{"id":2162,"date":"2023-09-17T11:43:54","date_gmt":"2023-09-17T09:43:54","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2162"},"modified":"2023-10-21T18:41:59","modified_gmt":"2023-10-21T16:41:59","slug":"pomeridiana-di-martedi-30-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2162","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 30 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2162\" class=\"elementor elementor-2162\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-67cb858 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"67cb858\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8fee90b\" data-id=\"8fee90b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-72981d3 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"72981d3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470930_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2922fda elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2922fda\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXXXVIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 30 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Commemorazione:<\/strong><\/p><p>Vernocchi<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozioni <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Labriola<\/p><p>Merzagora, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero<\/em><\/p><p>Cortese<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Tupini, <em>Ministro dei lavori pubblici <\/em><\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>La Rocca<\/p><p>Micheli<\/p><p>De Mercurio<\/p><p>Jervolino, <em>Sottosegretario di Stato per i trasporti<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Commemorazione.<\/p><p>VERNOCCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VERNOCCHI. Onorevoli colleghi, la notizia \u00e8 improvvisa, \u00e8 di stamane. Adelchi Baratono non \u00e8 pi\u00f9. Era ben lungi da me il pensiero che l\u2019avversit\u00e0 degli eventi mi avrebbe serbato questo doloroso incarico di ricordare a voi lo scomparso che fu nostro, che sedette su questi banchi. Altri assai meglio di di me avrebbe potuto rievocare l\u2019altezza del suo ingegno e delle sue opere, ma si \u00e8 voluto che io, che ebbi con lui legami di fraterna amicizia, che ne condivisi sempre il pensiero teorico, levassi l\u2019anima alla sua memoria, alla memoria dell\u2019uomo buono, del filosofo illustre, del socialista che rivest\u00ec di genialit\u00e0, di gentilezza e di povert\u00e0 la sua incrollabile fede in un avvenire di emancipazione sociale. In quest\u2019ora angosciosa, perdonatemi, signori, \u00e8 il cuore che parla. Ogni parola \u00e8 un palpito ed il palpito del mio cuore si riallaccia al palpito dei cuori dei socialisti, dei lavoratori di Genova, dei lavoratori italiani che lo conobbero. Dire di lui, degnamente, in quest\u2019ora sarebbe inutile sforzo; ma bisogna pur dire qualche cosa. E allora le memorie risalgono lontano, ai tempi in cui nel partito socialista ferveva la lotta delle idee; in cui si discuteva senza faziosit\u00e0 e senza livore dei princip\u00ee e dei metodi; in cui si dissertava sulla interpretazione della dottrina marxista. Erano i tempi eroici del socialismo. Il Partito socialista italiano, particolarmente, era una fucina di cervelli incandescenti in continua ebollizione, che muovevano le idee e le dottrine: discussioni produttive erano, perch\u00e9 elette, impersonali, sincere. Adelchi Baratono, filosofo illustre, fu uno di coloro che parteciparono, con altezza d\u2019ingegno e di cultura, a queste discussioni. Riformisti e rivoluzionari, minimalisti e massimalisti, transigenti e infransi genti; concezione graduale o contingentista del socialismo che credendo nella capacit\u00e0 riformatrice della classe borghese entro l\u2019ambito dello stato borghese si esauriva in questa funzione, concezione rivoluzionaria ispirata al metodo della lotta di classe come movente principale della storia e come strumento di offesa e di difesa della classe lavoratrice contro l\u2019oppressione del capitale. Ecco i termini del dissidio. E Baratono, massimalista e teorico del massimalismo, partecip\u00f2 a questa discussione e scrisse cose pregevoli fin negli ultimi momenti di sua vita, particolarmente sui due aspetti del marxismo. Noi sostenevamo e sosteniamo che il socialismo non \u00e8 soltanto una questione proletaria ma una questione sociale, perch\u00e9 il proletariato, risolvendo il problema della sua classe, risolve un problema umano, traduce, cio\u00e8, nella realt\u00e0 una idea di giustizia.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 i motivi idealistici sono parte integrante del socialismo. E sostenevamo, quindi, la necessit\u00e0 di una organizzazione politica la quale, non dimenticando di rafforzare nella classe lavoratrice lo spirito di rivolta contro l\u2019ingiustizia, non dimenticando di agitare la fiaccola dell\u2019idealit\u00e0 lontana e di indicare la meta ultima, affrontasse nello stesso tempo tutti i problemi di carattere politico, morale, culturale, religioso e giuridico che trascendono nell\u2019ora la semplice questione del pane. Allora fummo chiamati romantici (allora in buona fede, oggi, forse, con dileggio); e noi rispondevamo con Baratono affermando che \u00abse romanticismo vuol dire spinta soggettiva, volont\u00e0 del domani, movimento nell\u2019azione, bisogno di trasformare la realt\u00e0 invece che adattarvisi, ebbene noi siamo dei romantici\u00bb.<\/p><p>Vi sembrer\u00e0 strano che, in questa epoca di abituale compromesso, ancora oggi vi siano uomini che credono in questi princip\u00ee; ed alcuni di noi vi credono, non hanno dimenticato il passato. Ma Baratono particolarmente aveva il culto della unit\u00e0 nella disciplina. Ed io ricordo quando al Congresso di Milano del 1921, nella famosa polemica con Claudio Treves, egli sostenne non il comodo concetto della libert\u00e0 del pensiero e disciplina nell\u2019azione, ma afferm\u00f2 che pensiero ed azione sono la stessa cosa; perch\u00e9 non era possibile concepire socialisticamente una azione contraria a quella che pensiamo. Ecco l\u2019uomo, ecco il socialista che consacr\u00f2 pensiero ed azione alla causa degli umili e degli oppressi.<\/p><p>Se io dovessi, in questo momento, ricordarvi il suo pensiero filosofico, la indagine mi condurrebbe troppo lontano; non \u00e8 questo il momento n\u00e9 il luogo. Vi dir\u00f2 soltanto che Baratono aveva una qualit\u00e0 che pochi filosofi hanno: la chiarezza nella esposizione del suo pensiero. Pei questo motivo articoli di dottrina venivano pubblicati sui nostri giornali quotidiani; perch\u00e9 egli metteva i lavoratori, che lo leggevano, in condizione di poterlo capire. Dalla cattedra, sui libri e sui giornali, sempre il suo pensiero apparve cristallino; e a tutti comprensibile anche quando esponeva i princip\u00ee pi\u00f9 astrusi della filosofia.<\/p><p>Ricordo \u2013 ed io lo seguii dalla tribuna della stampa \u2013 quando, nel 1922, deputato, intervenendo nella discussione sul bilancio della pubblica istruzione, relatore il collega e compagno Mancini, egli elev\u00f2 un inno all\u2019avvicinamento della scuola al lavoro. Fu un discorso di critica costruttiva, perch\u00e9 indic\u00f2 quale avrebbe dovuto essere il nuovo ordinamento scolastico. Ancora oggi noi dovremmo riprendere quelle sue idee, perch\u00e9 servirebbero alle nostre discussioni.<\/p><p>Onorevoli colleghi; a pi\u00f9 tardi ed altrove la commemorazione. Oggi eleviamo il pensiero riverente alla memoria di Adelchi Baratono. La morte, che lo trad\u00ec quando ancora non aveva compiuto la sua opera, lo spinge tra quella eletta schiera di uomini generosi, la cui vita fu una continua aspirazione ad un avvenire di giustizia in cui il lavoro umano sar\u00e0 finalmente redento. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Esprimo il cordoglio mio personale e mi faccio interprete di quello, ugualmente profondo, ne sono convinto, di tutta l\u2019Assemblea per la morte del professor Adelchi Baratono, che ha seduto in questa Aula a rappresentarvi il socialismo italiano, al cui servizio ha profuso, come l\u2019onorevole Vernocchi ha test\u00e9 ricordato, tutte le energie del suo intelletto e la grande ricchezza dei suoi sentimenti umani.<\/p><p>Sono sicuro di obbedire al desiderio unanime di tutti i colleghi, se dico che far\u00f2 pervenire ai familiari dello scomparso l\u2019espressione del nostro dolore solidale. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione di mozioni.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Labriola. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LABRIOLA. Onorevoli colleghi, il discorso pronunciato stamani dall\u2019onorevole Valiani invita ad una esposizione sobria e riassuntiva del proprio pensiero. Quel discorso, ricco di informazioni e di notizie, potr\u00e0 forse essere pi\u00f9 utile alla lettura di quel che non sia stato alla semplice audizione. Tuttavia, nel confermarmi nella opinione che occorra esporre in guisa sintetica e abbreviativa il proprio pensiero, mi induce soprattutto un\u2019osservazione che ho avuto occasione di fare allorch\u00e9 l\u2019onorevole Valiani aveva terminata la sua esposizione.<\/p><p>In realt\u00e0 molti dei suoi rilievi riguardavano i criteri personali con cui gli uomini del Governo hanno condotto la politica del nostro Paese. A me non pare che codesto modo di formare una critica raggiunga appieno l\u2019intento che i presentatori delle mozioni si sono proposti. Criteri personali. Se al posto degli attuali governanti vi fossero stati degli uomini come il Valiani, evidentemente essi sarebbero stati diversi. Ma dei criteri personali noi non possiamo fare in nessun modo un conto assoluto; si tratta di apprezzamenti circa il modo personale come si \u00e8 intesa una determinata funzione. L\u2019essenziale \u00e8 occuparsi degli indirizzi, degli orientamenti e dei sistemi tenuti dal Governo.<\/p><p>Continue ripetizioni delle stesse storie. \u00c8 probabile che la presente discussione sia per rassomigliare alle otto o dieci che l\u2019hanno preceduta. Tuttavia non capisco perch\u00e9 vi si accaniscano tanto intorno i due partiti che chiamano se stessi, con dubbio gusto, \u00abestremisti\u00bb.<\/p><p>Essi non possono pensare che i mali d\u2019Italia siano nati da tre (o quattro) mesi di governo esclusivo democristiano, anzich\u00e9 da tre anni di collaborazione socialcomunista-democristiana. Forse il torto dei democristiani consiste nell\u2019aver desiderato per tre anni la cooperazione e il sostegno dei socialcomunisti, e del non averli adesso conseguiti sono intimamente amareggiati. Ma, torto o no, il fatto \u00e8 che di fronte a tre mesi di attivit\u00e0 indipendente, tre anni di lavoro in comune contano molto di pi\u00f9.<\/p><p>Si pu\u00f2 aggiungere che l\u2019onorevole De Gasperi potrebbe sempre sostenere che il suo tentativo particolare non \u00e8 riuscito \u2013 almeno cos\u00ec presto \u2013 perch\u00e9 appunto gravato dalla vecchia eredit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 in comune con socialisti e comunisti. Se egli domandasse che gli lasciassero il tempo per cancellare gli effetti di quella collaborazione, non si potrebbe proprio dargli torto; e se in politica la buona fede fosse moneta corrente, si dovrebbe necessariamente dargli il tempo di attendere.<\/p><p>Penso che io sono dei pochissimi, o forse il solo, in questa Assemblea, a poter votare con tranquilla coscienza contro l\u2019onorevole De Gasperi. Ho votato contro di lui allorch\u00e9 egli era alla testa dell\u2019esarchia, poi quando era alla testa della triarchia; e perch\u00e9 mi rifiuterei di continuare a farlo ora che egli \u00e8 alla testa della propria&#8230; monarchia democratico-cristiana?<\/p><p>Il mio punto di vista \u00e8 che tutta la situazione politica costituitasi dopo il giugno del 1943 \u00e8 falsata da una duplice volont\u00e0: dalla risoluzione dei tre partiti di mirare essenzialmente alla propria compattezza e resistenza, per essere, come partito, il solo strumento della vita nazionale; in secondo luogo di considerare la situazione italiana come puramente transitoria, e perci\u00f2 da dominare con un proposito di volgerla ai propri schemi o al proprio programma.<\/p><p>Intendiamoci su quest\u2019ultimo punto. Che la situazione italiana sia concepita come puramente transitoria, non \u00e8 cosa da rimproverare a nessuno, anzi fa onore il ritenerla cos\u00ec; ma si capisce che tale transitoriet\u00e0 debba riferirsi alle circostanze non essenziali, ma, dir\u00f2 cos\u00ec, qualitative dello stato di essa. Le cose vanno male, ed \u00e8 desiderabile che volgano al meglio, al meglio per quello che esse effettivamente sono. Ma non \u00e8 di questa transitoriet\u00e0 che evidentemente si disputa.<\/p><p>La transitoriet\u00e0 della quale intendo parlare non \u00e8 di questa specie. In realt\u00e0 essa si riferisce all\u2019ordine giuridico raggiunto, al sistema \u2013 non pi\u00f9 politico \u2013 ma sociale nel quale si \u00e8 assestata; in un altro caso e per uno dei tre partiti, al nostro ordinamento nazionale.<\/p><p><em>Incedo per ignes.<\/em> Naturalmente, che la inclinazione mostrata dalla democrazia cristiana per una soluzione repubblicana del nostro problema istituzionale sia stata influenzata dal suo naturale desiderio di lasciare in Italia unico potere coordinatore e disciplinatore il Vaticano, \u00e8 cosa ovvia. Ho abbastanza studiato la storia per non comprendere l\u2019entusiasmo repubblicano dei cattolici. E poi c\u2019\u00e8 il <em>Sillabo<\/em>, non ritrattato, n\u00e9 attenuato, il quale dichiara eretica la proposizione che l\u2019origine dei diritti pubblici sia nel popolo e non nella Chiesa, e che la sovranit\u00e0 popolare sia il fondamento dell\u2019ordine pubblico. E c\u2019\u00e8 la storia della Chiesa nei suoi rapporti con le rivoluzioni popolari, da quella che cacci\u00f2 gli Stuart, alla Rivoluzione francese, e soprattutto alle rivoluzioni del 1818. Ma la Chiesa fa anch\u2019essa una politica, e le conseguenze si comprendono.<\/p><p>Tuttavia da tutto questo io non voglio ricavare un argomento polemico di carattere ecclesiastico. Mi duole che all\u2019Assemblea le correnti laicistiche che un d\u00ec furono la forza e l\u2019orgoglio dell\u2019estrema sinistra e della stessa sinistra (fu appunto Francesco Crispi a volere il monumento a Giordano Bruno) oggi difettino pressoch\u00e9 completamente, mentre esse prendono alle visceri pi\u00f9 intime il senso nazionale degli italiani. Ma il mio argomento si riferisce esclusivamente alla tesi che i partiti emersi cos\u00ec rigogliosamente dal disastro nazionale, abbiano intesa la situazione italiana come un semplice mezzo per volgerla in via esclusiva ai loro fini di parte, cio\u00e8 per dominare il Paese come parte.<\/p><p>E dico una parola a proposito dei socialcomunisti. In tutti i discorsi dell\u2019onorevole Nenni, che a differenza dell\u2019onorevole Togliatti si mostra meno prudente e pi\u00f9 corrivo del suo non so bene se collega o concorrente, ritorna il tema che i socialisti debbano andare al potere per realizzare al pi\u00f9 presto il socialismo. E vero che egli non ha detto mai che cosa fosse il socialismo, almeno per lui.<\/p><p>Io ho adoperato per primo la formula che noi siamo entrati nell\u2019era socialista. Il mio socialismo \u00e8 quello dell\u2019attribuzione al lavoratore del pieno prodotto del suo lavoro, non di quello dell\u2019imprenditore (non so perch\u00e9 chiamato con un inutile tedeschismo datore di lavoro), del contributo degl\u2019impianti e dell\u2019organizzazione industriale. Questo mio socialismo non suppone, n\u00e9 impone, sconvolgimenti e sconquassi, ed \u00e8 perfettamente armonizzabile con l\u2019ordine individuale dell\u2019azienda. Teoricamente il problema \u00e8 risoluto nella teoria delle produttivit\u00e0 marginali e in quella pi\u00f9 antica del von Wieser sul valore dei beni complementari. Praticamente si risolve merc\u00e9 una buona politica sindacale indipendente, mestiere per mestiere, ed accordi negoziati con l\u2019impresa, entro i limiti dell\u2019obbietto da raggiungere.<\/p><p>Non credo che l\u2019onorevole Nenni intenda cos\u00ec le cose. Il suo socialismo \u00e8 spettacolare e cinematografico. Rassomiglia al gesto di Parsifal che capovolge il giardino incantato di Klingsor. \u00c8 una irruzione e un capo volgimento. Ci si arriva attraverso uno sconquasso e un delirio, magari con un accompagnamento di clamori e sinfonie. \u00c8 una catastrofe.