{"id":2178,"date":"2023-09-17T14:55:09","date_gmt":"2023-09-17T12:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2178"},"modified":"2023-10-21T19:11:20","modified_gmt":"2023-10-21T17:11:20","slug":"antimeridiana-di-giovedi-2-ottobre-1947-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2178","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 2 OTTOBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2178\" class=\"elementor elementor-2178\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9131aff elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9131aff\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2c4d9c0\" data-id=\"2c4d9c0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c16e88f elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"c16e88f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471002_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4251bd5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4251bd5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXLI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 2 OTTOBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO LUCARELLI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Mozioni<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Crispo<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Presidente<\/p><p>Lussu<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em><em>,<\/em> legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Crispo. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Onorevoli colleghi! Parler\u00f2 brevemente sulla mozione del partito comunista per esporre le ragioni per le quali ritengo che le censure e le accuse mosse alla politica interna del Governo non siano tali da giustificare un voto di sfiducia, e, quindi, la condanna del Governo stesso.<\/p><p>Considero questa mozione come un atto di lealt\u00e0 politica, non solo opportuno, ma soprattutto utile per il Paese, perch\u00e9 si \u00e8 con essa trasferito il dibattito sulla politica interna del Governo dal tumulto delle vie e delle piazze e dall\u2019asprezza della polemica di stampa nella sede sua propria, secondo il metodo democratico.<\/p><p>Pareva nei giorni scorsi che addirittura dovesse incombere sul Paese la minaccia di una insurrezione di piazza. N\u00e9, per verit\u00e0, il discorso pronunciato dall\u2019onorevole Togliatti il 7 settembre a Modena fu ritenuto come il pi\u00f9 adatto a diradare questa atmosfera e ad eliminare quel senso di ansia, di sgomento, di inquietudine, un po\u2019 diffuso in tutto il Paese. L\u2019indomani, anzi, veniva proclamato lo sciopero generale dei braccianti, e l\u2019onorevole Pastore, nella sua qualit\u00e0 di Segretario generale democristiano della Confederazione generale italiana del lavoro, ne denunziava i motivi esclusivamente politici. Sopraggiungeva poi il comunicato della Direzione della democrazia cristiana, la quale denunziava al Paese che le manifestazioni, gli scioperi, i movimenti, le agitazioni si inquadravano in un movimento a carattere politico, inteso ad indebolire il Governo e ad abbatterlo, contro ogni metodo democratico.<\/p><p>Ed \u00e8 evidente che questa presa di posizione democristiana dovesse suscitare la necessaria reazione dei partiti estremi, onde il conflitto derivatone, nel quale gli uni venivano denunziati come volgari Cleoni, mestatori, sobillatori e peggio, e gli altri venivano designati come gli esponenti di un governo di parte, reazionario, sollecito soltanto degli interessi egoistici di categorie privilegiate a danno della classe dei lavoratori.<\/p><p>La mozione giunge, adunque, veramente opportuna ed utile a diradare questa atmosfera greve addensatasi sul Paese. Occorre dire subito che, a base dell\u2019attuale tensione, sta la formazione particolare del Governo.<\/p><p>Non \u00e8 il caso di riandare le ragioni che determinarono tale formazione, essendo noto che non pu\u00f2 addebitarsi all\u2019onorevole De Gasperi la impossibilit\u00e0 della formazione di un Governo di centrosinistra. Ma, checch\u00e9 sia di ci\u00f2, quando gli onorevoli Nenni e Togliatti condannano il Governo e lo condannano per la sua formazione, in quanto esso, cio\u00e8, non comprende i comunisti e i socialisti, arrancano nel vuoto di una questione inesistente.<\/p><p>Mi spiego. Io penso che, se un partito non pu\u00f2 identificarsi col Governo nel fine del bene comune, proprio di un Governo, \u00e8, d\u2019altra parte, innegabile che esiste per qualunque partito un patrimonio comune di pensieri, di sentimenti, di azioni, in un superiore spirito di comprensione dei bisogni della collettivit\u00e0; onde la nota differenziale, l\u2019interesse particolare, la peculiarit\u00e0 sociale propria di un partito cedono alla coscienza di un superiore compito statale, che prescinde dagli interessi particolari di un gruppo o di un partito.<\/p><p>L\u2019espressione, difatti, \u00abpartito di governo\u00bb vuole esprimere precisamente i concetti della specie e del genere che s\u2019integrano e si fondono, ed indicano quella maturit\u00e0 politica, per la quale una parte pu\u00f2 rappresentare le ragioni ideali della totalit\u00e0. Se non \u00e8, dunque, un\u2019associazione di avventurieri politici, un partito giunto al potere non governa per s\u00e9 ma per tutti.<\/p><p>Questa attitudine alla concezione della universalit\u00e0 della funzione del governare \u00e8 stata espressa dal liberalismo in due forme fondamentali, l\u2019una giuridica, lo Stato di diritto, cio\u00e8, che significa eguale, uniforme legalit\u00e0 per tutti; l\u2019altra politica, il sistema parlamentare, cio\u00e8, che garantisce a tutti i partiti la possibilit\u00e0 di assumere il governo dello Stato, e per mezzo della opposizione, offre il modo di vigilare che il governo che detiene il potere governi nell\u2019interesse di tutti i cittadini. Le democrazie anglosassoni hanno riconosciuta questa verit\u00e0, assegnando egualmente uno stipendio e al capo del Governo e al capo dell\u2019opposizione.<\/p><p>Quando, adunque, si dice che il Governo non pu\u00f2 sodisfare le esigenze fondamentali del paese, perch\u00e9 non comprende anche socialisti e comunisti, che, pertanto, \u00e8 necessariamente antidemocratico e reazionario, non si dice nulla, perch\u00e9 il Governo non pu\u00f2 concepirsi e non si concepisce in una funzione unilaterale, particolare, privatistica.<\/p><p>Ed \u00e8 per questo che, nella vita politica, la forma che ha rappresentato la pi\u00f9 alta volont\u00e0 di una ben ordinata convivenza \u00e8 la democrazia liberale. Il liberalismo \u00e8 il principio di diritto pubblico secondo il quale il potere pubblico, non ostante la sua onnipotenza, si autolimita, perch\u00e9 possano coesistere con esso tutti coloro che non pensano come pensano le maggioranze: convivenza di maggioranze e di minoranze, ossia dei pi\u00f9 forti coi pi\u00f9 deboli.<\/p><p>\u00c8 questo forse il pi\u00f9 nobile appello che abbia risuonato nel mondo. Era inverosimile che il genere umano avesse attinto un principio cos\u00ec alto e cos\u00ec nobile! Ed \u00e8 forse per questo che i nuovi difensori della libert\u00e0 si sforzano oggi di indurlo ad abbandonarlo, ed \u00e8 forse per questo che diminuiscono sempre pi\u00f9 i Paesi, nei quali esista la opposizione, e dove i Petkov non siano assassinati.<\/p><p>Ecco la verit\u00e0 che bisogna avere il coraggio di proclamare.<\/p><p>Occorre aggiungere che diverso dal concetto di partito \u00e8 il concetto di classe. Il concetto classista, quando informa la struttura di un partito, non soltanto \u00e8 concetto unilaterale, ma crea \u2013 badate bene \u2013 necessariamente una mentalit\u00e0 partigiana la quale non pu\u00f2 sboccare se non nella dittatura di una classe, negazione di ogni coscienza politica perch\u00e9 nel conflitto che determina costringe a quella difesa legittima, per la quale nelle altre classi si degrada la coscienza generale della funzione di governo in una coscienza a sua volta particolaristica di interessi contrapposti ad interessi.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 vi dicevo che per me la questione \u00e8 mal posta. D\u2019altra parte, non si riuscirebbe ad intendere perch\u00e9 questo governo possa avere, comunque, interesse, nel momento attuale, gravido di fermenti rivoluzionari, di dividere il Paese in due settori, quasi che la tragedia che noi oggi viviamo sia soltanto la tragedia dei lavoratori, nel senso che i nostri amici dell\u2019estrema sinistra danno a questa parola, e non sia, invece, la tragedia di tutti i lavoratori, e, soprattutto, dei ceti medi, che non stanno fra borghesia e proletariato, ma sono pi\u00f9 vicini al proletariato, e spesso vivono una vita inferiore a quella che vive il proletariato.