{"id":2108,"date":"2023-09-17T11:31:20","date_gmt":"2023-09-17T09:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2108"},"modified":"2023-10-21T20:56:11","modified_gmt":"2023-10-21T18:56:11","slug":"pomeridiana-di-martedi-16-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2108","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 16 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2108\" class=\"elementor elementor-2108\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c620995 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c620995\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-e8ea003\" data-id=\"e8ea003\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ee50c78 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ee50c78\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470916_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e6a22fc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e6a22fc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>ccxx.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 16 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Ambrosini<\/p><p>Nitti<\/p><p>Sforza<\/p><p>Rodin\u00f2 Mario<\/p><p>Presidente<\/p><p>I<strong>nterrogazione e interpellanza con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Riunione in Comitato segreto:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Ambrosini. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, l\u2019aver riassunto in una discussione generale i tre Titoli della Parte seconda del progetto di Costituzione impone la necessit\u00e0 di riguardarli nel complesso.<\/p><p>I dispareri, che si erano manifestati nella seconda Sottocommissione e nella Commissione dei Settantacinque, si sono riaffacciati una questa Assemblea, e si riferiscono in modo direi attenuato alla formazione ed alle attribuzioni dell\u2019esecutivo (Capo dello Stato e Governo) ed, in modo pi\u00f9 deciso, alla composizione dell\u2019organo legislativo. Nell\u2019impostazione generale, da qualche collega con semplici accenni e da qualche altro esplicitamente e con insistenza, come ad esempio dall\u2019onorevole La Rocca, \u00e8 stato posto in discussione uno dei problemi fondamentali di tutto l\u2019ordinamento dello Stato moderno, il principio della separazione o della distinzione dei poteri, assumendosi che si tratta di un principio che deve ritenersi tramontato e comunque non pi\u00f9 utile e rispondente alle esigenze della vita politica odierna.<\/p><p>Io mi permetto subito di osservare che forse c\u2019\u00e8 un equivoco nella interpretazione del principio, giacch\u00e9 ritengo che, se esso viene giustamente valutato secondo le ragioni che ne causarono la formulazione e secondo lo spirito col quale ha agito e continua ad agire (e necessariamente deve essere da noi mantenuto, come in sostanza \u00e8 mantenuto dal nostro progetto di Costituzione), gli equivoci e le critiche qui pronunciate dall\u2019onorevole La Rocca e da altri egregi colleghi possano, se non scomparire, per lo meno risultarne di molto attenuati.<\/p><p>In sostanza, per quanto non parlasse esplicitamente sullo stesso punto, forse alla identica direttiva critica generale si orientava l\u2019appassionato discorso ieri pronunziato dall\u2019onorevole Lussu, quando, parlando dell\u2019organo legislativo, egli diceva che il sistema bicamerale non solo \u00e8 inutile, ma che \u00e8 dannoso, nocivo, e che bisogna assolutamente arrivare (anzi egli la proponeva in modo esplicito) alla sua abolizione. Faceva in qualche modo riscontro a quanto l\u2019altro ieri aveva detto l\u2019onorevole La Rocca quando nella fine del suo discorso egli si rammaricava che la nostra situazione politica non fosse ancora arrivata al punto di maturit\u00e0 tale da consentire delle Assemblee legislative ed esecutive ad un tempo.<\/p><p>Ora, per quanto il progetto di Costituzione sia abbastanza chiaro in proposito, e non sarebbe quindi necessario aggiungere parola per diradare dubbi, pur tuttavia io credo opportuno che la chiarezza assoluta sia stabilita o ristabilita su questo punto basilare per tutta l\u2019organizzazione politica dello Stato.<\/p><p>Questa chiarificazione \u00e8 tanto pi\u00f9 opportuna in quanto del problema si parl\u00f2 a lungo nella seconda Sezione della seconda Sottocommissione a proposito dell\u2019ordinamento della Magistratura e del potere dei giudici. Furono allora sollevate delle questioni ed avanzate delle critiche che possono connettersi con l\u2019argomento fondamentale del quale stiamo ora occupandoci.<\/p><p>Perch\u00e9 il principio della cos\u00ec detta separazione dei poteri non deve considerarsi tramontato? perch\u00e9 continua ad essere attuale? perch\u00e9 deve essere mantenuto? Il motivo fondamentale l\u2019aveva in sostanza indicato Aristotile, dal punto di vista generalissimo, quando osservava che l\u2019animo umano \u00e8 soggetto e pervaso dalle passioni, e quindi \u00e8 meglio, per quanto \u00e8 possibile, di affidare il regolamento delle cose, pi\u00f9 che agli uomini, alle norme giuridiche, alla legge. Altri pensatori ripresero l\u2019argomento; Montesquieu lo svilupp\u00f2 in pieno, guardando alla Costituzione inglese e al meccanismo concreto col quale le libert\u00e0 degli individui si erano affermate e potevano continuare ad esistere, ed elevandosi a considerazioni che non hanno in nulla perduto di valore e di efficacia anche nell\u2019epoca attuale. Egli diceva che un\u2019esperienza eterna dimostra che ogni uomo che ha il potere \u00e8 portato ad abusarne e quindi non v\u2019\u00e8 altro rimedio per evitare gli abusi che quello di limitare l\u2019esercizio del potere: il potere freni il potere. Dalla distinzione delle funzioni fondamentali dello Stato (legislativa, cos\u00ec detta esecutiva, giurisdizionale) si passa alla distinzione degli organi ai quali attribuire ognuna di queste tre funzioni.<\/p><p>L\u2019organo legislativo fa la legge, detta cio\u00e8 le norme giuridiche che debbono presiedere ai rapporti degli individui e dei gruppi fra loro e con lo Stato; norme con carattere di astrattezza e di generalit\u00e0; l\u2019organo esecutivo esplica gli atti di governo e di amministrazione con riferimento a casi e a situazioni concrete; l\u2019organo giurisdizionale commina le pene ai trasgressori della legge penale e risolve le controversie civili nei casi particolari in cui gli interessati eccitano lo svolgimento della sua funzione.<\/p><p>Ognuno di questi tre organi, di questi tre poteri deve esercitare la sua funzione in modo indipendente. Se l\u2019organo esecutivo avesse la facolt\u00e0 di cambiare nei casi particolari la legge, di elevarsi a legislatore, sarebbe influenzato dalla considerazione del caso particolare e potrebbe \u00e8ssere indotto a cambiare la norma giuridica obbedendo a sentimenti di simpatia o antipatia, a pressioni di interessi, a valutazione instabile dello stesso bene pubblico. Gli inconvenienti e i danni sarebbero pi\u00f9 gravi ed addirittura irreparabili se una tale facolt\u00e0 potesse venire esercitata dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p><p>I diritti degli individui e degli enti sarebbero sottratti all\u2019impero delle norme giuridiche prestabilite ed abbandonati alla discrezione o all\u2019arbitrio dell\u2019autorit\u00e0. Non si avrebbe la certezza del diritto n\u00e9 la sua garanzia; la libert\u00e0 dei cittadini sarebbe minacciata. Per mantenere la certezza del diritto e la libert\u00e0 dei cittadini occorre tenere fermo il principio della distinzione dei poteri, dell\u2019attribuzione cio\u00e8 delle funzioni fondamentali dello Stato ad organi diversi, indipendenti nell\u2019esercizio della propria funzione.<\/p><p>\u00c8 qui, onorevoli colleghi, che sta l\u2019essenza, la vera portata della teoria della divisione dei poteri. Alcuni di quelli che la combattono portano la questione all\u2019esasperazione, all\u2019assurdo, prospettando una divisione meccanica dei poteri che non \u00e8 stata n\u00e9 pu\u00f2 \u00e8ssere propugnata da alcuno.<\/p><p>Occorre dunque precisare che non si tratta di disarticolare lo Stato attribuendo la sovranit\u00e0 a poteri distinti, isolati e privi di qualsiasi collegamento. Non v\u2019\u00e8 contrasto fra i due princip\u00ee proclamati dalla rivoluzione americana prima e poi dalla rivoluzione francese nella Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo e del cittadino, fra il principio cio\u00e8 della sovranit\u00e0 nazionale unica e l\u2019altro della separazione dei poteri. L\u2019articolo 16 di tale Dichiarazione dice che nella societ\u00e0 dove non vi \u00e8 il principio della separazione dei poteri non vi \u00e8 Costituzione, cio\u00e8 non vi \u00e8 libert\u00e0. \u00c8 la ripetizione di quello che aveva detto Montesquieu; ma che deve essere interpretato non rigidamente, come non rigidamente fu interpretato nel paese dove il principio della separazione \u00e8 pi\u00f9 decisamente affermato, negli Stati Uniti d\u2019America. Infatti, se \u00e8 vero che vi \u00e8 una distinzione \u2013 che si dice netta \u2013 tra legislativo, esecutivo e giudiziario, \u00e8 pur vero che vi sono delle interferenze fra tali poteri. Il Presidente, capo e padrone effettivo dell\u2019esecutivo, ha una influenza indiretta sulla legislatura e deve mettersi in rapporto con le Camere per attuare la sua politica, specie nel campo finanziario. I Ministri o pi\u00f9 propriamente i Segretari di Stato, cio\u00e8 del Presidente, non possono essere tratti dalle Camere e non hanno ingresso nelle Camere e non sono responsabili di fronte ad esse; ma mantengono ugualmente con esse i contatti e la collaborazione partecipando alle sedute delle Commissioni parlamentari. E d\u2019altra parte il legislativo, per mezzo di una delle sue branche, del Senato, partecipa a funzioni esecutive vere e proprie, essendo chiamato ad approvare la nomina dei Segretari di Stato, degli ambasciatori, dei giudici della Corte suprema fatta dal Presidente e ad approvare i trattati internazionali dal Presidente conclusi.<\/p><p>Quindi, il principio contro il quale si levano di tanto in tanto voci cos\u00ec appassionate, non \u00e8 stato mai inteso n\u00e9 tanto meno applicato in modo rigido. E allora, se si interpreta giustamente, eliminando le esagerazioni, si vede che esso \u00e8 giusto; che \u00e8 opportuno ed anzi necessario che venga mantenuto, sia pur implicitamente come fa il nostro progetto della Costituzione, perch\u00e9 in modo concreto siano garantiti quei diritti che abbiamo affermati nella prima parte della Costituzione.<\/p><p>Non neghiamo che in periodi non normali, in periodi agitati, in periodi rivoluzionari, il principio della separazione pu\u00f2 subire delle eclissi. \u00c8 la forza delle cose: i limiti e freni suaccennati non possono esistere. Quindi non deve far meraviglia che da alcuni decenni, da varie parti, si tira a palle infuocate contro tale principio, ritenendolo sorpassato e, per giunta, ingiusto e dannoso. Ma quando si deve stabilire un ordinamento politico basato su situazioni normalizzate, quando si devono dettare norme intese a garantire lo svolgimento delle libert\u00e0, l\u2019assetto equilibrato della societ\u00e0 e dello Stato, allora \u00e8 evidente che il principio che poteva ritenersi eclissato debba riprendere tutto il suo prestigio e tutta la sua forza.<\/p><p>Onorevoli colleghi, basterebbe una prova per tutte per dimostrare che il vecchio Montesquieu \u00e8 pi\u00f9 vivo di prima e che le sue parole hanno sapore della pi\u00f9 grande attualit\u00e0.<\/p><p>MANCINI. \u00c8 questione di gusti.<\/p><p>AMBROSINI. Guardate la Costituzione dell\u2019U.R.S.S., la Costituzione staliniana del 1936, guardate il Titolo che si riferisce alla Magistratura. Basterebbe soffermarsi sull\u2019articolo 112 che testualmente dice: \u00abI giudici sono indipendenti ed obbediscono soltanto alla legge\u00bb.<\/p><p>Io credo che non sia necessario insistere su questo punto, che fu discusso avanti alla seconda Sezione della seconda Sottocommissione, e che potr\u00e0 tornare in discussione quando ci occuperemo dell\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><p>Baster\u00e0 qualche breve accenno. Credo opportuno dire che, parlando dell\u2019argomento, non intendo riferirmi a situazioni del passato o del presente, ma guardare all\u2019assetto avvenire. Bisogna essere cauti. Quando si dice che l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria deve adeguarsi alle correnti democratiche, occorre precisare tassativamente quello che si vuole, e comunque occorre evitare di spingere questo corpo, questa autorit\u00e0, questo potere (si chiami come si vuole) verso una via che pu\u00f2 essere pericolosa per tutti!<\/p><p>Perch\u00e9, onorevoli colleghi, non \u00e8 giusto dire, come facendogliene un appunto, che il magistrato \u00e8 conservatore. Egli deve in un certo senso essere conservatore, nel senso che egli deve ubbidire alla legge, applicare la legge. Spetta ai corpi legislativi di segnare le norme giuridiche e di cambiare le leggi quando siano ingiuste o inapplicabili, od anche soltanto non rispondenti alla psicologia del popolo.<\/p><p>Il potere legislativo acquista cos\u00ec la preponderanza di fronte agli altri poteri; col che si evita quella differenziazione rigida e quella assoluta eguaglianza dei tre poteri, a cui per arrivare all\u2019assurdo e al paradossale accennano taluni critici della teorica in questione.<\/p><p>Circa poi la rispondenza delle norme legislative alla psicologia del popolo nei vari momenti storici, cade acconcio richiamare quello che osserv\u00f2 Solone quando, rispondendo a certe critiche, disse che nell\u2019elaborare la Costituzione, aveva tenuto conto dei pregiudizi del suo popolo.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 da farsi illusioni: nessuna legge costituzionale o ordinaria pu\u00f2 avere vigore se non va incontro ai desideri, alle aspirazioni del popolo, se, in qualche modo, non \u00e8 in armonia con la sua volont\u00e0, col suo sentimento. \u00c8 opportuno aggiungere che, quando le leggi sono inapplicabili, sono ingiuste o si dimostrano inopportune, non deve affidarsi ai magistrati il compito terribile di raddrizzarle. Cominciando col fare il bene, essi possono deviare ed esercitare un simile potere in modo arbitrario.<\/p><p>Quando una legge esiste, gli organi dell\u2019esecutivo, sia negli atti di governo che in quelli dell\u2019amministrazione, e pi\u00f9 ancora gli organi del potere giudiziario devono uniformarsi alla legge. Senza questo, noi potremmo parlare di diritti e di libert\u00e0, ma, siatene sicuri, non ci sarebbe certezza di diritto, non ci sarebbe garanzia di libert\u00e0, n\u00e9 nei singoli cittadini, n\u00e9 nei gruppi sociali; il che causerebbe danno non solo agli interessati, ma a tutta la societ\u00e0 e porterebbe al disgregamento dello Stato! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo a parlare in modo specifico del potere legislativo. Lo spirito animatore del principio della separazione dei poteri influisce anche nella questione relativa alla divisione o meno dell\u2019organo legislativo in due Camere? In sostanza, affermato il principio dell\u2019unicit\u00e0 della sovranit\u00e0, si vorrebbe che unico fosse l\u2019organo che ne eserciti le funzioni.<\/p><p>Si pu\u00f2 in proposito citare per tutti quanto nel secolo scorso argoment\u00f2 Armand Marrast sostenendo la necessit\u00e0 di una Camera unica:<\/p><p>\u00abLa sovranit\u00e0 \u00e8 una, la Nazione \u00e8 una, la volont\u00e0 nazionale \u00e8 una\u00bb diceva l\u2019assertore della unicit\u00e0 dell\u2019Assemblea.<\/p><p>\u00abCome dunque si vorrebbe che la delegazione della sovranit\u00e0 non fosse unica?\u00bb.<\/p><p>Riguardando dal punto di vista concreto il gioco delle forze politiche, aggiungeva: \u00abSe voi mettete una Camera accanto all\u2019altra, voi arriverete ad uno di questi due risultati: o le Camere sono d\u2019accordo ed allora una doppia discussione, un doppio voto non servono a nulla, e possono nuocere ritardando la legge; oppure sono in disaccordo, come avverr\u00e0 pi\u00f9 spesso, ed allora avrete stabilito una lotta negli alti poteri dello Stato.<\/p><p>\u00abLe due Camere sono, dunque, un principio di disordine. Da questa lotta una delle Camere uscir\u00e0 necessariamente indebolita\u00bb.<\/p><p>Ora, \u00e8 evidente che una qualche ragione c\u2019\u00e8 in questa argomentazione. Ma dobbiamo domandarci se essa \u00e8 tale da portare fatalmente alla conseguenza della necessit\u00e0 di una sola Camera.<\/p><p>Gli inconvenienti lamentati indubbiamente esistono \u2013 sarebbe da ciechi negarli \u2013 ma sono proprio tali da distoglierci dal seguire quel sistema bicamerale, che ci \u00e8 tramandato dalla tradizione, che continua ad essere sostenuto da scrittori e da uomini politici, sia pure per motivi diversi? Il pi\u00f9 illustre dei nostri colleghi, l\u2019onorevole Orlando, nella prefazione ad un libro apprezzabile sul Senato di un giovane, Giorgio Tupini, dopo di avere esposto i motivi di dubbio, ha finito per professarsi favorevole all\u2019istituzione di una seconda Camera.<\/p><p>Passando ad esaminare pi\u00f9 concretamente la questione, vediamo quali sono le ragioni che hanno sempre indotto pensatori ed uomini politici a propugnare la necessit\u00e0 di una seconda Camera e che hanno spinto i costituenti ad adottarla.<\/p><p>Sono varie. Si \u00e8 qui parlato della funzione specifica del Senato come corpo tecnico sperimentato e tecnicamente pi\u00f9 preparato per la migliore redazione delle leggi. Non occorre insistervi.<\/p><p>Dir\u00f2 appresso, parlando della composizione del Senato, di un altro scopo specifico a cui esso dovrebbe assolvere come corpo composto, anche solo parzialmente, da rappresentanti diretti delle varie categorie della produzione, da una rappresentanza cio\u00e8 che andrebbe ad integrare quella che si trova nella Camera dei deputati, per rispecchiare e dar voce e peso specifico a tutte le forze che compongono la struttura della societ\u00e0.