<\/p><p>Salvo che l\u2019onorevole Nenni non vuole accorgersi che la catastrofe \u00e8 gi\u00e0 avvenuta e che si sarebbe trattato di volgerla verso un fine. La mia impressione \u00e8 che n\u00e9 egli, n\u00e9 i suoi amici abbiano saputo utilizzarla. Non faccio qui la questione di sapere perch\u00e9 non l\u2019abbiano fatto. Essi sono stati al potere oltre tre anni, ed in tre anni si fanno tante cose. Forse l\u2019onorevole Nenni vorrebbe dirmi che egli e i suoi amici non ci sono stati da soli e che l\u2019ostacolo vero ad una radicale riforma degli ordinamenti sociali italiani sono stati i democratici cristiani. Estraneo alle loro combinazioni ministeriali, non so decidere questo difficile punto di teologia. Tuttavia osservo che se l\u2019ostacolo alle riforme sono stati i democratici cristiani, allora perch\u00e9 ci sono stati sempre insieme? Se non ricordo male, l\u2019ultima crisi ministeriale \u00e8 stata considerata dai comunisti e dai socialisti come particolarmente biasimevole perch\u00e9 il suo risultato \u00e8 stato \u2013 come essi hanno continuamente ripetuto \u2013 la loro estromissione dal governo. Di talch\u00e9, se estromessi non fossero stati \u2013 (brutta \u00e8 la parola \u00abestromessi\u00bb, ma l\u2019adoperano proprio loro) \u2013 dal governo, essi avrebbero continuato a stare al governo insieme ai democratici cristiani, nonostante l\u2019evidente decisione di costoro \u2013 secondo i loro avversari socialcomunisti \u2013 di fare una politica sostanzialmente antidemocratica.<\/p><p>Infine c\u2019\u00e8 una spiegazione alla politica dei socialcomunisti? L\u2019opinione comune \u00e8 che essa consista in una imitazione di vecchie vicende russe: disorganizzare l\u2019ordine esistente e ridurre il ceto economicamente prevalente ad una condizione di totale proletarizzazione; cos\u00ec il socialismo verrebbe da s\u00e9. Le attenuazioni dell\u2019onorevole Togliatti non sembrano sincere, ed a molti sembrano sospette.<\/p><p>Non siamo qui a risolvere compiti storici o da accademie; quindi non \u00e8 il caso di porsi il quesito se il sistema abbia giovato veramente alla Russia. I dieci anni che vanno dal 1917 al 1927, e che comprendono il terrore rosso, la <em>Nep<\/em>, la grande carestia della Russia orientale, per ricordare soltanto i maggiori avvenimenti, avrebbero potuto essere risparmiati alla Russia e lo stesso ordine presente essere stato assicurato alla Russia senza tanti dolori e cos\u00ec spaventevole numero di vittime? Non debbo risolvere quesiti storici, e perci\u00f2 non li affronto. Per conto mio, vorrei risparmiare al mio Paese un somigliante corso di avvenimenti. Ma la continua insistenza dell\u2019onorevole Nenni, che egli intende impadronirsi del potere per realizzare il socialismo, mi preoccupa non poco; e poi di quale socialismo si tratta?<\/p><p>Ho detto che del socialismo, il quale consiste nella pura attribuzione al lavoratore del prodotto del proprio lavoro, non solo non mi preoccupo, perch\u00e9 riconnettibile allo stesso processo ordinario della produzione tale quale si svolge adesso, ma lo credo in gran parte realizzato. Esso non ha dato n\u00e9 il benessere, n\u00e9 la ricchezza alla societ\u00e0, in primo luogo perch\u00e9 i sistemi economici s\u00ec rassomigliano tutti, e quello che non pu\u00f2 dar l\u2019uno, non pu\u00f2 dar l\u2019altro. In secondo luogo perch\u00e9 il problema economico non \u00e8 un problema di forma o di semplice ripartizione, ma un problema di forze e di mezzi, ed un assetto economico perfettamente socialistico, ma sprovvisto o debolmente provvisto di capitali, non \u00e8 meno probabile di un sistema socialistico prospero e fortunato. L\u2019uno e l\u2019altro sono parimenti possibili. La differenza \u00e8 data soltanto dal possesso dei mezzi impegnati e dalla capacit\u00e0 produttiva del lavoratore. Secondo me si commette un gravissimo errore prospettando agli operai un socialismo destinato a render felici e doviziosi gli uomini, di s\u00e9 e per s\u00e9; mentre il problema della ricchezza \u00e8 un altro.<\/p><p>Con questa riserva debbo pure rilevare che il socialismo dell\u2019onorevole Nenni, e di tutti i suoi colleghi delle parti estremiste, non consiste nella semplice attribuzione al lavoratore dal totale frutto del proprio lavoro, ma in una radicale mutazione di forme: nella cosiddetta socializzazione, cio\u00e8 nella trasformazione dell\u2019impresa privata \u2013 od individuale \u2013 in impresa pubblica.<\/p><p>Poich\u00e9 il fine delle nostre discussioni \u00e8 politico, mi guarder\u00f2 molto bene dall\u2019esaminare la tesi dell\u2019onorevole Nenni dal punto di vista teorico od astratto, e la riterr\u00f2 solo per quel tanto che essa implica conseguenze politiche.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni e i suoi amici desiderano di andare al potere \u2013 per dir meglio: di ritornarvi \u2013 per realizzare un ordine economico consistente nel passaggio della propriet\u00e0 dell\u2019azienda dal privato all\u2019ente pubblico. Intanto l\u2019onorevole Nenni non pu\u00f2 ignorare che questo passaggio \u2013 specie se per ente pubblico s\u2019intende lo Stato \u2013 \u00e8 ben lungi dall\u2019assicurare in via assoluta il benessere delle classi lavoratrici. In una pubblicazione, che egli non pu\u00f2 ignorare, del Comitato interministeriale per la ricostruzione, che porta il curioso titolo di \u00abPiano per le importazioni e le esportazioni industriali dell\u2019anno finanziario 1947-48\u00bb a pagina 136, si trova un curioso elenco del reddito medio di ogni persona attiva in trenta paesi nel decennio 1925-35, e quindi prima della guerra, e la Russia sovietica occupa appena il 26\u00b0 posto, venendo, naturalmente, dopo gli Stati Uniti, l\u2019Inghilterra ed una serie d\u2019altri Stati, ma persino dopo la Jugoslavia, l\u2019Estonia e l\u2019Italia, che, nonostante tutto, le precede. La statizzazione pu\u00f2 certo uccidere, se non il vil borghese, che diventa funzionario dello Stato a redditi molto pi\u00f9 alti e molto pi\u00f9 sicuri di quelli che non gli lascia sperare l\u2019attivit\u00e0 privata, ma l\u2019industria privata; non pu\u00f2 per\u00f2 fondare il benessere e l\u2019agiatezza dei cittadini.<\/p><p>Io non so se l\u2019onorevole Nenni, e soprattutto i suoi amici di sinistra si metteranno veramente ad elaborare e confezionare tutte le socializzazioni che egli dice. Son cose delle quali \u00e8 facile parlare; un po\u2019 meno facile realizzarle, perch\u00e9 non si contentano di discorsi e di scritti, ma vogliono esperienza e disposizioni all\u2019attivit\u00e0 pratica. Per ora non vedo che ci siano molti socialisti atti a ci\u00f2. Ed il constatare che in tre anni di esarchica, triarchica o monarchica dittatura non si \u00e8 fatto nulla in questo senso, dico meglio: nulla in quel senso si \u00e8 tentato, mi ha persuaso che l\u2019onorevole Nenni non possiede molti collaboratori seri, adatti a tentare l\u2019attuazione di una cosa cos\u00ec seria. Per certe altre ragioni, che io desumo dalla mia conoscenza delle cose italiane, non credo che in Italia gente dalle robuste spalle, capace di lavorare alla elaborazione di un sistema di socializzazioni, ce ne sia veramente. Se ce ne fosse, ci sarebbe stato prima un intenso movimento industriale, si capisce: d\u2019industria privata. Se questo \u00e8 mancato, anche quello mi sembra poco verosimile.<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Nenni \u2013 mi scusi tanto se lo cito cos\u00ec spesso \u2013 credo che si contenterebbe di meno, e che l\u2019esca delle sue brame non volga cos\u00ec doviziosa. Del resto i suoi colleghi secessionisti del gruppo Lavoratori Italiani si spiegano un po\u2019 pi\u00f9 chiaramente. Ad essi bastano pianificazioni e dirigismi, e mi pare che le loro mete non siano pi\u00f9 ambiziose.<\/p><p>In Italia di dirigismo se ne \u00e8 fatto anche troppo. In Russia si \u00e8 statizzato, rimanendo ad uno degli ultimi posti \u2013 il quartultimo \u2013 di una classifica della ricchezza individuale; in Italia si pianifica a tutto spiano, e la miseria generale cresce. Pianificare \u00e8 facilissimo: basta mettere degl\u2019impiegati al posto dei privati imprenditori, e la cosa \u00e8 fatta. Il loro costo \u00e8 certamente superiore a quello dell\u2019imprenditore, il quale, in verit\u00e0 non costa nulla, perch\u00e9 al margine profitti e perdite si equilibrano, almeno cos\u00ec insegna la scienza economica. Ma quanto al loro rendimento, esso \u00e8 il risultato della loro buona volont\u00e0 e della loro applicazione, che, in generale, nei funzionari non sono grandi, e che ad ogni modo, non sono qualit\u00e0 economiche. Capisco un socialismo integrale al posto di un capitalismo integrale, non il dirigismo al posto dell\u2019industria privata. Esso \u00e8 il romanzo al posto della storia, la favoletta al luogo della cronaca.<\/p><p>Infine \u00e8 veramente curioso che in un periodo come quello che attraversiamo, tutto irto di questioni concrete e di ruvidi problemi, la disputa politica sia condotta, almeno nella stampa dei partiti, sul tema della pianificazioni e del dirigismo. I partiti che si qualificano da se stessi di sinistra, dicono che vorrebbero andare al potere per attuare queste belle cose. Ma ci\u00f2 che veramente fa senso in Italia \u00e8 che una cos\u00ec complicata materia non sia preceduta da studi ed esperienze conclusive. S\u2019invocano a vanvera pianificazioni e controlli, ma non si \u00e8 fatto nessuno studio minuto per dimostrare come si voglia questa pianificazione ed a quali settori della economia si penserebbe applicarla. Supponiamo un istante che i partiti di sinistra prendessero il sopravvento ed avessero a s\u00e9 favorevole la maggioranza. Io credo, in buona coscienza, che essi, al potere, non farebbero nulla, e che naturalmente tutti i loro controlli ed il loro dirigismo rimarrebbero sulla carta. Credo che sarebbe il meglio per tutti, anche per questo povero Paese, che ha bisogno di vivere e non di fornire modelli ed esempi a nessuno, nemmeno per fare una bella figura nella storia del genere umano.<\/p><p>Tuttavia potrebbe darsi che cos\u00ec volessero fare sul serio, ed a quali jatture non saremmo noi esposti? Il dirigismo non appare che sul cadere di una civilt\u00e0; nell\u2019Egitto dei Tolomei; nella Roma del morente impero; nella Bisanzio dell\u2019XI secolo, paradiso dell\u2019economia controllata e della produzione stratificata, nella Francia del dispotismo di Luigi XIV, e chi sa in quante altre parti del mondo nelle stesse condizioni. Un dirigismo italiano, nello stato in cui \u00e8 ridotto il nostro Paese, sarebbe il coperchio inchiodato sulla nostra bara.<\/p><p>Prevedo un\u2019obiezione: infine che cosa fate voi? Volete combattere il Ministero De Gasperi o invece gli avversari di lui? Non voglio fare come gli onorevole Nenni, Togliatti e Saragat.<\/p><p>Ecco qui: per combattere il Ministero De Gasperi, non si pu\u00f2 fare a meno di combattere i suoi avversari, non dir\u00f2 tanto perch\u00e9 la Democrazia cristiana \u00e8 un estremismo con l\u2019aspersorio, e nemmeno perch\u00e9 sino a ieri sono stati tutti insieme, e neppure perch\u00e9 in fondo queste anime gemelle non desiderano di meglio che tornare a fare comunella insieme; ma perch\u00e9 una critica che diviene evidente quando si tratta dei partiti estremi, si applica soltanto con un poco di buona volont\u00e0 quando si tratta della Democrazia cristiana.<\/p><p>Il rapporto fra partito e Paese \u00e8 \u2013 teoricamente \u2013 una cosa semplicissima. Il partito \u00e8 un ideale che si prospetta al Paese, ed il Paese \u00e8 la totalit\u00e0 a cui quell\u2019ideale deve essere applicato. Ci\u00f2 vuol dire che la sua applicazione implica temperamenti e mitigazioni, che il rispetto delle opposizioni dissidenti, o pi\u00f9 semplicemente la resistenza di esse, rende consigliabili. L\u2019idea del partito che senza riduzione si trae in mano il potere, o per dir meglio che trasforma in blocco s\u00e9 medesimo in Governo, \u00e8 nata per una imitazione del caso russo, che non tocca a me giudicare, ma che io considero non solo estranea ad una sana costituzione democratica \u2013 la quale deve soprattutto, per quanto strana possa sembrare la cosa, tendere a sodisfare i nostri avversari \u2013 s\u00ec bene all\u2019utile medesimo dei partiti che lo tentano, costretti a trasformarsi in una dittatura o in una dispotia.<\/p><p>L\u2019illusione ottimistica dei partiti quando soccombono ad una simile fantasia, \u00e8 che il loro predominio costituir\u00e0 il massimo bene del paese. L\u2019illusione pu\u00f2 forse non mancare di sincerit\u00e0 \u2013 sebbene ai tempi nostri non \u00e8 sempre consigliabile di credere a cotesta sincerit\u00e0; tuttavia il prevedibile risultato di essa \u00e8 che il paese \u00e8 fatalmente sottoposto alla tirannia di una parte sola. I comunisti non dissimulano che essi mirano a questo fine, e mi pare che i socialisti della parte nenniana non diano loro torto: il Governo come trasposizione del partito alla testa della pubblica amministrazione.<\/p><p>Ma \u00e8 da tener conto che i comunisti al governo non fecero il comunismo, n\u00e9 i socialisti avviarono soluzione nel senso del socialismo. Vuol dire che a fare queste cose non basta la volont\u00e0 unilaterale degli uni e degli altri. Vi sono ben altre difficolt\u00e0 da superare. Vi fu soltanto il Governo del partito: ecco tutto. Vi fu per i comunisti e per i socialisti; e vi \u00e8 stato anche per i democratici-cristiani. Ecco perch\u00e9 le critiche che si possono indirizzare agli uni, si possono indirizzare anche agli altri. E le censure che si potettero indirizzare tanto all\u2019esarchia, quanto alla triarchia, si possono indirizzare altres\u00ec alla &#8230;monarchia democristiana dell\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Ma il caso di quest\u2019ultimo diviene pi\u00f9 grave per un\u2019altra considerazione. L\u2019onorevole De Gasperi si volle separare dai suoi antichi collegati del Partito socialista e del Partito comunista. Per quanto ricordo, l\u2019onorevole De Gasperi dette per unica spiegazione del suo atteggiamento, le ingiurie che gli prodigavano i giornali dei partiti ai quali appartenevano i suoi colleghi di Governo della parte estrema. Si potrebbe rispondere che in questa Italia contemporanea, anzi presente, son rose e fiori, e la libert\u00e0 ci ha pure arrecato un fantastico pullulare del turpiloquio e della calunnia. Ma infine anche questo fatto merita di essere chiarito. Perch\u00e9 i collegati dell\u2019onorevole De Gasperi si mostravano cos\u00ec poco riguardosi verso di lui? Si tratta di semplice psicologia personale o anche di psicologia politica?<\/p><p>Propendo per quest\u2019ultima soluzione. Le ingiurie per l\u2019onorevole De Gasperi e, naturalmente, per il Partito di lui, traevano origine dal desiderio contrapposto dei suoi collegati di Governo e dei loro organi, o di averli con loro nelle loro esperienze di dittatura unilaterale o di preparare a se stessi un Governo unilaterale. Ho detto \u00abgoverno\u00bb e non altro. Esperimenti di socialismo o di comunismo nessuno ne ha fatti. Non credo se ne possano fare: l\u2019economia italiana \u2013 nel momento attuale, almeno \u2013 non ne comporta. Oggi soltanto l\u2019Inghilterra, pi\u00f9 degli Stati Uniti, come paese pressoch\u00e9 interamente industrializzato, pu\u00f2 permettersi esperimenti di socialismo, e forse appunto perci\u00f2 non ne fa, se non con una cos\u00ec estrema parsimonia. Che cosa significa una presa unilaterale del potere da parte delle frazioni estremiste? La semplice imposizione al paese di un dispotismo di parte, allo scopo di piegare ad un\u2019obbedienza personale tutto il resto del paese. Non dico di pi\u00f9. Ma suddito degli onorevoli Nenni e Togliatti non intendo punto diventare!<\/p><p>E qui si comincia a profilare la responsabilit\u00e0 del Governo dell\u2019onorevole De Gasperi. Sebbene un comunismo ecclesiastico e un socialismo teologizzante non mi sembrano impossibili (e vi \u00e8 il precedente delle \u00abRiduzioni\u00bb dei gesuiti al Paraguay dal 1586 al 1768, che furono cosa onorevolissima e ricordano persino il nome di due padri gesuiti italiani, il Cataldi e il Mareta, che alla organizzazione di quella specie di comunismo agrario con viva intelligenza lavorarono), sebbene cotesto comunismo religioso non mi sembri impossibile; non penso punto che la Democrazia cristiana italiana intenda ad esso dedicarsi in Italia, o semplicemente lo possa. Gi\u00e0 se comunisti e socialisti non vi si son punto dedicati; perch\u00e9 poi ne prenderebbero il luogo cattolici ed ecclesiastici?