{"id":2140,"date":"2023-09-17T11:39:13","date_gmt":"2023-09-17T09:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2140"},"modified":"2023-10-21T18:53:08","modified_gmt":"2023-10-21T16:53:08","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-24-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2140","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 24 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2140\" class=\"elementor elementor-2140\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-cea5e9f elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"cea5e9f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3893bfd\" data-id=\"3893bfd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2c4d09b elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2c4d09b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470924_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-85a6af2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"85a6af2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXXXI.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 24 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Nitti<\/p><p>Lami Starnuti<\/p><p>Preti<\/p><p>Carpano Maglioli<\/p><p>Laconi<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Colitto<\/p><p>Mortati<\/p><p>Lussu<\/p><p>Nobili Tito Oro<\/p><p>Perassi<\/p><p>Zuccarini<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Caronia<\/p><p>Conti<\/p><p>Alberti<\/p><p><strong>Votazione segreta sul disegno di legge: Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Chiusura della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Valiani<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Chatrian, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa<\/em><\/p><p>Dugoni<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia <\/em><\/p><p>Bonomi Paolo<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Morini<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Carboni Angelo.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso le seguenti domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/p><p>contro i deputati Patrissi e Treves per il reato di cui agli articoli 394 e 396 del Codice penale;<\/p><p>contro il deputato Motolese per il reato di cui all\u2019articolo 559 del Codice penale.<\/p><p>Saranno inviate alla Commissione competente.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Ricordo che nella seduta di ieri sono stati votati il primo comma dell\u2019articolo 52, e gli articoli 53 e 54. Passiamo ora all\u2019esame dell\u2019articolo 55. Se ne dia lettura.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale.<\/p><p>\u00abA ciascuna Regione \u00e8 attribuito, oltre ad un numero fisso di cinque senatori, un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila. La Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore. Nessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati che manda all\u2019altra Camera.<\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale e per due terzi a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati vari emendamenti. Il primo \u00e8 quello dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire gli articoli 55 e 56 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Senato \u00e8 eletto sulla base di un senatore per 200 mila abitanti.<\/p><p>\u00abIl territorio della Repubblica \u00e8 diviso in circoscrizioni elettorali, che eleggono un solo senatore ciascuna.<\/p><p>\u00abA ogni Regione \u00e8 inoltre attribuito un numero fisso di tre senatori.<\/p><p>\u00abSono elettori i cittadini che hanno compiuto 25 anni e sono eleggibili quelli che hanno compiuto 40 anni.<\/p><p>\u00abDel Senato fan parte, salvo la loro rinunzia, gli ex Presidenti della Repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri!<\/p><p>\u00abAlla costituzione del Senato entrano a farne parte gli ex deputati che hanno appartenuto alla Camera dei deputati per cinque legislature, senza che per\u00f2 questo fatto costituisca alcun precedente per l\u2019avvenire.<\/p><p>\u00abFanno parte del Senato il Presidente della Corte di cassazione di Roma, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente della Corte dei conti e 6 professori di Universit\u00e0 designati per elezione dal Consiglio superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>\u00abI senatori di nomina elettiva durano in carica sei anni e sono rinnovabili per un terzo ogni due anni\u00bb.<\/p><p>Questo emendamento, per\u00f2, riguarda anche l\u2019articolo 56. L\u2019onorevole Nitti ha facolt\u00e0 di svolgerlo nel suo complesso o, se lo ritenga pi\u00f9 opportuno, trattando la sola parte che si riferisce all\u2019articolo 55.<\/p><p>NITTI. Se l\u2019Assemblea mi consente, desidero dire le ragioni in generale delle proposte che ho l\u2019onore di presentare all\u2019Assemblea. Mia idea \u00e8 che il Senato deve essere efficiente e deve essere espressione nazionale, cui partecipino tutti gli elettori. Deve essere il pi\u00f9 che possibile selezionato, ma nello stesso tempo si deve evitare ogni cosa che costituisca privilegi inutili e, quindi, io son contrario a ogni idea di ridurre il Senato ad un\u2019Assemblea. Le fonti della sovranit\u00e0 devono essere le stesse: il popolo intero, tutti devono essere elettori se si trovano nelle condizioni generali richieste. Quindi, nessun privilegio.<\/p><p>Bisogna, quindi, prima di tutto, fissare l\u2019idea del Senato. Il Senato e la Camera dei deputati sono due cose diverse, come sono nei Paesi dove il Senato ha funzionato, come negli Stati Uniti d\u2019America, come era in Francia. Non \u00e8 che la Camera e Senato devono essere soggetti alle stesse disposizioni. Il Senato non cade mai, il Senato non finisce; la Camera dei deputati pu\u00f2 essere sciolta; il Senato, in nessun Paese, pu\u00f2 essere sciolto. Perci\u00f2 l\u2019America ha trovato la maniera semplice di tenere la consultazione popolare sempre in movimento, in modo che si possa sapere ci\u00f2 che il popolo pensa. In America dunque la Camera dei deputati dura due anni; il Senato dura sei anni; il Presidente della Repubblica dura quattro anni. Non \u00e8 che queste istituzioni devono essere sincrone; possono e devono essere del tutto diverse, durare diversamente. Il Senato in America \u00e8 una grande Assemblea, che regola, essendo poco numerosa, soprattutto la politica estera. La Camera dei deputati in America dura due anni, di modo che la Nazione sappia sempre ci\u00f2 che il popolo vuole perch\u00e9 \u00e8 consultato a brevi intervalli e ci\u00f2 mette in condizioni di comprendere i mutamenti delle correnti popolari. Il Senato dura sei anni ed il Presidente della Repubblica dura quattro anni. Noi pretendiamo di fare queste istituzioni sincrone, cio\u00e8 il Senato e la Camera dei deputati durano allo stesso modo cinque anni.<\/p><p>Il Senato pu\u00f2 essere sciolto come la Camera dei deputati. In nessun Paese serio, dove esiste un Senato, il Senato pu\u00f2 essere sciolto. Cos\u00ec \u00e8 in America, cos\u00ec \u00e8 stato sempre in Francia dopo la costituzione del 1875. Il Presidente della Repubblica dura quattro anni in America; durava sette anni in Francia. Periodo troppo lungo in Francia. In ogni modo, dunque, queste tre basi della vita costituzionale hanno una funzione e durata diverse. Prima di tutto bisogna raffigurare queste tre basi della vita nazionale e considerarle nella loro stessa essenza, di tal guisa che ci spieghiamo la distinzione. Noi pretendiamo l\u2019uniformit\u00e0. L\u2019uniformit\u00e0 non ci pu\u00f2 essere, perch\u00e9 l\u2019uniformit\u00e0 soffoca.<\/p><p>In America il Senato dura sei anni ed \u00e8 rinnovabile per un terzo ogni due anni; in Francia \u00e8 durato finora nove anni (troppo lunga durata) rinnovabile per un terzo ogni tre anni.<\/p><p>Quindi prendiamo, come esempio da considerare, i tipi di Costituzione pi\u00f9 interessanti per la loro seriet\u00e0 e durata e non gi\u00e0 quei Paesi in cui vi sono o vi sono state Costituzioni durate solo qualche anno o che non hanno pi\u00f9 di qualche anno e che hanno solo incerta esistenza. Ed allora la prima questione che viene \u00e8 il numero dei senatori.<\/p><p>Io credo \u2013 e non vi nascondo il mio dispiacere nel considerare la decisione adottata riguardo alla Camera dei deputati \u2013 che pi\u00f9 si aumentano le Assemblee di numero e pi\u00f9 si rendono disordinate e inefficaci. Non \u00e8 possibile che un\u2019Assemblea numerosa di 600-700 membri sia efficiente, se non ha soprattutto una tradizione lunga e rispettata. E per\u00f2 fui molto dolente quando la Camera adott\u00f2 quella decisione dannosissima di aumentare il numero dei suoi componenti. Pi\u00f9 aumenta il numero e maggiori sono le probabilit\u00e0 di disordine \u00e8 di incompetenza. Per il Senato sarebbe ancora pi\u00f9 grande errore essere in grande numero. Il Senato deve essere una Assemblea che \u2013 siccome ha una durata pi\u00f9 lunga \u2013 deve avere la maggiore solidit\u00e0.<\/p><p>Bisogna per\u00f2 che le fonti delle elezioni siano le stesse; ma che le elezioni si presentino in forma pi\u00f9 appropriata secondo che si tratti dell\u2019una o dell\u2019altra Assemblea. La prima cosa, dunque, \u00e8 il numero dei rappresentanti: un rappresentante al pi\u00f9 per ogni 200 mila abitanti. Su questo non vi pu\u00f2 essere difficolt\u00e0 grave, tanto pi\u00f9 che si ammettono nel Senato elettivo, altri, sia pure poco numerosi, che non risultano da elezioni.<\/p><p>Ma la cosa essenziale \u00e8 la forma di elezione. Noi abbiamo gi\u00e0 adottato la proporzionale. Non vi scandalizzate: i fatti mi daranno ragione. Voi vedrete i risultati disastrosi tra qualche anno \u2013 forse solo fra un anno \u2013 di questa aberrazione della Costituzione che \u00e8 la proporzionale, non solo per lo Stato ma per gli enti locali, e nella pratica perfino per il Governo. Voi stessi vi pentirete di molte cose. Noi abbiamo difficolt\u00e0 a far funzionare tutte le Assemblee elette con la proporzionale: fra poco moltissime saranno in paralisi.<\/p><p>Ma ora siamo ad un fatto nuovo: quale deve essere la formula che dobbiamo adottare per il Senato? La proporzionale \u00e8 una cosa che, a quelli stessi che l\u2019hanno voluta estendere, d\u00e0 ora un\u2019intima tristezza. Quando si parla serenamente si vedono tutti i pericoli: tra poco non funzioner\u00e0 la maggior parte delle amministrazioni municipali italiane e fra poco lo sconvolgimento sar\u00e0 generale. Attendete e constaterete il disordine dovunque.<\/p><p>Ora, per verit\u00e0, ovunque, nei paesi vincitori e nei paesi seri, esiste il collegio uninominale. Si tratti dell\u2019Inghilterra, dell\u2019America, della Russia, \u00e8 dovunque il collegio uninominale. Tutto \u00e8 fatto sulla base di un solo nome, si vota un solo nome, il collegio uninominale \u00e8 garanzia di seriet\u00e0 e di durata. Questo esiste dovunque fra i paesi vincitori e pare che sia il triste privilegio nostro di concederci un lusso che i vincitori non si sono ancora concessi e forse non si concederanno mai.<\/p><p>Vogliamo eleggere il Senato con la proporzionale? Io credo che questo sarebbe uno spaventoso errore, tanto pi\u00f9 data la natura dell\u2019istituzione e dato il fatto che la durata deve essere lunga, perch\u00e9 non pu\u00f2 esistere un Senato breve. Un Senato deve durare tanto che possa approfondirsi nel costume politico, vivere nel fondo della vita del Paese. Senati di durata breve non ne esistono. \u00abSenato\u00bb gi\u00e0 vuol dire durata. I senatori erano in origine i discendenti dei fondatori della citt\u00e0. Ci\u00f2 non spiega l\u2019aberrazione e l\u2019assurdo di questo progetto di Costituzione, di mettere una disposizione per cui i candidati senatori devono essere nati o dimoranti nel Paese; errore cui \u00e8 necessit\u00e0 rinunziare, perch\u00e9 questa servit\u00f9 della gleba politica non pu\u00f2 riguardare una nazione moderna. Chi aspira al Senato deve essere candidato dovunque crede. Nella stessa America, dove sono 48 Stati che hanno legislazioni diverse, codici diversi, bisogni, territori enormi \u2013 di cui qualcuno, come il Texas, \u00e8 tanto pi\u00f9 grande dell\u2019Italia \u2013 nella stessa America il Senato, pure regolato da leggi ferree, \u00e8 costituito in tal modo che si pu\u00f2 essere candidati in qualunque Paese del territorio nazionale.<\/p><p>Si aggiunga che l\u2019Italia \u00e8 un Paese talmente piccolo di estensione, in proporzione ai grandi Paesi moderni, e i mezzi di locomozione e di scambio e di viaggio sono talmente progrediti che si pu\u00f2 andare da una estremit\u00e0 all\u2019altra del territorio nello stesso giorno, per cui inserire una norma di carattere cos\u00ec antiquato sarebbe assurdo. Con quale sistema fare le elezioni? Credo che noi dobbiamo, per il Senato, andare al collegio uninominale; dobbiamo andare al collegio uninominale che prevale ovunque nel regolare la vita dei popoli civili. Il Senato non pu\u00f2 essere eletto che con il collegio uninominale.<\/p><p>L\u2019uniformit\u00e0 delle due Camere non \u00e8 necessaria ed \u00e8 dannosa. Infatti, in tutti i Paesi dove esiste il sistema del bicameralismo, le due Camere rispondono ciascuna a una propria funzione. Anche in America. Io vi parlo dell\u2019America molto spesso: non lo faccio per feticismo, n\u00e9 per simpatia politica soltanto, ma perch\u00e9 la Costituzione americana ha ispirato tutte le altre migliori. L\u2019America sola ci ha dato questo tipo di civilt\u00e0 che noi chiamiamo democrazia. Vi erano state in passato piccole democrazie sul tipo dei Cantoni svizzeri, sul tipo delle citt\u00e0 anseatiche, sul tipo delle piccole repubbliche italiane dei medioevo. Ma queste non erano ancora la vera democrazia; la democrazia \u00e8 un prodotto dell\u2019America.<\/p><p>Tutti i grandi fatti sociali nascono prima nella vita e poi si trasformano in legge. Non \u00e8 che gli studiosi inventino nuove societ\u00e0: sono spontanee trasformazioni o innovazioni che si producono. Faust aveva ben ragione di dire: in principio era l\u2019azione.<\/p><p>La democrazia americana \u00e8 nata dai profughi, \u00e8 nata dai perseguitati della religione e della politica che fuggivano le persecuzioni del re d\u2019Inghilterra e le persecuzioni della chiesa ufficiale. Che cosa dovevano fare allora questi perseguitati per vivere insieme in un nuovo territorio? Dovevano darsi la loro legge. Le istituzioni politiche non nascono <em>ex novo<\/em>; nascono dalla realt\u00e0 dei fatti. E nasce prima la cosa e poi la legge che la regola.<\/p><p>I perseguitati che andarono nella Virginia crearono poi il primo statuto: era il modo per vivere insieme. Questa \u00e8 la grande origine delle democrazie moderne.<\/p><p>Non \u00e8 dunque per preferenza politica che io parlo sempre dell\u2019America, ma ne parlo perch\u00e9 la Costituzione concepita in senso veramente democratico \u00e8 nata in America.<\/p><p>Ora, in America, cio\u00e8 nella realt\u00e0, voi trovate le cose che sembrano pi\u00f9 inverosimili: trovate il Senato che dura in carica sei anni e che ha immensi poteri, in cui tutti gli Stati hanno solo due rappresentanti per ciascuno, siano essi piccoli Stati, come il Vermont, che hanno una popolazione la quale si aggira intorno ai 300 mila abitanti, sia lo Stato di New York che si avvia ai 20 milioni di abitanti.<\/p><p>Ora, l\u2019America ha sempre concepito che il Governo centrale e il Presidente della Repubblica, il quale assomma in s\u00e9 tutti i poteri efficienti e che ha anche il potere esecutivo, si trovino in condizioni di essere a contatto del Senato e della vita pubblica. Vi sono disposizioni che a noi sembrano inspiegabili, eppure sono risultate pratiche e utili. Il Senato \u00e8 presieduto dal Vicepresidente della Repubblica, che non ha diritto di voto e non \u00e8 senatore.<\/p><p>Noi vogliamo dovunque l\u2019architettura della uniformit\u00e0. Come ci rassegneremmo a una aspirazione simile?<\/p><p>Non dobbiamo meravigliarci se avremo due sistemi elettorali differenti: uno per la Camera e l\u2019altro per il Senato. Si vedranno tutte e due le forme elettorali. E poi in avvenire, come \u00e8 inevitabile, si torner\u00e0 in tutto al collegio uninominale. Introduciamo ora per il Senato il collegio uninominale senza nessuna difficolt\u00e0, dividendo il territorio nazionale in tante circoscrizioni di 200.000 abitanti. La nomina di un senatore \u00e8 facile, perch\u00e9 non richiede nessuna complicazione. Non vi sono liste; vi sono candidati. Cadr\u00e0 cos\u00ec anche l\u2019accusa che si \u00e8 fatta finora (e che \u00e8 la profonda verit\u00e0) che la Camera dei deputati \u2013 quale l\u2019abbiamo avuto nella nostra Costituente \u2013 \u00e8 fatta da partiti di massa che non concedono a individui di attitudini elevate di affermare la loro personalit\u00e0. Se noi abbiamo, agli effetti della elezione del Senato, il territorio diviso in circoscrizioni di 200.000 abitanti, ogni individuo che ne ha le attitudini pu\u00f2 essere candidato, senza che occorrano i mezzi poderosi come per le grandi liste delle grandi circoscrizioni. Anche un individuo isolato pu\u00f2 arrivare al Senato; non vi \u00e8 persona notevole che, almeno nel suo paese o dove esercita la sua attivit\u00e0, non possa essere candidato. Noi, dunque, col collegio uninominale del Senato potremo dare la possibilit\u00e0 ad ogni grande personalit\u00e0 di manifestarsi; e ogni individuo potr\u00e0 aspirare alla vita legislativa, senza per questo aver bisogno di sottomettere la sua attivit\u00e0 intellettuale all\u2019inevitabile dominio di un grande partito, cui deve appartenere se vuol fare della politica.<\/p><p>Ora, nella forma nella quale era stato concepito il Senato, si ammetteva che ogni Regione potesse disporre di cinque senatori: io credo che questo numero fisso si possa ridurre, senza alcun inconveniente, a 3.<\/p><p>Ma chi devono essere gli elettori? Ritengo che tutti coloro che abbiano i requisiti richiesti per l\u2019elettorato politico della Camera dei deputati devono essere elettori del Senato, con una sola differenza: cio\u00e8 che, mentre per la Camera dei deputati le condizioni per l\u2019elezione sono, fra l\u2019altro, di ventun anni di et\u00e0 e di venticinque per l\u2019eleggibilit\u00e0, per il Senato devono cambiare, nel senso che l\u2019et\u00e0 per l\u2019elettorato attivo venga fissata a 25 anni e per l\u2019elettorato passivo a 40 anni, come in altri Paesi dove l\u2019et\u00e0 minima per i senatori \u00e8 di 40 anni. All\u2019impulso che vi pu\u00f2 essere nella prima Camera legislativa \u2013 che in America dura solo due anni \u2013 deve corrispondere la gravit\u00e0, la seriet\u00e0 e anche la continuit\u00e0 del Senato. Dunque, io vorrei che tutti potessero essere candidati. Senza limitazioni territoriali e senza alcun sistema di elezioni a doppio grado, che ci condurrebbero alla confusione e alla corruzione.<\/p><p>Vi sono poi alcune obiezioni. Non vi saranno, dunque, si dice, manifestazioni del pensiero, dell\u2019arte, non vi saranno senatori, i quali sfuggano inevitabilmente alla pressione di una selezione attraverso il partito o attraverso l\u2019organizzazione?<\/p><p>Io mi sono permesso di proporre che del Senato debbano e possano far parte coloro i quali hanno di fronte al pubblico il privilegio di rappresentare la cultura, mediante l\u2019elezione \u2013 fatta dal Consiglio Superiore della pubblica istruzione \u2013 di sei senatori, che vengano dagli studi e dalle ricerche. Ed ho parlato di sei senatori, nel pensiero che le facolt\u00e0 universitarie essenziali possano ognuna avere (se ne hanno) le attitudini, e siano in condizioni di averne la fiducia, affinch\u00e9 vi possano essere sei senatori che vengano dagli studi.<\/p><p>La Costituzione del Senato non pu\u00f2 essere fatta che in una forma libera, senza privilegi.<\/p><p>Ho sentito che qui si parla di elezioni in secondo grado.<\/p><p>Per il Senato, alcuni vogliono non l\u2019elezione in primo grado, ma in secondo grado, come esiste negli Stati Uniti e come esisteva in Francia.<\/p><p>Ci\u00f2 negli Stati Uniti non era cosa difficile, perch\u00e9 nel Senato degli Stati Uniti \u2013 essendovi due senatori per ognuno dei 48 Stati della Federazione \u2013 l\u2019elezione non poteva essere fatta in forma diretta. Si capisce che in un Paese di estensioni cos\u00ec enormi, dove le intese erano difficili, si dovevano adottare delle forme che consentissero la scelta senza pregiudicare i cittadini nelle loro manifestazioni politiche. L\u2019elezione in secondo grado era una necessit\u00e0 e non ha dato cattivi risultati.<\/p><p>In Francia l\u2019elezione di secondo grado ha dato risultati non apprezzabili, almeno in alcuni dipartimenti. Rare volte vi \u00e8 stata tanta corruzione come nella nomina dei rappresentanti di coloro che dovevano eleggere i senatori.<\/p><p>Sono rimasti celebri alcuni scandali, come lo scandalo Coty in Corsica, come di altri candidati nello stesso dipartimento. Si compravano ad alti prezzi gli elettori per l\u2019elezione di secondo grado. Ogni persona che voleva diventare senatore, siccome ogni senatore era eletto in fondo dai comuni (cio\u00e8 un certo numero per ogni comune), si preoccupava soprattutto di fare la scelta degli individui sicuri. E allora non vi era prezzo. Coty non si chiamava Coty, ma soltanto Spoturno. Era italiano di origine. Francesco Spoturno, ma con nome di Coty era conosciuto in tutto il mondo: Fran\u00e7ois Coty. Voi tutti forse non lo conoscete, ma le signore a cui avete l\u2019onore di rendere omaggio vi diranno che lo conoscono certamente. Egli ha creato la profumeria di lusso e di grandi spese. Prima, anche la profumeria d\u2019Orsay non fabbricava in grandi quantit\u00e0 le bottiglie di profumo al di l\u00e0 dei cento franchi; Coty l\u2019ha portata assai in alto, a prezzi fino allora ignoti. Ad un certo momento \u00e8 stato uno degli uomini pi\u00f9 potenti di Francia: ha comprato quanto poteva per miliardi, ha avuto insieme quella forza formidabile della stampa, quando si manifesta nelle pi\u00f9 opposte correnti. Coty ha posseduto insieme il <em>Figaro<\/em> e l\u2019<em>Ami du Peuple<\/em> e tutti gli altri giornali che erano aderenti a quei movimenti. Ha speso centinaia di milioni, ed in quei tempi i milioni valevano veramente qualche cosa, ed ha potuto, attraverso la stampa, avere una enorme influenza sull\u2019opinione pubblica. Quando egli voleva essere deputato o senatore, nessuna spesa era eccessiva. Egli volle essere senatore della Corsica e non bad\u00f2 a spese. Si pagavano gli elettori a quei tempi, coloro che dovevano eleggere il senatore (in Corsica era abitudine il pagamento in natura) due cavalli o quattro buoi, o cinquanta o centomila lire per un voto solo. Dopo Coty, gli stessi sistemi sono stati applicati in Corsica e in qualche altro dipartimento. Quando si va alle elezioni con questi criteri, in paesi non ricchi, non vi \u00e8 nessuna sorpresa dei risultati che si ottengono.<\/p><p>Io desidero quindi che non vi siano elezioni a doppio grado, dato che il nostro Paese non ha ancora una struttura politica, dopo tante vicende, che assicuri contro le cattive influenze e contro la corruzione. Credo quindi che si debba escludere ad ogni modo l\u2019elezione a doppio grado. Del resto non vedo proposte da nessuna parte in questo senso.<\/p><p>Come dunque dovrebbe essere composto il Senato? Il senatore deve essere eletto in ogni circoscrizione a collegio uninominale di almeno 200 mila abitanti.<\/p><p>Siamo cos\u00ec abituati a parlare di uniformit\u00e0 e a concepire l\u2019assurdo che tutti i voti devono essere rappresentati, che non pochi dicono: vi sono tanti voti che si perdono, ed allora riuniamo i resti e facciamo un polpettone e da tutti questi resti facciamo senatori, come ora i deputati che non si sa da chi sono nominati. Io ho avuto l\u2019onore di essere eletto in tre circoscrizioni, bench\u00e9 non appartenga a nessun partito di massa. Faccio ora parte della lista nazionale. Io mi domando spesso chi rappresento. Quando tanti anni fa ero deputato e rappresentavo un collegio, sapevo chi mi eleggeva. Adesso invece non so niente. Non so chi mi fa stare qui dentro, nel senso che io ho abbandonati i miei elettori e credo che essi mi abbandoneranno.<\/p><p>Il Senato deve rappresentare la continuit\u00e0 e deve avere lunga durata. Il Senato che sia eletto sulla base del collegio uninominale \u00e8 una necessit\u00e0 politica. Si dice che vi sono ingiustizie, ma \u00e8 naturale che vi siano ingiustizie. Quando voi vedete i collegi inglesi o americani e notate la differenza di voti tra coloro che sono eletti e coloro che non sono eletti, e notate che coloro che sono eletti hanno avuto qualche volta meno voti di coloro che non sono eletti, vi sembra che ci\u00f2 sia una grande ingiustizia. Ma l\u2019ingiustizia apparente si compensa, perch\u00e9 in un collegio \u00e8 a danno di un partito mentre in un altro collegio \u00e8 a danno di un altro collegio di avverso partito e quindi si stabilisce quel compenso delle ingiustizie che si trasforma in giustizia, perch\u00e9 tutti quanti hanno gli stessi vantaggi e gli stessi danni. Quindi credo che l\u2019idea del collegio uninominale \u00e8 non solo una necessit\u00e0, ma una convenienza per tutti e non vedo perch\u00e9 non possa essere adottata senza resistenza.