{"id":2146,"date":"2023-09-17T11:40:31","date_gmt":"2023-09-17T09:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2146"},"modified":"2023-10-21T18:49:07","modified_gmt":"2023-10-21T16:49:07","slug":"pomeridiana-di-giovedi-25-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2146","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 25 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2146\" class=\"elementor elementor-2146\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0fb9c44 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0fb9c44\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4c191bb\" data-id=\"4c191bb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-85d62d8 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"85d62d8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470925_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-af1c48c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"af1c48c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXXXIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 25 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>: <\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Avanzini<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Laconi<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Lussu<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Perassi<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Lucifero<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Molinelli<\/p><p>Targetti<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Mol\u00e8<\/p><p>Lussu<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Selvaggi<\/p><p>Gullo Fausto<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Basso<\/p><p><strong>Interpellanza con richiesta di svolgimento urgente <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Benedetti per il reato di cui all\u2019articolo 595 del Codice penale.<\/p><p>Sar\u00e0 inviata alla Commissione competente.<\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ho chiamato a far parte<\/p><p>della prima Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge l\u2019onorevole Nilde Iotti in sostituzione dell\u2019onorevole Pietro Secchia, dimissionario;<\/p><p>della seconda Commissione permanente l\u2019onorevole Felice Platone in sostituzione dell\u2019onorevole Giorgio Amendola, dimissionario;<\/p><p>della quarta Commissione permanente l\u2019onorevole Giacomo Ferrari in sostituzione dell\u2019onorevole Cesare Massini, dimissionario.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 55 del progetto di Costituzione.<\/p><p>Ieri sera avevo accennato all\u2019opportunit\u00e0 o meno di attendere, per l\u2019esame degli emendamenti i quali propongono certe norme particolari per la formazione del primo Senato della Repubblica fino a che non giungeremo all\u2019esame di tutte le norme transitorie; ma alcuni colleghi hanno fatto presente il desiderio di poterli senz\u2019altro svolgere, perch\u00e9 pu\u00f2 essere che ci\u00f2 che essi direbbero in argomento abbia un riflesso sulle decisioni relative alla formazione permanente del Senato della Repubblica. Do perci\u00f2 la parola ai presentatori dei due ultimi emendamenti, salvo a decidere il momento nel quale saranno posti in votazione.<\/p><p>Il primo emendamento porta la firma degli onorevoli Leone Giovanni, Avanzini, Rossi Paolo, Pignatari, Cifaldi, Villabruna, Candela, Alberti, Preziosi, Corbino, Condorelli, Costantini, Martinelli, Arcaini, Castelli Avolio, Adonnino. Sar\u00e0 svolto dall\u2019onorevole Avanzini ed \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abPer la prima elezione del Senato, sono nominati senatori di diritto con decreto del Capo dello Stato: i deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano fatto parte del disciolto Senato, o che siano stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea, o che abbiano avuto almeno tre elezioni, compresa quella all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>\u00abA tale diritto si pu\u00f2 rinunciare, ma la rinuncia deve essere fatta prima della firma del decreto di nomina\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Avanzini ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>AVANZINI. Onorevoli colleghi, l\u2019emendamento da noi presentato riguarda non la costituzione permanente ma unicamente la prima elezione del Senato.<\/p><p>Per questa prima elezione del Senato noi proponiamo che siano nominati senatori di diritto, con decreto del Capo dello Stato, i deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano fatto parte del disciolto Senato, o che siano stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea, o che abbiano avuto almeno tre elezioni, compresa quella all\u2019Assemblea Costituente. Quindi, si potr\u00e0 obiettare, ancora una volta, nomina dall\u2019alto. Ieri, l\u2019onorevole Alberti ha combattuto questa obiezione con sicura efficacia e sarebbe da parte mia di pessimo gusto ripetere le sue ragioni.<\/p><p>D\u2019altro canto, questa obiezione non ha ragione d\u2019essere, di fronte all\u2019emendamento che noi proponiamo. Infatti questo emendamento non consente una scelta affidata alla libera volont\u00e0 del Capo dello Stato. Gli eligendi sono individuati in una norma obiettiva, definitivamente limitata. Non si tratta di scegliere gli eligendi, ma solo di esaminare se abbiano i requisiti per essere eletti, requisiti precisati dalla norma. Infatti, nell\u2019emendamento si propone che entrino a far parte del primo Senato i deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano fatto parte del disciolto Senato o che siano stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea. Non \u00e8 il caso che mi soffermi ad illustrare questo punto dell\u2019emendamento, in quanto esso si riferisce a nomi che sono presenti nel nostro spirito e al nostro ricordo: nomi meritevolissimi di far parte del nuovo consesso. Ma l\u2019emendamento consente anche di varcare la soglia del Senato a quei deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano avuto almeno tre elezioni, compresa quella all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Faccio notare che condizione imprescindibile di eleggibilit\u00e0, in virt\u00f9 di questo emendamento, \u00e8 l\u2019avvenuta elezione in seno all\u2019Assemblea Costituente, e ci\u00f2 per ovvie ragioni: innanzi tutto per evitare che la soglia del Parlamento possa essere varcata da chi, vantando un numero superiore a tre legislature, quale fascista abbia partecipato a passate legislature del regime. \u00c8 una preoccupazione di cui non sembra abbia tenuto conto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>C\u2019\u00e8 di pi\u00f9: l\u2019elezione alla Costituente, evidentemente sta a significare una consacrazione, significa il riconoscimento di una dignit\u00e0 mantenuta pura attraverso la sofferenza; e, a mio modestissimo avviso, significa anche che l\u2019avvenuta elezione all\u2019Assemblea Costituente \u00e8 l\u2019espressione della volont\u00e0 popolare. Questo emendamento, in definitiva, rispetta in pieno il principio democratico dell\u2019elezione. Infatti questi uomini, entrando nel primo Senato, continueranno ad essere, in fondo, i rappresentanti della volont\u00e0 popolare. Ma soprattutto sembra che l\u2019emendamento si imponga per una ragione di opportunit\u00e0 e di tecnica parlamentare. Non vi \u00e8 dubbio che il primo Senato \u2013 il nuovo Senato \u2013 sar\u00e0 un\u2019Assemblea nuova, quanto meno composta di gente nuova.<\/p><p>\u00c8 una impressione che domani potr\u00e0 anche essere smentita, ma io penso, per esempio, che pochi dei membri di quest\u2019Assemblea pensino oggi con preferenza al Senato piuttosto che alla prossima Camera dei deputati. Forse noi siamo un po\u2019 servi del passato, ma \u00e8 certo che questa prima Camera dei deputati appare pi\u00f9 rigogliosa, pi\u00f9 fresca, pi\u00f9 feconda, un\u2019arena di ardente battaglia dove di getto si foggia la vita politica italiana con una perenne ansia verso un domani migliore. E allora, fuori di qui andremo a cercare i membri di questo primo Senato? Ma dove trovarli, quando il ventennio ha disperso e cancellato tante vite, tanta saggezza e tante esperienze? Ecco quindi la necessit\u00e0 che nel primo Senato almeno entri un nerbo di uomini esperti, di uomini provati, attraverso dura ed amara esperienza, provati alla vita politica, perch\u00e9 questo nerbo di uomini crei attorno a s\u00e9 la necessaria organizzazione della nuova Assemblea.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 noi pensiamo che questo emendamento potrebbe trovare il favore dell\u2019Assemblea. Non ci mosse in proposito alcuno spirito di parte, perch\u00e9 entreranno nel Senato uomini di diversi partiti, avvicinati da nuovi compiti. Sono stati alieni da ogni spirito di parte i diversi firmatari, i quali avrebbero meglio di me illustrato questo emendamento, ma tutti insieme vi ripetono un\u2019aspirazione sola con voce alta e fervida: che il primo Senato, il nuovo Senato possa rispondere alle esigenze della rinnovata vita politica italiana. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Martino Gaetano, Morelli Renato, Villabruna, Cifaldi, Bonino, Colitto, Perrone Capano, Condorelli, Colonna, Mazza, Rodin\u00f2 Mario hanno presentato la proposta del seguente articolo 55-<em>bis<\/em>:<\/p><p>\u00abPer la prima elezione del Senato, sono nominati Senatori con decreto del Capo dello Stato:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i deputati al Parlamento dichiarati decaduti nella seduta del novembre 1926 e quelli che non furono dichiarati decaduti, ma esercitarono la funzione di oppositori nell\u2019aula, purch\u00e9 non eletti nella cosiddetta lista nazionale;<\/li><li><em>b<\/em>) i deputati all\u2019Assemblea Costituente che sono stati Presidenti del Consiglio o di Assemblea;<\/li><li><em>c<\/em>) coloro che siano stati membri del disciolto Senato ed abbiano mantenuto atteggiamento di costante opposizione al regime fascista dopo il 3 gennaio 1925\u00bb.<\/li><\/ol><p>L\u2019onorevole Martino Gaetano ha di svolgerla.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Dopo quanto ha detto l\u2019onorevole Avanzini, potrei anche rinunziare a svolgere il mio emendamento, tanto sono evidenti le ragioni che lo hanno ispirato.<\/p><p>Si vuole da molti che nel primo Senato della Repubblica italiana non manchino vecchi parlamentari, i quali rappresentino quasi una garanzia, per noi, di un efficace funzionamento democratico di questa Assemblea legislativa. E se questo \u00e8 lo scopo, io penso che non bisogna tanto guardare al numero delle legislature di questi ex parlamentari, quanto, invece, all\u2019attivit\u00e0 politica da essi svolta nel passato. In altri termini, ad un criterio quantitativo di valutazione occorre, a parer mio, sostituire un criterio qualitativo.<\/p><p>Per quanto si faccia per cercare di dimenticarlo, \u00e8 certo che pesa ancora e peser\u00e0, io penso, per lungo tempo nella vita politica italiana il ricordo del recente passato. Noi crediamo che una garanzia di efficace funzionamento democratico di quella Assemblea potr\u00e0 essere offerta soltanto da quegli ex parlamentari che mostrarono, nei tempi pi\u00f9 oscuri della dittatura, di volere difendere la democrazia, di volere salvare la libert\u00e0.<\/p><p>Che vale il numero delle legislature? Forse questo numero aggiunge qualcosa all\u2019attivit\u00e0 politica che in un determinato momento questi uomini svolsero? O forse, la mancanza di questo numero \u00e8 fattore di svalutazione di quella attivit\u00e0 politica?<\/p><p>Sono questi gli uomini che noi vorremmo vedere entrare di diritto nel primo Senato della Repubblica italiana; i provati nemici della dittatura, gli amici provati della libert\u00e0. E questi sono, come dice il mio emendamento: primo, coloro che furono estromessi da quest\u2019Aula nella seduta del 26 novembre 1926 col voto di una maggioranza di Assemblea (pensate: questi erano i soli deputati, in quel tempo, che possiamo considerare davvero liberamente eletti dal popolo italiano, perch\u00e9 gli altri, quelli che costituivano la maggioranza, non erano espressione vera della libera scelta del popolo italiano, essendo qui pervenuti attraverso un artificio elettorale, per mezzo della cosiddetta lista nazionale); secondo, gli oppositori nell\u2019Aula: nell\u2019Aula di Montecitorio ed in quella di Palazzo Madama. Si \u00e8 cercato di fare una valutazione storica dell\u2019attivit\u00e0 politica di questi uomini. Credo che questo sia prematuro. La storia dir\u00e0 pi\u00f9 tardi se l\u2019azione che essi svolsero sia stata opportuna od inopportuna, se possiamo considerare un errore, o non dobbiamo considerarla tale, la tattica che essi seguirono in quel determinato momento politico. Ma \u00e8 certo, a mio parere, che qualunque sia la valutazione che la storia far\u00e0 della loro attivit\u00e0 politica, questa attivit\u00e0 politica rester\u00e0 sempre come una delle pagine pi\u00f9 nobili scritte da una parte del popolo italiano nei tempi pi\u00f9 oscuri della dittatura fascista. Cos\u00ec come, qualunque sia questa valutazione della tattica parlamentare seguita da questi uomini, nulla potr\u00e0 impedire che nel cuore degli italiani resti perenne la commossa riconoscenza per uno di costoro che, se fosse vivo, noi vorremmo vedere entrare per primo nel nuovo Senato italiano: Giovanni Amendola. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Con ci\u00f2 tutti gli emendamenti sono stati svolti. Abbiamo ora dinanzi a noi due ordini del giorno, i quali pongono il problema del modo di elezione del Senato della Repubblica. Uno, gi\u00e0 stampato nel fascicolo degli emendamenti, e che porta le firme degli onorevoli Lami Starnuti, Binni, Morini, Rossi Paolo, Treves, Longhena, Bennani, Canevari, Bocconi, Caporali, Villani, Zanardi, Momigliano, Filippini, \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che l\u2019elezione dei componenti il Senato della Repubblica debba avvenire a suffragio universale e diretto, con sistema proporzionale e per circoscrizioni regionali\u00bb.<\/p><p>L\u2019altro ordine del giorno, che mi \u00e8 stato presentato adesso, porta le firme degli onorevoli Nitti, Rubilli, Persico, Laconi, Gullo Fausto, Quintieri Quinto, Nasi, Bozzi, Grieco, Togliatti, Cifaldi, Reale Vito, Vigna, Mol\u00e8, Perrone Capano, Basile, Russo Perez, Dugoni e Colitto. Esso \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che il Senato sar\u00e0 eletto con suffragio universale e diretto, con il sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevoli colleghi, noi abbiamo esaurito rapidamente il tema della Camera dei deputati. Entriamo negli articoli concernenti il Senato. Sono tre. Uno \u00e8 gi\u00e0 stato discusso e debbo rispondere in ordine agli emendamenti presentati: \u00e8 l\u2019articolo 55, il pi\u00f9 denso forse di tutta la Costituzione; ma questi sono ormai argomenti concreti, a differenza degli altri pi\u00f9 generali ed astratti della prima parte della Costituzione stessa. Credo pertanto che potremo cavarcela relativamente in poco tempo, sebbene gli emendamenti rappresentino una tale selva ed un tale groviglio che occorre proprio la bussola per potersi orientare.<\/p><p>Seguir\u00f2 questo metodo: enuncer\u00f2 prima il testo originario del progetto, accennando alle ragioni che hanno indotto la Commissione dei settantacinque a proporlo; poi esaminer\u00f2 gli emendamenti nell\u2019ordine che si discostano dal testo ed esprimer\u00f2 infine l\u2019avviso del Comitato in merito ad essi.<\/p><p>Il primo comma dell\u2019articolo 55 dice: \u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale\u00bb. \u00c8 prevalso qui il criterio che costitu\u00ec a suo tempo la maggioranza anche nelle questioni decise sulla Regione, cio\u00e8 che si dovesse, una volta istituito tale Ente, collegare ad esso la struttura della seconda Camera. Il comma potrebbe apparire un\u2019affermazione generale e pi\u00f9 che altro teorica, ma alla sua approvazione o meno, in via definitiva, si collega se sar\u00e0 o no ammessa una rappresentanza dei Consigli regionali nel Senato. \u00c8 una questione che va messa logicamente per prima: si tratta di vedere se il Senato dovr\u00e0 avere o no composizione mista, per la fonte elettorale. Dovr\u00e0 quindi essere votata per prima. Dalla sua soluzione dipende l\u2019atteggiamento sugli altri emendamenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Russo Perez propone di dire \u00aba base territoriale, attribuendo a ciascuna Regione\u00bb. Evidentemente l\u2019emendamento ha un valore pi\u00f9 che altro formale, letterario e non \u00e8 il caso di insistervi.