{"id":2184,"date":"2023-09-17T14:56:30","date_gmt":"2023-09-17T12:56:30","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2184"},"modified":"2023-10-21T17:41:56","modified_gmt":"2023-10-21T15:41:56","slug":"antimeridiana-di-venerdi-3-ottobre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2184","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2184\" class=\"elementor elementor-2184\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-41248a4 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"41248a4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2926b1d\" data-id=\"2926b1d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a847298 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"a847298\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471003_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ee3320d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ee3320d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXLIII.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Mariani Enrico<\/p><p>Presidente<\/p><p>Crispo<\/p><p><strong>Mozioni <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Sereni<\/p><p>Piccioni<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>MARIANI ENRICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARIANI ENRICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il dovere, come deputato e come cittadino, di protestare contro il linguaggio basso e volgare&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mariani, non posso consentirle di continuare nel suo discorso. Ella sa benissimo che sul processo verbale si pu\u00f2 parlare solo per proporvi una rettifica o per chiarire o correggere il proprio pensiero.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare sul processo verbale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Onorevoli colleghi, ho chiesto di parlare sul processo verbale di ieri mattina per chiarire una espressione da me usata e che ha dato luogo ad una interpretazione del tutto erronea.<\/p><p>A proposito della mancata legge per la difesa della Repubblica, che contemplava fra l\u2019altro l\u2019azione violenta, armata, diretta alla eventuale restaurazione della monarchia, dissi che il regime repubblicano non avrebbe avuto evidentemente a temere e non correva alcun pericolo ad opera dei monarchici.<\/p><p>Dissi \u2013 e questa fu l\u2019espressione che ha dato luogo all\u2019interpretazione da me riferita \u2013 che i monarchici non avrebbero avuto il fegato di ricorrere ad un\u2019azione violenta. Il mio pensiero era chiaro. Volevo dire che i monarchici hanno troppo vivo il senso civico per non agire unicamente nell\u2019ambito delle libert\u00e0 democratiche e del diritto di propaganda per svolgere il loro pensiero e la loro azione, e in questo senso rettifico \u2013 se una rettifica occorre \u2013 la mia espressione che ha potuto sembrare offensiva.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione di mozioni. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Sereni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SERENI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sforzer\u00f2 di portare in questo dibattito, pi\u00f9 ancora che la voce della mia parte politica, la voce e il punto di vista di tutta una importante parte d\u2019Italia nei confronti dei problemi che sono in discussione.<\/p><p>Sono profondamente convinto che, al di sopra delle divisioni di partito, esiste una solidariet\u00e0 di interessi del Mezzogiorno; e poich\u00e9 sono altrettanto profondamente convinto che questi interessi del Mezzogiorno coincidono storicamente con gli interessi generali della democrazia e della Nazione italiana, \u00e8 da questo particolare punto di vista che io cercher\u00f2 di intervenire nel dibattito.<\/p><p>A questo punto della discussione, d\u2019altra parte, mentre gi\u00e0 i pi\u00f9 autorevoli rappresentanti dei Partiti hanno impostato il problema della fiducia o della sfiducia nel Governo, credo che un intervento come il mio pu\u00f2 esser giustificato soltanto se io riuscir\u00f2 a portare un contributo specifico nella discussione politica generale. Mi limiter\u00f2 perci\u00f2, senza diffondermi su problemi pi\u00f9 generali, a toccare, dal punto di vista del Mezzogiorno, tre punti fondamentali che concernono le origini di questo Governo, la sua composizione, la sua struttura, e la sua opera.<\/p><p>\u00c8 stato gi\u00e0 sottolineato da varie parti il carattere ed il significato di classe del Governo che siede su quei banchi. Io vorrei ricordare, a questo proposito, qualche cosa che \u00e8 stata accennata dall\u2019amico e compagno Morandi, sia nella precedente discussione che nell\u2019attuale, ma che forse non \u00e8 chiara e non \u00e8 nota neanche a tutta l\u2019Assemblea. Vorrei ricordare quella seduta del 30 aprile, nella quale, dopo il suo discorso radio, per la prima volta l\u2019onorevole De Gasperi manifest\u00f2 in Consiglio dei Ministri la sua intenzione di aprire la crisi. Il collega Morandi ha ricordato a questo proposito la storia del \u00abquarto Partito\u00bb, ma credo non sia inopportuno precisare qui il senso di questa espressione. Nella seduta del 30 aprile, l\u2019onorevole De Gasperi ci disse in sostanza: \u00abIl Paese si distacca da noi. Noi abbiamo i Ministeri, abbiamo il Governo, ma il Paese gradatamente si allontana dal Governo\u00bb.<\/p><p>Fu facile, allora, all\u2019amico e compagno Cacciatore ed a chi vi parla, rispondere all\u2019onorevole De Gasperi: \u00abGuardiamo i fatti\u00bb.<\/p><p>Erano recenti le elezioni all\u2019Assemblea regionale siciliana, e potemmo facilmente dimostrare che l\u2019adesione del Paese alla maggioranza governativa di allora, presa nel suo complesso, lungi dal restringersi, si era allargata.<\/p><p>Dicemmo allora all\u2019onorevole De Gasperi: questa maggioranza \u00e8 aumentata nel complesso, ma sono diminuiti i voti della Democrazia cristiana. Questo fatto esprime un malcontento che esiste effettivamente nel Paese contro il Governo, non perch\u00e9 il Paese non approvi il suo programma, ma perch\u00e9 constata una indecisione, una lentezza nell\u2019applicazione di questo programma. E non \u00e8 un caso che in tutte le consultazioni elettorali avvenute in quel periodo, i voti si spostassero dalla democrazia cristiana verso il Partito socialista e verso il Partito comunista. Questo non significa che in Sicilia, ad esempio, molte persone fossero diventate socialiste o comuniste, ma significa \u2013 dicemmo allora all\u2019onorevole De Gasperi \u2013 che nella direzione democristiana del Governo e della maggioranza, le masse del popolo italiano riconoscono la causa prima delle insufficienze nella realizzazione del programma del Governo.<\/p><p>Bisogna dire che n\u00e9 in quella, n\u00e9 nelle successive sedute, in nessuna occasione, l\u2019onorevole De Gasperi mise in dubbio la validit\u00e0 di queste nostre affermazioni. Ma l\u2019onorevole De Gasperi rispose allora: \u00abS\u00ec; avete ragione; se andiamo a vedere i risultati elettorali, non notiamo un allontanamento delle masse dal Governo; noi abbiamo una larghissima maggioranza di voti \u2013 comunisti, socialisti, democristiani \u2013 come Governo; abbiamo i Ministeri, la posizione chiave della politica governativa italiana; ma non disponiamo della stampa cos\u00ec detta indipendente, la quale presenta sotto una luce scandalistica qualunque provvedimento che il Governo prenda. Noi \u2013 disse l\u2019onorevole De Gasperi \u2013 siamo tre grandi partiti che raccolgono la grande maggioranza dei suffragi, ma non abbiamo nelle nostre file un quarto partito, il partito di coloro che hanno denaro e possono prestarne allo Stato che ne ha bisogno\u00bb.<\/p><p>Non potemmo nascondere, ministri comunisti e socialisti del Governo di allora, la nostra stupefazione di fronte a queste argomentazioni. Ci trovavamo evidentemente di fronte ad una nuova concezione della democrazia, che non era quella alla quale eravamo abituati: nella quale il popolo tutto esprime la sua volont\u00e0 attraverso consultazioni popolari, dalle quali sorge una direzione dell\u2019\u00abEsecutivo Nazionale\u00bb corrispondente a questa espressione popolare:<\/p><p>Ci trovavamo di fronte ad una nuova concezione secondo la quale il voto di \u00abPirelli\u00bb e di qualche altro magnate dei gruppi monopolistici conta pi\u00f9 di 15 milioni di voti di elettori (lavoratori e borghesi, democristiani, comunisti, socialisti, repubblicani).<\/p><p>Io non voglio qui entrare nella discussione su questa nuova concezione della democrazia, n\u00e9 voglio discutere se il Presidente De Gasperi \u00e8 un democratico o no. Se devo esprimere la mia opinione personale, direi che, per essere un uomo di Stato democratico, all\u2019onorevole De Gasperi manca un elemento essenziale: la fiducia nel popolo. (<em>Interruzioni al centro \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Se lei avesse avuto dal popolo i voti che ho avuto io, potrebbe essere sodisfatto.<\/p><p>SERENI. Questo tipo di \u00abdemocratico\u00bb \u00e8 un tipo che abbiamo incontrato studiando la storia del Risorgimento italiano e operando nella realt\u00e0 politica del periodo della guerra di liberazione e in questo dopo-guerra cos\u00ec agitato. \u00c8 un tipo che \u00e8 frutto dell\u2019insufficienza della classe dirigente italiana, manifestatasi gi\u00e0 nel corso del Risorgimento. Ne parlava Goffredo Mameli quando scriveva \u00abquei che contano gli eserciti \u2013 disser: l\u2019Austria \u00e8 troppo forte \u2013 ed aprirono le porte\u00bb.<\/p><p>In Consiglio dei Ministri, l\u2019onorevole De Gasperi pose il problema appunto cos\u00ec: \u00abIl nemico \u00e8 troppo forte; ha in mano la stampa indipendente ed il denaro. Ebbene, questo nemico non dobbiamo combatterlo come nemico, dobbiamo spalancargli le porte del Governo\u00bb. Goffredo Mameli ammoniva, a proposito di questi \u00abdemocratici\u00bb, che \u00abquesta vil genio non sa \u2013 che se il popolo si desta \u2013 Dio si mette alla sua testa \u2013 la sua folgore gli d\u00e0\u00bb.<\/p><p>Questa folgore, l\u2019onorevole De Gasperi l\u2019aveva nel suo arsenale, ma non ha voluto mai maneggiarla contro i nemici del popolo; ai nemici del popolo, l\u2019onorevole De Gasperi \u2013 seguendo una tradizione che non \u00e8 certo quella repubblicana, bens\u00ec quella dei repubblichini e degli austriacanti d\u2019Italia \u2013 ha preferito spalancare le porte del Governo.<\/p><p>Alla folgore che Dio d\u00e0 a chi cammina col popolo, l\u2019onorevole De Gasperi ha preferito le circolari dell\u2019onorevole Scelba e dell\u2019onorevole Grassi. Ha creduto di aver inventato il parafulmine creando questo nuovo Governo. E certo, le circolari dell\u2019onorevole Scelba e dell\u2019onorevole Grassi, non rischiano di scalfire il muro d\u2019argento, come alcune volte potrebbe fare la folgore che Dio d\u00e0 al popolo.<\/p><p>Per aprire le porte al nemico bisognava per\u00f2, questa volta, cacciar via dal Governo i rappresentanti di un\u2019altra democrazia, di una democrazia che non \u00e8 disposta ad inchinarsi, a prosternarsi di fronte al muro d\u2019argento di una democrazia che si difende e che combatte i nemici del popolo. L\u2019onorevole De Gasperi aveva sul terreno parlamentare la forza di farlo, e l\u2019ha fatto: buon pro\u2019 gli faccia. Ecco il Governo che abbiamo di fronte e che \u00e8 uscito da questa impostazione dei problemi della lotta democratica del nostro Paese.<\/p><p>\u00c8 stato sottolineato in vari interventi, in special modo dagli onorevoli Nenni, Morandi e Togliatti, il carattere di classe e di parte che il nuovo Governo ha assunto. Sono state denunciate in quest\u2019Aula delle ingiustizie e delle illegalit\u00e0 compiute da questo Governo ai danni della democrazia. Debbo dire che non ho assistito senza meraviglia ai sorrisi con i quali, da varie parti in quest\u2019Aula, si \u00e8 ironizzato a proposito di manifesti e di attacchini.