<\/p><p>Nel progetto era gi\u00e0 preveduto che un certo numero di Senatori dovesse essere attribuito a ciascuno dei collegi elettorali; naturalmente a ciascuna delle circoscrizioni che avrebbero avuto la forma attuale richiesta dalla proporzionale. Ora, siccome la proporzionale non verrebbe a funzionare, si possono attribuire tre collegi senza nessuna difficolt\u00e0 a tutto l\u2019insieme della circoscrizione; e si pu\u00f2 stabilire che il voto per questi tre nuovi rappresentanti sia dato poi a tutta la Regione sempre con votazione per un sol nome, cio\u00e8 con il collegio uninominale. Comunque, ho cercato di semplificare la cosa come meglio potevo. Vi \u00e8 un fatto nuovo che gi\u00e0 vedevo annunziato dovunque ed \u00e8: cosa ne \u00e8 di coloro che formano il Senato? Chi forma il Senato? Prima di tutto i senatori eletti. Ma vi \u00e8 un fatto nuovo nella coscienza generale di cui bisogna tener conto: che vi devono essere anche dei senatori non eletti. Senatori non eletti con votazione, ma che sono nella generale coscienza. Il Senato ha avuto una lunga fase in cui non ha funzionato, mentre la Camera dei deputati \u00e8 stata per molti anni attiva. Ora \u00e8 naturale che quelli che furono deputati onorevolmente, prima del fascismo, che stettero in Parlamento prima di quella lunga crisi costituzionale che fu il fascismo, possano venire in certo numero l\u00e0 dentro a rappresentare non solo la tradizione ma il buon nome del Parlamento. \u00c8 giusto che deputati, i quali servirono lungamente il loro Paese e poi furono messi fuori, e si trovarono in condizioni di essere isolati dalla vita pubblica, possano venir l\u00e0 dentro in un certo numero; possano venire nella prima nostra legislatura del Senato, a riprodurre ancora il sistema libero. E sono uomini di ogni partito. Ve ne sono qui dentro che erano dei partiti pi\u00f9 avanzati e che anche all\u2019estrema sinistra avevano notevole rappresentanza e notevole partecipazione. Ora ci\u00f2 pu\u00f2 bene essere ammesso. Noi discuteremo dopo il dettaglio; ma ammettiamo il principio che essi possano rappresentare il Parlamento libero per la prima legislatura. Ora, per la prima legislatura del Senato come e in quale misura occorre che questo fatto avvenga?<\/p><p>I deputati che hanno appartenuto alla Camera per un certo numero di legislature \u2013 compresa naturalmente la Costituente attuale, questa che io considero la prima espressione di Camera perch\u00e9 eletta a suffragio universale \u2013 e anche, quindi, coloro che qua dentro fanno parte dell\u2019Assemblea Costituente devono poter unire le legislature che noi crediamo necessarie per formare il numero di legislature atto per entrare nel Senato. Noi dobbiamo tener conto anche della Costituente come di un\u2019Assemblea politica, ma non della Consulta che fu solamente Camera consultiva e non venne da elezioni, ma da scelta e che quindi non pu\u00f2 esser considerata come Camera legislativa.<\/p><p>Avremo, dunque, una Camera di senatori, cio\u00e8 una Camera composta di senatori e che si chiamer\u00e0 solamente \u00abSenato\u00bb e non Camera del Senato e ancor meno Camera del Senato della Repubblica.<\/p><p>Sarebbero denominazioni stravaganti, come se si indicasse nella Costituzione la Camera dei deputati della Repubblica, quasi potesse essere Camera dei deputati di un altro Paese o di un altro regime.<\/p><p>Basta dire semplicemente Camera dei deputati e Senato. Queste due Camere, elette col suffragio in forma diversa, dovranno essere la base della Costituzione.<\/p><p>Durata: negli Stati Uniti il Senato dura sei anni, ed \u00e8 rinnovabile per un terzo ogni due anni; in Francia durava 9 anni, period\u00f2 troppo lungo, che deprimeva spesso la seriet\u00e0 dell\u2019azione. Ma bisogna ricordare che il Senato di Francia ha salvato il Paese molte volte dalla dittatura, a cominciare dalla dittatura militare di Boulanger e da tutte le altre che furono concepite e si tent\u00f2 di realizzare. Fu solo la resistenza del Senato, il cui Presidente os\u00f2 affrontare personalmente il minaccioso generale, a salvare la dignit\u00e0 del Parlamento. Il Senato ha salvato per molto tempo la Francia dai tentativi fascistizzanti e fascisti di Tardieu e di Laval, i quali, in forma diretta o indiretta, sognavano il fascismo in Francia.<\/p><p>Questa istituzione \u00e8 stata pi\u00f9 giovanile della stessa Camera dei deputati nei momenti pi\u00f9 critici per la Francia. Mentre io non ammiro tutta l\u2019azione politica della Repubblica francese degli ultimi anni, devo dire che il Senato, nonostante tutto, si \u00e8 comportato assai spesso meglio della Camera dei deputati. Questa Assemblea di vecchi \u00e8 stata, in molte occasioni, pi\u00f9 giovanile che la Camera dei deputati. Spero che noi faremo un\u2019Assemblea anche migliore, perch\u00e9 vi entreranno forze diverse, a cominciare dai vecchi parlamentari fino a quelli che verranno eletti per suffragio, col collegio uninominale; sistema col quale ciascun candidato viene conosciuto e valutato dai suoi elettori e finisce col conoscerli e coll\u2019interessarsi di loro; la reciproca simpatia prelude sempre alla reciproca fedelt\u00e0.<\/p><p>Ora, io vorrei che nel primo Senato non mancassero uomini di esperienza e vi fossero i rappresentanti delle tre grandi magistrature dello Stato: uno per ogni grande magistratura, la Suprema Corte di cassazione di Roma, il Consiglio di Stato, la Corte dei conti. Suppongo che tutti abbiamo la dottrina necessaria in un\u2019Assemblea politica, ma non tutti abbiamo la pratica. La presenza nella nuova Assemblea del Senato di un certo numero di uomini sperimentati, quali i rappresentanti delle tre grandi magistrature, \u00e8 a vantaggio di tutti. Si dice che essi, non essendo eletti, possano costituire pericolo o disordine. Quale disordine? Quale pericolo? Credete che si diventi Presidente di cassazione a 50 o a 40 anni? Non credete che uomini di cos\u00ec lunga esperienza portino piuttosto elementi di equilibrio? Dunque, questa modifica mi pare necessaria: ammettere i deputati che hanno avuto un certo numero di legislature.<\/p><p>In quale proporzione? Io ho indicato la proporzione che mi \u00e8 parsa necessaria ed utile. Vi prego soltanto di non esagerare.<\/p><p>Ieri si dovette discutere il numero dei deputati di questa Assemblea e la fiera dichiarazione dell\u2019onorevole Conti, a cui mi sarei volentieri unito, proponeva un deputato per centocinquantamila abitanti. Io avevo proposto un termine medio nella soluzione, centomila abitanti per ogni deputato. Si torn\u00f2 con la votazione a ottantamila e se ci fosse stata una proposta di cinquanta mila o non pi\u00f9 di quarantamila, io credo che sarebbe stata accolta. (<em>Commenti<\/em>), tanto fu l\u2019entusiasmo che notai tra alcuni colleghi (che pure parevano e che dovevano essere contrari) per questa assicurazione sulla vita data agli onorevoli membri di questa Assemblea.<\/p><p>CONTI. Anche i discepoli si sono ribellati! Ne ha anche uno vicino.<\/p><p>NITTI. Ora accetterete, io spero, questa indicazione, di ammettere nella nostra Assemblea un certo numero di ex deputati che rispondano per la loro condotta, per il loro passato, alle condizioni di stima che deve avere ogni grande Assemblea alla sua costituzione.<\/p><p>In quanto al numero, vi prego di essere moderati, perch\u00e9 pi\u00f9 allargherete il numero, pi\u00f9 renderete la cosa difficile, se non impossibile.<\/p><p>Io debbo limitarmi a queste brevissime dichiarazioni e delucidazioni, nella speranza che ne ternate conto. Se vi saranno obiezioni io sar\u00f2 lieto di rispondere. Non mi muove nessuna idea di parte, nessuna d\u2019interesse di ceto o di classe, nessun movimento che possa essere dichiarato al servizio di una parte o dell\u2019altra della Camera. Perci\u00f2 attendo le vostre osservazioni. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ricordo, comunque, di aver proposto di sostituire gli articoli 55 e 56 con il seguente:<\/p><p>\u00abIl Senato \u00e8 eletto sulla base di un Senatore per 200 mila abitanti.<\/p><p>\u00abIl territorio della Repubblica \u00e8 diviso in circoscrizioni elettorali, che eleggono un solo Senatore ciascuna.<\/p><p>\u00abA ogni Regione \u00e8 inoltre attribuito un numero fisso di tre Senatori.<\/p><p>\u00abSono elettori i cittadini che hanno compiuto 25 anni e sono eleggibili quelli che hanno compiuto 40 anni.<\/p><p>\u00abDel Senato fan parte, salvo la loro rinunzia, gli ex Presidenti della Repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>\u00abAlla costituzione del Senato entrano a farne parte gli ex Deputati che hanno appartenuto alla Camera dei Deputati per cinque legislature, senza che per\u00f2 questo fatto costituisca alcun precedente per l\u2019avvenire.<\/p><p>\u00abFanno parte del Senato il Presidente della Corte di cassazione di Roma, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente della Corte dei conti e 6 professori di Universit\u00e0 designati per elezione dal Consiglio superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>\u00abI Senatori di nomina elettiva durano in carica sei anni e sono rinnovabili per un terzo ogni due anni\u00bb. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta sul disegno di legge: Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali.<\/p><p>PRESIDENTE. Secondo le decisioni prese stamane dall\u2019Assemblea, pongo in votazione a scrutinio segreto il disegno di legge sulle norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali.<\/p><p>Dichiaro aperta la votazione.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che le urne restano aperte e si proseguir\u00e0 nella discussione dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>All\u2019articolo 55 gli onorevoli Lami Starnuti, Rossi Paolo, Carboni Angelo, Di Giovanni, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Camera dei Senatori \u00e8 eletta, per circoscrizioni regionali, a suffragio universale diretto con sistema proporzionale in ragione di un senatore ogni 120.000 abitanti o frazione superiore a 60.000\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Lami Starnuti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Onorevoli colleghi, noi dobbiamo insistere nelle proposte contenute nell\u2019emendamento da noi presentato all\u2019articolo 55 del progetto di Costituzione; ma poich\u00e9 ieri, a proposito della Camera dei deputati, l\u2019Assemblea Costituente deliber\u00f2 che il sistema elettorale di formazione della Camera non dovesse essere contenuto nella Costituzione della Repubblica italiana, pensiamo che lo stesso ordine di idee debba valere per la formazione del Senato.<\/p><p>Modifico in questo senso l\u2019emendamento da noi proposto, riservandomi per\u00f2 di trasferire, proprio come si \u00e8 fatto ieri, in un ordine del giorno quelle che sono le affermazioni e le proposte di portata puramente elettorale. Corretto, il nostro emendamento verrebbe a suonare cos\u00ec:<\/p><p>\u00abLa Camera dei Senatori \u00e8 eletta a suffragio universale diretto in ragione di un senatore per ogni 120.000 abitanti o frazione superiore ai 60.000 abitanti\u00bb.<\/p><p>Nell\u2019ordine del giorno noi trasferiremo il concetto della circoscrizione regionale e l\u2019affermazione che il Senato della Repubblica deve essere eletto col sistema proporzionale, eletto nella sua interezza, senza quelle particolari porzioni (e mi libero dalle questioni minute) che il progetto di Costituzione assegna ai Consigli regionali. Se \u00e8 vero (e lo diceva test\u00e9 l\u2019onorevole Nitti) che la fonte della rappresentanza politica deve essere unica, non si vede perch\u00e9 una quota-parte dei senatori dovrebbe essere eletta dai Consigli regionali.<\/p><p>Il nostro emendamento non \u00e8 molto dissimile dall\u2019emendamento dei compagni dell\u2019altro Gruppo socialista, per quanto essi rinviino alla legge elettorale il sistema di formazione; rinvio che per\u00f2 appare inopportuno al punto in cui siamo arrivati.<\/p><p>Il problema della formazione del Senato \u00e8 stato il problema il quale ha assillato di pi\u00f9 la Commissione per la Costituzione, per le questioni d\u2019ordine politico che la formazione del Senato portava con s\u00e9 e per le difficolt\u00e0 d\u2019ordine tecnico insite in molti degli espedienti che erano stati suggeriti alla Commissione.<\/p><p>Oggi, l\u2019onorevole Nitti, con l\u2019autorit\u00e0 che a lui deriva dal suo passato, dalla sua dottrina e dalla sua esperienza politica, si \u00e8 fatto paladino della elezione dei senatori a collegio uninominale, tesi che trover\u00e0 consensi in altri settori della Camera, anche in settori molto distanti dal suo, ma che non ci ha persuasi, non perch\u00e9 noi disconosciamo gli elementi di bont\u00e0 che sono insiti nel sistema del collegio uninominale, non perch\u00e9 noi crediamo in modo assoluto alla perfezione del sistema proporzionale, ma perch\u00e9, nella realt\u00e0 politica italiana attuale e davanti alla decisione di ieri, secondo la quale la Camera dei deputati dovr\u00e0 formarsi col sistema proporzionale, noi riteniamo inopportuno e, sotto certi aspetti, pericoloso, introdurre questo differente sistema per la formazione della seconda Camera.<\/p><p>Il sistema del collegio uninominale viene sostenuto perch\u00e9, si dichiara, \u00e8 necessario differenziare la seconda Camera dalla prima, concetto che da un punto di vista astratto potrebbe tessere anche accolto, ma che dobbiamo respingere quando lo esaminiamo sotto il punto di vista della concretezza.<\/p><p>Il sistema del collegio uninominale \u00e8 un sistema di maggioranza, che potrebbe diventare un sistema di minoranza se venisse attuato \u2013 di questo non \u00e8 stata fatta parola n\u00e9 nelle proposte scritte, n\u00e9 dall\u2019onorevole Nitti nel suo discorso \u2013 se venisse attuato senza il correttivo del ballottaggio. Noi affideremmo in tal modo l\u2019elezione dei senatori non alla maggioranza di un determinato collegio elettorale, ma al gruppo politico di minoranza pi\u00f9 forte e noi andremmo a creare una seconda Camera che potrebbe rappresentare la minoranza del Paese, in contrasto, forse stridente, con la prima Camera.<\/p><p>Chi ricorda i risultati elettorali del nostro vecchio sistema a collegio uninominale sa che in pochissimi collegi l\u2019elezione a primo scrutinio dava risultati positivi. Anche nelle elezioni del 1909 e del 1913, che sono le ultime elezioni italiane (<em>Commenti<\/em>) a collegio uninominale, i ballottaggi hanno superato di molto il numero delle elezioni in primo scrutinio&#8230;<\/p><p><em>Voce al centro.<\/em> No, no.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Ad ogni modo, sono stati cos\u00ec numerosi i ballottaggi, da porre il problema cos\u00ec come io lo ponevo poc\u2019anzi, e cio\u00e8 che il collegio uninominale, se non \u00e8 corretto dal ballottaggio, pu\u00f2 creare una Camera in rappresentanza di forze politiche agguerrite e numerose ma costituenti la minoranza del Paese.<\/p><p>Se cos\u00ec \u00e8, la formazione del Senato a collegio uninominale potrebbe portare inevitabilmente ad un conflitto permanente tra la prima Camera e la seconda Camera, che nessun uomo politico pu\u00f2 augurarsi e che nessun uomo politico pu\u00f2 contribuire a creare, anche perch\u00e9 i rimedi per il componimento dei conflitti non sono n\u00e9 facili n\u00e9 sicuri, e noi vedremo quando discuteremo l\u2019articolo 70 del progetto di Costituzione, la disparit\u00e0 delle idee fra i vari settori della Camera su questo problema che pure \u00e8 un problema fondamentale. Per questo, pur riconoscendo, dicevo, che il collegio uninominale ha anche i suoi pregi, noi non possiamo aderire all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nitti n\u00e9 all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Data la distribuzione delle forze dell\u2019Assemblea, dato lo schieramento dei partiti rispetto a questo problema, credo che il collegio uninominale non sar\u00e0 accolto. E allora l\u2019Assemblea si trover\u00e0 necessariamente costretta ad adottare il sistema proporzionale e si trover\u00e0 di fronte a due proposte diverse dello stesso sistema proporzionale. Alla nostra proposta infatti di proporzionale a suffragio diretto, si contrappone la proposta dell\u2019amico onorevole Perassi, per un sistema proporzionale di secondo grado, in cui la nomina effettiva dei senatori sia fatta non pi\u00f9 dal corpo elettorale nella sua spontaneit\u00e0 e nella sua sincerit\u00e0, ma da un collegio pi\u00f9 o meno ristretto&#8230;<\/p><p>UBERTI. Filtrato.<\/p><p>LAMI STARNUTI. Ristretto, anche se filtrato: ad un collegio dunque pi\u00f9 o meno ristretto, il quale in definitiva creer\u00e0 il Senato.<\/p><p>Ora, l\u2019onorevole Nitti ha gi\u00e0 fatto presente all\u2019Assemblea Costituente quali sono i pericoli di affidare ad un ristretto gruppo di elettori una nomina tanto importante come quella del Senato della Repubblica.<\/p><p>Quando vi sono in gioco interessi politici cos\u00ec notevoli e cos\u00ec cospicui, un ristretto collegio di elettori pu\u00f2 subire tutte le influenze e tutte le tentazioni e pu\u00f2 dare di conseguenza all\u2019elezione una fisionomia non rispondente ai sentimenti e al pensiero del Paese.<\/p><p>Se l\u2019Assemblea Costituente \u2013 questo voglio dire a conclusione \u2013 se l\u2019Assemblea Costituente non accoglier\u00e0, come io ritengo, la proposta dell\u2019onorevole Nitti per il collegio uninominale, se l\u2019Assemblea Costituente si trover\u00e0 costretta a decidere che anche la seconda Camera sia eletta con il sistema della proporzionale, io penso e spero che tra il sistema di secondo grado, proposto dall\u2019onorevole Perassi, e il nostro sistema a suffragio universale diretto, preferir\u00e0 questo secondo metodo di votazione, per la maggiore spontaneit\u00e0, per la maggiore sincerit\u00e0 e \u2013 consentite ch\u2019io lo dica \u2013 per la maggiore onest\u00e0 di esso. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Preti, Ruggiero e Persico hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Camera dei Senatori \u00e8 eletta, con sistema proporzionale, dalla Camera dei Deputati in ragione di 1 senatore ogni 120.000 abitanti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Preti da facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PRETI. Ho presentato questo emendamento d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lami Starnuti, all\u2019emendamento del quale il mio \u00e8 subordinato. \u00c8 sembrato al nostro Gruppo che nella democrazia parlamentare moderna \u2013 che \u00e8 assai diversa da quella ottocentesca \u2013 sia fuor di strada chi va a cercare nel Senato una specie di correttivo della Camera dei deputati, cio\u00e8 un correttivo del suffragio universale abbinato al sistema proporzionale, nell\u2019illusione di poter dare, per questa via, stabilit\u00e0 ai regimi politici. Esista pure il Senato, visto che tanta parte dell\u2019Assemblea lo ritiene necessario. Esso, peraltro, non deve alterare l\u2019equilibrio politico della Camera dei deputati. Anche il Senato deve esprimere il pi\u00f9 genuinamente possibile la volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Io temo d\u2019altronde che i \u00abfiltri\u00bb, che tanto piacciono all\u2019onorevole Uberti, in particolare il \u00abfiltro\u00bb del collegio dei grandi elettori, di cui alla proposta dell\u2019onorevole Perassi, finiscano in pratica per generare proprio le complicazioni alle quali ha accennato l\u2019onorevole Lami Starnuti. D\u2019altra parte, questi \u00abfiltri\u00bb, in fondo, non modificano quello che \u00e8 il dato fondamentale, cio\u00e8 che anche il Senato risulti espressione del suffragio universale abbinato al sistema proporzionale. Perch\u00e9 dunque insistere su di essi?<\/p><p>Ho espresso in sede di discussione generale le ragioni che mi fanno ritenere pi\u00f9 democratica di ogni altra la elezione del Senato da parte della Camera. Il mio Gruppo \u00e8 pure di questo avviso. Ma subordiniamo questa proposta, che non facilmente sarebbe accolta in quanto apparentemente troppo radicale, a quella dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Targetti, Amadei, Carpano Magliai, De Michelis, Fedeli Aldo e Malagugini:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale, con suffragio universale e diretto.<\/p><p>\u00abA ciascuna Regione \u00e8 attribuito un senatore per 150.000 abitanti o per frazione superiore a 75.000. La Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Carpano Maglioli ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Onorevoli colleghi, prima di tutto il nostro emendamento deve essere cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta con suffragio universale e diretto in ragione di un senatore per 150.000 abitanti o per frazione superiore a 75.000. La Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore\u00bb.<\/p><p>Corretto cos\u00ec, il nostro emendamento, come bene osservava il collega onorevole Lami Starnuti, di poco si differenzia dal suo; e perci\u00f2 io non ripeter\u00f2 quello che gi\u00e0 \u00e8 stato detto bene, nel senso che noi riteniamo che a fondamento di ogni formazione di assemblea legislativa deve sempre concorrere il sistema del suffragio universale diretto, perch\u00e9 noi pensiamo che le elezioni di secondo grado presentino pericoli di deviazioni attraverso interferenze, che allontanano l\u2019eletto dalla volont\u00e0 diretta degli elettori.<\/p><p>E su questo punto io credo non sia pi\u00f9 il caso di spendere una sola parola per sostenere l\u2019opportunit\u00e0 e la necessit\u00e0 che anche la Camera dei senatori sia eletta a suffragio universale diretto. Noi abbiamo eliminato quanto \u00e8 indicato nel progetto, e cio\u00e8 che a ciascuna Regione sia attribuito un numero fisso di 5 senatori; e ci\u00f2 per impedire sproporzioni, nel senso che Regioni con piccolo numero di abitanti vengano ad avere una rappresentanza uguale ad altre con una popolazione maggiore e territorio pi\u00f9 vasto. Pare a noi che fissare il numero dei rappresentanti in rapporto agli abitanti sia un criterio preciso, nel senso che consente di formare un collegio legislativo di proporzioni razionali.<\/p><p>Abbiamo fissato il numero di 150 mila abitanti (un numero che si differenzia di poco dal numero dell\u2019emendamento Lami Starnuti), appunto perch\u00e9 pensiamo che il Senato debba essere meno numeroso della Camera dei Deputati; assegnando un senatore per ogni 150 mila abitanti, noi avremmo un Senato composto di circa 300 unit\u00e0.<\/p><p>Non crediamo, in conformit\u00e0 a quanto gi\u00e0 si \u00e8 accennato ieri, che si debba e si possa inserire nella Costituzione una norma per il sistema elettorale, n\u00e9 che sia opportuno parlare di proporzionale, di circoscrizione regionale o di collegio uninominale. Questo problema former\u00e0 tema della legge sull\u2019elettorato passivo, perch\u00e9 noi pensiamo che la Costituzione debba avere una durata, direi, indefinita contenendo direttive di principio e si debba rinviare i particolari alle leggi, le quali possono subire tutte le modifiche imposte dal mutare dei bisogni e delle necessit\u00e0. Perci\u00f2, poich\u00e9 modalit\u00e0 relative alle elezioni sono certamente costrette a mutamenti assai pi\u00f9 frequenti che non la Costituzione, queste modalit\u00e0 devono essere fissate da leggi speciali e non dalla Carta costituzionale.<\/p><p>Noi abbiamo fiducia che il nostro emendamento possa trovare accoglimento da parte della Camera per la chiarezza e l\u2019opportunit\u00e0 dei concetti in esso presentati e cio\u00e8: il Senato della Repubblica deve essere eletto a suffragio universale diretto in ragione di un senatore per 150 mila abitanti<\/p><p>Per quanto riguarda il sistema elettorale, proporzionale o collegio uninominale, questo problema, come gi\u00e0 ho accennato, former\u00e0 oggetto della legge elettorale; su questi due temi il nostro Gruppo si riserva di esprimere il suo pensiero tempestivamente.<\/p><p>Riteniamo, solo, che sia inopportuno inserire una norma che rifletta il sistema elettorale nella Costituzione, perch\u00e9 \u2013 ripeto \u2013 la Costituzione \u00e8 legge fondamentale e durevole mentre le norme elettorali sono mutevoli e devono conformarsi alle esigenze del tempo in conformit\u00e0 delle circostanze anche momentanee e degli uomini e delle cose.<\/p><p>Per quanto sopra esposto abbiamo fiducia che la Camera possa aderire al nostro emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Laconi, Grieco e Gullo Fausto hanno presentato un emendamento, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa Camera dei senatori \u00e8 eletta a suffragio universale, diretto e segreto, secondo il sistema uninominale, in ragione di un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Laconi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LACONI. Il nostro gruppo parlamentare non \u00e8 stato fra quelli che hanno sostenuto la necessit\u00e0 di una seconda Camera. Non abbiamo assunto questa posizione in quanto non crediamo che la creazione di una seconda Camera risponda ad una esigenza funzionale ed organica del regime democratico di tipo parlamentare.<\/p><p>Respingiamo infatti due delle motivazioni principali che vengono addotte a questo proposito; e cio\u00e8 respingiamo la tesi secondo cui un\u2019Assemblea politica non costituirebbe una rappresentanza integrale del Paese, e respingiamo anche la tesi secondo la quale l\u2019Assemblea politica, per sua natura avventata e irriflessiva, avrebbe necessit\u00e0 di un secondo organo che le faccia da freno e da correttivo.<\/p><p>Se abbiamo acceduto alla proposta di creazione di una seconda Camera, l\u2019abbiamo fatto perch\u00e9 abbiamo riconosciuto che esiste un motivo, secondario, ma che \u00e8 accolto dalla pubblica opinione e largamente condiviso da questa Assemblea. Questo motivo secondario consiste nell\u2019esigenza che la legge trovi, attraverso il vaglio di una seconda Camera, una sua maggiore elaborazione e un maggiore suo perfezionamento.