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti propone di mettere invece \u00abcircoscrizioni regionali\u00bb. Il Comitato nota che mettendo \u00abcircoscrizioni regionali\u00bb si legherebbero un po\u2019 troppo le mani, perch\u00e9 le circoscrizioni dovrebbero essere dell\u2019intera Regione; mentre il problema da decidere qui \u00e8 sostanzialmente un altro, e si concreta se vi debba essere o no una rappresentanza diretta dell\u2019ente Regione.<\/p><p>Hanno proposto di sopprimere il primo comma \u2013 e qui la questione diventa di principio \u2013 gli emendamenti dell\u2019onorevole Nitti, dell\u2019onorevole Preti, e dell\u2019onorevole Laconi. Bisogner\u00e0, ripeto, votare dapprincipio su tale punto, per stabilire quale \u00e8 l\u2019atteggiamento dell\u2019Assemblea, se intende dare una aliquota di rappresentanza anche ai Consigli regionali o no.<\/p><p>Passiamo al secondo comma. Qui gli emendamenti fioccano pi\u00f9 numerosi, e si profilano questioni complesse che sono congiunte tra loro; e cercher\u00f2 di coordinare e di farne convergere la soluzione, anche se gli emendamenti sono distinti e converr\u00e0 cominciare coll\u2019esaminarli ad uno ad uno. Desidero, nella mia breve esposizione, di essere fedele fino allo scrupolo.<\/p><p>Il testo del progetto basava su tre punti. Il primo era il quoziente; un senatore ogni 200 mila abitanti o frazione superiore a 100 mila abitanti. Secondo punto: maggiorazione, per ogni Regione, di un numero fisso di cinque. Terzo punto: in ogni caso un limite, nel senso che il numero dei senatori non doveva superare quello dei deputati della Regione. Ecco il trittico al quale si riduce il disposto del comma che avete sotto gli occhi.<\/p><p>Le ragioni cui si ispirarono le norme erano queste: adottare per il Senato, in confronto alla Camera, un numero complessivo pi\u00f9 ristretto, ma non troppo. Contemperare, con l\u2019aggiunta di un numero fisso per ogni regione, il principio della proporzionalit\u00e0 agli abitanti della Regione con una certa considerazione della funzione che ha ciascuna Regione, qualunque sia l\u2019entit\u00e0 della sua popolazione. Terzo: evitare, per ragioni evidenti di equilibrio, che i deputati d\u2019una Regione siano meno che i suoi senatori. \u00c8 opportuno, prima di addentrarci nell\u2019esame di questi punti, evitare un equivoco. Leggendo frettolosamente l\u2019articolo, taluni hanno interpretato la disposizione nel senso che i cinque senatori da aggiungersi come numero fisso per ogni Regione, siano da eleggere dai Consigli regionali; gli altri col metodo pi\u00f9 generale di suffragio. Non \u00e8 cos\u00ec; almeno per il testo quale \u00e8 in origine (altra pu\u00f2 essere la conseguenza in via di modifica); secondo il progetto, i cinque si sommano al numero di senatori determinato in rapporto al quoziente per abitanti; poi si divide la cifra complessiva per tre; ed un terzo ne eleggono i Consigli regionali, il resto il popolo in una data forma di suffragio. Tale la disposizione, su cui convergono gli emendamenti, molteplici e vari.<\/p><p>Emendamenti sul quoziente: mentre il progetto propone un senatore per 200.000 abitanti o frazione superiore alla met\u00e0 (mi permetterete, per esser breve, di tacere in seguito su eguali riferimenti alla met\u00e0 che vi sono nelle controproposte), l\u2019onorevole Targetti propone 150 mila, Preti e Lami Starnuti, con due emendamenti, 120 mila.<\/p><p>Quale sarebbe, con tali quozienti, il numero dei senatori?<\/p><p>\u00c8 bene anche qui un chiarimento; abbiate pazienza; ma debbo darvi tutti gli elementi di comprensione. Un articolo successivo, il 57, dispone che il numero dei deputati e dei senatori deve, ad ogni elezione, commisurarsi ai dati dell\u2019ultimo censimento. Qual \u00e8 l\u2019ultimo censimento che abbiamo? \u00c8 il censimento del 1936, cio\u00e8 di dodici anni fa, il quale d\u00e0 per tutta la popolazione italiana, compresa la Venezia Giulia, una cifra di 42.990.000, ossia di circa 43 milioni. Senza nuovi censimenti si sono fatti aggiornamenti, calcolando per ogni comune i nati e i morti. Si hanno aggiornamenti che si possono dire definitivi a tutto il 1942; la popolazione, sempre compresa la Venezia Giulia, era salita a 45 milioni e mezzo. Dopo il 1942 non si hanno pi\u00f9 aggiornamenti definitivi; ma solo provvisori, a calcolo, perch\u00e9 \u00e8 mancato il rilievo diretto comune per comune. Cos\u00ec pel 1946 si ha una cifra sempre, all\u2019incirca, di 45 milioni e mezzo, ma non vi sono compresi i fratelli della Venezia Giulia, che un trattato ingiusto ha strappati alla loro madre.<\/p><p>Aggiungo che sono in corso altri aggiornamenti, che saranno definitivi per la fine dell\u2019anno in corso 1947; ma diverranno noti due o tre mesi dopo.<\/p><p>Decideremo, a proposito dell\u2019articolo 57, se per la prima elezione dovremo ricorrere ai dati dell\u2019ultimo censimento o agli aggiornamenti. Nel primo caso avremmo \u2013 grosso modo \u2013 con un quoziente di 200 mila, non molto pi\u00f9 di 200 senatori; nel secondo caso si salirebbe verso i 250. Inutile dire che per le successive legislature, con l\u2019incremento della popolazione il numero dei senatori aumenter\u00e0. Tenendo presente che \u2013 secondo il testo \u2013 vi sar\u00e0 una quota addiettiva, col numero fisso di 5 per ogni regione, si arriva in complesso per la prima elezione ad un Senato attorno ai 300 membri; che \u00e8 numero ragguardevole, ma non eccessivo.<\/p><p>Vi \u00e8 una tendenza a diminuire il quoziente, e cio\u00e8 ad aumentare i senatori. Si dice che, come si \u00e8 modificato il progetto per i deputati, facendo discendere il quoziente ad 80.000, si potrebbe fare altrettanto per i senatori, stabilendo il quoziente a 160.000, e cio\u00e8 al doppio che pei deputati. La proposta potrebbe essere presa in considerazione, se non vi fosse il numero fisso addiettivo.<\/p><p>Veniamo ora appunto al tema di questo numero fisso, che secondo il progetto sarebbe di 5 per Regione. Propongono di sopprimerlo gli emendamenti Lami Starnuti, Preti, Laconi ed anche l\u2019emendamento Caronia; l\u2019emendamento Nitti lo conserva riducendolo a 3 (con che, antiregionalista reciso, l\u2019onorevole Nitti d\u00e0 qualche peso al concetto di Regione). L\u2019onorevole Mortati propone che, stabilendo il principio, si lasci la cifra indecisa finch\u00e9 non si sar\u00e0 deciso tutto ci\u00f2 che concerne l\u2019ordinamento regionale, cio\u00e8 praticamente, poich\u00e9 abbiamo rinviato tale tema, sino alla fine della Costituzione. Io non sono favorevole ai continui rinvii che sono pericolosi perch\u00e9 ci troveremo in fondo davanti a un salsicciotto di residui, che non sapremo come cucinare. Del resto il numero delle Regioni non si sposter\u00e0 mai di tanto da influire sul nostro giudizio sul complesso numerico del Senato.<\/p><p>Veniamo alle questioni di sostanza. Il Comitato ha cercato non senza fatica la migliore decisione, prospettandosi diverse ipotesi e fermandosi successivamente su varie soluzioni. In un primo momento si era pensato di sopprimere il numero fisso addiettivo per ogni Regione e di adottare, sempre per ogni Regione, il sistema del numero minimo. Vale a dire, ogni Regione non avrebbe dovuto avere meno di cinque senatori. La modificazione basava sulla considerazione che, se il motivo era di avvantaggiare le Regioni pi\u00f9 piccole, il risultato si otteneva meglio e pi\u00f9 efficacemente col numero minimo per esse che coll\u2019aggiungere un numero fisso a tutte le regioni grosse e piccole. Il collega Laconi ha dimostrato che il vantaggio sarebbe, pi\u00f9 che per le piccole, per le regioni di grandezza media.<\/p><p>L\u2019inconveniente sarebbe per\u00f2 evitato se, pur conservando il numero fisso, si adottasse un\u2019altra soluzione complessiva, su cui ha finito per fermarsi il Comitato. La soluzione \u00e8 di stabilire che, oltre al numero di senatori determinato dal quoziente, dall\u2019eleggersi con un dato sistema di suffragio dal popolo, ogni Regione avrebbe un numero fisso di tre senatori, che sarebbe eletto dal Consiglio regionale. La soluzione ha avuto il consenso di tutti i membri del Comitato; ma per alcuni di essi con dichiarazione esplicita che avrebbero votato contro il primo comma dell\u2019articolo, non ammettendo l\u2019aliquota da eleggersi dai Consigli regionali; e \u2013 soltanto ove questa fosse approvata \u2013 accetterebbero la soluzione concordata.<\/p><p>\u00c8 una soluzione che corrisponde alla proposta dell\u2019onorevole Nitti per un numero fisso di 3, e la combina con un\u2019altra proposta dell\u2019onorevole Zuccarini, di dare ai Consigli regionali l\u2019elezione soltanto del numero fisso.<\/p><p>Quali sarebbero i vantaggi? Innanzi tutto una grande semplificazione, perch\u00e9 non si dovrebbero fare dei coacervi e delle redistribuzioni di numeri nel reparto fra i senatori da eleggersi dai Consigli regionali e quelli da eleggersi in altro modo. La soluzione sodisfa i regionalisti pi\u00f9 accesi, in quanto riconosce in pieno il principio che le Regioni debbono avere una certa rappresentanza, in connessione al principio del loro ordinamento autonomo. D\u2019altra parte non si avrebbe che una quota relativamente lieve \u2013 in complesso meno di sessanta senatori di fronte agli altri (duecentocinquanta o pi\u00f9) eletti con l\u2019altro metodo. I senatori nominati dai Consigli regionali porterebbero pi\u00f9 direttamente l\u2019espressione in seno al Senato dei voti delle Regioni, affinch\u00e9 il Senato possa adempiere ad un compito di coordinamento.<\/p><p>Con la soluzione concordata il quoziente dei collegi elettorali per la rimanente e maggiore aliquota resterebbe sempre lo stesso, mentre col riparto stabilito originariamente nel progetto verrebbe a variare. Resterebbe, \u00e8 vero, qualche disparit\u00e0 nel numero complessivo di senatori attribuito ad ogni Regione; ma sarebbe una conseguenza inevitabile della rappresentanza data direttamente alle Regioni; e costituirebbe in ogni modo la minore disparit\u00e0 possibile di fronte agli altri congegni di numero fisso o di numero minimo. Si obietta (e l\u2019obiezione vale anche per gli altri congegni) che, dando in pi\u00f9 3 senatori ad ogni Regione, si stimolano le richieste alla formazione di nuove e minuscole Regioni. Ma a ci\u00f2 osta la disposizione che sta nella Costituzione secondo cui \u00e8 fatto divieto di costituire nuove Regioni che abbiano un numero di abitanti inferiore ai 500.000; cifra che alcuni propongono di elevare e di raddoppiare.<\/p><p>La soluzione dunque \u00e8, per ogni aspetto, sodisfacente: ed ha l\u2019unanimit\u00e0. Ma, come ho detto, subordinata. Se cade il criterio della rappresentanza speciale ai Consigli regionali, la forma progettata vien meno.<\/p><p>Veniamo ora alla clausola del \u00ablimitatore\u00bb sostenuta cos\u00ec vivacemente dall\u2019onorevole Russo Perez: il numero dei senatori non potr\u00e0, per ogni Regione, superare quello dei deputati. Hanno proposto la soppressione gli onorevoli Lami Starnuti, Targetti, Nitti. L\u2019onorevole Colitto corregge la forma; egli \u00e8 un po\u2019 il Basilio Puoti della nostra Costituzione. Quanto alla sostanza, anche il Comitato inclina alla soppressione, perch\u00e9, se la disposizione \u00e8 astrattamente logica ed ineccepibile, in realt\u00e0, nelle applicazioni pratiche, il caso che si vuol evitare, di pi\u00f9 senatori che deputati non si presenta per nessuna Regione, neppure per la pi\u00f9 piccola, la Basilicata, che avrebbe 7 deputati, e soltanto 6 senatori. Ed allora perch\u00e9 mettere nel testo un inutile precetto?<\/p><p>Io mi preoccupo (non sempre vi riesco, ma la colpa non \u00e8 mia) di rendere la Costituzione italiana pi\u00f9 che sia possibile snella e semplice. Se l\u2019accordo tien fermo (il che dipende dall\u2019approvazione anzitutto del comma primo: \u00abIl Senato \u00e8 eletto a base regionale\u00bb) il secondo comma sarebbe formulato cos\u00ec: \u00abA ciascuna Regione \u00e8 attribuito oltre ad un numero fisso di tre senatori, un senatore per 200 mila abitanti o per frazione superiore a 100 mila. La Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore\u00bb. Il contenuto del comma va messo in rapporto con quello del comma successivo, per cui i 3 (e non di pi\u00f9) sono eletti dal Consiglio regionale.<\/p><p>Procediamo ora nell\u2019esame dell\u2019articolo. Il terzo comma entra nelle questioni pi\u00f9 gravi ed importanti: si tratta di scegliere fra i sistemi che si dividono gli animi vostri e verranno fra loro a battaglia: proporzionale pura, collegio uninominale, suffragio indiretto.<\/p><p>Ma prima bisogna decidere se l\u2019elezione del Senato sar\u00e0 tutta con uno di questi sistemi, o, come \u00e8 nel progetto, verr\u00e0 invece ripartita, dandone una quota minore ai Consigli regionali. Il testo iniziale del progetto indicava un terzo. Alcuni emendamenti vorrebbero sopprimere ogni aliquota (e cio\u00e8 respingere la pi\u00f9 diretta rappresentanza regionale che \u00e8 implicita nel primo comma dell\u2019articolo). Sono gli emendamenti degli onorevoli Lami Starnuti, Targetti, Preti, Laconi, Nitti. Anche l\u2019onorevole Russo Perez sopprimerebbe questa quota per darla al Capo dello Stato. Un emendamento Perassi, fedele invece alla rappresentanza diretta regionale, proponeva dapprima (abbiate pazienza se debbo seguire la stratificazione degli emendamenti che si sono succeduti e man mano superati), di tenere l\u2019aliquota nel terzo (solo in subordine la riduceva ad un quarto), aggiungendo un minimo di 3 per i senatori da eleggersi dal Consiglio regionale. Con che veniva incontro alla soluzione, che poi fu in fine, adottata e che vi ho esposta.<\/p><p>Il Comitato, cio\u00e8, conclude che all\u2019elezione dei Consigli regionali sia lasciata solo la quota fissa di tre, ottenendo cos\u00ec i vantaggi di semplificazione che abbiamo visto.<\/p><p>Ed eccoci alla questione pi\u00f9 viva: il sistema da seguire per la maggiore aliquota riservata al corpo elettorale. Il testo del progetto stabilisce che l\u2019elezione abbia luogo a suffragio universale e diretto. Non altro. Sarebbe escluso il suffragio indiretto, ma aperta la possibilit\u00e0 alle varie forme del diretto, che si distinguono soprattutto in proporzionale o collegio uninominale.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti propone nel suo emendamento la proporzionale: ma ha dichiarato poi di limitarsi, per tale riguardo, ad una affermazione con ordine del giorno (una specie di voto impegnativo, che l\u2019Assemblea ha altre volte adottato). Con siffatto rinvio, il testo rimarrebbe pressappoco come \u00e8 nello schema del progetto.<\/p><p>L\u2019obiezione che si fa principalmente alla proporzionale pel Senato (a prescindere dalle antipatie degli antiproporzionalisti di principio) \u00e8 che la proporzionale per tutti due i rami del Parlamento farebbe del Senato un doppione e non risponderebbe alle esigenze di una differenziazione che sembra logicamente indispensabile con il principio bicamerale.<\/p><p>Oltre alla proporzionale, sono in lizza i due sistemi del collegio uninominale, proposto negli emendamenti Laconi, Nitti, Rubilli, e del suffragio indiretto, proposto dall\u2019onorevole Perassi. Quest\u2019ultimo \u00e8 il cosiddetto sistema dei grandi elettori, o elettori a doppio grado. L\u2019emendamento Perassi dice che i senatori saranno eletti da delegati eletti a lor volta fra gli elettori iscritti nella circoscrizione.<\/p><p>Il Comitato \u00e8 diviso. Sul profilo tecnico \u00e8 prevalso il politico; ed i partiti hanno preso posizione. Per mio conto mi limito ad osservare: qualunque delle due soluzioni prevalga, si avr\u00e0 una differenziazione dei due rami del Parlamento, con un sistema diverso, per ciascuno di essi, del metodo di selezione, ma ricorrendo pur sempre al suffragio universale. Per tale riguardo sia l\u2019uno che l\u2019altro sistema sarebbero preferibili alla proporzionale.