{"id":2187,"date":"2023-09-17T14:57:09","date_gmt":"2023-09-17T12:57:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2187"},"modified":"2023-10-21T17:40:18","modified_gmt":"2023-10-21T15:40:18","slug":"pomeridiana-di-venerdi-3-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2187","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2187\" class=\"elementor elementor-2187\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-51624a9 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"51624a9\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-aa7cf28\" data-id=\"aa7cf28\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-525d415 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"525d415\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471003_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9175c2d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9175c2d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXLIV.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Giacchero<\/p><p>Tonello<\/p><p>Simonini<\/p><p><strong>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozioni <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Calosso<\/p><p>Bruni<\/p><p>Nitti<\/p><p>Presidente<\/p><p>Pajetta Giancarlo<\/p><p>Macrelli<\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>GIACCHERO. Chiedo di parlare sul processo verbale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIACCHERO. Ho chiesto la parola per precisare un punto toccato ieri dall\u2019onorevole Giannini e che si riferisce al Convegno parlamentare europeo di Gstaad.<\/p><p>Questa precisazione non \u00e8 fatta per controbattere l\u2019accusa di ostilit\u00e0 che la Democrazia cristiana avrebbe dimostrato nei di lui riguardi anche in quella occasione.<\/p><p>Per rispondere a questo, come agli altri rilievi del genere, la Democrazia cristiana pu\u00f2 contare su elementi molto pi\u00f9 qualificati di me.<\/p><p>Ma siccome si \u00e8 parlato di diminuzione di prestigio, che sarebbe derivata all\u2019Italia da uno scambio di oratori nell\u2019elenco ufficiale della giornata inaugurale di quel Convegno, e siccome io ero il capo di quella Delegazione italiana, che contava 34 deputati e che ne rappresentava oltre 200, ho il dovere di dimostrare che questo non \u00e8 esatto. E non \u00e8 esatto prima di tutto perch\u00e9 l\u2019elenco preparato dalla Segreteria generale era stato compilato con criteri che nulla avevano a che vedere n\u00e9 con l\u2019importanza della Nazione (sarebbe stata ridicola una gerarchia di valori fra le Nazioni, quando queste si riunivano su di un terreno di assoluta parit\u00e0) n\u00e9 con l\u2019abilit\u00e0 o la rinomanza dell\u2019oratore (e questo lo dimostrerebbe il fatto che il pi\u00f9 brillante oratore, capo del Gruppo parlamentare socialista belga e che fu poi eletto presidente dell\u2019Assemblea, Georges Bohy, figurava agli ultimi posti sull\u2019elenco), ma semplicemente seguendo un criterio direi cos\u00ec coreografico, che nelle cerimonie ufficiali non pu\u00f2 venire trascurato.<\/p><p>Non \u00e8 esatto il rilievo dell\u2019onorevole Giannini perch\u00e9, se la Delegazione Italiana chiese alla Segreteria generale di far parlare il rappresentante ufficiale della Delegazione prima dello stesso onorevole Giannini, lo fece dopo aver discusso la questione in una seduta preliminare, dove l\u2019opportunit\u00e0 di questo scambio venne sostenuta non solo dai democristiani, ma anche dai rappresentanti di altri partiti presenti a Gstaad, per evidenti ragioni di correttezza.<\/p><p>Ed infine, se si vuol proprio parlare di prestigio dell\u2019Italia, anche in quest\u2019occasione, dove io ritengo sia fuori posto, tenuto conto dello spirito che doveva animare e che ha animato il Convegno, mi corre l\u2019obbligo di precisare che questo prestigio fu tenuto molto in alto non tanto dal discorso di questo o di quel Presidente, quanto dalla sobriet\u00e0, seriet\u00e0 e consistenza degli interventi dei delegati italiani di tutti i partiti e dalla circostanza cui Giannini, che tanto si preoccupa del prestigio dell\u2019Italia quando gli si cambia posto, non ha accennato, e cio\u00e8 che all\u2019Italia fu riservata una delle quattro Vicepresidenze nel Consiglio e nell\u2019Assemblea.<\/p><p>Ma questo, che senza dubbio pu\u00f2 rappresentare un segno di prestigio, fu ottenuto dall\u2019Italia non per il merito di questo o di quell\u2019inviato, di questo o di quel partito, di questo o di quell\u2019oratore, ma semplicemente perch\u00e9 l\u2019Italia, negli ambienti dove non vi sono cieche e meschine ostilit\u00e0, o preconcetti ideologici, \u00e8 ancora e sempre considerata un grande Paese a cui, quando si vuol costruire una civile convivenza di popoli europei, non si pu\u00f2 negare un posto di primo piano. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Il mio amico onorevole Simonini nel suo discorso di ieri ha accennato ad una mia antica carica quale membro della fabbriceria della basilica di San Petronio in Bologna. Fra le altre cariche ebbi pure quella di fabbriciero della basilica di San Petronio in Bologna; e fu perch\u00e9, essendo io allora consigliere provinciale, la maggioranza clericomoderata del Consiglio, dovendo nominare un rappresentante della provincia in grembo a questa organizzazione, nomin\u00f2 me.<\/p><p>Nel fare una risata, io mi alzai e dissi: \u00abRingrazio i colleghi dell\u2019onore che mi fanno\u00bb; ed accettai la carica. Fu in quel tempo che contrassi rapporti cordiali con lo stesso Cardinale Della Chiesa che poi fu Pontefice, un uomo intelligentissimo e spiritosissimo, ve lo dico subito. Dunque, in tutto questo non c\u2019\u00e8 niente di male. In altri tempi ho coperto altre cariche che potevano, anche politicamente, apparire all\u2019infuori del mio partito, ma non c\u2019\u00e8 niente di strano; e nemmeno credo che il collega onorevole Simonini abbia voluto attribuire a celia questa mia appartenenza, diremo cos\u00ec, alla fabbriceria di San Petronio. (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SIMONINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SIMONINI. Desidero precisare che il mio riferimento a quel determinato particolare della storia politica italiana aveva soltanto, nel mio intento, lo scopo di dimostrare come allora la serenit\u00e0 era tale nell\u2019ambiente politico, che l\u2019onorevole Tonello poteva collaborare con un futuro Papa; ed auguro che quei tempi abbiano a ritornare. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso una domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato onorevole Spano per il reato di cui all\u2019articolo 595, secondo capoverso, del Codice penale.<\/p><p>Sar\u00e0 inviata alla Commissione competente.<\/p><p>Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione delle mozioni.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Calosso. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CALOSSO. Signor Presidente! Il Governo di centro-destra, a bandiera liberale, che ha nel suo seno uomini egregi come l\u2019onorevole Einaudi (del quale non posso parlare senza un sentimento di venerazione e del quale fui alunno, sia pure di quelli dell\u2019ultimo banco), a mio parere \u00e8 basato su di una contradizione economica e su di uno scetticismo morale liberista, quello del lasciar fare. Il liberismo, che alle origini era un atto di fiducia per le imprese individuali, mi pare che con l\u2019andar del tempo, specialmente oggi, con l\u2019attuale stanchezza, sia essenzialmente un atto di sfiducia nelle forze dell\u2019impresa associata, in quella che oggi, con linguaggio moderno, con un linguaggio di moda (che ci impegna, perch\u00e9 la moda noi dobbiamo seguire; infatti \u00e8 una cosa cristiana, come diceva il Manzoni) si chiama pianificazione.<\/p><p>\u00c8 stato, a mio parere, molto chiarificatore in proposito il discorso dell\u2019onorevole Giannini, uno dei pi\u00f9 notevoli discorsi di parte governativa, dir\u00f2 cos\u00ec, perch\u00e9 egli ed il qualunquismo in genere mi pare che rispecchino uno scetticismo assoluto, e se non credessi di urtare le orecchie dell\u2019onorevole Giannini e dei suoi amici, direi quasi un menefreghismo assoluto. Rappresenta una realt\u00e0 il qualunquismo; in questo momento di stanchezza, il qualunquismo non poteva non sorgere come uno scetticismo il quale, con la sua sincerit\u00e0, si d\u00e0 per quel che \u00e8. Perci\u00f2 egli ha parlato molto chiaramente e sinceramente ed ha posto quasi la candidatura di qualche suo amico al seggio di sindaco di Roma, in nome di quello sblocco dei fitti che getterebbe sulla strada 500 mila romani; che forse, se saranno veri qualunquisti, gli daranno il voto ugualmente.<\/p><p>Egli ha fatto l\u2019elogio del lusso, un elogio che non ricordavo se non in un opuscolo del 1700. Che cosa vuol dire l\u2019elogio del lusso fatto dall\u2019onorevole Giannini? Vuol dire che quando chiederemo il denaro americano e quando esso arriver\u00e0, noi lo impiegheremo a comprarci non del pane, ma dei pasticcini e fabbricheremo in Italia non occhiali \u2013 questa industria \u00e8 gi\u00e0 prosperosa da noi \u2013 ma caramelle da occhio. (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>)<em>.<\/em> Questo \u00e8 l\u2019elogio del lusso: rendiamo atto alla sua sincerit\u00e0, perch\u00e9 nessuno aveva osato dirlo. Notate, il vero liberismo suo non vive interamente se non in Egitto, dove vivono i pasci\u00e0 opulenti e preziosi su tappeti persiani, accanto ai quali vigila il fellah, che lotta ogni giorno per vedere se il suo padrone ha mangiato o no. La sua politica non \u00e8 sostanzialmente differente dalla teoria governativa, a mio parere. Noi ricordiamo che dal 1919 al 1922 la bandiera dello squadrismo fu quella del liberismo assoluto: via le bardature di guerra! E gli industriali lo seguivano, perch\u00e9 volevano fuori le bardature di guerra. Io non voglio dire con questo che Giannini \u00e8 stato, nel passato, fascista. Non l\u2019ho mai detto, anzi mi opposi al provvedimento con il quale gli tolsero, a suo tempo, il giornale.<\/p><p>Egli, stia a destra o a sinistra, \u00e8 uno degli uomini meno fascisti che ci siano stati. Ma io, ricordando che la sua opera \u00e8 identica in parole e temperamento a quella che era la bandiera del fascismo prima della marcia su Roma, temo che sia un fascismo futuro, vale a dire che noi sappiamo che cos\u2019\u00e8 il liberismo fascista, che sotto sotto ha i monopoli industriali ed agrari. E questo \u00e8 lo statalismo assoluto. La parola liberismo non mi suona se non come statalismo, dittatura. \u00c8 quello che sento automaticamente, come un uomo di 52 anni che ricorda, come ieri, il periodo della lotta antifascista.<\/p><p>E trovo che ha ragione di chiedere due Ministeri, di cui uno per l\u2019Unione europea (credo che voglia dire il Ministero degli esteri). \u00c8 giusto, egli far\u00e0 l\u2019unione dei Paesi; credo che voglia unire le tre penisole meridionali: la Spagna, l\u2019Italia e la Grecia. Le vorr\u00e0 unificare e poi far\u00e0 anche l\u2019unione degli altri Paesi. Del resto, gi\u00e0 adesso, un Governo di destra in Europa c\u2019\u00e8 solo in queste tre penisole meridionali. \u00c8 un grave fatto, notate bene, perch\u00e9, come ha detto Lussu, ed ha ricordato anche Piccioni, tutti i paesi dell\u2019Europa occidentale sono in mano ai regimi socialisti, o in essi i socialisti hanno importanza notevole. Man mano, anche queste tre penisole che fanno eccezione, finiranno con l\u2019avere un Governo socialista.<\/p><p>Ora, non bisogna illudersi. \u00c8 un fatto pericoloso. Noi siamo dei poveracci che con vestiti unti e bisunti ci presentiamo in mezzo a gente elegante, quando andiamo alla riunione di Parigi.<\/p><p>TOGLIATTI. Anche l\u2019Austria.<\/p><p>CALOSSO. Anche l\u2019Austria.<\/p><p>Non crediate che i conservatori stranieri vi vogliano bene. Vi disprezzano fin dal primo momento e quando c\u2019\u00e8 una piccola questione ve lo ricordano. Franco stesso non ha poi fatto un grande affare. \u00c8 pericoloso un Governo di destra, anche se ha dei sorrisi.<\/p><p>Ora, ha detto l\u2019onorevole Giannini, ed anche un po\u2019 l\u2019onorevole Piccioni che ha consentito in questo punto, di temere la pianificazione, che \u00e8 il soggetto della nostra politica al Governo, della nostra opposizione, e con la quale, in un certo senso, ci identifichiamo. Questa necessit\u00e0 della pianificazione \u2013 dicono \u2013 porter\u00e0 ad uno statalismo gravissimo.<\/p><p>Ora, \u00e8 molto importante, fin dal principio, stabilire che il concetto di Stato e di piano sono diversissimi e antitetici nella sostanza. Lo statalismo noi, come socialisti, almeno nella pi\u00f9 pura ortodossia marxista, lo respingiamo, perch\u00e9 pensiamo che in un lontano futuro questo Stato debba essere addirittura abolito, quando non vi siano pi\u00f9 le classi dirigenti. E questo \u00e8 uno degli elementi della nostra amicizia con la Democrazia cristiana che, se ha letto i testi sacri, come noi abbiamo letto Marx, o se non li ha letti come noi quasi tutti non abbiamo letto Marx (<em>Si<\/em> <em>ride<\/em>), sapr\u00e0 che lo Stato \u00e8 un male necessario secondo la tesi sacra di San Paolo, per cui la parola \u00ablegge\u00bb, la parola \u00abStato\u00bb \u00e8 una parola di suono cattivo, come per il socialista; perch\u00e9 la parola \u00abstatalista\u00bb \u00e8 brutta per il socialista, come la parola \u00ablegale\u00bb \u00e8 brutta per il democratico cristiano.<\/p><p>Piano \u00e8 il contrario. Senza fare tante teorie, il popolo italiano, dopo tutte queste prove di dittature, \u00e8 un popolo molto statalista e poco pianificatore. Per la strada molto facile \u00e8 arrestare un italiano. Il primo poliziotto gli mette una mano sulla spalla, senza mandato di cattura, e di solito non trova reazioni e l\u2019individuo viene arrestato. Lo vediamo tutti i giorni. Siamo un popolo molle di fronte allo Stato, siamo statalisti; invece nel senso del piano, no. L\u2019espressione elementare del piano \u00e8 la coda che facciamo all\u2019autobus. Lottiamo mezz\u2019ora, ma non facciamo la coda. La coda \u00e8 il piano. E l\u2019arresto di un povero disgraziato per la strada \u00e8 lo Stato. Sono due concetti difficili. E noi ci libereremo dallo statalismo nella misura in cui pianificheremo.<\/p><p>Onorevole Einaudi, anche l\u2019isola di Robinson Crosu\u00e8, che \u00e8 nel sogno di tutti, perch\u00e9 tutti abbiamo sognato un\u2019isola ed aspiriamo ad averla, \u00e8 possibile averla soltanto in base ad un piano, come \u00e8 possibile che il bambino circoli col suo cerchio per le nostre strade soltanto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un piano regolatore del traffico. Il colpo tremendo inferto dagli inglesi degli ultimi due anni al patrimonio forestale italiano, tagliando per cento miliardi di lire italiane, \u00e8 uno dei delitti pi\u00f9 grandi che abbia fatto l\u2019incapacit\u00e0 o la stanchezza della vecchia classe politica inglese; provatevi a ricostituire i nostri boschi col liberismo. o gli stambecchi del Gran Paradiso, che stanno scomparendo. Fateli vivere senza un piano. Tutto, perfino l\u2019albero, \u00e8 comandato dalla pianificazione oggigiorno.<\/p><p>Qualche mese fa c\u2019era un piccolo emendamento dove entrava la parola \u00abpiano\u00bb. Non era il concetto. Non so se fosse dell\u2019onorevole Foa o di qualche altro.<\/p><p>Notammo, vi ricordate, che tutti i membri del Governo e i loro seguaci votarono contro questa parola \u00abpiano\u00bb ed i giornali (come devo chiamarli? \u2013 Non saprei. I giornale indipendenti, lo stesso <em>Corriere della Sera<\/em>) alzarono alte grida perch\u00e9 la rivoluzione era arrivata in Italia. Tanto \u00e8 provinciale la nostra grande stampa moderna, che non aveva mai sentito parlare di piano; era una rivoluzione. Non capiva che \u00e8 quello il sistema per prendere delle precauzioni contro la rivoluzione.<\/p><p>Poche settimane dopo venne un generale americano, Marshall; badate che non era uno stinco di socialista; venne fuori il piano Marshall ed allora la parola la trangugiarono tutti. Ed adesso non ci sono giornali che scrivono articoli tremendi contro il piano.<\/p><p>Questo \u00e8 importante non per la nostra intelligenza superiore, ma perch\u00e9 abbiamo inserito in una realt\u00e0 moderna anche questo problema; orientare l\u2019Assemblea col nostro voto.<\/p><p>Persino nel modo di discutere, il Governo \u00e8 un Governo anti-piano. Vedete un po\u2019: quando diciamo \u00abpiano\u00bb, diciamo unit\u00e0, convergenza di molte cose che ne fanno una. Ed il Governo risponde in ordine sparso, problema per problema, Ministro per Ministro. \u00c8 difficile prenderlo per la coda. (<em>Si ride<\/em>). Mi pare che questo metodo di discussione sia di per s\u00e9 rivelatore di una mentalit\u00e0. D\u2019altra parte, l\u2019onorevole De Gasperi, mi rincresce che non sia presente, \u00e8 a ragione l\u2019esponente dell\u2019attuale situazione. Non per nulla \u00e8 stato alla testa di quattro Ministeri, ma egli \u00e8 anche l\u2019esponente di una situazione storica in cui dopo 20 anni di sconfitta, dopo due grandi cambiamenti avvenuti a distanza di 23 anni, uno scetticismo naturale \u00e8 nelle ossa di tutti: abbiamo visto troppi doppi giuochi per credere facilmente nell\u2019uomo, ed allora viene uno stato di scetticismo.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi, onestamente, cosa dice? Quale \u00e8 l\u2019essenza della sua teoria di Governo? \u00c8 questa: non muovere troppo le cose; lasciar fare. Io capirei, molto bene questo modo di pensare, se fossimo veramente in una situazione di senilit\u00e0 o di stanchezza assoluta, come poteva essere per l\u2019Austria, nel qual caso, noi saremmo stati grati ad un uomo di questo genere. \u00c8 un atteggiamento politico che potrebbe essere valido, ed \u00e8 effettivamente il precetto austriaco di Governo. E l\u2019onorevole De Gasperi, sia nel bene che nel male, risente del suo tirocinio austriaco, prima di tutto nel suo vivo senso di italianit\u00e0, che tutti gli dobbiamo riconoscere e che \u00e8 proprio degli irredenti, di coloro cio\u00e8 che hanno a lungo combattuto contro lo straniero.<\/p><p>In secondo luogo, credo che abbia quel panorama internazionale per cui sente con facilit\u00e0 cosa c\u2019\u00e8 al di l\u00e0 delle Alpi, il che sfugge a certi settori della nostra vita politica, a cui pare che Rocca Cannuccia sia il limite del mondo.<\/p><p>Queste sono le qualit\u00e0 che gli derivano in parte dal suo tirocinio di italiano irredento; ma ha preso, da questo tirocinio, anche qualche altro carattere, per esempio il senso del contratto. Tutto \u00e8 contratto, tutto diventa contratto. \u00c8 sotto questa forma di contratto che egli vede le cose, quando gli si sottopone un problema, anche facilmente risolubile. Del resto, anche Giolitti, fra due cose, una buona e una cattiva, che non costassero troppa fatica, sceglieva sempre quella buona. Effettivamente egli ha seguito un programma in tutta la sua vita.<\/p><p>Poi, quella furberia, che \u00e8 ammirevole, senza, dubbio, e che pu\u00f2 essere anche una virt\u00f9, io non m\u2019intendo.<\/p><p>La diplomazia austriaca, per esempio, era la pi\u00f9 famosa del mondo per eleganza e furberia. Sapete che cosa ha fatto la diplomazia austriaca? Ha liquidato l\u2019Austria. Qualcuno dir\u00e0 che, forse, non \u00e8 troppo difficile questo per la diplomazia&#8230;<\/p><p>Io vedo questa linea anche nell\u2019onorevole De Gasperi. Guardate che sotto il temperamento austriaco e sotto il decoro statale e religioso \u2013 mi appello all\u2019onorevole Sforza \u2013 era il segreto dell\u2019Austria. Qualche cosa di scettico e di frivolo, questo era il segreto dell\u2019Austria.<\/p><p>Ora, mi pare che l\u2019onorevole De Gasperi, con tutte queste sue qualit\u00e0, rispecchi la situazione italiana e non per caso si trovi ad essere il Presidente del nostro Consiglio. \u00c8 da questa attitudine che nasce nel Governo una fondamentale contradizione, segno che il Paese \u00e8 pi\u00f9 vivo di quanto si pensi, segno che questo scetticismo non deve essere udito, perch\u00e9 ci sono delle forme vitali pi\u00f9 profonde.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una contradizione evidente tra la politica industriale e quella del tesoro, che balza agli occhi di tutti. La Confederazione dell\u2019industria e tutti i parassiti hanno una mano abbastanza pesante sul Ministero, specialmente i parassiti antichi, che gravano sull\u2019Italia da tanti decenni. La siderurgia, per esempio, che ha sempre rappresentato una tassa, che ha sempre alzato i costi della produzione industriale, persino nel seno dell\u2019I.R.I., la siderurgia rappresenta una tassa all\u2019interno. Cos\u00ec dicasi per gli zuccherieri; e ancora per il monopolio dell\u2019industria elettrica.<\/p><p>Sotto questo riguardo, la legge Bonomi del 1919 aveva cercato di garantire i diritti del Paese sui nuovi impianti, ma il fascismo pi\u00f9 tardi li abol\u00ec. Ora, a me non risulta che i Governi abbiano, in questi ultimi due anni, migliorato la situazione, ritornando almeno allo stato di cose che vigeva all\u2019epoca di Bonomi.<\/p><p>E sono cancri vecchi questi, della vecchia Italia umbertina, della vecchia Italia giolittiana. Ma bisogna che abbiamo coraggio, bisogna che abbiamo quel coraggio che \u00e8 stato scarso in noi da una trentina di anni a questa parte.<\/p><p>La Confindustria conta poco in questo Ministero, se in una fabbrica come la F.I.A.T., per l\u2019opera illuminata degli uomini responsabili, sono stati attuati in un anno i consigli di gestione. Questo \u00e8 un esempio che sta indubbiamente a dimostrare come i consigli di gestione siano un fatto socialmente e politicamente, dir\u00f2 cos\u00ec, conservatore ed anche repubblicano, perch\u00e9 la Repubblica sarebbe un errore se noi volessimo ritrovarla soltanto qui a Roma; la Repubblica \u00e8 anche e soprattutto nelle cellule del Paese.<\/p><p>Nonostante, dunque, questo precedente che ho chiamato conservatore, voi vedete che la Confindustria non vuole i consigli di gestione e questo \u00e8 un fatto di sovversivismo.<\/p><p>Dopo questo fatto, non si pu\u00f2 certo dire che la politica del tesoro e del credito sia in coerenza con ci\u00f2. Io so benissimo, intendiamoci, che l\u2019onorevole Einaudi personalmente non \u00e8 in rapporto con le macchie che prima ho elencate.<\/p><p>\u00c8 per\u00f2 la politica del liberismo che d\u00e0 luogo ad una contradizione insita. Il Governo attuale \u00e8 il Governo dell\u2019anti-piano e deve quindi pagarne lo scotto, perch\u00e9 una politica siffatta \u00e8 una politica senza previdenza; certo non si possono far morire gli operai per un errore del Governo ed il Governo \u00e8 colpevole se gli operai oggi a Milano non sanno se avranno il loro salario.<\/p><p>Ma ci sono poi delle cose strane che accadono sotto questo Governo. I fratelli Perrone, ad esempio, i quali hanno un giornale che credo sia uno dei giornali pi\u00f9 rivoluzionari d\u2019Italia, hanno denunziato, sulle colonne di tale giornale, che alcuni settori capitalistici sono entrati, direi quasi, in connivenza con le agitazioni della piazza, con le agitazioni operaie: questo \u00e8 stato denunziato giorni fa, dicevo, dal <em>Messaggero<\/em>, dall\u2019organo cio\u00e8 dei fratelli Perrone.<\/p><p>Ed anche questa non \u00e8 certo una cosa nuova e le agitazioni dei gruppi capitalistici corrotti, e le agitazioni di piazza, da lunghi decenni sono l\u00ec a dimostrarlo. Io non credo che la Confindustria se ne sia accorta; neanche l\u2019onorevole Nenni, di cui leggo il giornale, se ne \u00e8 accorto; ma questo \u00e8 avvenuto: una collusione tra gli industriali, i quali vogliono tenersi le loro scorte, vogliono l\u2019inflazione, e corrono dal Governo a farsi pagare i salari all\u2019ultimo momento. E le agitazioni! Io non so se quelli che erano riuniti a Piazza del Popolo qualche domenica fa sapevano \u2013 anche se deputati al Parlamento \u2013 questo fatto: che gli industriali sono contenti, perlomeno, di queste agitazioni. Sono dei fatti che sono molto interessanti, perch\u00e9 non sono affatto nuovi: badate che fin dall\u2019epoca di Mussolini e prima, queste cose avvenivano; e sono fatti gravi su cui un\u2019inchiesta dovrebbe essere fatta.<\/p><p>Gli industriali, di cui abbiamo alcuni rappresentanti nel Governo, possono essere persone della pi\u00f9 grande capacit\u00e0, come possono essere persone di scarsissima capacit\u00e0. Non conosco molti industriali italiani, ma direi che la maggioranza non sono degli imprenditori; molti di essi, direi che piuttosto che imprenditori, sono bottegai dalla vista corta: per uno geniale ve ne sono dieci mediocri.