luogo, relativa al metodo di scrutinio indiretto ad opera dei Consigli regionali, e questa \u00e8 stata esclusa; con quella, in secondo luogo, che si realizza attraverso l\u2019attribuzione di un numero fisso di senatori. Quest\u2019ultima applicazione, contrariamente a quanto ritiene l\u2019onorevole Rubilli, non si pu\u00f2 considerare eliminata o comunque compromessa dalla votazione dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti. Dice infatti il secondo comma dell\u2019articolo in questione, che contiene i criteri di determinazione del numero dei senatori, che tale numero si ottiene, in parte, in misura proporzionale al numero degli abitanti; in altra parte mediante l\u2019attribuzione di un numero fisso di senatori ad ogni Regione, indipendentemente dalla sua popolazione. Ora, \u00e8 precisamente questo secondo criterio dell\u2019attribuzione di un numero fisso che vale a conferire una spiccata base regionale al Senato; ed anzi pu\u00f2 dirsi che sia proprio esso a imprimere in modo pi\u00f9 spiccato di ogni altro tale carattere regionale.<\/p><p>Accertato che il numero fisso serve solo come uno dei criteri per determinare la composizione numerica della seconda Camera e non tocca il metodo di scrutinio, n\u00e9 ha nulla a che fare con l\u2019aliquota che si era proposto di affidare alla elezione dei Consigli regionali viene meno l\u2019obiezione che era stata fatta contro la proposta di passare a discutere il primo comma dell\u2019articolo 55. Si pu\u00f2 aggiungere che il principio della base regionale, in esso proclamato, ha, come ha detto l\u2019onorevole Ruini, il valore di una direttiva suscettibile di molteplici applicazioni, anche al di fuori di quella di cui ho parlato adesso, o di altre affermate in altri punti del progetto, come nell\u2019articolo 56. Per provare con un esempio l\u2019esattezza della mia affermazione ricorder\u00f2 la possibilit\u00e0 di adattare alla base regionale il sistema di scrutinio uninominale, adottato dalla recente deliberazione di quest\u2019Assemblea. Si potrebbe infatti stabilire nella legge elettorale da emanare, e sarebbe questo un altro modo di collegare la elezione del Senato con le Regioni, che, pur avvenendo le elezioni con il sistema del collegio uninominale, lo scrutinio si faccia tenendo presente i risultati ottenuti in tutta la circoscrizione regionale. Ci\u00f2 utilizzando uno dei tanti sistemi escogitati per abbinare il collegio uninominale con forme di scrutinio proporzionale: utilizzazione che non \u00e8 affatto esclusa dall\u2019ordine del giorno Nitti, ed alla quale il futuro legislatore potrebbe essere indotto seguendo appunto la direttiva posta dalla Costituzione con la proclamazione della base regionale della seconda Camera.<\/p><p>Cos\u00ec, dunque, mi pare dimostrato che l\u2019approvazione del primo comma dell\u2019articolo 55 non solo non contrasta con le precedenti deliberazioni, non solo non \u00e8 superflua, ma si presenta necessaria, come complemento naturale dell\u2019ordinamento regionale, come inserzione di questo nell\u2019ordine costituzionale dei poteri, secondo l\u2019opinione unanime sempre espressa da quanti adottarono quell\u2019ordinamento.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Io aderisco sostanzialmente, onorevoli colleghi, alle considerazioni svolte dagli onorevoli Lucifero e Rubilli.<\/p><p>Sulle riflessioni di carattere filosofico sviluppate, in tema di giuoco e di perdenti, dall\u2019onorevole Lucifero, in rapporto ai risultati del voto, mi permetto di aggiungere un consiglio&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobili Oro, mi perdoni, vorrei pregarla di tralasciare ormai queste digressioni marginali e filosofiche, come lei stesso le chiama. Stia alla questione, la prego.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Non si preoccupi, onorevole Presidente, non ho il programma marginale che lei teme. Volevo soltanto ripetere a chi ha perduto il giuoco il consiglio di Catullo: \u00ab<em>Quod perdidisti perditum ducas<\/em>\u00bb. Questa sintesi mi doveva riallacciare immediatamente all\u2019argomento gi\u00e0 trattato dai colleghi ricordati; dir\u00f2 brevemente il mio pensiero e preciser\u00f2 i punti nei quali esso si allontana da quello loro. Viene sul terreno della discussione l\u2019articolo 55 del progetto di Costituzione, il quale contempla, in tre distinti commi, la estensione delle circoscrizioni elettorali, la composizione numerica del Senato della Repubblica, la distribuzione dei senatori fra le singole circoscrizioni, e il sistema di elezione. Se non fossero stati presentati tre ordini del giorno, tendenti a modificare l\u2019articolo 55 in ciascuna di queste tre parti, si sarebbe dovuto intraprendere l\u2019esame degli emendamenti proposti per ciascuna di esse, per poi passare alla votazione. Senonch\u00e9 questo, che sarebbe stato il procedimento normale, \u00e8 stato modificato dal rigetto dell\u2019ordine del giorno Perassi e dalla approvazione di quello Nitti, in quanto le deliberazioni con esso assunte vulnerano pi\u00f9 o meno ciascuna delle tre parti dell\u2019articolo. E il Regolamento della Camera, che disciplina i lavori dell\u2019Assemblea, \u00e8 molto chiaro in proposito. Inspirandosi al principio <em>non bis in idem<\/em>, che garantisce il rispetto di tutte le decisioni sia sul terreno giudiziario, sia su quello amministrativo o politico, stabilisce che gli ordini del giorno debbono essere discussi e votati con precedenza sugli emendamenti e che le loro statuizioni facciano stato e precludano l\u2019esame di proposte contrastanti. Queste regole, racchiuse principalmente negli articoli 87 e 89, sono illustrate da una prassi abbondantissima; ordunque adesso \u00e8 necessario di stabilire, per ciascuno dei tre commi dell\u2019articolo 55, se e fino a qual punto esso sia rimasto vulnerato dagli ordini del giorno votati, perch\u00e9 per ogni comma, l\u00e0 dove vulnerazione siasi verificata, vi \u00e8 preclusa, in tutto o in parte, sia la discussione, sia la votazione. Occorre, pertanto, anzitutto portare ciascuno dei tre commi a raffronto sia coll\u2019ordine del giorno Perassi, sia con quello Nitti. Cominciando dal primo comma, pel quale il Senato dovrebbe essere eletto a base regionale, io non esito a ritenere che il suo esame, come quello degli emendamenti che ne accolgono il principio, sia assolutamente precluso.