<\/p><p>A questa stregua mi pare evidente che noi sul problema del come debba essere organizzata questa seconda Camera non abbiamo una posizione di principio. Esaminiamo serenamente tutte le proposte che vengono presentate e ci studiamo di scegliere fra esse quella che meglio si inquadri nella tradizione italiana e meglio risponda all\u2019esigenza di una maggiore elaborazione della legge.<\/p><p>Le proposte che sono state presentate, almeno le principali, si muovevano originariamente su due linee: la linea della rappresentanza di interessi, che \u00e8 stata ieri eliminata attraverso un voto contrario della Assemblea, e la linea della rappresentanza a carattere territoriale, che ha trovato in parte un accoglimento nel progetto di Costituzione e che \u00e8 variamente echeggiata in diverse proposte che vengono poste in discussione attraverso gli emendamenti.<\/p><p>Ieri l\u2019Assemblea ha respinto la prima di queste proposte e penso che abbia concorso in questo voto anche la considerazione che io ho avuto l\u2019onore di fare ieri e cio\u00e8 che la proposta dell\u2019onorevole Piccioni presupponeva tutta una Costituzione diversa da quella che invece noi siamo andati elaborando.<\/p><p>Io penso che queste medesime considerazioni valgano anche per tutte le proposte che delineano una formazione della seconda Camera su base territoriale. Le proposte di una rappresentanza su base regionale, o comunque su base locale, conferiscono in sostanza alle Regioni, in quanto tali, un loro diritto di partecipazione alla direzione politica del Paese e muovono quindi da una concezione dello Stato che non \u00e8 quella che ha trovato accoglimento nel titolo delle autonomie regionali. Le Regioni non sono state da noi configurate come organi di potere politico. Noi non abbiamo creato uno Stato federale per cui oggi debba discenderne naturalmente una rappresentanza delle Regioni nella seconda Camera. Noi abbiamo creato la Regione come ente puramente autonomo ed incluso nell\u2019unit\u00e0 politica dello Stato.<\/p><p>Si dir\u00e0 che nel progetto attuale si \u00e8 ricorso ad un compromesso, contemperando la rappresentanza regionale con altre forme di rappresentanza, ma io penso che proprio da questo compromesso scaturiscano i maggiori pericoli. Se noi ci trovassimo in uno Stato federale e dinanzi ad unit\u00e0 territoriali storicamente determinate ed organiche, che hanno una tradizione storica, probabilmente nell\u2019accogliere anche integralmente il principio della rappresentanza regionale nella formazione della seconda Camera non ci sarebbero dei pericoli; ma qui in Italia, dove nascono delle Regioni con tutt\u2019altra configurazione, io penso che corriamo un grande pericolo a concedere una rappresentanza fissa alle Regioni, corriamo cio\u00e8 il pericolo di dare la stura domani a tutta una serie di movimenti regionalistici i quali altro scopo non avrebbero se non quello di conquistare a determinate Regioni o talvolta anche a determinati gruppi politici prevalenti in quelle Regioni le rappresentanze senatoriali. Io vorrei che questo punto che \u00e8 stato cos\u00ec scarsamente toccato da questa discussione, e mi pare sia ancora largamente accettato in questa Assemblea, venisse sottoposto ad una discussione particolareggiata.<\/p><p>Io vorrei far notare ai colleghi che questo premio concesso gratuitamente ad ogni Regione, \u00e8 un incentivo alla creazione di nuove Regioni, incentivo che pu\u00f2 essere favorito anche dal fatto che in determinate zone di certe Regioni possono prevalere determinati gruppi politici interessati ad ottenere questo premio.<\/p><p>\u00c8 ben noto che in ogni Regione esistono particolari zone in cui un partito \u00e8 in prevalenza. Chi potr\u00e0 escludere che questo partito si faccia promotore della costituzione di una Regione la quale domani avr\u00e0, per il fatto che si costituisce, il premio gratuito di cinque senatori? Noi verremmo a trovarci inermi di fronte a questo pericolo: quello di vedere da un lato la Regione trasformata in un semplice strumento di competizione politica, e dall\u2019altro lato di veder trasformato il Senato in una Camera che rappresenti unicamente, e nel modo pi\u00f9 ristretto, degli interessi locali di piccoli gruppi configurati territorialmente e politicamente.<\/p><p>A nostro avviso il Senato deve rappresentare la nazione in modo indiscriminato. Abbiamo ieri escluso che vi fosse una rappresentanza di gruppi sociali in quanto tali. Io penso che dobbiamo escludere che vi sia una rappresentanza di gruppi territorialmente configurati in quanto tali. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo nella forma pi\u00f9 indiscriminata. Non possiamo ammettere che nel quadro dello Stato unitario italiano vi siano enti di qualsiasi natura, sia sociale che territoriale, i quali detengano un determinato diritto per il fatto che esistono, e in nome della loro esistenza e della loro costituzione. Rappresentanza, quindi, indiscriminata. Ma \u00e8 evidente che se vogliamo che questa rappresentanza indiscriminata, risponda a quelle esigenze \u2013 che sono state riconosciute anche da noi, e credo dalla maggioranza della Camera \u2013 di una maggiore elaborazione della legge; se vogliamo che la seconda Camera risponda a queste esigenze, \u00e8 evidente che dovremmo avere una rappresentanza opportunamente selezionata.<\/p><p>Ci \u00e8 stata presentata tutta una serie di proposte. Si \u00e8 presentata la proposta della scelta dall\u2019alto; si \u00e8 presentata la proposta dei membri di diritto. Si sono presentate proposte di elezioni indirette e proposte di elezioni a suffragio universale. Quale scegliere tra queste?<\/p><p>La corrente che io rappresento ed il mio Gruppo parlamentare sono nettamente contrari alla prima di queste soluzioni, e cio\u00e8 ad una qualsiasi investitura dei senatori dall\u2019alto. Mi sembra che non sia necessario soffermarci su questo punto: contrasta con qualsiasi esigenza della democrazia qualsiasi forma di designazione che affidi la scelta dei senatori a persone o organi, che possono essere i pi\u00f9 qualificati del mondo, ma che non rappresentano in questa funzione, in alcun modo, la totalit\u00e0 del Paese.<\/p><p>Per quanto riguarda i membri di diritto, la questione si pone altrimenti. \u00c8 evidente che vi sono uomini che per il fatto di essersi trovati a capo dello Stato o di una formazione governativa vengono a rappresentare direi, quasi un periodo della storia. Le proposte che si muovono in questo senso possono dar luogo ad una discussione e possono esser prese in considerazione.<\/p><p>Per quanto riguarda le proposte di elezione indiretta, che sono state formulate da diversi colleghi, io stesso sono stato il presentatore di un ordine del giorno in questo senso durante i lavori della Commissione dei Settantacinque, o, se non erro, della seconda Sottocommissione. Questo ordine del giorno rappresentava un\u2019opinione che aveva qualche seguito nel mio Gruppo. Noi non siamo quindi contrari per principio ad una soluzione di questo genere.<\/p><p>Solo, nessuno di noi pu\u00f2 esserne contento. Se domani il Paese fosse chiamato ad eleggere la seconda Camera secondo questo sistema, rimarrebbe in ciascuno di noi un senso di insoddisfazione perch\u00e9 ciascuno sentirebbe che \u00e8 una soluzione provvisoria, adottata allo scopo di eludere il problema. Non v\u2019\u00e8 alcuna ragione, che gli elettori debbano eleggere delle persone unicamente allo scopo che queste, riunite, eleggano i loro rappresentanti. Nessuno in Italia potrebbe comprendere un tale sistema in questo momento. \u00c8 vero che in Francia esso \u00e8 stato adottato, ma \u00e8 anche vero che in Francia perdura la sensazione che questo sistema sia stato un rimedio dell\u2019ultim\u2019ora.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Chi lo dice?<\/p><p>LACONI. La soluzione alla quale penso si debba giungere \u00e8 la soluzione pi\u00f9 semplice&#8230;<\/p><p>PICCIONI. &#8230;e la pi\u00f9 vecchia.<\/p><p>LACONI. Se l\u2019onorevole Piccioni mi ha fatto l\u2019onore di ascoltarmi fin dalle prime mosse del mio intervento, ha avuto modo di notare che io son partito determinatamente dalla tradizione. Io penso che questa tradizione italiana si continua oggi in qualche modo. In larghi strati della popolazione italiana vi \u00e8 una diffusa simpatia per il collegio uninominale, che merita di essere presa in considerazione. Se l\u2019onorevole Piccioni guarda a certi strati del popolo italiano, che seguono anche il suo partito, avr\u00e0 modo di avvertire questa esigenza, largamente sentita.<\/p><p>Io parlavo per\u00f2 delle soluzioni che si muovono entro il suffragio universale e che sono evidentemente due: quella che mantiene anche per la seconda Camera il sistema della rappresentanza proporzionale e quella che, invece, innova attraverso l\u2019introduzione del collegio uninominale. Io penso che questa soluzione, la quale ha il pregio di differenziare la seconda Camera dalla prima e, contemporaneamente, di rispondere all\u2019esigenza funzionale \u2013 cio\u00e8, l\u2019esigenza di creare una seconda Camera capace di dare una maggiore elaborazione ed un maggiore perfezionamento alla norma \u2013 penso che questa soluzione sia la pi\u00f9 accettabile, anche perch\u00e9 verso di essa si dirigono le simpatie di taluni strati del popolo italiano e di correnti politiche tradizionali che hanno il loro peso.<\/p><p>Dal 1848 al 1913, con una breve interruzione, l\u2019Italia ha avuto il collegio uninominale. Penso che sia stato un decisivo passo in avanti della democrazia italiana l\u2019atto con cui a questo sistema elettorale \u00e8 stato sostituito il sistema della proporzionale.<\/p><p>Non condivido quindi il pensiero dell\u2019onorevole Nitti su questo punto.<\/p><p>NITTI. Sono stato io a introdurre quel sistema.<\/p><p>LACONI. Penso che sia stato il progresso a introdurre quel sistema di formazione della prima Camera. Ma penso anche che il dar luogo al sistema che pi\u00f9 si lega alle tradizioni del passato, nella formazione della seconda Camera, sia cosa saggia e meritevole di trovare accoglimento nella nostra Assemblea.<\/p><p>Con questo intento ho presentato l\u2019emendamento in discussione. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Macrelli e De Vita hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole: <\/em>La Camera dei senatori, <em>le altre:<\/em> Il Senato della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Dopo l\u2019approvazione dell\u2019articolo 52, lo si deve ritenere assorbito; salvo a tenerne conto in sede di coordinamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Russo Perez ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo e secondo comma, sostituire alle parole:<\/em> La Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale. A ciascuna Regione \u00e8 attribuito, <em>le parole:<\/em> La Camera dei Senatori \u00e8 eletta a base territoriale, attribuendo a ciascuna Regione\u00bb.<\/p><p>CONDORELLI. In assenza dell\u2019onorevole Russo Perez, faccio mio il suo emendamento pur rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abA ciascuna Regione \u00e8 attribuito un senatore per 200.000 abitanti o frazione superiore a 100.000\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Caronia, si intende che abbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma sopprimere le parole: <\/em>che manda all\u2019altra Camera, e, <em>al terzo comma, le parole:<\/em> e diretto\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. L\u2019articolo 55 del progetto di Costituzione stabilisce che nessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati. A mio avviso non occorre aggiungere altro perch\u00e9 il pensiero del legislatore traluce pi\u00f9 che chiaro da queste parole. Perci\u00f2 io ho proposto la soppressione delle parole che si leggono nel progetto: \u00abche manda all\u2019altra Camera\u00bb. Penso che tali parole trovansi nel testo perch\u00e9 in una prima edizione di esso anche i senatori erano qualificati deputati e si distinguevano i senatori dai deputati chiamandosi questi deputati alla prima e gli altri deputati alla seconda Camera. Esattamente, quindi, la seconda Sottocommissione aveva proposto questo testo: \u00abNessuna Regione pu\u00f2 eleggere un numero di deputati alla seconda Camera superiore al numero che essa manda alla prima Camera\u00bb. Ma \u00e8 evidente l\u2019inutilit\u00e0 di queste ultime parole ora che i componenti la seconda Camera sono nel progetto qualificati senatori e non pi\u00f9 deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati, Fuschini, Ferrarese, De Palma, Sullo, Domined\u00f2, Carignani, Bubbio, Balduzzi, Salizzoni e Viale, hanno proposto di sopprimere al secondo comma l\u2019ultimo periodo:<\/p><p>\u00abNessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati che manda all\u2019altra Camera\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha anche proposto di sospendere la determinazione del numero fisso di senatori fino a quando non sia stabilito il numero delle Regioni.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere gli emendamenti.<\/p><p>MORTATI. A illustrazione del primo emendamento devo richiamare il concetto che il numero fisso stabilito dal secondo comma dell\u2019articolo 55 ha una ragion d\u2019essere in quanto il Senato sia costituito in funzione dell\u2019ordinamento regionale. Sull\u2019esigenza di questo collegamento non insisto, avendone ampiamente trattato pochi giorni fa, in occasione del mio intervento in qualit\u00e0 di relatore. \u00c8 errata l\u2019opinione secondo cui l\u2019attribuzione di un numero fisso di senatori ad ogni Regione, indipendentemente della sua popolazione, importi l\u2019affermazione di un principio federalistico. Essa ha invece la funzione di attenuare, sia pure in limiti molto ristretti, la sproporzione di rappresentanza regionale, che si verifica in Italia, tenuto conto dell\u2019enorme differenza di peso demografico fra alcune Regioni ed altre. Ci\u00f2 premesso \u00e8 ora di esaminare questo punto, se cio\u00e8 si possa in questo momento procedere alla determinazione della entit\u00e0 di questa aliquota fissa da assegnare ad ogni complesso regionale. Sostengo con questo emendamento che la Camera debba limitarsi ad affermare il principio della assegnazione del numero fisso, rinviando ad un secondo momento la fissazione del numero complessivo. Questo rinvio \u00e8 reso necessario in base a due considerazioni.<\/p><p>Anzitutto dal fatto che determinare il numero fisso in un modo od in un altro porta a modificare l\u2019entit\u00e0 numerica complessiva del Senato. Evidentemente il numero dei componenti di un organo costituzionale \u00e8 un elemento che influisce sulla natura che questo viene a rivestire e sul suo funzionamento, sicch\u00e9 assume una evidente rilevanza costituzionale. Quindi mi pare che non possiamo determinare questo numero fisso fin quando non sapremo quante saranno le Regioni.<\/p><p>\u00c8, in secondo luogo, necessario attendere di sapere come sar\u00e0 regolata la formazione di nuove Regioni. L\u2019onorevole Laconi adduceva, poco fa, un\u2019obiezione a questo punto, cio\u00e8 l\u2019allettamento che la determinazione di un numero fisso di senatori pu\u00f2 esercitare nel senso di incitare singoli gruppi di popolazione a richiedere la costituzione di Regioni autonome al solo scopo di aumentare il numero dei rappresentanti di queste al Senato. Ad evitare un siffatto, possibile inconveniente, sarebbe bene attendere che siano conosciute le modalit\u00e0 per la formazione delle nuove Regioni, in quanto se fra tali modalit\u00e0 vi sia quella (gi\u00e0 proposta) che consiste nel richiedere un numero cospicuo di abitanti (di un milione e mezzo o due milioni) perch\u00e9 possa essere consentita la formazione di una nuova Regione, il pericolo rappresentato dall\u2019onorevole Laconi viene ad essere evitato. Analogamente si deve affermare, l\u2019opportunit\u00e0 di sospendere la determinazione di questo punto fino quando non saranno approvate le altre condizioni per la formazione di nuove Regioni. Secondo la proposta del progetto, non basterebbe a tale scopo la semplice volont\u00e0 delle popolazioni interessate, ma occorrerebbe quella dello Stato, emessa con legge costituzionale: ci\u00f2 che evidentemente varrebbe ad eliminare le formazioni artificiose, di cui si \u00e8 parlato. Pare quindi che la proposta fatta di sospendere la determinazione del numero fisso, pur affermando il principio, trovi un valido fondamento nelle considerazioni che ho esposte.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019altro emendamento di soppressione dell\u2019inciso dell\u2019articolo 55, che preclude la possibilit\u00e0 per le Regioni di avere un numero di senatori maggiore del numero dei deputati ad esse assegnati, osservo che tale inciso, che fu approvato in Sottocommissione a debole maggioranza, non trova alcuna giustificazione ed anzi contrasta con quella esigenza che ha portato a dare base regionale al Senato. Ed \u00e8 causa di sorpresa constatare che sia stato proprio l\u2019onorevole Lussu, cio\u00e8 un convinto regionalista, a farsi sostenitore della disposizione criticata.<\/p><p>Se il numero fisso tende a meglio determinare il carattere regionalistico della composizione della seconda Camera, cio\u00e8 a consentire di dare anche alle piccole Regioni una rappresentanza tale da riflettere in modo quanto pi\u00f9 possibile adeguato la loro composizione economico-sociale, non si comprende come debba influire nel senso di limitare la esplicazione del principio, la considerazione del numero dei deputati assegnati alla stessa Regione. Il fatto che le piccole Regioni possano avere pi\u00f9 senatori che deputati trova la sua giustificazione nella funzione specifica attribuita al Senato di rafforzare la voce delle Regioni, ed in particolare delle minori, in seno agli organi centrali dello Stato. Anche questa mia proposta mi pare che rimanga cos\u00ec giustificata.<\/p><p>LUSSU. Onorevole Presidente, vorrei pregarla di darmi modo di parlare sulle questioni prospettate dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, presenti un emendamento anche solo di poche parole e le do la facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>LUSSU. Non posso presentare emendamenti perch\u00e9 il testo \u00e8 mio e quindi se non lo difende l\u2019onorevole Ruini \u2013 e non mi pare che egli parta con entusiasmo alla difesa di questo emendamento \u2013 chi lo difender\u00e0 mai?<\/p><p>PRESIDENTE. Io non ho la possibilit\u00e0 di darle la parola se lei non ne crea le condizioni. Intanto, non sappiamo ancora che cosa dir\u00e0 l\u2019onorevole Ruini. E poi, lei ha sempre la possibilit\u00e0 di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobili Tito Oro, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per met\u00e0 a suffragio universale, per l\u2019altra met\u00e0, in parti eguali, dal Consiglio regionale e dai Consigli comunali di ciascuna circoscrizione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Questo emendamento, onorevoli colleghi, non \u00e8 contrapposto, ma subordinato all\u2019emendamento gi\u00e0 svolto per il nostro Gruppo dal collega Carpano, con il quale l\u2019elezione dei senatori viene per intero rivendicata al suffragio universale, come unica, legittima espressione della sovranit\u00e0 popolare. Io confido che questo principio raccoglier\u00e0 i pi\u00f9 larghi consensi dell\u2019Assemblea, e pertanto questo mio emendamento deve considerarsi proposto solo in contemplazione della eventualit\u00e0 che, rigettate tutte le altre proposte concorrenti, l\u2019Assemblea sia chiamata a pronunciarsi sul testo del progetto di Costituzione, che la elezione dei senatori solo in parte riserva al suffragio universale segreto e diretto e per il resto attribuisce al Consiglio regionale della circoscrizione.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha gi\u00e0 compresala portata che va attribuita alla intrusione della Regione nella consultazione elettorale, il risalto che per essa la Regione stessa verrebbe ad acquistare, unico fra gli enti locali, anche nell\u2019ordinamento politico della Repubblica, le caratteristiche che deriverebbero al Senato medesimo dal fatto che la Regione possa presentarsi nel firmamento parlamentare, e specialmente nella progettata Assemblea Nazionale, nella figura di suo grande elettore. Ecco perch\u00e9, di ci\u00f2 preoccupato, nella prudente previsione della ipotesi anzidetta, ho proposto che alla duplice forma di elezione se ne aggiunga, come correttivo, una terza: nel senso che la elezione di una parte dei senatori sia riservata anche ai Consigli comunali della circoscrizione. I senatori di ciascuna Regione dovrebbero, a tenore dell\u2019emendamento, essere eletti per met\u00e0 a suffragio popolare diretto, col sistema che stabiliremo con la legge speciale, l\u2019altra met\u00e0 in parti eguali dai Consigli comunali e dal Consiglio regionale della circoscrizione. Il rapporto nella ripartizione non ha carattere essenziale e pu\u00f2 formare oggetto di facile accordo.<\/p><p>L\u2019idea non \u00e8 originale: essa ha avuto gi\u00e0 una notevole manifestazione in sede di Commissione per iniziativa di parecchi colleghi e ha avuta test\u00e9 un\u2019eco autorevole anche in questa Assemblea.<\/p><p>Quale \u00e8 la giustificazione di questa mia formale proposta, che credo di aver giustamente chiamata \u00abcorrettiva\u00bb? Voi avete udito or ora, attraverso la convincente parola del collega Laconi, alcune delle principali critiche che si rivolgono al progetto di Costituzione nella parte riflettente il Parlamento, per il ruolo che vi si attribuisce alla Regione; e risuonano ancora ai vostri orecchi quelle che una parte notevole dell\u2019Assemblea ha portato contro l\u2019ordinamento amministrativo nel suo caposaldo.<\/p><p>Quelle critiche interpretavano il pensiero del Paese; lo ha dimostrato la risonanza che hanno trovata nell\u2019anima popolare, nei consensi dei cittadini di ogni ceto, dalle personalit\u00e0 dell\u2019alta coltura al pi\u00f9 modesto manuale. L\u2019audace riforma trasvalicava i limiti logici e politici delle reclamate autonomie locali pienamente realizzabili attraverso gli enti locali di gi\u00e0 esistenti; essa erra immatura e assolutamente carente di quel requisito etico che consiste nel riconoscimento della sua necessit\u00e0 e della sua maturit\u00e0 da parte della coscienza popolare; e fu comunque \u00abavventata\u00bb, in quanto i suoi sostenitori non vollero riconoscere nemmeno la necessit\u00e0 prudenziale di attendere, a regolamentarla, il risultato degli esperimenti delle autonomie regionali speciali gi\u00e0 deliberate dal Governo e ormai quasi tutte in corso. E tutto il Paese la teme come una minaccia alla unit\u00e0 nazionale, come l\u2019affermazione \u2013 per lo meno \u2013 di una tendenza federalistica destinata soltanto a dar soddisfazione al tradizionale spirito antiunitario del guelfismo; vero fenomeno di panico, quanto meno determinato dalla immeritata sciagura del Paese, dalla mancata reazione al timore del peggio, dalla preoccupazione egoistica di sovrapporre l\u2019interesse del proprio ambiente locale e quello dello Stato.<\/p><p>Orbene tutte queste critiche, tutte queste preoccupazioni si riaffacciano oggi al nostro spirito, e si riaffacceranno nel Paese: perch\u00e9 il progetto della Commissione, nella parte relativa alla seconda Camera (che noi ritenevamo assolutamente superflua e alla quale finimmo per non opporci solo per spirito di concordia e per desiderio di raccogliere i pi\u00f9 larghi consensi attorno all\u2019attesa Costituzione), non fa che colorire il proposito di attribuire alla Regione anche una funzione politica, iniziando il tentativo d\u2019infeudare ad essa, quale \u00abgrande elettore\u00bb, il Senato della Repubblica. La Regione dovrebbe, in altri termini, sostituire, almeno in parte, il potere regio nella partecipazione alla costituzione del Senato; e gli accorgimenti completivi sarebbero affidati all\u2019avvenire.<\/p><p>Considerate l\u2019obbligo imposto dall\u2019articolo 56 di trarre i senatori dall\u2019ambito della Regione, limitandone la eleggibilit\u00e0 agli elettori che in essa siano nati o abbiano residenza: chi non vi legge il proposito di staccare sempre pi\u00f9 i nuovi ordinamenti dall\u2019indirizzo unitario di quelli precedenti, di fare della Regione un campo sempre pi\u00f9 lontano dalla rimanente parte della nazione, uno staterello nello Stato, coll\u2019affidare ad essa la nomina dei rappresentanti obbligatoriamente locali al progettato Senato, che sorgerebbe subito in funzione embrionale di federazione delle Regioni. Voi avete udite test\u00e9 le critiche rivolte dal collega Laconi alla proposta di assegnare ad ogni Regione, indipendentemente dal numero di senatori che possano spettarle in base al numero degli abitanti, un numero fisso di cinque senatori, indistintamente per le Regioni grandi e per le piccole; e quelle critiche io non ripeto. Mi limito a concludere che il proposito di dar risalto alla Regione a scapito dello Stato, di sostituire allo spirito unitario del nostro Risorgimento la preoccupazione regionalista, particolarista e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 a poco a poco separatista, \u00e8 ormai anche troppo colorito: i senatori dovrebbero rappresentare, territorialmente, non pi\u00f9 l\u2019intiera Nazione, ma la propria Regione, dovrebbero difendere non pi\u00f9 gl\u2019interessi generali dello Stato e del Paese, ma quelli particolaristici della Regione; cos\u00ec come ieri si tentava di attribuire al Senato, funzionalmente, non pi\u00f9 la rappresentanza dei supremi interessi di tutto il Paese, ma quella d\u2019interessi particolari di gruppi e di categorie, nostalgico rimpianto del crollato corporativismo.