{"id":2096,"date":"2023-09-17T11:28:11","date_gmt":"2023-09-17T09:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2096"},"modified":"2023-10-21T21:01:59","modified_gmt":"2023-10-21T19:01:59","slug":"venerdi-12-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2096","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 12 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2096\" class=\"elementor elementor-2096\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-d6c6d56 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"d6c6d56\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-35cca41\" data-id=\"35cca41\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a85af69 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"a85af69\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470912_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0d34df2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0d34df2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXVI.<\/p><p>SEDUTA DI VENERD\u00cc 12 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sul processo verbale:<\/strong><\/p><p>Foresi<\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Votazione segreta sul disegno di legge: Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento stipulati a Roma, tra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Rubilli<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Di Gloria<\/p><p><strong>Comunicazioni del Governo:<\/strong><\/p><p>De Gasperi. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p><strong>Chiusura della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Annunzio di trasformazione di una interpellanza in mozione:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea: <\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interpellanza con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>Sul processo verbale.<\/p><p>FORESI. Chiedo di parlare sul processo verbale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FORESI. Onorevoli colleghi, se mi fosse stato consentito ieri di essere presente all\u2019inizio della seduta, allorch\u00e9 con pensiero fraterno e gentile gli onorevoli colleghi Tonello e Grilli commemorarono il defunto deputato onorevole Ventavoli, mi sarei volentieri anch\u2019io associato a tale commemorazione. Lorenzo Ventavoli, figlio della Val di Nievole, dedic\u00f2 tutto se stesso, in giovinezza e nell\u2019et\u00e0 matura, al popolo di questa valle, il quale gli ha tributato le pi\u00f9 commosse onoranze.<\/p><p>Figlio di povera gente, prima ancora che sulle pagine dei trattati di sociologia, aveva imparato a difendere gli umili e gli oppressi con la sua esperienza personale, giacch\u00e9 egli era non solo povero ma veramente figlio della miseria, di questo turpe vizio sociale che a volte spinge a molti atti insani nella vita.<\/p><p>Egli am\u00f2 sempre da lavoratore la causa dei lavoratori; e l\u2019am\u00f2 non demagogicamente, ma cercando il loro vero bene, inculcando in essi la consapevolezza dei loro diritti ed anche dei loro doveri. Giovanissimo venne in quest\u2019Aula, dove il suo nome gi\u00e0 risonava per la difesa che ne fece, durante la XXIV legislatura l\u2019onorevole Filippo Turati, quando Ventavoli, per essere rimasto fedele alle sue idee, venne iniquamente tratto in arresto.<\/p><p>Il fascismo spazz\u00f2 via Vincenzo Ventavoli dalla vita politica, ed Egli dovette emigrare in Alta Italia, ove visse del proprio lavoro di operaio, di muratore, pur essendo dotato di ben pi\u00f9 elevate capacit\u00e0 lavorative. Ma Ventavoli sopport\u00f2 tutto con senso di assoluta dignit\u00e0 e, quando venne la liberazione, ebbe per tutti il gesto del perdono, e non gi\u00e0 quello della recriminazione e della vendetta.<\/p><p>Io conobbi Ventavoli quando, giovanissimo lui e giovane anche io, eravamo candidati della circoscrizione di Pisa e di Livorno. Per quanto io fossi suo avversario politico, rimasi meravigliato e commosso nello scorgere tanta lucentezza di idee in un giovane e modesto lavoratore. Ebbi poi occasione di incontrarmi nuovamente con lui in terra di Val di Nievole dove la Provvidenza mi aveva portato, e l\u2019ho apprezzato ancora, di pi\u00f9 e ancora meglio. Egli mi ha avvicinato in una attivit\u00e0 che era tanto cara al nostro cuore, e che \u00e8 tanto cara al mio cuore: quella di difendere le sorti di una cooperativa di lavoratori, degna veramente di questo nome, alla quale egli ha legato la sua memoria.<\/p><p>A nome del popolo di Val di Ni\u00e9vole, a nome di ogni amico o avversario della mia provincia, io mi associo alla commemorazione fatta ieri dai colleghi e prego la Presidenza di far giungere alla Famiglia Ventavoli il nostro commosso fraterno saluto.(<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Lucifero, Campilli, Tremelloni.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione a scrutinio segreto sul disegno di legge: Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento stipulati a Roma, fra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945.<\/p><p>PRESIDENTE. Come gli onorevoli colleghi ricordano, ieri stabilimmo di rinviare alla seduta odierna la votazione sul disegno di legge per l\u2019approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento stipulati a Roma, fra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945.<\/p><p>Procediamo pertanto alla votazione a scrutinio segreto su questo disegno di legge.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le urne resteranno aperte, mentre si proseguir\u00e0 nello svolgimento dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Primo iscritto a parlare \u00e8 l\u2019onorevole Zotta. Non essendo presente, si intende che vi abbia rinunziato.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Rubilli. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Onorevoli colleghi, ritengo che questo capitolo di cui ci occupiamo sia il pi\u00f9 importante della nostra Costituzione; anzi, arriverei a dire che rappresenti per se stesso tutta quanta la Costituzione, perch\u00e9 gli Stati liberi, le Nazioni democratiche, poggiano unicamente sulla vita e sull\u2019attivit\u00e0 parlamentare.<\/p><p>Anche le disposizioni le quali riflettono i diritti fondamentali del cittadino hanno \u2013 credo \u2013 un\u2019importanza relativa e pi\u00f9 modesta, perch\u00e9 nelle Nazioni democratiche i diritti che riguardano la libert\u00e0 sono completamente rispettati, quelli che riguardano i rapporti economici e sociali sono rispettati nei limiti del possibile, anche se non sono sanciti nella legge costituzionale, anche se non sono scritti in nessuna legge.<\/p><p>Si \u00e8 aggiunto qui \u2013 \u00e8 vero \u2013 per la nostra Costituzione italiana, un altro argomento che senza dubbio \u00e8 di grandissima importanza: cio\u00e8 la riforma regionale. E questa riforma ormai \u00e8 stata approvata dall\u2019Assemblea, e non se ne parli pi\u00f9! e Dio ce la mandi buona, e possa perdonare i vostri peccati, con i 22-23 Parlamenti che vi proponete di istituire in Italia. Ad ogni modo sarebbero cos\u00ec due gli argomenti di maggiore portata per la nostra Costituzione, e uno dei due \u00e8 senza dubbio l\u2019argomento di cui oggi discutiamo.<\/p><p>Comincio da qualche osservazione in ordine al Capo dello Stato, poich\u00e9 ho sentito l\u2019altro giorno dire che non \u00e8 da approvarsi la forma di elezione stabilita e progettata dalla Commissione e che occorrerebbe che il Capo dello Stato fosse eletto direttamente dal popolo. Certo, \u00e8 questo un gran concetto; e se fosse possibile, in Italia specialmente, non vi sarebbe difficolt\u00e0 per attuarlo. Ma credo che in fondo, fino ad un certo punto, vi possa essere una maggiore o minore differenza tra l\u2019una e l\u2019altra forma di elezione, perch\u00e9 si pu\u00f2 ben ritenere, anche secondo il progetto della nostra Costituzione, che \u00e8 proprio il popolo, sia pure in una forma indiretta e per mezzo dei suoi rappresentanti, che elegge il Capo dello Stato. Se, come pare, il Senato sar\u00e0 elettivo e se concorrono per la elezione tutte e due le Camere con l\u2019aggiunta del Presidente dell\u2019Assemblea regionale, e di un rappresentante del Consiglio regionale, io mi domando che si vuole di pi\u00f9 per dire che in fondo il Capo dello Stato \u00e8 eletto dal popolo? D\u2019altronde, noi non dobbiamo proporci di imitare altri Stati i quali si trovano in condizioni, se non completamente, certo molto diverse. Noi provvediamo ad una Costituzione che riguarda l\u2019Italia, e quindi dobbiamo tener conto di quelle che sono le attuali condizioni dell\u2019Italia nostra. Perci\u00f2 dobbiamo considerare che i Capi dello Stato, i Presidenti di Repubblica, non sorgono cos\u00ec d\u2019un tratto n\u00e9 si trovano tanto facilmente; e se abbiamo anche presente che veniamo da una triste, per\u00f2 molto lunga, parentesi di pi\u00f9 di un ventennio in cui la vita pubblica ed ogni attivit\u00e0 politica sono state completamente soffocate, si comprender\u00e0 benissimo che non sar\u00e0 facile, di qua e di l\u00e0, in una citt\u00e0 od in un\u2019altra, trovare se non a stento, attraverso non lievi difficolt\u00e0, qualche persona che possa assurgere all\u2019elevatissima carica di Capo dello Stato.<\/p><p>E siccome in questo ambiente parlamentare pi\u00f9 che fermarmi su concetti astratti e dottrinari mi piace rimanere sempre sul terreno pratico, io vi ricordo, onorevoli colleghi, quello che si \u00e8 verificato tra noi quando abbiamo dovuto pensare alla scelta di un Capo provvisorio dello Stato e quello che ebbe a ripetersi allorch\u00e9 correva la voce che il Capo provvisorio dello Stato volesse allontanarsi o dare le sue dimissioni.<\/p><p>Ora, voi ricorderete tutte quante le ansie e le nostre preoccupazioni che rappresentavano, s\u00ec, una espressione di omaggio per un uomo che tutti quanti ammiriamo, rispettiamo ed amiamo, ma non celavano anche le grandi difficolt\u00e0 per la sostituzione e per una nuova scelta di colui che avrebbe potuto prendere il posto di Capo dello Stato. Non sorgevano che quattro o cinque nomi \u2013 anche meno di quattro o cinque \u2013 e su questi si aggirava una possibile scelta; ma si trattava sempre di uomini che non potrebbero mai sottoporsi ai disagi ed alle fatiche di una elezione che venga dirottamente dal popolo ed obblighi ad un lungo complesso movimento elettorale. Basta adunque il voto di tutti quanti i legittimi rappresentanti del popolo, per affermare che una elezione deriva dal popolo, e che \u00e8 il popolo intero che acclama il Capo dello Stato, da un punto di vista giuridico e politico insieme, mentre in linea di praticit\u00e0 bisogna pure riconoscere che in Italia specialmente, e nel momento attuale per lo meno, non si pu\u00f2 fare diversamente.<\/p><p>Si \u00e8 detto anche che, secondo la Costituzione, appare scarsa l\u2019attivit\u00e0 del Capo dello Stato in materia legislativa, e che, in fondo, si riduce ad una mansione puramente notarile, poich\u00e9 egli si limiterebbe soltanto a mettere una firma. Ma, insomma, la firma non rappresenta soltanto l\u2019atto materiale di segnare il nome. Il Capo dello Stato, quando appone la sua firma ad una legge, la esamina e la considera; e quindi \u00e8 un\u2019altra valutazione che si aggiunge a quella delle Camere parlamentari. Del resto, pi\u00f9 di questo non potrebbe esservi altro, e non si potrebbe concepire un maggiore intervento da parte del Capo dello Stato in materia legislativa.<\/p><p>Si intende, poi, che la vera e proficua azione di un Presidente nelle varie manifestazioni della vita nazionale dipende pi\u00f9 che altro dalle qualit\u00e0 della persona: vi pu\u00f2 essere un Capo dello Stato che non si occupi di niente e si limiti solamente a firmare; vi pu\u00f2 essere invece un Capo dello Stato, il quale senta il bisogno e specialmente il dovere di ficcare gli occhi dappertutto, anche dove non dovrebbe ficcarli, e di ogni cosa voglia rendersi debito conto per dare opportuni suggerimenti e consigli. Una attivit\u00e0 maggiore o minore, scarsa o intensa, dipende dalla sensibilit\u00e0 personale dell\u2019eletto, come del resto si verifica per tutte le cariche politiche.<\/p><p>Non credo, in verit\u00e0, di fronte alle norme stabilite dal progetto di Costituzione, di aggiungere altro per quel che riguarda il Capo dello Stato.<\/p><p>Qualche considerazione in ordine al Governo.<\/p><p>Si \u00e8 detto da parecchie parti e con plauso che la nuova Costituzione si \u00e8 preoccupata molto di circondare di cautele l\u2019eventuale voto di sfiducia. E cos\u00ec si ritiene che si sia risolto un grande problema, purtroppo di assai difficile soluzione; si sia riusciti cio\u00e8 a garantire pi\u00f9 o meno la stabilit\u00e0 del Governo.<\/p><p>Che la Commissione abbia fatto qualcosa al riguardo non lo saprei negare. Ma molto poco in verit\u00e0, poich\u00e9 non sono affatto convinto che quello che si \u00e8 stabilito riesca davvero a produrre quella stabilit\u00e0 che tanto si desidera pel Governo. Riconosco per\u00f2 che nulla si poteva concretare di meglio nel campo legislativo per raggiungere uno scopo che deriva da ben diversi fattori.<\/p><p>Le norme proposte riescono quindi di scarso valore ed in pratica si riveleranno inefficienti o del tutto inattuabili.<\/p><p>In fondo, cosa c\u2019\u00e8 nel progetto? Che il voto di sfiducia deve venire da una mozione motivata. La motivazione non mancher\u00e0 mai anche se debba essere scritta e non orale. Inoltre deve essere firmata da un quarto dei componenti di una delle due Camere.<\/p><p>Ora io mi domando: qual \u00e8 il Governo che in un\u2019Assemblea non ha un quarto di oppositori? Sarebbe una grande fortuna se esistesse un Governo di tal genere, ma forse non esiste nel mondo; tanto meno poi in Italia ho notizia che sia mai esistito un Governo, sia pur forte, o diretto da uomini d\u2019indiscusso valore personale e politico, che non avesse neppure un quarto di oppositori e raggiungesse la quasi unanimit\u00e0 di consensi.<\/p><p>Quindi non sar\u00e0 certo difficile trovare in una delle Camere un quarto dei componenti che firmino la mozione pel voto di sfiducia ad un Governo. Ed allora che si \u00e8 concluso di serio? Si pu\u00f2 essere cos\u00ec ingenui da credere che con tali mezzucci si possa davvero concorrere a garantire la stabilit\u00e0 del Governo? Ma vi \u00e8 molto di pi\u00f9 e di meglio, si aggiunge, nella Costituzione.<\/p><p>Infatti, una Camera potr\u00e0 arrivare al voto di sfiducia. Ma sin\u2019ora, con un simile voto, il Governo era obbligato a dimettersi; obbligato, si capisce, fino ad un certo punto, poich\u00e9 si trattava sempre di una questione di carattere morale e politico, anzich\u00e9 di carattere giuridico; ma certo, secondo la tradizione e le consuetudini, e le norme quasi costantemente seguite, il Governo non poteva fare a meno di rassegnare le sue dimissioni. Adesso le cose possono andare anche diversamente, perch\u00e9 il Governo, se condannato, diremo cos\u00ec in prima istanza, dal voto di sfiducia di una delle due Camere, pu\u00f2 produrre appello, pu\u00f2 fare una specie di ricorso a sezioni unite, convocando insieme le due Assemblee parlamentari. \u00c8 bocciato, a mo\u2019 d\u2019esempio, dalla Camera dei deputati? si rivolge anche al Senato dove vede se pu\u00f2 racimolare i voti che mancano per formare comunque una maggioranza. Ma questa \u00e8 teoria non \u00e8 pratica; si pu\u00f2 scrivere in una legge, il che non \u00e8 difficile, ma non risolve nulla nella realt\u00e0. Non riesco a comprendere come mai un Governo possa reggersi e tenersi in piedi, se non ha pi\u00f9 appoggio in tutte e due le Camere. Il sussidio di una Camera coi pochi voti racimolati non permette alcun serio funzionamento di fronte all\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019altra Camera. Perci\u00f2 dicevo che si tratta di norme assolutamente inattuabili; questo ricorso a sezioni unite non potr\u00e0 mai far s\u00ec che il Governo acquisti quella stabilit\u00e0 che ha completamente perduta in una delle due Camere. Il Governo \u00e8 stabile solo se ha una vera, effettiva maggioranza, altrimenti ha perduto qualsiasi autorit\u00e0, ed anche se non nel senso strettamente giuridico, per tradizione, per buona norma politica deve dimettersi, e non pu\u00f2 regolarsi diversamente. I correttivi a cui ora si vuol ricorrere dimostrano ad esuberanza le giuste, gravi preoccupazioni sorte da un pezzo, specialmente in Italia, per questa instabilit\u00e0 deplorevole e produttiva di enormi danni per la Nazione, ma non le elimina e non le attenua affatto.<\/p><p>\u00c8 inutile farsi illusioni; la stabilit\u00e0 del Governo, onorevoli colleghi, non pu\u00f2 dipendere che dal modo come sono costituite le Assemblee. Se voi insistete con il sistema proporzionale, allo scopo di garantire il diritto di ingresso a tutte le minoranze, anche le pi\u00f9 piccole \u2013 il che se \u00e8 lodevole, non \u00e8 poi assolutamente indispensabile \u2013 dovete rassegnarvi a subire anche il danno che deriva da questo sistema, e che consiste nell\u2019instabilit\u00e0 del Governo e nell\u2019incertezza di ogni sua attivit\u00e0. Finch\u00e9 permane la proporzionale, mettetevelo in mente, colleghi, non potrete avere che i Governi che si sono succeduti dal 1919 al 1922, non potrete avere che Governi come quelli che abbiamo da qualche anno a questa parte, trascinantisi a stento tra mille difficolt\u00e0 quotidiane e tra crisi che troppo spesso si succedono. Questo desideravo dire in ordine al Governo, anche per rispondere a coloro che con troppa facilit\u00e0 e con esagerato entusiasmo hanno prestato fede a norme costituzionali prive purtroppo di ogni consistenza pratica e reale.<\/p><p>Una. parola sola su quanto riguarda la sezione relativa alla formazione delle leggi. Mi pare che alcune delle norme proposte non si trovino in sede propria nella legge costituzionale. Per esempio, quelle di mero carattere procedurale, sull\u2019esame e sulla discussione delle leggi, credo che non debbano trovar posto nella Costituzione. Negli Statuti, anche nel nostro Statuto, non vi sono mai state queste norme. Esse, finora, erano pi\u00f9 propriamente collocate nel Regolamento della Camera dei deputati e nel Regolamento del Senato: sono princip\u00ee formali e regolamentari nello stesso tempo. Quindi, quell\u2019articolo 69, pi\u00f9 o meno lungo, che si riferisce appunto alle consuete modalit\u00e0 di funzionamento per le Assemblee parlamentari, sar\u00e0 meglio che venga stralciato dalla legge costituzionale e posto invece in quello che sar\u00e0 il Regolamento della Camera dei deputati o il Regolamento della Camera dei senatori. Sar\u00e0 certo che le due Camere dovranno avere ciascuna un proprio Regolamento, e perci\u00f2 non pu\u00f2 dirsi in alcun modo opportuna ora l\u2019approvazione dell\u2019articolo 69, quando non sappiamo nemmeno come sar\u00e0 formato il Senato e come potr\u00e0 funzionare, trattandosi di un\u2019Assemblea di nuova istituzione; n\u00e9 d\u2019altra parte si pu\u00f2 impedire che anche secondo il modo con cui le due Camere saranno costituite ed organizzate, possano ciascuna nel proprio Regolamento fissare norme procedurali diverse per l\u2019esame e la discussione delle leggi.<\/p><p>Sono poi un po\u2019 perplesso per quello che riguarda la disposizione relativa all\u2019amnistia e all\u2019indulto. Afferma il progetto che all\u2019amnistia e all\u2019indulto debbono provvedere le due Assemblee riunite. Ora, il concetto \u00e8 giusto, \u00e8 bello, e mi piace. Quando si tratta di qualche provvedimento individuale come si verifica per la grazia, baster\u00e0 affidarsi ad altre autorit\u00e0 che esaminino il caso singolo, e provvedano come meglio si richiede. Ma, se oggi le sentenze di assoluzione o di condanna sono pronunciate in nome del popolo, sar\u00e0 corretto ed opportuno politicamente che anche il popolo, sia pure a mezzo dei suoi rappresentanti, si pronunzi su provvedimenti d\u2019indole generale dovuti a speciali e talora eccezionali contingenze. Soltanto il popolo deve avere facolt\u00e0 di eliminare o attenuare quelle condanne che in suo nome sarebbero pronunziate o sono state di gi\u00e0 pronunziate.<\/p><p>Ripeto che il concetto \u00e8 bellissimo e lo accetterei senz\u2019altro. Per\u00f2 \u00e8 pericoloso. Questi decreti di amnistia e d\u2019indulto devono essere mantenuti segretissimi fino alla loro pubblicazione e non \u00e8 affatto prudente farli conoscere parecchio tempo prima. Io so quello che avveniva quando c\u2019era la consuetudine dei decreti di amnistia e di indulto a data fissa; io so quello che si verificava ad ogni gravidanza, annunciata al quinto mese, della principessa di Piemonte. Era facile notare l\u2019esultanza dei condannati, come non di rado poteva constatarsi una maggiore facilit\u00e0 alla perpetrazione dei delitti. A qualche imputato io talora chiedevo: \u00abMa, insomma, perch\u00e9 questo piccolo delitto? Perch\u00e9 questa bastonata, questa aggressione che non era proprio giustificata?\u00bb. Mi si rispondeva: \u00abAdesso sta per venire l\u2019amnistia\u00bb. Ora, comprenderete il perch\u00e9 della mia preoccupazione. Se un decreto, di amnistia o di indulto dovr\u00e0 essere deliberato dall\u2019Assemblea Nazionale, i giornali cominceranno ad annunciarlo per lo meno una settimana prima; e poi bisogner\u00e0 metterlo all\u2019ordine del giorno, e poi non sappiamo quanto tempo si impiegher\u00e0 per approvarlo. Ed intanto diventa noto e di pubblica ragione che sta per arrivare l\u2019amnistia ed il condono, il che pu\u00f2 essere motivo di facile spinta al delitto. Ecco il pericolo che io temo con la norma proposta.<\/p><p>Ora, nella mia indecisione, io sarei, in verit\u00e0, per decidermi a non fare niente ed a mantenere le cose come stanno. Rinunciamo pure all\u2019idea lodevolissima di vedere pronunciati questi atti di clemenza di larga portata dai rappresentanti del popolo, e diamo maggior peso al pericolo che, in vista dell\u2019amnistia nota innanzi tempo, possa sorgere, quasi di un incoraggiamento non desiderato n\u00e9 voluto al delitto.<\/p><p>Ho pensato per\u00f2 in pari tempo che possa esservi qualche temperamento che dia modo di provvedere a tutte le esigenze cui la Costituzione s\u2019informa. Poich\u00e9 in fondo l\u2019intervento dei rappresentanti risponde pi\u00f9 che ad altro ad un concetto ideale, essendo sempre un decreto di amnistia e di condono preparato dai tecnici, ed in guisa che occorra soltanto un\u2019approvazione, una specie di ratifica da parte dell\u2019Assemblea senza ampio dibattito. Opportune e non difficili modalit\u00e0 concilierebbero il duplice scopo di una formale correttezza politica e democratica con la necessit\u00e0 che sia evitato quel pericolo di cui innanzi ho fatto cenno.<\/p><p>Vorrei quindi pregare la Commissione di esaminare questa possibilit\u00e0; mantenendo il concetto fissato nella legge costituzionale e dichiarando che un provvedimento di amnistia e condono, preparato ed esaminato dal Governo, sia sottoposto all\u2019approvazione delle due Assemblee, nello stesso giorno in cui \u00e8 presentato, senza neppure essere annunziato nell\u2019ordine della seduta, ed immediatamente deciso, senza ampie discussioni, che la materia del resto non richiede, dovendosi solo valutare ragioni di maggiore o minore opportunit\u00e0, per le quali bastano semplici dichiarazioni di voto.