{"id":2193,"date":"2023-09-17T14:58:20","date_gmt":"2023-09-17T12:58:20","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2193"},"modified":"2023-10-21T17:36:59","modified_gmt":"2023-10-21T15:36:59","slug":"pomeridiana-di-sabato-4-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2193","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI SABATO 4 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2193\" class=\"elementor elementor-2193\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c36e18d elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c36e18d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1e07547\" data-id=\"1e07547\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3cc43bc elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3cc43bc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471004_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7324bca elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7324bca\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXLVI.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 4 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL, VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO<\/strong> <strong>LUCARELLI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Sereni<\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozioni <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p>Nenni<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Saragat<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Giannini<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Tosato<\/p><p>Dugoni<\/p><p>Dossetti<\/p><p>Cortese<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Crispo<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Lussu<\/p><p>Lombardi Riccardo<\/p><p>Macrelli<\/p><p>D\u2019Aragona<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Chiostergi<\/p><p>Nitti<\/p><p>Caroleo<\/p><p>Mazzoni<\/p><p><strong>Votazione nominale:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione nominale:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sugli ordini del giorno:<\/strong><\/p><p>Quintieri Quinto<\/p><p>Micheli<\/p><p>Magrini<\/p><p>Crispo<\/p><p>Macrelli<\/p><p>Domenid\u00f2<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Laconi<\/p><p>Sardiello<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Chiostergi<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>SERENI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SERENI. Nella seduta pomeridiana di ieri ebbe seguito un incidente sollevato nella seduta del mattino, a proposito di un brano del mio discorso, da parte dell\u2019ingegnere Corbellini. Mentre parlava l\u2019onorevole Pajetta, che ebbe a fare il nome dell\u2019ingegner Corbellini, questi ribad\u00ec quanto aveva detto nella seduta della mattina. Io avevo parlato a proposito della composizione del nuovo Governo, del significato di questa composizione; avevo fatto un accenno al passato dell\u2019ingegner Corbellini, al passato politico, senza fare nessun particolare apprezzamento personale, ma traendone motivo per dare una valutazione della composizione del Governo. Alle mie parole, ed a quelle pronunciate nello stesso senso dal collega Pajetta nel pomeriggio, l\u2019ingegnere Corbellini disse che avrebbe querelato chi vi parla. Io credo che l\u2019ingegner Corbellini, che non \u00e8 un parlamentare, ignori il fatto che un parlamentare non pu\u00f2 essere querelato (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Tuttavia la redazione de <em>Il Popolo<\/em>, un giornale che appartiene al Capo del Governo, ha pubblicato un articolo stamani nel quale si dice che l\u2019ingegner Corbellini minaccia di querelare il comunista Sereni.<\/p><p>Ora, io potrei avvalermi con tranquillit\u00e0 della mia facolt\u00e0 di deputato per ridere di questa querela, ma non intendo affatto avvalermene, e preferisco leggere un documento, di cui depositer\u00f2 alla Presidenza un esemplare, che cos\u00ec dice:<\/p><p>\u00abMinistero delle comunicazioni. Ferrovie dello Stato. Direzione servizi materiali e trazione. Firenze 25 luglio 1940 anno XVIII. n. 52118650135.<\/p><p>\u00abAl Servizio personale affari generali.<\/p><p>\u00abSi trasmette, per le opportune registrazioni a matricola generale, il brevetto di concessione dell\u00e0 croce per anzianit\u00e0 di servizio nella milizia volontaria per la sicurezza nazionale, concesso all\u2019ispettore Capo superiore (163376) Corbellini, ingegnere, professore, commendatore Guido.<\/p><p>\u00abSi resta in attesa di ricevere, ecc., ecc.\u00bb.<\/p><p>Io voglio fare ammenda che non conoscevo questa anzianit\u00e0. Io non avevo parlato di anzianit\u00e0. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Nessuna mia intenzione personale nei confronti dell\u2019ingegnere Corbellini. Abbiamo affermato nella seduta di ieri e riaffermiamo oggi che non abbiamo nessuna intenzione di escludere dalla vita nazionale quelli che hanno avuto un passato fascista. Ho voluto citare questo documento soltanto per dimostrare questo: che mentre in quel momento avevo fatto tutte le riserve perch\u00e9 non conoscevo questo documento particolare, non merito la taccia di calunniatore e che invece il Governo merita la taccia di bugiardo nei confronti della sua maggioranza, che in buona fede ignorava questo fatto. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo gli onorevoli Porzio, De Vita e Martino Enrico.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Onorevoli colleghi, anche senza la mozione degli onorevoli Nenni e Togliatti, io avrei cercato la prima occasione possibile per riferire all\u2019Assemblea Nazionale sull\u2019azione del Governo circa la conferenza di Parigi e sulla nostra azione circa l\u2019ammissione dell\u2019Italia all\u2019O.N.U.<\/p><p>Ho sempre creduto che il Governo non pu\u00f2 che trarre forza dal comunicare le proprie direttive di politica estera all\u2019Assemblea e trarne ammaestramenti e, se pu\u00f2, appoggi. Ma ci\u00f2 far\u00f2 in modo brevissimo, perch\u00e9 in certi casi la brevit\u00e0 \u00e8 la chiave della chiarezza; aggiunger\u00f2 poi altri elementi i quali risponderanno direttamente o indirettamente ad alcune delle osservazioni che i colleghi hanno fatto durante la discussione sulla politica estera. Essi mi scuseranno se non rispondo loro partitamente per rispetto al tempo ed all\u2019ora. Fissando bene come nacque la Conferenza di Parigi avr\u00f2 fornito una risposta agli oratori che criticarono come troppo rapida la immediata accettazione dell\u2019invito che fu rivolto all\u2019Italia. Ecco la veridica storia: negli ultimi giorni del giugno scorso i Governi britannico e francese si fecero promotori della immediata convocazione di una Conferenza a tre a Parigi per discutere il problema europeo. A me non piacque questa iniziativa, che correva il rischio di fare diventare politico un convegno che, con la partecipazione di tutti gli Stati europei, doveva essere esclusivamente economico. Non mi piacque perch\u00e9, con la esclusione anche solo iniziale dei piccoli Paesi e di Paesi come l\u2019Italia che erano stati considerati ex-nemici, esso minacciava di perpetuare una distinzione divenuta anacronistica e che sarebbe stata dannosa alla pace e alla rinascita europea. E tosto formulai queste mie riserve e questi miei sentimenti.<\/p><p>L\u2019Unione Sovietica, dichiarandosi paladina degli interessi delle piccole Nazioni, accentu\u00f2 il significato politico che la Conferenza avrebbe avuto e ne deprec\u00f2 il successo.<\/p><p>Ma fu allora che gli anglo-francesi, correggendo l\u2019errore iniziale, affermarono l\u2019esclusivo aspetto economico della riunione e la allargarono, invitando tutti gli Stati di Europa e naturalmente anche la Russia. Dovevamo noi attendere un solo momento per deciderci, proprio quando gli iniziatori della Conferenza davano ragione al nostro punto di vista, cambiando il loro? La nostra rapidit\u00e0 nel decidere era in ragione del nostro interesse e della nostra decisa volont\u00e0 di agire con tutte le nostre forze a favore della rinascita europea. Non potevamo esitare, coscienti come eravamo del dovere di tutti di superare qualsiasi egoismo per salvare la vita economica dell\u2019Europa, cio\u00e8 la vita stessa di ognuno di noi.<\/p><p>Come vi riferii nei precedenti discorsi del luglio scorso, stimai subito inammissibile che l\u2019Italia partecipasse senza parit\u00e0 assoluta di condizioni, e lo dichiarai. I governi promotori risposero, invece, che il nostro ritardo a ratificare il Trattato di pace avrebbe impedito una nostra piena partecipazione con diritti uguali agli Stati promotori. Finii, tuttavia, per far comprendere loro che una conferenza economica senza l\u2019Italia era un non senso. L\u2019assicurazione di assoluta parit\u00e0 ci fu quindi data, mentre noi, a nostra volta, dichiarammo che avremmo fatto quanto era in nostro potere perch\u00e9 il Trattato fosse portato all\u2019Assemblea.<\/p><p>Ma il 5 luglio l\u2019Ambasciata sovietica ci signific\u00f2 che il suo Governo non avrebbe aderito alla conferenza. Nella sua nota il Governo di Mosca dichiarava \u00abdi avere avuto fin dal principio poca fiducia verso questa iniziativa, sia perch\u00e9 inglesi e francesi si erano messi d\u2019accordo circa le condizioni delle discussioni con gli Stati Uniti dietro le spalle della Russia, sia anche perch\u00e9 nelle dichiarazioni stesse di Marshall non erano state fissate le condizioni e le dimensioni del credito, n\u00e9 la realt\u00e0 stessa del credito\u00bb.<\/p><p>Dopo aver ripetuto a due riprese con nuove parole, ma senza un\u2019ombra di prova, questo sospetto, la nota sovietica concludeva dicendo cosa si sarebbe dovuto fare secondo il Governo di Mosca:<\/p><p>\u00abAnzitutto bisognava chiarire la realt\u00e0 del credito, le sue condizioni e dimensioni, quindi chiedere ai Paesi europei quali sono i loro bisogni di credito e infine compilare un programma sintetico delle loro dichiarazioni, le quali dovrebbero, in quanto possibile, essere soddisfatte in conto dei crediti da parte degli Stati Uniti. Con simile procedere i Paesi europei rimarrebbero padroni della loro economia e potrebbero disporre liberamente delle proprie risorse e delle proprie abbondanze\u00bb.<\/p><p>Voi vedete quali \u00abrisorse e abbondanze\u00bb noi avevamo! La nota cos\u00ec concludeva:<\/p><p>\u00abData una cos\u00ec seria divergenza tra la posizione anglo-francese e la posizione sovietica l\u2019accordo \u00e8 risultato impossibile\u00bb.<\/p><p>Noi non abbiamo il menomo diritto di dubitare dell\u2019assoluta sincerit\u00e0 della dichiarazione sovietica, ma essa costituiva un processo ad intenzioni, senza addurre il menomo indizio circa le pretese mire americane. Col sistema dei sospetti sarebbe stato facile ritorcere gli argomenti della nota sovietica. Ma tali esercizi polemici sono pericolosi perch\u00e9 inaspriscono l\u2019atmosfera.<\/p><p>L\u2019andamento della conferenza dovette mostrare a Mosca quanto le cose fossero pi\u00f9 semplici, chiare e niente affatto combinate in anticipo; e certo le mostr\u00f2 quanto liberamente le tesi pi\u00f9 diverse poterono agevolmente comporsi.<\/p><p>Fummo molto dolenti che l\u2019Unione Sovietica e gli Stati ad essa vicini non venissero a Parigi; n\u00e9 mai omisi occasione di dichiararlo sia a Mosca che altrove: L\u2019Italia continu\u00f2 ad auspicare un progressivo allargamento della conferenza e a volere tutte le porte aperte, anche a conferenza finita, verso tutti gli Stati orientali che avessero in seguito voluto aderire all\u2019organizzazione di cui si fossero fissate le basi a Parigi. Molte testimonianze possono darsi in proposito. Ho qui sott\u2019occhio sette od otto mie documentate dichiarazioni che provano come, ogni volta che potei, alla Conferenza di Parigi o altrove, ho insistito perch\u00e9 la porta restasse aperta verso l\u2019Unione Sovietica e gli Stati ad essa alleati e ho affermato la volont\u00e0 del Governo italiano di mantenere viva la fiducia, la speranza che tutti gli Stati d\u2019Europa aderiscano un giorno ad una organizzazione in cui l\u2019America \u2013 \u00e8 ormai provato \u2013 non ha che delle perdite da subire e nessun guadagno e nessuna cupidigia da soddisfare.<\/p><p>Citer\u00f2, per esempio, il mio discorso di apertura alla Conferenza di Parigi in cui dissi: \u00abNoi siamo alla vigilia di una trasformazione del vecchio mondo; noi lo faremo con la coscienza che la nostra ricostruzione conservi tutte le porte aperte verso la collaborazione fiduciosa dell\u2019Europa orientale. Dobbiamo tentare di tutto per ricondurre al nostro fianco tutti i Paesi assenti\u00bb e cos\u00ec feci il 10 luglio alla Delegazione di Parigi.<\/p><p>Ancora.<\/p><p>Tornato a Roma, in una riunione di Ministri tecnici indetta per concordare ulteriori precisazioni da inviare alla delegazione rimasta a Parigi, stabilii coi colleghi che si significasse quanto segue agli onorevoli Campilli e Tremelloni:<\/p><p>\u00abSi afferma l\u2019interesse economico dell\u2019Italia acch\u00e9 l\u2019area dei Paesi del piano Marshall rimanga aperta nei confronti dell\u2019oriente europeo e che si compia ogni sforzo per favorire la tendenza in atto da parte di alcuni dei Paesi del blocco orientale ad intensificare i rapporti commerciali con i Paesi dell\u2019occidente. In ogni caso l\u2019Italia non dovrebbe rinunziare, ma anzi sviluppare i traffici gi\u00e0 avviati con la Polonia, la Cecoslovacchia, la Jugoslavia e gli altri Paesi della Penisola balcanica\u00bb.<\/p><p>Potrei qui leggervi molti altri testi analoghi. Ma non lo far\u00f2 per brevit\u00e0.<\/p><p>Si pu\u00f2 aggiungere che la Conferenza di Parigi ha affidato l\u2019esame di talune questioni tecniche, la cui discussione si era iniziata sul piano della Conferenza stessa, alle Sottocommissioni competenti della Commissione economica europea di cui come \u00e8 noto, fanno parte l\u2019Unione sovietica, la Polonia, la Jugoslavia ed altri Paesi dell\u2019Europa Orientale. L\u2019Italia ader\u00ec a tale decisione, non senza sacrifizio, in quanto, non per nostra colpa, non facendo ancora parte dell\u2019O.N.U., non potremo partecipare ai lavori delle Commissioni predette su un piede di parit\u00e0 assoluta. Tuttavia noi abbiamo ritenuto opportuno che di un organismo internazionale gi\u00e0 esistente, e del quale fanno parte Paesi non aderenti piano Marshall, venisse fatto uso nel quadro del piano predetto, come prova tangibile del desiderio nostro di vedere tutti i Paesi europei unirsi un giorno per la rinascita del nostre continente.<\/p><p>Circa la nostra mancata ammissione all\u2019O.N.U., voglio dire quanto mi parve doloroso che in Russia si siano ignorati quegli elementi morali e imponderabili per cui \u00e8 inconcepibile \u2013 come ebbe a dire Bevin in un telegramma a me diretto \u2013 che esista un organismo internazionale senza la presenza dell\u2019Italia. Ma v\u2019\u00e8 un altro lato della questione, il quale forse \u00e8 sfuggito ai dirigenti sovietici; ed \u00e8 che il preambolo del Trattato di pace, liberamente firmato dalla Russia, dichiara che l\u2019entrata in vigore del Trattato stesso sarebbe stato un elemento notevolissimo in favore della nostra ammissione all\u2019O.N.U.<\/p><p>Se analoghe dichiarazioni sono contenute nei preamboli di altri trattati di pace ci\u00f2 non mi pare dovrebbe avere rilievo nei confronti del nostro buon diritto.<\/p><p>Oltre a ci\u00f2, nell\u2019accordo di Potsdam, che spesso viene citato a torto, al capoverso in cui si parla dei Trattati di pace in preparazione, l\u2019Italia viene completamente distinta dagli altri Stati ex nemici. L\u2019accordo dice: \u00abL\u2019Italia \u00e8 stata la prima potenza dell\u2019Asse a staccarsi dalla Germania alla cui disfatta essa ha apportato un materiale contributo. L\u2019Italia si \u00e8 liberata dal regime fascista e sta compiendo buoni progressi verso il ristabilimento di una forma istituzionale democratica\u00bb.<\/p><p>\u00abLa conclusione di un Trattato di pace con un Governo italiano riconosciuto come democratico render\u00e0 possibile ai tre Governi di appoggiare una domanda di ammissione dell\u2019Italia alle Nazioni Unite\u00bb. Di fronte all\u2019O.N.U. e al problema della nostra ammissione, ben sapendo io \u2013 nonostante l\u2019evidenza degli impegni presi a Potsdam a nostro favore \u2013 che dovevamo contare anche sulla Russia, feci il possibile per tener conto dei suoi punti di vista. Eccovi a prova \u2013 e potrei citarvene molte altre \u2013 le istruzioni che inviai il 7 settembre all\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Parigi: \u00abL\u2019ammissione dell\u2019Italia all\u2019O.N.U. \u2013 cito \u2013 non pu\u00f2 essere discussa se non insieme alle ammissioni di altri Stati. Invece di cercare l\u2019appoggio di ognuna delle grandi Potenze, occorre adoperarsi per ottenere una loro azione comune sul problema degli ex nemici. Dopo tutto \u2013 continuava il mio telegramma di istruzioni \u2013 qualora tali Stati o anche taluni di essi potessero intervenire nelle discussioni internazionali, ci\u00f2 gioverebbe alla lunga all\u2019universalit\u00e0 che deve rimanere principio e finalit\u00e0 dell\u2019organizzazione delle Nazioni Unite\u00bb.<\/p><p>Voi vedete, dunque, con quale indipendenza di spirito e con quale riguardo ai differenti e pi\u00f9 opposti punti di vista noi agimmo e agiamo.<\/p><p>Non parler\u00f2 pi\u00f9 oltre dell\u2019O.N.U.; ma se ci trovassimo sulla difensiva \u2013 il che non \u00e8 \u2013 potrei anche aggiungere che noi facemmo domanda di entrare nell\u2019O.N.U. dopo aver ottenuto l\u2019approvazione e l\u2019assenso della Commissione per i trattati.<\/p><p>Ma qui vorrei fare un\u2019osservazione: potremmo noi differire, bens\u00ec, com\u2019\u00e8 naturale che accada in una libera Assemblea, sui punti, sui princip\u00ee pi\u00f9 var\u00ee della nostra politica generale e anche della nostra politica estera, ma dobbiamo mostrarci uniti in un punto che ha solamente questo senso: noi abbiamo diritto di essere nell\u2019O.N.U., perch\u00e9 \u2013 come diceva Bevin nel telegramma a me diretto \u2013 \u00e8 inconcepibile un grande organismo internazionale, nel quale l\u2019Italia non sieda pari fra pari in mezzo a tutti gli altri Stati. Se noi mostrassimo costantemente, senza scherni e senza dubbi, che il nostro diritto ad entrare all\u2019O.N.U. \u00e8 sentito da tutto il popolo italiano, la nostra posizione sarebbe assai pi\u00f9 forte; bench\u00e9, come ho detto, debole non \u00e8.<\/p><p>Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto: o l\u2019O.N.U. esister\u00e0, l\u2019O.N.U. diventer\u00e0 attiva \u2013 ed \u00e8 impossibile concepire che ci\u00f2 sia senza un popolo del valore morale, intellettuale e demografico dell\u2019Italia; o, se l\u2019O.N.U. perir\u00e0, come per\u00ec la Societ\u00e0 delle Nazioni, una delle ragioni per le quali perir\u00e0 \u00e8 che l\u2019Italia non c\u2019\u00e8 entrata. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Del resto, se oggi l\u2019ammissione dell\u2019Italia alla Organizzazione delle Nazioni Unite \u00e8 ancora in discussione, ci\u00f2 non avviene perch\u00e9 si dubiti della nostra volont\u00e0 di pace e capacit\u00e0 di adempiere agli obblighi incombenti sugli Stati membri, bens\u00ec perch\u00e9 \u2013 all\u2019infuori di noi e dei nostri desideri \u2013 il caso italiano \u00e8 venuto a trovarsi legato a quello di altri Stati sulla cui ammissibilit\u00e0 esistono in seno al Consiglio di sicurezza dei pareri discordi. \u00c8 un problema che l\u2019Italia non ha creato e per la soluzione del quale essa non ha purtroppo \u2013 nonostante la sua migliore buona volont\u00e0 \u2013 veste per un\u2019azione determinante.<\/p><p>Quello che non perir\u00e0, in ogni modo, \u00e8 il costante sentimento dei popoli, pi\u00f9 maturo di certi Governi, verso l\u2019ideale di un\u2019Unione europea. \u00c8 per questo che io sono lieto dell\u2019eco di profonda simpatia che la proposta da me formulata il 15 luglio a Parigi per un\u2019unione doganale italo-francese ha avuto in Francia. Bisogna che sappiate, a proposito del progetto dell\u2019Unione doganale italo-francese, che, per ci\u00f2 che ci concerne, noi Governo italiano sempre abbiamo detto: vogliamo un\u2019unione doganale italo-francese, perch\u00e9 essa dar\u00e0 nuovo respiro e nuove forze ai due popoli di fronte alle eventualit\u00e0 dell\u2019avvenire, ma anche perch\u00e9 la consideriamo come una base e una porta aperta a qualunque futura adesione, possa questa venite sia dal Nord che dall\u2019Est.<\/p><p>Non vi avrei detto completamente il mio pensiero, se non facessi cenno delle ragioni per le quali il Governo ed io personalmente siamo perfettamente e profondamente convinti che ogni voce, anche se sincera, che viene lanciata ogni tanto, di tentativi degli Stati Uniti di influire indebitamente sui governi europei, \u00e8 priva assolutamente di ogni consistenza.<\/p><p>Noi possiamo essere profondamente ottimisti, malgrado incidenti penosi che possono avvenire, circa il futuro della pace europea, perch\u00e9 una cosa \u2013 a mio avviso \u2013 \u00e8 certa: che la Russia non far\u00e0 mai la guerra e che gli Stati Uniti non faranno mai la guerra. La Russia non far\u00e0 mai la guerra perch\u00e9 \u00e8 convinta (ed ha ragione) che in un lontano avvenire il suo sviluppo interiore sar\u00e0 molto pi\u00f9 importante di una vittoria militare qualunque; e gli Stati Uniti non faranno mai la guerra perch\u00e9 chi li conosce sa benissimo che vi \u00e8 un articolo non scritto nella Costituzione americana ed \u00e8 che l\u2019America non fa mai la guerra se non \u00e8 invasa.<\/p><p>Roosevelt, che voleva la guerra perch\u00e9 temeva il dilagare del dominio nazista, sarebbe stato incapace di indurre il suo Paese ad entrare nella fornace ardente se i giapponesi non avessero commesso la follia di andare a bombardare la flotta americana in un\u2019isola americana.<\/p><p>PAJETTA GIAN CARLO. E la guerra di Cuba?<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Onorevole Pajetta, la guerra di Cuba \u00e8 stata fatta dagli americani come la guerra del Transvaal \u00e8 stata fatta dagli inglesi e come purtroppo la guerra dell\u2019Abissinia \u00e8 stata fatta da italiani; ma gli anni passano e i popoli imparano, e vi \u00e8 fra il periodo della guerra di Cuba ed ora una distanza di secoli; per chi conosce l\u2019America \u00e8 noto che tutti gli americani considerano oggi gli atti di violenza compiuti da vecchi presidenti repubblicani, cio\u00e8 conservatori, nell\u2019America centrale, come una macchia sullo stemma degli Stati Uniti; gli americani, in fondo ancor oggi puritani, idealisti e alcun poco isolazionisti, non si immischiano delle cose europee che per un senso di dovere, senza nessun piacere; e \u2013 lo sanno bene \u2013 senza nessun loro guadagno.<\/p><p>Tutti coloro che ben conoscono l\u2019America sanno quanto fu profondamente veridico il presidente Truman quando, ricevendo il presidente De Gasperi, gli rivolse questo discorsetto che non \u00e8 stato abbastanza rilevato in Italia: \u00abVi vogliamo aiutare per la vivissima simpatia che abbiamo per il popolo italiano, di cui esiste qui una cos\u00ec forte e leale comunit\u00e0. Non vogliamo nulla dall\u2019Italia, che deve fare la sua strada per suo conto e riconquistare il suo posto a cui ha diritta nel mondo. Se un uomo pu\u00f2 esprimere i sentimenti di un popolo intero, io vi dico che l\u2019America ha rispetto ed amicizia per l\u2019Italia e far\u00e0 tutto quel che potr\u00e0 fare in suo favore\u00bb.<\/p><p>E poich\u00e9 le parole sono parole e i fatti sono fatti, credo di non essere indiscreto se vi cito una decisione ufficiale che a noi non consta ancora in modo diretto, ma che so che il Governo americano ha preso. Io non sono forse autorizzato a dire ci\u00f2. E se il Governo americano (io non ne so niente) ha ritardato questa comunicazione per non aver l\u2019aria di mescolarsi nei nostri dibattiti politici, io dico che il nostro rispetto per il Governo americano deve aumentare.<\/p><p>In ogni modo, ecco che cosa posso trarre da due telegrammi ricevuti giorni fa dalla nostra ambasciata a Washington: il Presidente Truman ed il Segretario di Stato Marshall hanno deciso finalmente di rinunciare alla quota che spettava all\u2019America del nostro naviglio da guerra e lasciarlo completamente nelle nostre mani per i nostri usi. (<em>Vivissimi<\/em>,<em> generali<\/em>,<em> prolungati applausi \u2013 Il Presidente<\/em>,<em> i componenti del Governo<\/em>,<em> i deputati si levano in piedi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il Dipartimento di Stato conta far presente ad altrui che sar\u00e0 felice se la decisione del Governo americano servir\u00e0 di esempio ad altri Paesi. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Badate, non crediate che questa \u00e8 solo una decisione di Governo. Il Governo americano \u00e8 cos\u00ec fatto che n\u00e9 il Presidente, n\u00e9 il Congresso, n\u00e9 i governanti sono capaci di fare alcunch\u00e9 che abbia una importanza siffatta, se non hanno dietro di loro l\u2019opinione pubblica.<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Anche la limitazione sulla legge degli scioperi? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Proprio come in Russia! (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Io non so quando il Governo americano ci far\u00e0 una comunicazione ufficiale a questo riguardo. Sar\u00e0 prestissimo, suppongo, ma vi voglio dire fin d\u2019ora che risponder\u00f2 che noi italiani siamo grati al Governo americano ed alle associazioni religiose, laiche, filantropiche americane che durante gli anni terribili dell\u2019armistizio riuscirono a salvare dalla tubercolosi i nostri bambini e a far vivere noi stessi, ma che la nostra gratitudine per gli aiuti materiali sar\u00e0 nulla in confronto di quanto sentiremo per questo gesto morale di cui noi apprezziamo tutta l\u2019importanza; infatti il popolo italiano come tutti i popoli che hanno una storia gloriosa, ma piena di sofferenze, apprezza la giustizia pi\u00f9 di tutto, l\u2019apprezza perfino \u2013 non so se oso dire troppo \u2013 pi\u00f9 della libert\u00e0, pi\u00f9 della democrazia; ed in questo atto del Governo americano gli italiani vedranno la prova che giustizia all\u2019Italia \u00e8 stata resa. In fondo, si poteva benissimo non darci del pane, ma si doveva render giustizia alla Marina italiana che, dopo il fatale 8 settembre, ha fatto miracoli di coraggio, di abnegazione morale al lato degli alleati; aveva ragione il popolo italiano, sentendo che era una ferita al nostro sentimento di giustizia, il colpirci ingiustamente in quella Marina da guerra che spontaneamente, eroicamente, stoicamente ha servito la causa non solo nostra, ma anche degli Stati Uniti e dell\u2019Inghilterra. (<em>L\u2019Assemblea<\/em>,<em> in piedi<\/em>,<em> grida: \u00abViva la Marina!\u00bb \u2013 Vivissimi<\/em>,<em> prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Devo aggiungere, poich\u00e9 noi italiani siamo felici di vedere ogni spiraglio di luce e di comprensione da tutte le parti, che da Mosca mi \u00e8 giunta una proposta di cui sono lieto. Eccone le origini. Nel mio discorso del 24 luglio scorso dissi: \u00abIl terzo pilastro della costruzione sar\u00e0, oltre la politica migratoria con l\u2019America latina, anche una vasta politica culturale, commerciale, con la stessa America latina da una parte e con l\u2019Europa orientale dall\u2019altra, non perdendo occasioni per migliorare le nostre relazioni con quei mondi dall\u2019avvenire per noi tanto importante, dalla vicina Jugoslavia, fino all\u2019Unione Sovietica, passando per tutti i popoli Balcanici\u00bb. Due o tre giorni dopo ebbi una conversazione con l\u2019Ambasciatore sovietico che mi domand\u00f2 che cosa quelle frasi significavano. Risposi: \u00abSono un uomo semplice e ci\u00f2 che ho detto significa solo ci\u00f2 che ho detto. Se noi possiamo stabilire dei buoni rapporti economici con voi ne saremo felici\u00bb. L\u2019altro giorno il signor Kostylev, riferendosi al mio discorso o alla mia dichiarazione, mi domand\u00f2 se non credevo che fosse venuto il tempo di mandare una missione commerciale in Russia per vedere di stabilire dei rapporti economici con quel Paese. Il Governo italiano ha messo subito allo studio la questione, e non mancher\u00e0 di fare quanto \u00e8 in noi perch\u00e9 i rapporti fra i due Paesi vengano progressivamente migliorati nell\u2019interesse comune e nell\u2019interesse della pace. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il nostro pensiero in politica estera \u00e8 questo: sicuri del nostro avvenire, come Mazzini fu sicuro un secolo fa dell\u2019unit\u00e0, noi dobbiamo guardare avanti e veder lontano. \u00c8 per questo, lo ripeto, che sono lieto dell\u2019adesione dell\u2019onorevole Giannini al concetto dell\u2019Unione Europea. \u00c8 per questo che sono convinto che noi dobbiamo inventare un nuovo sacro egoismo; ma questo nuovo sacro egoismo deve essere: identificare l\u2019essenza pi\u00f9 profonda dei nostri interessi italiani con gli interessi dell\u2019umanit\u00e0, del progresso sociale e dell\u2019Europa. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Cos\u00ec, noi agiremo per i gruppi italiani rimasti in Africa, per i nostri interessi in Africa; li difenderemo perch\u00e9 sono italiani e perch\u00e9 sono carne della nostra carne; ma anche perch\u00e9 mostreremo e faremo sentire al mondo che la presenza degli italiani in terre africane, che prima di noi erano deserti, costituisce un beneficio comune per l\u2019Europa. Non v\u2019\u00e8 dubbio infatti; quei luoghi ridiventerebbero dei deserti se gli italiani ne partissero.<\/p><p>Quindi \u00e8 interesse dell\u2019Europa e della civilt\u00e0 occidentale che essi rimangano dove essi con il loro sangue e con il loro sudore fruttificarono i terreni dell\u2019Africa. (<em>Approvazioni al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo dir\u00f2 a Londra, quando prossimamente \u2013 oramai la data della mia visita \u00e8 definitivamente fissata tanto da parte di Bevin quanto da parte mia \u2013 mi recher\u00f2 a Londra, se la vostra fiducia ci \u00e8 conservata, tra il 25 e il 30 di ottobre. L\u00e0 parler\u00f2 degli interessi dell\u2019Italia, ma parler\u00f2 degli interessi dell\u2019Italia in relazione a quelli che sono anche gli interessi supremi della Gran Bretagna, perch\u00e9 nella situazione attuale del mondo non vi \u00e8 salvezza per gli uni se non vi \u00e8 salvezza per gli altri. Voi riconoscerete che in questa mia breve comunicazione io sono stato del tutto obiettivo senza parlare un sol momento del Ministro degli esteri, che, come uomo, poco conta in questi problemi. Ma in quanto gli uomini possono contare, poich\u00e9 sono essi che rappresentano o spiegano una politica, vorrei dire ad uno degli oratori della passata discussione (oratore che, per altro, ebbe frasi gentili verso di me e di ci\u00f2 lo ringrazio) che quando egli dichiar\u00f2 che noi non dobbiamo avere un complesso di inferiorit\u00e0, io sono bens\u00ec d\u2019accordo con lui, ma alla condizione che il complesso di inferiorit\u00e0 non sia escluso attraverso il facile trucco di parole bombastiche, esagerate, retoriche. Non \u00e8 con la sciatteria di vacui discorsi roboanti che si pu\u00f2 acquistar la stima e il rispetto dei Paesi stranieri: anzi, pi\u00f9 noi ci mostreremo modestamente sicuri della nostra coscienza e sicuri del nostro avvenire, ma diremo questo con parole piane, senza vantarci delle quattro nostre civilt\u00e0 passate, senza rinnovare quelle atmosfere dannunziane che, a torto o a ragione, sono s\u00ec mal sentite dai popoli esteri, e pi\u00f9 noi daremo l\u2019impressione di sentirci uguali tra uguali senza costantemente montare sui trampoli della letteratura per accentuare una superiorit\u00e0 che pu\u00f2 essere solo garantita dalla nostra serenit\u00e0 e compostezza. \u00c8 con tali pensieri e tali sentimenti che io, finch\u00e9 rester\u00f2 a questo posto, agir\u00f2 al servizio della causa italiana. Cos\u00ec parler\u00f2 presto a Londra; cos\u00ec parler\u00f2 dovunque e credo che questo linguaggio, o colleghi, \u00e8 il solo corretto, onesto, efficace per servire l\u2019Italia. (<em>Vivi<\/em> <em>applausi al centro e a destra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dar\u00f2 ora la parola ai presentatori delle mozioni nell\u2019ordine in cui essi le hanno svolte.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi, signori del Governo. Se dicessi che la discussione mi ha posto in condizioni di dire una parola conclusiva sui problemi che ho avuto l\u2019onore di sottoporre all\u2019Assemblea e al Governo, direi certamente cosa inesatta.<\/p><p>Gli arcani del Regolamento sono stati invocati per rovesciare quello che mi pareva dovesse essere l\u2019ordine logico della discussione, per far parlare cio\u00e8 i presentatori delle mozioni di sfiducia prima che il Presidente del Consiglio abbia loro risposto.<\/p><p>Posso io considerare di avere avuto dai Ministri, che hanno successivamente preso la parola nel corso della discussione, una risposta adeguata? Credo che l\u2019Assemblea riconoscer\u00e0 che questa risposta non c\u2019\u00e8 stata.<\/p><p>Come potrei, per esempio, considerare esauriente la risposta del Ministro Merzagora, il quale, avendo escluso che esistesse uno scandalo dei conti valutari, ha per\u00f2 richiamato l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sullo scandalo delle evasioni delle valute, il quale, nello spirito mio, \u00e8 la conseguenza dello scandalo dei conti valutari, e che, in ogni modo, di per se stesso, \u00e8 infinitamente pi\u00f9 grave dello scandalo da me denunciato?<\/p><p>Posso considerare soddisfacente la risposta del Ministro Togni alle critiche mosse alla mancanza di un piano di priorit\u00e0 nell\u2019industria ed allo stato indisciplinato, vorrei dire anarchico, della produzione industriale?<\/p><p>Debbo manifestare la medesima insoddisfazione, per il discorso che ha pronunciato questa mattina il Ministro Einaudi, discorso che noi attendevamo con una certa impazienza, che il Paese attendeva con una impazienza maggiore, in quanto desiderava di veder chiaro nelle intenzioni del Governo, e che ci ha delusi.