<\/p><p>E l\u2019uno e l\u2019altro avrebbero, sia pure in grado e forma diversa, comuni vantaggi. Il primo sarebbe di aprire la via ad una maggiore considerazione dell\u2019elemento e del valore personale. Sia nel collegio pi\u00f9 ristretto, che facilita pi\u00f9 immediati contatti, sia nel seno di un numero relativamente esiguo di elettori di secondo grado, si baderebbe alla personalit\u00e0 dei candidati pi\u00f9 che nell\u2019anonimo e complesso fluttuare delle masse elettorali. \u00c8 presumibile che i senatori avrebbero una certa statura.<\/p><p>Secondo vantaggio: con l\u2019uno e con l\u2019altro sistema si avrebbe la spinta al raggrupparsi dei partiti in concentrazioni od alleanze, e ci\u00f2 sarebbe un avviamento a quell\u2019avvicendarsi di due o tre formazioni politiche, che \u00e8 stata la linea classica del sistema parlamentare, dove \u00e8 nato, ed appare una condizione del suo normale svolgimento. Ai partiti, come sono in questi momenti, pu\u00f2 o meno piacere l\u2019immediato riflesso dei blocchi; ma la tendenza, in s\u00e9, non pu\u00f2 essere condannata.<\/p><p>Naturalmente v\u2019\u00e8 contrasti e polemica fra i due sistemi. Contro il collegio uninominale vi \u00e8 una ripugnanza invincibile dei pi\u00f9 decisi proporzionalisti, che vedono contradittoria ed assurda la coesistenza della proporzionale e del collegio uninominale, sia pure in due diverse Camere. Contro il suffragio indiretto vi \u00e8 l\u2019obiezione che \u00e8 pericoloso mettere le elezioni in mano ai pochi grandi elettori, fra i quali si farebbe strada la camarilla e la corruzione. \u00c8 la tesi su cui ha molto insistito l\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>Non ho altro da dire; vi ho esposto obiettivamente gli argomenti adducibili <em>hinc inde. <\/em>Come Relatore, il mio compito \u00e8 di semplificare e chiarificare, localizzando e precisando le tendenze. Per conto mio sono pel collegio uninominale, e subordinatamente per il suffragio indiretto; non sono per la proporzionale.<\/p><p>Abbiamo visto cos\u00ec la prima parte dell\u2019ultimo comma, cos\u00ec denso di questioni. Resta nell\u2019ultima parte la questione dell\u2019et\u00e0 per l\u2019esercizio del diritto di voto. \u00c8 previsto nel progetto che l\u2019elettore per il Senato abbia 25 anni. L\u2019onorevole Conti propone di scendere a 21 anni; al qual fine basterebbe cancellare l\u2019indicazione dei 25 anni; perch\u00e9 si tornerebbe allora alla norma generale per ogni elezione che l\u2019articolo della Costituzione fissa alla maggiore et\u00e0. Comunque, il Comitato mantiene l\u2019et\u00e0 a 25 anni, per quel concetto inerente al nome stesso di Senato, che questo corpo debba avere, per ogni riflesso, qualcosa di pi\u00f9 qualificato come et\u00e0. Debbo aggiungere che, se si arrivasse ad adottare il suffragio indiretto, allora (come \u00e8 nell\u2019emendamento Zuccarini) gli elettori di primo grado potrebbero essere tutti quanti gli aventi una maggiore et\u00e0; ma i delegati dovrebbero avere 25 anni.<\/p><p>Avrei finito, se non vi fosse un\u2019appendice di emendamenti, che concernono un numero di senatori designati \u2013 al di fuori del sistema elettorale \u2013 per diritto o per scelta del Capo dello Stato. Una combinazione del criterio elettivo con designazioni di questo genere non \u00e8 sconosciuto ad altre Costituzioni.<\/p><p>Vi sono due ordini di emendamenti. Uno \u00e8 per norme permanenti; l\u2019altro per norme transitorie. Con disposizione permanente l\u2019onorevole Russo Perez propone di lasciare al Capo dello Stato di nominare, a libera scelta, il terzo dei senatori. L\u2019onorevole Rubilli riduce al quarto. Non \u00e8 detto se tali elezioni siano a vita o per una sola legislatura. L\u2019onorevole Alberti propone di dare al Capo dello Stato l\u2019elezione a vita di cinque cittadini illustri.<\/p><p>Vi sono poi, nelle proposte, i senatori di diritto. Gli onorevoli Nitti ed Alberti pongono come tali gli ex Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri; naturalmente a vita. L\u2019onorevole Alberti mette, pei soli Presidenti del Consiglio, la condizione che abbiano, anche interrottamente, ricoperto la carica per un anno. \u00c8 tutta una casistica \u2013 perdonate \u2013 su cui debbo richiamare la vostra attenzione. L\u2019onorevole Nitti aggiunge come senatori di diritto le alte cariche dello Stato (primo presidente della Cassazione, presidente del Consiglio di Stato, presidente della Corte dei conti) i cui titolari sarebbero senatori finch\u00e9 durasse la loro carica. Inoltre sei professori eletti dal Consiglio superiore dell\u2019istruzione e qui non si capisce per quanto tempo.<\/p><p>Vi sono poi le proposte d\u2019ordine transitorio. Quella dell\u2019onorevole Leone, Avanzini ed altri suggerisce di fare entrare di diritto (ma con possibilit\u00e0 di rinuncia) nel primo Senato alcuni elementi dei precedenti Parlamenti. Condizione, per tutti, dovrebbe essere di aver fatto parte della Costituente; cos\u00ec che si eliminerebbero i possibili residuati del tempo fascista. Oltre a detta condizione, sarebbero titoli per diventar senatori l\u2019esser stati Presidenti di un Consiglio dei Ministri o di un\u2019Assemblea, senatori o deputati per almeno tre legislature, compresa la Costituente. L\u2019onorevole Nitti porta le legislature a cinque, ma ha detto nel suo intervento che si riserva di riesaminare e fissare altrimenti il numero.<\/p><p>Nel Comitato si sono manifestate diverse opinioni. Per quanto riguarda le norme permanenti \u00e8 prevalsa l\u2019idea che la qualit\u00e0 di senatore di diritto ed a vita sia da riserbarsi ai soli ex Presidenti della Repubblica, che per il posto da essi occupato non possono discendere, alla fine del loro mandato, nell\u2019agone elettorale. Altro \u00e8 degli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri, pei quali vi sono state riserve, appunto perch\u00e9 possono, e ad essi si addice, chiedere il suffragio degli elettori; ed alcuno ha fatto presenti le conseguenze che si avrebbero per i Presidenti del Consiglio prima della liberazione di Roma. Non \u00e8 sembrata ammissibile l\u2019entrata in Senato, per diritto, di nessun altro elemento n\u00e9 come carica dello Stato, n\u00e9 come designazione d\u2019un Consiglio superiore.<\/p><p>In quanto alla norma transitoria avete sentito qui esporre con tanta vivezza argomenti a favore, che sono, fra gli altri, di serbare al primo Senato repubblicano elementi sicuri e provetti, che altrimenti, per la loro et\u00e0, non affronterebbero il disagio della lotta elettorale; la nomina, una volta tanto, per una sola legislatura, riempirebbe in parte il vano lasciato, per la prima immediata elezione del Senato, dalla non partecipazione della quota di senatori attribuita ai Consigli regionali, che non sarebbero a tempo costituiti.<\/p><p>La obiezione che con nomine di siffatto genere, a base non elettiva, si spezzerebbe la linea strutturale del Senato, \u00e8 superata o almeno attenuata dal fatto che tali nomine avverrebbero per una sola volta, in via di assoluta eccezione. Si tratta di vedere se, dato il carattere transitorio di tale norma, la decisione su di essa sia da prendersi ora o da rinviarsi al momento in cui la Costituente formuler\u00e0 le disposizioni transitorie della Costituzione.<\/p><p>Ho finito. Vi ho annoiato, ma era necessario esporvi un quadro completo di tutte le proposte. Dovevo \u2013 il che corrisponde ai mio temperamento \u2013 essere chiaro e semplificatore. Ma gli emendamenti sono cos\u00ec numerosi, e le soluzioni cos\u00ec complicate ed aggrovigliate che ho fatto un grande sforzo per sistemarle e per darne la ragione. In base alla via che vi ho tracciato, voi, scegliendo nel senso che vorrete, potete in breve giungere a conclusione sul tema pi\u00f9 discusso e tormentato della Costituzione. Se ci\u00f2 avverr\u00e0 ogni mio sforzo sar\u00e0 compensato. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, occorre dare inizio alle votazioni sopra questa materia, tanto complessa ed importante. Vi sono due ordini del giorno, e gli ordini del giorno devono essere votati prima degli emendamenti sia per una ragione di regolamento, sia perch\u00e9 l\u2019esito della votazione degli ordini del giorno pu\u00f2 influire sull\u2019ordine di votazione degli emendamenti e forse anche dettare la presentazione di emendamenti agli emendamenti.<\/p><p>Ritengo dunque che si debba passare senz\u2019altro alla votazione di questi ordini del giorno; e intanto di uno di essi. Come loro avranno presente, i due ordini del giorno propongono rispettivamente all\u2019Assemblea l\u2019uno la costituzione del Senato sulla base del suffragio universale e con il sistema proporzionale, l\u2019altro con il sistema uninominale. Sostiene il sistema uninominale l\u2019ordine del giorno di cui l\u2019onorevole Nitti \u00e8 il primo firmatario; propone il proporzionale l\u2019ordine del giorno che porta per prima la firma dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Anche ammesso che gli ordini del giorno debbano avere la precedenza, vorrei pregare i presentatori di considerare se non sia opportuno seguire l\u2019ordine logico, cio\u00e8 esaminare le questioni secondo la traccia del testo. Vi \u00e8 prima da stabilire se la composizione del Senato debba essere unica, o lasciata in parte ai Consigli regionali. Vengono poi le altre questioni. Quando saremo arrivati al punto di definire il sistema da seguire per il grosso dei Senatori, affronteremo i due ordini del giorno contrapposti. Quanto ho detto, pi\u00f9 che una preghiera, \u00e8 un rilievo di logica formale.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Mi duole di non poter accogliere la proposta dell\u2019onorevole Ruini. A nome dei presentatori del secondo ordine del giorno, di cui il Presidente ha dato lettura, sono costretto a dichiarare che riteniamo che la votazione del nostro ordine del giorno e, penso, di quello dell\u2019onorevole Lami Starnuti \u2013 in quanto delinea la figura del Senato \u2013 sia pregiudiziale alla votazione di tutto l\u2019articolo.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Faccio osservare che se si segue questo ordine di votazione rimane pregiudicata preventivamente un\u2019altra posizione che \u00e8 quella contenuta nell\u2019emendamento Perassi, poich\u00e9 si verrebbe a contrapporre il sistema uninominale col sistema del suffragio universale diretto sia pure con la rappresentanza proporzionale. Ma c\u2019\u00e8 un terzo sistema che attraverso la discussione ha raccolto vasti consensi ed \u00e8 quello, appunto, proposto dall\u2019onorevole Perassi che contempla l\u2019elezione di secondo grado.<\/p><p>Ora, si porrebbe una parte notevole della Camera in questa curiosa situazione, di respingere sia l\u2019ordine del giorno che prevede il collegio uninominale sia l\u2019altro che prevede la proporzionale con il suffragio universale diretto: mentre si pu\u00f2 e si deve combinare il sistema proposto dall\u2019onorevole Perassi con quello della proporzionale col suffragio universale diretto.<\/p><p>Mi pare che debba essere tenuta presente questa anomalia che si verificherebbe nel tipo della votazione che \u00e8 stata proposta. Se occorre, presento un ordine del giorno in questo senso. Se non si segue pi\u00f9 l\u2019ordine logico degli emendamenti, ma la procedura della presentazione istantanea degli ordini del giorno, evidentemente siamo tutti liberi di presentare ordini del giorno al posto degli emendamenti. Ma fin qui si \u00e8 seguito il concetto che gli emendamenti rispetto al testo avessero la precedenza, mentre gli ordini del giorno erano previsti soltanto per la conclusione della discussione generale.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli ordini del giorno hanno sempre la precedenza nella votazione.<\/p><p>PICCIONI. Ma dopo la discussione generale: non articolo per articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Un ordine del giorno pu\u00f2 essere presentato in qualunque momento, salvo che, a seconda del momento, esso d\u00e0 o no certi diritti ai presentatori, ad esempio quello di svolgerlo.<\/p><p>In secondo luogo l\u2019ordine del giorno deve essere sottoscritto da un numero di firme, variabile in rapporto al momento in cui esso \u00e8 presentato.<\/p><p>Ma in ogni caso, se un ordine del giorno \u00e8 presentato quando ancora non si \u00e8 passati alla votazione degli emendamenti, esso deve essere votato prima di questi.<\/p><p>D\u2019altra parte, devo confessare che non ho ben compreso le obiezioni dell\u2019onorevole Piccioni.<\/p><p>Cos\u00ec mi pare che una elezione di secondo grado potrebbe essere possibile anche se si adottasse, per ipotesi, il sistema uninominale.<\/p><p>Per richiamare un esempio noto, l\u2019elezione del Presidente degli Stati Uniti d\u2019America, che si costituiscono in quella occasione in un unico grande collegio, \u00e8 un\u2019elezione di secondo grado a collegio uninominale.<\/p><p>Perci\u00f2 non calza la pregiudiziale di carattere logico posta dall\u2019onorevole Piccioni.<\/p><p>Comunque, se egli presenta un terzo ordine del giorno, esso sar\u00e0 posto in votazione, naturalmente se e quando gli altri ordini del giorno gi\u00e0 presentati non abbiano ottenuto la maggioranza.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Laconi, sulla precedenza nella votazione degli ordini del giorno sugli emendamenti.<\/p><p>Comprendo le obiezioni dell\u2019onorevole Piccioni, ma non mi paiono decisive.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti ed il mio hanno una prima parte in comune, nella quale \u00e8 affermato che l\u2019elezione dei senatori deve avvenire a suffragio universale e diretto.<\/p><p>PICCIONI. Dicendosi \u00abdiretto\u00bb si esclude l\u2019elezione di secondo grado.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Dico questo appositamente per marcare che la prima parte dei due ordini del giorno esclude la elezione a suffragio universale indiretto, esclude cio\u00e8 le proposte dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>Poich\u00e9 io domando fin d\u2019ora che la votazione dell\u2019ordine del giorno avvenga per divisione, l\u2019Assemblea si divider\u00e0 anch\u2019essa sulla prima parte di uno dei nostri ordini del giorno.<\/p><p>Coloro che sono per la elezione a suffragio universale diretto voteranno la prima parte dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti o del nostro.<\/p><p>Coloro che sono favorevoli alla proposta dell\u2019onorevole Perassi voteranno contro.<\/p><p>Cos\u00ec la votazione non solo si semplificher\u00e0, ma avr\u00e0 il suo naturale procedimento logico.<\/p><p>Per questo, associandomi alle osservazioni dell\u2019onorevole Laconi, insisto perch\u00e9 i nostri ordini del giorno abbiano la precedenza nella votazione.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Per la chiarezza della votazione, io credo indispensabile \u2013 non entro in merito \u2013 che il collega onorevole Perassi presenti l\u2019emendamento sotto forma di ordine del giorno, perch\u00e9 io non aderisco all\u2019opinione espressa dall\u2019onorevole Presidente, che la questione del collegio uninominale possa comprendere anche quella del suffragio universale indiretto contenuto nell\u2019emendamento Perassi. Mi pare invece il contrario.<\/p><p>Comunque, \u00e8 bene che l\u2019Assemblea abbia di fronte a s\u00e9 i tre schemi.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ha ragione per la prima parte, ma non per la seconda.<\/p><p>Sarebbe opportuno che l\u2019onorevole Perassi, ripeto, trasformasse il suo emendamento in ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi sembra che, se ci si pone su questo terreno, di trasformare in ordine del giorno ogni emendamento, ci ritroveremo alla fine allo stesso punto di prima e cio\u00e8 con tante proposte, che, avendo mutato di forma, restano uguali per il contenuto e la sostanza. Tanto vale dunque sottoporre intanto alla sorte del voto gli ordini del giorno gi\u00e0 presentati. Se fossero poi tutti respinti, si potrebbe anche accogliere la suggestione dell\u2019onorevole Lussu, salvo che a quel punto non si reputi pi\u00f9 opportuno votare sulla base degli emendamenti. Quali questioni si allineano nel progetto della Commissione?