{"id":2087,"date":"2023-09-17T11:26:11","date_gmt":"2023-09-17T09:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2087"},"modified":"2023-10-21T21:07:11","modified_gmt":"2023-10-21T19:07:11","slug":"mercoledi-10-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2087","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 10 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2087\" class=\"elementor elementor-2087\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-87a9ffb elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"87a9ffb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a7743fa\" data-id=\"a7743fa\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e823399 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"e823399\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470910_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5fb11a2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5fb11a2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXIII.<\/p><p>SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 10 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Commemorazioni:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Castelli Avolio<\/p><p>Persico<\/p><p>Cianca<\/p><p>Rodi<\/p><p>Crispo<\/p><p>Corbi<\/p><p>Targetti<\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri <\/em><\/p><p>Chiostergi<\/p><p>Cifaldi<\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Messaggio del Presidente del Praesidium del Soviet Supremo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Per le dimissioni presentate dall\u2019onorevole Orlando:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Per la pubblicazione dei resoconti stenografici dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Crispo<\/p><p>Preziosi<\/p><p><strong>Per la discussione di una mozione e di una interpellanza:<\/strong><\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Nenni<\/p><p>Presidente<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Capua<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Togliatti<\/p><p><strong>Risposta ad una interrogazione:<\/strong><\/p><p>Faralli<\/p><p>Cappa, <em>Ministro della marina mercantile<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta precedente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Commemorazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Non ancora si \u00e8 spenta in quest\u2019Aula l\u2019eco delle parole con cui ieri si era espresso il comune profondo commosso cordoglio dell\u2019Assemblea per la morte improvvisa di due nostri valenti colleghi, che una nuova notizia di lutto ci sorprende e ci rattrista.<\/p><p>Stamane, alle prime luci, lontano dalla famiglia, dalla sua citt\u00e0 natale e da quella di elezione, lontano dall\u2019Italia, a Losanna, \u00e8 morto l\u2019onorevole Carlo Bassano, per subita crisi di <em>angina pectoris.<\/em> Lo aveva recato laggi\u00f9 quel mai raffrenato amore di pace fra i popoli che, in vita, lo spingeva sempre a volgersi con simpatia verso ogni iniziativa che facesse appello ai sensi di fraternit\u00e0 spirituale e di solidariet\u00e0 fra gli uomini. Egli aveva voluto infatti rendersi conto di persona del valore e degli intendimenti del Convegno che in questi giorni raggruppa a Gstaad rappresentanti delle varie correnti del federalismo europeo. Forse la fatica del viaggio apr\u00ec pi\u00f9 facile il varco al malore letale; certo la fibra, gi\u00e0 cos\u00ec robusta, accusava da qualche tempo le conseguenze delle fatiche e delle profonde emozioni che l\u2019onorevole Bassano aveva lietamente incontrate nella sua tenace opposizione al fascismo e nella lotta coraggiosa che aveva condotto contro l\u2019oppressione tedesca.<\/p><p>Tutti coloro che qui, in Roma, sono stati in quel tempo attivi sul fronte della liberazione possono dirci di lui ben pi\u00f9 di quanto occorra per celebrarlo fra i pi\u00f9 degni di onoranza e di ricordo. E meritatamente, fino dal primo tempo del riscatto di Roma dalla occupazione nemica, fu chiamato a posti di alta responsabilit\u00e0 nel Governo e nella pubblica amministrazione.<\/p><p>Deputato all\u2019Assemblea Costituente per il collegio di Aquila, noi abbiamo udito frequentemente la sua serena voce pacata parlarci con dottrina dei nostri problemi costituzionali. Ma questa voce si lev\u00f2 invece fremente ed appassionata quando la ratifica delle condizioni di pace propose recentemente all\u2019Assemblea un compito di tragica ma irrinunciabile responsabilit\u00e0.<\/p><p>Cos\u00ec, tra l\u2019affetto per le pi\u00f9 larghe masse del nostro popolo e la dedizione alla Patria, Carlo Bassano \u00e8 trascorso, recandoci al di sopra del lungo abisso della nostra rovina nazionale un vivido insegnamento di tenace fedelt\u00e0 agli alti ideali cui si era consacrato. (<em>Segni di generale consenso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. La commozione per la perdita improvvisa, inaspettata, dell\u2019amico fraterno mi impedisce di commemorato degnamente. Ma io voglio ricordare qui quest\u2019uomo buono, pacato, tranquillo, affabile, cortese con tutti, ma che, proprio per questi suoi caratteri, pochi conoscevano, se non ne avevano la consuetudine di lunghi anni, nella fermezza delle sue idee, nella dedizione completa al suo ideale.<\/p><p>Giovanissimo, nato da una famiglia ricca di censo e di nobile prosapia, Egli si era iscritto a militare in quei partiti radicale e della democrazia sociale che allora rappresentavano le correnti estremiste; e parve quasi in quell\u2019ambiente un reprobo.<\/p><p>Ed egli fin da allora tenacemente sostenne le sue idee, perch\u00e9 la sua mente lo portava ad una visione democratica della vita sociale italiana. E quando, dopo la guerra, alla quale partecip\u00f2 sebbene un difetto della vista gli avrebbe permesso di non entrare nella battaglia, venne il fascismo, Carlo Bassano, con la stessa tranquillit\u00e0 con cui aveva aderito alle idee democratiche, mantenne fermo il suo punto, non si iscrisse n\u00e9 a sindacati n\u00e9 al partito; e, quando pot\u00e9 e come pot\u00e9, sempre manifest\u00f2 la sua fede antifascista con coraggio sereno.<\/p><p>Quando venne il momento della cospirazione, quando i tedeschi occuparono Roma, quando cominciarono le segrete adunanze dei comitati antifascisti, la casa di Carlo Bassano fu il punto di ritrovo di tutti questi comitati. Quando non si sapeva dove riunirci, dove andiamo? ci si chiedeva: andiamo da Bassano. Bassano accoglieva tutti con quella semplicit\u00e0 che gli era propria. Una volta erano radunati tre comitati in casa di Bassano con tale manifesta imprudenza che non so come non ne siano venuti tristi effetti. Vennero i repubblichini a domandare dove era Carlo Bassano; furono fatti sparire immediatamente i segni delle adunanze e ci nascondemmo come potemmo. Fortunatamente la polizia non insistette e se ne and\u00f2, altrimenti avrebbe fatto una retata clamorosa.<\/p><p>Poi, quando vennero i nazisti a cercarlo, perch\u00e9 troppo imprudente era questo suo contegno, per un favore del destino egli non era in casa e pot\u00e9 essere avvertito; e si allontan\u00f2 allora e continu\u00f2 la sua azione con la stessa tranquillit\u00e0 coraggiosa, con la stessa calma imperturbabile, come se nulla fosse successo, con un coraggio tanto aperto e spontaneo che non parve nemmeno coraggio e che pochi conobbero o riconobbero. Perci\u00f2, quando venne la liberazione, non sembr\u00f2 a nessuno illogico che Bassano, avvocato di valore, che esercitava con fortuna presso la Cassazione civile, fosse chiamato al Sottosegretariato del Ministero della giustizia e poi al Sottosegretariato per la marina e poi ancora alla carica di prefetto di Roma, che egli tenne con una equanimit\u00e0, con una imparzialit\u00e0, con una tolleranza, ma allo stesso tempo con un vigore di azione, che gli valsero il rispetto e la considerazione di tutti.<\/p><p>Egli non aveva nemici; aveva forse degli avversari; aveva amici dappertutto, perch\u00e9 tutti sapevano quanto era buono, quanto era onesto.<\/p><p>Noi lo abbiamo avuto compagno, lo abbiamo avuto segretario generale del nostro partito e lo abbiamo apprezzato perch\u00e9 in tutto, nei consensi e nei dissensi, che egli manteneva sempre in una linea aderente alla disciplina di partito, era cos\u00ec leale, cos\u00ec aperto, cos\u00ec sincero, che non poteva non cattivarsi l\u2019amicizia di chi lo avvicinava e anche di chi lo contrastava.<\/p><p>Oggi, noi, purtroppo, qui lo commemoriamo; e resta in noi soltanto, col grande dolore, il rammarico per la sua scomparsa, e resta una cara memoria che ci servir\u00e0 di esempio, di monito e di sprone nelle battaglie di domani. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CASTELLI AVOLIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CASTELLI AVOLIO. A nome del Gruppo parlamentare della Democrazia cristiana, quale deputato del collegio d\u2019Abruzzo e a nome mio personale, mi associo alle nobili parole pronunziate dall\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea e dall\u2019onorevole Cevolotto per esprimere il cordoglio di noi tutti per l\u2019immatura morte dell\u2019onorevole Carlo Bassano.<\/p><p>Carlo Bassano ha sempre portato, in tutte le manifestazioni della sua vita operosa, nella esplicazione della sua attivit\u00e0 professionale \u2013 egli era valente avvocato \u2013 nelle stesse lotte politiche da lui sostenute, quell\u2019equilibrio e quella obiettivit\u00e0 che gli provenivano dal suo sentimento profondamente e sinceramente democratico, disposato ad una innata, squisita signorilit\u00e0.<\/p><p>Queste doti del suo carattere, del suo animo, unite ad un ingegno non comune, gli permisero di servire fedelmente e, aggiungo, utilmente il Paese e, nello stesso tempo, le idee politiche che egli professava, dapprima, come ha ricordato test\u00e9 l\u2019onorevole Cevolotto, quale Sottosegretario di Stato per la giustizia nel primo Gabinetto Bonomi, poi quale Sottosegretario per la marina nel secondo Gabinetto dello stesso onorevole Bonomi, poi quale prefetto di Roma in un periodo veramente difficile e, infine, quale segretario generale del Partito democratico del lavoro.<\/p><p>Non \u00e8 questo il momento, onorevoli colleghi, di soffermarci sull\u2019opera compiuta da Carlo Bassano. In quest\u2019ora, in cui noi tutti siamo pervasi da mestizia profonda per la dipartita del collega, avvenuta in terra lontana, fuori dei confini d\u2019Italia, nell\u2019esplicazione di un\u2019attivit\u00e0 che strettamente si ricongiunge al mandato parlamentare, giungano alla sua Famiglia, cos\u00ec duramente provata, l\u2019espressione del nostro cordoglio e i sentimenti della solidariet\u00e0 che noi prendiamo al suo grande dolore. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi! Non mi riesce possibile, in questo momento, commemorare Carlo Bassano. A suo tempo dovremo fare una degna commemorazione di questo nostro collega. Oggi il mio animo \u00e8 percosso da un\u2019angoscia indicibile: \u00e8 un amico fraterno che sparisce, un amico buono, leale, intelligente.<\/p><p>Egli aveva una sua cifra: la lealt\u00e0 e la signorilit\u00e0. Profondamente democratico, e non in contradizione con la nobilt\u00e0 del suo lignaggio, egli ha sempre difeso la causa della libert\u00e0. Nelle ore oscure si \u00e8 esposto in prima linea, senza temere i pericoli. Venuta la sua ora, ha assunto responsabilit\u00e0 di Governo con coscienza e dignit\u00e0; ha tenuto alti uffici facendo valere, per il valore della sua persona, la carica che ricopriva.<\/p><p>Entrato in quest\u2019Aula, ha portato sempre la sua serena parola, efficace, suadente, precisa, dimostrando doti non comuni di uomo di Governo e di parlamentare illustre.<\/p><p>Egli lascia in noi un ricordo incancellabile ed imperituro.<\/p><p>Vadano alla sua memoria il reverente cordoglio e il commosso saluto della nostra Assemblea. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Mi associo con sincero dolore alla commemorazione del collega Carlo Bassano. Ricordo di aver conosciuto Carlo Bassano negli anni della lontana comune giovinezza nel suo Abruzzo nativo. Fui poi sempre legato a lui da un sentimento di sincera amicizia, perch\u00e9 in lui riconobbi ed apprezzai un combattente fedele e strenuo della causa antifascista, un uomo il quale nascondeva, sotto la sua gentilezza quel coraggio fermo che \u00e8 stato poc\u2019anzi ricordato dal collega Cevolotto.<\/p><p>Il Presidente ha giustamente detto che Carlo Bassano \u00e8 morto sul campo del dovere. Inchiniamoci alla memoria di Carlo Bassano perch\u00e9 Egli ci lascia non soltanto un vivo ricordo ma anche un nobilissimo esempio. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. A nome del Gruppo parlamentare qualunquista, mi associo alla manifestazione di cordoglio per la scomparsa dell\u2019onorevole Carlo Bastano. Sono stato dolorosamente colpito dalla notizia, anche perch\u00e9 l\u2019onorevole Bassano, uomo affabilissimo, mi aveva onorato della sua amicizia e, nei corridoi di Montecitorio, mi aveva parlato a lungo dei doveri del cittadino italiano.<\/p><p>Io desidero, per maggiormente onorare la sua memoria, promettere a me stesso di seguire i suoi consigli e i suoi insegnamenti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Il Gruppo liberale si associa alla rievocazione di Carlo Bassano, ed a me rincresce vivamente di non poterne parlare come converrebbe ne parlassi, perch\u00e9 purtroppo non ebbi la ventura di alcuna consuetudine con lui. Intendo, non di meno, ricordare il tratto che pi\u00f9 mi colp\u00ec nei brevi, rapidi conversari che ebbi con lui: la nota della sua signorilit\u00e0: che non voleva essere gi\u00e0 l\u2019espressione di una sdegnosa individualit\u00e0 aristocratica, ma che era piuttosto come il riflesso di una squisita spiritualit\u00e0 che si effondeva in sorrisi di indulgenza e in espressioni di bont\u00e0.<\/p><p>E questo ricordo che \u00e8 vivo in me mi piace ora di rievocare come il miglior tributo che si possa rendere alla memoria di Carlo Bassano. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CORBI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBI. Mi riesce difficile e doloroso il dover parlare commemorando il collega Bassano, per due ragioni: in primo luogo, perch\u00e9 ad esso io era legato da vincoli di sincera, profonda amicizia; in secondo luogo, perch\u00e9 io e tutti gli altri colleghi che qui hanno l\u2019onore di rappresentare la mia regione, l\u2019Abruzzo, contavamo sul collega Bassano come su un uomo il quale, per il suo passato, per le sue doti d\u2019ingegno, per la sua squisita sensibilit\u00e0 fatta di umanit\u00e0 vissuta e sofferta, era un uomo il quale alla nostra regione avrebbe potuto dare, e certamente avrebbe dato, ancora la parte migliore di se stesso, tutte le sue energie. Era un uomo, in altri termini, sul quale l\u2019Abruzzo poteva contare per poter pi\u00f9 facilmente ricostruire le proprie citt\u00e0, i propri villaggi, per avviare le sue popolazioni ad una vita pi\u00f9 degna di essere vissuta.<\/p><p>Con Carlo Bassano \u00e8 scomparsa una delle pi\u00f9 belle figure che questa Aula abbia conosciuto; ed \u00e8 certo che con Carlo Bassano \u00e8 scomparso uno degli uomini pi\u00f9 stimati e pi\u00f9 cari a tutti gli abruzzesi sinceramente devoti alla libert\u00e0 e alla causa della democrazia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Poich\u00e9 la parola del nostro Presidente, come quella, dei colleghi che lo hanno seguito, ha fatto rivivere l\u2019onorevole Bassano quale egli fu, senza che occorresse, per rendergli onore, innalzarne o abbellirne la figura, perch\u00e9 egli fu quale \u00e8 stato rievocato, noi socialisti ci associamo sinceramente al lutto per la sua dipartita.