<\/p><p>Le responsabilit\u00e0 dell\u2019esarchia e della triarchia consistono sostanzialmente nel non aver tentato nulla di organico nella ricostruzione italiana, anzi di aver ridotta questa ultima ad una semplice formula. Comunisti e socialisti potevano dire che essi non avrebbero compiuto le loro meraviglie se non quando avessero avuto nelle mani il potere in via esclusiva. Intanto lasciavano andare alla deriva l\u2019economia italiana. E quali resistenze oppose la Democrazia cristiana alla condotta dei suoi collegati? Io non ne conosco nessuna, e del resto io ponevo appunto in rilievo che la rottura fra Democrazia cristiana e partiti estremisti fu ricondotta dall\u2019onorevole De Gasperi ad una semplice questione di buona creanza, di urbanit\u00e0 e di buon contegno, ad una questione di Galateo, insomma. Se comunisti e socialisti non avessero scritto sui loro giornali le brutte cose che egli aveva dovuto leggervi, oggi sarebbero da capo insieme. La conseguenza \u00e8 che coloro i quali hanno censurato l\u2019esarchia e la triarchia per l\u2019andamento delle loro amministrazione, soprattutto per il disordine in cui hanno lasciata cadere l\u2019economia italiana, debbono necessariamente mettere al primo posto fra i loro censurati la Democrazia cristiana. L\u2019inflazione non \u00e8 nata oggi, lo sgretolamento dell\u2019ordine interno dell\u2019azienda statale rimonta almeno al giugno del 1944, il torrenziale ingrossamento dell\u2019esercito impiegatizio, di una parassitaria burocrazia, \u00e8 stato il cavallo di battaglia dei nuovi partiti giunti al potere dopo il crollo del fascismo. Oggi due dei tre partiti triarchici pronunziano i pi\u00f9 fieri accenti contro il governo della Democrazia cristiana. In realt\u00e0 <em>de re tua agitur<\/em>, e la vostra responsabilit\u00e0 \u00e8 comune. Ma io che ho votato contro l\u2019esarchia e contro la triarchia, continuo a votare contro la monarchia&#8230; parlamentare dell\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>Ammetto che il mio voto di tre o quattro mesi addietro contro il Governo dell\u2019onorevole De Gasperi allora costituito, ebbe un poco del partito preso e della previsione pessimistica. Lodo me stesso per non avere sbagliato. C\u2019era da fare un solo augurio all\u2019onorevole De Gasperi, e la sua separazione dai comunisti e dai socialisti poteva giustificare l\u2019augurio. Il nostro Paese era stato lasciato dagli anglo-americani nelle condizioni in cui si lascia un Paese sul quale non si desidera soltanto una vittoria militare, ma il suo totale annichilimento economico ed edilizio, il che essi raggiunsero prima con i bombardamenti a carattere puramente terroristico, poscia con le requisizioni industriali e di privata comodit\u00e0, in ultimo con quella oscena emissione di carta moneta, della quale, nonch\u00e9 riuscire a liberarci, non giungiamo nemmeno a renderci adesso un conto aritmetico. Poteva l\u2019onorevole De Gasperi tentare la sola politica che nelle condizioni del Paese fosse consigliabile, un po\u2019 tardi, a dire la verit\u00e0, perch\u00e9 erano passati almeno tre anni da quando si doveva \u2013 dico: si doveva \u2013 darle principio: la politica dell\u2019incoraggiare e proteggere l\u2019iniziativa privata, nella stretta tutela del capitale avanzato, del risparmio necessario alla produzione.<\/p><p>Questa politica poteva anche essere quella dei socialisti, condotti a ridurre, come appunto si dovrebbe, il socialismo alla totale restituzione al lavoratore del portato del proprio lavoro. Non fu cos\u00ec. Essi pensarono a cose pi\u00f9 clamorose e sensazionali: la socializzazione, la statizzazione, l\u2019accomunamento dei mezzi di produzione e della terra e cos\u00ec via. Ci\u00f2, evidentemente, non permetteva ad essi di collaborare ad una politica di favoreggiamento dell\u2019iniziativa e dell\u2019organizzazione industriale privata. Ma, cessata la collaborazione dei socialisti e dei comunisti, i democratici cristiani, potevano prendere in mano questa politica. Se lo avessero fatto, la loro popolarit\u00e0 si sarebbe enormemente accresciuta, e persino in mezzo alle classi operaie, le quali non sono punto interessate a sapere se un buon trattamento dipenda dal fatto che si produce in guisa puramente privata o per mezzo di un meccanismo socializzato, comunistico o statizzato, e mirano esclusivamente al buon trattamento.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi e i suoi amici assumono di essersi soprattutto preoccupati della questione valutaria, cio\u00e8 del mezzo di trattenere l\u2019ulteriore caduta della nostra carta, che non so per quale ironia chiamano ancora moneta. \u00c8 un vanto che non meritano, e me ne duole per i miei amici Einaudi e Del Vecchio. La caduta del valore del medio circolante si arresta in due modi: sia evitando di accrescere la circolazione, sia accrescendo la massa esistente dei beni. Credo che il Governo non abbia punto fatto la prima cosa, n\u00e9 si pu\u00f2 mandargli buono l\u2019avere diminuito i crediti per le industrie. Certo non ha pensato al secondo metodo, provvedendo a regolarizzare l\u2019industria ed il traffico e rassicurando gli agricoltori. I problemi economici italiani \u2013 purtroppo \u2013 non sono semplici problemi di circolazione, sui quali \u00e8 relativamente facile agire, per esempio: limitando le spese, frenando la fantastica ascesa della burocrazia, resistendo a richieste di aumenti delle rimunerazioni, e cos\u00ec via.<\/p><p>Il problema italiano \u00e8 un problema di accrescimento della produzione, che s\u2019inizia tranquillizzando l\u2019imprenditore, ed assicurandolo che egli non sar\u00e0 molestato nello svolgimento del suo lavoro. Ma questa \u00e8 musica dell\u2019avvenire.<\/p><p>L\u2019Italia \u00e8 l\u2019ammalato che si gira nel letto, senza riuscire a trovar pace. I medici appaiono l\u2019uno inferiore all\u2019altro, l\u2019uno meno dell\u2019altro capace di trovare un rimedio. Io credo che sia faccenda di tutta una generazione che \u2013 fascista o antifascista, comunista o anticomunista \u2013 ha perduto il senso dell\u2019equilibrio e manca di un\u2019attitudine ragionevole. La sfiducia \u00e8 in ogni luogo ed investe tutti i partiti. Vi sbagliate se credete che i risultati aritmetici delle elezioni abbiano un significato concreto. I cattolici possono sperare nell\u2019assistenza divina. Ed in ultimo anche lo stellone d\u2019Italia \u2013 nonostante le sue paurose eclissi \u2013 pu\u00f2 ispirare un po\u2019 di fiducia. Abbiatela se il cuore ve lo dice.<\/p><p>Fido, invece, nelle prossime elezioni, che potranno dare al Paese quel tanto di calma e di ordine \u2013 a causa dei loro risultati \u2013 che n\u00e9 il compromesso di tre partiti, n\u00e9 l\u2019imposizione unilaterale di uno solo fra essi potranno mai dargli. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercia con l\u2019estero.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io sono molto imbarazzato, ve lo confesso, nel prendere la parola in questa eletta Assemblea; e sono imbarazzato per due ordini di motivi: anzitutto avrei preferito trattare i problemi tecnici del mio Ministero non precisamente nell\u2019atmosfera di una mozione di sfiducia \u2013 e questo per ragioni ovvie \u2013 d\u2019altra parte, per\u00f2, io sono molto grato a tutti gli oratori che mi hanno preceduto per il tono elevato dei loro dibattiti. La seconda ragione del mio imbarazzo \u00e8 data dal fatto che io non ho mai parlato alla Costituente, non ho mai parlato neanche alla Consulta e, giacch\u00e9 sono in vena di confidenze, vi dir\u00f2 che non ho mai parlato in pubblico. Ho parlato, s\u00ec, in piccoli ambienti chiusi: anche in quei consigli di gestione che i miei amici comunisti e socialisti hanno forse troppo presto dimenticato che io ho presieduto forse per il primo nel Nord. Ho sempre preso la parola in quegli ambienti dove esiste veramente un\u2019atmosfera di attenzione tra chi parla e chi ascolta: non c\u2019\u00e8 andirivieni (<em>Si ride<\/em>) ed \u00e8 pi\u00f9 facile esprimersi; una attenzione quale, per\u00f2, vedo \u2013 e vi ringrazio \u2013 voi mi riservate in questo momento.<\/p><p>Mentre, quindi, io sarei nello stato d\u2019animo del debuttante, che a sipario alzato si rivolge al \u00abcolto pubblico e all\u2019inclita guarnigione\u00bb per chiedere venia \u2013 stato d\u2019animo che il collega Tieri conosce bene, perch\u00e9 prima di essere autore apprezzato, \u00e8 stato un novellino anche lui \u2013 mi trovo ad essere come il primo carro armato \u2013 ahim\u00e8! molto legger\u00f2 nella corteccia \u2013 della compagine ministeriale, che esce, dopo il fuoco oratorio degli illustratori delle mozioni.<\/p><p>Io spero che voi terrete conto di questo.<\/p><p>Onorevoli deputati, \u00e8 stato detto e ripetuto fino alla noia che l\u2019Italia, Paese libero ed indipendente, non ha grano, carbone e petrolio. Non \u00e8 stato, per\u00f2, detto fino a qual misura l\u2019Italia non sia in grado di pagare il grano, il carbone e il petrolio.<\/p><p>Questo, purtroppo, ve lo devo spiegare io.<\/p><p>Fra l\u2019Italia e gli Stati Uniti d\u2019America c\u2019\u00e8 come un rosario di navi, migliaia di navi, che continuamente affluiscono a questo Paese. Direi che pi\u00f9 che un rosario di navi \u00e8 un cordone ombelicale.<\/p><p>Onorevoli colleghi, se questo cordone ombelicale si taglia, noi abbiamo una sola libert\u00e0: quella di morire di fame.<\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Benissimo! Questa \u00e8 la verit\u00e0.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Vi voglio leggere alcune cifre, poche perch\u00e9 non voglio tediarvi: nel 1946 e negli otto mesi di quest\u2019anno, noi abbiamo importato 2.900.000 tonnellate di grano e di granturco, di cui 1.600.000 regalate. Se noi suddividiamo questo grano per testa di abitante \u2013 sui 33 milioni circa di tesserati che, ci ha ricordato Ronchi, esistono nell\u2019Italia abbiamo un dato che colpisce un po\u2019 la fantasia e che \u00e8 facile ricordare: e cio\u00e8, che ognuno di noi un giorno s\u00ec uno no, senza l\u2019America, avrebbe dovuto digiunare, perch\u00e9 il grano che ci viene dall\u2019America corrisponde esattamente alla razione dei giorni dispari o pari, come voi preferite.<\/p><p>Abbiamo importato ancora 12.200.000 tonnellate di carbone, di cui la met\u00e0 completamente gratuite, e olii minerali per 2.300.000 tonnellate quasi completamente gratuite.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha detto di non essere milionario (e noi gli crediamo perch\u00e9 questo risponde alle belle tradizioni del socialismo italiano, che egli rappresenta); mi consenta, per\u00f2, che io gli dica che egli non avrebbe quella bella cera che ha e quel suo vigore caratteristico nel difendere le sue tesi e \u2013 ahim\u00e8! \u2013 nell\u2019attaccare quelle degli altri, se non fosse milionario di calorie americane! (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Senza queste calorie egli sarebbe verde come i limoni che io non riesco ad esportare. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In queste condizioni, nella scala della priorit\u00e0, io, checch\u00e9 ne dica il mio amico Valiani, metto al primo posto il credito.<\/p><p>Come \u00e8 nato questo credito, che esiste per fortuna, e che il Paese ha?<\/p><p>\u00c8 nato, in fondo, da un complesso di circostanze: dalla lotta di liberazione che ha reso meno cattivi gli Alleati nei nostri confronti, \u00e8 nato dal desiderio di riprendere un attivo lavoro che ha animato i nostri operai (lo posso dire perch\u00e9 l\u2019ho visto), \u00e8 nato anche dalla collaborazione \u2013 diciamo la verit\u00e0 \u2013 che la Confederazione generale del lavoro ha dato nei primi tempi ai primi Governi (e che purtroppo da alcuni mesi non ci d\u00e0 pi\u00f9), e da altri fattori.<\/p><p>Cosicch\u00e9, si \u00e8 creato uno <em>slogan.<\/em> Voi sapete che oggi si vive soprattutto di <em>slogan <\/em>non soltanto in Italia. Si dice all\u2019estero: l\u2019Italia lavora, aiutiamola.<\/p><p>Vediamo un po\u2019 come e fino a quanto abbiamo bisogno di aiuti.<\/p><p>Vi far\u00f2 un piccolo consuntivo di questi ultimi mesi ed un modesto preventivo dei mesi futuri. In questi ultimi mesi abbiamo dovuto spendere 19 milioni di dollari per il carbone, 9 milioni per prodotti petroliferi; 12 milioni di dollari e 2 milioni e mezzo di sterline per il grano. In totale 50 milioni di dollari.<\/p><p>Per contro, l\u2019esportazione ci ha dato, per quella parte di valuta che riguarda lo Stato, circa 20 milioni di dollari mensili. \u00c8 chiaro dunque il <em>deficit<\/em> che da queste cifre risulta ed \u00e8 chiara anche la gravit\u00e0 della nostra situazione, la quale si \u00e8 acutizzata maggiormente con la disgraziata inconvertibilit\u00e0 della sterlina che ricordava l\u2019amico Valiani e sulla quale vorrei dare a tutti una risposta. Premetto che io non difendo la politica mia, ma difendo una politica nostra; vi sono alcuni elementi che devono essere tenuti presenti, elementi di fatto, precisi. Al momento della dichiarazione di inconvertibilit\u00e0, noi avevamo 11 milioni di sterline che erano di pertinenza di privati. Quindi lo Stato in questa somma non entrava per niente. Se questi privati durante le cinque settimane che \u00e8 durata la convertibilit\u00e0 non hanno convertito, nessun rimprovero pu\u00f2 essere fatto allo Stato. Rimangono 20 milioni di sterline che lo Stato possedeva direttamente e in proprio. Di questi, considerate che 10 milioni di sterline, per patto stabilito con gli Inglesi al momento del trattato commerciale che abbiamo firmato con loro, dovevano rimanere bloccati e dovevano rimanere bloccati a garanzia della nostra buona intenzione di comperare nell\u2019area della sterlina. Per contro, in seguito a questa nostra prova di buona volont\u00e0 contrattuale, l\u2019Inghilterra, malgrado la vita austera che conduceva e conduce, aveva ammesso l\u2019importazione dei nostri prodotti ortofrutticoli. Dei 10 milioni che rimanevano, quattro, lo Stato li deteneva per tramite delle sue banche maggiori. Ora voi tutti sapete che le banche hanno bisogno di crediti e questi quattro milioni di sterline che le banche avevano presso gli Istituti inglesi erano veramente una garanzia per tutte quelle operazioni che gli istituti potevano chiedere in reciprocit\u00e0. Dunque, sarebbe stata una cattiva politica domandare la conversione di questi quattro milioni. Rimangono sei milioni sui quali si possono fare delle critiche perch\u00e9 non li abbiamo convertiti. A questo punto vi dir\u00f2 che se noi avessimo convertito queste sterline (e questa \u00e8 l\u2019opinione del Direttore generale della Banca d\u2019Italia e di Istcambi) noi avremmo corso il rischio di vedere denunciato l\u2019accordo italo-inglese. Vi spiego il perch\u00e9; se noi esportando dei prodotti ortofrutticoli in Inghilterra avessimo chiesta la conversione in dollari del saldo delle nostre esportazioni, questo significava far pagare in dollari i nostri fichi secchi e la nostra frutta. Lo avrebbero fatto per una volta, ma poi avrebbero rotto l\u2019accordo, evidentemente! L\u2019accordo invece \u00e8 ancora in piedi e speriamo ancora di esportare i nostri prodotti. Per questo non abbiamo voluto e potuto convertire ed \u00e8 questa una ragione buona \u00e8 valida. Del resto mi permetto ricordare che noi non abbiamo il monopolio di questo infortunio, perch\u00e9 la Francia, che \u00e8 stata qui ricordata, \u00e8 rimasta \u00abdentro\u00bb per delle cifre molto maggiori delle nostre.<\/p><p>Guardando ora il nostro fabbisogno valutario per questo trimestre risulta che, contro un fabbisogno di 252 milioni di dollari, abbiamo un saldo passivo di 83 milioni di dollari che francamente io non so come poter coprire. Io ho in cassa delle speranze; \u00e8 poco. Onorevole Nitti, lei, che \u00e8 maestro di tutti noi in molte cose, passa per un pessimista, ma quando io e lei abbiamo parlato di questioni valutarie, lei si \u00e8 sbagliato, per\u00f2 si \u00e8 sbagliato non nel senso nel quale si sbagliano tanti pessimisti: lei ha visto la situazione meno grave di quella che oggi \u00e8.<\/p><p>Dovete pensare che molte esportazioni, purtroppo, non d\u00e0nno valuta allo Stato. Infatti oggi i traffici non avvengono esclusivamente in valuta: avvengono attraverso il <em>clearing<\/em>, con affari di compensazione o con affari di reciprocit\u00e0 che non d\u00e0nno valuta, ma merci utili al Paese. Le compensazioni private sono quelle operazioni nelle quali l\u2019importazione e l\u2019esportazione sono di pari valore e regolate direttamente fra le parti. Mi spiego: al medesimo momento un esportatore di limoni vende i suoi prodotti, diciamo, in Svizzera, e un importatore italiano importa pellami. Allora l\u2019esportatore italiano \u00e8 pagato in Italia dall\u2019importatore di pellami; rispettivamente in Svizzera l\u2019esportatore di pellami \u00e8 pagato dall\u2019importatore di agrumi.<\/p><p>Si fanno anche molti affari di reciprocit\u00e0. Noi abbiamo affari di reciprocit\u00e0 con la Danimarca, la Svezia, la Norvegia, ecc.; abbiamo affari di reciprocit\u00e0 misti al <em>clearing<\/em> con la Francia, l\u2019Olanda, il Belgio e la Spagna. Abbiamo, infine, compensazioni private con l\u2019Austria, la Cecoslovacchia, la Svizzera.<\/p><p>Voi vedete che possibilit\u00e0 di affari in valuta ne rimangono molto pochi. A questo punto io ritengo opportuno, anche per rispondere ad un\u2019altra domanda dei precedenti oratori, di fare una rapida corsa nel panorama economico dei diversi paesi. Noi stiamo trattando un accordo commerciale con la Bulgaria. Abbiamo in questi giorni ospite a Roma la Delegazione di questo paese amico, con il quale avevamo tempo addietro il secondo posto nella bilancia commerciale, quando la Germania deteneva il primo posto. Abbiamo tutto il desiderio di riprendere questa nostra posizione e tutte le altre nel vicino Oriente, che \u00e8 il nostro pi\u00f9 naturale mercato; io credo che molto presto firmeremo un accordo, anche se questo ci coster\u00e0 il sacrificio di comprare un po\u2019 di tabacco oltre il nostro fabbisogno.<\/p><p>Abbiamo mandato in Svizzera, in questi giorni, una delegazione che sta trattando un accordo. Sono molto curioso di vedere come vanno queste trattative con la Svizzera, perch\u00e9 finora la Svizzera, Paese amico che ci ha dato commoventi prove di solidariet\u00e0 durante la nostra sciagura, in campo finanziario ha tenuto le mani in tasca; io vorrei che se le mettesse in qualche tasca che ci interessa di pi\u00f9.