{"id":2149,"date":"2023-09-17T11:41:07","date_gmt":"2023-09-17T09:41:07","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2149"},"modified":"2023-10-21T18:47:24","modified_gmt":"2023-10-21T16:47:24","slug":"venerdi-26-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2149","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 26 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2149\" class=\"elementor elementor-2149\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e20cf7e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e20cf7e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-62b449e\" data-id=\"62b449e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f53040e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"f53040e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470926_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f3a8ecc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f3a8ecc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXXXIV.<\/p><p>SEDUTA DI VENERD\u00cc 26 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Annunzio di una proposta di riforma del Regolamento:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Svolgimento di mozioni:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Nenni<\/p><p>Togliatti<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p><strong>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Marazza, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Interrogazione <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Annunzio di una proposta di riforma del Regolamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata dagli onorevoli Fuschini, Uberti, Rodin\u00f2 Ugo, Scalfaro, Caronia e Avanzini una proposta di riforma dell\u2019articolo 97 del Regolamento, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019ultimo comma con il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abNel concorso di diverse domande, quella dell\u2019appello nominale prevale su tutte le altre; quella dello scrutinio segreto prevale sulla domanda di votazione per divisione nell\u2019aula\u00bb.<\/p><p>Sar\u00e0 stampata e trasmessa alla Giunta del Regolamento alla cui convocazione provveder\u00f2 nella prossima settimana.<\/p><p>Svolgimento di mozioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento delle seguenti mozioni:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte ai risultati della politica generale del Governo, ed in particolare di quella economico-finanziaria che compromette lo sforzo solidale della ricostruzione del Paese, l\u2019ordine interno e il tenore di vita delle masse popolari, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abNenni, Basso, Romita, Cosattini, Faralli, Giacometti, Giua, Jacometti, Lizzadri, Morandi, Nobili Tito Oro, Cacciatore, Stampacchia, Tonello, Vernocchi\u00bb.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte alle misure delle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza e prefettizie che limitano la libert\u00e0 di propaganda e agitazione, e le libert\u00e0 democratiche in generale, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abTogliatti, Scoccimarro, Longo, D\u2019onofrio, Secchia, Novella, Rossi Maria, Laconi\u00bb.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerati la gravit\u00e0 della crisi economica del Paese ed i preoccupanti sviluppi della situazione internazionale, ritiene necessaria una nuova formazione di Governo pi\u00f9 rispondente di quella attuale agli interessi solidali della Nazione e delle classi lavoratrici. Conseguentemente nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abCanevari, Saragat, Zagari, Vigorelli, Simonini, Persico, Piemonte, Villani, Cartia, Lami Starnuti, Cairo\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha facolt\u00e0 di svolgere la sua mozione.<\/p><p>NENNI. (<em>Segni di attenzione<\/em>)<em>.<\/em> Onorevoli colleghi, sulle ragioni che hanno determinato il Gruppo parlamentare del Partito socialista italiano a presentare una mozione di sfiducia al Governo, di cui si inizia oggi la discussione, sono state dette cose e diverse e contradittorie, tutte poco rispondenti alle nostre vere intenzioni. Probabilmente, il Partito socialista italiano, a nome del quale parlo, \u00e8 il meno complicato dei partiti di quest\u2019Aula. Non aveva in ogni caso e non ha motivi arcani e misteriosi per presentare all\u2019Assemblea una mozione di sfiducia nel Governo. C\u2019era l\u2019impegno generico del Governo di sottoporre alla Costituente l\u2019esercizio provvisorio, ci\u00f2 che avrebbe offerto l\u2019occasione ad una discussione completa della politica del Governo e dei singoli bilanci. Ragioni (molto probabilmente indipendenti dalla volont\u00e0 del Capo del Governo e dei Ministri) hanno impedito che ci\u00f2 si facesse. Ci \u00e8 quindi sembrato che, avendo nelle settimane trascorse, quando l\u2019Assemblea era in vacanza, accentuato il carattere della nostra opposizione, fosse doveroso verso la Costituente e verso il Paese, offrire a noi, agli altri partiti, al Governo l\u2019occasione di un ampio dibattito.<\/p><p>Abbiamo quindi presentato la nostra mozione di sfiducia per rispetto verso l\u2019Assemblea e col sentimento che nel Paese si possono agitare tutti i problemi rimettendosi per\u00f2, per la loro soluzione, alla Costituente oggi, al Parlamento domani.<\/p><p>C\u2019\u00e8 anche da parte nostra il desiderio di rovesciare il Governo, creando cos\u00ec il presupposto per la ricostituzione nel Paese e nell\u2019Assemblea del fronte democratico e repubblicano, il solo, secondo noi, che pu\u00f2 realizzare una distensione nei rapporti politici e di classe, distensione che auspichiamo con tutte le forze del nostro animo, come una delle condizioni della normalizzazione della vita nazionale.<\/p><p>Le ragioni che fecero di noi degli oppositori, potrei quasi dire, <em>avant lettre<\/em> del quarto Gabinetto De Gasperi, furono di ordine politico, di ordine sociale, ma in modo particolare di ordine nazionale. Ci pareva e ci pare che non sia ancora venuto il tempo di esporre le istituzioni democratiche al rischio di lotte molto accentuate. Ci pareva e ci pare che, finch\u00e9 il Governo cumula all\u2019esecutivo il potere legislativo, esso dovesse sforzarsi di essere rappresentativo del pi\u00f9 largo fronte democratico e repubblicano possibile. Ci pareva e ci pare che, data la gravit\u00e0 della situazione economica e sociale del Paese, solo possa essere efficiente un Governo i cui atti non siano sospettati di rispondere a un partito preso e di servire determinati interessi in contrasto con l\u2019interesse delle masse popolari.<\/p><p>Per codesta ragione abbiamo desiderato la discussione che oggi si inizia ed alla quale porteremo il contributo delle nostre critiche e delle nostre osservazioni.<\/p><p>Ritengo doveroso, mentre ci accingiamo a criticare prevalentemente la politica economica, sociale, finanziaria seguita dal Governo, premettere che c\u2019\u00e8 una situazione di fatto grave in s\u00e9, allarmante in s\u00e9, indipendente dal colore o dal carattere del Governo, una situazione che, nei suoi dati generali, rester\u00e0 per parecchio tempo quella che \u00e8 anche se riusciremo, come me lo auguro, a rovesciare il Governo attuale.<\/p><p>Ci sono delle condizioni di fatto che abbiamo ereditato dalla guerra e dal fascismo, che non hanno potuto essere ancora modificate.<\/p><p>Ricordare queste condizioni di fatto \u00e8 per noi doveroso, non soltanto nei confronti dell\u2019attuale Governo, ma per rapporto alle istituzioni repubblicane, che non possono essere considerate responsabili di una situazione non da esse creata, ma ereditata dal fascismo.<\/p><p>Soltanto i danni della guerra ascendono a 4 mila miliardi e la decurtazione complessiva subita dal patrimonio prebellico si aggira sul livello del 30 per cento.<\/p><p>Situazioni di questo genere non possono essere corrette n\u00e9 in qualche settimana, n\u00e9 in qualche anno. Noi abbiamo lavorato nel corso di questi ultimi due anni e il popolo italiano dovr\u00e0 lavorare nel corso dei dieci, quindici e forse venti anni successivi, per pagare il disastro della politica fascista e della guerra, per ritrovare le condizioni di esistenza del 1937 e del 1938.<\/p><p>Quanto ai dati attuali della situazione economico-finanziaria, essi risultano da una serie di indici che nel corso del dibattito saranno valutati e approfonditi dai tecnici e che io mi limiter\u00f2 ad elencare.<\/p><p>L\u2019indice pi\u00f9 grave \u00e8 il deficit della bilancia dei pagamenti internazionali, a colmare il quale, molto probabilmente, di qui alle prossime elezioni di primavera, occorreranno da 7 a 800 milioni di dollari, mentre nei quattro o cinque anni successivi occorrer\u00e0 probabilmente un miliardo di dollari annuo.<\/p><p>L\u2019altro indice della gravit\u00e0 della situazione \u00e8 il deficit del bilancio dello Stato. Le entrate, molto probabilmente, non supereranno i 700 miliardi e le spese, che sono state previste in 1000 miliardi, supereranno probabilmente di molto il preventivo. Le risorse della Tesoreria, all\u2019infuori di quelle ordinarie, sembrano pressoch\u00e9 inaridite. La circolazione \u00e8 in aumento di circa 20 miliardi al mese. Sono questi 20 miliardi che, passando nel consumo, provocano l\u2019aumento dei prezzi.<\/p><p>Altri sintomi della gravit\u00e0 della situazione furono analizzati dall\u2019onorevole Einaudi nel discorso che pronunzi\u00f2 in questa Assemblea il 18 giugno. Allora egli si sofferm\u00f2 in modo particolare sulla constatazione che non si forma pi\u00f9 risparmio; altri, e i settori della sinistra, misero in evidenza la situazione difficile e in certo senso tragica dei salariati e degli stipendiati, i quali hanno visto il potere di acquisto dei loro salari e dei loro stipendi ridursi progressivamente con la svalutazione.<\/p><p>Un nuovo motivo di inquietudine \u00e8 rappresentato dalla contrazione delle esportazioni, dovuta ai costi eccessivi all\u2019interno ed alla concorrenza dei mercati esteri, che aumenta col graduale ritorno alla vita normale economica e commerciale di Paesi pi\u00f9 provati del nostro nel loro apparato produttivo.<\/p><p>Ci troviamo cos\u00ec di fronte ad un problema economico, sociale e finanziario certamente molto pi\u00f9 grave dell\u2019analogo problema che si pone in Inghilterra e in Francia, dove, in fondo, si tratta di meglio organizzate la produzione e la distribuzione, mentre noi siamo alle prese con i problemi fondamentali di vita e di esistenza. Il panno \u00e8 troppo stretto per tagliarvi tutti i vestiti che occorrerebbero.<\/p><p>A giudizio di uomini che sono in grado di valutare l\u2019attuale stato delle cose del nostro Paese, sono stati superati ormai i limiti tecnici di rottura e un immenso baratro si apre dinanzi al popolo italiano, un baratro che potrebbe essere la tomba delle nostre aspirazioni sociali (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>), della nostra indipendenza nazionale e della vita democratica dello Stato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quali erano gli impegni assunti dal Governo di fronte a questa situazione, meno grave quattro mesi fa di quanto non lo sia attualmente? Nel discorso che pronunzi\u00f2 in quest\u2019Aula, presentando il suo quarto Gabinetto, l\u2019onorevole De Gasperi prese tre impegni. Il primo sonava esattamente cos\u00ec: \u00abIl nuovo Ministero assume senz\u2019altro la responsabilit\u00e0 dei provvedimenti finanziari a voi sottoposti dal cessato Governo o da esso direttamente promulgato e in modo particolare fa suo il progetto dell\u2019imposta straordinaria patrimoniale\u00bb. Questo impegno il Governo lo ha mantenuto e, col concorso dell\u2019Assemblea, \u00e8 riuscito a far varare l\u2019imposta straordinaria patrimoniale.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi assumeva un secondo impegno: \u00abIl Governo attuale accetta questi punti gi\u00e0 codificati \u2013 si trattava dei quattordici punti cosiddetti Morandi \u2013 e si propone di attuare gli altri sulla base delle stesse direttive che il Consiglio dei Ministri antecedente, del 4 aprile, cos\u00ec formulava: il Governo svolger\u00e0 l\u2019azione pi\u00f9 strenua per la difesa della lira, secondo queste fondamentali direttive: risanamento progressivo del bilancio; contenimento massimo degli aumenti che pi\u00f9 direttamente incidono sul costo della vita; compressione dei consumi non essenziali e stroncamento della speculazione; disciplina razionale degli scambi, degli investimenti e del credito; potenziamento della produzione mediante un maggiore rifornimento delle materie prime essenziali\u00bb.<\/p><p>Infine il Governo dichiarava che \u00abla difesa della moneta \u00e8 la premessa di ogni altra politica; nulla pu\u00f2 essere costruito, nessuna societ\u00e0 pu\u00f2 sussistere sulle sabbie mobili della moneta instabile\u00bb.<\/p><p>Noi avanzammo allora l\u2019ipotesi, e la preoccupazione, che il nuovo Governo, per la sua struttura, per l\u2019indirizzo che risultava da tale sua struttura, non fosse in grado di attuare il programma elaborato dal Consiglio dei Ministri del 4 aprile, ispirato al concetto di rafforzare le discipline vincolistiche, contro le quali in realt\u00e0 erano state dirette le critiche dei settori di destra dell\u2019Assemblea e del Paese, nelle cui mani il Governo si poneva.<\/p><p>Oggi possiamo prendere in esame le conseguenze della politica del Governo, i risultati della politica economico-finanziaria del Governo. Il primo fatto che salta agli occhi \u00e8 che il Governo ha realizzato qualche cosa che, probabilmente, non ha precedenti nella storia: \u00e8 riuscito, cio\u00e8, a combinare contemporaneamente gli effetti negativi dell\u2019inflazione e della deflazione; per cui in questo momento manca il denaro e salgono i prezzi.<\/p><p>Ho sentito paragonare l\u2019onorevole Einaudi, ad un professore di anatomia patologica, che si sarebbe messo a fare il clinico, ed ho sentito dire \u2013 mi pare con ragione \u2013 che se egli ha esattamente diagnosticato la malattia di cui soffre l\u2019economia nazionale, ha per\u00f2 somministrato durante il periodo pi\u00f9 virulento del morbo i rimedi che bisognava riservare per il periodo della convalescenza.<\/p><p>Ci\u00f2 che appare certo \u00e8 che la misura principale presa dal Governo per cercare di fronteggiare ad un tempo il pericolo dell\u2019inflazione e l\u2019ascesa dei prezzi, cio\u00e8 la contrazione del credito, non ha dato i risultati auspicati. N\u00e9 c\u2019\u00e8 motivo di esserne sorpresi, giacch\u00e9 un\u2019indiscriminata contrazione del credito non poteva che servire determinati interessi di carattere speculativo.<\/p><p>In altri Paesi, come in Inghilterra e in Olanda, invece di andare verso l\u2019indiscriminata contrazione del credito, si \u00e8 andati verso il controllo del credito, lo Stato intervenendo perch\u00e9 la priorit\u00e0 fosse assicurata a quelle branche dell\u2019attivit\u00e0 industriale che lavorano e producono nell\u2019interesse dei consumi popolari e dell\u2019esportazione, eliminando inesorabilmente ogni possibilit\u00e0 di crediti per le attivit\u00e0 di carattere speculativo.