<\/p><p>Egli non militava certamente fra noi; ma noi lo abbiamo sentito a noi molto vicino. Si sapeva che egli aveva operato fervidamente, lottato, rischiato, per la riconquista della libert\u00e0, che \u00e8 pregiudiziale alla conquista di qualsiasi altro bene politico o sociale. Egli era un signore, nel pensiero, nel sentimento, nei modi; egli sapeva unire alla fermezza e alla fierezza del carattere, alla sincerit\u00e0 e alla tenacia delle proprie idee, la tolleranza verso idee opposte. Nei contrasti che, per quanto buon volere si metta per evitare ogni asprezza, nei nostri contrasti che fatalmente in alcune ore possono, e forse debbono, essere aspri, egli ci ha insegnato come si possa sempre accompagnare alla fierezza del combattente la lealt\u00e0, la cortesia. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Il Governo si associa alle parole nobilissime pronunciate dall\u2019onorevole Presidente e da altri colleghi, di ogni parte di questa Assemblea sul lutto che ci ha colpiti con la perdita subitanea del collega Carlo Bassano. E poich\u00e9 il caso vuole che nell\u2019attuale Gabinetto vi sono taluni che furono intimi di Carlo Bassano prima del fascismo, durante la bufera fascista e dopo, mi sia permesso, a nome di questi amici di Carlo Bassano, dire, echeggiando un\u2019espressione che taluni oratori hanno tracciata, che il carattere essenziale di Carlo Bassano fu una specie di nativo pudico orgoglio che lo obbligava ad essere modestissimo. E se Carlo Bassano ebbe come uomo politico un difetto, fu di essere eccessivamente modesto, fu di non pretender mai niente. Ma da questo difetto coloro che lo conobbero traggono ragione per venerarne ed averne cara pi\u00f9 che mai la memoria. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CHIOSTERGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIOSTERGI. Col cuore angosciato, pi\u00f9 che con le parole, io mi associo alla commemorazione di Carlo Bassano. L\u2019ho conosciuto poco, ma l\u2019ho conosciuto abbastanza per ricordarlo come uno degli uomini migliori che io abbia incontrato tornando in Italia. La sua amicizia \u00e8 stata per me un onore e un incitamento; sar\u00e0 per l\u2019avvenire l\u2019indicazione della via che noi tutti dobbiamo seguire: servire il Paese, servire la libert\u00e0 prima di ogni altra cosa! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIFALDI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIFALDI. Onorevoli colleghi, mi sia consentito, dopo la commemorazione del nostro caro ed illustre collega onorevole Carlo Bassano, di ricordare in quest\u2019Aula Aldobrando Medici Tornaquinci, il quale, se non ebbe l\u2019onore di far parte di questa Assemblea, fu tuttavia consultore nazionale e fu anche Sottosegretario di Stato per le terre invase, in quel Ministero che ebbe a titolare l\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>Egli, Aldobrando Medici Tornaquinci, ha lasciato, in coloro che lo conobbero, un ricordo durevole e un insegnamento profondo. E non \u00e8 senza, viva emozione che si pu\u00f2 parlare di lui, oggi, dappoich\u00e9 la sorte ha voluto che egli morisse ad appena trentanove anni, quando pi\u00f9 forte era la vigoria della sua esistenza, quando tanti doveri ancora egli doveva compiere verso la sua famiglia e verso la sua fede.<\/p><p>Egli, morto di tifo quando centinaia di volte aveva guardato la morte negli occhi, con quei suoi occhi freddi e calmi che incutevano un certo rispetto anche ai suoi pi\u00f9 cari amici; egli che la morte ha affrontato in mille rischi \u2013 perch\u00e9 Medici Tornaquinci fu il capo di quelle organizzazioni liberali partigiane di Firenze e combatt\u00e9 con fermissimo cuore e con grande audacia per conquistare e ridare la libert\u00e0 al nostro Paese \u2013 e che contribu\u00ec non poco col suo coraggio e con la sua azione a creare quell\u2019insieme di ricordi, di eroismi, di valori che rappresentano, con la gloria partigiana, uno dei pilastri della nuova storia d\u2019Italia, uno dei ricordi pi\u00f9 gloriosi di questo Risorgimento.<\/p><p>Quando, per questi meriti, and\u00f2 al Governo e fu Sottosegretario per le terre invase, fu autore e protagonista d\u2019una gesta memorabile, d\u2019un avvenimento veramente degno di essere ricordato, perch\u00e9 volle, dalla parte gi\u00e0 liberata d\u2019Italia, portare il saluto alla parte ancora occupata dai nazi-fascisti: volle, con due compagni coraggiosi, farsi calare col paracadute oltre la linea gotica, e da l\u00ec, con raro ardimento e con fermissimo sangue freddo, prendere contatto coi componenti del Comitato di liberazione Alta Italia. Ebbe anche l\u2019audacia e \u2013 lasciatemi dire la parola \u2013 l\u2019eroismo di parlare alle maestranze della Fiat, e pot\u00e9 sfuggire appena all\u2019inseguimento delle guardie nazi-fasciste, che seppero della di lui presenza e del di lui discorso, quando questo stava per finire.<\/p><p>Imperterrito, continu\u00f2 la sua missione e la sua dimostrazione di eroismo e di coraggio, perch\u00e9 parl\u00f2 ancora alle maestranze di alcuni stabilimenti di Milano e pot\u00e9 sfuggire alla tenaglia che lo stringeva con rischio mortale solo per miracolo, tornando sereno e tranquillo come se quello che aveva compiuto fosse la pi\u00f9 normale delle azioni.<\/p><p>Egli con quell\u2019episodio diede un insegnamento assai importante a coloro i quali ci impedirono di poterci armare sufficientemente, a coloro che non consentirono che le nostre possibilit\u00e0 di ripresa fossero sviluppate e potenziate, in modo da dare al nostro Paese un titolo maggiore per poterci proclamare liberi ed indipendenti, principalmente per merito nostro.<\/p><p>Alla memoria di Medici Tornaquinci, il quale si \u00e8 visto sempre contrastato nel suo animo fra l\u2019affetto fortissimo per la famiglia (lascia sette figli e la sposa) ed il sentimento patrio; alla memoria di Medici Tornaquinci vada il ricordo di questa Assemblea, e, mi si consenta, nasca dalla sua tomba, nasca dalla sua memoria un insegnamento ed un ammonimento per tutti quelli che vogliono servire il Paese senza personale ambizione, ma con sentimento di dedizione al bene comune. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Fin dal primo momento, in cui era pervenuta alla Presidenza la notizia della morte di Aldobrando Medici Tornaquinci, a nome dell\u2019Assemblea mi ero affrettato a far pervenire alla famiglia l\u2019espressione del nostro cordoglio.<\/p><p>Oggi nuovamente mi associo a nome dell\u2019Assemblea alle espressioni di cordoglio e di onoranza che l\u2019onorevole Cifaldi ha voluto pronunciare.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Il Governo si associa alle parole di lutto cos\u00ec nobilmente pronunciate dall\u2019onorevole Cifaldi e d\u00e0 atto al Paese e alla famiglia che in Medici Tornaquinci la Consulta Nazionale ebbe uno dei suoi membri pi\u00f9 attivi e pi\u00f9 intelligenti e che il Paese ha perduto, con la sua scomparsa, un cittadino da cui molto potevamo aspettarci. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati La Malfa e Ceso.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>. <\/em><\/p><p>Messaggio del Presidente del Praesidium del Soviet Supremo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea di aver ricevuto dal Presidente del Praesidium del Soviet Supremo il seguente telegramma:<\/p><p><em>Al Presidente dell\u2019Assemblea Costituente d\u2019Italia<\/em><\/p><p><em>Roma<\/em><\/p><p>\u00abCaro Presidente,<\/p><p>ringrazio l\u2019Assemblea Costituente d\u2019Italia e Lei personalmente per il cortese saluto contenuto nel messaggio consegnato alla delegazione delle donne democratiche italiane, che io ho ricevuto con piacere durante la loro permanenza nell\u2019U.R.S.S.<\/p><p>\u00abCondivido pienamente la Sua opinione circa la grande importanza dello scambio di delegazioni per rafforzare la conoscenza reciproca fra i nostri Paesi e, in particolare, delle delegazioni delle donne democratiche d\u2019Italia e delle donne dell\u2019U.R.S.S., che hanno stabilito nuovi legami di simpatia fra i nostri Paesi.<\/p><p>\u00abQuanto ai rilievi, contenuti nella Sua lettera, come nel precedente messaggio, circa la preoccupazione per le conseguenze che l\u2019applicazione delle clausole del Trattato pu\u00f2 determinare sulla pacifica e feconda ricostruzione democratica dell\u2019Italia, devo dire che non posso completamente concordare con una tale valutazione del Trattato di pace. Il Trattato di pace rappresenta di per s\u00e9, a nostro avviso, un serio apporto allo stabilirsi di una pacifica collaborazione fra i Paesi europei, a prescindere dagli errori che vi si trovano, e che furono a suo tempo oggetto di obiezioni anche da parte dell\u2019unione Sovietica.<\/p><p>\u00abLa prego, signor Presidente, di trasmettere all\u2019Assemblea Costituente d\u2019Italia e di gradire personalmente il saluto del Praesidium del Soviet Supremo dell\u2019U.R.S.S. e mio personale.<\/p><p>\u00abCon sincera considerazione<\/p><p>\u00abScvernik\u00bb.<\/p><p>Per le dimissioni presentate dall\u2019onorevole Vittorio Emanuele Orlando.<\/p><p>PRESIDENTE. Dopo la sospensione dei nostri lavori a fine del luglio ultimo scorso avevo ricevuto dall\u2019onorevole Orlando una lettera con cui egli \u2013 ritenendo cessata, con l\u2019approvazione della legge di ratifica del Trattato di pace, la ragione della sua partecipazione alla vita politica \u2013 mi presentava le dimissioni da deputato. L\u2019atto non mi colse di sorpresa. Infatti, in occasione della discussione sulla ratifica delle condizioni di pace, l\u2019onorevole Orlando aveva dichiarato (e tutti lo avevano udito) che il discorso, che egli allora teneva, sarebbe stato l\u2019ultimo della sua vita parlamentare, preannunciando cos\u00ec il passo che, infatti, subito dopo effettu\u00f2.<\/p><p>\u00c8 saggia e deferente norma del nostro Parlamento che, dinanzi ad atti di dimissione, il Presidente opportunamente rivolga invito al deputato di recedere dalla risoluzione o quanto meno di riconsiderarla prima ch\u2019essa divenga definitiva, in tal modo da non deludere gli elettori che lo avevano a ragion veduta investito del mandato e da non privare il Parlamento del suo contributo di pensiero e di volont\u00e0.<\/p><p>Data la personalit\u00e0 dell\u2019onorevole Orlando ho avvertito il bisogno, prima di rivolgergli tale preghiera, di essere confortato nel mio passo dal prezioso consiglio dell\u2019Ufficio di Presidenza; e questo, infatti, pure apprezzando gli alti motivi ideali che avevano indotto l\u2019onorevole Orlando a presentare le sue dimissioni, ha ritenuto unanimemente \u2013 sicuro di interpretare il sentimento di tutti i deputati \u2013 che la partecipazione dell\u2019illustre decano della nostra Camera alla vita parlamentare italiana sia pi\u00f9 che mai preziosa ed indispensabile nell\u2019attuale momento e mi ha incaricato di chiedere all\u2019onorevole Orlando di recedere dalla sua determinazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Orlando, con alto senso di civismo e con comprensione commossa dei motivi che gli addussi a convincerlo, ha pertanto accettato di ritirare la sua lettera di dimissioni. (<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Di tutto ci\u00f2 do con particolare soddisfazione notizia all\u2019Assemblea. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per la pubblicazione dei resoconti stenografici dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. E stato rilevato, e non solo dall\u2019Ufficio di Presidenza, ma anche dagli onorevoli colleghi, un ritardo abbastanza notevole nella pubblicazione dei resoconti stenografici dell\u2019Assemblea. Ma occorre dire che una delle ragioni principali di questo ritardo \u00e8 costituito dal ritardo col quale gli onorevoli colleghi procedono alla correzione delle bozze nella sala adibita a questo scopo. E necessario, evidentemente, che la pubblicazione riprenda il suo ritmo normale.<\/p><p>Desidero ricordare ai colleghi che essi possono procedere a loro volta alla correzione delle bozze stenografiche nel termine di tre giorni da quello nel quale hanno pronunciato i loro discorsi, compreso in questo termine il giorno in cui il discorso \u00e8 pronunciato. E volevo anche rammentare, ad evitare piccoli screzi coi funzionari addetti all\u2019ufficio, che le bozze stenografiche non devono essere assolutamente asportate dalla sala di correzione.<\/p><p>D\u2019ora innanzi mi sono permesso disporre che la pubblicazione dei resoconti stenografici avvenga anche se la correzione delle bozze non sia stata eseguita nel termine stabilito. Ci\u00f2 porter\u00e0 come conseguenza forse qualche amarezza. Per evitarla prego i colleghi di voler osservare il termine che \u00e8 stato fissato.<\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Secondo l\u2019intesa che \u00e8 stata fra noi raggiunta ieri, dobbiamo ora iniziare la discussione generale sui primi tre Titoli della Parte seconda, che saranno discussi congiuntamente per la connessione della materia. Gli iscritti a parlare, dei quali avevamo raccolto in precedenza i nomi, separatamente, Titolo per Titolo, sono stati naturalmente raggruppati in un unico elenco che \u00e8 stato affisso stamani negli ambulacri dell\u2019Aula.<\/p><p>E pertanto do la parola al primo iscritto, che \u00e8 l\u2019onorevole Codacci Pisanelli, il quale ha preso il posto dell\u2019onorevole Riccio, che a sua volta parler\u00e0 al turno gi\u00e0 spettante all\u2019onorevole Codacci.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Codacci Pisanelli.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Onorevoli colleghi! Secondo gli accordi assunti ieri, abbiamo stabilito di occuparci in maniera organica e sintetica dei primi tre Titoli della seconda Parte del progetto di Costituzione, e precisamente del Parlamento, del Capo dello Stato, del Governo.<\/p><p>Per quanto riguarda questi tre Titoli, prego i colleghi di non meravigliarsi se, pur essendo uno dei membri della Commissione dei Settantacinque, assumer\u00f2 un atteggiamento critico, specialmente per quanto riguarda la formazione della seconda Camera, in quanto che, proprio su questo punto, fu presa da noi posizione netta e bench\u00e9 la maggioranza sia stata favorevole alla redazione dell\u2019attuale progetto, tuttavia noi rimaniamo fermi alla tesi gi\u00e0 da noi sostenuta nei lavori per la redazione del progetto.<\/p><p>Ma, per procedere con ordine, ritengo opportuno, essendo il primo ad occuparmi della questione, riassumere brevemente il sistema accolto nel progetto e accennare agli argomenti pi\u00f9 controversi in seno alla Commissione dei Settantacinque.<\/p><p>Per quanto riguarda il Parlamento, questione fondamentale fu quella se le Assemblee legislative dovessero essere una o due. Si trovarono di fronte, in altri termini, anche nella nostra Assemblea Costituente, i due princip\u00ee che gi\u00e0 si erano trovati di fronte in altre Assemblee Costituenti, e fu ampiamente dibattuta la questione se si dovesse accedere al monocameralismo od al bicameralismo.