{"id":2131,"date":"2023-09-17T11:37:07","date_gmt":"2023-09-17T09:37:07","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2131"},"modified":"2023-10-21T18:58:01","modified_gmt":"2023-10-21T16:58:01","slug":"lunedi-22-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2131","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 22 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2131\" class=\"elementor elementor-2131\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-92e8d84 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"92e8d84\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-86480d1\" data-id=\"86480d1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-86c1ed2 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"86c1ed2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470922_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2bb27a5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2bb27a5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>ccxxvIIi.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 22 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>In memoria di Fiorello La Guardia:<\/strong><\/p><p>Gasparotto<\/p><p>Tupini, <em>Ministro dei lavori pubblici<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Segni, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste <\/em><\/p><p>Tupini, <em>Ministro dei lavori pubblici<\/em><\/p><p>Laconi<\/p><p>Fanfani, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale<\/em><\/p><p>Salerno<\/p><p>Mazza<\/p><p>Schiratti<\/p><p>Corbellini, <em>Ministro dei trasporti<\/em><\/p><p>Veroni<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Numeroso<\/p><p>Presidente<\/p><p>Chatrian, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa<\/em><\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Fiore<\/p><p>Stampacchia<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Caso<\/p><p>Cappi<\/p><p>Brusasca, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri<\/em><\/p><p>Giacchero<\/p><p><strong>Interpellanze <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Silipo<\/p><p>Tupini,<em> Ministro dei lavori pubblici <\/em><\/p><p>Nobile<\/p><p>Cingolani, <em>Ministro della difesa <\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019assemblea:<\/strong><\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Vernocchi<\/p><p>Laconi<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i deputati Arata, Carmagnola, Pellizzari.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In memoria di Fiorello La Guardia.<\/p><p>GASPAROTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GASPAROTTO. Invito l\u2019Assemblea a rivolgere un pensiero di rimpianto e di omaggio alla memoria di Fiorello La Guardia, spentosi l\u2019altro ieri a New York, portando nel cuore l\u2019impronta dei suoi due grandi amori: l\u2019antica patria d\u2019origine, l\u2019Italia, la sua nuova patria di elezione, gli Stati Uniti.<\/p><p>La romantica vita di quest\u2019uomo, figliuolo della Puglia, che si inizia nella pi\u00f9 dura miseria e culmina nei fastigi del pi\u00f9 alto potere nella citt\u00e0 pi\u00f9 possente del mondo, \u00e8 degna di insegnamento e anche di ammonimento per coloro che ancora disconoscono \u00ec valori morali che racchiude in s\u00e9 questa povera Italia. Perch\u00e9, dal nulla, da padre ramingo ed esule dalla patria che gli negava il pane, l\u2019italiano Fiorello La Guardia ha saputo battere vie nuove ed arrivare a superba altezza.<\/p><p>Di lui ricordiamo il compagno d\u2019armi della prima guerra europea; di lui ricordo, soprattutto, che quando, dopo la sventura di Caporetto, l\u2019Italia, fino allora divisa, si trov\u00f2 unita e concorde nel pensiero e nella volont\u00e0 della rivincita, la voce dell\u2019America suon\u00f2 consolante ed incitatrice per bocca di Fiorello La Guardia, del quale \u00e8 ancora memoria di un appassionato discorso al Teatro della Scala a Milano.<\/p><p>Poi, quando, durante l\u2019ultimo e pi\u00f9 sanguinoso conflitto, durava in Italia ancora la guerra civile \u2013 e fu il delitto maggiore del fascismo \u2013 venne dall\u2019America attraverso le onde della radio la prima parola amica, essa era la voce di Fiorello La Guardia. Perci\u00f2 un gruppo di deputati italiani, profughi ed ospiti nella Svizzera (fra essi vedo presente qualcuno, l\u2019onorevole Targetti, l\u2019onorevole Momigliano, l\u2019onorevole Maffi) gli dirigevano questo saluto:<\/p><p>\u00abAmici vostri, memori della nobile opera da voi spiegata in Italia in altra ora e costantemente mantenuta oltre Oceano, sicuri interpreti unanime pensiero del popolo italiano, vi esprimono la loro profonda riconoscenza per la nuova affermazione di incoraggiante solidariet\u00e0, augurando che il generoso appello accolga consensi presso il Vostro grande Paese\u00bb.<\/p><p>Fiorello La Guardia, passando sopra a tutti i protocolli, malgrado l\u2019ufficio che teneva, ha risposto immediatamente cos\u00ec:<\/p><p>\u00abAmici, pazienza e coraggio. Apprezzo vostro gentile omaggio. L\u2019America \u00e8 profondamente interessata nell\u2019avvenire dell\u2019Italia. Ho la assoluta certezza che le condizioni miglioreranno molto presto\u00bb. E il presagio fu tradotto in realt\u00e0. Otto mesi dopo l\u2019Italia era libera. Ma, ove non bastasse a costituire titolo di riconoscenza verso di lui quello che ha fatto Fiorello La Guardia per l\u2019Italia, baster\u00e0 por mente a quello che ha fatto quando, gi\u00e0 martoriato dal male che lo ha tratto alla tomba, ha diretto l\u2019U.N.R.R.A., quella meravigliosa e generosa istituzione che ha sfamato tanti vecchi, tanti bimbi, tanti infermi, sparsi per le vie del mondo.<\/p><p>Perci\u00f2 noi non ricordiamo soltanto in lui il fedele amico del nostro Paese, ma ricordiamo anche uno dei cavalieri dell\u2019umanit\u00e0, destinati ad aprire la via dell\u2019universale solidariet\u00e0 a tutti gli uomini che soffrono e che sperano. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Il Governo si associa alle nobili parole dell\u2019onorevole Gasparotto. L\u2019Italia ha perduto in Fiorello La Guardia un amico leale e sincero; la democrazia un\u2019incomparabile campione, l\u2019umanit\u00e0 un forte assertore, generoso e leale, dei valori umani e cristiani della vita. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Io credo di interpretare il sentimento e il pensiero dell\u2019Assemblea associandomi alle nobili parole dell\u2019onorevole Gasparotto e del rappresentante del Governo alla memoria di Fiorello La Guardia. Fiorello La Guardia non pu\u00f2 essere dimenticato dagli italiani. Essi ricordano la sua solidariet\u00e0 viva ed ardente durante la nostra lotta di liberazione e la lotta per la conquista delle istituzioni repubblicane d\u2019Italia. Lo ricordano per tutte le virt\u00f9 dell\u2019uomo pubblico, che ha dato anche un mirabile esempio nello sviluppo dell\u2019opera sua a favore della sua citt\u00e0.<\/p><p>Lo ricordiamo noi, onorevoli colleghi, che avemmo il privilegio di ospitarlo nel nostro palazzo; e lo udimmo rivolgerci delle forti e generose parole di incoraggiamento per la lotta che avremmo ancora dovuto sostenere nel nostro Paese, per i sacrifici che avremmo dovuti ancora affrontare. Egli ci incoraggi\u00f2, ci confort\u00f2 e ci ha, credo, accompagnati col pensiero sino all\u2019ultimo istante di sua vita, perch\u00e9 egli amava veramente l\u2019Italia.<\/p><p>Vada alla memoria di Fiorello La Guardia il nostro commosso pensiero. (<em>Vivissimi generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Interrogazioni. La prima \u00e8 dell\u2019onorevole Laconi, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019agricoltura e foreste, \u00abper sapere: 1\u00b0) se \u00e8 a conoscenza del Governo lo stato di grave disagio nel quale si dibatte l\u2019agricoltura e quindi tutta l\u2019economia dei comuni situati nella piana di Oristano in seguito ai danni provocati dalle continue alluvioni dovute all\u2019illegale funzionamento delle opere di scarico del lago Omodeo che, creato come opera di trattenuta delle piene del fiume Tirso, \u00e8 invece diventato causa principale degli allagamenti delle campagne sottostanti ed impedimento alla esecuzione delle opere di bonifica e di trasformazione fondiaria nei terreni pi\u00f9 fertili della Sardegna; 2\u00b0) le ragioni per le quali il Governo non ha finora raccolto le proteste delle popolazioni colpite, proteste che tendono a far cessare l\u2019attuale stato di asservimento di tutta l\u2019economia di una vasta e fertile regione agli interessi della societ\u00e0 concessionaria del bacino, asservimento che dura dal 1924, malgrado le vive proteste delle popolazioni danneggiate; 3\u00b0) le ragioni per le quali il Governo non ha finora ritenuto opportuno applicare l\u2019articolo 30 dei disciplinari di concessione 17 marzo 1914 (legge il luglio 1913, n. 985) dichiarando la decadenza della concessione stessa, dato che l\u2019esercizio del serbatoio \u00e8 cos\u00ec difettoso ed irregolare da richiedere provvedimenti nel pubblico interesse\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste ha facolt\u00e0 di rispondere per la parte che lo concerne.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Il bacino del Tirso, costruito in seguito alla legge Cocco Ortu e regolato dal disciplinare 18 marzo 1914, aveva come scopo preminente la produzione di energia elettrica per usi industriali e civili e quello di irrigazione della piana di Campidano di Oristano.<\/p><p>Il compito di regolatore delle piene del Tirso era un compito secondario, che si univa agli altri due, non nel senso che il bacino fosse concepito come regolatore totale delle piene del Tirso, ma che fosse concepito anche allo scopo di diminuirne la portata e l\u2019intensit\u00e0, giacch\u00e9 il corso irregolare di quel fiume faceva s\u00ec che, per la sua natura torrentizia, piene massime di oltre 3 mila metri cubi al secondo fossero registrate negli anni di massima piovosit\u00e0; piene che era impossibile contenere anche con un bacino della capacit\u00e0 di 400 milioni di metri cubi, quale \u00e8 il bacino del Tirso, piene che, per\u00f2, attraverso la diga del Tirso stesso venivano ridotte ad un massimo di 700-800 metri cubi al secondo.<\/p><p>Costruito il bacino, le opere di irrigazione nella bassa valle del Tirso trovarono una viva opposizione da parte dei grandi proprietari del comprensorio; viva opposizione che si \u00e8 sempre ripetuta, e si \u00e8 ripetuta anche quest\u2019anno, adducendo gli stessi elementi e gli stessi motivi \u2013 secondo noi, non esatti \u2013 che sono contenuti nell\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Le acque del Tirso, opportunamente regolate, possono essere sufficienti ad irrigare non solo gli 8 mila ettari del comprensorio di Arborea, ma anche i 16 mila e pi\u00f9 ettari del basso Campidano di Oristano.<\/p><p>Se al bacino si attribuissero esclusivamente o prevalentemente funzioni di regolatore di piene, \u00e8 certo, dati i diagrammi del deflusso del fiume, che l\u2019irrigazione non potrebbe essere praticata. Si aggiunga che, se anche il bacino del Tirso fosse utilizzato come regolatore delle piene, esso non potrebbe mai impedire le inondazioni del Tirso nelle massime piene che si verificano precisamente in anni di piovosit\u00e0 eccezionale, come \u00e8 stato l\u2019anno decorso. In 24 anni si sono potuti misurare completamente i deflussi del Tirso, e si \u00e8 visto che essi oscillano da 200 milioni di metri cubi annui, negli anni di minima piovosit\u00e0, ad oltre un miliardo e cento milioni di metri cubi negli anni di massima piovosit\u00e0. E questi stessi diagrammi dimostrano come, in questi anni di massima piovosit\u00e0, che si ripetono con ciclo quasi decennale, le funzioni di trattenuta delle piene del bacino del Tirso non potrebbero essere in nessun modo adempiute, in quanto il deflusso invernale supera quasi tre volte la capacit\u00e0 del bacino stesso.<\/p><p>Si aggiunga inoltre che a valle della diga del Tirso, un affluente del Tirso, il Fiumineddu, il quale non \u00e8 trattenuto da bacini e riversa le sue acque in piena nella piana di Oristano, provoca anch\u2019esso delle esondazioni frequenti, le quali si confondono con le esondazioni del bacino del Tirso.<\/p><p>Questa situazione non \u00e8 passata inosservata certamente n\u00e9 al Governo attuale n\u00e9 ai Governi precedenti; essa \u00e8 stata, anzi, oggetto di lunghi studi, e si \u00e8 ritenuto che la soluzione dovesse essere la seguente: arginare tutto il corso del Tirso a valle della diga, per proteggere i terreni del Campidano di Oristano dalle inondazioni del Tirso stesso, e utilizzare completamente le acque del Tirso per l\u2019irrigazione del fertilissimo comprensorio del basso Campidano, che permetterebbe di decuplicare la produzione di quei 16.000 ettari di terreno che oggi sono quasi esclusivamente adibiti a pascolo.<\/p><p>Se noi invece adottassimo la tesi di alcuni grossi proprietari della valle del Tirso, del Consorzio della destra del Tirso e dell\u2019onorevole Laconi, dovremmo negli anni di scarsa piovosit\u00e0 condannare questi terreni alla mancanza di irrigazione. Dato infatti l\u2019andamento alterno delle stagioni, per cui a stagioni di media o massima piovosit\u00e0 seguono anni di scarsa piovosit\u00e0, se si vuol praticare l\u2019irrigazione \u00e8 necessario conservare nel bacino del Tirso un determinato quantitativo di acqua che serva a compensare nell\u2019anno successivo ad anno di piovosit\u00e0 normale i minori probabili afflussi di pioggia.<\/p><p>Noi dobbiamo regolare l\u2019irrigazione non secondo il decorso annuale della piovosit\u00e0, ma secondo un decorso almeno biennale, in modo da essere sicuri che nel biennio possiamo disporre annualmente di 300 milioni di metri cubi circa per la necessaria irrigazione dei due comprensori, trattenendo quindi sempre nel bacino un determinato quantitativo di acqua perch\u00e9 anche negli anni di minima piovosit\u00e0 di soli 200 milioni di metri cubi, noi possiamo sopperire con le acque dell\u2019annata precedente ai bisogni dell\u2019irrigazione.<\/p><p>Per utilizzare quindi il bacino del Tirso come opera regolatrice, al massimo, delle piene, noi dovremmo tenere per quanto \u00e8 possibile permanentemente vuoto al massimo il bacino stesso, mentre noi abbiamo bisogno di trattenere da un anno all\u2019altro nel bacino stesso un centinaio di milioni di metri cubi per poter assicurare questa irrigazione, che si sta estendendo e che \u00e8 intenzione del Ministero di completare al pi\u00f9 presto possibile.<\/p><p>Per salvaguardare i terreni a valle del bacino, che devono essere veramente salvaguardati in quanto si intende trasformarli dalla cultura estensiva attuale a cultura fortemente intensiva, quali sono le culture irrigue, \u00e8 necessaria la costruzione di argini, i quali sono stati interrotti dalla guerra, in parte distrutti dalle opere di guerra, in parte perch\u00e9 ne \u00e8 stata sospesa l\u2019esecuzione, la quale \u00e8 stata ora ripresa e che, completata, porr\u00e0 completamente in salvo i terreni irrigui dalle possibili inondazioni del Tirso.<\/p><p>Vi sono state anche delle obiezioni contro questa sistemazione, ed \u00e8 bene che queste obiezioni siano completamente superate da un esame spassionato, perci\u00f2 nel luglio scorso, dopo la precedente mia visita personale nel territorio, effettuata in aprile, si \u00e8 proceduto, d\u2019accordo col Ministero dei lavori pubblici, alla nomina di una Commissione che dia l\u2019ultima e definitiva parola sulle decisioni adottate dal Ministero dell\u2019agricoltura. Il problema \u00e8 ormai pi\u00f9 agricolo che di lavori pubblici. Noi intendiamo spingere al massimo l\u2019irrigazione in un territorio desolato come quello della Sardegna.<\/p><p>Ci pare che lo scopo migliore a cui la bassa valle del Tirso potr\u00e0 essere destinata sia quello di rendere produttivi i fertili territori della bassa valle del Tirso e contrastare le inondazioni nella bassa valle del Tirso, per cui si pu\u00f2 trovare rimedio nel proseguimento dell\u2019arginatura, lavoro che richieder\u00e0 ancora qualche anno, ma che \u00e8, secondo noi, indispensabile. Si son fatte obiezioni non tecniche, perch\u00e9 ritengo che le obiezioni tecniche siano infondate; si \u00e8 trovata avversione nel misoneismo di alcune persone, ma ritengo che il pronunciato della Commissione, che \u00e8 composta dagli ingegneri Giandotti e Malacarne, tecnici e idraulici noti in tutta Italia, e dal professor Passerini, agronomo di grande valore, ritengo, ripeto, che toglier\u00e0 di mezzo tutte le obiezioni che infondatamente sono state rivolte all\u2019operato del Ministero.<\/p><p>Questa ritengo che sia la soluzione da adottare per l\u2019interesse della Sardegna, superando quelli che possono essere i piccoli interessi locali che potessero essere lesi. Questa soluzione credo debba adottarsi al pi\u00f9 presto, ed io ho gi\u00e0 disposto dei finanziamenti destinati ad eseguire quelle opere di arginatura che in ogni caso sono indispensabili; perch\u00e9, come ho detto, nelle annate di grande piovosit\u00e0 il bacino del Tirso non \u00e8 capace di trattenere tutta l\u2019acqua del Tirso stesso, in quanto esso ne pu\u00f2 trattenere appena un terzo e gli altri due terzi sarebbero sufficienti, nei momenti di massima piena, per provocare quelle inondazioni che si lamentano.<\/p><p>Occorre quindi difendere i terreni con un mezzo che sia diverso da quello del bacino, con un mezzo che non pu\u00f2 essere costituito altro che dall\u2019arginatura del corso del Tirso, ed anche del corso dei suoi affluenti, le cui piene, se pure di minore importanza, sono pi\u00f9 numerose ed egualmente dannose.<\/p><p>Questo, per la soluzione che noi prospettiamo. In quanto al passato ed alle accuse che si sono mosse da varie parti, e si muovono anche con questa interrogazione, al comportamento della societ\u00e0 ed alla mancata applicazione dell\u2019articolo 30 del disciplinare della concessione del 17 marzo 1914, devo rispondere che l\u2019applicazione di questo articolo non \u00e8 possibile. Il disciplinare stesso contempla infatti la decadenza della concessione quando, durante il periodo dell\u2019esercizio, non venisse sufficientemente curata la manutenzione ordinaria e straordinaria dell\u2019opera, per modo da correre pericolo cose e persone, oppure quando l\u2019esercizio del serbatoio e servizi attinenti all\u2019agricoltura e all\u2019industria dovesse risultare cos\u00ec difettoso ed irregolare da richiedere provvedimenti di pubblico interesse.<\/p><p>Il Ministero dei lavori pubblici, concessionario, ed al quale spetta fare osservare la concessione, ha giustamente osservato che il funzionamento della diga avviene sotto il controllo del Genio civile, il quale nessun rilievo ha presentato in proposito, e soggiunge che le inondazioni lamentate nel decorso anno sono dovute esclusivamente all\u2019annata con andamento intensamente piovoso, torrentizio, eccezionale in modo che il bacino non \u00e8 causa di queste inondazioni stesse, che sono prodotte invece dal naturale svolgimento della stagione. Ritengo perci\u00f2 che senza voler prevedere quali possono essere i risultati dei lavori della Commissione nominata, che ha gi\u00e0 iniziato lo studio della questione, Commissione sulla quale non vogliamo influire in nessun modo, la soluzione della questione si debba trovare nelle linee che ho gi\u00e0 indicate, cio\u00e8 arginare i fiumi le cui inondazioni provocano notevoli danni, i quali oggi sono contenuti in limiti modesti in quanto il terreno rivierasco \u00e8 a coltura estensiva, ma che sarebbero ingentissimi, e che \u00e8 necessario evitare, quando il terreno stesso fosse adattato a coltura intensiva; estendere con la massima intensit\u00e0, contemporaneamente, le opere di irrigazione perch\u00e9 \u00e8 certo che il beneficio che si ricava dall\u2019utilizzazione delle acque del Tirso a scopo irriguo \u00e8 incredibilmente pi\u00f9 grande di quello che si potrebbe ricavare da qualsiasi altra utilizzazione. Non vi \u00e8 confronto fra il benef\u00eccio che pu\u00f2 arrecare la diga del Tirso come regolatrice di piene e il benef\u00eccio che le stesse acque possono arrecare utilizzandosi come irrigazione. Perci\u00f2 fra le due soluzioni, nell\u2019interesse generale collettivo, io ritengo che lo Stato debba perseguire l\u2019opera gi\u00e0 iniziata, in quanto, proseguendo quest\u2019opera, si otterr\u00e0 per la Sardegna un benef\u00eccio grandissimo e, contemporaneamente, proseguendo gli argini si eviteranno i danni che si sono lamentati. Ritengo che questa sia la soluzione migliore da adottare; ma ad ogni modo, prima di proseguire in questa strada, il Ministero attende le decisioni della Commissione che non si faranno aspettare ancora a lungo perch\u00e9 il lavoro della Commissione stessa \u00e8 stato gi\u00e0 iniziato.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di parlare per la parte di sua competenza.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> C\u2019\u00e8 un terzo punto dell\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Laconi che pu\u00f2 riguardare direttamente il Ministero dei lavori pubblici, l\u00e0 dove si domanda \u00abcome mai il Governo non ha ritenuto finora opportuno applicare l\u2019articolo 30 del disciplinare del 17 marzo 1914 dichiarando la decadenza della concessione stessa, dato che l\u2019esercizio del serbatoio \u00e8 cos\u00ec difettoso e irregolare da richiedere provvedimenti nel pubblico interesse\u00bb.<\/p><p>Da quanto ha detto il collega onorevole Segni si pu\u00f2 facilmente desumere come, di quanto avviene nel funzionamento del serbatoio, non si debba imputare in modo particolare la responsabilit\u00e0 completa alla Societ\u00e0 concessionaria, la quale, per quanto riguarda gli uffici del Ministero \u2013 poich\u00e9 gli organi periferici competenti non hanno fatto segnalazioni gravi a questo riguardo \u2013 ha rispettato le norme del disciplinare stesso. D\u2019altra parte, devo ricordare all\u2019onorevole Laconi quale \u00e8 la dicitura precisa della clausola che riguarda l\u2019eventuale decadenza della concessione, che bisogna tener presente in tutti i suoi termini per vedere se concorrono elementi per addivenire a quello che egli domanda nella sua interrogazione, e cio\u00e8: \u00abla decadenza pu\u00f2 essere decretata quando durante il periodo di esercizio non venisse sufficientemente curata la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere, per modo da far correre pericolo alle cose ed alle persone e da far prevedere che, rinviando la scadenza della concessione, dovesse essere restituita allo Stato con un forte deprezzamento\u00bb: circostanze queste che, secondo i dati a nostra disposizione, non si sarebbero verificate. Il successivo paragrafo 4 prevede anche la decadenza quando l\u2019esercizio del serbatoio e dei servizi attinenti alla agricoltura, all\u2019industria e ad usi civici dovesse risultare cos\u00ec difettoso da richiamare provvedimenti di pubblico interesse. Per quel che riguarda la competenza del mio Ministero devo dire all\u2019onorevole Laconi che il funzionamento avviene sotto il controllo del Genio civile il quale non ha lamentato nulla di grave che possa dar luogo al provvedimento sollecitato dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>D\u2019altra parte, le doglianze dell\u2019onorevole Laconi, se fondate, non dovranno rimanere insoddisfatte; ed io stesso, non appena ho preso visione della sua interrogazione, mi sono dato cura di richiedere agli uffici competenti della Sardegna dati ed elementi che mi consentano di meglio approfondire la questione e di portare a disposizione dell\u2019onorevole Laconi e di chiunque vi abbia interesse quei risultati che potranno derivare da queste indagini.