<\/p><p>Prima questione: se i collegi nei quali debbono esser fatte le elezioni per la parte elettiva del Senato debbano essere di un solo tipo o di pi\u00f9 tipi. Il progetto offre infatti due tipi di collegio. Mi pare che invece nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti ed in quello dell\u2019onorevole Lami Starnuti la questione \u00e8, quanto meno implicitamente, risolta diversamente perch\u00e9 vi si parla di un solo modo di elezioni. Essi escludono cio\u00e8 che vi possa essere dall\u2019una parte un collegio costituito dai consigli comunali o dai consigli regionali, e dall\u2019altra un secondo collegio costituito da elettori che votino o in forma diretta o in forma indiretta.<\/p><p>La seconda questione \u00e8 appunto quella del suffragio diretto o indiretto. Ma in ambedue gli ordini del giorno si parla di suffragio diretto; e pertanto anche la seconda questione potr\u00e0 trovare soluzione attraverso la votazione degli ordini del giorno gi\u00e0 presentati.<\/p><p>Infine vi \u00e8 la questione del sistema elettorale. Orbene nell\u2019uno degli ordini del giorno si parla di collegio uninominale; nell\u2019altro del sistema proporzionale. Le tre questioni sono cos\u00ec poste nei due documenti che abbiamo sott\u2019occhi. Sarebbe sufficiente anche uno solo di essi per dare alla Assemblea la possibilit\u00e0 di decidere. Due forse ci offrono maggiori possibilit\u00e0; ma un terzo sarebbe sicuramente superfluo. Comunque ne parleremo quando sar\u00e0 deciso il destino dei due gi\u00e0 presentati.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Desidero chiarire che nell\u2019ordine del giorno Nitti non \u00e8 esplicitamente esclusa la rappresentanza delle Regioni, per mezzo del loro Consiglio. L\u2019esclusione potrebbe ritenersi implicita. Vi sono alcuni che, ammessa quella rappresentanza speciale, sarebbero pel collegio uninominale. Come dovrebbero votare? Tutto consiglia di tornare all\u2019ordine logico della votazione, punto per punto secondo lo schema del progetto. Se no avremo confusioni e possibili contrasti.<\/p><p>PRESIDENTE. I presentatori degli ordini del giorno hanno nulla da rispondere?<\/p><p>LACONI. Non abbiamo nulla da rispondere. Sono stati presentati degli ordini del giorno cos\u00ec come sono. L\u2019onorevole Ruini, e gli altri, possono rendersi conto di quello che vogliono dire.<\/p><p>PRESIDENTE. Vorrei essere meno semplicista. Sono io, ora, a porre una questione: se i loro ordini del giorno, o meglio, uno dei due fosse approvato, significherebbe ci\u00f2 che tutto l\u2019articolo 55 nel suo testo attuale cadr\u00e0?<\/p><p>LACONI. \u00c8 evidente che qualsiasi altra disposizione cade nella misura in cui contrasta con l\u2019ordine del giorno approvato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dovremo per\u00f2 poi discutere \u2013 io prevedo \u2013 per definire questa misura! \u00c8 questa la ragione per la quale amerei vedere inserito in questi ordini del giorno anche solo un avverbio di quantit\u00e0.<\/p><p>Per quello Nitti si potrebbe dire: \u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che l\u2019elezione dei componenti del Senato della Repubblica debba avvenire, per tutti i senatori, a suffragio universale\u00bb; per quello Laconi si potrebbe dire: \u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che il Senato sia completamente eletto col suffragio universale\u00bb. In questa maniera, la misura \u00e8 stabilita e non vi potranno poi essere discussioni.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Signor Presidente, mi duole, ma il fatto \u00e8 che l\u2019ordine del giorno \u00e8 in se stesso perfetto, e cio\u00e8 dice quel che vuol dire e tace quel che vuol tacere. A forza di volergli far dire quello che non vuol dire, \u00e8 chiaro che le questioni si confondono. Noi ci siamo voluti riferire integralmente al sistema di elezione, ma non abbiamo voluto pregiudicare, in quest\u2019ordine del giorno, un\u2019eventuale altra designazione di senatori, che venisse fatta per altra via, per esempio per diritto. Io penso che ci\u00f2 risulti chiaro dal riferimento che vi \u00e8 nell\u2019ordine del giorno al sistema di elezione e che quindi non vi sia ragione di ulteriori chiarimenti.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Signor Presidente, io mi rivolgo specialmente a lei perch\u00e9 ritengo che in questo momento non si possano presentare ordini del giorno, perch\u00e9 gli ordini del giorno si possono presentare solo durante la discussione generale. E ci\u00f2 per disposizione tassativa del Regolamento che all\u2019articolo 87 cos\u00ec dice:<\/p><p>\u00abDurante la discussione generale, o prima che s\u2019apra, possono essere presentati da ciascun deputato ordini del giorno concernenti il contenuto della legge, che ne determinino o ne modifichino il concetto o servano d\u2019istruzioni alle Commissioni.<\/p><p>\u00abTali ordini del giorno sono votati prima che sia posto termine alla discussione generale.<\/p><p>\u00abL\u2019ordine del giorno puro e semplice ha la precedenza su tutti gli altri ordini del giorno\u00bb.<\/p><p>Ora, la discussione generale l\u2019abbiamo gi\u00e0 chiusa ed abbiamo anche esaminati tutti gli ordini del giorno che sono stati presentati durante tale discussione. Mi pare, quindi, che non possiamo permettere presentazione di altri ordini del giorno in questo momento, in sede vera e propria di emendamenti. Abbiamo fatto uno strappo ieri per affermare una semplice cosa che non abbiamo voluto mettere in un articolo che si riferisce alla Camera dei Deputati, abbiamo cio\u00e8 consentito, con deliberazione unanime della Camera, all\u2019onorevole Giolitti di trasformare un suo emendamento in ordine del giorno. Questa \u00e8 stata una cosa eccezionale. Noi dobbiamo riaffermare il principio sancito nell\u2019articolo 87 del Regolamento, che cio\u00e8 in sede di discussione di emendamenti non si possono presentare ordini del giorno, se non col consenso unanime dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Per questo ritengo che gli ordini del giorno presentati sia dall\u2019onorevole Nitti, come dall\u2019onorevole Laconi vanno considerati sotto il punto di vista con cui fu considerato l\u2019ordine del giorno Giolitti; ma non possono anticipare una votazione, altrimenti devieremmo da quella che \u00e8 la norma consuetudinaria e regolamentare per discutere tutto l\u2019articolo creando una confusione dalla quale non sapremmo pi\u00f9 liberarci.<\/p><p>Per questa ragione prego l\u2019onorevole Presidente di esaminare la questione in base all\u2019articolo 87 del Regolamento.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Ieri, nello svolgimento del mio emendamento ricordai che la Assemblea nella seduta precedente, in materia di elezione dei deputati, aveva, con una chiarissima decisione, deliberato che la Costituzione non dovesse contenere riferimento ai sistemi elettorali, per consentire alla esperienza di suggerire le eventuali modificazioni senza costringere il Parlamento italiano ad addivenire alla revisione della Carta costituzionale. Osservai che la deliberazione dell\u2019Assemblea circa l\u2019elezione dei deputati doveva ritenersi valida anche per la elezione dei senatori. Di conseguenza dichiarai che trasformavo in ordine del giorno l\u2019emendamento da me presentato. Su tutto questo l\u2019accordo della Camera dovrebbe esistere e avrebbe dovuto esistere in anticipazione. Quando ieri feci questa dichiarazione, la Camera, direi, consent\u00ec col suo silenzio. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Il silenzio non dice niente in Assemblee come questa? (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019ordine del giorno che io ho presentato essendo la trasformazione pura e semplice dell\u2019emendamento proposto sull\u2019articolo 55 del progetto, deve necessariamente avere la precedenza.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Io credo che l\u2019onorevole Fuschini se si riferisce all\u2019articolo 87 del Regolamento, voglia anche lui far dire al Regolamento quello che il Regolamento non dice, cio\u00e8 l\u2019onorevole Fuschini vorrebbe che il Regolamento vietasse la presentazione di ordini del giorno durante la discussione di emendamenti. In realt\u00e0 il Regolamento non dice questo.<\/p><p>Il Regolamento dice unicamente che ordini del giorno i quali modifichino o determinino il concetto informatore della legge o diano istruzioni alle Commissioni, possono essere messi in votazione secondo una determinata procedura. A me non risulta che il Regolamento stabilisca che non possano essere presentati ordini del giorno durante la discussione. (<em> Interruzione dell\u2019onorevole Fuschini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dicevo, il Regolamento non pone un qualsiasi divieto o una qualsiasi limitazione alla presentazione degli ordini del giorno (<em>Commenti al centro<\/em>), stabilisce soltanto una procedura&#8230; (<em>Commenti al centro<\/em>) &#8230;per determinati ordini del giorno, i quali investano tutto il contenuto della legge, lo modifichino, o diano delle istruzioni alle Commissioni. Non vedo alcun\u2019altra disposizione che possa interessare.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che l\u2019articolo invocato dall\u2019onorevole Fuschini non fosse 1\u201987&#8230;<\/p><p>FUSCHINI. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, a questo proposito ha gi\u00e0 risposto l\u2019onorevole Laconi. Per\u00f2 l\u2019articolo 77 dice in maniera molto precisa che si possono presentare ordini del giorno anche dopo chiusa la discussione generale, il che significa che possono essere anche messi in votazione. L\u2019articolo 77, infatti, si esprime cos\u00ec:<\/p><p>\u00abLa presentazione di un ordine del giorno relativo all\u2019argomento in discussione non d\u00e0 diritto a discorrere dopo dichiarata chiusa la discussione.<\/p><p>\u00abPer\u00f2, anche dopo dichiarata la chiusura, il proponente di un ordine del giorno potr\u00e0 svolgerlo per un tempo non eccedente i venti minuti, quando si sia iscritto prima della chiusura\u00bb.<\/p><p>Tutto questo mi pare dica chiaramente che si possono presentare ordini del giorno anche dopo dichiarata chiusa la discussione senza la condizione che non sia incominciato l\u2019esame degli emendamenti. Questo per prima cosa.<\/p><p>In secondo luogo, onorevole Fuschini, vi \u00e8 l\u2019articolo 92 che dice:<\/p><p>\u00abA fronte sia di uno, sia di pi\u00f9 emendamenti, non \u00e8 ammessa la questione pregiudiziale o sospensiva, n\u00e9 l\u2019ordine del giorno puro e semplice, n\u00e9 alcun altro ordine del giorno che non costituisca un emendamento, salvo il caso previsto dall\u2019articolo 89\u00bb.<\/p><p>Dunque, se un ordine del giorno costituisce emendamento, pu\u00f2 essere presentato; se pu\u00f2 essere presentato, potr\u00e0 \u2013 credo \u2013 essere votato.<\/p><p>Ma aggiungo una considerazione di carattere generale. Noi abbiamo adottato per l\u2019esame del progetto di Costituzione un sistema previsto dal Regolamento, secondo il quale, la discussione non avviene per articoli, ma per titoli e magari anche per pi\u00f9 titoli riuniti. Ora non penso che cos\u00ec decidendo l\u2019Assemblea abbia inteso rinunciare a tutte le facolt\u00e0 conseguenti al metodo normale di discussione. Noi abbiamo infatti deciso di discutere per titoli, per dare un andamento pi\u00f9 rapido ai nostri lavori e non per impedire ai membri dell\u2019Assemblea di valersi di tutte le facolt\u00e0 che il Regolamento loro consente.<\/p><p>Ma il Regolamento consente che su ogni articolo si presentino ordini del giorno; facendo la discussione per titoli, non ci siamo spogliati di questo diritto. E infine, onorevoli colleghi, non trascuriamo i precedenti. Da un sommario dei lavori del Parlamento italiano della tornata del 2 agosto 1921 si pu\u00f2 ricavare un precedente. Dice questo testo:<\/p><p>\u00abChiusa la discussione generale si passa alla discussione degli articoli sul nuovo testo presentato ed \u00e8 approvato dalla Camera un ordine del giorno Celesia ed altri, accettato dal Governo,\u00bb ecc.<\/p><p>Cio\u00e8, pur avendo chiusa la discussione generale ed essendo passati all\u2019esame degli articoli, un ordine del giorno \u00e8 stato presentato, accettato dal Governo e votato.<\/p><p>Non mi sembra, quindi, che se in questo momento noi poniamo in votazione ordini del giorno presentati dopo chiusa la discussione generale \u2013 allorch\u00e9 si erano gi\u00e0 svolti gli emendamenti \u2013 veniamo meno alle norme del Regolamento.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, mi consenta due rilievi, estremamente brevi. Vorrei distinguere. Se gli ordini del giorno sono stati presentati prima della chiusura della discussione generale, cio\u00e8 durante la medesima, lo spirito del Regolamento interviene in questo senso: che, chiusa la discussione generale, evidentemente essa non si debba rinnovare, l\u00e0 dove si passi all\u2019esame dei singoli articoli e degli emendamenti relativi, mediante una votazione sugli ordini del giorno stessi. E, in questo senso, mi pare perentoria la disposizione del secondo comma dell\u2019articolo 87, che mi permetto di sottolineare non gi\u00e0 con l\u2019intenzione di sottovalutare quanto ella ha detto, onorevole Presidente, bens\u00ec per tentare di cogliere lo spirito della norma: che cio\u00e8, chiusa la discussione generale, questa non pu\u00f2 rinnovarsi sotto forma di ordine del giorno.<\/p><p>Quindi gli ordini del giorno presentati durante la discussione debbono essere votati alla fine della medesima, prima della chiusura.<\/p><p>Secondo rilievo: ma \u00e8 concepibile che un ordine del giorno sopravvenga a discussione chiusa? Mi permetto di rispondere, seguendo in questo il Presidente, che ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire, ma ad una condizione sola: alla condizione cio\u00e8 che non sia violato lo spirito del Regolamento, gi\u00e0 posto in evidenza, e che pertanto tale ordine del giorno non abbia la precedenza sugli altri emendamenti se non assumendo veste e sostanza di un emendamento specifico.<\/p><p>Soltanto cos\u00ec un ordine del giorno potr\u00e0 avere la precedenza, il che conferma la tesi di partenza per cui, chiusa la discussione generale, non si vota e non si delibera se non in relazione a singoli emendamenti.<\/p><p>Questo dal punto di vista del rigore formale, in sede di interpretazione del Regolamento. Ch\u00e9 se poi, per avventura, dovessimo scendere nel merito della valutazione dei singoli ordini del giorno presentati all\u2019Assemblea, allora evidentemente, dopo il criterio della logica formale, dovrebbe operare un criterio di logica sostanziale, venendosi cos\u00ec a graduare gli ordini del giorno in ragione del loro significato intrinseco. In questa ipotesi subordinata, io mi riserverei di dimostrare che il vero ordine del giorno che dovrebbe allora avere la precedenza sarebbe proprio quello che imposta organicamente e pregiudizialmente la Camera Alta su base regionale. Il che \u00e8 confermato dalla circostanza che l\u2019altro ordine del giorno, appunto perch\u00e9 di carattere secondario, risulta cos\u00ec frammentario che dovrebbe essere votato esclusivamente per divisione. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Mi permetta, onorevole Domined\u00f2, che io le osservi che questo ordine del giorno, di cui lei parla, che porrebbe come pregiudiziale la base regionale del Senato, allo stato dei fatti non esiste. Sino a questo momento il ragionamento mio e di tutti i colleghi si \u00e8 svolto intorno a quello che c\u2019\u00e8, intorno a quello che \u00e8 noto.<\/p><p>Ch\u00e9 se lei poi vorr\u00e0 presentare un ordine del giorno sull\u2019argomento, le dir\u00f2 che in tal modo non far\u00e0 che confermare il contenuto del testo della Commissione, che gi\u00e0 propone la base regionale. Ma la precedenza spetta, lei lo sa, all\u2019ordine del giorno che si discosta maggiormente dal testo e cio\u00e8 dalla base regionale. E pertanto il suo ordine del giorno dovrebbe comunque essere votato dopo e subordinatamente all\u2019esito delle votazioni che precederanno.