<\/p><p>Per vero poteva intendersi la base regionale per la elezione dei senatori in rapporto alla statuizione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 55 che attribuisce ai Consigli regionali la elezione di un terzo, ripresa dall\u2019ordine del giorno Perassi. Ma quando questo \u00e8 stato respinto, \u00e8 crollata con esso la base regionale; e il colpo di grazia le \u00e8 stato vibrato dall\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, pel quale il Senato sar\u00e0 eletto a suffragio universale e diretto e col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>PERASSI. Non \u00e8 vero!<\/p><p>NOBILI TITO ORO. \u00c8 verissimo. E la preclusione deriva non solo dalla deliberazione di affidare l\u2019elezione dei senatori al suffragio universale e diretto, la quale basta ad escludere la base regionale che avrebbe trovata la propria manifestazione nella elezione dei senatori affidata ai Consigli regionali; essa deriva soprattutto dalla deliberazione che la elezione si faccia col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>E di fronte al collegio uninominale assunto come base elettorale la base regionale inesorabilmente scompare. Se un nostro voto precedente avesse gi\u00e0 affermato la volont\u00e0 di dar vita a un sistema elettorale a base regionale, io non mi rifiuterei, nella coesistenza dei due voti, al tentativo di conciliarli e potrei perfino mettermi d\u2019accordo con coloro che continuano a sostenere che l\u2019ordine del giorno Nitti possa ricevere una interpretazione diversa da quella univoca che ormai si impone. Senonch\u00e9 l\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 intervenuto quando la base regionale non era stata ancora deliberata; e colla creazione della base elettorale nel collegio uninominale ha prevenuto e impedito il suo affermarsi. Al riguardo non possono elevarsi dubbi di sorta.<\/p><p>Io ho ascoltato le ultime dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Nitti dopo la votazione del suo ordine del giorno sulla estensione che sarebbe stato intendimento suo di dare all\u2019ordine del giorno medesimo; e non nego che esse possano in qualche modo imbaldanzire la tesi di coloro che escludono la preclusione della discussione e della votazione di questo primo comma.<\/p><p>Ma mi duole di dover dire che noi non possiamo accogliere questa chiarificazione come espressione di una interpretazione autentica; perch\u00e9 questa interpretazione avviene quando l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato e l\u2019Assemblea ha votato non in base alle intenzioni, non ancora palesate, dell\u2019onorevole Nitti, ma in base alla lettera chiara del suo ordine del giorno. Quando la lettera \u00e8 chiara, bisogna stare ad essa. E l\u2019ordine del giorno afferma che \u00abl\u2019elezione dei senatori sar\u00e0 fatta col sistema del collegio uninominale\u00bb. Pertanto la base elettorale sar\u00e0 il collegio uninominale e non gi\u00e0 la Regione e il Consiglio regionale.<\/p><p>Questa \u00e8 dunque la parte insopprimibile della deliberazione assunta, la quale preclude indiscutibilmente la presa in esame del primo comma: il collegio uninominale, circoscrizione ridottissima rispetto a quella della Regione, \u00e8 circoscrizione autonoma, con ufficio proprio, che non pu\u00f2 avere pi\u00f9 alcun nesso con l\u2019ente Regione e deve collegarsi direttamente con l\u2019ufficio elettorale centrale. Unica questione ancora possibile potrebbe essere questa: se si debba o no tener presente la circoscrizione delle istituende Regioni, per distribuire nell\u2019ambito di esse, a gruppi territorialmente ravvicinati, i collegi uninominali; ma non si potr\u00e0 prescindere dalla necessit\u00e0 di considerare il collegio uninominale come base autonoma delle elezioni senatoriali. Questo \u00e8 per me il <em>decisum<\/em> gi\u00e0 acquisito e quindi un punto incontrovertibile.<\/p><p>E, siccome la prima chiarificazione deve avvenire a questo riguardo, io confido che l\u2019onorevole Presidente vorr\u00e0 dare atto che il primo comma \u00e8 assorbito per preclusione. Solo subordinatamente io mi son permesso di proporre un ordine del giorno col quale l\u2019Assemblea \u00e8 chiamata a dare questa interpretazione, che, allo stato, \u00e8 l\u2019unica autentica che possa, nella peggiore ipotesi, essere ricercata.<\/p><p>Ritengo che l\u2019onorevole Rubilli possa essere d\u2019accordo in ci\u00f2, qualora l\u2019onorevole Presidente non voglia far valere il potere che gli deriva dal voto gi\u00e0 emesso, dandogli il crisma formale.<\/p><p>Per economia di discussione il mio ordine del giorno contempla anche la rimanente parte dell\u2019articolo.