<\/p><p>Non so sino a qual punto ci\u00f2 sia possibile, e mi limito solo a richiamare al riguardo l\u2019attenzione dei componenti della Commissione. Ma, o nel modo che ho proposto o con altro mezzo non sar\u00e0 poi difficile ottenere che un decreto di amnistia e di condono non si renda troppo prematuramente ed inopportunamente noto.<\/p><p>Premesse queste poche osservazioni qua e l\u00e0 su quello che riguarda il Governo, o il Capo dello Stato o la formazione delle leggi o i provvedimenti di amnistia e di condono, veniamo ora a quella che \u00e8 la questione pi\u00f9 importante: la costituzione del Parlamento.<\/p><p>\u00c8 per questo appunto, io dicevo, che l\u2019argomento in esame richiede tutta la nostra attenzione, perch\u00e9 la vita parlamentare \u00e8 per se stessa tutta quanta la democrazia, e con essa si confonde.<\/p><p>Questo \u00e8 il momento in cui si decide dell\u2019avvenire della Nazione, la quale si poggia nelle sue legittime esigenze di ogni genere sulla bont\u00e0 e l\u2019efficacia delle leggi che verranno emanate. All\u2019uopo occorre prima di ogni altro che ci occupiamo della istituzione di una seconda Camera, per vedere se ora si riconosca indiscutibile la sua utilit\u00e0. Io so che di questo si \u00e8 largamente discusso anche in seno alla Commissione, e vi sono stati pareri in diverso senso. \u00c8 prevalso in maggioranza il parere di mantenere la seconda Camera, ma debbo pure ricordare che anche qui, nell\u2019ambiente dell\u2019Assemblea, non tutti i pareri siano concordi ed orientati nello stesso senso; difatti, quando io presi la parola in quella che si chiam\u00f2 discussione generalissima della legge costituzionale, accennai appunto al Senato e dimostrai che cos\u00ec come \u00e8 congegnato nella legge costituzionale pu\u00f2 anche rappresentare una. superfetazione, perch\u00e9 non sarebbe che la riproduzione fedele della Camera dei deputati, con gli stessi partiti pi\u00f9 o meno nello stesso numero; quindi non avverrebbe che una inutile ripetizione, ed ogni partito nel Senato si sentirebbe legato al proprio partito della Camera dei deputati, il che porterebbe ad una votazione identica a quella della Camera dei deputati e perci\u00f2 completamente inutile. Ricordo che allora da questi banchi di sinistra e da molte parti mi si interruppe e si disse: riconosciamo questa inutilit\u00e0, ed \u00e8 per ci\u00f2 che noi non la volevamo e non la vogliamo la seconda Camera.<\/p><p>Qualche giorno dopo parl\u00f2 l\u2019onorevole Nenni e disse, ricordando quello che io avevo esposto qui in Assemblea: \u00abForse ha ragione Rubilli; la seconda Camera diventa inutile. Che ne facciamo?\u00bb.<\/p><p>Credo perci\u00f2 che non ancora ci siamo completamente intesi sulla utilit\u00e0, anzi su quella che io credo una necessit\u00e0 della seconda Camera. E questo dissenso, secondo me, pu\u00f2 derivare anche dal fatto che noi teniamo, di solito, troppo presente quello che \u00e8 stato il nostro Senato.<\/p><p>Si sa che rappresentava il vecchio Senato: \u00e8 stato sempre un organismo molto debole, un organismo di scarsa vitalit\u00e0 e di pi\u00f9 scarsa efficacia politica, sebbene costituito da persone per la maggioranza autorevolissime. Gli uomini politici guardavano con diffidenza al Senato, anzi, e sarei quasi per dire, che lo consideravano con una certa ripugnanza. Ognuno preferiva di essere deputato attraverso le elezioni, dopo di aver sostenuto lotte talora accanitissime, ma col conforto, con l\u2019appoggio, con la fiducia dei propri elettori. Nessuno voleva andare al Senato: finch\u00e9 era possibile, preferiva rimanere alla Camera dei deputati.<\/p><p>Il Senato rappresentava una specie di collocamento a riposo; e si sa che al collocamento a riposo ci si rassegna quando proprio la invalidit\u00e0 \u00e8 completa e non ci permette di fare altro; quindi alla Camera che per lo pi\u00f9 si chiamava alta, si arrivava tardi e stanchi.<\/p><p>Ora, s\u2019intende che il Senato, inteso in questo senso, e circondato da un\u2019aureola poco simpatica, destava diffidenze e non era molto apprezzato. Spesso poi la nomina a senatore rappresentava il mezzo per consolare un povero deputato sconfitto, che pure era stato tanto fedele al Governo, fin troppo fedele, e qualche volta per troppa fedelt\u00e0 sacrificando i suoi sentimenti, e perfino i veri interessi nazionali; veniva quindi aspettato e meritato il premio di consolazione e si andava al Senato. Talora il laticlavio rappresentava una semplice espressione di omaggio, e bisogna riconoscere quasi sempre giustificata, ma con l\u2019effetto di mandare in un\u2019Assemblea politica uomini che di politica non si erano mai occupati e ne erano rimasti sempre lontani, completamente ignorandola.<\/p><p>Vi pu\u00f2 essere, per esempio, un uomo pi\u00f9 elevato, pi\u00f9 grande di Giuseppe Verdi, il Genio italiano nella sua pi\u00f9 fulgida, mirabile espressione, che ha commosso tante generazioni nel mondo e che continuer\u00e0 a commuoverle, le far\u00e0 esultare, piangere o sorridere per tanti e tanti secoli ancora? Ebbene, nessuno pu\u00f2 venir meno al sentimento della pi\u00f9 profonda, della pi\u00f9 spontanea ammirazione per chi ha tanto onorato l\u2019umanit\u00e0 e non l\u2019Italia soltanto. Ma perch\u00e9 mandarlo al Senato? Che vi andava a fare? Vi erano tanti altri modi e pi\u00f9 appropriati, e migliori ancora per esprimergli la venerazione e la gratitudine della Patria!<\/p><p>Non so se sia vero un aneddoto che mi venne riferito, oppure soltanto verosimile, poich\u00e9 non posso garantirne l\u2019autenticit\u00e0; mi si disse che in una delle poche volte in cui intervenne ad una seduta, non trov\u00f2 di meglio da fare che rivestire di note musicali un piccolo diverbio fra due senatori. Questa era la sua vera, la sua grande e nobile missione, l\u2019arte, non la politica.<\/p><p>Ho citato un esempio dei pi\u00f9 impressionanti, ma altri ancora e non pochi ne potrei ricordare. Insomma, in virt\u00f9 di quelle nomine regie, spesso non si sapeva bene se si trattasse di un pi\u00f9 o meno onorato collocamento a riposo oppure di un pietoso conforto ad una sconfitta elettorale o anche di qualche cosa che rimanesse incerta tra la carica politica e l\u2019onorificenza.<\/p><p>E poi generali, ammiragli, alti funzionari dello Stato, persone munite di alti titoli nobiliari e di ricco censo, per lo pi\u00f9 tutta gente che non brillava troppo per attitudini politiche, di guisa che non di rado sorgevano voci autorevoli invocanti una riforma del Senato.<\/p><p>Si capisce perci\u00f2 che i Governi solevano trascurare la seconda Camera, e non la temevano affatto; nessuna crisi dalla medesima, per quanto io ricordi, \u00e8 stata mai provocata.<\/p><p>Il Governo, di cui del resto ben di rado facevano parte e molto limitatamente dei senatori, si preoccupava soltanto della Camera dei deputati che frequentavano e vigilavano assiduamente, mentre al Senato di tanto in tanto apparivano membri del Governo, e spesso di quelli che non erano poi tra i pi\u00f9 autorevoli.<\/p><p>Se fosse stato consentito, forse vi sarebbero andati anche soltanto dei Sottosegretari, ma a questi ne era inibito l\u2019accesso; era un modo d\u2019onorare almeno nella forma la Camera Alta.<\/p><p>Sono venute poi le epurazioni, le discriminazioni, le decadenze, le impressioni che si trattasse di un\u2019Assemblea troppo permeata di spirito fascista e di attaccamento al regime; anche questo ha contribuito a lanciare un certo discredito verso il vecchio Senato.<\/p><p>Di simili concetti ed anche assai esagerati, se pure posti su di un fondamento di verit\u00e0, hanno indubbiamente risentito alcuni uomini politici, e forse anche un poco i componenti della Commissione, per esprimere una certa perplessit\u00e0 sulla creazione di una seconda Camera o sul modo di costituirla.<\/p><p>Ma noi non dobbiamo pensare a quello che era il Senato; noi dobbiamo pensare al Senato che desideriamo, al Senato che vogliamo, quale ente davvero attivo e vitale per l\u2019interesse del Paese. Cos\u00ec, allontanata ogni diffidenza, risulter\u00e0 chiaro che non bisogna affatto respingere l\u2019idea di ottenere una maggiore valutazione ed un perfezionamento delle leggi, specialmente di quelle pi\u00f9 importanti, con una sapiente, oculata collaborazione delle due Camere.<\/p><p>Baster\u00e0 del resto al riguardo osservare che una seconda Camera esiste in quasi tutte le Nazioni, cos\u00ec in quelle che si trovano in una condizione meno evoluta di fronte a noi, come in quelle che ci eguagliano o anche ci superano per importanza e tradizione politica. Anche questa persistenza dovunque del sistema bicamerale, deve indurci a ritenere che ne sia stata a lungo sperimentata l\u2019utilit\u00e0.<\/p><p>Conviene adunque soltanto ora preoccuparsi del modo migliore di organizzazione e di funzionamento. Ora, se la seconda Camera deve essere conservata, \u00e8 assolutamente necessario che ad essa sia conferita la stessa dignit\u00e0, lo stesso prestigio che ha la Camera dei deputati. Questo concetto mi pare assolutamente fondamentale: che non si venga a creare un Senato cui si possa anche nelle apparenze attribuire una minore importanza; le due Camere debbono essere due entit\u00e0 identiche, sempre per\u00f2 nei rapporti della rispettiva autorit\u00e0 e del rispettivo prestigio.<\/p><p>Ora, a me pare che questo concetto non sia stato seguito dalla Commissione; e perci\u00f2 dicevo che la Commissione ha potuto forse lasciarsi alquanto impressionare da quegli apprezzamenti cui poc\u2019anzi accennavo, sempre se si vuol tener presente il Senato di un tempo ormai sorpassato. Intanto, se, come abbiamo detto, la Camera Alta deve essere in tutto pari per dignit\u00e0 e prestigio a quella dei deputati, mi pare non vi sia dubbio che uguale ne debba essere anche il numero dei componenti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Perch\u00e9 infatti questo numero dovrebbe essere minore?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Perch\u00e9 l\u2019Aula \u00e8 pi\u00f9 piccola! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUBILLI. Bella ragione! Se l\u2019Aula \u00e8 piccola, andranno magari all\u2019aperto o si troveranno un\u2019altra Aula, o un posto che sia pure capace e decoroso. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Micheli<\/em>)<em>.<\/em> Ebbene, anche noi nei primi tempi avevamo un\u2019Aula piccola, e tu te ne devi ricordare, caro Micheli.<\/p><p>Avevamo un\u2019Aula assai pi\u00f9 piccola di questa e molti di noi stavano in piedi. Vogliamo scherzare un poco, e sia, ma non si opporr\u00e0 sul serio la difficolt\u00e0 dell\u2019Aula.<\/p><p>Mentre adunque parto dall\u2019idea di un egual numero di componenti, vedo che mentre per la Camera \u00e8 stabilito un deputato per ogni 80.000 mila abitanti, per il Senato la proporzione \u00e8 di uno ogni 200.000 abitanti. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Io dico che si potrebbe ridurre pure il numero dei deputati; non vi sarebbe niente di male: i partiti potrebbero essere anche contenti se invece di dieci, ad esempio, mandassero cinque rappresentanti; potrebbero scegliere i migliori: la designazione sar\u00e0 pi\u00f9 oculata. Non so perch\u00e9 vi debbano essere 555 o 556 deputati; diminuitene pure il numero, se volete; l\u2019Assemblea funzioner\u00e0 lo stesso. Vedete: non funziona bene anche nella seduta odierna, quando non siamo molti poi qui riuniti? Numero ridotto ed Assemblea ugualmente perfetta: il popolo allo stesso modo ben rappresentato anche con una riduzione alla met\u00e0 in questa Aula, tanto pi\u00f9 che \u00e8 il popolo medesimo che per la maggior parte dovr\u00e0 eleggere i suoi senatori. Ma se volete mantenere questo numero elevato per i deputati, dovete concederlo anche al Senato. Stabilendo un deputato ogni 80.000 abitanti e un senatore ogni 200.000, avreste un Senato che per il numero dei componenti sarebbe al di sotto della met\u00e0 della Camera dei deputati. Ritorneremmo cos\u00ec agli antichi inconvenienti, perch\u00e9 senza dubbio l\u2019inferiorit\u00e0 di numero importerebbe una minore considerazione della seconda Camera, la quale influirebbe assai meno della Camera dei deputati, il che non \u00e8 giusto, nelle vicende della vita e dell\u2019attivit\u00e0 parlamentare. Anche di fronte all\u2019azione ed alle decisioni del Governo, quale importanza avrebbe una piccola Assemblea di fronte ad una grande e numerosa Assemblea? Non avrebbe mai la possibilit\u00e0 di determinare un voto di sfiducia efficace o una crisi qualsiasi. \u00c8 pi\u00f9 che sufficiente allora al Governo per mantenersi una buona maggioranza nella Camera dei deputati.<\/p><p>\u00c8 vero per\u00f2 che vi sono in aggiunta cinque senatori per ogni Regione. Donde e come sia sorta l\u2019idea di questi cinque, davvero non me lo so spiegare. Perch\u00e9? \u00c8 un omaggio alla Regione? Una nuova impronta che derivi dal concetto regionale? Non bastava aver fatta una folle riforma con i relativi Parlamenti? I rappresentanti dei Consigli regionali devono intervenire per la nomina del Capo dello Stato; e vada pure; ma che debbano dare anche cinque componenti al Senato per conto loro, non riesco proprio a spiegarmelo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Lo so che tutto quello che riguarda la Regione per voi \u00e8 sempre giusto e merita la pi\u00f9 grande considerazione.<\/p><p>Ma, aggiungendo anche i cinque componenti per ogni Regione, non si arriva che ad un centinaio e si avr\u00e0 cos\u00ec un Senato che sar\u00e0 poco pi\u00f9 della met\u00e0 per numero di componenti della Camera dei deputati. Eh no! lo desidero una seconda Camera eguale per numero, per dignit\u00e0 e per prestigio alla prima Camera, a quella dei deputati. Che volete fare? Una Camera ed una cameretta? No, no. Le due Camere devono essere delle stesse dimensioni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Intendiamoci bene adunque prima di ogni altro su questo punto, che pure attiene ad un efficace e valido funzionamento del Senato. Ed allora rimane un problema che riconosco di non agevole soluzione. Come organizzare il Senato? Io ho presentato un ordine del giorno che rappresenta quello che di meglio son riuscito ad escogitare. Trovate voi se vi \u00e8 possibile altra soluzione pi\u00f9 giusta ed opportuna. Ma consideriamo e riflettiamo bene ora che ne \u00e8 il momento. Perch\u00e9, se vogliamo un Senato che funzioni con eguale zelo, con eguale efficacia e utilit\u00e0 della Camera dei deputati, dobbiamo stare attenti al modo col quale esso deve essere costituito, sempre informandoci sin quanto e dove \u00e8 possibile ai concetti fondamentali di una sana democrazia.<\/p><p>Si \u00e8 rivelato qui per la prima volta in Assemblea, nei discorsi degli oratori precedenti, un nuovo concetto: il concetto delle categorie e delle corporazioni. Finora non se ne era parlato, n\u00e9 mi pare che ve ne sia ampia traccia nei resoconti dei lavori della Commissione, che sono sin troppo voluminosi e rendono tutt\u2019altro che agevole ogni ricerca.<\/p><p>Ma certo, qui in Assemblea \u00e8 la prima volta che se ne fa cenno. \u00c8 stato giustamente di gi\u00e0 risposto che non vorremmo proprio essere ridotti a riprodurre la Camera dei fasci e delle corporazioni di non lieto ricordo.<\/p><p>Si replica dall\u2019altra parte: e che importa che questa Camera rappresent\u00f2 una riforma fascista?<\/p><p>Disse ieri uno dei migliori rappresentanti del Partito democristiano, che ho tanto ammirato e col quale tanto mi sono congratulato ieri (e sono lieto che egli sia presente per ripetergli i miei sentimenti con sincerit\u00e0 ed affetto): ma, in fondo, non c\u2019\u00e8 nulla di male. Se il fascismo ha fatto qualcosa di buono, sol perch\u00e9 l\u2019ha fatto il fascismo lo dobbiamo abolire?<\/p><p>Il suo concetto, dal punto di vista astratto, non \u00e8 per nulla ingiustificato; dovunque si trovi qualcosa di buono lo dobbiamo prendere.<\/p><p>Ma, amico mio, seppure fosse qualcosa di buono quel Consiglio delle corporazioni, credi pure, collega, ci rassegneremmo ad accettarlo con la pi\u00f9 grande amarezza, e sentiremmo lacerarci il cuore. Tu non eri in questa Aula quando venne votata quella riforma, la quale rappresent\u00f2 la distruzione anche di quegli avanzi, di quelle parvenze che ancora vi erano del glorioso Parlamento italiano! E noi che eravamo qui, a questo posto, onorati di sedere a fianco di Giovanni Giolitti, ascoltammo la sua fiera protesta quando vide che cadeva perfino e completamente il Parlamento italiano. Egli disse che non avrebbe pi\u00f9 posto piede in quest\u2019Aula, e difatti and\u00f2 a morire poco dopo a Cavour. Egli che era stato qui nell\u2019Aula, il pi\u00f9 autorevole, il pi\u00f9 fiero e formidabile oppositore del fascismo (<em>Commenti a sinistra<\/em>), quando senti approvare quella riforma, non pot\u00e9 frenare la pi\u00f9 viva, coraggiosa, energica pretesta. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 inutile che interrompiate; rimane scolpita nella storia della Nazione a caratteri indelebili quella che si chiam\u00f2 l\u2019opposizione nell\u2019Aula. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non interrompano.<\/p><p>RUBILLI. In quel momento in cui tutto un saldo e tradizionale orientamento politico spariva, il vecchio piemontese che aveva visto anche gli albori del Parlamento italiano, che aveva vissuto nel Parlamento e per il Parlamento, si senti quasi colpito al cuore, e, come per un destino, chiuse gli occhi alla vita proprio quando si spensero completamente e definitivamente le libere istituzioni parlamentari!<\/p><p>Eppure ad onta dell\u2019et\u00e0 assai inoltrata appariva ancora robusto e vegeto e sarebbe stato in grado di governare e salvare l\u2019Italia se voi lo aveste voluto e se il fascismo non lo avesse sopraffatto per colpe che vennero da ogni parte. Ma lasciamo andare, non ritorniamo al passato! Sar\u00e0 meglio riprendere l\u2019argomento di cui oggi ci stiamo occupando.<\/p><p>Dunque non c\u2019imponete, per carit\u00e0, di riprendere in esame proprio quella riforma la quale distrusse il Parlamento, perch\u00e9 ci obblighereste davvero ad un grande sacrificio. E ci\u00f2 direi anche se quella Camera dei fasci e delle corporazioni potesse meritare plauso e lode. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Clerici<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma ditemi, colleghi miei, che cosa fece di buono?<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Niente.<\/p><p>RUBILLI. \u00c8 stato un esperimento, s\u00ec, ma un esperimento completamente fallito. N\u00e9 si dica che non poteva far nulla perch\u00e9 viveva in tempi di tirannia; ci\u00f2 significa che non poteva far nulla nel campo politico, ma nel campo tecnico, economico e sociale, in cui veramente era chiamata a svolgere l\u2019opera sua, avrebbe potuto fare delle buone ed utili leggi. Non ha fatto niente, e niente rimane dell\u2019opera di quel consesso.<\/p><p>Noi potremmo persino sentirci obbligati a vincere ogni senso di legittima ripugnanza se potessimo convincerci che dall\u2019esempio precedente derivi un\u2019esigenza che anche oggi s\u2019imponga pel bene del Paese; ma non ci sentiamo la forza di ripristinare una istituzione, che nella sua breve e confusa esistenza non si \u00e8 dimostrata affatto utile per l\u2019Italia.<\/p><p>E, d\u2019altronde, mi domando: davvero credete che qui le varie classi sociali non siano rappresentate? Ma qui ci siamo tutti quanti di ogni gradazione, di ogni categoria. Noi rappresentiamo un repertorio ampio e completo.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Troppi avvocati!<\/p><p>RUBILLI. Va bene, molti avvocati! Ora vedremo di chi \u00e8 la colpa. Qui trovate i rappresentanti di tutte le classi sociali. Non mancano n\u00e9 professori, n\u00e9 medici, n\u00e9 avvocati, n\u00e9 industriali, n\u00e9 commercianti. e nemmeno operai o contadini. Chi vi ha detto che i contadini non sono alla Camera? I contadini hanno fatto un partito proprio, si sono presentati alle elezioni per l\u2019Assemblea Costituente; e si presenteranno la prossima volta forse in tutte quante le circoscrizioni. Essi avrebbero qui maggiori rappresentanti senza un errore che non dipese da loro, ma da un disguido postale, perch\u00e9 non solo presentarono liste in pi\u00f9 di tre circoscrizioni, ma pensarono anche ad una lista nazionale; e cos\u00ec avrebbero avuto un maggior numero di posti coi resti. La lista nazionale per\u00f2 venne respinta dalla Corte di cassazione per un caso imprevisto; era arrivato tardi il certificato di presentazione di lista in una delle circoscrizioni, e quindi alla scadenza dei termini di rigore non erano completi i documenti richiesti dalla legge.<\/p><p>Ma poi voglio anche dirvi: chi intendete per contadino? Io non intendo per contadino l\u2019uomo politico o il politicante che si mette a capo di un\u2019associazione di contadini. Questi sono dei contadini solo per esigenze ad utilit\u00e0 elettorali, ed assumono una qualit\u00e0 che loro non compete affatto. Per contadino io intendo colui che zappa la terra. Non so veramente fino a qual punto sia proprio indispensabile ed opportuno che colui che zappa la terra sia distratto dalle sue modeste e utilissime mansioni, per venire qui dove si sentirebbe un po\u2019 disperso in questo ambiente parlamentare. Ma, ad ogni modo, che venga! A me pare che la rappresentanza delle varie classi di cittadini sin da ora sia completa; ma se a voi pare diversamente, completatela pure, perch\u00e9 ne avete facile mezzo, senza ricorrere a rinnovare la Camera dei fasci e delle corporazioni, con cui volete imporre ad una Camera nascente, al Senato, un\u2019impronta tutt\u2019altro che di lieto auspicio.<\/p><p>\u00c8 vero che vi sono troppi avvocati e professori: ma di chi la colpa, mi domandavo poc\u2019anzi? La colpa \u00e8 di chi comanda in Italia, di chi guida, di chi dirige la Nazione. Chi comanda? Chi guida? Chi dirige? Sono i partiti, oggi. Dunque, essi dovrebbero provvedere. Noi, partiti di minoranza, non possiamo provvedere in nessun modo; perch\u00e9 solo a furia di grandi stenti riusciamo appena a prendere un quoziente, quando, come avviene pur troppo di frequente, il frutto del nostro lavoro non va completamente a beneficio dei resti elettorali.<\/p><p>Non possiamo perci\u00f2 permetterci il lusso di completare alla Camera la rappresentanza delle varie classi sociali. Voi, grandi partiti, perch\u00e9 mandate troppi avvocati e troppi professori?<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Ha ragione!<\/p><p>RUBILLI. Perch\u00e9 scegliete solo i professori? Qui, vi ricordate degli operai e dei contadini al solo scopo di impressionare il pubblico, e far colpo sulle masse operaie con semplici, belle parole; ma, quando preparate le liste, non li includete affatto gli operai ed contadini, ad essi non pensate proprio e tanto meno date loro i voti di preferenza; ve li prendete voi, avvocati e professionisti. E volete<sup>&#8211;<\/sup>che noi provvediamo alla rappresentanza dei contadini? Dovete pensarci voi.