<\/p><p>Si dice: cosa \u00e8 poi mai se si proibisce un manifesto? \u00c8 strano che dopo la triste esperienza del fascismo vi sia ancora una cos\u00ec scarsa esperienza democratica per cui nel nostro Paese non si avverte il significato che assume la violazione delle libert\u00e0 elementari del cittadino, che sono la base della democrazia. Io non voglio ripetere quel che \u00e8 stato detto da altri, ma vorrei che l\u2019onorevole Togliatti mi consentisse di ricordare che, a proposito di ingiustizia e di illegalit\u00e0, vi \u00e8 appunto tutta una parte d\u2019Italia, che \u00e8 stata da decenni sottoposta ad ingiustizie, che non si sono sempre espresse solo nella forma dell\u2019illegalit\u00e0, ma si sono anche espresse sotto la forma della legalit\u00e0 di un determinato tipo di Governo, che \u00e8 esistito nel nostro Paese; questa parte \u00e8 il Mezzogiorno.<\/p><p>Quando noi analizziamo il carattere di questo Governo, dobbiamo sforzarci di valutare sotto tutti i suoi aspetti il significato dell\u2019operazione politica che l\u2019onorevole De Gasperi ha condotto a termine. Non basta constatare, come \u00e8 gi\u00e0 stato fatto, che essa ha portato all\u2019esclusione dei rappresentanti dei partiti che pi\u00f9 direttamente si richiamano alle classi lavoratrici. Occorre sottolineare che, come conseguenza, d\u2019altronde inevitabile, di questa esclusione, l\u2019onorevole De Gasperi ha risolutamente indirizzato la sua politica nel senso della ricostituzione di un blocco industriale-agrario, la cui punta \u00e8 rivolta contro il Mezzogiorno.<\/p><p>Illustri rappresentanti della democrazia cristiana, come Luigi Sturzo, accanto ad altri illustri esponenti di differenti correnti politiche, come Guido Dorso ed Antonio Gramsci, hanno illustrato nella nostra letteratura politica questa caratteristica del dominio storico della borghesia italiana. \u00c8 noto come, gi\u00e0 prima del fascismo, il dominio di classe della borghesia italiana abbia assunto la forma del blocco industriale-agrario; di una stretta alleanza, cio\u00e8, tra i grandi industriali e finanzieri del Nord ed i grandi latifondisti del Sud. Questa alleanza \u00e8 caratterizzata da ci\u00f2, che i grandi proprietari terrieri del Mezzogiorno, per la loro arretratezza sociale, economica e politica, si sono trovati costantemente in una posizione di inferiorit\u00e0 di fronte ai grandi finanzieri e industriali del Nord, sicch\u00e9 non giunsero mai ad ottenere, con questa impostazione governativa, altro che la mano libera contro i loro contadini. In cambio della soddisfazione data a questi miopi interessi di classe, queste forze degli agrari del Mezzogiorno hanno sempre lasciato mano libera ai grandi finanzieri del Nord, ai grandi industriali del Nord, per tutto quanto riguarda le questioni fondamentali della politica nazionale. E cos\u00ec abbiamo visto il Mezzogiorno deliziato dall\u2019ultraprotezionismo industriale, dalle guerre in cui i grandi capitalisti del Nord l\u2019hanno trascinato; lo abbiamo visto deliziato da quella politica dei prezzi industriali e dei prezzi agrari, che \u00e8 la causa pi\u00f9 profonda della inferiorit\u00e0 economica del Mezzogiorno.<\/p><p>Tutto questo \u00e8 avvenuto con la complicit\u00e0 necessaria di un ristretto gruppo delle classi dominanti del Mezzogiorno, ma il mestolo era tenuto in mano dai grandi industriali e dai grandi agrari del Nord.<\/p><p>Questo sistema, voi tutti lo conoscete, \u00e8 stato portato al parossismo durante la dittatura fascista. \u00c8 un sistema che comportava una tecnica parlamentale, quando c\u2019era il Parlamento, ed una tecnica governativa. Questa tecnica e questo blocco governativo erano stati spezzati da quel grande fatto storico che \u00e8 stata la liberazione del popolo italiano dal fascismo. Ora incomincia un nuovo sistema politico e proprio la partecipazione dei partiti di popolo, fra i quali riconosco senz\u2019altro la Democrazia cristiana, al Governo, aveva spezzato questo sistema tradizionale.<\/p><p>Si dice male del tripartito e dei governi di coalizione democratica. \u00c8 diventata una moda alla quale anche l\u2019onorevole Presidente del Consiglio, che ha presieduto questi governi, troppo spesso si conforma. Io voglio, per una volta, dire bene del tripartito. Voglio anzi dirvi che in quelli che i giornali indipendenti, qualche volta anche <em>Il Popolo<\/em>, sogliono chiamare \u00abgli ambienti degli agit-prop\u00bb, \u00e8 corsa, in questi ultimi tempi, una voce: secondo la quale il compagno Togliatti, nelle prossime elezioni di Roma, avrebbe voluto lanciare una parola d\u2019ordine: \u00abTorniamo ai prezzi del tripartito\u00bb; ma poi si \u00e8 saputo che l\u2019idea \u00e8 stata abbandonata, perch\u00e9 una parola d\u2019ordine di questo genere avrebbe trovato consensi troppo larghi tra le masse popolari, e avrebbe potuto eccitarle tanto da spingerle sulla via dell\u2019insurrezione contro l\u2019attuale Governo. E noi, che siamo un partito d\u2019ordine, ci siamo perci\u00f2 ben guardati dal lanciare una parola d\u2019ordine cos\u00ec esplosiva. (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si dice male del tripartito. Ebbene, io vorrei, esaminare qui quello che non solo il tripartito, ma in genere i governi di coalizione democratica, hanno fatto in questo senso dei rapporti fra Nord e Sud.<\/p><p>Non vi tedier\u00f2 con troppe cifre. In un articolo dell\u2019onorevole Einaudi sul <em>Risorgimento liberale<\/em> del 1\u00b0 settembre 1946, l\u2019onorevole Einaudi analizzava la distribuzione dei redditi e degli impieghi fiscali in Italia. Le conclusioni erano queste: che il supero dei versamenti sugli incassi del Tesoro nell\u2019Italia meridionale ed insulare era di 24 miliardi, mentre nel triangolo industriale del Nord il supero degli incassi era di 48 miliardi. Era questa una inversione completa di un processo caratteristico che si era avuto e sotto il fascismo e nei periodi precedenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Lussu su <em>L\u2019Italia Libera<\/em> del 4 dicembre 1946 faceva delle obiezioni all\u2019elaborazione di Einaudi, obiezioni in parte giuste sul terreno tecnico.<\/p><p>Ma il 13 aprile 1947, un giornale democristiano di Napoli, <em>Il Domani d\u2019Italia<\/em>, presentava una pi\u00f9 precisa elaborazione di questi dati, secondo i criteri, appunto, che Lussu aveva consigliato. Anche da questa nuova e pi\u00f9 precisa elaborazione l\u2019inversione del processo tradizionale restava confermata.<\/p><p>Politica dei prezzi. Qualche volta si \u00e8 esagerato, nel Mezzogiorno, nel credere che le ingiustizie di cui esso soffriva e soffre derivassero essenzialmente da una sperequazione fiscale ai suoi danni.<\/p><p>La realt\u00e0 \u00e8 che la divergenza nel livello dei prezzi dei prodotti industriali nel confronto con quelli agricoli ha avuto storicamente sull\u2019economia del Mezzogiorno una influenza molto pi\u00f9 grave che la politica fiscale. Ritroviamo qui gli effetti della politica protezionistica tradizionale. Cosa hanno fatto i governi di coalizione democratica in questo senso?<\/p><p>Prendo anche qui una fonte semiufficiale, lo studio interessantissimo del professore Albertario sulla situazione economica dell\u2019agricoltura, in cui vengono analizzati i prezzi dal periodo anteguerra ad oggi. La base degli indici che io citer\u00f2 \u00e8 quella del 1938. Il rapporto fra l\u2019indice dei prezzi dei prodotti venduti e rispettivamente acquistati dagli agricoltori a fine \u201946 \u00e8 131. Non vi sto a citare tutte le cifre. Ma assistiamo anche in questo campo, ad opera dei governi del tripartito, ad una inversione del processo tradizionale. E vi \u00e8 di pi\u00f9: mentre l\u2019indice dei prodotti agricoli del Mezzogiorno sale a 191 rispetto al 1938, quello dei prodotti agricoli del Nord sale solo a 137. Molti fattori diversi intervengono, beninteso, a determinare questa divergenza. Quel che ci interessa, \u00e8 valutare il risultato complessivo. Anche nel campo della politica dei prezzi c\u2019\u00e8 stata, nel periodo dei governi del tripartito, una inversione del processo tradizionale, che si svolgeva ai danni del Mezzogiorno.<\/p><p>Risparmio ed impieghi. Ognuno di voi sa che l\u2019altra tradizionale inferiorit\u00e0 del Mezzogiorno deriva dal fatto che una parte notevole del risparmio veniva pompato dall\u2019industria verso il Nord. Anche in questo campo gli ultimi dati disponibili indicano che l\u2019indice dei depositi era salito nel Mezzogiorno a 1036 contro 647 soltanto nel triangolo industriale. Mentre la percentuale dei depositi nel Mezzogiorno sul totale \u00e8 del 17 per cento, la corrispondente percentuale degli impieghi nel Mezzogiorno \u00e8 del 19 per cento.<\/p><p>Anche in questo campo, cos\u00ec, assistiamo ad un processo di arresto del processo di pompamento del risparmio meridionale verso il Nord.<\/p><p>Ho voluto citare soltanto queste pochissime cifre, per mostrare come, sui tre punti che rappresentano le ragioni fondamentali dell\u2019inferiorit\u00e0 economica del Mezzogiorno in conseguenza della politica tradizionale del blocco industriale agrario, i governi di coalizione democratica con la loro azione avessero cominciato a risalire la china.<\/p><p>Io concordo pienamente con quanto l\u2019onorevole Lussu scriveva nell\u2019articolo gi\u00e0 citato, quando egli affermava che permanevano e permangono ancora delle gravissime cause di inferiorit\u00e0 del Mezzogiorno. Ma \u00e8 fuori di dubbio che per la prima volta nella storia d\u2019Italia, nel periodo dei governi di coalizione democratica, le classi lavoratrici venute con le loro rappresentanze al potere, avevano cominciato a far risalire al Mezzogiorno la china dell\u2019inferiorit\u00e0 economica.<\/p><p>Non ci pu\u00f2 stupire il fatto che, malgrado questo, proprio nel Mezzogiorno si manifestasse del malcontento verso il governo. Un giusto malcontento, perch\u00e9 i miglioramenti relativi si esprimevano in cifre assolute che pur sempre segnavano il generale deperimento dell\u2019economia italiana. Noi sappiamo che nel Mezzogiorno anche una leggera flessione dell\u2019attivit\u00e0 economica provoca delle conseguenze malto pi\u00f9 gravi che nel resto d\u2019Italia, perch\u00e9 incide direttamente sulle possibilit\u00e0 pi\u00f9 elementari di vita. Il malcontento del Mezzogiorno era rivolto ancora, d\u2019altronde e giustamente, contro qualche altra cosa; era rivolto contro la insufficienza della direzione Democratico-cristiana dei Governi di coalizione. Al di sopra delle espressioni di partito, vanno considerati alla stessa stregua, in questo senso, fenomeni diversi, come il malcontento che si esprime nell\u2019Uomo qualunque ed il malcontento che si esprime nei Blocchi del Popolo.<\/p><p>Non \u00e8 un caso che entrambi i fenomeni siano nati nel Mezzogiorno; tutti e due esprimevano infatti un malcontento che si era manifestato e che perdurava nel Mezzogiorno. Se, infatti, si era incominciato a risalire la china, nessuna riforma strutturale era stata affrontata; e ci\u00f2 perch\u00e9 si era cozzato con la resistenza pertinace della Democrazia cristiana nel Governo.<\/p><p>In questo senso, gi\u00e0 nell\u2019ultimo periodo dei governi di coalizione democratica, il Mezzogiorno si poteva dire che fosse all\u2019opposizione; era all\u2019opposizione con l\u2019Uomo qualunque, era all\u2019opposizione coi Blocchi del Popolo. Ebbene, che cosa ha fatto il nuovo Governo? Quale \u00e8 stata la sua politica?<\/p><p>Io non considerer\u00f2, onorevoli colleghi, il problema da un punto di vista di partito, ma dal punto di vista, appunto, degli interessi del Mezzogiorno, presi nel loro complesso.<\/p><p>\u00c8 facile rilevare, in primo luogo, un grave mutamento nella composizione regionale, diciamo cos\u00ec, dell\u2019attuale Governo. L\u2019ultima crisi ha portato, infatti, all\u2019esclusione di numerosi Ministri meridionali. E non parlo, badate, dei soli Ministri comunisti e socialisti.