<\/p><p>A rigore si dovrebbe riconoscere che gli ordini del giorno votati hanno precluso anche il secondo comma, pel quale a ciascuna Regione \u00e8 attribuito oltre a un numero fisso di cinque senatori, un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila: giacch\u00e9, come ho dimostrato, non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di circoscrizione regionale, per effetto dell\u2019ordine del giorno Nitti, mentre il criterio, del numero fisso di senatori eligendi a complemento di quello proporzionale al numero degli abitanti, \u00e8 stato gi\u00e0 respinto per effetto del rigetto dell\u2019ordine del giorno Perassi. Siccome per\u00f2 potrebbe osservarsi che il numero dei senatori da eleggere non \u00e8 stato definitivamente fissato, perch\u00e9 non \u00e8 stato ancora determinato il quoziente di ciascun collegio uninominale, sono incline a riconoscere che, limitatamente a questa necessit\u00e0, possa invocarsi ancora la decisione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Per contro l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo \u00e8 quello totalitariamente vulnerato e distrutto dall\u2019ordine del giorno Nitti e adesso non resta altro da fare all\u2019onorevole Presidente, quale depositario delle manifestazioni di volont\u00e0 dell\u2019Assemblea, se non dare atto, e non resta altro all\u2019Assemblea che prendere atto che quest\u2019ultimo comma \u00e8 stato gi\u00e0 emendato colla approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, per effetto del quale il Senato sar\u00e0 eletto a suffragio universale e diretto col sistema del collegio uninominale. Pretendere in proposito che si rinnovi la votazione sarebbe volere offendere il principio <em>non bis in idem<\/em>, e violare, tra gli altri, l\u2019articolo 87 del Regolamento.<\/p><p>Per principio di onest\u00e0 politica e per la seriet\u00e0 dell\u2019Assemblea questo non pu\u00f2 per\u00f2 avvenire e noi abbiamo la pi\u00f9 completa fiducia che non avverr\u00e0.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Io credo che l\u2019Assemblea debba ringraziare \u2013 in questa discussione \u2013 unicamente l\u2019onorevole Mortati di aver posto la questione in termini chiari, onesti ed esatti. Mi dispiace di non poter dire altrettanto al Presidente del Comitato di coordinamento, il quale, essendo intervenuto senza avere consultato il Comitato, credo dovesse attenersi per lo meno alla logica, la quale in questo momento ed in questa materia ci insegna una cosa molto semplice: che qui ci sono tre questioni: una \u00e8 quella della base elettorale, la seconda \u00e8 quella dei collegi elettorali, la terza \u00e8 quella del numero da stabilire per ogni Regione. La prima questione \u00e8 difficile da risolvere per prima perch\u00e9 dire che il Senato \u00e8 eletto a base regionale significa fare un\u2019affermazione piena o vuota di significato, a seconda di quel che segue.<\/p><p>Per quanto riguarda la seconda questione, non v\u2019\u00e8 dubbio che una votazione in merito \u00e8 assolutamente esclusa dall\u2019approvazione, gi\u00e0 avvenuta, dell\u2019ordine del giorno Nitti. Mi pare che nessuna persona che guardi le cose con un minimo di serenit\u00e0 possa affermare il contrario.<\/p><p>L\u2019unica questione che rimane da discutere \u00e8 la terza. Io riconosco onestamente \u2013 per quanto la cosa non convenga alla parte che rappresento \u2013 che la questione del numero dei senatori da fissarsi per ogni collegio regionale o meno, non \u00e8 pregiudicata dall\u2019ordine del giorno che abbiamo votato. A me sembra per\u00f2 che sia pregiudicata dallo spirito delle votazioni che abbiamo fatte, in quanto sarebbe una cosa assurda che noi domani venissimo a determinare dei collegi uninominali di diversa entit\u00e0 per cui \u2013 per esempio \u2013 la Sicilia avesse un collegio per 100.000 abitanti e l\u2019Emilia per 150.000 o viceversa. Mi pare che il popolo italiano non riuscirebbe a comprendere una differenza di questo genere.<\/p><p>Comunque, dal punto di vista formale, finora la cosa non \u00e8 stata giudicata.<\/p><p>Per questo penso che si debba procedere nel modo seguente: escludere completamente una votazione sulla seconda questione e votare sulla terza.<\/p><p>E, infine, qualora il numero fisso fosse approvato, noi potremmo decidere sulla questione della base regionale.<\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Concordo con quanto ha detto l\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Qui si tratta di vedere l\u2019interpretazione del testo dell\u2019ordine del giorno che abbiamo votato e la compatibilit\u00e0 del contenuto di questo ordine del giorno con l\u2019articolo 55.<\/p><p>Ora, mi pare che la votazione negativa sull\u2019ordine del giorno Perassi, e la votazione affermativa sull\u2019ordine del giorno Nitti escludano nel modo pi\u00f9 tassativo che l\u2019Assemblea possa in qualsiasi modo, sia pure sotto la forma indiretta dell\u2019interpretazione autentica, ritornare sulla sua determinazione. Questi due ordini del giorno, uno respinto, l\u2019altro votato, escludono che si possa votare o interpretare il terzo comma dell\u2019articolo 55.<\/p><p>In altri termini, il Senato non pu\u00f2 essere costituito n\u00e9 con l\u2019elezione da parte dei Consigli comunali, n\u00e9 con l\u2019elezione in base al suffragio universale col sistema proporzionale, perch\u00e9 il meccanismo di elezione del Senato dev\u2019essere esclusivamente quello del sistema uninominale: e questo ha voluto affermare l\u2019ordine del giorno Nitti.<\/p><p>Resta la questione accennata dall\u2019onorevole Mortati e ripresa dall\u2019onorevole Laconi, cio\u00e8 la determinazione del numero dei senatori.