<\/p><p>Ma, vi ripeto, non vi prendete troppo fastidio al solo scopo di giustificare una strana idea che vi \u00e8 sorta, pari all\u2019idea fissa della proporzionale o della regione, State pur tranquilli, le classi sono qui di gi\u00e0 al completo, n\u00e9 reclamano una maggiore rappresentanza. Comunque, rimediate come meglio vi pare perch\u00e9 siete ricchi ed esuberanti di mezzi. Voglio suggerirvelo e ripetervelo ancora una volta. Riducete il numero degli avvocati e dei professori e sostituiteli con contadini ed operai; e date ad essi i voti di preferenza. Farete anche buona impressione e dimostrerete la vostra sincerit\u00e0, mettendo da parte la Camera dei fasci e delle corporazioni ormai tramontata e passata alla storia tra le vicende dolorose dell\u2019Italia.<\/p><p>Ma in una discussione parlamentare non mi sembra opportuno che dobbiamo perderci in vuote astrazioni.<\/p><p>\u00c8 proprio un criterio pratico e di possibile attuazione quello a cui v\u2019informate? Ed allora, quando avremo il Senato? Oggi non abbiamo categorie organizzate, non abbiamo questi enti, da cui possa uscire la rappresentanza del Senato.<\/p><p>Un collega considera la sua Milano. Milano \u00e8 una citt\u00e0 che tutti vi invidiamo ed ammiriamo. Dico v\u2019invidiamo, ma con sentimenti di simpatia, di affetto e di orgoglio d\u2019italiani.<\/p><p>Ma Milano non \u00e8 tutta l\u2019Italia. N\u00e9 il resto dell\u2019Italia \u00e8 come Milano.<\/p><p>Nel Mezzogiorno non abbiamo organizzazioni sindacali ed enti concreti e solidi in rappresentanza di classi, che possano nominare i componenti del Senato. Bisognerebbe creare simili istituzioni e fare un lavoro piuttosto lungo e complesso. E quanti anni ci vogliono? Quando avremo allora il Senato? Io non lo so. Praticamente adunque il vostro concetto \u00e8 inattuabile.<\/p><p>Noi siamo gi\u00e0 in ritardo con la Camera dei deputati. E pur certo che noi notiamo ovunque un disagio non lieve nel nostro popolo; ed il disagio \u00e8 determinato senza dubbio dalla guerra; siamo convinti che non sarebbe stato possibile in alcun modo di evitarlo. Ma, onorevoli colleghi, a questo disagio, si aggiunge anche una grande inerzia legislativa, che acuisce ampiamente le non lievi difficolt\u00e0 in cui il popolo vive. Fra qualche settimana si discuter\u00e0 una mozione, la quale trae origine, occasione o pretesto da un innegabile disordine nazionale, e comunque ha sempre largo fondamento di verit\u00e0. Ma vi abbiamo contribuito noi e vi contribuiamo ancora. Non possiamo fare leggi. Non abbiamo fatto niente. Non possiamo prendere provvedimenti di carattere economico e sociale che potrebbero almeno contribuire ad attenuare il malcontento. Abbiamo ritardato troppo. L\u2019Italia, il Paese, aspetta la sua Camera dei deputati ed aspetta, in pari tempo, la seconda Camera, se, come pare, dovr\u00e0 essere istituita.<\/p><p>Ogni attivit\u00e0 legislativa oggi \u00e8 affidata al Consiglio dei Ministri.<\/p><p>Troppo poco! Ed \u00e8 anche per questo che il disagio non diminuisce, ma va anzi sempre aumentando in Italia.<\/p><p>Se si dovessero organizzare le categorie e le classi, comprendete benissimo che non arriveremmo mai almeno per ora a dare un Senato al Paese. Ma si dir\u00e0: noi vogliamo solamente un\u2019affermazione per l\u2019avvenire. Quello che proponiamo potremo almeno vederlo attuato in seguito, fra sei, otto, dieci anni. Ma che pretendete? Affermazioni, pegni ed ipoteche legislative e politiche a lunga scadenza? E chi lo sa anche tra pochi anni come il\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 mondo nelle sue alterne varie vicende si sar\u00e0 trasformato?! Il mondo oggi pu\u00f2 cambiare a momenti. Chiss\u00e0 cosa avverr\u00e0 tra sette od otto anni, chi pu\u00f2 dire di essere certo di ci\u00f2 che potr\u00e0 avvenire domani?<\/p><p>Pensiamo a quello che dobbiamo fare ora: in seguito avremo tutto il tempo utile per pensare ad ulteriori innovazioni, meglio studiate, meglio preparate dagli avvenimenti che si succedono. Anche accettando il concetto cos\u00ec eloquentemente ed abilmente esposto ieri dal collega Clerici \u2013 il cui discorso, ripeto, tanto ammirammo \u2013 il problema resta insoluto. Qualunque affermazione astratta ed ideale si voglia fare per l\u2019avvenire, occorre sempre provvedere al modo di costituire il Senato: per ora, almeno per una prima volta, una soluzione ci \u00e8 imposta immediatamente e non ammette dilazione di sorta, poich\u00e9 per l\u2019anno prossimo, e non fra cinque, sei, otto anni, il Senato deve esistere e funzionare. Quale adunque potr\u00e0 essere la soluzione migliore? Un Senato di nomina presidenziale o un Senato con la nomina di componenti chiamati a prendervi parte di diritto? Non mi pare possibile. La prima ipotesi ricorderebbe troppo la nomina regia ed \u00e8 da scartare: non si adatterebbe alle condizioni moderne ed ai tempi nostri, n\u00e9 risponderebbe a carattere democratico. Un Senato con la nomina di componenti che vi prendono parte di diritto? Sar\u00e0 possibile in Inghilterra forse, o in altri Paesi dove esistono antiche tradizioni di nomi, di titoli o di famiglie, ma non \u00e8 possibile fra noi, e poi ricorderebbe troppo il concetto di casta. Non resta adunque che il sistema elettivo; l\u2019espressione anche pel Senato della volont\u00e0 popolare. Ora si tratta di vedere come questa elezione debba essere disciplinata e quali temperamenti per necessit\u00e0 di cose debba avere.<\/p><p>Io non saprei concepire un Senato \u2013 di gi\u00e0 l\u2019ho detto a proposito della discussione generalissima, che ho ricordato poco fa \u2013 il quale fosse tutto quanto elettivo. Senza dubbio io non credo che sia il caso di fare nomine al Senato, come avveniva prima, solo a titolo di omaggio, di onorificenza e di ossequio al nome delle persone ed al loro ingegno. Ma, d\u2019altra parte, non \u00e8 possibile trascurare di far tesoro, anche per la vita pubblica, di tante mirabili attivit\u00e0 che possono contribuire alla formazione delle leggi ed alla soluzione dei pi\u00f9 gravi problemi politici, economici, sociali che interessano la vita del Paese.<\/p><p>E poi non \u00e8 giusto, anche dal punto di vista giuridico, mettendo da parte le idee di opportunit\u00e0, che le nomine siano lasciate tutte quante agli uomini di partito e che non si faccia posto anche a chi non \u00e8 nei partiti. I partiti rappresentano, s\u00ec, la forza preponderante in Italia e dominano il Paese: siamo d\u2019accordo. Ma non si pu\u00f2 dire che l\u2019Italia sia tutta rappresentala solo dai partiti. Tanta gente vive fuori dei partiti e forse si tratta della maggioranza, in confronto al popolo che \u00e8 organizzato nei partiti. Io dico: perch\u00e9 questo popolo, pur esuberante, pur degno di ogni riguardo \u2013 che non vuole assoggettarsi ad un vincolo e ad una disciplina di partito \u2013 non deve vedere che anche dal suo seno siano scelti dei rappresentanti in una grande assemblea politica parlamentare?<\/p><p>Quindi, vi \u00e8 un criterio di giustizia, a prescindere da legittime esigenze di opportunit\u00e0 e di utilit\u00e0, che imporrebbe di far s\u00ec che una parte dei componenti del Senato sia sottratta alla libera elezione, in cui predomina coi sistemi attuali soltanto il concetto di partito. Vi sono persone in Italia, che sono elevatissime per studi e per qualit\u00e0 superiori di mente, che non si adattano, per il grado o pel carattere o per una forse malintesa dignit\u00e0, ai comizi pubblici o alle competizioni elettorali. Noi altri ci presentiamo agli elettori, facciamo la nostra propaganda, ma poi compiuto il nostro dovere, vincitori o vinti, eletti o non eletti, mangiamo e dormiamo lo stesso con identica tranquillit\u00e0 a casa nostra; invece gli uomini di grande prestigio, se sono sconfitti, si sentirebbero moralmente annientati. Ora, comprenderete che bisogna pure tener conto di questi caratteri, Di questi sentimenti, che sono anche rispettabili. Ed allora, perch\u00e9 un nucleo di persone, che potrebbero rendersi utili alla Nazione, deve rimanere fuori e ne devono entrare altre non di rado prescelte pi\u00f9 che per le loro qualit\u00e0 ed attitudini, per l\u2019incomprensibile capriccio elettorale? Non si altera affatto il concetto di democrazia se una piccola parte del Senato \u00e8 riservata all\u2019oculata scelta del Presidente, la cui autorit\u00e0 deriva pure da una espressione popolare ed elettorale. Anzi qui potete scegliere un duplice sistema. Io ne ho indicato uno, ma ve ne potrebbe essere qualche altro, purch\u00e9 una piccola parte almeno sia esclusa dal metodo elettivo, ed ho ridotto nel mio ordine del giorno questa parte ad un quarto, riservando agli elettori i tre quarti, cio\u00e8 la grande maggioranza dei componenti. Vi potrebbe essere, dicevo, anche qualche altro mezzo per raggiungere lo stesso scopo. A me \u00e8 sembrato che per la piccola parte di cui ho fatto cenno, la nomina da parte del Presidente potesse ben sostituirsi a quella che un tempo era la nomina regia, perch\u00e9 oggi, come era prima il re, il Presidente della Repubblica \u00e8 il Capo dello Stato.<\/p><p>Altrimenti si potrebbe pure stabilire che i componenti del Senato, cui \u00e8 riservato il quarto dell\u2019Assemblea, fossero prescelti in determinate categorie e con determinati gradi o titoli. Decidete anche a questo modo, se vi pare. Scegliete il sistema che volete: l\u2019uno o l\u2019altro mezzo, l\u2019uno o l\u2019altro metodo risolve il problema di far partecipare all\u2019attivit\u00e0 ed alla vita politica parlamentare italiana anche questi uomini ai quali noi dobbiamo essere grati per il contributo che possono dare per le loro qualit\u00e0 all\u2019avvenire ed al benessere della Nazione.<\/p><p>Restano poi gli altri tre quarti. Per questi, unico mezzo \u00e8 quello delle elezioni. Non c\u2019\u00e8 altro. Il dissenso sorge per\u00f2 sul metodo delle elezioni. Perch\u00e9, vi domando, siamo o non siamo d\u2019accordo che questo Senato debba essere una Camera ugualmente elevata, per prestigio e per dignit\u00e0, a quella dei deputati? Siamo d\u2019accordo che essa non deve essere una inefficace riproduzione della Camera dei deputati? Ripeto all\u2019uopo per quelli che non erano presenti o l\u2019hanno dimenticato ci\u00f2 che dissi altra volta. Al Senato andranno tanti socialisti, tanti comunisti e tanti democristiani; a questo punto, il Senato \u00e8 bell\u2019e formato, l\u2019Assemblea funziona al completo; salvo piccole pi\u00f9 o meno imponderabili e non sempre concordi, pattugliette di liberali, qualunquisti o azionisti e forse, perch\u00e9 no? anche con qualche monarchico impenitente.<\/p><p>Ma naturalmente sono sempre tre le forze preponderanti. Ed allora r comunisti, come dissi, legati dalla disciplina di partito, come i socialisti dell\u2019uno e dell\u2019altro Gruppo, come i democristiani, in ogni discussione si riporteranno senz\u2019altro all\u2019atteggiamento tenuto nella Camera dei deputati dai rispettivi rappresentanti del proprio partito, e perci\u00f2 la legge rimane intatta, come \u00e8 passata nella prima Camera rimane nella seconda, che perde quindi ogni ragione di essere e diventa davvero inutile. Quale \u00e8 il modo allora per eliminare questo inconveniente? Dobbiamo escogitare un sistema diverso di organizzazione, che diversifichi il Senato dalla Camera dei deputati.<\/p><p>Un primo mezzo al riguardo \u00e8 in quel quarto di riserva, e per gli altri tre quarti bisogna preferire il collegio uninominale. L\u2019idea a proposito del Senato non \u00e8 del tutto mia, sebbene sia un uninominalista convinto, ed abbia sempre all\u2019uopo lottato accanitamente, ma inutilmente. Per\u00f2, questa volta non ho prescelto io il collegio uninominale e nemmeno Einaudi, che pure \u00e8 un uninominalista come me. I due discorsi contro la proporzionale alla Consulta sono stati pronunciati da Einaudi e da me. Prima parlai io e poi Einaudi, nella stessa seduta, e si capisce che parlammo invano. Non so se vi sia stato qualche altro. Non lo ricordo. Insomma, la proposta ora pel Senato venne dall\u2019onorevole Togliatti. \u00c8 stato lui che la fece; per\u00f2 dur\u00f2 una giornata.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Fu l\u2019onorevole Grassi.<\/p><p>RUBILLI. Pu\u00f2 darsi, non l\u2019ho presente, che l\u2019abbia inoltrata anche il collega Grassi. Comunque la fece sua e la sostenne l\u2019onorevole Togliatti, cui io domando: perch\u00e9 se ne pent\u00ec da un giorno all\u2019altro? Che sogn\u00f2 la notte? Si dice che la notte porti consiglio, ma talora porta anche delle cattive idee. Perch\u00e9 mettersi in conflitto con se stesso, ed andare alla Commissione per rinunziare al concetto lodevolissimo del collegio uninominale?<\/p><p>Io non lo so come gli sia venuto in mente. Ad ogni modo la proposta \u00e8 sua.<\/p><p>TOGLIATTI. Non vi ho rinunziato.<\/p><p>RUBILLl. Io l\u2019ho appresa da lei, l\u2019ho accolta e la faccio mia, riproducendola.<\/p><p>TOGLIATTI. Non vi ho rinunziato ancora.<\/p><p>RUBILLI. Non avevo sentito bene, ma tanto meglio. Ne sono proprio contento. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> A prescindere da un senso di orgoglio personale, non mi dispiace di vedermi sorretto da un uomo cos\u00ec autorevole per le sue qualit\u00e0 personali e per la sua funzione di capo di uno dei grandi partiti.<\/p><p>Io rispetto gli uomini di tutti i partiti quando valgono. Dove trovo uomini di valore, li ammiro ed apprezzo. Dunque, dicevo, non solo per vedermi sorretto da un uomo di indiscutibile autorit\u00e0, ma anche per cominciare ad acquistare una piccola speranza che la mia idea sia accreditata ed avvalorata.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Esiste anche una sinistra, che siamo noi.<\/p><p>RUBILLLI. Mi rivolgo anche a voi, da una parte e dall\u2019altra. Io qui non rappresento che ben poco. Posso rappresentare me stesso, il che per un ambiente parlamentare non \u00e8 molto. Quindi faccio appello all\u2019una e all\u2019altra parte e domando di essere appoggiato dai vari settori.<\/p><p>Insomma il collegio uninominale mi pare la migliore idea, ed \u00e8 sorta spontanea da uomini diversi, non preparata ne organizzata.<\/p><p>Se poi vi fossero delle fobie speciali verso il collegio uninominale, io dico, volgiamo anche lo sguardo, se vi pare, verso lo scrutinio di lista maggioritario. Ma insomma, vogliamo o non vogliamo che il Senato non rappresenti una riproduzione fedele della Camera dei deputati, perch\u00e9 l\u2019opera sua diventerebbe allora inefficace ed inutile?<\/p><p>Su questo punto credo che dobbiamo essere ormai tutti quanti concordi. Ed allora, se \u00e8 cos\u00ec, non v\u2019\u00e8 che un mezzo solo: poich\u00e9 il Senato deve essere sempre per la maggior parte elettivo, occorre un metodo diverso di elezione, quale che sia, di fronte a quello che si segue per la Camera dei deputati. Mi pare ci\u00f2 assolutamente chiaro ed indiscutibile.<\/p><p>So di avere un poco anche abusato della vostra bont\u00e0 e cortesia e di essermi troppo attardato nell\u2019esporre i miei concetti; anche per questo non voglio aggiungere altro. Ma si tratta di un argomento grave, su cui \u00e8 bene che ognuno dica completamente e sinceramente il suo pensiero; in ogni discorso e in ogni parola \u2013 quando sgorghi dall\u2019anima e sia pronunziata con libera coscienza \u2013 vi pu\u00f2 essere una parte di verit\u00e0.<\/p><p>Onorevoli colleghi! Che cosa volete che vi aggiunga? La mia conclusione \u00e8 questa. Io comprendo le difficolt\u00e0 che affrontiamo nel triste periodo che si attraversa, io sento tutto quanto il peso della nostra responsabilit\u00e0. Nei disagi che la storia ha riservato alla nostra generazione, nelle condizioni attuali, sull\u2019argomento in esame non dobbiamo farci guidare da idee preconcette, dobbiamo mettere da parte ogni competizione di partito: unico deve essere il nostro scopo, il nostro pensiero, unica la nostra m\u00e8ta, contribuire, in adempimento di un grande dovere, con tutte le forze della nostra intelligenza, a dare all\u2019Italia un Parlamento, come il Paese lo desidera e lo attende, degno delle nostre antiche, alte, gloriose tradizioni politiche e storiche, un Parlamento che sia veramente in grado di garantire gli interessi pi\u00f9 vitali della Patria e di sollecitarne ampiamente ed efficacemente la pronta ricostruzione morale e materiale. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole La Rocca. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Con l\u2019ordinamento della Repubblica, cio\u00e8 con la struttura dello Stato, e, quindi, con i rapporti fra i poteri, veniamo al fulcro della Costituzione.<\/p><p>E non si vuole, con quest\u2019affermazione, diminuire in alcun modo il pregio e il rilievo di quella parte del testo costituzionale, gi\u00e0 approvata, che si riferisce ai diritti e alle libert\u00e0 dei cittadini e al nuovo indirizzo nel campo economico e sociale.<\/p><p>\u00c8 stato gi\u00e0 osservato, con finezza mentale e con autorit\u00e0, che il tratto caratteristico, l\u2019impronta veramente originale della nostra Costituzione consiste nel fatto che essa non si restringe a registrare e a sanzionare, per via di norme, il presente, quello che esiste, quello che \u00e8 stato gi\u00e0 conquistato e realizzato, ma accoglie in s\u00e9 elementi programmatici destinati a servir di guida e di orientamento all\u2019azione futura dello Stato, offre una base giuridica all\u2019attivit\u00e0 legislativa di domani, accoglie in germe l\u2019avvenire.<\/p><p>E, da questo punto di vista, il Progetto, nel suo insieme, pu\u00f2 dirsi un riflesso della nostra realt\u00e0 obiettiva, della situazione storica concreta: un riflesso della svolta che attraversiamo, piena di quella lotta dei contrari, degli opposti, come dicono i filosofi, che \u00e8 l\u2019anima vivente della dialettica, l\u2019essenza dell\u2019evoluzione, della legge generale del divenire: della lotta tra il vecchio e il nuovo, tra ci\u00f2 che decade, si decompone e muore e ci\u00f2 che nasce, si forma, si sviluppa.<\/p><p>La Costituzione che, per molti aspetti, sa ancora del passato, ha ancora molte delle sue radici nel passato, apre, tuttavia, una finestra sull\u2019avvenire; vuole, anzi, essere un ponte lanciato verso l\u2019avvenire, per un profondo rinnovamento della struttura della societ\u00e0, pi\u00f9 che maturo, non soltanto nel pensiero degli uomini, ma nella materialit\u00e0 delle cose, nelle condizioni obiettive, e necessario alla tutela permanente delle libert\u00e0 democratiche e della pace, per la consacrazione di princip\u00ee acquisiti alla coscienza giuridica, politica, sociale del nostro popolo e a cui deve corrispondere un\u2019effettiva realizzazione di nuovi diritti, che, nelle riforme di carattere economico, nella progressiva trasformazione dell\u2019insieme dei rapporti sociali, nel mutamento della base materiale, debbono trovare il terreno per il loro esercizio e la loro sanzione.<\/p><p>Ma che vale enunciare princip\u00ee, se non si creano gli strumenti e gli organi per attuare queste formulazioni programmatiche?<\/p><p>Una Costituzione, che, difficilmente, \u00e8 la realt\u00e0 di un\u2019ideologia, l\u2019applicazione di un sistema filosofico; che \u00e8, piuttosto, il frutto delle circostanze, il prodotto dei costumi e di situazioni storiche particolari: una Costituzione, che pu\u00f2 non esistere come documento in cui \u00e8 scritto un dato ordinamento giuridico, ma dev\u2019essere viva nella sua sostanza, come dimostrano la storia di Roma antica e quella dell\u2019Inghilterra dell\u2019et\u00e0 moderna, entrambi questi popoli essendo stati privi, o quasi, di una Costituzione nel senso di un complesso organico di disposizioni concernenti l\u2019ordinamento dello Stato: una Costituzione \u00e8, innanzitutto, un piano per il funzionamento degl\u2019istituti: un piano e un binario.<\/p><p>Essa \u00e8 un diritto, ma \u00e8, pure, un insieme istituzionale, un insieme che, nel linguaggio della realt\u00e0, si chiama \u00abgoverno\u00bb.<\/p><p>La scienza del governo \u00e8 la scienza politica, che, nei secoli XVIII e XIX, si chiamava Montesquieu, Rousseau, Mably, Constant, Chateaubriand, ecc.<\/p><p>La democrazia moderna ha bisogno di questa scienza politica, la quale non pu\u00f2 basarsi, interamente, sulle formule della fine del secolo XVIII o degl\u2019inizi del secolo XIX, che, ormai, non hanno pi\u00f9 alcuna realt\u00e0 sociale, non abbracciano pi\u00f9 l\u2019insieme dei fenomeni politici.<\/p><p>Le vecchie teorie costituzionali erano, sopra tutto, teorie giuridiche, fondate sulla logica del diritto.<\/p><p>Oggi, i ritocchi costituzionali non si compiono soltanto con accorgimenti tecnici, ma con un ardimento dottrinale, con contributi nuovi alla scienza politica.<\/p><p>Tutta la parte introduttiva del testo, quella dell\u2019affermazione dei diritti, antichi e nuovi, della proclamazione dei princip\u00ee, rischia di rimanere lettera morta, un complesso di aspirazioni senz\u2019alba, di propositi senza domani, se la macchina statale ha la ruggine nelle sue ruote, o, peggio, ha dei bastoni nei raggi delle sue ruote. La vita del Paese pu\u00f2 essere paralizzata dalle deficienze, dalle manchevolezze degli istituti che siamo chiamati a creare.<\/p><p>E giova ricordare il monito di Constant, che fu, comunque, un amico della libert\u00e0.<\/p><p>\u00abDichiarazioni in favore della sovranit\u00e0 del popolo non oppongono alcuna barriera alle usurpazioni del potere\u00bb, egli scriveva.<\/p><p>Sono sempre i depositari del potere, legislativo od esecutivo, ad esprimere la volont\u00e0 del popolo sovrano.<\/p><p>Perci\u00f2, \u00e8 facile a tutti i Governi \u2013 e in ispecie ai rappresentativi \u2013 quando i diritti individuali non sono garantiti da solide istituzioni, di far volere al preteso sovrano tutto quanto pu\u00f2 servire per opprimerlo come suddito, oppure, per la strada opposta, giungere al medesimo risultato, e cio\u00e8 di opprimerlo come suddito per far sanzionare la sua schiavit\u00f9 com\u00f2 sovrano.<\/p><p>Buonaparte diede numerosi esempi di tal genere.<\/p><p>E, avanti di addentrarci nell\u2019analisi degl\u2019istituti, poniamoci una domanda.<\/p><p>L\u2019ordinamento che elaboriamo costituisce o no un passo innanzi sulla via della democrazia, sulla via del progresso, di fronte all\u2019organizzazione sancita nello Statuto albertino?<\/p><p>Per molti o per taluni aspetti, indubbiamente s\u00ec: costituisce un passo innanzi.<\/p><p>A parte la forma istituzionale, nella Carta albertina, concessa nel modo che tutti sanno, il monarca era la fonte del potere, la fonte e il depositario del potere: capo dell\u2019esecutivo, di gran parte del legislativo, radice e arbitro del giudiziario, praticamente al rimorchio dell\u2019esecutivo.<\/p><p>E la sovranit\u00e0 popolare?<\/p><p>La sovranit\u00e0 popolare entrava nell\u2019edificio costituzionale per la porta di servizio.<\/p><p>Una conquista realizzata \u00e8 il rovesciamento della concezione che informava gli articoli 5 e 8 dello Statuto, con il trasferimento di atti di gran rilievo costituzionale dal Capo dello Stato ai rappresentanti del popolo. Altro vantaggio ottenuto \u00e8 il superamento della nomina dall\u2019alto di un ramo del Parlamento, che esce tutto dal suffragio universale.