<\/p><p>Come evitare che a tanto si arrivi, quando, respinto ogni altro emendamento, che abbia diritto a precedenza, si rendesse necessario votare sul testo del progetto, di questa parte del progetto? Come disperdere queste avvisaglie, questi germi di federalismo avanzante, come impedire che il Senato sorga in funzione di incipiente federazione delle Regioni? Non si sorrida e non si protesti: \u00e8 un principio, ma questo \u00e8: e a certi princip\u00ee bisogna reagire. Poniamo comunque che si tratti soltanto di un timore ingiusto, in altri termini di un semplice sospetto; nessuno potr\u00e0 contestare che come sospetto sia giustificato. E a mettere le nostre coscienze in pace, io penso che nella ipotesi che si pervenga alla ibrida forma di elezioni presa in esame, gioverebbe attribuire anche ai comuni il diritto di eleggere un numero di senatori pari a quello che eleggerebbe il Consiglio regionale. Questa introduzione del Comune nella vita politica italiana, mediante la sua partecipazione alla nomina di rappresentanti al Senato della Repubblica, avrebbe indiscutibilmente un\u2019alta risonanza: anzitutto dimostrerebbe che lo Stato considera alla stessa stregua gli enti locali minori e pi\u00f9 periferici e quelli maggiori; attenuerebbe il sospetto delle particolari finalit\u00e0 che si attribuiscono alla Regione; accrescerebbe l\u2019autorit\u00e0 del Senato per la pi\u00f9 capillare diffusione dei consensi dai quali derivano le nomine dei suoi membri; accrescerebbe in pari tempo l\u2019autorit\u00e0 di costoro, in quanto ripeterebbero la elezione non da quelle oligarchie che inevitabilmente si formeranno in seno ai Consigli regionali, ma dalla maggioranza di tutti i Comuni, compresi i pi\u00f9 lontani dal capoluogo regionale, con una investitura che per larghezza di base e per espressione di consensi non diversificherebbe troppo da quella del suffragio popolare diretto. E avrebbe risalto maggiore la stessa funzione dei senatori; il loro contatto coi Comuni e con le popolazioni gioverebbe a stringere vincoli di simpatia e di collaborazione, che mentre conferirebbero maggiore lustro alla dignit\u00e0 senatoria, si risolverebbero in un\u2019assistenza pi\u00f9 assidua agli enti locali, specie nei loro rapporti con l\u2019amministrazione centrale, e in un pi\u00f9 costante interessamento per le necessit\u00e0 delle popolazioni. Il Senato ne acquisterebbe in popolarit\u00e0; i Comuni e i bisogni delle popolazioni sarebbero meno ignorati; le popolazioni stesse sentirebbero maggiormente la presenza dello Stato.<\/p><p>Si sono levate obiezioni per il preteso scompenso che si verificherebbe fra piccoli e grandi Comuni nella influenza sul risultato delle elezioni. Ma la preoccupazione \u00e8 ingiustificata, perch\u00e9 i grandi Comuni, che del resto godono normalmente di una pi\u00f9 assidua assistenza di parlamentari, hanno un numero di consiglieri molto attenuato in proporzione di quello dei Comuni minori. Comunque, qual\u2019ora si volesse raggiungere una condizione di proporzionalit\u00e0, in rapporto alle popolazioni anche in questa forma di elezione, non mancano i sistemi pi\u00f9 rispondenti a tal fine, e potr\u00e0 essere compito della legge elettorale stabilire quello che si riterr\u00e0 pi\u00f9 rispondente.<\/p><p>Si \u00e8 obiettato pure che questa triplice forma di elezione crea un sistema troppo eclettico: ma l\u2019eclettismo \u00e8 la gi\u00e0 constatata conseguenza delle numerose correnti di pensiero che operano in questa Assemblea; \u00e8 la situazione che ha eliminato ogni residuo pregiudizio contro il compromesso parlamentare e che lo ha esaltato come strumento necessario del sistema elettorale proporzionale che impedisce il formarsi di maggioranze decisive. Anche il collega Gullo, nello svolgimento del suo ordine del giorno, si \u00e8 ieri l\u2019altro occupato di questo fenomeno in forma appassionata; e ha constatato che questa nostra opera deve, per necessit\u00e0, svolgersi sul terreno del compromesso; e troppo spesso occorre negoziare concessioni contro concessioni. Purtroppo \u2013 egli ha concluso \u2013 in questa negoziazione coloro che perdono siamo sempre noi.<\/p><p>Una critica del genere part\u00ec proprio all\u2019inizio della discussione generale, anche dall\u2019onorevole Calamandrei; chi non ricorda quel suo caustico discorso pieno di garbato sarcasmo fiorentino? Dopo aver lamentato, fra l\u2019altro, che il testo del progetto sentisse troppo della diversit\u00e0 di stile e di terminologia, egli avvert\u00ec che in esso v\u2019era ben altro di peggio: esso rivelava di frequente un lavoro di mosaico, talvolta ben dissimulato, talvolta troppo appariscente, di pensieri politici diversi. Il Presidente della Commissione, dopo avere assicurato che nella ulteriore elaborazione si sarebbe certamente ottenuta, presso a poco, la stesura \u00abmonostile\u00bb vagheggiata dal preopinante, saggiamente rispose che l\u2019incolpato mosaico di pensieri politici diversi non era un difetto, ma costituiva proprio il pregio principale di questa Costituzione. Per questo difetto e per questo pregio la Costituzione italiana, da patto fra principe e popolo che prima era, diventava patto fra le varie correnti di pensiero del popolo stesso. Questa era veramente la caratteristica pi\u00f9 bella per la funzione di \u00abcontratto sociale\u00bb che questa Carta costituzionale avrebbe potuto, nelle presenti contingenze, acquistare. Disgraziatamente, non tutti i partiti hanno sentito il dovere di uniformarsi a questa necessit\u00e0, e bene spesso, quando ad essi ha fatto comodo, noi ci siamo trovati di fronte a votazioni che non potranno non diminuire l\u2019autorit\u00e0 della Carta costituzionale di fronte al popolo.<\/p><p>Non si dimentichi che le questioni fondamentali sono state votate con venti, dieci, e anche con due soli voti di maggioranza; e rifletta ognuno che lo stesso pericolo incombe sulla votazione finale.<\/p><p>Oggi, in occasione dello svolgimento di questo emendamento, nel momento pi\u00f9 critico, pi\u00f9 delicato della formazione di questa Costituzione, giacch\u00e9 si tratta proprio della parte nucleare di essa, noi dobbiamo sentire una responsabilit\u00e0 maggiore. Dobbiamo ricordare la rievocazione che il Presidente della Commissione, nella sua Relazione scritta, ha fatto di quel simpatico amico della Roma del primo Ottocento e dell\u2019Italia tutta che fu Henry Beyle, alias Stendhal, che vi \u00e8 definito \u00abspirito lucido\u00bb (e sarebbe il caso di aggiungere \u00abilluminato\u00bb): egli diceva, ricorda la Relazione, che avvicinandosi ad una Costituzione, provava un vero senso religioso. Per tale senso religioso, che diventa paura religiosa in noi che a quest\u2019opera attendiamo in momenti cos\u00ec calamitosi per il nostro Paese e per l\u2019intiera umanit\u00e0, io mi permetto \u2013 e non so se la sede sia opportuna, e se l\u2019onorevole Presidente me lo consentir\u00e0 \u2013 di rivolgere una calda preghiera al Presidente della Commissione perch\u00e9, prima che si vada in votazione, faccia quello sforzo che da una parte dell\u2019Assemblea era stato invocato ieri: convochi i presentatori degli ordini del giorno e degli emendamenti e cerchi di trovare un accordo fra loro, in modo che quelle qualsiansi soluzioni, quelle qualsiansi formule che saranno concordate, poste in votazione, abbiano a riportare una maggioranza tale da conquistare una imponente autorit\u00e0 di fronte al popolo, tanto imponente da restituirgli la fiducia nell\u2019opera nostra, anche per tutta la parte di lavoro in precedenza compiuta.<\/p><p>Io mi auguro che in tal modo noi possiamo dare tutto il pregio che intensamente desideriamo a questa Costituzione, che oltre a completare l\u2019ordine democratico, repubblicano che \u00e8 stato raggiunto, \u00e8 destinata a consolidare nello sforzo per la rinascita e nel trionfo della ricostruzione raggiunta, la durevole pace sociale dell\u2019Italia nostra. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione a scrutinio segreto sul disegno di legge: Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali.<\/p><p>Invito gli onorevoli Segretari a numerare i voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per un terzo (<em>in via subordinata:<\/em> per un quarto), col minimo di tre, dal Consiglio regionale e per il resto da delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori iscritti nei comuni della circoscrizione elettorale di primo grado, in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. L\u2019emendamento da me proposto riguarda il terzo comma dell\u2019articolo che stiamo esaminando; non entro quindi in merito ai primi due commi, partendo dal presupposto che essi cos\u00ec come sono, o con qualche ritocco, restino.<\/p><p>Il terzo comma ha per oggetto di regolare in che modo si procede all\u2019elezione dei senatori assegnati a ciascuna Regione. L\u2019emendamento che ho proposto si allontana dal testo della Commissione in tre punti di diversa importanza.<\/p><p>Il primo punto concerne l\u2019elezione dei senatori da parte del Consiglio regionale. Nel testo proposto dalla Commissione si dice: \u00abI senatori sono eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale\u00bb. In primo luogo, dal punto di vista formale, \u00e8 opportuno dire \u00abdal Consiglio regionale\u00bb e non \u00abdai membri\u00bb, perch\u00e9 l\u2019elezione \u00e8 fatta dall\u2019organo collegiale come tale.<\/p><p>Per quanto concerne il numero dei senatori la cui elezione sarebbe assegnata al Consiglio regionale, nel mio emendamento si mantiene il terzo, ma con un piccolo correttivo, cio\u00e8 con un minimo di tre. A me pare che questo correttivo sia opportuno, anche per la considerazione che, se un Consiglio regionale \u00e8 chiamato a fare l\u2019elezione di almeno tre senatori, \u00e8 possibile applicare il voto limitato, assicurando cos\u00ec una certa rappresentanza delle minoranze.<\/p><p>Il secondo punto \u00e8 di carattere esclusivamente formale: in luogo di dire, cio\u00e8, \u00abgli altri due terzi\u00bb, nel testo da me proposto \u00e8 detto: \u00abil resto\u00bb. La ragione di tale modificazione \u00e8 semplice ed \u00e8 che non sempre il numero totale assegnato a ciascuna regione \u00e8 divisibile per tre. Conseguentemente, quella che sar\u00e0 la quota da eleggersi diversamente potr\u00e0, in concreto, risultare maggiore o minore di due terzi. Dal punto di vista tecnico \u00e8 quindi preferibile dire \u00abil resto\u00bb.<\/p><p>Il terzo punto \u00e8 quello che presenta maggiore importanza dal punto di vista pratico e politico. Esso riguarda il modo con cui dovrebbe procedersi all\u2019elezione del maggior numero di senatori assegnati a ciascuna Regione. Come \u00e8 stato gi\u00e0 rilevato, nell\u2019emendamento proposto si accoglie l\u2019idea dell\u2019elezione di secondo grado, idea che, come giustamente ricordava l\u2019onorevole Laconi, \u00e8 stata diverse volte e sotto diverse forme prospettata in seno alla seconda Sottocommissione.<\/p><p>Io non voglio, onorevoli colleghi, entrare in discussioni teoriche sulla preferibilit\u00e0 dell\u2019elezione diretta, rispetto a quella di secondo grado. Mi limito a constatare che, contro l\u2019elezione di secondo grado sono state portate, cos\u00ec in sede di Sottocommissione, come qui in Assemblea, delle critiche che mi sembrano nettamente contrastanti.<\/p><p>Vi fu infatti, da un lato, qualche membro della Commissione il quale osserv\u00f2 che, in fondo, le elezioni di secondo grado sono \u2013 per usare l\u2019espressione da esso adoperata \u2013 una farsa. Perch\u00e9? Perch\u00e9 gli elettori di secondo grado si possono paragonare a macchine automatiche che non fanno se non eseguire quella che \u00e8 stata la designazione di primo grado. Certo, questa critica riassunta nell\u2019espressione molto drastica da me ora ricordata si pu\u00f2 fino ad un certo punto ritenere fondata, quando si pensa all\u2019elezione di secondo grado che ha per oggetto la designazione di una persona: esempio tipico l\u2019elezione di secondo grado del Presidente degli Stati Uniti d\u2019America. \u00c8 evidente infatti che il giorno stesso in cui si chiudono le elezioni di primo grado, si sa gi\u00e0 qual \u00e8 la persona del Presidente che sar\u00e0 eletto, cosicch\u00e9 l\u2019elezione effettiva del Presidente si riduce in realt\u00e0 ad un\u2019operazione quasi meccanica.<\/p><p>Ma qui non siamo di fronte all\u2019elezione di uno; qui siamo di fronte all\u2019elezione di un numero variabile, ma sempre abbastanza elevato di persone. Conseguentemente, quell\u2019inconveniente dell\u2019elezione puramente meccanica, qui non c\u2019\u00e8. In realt\u00e0 i \u00abgrandi elettori\u00bb hanno la possibilit\u00e0 di fare una scelta, e quindi, di far giocare anche elementi personali.<\/p><p>Da parte dell\u2019onorevole Nitti \u00e8 stata fatta un\u2019altra osservazione, ed egli ha ritenuto anche di appoggiarla a qualche esempio storico. Ma anche qui, mi pare che lo stesso onorevole Nitti sia caduto in qualche contradizione. Egli, in particolare, si \u00e8 riferito all\u2019esperienza del Senato francese, il quale in realt\u00e0, dal 1875 in poi, era una seconda Camera eletta col sistema delle elezioni di secondo grado. E l\u2019onorevole Nitti ha ricordato che ci sono stati dei casi in cui qualche senatore, molto ben provvisto, \u00e8 riuscito ad esplicare, con mezzi molto persuasivi, una particolare influenza sul gruppo dei \u00abgrandi elettori\u00bb.<\/p><p>Io non contesto l\u2019esattezza storica di questa osservazione per qualche caso; per\u00f2 mi limito a constatare che lo stesso onorevole Nitti, nello stesso suo discorso, ad un certo punto rilevava l\u2019importanza che il Senato francese ebbe nella vita della Terza Repubblica, e giustamente ricord\u00f2 che in certi momenti fu il Senato francese che difese la Repubblica contro qualche atteggiamento di partiti o di uomini indirizzati su altre vie. Quindi, anche qui mi pare vi sia un po\u2019 di contradizione.<\/p><p>In conclusione, con una semplice osservazione di buonsenso, io constato che le critiche opposte al sistema sono nettamente contrastanti; e, quindi, si pu\u00f2 dire in un certo senso che si elidono.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, e senza insistere ancora su concetti generici, vengo rapidamente a spiegare il meccanismo della elezione quale \u00e8 proposto nel mio emendamento. In esso si dice che il resto dei senatori assegnati a ciascuna Regione \u00e8 eletto \u00abda delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori iscritti nei comuni della circoscrizione elettorale di primo grado, in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>Ci\u00f2 che caratterizza questo emendamento per quanto riguarda la parte tecnica \u00e8 che esso lascia un notevole margine alla legge elettorale, limitandosi a fissare i princip\u00ee fondamentali; e sotto questo punto di vista \u00e8 correlativo al sistema che \u00e8 stato seguito per la Camera dei deputati. L\u2019articolo gi\u00e0 adottato, limitandosi a dire che la Camera dei deputati \u00e8 eletta a suffragio universale e diretto, rinvia alla legge elettorale politica tutti gli altri problemi tecnici e politici relativi all\u2019elezione dei deputati. Cos\u00ec per il Senato della Repubblica la Costituzione, secondo l\u2019emendamento proposto, si limiterebbe ad indicare il criterio sopra enunciato al quale la legge elettorale dovrebbe informarsi. La legge elettorale determiner\u00e0 le circoscrizioni di primo grado (le quali potranno essere, mettiamo, mandamentali o circondariali). Ogni elettore del suffragio universale nell\u2019eleggere i cosiddetti \u00abgrandi elettori\u00bb, dovr\u00e0 sceglierli fra coloro che sono iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione. La legge determiner\u00e0 una certa proporzione, cio\u00e8 quanti saranno i \u00abgrandi elettori\u00bb, rispetto alla massa degli abitanti: se 1 per 1.000, 1 per 2.000, od 1 per 500. La questione \u00e8 rimessa alla legge. Il gruppo dei \u00abgrandi elettori\u00bb cos\u00ec eletti, viene ad essere, in sostanza, una riproduzione ridotta del corpo elettorale di primo grado. Poi la legge dovr\u00e0 fare un\u2019altra precisazione tecnica: cio\u00e8, dovr\u00e0 stabilire qual \u00e8 il collegio elettorale chiamato a fare l\u2019elezione vera e propria dei senatori, raccogliendo gli elettori usciti dal suffragio universale in un collegio che sar\u00e0 necessariamente pi\u00f9 ampio di quello in cui \u00e8 avvenuta l\u2019elezione in primo grado; per esempio, un collegio provinciale. \u00c8 questo collegio elettorale che dovr\u00e0 compiere l\u2019elezione.<\/p><p>\u00c8 evidente che questo meccanismo \u00e8 tale da permettere l\u2019applicazione della rappresentanza proporzionale, sia nell\u2019elezione di primo grado, sia nell\u2019elezione definitiva. Quindi, esso va incontro ad una esigenza che \u2013 in quanto sia sentita \u2013 pu\u00f2 esser soddisfatta dalla legge.<\/p><p>D\u2019altra parte esso \u00e8 un sistema che in larga misura tiene conto di quello che \u00e8 considerato un carattere a favore del sistema uninominale, cio\u00e8 il maggiore apprezzamento dei valori individuali. I grandi elettori, per quanto siano in numero abbastanza cospicuo, potranno esercitare una notevole libert\u00e0 di scelta nelle persone che in concreto saranno elette.<\/p><p>Mi pare dunque che il sistema sia tale da andare incontro alle diverse esigenze; e, sotto questo punto di vista, credo che potrebbe essere una soluzione che ci permetta di uscire da questi contrastanti punti di vista.<\/p><p>\u00c8 con questo spirito, \u00e8 soprattutto con questa idea di trovare una formula che vada incontro a queste diverse e contrapposte concezioni, che noi abbiamo proposto questo emendamento.<\/p><p>Mi si permetta di aggiungere una breve osservazione. Sar\u00e0 svolto ora un emendamento dell\u2019onorevole Zuccarini, nel quale vi \u00e8 una idea che non c\u2019\u00e8 nel mio, ed alla quale \u2013 per quanto mi concerne \u2013 non ho difficolt\u00e0 ad aderire. La proposta dell\u2019onorevole Zuccarini \u00e8 di introdurre una limitazione nella libert\u00e0 di scelta dei grandi elettori, stabilendo che il suffragio universale dovr\u00e0 cadere non soltanto sugli iscritti nella circoscrizione, ma sugli iscritti aventi una certa et\u00e0, cio\u00e8 un\u2019et\u00e0 superiore ai 25 anni.<\/p><p>\u00c8 un\u2019idea interessante che potrebbe essere aggiunta alle altre che sono indicate qui e all\u2019insieme delle altre che servono a differenziare \u2013 in quanto opportuno e in quanto necessario \u2013 la formazione del Senato dalla formazione della Camera dei deputati.<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto sul disegno di legge: Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 373<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 187<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 342<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 31<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberganti \u2013 Alberti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assenato \u2013 Avanzini \u2013 Ayroldi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Benedettini \u2013 Bennani \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Calamandrei \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Cortese \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>De Caro Gerardo \u2013 De Filpo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dugoni.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Lozza \u2013 Luisetti.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mannironi \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Morandi \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Restivo \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Vemocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigorelli \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Arata.<\/p><p>Campilli \u2013 Canepa \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carmagnola \u2013 Codignola.<\/p><p>Geuna \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>La Malfa.<\/p><p>Mastino Pietro \u2013 Montemartini.<\/p><p>Parri \u2013 Pellizzari \u2013 Pignatari.<\/p><p>Tremelloni.<\/p><p>Vischioni.<\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Zuccarini ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI senatori sono eletti, per la quota fissa attribuita a ciascuna Regione, dal Consiglio regionale, e, per il resto, da delegati eletti a suffragio universale fra gli elettori che abbiano superato i 25 anni di et\u00e0, iscritti nei Comuni della circoscrizione elettorale di primo grado, in proporzione degli abitanti, secondo le modalit\u00e0 determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ZUCCARINI. Il mio emendamento porta appena due modificazioni all\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Perassi, che \u00e8 stato abbondantemente illustrato.<\/p><p>Io tengo ad accentuare il carattere di questi due nostri emendamenti, i quali si preoccupano soprattutto di conservare al Senato quel carattere col quale esso fu inserito nella Costituzione. Il Senato deve rappresentare per noi un correttivo degli interessi locali e regionali alla legislazione ordinaria della prima Camera. Non si comprenderebbe il Senato, se il Senato non avesse una propria caratteristica, e questa caratteristica gli \u00e8 data proprio dalla forma della sua composizione. Non \u00e8 vero che la Regione, dal momento che l\u2019abbiamo costituita, non rappresenti nulla nella vita nazionale; anzi noi l\u2019abbiamo costituita perch\u00e9 essa rappresenti un organismo chiamato a risolvere per suo conto i suoi particolari problemi e a portare nella seconda Assemblea la voce di questi interessi particolari perch\u00e9 si armonizzino con gli interessi generali. Quindi \u00e8 necessario, secondo noi, nella composizione della seconda Camera, cio\u00e8 del Senato, di accentuare il carattere regionale e locale della sua composizione. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto (come nella discussione della Commissione dei Settantacinque fu deciso) a mezzo di una rappresentanza diretta del Consiglio regionale, il quale per se stesso, prendendo delle deliberazioni, facendo una legislazione propria nell\u2019ambito regionale, ha tutto l\u2019interesse ad avere una voce sua nella legislazione nazionale. Non si capirebbe l\u2019ente Regione se l\u2019ente Regione non potesse far pesare anche il proprio particolare punto di vista nella legislazione generale, ci\u00f2 che \u00e8 possibile attraverso il Senato. Ecco perch\u00e9 fu pensato di assegnare un numero fisso di senatori ad ogni Regione. Non per incoraggiare la tendenza verso la creazione di nuove Regioni. Non credo che per avere un senatore di pi\u00f9 o di meno si costituiranno nuove Regioni. Se fu stabilito il numero fisso, fu fatto con criterio equilibratore. Noi non dimenticammo e non dimentichiamo il contrasto che si \u00e8 sempre verificato nella vita nazionale fra Nord e Sud, fra Regioni ricche e regioni povere, fra Regioni meglio trattate dalla legislazione generale e dallo Stato e Regioni peggio trattate. Volevamo superare tale contrasto. E, l\u2019avere stabilito un numero fisso, serve appunto ad equilibrare il peso fra il Mezzogiorno e il sud d\u2019Italia, delle Regioni meridionali, e le Regioni del Settentrione. Si \u00e8 voluto dare insomma un maggior peso alle Regioni che hanno maggiori bisogni e maggiori diritti da rivendicare. Che poi questo numero fisso sia di cinque o di tre, ci\u00f2 \u00e8 perfettamente indifferente ed \u00e8 in relazione a questo numero fisso che io ho proposto il mio emendamento. Non credo invece che all\u2019Assemblea regionale debba spettare addirittura la nomina di un terzo o di una quarta parte od anche della met\u00e0 dei propri rappresentanti in Senato.<\/p><p>Nella Commissione dei Settantacinque si pens\u00f2 di fare eleggere il resto dei senatori ad una rappresentanza dei Comuni. Senonch\u00e9 di fronte a questa proposta si trovarono una infinit\u00e0 di difficolt\u00e0 di attuazione pratica. Si osserva che c\u2019erano Comuni di 100 mila-200 mila ed anche di oltre un milione e due milioni di abitanti e Comuni con poche centinaia o migliaia di abitanti; e allora si pens\u00f2 che dare ai consiglieri comunali di una grande citt\u00e0 un peso, che in base al numero dei consiglieri sarebbe soverchiato da un piccolo numero di piccoli Comuni che hanno un minimo di 15 consiglieri, creasse una ingiustificata sproporzione. I Comuni piccoli avrebbero finito col determinare essi l\u2019elezione dei senatori. Come si poteva ovviare a tale inconveniente? C\u2019\u00e8 un modo solo ed \u00e8 quello proposto dall\u2019onorevole Perassi e sostenuto anche da me. Esso, non \u00e8 affatto complicato; \u00e8 semplicissimo. Si tratta di una elezione di secondo grado che pu\u00f2 svolgersi normalmente e senza nessuna difficolt\u00e0. Invece di essere i consiglieri comunali a votare per il Comune, sarebbe nominato per ciascun Comune un numero di elettori di secondo grado in proporzione degli abitanti; e in tal modo la citt\u00e0 grande non peser\u00e0 diversamente dal piccolo Comune, cio\u00e8 ogni gruppo di cittadini si trover\u00e0 ad avere lo stesso peso nelle elezioni dei senatori. \u00c8 in questo senso che \u00e8 fatta la nostra proposta, che non \u00e8 affatto complicata nella sua attuazione. Pu\u00f2 essere infatti attuata con una grande semplicit\u00e0 ed anche con una procedura molto precisa e chiara che non lascia dubbi. Male \u00e8 stato, secondo me, il non averla proposta in sede di Commissione dei Settantacinque; ma riproponendola qui oggi crediamo di avere semplificato in questo senso il problema. E badate, che la elezione che parte dagli enti locali, anche con l\u2019elezione cos\u00ec come l\u2019abbiamo proposta, non \u00e8 vero che non abbia il suo peso e non contribuisca alla caratterizzazione della seconda Assemblea. Solo per il fatto che l\u2019elezione avviene in rappresentanza di interessi locali, solo per il fatto che gli elettori saranno rappresentanti dei Comuni, si sentiranno investiti della rappresentanza di quei particolari interessi per quello che di essi rientra nella generale vita della Nazione.