{"id":2125,"date":"2023-09-17T11:35:46","date_gmt":"2023-09-17T09:35:46","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2125"},"modified":"2023-10-21T19:04:22","modified_gmt":"2023-10-21T17:04:22","slug":"pomeridiana-di-venerdi-19-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2125","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2125\" class=\"elementor elementor-2125\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f285a17 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f285a17\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-9af993e\" data-id=\"9af993e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-33444cb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"33444cb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470919_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-db717ae elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"db717ae\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>ccxxvi.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO <\/strong><strong>LUCARELLI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Conti, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Tosato, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p><strong>Sull\u2019ordine dei lavori:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Monticelli<\/p><p>Lussu<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>La Rocca<\/p><p><strong>Interpellanza e interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Cingolani, <em>Ministro della difesa<\/em><\/p><p><strong>Sui lavori delle Commissioni permanenti per l\u2019esame dei disegni di legge:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine del giorno:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Cingolani, <em>Ministro della difesa<\/em><\/p><p>Tonetti<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Quintieri Adolfo.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ho chiamato a far parte della terza Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge l\u2019onorevole Donati, in sostituzione del compianto onorevole Bassano.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore Conti.<\/p><p>CONTI. <em>Relatore.<\/em> Onorevoli colleghi. Io sono molto affezionato all\u2019amico onorevole Tosato; sono un suo ammiratore e soffrirei nel vederlo costretto a rivolgere la parola all\u2019Assemblea, e cio\u00e8 ai pochi Deputati presenti, mentre gli altri hanno preso evidentemente congedo. Perci\u00f2 tollererete che io dica due parole che potrei considerare introduttive della relazione del collega Tosato, introduttive anche perch\u00e9 ritengo di poter dire, se Tosato me lo consente, che sono in gran parte d\u2019accordo con lui nella tesi che sosterr\u00e0 intorno alla struttura del potere esecutivo.<\/p><p>Ma io vi dir\u00f2 altre cose che non sono proprio quelle che si attendono dai Relatori, cio\u00e8 esposizioni di vedute e discussione delle opinioni degli altri.<\/p><p>Se noi dovessimo metterci a discutere tutto quello che si \u00e8 detto qui dentro, tutte le teorie che sono state esposte, tutti i pareri, tutte le opinioni, tutte le particolarit\u00e0 che si sono dette intorno ad ogni istituto ed a ogni situazione politica che potr\u00e0 derivare dalla nostra Costituzione, evidentemente correremmo dietro ad una quantit\u00e0 di cose anche inutili.<\/p><p>Vi voglio fare alcune confessioni. Mi permetterete di farle come repubblicano storico, cio\u00e8 come uno dei custodi della Sacra Falange. Io vi dico che dal testo costituzionale non mi aspetto affatto la fondazione della Repubblica. Per me la Repubblica non c\u2019\u00e8 ancora; lo dissi un giorno interrompendo l\u2019onorevole Nitti: la Repubblica non esiste. \u00c8 caduta la monarchia; ed io vi dico che per me, repubblicano di convinzioni antiche, \u00e8 la caduta della monarchia che soprattutto ha un significato profondo, una importanza storica grandiosa. So benissimo che moltissimi non sentono come me il valore di questo avvenimento. I repubblicani di oggi, cio\u00e8 coloro che hanno accettato la Repubblica a fatto compiuto (ed io mi compiaccio grandemente di questo fatto, ormai molto diffuso nella vita del nostro Paese), i nuovi repubblicani non danno la stessa importanza che io do al fatto della caduta della monarchia.<\/p><p>Non si capiva e non si sentiva da molti che cosa rappresentasse la monarchia in Italia e che cosa rappresentino le monarchie, anche le poche monarchie residuate in Europa. Sono un grave ostacolo al progresso.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> La Svezia?<\/p><p>CONTI. Compresa la Svezia. I popoli liberi sono liberi quando non hanno nessuno di fronte che condivida la sovranit\u00e0: questo \u00e8 il punto. (Vedete che non ho sbagliato a dire che i nuovi repubblicani sono repubblicani convinti fino ad un certo punto).<\/p><p>Il fatto dunque della caduta della monarchia ha, per me, pi\u00f9 importanza della fondazione della Repubblica in virt\u00f9 di un testo costituzionale. Io do pochissima importanza a tutti gli articoli che sono stati scritti, a tutti gli articoli che sono stati approvati ed a quelli che saranno approvati. Do pochissima importanza a tutti gli articoli che sono stati approvati. Tutta la prima parte della nostra Costituzione \u00e8 una novella, un capitolo di romanzo. Io accetto tutto, perch\u00e9 non mi par vero che ci sia un punto di partenza per poter camminare avanti; ma la prima parte della Costituzione non ha nessuna importanza perch\u00e9 \u00e8 tutta una raccolta di affermazioni di principio: \u00e8 stato detto e ripetuto da molti qua dentro, molto autorevolmente, che essa \u00e8 tutta una serie di affermazioni campate in aria. Non serviranno gran che.<\/p><p>Formulo perci\u00f2 l\u2019augurio che l\u2019Assemblea, quando avr\u00e0 compiuto il lavoro principale con l\u2019approvazione di tutto il testo, quando si concentrer\u00e0 un po\u2019 in se stessa, e rivolger\u00e0 l\u2019occhio sul complesso dell\u2019opera, torni a discutere una proposta che fu fatta in un primo tempo, mi pare, dall\u2019onorevole Calamandrei: di rivedere tutto e di considerare con molta seriet\u00e0 e attenzione se non sia il caso di trasferire in un ben fatto preambolo una quantit\u00e0 di formulazioni che sono in altrettanti articoli della nostra Costituzione.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti diceva l\u2019altro giorno, giustamente, che dopo molto divagare, siamo finalmente arrivati ad esaminare la parte del progetto che si riferisce alla Costituzione della Repubblica. Io vi ripeto quanto ho detto prima: anche a questa parte do pochissima importanza.<\/p><p>Che volete! Credete proprio che con gli articoli della Costituzione, sar\u00e0 davvero costituito il Parlamento? Credete fatto il Parlamento perch\u00e9 abbiamo scritto quegli articoli? Io non lo credo assolutamente. Perci\u00f2 ho sentito con molto scetticismo tutto quanto \u00e8 stato detto intorno al funzionamento della futura Camera e del futuro Senato. Articolo A, articolo B, articolo C: con l\u2019articolo A si provvede a determinata funzione, col B ad altra funzione, col C ad altra funzione ancora! Si provveder\u00e0 a tutto e non si provveder\u00e0 a niente; perch\u00e9 chi provveder\u00e0 all\u2019utile funzionamento di questo ente rappresentativo, del Parlamento, saranno i deputati. E se i deputati non saranno uomini preparati alla loro funzione ed uomini di grande coscienza e consapevolezza, essi non saranno diversi da quelli che sono stati in Italia nel passato e \u2013 permettetemi di dirlo \u2013 anche nel presente. Dobbiamo confessare tranquillamente i nostri difetti. Se non ci sar\u00e0 mutamento di costumi, se l\u2019educazione politica non sar\u00e0 diversa da quella che abbiamo avuto e che \u00e8 diffusa nel Paese, \u00e8 da ritenere che, comunque organizzato, il Parlamento funzioner\u00e0 poco, funzioner\u00e0 male: raramente funzioner\u00e0 bene.<\/p><p>Vedo avanti a me l\u2019onorevole Rubilli, che ha celebrato i Parlamenti del passato. Non capisco come Rubilli, che \u00e8 uomo di tanta seriet\u00e0 e consapevolezza, voglia farsi propagandista di questa leggenda; perch\u00e9 di leggenda si tratta!<\/p><p>Oh! la Camera dei deputati del passato! Oh! la Camera pre-fascista! No, onorevole Rubilli, basta con queste esclamazioni&#8230; non ne parliamo affatto della Camera del passato: essa ha avuto tutti i difetti dell\u2019Assemblea attuale. Il parlamentarismo invase il Parlamento. Il Paese ha sempre avuto risultanze negative, in modo assoluto negative. Ho avuto occasione di dirlo altre volte; tengo moltissimo a fare di nuovo questa affermazione, perch\u00e9 \u00e8 affermazione che ci deve guidare ad essere migliori nell\u2019avvenire.<\/p><p>Credo \u2013 e qui mi piace di contrastare con la tenacia di alcuni colleghi, con l\u2019ostinata avversione di alcuni colleghi (ne ho due di fronte, coi quali mi trovo spesso in conflitto, simpaticissimo; l\u2019amico Targetti e l\u2019onorevole Nitti) \u2013 credo che l\u2019Assemblea abbia provveduto a salvare il sistema rappresentativo con l\u2019istituzione della Regione. \u00c8 questo veramente l\u2019unico provvedimento utile per portare il Parlamento su altra via. Con la organizzazione delle Regioni si \u00e8 giunti probabilmente ad un avviamento del sistema rappresentativo, ad un avviamento nuovo. Se metteremo della buona volont\u00e0, se non si svilupperanno ostruzionismi, noi raggiungeremo, anzitutto, con la istituzione delle Regioni una certa deflazione legislativa. Ed allora molti inconvenienti del sistema passato potranno essere eliminati. Il Parlamento \u00e8 istituito per far leggi, ma meno ne far\u00e0 e tanto meglio sar\u00e0 per il Paese.<\/p><p>Ma non basta l\u2019avere creato la Regione. \u00c8 necessario che noi andiamo coraggiosamente verso un provvedimento che pu\u00f2 essere doloroso per molti, almeno a prima vista, ma che deve essere adottato se qui seggono deputati che vogliono servire il Paese pi\u00f9 pensosi del suo destino che non della propria sorte elettorale. Se non si ritorna qui, non cade il mondo: bisogna invece provvedere ad organizzare la prossima Camera dei deputati in modo serio. Mi riferisco ad una necessit\u00e0, a quella della riduzione del numero dei deputati.<\/p><p>Non \u00e8 possibile pensare a una Camera legislativa composta di sei o settecento deputati; sarebbe un errore anche pensare che essa debba essere composta di cinquecento deputati; per me sarebbe un errore comporla di quattrocento deputati. Bisogna ridurre il numero e vi dico subito che voter\u00f2 a quattro mani l\u2019emendamento per il quale si propone, in via transitoria, che una parte degli eletti di questa Assemblea, deputati di non so quante legislature, passino di diritto al primo Senato. Ecco qua sessanta o settanta nemici della riduzione del numero, che io spero di eliminare con l\u2019approvazione di un siffatto emendamento. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Molti potranno andare al Senato: porteranno nel nuovo consesso la loro esperienza tecnica. Dico agli altri: facciamoci coraggio, provvediamo seriamente agli interessi del Paese e riduciamo il numero dei deputati. Le Assemblee numerose sono Assemblee dannose al Paese.<\/p><p>Ieri, avendo l\u2019intenzione di dire qualcosa, volli trascrivere per leggerlo a voi il parere di un nostro grande scienziato. Non sono un seguace gretto delle sue dottrine, ma della sua genialit\u00e0 non si pu\u00f2 discutere: parlo di Cesare Lombroso. Ieri rileggevo questi suoi pensieri sulle Assemblee, questi due pensieri che mi sembra debbano esser tenuti presenti dall\u2019Assemblea Costituente che deve deliberare sul numero: \u00abuna folla anche la meno eterogenea, anche la pi\u00f9 eletta, quando deve deliberare d\u00e0 una risultante che non \u00e8 la somma, ma pi\u00f9 spesso la sottrazione del pensiero dei pi\u00f9\u00bb. Onorevoli colleghi, su questo pensiero si deve meditare.<\/p><p>Ecco un altro pensiero: \u00ab\u00e8 un\u2019osservazione volgare, passata in vecchio proverbio, che pi\u00f9 sono i deliberanti, meno giusta e meno savia \u00e8 la deliberazione che ne risulta, perch\u00e9 tutto quel sotto strato di pregiudizi, di vizi che si domano a furia di coltura dell\u2019individuo, pullula e si fonde in triste veleno nelle Assemblee. \u00c8 quanto accenna il proverbio: <em>senatores boni viri, senatus mala bestia: <\/em>cosicch\u00e9 il merito, nei consigli, \u00e8 in ragione inversa del numero dei consiglieri\u00bb. Evidentemente siamo di fronte a pensieri che devono costringere alla meditazione. Bisogna ridurre il numero dei deputati. Avremo cos\u00ec una Assemblea pi\u00f9 snella e, se vogliamo davvero, come \u00e8 nei voti, la costituzione di uno Stato in cui tutti gli organi rappresentativi abbiano vigore ed una grande autorit\u00e0, dobbiamo tendere a fare della Camera dei deputati un\u2019Assemblea nella quale la dignit\u00e0, la cultura, se possibile, la sapienza siano immediatamente riconosciute dal Paese il giorno successivo alle elezioni. Non si deve dire: quanta gente che non vale nulla! Si deve riconoscere l\u2019esistenza di un\u2019Assemblea legislativa composta di uomini degni della loro funzione.<\/p><p>Questa \u00e8 la mia opinione su questo punto, onorevoli colleghi.<\/p><p>\u00c8 inutile che io mi fermi a dirvi la mia opinione intorno al funzionamento della Camera, se non ammettete che la Camera non funzioner\u00e0 se sar\u00e0 numerosissima; e se credete che riuscir\u00e0 a funzionare per ben congegnati articoli della Costituzione. Ridotto il numero credo che potr\u00e0 funzionare, se il regolamento della futura Camera non sar\u00e0 pi\u00f9 il regolamento attuale. Esso dovr\u00e0 essere un altro che stabilisca modi semplici di lavoro per mezzo di Commissioni e di altri dispositivi atti a compiere l\u2019opera legislativa. Se no, non cesser\u00e0 mai la condizione di impotenza della Camera, denunciata dai nostri colleghi. Avete udito l\u2019onorevole Clerici l\u2019altro giorno. Lo avete udito richiamare fatti parlamentari del periodo leggendario del caro amico onorevole Rubilli. Io ho qui il resoconto stenografico perch\u00e9 desidero che i colleghi tornino a meditare le cose gravi dette dal collega Clerici: \u00abNella 23<sup>a<\/sup> legislatura su 820 decreti legislativi mandati dal Governo per la convalida, ne furono convalidati dal Parlamento appena 9\u00bb. Desidero richiamare l\u2019attenzione dei colleghi su queste cose dette dall\u2019onorevole Clerici, anche perch\u00e9 possono essere sfuggite a molti. Per la foga oratoria del nostro collega possono essere state afferrate meno bene le sue parole dette tanto bene. Il collega Clerici cos\u00ec continu\u00f2: \u00abNella 24<sup>a<\/sup> legislatura, che va dal 1913 al 1919, furono approvati 396 disegni di legge sui 1181 che il Governo aveva trasmesso all\u2019Assemblea. Nella 25<sup>a<\/sup>, che era Camera rinnovata e popolare con 200 deputati della sinistra e 100 del partito popolare, furono approvali solo 166 progetti di legge su 1139 presentati. Nella 26<sup>a<\/sup> che and\u00f2 dal giugno al dicembre 1921, 106 su 1185\u00bb.<\/p><p>Ed il Tittoni, nel suo noto saggio pubblicato dall\u2019editore Zanichelli, dice che \u00abse nel 1922 si ripens\u00f2 di riparare all\u2019inconveniente istituendo delle sedute mattutine accanto a quelle pomeridiane, si pot\u00e9 constatare allora che le sedute mattutine erano disertate e che i deputati presenti nell\u2019aula non superarono mai il centinaio\u00bb. Onorevoli colleghi, proprio come oggi! E vi posso fare anch\u2019io testimonianza sull\u2019assenteismo dei deputati dell\u2019antica Camera. Discutendosi qui, nelle sedute antimeridiane, nel 1922 il progetto di legge sul latifondo siciliano (era allora Ministro dell\u2019agricoltura l\u2019onorevole Bertini, se non erro) venivamo alle sedute mattutine e ci trovavamo in sette, dieci, dodici presenti. Erano le stesse sedute che vediamo con occhio disperato la mattina quando entriamo qui dentro. Ed avevamo allora la Presidenza, niente di meno, che di Enrico De Nicola, di un uomo di cui si sentiva l\u2019autorit\u00e0 ed il prestigio da lontano, e per il quale c\u2019era una venerazione da parte di tutti noi. Non bastava neanche il grande prestigio di Enrico De Nicola a richiamare i deputati al compimento del loro dovere.<\/p><p>\u00abLa malattia \u00e8 incurabile\u00bb direbbe un nostro grande pensatore, Giuseppe Ferrari, che, occupandosi di certi problemi italiani, diceva che in Italia vi sono malattie incurabili che neppure la provvidenza riuscirebbe a guarire!<\/p><p>Orbene, io dicevo prima che avremo una certa deflazione legislativa, col funzionamento delle Assemblee regionali, che l\u2019avremo, se si potr\u00e0 provvedere al funzionamento della Camera e del Senato con regolamentazione opportuna. Ma \u00e8 certo che, se non mutano i costumi politici, se la Camera ed il Senato saranno sempre un\u2019arena nella quale saranno portate mozioni a getto continuo per la politica del Governo, un giorno contro il governo rosso che non piace ai neri, l\u2019altro giorno contro il governo nero che non piace ai rossi, se non si penser\u00e0 che a questa ginnastica, che \u00e8, scusate, anche ridicola, in certi momenti, il Paese non provveder\u00e0 ai propri interessi, ma andr\u00e0 alla deriva, sempre, in ogni fase della sua vita. Ed \u00e8 inutile che ci siano recriminazioni da destra e da sinistra, perch\u00e9 questa malattia \u00e8 un\u2019altra malattia incurabile, direbbe ancora una volta Giuseppe Ferrari.<\/p><p>Governo: su questa parte l\u2019onorevole Tosato far\u00e0 una relazione mirabile, chiara, limpida. Sosterr\u00e0 idee che io condivido in gran parte, anzi quasi totalmente, dopo aver discusso con lui largamente in Commissione. Noi ci incontrammo nel concepire il sistema che egli esporr\u00e0. Si tratta di trovare il modo di far funzionare il Governo stabilmente, cio\u00e8 con una certa continuit\u00e0. Nessuno pu\u00f2 governare, se non \u00e8 tranquillo per un certo periodo e per l\u2019attuazione di un certo programma.<\/p><p>Questo il punto di vista dal quale si parte. Problema quanto mai difficile in Italia. Non ne parliamo. Anche per un\u2019altra ragione. Io ero convinto prima della caduta del fascismo, durante il periodo fascista, e lo sostenevo nelle discussioni con amici con i quali si parlava dell\u2019avvenire, ero convinto, dicevo, della necessit\u00e0 della stabilit\u00e0 assoluta del Governo. Mi pareva che fosse un problema da risolversi nel modo pi\u00f9 drastico. Il Governo deve essere fisso, deve scadere a termine, tre anni!<\/p><p>Tre anni di Governo; sar\u00e0 quel che sar\u00e0, dicevo con convinzione. Ma si cambia opinione, si deve cambiare, quando si ragiona freddamente, serenamente su certi problemi. Un giorno esponevo questa mia veduta ad un mio amico magistrato, consigliere di Cassazione, cospiratore coraggioso nel periodo fascista. Io gli dicevo: stabilit\u00e0, stabilit\u00e0! Bisogna assolutamente riuscire a conquistare questa certezza.<\/p><p>Ah, esclam\u00f2 quel Consigliere: In Italia! In Italia!<\/p><p>Capii subito! E posso dire che cambiai subito opinione. \u00c8 vero, siamo in Italia, paese di camorristi!<\/p><p>Questa amara riflessione feci allora. Arriver\u00f2, oggi, a questa stessa conclusione in maniera pi\u00f9 delicata, andr\u00f2 pi\u00f9 moderatamente alla stessa conclusione. Per i deputati pare non vi sia altra possibilit\u00e0 di sviluppo della propria personalit\u00e0 che diventando Ministri. Tutti vogliono essere Ministri e Sottosegretari. Conquistata una poltrona di un Ministero, si va a fare il padrone, si raccoglie tutta la cricca delle amicizie, e si distribuiscono favori, posti, prebende, si fa tutto quello che un galantuomo non fa.<\/p><p>In un Paese come il nostro nel quale c\u2019\u00e8 questa tendenza, quest\u2019altra malattia inguaribile, affermare che la stabilit\u00e0 del Governo sia una cosa buona \u00e8 affermare una cosa alquanto pericolosa.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Allora conviene abolire i Ministeri.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Mi sono convinto che bisogna andare ad una soluzione intermedia. Cercare, s\u00ec, la stabilit\u00e0 dei Governi, ma circondare questa conquista di una quantit\u00e0 di cautele, di molte cautele. Stabilit\u00e0, ma anche possibilit\u00e0 di rovesciare il Governo il quale si dimostri o incapace o portato ad agire con criteri che non sono di purezza e di onest\u00e0 politica.<\/p><p>Ed allora il concetto che abbiamo meditato molto per la costituzione del Governo e che l\u2019onorevole Tosato ha trasferito nella relazione in modo geniale e limpido \u00e8 questo: si costituisca un Governo nel quale il Gabinetto abbia una funzione minore, e in certo senso subordinata; ci sia chi assuma la responsabilit\u00e0 di fronte al Parlamento della direzione del Governo. Ed ecco la figura del Primo Ministro come \u00e8 presentata nel testo costituzionale.<\/p><p>Questo tipo di costituzione del Governo pu\u00f2 forse dare risultati; ma non si pu\u00f2 garantire niente. Siamo sempre al richiamo della necessit\u00e0 di nuovi costumi nel nostro Paese. Dalla soluzione proposta nel testo costituzionale, dalla nuova educazione politica del Paese, avremo risultati e li avremo anche se uomini vecchi (udite il giovane che sono io!), vecchi come voi siete, uomini cresciuti, educati in un ambiente che vi ha fatto quelli che siete, avete assorbito una quantit\u00e0 di pregiudizi che devono essere combattuti e revocati.<\/p><p>Scusatemi, ma io vi posso parlare cos\u00ec, da repubblicano diverso da voi per origine politica. Voi siete cresciuti alla scuola dei costituzionalisti, dei piccoli e grandi maestri del diritto costituzionale delle nostre Universit\u00e0, che hanno avuto dello Stato, del diritto costituzionale, del Governo, un concetto che non \u00e8 democratico. Come i vostri maestri, voi siete costituzionalisti nel senso monarchico della parola! Ora dovete essere repubblicani: ed io auguro che siate, a un certo momento, i migliori repubblicani. Dovete sforzarvi di intendere che, se avete pensato monarchicamente, ora \u00e8 venuto il momento di pensare repubblicanamente. Per pensare repubblicanamente, bisogna accettare due princip\u00ee fondamentali: il primo \u00e8 che un regime repubblicano deve essere fondato sulla libert\u00e0, in modo assoluto, e irrevocabilmente. La Costituzione, dunque, a questo deve provvedere: a stabilire tutte le garanzie della libert\u00e0. Per il secondo principio si deve considerare la democrazia non come si considera da molti, e anche da uno dei pi\u00f9 illustri rappresentanti di partiti politici qua dentro, e di parte sinistra, essere la democrazia il regime retto da democratici, cio\u00e8 da uomini i quali pensano al bene del popolo.<\/p><p>La democrazia, per noi repubblicani, non \u00e8 questa; la democrazia non \u00e8 il regime degli uomini democratici, la democrazia \u00e8 il regime nel quale il popolo sviluppa se stesso, esprime una sua volont\u00e0 e la fa valere nei modi legali.<\/p><p>Ed allora, per quella garanzia della libert\u00e0 e per la fondazione della democrazia non si devono scrivere formule e articoli che provvedano a questa o a quell\u2019esigenza dell\u2019andamento parlamentare; no, bisogna creare istituzioni.<\/p><p>Ed ecco perch\u00e9 (ripeto quello che dicevo prima), l\u2019istituzione della Regione \u00e8 un passo avanti sulla via della democrazia. Ecco perch\u00e9 bisogna fondare anche il nuovo Comune nel nostro Paese. Il Comune e la Regione sono le due istituzioni le quali assicurano la libert\u00e0 e creano la democrazia, che garantiscono la libert\u00e0, creano la vita democratica, l\u2019andamento democratico nel nostro Paese.<\/p><p>La mentalit\u00e0 vostra (scusatemi se vi parlo con tanta confidenza; so che in ognuno di voi c\u2019\u00e8 tanta bont\u00e0 da permettermi di parlare cos\u00ec) \u00e8 ancora lontana da questa concezione. In voi \u00e8 il pregiudizio giacobino; voi siete ottantanovisti tutti quanti, voi della sinistra, voi della destra. L\u2019ottantanove \u00e8 la matrice tremenda che ha fatto del nostro Paese un Paese di violenti, di declamatori, di retori.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Grazie.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> No, ci mancherebbe, altro! Non parlo solo di voi, parlo anche del Paese. (<em>Commenti a destra<\/em>). E non vi meravigliate del mio modo di sentire, in contrasto con idee correnti. Per coprirmi con una grande autorit\u00e0 potrei invocare Mazzini. Io non sono mazziniano, sono repubblicano; ma se io, comunque, invocassi Mazzini, potrei invitarvi a leggere le pagine di Mazzini sulla Rivoluzione francese; dico anzi che potrei invitarvi a rileggerle, perch\u00e9 presumo che tutti quanti abbiate letto Mazzini. Potreste dunque, rileggere, che la Rivoluzione francese non ha gi\u00e0 aperto un ciclo storico, ma lo ha concluso.<\/p><p>Ora, dicevo, per questa mentalit\u00e0 tutto \u00e8, in Italia, Stato, tutto \u00e8 Governo, tutto \u00e8 Parlamento, tutto \u00e8 legge, tutto \u00e8 fucina di leggi. Ebbene, questa non \u00e8 mentalit\u00e0 repubblicana; \u00e8 mentalit\u00e0 monarchica. Quando, dunque, si parla della Repubblica, in Italia bisogna andare cauti, bisogna andare piano. Noi, in Italia, la Repubblica ancora non l\u2019abbiamo; noi in Italia la Repubblica l\u2019avremo fra parecchio tempo, la avremo, quando sar\u00e0 raggiunta, finalmente, l\u2019autonomia dei Comuni: autonomia che deve significare, soprattutto, possibilit\u00e0 finanziaria, cio\u00e8 autonomia finanziaria. Bisogna, in altri termini, pensare al Comune rinnovato, soprattutto per la possibilit\u00e0 di provvedere ai suoi bisogni. Allora, dunque, avremo veramente la Repubblica quando il Comune sar\u00e0 divenuto autonomo nel pi\u00f9 ampio e concreto senso della parola, quando la Regione (sulla quale ogni tenace avversario si diletta, anche oggi che \u00e8 creata, di gettare un podi discredito) funzioner\u00e0 come deve. Le Regioni non dovranno commettere errori d\u2019interpretazione dei loro compiti e del loro funzionamento. Non c\u2019\u00e8 dubbio, ad esempio, che i siciliani hanno detto qualche sciocchezza&#8230;<\/p><p>RUSSO PEREZ. L\u2019avete detta voi.