{"id":2085,"date":"2023-09-17T11:24:40","date_gmt":"2023-09-17T09:24:40","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2085"},"modified":"2023-10-21T21:09:43","modified_gmt":"2023-10-21T19:09:43","slug":"martedi-9-settembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2085","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 9 SETTEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2085\" class=\"elementor elementor-2085\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6d01893 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6d01893\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-57275e4\" data-id=\"57275e4\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cfde59e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"cfde59e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470909_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0de2052 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0de2052\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCXII.<\/p><p>SEDUTA DI MARTED\u00cc 9 SETTEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Commemorazioni:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Caronia<\/p><p>Pieri<\/p><p>Nasi<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Mastrojanni<\/p><p>Bernamonti<\/p><p>Bonomelli<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Persico<\/p><p>Bulloni<\/p><p>Cianca<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risposte scritte ad interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Lussu<\/p><p>La Rocca<\/p><p><strong>Annunzio di una mozione:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Nenni<\/p><p>Mazza<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanze <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.10.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta pomeridiana del 30 luglio 1947.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Commemorazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Ben due nomi, devo oggi, a triste inizio della, ripresa dei nostri lavori, pronunciare, poich\u00e9 due colleghi nostri sono stati, per morte improvvisa, sottratti in uno e per sempre alla dolce intimit\u00e0 dei loro focolari ed al fervido pulsare della nostra vita nazionale.<\/p><p>Il 6 agosto si spegneva infatti a Roma, dopo una brevissima violenta infermit\u00e0, il collega onorevole professore Diego D\u2019Amico, Alto Commissario aggiunto per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica. Pervenuto all\u2019esercizio della funzione parlamentare da una attivit\u00e0 scientifica e professionale, che aveva dato gi\u00e0 chiara fama al suo nome come valente studioso e pubblicista e come apprezzato docente universitario, egli rappresentava nella Costituente il collegio della Sicilia occidentale. Pieno di fervore appassionato per la medicina in genere e la scienza oculistica in particolare, aveva fatto del pi\u00f9 valido ordinamento sanitario del Paese il tema di una assidua, perseverante indagine che per pi\u00f9 di un venticinquennio diede fra l\u2019altro frutto di numerosi scritti anche polemici, e di utili iniziative. La sua particolare formazione spirituale e morale lo aveva poi sospinto a ricerche pi\u00f9 difficili e sottili in rami connessi oltre che alla medicina, e cio\u00e8 ai fenomeni pi\u00f9 direttamente legati alla vita materiale, anche ai pi\u00f9 misteriosi processi della psicologia.<\/p><p>La stessa passione operosa l\u2019onorevole D\u2019Amico port\u00f2 nell\u2019Assemblea Costituente, facendosi fra l\u2019altro promotore del Gruppo parlamentare medico, del quale era autorevole Segretario; e la imprevedibile immaturit\u00e0 della sua scomparsa (era nato nel 1895) rende pi\u00f9 vivo il nostro compianto e pi\u00f9 doloroso il lutto dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Non meno profondi il rammarico ed il cordoglio per la scomparsa del collega onorevole avvocato Aldo Caprani, anch\u2019egli \u2013 appena quarantottenne \u2013 abbattuto con crudele repentinit\u00e0 dalla morte nella notte dell\u201911 agosto a Brescia. Dopo essere stato nella guerra 1915-18 soldato valoroso, sospinto poi dal maturare dei tempi e dal suo vivo sentimento di umana comprensione verso le classi diseredate, non poteva non essere e fu nobile combattente della libert\u00e0 e della giustizia sociale. Per questo, nei tempi del trionfo pieno del regime obbrobrioso, egli conobbe i rigori polizieschi, l\u2019esilio, l\u2019internamento in terra straniera. La guerra di liberazione lo trov\u00f2 fra le schiere della resistenza, nei primi gruppi partigiani del bresciano, tra i valorosi combattenti della 54<sup>a<\/sup> Brigata Garibaldi, Commissario interdivisionale di guerra.<\/p><p>Uomo dagli entusiasmi generosi ed oratore appassionante, anche per queste sue doti era stato prescelto dagli elettori di Brescia quale loro rappresentante nell\u2019Assemblea Costituente. E questa si unisce oggi ad ogni altro che lo ebbe caro per compiangerne la scomparsa ed onorarne il ricordo. (<em>Segni di generale consenso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CARONIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARONIA. Onorevoli colleghi, a nome del Gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana e del Gruppo parlamentare siciliano, dir\u00f2 brevemente di Diego D\u2019Amico, cos\u00ec immaturamente ed improvvisamente scomparso.