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una seconda modificazione introdotta dal mio emendamento, e cio\u00e8 che gli elettori di primo grado per la nomina dei senatori abbiano compiuto almeno 25 anni di et\u00e0. Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 io penso che sia pure esso un modo per differenziare e migliorare ancora la seconda Assemblea, la quale, avendo un compito \u2013 e non credo di dover insistere su questo \u2013 di revisione, di miglioramento e di perfezionamento delle leggi che possono partire anche affrettatamente dalla prima Camera \u00e8 necessario che, pure essendo meno numerosa, abbia una maggiore capacit\u00e0 e competenza. Gli amici democristiani hanno cercato il miglioramento del corpo rappresentativo attraverso la rappresentanza degli interessi: problema molto difficile da risolvere. Invece, con la differenza dell\u2019et\u00e0, noi avremo gi\u00e0 una selezione negli elettori: avremo intanto elettori che, avendo alcuni anni di pi\u00f9, sono evidentemente pi\u00f9 posati e pi\u00f9 capaci. Con la elezione di secondo grado, avremo poi una seconda selezione fatta dagli elettori stessi. Non si tratterebbe pi\u00f9 di una massa elettorale indifferenziata, anche se i partiti partecipano con gli stessi diritti e gli stessi risultati alla votazione. Evidentemente, nel formare la lista dei candidati i partiti si preoccuperanno di scegliere i loro migliori e si sar\u00e0 ottenuto un corpo elettorale pi\u00f9 selezionato e pi\u00f9 capace. Ci\u00f2 pu\u00f2 dare una maggiore garanzia che a comporre il Senato saranno nominate persone all\u2019altezza del loro compito.<\/p><p>Con questo intento ho proposto il mio emendamento e lo raccomando all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rubilli ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per un quarto con nomina del Presidente della Repubblica e per tre quarti con elezioni a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0, col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RUBILLI. Il mio emendamento consta di due parti.<\/p><p>Per la prima parte insisto nel ritenere che per lo meno una esigua frazione dei membri del Senato sia da nominare dal Presidente della Repubblica; non sto a ripetere le ragioni gi\u00e0 esposte in sede di discussione generale, esigenze di giustizia, da una parte, e di utilit\u00e0, dall\u2019altra, per potere usufruire anche del contributo che uomini preclari, ma estranei ai partiti ed alla competizione elettorale, possono dare alla formazione delle leggi. Tengo a chiarire, per\u00f2, che io non intendo che questa nomina debba essere a vita, ma che vada limitata alla legislatura del Senato, salvo riconferma. Aggiungo che questo criterio non inficia in alcun modo il concetto fondamentale che le Assemblee legislative debbano essere espressione della volont\u00e0 popolare: sia perch\u00e9 sarebbe molto limitato il numero dei senatori a nomina presidenziale, sia perch\u00e9 non si tratta pi\u00f9 di nomina regia, ma di nomina da parte del Presidente della Repubblica, che di per se stesso e per le sue origini rappresenta la pi\u00f9 alta espressione del popolo intero; si avrebbe cos\u00ec quasi una forma di suffragio indiretto.<\/p><p>Altri due emendamenti, a questo riguardo, collimano col mio: quello dell\u2019onorevole Russo Perez e quello dell\u2019onorevole Nitti.<\/p><p>Ora io mantengo l\u2019emendamento nei limiti nei quali l\u2019ho segnato. Non credo che si possa eccedere nella frazione che dovrebbe entrare per nomina presidenziale, come vorrebbe il collega Russo Perez con il suo emendamento, portandola ad un terzo. Sarebbe troppo. Io mi accontenterei di un quarto e sarei disposto a ridurre ancora, purch\u00e9 non si precluda a persone, che per i loro meriti e la loro utilit\u00e0 possono contribuire alla tutela degli interessi nazionali, un ingresso per via di nomina da parte del Presidente della Repubblica; mi accontenterei persino di un quinto, purch\u00e9 vi sia comunque questa frazione riserbata a coloro che non vogliono o non possono correre l\u2019alea elettorale, pur meritando di far parte dell\u2019Assemblea legislativa. Insomma sui limiti potr\u00e0 meglio deliberarsi con criteri di maggiore o minore opportunit\u00e0, ma un\u2019affermazione del concetto espresso nel mio emendamento mi pare assolutamente indispensabile.<\/p><p>Tanto meno posso condividere l\u2019idea dell\u2019onorevole Nitti, il quale giunge a riduzioni eccessive ed inaccettabili, perch\u00e9 secondo lui dovrebbero entrare nel Senato, e di diritto, soltanto 9 persone: 9 persone disperse nel Senato. Tre giureconsulti (i capi delle grandi Magistrature) e sei professori (letterati o scienziati) nominati dal Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ora, una simile proposta eliminerebbe ogni collaborazione utile ed efficace. Nove persone, di diversa origine, di diversa mentalit\u00e0 ed attitudine politica non potrebbero nemmeno formare un piccolo gruppo. Quest\u2019idea servirebbe solo a portare scompiglio nella classe dei professori. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Gi\u00e0 sono in perenne lotta tra loro: sono tali e tante le reciproche gelosie che non ce n\u2019\u00e8 uno che parli bene dell\u2019altro. (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em> Immaginate cosa avverr\u00e0, se noi stabiliremo questa gara tra i professori universitari, ed in quale imbarazzo metteremmo il Consiglio dell\u2019istruzione. Mi pare che non si dovrebbe tener conto n\u00e9 degli eccessi in pi\u00f9 \u2013 che vengono da una parte \u2013 n\u00e9 di quelli in meno, che vengono dall\u2019altra parte. Tra un quarto ed un quinto dei componenti si potrebbe decidere meglio ed utilmente sulla opportunit\u00e0 di immettere nel Senato persone che meritano e la cui opera pu\u00f2 essere veramente efficace.<\/p><p>Nel caso in cui il mio emendamento non passasse cos\u00ec come \u00e8 redatto, cio\u00e8 sotto forma di norma permanente, io sarei disposto a ridurlo ancora e verrei \u2013 come si dice nel gergo giudiziario \u2013 ad una subordinata: per lo meno, direi, ammettiamolo per la prima costituzione del Senato. Veniamo da un ventennio in cui ogni libert\u00e0, ogni senso di democrazia ed ogni attivit\u00e0 politica sono stati completamente soffocati. Almeno per questa prima formazione di una nuova Assembla politica e legislativa facciamo in modo che possano entrare, come guide, delle forze pratiche ed esperte che valgano a dare veramente un indirizzo serio ed utile al funzionamento del Senato.<\/p><p>Si pu\u00f2 dire del resto che il mio concetto venga anche avvalorato da parecchie parti. Non soltanto gli emendamenti da me presentati sono in discussione, ma anche altri emendamenti (sui quali l\u2019Assemblea decider\u00e0 come crede, e sui quali mi astengo, per delicatezza, di dire anche una parola soltanto) si occupano di questo argomento, e vorrebbero almeno mandare al Senato dei vecchi parlamentari coi quali si potrebbe raggiungere lo stesso scopo. Insomma, c\u2019\u00e8 una corrente che sotto una forma o sotto l\u2019altra, perlomeno per la prima costituzione del Senato, vuole immettere nell\u2019Assemblea forze vive ed efficaci, che possono veramente essere utilizzate in una compagine nuova che non si sa come possa essere configurata. Perci\u00f2 anche se non volete accettare la mia proposta come norma permanente per la costituzione del Senato, vi prego di accettarla per lo meno in linea transitoria per la prima volta in cui si costituisce la seconda Camera, salvo a vedere meglio se debba essere mantenuta in seguito.<\/p><p>Per quello che riguarda poi la seconda parte dell\u2019emendamento, in relazione al collegio uninominale&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, ha gi\u00e0 parlato tanto a lungo sul collegio uninominale!<\/p><p>RUBILLI. Signor Presidente, non \u00e8 che voglia parlarne ancora, ma desidero avere la semplice soddisfazione di togliermi una curiosit\u00e0&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Se \u00e8 legittima.<\/p><p>RUBILLI. S\u00ec, una legittima curiosit\u00e0. Su questo concetto del collegio uninominale io conosco benissimo quale \u00e8 il pensiero del Partito democratico cristiano, che rispetto ampiamente e doverosamente, pur non condividendolo. Abbiamo sentito oggi quale \u00e8 il pensiero autorevole dell\u2019onorevole Nitti; poi abbiamo sentito quello dell\u2019onorevole Laconi in rappresentanza del Gruppo comunista; ma non sono riuscito ancora a capire bene il pensiero del Partito socialista.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> \u00c8 riservato!<\/p><p>RUBILLI. Finora hanno sviato; fino a questo momento non hanno voluto affrontare la questione.<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Si \u00e8 detto che spetta alla legge speciale.<\/p><p>RUBILLI. Ho sentito due oratori: Nobili Tito Oro e Carpano. Per quello che riguarda Nobili Tito Oro, egli non si \u00e8 pronunciato per niente. Dal suo ordine del giorno, come \u00e8 redatto, mi pare di dedurre che egli propenda per il collegio uninominale, perch\u00e9 quando dice che la met\u00e0 soltanto dei senatori sarebbe eletta a suffragio universale diretto, come pu\u00f2 mai a questa met\u00e0, che si prevede presso a poco sulle trecento persone in tutta l\u2019Italia, applicare la proporzionale?<\/p><p>Quindi se non l\u2019ha detto esplicitamente, in sostanza non si pu\u00f2 dire sul serio che egli voglia affidarsi ad un metodo proporzionale. Il collega Carpano ha detto che bisognava riservare questo argomento alla legge elettorale, ed ha detto cosa giustissima. Amico mio, lo avrei detto pure io. Anzi ho di gi\u00e0 detto nella discussione generale sul progetto che la legge costituzionale si \u00e8 voluta occupare di troppe cose e pensa ora perfino di includere ed assorbire la legge elettorale. Ma che ci possiamo fare se cos\u00ec si vuole? Io ho osservato persino che la Costituzione \u00e8 diventata quasi un\u2019enciclopedia giuridica! Giustamente, ripeto, diceva Carpano che bisognava rinviare questo argomento alla legge elettorale politica e che in quella sede si doveva stabilire quali metodi elettorali fossero da applicare sia per la Camera dei deputati, sia per il Senato. Intanto, la proporzionale \u00e8 passata quasi inosservata, in cinque minuti, senza discussione. L\u2019Assemblea ha adottato la proporzionale per la Camera dei deputati, assumendoci cos\u00ec una non lieve responsabilit\u00e0, senza nemmeno approfondire l\u2019argomento. Purtroppo \u00e8 cos\u00ec, caro Carpano. Noi abbiamo ragione, ma non siamo l\u2019Assemblea. L\u2019Assemblea \u00e8 sovrana, come qui si ripete sempre, ma non credo che essere sovrana significhi che pu\u00f2 fare quello che vuole. Intanto quasi senza che nessuno se ne accorgesse, nella seduta di ieri, immediatamente dopo una votazione a scrutinio segreto, quando di solito si verifica un certo sbandamento, una certa confusione, in quest\u2019Aula si approv\u00f2 per alzata e seduta un ordine del giorno per la proporzionale nella elezione alla Camera dei deputati.<\/p><p>Ora, se si \u00e8 stabilito il metodo elettorale per la Camera dei deputati, bisogna farlo pure per il Senato. Non se ne pu\u00f2 fare a meno. Si doveva prima stabilire il rinvio alla legge elettorale, come io ho sostenuto sempre; ma giacch\u00e9 si \u00e8 seguito un sistema diverso, non possiamo fare a meno di ammetterlo anche per il Senato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, c\u2019\u00e8 a questo proposito un ordine del giorno che impegner\u00e0 i colleghi socialisti a votare.<\/p><p>RUBILLI. Ma sino a questo momento non si sono affatto espressi in modo chiaro e preciso, mentre occorre che ognuno si pronunci su di una questione che senza dubbio \u00e8 di non lieve importanza. Nulla di serio ho mai sentito contro il collegio uninominale, di cui non voglio ora ricordare tutte le benemerenze (\u00e8 argomento questo del quale ci siamo occupati altre volte). Ora ho sentito fare una sola obiezione: se abbiamo stabilito, si dice, per la Camera dei deputati la proporzionale, come possiamo non stabilirla anche per il Senato? Come si potrebbe giustificare la difformit\u00e0?<\/p><p>Appunto per questo anzi vogliamo il collegio uninominale; appunto perch\u00e9 avete stabilito la proporzionale per i deputati, vogliamo il collegio uninominale pel Senato, perch\u00e9 occorre che il Senato non sia un doppione, non sia una riproduzione precisa e fedele della Camera dei deputati, ma da questa si diversifichi, per essere efficiente, altrimenti, come \u00e8 stato riconosciuto da ogni parte, sarebbe una istituzione onerosa e senza utilit\u00e0 di sorta. Quindi la vostra obiezione, o colleghi, si riduce ad un argomento a favore, e se non vi fossero altre ragioni, appunto per quello che voi opponete, noi insistiamo nel collegio uninominale ed aspettiamo che il terzo dei partiti forti, dei partiti di massa, nella sua duplice forma, si pronunzi tra qualche giorno sulla scelta della proporzionale o del collegio uninominale per l\u2019elezione del Senato. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI senatori sono eletti dai membri del Consiglio regionale con il sistema maggioritario\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARONIA. Mi duole che in mia assenza sia stato dichiarato decaduto il mio primo emendamento, con cui proponevo che ad ogni Regione fosse assegnato un senatore per 200.000 abitanti, perch\u00e9 questo secondo \u00e8 in rapporto col primo.<\/p><p>Partendo da quanto ha proposto la Commissione, che il Senato \u00e8 eletto a base regionale, ritengo che sia logico dare una parte notevole, nella scelta dei senatori, alle Assemblee regionali.<\/p><p>Mi si obietta che le Assemblee regionali sono costituite da un numero molto limitato e che affidare la elezione dei senatori a un numero ristretto di elettori sarebbe cosa assurda e darebbe eccessivi poteri a tali Assemblee. Ma qui \u00e8 questione di numero. In sostanza, secondo quanto propone l\u2019onorevole Perassi, viene affidata per delega ad un numero limitato di elettori la scelta dei senatori. E non \u00e8 preferibile che questa delega sia data ai componenti le Assemblee regionali, che sono in fondo l\u2019espressione della totalit\u00e0 degli elettori, essendo stati eletti a suffragio universale? Bisogna piuttosto, secondo quanto ho espresso nel primo emendamento, ridurre quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile il numero dei senatori, escludendo anche l\u2019assegnazione di un numero fisso di senatori per ogni Regione e lasciando, con l\u2019assegnazione di un senatore per ogni 200.000 abitanti, la rappresentanza proporzionale. Questo anche per prevenire l\u2019obiezione che si potrebbe avanzare da chi si preoccupa del fatto che dare un numero fisso di senatori alle singole Regioni possa portare queste al rango di sovranit\u00e0, come avviene nelle Nazioni federali. La proporzionalit\u00e0 dei rappresentanti al Senato da parte delle Regioni \u00e8 pi\u00f9 consona al nostro concetto di Stato unitario a struttura regionale. Mantengo pertanto la mia proposta di assegnare un senatore per ogni 200.000 abitanti, senza il di pi\u00f9 di un numero fisso e di affidare alle Assemblee regionali la elezione dei senatori assegnati alle singole Regioni. Verrebbe cos\u00ec semplificato il procedimento elettorale e nello stesso tempo meglio differenziato il carattere del Senato.<\/p><p>Dichiaro infine che ove i miei emendamenti dovessero essere respinti, aderir\u00f2 all\u2019emendamento Perassi che pi\u00f9 ai miei si avvicina.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Russo Perez, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, alle parole:<\/em> I senatori sono eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale e per due terzi a suffragio universale e diretto, <em>sostituire le parole:<\/em> I senatori sono per un terzo nominati a vita per libera scelta del Capo dello Stato e per due terzi eletti col sistema del collegio uninominale\u00bb.<\/p><p>CONDORELLI. In assenza dell\u2019onorevole Russo Perez faccio mio l\u2019emendamento e rinuncio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Conti, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, alle parole:<\/em> il venticinquesimo anno di et\u00e0, <em>sostituire le altre:<\/em> il ventunesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CONTI. Lo mantengo, ma rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Alberti, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abCinque senatori sono nominati a vita dal Capo dello Stato fra coloro che, con meriti insigni, nel campo sociale, scientifico, artistico, letterario, hanno illustrata la Patria\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ALBERTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione generale sui temi che ora stiamo trattando, insigne per valenti oratori di ogni parte dell\u2019Assemblea, ha avuto per\u00f2 \u2013 soprattutto a causa dell\u2019ecatombe degli iscritti \u2013 una andatura piuttosto spedita che, su qualche punto, \u00e8 stata persino un po\u2019 troppo succinta.<\/p><p>Ora qui, in sede di emendamenti, non \u00e8 certo il caso di interrompere questo ritmo, che \u00e8 opportunamente veloce. Soltanto, vorrei dire al Signor Presidente che io, avendo presentato \u2013 e la Commissione me lo perdoni! \u2013 quattro emendamenti, vorrei, col consenso del Signor Presidente, rubare qualche minuto sul tempo regolamentare per i primi, promettendo di restituire questi minuti, e con larghi interessi, nel trattamento degli altri due.<\/p><p>Il concetto che ispira l\u2019emendamento che io vado trattando \u00e8 un concetto che non ha trovato n\u00e9 favore n\u00e9 aperta ostilit\u00e0 fra la maggior parte degli oratori, sia in sede di Commissione che di Assemblea; soltanto da parte dei colleghi della sinistra estrema \u00e8 venuta qualche critica vivace. Oggi stesso l\u2019onorevole Laconi ha avuto accenti quasi sdegnosi contro questa investitura dall\u2019alto, che offenderebbe gravemente la sovranit\u00e0 popolare, che farebbe parte anch\u2019essa dell\u2019armamentario di equilibri, di contrappesi, di freni, che sono ritenuti ormai muffe e rottami del passato.<\/p><p>A proposito di sovranit\u00e0 popolare, viene in mente la frase celebre: \u00abla sovranit\u00e0 popolare non ammette confine che l\u2019arresti, ragione che la costringa, forza che le si sovrapponga\u00bb. Chi, onorevoli colleghi, non si inchina alla sovranit\u00e0 popolare? Chi non la saluta come una grande conquista umana? Si pu\u00f2 polemizzare fra sacerdoti, ma tutti venerano la dea. Dea veramente; poich\u00e9 il popolo, il popolo in tutti i suoi ordini che ascende nel lavoro, armato di diritti, di esperienze e, via via, sempre pi\u00f9 anche di sapere, non \u00e8 solo il protagonista ma \u00e8 la realt\u00e0 viva della storia.<\/p><p>Per\u00f2, onorevoli colleghi, neanche la sovranit\u00e0 popolare \u00e8 un assoluto: l\u2019assoluto non esiste in natura; non esiste \u2013 vi direbbe il mio amico Clerici che \u00e8 uno squisito cultore d\u2019arte, oltre ad essere, come ne avete avuto conferma pochi giorni fa, un politico ed un giurista di alto valore \u2013 non esiste, dicevo, neanche in arte, l\u2019assoluto: il senso del limite \u00e8 anzi uno dei suoi attributi essenziali.<\/p><p>Non esiste in politica; non \u00e8 esistito nemmeno nelle monarchie assolute, perch\u00e9 \u00e8 stato giustamente osservato che anche le monarchie assolute trovavano la loro limitazione nella nobilt\u00e0 feudale di provincia o di corte, nel papato e nelle chiese nazionali, o nelle citt\u00e0 libere, o nei corpi autonomi: limitazioni di carattere ora feudale, giurisdizionale, ora popolare, secondo i tempi.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi, qui non si tratta di limitazione bens\u00ec di integrazione. La parola integrazione \u00e8 affiorata in questi ultimi giorni sulle labbra di molti colleghi che hanno parlato su questi temi. L\u2019onorevole Clerici, parlando della rappresentanza degli interessi che egli, con molti altri, ed io fra essi, avrebbe auspicato, ha avuto una frase felice; ha detto: si tratta di fotografare la nazione sotto un altro profilo.<\/p><p>Io avrei aggiunto una parola sola; avrei detto: come si fa con le persone a cui si vuol bene. E noi tutti vogliamo bene al Paese. Anche qui, onorevoli colleghi, si tratta di fotografare \u2013 di scorcio \u2013 il Paese nelle pi\u00f9 alte manifestazioni della cultura e dell\u2019arte. Si \u00e8 detto, a proposito di questo emendamento, nello stesso modo come ci si era opposti a Clerici e agli altri che patrocinavano la rappresentanza degli interessi, si \u00e8 detto: sono nascoste manovre di carattere conservatore. A me anzi si \u00e8 detto in anticipo: si vuole spingere anche cos\u00ec il Senato a destra. \u00c8 una vera profanazione: lo ha detto, se con queste precise parole, con questo concetto, l\u2019onorevole Laconi. Ma perch\u00e9 siano manovre conservatrici non si \u00e8 detto. Si \u00e8 per\u00f2 insistito su questo concetto, che il criterio unico, il metodo unico, l\u2019unico strumento della vita politica debba essere la volont\u00e0 della maggioranza espressa dal popolo indiscriminatamente nel suffragio universale.<\/p><p>Ora, da quando i greci hanno fornito, perfezionandolo, allo svolgimento della vita politica, questo strumento della volont\u00e0, della maggioranza, il mondo non ne ha trovato \u2013 e probabilmente non ne trover\u00e0 mai pi\u00f9 \u2013 uno migliore. Ma, badate bene, onorevoli colleghi; si tratta di un concetto empirico. Prima di essere vero in politica, questo concetto era vero nello scontro delle forze fisiche: nella legge della foresta, come ora si dice. Ora, la democrazia (ossia la civilt\u00e0) deve tendere a conquistare, attraverso il trionfo del numero, il trionfo della razionalit\u00e0.<\/p><p>La maggioranza e la razionalit\u00e0 molte volte concordano e si identificano. E guai se non fosse cos\u00ec. Ma sarebbe un po\u2019 temerario ritenere che si identifichino sempre. Se questo fosse vero, onorevoli colleghi, non sarebbe vera la sentenza che voi, onorevoli colleghi dell\u2019estrema, certamente non ripudiate: sono le minoranze quelle che anticipano i tempi e fanno la storia.<\/p><p>Nella Commissione, quando si \u00e8 trattato \u2013 sempre fugacemente tutte le volte che \u00e8 venuto in discussione questo tema \u2013 della possibilit\u00e0 dell\u2019investitura dall\u2019alto, ossia della nomina da parte del Capo dello Stato, \u00e8 risuonata una parola energica, intensiva, quasi spietata: \u00abmostruosit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Perdonatemi, illustre e amato Presidente, la breve battuta polemica. <em>Honor et onus<\/em>, direbbe anche in questo caso \u2013 e giustamente \u2013 il mio amico Cappi. Ma si tratta anche qui di una specie di deificazione, come \u00e8 stato detto. Una volta si deificava la ragion di Stato, che poi, nella maggior parte dei casi, era soltanto l\u2019interesse delle case regnanti; pi\u00f9 tardi \u2013 in tempi, purtroppo, a noi vicini \u2013 si \u00e8 deificato lo Stato, considerato ed elevato non solo a \u00abprimo\u00bb politico, ma a \u00abprimo\u00bb etico insieme. Ed ora&#8230; Ma badate bene, onorevoli colleghi, con questa proposta noi riteniamo, per\u00f2, di muoverci nell\u2019ambito della pi\u00f9 ortodossa democrazia.<\/p><p>In Commissione si \u00e8 detto: \u00abL\u2019opinione di quanti pensano che, in sostanza, la stessa designazione dall\u2019alto potrebbe in certa guisa considerarsi come un\u2019elezione di forma indiretta, non \u00e8 accettabile, perch\u00e9 la designazione del Capo dello Stato sorge da un\u2019elezione di secondo grado, e coloro che da lui fossero designati come membri della seconda Camera, trarrebbero la propria investitura da una elezione di terzo grado. E a questo punto, parlare ancora di volont\u00e0 e di scelta popolare sarebbe puro artifizio, perch\u00e9 il tramite tra gli pseudo-eletti e la volont\u00e0 degli elettori di primo grado sarebbe del tutto evanescente\u00bb.<\/p><p>Perfettamente accettabile questa osservazione, se noi considerassimo il mandato che il Presidente riceve dal popolo attraverso l\u2019Assemblea (Assemblea Nazionale, il cui parto si preannunzia piuttosto difficile, ma che almeno in questo, penso, avr\u00e0 vita: nella designazione e la nomina del Capo dello Stato) soltanto come un mandato di rappresentanza, nel senso che ogni gesto del Capo dello Stato non debba compiersi se non in relazione esatta, e vorrei dire matematica, con un impulso elettorale. Invece esso \u00e8 anche un mandato di fiducia.<\/p><p>L\u2019onorevole Tosato, in sede di Commissione, aveva osservato che, con l\u2019elezione, il popolo compie un atto di fiducia verso la Camera. Questo stesso atto di fiducia, attraverso l\u2019Assemblea, compie il popolo anche nei riguardi del Presidente.