<\/p><p>Esiste, adunque, un problema soltanto: quello dei rapporti fra Governo e opposizione. \u00c8 evidente, difatti, che la minoranza, per fare una opposizione seria e feconda, ha bisogno di un sistema saldamente costituito di libert\u00e0 politiche, di stampa, di parola, di associazione, e, soprattutto, delle garanzie della libert\u00e0 del suffragio. Ed \u00e8 evidente, d\u2019altra parte, che queste libert\u00e0 devono conciliarsi col diritto della maggioranza di comandare. Occorre, dunque, che vi sia equilibrio tra governo e opposizione, tra autorit\u00e0 e libert\u00e0. Senza tale equilibrio, il dualismo tra governo e opposizione \u00e8 destinato ad accentuarsi per sboccare nella calunnia, nella diffamazione, nella denigrazione, fino al conflitto pi\u00f9 aspro, alla impossibilit\u00e0 d\u2019intendersi, alla necessit\u00e0 della distruzione.<\/p><p>Epper\u00f2, pi\u00f9 civili sono quei popoli che, obbedendo alla legge, rendono inutile l\u2019applicazione della forza. Quando, pertanto, l\u2019onorevole Togliatti sostiene che tutte le correnti politiche debbono essere espresse nel governo per la necessit\u00e0 d\u2019una formula unitaria, egli confonde evidentemente la formula unitaria che suppone la universalit\u00e0 dei consensi, alla quale pensava Rousseau, nel presupposto che le maggioranze possono sbagliare; confonde quella formula con la formula coalizionistica i cui risultati sono sempre la transazione e il compromesso, e che, come coabitazione forzosa e sediziosa, ha fatto la sua nefasta esperienza, tanto nefasta che nessuno dovrebbe auspicarne la reincarnazione in una trinit\u00e0 governativa.<\/p><p>La questione \u00e8, dunque, tutta qui: nei rapporti fra Governo e opposizione, e, in sostanza, cos\u00ec la poneva, infine, anche l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Voi siete \u2013 egli diceva \u2013 un Governo di parte, che ha manomesso le libert\u00e0, che ha soppresso le garanzie di esse, che ha violato le leggi; un governo antidemocratico, reazionario che non rispetta il diritto della opposizione, e rinnega le origini comuni dalle quali \u00e8 sorto il regime repubblicano.<\/p><p>Queste sono, adunque, le accuse specifiche che l\u2019onorevole Togliatti muove al Governo?<\/p><p>Baster\u00e0 esaminarle per intenderne tutta la inconsistenza.<\/p><p>Io non nego che le agitazioni e gli scioperi, organizzati nel quadro della lotta contro il caro-vita, pur nella loro funzione negativa e controproducente, possono spiegarsi come mezzi diretti a tendere l\u2019attenzione sul problema alimentare che incombe sulla vita del Paese.<\/p><p>Ma essi assumono ben altro significato quando si svolgono come si svolsero recentemente a Terni, dove la massa dei lavoratori procedeva in corteo, con grandi cartelli, le cui diciture erano: \u00abAbbasso il Papa\u00bb, \u00abIl Papa \u00e8 un affamatore\u00bb, \u00abIl Papa \u00e8 alleato della reazione\u00bb, \u00abLa forca a De Gasperi\u00bb.<\/p><p>LUSSU. Ma Pasquino le ha sempre dette!<\/p><p>CRISPO. D\u2019accordo, ma Pasquino pu\u00f2 anche essere la voce di un partito, onorevole Lussu, e qualcuno pu\u00f2 nascondersi dietro la figura di Pasquino.<\/p><p>In casi simili, siamo di fronte a manifestazioni che hanno un evidente contenuto politico, che si esprimono con grida e scritti sediziosi, e costituiscono un evidente pericolo per l\u2019ordine pubblico, per l\u2019unit\u00e0 degli stessi lavoratori, e per la pacifica convivenza dei cittadini.<\/p><p>Del pari, \u00e8 di pochi giorni or sono l\u2019affissione di manifesti nei quali l\u2019onorevole Einaudi, l\u2019onorevole Pella, l\u2019onorevole Grassi e l\u2019onorevole De Gasperi venivano additati in effige come gli affamatori, gli sfruttatori, i nemici del popolo.<\/p><p>Per tal modo, la propaganda diviene libello, intesa non solo ad esporre al disprezzo pubblico, ma, soprattutto, ad eccitare l\u2019odio pubblico per l\u2019effetto che pu\u00f2 produrre e che produce in tutti coloro \u2013 e sono i pi\u00f9 \u2013 che, mancando degli elementi di un giudizio, fanno proprio il giudizio insidioso espresso dalla passione di parte.<\/p><p>Non si tratta, adunque, soltanto di vilipendio e l\u2019articolo 290 sarebbe evidentemente applicabile, anche se in esso si contempli il vilipendio al governo del Re, in mancanza di altra norma, ma si tratta di qualche cosa di pi\u00f9 grave, dell\u2019eccitamento degli animi e di quella <em>dissensio civium<\/em> che gi\u00e0 Cicerone additava essere la conseguenza inevitabile di manifestazioni sediziose.<\/p><p>Le lagnanze dell\u2019onorevole Togliatti sono, adunque, infondate, e mi sembra, d\u2019altra parte, inconcepibile che si possa chiedere la condanna del Governo perch\u00e9, per esempio, un funzionario di polizia compiendo il proprio dovere, ha preteso di controllare il contenuto d\u2019un manifesto, prima di autorizzarne la pubblicazione e l\u2019affissione.<\/p><p>Nel suo discorso di Modena, l\u2019onorevole Togliatti disse: \u00abSiamo arrivati al punto che delle donne in una citt\u00e0 italiana, per affiggere un manifesto nel quale denunziano le condizioni in cui vivono le loro famiglie, debbono passare per l\u2019ufficio del commissario di polizia o del questore. Ecco la montagna, che partorisce il topo, il ridicolo topo!<\/p><p>LUSSU. In Francia \u00e8 caduta la dinastia per questo.<\/p><p>CRISPO. Vorrei dire all\u2019onorevole Lussu che egli \u00e8 di quelli che si ricongiungono a quel movimento massimalista francese che intorno al 1900 cre\u00f2 la parola e la pratica dell\u2019azione diretta.<\/p><p>Tornando al manifesto ricordato dall\u2019onorevole Togliatti, pur non conoscendosene il contenuto, appare subito la stranezza del caso di povere donne che, per protestare contro la miseria, ricorrono ad una cos\u00ec costosa forma pubblicitaria. E questa stranezza non poteva non preoccupare un qualunque commissario di polizia. Comunque, vi \u00e8 o no una legge di pubblica sicurezza? E perch\u00e9 non si deve applicare? Perch\u00e9 \u2013 dice l\u2019onorevole Togliatti \u2013 si tratta di una legge di pubblica sicurezza fascista! Che cosa rispondere ad una simile osservazione? Ma tutta la legislazione italiana \u00e8 in gran parte tuttora legislazione fascista, e non per questo la Repubblica italiana dovrebbe reggersi sulla&#8230; carenza della legge. Mentre \u00e8 evidente, d\u2019altra parte, che una legge, non pi\u00f9 corrispondente al clima nel quale fu emessa, ove non sia abrogata, continuer\u00e0 a vigere in tutte le parti che non sono in contrasto con le esigenze del mutato clima storico e politico.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti si \u00e8 anche aspramente doluto della violazione della libert\u00e0 del comizio di fabbrica.<\/p><p>Siamo, innanzi tutto, dinnanzi ad una concezione democratica del tutto soggettiva, unilaterale, tale, per verit\u00e0, che un partito non pu\u00f2 pretendere d\u2019imporla alla maggioranza.<\/p><p>L\u2019operaio, quando va a lavorare, sa di andare alla fabbrica, non gi\u00e0 all\u2019arengo. E basta che ad uno solo repugni che la fabbrica si trasformi in comizio, perch\u00e9 non si abbia il diritto di imporgli di tollerare la propaganda politica nella fabbrica. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u2019altra parte, se si riconosce la libert\u00e0 del comizio nelle fabbriche, perch\u00e9 non la si dovrebbe riconoscere, per esempio, nelle udienze dei tribunali, nei ministeri, nelle chiese, nelle carceri e cos\u00ec via?<\/p><p>TOGLIATTI. Quanti ne ha fatti lei di comizi nelle aule?<\/p><p>CRISPO. Nessuno, onorevole Togliatti.<\/p><p>Comunque, il Governo non ha vietato il comizio nemmeno nelle fabbriche, ma ha preteso soltanto il preventivo avviso, per concedere o non, secondo i casi, la necessaria autorizzazione.<\/p><p>Occupiamoci ora dei sindaci comunisti che sarebbero stati giudizialmente perseguiti, senza il rispetto delle garanzie di legge. Leggo il testo del discorso dell\u2019onorevole Togliatti:<\/p><p>\u00abIo non discuto \u2013 sono queste le sue parole \u2013 se quei determinati sindaci della provincia di Bologna che vennero accusati di aver trasgredito a determinate norme della legge sugli ammassi fossero colpevoli: in realt\u00e0 non erano colpevoli\u00bb.<\/p><p>Noi non abbiamo gli elementi per giudicare di ci\u00f2 e non \u00e8 su questa piattaforma che si pu\u00f2 accusare il Governo. Per altro, quanto all\u2019affermazione dell\u2019onorevole Togliatti che il reato di quei sindaci non cagion\u00f2 danno, ma, bens\u00ec, un vantaggio, penso che un legislatore comunista possa tenerne conto per il futuro codice penale. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti si lamenta, infine, della procedura che fu adottata. Egli dice: \u00abPrima di iniziare un procedimento contro un sindaco, occorre la sospensione della garanzia amministrativa che deve essere chiesta dal Ministro dell\u2019interno al Ministro Guardasigilli, il quale a sua volta sollecita il parere del Consiglio di Stato. Se il Ministro Guardasigilli pu\u00f2 negare o concedere la sospensione contro il parare del Consiglio di Stato, allora la cosa va al Consiglio dei Ministri. Nulla di tutto questo viene fatto quando si tratti di sindaci comunisti o socialisti; basta un telegramma del Ministro dell\u2019interno ed il sindaco \u00e8 sospeso, o minacciato d\u2019arresto, o arrestato per atti della sua amministrazione che egli ha compiuto in qualit\u00e0 di sindaco\u00bb.