<\/p><p>Rimasero sorpresi quando qualche mese fa il Vicecapo dell\u2019U.N.R.R.A. \u2013 non ricordo pi\u00f9 come si chiamava \u2013 un americano, lasciando l\u2019Italia, diede una lavata di capo ai nostri industriali, dicendo che essi non hanno alcun piano \u2013 era l\u2019epoca in cui si strillava contro la parola \u00abpiano\u00bb \u2013 che fabbricano quello che capita per far denaro; ma non avranno denaro finch\u00e9 non si imposteranno su un sistema di precedenze, ossia finch\u00e9 non faranno un piano. La nostra classe industriale avrebbe dovuto arrossire effettivamente. Per\u00f2, individualmente, ci sono degli industriali che hanno dei larghi interessi anche fuori del loro campo. Ieri c\u2019era uno che parlando con me citava Orazio; ma \u00e8 raro trovare l\u2019uomo dai larghi interessi: un Ford, il quale ha la mania religiosa, che non voglio discutere, \u00e8 rarissimo in questo ambiente. Mi ricordo quando andai in Inghilterra; lo stesso giorno trovai un telegramma a casa mia di un lord, che non conoscevo, il quale mi invitava a cena, e poi seguit\u00f2 ad invitarmi quasi ogni settimana. Non sapevo chi era: era uno che aveva un \u00abtic\u00bb, quello della pace perpetua, un vero \u00abtic\u00bb; faceva dei libri, dei pagamenti in denaro, una vera organizzazione. Poi seppi anche che era uno dei pi\u00f9 ricchi industriali inglesi, padrone di parecchie industrie e anche consigliere delegato, o presidente che fosse, di una delle principali di queste grandi industrie. E allora compresi che queste due cose in questi uomini rappresentavano certo una genialit\u00e0; questo uomo si riposava dalle sue industrie, che non credo fossero&#8230;<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> &#8230;pianificate!<\/p><p>CALOSSO. Non era certamente pianificata l\u2019industria del carbone, allora; ma si riposava invece che al golf, con questa piccola mania della pace perpetua, che a noi serviva molto, perch\u00e9 ci mise a contatto con i fuorusciti di tutte le Nazioni.<\/p><p>Ora, \u00e8 raro trovare in Italia di questi industriali.<\/p><p>Il Governo \u00e8 sotto il dominio di queste classi \u2013 \u00e8 stato dimostrato da parecchi oratori \u2013 vive di queste contradizioni la politica del Governo, perch\u00e9 certamente poi il credito bisogna darlo, bisogna dare i denari, ma non bisogna esagerare nel credere a tutti gli strilli degli industriali. Gli industriali hanno degli enti di finanziamento propr\u00ee, che dovrebbero entrare in funzione proprio nel momento della crisi industriale; non hanno paura di essere abbandonati, hanno delle riserve.<\/p><p>E ugualmente questo Governo vive sulla contradizione estera, perch\u00e9 la sua politica estera \u2013 l\u2019ho gi\u00e0 detto \u2013 \u00e8 tutta una contradizione. Un Governo di destra, solo in Europa insieme con la Grecia e con la Spagna, falangista, le tre penisole meridionali che sono le sole rette da governi di destra&#8230;<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio.<\/em> E chi le ha detto che siamo di destra?<\/p><p>CALOSSO. Anche Franco non \u00e8 di destra. Non dico che lei sia per niente paragonabile a Franco o alla Grecia, ma nell\u2019opinione pubblica internazionale le tre penisole meridionali sono le sole rette da Governi conservatori o perlomeno di destra. E gi\u00e0, perch\u00e9 in politica estera bisogna fare i conti con lo straniero, il che \u2013 come ho gi\u00e0 detto prima \u2013 \u00e8 pericoloso, in quanto i conservatori stranieri sono ben pronti a sorriderci quando andiamo loro incontro, ed \u00e8 una cosa umana di avere sempre per lo meno un volto rivoluzionario. Ma \u00e8 molto male. Per i conservatori stranieri \u00e8 molto bello, perch\u00e9 alla prima crisi ci fanno pagare la nostra conservazione! Se ne ricordino! Questa \u00e8 una cautela di linea generale che noi conosciamo molto bene. Perci\u00f2 a me pare che il piano, la pianificazione, sia effettivamente il centro, il problema su cui noi basiamo la nostra posizione. Non il piano come una parola magica, come ha detto l\u2019onorevole Piccioni; tutt\u2019altro. Il piano \u00e8 una parola usuale, che si usa, come tutta l\u2019Europa usa la giacca e i calzoni, che non si possono cambiare senza apparire eccentrici. Che cosa \u00e8 il piano? \u00c8 l\u2019arte di fare tutto il possibile, tutto quello che si pu\u00f2. Non ha altro senso la parola piano. E badate, \u00e8 notevole che in tutta Europa vi sia un tentativo di pianificazione, e in qualche Paese vi siano tentativi cospicui, tentativi democratici di pianificazione. Noi siamo isolati nella nostra idea di pianificazione.<\/p><p>Come vecchio membro della Societ\u00e0 Fabiana, io ho seguito la preparazione teorica e schematica di quella che \u00e8 stata la pianificazione dei socialisti inglesi. E non crediate che tutto fosse pronto. Avevano fatto i loro preparativi, i loro piccoli schemi. Mi ricordo che dicevano: abbiamo di fronte a noi delle oscurit\u00e0, abbiamo qualcosa di oscuro, ma noi ci gettiamo con quello che abbiamo fatto. Nessuno nuoter\u00e0 mai, prima di essersi buttato in acqua. In una certa misura bisogna avere coraggio: bisogna buttarsi in acqua e poi si nuoter\u00e0.<\/p><p>Gli inglesi, che sono pi\u00f9 pigri di noi, che sono notevolmente pi\u00f9 pigri di noi, hanno per\u00f2 forse una rotellina che \u00e8 quella che li fa muovere: ritengo che nel campo politico abbiano pi\u00f9 coraggio. Il partito socialista inglese ha osato. Non aveva osato nell\u2019altro Ministero, nel Ministero MacDonald, ma adesso, durante la guerra, dopo che visto come il controllo sull\u2019industria agisse come uno stimolo, ha preso questo coraggio nella politica interna ed ha tentato. \u00c8 vero che adesso sono in difficolt\u00e0.<\/p><p>Da radio Londra un noto scrittore li ha rimproverati di non avere agito abbastanza sul terreno politico, psicologico e morale, perch\u00e9 questo \u00e8 il segreto di un piano.<\/p><p>Ritengo che il motivo fondamentale per cui con l\u2019attuale Governo siamo poco pianificatori \u00e8 la nostra timidit\u00e0, la nostra semplicit\u00e0, di cui ho rimproverato l\u2019onorevole De Gasperi prima che arrivasse, uno scetticismo non in Dio ma sulla terra, una scarsa fede.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 pianificazione se non come fatto pubblico, che metta in moto tutta la Nazione e sia propagato e chiami tutte le classi operaie. I consigli di gestione sarebbero gi\u00e0 una cosa da farsi se vogliamo una pianificazione, perch\u00e9 essi creano una forza da cui nasce un campo magnetico, invisibile ma forte. Senza di essi non c\u2019\u00e8 pianificazione. Se volessi dare una definizione simpatica all\u2019onorevole Piccioni, direi che un piano \u00e8 un atto di fede, soprattutto un atto di fede.<\/p><p>Questa impossibilit\u00e0 che hanno sentito alcuni Ministri, come l\u2019onorevole Einaudi, non era una difficolt\u00e0 tecnica, ma mancava al Governo questa forza autoritaria, questo atto di fede. Quando questo si sia ben compreso, allora il piano implica un congegno, che non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 ci siamo trovati sprovvisti. Quelli che tornano da Parigi dicono che semplicemente per dire agli europei che cosa ci bisogna, \u00e8 difficile raccogliere dati, perch\u00e9 non abbiamo un apposito congegno. Ora, questo congegno di cui abbiamo bisogno per il piano Marshall, ci occorre anche per il nostro piano. Il congegno va fatto. E non \u00e8 da credersi che la nostra burocrazia sia poi disprezzabile: \u00e8 stanca perch\u00e9 \u00e8 passata attraverso prove straordinarie: il fascismo, la guerra e l\u2019epurazione fatta male.<\/p><p>Un giorno il primo segretario della Camera dei Comuni, quello che porta la parrucca, mi diceva: \u00abLa nostra burocrazia in genere \u00e8 buona, e adesso lavora; ma \u00e8 stanca dopo la guerra\u00bb. Ora la burocrazia dovrebbe essere la classe socialista per eccellenza, se conoscesse i suoi interessi. Io credo che questo congegno pianificatore sia possibile farlo. In che cosa consiste il piano? Dar\u00f2 qualche linea.<\/p><p>Prima di tutto in una coordinazione del piano interno e di quello estero. Su questo siamo tutti d\u2019accordo; anche l\u2019estrema destra \u00e8 d\u2019accordo che non si pu\u00f2 andare a fare gli Stati Uniti di Europa senza un piano. Lo esigono gli stranieri. E necessario un piano, per usare utilmente i soccorsi americani. Questo non si pu\u00f2 fare senza un piano: ce l\u2019hanno detto in modo molto chiaro.<\/p><p>Poi, un programma industriale di precedenze, di specializzazioni, di produzione. Usare il ferro per fare vagoni e non \u00abvespe\u00bb (vero, Quarello? tu te ne intendi pi\u00f9 di me), usare cemento per fare case popolari e non case di lusso, le quali rendono di pi\u00f9 al privato; usare vetri per fare occhiali e non \u00abcaramelle\u00bb, anche se queste sono pi\u00f9 eleganti.<\/p><p>Oggi nella produzione c\u2019\u00e8 tutto questo caos. Tutti producono \u00abvespe\u00bb, motociclette, telai per tessili: ecco, manca un piano. Io non credo che in queste linee generali ci sia qualcosa di misterioso. Anche noi laici possiamo vedere queste cose ed un piano non si fa soltanto con quattro tecnici chiusi in una stanza attorno a un tavolino: essi non l\u2019hanno mai fatto.<\/p><p>Il credito. Ho sentito parlare da parecchi oratori della restrizione del credito. Il credito deve essere distribuito con criteri qualitativi, se no finisce automaticamente per aiutare la speculazione di quelli che fanno ad esempio il cinematografo, il quale rende immediatamente, e non per aiutare le industrie che rendono a lungo andare. Ci sono problemi che fin d\u2019ora dovremmo affrontare con coraggio, perch\u00e9 essi rappresentano la bandiera attorno alla quale l\u2019Italia pu\u00f2 guardarsi dai moti inconsulti ed incomposti.<\/p><p>La riforma agraria, per esempio. Noi non l\u2019abbiamo ancora impostata, oppure aspettiamo che i contadini occupino le terre per mandare la polizia; ma nulla si risolve soltanto con la polizia. Per attuare la riforma agraria ci sono delle misure semplici, moderate da prendere, misure che non devono far paura a nessuno, quelle stesse misure che l\u2019amico Corsi ha descritto in un suo discorso. C\u2019\u00e8 un piano lungo e decennale, al quale io penso, ed \u00e8 un piano tutt\u2019altro che rivoluzionario, ma quasi conservatore: \u00e8 il piano agrario danese, attuato nel secolo scorso e durato dieci o dodici anni. Esso fece meraviglie, trasformando un suolo arido e povero in un suolo che \u00e8 stato chiamato \u00abterra stillante latte e burro\u00bb. \u00c8 un piano che non pu\u00f2 spaventare nessuno; infatti conserva la piccola e la media propriet\u00e0, ed \u00e8 un sistema di convergenze, perch\u00e9 non si tratta di mandare dei contadini a grattare un po\u2019 di terra che l\u2019anno dopo non produce pi\u00f9 nulla, n\u00e9 di dare le terre a barbieri o a proprietari i quali poi affittano le terre, ma si tratta di misure tecniche. Se noi fin da adesso facessimo il primo passo \u2013 si pu\u00f2 sempre farlo \u2013 e se impostassimo la riforma agraria non ci sarebbe nulla di male. Sarebbe un\u2019azione alla quale tutto il Paese starebbe attento, e tutta la propaganda si muoverebbe per essa. Il nostro Paese ha un buon numero di contadini e di rurali: vi \u00e8 un milione e mezzo di braccianti ed un milione e mezzo di piccoli proprietari, il cui numero \u00e8 destinato ad aumentare ancora. Sono sicuro che una grande attenzione si concentrerebbe su questo problema ed allora il pericolo dei moti inconsulti ed incomposti sarebbe facilmente eliminato.<\/p><p>Io sono meravigliato che il popolo italiano si sia mantenuto calmo in questi ultimi anni. Esso \u00e8 cos\u00ec calmo da poter essere giudicato senz\u2019altro il pi\u00f9 calmo popolo del mondo. Altri popoli hanno dato luogo ad agitazioni ben pi\u00f9 gravi. La nostra classe lavoratrice costituisce un esempio meraviglioso di calma. Impostate, dunque, la riforma agraria ed allora tutti lavoreranno.<\/p><p>Anche la scuola, per esempio, manca di pianificazione. Io sono poco sensibile, lo confesso, al pericolo delle scuole dei preti. Se sono buone scuole, io personalmente non avrei nulla in contrario a dare denaro ad una buona scuola di preti, o se diamo una laurea ad un prete che non ce l\u2019ha, io non credo che caschi il mondo se questi insegna in una scuola ecclesiastica. Non sono tanto contrario a tutto questo, ma vi sono delle cose che lo Stato deve fare. Prima di tutto, il problema della scuola professionale, problema che \u00e8 urgente ed importante. Se chiudiamo qualche ginnasio, poco male, perch\u00e9 ce ne sono moltissimi in Italia. Se del latino ne facciamo una lingua, rispettiamo il carattere liberale e aristocratico del latino, e quindi rendiamolo facoltativo per quelli che lo vogliono. Io appartengo a quelli che amano il latino, per esempio. Mi sono accorto che sono uno dei pochi che ricorda ancora a memoria Orazio. L\u2019insegnamento del latino impedisce oggi a determinati giovani, di potere accedere alle scuole di primo grado. Per esempio, i periti industriali, dopo otto anni di studi, non possono fare gli ingegneri, perch\u00e9 non conoscono il latino, quel famoso latino che nessun italiano conosce. Io potrei citare un avvocato che mi elogiava la romanit\u00e0 delle poesie di Orazio Coclite! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Non \u00e8 una storia.<\/p><p>A Parigi ci hanno chiesto quanti disoccupati avevamo. Due milioni, \u00e8 stato risposto. E quanti di questi operai sono qualificati? Centosessantamila, hanno risposto i nostri inviati a Parigi. Centosessantamila operai qualificati su due milioni di disoccupati!<\/p><p>Si deve impostare questo problema della scuola professionale. \u00c8 un problema educativo che non costa niente, o quasi, ed \u00e8 il momento di farlo, appunto perch\u00e9 non costa niente. Se non lo faremo adesso che non costa niente, non lo faremo mai. Vi \u00e8 la mancanza di un piano, che \u00e8 mancanza di fede. Abbiamo cambiato il nome del Ministero. Prima si chiamava Ministero dell\u2019educazione nazionale (ottimo titolo, ma lo aveva messo il fascismo!) ed adesso si chiama Ministero della pubblica istruzione, cio\u00e8 abbiamo preso di nuovo l\u2019idea che il nostro corpo insegnante debba inculcare sapienza e dottrine nelle teste: l\u2019algebra, la geometria, la trigonometria, la <em>consecutio temporum<\/em>, ecc. Il nostro studente \u00e8 oberato da un eccesso di sapienza! Noi dovremmo dimezzare i programmi, e abolire gli esami di Stato. Anche se ci\u00f2 dovesse aver dei difetti, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 di non trovarci davanti ad un disgraziato di 18 anni che deve sapere tutto lo scibile umano.<\/p><p>MARCHESI. Il piano dell\u2019ignoranza!<\/p><p>CALOSSO. Non ho detto questo, onorevole Marchesi. Ho detto: met\u00e0 programma, e fatto bene. E affidare l\u2019esame a chi? Al pi\u00f9 competente. Chi \u00e8 il pi\u00f9 competente? Il suo professore. Ma l\u2019errore sta nell\u2019avere, dopo un disastro ventennale, un Governo che non pone il problema educativo dinanzi alla Nazione. Questo mi pare qualche cosa di grave.<\/p><p>Prendiamo il problema militare: abbiamo avuto una tremenda sconfitta. L\u2019Italia \u00e8 diventata un piccolo Paese di fronte a Nazioni che sono continenti, come la Russia, come \u00e8 l\u2019America, che ha 48 Stati. Noi siamo grandi come uno Stato d\u2019America. Ora questi problemi il Governo non li ha portati dinanzi a noi. Non ne sappiamo nulla. Non c\u2019\u00e8 un piano. Ne ho parlato con i generali e ho visto che avevano un\u2019idea soltanto: \u00abIl soldato italiano si batte sempre\u00bb.<\/p><p>Quale rapporto c\u2019\u00e8 fra uomini ed armi? Con quali armi sar\u00e0 difeso il petto di ogni figlio di madre italiana? Questi sono problemi di pianificazione e che devono essere portati dinanzi alla Nazione. Il Governo spende 50 miliardi divisi in 10 dicasteri che vanno del tutto dispersi in spese di ufficio, spese burocratiche.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un ente assistenziale che spende il 90 per cento in spese di ufficio. Si potrebbe in Italia fare un piano Beveridge adatto all\u2019Italia, pi\u00f9 piccola. Basterebbe unificare l\u2019assistenza e la previdenza e ci\u00f2 sarebbe l\u2019inizio di un piano Beveridge, che \u00e8 un piano fatto da un liberale, ma \u00e8 sostanzialmente socialista. Ecco per i liberali, caro Lucifero, un esempio di specializzazione. Potrei parlarvi anche di altri problemi. Perfino della radio, per dirne uno. La radio \u00e8 anche essa una cosa da pianificare. Il Governo si \u00e8 trovato in difficolt\u00e0. La benedetta politica, i partiti. Ora la radio \u00e8 proprio una di quelle cose che fa pensare. Non si ha il diritto di fare politica dalla radio. Ora si \u00e8 trovata in difficolt\u00e0 la Democrazia cristiana, ed ha risolto il problema in un modo tipico: distruggendo la propaganda. Questa \u00e8 stata la soluzione e mi pare che non sia la pi\u00f9 felice.<\/p><p>Ora, ho cercato brevemente di dimostrare, cos\u00ec per accenni, come con l\u2019anti-piano governativo non \u00e8 che si risolvono i problemi; si crea una contradizione fondamentale. Ed allora la discussione politica, oltre ad essere fatta in ordine sparso, si riduce a che cosa? Non pi\u00f9 ad un programma o ad un piano, ma ad una contemplazione della forza della propria maggioranza. Ma notate che la maggioranza non ha diritto di fare quello che vuole. Se noi proponiamo una legge buona, teoricamente dovrebbe essere votata; si ha l\u2019obbligo morale di farlo e nei Parlamenti che funzionano questo \u00e8 ammesso, almeno a parole; invece noi continuamente parliamo di questione di forza. Non ho mai sentito parlare tanto di rapporti di forza come in questa Assemblea, che mi pare assai debole, oppure squisitamente politica. Quante volte l\u2019ho sentito dire: la politica \u00e8 un male necessario, dice anche il Vangelo.<\/p><p>Anche stamattina, nel notevole discorso dell\u2019onorevole Piccioni, ho sentito che egli ha enunciato, nei confronti del suo partito, la Democrazia cristiana, un concetto monastico, come di un ente che sta a s\u00e9; mi faceva pensare all\u2019aquila del Paradiso di Dante, grande uccello formato di anime di santi, che cantano con una sola voce, con la voce di questo animale. Questo senso monastico di partito \u00e8 in contradizione col soggetto, rappresentato, invece, dal programma. Anche se ci fosse una maggioranza assoluta da parte della democrazia cristiana, \u00e8 chiaro che non si deve parlare semplicemente di questa forza, ma del piano a cui questa forza serve. Lo stesso difetto di eccesso di politica \u00e8 proprio di tutti i settori. Anche l\u2019onorevole Giannini, cosa ha detto? Non ha criticato il Governo, avrebbe dovuto lodarlo. Invece ha detto: voglio due posti. E non una parola di elogio al Governo.<\/p><p>Anche nei discorsi di Nenni e Togliatti, salvo qualche sfumatura, non si \u00e8 sentito un programma. Pi\u00f9 o meno, hanno detto che vorrebbero il tripartito di nuovo. Io, in questo momento, espongo invece un programma, espongo delle necessit\u00e0 (<em>Commenti<\/em>), espongo la sovranit\u00e0 del piano&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ma non \u00e8 un programma!<\/p><p>CALOSSO. Io ho semplicemente esposto la sovranit\u00e0 del piano e ho disegnato le linee direttive di questo piano&#8230;<\/p><p>Ora, da questa situazione, che a me pare non troppo savia, da questa impostazione dei problemi anzich\u00e9 su di un piano e su di un programma, su di un semplice rapporto di forze o di debolezze, cosa viene fuori? Una cosa molto tragica: il diciannovismo. Noi stiamo vedendo risorgere il diciannovismo, con facce non so se allegre o tristi. (<em>Interruzione del deputato Togliatti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Effettivamente, c\u2019era allora un comunismo, il quale aveva un avvenire dinanzi a s\u00e9, non aveva ancora determinato certe evoluzioni rivoluzionarie che vennero dopo e quindi io, marxisticamente, ho seguito la traccia di allora. Ma mi riservo di rispondere dopo, su questo.<\/p><p>Quale \u00e8 il diciannovismo in questo momento? Quali ne sono le prove? La paura del comunismo \u00e8 un elemento importante, senza dubbio: il fascismo \u00e8 nato dalla paura del comunismo. Sentimento gravissimo e deleterio, perch\u00e9 porta al fascismo.<\/p><p>Lo squadrismo c\u2019\u00e8 gi\u00e0, lo vediamo gi\u00e0 qua e l\u00e0. Io sono stato in Alta Italia, in qualche paese e ho sentito \u2013 con la sensibilit\u00e0 dei nervi \u2013 che lo squadrismo \u00e8 l\u00e0. I fenomeni avvenuti a Gorizia sono fenomeni di squadrismo e di nazionalismo di tipo post-fiumano, che hanno proprio i tratti del nazionalismo; perch\u00e9 che cosa hanno fatto? al massimo, possono dire di aver copiato il nazionalismo di Tito; \u00e8 insieme questa una altra prova grandissima di nazionalismo; \u00e8 il nazionalismo della sinistra che sempre pi\u00f9 cresce: uno \u00e8 rosso, l\u2019altro pi\u00f9 rosso ancora, questo \u00e8 pi\u00f9 socialista di quello. Questa \u00e8 una malattia tremenda del socialismo.<\/p><p>Pensate un po\u2019 infatti se nel 1919 ci fosse stato uno che fosse sorto a dire la verit\u00e0, come un profeta. Ora, io sento che ci\u00f2 vive ancora oggi. L\u2019opposizione che ho sentito nei discorsi, dell\u2019onorevole Nenni e dell\u2019onorevole Togliatti non mi pare si possa chiamare opposizione, salvo forse qualche aspetto marginale. Mi pare infatti che quello che essi hanno detto sia, pi\u00f9 o meno, sullo stesso piano di argomentazione dell\u2019onorevole De Gasperi; i loro discorsi non sono molto diversi.<\/p><p>Io ho qualificato l\u2019onorevole De Gasperi come l\u2019esponente di un fondamentale scetticismo: ora, stando ai limiti che ci siamo imposti, siete anche voi degli scettici. Voi avete detto: vogliamo questo; siamo innamorati di questo; vogliamo il tripartitismo. Ma questo \u00e8 scetticismo, questa \u00e8 mancanza di fede in un programma vostro. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 da notarsi infatti che un piano oggi \u00e8 tutt\u2019altro che una burocratizzazione: un piano oggi \u00e8 l\u2019avventura del mondo moderno il quale, dopo le dittature, \u00e8 andato in cantiere per costruire il socialismo con il metodo della democrazia.<\/p><p>\u00c8 un metodo pieno di difficolt\u00e0, perch\u00e9 non ha la facilit\u00e0 degli stati di assedio di cui si servono le dittature; ma, se riuscir\u00e0, ci condurr\u00e0 in porto senza spargimenti di sangue ed infatti meno sangue si sparge e pi\u00f9 e meglio la pianificazione si far\u00e0. Questa \u00e8 l\u2019avventura del mondo moderno.<\/p><p>Ma se noi non riusciremo ad interessare il Paese per questo piano di cui ho parlato, che cosa avremo allora? Inevitabilmente avremo un ritorno al 1919. Dal governo al potere: non siamo noi forse sullo stesso piano?<\/p><p>\u00c8 in atto una guerriglia che non riesce ad essere guerra, perch\u00e9 la guerra richiede oggi gli eserciti. \u00c8 un massimalismo come lo era allora; e non dimentichiamo che il massimalismo, il vero massimalismo, \u00e8 quello di Mussolini.<\/p><p>Ha detto molto bene ieri l\u2019onorevole Giannini che Mussolini era socialista, ed infatti i traditori si trovano soltanto dove \u00e8 la verit\u00e0.<\/p><p>Ma, a parte il fatto che noi non siamo pi\u00f9 mussoliniani, quando uno mi dice: ma prima era un grande, era un vero socialista, quando usava le belle frasi, quando parlava di marxismo ogni tre minuti e di lotta di classe ogni cinque, allora io rispondo che \u00e8 proprio lui l\u2019inventore del massimalismo; \u00e8 lui che abbiamo ancora nel sangue, purtroppo, e in quel senso che ho detto&#8230;<\/p><p>VERNOCCHI. Non \u00e8 questo il massimalismo!<\/p><p>CALOSSO. Caro Vernocchi, tu hai inventato la parola \u00abduce\u00bb; l\u2019ho letto su un giornale (<em>Ilarit\u00e0<\/em>), non \u00e8 per te.<\/p><p>A Ludwig Mussolini diceva: \u00abIo sono stato socialista, e lo sono ancora\u00bb \u2013 bel senso che egli intendeva, appunto&#8230; (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Mettetevi d\u2019accordo.<\/p><p>CALOSSO. Noi dobbiamo rinnegarlo totalmente, e quello del 1914 e quello del 1919, perch\u00e9 \u00e8 il temperamento massimalista di Mussolini che \u00e8 sbagliato e che ci ha portato alla rovina. Anche le folle. Chi non ha visto le folle attorno a Mussolini: massimaliste e sinistre. La folla in s\u00e9 non trova niente; anzi, come folla, \u00e8 sempre sinistra, \u00e8 la naturale complice del tiranno: bisogna che essa diventi popolo attraverso l\u2019organizzazione. Io trovo in alcune folle segni di un\u2019eredit\u00e0 fascista. E lo dico, quando mi \u00e8 permesso, e lo riconosco. Questo \u00e8 vero, naturalmente, che noi vogliamo rendere migliore la classe lavoratrice, e la folla stessa, da cui essa profondamente si diversifica. Perci\u00f2 vogliamo appoggiarci alla classe lavoratrice (<em>Commenti a sinistra<\/em>), che ha subito tante sconfitte, fin dall\u2019epoca dei Ciompi. Abbiamo visto nel 1919 cos\u2019era. Noi vogliamo salvare la classe lavoratrice, e credo che finiremo per farlo. E in primo luogo, certamente, noi vorremmo garantire che non si rompa quel patto tra le classi lavoratrici, in cui \u00e8 la saldezza stessa della classe operaia. Noi vogliamo che falce e martello e libro collaborino insieme senza demagogia; e crediamo che in questo modo anche la paura comunista, che \u00e8 una paura diciannovista in questo momento, possiamo tenerla lontana: e questo \u00e8 il servizio di amici, di compagni che noi possiamo fare.<\/p><p>Il discorso di Togliatti, sempre fino \u2013 come \u00e8 sua abitudine \u2013 era in complesso vero; e non ho esitato ad accettarlo tutto. Tutta la base di eroismo che \u00e8 dietro di lui, dietro il suo partito, nessuno pu\u00f2 negarla, perch\u00e9 se noi abbiamo avuto tanti martiri come Matteotti, innegabilmente i comunisti ne hanno avuti molti di pi\u00f9, e nella guerra di liberazione e nella guerra di Spagna, che ne \u00e8 stata l\u2019antefatto, e nella quale si sono formati i quadri della guerra di liberazione. Essi nella guerra di liberazione sono stati di gran lunga i primi.