<\/p><p>\u00c8 assai triste per i pi\u00f9 vecchi commemorare i pi\u00f9 giovani, ed \u00e8 specialmente penoso per me, che ebbi il D\u2019Amico allievo, collega, collaboratore prezioso, amico fraterno.<\/p><p>Tutti noi ricordiamo Diego D\u2019Amico, sempre presente in quest\u2019Aula, sempre pronto ad intervenire in tutte le questioni di carattere sanitario, sempre giovialmente accogliente verso i colleghi, che a lui ricorrevano per consigli o per favori. E lo ricordiamo specialmente noi del Gruppo medico-parlamentare, che lo abbiamo avuto attivissimo segretario ed animatore.<\/p><p>Non dir\u00f2 per brevit\u00e0 della sua promettente giovinezza. Egli, dopo avere compiuto brillantemente gli studi classici, si indirizz\u00f2 verso la scienza medica, attrattovi dal suo amore per la ricerca scientifica e dal suo alto senso umanitario. Nel 1915 entr\u00f2 come studente di medicina nell\u2019Universit\u00e0 di Palermo. Ma gravi eventi distolsero ben presto il D\u2019Amico dagli studi. L\u2019Italia entrava in guerra per la difesa delle idealit\u00e0 democratiche e per la riconquista dei suoi territori ancora in mano allo straniero. Il D\u2019Amico accorse a dare l\u2019opera sua, non nelle comode retrovie della sanit\u00e0, ma tra i combattenti, volontario come ufficiale di fanteria. Fu ferito nel maggio del 1916 davanti a Gorizia e per il suo valore fu decorato della Croce di guerra al merito. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 .<\/p><p>Compiuto questo suo primo dovere verso la Patria, il D\u2019Amico riprese con ardore i suoi studi prediletti e nel 1920 consegu\u00ec brillantemente la laurea in medicina presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma. Entr\u00f2 immediatamente nella scuola del grande Maestro dell\u2019oculistica Giuseppe Cirincione, che del giovane D\u2019Amico aveva gi\u00e0 apprezzato le doti non comuni. In quella vera fucina di studi, sotto la guida di tanto Maestro, il D\u2019Amico ben presto ebbe a distinguersi e rapidamente da semplice assistente assurse nel 1925 al grado di aiuto, conseguendo nello stesso tempo la libera docenza per titoli ed il grande premio nazionale di oculistica. In quel periodo la sua produzione scientifica fu varia e notevole, facendo prevedere in lui uno dei futuri maestri dell\u2019oculistica. Purtroppo in quel momento avvenne qualche cosa che doveva stroncare la carriera del giovane studioso e la vita del suo Maestro. Eravamo, come ricordate, in un triste periodo, eravamo nel periodo torbido del delitto Matteotti, quando il fascismo, buttata la maschera, procedeva inesorabilmente alla soppressione sistematica dei suoi avversari, non pi\u00f9 materialmente, perch\u00e9 la prova Matteotti si era dimostrata pericolosa, ma moralmente; gli uomini d\u2019intelletto furono l\u2019obiettivo preferito.<\/p><p>L\u2019Universit\u00e0, fino a quel momento, aveva resistito alla dittatura. Bisognava flettere la resistenza degli universitari. Un numero trascurabile di professori aveva piegato ai servizi della dittatura. Alla Minerva, alla dura ma per lo meno intelligente dittatura del Gentile, era subentrata la vile servit\u00f9 del Fedele, che aveva chiesto l\u2019onore di occupare nel fascismo il posto lasciato vacante dalla morte del povero Casalini. Imperava nel partito Farinacci, che dava gli ordini di colpire senza piet\u00e0 gli universitari, e Fedele colpiva.<\/p><p>Tra i designati alla soppressione morale erano in prima linea il Cirincione e chi vi parla. L\u2019ordine era di colpire a qualunque costo questi due professori che non piegavano. Ripeto, non potendo procedere alla soppressione materiale e nemmeno alla soppressione legale \u2013 perch\u00e9 vigeva ancora la legge sulla inamovibilit\u00e0 dei professori \u2013 si tent\u00f2 di sopprimerci moralmente. Quindi denunzie, inchieste, sospensioni ed altro. Figuratevi che il Cirincione era accusato di essersi appropriato dei fondi della clinica, dei miseri fondi della clinica (allora la dotazione era di poche migliaia di lire!) per la quale egli aveva profuso non soltanto i tesori della sua intelligenza, ma anche quelli del suo ben fornito portafoglio.<\/p><p>Il sottoscritto era accusato anch\u2019egli di peculato per aver permesso ai suoi assistenti di guardia di prender parte ai pasti nella clinica a loro spese!<\/p><p>Queste erano le accuse, che funzionari e giudici e ministri non ebbero vergogna di prendere in considerazione perch\u00e9 bisognava dimostrare che eravamo ladri, assassini, incapaci, per evitare la reazione del mondo culturale.<\/p><p>In questo triste frangente il giovane D\u2019Amico rest\u00f2 vicino ai suoi Maestri. Mi permetto qui rivelare un episodio che ancora ci dir\u00e0 quale fosse il cuore di questo giovane collega che ci \u00e8 venuto oggi a mancare.<\/p><p>Egli, di spirito veramente antifascista, pens\u00f2 di iscriversi al fascismo per cercare di conoscere i piani che si preparavano per colpire i suoi Maestri, per tentare di sventarli, per esplicare pi\u00f9 efficace opera di difesa dei suoi Maestri. Tra le carte del povero D\u2019Amico probabilmente si trover\u00e0 una mia dichiarazione nella quale, venuto a conoscenza del suo gesto, scrivevo che il D\u2019Amico, conservando il suo spirito nettamente ribelle alla dittatura, era ricorso alla finzione di inchinarsi alla dittatura per poter difendere i valori morali che si tentava offuscare.