<\/p><p>La condanna \u2013 del resto \u2013 della politica governativa \u00e8 nelle cose stesse. Abbiamo avuto, fino a qualche tempo fa, un mercato nero dei prodotti alimentari, abbiamo avuto un mercato nero della produzione destinata all\u2019esportazione; oggi abbiamo anche un mercato nero del credito, che funziona a beneficio di tutte le attivit\u00e0 speculative, che sono quelle che possono pagare alti tassi d\u2019interesse.<\/p><p>Sarebbe per\u00f2 un errore dire che sia in giuoco la responsabilit\u00e0 personale dell\u2019onorevole Einaudi o dei Ministri tecnici: il Ministro Del Vecchio o il Ministro Merzagora.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un punto sul quale, anche dissentendo su tante altre cose, ci sentiamo vicini all\u2019onorevole Vicepresidente del Consiglio: \u00e8 quando egli assume, nei confronti di determinati interessi speculativi, la difesa del tesoro, la difesa di quei cinquantacinque miliardi che devono essere destinati ad incrementare la produzione nell\u2019interesse collettivo e che non devono andare a privati speculatori.<\/p><p>Di fronte alla situazione generale del Paese sono in gioco la responsabilit\u00e0 collettiva del Governo e quella della Democrazia cristiana. Infatti, allorch\u00e9 l\u2019onorevole De Gasperi present\u00f2 il suo Gabinetto all\u2019Assemblea, egli fece la seguente dichiarazione, implicita nel modo con cui aveva provocato e risolta la crisi ministeriale di maggio. \u00abIl Governo \u2013 disse De Gasperi \u2013 si fonda essenzialmente sulla responsabilit\u00e0 politica del partito maggiore, cio\u00e8 della Democrazia cristiana\u00bb.<\/p><p>Vediamo quindi i risultati. C\u2019\u00e8 stata una spinta all\u2019ascesa dei prezzi con conseguenze a tutti note. Il frumento \u00e8 passato al mercato libero da 12.000 lire al quintale a 18. I fagioli da 17 a 20.000 lire. I bovini da macello, nonostante la notevole contrazione del consumo, hanno subito un sensibile aumento; i suini sono passati da 525 lire al chilogrammo a 700, il pollame da 500 a 600, le uova da 24 a 36, ecc.<\/p><p>Il Paese \u00e8 inquieto di questo fenomeno e chiede una spiegazione che finora non \u00e8 stata data. Si osserva, nei consumi, un disordine caotico che aumenta di mese in mese, di settimane in settimane, si potrebbe dire di giorno in giorno&#8230; (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em> Agli onorevoli colleghi che mi interrompono dir\u00f2 che queste cose io le apprendo da mia moglie quando torna dalla spesa, cosa forse che accade anche all\u2019onorevole De Gasperi.<\/p><p>C\u2019\u00e8, dicevo, un disordine caotico dei consumi regolati in base alla sola libert\u00e0 che non vogliamo, la libert\u00e0 della speculazione. \u00c8 possibile e lecito spendere quello che si vuole e come si vuole, come se noi fossimo il paese della ricchezza e dell\u2019abbondanza. N\u00e9 in Inghilterra, n\u00e9 in Svizzera, neppure in Francia, non certamente al di l\u00e0 del famoso sipario di acciaio succedono cose di questo genere. (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Esiste la possibilit\u00e0 di procurarsi qualsiasi cosa, e soprattutto le cose pi\u00f9 lussuose e pi\u00f9 inutili, dalle scarpe di lusso alle pellicce pi\u00f9 lussuose, dalla \u00abvespa\u00bb, ben corazzata di lamiera che manca per tante altre produzioni essenziali, alle lussuose automobili fuori serie.<\/p><p>Contro questa autentica anarchia dei consumi e della produzione noi abbiamo elevato le proteste le pi\u00f9 accorate, e le pi\u00f9 inutili. Contro di essa eleva la sua protesta la grande massa del popolo italiano, che sa che ci sono dei sacrifici da sopportare, delle limitazioni indispensabili, ma reclama un poco di giustizia distributiva e di eguaglianza davanti ai sacrifici.<\/p><p>Che dire poi dello scandalo dei conti valutari, sul quale il Ministro del Commercio estero spero dar\u00e0 all\u2019Assemblea le necessarie spiegazioni?<\/p><p>Io ho l\u2019impressione che ci muoviamo in un nero di seppia, che impedisce di veder chiaro e che forse \u00e8 la condizione necessaria per ghermire la preda senza sollevare troppo scandalo e troppo rumore. Dal punto di vista finanziario la molteplicit\u00e0 dei cambi costituisce una frode allo Stato. Si \u00e8 attribuito ai lanieri il 75 per cento della valuta liberamente negoziata. Per l\u2019industria navale si giunge al 90 per cento. Pochi giorni or sono il Ministro del commercio estero ha fatto conoscere le nuove concessioni fatte agli industriali della seta sotto forma di compensazioni coperte da importazioni di grassi.<\/p><p>Si inventa una moneta nuova per ognuno dei settori che di settimana in settimana si presentano davanti al Governo. Molti sono allarmati all\u2019interno; l\u2019America lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. Il <em>Globo<\/em> ha pubblicato il 29 agosto una nota sulla quale vorrei richiamare l\u2019attenzione del Governo e in modo particolare del Ministro del commercio estero.<\/p><p>La nota dice: \u00abLa missione Lombardo aveva ottenuto dal Tesoro americano che le esportazioni italiane fossero valutate convertendo in lire i dollari al cambio medio di esportazione. Alla vigilia della partenza dell\u2019onorevole Lombardo la promessa del Tesoro era mantenuta ed il provvedimento chiarificatore firmato dal segretario del Tesoro. Era questo uno dei successi pi\u00f9 importanti della missione ottenuto dimostrando agli americani che il nostro non era un sistema di cambi multipli, ma un sistema di compensazione di cambi diversi, attraverso il quale si formava un cambio medio economico di esportazione.<\/p><p>\u00abMa, purtroppo, lo stesso giorno in cui usc\u00ec il provvedimento, giunse a Washington la notizia che il Governo italiano aveva abbandonato il sistema dei conti valutari 50 per cento ed aveva inaugurato un sistema complicato di cambi multipli, concedendo una disponibilit\u00e0 per percentuali diverse di valuta alle diverse categorie di esportatori.<\/p><p>\u00abLa concessione americana diventava quindi inapplicabile al sistema italiano ed il provvedimento \u00e8 stato perci\u00f2 immediatamente sospeso\u00bb.<\/p><p>Ci si preoccupa molto da noi se l\u2019articolo di un giornale dell\u2019estrema sinistra \u00e8 suscettibile di determinare reazioni psicologiche o sentimentali al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico.<\/p><p>Vorremmo che ci si preoccupasse anche di provvedimenti, che hanno certamente compromesso, in parte, il successo della missione Lombardo.<\/p><p>Contemporaneamente a tutte queste caotiche provvidenze, ai cambi multipli, agli interventi in favore di determinati settori, resta caratteristica del Governo l\u2019assenza di un piano di valorizzazione dei prodotti agricoli ed in modo particolare dei prodotti agricoli del Mezzogiorno.<\/p><p>La tendenza generale \u00e8 di vivere giorno per giorno, confidando misticamente non pi\u00f9 nello \u00abstellone\u00bb dei nostri avi, ma nella provvidenza, che ora sta di casa negli Stati Uniti.<\/p><p>Il disordine, la speculazione, lo sperpero caratterizzano lo stato attuale della nostra economia, mentre la miseria e la minaccia della fame investono masse sempre pi\u00f9 vaste della popolazione operaia e impiegatizia.<\/p><p>Ecco, dopo un\u2019esperienza di alcuni mesi, il risultato dell\u2019azione economica dell\u2019onorevole De Gasperi. Ecco il risultato del sostegno, chiesto a quello che il mio compagno Morandi ha chiamato \u00abil quarto partito\u00bb che doveva sostituire al governo il partito o i partiti della classe operaia e che lo ha effettivamente sostituito, ma a beneficio di interessi particolari, che sono in flagrante contraddizione con l\u2019interesse generale della Nazione.<\/p><p>Quanto a noi, noi continuiamo a chiedere al Governo di scegliere fra la concezione liberista e quella vincolista. Questa scelta noi la domandiamo non in nome delle nostre preferenze teoriche, ma in funzione dei concreti interessi del Paese.<\/p><p>\u00c8 il dibattito di tutti i Paesi. Esso ha posto recentemente di fronte alla Camera dei Comuni il Primo Ministro Attlee e l\u2019ex Primo Ministro Churchill. Esso ha avuto eco nella pi\u00f9 recente attivit\u00e0 di tutti i governi. In ordine di fatto esso \u00e8 stato risolto a favore delle discipline vincolistiche e contro il concetto del liberismo e della libert\u00e0 economica. Pochi giorni or sono il Ministro Bevin, parlando ai minatori di Southport, constatava che il trionfo delle teorie liberiste avrebbe significato in Inghilterra, come altrove, la riduzione del tenore di vita e la porta aperta alla fame. Ora, signori, da noi, le porte sono gi\u00e0 abbastanza aperte alla fame data la situazione che abbiamo ereditata dal fascismo e dalla guerra; da noi la situazione \u00e8 gi\u00e0 di per se stessa troppo grave perch\u00e9 si possa esitare di fronte alla necessit\u00e0 di rafforzare, invece che di rallentare, la disciplina economica, la disciplina della produzione e quella dei consumi.<\/p><p>C\u2019\u00e8 qualcuno che trova che si possono risolvere tutti i problemi con un\u2019estrema facilit\u00e0; c\u2019\u00e8 qualcuno, che di fronte alla considerazione ovvia, che la struttura burocratica del nostro Paese \u00e8 troppo pesante, trova che si potrebbero licenziare cento, duecento, trecentomila impiegati. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha gi\u00e0 in tasca la soluzione del problema dei costi industriali dei quali si fa risalire la responsabilit\u00e0 all\u2019eccesso di mano d\u2019opera. Buttare sul lastrico operai e impiegati sono operazioni chirurgiche che sembrano facili quando si enunciano; che sono molto difficili se si tenta di realizzarle. Sono comunque soluzioni di fronte alle quali si pone poi il problema: sussidi o piombo. E non c\u2019\u00e8 una terza via; non c\u2019\u00e8 una terza soluzione. Non si pu\u00f2 accrescere il numero dei disoccupati se non si \u00e8 in condizione di fare una larga politica di sussidi e di assistenza. Uno scrittore liberale, il Paggi, proprio in questi giorni ha scritto: \u00abse si vuole fare una politica liberistica piena, bisogna pensare a riempire le cartucciere dei carabinieri, per mantenere l\u2019ordine pubblico contro le folle che da essa saranno affamate\u00bb. Cos\u00ec si \u00e8 fatto molte volte nella storia: lo si \u00e8 fatto nella storia del nostro Paese e lo si \u00e8 fatto nella storia degli altri Paesi.<\/p><p>Senonch\u00e9 la fame ha tendenza a mordere, e non \u00e8 lecito a nessuno di scherzare n\u00e9 con la fame n\u00e9 con le cartucciere piene. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi non crediamo che possa costituire un intralcio allo sviluppo economico del Paese l\u2019esigenza da noi posta di una disciplina razionale nei settori fondamentali della produzione e del consumo. Noi riteniamo giunto il momento (e su questo domandiamo di conoscere l\u2019opinione del Ministro del commercio con l\u2019estero) di unificare i cambi con la totale avocazione allo Stato della valuta. Ricordo all\u2019attuale Ministro del commercio con l\u2019estero, ricordo al Presidente del Consiglio, che quando fu approvata la legge Bracci del 50 per cento, fu stabilito in modo tassativo dal Ministro proponente che si trattava di un provvedimento contingente e provvisorio, destinato a mettere in condizione il Ministero del commercio con l\u2019estero di organizzarsi per procedere poi al monopolio dei cambi, ci\u00f2 che implica l\u2019abolizione dei cambi multipli o fittizi, come gli attuali.<\/p><p>Riteniamo anche che ci sia nel campo della politica tributaria qualcosa da fare, molto da fare, per colpire tutti i redditi superiori al livello alimentare, quando non siano destinati a fini essenziali di produzione per il consumo interno o per l\u2019esportazione.<\/p><p>Si \u00e8 affacciata recentemente l\u2019esigenza di una severa politica del lavoro. Ci si \u00e8 chiesto se siamo disposti a reclamare, con lo stesso ardore con cui reclamiamo misure vincolistiche sull\u2019attivit\u00e0 industriale e bancaria, una ferrea disciplina del lavoro. Rispondiamo di s\u00ec, a condizione che non si lesini la necessaria contropartita. Voi avrete il diritto di reclamare una ferrea disciplina dalla classe operaia quando avrete dimostrato di riconoscerne la funzione nella nuova civilt\u00e0 del lavoro. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onde torna opportuno richiamare l\u2019impegno di tutti i partiti, l\u2019impegno anche della Democrazia cristiana, di dare forma concreta e legale ai consigli di gestione. \u00c8 un atto che la classe operaia attende con la maggiore impazienza in quanto esso segna appena un passo innanzi sul controllo operaio deciso da Giolitti nel 1920.<\/p><p>In verit\u00e0, signori, nel nostro programma di emergenza, di socialista c\u2019\u00e8 poco o niente; \u00e8 un programma socialista nella misura in cui la miseria grida giustizia sociale e ogni sforzo di giustizia sociale \u00e8 socialista, \u00e8 un socialismo, che dovrebbe essere comune a vasti settori dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Onorevoli colleghi, si \u00e8 fatta qui e fuori di qui la critica la pi\u00f9 viva delle esperienze di pianificazione in atto in altri Paesi. Nessuno per\u00f2 pu\u00f2 negare che dall\u2019Inghilterra alla Cecoslovacchia, alla Polonia, lo sforzo ricostruttivo si svolge secondo linee pi\u00f9 armoniche e con una tendenza a sacrificare tutto quanto non \u00e8 assolutamente indispensabile e urgente secondo il criterio della priorit\u00e0 degli interessi generali su quelli particolari.<\/p><p>Lo stesso non si pu\u00f2 dire del nostro Paese dove assistiamo ad una dispersione di sforzi, di capitali, di ferro, di cemento, impiegati per opere di lusso che possono aspettare cinque anni, dieci anni, senza danno per la collettivit\u00e0, mentre sono trascurate opere indispensabili di utilit\u00e0 pubblica, specialmente nell\u2019Italia meridionale e in generale nelle regioni pi\u00f9 duramente colpite dalla guerra.<\/p><p>Tuttavia qualunque sia il giudizio, che si pu\u00f2 dare in sede teorica circa i pregi e i difetti del liberismo o del vincolismo, nessuno pu\u00f2 negare che in periodo di penuria, di crisi, quando le cose mancano, quando nessuno pu\u00f2 compiere il miracolo di adeguare il consumo ai bisogni, la soluzione unica ed indispensabile \u00e8 il rafforzamento delle discipline vincolistiche.<\/p><p>Il problema per noi si pone in questi termini: o l\u2019Italia diventa un grande cantiere, in cui ci sia lavoro per tutti e in cui tutti siano ricondotti ad un tenore di vita medio, oppure andiamo, con l\u2019autunno e l\u2019inverno che battono alle porte, verso tempi pi\u00f9 duri.<\/p><p>E qui vorrei dire, signori, una parola sulle agitazioni operaie, che hanno sollevato tanto scalpore e tanto scandalo.