<\/p><p>Il secondo comma dell\u2019articolo 55 dice che a formare il numero dei senatori si procede con un duplice sistema: l\u2019attribuzione di un senatore per ogni 200.000 abitanti e una quota fissa di senatori. Questo \u00e8 un problema impregiudicato dal punto di vista formale.<\/p><p>Forse se si volesse sottilizzare \u2013 ma io non ne ho vaghezza \u2013 si potrebbe dire che anche la quota fissa \u00e8 esclusa dall\u2019ordine del giorno Perassi, perch\u00e9 nella prima parte si dice che i senatori devono essere eletti nel numero di tre per ogni Regione.<\/p><p>PERASSI. Non \u00e8 un numero fisso.<\/p><p>BOZZI. E quanto meno dubbio se l\u2019onorevole Perassi abbia voluto mettere l\u2019accento sulla elezione da parte del Consiglio regionale, oppure sulla quota fissa; sicch\u00e9 possiamo dire che sul secondo comma dobbiamo ancora votare, cio\u00e8 dobbiamo ancora votare sul modo di costituzione del numero dei senatori da eleggere, in base alla proposta di una quota fissa e di un senatore per ogni 200 mila abitanti.<\/p><p>Resta la questione del primo comma.<\/p><p>Io, signor Presidente, proporrei di suggerire che non si addivenisse adesso a fila votazione del primo comma perch\u00e9 il primo comma \u2013 lei ricorda meglio di me come si venne a questa formula un po\u2019 vaga \u2013 quando dice che il Senato \u00e8 eletto a base regionale, in fondo non dice niente. Si volle escludere una affermazione che portasse a considerare la Regione come ente, perch\u00e9 si disse che si sarebbe cos\u00ec costituito un Senato di carattere regionale. Comunque, l\u2019espressione ha la sua ragion d\u2019essere in quanto si siano votati il primo ed il secondo capoverso.<\/p><p>Ora, il secondo capoverso dell\u2019articolo 55 \u00e8 caduto. Resta da vedere se rimane ferma la quota fissa dei senatori che spettano ad ogni Regione.<\/p><p>Se l\u2019Assemblea voter\u00e0 questa quota fissa di senatori attribuita ad ogni Regione come tale, noi potremo prendere in esame se sia da votare il primo comma o nella formulazione proposta o in un\u2019altra pi\u00f9 confacente.<\/p><p>LUCIFERO, Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Io, in verit\u00e0, in origine avevo chiesto la parola per un fatto personale, ma parlo nel merito nel quale il fatto personale entra. Ha detto l\u2019onorevole Conti che non ho parlato con sincerit\u00e0&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero, non faccia il fatto personale.<\/p><p>LUCIFERO. Non lo faccio, perch\u00e9 l\u2019avrei anche con lei il fatto personale, signor Presidente. Mi ha fatto provare una emozione perch\u00e9 in 44 anni questa accusa non me l\u2019aveva mai fatta nessuno, ed io la ringrazio. La mia mancanza di sincerit\u00e0 sarebbe stata nel fatto che noi, antiregionalisti, tenteremmo di fare entrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.<\/p><p>Io che ho degli scrupoli, sono andato a vedere il progetto: venti articoli sulla Regione, onorevoli colleghi, in cui la Regione ha tutti gli elementi per continuare a non funzionare per i secoli, anche se non sar\u00e0 investita della nomina di alcuni senatori. Quindi non si tratta affatto di andare contro quello che \u00e8 stato votato. Si tratta semplicemente di delimitare fra le infinite attribuzioni della Regione se vi debba essere anche quella di nominare alcuni senatori oppure no. Ma anche se la Regione non nominer\u00e0 senatori le resteranno tante di quelle attribuzioni che ci sar\u00e0 da uscir pazzi non so per quanto tempo.<\/p><p>Detto questo, la questione del voto \u00e8 proprio questa, cio\u00e8 di aver voluto limitare, escludere da alcune funzioni la Regione; perch\u00e9, quando noi abbiamo stabilito un suffragio diretto con un sistema uninominale, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo escluso evidentemente tutti i sistemi di elezione indiretta e tutti i sistemi diversi dal collegio uninominale. Ora, non vi \u00e8 dubbio che una elezione fatta attraverso un Consiglio regionale non sarebbe un\u2019elezione diretta e non sarebbe un\u2019elezione con il collegio uninominale. Quindi questa cosa a me sembra assolutamente esclusa. Voler tornare sulla discussione di questo significherebbe, onorevole Conti, non una insincerit\u00e0 da parte mia, ma un errore da parte sua, anche se io questa volta mi trovo dalla parte di quell\u2019Assemblea che, secondo lei, non ragiona. E, signor Presidente, io avrei voluto un suo intervento quando questa frase circa l\u2019Assemblea, che lei onorevolmente presiede, \u00e8 stata pronunciata, perch\u00e9 la frase riguardava lei. Per quanto riguarda l\u2019appunto che lei mi ha fatto circa i quesiti, io rispondo con una sua frase. Lei dice: non ci sarebbero state queste questioni se si fossero votati i quesiti. Lei ha escluso che vi possa essere, con questa votazioni con sistema ordinario, la questione. Con una sua frase, come lei vede, abbiamo raggiunto lo stesso risultato senza fare delle innovazioni.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Non parler\u00f2 sulla sostanza dei problemi che sono stati avanzati questa sera. Vorrei fare invece una proposta concreta. Sono state sollevate in quest\u2019ultima discussione numerosi problemi che forse l\u2019Assemblea non era preparata a considerare e ci sono state prospettate, in questo gioco delicato di preclusioni, numerose difficolt\u00e0. Si dovr\u00e0 decidere, per esempio, se sia intervenuta una preclusione per quanto riguarda quella parte di senatori che si pensava dovessero essere eletti dai Consigli regionali o nominati dal Capo dello Stato.<\/p><p>Questa \u00e8 una delle questioni, ma molte altre ne sono state sollevate.