<\/p><p>Certamente l\u2019opera generosa fino al sacrificio dovette essere di giovamento ai suoi calunniati Maestri, i quali riuscirono a dimostrare la loro integrit\u00e0 morale, la loro dirittura scientifica, e vinsero contro la forza bruta del fascismo. Ma vinsero soltanto moralmente, perch\u00e9 la dittatura non rinunzi\u00f2 alla sua preda. Fallito il tentativo di soppressione morale, la lotta assunse il suo vero carattere politico ed, in mio onore, venne abrogata la legge della inamovibilit\u00e0 dei professori, per cui chi vi parla fu colpito dal trasferimento e privato per lungo tempo della sua attivit\u00e0 scientifica e morale con la distruzione di una fiorente scuola, ed il Cirincione, prima che dal trasferimento, venne colpito dalla morte, contro la quale non volle difendersi. Alla memoria del grande Maestro vada un riverente pensiero in quest\u2019Aula, che Egli per molti anni onor\u00f2 della sua presenza, in cui spesso risuon\u00f2 la sua sapiente parola. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dopo questo tristissimo episodio, il D\u2019Amico, privato del suo Maestro, allontanato dalla sua scuola, espulso dal fascismo che non doveva tardare a scoprire la sua manovra, non si perdette di animo, e sostenuto dalla sua fede nel bene e dalla sua passione scientifica, lasci\u00f2 Roma ed and\u00f2 a prestare il suo servizio nell\u2019Ospedale psichiatrico di Palermo. Qui intraprese altra opera. Il D\u2019Amico, non era solamente un valoroso ricercatore, ed un provetto clinico, era anche un cultore di scienze sociali, economiche e storiche. Assunse in quel period\u00f2 la redazione della rivista <em>Cultura medica moderna<\/em> e dalle pagine di questa rivista condusse un\u2019attiva campagna di indole sanitaria e sociale, che doveva preludere all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ultimo recente periodo.<\/p><p>Quando avvenne il crollo del fascismo il D\u2019Amico, che intanto era rientrato a Roma, usc\u00ec dall\u2019ombra in campo aperto per mettersi a servizio del Paese.<\/p><p>Fu tra i primi ad accorrere nelle file della Democrazia cristiana e gli elettori di Sicilia, che ben conoscevano i suoi meriti, lo mandarono a questa Assemblea.<\/p><p>Della Sua attivit\u00e0 in questa Assemblea io non vi dir\u00f2, perch\u00e9 tutti ne siete testimoni. Vi dir\u00f2 soltanto che, come ha detto il nostro Presidente, Egli volle, fin dal primo giorno, che sorgesse un Gruppo medico parlamentare, Gruppo che ben presto con la cordiale adesione di tutti i colleghi, venne formato, diventando la vera espressione del corpo sanitario italiano in seno alla Costituente.<\/p><p>Del Gruppo, per unanime volont\u00e0 dei suoi componenti, Egli divenne il segretario e fu il vero animatore. Una sola voglio citare delle iniziative del Gruppo sotto la spinta del D\u2019Amico, quella del <em>referendum<\/em> presso tutta la classe medica italiana per preparare la riforma sanitaria, <em>referendum<\/em> che ha dato veramente risultati preziosi e che \u00e8 la prima dimostrazione di quanto si possa fare con una stretta collaborazione fra il centro e la periferia. Un materiale preziosissimo, fatto di esperienza e di scienza, \u00e8 stato in brevissimo tempo raccolto, materiale che riuscir\u00e0 certamente di grande vantaggio per raggiungere quella sana organizzazione sanitaria che attende il nostro Paese. Per compiere in breve tempo questa impresa, per venire incontro ai bisogni della classe sanitaria, per meglio studiare le condizioni sanitarie del Paese, il D\u2019Amico percorse in breve tempo quasi tutta l\u2019Italia, senza risparmiarsi fatiche e sacrifici e certamente questa sua eccessiva attivit\u00e0 non deve essere estranea al precipitare delle sue condizioni di salute, all\u2019affrettare la sua fine, che possiamo considerare la morte sul campo.<\/p><p>Egli, da poco, per questa sua grande attivit\u00e0, per le prove di capacit\u00e0 e competenza, era stato chiamato all\u2019Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0, dove, insieme al collega dottor Perrotti, aveva intrapreso un\u2019opera assai proficua in servizio del Paese, e si cominciava gi\u00e0 a sentire l\u2019influenza benefica dell\u2019opera sua, quando la triste Parca, che infierisce sui migliori, recideva il filo della sua vita.<\/p><p>Oggi la classe sanitaria italiana piange unanimemente la sua dipartita, perch\u00e9 vede scomparire dall\u2019agone uno dei suoi pi\u00f9 validi campioni, uno dei pi\u00f9 valorosi militi della difesa sanitaria del Paese.<\/p><p>Ma la fiamma accesa dal D\u2019Amico \u00e8 ancora viva. I colleghi, pur sbigottiti ed affranti, raccolti intorno alla sua memoria, sono fermamente decisi a continuare e completare l\u2019opera con lui iniziata facendo proprio il motto che un giovane artista scrisse un giorno sotto l\u2019immagine marmorea del D\u2019Amico: \u00abL\u2019uomo vale per quel che sa rendere all\u2019umanit\u00e0\u00bb. Per quello che il D\u2019Amico ha reso all\u2019umanit\u00e0 il suo ricordo rester\u00e0 imperituro fra di noi. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PIERI. Onorevoli colleghi! L\u2019onorevole Diego D\u2019Amico, che con calda e commossa eloquenza hanno commemorato il Presidente Terracini ed il professor Caronia, era Segretario del Gruppo medico parlamentare, che ha designato me a rievocarne il ricordo.<\/p><p>Diego D\u2019Amico era l\u2019anima del Gruppo medico parlamentare ed aveva la mentalit\u00e0 del costruttore: ne aveva l\u2019originalit\u00e0 e l\u2019entusiasmo, la sagacia e la tenacia. Sua fu l\u2019idea, sua e del collega Giuseppe Alberti (che, eletto alla Costituente, poi si dimise) di riunire i medici in un Gruppo parlamentare, in modo che, spogliandosi di ogni spirito di parte, dessero il loro contributo alla soluzione del problema grave e indilazionabile della riforma sanitaria.