<\/p><p>Comunque, noi attendiamo che la Commissione, di cui parlava test\u00e9 l\u2019onorevole Segni, ci dia le sue risultanze, le sue conclusioni, perch\u00e9, in armonia con le medesime, si possano adottare quei provvedimenti che meglio rispondano agli scopi che hanno determinato l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>LACONI. Io mi rendo conto del fatto che gli scopi che il Ministro dei lavori pubblici e il Ministro dell\u2019agricoltura hanno attribuito alla creazione del bacino del Tirso non solo ricorrono fra quelli contemplati nel disciplinare del 1914 e nella legge del 1913, ma sono anche in se stessi apprezzabili e rispondono ad esigenze che ciascuno di noi \u00e8 portato a riconoscere come giuste; per\u00f2 sta di fatto che l\u2019articolo 1 del disciplinare stabilisce che la diga di sbarramento principale doveva essere costruita non soltanto in modo da rendere il serbatoio di trattenuta capace della quantit\u00e0 di acqua necessaria agli usi industriali ed all\u2019irrigazione, ma anche in modo da rappresentare un argine tale da servire come raccolta delle acque del Tirso. Evidentemente, nel disciplinare e nella legge tra gli scopi, sia pure non tra i principali, che ci si proponeva con la creazione della diga, era contemplato anche quello di impedire o limitare le inondazioni.<\/p><p>Ora se andiamo a vedere cosa \u00e8 accaduto in realt\u00e0, da quando la diga \u00e8 stata creata, constatiamo che non solo il bacino non ha esercitato questa funzione, ma la situazione si \u00e8 aggravata subito dopo la costituzione del bacino, almeno per quanto riguarda questo, che avrebbe dovuto essere uno degli scopi, sia pure secondari, della costruzione della diga.<\/p><p>Prima della costruzione, le inondazioni del Tirso erano di breve durata, 24-36 ore. Dopo la costruzione del bacino, siamo giunti ad avere nel 1934 fino a 27 giorni di inondazione; il che dimostra che almeno uno degli scopi, per cui il bacino \u00e8 stato creato, non \u00e8 stato in nessun modo raggiunto.<\/p><p>Io prendo atto delle dichiarazioni del Ministro dell\u2019agricoltura, per quanto riguarda i provvedimenti che egli ha inteso di prendere per la costruzione delle arginature.<\/p><p>Ho per\u00f2 qualche dubbio su questa soluzione, in quanto \u00e8 anche a conoscenza del Ministro dell\u2019agricoltura che in Sardegna, soprattutto negli ambienti tecnici, si avanzano serie riserve sulla efficienza di queste opere.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Dubbi interessati.<\/p><p>LACONI. Lo credo. Ma sta di fatto che ci sono interessi diversi e contrapposti, come il Ministro dell\u2019agricoltura sa bene. In genere, chiunque parli di queste cose rispecchia uno degli interessi.<\/p><p>UBERTI. Allora lei rispecchia degli interessi.<\/p><p>LACONI. Non lo nego; ed all\u2019inizio di questa mia risposta precisavo che di fatto vi sono scopi diversi, egualmente perseguiti attraverso la costruzione del bacino, e tutti apprezzabili.<\/p><p>Il fatto \u00e8 che il bacino non pu\u00f2 rispondere a tutti questi scopi e non possiamo chiudere gli occhi dinanzi ad una situazione cos\u00ec grave, come quella verificatasi quest\u2019anno.<\/p><p>A me spiace che il Ministro dell\u2019agricoltura sia andato soltanto in luglio.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura<\/em> e <em>delle foreste.<\/em> Sono andato in luglio, in aprile e in dicembre.<\/p><p>LACONI. Ricordo che quando ella visit\u00f2 il Campidano di Oristano in aprile, vi era il diffuso desiderio tra quelle popolazioni, che ella visitasse le zone colpite, desiderio che non ebbe soddisfazione. Io stesso, che invece visitai quelle zone in quel periodo, ebbi modo di rilevare uno dei difetti fondamentali delle arginature. I terreni del cosiddetto \u00abbennaxi\u00bb sono cos\u00ec sabbiosi, che permettono penetrazioni, ben oltre gli argini. Ho visto io stesso oltre l\u2019argine l\u2019acqua riaffiorare.<\/p><p>Questo \u00e8 uno dei motivi, che rendono problematica la soluzione; ve ne sono anche altri, i quali portano a pensare che la questione sia di difficile soluzione e che la proposta del Ministro dell\u2019agricoltura non sia tale da sodisfare le esigenze degli agricoltori della zona.<\/p><p>Spero, comunque, che la Commissione nominata sia in grado di trovare la soluzione che risponda agli interessi di tutti.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro non ha precisato come questa Commissione sia composta.<\/p><p>SEGNI. L\u2019ho detto; lo ripeter\u00f2.<\/p><p>LACONI. Per quanto riguarda la decadenza eventuale dalla concessione, io non credo che le obiezioni portate dal Ministro dell\u2019agricoltura e dal Ministro dei lavori pubblici siano persuasive, in quanto tutto dipende dalla interpretazione che si d\u00e0 al disciplinare, e se si ammette che uno degli scopi per i quali il bacino fu costruito era quello di regolare le piene del Tirso, mi pare evidente che, non essendo stato questo scopo raggiunto ed occorrendo per raggiungerlo l\u2019intervento dello Stato, resta dimostrato, almeno sotto questo aspetto, che il funzionamento di queste opere non \u00e8 stato quello che ci si proponeva nel momento in cui esse furono costruite.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> Ho gi\u00e0 detto, e mi duole che l\u2019onorevole Laconi non abbia sentito, che la Commissione \u00e8 composta da Giandotti e Malacarne, idraulici di grande valore, e dal professore Passerini, agrario di provato valore.<\/p><p>In quanto alla questione di merito, essa secondo me si deve risolvere indiscutibilmente nel senso che ho detto, perch\u00e9 se anche fosse esatto, e non ci fossero altri modi di riparare ai danni che avvengono nel \u00abbennaxi\u00bb di Oristano e riguardanti un migliaio di ettari sempre lasciati a pascolo ed appartenenti a alcuni grossi proprietari di Oristano, cio\u00e8 anche se dovessero essere sacrificati, mi pare che varrebbe la pena che essi fossero sacrificati per salvare la restante zona della pianura. Tuttavia affermo che questo sacrificio non vi sar\u00e0, tanto pi\u00f9 che questo fenomeno, verificatosi quest\u2019anno, si verifica solo negli anni di massima piena, ogni 12-13 anni. \u00c8 un fenomeno che possiamo studiare e per il quale possiamo trovare soluzioni, anzich\u00e9 sacrificare la restante zona della pianura. Ci potranno essere dei drenaggi e gli idrovori occorrenti, ma ritengo che sia assolutamente da non seguire la strada per la quale, a causa di una piccola zona soggetta non alle esondazioni, ma ad asserite infiltrazioni attraverso la diga, si debba invece sacrificare la restante zona, che, come ho constatato nelle mie visite, non \u00e8 soggetta ad infiltrazioni, ma \u00e8 protetta dalle dighe stesse, irrigabile e destinata ad una profonda trasformazione tecnica e sociale che desideriamo vivamente sia realizzata al pi\u00f9 presto possibile.<\/p><p>Non voglio precorrere il giudizio dei tecnici ai quali ci siamo affidati. Dopo questo giudizio, che certamente non tarder\u00e0 molto, intendiamo proseguire la strada che i tecnici stessi ci consiglieranno.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Salerno, Persico, Ruggiero Carlo, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, \u00abper sapere quali provvedimenti di urgenza intenda adottare per far fronte alla grave e allarmante disoccupazione di Napoli e della regione campana\u00bb.<\/p><p>Sullo stesso argomento, l\u2019onorevole Mazza ha presentato la seguente interrogazione al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, \u00abper conoscere i provvedimenti che si intendono adottare per combattere il tragico problema della disoccupazione nella provincia di Napoli\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro del lavoro e della previdenza sociale ha facolt\u00e0 di rispondere <strong>a <\/strong>entrambe le interrogazioni.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Anzitutto, circa l\u2019affermazione che nella regione campana ed a Napoli si manifesterebbe particolarmente grave il fenomeno della disoccupazione, posso assicurare gli onorevoli interroganti che il fenomeno stesso, per quanto riguarda ad esempio l\u2019intera regione campana (esclusa la provincia di Napoli) non si presenta in condizioni pi\u00f9 gravi di come si presenta nell\u2019intero territorio della Repubblica. La cosa non si pu\u00f2 affermare invece se includiamo \u2013 come la geografia impone di includere \u2013 nella regione campana anche la provincia di Napoli; e naturalmente la gravit\u00e0 aumenta se prendiamo in considerazione esclusivamente il territorio della provincia di Napoli. Sono in grado di fornire dei dati a questo proposito.<\/p><p>Rapportato all\u2019intera popolazione italiana, il numero dei disoccupati iscritti nelle liste degli uffici di collocamento, esso si pu\u00f2 ragguagliare a circa il cinque per cento. Debbo per\u00f2 aggiungere, come dimostrer\u00f2, che dette liste sono piuttosto pletoriche. Ora lo stesso rapporto per l\u2019intera regione campana \u00e8 del 6 per cento. Per la sola provincia di Napoli si va dal 7 all\u20198 per cento. Naturalmente, debbo anche avvertire, come ho richiamato poc\u2019anzi, che questi rapporti sono poco attendibili, soprattutto perch\u00e9 le liste dei disoccupati iscritti negli uffici di collocamento sono pletoriche. E ci\u00f2, per quanto riguarda Napoli, posso dimostrare immediatamente. Fin dal mio arrivo al Ministero mi sono preoccupato, forse perch\u00e9 vecchio studioso di statistica, di arrivare a qualche dato pi\u00f9 attendibile di quelli correnti sui giornali o nei bollettini ufficiali, ed ho predisposto una revisione delle liste dei disoccupati. Ora, la revisione fatta per Napoli ha portato a questi risultati: i 91 mila iscritti nelle liste di disoccupazione al 31 luglio, al 10 settembre sono ridotti a 41 mila, ed una ulteriore verifica di questi 41 mila ha portato, per le cifre finora verificate, ad una ulteriore riduzione del 5 per cento. Si noti che non si tratta di un fenomeno particolare a Napoli o alla provincia di Napoli. Revisioni del genere, compiute nelle maggiori citt\u00e0 italiane, ed anche nelle provincie agricole, hanno portato a risultati comparabili a quelli ottenuti per la provincia e la citt\u00e0 di Napoli.<\/p><p>Occorre tener presenti questi dati per non essere indotti dalle cifre pubblicate dai giornali o anche nei bollettini ufficiali a manifestare delle preoccupazioni che, in base a queste cifre, diverrebbero ingiustamente gravissime.<\/p><p>Ad ogni modo, debbo aggiungere che esaminando l\u2019andamento delle cifre e dei dati relativi alla disoccupazione per la provincia di Napoli e per la Campania, negli ultimi mesi si notano dei sintomi notevoli di diminuzione. Per i marittimi si nota gi\u00e0, fin dal mese di maggio, una notevole diminuzione del 20 %, sicch\u00e9 oggi la cifra dei marittimi disoccupati nella provincia di Napoli raggiunge forse appena le 9.000 unit\u00e0. Per quanto riguarda l\u2019agricoltura, non raggiungiamo le 6.000 unit\u00e0; mentre, ripeto, notevole e grave \u00e8 il fenomeno per quanto riguarda soprattutto le industrie.<\/p><p>Ora, di fronte a questa situazione che cosa ha fatto il Governo e che cosa si propone di fare? Questa \u00e8 la sostanza dell\u2019interrogazione rivolta dall\u2019onorevole Salerno e da altri onorevoli colleghi. Per quanto riguarda il tentativo di aumentare l\u2019occupazione nel territorio stesso della provincia di Napoli, il Governo ha preso una serie di provvedimenti nei mesi scorsi ed ha continuato a prenderli in questi ultimi mesi. Ad esempio, ha esteso alla provincia di Napoli l\u2019integrazione dallo zero alle quarant\u2019ore per i pastai e per i navalmeccanici e quindi ha provveduto a 126.000 integrazioni per oltre duecento milioni di lire. In pi\u00f9, ha preso accordi con l\u2019\u00abAnsaldo\u00bb di Pozzuoli e l\u2019\u00abIlva\u00bb di Bagnoli per l\u2019assunzione di nuovi contingenti di reduci. Ha promosso, altres\u00ec, su richiesta dei partigiani e dei reduci, ispezioni presso le varie ditte ed uffici pubblici per eliminare gli occupati che non ne avevano bisogno e sostituirli invece con i disoccupati che avevano urgente bisogno di guadagnare.<\/p><p>Anche per quanto riguarda Napoli si \u00e8 perseguito l\u2019indirizzo gi\u00e0 in vigore nelle altre provincie italiane, quello cio\u00e8 di tentare di qualificare o di riqualificare la mano d\u2019opera, che non pu\u00f2 essere assorbita in un determinato settore, per avviarla in un altro settore. Cos\u00ec, ad esempio, proprio nella provincia di Napoli si sono svolti 32 corsi per oltre 6.000 operai che cercavano un altro titolo di qualificazione professionale pi\u00f9 favorevole alla loro occupazione.<\/p><p>In materia di lavori pubblici, posso assicurare che i lavori messi in atto fino al mese di luglio hanno consentito in Napoli l\u2019occupazione media giornaliera di 20,661 unit\u00e0.<\/p><p>I lavori ferroviari hanno consentito di assorbire, e tuttora assorbono, cinquemila unit\u00e0. Inoltre l\u2019Amministrazione ferroviaria ha ordinato alle varie officine e stabilimenti di Napoli e provincia 2450 carri ferroviari, di cui finora sono stati consegnati soltanto 157 carri ferroviari. Il che consente di dire che le ordinazioni dell\u2019Amministrazione ferroviaria garantiranno anche per i prossimi mesi un notevole assorbimento di mano d\u2019opera.<\/p><p>Per quanto riguarda poi le erogazioni del gi\u00e0 Ministero dell\u2019assistenza post-bellica ed oggi del Ministero del lavoro agli enti e cooperative che provvedono all\u2019avviamento al lavoro di disoccupati e reduci, posso dire che dal marzo al 15 settembre tali erogazioni sono ascese a sette milioni di lire. Queste le provvidenze che finora sono state prese.<\/p><p>Per quanto riguarda il prossimo futuro sono in corso di appalto 130 opere pubbliche per oltre due miliardi di importo. E questi lavori predisposti dal Ministero dei lavori pubblici occuperanno 1500 operai, di cui 1000 nella sola Napoli. Inoltre, sempre a cura dell\u2019Amministrazione dei lavori pubblici, sono state predisposte costruzioni, che verranno presto iniziate, di case popolari per oltre un miliardo, con impiego per interi dodici mesi di 1400 operai.<\/p><p>L\u2019Amministrazione ferroviaria ha disposto altres\u00ec il prossimo inizio della costruzione di fabbricati per i servizi accessori della stazione di Napoli per un importo di 107 milioni.<\/p><p>In base al recente decreto sulla massima occupazione in agricoltura, si \u00e8 potuto calcolare da esperti del Ministero del lavoro, che altre 6000 unit\u00e0 entreranno ad essere occupate nei prossimi mesi.<\/p><p>Infine, interrogato il Ministero dell\u2019agricoltura, si \u00e8 potuto accertare che esso ha predisposto una serie di bonifiche per tutta la Campania per un importo di alcuni miliardi di lire; ed altres\u00ec ha gi\u00e0 predisposto un piano per il finanziamento di opere di trasformazioni fondiarie, in base alla legge del luglio 1946 per 250 milioni.<\/p><p>Nel settore della marina mercantile si \u00e8 adottato il criterio di dirottare il massimo numero di piroscafi al porto di Napoli. Sicch\u00e9 nell\u2019ultimo periodo sono affluiti a Napoli cinque piroscafi di carbone e cinque di cereali con possibilit\u00e0 di impiego, di cui si \u00e8 avuto un benefico, effetto nei riguardi della disoccupazione dei marittimi.<\/p><p>Sempre a cura del Ministero del lavoro \u00e8 gi\u00e0 stata disposta l\u2019apertura di due nuovi piccoli stabilimenti per le lavorazioni assistenziali. L\u2019apertura sarebbe gi\u00e0 avvenuta, ove l\u2019U.N.R.R.A. avesse predisposto la concessione dei tessili necessari. Ma sono in condizione di potere affermare che l\u2019apertura \u00e8 prossima.<\/p><p>Per andare incontro alla disoccupazione nel settore auto-filo-tramviario in Napoli, su richiesta della stessa azienda, il Ministero del lavoro ha predisposto il finanziamento di un corso per 300 allievi della durata di 4 mesi.<\/p><p>Questo per quanto riguarda l\u2019occupazione all\u2019interno.<\/p><p>Naturalmente esiste un\u2019altra possibilit\u00e0, sebbene pi\u00f9 scarsa, dell\u2019avvio di lavoratori disoccupati in territorio straniero.<\/p><p>A questo proposito, per quanto riguarda le provincie campane, sono espatriati in questi ultimi mesi per la Francia 597 unit\u00e0; per il Belgio 541; per Cecoslovacchia 115; per la Svezia 25; per la Svizzera 136; per l\u2019Argentina 25.<\/p><p>Sono in partenza 245 per la Francia e 400 per l\u2019Argentina. Sicch\u00e9 un totale di altre 640 unit\u00e0. Per\u00f2 debbo notare una cosa: che la popolazione disoccupata delle provincie campane non dimostra particolare disposizione ad approfittare di queste possibilit\u00e0, tanto \u00e8 vero che non tutti i posti che sono stati messi a disposizione dall\u2019ufficio del lavoro sono stati occupati. Ad esempio, faccio il caso della Svizzera: il Ministero del lavoro ha messo a disposizione per la provincia di Napoli e per Napoli 205 posti per emigranti in Svizzera; questi 205 posti, in qualsiasi altra provincia d\u2019Italia sarebbero andati, per cos\u00ec dire, a ruba; a Napoli solo 163 disoccupati ne hanno profittato.<\/p><p>La Svezia ha offerto all\u2019Italia il mercato migliore in fatto di occupazione di mano d\u2019opera per i paesi stranieri. Ebbene, dei 90 posti messi a disposizione per la Svezia, i disoccupati napoletani hanno approfittato soltanto per 25 posti. Quando si dice che i disoccupati napoletani nel settore dell\u2019industria sono 55 mila, si resta un po\u2019 perplessi e ci si domanda quale possa essere lo stato psicologico che si oppone a che usufruiscano di questa valvola, per quanto piccola essa sia, di sfogo della disoccupazione.<\/p><p>Lo stesso ragionamento si pu\u00f2 fare per la Cecoslovacchia, dove di 229 posti messi a disposizione ne sono stati usufruiti solo di 115.<\/p><p>Comunque, tenendo conto di un fatto, che la popolazione napoletana dimostra una forte propensione e simpatia all\u2019emigrazione in Argentina (mi sono pervenute per questo oltre 12 mila domande) ho disposto che il prossimo contingente di emigrazione per l\u2019Argentina di 400 unit\u00e0 in partenza nei primi di ottobre, sia interamente dedicato alla provincia di Napoli.<\/p><p>Naturalmente questo non potr\u00e0 essere continuato, almeno fino a quando l\u2019emigrazione verso l\u2019Argentina cessi di avvenire con quello stillicidio in cui avviene attualmente, per diventare un\u2019emigrazione vasta, capace di assorbire la totalit\u00e0 degli aspiranti.<\/p><p>Per quanto riguarda il settore dell\u2019assistenza ai disoccupati, devo far presente che \u00e8 stato predisposto un accordo speciale per l\u2019integrazione a benef\u00eccio dei pastai e dei lavoratori dell\u2019arte bianca in genere, il quale accordo riguarda ed interessa 8.820 operai, la quasi totalit\u00e0 dei disoccupati in questo settore.<\/p><p>D\u2019altra parte, devo anche far presente che dal 15 settembre \u00e8 entrato in vigore il decreto che predispone l\u2019aumento del sussidio di disoccupazione da 50 a 200 lire, oltre l\u2019indennit\u00e0 di caropane, e l\u2019indennit\u00e0 quadruplicata per i figli e per i famigliari a carico. Questi sono i dati che sono in grado di mettere a disposizione dell\u2019onorevole interrogante. Devo, per completare, informare che a cura del Ministero del lavoro da due mesi un\u2019apposita Commissione di esperti e studiosi sta predisponendo un piano per la massima occupazione e specialmente invernale. Non credo oggi di fare anticipazioni specifiche per quanto riguarda Napoli, per\u00f2 il rapporto stesso considerer\u00e0 alcuni lavori cui ho gi\u00e0 accennato, parlando delle opere predisposte dal Ministero dei lavori pubblici e dal Ministero dell\u2019agricoltura per un importo complessivo che si fa ascendere a 5\/6 miliardi, da iniziarsi nel prossimo inverno a favore dei disoccupati di Napoli e della sua provincia.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Salerno ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SALERNO. Io non posso davvero dichiararmi sodisfatto delle dichiarazioni del Ministro del lavoro, di cui apprezzo le ottime intenzioni, ma i cui dati sono, per lo meno, in conflitto con i dati provenienti dagli stessi uffici che si occupano di questa materia<\/p><p>La mia interrogazione non \u00e8 frutto n\u00e9 di fantasia, n\u00e9 del desiderio di provocare un qualsiasi dibattito a vuoto, ma \u00e8 il prodotto di sollecitazioni che vengono da uffici i quali studiano proprio questa desolata materia della disoccupazione. Ho qui, in data 9 settembre, un ordine del giorno della Commissione di collocamento di Napoli presieduta da un rappresentante dell\u2019ufficio regionale del lavoro, il quale incomincia con queste parole: \u00abPremesso che la situazione della disoccupazione nella citt\u00e0 e nella provincia di Napoli diventa ogni giorno pi\u00f9 grave e insostenibile, che in questi giorni, nella sola citt\u00e0 capoluogo, ben 43.000 disoccupati si sono presentati, pur essendo in un periodo di lavori stagionali&#8230; ecc.\u00bb. \u00c8 bene a conoscenza dell\u2019onorevole Ministro che tali lavori stagionali normalmente assorbono molta mano d\u2019opera e fanno scendere al minimo il livello della disoccupazione, onde reputo superfluo proseguire nella lettura. Da queste parole, onorevoli colleghi, comprenderete quanta ragione io abbia di essere veramente allarmato della situazione di Napoli.<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Ministro del lavoro non ignora altres\u00ec che la Prefettura di quella citt\u00e0 \u2013 Prefettura il cui titolare, con nostro rammarico, \u00e8 scomparso proprio ieri, ed era un uomo che del problema della disoccupazione si era sempre occupato in modo veramente efficace e consapevole \u2013 la Prefettura di Napoli, dicevo, in data 15 agosto, sollecitava tutti i Ministeri perch\u00e9 avessero preso in considerazione il problema della disoccupazione, che se \u00e8 veramente il problema pi\u00f9 drammatico per tutte le regioni che hanno sofferto la guerra, \u00e8 per\u00f2 un problema che non si pu\u00f2 non definire pauroso per la provincia di Napoli, nonostante le auree cifre di cui l\u2019onorevole Ministro ci ha gratificati.<\/p><p>Ebbene, la stessa Prefettura faceva rilevare che, mentre in data 31 dicembre la disoccupazione aveva raggiunto il livello di 135 mila unit\u00e0, al 31 luglio tale cifra era salita a ben 185 mila unit\u00e0, aveva registrato cio\u00e8 ben 50 mila unit\u00e0 di aumento. Se pertanto siamo tutti d\u2019accordo nel ritenere che si debbano reclamare provvedimenti per ovviare a questa situazione, che \u00e8 certamente grave in tutta l\u2019Italia, non \u00e8 difficile riconoscere come la situazione abbia assunto, per quello che riguarda Napoli e Provincia, il carattere di un vero e proprio fenomeno preoccupante.<\/p><p>Infine, alla mia precedente obiezione, che cio\u00e8 le cifre presentate dall\u2019onorevole Ministro siano state in precedenza un po\u2019 ritoccate, mi permetto di aggiungere quello che \u00e8 il frutto della mia modesta esperienza: creda l\u2019onorevole Ministro che i nostri uffici sono assaliti ogni giorno da una vera massa di disoccupati che si accontenterebbero di accettare qualsiasi lavoro pur di risolvere l\u2019angoscioso problema.<\/p><p>\u00c8 perci\u00f2 che io sono rimasto alquanto stupito quando l\u2019onorevole Ministro ha osservato che i napoletani non desiderano di emigrare: ma Napoli \u00e8 stata sempre la fonte dell\u2019emigrazione! E ben se ne comprende la ragione: la ragione \u00e8 che ivi le condizioni sono sempre state pessime, peggiori comunque che nelle altre parti d\u2019Italia. Si tratta, onorevoli colleghi, di cause remote; e fra esse primeggia la scarsezza delle nostre industrie le quali non hanno evidentemente la possibilit\u00e0 di assorbire la mano d\u2019opera nella misura che sarebbe adeguata al bisogno. Industrie poi che, non bastando la abituale scarsezza, sono state anche decimate per effetto dello sfacelo che \u00e8 seguito alla guerra, cosicch\u00e9 quella poca mano d\u2019opera che veniva precedentemente occupata, si trova oggi anch\u2019essa sul lastrico.