<\/p><p>Il collega Morandi aveva posto al Ministro Einaudi due problemi per noi fondamentali. Aveva chiesto al Ministro Einaudi se egli si assumeva la responsabilit\u00e0 della politica valutaria e della politica dei prezzi seguita dal Gabinetto da lui definito la \u00abCentrale dell\u2019inflazione\u00bb. Non credo che il Ministro Einaudi abbia dato, non dico, una risposta sodisfacente, ma neanche una risposta approssimativa. Egli ha parlato delle restrizioni del credito con una lontananza che mi ha sorpreso, come se attorno a questo problema non si fosse determinato un vero stato di tormentosa attesa nel Paese, come se esso non fosse fondamentale per il destino di vasti settori della industria e degli operai che ne dipendono.<\/p><p>Noi non possiamo quindi considerare come sodisfacenti le risposte dei Ministri che finora hanno parlato, ed io voglio sperare che il Presidente del Consiglio sar\u00e0 meno generico e pi\u00f9 aderente alla concretezza dei problemi da noi sollevati.<\/p><p>Devo dire che anche il Ministro degli esteri ci ha deluso.<\/p><p>Non so se debbo attribuire alle imperfezioni della acustica di questa sala il non aver trovato nelle sue parole una spiegazione di quella che vorrei chiamare la nostra avventura dell\u2019O.N.U.<\/p><p>Onorevoli colleghi, quando ci \u00e8 stato chiesto un voto che lacerava la coscienza nazionale, che, come italiani, ci poneva di fronte a uno dei problemi pi\u00f9 angosciosi, quando ci \u00e8 stato chiesto di ratificare anticipatamente il Trattato di pace, cosa ha detto il Governo? Ha detto due cose: che dovevamo subire la ratifica anticipata per poter andare a Parigi alla Conferenza che stava elaborando la piattaforma dell\u2019Europa sul cosiddetto piano Marshall. Codesta affermazione del Governo fu smentita nel corso stesso della discussione, che concludemmo col Ministro degli esteri il quale tornava dalla Conferenza di Parigi.<\/p><p>Si pretese allora che la ratifica anticipata condizionasse il nostro ingresso all\u2019O.N.U., ed ecco il Governo si ripresenta all\u2019Assemblea dopo di aver inflitto all\u2019Italia l\u2019umiliazione inutile di farci respingere dall\u2019O.N.U. (<em>Proteste a destra e al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> \u00c8 stata la Russia&#8230;<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi \u00e8 stata la conseguenza della unilateralit\u00e0 della nostra politica estera. (<em>Proteste al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 evidente (e noi lo dicemmo nella misura in cui ci\u00f2 si poteva dire senza incorrere nel sospetto che noi offrissimo argomenti a chi avesse voluto escluderci dall\u2019O.N.U.), \u00e8 evidente che tanto pi\u00f9 appariremo legati sul piano della politica estera all\u2019uno dei blocchi mondiali, tanto pi\u00f9 ci condanneremo a subire l\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019altro. Giacch\u00e9, ci piaccia o non ci piaccia \u2013 ed io non sto a dire se sono fra coloro cui piace o non piace, ci\u00f2 essendo senza importanza \u2013 a determinare la politica europea e mondiale, non c\u2019\u00e8 soltanto un blocco di potenze, ma ce ne sono due, dei cui conflitti noi faremo sempre le spese tutte le volte che prenderemo una posizione unilaterale o partigiana.<\/p><p>Mi consenta poi il Ministro degli esteri di esprimere la mia meraviglia per avere egli sorpreso il sentimento dell\u2019Assemblea con l\u2019annunzio che gli Stati Uniti sono disposti a non far valere i diritti che a loro conferisce il Trattato di pace su una parte delle nostre navi. Tale promessa degli Stati Uniti risale a parecchi mesi or sono, e fu fatta contemporaneamente dagli Stati Uniti e dall\u2019Inghilterra.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> E la Russia?<\/p><p>NENNI. Non ha quindi rapporto con la anticipata ratifica del Trattato, ma risale all\u2019epoca in cui si discusse a Parigi la sorte della nostra Marina da guerra.<\/p><p>\u00c8 un gesto, questo, di cui dobbiamo prendere atto con soddisfazione come di un parziale riconoscimento dell\u2019ingiustizia usata nei nostri confronti.<\/p><p>Onorevoli colleghi, venendo ora ai problemi di ordine generale ai quali si collega la mia mozione di sfiducia, non ho, per orientarmi sulle intenzioni del Governo, che il discorso dell\u2019onorevole Piccioni, elemento necessario di questo dibattito, in quanto che se le nostre critiche erano dirette al Governo, il nostro appello per creare una situazione nuova era diretto alla Democrazia cristiana.<\/p><p>Ma prima di affrontare il tema centrale, mi consenta l\u2019Assemblea di rispondere ad un quesito che l\u2019onorevole Piccioni ha posto a me e \u2013 al di l\u00e0 dalla mia persona \u2013 ha posto al Partito socialista italiano. L\u2019onorevole Piccioni, si \u00e8 rammaricato di non scorgere nell\u2019azione pratica divergenze apprezzabili, sostanziali, fra la nostra azione e quella del Partito comunista.<\/p><p>Egli riprendeva cos\u00ec \u2013 e lo lodo di averlo fatto sul terreno dell\u2019azione pratica e senza spaziare fra le nuvole dell\u2019astrazione secondo il metodo di Saragat \u2013 il vecchio problema gi\u00e0 posto dall\u2019onorevole Presidente del Consiglio, quando invoc\u00f2 lumi danteschi per chiederci se socialisti e comunisti eravamo due in uno, o uno in due.<\/p><p>Io potrei, onorevole Piccioni, prendermi il lusso di rovesciare la domanda e porre alla Democrazia cristiana un analogo quesito.<\/p><p>Quando la frazione pi\u00f9 avanzata della Democrazia cristiana, quando i gruppi, i nuclei di essa verso i quali esiste da parte nostra un vincolo sentimentale che gli avvenimenti degli ultimi tempi non hanno distrutto, quando codesta frazione avanzata antifascista della Democrazia cristiana lottava insieme con i comunisti e con noi socialisti, per la liberazione del Paese, per abbattere il regime fascista, per scacciare i dominatori stranieri, quale era, sul terreno dell\u2019azione pratica, la differenza fra la Democrazia cristiana e l\u2019estrema sinistra?<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni, gli uomini della Democrazia cristiana, che hanno partecipato a questa lotta ed alcuni dei quali siedono al banco del Governo, hanno mai considerato leso, diminuito, annullato il carattere autonomo del loro Partito, solo perch\u00e9 trovavano al loro fianco i comunisti e con essi combattevano? (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E pi\u00f9 tardi, quando con una frazione della Democrazia cristiana, che era maggioranza nel partito e minoranza nella famiglia cattolica italiana (come lo dimostrarono le elezioni del 2 giugno), quando abbiamo lottato per la Repubblica ha l\u2019onorevole Piccioni, hanno i democristiani nostri alleati di allora, considerato che l\u2019autonomia del loro Partito fosse insidiata dal fatto che combattevano per la Repubblica assieme ai socialisti?<\/p><p>Ora la nostra posizione di fronte ai problemi attuali della societ\u00e0 italiana e della democrazia italiana, \u00e8 identica alla vostra nella lotta contro il fascismo e per la Repubblica. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Vi sbagliate.<\/p><p>NENNI. I problemi fondamentali della democrazia italiana sono oggi per noi i problemi sociali. Lo abbiamo detto in quest\u2019Aula dopo il 2 giugno, lo abbiamo ripetuto in cento manifestazioni attraverso il Paese. Per noi, i problemi fondamentali del popolo sono la riforma agraria e la riforma industriale. E allora, con chi volete che il Partito socialista si allei se non con coloro che come noi, col nostro stesso spirito, vogliono la riforma agraria e la riforma industriale? (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se allarghiamo poi il dibattito dal particolare al generale, allora \u00e8 evidente il problema del socialismo, \u00e8 quello dell\u2019avvento delle classi lavoratrici al potere, come lo riconosceva l\u2019altro giorno lo stesso onorevole Saragat.<\/p><p>A chi dobbiamo allearci, per risolvere questo problema: agli agrari, agli industriali? (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Alla Russia! (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Saremmo lieti, onorevoli colleghi del centro democristiano, di poter affrontare questi problemi anche con voi. Sono personalmente convinto che esiste una sinistra democristiana (<em>Commenti al centro<\/em>); che essa \u00e8 costituita non tanto dagli uomini coi quali abbiamo condotto assieme la cospirazione antifascista, ma dai giovani che cercano le vie di una conciliazione della Democrazia cristiana con la sinistra operaia, proprio per risolvere la questione sociale. Saremmo lieti di poter collaborare con questi giovani e di poter estendere a loro l\u2019alleanza che pratichiamo coi comunisti e che vogliamo allargare a tutti i settori della sinistra. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Piccioni, che cosa vuole ella da me? Ella mi chiede di associarmi ad un processo alle intenzioni.<\/p><p>Allorch\u00e9 in un recente discorso a Bologna ho voluto dire in quale momento potrebbe rompersi la nostra alleanza coi comunisti, ho fatto riferimento ad un avvenire ipotetico, che probabilmente non si verificher\u00e0 mai: ho dovuto dire che romperemo la nostra alleanza coi comunisti quando essi si metteranno fuori e contro la Nazione, fuori e contro la democrazia. Senonch\u00e9 non avevo nessun elemento positivo sul quale basare la mia ipotesi. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Signori, sulla base del processo alle intenzioni nessuna convivenza politica \u00e8 mai stata possibile e sar\u00e0 mai possibile. Il solo processo ammissibile \u00e8 quello dei fatti; e \u2013 permettetemi \u2013 non il processo ai fatti esterni (la Russia o la Bulgaria, la Grecia o la Spagna) ma a quelli interni. Oggi non c\u2019\u00e8 probabilmente nessun comunista il quale pensi che il cammino che dovr\u00e0 percorrere il popolo italiano per realizzare le sue aspirazioni politiche e sociali debba essere quello per cui pass\u00f2 la rivoluzione bolscevica. N\u00e9 noi siamo abituati, in ogni caso, a cercare la ispirazione dei problemi che poniamo di fronte alla collettivit\u00e0 nazionale, in Russia o in Inghilterra: noi poniamo i problemi che la storia pone al popolo italiano, e li risolviamo con quanti concordano nel nostro metodo e nel nostro fine.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 siamo, restiamo, resteremo alleati del partito comunista.<\/p><p>L\u2019onorevole Saragat ha citato qui la frase dettata a Rosa Luxemburg da un momento di orgoglio intellettuale: \u00abSe sei nella verit\u00e0, se sei sulla diritta via, incontrerai il proletariato\u00bb. No, Saragat, per i socialisti il problema non si \u00e8 mai posto in questi termini; giustamente Pertini ha ricordato che Rosa Luxemburg, avendo nel gennaio 1919 aspramente combattuto nel suo Partito contro la frazione spartachiana favorevole all\u2019insurrezione immediata, una volta la decisione presa, non dette appuntamento agli operai di Berlino ad un punto indefinito del tempo e dello spazio, ma si mise alla testa dei proletari che sapeva destinati alla disfatta, ma dei quali volle condividere la sorte e la morte. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Del resto, oggi Saragat fa il processo delle intenzioni nostre e dei comunisti, e su questo processo fonda il suo tentativo di dividere i lavoratori.<\/p><p>Ad un Congresso parigino del 1937, quando un illustre socialista italiano, \u2013 che non nomino perch\u00e9 assente \u2013 volle fare il processo delle intenzioni per le quali in Ispagna i comunisti morivano sulle trincee della libert\u00e0 e della democrazia, Saragat rispose: \u00abNon faccio di questi processi. Non c\u2019\u00e8 testimonianza pi\u00f9 eloquente del sangue\u00bb.<\/p><p>Signori, noi accettiamo il contributo che i comunisti hanno dato alla lotta di liberazione del Paese, noi accettiamo il loro contributo alla soluzione della questione sociale come un fatto, ed \u00e8 sulla base di questo fatto che \u00e8 nata la nostra alleanza con loro, la coincidenza della loro azione pratica con la nostra.<\/p><p>Quanto alle differenze, pi\u00f9 che nelle ideologie, io la troverei nella storia. Io sono di coloro che pensano che la scissione del 1921 fu un errore. Io sono di coloro che pensano che il compito della classe lavoratrice italiana, degli stessi comunisti, sarebbe pi\u00f9 facile se la scissione non ci fosse stata. Ma non \u00e8 dato a me, non \u00e8 dato a nessuno, di fare <em>\u00e0 rebours<\/em> la storia. Essa \u00e8 quella che \u00e8. Prendete per\u00f2, onorevoli colleghi, atto di un\u2019affermazione che tengo a ripetere davanti alla Costituente: noi socialisti siamo indipendenti ed autonomi nei confronti di tutti; siamo indipendenti e autonomi nei confronti del Partito comunista, come nei confronti di ogni altro partito. Non siamo autonomi nei confronti della classe lavoratrice. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se la nostra naturale ambizione \u00e8 di influenzare la classe lavoratrice nella direzione delle nostre ideologie e del nostro metodo, niente per\u00f2 potr\u00e0 mai dividerci dal proletariato del nostro Paese, neppure gli errori che esso potesse compiere. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ci\u00f2 detto, quale apprezzamento posso io dare del discorso dell\u2019onorevole Piccioni? Ho la convinzione che egli abbia parlato come uomo di partito, come segretario del suo Partito, in uno stato che posso ammettere fosse di legittima difesa, ma pi\u00f9 guidato dall\u2019orgoglio che dalla riflessione. Credo che l\u2019onorevole Piccioni converr\u00e0 con me \u2013 e ne converr\u00e0, lo spero, il Presidente del Consiglio dei Ministri \u2013 che c\u2019\u00e8 un momento in cui il patriottismo di partito non basta; c\u2019\u00e8 un momento in cui la qualit\u00e0 di uomini responsabili si misura dalla capacit\u00e0 che abbiamo di superare gli stretti limiti del partito e di parlare ed agire secondo l\u2019interesse dello Stato e della Nazione.<\/p><p>Ora, se io non sono riuscito a convincere l\u2019Assemblea dei motivi nazionali della nostra opposizione, la colpa \u00e8 mia; \u00e8 della insufficienza della mia capacit\u00e0 comunicativa. Ho sentito dire dall\u2019onorevole Giannini e da altri che tutto per noi si ridurrebbe a chiedere un posto nel Governo.<\/p><p>Onorevoli colleghi, il destino ha voluto che la nostra vita si svolgesse quasi sempre fuori legge. Non c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0 maggiore di quella di piegare uomini come noi alle esigenze del Governo e dello Stato. Quando si \u00e8 trascorsa tutta la propria vita considerando nello Stato il nemico, si pu\u00f2 diventare, come \u00e8 capitato a me, Vice Presidenti del Consiglio dei Ministri, ma si resiste difficilmente all\u2019attrattiva della opposizione, che \u00e8 il nostro stato naturale, per cui forse ha ragione l\u2019onorevole De Gasperi quando dice che siamo all\u2019opposizione anche essendo al Governo. Tuttavia non sono uomini come noi che possono subire la vanit\u00e0 del potere. Ora ecco che, ammaestrati dalle cose, tornati nel nostro Paese dopo una grande tragedia, gioiosi di aver concorso a risolvere uno dei problemi della nostra giovent\u00f9 (quello repubblicano), ecco che, mentre il proletariato avverte che \u00e8 venuta l\u2019ora di superare i confini della esclusiva attivit\u00e0 di Partito e di classe, voi ci ricacciate nell\u2019opposizione. E viene in vostro soccorso anche l\u2019onorevole Calosso ad accusarci di diciannovismo, cio\u00e8 della tendenza ad isolarci ed a considerare che la classe operaia non pu\u00f2 risolvere i suoi problemi che da sola, nella pienezza della sua vittoria, concepita come vittoria insurrezionale, un po\u2019 alla francese, come <em>le grand soir<\/em>. Ora \u00e8 proprio questo primitivo massimalismo blanquista che noi abbiamo superato, ad esso sostituendo il senso della nostra responsabilit\u00e0 verso il Paese, del socialismo che diviene ogni giorno, che avanza se avanza la vita collettiva della Nazione. E voi signori ci ricacciate indietro con un processo alle intenzioni e scavate cos\u00ec pi\u00f9 profonde le divisioni di partito e di classe proprio nel momento in cui vi abbiamo offerto, onorevole De Gasperi, la possibilit\u00e0 di una distensione.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Dopo tre mesi di propaganda!<\/p><p>NENNI. Al quesito che abbiamo posto non \u00e8 sufficiente risposta la piccola cronaca, oppure la rispolveratura delle parole poco cortesi dell\u2019<em>Avanti!<\/em> o <em>dell\u2019Unit\u00e0<\/em>, o l\u2019episodio del manifesto ingiurioso alla porta della casa dell\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Soltanto l\u2019onorevole Nitti ha mostrato di capirci quando rivolto all\u2019onorevole Piccioni \u2013 che aveva usato il linguaggio orgoglioso di un capo di setta \u2013 ha chiesto: \u00absiete sicuri di potere dominare gli avvenimenti che si svolgeranno nel Paese? Siete sicuri di avere autorit\u00e0 e forza sufficiente per arrivare a dicembre senza situazioni catastrofiche? (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Il caos!<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi: questo \u00e8 il problema che Nitti ha posto.<\/p><p>SILES. Nitti lo ha posto a noi ed anche a voi. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Se voi avete l\u2019orgogliosa certezza di tenere in pugno la situazione, allora anticipando, sulla normale vita dei parlamenti, voi potete avventurarvi a governare con un voto di maggioranza. In questo caso, onorevole Scelba, \u00e8 perfettamente inutile ritorcere contro i comunisti l\u2019accusa che i comunisti fanno alla Democrazia cristiana, di aver rotto il fronte repubblicano, perch\u00e9 in definitiva al popolo interessa meno di sapere chi \u00e8 responsabile della rottura del fronte repubblicano di quanto non lo interessi sapere se lo schieramento si pu\u00f2 rifare.<\/p><p>Noi diciamo di s\u00ec, e se nella discussione generale abbiamo premesso che voi non potete fare miracoli al Governo, come non ne potremmo fare noi, non \u00e8 per precostituirci un alibi in vista del domani, ma per dimostrare che n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri da soli siamo in grado di trarre il Paese a salvamento. \u00c8 inteso, onorevoli colleghi della Democrazia cristiana, voi siete in quest\u2019Aula i pi\u00f9 forti. Ma i voti basta contarli o bisogna anche pesarli? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Io sono convinto che bisogna contarli e pesarli.<\/p><p>L\u2019onorevole Finocchiaro Aprile pose, in forma sbagliata, un problema che vorrei a mia volta riproporre all\u2019Assemblea. Egli fece un confronto, fra quelle che chiamava le \u00abdonnaccole\u00bb che avevano votato per la Democrazia cristiana e le masse operaie che avevano dato il voto ai socialisti e ai comunisti. Il problema cos\u00ec non \u00e8 ben posto. Non \u00e8 lecito stabilire una differenza di grado di responsabilit\u00e0 fra le categorie degli elettori e delle elettrici. Per\u00f2, signori, non sfugge a nessuno che al peso del numero occorre aggiungere la valutazione della funzione sociale. 1 voti, quindi, bisogna contarli ed anche pesarli. Ed \u00e8 contando e pesando i voti che noi siamo arrivati alla conclusione che, nelle attuali condizioni, senza la Democrazia cristiana non si pu\u00f2 costituire un Governo il quale abbia nella Costituente la maggioranza necessaria per affrontare la crisi e del Paese, cos\u00ec come senza l\u2019estrema sinistra manca al Governo l\u2019autorit\u00e0 non meno necessaria perch\u00e9 i suoi atti siano accettati dalle masse lavoratrici, anche quando colpiscono interessi che hanno una naturale tendenza a reagire.<\/p><p>\u00c8 il problema di oggi, problema al quale la Democrazia cristiana non ha risposto, limitandosi a ricordarci che dispone di 207 seggi in questa Assemblea, cosa che non possiamo disgraziatamente porre in dubbio, pur fiduciosi come siamo in un responso diverso del Paese nelle prossime elezioni. (<em>Commenta<\/em> <em>al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Senonch\u00e9, onorevoli colleghi del centro, cos\u00ec come noi riconosciamo il valore e il peso del vostro Gruppo in quest\u2019Aula e della vostra forza nel Paese, cos\u00ec voi non potete negare il peso e la forza di milioni di lavoratori giunti ormai ad un grado tale di maturit\u00e0 da costituire una potenza con la quale dovete trattare.<\/p><p>Signori del centro, cos\u00ec potete respingere il nostro appello, cosa di cui vi pentireste nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, come di una occasione perduta. (<em>Proteste al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Ma se volete accettarlo, non ricorrete allora alla mediocre furberia di sostituire una piccola maggioranza di destra con una piccola maggioranza di centro-sinistra che lascerebbe impregiudicata l\u2019attuale situazione, anche se per ambizione di Governo noi vi dessimo il nostro assenso. Il problema \u00e8 pi\u00f9 vasto e non si risolve che allargando il governo a tutto il fronte democratico e repubblicano e ai rappresentanti diretti delle classi lavoratrici, sulle quali, in ogni caso, ricadranno in larga misura i sacrifici della ricostruzione e che hanno diritto al riconoscimento della loro alta funzione politica e sociale.<\/p><p>Di che si tratta in definitiva?<\/p><p>La Nazione auspica una distensione politica e sociale. Condizione di tale distensione \u00e8 il riconoscimento che non c\u2019\u00e8 soltanto il quarto partito, quello del capitale, ma ci sono anche i partiti della classe operaia, appena usciti dalla lotta per l\u2019indipendenza e la libert\u00e0 del Paese, alla quale hanno dato un contributo decisivo. Se, onorevoli colleghi, noi ci ponessimo da un punto di vista esclusivo di partito, potremmo augurarci di veder respinta la nostra mozione. Ma sappiamo, noi che fummo per tanto tempo posti fuori della legge comune, che c\u2019\u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 importante del partito, fors\u2019anche della classe, ed \u00e8 l\u2019interesse collettivo della Nazione. Abbiamo perci\u00f2 coscienza di aver parlato non come militanti di un partito, ma come italiani preoccupati del domani della Nazione. (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevoli colleghi! Come senza dubbio ricorda questa Assemblea, la mozione di sfiducia al Governo da me presentata a nome del Gruppo comunista all\u2019Assemblea Costituente, partiva dalla critica di determinati atti compiuti dal Ministro degli interni e dalle autorit\u00e0 da lui dipendenti, e di qui arrivava alla considerazione, o ad una serie di considerazioni, relative alla politica generale del Governo.<\/p><p>Sebbene l\u2019onorevole Scelba non mi avesse fatto l\u2019onore di ascoltare le mie critiche, ho ascoltato questa mattina la sua replica. I colleghi mi permettano di consacrare alcune espressioni a rispondergli.<\/p><p>Su nessuno dei problemi da me sollevati, piccoli o grandi che fossero, ho sentito non dico una risposta sodisfacente, ma ho sentito che il Ministro si ponesse su quel terreno sul quale egli avrebbe dovuto porsi, se la sua risposta avesse voluto essere una risposta oggettiva, argomentata, documentata.<\/p><p>Pensavo prima di tutto che l\u2019onorevole Scelba dovesse citare i documenti in questione, i manifesti da lui proibiti, per dimostrare dove era e se esisteva in essi il vilipendio delle istituzioni repubblicane, di cui egli ha parlato. Lo sfido, e sfido tutto il Governo e tutti i colleghi di quella parte che lo sostengono, a trovare un sol documento comunista o una parola sola in un documento comunista dove vi sia un vilipendio delle istituzioni democratiche e repubblicane o qualsiasi accenno che possa significare vilipendio a queste istituzioni, a meno che non si voglia considerare come istituzione la persona di singoli Ministri, la persona del Ministro degli interni, o anche la persona del Presidente del Consiglio&#8230;<\/p><p>Credo che nemmeno nella legislazione fascista i Ministri fossero coperti da una simile prerogativa: soltanto il cosiddetto \u2013 cos\u00ec lo chiamavano allora \u2013 Capo del Governo.<\/p><p>Non credo che gli attuali Ministri abbiano voluto, n\u00e9 che l\u2019onorevole Scelba abbia voluto o voglia che il Governo del quale egli fa parte estenda la legislazione fascista, o per lo meno lo spirito di quella legislazione, sino a concedere garanzie di intangibilit\u00e0 e inviolabilit\u00e0 agli uomini del Governo, tali che debba considerarsi vilipendio l\u2019affissione in un manifesto dell\u2019immagine di un uomo del Governo stesso e non invece offensiva l\u2019affissione dell\u2019immagine di un membro di questa Assemblea.<\/p><p>Quanto alle ingerenze illecite, da me denunciate, nelle amministrazioni comunali, l\u2019onorevole Scelba ha ripetuto cose che sapevo di gi\u00e0, perch\u00e9 sono cose che qualsiasi mediocre conoscitore della legislazione amministrativa conosce. Ma perch\u00e9, onorevole Scelba, ella non si riferisce ai fatti? Perch\u00e9, onorevole Scelba, ella ha taciuto che quei sindaci della provincia di Bologna da lei deferiti all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e sospesi dalle loro funzioni, si trovano oggi nella curiosa situazione che il Tribunale di Bologna ha respinto il procedimento, in quanto non era stata compiuta la procedura di sospensione della guarentigia amministrativa? Di fronte a questo risultato, o si restaura il sindaco nelle sue funzioni o si continua il processo: ma non \u00e8 stata fatta n\u00e9 una cosa n\u00e9 l\u2019altra. \u00c8 dunque avvenuto \u2013 e tutte le argomentazioni avvocatesche svolte da lei e da altri colleghi del settore liberale, non recano alcun elemento valido rispetto a questo fatto \u2013 \u00e8 dunque avvenuto che l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria si \u00e8 rifiutata di giudicare sindaci che furono sospesi dalle loro funzioni, non so se per volere suo o dei prefetti che da lei dipendono, ma sempre in violazione della legge. La posizione da me sostenuta, di condanna e denuncia dei suoi arbitr\u00ee, \u00e8 quindi confermata persino da una sentenza di tribunale.<\/p><p>Circa la colpevole tolleranza verso le organizzazioni fasciste, lei non ha risposto a nessuna delle cose che sono state dette da me, dall\u2019onorevole Pajetta, dall\u2019onorevole Lussu, dall\u2019onorevole Macrelli. Lei che si accorge dell\u2019affissione della sua fotografia in un manifesto e se ne scandalizza, non si accorge del vilipendio delle istituzioni democratiche e repubblicane fatto nella stampa, nei manifestini sui muri, nei comizi e dappertutto dai fascisti. Questa \u00e8 la strada su cui si arriva ai gravissimi episodi denunziati e da me e dall\u2019onorevole Pajetta. E dell\u2019attivit\u00e0 facinorosa delle associazioni segrete o non segrete fasciste lei ha forse parlato? No, lei non ne ha parlato: da quella parte tutto va bene, dunque, secondo lei. Onorevole Scelba, la sua risposta pu\u00f2 darsi abbia sodisfatto i colleghi del suo partito, che sono tenuti per solidariet\u00e0 a batterle le mani; certo ha sodisfatto i rottami di fascismo che purtroppo sono presenti in quest\u2019Aula; non credo per\u00f2 possa aver sodisfatto chiunque giudichi di questi problemi con ispirito di obiettivit\u00e0, partendo dalla sollecitudine per la difesa della democrazia e della Repubblica.<\/p><p>Ma passo ai temi di carattere generale, in quanto la nostra mozione investiva tutta la politica di questo Governo, e quindi investiva anche la sua composizione e la sua attivit\u00e0 nei diversi campi.<\/p><p>Il dibattito che sul tema delle nostre mozioni si \u00e8 svolto in questa Assemblea, ha toccato questi temi generali; ma io pure debbo dolermi di dover replicare senza aver ancora avuto dal Governo una risposta alle questioni di questa natura, qui sollevate. Credo che anche se il Regolamento impone l\u2019ordine di interventi che \u00e8 stato scelto, sarebbe stato democraticamente e parlamentarmente corretto che il Governo, per bocca di uno dei suoi principali esponenti, rispondesse anche prima che noi replicassimo, circa il modo con il quale considera questi problemi generali, perch\u00e9 io non posso considerare come una replica fatta a nome del Governo il discorso tenuto dall\u2019onorevole Piccioni, segretario del partito della Democrazia cristiana.<\/p><p>Ad ogni modo tutti i partiti, o quasi tutti, che sono rappresentati in questa Assemblea, si sono schierati, hanno esposto le loro vedute con maggiore o minore rilievo. Ho avuto la impressione che il partito che tra tutti meno \u00e8 riuscito a dar rilievo alle proprie posizioni sia stato il Partito liberale. Questo, del resto, non \u00e8 soltanto in relazione con la maggiore o minor valentia dei colleghi che lo rappresentano in quest\u2019Aula, ma \u00e8 piuttosto in funzione dell\u2019esistenza della struttura, della natura di questo Governo, il quale \u2013 come io ebbi occasione di dire nel mio intervento nel mese di luglio \u2013 condanna effettivamente i partiti che sono alla sua destra, alla paralisi, a non potersi muovere, a perdere ogni iniziativa, in quanto fa propria, senza riserve, la loro posizione di difensori sino all\u2019ultimo delle classi possidenti pi\u00f9 ricche. Il Partito liberale, fatta eccezione per qualche guizzo di indipendenza di giudizio che abbiamo colto nel discorso dell\u2019onorevole Corbino, non ha potuto fare altro che adempiere alla funzione di colui che, in coro, ripete il ritornello delle litanie intonate dall\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Maggior rilievo, senza dubbio, ha avuto la posizione del Partito qualunquista, a proposito del quale alcuni rimproveri sono stati fatti a noi, e a me personalmente, accusandoci non so se di eccessiva simpatia per questo partito o di una tendenza a determinati accordi con esso. Si \u00e8 persino parlato di patti. Onorevole Giannini, ella sa perfettamente che questi patti non esistono. Per\u00f2 \u00e8 verissimo che noi, nei confronti del Partito qualunquista abbiamo seguito e seguiamo una politica determinata, la quale non pu\u00f2 in nessun modo ridursi a un\u2019ingiuria, o a una serie di male parole. No, per noi lo sviluppo del Partito qualunquista \u00e8 un fenomeno che studiamo con attenzione e di fronte al quale sentiamo il dovere come democratici e nell\u2019interesse della democrazia italiana di reagire in un determinato modo. Riteniamo che se nel 1919-20, quando gruppi all\u2019inizio, e poi masse di piccola borghesia, presero orientamenti analoghi a quelli che prendono oggi determinati gruppi della stessa natura sociale che seguono il qualunquismo, orientamenti che poi vennero sfruttati dal partito fascista agli scopi della sua politica reazionaria, crediamo che se allora vi fosse stata nella democrazia italiana la capacit\u00e0 di comprendere a tempo questo fenomeno e di riparare facendo fronte ad esso, forse lo sviluppo del fascismo sarebbe stato meno facile.<\/p><p>Non dico che non vi sarebbe stato. Le forze decisive non furono quelle, non furono i piccoli borghesi che battendo le mani al duce organizzarono la marcia su Roma e le successive fasi del fascismo. No, decisive furono le forze dirigenti della grande industria, della banca, del capitalismo&#8230;<\/p><p>GIANNINI. &#8230;e della massoneria.<\/p><p>TOGLIATTI. Anche, e della Chiesa cattolica, almeno in parte.<\/p><p>La piccola borghesia disorientata e disillusa form\u00f2 soltanto il coro, la massa.<\/p><p>Ebbene, noi consideriamo oggi il fenomeno qualunquista come qualcosa di ancora confuso e indeterminato, e vediamo che vi sono in esso ancora delle incognite. Vi sono senza dubbio (vi erano all\u2019inizio e vi sono tuttora) uomini e gruppi che vedono nel qualunquismo nient\u2019altro che la prima tappa o, direi, la prima mascheratura di una rinascita del fascismo che essi continuano a sognare. Vi sono per\u00f2, senza dubbio, anche masse malcontente e disorientate le quali si orientano verso il qualunquismo senza vedere questo pericolo, senza comprenderlo, e noi sentiamo che \u00e8 nostro dovere quello di comportarci, nei confronti di queste masse e quindi di quel movimento, come dei ragionatori, degli uomini politici. Per questo polemizziamo, per questo anche \u2013 se necessario \u2013 assistiamo a una seduta del Congresso dell\u2019uomo qualunque, per riuscire a comprendere quel che ci interessa nei dibattiti che vi si svolgono. E perch\u00e9 ci interessano? E in qual senso abbiamo noi polemizzato con l\u2019onorevole Giannini? Abbiamo polemizzato e condurremo una politica nei confronti dell\u2019Uomo qualunque allo scopo di favorire un distacco dagli elementi apertamente o larvatamente fascisti, di quella che pu\u00f2 essere invece una massa di malcontenti che cerca una strada, che non l\u2019ha trovata e che forse non la trover\u00e0, noi crediamo, sotto la guida dell\u2019onorevole Giannini.<\/p><p>GIANNINI. L\u2019ha trovata, l\u2019ha trovata!<\/p><p>TOGLIATTI. Questo \u00e8 il nostro obiettivo; crediamo, comportandoci in questo modo, di servire la causa della democrazia e dell\u2019antifascismo, n\u00e9 ci toccano le insinuazioni e le calunnie che vengono lanciate a questo proposito contro di noi.<\/p><p>Nel corso di questa discussione, ripeto, la posizione del rappresentante del Partito qualunquista \u00e8 stata senza dubbio pi\u00f9 vivace di quella liberale Ho avuto per\u00f2 l\u2019impressione che quel guizzo di opposizione, cui ci ha fatto assistere l\u2019onorevole Giannini nel suo ultimo discorso, in realt\u00e0 partisse piuttosto dallo stato d\u2019animo di un concorrente dell\u2019onorevole De Gasperi che non da un avversario di una determinata politica, e di determinati metodi di questo Governo.<\/p><p>Questa impressione non ho del resto ricavata solo dalle cose che l\u2019onorevole Giannini ha detto, ma, direi, da tutto lo sviluppo della sua personalit\u00e0 politica: questo professarsi cristiano, cattolico, adire contemporaneamente a tutti i Sacramenti&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> A tutti no! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Diciamo, a tutti i \u00abpossibili\u00bb Sacramenti, e la propaganda fattaci attorno, effettivamente d\u00e0 l\u2019impressione che anche qui non vi sia una differenza sostanziale fra l\u2019onorevole Giannini e l\u2019onorevole De Gasperi, come capi di partito, in quanto questo ostentato impulso religioso derivi dal fatto che per entrambi la religione sia essenzialmente <em>instrumentum regni<\/em>, strumento di Governo o di fortuna e successo di un partito nelle lotte elettorali. In realt\u00e0 se osservo l\u2019onorevole Giannini, riferendomi al suo passato, e cerco di adattare alla sua figura un \u00abCredo\u00bb qualunque, mi pare che alle sue labbra l\u2019unico che si addica sarebbe il \u00abCredo\u00bb che un nostro grande poeta, il Pulci, metteva sulla bocca di quel mezzo gigante che si chiamava Margutte, il quale credeva \u00abnella torta e nel tortello, l\u2019uno la madre, e l\u2019altro il figliolo\u00bb. La torta sarebbe in questo caso la maggioranza parlamentare e sarebbe riservata all\u2019onorevole De Gasperi, mentre il tortello sarebbe per lei, onorevole Giannini, e sarebbe un posticino di Ministro o anche di Sottosegretario per l\u2019unione di tutta l\u2019Europa. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ad ogni modo, fra poche ore il dubbio sar\u00e0 sciolto. Fra poche ore sapremo se abbiamo assistito a una presa di posizione coerente, corrispondente alla volont\u00e0 di correggere una situazione politica determinata in un senso determinato, o se vi \u00e8 stato da parte dell\u2019onorevole Giannini unicamente un guizzo senza conseguenze ulteriori, e quindi potremo assistere al fatto che il pappagallo qualunquista rientrer\u00e0 tranquillo e prudente sotto le gonne maleolenti della nonna democristiana. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Saragat e gli altri oratori del suo partito hanno posto alcuni problemi seriamente, altri invece in modo tale che ritengo sarebbe indegno di noi se polemizzassimo su quel terreno. Le calossate non son fatte per noi.<\/p><p>Vedete, quando voi ci accusate di non essere democratici, vi dico che per noi la democrazia non \u00e8 soltanto un principio, un complesso di istituzioni: \u00e8 anche un metodo, e prima di tutto un metodo di discutere le posizioni dell\u2019avversario, riproducendole esattamente, oggettivamente, non sostituendo a quella che \u00e8 l\u2019elaborazione del pensiero dell\u2019avversario quel fantoccio ripugnante che voi vi sforzate di creare, e di fare circolare per le strade, con l\u2019aiuto della stampa fascista e neofascista. Democrazia, cio\u00e8, \u00e8 prima di tutto onest\u00e0 di polemica politica. Per questo io discuter\u00f2 di voi soltanto la posizione relativamente seria che avete presa e che consiste nel rivendicare una direzione socialista del Governo e d\u2019Italia.<\/p><p>Non so se questa rivendicazione corrisponda in questo momento alla struttura di questa Assemblea che fino alle prossime elezioni rappresenta il Paese. Quello che so per\u00f2, \u00e8 che non corrisponde alla rivendicazione di una direzione socialista del Paese il fatto di avere scisso quelle forze che potevano, unite, rivendicare con maggiore possibilit\u00e0 di successo una direzione socialista. La vostra posizione nei nostri confronti \u00e8 essa pure in contraddizione stridente con la vostra rivendicazione di una direzione socialista. Come escludete voi dal socialismo questo nostro partito di operai, per cui hanno votato masse di lavoratori, di contadini, di impiegati, d\u2019intellettuali di avanguardia, che credono agli ideali del socialismo? Per noi, vi dovrebbe essere il bando dalla democrazia e dal socialismo. \u00c8 vero che voi cercate di giustificare questa posizione con i vili e spregevoli argomenti cui ho accennato prima, ma ci\u00f2 non toglie che essa \u00e8 in contraddizione profonda con la rivendicazione che avanzate di una direzione socialista. Voi vi adoprate ancora una volta per dividere quelle forze che possono, unite, non dico realizzare oggi una direzione socialista, ma per lo meno realizzare quel tanto di misure socialiste che oggi sono realizzabili. Questa \u00e8 la profonda contraddizione che mina le vostre posizioni, e in conseguenza della quale voi, mentre parlate di socialismo e dite di volere una direzione socialista, in realt\u00e0 dimostrate di essere al servizio delle forze reazionarie. L\u2019operazione che voi compite o vorreste compiere \u00e8 nell\u2019interesse delle forze reazionarie di cui siete i servitori; ed \u00e8 per questo che da quelle parti vi vengono e verranno sempre gli applausi<\/p><p>Molto pi\u00f9 preoccupante la posizione del Partito della democrazia cristiana quale \u00e8 stata esposta qui dagli oratori che lo hanno rappresentato e, in particolare, dal suo segretario generale, onorevole Piccioni; \u00e8 preoccupante non tanto perch\u00e9 noi riteniamo la Democrazia cristiana un partito \u2013 diceva l\u2019onorevole Piccioni \u2013 famelico, o piuttosto assetato, \u2013 correggerebbe onorevole Micheli \u2013 di potere. Ogni partito ha il diritto di aspirare a quel potere che gli spetta secondo le forze che rappresenta.<\/p><p>MICHELI. \u00c8 assetato lei di potere, oggi! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Quello che ci preoccupa nella posizione del Partito della democrazia cristiana \u00e8 prima di tutto il fatto che esso, attraverso le parole del suo Segretario generale, si \u00e8 presentato ancora una volta come un partito che semina e vuole la discordia del Paese.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Che ama la chiarezza!<\/p><p>TOGLIATTI. Che ama la discordia. La maggior parte dell\u2019intervento dell\u2019onorevole Piccioni, la parte sostanziale politica \u00e8 stata infatti diretta a trattare la questione dei rapporti tra il nostro Partito e il Partito socialista.<\/p><p>Io aspettavo una risposta dall\u2019onorevole Piccioni; aspettavo che egli mi dicesse perch\u00e9, secondo il Partito della Democrazia cristiana, noi comunisti dovremmo essere tenuti in quella particolare posizione che esclude una nostra partecipazione alla direzione politica del Paese. L\u2019onorevole Piccioni non mi ha risposto con argomenti; non ha discusso il nostro programma politico; non ha preso le nostre risoluzioni per far vedere all\u2019Assemblea e al popolo italiano quali sono le nostre proposte economiche, politiche, organizzative che sono cattive e da respingersi, allo scopo di far risultare un contrasto fondamentale che impedisca una eventuale nostra collaborazione. No! Se l\u2019\u00e8 cavata con una frase; e io mi sono ricordato quello che diceva Goethe: \u00abQuando tu non hai un pensiero (o, in questo caso, quando vuoi nascondere il tuo pensiero) mettici delle parole\u00bb. Erano parole e frasi senza contenuto, le sue, non erano argomenti.<\/p><p>Ma la risposta vera l\u2019onorevole Piccioni l\u2019ha data quando ha parlato del Partito socialista e perfino nei confronti del Partito socialista ha voluto porre un veto alla sua collaborazione, a una attivit\u00e0 di direzione politica, pur dopo avere premesso che non vedeva disaccordi di sostanza e programmatici. Tuttavia egli ha posto anche nei confronti dei socialisti un veto. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il Partito socialista tende la mano agli appestati e gli appestati siamo noi. Grave posizione, per un partito come quello della Democrazia cristiana. Grave posizione perch\u00e9, onorevole Piccioni, onorevole De Gasperi, che male vi fa il fatto che due partiti di questo Parlamento abbiano stretta tra loro un\u2019alleanza? Forse che in questo Parlamento non sono esistite nel passato altre alleanze tra differenti partiti? \u00c8 perch\u00e9 vi dovrebbe essere non alleanza ma discordia tra due partiti che, entrambi, si richiamano alla classe operaia e alle masse lavoratrici, che sorgono dallo stesso ceppo storico, ed hanno, lo diceva test\u00e9 l\u2019onorevole Nenni, i punti programmatici fondamentali immediati comuni? Il Partito socialista non sarebbe autonomo e non sarebbe indipendente. Tutti coloro che hanno osservato lo sviluppo della lotta politica nel corso dell\u2019ultimo anno, sanno che il Partito socialista e il Partito comunista prendono delle posizioni che non sempre coincidono, anche se le loro attivit\u00e0 ad un certo punto confluiscono.<\/p><p>Ad esempio, l\u2019iniziativa di questo dibattito non \u00e8 stata la nostra, ma dei socialisti. Altre volte siamo stati noi a prendere determinate iniziative e il Partito socialista vi ha aderito. Io direi che, tra l\u2019altro, lo stile del mio partito \u00e8 diverso: diverso \u00e8 il temperamento dei due partiti. Basta osservare, ad esempio, il temperamento di Nenni e il mio. Nenni si richiama alla scuola del repubblicanesimo, alla scuola dei grandi dibattiti parlamentari francesi. Io ho un\u2019altra scuola, quella del lavoro paziente clandestino&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> La scuola della Russia. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. S\u00ec, collega, io ho quella scuola ed \u00e8 anzi una scuola che ho fatto in misura troppo limitata. Ho la scuola di quei grandi uomini che hanno saputo fare della Russia, che era alla fine dell\u2019altra guerra uno dei Paesi pi\u00f9 arretrati e pi\u00f9 devastati, la grande potenza socialista che oggi domina nel mondo. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Io ho quella scuola e mi vanto di averla. Ma quando voi, colleghi della Democrazia cristiana, posti di fronte al problema di costituire un governo di unit\u00e0 delle forze democratiche e repubblicane e di unit\u00e0 dei partiti che hanno l\u2019appoggio delle classi lavoratrici, sollevate questa eccezione, inevitabilmente gettate nel Paese il germe della discordia. Voi volete che la classe operaia sia divisa: nell\u2019interesse di chi lo volete? Nell\u2019interesse dei capitalisti e delle forze antidemocratiche, nell\u2019interesse del fascismo e delle forze antirepubblicane. Soltanto in quell\u2019interesse voi potete volere questa divisione, e lavorare, come voi lavorate, per provocare nel corpo della classe operaia e della nazione una scissione pericolosa.<\/p><p>Preoccupante assai anche la posizione del Partito democratico cristiano nei confronti non solo del nostro partito, ma direi di tutti gli altri partiti dell\u2019Assemblea. Si possono avere 207 deputati nell\u2019Aula e gli elettori corrispondenti nel Paese, ma non si pu\u00f2, fondandosi su questo fatto, rivendicare quello che voi avete rivendicato; un diritto di direzione esclusiva. Anzi, quanto maggiore \u00e8 la responsabilit\u00e0 che una parte del corpo elettorale vi ha dato \u2013 e non so se oggi vi darebbe di nuovo \u2013 tanto pi\u00f9 grande \u00e8 il dovere che voi avete di agire nell\u2019interesse dell\u2019unit\u00e0 di tutte le forze democratiche e repubblicane, di tutte le forze vive dei lavoratori.<\/p><p>Ed \u00e8 inutile che l\u2019onorevole Scelba ci dica che il dissenso fra noi e la Democrazia cristiana deriva dal fatto che noi avremmo accusato De Gasperi di austriacantismo, accusa che non credo sia passata nei differenti giornali altro che di sfuggita. Nessuno ha ancora tirato fuori documenti in proposito. Per lo meno, non ne ho ancora visti. Ma l\u2019onorevole Scelba \u00e8 andato s\u00ec a scovare negli archivi della polizia, venendo meno al suo dovere di custode degli archivi dello Stato, e quindi anche degli archivi della polizia, un documento che \u00e8 una domanda sottoscritta da Longo in cui egli, come tutti hanno fatto, e come lei ha fatto, onorevole De Gasperi, e come ha fatto l\u2019onorevole Gonella, per sfuggire ad una persecuzione si poneva sotto la protezione di uno Stato, che non era lo Stato fascista. E, badate, che egli non vi riusc\u00ec, perch\u00e9 i fascisti non ci credettero. Per\u00f2, l\u2019onorevole Scelba ha trovato e sottratto il documento negli archivi della sua polizia, che egli dovrebbe custodire e non mettere a disposizione del suo Partito, per diffamare pubblicamente i membri dell\u2019Assemblea.<\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Tanto per rettificare: io sono rimasto cittadino italiano anche quando ero funzionario in Vaticano. Non faccio nessuna accusa, ma rettifico il fatto.<\/p><p>TOGLIATTI. E anche noi siamo sempre rimasti cittadini italiani. Ma il fatto \u00e8 che ella \u00e8 ricorso a determinate protezioni e a determinate autorit\u00e0 per salvare la sua persona fisica.<\/p><p>\u00c8 inutile quindi l\u2019argomento, suo, onorevole Scelba. Se vogliamo comprendere a fondo il perch\u00e9 della lotta contro di noi, con tutte le armi, che avete iniziato e conducete, e di cui volete fare l\u2019asse della situazione italiana in questo momento, bisogna cercare i motivi nel fatto che voi state progressivamente rinunciando a quei punti, di un vostro originario programma, che coincidevano con determinati punti del nostro. Siccome voi state rinunciando a questo e state diventando, a poco a poco, un normale partito rappresentativo delle classi possidenti italiane, in tutte le loro sfumature, sino alle pi\u00f9 reazionarie, per questo voi volete questa rottura, per questo accentuate la punta della polemica e della vostra azione contro di noi.<\/p><p>Ma si \u00e8 detto che il nostro intervento in questo dibattito, la nostra mozione di sfiducia e il nostro appello all\u2019Assemblea perch\u00e9 voti la sfiducia a questo Governo, sarebbero viziati dal fatto che noi soltanto, chiediamo di andarci al Governo. Onorevoli colleghi, ho gi\u00e0 detto, replicando ad un interruttore, che \u00e8 diritto di ogni opposizione cercare di diventare Governo.<\/p><p>Desidero per\u00f2 precisare molto bene in che senso noi vogliamo entrare nel Governo, perch\u00e9 noi vogliamo questa rivendicazione, e quale \u00e8 il Governo che noi rivendichiamo e al quale parteciperemmo.<\/p><p>Noi eravamo in determinati governi e oggi, l\u2019onorevole De Gasperi ci rimprovera perch\u00e9 quei governi non hanno fatto molte cose che noi oggi rivendichiamo. \u00c8 vero. Non le hanno fatte. Ma per questo appunto noi quei governi li abbiamo criticati, per spingerli a fare quelle cose che erano nel nostro programma, nel programma degli stessi governi di cui facevamo parte. Quando l\u2019onorevole De Gasperi ci rivolge questa critica come se ci\u00f2 dimostrasse una nostra incapacit\u00e0 di fare parte di un Governo democratico e repubblicano, giustifica tutta la nostra azione di critica dei precedenti governi.<\/p><p>Desidero per\u00f2 porre questo problema in modo ancora pi\u00f9 chiaro, perch\u00e9 si sappia molto bene che se domani ci si proponesse di entrare in un Governo come l\u2019attuale, che facesse la politica che fa questo Governo, noi non accetteremmo mai.<\/p><p>Noi consideriamo questo Governo come un Governo che sempre pi\u00f9 sta prendendo fisionomia di un ordinario comitato di affari di determinati gruppi della classe possidente italiana, dei gruppi pi\u00f9 forti, dei grandi capitalisti, degli agrari, dei grandi industriali e delle forze che si basano sulla speculazione. Lo abbiamo del resto dimostrato. Orbene, in un Governo che abbia questa fisionomia \u00e8 ben chiaro che i comunisti non ci entreranno mai e poi mai. Non \u00e8 questo il Governo che noi vogliamo. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non solo le cose dette da noi, ma le cose dette da voi stessi e dai deputati del vostro Partito confermano questo nostro giudizio. La posizione presa qui dal Ministro dell\u2019industria rispetto alle agitazioni operaie, posizione che coincide del resto, con quella espressa da un famigerato ordine del giorno pubblicato dalla Democrazia cristiana il giorno in cui si annunciava lo sciopero dei braccianti della Valle Padana, quella posizione non \u00e8 ammissibile non dico per un Governo che sia sollecito degli interessi delle classi lavoratrici, ma neanche per un Governo democratico, perch\u00e9 essa consiste nel condannare in qualsiasi caso ogni agitazione operaia. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019industria non ha distinto; ha detto puramente e semplicemente: \u00abTutte le agitazioni sono inconsulte\u00bb. Che cosa vuol dire ci\u00f2? Vuol dire che ha sempre ragione la parte padronale. Del resto questo era il contenuto del vostro ordine del giorno all\u2019inizio dello sciopero dei braccianti della Valle Padana. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>). Un Governo che prende una posizione simile \u00e8 un Governo che prima di tutto viola le norme della democrazia. Nei conflitti del lavoro, un Governo democratico non pu\u00f2 schierarsi in questo modo pregiudizionalmente a favore della parte padronale, anche perch\u00e9 ad esso potr\u00e0 spettare di intervenire per comporre la vertenza nell\u2019interesse della collettivit\u00e0 e non della parte padronale. Una simile dichiarazione qualifica il Governo che la fa, come l\u2019agente di una delle classi che sono di fronte nei conflitti del lavoro. In un Governo il quale ha una posizione simile noi non possiamo entrare.<\/p><p>Ma voglio precisare ancora di pi\u00f9. Il Governo che noi rivendichiamo deve essere un Governo che faccia conseguentemente una politica democratica, di unit\u00e0 delle forze democratiche e repubblicane e di difesa degli interessi delle grandi masse lavoratrici. E questo in tutti i campi, a cominciare da quello della politica estera.<\/p><p>Si \u00e8 parlato qui della esistenza di due blocchi. Si \u00e8 discusso se \u00e8 vero o non \u00e8 vero che questi blocchi esistano. Si \u00e8 cercato di caratterizzarli. Qualcuno ha cercato di trovare, tra i due blocchi una terza strada. Non voglio oggi approfondire tutta la questione. \u00c8 sempre pi\u00f9 chiaro per\u00f2, oggi, agli occhi dell\u2019uomo comune, dell\u2019uomo semplice, che per lo meno due blocchi esistono in questo senso: che nel mondo c\u2019\u00e8 qualcuno che lavora per la pace e qualcuno che lavora per la guerra e noi ci accontentiamo di una differenziazione che prenda questo come punto di partenza. Vi sono uomini e gruppi politici e sociali di natura imperialistica, che per questa loro stessa natura spingono alla guerra, reclamano la guerra, vogliono la guerra.<\/p><p>\u00abNoi possiamo ancora organizzare il blocco psicologico contro la Russia\u00bb, \u2013 ecco quello che scrive uno dei rappresentanti di questi gruppi. \u00abSe non vi riusciamo, noi dobbiamo schiacciarla con la forza delle armi\u00bb. Ecco il linguaggio di chi \u00e8 pronto, per la difesa del proprio interesse e della propria posizione di gruppo imperialistico che vuole il dominio del mondo, a gettare tutta l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019abisso di un nuovo conflitto mondiale.<\/p><p>\u00abBisogna produrre un grande numero di bombe atomiche per servirsene contro un dato paese\u00bb \u2013 e sappiamo tutti qual \u00e8 questo paese \u2013 \u00absenza domandarsi se vi \u00e8 o non vi \u00e8 una ragione di credere che quel paese sia sul punto di produrre delle armi\u00bb. Questo dicono i provocatori di guerra, i gruppi che vogliono ancora una volta gettarci in questo abisso.<\/p><p>E non \u00e8 per un caso che nel nostro Paese, in Italia, checch\u00e9 voi diciate, la paura della guerra si sta diffondendo sempre di pi\u00f9.<\/p><p>Un istituto che fa indagini sugli orientamenti dell\u2019opinione pubblica, al termine di una ricerca relativa alla percentuale di cittadini che nei diversi paesi del mondo credono allo scoppio di una nuova guerra mondiale, arrivava alla conclusione che al primo posto \u00e8 l\u2019Italia: il 58 per cento dei cittadini italiani nutre questa convinzione.<\/p><p>Questo cosa vuol dire? Non credo che quel 58 per cento di cittadini italiani siano uomini che desiderino la guerra: essi hanno paura della guerra. Da questa massa di cittadini italiani esce un imperativo per il nostro Governo: fate una politica di pace. Ma fare una politica di pace vuol dire: schieratevi contro i provocatori di guerra, non siate al loro servizio, non siate al loro seguito, come sembra invece che voi siate e vogliate mantenervi. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ma se \u00e8 Tito il primo provocatore di guerra!<\/p><p>TOGLIATTI. Vi sono potenze imperialistiche le quali sulla paura di una guerra, sul ricatto di una nuova guerra, sulla preparazione di una nuova guerra, fondano tutta la loro politica e le cui iniziative, anche se sono presentate sotto i manti pi\u00f9 attraenti, coprono sempre una politica di preparazione alla guerra. Alla testa di queste potenze imperialistiche vi sono gli Stati Uniti, e noi reclamiamo da un Governo democratico italiano che esso mantenga la nostra indipendenza di fronte a questo paese imperialistico fomentatore di guerre. Questa \u00e8 una delle condizioni di salvezza dell\u2019Italia, questa \u00e8 una delle condizioni della nostra indipendenza.<\/p><p>GIANNINI. Ci vuole l\u2019unione europea. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. E non a caso sollevo la questione della nostra indipendenza nel momento in cui parlo della composizione del Governo e chiedo la creazione di un Governo il quale sia l\u2019espressione di tutte le forze democratiche e repubblicane e di tutte le forze lavoratrici.<\/p><p>\u00c8 inutile che l\u2019onorevole Sforza metta la testa sotto il banco come lo struzzo. Anche noi abbiamo letto quelle interviste e dichiarazioni che qui sono state citate, e nelle quali \u00e8 detto chiaramente che gli Stati Uniti non desiderano che il Partito comunista partecipi al Governo. Basta il solo fatto che la questione venga sollevata con chiari riferimenti a interventi stranieri nella nostra vita interna, perch\u00e9 la rivendicazione della partecipazione del Partito comunista al Governo d\u2019Italia sia una rivendicazione di indipendenza del nostro Paese. (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non sar\u00e0 mai n\u00e9 un Governo indipendente n\u00e9 un partito indipendente quello che accetter\u00e0 da qualsiasi straniero una simile imposizione.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Voi a Mosca dite che la Russia \u00e8 la vostra patria. (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Noi rivendichiamo quindi, in primo luogo, da un Governo italiano il quale voglia effettivamente essere un Governo democratico, una politica estera indipendente; e condanniamo questo Governo perch\u00e9 non vediamo nella sua politica estera questa caratteristica fondamentale.<\/p><p>Nella politica interna, essenzialmente chiediamo che l\u2019attivit\u00e0 di tutti gli organi dello Stato sia volta a far fronte ad ogni tentativo e ad ogni minaccia \u2013 anche se lontana \u2013 di fascismo e neo-fascismo. Questo \u00e8 oggi il compito di un Governo che voglia veramente essere rispettoso delle nuove istituzioni democratiche e repubblicane: non gi\u00e0 quello di andar cercando se nei manifesti nostri si manchi di rispetto al Ministro dell\u2019interno, per poi lasciare impuniti gli attentati che si commettono contro le organizzazioni dei lavoratori.<\/p><p>E quando scoppiano manifestazioni come quelle recenti, o come quelle che ancora sono in corso in Sicilia per la ripartizione dei feudi siciliani a beneficio delle masse lavoratrici, non \u00e8 compito del Governo mandare la celere, le jeeps e i mitra contro i lavoratori i quali si son fatti promotori di rivendicazioni sociali che rispondono a un\u2019esigenza altamente sentita in tutto il Paese: il compito del Governo \u00e8 quello di essere alla testa di questo movimento, movimento sociale profondamente rinnovatore, che tende al progresso di tutta la Nazione. (<em>Vivi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi chiediamo, infine, che il Governo abbia una politica economica, sia essa pi\u00f9 o meno pianificata, la quale nelle sue sostanziali misure sia diretta a impedire il crollo della nostra moneta, e sia diretta ad elevare il tenore di vita delle masse lavoratrici, combattendo la speculazione e prendendo in tutti i campi quelle misure che sono necessarie affinch\u00e9 questi scopi vengano raggiunti. \u00c8 soltanto ad un Governo che soddisfi queste rivendicazioni che noi potremmo dare la nostra adesione.<\/p><p>Si comprende, quindi, quale \u00e8 il significato della nostra richiesta di un nuovo Governo.<\/p><p>Un nuovo Governo vuol dire per noi una composizione governativa nuova, con un programma nuovo: con un programma di politica estera, di politica interna, di politica economica e finanziaria, che sia effettivamente nell\u2019interesse delle grandi masse lavoratrici, di tutto il popolo, di tutta la Nazione. Un Governo simile io non so se sarebbe Governo di unit\u00e0 nazionale \u2013 anche questo rimprovero ci \u00e8 stato rivolto: di servirci troppo di frequente di questo termine \u2013 un Governo simile sarebbe per\u00f2 certamente un Governo che avrebbe l\u2019appoggio di tutte le forze democratiche e repubblicane del Paese.<\/p><p>Uscir\u00e0 da questo dibattito un mutamento della attuale formazione governativa? Non lo so. Ogni Gruppo \u00e8 posto di fronte alle proprie responsabilit\u00e0. Di fronte alla propria responsabilit\u00e0 \u00e8 posta per\u00f2, prima di tutto, questa Assemblea. Questa Assemblea, in tutti i suoi partiti, deve dimostrare di saper comprendere quali sono le odierne esigenze fondamentali della nostra vita nazionale e di saperle sodisfare; e i partiti qui rappresentati, grandi e piccini, devono saper valutare quali sono le trasformazioni avvenute nello spirito pubblico dopo il 2 giugno e che le consultazioni elettorali hanno rivelato e riveleranno ancora una volta domani; devono saper comprendere quali sono i pericoli che minacciano la nostra indipendenza, la nostra libert\u00e0, la nostra moneta, il tenore di vita delle nostre masse lavoratrici, e far fronte a questi pericoli con uno sforzo unitario di tutte le forze democratiche e repubblicane.<\/p><p>Si metter\u00e0 la nostra Assemblea su questa strada? Dimostrer\u00e0 di saper comprendere queste esigenze? Dalla risposta che essa dar\u00e0 dipende il giudizio che il popolo dar\u00e0 dell\u2019Assemblea. Non dimenticate, infatti, che per qualunque voto che qui venga dato vi \u00e8 una istanza di appello, sempre: la consultazione del corpo elettorale; il popolo, chiamato liberamente a esprimere la propria opinione attraverso l\u2019elezione dei propri rappresentanti.<\/p><p>Questo Governo si present\u00f2 promettendo che una delle sue cure principali, forse la principale delle sue cure, sarebbe stata quella di portarci, nel corso di questo autunno, alla consultazione elettorale, come mezzo radicale per risanare l\u2019atmosfera politica. Era la prima delle promesse fatte da questo Governo; ed \u00e8 stata la prima delle promesse non mantenute, contraddette, tradite (<em>Commenti al centro \u2013 Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il problema rimane, onorevoli colleghi, qualunque sia il voto che tra poche ore qui verr\u00e0 dato: il giudizio definitivo spetta al popolo italiano, che lo dar\u00e0 fra otto giorni a Roma, tra qualche mese in tutto il Paese.<\/p><p>Dimostri l\u2019Assemblea Costituente di non essere in contrasto con lo spirito che prevale nelle grandi masse del popolo lavoratore, il quale aspira a un rinnovamento della nostra vita nazionale e della nostra attivit\u00e0 governativa.<\/p><p>Quanto al nostro Partito, onorevoli colleghi, particolarmente da parte democristiana e da parte dei socialisti riformisti, stiamo assistendo a un curioso accentuarsi delle lotte contro di noi, delle polemiche contro di noi, delle calunnie contro di noi, (<em>Interruzioni al centro<\/em>) delle diffamazioni contro di noi, e di una tendenza alla persecuzione, per quanto ancora in embrione (e vorrei vedere che fosse diversamente con la forza che abbiamo!).<\/p><p>Vi ho detto altra volta (e qualcuno di voi ha finto di non capire cosa dicessi) che veniamo da lontano e andiamo lontano. E vi ho detto dove andiamo.<\/p><p><em>Una voce a destra. <\/em>In Russia.<\/p><p>TOGLIATTI. S\u00ec collega, noi vogliamo creare in Italia una societ\u00e0 socialista. In Russia esiste una societ\u00e0 socialista. Noi creeremo una societ\u00e0 socialista secondo il metodo nostro, nelle condizioni obiettive del nostro Paese, tenendo conto di tutto quello di cui occorrer\u00e0 tenere conto, come gi\u00e0 abbiamo dimostrato di saper fare.<\/p><p>Noi consideriamo questa marea anticomunista, che da diverse parti si cerca di scatenare, con la pi\u00f9 grande tranquillit\u00e0. Siamo sicuri non solo del nostro passato, ma del nostro avvenire.<\/p><p>Vorrei leggervi alcune parole di uno dei nostri grandi, Federico Engels, scritte quando in Germania, contro il movimento socialista di allora, si scatenava pure una marea di insulti, provocazioni, calunnie e misure persecutorie contro il movimento socialista. Sapete che cosa rievocava quel nostro grande di fronte a questa offensiva? La storia del cristianesimo! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSono passati quasi 1600 anni \u2013 scriveva egli \u2013 da quando nell\u2019impero romano agiva ugualmente un pericoloso partito sovversivo. Esso minava la religione e tutte le basi dello Stato; negava che il volere dell\u2019imperatore fosse la legge suprema\u00bb (e noi neghiamo, appunto che la legge suprema, sia la volont\u00e0 dei plutocrati e dei capitalisti), \u00absi estendeva in tutte le terre\u00bb, \u00abera internazionale\u00bb, \u00abaveva fatto per un lungo periodo di tempo un lavoro segreto, sotterraneo\u00bb (come l\u2019abbiamo fatto anche noi, contro il fascismo), \u00abma gi\u00e0 da parecchio tempo si sentiva abbastanza forte per mostrarsi alla luce del sole. Questo partito sovversivo, conosciuto con il nome di Cristianesimo, era anche fortemente rappresentato nell\u2019esercito, intiere legioni erano cristiane\u00bb (come erano comuniste, nella loro maggioranza, le gloriose nostre unit\u00e0 garibaldine); \u00abquando erano comandati per far servizio d\u2019onore nelle cerimonie dei sacrifici della Chiesa di Stato&#8230; i soldati sovversivi spingevano la temerit\u00e0 sino a porre, sui loro elmi in senno di protesta distintivi particolari\u00bb. \u00abL\u2019imperatore Diocleziano, non potendo assistere al modo come l\u2019ordine e la disciplina venivano minate, prese delle misure energiche contro i socialisti, voglio dire contro i cristiani: le riunioni dei sovversivi vennero proibite, i loro locali chiusi&#8230;, i distintivi vennero proibiti&#8230; si proib\u00ec ai cristiani di domandare giustizia davanti ai tribunali. Anche questa legge eccezionale rimase senza effetto. I cristiani la strapparono dai muri per scherno. Si dice anche che essi abbiano persino incendiato il palazzo dove si trovava l\u2019imperatore e allora questi si vendic\u00f2 con le grandi persecuzioni dell\u2019anno 303. Essa fu l\u2019ultima del genere. E fu cos\u00ec efficace che diciassette anni dopo l\u2019esercito era composto in grande maggioranza di cristiani e il successivo autocrate di tutto l\u2019impero romano, Costantino, che i preti chiamano il Grande, proclam\u00f2 il cristianesimo religione dello Stato\u00bb. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Anche noi, onorevoli colleghi, abbiamo una grande fede e non vi \u00e8 marea di calunnie, di accuse, di insinuazioni, di provocazioni e di misure poliziesche che possa scuoterla o sconfiggerla.<\/p><p><em>Una voce dal centro.<\/em> Ma il capo di quegli altri \u00e8 Cristo, figlio di Dio. Voi non l\u2019avete.<\/p><p>TOGLIATTI. Non vi dico che andremo avanti, vi dico che gi\u00e0 andiamo avanti sicuri di ogni nostro passo e del nostro successo finale. La causa della libert\u00e0, della democrazia, del socialismo per cui noi combattiamo \u00e8 una causa di cui la vittoria \u00e8 sicura. (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Saragat.<\/p><p>SARAGAT. L\u2019Assemblea \u00e8 stanca. Deve sentire ancora il Capo del Governo, e deve votare. Sar\u00f2 brevissimo. Innanzi tutto, il terreno della discussione si \u00e8 spostato.<\/p><p>Qui c\u2019\u00e8 un problema di Governo, su questo mi voglio soffermare. Ho poco da aggiungere a quello che ho detto ed a quello che hanno detto gli altri oratori del nostro Gruppo. Noi neghiamo la fiducia a questo Governo e la neghiamo per ragioni economiche e per ragioni politiche.<\/p><p>Abbiamo detto che non potevamo associarci ad altre mozioni: abbiamo presentato anche noi una mozione di sfiducia; ed \u00e8 su quella che votiamo. Quanto abbiamo udita da parte degli oratori del Governo a difesa della sua politica non ci ha convinti.<\/p><p>Noi, pi\u00f9 che mai, pensiamo che la soluzione dei problemi che interessano oggi il popolo italiano, la si pu\u00f2 trovare soltanto nel quadro di una economia seriamente controllata. Noi chiediamo l\u2019economia pianificata. \u00c8 su questo punto che voglio molto rapidamente intrattenere l\u2019Assemblea.<\/p><p>Secondo me, si \u00e8 fatta confusione da alcuni oratori intorno a questo concetto di economia pianificata. Anche l\u2019onorevole Nitti, se non erro \u2013 nonostante la sua competenza \u2013 ha fatto confusione fra economia pianificata e controllata. L\u2019economia vincolistica non ha nulla di comune con la economia pianificata. L\u2019economia vincolistica pone remore, senza un criterio organizzativo, alla iniziativa individuale. Noi intendiamo per economia pianificata un\u2019altra cosa, del resto come tutti coloro che si occupano di questi problemi in Europa.<\/p><p>Un\u2019economia pianificata presuppone un punto di vista centrale per tutti i problemi nazionali ed \u00e8 una economia che lungi dal porre remore alle iniziative individuali \u00e8, in molti casi, un incentivo per queste iniziative. Vorrei fare qualche caso, molto banale: c\u2019\u00e8 chi pensa, per esempio, che il giorno in cui il Governo si avvia per la strada dell\u2019economia pianificata, il lustrascarpe all\u2019angolo non potr\u00e0 lustrare le scarpe se non giungono gli ordini dal Governo. Molti colleghi hanno denunciato il fatto che a Milano si stanno costruendo case di quindici vani a due milioni e mezzo il vano; questo vuol dire che c\u2019\u00e8 gente che pu\u00f2 spendere 40 milioni per comprare queste case; vuol dire che ci sono in Italia energie umane, cemento e ferro che vengono impiegati per fare queste case di lusso, quando ci sono ancora dei villaggi distrutti che attendono la ricostruzione. L\u2019economia pianificata servirebbe ad evitare tutto questo sconcio e ad avviare l\u2019economia verso forme pi\u00f9 redditizie ed eque per il Paese. L\u2019economia pianificata non \u00e8 altro che questo: un\u2019organizzazione pi\u00f9 razionale degli sforzi e nello stesso tempo un incentivo a perequare meglio il reddito nel nostro Paese ad evitare le iniquit\u00e0 che esistono in Italia tra classe e classe, tra ceto e ceto, tra regione e regione. \u00c8 una cosa che ci pare stupefacente, che qui in Italia non si arrivi a comprendere, ci\u00f2 che tutti i Paesi d\u2019Europa comprendono. Noi sosteniamo questo criterio della pianificazione, che invece di spezzare le iniziative individuali le suscita nel Paese, ma nell\u2019interesse collettivo, nell\u2019interesse di tutti.