<\/p><p>Ma anzitutto il Senato \u00e8 stato sempre riguardato come un\u2019Assemblea destinata alla maggiore ponderazione, come un corpo chiamato a frenare le generose impazienze che eventualmente si manifestino in modo precipitato nella prima Camera.<\/p><p>L\u2019onorevole La Rocca l\u2019altro ieri si riferiva a Cavour per rammentare la sua non adesione al sistema albertino di costituzione del Senato. Ma \u00e8 necessario completare l\u2019accenno al pensiero di Cavour: \u00abvogliamo costituire (egli diceva) la gran macchina politica in modo che l\u2019impulso acceleratore sia combinato con la forza moderatrice; vogliamo, accanto la molla che spinge, il pendolo che regola e rende il moto uniforme\u00bb.<\/p><p>Forse questa proporzione pu\u00f2 sembrare di maniera, ma il concetto \u00e8 ben chiaro, e si riattacca al principio della necessit\u00e0 del freno, del contrappeso che \u00e8 opportuno che ci sia in uno stesso potere, nel legislativo, dividendolo in due branche, in due Camere, che assicurino l\u2019equilibrio ed evitino eventuali dannose intemperanze. Pu\u00f2 considerarsi ancora oggi di attualit\u00e0 quanto, in proposito, scrisse nel 1788 uno degli uomini illuminati e democratici del nuovo mondo, rivolgendosi ai suoi concittadini di New York per chiedere l\u2019approvazione della Costituzione di Filadelfia anche riguardo all\u2019istituzione del Senato. Egli diceva: \u00abAd un popolo cos\u00ec poco accecato dai pregiudizi e non corrotto da lusinghe quale quello a cui mi rivolgo, io non esiter\u00f2 ad aggiungere che una tale istituzione pu\u00f2 essere talvolta necessaria allo stesso popolo contro i suoi temporanei errori e delusioni. Come il freddo e deliberato giudizio della comunit\u00e0 deve in tutti i regimi liberi prevalere in definitiva sulle vedute dei suoi dirigenti, cos\u00ec vi sono particolari momenti nei pubblici affari nei quali il popolo, stimolato da qualche irregolare passione e da qualche illecito vantaggio, o ingannato dall\u2019artificiosa opera di uomini interessati, pu\u00f2 chiedere misure che esso stesso dovrebbe dopo lamentare o condannare.<\/p><p>\u00abIn tali momenti critici come sar\u00e0 salutare l\u2019interferenza di qualche temperato e rispettabile corpo di cittadini, che sospenda il lancio della freccia che colpirebbe il popolo, fino a quando la ragione, la giustizia e la verit\u00e0 possano riguadagnare la loro autorit\u00e0 sopra lo sviato spirito pubblico!\u00bb.<\/p><p>L\u2019insegnamento e l\u2019ammonimento possono servire anche a noi.<\/p><p>Mi diranno alcuni colleghi: \u00abma se \u00e8 ormai stabilito che una seconda Camera verr\u00e0 istituita, perch\u00e9 attardarsi a parlarne ancora per sostenerla?\u00bb.<\/p><p>Rispondo subito: perch\u00e9 \u00e8 bene che venga istituita con una votazione senza sottintesi, non tiepidamente e con rassegnazione come se si trattasse di un errore che non si pu\u00f2 evitare e di accettare o subire il Senato come un male inevitabile, ma volenterosamente, con convinzione e con la sicurezza che l\u2019istituzione della seconda Camera sar\u00e0 utile al Paese. Il Senato nascer\u00e0 cos\u00ec con maggiore prestigio e potr\u00e0 nel modo pi\u00f9 adeguato assolvere al compito che gli \u00e8 assegnato dalla Costituzione.<\/p><p>Come deve essere composto il Senato? Naturalmente, qui vengono i maggiori contrasti. Ma, prima di addentrarmi nell\u2019argomento, accenno anzitutto a quello sollevato specialmente dall\u2019onorevole Rubilli, il quale chiedeva nientemeno che il Senato fosse composto dallo stesso numero dei membri della prima Camera.<\/p><p>RUBILLI. Con diminuzione di questi, essendo elettiva l\u2019una e l\u2019altra. Quando il Senato era di nomina regia, si comprendeva che il numero dei componenti fosse inferiore a quello della Camera dei Deputati; ma, essendo ora tutte e due le Camere elettive, perch\u00e9 non equipararle per numero e per importanza? Quattrocento l\u2019una e quattrocento l\u2019altra.<\/p><p>AMBROSINI. Data la sua precisazione, il mio dissenso si attenua soltanto, ma non scompare.<\/p><p>Tutto sommato, sono completamente d\u2019accordo con quanto l\u2019onorevole Conti, nella seconda Sottocommissione, tassativamente disse riguardo al numero dei componenti del l\u2019Assemblea, giacch\u00e9 ritengo che il Senato, appunto per la sua natura speciale, debba essere composto di un numero di membri inferiore a quello della Camera dei deputati.<\/p><p>L\u2019altro punto, sul quale pregiudizialmente io mi permetto di dire una parola, \u00e8 quello che riguarda la stabilit\u00e0 del Senato. Noto l\u2019assenso dell\u2019onorevole De Michelis, il quale l\u2019altro giorno me ne aveva parlato.<\/p><p>La questione venne posta nella seconda Sottocommissione ed ha continuato a formare oggetto di discussione e di meditazione.<\/p><p>Onorevoli colleghi, occorre, specialmente nella mutevole vita moderna, che ci sia una qualche \u00e0ncora, un qualche punto di stabilit\u00e0. La mutevolezza nella composizione delle Assemblee si ripercuote sulla mutevolezza della legislazione; e la mutevolezza della legislazione finisce per turbare gravemente gli interessi del popolo e specialmente la visuale generale che all\u2019interno ed all\u2019estero deve aversi della politica dello Stato.<\/p><p>Per assicurare questa stabilit\u00e0 tanti legislatori hanno ritenuto opportuno che, mentre la prima Camera si muti completamente, a periodi determinati e prima dello scadere della sua vita ordinaria in caso di scioglimento, la seconda Camera abbia un\u2019esistenza continuativa da mantenersi a mezzo di rinnovamenti periodici soltanto parziali. Ci sono seconde Camere che durano sei, otto, dieci anni. C\u2019\u00e8 il sistema di rinnovarle per met\u00e0 o per un terzo o per un quarto. La misura \u00e8 questione di dettaglio; si pu\u00f2 scegliere qualsiasi sistema; ma ritengo opportuno, utile, quasi necessario, appunto in considerazione del succedersi continuo degli eventi della vita moderna, che si affermi una certa stabilit\u00e0 nella vita di uno degli organi legislativi.<\/p><p>Noi questa stabilit\u00e0 potremmo riuscire ad averla quando istituissimo un Senato che duri in permanenza, rinnovandosi non compietamente, ma solo parzialmente a data fissa.<\/p><p>Si avrebbero cos\u00ec due vantaggi: quello della stabilit\u00e0 e l\u2019altro inerente alla ripresa di contatto, per mezzo del rinnovamento parziale, con la pubblica opinione e col corpo elettorale, qualunque sar\u00e0 per essere.<\/p><p>Passiamo alla composizione del Senato. Anche qui le legislazioni ci offrono svariati esempi. I diversi sistemi, che sono stati escogitati dagli studiosi e dai legislatori, non hanno lasciato contento nessuno. Ed \u00e8 naturale, giacch\u00e9 \u00e8 impossibile arrivare a raggiungere la perfezione. Io non andr\u00f2 ad elencare i diversi sistemi, perch\u00e9 all\u2019ora in cui siamo arrivati e nell\u2019aspettativa dei discorsi degli onorevoli Nitti e Sforza, \u00e8 opportuno stringere ed andare avanti rapidamente. Quindi mi limiter\u00f2 a sottoporre all\u2019Assemblea quelle considerazioni che possono giustificare la richiesta della composizione di un Senato sulla base di un sistema misto.<\/p><p>L\u2019Assemblea sa che il Gruppo al quale ho l\u2019onore di appartenere, oltre ad altri Gruppi di questa Camera, ha sostenuto e sostiene il principio che suole chiamarsi della \u00abrappresentanza degli interessi\u00bb. \u00c8 una espressione poco simpatica e spesso non \u00e8 adeguata. \u00c8 bene dire subito che quando noi parliamo di rappresentanza degli interessi, non intendiamo affatto riferirci a sistemi di classi, a metodi e sistemi come quelli che vi erano nella Germania o nell\u2019Austria fino al 1918. Noi intendiamo riferirci agli interessi, alle forze vive del Paese, alla produzione, al lavoro in tutte le sue manifestazioni, con particolare riguardo (come dir\u00e0 l\u2019onorevole Piccioni nel suo ordine del giorno) alle forze del lavoro qualificato ed intellettuale. Noi cio\u00e8 affermiamo che, mentre in quello che si chiama parlamento politico c\u2019\u00e8 la rappresentanza politica delle ideologie dei cittadini indifferenziati, raggruppati per settori elettorali dal punto di vista territoriale, ci debba essere una seconda Camera nella quale abbiano posto, anche limitatamente, le rappresentanze di quelle forze sociali che per il congegno elettorale non arrivano a trovar ingresso nella Camera dei Deputati. Questa Camera, fondata sui partiti, non basta. Ne occorre una altra composta in modo da rispecchiare la volont\u00e0 delle organizzazioni economiche e sociali, culturali e lavoratrici in genere.<\/p><p>Si dice in contrario, che una tale rappresentanza specifica non \u00e8 necessaria in quanto tali forze hanno gi\u00e0 modo di farsi valere per mezzo dei partiti. Ci\u00f2 pu\u00f2 in parte ammettersi, ma non basta.<\/p><p>I partiti si basano sulle ideologie, partono da alte vedute di insieme, da un proprio modo di vedere e di sentire le cose della Nazione ed anche del mondo, da una propria <em>Weltanschauung<\/em>, che necessariamente porta a riguardare da quell\u2019alto punto di vista le cose particolari piegandole al raggiungimento degli scopi supremi segnati nel programma del partito.<\/p><p>Ma oltre alla necessit\u00e0 di indirizzare la societ\u00e0 sulla scia della grande luce delle ideologie, si appalesa opportuno sentire la voce dei singoli interessi particolari, si appalesa opportuno che questi, come tali, riescano ad avere una propria rappresentanza, che acquistino la possibilit\u00e0 di dire il proprio pensiero, non solo per la maggiore competenza che sicuramente metterebbero nell\u2019esprimerlo, ma anche per la responsabilit\u00e0 che direttamente ne assumerebbero.<\/p><p>LUSSU. Pu\u00f2 citarci un esempio di interessi non rappresentati qui dentro? Gli ufficiali in congedo&#8230;<\/p><p>AMBROSINI. Onorevole Lussu, lei sa come io seguo i suoi slanci con ammirazione ed affetto, ma, mi perdoni, la sua domanda non \u00e8 giusta. Un esempio? Agricoltura, commercio, industria, trasporti terrestri, marittimi ed aerei. Come rappresentante degli agricoltori qui chi c\u2019\u00e8? Quali saranno quando la futura Assemblea dovr\u00e0 discutere della riforma agraria? Fatalmente l\u2019agricolture, che appartiene al partito o parla per il partito, deve non solo tener conto delle vedute del partito ma subordinare tutte le esigenze particolari della sua categoria alle esigenze generali del partito, oppure propugnarle obliquamente, prospettandole sotto la vernice dell\u2019interesse di partito. Onorevole Lussu, ci\u00f2 lei lo ha detto varie volte nella seconda Sottocommissione, quando parlava di interessi a volte obliqui che si fanno valere attraverso ai partiti.<\/p><p>Ma non sarebbe molto meglio, molto pi\u00f9 giusto che ci siano rappresentanti speciali che dicano apertamente e tassativamente quello che \u00e8 l\u2019interesse della propria categoria?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Questo \u00e8 corporativismo.<\/p><p>AMBROSINI. Non \u00e8 esattamente corporativismo della maniera alla quale vi riferite. Preciso subito. Innanzi tutto, permettetemi, non si chiede di stabilire su questa sola base tutta la composizione dell\u2019Assemblea. Noi chiediamo che un settore di essa venga destinato alle rappresentanze delle categorie. Cos\u00ec finalmente noi sapremmo dai rappresentanti degli agricoltori, dai grandi proprietari ai medi i proprietari e ai piccoli coltivatori, quale \u00e8 il loro punto di vista specifico specie nelle riforme che dovranno farsi.<\/p><p>Ma quale male ne deriva? Lussu, tu lo dicesti l\u2019altra volta ed altri egregi collegi come te. Rispondo alle vostre obiezioni. C\u2019\u00e8 il pericolo, dite, che l\u2019Assemblea si trasformi in una Assemblea di interessi che lottano per soverchiarsi, con la conseguenza che i componenti, i rappresentanti di un gruppo la vincano sugli altri e impongano la propria tirannia, oppure che non si riesca a stabilire la supremazia di alcun gruppo n\u00e9 ad arrivare ad una comune soluzione, col che si avrebbe il disordine e il caos. Ma questo pu\u00f2 avvenire, avviene anche con i partiti, specie sul piano internazionale. Non devo dirlo a voi. Lo sapete bene (la tragedia della guerra lo insegna), mentre sulla base degli interessi, discutendo al tavolino, sarebbe facile accordarsi, all\u2019inverso difficilissimo diventa l\u2019accordo quando entrano in gioco le ideologie; le guerre pi\u00f9 terribili e feroci sono state le guerre di ideologia.<\/p><p>Il pericolo che prospettate \u00e8 quindi di molto esagerato, e comunque diventa infondato quando si ammetta nell\u2019Assemblea soltanto una qualche rappresentanza limitata delle forze della produzione e del lavoro. Non ne verrebbe alcun danno. Si avrebbe il vantaggio di sapere apertamente quello che desidera la categoria. C\u2019\u00e8 inoltre da tenere conto del fatto, che facendo parte di un\u2019Assemblea, i rappresentanti delle singole categorie saranno influenzati da quella che \u00e8 l\u2019aria generale che si respira nell\u2019Assemblea e sentiranno quindi l\u2019opportunit\u00e0 di indirizzare le loro richieste in modo da non urtare in maniera violenta contro gli interessi delle altre categorie e da adattarle all\u2019interesse generale del Paese.<\/p><p>Comunque sar\u00e0 l\u2019Assemblea che finir\u00e0 per decidere con la sua responsabilit\u00e0, guardando e valutando tutti i vari interessi particolari in vista dell\u2019interesse generale della Nazione.<\/p><p>Quindi l\u2019inconveniente al quale si accenna non esiste o pu\u00f2 ridursi al minimo, giacch\u00e9 \u00e8 il congegno stesso di funzionamento dell\u2019Assemblea che riduce gli eccessi e ristabilisce l\u2019equilibrio.<\/p><p>Ci sono altre obiezioni.<\/p><p>Nella seconda Sottocommissione, quando si discusse questo argomento (che ci prese per tanto tempo), a un certo punto anche gli onorevoli Lussu, Laconi, Grieco e Paolo Rossi si mostrarono per lo meno impressionati e propensi a pigliare in considerazione la nostra proposta, ma prospettando altri dubbi ed inconvenienti, che secondo loro renderebbero il sistema praticamente inattuabile.<\/p><p>L\u2019onorevole Paolo Rossi obiett\u00f2 che \u00e8 difficile fare l\u2019elenco delle categorie. Un po\u2019 l\u2019obiezione, che onorevole Lussu mi ha fatto ora: difficile stabilire quali sono le categorie. E poi che \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile distribuire fra le varie categorie quel determinato numero di seggi che verrebbe assegnato ai rappresentanti delle categorie.<\/p><p>Risposi allora ampiamente e rispondo ora brevemente perch\u00e9 il tempo incalza e sono anch\u2019io ansioso di sentire la parola dell\u2019onorevole Nitti, rispondo che le obiezioni possono agevolmente venire risolte, e che comunque non sono insuperabili. In proposito abbiamo l\u2019esempio di molte legislazioni. Non vi parlo di quelle vigenti prima del 1918 nella Germania e nell\u2019Austria, dove c\u2019era la rappresentanza per classi; non vi parlo nemmeno di quelle alle quali accenn\u00f2 il collega Clerici quando parl\u00f2 delle prime Costituzioni italiane dell\u2019800, che sostanzialmente non facevano che copiare la Costituzione francese voluta da Napoleone; ma faccio richiamo ai sistemi adottati nei tempi recenti. Io le ho qui tutte elencate; non vi annoier\u00f2 con una indicazione specifica. I libri ne parlano ampiamente, e possono essere consultati con facilit\u00e0. L\u2019argomento non \u00e8 affatto nuovo giacch\u00e9 se ne \u00e8 sempre parlato quando \u00e8 venuta in discussione l\u2019organizzazione del lavoro, verso la fine del secolo scorso e nel nostro secolo, quando le classi lavoratrici specialmente hanno pensato, attraverso alle proprie organizzazioni, ad entrare nel vivo delle forze dello Stato e ad arrivare \u2013 non con la rivoluzione, ma attraverso forme legali, con la costituzione di corpi consultivi e deliberativi formati dai rappresentanti delle varie categorie \u2013 ad arrivare alla conquista del potere. Come pu\u00f2 dirsi che ci siano difficolt\u00e0 su questo punto? Si pensi che non in Italia ma in quasi tutti i paesi del mondo si sono costituiti tali organi consultivi. Non mi si risponder\u00e0 certo che l\u2019ostacolo esiste soltanto quando si tratta di costituire un corpo che si chiami per avventura Senato, e che non esiste pi\u00f9 quando si tratta di costituire un altro corpo che si chiami Consiglio Superiore del lavoro o Consiglio dell\u2019economia o altro? (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli inconvenienti e le obiezioni sarebbero perfettamente uguali.<\/p><p>Ora, se \u00e8 stato trovato il modo di superare quelle obiezioni, di risolvere quegli inconvenienti, per i Consigli del lavoro ed i Consigli economici, lo stesso o identici sistemi possono seguirsi per organizzare un altro corpo da chiamare Senato.<\/p><p>Faccio richiamo ad una sola legislazione, alla Costituzione di Weimar, la tanto deprecata Costituzione di Weimar, a proposito della quale proprio potrebbe dirsi che \u00e8 stata ingiustamente criticata per il fatto che non resistette che poco. Ma, onorevoli colleghi, quando c\u2019\u00e8 un uragano non c\u2019\u00e8 ombrello che salvi dalla pioggia, e quando c\u2019\u00e8 terremoto non ci sono case asismiche che resistano allo scuotimento della terra; ora, la Costituzione di Weimar non resse perch\u00e9 non solo ci fu un uragano, ma un terremoto. Tuttavia se noi dobbiamo giudicare, dobbiamo guardare alle situazioni normali.