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Non noi! Hanno detto qualche sciocchezza i siciliani e qualcuna l\u2019hanno indubbiamente fatta, quella, ad esempio, di essersi costituiti in Assemblea secondo il sistema parlamentare, tanto che il Governo siciliano ha posto le sue brave questioni di fiducia. Quel Governo cio\u00e8 si \u00e8 atteggiato come un Governo qualunque (non parlo di un Governo dell\u2019onorevole Giannini) (<em>Ilarit\u00e0 a destra<\/em>), come un Governo qualunque, del passato parlamentarismo monarchico.<\/p><p>Le Regioni non debbono commettere tali errori. Perch\u00e9 non li commettano, bisogna che le Regioni siano accostate dagli uomini che sentono il bisogno di un ordinamento serio nel nostro Paese; bisogna anche che siano represse certe tendenze che possono riuscire dannosissime, mentre bisogna che ne siano sviluppate altre pregevolissime. E non bisogna preoccuparsi di cose che non possono avere alcun riflesso nella vita politica del Paese, che non hanno alcuna sostanziale importanza. Quando sento parlare di lotte fra, poniamo, Catanzaro e Reggio, perch\u00e9 ambedue si contendono il titolo di capitale, confesso che non posso se non mettermi a ridere. Non \u00e8 questo, del resto, che un fenomeno naturalissimo: \u00e8 propriamente il desiderio del prestigio della propria citt\u00e0, del proprio campanile, del proprio santissimo campanile. Non dobbiamo davvero lamentare che gli italiani abbiano tanto affetto per le loro citt\u00e0, per i loro paesi, per quelle che Carlo Cattaneo chiamava \u00able patrie singolari\u00bb.<\/p><p>Per carit\u00e0 dunque, onorevoli antiregionalisti, non allarmatevi per le sciocchezze e gli errori possibili e per queste naturali manifestazioni dell\u2019umanit\u00e0 degli uomini, e invece cercate di costituire buone amministrazioni, di farle funzionare! Allora, lo vedrete, la democrazia in Italia sorger\u00e0 davvero. Comuni e Regioni; ecco le istituzioni della democrazia. E non si appunti pi\u00f9 l\u2019occhio sullo Stato, e del Governo non si abbia pi\u00f9 il vecchio concetto paternalista.<\/p><p>Queste osservazioni e non altre sul capitolo del progetto dedicato al Governo. Io vi ripeto, agli articoli do ben poca importanza; spero soltanto che da un\u2019impostazione diversa della vita costituzionale e rappresentativa del Paese derivino i risultati che noi tutti quanti auspichiamo per il benessere della Nazione. Non vi dovrei dire altro. Ma a proposito delle crisi ministeriali, che sarebbero proprie di questo tempo, secondo critici acerbi della democrazia, e secondo il collega onorevole Rubilli e altri <em>laudatores temporis acti<\/em>, mi cade sott\u2019occhio un appunto interessante.<\/p><p>Allora, nei tempi leggendari, tutto bene, \u00e8 vero, Rubilli? Oh che gioia, allora: che uomini allora! Nessuno scandalo allora! Ah! caro Rubilli, il Paese nostro \u00e8 stato il paese degli scandali.<\/p><p>RUBILLI. Questa roba c\u2019\u00e8 sempre, non manca mai.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Gl\u2019italiani ignorano la storia e la cronaca del loro Paese. Questa \u00e8 un\u2019altra lacuna nella cultura degli uomini politici italiani. Si conosce benissimo la storia della Russia \u2013 tutti hanno letto i tanti volumi che si sono scritti sulla storia russa&#8230;<\/p><p>GIANNINI. Io non li ho letti.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Si conosce la storia dell\u2019Assiria, della Babilonia, dell\u2019India antica, della Cina; si sono fatte e si fanno ricerche sulla civilt\u00e0 americana precolombiana; si scoprono tante cose; ci dilettiamo moltissimo. Ci sono due fenomeni in Italia, interessantissimi: gli Italiani non conoscono la storia del loro Paese, quella recente specialmente; perch\u00e9 la storia di Cesare Augusto e di tutti quegli altri personaggi, che sono stati tutti quanti monumentati, naturalmente la conoscono perfettamente tanti. Non si conosce la storia, specialmente la contemporanea; non si conosce la geografia dell\u2019Italia; sicch\u00e9 i legislatori che qui fanno le leggi per tutta l\u2019Italia, non sanno che non si pu\u00f2 legiferare nello stesso modo per la Basilicata e per il Piemonte, perch\u00e9 sono regioni ben diverse. Ma questa \u00e8 una parentesi.<\/p><p>Dicevo, dunque, che nel tempo passato si sono avuti in Italia fenomeni, che oggi si riproducono in piccola parte. Scandali si sono avuti in Italia dal 1860 in poi, sempre; e oggi non ce li sogniamo neanche; non esistono. Oggi \u00e8 tanto viva, poi, la censura pubblica, per cui, alla pi\u00f9 piccola mossa di camorristi, di imbroglioni, c\u2019\u00e8 subito la frusta del giornalismo nostro, che a torto o a ragione, fa saltare i sospettati. Abbiamo visto cose di importanza relativa, per le quali si \u00e8 fatto un chiasso indiavolato. Nel passato, invece, si \u00e8 sempre provveduto a coprire le magagne (<em>Interruzione a destra<\/em>)<em> \u2013 <\/em>s\u00ec, caro Bellavista \u2013 a coprirle in ogni modo: magagne di Governi, e degli uomini politici.<\/p><p>GIANNINI. In quale passato?<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Mi riferisco dal 1860 a sempre.<\/p><p>GIANNINI. No, fino al 1922&#8230;<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Caro Giannini, tu potrai insegnarmi come si fa una commedia, come si legge un libro di storia, no.<\/p><p>GIANNINI. Lo scandalo della Banca Romana?<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Ti posso affliggere settimane intere a darti elementi per tutto il periodo cui ho accennato.<\/p><p>GIANNINI. La Banca Romana&#8230;<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> No, per carit\u00e0, non mi far inquietare (<em>Ilarit\u00e0<\/em>), se non vuoi che ti rovesci addosso una quantit\u00e0 di fatti&#8230;<\/p><p>Proprio ieri ho ricevuto dal figlio di Giovanni Bovio un profilo pubblicato nell\u2019<em>Eloquenza<\/em> di non so quanti mesi fa.<\/p><p>In quel profilo leggevo un capitoletto che si riferisce a due processi nei quali Bovio indoss\u00f2 la toga: uno contro i socialisti, l\u2019altro contro Alberto Mario, il girondino della Repubblica, il pi\u00f9 aristocratico dei democratici, la finezza fatta giornalismo, la bellezza artistica concretata in ogni manifestazione, nel gesto, e perfino nel vestire: egli era elegantissimo. Ebbene, processato dinanzi alla Corte d\u2019assise di Roma, investito fieramente dai magistrati (ai magistrati io voglio molto bene, ma essi sono stati sempre, nel nostro Paese, reazionari, e hanno sempre servito ciecamente la monarchia), Alberto Mario fu condannato, malgrado la difesa di Giovanni Bovio. E non la interminabile sfilza delle aggressioni alle pubbliche libert\u00e0, e gli stati d\u2019assedio e tutte le persecuzioni di avversari della monarchia.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Era per illuderci.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Come illudervi? Non ricordate Crispi? E prima di lui la destra dominatrice dal 1860 al 1876? E non debbono ricordarsi le violenze e la corruzione della sinistra, che aveva voluto abbattere la destra perch\u00e9 liberticida? E perch\u00e9 non dire che la sinistra ne fece pi\u00f9 della destra che, se non altro, diede prova di competenza e probit\u00e0, mentre la sinistra non ebbe n\u00e9 competenza n\u00e9 probit\u00e0! (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>. <\/em>Bene. Siete contenti?<\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Parli da questa parte.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Parlavo a loro, perch\u00e9 ne hanno bisogno. Adesso torno a voi.<\/p><p>Ma non voglio intrattenervi troppo, onorevoli colleghi.<\/p><p>Questa digressione v\u2019\u00e8 stata, perch\u00e9 volevo confutare ancora una volta l\u2019amico Rubilli, quello dei tempi leggendari, dei tempi nei quali non avveniva mai nessuna crisi ministeriale, non accadeva mai niente, e tutti erano buoni e tutto andava tanto a gonfie vele.<\/p><p>Bene, da un libro di Nitti, che \u00e8 sempre una grande guida alla ricerca di fatti (leggeteli i libri di Nitti, il quale, per il suo desiderio, che direi naturale, di dire sempre con chiarezza e il proprio pensiero intorno agli uomini e alle cose, ha scritto tanto); da un libro di Nitti \u2013 dicevo \u2013 ho tratto indicazioni statistiche sul tempo&#8230; leggendario. Anche allora crisi ministeriali, e con quei grandi uomini: quelli \u00abche non rinascono pi\u00f9\u00bb, disse l\u2019altro giorno l\u2019amico Rubilli. (Notate, colleghi, che allora, nei tempi leggendari, si diceva che non erano rinati quelli che c\u2019erano stati prima! E non vi meravigliate: queste sono buaggini che diciamo per nostra consolazione! Gli uomini sono animali uomini: questa \u00e8 la nostra dottrina sociologica per la quale noi non pensiamo agli angeli n\u00e9 a miracoli, e per la quale non pensiamo che la Repubblica raddrizzi le gambe ai cani. La Repubblica \u00e8 possibilit\u00e0 per tutti di vivere liberamente e di costruire una nuova vita e costumi nuovi).<\/p><p>GIANNINI. Chiss\u00e0 come saremo rimpianti noi fra cento anni!<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Guardate, dunque, questa indicazione statistica: Giolitti&#8230; (ho detto Giolitti: il nome di un uomo che non rinasce pi\u00f9, secondo Rubilli; il nome di un uomo, dico io, sul quale credo sia onesto rettificare molti giudizi. Di Giolitti si deve oggi parlare con serenit\u00e0 e concludere che fu un uomo di alte intenzioni liberali, io direi un illuso in tempi di monarchia, perch\u00e9 Giolitti si illudeva e illudeva che con la monarchia gli italiani potessero conquistare la libert\u00e0 e la democrazia. Oggi Giolitti sarebbe repubblicano come noi). Chiudiamo quest\u2019altra parentesi. Giolitti, dunque, cadde il 16 marzo 1905. Dal 16 marzo 1905 al 27 maggio 1906, appena un anno, sei ministeri!&#8230;<\/p><p>RUBILLI. Appunto perch\u00e9 non c\u2019era lui!<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> No, ecco l\u2019avvocato che incespica e cade. Giolitti \u00e8 caduto il 16 marzo 1905. Tittoni, interim, cio\u00e8 un <em>alter ego<\/em> di Giolitti, messo al posto suo, cade il 16 aprile 1905. Dopo Tittoni, altro uomo di fiducia di Giolitti: Fortis. Sal\u00ec al potere il 28 marzo e cadde il 22 dicembre. Riebbe l\u2019incarico il 24 dicembre e si resse fino all\u20198 febbraio 1906. I proconsoli giolittiani si esaurirono. Succede Sonnino, fino al 27 maggio 1906: uno dei due ministeri, durati cento giorni, di Sonnino. Giolitti di nuovo il 27 maggio 1906. Avete visto quanti Ministeri in quattordici mesi! Non c\u2019\u00e8, dunque, da preoccuparsi e da fare gran chiasso per le crisi di questo tempo, annunziate con enormi titoloni sui giornali. Siamo alla quarta caduta e alla quarta ripresa del Governo di De Gasperi? Nessuna meraviglia: questo \u00e8 il prodotto del sistema parlamentare, quello di una volta e quello attuale. Speriamo che non continui cos\u00ec, che si cambino i costumi. Speriamo che la riduzione del numero dei deputati, che la formazione del Governo secondo le linee tracciate nel progetto costituzionale siano nell\u2019avvenire la base di procedimenti parlamentari migliori di quelli del passato.<\/p><p>Mi dovrei ora occupare del Capo dello Stato, ma non me ne occupo. (<em>Segni di approvazione dell\u2019onorevole Giannini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>No, no, Giannini, questo gesto col quale sembra che tu voglia dire che si tratta di un problema di nessuna importanza, non \u00e8 un gesto che mi piace. Il problema ha una grande importanza. La Repubblica in Italia significa che non abbiamo pi\u00f9 la monarchia e che \u00e8 finito l\u2019ultimo residuo feudale. Mi dispiace molto per l\u2019amico carissimo Condorelli che ieri l\u2019altro mi ha fatto gonfiare di gioia nel sentirgli ripetere i soliti luoghi comuni sulla monarchia e sulla Repubblica. Ma insomma, che non ci sia pi\u00f9 il re, che non ci sia pi\u00f9 la dinastia, che non ci sia pi\u00f9 questo potere stabile che viene dalla legge, come diceva Condorelli, o dal diritto divino, la liberazione da questo peso enorme che era sul nostro Paese, \u00e8 di una importanza colossale, onorevole Giannini. Con la dinastia \u00e8 caduta tutta la costellazione delle forze retrograde che intorno alla dinastia erano concentrate. Noi non abbiamo pi\u00f9 la dinastia che era, poi, in Italia una dinastia militaresca e che era in Italia molto inferiore alle altre che l\u2019Italia ha conosciuto.<\/p><p>Tra i Savoia e i Borboni, lo dico anche all\u2019onorevole Mazza per consolazione di lui napoletano, tra i Savoia e i Borboni, si deve riconoscere la superiorit\u00e0 dei Borboni. La revisione storica degli ultimi anni ha portato a questa conclusione.<\/p><p>Si pu\u00f2 con certezza affermare che fra le due dinastie non c\u2019\u00e8 differenza seria. All\u2019amico Bellavista offrir\u00f2 la lettura di studi di Napoleone Colajanni. Uno di essi \u00e8 intitolato: <em>Dai Borboni ai Sabaudi.<\/em> In esso Napoleone Colajanni dimostra quello che erano i Borboni ed i Sabaudi.<\/p><p>BELLAVISTA. Napoleone Colajanni era laudatore del tempo presente.<\/p><p>CONTI <em>Relatore.<\/em> Ora, io dicevo che la prima conquista fatta dall\u2019Italia \u00e8 questa: si \u00e8 sbarazzata della dinastia.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Se ha detto che la Repubblica ancora non c\u2019\u00e8!<\/p><p>CONTI <em>Relatore.<\/em> Se le dicessi che \u00e8 un sofista, che mi direbbe? (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Questo \u00e8 un partito agnostico; non ci compromettere! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONTI <em>Relatore.<\/em> Bisogna buttare a mare l\u2019agnosticismo: lo dico a tutti. Mi auguro che la destra sia la destra repubblicana conservatrice e che la sinistra sia la sinistra repubblicana progressiva come vuole il \u00abmigliore\u00bb, il nostro Togliatti. Bisogna che vi decidiate: la Repubblica non pu\u00f2 essere pi\u00f9 insidiata dai nemici del passato. Bisogna essere franchi. O mangiatevela viva, se vi riesce, o accettatela e servitela con convinzione, perch\u00e9 la Repubblica rappresenta anche per voi \u2013 per voi prima di tutti \u2013 la libert\u00e0. Mai l\u2019Italia \u00e8 vissuta come in questo momento nella pi\u00f9 assoluta libert\u00e0, e nella tranquillit\u00e0. Sicuro: non potete negarlo. Le lotte sociali si svolgono in ogni parte, movimenti si hanno dappertutto, ma tutto avviene nella massima libert\u00e0 e con il presidio di tutti i diritti dei cittadini.<\/p><p>Dicevo, dunque, che, della parte del progetto che riguarda il Presidente, non mi occupo. Richiamo solo un pensiero dell\u2019onorevole Nitti a questo proposito. L\u2019onorevole Nitti ha detto che noi pensiamo alla fastosit\u00e0 e ad altri accessori della funzione presidenziale. Dico anch\u2019io che noi dobbiamo mirare ad una grande semplicit\u00e0 nell\u2019organizzazione anche dei supremi poteri dello Stato, ma aggiungo che noi dobbiamo anche provvedere a circondare di grande prestigio colui che \u00e8 chiamato a rappresentare l\u2019unit\u00e0 del Paese, a rappresentare l\u2019Italia di fronte all\u2019estero. L\u2019onorevole Nitti diceva: \u00absi parla di Quirinale\u00bb come residenza del Presidente. S\u00ec. Bisogna andare al Quirinale; il Presidente della Repubblica deve risiedere al Quirinale; il Presidente della Repubblica deve essere oggetto dell\u2019omaggio di tutti gli italiani, se \u00e8 un galantuomo.<\/p><p>Oggi abbiamo la fortuna di avere alla Presidenza l\u2019uomo che abbiamo; di avere impersonata in un uomo la quintessenza della sapienza, della serenit\u00e0, della lealt\u00e0 e della decisione a servire il Paese. Speriamo che nell\u2019avvenire il problema sia sempre risoluto nello stesso modo. Io non so se ci riusciremo sempre, se avremo sempre un Presidente della statura di Enrico de Nicola. Ma certo, in avvenire, il problema non sar\u00e0 di difficile soluzione, anche se non avremo uomini perfetti.<\/p><p>Si \u00e8 discusso tanto, onorevoli colleghi, di Repubblica presidenziale, di Repubblica direttoriale. No! io sono convinto che per l\u2019Italia il sistema migliore \u00e8 quello che \u00e8 stato predisposto dal testo costituzionale. Io credo che noi faremo bene ad approvarlo. Non credo che per il Titolo che riguarda il Capo dello Stato debbano farsi modificazioni; io non ne farei nessuna. Abbiamo tanto meditato intorno a questo problema. Ricordo le discussioni che feci con l\u2019amico onorevole Perassi, cinque, sei, sette anni or sono. Ci siamo convinti da allora che il sistema presidenziale per l\u2019Italia non \u00e8 assolutamente accettabile. Siamo favorevoli al sistema che in Francia non diede cattivi risultati. In fondo si tratta di un potere che, in certi momenti e per certe funzioni, si afferma come e quanto \u00e8 necessario, ma di un potere che per tutto il resto \u00e8 <em>au dessus de la m\u00eal\u00e9e,<\/em> \u00e8 fuori della mischia ed \u00e8 di natura arbitrale al di sopra di tutto e di tutti.<\/p><p>GIANNINI. Allora, il Capo dello Stato non deve essere eletto dal popolo?<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019elezione popolare pu\u00f2 turbare in Italia l\u2019andamento della vita politica, perch\u00e9 il popolo italiano non \u00e8 portato, per suo temperamento, a decisioni che richiedono una certa valutazione diretta, specifica di elementi, che possono sfuggire alla collettivit\u00e0.<\/p><p>Voi discutete tanto sulla elezione dei deputati; dite: rappresentanza proporzionale, perch\u00e9 il popolo non pu\u00f2 giudicare i singoli candidati; dite: sistema uninominale, perch\u00e9 v\u2019\u00e8 forse possibilit\u00e0 di giudizio intorno a un uomo, solo perch\u00e9 lo consentirebbe la limitata estensione del collegio elettorale; come potrebbe raggiungersi una seria valutazione e un giusto giudizio mettendo in discussione un uomo fra 45 milioni di italiani?<\/p><p>Contentiamoci della elezione di secondo grado. Restando fermi al sistema previsto dal progetto di Costituzione credo che provvederemo bene per l\u2019avvenire del nostro Paese.<\/p><p>GIANNINI. Spero ci permetterete di parlare contro questa tesi.<\/p><p>CONTI <em>Relatore.<\/em> Naturalmente e si potr\u00e0 discutere di allargare il collegio degli elettori, oltre alla Camera ed al Senato; si potr\u00e0 pensare all\u2019intervento di altri corpi legislativi ed amministrativi, come i Consigli regionali ed i Consigli comunali, ma queste sono questioni di non grande importanza.<\/p><p>Ora finisco. Non vi parler\u00f2 del Senato: se ne \u00e8 tanto parlato. Vi dico che sono convinto della necessit\u00e0 della seconda Camera. Una sola Camera pu\u00f2 trasformarsi in una oligarchia. E noi vogliamo democrazia: e democrazia \u00e8 molteplicit\u00e0 di consigli e di assemblee. La libert\u00e0, diceva Cattaneo, \u00e8 pianta di molte radici.<\/p><p>Nel complesso, onorevoli colleghi, questo testo costituzionale pu\u00f2 andare. Non ci mettiamo in testa grandi cose, cose straordinarie. Facciamo il nostro dovere con coscienza. Se correggeremo la prima parte del testo della Costituzione, se riusciremo a persuaderci che un preambolo potr\u00e0 renderla pi\u00f9 agile, pi\u00f9 arieggiata, pi\u00f9 luminosa, se riusciamo a persuaderci che con questo provvedimento il testo definitivo potr\u00e0 essere reso migliore, credo che l\u2019Assemblea provveder\u00e0 magnificamente al proprio compito.<\/p><p>Si dir\u00e0 dalla gente che i deputati sono stati negligenti, che questa Costituzione \u00e8 stata fatta a pezzi e bocconi. Sar\u00e0 doloroso udire critiche severe o non giuste, ma se il Paese si trover\u00e0 di fronte ad un testo costituzionale armonico, positivo, liberato da piccoli errori e deficienze, che nella fretta o per passione di parte sono stati inseriti, noi avremo fatto opera buona e opera utile al nostro Paese. (<em>Vivi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare il Relatore onorevole Tosato.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> Onorevoli colleghi, l\u2019onorevole Conti vi ha gi\u00e0 detto, ed anche troppo benevolmente \u2013 e gliene sono molto grato \u2013 di cosa mi occuper\u00f2. Vi parler\u00f2 in qualit\u00e0 di Relatore sui Titoli secondo e terzo della Parte seconda del progetto di Costituzione: vale a dire di quella parte della Costituzione che si riferisce al Presidente della Repubblica ed al Governo.<\/p><p>Molte osservazioni sono state fatte alle norme del progetto relative a questi gravi e difficili argomenti. Mi permetter\u00f2 di non occuparmi dei rilievi di carattere particolare, perch\u00e9 ritengo che su questi problemi sia particolarmente importante, e sia un\u2019esigenza essenziale, che noi non perdiamo di vista l\u2019unit\u00e0 del sistema e le linee principali dell\u2019edificio che intendiamo costruire.<\/p><p>Questa seconda parte della Costituzione ha una funzione, come tutti voi sapete, essenzialmente strumentale: si tratta di apprestare gli strumenti destinati ad attuare e a salvaguardare quei princip\u00ee che tanto solennemente sono stati affermati nella prima parte della Costituzione, gi\u00e0 approvata. Ora \u00e8 evidente l\u2019assoluta necessit\u00e0 che i vari momenti ed elementi che compongono lo strumento complesso destinato a questa funzione siano perfettamente aggiustati fra loro: \u00e8 necessario che si incontrino e non si scontrino. \u00c8 per questo che ritengo essenziale che siano ben presenti all\u2019Assemblea il tipo di edificio e le ragioni delle singole parti, cos\u00ec come sono costruite, per poter dare un giudizio finale e deliberare su questa parte del progetto, che \u00e8 come il cuore di tutta la Costituzione.<\/p><p>Affrontiamo subito l\u2019argomento relativo al Presidente della Repubblica. Durante la discussione generale in Assemblea si sono manifestate a questo proposito due tendenze, se non assolutamente opposte, certo notevolmente contrastanti. Da una parte si \u00e8 detto: in sostanza la figura del Presidente della Repubblica, quale emerge dal testo del progetto, \u00e8 una figura scialba, evanescente, inconsistente; voi ci date con questo progetto un Capo dello Stato privo di mordente e privo di forza, senza poteri effettivi; un Capo di Stato che sta al vertice dell\u2019edificio, ma che \u00e8 privo di poteri effettivi e che non avr\u00e0 un peso sostanziale nella direzione politica e nel Governo della Nazione. \u00c8 necessario \u2013 si \u00e8 detto \u2013 un Presidente che rappresenti veramente qualcosa nell\u2019organizzazione costituzionale dello Stato; un Presidente che, almeno nei momenti decisivi della vita della Nazione, possa far sentire la sua voce; i poteri che voi gli avete dati sono troppo scarsi; ma indipendentemente dai poteri \u2013 ed \u00e8 questo, se non erro, l\u2019argomento fondamentale \u2013 anche ammesso che i poteri siano sufficienti (e mi pare che qualcuno si sia anche dichiarato pronto a diminuirli), ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente e strettamente indispensabile \u00e8 che il Presidente della Repubblica sia posto effettivamente nella condizione di esercitarli. Ora \u2013 si soggiunge \u2013 siccome avete stabilito che il Presidente venga eletto dalle Camere riunite in Assemblea Nazionale, voi venite in tal modo a dar vita a una figura di Presidente che \u00e8 originariamente debole, che non pu\u00f2 rappresentare alcuna parte effettiva nella vita dello Stato. Perch\u00e9 il Presidente, si dice, possa effettivamente valere e far sentire la sua parola decisiva nella vita politica dello Stato, occorre abbandonare il sistema dell\u2019elezione indiretta e passare all\u2019elezione diretta da parte del popolo.<\/p><p>Cos\u00ec una delle due correnti che si sono manifestate nell\u2019Assemblea.<\/p><p>Contro di essa si \u00e8 manifestata un\u2019altra corrente, la quale, in definitiva, ci rimprovera di aver sbozzato un Presidente troppo forte. Troppi poteri avete dato al Presidente si dice. E l\u2019attenzione degli onorevoli colleghi \u00e8 stata richiamata soprattutto sui poteri di nomina dei Ministri e di scioglimento delle Camere legislative; non solo, ma anche sul potere di deferire al popolo la decisione su eventuali contrasti frale due Camere. Da parte dei rappresentanti di questa tendenza, si osserva: una repubblica parlamentare non consente assolutamente un Presidente forte; nella repubblica parlamentare il Presidente neve essere necessariamente debole. In sostanza, si afferma, accontentiamoci di un Presidente decorativo, di un personaggio che abbia un significato puramente simbolico, di un Capo dello Stato che non sia, secondo una recente frase di Herriot pi\u00f9 che \u00abLe Pr\u00e9sident de la figuration nationale\u00bb. E a questo scopo, \u00e8 evidente, occorre che il Presidente sia eletto dalla Camera, per esserne prigioniero.