<\/p><p>Diego D\u2019Amico analizz\u00f2 gli elementi di questo problema e li affid\u00f2 per lo studio alle commissioni in cui aveva suddiviso il Gruppo medico parlamentare.<\/p><p>Egli percorse per un anno in lungo e largo tutta l\u2019Italia, per poter portare la parola del Gruppo medico parlamentare tra i medici e rinunzi\u00f2 anche al suo riposo domenicale, per poter convocare i medici nei capoluoghi di provincia, sottoporre loro problemi della riforma sanitaria e spronarli a studiarli.<\/p><p>Nel marzo scorso, essendosi reso libero il posto di Alto Commissario aggiunto alla sanit\u00e0, fu nominato Diego D\u2019Amico. Mai scelta fu pi\u00f9 indovinata. Egli era veramente, come dice una frase inglese, \u00abl\u2019uomo adatto nel posto adatto\u00bb.<\/p><p>Appena insediato \u2013 e in ci\u00f2 \u00e8 la riprova del suo talento di organizzatore \u2013 egli cre\u00f2 una commissione di studio che sceverasse tutti gli elementi del <em>referendum<\/em> indetto tra i medici italiani, li coordinasse e ne estraesse la soluzione per i singoli problemi.<\/p><p>Il mese scorso il <em>Pensiero Medico<\/em> pubblic\u00f2 la prima parte del <em>referendum<\/em> indetto fra i medici italiani. Il nostro Collega non pot\u00e9 vedere pubblicata la seconda parte, perch\u00e9 la sera del 6 agosto la morte lo gherm\u00ec e lo atterr\u00f2 a tradimento.<\/p><p>Davanti alla sua Salma, composta nell\u2019augusta maest\u00e0 della morte, l\u2019animo nostro si ribellava all\u2019idea che fosse spenta quella fiamma d\u2019intelligenza, quell\u2019ansia inesausta di azione, quell\u2019ardore di generosit\u00e0.<\/p><p>Nessuno di noi si sente degno di raccogliere la fiaccola caduta dalle mani di Diego D\u2019Amico; ma tutti noi ci sentiamo impegnati a continuare ed a perfezionare l\u2019opera sua. Ecco: il <em>Corpus<\/em> di princip\u00ee, di direttive e d\u2019azione \u00e8 pronto e la prossima Assemblea Legislativa dovr\u00e0 tradurlo in provvide leggi che porteranno l\u2019Italia all\u2019avanguardia delle conquiste igieniche e sanitarie.<\/p><p>Questa sar\u00e0 la pi\u00f9 efficace commemorazione che Diego D\u2019Amico avrebbe potuto desiderare; sar\u00e0 il monumento ideale che l\u2019Assemblea Legislativa dedicher\u00e0 alla memoria del collega cos\u00ec immaturamente scomparso. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NASI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NASI. A nome dei demolaburisti e quale rappresentante della circoscrizione occidentale della Sicilia, alla quale apparteneva Diego D\u2019Amico, mi unisco alle parole commosse che sono state pronunciate alla memoria del Collega scomparso.<\/p><p>Ho visto Diego D\u2019Amico sul suo letto di morte: conservava la stessa serenit\u00e0 che gli era consueta in tutti i momenti della sua vita privata e politica, di scienziato e di uomo, sicch\u00e9 il suo carattere gli faceva vedere molte miserie, anche politiche, con senso di obiettivit\u00e0 e di serenit\u00e0.<\/p><p>Ricordo i lunghi discorsi che egli mi faceva in tema di politica e in tema di costume politico; egli era veramente un uomo superiore. L\u2019ho ammirato e l\u2019ho amato; ora, in questo momento, rivolgo a lui un reverente saluto, al quale credo si associ unanime il sentimento della Camera, poich\u00e9 egli fu, soprattutto, un amico di tutti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. A nome del Gruppo parlamentare comunista, mi associo al rimpianto e al cordoglio espresso per la perdita dell\u2019onorevole D\u2019Amico. Ricordo, qui, soprattutto, lo spirito che lo condusse nella lotta per la conquista delle libert\u00e0 democratiche; l\u2019amore che lo guid\u00f2 nel consacrarsi alla causa di tutta l\u2019umanit\u00e0, per difenderla con la sua attivit\u00e0 scientifica, dalle insidie e dalle percosse della sorte e del caso.<\/p><p>Credo che l\u2019Assemblea Costituente onorer\u00e0 in maniera degna la memoria di lui, cercando di tradurre in opere concrete lo spirito e l\u2019amore del collega scomparso. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MASTROJANNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTROJANNI. A nome del Gruppo parlamentare del Fronte liberale democratico dell\u2019Uomo qualunque e mio particolare, mi associo alle nobili espressioni di esaltazione e di cordoglio che l\u2019onorevole Presidente di questa Assemblea ha test\u00e9 pronunziato per degnamente commemorare gli onorevoli colleghi D\u2019Amico e Caprani, recentemente scomparsi.<\/p><p>Noi ricordiamo la loro vita breve, ma intensamente ed operosamente vissuta nel culto per la patria, nell\u2019amore per la scienza, nel dovere per l\u2019esercizio del mandato parlamentare. Ci inchiniamo reverenti per la loro scomparsa e conserviamo nel nostro cuore commosso il ricordo della loro vita illustre ed operosa. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BERNAMONTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERNAMONTI. A nome del Partito comunista, mi associo alle nobili parole del Presidente per la memoria del compagno e collega avvocato Aldo Caprani.