<\/p><p>Stiamo trattando l\u2019accordo con la Jugoslavia. L\u2019accordo con la Jugoslavia non \u00e8 semplice perch\u00e9, per la sua stessa grande mole, richiede una particolare attenzione. L\u2019accordo \u00e8 composto della parte normale di scambi commerciali e di un protocollo che non \u00e8 un protocollo segreto. Qui non vedo l\u2019onorevole Selvaggi, ma lo vorrei tranquillizzare. \u00c8 passata l\u2019epoca dei protocolli segreti. C\u2019\u00e8 un protocollo, che, per\u00f2, non \u00e8 segreto ma \u00e8 molto importante, perch\u00e9 totalizza l\u2019importo di 150 milioni di dollari in cinque anni. Noi forniremo del macchinario a questo Paese, dando cos\u00ec lavoro alla nostra industria meccanica. Soltanto, c\u2019\u00e8 un punto che vogliamo mettere in chiaro: cio\u00e8 noi chiediamo che venga chiaramente stabilito il reintegro delle materie prime indispensabili per fare queste forniture. Ora, il ritardo nella firma di questo trattato \u00e8 dovuto a queste pratiche che non sono ancora definite. Del resto vi sono altri trattati, che ci interessano anche di pi\u00f9, che ritardano. Per esempio, quello con l\u2019Argentina che ci procura un credito di 700 milioni di pesos e la possibilit\u00e0 di importazione di 400 mila tonnellate di grano. Non siamo riusciti a firmarlo finora, ma spero ci\u00f2 sia possibile in questi giorni. Questa \u00e8 una riprova delle difficolt\u00e0 che abbiamo in campo internazionale. E se poi questi accordi una volta firmati, funzionano poco, non \u00e8 colpa del Governo, ma delle circostanze.<\/p><p>Passando ad altri Paesi, dir\u00f2 che con la Russia da pochi mesi c\u2019\u00e8 una promettente ripresa di lavoro. Io mi sono fatto un punto d\u2019onore di riprendere le nostre relazioni con la Russia. In questi mesi abbiamo potuto importare dalla Russia paraffina, cellulosa, benzina, gasolio, petrolio, per alcune decine di migliaia di tonnellate; ed abbiamo esportato rimorchiatori, escavatori, acidi e prodotti del suolo. Questo \u00e8 un buon inizio e dimostra soprattutto la nostra buona volont\u00e0. Io ho chiesto all\u2019Ambasciatore russo \u2013 che \u00e8 persona molto simpatica, con cui si pu\u00f2 parlare con aperta franchezza \u2013 che anche la Russia dimostri il suo desiderio di aiutarci. Ho chiesto qualche bastimento di grano; ci mandi il grano come fanno altri Paesi. Mi ha risposto: \u00abSperiamo!\u00bb. Non posso dare quindi, in argomento, nessun affidamento.<\/p><p>Con la Francia abbiamo firmato un accordo che funziona, purtroppo, stentatamente. Noi importiamo soprattutto fosfati, prodotti chimici ed esportiamo olii essenziali, seta, tessili. Con la Francia abbiamo anche ripreso un modesto scambio di prodotti di lusso; non \u00e8 un danno perch\u00e9 si tratta di uno scambio reciproco.<\/p><p>Con la Francia si \u00e8 aperta una porta nuova. Il Ministro Sforza, andando a Parigi, ha avuto una intuizione e ha lanciato l\u2019idea dell\u2019unione doganale; idea buona, difficile come attuazione, per\u00f2 \u00e8 stata subito accolta come base di discussione. Una commissione \u00e8 sorta in Italia e in Francia: queste commissioni hanno gemmato altre sei sottocommissioni miste. Il problema \u00e8 allo studio: pu\u00f2 darsi che dia buoni risultati. Con il Belgio abbiamo un vasto accordo di scambio, con impostazione piuttosto nuova. Si \u00e8 cercato di sostituire reciprocamente il mercato tedesco che non esiste pi\u00f9, purtroppo, per noi, almeno in questo momento. L\u2019Italia ritira dal Belgio rame, acciaio ed altri prodotti siderurgici, macchine e metalli rari. Noi esportiamo vini, agrumi e tipi di macchine che il Belgio non possiede.<\/p><p>Con l\u2019America, con questo grande Paese, noi siamo agli inizi di una negoziazione, di cui non sarebbe corretto se io oggi v\u2019intrattenessi.<\/p><p>Con la Germania, purtroppo, ci troviamo completamente a terra. Se pensate che prima di questa e di quell\u2019altra guerra noi importavamo dalla Germania il carbone occorrente alle nostre industrie e lo pagavamo con i prodotti ortofrutticoli, capite come l\u2019arresto e la scomparsa del mercato tedesco rappresenti per noi una causa di gravissime preoccupazioni. Noi questo l\u2019abbiamo detto anche alle Autorit\u00e0 alleate; abbiamo cercato di fare degli accordi con le tre zone: francese, angloamericana e russa. Abbiamo l\u00ec lanciato lo <em>slogan<\/em>: mandiamo vitamine alla Germania. Le autorit\u00e0 rispondono: non abbiamo bisogno di vitamine, ma di calorie. Il popolo tedesco dice: non vogliamo calorie, vogliamo il pane. \u00c8 difficile, data la situazione attuale della Germania riprendere le vecchie correnti di traffico. Per\u00f2, \u00e8 evidente che alla base del rifiorire della nostra esportazione ortofrutticola sta la possibilit\u00e0 di riapertura del mercato tedesco. Con la Cecoslovacchia abbiamo concluso a suo tempo il noto accordo sulla base di compensazioni private; funziona abbastanza bene. Importiamo legname, cellulosa, zucchero, coloranti, materie refrattarie, prodotti magnesiaci. Esportiamo vino, rajon, canapa, zolfi e prodotti della zootecnia.<\/p><p>Con la Spagna facciamo poco o nulla. Con il Portogallo stiamo trattando da un paio di mesi un accordo commerciale che non riusciamo a concludere. \u00c8 ovvio dire che tutte queste nostre trattative sono fatte in perfetto accordo tra il Ministero del commercio con l\u2019estero ed il Ministero degli esteri. Naturalmente al Ministero del commercio con l\u2019estero \u00e8 lasciata la conduzione tecnica delle negoziazioni.<\/p><p>TONELLO. Tranne che quello con la Cecoslovacchia, tutti gli altri accordi erano stati fatti prima che voi foste al Governo. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Bisogna dire ancora due parole sui rapporti con l\u2019America del Sud. \u00c8 ovvio che il mercato argentino \u00e8 il pi\u00f9 aperto alla nostra esportazione di qualsiasi genere, a cominciare da quella dei macchinari per finire alla nostra emigrazione: noi lo seguiamo con l\u2019attenzione che merita.<\/p><p>Con il Brasile purtroppo facciamo poco o nulla. Esso sta digerendo i beni italiani incamerati durante la guerra. Questa digestione \u00e8 lenta e pare che non si possa interrompere.<\/p><p>Io credo che sia difficile concludere qualcosa di veramente concreto con quel Paese, se il problema dei beni non venga in un modo o nell\u2019altro regolato. \u00c8 un problema che ha lati penosi.<\/p><p>Vi cito un solo esempio, che \u00e8 veramente classico. A San Paulo del Brasile \u00e8 stato per venticinque anni un nostro professore universitario che ha fatto talmente bene che, quando ha abbandonato il Brasile, la citt\u00e0 di San Paulo gli ha dedicato una strada. Quest\u2019uomo, vecchio, \u00e8 rientrato in Italia ed \u00e8 morto. La vedova e le figlie sono nella miseria perch\u00e9 il Brasile non libera i beni bloccati di questo benemerito italiano vissuto in Brasile. Io ho citato questo esempio limite, ma vi sono tanti altri problemi dal punto di vista sostanziale che devono essere risolti.,<\/p><p>Con l\u2019Estremo Oriente stiamo pensando di riprendere i vecchi rapporti. Ma il problema \u00e8 difficile e complesso e non posso dare per il momento nessuna precisazione.<\/p><p>Con i Paesi del Nord, Danimarca, Svezia e Norvegia, i traffici sono intensi. Noi importiamo i soliti prodotti di quei Paesi: baccal\u00e0, bovini, semi oleosi e cellulosa; esportiamo i nostri classici prodotti.<\/p><p>Veniamo ora agli argomenti che maggiormente appassionano l\u2019opinione pubblica e che sono stati oggetto sia delle osservazioni dei precedenti oratori e separatamente dell\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha parlato di uno \u00abscandalo dei conti valutari\u00bb. Egli \u00e8 stato \u2013 se me lo consente \u2013 impreciso. Non esiste, onorevole Nenni, si tranquillizzi, uno scandalo dei conti valutari. I conti valutari veri e propr\u00ee, sono tenuti da importanti istituti di credito, controllati a loro volta dall\u2019Istituto dei cambi. Non \u00e8 lecito fare nessuna riserva sul loro funzionamento. Per\u00f2 lo scandalo c\u2019\u00e8, e lei, come tutti gli uomini politici della sua levatura, ha sentito che qualcosa non funzionava. Dir\u00f2 fra poco cos\u2019\u00e8 questo qualcosa che non funziona. Lei, onorevole Nenni, non ha proprio sparato giusto, ma \u00e8 andato vicino al segno. (<em>Si ride \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il sistema del 50 per cento non l\u2019ha inventato il quarto Governo De Gasperi. L\u2019abbiamo trovato: \u00e8 un sistema che ha dato i suoi risultati e ve lo chiarisco con pochissime parole. Nel marzo 1946 le esportazioni erano fatte sulla base di un cambio del dollaro a 225. Si \u00e8 visto che con questo cambio non si potevano concludere n\u00e9 fare esportazioni e si \u00e8 pensato di consentire agli esportatori di tenere la met\u00e0 di queste valute per 90 giorni; entro 90 giorni, sulla base delle licenze del Ministero del commercio con l\u2019estero, queste valute potevano essere assegnate agli esportatori stessi per acquisto di materie prime, oppure cedute ad un prezzo di mercato ad altri importatori. E cos\u00ec si \u00e8 venuto a creare un mercato della valuta, non dico libero, perch\u00e9 \u00e8 sempre un po\u2019 legato alle licenze che diamo, ma un mercato che rappresentava una indicazione.<\/p><p>Questa decisione circa il 50 per cento, come diceva molto giustamente l\u2019onorevole Nenni, non \u00e8 stata presa in via definitiva, ma pensando che a un determinato momento si dovesse arrivare ad una stabilizzazione. Onorevole Nenni, evidentemente lei ha perfettamente ragione. Noi siamo sulla strada di arrivare ad una stabilizzazione, perch\u00e9 non possiamo continuare con dei cambi \u00abballerini\u00bb; ma soltanto bisogna andare adagio. Voi avete visto quali critiche ha portato il cambio del dollaro ufficiale elevato a 350! Cerchiamo di raccorciare le distanze fintanto che sar\u00e0 possibile e di riprendere una linea media unica che da tempo abbiamo abbandonato e che del resto tutti gli altri paesi ci richiedono.<\/p><p>Il sistema del 50 per cento era buono in principio, ma ha rivelato poi grandi difetti. Riflettete un momento. Noi abbiamo esportazioni che non contengono materie prime, abbiamo esportazioni che contengono materie prime nazionali, ed infine esportazioni che contengono materie prime estere. Ora, gli inconvenienti si sono rivelati in quest\u2019ultimo settore. Infatti, pensate che oggi i due cambi sono su queste cifre: 350 \u00e8 il cambio ufficiale e 650 \u00e8 il cambio di esportazione. Quando un importatore di cotone, ad esempio, compera le sue materie prime, paga a 650 il dollaro; quando esporta il prodotto che contiene magari la met\u00e0 della materia prima importata, non riceve pi\u00f9 lo stesso cambio di 650, ma il cambio medio fra 350 e 650, cio\u00e8 500, cio\u00e8 perde su ogni dollaro il 30 per cento.<\/p><p>Nei primi tempi i difetti di questo sistema non emersero, perch\u00e9 il mondo era affamato di tessuti e merci che avrebbe comprato a qualsiasi condizione. Ma, a poco a poco, questa fame di merci si \u00e8 placata: alcune fabbriche hanno ripreso a lavorare ed alcuni mercati sono tornati ad essere vivi. Ed allora che cosa si \u00e8 verificato? Si \u00e8 verificato che questa esportazione di tessili, cos\u00ec importante, si era quasi totalmente fermata. Le cifre di questa esportazione erano assai interessanti, perch\u00e9 il sistema del 50 per cento ha reso, dal marzo 1946 a pochi giorni fa, circa 600 milioni di dollari: importo cospicuo, che riguarda in massima parte cotone e lana.<\/p><p>Allora, come si poteva fare? Nel desiderio di mettere tutti sullo stesso livello, il Ministero del commercio con l\u2019estero ha ammesso che gli esportatori che importano materie prime abbiano lo stesso cambio all\u2019entrata e all\u2019uscita delle materie prime, onde evitare questa perdita, come accade nell\u2019importazione temporanea ove la materia prima non gioca. Naturalmente questo provvedimento, che \u00e8 stato male pubblicato dalla stampa, ha avuto molte ripercussioni spiacevoli, ed \u00e8 molto esatto quello che ha detto l\u2019onorevole Nenni. Io ho avuto molte spiacevoli ripercussioni in America per questo provvedimento. Il mio amico Ivan Matteo Lombardo mi ha mandato indirettamente un telegramma per togliermi la pelle. Mi sono trovato in queste condizioni: o interrompere completamente le nostre esportazioni, con enorme danno per il Paese, oppure cercare una formula anche provvisoria, pur di non fermare la macchina. E vi dir\u00f2 una cosa molto interessante: che gli stessi americani, quando io ho spiegato loro il meccanismo concettuale del reintegro delle materie prime, il perch\u00e9 e come si \u00e8 verificato questo fatto nuovo di una maggiore percentuale lasciata di fatto ai tessili, hanno trovato talmente interessante e giusto il concetto, che mi hanno incoraggiato ad estenderlo a tutti i settori. Ed oggi sto studiando la possibilit\u00e0 di estendere questo provvedimento fino alla risoluzione definitiva del problema, di guisa che tutti coloro che importano materie prime possano non avere, esportando, quella perdita cui ho accennato poco prima.<\/p><p>L\u2019onorevole Valiani, nel suo discorso oceanico, veramente molto interessante (egli dice sempre delle cose interessanti ed intelligenti) ha trattato tutto: industria, commercio, prezzi, borsa, credito, finanza, tesoro, commercio estero, Ministero degli esteri, Piano Marshall, Trattato di pace, rapporti con la Russia; ha insegnato all\u2019onorevole De Gasperi come si fa il Presidente del Consiglio, all\u2019onorevole Sforza come si fa il Ministro degli esteri, a me come si fa il Ministro del commercio con l\u2019estero. A questo suo discorso \u00e8 un po\u2019 difficile rispondere esaurientemente. Consiglio all\u2019opposizione, prima di parlare, di regolare un po\u2019 il tiro, suddividendo il lavoro, perch\u00e9 se noi dovessimo ascoltare 30, 40 discorsi di questa mole non sapremmo come fare a fermare questa tremenda mareggiata di interessantissima eloquenza. (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>)<em>. <\/em>Prima di criticare l\u2019organizzazione del Governo, organizzatevi voi a fare l\u2019opposizione. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per quanto concerne la Borsa non dovrei rispondere io, ma ribatto, se me lo consentite, proprio per amor di polemica.<\/p><p>L\u2019onorevole Valiani ha parlato della Borsa in modo tale che se avesse parlato di fronte ad un pubblico di speculatori avrebbe avuto degli applausi irrefrenabili.<\/p><p>Vuole l\u2019abolizione del 4 per cento, vuole la rivalutazione a 25! Sono problemi molto gravi. Se fossero presi, questi provvedimenti, farebbero arrivare le Borse alle stelle, e non dimentichiamo che la Borsa \u00e8 gi\u00e0 partita una volta e che a causa di questo volo si \u00e8 iniziato il processo inflazionistico che d\u2019altra parte si depreca.<\/p><p>Se aumentiamo di 25 volte il quoziente di rivalutazione significa che il capitale della Fiat salirebbe, non so, fino a 150 miliardi, forse quello della Montecatini a 200 miliardi. E cos\u00ec via!<\/p><p>Questo desiderio di rianimare le Borse in pratica \u00e8 molto giusto, perch\u00e9 le industrie hanno bisogno di fondi. Vediamo che non possono fare le paghe. \u00c8 un gravissimo inconveniente che in un modo o nell\u2019altro, bisogner\u00e0 risolvere. Le Borse non vanno per\u00f2 risanate con i provvedimenti, con le misure che Valiani ha suggerito. Questo \u00e8 il mio modesto avviso. \u00c8 una materia molto difficile. Io vedo che appena un uomo politico \u00e8 all\u2019opposizione ha tutte le iniziative, trova tutte le soluzioni, vede chiarissimo tutto. (<em>Applausi al centro \u2013 Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Quando viene al Governo comincia a diventare conservatore. Per forza, perch\u00e9 deve riflettere. Su un altro punto devo una risposta all\u2019onorevole Nenni. Lei ha parlato della seta e ha detto: \u00abla faccenda della seta \u00e8 come una seppia che ha buttato fuori il suo oscuro e non ci si pu\u00f2 vedere\u00bb. Qui non c\u2019\u00e8 proprio niente di oscuro, mi creda.<\/p><p>Lei se si fosse dato la pena di leggere le risposte che ho dato in questo campo alle interrogazioni che mi sono state fatte, non avrebbe avuto alcun timore. Le interrogazioni riflettevano la grande preoccupazione dei produttori (decine di migliaia di famiglie) del baco da seta e delle industrie. Preoccupazione di veder compromessa una coltura tra le pi\u00f9 tradizionali. Cosa \u00e8 stato fatto? Abbiamo ammesso una compensazione in questi termini. Su 500 mila chili, \u00ab250 mila verranno esportati direttamente e normalmente, gli altri 250 mila contro merci che ci interessano\u00bb.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 niente di nuovo. Non l\u2019ho inventato io questo sistema: compensazioni seta sono state gi\u00e0 fatte dal precedente Governo con la Cecoslovacchia. Perch\u00e9 l\u2019onorevole Nenni non ha trovato niente in contrario quando allora si \u00e8 fatta questa operazione? (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LOMBARDO IVAN MATTEO. Su quali mercati?