<\/p><p>Bene, la Costituzione di Weimar in quel famoso articolo 165, col quale si istituiva il Consiglio economico del Reich, che rappresentava una transazione tra il sistema occidentale dei parlamenti ed il sistema sovietico dei consigli, in quell\u2019articolo 165 afferm\u00f2 il principio a cui noi facevamo richiamo nella seconda Sottocommissione e che continuiamo avanti a quest\u2019Assemblea a propugnare, sia pur limitatamente, cio\u00e8 non per la composizione di tutto il Senato, ma solo per una parte di esso. Anche all\u2019Assemblea di Weimar furono fatte le stesse obiezioni al sistema di composizione del Consiglio, giacch\u00e9 le obiezioni non derivano dallo spirito cervellotico dell\u2019uno e dell\u2019altro deputato, ma vengono dalla natura delle cose. Ma \u00e8 dalla stessa natura che sono suggeriti i rimedi. L\u2019articolo 165 afferm\u00f2 il principio; l\u2019attuazione fu rimessa alla legge speciale. Lo stesso potremmo fare noi.<\/p><p>Come fu composto il Consiglio economico del Reich nel primo tempo con una legge di carattere provvisorio? Fu costituito con un totale di 326 membri, cos\u00ec distribuiti fra le categorie: 68 rappresentanti dell\u2019agricoltura e delle foreste, 68 dell\u2019industria, 44 del commercio, banche e istituti di assicurazione, 34 delle imprese di trasporto, 36 del piccolo commercio e della piccola industria, 30 dei consumatori (comuni, associazioni di consumatori e organizzazioni femminili), 16 dei funzionari e delle professioni liberali, e di altre 24 persone nominate dal Governo.<\/p><p>Avvenuta la distribuzione dei seggi fra le varie categorie, sorse la questione se questi rappresentanti dovessero essere nominati sul piano nazionale o su quello regionale, sorse cio\u00e8 la stessa obiezione che fu sollevata nella seconda Sottocommissione e che si affaccia anche qui all\u2019Assemblea. Ma la questione fu bene risolta per la formazione di quel Consiglio economico, come bene potrebbe essere risolta da noi per il Senato.<\/p><p>Ma si presenta un\u2019altra obiezione, che ugualmente potr\u00e0 essere superata. Avanti alla seconda Sottocommissione il collega onorevole Paolo Rossi obiett\u00f2: \u00abMa, in questo modo, voi cristallizzerete la situazione\u00bb. No, risposi e rispondo, noi non cristallizzeremmo la situazione perch\u00e9 domani potr\u00e0 benissimo procedersi alla revisione delle categorie prese in considerazione e dei posti prima assegnati a ciascuna categoria.<\/p><p>Se \u00e8 cos\u00ec \u2013 e cos\u00ec \u00e8 \u2013 perch\u00e9 respingere la nostra proposta?<\/p><p>Fu detto nella seconda Sottocommissione e numerose volte ripetuto anche in questa Assemblea, che si tratterebbe di un sistema antidemocratico. Mi si permetta, onorevoli colleghi, che io risponda a una simile obiezione, come dire, candidamente: confesso infatti che io provo una certa esitazione quando sento dire che si tratta di un sistema antidemocratico.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi, un sistema \u00e8 antidemocratico o per l\u2019obietto o per l\u2019intenzione la quale lo determina. Ora, io credo su questo punto di poter parlare non solo a nome mio personale, ma a nome di tutto il Gruppo al quale ho l\u2019onore di appartenere, quando vi dico che non v\u2019\u00e8 in noi la minima idea che un tale sistema sia determinato da spirito antidemocratico, e tanto meno che possa funzionare in modo antidemocratico. Noi siamo ben lontani dal volere che la Camera dei deputati sia diminuita nel suo prestigio e nel suo potere; noi vogliamo semplicemente integrarla con l\u2019adozione di un sistema il quale risponda a quelle tali necessit\u00e0 cui abbiamo dianzi accennato.<\/p><p>Quindi credeteci, noi parliamo con lealt\u00e0 assoluta, in noi non c\u2019\u00e8 il minimo recondito pensiero che una simile riforma possa portare a conseguenze antidemocratiche.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: l\u2019ho detto in varie occasioni. La proposta riforma tende ad attuare una pi\u00f9 perfetta democrazia, a completare la rappresentanza che \u00e8 nella Camera dei deputati, giacch\u00e9 la rappresentanza delle categorie dovrebbe venire ugualmente formata per mezzo delle elezioni. Per altro, tenetelo presente, da qual parte sono venute, nel secolo scorso e nell\u2019attuale, proposte simile alla nostra? Sono venute principalmente da quelli che si chiamavano partiti estremi: nel 1919 da noi, dalla Confederazione italiana dei lavoratori e dalla Confederazione generale del lavoro.<\/p><p>Nella seconda Sottocommissione \u2013 permettetemi, onorevoli colleghi, che vi dica che non fu per un motivo polemico (credetemi, non amo la polemica), ma per dimostrare il mio assunto \u2013 io mi riferii, fra gli altri, leggendone vari passi, ad un discorso dell\u2019onorevole Cabrini. No, Cabrini non era, n\u00e9 pu\u00f2 certamente passare per antidemocratico. Non rilegger\u00f2 qui il discorso, che \u00e8 consacrato nei verbali della seconda Sottocommissione, e che si trova per altro nei resoconti della Camera del 1919. Cabrini chiedeva in quel discorso la trasformazione del Senato in un corpo di rappresentanze professionali. L\u2019onorevole Paolo Rossi ribatt\u00e9 allora subito che Cabrini era un soreliano. Gli risposi e ripeto che non occorre fare simili indagini. L\u2019interessante \u00e8 stabilire che non si trattava certo di un reazionario. Aggiungo che l\u2019onorevole Cabrini si faceva allora eco del pensiero esplicitamente manifestato dalla Confederazione generale del lavoro nel maggio del 1919; la quale Confederazione ritorn\u00f2 nell\u2019ottobre dello stesso anno sull\u2019argomento con un voto esplicito indirizzato al Ministro dell\u2019industria e del commercio.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un aureo libro \u2013 mi consentir\u00e0 l\u2019onorevole Meuccio Ruini che io lo citi \u2013 pubblicato nel 1920, dal titolo <em>II Consiglio nazionale del lavoro<\/em>, nel quale egli, che fin dal 1906 aveva propugnato il sistema del quale ci occupiamo, riporta con assennati commenti il testo delle richieste della Confederazione generale del lavoro.<\/p><p>\u00c8 proprio istruttivo; ed \u00e8 istruttivo non solo per dimostrare che la nostra \u00e8 una richiesta nient\u2019affatto antidemocratica, ma anche per la sostanza delle considerazioni che in quel testo sono limpidamente enunciate. Nel voto della Confederazione generale del lavoro si chiede \u00abche tutta la materia legislativa riguardante il lavoro venga affidata ad un organismo costituito con la rappresentanza delle classi lavoratrici, delle categorie professionali, con l\u2019intenzione di sottrarre completamente alla Camera elettiva il suo diritto di interloquire nella formazione di leggi, che, pur interessando solamente certe categorie, involvono la politica finanziaria ed economica dello Stato\u00bb. Nella motivazione del voto si prospettano quasi tutti gli argomenti che noi abbiamo illustrati per sostenere la nostra richiesta di riforma. Non leggo per non prendere altro tempo. Mi limito a notare che la Confederazione proponeva che il Consiglio nazionale del lavoro, trasformandosi da corpo consultivo in corpo deliberante, venisse composto dai rappresentanti di tutte le classi e categorie.<\/p><p>In quel tempo c\u2019era il progetto di riforma del Senato. Il grande maestro e uomo politico di prim\u2019ordine che, con tutta la signorilit\u00e0 dei suoi modi e la benevolenza del suo tratto, aveva una fermezza veramente eroica, Francesco Ruffini, relatore al Senato su questo progetto, aveva presentato delle proposte concrete per riformare una parte del Senato proprio sulla base sulla quale noi ci soffermiamo; la Confederazione generale del lavoro and\u00f2 pi\u00f9 avanti, chiedendo nell\u2019ottobre 1919 addirittura la soppressione del Senato e la sostituzione di tale Assemblea con l\u2019Assemblea composta dai rappresentanti delle categorie.<\/p><p>LUSSU. Ma venti anni fa era in auge il biplano, oggi \u00e8 in auge il monoplano. \u00c8 la stessa questione.<\/p><p>AMBROSINI. Raccolgo la interruzione e ringrazio l\u2019onorevole Lussu. E allora, caro Lussu, non si tratta (perch\u00e9 ho detto, egregi, onorevoli colleghi, che noi dobbiamo esaminare con assoluta obiettivit\u00e0 i problemi), non si tratta di inconvenienti insuperabili, ma di una questione di principio, e di una questione pi\u00f9 generale di principio, che riguarda non la composizione del Senato \u2013 se si parla di monoplano \u2013 ma l\u2019Assemblea unica; si tratta di un\u2019obiezione che tende a scuotere quello che deve essere uno dei pilastri della Costituzione, e che il nostro progetto ha accettato in pieno, cio\u00e8 il sistema bicamerale.<\/p><p>Passo ad un altro punto sul quale la seconda Sottocommissione si sofferm\u00f2 ed \u00e8 opportuno che anche qui noi ci soffermiamo, per vedere se \u00e8 possibile ricorrere ad un altro sistema allo scopo di formare, anche in parte, il Senato su una base diversa da quella della Camera.<\/p><p>La vita del Paese, oltre che sulle ideologie, oltre che sugli interessi delle forze vive della produzione (si \u00e8 tanto irriso riguardo a questa espressione \u00abforze vive della produzione\u00bb; ma sapete dove si trova questa espressione? proprio nel voto della Confederazione generale del lavoro dell\u2019ottobre del 1919), la vita del Paese si basa anche sugli interessi territoriali, delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni. Se ne discusse tanto nella seconda Sottocommissione! E l\u2019illustre Presidente (che allora era l\u2019onorevole Terracini) sospese e rinvi\u00f2 per tre volte le sedute per dar modo ai vari gruppi di intendersi. E si era arrivati ad un\u2019intesa, sulla base appunto della rappresentanza degli interessi territoriali; intesa che poi solo parzialmente resistette alle nuove critiche. Resistette solo riguardo alla rappresentanza da attribuire alle Regioni. La soluzione concordata \u00e8 qui stata sottoposta a nuove critiche. Io ritengo che la rappresentanza delle Regioni come tali debba essere mantenuta, dal momento che noi abbiamo adottato l\u2019ordinamento regionale per tutto lo Stato. Mi rendo conto (voi lo sapete: io che ho propugnato la riforma regionale, sono stato sempre tassativamente, nettamente contrario al sistema federale), io mi rendo quindi conto delle obiezioni che si muovono all\u2019attribuzione di un numero uguale di senatori ad ogni Regione, perch\u00e9 una tale attribuzione costituisce uno dei tratti caratteristici del sistema federale; ma ritengo che ci\u00f2 non possa portare alla soppressione delle rappresentanze regionali. Alle Regioni, come tali, deve assegnarsi una propria rappresentanza, comunque costituita. \u00c8, ripeto, una conseguenza logica di quanto abbiamo stabilito adottando l\u2019ordinamento regionale.<\/p><p>Andiamo alla rappresentanza degli interessi territoriali dei Comuni. La seconda Sottocommissione l\u2019aveva ammessa. Le discussioni e le critiche riferentisi specialmente ai criteri di attuazione di questo tipo di rappresentanza portarono poi alla scelta di un altro progetto. \u00c8 opportuno riprendere qui l\u2019esame del problema. I precedenti della legislazione francese del 1875 e del 1884 possono servirci di guida. La legge del 1875 aveva costituito un collegio dipartimentale, provinciale, composto oltre che dei deputati e dei consiglieri generali e di circondario, di delegati eletti, uno per ogni Consiglio comunale. Parigi ebbe un solo delegato come il pi\u00f9 piccolo Comune della Francia. Le critiche furono gravi. Gambetta qualific\u00f2 il Senato come il Gran Consiglio dei Comuni rurali.<\/p><p>Nel 1884 si fece la riforma, adeguandosi la distribuzione del numero dei delegati comunali fra i Comuni a seconda della relativa importanza. Noi potremmo, se vogliamo arrivare ad applicare il principio egualitario fino alle ultime conseguenze, adottare il sistema di attribuire ai Consigli comunali la potest\u00e0 di eleggere un numero di delegati direttamente proporzionato al numero degli elettori o al numero della popolazione. Riguardo alla composizione del Senato aggiungo infine (senza soffermarmi sulla proposta perch\u00e9 altri colleghi ne hanno parlato) che ritengo opportuno che una percentuale, per quanto minima, dovrebbe essere lasciata alla nomina del Capo dello Stato, o essere affidata all\u2019elezione della Camera dei deputati, o, in ogni caso, essere confidata allo stesso Senato col sistema della cooptazione. Riassumendo: io sarei per la composizione di un Senato su base mista: della rappresentanza degli interessi delle categorie della produzione intesa nel senso pi\u00f9 vasto, e della rappresentanza degli interessi territoriali delle Regioni e dei Comuni, integrando le due rappresentanze con un numero di senatori nominati dal Presidente della Repubblica.<\/p><p>Egregi colleghi, io devo fare qualche altra considerazione sul potere esecutivo e sul sistema dei rapporti fra legislativo ed esecutivo. Indubbiamente, la forma di Governo \u00e8 determinata dal sistema dei rapporti tra questi due poteri. Dir\u00f2 subito, andando senz\u2019altro quasi alla conclusione, senza darne la dimostrazione perch\u00e9 il tempo incalza, che non propendo per nulla, che anzi sono completamente contrario, a quella tendenza, che pur debolmente \u00e8 stata manifestata in questa Assemblea, per il sistema direttoriale, tipo Svizzera, e che non sono nemmeno favorevole al sistema presidenziale. Non intendo con questo secondo riferimento pregiudicare la questione del sistema di nomina del Capo dello Stato. Credo opportuno notare in proposito che, se per avventura quest\u2019Assemblea venisse nella decisione che il Capo dello Stato debba essere eletto direttamente dal popolo, ci\u00f2 non importerebbe affatto adozione del sistema presidenziale, perch\u00e9 questo sistema \u00e8 caratterizzato non dal fatto che il Presidente \u00e8 eletto dal popolo, ma dal fatto che il Capo dello Stato \u00e8 contemporaneamente Capo del Governo, e che i Ministri sono nominati dal Capo dello Stato e sono soltanto di fronte a lui responsabili, talch\u00e9 non entra per nulla in gioco il meccanismo di voti di fiducia o di sfiducia da parte delle Camere. \u00c8 evidente che noi, per mille ragioni, non potremmo accettare un tale sistema.<\/p><p>E allora non resta altro che adottare il sistema parlamentare. Ma anche qui bisogna intenderci. C\u2019\u00e8 un regime parlamentare classico, quello inglese, che ora si \u00e8 trasformato perch\u00e9 il Primo Ministro, che resta \u2013 come fu chiamato \u2013 il re senza corona, il vero domino dell\u2019esecutivo, se \u00e8 sempre nominato dal Capo dello Stato, sostanzialmente \u00e8 indicato dal corpo elettorale nelle elezioni generali, dal cui risultato si vede subito chi deve essere nominato primo Ministro. Il Governo, il Gabinetto, da questi formato, ha in massima il carattere unitario e omogeneo, e pu\u00f2 quindi essere stabile.<\/p><p>Ora non possiamo illuderci, egregi colleghi, di adottare un tale sistema, perch\u00e9 esso presuppone due grandi partiti, uno di maggioranza e l\u2019altro di minoranza, che convogliano le forze politiche del paese. \u00c8 un congegno, che non corrisponde affatto alle nostre condizioni. Del regime parlamentare, nelle sue linee essenziali, noi possiamo mantenere alcuni pilastri fondamentali. Sforziamoci di creare un potere esecutivo forte; altrimenti \u00e8 la democrazia stessa che viene messa in pericolo. Per avere un potere esecutivo forte \u00e8 anzitutto necessario avere un Capo dello Stato che non sia soltanto un simbolo. Da varie parti, nella dottrina, nel mondo politico e in alcune Costituzioni dell\u2019altro dopo guerra, si segu\u00ec quel sistema della cos\u00ec detta razionalizzazione del regime parlamentare, che in fondo non \u00e8 altro che una trasformazione profonda di esso realizzantesi con la diminuzione dei poteri e della figura del Capo dello Stato. Questa Magistratura deve essere dotata di poteri adeguati al suo altissimo compito.<\/p><p>Nessuno abbia paura di questi poteri del Capo dello Stato; non abbia paura anche perch\u00e9 egli non pu\u00f2 esercitarli di suo proprio arbitrio e da solo.<\/p><p>Il regime parlamentare \u00e8 un congegno cos\u00ec delicato e difficile che farebbe perdere la testa a quegli studiosi che volessero classificarlo con una formula semplice e lineare. Per questo gli inglesi si limitano a descriverne le particolarit\u00e0. Nel regime parlamentare l\u2019esecutivo \u00e8 un organo complesso composto del Capo dello Stato e del Governo; il quale Governo poi a sua volta \u00e8 composto del primo Ministro e degli altri Ministri; e tutto questo organo deve funzionare come un congegno di orologeria, in armonia e d\u2019accordo, perch\u00e9 altrimenti il sistema non funziona e salta in aria.<\/p><p>Il congegno \u00e8 molto delicato e difficile, ma \u00e8 il congegno, che solo, nelle circostanze del mondo attuale, specie da noi, pu\u00f2 garantire la libert\u00e0 al popolo e nello stesso tempo la energia e la continuit\u00e0 dell\u2019esecutivo.<\/p><p>Alcune Costituzioni dell\u2019altro dopo guerra diminuirono, anche formalmente, i poteri del Capo dello Stato, attribuendoli al Governo, e lasciando a lui soltanto alcuni poteri tassativamente indicati nella Costituzione. No! Il Capo dello Stato deve partecipare a tutta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019esecutivo in base al congegno proprio del regime parlamentare classico.<\/p><p>Secondo: bisogna evitare che la posizione del Capo dello Stato sia resa instabile, non solo in diritto \u2013 il che fa il nostro progetto di Costituzione \u2013 ma anche in via di fatto \u2013 il che noi dobbiamo raccomandare alle future Assemblee legislative, perch\u00e9 nel funzionamento della macchina parlamentare e dell\u2019esecutivo non ricorrano a quegli espedienti, che possano indurre o costringere il Capo dello Stato alle dimissioni, come varie volte avvenne in Francia, sotto la terza Repubblica, con tutte le conseguenze che gli storici hanno constatato. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Il Capo dello Stato non ha propria volont\u00e0 esclusiva. Inconvenienti ce ne sono in tutti i sistemi. Qualsiasi sistema potrebbe essere sottoposto a numerosissime critiche. Bisogna vedere fra i vari inconvenienti quale \u00e8 il minore.<\/p><p>Ebbene, secondo il nostro modesto modo di vedere, la stabilit\u00e0 del Capo dello Stato \u00e8 un bene, che supera gli eventuali inconvenienti; anche perch\u00e9 \u2013 siccome il Capo dello Stato non pu\u00f2 agire per volont\u00e0 particolaristica individuale, ma deve adeguare la sua volont\u00e0 a quella del Governo, il quale a sua volta non pu\u00f2 restare in carica se non con la fiducia delle Camere \u2013 praticamente \u00e8 impossibile la dittatura, praticamente sono le Camere ad avere la direttiva e la bussola dello Stato. Vero \u00e8 che il Capo dello Stato pu\u00f2 sciogliere le Camere; ma deve essere d\u2019accordo col Governo. Ed in questo caso nessuno ha da lamentarsi, perch\u00e9 \u00e8 il corpo elettorale, che in definitiva, nell\u2019esercizio della sua sovranit\u00e0, decider\u00e0, tracciando le direttive al nuovo Governo, alle quali direttive il Capo dello Stato deve uniformarsi.<\/p><p>Veniamo alla composizione del Governo, ultimo punto al quale devo accennare. Non faccio alcun riferimento a situazioni esistenti o del passato; guardiamo all\u2019avvenire. La questione della stabilit\u00e0 del Governo \u00e8 da noi ardua come quella della quadratura del circolo. Non abbiamo forze sufficienti a fare questa quadratura; n\u00e9 potremmo \u2013 e sarebbe male, a mio modo di vedere \u2013 con norme pretenziose dettate nella Costituzione, volere disciplinare eventi, che non sono disciplinabili.<\/p><p>Ho sentito l\u2019altro ieri il collega onorevole Rubilli attaccare la proporzionale, addebitando ad essa la instabilit\u00e0 dei Governi. Si giudichi come si vuole il sistema della proporzionale; ma questa colpa non le si pu\u00f2 dare, perch\u00e9 le valutazioni statistiche mostrano che col sistema del collegio uninominale la carta politica riusciva e riuscirebbe cos\u00ec variopinta di partiti, come col sistema della proporzionale. Se il Paese \u00e8 molto frazionato, non c\u2019\u00e8 sistema elettorale che riesca a creare artificialmente pochi partiti e tanto meno due soli partiti. Vorrei anche osservare che altri inconvenienti, lamentati dall\u2019onorevole Lussu riguardo al collegio uninominale, purtroppo non pu\u00f2 dirsi che siano scomparsi dopo l\u2019adozione di altri sistemi.<\/p><p>Adunque, \u00e8 impossibile che da un Parlamento composto di molti partiti possa sorgere un Governo omogeneo, formato da un partito che abbia la maggioranza assoluta. Ed allora che fare? Era stata affacciata la proposta di un sistema presidenziale di Governo consistente nell\u2019elezione da parte delle Camere del Capo del Governo per la durata di un minimo di due anni; ne parlammo al principio col collega onorevole Tosato e con altri. Ma la proposta era inaccettabile. Si tratterebbe di una specie di sistema presidenziale ridotto, ed avente come perno il Capo del Governo e non il Capo dello Stato. Respingendo il sistema nei riguardi del Capo dello Stato, \u00e8 logico che non si pu\u00f2 accettarlo nemmeno per il Capo del Governo.<\/p><p>A quale altro sistema ricorrere adunque per avere un Governo omogeneo? Ad un Governo di minoranza o di maggioranza relativa? Ma questo, se \u00e8 possibile e necessario in periodi di emergenza, non \u00e8 possibile sicuramente in periodi normali.<\/p><p>Ed allora, egregi colleghi, \u00e8 bene che riconosciamo esplicitamente che fino a quando permane questa situazione, cio\u00e8 della divisione del Paese in tante correnti politiche, \u00e8 impossibile, qualsiasi sistema elettorale si scelga, che si arrivi ad avere nel Parlamento un partito di maggioranza assoluta, e che \u00e8 quindi impossibile arrivare alla costituzione di un Governo omogeneo.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 che il Governo di coalizione. Se \u00e8 cos\u00ec, occorre ricorrere a correttivi che per\u00f2 non possono scriversi nella legge, ma che debbono affidarsi solo al costume politico e al generale senso di responsabilit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 successo finora, per necessit\u00e0 contingenti delle quali diedero spiegazione vari autorevoli colleghi di questa Assemblea, \u00e8 successo che partiti partecipanti al Governo di coalizione criticassero od oppugnassero provvedimenti deliberati dal Governo del quale coi propri esponenti essi facevano parte. Si \u00e8 detto che ci\u00f2 era inevitabile perch\u00e9 i partiti, perdendo quasi la libert\u00e0 di opposizione nel seno del Governo, erano costretti a riprenderla e ad esercitarla nel paese. Non \u00e8 qui il caso di soffermarsi sul passato; ma \u00e8 il caso di affermare che ci\u00f2 non dovrebbe ripetersi per l\u2019avvenire. Si, caro Conti: dobbiamo affidarci al costume, al nostro senso di responsabilit\u00e0, al patriottismo e al senso di responsabilit\u00e0 di tutto il popolo, delle classi dirigenti e specie di coloro che saranno eletti nelle future Assemblee legislative.<\/p><p>Siccome nelle circostanze dell\u2019epoca attuale non \u00e8 possibile altra forma di Governo che quella del Governo di coalizione, sar\u00e0 indispensabile \u2013 se non si vuole sabotare scientemente o inconsapevolmente il funzionamento del Governo \u2013 che i partiti i quali si accordano su un minimo di programma nell\u2019entrare a far parte del Gabinetto, si comportino in conseguenza coerentemente agli impegni presi. Se l\u2019impegno diventasse pesante dovrebbero lasciare la coalizione, non sabotarla.<\/p><p>Naturalmente nessuna norma costituzionale pu\u00f2 disciplinare questa materia. Dobbiamo affidarci al costume, onorevoli colleghi, in questa materia noi non possiamo che affermare un\u2019esigenza fondamentale per la vita del Paese ed invocare la buona volont\u00e0 e la cooperazione dei partiti, che sono tutti legati, come tutti indistintamente, individui e gruppi senza alcuna esclusione siamo legati, alla stessa sorte della Nazione.<\/p><p>Noi abbiamo bisogno, nel grave periodo che attraversiamo, nel caos internazionale e nell\u2019immenso disagio interno del Paese, di un Governo che sia stabile e forte, di un Governo che assicuri la continuit\u00e0 e l\u2019efficienza della politica dello Stato, di un Governo che permetta al popolo di risollevarsi dalle rovine, di un Governo che dimostri all\u2019estero la dignit\u00e0 di questa sacra Patria, dell\u2019Italia, che pur oggi, torturata, dilaniata ed offesa nel suo corpo fisico, sente di avere un\u2019anima che pu\u00f2 affrontare tutte le tempeste e pu\u00f2 ancora dire al mondo una parola di armonia, di equilibrio e di pace nell\u2019interesse nostro e di tutti gli altri. (<em>Vivi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Nitti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Io intendo limitarmi a poche osservazioni sui titoli I, II, III di questa parte del progetto di Costituzione. Siamo ora veramente nella Costituzione. Finora abbiamo parlato di tutto, tranne che della Costituzione. Forse per questo la Camera era prima molto pi\u00f9 affollata (<em>varietas delectat<\/em>), ed ora \u00e8 diventata deserta. \u00c8 forse anche per caso che io trovo oggi un certo numero di ascoltatori!<\/p><p>Ora si discute la vera Costituzione. Sinora, discorsi vani, anche di oratori facondi, che hanno detto tante cose, ma non hanno parlato della Costituzione. Costituzione \u00e8 quell\u2019insieme di disposizioni che regolano l\u2019ordinamento dello Stato. Dell\u2019ordinamento dello Stato non si \u00e8 finora mai parlato; ora incominciamo a parlarne ed entriamo in un ordine di considerazioni e di studi che riguardano la vita del Paese.<\/p><p>Per\u00f2 la discussione incomincia tardi. Noi abbiamo davanti a noi brevissimo tempo, ed in questo brevissimo tempo dobbiamo fare troppe cose, che sono di gran lunga pi\u00f9 complesse e difficili di quelle che abbiamo discusso finora.<\/p><p>Abbiamo davanti a noi la limitazione del tempo: noi dobbiamo aver finito il nostro lavoro per il 31 dicembre. Io sono stato il responsabile del suggerimento della data del 31 dicembre. Fra le proteste dell\u2019onorevole Nenni e l\u2019indignazione di alcuni che trovavano quasi sconveniente prorogare il termine che la legge non prevedeva e si scandalizzarono. Ma poi anche quelli che dicevano non volere ci\u00f2 che io volevo, consentirono a piegarsi davanti alla necessit\u00e0. Si era perduto troppo tempo e si doveva riparare al tempo perduto. Ma ora, non io e non forse altri, credo, oser\u00e0 chiedere un\u2019altra proroga. Noi dobbiamo, per il 31 dicembre, avere esaurito il nostro compito. Quindi, lavoro difficilissimo, perch\u00e9 adesso viene quella parte della nostra Costituzione che \u00e8 soggetta ad una maggiore cura dei dettagli e che dovrebbe essere esaminata con ogni seriet\u00e0. Finora abbiamo parlato di tante cose inutili: rinuncia alla guerra di conquista (quando siamo in difficolt\u00e0 di difendere noi stessi), garantire ospitalit\u00e0 a tutti coloro che si trovano a disagio nei loro paesi! Abbiamo promesso al popolo italiano tante cose, troppe cose che non saremo in condizione di fare o di dare e tutto questo in articoli di Costituzione! Adesso non si pu\u00f2 divagare n\u00e9 perdere tempo e si deve discutere seriamente e in dettaglio, senza nuove fantasie, gli articoli che riguardano la vita fondamentale del nostro Paese. Ora, dunque, occorre che non solo discutiamo con calma e serenamente, ma che discutiamo senza preconcetti, non in quanto non vi siano grandi affermazioni di princip\u00ee da farsi. Dobbiamo fare brevemente, nel termine di tre mesi, disposizioni che richiedono attenta osservazione e cura di dettagli. Io voglio limitarmi a fare una serie di osservazioni e pi\u00f9 che altro una serie di domande.<\/p><p>Io avvertii gi\u00e0 nei due discorsi del 10 aprile e dell\u20198 maggio le difficolt\u00e0 contro cui ci saremmo urtati nel fare la Costituzione nella parte essenziale. Quello che mi sorprende in questo Titolo della Costituzione \u00e8 la sovrabbondanza e lo spirito di uniformit\u00e0. Si \u00e8 avuto cura di aumentare tutte le istituzioni fino all\u2019iperbole. Bisognava ridurre il pi\u00f9 possibile, si \u00e8 aumentato il pi\u00f9 possibile. Il legislatore (questa volta \u00e8 difficile dirlo perch\u00e9 parecchi sono stati i legislatori; non si pu\u00f2 parlare della <em>mens legis<\/em>, della mente del legislatore), i legislatori di diversa origine, animati da diverse passioni, hanno voluto mettere una parte di loro stessi, e tutto \u00e8 finito spesso in un compromesso che toglie efficacia. Ora, due cose mi sorprendono come osservazione generale su questa parte: la prima \u00e8 un eccesso di dilatazione, un desiderio di aumentare, e l\u2019altra \u00e8 l\u2019uniformit\u00e0. Tutto \u00e8 stato soggetto, in questa Costituzione, alla dilatazione e alla uniformit\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 caratteristica soltanto italiana, perch\u00e9 in nessun Paese esiste l\u2019ipertrofia dei titoli e delle funzioni. Qui, se si dice: la Camera dei Deputati dura 5 anni, si deve ammettere che anche il Senato dura 5 anni. Non c\u2019\u00e8 nessuna ragione perch\u00e9 duri anch\u2019esso 5 anni. Ma se non si accetta la stessa durata, pare che si offenda, come si dice, la democrazia. La democrazia \u00e8 messa in tutte le cose, sopra tutto in quelle in cui non entra affatto. Troppa uniformit\u00e0 da un lato e dall\u2019altra la sovrabbondanza di funzioni. Se mi permettete, siamo quasi nella situazione delicata in cui si trovano gli operai di molte fabbriche, in cui si trovano gli impiegati di molti uffici. Si sono ammessi come operai anche molti che non sono e di cui non \u00e8 bisogno, non perch\u00e9 erano necessari, ma perch\u00e9 bisognava dare loro una occupazione. In alcune fabbriche, su tre operai solo due lavorano; in molti uffici su tre impiegati non so se due lavorano. Forse s\u00ec, forse no. Ma nessuno oserebbe mandarli via e nessuno osa, perch\u00e9, per ragione di pace sociale si \u00e8 creduto necessario metterli dentro. Ora qui si sono create e si creano molte diverse situazioni per cui bisogna aumentare in tutti i modi il numero dei legislatori.<\/p><p>Vi assicuro, e non dico queste parole a caso, che in nessun paese di Europa e in nessun grande paese di America, si \u00e8 fatto tanto cattivo uso del numero per regolare la vita dello Stato, quanto se ne fa in Italia.<\/p><p>Se ora esaminiamo i Titoli che sono sottomessi alla nostra indagine, questo \u00e8 il primo fatto che colpisce.<\/p><p>Cominciamo dalle Camere legislative. \u00c8 venuta, prima di tutto, la grande disputa: una Camera o due Camere. Non so perch\u00e9 si diceva che le democrazie volevano una Camera, che molta parte della democrazia non ammetteva la seconda Camera. Io non conoscevo questa legge della democrazia, e non mi so spiegare perch\u00e9 l\u2019invenzione delle due Camere non \u00e8 stato un fatto di volont\u00e0 conservatrice, \u00e8 stato un fatto determinato da lunghe vicende della storia e voluta dalla democrazia. Una cosa per\u00f2 sappiamo ed \u00e8 che i paesi che hanno avuto una sola Camera sono sempre precipitati nel caos o nelle tirannie. E questo \u00e8 accaduto dovunque: non vi \u00e8 nessun Paese che abbia potuto reggere al disastro di una sola Camera&#8230;<\/p><p>LUSSU. Roma per duemila anni.<\/p><p>NITTI. La ringrazio. Roma dur\u00f2 solo mille anni. La vera Roma fino all\u2019ultimo degli imperatori aveva speciali ordinamenti, per cui i poteri del Senato e delle Magistrature si compensavano e si completavano. Roma aveva un ordinamento del tutto diverso. Il Senato aveva un grande potere, ma che era limitato dal potere delle alte Magistrature e dal potere dei tribuni della plebe. E il Senato era limitato nel suo funzionamento dalla stessa sua formazione. Il Senato era un\u2019Assemblea conservatrice, che aveva un suo speciale ordinamento e che doveva assoggettarsi ad esso con rigida disciplina. Roma non \u00e8 materia di confronto con nessuno dei paesi moderni. Aveva la provvida istituzione della dittatura. Vicino alle grandi Magistrature, quando le cose andavano male, era il Senato stesso che decideva di andar via e che conferiva tutti i poteri ad un dittatore, che, in generale, durava solo qualche settimana, al massimo eccezionalmente fino a sei mesi. La istituzione della dittatura dette buona prova, finch\u00e9 non venne un uomo senza scrupoli, che fu Mario (che non so perch\u00e9 le democrazie trattano con tanto rispetto) che deform\u00f2 la dittatura. Prima di Mario nessuno aveva prorogato la dittatura oltre il breve termine di qualche mese. La dittatura era la grande istituzione democratica ed il grande correttivo degli errori dell\u2019Assemblea parlamentare. Ma noi non conosciamo nessun paese moderno che abbia fatto la prova di un Governo che sia durato a lungo con una sola Camera, sopra tutto se si tratti di un paese latino, e non dico di razza latina, come si dice sempre a sproposito, perch\u00e9 non esistono razze latine, ma paesi di razze diverse e che sono di lingua e di civilt\u00e0 latina, e per\u00f2 hanno una fusione in certe tendenze generali dello spirito.<\/p><p>Ora, Roma antica aveva per disposizione naturale del popolo attitudini politiche eccezionali. Non aveva la nostra impulsivit\u00e0 e quando arrivava al correttivo o alla dittatura era perch\u00e9 le lotte, che il Senato non poteva eliminare, richiedevano eccezionale rimedio.<\/p><p>I Romani avevano il concetto e il sentimento dello Stato e della sua continuit\u00e0: non facevano niente in maniera impulsiva. Davano gli onori del trionfo anche al generale vinto se credevano che egli avesse agito con coraggio e con competenza. Roma sapeva vincere e durare: nella guerra di Spagna dur\u00f2 198 anni e non si stanc\u00f2 mai. La continuit\u00e0 era nel carattere del popolo: noi quando siamo andati in Libia, abbiamo preteso lo stesso anno di arrivare nell\u2019interno; i romani per arrivare nell\u2019interno hanno atteso oltre un secolo.<\/p><p>I Romani, come tutti i veri popoli conquistatori, avevano il senso della continuit\u00e0. Ora, non si far\u00e0 mai un paese ordinato con una unica Camera: si possono avere costituzionalmente le forme pi\u00f9 diverse; ma mai si potr\u00e0 stabilire che vi sia una Camera unica. Badate che la caduta recente della Repubblica di Spagna, cui \u00e8 seguita la dittatura, \u00e8 dipesa proprio dall\u2019aver adottato una unica Camera.<\/p><p>Io ho molto conosciuto (veniva spesso da me a Parigi) il Presidente di quell\u2019Assemblea, Santiago Alba. Veniva con lui qualche volta il capo dei conservatori Sanchez Guerra, uomo austero e nemico della dittatura. Ho scritto la prefazione al libro di Santiago Alba sulle dittature. Alba mi diceva: la Repubblica spagnuola era destinata a perire, perch\u00e9 aveva una sola Camera e non poteva avere ordine. E aveva una sola Camera perch\u00e9 i conservatori, volendo fare opposizione e ostruzionismo al movimento democratico, si allontanarono e non votarono quando si dovette decidere della seconda Camera.<\/p><p>Tutto and\u00f2 male, e allora non fu possibile avere un\u2019Assemblea seria, e sopra tutto moderata. Si ebbe un\u2019Assemblea unica, che pass\u00f2 di errore in errore, dopo di che a causa o con il pretesto dell\u2019assassinio di un deputato che non fu punito, vi fu una violenta reazione che fini nella dittatura militare.