<\/p><p>Io non metto in dubbio, onorevole Fanfani, che i dati da lei addotti le siano stati effettivamente riferiti: ma mi permetto di opporre ad essi i dati che anche a me sono stati presentati. Potr\u00e0 confermarle il suo collega dei lavori pubblici, il quale si mostra anch\u2019egli sollecito del problema, sebbene qui ci vogliano fatti e non pi\u00f9 parole, potr\u00e0 confermarle, dicevo, che un miliardo e dispari \u00e8 stato investito in opere pubbliche, il cui espletamento, per\u00f2, volge alla fine, sicch\u00e9 si potrebbe andare avanti al massimo per altri tre o quattro mesi. Lei mi fa cenno di no, onorevole Fanfani; me lo auguro; non desidero altro che si realizzi quello che lei dice, ma purtroppo oggi, per quanto mi si informa, le prospettive future sono poco rosee, perch\u00e9 siamo al termine dei lavori in corso e dopo ci sarebbero piccole, modeste costruzioni, le quali, anche se si possono considerare tali da assorbire una certa mano d\u2019opera, non sono, per\u00f2, sufficienti ad assorbire tutta l\u2019enorme massa di disoccupati che si trova in Napoli e nella provincia di Napoli.<\/p><p>Io vorrei pregare in ogni caso il Governo di considerare con un senso di maggiore organicit\u00e0 questo problema napoletano, e dir\u00f2 anche della Regione campana, perch\u00e9 non \u00e8 esatto che la disoccupazione esista solamente a Napoli. Io potrei presentare il \u00abdossier\u00bb che mi ha fornito il sindaco di Capua \u2013 che non \u00e8 pi\u00f9 la citt\u00e0 degli oz\u00ee, almeno degli oz\u00ee comodi di una volta, ma forse \u00e8 la citt\u00e0 degli oz\u00ee&#8230; forzati \u2013 dove vi era un cosiddetto \u00abpirotecnico\u00bb, un\u2019importante fabbrica di cartucce, la pi\u00f9 grande fabbrica della zona, che oggi purtroppo non produce pi\u00f9. Se lei leggesse, onorevole Ministro, quali sono le condizioni delle maestranze di Capua, che non \u00e8 provincia di Napoli, ma \u00e8 Campania, si accorgerebbe che anche nella provincia di Caserta vi \u00e8 una grande quantit\u00e0 di mano d\u2019opera che invoca pane e lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE. Concluda, onorevole Salerno!<\/p><p>SALERNO. Concludo, signor Presidente, invocando che i lavori pubblici siano intensificati e che le imprese private siano messe in condizioni di lavorare. Vi \u00e8 una legge, cosiddetta del \u00absesto\u00bb, e mi pare del febbraio 1947, secondo la quale un sesto dei lavori commissionati per conto dello Stato dovrebbe essere affidato alle imprese e alle industrie del Mezzogiorno. Ma purtroppo questo decreto \u00e8 rimasto per aria. La Camera di commerci\u00f2 di Napoli ha pregato, ha sollecitato che a questo decreto si aggiungesse un regolamento, che rendesse veramente applicabile la disposizione, ma il regolamento non \u00e8 venuto e la norma \u00e8 rimasta quasi lettera morta. Il sesto non \u00e8 attribuito. Vi sono infine tante industrie, tante imprese private, come quella per la trasformazioni delle terme di Castellammare di Stabia o per la trasformazione del Matese, che hanno bisogno di incoraggiamenti da parte dello Stato, e lo Stato non pu\u00f2 sottrarsi al dovere di intervenire.<\/p><p>Il Governo, consapevole della situazione di grave disagio in cui si trova Napoli e la provincia, checch\u00e9 dicano le belle cifre, faccia il possibile perch\u00e9 la mano d\u2019opera venga assorbita.<\/p><p>Ancora una preghiera, ed ho finito. Vi \u00e8 un decreto che stabilisce l\u2019assunzione obbligatoria dei reduci, dei combattenti. Come ella sa, onorevole Ministro Fanfani, la quantit\u00e0 maggiore di disoccupati \u00e8 costituita proprio da reduci, partigiani, ex-prigionieri. Si era stabilito di far assumere una certa percentuale, un\u2019aliquota di questi reduci; per\u00f2 si \u00e8 fissata una sanzione che \u00e8 irrisoria, perch\u00e9, se non sbaglio, si tratta di 2.000 lire. E allora si comprender\u00e0 che tanti imprenditori, che tanti datori di lavoro in genere, preferiranno pagare duemila lire di penalit\u00e0, anzich\u00e9 assumere questi disoccupati. Le associazioni combattentistiche hanno fatto, credo, anche a lei, onorevole Ministro, delle pressioni, perch\u00e9 si elevi almeno la penalit\u00e0, in modo che la sanzione sia una sanzione seria, che imponga veramente al datore di lavoro questo compito sociale. Si raccolga, e subito, tale suggerimento!<\/p><p>In fondo, non esigo certo che un problema di questa imponenza si risolva con una interrogazione; non posso reclamare dal Governo provvedimenti istantanei, ma il mio scopo \u00e8 di mettere a punto l\u2019angoscioso argomento della disoccupazione, che esiste ed \u00e8 grave, in modo da sganciarlo anche da qualsiasi speculazione politica, e farne un problema di umanit\u00e0, di giustizia e di lavoro, quale esso veramente \u00e8. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mazza ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MAZZA. Onorevole Presidente, non voglio correre il pericolo di annoiare i colleghi presenti, e poich\u00e9 l\u2019onorevole Salerno ha esposto la situazione di Napoli, io mi permetter\u00f2 di fare soltanto delle osservazioni, di ordine pratico, soprattutto approfittando del fatto che i banchi del Governo sono stranamente affollati, e quindi ho il piacere di vedere il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dell\u2019agricoltura. Parler\u00f2 a nuora, perch\u00e9 suocera intenda.<\/p><p>Per Napoli, a parte il fatto che la legge del sesto non viene quasi mai rispettata, posso anzi dire che quando viene rispettata succede un altro fenomeno. Il Ministro Corbellini oscilla con la testa per dirmi che per i trasporti viene rispettata. S\u00ec, viene rispettata, per\u00f2 succede quest\u2019altro fatto: che le nostre industrie non riescono ad avere le materie prime necessarie per approntare i lavori richiesti. Quindi, come ha detto l\u2019onorevole Fanfani, noi dobbiamo approntare duemila vagoni ferroviari, ne abbiamo preparati duecentocinquanta e non abbiamo materie prime.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti.<\/em> In settembre ci saranno.<\/p><p>MAZZA. Speriamo nel prossimo settembre! In genere la salute rifiorisce sempre in settembre!<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra osservazione che riguarda un po\u2019 l\u2019impostazione che in genere noi meridionali diamo al problema. E questo problema, specialmente noi di Napoli, lo poniamo come un problema di giustizia, come un problema di remunerazione dei danni che Napoli ha subito e delle nostre sofferenze.<\/p><p>Io credo invece che il Governo debba porsi questo problema come un problema di saggia amministrazione, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che il Governo dimentichi che ci sono delle zone dove la produzione deve essere intensificata e degli stabilimenti da far lavorare per poter dare lavoro agli operai.<\/p><p>Il collega Salerno chiedeva in nome di tutte le sofferenze di Napoli. Io dico invece che \u00e8 dovere del Governo di amministrare saggiamente e di dare ugualmente lavoro a tutte le provincie. Per esempio, succede questo fenomeno: che al Nord sono stati pagati almeno per il 50 per cento i danni subiti, mentre da noi questo non \u00e8 successo (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce.<\/em> Hanno dato degli acconti.<\/p><p>MAZZA. Non solo hanno dato degli acconti, ma si \u00e8 verificato il fatto che industriali del Nord, prima della liberazione, si son fatti pagare i danni di guerra. \u00c8 vero o no? Io lo domando a voi.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> In parte s\u00ec. Saranno stati tredici miliardi.<\/p><p>MAZZA. Saranno tredici miliardi, non so, ma per Napoli si \u00e8 verificato che i nostri industriali attendono ancora il pagamento delle commesse effettuate prima del 1943. Aspettano ancora!<\/p><p>I provvedimenti che il Ministro dell\u2019agricoltura ha promesso e che il Ministro Fanfani ha garantito, per esempio, non sono ancora praticamente attuati. Credo che bisogner\u00e0 aspettare l\u2019altro settembre, non questo, per vedere iniziare la bonifica campana.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> No, si sta lavorando, in Campania e in altre Regioni. Proprio l\u2019altro ieri ho assegnato al Sele circa 400 milioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Ad ogni modo, non divaghiamo, onorevole Mazza, perch\u00e9 vi sono ancora altre interrogazioni da svolgere.<\/p><p>MAZZA. Ho finito. Ho soltanto un\u2019altra richiesta da fare al Ministro Fanfani. Vorrei chiedergli di rivolgere al Ministro delle finanze questa preghiera: se \u00e8 possibile, per stimolare l\u2019iniziativa privata, per stimolare la costruzione di case (perch\u00e9 noi siamo senza case), di fare come si \u00e8 fatto per la citt\u00e0 di Roma: cio\u00e8, dare l\u2019esenzione dal pagamento dei tributi sui fabbricati per i prossimi 25 anni, onde spingere la gente a costruire, per dar lavoro ai manovali e case ai senzatetto, perch\u00e9 a Napoli, nella galleria Vittoria, sebbene un solo inquilino, ma c\u2019\u00e8 ancora un inquilino.<\/p><p>Ho fatto queste osservazioni cos\u00ec come sono venute. Non ho nessuna speranza che esse saranno ascoltate, ma chiedo scusa al Presidente e all\u2019Assemblea e spero nel prossimo settembre! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Vorrei assicurare l\u2019onorevole Salerno che i suoi dati sono meno esatti dei miei, e la ragione la dico subito: egli li ha attinti ad un ordine del giorno, mentre io li ho attinti invece a registri ed elenchi dei singoli uffici del lavoro. Se l\u2019onorevole interrogante avesse attinto i suoi dati alla mia stessa fonte avrebbe potuto constatare la loro esattezza. Aggiungo che se l\u2019onorevole Salerno crede ai dati relativi alla disoccupazione attinti all\u2019Ufficio del lavoro, deve altrettanto credere, per non cadere in contradizioni, ai dati relativi all\u2019emigrazione. Ora, i dati relativi all\u2019emigrazione dicono che una parte dei disoccupati napoletani non intende andare in Svizzera, in Svezia, ecc.<\/p><p>SALERNO. Temo che non si faccia una sufficiente pubblicit\u00e0. Gli operai vogliono emigrare.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli: Franceschini, Lizier, Ferrarese, Baracco, Ponti, Carbonari, Fantoni, Valmarana, Schiratti, Rapelli, Alberti, Rumor, Giacchero, Cappelletti, Uberti, Micheli, Sartor, Tessitori, Del Curto, Giordani, Guerrieri Filippo, Domined\u00f2, Moro, Firrao, Valenti, Stella, Bastianetto, Monticelli, Tosato, Balduzzi, Cappugi, Fabriani, Bellato, Burato, Marzarotto, Cremaschi Carlo, Biagioni, Gortani, ai Ministri dell\u2019agricoltura e foreste, dell\u2019industria e commercio e del commercio estero, \u00abper conoscere se e come intendano fronteggiare il gravissimo pericolo che incombe sulla cultura e sull\u2019industria della seta. Il prezzo dei bozzoli \u00e8 infatti sceso quest\u2019anno, sul mercato interno, a un terzo o poco pi\u00f9 di quello dell\u2019anno scorso, e cio\u00e8 ad una quota del tutto inadeguata e tale da rendere prevedibile con quasi assoluta certezza l\u2019abbandono della coltura del baco da seta e la sostituzione dei gelsi nelle campagne. La cessazione della bachicoltura in Italia \u2013 che dopo il Giappone \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora il paese pi\u00f9 intensamente sericolo \u2013 oltre che troncare un nobile ramo dell\u2019esportazione nazionale che, se aiutato, potrebbe ancora riprendersi e rifiorire, sarebbe di irreparabile danno a grandi masse di lavoratori (contadini e donne filandiere soprattutto specie nelle regioni maggiormente produttrici, quali il Veneto e la Lombardia). \u00c8, pertanto, necessario che il Governo si preoccupi con tutta urgenza di tale problema che interessa al vivo la stessa vita economica e sociale di numerose province\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> La questione del disagio dei produttori di bozzoli non \u00e8 certo sfuggita al Ministero, ma la soluzione \u00e8 tutt\u2019altro che facile. Voglio ricordare come i bozzoli fossero soggetti ad ammasso obbligatorio, il che portava anche in s\u00e9 una certa garanzia di prezzo; ma nel 1946 l\u2019ammasso obbligatorio fu abolito su richiesta degli stessi produttori e subentr\u00f2 ad esso una specie di ammasso volontario con certe garanzie di credito, che \u00e8 stato praticato anche nella corrente campagna.<\/p><p>Questo sistema era di pieno gradimento ai produttori n\u00e9 ad esso pu\u00f2 attribuirsi il tracollo dei prezzi, che \u00e8 dovuto esclusivamente ad un fattore sul quale noi non possiamo in modo assoluto influire, cio\u00e8 al tracollo dei prezzi internazionali della seta, che scesero da 23 dollari al chilo ad 8 dollari, il che spiega come i prezzi all\u2019interno, dalle 430-450 lire nei mesi di agosto e settembre ed anche ottobre dell\u2019anno scorso, discendessero poi a prezzi molto inferiori e si mantengano ora poco superiori alle 200 lire.<\/p><p>Come risolvere questa tragica situazione, tragica perch\u00e9 interessa centinaia di migliaia di famiglie che traggono dall\u2019allevamento del baco le fonti della loro sussistenza?<\/p><p>I suggerimenti che ci sono stati dati dagli interessati sono di vario ordine, ma quelli attuati finora sono stati, nel campo degli scambi internazionali, diretti a migliorare il regime degli scambi stessi. Invece di ricorrere all\u2019esportazione di valuta il Ministero del commercio estero ha disposto in via eccezionale delle compensazioni, le quali tendono a migliorare il prezzo dei bozzoli italiani. Senonch\u00e9 queste misure sono state in pari tempo annullate da una nuova discesa dei prezzi del mercato internazionale, in modo che la misura stessa \u00e8 stata semplicemente sufficiente a mantenere i prezzi al livello precedente, impedendo un ulteriore tracollo.<\/p><p>Preoccupato di questa situazione, io ho convocato nella settimana scorsa una riunione di tecnici presso il mio Ministero, e ne ho raccolto le proposte. Queste proposte sono ora all\u2019esame del Ministero del bilancio perch\u00e9 esse importano una esposizione \u2013 una garanzia, per lo meno \u2013 quindi un pericolo per il bilancio dello Stato. Attendo di conoscere con maggiore precisione i voti del Congresso di Treviso e quelli del successivo Congresso di Milano perch\u00e9, esaminati questi voti, possa scegliersi una via. Finora da tutti gli studi compiuti ed i suggerimenti ricevuti, l\u2019unica via suggerita \u00e8 purtroppo quella di un premio o di una sovvenzione da parte del Tesoro dello Stato, sia essa in una forma particolare di cambio o in una forma di ammasso con garanzia del prezzo da parte dello Stato.<\/p><p>Questa formula importa delle conseguenze certamente gravi, ma che ancora non possiamo determinare. Essa, come dico, \u00e8 allo studio; ma oltre il nostro interessamento, richiede l\u2019esame di una complessa situazione finanziaria nazionale ed anche d\u2019una situazione del mercato internazionale che non si pu\u00f2 in questo momento definire. Assicuro per\u00f2 che tutto il Governo, compresi il Presidente del Consiglio che \u00e8 stato investito della questione, il Ministro del tesoro, del bilancio e il Ministro dell\u2019agricoltura, s\u2019interessa di questa grave questione e far\u00e0 tutti gli sforzi possibili per risolverla a favore delle popolazioni interessate, specialmente di quella veneta.<\/p><p>PRESIDENTE. Uno degli onorevoli interroganti ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>SCHIRATTI. Sono senz\u2019altro persuaso che il Governo \u00e8 compreso della gravit\u00e0 del problema sotto il profilo economico, che coinvolge una entit\u00e0 di prodotti da esportare per circa 16 miliardi, e sotto il profilo della natura del male che affligge questo settore della nostra produzione. Ma, dalla risposta che ha dato il Ministro dell\u2019agricoltura, mi \u00e8 parso che egli ritenga che l\u2019attuale sia in prevalenza un male ciclico del campo della sericoltura. Se cos\u00ec fosse, sono perfettamente persuaso che i mezzi gi\u00e0 approntati e quelli che egli dice essere allo studio potrebbero essere sufficienti a superare il malanno. Senonch\u00e9, c\u2019\u00e8 un secondo aspetto e temo che sia quello vero: che il malanno di cui si soffre nel campo della bachicoltura sia un malanno di senilit\u00e0. Il problema non credo si possa curare con dei calmanti, il cui effetto pu\u00f2 essere immediato, ma limitato nel tempo, ma deve essere studiato se vi pu\u00f2 essere un rimedio radicale se cio\u00e8 il male della senilit\u00e0, che pu\u00f2 forse essere quello che affligge questo campo, sia guaribile con qualche cura Voronoff o altro.<\/p><p>Io sono persuaso che bisogna che approfondiamo un po\u2019 l\u2019indagine, onorevole Ministro, e che l\u2019approfondiamo sia in rapporto all\u2019interno che in rapporto all\u2019esterno; approfondendola, verranno dei suggerimenti che mi permetterei di dare modestamente al Governo. Le condizioni esterne sono in definitiva dipendenti, condizionate e determinate da un mercato di produzione e da un mercato di smercio: Giappone, mercato di produzione; Stati Uniti, mercato di smercio.<\/p><p>Ora, noi, le vicende, le situazioni, gli atteggiamenti dell\u2019uno e dell\u2019altro mercato \u2013 quello di produzione, in nostra concorrenza, e quello di consumo \u2013 o non li conosciamo, oppure li conosciamo troppo in ritardo. E gi\u00e0 il ritardo, influisce in maniera nefasta e grave sul nostro mercato e sull\u2019atteggiamento dei nostri produttori e dei nostri industriali.<\/p><p>Penso che questi due mercati vadano sorvegliati in forma costante e permanente, non da rappresentanti di categorie o di interessi, ma da rappresentanti ufficiali.<\/p><p>Vede, onorevole Ministro: oggi che siamo in crisi, tutte le categorie interessate al ciclo bozzolo-seta sono unite, soprattutto nel premere sul Governo. Ma lei mi insegna che, nei tempi d\u2019oro, queste categorie non erano altrettanto unite, anzi erano in forte contrasto. Ora, io ho un grande timore che, se questa osservazione tecnica sui due mercati viene fatta direttamente dalle categorie, del frutto di questa osservazione ne approfittino in prevalenza, i ceti pi\u00f9 abili e pi\u00f9 avveduti, cio\u00e8 i ceti industriali, a detrimento dei ceti meno organizzati, quali sono quelli dei produttori.<\/p><p>Per questa ragione, se non dico un\u2019eresia dal punto di vista della tecnica burocratica dello Stato, mi permetto di suggerire che questa osservazione venga fatta in forma ufficiale, con elementi addetti alle rispettive ambasciate.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un problema di spesa; il Tesoro insorger\u00e0; ma io sono dell\u2019opinione che quanto si spende in questi osservatori, sarebbe compensato abbondantemente dal giovamento che ne avremmo.<\/p><p>Circa le condizioni interne, penso che si debba avere il coraggio, anche qui, di dire ai nostri interessati una parola franca; cio\u00e8, dire ai produttori che \u00e8 giunto il momento, in cui bisogna abbandonare il bozzolo giallo per il bozzolo bianco; e bisogna fare questa propaganda; il giallo rende di pi\u00f9 ed il contadino vi \u00e8 pi\u00f9 attaccato; il bianco rende di meno, ma trova molto pi\u00f9 facile collocamento sul mercato internazionale. I coltivatori devono essere indirizzati verso questa via, per tentare di superare la crisi.<\/p><p>Per quanto riguarda gli industriali, mi pare che siamo in arretrato di 50 anni. Le nostre filande, se \u00e8 vero quello che si dice, non sono all\u2019altezza di concorrere con quelle giapponesi. Bisogna che gli industriali modernizzino i loro impianti, se vogliono essere in condizione di affrontare la concorrenza. Questo comporta impiego di capitali. Ma questi industriali della filatura, che hanno guadagnato in misura ingente negli anni scorsi, non dovrebbero avere riluttanza ad impiegare parte di quei guadagni nell\u2019attrezzamento nuovo delle filande, per salvare se stessi e i produttori.<\/p><p>Per indirizzare tutta l\u2019attivit\u00e0 interna e quella esterna su questo binario, penso di suggerire al Ministero dell\u2019agricoltura la costituzione permanente, in seno al Ministero stesso, di un Consiglio del ciclo bozzolo-seta, il quale possa validamente e tecnicamente fare quanto sia necessario sul campo interno e su quello esterno, per tentare di salvare tutto il ciclo da questa crisi, che pu\u00f2 essere male di senilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Veroni, ai Ministri dei lavori pubblici e dei trasporti, \u00abper sapere se sia eventualmente esatto che l\u2019Azienda nazionale autonoma della strada \u2013 accampando infondate esigenze del traffico\u2013 si oppone, con gravissimo danno dei numerosi comuni interessati, al ripristino della linea tramviaria Albano-Velletri, reclamata insistentemente dalle popolazioni dei Castelli Romani cos\u00ec duramente provate dalla guerra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Fin dal giugno ultimo scorso, per quell\u2019amore che porto ai Castelli Romani come l\u2019onorevole Veroni sa, mi recai sul posto, al ponte di Ariccia, per constatare di persona lo stato dei lavori e per vedere quanto fosse fondata l\u2019opinione di coloro che precisamente facevano capo alla direzione dell\u2019A.N.A.S., secondo la quale sarebbe stato opportuno che al momento in cui si fosse riaperto quel ponte al traffico, non vi si facesse in pari tempo scorrere la vecchia tramvia. Effettivamente quella considerazione ha un suo opportuno fondamento ed \u00e8 in armonia con le necessit\u00e0 generali del traffico nelle pubbliche strade, che mal sopportano l\u2019ingombro di linee tramviarie, come \u00e8 facile a tutti noi di costatare.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 i competenti, cio\u00e8 i tecnici, si orientano verso una soluzione che dia sede propria alle tramvie e possibilmente sostituisca queste ultime con le filovie. Ma questo appartiene al campo degli studi e degli orientamenti, mentre qui si tratta di provvedere con una certa tempestivit\u00e0 alle esigenze attuali del traffico su quel tratto di strada che comprende il ponte di Ariccia e le comunicazioni tramviarie tra Ariccia e Velletri. Ecco perch\u00e9 mi recai io stesso nel posto dove, tra l\u2019altro costatai che il nuovo ponte aveva realizzato taluni miglioramenti su quello distrutto, grazie anche a un leggero allargamento ai due lati di esso. E allora, pur apprezzando il valore dei nuovi studi e dei nuovi orientamenti, sollecitai opportune intese col collega dei trasporti e potei dare le necessarie disposizioni perch\u00e9, contemporaneamente all\u2019apertura al traffico del nuovo ponte, anche la linea tramviaria fosse in grado di funzionare. Il che potr\u00e0 avvenire entro il prossimo dicembre o \u2013 al pi\u00f9 tardi \u2013 in gennaio.<\/p><p>Ringrazio, pertanto, l\u2019onorevole Veroni per avere richiamato l\u2019attenzione pubblica su questo argomento, e avermi offerto l\u2019occasione di fugare ogni preoccupazione al riguardo. Possiamo, dunque, concludere che, al momento in cui il ponte sar\u00e0 riaperto al traffico, anche la tramvia potr\u00e0 riprendere il suo normale corso per collegare nuovamente tra di loro Albano, Ariccia, Genzano e Velletri, per tanto tempo a causa della guerra disgiunte.<\/p><p>Debbo per\u00f2 a questo punto informare l\u2019onorevole Veroni e l\u2019Assemblea che in localit\u00e0 \u00abCatena\u00bb di Genzano si \u00e8 addivenuti alla rettifica di un punto della strada. Questa rettifica consiste, tra l\u2019altro, in un elevato di terra da 0 a 15 metri e questo elevato richieder\u00e0 qualche mese in pi\u00f9 per consolidarsi e consentire che nel momento stesso in cui la tramvia rientrer\u00e0 in funzione possa venire utilizzato. Ma questa circostanza non offrir\u00e0 alcun motivo di ritardo all\u2019esercizio della tramvia, essendo gi\u00e0 intervenuti accordi tra il mio Ministero e la societ\u00e0 concessionaria, nel senso di utilizzare nel frattempo il vecchio tracciato e corrispondere cos\u00ec pienamente alle legittime aspettative delle popolazioni interessate.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dei trasporti ha facolt\u00e0 di rispondere per la parte di sua competenza.