<\/p><p>E, sotto la specie teorica, alla stregua di uno schema gi\u00e0 tracciato in parte da Aristotele, quale sistema adottava lo Statuto, quale forma di governo?<\/p><p>Accoglieva il sistema parlamentare, ma in embrione, in potenza, a traverso la disposizione di un articolo, che stabiliva la responsabilit\u00e0 dei Ministri, del Gabinetto.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando lo ha gi\u00e0 notato.<\/p><p>La forma parlamentare si \u00e8, poi, affermata nella pratica, nell\u2019attuazione delle norme, per il carattere cos\u00ec detto elastico della Carta albertina: carattere cos\u00ec elastico che non solo ha consentito ai gruppi reazionari dominanti di farsi via via la mano alla dittatura, ma ha accolto il fascismo e gli ha permesso di vivere e di portarci alla rovina.<\/p><p>Nella nuova Costituzione \u00e8 stato, invece, affermato, nettamente, il principio della sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>\u00abLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u00bb, \u00e8 sancito nell\u2019articolo 1, gi\u00e0 approvato.<\/p><p>Alla stregua del testo, il popolo, nel quale risiede la sovranit\u00e0, \u00e8 la sorgente del potere: l\u2019unica sorgente.<\/p><p>Ma, da questo principio, cos\u00ec chiaramente, solennemente espresso, non si sono tratte le necessarie conseguenze.<\/p><p>Se una (e non frazionabile) \u00e8 la fonte della sovranit\u00e0, \u00e8 assurdo ammettere ed accettare che possano esistere poteri diversi: divisi, distinti o magari opposti.<\/p><p>Il potere non \u00e8 che uno: quello del popolo; e dal popolo, da cui emana, dev\u2019essere esercitato, nei modi che saranno convenuti.<\/p><p>E qui viene in campo la questione della separazione dei poteri, presentata dai giuristi del secolo XIX come la tutela dei diritti dei cittadini e il baluardo della libert\u00e0.<\/p><p>All\u2019Assemblea francese, se ne \u00e8 discusso, con grande ampiezza.<\/p><p>Conviene dirne qualcosa, rapidamente.<\/p><p>Com\u2019\u00e8 noto, il principio della separazione dei poteri, gi\u00e0 delineato da Aristotele nella sua <em>Politica<\/em>, ha trovato la sua esposizione pi\u00f9 compiuta in Montesquieu, che, ne <em>Lo spirito delle leggi<\/em>, difendeva, in sostanza, la propriet\u00e0.<\/p><p>Montesquieu sosteneva che, in un buon ordinamento statale, \u00e8 necessario che il potere attribuito ad un\u2019autorit\u00e0 abbia un limite nel potere di un\u2019altra autorit\u00e0, in modo che un potere arresti l\u2019altro.<\/p><p>Questo principio ha avuto la sua ragion d\u2019essere ed ha adempiuto anche a una funzione progressiva: ha aiutato la libert\u00e0 a nascere e il cittadino a mettersi in piedi.<\/p><p>Ma, come ogni regola politica, esso ha un valore relativo, poich\u00e9 \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato in condizioni storiche determinate.<\/p><p>Si trattava, alla fine del secolo XVIII, di combattere l\u2019assolutismo monarchico, e bisognava trovar le formule capaci di giustificare la lotta contro il potere assoluto del re.<\/p><p>Si esagerarono le differenze tra le due funzioni naturali del potere politico: quella di definire le norme generali dell\u2019ordinamento, cio\u00e8, di elaborare le leggi, e quella di applicare la legge ai casi particolari.<\/p><p>Si giunse cos\u00ec, a una divisione del potere, lasciando al re, o a chi lo rappresentava, al Capo dello Stato, la funzione esecutiva e rimettendo al popolo, per il tramite dei suoi eletti, la funzione legislativa.<\/p><p>In breve, nella tappa di transizione, che condusse dalla monarchia assoluta al regime liberale, il re conservava il potere esecutivo, mentre il potere legislativo s\u2019incarnava nella nazione o in certi elementi privilegiati della nazione.<\/p><p>In fondo, lo scopo principale di molti teorici della separazione era quello d\u2019indebolire il potere, dividendolo; e impedire l\u2019azione arbitraria dello Stato nei riguardi dei cittadini: ci\u00f2 al tempo in cui l\u2019ufficio dei partiti liberali consisteva nell\u2019opporre all\u2019onnipotenza monarchica, forte del suo passato e delle sue tradizioni, l\u2019idea della libert\u00e0.<\/p><p>Tuttavia, a chi guarda le cose con chiarezza, non sfugge l\u2019osservazione di Kelsen: che, dopo Montesquieu, si fece valere la separazione dei poteri, non per spianare la strada alla democrazia, ma piuttosto per conservare, al monarca, eliminato in parte dalla legislazione per effetto del movimento democratico, la possibilit\u00e0 di esercitare un potere proprio nel campo esecutivo.<\/p><p>A ogni modo, la formula rispondeva alle circostanze; e il dogma della separazione fu il nucleo ideologico della monarchia costituzionale: cio\u00e8, del compromesso fra il diritto divino e la sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>E inform\u00f2 di s\u00e9 due regimi principali e taluni altri, intermedi.<\/p><p>Da un lato, come si \u00e8 detto, la monarchia costituzionale, in cui il re manteneva la funzione esecutiva, e gli eletti del popolo, in generale, esercitavano la funzione legislativa o vi partecipavano; e, dall\u2019altro, nei Paesi dove non esisteva un monarca, come nella Repubblica degli Stati Uniti, il sistema presidenziale, nel quale il popolo elegge direttamente due poteri diversi; e, con due manifestazioni diverse della sua volont\u00e0, crea due poteri distinti e separati: da una parte, il presidente, incaricato, sopra tutto, della funzione esecutiva, e, dall\u2019altra, un\u2019assemblea, incaricata della funzione legislativa.<\/p><p>Ma la teoria della separazione, necessaria nelle condizioni storiche della fine del secolo XVIII o degli inizi del XIX, via via che si \u00e8 allontanata dalle circostanze che la generarono, ha cessato di essere un fattore di progresso, per la ragione che, vinta la battaglia contro i residui dell\u2019assolutismo monarchico, il compito storico della teoria di Montesquieu \u00e8 ormai esaurito.<\/p><p>Gi\u00e0 nel 1848, Un grande repubblicano, Gr\u00e9vy, sosteneva che il mantenimento della separazione dei poteri costituiva \u00abil grande errore politico del nostro tempo\u00bb.<\/p><p>Si tratta, in sostanza, di un principio superato, artificiale e anacronistico, che tende a rappresentare lo Stato come una sovrapposizione di organi quasi indipendenti gli uni dagli altri e che, pur lavorando alla stessa opera generale, farebbero ciascuno operazioni essenzialmente diverse e avrebbero ciascuno una sfera d\u2019azione propria, dalla quale ogni altro potere sarebbe escluso.<\/p><p>Di l\u00e0 dalle deformazioni, tra filosofiche e giuridiche, che parlano di due poteri, lo studio della realt\u00e0 politica mostra che esiste solamente una distinzione di funzioni.<\/p><p>La pratica insegna che la separazione dei poteri, concepita in una maniera astratta, \u00e8 un\u2019impossibilit\u00e0: che il legislativo e l\u2019esecutivo sono intimamente legati e solidali, formano le due ruote di una stessa macchina e che, se i loro movimenti non si accordano, tutta la macchina non funziona.<\/p><p>Senz\u2019aggiungere che la separazione dei poteri, teoria caratteristica del secolo XVIII, anteriore alla democrazia moderna, si \u00e8 rivelata, nei fatti, una maledizione: una maledizione per gli uomini della stessa rivoluzione borghese.<\/p><p>Baster\u00e0 ricordare la Costituzione dell\u2019anno III, quella di Fruttidoro, alla fine del secolo XVIII, e che pu\u00f2 dirsi il gradino del dispotismo napoleonico; la Costituzione della seconda Repubblica francese, che consent\u00ec il colpo di Stato del 2 dicembre, il 18 brumaio di Luigi Bonaparte, alla met\u00e0 del secolo XIX, e la bastarda Costituzione di Weimar, elaborata da dottrinari, con a capo Preuss, che dette modo al Presidente del Reich, padrone dell\u2019esecutivo, di aprire le porte a Hitler e precipitare la Germania nell\u2019abisso.<\/p><p>In tutt\u2019e tre queste circostanze, la frattura tra l\u2019esecutivo e il legislativo permette alla crisi sociale di sboccare nel fango della dittatura: e un regime caporale pianta gli sproni nei fianchi del popolo.<\/p><p>Gli americani, alla luce dell\u2019esperienza, hanno riesaminata la questione, elaborando una teoria pi\u00f9 sottile: quella delle bilance e dei contrappesi (<em>checks and balances<\/em>): con organi del Governo che si equilibrano gli uni con gli altri, collaborano gli uni con gli altri, si controllano gli uni con gli altri e, con questa azione reciproca, somigliando un po\u2019 a quella dei contrappesi, contribuiscono alla armonia del Governo.<\/p><p>Ma, prescindendo dalle nebbie teoriche o da esperienze conformi alle condizioni particolari di altri popoli, la regola di una democrazia non falsa, n\u00e9 bugiarda, deve tendere all\u2019unit\u00e0 del potere.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini, nella sua relazione al progetto, inclina, invece, alla \u00abpossibilit\u00e0 di forme molteplici e diverse della sovranit\u00e0 popolare\u00bb, e, scrivendo che la formula di Montesquieu \u00e8 solo \u00abin parte superata\u00bb, sostiene, con&#8230; garbo, \u00abquel tessuto costituzionale di ripartizione ed equilibrio dei poteri, che ha costituito una conquista e un presidio di libert\u00e0\u00bb.<\/p><p>In definitiva, egli si rifiuta di trarre le necessarie conclusioni dal riconoscimento del principio della sovranit\u00e0 popolare, agitando lo spettro di un Governo d\u2019Assemblea, nel caso che il potere si concentrasse nel Parlamento, che pure \u00e8 l\u2019organo di pi\u00f9 immediata derivazione dal popolo, e presentando il Gabinetto, il Capo dello Stato o la Magistratura quali commessi e agenti d\u2019esecuzione del legislativo.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando, maestro di diritto, dopo essersi domandato in quale casella teorica, alla stregua dell\u2019elenco aristotelico, dovrebbe essere assegnato l\u2019ordinamento costituzionale della nostra Repubblica, secondo il testo in esame, dice che la Commissione ha inteso di adottare il sistema parlamentare, per contrapposto ai tipi di Governi presidenziale e direttoriale, con disposizioni atte ad assicurare la stabilit\u00e0 dell\u2019azione governativa; ma conclude che, a rigor di termini, l\u2019ordinamento, previsto dal progetto, non costituisce \u00abuna forma parlamentare\u00bb e meno che mai consolida l\u2019autorit\u00e0 del Governo, rafforza il potere esecutivo.<\/p><p>Nella indagine sui caratteri dell\u2019istituto parlamentare, l\u2019onorevole Orlando afferma: \u00abIntanto, la famosa divisione di poteri\u00bb, riconoscendo che il sistema tiene distinti il legislativo e l\u2019esecutivo e che le due funzioni, diverse nella loro portata e nel contenuto, \u00absono affidate ad organi sovrani\u00bb, cio\u00e8, \u00abliberi da ogni gerarchia tra loro, equivalentisi, interferenti\u00bb: \u00abtutto un gioco di equilibrio\u00bb; principalmente \u00abcompartecipazione\u00bb.<\/p><p>E demolisce il Progetto, mostrando perch\u00e9, secondo il suo giudizio, gli elementi propri della forma parlamentare non hanno riscontro nel testo: con un Capo dello Stato ridotto a una figura decorativa, escluso dal Parlamento dall\u2019attivit\u00e0 legislativa, e sfornito della sanzione, in quanto \u00e8 chiamato a promulgare le leggi approvate dalle due Camere; con l\u2019Assemblea Nazionale che annulla, di fatto, il sistema bicamerale e realizza il totalitarismo d\u2019Assemblea, crea la Camera unica, che detiene effettivamente tutti i poteri: perch\u00e9 elegge il Capo dello Stato e lo supplisce, delibera la mobilitazione e l\u2019entrata in guerra, l\u2019amnistia e l\u2019indulto, mette in istato d\u2019accusa il Presidente della Repubblica, concede fa fiducia al Governo o gliela nega, nomina i membri della Corte costituzionale: che \u00e8, insomma, \u00abil vero fulcro, il centro dell\u2019esercizio della sovranit\u00e0 nella struttura costituzionale\u00bb, con un Primo Ministro che concentra in s\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 effettiva e \u00abpu\u00f2 fare quello che vuole\u00bb, pu\u00f2 essere un dittatore.<\/p><p>Queste, in succo, le critiche dell\u2019onorevole Orlando.<\/p><p>Da parte sua, l\u2019onorevole Nitti, che si attiene al sodo, al concreto, al linguaggio delle cifre e non inclina all\u2019ottimismo e si richiama a Solone per una Costituzione la quale sia \u00abla pi\u00f9 pratica e la pi\u00f9 conveniente\u00bb, mostra di ritenere anche lui che l\u2019Assemblea sia onnipotente, notando, per\u00f2, \u00abuna tendenza per cui tutto fa capo al Governo\u00bb.<\/p><p>In ordine alla struttura dello Stato, il problema fondamentale \u00e8 quello dei rapporti fra i poteri. Pi\u00f9 particolarmente, il nodo della questione \u00e8 nei rapporti fra il potere legislativo e il potere esecutivo.<\/p><p>In sostanza, i rapporti fra il legislativo e l\u2019esecutivo, il loro grado di separazione e la gerarchia tra loro si trovano alla base della diversa organizzazione dei regimi democratici, che sono frutto di una lunga evoluzione storica.<\/p><p>A differenza del regime presidenziale, che realizza nella maniera pi\u00f9 netta la separazione dei poteri, e di quello direttoriale (sul modello svizzero) \u2013 caratterizzato dall\u2019esistenza di un esecutivo collegiale, non revocabile per il termine del mandato, e agli ordini del legislativo, di cui \u00e8 l\u2019espressione \u2013 il regime parlamentare rappresenta un insieme complesso: che ha per elemento principale la responsabilit\u00e0 ministeriale, e, pur creando dei poteri distinti, prevede e organizza la loro collaborazione, la loro associazione, il loro accordo: onde la norma della responsabilit\u00e0 politica del Governo, che, per vivere, ha bisogno della fiducia del Parlamento.<\/p><p>Intanto, il principio dell\u2019equilibrio dei poteri, ricordato dall\u2019onorevole Orlando come l\u2019asse del sistema, non esclude la possibilit\u00e0 di una concorrenza o di una rivalit\u00e0 fra loro, anche se Duguit sostiene che il regime parlamentare \u00e8 costituito essenzialmente sulla base dell\u2019eguaglianza dei due organi dello Stato \u2013 il Parlamento e il Governo \u2013 e Mirkin-Guetz\u00e9vitch afferma che, in detto sistema, la lotta tra il legislativo e l\u2019esecutivo non esiste pi\u00f9, in quanto l\u2019esecutivo \u00e8 l\u2019organo del popolo e la differenza tra il legislativo e l\u2019esecutivo nella loro formazione \u00e8 unicamente nel grado di formazione: il Parlamento nascendo direttamente dalle elezioni e l\u2019esecutivo uscendo anch\u2019esso dalle elezioni, ma per il tramite della maggioranza parlamentare: cio\u00e8, con una scelta di secondo grado.<\/p><p>Qui non mette conto occuparsi dei tipi ibridi di Governo, che riuniscono elementi del regime parlamentare e del regime presidenziale, com\u2019\u00e8 avvenuto nel caso della Costituzione di Weimar, che fu un ponte gettato sul caos per giungere a qualcosa di peggio della restaurazione monarchica: alla dittatura terroristica del nazismo.<\/p><p>Ora, se la storia, nel suo insieme, \u00e8, come riconoscono gli stessi scrittori borghesi, una storia di lotte tra classi che dominano e classi che sono dominate, tra classi che opprimono e classi che sono oppresse (e i risultati di queste lotte costituiscono le varie tappe dell\u2019evoluzione), \u00e8 lecito affermare, in linea generale, e riferendosi particolarmente, all\u2019epoca moderna, che lo sviluppo dell\u2019organizzazione sociale, come riflesso e riassunto di determinate condizioni storiche, \u00e8, nelle sue soste, nei suoi zig-zag e nei suoi progressi, una serie di attriti e di conflitti tra il potere esecutivo e il potere legislativo.<\/p><p>E si tratta di questo: che i gruppi sociali, i quali detengono il potere (economico e politico) non solo mirano a conservarlo, ma a rafforzarlo: e, quando si vedono minacciati nel godimento dei loro privilegi, rompono i patti, calpestano le leggi e ricorrono ad altri mezzi, per tenersi in sella: ricorrono a quei colpi di mano, che poi sono colpi di Stato, e si risolvono col piantare lo scarpone militare sul collo dei popoli: in altri termini, si traducono nella scomparsa del legislativo di fronte all\u2019esecutivo.<\/p><p>Le Nazioni hanno compiuto un\u2019esperienza tragica, al riguardo, e, per giunta, hanno pagato un altissimo prezzo.<\/p><p>Basterebbe ricordare la nascita e il consolidarsi del bonapartismo in Francia, alla fine del secolo XIX, e la nascita e il consolidarsi del fascismo in Italia, in Germania, ecc. nell\u2019altro dopo guerra.<\/p><p>E a che servono, o a che possono servire le pi\u00f9 solenni dichiarazioni di diritti, se, a un dato momento, l\u2019esecutivo batte il pugno sul tavolo e mette i fucili all\u2019ordine del giorno, annullando l\u2019arma della critica con la critica delle armi e disponendo che gli stivaloni dei generali passino sulle tavole della legge?<\/p><p>Il Governo deve avere stabilit\u00e0 per assolvere ai suoi compiti, per esercitare la sua azione, per attuare il suo programma: ma il Governo non deve e non pu\u00f2 avere mano libera, e tanto meno il modo di sovrapporsi al Paese e spianare la strada ad un ritorno offensivo di quelle forze che gi\u00e0 una volta ci hanno trascinati al disastro, e non sono morte.<\/p><p>Il fulcro della questione \u00e8 nei rapporti tra il legislativo e l\u2019esecutivo.<\/p><p>E lo Stato, detto libero, tanto per buttare polvere negli occhi, \u00e8 un non senso.<\/p><p>Dal punto di vista letterale, grammaticale, uno Stato libero non \u00e8 altro che uno Stato libero nei confronti dei cittadini: cio\u00e8, uno Stato, con un Governo dispotico.<\/p><p>Tutti sappiamo benissimo che cosa \u00e8 lo Stato, come e perch\u00e9 nacque e perch\u00e9 dura.<\/p><p>Per la costituzione di un regime veramente democratico, \u00e8 necessario costruire uno Stato, che non sia pi\u00f9 l\u2019organo, lo strumento di dominio di categorie ristrette ed egoistiche, di pochi gruppi di privilegiati, ma diventi lo Stato degli italiani, di tutti gli italiani: lo Stato su cui il popolo che lavora mette finalmente il suo sigillo.<\/p><p>Cominciamo dall\u2019esame della struttura, delle funzioni, dei poteri del Parlamento.<\/p><p>Esso si compone di due Camere: la Camera dei deputati e la Camera dei senatori, che, sebbene non sorgano nel medesimo modo sulla medesima base e presentino, pi\u00f9 che una differenza, addirittura una sproporzione nel numero dei loro membri, sono poste dal Progetto sullo stesso piano.<\/p><p>Considerate ognuna in s\u00e9 e per s\u00e9, adempiono allo stesso compito, esercitano la stessa funzione, ristrette ad essere due rami dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, e sono fornite dello stesso potere, quanto alla formazione delle leggi, con uno stridore manifesto, che si risolve in un danno d\u2019imprevedibile portata per il ritmo della vita nazionale.<\/p><p>Infatti, le due Camere avendo parit\u00e0 di poteri \u2013 ove un disegno di legge, approvato dall\u2019una Camera, sia rigettato o non accolto dall\u2019altra, il disegno resta lettera morta, cio\u00e8 la funzione legislativa \u00e8 colpita dalla paralisi, \u00e8 praticamente annientata, distrutta, con la facolt\u00e0 al Presidente della Repubblica di rinviare la decisione sul conflitto fra le due Camere al giudizio popolare, con un <em>referendum<\/em> sul disegno non approvato.<\/p><p>In altri termini, da un lato, una sosta, che potrebbe anche somigliare alla morte, nella elaborazione delle leggi e, dall\u2019altro, un\u2019arma tremenda, rilasciata, con una cambiale in bianco, al Capo dello Stato, di indire, in caso di contrasto fra le due Camere, il <em>referendum<\/em> e provocare continui disordini, gettare il Paese in convulsioni e agitazioni periodiche, che rischiano di mettere, ogni volta, tutto in discussione e in gioco.<\/p><p>E, se l\u2019urto fra i due rami del Parlamento nasce da una questione di secondaria importanza, il male che ne risulta pu\u00f2 essere contenuto entro certi limiti.<\/p><p>Ma se il contrasto si afferma sopra argomenti e materia che rappresentano interessi vitali della Nazione, quali conseguenze ne derivano?<\/p><p>Ne deriva, ad esempio, che le riforme di struttura, dettate dalla necessit\u00e0 della marcia progressiva del nostro popolo, sono relegate in soffitta; che l\u2019organizzazione dell\u2019industria, della produzione, del lavoro rimane allo <em>statu quo<\/em>, con i complessi monopolistici e la ricchezza concentrati nelle mani di una cricca di plutocrati, che si servono del privilegio economico per stabilire la loro egemonia sulla vita del Paese, per farsi ancora una volta arbitri della vita della Nazione: per continuare, da una parte, a opprimere, a sfruttare, ad asservire; per creare, dall\u2019altra, le premesse, economiche e politiche, della rinascita di un passato di miseria e di lutti, con regimi tirannici all\u2019interno e con una politica di brigantaggio nel campo internazionale: passato che dev\u2019essere seppellito, nella fossa comune della storia, senza speranza di resurrezione.<\/p><p>Ne deriva che la riforma agraria che \u00e8 il centro, il fulcro di quella rivoluzione democratico-borghese che, al tempo del Risorgimento, dette qualche passo innanzi, ma si arrest\u00f2, non si svolse, e che, oggi, bisogna compiere e sviluppare in modo conseguente, non si attua e continua ad essere dibattuta in controversie accademiche nelle rassegne e nei giornali.<\/p><p>Ne deriva che la disciplina e il controllo del credito, cio\u00e8 la tutela dei risparmi dei cittadini e la sorveglianza sulla circolazione della ricchezza, restano una visione d\u2019avvenire.<\/p><p>Ne deriva, insomma, che il rinnovamento democratico, richiesto dalla situazione come il mezzo pi\u00f9 efficace per sbarrare la strada ad un nuovo sopravvento delle forze antipopolari e antinazionali, diventa una frase; che la trasformazione nel campo industriale, agrario, bancario, ecc., che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 oltre ritardata e che, sola, garantisca l\u2019esercizio effettivo delle libert\u00e0 e dei diritti dei cittadini, si muta in un\u2019aspirazione romantica di poeti baciatori di stelle.<\/p><p>Il problema \u00e8 di una gravit\u00e0 enorme.<\/p><p>Noi siamo in debito verso la storia, per non avere condotta fino in fondo la nostra risoluzione democratico-borghese, per non avere spazzati via i resti di una civilt\u00e0 decomposta, di un\u2019epoca morta.<\/p><p>La dittatura terroristica del fascismo, che dev\u2019essere considerata l\u2019epilogo, la conclusione della politica seguita dalla casta reazionaria, dominante, non \u00e8 stato un fenomeno del caso.<\/p><p>L\u2019Italia ha potuto essere il terreno dell\u2019esperimento fascista per una situazione particolare, per il concorso di circostanze particolari. Per il fatto, ad esempio, che, accanto ai vestigi, ai residui della feudalit\u00e0, con la sopravvivenza del latifondo, si sono via via sviluppati gli elementi del capitalismo pi\u00f9 avanzato e tuttavia agonizzante, del capitalismo dei monopoli, dell\u2019imperialismo; per il fatto che \u00e8 stato possibile ai gruppi pi\u00f9 rapaci, pi\u00f9 briganteschi del capitale industriale e bancario di stringere, con l\u2019aiuto della monarchia, un\u2019alleanza col capitale agrario, col blocco agrario del Sud e trasformare il Mezzogiorno e le Isole in una colonia di sfruttamento, mantenere gran parte del Paese in condizioni di arretratezza e imbavagliare e coprire di catene tutta la Nazione, e portarla, in definitiva, al disastro.