<\/p><p>Non bisogna considerare la seconda Camera come un ornamento costituzionale. La seconda Camera \u00e8 una necessit\u00e0. Nel progetto di Costituzione \u00e8 ammessa. Abbiamo cominciato per\u00f2 con offenderla, perch\u00e9 nel nostro progetto che esaminiamo, il nostro Senato ha avuto un nome sconcio: \u00e8 chiamato \u00abCamera del Senato\u00bb. E chi ha pensato a un simile orrore, non dir\u00f2 errore? Ma come! \u00abSenato\u00bb \u00e8 un nome glorioso. In tutte le strade di Roma troviamo ancora scritto <em>Senatus Populusque Romanus.<\/em> Nell\u2019America stessa la seconda Camera si chiama Senato; tutti i grandi popoli che hanno voluto costituire un\u2019Assemblea hanno cercato di chiamarla Senato. Il pi\u00f9 grande tragico, Shakespeare, ammiratore di Roma e incurante delle precisazioni della storia, attribuisce a tutti i grandi popoli, a cominciare da Atene, un Senato.<\/p><p>Perch\u00e9 poi questo errore? Forse perch\u00e9 qualcuno di quelli che hanno preparato il progetto di Costituzione ha letto che in Inghilterra c\u2019\u00e8 una Camera dei Comuni e una Camera di Lords. Ma l\u00ec \u00e8 tutt\u2019altra cosa! Quelle non sono due Assemblee create dal popolo: sono due Assemblee che vivono da tanti secoli, l\u2019una in origine rappresentativa della nobilt\u00e0 terriera e della ricchezza fondiaria, l\u2019altra rappresentativa del commercio delle citt\u00e0 e dei traffici. E l\u2019una \u00e8 sempre vissuta indipendente dall\u2019altra; e ciascuna ha avuto una sua formazione storica e giuridica: spesso in lotta con il sovrano.<\/p><p>Con mia sorpresa, mi trovo di fronte a un fatto nuovo, a una proposta che mi ha vivamente sbalordito: noi abbiamo o siamo minacciati di avere un organismo senza storia e senza seriet\u00e0 che si chiama \u00abAssemblea Nazionale\u00bb. Non mi sarei aspettato mai una simile sorpresa. Che cosa \u00e8 e che cosa pu\u00f2 essere l\u2019Assemblea nazionale? Nei tempi normali, noi chiamiamo \u00abAssemblea nazionale\u00bb in Francia come in Italia la riunione per un sol giorno o per due quando le due Camere si riuniscono nella sala di una di esse per un argomento che richiede l\u2019intervento di entrambe. In Italia si riunivano a Montecitorio perch\u00e9 l\u2019Aula del Senato era troppo piccola.<\/p><p>Ma quando si riunivano? Si riunivano in Italia all\u2019inizio della nuova legislatura, quando il sovrano, pronunziato il discorso della Corona, assisteva al giuramento dei deputati. Io stesso ho presieduto la prima riunione della XIX legislatura. Era cosa di un giorno, anzi di poche ore. Si riunivano senatori e deputati e poi non si riunivano pi\u00f9 mai, se non per speciale evento come l\u2019apertura di una nuova sessione. Chi avesse creduto cristallizzare la riunione, che doveva avere la durata di un giorno, in un\u2019Assemblea permanente con funzioni proprie e sede propria sarebbe stato considerato pazzo.<\/p><p>Ora, e questo \u00e8 sbalorditivo ed \u00e8 unico al mondo, si vuol creare un\u2019Assemblea Nazionale permanente, enorme e assurda, che non esiste in nessun paese del mondo, perch\u00e9 non ha ragione di esistere; perch\u00e9, o sopprime una delle due Camere, o le sopprime tutte e due. Che cos\u2019\u00e8 quest\u2019Assemblea Nazionale che, come dicevo, \u00e8 unica ed \u00e8 contemplata dagli articoli 60, 61, 74 e 75 del progetto di Costituzione e che, siccome non affrontano la questione, ma la presentano in tante forme, non d\u00e0nno l\u2019idea che si tratta di una nuova Camera, che \u00e8 del tutto diversa, che ha funzioni diverse e che si sovrappone alle altre ed ha poteri permanenti.<\/p><p>Non \u00e8 qui il caso di avere dubbiezza, perch\u00e9 l\u2019onorevole Ruini stesso, il Relatore, ci toglie ogni dubbio. Egli non ha esitato a dirlo anche lealmente: si tratta di una nuova Camera che, naturalmente, dovr\u00e0 avere i suoi uffici, la sua sede, i suoi mezzi di vita. Noi faremo una terza Camera, la quale sar\u00e0 una riunione delle due Camere che esistono, ma non avr\u00e0 un suo scopo e quindi \u00e8 ridicolo che abbia la sua funzione. \u00c8 vero che il disegno di legge le attribuisce funzioni ipotetiche. Sar\u00e0, si dice, come un Consiglio superiore della Nazione. E che cos\u2019\u00e8 questo Consiglio superiore? L\u2019onorevole Ruini ha avuto forse qualche dubbiezza, e l\u2019ha risoluta senza scrupolo. Questa Camera diventa, egli ha detto, in un certo senso: \u00abun istituto nuovo che la nostra Carta introduce: l\u2019Assemblea Nazionale, e Cio\u00e8 il Parlamento che funziona a Camere riunite per atti di singolare importanza, come l\u2019elezione del Presidente della Repubblica, l\u2019espressione di fiducia e sfiducia al Governo, le deliberazioni della mobilitazione generale e dell\u2019entrata in guerra \u2013 tutte cose che si fanno in un giorno \u2013 e cos\u00ec \u2013 fatto nuovo e strano \u2013 dell\u2019amnistia e dell\u2019indulto (la cui attribuzione al Parlamento costituisce, un <em>novum<\/em> della Costituzione), infine la designazione di chi deve far parte di organi rilevanti nell\u2019ordinamento dello Stato, quali il Consiglio Superiore della Magistratura e la Corte costituzionale. Pur serbando la bicameralit\u00e0, si pongono le basi di una trattazione unitaria dei problemi fondamentali\u00bb.<\/p><p>Ma la trattazione unitaria si \u00e8 sempre fatta: Montecitorio e Palazzo Madama, sede del Senato, sono a qualche centinaio di metri di distanza. Bastava un usciere per fare arrivare gli atti dall\u2019una all\u2019altra Camera, senza inutile solennit\u00e0. Non vi \u00e8 ragione, quindi, di fare nientemeno che un\u2019Assemblea Nazionale! E poi, sul serio, vogliamo far discutere alla Assemblea Nazionale \u2013 la quale \u00e8 pi\u00f9 che una sola Camera: sono due Camere \u2013 provvedimenti come l\u2019indulto e l\u2019amnistia? \u00c8 prudente, \u00e8 saggio, \u00e8 utile? E che cosa deve fare questa Assemblea? Se non ha lavoro, deve crearselo.<\/p><p>Potete ben immaginare quale numero di uffici, quale folla di funzionari! E questa cosiddetta Assemblea Nazionale, con la Camera e il Senato riuniti, sarebbe composta di circa mille persone. Dovendo avere sede propria, dovrebbe avere assai pi\u00f9 di mille partecipanti. Nessun palazzo di Roma pu\u00f2 contenere una cos\u00ec enorme accolta di legislatori in forma duplicata. Occorrerebbe, se l\u2019Assemblea avesse carattere permanente e non finisse nel giorno stesso in cui \u00e8 convocata, tutta una situazione nuova.<\/p><p>Questa Camera non ha scopo di esistere, non ha modo di esistere, non deve esistere! E la solennit\u00e0 sua stessa sarebbe inutile spesa in questo momento in cui tutte le spese devono essere ridotte. Sarebbe dissipazione enorme per la cosa pi\u00f9 inutile.<\/p><p>Abbiamo noi veramente necessit\u00e0 di creare questa nuova Camera? E perch\u00e9 tanti legislatori e anche in funzione duplice?<\/p><p>Sapete ci\u00f2 che sorprende quando si esaminano i nostri ordinamenti? Noi vogliamo avere pi\u00f9 uomini che devono fare le leggi che non ne abbiano tutti gli altri paesi del mondo. Vogliamo, creando adesso una Camera enorme, un Senato enorme, riunirli e vogliamo fare dell\u2019unione di tutte e due le Assemblee un\u2019Assemblea enorme, un\u2019Assemblea Superiore, che \u00e8 senza precedenti in qualunque paese del mondo e che si presta solo al ridicolo.<\/p><p>Noi potevamo fare al pi\u00f9 un deputato per ogni duecentomila abitanti, o se vi piace, almeno per ogni centocinquantamila. Noi vogliamo fare invece un deputato per ogni ottantamila abitanti. Vi pare che non sia un eccessivo numero?<\/p><p>Ora, se vi piace, vi legger\u00f2 quello che \u00e8 negli altri paesi, anche nei pi\u00f9 grandi di noi. Noi pretendiamo che, siccome vi \u00e8 una numerosissima Camera dei deputati, dobbiamo fare un numerosissimo Senato o, come si dice per offesa Camera dei senatori. E allora siamo andati a dire che vi sono per ogni Regione (si calcola tutto; io non sono d\u2019accordo, ma voi siete in questa via, che sulla base delle Regioni si debba fare tutto, e si \u00e8 pure di accordo, nel seno di qualche partito di massa, che bisogna fare un Senato).<\/p><p>Quindi, si vogliono dare nientemeno che ad ogni Regione cinque senatori, numero fisso \u2013 e poi un senatore per ogni duecento mila abitanti.<\/p><p>Sapete l\u2019America quanti senatori ha per ogni Stato? Due. E noi facciamo di queste acrobazie, e noi pretendiamo di fare delle Assemblee serie che si reggano su questa base! E accadr\u00e0 dei legislatori come della nostra moneta, che pi\u00f9 ne emettiamo e pi\u00f9 diminuisce di valore; pi\u00f9 aumenta il numero dei nostri legislatori e pi\u00f9 essi diminuiranno di seriet\u00e0 e di prestigio!<\/p><p>Io vi do l\u2019esempio del pi\u00f9 grande paese del nostro tempo: gli Stati Uniti d\u2019America. Gli americani si pu\u00f2 amarli, si pu\u00f2 non amarli, ma in materia politica ci presentano un fatto unico nel mondo moderno. Questi Stati Uniti, che si presentano veramente come un paese cos\u00ec potente, sono nella loro vita costituzionale di una continuit\u00e0 e di una stabilit\u00e0 impressionante! Dal 1787 essi sono sempre allo stesso posto. Hanno cambiato tutte le forme di vita, son passati dalla vita pastorale primitiva alla grande industria, da paese di ricchezza pastorale e agricola a paese di sconfinata ricchezza, ma hanno sempre la stessa legge costituzionale e la forza della Costituzione non \u00e8 mai variata, e non \u00e8 mai diminuito il suo prestigio.<\/p><p>L\u2019<em>Osservatore Romano<\/em> (di cui sono lettore) non so perch\u00e9 ha ricordato spesso che nello spazio di 150 anni la Francia \u00e8 il paese che ha mutato 13 Costituzioni: solo la Spagna pu\u00f2 pretendere di averla superata.<\/p><p>Gli Stati Uniti dal 1787 non hanno mutato mai la Costituzione. La Costituzione americana, profondamente democratica, veramente democratica, che ha creato la rivoluzione francese; la stessa Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo del 1789 non \u00e8 che la riproduzione integrale dello Statuto che fecero gli emigrati in America. Erano i perseguitati dalla tirannia della religione ufficiale che giungendo in America si fecero uno Statuto per regolare i loro rapporti sulla nuova terra e quello Statuto divenne la carta della democrazia moderna.<\/p><p>Ora, se non abbiamo un modello di Costituzione da imitare, guardiamo piuttosto agli Stati Uniti che ad altri paesi: naturalmente <em>mutatis mutandis<\/em> in ordine di grandezza e di tempo. Noi dobbiamo guardare verso l\u2019ordinamento costituzionale che ha meglio resistito a tutte le bufere.<\/p><p>Quanti sono i legislatori degli Stati Uniti? Negli Stati Uniti vi sono 96 senatori. Siano grandi o piccoli Stati, devono avere tutti come plenipotenziari nello Stato centrale lo stesso numero di rappresentanti, due per ogni Stato, e nessuno ha mai preteso pi\u00f9 di due rappresentanti.<\/p><p>E quale \u00e8 il numero dei deputati? Noi pretendiamo che se il Senato duri cinque anni, la Camera deve durare cinque anni, e le due Camere devono essere regolate allo stesso modo, ci\u00f2 che \u00e8 non solo inutile ma anche dannoso. Democrazia non vuol dire uniformit\u00e0.<\/p><p>Quindi, quale \u00e8 l\u2019ordinamento degli Stati Uniti? Gli Stati Uniti hanno una Camera dei Rappresentanti (noi diciamo Camera dei Deputati) che dura due anni perch\u00e9 \u00e8 una Camera eletta direttamente dal popolo e si vuole dia la viva sensazione del paese. Quindi la Camera si rinnova ogni due anni. Si pu\u00f2 sapere ci\u00f2 che il paese pensa e desidera e saperlo a brevi intervalli.<\/p><p>E quanti sono i Senatori? Sono 96. I Deputati invece sono 435, cio\u00e8 assai meno di noi, della nostra Costituente. Dunque noi abbiamo meno di un terzo degli abitanti degli Stati Uniti (e non vi faccio il paragone di potenza e di ricchezza) e siamo qui dentro molto pi\u00f9 numerosi dei rappresentanti degli Stati Uniti che sono soltanto 435.<\/p><p>Quanto dura il Presidente della Repubblica? Dura quattro anni; quindi con la durata delle Assemblee nessuna uniformit\u00e0. La democrazia non richiede uniformit\u00e0; spesso anche l\u2019esclude.<\/p><p>Negli Stati Uniti dunque la Camera dei Rappresentanti \u00e8 rinnovata ogni due anni, il Presidente della Repubblica dura quattro anni ed i Senatori durano sei anni e si rinnovano ogni due anni di un terzo. Il Senato dunque non si scioglie. Questo \u00e8 altro errore in questo progetto di Costituzione che ci presentate. Si pu\u00f2 sciogliere la Camera e nello stesso modo il Senato? No, il Senato in America non si scioglie mai. Anche in Francia non si scioglieva il Senato. Quale era in Francia la situazione? La Francia aveva una Camera che durava quattro anni, aveva un Presidente della Repubblica che durava sette anni (periodo per me troppo lungo) e aveva poi un Senato che durava nove anni e si rinnovava di un terzo ogni tre anni. Voi dire che per avere la democrazia bisogna avere le stesse leggi. No, le stesse leggi si pu\u00f2 averle nel loro contenuto politico essenziale, non gi\u00e0 nella loro forma e nel loro funzionamento.<\/p><p>Ora, dunque, noi ci troviamo di fronte alla grande potenza americana che ha 531 deputati e senatori: meno di quanti noi siamo qui in questa sala della Costituente. Non credo che questo esempio sia privo d\u2019importanza. Si tratta del Paese che ha creato la democrazia. La democrazia \u00e8 una creazione americana, e l\u2019America \u00e8 stata la prima Repubblica del mondo veramente democratica.<\/p><p>Il Senato deve essere la seconda Camera, e va concepito quale \u00e8 nella sua reale funzione. Ora, nel Progetto, mi trovo di fronte a una serie di questioni di cui non trovo la spiegazione. Come deve essere eletto da noi il Senato? Qui vi \u00e8 una cosa che m\u2019imbarazza: non vi sono solo disposizioni riguardanti l\u2019elettorato del Senato, vi sono anche le disposizioni per le categorie degli eleggibili. Chi sono gli eleggibili? \u00c8 una novit\u00e0 piuttosto spiacevole. Con che diritto fissiamo quelli che devono essere gli eleggibili? Perch\u00e9 fissiamo addirittura le liste degli eleggibili? L\u2019et\u00e0: 35 anni. Bisognerebbe arrivare per lo meno a 40. La stessa parola \u00abSenato\u00bb (i <em>patres<\/em>) dice che non erano dei giovani senatori. Ma vi \u00e8 la categoria degli eleggibili che mi imbarazza e per cui trovo la cosa anche pi\u00f9 strana. Noi non abbiamo il diritto di fissare queste categorie. Noi non facciamo un Senato economico e professionale; allora si spiegherebbero le categorie. Ma volendo lasciare al Senato il carattere di Assemblea politica non si spiega perch\u00e9 dovremmo indicare chi \u00e8 eleggibile. Se noi volessimo entrare nell\u2019idea di Senato e di Camera a fondo sindacale o corporativo od a fondo censitario, me lo spiegherei. Ma ora, con che diritto facciamo categorie chiuse?<\/p><p>Qualche volta si cade anche nell\u2019irragionevole.<\/p><p>Trovo, per esempio, che, anche prima di fissare le categorie degli eleggibili, la prima eleggibile, vi \u00e8 una disposizione che mi sbalordisce e deve essere un errore: \u00e8 quella secondo cui agli elettori si impone di essere nati o domiciliati nella regione. Nessuno di noi pu\u00f2 essere eletto senatore se non \u00e8 nato o domiciliato nella Regione. Cosa grave, perch\u00e9 \u00e8 una limitazione assurda e inspiegabile. Se non si \u00e8 nati bisogna andarsi a domiciliare. Ma chi, in un Paese libero, concede queste limitazioni territoriali? Si pu\u00f2 concepire maggiore stravaganza? Si pu\u00f2 arrivare, come in America, perfino a togliere il diritto di voto ai cittadini della Capitale. La Capitale deve essere fuori contestazione; non vi devono essere vere lotte politiche. La Capitale deve rappresentare il luogo dove tutti si possono incontrare serenamente al di fuori dei partiti. Non conosco le ultime disposizioni al riguardo. I cittadini di Washington non erano n\u00e9 elettori n\u00e9 eleggibili. Questa idea \u00e8 entrata anche nei singoli Stati. Lo Stato di New York non ha per capitale New York, ma Albany, che in paragone \u00e8 una piccola citt\u00e0. E cos\u00ec sull\u2019Oceano Pacifico vi \u00e8 la grandissima citt\u00e0 di San Francisco; ebbene, la capitale dello Stato della California \u00e8 Sacramento.<\/p><p>Dunque, si possono imporre limitazioni, se vi sono ragioni di diritto e scopo di utilit\u00e0 pubblica. Ma perch\u00e9 i candidati devono essere nati o domiciliati nella Regione dove vogliono essere eletti? Non lo trovo n\u00e9 logico n\u00e9 conveniente.<\/p><p>Poi vi sono le categorie di eleggibili. Non vi devo negare la mia sorpresa. Con tutto il rispetto che ho per i partigiani e per i combattenti contro il Fascismo, trovo per\u00f2 molto strano che la prima categoria degli eleggibili \u00e8 rappresentata dai decorati al valore della guerra di liberazione 1943-45. Ora, a queste categorie di persone si possono rendere tutti gli onori, ma come si pu\u00f2 creare questa categoria a parte? Come si pu\u00f2 ammettere una misura di questo genere, che non sia estesa a tutti i decorati di guerra, i quali hanno tanto sacrificio sostenuto? Come si pu\u00f2 rinchiudersi nel breve periodo 1943-45, quale che sia lo scopo e la dignit\u00e0? Ammesso che si voglia tenere conto dell\u2019elemento del valore in qualche categoria, non possiamo considerare soltanto il valore militare, ma anche il valore civile. Se vogliamo costituire una categoria di privilegiati, quella dei decorati al valore, possiamo dire che tutti i decorati al valore civile e militare sono eleggibili. Perci\u00f2, senza mancare affatto di riguardo verso i partigiani, mi pare che si faccia atto di giustizia e di dignit\u00e0 nel considerare tutti coloro, che hanno dato il loro sangue e messo la loro vita a servizio della Patria.<\/p><p>Bisogna poi cominciare col rivedere il nome di Camera dei senatori e trovare il mezzo di distinzione.