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Non ho nulla da aggiungere, solo posso dire che nel sistema filo-tramviario, che sar\u00e0 collegato anche ai servizi extraurbani della capitale, noi dovremo fare un completo rinnovamento ed un completo studio, anche in relazione con la metropolitana, perch\u00e9 questi servizi siano pi\u00f9 rapidi e pi\u00f9 confortevoli in modo che si possa direttamente congiungere il centro di Roma con i suoi Castelli. Questo \u00e8 un problema a lunga scadenza, che non si connette con quello attuale, ma che potr\u00e0 essere studiato nel complesso del sistema dei servizi urbani ed extra urbani della capitale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Veroni ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>VERONI. Sono lieto di aver determinato, particolarmente dal Ministro dei lavori pubblici, le autorevoli dichiarazioni test\u00e9 fatte in questa pubblica Assemblea, poich\u00e9, come l\u2019onorevole Ministro sa, recentemente si era diffusa la voce \u2013 ed essa rispondeva alla verit\u00e0 obiettiva \u2013 che non si intendesse ripristinare il tratto della nostra tramvia da Albano a Velletri, e ci\u00f2, perch\u00e9, secondo l\u2019Azienda della strada, il suo esercizio avrebbe ostacolato il traffico: in sua sostituzione di pensava ad istituire un servizio con filobus sul tratto Albano-Velletri, per il cui funzionamento tecnici autorevoli hanno previsto una spesa di moltissimi milioni e un tempo non inferiore a tre anni.<\/p><p>Le dichiarazioni dell\u2019onorevole Tupini confortano le popolazioni dei Castelli romani, che recentemente in un adunanza di Sindaci, tenutasi a Genzano, elevarono alte le loro proteste per le difficolt\u00e0 frapposte dall\u2019Azienda autonoma della strada, contraria al ripristino della tramvia che \u00e8 il mezzo tradizionalmente pi\u00f9 comodo e pi\u00f9 economico.<\/p><p>Siamo, perci\u00f2, sodisfatti delle dichiarazioni degli onorevoli Ministri dei L.L.P.P. e dei trasporti che ci hanno solennemente data l\u2019assicurazione formale della riattivazione del servizio tramviario entro l\u2019anno. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Mastino Pietro, Lussu, Abozzi, Giua, Murgia, Mannironi, Corsi, al Ministro dei trasporti, \u00abper sapere se intenda prendere urgenti provvedimenti per ottenere che molti Comuni della Sardegna, ora completamente isolati, siano allacciati alle linee pubbliche automobilistiche\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei trasporti ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>L\u2019interrogazione \u00e8 molto generica e, quindi, io non posso che rispondere genericamente, rimandando eventualmente a casi particolari risposte specifiche su singole comunicazioni. \u00c8 fuori di dubbio che i paesi che non sono collegati coi capoluoghi, o che non hanno collegamenti diretti con le ferrovie, debbano essere serviti da servizi automobilistici.<\/p><p>La legge che stabilisce la concessione di questi servizi \u00e8 una legge molto artificiosa, di cui tutti noi tecnici abbiamo notato le lacune. Essa \u00e8 la legge del settembre 1939. Abbiamo gi\u00e0 nominato una commissione per modificarla e per snellirla, sull\u2019esempio di tutte le leggi che esistono negli altri Paesi del mondo che usano servizi di linee automobilistiche.<\/p><p>Comunque, anche per la Sardegna e con la vigente legge, noi non possiamo fare che delle concessioni, dietro domande dirette di societ\u00e0 concessionarie che chiedano di effettuare questi servizi. Ora, se ci sono dei Comuni della Sardegna che possano trovare delle societ\u00e0 esercenti che, nell\u2019ambito delle leggi attuali, possano avere queste concessioni, noi siamo ben disposti a favorirle il massimo possibile. Posso dire, a titolo di esempio, che il 1\u00b0 luglio 1946 avevamo 80 linee concesse nell\u2019Isola, e che in quest\u2019anno sono aumentate di 20, pi\u00f9 altre sei per servizio operai che sono i servizi caratteristici che portano nei grandi centri di Sassari e di Cagliari.<\/p><p>Dopo questa interrogazione, ho dato subito disposizioni agli uffici competenti perch\u00e9 esaminino ancora le eventuali domande e sollecitino al riguardo i Compartimenti della motorizzazione della Sardegna, per vedere se ci possono essere altre comunicazioni che si possono attivare per migliorare i servizi di comunicazione fra i centri minori e i centri maggiori. Se vi saranno casi specifici saranno esaminati man mano che mi verranno segnalati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mastino ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019interrogazione che io presentai, e che adesso discuter\u00f2, \u00e8 stata dall\u2019onorevole Ministro definita generica, cos\u00ec come io potrei definire eccessivamente teorica e generica la sua risposta. Ma la genericit\u00e0 della interrogazione non ha impedito al signor Ministro di rispondere a quella che \u00e8 veramente la sostanza della interrogazione stessa: vi sono dei Comuni completamente isolati, vale a dire privi di qualunque possibilit\u00e0 di mezzi di comunicazione o trasporto con altri Comuni, soprattutto non allacciati con le attuali linee automobilistiche pubbliche.<\/p><p>Il Ministro ha detto: \u00abquando venissero indicati casi precisi, specifici, potrei intervenire\u00bb.<\/p><p>A mio avviso l\u2019intervento del Ministro dovrebbe essere diretto ad eliminare tutti gli inconvenienti di codesto genere; dovrebbe cio\u00e8 essere diretto, con una disposizione generale, a far s\u00ec che i Comuni attualmente isolati cessino di esserlo.<\/p><p>Per quello che ne so io, attualmente si verifica questo: che lo Stato ha revocato, gi\u00e0 da anni, i sussidi statali; allo stesso tempo ha bloccato le tariffe, di modo che le societ\u00e0 che gestiscono linee automobilistiche esercitano solo quelle linee in cui le ragioni di traffico e del movimento dei viaggiatori consentono o consigliano l\u2019esercizio, perch\u00e9 vantaggioso, cio\u00e8 redditizio. Gli altri Comuni, quelli che mi permetterei di qualificare e definire \u00abnullatenenti\u00bb, sono Comuni che rimangono completamente isolati.<\/p><p>\u00c8 nei raffronti di questi Comuni che dovrebbe intervenire lo Stato, dopo avere studiato la forma dell\u2019intervento: o con sussidio statale o con un relativo, modico sblocco delle tariffe. Sar\u00e0 il Governo a giudicare la via da seguire. Ma non si pu\u00f2 rispondere ad una lamentela, relativa a una esigenza la pi\u00f9 elementare: \u00abprovvederemo, caso mai\u00bb.<\/p><p>Ho detto \u00abesigenza la pi\u00f9 elementare\u00bb perch\u00e9, mentre si parla spesso qui dentro di miglioramento di servizi, di raddoppiamento, di arricchimento dei servizi stessi (mi pare che poc\u2019anzi anche l\u2019interrogazione del collega Veroni fosse diretta ad alcunch\u00e9 del genere) io sto parlando non di miglioramento, ma di servizi da istituire, da stabilire. Il Ministro ha chiesta l\u2019indicazione di casi specifici.<\/p><p>Non ho creduto di fare dei nomi, che avrebbero avuta l\u2019apparenza di nomi ostrogoti. Per esempio chi vuole andare a Lod\u00e8 deve partire da Nuoro e fermarsi a Siniscola in quanto da Siniscola a Lod\u00e8 i 16 chilometri di distanza debbono essere percorsi o col cavallo di San Francesco oppure con altro mezzo di fortuna. Chi debba andare ad Austis ed a Teti ha la possibilit\u00e0 di usufruire della linea automobilistica solo fino a Sorgono.<\/p><p>L\u2019esemplificazione non aggiunger\u00e0 per\u00f2 nulla alla affermazione della necessit\u00e0 di immediato intervento del Governo diretto ad eliminare un inconveniente che costituisce uno sconcio, se si considera che la situazione attuale \u00e8 peggiore di quella di un tempo, perch\u00e9 un tempo le linee automobilistiche, anche per quei determinati paesi, esistevano e funzionavano, ed abbiamo fatto un passo indietro, che non si pu\u00f2 nemmeno spiegare od attribuire a ragioni di guerra.<\/p><p>Quindi parmi che quella interrogazione, che apparentemente sembrava generica, generica non fosse e voglio sperare che la saggezza del Signor Ministro, dopo i chiarimenti che ho fornito, sappia trovare la via per un intervento e provvedimenti immediati.<\/p><p>\u00c8 troppo evidente che oggi non mi posso dichiarare sodisfatto.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Volevo dire all\u2019onorevole interrogante che \u00e8 precisamente la deficienza della legge che rende possibile il permanere di questi inconvenienti. Ed ho accennato che una apposita Commissione sta studiando i provvedimenti opportuni, che dovranno essere statuiti con legge.<\/p><p>MASTINO PIETRO. E questa Commissione quando dovr\u00e0 fare le sue proposte?<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti.<\/em> Io spero di poter fare il pi\u00f9 presto possibile, in maniera che si possa provvedere alla disciplina dei trasporti automobilistici con il sistema della concessione, come \u00e8 per le linee secondarie.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Numeroso e De Michele, al Ministro dei lavori pubblici, \u00abper conoscere i provvedimenti che si intendono adottare per l\u2019approvazione ed il finanziamento del progetto di captazione delle sorgenti del Torano e del Biferno, che dovranno finalmente fornire di acqua potabile i comuni delle provincie di Caserta e di Campobasso e costituire altres\u00ec l\u2019indispensabile acquedotto sussidiario per la citt\u00e0 di Napoli. Si tratta di un\u2019opera di grande importanza ed urgenza, soprattutto di carattere igienico e sanitario, che interessa circa due milioni di abitanti della Campania e che non pu\u00f2 ulteriormente procrastinarsi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Questa interrogazione degli onorevoli Numeroso e De Michele segue a poca distanza di tempo quella del 7 luglio degli onorevoli Camposarcuno, Colitto e Ciampitti. In quella interrogazione gli onorevoli interroganti esprimevano la preoccupazione che le acque del Biferno avessero potuto essere sottratte alle popolazioni proprietarie della sorgente e destinate unicamente alla citt\u00e0 di Napoli.<\/p><p>Assicurai allora gli onorevoli interroganti che quella preoccupazione era completamente infondata. Successivamente, dietro mia sollecitazione, il Consiglio Superiore dei lavori pubblici prese in esame la questione con l\u2019intento di utilizzare, non solo le sorgenti del Biferno e del Torano, ma anche quelle del Trigno a favore delle popolazioni del Molise, della provincia di Caserta e della citt\u00e0 di Napoli proporzionatamente ai loro rispettivi bisogni.<\/p><p>Le conclusioni del Consiglio Superiore dei lavori pubblici consentono quindi un\u2019equa soluzione del problema e prevedono all\u2019uopo la formulazione di apposito progetto.<\/p><p>Sussistono ancora negli ambienti interessati delle ricordate provincie timori e opinioni contrastanti circa le modalit\u00e0 del progetto stesso e, al fine di arrivare a deliberazioni concordi, ho disposto di convocare presso di me i rappresentanti delle autorit\u00e0 amministrative e politiche competenti per territorio.<\/p><p>Questa riunione e le altre che si renderanno necessarie ed utili avverranno al pi\u00f9 presto.<\/p><p>Debbo per\u00f2 fin d\u2019ora avvertire che l\u2019opera sar\u00e0 di notevole grandezza e comporter\u00e0 qualche miliardo di spesa.<\/p><p>Esiste gi\u00e0 in bilancio una certa somma, assai piccola in confronto di quella totale, la quale potrebbe essere subito utilizzata per i primi lavori di captazione delle sorgenti non appena il progetto sar\u00e0 stato approvato nei suoi elementi tecnici.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 infatti bisogno che tutta l\u2019opera sia finanziata subito. L\u2019essenziale \u00e8 che i lavori iniziali non siano fine a se stessi e offrano in pari tempo la suscettibilit\u00e0 di agganciamento all\u2019ulteriore sviluppo dell\u2019opera. In tale senso mi riprometto di dare opportune disposizioni al momento giusto. A meno che non si preferisca inserire quest\u2019opera nel complesso dei lavori per il Mezzogiorno d\u2019Italia cui l\u2019apposito Centro Economico volge le sue speciali cure mediante la preparazione di un programma generale, che sar\u00e0 pronto quanto prima. Ma io penso che sia pi\u00f9 opportuno tenere isolato questo problema ed avviarlo senz\u2019altro a concreta soluzione. Se \u2013 come mi auguro \u2013 i relativi lavori potranno essere presto iniziati ci\u00f2 costituir\u00e0 un buon auspicio per il loro proseguimento e un impegno sicuro per il compimento secondo il desiderio degli onorevoli interroganti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>NUMEROSO. Ringrazio l\u2019onorevole Ministro delle assicurazioni date. Vorrei per\u00f2 fargli notare che il problema della captazione delle sorgenti del Torano e del Biferno per fornire finalmente di acqua potabile i Comuni delle Province di Caserta e di Campobasso non \u00e8 cosa nuova ed \u00e8 problema che va risolto con la maggior possibile sollecitudine. Se pertanto l\u2019onorevole Ministro crede di far risolvere questo problema al Comitato del Mezzogiorno&#8230;<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> No, no: si tratta di un semplice accenno che ho fatto.<\/p><p>NUMEROSO. Debbo farle notare, onorevole Ministro, che ci sono Comuni della Provincia di Caserta che utilizzano per acqua potabile quella del Volturno, senza alcuna garanzia di carattere igienico. Sono Comuni, come ognuno ben comprende, che vivono quindi, dal punto di vista igienico, e nei riguardi dell\u2019approvvigionamento dell\u2019acqua potabile, in condizioni veramente disastrose, tanto che noi ci meravigliamo che non si siano ancora verificate delle epidemie. Ed \u00e8 un problema non di oggi, ma di decenni.<\/p><p>Circa poi la spesa, noi sapevamo benissimo di quale entit\u00e0 essa fosse. Io personalmente so, per averlo sentito proprio oggi affermare da un eminente tecnico che si occupa di questi problemi, che la relazione \u00e8 stata presentata all\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>Noi, pertanto, insistiamo perch\u00e9 soprattutto venga fatta una legge speciale; ci rendiamo ben conto dell\u2019importanza, della vastit\u00e0 di essa e della mole della spesa occorrente.<\/p><p>Occorre una legge speciale. Non \u00e8 necessario, signor Ministro, che l\u2019opera venga fatta in uno o due anni. Io sono convinto che la spesa potrebbe essere ratizzata in diversi esercizi; occorre, per\u00f2, stabilire l\u2019esecuzione di quest\u2019opera con una legge speciale. Soltanto cos\u00ec, finalmente, le provincie di Caserta, Napoli, e anche di Campobasso, potranno vedere realizzate queste antiche aspirazioni delle loro popolazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Perugi, al Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00abper conoscere: 1\u00b0) quali aiuti ed alleggerimenti fiscali intenda disporre il Governo a favore degli agricoltori del comune di Gradoli (provincia di Viterbo), i cui raccolti sono stati quasi interamente distrutti dalla grandine nel nubifragio verificatosi in quella zona il 28 giugno ultimo scorso; <em>2\u00b0<\/em>) se in considerazione dell\u2019attivit\u00e0 quasi esclusivamente vinicola di quei lavoratori e del fatto che i danni subiti avranno ripercussioni negative sui raccolti ancora per circa due anni, non ritenga dare agli aiuti oltre che un carattere urgente, anche uno continuativo per alleggerire il disastro che ascende a pi\u00f9 di cento milioni di lire\u00bb.<\/p><p>D\u2019accordo col Presidente del Consiglio dei Ministri, lo svolgimento di questa interrogazione \u00e8 stato rinviato.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Vinciguerra, al Ministro della pubblica istruzione, \u00abper conoscere quali provvedimenti intende adottare per gli insegnanti di educazione fisica provenienti dagli Istituti di magistero governativi e vincitori di regolari concorsi, estromessi dai ruoli dello Stato nel 1913 a seguito della riforma Gentile e passati alla dipendenza di un ente privato (Enel) e poscia con decreto del famigerato gerarca Ricci liquidati a 55 anni, e cio\u00e8 10 anni prima del previsto, visto che il decreto legislativo 23 aprile 1947, mentre ha sistemato nei ruoli anche i provenienti dalle Accademie di Roma e di Orvieto, ha dimenticato di rendere giustizia alla categoria summenzionata e pi\u00f9 meritevole, attualmente ridotta ad esiguo numero (per cui non v\u2019\u00e8 da preoccuparsi di eventuali oneri finanziari), per i quali sarebbe opportuna e di giustizia la riassunzione in servizio al fine di potere utilizzare la loro provata capacit\u00e0 in vantaggio dell\u2019educazione fisica italiana ed anche a riparazione di un torto da essi ingiustamente subito\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Vinciguerra, s\u2019intende decaduta l\u2019interrogazione.<\/p><p>Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Martino Gaetano, al Ministro della difesa, \u00abper sapere se risponde a verit\u00e0 che la base navale di Messina sar\u00e0 trasferita prossimamente ad Augusta; e per conoscere se, nella ipotesi affermativa, l\u2019onorevole Ministro non ritenga opportuno revocare tale provvedimento che accrescerebbe la disoccupazione nella citt\u00e0 di Messina, gi\u00e0 cos\u00ec duramente provata dalla guerra, giustificando tra l\u2019altro gravi agitazioni, che gi\u00e0 si preparano, suscettibili di turbare l\u2019ordine pubblico\u00bb.<\/p><p>Sullo stesso argomento ha presentato la seguente interrogazione l\u2019onorevole Fiore, al Ministro della difesa, \u00abper conoscere se intende revocare i provvedimenti predisposti dallo Stato Maggiore della marina relativi al trasferimento della base navale di Messina ad Augusta\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di rispondere l\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/em> A seguito della situazione creatasi col Trattato di pace e per l\u2019assoluta necessit\u00e0 di ridurre le spese dell\u2019amministrazione della Marina militare, lo Stato Maggiore della marina \u00e8 costretto a contrarre tutti i servizi periferici, sopprimendo quelli non strettamente indispensabili alla nuova organizzazione.<\/p><p>Ogni allarme relativo al trasferimento della base navale da Messina ad Augusta, \u00e8, per\u00f2, prematuro, essendo tuttora in corso di studi presso gli organi competenti, allo scopo di definire questa organizzazione, che riveste delicata e particolare importanza ai fini della difesa del Paese.<\/p><p>Qualunque sia la decisione finale, essa sar\u00e0 attuata solo dopo accurato esame, e tenendo anche nel dovuto conto la situazione degli arsenalotti e della citt\u00e0 di Messina.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Martino Gaetano ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Io non so, signor Presidente, se debbo dichiararmi sodisfatto o meno della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario di Stato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Il Ministro poc\u2019anzi, in un colloquio privato, mi aveva dato assicurazioni pi\u00f9 precise. Comunque, io nutro fiducia (<em>Commenti \u2013 Ilarit\u00e0<\/em>) che il Governo non vorr\u00e0 prendere un provvedimento del genere, il quale implicherebbe il licenziamento di migliaia di operai, che non possono, nella citt\u00e0 di Messina \u2013 distrutta due volte in un terzo di secolo \u2013 trovare altra via per il sostentamento delle proprie famiglie.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fiore ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>FIORE. Non posso dichiararmi soddisfatto della risposta dell\u2019onorevole Sottosegretario di Stato, per parecchie ragioni.<\/p><p>Qui non si tratta solo della questione della base navale, cio\u00e8 non bisogna riferirsi al Trattato di pace e, quindi, all\u2019obbligo che ci si fa di lasciare in Sicilia una sola base navale, ma al trasferimento della base navale e dell\u2019arsenale. Ora, l\u2019arsenale \u00e8 un complesso di carattere industriale che \u00e8 legato a tutto lo sviluppo della citt\u00e0 e del porto di Messina, e soprattutto allo sviluppo del bacino di carenaggio. Ora, togliere a Messina l\u2019arsenale significa ancora una volta, per la terza volta, distruggere la citt\u00e0. L\u2019arsenale e la Direzione di artiglieria costituiscono gli unici complessi seri industriali che noi abbiamo nella nostra citt\u00e0. La nostra citt\u00e0, che per disoccupazione credo non sia inferiore a Napoli n\u00e9 alle altre citt\u00e0 del Meridione. All\u2019atto, sono 3 mila operai; quindi, 3 mila famiglie che vivono del lavoro dell\u2019Arsenale.<\/p><p>Soprattutto per\u00f2 \u00e8 necessario che il Ministro e il Ministero si preoccupino dell\u2019efficienza dell\u2019Arsenale, cio\u00e8 si dia a questo Arsenale del lavoro, perch\u00e9 non vorremmo che a un determinato momento ci si venisse a dire: non abbiamo sufficiente lavoro per questo Arsenale e, quindi, dobbiamo ridurre il personale e licenziare operai. Perch\u00e9 il trasferimento dell\u2019Arsenale e della base navale di Messina ad Augusta comporterebbe in fondo il licenziamento di 2500 operai, dato che l\u2019Arsenale, trasportato ad Augusta potrebbe occupare solamente 500 operai.<\/p><p>Quindi vorremmo che il Ministero si preoccupasse di questa situazione e soprattutto si preoccupasse di guardare la situazione dell\u2019Arsenale in funzione dello sviluppo del porto di Messina, considerasse la necessit\u00e0 dell\u2019allargamento del bacino di carenaggio, e distinguesse quindi le due cose: trasferimento della base navale e trasferimento dell\u2019Arsenale.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Stampacchia, al Ministro della difesa, \u00abper sapere se non ritenga rispondente ai fini di giustizia estendere agli \u00absminatori marini\u00bb l\u2019aumento di lire 300 sull\u2019indennit\u00e0 \u00abpericolo mine\u00bb recentemente concesso agli sminatori terrestri.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato alla difesa ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CHATRIAN, <em>Sottosegretario alla difesa. <\/em>La questione prospettata dall\u2019onorevole Stampacchia nella sua interrogazione circa l\u2019opportunit\u00e0 di estendere agli sminatori marini l\u2019aumento sull\u2019indennit\u00e0 pericolo mine, recentemente concesse agli sminatori terrestri, \u00e8 gi\u00e0 stata sollevata dall\u2019Amministrazione della marina militare presso il Ministero del tesoro, cui \u00e8 stato sottoposto fin dal 24 giugno ultimo scorso uno schema di decreto. Con questo schema, si tende ad elevare, da lire 100 a lire 230 l\u2019indennit\u00e0 giornaliera prevista nel 1\u00b0 e 3\u00b0 comma dell\u2019articolo 1 del decreto ministeriale 24 maggio 1946, che concerne le indennit\u00e0 ed i premi da corrispondere al personale della Marina militare impiegato nelle operazioni di dragaggio, disattivazione e distruzione delle mine marine o di altri ordigni esplosivi in mare.<\/p><p>Ci\u00f2 allo scopo di eliminare la diversit\u00e0 di trattamento attualmente esistente tra il personale dell\u2019esercito addetto al rastrellamento di proiettili e bombe, che percepisce una indennit\u00e0 di rischio giornaliero pari a lire 230 in media, elevabile a 300 lire nelle giornate nelle quali vengono recuperate mine e il personale della marina, assegnato ai gruppi di dragaggio o impiegato per l\u2019assistenza tecnica e sanitaria, ed il palombaro, al quale, giusta il citato decreto ministeriale 24 maggio 1946, viene corrisposta, in aggiunta alle normali competenze, una indennit\u00e0 pericolo mine di lire 100 giornaliere.<\/p><p>Nello schema di provvedimento in parola, non \u00e8 stata prevista la possibilit\u00e0 di aumentare l\u2019indennit\u00e0 di lire 230 a lire 300 nei giorni in cui vengono ricuperate mine, come avviene per il personale dell\u2019esercito, poich\u00e9 l\u2019articolo 2 del citato decreto ministeriale stabilisce gi\u00e0 uno speciale trattamento con la corresponsione di appositi premi, a favore del personale della marina, per ogni mina marina od altro ordigno esplosivo dragato, disattivato o fatto brillare.<\/p><p>Il 24 luglio ultimo scorso, \u00e8 stato nuovamente sollecitato il Ministero del tesoro per la necessaria adesione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Stampacchia ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>STAMPACCHIA. Presentata l\u2019interrogazione lo scorso maggio, chiudendosi, per le ferie la Costituente, richiesi a fine luglio risposta scritta, che gentilmente il Ministro onorevole Cingolani mi favor\u00ec ai primi dello scorso agosto, se non sbaglio. Non pensavo perci\u00f2 che l\u2019interrogazione fosse portata alla discussione orale.