<\/p><p>La votazione, seguita al dibattito, port\u00f2 all\u2019approvazione del sistema bicamerale. \u00c8 interessante, per\u00f2, rilevare che, accettato in linea di principio il sistema bicamerale, successivi espedienti, come la formazione della seconda Camera in maniera quasi analoga alla prima, hanno fatto rientrare dalla finestra il monocameralismo clamorosamente cacciato dalla porta. Questa \u00e8 la ragione per cui noi intendiamo riprendere il nostro primitivo progetto: intendiamo, cio\u00e8, che il sistema bicamerale venga integralmente applicato.<\/p><p>Per quanto riguarda la prima delle due Assemblee legislative non vi \u00e8 stata particolare difficolt\u00e0 ad intendersi. Stabilito il principio del suffragio universale integrato dalla rappresentanza proporzionale, e dopo aver accennato ai vari requisiti che si richiedevano, sia per l\u2019elettorato attivo che per l\u2019elettorato passivo, si \u00e8 concluso per una Camera dei deputati non dissimile dalle ultime forme assunte da essa nel sistema parlamentare italiano. A differenza, per\u00f2, da quanto avveniva nella nostra precedente Costituzione, il Progetto prevede, almeno formalmente, una completa parit\u00e0 tra le due Assemblee.<\/p><p>Mentre in passato, dal fatto che le leggi tributarie dovevano essere presentate prima alla Camera dei deputati e successivamente al Senato, mentre dalla consuetudine, secondo cui la seconda Camera doveva tenere un atteggiamento di remissivit\u00e0 nei confronti della prima, poteva desumersi una certa supremazia della prima Camera nei confronti della seconda, il Progetto attuale tende a introdurre una parit\u00e0, almeno formale, fra le due Assemblee, anche se praticamente essa non pu\u00f2 trovare completa applicazione.<\/p><p>Per quanto riguarda, viceversa, la formazione della seconda Camera, i dissid\u00ee sono stati gravi nella Commissione dei Settantacinque. Il Progetto prevede che la seconda Camera venga formata, per due terzi, dall\u2019elezione che viene attribuita ad un corpo elettorale ristretto, in quanto si richiede una et\u00e0 superiore a quella prevista per far parte del corpo elettorale che deve dare luogo alla prima Camera, e per un terzo dall\u2019elezione dei vari Consigli regionali. Nell\u2019un caso e nell\u2019altro si hanno elezioni, nell\u2019un caso e nell\u2019altro si d\u00e0 la possibilit\u00e0 di far rispecchiare nella seconda Camera, in maniera quasi identica, le stesse tendenze che hanno dato luogo alla formazione della prima. Ecco perch\u00e9, come sostenevo in precedenza, in questa maniera, essendo le due Assemblee praticamente formate nello stesso modo, si finisce col respingere il principio del bicameralismo, perch\u00e9 quando alla formale distinzione delle due Assemblee non corrisponde una sostanziale distinzione, in quanto vengono formate in maniera quasi identica, \u00e8 meglio riconoscere che, nonostante le contrarie dichiarazioni verbali, si accoglie in sostanza il sistema unicamerale.<\/p><p>Si aggiunga che, per gli atti di principale importanza, come la votazione della fiducia al Governo, l\u2019elezione del Capo dello Stato e la dichiarazione di guerra, le deliberazioni vengono prese dalle due Camere riunite nell\u2019Assemblea Nazionale, cio\u00e8 praticamente da un\u2019Assemblea unica.<\/p><p>\u00c8 da ritenere che non si possa giungere a queste conclusioni, che peccano di incoerenza, in quanto, dopo aver affermato il principio del bicameralismo, non \u00e8 logico attribuire ad una Assemblea unica tutti gli atti di principale importanza, non \u00e8 logico fare in maniera che l\u2019identica formazione delle due Camere ci riporti al monocameralismo.<\/p><p>Ed altri rilievi sono da fare, in relazione alle diverse categorie di coloro che sono eleggibili alla seconda Camera. In particolare, ha destato impressione nel Paese il fatto che, fra i decorati al valore, siano stati scelti soltanto coloro che hanno ottenuto decorazioni nella guerra di liberazione. Questo non sembra giusto, perch\u00e9 anche coloro i quali nel 1915-18 ottennero decorazioni, che non si ottenevano certo con maggiore facilit\u00e0 di quelle ottenute successivamente, dovrebbero essere ammessi fra gli eleggibili alla seconda Camera.<\/p><p>D\u2019altra parte, l\u2019essersi limitati al principio elettivo pu\u00f2 portare a taluni inconvenienti non lievi, in quanto, specialmente per coloro i quali si trovano in determinate posizioni, il desiderio di popolarit\u00e0 pu\u00f2 essere davvero pericoloso. Si pensi ai militari, ai magistrati, i quali vogliano crearsi un\u2019aureola di popolarit\u00e0 per essere poi eletti nella seconda Camera, e si consideri se persone, mosse da simili preoccupazioni, possano effettivamente compiere, con la dovuta obiettivit\u00e0, il loro dovere.<\/p><p>Questa \u00e8 una delle critiche pi\u00f9 comuni che vengono mosse alle categorie, cos\u00ec come sono elencate nel progetto. Ma il nostro punto di vista \u00e8 ben diverso. Mi limito per ora a criticare, anche perch\u00e9 tra noi si \u00e8 visto come ancora le idee non siano chiare e come ci si riprometta dalla discussione, che mi auguro molto feconda, un risultato che porti alla chiarificazione delle posizioni, che porti ad esaminare a fondo il problema e a risolverlo in maniera corrispondente alle nostre aspirazioni.<\/p><p>Il principio affermato in relazione alla seconda Camera dalla scuola sociale cristiana, e da noi ripreso ed affermato nella Commissione dei Settantacinque, \u00e8 quello che sostiene la necessit\u00e0 di formare la seconda Assemblea legislativa in base al criterio della rappresentanza delle categorie e degli interessi.<\/p><p>Ed \u00e8 singolare che, mentre noi riuscimmo ad ottenere una deliberazione di principio in tal senso nella Commissione dei Settantacinque, viceversa l\u2019affermazione di principio da noi ottenuta fu, ancora una volta, successivamente abbandonata e si venne ad una conclusione che non \u00e8 certo rispondente alla deliberazione approvata dalla Commissione stessa.<\/p><p>Sosteniamo la necessit\u00e0 della formazione della seconda Camera in base alla rappresentanza di categoria. Lo sosteniamo nell\u2019interesse dei lavoratori, perch\u00e9 siamo convinti che l\u2019elezione sia, senza dubbio, il migliore fra i mezzi per scegliere i rappresentanti del popolo, ma siamo ugualmente convinti che non sia un sistema perfetto.<\/p><p>Ha anch\u2019esso i suoi difetti, che \u00e8 bene vengano corretti e integrati da un diverso modo di formazione della seconda Camera.<\/p><p>Si dir\u00e0: ma anche per la formazione della seconda Camera come rappresentanza di categoria, voi, in fondo, vi basate sopra il sistema elettorale. Diverso sarebbe in ogni modo il corpo elettorale, perch\u00e9 verrebbero chiamati ad eleggere, a scegliere, solo coloro i quali si trovano in determinate condizioni dal punto di vista professionale, solo coloro i quali abbiano un determinato <em>status<\/em> professionale.<\/p><p>D\u2019altra parte, siccome non escludiamo che, oltre a coloro i quali siano stati eletti, vi siano alcuni i quali, per l\u2019ufficio che rivestono, entrino a far parte della seconda Camera, ne viene come conseguenza che si giunge a costituire tale Assemblea in maniera completamente diversa da quella seguita per la formazione della prima Camera.<\/p><p>Spiego meglio quest\u2019ultimo concetto: oltre a coloro i quali entrerebbero, secondo il nostro progetto, a far parte della seconda Camera, perch\u00e9 eletti dagli appartenenti alle diverse categorie, vi dovrebbero essere anche altri, i quali, in relazione all\u2019ufficio rivestito, dovrebbero entrare automaticamente a far parte della seconda Assemblea.<\/p><p>E ci\u00f2 allo scopo di eliminare quell\u2019inconveniente a cui accennavo, l\u2019inconveniente che deriverebbe, per esempio, dal fatto prima ricordato di magistrati, di ammiragli e di generali in cerca di popolarit\u00e0. Per dare a questa seconda Camera quel carattere di maggiore riflessione che in fondo \u00e8 fra le pi\u00f9 pregiate caratteristiche della seconda Assemblea nei vari sistemi bicamerali, \u00e8 necessario che di essa facciano parte anche coloro i quali possono portare il prezioso contributo della loro lunga esperienza e quindi possono giovare soprattutto alla formazione di leggi di carattere tecnico, relative a particolari rami della pubblica amministrazione.<\/p><p>Occorre, senza dubbio, distinguere le diverse categorie e bisogna fronteggiare le difficolt\u00e0 iniziali, derivanti dal fatto che la nostra organizzazione sindacale lascia ancora molto a desiderare: lascia a desiderare perch\u00e9 l\u2019anagrafe sindacale non \u00e8 ancora costituita, e quindi non sarebbe facile giungere alla formazione di un corpo elettorale sicuro, senza possibilit\u00e0 di irregolarit\u00e0 nelle elezioni. Ma queste difficolt\u00e0, che sono soltanto di carattere temporaneo e che saranno eliminate da una migliore organizzazione nei prossimi anni, potrebbero essere superate facendo in maniera che, per quanto riguarda la prima formazione della seconda Camera, si seguissero sistemi diversi, non esclusi quelli proposti dal nostro progetto, non escluso il ricorso ai Consigli comunali, di cui altri parler\u00e0 nelle prossime sedute.<\/p><p>Ma quello che a noi interessa affermare \u00e8 il principio che, se effettivamente vogliamo giungere ad una seconda Camera diversa dalla prima, se effettivamente vogliamo mantenere il principio del bicameralismo, l\u2019unica via \u00e8 quella di costituire una seconda Assemblea legislativa basata sopra la rappresentanza di categorie e di interessi.<\/p><p>Quanto agli argomenti addotti in favore del bicameralismo, possiamo ricordare, non ultimo, quello delle statistiche relative ai diversi Stati, ai diversi sistemi parlamentari moderni, dalle quali si desume la prevalenza del sistema bicamerale. E se \u00e8 necessario che gli ordinamenti si adeguino ai tempi, noi pensiamo che, come in passato la seconda Camera aveva una base rispondente ad una concezione dello Stato essenzialmente conservatrice, con una seconda Camera formata principalmente da coloro che avevano quasi un diritto ereditario a farne parte; cos\u00ec oggi, che ai privilegi si sostituisce, invece, la dignit\u00e0 del lavoro, e la posizione del cittadino risulta principalmente dal grado raggiunto mediante il lavoro, riteniamo che, appunto, effetto e segno di tale sostituzione possa essere la formazione della seconda Camera, non pi\u00f9 in base a criteri ereditari, ma in base alla rappresentanza delle diverse categorie della produzione, in base alla organica rappresentanza delle diverse manifestazioni del lavoro.<\/p><p>Queste le ragioni per le quali intendiamo che venga formata la seconda Camera, non in base ai princip\u00ee stabiliti nel progetto di Costituzione, ma in base a quel principio, da noi sempre tenacemente affermato, della rappresentanza di categorie e della rappresentanza di interessi. Intendiamo, cio\u00e8, che nella Costituzione vengano determinate le categorie di coloro i quali possono essere eletti dagli appartenenti alle categorie stesse a far parte della seconda Camera; intendiamo che nella Costituzione vengano indicati coloro i quali, per l\u2019ufficio che rivestono, devono far parte della seconda Camera.<\/p><p>Ho sempre parlato di \u00abseconda Camera\u00bb e mi sia consentito ravvivare un momento la vostra attenzione, ricordando le discussioni che sono sorte a proposito della denominazione da dare a questa seconda Assemblea. Si \u00e8 parlato di \u00abCamera dei senatori\u00bb; ma non si \u00e8 voluto parlare di \u00abSenato\u00bb. \u00c8 sembrata quasi una nuova applicazione del principio:; <em>senatores boni viri, senatus autem mala bestia.<\/em> Non si vuol pi\u00f9 neppure nominare il Senato!<\/p><p>Ma questo orrore per la parola, che, specialmente per chi sta a Roma, sembra strano, in quanto l\u2019S.P.Q.R. che si legge in tutte le cantonate ricorda come si tratti di un nome di storica rilevanza, questo orrore fa pensare all\u2019orrore che si aveva in passato per alcune parole, a quell\u2019orrore che faceva vietare i banchetti, ma che rendeva leciti i ranci, che faceva vietare le vacanze ma consentiva le ferie. (<em>Si ride \u2013 Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019altro punto sul quale non possiamo concordare con quanto viene disposto nel progetto \u00e8 l\u2019eccessiva quantit\u00e0 di deliberazioni di fondamentale importanza che debbono essere prese dall\u2019Assemblea Nazionale. Le due Camere, riunendosi, formano questa Assemblea unica, alla quale vengono attribuiti compiti fondamentali: si pu\u00f2 dire quasi che si sia voluto fare una scissione fra le attribuzioni legislative e le attribuzioni politiche delle Assemblee legislative. Pur trattandosi, infatti, di organi legislativi destinati principalmente e peculiarmente a svolgere funzioni legislative, tuttavia, attraverso l\u2019attivit\u00e0 di controllo che sono chiamate a svolgere sulla funzione di Governo, queste Assemblee legislative finiscono per partecipare anche all\u2019attivit\u00e0 di governo. Sembra quasi, cio\u00e8, che si sia voluto attribuire la funzione legislativa propriamente detta alle due Assemblee singole, mentre si sarebbe voluto riservare la funzione del controllo politico alla Assemblea Nazionale, alle due Camere, cio\u00e8, riunite insieme.<\/p><p>Se, per\u00f2, una tale scissione potrebbe anche, da un punto di vista assolutamente astratto e teorico, sembrare in certo modo sodisfacente, non altrettanto sodisfacente pu\u00f2 apparire alla mente di chi vuole, soprattutto, che si faccia tesoro dell\u2019esperienza del passato e di chi desidera che siano le Assemblee legislative come tali ad esercitare quella funzione di controllo sull\u2019azione di Governo che si \u00e8 in ogni tempo dimostrata sommamente efficace. Si vuole, in altri termini, che sia il Parlamento, inteso come azione concomitante delle due Assemblee, a continuare ad esercitare la funzione di controllo sull\u2019attivit\u00e0 di Governo, senza che tale funzione venga attribuita ad un organo particolare, quale deve considerarsi quello risultante dalle due Camere riunite.<\/p><p>Noi non possiamo ammettere, cio\u00e8, che l\u2019Assemblea Nazionale finisca con il compiere tutti gli atti di maggiore importanza nel campo politico: sarebbe questo un ritorno al monocameralismo, cui ci siamo opposti.<\/p><p>A tale proposito ricordo, a titolo, direi, ricreativo, che nel Progetto si attribuisce all\u2019Assemblea Nazionale la deliberazione relativa alla mobilitazione generale. Rispetto ai tempi, rispetto ai sistemi di guerra, parlare oggi ancora di mobilitazione generale pu\u00f2 ritenersi, penso, un anacronismo. Che dire, poi, del fatto che una simile deliberazione dovrebbe essere presa da un\u2019Assemblea legislativa, per trovare poi applicazione soltanto dopo la dichiarazione del Capo dello Stato! Ci\u00f2 verrebbe, come \u00e8 evidente, a ritardare l\u2019azione delle nostre forze armate e ad avvantaggiare non poco l\u2019eventuale nemico.<\/p><p>Accenner\u00f2 ora ad un\u2019altra questione: quella della formazione delle leggi. Mentre, a questo proposito, noi avevamo in passato la deliberazione delle due Assemblee, la sanzione da parte del Capo dello Stato, la promulgazione e la pubblicazione, \u00e8 interessante osservare che, nell\u2019attuale Progetto, non si parla di sanzione. Si \u00e8 ritenuto che la sanzione sia una caratteristica dei sistemi monarchici, inaccettabile in altri sistemi. Si salta quindi questo atto della partecipazione del Capo dello Stato alla formazione della legge; e la legge ordinaria avr\u00e0 cos\u00ec questo itinerario: deliberazione da parte di una delle due Camere; trasmissione all\u2019altra; deliberazione da parte di questa entro i termini stabiliti e, finalmente, promulgazione da parte del Capo dello Stato.