<\/p><p>Ora, di fronte a queste due correnti bisogna che ci parliamo con molta franchezza. Fra chi vuole un Presidente forte e chi vuole un Presidente debole, a mio avviso \u00e8 necessario anzitutto che noi ci intendiamo sul significato da dare alle parole \u00abPresidente forte\u00bb. Che cosa intendiamo per \u00abPresidente forte\u00bb? Forse un Capo dello Stato che sia anche Capo del Governo? Che possa essere fonte autonoma di decisioni politiche in determinati settori ed in determinati momenti della vita della Nazione? S\u2019intende, in altre parole, un Presidente di tipo americano? In questo caso s\u00ec, evidentemente, il Presidente deve essere eletto direttamente dal popolo, perch\u00e9 solo l\u2019elezione diretta consente un Presidente di questo tipo; ma in questo caso bisogna anche accettare tutte le conseguenze, e cio\u00e8 arrivare ad una forma di Governo presidenziale.<\/p><p>Nella Commissione dei Settantacinque, e in particolar modo nella seconda Sottocommissione, si \u00e8 discusso, ad un certo momento, di tale questione, si \u00e8 esaminata cio\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 o meno di adottare la forma di Governo presidenziale invece che quella parlamentare.<\/p><p>Ricordo per\u00f2 che in seno alla seconda Sottocommissione la quasi totalit\u00e0 dei Commissari si pronunci\u00f2 decisamente per la forma di Governo parlamentare. Soltanto, mi pare, l\u2019onorevole Calamandrei manifest\u00f2 un avviso contrario, ed il sottoscritto a questo proposito manifest\u00f2 la sua grande perplessit\u00e0.<\/p><p>Quali sono, in sostanza, le ragioni in base alle quali la Commissione non ha ritenuto di adottare la forma di Governo presidenziale? Qui si \u00e8 parlato di pericolo di cesarismo. Non credo che questa sia una ragione molto sostanziosa, perch\u00e9 i pericoli di cesarismo ci sono sia con la forma di Governo presidenziale che con quella di Governo parlamentare. La ragione fondamentale \u00e8, a mio avviso, che il Governo presidenziale per sua natura esige che nella vita dello Stato si affermino soltanto due partiti, in modo che il Presidente, che non \u00e8 soltanto Capo dello Stato ma anche Capo del Governo, completamente indipendente dalle Camere, abbia per\u00f2 la certezza di essere d\u2019accordo col partito dominante nelle Camere. Ci\u00f2 \u00e8 necessario per l\u2019attuazione, in sede legislativa, della politica del Presidente.<\/p><p>Esistono in Italia le condizioni per creare una forma di Governo presidenziale? Se teniamo presente il fatto della notevole molteplicit\u00e0 dei partiti, vediamo che creeremmo a priori una figura di Presidente che sarebbe rappresentativa non di una grande corrente politica ma semplicemente di un compromesso fra alcuni partiti, un Presidente poi che sistematicamente non potrebbe mai poggiare su una maggioranza sicura presso le Camere legislative in modo da poter realizzare una certa uniformit\u00e0 di indirizzo fra il potere legislativo ed il potere esecutivo, ed in modo soprattutto che la politica del Capo dello Stato possa trovare applicazione in seno alle Assemblee legislative. Questa, se non erro, \u00e8 la ragione fondamentale per cui in Italia non sembra attuabile la forma di Governo presidenziale.<\/p><p>Qualcuno mi dir\u00e0: ma, in fondo, anche per la forma di Governo parlamentare la condizione ideale \u00e8 l\u2019esistenza di pochi partiti. Esatto. Per\u00f2 nel Governo presidenziale la molteplicit\u00e0 dei partiti, e quindi possibilit\u00e0 di contrasto fra il Capo dello Stato e le diverse maggioranze esistenti nelle Camere, diventa ancora pi\u00f9 grave, perch\u00e9 una delle caratteristiche di questo Governo presidenziale \u00e8 che il Capo dello Stato duri in carica per un tempo determinato. Ora, questo fatto pu\u00f2 determinare conflitti molto gravi, conflitti che non sorgono, normalmente, negli Stati Uniti di America, ma che possono sorgere, data soprattutto la diversa mentalit\u00e0, in Italia.<\/p><p>Queste sono le ragioni, a mio avviso, fondamentali che hanno indotto la Commissione a scartare la forma presidenziale e ad adottare invece la forma di Governo parlamentare.<\/p><p>Ed allora, dato che questa forma di Governo parlamentare risponde al voto quasi unanime della Commissione dei settantacinque, dato che, se non erro, non si \u00e8 manifestata in Assemblea, nella discussione generale, nessuna voce precisa che abbia perorato una forma di Governo diversa da quella parlamentare, mi domando: che cosa si pu\u00f2 intendere, in un Governo parlamentare, per \u00abPresidente forte\u00bb? Non si pu\u00f2 intendere evidentemente che questo: un Presidente che, pur non avendo un peso autonomo nella vita dello Stato, rappresenti per\u00f2 (come direbbe l\u2019onorevole Ruini) uno dei piloni fondamentali della struttura costituzionale dello Stato, vale a dire un elemento il quale concorra con le Camere alla formazione delle leggi e alle decisioni politiche pi\u00f9 gravi. Si avrebbe cos\u00ec, da un lato il Capo dello Stato, dall\u2019altro le Assemblee legislative, e in mezzo il Governo con funzione essenziale di tramite fra il Capo dello Stato e le Camere.<\/p><p>Ora, questa \u00e8 una concezione del Governo parlamentare. Indubbiamente una concezione del Governo parlamentare che corrisponde alle prime attuazioni storiche del Governo parlamentare negli Stati monarchici, e che \u00e8 stata accolta anche nel 1919 in Germania, nella Costituzione di Weimar. Ed \u00e8 evidente che se si vuol dare, nel Governo parlamentare, al Presidente una funzione sostanziale, ne consegue che il Capo dello Stato non pu\u00f2 avere un\u2019origine puramente parlamentare. Da questa difficolt\u00e0 non si esce.<\/p><p>Di fronte a questa concezione, legata a determinate situazioni storiche e politiche, si afferma l\u2019altra che si \u00e8 manifestata in questa Assemblea, concezione che considera il Governo parlamentare come un Governo nel quale si afferma e si deve attuare esclusivamente la volont\u00e0 delle Camere e in cui il Capo dello Stato non ha che una funzione del tutto secondaria. Il che esclude l\u2019elezione diretta.<\/p><p>Ora, di fronte a queste due concezioni, a quale concezione si \u00e8 ispirato il testo del progetto?<\/p><p>Non si \u00e8 ispirato alla prima concezione e non si \u00e8 ispirato nemmeno alla seconda. Non si \u00e8 ispirato alla prima concezione, perch\u00e9 si ritiene che in una forma di Governo repubblicano, con un Capo dello Stato rappresentativo, l\u2019attribuzione di un potere effettivo al Capo dello Stato, eletto a questo scopo dal popolo, darebbe luogo a continui conflitti fra il Presidente e le Camere e metterebbe praticamente il Governo nella impossibilit\u00e0 di governare.<\/p><p>D\u2019altra parte, noi non abbiamo nemmeno seguito l\u2019altra concezione, la concezione prettamente parlamentare, che in verit\u00e0 pi\u00f9 che definirsi un Governo parlamentare dovrebbe definirsi come Governo di Assemblea, quella concezione in base alla quale i Ministri rappresentano \u2013 tutto sommato \u2013 il comitato esecutivo dell\u2019Assemblea legislativa e in cui il Capo dello Stato ha una funzione puramente dichiarativa e rappresentativa, senza alcuna possibilit\u00e0 di intervenire menomamente nelle cose dello Stato.<\/p><p>Noi abbiamo seguito un\u2019altra concezione del Governo parlamentare, che, in Italia, sembra l\u2019unica possibile. Io non ritengo che, specialmente in Italia, sia possibile istituire n\u00e9 la prima n\u00e9 la seconda forma di Governo parlamentare. Nella forma di Governo parlamentare, il Capo dello Stato ha, indubbiamente, una sua funzione: questa funzione non \u00e8 soltanto rappresentativa, n\u00e9 importa la possibilit\u00e0 di partecipare effettivamente ad atti di Governo dello Stato, facendo sentire direttamente, ma decisamente, la sua voce. Ha, tuttavia, una funzione essenziale, quella di essere il grande regolatore del gioco costituzionale, di avere questa funzione neutra, di assicurare che tutti gli organi costituzionali dello Stato e, in particolare, il Governo e le Camere, funzionino secondo il piano costituzionale.<\/p><p>Non \u00e8 una funzione irrilevante, ma essenziale, che corrisponde a tutta la struttura vera e propria del Governo parlamentare.<\/p><p>In fondo, il Governo parlamentare si costruisce in questo modo: alla base sta il popolo, dal popolo derivano direttamente i corpi rappresentativi e, mediatamente, deriva il Governo. L\u2019una e l\u2019altra Camera e il Governo rappresentano ugualmente il popolo. Possono sorgere conflitti fra il Governo e le Camere, fra le Camere e il popolo, fra il Governo e il popolo: chi mantiene il regolare funzionamento di questo sistema in uniformit\u00e0 alla volont\u00e0 popolare? Ecco la funzione essenziale del Capo dello Stato.<\/p><p>Ora, nel nostro progetto abbiamo cercato di dare alla figura del Capo dello Stato un ordinamento che sia corrispondente a questa sua funzione e, per questo, non si \u00e8 ritenuto opportuno che il Capo dello Stato sia eletto direttamente dal popolo.<\/p><p>Non si pu\u00f2 prescindere, a mio avviso, da questa considerazione: in regime repubblicano, con un Presidente elettivo, eletto cio\u00e8 direttamente dal popolo col voto di milioni e milioni di cittadini, questo Presidente non si limiter\u00e0 ad essere un organo che tuteli l\u2019ordinato e corretto funzionamento degli organi costituzionali secondo la Costituzione, ma vorr\u00e0 intervenire effettivamente e decisamente \u2013 la natura stessa delle cose lo porta \u2013 nella vita dello Stato, far sentire la sua voce, far valere e imporre la sua volont\u00e0. Per questo non \u00e8 stata accolta la tesi di far eleggere il Presidente direttamente dal popolo.<\/p><p>D\u2019altra parte, anche la soluzione accolta nel progetto, debbo confessarlo, presenta pure degli inconvenienti. Presenta degli inconvenienti nel senso che vi spiegher\u00f2. Secondo il progetto, il Presidente della Repubblica sar\u00e0 eletto da un collegio speciale, costituito dalle due Camere riunite in Assemblea Nazionale, con la partecipazione di due rappresentanti per ogni Regione.<\/p><p>Noi siamo partiti \u2013 compilando tale norma \u2013 da questo punto di vista, che un Presidente eletto direttamente dal popolo \u00e8 pericoloso per le ragioni che ho dette, ma che, d\u2019altra parte, un Presidente eletto esclusivamente dalle Camere sar\u00e0 inesorabilmente dipendente dalle Camere stesse e quindi incapace di rendere i servigi che deve rendere, di adempiere cio\u00e8 a quella sua essenziale funzione di supremo equilibratore.<\/p><p>Abbiamo cos\u00ec formato un collegio speciale, costituendo un corpo elettorale allargato, rispetto alle due Camere. La prima nostra idea sarebbe stata anzi di allargare ulteriormente questo collegio, includendovi delle categorie qualificate; ma la Commissione non ha creduto di accettare questo criterio di ulteriore allargamento.<\/p><p>D\u2019altra parte, sempre per rafforzare i poteri e il prestigio del Presidente, noi abbiamo stabilito che la sua durata in carica sia di sette anni, sia cio\u00e8 superiore a quella delle Assemblee.<\/p><p>Ma, soprattutto, noi abbiamo preso una altra disposizione: e cio\u00e8 che il Presidente \u00e8 eletto bens\u00ec dall\u2019Assemblea Nazionale, ma si esige, in seno ad essa, la maggioranza dei due terzi. Ci \u00e8 sembrato che questo requisito della maggioranza di due terzi possa dare veramente la garanzia che venga eletto un Presidente il quale risponda ai requisiti essenziali, il quale abbia cio\u00e8 la capacit\u00e0 di esercitare quella funzione neutra, imparziale, che occorre abbia il Presidente della Repubblica.<\/p><p>Siamo riusciti in questo intento? Evidentemente no. No, perch\u00e9 non basta stabilire che il Presidente sia eletto a maggioranza qualificata di due terzi. Infatti, se al primo scrutinio non si ottengono i due terzi, si procede a un secondo scrutinio; se poi anche a questo scrutinio non si ottenesse la maggioranza di due terzi, si proceder\u00e0 a un terzo scrutinio: e, se anche a questo terzo scrutinio la maggioranza di due terzi non si dovesse ottenere, \u00e8 prescritto allora che ci si dovr\u00e0 rimettere al volere della maggioranza assoluta.<\/p><p>Ora, a mio avviso questo rappresenta effettivamente un grave inconveniente, rappresenta una grave lacuna del progetto. Noi ci siamo preoccupati di non avere un Presidente che rappresenti esclusivamente la maggioranza, perch\u00e9, in questo caso, noi avremmo evidentemente un Presidente il quale non potrebbe svolgere la sua funzione in quanto sarebbe completamente collegato alla maggioranza che lo ha eletto e da essa dipendente.<\/p><p>Ebbene, onorevoli colleghi, che cosa si pu\u00f2 escogitare per risolvere questo problema? Mi permetto di presentarvi non dico un suggerimento, ma un\u2019idea che mi \u00e8 venuta: io penso che, nell\u2019ipotesi in cui il candidato alla Presidenza della Repubblica, dopo il terzo scrutinio non abbia raccolto i 2\/3 previsti dal primo comma dell\u2019articolo 79 del progetto, in questo caso \u2013 e in questo caso soltanto \u2013 si debba ricorrere all\u2019elezione diretta. Perch\u00e9 in questa ipotesi? Perch\u00e9 io ritengo che in questo caso, la ipotesi e la possibilit\u00e0 di un\u2019elezione diretta del Presidente da parte del popolo, nel caso che non si ottengano i due terzi, indurr\u00e0 anzitutto le Camere ad ottenere pi\u00f9 facilmente la maggioranza richiesta dei due terzi. Ritengo poi che si introduca in tal modo un elemento di \u00ab<em>souplesse<\/em>\u00bb nella Costituzione, che \u00e8 sempre bene abbia una certa fluidit\u00e0, una certa possibilit\u00e0 di adattamento a situazioni nuove che possono formarsi.<\/p><p>D\u2019altra parte, qui si tratta di fare una scelta: \u00e8 necessario un Capo dello Stato che svolga determinate funzioni e non sia un Capo dello Stato puramente simbolico, un Capo dello Stato, e non un capo del Parlamento. Orbene, si domanda: nel caso che il Presidente non raccolga il largo suffragio dei due terzi dell\u2019Assemblea Nazionale, e quindi, almeno in parte, non ottenga anche il voto della minoranza, in tal caso \u00e8 preferibile un Presidente di maggioranza dell\u2019Assemblea nazionale o un Presidente di maggioranza del popolo?<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Del popolo.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> Questo \u00e8 il problema che voi dovete decidere.<\/p><p>E passiamo all\u2019ordinamento del Governo. Il progetto, secondo il voto quasi unanime della Commissione dei Settantacinque, accoglie e regola la forma di Governo parlamentare. Tuttavia, debbo pur ricordare che, se la Commissione dei Settantacinque ha adottato unanimemente, si pu\u00f2 dire, la forma di Governo parlamentane, non l\u2019ha adottata proprio con entusiasmo; anzi, si \u00e8 resa ben conto dei gravi, dei gravissimi inconvenienti che la forma di Governo parlamentare presenta in Italia. Se ha scelto la forma di Governo parlamentare, l\u2019ha scelta quindi come il male minore. Difatti la Commissione, quando ha deciso di informare il Governo dello Stato al tipo parlamentare, ha approvato un ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi, secondo il quale si adottava bens\u00ec la forma di Governo parlamentare, purch\u00e9 tuttavia si trovassero degli accorgimenti tali da poter ovviare almeno ai pi\u00f9 gravi inconvenienti che tale forma di Governo presenta in Italia.<\/p><p>Ora, quali sono gli strumenti, gli accorgimenti, i dispositivi proposti, per ovviare appunto ai pi\u00f9 gravi inconvenienti della forma di Governo parlamentare? Anzitutto, si \u00e8 cercato di dare una struttura precisa al Governo.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo, ieri, ha manifestato delle grandi perplessit\u00e0 e dei gravi dubbi per quanto riguarda i rapporti fra il Primo Ministro, Presidente del Consiglio e i Ministri; e si \u00e8 domandato: \u00abMa, in fondo, da questo progetto non si capisce bene se abbiamo una forma di Governo del Primo Ministro, sia pure con la collaborazione dei Ministri, oppure una forma di Governo di Gabinetto, in cui chi governa non \u00e8 propriamente il Primo Ministro, ma il collegio dei Ministri\u00bb. Ora, se noi leggiamo attentamente il progetto, vediamo che da esso risulta consacrata, senza possibilit\u00e0 di dubbi, la forma di Governo parlamentare secondo il tipo di Gabinetto, cio\u00e8 di Governo collegiale. Tuttavia il progetto non ha adottato una forma di Governo di Gabinetto puro e semplice, perch\u00e9, pur stabilendo che il Governo \u00e8 costituito da pi\u00f9 Ministri, i quali deliberano in collegio, ha tuttavia cercato di assicurare al Capo di questo collegio, Primo Ministro, Presidente del Consiglio, una posizione che sia corrispondente alla sua funzione, con i mezzi e i poteri necessari al fine di assicurare l\u2019esecuzione della volont\u00e0 del Gabinetto e di mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico dai vari ministeri.<\/p><p>Quindi, non mi pare che vi possano essere dei dubbi relativamente a questa parte del progetto, sull\u2019ordinamento e la struttura interna del Gabinetto. Infatti, l\u2019articolo 74 dice precisamente: \u00abIl Governo \u00e8 costituito dal Primo Ministro Presidente del Consiglio e dai Ministri\u00bb.<\/p><p>Dunque, il Governo \u00e8 costituito ugualmente dal primo Ministro e dai Ministri.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> E l\u2019articolo 89 reca: \u00abIl Primo Ministro dirige la politica generale del Governo e ne \u00e8 responsabile\u00bb.<\/p><p>S\u2019intende, per\u00f2, dirige la politica generale del Governo e ne \u00e8 responsabile in quanto i princip\u00ee e le linee fondamentali di questa politica siano gi\u00e0 deliberati anzitutto dal Consiglio dei Ministri.<\/p><p>E infatti si dice: \u00abI Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e personalmente degli atti dei loro Dicasteri\u00bb.<\/p><p>Ora, i Ministri non sarebbero responsabili collegialmente se la politica generale del Governo non fosse deliberata dal Consiglio dei Ministri.<\/p><p>Quale potere speciale si attribuisce al Capo del Governo? Quello di poter fare eseguire la politica deliberata dal Governo e mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo della politica deliberata dal Consiglio dei Ministri stesso.<\/p><p>Il progetto, in secondo luogo, ha cercato di regolare i voti di fiducia. A questo proposito si \u00e8 stabilito che le mozioni di sfiducia non possono essere discusse se non dopo un certo termine dalla loro presentazione; e si \u00e8 anche stabilito che il voto di sfiducia deve raggiungere una certa maggioranza.<\/p><p>Ma queste sono disposizioni di carattere particolare, che non toccano ancora la linea essenziale del progetto.<\/p><p>L\u2019elemento nuovo del progetto \u00e8 quello riguardante l\u2019intervento dell\u2019Assemblea Nazionale. Su questo punto bisogner\u00e0 spiegarsi.<\/p><p>Questa Assemblea Nazionale \u00e8 stata considerata \u2013 mi pare \u2013 dalla quasi totalit\u00e0 degli oratori che si sono susseguiti nella discussione generale, con un certo sospetto, con una certa diffidenza.<\/p><p>Qualcuno ha detto che \u00e8 una mostruosit\u00e0; qualche altro ha detto che \u00e8 un elemento tale da trasformare radicalmente il volto della Costituzione che noi stiamo deliberando, perch\u00e9 porter\u00e0 inevitabilmente ad un Governo totalitario e dittatoriale. L\u2019onorevole Orlando, precisamente, mi pare abbia sostenuto questa tesi.<\/p><p>Qualche altro ha detto che l\u2019Assemblea Nazionale comunque, anche se limitata come vedremo, porter\u00e0 conseguenze che potranno essere gravissime.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti, nel suo discorso \u2013 come sempre molto interessante \u2013 ha notato che questo progetto di Costituzione presenta, fra gli altri difetti, quello di essere sovrabbondante, esuberante, di avere istituiti troppi organi. Ma come \u2013 ha osservato \u2013 voi avete istituito una Camera dei Deputati, avete istituito un Senato, volete istituire anche una terza Camera, l\u2019Assemblea Nazionale, oltre a tutti gli altri corpi \u2013 i cosiddetti \u00abcamerini\u00bb \u2013 che volete istituire accanto ai corpi principali!<\/p><p>Ora, \u00e8 esatto, l\u2019Assemblea Nazionale appare, secondo il progetto, come una terza Camera. \u00c8 un organo distinto, senza dubbio, che non si confonde n\u00e9 con la Camera dei Deputati n\u00e9 col Senato.<\/p><p>Questo, per\u00f2, dal punto di vista formale; perch\u00e9, dal punto di vista sostanziale, questa Assemblea Nazionale \u00e8 formata dai membri della Camera dei Deputati e dai membri del Senato. Sono i membri della Camera dei Deputati e del Senato che si riuniscono in questa Assemblea.<\/p><p>\u00c8 vero, \u00e8 una terza Assemblea, perch\u00e9 nell\u2019Assemblea Nazionale non \u00e8 la volont\u00e0 della Camera dei Deputati pi\u00f9 la volont\u00e0 della Camera del Senato che si incrociano; \u00e8 la volont\u00e0 di un organo nuovo che non si confonde n\u00e9 con la Camera dei Deputati n\u00e9 col Senato.<\/p><p>NITTI. Che non \u00e8 niente!<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> Badate bene che, secondo il progetto, l\u2019Assemblea Nazionale non rappresenta nemmeno una fusione delle due Camere, bench\u00e9 essa riunisca i membri delle due Camere. Quindi, la riunione dei due rami del Parlamento nell\u2019Assemblea Nazionale non porterebbe mai all\u2019impossibilit\u00e0, da parte del Presidente della Repubblica, di uno scioglimento delle Camere, perch\u00e9 le Camere sono riunite in Assemblea Nazionale.<\/p><p>Questo avverrebbe se si trattasse di fusione. La questione non \u00e8 irrilevante. In Francia si \u00e8 discusso se il Presidente potesse sciogliere le Camere quando sono riunite in Assemblea Nazionale e la dottrina francese ritiene che pur essendo questa una terza Assemblea il Presidente conserva il potere di scioglierla. Ci\u00f2 appunto perch\u00e9 l\u2019Assemblea Nazionale non sorge dalla fusione delle due Camere.<\/p><p>Ma quello che voglio sottolineare \u00e8 che questa terza Assemblea, in definitiva, non deve spaventare sotto l\u2019aspetto della sovrabbondanza perch\u00e9, se formalmente \u00e8 una Assemblea a s\u00e9 stante, sostanzialmente essa non risulta che dalla riunione dei deputati e dei senatori.<\/p><p>Osservazione molto grave \u00e8 stata quella fatta dall\u2019onorevole Orlando ed alla quale, in parte, si \u00e8 associato l\u2019onorevole Fuschini. A questa Assemblea Nazionale \u2013 si dice \u2013 voi attribuite troppi poteri. Se voi considerate i singoli poteri attribuiti all\u2019Assemblea Nazionale, voi vi accorgerete che, in definitiva, l\u2019Assemblea Nazionale rappresenta la chiave di volta di tutto il sistema costituzionale.<\/p><p>Ora, francamente, io non posso concordare in questa osservazione. Consideriamo pure tutti questi poteri dell\u2019Assemblea Nazionale. L\u2019Assemblea Nazionale elegge il Presidente della Repubblica con il concorso dei rappresentanti delle Regioni, fa alcuni atti di nomina dei membri della Corte costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura, delibera la guerra e la mobilitazione generale, delibera l\u2019amnistia e l\u2019indulto, accorda o nega in determinate condizioni la fiducia al Governo. Ora, prescindiamo un momento dalla questione della fiducia al Governo e consideriamo le prime attribuzioni delle quali, del resto, si pu\u00f2 discutere. Anche se qualcuna di esse venisse sottratta all\u2019Assemblea Nazionale, essa conserverebbe la sua struttura e la sua fisionomia. Ritenete che con queste sue attribuzioni si ponga come organo sovrano? Lo nego nel modo pi\u00f9 reciso perch\u00e9 queste attribuzioni dell\u2019Assemblea Nazionale sono attribuzioni tassativamente indicate. Non si dica: ma l\u2019Assemblea Nazionale potr\u00e0 abusare sempre di queste attribuzioni. Perch\u00e9 allora non pu\u00f2 abusare delle sue attribuzioni la Camera dei Deputati o non pu\u00f2 abusare il Senato, o non pu\u00f2 abusare il Governo o il Capo dello Stato? Queste mi sembrano veramente obiezioni inconsistenti.<\/p><p>Ma, soprattutto, non \u00e8 una Assemblea sovrana per la considerazione che questa Assemblea non esercita mai, per nessuna ragione, il potere legislativo e su questo punto, richiamo in modo particolare la vostra attenzione. Sia in materia legislativa ordinaria sia per la materia costituzionale, in caso di revisione costituzionale, mai interviene l\u2019Assemblea Nazionale: \u00e8 previsto sempre e soltanto l\u2019intervento delle Assemblee legislative agenti separatamente e indipendentemente l\u2019una dall\u2019altra.<\/p><p>Ora, se questa Assemblea Nazionale non ha mai nessun potere legislativo, n\u00e9 ordinario n\u00e9 costituente, come si pu\u00f2 ritenere che essa rappresenti veramente la chiave di volta di tutto il sistema costituzionale, l\u2019organo sovrano che potr\u00e0 sconvolgerlo completamente?<\/p><p>Non mi pare assolutamente possibile.<\/p><p>Ed allora passo ad esaminare direttamente quello che \u00e8 veramente il punto centrale della questione. L\u2019Assemblea Nazionale preoccupa soprattutto perch\u00e9, secondo il progetto, ad essa \u00e8 conferito il potere di accordare o di negare la fiducia al Governo.<\/p><p>Indubbiamente, l\u2019Assemblea Nazionale, con questa attribuzione rappresenta una profonda innovazione rispetto alla tradizione.