<\/p><p>Gli elementi obiettivi delle condizioni materiali di ieri non sono scomparsi: in taluni circoli si lavora, anzi, e si lotta per conservarli.<\/p><p>Fino a quando una tale situazione non muta, \u00e8 sempre vivo il pericolo di un ritorno offensivo di quelle forze, che hanno cagionata la rovina del Paese.<\/p><p>Dal punto di vista tecnico, legislativo, il motore di questo profondo rivolgimento economico e sociale, nell\u2019orbita della legalit\u00e0 democratica, non pu\u00f2 essere se non il Parlamento.<\/p><p>Ora, il Parlamento, per il modo con cui \u00e8 stato concepito e organizzato, induce a pensare non al th\u00e8 troppo caldo da versarsi nella sottocoppa, perch\u00e9 si raffreddi, ossia all\u2019opportunit\u00e0 di una seconda Camera per un pi\u00f9 ponderato esame, per una pi\u00f9 matura riflessione, soprattutto per un freno agli eccessi e alle passioni di un\u2019Assemblea popolare, secondo il pensiero di Washington e di Jefferson, ricordato dall\u2019onorevole Ruini; ma induce, piuttosto, a pensare ai due cavalli di Franklin, che, mettendosi a tirare in senso opposto, inchiodano il carro legislativo all\u2019immobilit\u00e0, cio\u00e8, condannano la vita nazionale alla stagnazione, alla cachessia.<\/p><p>E, qui, bisognerebbe discorrere dell\u2019organizzazione del Parlamento, del modo di formazione dei suoi organi, del sistema da approvare: unicamerale o bicamerale.<\/p><p>Bismarck ricordava che l\u2019imperatrice Caterina dispose un giorno che fossero poste delle sentinelle a guardia di alcuni fiori bellissimi, spuntati per miracolo in un\u2019aiola dei suoi giardini.<\/p><p>Dopo anni e anni, non restava di quei fiori neppure il ricordo; e le sentinelle continuavano a montar la guardia al luogo deserto, a ci\u00f2 che non esisteva pi\u00f9.<\/p><p>Cos\u00ec \u00e8 di tante altre cose nella vita. Si seguita a vegliare sulle cose morte, a custodire i sepolcri scoperchiati e vuoti.<\/p><p>La ragion d\u2019essere delle Camere Alte consisteva nell\u2019impedire il trionfo dei movimenti liberali al tempo delle monarchie, passate dalla tappa dell\u2019assolutismo allo stadio costituzionale.<\/p><p>In altri termini, la seconda Camera era uno strumento nelle mani dell\u2019autorit\u00e0 regia, per imbrigliare l\u2019impeto della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Gi\u00e0 nel secolo XIX, la dottrina democratica \u00e8 nettamente unicameralista: in Francia, essa si sviluppa sotto il secondo Impero e nel primo periodo della terza repubblica con i discorsi di Goblet, di Naquet, di Clemenceau, e poi, verso la fine del secolo, con le proposte dei radicali, che presentano un disegno di legge per la soppressione del Senato.<\/p><p>Secondo le correnti ideologiche pi\u00f9 strettamente legate alle grandi masse popolari, gli argomenti addotti da Si\u00e9y\u00e8s sulla questione sono pi\u00f9 che mai validi.<\/p><p>\u00c8 la teoria della sovranit\u00e0 nazionale, secondo la quale il Parlamento rappresenta la volont\u00e0 popolare, che non ha bisogno di esprimersi che una volta sola.<\/p><p>Se vi sono due Camere, o queste non hanno sopra un determinato oggetto la medesima opinione, e allora una di esse tradisce la volont\u00e0 nazionale e la sua esistenza \u00e8 un male; oppure le due Camere si dimostrano d\u2019accordo, e, in questo caso, la seconda \u00e8 inutile.<\/p><p>Per venire al concreto: o il Senato esprime la stessa volont\u00e0 della Camera dei Deputati e non serve a niente; o esprime una volont\u00e0 diversa, e allora una delle due Camere riflette meno fedelmente dell\u2019altra la volont\u00e0 del Paese.<\/p><p>Ci sarebbe da aggiungere che se il contrasto fra i due rami del Parlamento si riferisce non al carattere pi\u00f9 o meno democratico della loro elezione, ma alla diversit\u00e0 delle persone e ad altri fattori accidentali, il risultato \u00e8 causa di complicazioni, di confusione e di ritardo.<\/p><p>Da parte dei sostenitori del sistema bicamerale, si oppone invece che la volont\u00e0 della legge non dev\u2019essere confusa con l\u2019elaborazione della legge, la quale richiede riflessione, maturit\u00e0, esperienza particolare, preparazione tecnica, ecc.<\/p><p>In definitiva, il grande argomento a sostegno del bicameralismo, \u00e8 questo: che le leggi debbono passare per il filtro di un minuto, attento, pacato esame e che il dare un solo organo alla formazione e all\u2019espressione della volont\u00e0 nazionale \u00e8 un rendere questa formazione e questa espressione troppo subitanea, precipitosa, inconsiderata: onde l\u2019opportunit\u00e0 di doppie e pi\u00f9 meditate decisioni, e l\u2019utilit\u00e0 del contributo che pu\u00f2 dare, con un nuovo esame, \u00abnella sua diversa composizione e competenza\u00bb, una seconda Camera.<\/p><p>Questo compito pu\u00f2 essere ritenuto ancora utile. Ma non vorrei che si trattasse di altro: di tradurre in pratica politica il pensiero di Hallam: che le assemblee numerose inclinano agli eccessi, con passioni concitate e irresponsabilit\u00e0 collettiva: s\u00ec che la democrazia, il regno assoluto della maggioranza, sarebbe il pi\u00f9 tirannico degli ordinamenti.<\/p><p>Alcuni bicameralisti dichiarano, infatti, apertamente che un\u2019assemblea unica, eletta a suffragio universale, tende a concentrare in s\u00e9 tutto il potere dello Stato, a rendere l\u2019esecutivo e il giudiziario suoi servitori, senza possibilit\u00e0 di limiti o di freni: lungo Parlamento o Convenzione, non importa.<\/p><p>Si cita Robespierre, che aspirava ad un Governo costituzionale; si tira in ballo l\u2019autorit\u00e0 di Proudhon, che \u00e8 autorevole fino ad un certo punto.<\/p><p>La maggioranza, ritenendosi fonte del diritto, affermando, anzi, di costituire il diritto, diventerebbe dispotica.<\/p><p>Di qua, secondo alcuni, la necessit\u00e0, per la democrazia, di organizzare un centro di resistenza contro il suo prepotere.<\/p><p>\u00c8, in ultima analisi, la tesi esposta nel <em>Governo rappresentativo<\/em> da Stuart Mill, e rimessa pi\u00f9 o meno a nuovo.<\/p><p>Impedire che un\u2019assemblea unica possa esercitare la sua volont\u00e0, senza il concorso o il controllo di alcun altro.<\/p><p>Stuart Mill scriveva: \u00abIn ogni Costituzione dovrebbe esistere un centro di resistenza contro il potere predominante. Di conseguenza, in una Costituzione democratica, occorrerebbe creare un centro di resistenza contro la democrazia\u00bb.<\/p><p>E, nella concezione del filosofo inglese, questo \u00abcentro di resistenza\u00bb s\u2019identificava in un \u00abcorpo conservatore, inteso a moderare e a regolare \u00abl\u2019influsso democratico\u00bb, prendendo a modello, per la composizione di detto corpo, che avrebbe dovuto avere, come suoi tratti caratteristici, la saggezza, la competenza e una speciale educazione, l\u2019antico Senato romano, formato, come tutti sanno, dei capi della gente patrizia, e dei consoli, dei censori, dei pretori, degli edili, dei questori, dei tribuni.<\/p><p>Cos\u00ec, da un lato, la Camera dei Deputati, come espressione e rappresentanza del sentimento popolare, e, dall\u2019altro, il merito personale, sperimentato e avvalorato da pubblici servizi reali e confermato dalla pratica, in una Camera di riflessione, chiamata a correggere gli errori del popolo e a contenerne gl\u2019impulsi.<\/p><p>Ma, oltre le difficolt\u00e0 e gl\u2019inconvenienti di un tale modo d\u2019impostare il problema, gi\u00e0 rilevate da Cavour in un articolo sul Senato, Mill e i suoi seguaci tendono a trasportare, nel clima moderno, un sistema che diede i suoi frutti nell\u2019antichit\u00e0, in altre circostanze e in una diversissima situazione storica: senza notare che il Senato romano, al tempo della Repubblica, se fu un corpo politico di gran rilievo e tra i pi\u00f9 importanti finora conosciuti, ebbe, per altro, in una certa misura, un\u2019impronta democratica, perch\u00e9 i suoi membri erano eletti alle cariche pubbliche, da cui derivavano, nei comizi centuriati e tributi e dovevano, pertanto, considerarsi levati al seggio senatoriale dalla fiducia popolare, sia pure con una indicazione di secondo grado, mentre oggi, gli alti posti negli uffici pubblici hanno il crisma del potere esecutivo e una Camera costituita, generalmente, di competenze acquistate nella carriera amministrativa, non sarebbe se non il braccio lungo dell\u2019esecutivo in un ramo del Parlamento, proprio come il vecchio Senato di nomina regia.<\/p><p>Si pu\u00f2 osservare: il progetto esclude ogni intervento dell\u2019esecutivo nella formazione della seconda Camera, la quale sorge, come la prima, unicamente sopra una base elettiva, ha, alla sua origine, come la prima, unicamente il suffragio universale.<\/p><p>Dai verbali, foltissimi, della Commissione apparisce chiaramente che si tendeva ad aprire un varco all\u2019influenza dell\u2019esecutivo nella composizione del Senato, destinando un certo numero di nicchie a determinati santoni di gradimento del Capo dello Stato e, perci\u00f2, del Capo del Governo, con il pretesto della celebrit\u00e0.<\/p><p>Da quei verbali risulta pure che della seconda Camera \u2013 accolta, in linea di principio, da tutti i partiti, se bene con criteri diversi \u2013 si \u00e8 cercato di fare, sotto la specie della rappresentanza organica delle cos\u00ec dette \u00abforze vive\u00bb, a base di categorie e d\u2019interessi, una nuova edizione, riveduta e corretta, e, forse, peggiorata, della vecchia Camera corporativa di tipo fascista.<\/p><p>Le due proposte furono respinte, dopo lunghe discussioni, accese controversie e una dura lotta.<\/p><p>Adesso, la tesi della rappresentanza organica, gi\u00e0 prospettata in Commissione, ritorna, in un modo o nell\u2019altro, nei discorsi degli onorevoli Codacci Pisanelli e Clerici, e l\u2019onorevole Rubilli, che da poco ha finito di parlare, sostiene l\u2019utilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di una parziale nomina della seconda Camera da parte del Capo dello Stato, per consentire ad uomini illustri di partecipare alla vita politica senza esporsi ai fastid\u00ee e ai rischi di una campagna elettorale.<\/p><p>Ma, col sistema delle rappresentanze delle categorie \u2013 a prescindere dalla sua origine antidemocratica \u2013 in pratica, sul terreno concreto, come si farebbe a stabilire il collegio elettorale per la scelta dei candidati? Quali sono le forze e quali sono questi interessi che debbono essere rappresentati? A parte l\u2019argomento che gli interessi sono rappresentati dai partiti (che esprimono e tutelano determinati interessi), poich\u00e9 si dice: ci possono essere interessi non conglobati nei partiti, bisognerebbe specificare quali essi sono e come si traducono in collegi elettorali. Su quali basi e con quali liste? E non si rischia di cacciare dalla porta di servizio la sovranit\u00e0 popolare che \u00e8 entrata nell\u2019edificio costituzionale a bandiere spiegate? Noi non ci opponiamo ad alcun modo di formazione della seconda Camera, purch\u00e9 esso abbia una garanzia di democrazia, purch\u00e9 sia rispettato il principio della volont\u00e0 popolare come unica sorgente di questa formazione e non si operi spostamento artificiale nei rapporti di forza e non si tenda a favorire alcune Categorie a danno di altre.<\/p><p>Con la rappresentanza organica degli interessi, attraverso le categorie, dovrebbe essere soddisfatto il desiderio che tutte le forze siano convogliate: anche quelle che non militano nei partiti. E non si otterrebbe l\u2019intento. Vi sarebbero sempre alcuni che si lamenterebbero di essere stati esclusi. Allora, i lavoratori, i contadini da un lato; e poi? Poi, gli avvocati, gli ingegneri, i medici, gli artigiani, i pensionati, i professori, le industrie, le universit\u00e0, le banche, che per altro sono gi\u00e0 largamente rappresentate. Ma, in definitiva, non ci opponiamo a niente, a patto che ogni innovazione abbia il suggello democratico.<\/p><p>Allo stato, la Camera dei senatori \u00e8, come gi\u00e0 si \u00e8 detto, sul medesimo piano di quella dei deputati: e la prevalenza numerica della prima Camera sulla seconda pu\u00f2 pesare, forse, soltanto nella unione dei due rami del Parlamento in Assemblea Nazionale.<\/p><p>Che cosa dice sulla questione l\u2019onorevole Orlando, che \u00e8, indubbiamente, il tecnico pi\u00f9 autorevole dell\u2019Assemblea?<\/p><p>Dal punto di vista teorico, egli sostiene che il bicameralismo deve servire a questo: a stabilire un \u00absistema di equilibrio\u00bb con la prima Camera, \u00abper impedire che una Camera sola si attribuisca un potere senza limiti e senza contrappesi\u00bb.<\/p><p><em>Mutatis mutandis<\/em>, \u00e8 un po\u2019 il concetto di Mill e dei suoi seguaci; ed \u00e8, in un certo senso, il compito che Mill assegna alla seconda Camera.<\/p><p>Intanto, nel campo dottrinale, l\u2019onorevole Orlando si discosta dal filo del pensiero politico liberale sull\u2019argomento: da quello di Cavour, per esempio.<\/p><p>Cavour, scrittore, si occup\u00f2 dell\u2019istituto del Senato, in pagine che, ancora oggi, si leggono con interesse.<\/p><p>Egli scriveva: \u00abNoi non esitiamo a dichiararci fautori dello stabilimento di due Camere legislative: non gi\u00e0 per giungere con ci\u00f2 ad ottenere l\u2019equilibrio dei poteri, ma per assicurare l\u2019azione progressiva e regolare delle nostre istituzioni politiche. L\u2019equilibrio in meccanica indica lo stato d\u2019immobilit\u00e0, stato che mal si addice alle societ\u00e0 moderne, spinte irresistibilmente nelle vie della civilt\u00e0: e perci\u00f2 riputiamo fallace ed erronea la trita metafora, con la quale tanti pubblicisti hanno cercato di provare l\u2019utilit\u00e0 di una seconda Assemblea.<\/p><p>\u00abGli ordini politici dello Stato debbono essere stabili in vista di un moto continuo, di un non interrotto svolgimento; ma di un moto, di uno svolgimento ordinati e progressivi; e, quindi, riputiamo indispensabile il dividere il potere legislativo fra due assemblee, nell\u2019una delle quali l\u2019elemento popolare, la forza motrice, predomini; mentre nell\u2019altra l\u2019elemento conservatore, coordinatore, eserciti una larga influenza.<\/p><p>\u00abRespingendo l\u2019idea dell\u2019equilibrio, vogliamo costituire la gran macchina politica in modo che l\u2019impulso acceleratore sia combinato con la forza moderatrice; vogliamo, accanto alla molla che spinge, il pendolo che regola e rende il moto uniforme. Ma, per ci\u00f2 ottenere, non basta scrivere nello Statuto che vi saranno due Camere: bisogna ancora far s\u00ec che quella il cui ufficio si \u00e8 di temperare l\u2019ardore dell\u2019altra possegga una forza intrinseca tale da opporre efficace resistenza alle passioni violente degl\u2019impeti popolari disordinati, alle fazioni incomposte e sovvertitrici dell\u2019ordine\u00bb.<\/p><p>Ed ecco il punto sul quale tutti i politici e gli scrittori di una determinata corrente si trovano d\u2019accordo: la necessit\u00e0 di una Camera alta, a carattere conservatore, che sia un muro contro le spinte o le intemperanze di un\u2019Assemblea popolare.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando, che, primo fra tutti, vuole la seconda Camera, ma non \u00e8 contento del modo con cui s\u2019intende istituirla, perch\u00e9, alla stregua del Progetto, gli pare che sia un \u00abdoppione\u00bb della prima e, perci\u00f2, manchi della \u00abdifferenza qualitativa\u00bb, riconosce che la funzione della seconda Camera sta, principalmente, nell\u2019essere un \u00abfreno\u00bb \u00abcontro la temuta onnipotenza dell\u2019altra\u00bb.<\/p><p>La realt\u00e0 politica ha un suo linguaggio, non confondibile.<\/p><p>Nei Paesi, dove il parlamentarismo \u00e8 nato e si \u00e8 svolto, sia pure con uno spirito e una attuazione diversi, in Inghilterra e in Francia, la seconda Camera \u00e8 stata, ormai, decapitata, \u00e8 stata ridotta concretamente a nulla: \u00e8 diventata un ricordo storico.<\/p><p>Nel Regno Unito, dopo il <em>Parliament act <\/em>del 1911, non accade di discutere sulla necessit\u00e0 tecnica della Camera dei Lords, che non ha il potere di \u00abfrenare\u00bb i <em>bills<\/em> pi\u00f9 importanti, e, sopra tutto, i <em>money bills.<\/em> La Camera dei Lords, che ha avuta tanta parte nello svolgimento della storia inglese, della grandezza nazionale inglese e nella formazione del regime parlamentare, non \u00e8 pi\u00f9 un corpo politico: \u00e8 una tradizione.<\/p><p>In Francia, il Senato \u00e8 una Camera consultiva: esprime dei pareri, e non esercita alcun controllo politico sull\u2019esecutivo.<\/p><p>Nell\u2019U.R.S.S., la seconda Camera, tanto per intenderci, ha una fisonomia e un compito particolari: esprime gl\u2019interessi e i bisogni delle varie Nazioni che compongono la grande Repubblica federale; ha, perci\u00f2, una sua ragione di essere.<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Orlando, per portare acqua al molino del bicameralismo, che, tra parentesi, non ha nulla da vedere col principio del regime parlamentare, interpreta la storia a suo modo, lasciando intendere che, alla luce dell\u2019esperienza, una Camera sola costituisce, oltre tutto, un pericolo o una minaccia per la democrazia.<\/p><p>Egli dice, in sostanza, che il secondo bonapartismo, che chiama il fascismo francese, nacque anche dal fatto che la Costituzione repubblicana del 1848 non cre\u00f2 una seconda Camera.<\/p><p>Questa non \u00e8 un\u2019accademia e non pu\u00f2 essere consentito di stendersi in divagazioni e polemiche di natura storica, anche se di molto interesse.<\/p><p>Qui ci troviamo in sede politica: abbiamo la responsabilit\u00e0 di porre i fondamenti di una democrazia che vogliamo durevole, siamo chiamati a creare un nuovo Stato; ed \u00e8 opportuno, e giova, chiarire alcuni concetti, di grande portata, anche dal punto di vista pratico, concreto.<\/p><p>Il bonapartismo ha altre radici, al di fuori dell\u2019esistenza o meno del sistema bicamerale. Il suo principale carattere storico \u00e8 dato dal potere, appoggiato alle baionette, che, cercando di sembrare indipendente dai partiti, manovra tra due forze sociali ostili, che pi\u00f9 o meno si controbilanciano; e profitta della lotta politica, giunta al pi\u00f9 alto grado di acutezza, per levarsi ad arbitro del destino del Paese e mettersi, praticamente, al servizio di determinati interessi, che sono quelli del capitale.<\/p><p>E sarebbe un grave errore credere che la democrazia escluda il bonapartismo. \u00c8 precisamente il contrario. Il bonapartismo nasce proprio nel seno della democrazia; come ha mostrato due volte la storia di Francia, come ha confermato, in diverse condizioni, l\u2019esperienza ultima dell\u2019Europa al tempo del nazi-fascismo, quando certi rapporti si stabiliscono tra le classi sociali e il contrasto politico entra in una certa fase.<\/p><p>Chi va a scuola dai fatti e si nutre delle lezioni della storia, sa che il bonapartismo \u00e8 una forma di Governo che nasce dallo spirito controrivoluzionario di alcuni gruppi della borghesia, in mezzo a riforme democratiche e alla rivoluzione democratica.<\/p><p>Questo conviene rilevare, oggi, in sede di Assemblea.<\/p><p>La creazione o meno di una seconda Camera non entra in alcun modo nella questione del sorgere e dell\u2019affermarsi del bonapartismo.<\/p><p>Del resto, proprio la Convenzione, tanto temuta e calunniata, dette il primo passo verso il sistema bicamerale, assicurando alle decisioni del legislatore il vaglio successivo di due Camere, sia pure in posizione diversa, cio\u00e8 con diversa potest\u00e0.<\/p><p>Ma i due Consigli legislativi non impedirono il 18 brumaio del generale Bonaparte, che si lev\u00f2, con la frusta e con i cannoni, sulla separazione e sull\u2019equilibrio dei poteri, posti rigorosamente a base della Costituzione del 5 fruttidoro.<\/p><p>Il Presidente della Commissione, onorevole Ruini, a proposito della unicameralit\u00e0 o della bicameralit\u00e0, sembra perseguitato dal fantasma della Convenzione che, pure, comp\u00ec un\u2019opera grandiosa: proclam\u00f2 la Repubblica; istitu\u00ec il suffragio universale; batt\u00e9, con eserciti improvvisati, l\u2019Europa reazionaria e monarchica, coalizzata contro l\u2019Ottantanove; salv\u00f2 la Francia e la civilt\u00e0 borghese dalla corda di Brunswick, che si avvicinava a Parigi con la forca \u00abin fronte alle sue schiere\u00bb e minacciava d\u2019impiccare mezzo mondo.<\/p><p>Egli teme sempre che si possa scivolare sul piano inclinato del Governo d\u2019Assemblea.<\/p><p>In realt\u00e0, questo Governo non lo vuole n\u00e9 lo propone nessuno: e, tanto meno, lo abbiamo prospettato o sostenuto noi.<\/p><p>Ma non mi sembra che si debba averne tanta paura, come se si trattasse della porta dell\u2019inferno.<\/p><p>Il Governo d\u2019Assemblea non \u00e8, nel suo principio, essenzialmente diverso dal Governo parlamentare.<\/p><p>In concreto, sia nel Governo d\u2019Assemblea che nel Governo parlamentare, il Gabinetto, che costituisce il Governo nel senso stretto della parola, ha bisogno, per vivere, della fiducia del Parlamento.<\/p><p>\u00c8 questo il tratto caratteristico che distingue il Governo parlamentare e il Governo d\u2019Assemblea dal Governo presidenziale e da quello direttoriale, che fanno eleggere il Gabinetto per una durata fissa.<\/p><p>Il Governo d\u2019Assemblea, che rappresenta un tipo particolare del regime parlamentare (alcuni pubblicisti scrivono: una specie di alterazione di detto regime), ha una sua concezione della funzione dell\u2019esecutivo e del legislativo.<\/p><p>Mentre il Governo parlamentare classico, che ha il suo modello nel Gabinetto inglese, richiede un esecutivo forte, armato del diritto di scioglimento delle Camere, che dirige il Parlamento, che ha l\u2019alta mano sul lavoro legislativo ed \u00e8, in pratica, il motore dello Stato; il Governo detto \u00abconvenzionale\u00bb, in una posizione subordinata di fronte al l\u2019Assemblea, tende a concentrare nel Parlamento l\u2019iniziativa e la responsabilit\u00e0, a rendere il controllo parlamentare incessante e rigoroso, in breve, a dare al Parlamento, oltre la supremazia giuridica, la supremazia funzionale.<\/p><p>E non lo dico io. Riassumo, fedelmente, il pensiero di un tecnico di chiara fama: del francese Giraud, che non pu\u00f2 essere considerato un giacobino sovvertitore e neanche uno scrittole d\u2019avanguardia.<\/p><p>In linea di principio, non mi pare che una tale concezione significhi dare calci alla democrazia: o abbassarla, degradarla, corromperla.<\/p><p>Da noi, lo stesso onorevole Mortati, che \u00e8 da ritenersi uno scolastico ortodosso del diritto costituzionale, ammette che il Governo d\u2019Assemblea, se ha un posto a s\u00e9 e un carattere suo proprio per la fissit\u00e0 di durata, data la mancanza della podest\u00e0 di scioglimento, rientra nel tipo parlamentare, \u00abper la necessit\u00e0 del costante accordo fra il Parlamento e il Governo e della compenetrazione fra i due poteri\u00bb.