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Un eccesso di zelo verso l\u2019onorevole Stampacchia.<\/p><p>STAMPACCHIA. Sono stato quindi sorpreso, entrando nell\u2019Aula, di trovare la mia interrogazione riportata nell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Ora, allo stato delle cose osservo che la questione non ha fatto un passo avanti dal mese di agosto.<\/p><p>Sin d\u2019allora, infatti, si disse che il provvedimento era in corso. Adesso mi pare che ancora \u00e8 in corso e non so quanto tempo rimarr\u00e0 in corso. In fondo, dalla comunicazione che ha fatto il Sottosegretario, apparirebbe che il provvedimento non \u00e8 completo, in quanto che, richiamandosi ad una disposizione di legge, si vorrebbe mantenere una disparit\u00e0 fra gli sminatori dell\u2019esercito e gli sminatori della marina. Gli sminatori \u2013 io dicevo e osservavo \u2013 sia che appartengano all\u2019Esercito, sia alla Marina, sia lavorino a mare, sia che lavorino a terra, per la ricerca delle mine, fanno lo stesso lavoro, si espongono allo stesso pericolo e quindi credo che questo lavoro e questo pericolo debbano essere egualmente compensati.<\/p><p>\u00c8 inutile dire se mi dichiaro sodisfatto o no: io raccomando che il provvedimento sia sollecitato, perch\u00e9 ormai questi sminatori, i quali tutti i giorni vanno incontro a pericoli e molto spesso a gravi infortuni, non abbiano ancora ad aspettare le provvidenze invocate.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Caso, Bastianetto, Titomanlio Vittoria, De Maria, Riccio, Mazza, Lizier, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del tesoro, \u00abper conoscere le ragioni che ritardano l\u2019istituzione dell\u2019ente coordinatore per i servizi dei danni di guerra (Alto Commissariato o Sottosegretariato), di cui alle ultime dichiarazioni del Governo, e per attuare ordine e disciplina giuridica in materia che riguarda milioni di famiglie, le quali \u00e8 bene che sappiano quali siano le speranze da coltivare e quali le illusioni da scartare\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Da un punto di vista sostanziale la risposta non pu\u00f2 essere sodisfacente per l\u2019interrogante, in quanto non \u00e8 stato ricostituito il Sottosegretariato o costituito un Alto Commissariato o un altro organo per i danni di guerra. Quindi in qualche modo il Governo \u00e8 in difetto, ma, in realt\u00e0, non si vuole costituire semplicemente un organo perch\u00e9 per risolvere il problema dei danni di guerra non basta nominare un Sottosegretario o un Alto Commissario, occorre studiare sul piano del bilancio le possibilit\u00e0 per risarcire questi danni ed occorre pi\u00f9 che altro iniziare un\u2019azione organica sia per il risarcimento dei danni alle cose sia per il risarcimento dei danni alle persone. In questo senso si sta svolgendo un\u2019attivit\u00e0 preparatoria da parte del Governo, per vedere in che modo si pu\u00f2 far fronte a questo enorme onere che pesa sullo Stato per i danni di guerra. Per i danni alle persone, per le pensioni, si sta studiando il modo di poter accelerarne la liquidazione essendovi ancora in sospeso circa 300.000 pratiche. Qualche cosa \u00e8 stata fatta; sono stati costituiti altri uffici, un po\u2019 di personale esuberante in altre amministrazioni \u00e8 stato trasferito in quella delle Pensioni e si sta ora vedendo se si possono trovare, pur lasciando inalterata quella procedura che esiste oggi e che rappresenta una certa garanzia, delle misure per agevolare lo svolgimento delle liquidazioni e forse si sono trovati due accorgimenti pratici che permetteranno, una volta adottati, di vedere accelerare effettivamente la liquidazione delle pensioni.<\/p><p>Non chiedo all\u2019onorevole Caso ed agli altri interroganti di dirsi sodisfatti, perch\u00e9 allo stato attuale non lo possono essere. Chiedo loro soltanto di aspettare, per dichiararsi sodisfatti, l\u2019emanazione di questi provvedimenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CASO. Ringrazio l\u2019onorevole Sottosegretario e mi dichiaro sodisfatto di non essere ancora sodisfatto; mi auguro che vi sia da attendere poco e che si pensi alla coordinazione integrale dei servizi per i danni di guerra che sono troppo sparpagliati e suddivisi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rivera ha presentato le seguenti interrogazioni:<\/p><p>ai Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e della difesa (aeronautica), \u00abper sapere se intendano intervenire urgentemente ed efficacemente per combattere la diffusione della lyda, che sta distruggendo i boschi di pini, faticosamente impiantati nell\u2019Appennino centrale nell\u2019ultimo cinquantennio\u00bb;<\/p><p>al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, \u00abper sapere se e quando intenda di provvedere all\u2019assegnazione di terre da coltivare alla popolazione del comune di Campotosto (Aquila), messa alla disperazione ed alla fame da circa sei anni, per perdita del proprio territorio coltivato, a causa della istituzione di un lago artificiale\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intendono decadute.<\/p><p>L\u2019onorevole Canevari ha presentato la seguente Interrogazione, al Ministro delle finanze, \u00abper conoscere quali provvedimenti si intendano adottare a favore degli agricoltori, coltivatori diretti, delle provincie di Pavia e di Milano, danneggiati dalla grandinata del 22 giugno 1947\u00bb.<\/p><p>La interrogazione dell\u2019onorevole Canevari \u00e8 rinviata d\u2019accordo con il Ministro delle finanze.<\/p><p>L\u2019onorevole Borsellino ha presentato le seguenti interrogazioni:<\/p><p>ai Ministri dei lavori pubblici e della marina mercantile, \u00abper sapere quali provvedimenti intendano prendere per la messa in efficienza con massima urgenza dei piccoli porti in Sicilia \u2013 e particolarmente dei piccoli porti pescherecci \u2013 che sviluppano una grande attivit\u00e0 economico-commerciale\u00bb;<\/p><p>al Presidente del Consiglio dei Ministri (Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica), \u00abper conoscere quali provvedimenti intenda adottare per l\u2019assistenza del gran numero di tubercolotici che vivono in provincia di Agrigento, espressione questa delle condizioni di estrema miseria di quelle popolazioni e della mancanza assoluta di sanatori antitubercolari, per cui non possono effettuarsi ricoveri in provincia. E per sapere \u2013 inoltre \u2013 se non intenda provvedere con la costruzione d\u2019urgenza di qualche sanatorio o con l\u2019adattare altri edifici in condizioni di contingenza\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole interrogante, si intendono decadute le sue interrogazioni.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario<\/em> <em>di<\/em> <em>Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Per la seconda interrogazione dell\u2019onorevole Borsellino, quella riguardante l\u2019assistenza ai tubercolotici della provincia di Agrigento, la risposta era positiva, cio\u00e8 sono stati stanziati pi\u00f9 di cento milioni per la costruzione di un sanatorio provinciale. Pur essendo decaduta l\u2019interrogazione, invier\u00f2 quindi la risposta scritta all\u2019interrogante.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione degli onorevoli Bulloni e Cappi, al Ministro dei trasporti, \u00abper conoscere quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare per andare tempestivamente incontro, attraverso facilitazioni nei trasporti ferroviari, ai bisogni dell\u2019Alta Italia circa l\u2019approvvigionamento della legna da ardere, specie a quello delle provincie, dei comuni, degli enti ospedalieri e di ricovero e degli enti comunali di consumo, in vista dei contratti di acquisto dagli stessi stipulati nelle regioni centro-meridionali, stante la grave scarsit\u00e0 di legna nell\u2019Alta Italia, dove, in previsione del consumo invernale, i prezzi della legna sono gi\u00e0 fin d\u2019ora divenuti proibitivi per il bilancio familiare delle classi meno abbienti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dei trasporti ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CORBELLINI, <em>Ministro dei trasporti. <\/em>Come l\u2019onorevole interrogante sapr\u00e0, il problema del trasporto della legna dall\u2019Italia meridionale all\u2019Italia settentrionale per i bisogni invernali, che si \u00e8 iniziato fin dalla primavera passata, ha dato luogo a molti inconvenienti, anzi, posso dire, a vere e proprie speculazioni che bisognava stroncare in maniera rapida ed energica. Allora, in questa estate, fu data disposizione che la legna da ardere, in carri singoli o in tradotta, fosse spedita solo a determinati enti che dessero assicurazione che non si facessero speculazioni; e perch\u00e9 l\u2019amministrazione ferroviaria potesse garantirsi di questo fatto, fu stabilito che gli enti dovessero avere il benestare delle singole prefetture per la fornitura di legna soltanto ad enti ospedalieri, a comuni, ad enti comunali di consumo, a mense o industrie che se ne servissero anche per le loro maestranze.<\/p><p>Questo vincolo ha moralizzato indubbiamente la cosa e quindi si son potuti concedere i carri con ritmo consentito dalle disponibilit\u00e0, e con una regolarit\u00e0 che non credo abbia dato luogo a rimostranze. Purtroppo la deficienza di carri esiste; abbiamo dovuto in questi ultimi tempi, alla vigilia della stagione invernale, intensificare il movimento di queste tradotte, che servono non soltanto per la legna, ma anche per le ligniti. La primavera scorsa avevamo stabilito il divieto di trasportare legna dalla Calabria al Nord, in considerazione della grande distanza, che avrebbe impegnato molti carri e richiesta una spesa reale di energia per il trasporto molto prossima al valore intrinseco dell\u2019energia calorifica contenuta nella legna. Successivamente, per\u00f2, data anche la penuria della legna nel Nord, questo vincolo \u00e8 stato tolto, ma non per carri isolati, ma soltanto per treni completi di 30 carri, i quali potessero raggiungere in poco tempo la destinazione.<\/p><p>La situazione dei trasporti ferroviari di merci \u00e8 la seguente: mancano circa 30 mila carri per ricostituire il parco ante-guerra; ed i carri circolano con ritmo molto pi\u00f9 lento di quello normale: il ciclo del carro, anzich\u00e9 essere di sei giorni, \u00e8 di dieci; quindi la quantit\u00e0 di carri offerta al carico \u00e8 di 9.100, anzich\u00e9 di 15 mila, di cui abbiamo bisogno.<\/p><p>Compatibilmente con queste esigenze, conoscendo l\u2019importanza del trasporto della legna per i prossimi bisogni invernali, l\u2019Amministrazione delle ferrovie fa di tutto perch\u00e9 queste domande, opportunamente istruite e con l\u2019approvazione dei prefetti, siano esaudite secondo la data di presentazione.<\/p><p>Ho ragione di ritenere che, entro due o tre mesi, le richieste pervenute a tutt\u2019oggi saranno pressoch\u00e9 esaurite, quindi entro un periodo conciliabile con le necessit\u00e0 della pi\u00f9 rigida stagione invernale.<\/p><p>Assicuro che l\u2019amministrazione delle Ferrovie dello Stato, anche in questo campo, cerca di fare il possibile per intensificare al massimo il trasporto delle merci, compatibilmente con la disponibilit\u00e0 dei mezzi, che \u00e8 ben lungi dall\u2019essere normale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Cappi, che \u00e8 uno dei firmatari della interrogazione, ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CAPPI. Devo dare atto del buon volere dimostrato dal Ministero dei trasporti in materia. Mi compiaccio per la decisione di dare assolutamente la preferenza alle tradotte per enti pubblici e per i comuni, perch\u00e9 prima i negozianti riuscivano molte volte ad avere la precedenza nel modo che tutti immaginate.<\/p><p>La nostra interrogazione era stata provocata da circostanze, che, con piacere l\u2019ho appreso, sono state superate. La stampa politica un mese fa pubblicava che da Salerno in su erano tassativamente proibiti i trasporti, in tal modo il Comune di Cremona non avrebbe potuto effettuare il trasporto di legna per i suoi bisogni. Poich\u00e9 sento che questa disposizione \u00e8 stata revocata per tradotte complete, mi devo dichiarare sodisfatto.<\/p><p>(<em>La seduta sospesa alle 18.25, \u00e8 ripresa alle 18.35<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Giacchero, al Ministro degli affari esteri, \u00abper sapere se corrisponde a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato pubblicato dalla stampa brasiliana di San Paulo circa i bandi di vendita dei beni italiani congelati in Brasile e, in caso positivo, per conoscere quale \u00e8 l\u2019azione del Governo italiano a tutela dei nostri connazionali allarmati da dette notizie\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per gli affari esteri ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>BRUSASCA, <em>Sottosegretario di Stato per gli affari esteri.<\/em> Il Governo brasiliano ha posto sotto sequestro taluni beni italiani in Brasile allo scopo di assicurare il risarcimento di danni subiti dai suoi cittadini per cause di guerra.<\/p><p>Da parte nostra si \u00e8 insistentemente richiesta la liberazione di tali beni, richiesta giustificata dai vincoli di cobelligeranza e di amicizia tra l\u2019Italia ed il Brasile, dalla conclusione di una pace \u2013 le cui condizioni il Brasile intendeva anzi rendere migliori come dimostr\u00f2 nella sua nobilissima azione alla Conferenza di Parigi \u2013 e dal comune intento di riprendere in pieno le concrete e feconde relazioni fra i due Paesi, ci\u00f2 che evidentemente richiede la eliminazione di ogni residuo di quei provvedimenti di guerra, che non possono non costituire un intralcio agli auspicati sviluppi delle reciproche relazioni in ogni settore. Tutto questo appare tanto pi\u00f9 necessario e urgente dopo che sono decorsi circa quattro anni dalla cobelligeranza dell\u2019Italia e circa tre dalla ripresa delle relazioni diplomatiche fra i due Stati, e mentre sempre pi\u00f9 si sente universalmente la necessit\u00e0 di assicurare, colla stessa cooperazione dell\u2019Italia, l\u2019ordine internazionale e il progresso delle civili nazioni.<\/p><p>Il Governo italiano non pu\u00f2 accettare la tesi brasiliana che, basandosi sulla solidariet\u00e0 dell\u2019Italia con gli altri Paesi dell\u2019asse, tende in definitiva a far ricadere su di noi la responsabilit\u00e0 per danni determinati da sottomarini tedeschi. Tuttavia, per dimostrare la propria buona volont\u00e0, il Governo italiano nel richiedere la liberazione dei beni italiani, si \u00e8 dichiarato disposto a rimettersi al giudizio di una Commissione paritetica o di altro organo arbitrale, cui sia commesso il compito di accertare che i danni in parola siano stati realmente causati dall\u2019azione di forze navali italiane. In tal caso, il Governo italiano assumerebbe l\u2019impegno di indennizzare gli effettivi danni, purch\u00e9 accertati dal predetto organo come causati da azioni belliche italiane.<\/p><p>Posso assicurare l\u2019onorevole interrogante che non si mancher\u00e0 da parte nostra di insistere, come sta tenacemente facendo il nostro ambasciatore Martini per ottenere una conveniente tutela degli interessi italiani, nel quadro di quella intima amicizia e cordialit\u00e0 di rapporti tra Italia e Brasile che il Governo intende vieppi\u00f9 sviluppare e rafforzare.<\/p><p>\u00c8 d\u2019altronde chiaro che accordando tutta la riconoscenza italiana a quei Paesi che hanno rinunciato all\u2019applicazione del disgraziato articolo 79 del Trattato di Pace, l\u2019Italia non potr\u00e0 non tener conto di ci\u00f2 nei futuri accordi commerciali per quanto concerne l\u2019acquisto di merci, o nei futuri accordi emigratori<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole interrogante ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>GIACCHERO. Ringrazio l\u2019onorevole Sottosegretario per le assicurazioni e informazioni che mi giungono tranquillizzanti. Le informazioni che erano state precedentemente date e per le quali vi erano anche documenti presentati al Ministero degli esteri nel giugno e nel luglio scorsi dai cittadini interessati della provincia di Asti, erano piuttosto allarmanti.<\/p><p>Le assicurazioni dell\u2019onorevole Sottosegretario, nel loro complesso, ottimistiche, si accordano ad altre notizie che si riferivano all\u2019atteggiamento di esponenti della stampa di San Paulo e di deputati, atteggiamento particolarmente favorevole all\u2019Italia, anche se l\u2019atteggiamento ufficiale del Governo brasiliano non lo \u00e8 altrettanto.<\/p><p>Comunque, il fatto che il Governo italiano si assuma l\u2019impegno, sotto condizione di un accertamento da parte della commissione paritetica e dietro interessamento dell\u2019Ambasciatore, di risarcire i danni al Brasile e quindi di ottenere lo sblocco dei beni che sono direttamente di propriet\u00e0 degli italiani, contribuisce a rassicurare gli italiani stessi che hanno nella Repubblica Sud-Americana i loro interessi.<\/p><p>Io penso, in pieno accordo con quanto ha detto l\u2019onorevole Sottosegretario, che \u00e8 necessario contribuire ad una intesa fra i due popoli che devono lavorare insieme; ed in seguito anche alle richieste che vengono fatte di mano d\u2019opera dal Brasile, penso che sar\u00e0 non difficile ottenere una vera ed effettiva collaborazione. Se noi abbiamo bisogno di quest\u2019atto di giustizia, non diciamo di generosit\u00e0, dal Brasile, da parte nostra potremo contribuire, con la nostra emigrazione e col nostro lavoro, a rendere un aiuto prezioso all\u2019amico Paese latino. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di interpellanze.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Svolgimento di interpellanze. La prima \u00e8 quella degli onorevoli Silipo, Gullo Fausto, Musolino, Mancini, Sardiello, Priolo, Caroleo e Mazzei, ai Ministri dei lavori pubblici e del tesoro, \u00abper conoscere i motivi per i quali nulla di sostanzialmente concreto sia stato fatto a favore di coloro che sono rimasti senza tetto in seguito al terremoto dell\u201911 maggio scorso in Calabria. Gli interpellanti segnalano la necessit\u00e0 urgente di trovare e di applicare provvedimenti, a sollievo di tante miserie, che non consentono ulteriori dilazioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Silipo ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>SILIPO. Onorevoli colleghi, il 17 giugno, il Ministro dei lavori pubblici, rispondendo ad una mia interrogazione sui provvedimenti che il Governo intendeva adottare a favore dei Comuni colpiti dall\u2019ultimo terremoto del 10-11 maggio in Calabria, dichiarava che era allo studio uno schema di decreto legislativo, contro il quale, per\u00f2, si era pronunziato il Ministro del tesoro, che adduceva lo specioso pretesto della cronica mancanza dei fondi.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Specioso lo dice lei!<\/p><p>SILIPO. S\u00ec, lo dico io e lo dimostrer\u00f2.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Io volevo affermare che non ero stato io a dirlo.<\/p><p>SILIPO. Si diffondeva quindi, sui soccorsi di urgenza, apprestati ai Comuni, soccorsi dei quali noi ancora una volta ringraziamo, e concludeva il suo dire affermando che bisognava agire con rapidit\u00e0 e costruire ricoveri stabili, in vista della necessit\u00e0 della sostituzione delle tende, che erano state mandate dal Governo in un primo momento e che non avrebbero potuto essere pi\u00f9 utilizzate col cessare della stagione estiva.<\/p><p>Questo, il 17 giugno. Rispondendo, prendevo atto delle comunicazioni dell\u2019onorevole Ministro, pur facendo le mie riserve ed ammonendolo nello stesso tempo a sveltire, quanto pi\u00f9 fosse stato possibile, l\u2019apparato burocratico, che noi della periferia sappiamo bene quanto sia pesante e grave. Si badi che io presentai la mia interrogazione nel giugno, ad oltre un mese di distanza dal terremoto, perch\u00e9 ritenni che fosse bene lasciar passare un certo periodo di tempo, per dare al Governo la possibilit\u00e0 di prendere provvedimenti concreti, che non fossero soltanto quelli di urgenza immediata e che, come tali, non potevano non avere carattere transitorio.<\/p><p>Ebbene, siamo oggi al 22 settembre. Io allora dissi che alla distanza di un mese avrei pregato il Ministro di mettermi al corrente dello stato dei lavori promessi. Siamo, oggi, quasi alla fine di settembre: non un mese \u00e8 passato, ma pi\u00f9 di tre. Bene, la preghiera che dovevo rivolgerle molto tempo fa, gliela rivolgo ora: che cosa \u00e8 stato fatto onorevole Ministro, fino a questi ultimi giorni per lenire le sofferenze di chi 1\u201911 maggio pavent\u00f2 la morte ed oggi la desidera? Se permette, fisser\u00f2 io alcuni dati. Sono stato parecchie volte sul luogo del disastro; ho visitato tutti i Comuni pi\u00f9 duramente colpiti, anche recentissimamente (ultimi di agosto, primi di settembre). Debbo, purtroppo, dire con amarezza che molto poco \u00e8 stato fatto e che quel poco che \u00e8 stato fatto, non \u00e8 stato fatto nemmeno bene. Non \u00e8 questa una frase ad effetto. Io ho la documentazione fotografica di quanto affermo e che \u00e8 stata presa nei primi di settembre. Ad Isca, a Badolato, a Sant\u2019Andrea, in parecchi altri comuni le strade sono ancora ingombre di macerie, e questo chi sa per quali misteriosi motivi. Una volta viene l\u2019ordine di iniziare lo sgombero; poi quest\u2019ordine viene revocato, quindi impartito di nuovo! Il fatto si \u00e8 che anche oggi molte strade (se strade si possono chiamare quei viottoli larghi spesso 60-70 centimetri che si inerpicano lungo i dorsi della montagna) sono ancora piene di macerie, impraticabili, specialmente quando piove. A rendere ancora maggiormente precarie le condizioni ambientali contribuisce il fatto molto pi\u00f9 grave, che non \u00e8 stata completata o del tutto iniziata la demolizione di buona parte degli edifici pericolanti, per alcuni dei quali anzi s\u2019\u00e8 revocato l\u2019ordine di demolizione (forse per essere compiacenti verso interessi privati), e questo voler mantenere in piedi quello che \u00e8 destinato a crollare rappresenta un pericolo serio anche per gli altri edifici non danneggiati, ma vicini, che restano cos\u00ec sotto una specie di spada di Damocle. Se lei fosse venuto in Calabria (anzi aveva promesso che sarebbe venuto&#8230;<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Ci Verr\u00f2.<\/p><p>SILIPO. &#8230;poi, non so per quali motivi, non lo ha fatto), si sarebbe reso conto che quello che sto dicendo \u00e8 la verit\u00e0 nuda e cruda, senza fronzoli retorici.<\/p><p>Macerie, ripeto, edifici che avrebbero dovuto essere abbattuti e che non lo sono stati ancora, costruzioni e riparazioni di case ancora in massima parte sulla carta. Certo, noi non ci attendiamo miracoli, non pretendiamo l\u2019impossibile; ma credo che sia logico che noi ci attendessimo qualche cosa di concreto. Invece?<\/p><p>Fino al 16 settembre, data in cui ho presentato la mia interpellanza, ancora quello schema di decreto legislativo che deve regolare gli aiuti da dare ai Comuni terremotati, era ancora all\u2019esame, nonostante la necessit\u00e0, di agire presto, necessit\u00e0 riconosciuta dallo stesso Ministro!<\/p><p>In tre mesi nemmeno uno schema di decreto legislativo s\u2019\u00e8 riusciti a fare approvare al Consiglio dei Ministri!<\/p><p>E s\u00ec che, in materia di terremoti, la legislazione italiana non era ai primi passi, non mancava d\u2019un passato tragico; aveva anzi un\u2019esperienza, della quale avrebbe potuto e dovuto servirsi.