<\/p><p>Questo \u00e8 il grande fatto, per cui, anche quando Togliatti dice qualche bugia \u2013 e io ne citer\u00f2 qualcuna fra poco \u2013 noi non dimentichiamo mai questo grande primato di eroismo che hanno i comunisti, e che nessuno pu\u00f2 dimenticare. Ora, che cosa ha detto Togliatti? Cose molto interessanti, come \u00e8 sua abitudine.<\/p><p>Egli ha parlato di quello che \u00e8 il programma comunista da parecchi anni, ha parlato dell\u2019unit\u00e0, dell\u2019unit\u00e0 che essi hanno contribuito a dirigere, ha parlato dell\u2019autonomia nazionale, accettata addirittura dall\u2019epoca dello scioglimento del <em>Comintern<\/em> durante la guerra; ha parlato di patriottismo, che personalmente Togliatti sente profondamente, e lo posso testimoniare io, suo antico compagno di scuola: \u00e8 un patriottismo che non \u00e8 una finzione. Non c\u2019\u00e8 dubbio. E poi ha parlato della democrazia, di quella democrazia nelle fabbriche, per cui \u00e8 giusto tenere dei comizi politici perch\u00e9 le fabbriche sono i luoghi di nascita della democrazia moderna; ed ha parlato dei giornali murali, che sono anch\u2019essi nati nel luogo di nascita della democrazia. Sono parole meravigliose.<\/p><p>Dov\u2019\u00e8 dunque il rilievo che noi gli facciamo? A noi pare che dalla liberazione ad oggi i comunisti \u2013 siano stati coscienti o no \u2013 si siano allontanati da questo concetto di unit\u00e0 patriottica, di partito nuovo (perch\u00e9 tutti i partiti hanno visto che sui vecchi schemi prefascisti, prebellici, non si vive). Ora, non so se se ne siano accorti, sono arrivati al punto che la loro politica \u00e8 capovolta, in contrasto, perch\u00e9 la politica attuale \u00e8 fatta di blocchi. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Prima di tutto, verso le sinistre autonome, che essi volevano che fossero identiche a loro. Infatti erano cos\u00ec. Qualcosa di diverso dal comunismo, e lo vedremo&#8230;<\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Nei Comitati di liberazione noi abbiamo sempre mantenuta la nostra caratteristica e la nostra autonomia!<\/p><p>CALOSSO. Vedremo anche questo, e tu mi applaudirai, te ne do il permesso. Voi avete sempre insidiato la sinistra.<\/p><p>TOGLIATTI. Lo dimostri.<\/p><p>CALOSSO. In secondo luogo, anche adesso voi lasciate tranquilli i qualunquisti e disturbate i comizi nostri. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il concetto di democrazia \u00e8 stato finemente e delicatamente esposto da Togliatti, dal quale non avevo mai sentito accennare al rispetto delle minoranze ed egli, come ha detto un interruttore, ha parlato con la delicatezza di una vergine.<\/p><p>Ma sarebbe difficile credergli; anche se lui lo giurasse, sarebbe difficile.<\/p><p>Non vi \u00e8 democrazia in un regime dove non sia possibile una minoranza. Ci pu\u00f2 essere una dittatura&#8230; ma allora si chiama dittatura, non democrazia. Voi avete il diritto di lottare per la verit\u00e0, ma non potete parlare di democrazia.<\/p><p>TOGLIATTI. Perch\u00e9?<\/p><p>CALOSSO. Perch\u00e9 non \u00e8 nei vostri metodi.<\/p><p>TOGLIATTI. Lo dimostri.<\/p><p>CALOSSO. Ma io l\u2019ho gi\u00e0 dimostrato, o almeno ritengo di averlo dimostrato. Ma se proprio mi vuol tirare per i piedi io sostengo che secondo il marxismo&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Secondo il marxismo non c\u2019\u00e8 dittatura.<\/p><p>CALOSSO. Vedete in Russia, per esempio. Perch\u00e9 non esiste in Russia un partito come quello socialista dei lavoratori italiani? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> O anche un partito socialista? Non so perch\u00e9 in Russia non abbiano fondato un partito socialista.<\/p><p>Eppure gli appartenenti al nostro Partito socialista italiano credono che il loro sia il partito migliore. E perch\u00e9 non sono andati mai a portare la loro fede in Russia? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sta di fatto che in Russia, nonostante che le classi siano sparite, c\u2019\u00e8 una forte polizia che taglierebbe loro la testa. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Questa \u00e8 la verit\u00e0, nuda e cruda.<\/p><p>Anche nel problema religioso il Partito comunista \u00e8 arrivato lontano da dove era partito. Pochi giorni fa aveva scelto la data del 20 settembre&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Non l\u2019abbiamo scelta noi.<\/p><p>CALOSSO. Gi\u00e0, l\u2019avete accettata. Voi non fate nulla: sono i socialisti che fanno tutto. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. \u00c8 Scelba che ce l\u2019ha indicata. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALOSSO. Effettivamente io credo che il 20 settembre dovrebbe essere una festa ecclesiastica, una festa dell\u2019Azione cattolica. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. L\u2019ha consigliata Scelba, perch\u00e9 attendeva la rivoluzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Non interrompano, facciano silenzio!<\/p><p>CALOSSO. Il patriottismo non \u00e8 stato nel Partito comunista uno degli accenti pi\u00f9 originali, contrapposto alla vecchia tradizione. Ma a un certo punto il comunismo si \u00e8 imbattuto in alcuni problemi nazionali in cui la sua mancanza di autonomia ha fatto s\u00ec che non potesse dire nemmeno una parola.<\/p><p>TOGLIATTI. Ma faccia il piacere!<\/p><p>CALOSSO. Provi a dire una parola contro la dittatura di Tito! (<em>Applausi al centro \u2013 Proteste all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Togliatti, lei \u00e8 intimamente un patriota e ritengo abbia dei dolori segreti.<\/p><p>Se una provincia italiana viene strappata al nostro Paese voi siete in piena corsa di patriottismo. Dovete ammettere, per\u00f2, che in quell\u2019impeto meraviglioso di patriottismo, persino esagerato, dinanzi al popolo istriano siete diventati talpe.<\/p><p>TOGLIATTI. Non \u00e8 vero!<\/p><p>CALOSSO. Ritengo che questo sia stato un cattivo servizio reso alla Russia. Io ho gi\u00e0 parlato dell\u2019Inghilterra&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Non mi interessa l\u2019Inghilterra.<\/p><p>CALOSSO. Lo credo. Io mi sono sempre battuto in Inghilterra e in Italia.<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. Non faccia l\u2019eroe, onorevole Calosso. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Vorrei ricordare a tutti qual \u00e8 il tema di questa discussione. Ogni interruzione porta lontano dall\u2019argomento. Facciano silenzio e permettano che si prosegua.<\/p><p>CALOSSO. Tanto, questa posizione mi pare poco sincera, falsa e demoralizzatrice per il popolo italiano, per la classe operaia, ed \u00e8 persino un cattivo servizio reso alla Russia. Io ammetto \u2013 basta vedere la carta geografica \u2013 che la Russia ed i Paesi posti al di qua del mondo germanico siano occidentali; ma non \u00e8 un fatto importante. Le ideologie non debbono influenzarci. Il mondo latino e slavo non si toccano in nessuna parte se non nella Venezia Giulia; quindi, \u00e8 interesse nostro di cercare di smussare ogni attrito fra loro.<\/p><p>Penso che sia un errore della Russia andare incontro al nazionalismo o meglio al provincialismo iugoslavo. Non so se l\u2019onorevole Togliatti si sia detto in segreto queste parole. \u00c8 per un fatto di provincialismo che questo popolo slavo staccato dagli altri slavi ha creato fra noi e gli slavi questo punto di attrito mentre bastava a risolverlo una linea etnica, un plebiscito, e questo, mi pare socialismo al cento per cento, una decisione nazionale. Non essendosi fatto, io avrei creduto che sarebbe stato nostro dovere batterci per questo. Togliatti, che \u00e8 stato in Russia ed ha amici laggi\u00f9, poteva battersi per questo. L\u2019avr\u00e0 fatto in segreto, ma non averlo fatto in pubblico ha demoralizzatogli italiani ed ha creato un abisso. Per queste ragioni noi cerchiamo di criticare questo sciocco imperialismo provinciale slavo. Il nostro imperialismo ha creato la sconfitta; quello slavo invece ha creato una linea di divisione ed una testa di sbarco anglo-americana: ecco quello che Tito ha determinato. Se noi avessimo protestato \u2013 non so se saremmo riusciti \u2013 per lo meno non avremmo demoralizzato il Paese inducendolo a farci indicare come traditori. Perci\u00f2 la classe lavoratrice \u00e8 oggi circondata: lo si deve a questa politica slava. Se nel campo internazionale siamo di fronte a questi due blocchi e dobbiamo toglierci il cappello e prendere ci\u00f2 che gli altri ci danno \u2013 e se la Russia ci desse del grano lo prenderemmo \u2013 questo \u00e8 frutto della politica di Tito. Voi avete dato la sensazione di chiamare imperialista soltanto un blocco, mentre lo sono tutti e due. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Sapete che i russi hanno deportato dai loro paesi 13 milioni di lavoratori tedeschi con le donne e i bambini: non lo volete chiamare imperialismo? Chiamatelo babilonismo, chiamatelo come volete! (<em>Approvazioni al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce all\u2019estrema sinistra.<\/em> Se fosse andato a Mauthausen, non la penserebbe cos\u00ec.<\/p><p>TOGLIATTI. Vada a visitare Auschwitz!<\/p><p>CALOSSO. Si sono deportati 13 milioni di lavoratori tedeschi, con mogli e bambini perch\u00e9 i tedeschi hanno commesso delle crudelt\u00e0 ed hanno fatto altrettanto in Russia.<\/p><p>TOGLIATTI. Come, \u00abaltrettanto\u00bb?<\/p><p>CALOSSO. Perch\u00e9 i tedeschi hanno fatto infinite crudelt\u00e0 ed assassini in Russia; ma noi abbiamo sempre sentito dire, tra socialisti, che la guerra \u00e8 un atto che non compie il popolo e del quale non \u00e8 certamente responsabile la classe lavoratrice, e quindi non si pu\u00f2 opprimere un popolo per il fatto che esso ha oppresso. Si deve liberarlo: questo \u00e8 chiaro, altrimenti siamo nel campo dell\u2019imperialismo puro. Questo era il motivo del \u00abdiciannovismo\u00bb ed \u00e8 il pericolo che corriamo adesso. Lo vediamo in quest\u2019Aula dove non riusciamo a mandare un saluto ai lavoratori tedeschi deportati dalle loro case. (<em>Interruzione del deputato Moscatelli<\/em>)<em>.<\/em> Il martirio russo non pu\u00f2 trovare vendetta contro il popolo ed i lavoratori tedeschi.<\/p><p>TOGLIATTI. Non \u00e8 vendetta, \u00e8 precauzione! (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALOSSO. Comunque, io concludo. Mi avete tirato per i capelli ed ho dovuto rispondere. Questo \u00e8 il nostro socialismo, questa \u00e8 la nostra bandiera. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> V\u2019\u00e8 nel mondo la sventura dell\u2019Italia e la sventura del mondo, e noi speravamo in una rivoluzione proletaria, nell\u2019internazionalismo. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Disgraziatamente abbiamo visto invece che, ad un certo punto c\u2019\u00e8 stata un\u2019involuzione, come l\u2019ha avuta la rivoluzione francese. Perci\u00f2, sentiamo qual cosa di invecchiato, e vediamo una massa di organizzati costretta sempre pi\u00f9 a basarsi sull\u2019organizzazione.<\/p><p>La rivoluzione, che non \u00e8 necessariamente violenza e sangue, ma un cambiamento, \u00e8 essenzialmente verit\u00e0. \u00abCi\u00f2 che \u00e8 sussurrato all\u2019orecchio, andatelo a gridare sui tetti\u00bb, ha detto un grande rivoluzionario, noto anche ai nostri amici democristiani. Quando c\u2019\u00e8 una reticenza, quando c\u2019\u00e8 un eccesso di ipocrisia, quando si tace qualcosa volontariamente, non \u00e8 mala fede; \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, \u00e8, in fondo, inizio reazionario. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il mio discorso ha voluto dire semplicemente che nel piano del Governo e dell\u2019opposizione io ho l\u2019impressione che l\u2019opposizione l\u2019abbiamo rappresentata noi. (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Noi abbiamo opposto all\u2019antipiano del Governo la sovranit\u00e0 di un piano, perch\u00e9 noi crediamo che questo debba essere il soggetto di una discussione armonica e perch\u00e9 noi crediamo, come ho gi\u00e0 detto, che il piano sia una grande opera moderna e sia la possibilit\u00e0 di costruire il socialismo, o almeno una migliore societ\u00e0, col metodo della democrazia. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Bruni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BRUNI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non del tutto d\u2019accordo con l\u2019opinione espressa questa mattina dall\u2019onorevole Piccioni, ma d\u2019accordo molto pi\u00f9 con tanti di voi, sono del parere che l\u2019esperimento democristiano sia durato abbastanza perch\u00e9 il Paese e l\u2019Assemblea si possano gi\u00e0 sentire autorizzati ad emettere su di esso un giudizio sufficientemente oggettivo, al di sopra delle preoccupazioni ed ire di parte. Avversandolo al suo sorgere fui, purtroppo, facile profeta nel prevederne tutti gli inconvenienti, ai quali sarebbe andato incontro. Oratori che mi hanno preceduto hanno toccato in vario modo, e spesso con dovizia di dettagli, tutti i motivi di opposizione; cosicch\u00e9 a me, anche perch\u00e9 isolato, non conviene davvero tediare l\u2019Assemblea con un lungo discorso.<\/p><p>Questo mio intervento sar\u00e0, perci\u00f2, brevissimo; e poich\u00e9 la risposta del Governo ai suoi oppositori, non potr\u00e0 mutare sostanzialmente, anche in seguito, i termini fondamentali della opposizione, come non li ha mutati sinora, questo mio intervento, oltre alla brevit\u00e0 di una dichiarazione di voto intende averne anche il valore.<\/p><p>Posto di fronte a tre mozioni (amerei trovarmi di fronte ad una mozione unificata) che tutte tendono a rovesciare il Governo ed a sostituirlo con un altro pi\u00f9 rappresentativo delle esigenze popolari, dichiaro che le voter\u00f2, eventualmente, tutte e tre successivamente (caso mai tutte e tre fossero messe ai voti) pur dovendo riconoscere che, per essere pi\u00f9 comprensiva, la mozione Canevari-Saragat ha le mie preferenze. Ma ci\u00f2 dichiarando sono ben lontano dall\u2019approvare, in tutte le sue parti, la illustrazione che della sua mozione ha fatto l\u2019onorevole Saragat.<\/p><p>Sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Saragat nel riconoscere che anche l\u2019Italia avrebbe urgente bisogno di un suo piano economico, piano \u2013 desidererei precisare \u2013 che contemplasse la realizzazione di profonde riforme di struttura. Senonch\u00e9, in questo momento, non insisterei tanto sopra i grandi piani quanto sopra un chiaro programma di emergenza che possa raccogliere l\u2019adesione di pi\u00f9 gruppi di questa Assemblea, il che permetterebbe il rapido sbloccamento del monopolio democristiano e la formazione di un Governo di concentrazione e di pacificazione, che ci possa portare sino alle elezioni.<\/p><p>Non posso, invece, condividere le responsabilit\u00e0 dell\u2019onorevole Saragat per l\u2019attacco contro il Partito comunista italiano che egli ha creduto opportuno di includere nella illustrazione della sua mozione di sfiducia.<\/p><p>Il meno che si pu\u00f2 dire a tale riguardo \u00e8 che questo \u00e8 un lusso che qualsiasi partito socialista non dovrebbe prendersi in questi momenti nei quali \u00e8 in pieno svolgimento, da parte del mondo capitalistico, la pi\u00f9 grandiosa offensiva contro il socialismo, che ricordi la storia della lotta di classe dell\u2019Ottocento e del Novecento.<\/p><p>Con tutta franchezza dir\u00f2 che non mi piacciono affatto le querele contro i comunisti che raccolgono gli applausi delle destre e del centro.<\/p><p>Sono del parere che coloro che si mettono nella condizione di raccoglierli, anche loro malgrado, corrano gravemente il rischio di liquidarsi come costruttori di socialismo.<\/p><p>Dio perci\u00f2 non voglia che al suo appuntamento dato alle masse lavoratrici, l\u2019onorevole Saragat veda un giorno accorrere soltanto l\u2019esercito umiliato e vinto del proletariato arresosi senza condizione di fronte ai detentori dell\u2019oro.<\/p><p>A questo punto non vorrei essere frainteso; ma mi creda l\u2019onorevole Saragat e mi credano tutti i compagni del suo partito. Non \u00e8 questo il tempo di diatribe tra le varie correnti socialiste, quando \u00e8 in corso la pi\u00f9 grande provocazione contro tutto il socialismo che la storia ricordi.<\/p><p>\u00c8 meglio, assai meglio, oggi come oggi, meritare la persecuzione ed anche perire assieme ai comunisti che tenere atteggiamenti che possano aiutare a ricalcare il dominio capitalistico.<\/p><p>Chiariti questi preliminari, far\u00f2 un semplice, affrettato elenco dei fondamentali punti di dissenso che mi portano a negare il voto di fiducia all\u2019attuale Governo.<\/p><p>Sul piano nazionale questo Governo monocolore, che nacque in polemica contro la inefficacia dei precedenti governi multicolori, come ce l\u2019ha riconfermato questa mattina l\u2019onorevole Piccioni, nonostante la sua vantatissima coesione di pensiero e di struttura, non mi pare sia riuscito, non dico a risolvere, ma ad avviare verso la soluzione uno solo dei pi\u00f9 urgenti problemi che tormentano il Paese.<\/p><p>La situazione del Paese, anzi, \u00e8 notevolmente peggiorata. Il Governo, per difendersi da questa accusa, tenter\u00e0 probabilmente di manovrare alcune cifre statistiche; ma si trover\u00e0, senz\u2019altro, imbarazzato a toccare quelle relative al costo dei generi di prima necessit\u00e0, come mi pare abbia confermato da pure accurata e dotta relazione dell\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione.<\/p><p>Forse al professor Ronchi non potranno essere mossi addebiti se un maggior numero di tonnellate di grano non venne scaricato nei nostri porti. Ci\u00f2 che noi rimproveriamo soprattutto al Governo \u00e8 che esso non sia ancora riuscito a combattere efficacemente il mercato nero che in altre nazioni, non pi\u00f9 rifornite della nostra, \u00e8 stato definitivamente, o quasi, stroncato.<\/p><p>Purtroppo il Governo non \u00e8 riuscito, ripeto, con tutti i poteri a sua disposizione e nonostante la sua struttura unitaria, ad imprimere una qualsiasi disciplina alla produzione, alla circolazione, e al consumo dei beni di prima necessit\u00e0. In questo terreno le cose sono andate peggiorando.<\/p><p>\u00c8 andata aumentando la corruzione ovunque; \u00e8 aumentata la speculazione e il disordine. La fuga di capitali all\u2019estero \u00e8 aumentata e costituisce una delle cause maggiori del nostro disordine finanziario.<\/p><p>Il disagio popolare \u00e8 da tempo che va esplodendo ovunque, in agitazioni e scioperi di cui a mio parere troppo a cuor leggero si cerca far ricadere la colpa sopra artificiose inframettenze politiche. Gli indici della vita parlano purtroppo chiaro a questo riguardo; e, comunque, il Governo democristiano ha avuto il torto \u2013 che non \u00e8 davvero piccolo \u2013, con l\u2019assumersi tutto il potere, di mettersi in posizione polemica contro le convinzioni politiche di una grande parte delle masse popolari, tra le pi\u00f9 evolute ed attive, che sono quelle socialiste e comuniste.<\/p><p>Non \u00e8 il Partito democristiano, con il suo interclassismo, con il suo centrismo, con tutte le sue incertezze, che pu\u00f2 pretendere di riassorbire, per cos\u00ec dire, le esigenze, politiche e sociali, delle masse socialiste e comuniste.<\/p><p>Prigioniero, nonostante le pie intenzioni di autonomia dell\u2019onorevole Piccioni, delle destre, in seno al Gabinetto ed in seno all\u2019Assemblea; costretto a sopravvivere giovandosi dei voti di chi anche cordialmente e pubblicamente lo disprezza, questo Governo, come a suo tempo riconobbe lo stesso onorevole Presidente del Consiglio, si \u00e8 condannato, fin sul nascere, all\u2019isolamento. E non si pu\u00f2 ascrivere a suo merito questo isolamento, che non \u00e8 davvero una <em>splendid isolation<\/em>, di cui possa comunque menar vanto, ma una semplice ed ingenua pretesa, morale e politica, di poter governare proficuamente da solo un Paese come il nostro.<\/p><p>\u00c8 mio parere che l\u2019onorevole De Gasperi si sia rassegnato troppo facilmente a prescindere dalla collaborazione delle varie correnti socialiste, che sono, nel momento attuale, una delle pi\u00f9 sicure garanzie di giustizia sociale anche per moltissimi lavoratori cattolici, che non d\u00e0nno la loro fiducia n\u00e9 al suo Governo n\u00e9 al suo partito.<\/p><p>Tale esclusione \u2013 e conviene insistere su questo punto che \u00e8 cruciale nell\u2019attuale momento politico \u2013 costituisce un fatto grave, che ha provocato nel paese \u2013 e non poteva non provocare \u2013 una estrema tensione di spiriti, particolarmente giustificata quando si rifletta che il Governo detiene quasi integralmente nelle sue mani anche il potere legislativo in forza del famoso decreto luogotenenziale del febbraio 1946.<\/p><p>Nella delicata situazione costituzionale creata da questo decreto, un Governo monocolore al potere diviene, <em>ipso facto<\/em>, pressoch\u00e9 totalitario. Il solo controllo di una qualche efficacia, ma tuttavia insufficiente e facilmente eliminabile, \u00e8 quello che pu\u00f2 esercitare su di esso l\u2019apparato burocratico.<\/p><p>Vecchio critico dell\u2019esarchia e del tripartito, devo per\u00f2 riconoscere che ben altre garanzie di democrazia, in questo periodo di passaggio delle nostre istituzioni, ci venivano sino a qualche tempo fa assicurate dai Governi tripartitici o quadripartitici che fossero, i quali certamente erano rappresentativi di una massa ben altrimenti notevole di elettori e di tendenze.<\/p><p>Il Governo monocolore, inserendosi \u2013 e qui \u00e8 il <em>punctum saliens<\/em> e il <em>punctum dolens <\/em>della mia critica \u2013 in questa situazione di grave carenza costituzionale, non pu\u00f2 raccogliere la fiducia, onorevoli colleghi, di veri democratici.<\/p><p>Anche i democristiani, onorevole Piccioni, non sono dei santi, e neanche essi possono pretendere ad una patente di perfetto spirito democratico: e a fare le elezioni con loro soli al potere nessuno se la sente.<\/p><p>E perci\u00f2 non vedo come potrebbe meritare una qualsiasi sanzione morale ogni forma di agitazione che si manifestasse anche fuori di quest\u2019Aula, diretta a rovesciare l\u2019attuale monopolio democristiano.<\/p><p>Tanto pi\u00f9 che questo monopolio \u00e8 particolarmente pericoloso nell\u2019attuale situazione di tensione internazionale e potrebbe trascinare il Paese ad assumere atteggiamenti e decisioni di carattere irreparabile.<\/p><p>Questo Governo, sul piano internazionale, nacque con un\u2019esigenza blocchista \u2013 venne concepito oltre oceano dall\u2019onorevole De Gasperi \u2013 e sin qui ha operato in funzione di questa sua nativa esigenza, mettendo cos\u00ec in pericolo, a mio parere, i veri interessi del Paese, che sono quelli della pi\u00f9 assoluta neutralit\u00e0 tra i due blocchi, e quelli di mediazione tra Occidente e Oriente.<\/p><p>In questo Governo monocolore non ho potuto sorprendere nessun gesto che potesse dinotare una politica di indipendenza, e che potesse scoraggiare chi si sia ad averci al suo fianco in caso di conflitto armato.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Nenni tocc\u00f2 questo problema della nostra indipendenza politica, egli fu insolitamente prudente.<\/p><p>Egli ammise che il Governo potesse fare una politica verso ed anche con l\u2019America, ed escluse in modo assoluto che l\u2019America pretenda da noi una politica dell\u2019America. La realt\u00e0, che nessuno ignora qua dentro e che nessuno ignora in America, \u00e8 che l\u2019America subordina i suoi aiuti in viveri e materie prime al nostro Paese, ad alcune determinate prestazioni politiche, nonch\u00e9 \u2013 naturalmente \u2013 alle maggiori possibili garanzie di carattere economico-finanziario. Se non sapessi di sfondare una porta aperta, vorrei pregare l\u2019onorevole Nenni di leggere le dichiarazioni del senatore Taft proprio di questi giorni.<\/p><p>Mi vorrei tuttavia convincere, per il bene del mio Paese, di quanto l\u2019onorevole Nenni ha affermato; e, con tutta franchezza, dir\u00f2 che l\u2019ingerenza americana nella nostra politica potrebbe avere un indice di sopportabilit\u00e0 qualora vedessi, all\u2019attuale Governo, succedere un altro di concentrazione repubblicana e socialista che, bene inteso, non escludesse i comunisti.<\/p><p>Concludendo dir\u00f2 che il Partito democratico cristiano, per gli interessi di ordine materiale ai quali si trova legato ed anche per una falsa impostazione pratica (e forse anche teorica) della crociata ideologica per cui intende combattere, \u00e8 impotente, senza il freno ed il controllo attivo di altre correnti, a riportare il Paese sulla giusta strada, ed impari, se non sorretto e spronato e controllato direttamente da altri gruppi, ad adoperarsi per i veri interessi della Nazione e della pace, e per l\u2019avvento di un vero ordine umano e cristiano, per il quale pur afferma di combattere.<\/p><p>Legato a massicci interessi di varia natura il Partito democratico cristiano \u00e8 nel suo assieme impari, nonostante la presenza nel suo seno di autentiche anime evangeliche, ai compiti cristiani dell\u2019ora che reclamano virt\u00f9 eroiche di rinuncia e di coraggio.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni voter\u00f2 contro l\u2019attuale sua posizione di monopolio al potere, come voterei contro ogni altro monopolio. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Nitti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Poich\u00e9 tutti gli argomenti in lungo e in largo sono stati trattati, io cercher\u00f2, senza divagare, di limitarmi alle comunicazioni del Governo. Sui motivi peraltro, che sono lo scopo dei proponenti la mozione lascio tutte le tesi che all\u2019infuori di questo argomento sono state trattate.