<\/p><p>Comincio col rilevare che il sindaco come capo dell\u2019amministrazione comunale, non \u00e8 protetto da alcuna garanzia amministrativa.<\/p><p>La legge non ha una disposizione propria per il sindaco, diciamo meglio per il podest\u00e0, perch\u00e9 nella legge comunale e provinciale vigente si parla ancora del podest\u00e0. La legge ha una disposizione per i prefetti e i sottoprefetti. Credo inutile ricordarvi che il prefetto e il sottoprefetto sono definiti dalla legge come i rappresentanti del potere esecutivo.<\/p><p>Di conseguenza, quando l\u2019articolo 22 copre della garanzia il prefetto o il sottoprefetto per gli atti che egli compie nella sua funzione di rappresentante del potere esecutivo, ha riguardo esclusivamente a questa funzione di ufficiale del Governo. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Stabilisce l\u2019articolo 22: \u00abIl Prefetto o chi ne fa le veci non possono essere chiamati a rendere conto dell\u2019esercizio delle loro funzioni fuorch\u00e9 dalla superiore autorit\u00e0 governativa, n\u00e9 sottoposti a procedimento per alcun atto del loro ufficio senza l\u2019autorizzazione del Re previo parare del Consiglio di Stato, tranne il caso di imputazione di reati elettorali\u00bb.<\/p><p>Sicch\u00e9 per l\u2019articolo 22 mi sembra evidente che la garanzia amministrativa copre l\u2019esercizio delle mansioni del prefetto e del sottoprefetto come ufficiali del Governo.<\/p><p>TOGLIATTI. Questa \u00e8 la sua interpretazione.<\/p><p>CRISPO. No, non ce n\u2019\u00e8 altra, perch\u00e9 qui l\u2019articolo 22 ha riferimento esclusivamente al prefetto, e il prefetto, onorevole Togliatti, \u00e8 il pi\u00f9 alto ufficiale del Governo nella Provincia.<\/p><p>PASTORE RAFFAELE. Ma quando applica l\u2019articolo 19 contro gli agrari, allora non lo \u00e8 pi\u00f9.<\/p><p>PRESIDENTE. Non interrompa, lasci parlare.<\/p><p>CRISPO. Ora, l\u2019articolo 51 della legge comunale e provinciale stabilisce che la disposizione di cui all\u2019articolo 22 \u00e8 applicabile al podest\u00e0 e a chi ne fa le veci.<\/p><p>Pertanto, poich\u00e9 il sindaco ha funzioni come sindaco, come capo, cio\u00e8, dell\u2019amministrazione comunale, ed ha funzioni come rappresentante del Governo, \u00e8 evidente che, quando l\u2019articolo 22 copre di garanzia amministrativa gli atti del prefetto e l\u2019articolo 51 estende la garanzia di cui all\u2019articolo 22 al sindaco, gliela estende nella qualit\u00e0 di ufficiale del Governo, e non gliela estende nella qualit\u00e0 di sindaco. \u00c8 chiaro?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Il sindaco \u00e8 anche ufficiale di polizia.<\/p><p>CRISPO. L\u2019interruttore dimostra di non conoscere la legge, perch\u00e9, se la conoscesse, saprebbe che la legge stabilisce e determina le funzioni del sindaco come tale e stabilisce e determina le funzioni del sindaco come ufficiale del Governo. \u00c8 evidente, per le ragioni che ho gi\u00e0 dette e che non occorre ripetere, che la garanzia amministrativa si riferisce alle funzioni del sindaco come ufficiale del Governo, ma non si riferisce alle funzioni del sindaco come capo della pubblica amministrazione. Ed \u00e8 evidente che il sindaco che provvede alle esigenze alimentari del proprio paese agisce come capo della pubblica amministrazione e non come ufficiale del Governo. Quindi, nei casi ricordati dall\u2019onorevole Togliatti, l\u2019autorizzazione non occorreva. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non interrompano.<\/p><p>CRISPO. Vorrei, peraltro, ricordare agli amici dell\u2019estrema sinistra che la sospensione di un sindaco non deve essere necessariamente determinala da un procedimento penale, perch\u00e9 la sospensione pu\u00f2 aver luogo ad insindacabile discrezione del prefetto, per motivi d\u2019ordine pubblico. E se un prefetto volesse abusare della propria autorit\u00e0, gli sarebbe facile, senza bisogno di alcun procedimento, ottenere lo stesso effetto che voi denunciate.<\/p><p>Non intendo occuparmi dei fatti di Gorizia. Essi furono oggetto di un ampio dibattito in sede d\u2019interrogazione.<\/p><p>Dir\u00f2 il mio pensiero sulla mancata legge della difesa della Repubblica. Vi furono due disegni di legge: uno dovuto (ed \u00e8 titolo di merito del quale gli do atto) all\u2019amico Gullo, nella sua qualit\u00e0 di Ministro della giustizia: \u00abModificazioni al Codice penale per la difesa delle istituzioni repubblicane\u00bb, in cui veniva modificata la struttura delle disposizioni del Codice penale fascista in rapporto al regime repubblicano. Evidentemente l\u2019onorevole Togliatti non ha inteso riferirsi al progetto Gullo, ma ha inteso riferirsi al progetto che va sotto il titolo: \u00abNorme per la repressione dell\u2019attivit\u00e0 fascista e dell\u2019attivit\u00e0 diretta alla restaurazione dell\u2019istituto monarchico\u00bb.<\/p><p>Questo disegno di legge \u00e8 dovuto esclusivamente alla iniziativa dell\u2019onorevole De Gasperi, e fu presentato il 17 marzo ultimo scorso. Ora, non mi pare che debba cadere il mondo se nei tre mesi dal giugno ad oggi questo progetto non sia venuto all\u2019esame della Costituente, dato che dal marzo 1947 fino alla formazione del Governo attuale comunisti e socialisti \u2013 che pur partecipavano al Governo \u2013 non sollecitarono che questo disegno divenisse legge.<\/p><p>Se una colpa si rimprovera all\u2019attuale Governo, la stessa colpa si potrebbe fare al Governo precedente o all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Comunque, questa accusa a De Gasperi di mancata difesa della Repubblica, a De Gasperi, badate, che ha sempre rivendicato la qualit\u00e0 di socio fondatore della Repubblica, questa accusa \u00e8 tanto assurda che davvero non mette conto occuparsene.<\/p><p>Ma crede davvero l\u2019onorevole Togliatti che vi siano in Italia monarchici che pensano alla restaurazione violenta della monarchia? La legge reprime, difatti, una simile violenza, e i monarchici italiani hanno troppo vivo amore per il Paese, per pensare a rivendicazioni diverse da quelle che possono avvenire nell\u2019ambito d\u2019una lotta democratica.<\/p><p>TOGLIATTI. Avellino!<\/p><p>CRISPO. Mi perdoni se osservo che, continuandosi a ripetere che la Repubblica \u00e8 in pericolo, si induce qualcuno ad offenderla veramente. Non si preoccupi, onorevole Togliatti, la Repubblica sar\u00e0 quale i repubblicani la faranno.<\/p><p>La Repubblica sar\u00e0 forte, se sar\u00e0 sana e aperta a tutti i cittadini.<\/p><p>Io sono monarchico, ma obbedisco e sento il dovere di obbedire alle leggi della Repubblica, dopo che la volont\u00e0 popolare la volle nella elezione del 2 giugno.<\/p><p>COVELLI. Il che non \u00e8 vero: l\u2019onorevole Romita insegna.<\/p><p>CRISPO. Intendo, infine, ricordarvi che gli uomini amano adattarsi al fatto compiuto.<\/p><p>All\u2019avvento della monarchia, tutti i pi\u00f9 accesi repubblicani divennero monarchici. Giovanni Nicotera divenne Ministro del re; Benedetto Cairoli divenne Presidente del Consiglio ed accompagn\u00f2 il re nel viaggio di riconoscimento ufficiale. Agostino Depretis e Francesco Crispi sostennero la monarchia, ed il filosofo Giuseppe Ferrari tramont\u00f2 nel Senato regio. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Giosu\u00e8 Carducci, dopo aver cantato le glorie giacobine della Rivoluzione, fin\u00ec con l\u2019appendere dei serti poetici sulla fronte della prima regina d\u2019Italia. Non si preoccupi, adunque, l\u2019onorevole Togliatti. Una Repubblica ben ordinata, pacifica, tranquilla, in cui siano garantiti i diritti di tutti i cittadini, sarebbe destinata a durare quanto le piramidi di Egitto. Non \u00e8 su questo terreno che si pu\u00f2 chiedere un voto di sfiducia per l\u2019attuale Governo.<\/p><p>Credo di aver esaminato uno per uno i punti fondamentali del discorso dell\u2019onorevole Togliatti. Vorrei ora permettermi di chiedergli se egli annoveri tra le libert\u00e0 democratiche anche l\u2019appello alla piazza, l\u2019appello al popolo.<\/p><p>TOGLIATTI. E perch\u00e9 no?<\/p><p>CRISPO. Io intendo che l\u2019azione diretta, talvolta, pu\u00f2 esprimere anche un\u2019istanza di giustizia, ma, in tal caso, l\u2019azione diretta deve essere l\u2019<em>ultima ratio<\/em> contro la contraria volont\u00e0 dispotica d\u2019un governo incapace di governare, e stagnante nella morta gora di egoismi e privilegi di parti. Deve essere la \u00abratio ultima\u00bb, non la \u00abratio sistematica\u00bb perch\u00e9 se diventa sistematica, allora \u00e8 chiaro che non si tratta pi\u00f9 di un dualismo tra governo ed opposizione, e non si tratta pi\u00f9 delle rivendicazioni delle libert\u00e0 democratiche, ma si tratta di un conflitto, di una rivolta, e, in tal caso, il Governo ha il diritto e il dovere di reprimerla. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voglio dire un\u2019ultima cosa, con grande sincerit\u00e0.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti ha detto che il Partito comunista \u00e8 un partito italiano. Prendo atto con grande soddisfazione di tale dichiarazione, perch\u00e9 evidentemente l\u2019onorevole Togliatti non ha voluto dire che il Partito comunista \u00e8 formato di cittadini italiani, ma ha voluto dire che esso si distingue da tutti gli altri Partiti comunisti europei. Orbene, tutti questi partiti hanno dato la loro collaborazione, e l\u2019hanno realizzata attraverso i fronti, i comitati, i blocchi, le unioni. Il risultato, per\u00f2, \u00e8 stato sempre lo stesso: isolamento e liquidazione delle opposizioni. Kovacs ed Arany, Nagy e Tildy in Ungheria, Maniu in Romania, Mihailovic in Jugoslavia, Petkof in Bulgaria, sono non solo le vittime del processo di bolscevizzazione russa, ma stanno a dimostrare che la rivoluzione comunista ha dovunque soppresso ogni forma di libert\u00e0.<\/p><p>Il caso pi\u00f9 recente \u00e8 quello di Petkov. E Petkov non \u00e8 Mussolini. Petkov ha combattuto contro tutti i Mussolini; Petkov \u00e8 lo spirito dell\u2019opposizione; Petkov era un patriota; Petkov \u00e8 il Matteotti bulgaro, ed io invio un pensiero reverente alla sua memoria. (<em>Approvazioni \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed allora, io ho compreso questo, che il Partito comunista italiano in tanto, \u00e8 italiano in quanto non si pu\u00f2 confondere con gli altri partiti comunisti, perch\u00e9 il Partito comunista italiano difende le libert\u00e0 democratiche e, nello spirito di esse, offre la sua collaborazione.<\/p><p>Non nego al Partito comunista le benemerenze che esso conquist\u00f2 nella lotta contro l\u2019invasore e contro il fascismo, per il consolidamento del regime repubblicano. Ma un partito non si esaurisce in un programma contingente, imposto da determinate condizioni.<\/p><p>Ed io chiedo di sapere che cosa vuole per l\u2019avvenire il Partito comunista, e fino a qual punto la democrazia politica ed economica di esso possa conciliarsi con le esigenze di una democrazia liberale, e fino a qual punto la struttura politica economica sociale che esso vagheggia possa conciliarsi con la struttura economica e sociale dello Stato liberale. (<em>Commenti<\/em>). Altrimenti la collaborazione che ci si offre non \u00e8 che una vana parola. Nessuno di noi liberali insiste pi\u00f9 sulle posizioni del liberalismo del \u2019700 e dell\u2019800: posizioni ormai superate da tempo, e sarebbero state superate anche senza l\u2019anticapitalismo.<\/p><p>Noi siamo ad una svolta tragica della storia, e mai come in questo momento \u00e8 necessario che l\u2019idea liberale si rafforzi, ed abbia i suoi apostoli ed anche, se occorre, i suoi martiri. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Come superare, adunque, la crisi? La crisi non d\u2019un governo, e nemmeno di un paese; la crisi del mondo. Alcuni hanno risposto: la crisi si supera nell\u2019idea cristiana. Altri hanno risposto: la crisi si supera nell\u2019idea socialista.<\/p><p>Io non ripeter\u00f2 la bestemmia di Federico Nietzsche per il quale l\u2019umanit\u00e0 sconta la colpa di essere stata per duemila anni cristiana. Ed era una bestemmia perch\u00e9 attribuiva al Cristianesimo la colpa di non aver avvinto l\u2019uomo per i millenni.<\/p><p>Ma, d\u2019altra parte, non \u00e8 possibile, come avvertiva Jacob Burckhardt, \u00abun nuovo impianto artificiale di Cristianesimo per fini rappresentativi\u00bb.<\/p><p>N\u00e9 la crisi pu\u00f2 essere risoluta dal socialismo, come lo intendono i partiti estremi. Non vi \u00e8 che una sola soluzione: l\u2019idea dinamica del liberalismo evolventesi fino al socialismo, ma al socialismo liberale che \u00e8 liberalismo sociale, inteso, soprattutto, come vero umanesimo. (<em>Interruzione del deputato Pastore Raffaele<\/em>)<em>. <\/em>Ma che ne sa lei, onorevole Pastore, di queste cose? Occorre fondere le esigenze della libert\u00e0 con le esigenze della giustizia sociale. \u00c8 questa la terza via sulla quale uomini di grande intelletto e di buona volont\u00e0 si piegano per dire al mondo una parola nuova: la parola della resurrezione e della pace. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Scoccimarro. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Prima di iniziare il mio discorso, vorrei permettermi di fare una proposta. Data la natura degli argomenti che mi propongo di trattare, ho l\u2019impressione che non avr\u00f2 il tempo sufficiente, dato che sono gi\u00e0 le undici e mezza.<\/p><p>Se l\u2019Assemblea non avesse nulla in contrario, pregherei che mi si consentisse di iniziare la mia esposizione nel pomeriggio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoccimarro pregherebbe di rimandare la seduta al pomeriggio. (<em>Commenti<\/em>). Se l\u2019Assemblea non \u00e8 favorevole, potremmo pregare un collega di sostituire l\u2019onorevole Scoccimarro. Onorevole Lussu, sarebbe disposto a parlare ora, cedendo il suo turno all\u2019onorevole Scoccimarro?<\/p><p>LUSSU. Mi rimetto a lei, onorevole Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Rivolgo allora la preghiera personale all\u2019onorevole Lussu di parlare adesso.<\/p><p>LUSSU. Onorevoli colleghi, non essendo io mai stato di carattere pessimistico, anche se non ho il temperamento gioioso e ottimistico dell\u2019onorevole Corbino, credo di appartenere a quel numero di colleghi che in quest\u2019Aula sono assai preoccupati e che non vedono solo questa crisi come crisi di Governo, ma come crisi di democrazia. Questa \u00e8, in realt\u00e0, crisi di democrazia. Non solo. Ma, a parere di molti, e io sono fra questi, la democrazia, oltre ad essere in crisi, \u00e8 in pericolo. La democrazia corre pericolo.<\/p><p>Certo i problemi attuali sono essenzialmente economici, finanziari e sociali: disordine economico, disordine finanziario, disoccupazione, inflazione, fame delle classi popolari. Ma la natura di questa crisi \u00e8 puramente politica.<\/p><p>In ci\u00f2 concordo con l\u2019onorevole Corbino; concordo con lui cio\u00e8 nel ritenere che \u00e8 politico il problema e che politica deve esserne l\u2019impostazione. Manca lo strumento politico necessario per risolvere queste difficolt\u00e0 che sono crescenti; manca un piano di intesa politica, un piano organico omogeneo politico per risolvere queste difficolt\u00e0 con volont\u00e0 e capacit\u00e0; manca cio\u00e8 un Governo alla democrazia: quindi crisi politica.<\/p><p>La democrazia \u00e8 in pericolo, non gi\u00e0 perch\u00e9 il partito su cui pesa la principale responsabilit\u00e0 di questo Governo voglia distruggere la democrazia: sarebbe un insulto gratuito l\u2019affermarlo; ma perch\u00e9, per ragioni complesse, esso \u00e8 incapace di difenderla, di arrestarne il regresso gi\u00e0 iniziato, di consolidare infine quei deboli, ma notevoli risultati che si sono finora ottenuti.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Giannini, nel recente Congresso dell\u2019Uomo Qualunque, ha offerto alla democrazia cristiana la continuazione dell\u2019alleanza o la guerra, nessuno di noi ha creduto che si trattasse veramente di una sfida.<\/p><p>Contro la guerra sta innanzitutto il buonsenso dell\u2019Uomo Qualunque. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ma che guerra! A che scopo, e con quale vantaggio? E contro la guerra e a favore del perdurare della alleanza sta anche il buonsenso della Democrazia cristiana, che vuole rimanere al potere e che quindi ha bisogno del perdurare dell\u2019alleanza coll\u2019Uomo Qualunque. Sono leggi di natura politica, che non consentono eccezioni di sorta. La destra ha il diritto di chiedere, di chiedere sempre e sempre di pi\u00f9; e il Governo ha l\u2019obbligo di concedere, di concedere sempre, di concedere sempre di pi\u00f9. Pena la vita.<\/p><p>I fatti denunciati in questa Assemblea sono i risultati tangibili di queste concessioni. Sicch\u00e9 la preoccupazione di quanti seguono da vicino l\u2019azione politica di questo Governo \u00e8 tutt\u2019altro che accademica. E fra quelli che hanno assistito nell\u2019altro dopoguerra al verificarsi di questi scherzi, credo vi sono molti che hanno ragione di essere preoccupati; e si ha il diritto di chiedere dove si vada a finire. Marcia su Roma? Ad avventure di questo genere, con belle legioni quadrate \u2013 peraltro mai esistite \u2013 credono solo gli imbecilli fascisti, marcia, antemarcia, sciarpelittorio, repubblichini professionisti; ma non ci credono che costoro. La verit\u00e0 \u00e8 che a Roma le forze da cui trae vita materiale e morale il fascismo, a Roma quelle forze ci sono gi\u00e0: sono dentro allo Stato.<\/p><p>Come contenerle, e come metterle lentamente ma sicuramente fuori? Ecco il problema della democrazia in questo momento.