<\/p><p>Pochi giorni or sono l\u2019onorevole Nitti ha parlato (su un\u2019interruzione, se non sbaglio, dell\u2019onorevole Lussu) con commossa riverenza del ricordo di Roma. Ebbene, lasciate, amici, ch\u2019io ricordi a me stesso che la grandezza di Roma \u00e8 consistita soprattutto in questo: nel pieno e perfetto congiungimento del principio democratico, onde aveva libera espansione la volont\u00e0 della massa, e la fiducia \u2013 d\u2019onde il prestigio di autorit\u00e0 \u2013 delle magistrature elette.<\/p><p>A proposito dei poteri che il progetto di Costituzione vorrebbe conferire al Presidente, alcuni dicono che sono eccessivi, altri che sono scarsi; il mio caro amico La Rocca ne \u00e8 addirittura sgomento; e quando parla del potere che il progetto vorrebbe affidare al Presidente, di sciogliere le Assemblee, adopera una parola veemente, dice che \u00e8 un potere \u00abtremendo\u00bb!<\/p><p>Ebbene, onorevoli colleghi, se a questo modestissimo gregario \u00e8 consentito esprimere il suo parere, io vorrei che la funzione del Presidente fosse quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile spoliticizzata (scusate la barbara parola); vorrei che il Presidente della Repubblica fosse soprattutto una grande forza morale. Si dice una grande forza morale: ed ecco che subito si aderge davanti ai nostri occhi l\u2019alta figura di Enrico De Nicola! \u2013 grande forza morale che non contraddice alla sua funzione politica, se \u00e8 vero \u2013 come indubbiamente \u00e8 vero \u2013 che la politica \u00e8 (o dovrebbe essere) la morale nella vita pubblica.<\/p><p>Questa grande forza morale dovrebbe essere quella che non soltanto fa da moderatrice, ma quella che impersona e simboleggia la nazione in tutte le sue manifestazioni pi\u00f9 alte. Ecco perci\u00f2 che a questa grande forza morale dovrebbe essere commessa la scelta dei cinque rappresentanti della Nazione nel campo della cultura, dell\u2019arte e della scienza. La scelta sarebbe fatta con criteri morali, nel senso pi\u00f9 alto della parola; l\u2019altezza del costume nell\u2019intelletto e nel sentimento.<\/p><p>Ma \u2013 incalzano \u2013 nell\u2019Assemblea questi sommi, non servono a niente. C\u2019\u00e8 stato Manzoni, c\u2019\u00e8 stato Verdi, c\u2019\u00e8 stato Marconi. Raramente hanno varcato la soglia dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Ebbene, quando parliamo di Manzoni \u2013 questa sovrana grandezza morale e intellettuale che non si finirebbe mai di ammirare \u2013 bisogna tener conto, nei riguardi della sua partecipazione ai lavori dell\u2019Assemblea legislativa, che notoriamente egli era affetto da una non grave balbuzie, che certamente non \u00e8 qualit\u00e0 che sospinga a prendere parte alle discussioni di un\u2019Assemblea.<\/p><p>Comunque, per essere completamente sinceri, occorre anche dire che questa sovrana grandezza ha avuto, come tutte le cose umane \u2013 anche le migliori \u2013 qualche sua menda. Il dire che Manzoni abbia partecipato nella misura in cui avrebbe potuto alle vicende della resurrezione nazionale sarebbe irriverente verso questo grande morto. Qualcuno di voi tra i meno giovani ricorder\u00e0 l\u2019invettiva di Cavallotti: \u00abMa quando i fati italici \u2013 penso ed i giorni bui \u2013 e le inutili folgori \u2013 che stetter chiuse in lui \u2013 penso che a tal silenzio \u2013 Dio non l\u2019avea sortito!\u00bb, con quel che segue.<\/p><p>Verdi: qui abbiamo sentito da qualcuno che Verdi non aveva mai varcato le soglie del Senato se non per prestare giuramento. L\u2019onorevole Rubilli ha evocato invece giorni fa non so se la storia o la leggenda di un Verdi che si dilettava di costellare di note musicali sui resoconti parlamentari le polemiche fra i senatori.<\/p><p>MICHELI. Nella Camera dei deputati.<\/p><p>ALBERTI. La ringrazio della correzione. Ad ogni modo, nella vecchiezza Verdi era pi\u00f9 che mai rapito nelle sue melodie e soprattutto turbato dai suoi dolori.<\/p><p>Ma di Marconi, per esempio, i suoi colleghi di Assemblea mi hanno detto che la sua frequenza alle sedute del Senato era piuttosto notevole.<\/p><p>Comunque sia, onorevoli colleghi, queste sono contingenze. La ragione pratica \u2013 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la ragione pratica \u2013 che mi ha spinto o che mi ha suggerito la proposta di questo emendamento \u00e8 un\u2019altra: assicurare ai sommi, ai geni tutelari della Patria (consentitemi la fugacissima scorribanda nel linguaggio retorico) una tribuna che essi non hanno, che non hanno pi\u00f9. Occorre un angolo luminoso in cui si possa collocarli e dove le moltitudini possano sempre vederli&#8230;<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Ci sono le accademie&#8230;<\/p><p>ALBERTI. Quali accademie? Quella dei Lincei? \u00c8 certamente un\u2019accolta di illustri personaggi, ma non \u00e8 una tribuna dalla quale si possa parlare al Paese nelle ore solenni della Patria. Questa ragione pratica non mi pare vada ad urtare con i princip\u00ee. Il principio, si dice, non deve essere mai infirmato. Siamo d\u2019accordo. Ma quando la pratica pu\u00f2 contemperarsi con il principio, ossia quando effettivamente non lo compromette, mi pare che anche la pratica possa essere accettata. Si \u00e8 fatto altrove? Non so e non voglio sapere. So che un giorno l\u2019onorevole Porzio, in seduta di Commissione, con bella fierezza, ha detto: abbiamo titoli storici sufficienti per fare una Costituzione italiana senza modellarci su Costituzioni straniere.<\/p><p>Vi dicevo che il contemperare la pratica con il principio effettivamente non compromette niente. Perch\u00e9? perch\u00e9 sarebbero non pi\u00f9 di cinque i personaggi illustri che il Presidente dovrebbe nominare. Cinque, perch\u00e9? Cinque, perch\u00e9 l\u2019esperienza, mi dicono, dimostra che in media una generazione non d\u00e0 pi\u00f9 di cinque geni. Non facciamo commenti sfavorevoli a questa che stiamo attraversando&#8230; (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Speriamo nella prossima.<\/p><p>La seconda ragione \u00e8 questa: cinque, perch\u00e9 nessuno possa sospettare che qui vogliamo foggiare uno strumento per dare dei passaporti falsi a gen\u00ee e a fame di princisbecco. Ad ogni modo, questi cinque non potranno mai in nessun modo spostare il centro di gravit\u00e0 di una situazione politica al Senato. Capisco che \u00e8 stato detto che anche lo spostamento di un atomo ha la sua influenza sul corso degli astri; ma qui vaghiamo nell\u2019inafferrabile, mentre noi dobbiamo invece trattare cose concrete.<\/p><p>Anche a questo punto si dice che l\u2019alta cultura ha delle tendenze conservatrici.<\/p><p>Onorevoli colleghi; non \u00e8 vero \u2013 e basta a dimostrarlo questa Assemblea, nella quale le celebrit\u00e0 scientifiche, letterarie ed artistiche sono distribuite equanimemente su tutti i banchi \u2013 non \u00e8 vero&#8230; ma se fosse vero, onorevoli colleghi, se fosse vero che l\u2019alta cultura ha delle tendenze conservatrici, quale tema di meditazione per tutti noi, e specialmente per voi, colleghi ed amici della estrema sinistra! (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi, dunque, vorremmo che nel Senato fosse costituito un piccolo limbo dei saggi e dei sapienti: un piccolo limbo (senza che con questo il mio pensiero corra al cono infernale, il che sarebbe gratuita irriverenza verso l\u2019Assemblea nascitura).<\/p><p>Ma anche il Senato sar\u00e0 un\u2019Assemblea come tutte le Assemblee, e, se non vedr\u00e0 scatenarsi fra i suoi banchi la \u00abbufera infernale\u00bb, qualche volta potr\u00e0 accadere che si determini anche nel suo seno qualche ritmo incomposto.<\/p><p>Ad ogni modo, giova sempre a tutti gli istituti avere l\u2019assistenza della sapienza e della saggezza. Certo, le parole del presidente del tribunale rivoluzionario che, al Lavoisier, il padre della chimica moderna condannato a morte nel 1794 e invocante una breve proroga all\u2019esecuzione della sentenza per aver modo di portare a compimento certi suoi esperimenti, rispondeva: \u00abla Republique n\u2019a pas besoin de savants\u00bb, non sono certo parole che possano trovare eco, non dico qua dentro, ma in tutta la vita moderna. Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, un\u2019ultima considerazione ed ho finito.<\/p><p>\u00c8 stato detto che la democrazia non deve essere il raduno dei mediocri, ma l\u2019aspirazione di ognuno di noi verso l\u2019alto; deve essere il terreno adatto per il fiorire delle individualit\u00e0. \u00c8 certo per\u00f2 che nel corso della sua evoluzione non sempre la democrazia \u2013 e in tutti i luoghi \u2013 ha tenuto fede a questo superbo programma. Qualche critico arcigno ha potuto dire che la democrazia \u00e8 sembrata qualche volta l\u2019incoraggiamento alla mediocrit\u00e0. Ebbene, noi domandiamo che anche da questi banchi e con questo modestissimo provvedimento, noi smentiamo questa che \u00e8 una oltraggiosa leggenda. Noi chiediamo modestamente che da parte di questa Assemblea la votazione \u2013 siccome spero che essa sar\u00e0 favorevole all\u2019emendamento \u2013 significhi omaggio al genio dell\u2019Italia. Scusate se insisto su questa nota che \u00e8 stata toccata e modulata da tanti, e cos\u00ec bene, qua dentro. Vi insisto perch\u00e9 essa ci canta nel cuore, perch\u00e9 \u00e8 il canto della nostra speranza. Il nostro genio, il genio italiano, \u00e8 il solo patrimonio che nessun trattato iniquo pu\u00f2 depredarci o comprimere. Veramente il suo primato invitto sovrasta e risplende sui lutti e sulle rovine. Per questo, onorevoli colleghi, noi domandiamo che voi dichiariate che l\u2019alta cultura, i sommi geni della Patria, saranno ospiti del nostro Senato; perch\u00e9 anche di l\u00e0 essi ricorderanno al mondo immemore quello che siamo stati e faranno presente al mondo ingiusto quello che ancora, malgrado tutto, saremo. (<em>Vivi applausi al centro \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Alberti ha proposto anche il seguente articolo 55-<em>bis<\/em>, aggiuntivo:<\/p><p>\u00abSono senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti della Repubblica.<\/p><p>\u00abSono pure senatori di diritto e a vita gli ex Presidenti del Consiglio e gli ex Presidenti delle Assemblee legislative, i quali abbiano coperto la carica almeno per un anno anche se non continuativamente.<\/p><p>\u00abA tale diritto si pu\u00f2 rinunziare, purch\u00e9 la rinunzia sia fatta prima della firma del decreto di nomina da parte del Capo dello Stato\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere la sua proposta.<\/p><p>ALBERTI. Con l\u2019emendamento, che ho test\u00e9 finito di illustrare, proponevo che si immettesse nel Senato un piccolo numero di personaggi insigni, i quali preferiscono gli ameni paesi della letteratura e dell\u2019arte o gli austeri panorami della scienza agli scoscesi e tribolati sentieri della politica.<\/p><p>Con quest\u2019altro emendamento, dovrei dire, all\u2019opposto: vi propongo di includere i personaggi pi\u00f9 cospicui della politica.<\/p><p>Intanto, per disarmare le diffidenze, devo farvi riflettere che si tratta anche qui di un numero esiguo di persone, per legge di natura e per necessit\u00e0 di cose.<\/p><p>Devo anche fare una premessa. Io ho posto la firma ad un altro emendamento, che segue immediatamente questo, col quale si propone un provvedimento eccezionale, che sistemi la posizione di alcune persone insigni, facenti parte di questa Assemblea, in questo eccezionale momento. Tale emendamento ha avuto gi\u00e0 sostanzialmente l\u2019appoggio dell\u2019onorevole Nitti e di altri.<\/p><p>Mi soffermo soltanto sul mio emendamento, che riguarda il tempo futuro.<\/p><p>Propongo che a fare parte del Senato siano chiamati, di diritto, gli ex Presidenti della Repubblica e gli ex Presidenti del Consiglio e delle Assemblee legislative, i quali abbiano tenuto l\u2019ufficio almeno per un anno, anche se non continuativamente.<\/p><p>Per quel che riguarda il Presidente della Repubblica, mi pare che occorra breve discorso. Si tratta di collocare nel Senato personaggi, i quali non solo hanno simboleggiato, ma hanno sintetizzato dei periodi politici. Ora, il Presidente della Repubblica mi pare che sia veramente il tipico rappresentante riassuntivo di questa sintesi.<\/p><p>Sul Presidente della Repubblica, l\u2019altro giorno l\u2019onorevole Condorelli \u2013 in un discorso notevole, come sempre, e, come sempre, meritevole della maggiore meditazione \u2013 si esprimeva in termini che ci hanno un po\u2019 sconcertato. Egli negava al Presidente, al Presidente anonimo si capisce, non dir\u00f2 il prestigio, ma il prestigio sufficiente a rappresentare una forza unificatrice nel paese. Voglio rispondergli con le bellissime parole contenute a questo proposito nella prima relazione dell\u2019onorevole Ruini: \u00abEgli (il Presidente) rappresenta ed impersona l\u2019unit\u00e0 e la continuit\u00e0 nazionale, la forza permanente dello Stato al di sopra delle mutevoli maggioranze. \u00c8 il grande consigliere, il magistrato di persuasione e di influenza, il coordinatore di attivit\u00e0, il capo spirituale, pi\u00f9 ancora che temporale, della Repubblica\u00bb. Quella forza morale a cui facevo riferimento poc\u2019anzi.<\/p><p>Ma anche per i Presidenti del Consiglio ed i Presidenti dell\u2019Assemblea, gli eletti degli eletti, questi ultimi, si pu\u00f2 dire che sintetizzano periodi politici e che qualche volta sintetizzano un periodo storico. Viene alle labbra il nome di Giovanni Giolitti. Noi non possiamo dimenticare che i consoli a Roma davano il nome all\u2019anno. Si dice: lasciamo stare la storia di Roma; non c\u2019\u00e8 nulla in comune tra l\u2019antica storia romana e noi. Potr\u00e0 essere vero; anzi&#8230; \u00e8 vero soltanto in una qualche misura. Onorevoli colleghi, penso per esempio che la storia di Roma, dopo Canne, potrebbe essere utilmente riletta e rimeditata dagli italiani dopo la loro catastrofe. Ma \u2013 si obbietta dall\u2019estrema sinistra e da qualche amico, in private conversazioni \u2013 volete ricominciare secondo la moda dello Statuto albertino a popolare anche il Senato di \u00abex\u00bb? Ebbene, giacch\u00e9 la parola mi ha portato a Roma antica, non posso non ricordare che il Senato di Roma \u2013 il pi\u00f9 alto consesso politico che la storia abbia mai avuto, \u00abil consesso dei re\u00bb, come diceva il Ministro di Pirro \u2013 era un consesso di \u00abex:\u00bb ex consoli, che erano poi i ministri degli interni \u00e8 degli esteri, ex questori, ecc.: era veramente una \u00ab\u00e9lite\u00bb. Parola questa un po\u2019 sospettata in questi tempi, eppure, attraverso l\u2019esperienza dei secoli, una parola che ha ed avr\u00e0 sempre una grande risonanza nella storia e nella scienza politica. Si tratta proprio di costituire anche nel Senato una piccola \u00ab\u00e9lite\u00bb di uomini illustri per prestigio di autorit\u00e0 e per preziosa esperienza. Guardate che saranno uomini di ogni fede. Sono gi\u00e0 uomini di molte fedi, se ci guardiamo intorno, quelli che potrebbero fruire di questa disposizione, attualmente. Potranno essere di tutte le fedi in avvenire. Accettate queste parole, amici dell\u2019estrema sinistra, come una possibilit\u00e0, come una previsione o come un augurio, come meglio vi piace.<\/p><p>Noi diciamo che non soltanto dovrebbe essere conferito questo seggio in Senato a questi personaggi, in omaggio alla loro autorit\u00e0, che in fondo \u00e8 un concetto tutt\u2019altro che incompatibile con la democrazia, ma anche perch\u00e9 essi dovrebbero andare l\u00e0 dentro a rappresentare la continuit\u00e0 della vita nazionale, quella continuit\u00e0 della vita nazionale, che nei decenni si chiama continuit\u00e0, e che nei secoli diventa la tradizione.<\/p><p>Un grande rappresentante della idea democratica ha scritto: \u00abLa sovranit\u00e0 popolare si estrinseca attraverso una serie di singoli atti che riguardano il momento attuale, mentre la vita della Nazione e dello Stato si svolge indefinitivamente nel tempo. Un grande albero, si \u00e8 detto, che profonda le sue radici nel passato e protende i rami nell\u2019avvenire. Al di sopra del principio della sovranit\u00e0 popolare sta quello ancora pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 armonico della solidariet\u00e0, il quale stringe insieme le generazioni che furono a quelle che sono ed a quelle che saranno\u00bb.<\/p><p>Si tratta, vi dicevo, di uomini di ogni fede, e la loro assunzione a quel seggio non pu\u00f2 certo rappresentare offesa alla democrazia, in quanto che proprio nella pratica della democrazia hanno operato e nella pratica della democrazia sono diventati eminenti. Dunque, la sovranit\u00e0 popolare non contrasta con questo senso della solidariet\u00e0 fra generazioni ma soltanto si assomma. \u00c8 qualcosa che non si aggiunge alla sovranit\u00e0 popolare, e qualcosa di cui bisogna tener conto perch\u00e9 \u00e8 un \u00abdato\u00bb della vita, e della storia da cui non si pu\u00f2 prescindere. Onorevoli colleghi, quando la storia deve subire, contro la sua legge, delle fratture troppo violente, se ne vendica.<\/p><p>Voi certo condividete con me il pensiero che Robespierre non prevedeva certamente Napoleone, e molto meno Luigi XVIII e Carlo X. Ecco la ragione per la quale noi siamo per l\u2019evoluzione!<\/p><p>\u00abLa vita incomincia domani\u00bb \u00e8 il titolo di un romanzo che ha avuto una qualche fortuna, ma non \u00e8 la legge della storia. Se voi guardate gli avvenimenti storici per trasparenza, avrete delle impressioni curiose. Ricordo di aver letto un giorno, proprio in Salvemini, che \u00e8 un uomo non certo sospetto, che Diderot e Voltaire erano dei conservatori in tutto, tranne che in religione. E questo passo mi ritornava alla mente un giorno in cui Nenni, con molta franchezza e da par suo, rivendicava l\u2019origine illuminista della dottrina socialista.<\/p><p>Con questo, onorevoli colleghi, io non voglio certo negare la legge della storia, la quale procede in una sola direzione (\u00e8 un articolo di fede, e guai se non fosse cos\u00ec), in quella direzione che \u00e8 sintetizzata nella formula mirabile: \u00abDiffondere sempre pi\u00f9 il benessere sul maggior numero dei consociati\u00bb. Ci\u00f2 vuol dire che qualche volta, quando la storia vede violata troppo bruscamente la sua legge, il suo pendolo incomincia a fare dei sobbalzi che sono veramente strani. Ecco, vi dicevo, la ragione per la quale siamo per l\u2019evoluzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Alberti, forse \u00e8 giunto il momento di fare il calcolo del tempo dal quale ha preso la parola.<\/p><p>ALBERTI. Ho svolto due emendamenti. Avrei quaranta minuti a disposizione.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei moltiplica per due i suoi diritti. Due emendamenti significano venti minuti e lei ha parlato pi\u00f9 di quaranta minuti.<\/p><p>ALBERTI. Ho finito, onorevole Presidente, e mi scusi.<\/p><p>Noi vorremmo che questi personaggi illustri entrassero nel Senato anche per rappresentarvi il passato prossimo, il passato prossimo di questi tempi vertiginosi e di tempi a venire, che spero siano meno burrascosi di questi. Gli illustri colleghi che sono in quest\u2019Assemblea, e che fruirebbero di questa disposizione, ci mostrano che con la rettitudine, con il sapere e con l\u2019ingegno sanno anche abbracciare il presente e presentire l\u2019avvenire.<\/p><p>Ho finito, onorevole signori. Soltanto vi facevo osservare che la limitazione di un anno almeno all\u2019esercizio della potest\u00e0 \u00e8 una necessit\u00e0 a cui non si pu\u00f2 venir meno.<\/p><p>Certo, se un Presidente dell\u2019Assemblea legislativa appena eletto se ne va o lo mandano via, se un Presidente del Consiglio \u00e8 nominato dal Presidente della Repubblica e si presenta all\u2019Assemblea e non riesce ad avere la fiducia, vengono a mancare e agli uni e agli altri tutti gli attribuiti che sono venuto elencando.<\/p><p>Per questa ragione \u00e8 bene che si dica: \u00e8 necessario che abbiano coperto la carica almeno per un anno.<\/p><p>Ed ho finito davvero e domando scusa. Nelle mie previsioni sono stato un cattivo calcolatore. Lo sono stato anche in tante cose della mia vita. Soltanto vorrei che l\u2019Assemblea mi desse almeno atto di questo: che non sono venuto meno ai canoni della democrazia, di quella democrazia che secondo uno dei suoi pi\u00f9 illustri commentatori, che del resto ha rubato la frase all\u2019Apostolo, \u00e8 \u00abl\u2019atmosfera\u00bb nella quale ormai noi viviamo e ci moviamo, quella democrazia che anche per questo modesto gregario \u00e8 e rester\u00e0 il credo fondamentale ed insostituibile della sua fede politica.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi sarebbero ancora due emendamenti, dei quali uno, gi\u00e0 stampato nel fascicolo, \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Giovanni Leone, mentre il secondo mi \u00e8 stato consegnato in questo momento dall\u2019onorevole Martino Gaetano. Ambedue gli emendamenti si riferiscono a norme valide soltanto per la prima elezione del Senato. Mi pare pertanto che debbano essere considerati e decisi non in questa sede, ma in sede delle disposizioni transitorie. D\u2019altra parte se immettessimo queste norme nell\u2019articolo 55, che dovrebbe comprendere eventualmente anche la materia dell\u2019articolo 55-<em>bis<\/em>, lo appesantiremmo troppo. E pertanto ritengo che per il momento possiamo accantonare gli emendamenti in questione salvo a riprenderli dopo deciso l\u2019articolo 55; a meno che i membri dell\u2019Assemblea non ritengano che essi costituiscano norme di carattere transitorio, ch\u00e9 allora dovremmo esaminarli quando esamineremo tutte le norme di tale carattere.<\/p><p>Il seguito della discussione sopra il progetto di Costituzione \u00e8 rinviato a domani, per udire l\u2019avviso del Presidente del Comitato di redazione sopra gli emendamenti e successivamente per procedere alle relative votazioni.<\/p><p>\u00c8 stato presentato il seguente ordine del giorno, a firma degli onorevoli Lami Starnuti, Binni, Morini, Rossi Paolo, Treves, Longhena, Bennani, Canevari, Bocconi, Caporali, Villani, Zanardi, Momigliano e Filippini:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente ritiene che l\u2019elezione dei componenti il Senato della Repubblica debba avvenire a suffragio universale e diretto, con sistema proporzionale e per circoscrizioni regionali\u00bb.<\/p><p>Quest\u2019ordine del giorno \u00e8 stato gi\u00e0 di fatto largamente svolto nel corso della discussione e pertanto ritengo che non abbia pi\u00f9 bisogno di particolare trattazione.<\/p><p>Potr\u00e0 essere posto in votazione prima che si passi alla votazione degli emendamenti sull\u2019articolo 55.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia, il Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministro delle finanze risponderanno a tre interrogazioni che sono state presentate con carattere di urgenza.<\/p><p>La prima \u00e8 quella degli onorevoli Valiani, Pacciardi, Magrini, Treves, Lombardi Riccardo e Facchinetti, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere il motivo per il quale \u2013 dopo che il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha riconosciuto il diritto del quotidiano <em>Corriere Lombardo<\/em> di Milano, edizione del mattino, di cambiare la propria testata in quella di <em>Corriere di Milano \u2013 <\/em>il prefetto di Milano rifiuta di autorizzare il cambiamento medesimo e procede al sequestro del giornale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di rispondere il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Agli inizi di settembre il prefetto di Milano comunicava alla Presidenza del Consiglio l\u2019avvenuto cambiamento di propriet\u00e0 del quotidiano milanese <em>Il Corriere Lombardo<\/em>, dando insieme notizia della richiesta di cambiamento di direzione responsabile in favore del dottor Filippo Sacchi per il quale si chiedeva il dovuto benestare. La comunicazione indicava inoltre la volont\u00e0 dei nuovi proprietari di mutare la testata da <em>Il Corriere Lombardo<\/em>, edizione del mattino, in <em>Corriere di Milano<\/em>.<\/p><p>Il benestare per il dottor Sacchi veniva senz\u2019altro comunicato a Milano, mentre per quanto si atteneva al cambiamento di testata la Presidenza del Consiglio si limitava a dichiarare che il titolo <em>Corriere di Milano<\/em> risultava libero e che ai sensi della legge vigente l\u2019autorizzazione al cambiamento di testata rientra nella specifica competenza dell\u2019autorit\u00e0 prefettizia, alla quale spettava ogni decisione.<\/p><p>Il 21 settembre un telegramma del direttore e dell\u2019amministratore del <em>Corriere Lombardo<\/em> avvertiva la Presidenza del diniego opposto dal prefetto di Milano al mutamento di testata motivato dalla confusione che sarebbe derivata con altri giornali locali. La Presidenza del Consiglio chiedeva al prefetto di Milano una relazione sui fatti ed apprendeva cos\u00ec che, essendo stato stampato il giornale col nuovo titolo nonostante il diniego prefettizio, si era ricorsi al sequestro del quotidiano ai sensi dell\u2019articolo 5 del decreto 14 gennaio 1944. Il sequestro veniva ripetuto al mattino del 23 settembre.<\/p><p>Va notato che situazioni del genere non sorgerebbero probabilmente se si avesse una disciplina meno transitoria in materia di stampa. Ritenendo pertanto difficile, e forse anche inopportuno, che si discuta in questo scorcio di Costituente l\u2019intero testo di legge da tempo presentato dal Governo all\u2019Assemblea, saranno sottoposti nei prossimi giorni pochi articoli di stralcio, i quali regolino in maniera incontrovertibile la registrazione delle testate e le minime procedure necessarie per l\u2019edizione dei giornali. Allo stato attuale la materia \u00e8 retta dal regio decreto-legge n. 13 del 14 gennaio 1944 che contempla l\u2019obbligo della richiesta di autorizzazione, per poter pubblicare giornali od altri scritti periodici, da farsi al prefetto della provincia in cui il foglio si debba pubblicare. Tra le indicazioni richieste vi \u00e8 \u00abil nome e la localit\u00e0 della pubblicazione\u00bb.