<\/p><p>Vorrei, intanto, premettere un dato, del quale non dobbiamo dimenticarci quando parliamo del contributo delle classi lavoratrici alla ricostituzione della ricchezza nazionale. Se i salari e gli stipendi avessero seguito la svalutazione e l\u2019aumento dei prezzi, oggi si pagherebbero in Italia mille miliardi di lire di salari e di stipendi, e se ne pagano invece la met\u00e0; ci\u00f2 che significa che le classi lavoratrici e impiegatizie concorrono alla ricostituzione della ricchezza nazionale con un tributo di cinquecento milioni annui. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci.<\/em> Miliardi!<\/p><p>NENNI. Scusate, \u00e8 la confusione di chi come me non \u00e8 adusato ancora alle cifre astronomiche.<\/p><p>Si \u00e8 creata la leggenda, che le agitazioni sono l\u2019opera di sobillatori. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Io ho i capelli grigi e ricordo che 30, 35 anni fa i moderati del nostro Paese non sapevano dare altra spiegazione, di fronte ai fatti sociali. Allora era un sobillatore Malatesta, era un sobillatore Filippo Turati, era un sobillatore don Albertario. Adesso ai sobillatori si danno nomi diversi, ma la mentalit\u00e0 \u00e8 la medesima: \u00e8 la mentalit\u00e0 di chi crede che l\u2019azione di qualche uomo, di qualche organizzatore possa determinare movimenti di fondo che sono la espressione della volont\u00e0 collettiva di larghi strati della popolazione.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che nelle organizzazioni operaie, nelle organizzazioni politiche sono pi\u00f9 numerosi coloro che hanno fatto i pompieri di coloro che hanno fatto i sobillatoti. Filippo Turati disse, una volta, una parola che fece scandalo, disse che egli aveva fatto il poliziotto nel 1904, all\u2019epoca del primo sciopero generale. Oggi ci sono molti organizzatori sindacali che potrebbero dire, come Filippo Turati, che fanno i poliziotti. Non c\u2019\u00e8 bisogno di sobillatori perch\u00e9 una situazione grave come l\u2019attuale determini vasti movimenti di massa, allorch\u00e9 il popolo non ha fiducia nel Governo e nella classe dirigente a cui sono affidati i destini della Nazione.<\/p><p>Lo sciopero dei braccianti ha avuto la sua giustificazione nei suoi stessi risultati: erano cos\u00ec ragionevoli le cose che da settimane e da mesi le organizzazioni reclamavano, che si \u00e8 potuto dare loro soddisfazione. Si grida allo scandalo perch\u00e9 i braccianti hanno fatto lo sciopero quando si avvicinava l\u2019epoca del raccolto del riso! Signori, volevate dunque che i braccianti incrociassero le braccia alla vigilia di Natale? (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 in corso in questo momento una grave agitazione dei metallurgici, la quale ha dato i luogo ad una sospensione di lavoro di 48 ore. \u00c8 facile fare il conto di quello che pu\u00f2 essere stato il danno per la diminuita produzione: senonch\u00e9, quando l\u2019onorevole De Gasperi ci presenter\u00e0 il conto delle giornate di lavoro perduto, noi lo pregheremo di mandarlo agli industriali (<em>Applausi a sinistra<\/em>) che sono responsabili dell\u2019attuale situazione di tensione.<\/p><p>Che cosa chiedono i metallurgici? Chiedono l\u2019orario settimanale di 40 ore per poter assorbire la mano d\u2019opera disoccupata; chiedono che siano istituiti degli incentivi di produzione a favore di tutti i lavoratori, operai, tecnici e impiegati, allo scopo di migliorare e di aumentare la produzione.<\/p><p>Dovremmo, se mai, esser noi, per fedelt\u00e0 a taluni dei nostri princip\u00ee, a sollevare dubbi su misure che i sindacalisti di un tempo stimavano proprie ad indebolire lo spirito unitario di classe degli operai.<\/p><p>Oggi l\u2019organizzazione sindacale, ponendo al di sopra degli interessi delle singole categorie gli interessi della Nazione, rinunzia a quella che fu, in altri tempi, una specie di pregiudiziale contro i cottimi e i premi di produzione e sono proprio gli industriali che si oppongono \u2013 con argomenti che io non riesco a capire, tanto mi sembrano contrari ad un tempo all\u2019interesse della produzione e al loro proprio interesse.<\/p><p>Ci sono altre agitazioni, che rischiano di tornare sul tappeto. C\u2019\u00e8 l\u2019agitazione degli statali in favore della scala mobile, agitazione che risponde ad un assoluto principio di giustizia. Il blocco degli stipendi \u00e8 giustificato, nella situazione attuale, e rappresenta anch\u2019esso un contributo che gli impiegati pagano alla ricostituzione della ricchezza nazionale. Ma il blocco degli stipendi non \u00e8 giusto che se, dall\u2019altra parte, c\u2019\u00e8 il blocc\u00f2 dei prezzi. E voi non potete condannare vaste categorie, che guadagnano meno del necessario per vivere, ad assistere all\u2019aumento dei prezzi senza avere un modo meccanico (di una meccanica a ritardamento) che permetta loro di adeguare gli stipendi al costo della vita.<\/p><p>Ci sono i pensionati che continuano e continueranno a dare dei dispiaceri al Ministro del tesoro. Ma non c\u2019\u00e8 bisogno di nessun sobillatore per muovere un uomo che ha servito per trenta o quarant\u2019anni lo Stato, e oggi riceve 3-4-5 mila miserabili lire, con le quali dovrebbe far fronte al peso dell\u2019esistenza.<\/p><p>N\u00e9 credo si possa parlare di esagerazioni e di demagogia rispetto alle rivendicazioni presentate col manifesto del 25 agosto della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, e che noi domandiamo ancora una volta siano prese in seria considerazione. Sono cinque punti ispirati a criteri di moderazione e di pubblico interesse:<\/p><p>1\u00b0) applicare il tesseramento differenziale per i meno abbienti (e i conti del Ministro o dell\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione hanno in proposito poco convinto e convincono poco);<\/p><p>2\u00b0) la cessione da parte degli industriali di proporzionati quantitativi di viveri, di calzature, di tessuti e di altri generi necessari, agli Enti comunali di consumo;<\/p><p>3\u00b0) il controllo dei costi di produzione, con la partecipazione dei consigli di gestione, delle commissioni interne, dei rappresentanti dei consumatori;<\/p><p>4\u00b0) la partecipazione dei lavoratori e dei consumatori alla nuova commissione centrale e a quelle provinciali per la fissazione e il controllo dei prezzi;<\/p><p>5\u00b0) l\u2019anticipazione dell\u2019entrata in vigore dell\u2019aumento e della normalizzazione delle razioni di pane, di pasta e dei supplementi di zucchero ai giovani e ai vecchi.<\/p><p>Chi pu\u00f2 parlare di demagogia? Dov\u2019\u00e8 l\u2019esagerazione? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Cosa c\u2019\u00e8 in queste rivendicazioni che non rappresenti una reale esigenza scaturente dalle condizioni stesse della vita sociale?<\/p><p>Infine, le manifestazioni del 20 settembre. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Gi\u00e0, ci eravamo dimenticati che il 20 settembre coincidesse con la breccia di Porta Pia. (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>)<em>.<\/em> Vi state incaricando voi di ricordarcelo e di ricordarci che esiste ancora un problema di libert\u00e0 spirituale. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le manifestazioni del 20 settembre non sono state n\u00e9 organizzate n\u00e9 dirette per esercitare una pressione sull\u2019Assemblea. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Esse avevano uno scopo e un fine che, col vostro permesso, ci compiacciamo di considerare raggiunto!<\/p><p>Si trattava di portare di fronte a tutta la opinione pubblica del Paese i problemi di determinate categorie attorno ai quali certi giornali avevano fatto una campagna sistematica di travisamenti.<\/p><p>Non so quale sia la vostra concezione della democrazia. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Per noi la democrazia \u00e8 l\u2019obbligo di render conto a tutto il Paese di determinate campagne e di determinate agitazioni, ed \u00e8 quello che i partiti che presero l\u2019iniziativa delle manifestazioni del 20 settembre hanno fatto.<\/p><p>Me ne dispiace per voi, ma tutte le relazioni indicano che le manifestazioni per importanza, disciplina, ordine&#8230; (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, conserviamolo almeno qui l\u2019ordine!<\/p><p>NENNI. &#8230;hanno raggiunto e forse superato i risultati di quelle del 1\u00b0 maggio 1945, quando per la prima volta, dopo una lunga parentesi, i sindacati ricomparvero sulle strade dietro le loro bandiere! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAFFI. (<em>Accenna al centro<\/em>)<em>.<\/em> Vi rincresce!<\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> No, ci hanno fatto molto piacere!<\/p><p>NENNI. Ho paura che la vera natura di quello che voi siete risulti molto di pi\u00f9 da queste vostre interruzioni che dai vostri discorsi! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, noi non abbiamo in questo settore nessun particolare problema politico da prospettare davanti all\u2019Assemblea. Consideriamo che in questo momento non vi sono grossi problemi politici aperti. Consideriamo liquidata la lotta fra antifascismo e fascismo, anche se, come \u00e8 inevitabile, talune nostalgie e talune irritazioni cercano di farsi strada, legate ancora al passato, espressione di esigenze di difesa, non volte all\u2019avvenire.<\/p><p>Consideriamo chiuso il problema istituzionale. Aveva ragione l\u2019onorevole Nitti quando disse in questa Assemblea che se i problemi istituzionali non accalorano troppo il Paese \u00e8 perch\u00e9 noi li abbiamo formalmente risolti nel 1946, ma essi erano gi\u00e0 stati storicamente risolti nel 1919-22. Altrettanto arbitrario e puramente polemico (sono il primo a sapere che la polemica ha delle esigenze) consideriamo il dibattito fra democrazia e totalitarismo. Anche questo problema \u00e8 risolto nel nostro Paese.<\/p><p>Si \u00e8 parlato di un problema della pacificazione. Non ho l\u2019impressione che oggi esista una esigenza di tale genere; ho anzi l\u2019impressione che il giorno in cui di queste cose si potr\u00e0 parlare con serenit\u00e0, si riconoscer\u00e0 che non solo il problema lo abbiamo affrontato noi, ma siamo andati molto lontani sulla via della definitiva soluzione.<\/p><p>Personalmente, quando sono arrivato all\u2019Alto Commissariato dell\u2019epurazione, ho visto che il problema era stato sbagliato all\u2019inizio, che era stato impostato in un modo per cui la soluzione ci sfuggiva, perch\u00e9 lo avevano impostato con mentalit\u00e0 liberale, sulla base della ricerca della responsabilit\u00e0 individuale, cio\u00e8 del processo alle persone, mentre in realt\u00e0 l\u2019epurazione andava fatta per categorie.<\/p><p>Avrei compreso chi avesse detto: \u00ab\u00c8 responsabile Mussolini e basta\u00bb. Ed avrei compreso un altro che avesse detto: \u00abSono responsabili ed epurati tutti gli iscritti al partito fascista\u00bb. Tra questi due poli c\u2019era modo di trovare un giusto termine. La sola cosa assurda era di voler mettere sotto processo epurativo un milione o pi\u00f9 di persone. Quando mi accorsi che questa era la conseguenza di leggi che non avevamo fatto noi ma che erano state elaborate dal primo Governo di Salerno, presi su me la responsabilit\u00e0 di mettere fuori causa almeno tutti gli impiegati minori, dal settimo grado in gi\u00f9.<\/p><p>Poi \u00e8 venuta l\u2019amnistia del 2 giugno, e dell\u2019amnistia del 2 giugno credo che si possa dire tutto tranne che non fosse un vero atto di pacificazione, tanto che essa sollev\u00f2 nel campo nostro le pi\u00f9 aspre rampogne, aggravate poi dall\u2019applicazione sovente scandalosa della legge. Non credo quindi si possa parlare dell\u2019esistenza di una questione aperta della pacificazione. Ogni caso umano ci interessa; ma nella valutazione dei casi umani vorrei che non si dimenticasse da dove veniamo e si ricordasse che ci sono centinaia e migliaia di antifascisti che sono stati quindici, venti anni nelle carceri, senza che nessuno, o ben pochi si occupassero di loro. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non credo nemmeno (e lo dissi gi\u00e0 nel giugno scorso) che la Repubblica sia in pericolo. Con delle nostalgie non si rovescia un regime. Bisogna interpretare delle leggi nuove di vita; ed essere portatori di un ordine nuovo, per mettere in pericolo lo Stato creato il 2 giugno 1946. Se mai c\u2019\u00e8 un pericolo repubblicano \u00e8 nella discordia dei partiti repubblicani. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 nella inefficienza dei governi repubblicani. \u00c8 nel ritardo ad affrontare determinati problemi sociali \u2013 primo fra tutti la riforma agraria. Per ora la minaccia non viene dai resti del vecchio mondo. I soli grandi problemi di oggi sono quelli di ordine sociale.<\/p><p>Io credo anche che sulla politica estera non dovrebbero esserci grandi dissidi fra noi. Nel suo discorso del 18 giugno, l\u2019onorevole Einaudi, mettendo in evidenza il bisogno che abbiamo di crediti dall\u2019estero, ricord\u00f2 molto opportunamente che il problema si era presentato, in termini analoghi, dopo il Risorgimento; e che allora fu risolto ricorrendo a crediti inglesi, francesi, belgi, in gran parte o nella totalit\u00e0 pagati, quando scoppi\u00f2 la guerra del 1914.<\/p><p>I dissidi che oggi esistono sulla nostra politica estera sono un riflesso dei dissidi che esistono in quella interna. Non \u00e8 messo in dubbio da nessuno che noi abbiamo bisogno del credito degli Stati Uniti, che dobbiamo sollecitare il credito degli Stati Uniti. La missione Lombardo, secondo me, ha dimostrato che si pu\u00f2 realizzare concretamente una politica d\u2019intesa con gli Stati Uniti senza fare una politica di umiliazione del Paese e di accattonaggio. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>L\u2019onorevole Lombardo, l\u2019ho mandato io.<\/p><p>NENNI. Il dissenso nasce quando taluni partiti nel nostro Paese, invece di fare una politica verso l\u2019America, una politica con l\u2019America, vogliono che noi facciamo nostra la politica dell\u2019America: ci\u00f2 che \u00e8 anche ridicolo, perch\u00e9 l\u2019America non ha nessun bisogno del nostro concorso. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Peggio ancora, il dissidio si aggrava quando tendenze conservatrici e reazionarie interne, per ottenere determinati risultati, pongono la loro attivit\u00e0 sotto il patronato degli Stati Uniti.<\/p><p>Fino al 1945 si ponevano sotto il patronato dell\u2019ex primo ministro inglese Churchill. Ad ogni istante sentivamo dire: \u00abbadate, l\u2019Inghilterra questo non lo vuole; Churchill questo non lo permette\u00bb.<\/p><p>Oggi tutto il contrabbando reazionario si pone sotto il patronato del Presidente Truman, senza nessuna responsabilit\u00e0 n\u00e9 del Presidente Truman n\u00e9 del Dipartimento di Stato n\u00e9 degli uomini responsabili degli Stati Uniti.