<\/p><p>Risorge qui la questione annosa sulla natura della promulgazione. Si \u00e8 molto discusso se la promulgazione sia un atto legislativo, se faccia cio\u00e8 parte della funzione legislativa, o se rientri invece nell\u2019altra funzione, che veniva chiamata esecutiva: si riteneva cio\u00e8 che la promulgazione non fosse altro che il primo atto con cui il cos\u00ec detto potere esecutivo dava esecuzione, dava attuazione alla legge. Altri hanno risposto che, in questa maniera, si faceva in modo che proprio la legge mancasse di una sua forma, perch\u00e9 mancava in fondo un documento redatto dagli organi legislativi stessi in cui fosse concretata la legge. In altri termini, come quando si fa un contratto occorre un notaio che lo rediga, cos\u00ec quando viene emanata una legge, \u00e8 necessario che si proceda alla materiale documentazione di essa, \u00e8 necessario che si offra un testo ufficiale di essa.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione per cui alcuni, forse pi\u00f9 giustamente, hanno ritenuto che in fondo la promulgazione rientri anch\u2019essa nella funzione legislativa. E d\u2019altra parte, quando noi affermiamo che il Capo dello Stato rappresenta l\u2019unit\u00e0 della Nazione, quando noi affermiamo che esso unifica le diverse funzioni sovrane, non si riesce a comprendere come mai vi possano essere alcuni i quali si preoccupano di impedire la partecipazione del Capo dello Stato alla legislazione.<\/p><p>Ecco la ragione per cui forse non sarebbe inopportuno introdurre anche nel nuovo sistema costituzionale la sanzione della legge da parte del Capo dello Stato. La partecipazione del Capo dello Stato all\u2019esercizio della funzione legislativa si riscontra, del resto, anche in sistemi completamente diversi da quelli monarchici, sia pure sotto forma diversa, sia pure limitata ad interventi puramente negativi del Capo dello Stato nell\u2019esercizio della funzione legislativa, come quando gli \u00e8 soltanto attribuito il potere di veto.<\/p><p>Sarebbe viceversa pi\u00f9 opportuno conservare questa unificazione delle diverse funzioni nel Capo dello Stato e consentirgli un intervento, che d\u2019altra parte avviene in ogni modo, perch\u00e9 \u00e8 soltanto il Capo dello Stato che pu\u00f2 procedere alla promulgazione. E questa promulgazione, secondo la concezione per me pi\u00f9 convincente, \u00e8 appunto una manifestazione della funzione legislativa, in quanto rivolta a rendere noto il testo ufficiale della legge.<\/p><p>In ogni modo, il Progetto si occupa giustamente della formazione delle leggi, e tra l\u2019altro risolve in senso assolutamente negativo la grave e discussa questione dei decreti legge, cio\u00e8 dei provvedimenti legislativi di urgenza. In base al nostro progetto di Costituzione, cio\u00e8, non saranno pi\u00f9 possibili i decreti-legge. Sono consentiti i decreti legislativi, ossia quelli che implicano una delega da parte degli organi legislativi agli organi di Governo; ma non saranno invece ammessi quei provvedimenti legislativi che vengono emanati, in caso di necessit\u00e0 e di urgenza, dagli organi governativi, senza preventiva delega da parte degli organi legislativi.<\/p><p>E stato molto discusso in seno alla Commissione dei Settantacinque se fosse opportuna o meno questa soppressione della potest\u00e0 di emanare decreti-legge. Le discussioni sono state particolarmente attraenti, ma \u2013 e qui parlo a titolo personale \u2013 ritengo che in fondo non si possa fare a meno di questa potest\u00e0, sempre esercitata dai Governi, di emanare atti con forza di legge quando la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza lo richiedano.<\/p><p>Si \u00e8 detto: in fondo, escludendo la possibilit\u00e0 dei decreti-legge, noi accogliamo il sistema anglosassone, sistema che non prevede la possibilit\u00e0 di atti legislativi d\u2019urgenza emanati dal Governo, ma che tuttavia non ignora l\u2019istituto, in quanto, coi famosi \u00abBills\u00bb d\u2019indennit\u00e0, vengono esonerati dalla responsabilit\u00e0 i membri del Governo che siano stati costretti ad emanare simili atti legislativi, cos\u00ec che viene sanata la violazione della Costituzione, compiuta in casi di necessit\u00e0 e urgenza.<\/p><p>Ma nel nostro sistema, raccogliere un principio del genere, il volersi riferire al sistema anglosassone, non sarebbe opportuno, perch\u00e9 in quel sistema non funziona quella Corte costituzionale che funzioner\u00e0 invece \u2013 perch\u00e9 \u00e8 desiderata da tutti \u2013 nel nostro sistema. La Corte costituzionale, di fronte ad un decreto-legge, di fronte ad un atto legislativo emanato dal Governo in caso di necessit\u00e0 e d\u2019urgenza, non potrebbe fare altro che dichiararlo incostituzionale ed invalidarlo, quindi, fin dall\u2019inizio.<\/p><p>E allora, che cosa avverrebbe di tutto quello che si \u00e8 compiuto in applicazione del decreto-legge? Meglio quindi, siccome non \u00e8 possibile escludere praticamente l\u2019esercizio da parte del Governo della potest\u00e0 legislativa in caso di necessit\u00e0 e urgenza, meglio prevedere questa possibilit\u00e0 e contenerla entro limiti ben precisi.<\/p><p>Non si deve pensare che i decreti-legge abbiano avuto origine e trovato applicazione solo nel 1923 e nel periodo successivo. Fin dalla formazione dell\u2019Italia riscontriamo l\u2019uso di questa potest\u00e0, bench\u00e9 in maniera, molto pi\u00f9 limitata di quanto non fu fatto successivamente.<\/p><p>Ma, appunto, un\u2019opportuna disciplina costituzionale, la necessit\u00e0 di presentare questi provvedimenti alle Assemblee legislative per la conversione in legge, potrebbero costituire una garanzia sufficiente, una garanzia integrata dalla possibilit\u00e0 di controllo della Corte costituzionale, che potrebbe assicurarci la giustizia nella legislazione alla quale aspiriamo, dopo la buona prova dei congegni predisposti per attuare la giustizia nell\u2019amministrazione,<\/p><p>Delineata in questa maniera la formazione delle leggi, dopo avere accennato all\u2019esclusione dei decreti-legge, necessari, per esempio, come i cosiddetti decreti-catenaccio, indispensabili allorch\u00e9 si debbano elevare tariffe doganali, per i casi di particolari necessit\u00e0 (si pensi alle catastrofi che purtroppo si verificano sempre e che richiedono provvedimenti di eccezione); dopo avere accennato a questa opportunit\u00e0 di non escludere la possibilit\u00e0 della decretazione di urgenza; dopo avere accennato alla necessit\u00e0 di prevederla e di regolarla per evitare abusi, \u00e8 bene richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sull\u2019opportunit\u00e0 di una disciplina costituzionale della potest\u00e0 regolamentare.<\/p><p>La legge non pu\u00f2 dare che disposizioni di carattere generale. Deve, perci\u00f2, essere integrata dai regolamenti. I regolamenti sono leggi in senso sostanziale, che nella nostra Costituzione trovavano una sufficiente disciplina, mentre nell\u2019attuale Progetto vi \u00e8 al riguardo una grave lacuna. Vi si trova un semplice accenno allorch\u00e9 viene affermato che il Capo dello Stato emana i regolamenti.<\/p><p>Non si accenna invece, per esempio, a quella distinzione che oggi viene ammessa fra i regolamenti detti esecutivi, i regolamenti di organizzazione, che provvedono alla formazione dei diversi uffici, e i regolamenti autonomi e indipendenti, che si riferiscono a campi non disciplinati dalla legge formale.<\/p><p>Per la disciplina di questa attivit\u00e0 legislativa, che spetta necessariamente al potere governativo, \u00e8 importante ed \u00e8 opportuno che, con emendamenti, si provveda ad integrare questa lacuna, gi\u00e0 rilevata da parecchi studiosi di diritto.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019Assemblea Nazionale, potr\u00e0 senza dubbio essere importante attribuire ad essa determinati atti, come per esempio la nomina del Capo dello Stato, ove si voglia lasciare questo compito alle Assemblee legislative, ed a questo scopo non sarebbe inopportuno far partecipare i presidenti delle varie Regioni all\u2019Assemblea Nazionale che deve procedere alla scelta del Capo dello Stato; ma attribuire a questa Assemblea tutte le competenze che ad essa spettano secondo il Progetto \u00e8, secondo noi, in contrasto con il principio del bicameralismo, che dovrebbe essere fondamentale nella nostra Costituzione.<\/p><p>Passo ad accennare all\u2019elezione del Capo dello Stato. Il sistema previsto dal Progetto fa che siano le due Camere riunite nell\u2019Assemblea Nazionale, opportunamente integrate appunto dai membri delle Assemblee regionali che ho precedentemente ricordato, a scegliere il Capo dello Stato. Anche a questo proposito non sono mancate le discussioni e, data la necessit\u00e0 di dare al Capo dello Stato un certo prestigio, una certa rispondenza con le aspirazioni del popolo, non sembra imprudente sottoporre a questa Assemblea ancora una volta l\u2019opportunit\u00e0 di fare in modo che il Capo dello Stato venga scelto da tutto il corpo elettorale. Per lo meno, se non si pu\u00f2 arrivare a questo punto, ritengo che le due Camere riunite nell\u2019Assemblea Nazionale \u2013 sia pure integrate da componenti dei vari Consigli regionali \u2013 non costituirebbero un corpo elettorale sufficiente agli scopi che si vogliono raggiungere. In relazione alla tesi che il Capo dello Stato debba essere eletto da tutto il corpo elettorale, vi \u00e8 un argomento di carattere storico-politico che non dobbiamo dimenticare. In fondo, quando una elezione \u00e8 di secondo grado, quando avviene da parte di persone elette a loro volta dal corpo elettorale, questo corpo elettorale si sente un po\u2019 lontano dalla persona singola che viene finalmente prescelta. Perch\u00e9 il Capo dello Stato abbia prestigio sufficiente, perch\u00e9 proprio trovi rispondenza nelle diverse aspirazioni del popolo, mi sembra pi\u00f9 opportuno che esso venga eletto direttamente dal corpo elettorale. Ritengo che si debba tener conto delle aspirazioni del nostro popolo. Non va trascurata la grande realt\u00e0 di cui dobbiamo occuparci, costituita precisamente dal popolo italiano. Ora, se guardiamo alla storia del nostro Risorgimento, noi vediamo come il desiderio che il Capo dello Stato sia una emanazione del popolo abbia trovato riscontro nelle formule dei diversi plebisciti. Lo stesso fatto che, ad un certo momento, accanto alla formula \u00abper grazia di Dio\u00bb si sia aggiunto \u00abe per volont\u00e0 della Nazione\u00bb dimostra come il nostro popolo voleva in sostanza che il Capo dello Stato fosse emanazione sua, fosse quasi il simbolo delle sue aspirazioni; anche se non si intendeva sopprimere l\u2019originaria formula, tanto pi\u00f9 che altrimenti si sarebbe avuto un Capo dello Stato fuori della grazia di Dio!<\/p><p>Ritengo che, cambiata la forma dell\u2019organo supremo dello Stato, non sarebbe inopportuno fare in modo che il popolo si sentisse rappresentato direttamente dal Capo dello Stato; e d\u2019altra parte ci\u00f2 potrebbe essere molto opportuno. In un Paese come il nostro, il quale ci tiene in fondo a vedersi simboleggiato da una persona, questa persona raggiungerebbe tanto meglio il suo compito quando risultasse emanazione diretta del corpo elettorale.<\/p><p>Si risponde che vi sono precedenti presso altre nazioni, i quali debbono farci dubitare dell\u2019opportunit\u00e0 di un simile sistema, in quanto che si \u00e8 detto che in Germania \u2013 per esempio \u2013 si \u00e8 giunti, in questa maniera, al dispotismo ed alla tirannia.<\/p><p>Ma, mentre sarebbe opportuno fare in modo che il Capo dello Stato avesse sufficienti poteri, cos\u00ec da non ridurlo a figura di secondo piano, si deve tener conto d\u2019altra parte che nel nostro sistema funzioner\u00e0 quella Corte costituzionale che non vi era negli altri ordinamenti \u00e8 che pu\u00f2 costituire effettivamente una garanzia non indifferente contro gli abusi di potere. Vi saranno le Assemblee legislative, alle quali sar\u00e0 possibile dare sufficienti poteri di controllo nei confronti del Capo dello Stato; ma vi sar\u00e0 soprattutto questo organo giurisdizionale, in grado di opporsi a tentativi di dittatura o di tirannia.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione per cui mi permetto di proporre all\u2019Assemblea, ancora una volta, di stabilire nella Costituzione che il Capo dello Stato venga scelto direttamente dal corpo elettorale e non dalla sola Assemblea Nazionale; o, per lo meno, che questa Assemblea Nazionale venga opportunamente integrata, in modo da costituire un corpo elettorale pi\u00f9 ampio di quello limitatissimo che altrimenti verrebbe ad aversi.<\/p><p>Quanto alle attribuzioni del Capo dello Stato, mi permetto di fare osservare come, nella redazione del progetto di Costituzione, si sia andati alle volte un po\u2019 rapidamente. Per esempio, si dice che il Capo dello Stato presiede il Consiglio supremo di difesa, il quale sar\u00e0 forse nei progetti di qualcuno, ma per ora non risulta costituito.<\/p><p>Per quanto riguarda le forze armate, salvo qualche modificazione di forma che non sar\u00e0 affatto inopportuna, si pu\u00f2 ritenere che quanto il progetto stabilisce possa essere approvato.<\/p><p>Finalmente, accenno al problema relativo al Governo. Ci si \u00e8 preoccupati di fare in modo che coloro che si occupano di una fondamentale funzione dello Stato siano garantiti dal punto di vista della stabilit\u00e0. Troppo abbiamo sofferto per le frequenti cadute dei vari Ministeri. L\u2019esperienza passata ci dimostra come sia indispensabile assicurare al Governo una certa stabilit\u00e0; ed a questo scopo mirano quegli espedienti che sono stati tradotti nel Progetto.<\/p><p>Il principio, gi\u00e0 accolto nella legislazione vigente, secondo cui la semplice disapprovazione di un progetto di legge non equivale a voto di sfiducia, trova conferma nel nostro progetto di Costituzione, in quanto si ritiene che la sfiducia non possa essere votata se non mediante forme speciali, cio\u00e8 mediante una espressa mozione in tal senso, che non pu\u00f2 essere subito sottoposta a votazione, ma deve essere discussa e posta in votazione soltanto dopo un congruo termine.<\/p><p>La stabilit\u00e0 del Governo \u2013 si \u00e8 detto \u2013 non dipende dal sistema, ma dagli uomini; perch\u00e9, quando vi sono stati uomini all\u2019altezza della situazione, i Governi si sono retti anche in passato ed hanno potuto compiere il loro dovere.<\/p><p>L\u2019esperienza storica, per\u00f2, dimostra come anche coloro i quali vengono ormai riconosciuti come i nostri migliori uomini politici, si sono trovati spesso in condizione di difficolt\u00e0, appunto perch\u00e9 troppo instabile era la loro posizione; e l\u2019azione di Governo, interrotta ogni tre o quattro mesi, non pu\u00f2 raggiungere quegli scopi, che essa potrebbe invece ottenere, quando, sia pure attuata in base a princip\u00ee non perfetti, venga, per\u00f2, svolta in maniera continua.<\/p><p>Questo \u00e8 lo scopo che ci siamo proposti istituendo particolari forme per la votazione della fiducia al Governo.