<\/p><p>Questo \u00e8 un Governo non gi\u00e0 di centrodestra, come con autorevole e amabile eufemismo ha detto l\u2019onorevole Saragat, ma un Governo di destra, un Governo di destra cos\u00ec come la situazione presente oggi lo consente; Governo di destra relativamente alla capacit\u00e0 e alla forza della destra. La situazione non consente un Governo pi\u00f9 a destra di questo. Insomma oggi, pi\u00f9 a destra di cos\u00ec, nella situazione attuale, con lo schieramento attuale delle forze, \u00e8 impossibile andare. Neppure l\u2019onorevole Benedetti e l\u2019onorevole Benedettini possono sperare logicamente una cosa di questo genere.<\/p><p>I portafogli richiesti durante il Congresso dell\u2019Uomo Qualunque, l\u2019uno o i due portafogli richiesti al Governo&#8230;<\/p><p>MAZZA. Chi li ha chiesti?<\/p><p>LUSSU. I giornali ne hanno parlato, compresi i vostri: io li leggo tutti. \u2026Sono una battuta teatrale, polemica; a meno che non sia un espediente interno dell\u2019Uomo Qualunque per tacitare o frenare gli istinti turbolenti dell\u2019onorevole Russo Perez, al quale, mi pare, sarebbe stato offerto il portafoglio&#8230;<\/p><p>MAZZA. Ma lei sogna ad occhi aperti.<\/p><p>LUSSU. La verit\u00e0 \u00e8 che i portafogli dell\u2019Uomo Qualunque, per delega e rappresentanza, esplicita o tacita \u2013 chiedo scusa \u2013, sono a quei banchi (<em>Indica i banchi del Governo<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Come si esce da questa situazione? E se ne pu\u00f2 uscire? (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Mazza<\/em>).<\/p><p>Due grandi difficolt\u00e0 si oppongono.<\/p><p>Innanzi tutto la composizione organica della Democrazia cristiana. Io non voglio qui discutere (cosa che far\u00e0 domani lo storico) se la costituzione della democrazia cristiana dopo l\u2019altra guerra, sotto la veste di partito popolare, sia stata un bene o un male. Personalmente io ritengo che sia stata un male. La societ\u00e0 italiana \u00e8 in conflitto da secoli con la Chiesa e, quando un partito politico, direttamente o indirettamente, si riallaccia ad essa, si \u00e8 in crisi politica.<\/p><p>Se durante il Risorgimento italiano i cattolici si fossero costituiti in partito politico, noi non avremmo avuto l\u2019unit\u00e0 nazionale, (<em>Proteste a destra e al centro<\/em>) che pi\u00f9 tardi e in altra forma.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Noi siamo italiani pi\u00f9 di ogni altra cosa, soprattutto e prima di tutto!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non interrompano.<\/p><p>LUSSU. E se l\u2019Italia, da Cavour all\u2019altra guerra, ha potuto seguire il suo difficile ma sicuro sviluppo \u2013 nei termini in cui lo consentivano lo Stato monarchico e la societ\u00e0 nazionale \u2013 lo si deve al fatto che non si \u00e8 avuta la costituzione dei cattolici in partito politico.<\/p><p>Che avverrebbe oggi in Inghilterra, dove i cattolici sono tutt\u2019altro che in forze irrilevanti, se essi si costituissero in partito politico? (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ciascuno di voi vede che \u00e8 una questione politica e non religiosa.<\/p><p>Comunque, poich\u00e9 la Democrazia cristiana esiste ed \u00e8 il pi\u00f9 grande partito nel Paese e per giunta \u00e8 al Governo, non c\u2019\u00e8 niente da dire e meno ancora niente da fare. Tutt\u2019al pi\u00f9 io potrei dire che, se la Democrazia cristiana non esistesse, certamente un centinaio o 150 di quei deputati (<em>accennando al centro<\/em>) siederebbero oggi in questi banchi e l\u2019onorevole Jacini ed i suoi amici, che tengono \u2013 del resto tanto lealmente \u2013 alta la bandiera conservatrice, siederebbero soddisfatti in quei banchi, in mezzo ai colleghi dell\u2019estrema destra, egualmente soddisfatti di essere con loro.<\/p><p><em>Voce al centro.<\/em> Da qui la nostra funzione di centro.<\/p><p>LUSSU. Ed io aggiungo, secondo il calcolo delle probabilit\u00e0, con l\u2019onorevole Jacini, anche l\u2019onorevole De Gasperi. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La Democrazia cristiana si definisce costituzionalmente partito di centro. Se dobbiamo rispettare il significato delle parole \u2013 come mi pare doveroso \u2013 partito di centro dovrebbe significare un partito, che ha in s\u00e9 la maggioranza parlamentare che lo renda capace, con le sue sole forze, di stare al Governo, senza l\u2019estrema destra e senza l\u2019estrema sinistra, equidistante dall\u2019una e dall\u2019altra, garanzia a questa e a quella.<\/p><p>\u00c8 questa la Democrazia cristiana? No, certamente.<\/p><p>Non \u00e8 dunque partito di centro in senso assoluto.<\/p><p>Ma io aggiungo che non lo \u00e8 neppure in senso relativo&#8230; (<em>Interruzioni al centro<\/em>) &#8230;poich\u00e9 la democrazia cristiana ha una avversione costituzionale per un raggruppamento politico di estrema che non \u00e8 precisamente di estrema destra, e una simpatia per un altro raggruppamento che non \u00e8 precisamente di estrema sinistra. La democrazia cristiana ha in orrore i partiti marxisti in genere, tranne qualche speranzosa riserva verso il marxismo di Saragat (<em>Commenti a sinistra<\/em>), per cui l\u2019onorevole De Gasperi ha una fiducia \u2013 per adoperare l\u2019espressione cara ai teorici della democrazia cristiana \u2013 prevalentemente ispirata alla cultura francese-pluralista.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti ci ha spiegato qui, dottrinariamente, questa permanente e assoluta incompatibilit\u00e0 tra cattolicismo e comunismo. A torto, a mio parere, poich\u00e9 prima dei soviet sono esistite, certamente non marxiste, ma certamente comuniste, due societ\u00e0 collettiviste: una ideale e l\u2019altra reale. L\u2019ideale \u00e8 la nota \u00abCitt\u00e0 del sole\u00bb di Tommaso Campanella, cattolico, per quanto non iscritto alla democrazia cristiana di quell\u2019epoca (<em>Ilarit\u00e0<\/em>); e la societ\u00e0 reale \u00e8 stata la non meno nota Repubblica dei gesuiti nel Paraguay.<\/p><p>Comunque, il grave \u00e8 che il teorico di questa incompatibilit\u00e0 fra cattolicismo e comunismo, l\u2019onorevole Nitti, \u00e8 disposto ad andare al Governo e con la Democrazia cristiana e con i comunisti, ma la Democrazia cristiana non accetta pi\u00f9 che del Governo faccia parte il partito comunista. La Democrazia cristiana \u00e8 portata violentemente a sbarazzarsi (<em>Commenti<\/em>), ma con sistemi dolcissimi (<em>Ilarit\u00e0<\/em>), del partito comunista e del partito socialista, che all\u2019uopo \u00e8 chiamato fusionista: partiti che sono di estrema. Il che fa s\u00ec che la democrazia cristiana sia automaticamente non gi\u00e0 un partito di centro, ma di centro-destra, anzi di destra. Partito tendenzialmente di destra, poich\u00e9 la ripugnanza che la democrazia cristiana ha per l\u2019estrema sinistra non l\u2019ha per l\u2019estrema destra, per la quale ha invece trasporti d\u2019amorosi sensi.<\/p><p>Ebbene, questo, a mio parere, non \u00e8 secondo la natura della democrazia cristiana, partito politico moderno. Direi anzi che appare o pu\u00f2 apparire il contrario.<\/p><p>Perch\u00e9, se vi \u00e8 nella Democrazia cristiana una base clericale, quindi conservatrice, attorno alle esclusive organizzazioni della Chiesa, questa non \u00e8 politicamente militante: politicamente \u00e8 irrilevante. E se vi \u00e8 nella Democrazia cristiana un\u2019altra forza, di base sociale, quella che rappresenta l\u2019onorevole Jacini, questa non \u00e8 la gran parte della Democrazia cristiana, anzi \u00e8 minoranza.<\/p><p>Ma vi \u00e8 nella Democrazia cristiana una base, che \u00e8 la principale sua base sociale e politica, quella verso la quale abbiamo espresso sempre la nostra fiducia; \u00e8 la base fatta di intellettuali, di uomini di cultura, di tecnici, di professionisti, di contadini, di operai, di mezzadri, di artigiani, di piccoli proprietari e di tanti strati di gente minuta del lavoro, che, inquadrati nella Confederazione generale del lavoro, combattono contro quegli stessi interessi che nella Democrazia cristiana sostiene e rappresenta l\u2019onorevole Jacini. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 questa la base politica che per noi ha rappresentato, nel periodo eroico della lotta oscura e tragica clandestina, una speranza per noi. C\u2019\u00e8 nella Democrazia cristiana una base che ha partecipato degnamente, quanto tutti noi, alla lotta della resistenza, ed ha dato il suo contributo alla guerra eroica partigiana, e compatta militava agli ordini dei Comitati di liberazione nazionale, di questi gloriosi e capaci organismi nazionali rivoluzionari di lotta e di Governo. Chi, come me, dopo la liberazione del Nord ha partecipato alle prime riunioni, in Milano, del Comitato di liberazione nazionale in cui figuravano i vostri massimi esponenti partigiani, ed ha partecipato, come me, alle prime riunioni del Comitato di liberazione nazionale in Roma, non pu\u00f2 dimenticare che noi tutti abbiamo guardato a questi nostri compagni democratici cristiani come ai pi\u00f9 sicuri ed intransigenti assertori e costruttori della nuova democrazia repubblicana.