<\/p><p>MERZAGORA. <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Su quelli a valuta libera.<\/p><p>LOMBARDO IVAN MATTEO. Allora hanno sorpreso la sua buona fede, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 esportazione in quel campo.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Allora la compensazione non si far\u00e0. Vorrei vedere che cosa faremmo noi di tutti i milioni di chili di seta che abbiamo in casa.<\/p><p>Comunque, date qualche attenuante a questo Ministro del commercio con l\u2019estero che, dopo tutto, per poter esportare tenta qualsiasi cosa. \u00c8 troppo facile assidersi sugli immortali princip\u00ee. \u00c8 troppo facile fare delle critiche.<\/p><p>Io mi sono trovato in questa condizione: o subire quattro strilli degli americani o fermare le esportazioni: fra i due mali ho scelto il minore.<\/p><p>LOMBARDO IVAN MATTEO. Non la vender\u00e0 egualmente la seta.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Vedremo.<\/p><p>LOMBARDO IVAN MATTEO. Me lo auguro.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Per quanto concerne la questione del cambio non posso esporre il programma del Governo. Valiani ha detto che avremmo dovuto fissare il cambio del dollaro al suo valore: ma non ha forse pensato che se portassimo il cambio di punto in bianco a 800&#8230;<\/p><p>VALIANI. Non ho detto di punto in bianco. \u00c8 da tre anni che questa cosa si trascina e ho detto che facevate un errore a fissarlo a 225. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> La mia idea personale, onorevole Valiani \u2013 e con questo non intendo affatto impegnare il Governo \u2013 \u00e8 questa, e l\u2019anticipo: onorevole De Gasperi, le chiedo scusa se anticipo un mio pensiero all\u2019Assemblea che non ho ancora comunicato a lei; ne ho parlato soltanto con il Ministro Del Vecchio che \u00e8 d\u2019accordo. Bisogna portare gradatamente il dollaro a 500; quando sar\u00e0 a 500 ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di portarlo a 650 facendo l\u2019ultimo pezzo di strada e stabilizzando a quota unica il cambio. Questo \u00e8 un piano, modestissimo del resto e di lenta esecuzione.<\/p><p>VALIANI. Siamo d\u2019accordo!<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Sono contento di essere finalmente d\u2019accordo con lei. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vorrei ora parlare del mio Ministero, il cui lavoro \u00e8 assai poco conosciuto. L\u2019argomento \u00e8 interessante, ve lo assicuro.<\/p><p>Il Ministero del commercio con l\u2019estero ha un campo illimitato di arbitrariet\u00e0: \u00e8 una cosa paurosa, ma \u00e8 insita nel sistema.<\/p><p>L\u2019onorevole La Malfa, di cui ammiro molto l\u2019ingegno e lo spirito amaro, ha detto una cosa molto gustosa (egli \u00e8 stato il primo Ministro di questo disgraziato Ministero, per poco tempo, per sua fortuna). Di fronte ad una marea di decisioni da prendere in tutti i campi, egli disse: \u00abtanto vale fare testa o croce\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, io ho molto riflettuto su questa idea dell\u2019onorevole La Malfa e vi assicuro che potrebbe dare risultati assolutamente interessanti. Intanto, facendo testa e croce il mio Ministero si ridurrebbe al Ministro, ad un portiere ed a un soldino. Io mi limiterei a scrivere s\u00ec o no. Secondo vantaggio: tutti quelli che scrivono al Ministero avrebbero una pronta risposta, ci\u00f2 che non sempre succede. Terzo vantaggio: gli interessati avrebbero il 50 per cento di possibilit\u00e0 di vedere accolte le loro domande e vedete che la percentuale \u00e8 molto buona. Se non accetto questo sistema \u00e8 solo perch\u00e9 non sono in grado di adottare questa percentuale. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per darvi una idea della mole di lavoro che ha il mio Ministero, e quindi conseguentemente della larga zona di arbitrariet\u00e0 in cui siamo costretti a navigare, vi dir\u00f2 che, dal 1\u00b0 gennaio fino al 19 di questo mese, per la durata cio\u00e8 di circa otto mesi, il mio Ministero ha ricevuto ben 112.791 domande, di cui 76.951 soltanto di importazione.<\/p><p>Immaginate voi quel povero direttore generale delle importazioni il quale deve esaminare, per il breve lasso di tempo di otto mesi, 76.951 domande? \u00c8 qualche cosa di veramente fantastico: una media, onorevoli colleghi, di 10.000 domande al mese circa: veramente pazzesco!<\/p><p>Il Servizio esportazioni propriamente detto ha ricevuto 15.500 domande; il Servizio compensazioni ne ha ricevute 16.345; il Servizio importazione temporanea ne ha ricevute complessivamente 3.995. Il totale delle autorizzazioni date tocca le 54.000. Onorevoli colleghi, riflettete un momento a queste cifre che fanno veramente paura, come fa paura il pensare che per suddividere un contingente, per esempio del Belgio, il Ministero deve tenere in considerazione ben oltre 3.000 domande.<\/p><p>Sarebbe come se il nostro illustre Presidente, l\u2019onorevole Terracini, volesse, al termine di una nostra lunga seduta darci qualche cosa da mangiare e facesse portar qui una pagnottella la quale dovesse poi venir suddivisa fra tutti noi. Con quale criterio si divide la pagnottella?<\/p><p>Un po\u2019, naturalmente, si d\u00e0 all\u2019industria e un po\u2019 al commercio; qualche volta salomonicamente: met\u00e0 e met\u00e0. Ma, fatto questo, con quale priorit\u00e0 si effettua la distribuzione? ai grandi? ai piccoli? Cari signori, \u00e8 molto difficile tutto questo; \u00e8 molto difficile perch\u00e9, nel mio Ministero, entrano le api, ma entrano anche le mosche, ed \u00e8 difficile destreggiarsi e cacciare le mosche, tanto pi\u00f9 quando le mosche sono assai pi\u00f9 numerose ed insistenti delle api. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Oggi, se la lotta politica si conducesse con quel vecchio stile che noi leggiamo, con molta nostalgia, nelle vecchie cronache ingiallite dal tempo, ebbene sarebbe molto <em>bon ton<\/em>, come dicono i francesi, riconoscere queste difficolt\u00e0 che sono nostre e di oggi, che sono quelle vostre di ieri e che saranno forse \u2013 ve lo auguro \u2013 le vostre di domani. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>In questa situazione per\u00f2 io debbo dire che sono grato alle opposizioni per avermi lasciato lavorare serenamente. Badate che qui non c\u2019\u00e8 nessuna ironia in quello che vi dico: quando si \u00e8 al vertice di una piramide di questo genere, in cui ogni pezzo di carta, dato o non dato, rappresenta milioni, non si pu\u00f2 lavorare se si ha il piombo nelle ali o se si ha la sensazione di poterlo ricevere nella schiena. Le opposizioni mi hanno rispettato. Purtroppo, non credo che tutti i colleghi che mi hanno preceduto possano dire la stessa cosa, ed io immagino quanto debbono aver penato.<\/p><p>Fra le difficolt\u00e0 che vorrei prospettarvi vi \u00e8 rimasta quella che si riferisce al problema delle Regioni, nei riguardi del mio Ministero. Ebbene, signori, io non voglio entrarvi. Dir\u00f2 tuttavia semplicemente che mi metto le mani nei capelli e che non vorrei un giorno si dovesse dire che nel 1947 sono nate le Regioni, ma \u00e8 incominciata a morire l\u2019Italia. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Questo col commercio estero non c\u2019entra.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Purtroppo ne ho le conseguenze!<\/p><p>In tutto il nostro lavoro, noi siamo costretti a camminare con forzato empirismo. La mia linea di condotta non \u00e8 quella di quei bellissimi treni che il Ministro Corbellini ci promette per l\u2019anno venturo; io esco con la barchetta, con il timone in mano, tra gli scogli. Ma che linea di condotta volete avere, quando mancano totalmente i mezzi, quando si tratta di un continuo adattamento alle circostanze, al momento?<\/p><p>Il problema valutario \u00e8 il mio romanzo giallo \u2013 come sarebbe quello di qualsiasi Ministro al mio posto. Cosa volete pianificare in questo campo? Bisogna semplicemente essere l\u00ec con gli occhi fissi e le orecchie tese, per vedere dove c\u2019\u00e8 un inizio di scricchiolio e tamponare subito. \u00c8 una situazione avvilente, e me ne rendo conto purtroppo; ma noi non facciamo quello che vogliamo fare, ma quello che siamo costretti a fare. Questa \u00e8 la verit\u00e0, e se Valiani non ne \u00e8 convinto lo domandi al suo amico La Malfa \u2013 che gli \u00e8 vicino \u2013 e che \u00e8 passato anche lui attraverso queste difficolt\u00e0.<\/p><p>VALIANI. Ne sono convintissimo.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Vorrei avere un nemico fra di voi \u2013 non ce l\u2019ho \u2013 per fargli la consegna immediata del mio Dicastero. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Adesso veniamo a parlare della difficolt\u00e0 maggiore, e qui mi riferisco a quello a cui accennava prima l\u2019onorevole Nenni \u2013 dove lui ha fatto quasi centro \u2013; la questione delle valute.<\/p><p>Onorevoli deputati, io ritengo che ci sia all\u2019estero un ammontare molto cospicuo di valute, molto pi\u00f9 forte delle diecine di milioni di dollari accennato stamane. Questo cospicuo ammontare di dollari si \u00e8 costituito \u2013 scusate, devo dirvi la verit\u00e0 \u2013 durante l\u2019esarchia, durante la triarchia; non certo oggi, quando non c\u2019\u00e8 margine per poterlo fare. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Mi dispiace se non siete d\u2019accordo.<\/p><p>Queste evasioni valutarie si fanno in due modi: con le esportazioni e con le importazioni. I conti valutari del 50 per cento non c\u2019entrano per niente; anzi, siccome il cambio per le esportazioni nei conti valutari \u00e8 favorevole e segue il mercato, se non ci fosse stato questo evidentemente le evasioni valutarie sarebbero state maggiori. Ora, l\u2019esportatore che cosa fa? Si mette d\u2019accordo col suo compratore e gli dice: \u00abti mando questa merce; una parte me la paghi, una parte me la accantoni\u00bb. Se non si fida del suo compratore si serve di una casa intermediaria che gli rende questo sporco servizio. Lo stesso succede con le importazioni. L\u2019importatore si mette d\u2019accordo col suo fornitore, e se questi \u00e8 amico gli paga qualche cosa di pi\u00f9, che gli viene accantonata.<\/p><p>Voi direte: \u00abPerch\u00e9 non controllate?\u00bb Ma, cari signori, pensate un pochino ai prodotti ortofrutticoli; se il commercio estero dovesse pronunciarsi sui prezzi e sapere cio\u00e8, che se certe mandorle passano attraverso questo collo di bottiglia o attraverso un altro collo di bottiglia, il prezzo \u00e8 differente: se il commercio estero dovesse valutare la categoria dei verdelli e della frutta fresca in attesa di spedizione, dove andremmo a finire? Se fossimo costretti col contafili a controllare il peso dei tessuti e valutare le migliaia di articoli di importazione e di esportazione, ecc.? Ma tutto questo \u00e8 teoria! Esigere questo, vuol dire fare della demagogia spicciola, che costa poco, e non rendersi conto della gravit\u00e0 del problema.<\/p><p>\u00c8 escluso che un Ministero come il mio \u2013 qualsiasi Ministero (io ho 245 impiegati di concetto che fanno tutto quel po\u2019 po\u2019 di lavoro) con questa attrezzatura o con qualsiasi attrezzatura possa fare simile controllo. Io nego che ci sia la possibilit\u00e0 di controllare intelligentemente i prezzi, tutti i prezzi, di questa enorme, di questa fantastica quantit\u00e0 di mercanzie che entrano ed escono, per stabilire se uno fa o non fa delle evasioni.<\/p><p>VALIANI. Proprio per questo dovete cambiare metodo!<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Ma come? Bisogna mettere un cambio alto, remunerativo. Quando lo mettessimo strillereste come avete strillato quando il cambio fu portato a 350! (<em>Ilarit\u00e0<\/em>).<\/p><p>I denari all\u2019estero sono un po\u2019 come gli evasi di Portolongone: sono andati all\u2019estero e non si possono richiamare di forza, ma soltanto con la persuasione. Noi cerchiamo di allettare questi capitali, e li allettiamo soprattutto con il \u00abfranco valuta\u00bb, che applichiamo ormai in larga misura. A proposito di ci\u00f2, io le dico, onorevole Valiani, che il 35 per cento cui ha accennato, viene fissato a prezzi bassi perch\u00e9 possa venir distribuito alle categorie meno abbienti, ma naturalmente non a prezzi cos\u00ec bassi da rendere l\u2019importazione antieconomica.<\/p><p>Stiamo ottenendo buoni risultati. Nelle carni abbiamo fatto dei notevoli \u00abfranco valuta\u00bb, e sono informato che nel Nord il prezzo all\u2019ingrosso della carne \u00e8 sceso di 90 lire, e speriamo che questa discesa scenda per li rami e tocchi anche i prezzi al minuto.<\/p><p>Noi abbiamo cercato di punire gli evasori con il cambio.<\/p><p>Il cambio \u00e8 sceso, e vediamo che oggi il mercato nero ha una funzione utile: quella di consentire o il ritorno di tutti o di una parte dei fondi che erano all\u2019estero. Data questa situazione c\u2019\u00e8 veramente poco da fare e da protestare. Si potrebbe istituire qualche cosa veramente di nuovo, per i nuovi evasori, con delle sanzioni di nuovo genere. Se, per esempio noi dicessimo che togliamo il passaporto, togliamo il telefono, togliamo il permesso di circolazione a chi aumenta le fatture o le diminuisce secondo i casi, io credo che otterremmo maggiori risultati che non minacciando la prigione. Potremmo rendere ancora pi\u00f9 gravi le sanzioni nominando dei commissari nelle aziende in dolo, ma tutto questo va fatto e va studiato con molta accortezza. Non dimenticate che questo Governo ha poco pi\u00f9 di tre mesi di vita.<\/p><p>VALIANI. Ma io non propongo&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Valiani, la prego, stamane ha parlato in modo molto interessante, ma molto a lungo. Non parli pi\u00f9 per oggi. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Certe discipline e certe pianificazioni possono esistere solamente con un puntello, quello della galera. Parliamo un po\u2019 delle discipline. Io ne ho fatta una piccola esperienza di recente con l\u2019attuale mio Ministero, ma ne ho anche una pi\u00f9 lontana. Quando nel Nord presiedevo la Commissione centrale economica, ho instaurato la disciplina dei Comitati, che ha funzionato egregiamente. C\u2019\u00e8 stata anche una Commissione prezzi che ha resto buoni servizi. Ma non mi sono fatto illusioni: a quell\u2019epoca gli italiani erano talmente stufi di disobbedire ai tedeschi che hanno avuto per un momento la volutt\u00e0 di obbedire agli italiani.<\/p><p>Io non sono per il <em>laisser faire<\/em>, sono per certe discipline indispensabili. Per\u00f2 vi confesso che oggi ho una crisi di coscienza e sono piuttosto scosso, e vi dir\u00f2 il perch\u00e9. Voi avete notato che vengono qui da tutte le parti molti stranieri: passano in Francia e si spaventano di quello che trovano, vanno in Inghilterra pianificata e si spaventano ancor pi\u00f9; vengono da noi e ci dicono (non per farci un complimento, ma sentiamo tutti che sono sinceri): ma qui da voi le cose funzionano, vanno bene!<\/p><p>E allora mi sono domandato seriamente se la ricostruzione del Paese non sia dovuta per caso proprio alla disfunzione di tutti i Governi che hanno preceduto il nostro.<\/p><p>Ora, io vorrei esaminare in questo campo e con tutta obiettivit\u00e0 i fatti passati. Nei settori in cui c\u2019era da noi la massima libert\u00e0, indiscutibilmente noi abbiamo raggiunto i massimi risultati. Prendete il patrimonio zootecnico e guardate come era ridotto nell\u2019immediato dopo guerra, con le stalle deserte e com\u2019\u00e8 oggi! Ce l\u2019ha ricordato anche il prof. Ronchi. Dopo tre anni di libert\u00e0 \u00e8 ritornato sul livello dell\u2019anteguerra. Questo \u00e8 un miracolo. Se noi avessimo applicato la disciplina delle carni, che ancora ieri era reclamata da alcuni settori, evidentemente non saremmo mai arrivati a questo risultato. Prendete la marina mercantile, dove noi abbiamo lasciato libert\u00e0 agli armatori, che ha passato i due milioni di tonnellaggio.<\/p><p>ALDISIO. Ora gliela avete levata per\u00f2. Il provvedimento fondamentale che ha dato questi risultati lo avete abolito.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Non \u00e8 vero. Quale provvedimento fondamentale?<\/p><p>Prendete ancora la produzione industriale che era caduta a quasi zero nell\u2019immediato dopoguerra ed \u00e8 ritornata all\u201980 per cento quasi, di quella che era prima della guerra.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, l\u2019Italia \u00e8 forse il pi\u00f9 bel Paese del mondo, ha il pi\u00f9 bel sole, ha il pi\u00f9 bel mare, le donne hanno il pi\u00f9 bel sorriso, il che non guasta, \u00e8 un Paese che non si lascia intristire con delle reti a maglie troppo fitte. Non \u00e8 riuscito il fascismo in 20 anni a mettere le reti attorno al collo degli italiani. Non diamo agli italiani un abito che non possono portare. \u00c8 come se voi voleste dare a Raicevich o a Proietti o ad altri atleti che oggi \u00e8 di moda mettere nelle liste elettorali, la giacchettina strimenzita di Charlot. Questo non \u00e8 possibile.