<\/p><p>\u00c8 interessante poi occuparsi della particolare posizione prevista per il Primo Ministro e della posizione dei diversi Ministri. Anche qui si \u00e8 cercato di attuare il principio del Primo Ministro <em>primus inter pares<\/em>, cio\u00e8 persona la quale non ha possibilit\u00e0 di imporre la propria volont\u00e0 ai colleghi del Ministero. Non si tratta d\u2019un superiore gerarchico; ma nello stesso tempo la sua posizione di preminenza \u00e8 garantita, in quanto che egli ha responsabilit\u00e0 completa ed i Ministri possono essere da lui spinti a svolgere una determinata azione, appunto perch\u00e9 egli \u00e8 Presidente del Consiglio, responsabile dell\u2019attivit\u00e0 collegialmente svolta.<\/p><p>Altro particolare interessante \u00e8 quello della posizione riservata ai diversi Ministri.<\/p><p>Ogni Ministro \u00e8 collegialmente responsabile dell\u2019azione di Governo e ci\u00f2 impedisce di esimersi dall\u2019assumere la responsabilit\u00e0 dell\u2019azione collettiva; d\u2019altra parte, il Ministro \u00e8 responsabile per l\u2019attivit\u00e0 svolta nel suo ramo di amministrazione.<\/p><p>Tali i princip\u00ee fondamentali, relativi alla posizione del Governo; tali le misure previste nel nostro Progetto per impedire il ripetersi di Governi instabili, che ci hanno portato a risultati molto insoddisfacenti.<\/p><p>Le mie critiche al Progetto riguardano, dunque, il fatto che il bicameralismo, principio accolto come fondamentale a parole, viene di fatto abbandonato per cedere il posto al sistema unicamerale.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019elezione del Capo dello Stato, ripeto che sarebbe preferibile sostituire alla formula del Progetto quella della elezione diretta da parte del corpo elettorale, che non sia costituito dalle sole Assemblee legislative.<\/p><p>Finalmente, per quanto riguarda il Governo, ritengo che il Progetto, rivolto ad assicurarne la stabilit\u00e0, possa essere accolto e facilmente migliorato. Noi concepiamo la funzione governativa non come semplice esecuzione di quanto le leggi stabiliscono, ma come attivit\u00e0 concreta, svolta giorno per giorno, nei limiti delle leggi, rispettando le leggi, ma senza limitarsi a eseguirle soltanto. Ecco la differenza che passa fra la nostra concezione del Governo e l\u2019altrui concezione del semplice potere esecutivo. Vogliamo che coloro, i quali hanno la responsabilit\u00e0 della cosa pubblica, siano muniti di sufficienti poteri. Vogliamo che siano sottoposti a controllo, in maniera tale che non possano passare ad usi arbitrari dei poteri discrezionali loro conferiti; ma vogliamo, nello stesso tempo, che il Governo governi. (<em>Applausi\u2019<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Crispo. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Onorevoli colleghi, parler\u00f2 brevemente sul modo in cui il progetto di Costituzione contempla l\u2019attivit\u00e0 legislativa del Governo, argomento del quale, a mio avviso, non si rileva mai abbastanza la gravit\u00e0, per i pericoli enormi che pu\u00f2 produrre una legislazione che taluni scrittori definirono una vera e propria usurpazione del potere legislativo da parte del potere esecutivo.<\/p><p>E mi occupo esclusivamente di questo tema, perch\u00e9 mi pare che questa parte del Progetto presenti le maggiori manchevolezze, come mi sar\u00e0 facile dimostrare.<\/p><p>Come \u00e8 noto, l\u2019attivit\u00e0 legislativa del potere esecutivo si esplica in una duplice forma: attraverso la delega del potere legislativo; attraverso la forma autonoma del decreto-legge.<\/p><p>Il progetto di Costituzione, mentre si occupa dell\u2019attivit\u00e0 legislativa delegata, tace del tutto dell\u2019attivit\u00e0 legislativa autonoma, quella, cio\u00e8, determinata da un vero e proprio stato di necessit\u00e0 e di urgenza.<\/p><p>\u00c8 stato or ora affermato dall\u2019onorevole Codacci Pisanelli che si volle cos\u00ec abolire questa forma di attivit\u00e0 legislativa. Non mi sembra che tale opinione sia da accogliersi essendo, ormai, da tutti riconosciuto che la necessit\u00e0 di fatto possa tramutarsi e si tramuti in una fonte di diritto, e che il decreto-legge ha il suo fondamento e la sua legittimit\u00e0 in uno stato di necessit\u00e0. Basterebbe in proposito ricordare il decreto-catenaccio, tipico esempio di decreto-legge, determinato da opportunit\u00e0 ed esigenze fiscali o finanziarie. Il silenzio del progetto \u00e8, dunque, una lacuna che bisogner\u00e0 colmare.<\/p><p>Per quanto attiene all\u2019attivit\u00e0 delegata, non si discute pi\u00f9, ormai, il principio della legittimit\u00e0 della delega: si discute soltanto, come \u00e8 noto, se l\u2019esercizio della delega debba essere circoscritto, vale a dire disciplinato e contenuto in una norma che ne stabilisca i limiti e determini la materia, quale oggetto dell\u2019attivit\u00e0 legislativa delegata, e prestabilisca eventualmente anche il tempo entro il quale questa attivit\u00e0 legislativa sia destinata ad aver vigore.<\/p><p>Ed, infatti, nel Progetto l\u2019articolo 74, lungi dal contemplare una delega generale, un trasferimento, cio\u00e8, di competenza legislativa dal potere legislativo al potere esecutivo, precisa che l\u2019esercizio della funzione legislativa non pu\u00f2 essere delegato se non previa determinazione di princip\u00ee e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.<\/p><p>A mio avviso, non pu\u00f2 non approvarsi il divieto della concessione dei cos\u00ec detti pieni poteri; ma, d\u2019altra parte, deve rilevarsi che la norma dell\u2019articolo 74 obbedisce soltanto alle esigenze del tempo normale, e non a quelle straordinarie che possono presentarsi, per esempio, in tempo di guerra. Io ebbi gi\u00e0 modo di fare lo stesso rilievo in rapporto alla sospensione eventuale dei diritti individuali, e ricordo che molto cortesemente l\u2019onorevole Presidente della Commissione dei Settantacinque promise di tener conto delle osservazioni da me fatte in quella sede. Ora, anche a proposito dell\u2019articolo 74, il rilievo ha la sua importanza. Perch\u00e9 non \u00e8 possibile che in tempo di guerra si possa dare al Governo una delega, caso per caso, per gli eventuali provvedimenti che la condotta della guerra esige. \u00c8 evidente, per altro, che quando mi riferisco alla delega generale per il tempo di guerra, essa debba trovare la sua limitazione nella natura dei provvedimenti da emanarsi, nel senso che la delega generale deve essere concessa esclusivamente per i provvedimenti resi necessari dalla condotta della guerra, e non potr\u00e0 estendersi a provvedimenti estranei alla condotta della guerra.<\/p><p>Si pu\u00f2, adunque, concludere che, fermo restando il principio di una delega circoscritta, cos\u00ec come \u00e8 stabilito nell\u2019articolo 74, occorrer\u00e0 aggiungere una norma nella quale si preveda la delega generale per il tempo di guerra in rapporto a quei provvedimenti che fossero resi necessari dalla condotta della guerra, provvedimenti la cui competenza non potrebbe essere se non del potere esecutivo.<\/p><p>Seconda manchevolezza del Progetto. In tema di attivit\u00e0 legislativa delegata, \u00e8 evidente che il potere delegato debba contenersi nei limiti della delega conferita. Ora, il Progetto non contempla alcun controllo per il caso di eccesso o di infedelt\u00e0 nell\u2019adempimento della delega. E non mi pare che si possa fare richiamo al capoverso dell\u2019articolo 74, laddove \u00e8 detto che per i decreti legislativi valgono le norme stabilite in ordine alla Corte costituzionale.<\/p><p>Nel senso, cio\u00e8, che se la Corte Costituzionale, a norma dell\u2019articolo 126 del Progetto, giudica della incostituzionalit\u00e0 di tutte le leggi, secondo il richiamo del capoverso dell\u2019articolo 74, dovrebbe poter giudicare anche eventualmente della incostituzionalit\u00e0 dei decreti legislativi; ma altra cosa \u00e8 la incostituzionalit\u00e0 della legge, la quale innegabilmente si riferisce a quei requisiti formali ed esteriori che i vari ordinamenti costituzionali stabiliscono perch\u00e9 un provvedimento acquisti la forma e la forza di legge, ed altra cosa \u00e8 la mancata corrispondenza del contenuto del decreto alla delega, ossia il mancato rispetto da parte del potere delegato dei limiti della delega. In tale caso, non pu\u00f2 esservi altro controllo che non sia quello del potere delegante, epper\u00f2 manca nel progetto la norma che contempli tale controllo e lo disciplini.<\/p><p>Mi sembra, inoltre, che anche inopportunamente si sia fatto richiamo, a proposito dei decreti legislativi, alle norme sul <em>referendum<\/em> nell\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 74, dove \u00e8 detto che per i decreti legislativi valgono le norme stabilite per le leggi in ordine al <em>referendum.<\/em><\/p><p>Difatti, nel caso di legge vera e propria, l\u2019applicazione del <em>referendum<\/em> \u00e8 subordinata a determinate condizioni, quale, per esempio, quella che la legge sia stata approvata con una maggioranza inferiore ai due terzi; mentre ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire nel caso di un decreto legislativo che \u00e8 un provvedimento che rientra esclusivamente, per effetto della delega, nella competenza del potere delegato. Pertanto, se anche si dovesse ritenere applicabile il <em>referendum<\/em> ai decreti legislativi, dovrebbe farsi un opportuno emendamento, prescindendosi dalle condizioni per le quali si applica il <em>referendum <\/em>a proposito delle norme legislative vere e proprie.<\/p><p>Concludendo questa prima parte delle mie osservazioni, io rilevo, e presenter\u00f2 un opportuno emendamento, che occorre aggiungere alla norma dell\u2019articolo 74 un comma che preveda una delega generale in rapporto a provvedimenti contingenti ed urgenti, determinati dal tempo di guerra, e occorre stabilire una norma che preveda un controllo da parte del potere legislativo che permetta di verificare se il potere delegato si sia mantenuto nei limiti della delega conferita.<\/p><p>Osservavo or ora che l\u2019articolo 74 non fa cenno del decreto-legge. Io ripeto ancora una volta che il silenzio del progetto di Costituzione non pu\u00f2 interpretarsi nel senso che si \u00e8 voluta vietare questa forma di attivit\u00e0 legislativa, pur necessaria e inevitabile in determinate contingenze.<\/p><p>Peraltro, mi permetto ricordare che questa materia \u00e8 interamente regolata da una legge che, per quanto io sappia, non \u00e8 stata ancora abrogata: la legge del 31 gennaio 1926, n. 100, la quale disciplina il modo ed il funzionamento dell\u2019attivit\u00e0 legislativa del potere esecutivo per mezzo dei decreti-legge. Si devono, adunque, trasferire dal terreno propriamente legislativo al terreno costituzionale le norme in proposito, perch\u00e9 non sia aperto l\u2019adito a maggiori e pi\u00f9 pericolosi abusi.<\/p><p>Si ritiene che, durante il ventennio fascista, ammontarono a ben 30 mila i decreti-legge emessi dal Governo, alcuni dei quali perfino per la nomina di qualche impiegato. N\u00e9 farebbe sorpresa che l\u2019abuso continuasse in regime democratico: di qui la necessit\u00e0 di norme atte a stabilire che il decreto-legge pu\u00f2 essere emanato esclusivamente nei casi di urgenza e di necessit\u00e0, ed a precisare che tali casi non sono mai ammissibili, quando le Camere legislative sono in funzione. Tali norme dovrebbero essere integrate con quelle relative alla conversione in legge, al termine di presentazione per la conversione, e a quello entro il quale la conversione debba aver luogo.<\/p><p>Occorrerebbe, infine, stabilire la necessit\u00e0 di delegazioni legislative anche per i decreti-catenaccio, come avviene in Francia, in Belgio, in Svizzera.<\/p><p>Osservo finalmente che nel progetto di Costituzione non \u00e8 cenno alcuno delle cos\u00ec dette \u00abordinanze di necessit\u00e0\u00bb, le quali, pur avendo comune il principio sul quale si fonda il decreto-legge, obbediscono a ben altre esigenze.<\/p><p>L\u2019ordinanza di necessit\u00e0 \u00e8 quella che si emette nei casi di allarme, di pericolo pubblico, di guerra, o di stato d\u2019assedio, quando, cio\u00e8, le libert\u00e0 individuali corrono pericolo di essere limitate o sospese: \u00e8, quindi, necessario stabilire rigorose garanzie sull\u2019uso della potest\u00e0, ad impedire eccessi e trasmodanze da parte del potere esecutivo.<\/p><p>Anche per quanto si riferisce alla potest\u00e0 regolamentare, il progetto \u00e8 del tutto manchevole. Difatti, nell\u2019articolo 83 \u00e8 detto che il Presidente della Repubblica promulga le leggi, ed emana i decreti legislativi ed i regolamenti. Quali regolamenti? Quelli per la esecuzione delle leggi, quelli delegati, quelli detti indipendenti, o quei regolamenti di indole generale, cosiddetti esterni, che possono valere <em>erga omnes<\/em> e per i quali occorrono le opportune riserve circa la materia che potr\u00e0 formare oggetto di regolamento? Ora, il progetto di Costituzione tace del tutto, e non v\u2019\u00e8 alcuno che non intenda la necessit\u00e0 di norme in proposito.<\/p><p>Queste mie osservazioni, onorevoli colleghi, non hanno alcuna pretesa. Vogliono essere modesti rilievi di buon senso, intesi esclusivamente a richiamare l\u2019attenzione della onorevole Commissione, nella fiducia che essa vorr\u00e0 compiacersi di rivedere questa parte del Progetto, integrandola, se lo creder\u00e0, con le disposizioni di cui ho fatto cenno. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Russo Perez, Nobile e Perrone Capano, iscritti a parlare, si trovano a Gstaad, col gruppo dei membri di questa Assemblea che si \u00e8 recato a quel convegno, e sebbene non abbiano un congedo regolare, possiamo considerare che si trovino assenti per una funzione che interessa direttamente anche l\u2019Assemblea.<\/p><p>Non essendo presenti gli onorevoli De Michelis, Vinciguerra, Piccioni, Fuschini e Fusco, si intende che abbiano rinunziato a parlare.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Preziosi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PREZIOSI. Onorevoli colleghi, io dir\u00f2 poche parole soltanto su un argomento, che credo possa interessare molto l\u2019Assemblea e soprattutto alcuni membri di essa. Parler\u00f2 brevemente del progettato metodo di formazione del futuro Senato.<\/p><p>Comincio con raffermare una mia opinione: il terzo dei componenti del futuro Senato non dovrebbe essere eletto, come \u00e8 previsto nel progetto di Costituzione, dai membri dei Consigli regionali. A me pare gravissimo errore dire ai membri dei Consigli regionali la facolt\u00e0 di eleggere un terzo dei senatori. \u00c8 un errore perch\u00e9 l\u2019elezione di questo terzo dei membri della seconda Camera, che nel loro complesso pare dovrebbero assommare a 311 o 315, affidata ai Consigli regionali, darebbe adito alla possibilit\u00e0 che una maggioranza, formatasi occasionalmente in seno ad essi, possa eleggere coloro i quali meglio potrebbero essere scelti direttamente dalla massa elettorale.<\/p><p>Insomma, noi avremmo questa situazione di fatto: che cio\u00e8 i Consigli regionali, con una maggioranza di due, tre o quattro membri, eleggerebbero il terzo dei componenti del futuro Senato. Insomma, ad esempio, in una assemblea regionale come la siciliana \u2013 non voglio fare riferimento a nessuna situazione politica, ma solo ad una situazione di fatto \u2013 nell\u2019assemblea regionale siciliana in cui c\u2019\u00e8 una maggioranza di 46-47 membri contro, non so, 38, 39 membri dall\u2019altra parte, questi 46 o 47 membri soltanto eleggerebbero un determinato numero di senatori.