<\/p><p>C\u2019\u00e8, per esempio, il caso dell\u2019onorevole Aldisio. Basta vivere e ascoltare quel che si dice negli ambienti marittimi per sapere \u2013 non \u00e8 vero onorevole Porzio? \u2013 che il fatto della sostituzione dell\u2019onorevole Aldisio al Ministero della marina mercantile con l\u2019onorevole Cappa non \u00e8 senza significato e non resta senza conseguenze. Gli armatori hanno sentito che c\u2019\u00e8 una certa differenza col passaggio del Ministero della marina mercantile sotto la direzione di un uomo che senza dubbio \u00e8 legato \u2013 non parlo di legami inconfessabili \u2013 ma senza dubbio \u00e8 legato agli armatori genovesi: se ne sono accorti tutti. Se ne sono accorti soprattutto \u2013 non \u00e8 vero onorevole Porzio? \u2013 gli armatori e i portuali napoletani, i piccoli armatori siciliani, che han visto i loro interessi sacrificati a quelli dei grandi armatori genovesi.<\/p><p>L\u2019onorevole Segni \u00e8 l\u2019unico rappresentante dell\u2019Italia Meridionale che sia rimasto in seno al Consiglio dei Ministri. Ora, io non voglio fargli dei complimenti, ma debbo riconoscere che egli \u00e8 un uomo che indubbiamente ha una sensibilit\u00e0 democratica. Non \u00e8 sempre colpa sua \u2013 o forse lo \u00e8 anche in parte \u2013 se questa sua sensibilit\u00e0 democratica non si pu\u00f2 esplicare sempre in un\u2019azione democratica. Il guaio si \u00e8 che l\u2019onorevole Segni \u00e8 stato mantenuto al Governo come solo Ministro meridionale in funzione \u2013 direi \u2013 preservativa. Egli \u00e8 infatti il rappresentante di un\u2019isola ove il movimento contadino non \u00e8 ancora largamente sviluppato. Non \u00e8 perci\u00f2 sottoposto ad una pressione diretta troppo temibile, e non rischia di far scatti troppo pericolosi.<\/p><p>Ma, relativamente a questa questione dell\u2019esclusione di alcuni Ministri meridionali, vi sono fatti ancor pi\u00f9 caratteristici. V\u2019\u00e8, ad esempio, l\u2019esclusione dell\u2019onorevole Gullo. Al momento della crisi, era in discussione il problema relativo alla liberazione dei contadini arrestati per le agitazioni agrarie del Mezzogiorno. Bisognava allora che al posto di un rappresentante dei lavoratori dell\u2019agricoltura, dei contadini, fosse messo un rappresentante degli agrari. E l\u2019uomo che \u00e8 oggi al dicastero della giustizia d\u00e0 in effetti la garanzia che non vi sar\u00e0 giustizia per i contadini del Mezzogiorno.<\/p><p>Ancora, notate che nel Gabinetto gli unici Ministri meridionali sono l\u2019onorevole Grassi e l\u2019onorevole Scelba. Anche qui siamo ritornati alla politica classica del blocco industriale agrario. In questa politica i Ministri meridionali devono essere accuratamente esclusi dalle posizioni chiave economiche; devono essere messi nel Governo per fare i poliziotti, per cercare di impiantare in tutta Italia, se ci riescono, i metodi dei \u00abmazzieri\u00bb pugliesi e dei \u00abmafiosi\u00bb siciliani. Gli onorevoli Scelba e Grassi hanno fatto tutto il possibile per assolvere questo compito. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Scelba ha risposto alle agitazioni dei contadini meridionali con delle manovre intimidatorie; con olimpica indifferenza egli ha ascoltato le interrogazioni e le interpellanze che gli sono state rivolte. Egli mi ha ricordato sempre (mi dispiace che non ci sia l\u2019onorevole Giannini che vi potrebbe illuminare in proposito) una vecchia caratteristica figura napoletana: l\u2019amico del marchese di Caccavone, il duca di Maddaloni, che parlando di un Ministro di allora diceva che \u00abil Ministro dell\u2019interno \u2013 ha di Dio le qualit\u00e0. \u2013 Egli \u00e8 provvido, egli \u00e8 eterno \u2013 e sa solo quel che fa\u00bb.<\/p><p>Ma c\u2019era ancora qualche cosa di pi\u00f9: per stabilire e consolidare al Governo il blocco industriale agrario, non era necessario soltanto mettere nelle posizioni-chiave uomini \u2013 non voglio fare dello scandalismo, ma far\u00f2 un\u2019analisi politica \u2013 come l\u2019onorevole Pella e l\u2019onorevole Cappa ed altri, i quali rappresentano determinate sfere di interessi, che non sono certo quelli del Mezzogiorno e non sono certo nemmeno quelli delle masse popolari del Nord.<\/p><p>Non bastava questo. L\u2019amico Merzagora si \u00e8 lamentato con me, perch\u00e9 una volta un manifesto, un giornale comunista, aveva scritto che la sua signora era figlia dell\u2019armatore Cosulich&#8230;<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Mi avete dato due mogli! (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SERENI. Voglio dare pubblicamente atto al dottor Merzagora che questo \u00e8 stato dovuto ad un errore. Del resto, gli armatori sono gi\u00e0 sufficientemente rappresentati al Governo dall\u2019onorevole Cappa, e non vi sarebbe stato nessun bisogno di ulteriori rappresentanze; non abbiamo perci\u00f2 nessuna intenzione di costringerti a sposare la figlia di Cosulich.<\/p><p>Per\u00f2, sebbene io sia un tipo portato per temperamento a credere sempre alla buona fede degli avversari, un tipo piuttosto ingenuo (<em>Commenti al centro<\/em>), non arrivo nella mia ingenuit\u00e0 a pensare che il dottor Merzagora sia stato chiamato a far parte di questo Governo proprio nella sua qualit\u00e0 di nostro vecchio collaboratore nel Comitato di liberazione alta Italia. Nel Governo vi era gi\u00e0 il Presidente di quel Comitato, l\u2019onorevole Morandi, e non vi era quindi nessun bisogno del dottor Merzagora. Io credo, piuttosto \u2013 me lo suggerisce la mia ingenuit\u00e0 \u2013 che egli sia stato chiamato al di fuori di ogni considerazione personale, perch\u00e9 era dirigente di una delle maggiori industrie, di uno dei maggiori gruppi monopolistici italiani. \u00c8 questo, a parte ogni valutazione personale, risponde ad un determinato piano che l\u2019onorevole De Gasperi, per la prima volta, bisogna dire, aveva sviluppato in un senso veramente conseguente; forse perch\u00e9 questa volta la composizione del Governo poteva realizzarsi su linee che rispondevano pi\u00f9 ai suoi sentimenti.<\/p><p>L\u2019entusiasmo col quale il nuovo Governo \u00e8 stato accolto nel Mezzogiorno da tutti i borsaneristi, dagli speculatori e, in particolar modo, da tutti gli agrari, ha dato luogo a scene di vero tripudio. La libert\u00e0 che questi egregi signori erano cos\u00ec fieri di aver riconquistato col nuovo Governo \u00e8 la libert\u00e0 alla quale inneggia, nella \u00abTempesta\u00bb di Shakespeare, Calibano ubriaco. Ricordate? Sciolto ormai da ogni vincolismo, direbbe un liberale, in quella famosa scena Calibano si scatena in una danza frenetica, balbettando nell\u2019ebbrezza:<\/p><p><em>\u2018Ban,\u2019Ban! \u2013 Ca \u2013 Caliban!<\/em><\/p><p><em>Get a new master \u2013 Get a new man!<\/em><\/p><p>\u00abUn nuovo padrone! Un uomo nuovo!\u00bb Quello che faceva la parte del nuovo padrone di Calibano, la parte del marinaio Stefano, in questo caso sarebbe stato l\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Era una scena veramente commovente, ma bisogna dire che adesso questi entusiasmi si sono un po\u2019 calmati, perch\u00e9 persino quei signori si sono accorti che il nuovo padrone crea grossi rischi.<\/p><p>Questa composizione di un Governo, caratteristica del blocco industriale-agrario, in cui tutte le posizioni chiave sono affidate ai rappresentanti degli industriali del Nord, mentre i rappresentanti del Mezzogiorno sono confinati nella posizione di poliziotti, non sarebbe stata completa se l\u2019onorevole De Gasperi non avesse trovato un\u2019altra maniera di offendere il Mezzogiorno e di offendere la democrazia.<\/p><p>Badate, io non voglio giudicare il Ministro Corbellini, che non conosco personalmente. Non ho niente contro di lui e voglio ammettere senz\u2019altro che sia uno dei migliori competenti tecnici. Voglio dire: che cosa significa questa operazione politica che l\u2019onorevole De Gasperi ha fatto servendosi dell\u2019onorevole Corbellini? Ognuno di noi, nel Ministero che ha diretto, ha utilizzato uomini con precedenti&#8230;<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Ma non avevo nessuna carica politica, nessuna! \u00c8 tutto falso! Dimostrate che io ero sempre della milizia! \u00c8 tutto falso! Dimostrate! Altrimenti potrei darvi querela per diffamazione! Avanti, dimostrate! (<em>Commenti \u2013 Scambio di apostrofi fra il centro e la sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SERENI. Se l\u2019ingegnere Corbellini smentisce questo, glie ne do atto; ma, l\u2019onorevole De Gasperi \u2013 quando l\u2019onorevole Togliatti parl\u00f2 dei precedenti dell\u2019ingegnere Corbellini \u2013 l\u2019onorevole De Gasperi non fece nessuna smentita di questo genere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Ma nessuno aveva detto che ero ufficiale della milizia. (<em>Interruzioni \u2013 Scambio di apostrofi fra il centro e la sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi di tutti i settori, permettano che continui la discussione.<\/p><p>SERENI. Onorevoli colleghi, mi pare di avere premesso e lo ripeto anche adesso, che in quello che io dico c\u2019\u00e8 lo scopo (non ho nessuna intenzione di insultare alcuno), c\u2019\u00e8 semplicemente lo scopo di fare un\u2019analisi politica. Se quanto ha detto l\u2019ingegnere Corbellini risponde a verit\u00e0, io avrei voluto che l\u2019onorevole Presidente del Consiglio l\u2019altra volta lo avesse smentito, ma a dire il vero non venne nessuna smentita, il che pu\u00f2 dunque far credere ad una conferma. Ma si tratta di tutt\u2019altro. Quel che qui m\u2019interessa \u00e8 rilevare obiettivamente il senso dell\u2019operazione condotta a termine dall\u2019onorevole De Gasperi. Da molti mesi al Ministero lavorava in qualit\u00e0 di Sottosegretario una persona evidentemente idonea, l\u2019onorevole Jervolino; ma l\u2019onorevole Jervolino era soltanto napoletano, mentre qui si trattava di compiere un\u2019altra operazione politica attraverso una nomina che doveva rappresentare un legame di questo Governo del blocco industriale agrario con quell\u2019apparato dell\u2019alta burocrazia fascista, la quale ha una lunga esperienza nel maneggio degli interessi del blocco stesso.<\/p><p>Certo, qualche volta questo maneggio si poteva svolgere sotto il fascismo in forme pi\u00f9 drastiche; gli operai non avevano allora conquistato la cattiva abitudine di scioperare per difendere i propri diritti. La realt\u00e0 \u00e8 che noi assistiamo, ad opera di questo Governo, ad un rapido processo di rifascistizzazione negli alti gradi. Dobbiamo constatare che l\u2019onorevole De Gasperi preferisce vedere, alla testa di importanti amministrazioni, uomini che hanno l\u2019esperienza fascista, piuttosto che altri, che abbiano l\u2019esperienza caratteristica degli uomini politici democratici.<\/p><p>Guardiamo agli effetti di questa politica. Non far\u00f2 che una rapida scorsa. Anche qui io non parlo di intenzioni o di cattive intenzioni. Si tratta di risultati che derivano dalla struttura stessa del Governo. Ricordano l\u2019amico Cacciatore, l\u2019amico Gullo, l\u2019amico Segni che quando in Consiglio dei Ministri si parl\u00f2 di regime per il burro e di regime per l\u2019olio, i Ministri meridionali dicevano: Si fa questo per il burro, ma che cosa accade per l\u2019olio del Mezzogiorno? Non abbiamo mai trovato, bisogna riconoscerlo, una ostilit\u00e0 preconcetta nei colleghi settentrionali; e vi era allora, in Consiglio dei Ministri, qualcuno che portava la voce del Sud. Non \u00e8 d\u2019altronde per un caso, e non \u00e8 nemmeno per merito personale che il compagno Cacciatore, il compagno Gullo, che chi vi parla eravamo stati messi dai nostri partiti nel Governo; bens\u00ec perch\u00e9 i partiti dei lavoratori, in questo periodo storico, hanno compreso che la soluzione della questione meridionale, della rappresentanza degli interessi meridionali \u00e8 un elemento essenziale della ricostruzione&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Perch\u00e9 non se ne \u00e8 ricordato lei quando era ai lavori pubblici?