<\/p><p>Del resto chi ha costruito l\u2019Italia? I nostri bravi operai, i nostri valenti tecnici, i nostri geniali imprenditori, ai quali noi dovremmo veramente anche da questi banchi elevare un monumento di ammirazione. Non sono state le pianificazioni (che non abbiamo fatto) a ricostruire l\u2019Italia, ma il loro lavoro e la loro iniziativa. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Anche i contadini.<\/p><p>ALDISIO. Soprattutto i contadini. Non anche, ma soprattutto.<\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> La disciplina \u00e8 difficile nel nostro Paese. Avete visto che anche i tedeschi, quando sono venuti, hanno preso il colore locale. Gli americani stessi quando sono venuti (e nei primi tempi ci hanno regalata molta merce) hanno fatto dei traffici in libert\u00e0 anche loro. Di fronte alla situazione che c\u2019\u00e8 oggi e che c\u2019\u00e8 stata ricordata piuttosto rudemente anche dall\u2019onorevole Nenni (il quale quando deplora certi costumi di vita di alcune classi troppo ricche, troppo spenderecce, ha tutto il Paese \u2013 me compreso \u2013 dietro di s\u00e9), situazione che da molti punti di vista \u00e8 veramente contristante, io mi domando: che cosa avete fatto voi per combattere questa situazione quando eravate al Governo? Le automobili di lusso non si sono forse mai vendute, in Italia? I generi di lusso, sono stati aboliti? I consumi ridotti? Le bancarelle non esistevano forse?<\/p><p>SCOCCIMARRO. Del passato potremo discutere un giorno qui, vedremo allora di chi sono le responsabilit\u00e0, ma non \u00e8 il caso di farlo adesso! (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MERZAGORA, <em>Ministro del commercio con l\u2019estero.<\/em> Comunque noi \u2013 statene certi \u2013 cercheremo di instaurare anche quelle discipline utili e possibili che non sono state instaurate dai precedenti Governi e che crederemo necessarie onde migliorare l\u2019andamento interno, ed il suo rendimento economico, ma che non mortifichino inutilmente il Paese.<\/p><p>Lasciatemi chiudere con una sola esortazione. Vi sono due cose che vanno salvaguardate a tutti i costi. Non appartengono ad un Governo, non appartengono ad una formazione politica e neanche ad un partito: appartengono al Paese. Esse sono la produzione ed il credito. Chi tocca la produzione e il credito, tocca gravemente, forse mortalmente, l\u2019Italia. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Cortese. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORTESE. Onorevoli colleghi, non pu\u00f2 certo disconoscersi che la presentazione delle mozioni di sfiducia ha aperto un dibattito, sotto molti aspetti, utile. Il Governo si \u00e8 pi\u00f9 strettamente collegato con l\u2019Assemblea; l\u2019opinione pubblica, da questa tribuna, \u00e8 stata e sar\u00e0 ampiamente informata della reale situazione del Paese, dei provvedimenti finora adottati e della linea programmatica che il Governo intende seguire; i problemi pi\u00f9 rilevanti sono affrontati nell\u2019incrociarsi delle opposte tesi e la loro soluzione non pu\u00f2 non avvantaggiarsi delle critiche, dei suggerimenti esposti da pi\u00f9 parti in questo dibattito, che riconduce la vita politica nella naturale sede del Parlamento e restaura la libera discussione democratica.<\/p><p>Ma se noi, onorevoli colleghi, ci soffermiamo all\u2019esame del problema sostanziale che quelle mozioni pongono a questa Assemblea, se noi cio\u00e8 vogliamo rimanere sul terreno rigorosamente politico per dare una risposta agli interrogativi posti da quelle mozioni, e cio\u00e8: dovremo negare o concedere la fiducia al Governo? perch\u00e9 dovremmo rovesciare il Governo? quale Governo si dovrebbe eventualmente sostituire a questo? se rimaniamo su questo terreno squisitamente politico, noi non possiamo non convenire, senza mancare di riguardo a nessuno, che questo dibattito d\u00e0 l\u2019impressione di una musica riprodotta, di vecchi dischi che ci riportano motivi e temi ben noti, riproducendo, sugli stessi argomenti, sugli stessi oggetti, con lo stesso repertorio verbale, il dibattito recentemente conclusosi col voto di fiducia al Governo.<\/p><p>Ma se le motivazioni delle mozioni di fiducia, prospettate particolarmente dall\u2019onorevole Nenni e dall\u2019onorevole Togliatti, riconducevano al ricordo degli ascoltatori temi ben noti e l\u2019eco di parole che gli oratori deliberatamente non pronunciavano \u2013 tripartito, coalizione, unione sacra; e come una risonanza marginale: inefficienza governativa del Governo di coalizione, mancanza di solidariet\u00e0, paralisi \u2013 sembrava invece che gli oratori autorevoli, in una portentosa amnesia, non avessero questi ricordi, come se le cose che dicevano apparissero loro nuove, rivestite di una fittizia verginit\u00e0. Veniva voglia di ridestarli dai loro smemoramenti e di ricordare loro che questo Governo \u00e8 nato dal fallimento del Governo tripartito, fallimento sul terreno economico, sul terreno politico, nella pubblica opinione.<\/p><p>Governo coi comunisti, coi socialisti e coi democristiani? Gi\u00e0 fatto; formula gi\u00e0 sperimentata e gi\u00e0 fallita.<\/p><p>Governo tripartito con pendagli, su pi\u00f9 ampia base? Gi\u00e0 fatto.<\/p><p>Questo Governo, che \u00e8 appena da quattro mesi in carica&#8230;<\/p><p>LACONI. \u00c8 il peggiore di tutti.<\/p><p>CORTESE. &#8230;nasce da questo fallimento, \u00e8 figlio di questa situazione. \u00c8 nato attraverso un travaglio, durante il quale non si present\u00f2 la possibilit\u00e0 di alcun\u2019altra soluzione del problema governativo.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Lo dice lei.<\/p><p>CORTESE. Questo Governo, in carica da appena quattro mesi, ha una situazione dura, come \u00e8 stato riconosciuto anche dagli attaccanti, dagli oratori di opposizione. Viene dopo una guerra perduta, dopo il fascismo; viene \u2013 diciamo noi \u2013 dopo gli errori del tripartito.<\/p><p>Ora, io credo che il vero problema \u00e8 porsi dinanzi queste mozioni ed esaminarle nella loro sostanza, nel loro spirito, negli obiettivi che si propongono di conseguire.<\/p><p>Cosa sono? Sono una critica al Governo, un mezzo di rottura del Governo o sono una nostalgia, un battere alle porte del Governo, perch\u00e9 le porte del Governo si riaprano, perch\u00e9 sia consentita di nuovo una collaborazione?<\/p><p>La seconda mozione, quella dell\u2019onorevole Togliatti, in sostanza \u00e8 una interpellanza trasformata in mozione, \u00e8 un gesto di solidariet\u00e0, in una situazione tattica obbligata. Le critiche che essa contiene sono critiche episodiche, marginali.<\/p><p>Chi le muove sapeva che quelle critiche non potevano dare materia sufficiente per una mozione di sfiducia, tanto vero che le aveva collocate nel documento della interpellanza.<\/p><p>Lo svolgimento dell\u2019altra mozione, quella dell\u2019onorevole Nenni, si \u00e8 anch\u2019esso \u2013 a mio modo di vedere \u2013 limitato a critiche di dettaglio di taluni provvedimenti, per altro accettati in gran parte nel loro spirito e criticati nella pratica attuazione, in una dilatazione di censure alquanto generiche.<\/p><p>Due elementi valgono a collaudare quelle critiche e a svuotarle: le condizioni obiettive in cui il Governo \u00e8 costretto ad agire, ed un elemento che sta nelle risposte a queste domande: cosa si \u00e8 fatto prima, quando al Governo erano i comunisti ed i socialisti di Nenni? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Forse l\u2019inflazione era stata arrestata? Forse i prezzi non erano gravosi? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Forse la situazione alimentare migliorava? Forse il Paese aveva fiducia?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Non andava a far la spesa, lei!<\/p><p>CORTESE. Si dice: dovremmo rovesciare questo Governo perch\u00e9 questo Governo difende particolari interessi. Ora, onorevoli colleghi (e l\u2019abbiamo ascoltato questa mattina dall\u2019onorevole Valiani) questo Governo ha contro la destra capitalista e la sinistra estremista.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Chi l\u2019ha detto?<\/p><p>BELLAVISTA. L\u2019ha detto stamattina l\u2019onorevole Valiani.<\/p><p>MAFFI. Nella destra avete i vostri migliori amici.<\/p><p>CORTESE. Questo Governo con la sua politica fiscale e con la sua politica economica ha colpito taluni grandi interessi capitalistici e combatte la speculazione. Gli interventi ed i vari provvedimenti che questo Governo ha adottato sono tali, che i voti veramente fervidi per la sua caduta partono proprio dai portatori di grandi interessi capitalistici ancora una volta alleati con quelli dell\u2019estrema sinistra. (<em>Si ride a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Voi dell\u2019opposizione avete creato un fantasma per poterlo combattere ed avete sollevato una disputa che \u00e8 soltanto scolastica. Avete creato il fantasma d\u2019un liberismo puro, esasperato, anacronistico, contro il quale opponete un astratto programma pianificatore. \u00c8 una disputa scolastica perch\u00e9 il liberismo puro, il liberismo esasperato non \u00e8 nella politica economica di questo Governo.<\/p><p>Questo Governo ha una sua politica economica discutibile, accettabile, censurabile o meno nella sua attuazione che mira a determinati fini: opera degli interventi che tendono ad indirizzare gli investimenti in un certo determinato modo, cerca di influire sull\u2019andamento del mercato, fa una politica del credito e cerca di spingere il risparmio verso particolari investimenti e di porre lo Stato in condizioni di non stampare carta moneta.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Italia, che la situazione economica italiana e quella internazionale determinano dei binari obbligati che consentono sul terreno pratico, quando si opera aderendo alle esigenze reali dell\u2019attuale stato di congiuntura, incontri di dottrine diverse e rendono sterile ogni disputa scolastica.<\/p><p>Ma chi lo vuole il liberismo puro? Consentite che un modesto, ma convinto liberale vi dica che questo attribuirci ancora la rigida fedelt\u00e0 al liberismo puro, pu\u00f2 servire soltanto a scopi polemici, ma dimostra la ignoranza della revisione operata dal pensiero liberale moderno, che voi potete combattere, ma non potete disconoscere, come atteggiamento nuovo, operante, ricco dei risultati d\u2019una profonda rielaborazione, sensibile alla realt\u00e0 attuale.<\/p><p>Se noi tendiamo ad un graduale ritorno all\u2019economia di mercato, noi non trascuriamo certe esigenze della economia italiana, dell\u2019economia moderna, dell\u2019economia internazionale, e voi dovreste sapere che nei nostri interventi in sede costituzionale, nella parte che riguarda i rapporti economici, il nostro atteggiamento non \u00e8 stato quello d\u2019un classico, anacronistico, inflessibile liberismo, ma \u00e8 stato invece ispirato da orientamenti ben pi\u00f9 attuali, aperti, aderenti alle esigenze nuove, da una volont\u00e0 e da una dottrina dirette a superare le degenerazioni e i privilegi del capitalismo anche mediante interventi dello Stato. Se oggi vi \u00e8 una posizione di antitesi, netta, schierata, di opposizione a quelle forme di degenerazione dell\u2019economia di mercato, che sono rappresentate soprattutto dai monopoli, questo atteggiamento di avamposto \u00e8 assunto dai rappresentanti del partito liberale. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Rileggete gli emendamenti che noi abbiamo presentato in sede di Costituzione, tenete presenti quelli svolti dall\u2019onorevole Einaudi e anche dal modesto sottoscritto. Noi abbiamo sostenuto che non solo occorre rompere i monopol\u00ee attraverso la nazionalizzazione, se essa si presenta come mezzo necessario, ma abbiamo sostenuto che ci\u00f2 non basta e che occorre adottare una legislazione e una politica economica antimonopolistiche, perch\u00e9 il monopolio vive all\u2019ombra dei privilegi e dei protezionismi. Non solo bisogna sopprimerlo, ma bisogna impedire che nasca, che si formi, il pi\u00f9 delle volte artificialmente. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra \u2013 Interruzione dell\u2019onorevole Laconi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Einaudi \u00e8 stato meno \u00ablaconico\u00bb di quanto Laconi creda. Einaudi ha parlato chiaramente. Potrete rileggere i verbali della nostra discussione sul titolo \u00abRapporti economici\u00bb e il testo degli emendamenti presentati dall\u2019onorevole Einaudi e proprio da voi comunisti non accettati.<\/p><p>LACONI. Rilegga gli emendamenti e vedr\u00e0 che dicono un\u2019altra cosa.<\/p><p>CORTESE. Dicevo che noi non disconosciamo le necessit\u00e0, gli aspetti dell\u2019economia moderna, perch\u00e9 un liberismo di questo momento non pu\u00f2 non essere aderente alla nuova realt\u00e0 economica, nazionale e internazionale. \u00c8 nostro, liberale quel principio che si esprime con immagini di polizia stradale (l\u2019immagine dei semafori e della direzione della circolazione), il principio per il quale il traffico economico deve essere regolato senza rendere per\u00f2 il viandante un automa con prescrizioni che lo meccanicizzano. Quando si parla di pianificazione, occorre intendersi, perch\u00e9 se per pianificazione intendete la tastiera a comando, l\u2019economia centralizzata, la pianificazione integrale, marxista, vi diciamo che siamo di essa i pi\u00f9 irriducibili oppositori. Ma se invece si intende con essa esprimere la necessit\u00e0 di un orientamento, di un programma, di un indirizzo, noi non respingiamo questa posizione, la voce di questa esigenza della vita economica moderna.<\/p><p>Si crea dunque il fantasma di un liberismo inesistente nella politica del Governo, non voluto nemmeno da noi liberali, per poterci opporre una pianificazione che non si precisa, non si concretizza, che \u00e8 soltanto una formula dogmatica, scolastica. Una pianificazione integrale, a nostro avviso, non pu\u00f2 tecnicamente attuarsi nell\u2019economia italiana in collasso, n\u00e9 esiste lo strumento burocratico capace di attuarla; essa peraltro soffocherebbe l\u2019iniziativa privata alla quale ancora noi riconosciamo il compito, la responsabilit\u00e0 della ricostruzione.<\/p><p>L\u2019iniziativa privata va regolata, diretta, ma deve liberamente muoversi entro i confini dettati dalle superiori necessit\u00e0 di un indirizzo attuato con interventi conformi, diretti a ristabilire e a difendere l\u2019economia di concorrenza. Noi, che forse non abbiamo l\u2019acutezza di mente e la perfezione di giudizio dell\u2019onorevole Giannini, non sappiamo distinguere un comunismo economico da un comunismo politico, e purtuttavia diciamo che se anche la distinzione fosse possibile, un comunismo economico inteso secondo quel modello astratto, quella tesi scolastica non potrebbe essere mai da noi accettato, come, del resto, non \u00e8 accettato dalla maggioranza di questa Assemblea.<\/p><p>Se adunque l\u2019opposizione non agita che una sterile disputa teorica, se le sue critiche correnti sono soltanto di dettaglio, noi possiamo pensare che nel loro fondo non c\u2019\u00e8 che la richiesta di qualche Ministero, non v\u2019\u00e8 che il tentativo di rovesciare il quarto Ministero De Gasperi per fare un quinto Ministero De Gasperi simile al terzo. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi dovremmo votare a favore delle mozioni di sfiducia forse per attuare quel vincolismo cui accennava l\u2019onorevole Nenni, quel vincolismo che del resto non applicava integralmente nemmeno l\u2019onorevole Cerreti, quel vincolismo che deve essere gradualmente superato secondo il programma concreto che ci \u00e8 stato esposto dal professore Ronchi, quel vincolismo che la recente esperienza condanna. Ed allora, perch\u00e9 dovremmo votare a favore delle mozioni di sfiducia? Forse, per salvare le libert\u00e0 democratiche manomesse, l\u2019opposizione imbavagliata, secondo le doglianze dettate all\u2019onorevole Togliatti dalla persensibilit\u00e0 democratica di una vestale della democrazia?<\/p><p>Voi comunisti avevate presentato una semplice interpellanza; credete davvero che sulla base di quelle doglianze, di quelle censure di singoli provvedimenti, di fatti episodici, si possa negare la fiducia ad un Governo mentre la lotta politica in Italia ferve libera, democratica, nelle piazze, nei giornali, nel Parlamento, mentre i manifesti tappezzano tutte le mura della citt\u00e0? E allora perch\u00e9? Forse perch\u00e9 vi \u00e8 quel pericolo, escluso dall\u2019onorevole Nenni e ammesso dall\u2019onorevole Togliatti, d\u2019una risorgente, tenebrosa organizzazione fascista?<\/p><p>Io non credo, onorevoli colleghi, ai fascisti. Io temo il fascismo, vorrei la lotta continua contro il fascismo, contro la sua mentalit\u00e0 e i suoi metodi. I fascisti \u00e8 gi\u00e0 difficile catalogarli, sbandati e divisi come sono: ve ne sono di varie categorie, di destra e di sinistra, di prima dell\u20198 settembre e di dopo l\u20198 settembre, repubblicani e monarchici, di prima del 25 luglio. Non credo che i fascisti rappresentino un pericolo; comunque non si pu\u00f2 certo dire che questo Governo deve essere rovesciato perch\u00e9 non agisce di fronte ad una minacciosa attivit\u00e0 fascista.