<\/p><p>A me pare, onorevoli colleghi, che questo punto del progetto di Costituzione vada senz\u2019altro modificato. Facciamo in modo che anche i membri della seconda Camera possano essere eletti a suffragio universale direttamente dagli elettori. Credo che si avrebbe un risultato migliore: si avrebbe cio\u00e8 una seconda Camera espressione diretta della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Ho finito per questa parte e passo a quella che si pu\u00f2 considerare la parte pi\u00f9 delicata, riguardante la composizione del futuro Senato.<\/p><p>Secondo il progetto, noi avremmo dunque un terzo di senatori eletti dai Consigli regionali, due terzi eletti dalla massa elettorale. Ora, a me pare che sia un gravissimo errore non costituire nella futura Camera alta, nel futuro Senato, un nucleo iniziale di senatori i quali possano davvero considerarsi come l\u2019ossatura del Senato stesso.<\/p><p>Noi sappiamo \u2013 lo sentiamo gi\u00e0 attraverso i discorsi che si fanno fra colleghi \u2013 che un po\u2019 tutti considerano necessario porre la propria candidatura alla Camera dei deputati, un po\u2019 tutti escludono la possibilit\u00e0 di porre la loro candidatura al Senato.<\/p><p>Quindi noi avremmo gi\u00e0 questa specie di assurdo: che i candidati al Senato sarebbero coloro che, comunque, non avessero potuto essere eletti deputati. Avremmo insomma una massa nuova la quale non so come si regolerebbe inizialmente di fronte ai problemi importanti dei quali sar\u00e0 investito il futuro Senato.<\/p><p>Insomma, noi non dobbiamo dimenticare che il Senato, cos\u00ec come \u00e8 contemplato nel Progetto di Costituzione, avrebbe le stesse prerogative della Camera dei deputati, su per gi\u00f9 le stesse, se non superiori. Comunque, il Senato avrebbe le stesse alte funzioni della Camera in alcuni momenti gravi per la Nazione; come nel momento dell\u2019elezione del Capo dello Stato.<\/p><p>Mi sembra, pertanto, giusto creare un nucleo iniziale di senatori con uomini democratici, con uomini degnissimi, che abbiano portato il loro contributo di intelligenza, di onore e di devozione alla Patria.<\/p><p>Quali dunque dovrebbero essere gli uomini i quali dovrebbero formare, secondo la mia modesta opinione, il nucleo iniziale del Senato? Gli ex deputati, gli ex membri del Parlamento che abbiano almeno un determinato numero di legislature.<\/p><p>Voi sapete benissimo (basta scorrere l\u2019elenco alfabetico dei deputati, l\u00e0 dove si parla dell\u2019anzianit\u00e0 dei deputati dell\u2019Assemblea Costituente) che di deputati con cinque legislature ve ne sono appena otto e di deputati con quattro legislature ve ne sono appena 19. Perch\u00e9, onorevoli colleghi, noi vogliamo escludere questi uomini che hanno dato per lungo tempo il loro contributo alle fortune della Patria dalla vita politica attiva?<\/p><p>Perch\u00e9 qui sorge un problema di indole concreta. Tutti sappiamo che le future elezioni saranno durissime. Si parla di circoscrizioni ristrette, ma sotto altri punti di vista ci si accorge che le circocoscrizioni sono allargate. Come si pu\u00f2 pretendere, insomma, che uomini che hanno superato i 70 anni, che hanno dedicato la loro vita alla politica, che hanno onoratamente seduto su questi banchi per quattro o cinque legislature debbano fare una dura campagna elettorale, debbano girare cos\u00ec come pu\u00f2 girare un giovane di 30-40 anni o un uomo di 50-60? Il problema bisogna guardarlo non solo da un punto di vista giuridico, ma anche da un punto di vista concreto e pratico. Insomma questi uomini dovrebbero deliberatamente ritirarsi dalla vita politica quando possono invece portare alla vita politica rinnovata del nostro Paese il loro contributo e la loro competenza. Fermiamoci su questo punto, onorevoli colleghi, ed io penso che non cascher\u00e0 il mondo, che non si lamenteranno, ad esempio, gli amici socialisti, se in questa Assemblea passer\u00e0 un emendamento il quale stabilisca che coloro che hanno quattro o cinque legislature possono essere nominati di diritto senatori con decreto del Capo dello Stato, salvo che, pur avendo quattro o cinque legislature, preferiscano fare ancora i giovanissimi o allontanarsi dalla politica attiva; in modo che, ad esempio, se c\u2019\u00e8 un deputato il quale ha gi\u00e0 quattro o cinque legislature ed \u00e8 ancora giovane di animo ed \u00e8 nominato di diritto senatore, possa, se lo voglia, presentarsi candidato alla prima Camera. Per essere nominati senatori di diritto basterebbe avere un\u2019anzianit\u00e0 parlamentare di quattro o cinque legislature; per\u00f2 \u00e8 naturale che la nomina sarebbe subordinata all\u2019accettazione dai prescelti.<\/p><p>A me pare che non si potrebbero lamentare di una simile regolamentazione, ad esempio, i colleghi socialisti se si pensa che su 19 membri di questa Camera che si trovano con quattro legislature, vi sono 5 socialisti. Ai fini statistici \u00e8 interessante sapere che, su otto membri di questa Camera che si trovano con cinque legislature, vi sono tre socialisti, un comunista, un liberale, due demo-laburisti ed un socialista indipendente, Labriola. Come vedete, non si urterebbe la suscettibilit\u00e0 di nessuno e poi non \u00e8 qui il caso di fare questioni di partito o questioni politiche.<\/p><p>Si tratta di affermare un principio generale, un doveroso riconoscimento per coloro che hanno servito devotamente, fedelmente e democraticamente il Paese.<\/p><p>Quindi io penso che si possa votare un simile emendamento. Cos\u00ec si eviterebbe di avere un Senato \u2013 perdonatemi l\u2019espressione un po\u2019 dura \u2013 raffazzonato; si avrebbe una seconda Camera con uomini che con la loro esperienza e competenza potrebbero insegnare molte cose ai nuovi arrivati pure degni; potrebbero insegnare molte cose a coloro che per la prima volta comincerebbero a servire in alto luogo il loro Paese. Io penso che cos\u00ec noi potremmo finalmente dare un riconoscimento a coloro che hanno sempre servito democraticamente il Paese; e non faremmo una cosa eccezionale. Oserei dire che compiremmo un dovere di riconoscimento verso gli anziani che ci sono stati maestri di vita, maestri di democrazia, maestri di onest\u00e0 politica. In questo senso concludo le mie modeste parole e presenter\u00f2 a parte un emendamento in relazione a quanto ho detto. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 forse opportuno sospendere a questo punto la discussione, ad evitare troppe decadenze di iscrizioni per l\u2019assenza di tanti colleghi. Io penso che nella giornata odierna abbiamo dato l\u2019abbrivio alla ripresa dei lavori. A cominciare da domani, con regolarit\u00e0 normale, chiamer\u00f2 a parlare gli iscritti e non arretrer\u00f2 dinanzi alla triste prospettiva che molti di essi, per assenza, non parlino.<\/p><p>Una osservazione: dagli interventi di quest\u2019oggi mi \u00e8 parso di constatare che ogni oratore parla in genere su questioni definite che d\u00e0nno sostanza a determinati articoli del testo del progetto. Da questo punto di vista molti dei colleghi iscritti a parlare nella discussione generale potrebbero forse pi\u00f9 opportunamente intervenire in sede di emendamenti. Ci\u00f2 darebbe al nostro lavoro un ritmo pi\u00f9 rapido, evitandosi cos\u00ec che il necessario rigore da applicarsi in sede di discussione generale tolga a troppi la possibilit\u00e0 di esprimere il loro avviso.<\/p><p>Rinvio, comunque, il seguito della discussione alla seduta pomeridiana di domani.<\/p><p>Per la discussione di una mozione e di un\u2019interpellanza.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Permetta l\u2019Assemblea che io faccia una dichiarazione a proposito della mozione Nenni ed altri. Il Governo non ha nessuna difficolt\u00e0 ad affrontare il dibattito sui problemi economico-finanziari. Crede per\u00f2 pi\u00f9 conveniente e pi\u00f9 utile che sia presente anche il Vicepresidente, Ministro del bilancio, onorevole Einaudi, il quale \u00e8 stato inviato in missione ufficiale a Londra.<\/p><p>Passeranno probabilmente otto giorni circa, prima del suo ritorno. Credo che l\u2019Assemblea consenta che sarebbe conveniente e pi\u00f9 utile che il dibattito su questi problemi avvenisse in presenza sua; senza aggiungere che disgraziatamente, proprio oggi, \u00e8 stato portato in clinica il Ministro dell\u2019industria, che \u00e8 Presidente del Comitato prezzi.<\/p><p>Non so se il proponente acceda a questo mio suggerimento.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Per quanto io sia deferente al desiderio espresso dall\u2019onorevole Presidente del Consiglio, che il dibattito, da noi desiderato, avvenga con la presenza del Vicepresidente del Consiglio, il quale certamente ha una parte notevole di responsabilit\u00e0 nella politica che il Governo segue attualmente, pure desidererei che sin da ora si fissasse la data per l\u2019inizio della discussione sulla mozione di sfiducia.<\/p><p>Mi sembra che si possa conciliare il legittimo desiderio dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio di avere a suo fianco l\u2019onorevole Vicepresidente del Consiglio, e mi auguro anche l\u2019onorevole Ministro dell\u2019industria, col desiderio, altrettanto legittimo, che la discussione non sia troppo ritardata.<\/p><p>Ritengo che esistono nel Paese sufficienti motivi di allarme, perch\u00e9 l\u2019Assemblea affronti il tema da noi proposto.<\/p><p>In queste condizioni, se l\u2019onorevole Presidente del Consiglio \u00e8 d\u2019accordo, potremmo fin da ora fissare per mercoled\u00ec o gioved\u00ec prossimo l\u2019inizio della discussione.<\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Quando \u00e8 partito l\u2019onorevole Einaudi, insieme all\u2019onorevole Presidente della Commissione di finanze e tesoro, era previsto, fra l\u2019andare e il venire, un periodo di dieci giorni. Ora, mercoled\u00ec evidentemente sarebbe troppo vicino; bisognerebbe fissare gioved\u00ec o venerd\u00ec.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Accettiamo gioved\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Hanno ancora diritto di parlare su questo argomento due deputati. Invito gli onorevoli colleghi a rinunciare ad esprimere con confusi mormorii la loro opinione, ed a chiedere invece la parola per fare eventuali proposte o controproposte.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Propongo luned\u00ec, 22.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Il giorno 22 \u00e8 certissimo, perch\u00e9 \u00e8 la fine dei lavori della Banca Internazionale.<\/p><p>CAPUA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPUA. Dato che la discussione sulla mozione \u00e8 subordinata al ritorno dell\u2019onorevole Einaudi, propongo di stabilire la data di 48 ore dopo il ritorno dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Modificherei la mia proposta nel senso che la discussione della mozione sia fissata per il giorno 23.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono, dunque, tre proposte, naturalmente se l\u2019onorevole Capua conserva la sua.<\/p><p>C\u2019\u00e8 la proposta del Presidente del Consiglio, accettata dall\u2019onorevole Nenni, di fissare la discussione per gioved\u00ec 18.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> No. Io ritiro la mia proposta ed accetto la proposta dell\u2019onorevole Cevolotto. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Se vogliamo sul serio fare una discussione che non abbia semplicemente lo scopo politico (beninteso, lo scopo politico, \u00e8 evidente, \u00e8 un diritto dell\u2019Assemblea), ma sia anche un dibattito che oltre alle critiche contenga suggerimenti utili e costruttivi, \u00e8 necessario che vi sia presente il responsabile del Ministero del bilancio. Io, per parte mia, far\u00f2 tutto per affrettare la sua venuta, ma non posso mettere evidentemente un consesso internazionale di fronte ad una data cos\u00ec prossima.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Se per gioved\u00ec 18 il Vice-presidente del Consiglio non fosse presente, noi non grideremmo allo scandalo ove ci si chiedesse un breve rinvio.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego coloro i quali hanno formulato proposte, di fissarle in termini definitivi. Pi\u00f9 nessun altro ha diritto di prendere la parola. Poi passeremo al voto delle singole proposte concrete, a meno che non si giunga ad una proposta unificata.<\/p><p>La sua proposta, onorevole Nenni, \u00e8 un po\u2019 elastica: essa fissa il giorno 18, a meno che il Ministro del bilancio non sia presente. In questo caso la data del 18 non sarebbe pi\u00f9 valida. Mi pare quindi che la sua proposta venga quasi a coincidere con quella dell\u2019onorevole Capua che parte dalla premessa della presenza del Ministro del bilancio dandogli un termine congruo perch\u00e9 possa prepararsi alla discussione.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare per proporre un emendamento alla proposta dell\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Io faccio un emendamento alla proposta dell\u2019onorevole Cevolotto, in questo senso: vorrei fare osservare che il 22 \u00e8 luned\u00ec per cui sarebbe opportuno portare la data al 23 (<em>Approvazioni<\/em>), e si potrebbe iniziare in tal modo la discussione con la sicurezza di poterla finire. L\u2019onorevole Nenni pu\u00f2 essere soddisfatto egualmente di questa data, perch\u00e9 essa mi pare sufficientemente vicina ai suoi desideri.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fuschini, l\u2019onorevole Cevolotto ha gi\u00e0 proposto di stabilire la data del 23.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. L\u2019onorevole Nenni potrebbe essere soddisfatto della data del 23, ma non capisce perch\u00e9 non ci si debba attenere alla data del 18 indicata dal Presidente del Consiglio.<\/p><p>FUSCHINI. Per non avere interruzioni nella discussione.<\/p><p>NENNI. Comunque la questione non \u00e8 di sapere se arriveremo alla discussione tre giorni prima o tre giorni dopo; direi che tutto si riduce all\u2019apprezzamento della situazione attuale del Paese. Se ci sono colleghi che in buona fede credono che la situazione economica, sociale e politica attuale si riduca tutta al fatto che ci sarebbero in Italia un certo numero di agitatori e di sobillatori (<em>Commenti al centro<\/em>), allora si pu\u00f2 benissimo rinviare la discussione anche di due o tre mesi.<\/p><p>Se invece si \u00e8 convinti, come noi siamo convinti, che la situazione attuale deriva da elementi obiettivi, aggravati da una politica sbagliata, allora si potr\u00e0 affrettare al massimo la discussione.<\/p><p>Ci\u00f2 detto, mi rimetto all\u2019opinione del Presidente del Consiglio.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Devo una spiegazione. Avevo detto prima otto o dieci giorni; poi il Ministro del tesoro mi ha fatto osservare che le sedute della Banca Internazionale finiscono il 22. Allora, mi sono affrettato ad associarmi alla proposta del 23.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta che la mozione presentata dall\u2019onorevole Nenni e altri colleghi sia posta all\u2019ordine del giorno della seduta pomeridiana del giorno 23 di questo mese.