<\/p><p>Dobbiamo dare alla Camera e al Senato gli stessi diritti; ogni limitazione dell\u2019uno o dell\u2019altro \u00e8 ingiusta. Nello stesso Statuto albertino le leggi di carattere finanziario devono essere sottoposte prima alla Camera dei deputati, come Camera eletta a suffragio pi\u00f9 largo. Non possiamo negare lo stesso diritto al Senato. In che stabilire la differenza?<\/p><p>Prima di tutto nell\u2019elettorato. Io credo, non vi scandalizzate, che ci\u00f2 che vogliamo fare in materia di Regioni non durer\u00e0. Voi siete tutti in gran parte per le Regioni; non lo sarete a lungo di fronte ai risultati della forma attuale di suffragio e di elezione. Io credo invece che bisogna ritornare, mediante un processo di revisione, alla realt\u00e0, cio\u00e8 a un sistema pi\u00f9 logico. Non so se la proporzionale, di cui \u00e8 mia la colpa originaria, abbia dato buona prova. Devo riconoscere che sono stato io che ho messo il primo nome alla legge della proporzionale. Non prevedevo le esagerazioni e le deformazioni che sono sopravvenute. Le conseguenze sono estese a tutte le amministrazioni che non funzionano pi\u00f9, perch\u00e9 con la proporzionale non hanno modo di ordinarsi e di formare gruppi omogeni che abbiano maggioranza. Tutto ci\u00f2 non ha nulla a che fare con la democrazia, che pu\u00f2 esistere con qualunque forma elettorale e non \u00e8 legata all\u2019una o all\u2019altra.<\/p><p>Mi chiedo se non sia il caso di procedere ad una revisione di questa materia, e ci\u00f2 voglio sottoporre al parere e alla decisione dei miei amici democratici cristiani, \u00able quadrate legioni\u00bb, come direbbe Mussolini (<em>Si ride<\/em>), che impongono il rispetto, a parte tutte le altre considerazioni, per il numero e, quando riesce loro, per la disciplina. Ora, le quadrate legioni considerino se proprio conviene loro di spingere a tutti i costi la proporzionale o non volere piuttosto che almeno una Camera sia eletta col collegio uninominale. Noi potremmo ottenere, poich\u00e9 il collegio uninominale si presta meglio alla scelta dei candidati, che esso renderebbe ancora dei servigi. Noi ci ostiniamo: tante cose, che crediamo durevoli, non lo sono: noi siamo in continua mutazione. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Piccioni<\/em>)<em>.<\/em> Anche le nostre Assemblee sono un po\u2019 come le sabbie mobili del deserto. Non sappiamo pi\u00f9 quelli che sono i partiti, che si uniscono e si disuniscono, annunziando nuove formazioni e nuove eliminazioni (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Piccioni<\/em>): ed allora ci dobbiamo preparare a molte mutazioni. Basta osservare le cose da vicino.<\/p><p>Ed ora vengo ad un piccolo argomento. Noi abbiamo visto che con il nostro progetto di Costituzione vi sar\u00e0, oltre alle due Camere legislative, quella Assemblea \u2013 che spero non vi sar\u00e0 perch\u00e9 non ha ragion d\u2019essere \u2013 che riunisce il tutto, ed \u00e8 cio\u00e8 molto vicino al nulla.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Non c\u2019\u00e8 nemmeno il locale!<\/p><p>NITTI. S\u00ec, non c\u2019\u00e8 nemmeno il locale! Accanto a queste grandi formazioni ve ne \u00e8 qualcuna piccolina, perch\u00e9 infatti accanto a queste due Camere, a una nuova grandissima Camera si forma un camerino (<em>Si ride<\/em>), di cui ho trovato notizia piuttosto reticente e riservata anche nelle parole del Relatore.<\/p><p>In alcuni paesi si \u00e8 fatta un\u2019agitazione per avere camere professionali o di carattere economico, e si voleva in alcuni che la seconda Camera avesse carattere sindacale ed economico. Vi erano i conservatori che la volevano in un senso, mentre i rivoluzionari aspiravano a qualcosa di sindacale che preludesse a formazioni sindacaliste. Poich\u00e9 in Italia non si nega nulla a nessuno (si vuole un posto in Parlamento e lo si d\u00e0, si vuole una mutazione, la si d\u00e0), c\u2019\u00e8 insomma molta condiscendenza, si \u00e8 detto: perch\u00e9 non diamo posto anche a questa Camera? Ed allora hanno osato proporre un camerino specifico in cui questa novissima Camera \u00e8 ospitata provvisoriamente, ma si dice (e lo dice anche il Relatore) che questa Camera pu\u00f2 rendere ancora qualche servizio (quale?) ma che poi si dovr\u00e0 vedere come darle un assetto, con un\u2019apposita legge. Rimandiamo tutto a leggi future, cercando ipotecare il futuro.<\/p><p>Anche qui vi sono le Regioni che comandano. In fondo, si vuole che il Senato sia formato dalle Regioni. Ma poi vi \u00e8 una certa incertezza nel determinare queste cose. Molti rimangono nell\u2019indeterminato proprio quando bisogna invece avere soprattutto la precisione.<\/p><p>Ora, viene l\u2019ultima parte dell\u2019argomento che noi dobbiamo trattare e che riguarda il Capo dello Stato. Noi ci siamo tanto preoccupati del Capo dello Stato, ma soltanto per perdere tempo alcuni giorni, per stabilire quale forma di giuramento dovevamo stabilire per il Capo dello Stato. In verit\u00e0, io trovavo quella discussione piuttosto inutile, perch\u00e9 il Capo provvisorio dello Stato non poteva prestare giuramento ad una Costituzione che non esiste, e noi prestando giuramento a lui, avremmo prestato giuramento alla Costituzione che non avevamo fatto. Quindi, la questione si \u00e8 spenta perch\u00e9 non aveva importanza.<\/p><p>Capo dello Stato. Come nominarlo? Anche adesso che si parla del Capo dello Stato si sente parlare anche di Regioni, quelle regioni che non abbiamo fatto, che non so se faremo e so ancor meno se potranno vivere. Scusate la sincerit\u00e0, e non vi offendete: siete veramente sicuri? Io non lo sono. Quanto tempo occorrerebbe se non avessimo i prefetti di quelle provincie che volevate abolire, e che non avete abolito. Abbiamo conservato l\u2019equivoco della Regione e mantenuto la Provincia, il Comune, e si \u00e8 pensato anche all\u2019idea di restaurare i circondari; cos\u00ec noi distruggevamo da una parte ci\u00f2 che volevamo far sorgere dall\u2019altra.<\/p><p>Riportiamoci alla Sicilia: siete ben sicuri che la prova delle Regioni sia riuscita? (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Piccioni<\/em>)<em>.<\/em> Siete ben sicuri che non avrete urti che possano essere fatali non soltanto all\u2019unit\u00e0, ma alla solidit\u00e0 dello Stato? Io non ho prevenzioni. La prima volta che quasi ragazzo fui eletto deputato, fui eletto anche in Sicilia. Mi \u00e8 rimasto sempre impresso il grande sentimento di cordialit\u00e0 per quel paese che non mi conosceva e che mi eleggeva, e pensate se non ne parli con rispetto. Siete sicuri che con la Sicilia ci intenderemo presto? Siete sicuri che noi potremo dare alla Sicilia ci\u00f2 che essa vuole? Siete voi sicuri che queste Regioni che noi creiamo al confine d\u2019Italia, dove vi sono popolazioni incerte e che non lavorano in favore dell\u2019Italia, siete sicuri che resteremo uniti con la stessa unit\u00e0 di sentimento, con la stessa fede patriottica? Io non so. Molte cose dovremo modificare e molte mutare.<\/p><p>E veniamo all\u2019argomento del Capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica \u00e8 un personaggio che ha grande importanza, perch\u00e9 egli viene a rappresentare, in questo divagare di passioni e torbido periodo che viene, e non potremo evitare, la persona che deve significare lo spirito di unione e di solidariet\u00e0 nazionale.<\/p><p>Noi dobbiamo desiderare che il Presidente della Repubblica abbia il necessario prestigio. Signori, io non credo che la Repubblica corra pericolo se noi siamo uomini prudenti, savi e non esageriamo. Le monarchie in Europa non sono morte ora, sono morte il 1919. La guerra solo crea le rivoluzioni. Non vi sono state nei tempi nostri rivoluzioni senza guerre, n\u00e9 guerre senza rivoluzioni. Il vecchio Eraclito diceva profonda verit\u00e0 quando affermava che la guerra \u00e8 la sola cosa che crea e distrugge. Noi saremmo ancora con l\u2019impero d\u2019Austria, con l\u2019impero germanico, con gli czar se non ci fosse stata la guerra del 1914!<\/p><p>Scusate voi socialisti che io dica tutto il mio pensiero. Voi siete qui a causa della guerra; i socialisti germanici, cio\u00e8 i veri marxisti cantavano inni al tempo di Guglielmo per cui bisognava opporsi alla guerra e piuttosto fare la rivoluzione che la guerra. Poi non la fecero mai la rivoluzione. La rivoluzione \u00e8 venuta dalla guerra. L\u2019Europa prima della guerra era sotto il dominio di quattro grandi imperi che disponevano dei quattro quinti dell\u2019Europa del continente: la Russia, l\u2019Austria Ungheria, la Germania e la Turchia. Tutti i quattro grandi imperi si sono sfasciati per effetto della guerra.<\/p><p>Non esiste ora un solo Stato monarchico sul loro territorio.<\/p><p>L\u2019Inghilterra stessa fuori del continente pu\u00f2 oramai considerarsi come una immensa unione di repubbliche presiedute da un re.<\/p><p>Dovunque sono soltanto repubbliche. La guerra ha tutto sovvertito. Credete che le monarchie, che le grandi monarchie che sono cadute ritornino? Credete che ci\u00f2 possa avvenire in tempo prossimo e senza rivolgimenti? Nessuno sa. Ma non osservate che in Europa, dopo di allora, quando erano cadute le grandi monarchie continentali, erano rimaste solo due monarchie di secondo ordine: non la potenza dei quattro grandi imperi scomparsi. Erano rimaste l\u2019Italia e la Spagna. Ora le monarchie sono cadute anche in Italia e in Spagna. E se \u00e8 caduta in Spagna, nello Stato pi\u00f9 clericale di Europa che esiste, dove c\u2019\u00e8 un dittatore che sarebbe anche lieto di ristabilire la monarchia per uscire senza violenza dalle sue difficolt\u00e0, vuol dire che la restaurazione delle monarchie \u00e8 veramente difficile. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BENEDETTINI. Non credo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NITTI. Io non credo in Italia al pericolo delle monarchie, a meno che non si facciano tali serie di errori, di assurdit\u00e0, di persecuzioni o di violenze da creare un movimento monarchico irresistibile che ora non esiste.<\/p><p>BENEDETTINI. Esiste. (<em>Si ride \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FUSCHINI. Non \u00e8 un pericolo, \u00e8 una cosa allegra. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NITTI. Noi abbiamo la Repubblica e naturalmente dobbiamo avere un Presidente della Repubblica. Vedo anche dalle discussioni che si sono fatte a proposito della elezione del mio antico amico De Nicola che con l\u2019idea di repubblica si unisce senza volere il costume monarchico. Si discuteva quale palazzo si dovesse assegnare al Presidente della Repubblica italiana come residenza, il Palazzo del Quirinale o qualche cosa di simile; quali assegni speciali dovesse avere. Per farne che cosa? Egli si \u00e8 regolato assai bene rinunciando.<\/p><p>Io ora vi prego di considerare che nel mondo di antiche repubbliche non esistono veramente che gli Stati Uniti d\u2019America e la Svizzera, che non hanno mai avuto da lungo tempo crisi di libert\u00e0. Prima della guerra del 1919 in Europa non esistevano che due repubbliche, la Francia e la Svizzera, non ne esistevano altre. Rimangono per\u00f2 rispettabili monarchie oltre che in Inghilterra, in Olanda, in Belgio e sopra tutto nei Paesi Scandinavi. Io le ho visitate. I sovrani scandinavi sono uomini seri, e ho avuto con loro rapporti cordiali e dignitosi. Queste monarchie sono cos\u00ec serie che non hanno avversari. Il Re Cristiano di Danimarca mi parlava ancora con tono socialista e con le tendenze di un convinto, tanto che gli feci alcune modeste osservazioni e gli dissi che tale linguaggio non mi pareva reale, ma piuttosto avveniristico.<\/p><p>Ora credete che questo cammino della vita e della storia possano cambiare? Per noi la questione nel momento attuale non \u00e8 monarchia o repubblica, ma \u00e8 di fare una solida e onesta repubblica, perch\u00e9 se ci discreditiamo noi stessi, facciamo male alla causa nella quale diciamo di credere. Quindi, niente diffidenze, ma cuore saldo e volont\u00e0 ferrea, per difendere le istituzioni che abbiamo creato, senza inventare pericoli immaginari e tremare a ogni stormire di fronda. Le cose morte non risorgono! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em> Nessuno minaccia la repubblica seriamente: se vi sono minacce vengono dagli stessi repubblicani, per spirito di diffidenza, per rinnovato desiderio di persecuzioni e non spento desiderio di lotte civili.<\/p><p>Quali sono i tipi di repubblica? Non abbiamo noi nel mondo, ormai, che la grande repubblica americana, con tutti gli errori, le corruzioni, il dinamismo popolare, con le sue intemperanze, i suoi eccessi di vitalit\u00e0, che ha superato tutte le ore pi\u00f9 difficili ed \u00e8 uscita pi\u00f9 potente nella sua struttura.<\/p><p>Ora, quale \u00e8 la Costituzione della repubblica americana? La repubblica americana elegge il suo presidente, il quale \u00e8 capo dell\u2019esecutivo. Non vi sono ministri, ma segretari del presidente; e quindi il presidente rappresenta tutto lo Stato ed \u00e8, in generale, dotato del pi\u00f9 grande ascendente. Nessuna fastosit\u00e0. Noi, quando parliamo del Presidente della Repubblica, pensiamo subito alla dignit\u00e0 della presidenza o agli assegni quasi reali da attribuirgli.<\/p><p>Fatevi dire le indennit\u00e0 degli altri Presidenti.<\/p><p>Il Presidente della Repubblica degli Stati Uniti, che \u00e8 a capo del paese pi\u00f9 ricco, quanto ha avuto e quanto ha di assegno? Aveva prima della guerra del 1914 appena 50.000 dollari l\u2019anno, aumentati durante la guerra a 75.000. Ora non so di quanto sia stato aumentato l\u2019assegno e se sia aumentato; ma comunque la sua misura \u00e8 molto inferiore a quella che ciascuno pu\u00f2 pensare in Europa.<\/p><p>Gli stessi re del passato prossimo nei paesi nordici non avevano quel grande appannaggio che molti di voi credono&#8230;<\/p><p>CONTI. Soltanto il nostro si trattava bene&#8230;<\/p><p>NITTI. Parlando del nostro, l\u2019assegno della Corona in Italia, la dotazione detta \u00ablista civile\u00bb secondo lo Statuto albertino \u00e8 fissata all\u2019avvento al trono di ogni nuovo sovrano e per la durata di tutta la vita del sovrano stesso. Ora io che ho natura di ricercatore, andavo a sfogliare tutti i documenti che nella discussione parlamentare potessero illuminarmi. Trovai che nell\u2019ordinamento inglese il re d\u2019Inghilterra non pu\u00f2 disporre dei fondi che la \u00ablista civile\u00bb gli accorda se non nella misura consentita dai differenti capitoli del bilancio della lista stessa.<\/p><p>Quindi la lista civile inglese ha capitoli differenti: il Parlamento d\u00e0 i fondi che sono distribuiti secondo stabilisce il Parlamento: tanto per la rappresentanza, tanto per la vita interna della Corte, tanto per beneficenza, ecc.<\/p><p>Quando andai alla Camera dei deputati feci questa proposta: ero molto giovane e credevo ancora che gli argomenti svolti fossero sempre efficienti. Non voglio, dissi, che sia diminuita la lista civile del sovrano ma desidero soltanto che, come in Inghilterra, la nostra lista civile sia divisa in capitoli e che la spesa sia regolata conseguentemente. Ma la mia proposta sembr\u00f2 stravagante ai conservatori, sembr\u00f2 quasi che io parlassi come un rivoluzionario. E allora io non fui eletto a fare parte della Commissione; fu eletto il mio concittadino onorevole Torraca, che era un conservatore vecchio tipo e desiderava, se possibile, aumentare la lista civile senza nulla discutere.<\/p><p>Ma ora, ora dunque in America e tanto pi\u00f9 nella disordinata Europa, non vi sono grandi assegni ai Capi di Stato e tanto meno in paesi repubblicani.<\/p><p>E la Svizzera? La Svizzera in questo momento sembra il paese pi\u00f9 ricco, o almeno quello che ha con la Svezia la migliore situazione monetaria d\u2019Europa. Ebbene, sapete voi chi \u00e8 anzitutto oggi il Presidente della Repubblica in Isvizzera? La Svizzera ha un ordinamento speciale, per cui sette individui votati dell\u2019Assemblea Nazionale prendono il potere e diventano Ministri. Uno dei sette \u00e8 a turno Presidente della Repubblica e vi \u00e8 un vicepresidente che gli succede nell\u2019anno seguente. Il Presidente della Repubblica \u00e8 quindi un personaggio modesto, il quale aveva \u2013 non so se in questi ultimi tempi in tale assegno vi sia stata modificazione \u2013 appena duemila franchi oltre il modesto stipendio di Ministro.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ora ne ha cinquemila.<\/p><p>NITTI. Bene, ora ne ha cinquemila: troverete ad ogni modo che \u00e8 una cifra veramente modesta. Quando il Presidente della Repubblica Svizzera ha necessit\u00e0 di spese eccezionali \u00e8 il Consiglio nazionale che ne decide sempre nei limiti di grande modestia.<\/p><p>In Francia bisogna sempre ricordare che la Costituzione del 1875 fu scritta da monarchici e che la forma repubblicana fu decisa quasi per caso, da un solo voto di un deputato ignoto. Ma anche in Francia il Presidente non ha pi\u00f9 un assegno molto elevato.<\/p><p>La Francia era incerta. La maggioranza era monarchica. Fu repubblica dopo il 1870 quando la grande maggioranza voleva la monarchia. Ma i monarchici erano divisi fra legittimisti (conte di Chambord) e organisti, e i bonapartisti non erano concordi.<\/p><p>Sarebbe prevalsa la monarchia legittimista se non vi fosse stata la ostinazione del conte di Chambord, che la bandiera dovesse essere non pi\u00f9 il tricolore, ma la bandiera con i gigli, cosa che offese tutti i patrioti e gli uomini che venivano dalla rivoluzione.<\/p><p>In quasi tutti i paesi repubblicani la difficolt\u00e0 \u00e8 di trovare presidenti che abbiano qualit\u00e0 superiori. La mediocrit\u00e0 \u00e8 spesso conseguenza della democrazia, che vive di gelosie e diffida degli uomini superiori.<\/p><p>Dopo Thiers in Francia venne MacMahon, generale ben lontano dalla grandezza, e dopo di lui Gr\u00e9vy, avvocato modesto che fu eletto per la seconda volta e dovette poi dimettersi per lo scandalo di suo genero Wilson che vendeva le decorazioni della Legion d\u2019Onore.