<\/p><p>SERENI. Ne parler\u00f2 subito. L\u2019onorevole Morandi \u00e8 stato l\u2019organizzatore della Societ\u00e0 per lo sviluppo del Mezzogiorno. (<em>Interruzione al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Uno degli atti pi\u00f9 importanti del terzo Gabinetto De Gasperi, era stata la costituzione di una sezione meridionale del Comitato italiano della ricostruzione. Questa sezione meridionale aveva portato a conclusione nel breve periodo della sua attivit\u00e0, tre importanti decreti: il decreto per l\u2019irrigazione delle Puglie, il decreto per l\u2019Ente della Sila e quello per l\u2019Ente elettrico siciliano. Ma ahim\u00e8! Col nuovo Governo, nella sua atmosfera nordista, il C.I.R. meridionale pare sia morto di inedia, perch\u00e9 nessuno se ne \u00e8 pi\u00f9 occupato.<\/p><p>Aumento del prezzo del pane. Anche qui ci troviamo di fronte ad un provvedimento che colpisce in modo particolare differenziato masse lavoratrici e disoccupati del Mezzogiorno che non hanno possibilit\u00e0 di rifarsi attraverso quelle forme che qualche volta, sia pure in parte, servono per i lavoratori industriali del Nord.<\/p><p>E vengo ai lavori pubblici. Nella mia attivit\u00e0 di Governo \u2013 e l\u2019ho detto pubblicamente e qui \u2013 mi sono trovato di fronte a questa situazione: che tutta la legislazione italiana del dopo-guerra era necessariamente impostata sulle riparazioni ai danni di guerra.<\/p><p>La grande maggioranza dei fondi stanziati per il Ministero dei lavori pubblici era attribuita ai danni di guerra. Ora, io ho rilevato \u2013 in pubblici Congressi e in riunioni al Consiglio superiore dei lavori pubblici ed al Consiglio dei Ministri \u2013 che era necessario un nuovo orientamento, e che quella inferiorit\u00e0 storica in cui il Mezzogiorno era stato mantenuto doveva essere alleviata, sia pure tenendo conto delle necessit\u00e0 dovute ai danni di guerra.<\/p><p>C\u2019era una unica fonte, attraverso la quale potevano darsi stanziamenti per i lavori pubblici del Mezzogiorno: i fondi per la disoccupazione. Con la migliore volont\u00e0, qualsiasi Ministro era nell\u2019impossibilit\u00e0 di assegnare stanziamenti a quelle citt\u00e0 che non avessero il 40 per cento di danni. Il problema avrebbe dovuto essere discusso in Consiglio dei Ministri in sede di discussione del nuovo bilancio.<\/p><p>Non voglio prendere la difesa dei lavori della disoccupazione come tali. Credo di essere riuscito, dopo l\u2019amico Romita, a liquidare quei famosi lavori a reg\u00eca di Roma; credo di avere fatto uno sforzo non piccolo, perch\u00e9 c\u2019erano 60 mila disoccupati a Roma. Siamo riusciti a eliminare questo grave danno per la vita politica romana e per la vita finanziaria dello Stato. Ma, col nuovo governo, gli stanziamenti per la disoccupazione sono stati addirittura aboliti. Non so come il collega onorevole Tupini se la caver\u00e0 per venire incontro ai bisogni del Mezzogiorno. Occorre sanare questa situazione: dobbiamo avere delle leggi che permettano di dare nel nuovo bilancio stanziamenti per la ricostruzione meridionale. A questo proposito non posso non rilevare che mentre in questo campo si \u00e8 provveduto con un rigore veramente drastico all\u2019arresto del torchio, non si \u00e8 provveduto nello stesso modo a proposito del fatto scandaloso della revisione dei prezzi.<\/p><p>L\u2019onorevole Campilli, che avr\u00e0 i suoi difetti come ciascuno di noi, da buon romanaccio aveva tuttavia una certa sensibilit\u00e0 per i problemi del Mezzogiorno. D\u2019accordo con lui mi rifiutai \u2013 e lo dissi pubblicamente e in Consiglio dei Ministri \u2013 di firmare certe proposte preparate dal Ministero nei confronti della revisione dei prezzi. Come ha fatto l\u2019onorevole Romita, io ero intervenuto con numerose circolari a dichiarare che nessuna revisione dei prezzi dovesse essere pagata agli imprenditori finch\u00e9 non si fosse constatato che erano effettivamente pagati gli aumenti di salari. Non si tratta, onorevole Tupini, di quel che ella ha fatto scrivere sul <em>Popolo. <\/em>Nessuno ha mai negato che la revisione dei prezzi \u00e8 necessaria; ma si tratta di stabilire che la revisione dei prezzi viene operata soltanto se vengono pagati gli aumenti di salari. Quando ebbi l\u2019onore di accompagnare il Presidente della Repubblica a Cassino, potemmo constatare \u2013 ed io l\u2019ho constatato anche in molti altri luoghi \u2013 che gli operai non ricevevano che un salario di misere 150 lire, mentre si pagava la revisione dei prezzi agli appaltatori sulla base di un salario di 400 lire giornaliere. Questo scandalo, al quale Romita prima, e poi io, credo con maggior decisione, abbiamo cercato di porre un termine, \u00e8 stato ristabilito con un sol tratto di penna dall\u2019onorevole Tupini. Noi denunciamo questo Governo come un governo che sa bene stringere i freni e fermare il torchio, quando si tratta di andare contro gli interessi dei lavoratori e contro quelli del Mezzogiorno in modo particolare, ma che li apre e li mette in moto a gran velocit\u00e0 quando si tratta di andare a favore di gruppi di grandi speculatori ed appaltatori.<\/p><p>Non parlo poi dell\u2019imposta patrimoniale e degli effetti che essa ha sul Mezzogiorno, cos\u00ec come \u00e8 stata approvata, vale a dire rifiutando la proposta dell\u2019abolizione del segreto bancario. Questo significa che l\u2019imposta patrimoniale verr\u00e0 pagata soprattutto dalla propriet\u00e0 terriera ed in particolar modo dal Mezzogiorno in cui essa \u00e8 la forma dominante di propriet\u00e0. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Perch\u00e9, nelle altre parti d\u2019Italia non c\u2019\u00e8 propriet\u00e0 terriera?<\/p><p>SERENI. Se voi conosceste almeno elementarmente la struttura economica dell\u2019Italia, sapreste che la percentuale della ricchezza terriera sulla ricchezza complessiva \u00e8 nel Mezzogiorno assai pi\u00f9 alta che nel Nord. Fareste bene ad andare a scuola. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voglio accennare poi al problema della valuta libera. Anche questi provvedimenti colpiscono in modo gravissimo non solo i lavoratori, ma il Mezzogiorno preso nel suo complesso. Ognuno di voi sa che la bilancia commerciale del Mezzogiorno con l\u2019estero \u00e8 una bilancia passiva. Questo vuol dire che quando i setaioli e i lanieri di Milano, di Biella e del Veneto esportano i propri prodotti, nella misura in cui almeno una parte del ricavato valutario va ad un fondo comune, le esigenze valutarie del Mezzogiorno possono essere sodisfatte; se invece, come ora, si lascia in misura molto maggiore la libera disponibilit\u00e0 della valuta agli esportatori industriali del Nord, il Mezzogiorno non avr\u00e0 la valuta necessaria per sodisfare le pi\u00f9 elementari esigenze valutarie delle sue importazioni industriali e agricole.<\/p><p>Non parlo poi di altre misure che colpiscono soprattutto il Mezzogiorno. Vedi, ad esempio, il fatto dei ridotti stanziamenti per le bonifiche. Faccio rilevare che come Ministro dei lavori pubblici, pur avendo interesse a tutelare le disponibilit\u00e0 del Dicastero che dirigevo, non esitai, in Consiglio dei Ministri ed in pubbliche riunioni, a dichiarare che ero pienamente d\u2019accordo nell\u2019aumentare il bilancio del Ministero dell\u2019agricoltura a spese del bilancio dei lavori pubblici, perch\u00e9 si tratta di un\u2019opera altamente produttiva che va a particolare profitto delle regioni meridionali. Anche qui si sono fatti decisi passi indietro anzich\u00e9 avanti. Non parlo poi di quello che avviene nelle aziende meridionali dell\u2019I.R.I., a proposito della cui tragica situazione abbiamo chiesto un colloquio al Ministro del tesoro.<\/p><p>Questo \u00e8 il frutto della politica di questo governo nel Mezzogiorno; frutto non di errori tecnici ma di una determinata struttura del governo dal punto di vista sociale e di classe e dal punto di vista regionale. Frutto di un governo che cerca di ristabilire al potere il blocco industriale-agrario che il popolo italiano ha cacciato via dal potere con la fine del fascismo. \u00c8 un governo che, obiettivamente considerato, al di fuori di ogni buona o cattiva intenzione di chi lo compone, ha la sua punta rivolta soprattutto contro il Mezzogiorno. E questa caratteristica antimeridionale dei governi del blocco industriale agrario la rilevava non solo il comunista Gramsci, o l\u2019azionista Guido Dorso, la rilevava anche Don Sturzo.<\/p><p>Per questo, onorevoli colleghi, noi pensiamo che il voto dei deputati meridionali, a qualunque partito essi appartengono, debba essere un voto di opposizione al Governo. Sappiamo che non da parte di tutti i deputati meridionali lo sar\u00e0, ma sappiamo che l\u2019opposizione \u00e8 per il Mezzogiorno oggi una necessit\u00e0 di vita che va al di sopra delle ideologie dei partiti.<\/p><p>Il Mezzogiorno \u00e8 stato sempre, da quando esiste l\u2019unit\u00e0 italiana, all\u2019opposizione. Era all\u2019opposizione quando votava per la sinistra storica; era all\u2019opposizione anche quando la sinistra storica and\u00f2 al potere; era all\u2019opposizione quando gli \u00abascari\u00bb votavano in un determinato senso nel Parlamento italiano, ma quando gi\u00e0 in forma primitiva i contadini del Mezzogiorno, gli abitanti dei centri popolosi, i braccianti, assaltavano i casotti del dazio. Una forma primitiva, spontanea, elementare, distruttiva di opposizione, allora. Era all\u2019opposizione, il Mezzogiorno, sotto i governi di coalizione democratica perch\u00e9 l\u2019opposizione del Mezzogiorno, anche con un Governo di coalizione democratica, \u00e8 una necessit\u00e0 di vita. Era all\u2019opposizione con l\u2019uomo qualunque, era all\u2019opposizione con i blocchi del popolo&#8230;<\/p><p>Ma, storicamente questa opposizione del Mezzogiorno \u00e8 stata spesso sterile perch\u00e9 era un\u2019opposizione che non si inquadrava su un piano nazionale. Oggi l\u2019opposizione del Mezzogiorno non \u00e8 pi\u00f9 isolata ma si inserisce in un quadro assai pi\u00f9 largo e nazionale. \u00c8 l\u2019opposizione che si inserisce nel quadro della lotta che le masse democratiche del Nord e del centro Italia, gli operai, gli intellettuali, la piccola borghesia, conducono oggi contro questo Governo. \u00c8 una lotta che potr\u00e0 avere qui, immediatamente, sul terreno parlamentare, questo o quell\u2019esito. Noi guardiamo con grande interesse a questa lotta del Parlamento, ma sappiamo che questa non sar\u00e0 ancora l\u2019ultima parola; vi saranno altre lotte in Parlamento e nel Paese, alle prossime elezioni.<\/p><p>Il nostro sforzo sar\u00e0 diretto a portare, al di sopra delle posizioni di partito, per gli interessi del Mezzogiorno, in una forma sempre pi\u00f9 coerente, pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 organizzata, sul piano democratico, il Mezzogiorno all\u2019opposizione. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Piccioni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Onorevoli colleghi, io vorrei provarmi a ricondurre la discussione, cos\u00ec grave e cos\u00ec impegnativa, ai suoi termini essenziali. Dopo alcuni giorni di larga, diffusa discussione, che ha spaziato un po\u2019 in tutti i campi della politica, dell\u2019economia, della finanza, della storia, della sociologia, direi perfino della filosofia, dopo questo largo, abbondante discettare, mi pare che sia doveroso da parte nostra rintracciare i termini sostanziali del dibattito. Non gi\u00e0 che io non sia sensibile a questo sforzo che viene fatto dalle tempre politiche pi\u00f9 preparate di allargare i dibattiti secondo visioni e prospettive storicamente pi\u00f9 elevate e pi\u00f9 vaste. Ma io ritengo che quando il Paese \u00e8 impegnato, come \u00e8 impegnato oggi, in una dura lotta per la difesa della sua esistenza, i problemi vanno visti e ricondotti alla loro nuda e cruda essenza. In altra sede si pu\u00f2 dare sfogo con diletto reciproco alle varie elucubrazioni storiche, filosofiche o sociologiche, ma in questa sede prettamente politica, dove ciascuno di noi ha una sua specifica, personale responsabilit\u00e0, bisogna delineare nella maniera pi\u00f9 netta, pi\u00f9 semplice e comprensibile, i problemi politici nazionali.