<\/p><p>Voglio accennare brevemente all\u2019aspetto politico del problema, che \u00e8 quello che ci interessa di pi\u00f9. Questo Governo \u00e8 un Governo che non pu\u00f2 permanere, cos\u00ec com\u2019\u00e8. Se anche dovesse rimanere cos\u00ec com\u2019\u00e8, noi non potremmo accettarlo perch\u00e9 non risponde agli interessi del Paese. Ma c\u2019\u00e8 di peggio: questo \u00e8 il Governo che, lasciato a se stesso, secondo la logica delle cose, dovr\u00e0 spingersi verso destra. Questo \u00e8 il problema che ci interessa di pi\u00f9 in questo momento. Il problema come noi ora lo poniamo \u00e8 di suscitare le forze sufficienti per spostare questo Governo verso sinistra. Qui sono state mosse a noi delle accuse, di volere non sappiamo quali esclusioni ed accuse di colpe che non sono nostre. La situazione \u00e8 quella che \u00e8, il Governo \u00e8 quello che \u00e8 perch\u00e9 voi (<em>Accenna alla estrema sinistra<\/em>) avete fatto la politica che avete fatto durante tre anni. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se aveste fatto una politica diversa non saremmo a questo punto. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Il problema obiettivamente posto \u00e8 questo: riunire le forze concrete che possono ristabilire l\u2019equilibrio spezzato dagli errori che voi avete commessi in passato. Questo \u00e8 il punto fondamentale. Bisogna cercare di ristabilire l\u2019equilibrio spezzato. L\u2019onorevole Nenni si \u00e8 rivolto alle forze di sinistra della Democrazia cristiana ed ha fatto un appello, appello che io apprezzo e che penso si possa fare. Esse hanno una seria responsabilit\u00e0 in questo momento. Ma io faccio appello ad un\u2019altra forza che penso abbia una responsabilit\u00e0 maggiore in questo momento. Io credo che essa sia l\u2019unica che possa determinare una situazione nuova in Italia: essa \u00e8 costituita dalle forze del socialismo autonomo e qui dovrei veramente iniziare una polemica con l\u2019onorevole Nenni e con l\u2019onorevole Togliatti. Non lo far\u00f2, perch\u00e9 mi porterebbe lontano ed acuirebbe il dissidio esistente tra noi e loro. Ma c\u2019\u00e8 una cosa, che l\u2019onorevole Nenni elude: il problema che in questa Europa contemporanea si pone in maniera dominante: il problema della libert\u00e0 umana. (<em>Applausi al centro \u2013 Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>C\u2019\u00e8 uno scrittore francese, che non \u00e8 di parte socialista, ma \u00e8 un uomo il quale ha seguito con entusiasmo la lotta operaia, che ha partecipato con tutto il suo spirito alla lotta per la Spagna repubblicana, il quale diceva una cosa, che voglio ripetervi, che forse non so se si capir\u00e0 da quella parte (<em>Indica l\u2019estrema sinistra<\/em>): \u00abNulla separa il socialismo dal comunismo, salvo qualche abisso\u00bb. E quando vedo spalancarsi un abisso, come quello dell\u2019altro giorno, che \u00e8 l\u2019affare Petkow, io ho il diritto di dire che l\u2019abisso c\u2019\u00e8. (<em>Applausi al centro \u2013 Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma io vorrei chiudere questa polemica inutile. Ci vuole oggi, da parte dei socialisti, un grande senso di responsabilit\u00e0. Io so che la contradizione \u00e8 nelle cose. Lo so, ma appunto per questo tu (Si <em>rivolge a Nenni<\/em>) avresti dovuto avere maggior senso di responsabilit\u00e0, nei mesi passati, negli anni passati. Se la situazione \u00e8 quella che \u00e8 nel tuo partito e nel nostro, la colpa \u00e8 tua. (<em>Applausi al centro \u2013 Proteste all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzioni del deputato Nenni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questi sono problemi che trovano la loro sede naturale in un Congresso socialista. Ma tu non hai creato un\u2019atmosfera democratica nel seno dei tuoi congressi, di modo che noi ci siamo trovati stranieri in casa nostra ! (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzione del deputato Nenni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il problema oggi \u00e8 questo: noi cerchiamo che si crei in questa Assemblea un raggruppamento di forze di sinistra, profondamente democratiche, per poter risolvere il problema di Governo. Io accetto quindi l\u2019appello fatto alle forze della Democrazia cristiana di sinistra. Lo estendo ad altre forze, soprattutto ai socialisti autonomi di tutte le correnti. Vorrei fare un appello anche a loro per dire che \u00e8 da un atto di coraggio dei socialisti che dipende in questo momento la salvezza del nostro Paese. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 19.10, \u00e8 ripresa alle 19.45<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Onorevoli colleghi, sono lieto di poter dare una notizia di pace sociale. Poco fa si \u00e8 conciliata la vertenza delle terre incolte nel Lazio fissando una procedura di Commissioni conciliative e di ricorso eventualmente in ultima istanza al Ministero dell\u2019agricoltura, come del resto \u00e8 previsto per legge.<\/p><p>Cos\u00ec possiamo dire di avere evitato ogni pericolo di sciopero generale. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Aggiungo ancora che anche lo sciopero dei bancari \u00e8 stato superato, cio\u00e8 la minaccia dello sciopero a Roma e lo sciopero in attuazione a Livorno. Vi sono fortissime speranze, direi quasi la certezza, di concordare anche circa la vertenza dei tessili. Dandovi queste notizie di pacificazione sociale, io colgo il destro per ricordarvi una questione della quale in questo dibattito non si \u00e8 mai accennato: non c\u2019\u00e8 stato forse mai Governo che, in cos\u00ec breve periodo, abbia mediato vertenze sindacali in cos\u00ec gran numero e con esito felice per la classe lavoratrice, come dal giugno a questa epoca. Ed io qui compio il dovere di ringraziare in modo particolare coloro che hanno partecipato alle trattative: per le ultime, specialmente il Ministro Segni, l\u2019onorevole Marazza, il collega Fanfani; per le prime (quelle che trattavano il caro-vita), gli stessi oltre l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione. Io devo ricordare che fin dalla prima settimana di attivit\u00e0 del nuovo Governo, prima ancora della presentazione alla Camera, gi\u00e0 si erano iniziate conversazioni con la Confederazione del lavoro per la questione degli impiegati statali, e che queste trattative, che erano pure laboriose e che imponevano senza dubbio grossi carichi allo Stato, vennero concluse col concedere una media del 30 per cento di aumento, il che import\u00f2 62 miliardi di nuova spesa.<\/p><p>Pochi giorno dopo si deliberarono anche miglioramenti ai pensionati, in relazione agli stipendi, e ci\u00f2 import\u00f2 nove miliardi 700 milioni di spesa.<\/p><p>Una settimana pi\u00f9 tardi si decise l\u2019aumento delle pensioni di previdenza amministrate dalla Cassa depositi e prestiti, per 220 milioni.<\/p><p>Il giorno 20 agosto nuove misure per le paghe degli appartenenti alle Forze armate, per due miliardi e 200 milioni.<\/p><p>Si approv\u00f2, poi, nel Consiglio dei Ministri del 22 luglio, la deliberazione concernente i miglioramenti economici ai pensionati di guerra quattro miliardi e 600 milioni.<\/p><p>Se si somma il complesso di queste cifre e si unisce all\u2019onere annuale il caro-vita, nei rispettivi scatti in favore degli statali, si arriva a dover far fronte ad una maggiore spesa di 122 miliardi e 720 milioni. Nello stesso periodo venne anche approvato il contratto della gente di mare.<\/p><p>Ci\u00f2 non \u00e8 proprio una prova che il Governo trascuri completamente le classi lavoratrici e, soprattutto, come mi \u00e8 stato detto da qualche oratore, che il Governo eviti di intervenire nei conflitti di lavoro, ed eviti i contatti con la Confederazione del lavoro. I contatti con la Confederazione del lavoro vennero tenuti anche molto vivi ed intensi durante il breve periodo di vacanze ministeriali, nelle discussioni sopra i progetti della Confederazione per il caro-vita, e, in quelle discussioni, i nostri tecnici, in modo particolare l\u2019Alto Commissario, ebbero occasione di dimostrare l\u2019impossibilit\u00e0 di applicare, come \u00e8 dimostrato dai censimento, il sistema differenziato per il grano.<\/p><p>Ci\u00f2 non toglie che poi, in tutta la campagna di stampa, fino agli ultimi giorni, fino all\u2019adunanza del 20 settembre, si continu\u00f2 a dire che la soluzione per il grano \u00e8 nel sistema differenziato. Ci\u00f2 non toglie che la prova sia stata ripetuta dall\u2019Alto Commissario, come chiarito in un discorso molto dettagliato, che per\u00f2 le opposizioni in genere hanno disertato; il che vuol dire che si continua a ripetere certe frasi e certi postulati, di cui si dimostra l\u2019impossibilit\u00e0 di realizzazione. (<em>Interruzione del deputato Di Vittorio<\/em>)<em>.<\/em> Caro Di Vittorio, lasciami dire che gi\u00e0 con te abbiamo avuto occasione di esprimere i nostri pensieri.<\/p><p>Si deve osservare che in base a queste discussioni, subito dopo il Ferragosto, ci fu una serie intensa di Consigli dei Ministri per affrontare il problema del caro-vita e per vedere cosa si potesse fare.<\/p><p>Abbiamo affrontato prima di tutto la questione dei cereali e ci siamo trovati dinanzi ad una dura realt\u00e0, che avevamo bisogno di importarne per 48 milioni di quintali. Tuttavia, in questo periodo, non \u00e8 che abbiamo dimostrato una qualche idea pregiudizialista contro il sistema differenziato, \u2013 infatti abbiamo applicato il trattamento differenziato per l\u2019olio e lo zucchero. Di pi\u00f9 per la prossima campagna granaria, avremo la possibilit\u00e0 di applicare il trattamento differenziato anche per il grano, cio\u00e8 per quel contingente che verr\u00e0 vincolato dallo Stato, perch\u00e9 una delle categorie, e forse anche due categorie previste, potranno, sodisfare le loro esigenze sul mercato libero.<\/p><p>C\u2019\u00e8 quindi una concezione, un programma, un piano \u2013 se cos\u00ec volete chiamarlo \u2013 molto chiaro, che \u00e8 risultato da studi, da elaborazioni, da discussioni. E qui io avrei desiderato che la Camera \u2013 approvi o condanni questo Governo \u2013 avesse affrontato sul serio i problemi economici, perch\u00e9 il Paese ed il nuovo eventuale Governo sappiano quali sono le difficolt\u00e0 che si debbono affrontare e sappiano, soprattutto, che \u00e8 assolutamente necessario che noi si importi del grano, ed in misura notevole, se non si vuol diminuire la razione.<\/p><p>In quelle discussioni, abbiamo anche tracciato un piano \u2013 la parola ormai \u00e8 di moda \u2013 per cui occorrono contributi dall\u2019estero. Avete anche sentito parlare di un trattato con l\u2019Argentina ed io vi posso dire che proprio questa mattina \u00e8 arrivato un telegramma che annuncia che \u00e8 stato siglato. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Avete sentito parlare del prestito con il Canada, avete sentito parlare delle trattative con la Banca delle esportazioni ed importazioni e delle trattative della Banca internazionale di cui si \u00e8 occupato il Vicepresidente Einaudi a Londra.<\/p><p>Gi\u00e0 in queste trattative si manifesta un programma di approvvigionamento e di finanziamento, che ha di necessit\u00e0 richiesto il consiglio di tecnici e la deliberazione di tutti i Ministri. E il Governo ha preso le sue responsabilit\u00e0 per questa strada.<\/p><p>Anche per i prezzi, abbiamo studiato il problema e siamo addivenuti alla conclusione che, con quell\u2019organismo che possediamo, non siamo neppure in grado di diminuirne o di attutirne le punte estreme se prima non si istituisce una specie di camera di consumo, donde nascano convinzioni discusse e meditate e se, in secondo luogo, non avremo in precedenza disposto un corpo di ispettori, accertatori, i quali stabiliscano i costi tanto della materie prime, quanto della produzione.<\/p><p>Questo solo pu\u00f2 essere un elemento indispensabile por poter agire sui prezzi. Certo \u00e8 che noi ci troviamo dinanzi ad una grossa questione. La questione \u00e8 che le importazioni di grano e di carbone vengono dall\u2019estero e vengono anche dall\u2019estero altre importazioni di materie prime, i cui prezzi all\u2019estero aumentano. Quindi anche se dall\u2019interno non ci fosse quella spinta che c\u2019\u00e8 all\u2019aumento, noi dovremmo ugualmente subire questo aumento, che ci viene dal di fuori.<\/p><p>Oltre a ci\u00f2, siamo sotto uno sforzo notevole per inserirci nell\u2019equilibrio mondiale della moneta.<\/p><p>In quelle sedute abbiamo anche dato delle garanzie solidali e non pi\u00f9 ausiliarie dello Stato, fino al 70 per cento, per il finanziamento degli enti di consumo. Questo rende possibile ai comuni di esigere questo fido in quanto che il 50 per cento \u00e8 garantito nella stessa misura da parte dello Stato.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti prima, l\u2019onorevole Lizzadri poi, hanno detto che il Governo non fa nulla per i lavoratori.<\/p><p>Ora, giudichi l\u2019Assemblea: dal 2 giugno al 2 ottobre, per i provvedimenti presi in materia di aumento delle pensioni della previdenza sociale, aumento degli assegni familiari, delle prestazioni per infortunio e malattie e di integrazioni salariali, di aumento delle indennit\u00e0 di disoccupazione <em>et similia<\/em>, il Governo ha imposto un trasferimento di ricchezza dagli abbienti ai lavoratori, per il periodo dal luglio 1947 al giugno 1948, di oltre 80 miliardi di lire. Ho qui i dati, naturalmente in dettaglio; e la loro somma porta a questo risultato.<\/p><p>Se, accanto alle critiche, accanto agli attacchi e alle accuse di insufficienza politica, o di insufficienza dei provvedimenti economici, ci fosse stata nella stampa avversaria anche qualche considerazione, qualche notizia di questi provvedimenti, non mi lagnerei. Ma in realt\u00e0 una certa stampa \u2013 \u00e8 inutile che la nomini \u2013 pregiudizialmente esclude qualsiasi notizia concreta, positiva, che possa, per caso, sembrar utile, o che possa sembrare in favore della politica del Governo. Ecco perch\u00e9 ci siamo trovati dinanzi ad un\u2019agitazione, dopo la costituzione del nuovo Governo, di cui poche volte abbiamo avuto l\u2019esempio. Io sono stato subito descritto come il \u00abcancelliere\u00bb, ogni provvedimento del Governo ignorato, tentativi di impedirci la parola, tattica di esasperazione dei conflitti; sospetti sul Governo nero, reazionario, che fosse \u2013 come diceva il mio ex collega Morandi \u2013 prono al capitale e sordo alle sofferenze dei lavoratori; sospetti su ogni negoziato in America, sospetti sul piano Marshall; accuse di essere affamatori, in tutte le piazze.<\/p><p>Qualcuno, mi pare l\u2019onorevole Labriola, ha portato l\u2019esempio di Giolitti, il quale si rideva di quello che stampavano e delle figure che comparivano su un giornale umoristico; ebbene, dei giornali umoristici non mi interesso, ma della propaganda sulle masse, della suggestione sulle masse, su certe masse, alle quali non ci riesce di far arrivare una parola di verit\u00e0 o di conciliazione, questa s\u00ec, dico, \u00e8 una situazione che in Italia dovrebbe cessare. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Create il Ministero della stampa e propaganda!<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Credete, egregi avversari, io non pretendo troppo dalla stampa avversaria: riconosco che l\u2019<em>Avanti!<\/em> deve scrivere come l\u2019<em>Avanti!<\/em> e l\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> come l\u2019<em>Unit\u00e0<\/em>; per\u00f2 se davvero c\u2019era in loro il desiderio di ricostituire una coalizione, una maggioranza, una collaborazione come era stata nel passato o simile a quella, in ogni modo una collaborazione con la Democrazia cristiana, cogli uomini che la Democrazia cristiana ha mandato a questo Governo, si doveva evidentemente seguire un\u2019altra tattica, perch\u00e9 la tattica del ricatto, della pressione pubblica per farci mettere in ginocchio, a terra, e farci accettare una collaborazione a qualunque prezzo, questa tattica non riesce assolutamente quando un partito ha la propria dignit\u00e0 da difendere. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non crediate che tutto questo sia avvenuto semplicemente per esuberanza o esasperazione di masse non organizzate. La circolare del 16 agosto dell\u2019onorevole Togliatti, che dice: \u00abNoi intendiamo per opposizione un seguito \u2013 questa \u00e8 la circolare interna, un\u2019enciclica entro il partito \u2013 di agitazioni, di lotte, di natura sia economica che politica, le quali portino a manifestare la loro opposizione al Governo ed a schierarsi contro di esso la parte importante della popolazione. Ci\u00f2 che si \u00e8 fatto \u00e8 stato quasi esclusivamente di natura sindacale. Sono mancati agitazioni e movimenti legati a motivi di altra natura. La nostra opposizione al Governo mantiene, quindi, per ora, un carattere pi\u00f9 verbale che di lotta\u00bb. Dico che questo&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Questo \u00e8 democrazia!<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Questo \u00e8 democrazia, ma non democrazia parlamentare. (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Comunque, onorevole Togliatti, se questa \u00e8 democrazia, \u00e8 certo che per lo meno non \u00e8 democrazia di collaborazione o democrazia che possa fondarsi sulla collaborazione. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 opposizione.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Anche l\u2019opposizione pu\u00f2 contribuire al progresso sociale e politico quando si tenga entro certe linee che evidentemente salvaguardino la verit\u00e0 e la coscienza.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Come diceva Mussolini..<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Dei pareri di Mussolini non sono responsabile.<\/p><p>Io non voglio dire che i movimenti siano stati senz\u2019altro politici; senza dubbio gli scioperi e le vertenze sindacali hanno, la maggior parte, un\u2019origine ed un contenuto sindacali; per\u00f2 \u00e8 un fatto, che da giugno al settembre gli scioperi furono in continuo aumento: 287 nel giugno, 215 in luglio, 259 in agosto, 400 in settembre, fino al 18 settembre!<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Come l\u2019aumento dei prezzi.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> In complesso abbiamo avuto in questo anno 2617 scioperi con 4.851.523 scioperanti.<\/p><p>Badate, di scioperi ne ho diretti anche io e non ho nessuna pregiudiziale contro lo sciopero di per s\u00e9, come misura di difesa sindacale. Per\u00f2 lo sciopero continuo, intensificato, come arma ordinaria, non solo si spunta per ottenere l\u2019effetto contrario, ma in ogni caso crea una tale irrequietudine che assume un aspetto politico. Ci pensino coloro che devono pur tener conto anche dell\u2019impressione che si produce al di fuori di qui, dell\u2019impressione che possono avere coloro che hanno volont\u00e0 di lavorare e di far lavorare, e ci pensino soprattutto per la produzione!<\/p><p>Ammessa e sancita nella Costituzione la libert\u00e0 di sciopero, nella stessa Costituzione \u00e8 per\u00f2 prevista anche la regolamentazione dello sciopero; \u00e8 necessario che si arrivi a dare carattere di diritto pubblico alle organizzazioni sindacali per poter creare una procedura, che renda lo sciopero non uno strumento ordinario, ma solo eccezionale della lotta sindacale, ed \u00e8 evidente che quando essi sono troppi e frequenti, non hanno pi\u00f9 tale carattere. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si deve arrivare all\u2019arbitrato! Una volta abbiamo proposto in Consiglio dei Ministri, al Ministro del lavoro, di presentare un progetto di legge sull\u2019arbitrato, e lo aveva anche elaborato, ma \u00e8 venuto il veto dal di fuori.<\/p><p>Ora, io credo che, se non saremo pi\u00f9 in grado, noi, come Assemblea Costituente, di fare una simile legge, dobbiamo metterci d\u2019accordo tutti nei prossimi Parlamenti, nelle prossime Camere, per affrontare questo problema che salvaguardi la libert\u00e0 dello sciopero, che non conduca ad una coazione sotto una sentenza di giudice, ma che almeno faciliti l\u2019arbitrato e la soluzione arbitrale.<\/p><p>Riguardo alla collaborazione della Confederazione del lavoro, ne abbiamo avuto molta. Ne avremmo avuta di pi\u00f9 se, dopo le discussioni che si facevano molto amichevolmente fra rappresentanti della Confederazione del lavoro e rappresentanti del Governo, non ci fossero stati dei giornali i quali inquinavano tutte queste discussioni con un veleno politico, rendendo difficile la cordialit\u00e0 che \u00e8 necessaria, quando le difficolt\u00e0 sono grandi e si devono superare con un tono di amicizia. Mi auguro che la Confederazione diventi forte, che rimanga unitaria, ma deve assolutamente essere fuori dei partiti, deve essere indipendente da qualunque partito. Allora si potranno citare le Trade Unions qui, come si \u00e8 fatto in Inghilterra, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un contributo laburista che \u00e8 superiore alle divisioni politiche. Allora s\u00ec che la Confederazione potr\u00e0 essere una forza che nessuno toccher\u00e0 e che i nostri dissensi politici non metteranno in pericolo (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Voi troverete, egregi avversari, o avete gi\u00e0 trovato per bocca di Nenni, che io esagero quando mi lamento del contegno dei giornali, di qualche manifesto, ecc. Qualche? Presentatemi la raccolta dell\u2019<em>Avanti<\/em><em>!<\/em> e trovatemi un numero in cui non si attacchi violentemente il Governo, un solo numero! (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Dico questo, egregi colleghi, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019analisi clinica che potr\u00e0 farci del bene, ma voi dovete persuadervi che questo sistema di agitazioni politiche crea un\u2019atmosfera impossibile alla collaborazione di Governo.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 democratico.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Se \u00e8 democratico, vuol dire che non \u00e8 della nostra democrazia. (<em>Applausi al centro<\/em>). Esempi ne abbiamo avuto nei passati Governi e non \u00e8, come ha accennato l\u2019onorevole Nenni, che io mi sia lagnato qualche volta di qualche contraddittoriet\u00e0. No, mi sono lagnato sempre dopo aver tentato in ripetuti regolamenti, convenzioni, <em>gentlemen\u2019s agreements<\/em>, ecc.; dopo aver tentato tutto questo, mi sono lagnato in modo definitivo, quando il tripartito si \u00e8 sciolto. \u00c8 cos\u00ec vero che questa esasperazione della lotta politica alla periferia crea imbarazzo ai parlamentari che usano una tattica pi\u00f9 prudente, che Togliatti, in quella circolare che ho accennato continua a dire, lamentandosi verso i comunisti che trattano troppo male i democristiani: \u00abla maggioranza del partito ha praticamene ignorato la direttiva che tendeva ad impedire che si creasse un abisso fra noi e i democristiani ed inh particolare fra le nostre masse e i democristiani. Insensibilmente il partito tende a scivolare nel terreno della lotta aperta e violenta contro la Democrazia cristiana e le sue masse. Cos\u00ec avviene che la nostra propaganda perde ogni capacit\u00e0 di attirare le masse dalla Democrazia cristiana ed anche dalla destra reazionaria, che ha tutto l\u2019interesse che non ci sia alcun contatto di nessun genere, ma solo lotta aperta fra noi e i democristiani\u00bb. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io non voglio ripetervi quello che mi \u00e8 stato detto, ripetutamente, anche durante l\u2019ultima crisi e quello che \u00e8 stato detto qui, da questo banco, da questo posto, in risposta alle accuse che mi sono state mosse nell\u2019ultima crisi. \u00c8 inutile che ripeta le stesse cose e le stesse prove e faccia le stesse affermazioni perch\u00e9 voi le negate ostinatamente o ripetete la stessa versione.<\/p><p>Comunque, guardiamo pure l\u2019avvenire. L\u2019esperienza, a me che sono stato per tre anni collaboratore dei socialisti e dei comunisti, e prima ancora dei liberali nei Governi dei Comitati di liberazione o nei Governi tripartitici, a me l\u2019esperienza ha portato questi risultati: fino a che la meta rimane la conquista del potere, sia pure attraverso le elezioni, ma conquista del potere mediante un patto d\u2019azione tra i due partiti che si trovano in posizione di particolare privilegio in confronto del terzo partito; fintanto che dura questa situazione, \u00e8 assolutamente impossibile che un partito rischi il suo credito e un Governo non si svaluti in una situazione di contradizioni che si manifesta soprattutto non nell\u2019interno, \u2013 perch\u00e9 nell\u2019interno di un Consiglio ci si trova quasi sempre fra uomini ragionevoli \u2013 ma nelle lotte e nei riflessi che le divergenze generano nella stampa nella pubblica propaganda. Pu\u00f2 essere, e mi auguro, egregi colleghi, che quando sar\u00e0 combattuta la battaglia elettorale e quando saranno decise le maggioranze, la situazione cambi. Pu\u00f2 essere. Mi auguro sia cos\u00ec. E quando abbiamo fatto questo Governo speravamo che le elezioni avrebbero potuto esser fatte al pi\u00f9 presto. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa marcia comune dei socialisti e comunisti, la quale si richiama naturalmente allo stesso movimento psicologico, alle stesse origini marxiste, fino alla dittatura del proletariato, questa marcia rende sospetta e difficile ogni attivit\u00e0. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Si potr\u00e0 arrivare alla democrazia.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Si potr\u00e0 arrivare a una \u00abdemocrazia\u00bb non occidentale, chiamiamola cos\u00ec; ma questa \u00e8 un\u2019altra cosa. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il bloccardismo, che si poggia non su una confluenza d\u2019interessi proletari \u2013 perch\u00e9 certo bloccardismo manifesta un campionario di gradazioni sociali molto variopinte \u2013 ma su un certo bloccardismo massonico di vecchia maniera, \u00e8 la seconda caratteristica che ha reso impossibile la continuazione dei Governi tripartiti o simili.<\/p><p>Lo so, l\u2019amico onorevole Macrelli propone la ricostituzione di un Governo su larga base, senza nessuna esclusione a sinistra: mettendo per\u00f2 \u2013 e lui l\u2019ha sentito per l\u2019esperienza che ha fatto nel passato \u2013 delle condizioni che permettano di dire: \u00aba patto che ci si dia una stretta di mano fra galantuomini e si cambino i metodi passati\u00bb. A queste condizioni, se potessi averne la fiducia, lo farei; ma disgraziatamente ho perso la fiducia prima che voi la togliate a me. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Tutti coloro che credono che un simile Governo significherebbe la pacificazione in un periodo elettorale, si ingannano. \u00c8 una illusione; e quindi credo che il rischio non meriti la candela.<\/p><p>\u00c8 assolutamente necessario che si cambi metodo.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> \u00c8 gi\u00e0 cambiato.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Come volete!<\/p><p>Io ho sentito il discorso dell\u2019onorevole Nenni che mi ha scombussolato. Mi sono fatto portare subito il testo della mozione per vedere se avesse proposto la fiducia invece che la sfiducia, considerato il tenore, il tono e l\u2019invito che proveniva dalle labbra dell\u2019onorevole Nenni. Ho trovato che il testo \u00e8 ancora quello.<\/p><p>Ma come volete che noi accettiamo questi inviti singoli, che saranno anche sinceri come espressione dello stato psicologico di un determinato momento, quando poco prima un altro collega, l\u2019ex Ministro onorevole Morandi, ci ha accusato semplicemente d\u2019esser sordi alle sofferenze del popolo e proni al capitale? E quando un altro ex collega ha avuto la perfidia d\u2019insinuare che la scelta dei Ministri fu fatta per far piacere all\u2019industria del Nord contro gli interessi del Mezzogiorno? (<em>Proteste a sinistra \u2013 Interruzione del deputato Musolino<\/em>). Io aggiungo un\u2019altra ragione che riguarda la contingenza storica. Ditemi: come avremmo potuto fare a deciderci subito alla partecipazione alla Conferenza di Parigi ed al \u00abPiano Marshall\u00bb se fossimo stati nel tripartito ed avessimo avuto dentro i rappresentanti di quell\u2019opinione che si manifesta nei giornali assolutamente contraria al piano Marshall ed a tacitare l\u2019invito dell\u2019O.N.U.?<\/p><p>Togliatti ha affermato, ed io stesso lo dico, che ci sono nelle linee generali della politica estera delle differenze talmente approfondite che la collaborazione in un momento in cui la politica estera \u00e8 anche politica interna ed economica, \u00e8 inefficace, contraddittoria ed \u00e8 tempo perduto. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. L\u2019ambasciatore americano&#8230;<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio. <\/em>Voi sentite le interruzioni di Togliatti? Potete immaginare che io possa sedere ad uno stesso tavolo con lui che dice: sar\u00e0 l\u2019ambasciatore americano, ecc., ecc.? (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>).<\/p><p>Riguardo alla politica estera, poich\u00e9 ci siamo, debbo osservare la facilit\u00e0 con la quale Nenni \u00e8 passato sopra alla decisione americana che ci \u00e8 stata ufficiosamente comunicata questa sera, dicendo che era una cosa scontata, perch\u00e9 si sapeva benissimo che l\u2019America e la Gran Bretagna avrebbero, ecc., ecc. Io dico: 1\u00b0) dell\u2019Inghilterra non sappiamo nulla; 2\u00b0) l\u2019America aveva espresse le sue intenzioni: me l\u2019aveva detto personalmente Truman, come ha ricordato il Ministro Sforza, ma altro \u00e8 il dire altro \u00e8 prendere una decisione. E la decisione, evidentemente, si poteva prendere solo dopo la ratifica del Trattato di pace da parte nostra.<\/p><p>Dovrei anche aggiungere, ma non voglio inasprire la polemica, una considerazione che si potrebbe fare circa la nostra ammissione all\u2019O.N.U.<\/p><p>PERTINI. Mi pare che di asprezza ce ne sia abbastanza.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> S\u00ec, \u00e8 vero, ce n\u2019\u00e8 abbastanza, ma noi avevamo diritto di entrare nell\u2019O.N.U., perch\u00e9 fra l\u2019altro, nell\u2019introduzione di quel Trattato di pace che noi abbiamo firmato c\u2019\u00e8 l\u2019impegno di tutti e quattro gli alleati. Noi avevamo questo diritto e nessuno poteva togliercelo senza mancare fede a quell\u2019impegno del Trattato. (<em>Vivi applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Io dico soltanto che se ci\u00f2 \u00e8 accaduto, \u00e8 avvenuto per la combinazione di altre situazioni che non ci riguardano. Io non voglio emettere nessun giudizio su coloro che questa decisione hanno preso. Per\u00f2 permettetemi di meravigliarmi, che quando si parla dell\u2019O.N.U., da quella parte ci si lanci contro il Governo come quella colpa fosse nostra, e da quella parte non si dica una parola di coloro che hanno impedito il nostro ingresso. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti mi ha detto che da un certo mio discorso \u00e8 cominciata la mia avversione al comunismo e che far\u00f2 tanta strada: fino a divenire neo-fascista. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora io debbo dichiarare molto nettamente: i contrasti tra la dottrina nostra e quella comunista sono profondi; erano sempre stati profondi.<\/p><p>Ci\u00f2 non ci aveva impedito, con un programma di azione ben chiarito, di partecipare al Governo e di collaborare insieme per il bene del popolo italiano, sia per la forma dello Stato, sia per altri progressi sociali. Ci\u00f2 non ci impedir\u00e0 nemmeno domani, se questa sar\u00e0 una necessit\u00e0 parlamentare, di tornare a simile collaborazione, dopo le prossime elezioni; (<em>Commenti a sinistra<\/em>) per\u00f2 ad una condizione: bisogna, che sia ben chiaro, e che sia chiaro nella prassi, che i partiti, di qualsiasi colore siano, devono sottoporsi alle regole convenzionali della civilt\u00e0 nazionale, alla quale dobbiamo subordinare tutto. E questi princip\u00ee convenzionali, queste mete, si chiamano: libert\u00e0 e democrazia. E questo deve essere non detto, ma provato nel programma, nel contegno, nello schieramento di battaglia, nella propria azione nel Paese. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Siamo noi che abbiamo dato questo esempio. (<em>Protesta al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> L\u2019onorevole Pajetta, in quella parte di discorso che ho ascoltata, ha detto, a proposito dell\u2019onorevole Giannini: \u00abTante cose si sono cambiate in Giannini, ed un po\u2019 \u2013 egli ha aggiunto \u2013 forse egli \u00e8 stato aiutato anche da noi comunisti, cio\u00e8 dalla sua opposizione\u00bb. Non so se questo sia vero, ma io applico questa didascalia ai rapporti fra noi e i comunisti. Vedano di cambiare parecchio nei loro sistemi, e se possiamo, con la stessa posizione che ha tenuto il Partito comunista contro i qualunquisti, anche noi cercheremo di aiutarli perch\u00e9 mutino questo loro costume. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Cerchi di mantenere fede ai suoi impegni!<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> \u00abLa terza via\u00bb, come sapete, \u00e8 il titolo di un libro famoso di R\u00f6pke, che \u00e8 un liberale famoso, ed alle sue idee si sono ispirati alcuni discorsi dei liberali, quello di Crispo e quello di Cortese, nel presente dibattito. Vi sono delle idee che sono molto vicine a noi, che vi sono dappertutto in tutti i settori (bisogna augurarselo), negli adattamenti alle necessit\u00e0 della vita, nelle confluenze necessarie, anche l\u00e0 dove le origini sono contraddittorie.