<\/p><p>Il nocciolo del problema, che \u00e8 il nocciolo della scienza politica, sta qui: nei vitali rapporti fra il Parlamento e il Governo, tra il legislativo e l\u2019esecutivo, che il sistema, nel suo fondamento, tiene separati e distinti, assegnando i due poteri ad organi sovrani di legislazione e di esecuzione, i quali, pure compenetrandosi e controllandosi, possono essere contrastanti.<\/p><p>Tra i due, chi ha la prevalenza?<\/p><p>Questo \u00e8 il punto.<\/p><p>Abbiamo, dunque, due Camere, con eguale potest\u00e0, che si attua e si esaurisce nel momento solenne della formazione della legge.<\/p><p>Sul piano politico, oltre un\u2019azione di critica o un controllo in senso generale, esse, come organi distinti, non possono, in concreto, nulla.<\/p><p>Il voto contrario di una Camera non determina le dimissioni del Ministero, che, alla stregua del progetto, rimane in carica, se vuole, non ostante sia stato posto in minoranza in un ramo del Parlamento; e si presenta all\u2019Assemblea nazionale, cio\u00e8 alle due Camere riunite, per la fiducia o la sfiducia.<\/p><p>Ed ecco una prima questione da risolvere.<\/p><p>Accettato, in via di massima, il sistema bicamerale, la cui necessit\u00e0 \u00e8 presentata dalla maggioranza dei teorici del diritto costituzionale come un dogma per il buon funzionamento del regime parlamentare; ammesso che, contrariamente alla tesi di Si\u00e9y\u00e8s, non esiste, sopra ogni argomento, minimo o importante, semplice o complesso, una netta e precisa volont\u00e0 nazionale che il Parlamento debba tradurre in articoli di legge; che, tra le diverse soluzioni possibili di un problema politico, e, sopra tutto, fra le numerose modalit\u00e0 di una stessa soluzione, non vi \u00e8, necessariamente, una scelta sola e mette conto studiare e discutere, prima di decidere, la opinione di una seconda Camera che, per effetto di circostanze diverse e per la competenza specifica dei suoi membri, pu\u00f2 avere una reale efficacia.<\/p><p>Accettato e ammesso tutto questo, giova mantenere le due Camere sopra un piede di eguaglianza assoluta, secondo il progetto, con le conseguenze che ne derivano di eventuali dissidi insanabili nel Parlamento, di una probabile anchilosi o impotenza della funzione legislativa, di continui interventi del popolo, nel suo insieme, per una pronunzia diretta sulla materia controversa; o non conviene piuttosto limitare, entro certi limiti, la parit\u00e0 giuridica nei confronti dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, o anche dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019indirizzo politico generale, e accogliere il principio della prevalenza di una Camera sull\u2019altra? E, nella specie, della pi\u00f9 numerosa su quella pi\u00f9 ristretta, in determinati casi, per determinate materie e subordinatamente al verificarsi di determinate circostanze (riesame, cio\u00e8 rinnovo di deliberazione con maggioranza speciale, decorso di tempo, ecc.), come avviene in quasi tutta l\u2019Europa continentale, dove la seconda Camera \u00e8 un che di mezzo fra la tradizione e la superstizione, come si praticava, del resto, anche in Italia, vigente lo Statuto albertino, ritenendosi dai nostri parlamentari che il Senato fosse incompetente a qualsiasi iniziativa in materia finanziaria e dovesse, in ultima analisi, passare in secondo piano di fronte alle deliberazioni prese dalla Camera dei Deputati.<\/p><p>Lo stesso onorevole Ruini inclina a desiderare una certa prevalenza dell\u2019una Camera sull\u2019altra, da collocarsi in una giusta inquadratura costituzionale.<\/p><p>Una seconda questione, e di grande importanza, \u00e8 quella della composizione della Camera dei senatori.<\/p><p>Ed \u00e8 chiaro che il modo con cui questa Camera sar\u00e0 formata, eserciter\u00e0 una notevole influenza sulla soluzione del tema della parit\u00e0, intiera o limitata, dei due organi legislativi.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando afferma che il problema di maggior rilievo nei riguardi della Camera dei Senatori \u00e8 d\u2019istituirla \u00abin maniera diversa\u00bb da quella dei deputati; che, ove la seconda Camera dovesse essere, nella sua costituzione, un duplicato della prima, \u00absarebbe inutile farne due\u00bb: e aggiunge che, nelle condizioni organizzative fissate dal progetto, egli, bicameralista convinto, \u00e8 quasi indotto a rinunciare a una seconda Camera che, su per gi\u00f9, \u00e8 la stessa dell\u2019altra.<\/p><p>Ma, relativamente ai modi di formazione della seconda Camera, di cui il diritto comparato d\u00e0 un ampio schema, respinto il criterio di una nomina, anche parziale, da parte del Capo dello Stato o della Camera dei deputati o per cooptazione della stessa Camera dei Senatori; esclusa, nettamente, la possibilit\u00e0 di nomina per ereditariet\u00e0, per appartenenza a dati uffici, per il possesso di determinati requisiti, ecc., anche se, nello stabilire le categorie degli eleggibili, non si \u00e8 peccato di soverchia fedelt\u00e0 alla democrazia e si \u00e8 ristretta la sfera dell\u2019elettorato passivo a strati sociali in cui si vede riapparire il sistema del censo; riconosciuto e affermato il principio che la seconda Camera deve rappresentare, come la prima, l\u2019emanazione della sovranit\u00e0 popolare, dev\u2019essere democraticamente espressa dal popolo e non deve tendere a correggere o a spostare, in una qualsiasi maniera, il risultato del suffragio universale; posto tutto ci\u00f2, appare evidente la difficolt\u00e0, e l\u2019impossibilit\u00e0, forse, di costituire due Camere che, se non sono fatte proprio con il medesimo stampo, risultino profondamente o radicalmente differenziate.<\/p><p>Al riguardo, quale fu l\u2019orientamento di Cavour? quale posizione egli prese, nella discussione sull\u2019argomento, al tempo della preparazione della Carta albertina? quale direttiva egli diede agli uomini di parte sua, anche se l\u2019eredit\u00e0 da lui lasciata sulla questione non \u00e8 stata raccolta, e si \u00e8 via via coperta di muffa?<\/p><p>In primo luogo, egli ammetteva, esplicitamente, che il sistema elettivo, per la formazione della seconda Camera, era \u00abil solo razionale, il solo opportuno\u00bb, anche nelle condizioni dell\u2019Italia di allora.<\/p><p>E continuava: \u00abPerch\u00e9 due Camere popolari? Perch\u00e9 creare due istituzioni identiche, destinate a concorrere al medesimo scopo? \u00c8 questo un accrescere le complicazioni del meccanismo costituzionale, senza renderlo pi\u00f9 regolare e pi\u00f9 perfetto; \u00e8 un aumentare le difficolt\u00e0 di governare, senza rendere il potere pi\u00f9 solido, le libert\u00e0 popolari pi\u00f9 estese\u00bb.<\/p><p>Qui, come si vede, Cavour riconosceva che il bicameralismo, contrariamente alle affermazioni di taluni ideologi, i quali lo propugnano per garantire stabilit\u00e0 al Governo, ecc., non rafforza la potenza del legislativo, non snellisce la macchina statale e non ne accresce il rendimento; che un potere concentrato in un solo organo ha, in generale, maggior vigore e che le decisioni sono prese molto pi\u00f9 rapidamente e facilmente da una assemblea che da due.<\/p><p>Ma, accennato al solito argomento, cio\u00e8, al vantaggio di sottoporre le disposizioni legislative a una duplice discussione in assemblee distinte, a patto che il modo di elezione delle due Camere non sia identico, concludeva: \u00abNoi crediamo facile il costituire una seconda Camera, animata da un istinto conservatore bastevole a porre un argine efficace agli impulsi talvolta eccessivi della Camera dei deputati, senza costituire un corpo elettorale privilegiato: e ci\u00f2 soltanto con l\u2019imporre ai candidati alcune condizioni di eleggibilit\u00e0 e col variare la composizione dei collegi elettorali e con l\u2019aumentare la durata del mandato dell\u2019eletto\u00bb.<\/p><p>Ecco l\u2019opinione di Cavour sulla seconda Camera.<\/p><p>Tale opinione, a parte il termine pi\u00f9 lungo del mandato, da rigettarsi per varie ragioni: per non appesantire ulteriormente il procedimento legislativo, gi\u00e0 lento e farraginoso, e non mettere altri germi di dissidi e di pericoli in un bicameralismo spurio; tale opinione si ritrova, <em>grosso modo<\/em>, alla base delle decisioni della Commissione.<\/p><p>In buona sostanza, una prima differenza tra le due Camere c\u2019\u00e8, per la diversit\u00e0 dell\u2019elettorato e dell\u2019eleggibilit\u00e0.<\/p><p>Tutti gli elettori, che hanno compiuto i venticinque anni, sono eleggibili a deputati, ma non a senatori.<\/p><p>Inoltre il diritto attivo di voto per la composizione della seconda Camera non pu\u00f2 essere esercitato col raggiungimento della maggiore et\u00e0, ma \u00e8 limitato agli elettori che hanno superato i venticinque anni.<\/p><p>\u00c8 sodisfatto, per questa via, il desiderio di coloro che, ritenendo la bicameralit\u00e0 un assioma di diritto pubblico, attribuiscono alla seconda Camera una funzione ritardatrice della procedura legislativa per una pi\u00f9 meditata valutazione della convenienza politica delle leggi e per una migliore formulazione tecnica, con una selezione dell\u2019elettorato attivo e passivo: con un maggior senso di responsabilit\u00e0 e di maturit\u00e0 nel corpo elettorale, fornito dall\u2019et\u00e0, e con la presunzione di una capacit\u00e0 politica, amministrativa e tecnica negli eleggibili, ristretti, secondo il progetto, a talune categorie, che bisogner\u00e0 rivedere e allargare, allo scopo di consentire agli esponenti delle classi lavoratrici di essere inclusi nelle liste e partecipare alla lotta.<\/p><p>Poi, c\u2019\u00e8 la rappresentanza regionale: cio\u00e8 il terzo dei senatori riservato all\u2019elezione dei Consigli per dare alla seconda Camera un\u2019impronta regionale, in rapporto alla nuova struttura introdotta in Italia con la creazione dell\u2019ente Regione.<\/p><p>Per l\u2019onorevole Orlando, questo \u00e8 molto poco, o non \u00e8 nulla.<\/p><p>Ma, a voler mantenere in piedi il sistema bicamerale e differenziare in una qualche misura i due organi legislativi, non \u00e8 possibile fare di pi\u00f9 e andare oltre, a meno che, per il modo di formazione della seconda Camera, non si voglia ricorrere a mezzi di scelta non legati all\u2019elezione diretta da parte del corpo elettorale; alla nomina dall\u2019alto, o per coaptazione, o su designazione di collegi speciali, o per l\u2019appartenenza a dati uffici, o per il possesso di date competenze, o per la copertura di certe cariche o per la espressione d\u2019interessi che, si dice, rimarrebbero compressi o confusi con altre forme di rappresentanza, ecc., ipotesi da scartarsi tutte, senz\u2019altro.<\/p><p>Infine, la differenza della seconda Camera dalla prima deve consistere, secondo il criterio dello stesso Cavour, in un diverso modo di reclutamento dei due rami del Parlamento: cio\u00e8, in una diversit\u00e0 del sistema elettorale e della composizione dei collegi.<\/p><p>E questo obiettivo potrebbe essere raggiunto, per esempio, con l\u2019adozione del collegio uninominale per la elezione dei senatori.<\/p><p>Per questa via sarebbero forse soddisfatte tutte le aspirazioni: una seconda Camera, come rappresentanza del merito personale, delle qualit\u00e0, della competenza, della cultura, ecc., anche come valorizzatrice dell\u2019individuo. Ebbene, il collegio uninominale permette al corpo elettorale di fermarsi pure sulla capacit\u00e0, sulle virt\u00f9 dell\u2019uomo; vi sarebbe la scelta dell\u2019individuo, con un vaglio democraticamente compiuto. Da un lato, quindi, la differenza qualitativa nella composizione dei membri e, dall\u2019altro, la origine dal suffragio, con un altro sistema di elezione, che avrebbe un gran peso sul piano politico, perch\u00e9 consentirebbe un rinnovamento parziale, nel corso della legislatura, che la proporzionale, per il suo meccanismo, esclude, e darebbe modo di saggiare qua e l\u00e0 la pubblica opinione, di tentarne il polso, di conoscerne gli umori: il che ha un\u2019importanza grandissima in Inghilterra e determina, con gli spostamenti parziali nei collegi, la caduta dei Ministeri, che tuttavia hanno sempre la maggioranza ai Comuni.<\/p><p>Accettazione, dunque, del bicameralismo, non ostante un\u2019opposizione iniziale di principio; ma nessuna concessione ad argomenti artificiali, come quelli di freno, di equilibrio e via di seguito della Camera dei senatori all\u2019opera dell\u2019altra Camera, ed esigenza del rispetto del principio democratico, conseguente, sul terreno parlamentare.<\/p><p>Per la compiutezza dell\u2019esposizione, oltre una critica dettagliata al procedimento per la formazione e l\u2019applicazione delle leggi, pieno d\u2019intoppi, di soste, d\u2019intralci, con proposte e rigetti, con studi di Commissioni e possibilit\u00e0 di dissensi fra le due Camere, con rinvii al popolo e sospensive da parte del popolo, ecc., sarebbe necessario parlare dell\u2019iniziativa legislativa, attribuita, forse, a troppe fonti, come nota l\u2019onorevole Orlando, e dell\u2019istituto del <em>referendum<\/em>, nuovo nella vita costituzionale italiana, destinato ad aprir la via a una manifestazione diretta della sovranit\u00e0 popolare come base dell\u2019edificio democratico, a dar modo al popolo di funzionare nel sistema quale ultima istanza; ma di cui non \u00e8 opportuno abusare, perch\u00e9 il <em>referendum<\/em>, da misura democratica, non rischi di convertirsi in una misura antidemocratica, permettendo anche a una minoranza esigua di adoperare quest\u2019arma o d\u2019inforcare questo cavallo, per attraversare, ritardare o impedire in parte l\u2019attivit\u00e0 legislativa, come osserv\u00f2 l\u2019onorevole Togliatti in sede di Commissione.<\/p><p>Ma di tali argomenti si potr\u00e0 discorrere particolarmente quando si passer\u00e0 all\u2019approvazione dei singoli articoli, con proposte di emendamenti.<\/p><p>La questione fondamentale, ora, \u00e8 quella dei rapporti fra Parlamento e Governo.<\/p><p>Il nodo \u00e8 qui. \u00c8 qui l\u2019essenza della vita politica del Paese: e alla stregua dell\u2019organizzazione di questi rapporti e del funzionamento dei vari organi, legislativi ed esecutivi, si attua o non si attua la sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando, dopo aver ricordato, tra le dichiarazioni di principio, di tendenza approvate dalla Commissione, l\u2019ordine del giorno Perassi \u00abper l\u2019adozione del sistema parlamentare, da disciplinarsi, tuttavia, con dispositivi costituzionali idonei a tutelare le esigenze di stabilit\u00e0 dell\u2019azione di Governo e ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo\u00bb, sostiene che la forma prescelta nello schema in esame, contrapposta, evidentemente, da un lato, alla Repubblica presidenziale e, dall\u2019altro, a quella direttoriale, ha la facciata, l\u2019apparenza del sistema parlamentare, \u00abdove, per\u00f2, sia rafforzata l\u2019autorit\u00e0 del Governo\u00bb, ma non ne ha i lineamenti, lo stile, sopra tutto l\u2019essenza, sboccando addirittura in una forma di \u00abtotalitarismo di assemblea\u00bb, che assomma tutti i poteri ed \u00abha le chiavi della cassaforte\u00bb.<\/p><p>A conferma della sua tesi, allega la intiera \u00abesautorazione\u00bb del Capo dello Stato, l\u2019indebolimento dell\u2019esecutivo, con relativa mancanza di unit\u00e0 di funzione, il prevalere di una Camera unica, che \u00abdispone di tutte le leve\u00bb.<\/p><p>Le critiche presentate da un maestro come l\u2019onorevole Orlando obbligano a riflettere: ma, dopo un attento esame, esse non persuadono. Anzi, si \u00e8 indotti a giungere alla medesima conclusione dell\u2019onorevole Orlando \u2013 vale a dire che non ci troviamo, forse, sul terreno di un vero sistema parlamentare \u2013 per altre vie e per altre ragioni.<\/p><p>In primo luogo, non \u00e8 giusto affermare che il Capo dello Stato ha, nel Progetto, una parte secondaria, con funzioni tra simboliche e rappresentative; anche se gli \u00e8 conferita la sola promulgazione delle leggi e non la sanzione: attributo, quest\u2019ultimo, che si \u00e8 dimostrato una lustra anche nei regimi monarchici e che, in ogni caso, non \u00e8 necessario ad un Capo dello Stato concepito (ma non troppo!) quale titolare di un potere neutro, moderatore e coordinatore, ossia quale custode della Costituzione, come riconosce lo stesso onorevole Mortati, che pure \u00e8 un tecnico della materia.<\/p><p>Il Capo dello Stato \u00e8 investito, secondo il Progetto, di un troppo ampio potere, di cui potrebbe essere tentato di abusare; ha modo di esercitare un\u2019azione politica vastissima ed importante; e se, alle funzioni, non poche e non lievi, che gi\u00e0 gli sono attribuite, si aggiungesse la facolt\u00e0 di sanzionare o di porre veti sospensivi o l\u2019altra di far derivare, essenzialmente, dalla sua autorit\u00e0 il Gabinetto, pur col bisogno, in una tappa successiva, della fiducia del Parlamento, usciremmo dai limiti, generalmente riconosciuti, del sistema parlamentare ed entreremmo nello schema di un regime presso che presidenziale o con lineamenti ed alterazioni presidenziali.<\/p><p>Egli non ha la figura del \u00abfannullone\u00bb, disegnata dall\u2019onorevole Orlando, ma una posizione quanto mai solida, nella cornice costituzionale.<\/p><p>Rappresenta l\u2019unit\u00e0 nazionale; promulga le leggi ed emana i decreti legislativi e i regolamenti, nomina agli alti gradi i funzionari dello Stato; accredita e riceve i rappresentanti diplomatici; ratifica i trattati internazionali e dichiara la guerra deliberata dall\u2019Assemblea; concede la grazia e commuta le pene (e, quindi, partecipa al potere legislativo); presiede il Consiglio Superiore della Magistratura; ed ha, inoltre, compiti generali, che non s\u2019inquadrano in una definizione giuridica di poteri; ha funzioni non rigorosamente delineate \u00e8, perci\u00f2, pi\u00f9 vaste, di equilibrio, di influenza, di coordinamento, di persuasione, di arbitrato: missione che gi\u00e0 s\u2019incarna cos\u00ec felicemente nelle qualit\u00e0 dell\u2019attuale Capo dello Stato, nell\u2019altezza del suo ingegno, nella virt\u00f9 della sua esperienza, nel suo senso di serenit\u00e0, di imparzialit\u00e0, di responsabilit\u00e0, nel suo spirito di dedizione intiera agl\u2019interessi superiori della Nazione.<\/p><p>E, di l\u00e0 da questo, che non sa di decorazione soltanto, il Capo dello Stato tiene nelle sue mani un potere immenso, che si esplica in quattro attribuzioni, costituzionalmente determinate e sostanziali, vitali, decisive.<\/p><p>Prima: egli nomina e, quindi, revoca il Primo Ministro e i Ministri. In altri termini, il Gabinetto che, praticamente, dirige, controlla, guida il Parlamento, nasce dalla decisione del Capo dello Stato, in base a una valutazione sua personale della situazione politica generale, a un suo modo d\u2019interpretarla e di trovarvi una soluzione idonea.<\/p><p>Il Gabinetto, che si \u00e8 formato per volont\u00e0 del Capo dello Stato, deve presentarsi all\u2019Assemblea per il collaudo, ossia per il voto di fiducia: ma \u00e8 evidente che, in periodi di crisi, la scelta del Governo da parte dell\u2019organo supremo ha un\u2019influenza grandissima, che non \u00e8 solo d\u2019indicazione e d\u2019orientamento; ha un peso, che direi schiacciante.<\/p><p>Seconda: in caso di dissenso fra le due Camere per l\u2019approvazione di un disegno di legge, il Presidente della Repubblica ha facolt\u00e0 d\u2019indire un <em>referendum<\/em> popolare, di chiamare, cio\u00e8, tutto il Paese a dirimere la controversia, con consultazioni generali che possono seguirsi anche a brevi intervalli ed essere il lievito di gravi perturbamenti e scoppi di passioni.<\/p><p>Terza: ha il comando delle forze armate. Oltre che presiedere il Consiglio Supremo di difesa, stringe nel pugno il bastone vero, di spone della forza senza frasi, che, in ultima analisi, decide di tutto e diventa legge, interviene e spazza via ogni altra cosa: abbatte anche questa tribuna, imbavaglia il pensiero e manda, incatenato, il diritto a meditare sulla sua impotenza, nella cella di un carcere.<\/p><p>Lassalle diceva, giustamente, che la Costituzione \u00e8, innanzi tutto, il cannone.<\/p><p>Quarta: pu\u00f2 sciogliere le Camere. Il potere di scioglimento \u00e8 considerato, da tutti, il mezzo caratteristico del meccanismo per ristabilire un equilibrio venuto meno, per creare un nuovo rapporto di fiducia che si \u00e8 rotto fra la maggioranza dell\u2019Assemblea e il Governo, o per accertare la corrispondenza fra gli orientamenti popolari e quelli degli organi rappresentativi, in base al sospetto di mutamenti intervenuti, nello stato della pubblica opinione, durante la legislatura, o per affrontare problemi di considerevole importanza politica, non agitati nel corso della campagna elettorale, ecc.<\/p><p>\u00c8 l\u2019intervento della volont\u00e0 personale del Capo dello Stato nel Governo, nel Parlamento, nel Paese: possibile sempre, specie in momenti delicati e complessi e con l\u2019esistenza di forze politiche frazionate.<\/p><p>\u00c8 l\u2019arma pi\u00f9 tremenda che si possa mettere nelle mani del Capo dell\u2019esecutivo, il quale, per giunta, ha, alle sue spalle e ai suoi ordini, le baionette.<\/p><p>Il Progetto attribuisce questo formidabile potere al Presidente della Repubblica, \u00abpuramente e semplicemente\u00bb, come scrive l\u2019onorevole Tosato nella sua relazione, cio\u00e8 senza limiti, senza subordinarne l\u2019esercizio al consenso di altri organi.<\/p><p>\u00c8 la via per la trasformazione del regime parlamentare in regime presidenziale, secondo il netto giudizio di un altro relatore, che \u00e8 l\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>La controfirma ministeriale non \u00e8 un limite n\u00e9 un impedimento.<\/p><p>O il Primo Ministro \u00e8 d\u2019accordo col Capo dello Stato e concorre alla formazione e alla manifestazione della volont\u00e0 di lui, per il provvedimento da adottare e per assumerne la responsabilit\u00e0; e, in questo caso, il Governo ha un\u2019autorit\u00e0 enorme sull\u2019Assemblea e la tiene sotto la sua minaccia, col pretesto che le Camere, a un dato momento, non rappresentano pi\u00f9 l\u2019opinione del Paese; o il Primo Ministro non \u00e8 d\u2019accordo col Capo dello Stato e nell\u2019ipotesi, presso che assurda, di un rifiuto della controfirma, pu\u00f2 essere liquidato e mandato a casa, alla stregua del parere di un costituzionalista come l\u2019onorevole Ruini. Tutto dipende dalla personalit\u00e0 del Capo dello Stato e dall\u2019uso che egli intender\u00e0 fare delle sue facolt\u00e0 discrezionali.<\/p><p>N\u00e9 il Capo dello Stato trova un qualsiasi ostacolo, per l\u2019esercizio del potere di scioglimento, nell\u2019obbligo, strappato a stento in sede di Commissione, delle consultazioni con i Presidenti delle due Camere, perch\u00e9 il giudizio di questi due uomini pu\u00f2 avere un qualche rilievo dal punto di vista politico, ma, giuridicamente, costituzionalmente, non \u00e8 in alcun modo vincolante.<\/p><p>Il Capo dello Stato ascolta, per la forma, e \u00abcontinua. a mangiare\u00bb, come il gatto di Krilov, a cui il cuoco, in cucina, faceva prediche di morale e di regole di buon costume.