<\/p><p>Mi sembra che il complesso di questi problemi sia cos\u00ec vasto e delicato da consigliare un esame da parte del Comitato di redazione. Ho visto anche che i membri del Comitato si sono divisi su alcuni punti che erano in discussione questa sera.<\/p><p>Non sembra opportuno \u2013 mi rivolgo sia al Presidente dell\u2019Assemblea, sia al Presidente della Commissione \u2013 che il Comitato di redazione si raduni domani, esamini questo gioco di preclusioni e porti delle proposte all\u2019Assemblea? Mi sembra che un esame preliminare sia opportuno e che possa portare a decisioni pi\u00f9 mature.<\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. A me sembra che la questione sia stata posta chiaramente dall\u2019onorevole Ruini. Il problema \u00e8 solo questo: se i due ordini del giorno rendano impossibile la votazione dell\u2019articolo 55. Ora, non vi \u00e8 dubbio che il primo comma dell\u2019articolo 55 si deve votare, perch\u00e9 stabilisce una norma d\u2019ordine generale. La Camera dei senatori, cio\u00e8 il Senato, \u00e8 eletto a base regionale; quindi non incide sulla modalit\u00e0 dell\u2019elezione che deriva dall\u2019ordine del giorno Nitti che \u00e8 stato test\u00e9 approvato.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno Nitti, a che cosa si riferisce? Al sistema elettorale attraverso il quale dovranno essere nominati i senatori. Che cosa rimane da stabilire? Quello che \u00e8 il problema del secondo comma dell\u2019articolo 55 proposto dalla Commissione. Di questo secondo comma v\u2019\u00e8 una parte viva e una parte che \u00e8 caducata. \u00c8 caducata la parte per cui alcuni senatori devono essere eletti dalla Regione. Per\u00f2 rimane che ogni Regione pu\u00f2 avere un numero fisso di senatori. L\u2019equivoco da che cosa \u00e8 nato, secondo me? Da quel numero fisso di 200.000 cittadini per ogni collegio elettorale. Non \u00e8 affatto vero che il collegio uninominale avesse un numero fisso. Ricordiamo la vecchia legge elettorale: avevamo collegi con un numero diverso di elettori: Pavullo sul Frignano aveva mille elettori; un collegio di Milano aveva 200.000 elettori. Ci\u00f2 non \u00e8 male. Tutto sta a considerare se i senatori dovranno avere la caratteristica di essere l\u2019emanazione di una certa zona regionale, di rappresentare nel Senato una determinata parte di territorio nazionale. Se questo si stabilisce, evidentemente l\u2019ordine del giorno Nitti stabilisce la norma per lo svolgimento delle elezioni: tanto \u00e8 vero, che lo stesso onorevole Nitti, nella sua proposta di modifica agli articoli 55 e 56, si esprimeva cos\u00ec:<\/p><p>\u00abIl Senato \u00e8 eletto sulla base di un senatore per 200.000 abitanti. Il territorio della Repubblica \u00e8 diviso in circoscrizioni elettorali, che eleggono un solo senatore ciascuna. Ad ogni Regione \u00e8, inoltre, attribuito un numero fisso di tre senatori\u00bb.<\/p><p>Quindi, anche l\u2019onorevole Nitti, nella sua proposta sostitutiva dell\u2019articolo 55, ritiene Che ogni Regione deve avere tre senatori, qualunque sia il sistema elettorale prescelto, collegio uninominale o altro (ormai \u00e8 stato scelto quello uninominale, e non si pu\u00f2 pi\u00f9 discutere).<\/p><p>Evidentemente il concetto regionale entra nella composizione del Senato. Quindi, potremmo votare il primo comma del testo della Commissione: \u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb. Poi potremmo pregare il Comitato di redazione di coordinare l\u2019ordine del giorno Nitti gi\u00e0 approvato con le formalit\u00e0 necessarie perch\u00e9 l\u2019elezione dei senatori avvenga nella circoscrizione regionale; e allora spero che la Commissione muter\u00e0 il suo avviso sul numero fisso di 200 mila abitanti: perch\u00e9 ci possono essere Regioni che, pur dovendo avere tre o quattro senatori, non hanno il numero necessario di abitanti.<\/p><p>La Basilicata, per esempio, che ha circa 500.000 abitanti, non potrebbe avere tre senatori, come \u00e8 stabilito nel testo dell\u2019articolo 55 proposto dall\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>PRESIDENTE. Che non \u00e8 ancora stato approvato.<\/p><p>PERSICO. Quindi, l\u2019Assemblea potr\u00e0 ora votare la prima parte dell\u2019articolo 55.<\/p><p>Resta fermo che l\u2019ultima parte \u00e8 sostituita dall\u2019ordine del giorno Nitti approvato, circa le modalit\u00e0 dell\u2019elezione: suffragio universale e diretto col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>Darei mandato al Comitato di redazione di coordinare quest\u2019ultima parte, approvata, colla prima parte dell\u2019articolo 55 che stabilisce la base regionale, perch\u00e9 vi si innesti il sistema del collegio uninominale.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Io sono del parere del collega Moro, di rinviare alla Commissione la formulazione di tutto l\u2019articolo, perch\u00e9, dopo l\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, a me pare che l\u2019articolo vada rifuso.<\/p><p>Qualora ci\u00f2 avvenisse, io mi permetterei di sottoporre alla Commissione delle questioni pratiche da tenere presenti. Dovendosi determinare le circoscrizioni per i collegi uninominali, ad evitare difficolt\u00e0 nella compilazione della relativa legge elettorale, credo opportuno che nella Costituzione si dia un indirizzo generale per sapere come debba avvenire il raggruppamento di comuni per costituire i singoli collegi, e cio\u00e8 se debba avvenire nell\u2019ambito delle provincie o delle regioni, o se debba prescindere da esse.