<\/p><p>Non si \u00e8 tenuto conto di tutto questo e si \u00e8 lasciato scorrere il tempo nell\u2019inazione, rinviando la pratica per&#8230; accertamenti, per&#8230; pareri, per&#8230; approvazioni, da un ufficio all\u2019altro, cos\u00ec come se si fosse trattato d\u2019una comune pratica burocratica&#8230;<\/p><p>Quando \u2013 questa \u00e8 la verit\u00e0 \u2013 non si \u00e8 in contatto diretto con le sofferenze e con i lutti, questi non si comprendono; quando si \u00e8 lontani, non si comprende che cosa significhi terremoto e quali conseguenze apporti! Ma noi di Calabria \u2013 questa terra che con una espressione magari infelice, ma molto eloquente, viene chiamata \u00abterra ballerina\u00bb \u2013 noi di Calabria lo sappiamo e le sappiamo. Quante volte abbiamo sentito tremare il pavimento della nostra casa! Quante volte nei primi attimi, nella vaga, ma vana speranza che quel fremito fosse prodotto dal passaggio di una vettura vicina o lontana, abbiamo sollevato gli occhi al lampadario e, vedendolo ondeggiare e sobbalzare, non abbiamo potuto avere pi\u00f9 dubbi sulla causa di quel fremito! Quante volte abbiamo avvertito dei disturbi circolatori e la parola orrenda \u00abterremoto\u00bb c\u2019\u00e8 morta sulle labbra!<\/p><p>Ebbene, con tutta questa esperienza, quando dopo 4 mesi sentiamo dire che lo schema di decreto legislativo \u00e8 ancora allo studio, onorevoli colleghi, non sar\u00e0 strano se ci sembra che si tratti di una beffa! E una beffa ancor pi\u00f9 sanguinosa ci pare, quando sentiamo dire che per i comuni disastrati di Calabria non ci sono fondi! Beffa ancora pi\u00f9 grave, uomini del Governo, ancora pi\u00f9 grave!<\/p><p>Che colpa abbiamo noi se lo Stato vuol trovare il denaro nelle tasche di chi non l\u2019ha? (Lo dimostra in una maniera molto eloquente la legge sulla patrimoniale!). E dire che basterebbe soltanto parte della rendita di un anno di un ricco proprietario a riparare i danni del terremoto dell\u201911 maggio in Calabria. L\u00e0 ci sono vastissimi oliveti che appartengono ad una sola persona, la quale guadagna miliardi con l\u2019olio, vendendolo al mercato bianco e al mercato nero! (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em> Stia tranquillo, onorevole Russo Perez, \u00e8 la verit\u00e0: basterebbe parte di una simile rendita! Certo non possiamo sperare che questi baroni della terra, cuore bugiardo e, magari, volto di santo, facciano spontaneamente una cosa simile; ma se lo Stato cercasse il denaro nelle loro tasche, uscirebbero i soldi necessari per rimediare in parte, anzi del tutto, ai danni prodotti dal terremoto. Con questo vantaggio: il denaro prodotto col sudore del popolo resterebbe \u2013 una volta tanto \u2013 sul posto \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 di produzione e allevierebbe il tormento del popolo.<\/p><p>Inoltre, quando sentiamo dire che 150 miliardi vengono stanziati per la revisione dei prezzi&#8230;<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> \u00c8 falso!<\/p><p>SILIPO. Io l\u2019ho letto&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Sull\u2019<em>Unit\u00e0<\/em>!<\/p><p>SILIPO. Anche su altra stampa!<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> \u00c8 un\u2019invenzione gratuita!<\/p><p>SILIPO. Non credo, pur volendo augurarmi che sia cos\u00ec. Del resto, non mi si deve fraintendere: nessuno vuole negare che ci debba essere una revisione dei prezzi. Soltanto non riesco a capirla molto bene in determinati casi, quando, per esempio, assistiamo allo spettacolo di edifici, che crollano prima di essere terminati, come \u00e8 avvenuto a Milano per i locali della \u00abRinascente\u00bb e a Foggia per alcune case per i senza tetto. (Per imprenditori simili, che antepongono il guadagno alla vita umana, vi dovrebbe essere non revisione di prezzi, ma ergastolo). Ecco il mio pensiero: se si trovano miliardi d\u2019assegnare sollecitamente per la revisione dei prezzi, si dovrebbe pur trovare il denaro, che non \u00e8 molto, per dare una casa a chi l\u2019ha perduta ed un po\u2019 di lavoro a chi \u00e8 disoccupato.<\/p><p>Ed a proposito di case che crollano non appena costruite, nei nostri Comuni s\u2019\u00e8 manifestata una certa preoccupazione: se dovessero crollare \u2013 si pensa \u2013 anche i nostri ricoveri stabili? Tra terremoto ed imprenditori siffatti c\u2019\u00e8 poco da stare tranquilli!<\/p><p>Ma torniamo all\u2019argomento.<\/p><p>Abbiamo visto la sorte del famoso schema legislativo, almeno sino al 16 settembre. Vediamo ora l\u2019opera del Ministero attraverso i suoi organi diretti.<\/p><p>Che cosa \u00e8 stata fatta dal Genio civile e dal Provveditorato alle Opere pubbliche della Calabria? Lo dir\u00f2 subito: il Ministero, invece di tener conto della mia raccomandazione di ridurre al minimo le pratiche burocratiche, le ha aggravate: vengono prima stabiliti degli accertamenti, viene poi inviato da Roma un funzionario per esercitare un controllo sugli accertamenti stessi; vengono, in un terzo tempo, disposti ulteriori accertamenti!<\/p><p>Intanto il tempo passa; famiglie e famiglie continuano a rimanere sotto le tende ed altre ancora, che non hanno avuto la fortuna di averne, vivono in locali umidi e infetti peggio delle bestie. Il mio dubbio \u00e8 questo: vi saranno state forse delle interferenze, affinch\u00e9 i primi accertamenti venissero annullati e se ne facessero altri addomesticati? Mi rivolgo e, onorevole Ministro, le rivolgo questa domanda, perch\u00e9 non riesco a trovare dei motivi plausibili che abbiamo potuto indurre il Ministero competente a mettere in dubbio e ad annullare l\u2019opera del Genio civile. Continuiamo. Questo ispettore viene in Calabria e distrugge tutta l\u2019opera del Genio civile. Perch\u00e9? Perch\u00e9 i primi accertamenti erano stati fatti male o perch\u00e9 egli doveva tenere una definita linea di condotta, indipendentemente da quello che era lo stato reale delle cose? Dal modo come s\u2019\u00e8 comportato appare chiaro che questo signor ispettore o \u00e8 un ignorante, o \u00e8 in malafede. Infatti ha avuto il coraggio, la spudoratezza, di dichiarare, in Isca, abitabile un edificio il quale \u00e8 crollato due giorni dopo la sua dichiarazione d\u2019abitabilit\u00e0! (Fortunatamente gli abitanti di quella casa non prestarono fede alla parola del suo ispettore, onorevole Ministro, che altrimenti sarebbero morti di certo in conseguenza di questa specie di terremoto ministeriale!).<\/p><p>Io stesso ho voluto visitare una casa dichiarata abitabile: quella del medico condotto del medesimo Comune su citato: bisogna camminare bene attenti rasente alle pareti e badando di non fare dei passi verso il centro delle stanze. Una casa simile \u00e8 stata dichiarata abitabile!<\/p><p>E non solo io giudico cos\u00ec l\u2019operato del suo ispettore.<\/p><p>Se, onorevole Ministro, ella desidera anche ascoltare la parola di altri, io gliela posso far udire.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ma noi crediamo alla sua parola, onorevole collega: non occorre.<\/p><p>SILIPO. Ma a me piace ugualmente diffondermi in particolari, perch\u00e9 ogni dubbio scompaia. Ecco quello che mi scrive un sindaco: \u00abDetto ispettore vorrebbe demolire l\u2019opera del Genio civile perch\u00e9 la legge fosse formulata con larga applicazione\u00bb. Ed ecco il pensiero di un altro: \u00abL\u2019ispettore, per favorire forse amici suoi personali, si vest\u00ec di carattere dittatoriale ed emise ordine di demolizione di alcune case, curando subito di revocarlo; riconobbe che effettivamente oltre un centinaio e mezzo di famiglie erano state private dell\u2019alloggio, ma ritornando a Catanzaro\u00bb, ecc.<\/p><p>Cos\u00ec ha agito il suo ispettore, che, ripeto, o \u00e8 un ignorante o \u00e8 in malafede. Nell\u2019un caso e nell\u2019altro non deve godere la fiducia dell\u2019onorevole Ministro. \u00c8 in ballo la vita umana e d\u00e0 questi giudizi? Il suo contegno \u00e8 tale da giustificare i nostri sospetti, anche perch\u00e9 fa una specie di doppio giuoco: quando \u00e8 sul luogo del disastro, dichiara: \u00abQuesta casa \u00e8 inabitabile; non pu\u00f2 andare, deve essere distrutta\u00bb; quando va a Catanzaro, agisce proprio in senso opposto! E continuiamo.<\/p><p>Sono venuti, dopo gli accertamenti di questo ispettore, nuovi accertamenti; \u00e8 passata tutta l\u2019estate, onorevole Ministro; siamo alle porte dell\u2019inverno, e nessun provvedimento sostanziale \u00e8 stato preso ancora. In conclusione: molte delle case che erano state dichiarate inabitabili in un primo periodo, furono dichiarate abitabili in un secondo tempo. Circa 1\u201980 per cento degli altri edifici colpiti furono dichiarati inabitabili, ma riparabili&#8230; Ben poca cosa fu dichiarata di estrema urgenza! Tutto questo perch\u00e9?<\/p><p>Noi temiamo, per una dolorosa, amara, lunga esperienza, che ci siano state delle interferenze da parte di elementi molto potenti; noi temiamo, cio\u00e8, che per salvare e difendere gli interessi di qualche grosso, molto grosso proprietario, si voglia mantenere artatamente uno stato di disagio per dei motivi di speculazione, di esosa speculazione.<\/p><p>Su di un giornale, che certo non si pu\u00f2 dire che sia un giornale di sinistra, da Isca si scrive: \u00abStavamo gi\u00e0 male e troppo agglomerati prima del nefasto terremoto dell\u201911 maggio; ma oggi stiamo del tutto pigiati, sia pure all\u2019aperto!\u00bb. Badolato si agita: se ne parla sulla stampa e se ne parla bene: sul <em>Giornale d\u2019Italia<\/em>, nonch\u00e9 sul <em>Giornale della Sera<\/em>. Mi vorr\u00e0 concedere, onorevole Ministro, che non sono giornali che abbiano delle tenerezze per noi della sinistra. Se scrivono cos\u00ec, vuol dire che le cose vanno proprio male.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Onorevole Silipo, crede che faccia ricostruire le case, parlando un\u2019ora invece di cinque minuti?<\/p><p>SILIPO. Io parlo cos\u00ec, perch\u00e9 ognuno assuma la propria responsabilit\u00e0; io cerco appunto di stabilire le singole responsabilit\u00e0.<\/p><p>Sto delucidando all\u2019Assemblea e non all\u2019onorevole Russo Perez uno stato di cose intollerabile. Ognuno assuma la propria responsabilit\u00e0.<\/p><p>Il Governo far\u00e0 quello che creder\u00e0 di fare, l\u2019onorevole Russo Perez potr\u00e0 fare o pensare quello che creder\u00e0; ma penso che di fronte ad un problema simile non ci sono parole sufficienti ad esprimerne tutta la gravit\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ecco: il silenzio \u00e8 pi\u00f9 espressivo.<\/p><p>SILIPO. Si parla e si ottiene poco; se si tacesse, si otterrebbe quello che s\u2019\u00e8 ottenuto durante l\u2019estate!<\/p><p>Questa \u2013 dicevo \u2013 l\u2019opera svolta (se opera si pu\u00f2 chiamare) dal Governo in 4 mesi.<\/p><p>Parliamoci chiaro: lo stato dei nostri paesi \u00e8 tale che non ci si pu\u00f2 illudere di risolverlo con l\u2019erogazione di alcune centinaia di milioni! Io non vengo qui a fare della storia, ma tutti sappiamo che i luoghi, in cui sono costruiti i nostri paesi (luoghi scelti nel Medio Evo per ragioni di opportunit\u00e0, per sfuggire alle incursioni barbariche), sono tutti luoghi destinati ad essere abbandonati, in massima parte, e non c\u2019\u00e8 potenza umana che tenga. Sono costruiti su colline franose, su rocce in disfacimento. Si visitino Sant\u2019Andrea, Badolato, Isca. Sono constatazioni le mie! Per mantenere Badolato, bisognerebbe fare dei muraglioni di sostegno per l\u2019importo di oltre 150 milioni. Ad Isca non molto tempo fa ci fu la frana di Valloscura, che minacci\u00f2 di travolgere tutto l\u2019abitato. I nostri paesi, in breve, sono costituiti da case addossate le une sulle altre, mal costruite, mal tenute, aderenti al dorso delle colline, formanti una specie di cumulo informe di catapecchie.<\/p><p>Si capisce che in queste condizioni ambientali, i danni, prodotti dal terremoto, sono stati molto pi\u00f9 gravi di quelli che sarebbero stati, se il paese si fosse trovato in un ambiente migliore.<\/p><p>E d\u2019altra parte, \u00e8 notorio come sia fatale che, prima o poi, questi piccoli paesi di montagna finiscano col ridursi, in proporzione, di oltre la met\u00e0. Vi saranno solamente dei boscaioli ad abitarli; ma il paese vero e proprio andr\u00e0 al mare, perch\u00e9 la vita ritorna al mare. E in questo caso, conviene \u2013 dico io \u2013 al Governo far costruire e riparare nello stesso luogo delle case che, se non cadono oggi, cadranno domani? Se la regione \u00e8 terremotata, cio\u00e8 soggetta a terremoti, le case devono essere costruite secondo sistemi antisismici e queste case non potranno costruirsi che su strade ampie, non gi\u00e0 ai lati di quei viottoli, di cui precedentemente ho fatto cenno. Si facciano sorgere dunque delle belle frazioni in pianura, se non si vuol perdere tempo, denaro e vite umane.<\/p><p>E mi avvio a concludere.<\/p><p>Da tutto quanto precede si deduce che \u00e8 stato fatto poco e che questo poco, che \u00e8 stato fatto, \u00e8 stato fatto male. Ad Isca, per esempio, si stanno costruendo \u2013 mi pare \u2013 due lotti di ricoveri stabili in una zona malarica, mentre sarebbe bastato e basterebbe che si spostasse l\u2019ubicazione di essi di tre o quattrocento metri per sistemarli in una zona salubre. Ora, chi vuole, onorevole Ministro, che vada ad abitare in questi ricoveri? Le rane li abiteranno, perch\u00e9, se per sfuggire al terremoto, bisogna andare a prendere la malaria, non sapendo quale delle due cose sia preferibile, ognuno, potendo, rimarr\u00e0 dove si trova, memore dell\u2019<em>incidit in Scyllam qui vult vitare Charybdim<\/em>. Ma perch\u00e9 si deve agire cos\u00ec? Dovremmo forse spiegarlo che \u00e8 per mantenere integra la propriet\u00e0 terriera di qualche persona? (<em>Approvazioni a sinistra \u2013 Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi faccia scrivere la sentenza di fucilazione.<\/p><p>SILIPO. Qui si parla di gente che soffre e muore. Non faccia dell\u2019ironia.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ma chi glielo ha detto che \u00e8 ironia? Io trovo che l\u2019argomento \u00e8 serissimo. Mi permettevo solo di pensare che si potrebbe esporlo pi\u00f9 brevemente.<\/p><p>SILIPO. Lei parla di fucilazione e poi dice che non fa dell\u2019ironia. Siccome l\u2019ho spiegato il 17 giugno brevemente e non fui capito, lo espongo adesso in maniera pi\u00f9 completa nella speranza che questa volta mi si capisca.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Prenda comunque atto che il Governo l\u2019ascolta con molta attenzione.<\/p><p>SILIPO. Mi voglio augurare che all\u2019attenzione del Governo seguano i fatti.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> I fatti glieli dir\u00f2 poi io.<\/p><p>SILIPO. Sar\u00f2 molto felice di sentirli.<\/p><p>Dunque, dicevo: siamo alle porte dell\u2019inverno, molti sindaci minacciano gi\u00e0 di dimettersi perch\u00e9 non sanno come fare. Che cosa accadr\u00e0? Non ci si culli nella vana speranza che nulla succeder\u00e0, perch\u00e9, quando le tende saranno inservibili e la gente non sapr\u00e0 dove andare a sbattere la testa, sar\u00e0 pure costretta a muoversi, e non so se questo potr\u00e0 fare piacere al Ministro dell\u2019interno. E non parlo delle ripercussioni politiche che l\u2019inazione del Governo non mancherebbe di determinare ad opera degli interessati.<\/p><p>Io prima di finire, affinch\u00e9 non si dica che mi limito a criticare e a non proporre nulla di concreto, mi permetto di esporre al Governo il mio pensiero e quello degli interessati in fatto di provvedimenti.<\/p><p>Scrivevo \u2013 e non ho motivo di modificare il mio pensiero da quello che ho scritto nel mese di luglio \u2013 che sono necessari dei provvedimenti che devono essere di duplice natura: alcuni devono riflettere l\u2019opera da spiegarsi dai Comuni e dal Governo per la sistemazione, mediante un piano regolatore ed amplificatore dei paesi terremotati; altri devono mirare a fissare una serie di agevolazioni tributarie e di aiuti finanziari atti a stimolare l\u2019attivit\u00e0 privata. Io attendo dal Ministro che qualche cosa mi dica in proposito.<\/p><p>\u00c8 certo che la sola esenzione dalle tasse non sia sufficiente e, riguardo a questa, cos\u00ec mi scrive il sindaco del Comune di Squillace: \u00abComunque sono del parere che tale provvedimento non risolva il problema\u00bb. D\u2019altra parte \u00e8 desiderio unanime dei sindaci e delle popolazioni che ci sia un contributo statale dell\u201980 per cento, come \u00e8 stato fatto coi decreti legislativi per i terremoti del 1905 e del 1908; che questo contributo dell\u201980 per cento sia almeno dato ai pi\u00f9 bisognosi, a quelli che non hanno nemmeno quel 20 per cento con cui iniziare i lavori, e magari sia ridotto, se non soppresso del tutto, a chi pu\u00f2 costruire con quel denaro che ha messo insieme sfruttando il lavoro degli altri. Invece dell\u201980 per cento pare che il governo voglia dare soltanto il 50 per cento, a tutti indistintamente; io invece propongo che si elevi il contributo statale a chi nulla ha e lo si riduca o si sopprima a chi ha troppo. Una specie di contributo differenziato.<\/p><p>Inoltre, siccome v\u2019\u00e8 della gente che aveva soltanto la casa, che il terremoto ha distrutto, e null\u2019altro, per questa sarebbe umano che la ricostruzione fosse fatta a totale carico dello Stato.<\/p><p>Questo chiedo a favore di quelle infelici popolazioni, tra le quali dominano i mali della miseria, dal tracoma alla tubercolosi, dall\u2019analfabetismo alla superstizione; questo chiedo a favore di chi ha sempre dato alla patria tutto, lavoro e vita, senza mai ottenere in contraccambio un sollievo, anche modesto, ai propri mali; questo io chiedo in nome della giustizia sociale.<\/p><p>Non intendiamo che si provveda <em>tout court<\/em>, ma bisogna pure incominciare a fare e bisogna incominciare a far presto, prima che sia troppo tardi. Non ho altro da dire. (<em>Approvazioni \u2013 Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dei lavori pubblici ha facolt\u00e0 di rispondere all\u2019onorevole interpellante.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Onorevoli colleghi, devo ricordare i precedenti ai quali si \u00e8 riferito l\u2019onorevole Silipo. In data 17 giugno, cio\u00e8 a undici giorni dal mio insediamento nel Ministero dei lavori pubblici, l\u2019onorevole Silipo ed altri colleghi m\u2019interpellarono su quello che il Governo aveva fatto e intendeva di fare in ordine al terremoto dell\u201911 maggio precedente. Assicurai l\u2019Assemblea che avrei fatto tre cose. Primo: mi sarei accertato dello stato dei danni prodotti dal terremoto; secondo: avrei sollecitato tutti quei provvedimenti di urgenza che avessero potuto consentire un graduale ricovero della gente rimasta senza tetto o male alloggiata; terzo: avrei promosso un provvedimento legislativo apposito con il quale si potesse, mediante una congrua somma da stanziare in bilancio, affrontare quella situazione.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Di queste tre cose non \u00e8 stata fatta nessuna.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. A<\/em> tre mesi di distanza, onorevoli colleghi, posso dare una precisa relazione della mia opera personale in ordine a quello che si \u00e8 fatto. Anche se l\u2019onorevole Gullo dice che non si \u00e8 fatto niente, dimostrer\u00f2 che si \u00e8 fatto molto.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Non negli uffici, ma nelle localit\u00e0.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Io sfiderei \u2013 lo dico naturalmente in termini pacifici \u2013 chiunque si trovasse al mio posto o in quegli organi periferici ai quali gli onorevoli interruttori si riferiscono, a fare di pi\u00f9 e meglio di quello che si \u00e8 fatto.<\/p><p>Io disposi l\u2019immediata partenza, per i luoghi del terremoto, di un ispettore del Ministero. L\u2019onorevole Gullo, che \u00e8 stato Ministro della giustizia e dell\u2019agricoltura, sa benissimo che quando accadono dei fatti che interessano un singolo Ministero la prima cosa che fa il Ministro \u00e8 di accertarsi attraverso un suo funzionario. Ed \u00e8 precisamente quello che ho fatto io! Il mio funzionario si \u00e8 recato subito sul posto. Chi mi conosce sa che io disdegno gli indugi e che preferisco la rapidit\u00e0 dell\u2019azione. Un riconoscimento simile avrei dovuto attendermelo anche dall\u2019onorevole Silipo.<\/p><p>SILIPO. Io attendo la risposta.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Comunque, l\u2019ispettore ha accertato che le famiglie rimaste senza alloggio ammontavano a 627 in tutta la zona terremotata.<\/p><p>SILIPO. Lo dice lui.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Se l\u2019onorevole Silipo mi pu\u00f2 documentare, <em>ex adverso<\/em>, che l\u2019accertamento dell\u2019ispettore del Ministero non \u00e8 esatto, io terr\u00f2 conto delle sue conclusioni, le metter\u00f2 a raffronto con quelle dei miei uffici e ne trarr\u00f2 le necessarie conseguenze.<\/p><p>Comunque di queste 627 famiglie, io posso annunciare all\u2019Assemblea che ben 170 hanno trovato finora un alloggio stabile.<\/p><p>SILIPO. Dove?<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Onorevole Silipo, io l\u2019ho ascoltato con attenzione religiosa; voglia ricambiarmi con eguale moneta.<\/p><p>SILIPO. Anche lei mi ha interrotto, mentre svolgevo l\u2019interpellanza.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Per dirle che l\u2019ascoltavo (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le rimanenti 457 famiglie sono finora alloggiate in modo precario.<\/p><p>Ho insistito perch\u00e9 si accelerasse la costruzione di nuove case; e mentre svolgevo quest\u2019opera, non trascuravo l\u2019altra, lenta, difficile e dura, che chiunque abbia esperienza di Governo, come l\u2019onorevole Gullo, pu\u00f2 confermare, e cio\u00e8 di persuadere il collega del Tesoro a stanziare in bilancio una congrua somma per le provvidenze necessarie a favore delle vittime del terremoto.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Non dimentichi che c\u2019\u00e8 un terremoto per lo mezzo.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Nel contempo disponevo che 100 milioni venissero accantonati ed anticipati (somma da rifarmi poi su quello che il Tesoro avrebbe definitivamente dato), perch\u00e9 si desse senz\u2019altro inizio alla costruzione di un certo numero di alloggi, che ora sono in una fase di avanzata costruzione; cio\u00e8 150, di cui, per la provincia di Catanzaro, 32 nel Comune di Isca ed 8 per ciascuno dei Comuni di Badolato, Chiaravalle, Sant\u2019Andrea, Santa Caterina, Squillace, Catanica ed altri, e 20 per la Provincia di Reggio Calabria, che \u00e8 stata meno danneggiata. Intanto le trattative col Tesoro si sviluppavano favorevolmente e nell\u2019ultima riunione del Consiglio dei Ministri \u00e8 stata approvata la legge che destina la somma di un miliardo e mezzo a favore delle popolazioni colpite. Il disegno di legge \u00e8 ora all\u2019esame della competente Commissione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>L\u2019onorevole Silipo ricorda che, secondo le prime previsioni del mio ufficio, i danni si calcolavano a 900 milioni. Secondo l\u2019onorevole Silipo ammontavano ad un miliardo: una differenza, quindi, di cento milioni. Gli accertamenti successivi fatti dal mio Ministero hanno constatato un fabbisogno minimo di un miliardo e 500 milioni, che \u00e8 precisamente la somma stanziata in bilancio.<\/p><p>A me pare che, giunti a questo punto, onorevole Silipo, si possa onestamente riconoscere che tutti gli affidamenti e le assicurazioni da me date, tutte, ripeto, nessuna esclusa, sono state mantenute, e che anche i miei uffici hanno fatto tutto quello che umanamente era possibile di fare, e ci\u00f2 non nel termine di quattro mesi, ma nel termine di tre mesi, perch\u00e9, se non erro, dal 17 giugno al 22 settembre decorrono tre mesi e non quattro; se mai, il quarto mese, che in questo caso \u00e8 il primo, non appartiene alla mia amministrazione ma a quella del mio predecessore.