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Mi permetta, signor Presidente. Ho seguito attentamente la sua risposta, la quale concerne, se mai, la seconda parte del mio intervento, ma lascia del tutto scoperto, se non vado errato, quanto ho detto nella prima parte delle mie considerazioni, sulle quali mi permetto di richiedere la sua parola. Come motivo subordinato, e soltanto subordinato, io ho prospettato il motivo di logica sostanziale. E nel merito la precedenza che ella conferirebbe agli altri ordini del giorno, in quanto pi\u00f9 allontanantisi dal testo, costituisce criterio applicabile agli emendamenti piuttosto che agli ordini del giorno. Ma con riserva di tornare sul tema, resto ancora in attesa di ricevere risposta alla prima parte del mio intervento.<\/p><p>PRESIDENTE. La risposta alla prima parte delle sue obiezioni, onorevole Domined\u00f2, \u00e8 l\u2019articolo 92 del Regolamento, il quale dice:<\/p><p>\u00abA fronte sia di uno, sia di pi\u00f9 emendamenti, non \u00e8 ammessa la questione pregiudiziale o sospensiva, n\u00e9 l\u2019ordine del giorno puro e semplice, n\u00e9 alcun altro ordine del giorno che non costituisca un emendamento, salvo il caso previsto dall\u2019articolo 89\u00bb.<\/p><p>Il che significa che un ordine del giorno, se ammesso, costituisce emendamento, e perci\u00f2 si valuta alla stregua degli emendamenti. E allora l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti deve avere la precedenza, poich\u00e9 rappresenta l\u2019emendamento pi\u00f9 drastico all\u2019articolo 55, in quanto mira a sopprimerne senz\u2019altro il primo e secondo comma oltre che a modificarne il terzo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Non voglio tediare l\u2019Assemblea&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi, facciano silenzio.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Perdonate. Non vorrei insistere eccessivamente dopo le sue cortesi parole, signor Presidente. Ma, visto che ella stessa pone questi ordini del giorno sul piano degli emendamenti, proprio come mi ero permesso di prospettare a termini dell\u2019articolo 92 del Regolamento, domando allora per quale ragione, in conformit\u00e0 della mia tesi, questo ordine del giorno equivalente ad un emendamento non debba essere inserito in ordine di votazione l\u00e0 dove lo richiede la materia specifica, e cio\u00e8 al secondo periodo del secondo comma e al terzo comma dell\u2019articolo 55 del progetto di Costituzione, cui si riferisce l\u2019emendamento stesso.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi perviene questa comunicazione:<\/p><p>\u00abI sottoscritti dichiarano di trasformare in ordine del giorno l\u2019emendamento Perassi. Uberti, Piccioni, Valenti, Recca, Gronchi, Chatrian, Andreotti, Coccia, Mannini, Angelini, Baracco, Castelli Avolio, Carignani, Bacciconi\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 fra i sottoscrittori non c\u2019\u00e8 l\u2019onorevole Perassi, chiedo allo stesso se sia d\u2019accordo.<\/p><p>PERASSI. S\u00ec, perfettamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Abbiamo quindi tre ordini del giorno.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. L\u2019avere assistito alla lunga discussione relativa all\u2019ordine della votazione e la contemporanea presenza di emendamenti e di vari ordini del giorno che dei primi non hanno la forma ma spesso il contenuto, mi ha dato l\u2019impressione di un problema difficilmente solubile, se restiamo esattamente sul terreno in cui la questione \u00e8 stata posta, e cio\u00e8 della rigida applicazione del Regolamento.<\/p><p>E allora, data la caratteristica tutt\u2019affatto particolare di questa discussione, che si sostanzia nella creazione <em>ex novo<\/em> della Carta costituzionale, e nella fattispecie dell\u2019istituto del Senato, io mi domando se un modo di soluzione rapido, semplice e sodisfacente per tutti non potrebbe essere costituito dall\u2019adozione da parte della Presidenza della Camera di un metodo semplificativo che consentisse alla Presidenza stessa di porre all\u2019Assemblea i quesiti singoli e successivi nella loro schematicit\u00e0, in modo che l\u2019Assemblea, di fronte a ciascun quesito, semplice, unitario, non involgente le altre questioni implicite o esplicite contenute nei vari ordini del giorno, potesse rispondere \u00abs\u00ec\u00bb e \u00abno\u00bb.<\/p><p>Procedendo con questo metodo e logicamente, sulla base evidentemente del testo del progetto di Costituzione, io credo che, data l\u2019elasticit\u00e0 mentale della nostra presidenza della quale io ho avuto, con i miei colleghi, ottima esperienza durante tutti i lavori preparatori formativi del testo di progetto in discussione, noi potremmo praticamente arrivare a capo delle varie soluzioni, senza che potesse accadere che vi fossero delle sorprese e che una maggioranza della Camera, pronunciandosi in un modo, temesse poi di avere implicitamente pregiudicata l\u2019una o l\u2019altra soluzione non chiaramente indicata nel testo dell\u2019ordine del giorno o eventualmente nel testo di un emendamento. Noi dovremmo procedere secondo me \u2013 e in questo senso io faccio una proposta formale \u2013 con l\u2019adozione di un metodo onde fosse consentito alla Presidenza di porre i singoli quesiti. Per esempio, vediamo il primo quesito cui penso: il numero dei rappresentanti al Senato in rapporto della popolazione deve essere alterato, o non alterato dalla esistenza della Regione? Con la risposta a questo primo quesito si risolve nettamente secondo me la questione della cosiddetta base regionale. E una volta che sia deciso che la proporzione numerica non deve essere alterata, evidentemente viene soppressa la questione dei cinque senatori e dei tre senatori e l\u2019altra del cosiddetto \u00ablimitatore\u00bb dell\u2019onorevole Lussu relativamente alla Regione, ad esempio, del Molise, che ha una popolazione la quale potrebbe forse comportare al massimo il numero di due senatori, mentre con la soluzione dei 5 o dei 3, il criterio proporzionale viene ad essere alterato.<\/p><p>Avute le soluzioni una dopo l\u2019altra, in forma schematica e unitaria, dopo il quesito che mi sono permesso di esporre in via di esempio ne potrebbe venire un altro: i senatori devono essere tutti indistintamente eletti, o vi possono essere dei senatori di diritto? Altra soluzione utile, dopo la quale viene logicamente una successione di quesiti per sapere quali debbano essere i senatori di diritto. E allora si parler\u00e0 del Presidente della Repubblica al cessar della carica, degli ex Presidenti del Consiglio, ecc. Con questo sistema, e data la mentalit\u00e0 del nostro Presidente dell\u2019Assemblea, io credo che non si verificherebbe nessuna sorpresa, e che in poco tempo arriveremmo ad esaurire la materia dell\u2019articolo, rimanendo senz\u2019altro da farsi successivamente, dal punto di vista esclusivamente della pura forma, la redazione dell\u2019articolo stesso in rapporto alle singole votazioni. In questo senso io faccio una proposta precisa; altrimenti ho il dubbio che non usciremo rapidamente dall\u2019impaccio.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Signor Presidente, io credo che a quest\u2019ora, se non avessimo perduto troppo tempo a sofisticare fra ordini del giorno, emendamenti, articoli di Regolamento pi\u00f9 o meno contrastanti, avremmo di gi\u00e0 risolto le due questioni fondamentali che riguardano la costituzione del Senato e dalle quali credo che dobbiamo cominciare; venendo poi, man mano, alle altre questioni o di dettaglio o di minore importanza.<\/p><p>Per la costituzione del Senato vi sono due questioni fondamentali: primo, suffragio diretto o suffragio indiretto; secondo, collegio uninominale o altro metodo di elezione.<\/p><p>Queste sono le due questioni fondamentali che avremmo di gi\u00e0 risolto. Quindi pregherei la Presidenza di cominciare a mettere in votazione queste due questioni fondamentalissime con cui ci saremo sbarazzati in gran parte di tutta quanta la materia che riguarda la formazione della seconda Camera. Semplifichiamo, risolviamo e non perdiamo tempo; si capisce per\u00f2 con le forme regolamentari, mettendo in votazione gli ordini del giorno che alle dette due questioni si riferiscono.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Se la proposta dell\u2019onorevole Rubilli fosse tale, da accontentare tutta l\u2019Assemblea, sulla base di questo schema cos\u00ec semplice, saremmo disposti ad aderire. La proposta dell\u2019onorevole Fabbri ci porterebbe in un dedalo di questioni, sulle quali mal si orienterebbe chi non ha nozione precisa del coordinamento delle questioni.<\/p><p>Se la proposta dell\u2019onorevole Rubilli non fosse accettata dalla Presidenza in questa sua semplicit\u00e0 o non trovasse l\u2019assenso dell\u2019Assemblea, saremmo disposti ad accettare che l\u2019ordine del giorno Perassi venisse messo in votazione per primo.<\/p><p>PRESIDENTE. La proposta Fabbri della quale quella dell\u2019onorevole Rubilli \u00e8 chiarimento e, in parte, limitazione, non credo possa portare, se accolta ed applicata, alle confusioni temute dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Se entriamo in questo criterio, di votare dei quesiti, vi \u00e8 in questi una successione logica.<\/p><p>Il primo \u00e8 se il Senato debba essere costituito solo per elezione oppure anche attraverso a nomine da parte del Presidente della Repubblica e con posti di diritto per cariche coperte.<\/p><p><em>Voci.<\/em> No, no.<\/p><p>PRESIDENTE. S\u00ec; questa \u00e8 la prima questione: carattere elettivo o meno del Senato.<\/p><p><em>Voci.<\/em> Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. La seconda questione \u00e8 la seguente: accettato dall\u2019Assemblea il principio che tutti i Senatori debbano essere eletti, dovranno esistere o no, secondo la proposta della Commissione, due settori elettorali \u2013 l\u2019uno costituito dall\u2019Assemblea regionale e l\u2019altro o dai Consigli comunali o dai delegati di secondo grado oppure dagli elettori di base?<\/p><p>Terzo quesito: se per quel settore elettivo, diverso dal Consiglio regionale, dovr\u00e0 valere il suffragio universale o quello limitato (per esempio, con la proposta di fissare a 25 anni l\u2019et\u00e0 per l\u2019elettorato attivo si viene a limitare il suffragio).<\/p><p>E successivamente: suffragio diretto o indiretto? Ed infine: collegio uninominale o sistema proporzionale?<\/p><p>Questi sono i vari elementi della questione. (<em>Interruzioni dell\u2019onorevole Rubilli e dell\u2019onorevole Gasparotto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Rubilli e onorevole Gasparotto, occorre pur rispondere in qualche maniera a questi quesiti! Con nessuna abilit\u00e0 si potr\u00e0 eluderli.<\/p><p>Comunque, vi sono due proposte: quella degli onorevoli Fabbri e Rubilli, di procedere alla votazione per quesiti; e quella transazionale dell\u2019onorevole Laconi, di iniziare la votazione degli ordini del giorno da quello dell\u2019onorevole Perassi; domando se qualcuno presenta altra proposta a questo proposito.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Pi\u00f9 che avere qualcosa da proporre o da domandare, devo dire che ho sentito con un certo stupore la proposta dell\u2019onorevole Fabbri e quella dell\u2019onorevole Rubilli; perch\u00e9 \u2013 va bene \u2013 modifichiamo il Regolamento; si pu\u00f2 essere d\u2019accordo a modificare il Regolamento; ma non possiamo improvvisare in piena discussione d\u2019una legge una procedura nuova.<\/p><p>Questa procedura dei quesiti andr\u00e0 bene in Corte d\u2019assise, dove questi si propongono ai giurati, che rispondono s\u00ec o no; qui non siamo dei giurati; siamo uomini che esaminiamo i problemi nei loro vari aspetti. L\u2019accettare un determinato criterio per l\u2019elezione dei senatori non vuol dire avere l\u2019articolo; noi dobbiamo decidere sull\u2019articolo.<\/p><p>Quindi, mi pare che questa proposta, oltre ad essere completamente extra-regolamentare, non risolverebbe il nostro problema. Dopo la votazione sul quesito che l\u2019elettorato spetta agli elettori dell\u2019et\u00e0 di 25 anni, dobbiamo discutere sul modo col quale faremo quel tale articolo, che stabilisce questa norma, perch\u00e9 a seconda del modo come l\u2019articolo sar\u00e0 stato steso potr\u00e0 avere un\u2019applicazione od un\u2019altra, un significato od un altro. Prego l\u2019Assemblea, quindi, di rifarsi alla normale prassi seguita finora, cio\u00e8 di discutere e votare secondo quanto stabilisce il Regolamento e di non improvvisare un\u2019esperienza nuova che, tra l\u2019altro, la mortificherebbe, perch\u00e9 dover rispondere s\u00ec e no come dei ragazzini a scuola su delle questioni cos\u00ec importanti e lasciare poi non so a chi la responsabilit\u00e0 della redazione del testo, non mi sembra degno di un\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>PRESIDENTE. Volendo accettare il suo tono scherzoso, le faccio presente che molte volte allora lei \u00e8 stato come un ragazzino a scuola, perch\u00e9 molte volte ha dovuto dire s\u00ec e no, partecipando alle normali votazioni.<\/p><p>LUCIFERO. Ma su di un testo, non su dei quesiti!<\/p><p>PRESIDENTE. Comprendo la sua considerazione, ma mi ero limitato a sottolineare il modo scherzoso col quale l\u2019aveva esposta.<\/p><p>LUCIFERO. S\u00ec, era un modo scherzoso!<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Laconi e mi pare anche l\u2019onorevole Piccioni, che sono stati i due contendenti iniziali di questo torneo, concordano che venga posto in votazione per primo l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi, passiamo a questa votazione.<\/p><p>Do lettura del testo dell\u2019ordine del giorno Perassi sul quale avverr\u00e0 la votazione:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che i senatori debbano essere eletti nel numero di tre per ogni Regione dal Consiglio regionale e per il resto da delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori iscritti nel Comune della circoscrizione elettorale di primo grado in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>Su questo ordine del giorno \u00e8 stato chiesto l\u2019appello nominale dagli onorevoli Avanzini, Cappi, Marzarotto, Recca, Leone Giovanni, Clerici, Bovetti, Firrao, Monterisi, De Caro Gerardo, Belotti, Bertone, Martinelli, Lizier, Ferreri e lo scrutinio segreto da parte degli onorevoli De Filpo, La Rocca, Martino Gaetano, Tonello, Mariani Francesco, Giua, Maffi, Ricci, Fantuzzi, Musolino, Chiarini, Bolognesi, Lombardi Carlo, Pastore Raffaele, Jacometti, Scotti, Faralli, Saccenti, Grazia, Fornara. A norma di Regolamento prevale quest\u2019ultima richiesta.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Io chiederei, data la complicazione strana che porta con s\u00e9 il sistema dello scrutinio segreto \u2013 e soltanto per questo motivo \u2013 che la Presidenza avesse la bont\u00e0 di dare lettura dei firmatari dell\u2019ordine del giorno posto in votazione, che pu\u00f2 servire come orientamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Piccioni ha chiesto che venga data lettura del nome di tutti i firmatari dell\u2019ordine del giorno Perassi. Hanno firmato gli onorevoli: Uberti, Chatrian, Gronchi, Piccioni, Valenti, Coccia, Andreotti, Angelini, Manzini, Baracco, Sullo, Castelli Avolio, Carignani.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Vorrei che su quest\u2019ordine del giorno la votazione avvenisse per divisione. La prima votazione si riferirebbe alla parte dell\u2019ordine del giorno relativa all\u2019elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali, la seconda si riferirebbe alla parte concernente l\u2019elezione del resto dei senatori di ciascuna Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi propone che la votazione avvenga sulla prima parte dell\u2019ordine del giorno che prevede l\u2019elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali, riservando ad una seconda votazione ci\u00f2 che si riferisce all\u2019elezione di secondo grado da parte di tutti gli elettori dei Comuni compresi nell\u2019ambito regionale.