<\/p><p>E quando si vogliono fare delle operazioni, che chiamo delle sporche operazioni di politica interna, non se ne assume la responsabilit\u00e0 di fronte al Paese, ma si dice: \u00abquesta \u00e8 la volont\u00e0 dell\u2019America\u00bb. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Porti degli esempi; precisi.<\/p><p>NENNI. Questi i fatti.<\/p><p>Proprio in questo campo si manifesta in pieno quella che fu chiamata dall\u2019onorevole Orlando, cupidigia di servilit\u00e0. (<em>Rumori \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo detto e ripetiamo di considerare utile ed indispensabile per il nostro Paese una politica con l\u2019America, una politica verso l\u2019America.<\/p><p>Abbiamo detto e ripetiamo che non avalliamo il tentativo di mettere sotto la bandiera americana le merci del contrabbando politico e reazionario interno.<\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Quali sono questi fatti?<\/p><p>NENNI. Voi li conoscete meglio di me. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi sapete che, quando si vogliono raggiungere certi fini di divisione tra le forze democratiche del Paese, non si dice: \u00abNoi lo vogliamo\u00bb, ma si lascia intendere che tale \u00e8 la volont\u00e0 degli Stati Uniti. Il che non \u00e8 vero. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Onorevole Nenni, se lei cita e prova un fatto solo, io mi dimetto all\u2019istante. (<em>Vivissimi applausi al centro e a destra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Onorevole Sforza, le regalo questi applausi. Quanto al problema da me posto ella \u00e8 dunque il solo degli italiani che non abbia sentito porre una certa politica di esclusione di determinati uomini e di determinati partiti dalla direzione politica del Paese, sotto il pretesto di consigli venuti dall\u2019estero. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro e a destra \u2013 Interruzione dell\u2019onorevole Aldisio<\/em>)<em>.<\/em> Avrei del resto voglia di rallegrarmi delle reazioni che suscitano al centro le mie parole (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>&#8230;<\/em> Vuol dire che si ha vergogna di dire qui quel che si sussurra dappertutto.<\/p><p>Onorevole Sforza! Ella, come Ministro degli esteri, non doveva entrare in questo dibattito, avendo io premesso che non ho mai creduto, non credo, alla verit\u00e0 degli interventi stranieri dietro i quali si sono mascherati i moderati e i conservatori per fini di reazione sociale e politica. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Onorevole Nenni! Prendo atto del fatto che lei ha dichiarato che non ci sono mai stati questi interventi.<\/p><p>NENNI. Il dissenso sulla politica estera si aggrava quando si persiste in una politica unilaterale che ignora l\u2019esistenza di tutto un vasto settore europeo e degli interessi del nostro Paese in questo settore del mondo. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sono stato in queste ultime settimane in Cecoslovacchia dove un Ministro \u2013 che \u00e8 dei nostri \u2013 cerca con mezzi del tutto inadeguati di realizzare una costruttiva politica di scambi commerciali. Ho constatato in Polonia che ritiriamo la met\u00e0 del carbone che ci \u00e8 assegnato a termini del Trattato di commercio. Ho potuto, in linea generale, convincermi che nei paesi orientali, indipendentemente dalla forma di Governo, indipendentemente dai sistemi sociali in vigore, esistono immense possibilit\u00e0 di rafforzare, incrementare i nostri commerci ed i nostri scambi. Per cui arrivo alla conclusione che come dobbiamo fare una politica con l\u2019America, che non pu\u00f2 essere la politica dell\u2019America, cos\u00ec dobbiamo fare una politica con l\u2019Oriente, che non ha bisogno di essere la politica dell\u2019Unione Sovietica perch\u00e9 nessuno ci chiede di sposare tartarinescamente cause non nostre.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Perch\u00e9 con la Spagna no?<\/p><p>NENNI. C\u2019\u00e8 un solo problema politico del quale dovremmo discutere in quest\u2019Aula: chi ha l\u2019autorit\u00e0, chi ha la forza per aiutare il Paese a sortire dalla situazione attuale, per fronteggiare la crisi economica, per ridare calma spirituale e politica alle grandi masse, per creare una distensione, come dicevo all\u2019inizio del mio discorso, nella situazione politica e sociale? Nessun partito, io credo, da solo, ha oggi questa possibilit\u00e0. Non ha certamente la forza e l\u2019autorit\u00e0 necessaria una coalizione di partiti dalla quale siano esclusi i rappresentanti diretti del movimento operaio, del movimento dei lavoratori. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non c\u2019\u00e8 argomento pi\u00f9 specioso della contrapposizione del paese reale al paese legale. Ma dobbiamo renderci conto che la vita politica non si esaurisce entro il Palazzo di Montecitorio e nella attivit\u00e0 dei singoli Ministeri; dobbiamo renderci conto che la vita democratica trabocca da Montecitorio verso tutto il Paese; che esiste un problema di maggioranza parlamentare, fondamentale per le istituzioni democratiche, ma esiste anche un problema di adesione delle masse alle direttive di un Governo.<\/p><p>Voi avete detto \u2013 ed in questo siete in errore \u2013 che noi abbiamo bisogno di tornare al Governo perch\u00e9 si avvicinano. le elezioni. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi dimostrate in tutte le cose di essere fermi ad un passato gi\u00e0 tramontato. Il tempo in cui le elezioni le faceva il Ministro dell\u2019interno \u00e8 tramontato per sempre.<\/p><p>PICCIONI. Ma ci torneremo col collegio uninominale.<\/p><p>NENNI. Era vero all\u2019epoca di Depretis; era vero all\u2019epoca di Giolitti, era vero prima del suffragio universale; era gi\u00e0 un po\u2019 meno vero dopo il suffragio universale; \u00e8 molto meno vero oggi.<\/p><p>GIANNINI. Questo l\u2019ho detto io.<\/p><p>NENNI. Se noi obbedissimo alla logica dei nostri interessi di partito dovremmo formulare un solo voto: che il Governo cos\u00ec come \u00e8 ci porti fino alle elezioni dell\u2019aprile. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma siccome il movimento operaio e socialista ha altre preoccupazioni, siccome ci sentiamo responsabili di fronte al Paese delle istituzioni democratiche che abbiamo concorso a fondare; siccome la distinzione governo-opposizione, in un\u2019ora come l\u2019attuale, quando la fondazione del nuovo Stato \u00e8 recente e quando siamo alle prese con problemi tanto gravi, \u00e8 molto pi\u00f9 superficiale di quanto non sembri, cos\u00ec abbiamo sostenuto nel giugno scorso, cos\u00ec sosteniamo oggi la necessit\u00e0 di ricreare nel Paese il fronte di tutte le forze democratiche e repubblicane, al quale solo riconosciamo l\u2019autorit\u00e0 morale e politica per ottenere la subordinazione di tutte le classi agli interessi superiori della Nazione.<\/p><p>Signori, penso che sarebbe una grande sciagura se la voce della parte del Paese che noi rappresentiamo, che vuole collaborare alla ricostruzione economica della Nazione cos\u00ec come ha collaborato alla liberazione nazionale del Paese, come ha collaborato alla fondazione del nuovo Stato democratico, penso che sarebbe una grande sciagura se la voce di questa parte del Paese non trovasse all\u2019Assemblea Costituente la eco che merita. Signori del centro, assumete le vostre responsabilit\u00e0; noi abbiamo assunte le nostre. (<em>Vivi applausi a sinistra \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 18,<\/em> \u00e8 <em>ripresa alle 18.25<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Togliatti, per svolgere la mozione da lui presentata.<\/p><p>TOGLIATTI. Signor Presidente, signore, onorevoli colleghi! Spero questa volta di intrattenere l\u2019Assemblea per breve periodo di tempo. La mozione di sfiducia al Governo che il Gruppo parlamentare comunista mi ha incaricato di presentare, chiedendo all\u2019Assemblea di votarla, \u00e8 stata formulata da noi sulla base di una interpellanza che io, quale primo firmatario, ed alcuni altri colleghi del mio Gruppo, avevamo presentato pochi giorni prima della sospensione estiva dei lavori parlamentari.<\/p><p>Essa \u00e8 stata trasformata da noi in mozione di sfiducia, prima di tutto per la gravit\u00e0 dei fatti che l\u2019avevamo provocata, in secondo luogo perch\u00e9 ci sembrava che, svolgendosi in questa Assemblea un dibattito sulla fiducia al Governo, aperto dai colleghi e compagni socialisti, era giusto che le nostre critiche per la politica interna, e quindi per la politica generale del Governo, venissero riversate in questo dibattito. E ci\u00f2 tanto pi\u00f9 perch\u00e9 da pi\u00f9 parti era stata avanzata la suspicione che il fatto che noi non presentassimo una mozione di sfiducia all\u2019Assemblea nel momento in cui un partito a noi alleato presentava una sua mozione di sfiducia, volesse significare, non solo un raffreddamento dei legami con questo partito, ma una nostra intenzione di trasportare la lotta politica contro il Governo da questa Assemblea, che \u00e8 la sua sede naturale, esclusivamente sulle piazze. Anche per questo motivo, cio\u00e8 per dissipare questa suspicione, abbiamo voluto trasformare la nostra interpellanza in mozione, chiedendo, a nome del nostro Gruppo, che l\u2019Assemblea esprima la sfiducia al Governo per la sua politica interna e per la sua politica generale. La mia mozione quindi concerne in parte il Ministro dell\u2019interno, che non vedo presente a quei banchi e che, con la sua assenza, non credo abbia voluto sottolineare una sua mancanza di riguardo, non dico per la mia persona, ma per questa Assemblea&#8230;<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> \u00c9 dovuto andare in Sicilia.<\/p><p>TOGLIATTI. &#8230;e per il resto concerne tutto il Governo.<\/p><p>Motivo dell\u2019interpellanza presentata da noi nel mese di luglio era stata una serie di atti compiuti da autorit\u00e0 di polizia e prefettizie, nei quali avevamo rilevato false interpretazioni e non ammissibili applicazioni di determinati testi di legge, false interpretazioni e non ammissibili applicazioni le quali portavano a una effettiva, concreta, reale limitazione di quelle libert\u00e0 democratiche per riconquistare le quali noi e la grande maggioranza dei colleghi di quest\u2019Aula abbiamo combattuto, riportando una vittoria che \u00e8 gloria comune di tutti noi.<\/p><p>Potr\u00e0 forse per\u00f2 sembrare ad alcuni dei colleghi che i fatti che io citer\u00f2 all\u2019inizio della mia esposizione non abbiano un peso tale da giustificare un atto cos\u00ec importante e cos\u00ec solenne come una mozione di sfiducia. Ma la realt\u00e0 non \u00e8 questa; la realt\u00e0 non \u00e8 questa, perch\u00e9 in questi atti abbiamo rilevato una tendenza, la quale poi si \u00e8 sviluppata, e ha dato via via i suoi frutti nel corso dell\u2019attivit\u00e0 governativa. Questa tendenza si \u00e8 del resto manifestata immediatamente dopo la costituzione di questo Governo e pu\u00f2 essere quindi considerata come una delle caratteristiche della sua fisionomia, della sua personalit\u00e0.<\/p><p>Incomincio dunque da questi atti. Si tratta essenzialmente di una limitazione delle fondamentali libert\u00e0 democratiche, consistente nel vietare pubblicamente le critiche e l\u2019attacco al Governo e ai membri di esso. Concretamente, si tratta di \u00abordini severi\u00bb \u2013 cos\u00ec dicevano i rappresentanti del Governo nelle provincie, ai cittadini che si presentavano a chiedere chiarimenti, \u2013 di \u00abordini severi\u00bb impartiti dal Ministro dell\u2019interno per impedire l\u2019affissione di determinati manifesti di propaganda di partito, nei quali venivano esposti, in quella forma concisa, incisiva e drammatica che si usa nei manifesti \u2013 e a cui del resto sapete fare ricorso anche voi \u2013 gli stessi giudizi che di questo Governo avevamo dato qui, davanti a voi, quando si svolse il dibattito generale sulla sua composizione e sul suo programma.<\/p><p>Il Governo attuale veniva quindi definito come Governo della discordia, ripetendo una definizione data da me stesso e come Governo che favorisce le forze della speculazione, ripetendo in questo caso una definizione che, credo, venne data allora dal collega Scoccimarro.<\/p><p>In un altro di questi manifesti venivano accusati e investiti della loro responsabilit\u00e0 determinati membri del Governo, personalmente, rappresentandoli con la loro effige, nella loro persona, coi loro detti e coi loro fatti, ricordando naturalmente anche, per alcuni di loro, quei fatti che si riferivano ad attivit\u00e0 da loro esplicate, nell\u2019ambito di determinate organizzazioni fasciste. Il richiamo di questi fatti in s\u00e9, non credo dovrebbe offendere, poich\u00e9 si tratta di cose vere e non \u00e8 quindi offensivo il ricordarle.<\/p><p>Questo, per\u00f2, secondo il Ministro dell\u2019interno, non doveva avvenire. Ordini severi, ripeto, vennero dati a tutte le autorit\u00e0 di tutta la Repubblica, di non permettere l\u2019affissione di questi manifesti; vennero mobilitate le forze di polizia, motorizzate con \u00abjeep\u00bb, mitragliatrici, ecc., non soltanto per impedire l\u2019affissione, \u2013 e di qui una serie di incidenti, \u2013 ma per lacerare persino i manifesti gi\u00e0 affissi servendosi di soldati delle forze di polizia adibiti a questa poco eroica funzione.<\/p><p>In tutto questo noi ravvisiamo, ripeto, la violazione di una fondamentale libert\u00e0 democratica: quella della critica e dell\u2019attacco al Governo (<em>Commenti al centro<\/em>), la quale deve essere garantita a tutti i partiti e a tutti i cittadini; la quale noi abbiamo voluto garantire quando abbiamo scritto quegli articoli della Costituzione che tutti insieme qui abbiamo elaborato e approvato.<\/p><p>Si \u00e8 citato \u2013 e chiedo scusa all\u2019Assemblea se devo all\u2019inizio intrattenermi in dettaglio di questi aspetti della questione \u2013 un articolo del Codice penale, il quale, a detta del Ministro degli interni, giustifica questa violazione della libert\u00e0 democratica e la relativa repressione; articolo che poi ha le sue code nella legge di pubblica sicurezza e nel relativo regolamento.<\/p><p>Ma vedete la strana dizione di questo articolo \u2013 che \u00e8 l\u2019articolo 290 \u2013 il quale dice esattamente cos\u00ec: \u00abChiunque pubblicamente vilipende la Corona, il Governo del re, il gran consiglio del fascismo, ecc.\u00bb (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>) \u00e8 sottoposto a determinate sanzioni.<\/p><p>Onorevole Scelba, onorevole De Gasperi, ci troviamo forse qui di fronte ad un <em>lapsus <\/em>ideologico, di tipo freudiano (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> A me non risulta che il Governo che ella presiede, onorevole De Gasperi, sia il Governo del re. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si tratta del secondo o terzo Governo della Repubblica.