<\/p><p>Detto ci\u00f2 io vorrei ricordare l\u2019origine di questo Governo e delle critiche che si muovono alla sua azione, perch\u00e9 mi pare che sia stato un punto non sufficientemente messo in evidenza. \u00c8 vero che costitu\u00ec l\u2019oggetto della larga discussione di tre mesi or sono, ma bisogna per un giudizio complessivo sull\u2019attivit\u00e0 varia del Governo, non perdere di vista questo determinato punto di partenza per dedurne le rispettive responsabilit\u00e0.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, questa formula di Governo \u00e8 nata dal fallimento di un anno di esperienza di Governo tripartito. Fallimento dovuto a che cosa? Dovuto probabilmente alla incapacit\u00e0 funzionale ed organica di quella determinata formula tripartitica. \u00c8 comodo dire oggi, come gi\u00e0 fu detto allora, che il fallimento fu dovuto all\u2019insufficienza della direzione di Governo, quando la direzione di Governo, in una combinazione di quel determinato genere, era necessariamente, direi fisiologicamente, condizionata alla stessa costituzione tripartitica del Governo. Il risultato maggiore dell\u2019esperimento tripartitico fu, nella pi\u00f9 benevola delle conclusioni, una forma di paralisi dell\u2019attivit\u00e0 di Governo che andava via via crescendo. Fu la ripercussione nell\u2019ambiente del Paese, nella valutazione generale dell\u2019opinione pubblica di questa paralisi, di questa insufficienza ed inefficienza del principio di unit\u00e0 e di forza di un Governo cos\u00ec fatto. Ed allora, poich\u00e9 non si deve credere, onorevoli colleghi, che la Democrazia cristiana sia veramente un partito cos\u00ec famelico di potere come da alcuni si \u00e8 inteso, la Democrazia cristiana stessa propose di adottare una formula di Governo diversa, fino al punto da rinunciare preventivamente alla direzione di un Governo diversamente costituito.<\/p><p>E si affacci\u00f2, come voi sapete, la formula di un Governo a larga base, di concentrazione nazionale. Ma questa formula raccolse l\u2019ironia, se non il dileggio, di un esponente di una parte politica del Parlamento, dell\u2019onorevole Nenni. Ricordo un suo primo discorso a Venezia all\u2019indomani di una tale formale proposta; discorso nel quale egli ironizzava e dileggiava un tentativo di questo genere, dicendo che il tipo preferibile nell\u2019interesse del Paese era quello della forma tripartitica o qualche cosa di simile.<\/p><p>E se il tentativo, quel tentativo non riusc\u00ec, nessuno ha potuto seriamente addebitare ci\u00f2 a manovre, a insidie, a opposizioni diverse della Democrazia cristiana. Fallito quello, che cosa rimaneva? Tornare al tripartito, no. La Democrazia cristiana, su questo punto, fu esplicita e impegnativa: no, per il modo come il tripartito aveva funzionato, per gli effetti negativi che ne erano derivati, per impedire che, attraverso il tripartito, si consolidasse in Italia il predominio di una determinata corrente politica di minoranza.<\/p><p>E allora si ripieg\u00f2 su una formula diversa, su una concentrazione diversa, la quale fall\u00ec non per difetto, al solito, della Democrazia cristiana, ma per una certa strana, insistente discordia di quella che allora fu detta spiritosamente la piccola intesa delle forze democratiche del centro sinistra. Questi sono elementi di fatto storicamente oggettivi e precisi, ai quali non si pu\u00f2, a mio avviso, opporre contestazione.<\/p><p>E allora la Democrazia cristiana \u2013 piaccia o non piaccia, dolenti o nolenti \u2013 siccome rappresenta qui, rappresenta nel Paese, il blocco pi\u00f9 forte di energie politiche, rappresentative di larghissime zone dell\u2019opinione pubblica, sent\u00ec, al di sopra e contro quella vaga debolezza costituzionale che da pi\u00f9 parti veniva abbondantemente rimproverata alla Democrazia cristiana e sulla quale si speculava anche notevolmente nella funzionalit\u00e0 e nello sviluppo del tripartitismo, sent\u00ec che era venuto il momento di affrontare in pieno questo suo impegno, il quale derivava da un mandato esplicito e preciso che larghe correnti dell\u2019opinione pubblica avevano ad essa affidato. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Lussu<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non si tratta di orgoglio smodato dell\u2019onorevole De Gasperi, a cui si rimproverano non so quali propositi reconditi di ambizioni sfrenate, personali, in contrasto anche con quello che sarebbe il sentimento unanime, generale del suo partito, che riconosce sempre in lui il massimo esponente, che del partito ha assunto, nelle ore pi\u00f9 decisive di questa nuova storia democratica, le maggiori responsabilit\u00e0 (<em>Applausi al centro<\/em>), in perfetta consonanza con lo spirito, il sentimento e la volont\u00e0 delle masse democristiane. Si \u00e8 pensato a non so quale smodato orgoglio o ambizione della Democrazia cristiana.<\/p><p>Ma voi, onorevoli colleghi, potete stimarci cos\u00ec poco, giudicarci cos\u00ec infantili, o ciechi, da ritenere che in una situazione politica, economica, sociale, alimentare, come quella in cui si dibatte l\u2019Italia, sia nostra brama quella di assumere, di assommare in noi soli le massime responsabilit\u00e0 della azione del Governo?<\/p><p>E pure noi avemmo il coraggio di assumerle, e di assumerle attraverso una formula i cui termini devono essere ribaditi oggi, per evitare che si equivochi su di essa e presso qualsiasi settore della Camera. La formula fu questa: la Democrazia cristiana, per la sua forza parlamentare e nel Paese, assume essa in pieno la direzione di tutta la politica del Governo. Chiede che cosa? Il contributo, l\u2019apporto di elementi tecnici, anche appartenenti ad altri partiti. Implicando con ci\u00f2 che cosa? La solidariet\u00e0 politica dei partiti, ai quali gli elementi tecnici eventualmente collaboranti con la Democrazia cristiana appartenessero? No! Questo \u00e8 stato detto e ridetto nelle prime comunicazioni e nelle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Era un apporto di elementi tecnici dal punto di vista della collaborazione attiva, effettiva all\u2019assieme del Governo. La responsabilit\u00e0 politica, la fiducia dei Gruppi eventuali a cui essi appartenevano sarebbe stata o un segno di preventiva fiducia, di preventiva stima nell\u2019azione di un Governo siffatto, o il risultato di quello che sarebbe stato il giudizio sull\u2019azione del Governo medesimo. E non ci furono trattative di programmi di nessun genere, con nessun Gruppo, neanche con quelli dei quali qualche membro partecipa al Governo. Non ci fu un impegno di concedere, di voler concedere, o di dare qualche cosa, nel programma o nell\u2019azione, ad una formazione o ad un\u2019altra che fosse disposta ad appoggiare il Governo; ci fu l\u2019assunzione piena, aperta della responsabilit\u00e0 politica del Governo da parte della Democrazia cristiana. Questa responsabilit\u00e0 politica, oggi che ci avete chiamati a rendere conto, la manteniamo e l\u2019assumiamo in pieno, senza condividerla con nessun altro Gruppo politico, di nessun colore o tendenza. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, per il giudizio che vi accingete a dare sull\u2019azione del Governo, io ricorder\u00f2 che vi sono stati 79 giorni di azione di Governo effettiva. Il voto di fiducia a questo Governo fu dato il 21 giugno; il 9 settembre \u00e8 stata presentata la mozione di sfiducia, con la richiesta di immediata discussione. Facendo i conti, si riduce \u2013 l\u2019azione di Governo \u2013 a 78-79 giorni, intervallati da che cosa? Almeno dal Ferragosto, se mi consentite; intervallati da un\u2019altra situazione politica particolare, dalla discussione cio\u00e8 sulla politica estera e sulla ratifica del Trattato, la quale discussione tenne il Governo per 10-12 giorni in condizioni di non sapere se era al di qua o al di l\u00e0, cio\u00e8 tra la vita e la morte, come volgarmente si dice. E in quella discussione, se voi ben ricordate, la caratteristica bene individuata della responsabilit\u00e0 della Democrazia cristiana apparve in tutta la sua luce ed in tutta la sua pienezza. Ci fu un Gruppo, il Gruppo liberale, che ha dato al Governo apporti di alto valore tecnico \u2013 il quale Gruppo liberale si \u00e8 orientato, indipendentemente da qualsiasi accordo preventivo, cio\u00e8 in modo libero e autonomo anche nella impostazione della discussione odierna \u2013 che fu di parer contrario a quello del Governo.<\/p><p>Ci fu il Gruppo qualunquista che fu anch\u2019esso di parere contrario. Ci furono Gruppi di opposizione che si comportarono ben diversamente. Questa \u00e8 la riprova evidente che nessun impegno di solidariet\u00e0 politica formale esisteva ed esiste alla base della costituzione del Governo. Ora \u2013 \u00e8 un\u2019osservazione banale; ma forse fra tante osservazioni di alta elucubrazione scientifica o pseudoscientif\u00ecca qualche osservazione banale pure ci vuole \u2013 consentitemi questo rilievo: volere formulare un giudizio definitivo attraverso tali vicende, attraverso questo periodo di tempo di 70-80 giorni di attivit\u00e0 svolta nel modo che tutti sanno, onorevoli colleghi, permettete che io dica, mi sembra un po\u2019 eccessivo e un po\u2019 presuntuoso, tanto pi\u00f9 in quanto l\u2019attacco sostanziale viene mosso sul terreno economico finanziario.<\/p><p>Anche quelli che non sono ben addentro a questi intricati e difficili problemi, sentono che il problema economico finanziario ha bisogno di un certo periodo di tempo perch\u00e9 la direttiva si precisi, perch\u00e9 la manovra funzioni e dia risultati. Mi pare indispensabile da parte specialmente di chi prevede, come direttiva da imprimere alla situazione economica finanziaria, un impulso addirittura a largo respiro, uno sforzo programmatico in senso prospettico e a lunga portata, addirittura un piano. Ed infatti l\u2019onorevole Nenni stesso, che ha presentato la mozione di sfiducia incentrandola essenzialmente su questo terreno, per non distaccarsi troppo da quello che deve essere il contatto con la realt\u00e0 di qualsiasi uomo politico, specialmente se responsabile verso partiti di masse, premette a tutta la sua critica un\u2019osservazione di carattere generale che \u00e8 addirittura svalutatrice della sua impostazione. Riconosce che sussiste \u00abuna situazione di fatto allarmante la quale non dipende dal colore di Governo. Questa situazione ereditata dal fascismo, difficilmente modificabile da qualsiasi Governo, deve essere sottolineata\u00bb, ecc. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa la constatazione di fatto, questo il rilievo di una situazione che trascende qualsiasi possibilit\u00e0 e qualsiasi impegno decisamente risolutivo di un Governo monocolore o multicolore. L\u2019esperimento lo avete fatto voi stessi stando per cos\u00ec lungo tempo al Governo senza aver contribuito a modificare sostanzialmente quell\u2019allarmante situazione di fatto. E poich\u00e9 pensate che se dovesse verificarsi un vostro ritorno di qualsiasi genere al Governo, la situazione di fatto si imporrebbe anche a voi, o a chi per voi, giustamente mettete le mani avanti per dire che quella situazione \u00e8 qualche cosa che supera le capacit\u00e0 e le buone intenzioni di chicchessia. Ora, di questo elemento voi dovete dar atto anche all\u2019azione di un Governo che si \u00e8 mosso come si \u00e8 mosso, ed in questo breve periodo di tempo in cui ha potuto lavorare. Non dovete rimproverare, come avete fatto, onorevole Nenni, che gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni non siano stati tutti mantenuti. Gli impegni sono stati mantenuti nella misura che le condizioni di una determinata situazione hanno consentito, cos\u00ec come quando eravate voi al Ministero, ciascuno nel proprio dicastero si poneva dei compiti e suggeriva delle soluzioni a questo o quel problema a ciascun dicastero pertinente, senza riuscire in definitiva a fare quello che ciascuno di voi avrebbe voluto fare. Io non voglio discutere partitamente i vari problemi di carattere economico-finanziario, anche perch\u00e9 abuserei in un certo modo della mia particolare situazione politica. Ne hanno parlato alcuni membri del Governo, altri ne parleranno. Io ripeterei male quello che essi hanno detto e non aggiungerei nulla di maggior peso politico a quello che i Ministri stessi hanno detto o diranno.