<\/p><p>Lascio anche da parte le discussioni se un popolo pu\u00f2 morire o no, se la nostra civilt\u00e0 sia socialista. Si \u00e8 discusso seriamente se in questi periodi di grandi difficolt\u00e0 e di grandi ansie sia meglio che economizzare, consumare di pi\u00f9 e non risparmiare. Sono questi argomenti di indole generale in cui non mi sento il coraggio di entrare.<\/p><p>Noi siamo stati finora sotto il Governo del tripartito, e si \u00e8 andati avanti per molto tempo fra uomini che erano di partiti opposti e che dovevano avere o mostrare di avere idee comuni. Si \u00e8 prodotta qualche volta come una fusione di idee contrarie: ma pi\u00f9 spesso un\u2019azione disordinata in cui le due correnti nella realt\u00e0 si paralizzavano, combattendosi, dopo pubbliche dichiarazioni di solidariet\u00e0.<\/p><p>Ho sentito sostenere perfino la tesi che il comunismo e il cristianesimo hanno la stessa morale e la stessa funzione, ed ho cercato invano di protestare contro questo errore storico e filosofico.<\/p><p>C\u2019\u00e8 stato anche l\u2019equivoco di una specie di comunismo cattolico, per l\u2019occasione, in cui si sono sostenute le tesi del cattolicesimo da scrittori e da oratori di natura contraria, soprattutto democristiani. Il Governo a base di unione di partiti in contrasto fu chiamato dai comunisti, non so bene perch\u00e9, democrazia progressiva.<\/p><p>Dopo il viaggio dell\u2019onorevole De Gasperi in America \u00e8 avvenuta una mutazione di idee. Fra l\u2019onorevole De Gasperi e i suoi avversari di oggi vi era stata molta cordialit\u00e0. Avevano governato insieme, partecipato agli stessi errori e non pareva che il distacco dovesse essere cos\u00ec profondo e completo, e anche avvenire improvvisamente.<\/p><p>Pure il distacco era inevitabile, e siamo arrivati ad una crisi (non parlo di crisi ministeriale), siamo arrivati ad una crisi della situazione la quale deve essere chiarita.<\/p><p>Sinora si \u00e8 andati avanti come si poteva: democristiani e comunisti, che hanno governato insieme, si sono abituati a vivere insieme \u2013 ci\u00f2 che pare un paradosso \u2013 e ora il distacco pesa.<\/p><p>Nella mozione dell\u2019onorevole Nenni come nella mozione dei comunisti non c\u2019\u00e8 l\u2019attacco violento: c\u2019\u00e8 qualcosa come un dolce rimpianto di compagni che si distaccano. Si \u00e8 troppo governato insieme. Non poteva durare questa comunanza, ma quando si \u00e8 stati a lungo insieme non ci si distacca volentieri.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi ha chiarito forse molte idee sulla situazione internazionale. Egli ha voluto dare alla nuova situazione un carattere che era evidentemente dato dal corso degli avvenimenti, di necessit\u00e0.<\/p><p>Ora vi sono due punti fissi che regolano la situazione attuale. Non si pu\u00f2 fare un grande Governo, un Governo solido, senza i democristiani. Non si pu\u00f2 fare a meno, per la vita internazionale, dell\u2019aiuto dell\u2019America: sono due punti di fatto in cui bisogna orientare la situazione per riconoscerla com\u2019\u00e8.<\/p><p>In fondo non \u00e8 vero che i democristiani, come diceva l\u2019onorevole Piccioni, sono la grande maggioranza del Paese. Noi non sappiamo ora quali sono le idee e i sentimenti del Paese. Nelle ultime elezioni generali politiche, vi sono stati 207 deputati del partito democristiano e 219 socialisti e comunisti. Quindi si pu\u00f2 riconoscere che il partito democristiano \u00e8 numericamente il pi\u00f9 forte e il pi\u00f9 saldo. Ma non si pu\u00f2 dire che abbia la maggioranza nel Paese. Questo \u00e8 un dato di fatto su cui \u00e8 impossibile avere opinione diversa.<\/p><p>115 socialisti, 104 comunisti: erano il nucleo pi\u00f9 numeroso; i democristiani rappresentavano un gruppo compatto di 207 voti che era per\u00f2, sia pure di poco, meno numeroso del blocco rosso.<\/p><p>Il blocco rosso si \u00e8 rotto. Di l\u00e0 \u00e8 venuta tutta questa confusa situazione. Il blocco rosso si \u00e8 diviso in due parti: una pi\u00f9 moderata, l\u2019altra aderente ai comunisti. Che cosa sar\u00e0 ora la situazione? Noi non sappiamo. Le prossime elezioni amministrative in grandi citt\u00e0 possono bens\u00ec darci una qualche impressione della realt\u00e0, ma non possono forse dirci tutto, perch\u00e9 nelle prossime elezioni amministrative entreranno molti elementi che sono anche spesso un poco distanti dalla realt\u00e0 politica.<\/p><p>Quindi siamo sempre nella solita situazione: due blocchi, uno rosso e uno bianco. Ma il blocco rosso si \u00e8 scisso, e la parte che poteva essere di moderazione e che poteva essere, per i comunisti e i socialisti pi\u00f9 avanzati, un freno, si \u00e8 allontanata.<\/p><p>Come ci\u00f2 sia avvenuto voi conoscete assai meglio di me, dalla cronaca. Dunque vi sono adesso socialisti e comunisti separati fra loro. Ma i socialisti, divisi in due pezzi, rappresentano tendenze diverse e, vorrei dire, opposte. Vi sono i socialisti di Nenni, che si uniscono nel loro voto e nelle loro aspirazioni, se non in tutto, in una certa parte ai comunisti; e vi \u00e8 un gruppo che fa capo all\u2019onorevole Saragat che agisce in diversa direzione. L\u2019onorevole Saragat ha dichiarato il suo pensiero in un ordine del giorno con un linguaggio aspro contro il Governo e ancora pi\u00f9 duro degli ordini del giorno degli onorevoli Nenni e Togliatti. L\u2019onorevole Saragat ha negato esplicitamente la fiducia e ha, non gi\u00e0 formulato, ma lasciato intravedere un programma senza nulla precisare. Quale \u00e8 questo programma? Egli l\u2019ha formulato in aspirazioni non in idee, in affermazioni non in proposte concrete. Quale \u00e8 la sua tesi che noi dovremmo accettare? Un Governo a direzione socialista. Un Governo dunque a direzione socialista che rappresenti l\u2019elemento di moderazione, che possa unire il mondo dei lavoratori senza avere un carattere rivoluzionario.<\/p><p>Che cosa significa un Governo a direzione socialista? La direzione implica che i componenti siano della stessa natura di chi vuole dirigerli. Ora, se il partito dell\u2019onorevole Saragat aspira a un Governo, deve avere un gruppo compatto, ma soprattutto, data la situazione attuale, uomini di altri partiti che siano disposti ad accettarne le idee e il programma. Ora, ci\u00f2 \u00e8 possibile? Che significa un Governo a direzione socialista? Parliamo con sincerit\u00e0 e non creiamo altri equivoci. \u00abSocialismo\u00bb \u00e8 una parola spesso indeterminata e imprecisa. \u00c8 un sostantivo cui bisogna aggiungere quasi sempre un aggettivo. Comunismo \u00e8 parola antica e ha avuto sempre lo stesso significato, sia pure con diverse interpretazioni. Socialismo \u00e8 parola nuova inventata da Owen. Socialismo, voi lo sapete, \u00e8 parola diffusa press\u2019a poco un secolo e mezzo fa in Europa. Anche i grandi dizionari, due secoli fa non contenevano la parola \u00absocialismo\u00bb. Che cosa significa socialismo? \u00c8 difficile dire.<\/p><p>Vuol dire non gi\u00e0 una idea economica definita, ma una idea di solidariet\u00e0, una aspirazione di ordine morale: ci\u00f2 almeno voleva dire quando nacque. E ora che cosa vuol dire? La sua indeterminatezza lascia posto a tutte le migliori aspirazioni, ma spesso anche a tutti gli equivoci. Si pu\u00f2 arrivare al comunismo, ma anche spesso, come ora, all\u2019anticomunismo.<\/p><p>A Vienna, nel mese di agosto del 1914 doveva essere fatto un grande congresso internazionale socialista. Si voleva dare all\u2019avvenimento la pi\u00f9 grande importanza. Doveva essere la pi\u00f9 grande consacrazione delle tante vittorie socialiste in Europa. Si prepararono grandi pubblicazioni sulla storia del socialismo, sulla sua situazione in tutti i paesi civili, sulle sue opere, sulla sua organizzazione economica. Si fece un album dei grandi capi del socialismo: era composto di 50 fotografie. Ora quell\u2019album \u00e8 introvabile: \u00e8 una pubblicazione che non ho avuto il piacere di ritrovare fra i miei libri sperduti. In questo album dei grandi socialisti, vi era Pilsudski e vi era perfino Mussolini. Il socialismo ha avuto molte mutazioni in questo periodo, ma \u00e8 rimasto sempre una tendenza generale e rappresenta un orientamento dello spirito piuttosto che una precisa dottrina economica. In ci\u00f2 \u00e8 la sua forza, ma \u00e8 anche spesso la sua debolezza. Basti pensare a quello che era la prima internazionale socialista con Marx e con tanti poveri emigrati e perseguitati, tutti uomini che vagavano nel mondo in cerca di sicurezza, se non di fortuna. E basti poi pensare che cosa \u00e8 stata la seconda internazionale socialista, presieduta dal mio ottimo amico Vandervelde. Nella seconda internazionale era gran numero di Ministri in carica, sopra tutto del Nord di Europa, di ex Ministri, di futuri Ministri, e ben pochi di essi ricordavano nella loro azione e nelle loro manifestazioni i socialisti di Marx. Anche in Italia ora socialista \u00e8 Nenni e socialista \u00e8 Saragat. Come dovrebbe essere la direzione socialista?<\/p><p>Si parla ora di piani come di una novit\u00e0, e questo \u00e8 equivoco se non ignoranza. Il piano \u00e8 non gi\u00e0 cosa nuova, ma cosa vecchissima, di cui l\u2019antichit\u00e0 ha avuto non solo conoscenza, ma di cui ha anche riso.<\/p><p>E ne han riso anche i pi\u00f9 grandi pensatori, e perfino tra essi Aristotele.<\/p><p>Il socialismo da parecchio tempo ha perduto il suo carattere veramente rivoluzionario, ed allora ricerca tante cose, tante forme che paiono nuove e sono antiche, per trovare una ragione di esistenza: ora la forma nuova \u00e8 diventata il piano. Si vuole o un piano generale o una serie di piani.<\/p><p>Io non so che cosa sia genericamente oggi il piano, e attendo che me lo spieghino coloro che tendono cos\u00ec fortemente ad essere pianisti o pianeggiatori. (Si <em>ride<\/em>)<em>.<\/em> Non so come si possa dire seriamente \u00abvogliamo dei piani\u00bb, cio\u00e8 cosa indeterminata, e non dire pi\u00f9 semplicemente: vogliamo programmi chiari e precisi. Piano suppone sempre qualche cosa di misterioso, o almeno gli autori di piani lascian supporre che vi siano rimedi misteriosi. \u00c8 una specie di mistica della speranza e dell\u2019equivoco, e Aristotele aveva ben ragione di riderne.<\/p><p>Aristotele \u00e8 stato <em>princeps<\/em> nella fisica e nella metafisica, maestro della umana ragione, degnissimo di fede e di obbedienza, come dice Dante.<\/p><p>La Chiesa ha in tanta parte l\u2019opera di San Tommaso nella sua concezione filosofica, e San Tommaso e la scolastica sono Aristotele.<\/p><p>A differenza di Platone e del grandissimo Socrate, Aristotele non faceva volentieri tratti di spirito. Ma ne fece per gli autori dei piani. \u00c8 da lui che abbiamo appreso che il primo autore di piani fu l\u2019architetto Archidamo da Mileto. Archidamo fece dunque il suo piano che regolava tutta la vita della citt\u00e0. La parola piano \u00e8, dice Platone, del linguaggio architettonico. Archidamo da Mileto, il quale aveva tutto previsto nel suo piano: le leggi della citt\u00e0, l\u2019ordinamento economico, la struttura dell\u2019agricoltura e dell\u2019artigianato, Archidamo, dice Aristotele, era l\u2019uomo pi\u00f9 vanitoso del mondo, teneva molto alla sua persona e coltivava con cura la propria chioma e la propria barba. Ebbene, questo Archidamo da Mileto \u00e8 stato il precursore degli attuali pianisti o pianeggiatori (<em>Si ride<\/em>) ed ha fatto un piano su tutto: infatti la parola \u00abpiano\u00bb viene dall\u2019architettura: Archidamo era un architetto. Aristotele ridendo dei piani ne comprendeva la vanit\u00e0. Egli era veramente un <em>princeps <\/em>della fisica e della metafisica, uomo che sapeva tutta la scienza e tutte le filosofie del suo tempo, che aveva uno spirito profondo sempre vivo e sempre nuovo in tutte le sue manifestazioni. Che cosa \u00e8 un piano? Archidamo da Mileto, architetto, lo us\u00f2 perch\u00e9 appunto, come architetto, aveva le idee pianiste e pianeggianti (non so come si deve dire). Qual \u00e8 la differenza fra piano e programma? Ogni uomo che ragiona ha il suo piano, che non \u00e8 altro che il programma o un insieme di programmi: programma della giornata, programma del mese, programma dell\u2019anno, ecc. Ogni negoziante fa il suo programma per i suoi affari. Ma ora in politica e in economia si d\u00e0 l\u2019idea del piano per indicare non soltanto ci\u00f2 che si vuol fare, ma la trasformazione cui attraverso l\u2019azione si vuole giungere. Cos\u00ec, si parla di piano a scopo socialista, di piano a scopo religioso, e vi \u00e8 sempre nel piano un\u2019idea che \u00e8 diversa da quella del programma. Quindi vi sono migliaia di piani.<\/p><p>In Germania furono calcolati, prima che venisse Hitler, oltre diecimila piani. Quanti altri ne sono stati fatti? In ogni paese, in Belgio, in Francia (la Francia prima della guerra fu fertile in produzione di piani), in Inghilterra. Non se ne fece nulla ma i piani si seguirono ininterrottamente.<\/p><p>Il Belgio ebbe la fissazione dei piani, e trov\u00f2 il pubblico socialista ben disposto ad accogliere seriamente l\u2019idea dei piani. E vi fu uno studioso serio, de Man, che si entusiasm\u00f2 per i suoi piani. Era uno scrittore di economia. Aveva viaggiato per gran parte di Europa e di America, aveva fatto l\u2019operaio e lo scrittore, era serio economista, aveva conosciuto le fasi della vita economica e dovunque aveva grande reputazione. Ora, il popolo belga si entusiasm\u00f2 talmente che 563.461 socialisti belgi dettero adesione al movimento Vandervelde, che fu eletto vicepresidente del Consiglio. E, naturalmente, del piano non si fece nulla, come per gran parte dei piani. Poi venne la guerra e segu\u00ec l\u2019invasione del Belgio. De Man non si comport\u00f2 molto bene. Era fiduciario della Regina Madre e divenne poi suo amministratore. Ebbe cura dei suoi interessi ed esaur\u00ec la sua azione politica.<\/p><p>Dovunque vi sono stati dei piani, dovunque se ne \u00e8 voluto adottare qualcuno, dovunque non si \u00e8 riusciti che ad aumentare confusione e disordine.<\/p><p>Che cosa vuol dire fare un piano? Vuol dire adattare all\u2019idea di una forma sociale, di una forma economica non esistenti la situazione esistente per trasformarla. Ora, queste cose assai difficilmente riescono e spesso cadono appena nate.<\/p><p>L\u2019onorevole Saragat si riferisce senza dubbio al piano che noi non abbiamo conosciuto sotto il nome di piano russo. Il piano russo, su cui esiste molta confusione, \u00e8 stato soprattutto un piano di guerra, un piano di necessit\u00e0, che la Commissione bolscevica costitu\u00ec nel 1921 e che ha funzionato solo nel 1926-27 e pi\u00f9 ancora nel 1929.<\/p><p>Vi sono dunque programmi e piani, e in Russia vi \u00e8 stato soltanto il tentativo di un vero piano, cio\u00e8 il tentativo di dirigere tutta la produzione.<\/p><p>In tutto il resto di Europa si \u00e8 parlato spesso di piani, ma senza mai seriamente prepararli e organizzarli.<\/p><p>Il piano russo si basa sulla necessit\u00e0 di riparare alle distruzioni della rivoluzione e della guerra, in un Paese che aveva tutte le materie prime e tutte le condizioni pi\u00f9 favorevoli. La Russia \u00e8 il solo paese che pu\u00f2 concedersi il lusso di avere un piano con probabilit\u00e0 di avere buoni risultati, anche perch\u00e9 non pu\u00f2 avere facilmente forme libere di produzione che permettano di sviluppare utilmente tutte le risorse della Nazione. La Russia possiede terre in tale quantit\u00e0, che in alcune zone il contadino potrebbe avere tanta terra quanto un grande proprietario. Vi sono tali ricchezze minerarie ancora sotto terra sepolte, da utilizzare, che basteranno per molti secoli a popolazione assai pi\u00f9 grande.<\/p><p>Vi \u00e8 infine una popolazione abituata all\u2019obbedienza, passiva da secoli. Un piano suppone una disciplina forte, una forza di esecuzione che non ammette deviazione. La Russia aveva tutte le condizioni per avere un piano che rappresentasse un successo e la Russia difatti, pur producendo a costi cos\u00ec elevati, ha tentato ci\u00f2 che altrove sarebbe stato impossibile. Il bolscevismo ha avuto il merito di realizzare, in forma autoritaria, progressi che non si sarebbero realizzati con la libert\u00e0, o si sarebbero realizzati assai pi\u00f9 lentamente. In Russia, dove si parlano 83 lingue e innumerevoli dialetti, vi sono popolazioni cui Mosca ha dato perfino l\u2019alfabeto e la grammatica. Quando si pensa allo sforzo che la Russia ha compiuto, bisogna rimanere ammirati della sua opera, anche se \u00e8 stata spesso antieconomica e se il risultato non \u00e8 stato pari allo sforzo.<\/p><p>Gli autori o i propugnatori del pianismo parlano di grandi opere da compiere con l\u2019economia del piano. Che significano queste parole? Programmi per la produzione sono sempre esistiti e vi saranno sempre. Si tratta solo di vedere se \u00e8 utile che siano coordinati per scopi politici, come quando si dice che devono servire a un Governo a direzione socialista, o se viceversa non possono costituire in questo caso materia di sperperi e di perdita.<\/p><p>Io non conosco grandi piani economici che non si siano risoluti in perdita.<\/p><p>L\u2019economia del piano \u00e8 essa stessa basata sul presupposto di un potere autoritario, perch\u00e9 richiede che non vi siano, per effetto della disobbedienza e dell\u2019indisciplina, troppi sperperi. Mussolini e Hitler potevano concepire l\u2019idea del piano, com\u2019essa \u00e8 naturale ed \u00e8 stata anche in una certa fase necessaria in Russia ove ha anche ora fondamento nella realt\u00e0.<\/p><p>In paesi come la Francia e l\u2019Italia \u00e8 errore ed \u00e8 destinata a fallire.<\/p><p>Un piano a direzione socialista, dove i socialisti non sono la massa della popolazione e non hanno anche essi la facile obbedienza passiva, \u00e8 errore ed \u00e8 soprattutto illusione.<\/p><p>Ci\u00f2 non esclude che vi siano e vi possano essere programmi sociali anche utili.<\/p><p>Quando per effetto della scarsit\u00e0 della produzione e della mancanza di scambi e in conseguenza alla caduta della libert\u00e0, la vita economica \u00e8 regolata per necessit\u00e0 in molta parte dallo Stato, si spiega l\u2019illusione dei piani e la confusione che si fa tra piani economici, in vista di scopi sociali, e programmi economici, sia pure di lunga durata. Gli uomini competenti che fanno programmi economici sono ben lontani dal pretendere di trasformare le basi della societ\u00e0 mediante i loro piani. Ogni vero piano sarebbe in Italia sicuro fallimento dopo disordini e sperpero.<\/p><p>Noi dobbiamo utilizzare le nostre modeste risorse nel modo pi\u00f9 serio e migliore, senza fantasia e senza illusione.<\/p><p>L\u2019onorevole Saragat ha dato consigli sul piano, ma non ha detto il piano. Ora non \u00e8 utile dire di volere un piano da affidare a un Governo a direzione socialista. Ma chi vuole un piano non pu\u00f2 chiedere un bill d\u2019indennit\u00e0 preventivo. Deve dare non solo le linee del piano, ma indicare i mezzi di attuazione e le disponibilit\u00e0 da utilizzare e i sacrifizi da imporre al Paese. Lo stesso piano russo nelle condizioni pi\u00f9 agevoli si potette attuare solo col sacrifizio di milioni di uomini. Tutto fu sacrificato ai grandi armamenti che i capi bolscevichi credevano necessari per dare alla Russia autonomia e libert\u00e0 di fronte agli stranieri. Se l\u2019onorevole De Gasperi vuole avere fiducia, io gli consiglio di non farsi tentare dall\u2019idea di un grande piano: non avrebbe che disinganni.<\/p><p>Deve andare verso programmi che possano essere realizzati. Noi dobbiamo procedere con le nostre forze, con i nostri mezzi, e dobbiamo procedere in base a programmi sicuri che possano essere realizzati senza perdite. Da noi non vi \u00e8 possibilit\u00e0 di un lusso qualsiasi. Ogni errore per noi \u00e8 grave colpa, perch\u00e9 ci pu\u00f2 mettere domani in una situazione insostenibile e dare sempre illusioni al popolo.<\/p><p>In ogni modo chi ha un piano di trasformazione sociale lo esponga subito. Per annunziare un piano e non limitarsi all\u2019applicazione di programmi concreti e realizzabili, bisogna che il piano esista. E se gi\u00e0 non esiste \u00e8 male presentarlo come se esistesse.<\/p><p>E passiamo a ci\u00f2 che pi\u00f9 importa: la gravissima situazione finanziaria, che se non muta \u00e8 ridicolo parlare di piani e di programmi che richiedono nuove grandi spese.<\/p><p>Io mi auguro che l\u2019amico Einaudi faccia tutti i miracoli possibili per trarci dalle difficolt\u00e0 della difficilissima situazione in cui siamo.<\/p><p>Egli ha assunto due funzioni le quali non rispondono alla nostra situazione: egli \u00e8 vicepresidente del Consiglio dei Ministri ed \u00e8 capo di un Ministero finanziario. Anche qui noi abbiamo una malattia costituzionale: la tendenza ad aumentare e a mutare ci\u00f2 che esiste.<\/p><p>Noi avevamo fino a qualche mese fa due Ministeri, uno del tesoro e uno delle finanze.<\/p><p>Non era forse una divisione molto logica; ma esisteva da molti anni. Poi si trov\u00f2 che non andava bene e si pens\u00f2 che era meglio un solo Ministro del tesoro e delle finanze e si nomin\u00f2 l\u2019onorevole Campilli, che era senza dubbio uomo intelligente. Egli rese, arrivando al Governo, un segnalato servizio. I Governi succeduti ad fascismo non avevano mai pubblicato un quadro della situazione finanziaria reale. L\u2019onorevole Campilli fece questo quadro con onest\u00e0 e io gliene fui grato. Disse tutto ci\u00f2 che non si era detto prima e anche gli spiriti pi\u00f9 amanti delle illusioni cominciarono a rendersi conto di quella dura realt\u00e0 che non doveva essere dissimulata.<\/p><p>Poi Campilli dovette andar via e si nominarono tre Ministri, dove erano stati due e uno. Il pubblico non comprese: non due ma tre, e vide solo che le difficolt\u00e0 andavano crescendo e crescevano sempre i corsi dei cambi all\u2019estero e delle derrate all\u2019interno. Il pubblico aveva torto di aspettarsi miracoli.<\/p><p>Ma la finanza \u00e8 forse la sola cosa dove non vi sono miracoli. Vi \u00e8 sempre la nuda realt\u00e0. L\u2019onorevole Einaudi aveva assunto il titolo nuovo e non felice di Ministro del bilancio, ma non poteva mutare la situazione e tanto meno promettere di mutarla.<\/p><p>Ora il pubblico attende ancora il miracolo: ma il pubblico non pu\u00f2 avere il miracolo. Dovremo avere ancora una penosa finanza e per molto tempo. Si tratta di vedere se ci\u00f2 che si fa risponda col minor sacrificio possibile al massimo risultato, perch\u00e9 errori non ci sono consentiti.<\/p><p>Ora, senza fare una critica all\u2019onorevole Einaudi (egli sa che io sono suo amico e che in me non vi pu\u00f2 essere nessuna idea meno che amichevole) devo ricordare che quando assunse il Governo mi limitai ad alcune raccomandazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi non ha potuto fare molte cose che io desideravo; e che gli dissi con sincerit\u00e0. Io soprattutto desideravo che esistesse un vero bilancio e che si uscisse dal malcostume di disporre senza alcun controllo di fondi enormi.<\/p><p>Volevo che si giungesse presto a una relativa sincerit\u00e0 del bilancio e si arrivasse almeno al punto di sapere quali sono veramente le entrate e quali le spese, e che ci fosse un maggiore controllo. Ora, nessuna cosa \u00e8 pi\u00f9 necessaria di fare in guisa che il bilancio sia chiaro e basato sulla specialit\u00e0 delle spese e quindi in forma debita, diviso in capitoli, in tal modo che non sia possibile alcun abuso nella destinazione delle somme dello Stato.<\/p><p>Speravo, come dissi, che l\u2019amministrazione finanziaria potesse rientrare nella legalit\u00e0 voluta dalla legge di contabilit\u00e0 e fossero rimesse in onore le norme classiche per una reale gestione che consentisse il minimo controllo.<\/p><p>Nessuna modificazione \u00e8 stata apportata ai capitoli, mentre si deve a ogni costo tornare alla specializzazione. Si fanno ancora adesso spese ingenti autorizzando il Ministro proponente a inscriverle nel bilancio quando crede e vuole.<\/p><p>Non ci sar\u00e0 mai da noi una restaurazione del bilancio se non se ne incomincer\u00e0 a stabilire la chiarezza, soprattutto la divisione in capitoli che rappresentino la normalit\u00e0.<\/p><p>Noi dobbiamo evitare che vi siano spese enormi non controllate e dobbiamo volere che non si trasformino i bilanci di competenza in bilanci di cassa, come si fa ora per i bilanci dei lavori pubblici: dobbiamo volere che non si faccia alcuna spesa che non sia autorizzata.<\/p><p>Ora la materia dei residui passivi diventa preoccupante, e si fanno leggi di pagamenti e finanziamenti differiti, \u00e8 quindi a carico della cassa. Si fanno leggi di finanziamenti a pagamenti differiti, ma con la facolt\u00e0 (in realt\u00e0 necessit\u00e0) di scontare le annualit\u00e0 o semestralit\u00e0, e quindi a carico della cassa e dei mercati finanziari gi\u00e0 iscritti.<\/p><p>A molte di queste cose che riguardano la chiarezza e il controllo del bilancio l\u2019onorevole Einaudi pu\u00f2 provvedere senza difficolt\u00e0. Egli ha assunto una carica che io non trovo troppo felice: quella di Ministro del bilancio. Non so perch\u00e9 gli sia stato conferito questo titolo, che non trovo in nessun altro paese. Una sola volta in Francia questo titolo esistette, ma dur\u00f2 pochissimo tempo.