<\/p><p>Le disposizioni del detto decreto venivano prorogate al 31 luglio 1946 e successivamente a dopo l\u2019approvazione della legge sulla stampa.<\/p><p>Circolari ministeriali davano ai prefetti istruzioni esplicative, mentre si creava in un primo momento una apposita Commissione presso il Sottosegretariato per la stampa e le informazioni la quale restava in vita sino a che non veniva trasferito alle Unioni editori giornali il compito di assegnazione della carta.<\/p><p>Alcune delle disposizioni contenute nelle circolari dei miei predecessori sono pertanto superate, altre hanno un valore puramente interno, altre ancora sono andate in disuso. In queste condizioni non \u00e8 facile pretendere dai prefetti una immediata conoscenza di tutte le norme esistenti.<\/p><p>In punto di fatto il prefetto di Milano, di fronte alla opposizione di due aziende editoriali, le quali si sentivano danneggiate dal mutamento di testata del <em>Corriere Lombardo<\/em>, ha ritenuto di dover negare il mutamento stesso.<\/p><p>Presa visione degli atti ho ritenuto peraltro che l\u2019indagine sulla eventuale illecita concorrenza esuli dai compiti deferiti all\u2019autorit\u00e0 amministrativa e debba quindi nel caso essere portata all\u2019esame del Magistrato. Ho pertanto invitato il prefetto di Milano a rivedere il provvedimento preso, lasciando appunto all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria l\u2019eventuale esame delle conseguenze di carattere privato derivanti dal cambiamento di testata.<\/p><p>Ritengo, quindi, che a quest\u2019ora sia venuta a mancare la causa del sequestro e che l\u2019incidente possa considerarsi chiuso.<\/p><p>Concordo con quei colleghi che pensano che debba essere in materia evitata ogni possibile interferenza degli organi amministrativi, all\u2019infuori della stretta tutela di quel minimo di disciplina formale che non intacca la sostanza di quello che giustamente \u00e8 considerato l\u2019aspetto pi\u00f9 delicato delle libert\u00e0 civili e politiche.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Valiani ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>VALIANI. Prendo atto delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Evidentemente il pensiero di tutta l\u2019Assemblea \u00e8 quello di tutelare la libert\u00e0 di stampa. Vorrei soltanto osservare che, a parte la questione specifica \u2013 oggetto della mia interrogazione \u2013, in cui si trattava veramente del reclamo di un\u2019azienda concorrente, di una sola, perch\u00e9 la seconda azienda che fece il reclamo \u00e8 un periodico di pubblicit\u00e0 che esce soltanto il mercoled\u00ec e il sabato e non pu\u00f2 avere quindi alcun interesse di fronte a un quotidiano politico, a parte, dicevo, questa questione, in linea generale, i prefetti, a mio giudizio, dovrebbero considerare come cadute in disuso tutte le disposizioni restrittive della libert\u00e0 di stampa, a meno che non si tratti di patenti casi di turbamento dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>Il prefetto \u00e8 caduto in errore valutando la competenza sua rispetto ad una questione di concorrenza commerciale. \u00c8 deplorevole il fatto stesso che un giornale politico, per poter mutare testata, per poter comunque iniziare o sviluppare la pubblicazione, debba dipendere dal Governo: il che genera confusione, genera incertezza, genera malessere.<\/p><p>Non \u00e8 assolutamente ammissibile che un giornale si debba trovare nella situazione in cui si \u00e8 trovato, con la venuta disposizione, il <em>Corriere<\/em> <em>Lombardo<\/em>, oggi <em>Corriere di Milano<\/em>, di dover cio\u00e8 affrontare il sequestro affinch\u00e9 la Presidenza del Consiglio esamini la situazione e intervenga: ed erano due mesi che aveva chiesto il cambiamento della testata e non otteneva risposta, e poi il Sottosegretario alla Presidenza comunicava al prefetto che la testata era libera, il che dovrebbe equivalere ad una autorizzazione, ma di fatto non equivale, in quanto resta il giudizio discrezionale del prefetto, il quale ci pensa su ancora un\u2019altra settimana; poi, un giorno, comunica il sequestro, contro il quale non \u00e8 possibile il ricorso se non attraverso procedure complicate al Consiglio di Stato.<\/p><p>Questa situazione di incertezza dei giornali \u00e8 gi\u00e0 qualche cosa che pu\u00f2 costituire un attentato alla libert\u00e0 di stampa o che, quanto meno, pu\u00f2 mettere in difficolt\u00e0 la libert\u00e0 di espressione politica dei giornali medesimi. Io vorrei perci\u00f2 prendere in parola l\u2019onorevole Andreotti quando dice che esistono delle disposizioni cadute in disuso. Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, che questo decreto del gennaio 1944 \u00e8 stato promulgato quando ancora vigeva lo stato di guerra, in una situazione quindi del tutto speciale. Non \u00e8 ammissibile che i giornali debbono avere paura di questo decreto quando svolgono semplicemente un\u2019azione politica ed un\u2019operazione commerciale.<\/p><p>Con questa constatazione, cio\u00e8 con questa interpretazione estensiva delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario, io prendo atto della sua risposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Dugoni, ai Ministri delle finanze, del tesoro e della difesa, \u00abper conoscere quali azioni abbiano intrapreso per determinare e riassorbire gli illeciti profitti realizzati da persone ed enti sia in occasione del decreto del commissario ministeriale Liguori del 14 settembre 1943, sia per finanziamenti, crediti ed assegnazioni di materie prime disposti posteriormente a tale data dal governo di Sal\u00f2 e risoltisi in definitiva in un incremento patrimoniale privato non guadagnato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro delle finanze ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo agli onorevoli colleghi che mi consentano di far precedere una premessa che servir\u00e0 ad illustrare i termini esatti del problema, principalmente in relazione a recenti e non troppo recenti polemiche giornalistiche sopra questo argomento. La materia del pagamento delle materie prime che dallo Stato sono trapassate a singole ditte private, la materia del recupero di eventuali finanziamenti che lo Stato possa aver fatto ad aziende private, evidentemente non \u00e8 di competenza del Ministero delle finanze. Ed \u00e8 su questo punto che interloquir\u00e0 il collega della difesa e che potr\u00e0 interloquire il collega del tesoro.<\/p><p>La materia del Ministero delle finanze \u00e8 un\u2019altra, ed \u00e8 questa: l\u2019Amministrazione finanziaria, nei mesi scorsi, si \u00e8 preoccupata di quel che poteva essere il risultato economico dopo il pagamento di queste materie prime, fatto naturalmente a prezzo legale, perch\u00e9 lo Stato non pu\u00f2 vendere in borsa nera; le quali materie prime possono essere state utilizzate o possono essere state immagazzinate e non ancora utilizzate, dando luogo ad un profitto pi\u00f9 o meno lecito. Questa \u00e8 la seconda parte del problema, di cui si \u00e8 fatto carico il Ministero delle finanze. Perci\u00f2, ogni qual volta si parla di pagamento di materie prime e di rimborso di finanziamenti, non \u00e8 il mio dicastero che \u00e8 in discussione. Il mio dicastero rivendica il merito di aver visto l\u2019aspetto successivo del problema, cio\u00e8 il lucro che poteva ancora restare agli industriali, ed anche eventualmente ad altri intermediari, nonostante l\u2019avvenuto pagamento delle materie prime o nonostante l\u2019avvenuto rimborso dei finanziamenti.<\/p><p>Ed \u00e8 in questo secondo, successivo ordine di idee, nell\u2019ordine logico delle cose, che deve essere inserito l\u2019esame del decreto del 28 aprile 1947, n. 330. La genesi di questo decreto non si trova soltanto nel desiderio di intervenire con lo strumento finanziario in questo lucro anormale, se non illecito, ma si trova anche nella considerazione di ci\u00f2 che era avvenuto in altri settori. E poich\u00e9 si \u00e8 parlato in particolare di settori tessili, voglio proprio dire che uno dei punti di partenza per l\u2019emanazione di questo decreto \u00e8 stato un altro fenomeno, di cui non si \u00e8 parlato, ma del quale voglio parlare qui, ed \u00e8 l\u2019importazione di materie prime \u2013 materie prime tessili, anche \u2013 fatta attraverso a licenze di importazione con Paesi coi quali vi sono rapporti di <em>clearing<\/em>, importazione effettuata con dollari a prezzo legale, quindi potenzialmente con dei margini di utili che certamente dovevano richiamare l\u2019attenzione dello Stato.<\/p><p>Il terzo fenomeno che ha richiamato l\u2019attenzione del Ministero delle finanze \u00e8 stato quello dell\u2019utile, pi\u00f9 o meno normale, derivante ai detentori di manufatti, di prodotti e di merci a prezzi bloccati, ogni qual volta, con successivo provvedimento legislativo, vi fosse uno spostamento di prezzo legale.<\/p><p>Da questo triplice ordine di fenomeni trae la genesi il decreto del 28 aprile, n. 330.<\/p><p>Quando l\u2019Amministrazione finanziaria ha esaminato questo problema, ha dovuto arrivare prima ad una serie di conclusioni negative. Premesso che si sentiva la necessit\u00e0 e, vorrei dire, l\u2019imperativo morale, di arrivare con lo strumento finanziario a colpire questo margine eccezionale di utile, si osserv\u00f2 che: 1\u00b0) non era strumento efficace la legislazione sui profitti di guerra, in quanto essa contempla i profitti fino al 31 dicembre 1945, mentre invece le importazioni a cui ho fatto cenno avevano avuto luogo essenzialmente nel 1946; 2\u00b0) non era sufficiente, evidentemente, l\u2019ordinaria imposta di ricchezza mobile, per la tenuit\u00e0 della sua aliquota; 3\u00b0) non era efficace lo stesso articolo 18 del decreto del 1946 sugli utili di contingenza, in quanto la formulazione di tale articolo non permetteva di accogliere i tre fenomeni a cui ho accennato.<\/p><p>E allora si rese necessario \u2013 e molti protestarono contro una pretesa retroattivit\u00e0 della legge \u2013 ampliare l\u2019articolo 18 in modo da colpire tutte e tre queste fonti di utile.<\/p><p>Questa la genesi del decreto del quale non rivendicherei nessuna partecipazione personale, essendo allora nelle funzioni di semplice Sottosegretario, se attraverso a polemiche non si fosse sfiorata la mia persona.<\/p><p>Ed \u00e8 per questo che desidero chiedere il permesso di rivendicare il merito personale di aver messo in cantiere tale decreto, che pur porta la firma dell\u2019eminente amico che allora reggeva il Ministero delle finanze.<\/p><p>Orbene: cos\u00ec stando le cose, che cosa ha fatto l\u2019Amministrazione finanziaria per attuare efficacemente il contenuto del decreto?<\/p><p>Esaminiamo alcuni dati per i diversi settori industriali della vita economica e cominciano dal settore di cui si \u00e8 parlato di pi\u00f9. Il problema era gi\u00e0 stato impostato in attesa che trovasse una sua sistemazione definitiva. La ricerca dei dati a futuro effetto era gi\u00e0 cominciata da parecchio tempo. Fin dal 31 maggio 1946, onorevole collega, con nota n. 872, l\u2019Associazione laniera comunic\u00f2 al Ministero l\u2019elenco delle consistenze dei tessuti civili presso le ditte dell\u2019Alta Italia e presso quelle del Pratese, e altro elenco di consistenze di manufatti lanieri e di materie prime. A cura del Ministero le notizie furono trasmesse ai competenti Ispettorati compartimentali delle imposte per l\u2019inoltro ai singoli uffici distrettuali che se ne devono avvalere per compiere gli accertamenti dei profitti avocabili.<\/p><p>Sempre a cura all\u2019Amministrazione finanziaria centrale la guardia di finanza di Biella ha provveduto a raccogliere presso l\u2019Ufficio militare laniero i dati relativi alle giacenze di lana possedute dalle ditte assegnatane alla data dell\u20198 settembre 1943.<\/p><p>Ancora nel settore laniero, il Ministero del commercio con l\u2019estero, su richiesta del Ministero delle finanze, ha completato e trasmesso un elenco di tutte le licenze di importazione in <em>clearing<\/em> di lana dal Belgio, ai fini del decreto pi\u00f9 volte richiamato.<\/p><p>Accenner\u00f2 pi\u00f9 avanti che \u00e8 stata felice possibilit\u00e0 del Ministero, che ho l\u2019onore di rappresentare, di poter acquisire molti fascicoli del R.U.K., soprattutto relativi ai rapporti esistenti per forniture ai tedeschi in ordine specialmente alle cosiddette esportazioni Roges.<\/p><p>Per il settore dei prodotti siderurgici, con nota 8 novembre 1946, il Ministero comunicava agli Ispettorati compartimentali le notizie attinte presso il Ministero dell\u2019industria e commercio circa le giacenze di prodotti siderurgici presso i magazzini Volano, passati al libero commercio dalla data dell\u20198 settembre 1943 al 25 aprile 1945.<\/p><p>Con altra nota 15 febbraio 1947 furono richiesti al Ministero industria e commercio i nominativi degli assegnatari di prodotti a prezzo bloccato, ottenendo la risposta che tali nominativi potevano essere facilmente rilevati presso le Sottocommissioni per l\u2019industria, che avevano l\u2019ordine di dare la massima pubblicit\u00e0 alle assegnazioni. I competenti Ispettorati compartimentali fecero iniziare subito lo spoglio presso le singole Sottocommissioni le quali, dopo qualche resistenza che non \u00e8 sempre stato molto facile superare, hanno comunicato all\u2019Amministrazione finanziaria tutti i dati relativi. Una particolare resistenza \u00e8 stata opposta dall\u2019Unione controlli formaggi, di Milano, ed allora il Nucleo speciale della polizia tributaria di Milano ha dovuto far provvedere al sequestro dei documenti.<\/p><p>Con successiva nota 16 marzo 1947 fu richiesto all\u2019Alto Commissariato dell\u2019alimentazione l\u2019elenco delle ditte incaricate del reperimento dell\u2019olio all\u2019ammasso, al fine di controllare se tutti i quantitativi siano stati consegnati alla Sepral.<\/p><p>Io dovrei ancora leggere un lungo elenco di notizie al riguardo. Temo di abusare della cortesia sua, onorevole Dugoni, e di quella degli onorevoli colleghi, continuando in questa elencazione. Desidero per\u00f2 dirle che tutti questi elementi sono a completa sua disposizione (come sono a completa disposizione degli onorevoli colleghi) presso la Direzione generale della finanza straordinaria.<\/p><p>Orbene, a seguito della raccolta di tali elementi, si pone in atto la procedura di accertamento dell\u2019utile eccezionale. \u00c8 bene chiarire le idee su questo punto.<\/p><p>Pu\u00f2 essere suggestiva l\u2019idea di fare un prelievo immediato, uniforme su tutti, in omaggio alla celerit\u00e0 della riscossione. Se cos\u00ec fosse stato fatto (e la tentazione in qualche momento veramente si ebbe) non si sarebbero serviti gli interessi dello Stato. Occorre premettere che tutte le Ditte interessate, in ordine alla dimensione dell\u2019utile conseguito, non si trovano nella stessa condizione. Vi pu\u00f2 essere la ditta che ha tenuto le materie prime in magazzino e le ha ancora oggi; vi pu\u00f2 essere la ditta che ha utilizzato le materie prime pagate ad un prezzo legale per venderle in borsa nera sul mercato interno; vi pu\u00f2 essere la ditta che ha utilizzato le materie prime pagate al prezzo legale per venderle sul mercato interno a prezzo legale, ma in periodo successivo, quando il prezzo legale aveva subito uno slittamento in avanti; vi pu\u00f2 essere la ditta che pu\u00f2 avere adoperato queste materie prime per fornitura allo Stato dopo la liberazione o per l\u2019esportazione. Sono tutte posizioni diverse di utili che devono essere fotografate nella loro realt\u00e0.<\/p><p>Se avessimo adottato un metro unico per tutti, saremmo arrivati fatalmente ad adoperare il metro pi\u00f9 piccolo, in quanto non avremmo potuto imporre il margine di utile conseguito dalle ditte che hanno maggiormente lucrato a carico delle ditte che hanno lucrato meno. Quindi si \u00e8 dovuto far ricorso al sistema normale di accertamento proprio dei tributi mobiliari. Si \u00e8 detto (non lo ricorda l\u2019onorevole Dugoni, ma devo ricordarlo io nel desiderio di illustrare tutto il problema) che una associazione che mi era un tempo vicina, ma colla quale dal 23 di ottobre 1946 non ho pi\u00f9 rapporti (e chiunque osasse insinuare qualche cosa di diverso, dopo la recisa affermazione che faccio in questo momento, non potrebbe che essere un calunniatore in malafede), avrebbe scritto in data 20 maggio 1946 una lettera al Ministero delle finanze per definire con la pi\u00f9 blanda procedura amministrativa tutto il settore degli utili avocabili. Onorevoli colleghi, se anche tutto ci\u00f2 fosse avvenuto, sarebbe perfettamente nella prassi dell\u2019Amministrazione finanziaria la quale desidera avere degli scambi d\u2019idee collettivi per enunciare dei criteri di massima da servire come base per la notifica degli accertamenti. Sarebbe il sistema della legge fondamentale in materia del 1936. In ogni caso potrei riferirmi a un precedente veramente notevole dell\u2019onorevole mio predecessore (e voi sapete quanto io intenda riaffermare la cordialit\u00e0 che mi lega oggi nel ricordo, ma che mi legava allora nei rapporti di subordinato); avrei un precedente nell\u2019opera dell\u2019onorevole Scoccimarro che, nell\u2019estate del 1946, per quanto riguardava il gruppo dei filandieri di seta, ritenne opportuno delegare l\u2019Ispettorato compartimentale di Milano trattandosi di aziende prevalentemente nella sua circoscrizione a definire a <em>forfait<\/em> tutta l\u2019avocazione degli utili sulle forniture tedesche dei filandieri serici. Quel <em>forfait<\/em> venne definito: purtroppo non fu facile incassare la somma. Dovemmo ancora recentemente intervenire, e fortunatamente finiremo per incassare qualche cosa di pi\u00f9. Fece molto bene l\u2019onorevole mio predecessore; e se si vuol far presto a definire certe imposte arretrate, bisogna avere il coraggio di affrontare organicamente settore per settore. Ma la Direzione generale della finanza straordinaria, del cui operato io mi assumo tutta la responsabilit\u00e0, quando ricevette la lettera del 20 maggio 1947 di tale Associazione si limit\u00f2 a trasmetterla all\u2019Ispettorato compartimentale di Torino con nota 26 giugno 1947.<\/p><p>Onorevole Dugoni, non era ancora cominciata la polemica a quella data. All\u2019ispettore compartimentale di Torino fu dato il puro incarico di esaminare la questione in via preliminare insieme ad altri ispettori interessati. Con lettera 8 agosto 1947 l\u2019ispettore compartimentale di Torino ha comunicato agli interessati di non avere in linea di massima nulla in contrario ad una riunione per uno scambio d\u2019idee, tenendo presente che la riunione stessa avrebbe avuto per scopo soltanto una disamina delle condizioni generali di assunzione ed esecuzione dei vari tipi di forniture senza addivenire ad accordi su coefficienti che, per essere livellatori di situazioni di fatto spesso disparate, costituirebbero motivo di contrasto con la delegazione provinciale dell\u2019avocazione.<\/p><p>Ebbene, questo significa che anche se la Direzione generale della finanza straordinaria avesse trattato questa materia sarebbe stata nella scia del precedente notevole a cui ho accennato. Non l\u2019ha trattato; ed evidentemente lo tratter\u00e0 difficilmente in avvenire, anche se per avventura l\u2019interesse dell\u2019Amministrazione finanziaria fosse nel senso di trattarla. Poich\u00e9 di una cosa mi preoccupo, onorevoli colleghi: non tanto della responsabilit\u00e0 che si assume personalmente il Ministro, n\u00e9 di quanto pu\u00f2 essere detto contro il Ministro; ma d\u2019una cosa mi preoccupo: che, purtroppo, alcuni settori degli uffici della finanza straordinaria minacciano di non funzionare pi\u00f9, perch\u00e9 i funzionari addetti chiedono di essere trasferiti ad altri servizi, per il grado troppo elevato di incandescenza cui \u00e8 arrivata l\u2019atmosfera ambientale per questa materia.<\/p><p>Ed io vorrei, onorevoli colleghi, richiamare il vostro senso di responsabilit\u00e0 al riguardo.<\/p><p>Aggiungo che la suddetta richiesta non riguardava la materia di cui trattiamo; riguardava invece la materia delle forniture tedesche, che non hanno niente a che vedere col decreto 28 aprile 1947.<\/p><p>\u00c8 vero che il sottoscritto segue in questa materia dell\u2019accertamento e della definizione dei criteri amministrativi pi\u00f9 blandi dei precedenti ed in ogni caso di quelli che sarebbe opportuno seguire?<\/p><p>Non ritengo che lo si possa affermare, poich\u00e9, mentre fino a qualche tempo fa tutta la materia della avocazione dei profitti di speculazione non andava davanti alle Commissioni provinciali della avocazione dei profitti di regime, \u00e8 stato proprio iniziativa dell\u2019Amministrazione finanziaria, in quest\u2019ultimo periodo di gestione, di emanare un decreto, con cui si stabilisce che il giudizio di secondo grado nelle contestazioni degli utili di contingenza non \u00e8 pi\u00f9 di competenza delle Commissioni provinciali ordinarie, ma delle Commissioni provinciali per la avocazione dei profitti di regime.<\/p><p>Quindi, se qualcosa si \u00e8 cambiato, \u00e8 nel senso di rendere pi\u00f9 rigorosa la procedura e di inalveare nelle Commissioni provinciali della avocazione dei profitti di regime anche la materia degli utili di contingenza.<\/p><p>Forse l\u2019onorevole guardasigilli, qui presente, il quale giustamente si chiede se tutto questo sistema delle Magistrature speciali abbia o non abbia ancora ragione di essere, non sar\u00e0 nello stato d\u2019animo di approvare tale modifica e potrei anche sentire le sue osservazioni al riguardo.<\/p><p>Ma, agli effetti della discussione che stiamo facendo, mi si permetta di sottolineare questo fatto: che il contenzioso amministrativo \u00e8 stato da me reso pi\u00f9 rigoroso e non gi\u00e0 attenuato. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, non desidero tediarvi oltre, ma mi si consenta, prima di chiudere, di segnalare veramente alla vostra attenzione e al vostro grato animo tutto il lavoro che viene svolto dagli uffici centrali e periferici della finanza straordinaria in questo particolare settore e tutto il lavoro che viene fatto dai nuclei di polizia tributaria investigativa, i quali stanno dando una collaborazione, che va oltre la conoscenza superficiale che pu\u00f2 averne la grossa opinione pubblica.<\/p><p>A detti funzionari io desidero pubblicamente, in questo momento, dinanzi a voi e quindi dinanzi al Paese, esprimere la mia gratitudine veramente sincera. Essi hanno servito fedelmente lo Stato ed \u00e8 giusto che, in mancanza di quelle soddisfazioni materiali, che oggi non possiamo dar loro, diamo loro quella soddisfazione pi\u00f9 alta nel campo morale, di riconoscenza, che viene manifestata dinanzi a cos\u00ec eletta Assemblea. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Dugoni, io so che ella \u00e8 persona di grande lealt\u00e0, che sta al disopra delle passioni politiche; ella sa, quindi, distinguere il giusto dall\u2019ingiusto, il vero dall\u2019errore.<\/p><p>Ella ha visto (e d\u2019altra parte la materia del pagamento delle materie prime e del recupero dei finanziamenti non \u00e8 contemplata nella sua interrogazione) quale sia il limitato settore di competenza del Ministero delle finanze: la tassazione dell\u2019utile che la ditta pu\u00f2 ancora avere dopo l\u2019effettuato pagamento. Spero che ella vorr\u00e0 riconoscere, per quanto riguarda tale settore, che l\u2019Amministrazione finanziaria ha compiuto tutto il suo dovere. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la difesa ha facolt\u00e0 di rispondere per la parte che lo concerne.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> Rispondo all\u2019interrogante circa il suo quesito sull\u2019azione intrapresa dal Ministero della difesa nella materia della sua interrogazione.<\/p><p>Non risulta un decreto del commissario ministeriale Liguori del 14 settembre 1943; risulta invece emanata la determinazione del commissario per la produzione bellica 3 ottobre 1943, n. 752, nella quale sono richiamate tre ordinanze: quella n. 3 del 14 settembre 1943; quella n. 6 del 16 settembre stesso anno e quella n. 7 del 17 settembre, pure stesso anno, del Comando della citt\u00e0 aperta di Roma, nonch\u00e9 le istruzioni per l\u2019applicazione di questa determinazione. Vennero con tale determinazione disciplinati i finanziamenti alle ditte fornitrici e la cessione delle materie prime. I finanziamenti furono effettuati, per talune commesse, in forma di acconti, fino all\u2019ammontare dei cinque decimi dell\u2019importo dei semilavorati allestiti a tutto l\u20198 settembre 1943 e rimasti in consegna fiduciaria alle ditte. Di tali acconti si effettuano il conguaglio ed il recupero in sede di liquidazione definitiva dei contratti, in base alle vigenti disposizioni.<\/p><p>Per le materie prime assegnate o cedute a prezzo di listino, ad evitare che le ditte traessero indebito profitto dalla loro utilizzazione a prezzi di libero mercato, \u00e8 stato provveduto, fino all\u2019entrata in vigore del decreto del Capo provvisorio dello Stato 28 aprile 1947, n. 330, ad addebiti ai prezzi correnti sul mercato all\u2019epoca in cui le materie prime sono grate impiegate dalle ditte. Ora, con l\u2019entrata in vigore del precitato decreto, la materia \u00e8 stata devoluta alla Finanza straordinaria.