<\/p><p>UBERTI. E il Governo della Repubblica si pu\u00f2 vilipendere?<\/p><p>TOGLIATTI. Mi lascino parlare, onorevoli colleghi! Il Governo della Repubblica \u00e8 un Governo il quale deve rispettare quelle libert\u00e0 che la Repubblica ha voluto che fossero restaurate e sancite, e che considera, come la propria sostanza, l\u2019essenza propria. Altrimenti non \u00e8 un Governo repubblicano. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Lo so, l\u2019onorevole Presidente del Consiglio e il suo Ministro dell\u2019interno possono dire che questo articolo esiste ancora, come esiste la legge di pubblica sicurezza col suo regolamento.<\/p><p>L\u2019argomento si ritorce contro di voi. Perch\u00e9? Per due motivi. Perch\u00e9 prima di tutto voi la legge di pubblica sicurezza dovete oggi applicarla tenendo conto che essa \u00e8 e rimane una legge fascista nella quale trovate ad ogni passo disposizioni che a nessuno di voi passerebbe per il capo di applicare, il che vuol dire che queste leggi devono essere applicate, in armonia con la nostra nuova Costituzione, tenendo conto che non avete avuto ancora il tempo di cambiarle, ma che dovete cambiarle e che bisogna cambiarle. In questo modo abbiamo proceduto, onorevoli colleghi, in tutti i Governi, anche prima della proclamazione della Repubblica, quando si trattava di leggi di questo genere.<\/p><p>Ma voi avete anche un\u2019altra responsabilit\u00e0. So che esisteva un progetto Romita di riforma della legge di pubblica sicurezza, che da voi \u00e8 stato messo a dormire. Perch\u00e9? Forse perch\u00e9 vi serve di pi\u00f9 la vecchia legge fascista? Forse perch\u00e9 vi fa pi\u00f9 comodo? Qui vi \u00e8 dunque una duplice vostra diretta responsabilit\u00e0! (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Benedettini<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Benedettini, la prego.<\/p><p>TOGLIATTI. Si dice: voi non potete vilipendere il Governo. Ma si tratta di vedere che cosa vuol dire vilipendere e come la interpretazione di questo concetto fatta dai funzionari di polizia sia compatibile col rispetto della libert\u00e0 democratica.<\/p><p>Eccovi un esempio di ci\u00f2 che viene considerato come vilipendio. In uno dei manifesti incriminati si dice: \u00abDe Gasperi si allea, contro gli interessi e contro la volont\u00e0 degli stessi lavoratori democristiani, in Sicilia, coi grandi agrari\u00bb.<\/p><p>Io trovo qui un giudizio politico. Voi direte che \u00e8 falso, io dico che \u00e8 vero, altri potranno contrastarne o limitarne la validit\u00e0. Ma dov\u2019\u00e8 il vilipendio?<\/p><p>Questa espressione \u00e8 considerata invece dalla questura, che ne vieta l\u2019affissione, come una \u00abinsinuazione che pu\u00f2 turbare l\u2019ordine pubblico\u00bb. Quello che qui manca \u00e8 proprio l\u2019insinuazione. Quello che noi vogliamo dire, soprattutto quando si tratta di giudizi cos\u00ec chiari, lo diciamo in tutte lettere.<\/p><p>Lascio stare poi tutte le azioni che hanno accompagnato il divieto dei nostri manifesti, gli arresti, le minacce di arresto perfino ai tipografi, cosa che nemmeno il regolamento di polizia fascista permette. \u00c8 vero, i fascisti lo facevano ed evidentemente ritiene di poter continuare a farlo un questore ex fascista, per forza d\u2019abitudine, o per \u00abordini severi\u00bb ricevuti dal Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>Un tipografo \u00e8 persino stato chiamato, a Roma, a dar conto di quello che era stato stampato nella sua tipografia, mentre non esiste, n\u00e9 nella nostra legislazione penale e nemmeno nel regolamento di polizia, una norma che imponga delle autorizzazioni per la stampa. Si chiedono autorizzazioni, se mai, per rendere pubblico il testo stampato.<\/p><p>Tutto questo vuol dire che ci troviamo di fronte a una serie di atti i quali iniziavano una minacciosa offensiva contro elementari libert\u00e0 democratiche.<\/p><p>Naturalmente vi \u00e8 stata una resistenza e del nostro partito, e, credo, di tutti i partiti di questa sinistra, che in tutte le localit\u00e0 (e sono state quasi tutte le provincie d\u2019Italia) dove gli arbitrari atti della polizia furono compiuti, si unirono per protestare, richiesero che la libert\u00e0 democratica fosse rispettata e, in qualche caso, riuscirono anche a imporre la loro volont\u00e0.<\/p><p>Questi atti furono per\u00f2 seguiti da una serie di altre manifestazioni dello stesso genere. Cos\u00ec si venne all\u2019offensiva contro i giornali murali. E qui parlo d\u2019una cosa che pu\u00f2 essere considerata di piccolo rilievo; ma io non la considero cos\u00ec! In un paese, in cui i giornali escono a due sole facciate, in un paese dove noi stessi abbiamo abituato il popolo, durante la lotta contro la tirannide fascista e contro l\u2019invasore straniero, ad apprezzare il valore del documento elaborato dal piccolo gruppo che protesta, che combatte, che si sforza di trovar tutti i modi per diffondere le proprie idee e manifestare il proprio pensiero e la propria volont\u00e0 sino a quello di affiggerlo sui muri, per sollecitare il consenso altrui, la offensiva contro i giornali murali \u00e8 inammissibile e pericolosa. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io ritengo che i giornali murali siano una delle manifestazioni di attivit\u00e0 democratica pi\u00f9 interessanti e originali di questo primo periodo della rinascita di un regime democratico in Italia dopo la tirannide fascista.<\/p><p>Il signor Ministro dell\u2019interno ha trovato che per questi giornali murali, che sono giornali anche se si affiggono al muro, \u00e8 necessario introdurre ci\u00f2 che non abbiano voluto introdurre nella Costituzione riguardo alla stampa in generale: la censura e il sequestro preventivo ad opera della polizia. E per giornali murali e manifesti, oggi bisogna andare a discutere con il questore per sapere se le frasi in essi contenute non sono dalla polizia considerate offensive per qualche membro del Govern\u00f2 o per il Governo in generale. Questo non \u00e8 pi\u00f9, o signori, un regime di libert\u00e0. Ma noi ce la siamo conquistata la libert\u00e0. Volete ora ritogliercela? Perch\u00e9? Chi ve ne d\u00e0 il diritto?<\/p><p>Per i comizi di fabbrica \u00e8 la stessa cosa. Se ne discusse qui per l\u2019aspetto sindacale ed io non voglio ripetere quella discussione. Pongo invece la questione politica. Come partito democratico e popolare, ci siamo conquistato il diritto di parlare, e di parlare di politica, anche nelle fabbriche. Sissignori. Gli operai italiani si sono conquistati, con la loro lotta, questo diritto e non se lo lasceranno strappare. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce dal centro.<\/em> Nelle fabbriche si lavora. (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Dall\u2019attivit\u00e0 politica che si \u00e8 svolta nelle fabbriche sono sorti alcuni dei movimenti che sono stati all\u2019inizio della nostra lotta di liberazione contro il fascismo e a cui dobbiamo il primo scuotimento della tirannide fascista. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 in questo modo, \u00e8 attraverso questi movimenti che la classe operaia si \u00e8 conquistata il diritto di fare della politica nelle fabbriche, il diritto per gli operai di riunirsi nelle fabbriche e discutere di tutte le questioni che interessano i lavoratori e la Nazione.<\/p><p>Se mai, la questione sar\u00e0 da dibattersi fra i padroni e gli operai; lo Stato non c\u2019entra. Il Ministro di polizia, pardon, il Ministro dell\u2019interno non ha qui niente da dire; se mai, ripeto, sono i padroni che possono discutere di questo diritto, dato che sono loro i proprietari delle fabbriche. Finora per\u00f2 non mi risulta che l\u2019abbiano fatto, come non mi risulta che i comizi politici nelle fabbriche abbiano dato luogo a conflitti nelle fabbriche stesse.<\/p><p>Ci troviamo qui di fronte ad un altro tentativo che va nella stessa linea di restringere le libert\u00e0 democratiche, di limitarle, di negarle a una parte del popolo e precisamente a quella che \u00e8 in opposizione al Governo. Ad ogni modo sia ben chiaro che alla libert\u00e0 di fare comizi anche politici nelle fabbriche i nostri operai e noi stessi non rinunceremo mai e poi mai. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vorrei ora dire alcune parole circa un\u2019altra attivit\u00e0 molto sospetta sviluppata dal Ministro dell\u2019interno nei confronti delle amministrazioni comunali rette da partiti diversi dal suo, attivit\u00e0 che si \u00e8 esplicata soprattutto in quelle provincie emiliane dove le amministrazioni comunali, tenute a schiacciante maggioranza dal partito socialista e da noi, hanno dato esempio meraviglioso di attivit\u00e0 costruttiva e di disciplina nell\u2019opera di ricostruzione, tanto nella campagna quanto nelle citt\u00e0. Questi meriti non valgono nulla per\u00f2 agli occhi del Ministro dell\u2019interno. Queste amministrazioni comunali devono essere particolarmente bersagliate, e vengono bersagliate con misure illegali, che sono vere e proprie trasgressioni di legge. Io non voglio nemmeno discutere se quei determinati sindaci della provincia di Bologna, che sono stati accusati di aver trasgredito a determinate norme della legge sugli ammassi, fossero colpevoli. So che non lo erano. Discuto per\u00f2 la legittimit\u00e0 delle misure che li hanno colpiti, perch\u00e9 esiste una legge dello Stato secondo la quale prima di colpire un sindaco con qualsiasi misura per un atto da lui compiuto nell\u2019esercizio delle sue funzioni \u00e8 necessario che la sospensione della garanzia amministrativa venga chiesta dal Ministro dell\u2019interno al Ministro Guardasigilli, il quale a sua volta deve sollecitare il parere del Consiglio di Stato, e se decide in senso contrario a questo parere deve porre la questione al Consiglio dei Ministri. Nulla di questo vien fatto quando si tratta di un sindaco socialista o comunista. Basta un telegramma del Ministro dell\u2019interno ed egli \u00e8 sospeso, o minacciato di arresto, o arrestato per atti della sua amministrazione che ha compiuto in quanto sindaco. Oltre a tutto poi, vi abbiamo ampiamente dimostrato e nella stampa e in pubblici comizi \u2013 e voi non avete potuto smentirlo, nonostante i vostri calunniosi manifesti sull\u2019argomento \u2013 che questi atti erano, nella maggior parte dei casi, atti compiuti, anche se formalmente facendo eccezione a qualche articolo di legge, per ovviare a situazioni gravi, in modo tale che hanno recato vantaggio alla causa della legge sugli ammassi e del popolo e non l\u2019hanno in nessun modo danneggiata. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se non siete convinti e volete gli esempi, ve li daremo. Siamo in cento e pi\u00f9 che possiamo intervenire in questo dibattito e lo faremo nonostante le vostre interruzioni. Anche in questo campo risulta una pericolosa tendenza alla violazione delle leggi democratiche e delle istituzioni democratiche, e anche in questo campo queste violazioni sono fatte per sopprimere i diritti di quella parte politica che \u00e8 contro il Governo. Voi non avete ancora capito, signori del Governo democristiano, che le libert\u00e0 democratiche ci sono anche per l\u2019opposizione, anzi particolarmente per l\u2019opposizione.<\/p><p>E vengo ad una serie di fatti, i pi\u00f9 gravi forse, quelli avvenuti nel Goriziano nei giorni scorsi. Il passaggio all\u2019amministrazione italiana ha significato in questa provincia lo scatenamento di una offensiva di tipico stampo fascista contro quelle popolazioni. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci al centro<\/em> Non \u00e8 vero!<\/p><p>TOGLIATTI. Qui ci sono i fatti. Nella citt\u00e0 di Gorizia, nello spazio di tre giorni, 47 abitazioni, locali pubblici, laboratori di artigiani, ecc., sono stati assaliti, devastati, saccheggiati.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Pochi! (<em>Vivissimi rumori \u2013 Proteste all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero sapere se l\u2019intenzione \u00e8 di dare a questa discussione un tono ordinato, oppure se essa sar\u00e0 un seguito di tumulti.<\/p><p>Constato che, purtroppo, sono sempre gli stessi pochi colleghi che suscitano gli episodi rumorosi e desidero \u2013 senza richiamarli per nome \u2013 invitarli molto cortesemente a saper contenere i loro interventi.<\/p><p>Onorevole Togliatti, la prego, continui.<\/p><p>TOGLIATTI. Il Centro diffusione della stampa slovena \u00e8 stato devastato e il materiale incendiato. Per quattro volte \u00e8 stata assalita la Federazione comunista di Gorizia, con tentativi di incendio, che recavano danni rilevanti. Sono state assalite e distrutte le sedi del Partito comunista italiano di Gradisca, Staranzano, Ronchi; danneggiata quella di Monfalcone; distrutte le sedi dell\u2019Unione donne italiane, del Fronte della giovent\u00f9, dell\u2019Associazione partigiani giuliani, del Circolo di cultura di Gradisca; a Gorizia, Monfalcone, Ronchi, Vermegliano, San Pier d\u2019Isonzo, venivano lanciate bombe e fatte esplodere cariche di tritolo contro abitazioni di antifascisti, italiani e sloveni; a Villesse, durante una festa popolare, da un camion trasportante fascisti in camicia nera, venivano lanciate bombe, che distruggevano luoghi di ritrovo e ferivano tre persone, tra cui una ragazza diciottenne gravemente; a Gradisca veniva aggredito da un gruppo di ex fascisti un ex carabiniere ed un ex mastro della posta; a Selz tutta la popolazione fuggiva dal villaggio sui monti per scampare alle aggressioni fasciste.<\/p><p>BETTIOL. Non ci sono i monti. (<em>Proteste a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> C\u2019era la polizia italiana?<\/p><p>TOGLIATTI. Cera la polizia italiana.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio del Ministri.<\/em> In che giorno ci\u00f2 \u00e8 avvenuto? (<em>Interruzioni dell\u2019onorevole Pratolongo<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pratolongo, la prego, taccia.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Presidente, voglia perdonare all\u2019onorevole Pratolongo, che porta ancora sul suo corpo le tracce di quelle violenze fasciste. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Particolare abominevole: venivano aggrediti gli ammalati sloveni dell\u2019ospedale di Gorizia.<\/p><p>BETTIOL. Questo non \u00e8 vero. (<em>Vivi applausi prolungati al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Onorevoli colleghi!&#8230; (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. A un certo momento devo pensare che non sono pi\u00f9 degli impulsi irrefrenabili che provocano le interruzioni. Facciano silenzio, per favore!<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevoli colleghi, non mi sarei deciso a portare alla tribuna di questa Assemblea questi fatti se un\u2019attenta ricerca ed un\u2019accurata inchiesta che ho fatta fare non mi avessero convinto della verit\u00e0 di tutte le informazioni che ho qui recato. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Polizia privata?