<\/p><p>Sono dunque tre mesi. Io domando: in tre mesi cosa poteva fare di pi\u00f9 il Governo? Senza dire, onorevole Silipo, che per facilitare e per accelerare la costruzione degli alloggi per i senza tetto si dispose l\u2019utilizzazione immediata di ben 80 milioni al fine di una sollecita liquidazione degli acconti e quindi di un maggior acceleramento dei lavori in corso. Se poi, onorevole Silipo, quest\u2019opera di acceleramento non ha dato i risultati da tutti noi voluti, le cause sono di duplice ordine: 1\u00b0) quella cui velatamente ha accennato l\u2019onorevole Silipo, cio\u00e8 di un contrasto sorto fra coloro che vogliono rimanere aggrappati dove sono e coloro che vogliono prendere occasione (non dico pretesto) della disgrazia avvenuta per spostare altrove l\u2019abitato. Questi sono contrasti che dovunque si accendono: sono di una importanza e di una gravit\u00e0 tale che dovunque, onorevoli colleghi, portano necessariamente ad un ritardo dei lavori. Io lo vedo e lo constato anche per quanto attiene alla ricostruzione delle zone distrutte o danneggiate dalla guerra: si accendono sempre simili contrasti. E quando l\u2019onorevole Silipo accenna che i contrasti, che producono i ritardi, possono essere stati determinati da interferenze di interessi, che egli teme \u2013 questa \u00e8 la parola usata dall\u2019onorevole Silipo \u2013 abbiano avuto giuoco nella specie, io invito l\u2019onorevole Silipo a voler trasformare se pu\u00f2 il timore in certezza e fornirmi dei dati certi che mi consentano di individuare ogni eventuale interferenza obliqua o disonesta, di adottare gli opportuni provvedimenti e prendere le necessarie esemplari sanzioni. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per continuare, onorevoli colleghi, e in attesa che la legge diventi operante, sono stati predisposti i progetti per altri 400 alloggi i cui lavori saranno iniziati al pi\u00f9 presto.<\/p><p>Onorevoli colleghi! Non mi pare che questo sia argomento sul quale sia lecito fare speculazioni di parte. Per quel che attiene alla mia personale responsabilit\u00e0, ho la coscienza tranquilla, perch\u00e9 so di aver fatto tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile di fare per andare incontro alle esigenze di quelle sventurate popolazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Silipo ha accennato a deficienze della legge. La Commissione competente la sta esaminando. Se si vogliono suggerire proposte ed innovazioni il Governo \u00e8 a completa disposizione dell\u2019Assemblea. L\u2019importante \u00e8 che si riconosca che l\u2019impegno da me assunto tre mesi fa \u00e8 stato portato a compimento. Ora non rimane che proseguire con volont\u00e0 e tenacia su la via intrapresa per ridonare tranquillit\u00e0 e sicurezza alle famiglie colpite con pieno esaudimento dei loro desideri che sono soprattutto i desideri miei, del Governo e anche dell\u2019onorevole interrogante.<\/p><p>Per quanto poi riguarda, onorevole Silipo, la lentezza degli organi burocratici, io lo apprendo per la prima volta da lei. I giornali possono averne parlato, ma non \u00e8 soltanto su un articolo di giornale che il Governo ed il Ministro possano basarsi per determinare la propria azione. I giornali, se mai, forniscono l\u2019occasione e lo stimolo per eventuali accertamenti che vengono solitamente affidati a degli ispettori.<\/p><p>SILIPO. Che non siano quelli.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Che siano quelli che sono. Se hanno fatto male&#8230;<\/p><p>SILIPO. Le ho dato elementi.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Spero che non ci sia bisogno di mandarne pi\u00f9 alcuno e che gli organi locali, da me energicamente richiamati a fare con la maggiore intensit\u00e0 possibile il proprio dovere, siano in grado di farlo, s\u00ec da consentire a me ed a voi di poter guardare con una certa soddisfazione al lavoro compiuto.<\/p><p>Per conto mio, confermo ancora una volta che tutti gli impegni assunti sono stati mantenuti, e si manca di generosit\u00e0 se non sono riconosciuti ed anzi negati.<\/p><p>L\u2019onorevole Silipo, nel corso dello svolgimento della sua interpellanza, mi ha offerto l\u2019occasione di dare un chiarimento in ordine ad una certa sua affermazione, che non ha nulla a che vedere con l\u2019attuale dibattito, ma che mi riguarda personalmente. L\u2019onorevole Silipo ha, cio\u00e8, affermato che la pretesa indolenza del Governo nei confronti del terremoto calabrese contrasta con altrettanta sollecitudine nei riguardi degli appaltatori delle opere pubbliche, a favore dei quali sarebbero stati stanziati ben 150 miliardi! Ringrazio l\u2019onorevole Silipo per avermi fornito l\u2019opportunit\u00e0 di smentire solennemente dinanzi all\u2019Assemblea una simile affermazione che non esito a dichiarare falsa e calunniosa. A favore delle revisioni degli appalti figurano in bilancio per l\u2019anno corrente solo 15 miliardi e questi 15 miliardi non li ho fatti stanziare io, bens\u00ec il mio predecessore. Vi si \u00e8 aggiunto uno zero e se ne \u00e8 attribuita a me la paternit\u00e0 con evidenti finalit\u00e0 di calunnia politica. Sta in fatto che io mi sono limitato a distribuire la somma dei 15 miliardi da me trovata in bilancio tra i vari Provveditorati delle opere pubbliche secondo le segnalazioni fatte al mio Ministero dai rispettivi titolari. Del resto i bilanci, come qualsiasi provvedimento di spesa, sono pubblici. Chiunque ne pu\u00f2 prendere visione e sono a disposizione dell\u2019Assemblea. La verit\u00e0, dunque, \u00e8 quella affermata da me e non teme smentita, mentre gratuita e falsa \u00e8 ogni contraria affermazione. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusa questa parentesi, mi onoro di concludere pregando l\u2019onorevole Silipo d\u2019informare il Governo e l\u2019Assemblea su tutto quanto riguarda i lavori in corso nei territori colpiti dal terremoto, tanto pi\u00f9 se contrastano con le mie informazioni.<\/p><p>Qui si tratta di lavorare insieme indipendentemente dal colore politico del Governo e al solo fine di portare un concreto e sollecito giovamento alle popolazioni colpite contribuendo ad un\u2019opera altamente umana e civile. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole interpellante a dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>SILIPO. Una chiarificazione anzitutto, perch\u00e9 il Ministro ha fatto delle allusioni di carattere politico. Egli deve riconoscere che la mia interpellanza \u00e8 stata firmata da uomini di tutti i settori. Anzi tengo a dichiarare che anche l\u2019onorevole Lucifero mi ha detto proprio oggi di aderire in pieno alla mia interpellanza, che non ha firmato, perch\u00e9 assente. Quindi nessuna speculazione politica. Sono perfettamente d\u2019accordo con lei, onorevole Ministro.<\/p><p>In quanto al progetto legislativo, prendo atto con letizia della sua comunicazione e la ringrazio, sebbene debba dire che questo provvedimento venga un po\u2019 in ritardo, a distanza di tre mesi e dopo la presentazione della mia interpellanza.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> La data \u00e8 antica. Le relative pratiche sono tutte a sua disposizione.<\/p><p>SILIPO. Quale data? Certo, non quella dell\u2019approvazione, giacch\u00e9, come lei stesso ha detto, il progetto \u00e8 stato approvato dal Consiglio dei Ministri soltanto venerd\u00ec, 18 settembre. Comunque mi dichiaro sodisfatto.<\/p><p>Riguardo al contenuto di questo provvedimento legislativo, non posso dire nulla perch\u00e9 non ne ho preso visione e, quindi, non posso dire se risponda alle esigenze da me esposte. Non appena l\u2019avr\u00f2 letto e studiato, far\u00f2 una mia relazione a lei personalmente, appunto per quel desiderio di collaborazione che deve animare tutti in simili frangenti.<\/p><p>Riguardo all\u2019opera dei suoi ispettori, mi sembra d\u2019essere stato abbastanza chiaro.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Ormai l\u2019opera degli ispettori \u00e8 finita.<\/p><p>SILIPO. Ma la loro relazione resta, e questo \u00e8 il guaio pi\u00f9 grande. Se vuole un\u2019altra prova dell\u2019opera inconsulta di costoro, eccola: il Comune di Chiaravalle mi scrive: \u00abIn questo Comune le famiglie senza tetto sono 32 e per esse il Genio civile ha predisposto un solo lotto di case popolari per appena otto famiglie\u00bb.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Per ora otto famiglie, ma gli altri 400 alloggi finiranno per compensare ad usura la deficienza fra otto e trentadue.<\/p><p>SILIPO. Voglio dire che mentre il Genio civile ha giudicato sufficiente per Chiaravalle un ricovero per otto famiglie, il numero effettivo delle famiglie senza tetto \u00e8 ivi di trentadue.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Onorevole Silipo, se mi consente, quando ho parlato di 8 alloggi non ho parlato di otto alloggi definitivi. Ho detto che questi rappresentano, di fronte ai 170 gi\u00e0 sistemati, altri 150 alloggi per altrettante famiglie.<\/p><p>Ho detto anche che c\u2019\u00e8 un progetto per un complesso di altri 400 alloggi che verranno, adesso che abbiamo lo stanziamento, a sodisfare ad usura tutte le esigenze, comprese quelle del sindaco di Chiaravalle.<\/p><p>SILIPO. Lei parla del numero complessivo degli alloggi, per tutti i paesi terremotati, e, se entriamo in questo argomento, debbo dichiarare che il numero da lei citato non mi sembra sufficiente. Comunque, mi voglio augurare che si facciano, perch\u00e9 siamo gi\u00e0 alla fine di settembre. Riguardo al miliardo e mezzo stanziati, le dico con franchezza che vi sono delle espressioni parlamentari delle quali diffido. Tra queste v\u2019\u00e8 quella di \u00abstanziamento\u00bb. Invece dell\u2019espressione \u00abstanziamento\u00bb preferirei che si parlasse di \u00abassegnazione\u00bb.<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici. <\/em>Ma quando \u00e8 avvenuto lo stanziamento ne consegue l\u2019assegnazione.<\/p><p>SILIPO. Stanziamento \u00e8 una cosa, assegnazione \u00e8 un\u2019altra. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si stanziano i milioni che si vogliono, ma poi si dice: quando ci saranno i soldi si proceder\u00e0 ai lavori. Invece, quando si tratta d\u2019assegnazione, s\u2019intende che la somma \u00e8 gi\u00e0 pronta, quindi&#8230; Mi permetta, infine, onorevole Ministro, di dirle che alcuni sindaci si sono lamentati del suo modo d\u2019agire, perch\u00e9, avendo rivolto a lei personalmente parecchi telegrammi, lei, non so perch\u00e9, non si \u00e8 benignato di rispondere&#8230;<\/p><p>TUPINI, <em>Ministro dei lavori pubblici.<\/em> Ma ho provveduto.<\/p><p>SILIPO. Una risposta si poteva pure dare. In ogni modo, quello di cui la prego caldamente \u00e8 di non tenere in nessun conto gli accertamenti degli ispettori ministeriali, contro cui si sono levate voci di protesta da tutte le parti, ed io ho citato dei fatti positivi.<\/p><p>Mi voglio augurare di non dover intervenire ancora una volta in una materia cos\u00ec dolorosa.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019interpellanza dell\u2019onorevole Nobile, al Ministro della difesa, \u00absulla situazione venutasi a creare con la riammissione in servizio permanente effettivo degli ufficiali che furono sottosegretari di Stato per l\u2019aeronautica con la repubblica fascista: e sulle gravi sperequazioni createsi con l\u2019applicazione della legge sullo sfollamento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>NOBILE. Onorevoli colleghi! Nella prima parte dell\u2019interpellanza sono incorso in una inesattezza che mi \u00e8 grato rettificare: ho dato per avvenuto ci\u00f2 che allo stato attuale delle cose \u00e8 soltanto una minaccia. Una minaccia, per\u00f2, che, secondo informazioni attinte al Ministero della difesa, sussiste realmente, tant\u2019\u00e8 vero che si sta preparando un apposito provvedimento legislativo per stornarla. Per quanto mi risulta, gli ex sottosegretari di Stato per l\u2019Aeronautica della repubblica di Sal\u00f2 non sono stati ancora ufficialmente riammessi nei ruoli; ma la riammissione, a quanto pare, \u00e8 l\u2019inevitabile conseguenza giuridica dell\u2019esito dei procedimenti giudiziari cui essi furono sottoposti.<\/p><p>Sta di fatto che taluno di quei sottosegretari, condannato dalla Corte di assise speciale, \u00e8 stato recentemente amnistiato, mentre tal altro \u00e8 stato assolto.<\/p><p>Ora, secondo il parere espressomi negli uffici dell\u2019Aeronautica, amnistia ed assoluzione porterebbero necessariamente ed implicitamente alla revoca della cancellazione dai quadri. Una tale revoca \u2013 fosse pure soltanto temporanea \u2013 costituirebbe invero uno scandalo intollerabile, perch\u00e9 n\u00e9 l\u2019amnistia, n\u00e9 l\u2019assoluzione potranno mai distruggere il fatto che questi ufficiali occuparono alte cariche nella repubblica fascista e che, in conseguenza, organizzarono e diressero la lotta contro le nostre truppe regolari e contro i nostri partigiani.<\/p><p>Ma \u00e8 sulla seconda parte dell\u2019interpellanza che voglio particolarmente intrattenermi. L\u2019argomento \u00e8 grave e meriterebbe una discussione assai ampia, che tentai gi\u00e0 altra volta di provocare in questa Assemblea con una interpellanza che per varie circostanze non fu poi discussa. Essa si riferisce all\u2019ormai famigerato decreto legislativo del 14 maggio 1946, che regola lo sfollamento dei quadri delle Forze armate.<\/p><p>Non vi \u00e8 oggi alcuno, io ritengo, il quale non riconosca che quel decreto fu uno sproposito solenne, un provvedimento affrettato e male studiato, sia per l\u2019impostazione generale che per quella particolare. Con esso infatti si voleva, da un lato, favorire l\u2019esodo volontario degli ufficiali, e questo era cosa lodevole; dall\u2019altro, si volevano colpire, eliminandoli dai quadri, quegli ufficiali che, pur essendo stati discriminati, avessero riportato sanzioni disciplinari dopo la data dell\u20198 settembre 1943.<\/p><p>Gi\u00e0 il fatto solo di avere accomunato in un solo provvedimento queste due cos\u00ec differenti categorie di ufficiali e con il medesimo trattamento economico costituisce, a mio avviso, un primo madornale errore. Si consideri, poi, che il trattamento economico fatto agli ufficiali che, per essersi comportati male all\u2019atto e dopo dell\u2019armistizio, furono collocati di autorit\u00e0 in posizione ausiliaria, in esecuzione del succitato decreto, \u00e8 veramente un trattamento privilegiato in confronto di quello fatto ad ufficiali che, avendo sempre compiuto il proprio dovere ed essendo rimasti sempre fedeli alle legittime istituzioni della Patria durante il periodo nazi-fascista, furono, antecedentemente all\u2019emanazione del decreto stesso, collocati in pensione per aver raggiunto i limiti di et\u00e0.<\/p><p>Infatti il comma <em>c<\/em>) dell\u2019articolo 5 del decreto stabilisce che all\u2019ufficiale collocato nella riserva o in ausiliaria spettano, per i primi due anni, gli assegni completi, che percepiva al momento dello sfollamento e, per gli anni successivi, gli assegni stessi ridotti di un quinto.<\/p><p>Ad aggravare la cosa, il limite di et\u00e0 \u00e8 stato notevolmente prolungato. Cos\u00ec, ad esempio, per un tenente colonnello pilota, per il quale il limite di et\u00e0 normale era di 48 anni, il limite stesso viene portato a 56, prolungato cio\u00e8, di ben 8 anni. Per fare un caso concreto, un tenente colonnello ammogliato senza prole, dell\u2019et\u00e0 di 46 anni, se viene collocato oggi in posizione ausiliaria in base a quel decreto, continuer\u00e0 a percepire per due anni lire 38.725 mensili lorde fino al 48\u00b0 anno di et\u00e0, mentre, per i successivi 11 anni, cio\u00e8 fino al 59\u00b0 anno, percepir\u00e0, come ho gi\u00e0 detto, i quattro quinti di quegli assegni, cio\u00e8 lire 30.980 al mese.<\/p><p>In totale, nello spazio di 13 anni, l\u2019ufficiale predetto, punito per il suo comportamento dopo l\u20198 settembre 1943, avr\u00e0 ricevuto ben lire 5.018.760 al lordo. Si confronti con questo il trattamento fatto all\u2019ufficiale di pari grado che non riport\u00f2 alcuna sanzione disciplinare per il suo comportamento dopo l\u2019armistizio, che non demerit\u00f2 in alcun modo ma che anzi, per aver fatto il suo dovere, sopport\u00f2 disagi e corse rischi insieme con la sua famiglia. Questo degno ufficiale, supposto che avesse raggiunto il limite di et\u00e0 qualche mese prima della data di emanazione del decreto, e che contasse 40 anni di servizio utili per la pensione, sarebbe stato collocato in pensione col trattamento normale di quiescenza, cio\u00e8 con 185.400 lire lorde all\u2019anno. Pur tenendo conto degli aumenti apportati successivamente a tutte le pensioni, egli, nel medesimo periodo di tempo di tredici anni, avr\u00e0 percepito 2.552.616 lire; cio\u00e8 quasi esattamente la met\u00e0 della somma percepita dall\u2019ufficiale eliminato dal servizio per essersi compromesso dopo l\u20198 settembre 1943!<\/p><p>L\u2019iniquit\u00e0, direi anzi l\u2019assurdit\u00e0, di tale sperequazione salta agli occhi; e non occorre aggiungere alcuna parola di commento.<\/p><p>La fretta con cui fu emanato quel decreto legislativo, cos\u00ec pieno di spropositi, non si pu\u00f2 in alcun modo giustificare. In materia cos\u00ec grave si imponeva la pi\u00f9 grande prudenza. D\u2019altronde, la riduzione impostaci dal cosiddetto trattato di pace era ancora di l\u00e0 da venire; tanto \u00e8 vero che nemmeno oggi, ad un anno e mezzo di distanza dal decreto, \u00e8 cosa decisa. N\u00e9 si pu\u00f2 dire che la fretta fosse giustificata dall\u2019urgenza di alleggerire i bilanci delle Forze armate. In realt\u00e0, per le ragioni che ora ho dette, l\u2019applicazione del decreto, all\u2019atto pratico, si \u00e8 risolta in un aggravio notevole per lo Stato. Sarebbe stato assai meno oneroso per il bilancio statale corrispondere agli ufficiali da sfollarsi i pieni assegni, come se fossero in servizio, fino al raggiungimento dei limiti normali di et\u00e0; e una volta poi raggiunti questi limiti, collocarli in pensione col trattamento normale di quiescenza.<\/p><p>\u00c8 bens\u00ec vero che il maggior onere all\u2019erario dello Stato, derivante dall\u2019applicazione del decreto, risulta oggi attenuato, in qualche caso anche eliminato; ma ci\u00f2 si deve soltanto ad una malaugurata circostanza, certamente non prevista da chi compil\u00f2 il decreto; voglio dire la svalutazione della lira; svalutazione la quale ha imposto, come si sa, successivamente all\u2019emanazione del decreto, un aumento generale degli stipendi. Questo aumento, per\u00f2, ha portato ad un\u2019altra grave sperequazione, di cui parler\u00f2 di qui a poco. Per ora voglio far notare che, secondo l\u2019articolo 2 del decreto, si dovevano \u00abdi massima\u00bb \u2013 cos\u00ec dice testualmente il decreto \u2013 collocare nella riserva o in posizione ausiliaria anzitutto gli ufficiali che, pur essendo stati discriminati, avessero riportato sanzioni disciplinari per il loro comportamento dopo l\u20198 settembre. Questa espressione \u00abdi massima\u00bb, inserita nell\u2019articolo 2 del decreto, fu quanto mai infelice, prestandosi, come \u00e8 ovvio, ad ogni sorta di interpretazioni. E, in effetti, tra i primi ufficiali superiori sfollati dell\u2019aeronautica se ne trovano parecchi che non solo non hanno riportato alcuna sanzione disciplinare per il loro comportamento dopo l\u20198 settembre, ma anzi hanno benemeritato. Citer\u00f2 per tutti il caso di un colonnello, che non conosco personalmente, ma di cui ho avuto occasione di occuparmi: il colonnello pilota Cesare Scaetta. Questo ufficiale, che in tempo di pace aveva compiuto ben 1.400 voli, era certo considerato tra i migliori piloti da bombardamento, dal momento che era stato classificato con 20\/20. \u00c8 vero che non aveva partecipato alla guerra d\u2019Africa n\u00e9 a quella di Spagna e nemmeno a quella dell\u2019\u00abasse\u00bb, ma per contro si era arruolato volontario a 17 anni fra gli alpini ed aveva passato un anno in trincea. Durante il periodo fascista era stato oggetto di persecuzioni. Nel 1926 un suo fratello antifascista militante lasci\u00f2 l\u2019Italia per rifugiarsi in Francia, dove mor\u00ec 15 anni dopo. Dal momento della fuga all\u2019estero del fratello, cominciarono per lo Scaetta le persecuzioni: sub\u00ec perquisizioni domiciliari, trasferimenti, umiliazioni di ogni sorta. La sua carriera fu ostacolata da prima ed infine stroncata. Caduto il fascismo, fu riammesso in servizio. Il suo comportamento dopo l\u2019armistizio fu ineccepibile. Rest\u00f2 per otto mesi alla macchia per sottrarsi agli ordini emanati dalle autorit\u00e0 nazi-fasciste. Niente, dunque, adesioni larvate n\u00e9 doppio giuoco. Per il suo caso era comminata la pena di morte. Dovette abbandonare la famiglia e vivere segregato, col timore continuo che la moglie ed i figli potessero essere da un momento all\u2019altro trascinati in campo di concentramento. Con la liberazione di Roma riprese servizio e fu assegnato ad una Commissione di epurazione, dove comp\u00ec regolarmente il suo dovere.<\/p><p>Orbene, un tale ufficiale, con siffatti onorevoli precedenti, fu uno dei primi ad essere sfollato, il 21 dicembre 1946, con due giorni di preavviso, come non si farebbe neppure con una serva. Unico motivo ufficiosamente addotto: mancanza di reparti.<\/p><p>Mentre cos\u00ec si mandavano a casa ufficiali che pur avevano un chiaro passato di antifascismo, altri invece erano trattenuti in servizio, e spesso anche promossi, che nel passato si erano gloriati di essere squadristi o antemarcia o che avevano fatto sfoggio di distintivi di sciarpa littorio o di volontariato nella guerra di Spagna o che perfino avevano aderito alla repubblica di Sal\u00f2, con o senza il solito comodo doppio giuoco.<\/p><p>Come vedete, onorevoli colleghi, gravi errori furono commessi nella prima applicazione di questo infelice decreto, ma altri pi\u00f9 gravi stanno per commettersi ora, conseguenza questi, non gi\u00e0 di errato giudizio o di parzialit\u00e0 delle Commissioni preposte alla scelta degli ufficiali da eliminare, ma esclusivamente delle disposizioni stesse del decreto.<\/p><p>Si noti infatti che \u2013 secondo l\u2019articolo 8 \u2013 nessun ufficiale poteva essere sfollato fin tanto che si trovava sotto processo di epurazione. In conseguenza, gli ufficiali pi\u00f9 gravemente compromessi dopo l\u2019armistizio figurano tuttora in servizio. Essi, che avrebbero dovuto essere eliminati per primi, saranno eliminati per ultimi.<\/p><p>Si dir\u00e0 che si tratta di un ritardo senza alcuna conseguenza. No, le conseguenze vi sono, e non soltanto di carattere morale ma anche, e soprattutto, di carattere economico.<\/p><p>Si consideri il comma <em>c<\/em>) dell\u2019articolo 5, il quale prescrive che lo stipendio e l\u2019indennit\u00e0 militare dell\u2019ufficiale collocato in ausiliaria o nella riserva saranno i medesimi di quelli che egli godeva quando era in servizio. Segue da ci\u00f2 che un colonnello antifascista (come nel caso che ho citato) sfollato prima del dicembre 1946 continua oggi a percepire (a parte il carovita), fra stipendio e indennit\u00e0 militare, lire 10427 mensili lorde, le stesse, cio\u00e8, che percepiva al momento in cui lasci\u00f2 il servizio; mentre un colonnello con benemerenze fasciste, che venga sfollato oggi in base a quel decreto, percepir\u00e0, fra stipendio e indennit\u00e0 militare, lire 23.304, giungendosi cos\u00ec alla paradossale conseguenza, certamente non voluta dal legislatore, che ufficiali che avrebbero dovuto essere puniti risulteranno invece premiati con 12.877 lire in pi\u00f9 al mese. N\u00e9 il vantaggio si limita soltanto a questo, perch\u00e9 per il fatto stesso di essere sfollati con un anno e pi\u00f9 di ritardo essi avranno goduto per un periodo pi\u00f9 lungo dell\u2019intero stipendio e degli assegni.<\/p><p>Voi vedete, onorevoli colleghi, a quali immorali conseguenze porti nella pratica applicazione questo decreto legislativo del 14 maggio 1946. Bisogna convenire che esso fu emanato troppo precipitosamente ed anche pi\u00f9 precipitosamente applicato. Si deve ora avere il coraggio di riconoscere francamente l\u2019errore commesso e ripararlo. Meglio sarebbe abrogarlo e farne uno nuovo, in base a criteri pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 razionali, ma, ove non si creda opportuna una tal cosa, si dovrebbe per lo meno fissare per legge una unica data di collocamento nella posizione ausiliaria o nella riserva per tutti gli ufficiali sfollati.<\/p><p>Se mai una distinzione volesse farsi, essa dovrebbe essere nel senso che gli ufficiali che si compromisero dopo l\u20198 settembre 1943 s\u2019intendono collocati in posizione ausiliaria con quella stessa data, mentre per tutti gli altri si dovrebbe fissare una data unica, ad esempio, il 1\u00b0 ottobre 1947.