<\/p><p>La proposta pu\u00f2 essere accolta immediatamente ponendo due coppie di urne e votando contemporaneamente per la prima e la seconda parte dell\u2019ordine del giorno. I colleghi facciano dunque attenzione. Essi dovranno dare due voti: il primo si riferisce alla proposta che tre senatori per ogni Regione siano eletti dai rispettivi Consigli regionali; il secondo alla proposta che il resto dei senatori spettante a ogni singola Regione venga eletto \u00abda delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori iscritti nel Comune della circoscrizione elettorale di primo grado, in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb. Vorrei essere sicuro che tutti avessero compreso quello che voteranno.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Coloro che hanno chiesto lo scrutinio segreto mantengono la domanda per tutte e due le votazioni o no?<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 non hanno detto nulla in contrario, si presume di s\u00ec.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione a scrutinio segreto e per divisione delle due parti dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che i senatori debbano essere eletti nel numero di tre per ogni Regione dal Consiglio regionale e per il resto da delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori iscritti nel Comune della circoscrizione elettorale di primo grado in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>La prima parte comprende le parole iniziali: \u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che i senatori debbano essere eletti nel numero di tre per ogni Regione dal Consiglio regionale\u00bb; la seconda va dalle parole \u00abe per il resto\u00bb sino alla fine.<\/p><p>Si faccia la chiama.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Vicepresidente CONTI<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreta ed invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. Esporr\u00f2 i risultati di questa votazione segreta non con una semplice enunciazione di cifre. Ci\u00f2 dimostra che non ho tutti i torti quando, prima di ogni votazione, prego i colleghi di fare attenzione a quello che dico e a quello che fanno. In questa votazione, evidentemente, alcuni colleghi o non hanno ben compreso o hanno male operato nel corso della votazione.<\/p><p>La situazione \u00e8 la seguente, che nella prima coppia di urne, in cui si \u00e8 votato sulla prima parte dell\u2019emendamento Perassi, sono risultate pi\u00f9 palle che non votanti registrati. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em> Onorevoli colleghi, se per ipotesi giungeremo all\u2019annullamento di questa votazione con la necessit\u00e0 conseguente di restare qui altre due ore per ripeterla, credo che allora pi\u00f9 nessuno avr\u00e0 voglia di ridere.<\/p><p>Nella prima coppia di urne vi erano dunque dieci palle di pi\u00f9, che sono state tuttavia recuperate nella seconda coppia di urne. A quale risultato hanno condotto questi strani trasferimenti di palline dall\u2019una all\u2019altra coppia di urne? A questo risultato, che nella prima votazione si \u00e8 avuta, fatto il computo delle palline bianche e palline nere, una differenza di 25 voti tra la maggioranza e la minoranza.<\/p><p>Dir\u00f2 che la cifra di maggioranza \u00e8 stata stabilita in 205 voti, dati i 408 votanti registrati. Il risultato nella prima coppia di urne \u00e8 stato di 195 palline bianche e di 220 palline nere nell\u2019urna bianca, con una differenza, che ho gi\u00e0 indicato, di 25; mentre nell\u2019urna nera si sono avute 198 palline nere e 213 palline bianche, con una differenza di 15. Per la seconda coppia di urne, la differenza sarebbe stata rispettivamente di 39 e di 49. Precisamente, nell\u2019urna bianca 181 palline bianche e 220 nere; nell\u2019urna nera, 178 palline nere e 227 palline bianche.<\/p><p>Che cosa ci dicono queste cifre? Che la differenza accertata fra maggioranza e minoranza \u00e8 stata in tutte le urne superiore a quelle dieci unit\u00e0 che si sono cos\u00ec stranamente spostate dall\u2019una all\u2019altra di queste.<\/p><p>Ora, \u00e8 evidente che ci sono state delle irregolarit\u00e0 in questa votazione, e particolarmente si \u00e8 manifestata quella irregolarit\u00e0 che il Regolamento cita come la maggiore che possa verificarsi e che pu\u00f2 dar luogo alla misura pi\u00f9 radicale dell\u2019annullamento della votazione.<\/p><p>Tuttavia, egregi colleghi, l\u2019annullamento sta nella facolt\u00e0 discrezionale del Presidente, al quale spetta di apprezzare le circostanze.<\/p><p>Orbene, secondo il mio criterio, la sola circostanza da apprezzare \u00e8 questa: se il numero dei voti irregolarmente imbucato nelle urne sia superiore a quello che sarebbe necessario per modificare il risultato obiettivo dato dal confronto dei voti delle singole urne.<\/p><p>C\u2019\u00e8 da rammaricarsi dell\u2019irregolarit\u00e0; e c\u2019\u00e8 da rammaricarsi anche che i deputai non abbiano ancora imparato, dopo oltre quindici mesi di Assemblea Costituente, a votare. Ma \u00e8 evidente che, nel caso concreto, le dieci palline normali non hanno la capacit\u00e0, quand\u2019anche le si computasse, di spostare la maggioranza, a raggiungere la quale entra in gioco una differenza superiore a 10: nel caso minore la cifra \u00e8 infatti di 15, nel caso maggiore, di 49.<\/p><p>Sono queste le considerazioni che mi suggeriscono, o meglio che mi suggerirebbero, di dichiarare valida la votazione nonostante l\u2019irregolarit\u00e0 che ho reso nota.<\/p><p>Penso che i membri dell\u2019Assemblea concordino con queste mie considerazioni; tuttavia dichiaro che se una tale conclusione dovesse portare al rischio che da parte anche di pochi colleghi si sollevasse poi una eccezione sulla validit\u00e0 della votazione, la votazione dovr\u00e0 essere ripetuta.<\/p><p>Personalmente ritengo che non ci sia possibilit\u00e0 di sollevare eccezioni, proprio per il potere convincente delle cifre: 10 \u00e8 meno di 15, e immensamente meno di 49. Ma prego i colleghi, i quali avessero anche il pi\u00f9 lontano dubbio sopra la regolarit\u00e0 della conclusione, di dirlo immediatamente, perch\u00e9 il dubbio di uno vale sulla bilancia pi\u00f9 della certezza dei quattrocento.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Sono spiacente di dover incomodare oltre il previsto l\u2019Assemblea, ma mi pare che non si possa fare a meno di rilevare l\u2019irregolarit\u00e0 della votazione. Il disposto dell\u2019ultima parte dell\u2019articolo 106 del Regolamento \u00e8 al riguardo molto chiaro e molto esplicito. Dalla votazione \u00e8 risultato che nella prima coppia di urne non c\u2019\u00e8 corrispondenza tra i votanti e i voti effettivamente raccolti dalle urne; nella seconda coppia di urne si verifica la stessa cosa in misura ancora maggiore. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> S\u00ec, in misura maggiore; ce ne sono di pi\u00f9. (<em>Proteste a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>I termini della questione, se son\u00f2 bene informato e se ho ben capito quello che ha detto il Presidente dianzi, sono questi: le palline della prima votazione e della seconda non corrispondono al numero dei votanti. \u00c8 esatto o non \u00e8 esatto questo?<\/p><p><em>Voci.<\/em> Non \u00e8 esatto.<\/p><p>PICCIONI. Quindi c\u2019\u00e8 una grave anomalia, perch\u00e9 non si \u00e8 riscontrata la corrispondenza fra il numero dei votanti e il numero dei voti. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio, per favore. Onorevole Piccioni, la prego di proseguire.<\/p><p>PICCIONI. Questo si \u00e8 verificato nella prima coppia di urne come nella seconda coppia di urne.<\/p><p>Ora si dice: ma la differenza \u00e8 tale che non pu\u00f2 influire sul conteggio finale e sulla maggioranza prevista in rapporto al numero dei votanti.<\/p><p>Io faccio osservare che \u00e8 sintomo e indicazione di una \u2013 mi limiterei a dire \u2013 confusione, quanto meno, della volont\u00e0 dei votanti; e in questa confusione della volont\u00e0 dei votanti si pu\u00f2 evidentemente intravedere una non perfetta chiarificazione della impostazione delle votazioni, anche nei confronti di quelli che per avventura avessero votato praticamente in maniera esatta.<\/p><p>Il\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sospetto \u00e8 quindi lecito e legittimo; e poich\u00e9 la differenza non \u00e8 tale che possa vincere in radice un dubbio di questo genere, e poich\u00e9 il Regolamento prescrive \u2013 per la seriet\u00e0 delle votazioni \u2013 che quando si rilevano delle irregolarit\u00e0 di questo genere, bisogna ripetere la votazione, io chiedo all\u2019Assemblea, per la seriet\u00e0 delle sue deliberazioni, (<em>Commenti<\/em>) di ripetere senza altro la votazione.<\/p><p>Non \u00e8 un problema di secondaria importanza; \u00e8 uno dei fondamentali problemi che affronta la Costituente, quello della formazione del Senato. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prego di fare silenzio!<\/p><p>Onorevole Piccioni, prosegua.<\/p><p>PICCIONI. Mi pare di non chiedere nulla di eccezionale.<\/p><p>Rispondo alla precisazione fatta test\u00e9 dallo stesso onorevole Presidente, quando ha detto che, se la ratifica di una votazione di questo genere non avesse incontrato i consensi unanimi dell\u2019Assemblea, egli si sarebbe sentito in dovere di fare ripetere la votazione. \u00c8 quello che chiedo a nome mio e del mio Gruppo.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. Mi richiamo alla perfetta buona fede che \u00e8 certamente in ciascuno di noi. Basta meditare semplicemente sulle cifre aritmetiche di questa votazione per giudicare del suo risultato. Ci sono stati 408 votanti i quali hanno avuto quattro palline ciascuno, cio\u00e8 1632 palline. Ebbene, noi abbiamo trovato nelle urne 1632 palline. Questo \u00e8 un primo dato, e non si pu\u00f2 quindi parlare di una alterazione fraudolenta della votazione. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno ha fatto un cenno in questo senso. Non dica delle cose superflue.<\/p><p>MOLINELLI. Nella prima votazione sono risultate in totale complessivamente 826 palline, il che significa 10 palline in pi\u00f9 delle 816 che avrebbero dovuto risultare. Nella seconda lo spostamento \u00e8 di 806 e cio\u00e8 10 in meno, sarebbe dunque di cinque voti. Ora, se il risultato tanto della prima, quanto della seconda votazione dipendesse da questi cinque voti e cio\u00e8 se l\u2019attribuirli all\u2019una piuttosto che all\u2019altra parte ne spostasse l\u2019esito, io comprenderei il caso di coscienza di coloro che dicono che si deve ripetere la votazione, ma questi cinque voti in nessun caso possono modificarlo, essendo risultate rispettivamente differenze di 15 e di 39 voti. Non mi pare quindi che sia il caso di insistere per ripetere una votazione che, a parte il lieve squilibrio che si verifica assai spesso in questi casi (<em>Voci:<\/em> <em>no, no<\/em>), non pu\u00f2 essere contestata. C\u2019\u00e8 sempre qualcuno che per errore o per distrazione mette una pallina in un\u2019urna piuttosto che in un\u2019altra (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em> Proprio poco fa, un collega mi ha confessato francamente di aver messo tutte e quattro le palline nelle prime due urne. Concludo, quindi, che secondo me, \u00e8 inutile ripetere la votazione, non solo, ma che sarebbe anche dannoso il farlo perch\u00e9 istituirebbe il principio che si possa impedire una votazione segreta ogni volta che una parte ne abbia interesse. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARDETTI. Onorevoli colleghi. Io ho domandato la parola unicamente per fare un invito all\u2019onorevole Piccioni perch\u00e9, nella sua serenit\u00e0, voglia considerare un lato solo della questione e, se lo considerer\u00e0 serenamente, dovr\u00e0 convenire egli per primo della erroneit\u00e0 della sua richiesta, che dopo le dichiarazioni del nostro egregio Presidente, porterebbe a rinnovare la votazione.<\/p><p>Onorevole Piccioni, il punto della questione \u00e8 uno solo: se fosse vero che per riconoscere irregolare una votazione e quindi riconoscere la necessit\u00e0 di ripeterla, bastasse il fatto materiale qui avvenuto, anche quando questo fatto non alterasse il risultato della votazione, vorrebbe dire lasciare all\u2019arbitrio di chiunque di rendere preventivamente irregolari tutte le votazioni (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi. Io preferirei che a questi rumori incomposti venissero sostituite, a confutazione di queste mie elementari osservazioni, delle osservazioni anche pi\u00f9 elementari, ma che avessero la sostanza di osservazioni e non fossero soltanto dei rumori. Onorevoli colleghi, voi non avete certo bisogno di nessun incitamento n\u00e9 da parte nostra n\u00e9 da parte di altri.<\/p><p>Pensate per\u00f2 che insistere in questo artificio palese e innegabile, non potrebbe essere che l\u2019indice di una incapacit\u00e0 a rassegnarsi all\u2019esito contrario di una votazione. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevoli colleghi, desidero dire soltanto due parole per una breve dichiarazione. Sono d\u2019accordo con i colleghi che hanno dimostrato che l\u2019errore constatato nella disposizione delle palline nell\u2019urna non infirma il risultato della votazione, e che quindi \u00e8 uno sbaglio ripetere la votazione.<\/p><p>Desidero soltanto fare osservare una cosa: se noi ripetiamo questa votazione per un errore che non infirma il risultato della votazione anche qualora tutte le palline mal poste vengano spostate completamente a favore della parte perdente, se accettiamo questo principio, desidero fare osservare alla parte democristiana, che \u00e8 pi\u00f9 numerosa della nostra, che il risultato vero sar\u00e0 che avremo introdotto un nuovo metodo, non del tutto leale certamente, di ostruzionismo, ricorrendo al quale si potr\u00e0 con lieve sforzo e in qualsiasi caso rendere invalida e far ripetere qualsiasi votazione.<\/p><p>Noi siamo oggi in questa Assemblea partito di minoranza; desidero soltanto aggiungere che se questo precedente viene costituito, ce ne ricorderemo e non esiteremo a ricorrere a questo metodo anche noi. (<em>Vivi applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Io non sento nessuna necessit\u00e0 di rispondere agli argomenti \u2013 direi, eccessivi \u2013 che ha adoperato il collega onorevole Targetti con ritorsioni dello stesso genere e sullo stesso piano; e neppure di raccogliere la previsione un poco minacciosa fatta or ora dall\u2019onorevole Togliatti, perch\u00e9 mi sento sicuro e tranquillo di avere dalla mia parte la disposizione precisa del Regolamento.<\/p><p>E poich\u00e9 la norma che regge le nostre discussioni e le nostre votazioni \u00e8 esclusivamente quella del Regolamento, la cui interpretazione \u00e8 affidata al Presidente e, in secondo grado, all\u2019Assemblea, e poich\u00e9 il Presidente stesso ha avuto lo scrupolo di rilevare che, a tenore di quanto dispone la norma regolamentare, se fosse stata sollevata da qualche parte una qualche eccezione di irregolarit\u00e0, egli si sarebbe tenuto in dovere di fare ripetere la votazione, mi pare che il problema \u2013 tenuti presenti questi precedenti \u2013 si ponga in termini del tutto espliciti e chiari, tali da non poter essere confusi da speculazioni di parte o di chicchessia.<\/p><p>Aggiungo che, se i colleghi sostengono la reale efficienza conclusiva della votazione e sostengono quindi di avere la maggioranza da parte loro, mi pare si darebbe uno spettacolo pi\u00f9 dignitoso all\u2019Assemblea ed al Paese, se ci si sacrificasse a ripetere la votazione anzich\u00e9 perdere un\u2019ora su contestazioni di questo genere. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Sappiate perdere.<\/p><p>PICCIONI. Questa conseguenza, cui oggi noi siamo arrivati a conclusione della votazione, \u00e8 il risultato di un metodo, di cui \u2013 mi sia consentito dirlo \u2013 l\u2019Assemblea ha abusato: il metodo dello scrutinio segreto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piccioni, vorrei far presente che stiamo discutendo di una questione molto definita, di carattere tecnico. Non si allarghi troppo in una schermaglia di sapore politico.<\/p><p>PICCIONI. Riferendomi a coloro che si richiamano alla tradizione in altri campi, devo dire che la tradizione parlamentare italiana era quella di restringere l\u2019applicazione dello scrutinio segreto a casi perfettamente delimitati. (<em>Interruzioni \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> L\u2019avete chiesto voi. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Chi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra. Leggete il Vangelo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Oggi lo scrutinio segreto si adotta per ogni questione, che non ha nulla a dire con quelle preventivamente previste dalla prassi parlamentare, con la speranza, ritengo, di confondere un po\u2019 le idee e di suggestionare in qualche modo la libera manifestazione del voto.<\/p><p>L\u2019appello nominale, non c\u2019\u00e8 dubbio, in modo particolare per queste supreme decisioni, che dovrebbero valere per la vita costituzionale e politica, per lunghi decenni, del nuovo Stato democratico, dovrebbe rispondere pi\u00f9 direttamente alla responsabilit\u00e0 personale, che ciascuno di noi deve assumere di fronte al Paese. (<em>Applausi al centro \u2013 Rumori<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piccioni, non vada fuori dell\u2019argomento!<\/p><p>PICCIONI. Concludo, facendo rilevare l\u2019ultima parte dell\u2019articolo 106 del Regolamento il quale dice: \u00abquando per\u00f2 si verificassero irregolarit\u00e0, e segnatamente se il numero dei voti risultasse superiore in qualche urna al numero dei votanti, il Presidente, apprezzate le circostanze, potr\u00e0 annullare la votazione e disporre che sia tosto rifatta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Concluda, onorevole Piccioni! Lei ci sta leggendo un articolo che abbiamo tutti sotto gli occhi!<\/p><p>PICCIONI. Ora mi pare che questa irregolarit\u00e0 prevista dal Regolamento \u00e8 stata riscontrata nelle due coppie di urne. Ma il problema non va posto neppure in correlazione tra le due coppie di urne, perch\u00e9 sono due votazioni distinte e la votazione va considerata coppia per coppia, indipendentemente da quello che pu\u00f2 essere il collegamento puramente occasionale e materiale della contestualit\u00e0 delle due votazioni. (<em>Approvazioni al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se in altre parole si fosse eseguita una sola votazione ci si sarebbe riferiti a quella irregolarit\u00e0 senza porla in riscontro con l\u2019altra votazione. (<em>Approvazioni al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Siccome si sono eseguite due votazioni, si vuol fare il controllo dell\u2019una attraverso l\u2019altra (<em>Vivi rumori a sinistra<\/em>), la qual cosa \u00e8 assolutamente arbitraria. Perci\u00f2 insisto&#8230; (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ma concluda, la prego!<\/p><p>PICCIONI. Ma perch\u00e9 dovrei concludere cos\u00ec in fretta? C\u2019\u00e8 forse un limite di tempo stabilito dal Regolamento? Mi dica per quali ragioni sono tenuto a concludere con cos\u00ec estrema rapidit\u00e0! (<em>Applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Se avete la maggioranza, perch\u00e9 avete tanta paura? (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Malagugini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piccioni, lei mi ha posta una domanda, abbia la cortesia di attendere la risposta. Poich\u00e9 lei ritiene di potermi interpellare direttamente, le dir\u00f2 che lei dovrebbe finalmente concludere:<\/p><p>1\u00b0) perch\u00e9 ha gi\u00e0 presa la parola in precedenza; e in una discussione di questo genere \u00e8 sufficiente che ogni collega parli una volta sola;<\/p><p>2\u00b0) perch\u00e9, se si parla cionondimeno una seconda volta, occorre farlo, non dico con rapidit\u00e0 (sono dieci minuti che lei ha la parola: ho l\u2019orologio sotto gli occhi) ma almeno senza troppo diffondersi. (<em>Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Mi pare di non aver mai dato esempio personale di aver abusato del diritto di parola. Ci sono altri che hanno abusato di questo diritto, eppure non sono stati cos\u00ec immediatamente richiamati all\u2019osservanza di non so quale norma regolamentare. (<em>Approvazioni al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In ogni modo concludo riaffermando e rilevando l\u2019irregolarit\u00e0 formale delle due votazioni e chiedendo la ripetizione di entrambe le votazioni secondo quanto dispone il Regolamento e secondo quanto aveva detto ed impostato nella sua prima dichiarazione il Presidente dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Onorevoli colleghi, io non voglio soffermarmi su discussioni che escono da questo argomento, n\u00e9 su certe strane forme di fare allusione a coloro che hanno la maggioranza da parte loro, usate da chi \u00e8 abituato ad averla sempre da parte sua, ed in quei casi sa molto bene servirsene. Ma visto che si \u00e8 parlato da parte dell\u2019onorevole Piccioni di contestazioni cavillose, io vorrei, non ripetendo il suo termine, dire: dove sono queste contestazioni? Il Regolamento parla molto chiaro e dice che il Presidente, \u00abapprezzate le circostanze, potr\u00e0 annullare\u00bb, non \u00abdovr\u00e0\u00bb annullare la votazione. E le circostanze non possono essere che una circostanza sola: quella cio\u00e8 che le irregolarit\u00e0 riscontrate siano tali da poter modificare l\u2019esito della votazione. (<em>Applausi a sinistra e a destra \u2013 Interruzione dell\u2019onorevole Piccioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Piccioni, io non l\u2019ho interrotta. Quando lei, riferendosi a coloro che non condividevano la sua olimpica opinione, si \u00e8 servito del termine&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> E quando lei si permette di essere di diversa opinione di quella schiacciante maggioranza che lei non ammette&#8230; (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Contestazione cavillosa \u2013 adesso lo dico io \u2013 \u00e8 il volere sostenere che si possa annullare sempre la votazione; perch\u00e9 se noi ammettiamo tale prassi, onorevole Piccioni, io non so chi sar\u00e0 il primo a servirsene, quando sapr\u00e0 di essere in minoranza, mettendo due palle in un\u2019urna sbagliata per aspettare che i telefoni funzionino, perch\u00e9 li abbiamo visti funzionare molte volte. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> E per la seconda parte: nelle due votazioni (questa era una votazione per divisione ed \u00e8 stata fatta in un solo tempo) le palline c\u2019erano tutte. Ci sono stati degli errori tecnici da parte di chi ha votato, ma non c\u2019\u00e8 stato nessun inganno, nessun imbroglio, n\u00e9 nessuna cifra pu\u00f2 mutare le cose.<\/p><p>Onorevole Piccioni, io preferirei che la votazione si rifacesse, perch\u00e9 sono convinto che ora, soprattutto dopo il suo intervento, la nostra maggioranza sarebbe ancora maggiore. (<em>Applausi a sinistra e a destra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Questo si verificherebbe per il suo intervento?<\/p><p>LUCIFERO. No, per i suoi!<\/p><p>MOL\u00c8. Chiedo di parlare per mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOL\u00c8. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pongo il problema in maniera tale da evitare una inutile continuazione di questa discussione. Abbiamo sentito le varie opinioni, ma il Presidente, il quale in questo caso ha il diritto di valersi delle sue facolt\u00e0 discretive, ha posto il problema in questi termini: io ritengo (e la sua opinione \u00e8 la pi\u00f9 autorevole, secondo me, la pi\u00f9 esatta, anzi la sola esatta) che non ci sia irregolarit\u00e0 tale da annullare la votazione; ma se nell\u2019Assemblea sorgessero voci per chiedere che fosse rifatta la votazione, io aderirei.<\/p><p>E allora che cosa dobbiamo fare? Invece di perdere ancora del tempo inutile in questa discussione (che tuttavia non \u00e8 stata inutile fino ad ora, perch\u00e9 ci ha potuto far vedere a quali pericoli possono portare certi eccessi formalistici), se non vogliamo continuare una discussione inutile, diciamo al Presidente: si avvalga della sua facolt\u00e0 discretiva. Dica: ritengo valida la votazione, e la questione \u00e8 chiusa. Oppure, ritengo che sia opportuno che si rifaccia. E rifaremo la votazione.<\/p><p>Ecco quello che volevo dire.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. \u00c8 nella tradizione parlamentare italiana che si possano muovere, sia pure nei termini della correttezza e della deferenza, delle critiche allo stesso onorevole Presidente dell\u2019Assemblea. Di questa tradizione io mi permetto valermi per dire che il nostro onorevole Presidente oggi ha commesso un errore: il Regolamento gli dava il pieno diritto di apprezzare, secondo il suo esclusivo giudizio, l\u2019esito della votazione. Non lo ha fatto ed ha creduto invece (e qui sta il suo errore) di fare appello all\u2019opinione di noi qui presenti. Da qui l\u2019intervento del collega onorevole Piccioni.<\/p><p>Se questo non fosse avvenuto, e l\u2019onorevole Presidente si fosse avvalso del suo potere discrezionale e avesse dichiarato valida la votazione, neppure l\u2019onorevole Piccioni, ne sono sicuro, avrebbe mosso un rilievo.<\/p><p>Io parlo poich\u00e9 la mozione presentata dal collega Mol\u00e8 \u00e8 in ritardo e, una volta manifestatasi l\u2019opinione del collega Piccioni a nome del suo Gruppo, evidentemente il nostro Presidente non pu\u00f2 pi\u00f9 fare quello che aveva diritto di fare. Mi rivolgo, quindi, al collega onorevole Piccioni, facendo affidamento sulla sua buona coscienza. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io per questa votazione ho una posizione particolare. Ecco perch\u00e9 mi sono permesso di parlare. Per ragioni note, e che non voglio ripetere, ero avverso alla seconda Camera, avverso al tipo di seconda Camera a collegio uninominale, avverso al tipo a suffragio universale e ho dovuto votare per disperazione l\u2019emendamento Perassi, sostenuto dai colleghi democristiani.<\/p><p>Mi trovo quindi nella stessa identica situazione dei colleghi della Democrazia cristiana. Tuttavia, in coscienza, devo affermare che sarebbe ingiusto ed anche grave se noi oggi ripetessimo la votazione. Bisogna accettarla cos\u00ec come \u00e8 avvenuta, perch\u00e9 \u00e8 stato dimostrato che la votazione cos\u00ec come \u00e8 avvenuta \u00e8 chiara; non c\u2019\u00e8 nessuno spostamento.<\/p><p>E allora mi rivolgo al collega onorevole Piccioni e metto alla prova, anzi a dura prova, il suo spirito di comprensione (<em>Commenti<\/em>): con l\u2019insistere, egli dimostrerebbe di possedere uno spirito fazioso. Io credo che se insistesse, non cadrebbe certamente in peccato mortale, ma in peccato veniale s\u00ec. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io faccio, pertanto, appello allo spirito cristiano del collega onorevole Piccioni. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Io desidero essere molto breve. Quale interesse ci induce a discutere cos\u00ec a lungo su un problema di questo genere? Semplicemente il fatto di non creare un precedente, perch\u00e9, se non fosse questo, avremmo gi\u00e0 fatto una seconda o una terza votazione e risolto ogni controversia.<\/p><p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro problema. L\u2019onorevole Piccioni ha detto che la norma precisa del Regolamento gli d\u00e0 il diritto di chiedere la ripetizione della votazione.<\/p><p>Io mi permetto di contestarlo. Quando il Regolamento dice che in qualche urna si trovi un numero di palline superiore al numero dei votanti, prevede che qualche collega<\/p><p>in buona o in mala fede \u2013 invece di servirsi di due palline \u2013 si sia servito di tre o di quattro palline, prevede, cio\u00e8, che il numero delle palline di cui ci si \u00e8 serviti nella votazione superi il numero dei votanti.<\/p><p>Ora, la norma del Regolamento presuppone l\u2019ipotesi normale di una votazione con due urne, per cui \u00e8 chiaro che se al conteggio si trova un numero di palline che superi il numero dei votanti, c\u2019\u00e8 qualcuno che ne ha usata qualcuna in pi\u00f9. Ma quando la votazione avviene contemporaneamente in due coppie di urne, l\u2019affermazione del Regolamento deve valere non per una sola, ma per tutte e due le coppie di urne.<\/p><p>Ora, per tutte e due le coppie di urne la somma delle palline \u00e8 uguale al numero dei votanti, perci\u00f2 l\u2019obbiezione dell\u2019onorevole Piccioni non \u00e8 giustificata e non interpreta giustamente lo spirito del Regolamento.<\/p><p>Come terza questione, e concludo, mi permettano i colleghi democristiani di non recare offesa alla loro intelligenza dubitando che anch\u2019essi sono tutti convinti della validit\u00e0 del voto. Non posso concepire che ci sia un solo collega che, di fronte alle cifre, non sia convinto che nel voto c\u2019\u00e8 stata una maggioranza ed una minoranza chiaramente determinate e che tale rimangono indipendentemente dallo spostamento delle palline.<\/p><p>Questa \u00e8 la sostanza. Per quanto riguarda il problema di forma, la tesi che io ho esposto per la interpretazione del Regolamento svuota di ogni valore la questione sollevata dall\u2019onorevole Piccioni, per cui il voto dato dall\u2019Assemblea non pu\u00f2 essere contestato e rimane interamente valido. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SELVAGGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0. (<em>Commenti<\/em>). Egregi colleghi, non si sollevano questioni di questo genere senza con ci\u00f2 stesso impegnarsi di portarle a termine.<\/p><p>SELVAGGI. Onorevoli colleghi, io non voglio entrare nel merito di questa dottissima disquisizione; mi limiter\u00f2 ad esaminarla sotto l\u2019aspetto pratico. Qualora venisse accettato il principio esposto dall\u2019onorevole Piccioni, noi dovremmo considerare nulla questa votazione. Ma allora, come \u00e8 stato gi\u00e0 osservato, si creerebbe un precedente estremamente pericoloso, che cio\u00e8, in qualunque votazione, basterebbe da parte di chiunque mettere una pallina in un posto non esatto per ottenere l\u2019annullamento della votazione stessa.<\/p><p>Io dico allora: non mettiamo neppure in discussione questo principio tanto pericoloso per il seguito dei lavori dell\u2019Assemblea, ma domandiamo semplicemente se riteniamo valida o no questa votazione, il che possiamo fare con una semplice alzata di mano. Se in tal modo la votazione sar\u00e0 annullata, noi la rifaremo, ma non si verr\u00e0 ad infirmare il principio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alcune osservazioni conclusive. Desidero innanzi tutto anch\u2019io sottolineare che nessun obbligo vi \u00e8 di annullare una votazione quando si siano verificate irregolarit\u00e0 del genere di quelle constatate questa sera: c\u2019\u00e8 semplicemente al riguardo una facolt\u00e0, il che evidentemente \u00e8 ben diverso.<\/p><p>In secondo luogo, non si \u00e8 mai dato \u2013 l\u2019onorevole Piccioni stesso ha parlato di una prassi \u2013 nella storia della Camera italiana, nonostante che irregolarit\u00e0 di questo genere s\u00ec siano verificate, che si sia avuto l\u2019annullamento di una votazione. Non \u00e8 mai avvenuto: questa \u00e8 la prassi fino ad oggi. Da essa ci si pu\u00f2 anche dipartire, ma per intanto, chi si richiama a lei, sappia che fino ad oggi essa non registra alcun annullamento di una votazione.<\/p><p>Comunque, il disposto dell\u2019articolo 106, mette in rilievo il caso di una votazione in cui il numero dei voti risultasse superiore a quello dei votanti. Ma, come bene ha osservato l\u2019onorevole Piccioni, nel caso in questione noi abbiamo avuto una duplice votazione e, mentre in una si \u00e8 verificata quell\u2019anormalit\u00e0, nell\u2019altra si \u00e8 verificato il caso inverso. Ne deriva che l\u2019annullamento potrebbe dichiararsi solo per la prima votazione. Ma se la seconda votazione viene assunta come valida, come non ritenere valida anche la prima, che le \u00e8 coordinata, nei dati e nelle irregolarit\u00e0?<\/p><p>Mettere in causa soltanto la prima significherebbe violentare l\u2019ordinamento logico delle cose.<\/p><p>C\u2019\u00e8 stata una richiesta molto amichevole dell\u2019onorevole Lussu, fatta con il suo solito tono, sereno ed arguto, e rivolta all\u2019onorevole Piccioni. D\u2019altronde la votazione che abbiamo fatto ha tale importanza che occorre sia per il popolo italiano scevra da ogni pi\u00f9 lontana ombra. Sta all\u2019onorevole Piccioni ed ai suoi colleghi di Gruppo sciogliere la loro riserva o impegnarsi a chiedere esplicitamente una nuova votazione.