<\/p><p>Egli, nato da una famiglia di piccoli proprietari, nella Val Camonica, nel 1899, non persegu\u00ec miraggio di maggiore ricchezza. La sua vita fu tutta improntata a disinteresse, a rinuncia, a modestia. Si pu\u00f2 dire che egli ebbe l\u2019amore, il culto della povert\u00e0, perch\u00e9 don\u00f2, e si lasci\u00f2 persino spogliare, senza resistenza, di quelli che erano i suoi pochi beni. Questa sua profonda umanit\u00e0 ebbe senza dubbio una parte notevole nella sua attivit\u00e0 politica. Egli, dopo aver partecipato valorosamente alla prima guerra mondiale e averne visto gli orrori, e dopo aver vissuto le sofferenze del popolo, si orient\u00f2 verso il Partito socialista, a cui si iscrisse nel 1919. E nel 1924, durante il periodo successivo all\u2019assassinio di Giacomo Matteotti, egli venne al Partito comunista. Egli intendeva combattere, insieme con tutti i compagni di questo partito, insieme con la classe lavoratrice italiana, senza alcuna rinuncia, senza alcun riguardo alle difficolt\u00e0 del momento; e scelse quel partito che, anche nell\u2019Aula parlamentare, in condizioni particolarmente difficili, contrast\u00f2 al fascismo la sua albagia e gli rinfacci\u00f2 i suoi delitti.<\/p><p>All\u2019Universit\u00e0 di Pavia Caprani fu compagno di studi di Ferruccio Ghinaglia, un grande martire della nostra idea; lo vide combattere in mezzo ai lavoratori della citt\u00e0 e della campagna, con quell\u2019ardore da apostolo che lo distingueva, e lo vide cadere a pochi passi da lui, sul ponte del Ticino, assassinato dai fascisti.<\/p><p>La violenza del fascismo imperante si abbatt\u00e9 anche fisicamente sopra di lui: fu pi\u00f9 volte percosso, e nel 1926, dopo l\u2019attentato di Bologna, fu ferito a Brescia. Nel 1931 assunse la responsabilit\u00e0 del partito per la provincia di Brescia. Sopravvennero le immancabili persecuzioni, per cui egli dovette emigrare, ed il suo esilio fu in Francia. L\u00e0 sofferse la fame. Privo di quei mezzi che egli aveva largamente donato, dovette sottoporsi alle fatiche manuali pi\u00f9 umili, ed il suo esilio in Francia si concluse poi, sotto il Governo di P\u00e9tain, col campo di concentramento.<\/p><p>Quando la giovane repubblica democratica spagnola fu attaccata dalla concentrazione fascista nazionale e internazionale, con la compiacenza di alcuni paesi, o per lo meno delle classi capitalistiche di alcuni paesi sedicenti democratici, Caprani varc\u00f2 i Pirenei, perch\u00e9 voleva andare a combattere nelle file del popolo spagnolo, nelle file delle brigate internazionali; ma egli era gi\u00e0 ammalato, il suo cuore era gi\u00e0 assai debole, e la visita medica gli imped\u00ec di essere arruolato.<\/p><p>Dopo il 25 luglio 1943 rientr\u00f2 in Italia, raccolse le prime file dei partigiani della sua provincia, divenne Commissario politico della 54<sup>a<\/sup> Brigata garibaldina e poi Commissario interdivisionale.<\/p><p>Svolse la sua opera specialmente in Valcamonica, in mezzo ai suoi contadini, in mezzo a quei montanari che, pur dissentendo da lui generalmente per le sue idee politiche, lo apprezzavano per il suo cuore e per la sua sincerit\u00e0.<\/p><p>Nella vita egli fu solo, e fu solo anche per l\u2019abbandono di persone vicine che preferirono lasciarlo isolato, allo sbaraglio, nella lotta.<\/p><p>Come avvocato egli fu valente, e fu soprattutto l\u2019avvocato dei poveri e dei perseguitati.<\/p><p>Qui alla Camera fu un deputato taciturno. Io credo che la maggioranza di voi non l\u2019abbia nemmeno conosciuto personalmente, malgrado che egli fosse qui a tutte le sedute. Parl\u00f2 una volta sola dal suo banco, quando avverti i pericoli che il decreto-legge, che aboliva la disciplina sugli alloggi, costituiva per i meno abbienti, i quali, senza quella disciplina, sarebbero stati impossibilitati a trovarsi una casa; e l\u2019esperienza immediata ha confermato la realt\u00e0 delle sue previsioni.<\/p><p>La sua dedizione alla propria idea fu completa, totale. Egli non risparmi\u00f2 nulla di se stesso. Ancora il 10 agosto egli tenne un grande comizio a Vestone e parl\u00f2 per un\u2019ora e mezza, entusiasmando una numerosa folla di ascoltatori. Quel comizio (mi \u00e8 stato detto da chi vi assistette) fu veramente il suo canto del cigno. Egli si sent\u00ec male dopo aver terminato il discorso e voleva tornare immediatamente a Brescia; ma volle il caso che un bambino che stava per affogare, salvato in quel momento, avesse bisogno di essere trasportato d\u2019urgenza all\u2019ospedale vicino. Egli diede la sua macchina. Fu un\u2019ora e mezza di ritardo nel suo ritorno a Brescia. Il bambino fu salvo, ma forse quel ritardo influ\u00ec sulla morte del nostro carissimo compagno.<\/p><p>Ed egli torn\u00f2 a casa. La mattina dopo, contrariamente alle sue abitudini mattiniere, non si alz\u00f2 e fu trovato morto tranquillamente nel suo letto.<\/p><p>La costernazione della sua gente fu grande. In Valcamonica io ho parlato con sacerdoti, con insegnanti, con contadini, con uomini di qualsiasi pensiero politico: tutti unanimemente avevano un compianto ed un rimpianto per la triste ed improvvisa fine di Aldo Caprani. Il funerale fu una apoteosi: il popolo, dalle montagne, dalle valli, dalle citt\u00e0 accorse unanime a dare l\u2019ultimo saluto ad Aldo Caprani.<\/p><p>Il suo ricordo vive d\u2019una vita attiva ancora e vivr\u00e0 imperituro in mezzo alla sua gente. Egli fu uno di quei capi che sono capi per essersi fatti amare. Infatti seppe farsi amare da tutto il suo popolo.