<\/p><p>Saragat di questa terza via ha stabilito la pietra miliare: difesa della pace, libert\u00e0, lotta contro la miseria. Crediamo anche noi di essere su questa linea. Ma egli ha dato particolare rilievo alla pianificazione, e stasera ha spiegato un po\u2019 meglio, sicch\u00e9 non ho molte difficolt\u00e0 a giungere alla interpretazione di questa parola. Io vi faccio soltanto osservare che il congegno di programmazione \u2013 perch\u00e9 a questo si riduce la pianificazione nel senso indicato da Saragat \u2013 esiste nel Governo: \u00e8 il C.I.R., \u00e8 l\u2019organismo dello studio e dell\u2019applicazione dei problemi economici, che segue una certa direttiva e costruisce un certo piano. Abbiamo creato poi il Comitato delle meccaniche, anche come strumento di pianificazione in confronto di una industria che alimenta 650 mila operai e quindi rappresenta una delle industrie di maggiore speranza, ma oggi di maggiore imbarazzo dell\u2019Italia. Anche noi cerchiamo nella nuova forma, che abbiamo dato alla legge sui prezzi e soprattutto nella sanzione degli incettatori, di creare degli organismi, degli strumenti per potere veramente programmare la nostra attivit\u00e0 di Governo nel campo economico, rispondendo anche alle esigenze di coloro ai quali ci rivolgiamo per prestiti o investimenti in Italia. Non \u00e8 dunque che si tratti di cosa nuova, si tratta evidentemente di perfezionare, e sono il primo a dire che dal primo Governo ad oggi molte modificazioni son\u00f2 state fatte, ma non sono ancora sufficienti. Si tratta di coordinare programmi che gi\u00e0 esistono e quando si parla di programmazione non bisogna dimenticare che abbiamo un programma di gestione, di finanziamento e di costruzioni ferroviarie che \u00e8 elaborato fin nei maggiori dettagli. In questo primo periodo le funzioni stimolatrici dei premi di maggiore rendimento, che salgono ad oltre 2 miliardi e 300 milioni, hanno portato a far lavorare gli stessi ferrovieri per un traffico aumentato del 15 per cento di quello anteriore. Gli aumenti dei costi dei trasporti, l\u2019aumento delle tariffe (badate, nonostante tutto quello che si \u00e8 detto, sono ancora otto volte minori a quelle della Svizzera, quattro volte nei confronti della Polonia, Danimarca, Francia; sei volte minori della Svezia, del Belgio, ecc.) corrisponde a un certo programma che ha una meta e ormai, \u00e8 in vista il pareggio del bilancio di esercizio delle Ferrovie dello Stato nel prossimo anno finanziario 1948-49 e si \u00e8 in pieno fervore di ricostruzione. Poi c\u2019\u00e8 il piano di ricostruzione delle ferrovie, per cui abbiamo fissato 175 miliardi da dividersi in 3 esercizi e che nel 1950-51 dovrebbe essere coronato dal successo.<\/p><p>Un altro piano \u00e8 quello delle bonifiche. Si e fatto accenno da qualcuno alla bonifica, alle migliorie.<\/p><p>Anche qui noi abbiamo il piano, abbiamo il progetto fin nel dettaglio, ma il ritardo nell\u2019applicazione \u00e8 dovuto a mancanza finanziaria e non a mancanza di programmazione, o a difetto di studi necessari per l\u2019attuazione delle bonifiche. Ma \u00e8 certo che abbiamo piena coscienza che specialmente per il Mezzogiorno, occorre provvedere in quanto \u00e8 necessario equilibrare una fatale deficienza che avviene quando cerchiamo in qualche misura di sostenere l\u2019industria meccanica del Nord, e conguagliare le esigenze del Mezzogiorno. Per queste ragioni che d\u2019altra parte non sono essenziali, \u2013 l\u2019essenziale \u00e8 che si deve combattere la disoccupazione ed aumentare la produzione \u2013 un programma dettagliato \u00e8 pronto per l\u2019esecuzione; \u00e8 ormai fatto.<\/p><p>Si tratta solo di potere aumentare i fondi messi a disposizione del Ministero dell\u2019agricoltura, perch\u00e9 le bonifiche delle Puglie, della Basilicata e della Sardegna \u2013 circa 700.000 ettari \u2013 possano sul serio venire condotte avanti. A proposito dell\u2019I.R.I., da quando siamo entrati in questo Governo con questa formazione abbiamo fatto un passo notevole, mi pare, perch\u00e9 abbiamo incaricato un uomo fuori dei partiti, un tecnico, di studiare tutte le possibilit\u00e0 entro l\u2019I.R.I. dirigendole, per portarci delle proposte concrete, proposte che in parte ci ha portato e che in parte completer\u00e0 entro 15 giorni o 3 settimane; progetti e proposte che verranno studiati dal Comitato di ricostruzione e poi verranno applicati con questo scopo: mantenere tutto quello che \u00e8 vitale, mantenere tutto quello che \u00e8 chiave degli interessi collettivi, liberarsi del resto, perch\u00e9, altrimenti, tutto cade in rovina, e la situazione a questo riguardo \u00e8 molto seria.<\/p><p>Se aveste assistito ad una conferenza che ho avuto qui, subito dopo la prima seduta, con i rappresentanti della Camera del lavoro e delle banche e degli industriali di Milano voi avreste avuto la conoscenza e, direi, l\u2019angoscia dell\u2019asprezza di questo problema. Essi venivano a dirci: \u00abNon vogliamo l\u2019inflazione, non vogliamo che lo Stato stampi per dare denaro agli industriali; vogliamo altre riforme, altre forme di credito\u00bb. E noi su questo ci siamo scambiati delle idee ed abbiamo avviato trattative; ma si vedeva l\u2019angoscia degli stessi operai, che sanno cosa voglia dire l\u2019inflazione (<em>Commenti a sinistra<\/em>) e sanno che, se ci mettiamo su quella strada, anche per esigenze giuste, non faremmo gli interessi della classe operaia.<\/p><p>Io sono persuaso che, nonostante tutto quello che scrivete voi, se ci fosse data la possibilit\u00e0 di parlare serenamente agli operai, di dir loro che il loro destino \u00e8 legato a questa migliore amministrazione dello Stato, a queste riforme, a questa prudenza che abbiamo introdotte, siamo persuasi che essi ci direbbero s\u00ec e sarebbero pronti ad accettare questa disciplina. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Certo che nel campo della programmazione, della pianificazione in genere, dell\u2019applicazione dei rimedi economici, la collaborazione non \u00e8 mai abbastanza. Noi abbiamo dimostrato sia nelle trattative per il piano Marshall, sia nelle trattative per la Banca Internazionale, sia nel Comitato per le industrie meccaniche, che cerchiamo la competenza anche al di fuori del Governo e anche in partiti che votano contro il Governo, dimostrando con ci\u00f2 la nostra volont\u00e0 di chiamare tutte le forze competenti per poter riuscire a superare queste grandi difficolt\u00e0 che travagliano il nostro Paese.<\/p><p>Questo \u00e8 il criterio che abbiamo applicato, anche quando si tratt\u00f2 di concludere accordi commerciali e anche quando si tratta di inviare consoli o rappresentanti diplomatici. Questo criterio va seguito e va allargato, in questo senso, che nel momento in cui le difficolt\u00e0 sono cos\u00ec gravi, bisogna chiamare tutti gli uomini a bordo.<\/p><p>Ed ora mi rivolgo in particolare all\u2019amico Giannini. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Si \u00e8 fatto molto rumore intorno al suo discorso, ma mi \u00e8 parso che Giannini stesso abbia preventivamente dato il giusto significato alle sue conclusioni, quando ha detto qui e poi ha stampato sul suo giornale queste parole:<\/p><p>\u00abSi \u00e8 parlato di trattative fra il mio partito e la Democrazia cristiana, o fra il mio partito e il Governo. Non crediamo che il Governo possa fare trattative sotto l\u2019assillo del voto; non sarebbe morale. Noi ci sentiremmo di essere imbarazzati a dire all\u2019onorevole De Gasperi: vogliamo questo in cambio dei nostri 33 voti. Non sappiamo De Gasperi con quali parole ci risponderebbe, ma noi sappiamo le parolacce che diremmo al suo posto\u00bb.<\/p><p>Credo di avere interpretato il significato delle sue dichiarazioni secondo questa sua premessa: le sue dichiarazioni sono postulati programmatici, non condizioni di voto, le quali non mi vennero poste n\u00e9 da questo, n\u00e9 da nessun altro partito. Con nessun partito, durante queste trattative, ho voluto avere negoziati, per la ragione semplice che un uomo di cui si mette in dubbio la capacit\u00e0 di governare e contro il quale si muove in triplice assalto un voto di sfiducia, si mostrerebbe veramente ridicolo, se cercasse di superare le difficolt\u00e0 con misure che riguardano semplicemente l\u2019atteggiamento di un voto o di un Gruppo. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma quando egli fra i postulati chiede una politica di pacificazione e di disarmo civile io gli rispondo: d\u2019accordo. Abbiamo gi\u00e0, dopo la concessione dell\u2019amnistia del 1947, ritenuto necessario ritornare alla normalit\u00e0 nell\u2019amministrazione della giustizia e abbiamo disposto, con decreto 26 giugno, la chiusura delle Corti d\u2019assise speciali, fissando un breve termine per la definizione dei lavori pendenti.<\/p><p>La nostra \u00e8 dunque una identica finalit\u00e0 di pacificazione. Stanno a dimostrarlo il provvedimento gi\u00e0 elaborato relativo all\u2019epurazione e al riconoscimento del diritto degli anti-fascisti esonerati, sotto il cessato regime, per ragioni politiche. Con detto provvedimento, che sar\u00e0 presentato alle Commissioni legislative di questa Assemblea, il Governo, considerando che di fronte al compito immane della ricostruzione \u00e8 indispensabile l\u2019unione di tutti gli sforzi in una concorde ed operosa volont\u00e0 di rinascita, ha limitato i casi di procedimento di epurazione agli addebiti di notevole gravit\u00e0 e alla responsabilit\u00e0 di coloro che hanno gradi pi\u00f9 elevati nella gerarchia statale e che assunsero posizioni non compatibili con la permanenza del rapporto di impiego.<\/p><p>Quando poi egli parla di direttiva liberale democratica in economia, penso che egli voglia dire che la meta deve essere il ritorno alla libert\u00e0 e che non chieda che da oggi a domani si lascino cadere tutte le discipline, senza una certa graduatoria e senza sostituirle con mezzi efficaci per arrivare alla libert\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Al pi\u00f9 presto possibile.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ed ecco che la misura che noi abbiamo preso nel campo del grano corrisponde proprio al vostro postulato; noi andiamo verso la libert\u00e0, ma abbiamo bisogno, in un primo esperimento, che gli agricoltori producano e ci consegnino quei tanti milioni di quintali di grano che sono necessari per le classi pi\u00f9 povere.<\/p><p>Poi verr\u00e0 la libert\u00e0, se gli agricoltori faranno il loro dovere. E ripeto qui quello che ho detto in una assemblea di tecnici agricoli: non \u00e8 che io non sappia \u2013 come \u00e8 stato stampato pi\u00f9 volte \u2013 scegliere tra vincolismo e libert\u00e0. No; io credo che questo esperimento vada fatto e che sia il migliore che si possa fare. Ma certamente, se non corrisponder\u00e0 la solidariet\u00e0 degli agricoltori e se l\u2019egoismo \u2013 ed io spero che ci\u00f2 non sia \u2013 di alcuni ci far\u00e0 naufragare questo progetto, io vi domando: che cosa rimarr\u00e0 pi\u00f9 a un Governo qualsiasi che dovr\u00e0 legiferare in quel momento, se non ricorrere a misure pi\u00f9 drastiche?<\/p><p>Ma allora saranno proprio coloro che avranno chiesto la libert\u00e0, che si saranno tirati addosso questa misura di vincolismo. (<em>Approvazioni al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Nitti ha rilevato l\u2019importanza dei ceti e dei partiti medi. Lo riconosco; riconosco che non basta avere una massa di elettori, riconosco che non basta avere un\u2019organizzazione perfezionata e valersi del sistema elettorale per portare nei Parlamenti una numerosa rappresentanza dei partiti di massa.<\/p><p>Bisogna augurarsi che nei Parlamenti entrino anche delle personalit\u00e0 che, con il loro ingegno, con le loro qualit\u00e0, compensino eventualmente le debolezze del numero. Io vedo quindi con speranza, e non con avversione, che accanto ai partiti di massa entrino a far parte della Camera anche i rappresentanti di quei ceti medi, i rappresentanti di quei gruppi che valgano a dire una parola di serenit\u00e0 come ieri l\u2019ha pronunciata qui l\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>Noi questo Governo lo abbiamo definito l\u2019altra volta: \u00e8 un Governo di necessit\u00e0. Lo sappiamo che questa non \u00e8 una situazione normale; ma che cosa c\u2019\u00e8 di normale oggi nel Paese, onorevoli colleghi? Nelle difficolt\u00e0 enormi di carattere economico, nei nostri rapporti con l\u2019estero, ditemi voi se non \u00e8 stata una fatalit\u00e0 che in quasi tutti i campi si sia dovuto ricorrere troppo spesso a degli espedienti?<\/p><p>Questo \u00e8 un Governo di necessit\u00e0 perch\u00e9 Governi di grande coalizione allora \u2013 e l\u2019onorevole Nitti lo sa \u2013 non si son voluti fare all\u2019infuori della mia persona; e quindi \u00e8 inutile che poi si sia andati tanto a decantare l\u2019ingiustizia che io avessi tutto organizzato per diventare Cancelliere e per imporre non so che restrizioni della libert\u00e0. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 inutile che si suggestioni la folla perch\u00e9 questa mi impedisca di parlare sulle pubbliche piazze. Questo diritto me lo sono Conquistato e me lo difendo: il diritto di parlare a nome del popolo, e di parlare alla coscienza del popolo direttamente, (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Nitti quando parla di libert\u00e0 di elezioni. Senza dubbio, qualsiasi Governo che sar\u00e0 al potere in quel momento dovr\u00e0 garantire l\u2019assoluta libert\u00e0 delle elezioni; cosa relativamente facile col sistema presente, perch\u00e9 gli intrugli che facilmente avvenivano nel collegio uninominale, non avvengono, non possono avvenire nel sistema proporzionale.<\/p><p>Ah, mi sono dimenticato, ho saltato una risposta che dovevo all\u2019onorevole Giannini. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Non importa; lo dir\u00f2 cos\u00ec; sar\u00f2 tanto pi\u00f9 sincero: non l\u2019ho scritto. Mi sono dimenticato di prendere atto del postulato dell\u2019onorevole Giannini nella politica internazionale, cio\u00e8 del movimento europeista. Qui, in questo Governo siede l\u2019amico autorevole Einaudi, che gi\u00e0 nel 1917 o 1918 ha scritto un volume sopra il sistema federale degli Stati europei. Oltre a ci\u00f2 questo Governo ha avuto cura, gi\u00e0 al suo primo ripresentarsi alla vita internazionale, di lanciare ed alimentare l\u2019idea di una unione degli Stati europei. (E oggi, mentre parliamo, si sta discutendo a Roma l\u2019Unione doganale tra la Francia e l\u2019Italia). Movimento interessantissimo, movimento che sar\u00e0 lento nell\u2019attuazione, ma che \u00e8 senza dubbio il movimento dell\u2019avvenire. Se il qualunquismo si trasformer\u00e0 in qualunquismo europeo, nel senso della fratellanza dei popoli, ci trover\u00e0 pienamente concordi e collaboratori con esso in tutti i sensi. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Aderisco anche all\u2019appello che l\u2019onorevole Nitti ha fatto perch\u00e9 nel nostro agitato periodo, che per forza si svolger\u00e0 durante le elezioni, ci sia serenit\u00e0, rispetto della libert\u00e0, rispetto di un partito di fronte all\u2019altro. \u00c8 questo un desiderio vivissimo nostro, ed \u00e8 questo il compito del Governo: cercare in tutti i modi di salvaguardare la libert\u00e0 dei partiti e dei candidati.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> E degli elettori.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Il Governo di necessit\u00e0 vuole mantenere lo Stato al di sopra dei partiti; vuole liberare la nostra economia dalla stretta, superare i conflitti sociali coi metodi della libert\u00e0, garantire il libero sviluppo e il consolidamento delle istituzioni repubblicane, egualmente aperte a tutti i cittadini.<\/p><p>Si \u00e8 fatto un po\u2019 di scandalo per le affermazioni dell\u2019amico Piccioni, quando Piccioni rivendicava al Partito democratico cristiano una prevalente direzione politica. Ora, si pu\u00f2 ben tradurre il suo pensiero con queste altre parole: che egli rivendicava una prevalente responsabilit\u00e0, non volendola addossare ad altri partiti, liberi di prendere il loro atteggiamento come credono meglio, dinanzi all\u2019interesse della nazione, anche in un voto come quello di fiducia o sfiducia. Responsabilit\u00e0 prevalenti, ma non esclusive, ed in ogni caso non per finalit\u00e0 egoistiche proprie, ma in servizio dello Stato e per la causa della pacificazione sociale e della pacificazione fra i partiti.<\/p><p>L\u2019onorevole Lussu mi ha attribuito dell\u2019ambizione personale. Se fossi ambizioso di rimanere a questo posto, sarei veramente uno sciocco, perch\u00e9 dimostrerei di non avere imparato ancora che a questo posto le spine sono molte e le rose pochissime!<\/p><p>Ma vi dico subito che esiste nella coscienza dei popoli anche un altro sentimento; che \u00e8 quello della forza di assumere responsabilit\u00e0!<\/p><p>Ed ora vi dico: io non voglio dare cattivo esempio a milioni di uomini che in Italia si battono disperatamente contro le difficolt\u00e0 e resistono allo scoramento di questo momento. Il loro sacrificio esige, per quanto riguarda la mia volont\u00e0, anche il sacrificio mio, e questa \u00e8 la mia ambizione! (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Ma voi soli potete liberarmi da quest\u2019obbligo di coscienza in confronto delle mie responsabilit\u00e0; voi soli, voi rappresentanti del popolo, se mi scioglierete da questa responsabilit\u00e0, la mia ambizione sola sar\u00e0 di obbedirvi, in qualit\u00e0 di semplice cittadino, ma sempre in difesa della libert\u00e0 e delle grandi tradizioni della civilt\u00e0 italiana! (<em>Vivissimi prolungati applausi al centro e a destra \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Comunico che \u00e8 stato presentato ora un terzo ordine del giorno, del seguente tenore, firmato dagli onorevoli Magrini, La Malfa, De Mercurio, Azzi, Macrelli, Chiostergi, Paolucci, Pacciardi ed altri:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea, udite le dichiarazioni del Governo, non le approva e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>Ricordo che erano stati presentati i seguenti ordini del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, preso atto delle comunicazioni del Governo, ne approva le attuali direttive politiche ed economiche, raccomandando che i provvedimenti necessari per riportare alla normalit\u00e0 la produzione e la vita del Paese siano accompagnati da tutte le cautele atte ad attenuare gli inevitabili contraccolpi di un cambiamento di congiuntura, e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abQuintieri Quinto, Bonino, Condorelli, Fabbri; Cifaldi, Villabruna, Lucifero, Perrone Capano, Bellavista, Cortese\u00bb.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>ritenuto, che non \u00e8 possibile fermare il ritmo dei lavori pubblici della ricostruzione e contro la disoccupazione, e particolarmente di quelli che dipendono da impegni assunti dallo Stato;<\/p><p>invita il Governo a provvedere agli stanziamenti necessari e, nella certezza che provveder\u00e0 in questo senso, gli esprime la sua fiducia\u00bb.<\/p><p>\u00abMicheli\u00bb.<\/p><p>Abbiamo, dunque, le tre mozioni intorno alle quali si \u00e8 svolta tutta la discussione, ed abbiamo tre ordini del giorno, ma in questa discussione particolare gli ordini del giorno devono cedere il passo alle mozioni. Chiedo quindi ai presentatori delle mozioni, onorevoli Nenni, Togliatti e Saragat, il quale ha svolto la mozione che aveva per prima la firma dell\u2019onorevole Canevari, se conservano le loro mozioni.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidererei una breve sospensione di seduta per poter consultare il mio Gruppo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la richiesta dell\u2019onorevole Togliatti risponda a un desiderio abbastanza diffuso e di cui si erano fatti portavoce altri deputati.<\/p><p>Possiamo quindi sospendere la seduta fino alle 21.30. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, in verit\u00e0 abbiamo gi\u00e0 avuto una sospensione prima del discorso del Presidente del Consiglio, e mi stupisco che dei Colleghi, che hanno presentato le mozioni, le hanno discusse, le hanno ridiscusse, ancora non sappiano se vogliono mantenerle o no. Ad ogni modo rispetto le titubanze e le incertezze di tutti, ma pregherei il Presidente, se vuole dare questa sospensione, che ci dia almeno un\u2019ora di tempo.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, le parole del collega, onorevole Lucifero, sono perfettamente giuste in quanto egli appartiene al solo Gruppo che ha interamente definito la sua condotta e quindi \u00e8 perfettamente giusto che si preoccupi solamente della cena, perch\u00e9 evidentemente \u00e8 il Gruppo che non ha altro da fare che andare a cena. Per quanto riguarda noi, signor Presidente, mi permetto associarmi alla richiesta dell\u2019onorevole Togliatti, a costo di confermare ancora una volta la leggenda che noi prendiamo tanti rubli dai comunisti per la nostra organizzazione, e quindi desidererei che ci fosse concessa una sospensione, se possibile fino alle 22.<\/p><p>(<em>La seduta<\/em>,<em> sospesa alle 21<\/em>,<em> \u00e8 ripresa alle. 21.55<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Propongo ai tre presentatori delle mozioni il quesito che avevo posto prima: se essi conservano oppure ritirano le mozioni.<\/p><p>Onorevole Nenni?<\/p><p>NENNI. Onorevole Presidente, noi manteniamo la nostra mozione e domandiamo il voto per divisione nella intenzione di chiedere l\u2019appello nominale soltanto sull\u2019ultima parte della mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di precisare quale \u00e8 questa divisione che lei propone.<\/p><p>NENNI. La divisione \u00e8 fra la motivazione e la conclusione. La motivazione comprende le parole: \u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte ai risultati della politica generale del Governo, ed in particolare di quella economico-finanziaria che compromette lo sforzo solidale della ricostruzione del Paese, l\u2019ordine interno e il tenore di vita delle masse popolari\u00bb. Per questa parte domandiamo il voto per alzata e seduta. Per la conclusione, che comprende le parole: \u00abnega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb, chiediamo l\u2019appello nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Togliatti?<\/p><p>TOGLIATTI. Mantengo la mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Saragat?<\/p><p>SARAGAT. Noi manteniamo la nostra mozione.<\/p><p>BOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOZZI. Signor Presidente! Onorevoli colleghi! Mi riferisco alla proposta fatta dall\u2019onorevole Nenni, che ha chiesto la votazione per divisione. Io credo che questo procedimento non possa essere ammesso. Qui c\u2019\u00e8 una mozione di sfiducia: sarebbe come se in una sentenza \u2013 scusate se ricorro all\u2019esempio di un documento che mi \u00e8 familiare \u2013 si volesse scindere la motivazione dal dispositivo e dare un dispositivo senza dirne le ragioni.<\/p><p>Ora, l\u2019articolo 3 della legge del 1946, ultimo comma, che regola la vita ed il procedimento di questa Assemblea dice che il Governo \u00e8 giuridicamente obbligato a dimettersi quando, con una maggioranza qualificata, sia approvata una apposita mozione di sfiducia. Vuol dire che si \u00e8 voluto qualificare giuridicamente, costituzionalmente una particolare forma di mozione, che \u00e8 diversa dalla mozione prevista dal Regolamento della Camera del 1921-22. Si tratta di una figura nuova venuta nelle Costituzioni del dopoguerra, e intesa a dare stabilit\u00e0 ai governi. \u00c8 vero che nell\u2019articolo 128-129 del Regolamento della Camera \u00e8 detto che la mozione pu\u00f2 essere votata per divisione, ma qui, come ho detto, ci si riferisce a un concetto diverso, vale a dire ad una mozione che proponeva un progetto di legge, o altro provvedimento da parte del Governo. Ma \u00e8 evidente che una mozione di sfiducia non si pu\u00f2 votare per divisione, separando la motivazione dall\u2019atto finale. Si pu\u00f2 dividere nella parte motivata. E vi \u00e8 infatti un altro argomento a sostegno di questa tesi, e cio\u00e8 che la mozione di sfiducia ha valore orientativo per il Capo dello Stato, perch\u00e9, se essa fosse accolta, il Capo dello Stato dovr\u00e0 addivenire alle designazioni necessarie per la formazione del nuovo Governo. Quale sar\u00e0 l\u2019orientamento che noi daremmo se votassimo il dispositivo senza dire le ragioni di questa sfiducia che diamo al Governo? Io credo che alla votazione per divisione non si possa addivenire.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Volevo appunto dire quanto il collega Bozzi ha finito di esporre, sottolineando particolarmente che se la mozione di sfiducia \u00e8 essenzialmente un atto di giudizio, essa \u00e8 logicamente scindibile in un \u00abatto di intelligenza\u00bb, che \u00e8 costituito dalla motivazione, e in un \u00abatto di volont\u00e0\u00bb, che \u00e8 il dispositivo. Ma la prima \u00e8 il <em>prius <\/em>logico, che conduce alla seconda. Per questo io credo che la proposta dell\u2019onorevole Nenni non si possa accettare, e la mozione debba votarsi senza divisione.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOSATO. Credo anch\u2019io che la domanda di votazione per divisione della mozione presentata dall\u2019onorevole Nenni e da altri colleghi non possa essere accolta. L\u2019articolo 128 del Regolamento della Camera al terzo comma prevede bens\u00ec la possibilit\u00e0 della votazione per divisione di una mozione. Tuttavia \u00e8 chiaro che il Regolamento dell\u2019Assemblea, cio\u00e8 il vecchio Regolamento vigente prima del fascismo, vale in quanto sia compatibile con la legge di natura costituzionale che regola la costituzione dello Stato in questo momento. Ora l\u2019articolo 3 della legge del 16 marzo 1946, che rappresenta la nostra Costituzione provvisoria, contiene anche una disciplina abbastanza precisa del Governo parlamentare, rilevante ai fini della soluzione della questione che ora si discute.<\/p><p>L\u2019articolo 3 stabilisce che \u00abil Governo \u00e8 responsabile di fronte all\u2019Assemblea Costituente\u00bb e successivamente, all\u2019ultimo comma, determina il procedimento con il quale si deve esprimere la sfiducia al Governo e le condizioni, date le quali, la manifestazione della sfiducia importa, obbligatoriamente, le dimissioni del Governo. Ecco il testo dell\u2019articolo 3: \u00abIl rigetto di una proposta governativa da parte dell\u2019Assemblea non porta come conseguenza le dimissioni del Governo. Queste sono obbligatorie soltanto in seguito alla votazione di una apposita mozione di sfiducia, intervenuta non prima di due giorni dalla sua presentazione e adottata a maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea\u00bb.<\/p><p>Per revocare la fiducia al Governo \u00e8 necessario adunque che la votazione abbia luogo su una apposita mozione \u2013 notate bene: mozione, e non ordine del giorno \u2013 presentata almeno 48 ore prima, e che la mozione di sfiducia sia approvata dilla maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Ora, a parte il rilievo che non \u00e8 concepibile una mozione senza motivazione, mi pare che la questione della divisibilit\u00e0 o meno della votazione della mozione di sfiducia vada e debba essere considerata in rapporto a questa norma fondamentale che regola il Governo parlamentare in Italia. Con questa norma si introduce un sistema nuovo che si discosta notevolmente dalla prassi tradizionale. Il Governo deve godere la fiducia dell\u2019Assemblea. Una volta ottenuta la fiducia dell\u2019Assemblea, il Governo dura in carica e si presume assistito dalla fiducia parlamentare, fino a che non sia approvata una specifica mozione di sfiducia e finch\u00e9 questa mozione di sfiducia non sia approvata a maggioranza assoluta.<\/p><p>Perch\u00e9 la norma costituzionale richiede la presentazione di una mozione apposita, e la approvazione della mozione stessa da parte della maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea, affinch\u00e9 la volont\u00e0 della Assemblea sia operativa agli effetti di rovesciare il Governo in carica e di provocare la costituzione di un nuovo Governo? Tutto ci\u00f2 \u00e8 richiesto, evidentemente, perch\u00e9 non si ammette pi\u00f9 che una qualsiasi opposizione possa rovesciare il Governo, ma si vuole una opposizione tale da poter costituire un nuovo governo in sostituzione di quello che si intende rovesciare.<\/p><p>Ora, perch\u00e9 si abbia una opposizione atta a formare un nuovo Governo, occorre che l\u2019opposizione stessa sia concorde e costituisca la necessaria maggioranza non soltanto all\u2019effetto generico di rovesciare il Governo in carica, ma anche all\u2019effetto di costituire il nuovo Governo. Di qui la necessit\u00e0 della motivazione, che \u00e8 l\u2019elemento indispensabile a identificare la maggioranza necessaria per costituire un nuovo Governo. Solo l\u2019identit\u00e0 dei motivi nella sfiducia al Governo permette di riconoscere se esiste una nuova maggioranza che formi la base di un nuovo Governo; solo l\u2019esistenza di una nuova concorde maggioranza giustifica una crisi di Governo. Se pi\u00f9 mozioni di sfiducia possono concludere allo stesso modo nella sfiducia al Governo, e tuttavia queste mozioni di sfiducia, essendo derivate da motivazioni diverse, e magari opposte, non possono per s\u00e9 stesse condurre alla formazione di quella maggioranza che \u00e8 necessaria per costituire un nuovo Governo, la sfiducia al Governo in carica non \u00e8 giustificata e non \u00e8 operativa. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per queste ragioni, ai sensi della legge costituzionale vigente, non \u00e8 ammissibile accogliere la richiesta di votare per divisione le mozioni di sfiducia che sono state presentate. In tal caso si avrebbe quella confusione che la legge ha voluto evitare. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Mi sembra che la richiesta di votazione della mozione presentata dall\u2019onorevole Nenni e da altri colleghi per divisione non possa, in nessun modo, venire contestata.<\/p><p>\u00c8 stato stabilito che i nostri lavori, di qualsiasi tipo e di qualsiasi genere \u2013 e questo contemporaneamente alla pubblicazione della legge 16 marzo 1946 \u2013 siano ordinati dal Regolamento della Camera dei deputati del 1921. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>Vi \u00e8 stata una deliberazione di questa Assemblea la quale ha confermato che i nostri lavori siano guidati dal Regolamento 1921. Questa nostra deliberazione vale in linea assoluta anche come deliberazione legislativa. Su questo non vi \u00e8 nessun dubbio, perch\u00e9 \u00e8 una deliberazione normativa che regola i lavori della nostra Assemblea. Non ha n\u00e9 il legislatore, n\u00e9 l\u2019Assemblea Costituente, fatta nessuna distinzione fra mozioni che riguardino la legge 16 marzo e mozioni ordinarie. In queste condizioni non vi \u00e8 nessun dubbio che noi abbiamo il diritto di chiedere la votazione per divisione. Non solo, ma la richiesta di votazione per divisione \u00e8 un diritto individuale, inalienabile ed appartiene a ciascun deputato (<em>Commenti al centro<\/em>), diritto, ho detto, personale ed inalienabile che ciascun deputato ha, di vedere rispecchiato con esattezza il valore del proprio voto.<\/p><p>Pertanto io mi chiedo: se noi avessimo richiesto una qualsiasi altra divisione della mozione, avreste voi potuto rifiutarla? Se cio\u00e8 ci fossimo fermati a un terzo o alla prima frase della mozione e avessimo chiesto la votazione su quella, domando se voi aveste potuto rifiutarla. Se non potete rifiutare una qualsiasi altra divisione, non potete neanche rifiutare quella che noi abbiamo proposta, perch\u00e9 questa corrisponde esattamente al nostro pensiero: cio\u00e8 noi desideriamo che si formi una maggioranza di voti, ed a questo fine abbiamo chiesto l\u2019appello nominale, intorno ad un determinato punto della nostra mozione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Temo in primo luogo che si prolunghi questa discussione su un punto di diritto cos\u00ec evidente, e che dovrebbe essere tanto pi\u00f9 evidente dopo le discussioni intervenute in sede di preparazione del nostro progetto di Costituzione.<\/p><p>DUGONI. Ma che non c\u2019entrano oggi.<\/p><p>DOSSETTI. Non c\u2019entrano, ma si conoscono perfettamente i motivi ed il significato della norma cos\u00ec come oggi dobbiamo applicarla. In secondo luogo l\u2019onorevole Dugoni, che insiste sulla non pertinenza di queste considerazioni, avrebbe per lo meno dovuto imparare da quella discussione una cosa che forse ha un po\u2019 dimenticato dai banchi dell\u2019Universit\u00e0, e cio\u00e8 la gerarchia delle norme e la necessaria graduazione della validit\u00e0 delle norme regolamentari rispetto alle norme che regolamentari non sono. Ad ogni modo, voglio scendere sul terreno dell\u2019onorevole Dugoni e, senza ripetere le considerazioni che si riconnettono alla norma dell\u2019articolo 3 del decreto del marzo 1946, cos\u00ec autorevolmente e lucidamente esposte dagli onorevoli Bozzi, Bellavista e Tosato, mi limito semplicemente al Regolamento, invocato dall\u2019onorevole Dugoni.<\/p><p>E chiedo: \u00e8 vero o non \u00e8 vero che il Capo XVI del Regolamento prevede una serie di figure diverse, e cio\u00e8 l\u2019interrogazione, l\u2019interpellanza, la mozione, l\u2019ordine del giorno, in modo che lo stesso articolo 127 distingue tra mozione e ordine del giorno? Ora, di queste figure, alcune sono espressamente definite dal Regolamento, cos\u00ec come accade per l\u2019interrogazione e l\u2019interpellanza. Ma nel caso nostro, della mozione, non \u00e8 detto il concetto; tuttavia il concetto deriva in maniera sostanziale dalla contrapposizione di questa figura con le altre figure espressamente definite. E il concetto che della mozione si ricava dal Regolamento \u00e8 precisamente questo: di una iniziativa, di una deliberazione motivata, in cui la connessione tra la deliberazione e la motivazione rappresenta non soltanto quella necessit\u00e0 logica alla quale accennava l\u2019onorevole Bellavista, (<em>Commenti a sinistra<\/em>) ma la caratteristica della figura parlamentare di fronte alle altre. E questo \u00e8 tanto vero, che l\u2019articolo 127 contrappone alla mozione l\u2019ordine del giorno e distingue vari ordini del giorno.<\/p><p>Allora, quando l\u2019articolo 128 ci parla di una divisibilit\u00e0 della mozione, stando sempre al terreno regolamentare, noi dobbiamo necessariamente ricavare questa conseguenza: che la divisibilit\u00e0 deve essere una divisione tale, da non alterare quello che \u00e8 l\u2019ordinamento individuante tipico della figura parlamentare. Se astraiamo completamente il dispositivo da uno o pi\u00f9 motivi, noi scindiamo la caratteristica tipica della mozione. La divisione non potr\u00e0 altro che riferirsi, eventualmente, ad una divisibilit\u00e0 dei motivi, ma non ad una divisione che \u00e8 uno spezzettamento del concetto della mozione. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quindi, io credo che, di fronte a queste considerazioni, non ci sia bisogno di insistere ulteriormente. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> La stessa intemperanza di cui danno prova quei settori dimostra la non sensibilit\u00e0 delle loro menti, non preparate alla forza di questi argomenti. (Applausi <em>al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mi limito a concludere, rivolgendo all\u2019onorevole Presidente non un invito, ma semplicemente una considerazione, di cui egli \u00e8 bene in grado di valutare tutta l\u2019importanza: e cio\u00e8 che in questo momento non stiamo interpretando una qualche norma regolamentare che, in caso estremo, possa essere rimessa ad una semplice votazione per alzata di mano; ma stiamo applicando una norma fondamentale dell\u2019attuale ordinamento costituzionale, completamente sottratto ad una qualsiasi deliberazione di questa Assemblea e di cui il Presidente, nella sua funzione di interprete della legge, deve in questo istante assumersi piena ed intera responsabilit\u00e0. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORTESE. Chiedo di parlale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORTESE. Presidente, sar\u00e0 per colpa mia, ma non arrivo a comprendere su che cosa l\u2019onorevole Nenni chiede il voto per divisione, perch\u00e9 io rileggo la prima parte, che dovrebbe essere una parte che diventi autonoma, tale da poter essere materia sottoponibile ad un voto, ad un s\u00ec o ad un no. Io leggo:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte ai risultati della politica generale del Governo ed in particolare di quella economico-finanziaria che compromette lo sforzo solidale della ricostruzione del Paese, l\u2019ordine interno e il tenore di vita delle masse popolari&#8230;\u00bb! A questo punto dovrei dire, io, deputato, s\u00ec o no.<\/p><p>Io domando al buon senso che cosa mi propone di votare l\u2019onorevole Nenni col suo primo quesito? (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nonostante l\u2019affermazione e l\u2019invito molto cortese, ma solenne, dell\u2019onorevole Dossetti \u2013 proprio perch\u00e9 si tratta di una questione che non ha precedenti e che potr\u00e0 ancora presentarsi per l\u2019avvenire, nel funzionamento della nostra Assemblea \u2013 penso non possa essere un atto di volont\u00e0 mia personale a fare la legge. Ma occorre rimettersi alla decisione di coloro che sono in questo momento investiti di decidere sul s\u00ec o sul no alla legge stessa fondamentale.<\/p><p>Rimetter\u00f2, dunque, secondo l\u2019articolo citato dallo stesso onorevole Dossetti, all\u2019Assemblea decidere se si debba stabilire o no questo precedente, se cio\u00e8, in questa materia o in questa sede, si possa o non si possa votare per divisione, si debba o non si debba attenersi al Regolamento della Camera che l\u2019Assemblea ha fatto proprio.<\/p><p>Mi permetta tuttavia l\u2019onorevole Dossetti: \u00e8 vero che l\u2019articolo 3 del decreto del 16 marzo 1946 parla di una mozione di sfiducia, ma, quando dice che deve essere votata, non fa alcun cenno al modo di votazione, dicendo semplicemente: \u00abLe decisioni del Governo sono obbligatorie in seguito alla votazione di una apposita mozione di sfiducia\u00bb.<\/p><p>Nel progetto costituzionale ancora da votare, e che pertanto pu\u00f2 esprimere l\u2019opinione ponderata e saggia di 75 membri di questa Assemblea, ma non fa ancora testo per l\u2019Assemblea, si parla di mozioni di sfiducia \u00abmotivate\u00bb. Ma a me pare che, proprio perch\u00e9 la Commissione dei Settantacinque ha voluto ponderatamente aggiungere questo aggettivo, coloro che, redigendo il decreto 16 marzo 1946, non ve lo hanno inscritto, a meno che li tacciamo di negligenza e di incapacit\u00e0, evidentemente lo hanno omesso a ragione veduta.<\/p><p>D\u2019altra parte, onorevoli colleghi, qual \u00e8 il regolamento che dobbiamo seguire in questa discussione? Se fosse vero che noi non siamo impegnati a ci\u00f2 che il Regolamento della Camera stabilisce in tema di mozione, allora qualcuno avrebbe dovuto sollevarsi \u2013 sollevarsi, si intende in forma parlamentare, chiedendo la parola \u2013 per reclamare poco fa contro la nostra procedura.<\/p><p>Un\u2019ora fa, infatti, io ho dato lettura di alcuni ordini del giorno che sono stati presentati.<\/p><p>DOSSETTI. Ne parleremo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dossetti, io non l\u2019ho interrotta, quando lei parlava. Se noi abbiamo accettata dunque la presentazione degli ordini del giorno&#8230;<\/p><p>DOSSETTI. Noi non abbiamo accettata la presentazione degli ordini del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dossetti, noi l\u2019abbiamo accettata, perch\u00e9 io ho dato la parola ai presentatori e nessuno, neanche lei, ha protestato. E i presentatori appartenevano, fra l\u2019altro, anche al suo partito e al partito liberale, a nome del quale l\u2019onorevole Cortese ha sollevato poco fa un\u2019eccezione contraria. E se un ordine del giorno \u00e8 stato presentato ed \u00e8 stato svolto, esso deve di necessit\u00e0 ritenersi acquisito all\u2019Assemblea.<\/p><p>Ci\u00f2 deve farci riflettere. Non \u00e8 una cosa cos\u00ec chiara e cos\u00ec netta, come alcuno sostiene, nella quale si possa decidere con certezza assoluta il quesito che ci sta dinanzi; ed \u00e8 questa la ragione per la quale, non ritenendomi il depositario della certezza, io chieder\u00f2 all\u2019Assemblea di decidere essa stessa, avvalendomi di quella norma del Regolamento che sottopone i casi controversi di questo genere al voto dell\u2019Assemblea, per alzata e per seduta.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Onorevole Presidente, non voglio affatto tediare i colleghi e i miei amici, perch\u00e9 anch\u2019io ho interesse alla rapida conclusione di questo dibattito; ma poich\u00e9 il Presidente ha creduto opportuno di desumere da quella che gli \u00e8 parsa una certa acquiescenza, una norma, la determinazione di una prassi dell\u2019Assemblea, sono costretto, quindi, a fare immediatamente le mie riserve.<\/p><p>Dovrei fare delle riserve su quelle che sono state le risposte che l\u2019onorevole Presidente ha dato alle considerazioni, ripeto, soprattutto dell\u2019onorevole Bozzi e dell\u2019onorevole Tosato, in quanto l\u2019onorevole Presidente non ha centrato, a mio modesto avviso, o almeno non ha risposto a quello che era l\u2019argomento fondamentale, deducibile dall\u2019articolo 3 del decreto del marzo 1946, cio\u00e8 il significato sostanziale di quella norma, la quale risiede nella sua precisa portata e nella interpretazione che le si deve dare; e la risposta \u00e8 stata data dagli analoghi precedenti francesi, da cui \u00e8 stato dedotto che la mozione sia costituita in modo e sia votata in modo che ne risulti una precisa indicazione politica di maggioranza e di designazione di responsabilit\u00e0.<\/p><p>Questo argomento fondamentale non \u00e8 stato affatto considerato dall\u2019onorevole Presidente. Ma non \u00e8 su questo punto, dal momento che l\u2019onorevole Presidente ha creduto di deferire al giudizio dell\u2019Assemblea un\u2019interpretazione di una norma costituzionale fondamentale, che dovrebbe essere interpretata direttamente dall\u2019onorevole Presidente stesso, sotto la sua precisa responsabilit\u00e0, che io voglio insistere.<\/p><p>Io voglio, invece, far subito le mie riserve \u2013 e fra l\u2019altro, aprendomi la possibilit\u00e0 ad un ulteriore intervento, quando si parler\u00e0 degli ordini del giorno \u2013 in merito alla conclusione, mi pare un poco intempestiva, che l\u2019onorevole Presidente ha creduto di desumere dal fatto che ieri sera sono stati presentati degli ordini del giorno, nei confronti dei quali nessuno ha protestato, e che oggi ne sia stato presentato un altro.<\/p><p>Quanto agli ordini del giorno presentati ieri sera, non possono costituire in nessuna maniera un argomento per le conclusioni alle quali ha voluto pervenire l\u2019onorevole Presidente, perch\u00e9 sono ordini del giorno di fiducia, e quindi non hanno niente a che fare con la procedura della quale ora discutiamo, cio\u00e8 quella di mettere in crisi un Governo, il quale ha gi\u00e0 avuto la sua fiducia. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In secondo luogo, per quel che riguarda poi l\u2019ordine del giorno di sfiducia presentato stasera, devo dichiarare che noi ne abbiamo avuto formalmente notizia da parte dell\u2019onorevole Presidente al momento della conclusione (se non vado errato) della riunione di questa sera. Come il Presidente ha dato questo annuncio, io alzai immediatamente la mano per chiedere di parlare e desistetti dall\u2019insistere a questo riguardo unicamente perch\u00e9 la richiesta di dilazione proposta dall\u2019onorevole Togliatti e da altri colleghi mi ha dato l\u2019impressione che sulle questioni di procedura, che, come si sapeva, da ventiquattr\u2019ore covavano, si sarebbe dovuto discutere all\u2019inizio della ripresa della seduta.<\/p><p>Per questi motivi ritengo che non ci sia niente da modificare e che, quindi, avremo possibilit\u00e0 di discutere della votazione dell\u2019ordine del giorno di sfiducia quando di esso si parler\u00e0. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, certe questioni non bisogna sollevarle, se non si intende discuterle fino in fondo. Io intendo rimettere la questione all\u2019Assemblea la quale sta esprimendosi gi\u00e0 attraverso tutti gli oratori che hanno parlato e che vorranno parlare.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Non mi pare dubbia la circostanza che durante la discussione di mozioni gli oratori che svolgono degli interventi abbiano sempre la possibilit\u00e0 di presentare degli ordini del giorno. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una norma precisa di Regolamento, che cio\u00e8 questi ordini del giorno potranno essere portati alla discussione e alla votazione prima delle mozioni, soltanto se risulter\u00e0 che le mozioni sono ritirate. Ora, l\u2019acquisizione del fatto \u2013 avvenuta soltanto in questo ultimo momento \u2013 che le mozioni sono mantenute, implica la conseguenza per l\u2019Assemblea, che coloro che hanno presentato le mozioni, hanno il pieno diritto di veder procedere su di esse a votazione, e questa conseguenza fa automaticamente cadere la possibilit\u00e0 di votare prima gli ordini del giorno, perch\u00e9 le mozioni hanno la precedenza, come ho gi\u00e0 ricordato, sugli ordini d\u00e8i giorno.<\/p><p>Ci\u00f2 dico per quanto si attiene alla procedura.<\/p><p>Su quella che poi \u00e8 la questione di merito, io sono completamente d\u2019accordo pei motivi ricordati dai colleghi Bozzi e Bellavista, che la particolare mozione Nenni risulta nel suo testo indivisibile e, dunque, non deve essere votata per divisione. L\u2019articolo 3 della legge costituzionale provvisoria esclude la votazione pura e semplice di sfiducia senza una premessa per questa conclusione. Si \u00e8 voluto assicurare una certa stabilit\u00e0 al Governo quando le opposizioni non risultassero concordi su una direttiva, ed \u00e8 chiaro che la disposizione precisa dell\u2019articolo 3, di carattere eminentemente costituzionale e sostanziale, si \u00e8 preoccupata dell\u2019ipotesi della caduta o non caduta di un Governo in questo momento particolarissimo di particolarissimo regime costituzionale transitorio. Se \u00e8 cos\u00ec e se, quindi, la disposizione dell\u2019articolo 3 \u00e8 di legge speciale costituzionale sostanziale, questa non pu\u00f2 essere messa in giuoco e compromessa da una disposizione regolamentare, che \u00e8 una fonte assolutamente subordinata.<\/p><p>GRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Noi siamo dinanzi soltanto ad una questione. La questione che si propone \u00e8 una questione di procedura; cio\u00e8 se si debba o non si debba, se si possa o non si possa votare per divisione la mozione di sfiducia. \u00c8 questa la questione.<\/p><p>Non credo \u2013 e concordo in questo con l\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea \u2013 che in proposito si possa invocare l\u2019articolo 3 della legge del giugno 1946, perch\u00e9 l\u2019articolo 3 stabilisce soltanto in quali casi siano obbligatorie le dimissioni del Governo; e soggiunge che le dimissioni del Governo si verificano soltanto come conseguenza di una mozione di sfiducia presentata in determinate occasioni.<\/p><p>Quindi l\u2019articolo 3 non fa in alcun modo cenno della procedura relativa alla votazione della mozione di sfiducia.<\/p><p>Occorre adunque richiamarsi all\u2019articolo del Regolamento, all\u2019articolo 128.<\/p><p>Se ci soffermiamo sull\u2019ultima parte dell\u2019articolo 128, apparentemente potrebbero aver ragione coloro che sostengono che si possa procedere alla votazione per divisione della mozione, perch\u00e9 l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 128 dice testualmente: \u00abla votazione di una mozione pu\u00f2 farsi per divisione\u00bb. Ma la questione, a mio avviso, si risolve assai agevolmente; perch\u00e9 qui non siamo dinanzi ad una questione di interpretazione di una norma regolamentare; siamo dinanzi ad una questione meramente di fatto, vale a dire che si procede per divisione sempre quando una votazione per divisione sia logicamente e organicamente attuabile, onde l\u2019osservazione gi\u00e0 fatta dal collega Cortese resta tale, che nessuna eccezione logicamente \u00e8 dato sollevare contro di essa. Ci troviamo noi di fronte ad una mozione per la quale sia ammissibile la procedura della votazione per divisione? Evidentemente no. Ecco perch\u00e9 dico che non \u00e8 una questione di diritto ma \u00e8 una questione di fatto. Se la prima parte \u00e8 cos\u00ec inscindibilmente legata alla seconda parte che votandosi la prima parte non si sa che cosa si vota, innegabilmente siamo dinanzi ad un caso che non consente la procedura della votazione per divisione.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Onorevoli colleghi, credo che non sia il caso di distendersi in disquisizioni di un carattere nettamente giuridico che degenera quasi in carattere curialesco. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>. <\/em>Alla stregua del decreto del 16 marzo, l\u2019Assemblea \u00e8 stata incaricata di deliberare sul testo costituzionale e per due altri compiti: elaborare la legge elettorale e approvare i trattati internazionali. Il potere legislativo \u00e8 stato delegato al Governo. L\u2019Assemblea Costituente non ha la facolt\u00e0 di investire della sua fiducia il Governo che si ritiene, che si presume gi\u00e0 investito di questa fiducia. Per\u00f2, se l\u2019azione governativa non gode la fiducia del Paese, l\u2019Assemblea Costituente pu\u00f2 rendersi interprete e voce di questo scontento, negando la fiducia al Governo. Alla stregua dell\u2019articolo 3 del famoso decreto del 16 marzo, che \u00e8 quello in base al quale noi siamo qui radunati (ed \u00e8 presumibilmente da attendersi che non vengano degli spaccatori di capelli in quattro a negare il fondamento di tutto questo), alla stregua di questo decreto, dicevo, l\u2019Assemblea Costituente \u00e8 chiamata a negare puramente e semplicemente la sua fiducia al Governo a maggioranza assoluta dei membri.<\/p><p>FABBRI. Su apposita mozione.<\/p><p>LA ROCCA. Su apposita mozione di sfiducia. Il che non significa, onorevole Fabbri, che la mozione debba essere motivata. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi qui possiamo pi\u00f9 o meno andare a scuola di diritto, ma non a scuola di lingua italiana: \u00abapposita mozione\u00bb non sta a significare \u00abmozione motivata\u00bb. Chiediamo, alla stregua della disposizione dell\u2019articolo 3, che l\u2019Assemblea dimostri di non aver fiducia nell\u2019indirizzo generale della politica del Governo. Questo \u00e8 il succo; questo \u00e8 il risultato: cos\u00ec stanno le cose. (<em>Interruzioni al centro e a. destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Cos\u00ec stando le cose, diventa semplicemente, non una argomentazione, ma casistica e cavillo, voler impedire che la mozione possa essere ridotta \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 come in due tronconi, cio\u00e8 divisa; senza contare che l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fabbri \u2013 e mi duole che un giurista della sua statura incorra in certi equivoci \u2013 non \u00e8 in alcun modo fondata: perch\u00e9, quando egli si richiama all\u2019articolo 4, dimentica che l\u2019articolo 4 fa riferimento esplicito, in questo caso, al Regolamento, dicendo che \u00abL\u2019Assemblea Costituente, nel corso dei suoi lavori, non avendo avuto modo di elaborare un nuovo Regolamento, adotter\u00e0 quello della Camera\u00bb. Ora, il Regolamento della Camera all\u2019articolo 128, ultimo capoverso, dice che la mozione pu\u00f2 essere votata per divisione. Non so davvero come possano sorgere tanta opposizione e tanti cavilli per impedire che l\u2019Assemblea giunga al succo della questione.<\/p><p>L\u2019Assemblea questa sera si \u00e8 radunata per decidere se ha o no fiducia nell\u2019attuale Governo, quanto mai democratico, per cos\u00ec dire. (<em>Commenti al centro \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi siamo qui per esprimere la nostra sfiducia. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em> Per esprimere questa sfiducia, si pu\u00f2 votare per divisione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Noi ci eravamo rimessi \u2013 ed eravamo in questo d\u2019accordo con la Democrazia cristiana \u2013 al giudizio del Presidente dell\u2019Assemblea. Il Presidente dell\u2019Assemblea ritiene di doversi appellare all\u2019Assemblea. Non abbiamo nessuna difficolt\u00e0 per parte nostra ad accettare la sua proposta.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Se l\u2019onorevole Presidente, accettando la proposta del collega Nenni, si assumesse la responsabilit\u00e0 di decidere, io non avrei nulla da dire e sospenderei il mio intervento. Ma se la cosa non fosse cos\u00ec pacifica come il collega Nenni sostiene, evidentemente bisogna entrare nel tema. Io dico subito che, arrivati a questo punto della discussione \u2013 chiedo scusa dell\u2019arroganza \u2013 se fossi il Presidente dell\u2019Assemblea, mi rimetterei alla decisione dell\u2019Assemblea e non mi assumerei questa responsabilit\u00e0. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>. <\/em>Io ho interpretato la richiesta dell\u2019onorevole Nenni nel senso che si rimetteva alla decisione del Presidente, ma poich\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec, chiedo scusa, ma non ne ho colpa se il microfono \u00e8 arrivato in ritardo.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora \u00e8 d\u2019accordo?<\/p><p>LUSSU. Sono d\u2019accordo ma penso che \u00e8 l\u2019Assemblea che deve decidere. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Io desidererei che i colleghi di quel settore rispettassero gli interventi degli altri, tanto pi\u00f9 che da questa parte, comunque almeno da parte mia, con rispetto si \u00e8 assistito al doppio o al triplo intervento di molti giovani colleghi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, la prego stia al tema.<\/p><p>LUSSU. Il tema \u00e8 questo: che, a mio parere, la questione \u00e8 semplice ed \u00e8 stata un po\u2019 complicata dai nostri illustri onorevoli colleghi ed avvocati. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> La questione \u00e8 politica: si tratta del voto di fiducia che il Governo deve avere. Pu\u00f2 l\u2019Assemblea con una mozione chiedere all\u2019Assemblea stessa questo voto di fiducia o di sfiducia? Certamente s\u00ec. Qual \u00e8 la legge ed il Regolamento che regolano la presentazione, discussione e votazione delle mozioni? Non vi \u00e8, ma \u00e8 chiaro che la mozione pu\u00f2 essere presentata. La mozione deve essere motivata e, mi dispiace onorevole collega Dossetti, ma non si pu\u00f2 portare qui il giudizio di una parte di noi, dei Settantacinque, come quello che dovrebbe regolare come principio il lavoro dell\u2019Assemblea. Su questo non ci pu\u00f2 essere nessuna insistenza da parte sua.<\/p><p>Ma ecco l\u2019altra questione, la sola che \u00e8 interessante dal punto di vista della discussione: ci pu\u00f2 essere divisione oppure no?<\/p><p>Evidentemente, ci pu\u00f2 essere divisione. Non c\u2019\u00e8 mai stata nel passato una divergenza su questo. Una mozione pu\u00f2 essere divisa, e pu\u00f2 essere divisa, sia essa di sfiducia o di fiducia.<\/p><p>Si pu\u00f2 \u2013 ecco un\u2019altra questione, che \u00e8 l\u2019ultima \u2013 obiettare, come \u00e8 stato fatto: ma la prima parte non si pu\u00f2 scindere dalla seconda. E per quale ragione? La prima parte riguarda considerazioni che nel testo sono state esposte, e significa critica e condanna a quell\u2019azione particolare del Governo qui indicata. La parte ultima \u00e8 la fiducia. Questo \u00e8 quello che conta. Che se poi il Presidente della Repubblica avr\u00e0 bisogno di chiarire il pensiero e la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea, sono i rappresentanti politici dei Gruppi parlamentari che lo faranno.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. L\u2019onorevole Nenni ha accettato la proposta del Presidente di rimettere la questione al giudizio dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Io non sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Nenni. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Avete parlato tutti, lasciate che parli anch\u2019io!<\/p><p>Ci troviamo di fronte ad uno di quei casi pi\u00f9 delicati, relativi al contegno dell\u2019Assemblea nei confronti di quella che \u00e8 la guida dei dibattiti parlamentari: il Regolamento. Noi siamo gi\u00e0 intervenuti, ed io particolarmente sono intervenuto parecchie volte, per sostenere che non possiamo, con un voto di maggioranza, modificare il Regolamento. Non possiamo perch\u00e9 le maggioranze cambiano ed il Regolamento deve invece essere sempre quello per tutti, con qualsiasi maggioranza, con qualsiasi minoranza. Ora, in questo caso il Regolamento \u00e8 inserito nella legge dalla legge stessa, perch\u00e9 vi \u00e8 un articolo della legge costitutiva di questa Assemblea che dice, dopo aver parlato della mozione di sfiducia, che l\u2019Assemblea deve osservare nei suoi dibattiti il Regolamento della Camera, il quale ammette in tutte lettere la divisione di una votazione su una mozione.<\/p><p>Mi pare che questo basterebbe. Credo infatti che in questi casi \u00e8 bene attenersi, il pi\u00f9 possibile, alla lettera del testo, perch\u00e9 questa \u00e8 la vera garanzia per tutti. Assai pericoloso \u00e8 interpretare il Regolamento per modificarne la lettera, perch\u00e9 allora possono venir fuori dieci interpretazioni differenti di una norma chiara e semplice, e ogni garanzia va perduta tanto per la maggioranza che per la minoranza.<\/p><p>Ma io mi appello anche allo spirito della legge e del Regolamento. Noi siamo qui 500 e pi\u00f9. Possiamo dividerci in dieci gruppi di 50, ognuno dei quali disapprova il Governo, ma per un motivo diverso. Ognuno di noi ha diritto di votare una parola della mozione di sfiducia o di respingerla, e di votare in seguito la frase in cui si dice che non si ha fiducia nel Governo. Questo \u00e8 diritto di ognuno di noi, perch\u00e9 quello in cui consentiamo \u00e8 di rovesciare il Governo. Se non si ammette questo principio, possiamo venire alla conseguenza che il Governo non potr\u00e0 essere mai rovesciato, se non vi \u00e8 consenso generale sui motivi della sfiducia, perch\u00e9 pu\u00f2 darsi benissimo che sui motivi non saremo mai tutti d\u2019accordo, mentre saremo d\u2019accordo lutti che il Governo non soddisfa alle esigenze di una politica nazionale.<\/p><p>Questo \u00e8 il fondo della questione. E sia per questo motivo, sia perch\u00e9 la lettera del Regolamento \u00e8 superiore ad ogni equivoco, invito i colleghi democratici cristiani a desistere dal chiederci di sottoporre ai voti una norma di Regolamento, perch\u00e9 questo, come dissi parecchie altre volte, \u00e8 un precedente troppo pericoloso.<\/p><p>Se l\u2019onorevole Nenni rinuncia a chiedere la divisione della sua mozione, questo \u00e8 affar suo, ma una volta chiesta, ritengo pericolosissimo risolvere una questione con un voto di Assemblea. Questo \u00e8 contro le norme che devono regolare la vita di una Assemblea democratica.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, due osservazioni, e poi passeremo alla decisione.<\/p><p>Per la precisione desidero sottolineare che gli ordini del giorno non sono stati presentati tutti questa sera, un\u2019ora fa. Uno di questi ordini del giorno \u00e8 stato presentato gi\u00e0 da quattro giorni ed il presentatore lo ha svolto il giorno dopo. In quel momento, onorevole Dossetti, non abbiamo valutato quel documento nel merito; quanto meno io non l\u2019ho cos\u00ec valutato. Come Presidente io trascendo sempre dal giudizio del merito. Indipendentemente dalla tesi che sostengono, per me tutte le proposte sono uguali: che propongano fiducia o sfiducia al Governo. Un ordine del giorno \u00e8 un ordine del giorno; e quando, tre giorni fa uno ne fu ampiamente sviluppato dall\u2019onorevole Quintieri n\u00e9 l\u2019onorevole Dossetti n\u00e9 altri colleghi hanno sollevato obiezioni.<\/p><p>La seconda osservazione: che l\u2019applicabilit\u00e0 nel nostro caso della disposizione del Regolamento \u2013 indipendentemente dal fatto che non la ritengo obbligatoria \u2013 sarebbe giustificata da questa constatazione: che abbiamo qui tre mozioni con tre diverse motivazioni, ma con una conclusione unica. Il che significa appunto che vi pu\u00f2 essere diversit\u00e0 nelle premesse e confluenza nella conclusione, e cio\u00e8 che l\u2019Assemblea pu\u00f2 diversificarsi nelle motivazioni e concordare nella conclusione. E appunto il fatto che in una discussione si possono presentare mozioni diversamente motivate, conferma il valore autonomo della motivazione che ha valore a s\u00e9, indipendente dalla conclusione.<\/p><p>All\u2019onorevole Togliatti mi limito a rispondere che il fatto che vi sia nel Regolamento l\u2019articolo 85, che prevede espressamente i richiami per ragione di Regolamento e dispone il conseguente modo di votazione, sta appunto ad indicare che, l\u2019applicazione stessa del Regolamento pu\u00f2 essere oggetto di votazione: non vi \u00e8 pertanto pericolo per la maggioranza o per la minoranza nel deferire all\u2019Assemblea una decisione sul Regolamento.<\/p><p>LACONI. Con proposta di modifica.<\/p><p>PRESIDENTE. Senza proposta di modifica, ma bens\u00ec nel semplice corso di una discussione. L\u2019articolo 85 non ha nulla a che vedere con la Giunta del Regolamento. Ma la ragione fondamentale per la quale, in base all\u2019articolo 85, pongo la questione all\u2019Assemblea \u00e8 ancor sempre questa, che il caso attuale costituir\u00e0 un precedente. L\u2019articolo 85 dispone tassativamente che la votazione si faccia per alzata e seduta. Cos\u00ec voteremo.<\/p><p>Riassumendo: l\u2019onorevole Nenni chiede che la sua mozione venga votata per divisione. Poich\u00e9 sono state sollevate delle obiezioni e si \u00e8 anzi espressamente proposto di respingere un tal modo di votazione, chiedo all\u2019Assemblea di decidere.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Nenni, se si possa nel caso di una mozione di sfiducia contro il Governo presentata a norma dell\u2019articolo 3 del decreto 16 marzo 1946, votare per divisione, secondo quanto prescritto dall\u2019articolo 128 del Regolamento.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova<\/em>,<em> non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La proposta della votazione per divisione dalla maggioranza dell\u2019Assemblea non essendo stata approvata, in base alle considerazioni esposte poco fa, la votazione proceder\u00e0, pertanto, non per divisione, ma sulla mozione nel suo complesso.<\/p><p>Sopra la mozione presentata dall\u2019onorevole Nenni \u00e8 stato chiesto l\u2019appello nominale dagli onorevoli Merlin Lina, Tomba, Vernocchi, Stampacchia, Costa, Di Vittorio, Lopardi, Silipo, Fogagnolo, Barbareschi, Dugoni, Carpano Maglioli, Li Causi, Giua, Cosattini, De Filpo, D\u2019Amico. D\u2019altra, parte, \u00e8 tempo che intorno a questo punto non vi sia discussione; queste mozioni devono essere sempre votate per appello nominale, poich\u00e9 si tratta di constatare la maggioranza assoluta richiesta dall\u2019articolo 3. Comunque, a sussidio di questa necessit\u00e0 implicita, vi \u00e8 una richiesta di appello nominale presentata dagli onorevoli Merlin, Cosattini, Carpano Maglioli, Dugoni e altri.<\/p><p>LOMBARDI RICCARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LOMBARDI RICCARDO. Onorevoli colleghi! La chiusura della discussione votata ieri sera non mi ha consentito di esporre le ragioni, per le quali il Gruppo al quale appartengo voter\u00e0 l\u2019ordine del giorno Nenni, cos\u00ec come voter\u00e0 \u2013 ove questo fosse respinto \u2013 tutti gli altri ordini del giorno di sfiducia al Governo, poich\u00e9 non ci importa molto la motivazione della sfiducia, e questo maggiormente dopo la discussione e le dichiarazioni che il Governo e i rappresentanti della maggioranza hanno fatto nel corso della discussione stessa.<\/p><p>Da questa discussione noi siamo persuasi che le ragioni, le quali nel giugno scorso ci avevano indotto a negare la fiducia al Governo allora costituito, permangono e sono aggravate. Allora noi avevamo espresso la nostra profonda sfiducia nell\u2019incapacit\u00e0 di questo Governo, in ragione della sua composizione, e in ragione delle circostanze che ne avevano determinato la costituzione, ad opporre una valida resistenza all\u2019urto degli interessi che si sarebbero affollati intorno al Governo e che oggi si affollano non contro il Governo, ma contro determinati provvedimenti del Governo.<\/p><p>Onorevole Einaudi, non le dice niente l\u2019offensiva che si conduce, non certo contro il Governo di cui ella fa parte, perch\u00e9 coloro i quali oggi conducono la campagna contro i suoi provvedimenti sono quelle stesse forze, quegli stessi partiti i quali desiderano la permanenza di questo Governo, ma contro determinati provvedimenti i quali urtano i loro interessi?<\/p><p>\u00c8 cos\u00ec che lei si trova in una posizione esposta, e non so fino a che punto ella potr\u00e0 tenere, perch\u00e9, qualunque sia la determinazione delle persone che compongono questo Governo, qualunque sia il grado di indipendenza che esse possono opporre, \u00e8 il tipo di questo Governo, \u00e8 il genere di maggioranza dal quale dipende la sua vita, che rendono impossibile opporre all\u2019urto di queste forze una resistenza sufficiente.<\/p><p>Dir\u00f2 che le dichiarazioni del Ministro Scelba \u2013 alle quali sostanzialmente si \u00e8 associato l\u2019onorevole Presidente del Consiglio \u2013 hanno indotto un senso profondo, non di perplessit\u00e0, ma di sfiducia e di preoccupazione nella politica che questo Governo svolgerebbe, ove esso fosse mantenuto e ove il voto di sfiducia non venisse accolto.<\/p><p>Dalle dichiarazioni che noi abbiamo sentito, abbiamo riportato non la sensazione, ma la persuasione che il Governo tenda a confondere la difesa della propria posizione politica con la difesa delle istituzioni democratiche e con la difesa della Repubblica. Ora, questo noi non possiamo per alcun modo ammettere; questa confusione \u00e8 gravida di pericoli e su di essa richiamo il Governo, ove esso dovesse rimanere al suo posto.<\/p><p>Questa nostra persuasione \u00e8 stata d\u2019altronde pi\u00f9 ancora aggravata dalle dichiarazioni che ha fatto ieri in questa Assemblea l\u2019onorevole Piccioni. L\u2019onorevole Piccioni ha fatto delle dichiarazioni che non sono <em>naturaliter christianae<\/em>, ma <em>naturaliter diabolicae. <\/em>(<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Egli ha fatto un tentativo pericoloso, il tentativo cio\u00e8 di stabilire, di attirare un numero maggiore di adesioni alla politica del Governo, abbozzando una frattura, una differenziazione tra le forze ostili e le forze favorevoli al Governo, che \u00e8 pericolosa per la democrazia; perch\u00e9 una tendenza si \u00e8 spiegata nell\u2019intervento dell\u2019onorevole amico Piccioni: quella, cio\u00e8 di dividere questa Assemblea in due blocchi, ma non gi\u00e0 nei due blocchi di coloro che hanno fiducia nel Governo e di coloro che al Governo questa fiducia negano, ma nel blocco di coloro che sono per la libert\u00e0, e di coloro che sono contro la libert\u00e0. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro e a destra<\/em>).<\/p><p>Noi non accetteremo mai \u2013 e qui sta veramente la profonda unit\u00e0 di questa Assemblea \u2013 non accetteremo mai che si cristallizzi, che si solidifichi questa linea di frattura la quale sarebbe, una volta determinata, irreparabile. I problemi che ci dividono \u2013 perch\u00e9 la vita democratica \u00e8 fatta di divisioni \u2013 sono ben pi\u00f9 complessi e non possono essere ridotti alla pura e semplice linea, alla concezione semplicistica di coloro che sono per la libert\u00e0 e di coloro che sono contro la libert\u00e0.<\/p><p>Elementi e pericoli per la libert\u00e0 e contro la libert\u00e0 ci sono dovunque&#8230; (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Vada in Ungheria!<\/p><p>LOMBARDI RICCARDO. Amici democristiani, io intendo mantenermi nei limiti del Regolamento, e non ne abuser\u00f2 affatto. Amici democristiani, se noi dovessimo veramente accettare questa frattura, e giudicare per astrazione e per differenziazione ideologiche, noi ci troveremmo ben presto nel Paese nell\u2019impossibilit\u00e0 di far funzionare le istituzioni democratiche, perch\u00e9, guardate che questo \u00e8 un gioco assai pericoloso, e come nessuno nega oggi a voi di essere sul terreno democratico e sul terreno liberale, malgrado il Sillabo (<em>Commenti al centro<\/em>), malgrado lo statuto della disciolta&#8230; (<em>Interruzioni al centro<\/em>) impostare cos\u00ec la questione in un Paese, il quale domani potr\u00e0 mandare anche una maggioranza di fascisti, di comunisti e di socialisti al Governo, significa rendere impossibile per l\u2019avvenire la lotta democratica, e passare necessariamente sul terreno dello scontro e della frattura irreparabile.<\/p><p>Questo modo di impostare la questione da parte dell\u2019onorevole Piccioni \u2013 che devo ritenere essere stata l\u2019impostazione ufficiale della Democrazia cristiana \u2013 aggiunto alla profonda diffidenza che l\u2019onorevole Piccioni ha esposto circa le possibilit\u00e0 che abbiamo chiamate qui della pianificazione, ci preoccupano. Ma, onorevoli colleghi, mi pare che diciamo troppo e troppo poco: \u00e8 chiaro che la pianificazione non si improvvisa; ma quando noi parliamo di pianificazione, di dirigismo nell\u2019economia, si tratta di una cosa ben pi\u00f9 semplice e impegnativa, perch\u00e9 reale: si tratta di creare gli strumenti della vita socialista del Paese, perch\u00e9 lo Stato non si conquista n\u00e9 coi sistemi della violenza, n\u00e9 coi sistemi dei blocchi: lo Stato si amministra e si organizza; \u00e8 sul modo di amministrarlo e di organizzarlo che vertono le divergenze legittime in questa Assemblea e sono le lecite discussioni. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Prosegua pure, onorevole Lombardi.<\/p><p>LOMBARDI RICCARDO. Ho finito. Dir\u00f2 soltanto, per concludere \u2013 mi dispiace di aver annoiato i colleghi \u2013 che questa divisione che si tende a creare e dalla quale io \u2013 con la scarsa autorit\u00e0 che posso avere \u2013 scongiuro veramente l\u2019amico Piccioni di recedere, \u00e8 pericolosa sul terreno nazionale ed \u00e8 pericolosa sul terreno internazionale. Qui, se avessi potuto parlare, mi sarei soffermato su questo punto, perch\u00e9 nella situazione in cui \u00e8 il Paese, non si possono creare la leggenda e la verit\u00e0; non si possono creare, perch\u00e9 quando si pongono le pregiudiziali, quelli che sono fantasmi, diventano all\u2019occhio di coloro che stanno fuori dei nostri confini, realt\u00e0, realt\u00e0 possibili. Non \u00e8 lecito creare nel Paese un partito dello straniero.<\/p><p>Amici democristiani, c\u2019\u00e8 qualche cosa nella storia che dovrebbe ammonirci: l\u2019esempio dei cattolici inglesi, ai quali fu negato per lungo tempo il diritto politico, perch\u00e9 papisti, perch\u00e9 dipendenti da un dominio straniero. Il pericolo \u00e8 evidente. Non creiamo la leggenda del partito dello straniero, perch\u00e9 sono persuaso che nel Paese non c\u2019\u00e8 un partito dello straniero. Io vorrei che si avesse da parte del Governo e si avesse da parte degli amici del partito che ha la maggioranza in questa Assemblea, una fiducia maggiore nelle forze della democrazia, nelle forze interne degli stessi partiti. Non creiamo il \u00abf\u00fchrerprinzip\u00bb; non creiamo in Italia una idea astratta, un\u2019idea rigida dei partiti come di complessi che si muovono quali eserciti al comando e che sono senza fisionomia differenziata, masse informi e deformi.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una spinta democratica, c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 e realt\u00e0 democratica in tutti i partiti, e nei partiti di massa, che non dobbiamo sottovalutare o annullare. Dobbiamo non avere sfiducia ma fiducia. E sono anzi queste forze democratiche all\u2019interno dei partiti, dei grandi partiti, che noi dobbiamo aiutare a tenersi sul terreno democratico! Non dobbiamo scoraggiarle e respingerle fuori dalla libert\u00e0 democratica, poich\u00e9 respingere qualsiasi partito che dichiaratamente nella sua impostazione e nella sua prassi si muove sul terreno democratico, respingerlo fuori dal terreno della democrazia significa creare condizioni perch\u00e9 la Repubblica non viva! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MACRELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MACRELLI. Parlo per dichiarazione di voto e dico subito la ragione, che ha la sua importanza, perch\u00e9 \u00e8 sorto un dubbio in noi, soprattutto dopo la discussione a cui abbiamo assistito per la proposta fatta dall\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>Noi abbiamo presentato un ordine del giorno. Noi chiediamo sin da questo momento se l\u2019ordine del giorno sar\u00e0 posto o no in votazione, dopo le mozioni, s\u2019intende. E la richiesta che facciamo noi \u00e8 legittima, non solo dal punto di vista squisitamente parlamentare e regolamentare, ma soprattutto da un punto di vista politico, di responsabilit\u00e0 politica. Se l\u2019ordine del giorno rimane ed \u00e8 posto in discussione, noi dichiariamo subito che ci asterremo dal votare le mozioni, tutte e tre le mozioni, perch\u00e9 partono da presupposti che noi completamente non condividiamo.<\/p><p>Io ieri sera ho esposto \u2013 credo abbastanza chiaramente \u2013 il pensiero del mio partito e il pensiero del mio Gruppo. Di esso non troviamo riflesso nelle tre mozioni presentate dall\u2019onorevole Nenni, dall\u2019onorevole Togliatti e dall\u2019onorevole Saragat. Quelle premesse vincolerebbero la nostra libert\u00e0 d\u2019azione di uomini e di partito. Ma se dal Governo, dalla Presidenza dell\u2019Assemblea, fosse posto un veto al nostro ordine del giorno, dichiariamo subito che voteremo per tutte le mozioni, per la prima, per la seconda, per la terza.<\/p><p>Era necessaria questa mia dichiarazione. \u00c8 una dichiarazione di lealt\u00e0 e di onest\u00e0 politica sulla quale io richiamo l\u2019attenzione Dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Macrelli, il problema \u00e8 molto semplice. Gli ordini del giorno restano se le mozioni cadono, inquantoch\u00e9 prima bisogna votare le mozioni e poi gli ordini del giorno. Se, nel corso della votazione delle mozioni, una di queste ottiene la maggioranza, ci\u00f2 rende inutile, anzi impossibile, la votazione di un ordine del giorno, poich\u00e9 si \u00e8 deciso nel merito.<\/p><p>Tuttavia, quando si passasse agli ordini del giorno, si dovrebbe ritornare alle norme sugli ordini del giorno; il Governo avr\u00e0 dunque il diritto di indicare su quale di essi dovr\u00e0 avvenire la votazione. E poich\u00e9 noi avremmo \u2013 nel caso attuale \u2013 l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Quintieri Quinto, di fiducia, e l\u2019ordine del giorno presentato da lei e da alcuni suoi colleghi di Gruppo, di sfiducia, \u00e8 ovvio, mi pare, su quale dei due cadrebbe la scelta e l\u2019indicazione del Governo.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 nulla da aggiungere.<\/p><p>D\u2019ARAGONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>D\u2019ARAGONA. Onorevoli colleghi. Io mi limiter\u00f2 ad una semplicissima dichiarazione di voto a nome del Gruppo socialista dei lavoratori. Il nostro Gruppo ha presentato una sua mozione la quale conclude con l\u2019affermare la sua sfiducia nell\u2019attuale Governo, ma questa mozione ha delle premesse che stabiliscono le ragioni per le quali noi non abbiamo fiducia in questo Governo. Noi non possiamo votare la mozione che \u00e8 ora in votazione, perch\u00e9 le motivazioni di questa mozione non possono essere accettate da noi. Noi ci asterremo da questa votazione perch\u00e9 ci riserviamo di dare il nostro voto di sfiducia al Governo sulla nostra mozione.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Per motivo di rispetto rigoroso ed obiettivo delle norme di legge, mi limito a fare una espressa riserva.<\/p><p>In questo senso: che, in coerenza di quanto \u00e8 stato da noi precedentemente sostenuto o di quanto, quindi, \u00e8 stato sottoposto alla deliberazione dell\u2019Assemblea, ritenendo con ci\u00f2 di interpretare la volont\u00e0 reale del Regolamento e non gi\u00e0 ad esso di sovrapporsi, come accennava l\u2019onorevole Togliatti, devo dire che noi pensiamo che la sfiducia prevista dall\u2019articolo 3 della legge istitutiva della Costituente debba essere affidata al sistema formalmente e sostanzialmente previsto dalla legge stessa, la quale presuppone un\u2019apposita mozione di sfiducia con quei caratteri formali e sostanziali che sono stati gi\u00e0 esposti da altri, notevole tra i quali il deposito preventivo entro il termine di 48 ore in anticipo.<\/p><p>Di conseguenza, poich\u00e9 qui si tratta di applicare strettamente la legge, anzi una legge costituzionale, devo ritenere che nei confronti di un Governo il quale abbia precedentemente ottenuto il suffragio dell\u2019Assemblea, nei confronti di un Governo per cui non sorga la necessit\u00e0 di presentarsi all\u2019Assemblea per riscuoterne la fiducia, bens\u00ec al contrario la sola questione di opporsi ad una mozione di sfiducia, occorra rigorosamente attenersi allo schema formale c sostanziale dell\u2019articolo 3. Con la pratica conseguenza che una mozione di sfiducia non depositata con l\u2019osservanza delle forme c dei termini previsti, e giuridicamente equiparabile a un ordine del giorno puro e semplice, non possa essere oggi sottoposta alla votazione dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo costretto a fare una dichiarazione personale, poich\u00e9 la votazione che ha avuto luogo sul modo di votazione della mozione Nenni ha creato, secondo me, un fatto nuovo, ossia rende impossibile la divisione della mozione stessa in seguito a votazione dell\u2019Assemblea. Secondo me, questo \u00e8 un fatto nuovo. Non ho il tempo, n\u00e9 oso chiedere n\u00e9 a lei, n\u00e9 all\u2019Assemblea di consentirmi di mettermi in contatto con i miei amici, poich\u00e9 non conosco il loro pensiero in merito: per cui, senza violare nessuna disciplina di Gruppo, sono costretto, da questo fatto nuovo, a consultare unicamente la mia coscienza. Aggiunger\u00f2 che, dopo le dichiarazioni degli onorevoli De Gasperi, Sforza e Scelba, avrei potuto anche sentirmi molto soddisfatto, e dimenticare il discorso dell\u2019amico Piccioni il quale reca la data del 3 ottobre e non del 3 gennaio. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Ma a parte questo, la situazione nuova, creata dalla votazione che ha avuto luogo sulla mozione Nenni, e l\u2019impossibilit\u00e0 in cui mi trovo, di prendere contatti con i miei amici di Gruppo, mi costringono ad astenermi dalla votazione sulla mozione Nenni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CHIOSTERGI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIOSTERGI. La dichiarazione fatta dall\u2019onorevole Domined\u00f2 ci obbliga a fare una dichiarazione e a domandare al Presidente dell\u2019Assemblea Costituente se avremo o no la possibilit\u00e0 di esprimere la nostra sfiducia all\u2019attuale Governo votando l\u2019ordine del giorno che abbiamo presentato. Poich\u00e9, se questa possibilit\u00e0 non ci \u00e8 garantita, nostro malgrado \u2013 pur non condividendo le motivazioni delle tre mozioni presentate \u2013 noi saremo obbligati, pur volendoci differenziare e riservare completamente la nostra libert\u00e0 d\u2019azione, a votare le tre mozioni di sfiducia presentate dai colleghi. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Debbo confessare lo stato di disagio nel quale mi trovo in questo momento. Io avevo intenzione di negare la fiducia al Governo (<em>Commenti<\/em> <em>al centro<\/em>) e non mi pareva che, date le mie idee ed i miei precedenti, dovessi agire diversamente; ma speravo che qualche cosa di vivo uscisse da questa discussione: e non \u00e8 uscito nulla.<\/p><p>Ci troviamo ora di fronte ad un Governo che ha, o comunque ha avuto finora, una maggioranza. Anche dopo il distacco degli elementi pi\u00f9 avanzati, non ci troviamo di fronte ad alcuna unione. Io speravo che da queste discussioni uscisse almeno tra tutti i partiti minori un senso di concordia e di unione.<\/p><p>Ho gi\u00e0 sperimentato personalmente come ci\u00f2 sia difficile. Quando il Presidente della Repubblica volle consultarmi per dirmi se accettavo di fare un Governo, io gli indicai le ragioni che mi inducevano a volere un Governo che rappresentasse veramente una unione, di fronte alle grandi minacce politiche, economiche e sociali che incombono sul Paese. Io mi illudevo. Trovai molte difficolt\u00e0 a fare quel Governo che la gravit\u00e0 del momento richiedeva.<\/p><p>Per demolire un Governo occorre che vi sia un Governo da sostituire.<\/p><p>Ora vi \u00e8 unione di molti contro il Governo attuale, non unione per costituire un nuovo Governo. Parliamo con lealt\u00e0: se il Governo oggi \u00e8 abbattuto, vi sentite di fare un secondo Governo? Per fare un Governo non basta soltanto avere una coalizione, ma occorre una maggioranza. La maggioranza non \u00e8 solo nei voti, ma nell\u2019unione. Ora la disunione \u00e8 grande, da una parte e dall\u2019altra, proprio quando noi andiamo verso un\u2019ora terribile. Non ci illudiamo: siamo nell\u2019angoscia di una situazione che fra uno, due o tre mesi diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 grave. Vi sentite la sicurezza di buttare a terra il Governo ora, senza pensare di sostituirlo con qualcosa d\u2019efficiente? Non basta essere contro il Governo. La cosa non ha che mediocre importanza; un Governo o l\u2019altro, purch\u00e9 si possa fare un vero Governo. Io non vedo fra gli oppositori che disunione.<\/p><p>Nelle ore difficili, oserei dire terribili, cui andiamo incontro fra uno o due mesi, ancora di pi\u00f9 fra tre mesi e nel terribile anno che si inizia con il 1948, io non vedo le forze operanti per formare una unione che ci possa salvare. Non basta avere una incerta maggioranza di voti, ma occorre una base di associati che abbiano almeno intenzione e programma sicuri.<\/p><p>Io esitavo ieri (mi consentano i colleghi la sincerit\u00e0): il discorso dell\u2019onorevole Piccioni, cos\u00ec audace ed anche cos\u00ec esuberante, mi aveva ricacciato nella tristezza del dubbio. Mi pareva aumentasse i contrasti invece che diminuirli. La sua stessa sicurezza contro gli avversari e il linguaggio quasi minaccioso mi turbavano. Noi non sappiamo quale sia la nostra situazione reale in questo momento. L\u2019onorevole De Gasperi ci ha detto ieri che noi manchiamo di grano. Quando io dissi che mancavano almeno 29 milioni di quintali di grano, si \u00e8 riso del mio pessimismo. Ora l\u2019onorevole De Gasperi con sincerit\u00e0, ha dovuto dichiarare che la deficienza \u00e8 ben maggiore di quel che io avevo detto. Non \u00e8 il grano soltanto che ci manca: ci mancheranno presto molte delle cose che ci sono necessarie ed \u00e8 impossibile mentire. Non abbiamo grano e mancano dollari per comprare grano. Dobbiamo trovarne. E non basta: mancano tante altre cose necessarie. L\u2019onorevole Einaudi stamattina ci ha detto che, pur avendo accresciuto le imposte, pur avendole portate ad una pressione molto alta, non \u00e8 diminuito il disavanzo. Ci ha confessato le difficolt\u00e0 che si creano da una qualunque politica che voglia arrestare veramente la caduta della lira, che ci minaccia realmente, a breve intervallo, se non faremo una politica saggia, onesta, audace: politica di economie che imponga nuove privazioni.<\/p><p>Il pericolo \u00e8 grave la situazione nostra all\u2019estero, nonostante l\u2019ottimismo arcadico di Sforza, non \u00e8 certo ragione di orgoglio e non \u00e8 programma di sicurezza.<\/p><p>Noi abbiamo difficolt\u00e0 interne di sistemazione; vi sono forze che agiscono pi\u00f9 in senso di dissoluzione che di coesione e di rinnovazione. Molte cose ci mancano. Ci manca soprattutto quell\u2019unit\u00e0 spirituale di un Paese che, conscio delle sue difficolt\u00e0 e dei suoi pericoli, si vuol salvare con la unione e con il sacrificio di tutti alla causa comune. Troppo grande \u00e8 il rancore di quegli stessi che erano ieri ancora riuniti, troppo grande \u00e8 il distacco spirituale. Noi dobbiamo evitare a ogni costo l\u2019aggravarsi di questo stato degli animi.<\/p><p>Qui dentro vi sono tanti spiriti onesti che vedono solo la Patria, ma forse non mancano persone che hanno di mira soprattutto il Governo. Per quanto il Governo non possa avere attrazione per uomini veramente responsabili \u2013 tante sono le difficolt\u00e0 \u2013 pure esercita ancora attrazione.<\/p><p>Il Governo attuale, se rimane, come io credo, al suo posto, deve pensare al suo compito terribile. E tra due, tre mesi, lo ripeto, la situazione sar\u00e0 molto pi\u00f9 critica di adesso, e nell\u2019anno nuovo sar\u00e0 gravissima.<\/p><p>Non desideriamo nessuna avventura. Aspettiamo. Che il Governo cada \u00e8 probabile, ma io so che chi vota per la caduta del Governo, deve pensare al Governo che segue. Ora, \u00e8 possibile a noi fare un Governo che faccia a meno dei democratici cristiani da una parte, dell\u2019America dall\u2019altra?<\/p><p>Vediamo la situazione cos\u00ec com\u2019\u00e8, ruvidamente, brutalmente, senza dissimularci nulla. Non solo non possiamo vincere le difficolt\u00e0 pi\u00f9 grandi contro l\u2019America, ma n\u00e9 meno senza l\u2019America. Data la situazione attuale non si pu\u00f2 fare un Governo contro i democristiani e n\u00e9 meno senza i democristiani. Ora, in queste condizioni, io ritengo che sia grave avventura lanciarsi in una crisi di Governo. Pensiamo che domani apriremmo una crisi che durerebbe almeno venti giorni, paralizzando tutto. E poi ci sarebbe una nuova discussione sul programma del Governo. Discussione eterna e forse inutile. E intanto ci avviciniamo alla fine dell\u2019esistenza della Costituente senza avere compiuto il nostro compito.<\/p><p>Dunque, io vi dico che, pur essendo nell\u2019animo mio spesso in molte cose contro il Governo, non mi sento adesso nel diritto di votar contro e di provocare una crisi. Il Governo non pu\u00f2 essere eterno. Fra venti giorni, fra un mese, fra due mesi, fra tre bisogner\u00e0 affrontare tali problemi che minacceranno il Governo. Vi potr\u00e0 essere persino necessit\u00e0 di una crisi. Ma in tal caso, bisogna che vi sia qualcosa di ben definito e non gi\u00e0 l\u2019incertezza e l\u2019equivoco. Sono gli avvenimenti che ci dominano. E noi, non perdendo mai il senso della realt\u00e0, dobbiamo seguire i nostri programmi e i nostri ideali adattandoci alla realt\u00e0. Forse saranno possibili tante cose che ora non lo sono. Dichiaro che, pur mantenendo tutte le mie idee, la mia azione, il mio programma, in questo momento credo mio dovere votare la fiducia al Governo, cio\u00e8 evitare una crisi. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare alla votazione.<\/p><p>CHIOSTERGI. Onorevole Presidente, mi scusi, le avevo chiesto una assicurazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi stupisco che Ella ripresenti la questione. Bisognerebbe che io potessi prevedere l\u2019esito delle prossime votazioni per darle la garanzia che mi chiede. Evidentemente ora non posso dargliela. A seconda del modo con cui si concluderanno le votazioni si potranno poi o no votare gli ordini del giorno. Questa \u00e8 l\u2019unica cosa che posso dirle.<\/p><p>CHIOSTERGI. Mi permetto di fare osservare che in quest\u2019Aula c\u2019\u00e8 un partito che potrebbe dare la risposta, ed \u00e8 il partito della democrazia cristiana. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. In queste questioni, in Aula, la risposta la d\u00e0 solo il Presidente.<\/p><p>Votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione nominale sulla mozione degli onorevoli Nenni, Basso, Romita, Cosattini, Faralli, Giacometti, Giua, Jacometti, Lizzadri, Morandi, Nobili Tito Oro, Cacciatore, Stampacchia, Tonello e Vernocchi:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte ai risultati della politica generale del Governo ed in particolare di quella economico-finanziaria che compromette lo sforzo solidale della ricostruzione del Paese, l\u2019ordine interno e il tenore di vita delle masse popolari, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>Estraggo il nome del deputato dal quale comincer\u00e0 la chiama.<\/p><p>(<em>Segue il sorteggio<\/em>).<\/p><p>Comincer\u00e0 dal deputato Sardiello.<\/p><p>Si faccia la chiama.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama:<\/p><p><em>Hanno risposto <\/em>s\u00ec:<\/p><p>Alberganti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Amendola \u2013 Assennato.<\/p><p>Baldassari \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bernamonti \u2013 Bernardi \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonomelli \u2013 Bosi \u2013 Bruni \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Calamandrei \u2013 Caldera \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Cavallari \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chiarini \u2013 Cianca \u2013 Codignola \u2013 Colombi Arturo \u2013 Corbi \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico Michele \u2013 De Filpo \u2013 De Michelis Paolo \u2013 Di Vittorio \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Fornara.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Ghislandi \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti.<\/p><p>Laconi \u2013 Landi \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Li Causi \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Magnani \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Novella.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pellegrini \u2013 Pertini Sandro \u2013 Pesenti \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Ravagnan \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Romita \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Roveda \u2013 Ruggero Luigi.<\/p><p>Saccenti \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spano \u2013 Stampacchia.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti.<\/p><p>Valiani \u2013 Varvaro \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Vigna \u2013 Vinciguerra.<\/p><p>Zannerini \u2013 Zappelli.<\/p><p><em>Hanno risposto <\/em>no:<\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Ayroldi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bertini Giovanni \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Camposarcuno \u2013 Cannizzo \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cicerone \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsini \u2013 Cortese \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Crispo \u2013 Cuomo.<\/p><p>Damiani \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Dossetti.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Firrao \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Garlato \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Geuna \u2013 Giacchero \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippi \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>La Gravinese Nicola \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lucifero.<\/p><p>Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Motolese \u2013 Murgia.<\/p><p>Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Perugi \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Pignedoli \u2013 Ponti \u2013 Proia \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rubilli \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sforza \u2013 Siles \u2013 Spataro \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Taviani \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Trulli \u2013 Tumminelli \u2013 Topini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Venditti \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zerhi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Si sono astenuti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Arata \u2013 Azzi.<\/p><p>Bennani \u2013 Bernabei \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bocconi \u2013 Bonfantini.<\/p><p>Cairo \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Carboni Angelo \u2013 Cart\u00eca \u2013 Chiaramello \u2013 Chiostergi \u2013 Conti \u2013 Corsi.<\/p><p>D\u2019Aragona \u2013 Della Seta \u2013 De Mercurio \u2013 Di Govanni \u2013 Di Gloria.<\/p><p>Facchinetti \u2013 Fietta \u2013 Filippini.<\/p><p>Gasparotto \u2013 Ghidini \u2013 Giannini \u2013 Grilli \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Longhena.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Mazzoni \u2013 Momigliano \u2013 Montemartini \u2013 Morini.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Pignatari \u2013 Preti.<\/p><p>Rossi Paolo.<\/p><p>Salerno \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Sardiello \u2013 Segala \u2013 Simonini \u2013 Spallicci.<\/p><p>Tremelloni \u2013 Treves.<\/p><p>Vigorelli \u2013 Villani.<\/p><p>Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Carmagnola.<\/p><p>De Vita.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Parri \u2013 Pellizzari \u2013 Porzio.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione nominale ed invito gli onorevoli Segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari fanno il computo dei voti<\/em>).<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Risultato della votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione nominale sulla mozione presentata dall\u2019onorevole Nenni:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 512<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 63<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 449<\/p><p>Maggioranza assoluta dei<\/p><p>membri dell\u2019Assemblea\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 279<\/p><p>Hanno risposto <em>s\u00ec<\/em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 178<\/p><p>Hanno risposto <em>no\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>271<\/p><p>Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta, di cui all\u2019articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, la nozione non \u00e8 approvata.<\/p><p>Si riprende la discussione delle mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare alla mozione presentata dagli onorevoli Togliatti, Scoccimarro, Longo, D\u2019Onofrio, Secchia, Novella, Rossi Maria Maddalena e Laconi:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte alle misure delle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza e prefettizie che limitano la libert\u00e0 di propaganda e agitazione, e le libert\u00e0 democratiche in generale, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Signor Presidente, mi pare che, dato che sulla mozione presentata dal nostro Gruppo difficilmente si realizzerebbe uno schieramento diverso da quello che test\u00e9 \u00e8 stato constatato, per non far perdere maggiormente tempo all\u2019Assemblea il nostro Gruppo ha deciso di ritirare la mozione. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue la mozione presentata dagli onorevoli Canevari, Saragat, Zagari, Vigorelli, Simonini, Persico, Piemonte, Villani, Cartia, Lami Starnuti e Cairo:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerati la gravit\u00e0 della crisi economica del Paese ed i preoccupanti sviluppi della situazione internazionale, ritiene necessaria una nuova formazione di Governo pi\u00f9 rispondente di quella attuale agli interessi solidali della Nazione e delle classi lavoratrici. Conseguentemente nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi, per quanto convinti che il risultato negativo della lotta che si \u00e8 svolta in questa Assemblea sia dovuto all\u2019atteggiamento che ha tenuto il Gruppo di cui in questo momento ci si chiede di votare la mozione, abituati per\u00f2 a porre le conclusioni al disopra dei nostri sentimenti e dei nostri risentimenti, noi voteremo la mozione che \u00e8 stata presentata.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Dichiaro che anche il nostro Gruppo, dopo avere nel dibattito chiaramente sottolineato le proprie posizioni in confronto alle posizioni sostenute dal partito dell\u2019onorevole Saragat, siccome mira prima di tutto al risultato positivo e concreto del voto parlamentare, voter\u00e0 la mozione dell\u2019onorevole Saragat.<\/p><p>CAROLEO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAROLEO. Dichiaro che voter\u00f2 contro la mozione Saragat pur approvandone, in via di massima, la prima parte.<\/p><p>MAZZONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZONI. Io avrei votato la mozione Saragat, ma poich\u00e9 in questo momento, gi\u00e0 torbido per vari aspetti, pieno di ombre e di cose insincere, la mozione Saragat assumerebbe un aspetto falso in seguito alle dichiarazioni che hanno fatto gli onorevoli Togliatti e Nenni, in nome di una sincerit\u00e0 che non deve essere disprezzata ed anzi deve essere onorata in questo momento, dichiaro che voter\u00f2 contro. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u2019ARAGONA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>D\u2019ARAGONA. A nome del mio Gruppo devo dichiarare che l\u2019onorevole Mazzoni gi\u00e0 da tempo non appartiene ad esso. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Quindi la dichiarazione dell\u2019onorevole Mazzoni \u00e8 una dichiarazione strettamente personale che non impegna affatto il nostro Gruppo.<\/p><p>MERLIN ANGELINA. L\u2019onorevole Mazzoni \u00e8 un socialista, mentre lei non lo \u00e8. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZONI. Signor Presidente, non ho l\u2019abitudine di mescolare le meschinit\u00e0, le miserie e le amarezze dei partiti nella discussione delle assemblee pubbliche, che hanno il diritto di dare giudizi e voti in piena libert\u00e0. Ma poich\u00e9 l\u2019onorevole D\u2019Aragona, con una impudenza di cui gli do atto, s\u2019\u00e8 permesso di fare accenno alle mie dimissioni, gli devo osservare che, circa le mie dimissioni \u2013 che ho date per l\u2019incertezza \u00e8 l\u2019ambiguit\u00e0 di un voto che si \u00e8 trascinato fino a queste ultime ore, fino a questa mattina e quest\u2019oggi \u2013 gli amici mi hanno pregato di rientrare perch\u00e9 delle mie dimissioni non si voleva prendere atto. Detto questo, dichiaro all\u2019onorevole D\u2019Aragona che non ricevo lezioni n\u00e9 da lui, n\u00e9 da altri. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sulla mozione Saragat \u00e8 stato chiesto l\u2019appello nominale dagli onorevoli Preti, Simonini, Piemonte, Persico, Villani, Morini, Bennani, Calosso, Filippini, Carboni Angelo, Paris, Cartia, Gullo Rocco, Rossi Paolo, Chiaramello e Caporali.<\/p><p>Procediamo alla votazione nominale.<\/p><p>Estraggo a sorte il nome del deputato dal quale comincer\u00e0 la chiama.<\/p><p>(<em>Segue il sorteggio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comincer\u00e0 dal deputato Morandi.<\/p><p>Si faccia la chiama.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama:<\/p><p><em>Hanno risposto<\/em> s\u00ec:<\/p><p>Alberganti \u2013 Allegato <sub>\u2013 <\/sub>Amadei \u2013 Amendola \u2013 Arata \u2013 Assennato.<\/p><p>Baldassari \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bennani \u2013 Bernamonti \u2013 Bernardi \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonfantini \u2013 Bonomelli \u2013 Bosi \u2013 Bruni \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Caldera \u2013 Calosso \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Cartia \u2013 Cavallari \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chiaramello \u2013 Chiarini \u2013 Cianca \u2013 Codignola \u2013 Colombi Arturo \u2013 Corbi \u2013 Corsi \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Filpo \u2013 De Michelis Paolo \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Fornara.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti.<\/p><p>Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Li Causi \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Magnani \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morini \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Novella.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Paris \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Pesenti \u2013 Piemonte \u2013 Pignatari \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Ravagnan \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Romita \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggieri Luigi.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segala \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spano \u2013 Stampacchia.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tremelloni \u2013 Treves.<\/p><p>Valiani \u2013 Varvaro \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Vigna \u2013 Vigorelli \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra.<\/p><p>Zagari \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappetti.<\/p><p><em>Hanno risposto<\/em> no:<\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Ayroldi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bertini Giovanni \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Camposarcuno \u2013 Cannizzo \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cicerone \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsini \u2013 Cortese \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Crispo \u2013 Cuomo.<\/p><p>Damiani \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Dossetti.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Firrao \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Garlato \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Geuna \u2013 Giacchero \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>La Gravinese Nicola. \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lucifero.<\/p><p>Maffioli \u2013 Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Motolese \u2013 Murgia.<\/p><p>Nicotra Maria \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Perugi \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Pignedoli \u2013 Ponti \u2013 Proia \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rubilli \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sforza \u2013 Siles \u2013 Spataro \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Taviani \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Trulli \u2013 Tumminelli \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Venditti \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Si sono astenuti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Azzi.<\/p><p>Bernabei.<\/p><p>Camangi \u2013 Chiostergi \u2013 Conti.<\/p><p>Della Seta \u2013 De Mercurio.<\/p><p>Facchinetti.<\/p><p>La Malfa.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magrini.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Paolucci \u2013 Perassi.<\/p><p>Sardiello \u2013 Spallicci<\/p><p>Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em>:<\/p><p>Carmagnola.<\/p><p>De Vita.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Parri \u2013 Pellizzari \u2013 Porzio.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione nominale. Invito gli onorevoli segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono al computo dei voti<\/em>).<\/p><p>Risaltato della votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione nominale sulla mozione presentata dall\u2019onorevole Saragat:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 512<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 17<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 495<\/p><p>Maggioranza assoluta dei<\/p><p>membri dell\u2019Assemblea\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 279<\/p><p>Hanno risposto <em>s\u00ec<\/em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 224<\/p><p>Hanno risposto <em>no<\/em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 271<\/p><p>Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta, di cui all\u2019articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, la mozione non \u00e8 approvata.<\/p><p>Sugli ordini del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare agli ordini del giorno degli onorevoli Quinto Quintieri, Micheli e Magrini.