<\/p><p>Per quanto concerne i finanziamenti e le concessioni di materie prime disposte dal governo di Sal\u00f2, si \u00e8 provveduto e si provvede tuttora, in armonia con le disposizioni contenute nel decreto 5 ottobre 1944 ed in conformit\u00e0 al parere espresso dall\u2019Avvocatura generale dello Stato, appositamente interpellata, nei casi che a mano a mano vengono alla luce a seguito di minuziosi e difficoltosi accertamenti (eseguiti a cura degli enti periferici):<\/p><p>1\u00b0) ad annullare tutte le vendite, le cessioni di materie prime o di altri beni dello Stato disposte dagli organi dello pseudo governo di Sal\u00f2;<\/p><p>2\u00b0) a ricuperare le somme pagate dagli organi del predetto governo in anticipo od in acconto di forniture non eseguite;<\/p><p>3\u00b0) a rivalutare i lavori o le forniture eseguite nel periodo di occupazione allo scopo di far fare le opportune segnalazioni alla Finanza straordinaria, qualora il compenso pattuito e corrisposto risultasse manifestamente eccessivo in relazione alle opere prestate ed alle condizioni di mercato dell\u2019epoca;<\/p><p>4\u00b0) a chiedere la consegna dei manufatti pagati dal predetto governo, e comunque ancora in possesso delle ditte fornitrici.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dugoni ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>DUGONI. Devo ringraziale il Ministro Pella ed il Sottosegretario Chatrian per la cortesia che hanno posto nelle loro risposte. Devo anche dire che mi dispiace che un tema di questa importanza, e soprattutto di questo valore morale, sia ristretto in fine di seduta, con la partecipazione di un modesto parlamentare quale io sono e senza fruttuosi ed ampi dibattiti che potrebbero veramente portare un contributo nell\u2019opera del Governo ed una chiarificazione in questa materia per la quale io stimo, malgrado la buona volont\u00e0 degli onorevoli Ministri, che ci si debba ancora mettere sulla buona strada: e basta a provarlo il fatto che il Ministro e il Sottosegretario che hanno parlato prima di me non hanno potuto citare un esempio, un caso, un soldo, una lira, una cifra, un dato da cui risultasse che qualcosa era entrato nelle casse dello Stato a seguito di quest\u2019opera che pure sembra cos\u00ec avanzata e cos\u00ec ampia.<\/p><p>L\u2019Assemblea mi dar\u00e0 atto che effettivamente non \u00e8 stato citato un solo dato, una sola cifra. Vi confesso, onorevole Pella e onorevole Chatrian, che mi sarebbe stato pi\u00f9 gradito sentirmi dire che a seguito di questo decreto, a seguito dell\u2019opera prestata dai vari uffici e dalla Ragioneria generale dello Stato, avessimo recuperato una somma X di lire italiane, cosa che per adesso voi non avete saputo dire.<\/p><p>Ora, io invito l\u2019Assemblea a riflettere sul piccolo dettaglio che la liberazione data dal 25 aprile 1945, e cio\u00e8 che sono passati gi\u00e0 due anni e mezzo dalla liberazione, e che la determinazione (che io erroneamente ho indicato come del 14 settembre \u2013 e chiedo scusa all\u2019onorevole Chatrian \u2013 mentre si tratta del 3 ottobre 1943, n. 752, firmata dai commissari Liguori e Cambi) ha quattro anni di vita. Sono fatti che si allontanano ogni giorno di pi\u00f9 e per i quali, come ha osservato l\u2019onorevole Pella, diventa sempre pi\u00f9 difficile andare a vedere che cosa \u00e8 successo. Gli uffici e il personale addetto ai Centri di distribuzione e di raccolta di materie prime scompaiono, muoiono, non ci sono pi\u00f9, ed i documenti sono scomparsi.<\/p><p>Il Ministro Pella diceva una cosa sulla quale io verserei volentieri una lacrima. Si tratta dei documenti del famoso <em>Rustung Kommand.<\/em><\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Ci sono.<\/p><p>DUGONI. Ci sono. E l\u00ec c\u2019\u00e8 tutta la storia delle espoliazioni da parte dei grandi industriali italiani, espoliazioni a danno di tutti ed a loro profitto. Espoliazioni a danno della Nazione, a danno degli invasori, a danno dei liberatori, a danno di tutti, e sempre naturalmente a danno delle classi lavoratrici, a danno di chiunque, purch\u00e9 vi fosse il profitto degli industriali. L\u2019archivio del <em>Rustung Kommand<\/em> \u00e8 una tomba. Una tomba che nessuno riesce a scoprire.<\/p><p>Voi accennavate, onorevole Ministro, all\u2019incidente dell\u2019UCOF, Ufficio controllo formaggi, che si rifiut\u00f2 di consegnare documenti allo Stato per cui fu d\u2019uopo inviare la polizia tributaria per sequestrare una parte degli archivi. Voi lo avete citato; ed io lo conoscevo. Ma esistono anche altri uffici che si rifiutano di consegnare documenti di questo genere. Ebbene, io vi domando allora se noi abbiamo ragione o torto di protestare.<\/p><p>Onorevole Pella, io la ringrazio di avermi ritenuto al di sopra della polemica che c\u2019\u00e8 stata e della polemica che ci pu\u00f2 essere. \u00c8 stata riportata una circolare della Laniera che \u00e8 ufficiale. Potremo portare fotografie con le firme. Certamente la Laniera millanta un credito. Per\u00f2 dovete riconoscere che per chi \u00e8 fuori le cose sono strane. Ecco il testo:<\/p><p>\u00ab<em>Oggetto:<\/em> Avocazione dei profitti di regime.<\/p><p>\u00abFacciamo seguito alle nostre precedenti comunicazioni per avvisare gli interessati che la procedura da noi proposta, per trattare collettivamente e nazionalmente con l\u2019Amministrazione finanziaria la determinazione delle percentuali di profitti e per le varie spese di forniture fatte dal tedesco invasore, ecc. ecc., sar\u00e0 quasi certamente accolta dalla Direzione generale, ecc. ecc.\u00bb.<\/p><p>Ora voi mi avete dimostrato che non \u00e8 vero (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Saggin<\/em>); ma il millantato credito c\u2019\u00e8. Io sto spiegando come sono andate le cose e credo di fare ogni sforzo possibile per elevarmi al di sopra di queste questioni; per\u00f2 ci sono dei documenti i quali lasciano o vogliono lasciar credere, in mala fede (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Saggin<\/em>), che questi contatti sono esistiti.<\/p><p>Ora, dico, onorevole Pella, io le rendo atto, sono perfettamente d\u2019accordo con lei che la questione sua personale \u00e8 fuori. Noi abbiamo appreso con piacere che il giorno in cui lei ha assunto responsabilit\u00e0 di Governo ha lasciato tutte le sue cariche dando un esempio veramente nobile di come ci si deve accingere a governare il Paese. Ed io le do personalmente atto di questo ben conoscendo i dettagli. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 gente che forse dietro le vostre spalle dice delle parole che ricadono su di voi senza che lo sappiate.<\/p><p>Voi capite, onorevole Ministro, che abbiamo diritto di chiedere a quei signori una maggiore seriet\u00e0 ed una maggiore comprensione di quelli che sono i loro doveri verso una persona che \u00e8 stata veramente qualcosa e qualcuno nei loro confronti come siete stato voi.<\/p><p>Voi avete diritto di pretendere da coloro vicino ai quali siete stato fino a ieri di non abusare della vostra amicizia per farvi del male, perch\u00e9 una circolare come quella citata \u00e8 un danno che ricade sulla vostra persona (<em>Commenti e proteste al centro<\/em>), ripeto, ingiustamente, ma questo pu\u00f2 accadere e pu\u00f2 trarre in inganno coloro che non conoscono come io conosco la situazione dell\u2019onorevole Pella.<\/p><p>Venendo alla determinazione ministeriale del 3 ottobre, \u00e8 certo che il Ministero della difesa doveva da tempo prendere una diversa posizione. \u00c8 chiaramente stabilito che la ditta fornitrice \u00e8 tenuta a rimborsare l\u2019amministrazione interessata delle materie prime o semilavorate da questa fornite, ecc. ecc. Ora, \u00e8 un pezzo che io mi occupo di questa questione.<\/p><p>Mi permetto di ricordare all\u2019Assemblea che il 17 settembre 1946, cio\u00e8 oltre un anno fa, presentai una mozione in cui invitai il Governo a promuovere una inchiesta parlamentare diretta a stabilire l\u2019ammontare, le modalit\u00e0, la destinazione e l\u2019uso dei sussidi, sovvenzioni, concorsi a fondo perduto a qualsiasi titolo, a favore di privati, di enti pubblici, ecc.<\/p><p>E questo proprio perch\u00e9 vi sono clamorosi esempi di spoliazione dello Stato. Uno degli esempi tipici \u00e8 quello di un\u2019azienda la quale ebbe dallo Stato 180 milioni per attrezzare uno stabilimento industriale.<\/p><p>Con questi 180 milioni comper\u00f2 un certo numero di macchine utensili, che furono ammortizzate nel corso di 18 mesi di forniture fatte allo Stato. Conseguentemente, alla fine dei 18 mesi, la ditta poteva portare in bilancio le proprie macchine utensili a una lira ciascuna. L\u2019azienda in questione era bombardata ad una data <em>x<\/em> e la ditta otteneva un anticipo di 300 milioni per ricostruire il proprio stabilimento.<\/p><p>Questo \u00e8 uno dei casi tipici di spoliazione dello Stato: lo Stato ha pagato 180 milioni per la prima serie di macchine; 180 milioni attraverso le forniture, una seconda volta, e 300 milioni perch\u00e9 lo stabilimento venisse rifatto, una terza volta. In totale 660 milioni.<\/p><p>Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. Vi \u00e8 una azienda che si era impegnata a fabbricare un mitra \u2013 onorevole Chatrian, voi dovete sapere di che cosa si tratta. Ebbene, questa ditta ebbe un anticipo dallo Stato di circa 75 milioni per attrezzare lo stabilimento, se non erro, in provincia di Cremona, ma non sono molto certo del luogo. Questa ditta incass\u00f2 i 75 milioni dallo Stato e non fabbric\u00f2 mai una sola arma da fornire all\u2019esercito!<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> In che anno?<\/p><p>DUGONI. Nel 1941 o nel 1942. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Esiste sempre la ditta, per\u00f2.<\/p><p>DUGONI. Se voi non capite, la colpa non \u00e8 mia: non sto dicendo che ci\u00f2 sia da attribuire all\u2019attuale Governo, sto dicendo che vi sono somme da recuperare per conto dello Stato e che spetta ai Ministri attuali di recuperare queste somme. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dugoni, dando forma dell\u2019interrogazione alla sua richiesta di informazioni nei confronti dei Ministri, lei stessa ha delimitato il suo tempo di parola. Forse era pi\u00f9 opportuna una interpellanza. Ma ora siamo in sede di interrogazione e non possiamo oltrepassare il tempo concesso dalle norme di Regolamento, anche se la questione dibattuta \u00e8 tanto importante.<\/p><p>DUGONI. Lei ha ragione, onorevole Presidente. Mi limiter\u00f2 a dire che un dibattito come l\u2019attuale non \u00e8 sufficiente per esaurire questa materia.<\/p><p>Comunque, per chiudere, tengo a precisare la mia personale stima nei confronti del Ministro delle finanze, nella convinzione che egli abbia fatto tutto quanto era nelle sue possibilit\u00e0 personali perch\u00e9 si provvedesse al recupero di questi crediti dello Stato. Ma, d\u2019altra parte, siamo a conoscenza che non vi \u00e8 stata una delimitazione della materia di competenza del Ministro delle finanze, del Ministro del tesoro \u2013 che mi spiace di non vedere al banco del Governo, perch\u00e9 anch\u2019egli era interrogato e doveva precisare alcuni dati \u2013 e del Ministro della difesa.<\/p><p>L\u2019onorevole Chatrian ha affermato che le materie prime sono addebitate al prezzo della giornata in cui sono state adoperate, mentre l\u2019onorevole Pella dice che vuole recuperare una differenza. Non so dove possa recuperarla, se \u00e8 esatta l\u2019affermazione dell\u2019onorevole Chatrian, secondo la quale le materie prime sono state addebitate al prezzo della giornata, se non vi \u00e8 nessun profitto straordinario&#8230;<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> S\u00ec, c\u2019\u00e8.<\/p><p>DUGONI. Quindi, vedete che il dibattito meriterebbe veramente una maggiore ampiezza. In ogni caso, io invito il Governo ad agire con estrema severit\u00e0 e soprattutto \u2013 ecco il concetto che voglio mettere alla fine del mio discorso \u2013 con una maggiore meccanicit\u00e0. Cio\u00e8 io sono convinto che tutta questa serie di questioni individuali, soggettive, ditta per ditta, volta per volta, favoriscono la frode fiscale e favoriscono le evasioni a danno dello Stato. Se noi avessimo un metro, sar\u00e0 <em>summum jus<\/em> con quello che segue, ma almeno avremmo una specie di letto di Procuste nel quale adattare a forza le dimensioni dei profittatori. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Bonomi Paolo Galati, Storchi, Camangi, Stella, Quarello, Bellato, Del Curto, Giacchero, Pastore Giulio, Monticelli, Carbonari, Ferrari, Burato e Caiati:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e di grazia e giustizia, per sapere se, in considerazione della mancata registrazione da parte della Corte dei conti, per dichiarata incostituzionalit\u00e0, del decreto relativo allo sdoppiamento del prezzo dei cereali soggetti a vincolo di ammasso, agli effetti del pagamento dei canoni di affitto e delle richieste dei proprietari terrieri, richieste che mirano ad ottenere l\u2019integrale pagamento dei canoni di affitto non solo per l\u2019annata agraria 1946-47, ma anche per quelle precedenti; non ritengano opportuno \u2013 onde ovviare alla grave agitazione che gi\u00e0 si va delineando tra gli affittuari di tutte le provincie italiane \u2013 elaborare un provvedimento legislativo da sottoporre, con urgenza, all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea Costituente per regolare e definire con rapidit\u00e0 la delicata materia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Risponder\u00f2 brevissimamente, anche a nome del mio collega Ministro dell\u2019agricoltura che non \u00e8 presente, per fornire all\u2019onorevole interrogante chiarimenti che, ne sono sicuro, lo indurranno a darmi atto che le sue preoccupazioni restano pienamente dissipate.<\/p><p>Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato recante modificazioni ed aggiunte al provvedimento in materia di affitto di fondi rustici non ha formato oggetto, da parte della Corte dei conti, di alcun rilievo sotto l\u2019aspetto della sua costituzionalit\u00e0. Per dar corso alla normale procedura, sono stati soltanto richiesti, perch\u00e9 necessari, alcuni adempimenti di carattere meramente formale che sono in via di definizione. Subito dopo si provveder\u00e0 alla pubblicazione.<\/p><p>Penso quindi che l\u2019onorevole interrogante rimarr\u00e0 sodisfatto e che le sue preoccupazioni, che sono anche le preoccupazioni del Governo, perch\u00e9 si possa portare rapidamente una pacificazione nel campo agrario in questa materia dei canoni in natura, verranno presto dissipate.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Prendo atto con piacere delle assicurazioni fornitemi dall\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia: la Corte dei conti provveder\u00e0 a giorni, con urgenza, a registrare il provvedimento. Mi permetta per\u00f2 l\u2019onorevole Ministro di far qui presente una mia gravissima preoccupazione. \u00c8 vero che il decreto verr\u00e0 registrato e senza la clausola \u00abcon riserva\u00bb; ma io non posso dimenticare ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto per il decreto nello scorso anno. Io non posso dimenticare ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto per il primo decreto Gullo che, fino dal 1944, ha recato nella materia degli affitti questo principio dello sdoppiamento del prezzo del grano.<\/p><p>Noi ci siamo trovati lo scorso anno di fronte ad una dichiarazione precisa della Corte di cassazione la quale ha definito incostituzionali questi decreti determinando una situazione veramente grave. I proprietari terrieri stanno iniziando la presentazione di domande all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria per ottenere il rimborso di quanto non percepito in pi\u00f9 non solo nel 1946, come ad esempio ho potuto appurare presso il tribunale di Novara, ma anche nel 1943 e nel 1942, perch\u00e9 proprio in questo anno, attraverso un\u2019azione sindacale, era stato stabilito un certo sdoppiamento del prezzo dei cereali agli effetti del pagamento degli affitti. La situazione \u00e8 grave.<\/p><p>Prendo atto delle assicurazioni datemi dall\u2019onorevole Ministro, ma chiedo al Ministro, chiedo al Governo, se non ritenga, non solo opportuno, ma necessario ed urgente, intervenire in questa materia, per poter por fine a questa situazione; situazione che fa guadagnare soltanto agli avvocati (<em>Commenti<\/em>) e a nessun altro, e che, non dimentichiamolo, danneggia non solo l\u2019affittuario e in special modo il piccolo affittuario, ma tutta l\u2019agricoltura. Si era accettato il principio dello sdoppiamento del prezzo del grano per venire incontro alle maggiori spese di produzione, che non gravano sul proprietario, ma che gravano esclusivamente sul conduttore e sul Coltivatore del fondo. Ebbene, se noi oggi non riportiamo la tranquillit\u00e0 nelle campagne, non ne vanno di mezzo soltanto gli interessi dei piccoli e medi affittuari, ma vanno di mezzo \u2013 ed \u00e8 questo che ci preoccupa di pi\u00f9 \u2013 gli interessi della produzione. Pensate: stiamo oggi entrando nella grande battaglia per il nuovo sistema di ammasso del grano, cio\u00e8 vogliamo aumentare sempre di pi\u00f9 la superficie coltivata a grano; ebbene, credo di poter dire che, se non riportiamo la tranquillit\u00e0 in questa materia di affitti, forse quei provvedimenti che con tanta saggezza il Consiglio dei Ministri ha emanato ultimamente per gli ammassi a contingente non daranno i risultati sperati.<\/p><p>Quindi, per queste ragioni, ripeto ancora la mia preghiera, a nome di tutti gli affittuari d\u2019Italia, di porre la parola \u00abfine\u00bb a questa situazione, perch\u00e9 cos\u00ec facendo si andr\u00e0 incontro agli interessi della categoria, ma anche \u2013 quel che pi\u00f9 conta \u2013 verso una maggiore superficie coltivata a grano, ci\u00f2 che significa assicurare il pane al popolo italiano. (<em>Applausi<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate alcune interrogazioni con richiesta di risposta urgente. La prima \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del tesoro, per sapere se non si ritenga opportuno emanare finalmente la legge organica sul risarcimento dei danni di guerra, vivamente attesa da tutti i sinistrati di guerra e troppe volte oramai inutilmente annunciata.<\/p><p>\u00abTanto si chiede nella convinzione che un organico testo di legge che coordini e aggiorni le numerosissime e spesso contradittorie disposizioni sul risarcimento di danni di guerra alle varie categorie di beni possa costituire valido strumento alla ricostruzione del Paese.<\/p><p>\u00abCavallari\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> L\u2019altro ieri \u00e8 stato risposto ad altra interrogazione su questo argomento. Bisogna aver pazienza.<\/p><p>PRESIDENTE. Un\u2019altra interrogazione \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, per conoscere le ragioni del ritardo a presentare all\u2019Assemblea Costituente il progetto di legge, pi\u00f9 volte richiesto e promesso, per la sistemazione dei beni sottratti dal partito nazionale fascista;<\/p><p>per sapere, inoltre, se non credano emettere, frattanto, in via d\u2019urgenza, i provvedimenti necessari per evitare che atti in corso provochino dolorosi incidenti.<\/p><p>\u00abMacrelli, Chiostergi, Spallicci, Pacciardi\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Interesser\u00f2 i Ministri interrogati perch\u00e9 facciano sapere quando intendano rispondere.<\/p><p>PRESIDENTE. Infine, \u00e8 stata presentata la seguente altra interrogazione:<\/p><p>\u00abAl Ministro del tesoro, per conoscere se non ritiene urgente procedere alla riorganizzazione del Servizio pensioni di guerra e infortunati civili, riunendo le varie sezioni \u2013 oggi disseminate in quattro edifici, lontani l\u2019uno dall\u2019altro \u2013 in un unico edificio, in modo da poter coordinare le varie branche ed attivit\u00e0 ed iniziare un sollecito lavoro di espletamento delle 600.000 e pi\u00f9 pratiche che attendono la definizione, ponendo cos\u00ec fine alla paralisi del delicatissimo settore.<\/p><p>\u00abMorini\u00bb<\/p><p>MORINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORINI. Sullo stesso argomento sar\u00e0 svolta, nella seduta antimeridiana di domani, un\u2019altra interrogazione; chiedo perci\u00f2 che sia a questa abbinata la mia.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo consente?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Consento.<\/p><p>PRESIDENTE. Cos\u00ec sar\u00e0 fatto.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere perch\u00e9 non si \u00e8 provveduto e non si provvede a far riparare la strada militare Premeno-Colle-Trarego sopra Intra.<\/p><p>\u00abQuesta strada, che fu costruita per ragioni strategiche su ordine dello Stato Maggiore durante la guerra 1915-18 lungo il confine svizzero, vale attualmente molti miliardi, e fu iscritta alla quinta classe con decreto 15 novembre 1923, n. 2406. Con convenzione 23 maggio 1942 l\u2019Ufficio fortificazioni del Corpo d\u2019armata di Torino si \u00e8 impegnato alla sua manutenzione dietro versamento di lire 20.000 (ventimila) annue da parte dei Comuni consorziati.<\/p><p>\u00abDopo la convenzione invece furono sospesi i lavori di manutenzione, licenziati i cantonieri e la strada, intatta solo nelle opere principali, \u00e8 diventata un vero torrente.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede all\u2019onorevole Ministro che sia inviata sul posto, con la massima urgenza, una squadra di zappatori del Genio militare, oppure che venga elargita una somma aggirantesi su 1.800.000-2.000.000 (due milioni) ai Comuni consorziati perch\u00e9 provvedano alla riparazione di detta strada che \u00e8 \u2013 attualmente \u2013 di notevole importanza turistica, sotto il controllo e la direzione del Genio militare di Torino. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZappelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se non sia possibile migliorare i trasporti di viaggiatori sulla linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, e pi\u00f9 particolarmente se non sia possibile:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) istituire qualche treno pi\u00f9 celere degli attuali;<\/li><li><em>b<\/em>) ridurre il disagio del viaggio in carro bestiame, specialmente grave nella prossima stagione invernale, con una maggiore dotazione di vetture viaggiatori. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abCarboni Angelo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se non ritenga opportuno affrettare il ripristino della linea ferroviaria Sora-Avezzano, vivamente reclamata dalle popolazioni interessate, attualmente costrette a servirsi di mezzi di trasporto eccessivamente costosi ed inadeguati ai bisogni degli scambi agricoli e commerciali fra due regioni economicamente complementari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCarboni Angelo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri di grazia e giustizia e del tesoro, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) perch\u00e9 fino ad ora non \u00e8 stato esteso al personale aggregato delle carceri il decreto del Capo provvisorio dello Stato 25 ottobre 1946, n. 263;<\/p><p>2<em>\u00b0<\/em>) quando al personale aggregato delle carceri sar\u00e0 accordato l\u2019aumento del trenta per cento e l\u2019esenzione dalla ricchezza mobile, che, in base ai recenti provvedimenti, sono stati ammessi per tutti gli impiegati dello Stato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCastelli Avolio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro delle finanze, per conoscere se non si ritenga opportuno, giusto ed urgente disporre che gli impiegati dello Stato di prima nomina percepiscano puntualmente lo stipendio fin dalla scadenza del primo mese di servizio e non dopo tre o quattro mesi, come di solito avviene, nell\u2019erroneo presupposto che un qualsiasi funzionario abbia la possibilit\u00e0 di vivere sulle spese, anticipando diverse diecine di migliaia di lire per vitto ed alloggio.<\/p><p>\u00abSi dovrebbe anzi trovare il modo di concedere ai nuovi assunti qualche congruo acconto, che li ponesse in grado di raggiungere senza enorme sacrifizio la propria sede e di far fronte alle spese pi\u00f9 urgenti per la sistemazione nella nuova residenza.<\/p><p>\u00abCaroleo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro delle finanze, per conoscere se non sembri necessario ed urgente disporre, nelle attuali condizioni di disagio di tutti i funzionari dello Stato, che, in caso di trasferimento da un gruppo all\u2019altro della stessa o di diversa Amministrazione, o in caso di trasferimento da sede a sede, gli impiegati continuino a percepire ininterrottamente e puntualmente, alla scadenza di ogni mese, lo stipendio, nella misura gi\u00e0 goduta, salvo successivo conguaglio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abCaroleo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXXXI. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 24 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedo: Presidente Domande di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Nitti Lami Starnuti Preti Carpano Maglioli Laconi Condorelli Colitto Mortati Lussu Nobili Tito Oro Perassi Zuccarini Rubilli Caronia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2181,2315,2196,2265,2155","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2140","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2140"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6667,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2140\/revisions\/6667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2140"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}