<\/p><p>E Mirabeau aveva un bel gridare che lo scioglimento permette al popolo di dimostrarsi il sovrano di tutti i legislatori.<\/p><p>Il potere di scioglimento non \u00e8 solo la chiave di volta di un ordinamento democratico, come dice Blum e come ripete, da noi, l\u2019onorevole Ruini: esso \u00e8 una clava nel pugno dell\u2019esecutivo, che pu\u00f2 levarla, sull\u2019Assemblea e sul Paese, su per gi\u00f9 quando vuole, e nel momento ritenuto pi\u00f9 opportuno.<\/p><p>Infine, nelle parole dell\u2019onorevole Tosato, ad \u00abevitare che il Capo dello Stato si trovi, rispetto al Parlamento, in una posizione di assoluta dipendenza\u00bb, a liberarlo da \u00abuna situazione d\u2019inferiorit\u00e0\u00bb, si \u00e8 provveduto ad allargare il normale collegio elettorale del Capo dello Stato con l\u2019aggiunta di un certo numero di membri estranei, facendo eleggere il Presidente dall\u2019Assemblea Nazionale, con la partecipazione dei Presidenti e di un componente dei Consigli regionali.<\/p><p>E c\u2019\u00e8 chi preferisce un altro sistema di elezione, per dare una maggiore autonomia al Capo dello Stato.<\/p><p>Si propone, cio\u00e8, di farlo eleggere direttamente dal popolo, per \u00abstabilire un potere pi\u00f9 saldo\u00bb in mezzo alle fluttuazioni dei partiti, per ricostruire il pilastro caduto della potest\u00e0 dell\u2019esecutivo monarchico, con un Presidente che, avendo, come suo piedistallo, una sorta di plebiscito popolare, possa pi\u00f9 agevolmente mettersi, se non proprio sulle orme di Cesare e di Bonaparte, almeno sopra quelle di Hindenburg.<\/p><p>Il Capo dello Stato non \u00e8, dunque, \u00abesautorato\u00bb.<\/p><p>\u00c8 vero il contrario. E con le funzioni attribuite dalla Costituzione al Presidente della Repubblica, il figlio spirituale di qualche Boulanger, anche senza i galloni di generale, avrebbe modo di preparare brutti giorni al Paese e gettarlo in pericolose avventure.<\/p><p>E tanto meno \u00e8 vero che, nel testo proposto, si \u00e8 abbassato, depresso, mortificato l\u2019esecutivo, come Gabinetto.<\/p><p>La Commissione, nella sua maggioranza, ha creduto di adottare una forma di Governo parlamentare, con dispositivi costituzionali atti a superare la cos\u00ec detta crisi di autorit\u00e0 e ad ovviare agli inconvenienti del parlamentarismo.<\/p><p>Si \u00e8 cercato, innanzitutto, di assicurare la stabilit\u00e0 e l\u2019unit\u00e0 governativa, di creare un Governo forte e durevole, che non sia una \u00abCommissione parlamentare\u00bb, un \u00abComitato dell\u2019Assemblea\u00bb, e, corretti, con mezzi meccanici, i difetti del sistema relativi alla debolezza dell\u2019esecutivo, si \u00e8 cercato di evitare gli eccessi del parlamentarismo, nel senso di un\u2019invadenza dei membri delle Camere nella sfera governativa.<\/p><p>Da queste intenzioni e da questa volont\u00e0 \u00e8 nata l\u2019Assemblea Nazionale come un coronamento del sistema parlamentare, per compiti ed atti di singolare importanza.<\/p><p>Quest\u2019Assemblea, cio\u00e8 il Parlamento a Camere riunite, non serve a correggere un bicameralismo bastardo per la trattazione dei problemi fondamentali; ma \u00e8 chiamata, sostanzialmente, a dare la maggiore stabilit\u00e0 possibile al Governo.<\/p><p>Lo affermano, senza equivoci, il Presidente della Commissione, onorevole Ruini, e il relatore sull\u2019argomento, onorevole Tosato.<\/p><p>L\u2019Assemblea elegge il Presidente della Repubblica, delibera la mobilitazione generale e l\u2019entrata in guerra, l\u2019amnistia e l\u2019indulto, ecc.; ma, in primo luogo, esercita quel controllo politico che \u00e8 proprio delle Camere rappresentative: conferisce la fiducia al Governo, nominato dal Capo dello Stato, o gliela nega.<\/p><p>Per superare le imboscate parlamentari del vecchio tempo, per eliminare, al possibile, dalla vita politica il corto circuito delle crisi ministeriali a catena, non si ammette che una sola Camera provochi la caduta del Governo; e si stabilisce che la fiducia e la sfiducia siano espresse, con una procedura particolare, dal Parlamento raccolto in Assemblea Nazionale.<\/p><p>Si sarebbe tentati di pensare che la Camera dei senatori sia stata istituita, da un lato, come contrappeso a quella dei deputati, nella funzione legislativa, e dall\u2019altro, per accrescere di trecento membri l\u2019Assemblea che deve decidere dell\u2019indirizzo della politica generale e creare pi\u00f9 facilmente una base di solidit\u00e0 e di durata al Gabinetto, con a capo un Primo Ministro, il quale regge veramente il timone e pu\u00f2 condurre, come vedremo, la nave dello Stato nei mari o nelle secche che vuole.<\/p><p>Non compromesso, dunque, fra i sostenitori della Camera unica e i sostenitori delle due Camere, con la conclusione che i primi avrebbero messi nel sacco gli altri, sotterrando la bicameralit\u00e0 sotto il coperchio di un\u2019Assemblea convenzionale, totalitaria;<\/p><p>L\u2019Assemblea, come si \u00e8 visto, serve principalmente a tenere in sella il Governo e a consentirgli di&#8230; cavalcare.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando si duole, a ragione, del procedimento singolare, per il quale un Ministero, in minoranza in una delle due Camere, e non ostante i ripetuti voti contrari di essa, non si dimette e continua a governare.<\/p><p>E vede, in questo, un modo di fiaccare le reni al Governo, mentre si tratta di rafforzarlo con espedienti tecnici, di consolidarlo con una formula costituzionale, di l\u00e0 dalla realt\u00e0 politica.<\/p><p>Qui sorge, in maniera fondata, il dubbio se poniamo mano a costituire un regime parlamentare, o non costruiamo, invece, un edificio di tipo intenzionalmente parlamentare, ma con tali innovazioni nella struttura, da imprimergli un carattere diverso e farne un\u2019altra cosa.<\/p><p>Per motivi opposti, si arriva alla conclusione dell\u2019onorevole Orlando.<\/p><p>Il regime parlamentare dovrebbe, nella sua essenza, annullare la separazione dei poteri, sostituendo ad essa una distinzione di funzioni tra organi diversi, legati da stretti rapporti di connessione e di dipendenza reciproca.<\/p><p>Cos\u00ec afferma l\u2019onorevole Mortati nella sua relazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando, a proposito del sistema, e dal punto di vista astratto, parla di un orologio, di cui il Gabinetto rappresenta il bilanciere.<\/p><p>\u00c8 un vivere insieme, egli dice, del Parlamento e del Governo: cio\u00e8, di organi sovrani, ognuno dei quali partecipa all\u2019altro, \u00abin maniera da determinare una collaborazione e da impedire la sopraffazione\u00bb.<\/p><p>Nel Progetto, si divide manifestamente il potere, che \u00e8 uno, e dev\u2019essere uno.<\/p><p>Si crea un distacco tra il legislativo e l\u2019esecutivo; si scavano solchi e si levano muri tra l\u2019uno e l\u2019altro, e, senza condizioni di sorta, nel silenzio assoluto della norma costituzionale, sulla possibilit\u00e0 di contrasti, di conflitti tra i vari organi, che adempiono a funzioni diverse, ma appaiono poteri distinti, sta sospesa la mazza dello scioglimento <em>ad libitum<\/em>, ad arbitrio di Sua Eccellenza, come nelle grida manzoniane.<\/p><p>C\u2019\u00e8 l\u2019Assemblea Nazionale, il Parlamento nel suo insieme, che si riunisce per deliberazioni solenni e in circostanze eccezionali: principalmente per dare, con il suo voto, il crisma dell\u2019autorit\u00e0 al Governo: ci\u00f2 che l\u2019onorevole Orlando definisce la \u00abnomina\u00bb effettiva.<\/p><p>Assolto tale compito, se non \u00e8 all\u2019ordine del giorno l\u2019accusa di alto tradimento contro il Capo dello Stato o la mobilitazione o la guerra, l\u2019Assemblea si scioglie, cio\u00e8 si divide nei due rami originari, che si controbilanciano e sono chiamati a provvedere all\u2019esercizio della funzione legislativa: alleggeriti dal peso di troppe discussioni politiche per non essere distratti dalla loro attivit\u00e0 fondamentale.<\/p><p>Cos\u00ec, \u00e8 spazzato il campo da quelle \u00abbucce di limone\u00bb, su cui i Governi di una volta cadevano all\u2019improvviso, per gl\u2019intrighi di qualche esperto manovratore; e gli onorevoli Ruini, Mortati, Tosato e altri possono star contenti e dormir sereni.<\/p><p>Allo scopo di rendersi conto, di l\u00e0 dalla lettera del testo, dello spirito con cui si \u00e8 inteso creare un sistema parlamentare <em>sui generis<\/em>, non \u00e8 male risalire alle fonti del dibattito, ai verbali della Commissione.<\/p><p>Non entro in dettagli. Mi restringo all\u2019essenziale.<\/p><p>Secondo una tesi, sostenuta da molti, il Governo, dopo la nomina da parte del Capo dello Stato, si presentava all\u2019Assemblea, per la fiducia: ottenutala, restava in carica per un periodo fisso, almeno due anni: per governare, si diceva.<\/p><p>La proposta, in questi termini, cadde.<\/p><p>Ma, in un certo senso e in una certa misura, si \u00e8 raggiunto il medesimo obiettivo, per altra via, con accorgimenti tecnici, con inciampi di procedura.<\/p><p>Poich\u00e9, per un canone del regime parlamentare, il Gabinetto non pu\u00f2 vivere senza il consenso del Parlamento, si \u00e8 salvata la forma, per decenza.<\/p><p>Il testo dice: \u00abEntro otto giorni dalla sua formazione, il Governo si presenta alla Assemblea Nazionale per chiederne la fiducia\u00bb.<\/p><p>Ora, il credere possibile una levata di scudi contro il Gabinetto, entro un cos\u00ec breve termine dalla nomina fatta dal Capo dello Stato, mi sembra veramente un\u2019ingenuit\u00e0.<\/p><p>Il Governo, voluto e designato al Parlamento dal Presidente, afferra le redini e le tiene.<\/p><p>E, per levargliele di mano, se guida male, o troppo a modo suo, ci vuol fatica assai, come diceva il poeta.<\/p><p>La sfiducia, rinnovata, ripetuta, di una Camera, di quella dei deputati, ad esempio, non provoca, necessariamente, la crisi di un Governo che abbia la pelle dura, o non l\u2019abbia fine e delicata come la giovane principessa della novella di Andersen, che sentiva la durezza di un pisello, posto sullo schienale del letto, attraverso montagne di materassi di piume.<\/p><p>Gladstone, ricordato dall\u2019onorevole Orlando, si dimetteva, per veder ridotta, alle elezioni, la sua maggioranza.<\/p><p>Da noi, si pu\u00f2 governare contro il popolo con una trentina ed anche con una ventina di voti in pi\u00f9.<\/p><p>A buttar gi\u00f9 il Governo, si richiede un&#8230; terremoto parlamentare. Occorre una mozione di sfiducia, motivata, e con una coda lunghissima di firme, con le firme di un terzo dei componenti di una Camera; s\u00ec che, alla stregua degli attuali rapporti di forza, in una Camera come questa, oltre il democratico cristiano, nessun altro partito potrebbe, da solo, presentare una mozione di sfiducia.<\/p><p>Poi, occorre che l\u2019Assemblea Nazionale si convochi e si pronunzi.<\/p><p>Ed \u00e8 probabile che una maggioranza contraria al Governo in una Camera sia annullata da una maggioranza in senso opposto nell\u2019altra.<\/p><p>Ecco il fondamento vero e la reale missione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Altro che accordi di corridoio tra unicameralisti e bicameralisti!<\/p><p>Lo confessano gli onorevoli Ruini, Tosato e altri: il complicato procedimento per l\u2019espressione della fiducia, dopo la costituzione del Gabinetto, o della sfiducia, in sede di appello, tende ad imporre una seria \u00abriflessione\u00bb ai rappresentanti del popolo, a richiamarli \u00abal pi\u00f9 alto senso di responsabilit\u00e0\u00bb, cio\u00e8, alla considerazione della realt\u00e0, per le conseguenze che possono nascerne.<\/p><p>Esso \u00e8 un modo, come scrive, con garbo eufemistico, il Presidente della Commissione, di \u00abregolare il pluralismo dei partiti\u00bb; e la Assemblea esiste per mettere pi\u00f9 facilmente insieme una maggioranza, per impedire che il Governo sia scosso dalle tempeste e rovesciato.<\/p><p>L\u2019istituto dell\u2019Assemblea Nazionale, che non garba all\u2019onorevole Orlando per il timore del totalitarismo, \u00e8 stato creato, insomma, perch\u00e9 funzioni da parafulmine del Governo o da campo trincerato.<\/p><p>E il Governo \u00e8 pensato e congegnato come organo che sovrasta: non come sintesi viva della volont\u00e0 del Parlamento, non come il braccio operoso del Parlamento, non come il pensiero del Parlamento che si traduce in azione.<\/p><p>\u00abNiente Giunta esecutiva dell\u2019Assemblea\u00bb, esclama, con molta franchezza, l\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Sarebbe una concezione alla Kelsen, che non pu\u00f2 dirsi, n\u00e9 dal punto di vista teorico, n\u00e9 da quello politico, un petroliero, e tanto meno un portatore di energie atomiche sovvertitrici.<\/p><p>Di pi\u00f9, il Governo, organizzato non quale strumento di attuazione dell\u2019indirizzo del legislativo, ha, in un angolo, a portata di mano, l\u2019arma dello scioglimento, per consigliare i membri delle Camere a usar prudenza, per ammonire l\u2019Assemblea ad essere&#8230; saggia, nel suo stesso interesse.<\/p><p>E l\u2019onorevole Orlando dice che si \u00e8 diminuito di autorit\u00e0 l\u2019esecutivo, e, in questo modo, si \u00e8 alterata e contraffatta la fisonomia del sistema parlamentare.<\/p><p>No, questa fisonomia \u00e8 stata sconciata, perch\u00e9 si \u00e8 cercato di dare alla sovranit\u00e0 popolare una corona di cartapesta.<\/p><p>Si consideri la composizione del Gabinetto.<\/p><p>Qui si \u00e8 rotto perfino con le nostre tradizioni parlamentari; con la pratica della democrazia avanti il fascismo.<\/p><p>Il Presidente del Consiglio non \u00e8 primo tra eguali, <em>primus inter pares<\/em>, secondo l\u2019antica formula; ma ha una figura e una posizione a s\u00e9, di grandissimo rilievo: \u00e8 il pilota effettivo, il vero comandante della nave dello Stato.<\/p><p>Egli propone i suoi collaboratori al Presidente della Repubblica, che li nomina.<\/p><p>II Gabinetto, pertanto, \u00e8 un coro docile intorno a lui.<\/p><p>Poi, dirige la politica generale del Governo, e ne \u00e8 responsabile. Mantiene l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico e amministrativo di tutti i dicasteri, promuovendo e coordinando l\u2019attivit\u00e0 dei Ministri.<\/p><p>\u00c8, dunque, il Primo Ministro \u2013 e la novit\u00e0 si riscontra pure nella terminologia \u2013 che d\u00e0 la sua impronta all\u2019orientamento dello Stato; ed ha i poteri necessari, di fronte ai Ministri, per assicurare l\u2019unit\u00e0 dell\u2019azione governativa.<\/p><p>Con questa base costituzionale, ognuno immagina fin dove si possa arrivare nella realt\u00e0 dell\u2019attuazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando se ne preoccupa, se ne allarma, anzi, giustamente, anche se, prima, ha denunziato l\u2019abbassamento dell\u2019esecutivo.<\/p><p>Egli ragiona cos\u00ec: il Primo Ministro esercita di fatto i poteri del Capo dello Stato, perch\u00e9 ne risponde; ha ai suoi ordini la polizia; dispone, per il tramite dello Stato Maggiore, dell\u2019esercito; manovra l\u2019Assemblea e ne trasferisce in s\u00e9 l\u2019autorit\u00e0: \u00e8 proprio un dittatore.<\/p><p>\u00c8 un nuovo, capo a cavallo, con frusta e sproni.<\/p><p>Questa \u00e8 la verit\u00e0.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 da augurarsi, per il bene del Paese, che non si voglia o non si ardisca giungere a tanto.<\/p><p>N\u00e9 vale riferirsi alla pratica inglese.<\/p><p>Innanzi tutto, il sistema parlamentare britannico ha, come suo tratto caratteristico, l\u2019armonia fra i due poteri, l\u2019intima unione del legislativo e dell\u2019esecutivo.<\/p><p>In Inghilterra, il Gabinetto, che \u00e8 l\u2019organo attivo dell\u2019esecutivo, esercita effettivamente il potere e regola tutta l\u2019attivit\u00e0 dello Stato; ma esso esprime la volont\u00e0 della Camera dei Comuni ed \u00e8 il Comitato della maggioranza parlamentare.<\/p><p>E il successo della Costituzione britannica, nata da una grande calma legislativa, da una elaborazione continua e graduale, da uno sviluppo storico lento e progressivo, che non si riscontra, in analoga misura, in nessun altro ordinamento giuridico, se non nel diritto romano e nel diritto canonico, \u00e8 dovuto, da un lato, a una situazione obiettiva ed ad un complesso di circostanze (il sistema dei due partiti, il modo di scrutinio, la mentalit\u00e0 britannica come riflesso di condizioni particolari, ecc.) che non esistono e non \u00e8 probabile si riproducano altrove, e, dall\u2019altro, all\u2019organizzazione e al funzionamento degl\u2019istituti, alla strettissima connessione degli organi sovrani tra loro.<\/p><p>Secondariamente, il Primo Ministro, che, fin dal tempo di Pitt, dirige il Governo, gode di una grande autorit\u00e0 e supera, forse, in potenza lo stesso Presidente americano, non per attributi e facolt\u00e0 che gli derivano da una norma scritta, da un paragrafo costituzionale, ma per essere egli il <em>leader<\/em> del partito di maggioranza alla Camera dei Comuni.<\/p><p>L\u2019evoluzione del parlamentarismo inglese pu\u00f2 riassumersi in questi termini: il potere passato dal re ai Comuni e, per una gran parte, dai Comuni al Gabinetto e dal Gabinetto al Primo Ministro, che \u00e8 il Capo effettivo, come dice Graik, per volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Ora, non bisogna illudersi. Non si creano, con formule giuridiche, condizioni obiettive che mancano, che sono di l\u00e0 da venire.<\/p><p>Il prestigio del Presidente del Consiglio, la stabilit\u00e0 ministeriale e l\u2019unit\u00e0 dell\u2019azione governativa sono problemi politici, problemi di maggioranze, dell\u2019esistenza dei grandi partiti organizzati.<\/p><p>Perci\u00f2 i procedimenti meccanici, adottati dalle Costituzioni europee dopo il 1918 per stabilizzare l\u2019esecutivo, hanno dato mediocrissimi frutti.<\/p><p>Non mi stendo nel formulare conclusioni e proposte precise. Esse si ricavano dalle premesse, dall\u2019esposizione critica sulla struttura del progetto nel suo insieme.<\/p><p>Noi, forse, non siamo ancora saliti ad un cos\u00ec alto grado di sviluppo, da istituire assemblee rappresentative, che parlino e agiscano, che decidano ed attuino le loro deliberazioni: che siano legislative ed esecutive ad un tempo, secondo la concezione democratica pi\u00f9 compiuta.<\/p><p>Ma dobbiamo tendere, con tutte le forze, a creare un ordinamento dello Stato, che non ponga barriere alla manifestazione e al trionfo della sovranit\u00e0 popolare, che assicuri la Nazione da sorprese spiacevoli e garantisca l\u2019esercizio dei diritti e il godimento delle libert\u00e0 riconquistati con tanta lotta, con tanto patimento, davvero con sudore di sangue.<\/p><p>La Costituzione, nata nel presente, dalle condizioni e dall\u2019esigenze del presente, deve vivere nell\u2019oggi, con gli occhi volti al futuro.<\/p><p>Anche senza retorica, si ricorda, di continuo, l\u2019eredit\u00e0 di gloria della nostra scienza giuridica e politica.<\/p><p>Siamo stati il serbatoio spirituale della terra: ma non possiamo vivere di rendita sul passato, n\u00e9 limitarci a custodire, come in un museo, il patrimonio che ci \u00e8 stato tramandato dai padri.<\/p><p>Quella ricchezza di pensiero e d\u2019istituti dobbiamo saperla accrescere, secondo il monito della parabola evangelica, dove si dice che il Maestro tolse i talenti all\u2019uomo timoroso e torpido che, per conservarli, li sotterr\u00f2, invece di farli fruttare.<\/p><p>Le nostre tradizioni c\u2019impongono un determinato metro e l\u2019altezza, come una legge necessaria, allo stesso modo che Odisseo poneva dinanzi ai pretendenti il suo arco smisurato.<\/p><p>Il nostro voto \u00e8 che l\u2019Assemblea riesca a foggiare un ordinamento dello Stato, adeguato ai tempi nuovi, rispondente ai bisogni che premono, conforme alla situazione storica concreta, un ordinamento profondamente e schiettamente democratico, che consenta, nella libert\u00e0, nella giustizia sociale, nel progresso, alla volont\u00e0 popolare di esprimersi e di concretarsi in atti, un ordinamento, che sia rappresentativo ed espressivo del nostro genio nazionale, della somma di vita vissuta dalla nostra gente, di quelle superiori apparizioni dell\u2019energia spirituale e morale che tante volte illuminarono il cielo tumultuoso della nostra storia. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazioni del Governo.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri. <\/em>Mi onoro informare l\u2019Assemblea che il Capo provvisorio dello Stato, con decreto in data 9 settembre 1947, ha, su mia proposta, incaricato il Ministro del tesoro. professore Gustavo Del Vecchio di reggere <em>per interim <\/em>il Ministero del bilancio durante la temporanea assenza dell\u2019onorevole professore Luigi Einaudi.<\/p><p>Con altro decreto in data 12 settembre 1947 il Capo provvisorio dello Stato ha nominato, su mia proposta, di concerto con il Ministro dell\u2019industria e del commercio, l\u2019onorevole avvocato professore Antonio Cavalli, deputato all\u2019Assemblea Costituente, Sottosegretario di Stato per l\u2019industria ed il commercio.<\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreta. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>\u00c8 inscritto a parlare l\u2019onorevole Di Gloria. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GLORIA. \u00c8 strano ma \u00e8 vero. L\u2019Assemblea Costituente solo da ieri ha iniziato i suoi lavori squisitamente, essenzialmente, prevalentemente costituzionali giacch\u00e9, come poco fa ne ha fatto cenno l\u2019onorevole Rubilli, la materia specifica del diritto costituzionale \u00e8 proprio tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019ordinamento dello Stato.<\/p><p>Dobbiamo riconoscere intanto che il Titolo I della parte II del Progetto di Costituzione, a parte alcune mende inevitabili, rivela pregi di indubbia modernit\u00e0 sia nello spirito che lo informa che nel suo contenuto. Riaffermata la necessit\u00e0 del sistema bicamerale per evitare risoluzioni affrettate e scarsamente riflettute e per una generica garanzia di equilibrio, esamineremo, sia pure brevemente, giacch\u00e9 questo solo ci interessa, la composizione della seconda Camera, il funzionamento di ambedue le Camere, il potere d\u2019iniziativa legislativa popolare ed il <em>referendum.<\/em><\/p><p>I giuristi pi\u00f9 aperti alle idee di democrazia hanno sempre cercato di evitare che la seconda Camera diventasse un ostacolo o un sostanziale rinnegamento delle forze rappresentative della Nazione espresse nella e dalla prima Camera. Per questa ragione i sistemi di nomina per diritto ereditario, quelli da parte del potere esecutivo e quello per cooptazione di corpi gi\u00e0 esistenti, sono stati giustamente esclusi giacch\u00e9 essi avrebbero posto accanto al primo consesso, espressione di forze reali, un consesso di uomini retrivi o comunque scarsamente rappresentativi.<\/p><p>I sistemi di elezione della seconda Camera, quelli pi\u00f9 idonei a favorire la formazione di organi rappresentativi, sono dunque quelli per suffragio popolare o quelli fondati sul criterio di scelta di speciali commissioni la cui composizione ci riporta indirettamente al suffragio popolare.