<\/p><p>Chiedo ai presentatori se vi insistono. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Quinto Quintieri.<\/p><p>QUINTIERI QUINTO. Ritiro il mio ordine del giorno, avendolo presentato soltanto per richiamare l\u2019attenzione del Governo sopra un aspetto particolarmente delicato della sua politica finanziaria.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di dichiarare se conserva il suo ordine del giorno.<\/p><p>MICHELI. Come ho gi\u00e0 dichiarato rinunziando allo svolgimento del mio ordine del giorno, esso aveva il solo scopo di richiamare l\u2019attenzione del Governo sopra le necessit\u00e0 che non si interrompa il ritmo dei lavori per la ricostruzione e di provvidenze per lenire la disoccupazione. Pertanto lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Magrini ha facolt\u00e0 di dichiarare se mantiene il suo ordine del giorno.<\/p><p>MAGRINI. Lo mantengo.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Onorevole Presidente, ritengo che l\u2019ordine del giorno Magrini non possa essere posto in votazione. \u00c8 questa la pregiudiziale che io presento. E mi affretto a dire subito che a sostegno del mio assunto io non invoco l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3 della legge del 16 marzo 1946, n. 98. L\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3 della legge 16 marzo 1946 stabilisce in quali casi la mozione di sfiducia debba determinare obbligatoriamente le dimissioni del Governo e determina le condizioni nelle quali questa mozione di sfiducia debba essere presentata per produrre gli effetti delle dimissioni del Governo. Non invoco adunque l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3, perch\u00e9 mi si potrebbe osservare agevolmente (e faccio a me stesso l\u2019obiezione) che l\u2019ordine del giorno potrebbe essere votato, ma non sarebbe destinato a produrre gli effetti dell\u2019articolo 3 della legge 16 marzo 1946.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 dicevo che non invoco a sostegno della mia tesi l\u2019articolo 3, ma invoco invece l\u2019articolo 28 del Regolamento.<\/p><p>Spiego subito il mio pensiero. In effetti, l\u2019ordine del giorno di sfiducia riproduce la mozione di sfiducia.<\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> No, No!<\/p><p>PRESIDENTE. Prego: non interrompano.<\/p><p>CRISPO. L\u2019ordine del giorno riproduce, dicevo, \u2013 e ripeto \u2013 la mozione di sfiducia, con questa differenza, che l\u2019una si chiama mozione di sfiducia e quello presentato, e sul quale si dovrebbe votare, si chiama ordine del giorno, e che l\u2019una \u2013 la mozione di sfiducia \u2013 \u00e8 motivata e questo ordine del giorno non \u00e8 motivato. Ma, nella sostanza e nel contenuto, l\u2019ordine del giorno riproduce una dichiarazione di sfiducia al Governo.<\/p><p>Qual \u00e8 la ragione per la quale, secondo me, \u00e8 inammissibile la votazione su quest\u2019ordine del giorno che, nella sua sostanza e nel suo contenuto, riproduce una dichiarazione di sfiducia? Questa: che si potrebbe determinare una evidente contradizione&#8230; (<em>Interruzione del deputato Carpano Maglioli \u2013 Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi sono tre mozioni di sfiducia, delle quali una, quella dell\u2019onorevole Togliatti, ritirata; le altre due respinte. Com\u2019\u00e8 conciliabile una votazione su un ordine del giorno di sfiducia quando gi\u00e0, respingendosi le mozioni di sfiducia, \u00e8 stata data la fiducia al Governo? (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Le mozioni non esauriscono tutte le motivazioni possibili.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ne potete fare centomila di motivazioni! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Rispondo all\u2019onorevole Laconi che ho gi\u00e0 ricordato come l\u2019ordine del giorno sia senza alcuna motivazione: il pi\u00f9 comprende evidentemente il meno. Se sono state respinte due mozioni motivate, evidentemente deve intendersi respinto anche un ordine del giorno che conclude allo stesso modo delle mozioni ed in pi\u00f9 \u00e8 senza motivazione. (<em>Proteste a sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Vorrei, signor Presidente, a ribadire la esattezza della mia tesi, dire un\u2019altra cosa. Se io presentassi in questo momento un ordine del giorno di fiducia al Governo, potrebbe questo ordine del giorno essere votato? Evidentemente no; non potrebbe essere votato perch\u00e9 \u00e8 stata gi\u00e0 votata implicitamente la fiducia al Governo, respingendosi le mozioni di sfiducia. Questo mi sembra evidentissimo (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> E allora meno ancora pu\u00f2 essere votato un ordine del giorno di sfiducia al Governo.<\/p><p>Un\u2019ultima considerazione. Ho gi\u00e0 ricordato come non invocassi \u2013 e difatti non ho invocato \u2013 l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3; ma posso in questo momento riferirmi all\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3, per una definitiva osservazione. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti prolungati a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciano silenzio, per favore. Onorevole Crispo, la prego, continui.<\/p><p>CRISPO. La disposizione dell\u2019articolo 128 del Regolamento, per la quale l\u2019ordine del giorno puro e semplice e l\u2019ordine del giorno motivato non hanno nella votazione la precedenza sulle mozioni, va interpretata, senza dubbio, nel senso che in tanto possa essere votato un ordine del giorno in occasione della votazione di una mozione, in quanto l\u2019ordine del giorno non riproduca la mozione perch\u00e9, altrimenti, si tratterebbe di un <em>bis in idem.<\/em><\/p><p>Si potr\u00e0 votare solo un ordine del giorno il quale abbia un contenuto sostanzialmente diverso da quello di mozioni gi\u00e0 votate. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Nenni \u2013 Commenti e proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio, onorevoli colleghi. Onorevole Nenni, la prego.<\/p><p>CRISPO. Quale definitivo argomento, posso ora ricordare anche l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 3 del decreto 16 marzo 1946, per dire che, se la sfiducia al Governo obbedisce ad una sola finalit\u00e0, quella di obbligare il Governo stesso a rassegnare le dimissioni, e se la legge stabilisce una determinata e speciale procedura, quella cio\u00e8 che ha luogo attraverso un\u2019apposita mozione di sfiducia presentata in un determinato modo, \u00e8 evidente, onorevoli colleghi, che non si pu\u00f2 dare la sfiducia al Governo attraverso un ordine del giorno.<\/p><p>Per queste ragioni, sostengo l\u2019inammissibilit\u00e0 dell\u2019ordine del giorno e chiedo che non sia posto in votazione. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MACRELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MACRELLI. Mi dispiace che le parole dell\u2019onorevole Crispo non siano arrivate fino a me. Immagino che si sia appellato alla parola e allo spirito del decreto 16 marzo 1946 e del Regolamento.<\/p><p>Potremmo discutere anche su questo tema; potremmo anche esprimere il nostro giudizio a questo proposito, in assoluto contrasto con la tesi che ha presentato L\u2019onorevole Crispo.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ma se non l\u2019ha sentita!<\/p><p>MACRELLI. Me l\u2019immagino, anche se non l\u2019ho sentita.<\/p><p>Ho delle ragioni personali che militano a favore di questo mio assunto. Purtroppo sono un vecchio parlamentare. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Appartengo ad anni lontani. Ho discusso altre volte qui anche il Regolamento che dirige i nostri lavori; quindi, lo conosco e, poi, sono un avvocato, non della levatura dell\u2019onorevole Crispo (<em>Commenti<\/em>), ma credo di sapere interpretare e la legge e il Regolamento, nella parola e nello spirito.<\/p><p>Ma non far\u00f2 una questione di ordine giuridico; io sollevo una questione di ordine morale e politico, una questione di onest\u00e0 e di lealt\u00e0. Mi rivolgo alla Presidenza, allo stesso Governo, a tutta l\u2019Assemblea.<\/p><p>Voi avete sentito che io ho parlato prima che fossero messe in votazione le mozioni; ho detto le ragioni per cui noi del Gruppo repubblicano ci saremmo astenuti dal votare le tre mozioni, perch\u00e9 le premesse non collimavano col nostro pensiero e col nostro giudizio. Ma abbiamo detto qualche cosa di pi\u00f9, e ci siamo rivolti alla Presidenza e ci siamo rivolti anche all\u2019Assemblea Costituente. Il collega Chiostergi, su un richiamo venuto dal banco della Presidenza, ha rivolto una domanda specifica proprio al Gruppo della democrazia cristiana.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Non a noi.<\/p><p>MACRELLI. L\u2019ha rivolta anche a voi; comunque l\u2019ha fatto. Questa \u00e8 la situazione. Nonostante qualche accenno che ha sollevato un dubbio molto importante, noi abbiamo dichiarato che non avremmo votato le mozioni perch\u00e9 ci riservavamo di votare il nostro ordine del giorno. Se avessimo saputo che invece questo nostro atteggiamento sarebbe stato interpretato cos\u00ec come si intende interpretarlo adesso, noi avremmo votato la prima e l\u2019ultima mozione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> E allora la nostra astensione acquista un altro valore e un altro significato. Se si potessero rettificare i voti, i risultati delle votazioni, noi potremmo anche dire: aggiungete i nostri voti ai risultati.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Ma il risultato non cambierebbe!<\/p><p>MACRELLI. Non importa, onorevole Badini, noi riteniamo ugualmente mantenere la nostra corretta linea morale e politica. Non significa nulla il risultato della votazione; per me hanno valore fino ad un certo punto i voti: sono le premesse, le condizioni, le situazioni, soprattutto i pensieri che dirigono i voti, che hanno valore.<\/p><p>Ecco quello che noi affermiamo davanti al Governo e davanti all\u2019Assemblea. Noi insistiamo. Il Governo avr\u00e0 la maggioranza dei voti. Perfettamente d\u2019accordo. Noi non ci lamenteremo. Ma permetteteci che, facendo appello al vostro senso di onest\u00e0 e di lealt\u00e0, noi insistiamo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Devo dissentire dall\u2019impostazione data dall\u2019onorevole Crispo per la ragione che non ritengo sussista un motivo di preclusione, nascente dalle precedenti votazioni. Infatti dal giuoco delle diverse motivazioni pu\u00f2 ben discendere un diverso giuoco dei risultati, come \u00e8 comprovato praticamente dal fatto che il Gruppo repubblicano, astenutosi da una precedente votazione, \u00e8 successivamente portato ad esprimere un voto contrario. Questo, per debito di lealt\u00e0.<\/p><p>Aggiungo \u2013 e desidero sottolinearlo nei confronti dell\u2019onorevole Macrelli il quale osservava che se i repubblicani fossero stati resi edotti tempestivamente di questa presa di posizione, avrebbero potuto diversamente votare nell\u2019ambito dell\u2019ultima votazione \u2013 aggiungo, dicevo, che noi abbiamo ritenuto doveroso dal punto di vista della correttezza parlamentare preannunciare a tempo la nostra interpretazione della materia. Noi ci fondiamo sul terreno strettamente giuridico, non in base alle argomentazioni regolamentari test\u00e9 svolte e che personalmente non condivido, bens\u00ec in forza di quel principio di ordine costituzionale contenuto nell\u2019articolo 3 della legge istitutiva della Costituente, la quale tende a creare tutto un nuovo spirito nella serie dei giudizi politici che possono darsi ai fini della caduta o meno del Governo, esigendo, per il principio di stabilit\u00e0 del potere esecutivo rispetto alla funzione del potere legislativo, un\u2019apposita mozione di sfiducia da depositare nei termini e nelle forme previste. N\u00e9 varrebbe operare fuori di questo quadro, mediante votazioni semplicemente indicative le quali non portino come conseguenza l\u2019obbligatoriet\u00e0 delle discussioni: poich\u00e9 ci\u00f2 sarebbe violare lo spirito della legge.<\/p><p>Sono questi i princip\u00ee costituzionali che noi teniamo a preservare, proprio in questa fase storica di profonda elaborazione costituzionale.<\/p><p>Detto questo, resta solo da aggiungere che potrebbe tuttavia subentrare una valutazione contingente di ordine politico, sul cui apprezzamento di convenienza non compete a me fare parola in quanto il giudizio spetta al Governo.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. L\u2019apprezzamento politico del quale parlava test\u00e9 l\u2019onorevole Domined\u00f2 si collega al quesito posto dall\u2019onorevole Crispo, il quale si domanda: dopo il voto sulle mozioni di sfiducia, che vale votare un ordine del giorno su una cosa gi\u00e0 decisa? Non avrebbe lo stesso significato?<\/p><p>Ebbene no, non ha lo stesso significato. Una mozione di sfiducia che ottenga la maggioranza obbliga il Governo a dimettersi, l\u2019ordine del giorno non obbliga il Governo a dimettersi, ma pu\u00f2 significare un consiglio al Governo, l\u2019indicazione di un orientamento, di uno stato d\u2019animo; in questa differenziazione v\u2019\u00e8 la giustificazione del voto sull\u2019ordine del giorno. Questo mi pare un atto politico che non si possa respingere: il Govern\u00f2 pu\u00f2 anzi avere interesse che si compia.<\/p><p>Ha importanza, onorevole Crispo, sapere se in questi quattro mesi i voti di fiducia o di sfiducia al Governo sono aumentati o diminuiti. Per questo chiediamo che l\u2019ordine del giorno venga messo in votazione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Comprendo lo stato di agitazione in cui si trova l\u2019Assemblea in quest\u2019ora, ma il fatto si \u00e8 che vengono sollevate eccezioni senza fondamento, proprio perch\u00e9 danno motivo a che altre questioni sulla interpretazione del Regolamento vengano sottoposte all\u2019Assemblea. \u00c8 proprio per porre un freno a questo sistema che io desidero intervenire.<\/p><p>Vorrei rispondere a due eccezioni, sollevate una dall\u2019onorevole Crispo e l\u2019altra dall\u2019onorevole Domined\u00f2. L\u2019onorevole Crispo notava giustamente che la approvazione di un ordine del giorno di sfiducia non comporta le dimissioni automatiche del Governo. Questo \u00e8 pacifico. Ma la votazione ha comunque un valore di indicazione e di orientamento che ha un suo rilievo politico. In questo senso l\u2019ordine del giorno pu\u00f2 essere votato. Sono state votate due mozioni di sfiducia, con due distinte motivazioni; ma vi sono infinite motivazioni possibili di una mozione di sfiducia. \u00c8 evidente quindi che l\u2019Assemblea, votandone due, non le ha esaurite tutte. Votando l\u2019ordine del giorno non motivato, l\u2019Assemblea vota qualche cosa di infinitamente pi\u00f9 ampio delle mozioni di sfiducia che ha fino ad ora respinto; quindi l\u2019Assemblea si riserva, attraverso la votazione di un ordine del giorno, quel diritto che le \u00e8 stato negato con il voto sulla questione di procedura, allorch\u00e9 \u00e8 stata impedita la divisione delle mozioni, e cio\u00e8 il diritto di coalizione di tutte le opposizioni discordanti nelle motivazioni ma coincidenti nella conclusione. A questo titolo io chiedo che l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Macrelli venga messo in votazione. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SARDIELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SARDIELLO. Onorevoli colleghi, desidero obiettivare la discussione non tenendo presente per un momento che l\u2019ordine del giorno del quale si discute \u00e8 stato presentato dal Gruppo al quale appartengo.<\/p><p>Erano stati gi\u00e0 presentati due ordini del giorno sull\u2019argomento (la fiducia o no al Governo) uno dei quali, come ha avvertito l\u2019onorevole Presidente, da tre o quattro giorni \u00e8 stato svolto gi\u00e0 nella Assemblea dall\u2019onorevole Quintieri Quinto, e su di esso, senza che sorgesse eccezione alcuna, appena un minuto addietro l\u2019onorevole Presidente ha chiesto al presentatore se intendesse mantenerlo o meno. Dunque \u00e8 fermo che sulla materia in questione sono consentite la presentazione e la votazione di un ordine del giorno.<\/p><p>Si introdurr\u00e0 ora qui il concetto di una differenza di regolamentazione in considerazione soltanto del diverso orientamento politico di due forme di manifestazione parlamentare? Se la forma dell\u2019ordine del giorno \u00e8 consentita, deve dirsi (a patto di rinunciare a quelle tante nozioni che test\u00e9 l\u2019onorevole Dossetti rimproverava a qualcuno di aver lasciato sui banchi della scuola), che non \u00e8 possibile fare la distinzione sulla sostanza. Allora che cosa rimane di quello che hanno detto gli avversari per contrastare che l\u2019ordine del giorno vada in votazione? Rimane un\u2019osservazione: che sono state presentate su questo argomento della fiducia al Governo anche delle mozioni, e per questo l\u2019ordine del giorno non dovrebbe trovar posto. E dove \u00e8 detto \u2013 fra tante norme regolamentari citate \u2013 che quando su un argomento sia presentata una mozione non possa essere presentato anche un ordine del giorno?<\/p><p>Incalzano sulla scia di questo argomento gli avversari, e ci dicono: \u00abla mozione ha la conseguenza diretta, automatica, delle dimissioni del Governo; l\u2019ordine del giorno, no\u00bb. Mi permetto di dire che appunto questa diversit\u00e0 di conseguenza dell\u2019una e dell\u2019altra forma regolamentare legittima la presentazione e della mozione e dell\u2019ordine del giorno: pu\u00f2 infatti accadere che un Gruppo o una parte dell\u2019Assemblea intenda soltanto di sollecitare una manifestazione politica che non giunga a quelle conseguenze. Il che prova ancora che l\u2019una e l\u2019altra forma regolamentare possono coesistere.<\/p><p>Ma l\u2019argomentazione \u00e8 superflua l\u00e0 dove sono due realt\u00e0 di fatti che non possono essere negate a patto che non si esca di qua dicendo che c\u2019\u00e8 una parte politica che deve subire necessariamente una menomazione. Le conseguenze di questo sarebbero preoccupanti. Ci sono due realt\u00e0 che non possono essere discusse.<\/p><p>Una, che la forma dell\u2019ordine del giorno, come dicevo in principio, \u00e8 stata ammessa; l\u2019altra che, allorquando, in seguito a vociferazioni colte tra i banchi di diversi settori, sorse la preoccupazione che l\u2019ordine del giorno potesse non essere votato, i colleghi Macrelli e Chiostergi hanno interpellato l\u2019onorevole Presidente appellandosi alla sua autorit\u00e0, ed egli ha risposto che se l\u2019esito della votazione sulle mozioni fosse stato favorevole, non si sarebbe fatto luogo alla votazione dell\u2019ordine del giorno. Il che includeva la \u00abreciproca\u00bb che, nel caso le mozioni non avessero avuto successo, si sarebbe andati alla votazione dell\u2019ordine del giorno. Anche per la fiducia che doverosamente abbiamo riposto in quella parola \u00e8 venuta la nostra insistenza che manteniamo, fiduciosi nel senso politico e di giustizia dell\u2019Assemblea, chiedendo la votazione dell\u2019ordine del giorno. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Poich\u00e9 i colleghi repubblicani hanno fatto, accantonando la questione giuridica, una questione politica e morale, il Governo non fa opposizione perch\u00e9 l\u2019ordine del giorno venga votato. Devo per\u00f2 dirvi che temo assai che il precedente sia cattivo. La forma tradizionale di esprimere la sfiducia \u00e8 quella di non approvare le dichiarazioni del Governo. Questa \u00e8 la forma della tradizione parlamentare; e di questo ci ricordammo quando formulammo il decreto 16 marzo 1946. Tuttavia circondammo la manifestazione di sfiducia con diverse cautele, appunto per rendere pi\u00f9 stabili i Governi: necessit\u00e0 questa, che fu avvertita da tutti coloro che parteciparono alla elaborazione della legge. Lo scopo fondamentale era di evitare che un ordine del giorno potesse trovare in qualunque momento una maggioranza casuale.<\/p><p>Non vorrei, come uno dei compilatori di quel decreto, che si creasse un cattivo precedente. Si sono presentate tre mozioni di sfiducia e si sono seguite tutte le norme che erano previste; si sono avute anche le votazioni; e durante questa discussione si ripresenta la vecchia formula del non approvare le dichiarazioni del Governo, cercandosi in tal modo di annullare il significato, lo scopo e le finalit\u00e0 della formula nuova, quella cautelare, la cui importanza caratteristica non consiste tanto nella maggioranza qualificata quanto nella particolare procedura stabilita. Temo assai, come vecchio parlamentare, guardando quello che sta avvenendo nella nostra Assemblea, che questo precedente annulli completamente quello che si \u00e8 tentato di fare, nell\u2019interesse della democrazia, per una certa stabilit\u00e0 nel presente regime provvisorio. \u00c8 avvenuto anche in Francia un simile dibattito e si \u00e8 risolto in favore della mia tesi.<\/p><p>Detto questo, poich\u00e9 i colleghi repubblicani hanno capito le cose diversamente e credevano di avere in mano l\u2019interpretazione giusta, poich\u00e9 essi hanno inteso porre su un altro terreno la questione, il Governo non vuole in nessuna maniera contribuire a dare adito a interpretazioni errate sul suo atteggiamento; non vuole che si possa accusarlo di non lealt\u00e0 o di fuga o timore di non ottenere una terza dichiarazione di fiducia e prega gli amici di regolarsi come si sono regolati precedentemente. Non ho quindi obiezioni a che venga posto in votazione l\u2019ordine del giorno Magrini. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Sull\u2019ordine del giorno Magrini gli onorevoli Chiostergi, De Mercurio, Nasi, Cevolotto, Paolucci, La Malfa, Spallicci, Bernabei, Magrini, Camangi, Foa, Sardiello, Zuccarini, Facchinetti e Azzi hanno chiesto la votazione per appello nominale. Chiedo ai presentatori della richiesta se intendano mantenerla.<\/p><p>CHIOSTERGI. Conserviamo la domanda di appello nominale.<\/p><p>Votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo pertanto in votazione, per appello nominale, l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Magrini ed altri, di cui do ancora uno volta lettura: \u00abL\u2019Assemblea Costituente, udite le dichiarazioni del Governo, non le approva e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>Estraggo a sorte il nome del deputato dal quale comincer\u00e0 la chiama.<\/p><p>(<em>Segue il sorteggio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comincer\u00e0 dal deputato De Vita.<\/p><p>Si faccia la chiama.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama:<\/p><p><em>Hanno risposto<\/em> s\u00ec:<\/p><p>Alberganti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Amendola \u2013 Arata \u2013 Assennato \u2013 Azzi.<\/p><p>Baldassari \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bennani \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernardi \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonfantini \u2013 Bonomelli \u2013 Bosi \u2013 Bruni \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Calamandrei \u2013 Caldera \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Cartia \u2013 Cavallari \u2013 Cavallotti \u2013 Cerretti \u2013 Cevolotto \u2013 Chiaramello \u2013 Chiarini \u2013 Chiostergi \u2013 Cianca \u2013 Codignola \u2013 Colombi Arturo \u2013 Corbi \u2013 Cosattini \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico Michele \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Filpo \u2013 Della Seta \u2013 De Mercurio \u2013 De Michelis Paolo \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrari Giacorno \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Fornara.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Li Causi \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Meda Luigi \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morini \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Novella.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piemonte \u2013 Pignatari \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Ravagnan \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Romita \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Ruggeri Luigi.<\/p><p>Saccenti \u2013 Salerno \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Sardiello \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Stampacchia.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Treves.<\/p><p>Valiani \u2013 Varvaro \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Vigna \u2013 Vigorelli \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra.<\/p><p>Zagari \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Hanno risposto<\/em> no:<\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Ayroldi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bertini Giovanni \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Camposarpuno \u2013 Cannizzo \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013Car\u00ecstia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cicerone \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsini \u2013 Cortese \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Crispo \u2013 Cuomo.<\/p><p>Damiani \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Dossetti.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Firrao \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Garlato \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Geuna \u2013 Giacchero \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Gingolani Angela.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>La Gravinese Nicola \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lucifero.<\/p><p>Maffioli \u2013 Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Motolese \u2013 Murgia.<\/p><p>Nicotra Maria \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Perugi \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Pignedoli \u2013 Ponti \u2013 Proia \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rubilli \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sforza \u2013 Siles \u2013 Spataro \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Taviani \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Trulli \u2013 Tumminelli \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Venditti \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Si \u00e8 astenuto<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Conti.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Carmagnola.<\/p><p>De Vita.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Parri \u2013 Pellizzari \u2013 Porzio.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono al computo dei voti<\/em>).<\/p><p>Risultato della votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico i risultati della votazione nominale:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 507<\/p><p>Votanti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 506<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 254<\/p><p>Hanno risposto <em>s\u00ec<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 236<\/p><p>Hanno risposto <em>no\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>270<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva l\u2019ordine del giorno Magrini \u2013 Vivissimi, prolungati applausi al centro e a destra<\/em>).<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere per quali motivi non si provveda ad emanare un provvedimento legislativo, che estenda i benefic\u00ee dell\u2019amnistia e dell\u2019indulto ai reati in danno delle Forze armate alleate. L\u2019ingiustificato. trattamento di rigore per tali reati poteva finora trovare giustificazione soltanto nel regime di armistizio, cessato il quale il Governo \u2013 per sanare, sia pure in ritardo, l\u2019ingiusta sperequazione \u2013 dovrebbe, senza ulteriore indugio, provvedere all\u2019estensione dei benefic\u00ee del condono.<\/p><p>\u00abGli interroganti chiedono lo svolgimento di urgenza.<\/p><p>\u00abLeone Giovanni, Bettiol\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e di grazia e giustizia, per sapere se non ritengano opportuno:<\/p><p>il primo, di disporre che venga senz\u2019altro abbandonata l\u2019azione promossa dall\u2019Ufficio di reintegra dei tratturi (U.R.T.) di Foggia \u2013 sezione distaccata di Pescara \u2013 per la reintegra di vaste zone del centro abitato di Pescara, in considerazione sia dell\u2019assoluto difetto di ogni suo fondamento in fatto e in diritto, nonch\u00e9 per motivi pratici e di ordine pubblico: <em>a<\/em>) in quanto \u00e8 da escludersi nettamente, in base a documenti, a dati storici ed a rilievi inoppugnabili, anche di carattere geografico, che in dette zone sia passato alcun tratturo, a partire dai primi anni del 1500; <em>b<\/em>) perch\u00e9, anche se si ammettesse \u2013 per pura ipotesi \u2013 il contrario, ogni possibile diritto dello Stato sulle zone medesime si sarebbe prescritto almeno da un secolo e mezzo, per l\u2019avvenuta cessazione tacita della demanialit\u00e0, principio ammesso dalla Corte di cassazione in tema di strade pubbliche; <em>c<\/em>) perch\u00e9 la questione, che interessa ed ha messo in allarme ed in agitazione circa 2000 cittadini, costituisce un grave ostacolo alla ricostruzione della citt\u00e0 \u2013 tanto provata dalle distruzioni della guerra \u2013 rendendo dubbia la propriet\u00e0 del suolo e provocando anche la incommerciabilit\u00e0 delle aree edificatorie poste in quelle stesse zone;<\/p><p>il secondo, di promuovere, in ogni caso, l\u2019emanazione di apposite norme legislative che modifichino il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3244 e i regolamenti di cui al regio decreto 29 dicembre 1927, n. 2801 e 16 luglio 1936, n. 1706, col sopprimere, nel primo decreto, il secondo e il terzo capoverso dell\u2019articolo 10 e, negli altri due, l\u2019articolo 2, che attribuiscono, nientemeno, allo stesso Ministero dell\u2019agricoltura, dal quale dipende l\u2019Ufficio di reintegra dei tratturi, cio\u00e8 ad una delle parti in causa, la decisione definitiva delle controversie in materia di pretesa occupazione di suolo dei tratturi, ripristinando, invece, le precedenti disposizioni prefasciste, con le quali le predette controversie erano devolute al magistrato ordinario. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se in vista delle complesse difficolt\u00e0 di interpretazione e documentazione inerenti alle denuncie dell\u2019imposta straordinaria sul patrimonio non creda promuovere una ulteriore proroga del termine di presentazione fissato al 31 ottobre prossimo; e se per le accennate difficolt\u00e0, tanto pi\u00f9 sensibili e gravi nei centri dove \u00e8 diffusa la piccola e media propriet\u00e0, non creda altres\u00ec urgente dare disposizioni ai propri uffici, affinch\u00e9 cerchino di alleggerire le penose ricerche dei denuncianti aiutandoli preventivamente con la istituzione di reparti appositi a scopo di avviamento delle pratiche. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBertini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quanto di illegale ed arbitrario sia stato fatto dalle Commissioni di Stato per gli esami di maturit\u00e0 classica in Brindisi (Liceo Marpolla) e Lecce da un ispettore ministeriale. Se l\u2019onorevole Ministro non ritenga indispensabile ed urgente prendere adeguati provvedimenti perch\u00e9 alcun danno non ricada sugli allievi.<\/p><p>\u00abPare inoltre che a presiedere la Commissione di Brindisi sia stata chiamata persona priva del titolo richiesto dalla legge. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abAyroldi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere a quali motivi sia da attribuire il fatto che, anche nel nuovo orario delle ferrovie dello Stato nella linea Spezia-Sestri Levante non vi sia alcun treno accelerato dalle ore 7.20 fino alle 17.20, con grave disagio della popolazione, che per affari o per lavoro deve recarsi a La Spezia e non pu\u00f2 far ritorno che a sera ai propri paesi, i quali, privi di qualunque strada, sono collegati tra loro e la citt\u00e0 soltanto per mezzo del treno e del tutto isolati quando questo viene a mancare (inconveniente tanto pi\u00f9 grave per i numerosi studenti: per la loro salute, per i loro studi, per la loro educazione); e se non ritenga quindi urgente, in vista anche della prossima riapertura delle scuole, rimediare a questa grave lacuna, che finora non \u00e8 stata colmata, nonostante le varie sollecitazioni presso gli organi competenti, istituendo un treno accelerato, che parta da La Spezia nelle prime ore del pomeriggio. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGotelli Angela, Guerrieri Filippo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interpellare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se e in qual modo si intenda dare sistemazione al compendio termale di Guardia Piemontese, sottraendolo alfine allo sfruttamento di una ditta privata, alla quale fu concesso nel 1942, con gravissimo pregiudizio degli interessi dei comuni di Guardia Piemontese e di Acquappesa, che ne sono usufruttuari perpetui e che invano chiedono da tre anni l\u2019annullamento di un contratto che fu il risultato di illecite inframmettenze e pressioni.<\/p><p>\u00abGullo Fausto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Cos\u00ec pure l\u2019interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora il Ministro interessato non vi si opponga nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 2.10.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di luned\u00ec 6 ottobre 1941.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 Interrogazioni.<\/li><li>\u2013 Svolgimento di interpellanze.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXLVI. SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 4 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL, VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI INDICE Sul processo verbale: Sereni Congedi: Presidente Mozioni (Seguito della discussione): Sforza, Ministro degli affari esteri Nenni Togliatti Saragat De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri Presidente Lucifero Giannini Bozzi Bellavista Tosato Dugoni Dossetti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2220,2390,2400,2542,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2193","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2193"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6596,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2193\/revisions\/6596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2193"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}