<\/p><p>Dir\u00f2 soltanto all\u2019onorevole Togliatti che la sua impostazione di sfiducia \u00e8 stata pi\u00f9 specificatamente politica, condotta secondo una determinata valutazione della politica interna di questo Governo, ma anche a lui ricorder\u00f2, se me lo consente, cosa che d\u2019altronde ha fatto da s\u00e9, che i fatti da lui lamentati erano in fondo la sostanza di una interpellanza presentata prima che l\u2019Assemblea Costituente si mettesse in vacanza. Erano quindi fatti di un determinato momento politico ed avevano una particolare rilevanza tale, da suggerire la formulazione di una interpellanza, non di pi\u00f9. Egli ha detto: Siccome ora c\u2019\u00e8 la mozione di sfiducia di Nenni, perch\u00e9 non si elevi una suspicione contro di me, io ho trasformato l\u2019interpellanza stessa in una mozione di sfiducia. Questo stesso fatto riduce l\u2019importanza delle cose denunciate. E difatti io non vorrei far torto all\u2019intelligenza politica dell\u2019onorevole Togliatti, supponendo che egli ritenga veramente che i provvedimenti sui manifesti, i provvedimenti sui comizi di fabbrica, i provvedimenti su alcune amministrazioni comunali deroganti dalla legge, siano nel loro complesso indice di una politica interna limitatrice delle libert\u00e0 democratiche e tale quindi da richiedere addirittura il rovesciamento di un Governo che si permette delle cose di questo genere.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti, che ha anche lui il senso dello Stato, ha ricordato che il Governo \u00e8 fatto per governare e deve governare; e governare non significa soltanto favorire quelli della propria parte. Noi veramente non ci stiamo accorgendo di cosa di questo genere. Non so se esponenti di altri partiti abbiano in precedenza seguito un metodo e risultati di tale natura. (<em>Approvazioni al centro \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, governare significa in termini usuali, evidentemente, niente altro che imporre il rispetto della legge e mantenere alto il prestigio del Governo. Io non so quale pratica di Governo possa essere quella che richieda in chi deve governare una salda autorit\u00e0 di Governo ed esponga nel medesimo momento chi governa per diritto democratico al dileggio o al vilipendio propagandato e organizzato. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io non so se il governare, in regime democratico, debba significare altro che non questo: mantenere il prestigio della legge, l\u2019autorit\u00e0 del Governo, la garanzia delle libert\u00e0 di tutti, il rispetto delle minoranze soprattutto. Ora, nei provvedimenti che si rimproverano all\u2019onorevole Scelba, questo significato politico \u00e8 presente in ciascuno di essi, cio\u00e8 vi si salvaguarda il prestigio del Governo, si garantiscono le libert\u00e0 di tutti e non si limitano o si comprimono a favore di una parte qualsiasi. (<em>Applausi al centro \u2013 Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PASTORE GIULIO. I sindaci comunisti cosa fanno dei nostri manifesti?<\/p><p>PICCIONI. Voi che vivete la vita politica quotidiana del nostro Paese in tutte le latitudini d\u2019Italia, vi siete veramente accorti, avete veramente sentito ed osservato che per l\u2019intervento del Governo ci sia una cos\u00ec profonda limitazione delle libert\u00e0 elementari democratiche di propaganda e di agitazione, fino al punto&#8230;<\/p><p>PAJETTA GIULIANO. Sono le masse che ve lo hanno impedito e ve lo impediscono. (<em>Vivi commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pajetta, non interrompa!<\/p><p>PICCIONI. &#8230;fino al punto da richiedere, per la salvezza del Paese, il rovesciamento di un Governo?<\/p><p>Ma se le agitazioni sono innumerevoli e si manifestano e ripetono quotidianamente e dappertutto, le agitazioni di ogni tipo, di tipo sindacale, di tipo misto sindacale-politico, e di tipo unicolore politico vero e proprio, con un\u2019abbondanza veramente unica e con una illimitata libert\u00e0 di movimento e di circolazione di tutte le forze organizzate in tutti i settori e in tutti i sensi tale da far veramente dire a chiunque che in Italia una cos\u00ec larga ed illimitata libert\u00e0, sotto tutte le sue forme, non c\u2019\u00e8 mai stata neppure nel periodo precedente al fascismo!<\/p><p>A proposito di queste agitazioni, poich\u00e9 si \u00e8 voluto anche bollare questo Governo come un Governo reazionario, come un Governo di destra capitalista, all\u2019ombra del quale non so quali loschi interessi si nascondono per sopraffare gli altri legittimi interessi della collettivit\u00e0 (<em>Rumori a sinistra<\/em>), vi dir\u00f2 quel che ha gi\u00e0 detto il mio partito ufficialmente, cio\u00e8 che certamente il contributo dato con il moltiplicarsi delle agitazioni e degli scioperi al superamento di quelle che sono le profonde necessit\u00e0 economiche e finanziarie del nostro Paese, \u00e8 stato un contributo assolutamente negativo. Basti ricordare un solo elementare episodio al quale accennava ieri il Ministro delle finanze: l\u2019azione penosa, l\u2019azione di critica eccessiva, per non dir peggio, verso l\u2019imposta straordinaria sul patrimonio, e pi\u00f9 specificamente verso la proporzionale 4 per cento, fino al punto da consigliare e suggerire in qualche modo un\u2019evasione forzata a quelli che sono gli obblighi che l\u2019imposta comporta, fino al punto da porre insieme in qualche plaga \u2013 seguendo uno schema, una tecnica organizzativa, di cui mi occuper\u00f2 pi\u00f9 tardi rispondendo all\u2019onorevole Lussu \u2013 non so quali comitati di difesa della piccola e media propriet\u00e0, come se la piccola e la media propriet\u00e0 in una situazione come l\u2019attuale (vedete come cerco di essere il meno possibile intriso di spirito demagogico od animato da fini elettoralistici) dovesse essere esonerata da quello che \u00e8 il contributo che da tutte le fonti di reddito deve venire per dare la solidit\u00e0 e la salute finanziaria allo Stato. Questo, per quanto si riferisce alle agitazioni.<\/p><p>Ma vi \u00e8 la taccia di Governo di destra, di Governo reazionario, di Governo nero, ed altre denominazioni che si adoperano secondo il momento e l\u2019opportunit\u00e0. Orbene io dir\u00f2 che tutte le agitazioni di carattere genuinamente sindacale, concreto, positivo, di rivendicazione ragionevole di diritti legittimi delle classi lavoratrici, hanno trovato consenziente non solo la democrazia cristiana, la corrente sindacale cristiana, ma l\u2019azione del Governo; io dir\u00f2 che le vicende agitatorie di maggior rilievo hanno trovato la loro soluzione, il loro sbocco attraverso l\u2019intervento deciso, attivo e fattivo del Governo reazionario. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E aggiunger\u00f2 che se ad un certo momento non ci fosse stato l\u2019intervento autorevole del Governo&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ad un certo momento!<\/p><p>PICCIONI. Naturalmente, non ci poteva essere prima dell\u2019inizio delle agitazioni! (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se non ci fosse stato l\u2019intervento autorevole del Governo, io non so, onorevoli colleghi, quale sarebbe stata la conclusione effettiva di queste agitazioni e di questi scioperi; io non so, se un Governo veramente reazionario non avesse avuto interesse a non intromettersi in cose di questo genere, e lasciare che il conflitto economico e sociale diventasse conflitto vero e proprio politico nell\u2019interno del Paese. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo il Governo l\u2019ha fatto perch\u00e9 non \u00e8 un Governo reazionario, perch\u00e9 \u00e8 un Governo democristiano. E lasciate che vi dica una volta per tutte: la Democrazia cristiana (state tranquilli tutti, colleghi) non rinuncer\u00e0, in nessun modo, in nessuna forma, in nessuna misura, in nessuna occasione a quella che \u00e8 la sua profonda caratteristica democratico-sociale. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi sentiamo come vitale, per il partito nostro e per la nostra patria, questa ispirazione cristiana, che anima le nostre fatiche e la nostra attivit\u00e0. E in questa ispirazione cristiana (<em>Interruzioni a sinistra. Proteste al centro<\/em>) noi democratici cristiani sentiamo di avere questo caratteristico compito: di mettere in rilievo la profonda, intensa socialit\u00e0 dello spirito del Cristianesimo, operante nella vita collettiva. Noi tradiremmo la nostra fisionomia sociale e politica, tradiremmo la nostra coscienza di democratici cristiani che si \u00e8 venuta formando ed elaborando non cos\u00ec improvvisamente, repentinamente come qualcuno mostra di credere, ma attraverso lunga meditazione, lunghi studi, lunghe riflessioni e lotte, noi tradiremmo questa nostra missione, questo nostro compito specifico se, per qualsiasi sfruttamento politico particolare, non tenessimo sempre presente questa profonda esigenza di giustizia sociale. (<em>Applausi al centro<\/em>). Ma poi siamo anche comprensivi dello spirito animatore della evoluzione storica fino al punto da avvertire bene nei movimenti profondi della storia anche questa corrente inarrestabile di rinnovamento sociale. Noi non siamo agganciati a posizioni economiche o di privilegio di nessun genere, noi sentiamo che la marcia dell\u2019umanit\u00e0 si deve svolgere, non pu\u00f2 non svolgersi, se non verso un avvenire migliore di giustizia sociale nel senso pieno, nel senso integrale. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> E noi poi, se consentite, sappiamo anche un\u2019altra cosa che \u00e8 stata ricordata anche l\u2019altro ieri: non vogliamo inorgoglirci anche perch\u00e9 non lo sapremmo proprio. Vedete, ci credono sempre superbi ed invece dobbiamo fare sempre delle esercitazioni di modestia; noi ricordiamo gli otto milioni di voti riportati il 2 giugno soltanto a questo titolo: per dire che in quegli otto milioni di voti quelli che voi pensate o qualificate come espressione di forze della reazione o della plutocrazia o del capitalismo di qualsiasi genere, non so se ce ne fossero, ma se ce ne fossero rappresenterebbero una frazione trascurabile dinanzi alla immensit\u00e0 dei lavoratori, di ogni ceto e categoria, che ci seguono. (<em>Applausi al centro \u2013 Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LEONE GIOVANNI. Avete il monopolio voi?<\/p><p>PASTORE GIULIO. A Milano c\u2019erano 50 mila lavoratori e a Roma 100 mila lavoratori autentici.<\/p><p>PRESIDENTE. Non abbiamo nessun interesse di sentire polemiche di tale natura in questa Assemblea. Prego tutti, ed anche lei, onorevole Pastore, di fare silenzio.<\/p><p>PICCIONI. Ora, superata, a mio avviso, questa particolare questione di un Governo cos\u00ec qualificato, ne rimane un\u2019altra che \u00e8 stata ripetutamente sottolineata negli interventi degli scorsi giorni, che cio\u00e8 si tratta anche di un Governo della discordia.<\/p><p>Non so di quale discordia si tratti; in ogni modo vorrei dire, non gi\u00e0 per artificio polemico, ma perch\u00e9 \u00e8 la verit\u00e0, che la discordia per ora \u00e8 vivissima nel campo di Agramante. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Che le opposizioni, cos\u00ec come si sono schierate e si vanno schierando nell\u2019Assemblea, sono in perpetua discordia fra di loro, \u00e8 pur necessario che io lo rilevo.<\/p><p>L\u2019opposizione comunista \u00e8 quella che \u00e8, con le sue peculiari caratteristiche. E, di fronte all\u2019opposizione comunista la quale pone a noi un cosiddetto problema di unit\u00e0 nazionale, noi rispondiamo, dobbiamo rispondere: ma di quale unit\u00e0 si tratta? Che cosa vuol dire la formula dell\u2019unit\u00e0 nazionale proposta e sottolineata dal Partito comunista?