<\/p><p>Ebbe un grande rispetto per la religione della sua gente. Egli sostenne sempre quello che \u00e8 anche nella linea politica del nostro partito, lealmente osservato: il rispetto delle coscienze, il rispetto della libert\u00e0 dell\u2019esercizio del culto in tutta la pi\u00f9 larga espressione del termine, il rispetto per la religione.<\/p><p>Si \u00e8 detto in questi giorni, da voce altamente autorevole che questa \u00e8 un\u2019ora di prova. Ci\u00f2 solitamente coincide con l\u2019ora del maggiore pericolo; l\u2019ora di coloro che accorrono a combattere, per salvare una fede, per salvare qualche cosa che \u00e8 prezioso all\u2019umanit\u00e0.<\/p><p>Il nostro partito, Caprani in prima fila, avverti gi\u00e0 l\u2019ora della prova, per la difesa della libert\u00e0, della dignit\u00e0 stessa della persona umana, per la difesa della libert\u00e0 e dell\u2019indipendenza della nostra Nazione; sent\u00ec l\u2019ora della prova quando il fascismo, imperante con tutte le sue forze, soverchiava ogni anelito di libert\u00e0 e combatt\u00e9 con tutto il suo fervore per vincere la prova. Riconosciamo tuttavia che ogni giorno della vita dei popoli ha la sua ora di prova; e anche oggi pu\u00f2 essere l\u2019ora della prova per il popolo italiano.<\/p><p>Io ritengo che questa sia l\u2019ora della prova della buonafede democratica dei vari raggruppamenti politici che siedono in quest\u2019Aula e che vivono la vita del nostro popolo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BONOMELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BONOMELLI. Il Partito socialista italiano si associa alle nobili parole di rievocazione della figura di Aldo Caprani, fatta dal Presidente di questa Assemblea e dal collega Bernamonti per il Partito comunista.<\/p><p>Ma, sicuro interprete di quel popolo bresciano e bergamasco che ci ama e che ci segue, io porto qui il cordoglio della ferrea Brescia operaia e della paziente Bergamo laboriosa.<\/p><p>Intendo far riecheggiare in quest\u2019Aula, per l\u2019immatura perdita del collega Caprani, l\u2019intimo, doloroso stupore delle migliaia di operai dei nostri cantieri, dei lavoratori tutti delle officine e degli stabilimenti, delle operaie dei molti opifici, dei contadini chinati sulle feconde zolle delle nostre due provincie.<\/p><p>Aldo Caprani ci \u00e8 stato rapito alla vita ed alla lotta, ancora giovane se non giovanissimo, orbando il popolo nostro lavoratore d\u2019uno dei suoi pi\u00f9 tenaci difensori.<\/p><p>Figlio di autentici popolani, fin da fanciullo si era nutrito di quei sani princip\u00ee della democrazia socialista che lo indussero alle battaglie politiche in difesa del proletariato.<\/p><p>Presente sempre ed ovunque si accendesse la lotta per la emancipazione dei lavoratori, entr\u00f2 nella mischia negli anni pi\u00f9 duri, allorquando il regime fascista si pales\u00f2 feroce dittatura.<\/p><p>Ma la sua tempra di alfiere dei diritti del popolo, il suo cuore generoso ed altruista, malgrado la sua malferma salute, non gli concessero alcuna, tregua.<\/p><p>Lo troviamo irriducibile oppositore al dispotismo fascista; instancabile organizzatore della resistenza alla dittatura, pervicace propagandista delle moderne dottrine sociali, capo e gregario nella lotta clandestina per la vittoria della democrazia.<\/p><p>Inseguito, spiato, perseguitato, imprigionato, torturato, esiliato.<\/p><p>Il giorno della tanto attesa liberazione nazionale, rientr\u00f2 finalmente nella sua Brescia a capo della 54<sup>a<\/sup> brigata garibaldina, di cui era commissario.<\/p><p>Tutta la sua vita testimonia la grande sua anima di vero amico del popolo, ed egli si consacr\u00f2, con la pi\u00f9 completa dedizione, alla lotta diuturna per la redenzione delle classi lavoratrici.<\/p><p>Unico deputato bresciano del Partito di sua elezione, lascia un cumulo di eredit\u00e0 d\u2019amore e di riconoscenza nella mente e nel cuore di tutto il popolo bresciano.<\/p><p>Noi deputati socialisti, suoi concittadini, mandiamo alla sua memoria l\u2019estremo, fraterno omaggio di cordoglio e di fede. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. A nome dei colleghi di parte liberale, mi associo alle nobili parole pronunciate per i colleghi Aldo Caprani e Diego D\u2019Amico. Del primo, ricorder\u00f2 quella pagina fulgida che fu il suo volontario esilio di Vern\u00e9, in Francia, scelto per non sottostare a un regime che aveva lottato e che continu\u00f2 a lottare con implacabile e cosciente tenacia. Del secondo, dir\u00f2 che egli appariva a tutti noi, specie a quelli che pi\u00f9 vicino gli erano, come il rappresentante tipico di quella che \u00e8 stata detta la poesia dell\u2019azione, perch\u00e9 Diego D\u2019Amico era veramente un uomo che non sapeva rinunciare ad una intelligente ed ordinata attivit\u00e0, spesa alle opere del bene. Anche quando dovette trasferirsi per motivi professionali ed universitari a Roma (qui svolgeva la massima parte della sua attivit\u00e0 professionale) tornava spesso all\u2019isola natia e alla nativa Bagheria, ma non era questo l\u2019<em>excursus<\/em> rapido del medico, diventato celebre nel campo nazionale, che veniva a drenare una clientela attirata dal nome e dalla celebrit\u00e0, perch\u00e9 queste rapide visite erano svolte ad esclusivo vantaggio dei pi\u00f9 umili e dei meno abbienti ai quali Diego D\u2019Amico prest\u00f2 sempre costantemente e gratuitamente la sua opera professionale. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, a nome del Gruppo parlamentare socialista dei lavoratori italiani, mi associo, con animo reverente e commosso, alle nobili parole che in questa Aula hanno rievocato la memoria dei colleghi Aldo Caprani e Diego D\u2019Amico.<\/p><p>Il collega Caprani era a noi quasi ignoto e se il collega Bernamonti non ce ne avesse tracciato oggi la nobile figura, noi avremmo ignorato di avere accanto a noi un\u2019anima cos\u00ec buona, cos\u00ec semplice e cos\u00ec devota alla causa della umanit\u00e0 e del popolo. Ci rincresce di aver appreso tutto ci\u00f2 troppo tardi, ma tuttavia ci riconforta, perch\u00e9 dimostra come in mezzo a noi ci siano delle gemme ignorate, come era la figura di Aldo Caprani, alla quale inviamo un commosso saluto.<\/p><p>Diego D\u2019Amico era in mezzo a noi come un fratello. Tutti gli volevamo bene. Egli spandeva intorno a s\u00e9 un sorriso di bont\u00e0 e di cordialit\u00e0 e chiunque di noi si \u00e8 rivolto a lui per un\u2019opera buona, ha trovato sempre il suo cuore leale, aperto e pronto a dare tutto quanto era possibile dare. Il ricordo di Diego D\u2019Amico e di Aldo Caprani rester\u00e0 indelebile nella nostra memoria. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BULLONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BULLONI, A nome del Gruppo parlamentare democristiano, e quale deputato di Brescia, mi associo alle espressioni di cordoglio per la scomparsa del collega onorevole Aldo Caprani, che la morte ha improvvisamente ghermito durante il sonno ristoratore della fatica spesa il giorno precedente nel lavoro tra i suoi fedeli amici delle valli bresciane.<\/p><p>La sorte vuole che si associ all\u2019unanime compianto chi da lunghissimi anni aveva stretto cordiali rapporti professionali e di amicizia con Aldo Caprani, consolidatisi quando, sopravvenuta la bufera, la persecuzione poliziesca e la violenza ci colpirono entrambi. Caprani fu modesto e generoso sempre: si esaltava nella difesa dei suoi ideali, che serv\u00ec sempre con grande dignit\u00e0 e disinteresse. La causa della libert\u00e0 lo volle, infine, sui monti della sua Valle Camonica, al comando di formazioni garibaldine, dove profuse l\u2019ardore della sua fede, del suo slancio e del suo coraggio. Quanti gli vollero bene e lo apprezzarono, ne onorano la memoria. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Anche a nome dei colleghi del mio Gruppo, rendo omaggio con reverente dolore alla memoria dei colleghi Caprani e D\u2019Amico. Conobbi il collega Caprani in esilio, ed ebbi subito modo di apprezzare la sincerit\u00e0 della sua fede. Egli fu un uomo che seppe affrontare, per la difesa delle proprie idee, tutte le prove e tutti i sacrifici.<\/p><p>Il collega D\u2019Amico era un grande scienziato ed un altissimo spirito, il quale traeva dal suo generoso senso di umanit\u00e0 l\u2019ispirazione e la forza necessaria a respingere qualunque motivo o qualunque sentimento settario e di bassa polemica politica.<\/p><p>Mi permetta la Camera di ricordare con speciale riconoscenza l\u2019iniziativa di D\u2019Amico perch\u00e9 una borsa di studio fosse intitolata al nome di un altro giovane scienziato immaturamente scomparso: Federico Nitti.<\/p><p>Io penso che noi dobbiamo essere grati a questi nostri colleghi morti, perch\u00e9 essi ci d\u00e0nno modo d\u2019innalzarci spiritualmente nel momento stesso in cui ricordiamo i loro nomi che hanno dato e d\u00e0nno prestigio a questa Assemblea. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> A nome del Governo mi associo al tributo di omaggio reso dall\u2019Assemblea Costituente alla memoria di Diego D\u2019Amico e di Aldo Caprani, cos\u00ec immaturamente scomparsi e perduti alla causa della scienza e della Nazione. Alle desolate famiglie dei colleghi scomparsi i sensi del pi\u00f9 vivo e sentito cordoglio. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Bassano, Canepa, Pallastrelli e Parri.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Adempio all\u2019incarico gradito di comunicare il seguente telegramma pervenuto alla Presidenza dell\u2019Assemblea:<\/p><p>\u00abRappresentanti Unione Parlamentare europea pregano comunicare Assemblea Costituente avvenuto inizio lavori scopo assicurare libera pacifica convivenza popoli nel quadro unit\u00e0 europea. <em>Comitato direttivo: <\/em>Giacchero, Macrelli, Badini, La Gravinese, Colonnetti\u00bb.<\/p><p>Comunico che la seconda Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge (finanze e tesoro), nella riunione di stamane, ha eletto all\u2019unanimit\u00e0 suo Vice presidente l\u2019onorevole Paratore.<\/p><p>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Ministro di grazia e giustizia ha trasmesso le seguenti domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/p><p>contro i deputati Li Causi e Meda per il reato di cui all\u2019articolo 595, primo e secondo comma, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa), e contro il deputato Patrissi, per il reato dell\u2019articolo 341, Codice penale (oltraggio ad un pubblico ufficiale).<\/p><p>Saranno stampate, distribuite e inviate alla Commissione competente.<\/p><p>Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che i Ministri competenti hanno inviato risposte scritte alle interrogazioni presentate da onorevoli deputati.<\/p><p>Saranno pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta di oggi.