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Per quale motivo, onorevole Togliatti?<\/p><p>TOGLIATTI. Per questa ragione: prima della chiusura dei lavori parlamentari avevo presentato una interpellanza di urgenza al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell\u2019interno, relativa a determinate questioni della politica interna del Governo, particolarmente alla difesa della libert\u00e0 di propaganda e delle libert\u00e0 democratiche in genere. Dato che la mozione dell\u2019onorevole Nenni investe non soltanto la politica economica, ma un po\u2019 tutta la politica generale del Governo, io vorrei riservarmi, se l\u2019onorevole Presidente del Consiglio non ha nulla in contrario, di trasformare la mia interpellanza di urgenza in mozione e discuterla insieme alla mozione dell\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>Vorrei sapere se l\u2019onorevole Presidente del Consiglio ha qualche cosa contro questo mio desiderio.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non ho da fare che una obiezione di carattere estetico, perch\u00e9 problemi di tale natura, cio\u00e8 di politica interna, di polizia, ecc., sono meno atti a far trovare la soluzione dei problemi economici. Per il resto sono d\u2019accordo e non ho nulla in contrario.<\/p><p>PRESIDENTE. La mozione dell\u2019onorevole Nenni suona: \u00abLa politica generale del Governo ed in particolare quella economica e finanziaria\u00bb. Comunque, poich\u00e9 mi pare che l\u2019onorevole De Gasperi non abbia invocato argomenti politici o di procedura, ma argomenti estetici e formali, credo che la richiesta dell\u2019onorevole Togliatti possa essere accolta.<\/p><p>TOGLIATTI. Allora, mi riservo di trasformare la mia interpellanza in mozione.<\/p><p>Risposta ad una interrogazione.<\/p><p>FARALLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FARALLI. Poich\u00e9 \u00e8 presente il Ministro della marina mercantile vorrei domandargli se a quella interrogazione che ho presentata unitamente ai colleghi Barbareschi e Pertini a proposito del dirottamento del piroscafo <em>Conte Biancamano<\/em>, data la natura particolare di questa interrogazione, pu\u00f2 rispondere domani.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Sono disposto a rispondere anche subito.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso che sia opportuno procedere allo svolgimento dell\u2019interrogazione. Abbrevieremo cos\u00ec il tempo da dedicare alle interrogazioni nelle prossime sedute.<\/p><p>L\u2019interrogazione \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della marina mercantile, per conoscere quali inoppugnabili ragioni hanno consigliato il dirottamento verso altro porto del piroscafo <em>Conte Biancamano<\/em> appartenente di fatto e di diritto al compartimento di Genova, dove avrebbe dovuto arrivare fin dal giorno 30 agosto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro della marina mercantile ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Come \u00e8 noto anche agli onorevoli interroganti, i piroscafi <em>Conte Grande<\/em> e <em>Conte Biancamano<\/em>, dopo le vicende della guerra, sono stati restituiti dal Governo degli Stati Uniti d\u2019America a quello italiano con determinate condizioni circa il servizio loro fino al 31 dicembre 1948.<\/p><p>Il <em>Conte Grande<\/em>, appartenendo in origine alla Societ\u00e0 Italiana di Genova, \u00e8 stato avviato al porto di Genova dove gi\u00e0 si trova da parecchie settimane.<\/p><p>Il <em>Conte Biancamano<\/em>, pur essendo iscritto alle matricole del Compartimento marittimo di Genova, perch\u00e9 in origine di pertinenza della societ\u00e0 \u00abLloyd Sabaudo\u00bb, aveva la sua sede naturale a Trieste essendo passato in propriet\u00e0 del \u00abLloyd Triestino\u00bb di Trieste.<\/p><p>Entrambi i piroscafi, che durante la guerra furono adibiti dagli americani come trasporti militari, hanno ora bisogno di ingenti lavori di ripristino per i quali occorre predisporre il relativo finanziamento di rilevante entit\u00e0 da parte dello Stato.<\/p><p>Le previsioni si aggirano sui tre miliardi di lire per ciascuno. Una volta che siano stati decisi in senso affermativo tali lavori, sar\u00e0 necessario indire una gara fra i vari cantieri nazionali per determinare la migliore offerta sotto il punto di vista tecnico e finanziario. Intanto, mentre il <em>Biancamano<\/em> era ancora in viaggio di ritorno in Italia, sono sorte contestazioni fra Genova e Trieste circa la definitiva destinazione della nave. Da parte di Genova la contestazione \u00e8 stata promossa soltanto dai marittimi iscritti al turno particolare di Genova del \u00abLloyd Triestino\u00bb, che si sono messi in agitazione perch\u00e9, da lungo tempo disoccupati, speravano con l\u2019arrivo del <em>Conte Biancamano<\/em> in Genova di poter usufruire di un turno di imbarco.<\/p><p>A tale riguardo \u00e8 da tenere presente che, perch\u00e9 la nave possa riprendere il servizio di linea e quindi imbarcare un equipaggio completo, cio\u00e8 tale da alleviare l\u2019attuale crisi di disoccupazione di quei marittimi genovesi del \u00abLloyd Triestino\u00bb, dovr\u00e0 forzatamente passare un lungo periodo. \u00c8 da premettere ancora che sopra una nave in lavori di riparazioni viene di regola imbarcato un piccolo numero di marittimi che non partecipa ai lavori stessi, che sono di esclusiva competenza degli operai dei cantieri, ma effettua le cosiddette \u00abcomandate\u00bb per sorveglianza interna, pulizia, difesa antincendi. Quindi passando il <em>Conte Biancamano<\/em> in lavori di ripristino quando saranno finanziati e decisi, solamente poche decine di marittimi potrebbero trovare in tal modo occupazione. Ma va tenuto conto che nel frattempo, in attesa di ogni decisione, la nave dovrebbe mettersi in disarmo, restando a bordo soltanto il nucleo essenziale per la custodia e la sicurezza della nave. E pertanto il numero dei marittimi del \u00abLloyd Triestino\u00bb dimoranti a Genova, che potrebbe avvicendarsi, sarebbe pur sempre minimo e tale, comunque, da non influire effettivamente sulla attuale dolorosa loro disoccupazione.<\/p><p>D\u2019altra parte, invece, onorevoli colleghi, nel settore di Trieste le maestranze di quei cantieri e quei marittimi, che contano larghe masse di disoccupati, considerando che sono stati affidati a Genova i lavori di grandi unit\u00e0 appartenenti a Trieste \u2013 come il <em>Vulcania<\/em> e il <em>Gerusalemme \u2013 <\/em>e che a Genova si trova il <em>Conte Grande<\/em>, hanno reclamato perch\u00e9 il <em>Conte Biancamano<\/em> sia inviato a Trieste.<\/p><p>In vista di tali contrastanti richieste, il Ministero della Marina mercantile, tenendo presente soprattutto che nulla \u00e8 stato ancora deciso per i lavori di ripristino delle due navi, onde lasciare impregiudicata la questione, ha ritenuto di ordinare che il <em>Conte Biancamano <\/em>facesse scalo a Messina e l\u00ec si mettesse in disarmo in attesa delle definitive decisioni circa il cantiere che assumer\u00e0 i lavori di ripristino. E ci\u00f2 tenuto anche presente che recenti esperienze ammoniscono che, una volta che una nave approdi in un porto per riparazioni e che tale porto disponga di cantieri capaci di effettuarle, \u00e8 molto difficile inviarla altrove, date le proteste e le agitazioni delle maestranze locali.<\/p><p>I marittimi di Genova del \u00abLloyd Triestino\u00bb, insistendo nella loro richiesta che il <em>Conte Biancamano<\/em> sia inviato a Genova, hanno proposto che in sostituzione del <em>Conte Biancamano<\/em> venga da Genova inviato a Trieste il <em>Conte Grande.<\/em> La proposta non pu\u00f2 essere presa in considerazione perch\u00e9, per dare occupazione a poche decine di persone, in sostituzione di altre della medesima societ\u00e0, si dovrebbe, in modo antieconomico ed illogico, disporre lo spostamento di due grandi navi dalle loro sedi naturali.<\/p><p>Concludendo, l\u2019agitazione dei marittimi del \u00abLloyd Triestino\u00bb dei turni di Genova, non ha consistenza materiale, per la limitatissima entit\u00e0 dello spostamento della disoccupazione e della occupazione che il reclamato invio a Genova del <em>Conte Biancamano <\/em>potrebbe produrre.<\/p><p>Per quanto riguarda personalmente me, considerino gli onorevoli colleghi interroganti, che io debbo astrarre, come Ministro della marina mercantile, dalla mia qualit\u00e0 di ligure e non posso lasciarmi influenzare da pressioni locali che provengono dalla Regione che tanto mi \u00e8 cara.<\/p><p>D\u2019altra parte, mai come in questo momento potrei prescindere dal considerare la situazione dei lavoratori del settore di Trieste, togliendo ad essi la speranza che, in una gara per i lavori del <em>Conte Biancamano<\/em>, possano questi venire affidati agli impianti della loro Regione.<\/p><p>Sono, del resto, confortato dall\u2019adesione al mio punto di vista della Confederazione Generale del Lavoro, la quale, comunicando un telegramma della Camera del lavoro di Trieste per l\u2019assegnazione a quel settore del <em>Conte Biancamano<\/em>, mi ha pregato di tenere in tutta considerazione le aspirazioni dei lavoratori triestini.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Faralli ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia soddisfatto.<\/p><p>FARALLI. Le spiegazioni che ha date l\u2019onorevole Ministro della marina mercantile, se possono apparentemente essere soddisfacenti, nella loro realt\u00e0 non lo sono. Non lo sono per due ragioni: prima di tutto \u2013 me lo permetta l\u2019onorevole Ministro \u2013 si erra quando si afferma che il <em>Conte Biancamano <\/em>appartiene al Compartimento di Tieste, perch\u00e9 il <em>Conte Biancamano<\/em> \u00e8 stato passato al compartimento di Genova nel gennaio 1937, quindi il <em>Conte Biancamano \u2013 <\/em>di fatto e di diritto \u2013 appartiene al Compartimento di Genova.<\/p><p>Ora, \u00e8 anche da rilevare che la Societ\u00e0 \u00abLloyd Triestino\u00bb \u2013 che fa parte del gruppo Finmare, e quindi dovrebbe essere di interesse generale e collettivo, interesse cio\u00e8 di tutta la Nazione potenziare, come le altre societ\u00e0 che sono state potenziate nei modi che lo Stato ha potuto \u2013 il \u00abLloyd Triestino\u00bb che ha sede a Genova, non ha avuto nessuna nave; mentre alla sede di Trieste sono state trasferite tutte le navi finora affidate al \u00abLloyd\u00bb stesso, sia per i lavori che per l\u2019armamento, dal che deriva che la sede di Genova del \u00abLloyd Triestino\u00bb ha una larga aliquota di disoccupati che non ha potuto in alcun modo sistemare presso nessuna nave.<\/p><p>Ma il Ministro della marina mercantile ci avverte che il <em>Conte Biancamano<\/em> deve trovare il suo naturale posto di adattamento a Trieste; ora noi possiamo replicargli che, secondo la legge, il suo posto naturale \u00e8 Genova e non Trieste, perch\u00e9 se \u00e8 vero che i lavoratori triestini hanno pur diritto alla nostra considerazione \u2013 voi comprendete bene che io non sono qui n\u00e9 per difendere in particolare i diritti dei lavoratori triestini n\u00e9 in particolare i diritti dei lavoratori di Genova, ma sono qui per difendere unicamente gli interessi di tutta la comunit\u00e0 italiana e quindi di tutti i lavoratori \u2013 noi dobbiamo per\u00f2 obbiettivamente considerare che tutte le navi assegnate fino a questo momento al Lloyd Triestino sono state sempre dirottate, sono sempre state riparate e armate a Trieste, il che significa, per i colleghi che non hanno conoscenza di tal genere di cose&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<\/p><p><em>Voci.<\/em> Lo sappiamo.<\/p><p>FARALLI. &#8230;significa provvederle di tutto il necessario in fatto di rifornimenti e di equipaggio.<\/p><p>Ora, l\u2019unico piroscafo del \u00abLloyd Triestino\u00bb che era stato destinato a Genova, si vede, invece, all\u2019ultimo momento, in seguito ad una decisione non del Governo, ma ad una decisione del direttore generale, che \u00e8 uno dei tanti fratelli Cosulich che tutti conosciamo \u2013 mentre il comandante del piroscafo aveva gi\u00e0 telefonato al dipartimento di Genova di preparare anche i mezzi necessari per pagare l\u2019equipaggio \u2013 all\u2019altezza di una isola che si trova non molto a nord della Sicilia, si vede invece, dicevo, in seguito a una decisione del capitano Cosulich, dirottato per Trieste.<\/p><p>L\u2019equipaggio si ribell\u00f2, non gi\u00e0 per senso di insubordinazione, ma perch\u00e9 era gi\u00e0 stato stabilito che la nave dovesse far rotta per Genova. Attualmente la nave si trova in disarmo a Messina. Ora io faccio presente all\u2019onorevole Ministro della marina mercantile che le ragioni di lavoro da lui addotte non possono sussistere quando gli stessi lavoratori di Genova e gli stessi impiegati del \u00abLloyd Triestino\u00bb dicono che, al posto del <em>Conte Biancamano<\/em>, potrebbe essere trasferito a Trieste il <em>Conte Grande.<\/em><\/p><p>\u00c8 ben vero che il Ministro afferma esser difficili ad effettuarsi tali spostamenti; ma vi \u00e8 un\u2019altra considerazione cui l\u2019onorevole Ministro non ha fatto cenno e che mi sembra non poco grave anche dal punto di vista politico, ed \u00e8 che a Trieste si sta costituendo una societ\u00e0 di navigazione internazionale per iniziativa del direttore generale del \u00abLloyd Triestino\u00bb, capitano Cosulich. Questa societ\u00e0 internazionale dovrebbe sostituire l\u2019organizzazione del \u00abLloyd Triestino\u00bb e quindi accaparrarsi le navi che ad esso appartengono.<\/p><p>Ora, tutte le quattordici navi del \u00abLloyd Triestino\u00bb sono oggi a Trieste; il solo transatlantico <em>Conte Biancamano<\/em> non \u00e8 a Trieste. Il <em>Conte Biancamano<\/em> avrebbe dovuto andare a Genova. Ebbene, se noi permettiamo che anche il <em>Conte Biancamano <\/em>sia dirottato alla volta di Trieste, noi commettiamo due ingiustizie. La prima ingiustizia \u00e8 quella di trascurare completamente il compartimento di Genova; la seconda ingiustizia, che domani potrebbe nuocere non poco all\u2019Italia, \u00e8 quello di far s\u00ec che la societ\u00e0 internazionale, che si sta costituendo a Trieste per iniziativa del capitano Cosulich e che dovr\u00e0 assorbire il \u00abLloyd Triestino\u00bb, potr\u00e0 domani, attraverso una delle tante interferenze di carattere internazionale, rimanere a Trieste a disposizione della nuova compagnia; se invece noi a Trieste trasferiamo il <em>Conte Grande<\/em> che appartiene ad una societ\u00e0 completamente italiana, con sede a Genova, qualunque possano essere gli eventi di questa costituenda societ\u00e0 internazionale, il <em>Conte Grande<\/em> dovrebbe egualmente essere restituito.