<\/p><p>La riduzione dei quadri impostaci dal cosiddetto trattato di pace ed anche dalle nostre condizioni economiche \u00e8 un\u2019operazione assai dolorosa. Essa \u00e8 cominciata dagli ufficiali superiori e generali, ma dovr\u00e0 purtroppo seguitare con gli ufficiali inferiori.<\/p><p>Speriamo che per questi almeno non si ripetano gli errori commessi per quelli. Si rifletta che si tratta in gran parte di ufficiali che per anni hanno servito fedelmente e con onore il Paese. Essi si vedono stroncare una carriera sulla quale avevano fatto assegnamento e spesso saranno obbligati ad una vita di grandi ristrettezze. Sulla necessit\u00e0 di misere cos\u00ec gravi, nessuno oggi discute, dal momento che sono dettate da considerazioni di ordine superiore; ma misure di questo genere, per essere tollerate con equanimit\u00e0, richiedono che siano eseguite con giustizia. Giustizia finora non vi \u00e8 stata, perch\u00e9, nella sua prima applicazione, la legge sullo sfollamento dei quadri ha favorito precisamente quegli ufficiali che avrebbero dovuto essere puniti. Io spero che il Governo provveda.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro della difesa ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Onorevoli colleghi, ed in particolar modo onorevole Umberto Nobile, noi seguitiamo il nostro cordiale dialogo che dura, mi pare, su questa materia, dal nostro ingresso in quest\u2019Aula. Ed anzitutto vorrei pregarla, in via pregiudiziale, di una cosa, che \u00e8 questa: ha riconosciuto la inconsistenza dei suoi timori per la prima parte della sua interpellanza e l\u2019ha riconosciuta perch\u00e9, essendosi recato al Ministero con quella libert\u00e0 che hanno tutti i deputati di recarsi nei vari uffici e trattare anche personalmente dei problemi che stanno loro a cuore, ha avuto una smentita a quanto era soltanto un suo timore, ma ha avuto aggravato anche il timore per l\u2019avvenire. Se oltre che andare negli uffici fosse venuto anche direttamente da me, avrei non soltanto smentito quella che era una falsa notizia che le avevano dato, ma la avrei anche rassicurata per l\u2019avvenire. C\u2019\u00e8 un vecchio proverbio che dice: non fasciamoci la testa prima di averla rotta. C\u2019\u00e8 anche la storia di quella mamma di Franceschino che piangeva per la morte di Franceschino prima che fosse nato. Andiamo alla realt\u00e0; e la realt\u00e0 \u00e8 questa, ed \u00e8 bene che l\u2019Assemblea la sappia nell\u2019interesse di tutti. La carica di Sottosegretario per l\u2019aeronautica presso la repubblica fascista fu ricoperta dal tenente colonnello Ernesto Botto, dal generale di brigata aerea Enrico Tessari, dal generale di brigata aerea Ruggero Bonomi, dal tenente colonnello Manlio Molfese: i primi tre ufficiali effettivi, il quarto ufficiale di complemento. Tutti e quattro furono cancellati dai ruoli perch\u00e9 nel loro comportamento furono ravvisati gli estremi della collaborazione con il nemico. Nessuno di essi \u00e8 stato finora riammesso in servizio. Quanto a ci\u00f2 che potr\u00e0 verificarsi in prosieguo di tempo \u00e8 da tener presente \u2013 e questo \u00e8 ormai noto a tutti \u2013 che la quarta sezione del Consiglio di Stato, con sentenza 3 luglio 1946, ha affermato il principio che, qualora in sede penale gli interessati non vengano condannati per collaborazionismo, la cancellazione dai ruoli non pu\u00f2 restare operante, in quanto il fatto generatore di collaborazione \u00e8 unico, e se cade per un effetto deve cadere anche per l\u2019altro. Ora, mentre per il generale Bonomi il provvedimento penale \u00e8 tuttora in corso, per il generale Tessari e per il tenente colonnello Molfese si \u00e8 estinto per amnistia. Il tenente colonnello Botto non fu denunciato perch\u00e9 a suo carico non risultarono elementi di colpevolezza dato anche il brevissimo periodo in cui ricopr\u00ec la carica; si acquist\u00f2 anzi benemerenze partigiane dopo cessata la carica. Nei confronti del Botto e del Tessari si dovrebbe procedere alla revoca della cancellazione dai ruoli e altrettanto per il Bonomi, qualora il provvedimento penale ancora in corso si concludesse senza condanna. La posizione del Molfese non desta preoccupazione, perch\u00e9 ufficiale di complemento. Quale funzionario civile dell\u2019aeronautica, egli riveste il grado di ispettore generale. \u00c8 stato da tempo collocato a riposo, e il provvedimento \u00e8 irrevocabile. Le preoccupazioni che l\u2019interpellante ha circa la situazione che si verr\u00e0 a creare con la riammissione pura e semplice dei summenzionati ufficiali non mancarono di essere tempestivamente avvertite dalle autorit\u00e0 responsabili, e, per risolvere le varie questioni connesse alla revoca della cancellazione dai ruoli che dovr\u00e0 disporsi per effetto della sentenza del Consiglio di Stato, fu posto allo studio un apposito provvedimento legislativo ora in corso di diramazione per l\u2019esame al Consiglio dei Ministri. (Ricordate la drastica risposta data dal collega onorevole Sforza qualche seduta fa).<\/p><p>Con esso si dispone che le cancellazioni dai ruoli rimangano ferme nei casi di condanna ancorch\u00e9 seguita da amnistia, dalla cosiddetta amnistia impropria; mentre sono senz\u2019altro revocate nei casi di assoluzione con formula piena. In tutti gli altri casi, tra i quali rientrano quelli degli ex sottosegretari, la posizione degli interessati sar\u00e0 riesaminata dalla Commissione la quale, nel termine di sei mesi, proporr\u00e0 al Ministro la definitiva conferma della cancellazione. Nelle more di tale provvedimento non si fa luogo alla corresponsione di competenze arretrate. In tal modo si dar\u00e0 all\u2019amministrazione la possibilit\u00e0 di eliminare il passato rigore lasciandole peraltro la facolt\u00e0 di mantenere le cancellazioni in quei casi in cui la riammissione in servizio potrebbe riuscire dannosa alla compagine militare.<\/p><p>E veniamo allo sfollamento. Vorrei pregare l\u2019onorevole Nobile ed eventuali altri interpellanti di essere pi\u00f9 dettagliati nella esposizione del loro pensiero, perch\u00e9 io ho inteso, leggendo l\u2019interpellanza dell\u2019onorevole Nobile, che parlasse soprattutto di sperequazioni di carattere economico per le varie categorie di sfollati. Comunque, rispondo a questa parte. Le sperequazioni createsi con l\u2019applicazione della legge sullo sfollamento derivano dal fatto che l\u2019assegno integratore pu\u00f2 essere variato unicamente in relazione al variare del carovita, e non anche al variare degli stipendi base. Conseguentemente coloro che furono sfollati con la prima aliquota, sotto la data del 31 dicembre, hanno avuto bloccato il trattamento di sfollamento, mentre coloro che vengono sfollati ora beneficiano di un successivo aumento di stipendio; la differenza \u00e8 sensibile e la sperequazione \u00e8 ancora pi\u00f9 grave, per il fatto che con la prima aliquota non si poterono sfollare gli ufficiali sottoposti ad epurazione, perch\u00e9 l\u2019articolo 8 della legge lo vietava.<\/p><p>Prendendo il caso di un tenente colonnello, si hanno assegni di lire 13.580 mensili nella prima ipotesi, e di 20.875 nella seconda ipotesi.<\/p><p>Allorquando fu concordato col Ministero del tesoro il trattamento di sfollamento, fu dall\u2019Amministrazione militare accettata la norma suddetta, perch\u00e9 si partiva dal presupposto, allora, nei primi del 1946, sicuro (era Ministro, mi pare, l\u2019onorevole Cevolotto), che l\u2019adeguamento delle competenze degli statali al costo della vita sarebbe stato disposto soltanto sul caro-vita e non sullo stipendio base. Ora che tale principio \u00e8 stato abbandonato, ci adoperiamo per modificare la legge nel senso di rendere l\u2019assegno integratore variabile col variare dello stipendio base, oltre che del caro-vita. Vogliamo stabilire un\u2019unica data per tutti, quella dell\u2019ultima aliquota.<\/p><p>Per tutto il resto cui ha accennato l\u2019onorevole Nobile, do una breve risposta, attingendo un po\u2019 alla memoria dei tanti colloqui avuti con lui in quest\u2019Aula; precisamente, per quanto riguarda lo spirito con cui \u00e8 stato fatto lo sfollamento, mi riallaccio al mio discorso sulle comunicazioni del Governo, sullo svolgimento dell\u2019ordine del giorno del mio successore onorevole Gasparotto. Non so se era presente l\u2019onorevole Nobile; comunque, secondo la consuetudine che abbiamo, di lasciare qualcosa dei nostri discorsi, io ho fatto stampare quel discorso; credo di averlo mandato anche all\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>NOBILE. No.<\/p><p>CINGOLANI. <em>Ministro della difesa.<\/em> Mi dispiace; glielo mander\u00f2.<\/p><p>In quel discorso io ho affrontato in pieno la questione; ho polemizzato su quanto l\u2019onorevole Nobile aveva affermato, circa il numero dei generali e le qualit\u00e0 di squadrista, di sciarpa littorio e di aderente alla repubblica di Sal\u00f2; dimostrando che lo sfollamento era avvenuto con serenit\u00e0 di giudizio, ma anche con eccezionale dolore. Perch\u00e9, dover mandare via 14 mila persone dall\u2019Amministrazione quando si dispone di un corpo di ufficiali e di sott\u2019ufficiali di primo ordine (all\u2019infuori dei repubblichini e delle sciarpe littorio e squadristi), gente dotata di capacit\u00e0 di comando, di resistenza fisica, di virt\u00f9 morale, di tradizioni e di rettitudine, \u00e8 un taglio dolorosissimo, che costa all\u2019Amministrazione pi\u00f9 di quello che non pesi sulla vita futura di questi valorosi ufficiali. Io non mi pentir\u00f2 di applicare una legge, che non ho fatta io, purch\u00e9 questi ufficiali e sottufficiali abbiano per un paio di anni la possibilit\u00e0 di orientarsi, per potere reimpiegare le proprie capacit\u00e0 tecniche in Italia o all\u2019estero.<\/p><p>Ma non gettiamo un\u2019accusa, che si pu\u00f2 riferire soltanto ad una minoranza, su una massa valorosa e generosa, di alto spirito civico oltre che morale. II generale Nobile ha citato il caso del colonnello Scaetta. Lo esaminer\u00f2; sono contento che i colleghi mi aiutino in quest\u2019opera.<\/p><p>NOBILE. Non ho fatto nessuna accusa generica. Ho riferito il caso specifico di un ufficiale.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Sul caso specifico mi riservo di dare delucidazioni, quando avr\u00f2 preso visione del fascicolo personale.<\/p><p>Ma ella ha fatto accuse generiche, riferendosi a ufficiali repubblichini, sciarpa littorio e squadristi. Io affermo che le informazioni da lei assunte non sono esatte.<\/p><p>Si son dovuti persino escludere e sfollare ufficiali i quali si presentarono alle autorit\u00e0 repubblichine per dichiarare che non volevano prestare servizio, ed ufficiali che entrarono in ospedali, per sottoporsi ad operazioni di cui non avevano bisogno, pur di non servire la repubblica di Sal\u00f2. Ebbene se costoro sono stati colpiti non mi si venga poi a dire che abbiamo mantenuto in servizio dei repubblichini! Se siamo caduti in qualcuno di questi errori, da colleghi a colleghi, ditecelo: noi lo riconosceremo e giustizia sar\u00e0 fatta!<\/p><p>VERNOCCHI. \u00c8 stata fatta l\u2019epurazione a rovescio!<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Ma lei \u00e8 avvocato! L\u2019autorit\u00e0 di Stato, allora impersonata dal colonnello Botto e dal generale Tessari, non fu riconosciuta da molti ufficiali dell\u2019aeronautica, i quali per non riconoscere quella autorit\u00e0 si sono fatti ammazzare, come \u00e8 accaduto a due generali fucilati alle Fosse Ardeatine. Dovendo noi tagliare cos\u00ec dolorosamente nel corpo della nostra ufficialit\u00e0, dobbiamo tener conto degli ufficiali che si presentarono alle autorit\u00e0 repubblichine e di coloro i quali hanno rifiutato di far questo, magari lasciando le loro famiglie in miseria. \u00c8 naturale che se dobbiamo scegliere, scegliamo questi e non quegli altri. Veramente mi pare di non avere altro da aggiungere. Credo, onorevole Nobile, che l\u2019accenno fatto alle condizioni economiche degli ufficiali delle nuove Forze armate della Repubblica Italiana tocchi non soltanto lei, ma tutti noi. Dobbiamo affrontare questo problema e si deve farla finita con i luoghi comuni di un anticlericalismo di maniera ormai superato. Se l\u2019esercito ci deve essere, esso deve essere saldo, onesto, retto, valido difensore della Repubblica e genuina espressione delle virt\u00f9 del nostro popolo. Siamo noi che lo dobbiamo tenere e lo dobbiamo pagare e dargli il pane sufficiente a garantirgli la serenit\u00e0 di spirito. Ebbene, onorevole Nobile, tutto questo \u00e8 aderente al pensiero di tutti i colleghi dell\u2019Assemblea. (<em>Vivi applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Nobile ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>NOBILE. Sono pienamente sodisfatto della risposta che il Ministro ha dato alla prima parte della mia interpellanza.<\/p><p>Per quanto riguarda la seconda parte, debbo fare qualche osservazione.<\/p><p>Il Ministro non ha detto come intende eliminare la grave sperequazione di cui son vittime gli ufficiali collocati in pensione nella prima met\u00e0 del 1946, avanti che il decreto sullo sfollamento entrasse in vigore. Ho dimostrato che questi pensionati godono di un trattamento economico corrispondente alla met\u00e0 di quello di cui usufruiscono gli ufficiali fascisti. Ci\u00f2 \u00e8 talmente iniquo che si deve trovar modo di rimediarvi. Da questo lato non posso dirmi sodisfatto. Un provvedimento che sani la situazione si impone. Bisogna tener presente che gli ufficiali collocati in pensione prima dell\u2019emanazione del decreto non avevano alcuna pecca; \u00e8 assurdo ed iniquo che essi abbiano un trattamento inferiore a quello degli ufficiali mandati via per aver riportato sanzioni disciplinari per il loro comportamento dopo l\u2019armistizio. Lo stesso Ministro ha avuto una volta a pronunciare queste parole: \u00ab\u00c8 addirittura inconcepibile, paradossale la situazione degli sfollati, se si confronta con la situazione di molti ufficiali che, sebbene incriminati, si trovano tuttora in servizio permanente effettivo\u00bb. Con questa sua dichiarazione, il Ministro ha gi\u00e0 dato ragione ai gravi rilievi da me fatti.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Qui non si tratta di valutazione politica, ma di capacit\u00e0 tecnica. Penso che ci volevano due leggi, non una.<\/p><p>NOBILE. Ci\u00f2 conferma quanto ho obiettato. I primi ad essere eliminati sono stati gli ufficiali non fascisti. \u00c8 un fatto che bisogna riconoscere. Non metto in dubbio che le Commissioni giudicatrici non abbiano agito correttamente; ma ritengo che esse abbiano preso in considerazione soprattutto i meriti tecnici e militari, mentre il decreto voleva che fossero sfollati principalmente gli ufficiali che si erano compromessi dopo l\u2019armistizio. Qui sta l\u2019errore commesso.<\/p><p>In quanto alla affermazione del Ministro, non esser vero che siano stati trattenuti in servizio ufficiali insigniti di distinzioni fasciste, posso smentirla in pieno. Ho qui davanti a me dei documenti ufficiali che dimostrano l\u2019esattezza delle mie affermazioni. Potrei leggere una lista di ufficiali in servizio che furono squadristi o ebbero altre benemerenze consimili; ma mi astengo dal farlo, perch\u00e9 non mi piace portare in pubblico nomi di distinti ufficiali che, se commisero l\u2019errore di militare nel partito fascista, sono peraltro persone stimabili. Del resto non invoco provvedimenti contro di essi, ma provvedimenti a favore degli ufficiali che il loro errore non commisero. Creda pure l\u2019onorevole Ministro che se citassi fatti e nomi egli e l\u2019Assemblea resterebbero convinti della fondatezza delle mie affermazioni.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa. <\/em>Segnali a me questi nomi.<\/p><p>NOBILE. Lo potrei anche fare, sebbene potrei dire al Ministro di ricercarli da se stesso.<\/p><p>L\u2019essenziale \u00e8 la questione di principio. Non si pu\u00f2 ammettere che vi siano gravi sperequazioni come quelle da me denunciate. Esse vanno eliminate, ed io spero che i provvedimenti che il Ministro ha promesso siano tali da eliminarle.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo svolgimento delle altre due interpellanze all\u2019ordine del giorno \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare per restituire il dovuto prestigio all\u2019Istituto Orientale di Napoli, riportandolo alla sua missione di custode, diffusore e incrementatore del patrimonio di cultura e civilt\u00e0, merito degli orientalisti italiani.<\/p><p>\u00abCodacci Pisanelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della marina mercantile, per conoscere quali criteri intenda seguire nella assegnazione dell\u2019ultimo lotto di <em>Liberty<\/em> e delle navi restituite al Governo italiano dagli Stati Uniti d\u2019America ed in particolare se non creda, per stimolare le iniziative locali anche nel campo dell\u2019armamento marittimo, destinare una forte percentuale di tali navi alle regioni meridionali ed isolane.<\/p><p>\u00abVolpe, Borsellino\u00bb.<\/p><p>Interesser\u00f2 i Ministri competenti perch\u00e9 facciano sapere quando intendano rispondere.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Onorevole Presidente, suppongo che Ella sappia che il Fronte liberale democratico dell\u2019Uomo Qualunque \u00e8 impegnato nel suo secondo Congresso Nazionale, il quale avr\u00e0 termine il giorno 25. Ci sono due questioni di grande rilievo da trattare in questa Assemblea Costituente: quella che concerne la discussione anticipata sull\u2019ultimo comma della prima disposizione finale e transitoria del progetto di Costituzione e le mozioni Nenni e Togliatti di sfiducia al Governo. Noi, riferendoci ai precedenti parlamentari, abbiamo chiesto al Presidente Terracini di voler postergare queste discussioni a dopo il giorno 25 corrente. Egli ci ha risposto, cortesemente, che non pu\u00f2 assumersi un potere che appartiene all\u2019Assemblea. Praticamente ha rimesso all\u2019Assemblea la soluzione del problema, mentre egli, da parte sua, si \u00e8 soltanto impegnato a consentire che, in nostra assenza, non si passi a votazione su alcuno dei due temi a cui ho accennato. Ora, evidentemente, una votazione non \u00e8 un puro fatto meccanico: la mano pu\u00f2 sempre votare, ma la coscienza deve votare dopo aver seguito tutta la discussione.<\/p><p>Quindi, noi chiediamo che l\u2019Assemblea voglia procrastinare la trattazione dei due argomenti a dopo il giorno 25. Nel frattempo, si potrebbe continuare la discussione sul progetto di Costituzione.<\/p><p>VERNOCCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VERNOCCHI. Per quanto riguarda la mozione presentata dal Partito socialista, dico subito che aderisco, per un atto di cortesia. Domani potremmo avere bisogno anche noi di un medesimo atto.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ringrazio per questo atto cos\u00ec cavalleresco.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Dato che \u00e8 una esigenza della vita democratica del Paese che i partiti vivano e tengano le loro consultazioni democratiche, anche il Partito comunista aderisce alla proposta di rinvio.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Potessimo essere cos\u00ec d\u2019accordo in tutte le deliberazioni!<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Il Governo non si oppone all\u2019accoglimento della richiesta dell\u2019onorevole Russo Perez.<\/p><p>PRESIDENTE. Aderisco anch\u2019io, plaudendo per tanta concordia!<\/p><p>Se non vi sono osservazioni, rimane dunque inteso che sono rinviate a dopo il 25 corrente tanto la discussione sull\u2019ultimo comma della prima disposizione finale e transitoria del progetto di Costituzione che quella sulle mozioni Nenni e Togliatti di sfiducia al Governo; e che domani alle 16 l\u2019Assemblea proseguir\u00e0 la discussione dei primi tre Titoli della seconda Parte del progetto di Costituzione.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec<\/em> <em>rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>DE VITA, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Governo, per conoscere se, in omaggio ai princip\u00ee di solidariet\u00e0 umana e di giustizia, non ritenga di dover provvedere al mantenimento dei ciechi civili, mediante concessione di pensioni a carico dello Stato, e alla loro assistenza, attraverso la valorizzazione dell\u2019Ente nazionale di lavoro per ciechi e la costruzione di case di riposo; e se non creda di porre in studio provvedimenti per i quali sia possibile il collocamento dei ciechi presso Amministrazioni dello Stato e aziende private.<\/p><p>De Vita.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere quali provvedimenti intendano adottare a favore degli agricoltori della provincia di Trapani danneggiati dalle recenti avversit\u00e0 atmosferiche.<\/p><p>De Vita.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non creda di dare opportune istruzioni ai Commissari regionali per gli \u00abusi civici\u00bb di restringere la loro azione agli atti di pura amministrazione ordinaria, posto che la materia \u2013 per deliberazione dell\u2019Assemblea Costituente \u2013 sar\u00e0 in breve di dominio legislativo dell\u2019ente Regione.<\/p><p>\u00abUn tale provvedimento appare tanto pi\u00f9 necessario in quanto da parte di codesti organi esecutivi si insiste nell\u2019applicazione della legge fascista sul riordinamento degli usi civici del 16 giugno 1927, n. 1766, la quale, nelle zone montane dell\u2019Alta Italia e in particolare nel Friuli, non avrebbe altro esito che quello di determinare grave disordine e sconvolgimento dell\u2019economia locale. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte, Gortani\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali difficolt\u00e0 hanno impedito la sollecita ricostruzione del Ponte Bivio di Sestu-Piscina Matzeu (Cagliari) sulla strada nazionale Cagliari-Sassari, crollato in seguito all\u2019alluvione dell\u2019autunno scorso. Nessun lavoro di ricostruzione di tale ponte \u00e8 stato iniziato s\u00ec che, con le piogge invernali, quel tratto di strada, uno dei pi\u00f9 importanti dell\u2019Isola, non sar\u00e0 praticabile. E per conoscere se non ritenga necessario impartire disposizioni affinch\u00e9 i lavori di ricostruzione siano immediatamente iniziati e condotti a termine. E se non ritenga, nello stesso tempo, opportuno prendere delle sanzioni contro funzionari eventualmente responsabili di tanta negligenza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLussu\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se sia esatta la notizia pubblicata dal giornale <em>Il Tempo<\/em> nel numero di gioved\u00ec 11 settembre che per le nipoti di Giuseppe Garibaldi, figlie di Teresita e del generale Stefano Canzio, vi sia una pensione tuttora limitata a lire 287 al mese. Nell\u2019ipotesi affermativa, giacch\u00e9 si riconosce senza dubbio l\u2019opportunit\u00e0 di un assegno, la suddetta somma, di gi\u00e0 improntata nelle sue lontane origini a criteri di eccessiva parsimonia, ai tempi d\u2019oggi appare assolutamente derisoria, ed \u00e8 proprio umiliante non solo per chi la riceve, ma anche per chi la d\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRubilli\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE ccxxvIIi. SEDUTA DI LUNED\u00cc 22 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedi: Presidente In memoria di Fiorello La Guardia: Gasparotto Tupini, Ministro dei lavori pubblici Presidente Interrogazioni (Svolgimento): Segni, Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste Tupini, Ministro dei lavori pubblici Laconi Fanfani, Ministro del lavoro e della previdenza sociale Salerno Mazza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2364,2181,2196,2265,2155,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2131"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6679,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2131\/revisions\/6679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2131"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}