<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Einaudi e il Ministero troveranno ben altre difficolt\u00e0 quando dovranno affrontare i grossi problemi che sopraggiungono.<\/p><p>La nostra Assemblea finir\u00e0 con la data del 31 dicembre e questa volta \u00e8 necessario che assolutamente si finisca. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Io in quest\u2019Aula assunsi la responsabilit\u00e0 di dire che la proposta di limitare, come il Governo voleva, a settembre i nostri lavori non era accettabile, perch\u00e9 non avremmo avuto la possibilit\u00e0 materiale di tenervi fede. Ma a dicembre dobbiamo assolutamente finire. Io vedo invece in una sia pure piccola parte di questa Assemblea un proposito indeterminato: la necessit\u00e0 di un nuovo termine. Tutte le assemblee desiderano la longevit\u00e0 e se possono la stessa stabilit\u00e0. Ho udito perfino questa strana ipotesi: perch\u00e9, se \u00e8 necessario, questa nuova Assemblea Costituente non si trasforma in Assemblea legislativa e dura fino quando non vi saranno tempi pi\u00f9 calmi?<\/p><p>Cose impossibili e non serie: noi dobbiamo finire il 31 dicembre. E dobbiamo fino allora avere esaurito il nostro compito essenziale: aver fatto la Costituzione, buona o cattiva che essa sia.<\/p><p>E dobbiamo, per quanto \u00e8 possibile, non impegnare coloro che seguiranno, con atti e articoli della Costituzione, che riguardano le nostre idee e la nostra azione pi\u00f9 che le necessit\u00e0 dello Stato. Noi non abbiamo altro diritto se non quello di fare la Costituzione. Ora, se nella Costituzione vogliamo mettere ci\u00f2 che attiene veramente alla Costituzione e non cose che rappresentano interessi, idee e tendenze dei partiti dovremo terminare i nostri lavori senza incidenti spiacevoli che compromettano anche l\u2019avvenire.<\/p><p>Io vedo la necessit\u00e0 che l\u2019Assemblea Costituente prepari prima di tutto due serie Assemblee legislative, che avranno compiti molto gravi: e noi stiamo facendo di tutto per aumentare gli errori della proporzionale. Noi stessi esageriamo nel far male. La prima proposta del Governo era che vi fosse un deputato per ogni 80.000 abitanti. Troppi deputati. L\u2019onorevole Conti propose giustamente la cifra di 150.000 abitanti per ogni deputato. Io, vedendo che la cosa riusciva ostica (molti colleghi pensavano di quanti posti si riduceva il nostro numero) proposi 100.000 abitanti. Mi aspettavo che a questa formula intermedia l\u2019Assemblea aderisse; invece fu respinta la proposta dei 150.000, nonch\u00e9 quella dei 100.000, e si adott\u00f2 quella degli 80.000. E sono sicuro che se si fosse proposto di avere un deputato ogni quarantamila abitanti, il numero di voti sarebbe stato ancora pi\u00f9 grande, sopra tutto a scrutinio segreto. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Tutto ci\u00f2 \u00e8 pericoloso e dannoso.<\/p><p>Io vi prego di riflettere che le pi\u00f9 potenti assemblee del mondo, la Camera dei rappresentanti americana e il Senato americano, hanno fra l\u2019uno e l\u2019altra un numero di rappresentanti assai minore di quello che attualmente sono i rappresentanti di questa nostra Assemblea Costituente.<\/p><p>Dunque noi dobbiamo, se vogliamo dare esempio di seriet\u00e0, finire per il 31 dicembre: se noi non ci prendiamo sul serio non ci prenderanno sul serio n\u00e9 all\u2019estero, n\u00e9 in Italia i nostri stessi concittadini.<\/p><p>Finisce la Costituzione. Nel pensiero di tutti \u00e8: chi far\u00e0 le elezioni? Vogliamo essere sinceri? Nella penosa discussione attuale domina il pensiero: chi far\u00e0 le elezioni? Con quale Ministro? Con quali metodi?<\/p><p>Io ho avuto una strana idea: non solo credere nella libert\u00e0, ma praticarla. Sono stato Ministro dell\u2019interno oltre che Presidente del Consiglio ed ho fatto nel 1919 elezioni generali. Ho voluto fare elezioni oneste senza intervento di Governo. \u00c8 una idea che pu\u00f2 parere anche ora paradossale. Delle elezioni volevo solo occuparmi per quanto riguardasse l\u2019ordine pubblico e poi lasciare a tutti i partiti e a tutti i cittadini piena libert\u00e0 di fare ci\u00f2 che volevano. Diedi ordini a tutti i prefetti nello stesso tempo di non occuparsi di elezioni. Ma poich\u00e9 si poteva credere che ci\u00f2 che era detto pubblicamente fosse una finzione, chiamai a Roma i prefetti delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 e poi mandai a tutti telegrammi segreti in cifra. Ma voi sapete che i prefetti pensano che i telegrammi sono fatti per il pubblico, per rappresentare una difesa per l\u2019avvenire. Feci perci\u00f2 ad ognuno riservatamente un telegramma in cifra; in cui davo delle disposizioni dicendo che esse dovessero essere interpretate alla lettera e soggiungendo che avrei punito ogni prefetto che si fosse occupato di elezioni. Volevo soltanto che l\u2019ordine pubblico fosse garantito e non altro.<\/p><p>Perch\u00e9 diedi queste disposizioni? Io sono convinto che sopra tutto dopo grandi movimenti umani come la guerra noi non dobbiamo restare attaccati alle vecchie formule nelle grandi manifestazioni della vita pubblica. Non \u00e8 possibile che mentre muta sostanzialmente tutto, l\u2019azione del Governo sia come prima dominata da interessi privati. Era allora mio Sottosegretario all\u2019interno l\u2019onorevole Grassi. Allora era un giovane Sottosegretario: ora non dir\u00f2 che sia un vecchio Ministro, ma un Ministro solenne ed anziano, come conviene ad un Ministro guardasigilli. L\u2019onorevole Grassi sa che io ordinai ai prefetti di fare lo stesso trattamento agli avversari come ai sostenitori, avendo un\u2019arma potente nelle mani, la censura (che durava in pieno allora dopo la guerra), io diedi ordine alla censura che tutto quello che si stampava contro il Governo doveva essere lasciato libero, che gli insulti personali anche pi\u00f9 oltraggiosi contro di me non dovessero essere mai in nessuna forma censurati. Al punto che Mussolini, a Milano, sapendo di questa disposizione, si divertiva a pubblicare articoli ove figurava: \u00abil porco Nitti\u00bb. Ebbene il \u00abporco Nitti\u00bb dispose che anche quelle pubblicazioni dovessero passare senza censura! Ho sempre creduto che il Governo debba garantire il rispetto delle libert\u00e0 fondamentali. Io disposi sempre il rispetto delle libert\u00e0 fondamentali, anche a mio danno personale. Quindi non consentii mai alcuna cosa a danno degli avversari.<\/p><p>Le elezioni che io feci nel 1919 furono le sole, o fino ad ora le sole, contro cui nessuno present\u00f2 alcun reclamo contro il Governo! Tanto l\u2019azione del Governo fu onesta e seria!<\/p><p>Quello che io feci consideravo come un dovere e come garanzia di giustizia e di onest\u00e0.<\/p><p>Ma i miei procedimenti parvero ai vecchi uomini pericolosi e inquietanti. Voler parlare di seriet\u00e0, di onest\u00e0, di semplicit\u00e0 in materia elettorale parve ingenuit\u00e0. Giolitti non era persuaso. Si dice che con quelle elezioni erano entrati alla Camera dei deputati troppi socialisti e, per la prima volta, pi\u00f9 di cento democristiani, che allora si chiamavano popolari. E allora Giolitti che mi succedette (era stato mio grande amico e divenne mio grande nemico e ci separammo non senza grande dolore da parte mia) pens\u00f2 di fare le elezioni con diverso metodo, e impose il solito metodo dell\u2019intervento dei prefetti. Io avevo fatto le elezioni nell\u2019autunno del 1919, Giolitti, senza necessit\u00e0 e mancando a un impegno presso la Commissione del bilancio, volle fare nuove elezioni a brevissima distanza nella primavera del 1921. Voleva una sua maggioranza ed escludere me e i miei dal Parlamento. Quale fu il risultato? Si diceva che io ero stato allora inabile facendo votare liberamente e non creando alcun ostacolo agli avversari. Io feci le elezioni nel 1919, egli nel 1921. Fu eletto press\u2019a poco lo stesso numero di socialisti e di democristiani. E l\u2019onorevole Giolitti, che aveva concentrato la lotta contro di me (dalla grande amicizia si passa spesso alla grande inimicizia) non raggiunse il suo scopo. Io ebbi elezioni trionfali non ostante tutte le violenze.<\/p><p>Quindi, prima cosa che dobbiamo evitare \u00e8 questa.<\/p><p>L\u2019onorevole Giolitti arriv\u00f2 allora a tollerare che uno dei Ministri desse le armi ai fascisti, e non solo camion militari e materiale di trasporto, ma anche fucili. Lo stesso Ministro fu in lista con Farinacci e prese parte con lui a una festa fascista in cui si bruciavano le bandiere delle cooperative socialiste, che egli stesso aveva contribuito a fondare. Il Ministro della giustizia diede istruzione ai procuratori generali che non si dovessero istruire processi contro coloro che avevano commesso reati a scopo nazionale, cio\u00e8 i fascisti. Era l\u2019impunit\u00e0 del delitto voluta dal Governo. Il sottosegretario di Stato all\u2019interno fece tutti gli inganni, ment\u00ec sempre a tutti ed elev\u00f2 la falsit\u00e0 pubblica a un livello cui non si era mai giunti.<\/p><p>Ebbene, la sola differenza fra le elezioni del 1921 e quelle del 1919 fu che, essendo io Ministro dell\u2019interno, non venne nessun fascista alla Camera.<\/p><p>Io avevo dato ordine al prefetto Flores, uno dei pi\u00f9 intelligenti, che avevo mandalo a Milano apposta, di non fare alcuna persecuzione agli avversari in occasione delle elezioni. Quale fu il risultato? La lista di Mussolini a Milano fu miserabilmente battuta: appena quattromila voti (e fu oggetto di ilarit\u00e0 generale) nella citt\u00e0 di Milano.<\/p><p>Tanto sono convinto che solo con la libert\u00e0, col rispetto dei cittadini, nel considerare l\u2019avversario come uguale e non metterlo mai in condizione di veramente odiarti, si pu\u00f2 arrivare alla pacificazione.<\/p><p>Del risultato che ebbe allora Giolitti io non gliene faccio colpa: fu un\u2019aberrazione di un uomo inasprito da passati dolori e contro cui tutte le ingiustizie erano state commesse. Ma colpa di Giolitti fu, per inconsiderata esaltazione, aver introdotto il fascismo in Parlamento cio\u00e8 di averne assicurata la vittoria.<\/p><p>Assai poco serve l\u2019esperienza. Ma io spero che il Governo far\u00e0 le elezioni prossime e le far\u00e0 in modo che tutti gli avversari abbiano sempre e sopra tutto la libert\u00e0. I democristiani al Governo con i socialisti e comunisti avevano gli stessi vantaggi, ed erano sicuri di fare tutta la via insieme, o almeno pareva che dovessero farla. Ora una frattura si \u00e8 prodotta. Voi dovete fare le elezioni da avversari. Io spero che voi vi regolerete con gli avversari come con gli amici, con gli stessi sentimenti di onest\u00e0 e serenit\u00e0 che sono condizioni di vita civile.<\/p><p>Ma mi spiego l\u2019inquietudine.<\/p><p>Un\u2019altra ragione di inquietudine: voi del Governo avete un immenso potere; il bilancio dello Stato \u00e8 nelle vostre mani e per lungo tempo, e cio\u00e8 fin dopo le elezioni sia nelle forme attuali, sia nelle tradizionali per cui di molti fondi si dispone largamente e quasi si pu\u00f2 disporre ad arbitrio. Voi potete cos\u00ec rendere favori o produrre danni. Io mi spiego che molti che si dicono oggi vostri avversari e che ieri erano vostri amici, abbiano motivi di preoccupazione. Conosco troppo i metodi per non esserne inquieto. Ma io confido che voi sentirete (e non vedo perch\u00e9 non lo sentireste) che \u00e8 nel vostro stesso interesse di limitare la lotta e di difendere la vostra azione, se non con simpatia, con lealt\u00e0 verso i vostri avversari.<\/p><p>Noi dobbiamo arrivare alla nuova Camera, e ci dovremo andare con un duro compito. Ci rimangono per la fine dell\u2019anno meno di tre mesi e non abbiamo predisposto nulla ancora di quella che deve essere la vera parte importante, costituzionale nella nuova Costituzione. Il lavoro per questa parte \u00e8 appena incominciato. Dobbiamo ancora fare tutte le leggi e tutti i preparativi necessari per arrivare alle elezioni. Sinora abbiamo fatto assai poco e abbiamo solo perduto tempo in discorsi.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni ha pronunziato stamane un discorso impressionante e ha fatto anche l\u2019apologia dei proprio partito: \u00e8 arrivato a dire che il Partito democristiano rappresenta la grande maggioranza nel Paese.<\/p><p>PICCIONI. No, la maggioranza relativa.<\/p><p>NITTI. E sia! Ma nel discorso dell\u2019onorevole Piccioni vi \u00e8 un po\u2019 di esagerazione: c\u2019\u00e8 il tono del vincitore. Quello che mi ha colpito nel discorso dell\u2019onorevole Piccioni, fino a ieri cos\u00ec semplice e cordiale, e anche moderato, \u00e8 il tono di sicurezza e anche di fierezza. Permettete allora che io vi domandi: vi sentite voi democristiani veramente sicuri? Sapete voi quello che avverr\u00e0 sino al mese di dicembre? Non vedete i pericoli cui andate incontro? Prevedete voi quali rivolgimenti ci potranno essere nell\u2019economia nazionale, quali nella vita italiana e nelle condizioni dell\u2019Italia? Avete questo sicuro sentimento di voi? Voi dovete volere la nostra collaborazione, almeno spirituale, e quella degli avversari.<\/p><p>Io non sono un avversario personale, sono soltanto un critico disinteressato. Ho il mio passato e la mia esperienza. Senza la collaborazione almeno spirituale da parte nostra voi non riuscirete. I vostri avversari possono con il loro contegno farvi riuscire o non farvi riuscire. Senza la nostra collaborazione voi non potrete risolvere molti problemi. Si tratta di cordialit\u00e0 sostanziale non formale.<\/p><p>Siate cauti nel vostro stesso interesse. Siamo in un momento in cui il bilancio dello Stato sar\u00e0 nelle vostre mani e voi avrete mezzi potenti che vi verranno dai vostri amici. I partiti e i Governi sono una cosa terribile, perch\u00e9 richiedono fondi ingenti: decine, centinaia di milioni, forse domani data la svalutazione della moneta, miliardi. Chi deve dare i miliardi? Si trovano dove si trovano, e la lotta spinger\u00e0 a cercarli. Voi avrete mezzi di lotta che gli altri non hanno. Anche i comunisti hanno finora trovato fra i loro simpatizzanti, e anche e sopra tutto fra i loro avversari, entrate rilevanti. Tutti hanno bisogno di fondi, e non si pu\u00f2 fare nulla senza di essi: e il Partito democristiano, appunto perch\u00e9 pi\u00f9 numeroso, deve averli in maggiore misura.<\/p><p>Avere fondi, vuol dire contrarre obblighi. L\u2019onorevole Saragat ha fatto una cosa semplice: \u00e8 andato in America. \u00c8 evidente che gli americani di origine italiana non gli avrebbero dato nulla se avessero creduto che la sua politica potesse essere contraria a quella dell\u2019America.<\/p><p>Doveva essere cos\u00ec: era necessario che fosse cos\u00ec. L\u2019onorevole Saragat, dunque, ha dovuto ricorrere a quei mondi che non sono i pi\u00f9 favorevoli alle tesi delle sinistre. L\u2019onorevole Saragat ha in realt\u00e0 una natura conservatrice; e non so spiegarmi perch\u00e9 si ostini ad essere ad ogni costo, se non rivoluzionario, amico dei rivoluzionari. (<em>Si ride<\/em>).<\/p><p>L\u2019Italia e la Francia sono i due soli Paesi che hanno la follia dei partiti avanzati. Vogliono sopra tutto i conservatori sembrare estremisti. Io facevo notare spesso al mio amico Briand ed anche a Herriot che in Francia non vi \u00e8 da molti anni un partito che si chiami conservatore, mentre perfino i radicali socialisti sono tutti conservatori.<\/p><p>In Inghilterra i conservatori, anche se hanno spirito liberale, si onorano di chiamarsi conservatori.<\/p><p>Ci\u00f2 succede assai meno in Italia, dove nessuno osa lealmente dire di essere conservatore, e molti lo sono.<\/p><p>L\u2019onorevole Saragat ha fatto bene a rivolgersi ai suoi amici di America: ma \u00e8 chiaro che se le sue idee fossero state credute contrarie al programma americano, non avrebbe trovato aiuto, soprattutto dagli italiani di America.<\/p><p>Poche persone appartengono in America al movimento socialista. Ma non vi sono comunisti. Nessun comunista \u00e8 nei Parlamenti, o deve dissimulare le sue idee.<\/p><p>\u00c8 bene, \u00e8 male? \u00c8 inutile discutere, ma il fatto esiste. Forse muter\u00e0 fra non molto tempo, forse anche non muter\u00e0. Ma \u00e8 chiaro che un Governo che comprenda rappresentanti comunisti non trover\u00e0 simpatia nel Governo americano e tanto meno aiuto.<\/p><p>Siamo noi perci\u00f2 schiavi, come si dice, dell\u2019America? Ci\u00f2 \u00e8 falso, e l\u2019accusa che si muove all\u2019onorevole De Gasperi e ai democratici cristiani di essere all\u2019obbedienza dell\u2019America, che pretenderebbe agire sulla nostra politica \u00e8 falsa e ingiusta: l\u2019America non tiene a nulla. L\u2019America tiene ad agire nel suo interesse. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> L\u2019America pensa a se stessa. Questa vecchia idea italiana che affinit\u00e0 politiche diano diritto ad aiuti politici ed anche economici \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0. Questa idea ha inquinato la nostra politica; ci ha rovinato subito dopo la guerra e dopo la fine del fascismo, quando abbiamo detto e ripetuto che diventati gli italiani repubblicani e democratici, tutte le repubbliche democratiche e tutti i democratici del mondo sarebbero stati per noi. Diventati noi repubblicani non furono per noi pi\u00f9 di quello che non fossero stati prima, e qualche volta, come si \u00e8 potuto vedere, furono anche meno cordiali di quello che erano stati quando ci reggevamo a monarchia. Non \u00e8 vero che l\u2019America, che ci ha dato vero aiuto economico, di cui le siamo grati, ci imponga condizioni di politica estera. \u00c8 falso che ci avesse imposto rapidamente la ratifica del Trattato. \u00c8 falso che voglia regolare le nostre condizioni di vita. Solamente non \u00e8 disposta a darci aiuti economici se metteremo nel Governo rappresentanti di partiti che essi credono facciano parte del grande movimento che reputano a loro contrario o con cui almeno finora non hanno trovato alcuna possibilit\u00e0 di intesa.<\/p><p>Questa intesa pu\u00f2 avvenire. Ma pu\u00f2 anche non avvenire, e non \u00e8 escluso che venga ancora la grande guerra sterminatrice e inutile, e perci\u00f2 pi\u00f9 scellerata.<\/p><p>I rapporti umani non sono mossi soltanto da idee, ma da passioni, da sentimenti e da interessi. Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi ed aver fiducia in noi stessi e trovare in noi stessi le forze per la ricostruzione della nostra vita politica ed economica. E non debbo dire altro se non rivolgere un appello ai miei amici. Io ho notato le parole sdegnose dell\u2019onorevole Piccioni: sdegnose e giuste. Chi vince ha ragione. Il suo partito \u00e8 al Governo e si mostra compatto: egli ha quindi ragione quando dice con fierezza che il Governo democratico cristiano non ha bisogno dei programmi di nessuno. Ma pu\u00f2 dirlo con sicurezza? Il suo concetto \u00e8 che, in una situazione come l\u2019attuale, il suo partito \u00e8 cos\u00ec forte da non chiedere i programmi degli altri, perch\u00e9 ha un proprio programma e chiede soltanto l\u2019adesione degli altri al proprio programma. Ora, io mi permetto di domandare all\u2019onorevole Piccioni ed ai miei amici democratici cristiani: hanno essi una grande sicurezza in questo loro programma? Hanno la sicurezza che anche alla fine dell\u2019anno l\u2019Italia non sar\u00e0 in tali condizioni che molte idee e molte situazioni non saranno sconvolte? Abbiamo noi la sicurezza che avremo un avvenire calmo? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Io non ho questa sicurezza. Bisogna trovare il modo di vivere insieme e di evitare ogni grande conflitto. Io ho fiducia nella prudenza dell\u2019onorevole De Gasperi, ma so anche che chi vince pu\u00f2 essere sempre spinto ad abusare della propria vittoria.<\/p><p>PICCIONI. Non c\u2019\u00e8 questo pericolo.<\/p><p>NITTI. Spero di no. Altri uomini, altri partiti per\u00f2, amici dei democristiani, credono a questo pericolo. A parte tutto ci\u00f2 interessa noi tutti mantenere il pi\u00f9 possibile la concordia. Voi avete detto sempre che io sono pessimista. Vi siete ingannati. Io sono stato fra voi il pi\u00f9 grande ottimista. Ho detto sempre tutte le cose che si sono verificate e a cui non si voleva credere, e le ho dette piuttosto attenuando che esagerando i pericoli. Infatti tutte le cose che ho dette si sono verificate in forma assai pi\u00f9 grave di come le avevo dette. Avete visto quindi che il mio pessimismo era tanto dubitabile quanto la vostra sicurezza.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni ha detto nell\u2019orgoglio della vittoria democristiana che il suo partito non aveva nulla a temere e nulla doveva concedere del suo programma e della sua azione.<\/p><p>La vittoria non d\u00e0 sicurezza durevole invece perch\u00e9 nessuna vittoria \u00e8 qui dentro pi\u00f9 sicura di tre mesi, e noi andiamo verso una situazione che fra tre o quattro mesi potr\u00e0 darci le pi\u00f9 grandi sorprese.<\/p><p>Noi non sappiamo. L\u2019onorevole Piccioni, facendo le giuste lodi del suo partito, ha detto che attendeva, in fondo, l\u2019adesione degli altri, che non va sollecitata. Sta bene. Ed allora, diciamo noi: nelle elezioni eravate lo stesso numero da quella parte e da questa; da quella parte ve ne aveva qualcuno di pi\u00f9: voi siete rimasti compatti; l\u2019altra parte invece si \u00e8 divisa, e si doveva dividere perch\u00e9 non era possibile che persone che concepivano cos\u00ec diversamente coabitassero a lungo insieme. Ma ci sono, al di fuori di qua e di l\u00e0, ancora pi\u00f9 di cento deputati, i quali non sono n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall\u2019altra. Questi deputati rappresentano spesso lo spettacolo pi\u00f9 triste, di dividersi continuamente in partiti, partitoni, partitucci. Ogni indeciso ha trovato la sua via, suppongo sempre per scopo nobile, ma spesso le secessioni sono finite in qualche Sottosegretariato o in qualche concessione della stessa natura.<\/p><p>Ora, noi siamo la classe pi\u00f9 colta, moderata, non reazionaria, non confessionale, non rivoluzionaria. Noi siamo il Paese nella parte pi\u00f9 colta. Noi siamo i rappresentanti di quei ceti che contrariamente a ci\u00f2 che si dice, ripetendo errori vecchi, e nuovi, aumenteranno non perderanno in importanza. Noi siamo il Paese. Signori, voi vi ingannate quando credete che le classi medie sono verso la fine. Io spero pubblicare presto, se i lavori di questa Assemblea me ne lasceranno il tempo, uno studio da lungo tempo preparato sulle classi medie e sulla loro importanza e sul loro avvenire. Vi sono momenti in cui sembra che le classi medie vengano sopraffatte: ma esse si rinnovano, aumentano e aumenteranno ogni giorno, perch\u00e9 le stesse classi operaie, che voi cercate di sollevare, entreranno nelle classi medie. Ed \u00e8 da questo movimento che sorger\u00e0 quella nuova borghesia operosa, viva e intelligente, la quale render\u00e0 grandi servizi.<\/p><p>Accettando l\u2019invito dell\u2019onorevole Piccioni (perch\u00e9 io considero la sua critica come un incoraggiamento), io mi rivolgo a tutti gli uomini del mio ceto, della mia classe, delle mie idee per domandare loro se alla vigilia di fatti nuovi, come saranno le prossime elezioni politiche, non credano utile rompere questa massa di piccole paure, di piccoli partiti, e se non credano di trovare nella unione qualcosa che sia la vita e la forza. Questo non \u00e8 n\u00e9 contro i democristiani, n\u00e9 contro i socialisti, ma \u00e8 per la nostra esistenza, e confido che questo mio appello sincero sar\u00e0 accolto.<\/p><p>L\u2019Italia non pu\u00f2 unirsi che in un grande programma nazionale contro l\u2019antinazione e l\u2019antilibert\u00e0 che ora ancora avvelenano gli spiriti.<\/p><p>Solo un rinnovato e grande amore di patria contro l\u2019oppressione della libert\u00e0 mentale, contro il particolarismo, contro il grossolano materialismo di questo periodo, una unione nazionale a scopo di ricostruzione possono rinnovarci. Non si pu\u00f2 ingannare a lungo il popolo. Grandi e dure sofferenze ci attendono ancora.<\/p><p>Entriamo nell\u2019ora terribile in cui andranno in vigore in materia politica tutte le cattive leggi che abbiamo mantenuto o abbiamo preparato. Si verificheranno tutti gli inconvenienti che abbiamo preveduti. Dobbiamo essere preparati a lottare per la ricostruzione.<\/p><p>Questo appello che io rivolgo ai miei amici vicini e lontani, \u00e8 diretto con purit\u00e0 di cuore, perch\u00e9 personalmente dopo tante lotte non aspiro pi\u00f9 a nulla. E vi ringrazio di questa vostra cortesia e della sincerit\u00e0 con cui avete voluto ascoltarmi. (<em>Vivi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ieri sera abbiamo sospeso la seduta per riprenderla per\u00f2 dopo due ore e portarla avanti ad un\u2019ora assai tarda. Si potrebbe fare lo stesso questa sera; o forse potremmo scegliere un\u2019altra soluzione.<\/p><p>Penso, per\u00f2, che questa sera potremmo continuare senza interruzione sino alle 21 e poi rinviare a domani, anzich\u00e9 sospendere la seduta per poi riprenderla. Comunque questa sera dobbiamo fare ancora una parte del cammino, se corrisponde a verit\u00e0, come non ne dubito, il desiderio espresso da tanti colleghi di vedere terminata domani sera questa discussione. E lo sar\u00e0 se lavoriamo fino alle 21. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Pajetta Giancarlo. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi.<\/p><p>Ancora ieri uno degli oratori che si \u00e8 levato a difesa di questo Governo ha accusato l\u2019opposizione di valersi come <em>ratio<\/em> sistematica della piazza nella lotta politica e, prima di lui, un oratore sindacalista di parte democratica cristiana ci ha detto cose molto strane a proposito di una non meno sistematica azione che gruppi di operai di avanguardia condurrebbero nelle nostre officine per sabotare la produzione nazionale. Io stupisco che l\u2019onorevole Crispo ci abbia parlato con tanto orrore della piazza; stupisco soprattutto che lo abbia fatto dopo il 20 settembre, perch\u00e9 si vede che non soltanto presta fede ai giornali quando immaginano e raccontano cose inverosimili su avvenimenti che non succederanno, ma ci crede anche dopo che le cose non sono successe. Ma forse l\u2019hanno confermato nella sua opinione i manifestini che i democratici cristiani hanno fatto affiggere sui muri di Roma, nei quali si dice che, se il 20 settembre non c\u2019\u00e8 stata la rivoluzione, lo si deve al pugno di ferro dell\u2019onorevole Scelba.<\/p><p>Noi vorremmo che si capisse per\u00f2 che non sempre piazza significa rivoluzione. \u00c8 certo che i partiti di massa hanno dei metodi particolari di organizzazione, hanno degli obblighi verso i loro elettori che altri partiti non hanno. Noi, quando vogliamo prendere contatto con i nostri elettori, abbiamo bisogno di chiamarli, per esempio, a Piazza del Popolo; la stessa cosa sarebbe forse inutile al Partito liberale se volesse raccogliere i propri aderenti.<\/p><p>Noi crediamo che sia un metodo democratico quello di interrogare il Paese e permettergli di esprimersi, e non vorremmo che a queste domande che noi facciamo e alle risposte che ne vengono non prestassero orecchio gli uomini del Governo, che non possono attendere soltanto il responso elettorale, che non possono credere di sentirsi responsabili soltanto in quella occasione, ma che dovrebbero invece saper prevenire e capire come le situazioni vanno svolgendosi.<\/p><p>Secondo qualcuno dunque, la situazione sarebbe quasi normale nel nostro Paese, se non ci fossero dei sabotatori, se non ci fossero dei sobillatori che turbano le acque.<\/p><p>Ma \u00e8 possibile che voi non intendiate che prima che discussione qui, c\u2019\u00e8 lotta nel Paese? \u00c8 possibile che non intendiate la crisi, il dramma, che non ne vediate i personaggi? Qualche volta penso che forse il frastuono della polemica che si accende qui vivace, ma poi va placandosi nel Transatlantico, impedisce di sentire la voce del Paese, impedisce di sentire la voce stessa delle cose. Onorevole Scelba, lei che dovrebbe essere responsabile del mantenimento dell\u2019ordine nel Paese e dell\u2019azione contro i sobillatori e i sabotatori, mi permetta di ricordare qui qualche cosa di quello che sta accadendo a Milano e che forse interessa anche il Ministro del tesoro.<\/p><p>All\u2019Isotta Fraschini non sono state fatte le paghe il giorno 24 n\u00e9 sono stati pagati gli stipendi il 30: 230 milioni di arretrati nei confronti dei lavoratori: si tratta di 7 mila dipendenti. Alla Cemsa di Saronno, anticipo il 9 per la quindicina del 24 agosto: si tratta di duemila dipendenti. Alla Caproni, un solo acconto il 24: sono quattromila dipendenti, e la Breda nelle stesse condizioni: ne dipendono 12 mila lavoratori. Sono questi soltanto, 25 mila lavoratori! E non sono avvenuti disordini, e non sono avvenuti incidenti. E davvero se non \u00e8 avvenuta la rivoluzione, non credo che il merito sia esclusivamente suo o delle direttive che ella d\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> &#8230;ma hanno avuto un miliardo e duecentomilioni a Milano!<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Questa mattina soltanto! Forse, per la strana teoria che ha annunciato questa mattina l\u2019onorevole Piccioni, che il Governo deve intervenire sempre dopo. \u00c8 una teoria che possiamo accettare (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Questa teoria noi l\u2019accettiamo, tanto che facciamo le agitazioni proprio per farvi intervenire. Se voi interveniste a tempo, se voi non imponeste ai lavoratori lo sciopero, le agitazioni sarebbero tante di meno. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Gli industriali hanno fatto la richiesta l\u2019altro ieri e stamane hanno avuto soddisfazione.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. E del resto non si tratta soltanto di una teoria.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Presidente del Consiglio ci ha parlato l\u2019altro giorno, ci ha detto: \u00abGli agrari hanno ceduto al mio appello\u00bb. Noi non abbiamo potuto fare a meno di domandarci se gli agrari avessero ceduto all\u2019appello dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio soltanto dopo che questi aveva dovuto cedere a quel milione di braccianti che stavano gi\u00e0 scioperando da dieci giorni, quando il Governo \u00e8 intervenuto.<\/p><p>Ora noi troviamo in queste confessioni, nelle vostre teorie, la giustificazione delle agitazioni che sono in corso. Vuol dire che esse sono nella necessit\u00e0 delle cose, che sono le agitazioni che vi fanno sentire, quando la sentite, una voce alla quale altrimenti sareste sordi.<\/p><p>Stamane abbiamo sentito domandarci che cosa mai avverrebbe se non intervenisse il Governo; ebbene \u00e8 semplice: le masse farebbero sentire pi\u00f9 forte la loro voce. Ed \u00e8 perch\u00e9 non intervenite se non a ritardo e sospinti, che queste voci di protesta si levano sempre pi\u00f9 forte.<\/p><p>Quali possano essere i provvedimenti economici per far fronte alla situazione milanese, altri ha detto e forse altri ne dir\u00e0 ancora.<\/p><p>Quello che mi interessa oggi qui \u00e8 di fare alcune constatazioni politiche che derivano dall\u2019esame di questa situazione. E la prima \u00e8 l\u2019azione condotta in comune dai lavoratori e dagli industriali milanesi. Voi, che cercate nella omogeneit\u00e0 di un Governo di partito e di classe l\u2019unica possibilit\u00e0 di un efficace intervento, dovreste riflettere a quanto \u00e8 avvenuto.<\/p><p>I rappresentanti dei lavoratori si sono raccolti intorno ai rappresentanti del Governo e sono venuti ad un accordo: unanimemente sono state accettate delle direttive. E non saremo certo noi a lamentarci che questa unanimit\u00e0 si sia raggiunta nella pi\u00f9 decisa condanna della politica finanziaria dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> A carico dello Stato, onorevole Pajetta, vanno sempre d\u2019accordo.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Ma io vorrei ricordarle, onorevole De Gasperi, che, quando lei ha fatto questo, quando lei ha voluto realizzare questa sua grande operazione, il suo intento proclamato era proprio quello di far s\u00ec che certi Ministri politici non mettessero pi\u00f9 i bastoni fra le ruote alle sue buone intenzioni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> E lei sa che prima c\u2019era la garanzia che il Governo avrebbe sentito la voce dei lavoratori anche senza che questa dovesse ogni volta risonare nelle piazze.<\/p><p>E la seconda constatazione \u00e8 che, fino a quando \u00e8 possibile, i lavoratori non promuovono inutili agitazioni perch\u00e9 essi, fino a che hanno potuto, hanno lavorato.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Hanno fatto quindici giorni di vacanza in agosto.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Ingegner Corbellini, l\u2019onorevole Piccioni ci ha detto questa mattina che il Governo non soltanto ha fatto poco perch\u00e9 ha avuto a sua disposizione soltanto 79 giorni, ma \u00e8 stato anche impedito dal fatto di essere stato una specie di Governo balneare e quindi ha dovuto prendersi un po\u2019 di riposo. Non vedo proprio che vi sia un gran male che si siano riposati i lavoratori milanesi che il loro diritto alle ferie retribuite se lo sono conquistato.<\/p><p>Dicevo dunque che quando possono, gli operai, gli impiegati, i tecnici italiani lavorano: essi non sono dei sabotatori. Onorevole Scelba: se lei dovesse per avventura incaricare il prefetto di Milano di inquisire, di ricercare presunti sabotatori, di andare alle radici dei turbamenti economici e delle agitazioni dei lavoratori, noi dovremmo, io credo, esaminare qui la richiesta di autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Einaudi che \u00e8 il vero sobillatore di questa situazione. (<em>Proteste al centro ed a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non interrompano, per favore.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Onorevoli colleghi, quando si tratta di esaminare un problema concreto spesso preferite gridare tutti insieme: non sarebbe invece meglio cercare di provvedere, cercare di fare onestamente quello che dovete almeno quando la piazza vi prende per il braccio e vi dice: qui c\u2019\u00e8 da fare questo e quest\u2019altro?<\/p><p>Il Governo ha voluto dimostrare di credere che si tratti soltanto di problemi economici e finanziari; ma i problemi dell\u2019economia, della produzione del nostro Paese si pongono oggi come problemi politici. E non possono non porsi come problemi politici, come problemi dei rapporti tra cittadini e Governo. Oggi siamo di fronte soprattutto a problemi politici, problemi dell\u2019ordine democratico, problemi della difesa della Repubblica. Sono davanti a noi problemi di libert\u00e0 a cui dovreste essere sensibili. Problemi di libert\u00e0 e, quando li poniamo, non dovreste cos\u00ec facilmente irridere, perch\u00e9 cos\u00ec irridete a tutta la tragica situazione del nostro Paese. Perch\u00e9, se i nostri lavoratori non avranno libert\u00e0, allora non avranno nemmeno il pane e nemmeno il nostro Paese potr\u00e0 aspirare a risorgere.<\/p><p>Dico la verit\u00e0, ho provato una meraviglia forse ingenua: forse, la meraviglia di un uomo, che non ha ancora avuto tempo di diventare un parlamentare consumato o logoro addirittura. Qui si \u00e8 detto: \u00e8 soltanto un manifesto strappato, \u00e8 soltanto un comizio interdetto, \u00e8 soltanto un arresto arbitrario.<\/p><p>Ma \u00e8 la questione di principio! Cos\u2019\u00e8 questo manifesto? \u00c8 giusto o non \u00e8 giusto che sia strappato? \u00c8 giusto o non \u00e8 giusto che l\u2019onorevole Scelba abbia preso questo o quel provvedimento? Se non \u00e8 giusto che sia stato strappato un manifesto, \u00e8 come se ne fossero strappati mille. Lei, onorevole Scelba, per esempio, andr\u00e0 all\u2019inferno lo stesso, anche se commette un solo peccato mortale senza voler pentirsene. Qui \u00e8 una questione di giustizia, di diritto, \u00e8 una questione di qualit\u00e0 della vostra politica.<\/p><p>Voi avete voluto oggi fare una questione di quantit\u00e0 in queste cose e noi abbiamo dovuto dolerci che non si sia dimostrata la sensibilit\u00e0 politica e morale necessaria. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io capisco, la nostra sensibilit\u00e0, a proposito di questi problemi, vi par forse eccessiva. \u00c8 evidente che il pensiero di un regime che impedisce la libert\u00e0 \u2013 senza voler fare offesa a chicchessia \u2013 per il nostro compagno Scoccimarro, che \u00e8 stato tanto tempo in carcere, sia considerato diversamente da come lo considera, con una esperienza tanto diversa, l\u2019ingegnere Corbellini. Per noi queste cose hanno un diverso significato che per molti di voi. (<em>Si ride \u2013 Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Sono disposto a credere che a qualcuno pesi oggi di pi\u00f9 l\u2019umiliazione di aver portato la camicia nera che non possa pesare a noi di aver sofferto in carcere per la causa della libert\u00e0. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunque, se non vi pesa, me ne rammarico&#8230; (<em>Rumori a destra e al centro \u2013 Approvazioni all\u2019estrema sinistra \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ripeto che ce ne meravigliamo e ce ne doliamo. Vorremmo che quelli di voi che hanno occhi per vedere, vedessero; vorremmo che quelli che possono intendere la tragedia che ci pu\u00f2 sovrastare, facessero in modo che questioni di prestigio di partito od una beccata parlamentare, o una interruzione non bastassero a nascondere i pericoli della situazione. Perch\u00e9, vedete, quando parliamo di fascismo, quando ne parliamo e riusciamo a farci ascoltare, ci sentiamo dire: \u00abfantasmi, spettri del passato!\u00bb.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 stato gi\u00e0 un tempo in cui \u00e8 stato detto questo. C\u2019erano gi\u00e0 allora di questi fantasmi e voi nel 1919, nel 1920, nel 1921, nel 1922 non avete saputo esorcizzarli. Nessuna delle vostre formule \u00e8 bastata per esorcizzare questi fantasmi, ed un giorno essi vi sono stati vicini, diventati uomini in carne ed ossa, e allora avete creduto che l\u2019unico metodo fosse quello di sedervi con loro allo stesso tavolo, allo stesso Ministero. E certo non \u00e8 sembrato quello il metodo migliore. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quegli uomini che credevate forse di rendere pi\u00f9 mansueti, hanno portato alla rovina il nostro Paese, e anche, non dimenticatelo, il vostro partito e le vostre organizzazioni.<\/p><p>Oggi, l\u2019onorevole Nitti ci ha ricordato quanto pochi fossero i voti di Mussolini nel 1919. Eccoli in dettaglio: 4.657 voti di lista, 2.420 voti preferenziali, 1987 voti racimolati in altre liste, secondo quanto permetteva il sistema elettorale di allora. Io non so: pu\u00f2 darsi che l\u2019onorevole Patrissi, nelle elezioni del 12 ottobre, ne raccolga di pi\u00f9. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FRESA. Certamente!<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Ebbene, nel 1919 non si dovevano chiudere gli occhi, si doveva capire. Li avete chiusi; volete chiuderli ancora? (<em>Accenna al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quello che ci preoccupa, quando parliamo di fascismo e di pericolo fascista, siete soprattutto voi. \u00c8 il vostro atteggiamento che ci preoccupa. Se foste consapevoli, se dimostraste senso di responsabilit\u00e0, se intendeste il pericolo non per un partito soltanto, ma per tutto il Paese; se comprendeste che bisogna far argine; se non rideste e diceste semplicemente \u00abspettri\u00bb, allora noi saremmo sicuri che il nostro Paese non ricadr\u00e0 in questa tragedia.<\/p><p>Ma quello che ci preoccupa \u00e8 che voi rifate troppo della strada antica; che non volete vedere; che non volete prevedere. Siete davvero peggio di quei dannati che vedevano soltanto quanto era ancora lontano; voi non volete vedere n\u00e9 vicino n\u00e9 lontano.<\/p><p>Che cosa si fece allora? Si ignor\u00f2 il pericolo fascista; poi lo si minimizz\u00f2. Infine, le cose precipitarono, e furono veramente le lacrime delle cose: erano le nostre cooperative, erano le nostre camere del lavoro, erano i nostri morti che parlavano; allora si cap\u00ec; ma non si ebbe il coraggio di trovare i mezzi. Quando una voce autorevole si levava, diceva: \u00abIl fascismo colpisce pi\u00f9 la democrazia che non il socialismo, e lo Stato borghese \u00e8 impotente. Giolitti us\u00f2 il suo metodo: quello di avvicinare ed accarezzare prima di intossicare, ma ne rimase prigioniero, dopo aver dato una parte dell\u2019organismo statale in mano al fascismo.<\/p><p>\u00abE cos\u00ec liberali e democratici, che avevano sperato di trovare una balda schiera di avanguardisti al fascismo&#8230;\u00bb.<\/p><p>Chi diceva queste cose era Luigi Sturzo ed era il 18 gennaio 1922; quando non si poteva non vedere; ma si poteva ancora impedire che quello che si intravedeva diventasse veramente la tragedia di tutto il popolo italiano.<\/p><p>Ebbene, questo discorso \u00e8 del 18 gennaio; due mesi dopo, a marzo, si riuniva la direzione del Partito popolare italiano, e che cosa deliberava? Votava una deplorazione per il patto di intesa che socialisti e popolari avevano concluso a Cremona. Votava una deplorazione per quello che poteva essere il germoglio di un albero, che forse avrebbe potuto far fronte alla tempesta. Dobbiamo riconoscere che qualche giorno dopo o prima anche la segreteria del Partito socialista deplorava lo stesso avvenimento.<\/p><p>Ma noi comunisti, che ricordiamo soprattutto l\u2019insegnamento unitario del nostro capo, del nostro compagno Gramsci, che gi\u00e0 allora oper\u00f2 sempre per l\u2019unit\u00e0; noi comunisti vogliamo avere l\u2019umilt\u00e0 di imparare dalla storia, vogliamo imparare dalla esperienza e anche dagli errori della classe operaia.<\/p><p>Se voi voleste imparare, se voi voleste almeno guardare se avete qualche cosa da imparare! E questo non pare, pare che sempre pi\u00f9 siate spinti su una china antica, che gi\u00e0 una volta ci ha portati, noi e voi, alla catastrofe.<\/p><p>Il fatto \u00e8 che oggi questo Governo della Repubblica rappresenta un pericolo per la Repubblica. Questo Governo: il Governo di De Gasperi, il Governo di Scelba, il Governo di Grassi. Rappresenta un pericolo per quello che di illiberale ha fatto, questo Governo. Io non voglio insistere sull\u2019argomento, perch\u00e9 altri oratori gi\u00e0 lo hanno trattato. Ma questa mattina, vede, onorevole Scelba, l\u2019onorevole Piccioni ci diceva che una delle funzioni del Governo \u00e8 quella di impedire che ci sia il vilipendio, di impedir\u00f2 che il prestigio di coloro, che rappresentano l\u2019autorit\u00e0 della Repubblica, venga menomato. Ora, io credo che per impedire il vilipendio, per tenere alto il prestigio, la prima cosa sia quella di rifuggire dal ridicolo. E, mi permetta, lei c\u2019\u00e8 sfuggito molto raramente. Quando lei \u00e8 venuto a Milano per dare il via ad una corsa automobilistica o motociclistica (cosa rispettabilissima), lei ha concesso ai giornali un\u2019intervista per spiegare perch\u00e9 impediva che un giornale milanese pubblicasse un avviso pubblicitario. Ed ha svolto questo suo pensiero persino in termini filosofici: acquistare un giornale sarebbe un atto di volont\u00e0, leggere un manifesto \u00e8 una&#8230; costrizione morale. E per un manifesto che porta l\u2019effigie del Sommo Pontefice, secondo lei, non sarebbe sufficiente l\u2019autorizzazione dalla questura di Milano, ma occorrerebbe quella della Santa Sede.<\/p><p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che lei ha ottenuto il risultato di coprirsi di ridicolo e di far vendere parecchie migliaia di copie di giornale in pi\u00f9. Eppure questi comunisti, che secondo lei disprezzerebbero la religione, avevano portato la copia ad autorevoli dirigenti del vostro partito dicendo: secondo voi offende questo il vostro sentimento religioso di cattolici? Quasi quasi abbiamo cercato l\u2019<em>imprimatur<\/em>, e lei invece ha creduto di dovere intervenire con la sua insensibilit\u00e0 per ridicolizzare il prestigio del Governo. Io le domando sinceramente se questo \u00e8 il mezzo migliore di seguire i consigli del segretario del suo partito.<\/p><p>Ma noi dobbiamo giudicare questo Governo per ci\u00f2 che ha fatto, per quello che ha lasciato fare e per quello che ha suscitato d\u2019insane speranze. La composizione di questo Governo ha suscitato un grido di gioia, non solo degli speculatori, ma dei fascisti!<\/p><p>Guardate: quando si leggono i giornali, e particolarmente quelli fascisti, ad un certo momento ci viene di domandarci: ma chi ci ha messo fuori dal Governo?<\/p><p>L\u2019onorevole Giannini ha sostenuto che \u00e8 stato l\u2019Uomo Qualunque. Gli americani sostengono di avervi contribuito potentemente. I fascisti sostengono sui loro giornali che sono loro che hanno avuto la pi\u00f9 grande vittoria, perch\u00e9 finalmente hanno trovato un Governo che mette da parte quelli che sono i loro nemici pi\u00f9 pericolosi!<\/p><p>Ora, \u00e8 certo che questo Governo \u00e8 stato salutato con tripudio dai fascisti, e non solo con tripudio, ma anche con scariche di mitra e con esplosioni di bombe e con l\u2019intensificarsi della loro azione, col moltiplicare la loro stampa.<\/p><p>Ora, noi vi domandiamo: credete di essere sulla via giusta, se i passi che fate permettono ai nemici comuni di fare altri passi?<\/p><p>Noi vorremmo che quando denunciamo le violenze, gli incendi, gli attentati alla libert\u00e0, non si osasse mai dire: troppo pochi! Noi vorremmo che ognuno intendesse che gi\u00e0 una volta si \u00e8 cominciato cos\u00ec!<\/p><p>Ma quello che \u00e8 certo \u00e8 che a Milano (dopo la liberazione!) sono stati uccisi dei partigiani, \u00e8 stata uccisa una vecchia donna nella Camera del lavoro di Milano, un bambino \u00e8 stato dilaniato da una bomba in una sede del Partito comunista! Quello che \u00e8 certo \u00e8 che gli spari contro le Federazioni comuniste e socialiste sono avvenimenti frequenti, se ancora per fortuna non sono divenuti consuetudine! E gli atti di provocazione si sono ripetuti: gagliardetti esposti, fiori a piazzale Loreto, e perfino le scritte luminose, i giornali luminosi, sono stati utilizzati dai fascisti! E credo che la bomba di cinque chili di tritolo messa contro la nostra casa a Milano possa aver fatto un rumore sufficiente perch\u00e9 almeno l\u2019eco giungesse fino al Viminale!<\/p><p>L\u2019altro giorno, quando il nostro compagno Togliatti stava parlando di tante violenze avvenute nei tenitori italiani di confine, qualcuno di voi ha creduto di assicurare tutti (mi pare fosse l\u2019onorevole Bettiol), per la sua conoscenza geografica, che l\u00e0 non ci sono monti, il che distruggerebbe ogni nostra testimonianza. Ebbene, io ho una documentazione fotografica a sua disposizione per dimostrargli che l\u2019edificio della Federazione comunista di Milano esiste realmente e che una bomba fascista vi \u00e8 scoppiata.<\/p><p>Vorremmo noi che non avvenisse mai in un Parlamento italiano che si levasse una voce o vi fossero applausi che potessero essere considerati non dico come solidariet\u00e0, ma come una tolleranza, che potrebbe essere considerata come complicit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 un fatto che questi delitti, queste provocazioni, hanno trovato l\u2019impunit\u00e0 pi\u00f9 assoluta. Quando parliamo con le autorit\u00e0 che rappresentano il Governo, quando parliamo col questore, col prefetto, essi ci dicono: non abbiamo leggi. E quando arrestano i fascisti, \u00e8 soltanto se proprio li hanno sorpresi a mettere le bombe, e se non siamo noi a denunciarli, i fascisti, che sono inquadrati in organizzazioni clandestine, essi non vengono neppure arrestati; voi non riuscite a saper nulla di loro. E quando per caso li arrestate, dopo qualche giorno essi vengono messi fuori perch\u00e9 dimostrino che in Italia si pu\u00f2 fare tutto, e che basta allontanarsi 100 metri dopo aver ucciso qualcuno per ritrovare l\u2019incolumit\u00e0.<\/p><p>Quando sentiamo i tutori dell\u2019ordine rispondere: \u00absiamo impotenti\u00bb, noi ci vediamo costretti a chiedere ancora con insistenza la legge per la difesa della Repubblica. Badate, non per la difesa della nostra Federazione di Milano, per la nostra difesa, ma per la difesa della Repubblica di tutti gli italiani.<\/p><p>Ma non si tratta soltanto dell\u2019impunit\u00e0 che viene dalla mancanza della legge. Si tratta anche delle direttive che provengono da voi. Lei, onorevole Scelba, ha provveduto a cambiare il prefetto di Brescia e il questore di Cremona: forse perch\u00e9 uno sciopero si era svolto nell\u2019ordine pi\u00f9 assoluto e la cosa era dispiaciuta agli industriali, e non si era neppure tirato sui dimostranti, il che era dispiaciuto ai fascisti. Queste sono le direttive di Roma che trasformano l\u2019impotenza in complicit\u00e0, l\u2019impossibilit\u00e0 di agire in delittuosa tolleranza. Queste sono le vostre direttive, onorevole Scelba.<\/p><p>E se ella non pu\u00f2 fare di pi\u00f9, certo non ne \u00e8 impedito dalla presenza continua ai lavori parlamentari, perch\u00e9 ella non risponde alle interpellanze, non partecipa alle discussioni: e le dovrebbe restar dunque la possibilit\u00e0 di svolgere il suo lavoro.<\/p><p>Lei evidentemente non capisce quale sia in Italia il pericolo fascista, non capisce che la sua politica e il suo Governo rappresentano un pericolo per la Repubblica. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi siamo chiari; che cosa vogliamo noi? Che cosa vogliono i lavoratori? Noi vogliamo l\u2019ordine. Noi vi domandiamo: che cosa volete? Perch\u00e9 non mettete fuori circolazione questi sovversivi che impediscono l\u2019ordine nel Paese? Perch\u00e9 non vi rendete conto che il sovversivo pi\u00f9 pericoloso \u00e8 proprio il Ministro dell\u2019interno! (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Proteste al centro<\/em>). \u00c8 lui che, come \u00e8 avvenuto nella lotta con gli agrari, ha fatto proteggere coloro che lottano contro i lavoratori.<\/p><p>Noi vogliamo l\u2019ordine. Credo che i colleghi qualunquisti potrebbero darci atto che quando hanno creduto di poter fare a Cremona una grande parata, noi siamo intervenuti, e abbiamo fatto sentire al Governo la nostra voce, era la voce non dei comunisti soltanto, ma di tutti quelli che avrebbero decisamente agito per impedire qualsiasi parata militare. Ma quando poi \u00e8 stato fatto il congresso dell\u2019Uomo Qualunque, con delegati delle provincie \u00e8 forse successo un solo disordine?<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Allora avevate gi\u00e0 flirtato.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Allora il congresso di Bologna, che \u00e8 avvenuto prima?