<\/p><p>TOGLIATTI. No, controllo parlamentare!<\/p><p>Ho sentito dire da qualcuno di voi che queste notizie non sono vere; ma forse malauguratamente quello che voi pensate nel fondo dell\u2019animo vostro l\u2019ha detto quello di voi che poco prima ha detto che questi atti di violenza e di barbarie \u00absono pochi\u00bb. Perch\u00e9 vive ancora, in alcuni di voi, forse in molti, spero non in tutti&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> In molti!<\/p><p>TOGLIATTI. &#8230;lo stato d\u2019animo con il quale i fascisti ressero nel passato quelle provincie gettando i germi di quella che \u00e8 stata la rovina del nostro Paese. (<em>Vivi commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io domando all\u2019onorevole Sforza cosa pensa di questi fatti, egli che ha sempre affermato di essere uno strenuo fautore di una politica di amicizia con tutti i popoli che confinano con noi. Voglia il cielo che le conseguenze di questa politica in questo modo da voi iniziata non ricadano ancora una volta sulla nostra Patria! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma perch\u00e9 succedono questi fatti? Questi fatti si inquadrano in uno stato d\u2019animo ed in una politica generali; non per nulla a capo della polizia in uno dei maggiori centri della Venezia Giulia \u00e8 stato mandato un ufficiale che fu capo di una delle formazioni fasciste che operavano in quella Regione. Vi \u00e8 quindi una logica in questa pazzia: vi \u00e8 una logica che non \u00e8 democratica, ma anti democratica. Nel tempo stesso, infatti, in cui avvengono gli atti e i fatti che vi denunzio e che significano una deliberata volont\u00e0 del Ministro dell\u2019interno di limitare le libert\u00e0 democratiche di coloro che sono in opposizione al Governo, che cosa fa questo Governo nei confronti delle numerose organizzazioni fasciste e neofasciste che vediamo pullulare e che sappiamo pullulare da tutte le parti? Conosce il Governo l\u2019esistenza di queste organizzazioni con i loro bizzarri appellativi: le R.A.A.M. la Lupa, l\u2019A.I.L., la S.A.M., il M.A.C.R.I. e via dicendo? Conosce il Governo che queste organizzazioni sono costituite su una base di cospirazione e su una base militare e armata per preparare la lotta contro la democrazia? Conosce il Governo queste cose?<\/p><p>Quel Governo che \u00e8 cos\u00ec sollecito tutore della correttezza di espressioni, quando si tratta di attacchi al Governo stesso e ai suoi membri, conosce i termini che vengono usati nei manifesti che vengono affissi per le strade dalle organizzazioni fasciste? Lo sa il Governo che il giorno stesso in cui veniva vietata l\u2019affissione di nostri manifesti che lo accusavano di essere un Governo di discordia nazionale, come siamo convinti che sia, venivano liberamente affissi in Roma, in occasione della visita di non so quale signora straniera alla nostra capitale, manifesti in cui veniva esaltata la guerra fascista? Quei manifesti sono stati stracciati? Ne sono stati cercati i responsabili? \u00c8 stato ammonito il tipografo che li ha stampati? No, perch\u00e9 tutto va bene per il Ministro dell\u2019interno di questo Governo quando si esalta il fascismo. Conosce il Ministro dell\u2019interno i termini, ad esempio, di un manifesto, uno fra i molti, che insulta una nostra compagna e collega chiamandola \u00absporca, schifosa, che sbava con le nari dilatate e lo sguardo vitreo, come sotto l\u2019azione di un afrodisiaco di basso prezzo?\u00bb.<\/p><p>N\u00e9 io parlo a difesa di questa nostra collega, che non ne ha bisogno; ma qui veramente siamo di fronte al vilipendio di un rappresentante del popolo, e quindi dell\u2019Assemblea stessa di cui ella fa parte.<\/p><p>Non voglio avanzare l\u2019ipotesi che documenti simili vengano fabbricati da militanti nel partito stesso del Ministro dell\u2019interno; ma perch\u00e9 la sua polizia non si accorge di queste cose? Perch\u00e9 la legge sulla difesa della Repubblica, la quale era stata promessa e poi presentata dal precedente Governo De Gasperi, e che questo quarto Governo De Gasperi assumendo il potere non dichiar\u00f2 a questa Assemblea di voler ritirare, perch\u00e9 quella legge non \u00e8 stata ancora varata? Perch\u00e9 non ne sollecita il Governo l\u2019approvazione? Perch\u00e9 non l\u2019approva d\u2019urgenza, com\u2019\u00e8 nel suo diritto, per far fronte a casi cos\u00ec gravi, come quelli che ho denunciato per quello che riguarda le provincie della Venezia Giulia; o il recente attentato alla sede del Partito comunista in Milano?<\/p><p>Di tutto questo non si parla pi\u00f9, mentre il fuoco viene concentrato in un\u2019altra direzione: il bersaglio siamo noi, il bersaglio \u00e8 l\u2019opposizione, e nell\u2019opposizione \u2013 non nascondiamolo \u2013 il bersaglio preferito \u00e8 precisamente il Partito comunista.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha persino avuto il coraggio, alla vigilia della manifestazione del 20 settembre, cio\u00e8 di una grande manifestazione legale, pacifica, di massa, come si fanno in tutti i paesi, ad iniziativa del nostro partito e del Partito socialista, e alla quale avevano aderito numerosi altri partiti, come quello repubblicano, quello democratico del lavoro, quello d\u2019azione, ha avuto il coraggio, in un\u2019intervista lanciata due giorni prima di questa manifestazione, di concentrare il fuoco contro di noi e sentite in qual modo. \u00abSono ben pochi in Italia \u2013 dice il Ministro in questa intervista \u2013 coloro i quali credono che il Partito comunista italiano abbia scartato dal suo programma la conquista violenta del potere e l\u2019istaurazione di una dittatura totalitaria di tipo fascista\u00bb. Dunque amici (<em>Rivolto ai banchi comunisti<\/em>), i fascisti siamo noi. (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>). \u00abLa minaccia, quindi \u2013 prosegue l\u2019intervista \u2013 di un tentativo violento, allorch\u00e9 circostanze favorevoli si presentassero, \u00e8 sempre potenziale in tutti i paesi in cui il Partito comunista raggruppa forze cospicue di militanti\u00bb.<\/p><p>Che le forze le quali si raggruppano attorno al nostro partito siano cospicue, \u00e8 verissimo: e pi\u00f9 lo saranno domani. (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Ma come si permette il Ministro dell\u2019interno di fare una dichiarazione simile a proposito della nostra posizione politica? Potrei ancora tollerare una dichiarazione simile da parte di un giornalista irresponsabile, ma non da parte del Ministro dell\u2019interno, nel momento ch\u2019egli parla come responsabile dell\u2019ordine pubblico, due giorni avanti una grande manifestazione di massa, legittima, democratica e che egli sa che si manterr\u00e0 nell\u2019ambito della democrazia. Come si permette il signor Ministro di parlare in questo modo, di accusare un partito come il nostro di volere instaurare una dittatura fascista? (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Signori democristiani, vi ho sentito parecchie volte strillare che non bisogna fare il processo alle vostre intenzioni, e sono sicuro che ripetereste questa protesta con alte strida se qualcuno dicesse, per esempio, che il vostro acceso regionalismo \u00e8 un modo come un altro di fare a pezzi l\u2019Italia, per rifare a ritroso quel processo unitario che culmin\u00f2 proprio il 20 settembre 1870. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voi non avete il diritto di fare il processo alle intenzioni, e un Ministro dell\u2019interno deve giudicare ogni partito, a seconda di quello che dice e fa. Egli sa quello che il nostro partito dice, egli sa quello che il nostro partito ha fatto e fa ogni giorno per mantenere e rafforzare la democrazia, perch\u00e9 se non lo sa vuol dire ch\u2019egli vien meno al suo compito. Questo non \u00e8 il modo come si pu\u00f2 esprimere un Ministro dell\u2019interno, serio, democratico, repubblicano. Questo, se mai, \u00e8 il modo di esprimersi di chi voglia, insultando e calunniando, provocare disordine e turbamenti dell\u2019ordine pubblico; esso \u00e8 nella linea di quel ridicolo allarme che venne lanciato non appena costituito il quarto Governo De Gasperi, come se in quella notte stessa noi avessimo dovuto fare l\u2019insurrezione, e persino i telefoni di casa nostra vennero tagliati ad opera del Ministero dell\u2019interno, mentre noi tranquillamente dormivamo.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente dei Consiglio dei Ministri.<\/em> Ho dormito anch\u2019io tranquillamente.<\/p><p>TOGLIATTI. No, non si eludono questi problemi con uno scherzo. Si tratta di cose molto gravi. Si tratta di tutta una ispirazione di politica interna di carattere provocatorio, che mina la unit\u00e0 delle forze democratiche e semina discordia. Ma da quale parte viene questa ispirazione? Credo venga da lontano. Di l\u00e0 dai fiumi! Di l\u00e0 dagli oceani!<\/p><p>Un giornale cosiddetto indipendente ci ha sollazzato mostrandoci a viso aperto una delle fonti di questa ispirazione. Un grande giornalista americano (bocca della verit\u00e0, quindi, per l\u2019onorevole De Gasperi e per il conte Sforza) ha rivelato niente meno che i piani della \u00abvasta\u00bb insurrezione che si preparava nell\u2019Emilia. (Evidentemente dove volete che si prepari se non in Emilia una insurrezione?!). E si preparava proprio per il 20 settembre, in occasione dell\u2019inizio della evacuazione delle truppe americane dall\u2019Italia. I piani del movimento insurrezionale naturalmente sono descritti con molta precisione; si afferma niente meno che l\u2019esercito degli Stati Uniti ha scoperto depositi di armi e munizioni presso i comunisti. Ma chi si \u00e8 accorto di questo? Dove sono queste armi? Nessuno le ha viste. Viene quindi una \u00abarmata clandestina\u00bb pronta a occupare l\u2019Italia settentrionale appena l\u2019armata americana l\u2019avesse abbandonata. Agenti americani travestiti \u2013 continua il racconto \u2013 hanno partecipato a comizi comunisti (ma perch\u00e9 mai travestiti? Non potevano venirci al naturale? Tutti, anche senza travestimento, possono partecipare ai nostri comizi!) (<em>Commenti<\/em>) venendo a conoscenza dei nomi dei capi, tra cui l\u2019onorevole Dozza, sindaco di Bologna, e naturalmente Luigi Longo, vicecomandante dell\u2019Associazione nazionale partigiani, e Ilio Barontini, e poi un ignoto Cucco. A questo punto viene svelato il piano militare della insurrezione per intiero, e quindi il piano tenebroso della notte di San Bartolomeo, nella quale gli esponenti anticomunisti e i capi non favorevoli verrebbero eliminati da gruppi specializzati dei nostri gappisti. Per finire, c\u2019\u00e8 un maresciallo e un alto ufficiale russo, seguiti da un pacifico cittadino bolognese che si chiama Bottonelli, e il tutto si chiude con un nome pittoresco, che forse suggerir\u00e0 alla fantasia dell\u2019onorevole Micheli l\u2019immagine del pasto con le lasagne al forno e il vino di Lambrusco consumati sotto la pergola di un paese della nostra Romagna, il nome pittoresco, ripeto, di un non meglio precisato Memmo Gottardi. (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli signori, mi rincresce di ripetere delle cose che ho gi\u00e0 affermato fuori di qui. Se non lo volete io non dir\u00f2 pi\u00f9, anche se lo penso, che sono dei cretini coloro che scrivono cose simili o che le pubblicano. Dico per\u00f2 che cretini sono coloro che credono a queste cose; ma non vorrei che nel novero di questi ci fosse il Ministro dell\u2019interno o l\u2019onorevole Presidente del Consiglio!&#8230; (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ho citato questa pittoresca intervista non soltanto a scopo di divertimento mio e vostro anche, spero; ma per dimostrare che ci troviamo di fronte a una deviazione fondamentale del modo di concepire la nostra situazione interna che pu\u00f2 essere proprio solo di provocatori. Ma si arriva a questo punto di insania, quando si incomincia a fare il processo alle intenzioni, a voler per forza respingere dalla famiglia democratica un grande partito come il nostro, che ha il merito di tanto aver fatto nella lotta per la democrazia. Quando si vuole per forza arrivare a mettere al bando questo partito e le forze che lo seguono, ecco dove si arriva: si incomincia da un discorso come quello della Basilica di Massenzio e si arriva a queste insanie e stupidit\u00e0.<\/p><p>Ma a questo punto vorrei allargare un po\u2019 l\u2019orizzonte del mio intervento e venire al problema centrale di questo dibattito. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Credo, del resto, di essermi strettamente mantenuto fino ad ora nei limiti della mia precedente interpellanza e attuale mozione.(<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sulla base delle osservazioni e critiche che ho fatto e sulla base di altre osservazioni e critiche che facciamo all\u2019attivit\u00e0 del Governo in altri campi, noi riteniamo che bene farebbe l\u2019Assemblea Costituente a negare la sua fiducia a questo Governo.<\/p><p>Questo Governo pu\u00f2 governare l\u2019Italia? Questa \u00e8 la domanda alla quale tutti assieme dobbiamo sforzarci di dare una giusta risposta. Ma che cosa vuol dire governare un paese, onorevoli colleghi? Governare un paese vuol dire dare soddisfazione alle esigenze fondamentali della vita della Nazione. Oggi noi abbiamo alcune esigenze fondamentali, e io cercher\u00f2 di ridurle a poche, alle essenziali.<\/p><p>Mi pare che una prima esigenza fondamentale, che tutti sentiamo, e che \u00e8 di carattere economico e finanziario, \u00e8 che siano evitati al nostro Paese il disastro della inflazione e del crollo della moneta.<\/p><p>A proposito dei problemi concreti connessi con questo, altri deputati del nostro Gruppo avranno modo di esprimere la nostra opinione. Mi limito per ora a constatare come questa esigenza sia ancora da soddisfare. Sia per quanto riguarda la massa del circolante, sia per quanto riguarda l\u2019altezza dei prezzi, voi non siete stati in grado di mettere un freno all\u2019inflazione, di arrestare quel processo di caduta della nostra moneta che avevate detto di voler arrestare. Diceste che formavate un Governo come questo, anzi, che correvate il rischio di un Governo come questo, perch\u00e9 ci\u00f2 era condizione necessaria per arrestare quel processo. Avete invece fatto il contrario; avete ottenuto un risultato opposto a quello che vi proponevate, e soprattutto noi, rappresentanti delle classi disagiate, dei lavoratori del campo, dell\u2019officina e dell\u2019ufficio, abbiamo ragione di essere ogni giorno pi\u00f9 preoccupati nel veder andare avanti, ancora con una certa lentezza, \u00e8 vero, ma con un ritmo continuo, il processo di svalutazione della moneta. Dove andremo a finire per questa strada?