<\/p><p>Questa \u00e8 una ragione politica che l\u2019Assemblea, onorevoli colleghi, non pu\u00f2 trascurare, e di cui non pu\u00f2 non tener conto. Ed \u00e8 per questo che rinnovo, a nome dei colleghi interroganti, la preghiera all\u2019onorevole Ministro di voler considerare la situazione non soltanto dal punto di vista sotto il quale egli l\u2019ha considerata, ma da un punto di vista pi\u00f9 generale, tenendo conto delle esigenze del personale del \u00abLloyd Triestino\u00bb; tenendo conto delle esigenze che ha il porto di Genova anche nei riflessi, onorevoli colleghi, del movimento passeggeri per l\u2019America. Oggi questo movimento in gran parte \u00e8 fatto con navi che hanno altre bandiere che non la bandiera italiana, anche se gli armatori sono italiani. Non entro nel merito; in altra occasione l\u2019argomento verr\u00e0 esaminato a fondo. Ma, se noi abbiamo sottomano ora un transatlantico, che \u00e8 una delle nostre migliori navi, un transatlantico che, riparato opportunamente \u2013 e bisogna ripararlo, bisogna che il Governo faccia questo sacrificio, altrimenti noi andiamo soltanto ad arricchire quei famosi armatori liberi che sotto l\u2019usbergo delle bandiere americane delle repubbliche del Sud, stanno trasferendo tutto il nostro lavoro di trasporti con le Americhe sotto altre bandiere che non sono la bandiera italiana \u2013 sar\u00e0 un bene strumentale di grande valore pratico e morale; perch\u00e9 fargli correre dei rischi, fargli correre dei pericoli? Il <em>Conte Biancamano<\/em>, trasferito a Genova \u2013 sua sede naturale \u2013 pu\u00f2 rappresentare un elemento di ravvivamento dei nostri rapporti con le Americhe; ma soprattutto il <em>Conte Biancamano<\/em>, tenuto a Genova, ci d\u00e0 l\u2019assicurazione che nessuna compagnia internazionale, qualunque siano gli interferimenti dei Governi stranieri, potr\u00e0 sottrarlo alla marineria italiana, che in questo momento, onorevole Ministro, \u00e8 marineria della collettivit\u00e0 italiana, in quanto la \u00abFinmare\u00bb non \u00e8 uno strumento privato ma \u00e8 un bene strumentale della collettivit\u00e0 italiana: e noi abbiamo il dovere di difenderla, non soltanto da questo banco come socialisti, ma abbiamo il dovere di difenderla soprattutto come italiani. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Mi sembra che l\u2019onorevole interrogante stia battendosi contro i mulini a vento.<\/p><p>FARALLI. Tutt\u2019altro!<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Assicuro l\u2019onorevole Faralli, che la situazione \u00e8 stata esaminata dal Ministero della marina mercantile non sotto un ristretto punto di vista, ma da un punto di vista generale, come egli ha invocato. D\u2019accordo con lui, non ho negato che il <em>Conte Biancamano<\/em> appartenga al Compartimento marittimo di Genova; anzi, ho detto che \u00e8 iscritto a detto Compartimento, perch\u00e9 originariamente era del \u00abLloyd Sabaudo\u00bb, e quando fu costituita la \u00abFinmare\u00bb, il <em>Conte Biancamano<\/em> \u00e8 stato attribuito al \u00abLloyd Triestino\u00bb di Trieste mentre il <em>Conte Grande <\/em>\u00e8 rimasto alla Societ\u00e0 \u00abItalia\u00bb di Genova.<\/p><p>Non \u00e8 nemmeno esatto \u2013 e questo desidero che sia affermato e rilevato \u2013 che l\u2019equipaggio si sia ribellato.<\/p><p>FARALLI. Non si \u00e8 ribellato&#8230;<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Lo ha detto lei! Ma io nego che l\u2019equipaggio del <em>Conte Biancamano<\/em> si sia ribellato ai suoi superiori. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FARALLI. Non l\u2019ho detto; ho chiarito il significato. (<em>Interruzioni dell\u2019onorevole Malagugini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Malagugini, lasci che parli l\u2019onorevole Faralli.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Ha affermato l\u2019onorevole Faralli che una compagnia di navigazione di carattere internazionale si starebbe costituendo a Trieste, per accaparrare le navi del \u00abLloyd Triestino\u00bb. Un riserbo naturale e doveroso mi impedisce qui di precisare quale potr\u00e0 essere la condizione della nostra marina e dei nostri marittimi dello Stato libero di Trieste, e quali saranno per essere le nostre decisioni nell\u2019interesse della marina mercantile nazionale. Posso da questo punto di vista tranquillare, sotto la mia responsabilit\u00e0, l\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Del resto, replicando in tema del preteso pericolo che l\u2019onorevole Faralli ha richiamato all\u2019attenzione dell\u2019Assemblea, che cio\u00e8, andando a Trieste, il <em>Conte Biancamano<\/em> possa essere accaparrato da questa ipotetica e fantomatica compagnia di navigazione internazionale, osserver\u00f2 semplicemente che io non l\u2019ho mandato a Trieste e non lo mander\u00f2 a Trieste finch\u00e9 non sia chiarita la situazione eventuale. Io l\u2019ho fermato a Messina e l\u2019ho messo in disarmo a Messina.<\/p><p>FARALLI. L\u2019ha fermato il capitano Cosulich a Messina e non il Governo!<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Ripeto che sono stato io a mandarlo a Messina; e che \u00e8 stato ivi fermato per ordine del Ministero della marina mercantile! E l\u2019ho fermato a Messina anche in considerazione di non pregiudicare in nessun modo la risoluzione del contrasto che \u00e8 sorto fra i marittimi di Genova e gli operai del settore triestino.<\/p><p>Faccio in proposito presente che oltre ai Cantieri di Trieste esistono in quel settore anche i Cantieri di Monfalcone, che restano compresi nella zona italiana al di qua dei confini stabiliti dal Trattato.<\/p><p>Mi sembra ingiusto e devo rettificare quello che ha affermato l\u2019onorevole Faralli a carico di armatori liberi italiani. Egli ha affermato che gli armatori liberi \u2013 o una parte di questi \u2013 stanno trasferendo il nostro naviglio sotto bandiera estera. \u00c8 questa una accusa veramente ingiusta che l\u2019onorevole Faralli, il quale vive a Genova, non avrebbe dovuto portare dinanzi a questa Assemblea.<\/p><p>Io affermo che gli armatori liberi italiani stanno facendo uno sforzo magnifico, tenace, generoso per ricostruire la nostra marina mercantile. Essi hanno diritto al rispetto di tutti, anche di coloro che politicamente possono essere loro avversari.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che oggi non abbiamo navi di linea sufficienti per il trasporto dei passeggeri e quindi dobbiamo utilizzare tutte le navi che possono essere a nostra disposizione. Vi sono navi straniere che effettuano il trasporto passeggeri dal Sud-America, ma tutte quelle navi che \u00e8 stato possibile utilizzare sono state rapidamente restituite in efficienza, ed altre stanno restituendosi in efficienza per lo sforzo di questi armatori e dei nostri cantieri grandi e piccoli. Naturalmente, vi sono anche navi estere che eseguono questo traffico, come del resto facevano in passato. Io dico all\u2019onorevole Faralli e vorrei dire ai marittimi che risiedono a Genova una parola di tranquillit\u00e0 e di calma. Il Governo non vuole usare ingiustizia a nessuno, e tanto meno personalmente io che sono ligure di nascita, di consuetudine e di affetti; ma in realt\u00e0 \u00e8 mio dovere, quando agisco come Ministro della marina mercantile, trattare la questione dal punto di vista degli interessi nazionali: e non posso pertanto obliterare quelle che sono le aspirazioni delle masse lavoratrici di Trieste e di Monfalcone, sulle quali la disoccupazione grava oggi certamente non meno che su quelle di Genova, come del resto l\u2019invito della Confederazione generale del lavoro \u2013 rivolto a me \u2013 ne fa attestazione. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FARALLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Per quale ragione? L\u2019interrogante pu\u00f2 dire se \u00e8 soddisfatto oppur no. Non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di aggiungere altro. Se mai lei ha sempre la possibilit\u00e0 di presentare nuove interrogazioni, o, informa pi\u00f9 drastica, di presentare un\u2019interpellanza al Governo.<\/p><p>Se lei chiede di parlare per chiarire parole o frasi da lei pronunciate, e che diedero luogo ad interpretazioni a suo giudizio non esatte nell\u2019intervento del Ministro della marina mercantile, per questo scopo preciso posso darle ancora di parlare.<\/p><p>FARALLI. Io intendo chiarire di tutto quanto ho precisato, che cio\u00e8 l\u2019equipaggio si era ribellato all\u2019ordine di trasferirsi a Trieste, ma non ho inteso dire che la ribellione voleva significare quello che normalmente questa parola significa, e cio\u00e8 rivolta. Volevo dire che il Comandante ha telegrafato alla sede del \u00abLloyd Triestino\u00bb precisando che se il piroscafo non si fosse fermato a Messina e avesse dovuto proseguire per Trieste, l\u2019equipaggio non lo avrebbe trasferito a Trieste. Ci sono telegrammi che lo confermano e l\u2019onorevole Ministro della prima marina non lo pu\u00f2 contestare.<\/p><p>D\u2019altra parte io intendo precisare che la cosiddetta fantomatica \u00abSociet\u00e0 di navigazione internazionale\u00bb si sta costituendo a Trieste sotto gli auspici del capitano Cosulich, direttore generale del \u00abLloyd Triestino\u00bb, il quale \u00abLloyd Triestino\u00bb \u00e8 un bene italiano perch\u00e9 fa parte della \u00abFinmare\u00bb.<\/p><p>Ora, per quanto si riferisce alla mia affermazione, che molto lavoro di trasferimento da Genova all\u2019America viene fatto sotto bandiera straniera, questo \u00e8 un fatto e l\u2019onorevole Ministro della marina non mi pu\u00f2 contestare che armatori genovesi e non genovesi hanno comprato delle navi dando loro bandiera panamense. Ci\u00f2 pu\u00f2 rispondere ad un piano di opportunit\u00e0 nei confronti degli alleati; sar\u00e0 fatto per ragioni fiscali; io non lo so: la realt\u00e0 \u00e8 questa e nessun Ministro della marina mercantile pu\u00f2 contestarla o smentirla. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Faralli, la prego di concludere. Ho detto poco fa che se lei intendeva chiarire un equivoco sorto a proposito di una sua frase, le davo la parola. Ma non le posso concedere di rientrare nel merito.<\/p><p>FARALLI. Allora in sede di processo verbale completer\u00f2 il mio pensiero.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che domani si terranno due sedute, alle 10 e alle 16.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se \u00e8 nelle intenzioni del Governo emanare provvedimenti di legge per riparare il danno economico sofferto dagli impiegati statali, nonch\u00e9 da quelli degli Enti locali, dispensati dall\u2019impiego per motivi politici durante il regime fascista e poscia riassunti in servizio. E ci\u00f2 anche in considerazione che agli ex-fascisti prima epurati e poi riammessi negli impieghi, viene corrisposto l\u2019intero trattamento economico per il periodo di tempo durante il quale sono stati assenti dal servizio.<\/p><p>\u00abMartino Gaetano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della difesa e degli affari esteri, sull\u2019azione che si intende svolgere a protezione delle flottiglie pescherecce italiane, che vengono \u2013 secondo notizie raccolte dalla stampa \u2013 arbitrariamente sequestrate e rapinate da mezzi armati della marina jugoslava dentro il limite delle nostre acque territoriali ed in ispregio del diritto delle genti.<\/p><p>\u00abBellavista\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere so non ritenga opportuno accogliere il voto formulato dall\u2019Associazione inquilini dell\u2019Istituto nazionale case economiche e popolari di Messina:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) perch\u00e9 sia revocato il disposto dell\u2019articolo 2 del regio decreto-legge 21 agosto 1940, n. 1289, col quale venne annullato il beneficio gi\u00e0 concesso ai messinesi disastrati dal terremoto del 1908 di acquistare a scomputo gli appartamenti ad essi assegnati;<\/li><li><em>b<\/em>) perch\u00e9 sia ammesso nel Consiglio di amministrazione un rappresentante della suddetta Associazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abMartino Gaetano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere i motivi per i quali le ferriere non hanno ancora consegnato al Genio civile ed all\u2019Istituto delle case popolari di Messina il quantitativo di ferro tondino per cemento armato, gi\u00e0 assegnato dal Ministero competente; e per conoscere altres\u00ec quali provvedimenti il Ministro intende disporre per impedire che la sospensione dei lavori, gi\u00e0 in atto in molti cantieri per mancanza di ferro, si estenda a tutti i cantieri della citt\u00e0 e della provincia con gravissimo danno della ricostruzione e della maestranza. <em>(L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abFiore\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere le cause che ritardano la ricostruzione del tronco ferroviario Pergola-Fermignano della linea Fabriano-Urbino, e quali provvedimenti siano in corso o si intenda sollecitamente adottare per rimuoverle. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMolinelli, Ruggeri Luigi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga giusto e opportuno di prorogare il termine della presentazione delle domande per il concorso per titoli a posti di preside e direttore di istituti medi, termine che dovrebbe scadere il 10 ottobre prossimo.<\/p><p>\u00abSembra giusto che tale termine sia prorogato sino all\u2019espletamento del concorso per soli titoli a cattedre di istituti medi, perch\u00e9, per ovvii criteri di equit\u00e0, possano parteciparvi anche coloro che, pur appartenendo al ruolo inferiore, sono stati presidi reggenti di istituti medi di secondo grado e che, per idoneit\u00e0 precedentemente conseguita, hanno partecipato all\u2019accennato concorso test\u00e9 bandito per soli titoli a cattedre di istituti medi di secondo grado.<\/p><p>\u00abQuesto per i seguenti motivi:<\/p><p>1\u00b0) perch\u00e9 il concorso per capo d\u2019istituto non potr\u00e0 essere espletato subito e, conseguentemente, i vincitori non potranno essere sistemati all\u2019inizio del prossimo anno scolastico;<\/p><p>2\u00b0) perch\u00e9 si verrebbero a danneggiare coloro che essendo stati presidi reggenti, e non incaricati, in momenti difficili della vita nazionale, ed avendo sopportato non lievi sacrifici di ordine morale e materiale, si vedrebbero preclusa la possibilit\u00e0 attuale di partecipare al concorso per soli titoli a posti di capi di istituto, e la possibilit\u00e0 di essere in seguito sistemati, dato il numero rilevante di posti direttivi messi a concorso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta Scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abSchiavetti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 19.5.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><ol><li>\u2013 Interrogazioni.<\/li><li>\u2013 <em>Discussione dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Approvazione degli accordi commerciali e di pagamento stipulati a Roma, tra l\u2019Italia e la Svezia, il 24 novembre 1945. (18).<\/p><p>Norme per la disciplina dell\u2019elettorato attivo e per la tenuta e revisione annuale delle liste elettorali. (16).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXIII. SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 10 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Commemorazioni: Presidente Cevolotto Castelli Avolio Persico Cianca Rodi Crispo Corbi Targetti Sforza, Ministro degli affari esteri Chiostergi Cifaldi Congedi: Presidente Messaggio del Presidente del Praesidium del Soviet Supremo: Presidente Per le dimissioni presentate dall\u2019onorevole Orlando: Presidente Per la pubblicazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2131,2364,2181,2315,2265,2196","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2087","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2087"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6740,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2087\/revisions\/6740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2087"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}