<\/p><p>Guardate: io non sono di quelli che considerano il Partito comunista con pi\u00f9 o meno leggera superficialit\u00e0. Se posso dirvi qualche cosa al riguardo, debbo dire, per iscarico di coscienza, che una riflessione continua io porto sul senso storico, sul significato rappresentativo, sulle possibilit\u00e0 di sviluppo nella vita nazionale ed internazionale che possono derivare dall\u2019una o dall\u2019altra affermazione del Partito comunista.<\/p><p>Ma io vi dico che la formula dell\u2019unit\u00e0 nazionale avanzata dal partito comunista riproduce un po\u2019 stranamente la formula dei pur gloriosi Comitati di liberazione nazionale, ai quali non si pu\u00f2 non ripensare, da chi ne ha vissuta la vita intima e fraterna, se non con ispirito di vera e sentita commozione. Ma se, onorevoli colleghi, lo sviluppo dei Comitati di liberazione nazionale, quella specie di linea, di prassi politica che si determin\u00f2 in funzione dei Comitati stessi, si \u00e8 ad un certo momento troncata, si \u00e8 spezzata, a che cosa dobbiamo noi imputarlo? Dobbiamo imputarlo a un predominio prevalente e progressivo del Partito comunista in seno ad essi. Sta bene, questo \u00e8 nella vostra prospettiva, sta bene, questo \u00e8 nella linea tecnica della vostra politica: ma sta bene per voi, non sta bene per noi. (<em>Vivi applausi a centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa strana formula di unit\u00e0 nazionale nella concezione comunista non pu\u00f2 avere altro fondamento, specie per quello spirito messianico che il Partito comunista porta sempre nella sua azione e nella sua propaganda, non pu\u00f2 avere, dicevo, altro fondamento se non quello di un predominio del partito stesso sui vari raggruppamenti di forze eterogenee, non pu\u00f2 avere altro fondamento se non quello di determinare e collaudare gli strumenti che abbisognano al comunismo per la sua politica interna ed internazionale. (<em>Approvazione al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora \u00e8 chiaro, onorevoli colleghi, che ad una soluzione di questo genere noi non possiamo aderire, come non possiamo aderire ad un\u2019altra strana impostazione dell\u2019onorevole Togliatti che io mi sono appuntato. Egli ha detto: ma guardate che si porr\u00e0, si pone ad un certo momento il problema del Partito comunista, che ha \u2013 egli ha detto \u2013 il 60 per cento della classe operaia (non delle classi lavoratrici); che insieme con i socialisti ha l\u201980% della classe operaia (non delle classi lavoratrici). Cosa volete fare di questo partito?<\/p><p>Se ho bene inteso, questa \u00e8 stata l\u2019impostazione dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Io risponder\u00f2 che viviamo in sistema democratico, in una ripresa di vita democratica, che noi vogliamo salvaguardare con tutte le nostre forze: mancheremmo a tutta la nostra azione passata, a tutte le promesse e garanzie del periodo di liberazione, al nostro stesso dovere, se non fossimo i custodi rigidi e inflessibili dei principii e delle forme di un\u2019autentica democrazia. Io vi dico, onorevole Togliatti, non esiste un problema del Partito comunista in sede democratica, cos\u00ec come non esiste un problema della Democrazia cristiana o del Partito liberale o di qualsiasi altro partito: sar\u00e0 la funzionalit\u00e0 interna del sistema democratico, nel rispetto della sua legalit\u00e0, che determiner\u00e0 quello che \u00e8 il posto e la funzione di ciascun partito. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E ai socialisti cosiddetti fusionisti io mi permetto di rivolgere un\u2019altra domanda, in cambio della loro impostazione, domanda che io rivolsi ingenuamente anche un paio di anni fa, ma che mi permetto di rinfrescare dopo le esperienze trascorse. Si lamenta la insufficiente articolazione nel quadro delle forze politiche italiane di una forza come il partito socialista, il movimento socialista. Lussu ha detto ieri: \u00abMa guardate che in tutti gli Stati democratici, in tutte le Nazioni democratiche dell\u2019occidente Europeo, i socialisti sono al potere\u00bb. E sta bene; ma non ci sono i comunisti al potere, ci sono i socialisti. E se il socialismo delle altre Nazioni occidentali europee ha superata quella fase nella quale ancora \u00e8 invischiato il socialismo dell\u2019onorevole Nenni, fino al punto da costituire una forza politica autonoma, che ad un certo momento pu\u00f2 assumere anche la direzione politica del paese, non \u00e8 colpa di noi democristiani, se in Italia ci\u00f2 non \u00e8. \u00c8 un fatto interno dell\u2019evoluzione della crisi socialista, che \u00e8 tuttora viva e permanente, e che deve trovare una sua soluzione definitiva e concreta, se vuole operare seriamente, profondamente per il risanamento della vita politica nazionale.<\/p><p>Ora, qual \u00e8 la crisi? Onorevole Nenni, permettete che io esprima il mio pensiero in questo modo conversativo. Qual \u00e8 la crisi? Che cosa significa il partito socialista fusionista? (<em>Commenti a sinistra \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>VERNOCCHI. Deve smetterla, onorevole Piccioni, con questa faccenda e con questa frase!<\/p><p>PICCIONI. Sta bene: dir\u00f2 il Partito socialista italiano. Che significato ha politicamente la posizione del Partito socialista italiano? Noi non vediamo nell\u2019azione pratica divergenze apprezzabili, sostanziali, con l\u2019azione pratica del partito comunista. Voi direte che \u00e8 nell\u2019interesse delle classi lavoratrici. Noi non vediamo una qualsiasi differenziazione nella impostazione dei problemi, nel significato dei problemi politici fra voi ed il Partito comunista. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>VERNOCCHI. Ma la classe operaia \u00e8 la classe operaia, socialista o comunista!<\/p><p>PICCIONI. Ma allora, permettete, perch\u00e9 non arrivate alla fusione? Per ragioni di tattica elettorale o di manovre politiche di vario genere, non lo so. In ogni modo se cos\u00ec non \u00e8, dovrebbe apparire chiaro a tutti \u2013 poich\u00e9 si chiede conto a tutti gli altri partiti in regime democratico di dichiarare e chiarificare le proprie posizioni \u2013 quali sono i motivi differenziatori fra voi partito socialista italiano e partito comunista. Se voi siete distinti e volete mantenervi distinti, vuol dire che c\u2019\u00e8 qualcosa che vi distingue, qualcosa che non vi accomuna. In che cosa consiste questo qualche cosa? Questo vogliamo sapere, per sapere se la critica nostra al partito comunista \u00e8 una critica che abbia anche un certo riscontro in posizioni e atteggiamenti di altri partiti, di altre forme politiche che si ritengono pi\u00f9 strettamente legate alle classi lavoratrici ed alle classi operaie. Credete voi che il partito comunista non sia autenticamente democratico, cio\u00e8 non persegua la democrazia come sistema ma soltanto come tattica, come metodo, e voi invece aderite alla concezione della democrazia che si debba sviluppare come sistema permanente d\u2019una determinata societ\u00e0 politica nazionale, oppure vi trattengono altre valutazioni di carattere esterno, di carattere internazionale? Ma quali sono i motivi, se i motivi sul terreno sociale non si distinguono, se i motivi sul terreno politico non si vedono, per cui voi volete mantenervi distinti dal partito comunista?<\/p><p>\u00c8 questa una richiesta che mi pare legittima e che mi pare non possa offendere nessuno. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERTINI. Abbiamo risposto tante volte!<\/p><p>PICCIONI. Lo richiedo tanto pi\u00f9 in quanto accanto a voi c\u2019\u00e8 un altro partito socialista che questa critica svolge in termini risoluti e decisi. Su quali basi svolge la critica il partito che vi sta accanto e che si denomina anch\u2019esso socialista? Su per gi\u00f9 sulle stesse basi sulle quali si svolge la critica nostra, sulla esigenza della custodia della libert\u00e0, di tutte le libert\u00e0 democratiche, sulla esigenza dell\u2019autonomia di qualsiasi movimento politico nazionale e da qualsiasi intervento di qualsiasi genere.<\/p><p>PERTINI. Noi le sentiamo molto profonde queste esigenze, e lei lo sa, onorevole Piccioni! Le sentiamo in modo profondo!<\/p><p>PICCIONI. Mi dovrete dare atto di questa nostra incomprensione dei motivi distintivi fra le esigenze vostre (se intese in questo senso) e l\u2019esigenza del Partito comunista&#8230;<\/p><p>PERTINI. Possiamo essere distinti, ma uniti nell\u2019azione. Noi difendiamo la nostra fede ed abbiamo ragione di difenderla! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Ora vedete che in tutto questo ci sono delle posizioni concordemente discordanti o, viceversa, anche nelle zone pi\u00f9 estreme dello schieramento oppositorio, vi sono problemi, o spunti di problemi, pi\u00f9 profondi che non sono stati completamente chiariti. La impostazione chiarificatrice del Partito socialista dei lavoratori italiani non mi pare che abbia trovato sufficienti suffragi negli altri schieramenti politici almeno intesa come visione integrale che dovrebbe dominare e disciplinare la ripresa economico-sociale e finanziaria del nostro Paese. \u00c8 anche questo un punto di distinzione, non voglio dire di contrasto, fra le varie posizioni, ma \u00e8 un punto fondamentale, un punto sostanziale, se fu quello che in un certo senso determin\u00f2, almeno apparentemente nel maggio scorso, il naufragio di una formazione centro-sinistra.<\/p><p>Ora, nei confronti del mio partito debbo sottolineare quanto esso abbia superato le formule dell\u2019empirismo liberistico di cui si sent\u00ec ieri sera favoleggiare. Noi sentiamo invece l\u2019esigenza di una disciplina, di un controllo perch\u00e9 si riconnette con quell\u2019esigenza dell\u2019intervento del potere sociale che \u00e8 lo Stato, per disciplinare, per regolamentare, per convogliare gli sforzi produttivi della collettivit\u00e0, a vantaggio della collettivit\u00e0 nazionale. E poich\u00e9 noi siamo anche fra l\u2019altro pregni di realismo cattolico, se mi consentite una espressione di questo genere, dobbiamo dire agli amici del Partito socialista dei lavoratori italiani, che un problema, come quello a loro particolarmente caro va posto nella sua contemperanza con le possibilit\u00e0 materiali oggettive della situazione economico-sociale interna ed internazionale del Paese. La pianificazione dunque non va bandita come una formula magica che possa risolvere cos\u00ec gravi e pesanti problemi: ma se non va affacciata come una formula magica che pu\u00f2 avere questo grande potere, non pu\u00f2, non deve costituire un motivo sostanziale di dissenso politico contingente fino al punto da dare uno o un altro indirizzo ad una determinata formazione di governo. Non bisogna dimenticare quello che tutti sanno: che se \u00abpiano\u00bb vuol dire programma \u2013 evidentemente pi\u00f9 modesto o largo, pi\u00f9 realistico o pi\u00f9 illusorio \u2013 di un programma sono tutti armati; e quanti governi passati non hanno fatto programmi pi\u00f9 o meno concreti, particolaristici o diffusi, con l\u2019approvazione di tutti e quei programmi poi non hanno potuto attuare?<\/p><p>CALOSSO. Oggi l\u2019Europa usa la parola in senso nuovo.<\/p><p>PICCIONI. In senso nuovo. Rifrazione o complemento del pi\u00f9 vasto piano della ricostruzione europea, lo si chiami col nome che si vuole, ebbene quello \u00e8 in corso di effettuazione. Se vuol dire interventismo statale fino al punto di operare risolutamente, direttamente, sulla ripresa economica e produttiva del nostro Paese nella fase pi\u00f9 delicata di ricostruzione dei tessuti elementari, vi dico che degli interventi eccessivamente drastici non vi farebbero ottenere quello che voi vorreste. \u00c8 questione di misura, di equilibrio. In ogni modo l\u2019indirizzo sostanziale, fondamentale della civilt\u00e0 moderna non pu\u00f2 non essere un indirizzo come quello auspicato. Mi pare che lo stesso onorevole Corbino l\u2019altra sera salutava nostalgicamente le vecchie luci del liberalismo economico ormai tramontante. Volete proprio che noi democratici cristiani ci si soffermi in nostalgie di questo genere; non si abbia gli occhi aperti di fronte a quelle che sono le necessit\u00e0 sociali; non si intenda la funzione altamente sociale del potere di uno Stato moderno, di uno Stato veramente e sanamente democratico? Quindi, non un punto di dissenso nella sua realt\u00e0 e concretezza pu\u00f2 essere un tema di questo genere.