<\/p><p>\u00c8 questa base politica che, al primo Congresso nazionale del partito democratico cristiano a Roma, ha votato, nella sua grande maggioranza, per la Repubblica. Ed \u00e8 questa base politica che ha votato il 2 giugno per la Repubblica: \u00e8 questa base politica \u2013 noi ne siamo tutti certi \u2013 che oggi costituisce un sostegno sicuro della Repubblica.<\/p><p>Il problema \u00e8 tutto qui: \u00e8 in grado la Democrazia cristiana di dare valore politico alla sua vera e sola forza politica? Vano \u00e8 adattare formule fatte a situazioni nuove: la democrazia italiana non consente un partito generico di centro il quale, nei momenti decisivi, si rivela di destra. L\u2019antidemocrazia e la monarchia erano a destra; la democrazia e la Repubblica sono a sinistra e non a destra, perch\u00e9 sono le sinistre e non le destre che le hanno create.<\/p><p>La crisi, che investe la societ\u00e0 e lo Stato, \u00e8 sempre di natura sociale, ma l\u2019azione che pu\u00f2 affrontarla e risolverla \u00e8 politica. Sono lo schieramento delle forze politiche e la condotta politica che determinano una situazione nuova, non la tecnica; la tecnica che non sia subordinata ad una condotta politica va a naufragio. Anche la pianificazione, concepita solo tecnicamente, caro Saragat, non approda ad un bel niente, neppure se in Italia vi fossero non uno, ma quaranta o quarantamila Tremelloni. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CALOSSO. Non abbiamo mai detto questo!<\/p><p>LUSSU. Tecnica e pianificazione, se non sono concepite e realizzate in funzione di democrazia, cio\u00e8 se non sono capite e sostenute dalle masse dei lavoratori, animati ed avvinti da un superiore ideale di democrazia, non risolvono la crisi, ma l\u2019esasperano. Anche Mussolini e Hitler (chiedo scusa se faccio i nomi di questi due avventurieri dopo quelli di tanti galantuomini) hanno avuto la loro tecnica e la loro pianificazione, a modo loro. Ma Roosevelt, con il New Deal, sostenuto dai sindacati, ha saputo non solo risolvere la crisi paurosa di quell\u2019epoca ma, da quelle realizzazioni, sicuramente esprimere tale forza popolare consapevole di democrazia per cui l\u2019America volle la partecipazione alla guerra e fu fra i sommi artefici della vittoria.<\/p><p>Tutta la chiave della situazione \u00e8, pertanto, nella Democrazia cristiana, non nel l\u2019Uomo Qualunque. Mi dispiace per le pretese dell\u2019Uomo Qualunque! Io dicevo al mio collega ed amico Scoccimarro che mi doleva parlare stamani, perch\u00e9 avrei preferito, come il turno d\u2019altronde indicava, parlare dopo il <em>leader<\/em> dell\u2019Uomo Qualunque. La chiave della situazione non \u00e8 nell\u2019Uomo Qualunque o nel Partito liberale; la chiave della situazione \u00e8 esclusivamente nella Democrazia cristiana.<\/p><p>In tutti quei paesi in cui i partiti della Democrazia cristiana, o i partiti cattolici organizzati, si sono allontanati dalle sinistre in tutti i paesi, nessuno escluso \u2013 e mi dispenso dall\u2019elencarli perch\u00e9 pi\u00f9 volte da varie parti sono stati, ed anche da me, ricordati qui \u2013 in tutti quei paesi, nessuno escluso, si \u00e8 avuto non la democrazia, ma la catastrofe della democrazia. E quale democrazia sarebbe oggi possibile nei paesi d\u2019Europa senza la partecipazione delle sinistre al governo? Ieri l\u2019onorevole Corbino ci ha fatto l\u2019elenco di tutte le Nazioni che hanno un governo socialista. Egli, da liberale, naturalmente, diceva \u00abdramma del problema\u00bb; noi diciamo \u00abrazionalit\u00e0 del problema\u00bb. Egli ci ha elencato tutti i paesi: la Finlandia, i due Paesi scandinavi, la Danimarca, l\u2019Olanda, il Belgio, la Francia, l\u2019Inghilterra, che hanno un governo socialista. Hanno un governo socialista perch\u00e9 la democrazia moderna, uscita da questa catastrofe, non consente altre forme di democrazia.<\/p><p>Paesi che fanno eccezione, la Spagna e il Portogallo. Tutta l\u2019Europa civile, democratica, in senso occidentale, \u00e8 retta da governi socialisti.<\/p><p>E sarebbe mai possibile una democrazia in Italia senza le sinistre? In Italia, non solo le forze proletarie (sarebbero rilevanti ma non sufficienti), ma le forze popolari hanno vinto. Non perduto ma vinto. Vinto nella guerra partigiana e vinto nella sovrana espressione popolare del 2 giugno. Esse, queste forze popolari, ci hanno dato la liberazione e la Repubblica. La nostra democrazia \u00e8 basata su questa vittoria delle classi popolari, nelle quali si \u00e8 avuta l\u2019esplosione della profonda coscienza nazionale. Senza questa vittoria, onorevole De Gasperi, senza questa vittoria tu non saresti Presidente del Consiglio per la quarta volta, senza questa vittoria tu saresti certamente in galera o peggio morto e non di morte naturale. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io ho il dovere di dire che questa crisi nostra della democrazia \u00e8, non in modo trascurabile, dovuta al temperamento personale, psicologico e politico, dell\u2019onorevole De Gasperi. L\u2019onorevole De Gasperi ha una sua bussola politica, che \u00e8 regolata da un ago magnetico a due frecce estremamente semplici. In una c\u2019\u00e8 scritto: \u00abla Democrazia cristiana sempre al Governo\u00bb. Spiegabile, perch\u00e9 la Democrazia cristiana \u00e8 il pi\u00f9 grande partito del Paese. Si pu\u00f2 discutere, ma \u00e8 spiegabile. E nell\u2019altra freccia c\u2019\u00e8 scritto: \u00abPresidente del Consiglio, sempre l\u2019onorevole De Gasperi\u00bb. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se l\u2019onorevole De Gasperi scrivesse le sue memorie \u2013 e sarebbero certamente infinitamente interessanti perch\u00e9 egli \u00e8 stato partecipe attivo della distruzione di due imperi \u2013 io credo che egli ci confesserebbe che, quando era bambino, cio\u00e8 nell\u2019et\u00e0 in cui tutti sogniamo di essere ammiragli, generali, poeti, vescovi, premio Nobel, io credo che egli ci confesserebbe che in quell\u2019et\u00e0 sognava di essere Presidente del Consiglio. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi, per quanto amici suoi \u2013 e questo \u00e8 un nostro onore \u2013 siamo molto lontani, ma voi colleghi della Democrazia cristiana siete amici vicini e lo conoscete pi\u00f9 di noi. Personalmente non credo che l\u2019onorevole De Gasperi abbia dell\u2019ambizione, ma, se dovessimo dare retta a parecchi fra di voi, non sarebbe da escludere che l\u2019ambizione possieda una parte notevole, e non la migliore, dell\u2019onorevole De Gasperi. La psicologia dell\u2019onorevole De Gasperi \u00e8 tutta in quel discorso fatto alla radio, mi pare nell\u2019aprile scorso, in cui disse: \u00abquando si \u00e8 in cordata non si litiga, altrimenti si precipita tutti\u00bb.<\/p><p>Quando si \u00e8 in cordata, onorevole De Gasperi, non si litiga mai e, se si litiga, \u00e8 sempre colpa del capo cordata. Noi siamo in molti in quest\u2019Aula che abbiamo una buona esperienza dell\u2019alta montagna e sappiamo che, quando si \u00e8 in cordata, se si litiga, se le cose vanno male, \u00e8 sempre per colpa del capo cordata.<\/p><p>In quei casi, un capo cordata, cui stia a cuore la sorte di tutti, un capo cordata responsabile, cede la direzione della cordata ad un altro pi\u00f9 forte o pi\u00f9 capace o pi\u00f9 fiducioso di lui.<\/p><p>Che cosa ha fatto, invece, l\u2019onorevole De Gasperi? Si \u00e8 afferrato alla roccia, col capo della corda e con la picozza, ha tirato di tasca il suo coltello da montagna ed ha tagliato la corda; e sono precipitati gi\u00f9 tutti&#8230; (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>E sono precipitati gi\u00f9 tutti: per primo Togliatti.<\/p><p>Togliatti ha troppo spirito perch\u00e9 non mi consenta di fare il suo nome a fianco di un re, di un re di Francia per giunta. Enrico IV \u00e8 andato a messa, ma ha avuto Parigi e tutta la Francia. Togliatti \u00e8 andato a messa, ma ha avuto solo la messa! (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seconda difficolt\u00e0 \u00e8 costituita dal differente modo di valutare il fascismo, o neofascismo che dir si voglia.<\/p><p>Dalla liberazione di Roma, mai come con questo Governo i fascisti si sono sentiti a casa loro. \u00c8 tutto un pullulare di giornali, di riviste, di organizzazioni, di manifestazioni petulanti e provocatorie di fascisti fanatici e di repubblichini prezzolati. Riconciliazione? Essi non sanno che farsene. Essi vogliono la rivincita.<\/p><p>Che cosa sono questi neofascisti? Sono anche un pericolo, o semplicemente un insulto per la democrazia repubblicana?<\/p><p>Credo, in primo luogo, che parecchi di noi debbano fare ammenda pubblica \u2013 ed io la faccio \u2013 di un giudizio molto affrettato espresso sull\u2019onorevole Giannini, <em>leader<\/em> dell\u2019Uomo Qualunque.