<\/p><p>Si \u00e8 detto che i fascisti hanno commesso delle violenze a Gorizia. Non vorrei ritoccare questo argomento, non vorrei risoffermarmi su quella battuta dell\u2019onorevole Togliatti che profondamente ci ha rattristati. Vorrei dire che anche noi da questi banchi deploriamo con animo sincero gli eccessi e le violenze avvenute a Gorizia, anche se queste violenze e questi eccessi non possano costituire una colpa del Governo, per non avere ancora il Governo assunto in quel momento il controllo della citt\u00e0, anche se queste violenze sono esplose dal clima di dolore e di disperazione di una citt\u00e0 la quale peraltro non ha visto, nella sua tragica e ansiosa ora, per colpa dei comunisti, tutti i suoi figli solidali nel nome d\u2019Italia.<\/p><p>Comunque, se l\u2019onorevole Togliatti ha voluto pronunziare una parola di deplorazione, io voglio dire che sar\u00f2 molto lieto il giorno in cui dal suo banco ascolter\u00f2 una parola di solidariet\u00e0 con gli italiani, con i nostri morti e con i vivi, dell\u2019Istria e della Venezia Giulia. E mi auguro che qualche deputato jugoslavo si alzi nel Parlamento di Belgrado per sollecitare dal suo Governo il rispetto umano e civile per le minoranze italiane dell\u2019Istria e della Venezia Giulia. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Si dice: ma bisogna rovesciare questo Governo, perch\u00e9 questo Governo non rappresenta le classi lavoratrici. V\u2019\u00e8 un po\u2019, nel fondo, una visione corporativistica, e cio\u00e8 il presupposto di una rappresentanza specifica monopolizzata da taluni movimenti, da talune organizzazioni. \u00c8 questo il Parlamento e la maggioranza di questo Parlamento \u00e8 la maggioranza del popolo italiano.<\/p><p>Si osserva ancora: le classi lavoratrici hanno espresso, in queste ultime settimane, il loro disappunto, la loro opposizione a questo Governo, attraverso movimenti, agitazioni, scioperi. Quegli scioperi erano determinati da rivendicazioni economiche. Noi dobbiamo ritenere che quei movimenti fossero tesi al conseguimento di giuste istanze, che voi, del resto, dite conseguite: il che sta a riprova della posizione di imparzialit\u00e0 e di obiettivit\u00e0 del Governo.<\/p><p>Che se poi fosse vero, come forse \u00e8 vero, che quelle agitazioni non erano dirette ad ottenere il giusto riconoscimento di diritti sul terreno sindacale, ma ad operare un attacco politico contro il Governo, allora noi dovremmo dire che questo \u00e8 un vero attentato antidemocratico, perch\u00e9 non deve essere consentito, n\u00e9 alla piazza n\u00e9 alla camera del lavoro, il tentativo di rovesciare con scioperi ed agitazioni un Governo che ha la maggioranza nel Parlamento regolarmente eletto col suffragio universale.<\/p><p>Onorevoli colleghi, \u00e8 inutile disconoscerlo: al fondo di questo dibattito v\u2019\u00e8 un solo problema, v\u2019\u00e8 il problema del Partito comunista. L\u2019onorevole Togliatti si doleva che il Partito comunista fosse stato respinto dalla famiglia democratica. Non \u00e8 esatto, me lo consenta l\u2019onorevole Togliatti. Il Partito comunista ha, in questo momento, nella famiglia democratica, un ruolo importante, un posto, abolito il quale, non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 la famiglia democratica: l\u2019opposizione, la quale peraltro in Italia (come invece accade altrove) non corre il rischio di imbattersi in un capestro.<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti apprezza il ruolo dell\u2019opposizione, ma vuole stare, nello stesso tempo, anche al Governo.<\/p><p>TOGLIATTI. Ma \u00e8 un diritto dell\u2019opposizione quello di aspirare a diventare Governo.<\/p><p>CORTESE. S\u00ec, ma non \u00e8 un diritto quello di stare, come voi desiderate, contemporaneamente al Governo e all\u2019opposizione nel Paese, sulla piazza, nella stampa, nei comizi, nello stesso Governo, ch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 allora l\u2019organo efficiente teso nello sforzo comune di realizzare un condiviso programma, in cui siano stati messi da parte i fini particolaristici, ma \u00e8 l\u2019arena di scontro di forze opposte che si frenano e cercano di sopraffarsi a vicenda.<\/p><p>Si soggiunge: questo Governo non \u00e8 democratico perch\u00e9 lascia fuori taluni partiti democratici. Ma dove \u00e8 scritto che la democrazia si ha soltanto quando tutti i partiti sono al Governo?<\/p><p>Questa parola \u2013 democrazia \u2013 \u00e8 una parola di colore oscuro. Forse \u00e8 tutto un equivoco. Mentre le guerre precedenti si sono concluse con l\u2019affermazione di princip\u00ee che erano pacificamente intesi nel loro significato \u2013 la pace del 1814 ebbe per base il legittimismo e tutti sapevano che cosa fosse il legittimismo ed erano d\u2019accordo sul significato da attribuire alla parola; la pace del 1919 doveva attuare il principio dell\u2019autodecisione dei popoli, e tutti sapevano che cosa significava \u2013 questa guerra si dice che sia stata combattuta e vinta per attuare e garantire la democrazia, della quale, fra gli stessi vincitori, si hanno delle concezioni diverse, opposte, antitetiche.<\/p><p>Unit\u00e0, si dice. \u00c8 la formula con la quale il Partito comunista marcia in tutta Europa.<\/p><p>Ci \u00e8 stato fatto un addebito: noi commetteremmo un errore grave, guardando troppo fuori dei nostri confini, emettendo giudizi su altri paesi, giudizi che comprometterebbero le nostre possibilit\u00e0 di collaborazione internazionale, le possibilit\u00e0 della nostra politica estera. Ma io vorrei dirvi che, se noi gettiamo lo sguardo oltre i confini d\u2019Italia, e se noi guardiamo, per esempio, a quello che accade in Ungheria, in Romania, in Bulgaria&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Vi \u00e8 la riforma agraria!<\/p><p>CORTESE. Vorrei sapere qual \u00e8 il prezzo di quella riforma agraria; perch\u00e9 la riforma agraria la posso discutere e magari accettare, ma se il prezzo della riforma agraria \u00e8 la libert\u00e0, questo prezzo non sono disposto a pagarlo. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Fatela con la libert\u00e0! Perch\u00e9 non la fate con la libert\u00e0?<\/p><p>LOPARDI. Voi negate la libert\u00e0 e non fate la riforma agraria.<\/p><p>CORTESE. Finora della riforma agraria abbiamo molto ascoltato, molto letto, ma perch\u00e9 non avete mai presentato una proposta di legge? Presentatela, la discuteremo, e vedremo chi \u00e8 favorevole e chi \u00e8 contrario, e per quali ragioni. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma, dicevo, noi non vogliamo affatto emettere dei giudizi sugli altri paesi; noi non vogliamo affatto esprimere la nostra antipatia o la nostra simpatia; saremmo i primi a dolerci se un siffatto atteggiamento potesse compromettere le possibilit\u00e0 della nostra politica estera. Ma c\u2019\u00e8 un fatto: noi abbiamo in Italia un forte Partito comunista italiano. E ce n\u2019\u00e8 un altro: in altri paesi il Partito comunista ha realizzato i suoi obiettivi. Ed allora noi abbiamo il diritto di esaminare come li abbia realizzati, con quali metodi, che cosa fa il comunismo dove \u00e8 una realt\u00e0, un regime e non soltanto un programma, un discorso alla Costituente, un comizio, una verbale promessa di democrazia, di collaborazione, di libert\u00e0.<\/p><p>Abbiamo questo diritto, ripeto, non per emettere dei giudizi su di altri paesi; e lo abbiamo soprattutto perch\u00e9 voi, onorevoli colleghi comunisti, non ci dite mai una parola di deplorazione in rapporto a quei metodi, a quei sistemi adottati altrove dal comunismo. Voi siete gli esaltatori, gli apologeti quotidiani di quei metodi e di quei sistemi, realizzati in quei paesi; onde ci fate credere, ci date motivo sufficiente per ritenere che voi importereste quei metodi, che voi realizzereste quei modelli, ove ne aveste la possibilit\u00e0 in Italia. Ecco perch\u00e9 noi abbiamo interesse di guardare a fondo che cosa succede nei paesi dove il comunismo ha vinto o sta per vincere.<\/p><p>TOGLIATTI. Certo non lasceremmo fare la marcia su Roma come hanno fatto i liberali nel 1922. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORTESE. Io credo che ormai la marcia su Roma dovrebbe servire non per lanciarci delle accuse e per esaminare delle responsabilit\u00e0 (perch\u00e9 potrei dirvi che la marcia su Roma nacque in un particolare clima di cui anche voi avevate la responsabilit\u00e0), ma la marcia su Roma dobbiamo guardarla come insegnamento ed esperienza italiana, insegnamento di dolore, insegnamento di tirannia, per dire che un\u2019altra marcia su Roma, da destra o da sinistra, la vogliamo assolutamente evitare! (<em>Vivi applausi al centro \u2013Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi crediamo che le possibilit\u00e0 di realizzare in Italia quei modelli comunisti potrebbero aumentare col ritorno del Partito comunista al Governo. Possiamo sbagliarci, ma (vorremmo ricrederci, veramente) abbiamo dei motivi per ritenere che siamo nel giusto.<\/p><p>Diceva l\u2019onorevole Togliatti: noi vogliamo andare lontano.<\/p><p>Bene, pu\u00f2 darsi anche che il Governo sia il veicolo, per lo meno per il primo tratto, per poi andare pi\u00f9 lontano, \u00abdal Governo al potere\u00bb. Ci sono degli <em>slogan<\/em> che delle volte martellano le orecchie. Veniamo \u2013 diceva l\u2019onorevole Togliatti \u2013 dalla storia italiana.<\/p><p>Pur non disconoscendo le benemerenze (soprattutto nella recente guerra di liberazione) del Partito comunista, io osservo che in certi particolari aspetti della sua condotta, nel fondo della sua anima e della sua mentalit\u00e0, io vorrei ricordare esso appare straniero o per lo meno estranazionale; la unanimit\u00e0 dei partiti comunisti in tutto il mondo, dalla Persia al Brasile, quella unanimit\u00e0 dei partiti comunisti che ha un legame ideologico e li unisce in una condotta comune&#8230;<\/p><p>TOGLIATTI. Perch\u00e9 dunque avete fondato una internazionale dei partiti liberali?<\/p><p>CORTESE. L\u2019internazionale liberale difende i princip\u00ee del liberalismo, ma non obbliga i partiti liberali a sostenere nei singoli paesi una unica politica, e tanto meno una unica politica estera, come accade per i partiti comunisti, fino al punto che fu necessario all\u2019inizio della guerra sopprimere in Francia ed in Inghilterra i giornali comunisti perch\u00e9 appoggiavano la Germania allora alleata della Russia, fino al punto che a Trieste vi \u00e8 stata e vi \u00e8 una campagna assidua della stampa comunista per l\u2019annessione di Trieste alla Jugoslavia!<\/p><p>Per questa unicit\u00e0 di condotta e per questa origine ideologica comune si pu\u00f2 spiegare che, quando l\u2019onorevole Togliatti, con bella frase, dice: \u00abnoi veniamo da lontano\u00bb, possa sorgere qualche equivoco fra la storia e la geografia. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Io sono uscito dall\u2019Italia perch\u00e9 mi hanno cacciato. Non faccia delle insinuazioni. Abbia il coraggio di dire apertamente quello che vuole dire! L\u2019essere stato tanti anni in esilio \u00e8 il vanto della mia vita. (<em>Vivissime approvazioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORTESE. Ma io ho detto \u00abnoi\u00bb, ho detto un partito, non ho detto lei, la sua persona.<\/p><p>TOGLIATTI. Abbia il coraggio di dire apertamente quello che vuole dire!<\/p><p>CORTESE. Quel che ho detto ripeto e non ho alcuna ragione per ritirare una sola parola.<\/p><p>Voi ci addebitate di volere inserire l\u2019Italia in uno dei blocchi contrapposti. Se c\u2019\u00e8 una concezione che guarda alla libera circolazione dei beni, degli uomini, delle idee, ad un superamento delle patrie, senza rinnegare la patria, in una superiore visione di coordinamento di tutte le patrie, \u00e8 quella liberale.<\/p><p>Si \u00e8 detto ancora: bisogna rovesciare questo Governo perch\u00e9 \u00e8 il Governo della discordia. S\u00ec, la discordia c\u2019\u00e8. Noi traversiamo un momento di lotta politica intensa, acuta, fremente. Ma voi l\u2019esasperate questa lotta, voi riscaldate l\u2019ambiente politico, voi arroventate una disputa ideologica che non ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di mediazione, una lotta di classe senza quartiere. Non siamo noi che abbiamo detto \u00abpolitique d\u2019abord\u00bb. Che significa \u00abpolitique d\u2019abord\u00bb? Significa lotta politica intensa, insonne nel Paese per l\u2019egemonia d\u2019una concezione politica radicale. Non siamo noi che abbiamo detto: battere una classe sociale, come battere, per esempio la borghesia, cos\u00ec come ha detto l\u2019onorevole Nenni che ha aggiunto l\u2019altro <em>slogan: \u00ab<\/em>dal Governo al potere\u00bb, conquistare cio\u00e8 tutte le leve di comando del Paese. Non basta avere il Governo, si vuole avere il potere, che in senso marxistico significa dittatura. Ed allora consentite che noi vi diciamo che quando si pongono i temi politici con questa asprezza, soprattutto con questo radicalismo, l\u2019unit\u00e0 non pu\u00f2 essere che quella concorde discordia che d\u00e0 il ritmo democratico alla vita politica, ma non vi pu\u00f2 essere unit\u00e0 nell\u2019unione di tutti i partiti al Governo poich\u00e9 non tutti rinunciano ai loro programmi particolari.<\/p><p>Noi anche sollecitiamo dal Governo dei provvedimenti; noi anche possiamo fare delle critiche. Per esempio, potrebbe un deputato dell\u2019Italia meridionale \u2013 e credo che in questo sarebbe d\u2019accordo larga parte dell\u2019Assemblea \u2013 segnalare al Governo le necessit\u00e0 del Mezzogiorno. Potremo dire, per esempio, che sarebbe opportuno che l\u2019onorevole Fanfani si aggiornasse sui dati della disoccupazione dell\u2019Italia meridionale, che il Governo prendesse in esame sul serio la situazione industriale dell\u2019Italia meridionale. L\u201980 per cento delle industrie \u00e8 stato distrutto; il Governo non paga i danni di guerra n\u00e9 le commesse precedenti all\u20198 settembre. L\u2019industria meridionale ha lavorato nella sua quasi totalit\u00e0, fino a quell\u2019epoca, per lo Stato che non ha pagato e non paga.<\/p><p>L\u2019onorevole Dugoni sottoline\u00f2 giorni or sono i grandi guadagni conseguiti dall\u2019industria settentrionale durante il periodo nazi-fascista. Le distruzioni belliche subite dalle industrie meridionali hanno colpito un apparato industriale che, se rappresenta una lieve percentuale dell\u2019apparato industriale nazionale, rappresenta la quasi totalit\u00e0 di quello locale.<\/p><p>Io sono sicuro che al termine di questo dibattito ciascuno di noi sar\u00e0 tratto a constatare che esso non \u00e8 stato che il proseguimento, la ripetizione di quel dibattito recentemente chiusosi in quest\u2019Aula con il voto di fiducia al Governo.<\/p><p>Ciascuno potr\u00e0 decidersi per il suo voto sulla base di elementi che sono gli stessi che esaminammo allora; il problema \u00e8 lo stesso: cercare una formula politica da porre a base della compagine ministeriale.<\/p><p>Abbiamo fatto degli esperimenti; il tripartito ha fatto il suo esperimento, il Governo a pi\u00f9 ampia base ha fatto il suo esperimento. Oggi dovremmo dire che ci \u00e8 stata una specie di quarantena governativa per taluni partiti, che la quarantena \u00e8 terminata, e si pu\u00f2 ritornare alla coalizione degli opposti. Dovremmo ristabilire un\u2019altra volta il tripartito e presentare alla opinione pubblica italiana di nuovo quello stesso Governo che l\u2019opinione pubblica italiana ha censurato, respinto, condannato fino a quattro mesi fa.<\/p><p>Ricostituendo il tripartito, io credo che la classe dirigente politica italiana darebbe veramente la misura di un fallimento, di una impossibilit\u00e0 di saper risolvere il problema fondamentale di un paese: quello di darsi un Governo.<\/p><p>L\u2019onorevole Labriola diceva: \u00abPer me non sono buoni n\u00e9 i Governi di compromesso n\u00e9 di coalizione, n\u00e9 tripartiti, n\u00e9 questo\u00bb.<\/p><p>Ora io vorrei domandare all\u2019onorevole Labriola: se la coalizione non pu\u00f2 accettarla, se il Governo democristiano integrato da tecnici non pu\u00f2 accettarlo, se per l\u2019appello al Paese occorre attendere fino alle elezioni, quale Governo ora deve governarci?<\/p><p>Ricostituendo il tripartito non daremo nemmeno all\u2019onorevole De Gasperi la soddisfazione di non vedere pi\u00f9 manifesti denigratori sulla soglia della sua casa, perch\u00e9 quei manifesti c\u2019erano anche prima. Credo che l\u2019onorevole De Gasperi lo ricordi. Manifesti contro di lui c\u2019erano anche prima, quando vi era il tripartito, quando comunisti e socialisti erano con lui al Governo.<\/p><p>Questo Governo rappresenta un collaudo democratico dell\u2019opposizione, la quale deve svolgersi, che si svolge con il controllo, con la critica, con i suggerimenti, e non ha che un appello: l\u2019appello alle urne. Ci auguriamo tutti che questo appello si faccia al pi\u00f9 presto possibile. Se invece i partiti della opposizione non alle urne vorranno appellarsi, ma vorranno ricorrere a quell\u2019appello al \u00abpopolo\u00bb di cui parlano in modo generico, equivoco, minaccioso, quando non parlano apertamente di \u00abazione diretta\u00bb, cio\u00e8 rivoluzionaria, allora interverr\u00e0 il dovere dello Stato democratico di difendere la democrazia e le sue istituzioni.