<\/p><p>Seconda esigenza fondamentale \u00e8 quella di alleviare l\u2019indigenza del nostro popolo, e in primo luogo quella dei lavoratori. So che voi ci parlerete di misure che avete preso, per lo pi\u00f9 sotto la pressione di determinati movimenti di categorie impiegatizie. Confrontate per\u00f2 queste misure con il valore della moneta quando voi avete preso il potere e oggi, e datemi poi una risposta oggettiva circa l\u2019efficacia di ci\u00f2 che avete fatto. La risposta la d\u00e0 tutti i giorni la donna che va a fare la spesa e conclude che non ce la fa pi\u00f9, che ogni giorno si sta peggio di prima, che di questo passo non si pu\u00f2 pi\u00f9 andare avanti.<\/p><p>Non vedo dunque che fino a questo punto il Governo abbia soddisfatto nemmeno a questa esigenza fondamentale del popolo italiano; n\u00e9 credo che esso sia in grado di soddisfarvi sino a che durer\u00e0 nell\u2019attuale composizione.<\/p><p>Non voglio addentrarmi, onorevoli colleghi, nell\u2019esame di problemi tecnici. Ritorno quindi subito sul terreno politico per affermare che su questo terreno esigenza fondamentale della nostra vita nazionale \u00e8 che sia mantenuta l\u2019unit\u00e0 della Nazione e in prima linea delle masse lavoratrici e di tutte quelle altre forze che possono esplicare un\u2019iniziativa nel campo della produzione. Senza questa unit\u00e0, impossibile od oltremodo penosa diventa la nostra ricostruzione. Questa unit\u00e0 \u00e8 condizione necessaria affinch\u00e9 in tutti sia presente una eguale coscienza dei sacrifici che per la ricostruzione tutti debbono fare.<\/p><p>S\u00ec, sacrifici se ne debbono fare: lo sappiamo tutti e il compagno Nenni ce lo ha test\u00e9 dimostrato; ma solo la unit\u00e0 che noi auspichiamo permetter\u00e0 alla Nazione di affrontarli e sopportarli. L\u2019unit\u00e0 che noi auspichiamo deve essere base di tutta la vita nazionale, e la realizzazione di essa \u00e8 esigenza fondamentale per tutti.<\/p><p>Ebbene, soddisfa il vostro Governo a questa esigenza? No, nemmeno questa esigenza soddisfa e perci\u00f2 io affermo che esso pu\u00f2, forse, restare al potere, ma non pu\u00f2 governare.<\/p><p>Governare infatti non pu\u00f2 voler significare semplicemente rimanere a quel posto: governare non pu\u00f2 nemmeno voler dire distribuire qualche vantaggio a questo o a quello dei propri clienti: governare vuol dire dare soddisfazione a quelle esigenze fondamentali che ho indicato. Ebbene, voi non siete in grado di farlo; voi non lo avete fatto finora e non siete in grado di farlo per il futuro.<\/p><p>Per la sua origine, per la sua composizione, per la sua natura e attivit\u00e0, questo Governo non pu\u00f2 portare ad altro che a un peggioramento e a una acutizzazione continua della situazione del nostro Paese.<\/p><p>Ne abbiamo, del resto, gi\u00e0 avuto la prova, come si \u00e8 visto a proposito degli scioperi. Il numero degli scioperi, \u00e8 vero, \u00e8 aumentato negli ultimi tempi. Non posso oggi ripetere quello che dissi in questa Assemblea pi\u00f9 di un anno fa, quando affermai che il nostro Paese \u00e8 quello in cui meno si scioperava. Ma la causa principale, quella anzi su cui proprio noi dobbiamo maggiormente concentrare la nostra attenzione, la causa primissima di tutti questi scioperi, sta precisamente nella composizione del Governo.<\/p><p>\u00c8 inutile che voi mi diciate che qui il politico si confonde con l\u2019economico. Ma senza dubbio: ci\u00f2 avviene in modo inesorabile; voi stessi continuamente lo affermate e nessuno lo pu\u00f2 negare.<\/p><p>\u00c8 bastato che si costituisse questo Governo di una sola parte, questo Governo che esclude i rappresentanti del movimento operaio socialista nelle sue differenti variet\u00e0, e tutti i rappresentanti dei partiti pi\u00f9 avanzatamene democratici e repubblicani, \u00e8 bastato questo perch\u00e9 nelle classi padronali si facesse sentire un irrigidimento particolarmente pericoloso e quasi una tendenza a provocare e aggravare i conflitti del lavoro. Di qui una serie di piccoli scioperi, che sono forse quelli che hanno dato pi\u00f9 noia localmente, i quali erano tutti o quasi tutti provocati dal fatto che il padrone pensava tornato il momento in cui comandava lui e lui solo in modo assoluto, senza tener conto della volont\u00e0 dei lavoratori, e quindi si attribuiva il potere di licenziare quegli operai che sembrava a lui, unicamente perch\u00e9 militanti del sindacato o di un partito politico a lui avverso. Di qui una serie di scioperi, di carattere non solo economico, ma economico-politico, tutti chiusi, per\u00f2, con la vittoria dei lavoratori. I padroni si erano sbagliati; avevano creduto che bastasse costituire un Governo di parte, escludendo i rappresentanti dei partiti di sinistra e del movimento operaio socialista, perch\u00e9 le forze delle classi lavoratrici, scoraggiate, subissero la legge del pi\u00f9 forte. No, non \u00e8 cos\u00ec! I pi\u00f9 forti sono e continuano a essere i lavoratori e le loro organizzazioni. Tutte le campagne che sono state fatte dalla vostra stampa, dalla stampa \u00abindipendente\u00bb, liberale e di tutti i colori, fascista e semifascista, per proclamare che oramai noi comunisti eravamo finiti, che il movimento sindacale era irrimediabilmente minato dalla secessione di una delle parti che lo compongono, tutte queste chiacchiere hanno dato alla testa di determinati gruppi di industriali e di agrari, li hanno incitati alla tracotanza, li hanno spinti a provocare gli scioperi. Ma la risposta \u00e8 stata dappertutto univoca: la classe operaia non \u00e8 battuta, la classe operaia non si lascia battere! (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non vi \u00e8 nessuno spirito di sconfitta, oggi, nella classe operaia e nelle fondamentali categorie lavoratrici. Al contrario; la classe operaia in questo dopoguerra ha compreso molto bene la via per la quale la conducono i suoi partiti: via di realizzazioni graduali vittoriose, via che evita di cadere nel tranello della provocazione o poliziesca o padronale, e che mantiene compatte le forze del lavoro per le battaglie che devono essere combattute l\u2019una dopo l\u2019altra, per creare nel nostro Paese un vero, stabile regime di democrazia e avviare la soluzione delle pi\u00f9 gravi questioni sociali. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 certo che il pericoloso stato d\u2019animo, che si \u00e8 diffuso da alcuni mesi nella classe padronale, \u00e8 stato da voi inconsapevolmente o consapevolmente creato quando avete formato il Governo. A questo stato d\u2019animo \u00e8 dovuta anche l\u2019intransigenza di determinate categorie padronali all\u2019inizio di grandi agitazioni, come quelle dei braccianti e dei metallurgici; agitazioni che hanno per\u00f2 anche un altro carattere, sul quale mi soffermer\u00f2. Voi stessi l\u2019avete detto, e i colleghi socialisti e anche noi l\u2019abbiamo detto e ripetuto, che l\u2019aumento salariale puro e semplice non basta pi\u00f9 a risolvere il problema del disagio dei lavoratori, oggi. Questa \u00e8 una verit\u00e0 che sta entrando nella convinzione delle grandi masse. Badate, per\u00f2, che questo non significa che la lotta del lavoro \u00e8 terminata; al contrario: significa che l\u2019operaio, il bracciante, il contadino, l\u2019impiegato incomincia a comprendere, ben pi\u00f9 di quanto non avesse compreso finora, che per lottare contro l\u2019indigenza bisogna affrontare e risolvere problemi pi\u00f9 vasti di quello del puro e semplice livello salariale. \u00c8 per questo che gi\u00e0 nelle rivendicazioni dello sciopero dei braccianti voi vedete affiorare i problemi della riforma agraria, come li vedete affiorare nelle agitazioni dei contadini del Sud; cos\u00ec come i problemi della riforma industriale affioreranno domani nella lotta dei metallurgici e in tutte le prossime lotte del lavoro.<\/p><p>Voi avete detto, per\u00f2, che questi problemi sono rinviati e non se ne deve parlare pi\u00f9. Io non lo credo. Anzi, profondo errore \u00e8 il vostro! Questi problemi non possono essere rinviati. \u00c8 la vita stessa che ce li pone davanti, nel momento in cui nella lotta fra il prezzo e il salario, cio\u00e8 nella lotta puramente economica e salariale, non si vede pi\u00f9 via di uscita. In questo momento occorre, se si vuole andare avanti, passare ad altre misure, necessarie per pianificare, per controllare, per limitare i poteri dei monopoli, per lottare efficacemente contro la speculazione. Ecco i prossimi temi della lotta economica e sindacale che inevitabilmente diventa lotta politica, per la legge stessa delle cose.<\/p><p>Il vostro testardo rifiuto a porvi per questo cammino non fa che render sempre pi\u00f9 acuta la situazione.<\/p><p>L\u2019esistenza di questo Governo, la sua composizione, la sua struttura, postulano dunque nel campo economico una accentuazione dei conflitti sociali.<\/p><p>I lavoratori hanno offerto la loro collaborazione, hanno offerto tutto quello che potevano offrire, hanno offerto e dato quello che io chiamai altra volta in questa Assemblea un contratto assurdo, un patto di lavoro che fissa un massimo di salario anzich\u00e9 un minimo, e ci\u00f2 nell\u2019interesse della societ\u00e0 nazionale e della ricostruzione!<\/p><p>Ma non crediate che il problema della collaborazione si limiti alle trattative fra gli industriali e i rappresentanti del movimento operaio. No, il problema della collaborazione \u00e8 un vasto problema generale politico, \u00e8 un problema sociale. Una politica di collaborazione allo scopo della ricostruzione del Paese, quella che io chiamo una politica di unit\u00e0, deve prima di tutto avere la sua espressione al vertice, nel Governo del Paese, il quale deve comprendere i rappresentanti di tutti i partiti delle classi lavoratrici, altrimenti \u00e8 inevitabile l\u2019acutizzazione delle lotte economiche e di tutti i conflitti che ne derivano. L\u2019appello alla lotta discende inevitabile da quella determinata composizione del Governo. L\u2019inasprimento dei conflitti sociali diventa una conseguenza a cui non si pu\u00f2 sfuggire.<\/p><p>Lo stesso avviene nel campo politico. Vi \u00e8 oggi senza dubbio un\u2019accentuazione della lotta politica nel nostro Paese, con una certa polarizzazione all\u2019estrema destra di gruppi fascisti i quali cercano di seminare la confusione e di approfittare del disordine; e vi sono senza dubbio, in seno alle classi capitalistiche, uomini e gruppi i quali pensano che, attraverso l\u2019accumularsi delle difficolt\u00e0, e quindi l\u2019aumento della confusione e del disordine, possa crearsi una situazione in cui una altra volta essi possano ricorrere al fascismo come al loro salvatore.<\/p><p>Lascio da parte le accuse e le calunnie che si lanciano contro di noi, anche se esse pure contribuiscono all\u2019accentuazione della lotta politica. Quanta gente ha paura! E che paura, per esempio, quei liberali! Un comunista parla e dice che chiama il popolo alla lotta contro questo Governo. Ed ecco il liberale prendere in mano il dizionario dei sinonimi. Lotta? che cosa vuol dire lotta? Togliatti ha detto che vuole combattere! E dove sono le armi? E che cosa vorr\u00e0 fare quest\u2019uomo?<\/p><p>Ma guardate come Churchill tratta il Governo laburista, le invettive che egli scaglia contro di esso, vedrete sino a qual punto si pu\u00f2 sviluppare la lotta politica in regime di democrazia.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Anche con la uccisione di Petkov!<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole collega, perch\u00e9 mi fa questo nome? Perch\u00e9 mi induce a dire che io sono convinto che se ci fosse stato nel 1920, nel 1921, nel 1922, un tribunale in Italia che avesse messo al muro Mussolini, l\u2019Italia potrebbe essere oggi un grande paese? (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se Petkov fosse poi un altro Mussolini o meno, \u00e8 cosa, questa, che riguarda il popolo bulgaro e che esso solo ha il diritto di giudicare. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sotto a tutte le paure che vengono diffuse ad arte, c\u2019\u00e8 sempre il medesimo problema: il problema del nostro partito. Occorre affrontare con sincerit\u00e0 e chiarezza il problema del nostro partito, del Partito comunista. So benissimo che la composizione di questo Governo forse sarebbe stata diversa se non ci fosse stato questo problema del nostro partito, della sua politica, del suo sviluppo, delle sue posizioni sempre pi\u00f9 forti nel Paese.<\/p><p>Onorevole De Gasperi, una volta ella diceva che bisogna adeguarsi agli Stati Uniti (lei, onorevole Sforza, se ne \u00e8 dimenticato), alla loro mentalit\u00e0, ai loro costumi. Ella dovrebbe invece cominciare ad adeguarsi alla realt\u00e0 del nostro Paese, che \u00e8 l\u2019Italia, e prima di tutto abituarsi a considerare che il Partito comunista italiano \u00e8 il Partito comunista italiano, che noi siamo figli della storia del nostro Paese (<em>Commenti al centro<\/em>), che usciamo dalla storia del movimento operaio e socialista italiano e dalla nostra lotta di liberazione! (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Qui sono le radici della nostra forza e del nostro prestigio. Non serve quindi a nulla il credere di poter risolvere questo problema applicando le leggi o i costumi dell\u2019Ohio o del Missouri!<\/p><p>Guardate come si schiera la classe operaia italiana nei suoi sindacati, nelle sue organizzazioni originarie, primitive: il 60 per cento dei voti \u00e8 comunista, pi\u00f9 dell\u201980 per cento \u00e8 per comunisti e socialisti alleati; se prendete poi le categorie strettamente operaie, salite per il nostro partito a percentuali che superano il 70 per cento. Tutto questo vuol dire che non potete pi\u00f9 separare il Partito comunista dalla classe operaia, e quando fate questa politica di sospetti, di insinuazioni, di calunnie e di provocazioni contro il Partito comunista \u00e8 contro la classe operaia che la fate. Quando volete mettere al bando noi, \u00e8 la classe operaia che volete mettere al bando. Ma anche se uscite dalla considerazione esclusiva delle forze operaie, il quadro non \u00e8 molto diverso. Vedete che cosa avviene nei pi\u00f9 grandi comuni, di cui nemmeno uno \u00e8 amministrato dalla Democrazia cristiana. Genova, Milano, Torino, Livorno, Bologna: chi li amministra? Li amministrano il Partito comunista e il Partito socialista uniti assieme. Tenete conto infine che in Italia l\u2019unit\u00e0 della classe operaia \u00e8 qualche cosa contro cui non si pu\u00f2 andare, perch\u00e9 anche essa deriva dalla storia d\u2019Italia e dalle tradizioni migliori del nostro movimento operaio. Voi vorreste spezzarle, queste tradizioni, ma non ci riuscirete.