<\/p><p>L\u2019onorevole Giannini, dopo aver scolpito il suo nome nella storia del teatro e del <em>film<\/em>, rischia (ed io glielo auguro) di scolpirlo anche nella storia politica, nella storia della democrazia.<\/p><p>Egli ha indubbiamente il merito di aver detto ai suoi seguaci, in massima parte ex fascisti: non parliamo pi\u00f9 di fascismo.<\/p><p>A me pare doveroso parlare con rispetto di un uomo che, avendo sofferto molto personalmente \u2013 e chi di noi non lo sapeva se n\u2019\u00e8 accorto in quest\u2019Aula, quando egli parl\u00f2 qui, nella discussione sul Trattato \u2013 che avendo molto sofferto personalmente, ha individuato nella sua tragedia personale e familiare tutta la tragedia nazionale, e ha dichiarato: non pi\u00f9 fascismo e non pi\u00f9 guerra. Io penso perci\u00f2 che se egli subisse \u2013 privilegio degli uomini illustri \u2013 un attentato, l\u2019autore non andrebbe cercato in queste file, ma in quelle dei nemici-amici, come si chiamano nel campo dell\u2019Uomo Qualunque. Io credo che anche la partecipazione dell\u2019onorevole Togliatti al Congresso dell\u2019Uomo Qualunque, seguita dalla visita del nostro Presidente dell\u2019Assemblea, pure comunista, abbia avuto questo significato di affermazione di benevolenza.<\/p><p>Ma non \u00e8 detto tuttavia che l\u2019onorevole Giannini sia tutto l\u2019Uomo Qualunque. Potrebbe accadere all\u2019onorevole Giannini, per ipotesi, in avvenire, ci\u00f2 che accadde ai mistici predicatori della quarta crociata, i quali predicarono la conquista della Terra Santa, di Gerusalemme, mentre poi i loro eserciti, nonostante le bolle di scomunica di Innocenzo III, occuparono e misero a sacco prima Zara, citt\u00e0 cristiana, e poi attaccarono e presero Costantinopoli, citt\u00e0 cristianissima. E ai mistici predicatori non rimase altro che accettare il fatto compiuto e installarsi nelle citt\u00e0 conquistate.<\/p><p>Ogni democratico si augurerebbe, io credo, che tutto l\u2019Uomo Qualunque seguisse l\u2019esempio dell\u2019onorevole Giannini, il quale, fra l\u2019altro, ha l\u2019onore persino di una figlia partigiana. Ma si ha l\u2019impressione che ci sia ancora molta strada da fare.<\/p><p>E poi, oltre l\u2019Uomo Qualunque, noi sappiamo che cosa c\u2019\u00e8 fuori.<\/p><p>Si ha l\u2019impressione che l\u2019Uomo Qualunque e gli stessi altri gruppi liberali e monarchici pecchino di eccessivo zelo nel difendere una tesi cara ai fascisti, ai fascisti autentici: quella della discriminazione assoluta e della cosiddetta riconciliazione.<\/p><p>Quando si grida alla faziosit\u00e0 nostra di antifascisti radicali, non sarebbe tempo perduto, io penso, andare a controllare quanto \u00e8 avvenuto ed avviene in Francia, nazione meno numerosa della nostra, in cui il fascismo c\u2019\u00e8 stato per minor tempo e in forma meno canagliesca. In Francia, dove il \u00abMouvement R\u00e9publicain Populaire\u00bb \u2013 i vostri colleghi della democrazia cristiana (<em>Accenna ai banchi democristiani<\/em>) \u2013 sono stati al potere dalla liberazione ad oggi. Qui si strilla perch\u00e9 mille fascisti repubblichini sono stati deportati: ma in Francia, senza contare tutti quelli che sono stati passati per le armi, senza contare quelli condannati all\u2019ergastolo, a trent\u2019anni o ad altre lunghe pene detentive, e quelli che sono stati condannati a meno di dieci anni raggiungono la cifra di 8.000 e sono nei campi di concentramento. Dopo le evasioni scandalose dai campi di No\u00e9 e di Carr\u00e9, si stanno per mettere tutti in carceri chiuse, e il provvedimento \u00e8 reclamato innanzitutto dal \u00abMouvement R\u00e9publicain Populaire\u00bb, dai vostri colleghi di Francia. (<em>Accenna ai banchi democristiani<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E in Francia continuano implacabili i processi e non si assiste allo scandalo di revisioni, di sentenze di Corte di cassazione, che sono un affronto ingiurioso alla giustizia, e una sfida alla nostra coscienza democratica. (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi non abbiamo avuto n\u00e9 un\u2019epurazione seria n\u00e9 sanzioni. Riconciliazione? Ma certamente. Saremmo dei cani idrofobi se non la volessimo, saremmo dei macellai di professione se la rifiutassimo. Chi non vorrebbe la riconciliazione, riconciliazione piena e pacificatrice, sicch\u00e9 la nuova vita democratica italiana cominciasse dal 2 giugno?<\/p><p>Ogni generazione ha i suoi dei falsi e bugiardi; e la societ\u00e0 che ne espia le colpe \u00e8 portata all\u2019indulgenza; si aprano le porte al figliuol prodigo, che ritorna alla casa paterna. Ma la riconciliazione esige un cambiamento di condotta e di vita; la riconciliazione esige innanzitutto, da parte di quelli che la invocano, una coscienza profondamente modificata; senza di che la riconciliazione sarebbe un turpe mercato nero, morale e politico. Non ci si riconcilia, innanzitutto, coi grandi responsabili, con i ladri, i furfanti e i criminali. La piet\u00e0 \u2013 diceva giustamente uno dei vostri (<em>Accenna ai banchi democristiani<\/em>) dei pi\u00f9 eroici nella lotta clandestina contro i fascisti ed i nazisti tedeschi \u2013 nasce dalla giustizia. Non ci si riconcilia con chi afferma che se Mussolini avesse avuto collaboratori pi\u00f9 capaci, il fascismo avrebbe trionfato. Non ci si riconcilia con chi trae vanto dall\u2019essere stato fascista militante e repubblichino professionista, pronti tutti a ricominciare da capo. Con costoro nessuna riconciliazione, n\u00e9 morale n\u00e9 politica, \u00e8 possibile. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Per costoro non ci sono due vie o tre vie: c\u2019\u00e8 una via sola. In tempi di legalit\u00e0 democratica, come la nostra, la legge penale e civile (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>); e in tempi eccezionali, l\u2019arma con cui i nostri partigiani li hanno affrontati e messi a terra. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ebbene, questo Governo pare sia il Governo di questa riconciliazione intollerabile. Quando nelle piazze di Roma, Roma capitale d\u2019Italia, sede del Governo, mentre l\u2019Assemblea Costituente siede, scorrazzano, cantando gli inni macabri della pazzia, fascisti e repubblichini&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Lo consente Scelba!<\/p><p>LUSSU. &#8230;quando a Roma, nelle manifestazioni pubbliche, si arrestano quelli che gridano \u00abViva la Repubblica\u00bb e si difendono e si proteggono quelli che cantano inni fascisti, c\u2019\u00e8 una seria ragione per preoccuparci in tutti i settori. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>In Inghilterra, paese classico della libert\u00e0, e per tutti, collettiva e individuale, quando i ridicoli fascisti di sir Oswald Mosley escono a manifestare, le masse di Londra, la gente pacifica e rispettosa di Londra, li piglia a sassate e a bastonate. In Inghilterra, paese libero. E noi, che nel nostro Paese abbiamo avuto un fascismo che ha tutto distrutto, moralmente e materialmente, noi, per i quali il fascismo \u00e8 stata la pi\u00f9 immane tragedia della nostra storia, noi dobbiamo assistere, tranquilli e pacifici, indifferenti, liberalmente indifferenti?<\/p><p>I fatti che sono stati denunciati qui sono gravi: ogni provincia ha i suoi fatti gravi. Noi usciamo da venticinque anni di fascismo, e l\u2019abbiamo ancora tutti nel nostro ricordo. Chi ha assistito al disordine delle vicende di 25 anni fa, ed \u00e8 spettatore di nuovo di queste disordinate vicende, credo abbia il dovere di dire e di fare qualche cosa per tentare di rompere l\u2019incantesimo di questi corsi e ricorsi storici. \u00c8 un nostro dovere! De Gasperi, \u00e8 un dovere di tutti! \u00c8 una cosa troppo seria! Ciascuno comprende che queste mie parole non sono espedienti di manovre elettorali. \u00c8 una cosa seria!<\/p><p>L\u2019altro giorno Saragat ha svolto la sua mozione di sfiducia in mezzo alla nostra pi\u00f9 grande attenzione. Ascoltando il suo discorso di opposizione, in cui tutto questo problema non appariva, di cui non ha fatto il minimo accenno, come se fosse arcaicit\u00e0 del periodo degli etruschi o della civilt\u00e0 greco-sicula o della preistoria, io mi sono spaventato. Ho il dovere di dirlo ad un vecchio grande amico socialista, la cui grande formazione ed esperienza politica si \u00e8 fatta a Vienna coi socialisti, in mezzo agli operai di Vienna proletaria e socialista, guidata da Otto Bauer, che ha scritto nella gloriosa resistenza una delle pagine pi\u00f9 grandi della storia della democrazia europea. Io sono rimasto spaventato. L\u2019espressione \u2013 molti di noi lo ricordano \u2013 \u00e8 la stessa adoperata da L\u00e9on Blum, in un celebre congresso socialista, rivolto a Renaudel, capo del gruppo dell\u2019Ariete, animato da magnifiche intenzioni non meno che l\u2019onorevole Saragat; Renaudel, al quale una morte precoce, pia e benigna, ha tolto la possibilit\u00e0 di vedere la catastrofe del suo movimento.