<\/p><p>Nelle vecchie leggi elettorali col sistema uninominale, i collegi erano determinati nell\u2019ambito delle provincie.<\/p><p>L\u2019assegnazione di un senatore per ogni 200 mila elettori, tenuta anche presente l\u2019importanza delle frazioni, rende necessario un accurato esame della questione.<\/p><p>Anche per questo credo vada appoggiata la proposta Moro.<\/p><p>PIEMONTE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PIEMONTE. L\u2019altro giorno abbiamo votato, a scrutinio segreto, contro un numero fisso di senatori per Regione. Non comprendo come l\u2019Assemblea oggi possa ritornare sulla deliberazione gi\u00e0 adottata.<\/p><p>Richiamo, peraltro, l\u2019attenzione dei regionalisti su questo problema: domandando un minimo di rappresentanza di senatori per ogni Regione, si impedisce che si formino quelle piccole Regioni che, a mio modo di vedere, sono pi\u00f9 giustificate delle grandi. Le piccole Regioni potranno effettivamente valere nella vita pubblica italiana, perch\u00e9 esse permettono il massimo controllo sulla pubblica amministrazione; a questo riguardo le grandi Regioni presenteranno di poco diminuiti i danni dell\u2019accentramento burocratico. Se si chiede che le Regioni abbiano un minimo di rappresentanti si dar\u00e0 un\u2019arma perch\u00e9 queste piccole Regioni non siano approvate.<\/p><p>Sono d\u2019accordo con il collega Moro che dopo il voto sull\u2019ordine del giorno Nitti tutto il capitolo vada riveduto e le disposizioni fra loro coordinate e coordinate al principio votato dal Comitato di redazione.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Non vorrei essere in errore, ma mi sembra che questa discussione sulla preclusione o meno della possibilit\u00e0 di mettere in votazione l\u2019articolo bel testo del progetto sia, se non altro, intempestiva. Infatti prima bisogner\u00e0 mettere in votazione gli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo, giacch\u00e9 nel caso in cui qualcuno di questi emendamenti \u2013 che sono emendamenti sostitutivi \u2013 venga approvato, la questione della preclusione \u00e8 gi\u00e0 assorbita. Non so se sono in errore, ma mi sembra che la questione si ponga cos\u00ec: v\u2019\u00e8 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti con il quale si propone di sostituire gli articoli 55 e 56 con un articolo da lui stesso formulato; v\u2019\u00e8 poi, tra gli altri, un nostro emendamento del seguente tenore: \u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto a suffragio universale, diretto e segreto, ecc.\u00bb. Sono due emendamenti che, se venissero approvati, o l\u2019uno o l\u2019altro, annullerebbero il testo del progetto. Se questi emendamenti saranno respinti, allora si potr\u00e0 proporre la questione se sia possibile mettere in votazione l\u2019articolo del testo, che \u00e8 in contradizione, secondo l\u2019opinione di alcuni, con due ordini del giorno: uno approvato e l\u2019altro respinto.<\/p><p>PRESIDENTE. La questione \u00e8 stata largamente chiarita nonostante che gli onorevoli Moro e Bosco Lucarelli ritengano che essa non lo sia ancora a sufficienza ed abbiano affacciato l\u2019idea di rimetterla al Comitato di redazione. \u00c8 possibile che non sia chiara per qualcuno, ma io, onorevoli colleghi, debbo ribattere sempre sul medesimo punto: ci avviciniamo alla met\u00e0 di ottobre e non possiamo rinviare pi\u00f9, neanche di un giorno, questioni che sono state gi\u00e0 lungamente discusse; in questo momento, onorevole Moro, si tratta veramente di voler fare soltanto un piccolo sforzo logico. Il problema \u00e8 questo: il testo dell\u2019articolo 55, che abbiamo ricevuto dalla Commissione per la Costituzione, aveva per l\u2019appunto una sua logica interna. Vi era un primo comma che in tanto teneva, in quanto seguivano il secondo ed il terzo. Coloro i quali hanno partecipato alla discussione di questo testo rammentano che il secondo e il terzo comma sono stati cos\u00ec configurati perch\u00e9 il primo era stato in precedenza redatto in quel particolare modo. \u00c8 evidente che, affermata una base regionale per il Senato, ne veniva come necessaria conseguenza che per l\u2019elezione del Senato si presupponesse una certa struttura della Regione e, in primo luogo, la esistenza di assemblee regionali.<\/p><p>Onorevoli colleghi, non \u00e8 responsabilit\u00e0 mia \u2013 vorrei lo si riconoscesse \u2013 se la strada attraverso la quale siamo giunti a questa prima votazione non ha seguito la stessa traccia di quella percorsa in seno alla seconda Sottocommissione. \u00c8 stata l\u2019Assemblea a decidere di prendere una via diversa, ed una tale via per la quale avendo votato una prima decisione, non \u00e8 pi\u00f9 permesso seguire nel loro ordine primitivo i tre commi dell\u2019articolo 55.<\/p><p>Vorrei dire a questo proposito, che non vi \u00e8 dubbio che le decisioni dei Settantacinque e della seconda Sottocommissione che ha elaborato questa parte del progetto conservano valore; ma adesso, a mano a mano che i lavori nostri procedono, se facciamo dei richiami, dobbiamo farli non alle decisioni della Commissione dei Settantacinque, dall\u2019Assemblea non accettate, ma a quelle altre decisioni che l\u2019Assemblea ha ad esse sostituite.<\/p><p>Oggi pertanto l\u2019Assemblea deve ragionare in base alle premesse logiche che si \u00e8 poste, e se queste non consentono di accettare le norme della Commissione dei Settantacinque, io posso essere il primo a rammaricarmene, perch\u00e9 vi ho collaborato, ma bisogna sottomettersi al volere espresso dell\u2019Assemblea.