<\/p><p>Devo osservare anzitutto, a questo proposito, che il testo del progetto, per verit\u00e0, si scosta notevolmente da quella che era stata la proposta originaria. La proposta originaria era questa: svincolare completamente il Governo, per le questioni di fiducia, dalle singole Camere separatamente agenti; deferire qualsiasi questione di controllo politico sul Governo e, in particolare, la questione di sfiducia o fiducia al Governo all\u2019Assemblea Nazionale. Questa \u00e8 stata l\u2019idea originaria. La Commissione dei Settantacinque, pur accogliendo in parte questa idea, non ha ritenuto conveniente adottarla in pieno, ed \u00e8 perci\u00f2 che \u2013 pur avendo accolto il principio che il Governo, una volta nominato dal Presidente della Repubblica, debba presentarsi non alle singole Camere separate ma all\u2019Assemblea nazionale \u2013 ha accolto d\u2019altra parte il principio che le singole Camere possano esprimere, sia pure a determinate condizioni, la sfiducia al Governo, salva la possibilit\u00e0 al Governo di ricorrere quasi in appello all\u2019Assemblea Nazionale. Se posso esprimere un parere personale, dico che con questa modificazione, il sistema proposto viene a perdere in gran parte i vantaggi che esso poteva e pu\u00f2 offrire. Soprattutto per una ragione d\u2019ordine pratico; perch\u00e9 un Governo, che in un certo momento sia stato messo in minoranza da una delle Camere, non ricorrer\u00e0 mai all\u2019Assemblea nazionale. Quindi, se fosse accolta l\u2019idea dell\u2019Assemblea nazionale e se, d\u2019altra parte, si volesse conservare e restare fermi al punto che le Camere possano esprimere la sfiducia al Governo al quale pertanto la fiducia \u00e8 stata accordata, secondo me non bisogna lasciare al Governo la facolt\u00e0 di ricorrere all\u2019Assemblea nazionale; ma se mai concedere questo potere al Presidente della Repubblica quasi a provocare, a costringere il Governo stesso a presentarsi all\u2019Assemblea nazionale, specie quando la situazione politica non \u00e8 sufficientemente chiarita, e ci\u00f2 anche nell\u2019interesse del Capo dello Stato perch\u00e9 questi possa avere maggiori elementi a disposizione per la scelta eventuale del nuovo Capo del Governo.<\/p><p>Comunque, a parte questa questione di ordine particolare, la questione si pone nei termini seguenti: \u00e8 conveniente o non \u00e8 conveniente questa innovazione del progetto? \u00c8 conveniente abbandonare il principio tradizionale secondo il quale il Governo \u00e8 responsabile di fronte alle Camere separatamente, o \u00e8 pi\u00f9 opportuno passare al sistema nuovo di svincolare, per quanto riguarda la questione di fiducia, il Governo dalle Camere, per renderlo responsabile soltanto di fronte alle due Camere riunite in Assemblea Nazionale? Questo \u00e8 il problema.<\/p><p>Ora, a mio avviso, prima che l\u2019Assemblea possa pronunciarsi su questo punto, sulla convenienza o meno di adottare questa soluzione innovativa, bisogna tener presente quelli che sono i presupposti di questa soluzione e le premesse che lo condizionano. E la premessa fondamentale \u00e8 questa, che la nuova Costituzione, per quanto riguarda il Parlamento, si ispiri al principio bicamerale. Noi siamo partiti da questa premessa, quella di un Parlamento bicamerale e quindi formato da due Camere differenziate tra loro ed in posizione di parit\u00e0 e di uguaglianza. In regime repubblicano democratico non \u00e8 possibile, secondo me, ammettere un bicameralismo con una seconda Camera che sia perfettamente uguale alla prima, perch\u00e9 la seconda Camera evidentemente non avrebbe ragion d\u2019essere. Nel sistema bicamerale in regime repubblicano occorre, evidentemente, che la seconda Camera abbia qualche elemento di differenziazione rispetto alla prima. Questo elemento di differenziazione sar\u00e0 dato dalla rappresentanza d\u2019interessi o dalla rappresentanza delle Regioni o dalla rappresentanza dei Comuni o dalla rappresentanza del popolo preso in una particolare et\u00e0 e quindi in una particolare maturit\u00e0; quello che volete. Comunque un elemento di differenziazione ci deve essere.<\/p><p>E qui devo ricollegarmi ad una osservazione, sotto certi aspetti acuta, ma che non mi sembra fondata, dell\u2019onorevole Condorelli.<\/p><p>Egli fece questa osservazione: \u00abvoi mettete insieme ci\u00f2 che non \u00e8 possibile mettere insieme: per poter riunire le due Camere, almeno agli effetti di questa funzione, in Assemblea Nazionale, occorre che esse abbiano omogeneit\u00e0 tra di loro; se partite (come si deve partire secondo noi) dalla esistenza di due Camere differenziate fra di loro, non potete riunirle in unica Assemblea Nazionale, perch\u00e9 non si pu\u00f2 riunire l\u2019eterogeneo\u00bb.<\/p><p>Io sono stato guidato da ragionamento opposto. Cio\u00e8: se dovessimo arrivare alla deliberazione di accogliere il Parlamento bicamerale, ma, sia pure per disperazione, si arrivasse ad accogliere un Senato perfettamente identico alla Camera, non vedrei mai la possibilit\u00e0 di riunirli, perch\u00e9 l\u2019unica giustificazione di questa seconda Camera eguale alla prima non potrebbe essere che questa: che l\u2019una e l\u2019altra sono destinate ad agire separatamente. Se voi invece partite, come noi siamo partiti, dalla premessa di un Parlamento bicamerale, ma, tuttavia, riuscite a creare due Camere differenziate, allora si ha non solo l\u2019opportunit\u00e0 ma, direi quasi, la necessit\u00e0 di riunirle, nei momenti difficili dello Stato, appunto perch\u00e9 queste due Camere, costruite in modo differenziato, sono precisamente destinate in certi momenti a confluire in Assemblea di rappresentanza unitaria di tutto il popolo.<\/p><p>E noi siamo partiti anche, evidentemente, dalla esigenza della parit\u00e0 delle due Camere.<\/p><p>Io capisco che non si possa ammettere la parit\u00e0 delle due Camere, quando una seconda Camera non ha base democratica, n\u00e9 diretta, n\u00e9 indiretta; d\u2019accordo. Ma se istituiamo due Camere a base democratica e non le mettiamo in situazione di parit\u00e0, quale costruzione facciamo?<\/p><p>A questo proposito ricordo di aver letto nei discorsi di Stalin una osservazione veramente acuta. Si discusse anche nella Commissione per la Costituzione sovietica del 1936 circa l\u2019opportunit\u00e0 o meno di adottare il sistema bicamerale e di porre o meno le due Camere (Soviet dell\u2019Unione e Soviet delle nazionalit\u00e0) in situazione di parit\u00e0 fra di loro. Una corrente sostenne che le due Camere non potevano essere poste in condizioni di parit\u00e0, ma che doveva essercene una destinata ad avere la prevalenza. Stalin si oppose a questa tendenza, precisamente perch\u00e9 diceva: se voi ponete queste due Camere in posizione di differente forza, non di parit\u00e0, non diminuite i conflitti, ma li aumentate; ci\u00f2 che elimina il conflitto fra le due Camere \u00e8 la posizione di parit\u00e0 e l\u2019uguale base democratica; se date ad una di esse posizione diversa da quella dell\u2019altra, indubbiamente, solo per questo fatto, avrete conflitti continui.<\/p><p>Mi pare che questa sia osservazione molto esatta che cada precisamente nel caso nostro.<\/p><p>Comunque, le premesse da cui siamo partiti nel pensare all\u2019Assemblea nazionale, sono precisamente queste: un Parlamento bicamerale con due Camere differenziate ed in posizione di eguaglianza. Il ragionamento che abbiamo fatto \u00e8 molto semplice: noi istituiamo un Governo parlamentare, siamo tutti consci dei gravissimi inconvenienti dei Governo parlamentare in Italia, derivanti dalla pluralit\u00e0 dei partiti, dalla necessit\u00e0 dei Governi di coalizione, dalla mancanza di omogeneit\u00e0 e quindi dalla intrinseca, permanente instabilit\u00e0 dei Governi. Ed allora possiamo permetterci il lusso di rendere il Governo responsabile di fronte all\u2019una e all\u2019altra Camera? Cio\u00e8, di avere la possibilit\u00e0 di crisi continue di Governo per eventuale disaccordo tra l\u2019una e l\u2019altra Camera?<\/p><p>Mi pare che la soluzione proposta dal progetto, di rendere responsabile il Governo esclusivamente di fronte all\u2019Assemblea Nazionale (si intende, miracolismi non se ne possono attendere) abbia almeno il vantaggio di escludere delle fonti di crisi, che non hanno ragion d\u2019essere, perch\u00e9, in definitiva, questa Assemblea nazionale rappresenta il corpo unitario ed integrale di tutta la Nazione, nei suoi organi rappresentativi. Questa \u00e8 stata la ragione fondamentale, ripeto, che ci ha portato all\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Non ci siamo illusi minimamente di risolvere in radice il problema della instabilit\u00e0 dei Governi, perch\u00e9 il male \u00e8 molto pi\u00f9 profondo e non si pu\u00f2 correggere con dispositivi costituzionali. Non si pu\u00f2 correggere forse nemmeno modificando il sistema elettorale. Abbiamo cercato di togliere una fonte inutile di crisi e crediamo che almeno da questo punto di vista tutti debbano convenire che questo vantaggio c\u2019\u00e8. Senonch\u00e9, ci \u00e8 stato osservato: voi, con questo sistema di rendere responsabile il Governo esclusivamente di fronte all\u2019Assemblea Nazionale, negate quello che volete affermare e uccidete il bicameralismo, proprio quando volete imperniare la Costituzione dello Stato su due Camere indipendenti tra di loro. Ora, veramente a me sembra che questa obiezione non sia molto consistente, perch\u00e9 non riesco a concepire, come esigenza del principio bicamerale, quello che avveniva ed avviene in certi Stati nei quali il Governo \u00e8 responsabile di fronte alle due Camere indipendentemente e separatamente. Perch\u00e9 il sistema bicamerale \u2013 \u00e8 un\u2019osservazione contrastata dall\u2019onorevole Fabbri \u2013 non importa affatto un sistema a tipo collegiale, come il consolato romano. Nel sistema bicamerale le due Camere sono bens\u00ec indipendenti e debbono agire quindi separatamente, ma sempre in vista di effetti unici finali. Ora, guardate come funziona il principio bicamerale per quanto riguarda la fiducia al Governo. Si pu\u00f2 verificare questa ipotesi: un Governo, approvato da una Camera, e, successivamente, dall\u2019altra Camera, ad un certo momento cade esclusivamente per volont\u00e0 di una delle due Camere. Domando: \u00e8 bicameralismo questo? Secondo il sistema bicamerale, per determinare questo effetto, per modificare la situazione preesistente, dovrebbe essere necessario ancora l\u2019accordo fra la prima e la seconda Camera. A me sembra sia cos\u00ec.<\/p><p>Vi \u00e8 un altro argomento per sostenere che non si lede il sistema bicamerale. Tutti certamente ricordiamo che secondo il vecchio Statuto del regno in certi casi si doveva, dalle Camere, procedere alla nomina del reggente. La dottrina si domandava: in questo caso, la nomina del reggente da parte delle Camere deve avvenire da parte delle due Camere separatamente ed indipendentemente agenti, o da parte delle due Camere riunite? I fautori del sistema bicamerale ritenevano che le due Camere dovessero agire separatamente, ma l\u2019onorevole Orlando manifest\u00f2 autorevolmente e \u2013 a mio avviso \u2013 fondatamente, la tesi contraria in base alla considerazione che l\u2019atto di nomina \u00e8 un atto che, di sua natura, non pu\u00f2 e non deve essere compiuto che da un unico organo collegiale.<\/p><p>Ora io domando: l\u2019approvazione, la fiducia al Governo, cosa \u00e8? Il Governo \u00e8 formalmente nominato dal Capo dello Stato, ma soltanto formalmente, perch\u00e9 chi investe realmente il Governo della sua funzione \u00e8 l\u2019atto di fiducia che \u00e8 la vera nomina da parte delle Camere. Se si tratta in definitiva di un atto di nomina da parte delle Camere \u00e8 pi\u00f9 conveniente avere due Camere o un\u2019unica Assemblea Nazionale? Anche questo mi sembra sia un argomento il quale dimostra che effettivamente non siamo di fronte ad una esigenza&#8230;<\/p><p>FABBRI. Il Governo deve camminare con due gambe. Se resta con una gamba sola, cade.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> Io dico che questa innovazione non lede, per lo meno, il principio bicamerale.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore.<\/em> Questa \u00e8 zoologia; non costituzionalismo!<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore.<\/em> Comunque a me pare che la soluzione proposta presenti un indubbio vantaggio, perch\u00e9 si evitano inutili motivi di crisi e con questo sistema non si urta \u2013 a mio modesto avviso \u2013 contro il principio del bicameralismo.<\/p><p>La soluzione che abbiamo proposta ha poi altri utili aspetti non trascurabili.<\/p><p>Innanzitutto, a me pare che non si possa prescindere dalla considerazione che indubbiamente l\u2019Assemblea Nazionale avr\u00e0 una maggiore solennit\u00e0 delle singole Camere e che quindi quando si tratter\u00e0 di questioni di Governo, di fiducia o di sfiducia, gli stessi membri dell\u2019Assemblea Nazionale saranno ricondotti ad un pi\u00f9 alto senso di responsabilit\u00e0. Non solo. L\u2019Assemblea Nazionale, a mio avviso, permetter\u00e0 un chiarimento pi\u00f9 immediato e pi\u00f9 diretto della situazione politica, e quindi permetter\u00e0 anche al Capo dello Stato di prendere direttamente e pi\u00f9 fondatamente decisioni politiche in ordine alla formazione del Governo.<\/p><p>Ma, a mio avviso, vi \u00e8 poi un\u2019altra ragione, alla quale io personalmente darei molta importanza, ed \u00e8 che attraverso questo sistema dell\u2019Assemblea Nazionale, come organo della fiducia al Governo, noi risolviamo il problema della divisione dei poteri nel Governo parlamentare. Chi ha a cuore la libert\u00e0, e il progresso nella libert\u00e0, non pu\u00f2 non avere a cuore l\u2019attuazione della divisione dei poteri. Il principio della divisione dei poteri non si oppone al principio della sovranit\u00e0 popolare. Si oppone soltanto alla dittatura, al totalitarismo. Orbene: tutti sanno che il Governo parlamentare tende alla confusione dei poteri. Con questo sistema dell\u2019Assemblea Nazionale si arriva a saldare il principio della divisione dei poteri anche nel Governo parlamentare. Perch\u00e9? Perch\u00e9 per le questioni di Governo sarebbe competente un\u2019Assemblea, completamente distinta e indipendente dalle due Assemblee. Mentre l\u2019attivit\u00e0 legislativa verrebbe esercitata dalle due Assemblee separatamente e indipendentemente agenti, invece, per le questioni di Governo, si avrebbe la possibilit\u00e0 di una Assemblea diversa, la quale sar\u00e0 competente a decidere soltanto di questioni di carattere fondamentale, di suprema direzione politica. Con quale beneficio per il normale svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 legislativa svincolata cos\u00ec dalle continue pressioni e dalle questioni di vita o di morte dei Governi, con quale beneficio per la stabilit\u00e0 dei Governi stessi, sottratti cos\u00ec al quotidiano assalto alla diligenza, \u00e8 evidente. Il Governo parlamentare si \u00e8 tradotto in Italia in un confusionismo di poteri, che \u00e8 deleterio per fattivit\u00e0 legislativa e per l\u2019efficienza dei Governi. Bisogna porvi riparo. Se non si vuole che il potere legislativo sfugga inesorabilmente alle Camere, se non si vuole che il Governo parlamentare si traduca e degeneri in Governo di Assemblea, in un comitato esecutivo delle Camere, con le conseguenze che ne derivano, occorre ristabilire, per quanto \u00e8 possibile, la divisione dei poteri. E da questo punto di vista, l\u2019innovazione introdotta nel progetto relativa ai nuovi compili dell\u2019Assemblea Nazionale, potrebbe essere un rimedio eccellente.<\/p><p>Ad ogni modo, questi sono i criteri fondamentali che ispirano il progetto e le disposizioni in esso contenute. Io ho cercato di esporvi la materia nel modo pi\u00f9 semplice, nel modo pi\u00f9 chiaro: vi ho parlato con franchezza, e, credo, anche con obiettivit\u00e0. Personalmente, io ritengo che le soluzioni proposte possano essere prese in attenta considerazione. Prenda ora l\u2019Assemblea Costituente la sua responsabilit\u00e0. (<em>Vivi applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 18.10, \u00e8 ripresa alle 18.20<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Parlo come relatore dei relatori. Ho detto altra volta che il mio compito \u00e8 di notaio. Debbo chiarire le tendenze, localizzare i dissensi, esporne le ragioni, da una parte e dall\u2019altra, obbiettivamente. E dir\u00f2 quando mi avvenga di esprimere una mia opinione personale.<\/p><p>Dopo molte analisi sottili e profonde, si sente il bisogno di semplificare, e di inquadrare insieme tutti i problemi. Sar\u00f2 un annunciatore di problemi. Cercher\u00f2 di farli vedere sinteticamente come in un panorama.<\/p><p>Non svolger\u00f2 teorie e dottrine. Un solo e rapido accenno, alle posizioni iniziali, per comprendere gli atteggiamenti e le soluzioni che ne discendono nei problemi concreti.<\/p><p>Si presuppone il tipo dello Stato; se ne \u00e8 discusso in Commissione; si \u00e8 riconosciuto da tutti; ed anche qui nell\u2019Aula abbiamo sentito, da Clerici a La Rocca, che il nostro deve essere uno Stato parlamentare. Ma cosa \u00e8 \u00abStato parlamentare\u00bb? Con la consueta finezza \u2013 poich\u00e9 vi sar\u00e0 il <em>referendum<\/em> e lo scioglimento delle Camere \u2013 Mortati propone di dire \u00absemiparlamentare\u00bb.<\/p><p>La formula, pur facendo sempre capo al Parlamento si presta ad aver contenuto e figure diverse. Bisogna andare alla sostanza delle cose, e vedere cos\u2019era storicamente il regime parlamentare nel quale abbiamo vissuto, e come \u00e8 nato in antitesi al regime assoluto, ed anche a quello \u00abcostituzionale\u00bb, dove ancor prevaleva il potere del Re. Per mettervi sotto gli occhi un\u2019immagine drastica \u2013 di cui mi varr\u00f2 come motivo fondamentale del mio discorso \u2013 lo Stato parlamentare era un edificio a due piloni. Vi era il pilone della monarchia tradizionale che, per quanto si richiamasse anche alla \u00abvolont\u00e0 della Nazione\u00bb, si basava sulla grazia divina e sul diritto ereditario. Dall\u2019altra parte avevamo il pilone del Parlamento, che usciva dall\u2019elezione e dalla volont\u00e0 popolare. Fra i due piloni si lanciava un arco di ponte, che era il Gabinetto ministeriale. Regime parlamentare e regime di gabinetto \u2013 come ci insegn\u00f2 Orlando, il nostro Maestro \u2013 coincidevano storicamente, fra loro.<\/p><p>Che cosa \u00e8 avvenuto? Uno di questi piloni, il regio, \u00e8 crollato. Quali conseguenze dobbiamo trarne? Che cosa dobbiamo fare? Si pongono cos\u00ec, realisticamente, i problemi.<\/p><p>Vi sono ora due tendenze estremiste, che si sono affermate qui, nella discussione, non tanto in proposte pratiche, quanto in aspirazioni ed idee-limite, che affiorano ogni tanto. La corrente estremista di sinistra trov\u00f2 qualche espressione, durante la discussione generale del progetto di costituzione, nei discorsi di Nenni e Togliatti, ed in una lucida esposizione di Laconi; \u00e8 stata ripresa test\u00e9, pi\u00f9 accentuatamente, in un brillante intervento di La Rocca. Ecco quale \u00e8 questa concezione.<\/p><p>Badate; \u00e8 una cosa molto seria, non solo per le forze che ispira e convoglia, ma anche per la sua impostazione di pensiero; che si riallaccia, del resto, ad alcune definizioni della democrazia di Kelsen, e non dispiace a spiriti riflessivi come Salvatorelli. Ma \u00e8, nella sua essenza, e nella sua rigorosa consequenzialit\u00e0, concezione estrema e di punta, a sinistra.<\/p><p>Si presenta nell\u2019aspetto di un sillogismo. Vi \u00e8 una sovranit\u00e0 unica, e ne \u00e8 depositario il popolo. Vi \u00e8 una delegazione unica di sovranit\u00e0, ed \u00e8 fatta al Parlamento. Dunque: ogni potere \u2013 anche l\u2019esecutivo, lo ha sottolineato La Rocca \u2013 s\u2019incentra nel Parlamento; e tutti gli altri organi \u2013 nessuno eccettuato \u2013 il Capo dello Stato, il Governo, la Magistratura, sono \u00abcommessi\u00bb \u2013 dico la parola meditatamente, perch\u00e9 \u00e8 stata scritta, commessi revocabili ad un <em>nutum<\/em> per volont\u00e0 del Parlamento.<\/p><p>\u00c8 il modo pi\u00f9 spinto e pi\u00f9 pieno di concepire lo Stato parlamentare; e non \u00e8 evidentemente la forma ottocentesca che ne ebbe il nome. I suoi sostenitori idealizzano ed esaltano un tipo di Stato che non \u00e8 soltanto il pi\u00f9 democratico, il vero democratico, perch\u00e9 tutto proviene unitariamente dal popolo; ma \u2013 si \u00e8 scritto \u2013 assicura la maggior stabilit\u00e0 al Governo investito dal Parlamento; n\u00e9 \u2013 ogni potere risiedendo nel Parlamento \u2013 \u00e8 possibile una dittatura personale.<\/p><p>Tali argomenti han suscitato confutazioni e dinieghi. Si \u00e8 osservato che se il Parlamento ha illimitatamente tutti i poteri, anche questa \u00e8 dittatura, sia pure collettiva. Anche questo \u00e8 totalitarismo. E come parlare di stabilit\u00e0 di governi revocabili <em>ad nutum<\/em>? E come ignorare che, in clima di dittatura, lo sbocco storico pi\u00f9 facile \u00e8 a quella delle persone? La concezione di sinistra, continua la critica, porta ad un Governo di Assemblea o di Convenzione, demolitore, tumultuoso, instabilissimo; quando non sia \u2013 anche ci\u00f2 avviene \u2013 parvenza e maschera, in una plumblea fissit\u00e0, ad un dittatore velato. Proudhon riassume cos\u00ec: il Governo d\u2019assemblea ha tutti i difetti della dittatura, senza averne il pregio della responsabilit\u00e0 individuale.<\/p><p>Fonte prima dell\u2019attuale concezione di sinistra \u00e8 Rousseau con la sovranit\u00e0 popolare. Un colosso, Rousseau, nella storia del pensiero e dell\u2019azione, come Marx. I nostri estremisti, per quanto concerne gli istituti politici, rinnegano Marx per Rousseau. E deviano anche da questi, che nega ogni facolt\u00e0 di delegazione della sovranit\u00e0 ad altri che non sia il popolo; e vogliono un vero trasferimento di sovranit\u00e0 nel Parlamento, con un atto vero di delegazione. Tutti i poteri al Parlamento; non vi siamo ancora arrivati, ha detto La Rocca, ma vogliamo che il Parlamento abbia anche il potere esecutivo. Che \u00e8 perfettamente un assurdo ed un\u2019impossibilit\u00e0 assoluta, nel Parlamento attuale, come lo era nella \u00ablandesgemeinde\u00bb cara a Rousseau.<\/p><p>Ed ecco, per contrapposto, all\u2019estrema destra l\u2019altra concezione. Basata sulla tenace nostalgia del pilone, che \u00e8 caduto. La sua ombra agisce ancora. Si vorrebbe tornare, in definitiva, all\u2019antico edificio, quale era. Posizione impenitentemente conservatrice, il cui spirito aleggia anche nei discorsi di uomini di primissimo ordine, come Orlando e Nitti. Ha detto Nitti, esplicitamente, che la monarchia non risorger\u00e0 mai pi\u00f9; ha espressa una fede che \u00e8 anche la mia (ma \u00e8 necessaria maggior vigilanza che egli non creda). Questi uomini eminentissimi non chieggono la rinascita della monarchia; ma pensano come se non vedessero che il famoso pilone non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e che \u00e8 necessario rifare l\u2019edificio su basi in parte nuove. Bisogna essere cauti, non far salti nel buio, stare nel terreno saldo, utilizzare i materiali esistenti; ma insomma non aver paura di attenersi alle esigenze nuove; non essere conservatori, come lo sono Orlando e Nitti.<\/p><p>\u00c8 venuto un <em>enfant terrible<\/em>, un uomo di forte ingegno, un \u00abloico\u00bb, Condorelli; e \u2013 denunziati gli inconvenienti ed i mali dell\u2019odierno momento \u2013 ha dichiarato che nessun avvedimento d\u2019altro genere pu\u00f2 eliminarli, se non si ristabilisce tale e quale il filone del Re. Potrei osservargli che i mali e gli inconvenienti esistevano (egli stesso in altre parti del suo discorso l\u2019ha detto) quando vi era la monarchia, e che questa non ha evitato quanto \u00e8 avvenuto. Mi basta dargli atto della sua consequenzialit\u00e0.<\/p><p>Io prendo netta posizione contro l\u2019uno e l\u2019altro estremismo: ne sono egualmente distante; e dissento da Nenni e Togliatti, come da Orlando e Nitti. Credo di essere sopra una via giusta, di equilibrio e di necessit\u00e0, che \u00e8 la via seguita dal progetto di costituzione; e pu\u00f2 essa sola servire alla causa della democrazia ed al bene del Paese (<em>Approvazioni<\/em>).<\/p><p>Che cosa bisogna fare? Ristabilire in altra forma, democraticamente, il pilone crollato; ed allargare le fondamenta della casa, rinsaldandole ed affondandole sempre pi\u00f9 nella sovranit\u00e0 popolare. Far capo al Parlamento, che \u00e8 l\u2019espressione preminente, ma non la sola, della sovranit\u00e0 popolare. Il sovrano non \u00e8 il Parlamento; \u00e8 il popolo che ha due emanazioni essenziali della sua sovranit\u00e0: l\u2019elezione dell\u2019organo parlamentare ed il <em>referendum<\/em>. Nella nuova costituzione bisogna far posto, cos\u00ec, anche al <em>referendum<\/em>. E cogliere tutte le altre possibili emanazioni della sovranit\u00e0 popolare, stabilendo l\u2019equilibrio fra gli organi dello Stato nell\u2019orbita inderogabile della sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>Non disturbiamo, a questo riguardo, la venerabile teoria della divisione dei poteri, contro la quale si sono condotte, qui dentro, crociate; ed Ambrosini con la sua mirabile penetrazione, disturbando Aristotile e Montesquieu, ha messo il dito sul punto che, quando un organo ha tutti i poteri, \u00e8 spinto dalla natura delle cose ad abusarne. La vecchia teoria \u00e8 in gran parte superata (tant\u2019\u00e8 che noi non l\u2019abbiamo seguita per la denominazione dei titoli nel nostro progetto); ma quanto bene ha fatto per la libert\u00e0 e per la creazione dello Stato moderno! N\u00e9 dobbiamo vergognarci, come d\u2019un relitto democratico, dell\u2019esigenza di equilibrio, di freni e di contrappesi, di <em>cheks and balances<\/em> che viene pure dalla pi\u00f9 bella costituzione del mondo, la americana. Noi vogliamo ricordare e subordinare tutti gli organi dello Stato alla sovranit\u00e0 popolare. Vi sono, oltre il Parlamento, altri organi che emanano, per elezione diretta, o almeno indiretta, dalla volont\u00e0 popolare; come il Capo dello Stato. Altri ancora non provengono da elezione, ma da concorsi; tipica \u00e8 la magistratura; e deve essere autonoma; ma esercita anch\u2019essa il suo potere in nome del popolo; e non pu\u00f2 sottrarsi alla sua sovranit\u00e0, racchiudendosi come in un mandarinato (ecco perch\u00e9 nel nostro progetto mettiamo nel Consiglio superiore della magistratura la rappresentanza del Parlamento).