<\/p><p>D\u2019altra parte voi avete tenuto congressi provinciali e adunate e vi abbiamo forse turbato con la violenza? (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce.<\/em> Erano centinaia di migliaia.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Lei crede davvero che se non ci sono dei disordini \u00e8 perch\u00e9 abbiamo paura? (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Ma vediamo quali sono le organizzazioni fasciste che sono fiorite sotto la vostra tutela. Noi abbiamo una certa documentazione, noi vi chiediamo di tener conto di quello che riusciamo a trovare noi se non siete capaci d\u2019altro. Ecco qui sul mio banco giornali clandestini del partito democratico fascista, manifestini dove si dice: \u00abViva il fascismo! Torneremo\u00bb; altri dove si parla di bombe; ecco lo statuto del comitato centrale dei fasci di azione rivoluzionaria; ecco il rapporto, per esempio, di un partecipante alle squadre che hanno preparato attentati nelle ultime settimane. Ed ecco altre cose: persino i bracciali dell\u2019organizzazione militare, di una organizzazione che avete legalizzato con il nome di Armata italiana di liberazione, come se di Armata italiana non ce ne dovesse essere una sola, quella della Repubblica. Ma dobbiamo indagare noi; e lo facciamo perch\u00e9 noi vogliamo proteggerci, dobbiamo pur difendere la vita, le nostre case. Noi non possiamo oggi fidarci del vostro Governo e della vostra polizia; e questo \u00e8 grave, questo dimostra che state perdendo autorit\u00e0 nel Paese.<\/p><p>A Milano, per esempio, il sedicente partito democratico fascista che pubblica questo giornale, che trafuga la salma del duce, che organizza attentati contro la Federazione, che ha organizzato la faccenda del <em>Giornale luminoso<\/em>, \u00e8 stato scompaginato dagli arresti che abbiamo provocato, documentando la sua azione, ma oggi potrebbe ricostituirsi perch\u00e9 tutti gli arrestati sono ormai fuori. Operano poi i fasci di azione rivoluzionaria, di cui potete, se vi interessa, leggere qui lo statuto; le SAM (squadre d\u2019azione mussoliniana): queste sono alcune delle organizzazioni clandestine che pullulano a Milano e che voi non solo non trovate, ma finite per legalizzare, liberando quelli che sono arrestati.<\/p><p>Ma quante sono le organizzazioni che operano apertamente? Il Movimento sociale italiano, per esempio: e si tratta di fascisti repubblichini che sono rimasti fascisti.<\/p><p>Non lo diciamo noi, ma ci sono riviste di altri fascisti che dicono queste cose e le documentano e non \u00e8 difficile capirlo se si esamina la loro stampa.<\/p><p>E al Movimento sociale italiano voi avete fatto l\u2019onore di avere le sue liste per le elezioni di Roma; avete fatto l\u2019onore a questi repubblichini, di oggi e non solo di ieri, di presentarsi sotto questa mascheratura molto trasparente. Quelli dell\u2019\u00abArmata italiana della liberazione\u00bb sono invece stati i liberali che li hanno presi nelle loro liste.<\/p><p>Sono essi che mandano in giro le squadre armate, che sporcano il nome della nostra Armata! Ebbene, gli arrestati di Milano per aver lanciato la bomba contro la Federazione sono tutti iscritti a questa specie di armata e con le bombe lanciano i manifesti che voi considerate legali.<\/p><p>Il movimento di Patrissi: noi diciamo che sono fascisti; l\u2019abbiamo detto gi\u00e0, ma c\u2019\u00e8 anche Giannini, che li conosce pi\u00f9 da vicino e li ha denunciati come fascisti: e anche loro hanno la loro lista a Roma.<\/p><p>Ora ci troviamo di fronte non soltanto al pullulare di organizzazioni clandestine, di gente che fa manifestazioni criminose, ma ci troviamo di fronte a qualcosa di peggio, al quale voi volete dare un paravento legale, e voi non ne tenete conto. Si \u00e8 parlato dei canti provocatori a Roma. Ci compiacciamo che il Fronte dell\u2019Uomo qualunque abbia dichiarato \u2013 per bocca dell\u2019onorevole Giannini \u2013 che esso non far\u00e0 coro a questi canti, pur volendo farsi alfiere di pacificazione.<\/p><p>Noi vogliamo essere molto espliciti a questo proposito. Noi condanniamo il fascismo: l\u2019abbiamo combattuto e l\u2019abbiamo vinto. Non permetteremo che esso risorga; ma questo non vuol dire che noi vogliamo la vendetta. Siamo noi il partito della riconciliazione. Siamo stati noi che abbiamo strappato al fascismo i suoi giovani anche quando questo voleva dire rischiare la libert\u00e0. Noi li abbiamo cercati, li abbiamo convinti ed abbiamo parlato loro. Allora non c\u2019era voce di libert\u00e0, di insofferenza, di ribellione che si sollevasse nel nostro Paese, che non ci ha trovato attenti. Siamo stati noi che li abbiamo cercati nella \u00abmilizia\u00bb, nei G.U.F., dovunque. Siamo andati a cercarli affinch\u00e9 la voce della libert\u00e0 diventasse la voce di tutti gli italiani ed affinch\u00e9 tutti gli italiani ingannati potessero redimersi. Noi siamo il partito della riconciliazione e voi vi illudete di metterci in imbarazzo quando ventilate un ridicolo articolo che esclude dal diritto di voto gli ex littori o quando ci gridate i nomi di Alicata e di Ingrao. Uomini come Scoccimarro, come Longo, come Terracini si onorano di essere nello stesso partito accanto a questi uomini di cui voi ci gridate il nome credendo di metterci in imbarazzo. Io credo che i deputati che gridano il nome di Alicata, quando Mussolini \u00e8 caduto non si trovavano ad ascoltare la notizia a \u00abRegina Coeli\u00bb, come questo nostro compagno. Io credo che questi uomini non hanno fatto come questi nostri compagni uno sforzo eroico per liberarsi e per battersi poi per liberare gli altri.<\/p><p>Noi siamo il partito della conciliazione nazionale. Per questo noi abbiamo chiamato alla democrazia questi giovani e durante la resistenza abbiamo conquistato alla guerra partigiana anche gli ufficiali della milizia (<em>Commenti<\/em> <em>al centro e a destra<\/em>) e ne abbiamo fatto gli eroi ed i martiri della indipendenza e della libert\u00e0 italiana. Grave \u00e8 invece la vostra responsabilit\u00e0, la responsabilit\u00e0 di un partito che prende, invece, dei democratici sinceri, che hanno fatto onestamente il loro dovere, e li porta sulla strada della reazione. Noi abbiamo voluto l\u2019amnistia pensando che questo fosse uno strumento per dare prestigio e forza alla democrazia. Anche i giovani illusi e sbandati, anche quelli che hanno avuto delle colpe e potrebbero redimersi. Anche i repubblichini lo potrebbero, soltanto se non pensassero a nostalgie ed a rancori. Ma sta a noi per questo di difendere ed aumentare il prestigio della Repubblica, di fare dell\u2019Italia una Patria materna e anche severa verso i suoi figli.<\/p><p>Per questo che non facciamo nostre le divagazioni filologiche dell\u2019onorevole Giannini: per noi amnistia non viene da amnesia. Abbiamo sofferto abbastanza per poter dire una parola di perdono; ma se noi dimenticassimo, avremmo sofferto invano; e non per questo abbiamo aspettato la caduta del fascismo in una cella del carcere di Civitavecchia piuttosto che in una biblioteca o in un ufficio di gestore delle ferrovie dello Stato! Abbiamo sofferto anche per voi, ma vogliamo che di questo gli italiani non si dimentichino. Se noi dimenticassimo dovremmo credere che i nostri morti sono caduti invano e che i nostri martiri si sono immolati inutilmente se non stabiliamo la giustizia, se non costituiamo una societ\u00e0 basata sulla giustizia. (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per questo noi rifiutiamo le dichiarazioni per cui fascismo e antifascismo sono tutta una cosa. No, la tradizione dell\u2019antifascismo \u00e8 un patrimonio italiano; la tradizione della azione antifascista di sempre \u00e8 un patrimonio non soltanto di un partito, ma dell\u2019Italia, e se l\u2019Italia conter\u00e0 qualcosa, se sar\u00e0 ancora una Patria per tutti i suoi figli, \u00e8 perch\u00e9 questa tradizione si incorpora nella nostra storia.<\/p><p>Noi abbiamo una tradizione nazionale di conciliazione, abbiamo una tradizione nazionale di umanit\u00e0.<\/p><p>Vi ricordate come Abba ci racconta di quei soldati borbonici di Calatafimi, che gridavano con quella voce lugubre: \u00abViva il re\u00bb? Ricordate come ne parlava?<\/p><p>Abbiamo tradizioni di tolleranza, di magnanimit\u00e0. Nessuna persecuzione nel nostro Risorgimento, e adesso avete visto quanta larghezza. Del resto, sappiamo che un popolo non pu\u00f2 essere fatto tutto di eroi. Abbiamo rifatto il nostro esercito, dopo il Risorgimento, con ufficiali, con generali che venivano dall\u2019esercito borbonico, perfino con ufficiali che venivano dall\u2019esercito austriaco. Pensate a Baldissera che ancora nel 1866 comandava un reggimento austriaco, cio\u00e8 combatteva perch\u00e9 l\u2019Italia non raggiungesse la sua unit\u00e0. Poi divenne generale italiano e ricopr\u00ec cariche importanti.<\/p><p>Tradizioni di magnanimit\u00e0. Non possono tutti i Baldissera essere dei fratelli Bandiera, non possono tutti quelli che sono stati in Austria essere dei Cesare Battisti; ma anche se non tutti sono dei Cesare Battisti, e se Baldissera non \u00e8 la stessa cosa, nei nostri manuali del Risorgimento, dei fratelli Bandiera, quello che \u00e8 importante \u00e8 che per essere in Italia bisogna sentirsi italiani, per vivere nella Repubblica e riconciliarsi bisogna essere repubblicani. E vedete un po\u2019, Baldissera non sfilava certo nell\u2019anniversario di Custoza, ma il venti settembre. Non pretenderebbe un ex deputato austriaco che noi commemorassimo il centenario della Dieta di Vienna. Commemorer\u00e0 la costituzione del nostro Parlamento qualunque sia la sua origine geografica. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi non ci convincerete mai. Vedete, onorevoli colleghi dell\u2019Uomo qualunque, non ci convincerete mai che il 25 aprile ed il 28 ottobre sono la stessa cosa e che quelli che sono repubblichini sfileranno il 28 ottobre e gli altri il 25 aprile. No. Non venite a dirci: \u00abNon rompeteci pi\u00f9 le scatole col fascismo e con l\u2019antifascismo\u00bb. Quelli che sono stati fascisti devono comprendere di aver peccato, comprendere che noi li abbiamo redenti col nostro sacrificio, e che noi perdoniamo loro perch\u00e9 siamo abbastanza forti per farlo. Questo \u00e8 quello che il Governo d\u2019Italia dovrebbe fare intendere, e noi vogliamo che l\u2019Italia abbia un Governo.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Possono anche non essere comunisti.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Certo.<\/p><p>Perch\u00e9 ci preoccupa il pericolo fascista? Ci preoccupa non soltanto la vostra cecit\u00e0, ma ci preoccupano le radici sociali del fascismo.<\/p><p>L\u2019onorevole Calosso, che non so se si consideri ancora un marxista, ma non credo, perch\u00e9 \u00e8 piuttosto un idealista, ci chiede che cosa sia il partito comunista, e non ha mai provato di fare l\u2019analisi di quelle che sono le nostre radici sociali. Noi siamo invece abituati ad un altro metodo e per questo facciamo la domanda: ci sono radici sociali? Lo stesso pericolo si ripresenta perch\u00e9 ci sono gli stessi elementi. Purtroppo ci sono. \u00c8 questa una questione dottrinale? Capisco che l\u2019onorevole Corbellini che sta ridendo \u00e8 ben lontano da queste cose, dalla politica e dalla analisi storica. Non \u00e8 una questione dottrinale, si tratta dell\u2019attivit\u00e0 pratica.<\/p><p>TOGLIATTI. Ingegner Corbellini, rispetti l\u2019Assemblea.<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Elementi dottrinali, dicevo; cose che vi sono estranee e cose che l\u2019onorevole Calosso, se \u00e8 stato marxista, si \u00e8 dimenticato? No, attivit\u00e0 pratica. Quando gli agrari di Vercelli dicono: noi passeremo col nostro trattore sui nostri campi ma stroncheremo le organizzazioni operaie, ci sono ragioni di preoccupazione seria. Del resto tutte queste organizzazioni clandestine non sono fatte soltanto per distribuire manifestini o per buttare qualche bomba davanti alla porta di qualche ufficio. Ma sono fatte per lottare contro i lavoratori come si \u00e8 visto durante lo sciopero dei braccianti. Ecco una lezione di materialismo storico, onorevole Calosso. L\u2019Associazione della Armata della liberazione ha organizzato il crumiraggio: mille trecento lire al giorno, pranzo pagato e autocarri per andare a fare i crumiri. Questa \u00e8 una cosa che faceva una volta il fascismo.<\/p><p>M.R.P.: un\u2019altra organizzazione di sedicente sinistra e molto bene controllata dalle forze agrarie della provincia di Milano, ha organizzato autocarri di armati, altoparlanti, e reclutato crumiri (mi pare 300 lire in meno al giorno), durante lo sciopero ed il Movimento sociale italiano ha fatto la stessa cosa. Quando noi vediamo il delitto, quando noi vediamo le canaglie fasciste, quando noi vediamo l\u2019attacco contro la Repubblica, unirsi a certi determinati interessi di ceti privilegiati, di ceti che hanno gi\u00e0 una volta finanziato il fascismo, noi abbiamo il diritto di pensare che c\u2019\u00e8 un pericolo fascista in Italia che non \u00e8 soltanto fantasma. Noi abbiamo imparato molte cose e chiediamo a voi se non d\u2019imparare le cose che abbiamo imparato noi, di imparare magari alla vostra maniera, ma di non dimenticare la realt\u00e0. Noi abbiamo imparato come si conduce uno sciopero meglio di una volta. Non abbiamo permesso agli agrari di prendere i contadini e farne dei crumiri.<\/p><p>Io credo che i comunisti siano tutti dei militanti delle organizzazioni sindacali, non credo d\u2019altra parte che tutti i liberali siano degli organizzatori di sindacati padronali. Noi abbiamo imparato anche un\u2019altra cosa: che non permetteremo queste organizzazioni.<\/p><p>Vede, onorevole Scelba, quando i crumiri;. l\u2019M.R.P., l\u2019M.S. I. andavano in una cascina, noi li prendevamo e li facevamo tornare indietro togliendo la voglia di commettere un reato contro la classe operaia, evitando di fare delle violenze. E si sono accorti presto che la cosa non andava. Questo \u00e8 quello che abbiamo fatto. Abbiamo imparato queste cose perch\u00e9 abbiamo un\u2019esperienza di quando le abbiamo prese e di quando le abbiamo date. Abbiamo la volont\u00e0 ferma di chi non vuole che il fascismo ritorni nel nostro Paese. Noi non soffriamo di amnesia; lei soffre, onorevole Scelba, invece, di cecit\u00e0 e questo \u00e8 grave, perch\u00e9 un Ministro dell\u2019interno dovrebbe vederci o almeno dovrebbe avere nei suoi uffici qualcuno che vedesse per lui.<\/p><p>Busto Arsizio \u00e8 una piccola citt\u00e0 e il giornale che vi si stampa, \u00abAvanguardia sociale\u00bb \u00e8 un giornale fascista. Non credo che ricavi introiti sufficienti dai suoi pochi lettori. Lei dovrebbe indagare su chi paga.<\/p><p>Ecco in un giornale una vignetta: un campo di concentramento (\u00e8 gente che se ne intende, perch\u00e9 ha fatto la guardia ai campi dove i nostri son morti) e sotto c\u2019\u00e8 \u00abPronto per gli Agit-prop\u00bb. \u00c8 lei che li invita a sognare, li invita a credere che quel sogno potr\u00e0 diventare realt\u00e0.<\/p><p>E vi \u00e8 un altro giornale che esce in una grande citt\u00e0 d\u2019Italia. Sa cosa vi si dice fra l\u2019altro? \u00abTogliatti, Nenni, Calosso, Treves \u2013 ce n\u2019\u00e8 anche per voi, non dubitate \u2013 (<em>Accenna al centrosinistra<\/em>)<em>.<\/em> Ma \u00e8 possibile che non ci si decida finalmente a cacciare queste immonde carogne che ammorbano l\u2019Italia\u00bb&#8230; E poi dice di Togliatti, di Longo, di Secchia: \u00abGente che ha avuto l a medaglia al valore lazzarone\u00bb!<\/p><p>Questo per i dirigenti. Per gli altri, per i partigiani, per quelli che fino a prova contraria il Governo riconosce come partecipanti alla liberazione del Paese: \u00abForse credono le Brigate Garibaldi di poter ripetere le eroiche gesta dell\u2019aprile del 1945, quando dopo essersi specializzati in agguati&#8230;\u00bb.<\/p><p>Gi\u00e0, noi ammazzavamo i tedeschi alle spalle, non affrontavamo i loro carri armati nelle Piazze di Milano!<\/p><p>\u00abQuasi tutte quelle eroiche divisioni si sono poi distinte nei massacri, ecc., ecc.\u00bb.<\/p><p>Questo \u00e8 un giudizio che lei non condivide, ma lo lascia pubblicare perch\u00e9 vilipende gli eroi, e lei non se ne sente personalmente toccato, naturalmente. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ad un certo punto si scrive: \u00abIl valore della Monterosa non ha nulla da invidiare a quello della Cremona&#8230;\u00bb. Io vorrei che ci fosse qui il Ministro Cingolani che ha il dovere di difendere l\u2019onore del nostro esercito. I nostri soldati eroici paragonati ai banditi, ai mercenari della Monterosa. E si continua: <em>\u00ab<\/em>Il valore della Legnano (un\u2019altra divisione nostra) non ha nulla da invidiare alla San Marco&#8230;\u00bb.<\/p><p>Onorevole Scelba, vuole che le mandi le fotografie degli impiccati dalla X Mas? Vuole che le mandi le fotografie di quello che hanno fatto queste divisioni?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ha visto per le vie di Roma i manifesti contro l\u2019esercito italiano?<\/p><p>PAJETTA GIANCARLO. Io non li ho visti, ma sono certo che nessun comunista ha affisso un manifesto contro l\u2019esercito italiano. Credo che le cose che avevamo da dire all\u2019esercito italiano le abbiamo dette combattendo, le abbiamo dette mandando i nostri volontari, le abbiamo dette cercando di fare la guerra quando a quell\u2019esercito italiano, complici o tolleranti certi Ministri italiani, gli alleati hanno impedito di combattere come avrebbero voluto, come avrebbero saputo per la liberazione del nostro Paese. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Qui \u00e8 questione che interessa il Ministero dell\u2019interno, la polizia. Vi danno la lista di quelli che dovrebbero essere arrestati, fanno una sottoscrizione, danno dei soldi per i gloriosi mutilati della repubblica sociale italiana. Sono cifre che si possono facilmente tradurre. Per il tal dei tali, \u00abcaduto per l\u2019onore\u00bb, cio\u00e8 un repubblichino che sarebbe caduto per l\u2019onore, ed infine, come se non bastasse, per questi sporchi rinnegati, per questi tedeschi, c\u2019\u00e8 uno che d\u00e0 dei soldi. Capite? Un italiano che d\u00e0 dei soldi, che si vanta di essere stato un volontario dell\u2019esercito tedesco.<\/p><p>Lei ignora dunque che i nazisti italiani scrivono in tedesco sui giornali permessi da lei?<\/p><p>Vorrei sapere perch\u00e9 mai l\u2019onorevole Del Vecchio contribuisce a pagare coi soldi dello Stato questo giornale.<\/p><p>Se non isbaglio, l\u2019Alfa Romeo \u00e8 dell\u2019I.R.I.; e, se non isbaglio, come tutte le aziende dell\u2019I.R.I., chiede spesso del denaro, dato lo stato di disorganizzazione in cui voi permanentemente le tenete. Ebbene, questo giornale pubblica la pubblicit\u00e0 pagata dall\u2019Alfa Romeo.<\/p><p>Questo dunque \u00e8 ci\u00f2 che voi fate a favore del fascismo! E ci chiedete di non protestare, e ci chiedete di non intervenire, e ci chiedete di dimenticare tutto! No, noi non possiamo dimenticare; bisognerebbe piuttosto che voi imparaste a fare quello che ancora non avete imparato a fare. E si parla di conciliazione!<\/p><p>Sapete qual \u00e8 la funzione di questa stampa fascista? Quella di denunziare uno per uno coloro che entrano nelle organizzazioni democratiche; di denunziarli come rinnegati e traditori. Ingegner Corbellini, si aspetti di trovare presto il suo nome su uno di questi giornali. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma di l\u00e0 dei doverosi provvedimenti che il Governo deve prendere, di l\u00e0 dei provvedimenti che non possiamo attendere pi\u00f9 a lungo, c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa che pu\u00f2 vincere il fascismo: \u00e8 lo spirito di unit\u00e0 degli italiani. Di l\u00e0 dei doverosi provvedimenti di un Governo che non pu\u00f2 essere questo \u2013 voi lo avete dimostrato \u2013 c\u2019\u00e8 lo spirito di unit\u00e0.<\/p><p>Ma, amici della Democrazia cristiana: noi non crediamo, no, che tutti quelli che non sono del nostro partito siano dei fascisti; amici della Democrazia cristiana, se voi volete che lo spirito di unit\u00e0 nazionale riviva, bisogna che questo Governo cada, bisogna che cada questo Governo della discordia, che \u00e8 il Governo che ha permesso all\u2019onorevole De Gasperi di spalancare quelle porte che insieme avremmo potuto far s\u00ec che restassero sprangate alla speculazione e al privilegio.<\/p><p>L\u2019unit\u00e0 antifascista, no, non \u00e8 morta; essa \u00e8 una realt\u00e0 dappertutto dove si sente questo pericolo. \u00c8 una realt\u00e0 che noi forse sentiamo di pi\u00f9 perch\u00e9 l\u2019abbiamo pi\u00f9 sofferta, perch\u00e9 l\u2019abbiamo conquistata in tanti anni di resistenza al fascismo; ma questa unit\u00e0 deve essere viva anche nel cuore di voi.<\/p><p>Io sento dire qualche volta dall\u2019amico Merzagora: \u00abCome erano belli quei tempi brutti! Si stava insieme; eravamo tutti uniti\u00bb. Ma veramente cosa pensa l\u2019onorevole Merzagora? Pensa egli proprio che debbano tornare quei tempi brutti perch\u00e9 si ritorni poi insieme nei Comitati di liberazione?<\/p><p>L\u2019amico Malvestiti, quando una volta bussammo al muro di una cella di Regina Coeli e domandammo: \u00abChe cosa fate? Chi siete?\u00bb, rispose: \u00abSiamo cattolici, siamo neoguelfi: aspettiamo, preghiamo\u00bb. Ma, onorevole Malvestiti, pensa davvero veramente che si debba tornare in una cella di Regina Coeli a pregare? Ma dobbiamo veramente attendere che ritorni il fascismo? Non sarebbe meglio che lei potesse pregare in Chiesa e che tutti potessimo restare liberi?<\/p><p>No, noi. non pensiamo che tutti coloro i quali non sono comunisti siano fascisti, che tutti coloro i quali non sono comunisti non siano lavoratori; questo potr\u00e0 servire per una <em>boutade<\/em> dell\u2019onorevole Saragat: noi, per nostro conto, cerchiamo dovunque i lavoratori; anche dove ce ne siano pochi li cerchiamo, persino nel partito di Saragat.<\/p><p>Ma se voi non comprendete questo, potremmo avviarci verso una catastrofe.<\/p><p>E quando l\u2019onorevole Piccioni dichiara che gli 8 milioni di voti che avrebbe preso non sono tutti di industriali e di agrari, gli rispondiamo che sappiamo abbastanza di statistiche, per non immaginare questo. Ci sono questi democratici in ogni partito, l\u2019errore vostro di impedire che essi si intendano. Se le basi sociali del vostro partito ci spingessero senz\u2019altro gli uni contro gli altri, non vi chiameremmo il Governo della discordia, non vi renderemmo responsabili di avere interrotto una intesa, che bisognava invece rafforzare, che pu\u00f2 essere rinnovata.<\/p><p>Volevo dire alcune cose dei qualunquisti, e mi spiace che non sia presente l\u2019onorevole Giannini. Ieri l\u2019onorevole Giannini ha accusato i nostri compagni Spano e Grieco di aver fondato l\u2019Uomo qualunque. Ma s\u2019\u00e8 accorto l\u2019onorevole Giannini che noi non accusavamo a torto di fascismo il suo movimento? Quante cose ha cambiato l\u2019onorevole Giannini, e si \u00e8 accorto che abbiamo cambiato anche noi? Se fosse stato un nostro <em>slogan<\/em>, se fosse stato un capriccio di Spano, noi continueremmo a dargli del fascista. Non pensa, l\u2019onorevole Giannini, che lo abbiamo anche aiutato a capire che aveva dei fascisti con s\u00e9? Non pensa di avere imparato qualche cosa dai comunisti, da qualche articolo del nostro compagno Togliatti? Non ha trovato forse nel suo partito qualche Giuda, dei Giuda che in parte ha scoperto col nostro aiuto?<\/p><p>Noi non diamo del fascista a chiunque non \u00e8 con noi. Agli appartenenti al movimento dell\u2019Uomo qualunque noi non abbiamo dato del fascista, quando abbiamo pensato che non do fossero.<\/p><p>Noi possiamo chiedervi di crederci, voi dovreste intendere la nostra onest\u00e0, provata col sacrificio, dovreste serbare nei nostri confronti quel tanto di onest\u00e0, che vi impedisca di attribuirci opinioni che non abbiamo mai espresse, intenzioni che non sono le nostre. \u00c8 per questo che il Governo si deve togliere di mezzo; esso \u00e8 come una trincea che ci divide.<\/p><p>Vogliamo dire a questo Governo che siamo forti abbastanza per non avere nessuna velleit\u00e0 di rompere la legalit\u00e0 democratica, che siamo forti abbastanza per svegliarvi, per farvi sentire quale \u00e8 il vostro dovere, e che siamo forti abbastanza per difenderci, se qualcuno volesse rompere, contro di noi, questa legalit\u00e0 democratica! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma non \u00e8 certo con una minaccia che i comunisti vogliono concludere la loro partecipazione a questa discussione.<\/p><p>Noi vogliamo concludere con l\u2019appello che si rinnova, che si rinnover\u00e0 sempre, finch\u00e9 avremo fede nella democrazia italiana, con l\u2019appello agli italiani, ai lavoratori, agli antifascisti consapevolmente democratici: unit\u00e0 per lavorare insieme, unit\u00e0 per vivere liberi, unit\u00e0 perch\u00e9 sia salva l\u2019Italia! (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>:<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare lo onorevole Macrelli. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MACRELLI. Onorevoli colleghi! Una recrudescenza nei postumi della ferita riportata sul campo dell\u2019onore nella prima guerra mondiale ha obbligato il carissimo amico Cipriano Facchinetti a rinunziare al mandato affidatogli dal nostro Gruppo, di portare in questo appassionato dibattito la parola e il pensiero dei repubblicani. Tocca a me il compito di sostituirlo; e io lo adempir\u00f2, con frase meno alata e suggestiva, ma, io penso e spero, con la stessa serenit\u00e0 e obiettivit\u00e0.