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Io non vedo le cose con la stessa chiarezza con cui le vede l\u2019onorevole Presidente. Mi dispiace di dover fare una proposta formale perch\u00e9 la materia sia rinviata al Comitato di redazione per un nuovo esame. Domani mattina l\u2019Assemblea potrebbe occuparsi di un altro argomento, mentre il Comitato riprende in esame la materia.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi permetto di parlare in maniera molto netta. Se lei, onorevole Moro, propone formalmente che l\u2019Assemblea sospenda i suoi lavori, in attesa che il Comitato di redazione dipani questa matassa, che a me sembra abbastanza dipanata, io metter\u00f2 in votazione la sua proposta; ma desidero che risulti chiaro a chi spetta la responsabilit\u00e0 del permanente ritardo dei lavori della nostra Assemblea. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Mi permettano, ma nessuno vorr\u00e0 farmi credere che, da dieci giorni a questa parte, voi non abbiate pi\u00f9 pensato alle conseguenze dei voti che si erano dati in precedenza.<\/p><p>Credo che nessuno di voi, da dieci giorni a questa parte, abbia completamente rinunciato a svolgere pensieri e considerazioni sui lavori della Costituzione e pertanto non credo che i problemi intorno ai quali oggi stiamo discutendo vi riescano nuovi in maniera tale da non orientarvici.<\/p><p>Onorevole Moro, il problema si pone in questi termini: si \u00e8 votata una disposizione; questa disposizione stabilisce che il Senato della Repubblica sia eletto a suffragio universale e diretto col sistema del collegio uninominale. La prima conseguenza che se ne trae \u00e8 senz\u2019altro questa: nessuna forma di elezione indiretta \u00e8 pi\u00f9 ammissibile.<\/p><p>La seconda conseguenza \u00e8 ancora da trarre, e star\u00e0 nel quesito se si possa accettare o meno che nel Senato della Repubblica vi siano senatori che si richiamino rispettivamente ad un numero diverso di elettori. Questa \u00e8 l\u2019unica questione ancora da risolvere. Se l\u2019Assemblea risponde \u00abs\u00ec\u00bb, ed \u00e8 legittimamente padrona di farlo, allora resta in piedi il quesito del numero fisso di senatori. Se l\u2019Assemblea dice \u00abno\u00bb, allora non vi sar\u00e0 pi\u00f9 numero fisso di senatori, ma si tratter\u00e0 soltanto di scegliere, fra le varie proposte relative al quoziente, che vanno da 200 mila a 120 mila. Questa \u00e8 tutta la questione da risolvere e mi pare in realt\u00e0 che non sia tanto complessa. Essa pone una questione di principio; se un eletto possa richiamarsi ad un numero di elettori o ad una base di popolazione diversa da un altro eletto. \u00c8 la sola questione da risolvere. E, onorevoli colleghi, non credo che possiamo affidare la soluzione al Comitato di redazione. \u00c8 l\u2019Assemblea che deve risolvere e votare. E siccome il quesito \u00e8 semplice non \u00e8 necessario che ci venga riportato fra alcuni giorni. Tutto questo ho detto per precisare i termini della questione. Poich\u00e9, comunque, l\u2019onorevole Moro ha fatto una proposta formale di sospensiva, dovr\u00f2 porla in votazione.<\/p><p>MORO. Io chiedevo di rinviare fino a domani pomeriggio e non di tre o quattro giorni.<\/p><p>PRESIDENTE. Gi\u00e0 ieri mattina non si \u00e8 tenuta seduta, stamane neppure, domani mattina non si dovrebbe tenere seduta per dare tempo al Comitato. Siccome io ho una responsabilit\u00e0 e lei e l\u2019Assemblea hanno la loro, le si precisi col voto.<\/p><p>Pongo dunque in votazione la proposta dell\u2019onorevole Moro che si sospenda la discussione e che si rimetta al Comitato di redazione il compito di trarre le conseguenze logiche della votazione oggi avvenuta in relazione al testo del progetto.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, con la esatta parit\u00e0 dei voti, la proposta Moro non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore il di domani.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, sugli sviluppi e sui provvedimenti presi a seguito della serrata delle aziende editoriali dei quotidiani italiani, nonch\u00e9 dello sciopero proclamato dai poligrafici a Torino.<\/p><p>\u00abFroggio\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dei lavori pubblici, per sapere se e quando intenda provvedere alla sistemazione degli acquedotti della Lucania ove, per la scarsa manutenzione e per la inadeguatezza degli impianti, intere popolazioni sono prive di acqua, con grave pregiudizio della salute e dell\u2019igiene.<\/p><p>\u00abColombo, Zotta\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Risponder\u00f2 alla prima interrogazione domani nel pomeriggio; quanto alla seconda, ritengo che il Ministro dei lavori pubblici potr\u00e0 rispondere luned\u00ec prossimo.<\/p><p>Per la nomina di tre membri della Corte costituzionale della Sicilia.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che l\u2019Assemblea dovr\u00e0 procedere, nel corso di questa settimana, alla elezione di tre membri della Corte costituzionale per la Sicilia.