<\/p><p>Anche il Governo, che non pu\u00f2 vivere senza la fiducia del Parlamento, deve avere \u2013 lo ha ammesso Gullo \u2013 una sua autonomia; l\u2019amministrazione \u00e8 la struttura e la continuit\u00e0 dello Stato; e non pu\u00f2 essere sconvolta e revocata capricciosamente, <em>ad nutum<\/em>, n\u00e9 dal Governo n\u00e9 dal Parlamento. Il popolo \u00e8 la forza che avvolge e muove tutto lo Stato; il solo organo originario, anche se non configurato e fissato formalmente come gli altri che ne derivano; \u00e8 il popolo che deve sempre avere la prima e l\u2019ultima parola. Noi siamo gi\u00e0 entrati in una fase dello Stato che si potrebbe chiamare \u00abpopolare\u00bb, pi\u00f9 ancora che \u00abparlamentare\u00bb.<\/p><p>Nella gerarchia degli organi, subordinati tutti al popolo, prevale necessariamente il Parlamento, che \u00e8 di immediata designazione del popolo, ha la funzione legislativa; ma non vogliamo abbandonarci alla ossessione allucinata ed unilaterale di una sovranit\u00e0 ed onnipotenza del Parlamento; n\u00e9 condannare tutti gli altri organi come ritardatari. Esistono esigenze di riflessione e di meditazione. Una frase della mia relazione \u00e8 citata e ripetuta: \u00abbisogna in certi casi pensarci su\u00bb. L\u2019edificio costituzionale deve essere armonico ed equilibrato; il Parlamento ne \u00e8 il centro; ma non il Solo ed il Tutto. I colleghi d\u2019estrema, che inclinano ad un Governo d\u2019Assemblea, che possa con un colpo di testa modificare tutto, pensino al pericolo del <em>boomerang<\/em>; la loro teoria potrebbe essere attuata contro di loro e contro la democrazia. Le conquiste democratiche e sociali bisogna guadagnarle e consolidarle pezzo per pezzo nel tessuto dello Stato, che va penetrato e ravvivato dal sano spirito della democrazia e del lavoro, e va difeso con trincee efficaci contro le demolizioni e le sovversioni anti-democratiche e reazionarie. Questa \u00e8 la visione che deve ispirare la nostra Costituzione.<\/p><p>Entriamo ora nel concreto e nel particolare dei problemi da risolvere.<\/p><p>I pi\u00f9 importanti sono tre; composizione del Senato, elezione del Capo dello Stato, posizione del Primo Ministro nel Governo. Li tratter\u00f2 nell\u2019ordine logico ed al loro posto in connessione agli altri argomenti.<\/p><p>Le correnti e gli atteggiamenti generali che abbiamo visto si riflettono nella questione se vi devono essere due Camere od una Camera sola. Gli estremisti di sinistra, che partono dalla unicit\u00e0 della delegazione di sovranit\u00e0 popolare ad un solo organo debbono essere, nella loro logica, monocameralisti; aspirazione che si \u00e8 sentita in pi\u00f9 d\u2019un intervento. Ma non si \u00e8 formulata in alcuna proposta d\u2019emendamento. Vi sono, in realt\u00e0, varie gradazioni: 1\u00b0) monocameralismo, in senso assoluto; 2\u00b0) vi sia pure una seconda Camera, ma soltanto con funzioni consultive (si noti che, se \u00e8 contenuta in questi caratteri, alcuni comunisti e socialisti han dichiarato che accetterebbero, per la seconda Camera, il sistema della rappresentanza organica); 3\u00b0) si pu\u00f2 ammettere una seconda Camera, vera e propria, purch\u00e9 sempre a base elettiva, ma con minori funzioni o con prevalenza, in certi casi ed in certe materie, della prima. L\u2019esigenza limitatrice \u00e8 stata formulata da La Rocca, nei termini che anche la seconda Camera deve provenire dalla volont\u00e0 popolare; ed i suoi modi di formazione non debbono alterare i risultati che il suffragio universale, indiscriminato, imprime all\u2019altra Camera.<\/p><p>Due Camere dunque; questo si pu\u00f2 considerare acquisito.<\/p><p>Sorge, sulla soglia degli altri temi, se sia ammissibile o no l\u2019Assemblea Nazionale, come riunione delle due Camere. Sono stati contro: Orlando nella discussione generale, ed in questa Nitti, riecheggiato da Codacci Pisanelli e da Fuschini. \u00abCon l\u2019Assemblea Nazionale, ha esclamato Codacci Pisanelli, il monocameralismo, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra\u00bb. E Fuschini denuncia il \u00abtricameralismo\u00bb. Interessanti cose ha dette l\u2019onorevole Nitti; il Comitato lo ringrazia di non aver fatto soltanto una critica erosiva, ma costruttiva; ed io sono lieto della dichiarazione a me fatta, che le differenze tra il nostro progetto e le sue proposte non sono poi grandi.<\/p><p>Egli per\u00f2 non ha interpretato esattamente il mio pensiero dicendo che nella relazione ho parlato di una nuova Camera, di una terza Camera. No; ho rilevato che si tratta di un \u00abnuovo istituto\u00bb.<\/p><p>NITTI. \u00c8 la stessa cosa, onorevole Ruini.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> No; ed \u00e8 del resto istituto nuovo per l\u2019Italia, non per altri paesi, dove gi\u00e0 esiste, e sta in molte Costituzioni \u2013 anche qui l\u2019onorevole Nitti non \u00e8 esatto \u2013 per l\u2019elezione del Capo dello Stato, e per altri compiti, che vanno dalla revisione costituzionale, al componimento dei dissensi fra le due Camere. Non \u00e8 nel nostro progetto un organo permanente; non basta che abbia un regolamento; n\u00e9 ha un presidente proprio; \u00e8 un istituto, una procedura, piuttosto che un organo a s\u00e9 del Parlamento.<\/p><p>Posto che non vi \u00e8 pi\u00f9 differenza sostanziale fra una prima Camera eletta dal popolo ed una seconda del re \u2013 posto che tutte due, pur in forme diverse, emanano dalla designazione popolare \u2013 nulla si oppone a che si possano raccogliere insieme, in determinati casi, con risparmio di tempo, con risparmio di conflitti, per raggiungere una sintesi che si pu\u00f2 ottenere meglio in questa forma che con adunanze separate. Non vedo cosa vi sia di strano e di mostruoso, onorevoli colleghi. Potete anche votar contro. Il Comitato ha creduto, n\u00e9 vi sono state vere divergenze, di proporre un istituto che non esisteva nel vecchio edificio, e che afferma il carattere nuovo e comune dei due rami del Parlamento che, in certi momenti essenziali della vita del Paese, deliberano unitamente.<\/p><p>Ho pensato molto; e non sono riuscito a capire perch\u00e9 Orlando vede nell\u2019Assemblea Nazionale un pericolo di totalitarismo. \u00c8, caso mai, un baluardo contro il totalitarismo di una Camera sola.<\/p><p>Le funzioni assegnate dal progetto all\u2019Assemblea Nazionale sono, oltre la elezione del Capo dello Stato, altri atti attinenti ad organi importanti dello Stato, quali \u2013 attraverso il voto di fiducia o sfiducia \u2013 la formazione del Governo e, con la designazione di loro membri, quella del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte suprema di garanzia costituzionale. Infine: la dichiarazione di guerra e di mobilitazione generale; e l\u2019amnistia e l\u2019indulto. Da notare che sono in complesso nomine ed atti che non rientrano nella funzione legislativa vera e propria: Tosato lo ha sottolineato.<\/p><p>L\u2019elenco potr\u00e0 essere riveduto. Fuschini, il critico dell\u2019Assemblea Nazionale, cancella altri casi, ma aggiunge la concessione dei pieni poteri per la guerra. Qualcuno pensa a riunioni comuni anche nei disaccordi fra le due Camere. Non credo che vi possa essere, su questo argomento, occasione a battaglie vivaci. Ma basta aver mostrato che questo istituto \u2013 qualunque ne sia la sorte \u2013 non rientra nel \u00abmuseo degli orrori\u00bb a cui si \u00e8 voluto, per alcuni aspetti, assomigliare il progetto.<\/p><p>Parliamo ora delle due Camere, distintamente.<\/p><p>Pochi dibattiti vi saranno per la prima. Si \u00e8 rinviata alla legge elettorale il sistema da seguire nell\u2019elezione. Finir\u00e0 col restare la proporzionale: che \u2013 dato il fatto storico della determinazione nella vita pubblica dei partiti di massa \u2013 \u00e8 logica ed inevitabile; e sono del resto i piccoli partiti che hanno interesse ad avere cos\u00ec una rappresentanza, se non altro nella lista nazionale. Mentre l\u2019onorevole Nitti si pente di aver varata la proporzionale nell\u2019altro dopoguerra, io ritengo che, se non vi fosse stata, nell\u2019alta Italia non sarebbero riesciti che socialisti e comunisti, salvo pochi democristiani, e si sarebbe scavato un solco di differenziazione fra Nord e Sud. Ad ogni modo savio \u00e8 stato il rinvio; in sede di legge elettorale si sceglieranno forme e modi diversi, possibili nella proporzionale.<\/p><p>L\u2019onorevole Nitti ha sollevata una questione sul numero dei membri del Parlamento, secondo il progetto. Troppi, ha detto; in nessun altro paese sono tanti quanti voi proponete! Non \u00e8 cos\u00ec; ho a disposizione dell\u2019onorevole Nitti un quadro, dal quale risulta che se i parlamentari, i <em>politicians<\/em>, sono in minor numero negli Stati Uniti (e qualcuno se ne lagna, per il carattere \u00abprofessionale ed oligarchico\u00bb che ne deriva), sono di pi\u00f9 in Francia, in Inghilterra ed altrove. L\u2019onorevole Nitti trover\u00e0 resistenza nei piccoli partiti, come il suo, se vorr\u00e0 ridurre il numero. Siamo ad ogni modo d\u2019accordo: non troppi; nel suo vivido discorso l\u2019amico Conti ne ha detto le ragioni.<\/p><p>Quanti? La seconda Sottocommissione proponeva un deputato ogni 100 mila abitanti o frazione superiore a 50 mila; sarebbero da 450 a 500 deputati. In Commissione plenaria la cifra fu diminuita ad 80 mila e 40 mila abitanti; diverrebbero da 550 a 600 deputati. Un emendamento vuole risalir su, a 120 mila e 60 mila; si scenderebbe, in correlazione, a 350-400 deputati. Si noti che questi risultati valgono per la prima Assemblea; aumenteranno in seguito, i deputati, secondo i futuri censimenti, nella prolifica Italia.<\/p><p>A voi la scelta; forse la cifra intermedia \u00e8 la buona.<\/p><p>Passiamo alla seconda Camera; che presenta le maggiori difficolt\u00e0; ed a dir vero non vi \u00e8 soltanto indecisione in parecchi partiti, ma anche nei singoli cervelli sulla soluzione da adottare.<\/p><p>Liberiamo il terreno dalle questioni minori. Il nome. La seconda Sottocommissione l\u2019aveva lasciato in bianco, per la riluttanza a cogliere anche nel solo nome l\u2019eredit\u00e0 del Senato regio e fascista. Riuscii, in adunanza dei Settantacinque, a far passare \u00abCamera dei senatori\u00bb; di pi\u00f9 non sarebbe stato possibile; e non era designazione \u00abmostruosa\u00bb (quanti mostri vede la fantasia di Nitti!); perch\u00e9 fa risaltare, meglio di Senato, l\u2019origine elettiva; e poi \u2013 perdonatemi \u2013 non mi piace la prosopopea dei nomi collegati, come accentua Nitti, alla grandezza antica; mi viene qualche volte voglia di ripetere: \u00abchi ci liberer\u00e0 dai greci e da romani?\u00bb; ed egli stesso, l\u2019onorevole Nitti, ci ha insegnato che il Senato di Roma era cos\u00ec diverso da questo nostro, che veniamo a formare. Comunque sia, non credo che noi costituenti ci tireremo per un nome i capelli. Sia pure: \u00abSenato della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Numero dei senatori. Ricordiamoci: non troppi. Il progetto ne assegna uno per 200.000 o frazione superiore a 100.000. Sarebbero 250 senatori; e con l\u2019aggiunta di 5 per ogni Regione si arriverebbe verso i 300. \u00c8 opinione abbastanza diffusa, io riferisco, che 500 deputati e 300 senatori (meno che nell\u2019ex Regno) sono una cifra attendibile.<\/p><p>Et\u00e0. Il progetto propone che pel Senato \u2013 chiamiamolo pure cos\u00ec \u2013 l\u2019elettorato attivo sia portato a 25 anni, ed il passivo a 35. Il collega Preti protesta perch\u00e9 si tagliano e si lasciano fuori dei diritti elettorali categorie di cittadini. Ma bisogna pure che se il nome di Senato o Camera dei senatori, deve aver qualche senso, bisogna \u2013 anche senza arrivare ai vecchioni \u2013 mettere una certa differenza di et\u00e0. Tant\u2019\u00e8 che, per gli eleggibili, emendamenti portano il limite a 40 anni. Per conto mio, malgrado l\u2019eco fascista degli sguaiati e funesti canti di giovinezza, sono per andar incontro ai giovani; e non dico con Croce che il loro diritto \u00e8 di diventare vecchi. Sono la forza a cui affidiamo il nuovo Stato. Ma non mi sembra che sia offesa ed eresia chiedere, per una seconda Camera, un modesto livello di maturit\u00e0 e d\u2019esperienza pi\u00f9 alto.<\/p><p>Condizione per diventare senatori: essere nati o domiciliati nella Regione dove saranno eletti. La condizione si era ispirata all\u2019impronta regionale che si vuol dare, in qualche modo, ai senatori; ma ha sollevato dubbi ed opposizioni, non sembrando logico n\u00e9 giusto escludere dall\u2019eleggibilit\u00e0 chi, senza esservi nato o senza avervi domicilio, ha vincoli con una Regione, ed \u00e8 ritenuto degno di rappresentarla.<\/p><p>Categorie nelle quali debbono essere scelti i senatori. Trovate nel progetto un elenco, piuttosto eterogeneo, che taluno ha battezzato per \u00abbazar\u00bb. Quante fatiche, ahim\u00e8, richiese l\u2019arrivarvi! Fu, in origine, nella seconda Sottocommissione, uno sforzo di adattare la tesi della rappresentanza organica alle critiche che le erano rivolte; si pensi di lasciare le categorie professionali, e di andare al collegio unico. Avvenne quella che Condorelli chiamerebbe \u00abeterogenesi dei fini\u00bb; ossia si raggiunsero, per strada, diversi effetti. Le categorie perdettero l\u2019impronta originaria; e diventarono il&#8230; bazar di svariata natura; cos\u00ec che \u2013 se una qualificazione potrebbe essere opportuna per la nomina a senatori \u2013 la scelta delle categorie non sembra a molti felice. Fioccano le critiche: si dice da sinistra che i ceti operai troverebbero sbarrata la via; e che per certi casi \u2013 i consiglieri comunali e provinciali \u2013 non sar\u00e0 possibile, con la parentesi fascista, mettere assieme il quadriennio richiesto. Si vuole d\u2019altra parte includere anche i decorati al valore della guerra 1914-18; non soltanto di quella 1943-46; che in ogni modo, si dice, dovrebbero passare alle disposizioni transitorie. Questioni tutte, pi\u00f9 o meno piccole, che deciderete a loro luogo, se non prevarr\u00e0 la proposta di Preti e di altri di togliere via, senz\u2019altro, il \u00abbazar\u00bb.<\/p><p>Vi sono, sempre per la seconda Camera, due altre questioni pregiudiziali, prima di affrontare la pi\u00f9 vera e maggiore. L\u2019una \u00e8 se una quota di senatori, il terzo, come dice il progetto, sia riservato alla elezione da parte dei Consigli regionali. Si oppongono gli antiregionalisti, che non si adattano al fatto compiuto dell\u2019ente Regione, gi\u00e0 entrato nel testo costituzionale; e motivano la loro particolare opposizione a questo punto col rilievo che la composizione del Senato diverrebbe un \u00abfritto misto\u00bb, e si determinerebbe una sperequazione per la non egualmente proporzionale rappresentanza assegnata alle Regioni. Sia lecito a tale riguardo rinviare alla discussione dell\u2019apposito articolo; non mancano d\u2019altra parte emendamenti che sopprimerebbero i 5 senatori attribuiti ad ogni Regione in pi\u00f9 della quota proporzionale che le spetta in base alla sua popolazione.<\/p><p>Prescindendo per ora da ci\u00f2, sta di fatto \u2013 rispondono i sostenitori della rappresentazione regionale \u2013 che introdotta la figura delle Regioni nell\u2019ordinamento italiano, non si pu\u00f2 non tenerne conto anche per la composizione del Senato. Senza arrivare a dire con l\u2019onorevole Condorelli che il sistema regionale da noi adottato \u00e8 un sistema federale.<\/p><p>CONDORELLI. Ho detto \u00abcripto\u00bb&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. <\/em>&#8230;E sia, ma federalista non \u00e8; ed anche il semplice Stato regionale, come lo ha chiamato Ambrosini, pu\u00f2 giustificare questa modesta partecipazione degli organi costituiti nella Regione alla formazione di un ramo del Parlamento, che potr\u00e0 cos\u00ec funzionare pi\u00f9 efficacemente da coordinatore e mediatore fra gli interessi dei nuovissimi enti, da cui l\u2019amico Conti tanto attende per il rinnovamento anche spirituale dell\u2019Italia.<\/p><p>Tolta la quota pei Consigli regionali, restano i due terzi al sistema pi\u00f9 generale di designazione. Ma si prospetta un\u2019altra assegnazione di quota speciale. Si chiede da pi\u00f9 parti che un nucleo di senatori sia sottratto al sistema normale di elezioni; e si fa sfilare una serie di soluzioni diverse, risalendo a criteri che si seguono in diversi paesi. Ecco la gamma di ipotesi. Vi \u00e8 l\u2019elezione d\u2019una parte del Senato dalla Camera dei deputati; vi \u00e8 una forma parziale di cooptazione esercitata dallo stesso Senato; vi \u00e8 l\u2019entrata di diritto nel Senato di chi riveste certe cariche od ha dati requisiti; vi \u00e8 la nomina riservata al Capo dello Stato di un certo numero di Senatori. Questi senatori extra possono essere vitalizi, o designati per una sola legislatura, salvo riconferma.<\/p><p>Siffatta casistica si riflette in emendamenti presentati od annunciati: che contemplano una quota di senatori di diritto (Preziosi); lasciati alla libera scelta del Capo dello Stato (Russo Perez); nominati dal Capo dello Stato fra date categorie (Rubilli, Di Gloria, Macrelli). Prevale il criterio di aprir le porte del Senato ad uomini che hanno rivestito alte cariche (Presidenza della Repubblica, delle Camere, del Consiglio, pi\u00f9 volte Ministri) o sono stati deputati per pi\u00f9 legislature; n\u00e9 si sottoporrebbero pi\u00f9 alle dure fatiche d\u2019una campagna elettorale, mentre gioverebbe al Paese che la loro competenza ed esperienza non mancasse nel Parlamento.<\/p><p>Riferisco i motivi addotti a favore di questo nucleo di senatori extra. Altri motivi si adducono in contrario: che ammettendo un\u2019eccezione, pi\u00f9 o meno larga, si snatura la sostanza elettiva del Senato; si pongono in essere stridenti disparit\u00e0 di membri vitalizi e di membri temporanei di una stessa Camera; si fa \u2013 io riferisco \u2013 un \u00abpasticcio\u00bb, per mere considerazioni personali.<\/p><p>Da fedele notaio, avverto che, per attenuare le obbiezioni, si fa avanti la proposta (di Persico e di altri) di una norma transitoria, che ammetterebbe l\u2019immissione d\u2019un gruppo di senatori di diritto \u2013 per anzianit\u00e0 politica e parlamentare \u2013 soltanto per il primo Senato da formarsi dopo la Costituzione, quando, d\u2019altra parte, non si potr\u00e0 ancora addivenire alle designazioni dei Consigli regionali.<\/p><p>Basta con le minori questioni che pur daranno luogo a dibattito, ed io dovevo incanalarlo.<\/p><p>Per il Senato \u2013 detratte le quote accennate \u2013 vi \u00e8 l\u2019esigenza che il modo di nomina sia l\u2019elezione; se no verrebbe meno il lineamento del nuovo Stato democratico. E, posta la ragione che giustifica l\u2019esistenza di una seconda Camera, vi \u00e8 pur l\u2019esigenza che non sia un doppione assoluto dell\u2019altra; se no, si farebbe pi\u00f9 presto a sommare gli eletti ed a metterli dentro una sola aula. Altr\u2019\u00e8 che la differenza sia radicale o attenuata; anche in quest\u2019ultimo caso pu\u00f2 giovare un separato e successivo esame degli atti legislativi. Ma doppione non sia!<\/p><p>All\u2019elezione si offrono, come vie maestre, due metodi: il suffragio diretto e l\u2019indiretto. Dopo una non breve oscillazione di idee, la Commissione dei Settantacinque, <em>de guerre lasse<\/em>, fin\u00ec con l\u2019accettare il sistema del suffragio universale diretto, con le sole differenze dalla prima Camera dell\u2019et\u00e0 diversa per gli elettori e per eleggibili, e con la qualificazione (il cosiddetto bazar) delle categorie alle quali si deve appartenere per diventare senatori. Non dir\u00f2 tuttavia che molti \u2013 forse i pi\u00f9 \u2013 siano rimasti definitivamente persuasi. Rampollano i dubbi e la ricerca di altre soluzioni.<\/p><p>Fu respinta invece, in seno ai Settantacinque, la proposta Perassi di ricorrere ad una elezione di secondo grado, da parte di grandi elettori designati a suffragio universale. Si obbiett\u00f2 che questo pi\u00f9 lungo processo era inutile, e preferibile l\u2019elezione diretta. Al che si potrebbe rispondere che piena identit\u00e0 non vi \u00e8, e che una riunione d\u2019elettori di primo grado pu\u00f2 prestarsi, meglio che una votazione immediata e definitiva di massa, a concordare una buona scelta. Sarebbe un vantaggio&#8230;<\/p><p>RUSSO PEREZ. Vantaggio delle camarille&#8230;<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. <\/em>&#8230;Fino ad un certo punto; ma io accenno al vantaggio che vi potrebbe essere in accordi che temperassero il pi\u00f9 acceso partitismo del suffragio diretto.<\/p><p>Ad ogni modo i due metodi, puri e nudi, del suffragio diretto o indiretto si prestano a pi\u00f9 complesse determinazioni. Ed han dato luogo, di fatti, a nuovi congegni, che tengon ora il campo delle proposte, e si esprimono nei tre pi\u00f9 dibattuti sistemi della rappresentanza organica, dell\u2019elezione da parte dei Consigli comunali, del collegio uninominale.<\/p><p>La rappresentanza organica \u2013 sostenuta dai democratici cristiani, e non da essi soltanto, almeno in passato \u2013 \u00e8 la rappresentanza degli interessi; non meramente professionali ed economici, ma anche culturali e spirituali; non si traduce nel professionismo puro od in un rigido classismo; implica un concetto pi\u00f9 largo di rappresentanza, che Piccioni molto abilmente ha richiamato da un ordine del giorno Einaudi nella seconda Sottocommissione, delle \u00abforze vive\u00bb del Paese. Accanto alla rappresentanza, che si addice alla prima Camera, dell\u2019individuo come tale, \u00abdell\u2019uomo tutt\u2019intero\u00bb (come io scrivevo tanti anni fa), sta una rappresentanza che non \u00e8 tanto di gruppi quanto di uomini, degli uomini stessi sorpresi da una doppia fotografia della realt\u00e0, che \u00e8 sempre una sola; ma qui l\u2019uomo appunto \u00e8 colto concretamente, organicamente, nelle particolari forme di sua attivit\u00e0.<\/p><p>Questo \u00e8 il concetto base della rappresentanza organica; che trova un fierissimo <em>handicap<\/em> nei ricordi dell\u2019ordinamento corporativo, e desta i \u00abresiduati\u00bb di una ripugnanza profonda contro il fascismo; del quale la rappresentanza d\u2019interessi (come tante altre cose) non \u00e8 pensiero originale; anzi \u00e8 un\u2019idea che esso ha carpita da correnti anteriori di movimento etico-sociale, sovrattutto e non solo, di impronta cattolica; e le ha deformate ed esagerate nel suo grottesco corporativismo.<\/p><p>Si spiega cos\u00ec come contro l\u2019attuale proposta della rappresentanza organica nella formazione del Senato si leva l\u2019opposizione quasi generale degli altri settori dell\u2019Assemblea; ed i socialisti e comunisti sono i primi ad accentuare un reciso diniego. Affermano che un tale genere di rappresentanza (o pseudo rappresentanza) ferisce l\u2019idea in s\u00e9 del suffragio universale, che deve essere indiscriminato; ed intacca sul principio che abbiamo scritto nella nostra Costituzione, nel senso che il voto deve essere \u00abpersonale ed eguale\u00bb. La rappresentanza di interessi, si afferma, \u00e8 antiegualitaria ed antidemocratica; \u00e8 l\u2019espressione naturale delle tendenze retrive, e l\u2019antitesi dello sforzo che \u00e8 in atto di rinnovazione sociale. La condanna non potrebbe essere pi\u00f9 aspra; quale la ho sentita in quest\u2019Aula da Preti, da La Rocca, da altri.<\/p><p>Ai quali han ribattuto Ambrosini, Clerici, Mortati; e specialmente Piccioni ha messo in luce che, anche nella rappresentanza degli interessi, l\u2019elezione viene dal popolo; e che il suffragio universale non deve essere soltanto indistinto; bisogna captare altre fonti e forme rappresentative della vita economica. Una rappresentanza d\u2019interessi non trattiene; spinge a riforme sociali; e posta a base del Senato, concorre, dice Piccioni, a garantire meglio l\u2019equilibrio e l\u2019integrazione dei poteri, e assicurare maggior competenza tecnica e maturit\u00e0 d\u2019esperienza, a mantenere una pi\u00f9 ferma stabilit\u00e0 di Governi.<\/p><p>Per verit\u00e0, a prescindere dalle ragioni <em>hinc inde<\/em> dedotte, comprendo la diffidenza e le ostilit\u00e0 dei liberali \u2013 sebbene anche Ruffini abbia accolta l\u2019idea della rappresentanza organica nel Senato; la comprendo meglio di quella dei socialisti, che in passato ebbero diverso atteggiamento. Poich\u00e9 mi sono occupato di questi problemi nel 1906 \u2013 quarant\u2019anni fa, onorevoli colleghi \u2013 e poich\u00e9 non rinnego il mio pensiero d\u2019allora \u2013 desidero ricordare che anche in seno ai democratici ed ai socialisti (fin da allora parlavo di \u00abdemocrazia del lavoro\u00bb) si pensava alla rappresentanza di interessi come ad uno sbocco del movimento in cammino. E quando nel 1919, sottosegretario del lavoro, impostai la questione della riforma di quel Consiglio nazionale, risposero le organizzazioni operaie e la loro Confederazione generale, spingendosi, nel sostenere la rappresentanza organica, al di l\u00e0 dei cancelli del Consiglio nazionale del lavoro; e chiedendo che il Senato regio fosse sostituito da una seconda Camera sulle basi delle forze vive e dei veri interessi del Paese. Vedo su quei banchi l\u2019onorevole D\u2019Aragona: pensa ancora come una volta?