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si \u00e8 detto che sarebbe pericoloso rifare la votazione, per le conseguenze che ne verrebbero fuori e che io non star\u00f2 qui ad illustrare ulteriormente. Ma, in realt\u00e0, le paventate conseguenze sono la ragione stessa della norma del Regolamento, la quale deferisce appunto al Presidente \u2013 e al Presidente soltanto \u2013 la decisione della questione. Essa \u00e8 pienamente giustificata da ci\u00f2, che il Regolamento ha previsto che la votazione possa risultare irregolare o per malizia o per distrazione dei votanti, ed ha ritenuto opportuno deferire al Presidente, ed esclusivamente a lui, il potere di decidere. Ecco perch\u00e9 \u00e8 in questo momento ch\u2019io chiedo di parlare; nel momento in cui il Presidente ritiene di far dipendere la sua decisione da quella dell\u2019onorevole Piccioni o del Gruppo democratico cristiano.<\/p><p>Io protesto, mi consenta, signor Presidente, contro questo invito che ella fa: il Presidente ha il potere, ma non lo pu\u00f2 delegare a nessuno; \u00e8 lui, e lui soltanto, che se ne pu\u00f2 e deve avvalere.<\/p><p>Noi affermiamo ci\u00f2 per garanzia dell\u2019Assemblea. Sarebbe ingiustificabile che in questo momento il Presidente dovesse abdicare al suo potere. A ragion veduta il Regolamento affida a lui, e a lui soltanto, questo potere, proprio per toglierlo all\u2019Assemblea. Non \u00e8 l\u2019Assemblea che deve decidere; se decidesse l\u2019Assemblea, verrebbero lesi gravemente i diritti della minoranza, non solo, ma anche i diritti della maggioranza, perch\u00e9 potrebbe accadere quello che l\u2019onorevole Togliatti poco fa ha detto: che domani un gruppo di minoranza potrebbe senz\u2019altro rendere vano il voto della maggioranza.<\/p><p>Signor Presidente, ella, ed ella soltanto, deve decidere. La discussione che si \u00e8 fatta non si doveva fare. Mi lasci dire: lei non doveva consentire che si facesse questa discussione. (<em>Commenti<\/em>). E questo perch\u00e9, ripeto, la norma \u00e8 dettata per garantire i diritti dell\u2019Assemblea; ed io, come facente parte dell\u2019Assemblea stessa, non intendo rinunziare affatto ai diritti che mi assicura il Regolamento.<\/p><p>Signor Presidente, decida lei, indipendentemente dalle proteste dell\u2019onorevole Tizio o dell\u2019onorevole Caio.<\/p><p>Io ci\u00f2 chiedo, perch\u00e9 intendo che siano garantiti i diritti miei e i diritti dell\u2019Assemblea. (<em>Vivi applausi a sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Rispondendo all\u2019invito cortese di qualche collega e dell\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea, io devo fare una semplicissima precisazione: io ho esposto le osservazioni e le proteste che credevo emergessero dalla votazione, cos\u00ec come si \u00e8 svolta. Le conclusioni \u2013 e in questo sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Gullo e con l\u2019onorevole Mol\u00e8 \u2013 spettano, a tenore dell\u2019articolo 106 del Regolamento, all\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea, il quale, apprezzate le circostanze, dir\u00e0 e stabilir\u00e0 se si debba far luogo o meno alla ripetizione della votazione.<\/p><p>Per conto nostro, dichiaro che saremo ossequenti a quella che sar\u00e0 la decisione del Presidente. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultati della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo apprezzato le circostanze in relazione alle irregolarit\u00e0 che si sono manifestate nella votazione test\u00e9 indetta e conclusa, ritengo che il risultato constatato dagli onorevoli Segretari sia valido e pertanto comunico i risultati della votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Sulla prima parte dell\u2019ordine del giorno Perassi il risultato \u00e8 il seguente:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 408<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 205<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 198<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 213<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sulla seconda parte dell\u2019ordine del giorno Perassi il risultato \u00e8 il seguente:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 408<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 205<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 220<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva \u2014 Applausi a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alle votazioni<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bertela \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Caldera \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavallari \u2013 Cavalotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cortese \u2013 Cosattini \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Filpo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti\u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignatari \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinoti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segni \u2013 Sereni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vanoni \u2013 Varvaro \u2013 Vemocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigorelli \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zagari \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Arata.<\/p><p>Campilli \u2013 Canepa \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carmagnola \u2013 Codignola \u2013 Costa.<\/p><p>Gullo Rocco.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>La Malfa \u2013 Mastino Pietro \u2013 Montemartini.<\/p><p>Parri \u2013 Pellizzari.<\/p><p>Tremelloni.<\/p><p>Vischioni.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione del progetto di Costituzione \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Vorrei fare una proposta concreta. Poich\u00e9 mi pare che prima di iniziare il dibattito sulle mozioni di sfiducia al Governo sia bene ultimare le votazioni che riguardano il problema del Senato, ed essendo anche opportuno che quella discussione non venga interrotta domani per essere ripresa poi marted\u00ec, io propongo che la discussione sulla politica generale del Governo venga iniziata e condotta senza soluzione di continuit\u00e0 e pertanto che l\u2019inizio del dibattito sia stabilito per marted\u00ec (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Naturalmente occorre prendere un atteggiamento conforme all\u2019eventuale maggioranza dell\u2019Assemblea. Dir\u00f2 per\u00f2 che, dopo le agitazioni dei passati giorni e dopo che sono state presentate le mozioni, data la necessit\u00e0 urgente di risolvere il problema del carovita e di risolvere tutti i problemi economici ad esso connessi, io credo che sia doveroso, per coloro che hanno fatto appello all\u2019Assemblea per ottenere un voto di sfiducia a questo Governo, non ritardare e non trascinare per le lunghe la relativa discussione. Mi pare serio, di fronte al Paese, che, se si \u00e8 formata nell\u2019Assemblea una maggioranza contraria a questo Governo e idonea a creare una nuova situazione, se questa maggioranza effettivamente esiste, essa deve rivelarsi al pi\u00f9 presto; e deve rivelarsi con proposte concrete e con suggerimenti che \u00e8 possibile fare solo nel corso di un pubblico dibattito.<\/p><p>Quindi, a nome del Governo, dichiaro che desidero che le mozioni vengano trattate al pi\u00f9 presto possibile. Per il resto naturalmente mi rimetto all\u2019Assemblea. (<em>Vivi applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. La mia richiesta era determinata dal fatto che all\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea la discussione sulla mozione di sfiducia era fissata solo per domani e poi era rinviata a marted\u00ec, mentre noi riteniamo opportuno evitare una troppo lunga interruzione nella discussione. L\u2019onorevole Presidente del Consiglio ha voluto invece mettere la mia richiesta in una luce politica che non corrisponde ai nostri propositi (<em>Commenti al centro<\/em>), come se noi volessimo rinviare, procrastinare, ritardare. Io devo ricordare ai colleghi che questa discussione noi l\u2019avremmo incominciata anche prima. Dopo le parole dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio, io domando che la discussione s\u2019inizi domani e si continui senza interruzioni. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoccimarro, a proposito del suo riferimento all\u2019ordine del giorno, devo ricordarle che non vi \u00e8 nessun ordine del giorno prestabilito. L\u2019ordine del giorno viene stabilito la sera per il giorno successivo; quindi quanto \u00e8 stato detto o accennato in conversari fuori dell\u2019Aula non impegna l\u2019Assemblea.<\/p><p>BASSO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BASSO. Come firmatario della mozione Nenni, desidero osservare che siamo contrari a qualunque rinvio. Abbiamo sollecitato la discussione, e fu il Presidente del Consiglio che chiese di differirla fino a domani.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Lei \u00e8 male informato.<\/p><p>BASSO. Noi non abbiamo ragione di differire la discussione ed insistiamo perch\u00e9 si inizi domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata la seguente altra mozione:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerati la gravit\u00e0 della crisi economica del Paese ed i preoccupanti sviluppi della situazione internazionale, ritiene necessaria una nuova formazione di Governo pi\u00f9 rispondente di quella attuale agli interessi solidali della Nazione e delle classi lavoratrici.<\/p><p>\u00abConseguentemente nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abCanevari, Saragat, Zagari, Vigorelli, Simonini, Persico, Piemonte, Villani, Cartia, Lami Starnuti, Cairo\u00bb.<\/p><p>Ritengo che questa mozione possa essere unita alle altre due gi\u00e0 presentate e che la discussione relativa sia posta all\u2019ordine del giorno della seduta pomeridiana di domani.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interpellanza con richiesta di svolgimento urgente.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 pervenuta alla Presidenza la seguente interpellanza con richiesta di svolgimento urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulle misure che intende prendere per stroncare le organizzazioni clandestine fasciste, che in provincia di Milano hanno ripetutamente compiuto crimini ed atti di provocazione e sulla politica che il Governo intende seguire nei confronti delle organizzazioni legali, che servono a mascherare l\u2019attivit\u00e0 neofascista e della stampa che fa opera di incitamento al delitto.<\/p><p>\u00abL\u2019attentato di questa notte alla sede della Federazione comunista milanese \u00e8 una nuova prova della inesplicabile carenza delle forze di polizia e al tempo stesso della urgenza di provvedere.<\/p><p>\u00abPajetta Gian Carlo, Alberganti, Scotti Francesco, Cavallotti\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Far\u00f2 sapere nella prossima settimana quando il Governo pu\u00f2 rispondere.<\/p><p>PAJETTA GIAN CARLO. Lei rinvia ogni risposta alle interrogazioni che si riferiscono alla lotta contro il fascismo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ritengo che, essendovi una discussione generale sulla politica del Governo, questa sia la sede pi\u00f9 opportuna per trattare anche di ci\u00f2.<\/p><p>PAJETTA GIAN CARLO. Siccome i fascisti di Milano non aspettano, spero che anche il Governo non aspetti.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere se non ritenga opportuno prorogare il termine per le denunce dell\u2019imposta progressiva patrimoniale, che scadrebbe il 30 corrente, cio\u00e8 tra cinque giorni, e ci\u00f2 perch\u00e9 la legge \u00e8 stata pubblicata soltanto il 4 corrente mese ed anche perch\u00e9 si attende il testo unico, annunciato dall\u2019articolo 77 della nuova legge.<\/p><p>\u00abRivera\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se \u00e8 proprio necessario, per completare la strada di congiunzione del comune di Modolo (provincia di Nuoro) con quello di Magomadas, attraversare l\u2019abitato con conseguente distruzione di abitazioni o se non piuttosto tale soluzione sia stata suggerita da non encomiabili riguardi verso grossi proprietari terrieri; e in ogni caso se sia ammissibile abbattere caseggiati prima di aver apprestato altri congrui locali nei quali ricoverare le famiglie colpite, che altrimenti andrebbero ad aumentare l\u2019immenso esercito italiano dei senza tetto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.,<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere quali provvedimenti intenda prendere (in attesa che siano portati a compimento gli studi e i progetti per la comunicazione direttissima Bergamo-Milano) per migliorare le condizioni disastrose del servizio ferroviario fra le due industri citt\u00e0. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGasparotto, Belotti, Vicentini, Cremaschi Carlo, Vigorelli, Zerbi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga equo ed urgente fissare un punteggio di valutazione del servizio di reggenza prestato \u2013 dai direttori didattici per i posti di ispettore e dai maestri elementari per i posti di direttore \u2013 per effetto degli incarichi loro affidati dagli Alleati nel periodo di emergenza, e dai provveditori agli studi a norma del regio decreto-legge 4 giugno 1944, n. 158, punteggio da valere agli effetti dello scrutinio di promozione al grado superiore per i direttori ed agli effetti del concorso a posti di direttore per i maestri.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 in analogia a quanto \u00e8 stato sancito per i provveditori agli studi reggenti, i quali gi\u00e0 se ne avvalgono in sede di espletamento del concorso bandito con decreto ministeriale 30 maggio 1947 (<em>Gazzetta Ufficiale<\/em> 18 giugno 1947, n. 136).<\/p><p>\u00abIl provvedimento richiesto riveste carattere d\u2019urgenza, nell\u2019interesse della scuola, essendo prossimi lo scrutinio di promozione per i direttori ed il concorso direttivo per i maestri. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSilipo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se e quali provvidenze ritenga opportuno di disporre per affrettare le pratiche di pensione che, da oltre due anni, si accumulano inevase nei Distretti militari, essendone causa precipua il lento funzionamento delle Commissioni mediche ospedaliere, le quali sono in numero troppo esiguo e con personale, pur con tutto le zelo, insufficiente ed inadeguato.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede se non sembri opportuno che venga istituita un\u2019apposita Commissione medica presso ogni Distretto militare, almeno fino a quando non risultino esaurite le pratiche di pensione che ad esso fanno capo.<\/p><p>\u00abPresso la Commissione medica ospedaliera di Verona, dalla quale dipendono parecchie Provincie del Veneto, attendono da tempo il loro turno oltre seimila pratiche, il cui esame \u2013 col ritmo attuale \u2013 richieder\u00e0 un periodo non breve di anni; pi\u00f9 che sufficienti perch\u00e9 non ne godano la conclusione specialmente i numerosi reduci tubercolotici, i quali con voce accorata sollecitano la visita di controllo. Si richiedono, perci\u00f2, provvedimenti ispirati a senso di giustizia e di umanit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMarzarotto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Svolgimento delle mozioni degli onorevoli Nenni, Togliatti e Canevari.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXXXIII. SEDUTA POMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 25 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Comunicazioni del Presidente: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Avanzini Martino Gaetano Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione Laconi Piccioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2181,2364,2196,2265,2315,2390","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2146","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2146"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6659,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2146\/revisions\/6659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2146"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}