<\/p><p>Rimane il fatto che elemento essenziale di tutta la nostra situazione, della instabilit\u00e0 di essa, del disagio crescente che esiste nel Paese, della acutezza dei rapporti economici e dei rapporti sociali e quindi dei contrasti politici, \u00e8 la questione dei rapporti con il nostro partito, e cio\u00e8 con la parte pi\u00f9 avanzata, pi\u00f9 compatta, decisa e combattiva della classe operaia e delle classi lavoratrici. Con nuovo spirito dovete affrontare e risolvere questo problema e non con lo spirito con cui l\u2019avete affrontato e risolto fino ad ora, se volete fare il bene del Paese, dandogli un Governo che lo sappia e possa governare. La situazione governativa attuale deve essere modificata, corretta, poich\u00e9, ripeto, con un Governo come questo le esigenze fondamentali della Nazione non possono essere sodisfatte. Occorre ritornare a una formula di Governo unitaria, la quale non escluda quei partiti che sono pi\u00f9 legati alla classe operaia, e in particolare a quella larghissima parte di essa che \u00e8 espressione del movimento operaio socialista nelle sue diverse correnti. Questo vorrei dire non soltanto al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai colleghi democristiani, ma a tutti i partiti, anche ai partiti di sinistra, ai socialisti laburisti e ai repubblicani. Contraddire a questa formula unitaria vuoi dire preparare al nostro Paese giorni pi\u00f9 duri ancora degli attuali.<\/p><p>Onorevole Saragat, ella sen viene come Amore nel sonetto di Guido Cavalcanti, \u00abtenendo tre saette in una mano\u00bb, con l\u2019una volendo colpire il ceto possidente, con l\u2019altra l\u2019inconcludente politica demo-cristiana, ma rivolgendo la punta della terza, forse la pi\u00f9 acuminata e avvelenata, contro il nostro partito. Questa politica \u00e8 sbagliata perch\u00e9 non pu\u00f2 portare a nessun risultato a favore n\u00e9 della democrazia, n\u00e9 del socialismo, ma solo a loro danno.<\/p><p>SARAGAT. Mi pare viceversa.<\/p><p>TOGLIATTI. \u00c8 sbagliata questa politica, onorevole Saragat! Non si introducono misure socialiste, non si introduce in nessuna misura quel tanto di socialismo che pu\u00f2 essere introdotto oggi nella nostra vita sociale e che \u00e8 necessario introdurvi per la soluzione di fondamentali problemi economici e sociali, fino a che si mantiene questa punta avvelenata contro il partito pi\u00f9 strettamente legato alla classe operaia. Non so se ci\u00f2 sia possibile in altri paesi: in Italia, no. Noi l\u2019abbiamo capito da tempo; per questo abbiamo proposto alla Nazione italiana qualche cosa di profondamente nuovo, che nessuno di voi forse si aspettava, proponendo la nostra collaborazione, sul terreno democratico e parlamentare, alla ricostruzione politica, economica e sociale. Abbiamo cos\u00ec proposto qualche cosa di profondamente nuovo, una nuova via che riteniamo necessaria, anzi, forse la sola possibile per un Paese uscito dalla tragedia fascista e minacciato da altri mali e altre tragedie, minacciato dalla disunione, dall\u2019indigenza dei lavoratori, e dalle tempeste che si addensano all\u2019orizzonte internazionale.<\/p><p>Abbiamo sentito e sentiamo che \u00e8 nostro dovere preparare questa soluzione all\u2019Italia e al popolo italiano, e rimaniamo su questo terreno: sul terreno di una fattiva collaborazione di tutte le forze che si richiamano alle classi popolari lavoratrici, di tutte le forze democratiche e repubblicane. Sappiamo tutti per\u00f2 che collaborazione fattiva significa non escludere da nessuna delle attivit\u00e0 direttive della vita della nazione il nostro partito, poich\u00e9 non si pu\u00f2 mettere al bando con nessun artificio questa grande forza di operai e di lavoratori.<\/p><p>Quale sar\u00e0 la via per la quale la classe operaia affermer\u00e0 le proprie rivendicazioni e i propri ideali e dar\u00e0 il suo contributo attivo alla ricostruzione del Paese, se voi direte: \u00abNo; siccome voi, operai italiani, seguite in cos\u00ec gran numero il Partito comunista, che \u00e8 il vostro partito, per voi c\u2019\u00e8 il bando, l\u2019esclusione dalla direzione politica del Paese\u00bb, quali possono essere le conseguenze di simile posizione, lo lascio dire a voi.<\/p><p>E vengo alla fine. L\u2019obiettivo di questa discussione, aperta su iniziativa del Partito socialista, alla quale noi ci siamo associati, \u00e8 di cambiare questo Governo, dopo aver reso ancora una volta evidente al Paese che esso non \u00e8 costruito e non lavora in modo tale da poter sodisfare le esigenze fondamentali della vita nazionale. Ci hanno chiesto: \u00abMa volete davvero rovesciare il Governo?\u00bb. Ma certamente, s\u00ec; altrimenti non vorremmo dibattiti, non parleremmo sulle piazze, non agiteremmo il Paese. Non crediate per\u00f2 che per noi, come partito, l\u2019obiettivo di rientrare nel Governo possa essere, ripeto come partito, una cos\u00ec grande attrattiva. L\u2019ho gi\u00e0 detto altra volta: l\u2019opposizione tonifica i partiti della classe operaia; li rende pi\u00f9 forti. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quando siamo stati al Governo, come Ministri abbiamo fatto il nostro dovere, nell\u2019interesse del Paese. Ma, e anche questo ve l\u2019ho detto gi\u00e0 altre volte, noi non abbiamo fretta. Veniamo da molto lontano e andiamo molto lontano! (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Senza dubbio! Il nostro obiettivo \u00e8 la creazione nel nostro Paese di una societ\u00e0 di liberi e di eguali; nella quale non ci sia sfruttamento da parte di uomini su altri uomini.<\/p><p>E lo proclamiamo apertamente. Non abbiamo nulla da nascondere. Questo \u00e8 il nostro programma.<\/p><p>Ma oggi esistono problemi nazionali che urgono. La democrazia e la Repubblica devono essere ancora rafforzate. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>. <\/em>Vi sono minacce gravi Che incombono sulla nostra vita nazionale. Il nostro dovere \u00e8 dunque di continuare a porre al Paese con urgenza il problema della necessit\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 di tutte le forze lavoratrici, di tutte le forze repubblicane e democratiche, come base della pi\u00f9 larga unit\u00e0 della Nazione nell\u2019opera di ricostruzione che deve essere fatta.<\/p><p>Riusciremo noi ad abbattere questo Governo nel corso di questa discussione? Non lo so; non dipende da noi, dipende dalle altre forze, che sono qui rappresentate e schierate.<\/p><p>Ma se noi parliamo all\u2019Assemblea e al Governo, nello stesso tempo parliamo al Paese, perch\u00e9 sappiamo che domani il Paese sar\u00e0 chiamato a dire la sua parola; verr\u00e0 consultato in nuove elezioni, in quella che \u00e8 l\u2019istanza suprema nella democrazia. Ebbene, noi vogliamo che il Paese sappia sempre meglio qual \u00e8 l\u2019obiettivo che noi ci proponiamo, che cosa oggi vogliamo fare. Vogliamo che il Paese sappia che domani, dando a noi il maggior numero dei propri voti, voter\u00e0 per un partito il quale, qualunque sia la sua forza in questa Assemblea, continuer\u00e0 a fare una politica di unit\u00e0 o di collaborazione di tutte le forze democratiche e repubblicane.<\/p><p>Signori, soltanto in questa politica noi vediamo la salvezza del nostro Paese. Voi questa politica non la state facendo e non la potete fare. Voi non siete dunque il Governo di cui oggi ha bisogno l\u2019Italia. (<em>Vivissimi prolungati applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Riservo naturalmente al Ministro dell\u2019interno, assente per ragioni d\u2019ufficio, di rispondere alle singole lagnanze ed alle accuse particolari che l\u2019onorevole Togliatti ha presentato.<\/p><p>Mi interessa solo di stabilire che, se ho bene inteso l\u2019elenco dei fatti deplorevoli avvenuti alla frontiera, si tratta di fatti, di incidenti avvenuti il giorno 14 ed il 15 settembre, uno solo il 16. In ogni caso, per la grande maggioranza, per la quasi totalit\u00e0, sono avvenuti prima che la polizia italiana assumesse la responsabilit\u00e0 dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>Ho gi\u00e0 dichiarato a una delegazione slava di Gorizia che il Governo italiano intende difendere i diritti dei cittadini a qualunque gruppo etnico essi appartengano e che l\u00e0 dove noi saremo presenti faremo ogni sforzo per mantenere l\u2019ordine. L\u2019esempio si \u00e8 avuto gi\u00e0 il giorno 16, quando a Gorizia avvenne un serio incidente causato da una squadra di elementi contro un negozio nel centro della citt\u00e0: intervennero, non la polizia che era ancora lontana, ma i soldati del centoquattordicesimo reggimento fanteria che stroncarono senz\u2019altro il brutto incidente. Vorrei che questa parola venisse accolta con soddisfazione su tutti i banchi e che servisse non soltanto a calmare l\u2019irrequietudine degli elementi slavi al di qua del confine, ma anche come prova di buona volont\u00e0 da parte nostra affinch\u00e9 i nostri fratelli, rimasti al di l\u00e0 del confine, vengano trattati con lo stesso rispetto. (<em>Vivissimi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Per il resto, come ho gi\u00e0 detto, cio\u00e8 per ogni singolo fatto di ordine pubblico qui denunciato, risponder\u00e0 il Ministro dell\u2019interno, mentre per la linea politica generale mi riservo di rispondere a conclusione di questo dibattito. Ma di una cosa sono altamente stupefatto: l\u2019onorevole Togliatti si \u00e8 lagnato di una rigidissima censura, di una politica repressiva contro i manifesti. Sono altamente stupefatto per questo, perch\u00e9 se il Ministro dell\u2019interno ha fatto veramente una tale politica repressiva contro manifesti antigovernativi, mi domando perch\u00e9 io personalmente fino sulla soglia della mia casa devo essere dileggiato e vilipeso in manifesti anonimi, persino, dico, sulla soglia della mia casa, e mi domando perch\u00e9 su tutte le piazze d\u2019Italia io debba essere impiccato in effigie, e messo alla forca. (<em>Vivissimi, prolungati applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione delle mozioni \u00e8 rinviato alle ore 11 di domani.<\/p><p>Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Di Vittorio ha presentato la seguente interrogazione con richiesta d\u2019urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulla ingiusta espulsione dal territorio nazionale del cittadino svizzero Wipf dottor Renato, gi\u00e0 residente da oltre undici anni a Sondrio, nato in Italia, nonostante che il Wipf abbia combattuto nelle formazioni partigiane per la liberazione dell\u2019Italia e malgrado il danno che un tale precedente potrebbe arrecare ai lavoratori italiani emigrati all\u2019estero\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>MARAZZA, <em>Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/em> Mi riservo di far conoscere luned\u00ec prossimo quando il Governo potr\u00e0 rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se non ritiene opportuno ammettere ai concorsi per insegnanti, riservati ai reduci, anche i profughi della Venezia Giulia, Dalmazia e delle terre d\u2019Oltremare.<\/p><p>\u00abQuesta disposizione agevolerebbe detti profughi per una loro definitiva sistemazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se di fronte al malcontento ed alle agitazioni dei liberi professionisti, e specialmente del ceto forense, preso di mira da eccessivi accertamenti dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata, non creda urgente dare precise istruzioni agli uffici periferici affinch\u00e9 venga temperata l\u2019asprezza del gravame stesso e delle relative penalit\u00e0, cercandosi di evitare pericolose ed arbitrarie sproporzioni tra gli accertamenti di ricchezza mobile e quelli dell\u2019imposta suddetta. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>\u00abBertini, Filippini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019interno, per conoscere quali siano i motivi che ancora ostano alla definizione ed al sovvenzionamento, da parte dello Stato, del piano di ricostruzione della citt\u00e0 di Rimini. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSpallicci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere quando riterr\u00e0 di poter concedere agli assuntori ferroviari gli stessi benefici economici ed assistenziali concessi al personale di ruolo e non di ruolo delle ferrovie dello Stato. Gli assuntori sono stati esclusi recentemente dal beneficio dell\u2019assistenza sanitaria dell\u2019Ente nazionale previdenza assistenza agli statali (ENPAS) e non \u00e8 stata loro liquidata l\u2019anticipazione recentemente concessa a tutti gli statali. L\u2019interrogante chiede inoltre quando verr\u00e0 emanato il provvedimento preannunziato allo studio in una risposta data il 20 febbraio 1947 ad una sua precedente interrogazione e cio\u00e8 l\u2019adeguamento del trattamento economico degli assuntori a quello del personale ferroviario di grado assimilabile.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante domanda inoltre se l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno inquadrare fra il personale di ruolo gli assuntori. Detta categoria infatti, istituita dal fascismo, rappresenta un\u2019economia per l\u2019Amministrazione a prezzo per\u00f2 dello sfruttamento del prestatore d\u2019opera. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBiagioni\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere per quali motivi si indugi ancora a provvedere alla riparazione delle ingiustizie determinate dalla esclusione di funzionari non iscritti al partito fascista da concorsi e promozioni.<\/p><p>\u00abPer conoscere, in particolare, per quali motivi (anche in considerazione del limitatissimo numero degli interessati) non sia stato esteso il diritto a partecipare al concorso per volontario di cancelleria, bandito di recente per reduci e patrioti, a quei funzionari che possono documentare di essere stati esclusi da precedenti concorsi per mancanza del requisito della tessera fascista. In proposito si segnala all\u2019onorevole Ministro l\u2019opportunit\u00e0 di estendere la facolt\u00e0 di partecipare al predetto concorso alla segnalata, ristrettissima categoria di danneggiati dal fascismo. (Si tratta in sostanza, di due o tre persone). (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLeone Giovanni, Salerno\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.55.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><p>Seguito dello svolgimento delle mozioni degli onorevoli Nenni, Togliatti e Canevari.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXXXIV. SEDUTA DI VENERD\u00cc 26 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Annunzio di una proposta di riforma del Regolamento: Presidente Svolgimento di mozioni: Presidente Nenni Togliatti De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri Interrogazione con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente Marazza, Sottosegretario di Stato per l\u2019interno Interrogazione (Annunzio): Presidente La seduta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2181,2220,2265,2196,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2149","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2149"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6655,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2149\/revisions\/6655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2149"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}