<\/p><p>In sostanza l\u2019\u00ababisso\u00bb e la inconciliabile antitesi, che si \u00e8 denunciata, non esiste; tant\u2019\u00e8 vero che socialisti e comunisti continuano a propugnare, per il Consiglio nazionale del lavoro, un sistema di rappresentanza d\u2019interessi, che i democratici cristiani vogliono introdurre anche nel Senato. La differenza ha certamente una sua portata; ma dove \u00e8 l\u2019\u00ababisso\u00bb?<\/p><p>Per la riforma del Senato nel senso indicato vi \u00e8 un argomento, sul quale vorrei richiamare la vostra attenzione. Nel suo veramente largo e notevole discorso l\u2019onorevole Clerici ha notato che si deve cercar di vincere il discredito e l\u2019indifferenza che ormai circonda il Parlamento. Vorrei esprimere l\u2019argomento in forma pi\u00f9 netta; e rilevare che \u2013 se il Parlamento appare \u00abvuoto di contenuto\u00bb ad un osservatore come Mario Ferrara \u2013 \u00e8 perch\u00e9 i problemi pi\u00f9 vitali e profondi della nazione si trattano e si risolvono al di fuori. Sono le Confederazioni economiche, e soprattutto quella del lavoro, che conducono e decidono le questioni pi\u00f9 gravi, fuori di qui. Se fosse possibile inserire nel Senato tali forze, con una loro rappresentanza diretta, tutto il Parlamento acquisterebbe maggior contenuto e prestigio.<\/p><p>La difficolt\u00e0 sta nella realizzazione; ed anche Piccioni lo riconosce; ma crede che, ammesso il principio, non sar\u00e0 impossibile tracciare uno schema abbastanza concreto. Avrei preferito che questo fosse abbozzato prima, per far accettare il principio. L\u2019ordine del giorno Piccioni accenna una formula che all\u2019atto pratico non sarebbe facile attuare e potrebbe dar luogo a controversie ed a soluzioni diverse, specialmente per quanto concerne il riferimento al criterio del numero, temperato dalla qualificazione del lavoro.<\/p><p>Non \u00e8 facile neppure la enucleazione e la determinazione dei grandi rami della rappresentanza d\u2019interessi. Fu tentata pi\u00f9 volte; applicata in certo modo anche alla Consulta; studiata durante i lavori della nostra Commissione da Tosato e da Mortati. Siamo d\u2019accordo; anch\u2019io ho fatto i miei saggi: potrebbero essere sei grandi categorie: agricoltura, industria, commercio, cultura, professioni libere, pubblici impiegati. La maggior difficolt\u00e0 \u00e8 nella \u00abdosatura\u00bb e nella assegnazione dei posti fra le categorie; e pi\u00f9 ancora, all\u2019interno di esse, dove s\u2019affaccia la \u00abclasse\u00bb, fra imprenditori ed operai.<\/p><p>Temo che la riforma non sia matura. I democratici cristiani vorrebbero affermare il principio nella Costituzione, e rinviarne l\u2019attivazione a quando sar\u00e0 convenientemente preparata. Alcuni si accontenterebbero, ad esperimento graduale, di una \u00abquota\u00bb di senatori eletti in rappresentanza d\u2019interessi. Ho l\u2019impressione che non calcolino sul successo della loro proposta; che forse non manca di preoccuparli per i possibili risultati di siffatte elezioni nei riguardi del loro partito.<\/p><p>\u00c8 da ritenere che ripiegheranno, in subordinato, sul sistema di far eleggere il grosso dei senatori dai consiglieri comunali. Sistema, essi dicono, che offre una categoria non improvvisata di elettori di primo grado, ed un punto solido di riferimento ad interessi concreti; completando in certo modo il criterio della rappresentanza di un terzo agli enti regionali. Obbiezioni contrapposte; anzitutto un dilemma; o si d\u00e0 lo stesso numero di rappresentanti ad ogni Comune, quale si sia la sua popolazione, ed allora due Rocca Cannuccia soverchiano Roma; o si assegnano al Comune voti in proporzione dei suoi abitanti, ed allora perch\u00e9 questo \u00abinutile giro?\u00bb. I sostenitori dell\u2019elezione da parte dei Comuni sfuggono al dilemma, proponendo di stabilire alcune \u2013 ad esempio quattro \u2013 classi di Comuni con diverso numero di voti; con che, rispondono gli altri, i Comuni rurali prevarrebbero sempre sugli urbani; e ci\u00f2 pu\u00f2 gradire ad alcuni, per una \u00abmaggior stabilit\u00e0 del Paese\u00bb, non ad altri che vi scorgono una ingiusta sperequazione. \u00c8 stato pure osservato che, col dare questo compito ai consiglieri dei Comuni, si porta ancor pi\u00f9 nelle elezioni di queste amministrazioni locali uno stampo politico, che \u00e8 meno vivo, finora, nei Comuni minuscoli.<\/p><p>Mi pare di essere stato obbiettivo nel riassumere le opposte ragioni. Lo sar\u00f2 anche pel collegio uninominale; che sarebbe una proposta di specificazione del sistema, adottato nel progetto, di suffragio diretto ed universale.<\/p><p>Sono pel collegio uninominale, almeno nel Senato, coloro che ne hanno la nostalgia anche per la Camera dei deputati, e pensano potersi resistere meglio col suo mezzo all\u2019ondata dei partiti di massa (Rubilli, Russo Perez). \u00c8 notevole che, d\u2019altro lato, ai liberali ed ai qualunquisti vadano incontro i comunisti, che abbandonano la loro rigida tesi di una assoluta uniformit\u00e0 nel suffragio, e, mantenendo ferma la proporzionale nella prima Camera, scoprono i vantaggi del collegio uninominale, se applicato soltanto al Senato. Consistono questi vantaggi in ci\u00f2 che, evitando il doppione fra le due Camere, si adoperano forme diverse di selezione per la scelta dei rappresentanti del popolo; e \u2013 mentre la proporzionale conserva la sua efficacia nel campo della prima Camera e consente l\u2019affermazione dei partiti, anche i pi\u00f9 piccoli, con ogni loro caratteristica \u2013 d\u00e0 per altro campo, con l\u2019elezione del Senato, modo, non solo di tener presente il valore personale dei candidati, ma di adempiere un compito altrettanto necessario che quello della proporzionale, cio\u00e8 delineare, con la spinta alle concentrazioni ed alle alleanze, l\u2019avvicinamento alla determinazione di due o tre grandi correnti, tra cui conviene che, come avviene nei paesi pi\u00f9 adusati alla vita politica, si avvicendi il potere. A quest\u2019ultimo effetto conviene che si ricorra al ballottaggio.<\/p><p>Tale \u00e8 il ragionamento dei sostenitori del collegio uninominale, che pensano di utilizzare ed armonizzare vantaggiosamente due sistemi diversi, con una specie di divisione del lavoro nelle due Camere. Le obiezioni sono vive; e manifestano meraviglia che un sistema, giudicato ormai anacronistico e superato per l\u2019elezione dei deputati, diventi efficace e desiderabile per l\u2019elezione dei senatori. La coesistenza dei due sistemi appare contradittoria ed inammissibile; e si afferma che non \u00e8 fondata la speranza degli attesi vantaggi. N\u00e9 deve nascondersi che la prospettiva di render necessari i blocchi agisce, coi possibili riflessi immediati, sull\u2019atteggiamento che prendono, ora, i partiti dell\u2019Assemblea nella questione sollevata.<\/p><p>Vari partiti non si sono ancora decisi; e qualcuno affaccia il desiderio che, conservando nella Costituzione la norma generica, quale \u00e8 nel progetto, pel suffragio universale diretto, si rinvii ad una legge elettorale, come si fa per la proporzionale nella prima Camera, la possibilit\u00e0 di introdurre per la seconda il collegio uninominale.<\/p><p>Mi sembra di aver cos\u00ec esaurito i temi concernenti il Senato. Una parola sui rapporti fra le due Camere. Alla tesi che \u2013 lo vedemmo \u2013 vorrebbe una Camera sola con poteri di deliberazione, si oppone l\u2019altra che tiene ad una piena ed assoluta parit\u00e0, che si afferma conseguenza logica del principio bicamerale.<\/p><p>Il collega Tosato ha sostenuto con vigore tale posizione; ed ha invocato perfino Stalin che, in sede di dichiarazioni per la sua Costituzione, fu molto&#8230; ortodosso: ad esempio quando respingeva dal testo costituzionale le aspirazioni avveniristiche, contro i metodi di Weimar; e si capisce, infatti non ne aveva bisogno di fronte ad una gi\u00e0 conquistata realt\u00e0; ed anche la bicameralit\u00e0 piena senza eccezioni \u00e8 difesa da Stalin, sul che forse influisce anche la struttura federale della Russia sovietica.<\/p><p>Chi non vuole la parit\u00e0 perfetta osserva che essa non esiste ormai, pi\u00f9 spesso per norma costituzionale, ed in ogni caso d\u00ec fatto, in alcun altro paese. Anche in Italia vi era la precedenza della prima Camera in materia finanziaria. E chi non ricorda la pi\u00f9 vasta riforma Lloyd George del 1911? \u00c8 vero, si obbietta, ma si trattava allora d\u2019una seconda Camera denomina regia; oggi si trovano tutt\u2019e due sopra uno stesso piano che le istituisce su base di elezioni; ed anche questo \u00e8 vero ma \u2013 riferisco le controbbiezioni \u2013 pi\u00f9 Costituzioni attuali non mantengono egual peso a Camere tutte due elettive.<\/p><p>Se si intacca il criterio rigido della parit\u00e0, bisogna precisare in che cosa consista la differenza di attribuzioni e di efficacia. Ritorner\u00e0 poi probabilmente in Assemblea il problema dei conflitti fra i due rami del Parlamento. L\u2019onorevole Terracini aveva proposto, in seduta dei Settantacinque, di adottare un sistema, concretamente formulato, che ammetteva il riesame nei dissensi sopra il testo d\u2019una legge; ed in determinati casi stabiliva la prevalenza della prima sull\u2019altra Camera. Il congegno (al quale io personalmente inclinavo) venne respinto; e si ritorn\u00f2 ad una originaria proposta per la quale, nel disaccordo fra i due rami del Parlamento sopra una legge si prevede la \u2013 facoltativa ma pi\u00f9 macchinosa \u2013 potest\u00e0 del Capo dello Stato di indire il <em>referendum <\/em>popolare. L\u2019onorevole Fuschini risolleva ora la questione, riproponendo la prevalenza della prima Camera, ma non escludendo neppure il possibile ricorso alla via del <em>referendum<\/em>.<\/p><p>Veniamo ora ad un capo del Titolo primo, meno vistoso, tecnico pi\u00f9 che politico, di vivo ed attuale interesse: la formazione delle leggi. Si profilano problemi, che un giurista direbbe \u00abeleganti\u00bb e che hanno ad un tempo importanza pratica altissima, perch\u00e9 implicano la possibilit\u00e0 del funzionamento parlamentare, e della vita stessa dello Stato.<\/p><p>Sono tre problemi. Il primo concerne il lavoro interno delle Camere. Il rilievo da me fatto pi\u00f9 volte \u2013 e sembr\u00f2 a taluno sconvenienza ed eresia \u2013 che il Parlamento \u00e8 oggi incapace di legiferare, \u00e8 riecheggiato in bocca di quasi tutti gli oratori. D\u2019accordo tutti nel rilevare che, non per manchevolezza di uomini, ma per l\u2019inevitabile processo di amplificazione dei compiti dello Stato e pel numero smisurato che ne deriva delle norme legislative, non si riesce a farle esaminare ed approvare dalle due Camere. Hanno svolto questo punto specialmente gli onorevoli Preti e Condorelli; e l\u2019onorevole Clerici, rincalzato dall\u2019onorevole Conti, ha esposto con dati statistici impressionanti la \u00abdisfunzione\u00bb legislativa che si riscontra nel Parlamento.<\/p><p>Si cerca il rimedio nel metodo di lavoro; e si propone che \u2013 mentre il progetto di Costituzione all\u2019articolo 69 prevede l\u2019istituzione eccezionale, volta per volta, di speciali commissioni per l\u2019esame, non per l\u2019approvazione finale, d\u2019un disegno di legge \u2013 si adotti invece, in via permanente e regolare, il sistema della divisione d\u2019ogni Camera in Commissioni cui sarebbe deferito in sostanza l\u2019ordinario compito legislativo, come si faceva con la Camera dei fasci e delle corporazioni. Non basta, lo ripeto, la mala eredit\u00e0 del fascismo a far respingere un congegno, se \u00e8 buono. Non si pu\u00f2 ora entrare in dettagli sulle norme da stabilire sia pei casi obbligatori, in cui discussione e decisione dovrebbero riservarsi a tutta la Camera, sia per la facolt\u00e0 di richiamare all\u2019approvazione finale di questa i disegni di legge presentati dal Governo (ci\u00f2 che \u00e8 previsto nella legge che regola i lavori di quest\u2019Assemblea Costituente). Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 da vedere a suo tempo. Si suggerisce, intanto, di aprir la via ad opportune soluzioni, e di introdurre nella Costituzione una formula intermedia fra quella restrittiva dell\u2019attuale progetto e l\u2019altra troppo assoluta e rigida della sistematica abdicazione da parte dell\u2019intera Camera nelle mani delle Commissioni. Si pu\u00f2, evitando correttamente di caricare troppo il testo costituzionale, rinviare al Regolamento delle Camere i casi e le forme in cui esame ed approvazione dei disegni di legge siano delegate a Commissioni anche permanenti.<\/p><p>Non si creda tuttavia che, col funzionamento delle Commissioni, si possa integralmente risolvere le difficolt\u00e0 del sopra lavoro legislativo. Non sono da escludere altre vie. Ed ecco il secondo problema: oltre a migliorare il lavoro interno, resta la possibilit\u00e0 della delega ad organi esterni. Con una felice formula Terracini, l\u2019articolo 74 del progetto dice che l\u2019esercizio della funzione legislativa pu\u00f2 essere delegato al Governo previa determinazione di princip\u00ee e criteri direttivi, e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. \u00c8 stato osservato, durante l\u2019odierna discussione, che bisognerebbe forse chiarire la possibilit\u00e0 di una delega pi\u00f9 larga di poteri durante la guerra.<\/p><p>Vi sono ormai altre vie di delega della funzione legislativa, oltre che al Governo. Abbiamo, nel titolo sulla Regione, riconosciuto, come vera e propria facolt\u00e0 costituzionale, una legislazione, diciamo cos\u00ec, di secondo grado, nei limiti dei princip\u00ee stabiliti da leggi dello Stato, al nuovo Ente regionale. Nell\u2019articolo, accolto in massima, pel Consiglio nazionale del lavoro, si parla di possibili deleghe e norme di valore legislativo. Siamo in cammino verso una deflazione o decentramento legislativo, che richiede avvedimento e cautele, per non intaccare la sovranit\u00e0 dello Stato e la sua posizione suprema nella formazione delle leggi; ma \u00e8 un portato inevitabile dello sviluppo avvenuto nello Stato stesso.<\/p><p>Il terzo problema \u00e8 dei provvedimenti d\u2019urgenza e dei decreti-legge. Il progetto ne tace. \u00abVoluta lacuna\u00bb dice Codacci Pisanelli; e logicamente Condorelli interpreta come negata facolt\u00e0 al Governo di emettere atti di tal genere. Cos\u00ec si \u00e8 voluto anche dalla Costituente francese. Ma no, si obbietta; col divieto (tanto pi\u00f9 nella forma del silenzio) non si sbarrano le porte ai decreti-legge; anzi se ne determina l\u2019arbitrio e l\u2019abuso. Meglio, dice Crispo, porre dei limiti; e Preti parla di \u00abesagerata fobia\u00bb dei decreti-legge.<\/p><p>Che fare dunque? Il Comitato dei 18 per la redazione della Costituzione inclina, sia pure senza deliberazione formale, ad ammettere in casi di assoluta necessit\u00e0 il decreto-legge, con le limitazioni pi\u00f9 rigorose, ma pi\u00f9 pratiche, che siano possibili. Come prestabilire quei casi? In via di indicazione od in via di esclusione? L\u2019onorevole Mortati li restringerebbe alla guerra ed ai decreti catenaccio; pel rimanente, egli dice, il Governo emaner\u00e0 misure eccezionali, quando siano indispensabili; ed il Parlamento conceder\u00e0, all\u2019inglese, \u00abbill di indennit\u00e0\u00bb. Si ricadrebbe cos\u00ec, in paesi meno educati politicamente, alle tolleranze ed alle sfrenatezze del passato. Meglio cercare di prevedere e limitare i casi della legislazione d\u2019urgenza, e di precisare i modi di rapido intervento per la ratifica parlamentare. Al qual riguardo si potrebbe riprendere una proposta, caduta in Commissione, per una Giunta permanente mista di membri delle due Camere (o dei due Uffici riuniti di Presidenza) che si dovrebbe tempestivamente pronunciare sui divisati atti d\u2019urgenza. Se non si accetta ci\u00f2, sar\u00e0 da stabilire il termine \u2013 <em>ad dies \u2013 <\/em>in cui le Camere potranno, con gli attuali mezzi di comunicazione, essere immediatamente convocate.<\/p><p>Spero di avervi messo sotto gli occhi gli aspetti molteplici della fatica di Sisifo, che \u00e8 ora la formazione delle leggi. Mi permetto di aggiungere che proprio qui, in questa discussione di cui si dice tanto male, vengono messi a fuoco temi che si impongono ormai al futuro ordinamento legislativo ed alla meditazione scientifica. Parlandone test\u00e9 con uno dei pi\u00f9 alti giuristi italiani, Ugo Forti, questi ne \u00e8 restato impressionato, e mi ha detto che ne avrebbe fatto oggetto di una prolusione all\u2019Ateneo napoletano. \u00c8 il tema della molteplicit\u00e0 e della gerarchia delle norme legislative.<\/p><p>Non \u00e8 una <em>boutade<\/em> quanto ho affermato pi\u00f9 volte nell\u2019Aula: che ormai fra legge e regolamenti non vi \u00e8 pi\u00f9 chiara distinzione. Un tempo le leggi le faceva solo il Parlamento, ed i regolamenti solo il Governo; e sembrava che tutto andasse a posto. Oggi la funzione legislativa si estende ad altri organi, sia pure subordinatamente; e si hanno nuove specificazioni nel campo delle leggi. \u00c8 tutta una scala: sta in alto la Costituzione; potrebbero sopra un secondo scalino stare le cosiddette leggi di valore costituzionale (di cui discuteremo a suo tempo l\u2019ammissibilit\u00e0 o no); segue la grande categoria delle leggi ordinarie; alle quali succedono le leggi delegate; e poi i decreti-legge; n\u00e9 alcune norme di regolamento, ad esempio dei cosiddetti regolamenti indipendenti, mancano di efficacia legislativa. Sar\u00e0 da esaminare pur la questione dei regolamenti in generale, per cui taluno rievoca l\u2019articolo 6 dello Statuto albertino. Un <em>novum<\/em> della nostra Costituzione sar\u00e0 il tipo di legge regionale, e di legge delegata ad altri organi. Non posso essere, in questo rapido <em>excursus<\/em>, scientificamente rigoroso. Non spetta al testo costituzionale definire quesiti e formulazioni di carattere dottrinale. Ma dovremo tener presente uno schema, e considerare i riflessi che si possono avere per i controlli e le recisioni di alcune delle accennate categorie di norme legislative. \u00c8 della scienza il compito di elaborare tutta la materia; noi le diamo la spinta e l\u2019impulso.<\/p><p>Rapidi accenni, ora, al <em>referendum<\/em>, che entra nella Costituzione democratica della Repubblica italiana. \u00c8, accanto all\u2019elezione del Parlamento, la seconda emanazione fondamentale della volont\u00e0 popolare. Espressione piena di democrazia; sua guarentigia; democrazia diretta; cos\u00ec \u00e8 esaltato il <em>referendum<\/em>. Non sono mancate tuttavia riserve e dubbi, da parte di rappresentanti della estrema sinistra, che dovrebbero essere ideologicamente fedeli alla esplicazione integrale di sovranit\u00e0 del popolo, ma si preoccupano di sminuire, col sottoporla a <em>referendum<\/em>, la potest\u00e0 continuativa e preminente, per non dire totalitaria, che vagheggiano nel Parlamento. Il <em>referendum<\/em> va bene, dice Preti; ma le norme del progetto bisogna semplificarle. Non facciamo del <em>referendum<\/em>, aggiunge Corbi, uno strumento ingombrante e ritardatore, facciamone un uso sobrio ed intelligente. Di Gloria ammonisce che pu\u00f2 diventar pericoloso, per l\u2019inesperienza politica del popolo.<\/p><p>Al <em>referendum<\/em> non si pu\u00f2 rinunciare. \u00c8 una delle conquiste della nostra Costituzione. Ne rivedremo, se occorre, le norme d\u2019applicazione. Il progetto, oltre alla facolt\u00e0 cui pu\u00f2 ricorrere il Capo dello Stato nei contrasti fra le due Camere per una legge, prevede due forme di <em>referendum<\/em>: una sospensiva, quasi di temporaneo veto, per l\u2019entrata in vigore d\u2019una legge, appena approvata, ed un\u2019altra di abrogazione di leggi gi\u00e0 in vigore da due anni. La prima forma ha sollevato dubbi, anche nell\u2019onorevole Grassi, che ha nella sua giovinezza studiato ed esaltato il <em>referendum<\/em>. Rimando agli emendamenti discussioni pi\u00f9 minute.<\/p><p>Poco tempo mi rimane per parlare del Capo dello Stato; che pur meriterebbe, nella sua figura, un discorso pi\u00f9 ampio.<\/p><p>La Commissione ha respinto la forma del governo presidenziale di tipo americano, dove il Capo dello Stato \u00e8 il Capo del Governo, ossia di tutto il potere esecutivo. Forma che ha fatto buona prova al Nord, pessima al Sud America. E non sembra possa essere oggetto di importazione in Europa, dove si \u00e8 storicamente sviluppato il sistema di Governo parlamentare o di gabinetto; e prescindendo da ogni altra considerazione pu\u00f2 anche essere necessario modificarlo ed integrarlo; ma sarebbe imperdonabile imprudenza sradicarlo ed abbandonarlo, nel procedere alla ricostruzione del nuovo Stato repubblicano. Tanto pi\u00f9, d\u2019altro lato, non \u00e8 possibile trapiantare da noi il tipo direttoriale o di <em>praesidium<\/em>, che \u00e8 in sostanza una spersonalizzazione della presidenza, e non ha da noi le condizioni ed i presupposti che lo consentono altrove.<\/p><p>Il Capo dello Stato non deve essere, dunque, Capo del Governo; ma ci\u00f2 non esclude a priori che possa essere eletto, direttamente, dal popolo. Non ho nascosto il mio pensiero personale al riguardo. So di avere con me, per l\u2019elezione popolare, parlamentari di primo piano, Orlando, De Gasperi, Saragat; ma siamo in definitiva esigua minoranza; e ci vorrebbe un miracolo, se questa soluzione dovesse prevalere.<\/p><p>L\u2019onorevole Tosato ha detto che l\u2019elezione presidenziale da parte del popolo non \u00e8 possibile da noi, perch\u00e9 i partiti sono troppo divisi, e non vi \u00e8 l\u2019avvicendamento di due soli, che d\u00e0 al Presidente americano, per l\u2019esercizio dei suoi poteri, salde basi nel partito vincitore. Certamente da noi le cose sono diverse, ma \u00e8 proprio la discrasia, la polverizzazione, l\u2019oscillante incertezza dei partiti \u2013 ed il fatto che il pi\u00f9 degli italiani son fuori partito \u2013 a rendere opportuno il ricorso all\u2019elezione popolare, perch\u00e9 il Capo dello Stato abbia l\u2019autorit\u00e0 ed il prestigio, nell\u2019instabilit\u00e0 dei Governi e nella mutevolezza dei partiti, di rappresentare qualcosa di pi\u00f9 solido e pi\u00f9 alto. L\u2019immagine del pilone caduto, da cui mi sono mosso ed \u00e8 motivo ricorrente del mio discorso, induce all\u2019elezione popolare, per sostituire, in quanto \u00e8 democraticamente e repubblicanamente ammissibile, quel vecchio pilone.<\/p><p>La formidabile obbiezione, che prevarr\u00e0 qui, \u00e8 il pericolo del cesarismo, del bonapartismo, dell\u2019hitlerismo. Consento con Tosato che questo pericolo non \u00e8 legato proprio all\u2019elezione presidenziale, anzich\u00e9 da parte delle Camere. Sono fenomeni di ben pi\u00f9 ampia base; terremoti che travolgono ogni anteriore ordinamento costituzionale; ed il voto del popolo \u00e8 un <em>post<\/em>, non un <em>prius<\/em>. Ma insomma lo spettro della dittatura e la possibilit\u00e0 che si possa aprire il varco con l\u2019elezione del popolo, spaventano i pi\u00f9; n\u00e9 chi pur ammette dittatura di Parlamento vuol contrapporle la forza autonoma di un Capo dello Stato. Se io pensassi che il cesarismo fosse sensibilmente favorito dall\u2019elezione di popolo non sosterrei questa, in modo alcuno. Ma penso che il pericolo non \u00e8 tanto aggravato, in confronto all\u2019elezione di Parlamento, da contrappesare i vantaggi di autorit\u00e0 e di consolidamento del Capo dello Stato, che vengono dalla pi\u00f9 ampia e diretta designazione. Mi sono quindi concesso \u2013 perdonate \u2013 un pur inutile gesto.<\/p><p>Il progetto stabilisce, per la nomina appunto del Presidente della Repubblica, un voto qualificato delle Camere riunite in Assemblea Nazionale, con l\u2019aggiunta di due delegati di ciascun Consiglio regionale; piccolo numero di aggregati \u2013 meno di 50 \u2013 che non peser\u00e0 sulla scelta da parte dell\u2019Assemblea; e che ha soltanto un valore simbolico; alterando \u2013 e ci\u00f2 non mi piace \u2013 la linearit\u00e0 del metodo e dell\u2019istituto. Si \u00e8 accennato alla convenienza di collegi misti pi\u00f9 larghi; e vi sono in altre Costituzioni. A me sembra pi\u00f9 logico adottare l\u2019uno o l\u2019altro sistema \u2013 elezione dal popolo tutto o dalla sola Assemblea Nazionale \u2013 senza ibride contaminazioni.<\/p><p>Importante come, e pi\u00f9, della nomina del Presidente della Repubblica, \u00e8 il contenuto e l\u2019estensione dei suoi poteri. Il progetto elenca all\u2019articolo 83 alcuni compiti fondamentali; ma altri ve ne sono, menzionati a loro luogo, ed hanno anche maggiore rilievo: la nomina (e revoca) del Governo; la facolt\u00e0 del ricorso al <em>referendum<\/em> nei conflitti legislativi fra le due Camere; e \u2013 ultima ma pi\u00f9 forte di tutte \u2013 la facolt\u00e0 di sciogliere il Parlamento.<\/p><p>Per quanto concerne l\u2019elenco dell\u2019articolo 83, Condorelli contesta che il Presidente della Repubblica possa rappresentare l\u2019unit\u00e0 dello Stato. Conosco la sua nostalgia monarchica, ma chiedo al suo ingegno giuridico e filosofico perch\u00e9 mai il popolo non possa affidare elettivamente (anche in secondo grado, pel tramite del Parlamento) ad una persona il diritto ed il dovere di rappresentare lo Stato.