<\/p><p>Per la elezione del Senato il nostro progetto di Costituzione segue tutt\u2019e due i criteri: un terzo del Senato infatti dovrebbe essere eletto dai Consigli regionali e due terzi per suffragio universale. Nel primo caso si ha un suffragio popolare indiretto o mediato; nel secondo caso un suffragio popolare diretto od immediato.<\/p><p>Noi siamo d\u2019avviso che anche la seconda Camera, tutta quanta, debba essere eletta a suffragio universale.<\/p><p>Qualcuno pu\u00f2 pensare che in tal modo si darebbe vita ad un doppione, ad un <em>bis in idem<\/em> della prima Camera; ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 vero in quanto che le due Camere, se uguali risultassero per il modo della loro elezione, molto diverse risulterebbero nella loro composizione, dati i particolari e speciali requisiti richiesti per diventare deputati o senatori. Non \u00e8 il sistema di elezione in s\u00e9 e per s\u00e9 che d\u00e0 il tono ad un consesso, quanto la sua intima composizione. \u00c8 chiaro che se nella prima Camera prevarr\u00e0 il criterio puramente politico della rappresentanza popolare, nella seconda Camera accanto a tale criterio politico dovr\u00e0 esserci concomitante o prevalente anche il criterio della competenza.<\/p><p>Senza voler fare del Senato una completa gerontocrazia o una vera accademia di scienziati, di letterati e di giuristi \u00e8 necessario quindi che in esso, in linea di massima, prevalga il criterio della competenza non disgiunto da quello politico della rappresentanza popolare. Se renderemo elettivo il Senato in base a suffragio universale, costringeremo anche i cittadini competenti nelle varie branche dell\u2019attivit\u00e0 tecnica, scientifica ed artistica ad occuparsi di politica e a prendere dimestichezza con la politica stessa. Non avremo cio\u00e8 degli uomini politici incompetenti, n\u00e9 degli uomini competenti negati alla politica. Non avremo i difetti del corporativismo n\u00e9 saranno offesi i princip\u00ee della rappresentanza popolare. In tal modo, quindi, rappresentativit\u00e0 e competenza andranno unite per il maggiore decoro e per la vera affermazione della democrazia in Italia.<\/p><p>Se il metodo da seguire per la elezione della seconda Camera dovesse essere, come a nostro avviso sarebbe opportuno, il suffragio popolare diretto, si potrebbe fare una eccezione in base a disposizioni transitorie, solo per quei deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano l\u2019anzianit\u00e0 di almeno tre legislature. Essi potrebbero far parte <em>de jure<\/em> del nostro Senato in seguito a nomina ufficiale da parte del Capo dello Stato. Ebbene, noi pensiamo, che certi uomini, qui presenti, rovinati nella loro onesta carriera politica dalla triste e trista parentesi incostituzionale del fascismo, possano vedere riconosciuta la loro fedelt\u00e0 all\u2019ordine e al progresso costituzionale venendo a far parte di diritto del nostro primo libero Senato elettivo.<\/p><p>D\u2019altra parte questi egregi colleghi, forti della loro esperienza parlamentare, farebbero scuola ai nuovi, a quelli futuri, e renderebbero il consesso senatoriale pi\u00f9 autorevole e meglio rispondente ai bisogni della Nazione.<\/p><p>Fino da ora facciamo questa raccomandazione, sicuri che se ne terr\u00e0 conto anche se essa turba la rigida consequenzialit\u00e0 dei princip\u00ee giuridici che abbiamo detto di seguire. L\u2019articolo 68 riconosce anche al popolo il potere di iniziativa legislativa.<\/p><p>Non si pu\u00f2 essere contrari, in linea di massima, a tale articolo; per\u00f2 conviene sottolineare, sia pure per incidenza, che il potere di iniziativa legislativa popolare pu\u00f2 essere un\u2019arma pericolosa, se si tiene conto della scarsa maturit\u00e0 politica del nostro popolo e della scarsissima tradizione costituzionale del medesimo.<\/p><p>Un <em>referendum<\/em> abrogativo, se si vuole, \u00e8 pi\u00f9 consigliabile del potere di iniziativa legislativa popolare, se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che \u00e8 molto facile individuare gli errori compiuti e distruggere il mal fatto, specialmente quando le conseguenze dell\u2019errore sono cadute sulle nostre spalle, e che \u00e8 molto difficile sostituire ad essi e ad esso qualcosa di meglio e di bene architettato.<\/p><p>Ma se il <em>referendum<\/em> abrogativo \u00e8 comunque preferibile al potere di iniziativa legislativa popolare, noi siamo del parere di non seguire il sistema svizzero in materia di conflitto tra le due Camere ma piuttosto quello francese. Anzich\u00e9 ricorrere al <em>referendum<\/em>, con tutta la perdita di tempo inevitabile perch\u00e9 necessaria, sul disegno di legge non approvato da una Camera, sarebbe meglio risolvere i conflitti deferendoli all\u2019Assemblea nazionale, ossia al Parlamento che funziona a Camere riunite.<\/p><p>La nuova maggioranza, formata da senatori e deputati, sarebbe decisiva per la formazione o meno della legge, in caso di controversia, ed il popolo non patirebbe nessun affronto ai suoi diritti originari essendo l\u2019Assemblea nazionale rappresentativa di tutto il popolo. Non si avrebbe, seguendo questo sistema, nessuna interruzione nella vita dello Stato e le due Camere eviterebbero in un certo qual modo una loro <em>diminutio capitis<\/em> o una loro, sia pure relativa, <em>vacatio operis.<\/em> Un\u2019ultima osservazione sulla seconda Camera.<\/p><p>L\u2019articolo 55 dice che la Camera dei senatori \u00e8 eletta a base regionale e che ogni Regione avr\u00e0 il suo numero fisso di senatori. Che la seconda Camera sia composta di rappresentanti di singole Regioni \u00e8 un bene perch\u00e9 ognuno di essi porter\u00e0 una visione concreta dei problemi locali pur mantenendo vivi ed operosi i rapporti tra Regione e Stato. I senatori, e qui soccorre il criterio della competenza, dovranno ricondurre nei limiti di una benintesa autonomia la vita delle Regioni, impedendo che esse, attraverso organi meno competenti ed affetti da troppo particolarismo, confondano autonomia con autosufficienza, con grave pericolo per la vita intera della Nazione.<\/p><p>In altre parole, i senatori, questi rappresentanti delle singole Regioni in seno alla seconda Camera, dovranno con la loro azione legislativa provvedere a moderare gli impulsi autarchici di certe Regioni per la salvezza e la tutela degli interessi generali del Paese.<\/p><p>In conclusione, noi affermiamo i seguenti punti: 1\u00b0) necessit\u00e0 di ammettere a far parte di diritto del nuovo Senato i deputati all\u2019Assemblea Costituente, che abbiano l\u2019anzianit\u00e0 di almeno tre legislature; 2\u00b0) demandare all\u2019Assemblea Nazionale i conflitti delle due Camere su disegni di legge non approvati; 3\u00b0) elezioni per suffragio universale diretto di tutto il Senato, eccezion fatta per quei deputati all\u2019Assemblea Costituente che abbiano almeno tre legislature, i quali vi dovrebbero far parte di diritto in base a disposizioni transitorie; 4\u00b0) porre maggiori misure limitative al diritto di <em>referendum<\/em> e di iniziativa legislativa popolare in conformit\u00e0 di quanto abbiamo osservato precedentemente.<\/p><p>Due parole anche sul Capo dello Stato e sul Governo.<\/p><p>Se in fatto di conflitti tra le due Camere il progetto di Costituzione ha seguito il sistema svizzero, in fatto di elezione del Capo dello Stato, in merito alle sue attribuzioni e ai suoi poteri, ha seguito invece il sistema francese con il quale, in definitiva, si \u00e8 sostituito ad un monarca ereditario un monarca temporaneo ed elettivo, con scarsa influenza nella vita politica del Paese.<\/p><p>Senza desiderare una repubblica di tipo presidenziale per lo strapotere che in essa ha il Presidente \u2013 basti pensare alla pericolosa arma del veto sulle leggi del Parlamento \u2013 preferiremmo tuttavia che l\u2019elezione del Capo dello Stato avvenisse per suffragio popolare, dal che gliene deriverebbe maggiore autonomia e saldezza di potere. Se il Presidente della Repubblica viene eletto dall\u2019Assemblea Nazionale, esso sar\u00e0 molto facilmente la diretta emanazione delle forze politiche espresse da essa; se invece fosse eletto dal popolo, il Presidente potrebbe anche essere l\u2019espressione di una minoranza.<\/p><p>Certo, se tutto viene visto secondo la visuale ristretta dell\u2019interesse dei partiti, \u00e8 pi\u00f9 giusto che il Capo dello Stato sia eletto dall\u2019Assemblea Nazionale; ma se si considera che il Capo dello Stato deve essere al di sopra dei partiti per rappresentare tutto il popolo, non vi sarebbe niente di male se ad esercitare tale funzione superiore fosse chiamato anche un uomo di forze politiche minoritarie.<\/p><p>Pu\u00f2 darsi anzi che sia pi\u00f9 facilmente imparziale un uomo non sostenuto da grandi forze politiche, che non l\u2019uomo spalleggiato da un grande partito del quale non potrebbe non sentire la pressione.<\/p><p>In quanto al Governo, pur essendo contrari all\u2019eccessiva forza di ogni esecutivo, riaffermiamo la necessit\u00e0 della piena efficienza della macchina statale. Se un Governo democratico non sa mettere in atto quanto si stabilisce per il bene del Paese e non sa incutere rispetto ed obbedienza alla volont\u00e0 della legge, esso si dimostra il migliore alleato della dittatura: i veri nemici della libert\u00e0 sono sia quelli che la negano per principio, sia quelli che non la sanno difendere, o non se ne vogliono servire per attuare una maggiore giustizia sociale.<\/p><p>Il potere esecutivo, ben precisato nei suoi compiti e nei suoi limiti, deve essere un fattore sussidiario di libert\u00e0. Possa il Governo di domani essere il fedele interprete della volont\u00e0 della Nazione solennemente espressa dalle leggi del Parlamento.<\/p><p>E con questo augurio ho finito le mie osservazioni. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presenti gli onorevoli Cevolotto, Nobili Tito Oro, Calosso, Mazzei, Bozzi, Riccio, Terranova, Covelli, Cortese, Bovetti, si intende che abbiano rinunziato a parlare.<\/p><p>Dato il grande numero degli assenti, bisogna concludere che questa \u00e8 proprio una settimana di faticoso avviamento. E dire che non vi dovrebbe essere altro impegno per noi se non quello di venire all\u2019Assemblea! (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto sul disegno di legge: Accordi commerciali e di pagamento stipulati in Roma fra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945.<\/p><p>Presenti e votanti \u00a0\u00a0\u00a0 290<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 146<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 286<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belottl \u2013 Bencivenga \u2013 Bennani \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bocconi \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caldera \u2013 Calosso \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carmagnola \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavallari \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiaramello \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cosattini \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Filpo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armarido \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Filippini \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacini \u2013_ Jacometti.<\/p><p>Labriola \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira <em>\u2013<\/em> La Rocca \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Lombardi Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lussu.<\/p><p>Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino-Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montemartini \u2013 Monticelli \u2013 Montini. \u2013 Morandi \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Oro \u2013 Numeroso.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pallastrelli \u2013 Paratore \u00a0\u2013 Paris \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pieri Gino \u2013 Pignatari \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pressinotti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruggiero Carlo \u2013 Ruini \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Salerno \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Secchia \u2013 Sereni \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Adonnino.<\/p><p>Badini Confalonieri \u2013 Baracco \u2013 Bastianetto \u2013 Bertola.<\/p><p>Canepa \u2013 Caso \u2013 Castiglia \u2013 Cingolani Guidi Angela \u2013 Colonnetti \u2013 Cotellessa.<\/p><p>Foa.<\/p><p>Geuna \u2013 Giannini.<\/p><p>La Gravinese Nicola \u2013 La Malfa.<\/p><p>Macrelli \u2013 Morelli Luigi.<\/p><p>Paolucci \u2013 Parri \u2013 Pera \u2013 Perrone Capano.<\/p><p>Quarello.<\/p><p>Restagno.<\/p><p>Segala \u2013 Storchi.<\/p><p>Tumminelli.<\/p><p>Zerbi.<\/p><p>Annunzio di trasformazione di una interpellanza in mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea che, sciogliendo la riserva con cui l\u2019onorevole Togliatti aveva accompagnato l\u2019altro giorno il suo annuncio di trasformare eventualmente la sua interpellanza al Governo sulla politica interna, in mozione, l\u2019onorevole Togliatti ha appunto provveduto a questa trasformazione. Il testo della mozione, che reca oltre quella dell\u2019onorevole Togliatti, le firme degli onorevoli Scoccimarro, Longo, D\u2019Onofrio, Secchia, Novella, Rossi Maria, Laconi, \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte alle misure delle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza e prefettizie che limitano la libert\u00e0 di propaganda e agitazione, e le libert\u00e0 democratiche in generale, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno\u00bb.<\/p><p>La discussione di questa mozione sar\u00e0 abbinata, avendolo il Governo consentito, con quella dell\u2019onorevole Nenni, sottoscritta anche da altri deputati, gi\u00e0 fissata per la seduta pomeridiana di marted\u00ec prossimo 23 settembre.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che domani, sabato, vi sar\u00e0 seduta alle 10, per il seguito della discussione sulle norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali.<\/p><p>Ho pensato che fosse pi\u00f9 opportuno non porre all\u2019ordine del giorno le interrogazioni, perch\u00e9 in tal modo c\u2019\u00e8 molta probabilit\u00e0 che si possa concludere domani stesso la discussione sopra questo disegno di legge. Avremo cos\u00ec la prossima settimana tutta libera per portare innanzi rapidamente la discussione sul progetto di Costituzione.<\/p><p>Interpellanza con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. E stata presentata la seguente interpellanza, con richiesta di svolgimento urgente:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interpellare il Ministro dei trasporti, per conoscere a quali criteri di amministrazione o politici si \u00e8 inspirato per disporre:<\/p><p>1\u00b0) che il premio cosiddetto di ricostruzione fosse assegnato solo al sette per cento degli agenti e del perch\u00e9, nella scelta di tale sette per cento, siano stati preferiti quasi tutti i funzionari di categoria <em>A<\/em>, alla quale categoria appartiene questo Ministro quale capo servizio della trazione, con la conseguente esclusione di quasi tutto il personale esecutivo. E del perch\u00e9 nella scelta dei funzionari premiati vi siano stati molti che erano rimasti fuori servizio per epurazione e che quindi non avevano contribuito in alcun modo alla ricostruzione delle ferrovie;<\/p><p>2\u00b0) che venisse assegnata una indennit\u00e0 di carica da un minimo di lire 4000 a un massimo di lire 18.000 solo ai funzionari di gruppo <em>A<\/em> per modo che si \u00e8 determinata una forte disparit\u00e0 fra gli stipendi dei gradi alti e dei gradi medi e minimi;<\/p><p>3\u00b0) che al grado 6\u00b0 delle categorie <em>B<\/em> e <em>C <\/em>fossero promossi agenti che fino al 25 luglio 1943 erano in servizio permanente di milizia; che nel febbraio 1944 erano stati epurati e che avendo ripreso servizio alla fine dell\u2019anno 1946 si sono visti promossi \u00abper merito\u00bb con decorrenza primo gennaio 1946.<\/p><p>\u00abRileva l\u2019interpellante che tali ingiusti provvedimenti hanno creato un grande fermento fra tutto il personale ferroviario con grave danno dell\u2019Amministrazione e del servizio che deve farsi risalire ad esso Ministro per l\u2019emissione dei provvedimenti suelencati.<\/p><p>\u00abSansone\u00bb.<\/p><p>Comunicher\u00f2 al Ministro dei trasporti questa interpellanza, sollecitando una risposta.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) i motivi che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio di amministrazione degli Ospedali di Perugia;<\/p><p>2\u00b0) le ragioni per le quali il decreto di scioglimento, emesso in data 12 luglio 1947, \u00e8 stato, dal prefetto di Perugia, comunicato, al Presidente del predetto Consiglio, soltanto un mese dopo la sua emissione, e cio\u00e8 l\u201911 di agosto;<\/p><p>3\u00b0) se, dalle varie inchieste compiute, sono emersi, a carico degli amministratori, elementi di accusa e di colpa che giustificassero il provvedimento;<\/p><p>4\u00b0) se non ritenga necessario ed urgente, nell\u2019interesse della verit\u00e0, della moralit\u00e0 pubblica e della giustizia, di dare pubblicit\u00e0 ai risultati delle inchieste gi\u00e0 da tempo effettuate.<\/p><p>\u00abVernocchi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere quale conto ha tenuto dei consigli dati da alcuni oratori alla Costituente, in ordine ai pericoli per il carattere nazionale che nascono dall\u2019eccesso dei programmi scolastici in et\u00e0 giovanile, e all\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019esame di Stato, in cui il giovane deve esporre un\u2019enciclopedia del sapere umano di fronte ad esaminatori a lui ignoti.<\/p><p>\u00abE in base a quali criteri educativi abbia esautorato gli esaminatori di Stato del liceo di Acireale, inviando illegalmente un ispettore ad annullare certi rigorosi giudizi da loro coscienziosamente dati in applicazione dei regolamenti ministeriali sull\u2019esame di Stato.<\/p><p>\u00abCalosso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere quando avranno inizio i lavori per la ricostruzione dei ponti sul fiume Tanaro in regione Rocca di Arazzo e Motta di Costigliole d\u2019Asti, essendo dette opere assolutamente necessarie per il transito e il commercio di quelle operose e numerose popolazioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del tesoro, per sapere quali provvedimenti intendano prendere in merito ai problemi assistenziali presentati dall\u2019Unione italiana dei ciechi e in modo speciale in merito alla richiesta di un assegno continuativo, che valga ad assicurare la soddisfazione dei bisogni pi\u00f9 urgenti. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abAbozzi, Mastino Pietro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se non creda opportuno e giusto costituire presso ciascun Tribunale commissioni che determinino l\u2019ammontare dell\u2019equo canone in materia di affitti di fabbricati, analogamente al provvedimento in materia di fondi rustici, di cui al decreto legislativo 1\u00b0 aprile 1947, n. 277. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abAbozzi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non ritenga utile e possibile disporre l\u2019istituzione di una manifattura tabacchi a Piacenza.<\/p><p>\u00abIn questa citt\u00e0 gi\u00e0 esiste un grande magazzino per tabacchi grezzi, occupante una area di circa 40.000 metri quadrati con sei capannoni e locali per gli uffici e l\u2019alloggio del dirigente.<\/p><p>\u00abBen potrebbe, detto magazzino (attualmente adibito esclusivamente alla conservazione e stagionatura dei tabacchi grezzi e la cui area, oltre ad essere suscettibile d\u2019ampliamento, \u00e8 pure raccordata alla ferrovia dello Stato), esser suscettibile di trasformazione in manifattura vera e propria, tenendosi presente che, ante guerra, esisteva gi\u00e0 un impianto per l\u2019estrazione e la lavorazione dei sughi di nicotina: impianto che non sembra si voglia pi\u00f9 mettere in efficienza.<\/p><p>\u00abVa ricordato che la campagna piacentina e delle vicine provincie (specie quella dell\u2019Oltre Po pavese) \u00e8 produttrice di ottima qualit\u00e0 di tabacchi, e che il clima di questa regione \u00e8 estremamente favorevole per la stagionatura e lavorazione del tabacco.<\/p><p>\u00abUna iniziativa del genere, infine, riuscirebbe quanto mai opportuna per il sollievo della disoccupazione, specie femminile, in una citt\u00e0 in cui, per molte e gi\u00e0 note ragioni, la disoccupazione costituisce un male grave e allarmante. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abArata\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri dell\u2019industria e commercio e del lavoro e previdenza sociale, per sapere se non ritengano necessario intervenire, con adeguati provvedimenti, a favore di quella vasta categoria di lavoratori messi a riposo, per limite di et\u00e0, col sistema della liquidazione in base ai fondi di previdenza istituiti presso le aziende dove avevano prestato la loro opera.<\/p><p>\u00abIl capitale loro corrisposto, e che era formato da trattenute effettuate sugli stipendi di anteguerra, \u00e8 sfumato quasi subito, ed oggi questi disgraziati sono ridotti all\u2019indigenza pi\u00f9 penosa.<\/p><p>\u00abPer un elementare dovere di giustizia e di assistenza sembra pi\u00f9 che mai indispensabile porre un qualche rimedio a cos\u00ec dolorosa condizione di lavoratori, alcuni dei quali hanno speso una vita intera per il lavoro e per la societ\u00e0. Una forma d\u2019intervento che non costituirebbe alcun rilevante aggravio per lo Stato, potrebbe consistere nell\u2019istituzione obbligatoria, presso le ditte ed enti interessati, di un fondo di assistenza sul quale dovrebbero essere erogati ai vecchi dipendenti licenziati per limite d\u2019et\u00e0 congrui assegni mensili o annuali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abArata\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.25.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p><em>Seguito della discussione sul disegno di legge:<\/em><\/p><p>Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e revisione annuale delle liste elettorali.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXVI. SEDUTA DI VENERD\u00cc 12 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Sul processo verbale: Foresi Congedi: Presidente Votazione segreta sul disegno di legge: Approvazione degli Accordi commerciali e di pagamento stipulati a Roma, tra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945: Presidente Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2131,2364,2181,2220,2265,2196","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2096","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2096","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2096"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2096\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6728,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2096\/revisions\/6728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2096"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}