<\/p><p>Del resto, la mozione votata proprio in questi ultimi giorni dalla Direzione del partito repubblicano e dal Gruppo \u00e8 cos\u00ec chiara, cos\u00ec lineare, che non ha bisogno di molte parole a commento, per spiegare la nostra condotta, il nostro atteggiamento di fronte al Governo.<\/p><p>Come sempre, anche oggi gli uomini del nostro partito, che traggono dalla dottrina morale di Giuseppe Mazzini l\u2019imperativo categorico per la loro coscienza di repubblicani e di italiani, si pongono, o almeno cercano di porsi, al di sopra della mischia e, nel contrasto delle passioni e delle fazioni, intendono richiamare tutti, uomini e partiti, al senso del dovere e della responsabilit\u00e0, individuale e collettiva, nell\u2019interesse superiore del Paese e della Repubblica.<\/p><p>Anche noi potremmo attardarci in una disamina profonda e circostanziata di quella che \u00e8 stata l\u2019azione del Governo monocolore dell\u2019onorevole De Gasperi; anche noi potremmo con la nostra critica investire in pieno quella che \u00e8 stata la politica di questo Governo in ogni settore della sua attivit\u00e0.<\/p><p>Io mi fermer\u00f2 invece a qualche breve, rapida osservazione che dir\u00e0 in modo chiaro e preciso (almeno io credo e penso) quello che \u00e8 il nostro intendimento nell\u2019ora storica che stiamo attraversando e quella che \u00e8 soprattutto la meta verso la quale noi tutti dobbiamo tendere, italiani e repubblicani.<\/p><p>Noi abbiamo gi\u00e0 fatto conoscere in altro momento quella che doveva essere la linea del Governo, di ogni Governo, non solo di questo, ma anche degli altri, dopo le troppe crisi che hanno travagliato la vita politica nazionale.<\/p><p>Noi avevamo fissato dei termini precisi, avevamo anche segnato delle condizioni obiettive e dal punto di vista politico e dal punto di vista sociale e morale; ma la nostra \u2013 purtroppo! \u2013 \u00e8 stata voce clamante in deserto! Come molto spesso accade per chi ha una idea, per chi ha una luce davanti a s\u00e9 che indica la strada da battere, che indica la meta da raggiungere, siamo rimasti inascoltati!<\/p><p>Quando si present\u00f2 il governo De Gasperi nell\u2019attuale formazione, noi facemmo conoscere soprattutto i pericoli della situazione, di una situazione che portava \u2013 come ha portato purtroppo! \u2013 la frattura fra noi, fra i partiti della democrazia!<\/p><p>E abbiamo compreso fin da quel momento che forse saremmo ancora ricaduti negli errori del passato e non avremmo potuto risparmiare alla vita tormentata della nostra povera Patria le sofferenze e le amarezze di oggi.<\/p><p>Io non ripeter\u00f2 quello che hanno detto gi\u00e0 altri; non richiamer\u00f2 la vostra attenzione, onorevoli colleghi, sulla gravit\u00e0 dei fatti denunciati dall\u2019ultimo oratore che ha parlato, fatti di una gravit\u00e0 eccezionale, fatti che vogliono da parte di un Governo, di qualsiasi Governo, provvedimenti per la difesa della Repubblica, per la difesa della democrazia, che vuol dire difesa del popolo italiano, difesa dell\u2019Italia! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Episodi dolorosi, anche recenti, stanno ad indicare che l\u2019opera del Governo \u00e8 stata negativa o, peggio, in certi casi (mi si consenta di dirlo apertamente) anche faziosa.<\/p><p>Si ritorna alle spedizioni punitive, si vilipendono pubblicamente le istituzioni e, anche, le pi\u00f9 alte autorit\u00e0 dello Stato; si pubblicano libelli diffamatori, giornali che costituiscono un incitamento all\u2019odio ed alla vendetta. E gli articoli portano le firme di uomini che dopo la mal congegnata e peggio applicata amnistia avrebbero dovuto almeno ritirarsi nell\u2019ombra per far dimenticare il loro passato di vergogna e di responsabilit\u00e0. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E \u2013 prendendo le parole dalla mozione che \u00e8 l\u2019espressione della realt\u00e0 e soprattutto della serenit\u00e0 e della obiettivit\u00e0 del nostro giudizio nel confronto di tutti i partiti \u2013 aggiungo che la rottura dell\u2019intesa repubblicana, dovuta alla politica del tripartito, ha aperto un periodo di agitazioni incomposte durante le quali gli obiettivi meramente politici hanno spesso superato le legittime esigenze economiche delle classi diseredate. Dolorosa realt\u00e0, ma realt\u00e0 che abbiamo constatato anche recentemente. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per quel che riguarda la situazione economica e finanziaria, le idee del Partito repubblicano sono note. Il Partito repubblicano ha voluto, ha preteso dai Governi una politica attiva di lotta contro l\u2019inflazione. Esso l\u2019ha richiesta nell\u2019interesse supremo del Paese. Ora, questa politica, che gi\u00e0 durante i Governi del tripartito era stata tracciata, ha avuto due importanti realizzazioni, due applicazioni: l\u2019imposta straordinaria patrimoniale ed il controllo del credito.<\/p><p>Naturalmente, n\u00e9 l\u2019imposta patrimoniale n\u00e9 il controllo del credito valgono di per s\u00e9 soli ad assicurare il successo della lotta contro l\u2019inflazione. Altri provvedimenti dovevano essere studiati e soprattutto occorreva non dare incentivo, attraverso l\u2019azione diretta degli organi statali, all\u2019aumento dei prezzi.<\/p><p>Questa \u00e8 stata la base pi\u00f9 debole dell\u2019azione governativa.<\/p><p>Mentre l\u2019imposta straordinaria ed il controllo del credito esercitavano una pressione anti-inflazionistica sul mercato, il Governo con l\u2019aumento dei prezzi dei pubblici servizi, dei prodotti siderurgici, ecc. distruggeva da una parte quello che aveva edificato dall\u2019altra.<\/p><p>Non solo, ma tutta la politica del commercio estero \u2013 come \u00e8 gi\u00e0 stato rilevato qui ampiamente da altri \u2013 nonostante l\u2019intelligenza spiegata dal Ministro Merzagora, si orientava in senso diametralmente opposto alla politica del Ministro del Bilancio e del Ministro del tesoro.<\/p><p>L\u2019aumento dei premi all\u2019esportazione, rincarando il costo dei prodotti importati, contribuiva a frustrare i risultati raggiunti in altri campi.<\/p><p>La politica del commercio estero \u00e8 apparsa una politica a s\u00e9 stante, nel quadro della politica di compressione impersonata dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>Le critiche, rivolte al sistema troppo automatico di controllo del credito, trovano la piena adesione del Partito repubblicano. Il controllo doveva assumere aspetto qualitativo e colpire quei rami che pi\u00f9 specificamente hanno praticato il tesoreggiamento delle merci e la speculazione.<\/p><p>Ma, intendiamoci, qualunque critica si faccia al Governo, il Partito repubblicano resta fermo nella sua idea che questo ed altri strumenti di politica antinflazionistica debbono essere perfezionati e migliorati, ma non debbono essere accantonati.<\/p><p>Se critica all\u2019azione del Governo significa condanna alla politica antinflazionistica, il Partito repubblicano non \u00e8 d\u2019accordo e combatte questa posizione.<\/p><p>La lira deve essere difesa con qualsiasi mezzo ed anche, con la lira, il potere di acquisto dei piccoli risparmiatori, dei piccoli ceti che costituiscono poi la massa del popolo italiano.<\/p><p>Il Governo va criticato per quello che non ha fatto e che non fa.<\/p><p>Certo, noi comprendiamo: dal punto di vista politico il Governo non si trova in una delle migliori posizioni.<\/p><p>Anche prima della nuova soluzione data dall\u2019onorevole De Gasperi alla crisi del giugno scorso, avevamo segnalato i pericoli della situazione ed indicato i mezzi per affrontarla. Ho gi\u00e0 detto: non fummo ascoltati ed allora, di fronte al Governo monocolore o quasi del capo della Democrazia cristiana, potemmo fissare chiaramente le responsabilit\u00e0 di uomini e di partiti che, preoccupati soltanto delle piccole contese di fazione, dimenticavano l\u2019interesse superiore del Paese.<\/p><p>Oggi, ancora e sempre idealisti e sentimentali, noi pensiamo che una parola libera e serena da questi banchi, in cui siedono uomini che non hanno ambizioni n\u00e9 riserve mentali, possa giovare, richiamando tutti al senso del dovere.<\/p><p>Il Partito repubblicano risponde cos\u00ec implicitamente agli inviti che ci sono venuti da tante parti.<\/p><p>Vorrei aprire una parentesi. Attraverso i tempi questo partito \u00abdi orgogliosa minoranza\u00bb, come \u00e8 stato definito proprio in questi giorni, ha affrontato battaglie aspre e dure, dimenticando perfino quella che era la sua passione, la sua fede, pur di dare all\u2019Italia, a questa nostra adorata Patria, che \u00e8 la terra nostra e dei nostri avi, l\u2019indipendenza e la libert\u00e0. Ad inviti ed appelli recenti e lontani non abbiamo risposto od abbiamo risposto negativamente: non potevamo dare il nostro consenso ai governi finch\u00e9 in Italia rimanevano l\u2019onta e l\u2019umiliazione di una monarchia e di una dinastia. Siamo rimasti fermi al nostro posto. Abbiamo accettato di assumere responsabilit\u00e0 durante la prima guerra mondiale, ma soltanto dopo il 2 giugno, proclamata la Repubblica, sorta dalla libera coscienza del popolo italiano, abbiamo partecipato per la prima volta al Governo: era un nostro diritto, era un nostro dovere. Poi, ad un certo momento, ci siamo allontanati. Voi conoscete le ragioni, conoscete i motivi, li abbiamo esposti chiaramente; l\u2019onorevole De Gasperi soprattutto li conosce, perch\u00e9 a lui io andai a portare la parola ed il pensiero del Partito repubblicano alla vigilia della crisi di gennaio. Non potevamo rimanere nella compagine governativa. Ne uscimmo a fronte alta, con la coscienza tranquilla e serena per il dovere compiuto, e riprendemmo il nostro posto di opposizione nell\u2019Assemblea, nel Paese. Opposizione per\u00f2 attiva e costruttiva, perch\u00e9 noi non pensiamo soltanto al partito che ci ha mandato qui, ma pensiamo soprattutto al Paese e alla Repubblica.<\/p><p>Orbene, se siamo stati avversari dei Governi che si sono succeduti da gennaio ad oggi, se abbiamo sentito da vari banchi altri appelli ed altri richiami, noi vi diciamo apertamente, sinceramente oggi, come \u00e8 nostra abitudine: crediamo che sia possibile, anche nelle attuali circostanze, la creazione di un Governo a maggioranza stabile e sicura, con l\u2019appoggio e la collaborazione di tutti i partiti repubblicani.<\/p><p>Questo \u00e8 il nostro concetto sul quale richiamo la vostra attenzione, onorevoli colleghi. E se volete che specifichi di pi\u00f9 vi dir\u00f2: noi pensiamo alla data del 2 giugno: \u00e8 la data che resta ormai ferma, segnata nella storia dei destini d\u2019Italia; orbene i partiti che in quel giorno vollero e fecero la Repubblica devono essere rappresentati al Governo con tutte le loro forze e con tutte le loro energie morali e materiali. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma occorre fissare le linee di un programma. Abbiamo sentito alte e profonde discussioni. In ogni campo, competenti di tutti i partiti hanno portato il segno della loro intelligenza, della loro passione, del loro animo. Troppe cose si sono chieste per\u00f2 a questo Governo, troppe cose si erano domandate agli altri Governi.<\/p><p>Ad ogni modo, vi sono due problemi che si impongono alla nostra attenzione; due problemi sui quali tutti dovremo portare il nostro sforzo comune: difesa della lira (e quando dico difesa della lira voglio dire difesa del lavoro, della fatica, del sudore dei nostri operai; quando parlo di operai intendo alludere a tutti i lavoratori, del braccio e del pensiero); difesa, o, meglio, consolidamento delle istituzioni repubblicane. Il Governo, comunque formato, deve partire da questa premessa logica e storica: che la Repubblica oggi \u00e8 una realt\u00e0 di fatto e di diritto che rimane nella vita del popolo italiano; che non si cancella perch\u00e9 non si torna pi\u00f9 indietro.<\/p><p>\u00c8 bene dirlo apertamente. (<em>Commenti a destra \u2013 Interruzione del deputato De Mercurio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, mosso dall\u2019unica preoccupazione di creare stabili basi alla giovane Repubblica, non soltanto attraverso una decisa smobilitazione dell\u2019apparato monarchico fascista, ma altres\u00ec attraverso una concorde e concreta politica tendente a risolvere, al di sopra delle ideologie e dello spirito di parte, i gravi problemi che affannano il popolo italiano, il Partito repubblicano, riprendendo del resto quello che gi\u00e0 aveva precisato alla vigilia della crisi del gennaio scorso, afferma che il Governo, da lui auspicato, espresso dalla coscienza repubblicana dell\u2019Assemblea, possa assolvere il suo compito in questo grave, difficile, delicato periodo della vita nazionale, soltanto a queste condizioni: 1\u00b0) che dal punto di vista personale e tecnico costituisca un meccanismo capace di azione unitaria; <em>2\u00b0<\/em>) che l\u2019attivit\u00e0 ministeriale non sia un terreno su cui ciascun partito delimiti la sua zona di influenza senza nessun coordinamento e nessun adeguamento allo necessit\u00e0 generali. I partiti devono impegnarsi di sviluppare al Governo, una volta stabilito un programma comune, un\u2019azione concorde al di sopra dei propri schemi ideologici, n\u00e9 devono sopraffare il Governo con le loro esigenze particolaristiche, ma devono tutelarne, proteggerne l\u2019azione politica ed amministrativa; 3\u00b0) l\u2019azione politica dei partiti al Governo deve svolgersi in seno al Consiglio dei Ministri e la loro eventuale critica deve essere compiuta nel Parlamento, evitandosi in modo assoluto che l\u2019eventuale disaccordo tra partiti ed uomini della coalizione governativa scenda alla contesa polemica nella stampa o nei comizi e si arresti poi sulla soglia della Assemblea politica, unico organo idoneo a giudicare.<\/p><p>Perch\u00e9 indichiamo noi queste vie da battere? Perch\u00e9, onorevoli colleghi, noi ci permettiamo, noi partito di minoranza, di fissare questi punti?<\/p><p>Per una esperienza personale. Ne abbiamo parlato in altre occasioni. Chiunque assuma la grave responsabilit\u00e0 del potere deve ad un certo momento dimenticare l\u2019antico se stesso, le proprie idee e starei per dire le pregiudiziali ideologiche dalle quali \u00e8 mossa la sua azione. Io ricordo alle volte le parole pronunziate un giorno da un grande italiano, triumviro della gloriosa Repubblica romana, Aurelio Saffi. Quando nel 1891 il Partito repubblicano vinse per la prima volta le elezioni amministrative a Forl\u00ec e sal\u00ec da solo alla Casa del comune, Aurelio Saffi, che aveva tratto tutta la passione della sua vita dalla dottrina e dall\u2019insegnamento di Giuseppe Mazzini, pronunci\u00f2 un discorso che dovrebbe essere letto e meditato sempre e dovunque. Egli disse: \u00abNoi non siamo venuti qui a rappresentare un partito. Noi abbiamo dimenticato alla porta della Casa comunale la nostra tessera. Qui noi rappresentiamo soltanto gli interessi dei cittadini, di tutti i cittadini\u00bb.<\/p><p>Altrettanto devono fare i Ministri che assumono il peso del potere. Uomini di diversa fede, di diversi partiti, che vengono da origini diverse, che hanno princip\u00ee e programmi in contrasto ed in antitesi, al Governo per\u00f2 devono ricordare di essere soltanto italiani, e noi aggiungeremo, perch\u00e9 complemento necessario, repubblicani.<\/p><p>Ecco l\u2019appello che noi rivolgiamo a tutti i partiti della democrazia e della democrazia repubblicana in quest\u2019ora solenne e decisiva per il nostro Paese. \u00c8 una parola serena quella che noi rivolgiamo ai repubblicani che sono nell\u2019Assemblea e nel Paese.<\/p><p>Noi crediamo di avere indicato la via da seguire e le mete da raggiungere, e vorremmo che tutti, superando un po\u2019 quello che \u00e8 il proprio intimo egoismo, quelle che sono le proprie aspirazioni ideologiche, vicine o lontane, si ricordassero che al di sopra di noi, e delle nostre passioni, \u00e8 l\u2019Italia, \u00e8 la Repubblica. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci.<\/em> Chiusura!<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata chiesta la chiusura della discussione. Domando se questa proposta \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro pertanto chiusa la discussione generale.<\/p><p>Domani, nelle due sedute che si inizieranno alle 10 e alle 16, avranno la parola i presentatori delle mozioni e il Governo. Poi si passer\u00e0 alle votazioni.<\/p><p>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata presentata la seguente interrogazione con richiesta d\u2019urgenza:<\/p><p>\u00abAl Governo, per sapere:<\/p><p>se non ritenga necessario provvedere affinch\u00e9 la maggior parte delle somme stanziate per la pubblica assistenza (circa 50 miliardi, ripartiti nei bilanci di dieci diversi Ministeri o Alti Commissariati) pi\u00f9 non si disperda in spese generali e di organizzazione, in questioni di competenza, in duplicazioni di uffici e interventi, a profitto degli speculatori e a detrimento dei veri bisognosi;<\/p><p>se, per l\u2019esercizio in corso, non intenda rivedere le riduzioni previste e adeguare al valore della moneta gli stanziamenti disposti, cos\u00ec da evitare la pi\u00f9 iniqua delle economie sui bisogni delle categorie pi\u00f9 umili e provate;<\/p><p>se, infine, non consideri urgente predisporre e attuare un piano di sicurezza sociale che \u2013 unificando al centro e semplificando e coordinando gli Enti e Istituti periferici \u2013 possa assicurare ai non abbienti senza maggiori aggravi di bilancio, il diritto alla vita.<\/p><p>\u00abVigorelli, Cairo, Fietta, Calosso, Tremelloni, Ghidini, Filippini, Paris, Cartia, Gullo Rocco, Chiaramello, Zagari, Bianchi Bianca\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Competente a rispondere a questa interrogazione \u00e8 il Ministro dell\u2019interno, il quale far\u00e0 sapere luned\u00ec prossimo se sar\u00e0 in grado di farlo subito o quando potr\u00e0 rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e delle finanze, per sapere quali provvidenze e quali agevolazioni intendano applicare e adottare in favore degli agricoltori di quei comuni di Forl\u00ec (Predappio, Castrocaro, Bertinoro, Portico, Rocca, ecc.), che per le recenti alluvioni perdevano quasi interamente i raccolti dell\u2019uva e subivano danni ingenti nel foraggio e negli impianti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare di urgenza per assicurare il regolare funzionamento della pi\u00f9 parte degli uffici giudiziari della Corte di appello di Aquila, e cio\u00e8 delle preture di Campli, Capestrano, Caramanico, Casoli, Castelvecchio Subequo, Catignano, Celenza sul Trigno, Civitella del Tronto, Guardiagrele, Gioia dei Marsi, Gissi, Lama dei Peligni, Loreto Aprutino, Montorio al Vomano, Notaresco, Orsogna, Pescina, Pizzoli, Pratola Peligna, San Demetrio ne\u2019 Vestini, Tagliacozzo, Torricella Peligna e Trasacco.<\/p><p>\u00abTutte codeste preture sono da lungo tempo mancanti dell\u2019unico magistrato prepostovi e talune di esse \u2013 come quelle di Campli, Celenza sul Trigno, Civitella del Tronto, Gioia dei Marsi, Lama dei Peligni, Nereto, ecc., sono altres\u00ec prive dell\u2019unico funzionario di cancelleria.<\/p><p>\u00abTali vacanze per molte preture si protraggono da lungo tempo, come \u2013 ad esempio \u2013 in quella di Trasacco, che non ha pi\u00f9 titolare da oltre cinque anni.<\/p><p>\u00abData l\u2019accresciuta competenza delle preture \u2013 che si preannuncia debba essere ulteriormente ampliata \u2013 tale stato di cose perturba gravemente il funzionamento della giustizia in popolosi centri rurali, nei quali la funzione del pretore ha una particolare e saliente importanza, oltrech\u00e9 giudiziaria, anche sociale.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede, altres\u00ec, di conoscere quali provvedimenti intenda adottare per assicurare il regolare funzionamento della Corte di appello degli Abruzzi che, degli undici magistrati ad essa assegnati per le due sezioni civile e penale \u2013 a prescindere dalla mancanza di uno dei due presidenti di sezione \u2013 attualmente ne conta soltanto tre in pianta, con applicazione temporanea di ben cinque magistrati, taluno dei quali sta per essere collocato a riposo per raggiunti limiti di et\u00e0, mentre altri sono in procinto di raggiungere le proprie sedi ordinarie, per scadenza del termine di applicazione.<\/p><p>\u00abSiffatto stato di cose \u00e8 tanto pi\u00f9 preoccupante in quanto dal novero dei consiglieri sono tratti e designati i presidenti dei Circoli di Corte di assise funzionanti nelle sedi di Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e Lanciano, ed esige urgenti provvedimenti perch\u00e9 sia senz\u2019altro rimosso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abLopardi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, sull\u2019opportunit\u00e0 che, nel determinare l\u2019imposta straordinaria per profitti di guerra sopra gli alberi di olivo, si proceda con criteri di gradualit\u00e0 e di equanimit\u00e0.<\/p><p>\u00abMi riferisco specialmente a ci\u00f2 che accade nella zona di Taggia (Imperia), nella quale ogni albero di olivo viene tassato, per la ragione suddetta, con la somma di circa lire 1000, in modo che agli olivicoltori sono stati richiesti contributi varianti da lire 100 mila a un milione.<\/p><p>\u00abUn\u2019imposta cos\u00ec gravosa appare specialmente iniqua e dannosa all\u2019economia nazionale per le seguenti ragioni:<\/p><p>1\u00b0) che l\u2019olivo \u00e8 l\u2019unica risorsa per gran parte delle famiglie di Taggia e della zona retrostante;<\/p><p>2\u00b0) che, come \u00e8 noto, l\u2019olivo ha un ciclo di produzione biennale, ossia produce un raccolto adeguato solo una volta ogni due anni. Raccolti di speciale imponenza d\u00e0 soltanto ogni dieci anni;<\/p><p>3\u00b0) la manutenzione e la concimazione assorbono, in terreno collinoso (ove solamente si trovano, per ora, coltivazioni d\u2019olivo) notevole parte del ricavato in denaro;<\/p><p>4\u00b0) che i maggiori profitti dell\u2019elevazione dei prezzi dell\u2019olio sono andati, non gi\u00e0 agli olivicoltori, bens\u00ec agli esercenti della borsa nera, non colpiti da nessuna imposta;<\/p><p>5\u00b0) che la gravezza di questa taglia costringe e costringer\u00e0 ancor pi\u00f9 i contadini della zona ad abbandonare la coltura degli olivi, e a vendere le piante come legna da ardere. Si tenga presente che durante la guerra mondiale, e immediatamente dopo, furono tagliati ben due milioni di piante.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante ritiene perci\u00f2 necessario e urgente che l\u2019onorevole Ministro dia istruzioni agli Uffici finanziari della provincia di Imperia, affinch\u00e9 diminuiscano sostanziosamente gli aggravi fiscali, che vanno, con improvvida durezza, applicando agli olivicoltori. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPellizzari\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per sapere se non ritenga opportuno di provvedere ad un equo aggiornamento delle pensioni di guerra (dirette e indirette), troppo inadeguate al fabbisogno dei destinatari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non creda opportuno disporre la statizzazione della scuola di ceramica di Santo Stefano di Camastra (Messina) e se non creda di innovare, con criteri di modernit\u00e0, l\u2019indirizzo della pubblica istruzione che, mentre seguita a moltiplicare le scuole classiche \u2013 le quali divengono sempre pi\u00f9 una fabbrica preoccupante di spostati e di disoccupati, condannando a una esistenza angosciosa ceti intellettuali che dopo tanti anni di studio non trovano possibilit\u00e0 di lavoro e di vita \u2013 trascura, poi, lo sviluppo di scuole tecnico-professionali che elevino le condizioni dell\u2019artigianato popolare, che ha tradizioni cos\u00ec gloriose e onora l\u2019arte e il genio italiano. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBasile\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019interno, per sapere se, di fronte al disagio nel quale versano reduci, partigiani, mutilati e invalidi di guerra, e alla constatata lentezza nel disbrigo delle pratiche, sia di pensione che di liquidazione delle loro spettanze, non credano necessario ed urgente di unificare i diversi servizi ed uffici e dare ad essi un assetto organico, che valga ad esaudire gli interessi e diritti delle categorie interessate. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGasparotto, Vigorelli, Clerici, Scotti Francesco\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.55.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione delle mozioni degli onorevoli Nenni, Togliatti e Canevari.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXLIV. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Sul processo verbale: Giacchero Tonello Simonini Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Mozioni (Seguito della discussione): Calosso Bruni Nitti Presidente Pajetta Giancarlo Macrelli Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2220,2364,2390,2542,2265,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2187","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2187"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6604,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187\/revisions\/6604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2187"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}