<\/p><p>Egli \u00e8 stato tutto assorbito dalla questione dei comunisti e della terza via.<\/p><p>Dei comunisti non ho niente da dire, se non rievocare le esperienze personali e culturali comuni: che cio\u00e8 la democrazia, oggi, nel nostro tempo, senza il proletariato, \u00e8 contro il proletariato. La democrazia, senza il proletariato, non \u00e8 democrazia, oggi! Questo in Italia e in ogni Paese del mondo, in cui il proletariato \u00e8 organizzato!<\/p><p>Certo, ci sono difficolt\u00e0 notevoli, grandi, ma sarebbe contro natura che non ci fossero. Personalmente, io non nascondo che preferirei in Italia un grande, unico Partito socialista, con tutte le correnti socialiste, che avesse qui in Assemblea tre o quattrocento deputati, quanti ne ha il partito laburista in Inghilterra.<\/p><p>Personalmente io preferirei che il Partito comunista fosse un piccolo partito. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Ma, cos\u00ec non \u00e8. Non \u00e8 un piccolo partito, e nessuno pu\u00f2 fare che non sia quello che \u00e8, neppure l\u2019onorevole Scelba, Ministro dell\u2019interno, che credeva di possedere gli strumenti per ridurlo a suo piacere.<\/p><p>E allora bisogna risolvere le difficolt\u00e0 nei modi in cui \u00e8 possibile risolverle: solo nei limiti in cui \u00e8 possibile risolverle.<\/p><p>All\u2019onorevole Saragat, che \u00e8 uomo di cultura, consiglierei di leggere o rileggere il discorso di Ibreo a Entedemo che non \u00e8 il caso di rievocare qui.<\/p><p>Una terza via! Si pu\u00f2 essere tutti d\u2019accordo, ma ci sono parecchie cose da dire. Io all\u2019onorevole Saragat mi permetterei anzitutto di dire questo: che dopo la sua prima visita in America, non ne faccia \u2013 come egli promette o minaccia \u2013 una seconda nella stessa America. Gli consiglierei di fare la seconda a Mosca, altrimenti noi sostenitori della terza via saremmo preoccupati che egli coltivi e percorra una via che non \u00e8 precisamente la terza. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019Italia, nell\u2019eventualit\u00e0 che lo schieramento dei due blocchi perduri, non deve accodarsi n\u00e9 all\u2019uno n\u00e9 all\u2019altro blocco. Se cos\u00ec non fosse, noi perderemmo la nostra indipendenza nazionale. Il che significa la nostra libert\u00e0 collettiva di popolo sovrano, e non avremmo pi\u00f9 democrazia.<\/p><p>La nostra democrazia presuppone la nostra indipendenza nazionale. La nostra indipendenza \u00e8 nella terza via. Una terza via significa volerla sin da ora, senza equivoci, sempre pronti a difenderla, a difenderla anche con le nostre armi infinitamente modeste e con il sacrificio del nostro sangue. Pronti e decisi a difendere la nostra indipendenza. Il che vuol dire che, nella catastrofica eventualit\u00e0 di una guerra, noi non saremmo mai gli ausiliari e i vassalli di nessuno, peraltro risoluti a schierarci a fianco di uno di quei blocchi la cui potenza nemica violasse per prima la integrit\u00e0 del nostro territorio nazionale.<\/p><p>Questa \u00e8 la terza via. All\u2019infuori di questa, c\u2019\u00e8 truffa e commedia. Questa \u00e8 la terza via, e credo che dovremmo volerla tutti, perch\u00e9 i destini del nostro Paese sono legati esclusivamente ad essa. Dovremmo volerla anche se costasse sacrifici penosi a noi individualmente ed al popolo che rappresentiamo e che abbiamo il dovere di guidare nelle ore del pericolo.<\/p><p>Anche su questo problema il Governo non ci d\u00e0 nessuna garanzia.<\/p><p>Non gi\u00e0 che esso lavori per una sola via che non sia la terza. Il dirlo sarebbe un affronto ed un\u2019offesa all\u2019onore dei nostri rappresentanti ed alla verit\u00e0. Il Governo non lavora per questa, e tanto meno il Ministro degli Esteri la cui indipendenza personale e politica \u00e8 nota ed arcinota. Ma le forze politiche e sociali che questo Governo protegge, rappresenta e incrementa, sono per una sola via, che non \u00e8 la terza.<\/p><p>Grave dunque \u00e8 la vostra responsabilit\u00e0, o colleghi della democrazia cristiana. \u00c8 grave la decisione che vi ha portato a formare questo Governo. Noi lo notiamo ogni giorno, nelle conversazioni personali che abbiamo con voi, poich\u00e9 amicizie profonde legano molti di noi a molti di voi. Sentiamo questa posizione vostra d\u2019imbarazzo. Voi dite: \u00abma \u00e8 provvisorio\u00bb, \u00abpasser\u00e0\u00bb, \u00abnon pu\u00f2 durare cos\u00ec fino alle prossime elezioni\u00bb, \u00abci accomoderemo, naturalmente\u00bb. Si sente che neppure voi siete contenti. Lo si sente persino attraverso i vostri stessi oratori deboli e incerti. Io voglio sentirlo, star\u00f2 qui ad ascoltarlo il vostro \u00ableader\u00bb politico, l\u2019onorevole Piccioni, la cui formazione politica si \u00e8 fatta intorno a \u00abRivoluzione Liberale\u00bb di Gobetti. Io star\u00f2 ad ascoltarlo, ma ho l\u2019impressione che anche egli sar\u00e0 debole, come \u00e8 stato debole l\u2019altra volta, quando parl\u00f2 qui uno dei massimi vostri oratori, il nostro magnifico compagno Cappi; Cappi, l\u2019umano e l\u2019eroico, che a Cremona, fossa dei leoni, dei serpenti e delle vipere, ha vissuto i vent\u2019anni fascisti; Cappi, che quando parla esprime la stessa democrazia nella sua essenza. Ebbene, il discorso di Cappi fu il pi\u00f9 infelice di quanti un parlamentare possa fare: non gi\u00e0 perch\u00e9, a difesa di questo Governo, gli manchi l\u2019intelligenza o la preparazione politica (egli \u00e8 maestro a molti di noi), ma \u00e8 la fede che gli manca. Egli ci ha citato qui, e l\u2019ha rievocato con fine volo letterario, lo scudo pesante di Uguccione della Fagiola. Ebbene, cari compagni della Democrazia cristiana, non \u00e8 con quello scudo che sarete in grado di difendere la formazione politica di questo Governo e la vostra posizione per la responsabilit\u00e0 che su di voi cade. Non \u00e8 con quello scudo \u2013 ne potreste avere cento o mille di simili \u2013 che vi difenderete. A voi manca un altro scudo, quello che non \u00e8 necessario sia temprato di acciaio o cesellato d\u2019arabeschi. A voi manca lo scudo infinitamente pi\u00f9 semplice, che pu\u00f2 con nulla costruire persino un modesto artigiano; \u00e8 quello che conta e che solo vale per voi uomini dalla vita a fondamento morale: a voi manca a difesa di questo Governo \u2013 mi sia permesso senza offesa \u2013 a voi manca l\u2019usbergo del sentirvi puri. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>N\u00e9 vale il fatto che costituzionalmente voi avete le carte in regola. Certo, costituzionalmente voi avete le carte in regola: l\u2019hanno ricordato anche i colleghi liberali che hanno parlato: Cortese, Corbino ed anche, poc\u2019anzi, l\u2019onorevole Crispo. Le vostre carte costituzionali sono in regola, ma non avete a posto le vostre carte politiche: quelle non sono in regola.<\/p><p>Da voi, dal Presidente De Gasperi, dall\u2019onorevole Scelba principalmente e da altri, si \u00e8 sentito ripetere: noi non abbiamo paura. Molti tra di noi rispondono: neppure noi abbiamo paura.<\/p><p>Io dichiaro, francamente, di avere paura di questo Governo. Paura, non tanto per me, personalmente, ch\u00e9 la mia persona \u00e8 una cosa irrilevante in un Paese che a momenti ha 50 milioni di cittadini. Non ho paura neppure per la mia corrente politica, assai modesta e che forse ha compiuto il suo ciclo storico, rispondendo degnamente per vent\u2019anni all\u2019appello della democrazia italiana e battendosi per essa. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Io ho paura per qualcosa di pi\u00f9: per la vita del nostro Paese, il quale, io credo, avr\u00e0 molte cose da dire nei millenni che verranno. Io lo confesso: questo Governo mi fa paura per il nostro Paese. (<em>Vivissimi applausi a sinistra \u2013 Molte congratulazioni<\/em>).<\/p><p>Presidenza del presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il seguito della discussione \u00e8 rinviato al pomeriggio. Desidero far presente che, aderendo all\u2019invito rivolto ieri sera, numerosi iscritti hanno rinunciato a parlare. Io auspico che ancora qualche collega venga nel pomeriggio a notificarmi la sua rinuncia. Siccome restano comunque sempre ancora una ventina di oratori, e poi dovranno parlare i presentatori delle mozioni e alcuni membri del Governo, questa riduzione del numero degli iscritti non \u00e8 sufficiente ad esonerarci dalla seduta serale prolungata. Prego pertanto i colleghi di tenerne conto nel regolare l\u2019impiego delle loro ore.<\/p><p>La seduta termina alle 12.40.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXLI. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 2 OTTOBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Mozioni (Seguito della discussione): Crispo Scoccimarro Presidente Lussu La seduta comincia alle 10. SCHIRATTI, Segretario, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana. (\u00c8 approvato). Seguito della discussione di mozioni. 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