<\/p><p>Ieri ho sentito con una certa commozione gli accenti con cui l\u2019onorevole Lussu salutava la dipartita del Partito d\u2019Azione dalla scena politica italiana. L\u2019ho sentito con una certa commozione; perch\u00e9 credo che nessuno possa essersi dimenticato l\u2019apporto degli amici del Partito d\u2019Azione, apporto di intelletto e di fede nelle forze democratiche, durante le vicende e i travagli degli ultimi anni, apporto fortissimo da essi dato specialmente al movimento di liberazione. (<em>Applausi<\/em>)<em>. <\/em>Quindi parler\u00f2 col senso della pi\u00f9 fraterna comprensione anche per gli amici del Partito d\u2019Azione. (<em>Interruzione del deputato Lussu<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma se devo constatare che gli esponenti del Partito d\u2019azione si sono quasi quadripartiti o tripartiti, mettendo in difficolt\u00e0 anche la materiale attuazione di una divisione di questo genere in rapporto al loro numero, lo dico per notare il contrasto ideologico e politico che c\u2019\u00e8 tra gli stessi esponenti di un partito che finora ha contribuito non poco all\u2019insieme degli scambi intellettuali e alla valutazione di tutti i nostri problemi, per dire cio\u00e8 che il contrasto delle varie opposizioni si riflette anche nell\u2019interno di un piccolo partito. Lo dico per concludere sulla difficolt\u00e0 della diagnosi e della terapia dei problemi in sviluppo e sulla insondabilit\u00e0 di alcune posizioni e di alcuni aspetti della crisi economica, sociale e politica del nostro Paese.<\/p><p>Sugli amici demo-laburisti \u2013 se mi consentite \u2013 sorvolerei (<em>Si ride<\/em>) perch\u00e9&#8230;<\/p><p>MOL\u00c8. Accomodatevi pure!<\/p><p>PICCIONI. &#8230;effettivamente una caratterizzazione della loro dottrina politica e della loro prassi politica tale da poter essere esaminata e discussa, forse per mia ignoranza, non sono riuscito ancora a coglierla. (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MOL\u00c8. Non \u00e8 colpa nostra se quando non vi fa comodo non volete capire.<\/p><p>PICCIONI. Si \u00e8 profilata ieri sera, durante la discussione, l\u2019impostazione di un\u2019altra opposizione al Governo. Non ho capito se si tratti di una opposizione incipiente o di una opposizione condizionale o condizionata.<\/p><p>Certo \u00e8 che ciascun Gruppo, come ho detto da principio, senza rompere nessun patto e venir meno a nessun accordo, perch\u00e9 tali patti e tali accordi non sono mai esistiti, gode della piena libert\u00e0 e possibilit\u00e0 dei suoi movimenti; e quindi nessun appunto, sotto tale riguardo, a questa impostazione, che poteva sembrare, nella superficiale valutazione di qualcuno, come scandalistica, verificatasi nella seduta di ieri sera. Debbo fare soltanto alcune brevi precisazioni. Io non voglio tediare ulteriormente l\u2019Assemblea, ma debbo dire che gli appunti mossi alla Democrazia cristiana come partito, per i rapporti avuti con altri partiti, non debbono qui affliggere la Costituente e non mi perder\u00f2 in discussioni di questo genere che non riguardano minimamente n\u00e9 la Costituente n\u00e9 la questione della fiducia e della sfiducia verso il Governo.<\/p><p>Sono questioni di carattere particolare, non del tutto esatte, anche nei termini concreti, cos\u00ec come sono state riferite, e che, se mai, possono concludersi con una sola affermazione ed una sola proposizione, cosa che del resto penso i colleghi dell\u2019Assemblea avranno gi\u00e0 fatto per conto loro: cio\u00e8 che il Partito democratico cristiano si muove autonomamente, da solo, sotto la sua esclusiva spinta organizzativa e sotto la sua esclusiva responsabilit\u00e0 di partito. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>. <\/em>Noi non cerchiamo il dirigismo o l\u2019impulso al dirigismo di chicchessia. Noi ci qualifichiamo e vogliamo essere nella pratica politica quotidiana un organismo politico autonomo, individuato, forte di vita propria, non orgoglioso, non prepotente, non sopraffattore, non violento, ma vogliamo essere e rimanere democratici cristiani, e basta. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed un\u2019altra cosa mi occorre dire: che noi abbiamo altissimo il rispetto per le nostre convinzioni cattoliche e per le convinzioni cattoliche di qualsiasi altro cittadino italiano. Noi abbiamo detto, io ho ridetto anche l\u2019altra sera ed ho voluto riaffermarlo pubblicamente, che non aspiriamo a nessun monopolio di rappresentanza politica dei cattolici italiani. Ma se i cattolici italiani, o colleghi, preferiscono essere rappresentati in questa Camera dai democratici cristiani anzich\u00e9 dai liberali o dai comunisti, evidentemente questo \u00e8 un loro diritto sacro ed elementare che non pu\u00f2 essere messo in discussione. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Ed io devo dirvi ancora che per noi il rispetto della fede cattolica, della fede religiosa, \u00e8 qualcosa di intimo, di profondo, di connaturato con la nostra coscienza e con la nostra vita, e non si riduce soltanto alla constatazione di un sentimento vago o indeterminato, ma \u00e8 la profonda sorgente vitale di tutta la nostra vita, in tutte le sue espressioni. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Detto questo, o amici, sulla valutazione politica del Governo, dalla quale pu\u00f2 essere venuta fuori una presa di posizione oppositoria come quella di ieri sera, io debbo osservare che la Democrazia cristiana ha e mantiene il suo buon diritto di interloquire al riguardo, perch\u00e9 essa non si riduce ad una espressione personale, quale che sia, positiva o negativa, ma ha un suo peso politico particolare, individuato, che non pu\u00f2 cedere a lusinghe, a promesse, a minacce di vario genere.<\/p><p>Quale sar\u00e0 la conclusione di questo contrasto? Quale sar\u00e0 lo schieramento di altri gruppi politici di questa Assemblea, che si residuano, se se ne toglie quello liberale, a quello repubblicano cos\u00ec detto storico? Nei confronti dei repubblicani, le osservazioni di carattere politico fatte per quanto si riferiva al Partito socialista dei lavoratori italiani hanno la stessa incidenza e la stessa rilevanza, salvo forse una certa divergenza fra essi per quanto si riferisce al programma economico; ma le esigenze di libert\u00e0, le esigenze di democrazia, le esigenze di autonomia anche di carattere nazionale sono vivissime anche nel Partito repubblicano e trovano rispondenza in quella che \u00e8 la sua rappresentanza parlamentare.<\/p><p>Bisogna per\u00f2 non incantarsi o rimanere incantati a delle formulazioni astratte o a delle posizioni politiche contingenti, determinate da un certo complesso o di superiorit\u00e0 o di inferiorit\u00e0, ma bisogna decidersi ed assumere in pieno le proprie responsabilit\u00e0 politiche coraggiosamente, liberamente, con la consapevolezza e con la coscienza di rendere un servizio al Paese, prima che alle proprie ideologie o alle proprie posizioni di partito, nel senso pi\u00f9 ristretto della parola.<\/p><p>Quale pu\u00f2 essere la conclusione di questo dibattito? Onorevoli colleghi, c\u2019\u00e8, di fronte alla concordia discorde delle varie formazioni oppositorie, questo blocco, qui al centro, di deputati democristiani che non hanno intenzione di sopraffare chicchessia, ma che costituiscono veramente un blocco di forze che sono inserite nel centro dello schieramento politico, non soltanto nell\u2019Assemblea, ma nel Paese. Bisogna che si decidano i colleghi pi\u00f9 responsabili degli altri partiti a credere e a ritenere che la Democrazia cristiana non \u00e8 gi\u00e0 una forza manovrabile secondo le varie e differenti opinioni di chicchessia, non \u00e8 gi\u00e0, come \u00e8 stato detto, una piattaforma girevole che possa con estrema disinvoltura ruotare nei sensi pi\u00f9 diversi ed opposti, che non \u00e8 la destra dello schieramento sinistro o la sinistra dello schieramento destro, ma bisogna che si convincano che \u00e8 una forza per s\u00e9 stante, autonoma, con un programma proprio, con una propria visione dei problemi politici economici, nazionali, che cerca di risolvere sia pure con l\u2019apporto di altre forze politiche, secondo questa sua direttiva di sintesi, finch\u00e9 avr\u00e0 una preponderanza nello schieramento politico del Paese (<em>Benissimo \u2013 Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma io vorrei sapere, permettete un altro sfogo che pu\u00f2 apparire banale, quando si rimprovera a noi una certa strafottenza o degnazione o strapotenza che non esiste in nessun modo, io vorrei sapere: che cosa avverrebbe in pratica, in concreto, se altri esponenti di altre correnti politiche avessero dietro di s\u00e9 non i trenta, quaranta o cinquanta deputati, ma avessero i 207 deputati che abbiamo noi? (<em>Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, la conclusione, ed ho finito, \u00e8 chiara, \u00e8 netta, \u00e8 onesta: il Governo costituito come fu costituito, con quella formula che bisogna tenere presente, in quella determinata situazione, senza vincoli di accordi e di impegni di nessun genere, questo Governo che si vuol dire di destra, mentre la destra insorge per non avere ricevuto nessun beneficio e nessun favore di nessun genere (<em>Commenti a sinistra<\/em>), questo Governo si ripresenta oggi democraticamente dinanzi all\u2019Assemblea per dire: ho assunto questo grave dovere, questo grande impegno; ho fatto tutto quello che ho potuto fare in questi 78 giorni (sono apprezzabili e confortanti, sotto questo riguardo, ad esempio, le dichiarazioni dell\u2019amico Pella di ieri sera): con l\u2019animo fermo e la volont\u00e0 di procedere al risanamento economico e finanziario del Paese, sono fedele agli impegni presi nei limiti delle possibilit\u00e0 concrete che sono a mia disposizione. Che cosa vuole l\u2019Assemblea? Che cosa vogliono i Gruppi dell\u2019Assemblea? Vogliono rinnovarmi la fiducia che mi dettero il 21 giugno, o vogliono togliermela? \u00c8 affar vostro, di voi Gruppi parlamentari, di assumere questa grave responsabilit\u00e0 in quest\u2019ora storica del nostro Paese, di rinnovare o di togliere la fiducia concessa al Governo per precipitare il Paese in non so quale nuova grave crisi. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Concludo dicendo una cosa sola: dal senso di responsabilit\u00e0 che manifesteranno i vari Gruppi di questa Assemblea e dal loro atteggiamento concreto, la Democrazia cristiana, in qualsiasi posizione potr\u00e0 trovarsi a seguito di tale voto, trarr\u00e0 argomento per rivendicare pienamente \u2013 contro qualsiasi illusione pi\u00f9 o meno interessata \u2013 la propria libert\u00e0 di atteggiamento e di azione. (<em>Vivissimi<\/em>,<em> prolungati<\/em>,<em> reiterati applausi al centro \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle 16.<\/p><p>La seduta termina alle 12.30.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXLIII. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI VENERD\u00cc 3 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Sul processo verbale: Mariani Enrico Presidente Crispo Mozioni (Seguito della discussione): Sereni Piccioni La seduta comincia alle 10. MAZZA, ff. Segretario, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana. Sul processo verbale. MARIANI ENRICO. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2220,2364,2390,2542,2265,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[56,7],"tags":[],"post_folder":[57],"class_list":["post-2184","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-10","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2184"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6608,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2184\/revisions\/6608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2184"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}