<\/p><p>Le tre grandi personalit\u00e0 della Repubblica francese: Gambetta, vero creatore della Repubblica, Ferry, creatore dell\u2019impero, e Clemenceau che ebbe il maggior merito della vittoria del 1918, non furono mai eletti, e a Clemenceau fu preferito Deschanel!<\/p><p>Anche negli Stati Uniti non sar\u00e0 sempre facile, perch\u00e9 bisogna sfuggire alla tentazione di sfoggiare tutto ci\u00f2 che rappresenta la vanit\u00e0 della forma esteriore monarchica e non far cadere la scelta su uomini troppo mediocri.<\/p><p>In Italia non vi \u00e8 solo il pericolo di uomini che si credono adatti a tutte le cose e sono pronti a sacrificarsi per servire lo Stato in posizioni molto onorevoli, ma vi sono sempre partiti disposti a elevare i loro uomini pi\u00f9 insignificanti ai posti pi\u00f9 elevati.<\/p><p>Perch\u00e9 il Presidente possa essere veramente devoto alla Costituzione e ne sia il vigile custode, bisogna prima di tutto che noi gli diamo tale Costituzione saggia e moderata e realistica che egli possa difenderla sinceramente.<\/p><p>Finora abbiamo lavorato troppo male in questo senso. La Costituzione che prepariamo non \u00e8 l\u2019ideale. Gran parte cadr\u00e0. Ma la parte che ora noi elaboriamo, e che \u00e8 la sola essenziale, siamo ancora in tempo di fare in modo conveniente, se vi toglieremo tante vane e inutili cose che si pretendono possano esservi introdotte.<\/p><p>Riusciremo? Dopo avere perduto tanto tempo senza lavorare seriamente, nel breve spazio di tempo che ci rimane riusciremo se agiremo con oculata prudenza e con saggezza.<\/p><p>Non ci sono consentiti troppi nuovi errori dopo tanti che se ne sono fatti.<\/p><p>Con il 31 dicembre il nostro mandato, anche dopo le proroghe, sar\u00e0 finito.<\/p><p>Sono stato io che mi sono assunto la responsabilit\u00e0 della proroga al 31 dicembre e che ne ho per la prima volta parlato e sostenni l\u2019assurdit\u00e0 di proroghe troppo brevi. Speravo in un lavoro efficiente e forse devo constatare che la proroga era necessaria, ma noi non abbiamo fatto cose troppo efficaci, pur tenendo troppe sedute.<\/p><p>Ma ora niente pi\u00f9 proroghe.<\/p><p>Esaurito bene o male e certo pi\u00f9 male che bene il nostro mandato, dobbiamo ora lasciare posto ai nostri successori, che certo rivedranno ci\u00f2 che noi abbiamo fatto. Come ho ripetuto pi\u00f9 volte \u00e8 impossibile che la Costituzione da noi preparata non sia completamente riveduta.<\/p><p>Quando potranno essere fatte le nuove elezioni? In aprile o pi\u00f9 probabilmente in giugno.<\/p><p>Credo che voi non ignoriate i risultati dei lavori fatti al Ministero dell\u2019interno. Si crede che anche l\u2019Assemblea esaurendo i suoi lavori a fine dicembre, le elezioni non si potranno fare che in giugno.<\/p><p>Il terribile equivoco delle Regioni sar\u00e0 al massimo del disordine. Vi saranno veramente le Regioni in efficienza e avranno modo di funzionare? In realt\u00e0 solo attraverso le prefetture e i prefetti la macchina dello Stato potr\u00e0 ancora funzionare.<\/p><p>E vi sono problemi ancora pi\u00f9 gravi e urgenti.<\/p><p>Lo Stato \u00e8 lungamente vissuto sulla unione di partiti al Governo. Ora un solo partito ne \u00e8 la base destando le inevitabili gelosie degli altri e contrasti profondi. Il Governo dispone incontrastato di tutta la finanza, cio\u00e8 di tutte le risorse della nazione, essendo parte grandissima del reddito nazionale assorbita dallo Stato.<\/p><p>Come regolare la situazione entro il 31 dicembre e come fare le elezioni, in un periodo di grandi difficolt\u00e0 e di inevitabili conflitti?<\/p><p>Non sappiamo con quale animo e vorrei dire con quale fiducia il pubblico potr\u00e0 andare alle elezioni.<\/p><p>Credete che sia anche utile consultarlo con <em>referendum<\/em> e sapere ci\u00f2 che pensa della Costituzione che abbiamo preparato?<\/p><p>In Francia ci\u00f2 si \u00e8 fatto. Forse in Francia il popolo ha pi\u00f9 lunga tradizione di libert\u00e0 e maggiore sensibilit\u00e0 politica.<\/p><p>Si potr\u00e0 o si dovr\u00e0 fare il <em>referendum<\/em> in Italia?<\/p><p>FUSCHINI. Era prestabilito che si facesse il <em>referendum.<\/em><\/p><p>NITTI. Io credo che il <em>referendum<\/em> si dovrebbe fare e che vi sono anche impegni per farlo. Ma \u00e8 inutile agitare proposte senza prevederne il risultato. So che alcuni partiti sono, se anche non lo manifestano, favorevoli, altri contrari. Potremo noi escluderlo decisamente senza avere alcuna dubbiezza? Vorrei sapere soprattutto fin da ora che cosa pensano i democristiani e che cosa pensano comunisti e socialisti, perch\u00e9 di questi due grossi movimenti sar\u00e0 la responsabilit\u00e0. Fare le proposte di <em>referendum<\/em> senza che vi sia l\u2019adesione degli uni e degli altri, o almeno degli uni, dei pi\u00f9 numerosi, mi pare un salto nel buio. Ad ogni modo \u00e8 bene che su questa materia tutti si pronuncino lealmente e coraggiosamente. Troppe cose io ancora dovrei dire e mi riserbo in parte dire sugli articoli.<\/p><p>Io non ho voluto farvi un discorso politico, come vedete; io ho voluto esprimervi delle dubbiezze. Vi prego di riflettere su alcune cose che vi ho dette. Considerate che io sono al di fuori e al disopra di ogni vanit\u00e0; che non ho aspirazioni, che non ho alcuna passione di parte, ma solo la fede in una unione nazionale per la difesa contro le minacce che pesano sul nostro Paese.<\/p><p>L\u2019Italia non ha mai da secoli attraversato ore di cos\u00ec grande pericolo, n\u00e9 mai \u00e8 stata minacciata nella sua stessa esistenza come ora.<\/p><p>Occorre una comune volont\u00e0 di salvezza. Altra volta ho detto che l\u2019Italia \u00e8 una fortezza assediata. O tutti cadiamo o tutti ci salviamo: io spero che tutti ci salveremo. (<em>Vivi applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Sforza. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA. Onorevoli colleghi, sar\u00f2 brevissimo, non solo per la tarda ora, ma perch\u00e9 stimo \u2013 a meno che non si abbiano argomenti profondissimi da svolgere \u2013 che noi dobbiamo provare il nostro desiderio di finire presto facendo discorsi della maggiore possibile brevit\u00e0.<\/p><p>Se non ho chiesto di parlare che all\u2019ultimo momento \u00e8 perch\u00e9 ho sperato fino all\u2019ultimo che qualcheduno di noi sottoponesse all\u2019Assemblea il problema di cui ora vi intratterr\u00f2. Se non sbaglio, esso non \u00e8 stato toccato finora dai colleghi. Dico se non sbaglio, perch\u00e9, mentre \u00e8 di moda dire tanto male dell\u2019Assemblea Costituente, io confesso che, quando ho il tempo di leggere i resoconti sommari, sono sovente ammirato dell\u2019acutezza e della profondit\u00e0 di vedute che dall\u2019una parte e dall\u2019altra della Camera si esprimono. Ma la mia vita \u00e8 cos\u00ec dura e sono cos\u00ec pieno di occupazioni che non sono sicuro di aver letto tutti quanti i resoconti sommari. Credo quindi dover mio attirare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su un punto che mi sta a cuore, pur conscio come sono che, non essendo io n\u00e9 un tecnico della scienza politica n\u00e9 un professore famoso, tutto quello che potr\u00f2 dire non sar\u00e0 che il risultato della mia lunga se pur modesta esperienza personale dei fatti e delle loro cause.<\/p><p>A me sembra che \u00e8 vano parlare di Camera alta o di monocameralismo, di Assemblea suprema o no, di poteri pi\u00f9 o meno diretti del Presidente della Repubblica; quando noi facciamo una Costituzione, cerchiamo di fare quanto \u00e8 possibile, quanto \u00e8 in nostro potere, ma ben sappiamo che l\u2019avvenire del nostro Paese non dipende dalla perfezione degli articoli che compileremo, ma dipende dagli uomini. E noi purtroppo ci vediamo in questa situazione, che in Italia diminuiscono gli uomini di alto valore politico e morale; cos\u00ec del resto accadde anche dopo l\u2019altra guerra; chi di voi si trov\u00f2 in quest\u2019Aula nel 1919-20 come me, avrebbe voluto vedere fra noi dieci o venti amici intimi di cui conoscevamo il valore; ohim\u00e8, eran sepolti sul Carso, e noi pagammo con una carenza di uomini anche la scarsa difesa che facemmo all\u2019attacco fascista.<\/p><p>Quindi \u00e8 inutile perseguire la creazione la pi\u00f9 cristallina e la pi\u00f9 scientifica degli articoli della Costituzione se noi non cerchiamo anche di creare pel pochissimo che possiamo le vie psicologiche, umane, morali, che creino un personale politico il quale, sia con una Costituzione mediocre sia con una Costituzione perfetta, faccia il suo dovere verso l\u2019Italia, verso la Repubblica italiana, verso l\u2019Europa.<\/p><p>Si \u00e8 parlato qui di varie Costituzioni. Io voglio confessarvi la mia ignoranza: non ho mai letto la Costituzione di Weimar, ma tutti gli statisti e costituzionalisti con cui parlai nel triste periodo dal 1920 al 1930, tutti mi hanno detto che era la meraviglia delle meraviglie. Bast\u00f2 che un maresciallo traditore fosse Presidente della Repubblica, bast\u00f2 che un pagliaccio epilettico terrorizzasse questo Presidente della Repubblica, perch\u00e9 la pi\u00f9 bella delle Costituzioni cadesse come una pera marcia. Quindi dobbiamo fare gli uomini che abbiano il sentimento del dovere verso la patria everso la democrazia.<\/p><p>Io credo che posso in brevissimi momenti indicarvi uno dei casi che mi \u00e8 venuto in risalto leggendo il progetto. All\u2019art. 56, sesto capoverso, vedo che \u00abpossono essere nominati membri del senato, i magistrati e i funzionari dello Stato e di altre pubbliche amministrazioni di grado non inferiore, ecc., ecc.\u00bb. \u00c8 su questo punto che io voglio attirare la attenzione dell\u2019Assemblea, aggiungendo che il pericolo che vedo pel Senato lo vedrei egualmente per la Camera. E perch\u00e9?<\/p><p>Ve lo dir\u00f2 rapidamente; e poi avr\u00f2 assolto il mio compito e la mia coscienza sar\u00e0 tranquilla.<\/p><p>Eccovi la prova della vanit\u00e0 relativa di tanti discorsi sulle Costituzioni; uno dei problemi massimi della nostra vita politica \u00e8 fissato in un articolo non scritto: la costituzione dei grandi partiti di massa. Che sia un bene, che sia un male; che il bene sia maggiore del male, che il male sia maggiore del bene, questo non ci riguarda.<\/p><p>Ora noi siamo nel periodo dei partiti di massa anche se, grazie a Dio, esistono altres\u00ec alcuni partiti, come quello dalle cui file vi parlo, partiti che hanno una fiamma viva individualistica e feconda che sar\u00e0 a volte preziosa nelle lotte fra i grandi giganti.<\/p><p>Questo noi dobbiamo tenere presente per il bene dei partiti di massa, per il bene della Repubblica italiana e per il bene della nostra vita morale: che pi\u00f9 forti sono i partiti di massa, pi\u00f9 influenti sono i partiti di massa e pi\u00f9 indipendente, pi\u00f9 sacrosantamente indipendente, pi\u00f9 impervia ad ogni pressione e corruzione deve essere l\u2019amministrazione pubblica: altrimenti si scender\u00e0 rapidamente al livello dei pi\u00f9 bassi e corrotti paesi del mondo.<\/p><p>Badate, sia ben chiaro che dicendo questo non son mosso dalla menoma avversione verso i partiti di massa: constato che sono un fatto di storia naturale, constato che per lungo tempo esisteranno, constato (non c\u2019\u00e8 l\u2019amico Porzio ed allora oser\u00f2 dirlo), pensando alla prolungata se pur rara corruzione di certi \u00abgalantuomini\u00bb del Sud&#8230;<\/p><p>MAZZA. Noi potremmo pensare a quelli del Nord.<\/p><p>SFORZA. &#8230;che i partiti di massa possono portare le discussioni a un livello di concetti morali invece che d\u2019interessi materiali. Pensando che i partiti di massa possono fare questa cosa meravigliosa, ricostituire, rinsaldare al massimo l\u2019unit\u00e0 nazionale, anche morale, dalle Alpi alla Sicilia, sono convinto che i partiti di massa potranno nel complesso fare pi\u00f9 bene che male alla cosa pubblica, ma ad una condizione: che non diventino a turno, secondo che il fato delle elezioni dar\u00e0 loro il potere, i proprietari discrezionali dell\u2019amministrazione pubblica. E quando io vedo che si propone dalla Costituzione attuale (trovandoci noi in un lungo e, spero, felicemente lungo periodo di partiti di massa) la elezione di numerosi funzionari \u2013 senza neppure la fissazione di un <em>numerus clausus \u2013 <\/em>mi domando: com\u2019\u00e8 che non si vede il pericolo di tutto ci\u00f2? \u00c8 vero che circa il personale della nostra burocrazia, con cui da mesi e mesi sono in contatto, sia con quella del mio Ministero sia di altri, io posso ben testimoniare, checch\u00e9 si sia detto e malgrado le corruzioni del fascismo e della guerra, che essa continua, nei suoi alti gradi e anche nei gradi minori, ad essere veramente uno degli elementi pi\u00f9 rispettabili della nostra vita pubblica.<\/p><p>Ma come osar di offrir loro una troppo grossa tentazione? Per un impiegato, per un professore di universit\u00e0, anche prima del fascismo, entrare nel Senato era come entrare nell\u2019empireo prima della morte, era una gioia suprema. Ma allora non c\u2019erano partiti di massa; come i nostri funzionari potrebbero oggi essere eletti se non dopo essere stati accettati nella lista di un grande partito di massa al quale essi dovranno aver prima dato prove indubbie di devozione, forse di cieca obbedienza?<\/p><p>Pensate soprattutto alla formazione dei funzionari in Italia. Il funzionario \u00e8 per buona parte figlio di funzionario, non ha, come noi tutti qui abbiamo, una regione, una citt\u00e0, un gruppo di villaggi, che sono la vita della nostra vita, che sanno come siamo nati e cresciuti, che hanno fede in noi. Per moltissimi funzionari il ricordo natio \u00e8 una sede di Prefettura o Intendenza di finanza o di Tribunale, da Cuneo a Caltanissetta. Essi non hanno quasi mai un legame speciale, una regione o circoscrizione, che li vorrebbe eleggere. Come potranno essere eletti? Essi non potranno essere eletti che attraverso la protezione di un grande partito di massa, a cui essi vorranno bens\u00ec opporre il sentimento del loro dovere e la loro coscienza intatta; ma sapete come van le cose. Quando si comincia con una prima concessione, \u00e8 la via insaponata che porta alle scivolate pi\u00f9 impreviste.<\/p><p>I partiti. Io mi auguro che da noi i partiti di massa diventino cos\u00ec forti, cos\u00ec sicuri della loro coscienza e delle loro virt\u00f9 morali e politiche, che non avranno nessun bisogno di farsi per tali guise una clientela. Sono stati citati poc\u2019anzi molti episodi della vita politica dell\u2019Europa e del mondo. Io vi voglio citare una sola cosa. Quali sono \u2013 credo che nessuno possa negarlo, quale che sia la sua dottrina politica \u2013 le due pi\u00f9 potenti ed efficienti democrazie esistenti attualmente nel mondo, nel mondo almeno che concepisce l\u2019esistenza di pi\u00f9 partiti? Sono gli Stati Uniti d\u2019America e la Gran Bretagna; sono anche paesi che hanno i partiti pi\u00f9 specificamente divisi. Quali partiti di massa pi\u00f9 forti che il partito democratico ed il partito repubblicano agli Stati Uniti? Quali partiti pi\u00f9 grandi in Inghilterra che il formidabile partito laburista ed il partito unionista o conservatore?<\/p><p>Ebbene, questi due paesi hanno un Gabinetto, in cui il posto pi\u00f9 modesto, il posto che nessuno desidera, \u00e8 quello di Ministro dell\u2019interno. Se conoscete qualche amico all\u2019Ambasciata britannica o americana a Roma, domandategli a bruciapelo chi \u00e8 il Ministro dell\u2019interno del suo paese. Egli si gratter\u00e0 la testa e risponder\u00e0: non lo so; non ne ho sentito parlare.<\/p><p>Questa \u00e8 la vera atmosfera di democrazia pura, alta e forte, che permette di accettare anche tutti i funzionari dell\u2019interno nel gruppo dei candidati, perch\u00e9 non vi sono prebende da sperare, non vi sono atti di corruzione da temere. Purtroppo, in Italia, a questo punto ancora non ci siamo; non certo perch\u00e9 si sia da meno, ma perch\u00e9 siamo troppo poveri.<\/p><p>Badate, io ho detto che i nostri funzionari, data la fame che soffrono, sono ancora in parte veramente eroici. E gli uomini politici, che cercano di dare la colpa ai funzionari, allontanano da s\u00e9 una responsabilit\u00e0, che probabilmente pesa su di loro.<\/p><p>Ricordo, mesi fa, l\u2019onorevole Scoccimarro da quel banco, essendo Ministro delle finanze, dichiar\u00f2 ufficialmente che egli era ammirato dell\u2019onest\u00e0, della spartana austerit\u00e0 dei maggiori funzionari del Ministero delle finanze. Chi, come voi, come me, ricorda i tempi avanti al 1914, sa bene che degli uomini come Luciolli alle finanze, Brofferio al tesoro, Vigliani all\u2019interno, Malvano e poi Contarmi agli esteri, erano veramente dei tipici servitori dello Stato, che giorno e notte non pensavano che allo Stato. Questi tipi di uomini noi possiamo ancora ricostituire per l\u2019Italia; e se possiamo, dobbiamo. Ma noi non dobbiamo domandare l\u2019impossibile e quindi non dobbiamo domandare ai funzionari che vogliamo elevare all\u2019alto rango dei nomi che ho citato, non possiamo permetterci di dire loro: badate, se vi mettete con quel partito o con quel tal altro, diventerete senatori, deputati e con ci\u00f2 tanti vantaggi. Questo \u00e8 proporre l\u2019immoralit\u00e0 a coloro che vorremmo siano onesti, che vorrebbero essere onesti. Certe prebende, certi vantaggi e certi alti premi noi dobbiamo senza dubbio creare pei funzionari, anche al di fuori della loro carriera; perch\u00e9 no la Corte Suprema? Ma non il Parlamento, almeno finch\u00e9 l\u2019Italia non sia arrivata a quel grado di elevazione a cui sono giunti, insieme colla prosperit\u00e0, i due grandi paesi in cui nessuno sa chi \u00e8 il Ministro dell\u2019interno. Ricordatevi che l\u2019onest\u00e0 della burocrazia domani si giudicher\u00e0 unicamente a questa stregua: dal suo grado di indipendenza dai partiti, questi nuovi sovrani del periodo attuale; e ricordiamoci anche che i partiti possono e debbono guadagnare prestigio alle loro dottrine, alle loro forze, con larghi programmi di riforma sia lenta sia rapida, ma non certo attraverso maneggi di influenze, mezzi meschini e subdoli che possono bens\u00ec giovare per un\u2019elezione, ma che alla lunga colpirebbero di morte coloro che li usano. Noi dobbiamo desiderare forti i partiti, ed io mi auguro in un certo senso che tutti siano forti, perch\u00e9 la storia non \u00e8 che il ricamo di cui tutti i partiti sono i fili, per ostili che siano fra di loro. S\u00ec, dobbiamo desiderare anche la forza morale del partito che ci \u00e8 opposto, perch\u00e9 questo rialzer\u00e0 noi stessi, rialzando l\u2019insieme della vita pubblica. E dobbiamo far sentire e ricordare ai partiti che o vinceranno per le loro grandi idee morali, ch\u00e9 se vincessero unicamente con capziose manovre di accaparramenti di funzionari, i loro trionfi saranno frutti di cenere e tosco.. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RODIN\u00d2 MARIO. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Indichi il fatto personale.<\/p><p>RODIN\u00d2 MARIO. Desidererei che l\u2019oratore precedente, l\u2019onorevole Sforza, specificasse perch\u00e9 ha inteso di poter dire, in assenza dell\u2019onorevole Porzio, che poteva elencare tra le cause di una decadenza e di una crisi italiana la progressiva corruzione del Mezzogiorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Non vedo in ci\u00f2 materia per un fatto personale, e perci\u00f2 non le posso dare la parola.<\/p><p>SFORZA. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ho escluso che sussista un fatto personale per l\u2019onorevole Rodin\u00f2. Lei non ha, dunque, ragione di rispondere.<\/p><p>SFORZA. Supporre che io possa giudicare cos\u00ec il Mezzogiorno \u00e8 offesa personale. L\u2019onorevole Rodin\u00f2 ha completamente frainteso il mio pensiero.<\/p><p>MAZZA. Il Mezzogiorno l\u2019ha gi\u00e0 giudicata!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non aprano in una maniera tanto inopportuna la discussione su un problema di cos\u00ec alta importanza.<\/p><p>Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato a domani alle 16. Avranno la parola i presentatori di ordini del giorno e gli onorevoli Relatori. Domani si terr\u00e0 seduta anche alle 11, in seguito alla constatata mancanza di numero legale nella seduta di questa mattina, per il seguito della discussione del disegno di legge sull\u2019elettorato attivo.<\/p><p>Interrogazione e interpellanza con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 pervenuta alla Presidenza la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri dell\u2019interno e della difesa, per conoscere quali provvedimenti intendono finalmente adottare in ordine al seguente fatto, gi\u00e0 dall\u2019interrogante portato alla diretta conoscenza dell\u2019onorevole Ministro della difesa fin dal 9 giugno 1947, senza ottenere a tutt\u2019oggi evasione:<\/p><p>\u00abIl 20 maggio 1947, in Treviso, un capitano della Divisione \u00abFolgore\u00bb, al comando di un reparto di soldati armati di mitra, occupava, espellendone il proprietario, una casa sita in Treviso, via Canova, di propriet\u00e0 Pagnossin Giuseppe. Non vi erano stati, e del resto non potevano legittimamente essere emessi, provvedimenti di requisizione dell\u2019immobile e, tra gli altri, lo stesso sindaco di Treviso, onorevole Antonio Ferrarese, aveva preavvertito l\u2019ufficiale in oggetto della illegittimit\u00e0 della preannunciata azione violenta.<\/p><p>\u00abNella casa in tale modo avuta libera si install\u00f2 il Comando della Divisione \u00abFolgore\u00bb, che tuttora (9 settembre 1947) la occupa e la usa direttamente concorrendo nella persistente violazione del diritto e delle numerose disposizioni di legge, le quali assicurano l\u2019inviolabilit\u00e0 del domicilio privato (articolo 8-<em>bis<\/em> della nuova Costituzione!) ed imporrebbero alle autorit\u00e0 costituite della Repubblica italiana di intervenire in difesa del diritto e della legge, tra l\u2019altro imponendo a chicchessia il ripristino immediato della situazione giuridica preesistente all\u2019infrazione oltre la punizione a termini di legge dell\u2019autore di essa.<\/p><p>\u00abPer il fatto suddetto \u00e8 in corso azione penale, presso il Tribunale militare di Padova.<\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Interesser\u00f2 i Ministri dell\u2019interno e della difesa perch\u00e9 facciano sapere quando intendano rispondere.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia di far presente ai Ministri dell\u2019interno e della difesa che probabilmente la seduta antimeridiana di gioved\u00ec prossimo sar\u00e0 dedicata allo svolgimento delle interrogazioni e che pertanto in questa seduta potrebbe essere svolta anche l\u2019interrogazione dell\u2019onorevole Costantini.<\/p><p>\u00c8 stata presentata anche la seguente interpellanza con richiesta di svolgimento urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri dei lavori pubblici e del tesoro, per conoscere i motivi per i quali nulla di sostanzialmente concreto sia stato fatto a favore di coloro che sono rimasti senza tetto in seguito al terremoto dell\u201911 maggio scorso in Calabria.<\/p><p>\u00abGli interpellanti chiedono che, essendo la necessit\u00e0 di trovare e di applicare provvedimenti a sollievo di tante miserie tale da non consentire ulteriori dilazioni, la presente interpellanza sia discussa con carattere d\u2019urgenza.<\/p><p>\u00abSilipo, Gullo Fausto, Musolino, Mancini, Sardielllo, Priolo, Caroleo, Mazzei\u00bb.<\/p><p>Chiedo il Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Interesser\u00f2 i Ministri dei lavori pubblici e del tesoro perch\u00e9 facciano sapere quando intendano rispondere.<\/p><p>Riunione in Comitato segreto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che fra dieci minuti l\u2019Assemblea si riunir\u00e0 in Comitato segreto.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, sul funzionamento dell\u2019Ufficio pensioni nel suo Ministero, nel quale due subalterni dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia sono stati collocati regolarmente a riposo e non hanno avuto liquidata n\u00e9 pensione, n\u00e9 buonuscita due anni dopo cessato il servizio.<\/p><p>\u00abMontemartini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del commercio con l\u2019estero e della marina mercantile, per conoscere i motivi che hanno determinato l\u2019emanazione del decreto ministeriale 6 agosto 1947, con cui si limitano, cos\u00ec gravemente da praticamente sopprimerle, le agevolazioni concesse agli armatori con l\u2019articolo 3 del decreto ministeriale 20 agosto 1946.<\/p><p>\u00abSalvatore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere \u00ec motivi che hanno provocato lo scioglimento della prima Commissione di maturit\u00e0 classica del liceo governativo di Acireale.<\/p><p>\u00abMarchesi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non ritenga opportuno, nella imminenza delle semine, di emanare un decreto col quale si stabilisca la obbligatoriet\u00e0 di una congrua percentuale di terreni da coltivare a grano; obbligo cui non debba sottrarsi alcun proprietario, tranne i piccolissimi.<\/p><p>\u00abTale obbligo, naturalmente integrato dalla corresponsione di un equo prezzo rimunerativo del cereale, corrisponde al desiderio di numerosi lavoratori del Modenese che si sono gi\u00e0 favorevolmente espressi in convegni sindacali e politici. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMerighi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri dell\u2019interno, della difesa, del tesoro, dei lavori pubblici e di grazia e giustizia, per conoscere quali provvedimenti siano stati adottati e quali altri intendano adottare per provvedere, colla urgenza reclamata dalla imminente stagione delle piogge e del freddo, alla riparazione dei danni provocati dalle paurose esplosioni verificatesi la sera del 31 luglio 1947 nel polverificio \u00abVulcania\u00bb in agro di Montichiari (Brescia), in cui erano, altres\u00ec, costituiti depositi di esplosivo per conto del l\u2019Amministrazione militare, a causa delle quali, se fortunatamente non si sono lamentate vittime umane, in vasto raggio esteso a pi\u00f9 comuni sono stati rovinati edifici pubblici (chiese, scuole, asili, ospedali) e parecchie centinaia di case private, con scoperchiamento di tetti, sradicamento e distruzione di porte e di infissi, lesioni gravi ai muri e frantumamento di vetri, per un complessivo ammontare di danni di circa lire 500.000.000; e per conoscere se non siano allo studio, per essere quanto prima attuate, nuove norme, in sostituzione delle vigenti, rivelatesi insufficienti anche altrove, intese a garantire persone e cose dai danni derivanti dall\u2019esercizio di industrie cos\u00ec pericolose. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBulloni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della marina mercantile, per conoscere se non reputi necessario ed urgente disporre che, nell\u2019itinerario Napoli-Siracusa-Malta-Tripoli, della motonave <em>Citt\u00e0 di Messina<\/em> venga incluso lo scalo nel porto di Reggio Calabria, onde servire tutta la Calabria, sia per il movimento dei viaggiatori che per il trasporto delle merci e della posta. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPriolo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se \u2013 in mancanza di una legge analoga a quella del 2 ottobre 1919, n. 1853, per la sistemazione in organico dei segretari comunali reggenti nominati durante lo stato di guerra \u2013 non ritenga equo che i segretari comunali reggenti e provvisori senza patente (legge 1\u00b0 settembre 1940, n. 1488), i quali abbiano prestato per oltre un triennio lodevole servizio, vengano almeno ammessi alla prova di esami per l\u2019abilitazione alle funzioni di segretario comunale, sostituendo il servizio prestato al titolo di studio (licenza media superiore) richiesto dall\u2019articolo 175 della legge comunale e provinciale 27 giugno 1942, n. 851. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMazzei\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del tesoro e della pubblica istruzione, per conoscere le ragioni le quali determinano la trattenuta del 2 per cento eseguita dallo Stato sulle pensioni miste degli insegnanti, anche relativamente alla quota a carico di enti pubblici diversi dello Stato; per conoscere, altres\u00ec, i motivi per i quali con telegramma 15 luglio 1947, n. 210053\/142617, del Ministero del tesoro, inoltrato alle Delegazioni provinciali del tesoro, venivano esclusi dal benef\u00eccio degli anticipi accordati alle pensioni dirette ed indirette, i titolari di pensioni miste, anche se essi, in base alle disposizioni del regolamento organico dell\u2019Amministrazione dalla quale dipendevano, avevano diritto ad un trattamento pari a quello degli insegnanti statali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali provvedimenti intende adottare allo scopo di eliminare un grave inconveniente che si verifica, con frequenti ricorrenze annuali e particolarmente nel pi\u00f9 cruciale dei periodi della campagna irrigatoria, a danno dell\u2019agricoltura del comprensorio irriguo del Consorzio Canale della Vittoria nella provincia di Treviso onde con il repentino abbassarsi, sotto il limite della competenza, della portata del Piave a Nervesa viene a mancare, nella vasta plaga, la possibilit\u00e0 dell\u2019irrigazione gi\u00e0 difficoltosa anche con la portata di diritto.<\/p><p>\u00abQuanto sopra, tenendo conto che la chiave di volta del problema sta nella tempestivit\u00e0 della regolazione degli scarichi a Soverzene, dei quali \u00e8 responsabile e beneficiaria la Societ\u00e0 adriatica di elettricit\u00e0, la quale \u00e8 tenuta, a norma del disciplinare di concessione, a ridurre la propria derivazione per l\u2019invaso del Lago di Santa Croce, onde assicurare le competenze ai Consorzi di irrigazione, e altres\u00ec nell\u2019impedire fattivamente le abusive derivazioni, talvolta cospicue, operate a mezzo di vistose opere di sbarramento e deviazione del filone del Piave; compito questo che dovrebbe essere con cura espletato dagli Uffici del Genio civile interessati al bacino imbrifero del Piave. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere quali precise disposizioni siano state impartite in favore dei piccoli produttori diretti, che non produssero grano a sufficienza per gli usi familiari e per gli agricoltori sinistrati dalla tempesta, perch\u00e9 sia dato in tempo utile il grano per la semina. Gli interroganti fanno presente che qualora il detto grano da semina non fosse messo a disposizione di codesti benemeriti coltivatori, molti appezzamenti di terreno non sarebbero seminati, e questo con grave danno per la produzione e per l\u2019interesse nazionale. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro, Grilli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non ritengano necessario, in ossequio al pi\u00f9 elementare spirito di democrazia, provvedere a modificare sollecitamente l\u2019articolo 25 del testo unico della legge comunale e provinciale del 1934, il quale determinala composizione della Giunta provinciale amministrativa (sede amministrativa) in dieci membri, dei quali soltanto quattro sono designati dalla rappresentanza provinciale e gli altri sei sono funzionari governativi, per modo che questi ultimi dominano costantemente nelle decisioni con assoluta irrisione di ogni principio di effettiva democrazia, cio\u00e8 di rispetto della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>\u00abLa norma suddetta, di marca tipicamente fascista, ha modificato le precedenti leggi comunali e provinciali, in virt\u00f9 delle quali i membri governativi erano tre \u2013 compreso il prefetto \u2013 e quattro i membri elettivi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) l\u2019ammontare della spesa sostenuta dall\u2019Amministrazione ferroviaria per l\u2019elargizione del cosiddetto \u00abpremio della ricostruzione\u00bb fatto ad una esigua parte del personale ferroviario;<\/p><p>2\u00b0) i criteri seguiti nella distribuzione di detto premio e in base a quali probanti accertamenti sia avvenuta la scelta del personale gratificato;<\/p><p>3\u00b0) se nella attribuzione del premio non vi sia alcun atto arbitrario del Ministero dei trasporti e in caso affermativo quali provvedimenti intenda adottare a carico dei responsabili di un ingiustificabile sperpero, mentre si accusano ristrettezze finanziarie e <em>deficit<\/em> di bilancio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGiua\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se il Governo non ritenga opportuno e necessario prorogare al 31 ottobre 1947 il termine per la presentazione delle denunce per l\u2019imposta patrimoniale progressiva.<\/p><p>\u00abIl testo delle disposizioni in materia \u00e8 stato pubblicato solo il 4 settembre corrente e quindi il mantenimento del termine del 30 settembre 1947 \u2013 oltre a causare notevolissimo aggravio ai contribuenti senza vantaggio alcuno per l\u2019Amministrazione \u2013 rappresenta un vero e proprio svisamento delle intenzioni della Costituente, la quale quando nel luglio 1947 approv\u00f2 il testo delle nuove disposizioni pens\u00f2 accordare ai contribuenti un congruo termine per le denunce nella evidente e fondata previsione che la pubblicazione della legge avrebbe seguito di pochi giorni l\u2019approvazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abAldisio\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della marina mercantile, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare per migliorare i servizi marittimi con la Sardegna e particolarmente quelli della linea Olbia-Civitavecchia, i quali sono dei tutto insufficienti ed inadatti alle necessit\u00e0 del traffico. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMastino Gesumino, Carboni Enrico\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se e quali provvedimenti intendano adottare di fronte all\u2019allarmante moltiplicarsi dei disastri edilizi, e se non credano giunta l\u2019ora di prendere in considerazione le proposte che i vari organi del Consiglio nazionale delle ricerche hanno ripetutamente formulate per un miglioramento della tecnica delle costruzioni \u2013 proposte che sono state fino ad ora rese vane dalla resistenza passiva della burocrazia e dall\u2019ostinato rifiuto del Tesoro a concedere quel minimo di mezzi finanziari che sarebbero stati necessari per la loro attuazione.<\/p><p>\u00abColonnetti, Giacchero, Firrao, Di Fausto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Cos\u00ec pure l\u2019interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora i Ministri interessati non vi si oppongano nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 19.30.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 11:<\/p><p><em>Seguito della discussione sul disegno di legge<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e revisione annuale delle liste elettorali. (16).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE ccxx. SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 16 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Ambrosini Nitti Sforza Rodin\u00f2 Mario Presidente Interrogazione e interpellanza con richiesta d\u2019urgenza (Annunzio): Presidente Riunione in Comitato segreto: Presidente Interrogazioni e interpellanza (Annunzio): Presidente La seduta comincia alle 16. 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