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non intenda mantenere ferma la sospensione della esazione delle tasse e delle imposte a favore dei proprietari dei fondi occupati dalle truppe alleate dal maggio 1944 al maggio 1947, e che dovranno essere nuovamente dissodati per poter venire coltivati, fino a che non verranno concordate e liquidate le indennit\u00e0 di requisizione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se sia esatto che lo Stato Maggiore dell\u2019Esercito e tutti indistintamente i comandanti militari territoriali si siano espressi favorevolmente per il mantenimento delle direzioni di amministrazione in atto funzionanti e per la non pi\u00f9 ricostituzione dei soppressi uffici amministrativi e ci\u00f2, oltre che per ragioni tecniche e di snellimento del servizio, anche per ragioni di economia; e per conoscere, altres\u00ec, se non sia conseguentemente opportuno dar corso senza ulteriore indugio al provvedimento legislativo gi\u00e0 predisposto fin dal 1943, al fine di rendere sotto ogni rapporto legale la costituzione delle direzioni di amministrazione. E ci\u00f2 tenuto conto:<\/p><p>1\u00b0) che con circolare n. 139900\/121\/4\/1 \u2013 Gab. \u2013 in data 29 giugno 1943 del Ministero della guerra, furono istituite le direzioni di amministrazione allo scopo di riunire in un unico ente direttivo le funzioni disimpegnate dagli uffici amministrativi territoriali di cui al regio decreto-legge 28 settembre 1934, n. 1635 (gi\u00e0 rette da funzionari civili dell\u2019Amministrazione centrale) e dagli uffici contabilit\u00e0 e revisione dei comandi difesa territoriale. La materia di competenza dei soppressi uffici amministrativi territoriali passi quindi alle direzioni di amministrazione e pi\u00f9 precisamente alla sezione giuridico-amministrativa;<\/p><p>2\u00b0) che tale provvedimento venne disposto per rendere pi\u00f9 armonico e consono alle effettive esigenze del servizio il funzionamento dell\u2019Amministrazione presso gli enti periferici, comandi di grandi unit\u00e0 nel territorio e per adattare la struttura organico-amministrativa degli enti territoriali a quella degli enti mobilitati, poich\u00e9 le direzioni di amministrazione previste con gli ordinamenti di guerra gi\u00e0 funzionavano fin dal giugno 1940 presso tutte le grandi unit\u00e0 mobilitate con ottimi risultati;<\/p><p>3\u00b0) che venne in tal modo uniformato il funzionamento del servizio amministrativo di guerra a quello di pace, non potendo logicamente esistere diversit\u00e0 di formazione tra l\u2019uno e l\u2019altro;<\/p><p>4\u00b0) che cumulando in un unico organo direttivo tutte le funzioni amministrative gi\u00e0 devolute ai soppressi uffici amministrativi, a quelli di contabilit\u00e0 e revisione, affidandole tutte ad ufficiali dello specifico servizio, perfettamente competenti in materia sia per la lunga carriera percorsa nel ramo amministrativo, che per la perfetta conoscenza delle esigenze dei corpi nei quali vissero a lungo si \u00e8 creato uno stato di fatto consono ai pi\u00f9 elementari princip\u00ee di buona e saggia amministrazione, attuando in pieno un completo controllo preventivo, concomitante e successivo;<\/p><p>5\u00b0) che era stato disposto il relativo provvedimento legislativo per le conseguenti varianti da apportarsi al sopracitato regio decreto-legge 28 settembre 1943, n. 1635, al fine di sancire con regolare disposizione la fusione dei due uffici molto opportunamente disposta con la sopradetta circolare n. 139900 che istitu\u00ec le direzioni di amministrazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abValenti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della pubblica istruzione e del tesoro, per sapere perch\u00e9 abbiano escluso dai concorsi alla presidenza degli Istituti di istruzione classica, di istruzione tecnica, di scuole medie e di scuole di avviamento, test\u00e9 banditi, gli insegnanti medi titolari e ordinari, forniti di diplomi d\u2019Istituto superiore di magistero conseguiti attraverso un corso quadriennale di studi, con esami orali e scritti pari a quelli sostenuti nelle Universit\u00e0.<\/p><p>\u00abTale esclusione risulta ingiusta, se si constata che i diplomati degli Istituti superiori di magistero sono ammessi a tutti i concorsi di insegnamento, a cui partecipano i laureati, e percorrono la stessa carriera scolastica degli insegnanti forniti di laurea. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLozza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della pubblica istruzione e del tesoro, per sapere per quale ragione alla maggioranza degli insegnanti di scuole elementari e medie estromessi dal fascismo per motivi politici o razziali, e riassunti dopo la liberazione, non sia ancora stata ricostruita la carriera ed essi siano ancora pagati con nota a parte e con lo stipendio iniziale.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante si permette di riferirsi ad alcuni, fra i molti, casi specifici; quelli di Angelo Sorgoni (insegnante elementare di Ancona), Lia Corinaldi, Giorgina Levi in Arian, Giuliana Fiorentino in Tedeschi, Lina Momigliano, Tina Pizardo in Rieser, insegnanti di Istituti di istruzione media. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLozza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere le ragioni per cui il Consorzio agrario di Alessandria maggiora i prezzi dei concimi assegnati ai comuni per la distribuzione agli agricoltori.<\/p><p>\u00abMentre il Comitato interministeriale dei prezzi ha fissato per il solfato ammonico il prezzo di lire 3300 il quintale, il Consorzio agrario di Alessandria lo vende con una maggiorazione di lire 1360 il quintale, e cio\u00e8 a lire 4660 il quintale.<\/p><p>\u00abNella stessa proporzione sono pure maggiorati i prezzi degli altri concimi (perfosfati, nitrati, ecc.).<\/p><p>\u00abLe maggiorazioni denunciate sono cos\u00ec forti da sollevare le giuste proteste degli agricoltori alessandrini. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLozza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.15.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani<\/p><p>Alle ore 11 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXLVIII. 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