<\/p><p>Per noi liberali la strada \u00e8 scelta: senza reticenze, senza ambiguit\u00e0, senza rinvii. Noi voteremo contro le mozioni di sfiducia; noi voteremo compatti per questo Governo che \u00e8 l\u2019unico possibile, a nostro avviso, dopo gli esperimenti fatti, per guidare il Paese: collaboreremo cos\u00ec col partito democratico pi\u00f9 forte dell\u2019Assemblea, dal quale siamo pur divisi da varie differenze ideologiche; e siamo disposti a collaborare con qualunque partito che nella difesa degli interessi nazionali ci dia sufficienti garanzie di voler procedere sulla strada democratica del progresso dove la giustizia sociale non pu\u00f2 essere disgiunta dalla libert\u00e0; collaboreremo con qualunque partito, anche se abbia con noi delle notevoli differenze, purch\u00e9 non voglia imporci l\u2019accettazione e l\u2019attuazione radicale del suo schema programmatico caratteristico.<\/p><p>Noi riteniamo che, cos\u00ec facendo, obbediamo non a calcoli elettorali, ma all\u2019interesse del Paese; e in questo modo potremo rendere possibile un\u2019opera assidua difficile, di ricostruzione, in un momento in cui il Paese ha bisogno di ordine, di lavoro; in un momento in cui la libert\u00e0 stessa appare minacciata dall\u2019agitarsi di movimenti totalitari.<\/p><p>Anche noi, onorevole Togliatti, veniamo da lontano; proveniamo dalla storia liberale d\u2019Europa e d\u2019Italia, quella storia che \u00e8 stata una lunga ricerca della libert\u00e0. Noi continuiamo questa ricerca. (<em>Applausi al centro e a destra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. L\u2019oratore, che ha test\u00e9 parlato, di cui ignoro il nome e non mi importa di saperlo&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. \u00c8 Cortese; lei non lo \u00e8!<\/p><p>TOGLIATTI. &#8230;facendo allusione a una espressione del mio discorso di alcuni giorni or sono, dove dicevo che il nostro partito viene da lontano e va lontano, ha voluto interpretare tendenziosamente queste parole, alludendo al fatto che io sono stato parecchi anni assente dall\u2019Italia. Se io sono stato assente dall\u2019Italia, onorevole Cortese, e onorevoli colleghi, che avete voluto ieri o l\u2019altro ieri colle vostre interruzioni poco intelligenti porvi su questa strada&#8230; (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZA. Cos\u00ec si offende l\u2019Assemblea.<\/p><p>TOGLIATTI. &#8230;vi sono stato per combattere per la democrazia e la libert\u00e0 del mio Paese. Io facevo parte d\u2019un partito democratico (<em>Commenti\u2013 Rumori<\/em>), il quale mi aveva significato quale era il mio posto di lavoro e di lotta. Qualora il mio partito mi avesse detto che era il carcere, sarei rimasto in carcere fino alla liberazione. Esso mi ha detto invece che questo posto era l\u2019estero, per organizzarvi la lotta dei comunisti italiani per la libert\u00e0 e per il socialismo. Questo ho fatto e credo che questo sia il pi\u00f9 alto onore della mia vita. Coloro che credono di rinfacciarmi questo come una colpa sappiano che sono ritenuti da noi come non degni di appartenere a questa Assemblea; perch\u00e9 cos\u00ec facendo essi di fatto si rendono solidali con coloro che imposero alla parte migliore del popolo italiano di vivere nelle galere o in esilio, per continuare a combattere per le loro idee e per la libert\u00e0. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORTESE. Chiedo di parlare, in quanto desidero chiarire questo fatto personale e far rilevare all\u2019onorevole Togliatti che \u00e8 incorso in un equivoco.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>CORTESE. Ritengo che l\u2019onorevole Togliatti sia incorso, spero involontariamente, in un equivoco. La frase pronunciata dall\u2019onorevole Togliatti era: \u00abNoi veniamo da lontano e vogliamo andare lontano\u00bb.<\/p><p>Io avevo detto che vi \u00e8 un\u2019affinit\u00e0 ideologica tra tutti i partiti comunisti e soprattutto vi \u00e8 un legame fra essi e la patria del comunismo.<\/p><p>\u00abNoi veniamo da lontano\u00bb, noi, non lei onorevole Togliatti, non la sua persona, non ho detto lei, onorevole Togliatti (<em>Approvazioni al centro e a destra<\/em>), ripetevo la sua frase, che aveva un soggetto al plurale: noi partito, noi idea, e dicevo che si possono scambiare a questo proposito la storia e la geografia. Il comunismo non viene dalle scaturigini profonde, da quelle lontane o da quelle vicine, della storia italiana, dell\u2019anima, della mentalit\u00e0, del genio italiano. \u00c8 una idea d\u2019importazione. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Questo mio apprezzamento pu\u00f2 essere regolarmente non condiviso e ribattuto, ma non pu\u00f2 dar luogo a fatto personale perch\u00e9 fatto personale non c\u2019\u00e8. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Veniamo da lontano, veniamo dalla storia d\u2019Italia, diceva l\u2019onorevole Togliatti: era la sua una battuta polemica, alla quale io ne ho contrapposto un\u2019altra che, cos\u00ec come la sua, non si riferisce alla sua persona fisica, proveniente dal luogo che l\u2019ha ospitato nell\u2019esilio. Il fatto personale non esiste: io ripeto senza alcuna perplessit\u00e0 quel che ho detto: sulla provenienza \u00ablontana\u00bb del comunismo possono sorgere equivoci fra la storia e la geografia. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Prego gli onorevoli colleghi di porgermi pazientemente orecchio.<\/p><p>Desidero richiamare la loro attenzione sul fatto che, come in ogni altra discussione importante, anche in questa la cinquantina e pi\u00f9 di colleghi che si sono zelantemente iscritti a parlare cercano ora, uno per uno, di rinviare il turno del loro intervento. Voglio dire espressamente che non mi \u00e8 pi\u00f9 possibile aderire a simili sollecitazioni. Non riesco a concepire che ognuno degli iscritti non avesse gi\u00e0 molto pensato fin da prima dell\u2019iscrizione alle cose che avrebbe detto.<\/p><p>D\u2019ora innanzi, coloro che si iscrivono a parlare sappiano che si assumono con ci\u00f2 l\u2019impegno di parlare al loro turno.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate alcune interrogazioni con richiesta di risposta urgente.<\/p><p>La prima \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dei lavori pubblici, per conoscere le ragioni per le quali Ariano Irpino (Avellino) non \u00e8 stata compresa nel provvedimento legislativo in corso presso l\u2019ufficio legislativo dei lavori pubblici relativo all\u2019acquedotto consorziale dell\u2019Alta Irpinia, mentre Ariano, comune di trentamila abitanti, difetta di acqua potabile, avendo una tubolatura inquinata da infiltrazioni e con scarsissimo rendimento, per cui nella citt\u00e0 il tifo \u00e8 quasi endemico.<\/p><p>\u00abPer conoscere altres\u00ec se invece l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno e di giustizia disporre che Ariano derivi l\u2019alimentazione idrica dall\u2019acquedotto pugliese, non essendo valide e fondate le ragioni che l\u2019Ente obietta in contrario.<\/p><p>\u00abVinciguerra\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Risponder\u00f2 luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Tre interrogazioni al Ministro dell\u2019interno concernono i fatti di Avellino:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sui gravi incidenti verificatisi in Avellino il 28 settembre 1947 in occasione dei quali pacifici cittadini riportavano anche delle lesioni.<\/p><p>\u00abVinciguerra\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sui sanguinosi avvenimenti di Avellino e per sapere se \u00e8 pi\u00f9 oltre possibile una politica di tolleranza verso forme manifeste di rinascente fascismo.<\/p><p>\u00abLa Rocca, Sereni, Amendola, Reale Eugenio\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare a carico di taluni ben noti provocatori di Avellino, che hanno tentato con insulti, con sassate, con minacce a mano armata, in occasione di un comizio del Partito nazionale monarchico, di dar luogo ad incidenti cui, solo per la pazienza, l\u2019amore dell\u2019ordine e il senso profondo di responsabilit\u00e0 dei partecipanti al comizio, si \u00e8 evitato che seguissero conseguenze veramente gravi.<\/p><p>\u00abCovelli\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Penso che il Ministro dell\u2019interno potr\u00e0 rispondere a queste interrogazioni nel corso del suo intervento nella discussione sulle mozioni.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Quanto alla mia interrogazione, preferisco seguire la procedura normale e sollecito il Governo a rispondere, possibilmente gioved\u00ec o venerd\u00ec.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Io comprendo l\u2019esigenza dell\u2019opposizione e l\u2019opportunit\u00e0 pei membri di essa che le loro interrogazioni debbano avere la precedenza assoluta su tutte quelle che hanno presentato gli altri deputati. Mi inchino, giacch\u00e9 alla opposizione non appartengo; per\u00f2 vi sono anche altre interrogazioni che si riferiscono a fatti di notevole importanza, presentate da tempo e che non possono continuamente essere pretermesse e abbandonate per queste esigenze. Ora, io ascolter\u00f2 volentieri lo svolgimento di quelle dei colleghi, ma chiedo al signor Presidente che, dal momento che il Ministro dei lavori pubblici ha dichiarato ieri sera che \u00e8 pronto a rispondere alle interrogazioni a lui dirette ad incominciare da gioved\u00ec, si tenga presente che io da due mesi ne ho presentata una che si riferisce a contributi essenziali per la ricostruzione di fabbricati rurali e di case distrutte per rappresaglia dai nazi-fascisti, per i quali una Provincia italiana aveva avuto una assegnazione di 52 milioni di lire, attraverso una provvidenza del Ministro Gasparotto.<\/p><p>PRESIDENTE. Non svolga adesso la sua interrogazione.<\/p><p>MICHELI. Non la svolgo, vi accenno solo per fare capire la sua urgente importanza. Se il Governo \u00e8 disposto a rispondere gioved\u00ec o venerd\u00ec ad altre interrogazioni, mi pare che potr\u00e0 rispondere anche alla mia. Ora per una ragione, ora per l\u2019altra, in due mesi non sono riuscito a farla mettere all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Assicuro l\u2019onorevole Micheli che la sua interrogazione sar\u00e0 posta all\u2019ordine del giorno della prima seduta dedicata alle interrogazioni.<\/p><p>DE MERCURIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MERCURIO. Sui fatti di Avellino ho presentato ieri sera una interrogazione urgente. Per quanto riguarda il Ministro dei trasporti, il suo Sottosegretario ha detto che avrebbe risposto domani. Ora la stessa urgenza potrebbe essere riconosciuta dal Ministro dell\u2019interno. Anzi desidero sapere se il Ministro dei trasporti risponder\u00e0 domani.<\/p><p>LA ROCCA. Tutto il Paese \u00e8 interessato ad avvenimenti che mettono in pericolo la libert\u00e0. Il Governo avrebbe il dovere di dare una pronta risposta. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> I fatti di Avellino, di cui alle interrogazioni, sono in corso di accertamento. Abbiate pazienza due o tre giorni. Dal momento che non si vuole trattare dei fatti di Avellino nel corso della discussione sulle mozioni di sfiducia, il Governo risponder\u00e0 luned\u00ec, salvo che le informazioni arrivino prima.<\/p><p>DE MERCURIO. Si tratta di fatti ai quali sono interessati molti deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi sono cinque interrogazioni su questo argomento. Gli interroganti propongono il carattere di urgenza. Al Governo spetta la facolt\u00e0 di riconoscerla indicando la data alla quale ritiene di rispondere. Il Presidente del Consiglio ha detto luned\u00ec. Alcuni ritengono che si debba rispondere prima. Ma, onorevoli colleghi, delle interrogazioni non con carattere d\u2019urgenza io posso fissare il turno; per quelle con carattere d\u2019urgenza tale facolt\u00e0 spetta al Governo. Il Governo ha detto che risponder\u00e0 luned\u00ec. Luned\u00ec metter\u00f2 dunque all\u2019ordine del giorno queste interrogazioni a meno che, prima di quella data, il Governo non comunichi di essere gi\u00e0 in grado di rispondere.<\/p><p>JERVOLINO, <em>Sottosegretario di Stato per i trasporti.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>JERVOLINO, <em>Sottosegretario di Stato per i trasporti.<\/em> Ho detto all\u2019onorevole De Mercurio che avrei desiderato rispondere quando si sarebbe risposto alle altre interrogazioni sullo stesso argomento. Comunque, siamo rimasti d\u2019accordo che queste interrogazioni sarebbero state svolte con precedenza, \u00abcontestualmente. Quindi, se si rinvia lo svolgimento delle interrogazioni rivolte al Ministro dell\u2019interno, mi pare che sia logico e giusto rinviare anche lo svolgimento di quella diretta al Ministro dei trasporti.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, sull\u2019arbitrario intervento delle forze di polizia durante lo svolgersi dello sciopero proclamato il 28 settembre 1947 dai contadini di Villalba, Valledolmo, Marianopoli, Vallelunga, Mussomeli, Resuttano, in provincia di Caltanissetta; e per conoscere quali provvedimenti intenda adottare contro gli agenti di polizia responsabili di avere manganellato indiscriminatamente uomini e donne che avevano partecipato alla manifestazione.<\/p><p>\u00abMusotto, Fiorentino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere i criteri coi quali vengono effettuati a Torino, e in genere in tutte le provincie piemontesi, gli accertamenti sulla tassa entrata in abbonamento. Criteri che urtano il senso di giustizia e di equit\u00e0, il pi\u00f9 comune, in modo da provocare la viva e giustificata reazione da parte delle categorie dei professionisti, degli artigiani e dei commercianti al dettaglio.<\/p><p>\u00abSe, in considerazione del vivo malcontento provocato, non ritenga opportuno impartire pi\u00f9 equilibrate disposizioni per l\u2019applicazione di tale tassa, non continuando cos\u00ec ad inasprire maggiormente le gi\u00e0 gravi difficolt\u00e0 nelle quali si dibattono le categorie sopra indicate. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abChiaramello\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri dell\u2019interno e del lavoro e previdenza sociale, per conoscere se e quali provvedimenti intendano proporre allo scopo di:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) assicurare ai ciechi la funzione di idonei istituti che loro consentano di essere avviati ad un proficuo lavoro, e di cui il Governo abbia la direzione e l\u2019amministrazione, raccogliendo in un unico organismo sia l\u2019Ente nazionale lavoro ciechi, sia tutte le altre iniziative che mirano alla rieducazione dei ciechi, consentendo a questa unica organizzazione l\u2019ampiezza di funzione necessaria a raccogliere tutti i ciechi capaci di rieducazione;<\/li><li><em>b<\/em>) considerare i ciechi alla stregua degli altri inabili al lavoro, estendendo loro l\u2019applicazione delle leggi in vigore, affidandoli cos\u00ec \u2013 in nome dei pi\u00f9 elementari princip\u00ee di solidariet\u00e0 umana \u2013 alla tutela dello Stato. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abSanti, Binni, Bruni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non intenda \u2013 per ragioni evidenti di giustizia \u2013 sospendere l\u2019applicazione della legge 1\u00b0 settembre 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio, in quei Comuni, come, ad esempio, nella zona di Cassino, nei quali le distruzioni causate da eventi bellici abbiano superato la percentuale dell\u201980 per cento, stabilendosi che i contribuenti di tali Comuni dovranno corrispondere l\u2019imposta appena ottenuto il risarcimento del danno di guerra, con le modalit\u00e0 che si riterranno opportune per tutelare gli interessi dello Stato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.45.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10 e alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione delle mozioni degli onorevoli Nenni, Togliatti e Canevari.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXXXVIII. SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 30 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Commemorazione: Vernocchi Presidente Mozioni (Seguito della discussione): Labriola Merzagora, Ministro del commercio con l\u2019estero Cortese Togliatti Presidente Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente Tupini, Ministro dei lavori pubblici De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri La Rocca Micheli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2181,2196,2265,2315,2220","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2162","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2162"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6643,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2162\/revisions\/6643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2162"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}