<\/p><p>Secondo il progetto, il Presidente della Repubblica promulga, non sanziona le leggi. L\u2019istituto della sanzione si comprendeva meglio quando il re era considerato come il terzo ramo del Parlamento. \u00c8 meno ammissibile ora; e del resto \u2013 se si crede di concedere al Capo dello Stato, nel caso di suo dissenso con le Camere sopra una legge, la facolt\u00e0 di chiederne il riesame, ed eventualmente di ricorrere al <em>referendum \u2013 <\/em>facolt\u00e0 che gli \u00e8 riconosciuta in caso di dissenso legislativo fra le due Camere \u2013 ci\u00f2 si potrebbe fare, anche attenendoci al solo compito della promulgazione.<\/p><p>Il Presidente, per l\u2019articolo 83, nomina i funzionari dello Stato, non in tutti i gradi, ma in quelli indicati dalla legge: chiara espressione che vince la preoccupazione dell\u2019onorevole Nitti, che vorrebbe limitare tale intervento ai gradi pi\u00f9 alti.<\/p><p>Da parti diverse, e con non eguali intenti, Orlando, Condorelli, La Rocca non vedono di buon occhio che il Capo dello Stato abbia il comando dell\u2019esercito, ma ci\u00f2 inerisce alla sua stessa funzione; avviene in tanti altri paesi; ed \u00e8 garanzia che tale funzione non spetti ad un generale, ma al grande moderatore dello Stato. Sugli altri punti dell\u2019articolo 83 nessun contrario rilievo.<\/p><p>\u00c8 stato osservato, fuori di qui, che in complesso il Presidente della Repubblica italiana avrebbe meno poteri che in Francia, dove pu\u00f2 convocare e presiedere il Consiglio dei Ministri, rivolgere messaggi alle Camere e chiedere il riesame delle leggi. Non sono per mio conto favorevole al primo punto, perch\u00e9 le funzioni di Capo dello Stato e di Capo del Governo vanno ben distinte; mentre mi sembra che nulla vieti, anche nel silenzio della Costituzione, l\u2019invio di messaggi al Parlamento. Abbiamo gi\u00e0 posta la possibilit\u00e0 di concedere al Presidente della Repubblica una potest\u00e0 sospensiva, per far riesaminare le leggi.<\/p><p>L\u2019affermazione della minor ampiezza di poteri nella nostra di fronte alla Costituzione francese risulta poi definitivamente inesatta, quando si tenga conto che in Francia il Capo dello Stato non ha la facolt\u00e0 di sciogliere le Camere; disposizione di tale importanza che, mi pare d\u2019averlo accennato, induce Mortati a dire il nostro tipo di Repubblica semiparlamentare.<\/p><p>Il Presidente della Repubblica italiana non sar\u00e0 un fantoccio, come teme Orlando, in uno degli impeti appassionati della sua superba giovinezza mentale. Codacci Pisanelli dice che ha poche funzioni, e bisogna aggiungerne altre; La Rocca che ne ha troppe, e bisogna toglierne. Nella mia relazione scritta al progetto ho, insistendo sulla figura del Capo dello Stato, cercato di metterla in luce; e non voglio ripetermi. La sua \u00e8 una magistratura di persuasione, di equilibrio. Egli \u00e8 il grande moderatore e regolatore dei poteri dello Stato. Il capo spirituale, pi\u00f9 che il capo materiale, della vita comune. \u00c8 un ruolo altissimo; certamente il pi\u00f9 alto; n\u00e9 occorrono a ci\u00f2 personalit\u00e0 piuttosto mediocri, come insiste l\u2019onorevole Nitti; ed anche l\u2019onorevole Clerici, che ha voluto citare il cardinale Bentivoglio al riguardo dei papi. No; l\u2019esempio attuale, pel Capo della Chiesa e per quello dello Stato, smentisce l\u2019asserto che non stiano bene a tal posto uomini di elevatissima statura e di eccezionale capacit\u00e0. Le funzioni di Capo dello Stato sono diverse da quelle di Capo del Governo; e possono richiedere speciali attitudini; \u00e8 opportuno che il Presidente della Repubblica sia, per temperamento e per abito, un po\u2019 al di su della mischia; ma non fantoccio; no; n\u00e9 come carica n\u00e9 come persona.<\/p><p>Poche parole mi restano per il Governo; che deve essere \u2013 non sono mancate pur qui voci in tal senso \u2013 un Governo forte. Non gi\u00e0 nel senso consacrato dal fascismo di una priorit\u00e0 dell\u2019esecutivo sul legislativo, che riaffiora oggi in qualche aspirazione di costituzionalisti, specialmente francesi. No; senza arrivare alla dittatura del Parlamento tutto, la democrazia esige una prevalenza del Parlamento nel quadro di uno Stato di diritto. Ma ci\u00f2 non vuol dire debolezza e precariet\u00e0 di Governi; e l\u2019esecutivo deve avere \u2013 lo riconosce almeno teoricamente anche l\u2019onorevole Gullo \u2013 una sua autonomia. L\u2019esecutivo deve essere fondato sulle leggi, che pongono il limite della sua attivit\u00e0; ma nella vita dello Stato, come in quella dei singoli, l\u2019azione e l\u2019iniziativa hanno il loro giuoco ed il loro campo. Un Governo, che sia ombra vana e commesso puro e semplice del Parlamento, non potrebbe dirigere e guidare, come gli spetta, la cosa pubblica.<\/p><p>A simili fini mira il progetto; e ferma due punti, che sono contestati. Si vuol col primo evitare la eccessiva instabilit\u00e0 dei Governi (la Francia ne ebbe un centinaio in cinquanta anni). Soltanto Fuschini non terne il malanno di una cos\u00ec estrema mutevolezza; e dice che, in fondo, non vi era coi grandi parlamentari del passato; che torneranno anch\u2019essi; ed allora tutto andr\u00e0 bene. (Purtroppo, per\u00f2, Giolitti nella sua ultima prova non riusc\u00ec affatto; ci\u00f2 che mostra come influisca l\u2019ambiente). Uno sforzo di affidare anche a nuovi istituti una maggiore durevolezza di gabinetto non sembra trascurabile. Il progetto di Costituzione d\u00e0 vita all\u2019istituto della fiducia e della sfiducia da parte dell\u2019Assemblea Nazionale. Appena formato, un Governo deve a questa chiedere la fiducia; ed ha diritto di appellarsi all\u2019Assemblea contro il voto di sfiducia di una sola Camera.<\/p><p>Rubilli e Fuschini impugnano la efficacia di questo congegno; e fanno rilievi meritevoli di attenzione: come riuscir\u00e0 un Governo a tenersi in sella se, pur avendo racimolato una maggioranza di stretta misura nell\u2019Assemblea Nazionale, una delle due Camere continuer\u00e0 a votargli contro ed a rendergli impossibile la vita? Per camminare \u2013 ha esclamato in una sua caustica interruzione Fabbri \u2013 bisogna avere due gambe, non una sola. L\u2019istituto \u00e8 stato difeso da Tosato, che ha riconosciuto la necessit\u00e0 di abiti e metodi nuovi negli atteggiamenti di fronte ai Governi. La questione \u00e8 riaperta; ed anche se si dovesse abbandonare l\u2019espediente del progetto, bisognerebbe ricorrere a qualcosa d\u2019altro, almeno per evitar le sorprese ed i cambiamenti bruschi.<\/p><p>A critiche ha pur dato luogo un altro punto del progetto, che introduce la figura del Primo Ministro; n\u00e9 vi \u00e8 da scandalizzarsi, perch\u00e9 \u00e8 ormai cosa realizzata, di fatto, dovunque, in ogni Stato a regime parlamentare e di gabinetto; e non si \u00e8 che tradotto il fatto in un articolo, del resto prudente e misurato, di Costituzione. L\u2019onorevole La Rocca protesta; ed \u00e8 arrivato persino a contestare il potere di coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 dei Ministri. Senza coordinamento come potrebbe funzionare un Gabinetto? Gullo trova contradittorio ed insostenibile quanto dice l\u2019articolo 89 sulla responsabilit\u00e0 del Primo Ministro per la politica generale del Governo e per la responsabilit\u00e0 collegiale dei Ministri per gli atti del Consiglio. Non so vedere l\u2019illogicit\u00e0; \u00e8 necessario che dell\u2019indirizzo politico risponda pi\u00f9 specialmente un Capo; ma se i Ministri rimangono nel Governo, e prendono insieme certe deliberazioni, \u00e8 giusto che assumano anch\u2019essi la loro responsabilit\u00e0. Anzich\u00e9 assurda, la formulazione mi appare piuttosto felice.<\/p><p>Il Gabinetto deve avere chi lo dirige; se no sarebbe il caos. E \u2013 ripetiamolo ancora una volta \u2013 il Governo non pu\u00f2 essere \u00abil Comitato della maggioranza\u00bb, come disse Kelsen, senza rendersi conto delle conseguenze che ne avrebbero tratte La Rocca ed altri. Il Governo deve avere una maggioranza; ma \u00e8 l\u2019esecutivo non di un solo partito, bens\u00ec di tutto il popolo e dello Stato. Onorevoli colleghi che mi seguite con tanta attenzione, e forse vi ho stancati&#8230;<\/p><p><em>Voci.<\/em> No, no.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. &#8230;<\/em>siamo alla fine. Agli ultimi tratti di questa parte della Costituzione. Dopo che del Governo, il progetto parla dell\u2019amministrazione, che \u00e8 non staccata ma distinta dal Governo, ha problemi e funzioni proprie; e forse, a mio avviso personale, meriterebbe qualche disposizione pi\u00f9 ampia. Abbiamo creduto di fare cosa buona, facendo nel progetto menzione degli organi ausiliari del Governo, e possono in certo senso esserlo anche del Parlamento; organi ausiliari che, senza essere strettamente costituzionali, hanno importanza tale da trovar posto nella Costituzione. Ci pareva opportuno inquadrare e dare un moderato risalto a questi \u00abcorpi\u00bb, che l\u2019hanno nella realt\u00e0, e non sempre nell\u2019opinione.<\/p><p>Non abbiamo avuto fortuna. Nitti ha trovato che il Consiglio economico nazionale \u00e8 una mostruosit\u00e0. Gullo ha sparato a palle infuocate contro il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti.<\/p><p>Il Consiglio economico previsto nel progetto esiste in quasi tutti i paesi; ed in molte Costituzioni. La Costituente italiana ha inoltre votato, in via di massima, di istituire un Consiglio nazionale del lavoro, salvo coordinarlo ed unificarlo col Consiglio economico. Ne parleremo all\u2019articolo 92; e sono convinto che in definitiva anche Nitti non far\u00e0 una inutile opposizione a ci\u00f2 che \u00e8 richiesto dallo spirito dei tempi e dal movimento operaio.<\/p><p>Ringrazio Gullo di avermi messo fuori di causa, pel Consiglio di Stato, dicendo troppo cortesemente che, se io fossi eterno, non sorgerebbe il pericolo. Posso cos\u00ec parlare fuori del caso personale, con piena obbiettivit\u00e0. Conosco il valore e la coltura di Gullo; ma \u2013 poich\u00e9 non posso attribuirgli il partito preso di screditare e sconvolgere, negli organi cui \u00e8 affidata la regolarit\u00e0 amministrativa, i fondamenti dello Stato \u2013 debbo altamente meravigliarmi che, per cattiva informazione o per incomprensione, nessuna delle sue affermazioni abbia il menomo fondamento.<\/p><p>La sua tesi-base \u00e8 che Consiglio di Stato e Corte dei Conti non sono organi costituzionali. Via dunque dalla Costituzione! Preoccupazione un po\u2019 strana per un comunista, quando Di Vittorio ha proposto il Consiglio del lavoro, ed altri comunisti volevano far entrare nel progetto tanta roba. Via da una Costituzione, dove ha avuto cittadinanza l\u2019artigianato&#8230;<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Ed il paesaggio!<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione. &#8230;<\/em>s\u00ec, anche il paesaggio! Senza arrivare a queste deformazioni, ripeto: \u00aborgano costituzionale\u00bb \u00e8 un concetto scientifico, che elaborer\u00e0 la dottrina; noi costituenti possiamo mettere nella Costituzione ci\u00f2 che ci sembra necessario ed opportuno.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo ha detto che di Consiglio di Stato e di Corte dei Conti non si parla nella Costituzione inglese (si \u00e8 dimenticato che non c\u2019\u00e8 una Costituzione inglese) n\u00e9 in nessuna altra. Ho qui a sua disposizione un elenco per dimostrare inesatta la sua affermazione. L\u2019inconveniente di cui Gullo si lamenta \u00e8 che, messi nella Costituzione questi istituti, non si potr\u00e0 modificarli che per revisione costituzionale. Per vero, il profilo fermato nel testo \u00e8 cos\u00ec generale ed elastico che consente svolgimenti ben larghi alla legge ordinaria. Se si volesse distruggere gli istituti e toglierne i controlli essenziali (ad esempio con un colpo di mano d\u2019un Governo e d\u2019una maggioranza corrotta) \u00e8 bene ed \u00e8 democratico che si segua la pi\u00f9 meditata e cauta via della revisione costituzionale. Non lo dimentichi l\u2019onorevole Gullo: questi istituti sono sorti come presidio di libert\u00e0.<\/p><p>Ma egli non si limita all\u2019eccezione di extracostituzionalit\u00e0; considera Consiglio di Stato e Corte dei Conti come congegni ingombranti, ritardatari, antidemocratici; il che parrebbe rispondere alla concezione comunista che il Parlamento \u00e8 tutto, e non sono ammessi freni e contrappesi; lo prego per\u00f2 di tener presente \u2013 altra informazione che gli \u00e8 mancata \u2013 come i suoi compagni francesi, per negare la seconda Camera, hanno invocato e dato rilievo ai corpi ausiliari e consultivi, fra cui questi due.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo vede specialmente nel Consiglio di Stato un pericolo pubblico, un covo di invadenza, all\u2019agguato per un pi\u00f9 lauto \u00abpranzo\u00bb; si intende di competenza; ma che brutta frase, onorevole Gullo, per servitori dello Stato, fra i pi\u00f9 degni e pi\u00f9 alti di grado, che con la loro paga faticano a metter insieme il pranzo e la cena! L\u2019onorevole Gullo si vale, per le sue accuse, di un documento che fa onore al Consiglio di Stato; una relazione che Gullo, come Guardasigilli, ha chiesto alla magistratura ordinaria \u2013 quella straordinaria del Consiglio di Stato ha creduto doveroso di redigere, per un opportuno contributo alla riforma dello Stato. Due incriminazioni. La prima \u00e8 che il Consiglio di Stato vuole usurpare la competenza legislativa, rubandola al Parlamento. Sapete quale \u00e8 la grave colpa? Il Consiglio di Stato si \u00e8 offerto di collaborare alla preparazione delle leggi. Tutti si lagnano dello scarso tecnicismo e delle improvvisazioni \u2013 non coordinate \u2013 dei disegni di legge. Nell\u2019Inghilterra il Parlamento stesso chiede aiuti; vi \u00e8 nell\u2019aula di Westminster un banco di funzionari-legali, che danno forma e precisione alle disposizioni deliberate. Da noi la legge sul Consiglio di Stato prevede gi\u00e0 che il Governo possa chiedere il parere del Consiglio sui disegni di legge. La relazione incriminata suggerisce che si esamini l\u2019opportunit\u00e0 di ci\u00f2 che del resto \u00e8 avvenuto gi\u00e0 di fatto \u2013 anche recentemente \u2013 quando Governi, di cui faceva parte l\u2019onorevole Gullo, han chiesto al Consiglio di Stato di predisporre qualche disegno di legge. Che delitto \u00e8 che, invece dell\u2019opera di un burocrate di Ministero, si affidi in dati casi tale compito ad un Corpo di pi\u00f9 larga ed esperta competenza di tecnica legislativa! Badate bene; il Consiglio di Stato ha sottolineato che il Governo deve essere pienamente libero di dargli o no siffatti incarichi. Si \u00e8 permesso soltanto \u2013 quale delitto! \u2013 di rilevare che, come \u00e8 gi\u00e0 obbligatorio sentire il parere del Consiglio sui regolamenti, lo sia anche per i decreti legislativi ed i decreti-legge; l\u2019estensione potr\u00e0 essere o no accettata, ma \u00e8 evidentemente rivolta a tutelare le libert\u00e0 ed i diritti dei cittadini.<\/p><p>Secondo titolo di accusa; nel dannato documento il Consiglio di Stato&#8230; denuncia la Corte dei Conti e vuole, per certi compiti, sostituirsi ad essa. Quanta fantasia ha l\u2019onorevole Gullo! Il Consiglio di Stato nel brano incriminato osserva che il controllo di legittimit\u00e0 che spetta alla Corte dei conti sugli atti amministrativi non pu\u00f2, attraverso l\u2019eccesso di potere, esercitarsi sul merito dei provvedimenti; se no si avrebbe un\u2019efficacia rallentatrice. Tutto qui; l\u2019onorevole Gullo non ha capito che il rilievo difende appunto l\u2019attivit\u00e0 del Governo, ed in tal senso si rivolge&#8230; contro lo stesso Consiglio di Stato.<\/p><p>Il quale \u2013 altra accusa di Gullo \u2013 non vuole assorbire le funzioni della futura Corte di garanzie costituzionali: tant\u2019\u00e8 che nella relazione ne invoca la istituzione! Ma basta ormai con rilievi cos\u00ec insostenibili! Una cosa soltanto voglio ricordare a Gullo, che la formulazione che non gli piace: \u00aborgano di consulenza giuridico-amministrativa e di giustizia nell\u2019amministrazione\u00bb \u00e8 bellissima, e risale allo Spaventa; ed ebbe l\u2019adesione entusiasta dell\u2019estrema sinistra, perch\u00e9 tendeva ad arginare abusi di parte opposta; perch\u00e9 era rivendicazione e difesa delle minoranze e dei diritti dei cittadini. Se la giustizia nell\u2019amministrazione debba implicare una competenza giurisdizionale del Consiglio di Stato, \u00e8 tesi cui hanno aderito nella Commissione i comunisti; ed \u00e8 accolta nel progetto; ne parleremo a suo luogo. Qui voglio dichiarare \u2013 ed interpreto il senso della Costituzione \u2013 che sono necessari i controlli, per assicurare la legalit\u00e0 e la convenienza degli atti dell\u2019Amministrazione; che tale compito non pu\u00f2 essere esercitato dal Parlamento, quando non basta neppure a legiferare; n\u00e9 pu\u00f2 essere affidato ad un organo in mano del Governo, senza garanzie di autonomia ed indipendenza, che deve avere il Consiglio di Stato. L\u2019onorevole Terracini accenn\u00f2 nella Commissione che i suoi membri potrebbero essere nominati dal Parlamento. No; perch\u00e9 l\u2019autonomia ed indipendenza devono esservi anche di fronte al parlamentarismo; ma fu proposto che alla scelta dei consiglieri di Stato dovessero assentire gli Uffici di Presidenza delle due Camere. Si va incontro a giuste esigenze. Si resister\u00e0, con tutte le forze del nuovo Stato repubblicano, alle tendenze che volessero, con lo scardinare i congegni amministrativi, aprire la via al disordine ed allo sfacelo.<\/p><p>Ho finito. Mettiamoci ora tutti, di buona volont\u00e0, a discutere in dettaglio e concretare gli articoli di questi tre Titoli del progetto. Non vi nascondo anch\u2019io un senso di tristezza pel modo in cui si sono riaperti i nostri lavori, proprio su quella parte che tutti chiamano la \u00abvera\u00bb Costituzione. Si \u00e8 passato da un eccesso all\u2019altro; da una pioggia di minuti dibattiti e di interventi copiosi da parte dei costituenti a segni di assenteismo e disinteresse nell\u2019Aula, nei partiti, nella stampa, nell\u2019opinione. Le cose probabilmente muteranno quando si presenter\u00e0, sugli emendamenti, qualche aspetto gladiatorio e pettegolo di contrasto fra partiti. Intanto anche questi non si sono svegliati, e non hanno dato formulazioni precise alle loro tendenze. Il Comitato fa appello alla responsabilit\u00e0 dei capi Gruppo, di tutti i membri dell\u2019Assemblea, dei rappresentanti della stampa. Ci\u00f2 che importa \u00e8 che si ravvivi nel Paese la coscienza dell\u2019importanza che ha la formazione d\u2019una Carta costituzionale: pi\u00f9 importanza d\u2019una scaramuccia personale e di una tattica di crisi. Occorre un interesse non superficiale, ma serio e profondo; come vi \u00e8 stato in Francia, durante i lavori di quella Costituente. Mi auguro che il disinteresse attuale, da noi, sia dovuto ad un\u2019eclissi temporanea, dopo il fascismo, e non ad una pi\u00f9 radicale mancanza di educazione politica.<\/p><p>Noi dobbiamo ancora far molto; la mia stessa esposizione vi avr\u00e0 dato l\u2019impressione del numero e della gravit\u00e0 dei problemi che ci resta da risolvere; ho voluto inquadrarli nel loro insieme, perch\u00e9 possano essere affrontati pi\u00f9 rapidamente; e \u2013 se vorremo \u2013 potremo perfettamente concludere in tempo, entro l\u2019anno, i nostri lavori.<\/p><p>Capiter\u00e0, pi\u00f9 ancora della prima parte, che si verificheranno in questa incroci ed incontri svariati e talvolta impensati fra partiti. Io invoco, una volta ancora, la concordia sostanziale al di sopra dei necessari dissensi. Gullo ha parlato di \u00abcompromessi deteriori\u00bb, come se i suoi ne fossero sempre privi. Ripeto una volta ancora che il compromesso \u00e8 indispensabile e \u00absacro\u00bb, lo ha dichiarato un puro, Gandhi; perch\u00e9 fare vuol dire adattarsi; ed \u00e8 lo spirito totalitario, non il liberale che nega il compromesso. Se non volete usare la parola \u00abcompromesso\u00bb, ricorrete a quella che mi suggerisce l\u2019amico Perassi; e viene da Cattaneo, il quale diceva che ogni legge \u00e8 una \u00abtransazione\u00bb fra interessi ed idee diversi. Dobbiamo salvare le idealit\u00e0 essenziali, ed irriducibili, che sono in ciascuno di noi la ragione stessa del nostro pensiero e la nostra dignit\u00e0 di vita; ma ci\u00f2 \u00e8 possibile \u2013 e l\u2019ho detto pi\u00f9 volte \u2013 quando si verifichi un incontro fra le posizioni fondamentali dello spirito, che muovono le varie correnti e partiti. La Costituzione, e con essa la Repubblica, sar\u00e0 poi una cosa salda se fra gli \u00abimmortali princip\u00ee\u00bb dei vecchi democratici, i diritti sacri e naturali dei cristiani, le rivendicazioni dei partiti di lavoro, si riscontrer\u00e0 la coincidenza di alcune idealit\u00e0 trascendenti e comuni; che non elimineranno le lotte; consentiranno la convivenza e la collaborazione. Un critico ha scritto che nella nostra Costituzione si sentono echi del \u00abCredo\u00bb e della \u00abMarsigliese\u00bb; non vi \u00e8 un abisso fra il \u00abSermone della montagna\u00bb e la \u00abDichiarazione dei diritti dell\u2019uomo\u00bb, ed io vorrei, se il critico lo consente, aggiungere anche un\u2019eco del \u00abCanto dei lavoratori\u00bb, perch\u00e9 neppure il \u00abManifesto dei comunisti\u00bb contrasta con le altre due altissime manifestazioni. \u00c8 bens\u00ec necessario che non sia un centone, ma una sintesi, la transazione di Cattaneo che scende alle comuni fondamenta del pensiero e della azione.<\/p><p>La nostra Costituzione non pretende di esprimere la sintesi nuova; \u00e8 tutt\u2019altro che perfetta; \u00e8 piena di difetti; anch\u2019io ne ho rilevati e non sono sempre riuscito dove desideravo. Ma sarebbe ora di smettere l\u2019abitudine italiana di dir male di noi stessi; di gridare, ciascuno di noi, che questa Costituzione \u00e8 un orrore. Di Costituzioni belle al mondo non ce ne sono molte; l\u2019inglese non \u00e8 scritta; l\u2019americana e la svizzera non sono imitabili da noi, la nuova francese (quella del 1875, non era una Costituzione, ma un coacervo di cinque leggi) \u00e8 notevole; ma non \u00e8 un capolavoro; non \u00e8 dopo tutto superiore a questa che stiamo fabbricando. Mentre noi diciamo male di noi stessi, si alzano voci di studiosi stranieri che considerano con maggior attenzione il nostro lavoro; e trovano che, malgrado le sue pecche, \u00e8 una cosa seria, non indegna del popolo italiano. Ho avuto molte amarezze, ma \u2013 lo ripeto ancora \u2013 sarei lieto di chiudere la mia vita politica dirigendo i lavori della Costituzione italiana. (<em>Vivissimi, generali applausi \u2013 Moltissime congratulazioni<\/em>).<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale sopra i primi tre Titoli della seconda parte del progetto di Costituzione, e rinvio ad altra seduta la votazione degli ordini del giorno e l\u2019esame degli articoli.<\/p><p>Sull\u2019ordine dei lavori.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Monticelli e Moro hanno presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerata la urgenza di procedere alla approvazione del terzo comma del primo articolo delle Disposizioni transitorie, decide di sottoporne la discussione e la votazione alla prima seduta in materia costituzionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Monticelli ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MONTICELLI. Stamane, in sede di dichiarazione di voto, a nome del Gruppo democratico cristiano, il collega onorevole Moro ha precisato che da parte nostra non vi era nessuna difficolt\u00e0 perch\u00e9 si procedesse, al pi\u00f9 presto possibile, alla discussione e votazione del terzo comma dell\u2019articolo 1 delle Disposizioni transitorie del progetto di Costituzione, che riguarda le limitazioni temporanee alla eleggibilit\u00e0 ed al diritto del voto. Conseguentemente a questa richiesta del collega Moro, \u00e8 stato presentato dall\u2019onorevole Moro e da me un ordine del giorno che l\u2019onorevole Presidente ha letto.<\/p><p>Ragioni di ordine di lavori non hanno consentito che questa sera si potesse subito discutere quest\u2019ordine del giorno. Torniamo a pregare, quindi, l\u2019onorevole Presidente che voglia fissare al pi\u00f9 presto la discussione e votazione di questo comma, a dimostrazione che da parte nostra non soltanto non si \u00e8 cercato in alcun modo, col voto di stamani, di dilazionare la votazione dell\u2019articolo 47, ma che la votazione di stamani ha avuto un preciso e chiaro significato giuridico, al quale ci vogliamo esclusivamente riportare.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Io debbo dichiarare che non potrei in alcun modo, per quanto mi riguarda personalmente, aderire alla richiesta dei colleghi di cui test\u00e9 l\u2019onorevole Presidente ci ha letto l\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Stamani abbiamo assistito, con una certa sorpresa, alla presa di posizione dell\u2019onorevole Moro con una proposta sospensiva, la quale suonava stridente contrasto con quella assunta in modo molto chiaro e dal Relatore della Commissione e dallo stesso rappresentante del. Governo. Comunque possa essere giudicata quella presa di posizione della Democrazia cristiana (personalmente io non la giudico bene), io non credo che dopo quella posizione noi si sia in qualsiasi modo impegnati a portare alla prossima discussione di questa Assemblea la discussione dell\u2019articolo 1 delle norme transitorie, prima di tutto perch\u00e9 la sospensione di quello che discutevamo stamani ha sorpreso parecchi degli stessi colleghi di quel Gruppo, in secondo luogo perch\u00e9 noi non siamo affatto impegnati da quella norma transitoria. Io credo \u2013 me lo auguro come democratico, e credo che con me se lo augurino tutti i democratici in quest\u2019Aula, perch\u00e9 se non siamo una grande assemblea storica, tuttavia questa Assemblea \u00e8 nella sua immensa maggioranza ancora antifascista, per la democrazia e per la libert\u00e0 d\u2019Italia \u2013 io credo che noi, prima che questa nostra Carta costituzionale sia definitiva, cio\u00e8 prima del 31 dicembre, possiamo darci, e attraverso l\u2019opera legislativa di questa Assemblea, e attraverso l\u2019opera esecutiva del Governo (che io mi auguro non sia sempre lo stesso), alcune realizzazioni democratiche che realmente garantiscano la democrazia. Ed allora potremmo anche votare la norma transitoria e partire da un criterio di maggiore larghezza; ma \u00e8 innanzi tutto doveroso che questa Assemblea compia alcuni atti che siano perfettamente chiari nella volont\u00e0 di realizzazione democratica del Paese. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Da parte nostra non c\u2019\u00e8 nessuna difficolt\u00e0 ad accogliere la proposta dell\u2019onorevole Moro. Anzi ricordo che sono stato io il primo a ricordare, con una mia parentesi, la possibilit\u00e0 di stralciare l\u2019articolo primo delle Disposizioni transitorie, e discuterlo con precedenza assoluta su tutte le altre norme, che ancora debbono essere discusse e approvate.<\/p><p>Chiedo soltanto all\u2019onorevole Moro se non abbia difficolt\u00e0 a sostituire una parola. Mi pare che il suo ordine del giorno dica: \u00abConsiderata l\u2019urgenza di procedere alla approvazione\u00bb; direi invece: \u00abdi procedere alla discussione\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MORO. Accettiamo la proposta dell\u2019onorevole Russo Perez<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, \u00e8 forse opportuno richiamare concisamente la questione, perch\u00e9 pu\u00f2 essere che qualcuno dei presenti non l\u2019abbia immediatamente alla mente. Stamane, dovendosi discutere il seguito dell\u2019articolo 47 del progetto di legge sull\u2019elettorato attivo, l\u2019onorevole Russo Perez ha presentato una richiesta di sospensiva nei confronti degli ultimi paragrafi dell\u2019articolo stesso, richiamandosi alla disposizione dell\u2019articolo 45 del testo costituzionale gi\u00e0 approvato dall\u2019Assemblea, e (tuttavia non ancora definitivo, perch\u00e9 il progetto di Costituzione nel suo complesso non \u00e8 stato approvato ancora) a tenore del quale: \u00abSono elettori tutti i cittadini di ambo i sessi che abbiano raggiunto la maggiore et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Intorno a questa proposta dell\u2019onorevole Russo Perez si \u00e8 svolta una discussione piuttosto lunga, la quale si \u00e8 conclusa con una votazione che ha approvata la sospensiva.<\/p><p>Gli onorevoli Moro e Monticelli, facendo una dichiarazione di voto in proposito, avevano dichiarato che il Gruppo democratico cristiano avrebbe votato la sospensiva con l\u2019intesa che nella prima seduta riservata alla Costituzione venisse posto in discussione la norma transitoria. \u00c8 appunto in esecuzione di questo impegno che l\u2019onorevole Moro e l\u2019onorevole Monticelli hanno presentato stasera questa proposta. Io desidero soltanto fare presente che, in assenza di una votazione della norma transitoria, l\u2019esame del progetto di legge sull\u2019elettorato attivo sarebbe arrestato e, pertanto, non potrebbe essere completato nelle decisioni. Ci\u00f2 potrebbe portare a gravi conseguenze ed inconvenienti in ordine al lavoro preparatorio delle future elezioni.<\/p><p>Questa \u00e8 la situazione di fatto.<\/p><p>Si \u00e8 adesso aggiunta la proposta degli onorevoli Moro e Monticelli. Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione questa proposta.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Ho chiesto la parola per chiarire che l\u2019Assemblea non si deve ritenere legata&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, l\u2019Assemblea \u00e8 impegnata ad una votazione.<\/p><p>LUSSU. Per\u00f2 io credo che la sospensiva si debba interpretare come sospensiva per oggi. Finito oggi si riprende la discussione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. All\u2019obiezione sollevata dall\u2019onorevole Lussu posso rispondere ricordando il testo della proposta di sospensiva presentata stamane dall\u2019onorevole Russo Perez. Mi sembra del resto che anche la semplice lettura del resoconto sommario chiarisca come la interpretazione dell\u2019onorevole Lussu non sia accettabile. Dice il resoconto sommario:<\/p><p>\u00abRitiene \u2013 l\u2019onorevole Russo Perez \u2013 che si debba sospendere la discussione sull\u2019emendamento Schiavetti, per riprenderla quando si tratter\u00e0 dell\u2019articolo primo delle norme transitorie, ecc.\u00bb.<\/p><p>Quindi, non si \u00e8 trattato di sospendere per la seduta di stamane, ma di sospendere fino a quando non si sia deciso in merito alla norma transitoria. A ci\u00f2 si \u00e8 impegnata l\u2019Assemblea quando ha votato la sospensiva.<\/p><p>Se i colleghi ritengono che si debba rapidamente sciogliere la condizione sospensiva per continuare la discussione del progetto di legge sull\u2019elettorato, occorre porre al pi\u00f9 presto all\u2019ordine del giorno il terzo comma dell\u2019articolo 1 delle norme transitorie; se dovessero ritenere, invece, che si possa attendere, allora non porremo all\u2019ordine del giorno l\u2019esame della norma transitoria, ma attenderemo, per esaminarla, la fine dei lavori dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>UBERTI, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 impossibile!<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente che ci\u00f2 significherebbe procrastinare l\u2019entrata in applicazione della legge sull\u2019elettorato, con tutte le conseguenze che ne derivano.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Mi pare che questa questione non possa essere risolta stasera, data l\u2019assenza di gran parte dell\u2019Assemblea&#8230; (<em>Rumori \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole La Rocca, lei fa una proposta formale di sospensiva sulla decisione in merito alla proposta Moro Monticelli?<\/p><p>LA ROCCA. Io credo che sarebbe meglio rinviare a marted\u00ec la decisione di questa questione (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Ma, comunque, non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Possiamo allora passare senz\u2019altro alla votazione della proposta degli onorevoli Moro e Monticelli, la cui approvazione ci porrebbe l\u2019obbligo di mettere all\u2019ordine del giorno della prima seduta dedicata al seguito della discussione sul progetto di Costituzione il terzo comma della prima norma transitoria del progetto stesso. Cos\u00ec chiarita la questione, pongo in votazione la proposta degli onorevoli Moro e Monticelli.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Resta allora inteso che nella prima seduta dedicata all\u2019esame dei problemi costituzionali discuteremo sul terzo comma della prima norma transitoria, aprendo cos\u00ec una breve parentesi nella discussione sui primi tre titoli della seconda parte del progetto di Costituzione. Ci\u00f2 avverr\u00e0 probabilmente nella seduta di marted\u00ec mattina; ma l\u2019ordine del giorno della seduta di marted\u00ec verr\u00e0 stabilito in quella di luned\u00ec.<\/p><p>RUSSO PEREZ. E domani mattina?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Russo Perez, lei sa che, di solito, la mattina non si procede all\u2019esame dei problemi costituzionali: lei mi chieder\u00e0 allora: e perch\u00e9 marted\u00ec prossimo invece s\u00ec?<\/p><p>Perch\u00e9 nella seduta pomeridiana dello stesso marted\u00ec avr\u00e0 inizio, come lei sa, la discussione intorno alla mozione di sfiducia al Governo e allora l\u2019esame del progetto di Costituzione verr\u00e0 trasportato alle sedute antimeridiane. E poi il sabato, lei lo sa, ha sempre una mattinata di lavori, dir\u00f2, approssimativi.<\/p><p>Interpellanza e interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 pervenuta alla Presidenza la seguente interpellanza con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, sulla situazione venutasi a creare con la riammissione in servizio permanente effettivo degli ufficiali che furono Sottosegretari di Stato per l\u2019aeronautica con la repubblica fascista; e sulle gravi sperequazioni createsi con l\u2019applicazione della legge sullo sfollamento.<\/p><p>\u00abNobile\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Risponder\u00f2 nella seduta di luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono inoltre pervenute le seguenti interrogazioni con richiesta di urgenza:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, sulle misure disciplinari che egli intende prendere nei confronti degli ufficiali e funzionari della polizia celere e della pubblica sicurezza, che hanno tollerato senza intervenire il canto di inni fascisti da parte di gruppi faziosi in Roma, i giorni 17 e 18 settembre, rispettivamente in Piazza Ungheria e al Foro Traiano.<\/p><p>\u00abPajetta Giuliano, Lussu, Giua, Pressinotti, D\u2019Onofrio, Minio, Barontini Ilio, Zanardi, Macrelli, Gasparotto, Vernocchi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dei trasporti, per sapere se intenda prendere urgenti provvedimenti per ottenere che molti Comuni della Sardegna, ora completamente isolati, siano allacciati alle linee pubbliche automobilistiche.<\/p><p>\u00abMastino Pietro, Lussu, Abozzi, Giua, Murgia, Mannironi, Corsi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della marina mercantile, per sapere quale criterio intenda seguire nella assegnazione del terzo lotto disponibile delle navi <em>Liberty<\/em>; ed in particolare se non ritenga almeno questa volta, dopo aver sodisfatto largamente le esigenze degli armatori del Nord, di dovere assegnare una delle navi alla Sardegna, che ha estremo bisogno di mezzi adeguati per le esigenze sempre crescenti del traffico marittimo.<\/p><p>\u00abMannironi, Mastino Pietro, Lussu, Mastino Gesumino, Carboni Enrico, Chieffi, Murgia\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Interesser\u00f2 i Ministri competenti affinch\u00e9 facciano conoscere quando intendano rispondere.<\/p><p>Sui lavori delle Commissioni permanenti per l\u2019esame dei disegni di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Adesso vorrei rivolgere una preghiera ai membri dell\u2019Assemblea. Stamane la terza Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge non ha potuto tenere seduta, e neanche ieri, per la mancanza del numero legale. Ora, bisogna che gli onorevoli colleghi tengano presente che vi \u00e8 una disposizione, votata dall\u2019Assemblea stessa, a tenore della quale i progetti di legge avviati dal Governo alle Commissioni permanenti devono essere esaminati entro un determinato termine, scaduto il quale il Governo \u00e8 autorizzato a darvi corso anche senza avviso.<\/p><p>Se le sedute delle Commissioni permanenti vanno deserte, si annulla quella forma di controllo che l\u2019Assemblea ha ritenuto di dover esercitare sul Governo, decidendolo con una disposizione che ha costituito, in fondo, una modificazione della stessa legge istitutiva dell\u2019Assemblea. Sarebbe opportuno che, essendoci attribuiti questo diritto, al diritto dessimo corso e lo esercitassimo, e cio\u00e8 sarebbe bene che nelle Commissioni permanenti non si verificasse troppo frequentemente l\u2019assenza del numero legale con l\u2019impossibilit\u00e0 conseguente di tenere sedute regolari.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Sono membro della terza Commissione e tengo a spiegare all\u2019onorevole nostro Presidente ed agli onorevoli colleghi che la nostra Commissione non si \u00e8 potuta riunire non per mancanza del numero legale, in quanto il numero non importava, ma per l\u2019assenza del Ministro, il quale aveva chiesto di essere personalmente sentito, dovendosi discutere la riforma dei consorzi agrari \u2013 legge fondamentale gravissima \u2013 per la quale era necessario avere dal Ministro schiarimenti e precisazioni; e il Ministro stesso aveva riconosciuto questa necessit\u00e0. Il Ministro, d\u2019altra parte, era pienamente giustificato nella sua assenza, in quanto era impegnato, come tutti sanno, nel tentativo di conciliazione della vertenza dei braccianti con gli agrari del Nord d\u2019Italia.<\/p><p>Ritengo, quindi, di poter affermare che la terza Commissione \u00e8 pienamente giustificata se non ha potuto tenere le sue sedute.<\/p><p>Sull\u2019ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stabiliamo l\u2019ordine del giorno per la seduta di domani. Domani \u00e8 sabato, quindi si terr\u00e0 una sola seduta, quella mattutina, che sar\u00e0 completamente dedicata allo svolgimento di interrogazioni.<\/p><p>Avevamo detto di dedicare quaranta minuti di ogni seduta mattutina alle interrogazioni; nel corso di questa settimana ci\u00f2 non \u00e8 stato possibile; cerchiamo quindi di recuperare il tempo mancato dedicando alle interrogazioni tutta la seduta di domani mattina.<\/p><p>Elencher\u00f2 le interrogazioni che saranno poste all\u2019ordine del giorno. Eventualmente, se vi sono dei colleghi presenti che desiderano che le interrogazioni da essi presentate vengano poste all\u2019ordine del giorno della seduta di domattina, lo dicano.<\/p><p>Vi sono anzitutto due interrogazioni dell\u2019onorevole Riccio Stefano al Ministro dei lavori pubblici; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Gaetano Martino al Presidente del Consiglio; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Schiavetti e di altri al Ministro della difesa; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Valiani al Presidente del Consiglio dei Ministri; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Giovanni al Ministro del lavoro; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Di Fausto al Governo in generale; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Bettiol al Ministro della pubblica istruzione; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Colitto al Ministro dell\u2019agricoltura; dell\u2019onorevole Gotelli Angela al Ministro dei trasporti; dell\u2019onorevole Terranova al Ministro della marina mercantile; dell\u2019onorevole Marinaro al Presidente del Consiglio dei Ministri; dell\u2019onorevole Colitto al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri delle finanze e tesoro; un\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Zuccarini al Ministro delle finanze; dell\u2019onorevole Persico al Ministro di grazia e giustizia; dell\u2019onorevole Laconi al Presidente del Consiglio dei Ministri; dell\u2019onorevole Faralli al Ministro della marina mercantile; dell\u2019onorevole Caroleo al Ministro dei trasporti; dell\u2019onorevole Caso al Ministro dei lavori pubblici; dell\u2019onorevole Numeroso al Ministro della difesa.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Se il Presidente crede che ci sia possibilit\u00e0 di porre in questo ordine del giorno qualche altra interrogazione, chiederei di poter discutere domani quella che ho presentato stasera con carattere di urgenza, relativa ai Comuni della Sardegna non allacciati con nessun mezzo e completamente isolati.<\/p><p>PRESIDENTE. Bisogna che il Governo accetti la richiesta di urgenza. Prego il Governo di esprimersi in proposito.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Non posso in questo sostituirmi al collega che dovrebbe rispondere. Credo che se il Presidente parteciper\u00e0 al Ministro il desiderio dell\u2019interrogante, il Ministro certamente far\u00e0 conoscere il suo avviso.<\/p><p>PRESIDENTE. Procurer\u00f2 di far pervenire in serata al Ministro dei trasporti la richiesta dell\u2019onorevole interrogante.<\/p><p>TONETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONETTI. Il Ministro dell\u2019interno aveva detto di essere pronto a rispondere ad una mia interrogazione urgente. Vorrei che fosse fissata la data della risposta del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Sottosegretario onorevole Marazza, che \u00e8 pronto a dare la risposta, ha fatto sapere che partir\u00e0 questa sera e che fino a gioved\u00ec prossimo non sar\u00e0 di ritorno.<\/p><p>Si potr\u00e0 decidere in merito alla sua interrogazione dopo il ritorno del Sottosegretario di Stato per l\u2019interno.<\/p><p>La seduta di domani, riservata alle interrogazioni, \u00e8 fissata per le 10.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri della pubblica istruzione e degli affari esteri, per sapere quali misure intenda prendere il Governo per impedire che il celebre Collegio di Spagna a Bologna, istituzione antichissima autonoma per studenti spagnoli, che si rechino a studiare nell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, non divenga un centro di propaganda franchista in contrasto con le direttive di politica estera del Governo italiano, e con evidente pericolo per l\u2019ordine pubblico. E se non ritenga invece di favorire a che esso possa accogliere, per quanto pu\u00f2 riguardare il Governo italiano, studenti universitari repubblicani spagnoli profughi dalla Spagna.<\/p><p>\u00abDozza, Zanardi, Tega, Grazia, Bernini, Colombi Arturo\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della marina mercantile, per sapere quali provvedimenti \u2013 d\u2019accordo col Ministro degli affari esteri e col Ministro dei trasporti, ognuno entro i limiti delle proprie attribuzioni e competenze \u2013 intenda con ogni urgenza prendere allo scopo di restituire dignit\u00e0, importanza e specialmente lavoro a quel porto di Brindisi, il quale, dopo aver rappresentato un anello principale nella catena dei traffici e delle comunicazioni internazionali, oggi \u2013 senza nulla aver perduto dei suoi pregi naturali, della sua importanza geografica, della sua attrezzatura, della sua efficienza ricettiva e della capacit\u00e0 tecnica delle proprie maestranze, attualmente inerti \u2013 si \u00e8 visto, con comprensibile mortificazione e danno, escluso dalla partecipazione al, sia pur modesto, bottino di traffici e comunicazioni, al quale hanno invece partecipato gli altri porti prevalentemente, ed al solito, settentrionali.<\/p><p>\u00abIn maniera particolare sarebbe sperabile che al troppo negletto porto di Brindisi attracchino, in modo periodico, piroscafi di grano e di carbone.<\/p><p>\u00abLagravinese Pasquale, Rodi, La Gravinese Nicola, Ayroldi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere i provvedimenti che si intendono adottare per combattere il tragico problema della disoccupazione nella provincia di Napoli.<\/p><p>\u00abMazza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non ritenga opportuno estendere ai contadini dell\u2019Italia meridionale l\u2019amnistia gi\u00e0 concessa a quelli del Centro-Nord per i fatti avvenuti in occasione dell\u2019occupazione e della concessione delle terre incolte o insufficientemente coltivate.<\/p><p>\u00abSilipo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019agricoltura e foreste e dell\u2019industria e commercio, per sapere se non ritengano opportuno dare disposizioni agli Ispettorati provinciali dell\u2019agricoltura e ai Comitati provinciali prezzi, affinch\u00e9 venga controllato se la misura dell\u2019aumento, apportato di propria iniziativa dai privati venditori di acqua di irrigazione, \u00e8 equo e fondato.<\/p><p>\u00abI prezzi ora praticati dai proprietari di cavi in provincia di Pavia sono, in taluni casi, anche di sessanta volte superiori ai prezzi dell\u2019anteguerra; soprattutto \u00e8 riprovevole il fatto che a tali aumenti si giunga talvolta con richieste perentorie nei confronti specialmente dei coltivatori diretti, ai quali si minaccia la sospensione della fornitura, qualora la richiesta patronale fosse ricusata o discussa.<\/p><p>\u00abIl prefetto della provincia di Pavia, nella primavera del 1946, emise un decreto con il quale il prezzo dell\u2019acqua irrigua era fissato a sei volte il prezzo del 1936, creando peraltro una Commissione conciliatrice per i casi discutibili; ma tale misura, e specie la seconda, non ebbe poi pratico seguito. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerreri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se non sia possibile consentire ai laureati, che abbiano superato il 26\u00b0 anno di et\u00e0 e che aspirino a partecipare ai corsi allievi ufficiali dell\u2019esercito, di ritardare la presentazione alle armi fino a quando non saranno riaperti i corsi suddetti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMartino Gaetano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del tesoro, per conoscere quali provvidenze siano allo studio per assicurare la necessaria assistenza continuativa alla infelice categoria dei ciechi, ravvisandosi inadeguata la legislazione esistente per soccorrerli, inadeguata anche per garantire una occupazione redditizia ai rieducati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerrarese\u00bb<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se non ritenga opportuno, al fine di un maggior incremento di produzione granaria per la prossima annata, di provvedere immediatamente:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) perch\u00e9 ai coltivatori non autosufficienti e agli autosufficienti con quintali 1,80 sia consentito di prelevare il seme senza cambio;<\/li><li><em>b<\/em>) per quanto riguarda la provincia di Alessandria, di elevare a 52.000 quintali il contingente di grano da esonerare per seme. Ci\u00f2 per due ragioni: la prima, per avere grano da seme sufficiente da distribuire anche alle categorie sopramenzionate; la seconda, per un atto di giustizia verso coloro che hanno coltivato e conservato il grano in spiga fino a stagione avanzata per portarlo a una maggiore maturazione e che, pur avendo la dichiarazione di idoneit\u00e0, si vedono esclusi per la ridotta quantit\u00e0 dal contingente stabilito.<\/li><\/ol><p>\u00abDa notarsi che senza loro colpa sono privati perfino del diritto del premio di sollecito conferimento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBellato\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali ragioni impediscono che siano appaltati i lavori della strada Trignina (77) in provincia di Campobasso, per la quale sono stati stanziati i fondi necessari sin dal maggio scorso.<\/p><p>\u00abIl ritardo, assolutamente ingiustificato, \u00e8 stato gi\u00e0 di grave danno perch\u00e9, col giungere dell\u2019inverno, sar\u00e0 impossibile, a causa del maltempo, eseguire i lavori.<\/p><p>\u00abLa Trignina (n. 77) \u00e8 strada di importanza vitale per la zona dell\u2019Alto Molise, ottenendosi con essa, dopo oltre 60 anni di attesa, la possibilit\u00e0 di comunicazioni dirette con gli Abruzzi.<\/p><p>\u00abL\u2019esecuzione dei lavori \u00e8, adunque, di particolare urgenza ed ogni indugio \u00e8 quanto mai dannoso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCamposarcuno\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se risponde a verit\u00e0 quanto \u00e8 stato dichiarato al giornale<em> Il Globo<\/em> del 21 agosto 1947, n. 195, dal sindaco di Napoli, e cio\u00e8 che sarebbero state superate presso il Ministero dei lavori pubblici le difficolt\u00e0 sorte da parte di Enti della provincia di Campobasso in merito alla distrazione delle acque del fiume Biferno, che dovrebbero alimentare, con quelle del Torano, l\u2019acquedotto sussidiario di Napoli.<\/p><p>\u00abIn merito all\u2019importante argomento fu presentata una interrogazione alla quale il Ministro dette risposta il 7 luglio scorso, assicurando che le ragioni addotte dagli interroganti contro l\u2019eventuale distrazione delle acque del Biferno dal Molise erano fondate e da lui condivise.<\/p><p>\u00abNon trovano, adunque, logica spiegazione le affermazioni del sindaco di Napoli riportate dal giornale indicato.<\/p><p>\u00abSi ricorda ancora una volta quanto \u00e8 stato gi\u00e0 segnalato insistentemente al Ministro e cio\u00e8 che l\u2019acquedotto sussidiario di Napoli pu\u00f2 essere alimentato senza distrarre le acque del Biferno, ma utilizzando razionalmente le acque del Volturno, altro fiume molisano, gi\u00e0 sfruttato a favore di Napoli.<\/p><p>\u00abLe acque del Biferno \u2013 unica residua risorsa idrica della Regione \u2013 non devono essere tolte, neanche parzialmente, al Molise, ove oltre ottanta comuni sono sprovvisti di acqua, ove sono pianure da irrigare, centrali elettriche da alimentare, zone malariche da bonificare. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCamposarcuno, Ciampitti, Colitto, Morelli Renato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p>Interrogazioni.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE ccxxvi. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 19 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI INDICE Congedo: Presidente Comunicazione del Presidente: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Conti, Relatore Tosato, Relatore Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione Sull\u2019ordine dei lavori: Presidente Monticelli Lussu Russo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2131,2364,2181,2220,2196,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2125","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2125"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6687,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2125\/revisions\/6687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2125"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}