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto all\u2019ordine del giorno il disegno di legge per la disciplina dell\u2019elettorato attivo. Il Governo ha trasmesso ieri numerosi emendamenti al testo elaborato dalla Commissione, che ha preso in esame il primitivo progetto, al quale aveva gi\u00e0 apportato modificazioni.<\/p><p>Questi emendamenti agli emendamenti saranno stampati, in modo che tutti gli onorevoli colleghi abbiano la possibilit\u00e0 di averne conoscenza prima che si inizi la discussione del provvedimento.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. La presentazione di emendamenti cos\u00ec numerosi da parte del Governo ad un disegno di legge, su cui la Commissione ha gi\u00e0 presentato la sua relazione, rende, direi, quasi impossibile l\u2019inizio della discussione, dato che la Commissione deve esaminare gli emendamenti proposti dal Governo e giudicare se possano essere accolti prima della discussione in seduta pubblica.<\/p><p>Quindi, ritengo che, oltre al distribuire gli emendamenti agli onorevoli colleghi, sia necessario che gli emendamenti stessi vengano esaminati dalla Commissione prima che il disegno di legge venga iscritto all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo non si oppone a che sia rinviata la discussione sul disegno di legge, in attesa che la Commissione esamini gli emendamenti da esso proposti, bench\u00e9 si tratti di emendamenti di carattere formale e non sostanziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Questo disegno di legge, che era iscritto, per la discussione, all\u2019ordine del giorno della seduta di oggi, molto probabilmente, se lo svolgimento dei lavori andasse con una certa correntezza e senza gli inconvenienti rilevati dalle giustificate osservazioni fatte dall\u2019onorevole Fuschini, sarebbe necessario esaminarlo nella seduta di domani. Rendendomi conto della validit\u00e0 di quanto ha detto l\u2019onorevole Fuschini, penso che possiamo evitare di rimettere il provvedimento all\u2019ordine del giorno della seduta di domani. Ma vorrei pregare la Commissione di volere domani dedicarsi a questo esame, in modo che dopodomani si possa iniziare la discussione in seduta pubblica. Se no, si corre il pericolo di trascinare troppo a lungo l\u2019esame di questo disegno di legge, quando sovrasta la necessit\u00e0 dell\u2019esame successivo della legge elettorale; se ne potrebbe avere grave nocumento. In questo senso, se non vi sono osservazioni, resta cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.<\/p><p>Ritengo, tuttavia, opportuno non iniziare oggi l\u2019esame delle interrogazioni, rinviandolo invece alla seduta di domani. Possiamo, piuttosto, intrattenerci oggi brevemente sopra il nostro piano di lavoro.<\/p><p>Noi avevamo al proposito fatto ottimi progetti prima dell\u2019inizio delle ferie. Ma certamente ciascuno di noi li ha riesaminati e rielaborati durante le ferie stesse. Si tratterebbe ora di vedere come le singole conclusioni coincidono per quindi stabilire concretamente il da fare.<\/p><p>Dopo che avremo su di ci\u00f2 concluso, dar\u00f2 lettura di una mozione presentata da alcuni colleghi sull\u2019attivit\u00e0 del Governo, e per la quale si dovr\u00e0 stabilire la data di discussione, dopo che il Governo stesso avr\u00e0 espresso il suo avviso.<\/p><p>Se non vi sono proposte in contrario, e, cio\u00e8, se nessuno propone di affrontare lo svolgimento delle interrogazioni, intratteniamoci dunque del modo e del ritmo dei lavori, del loro calendario e del loro programma.<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente aveva deciso, ed in effetti ha dato corso prima delle ferie a questa sua decisione, di mutare l\u2019ordine di discussione dei titoli della seconda parte del progetto di Costituzione, esaminando appunto per primo il titolo relativo alle Regioni. Ci\u00f2 \u00e8 stato fatto; ma abbiamo lasciato in sospeso alcuni articoli di questo titolo per i quali, con giustificazioni di ordine vario, \u00e8 stato chiesto ed approvato il rinvio.<\/p><p>Ci si pone ora il problema se dobbiamo subito riaffrontare quei punti lasciati in sospeso o se si debba invece iniziare l\u2019esame della seconda parte del progetto di Costituzione incominciando dal titolo primo, salvo poi, giunti che fossimo al titolo sulla Regione, esaminare gli articoli rinviati.<\/p><p>In tal senso ci consiglia il fatto che mentre per alcuni articoli la ragione del rinvio \u00e8 stata data dalla necessit\u00e0 di decidere dapprima altre questioni che ne condizionavano i termini, queste questioni ancora stanno insolute dinanzi a noi.<\/p><p>L\u2019unico articolo che potremmo subito affrontare \u00e8 quello che comprende l\u2019elencazione nominativa delle regioni. Ma anche per esso \u00e8 forse meglio lasciare trascorrere qualche tempo ancora, affinch\u00e9 i pensieri si orientino e si maturi qualche decisione comune, riprendendo il suo esame quando, nello svolgimento ordinato dei nostri lavori, sar\u00e0 giunto il suo turno numerico.<\/p><p>Se nessuno fa obiezione, possiamo restare dunque intesi che riprenderemo domani, nella seduta pomeridiana, la discussione sul progetto di Costituzione, iniziando dal titolo relativo al potere legislativo. A questo proposito l\u2019onorevole La Rocca mi ha fatto pervenire la seguente richiesta scritta: \u00abChiedo che la discussione generale sul titolo primo e sul titolo terzo del progetto di Costituzione, in merito all\u2019ordinamento dello Stato, cio\u00e8 sul Parlamento e sul Governo, avvengano non in due tempi separati, ma congiuntamente per una trattazione organica dei due argomenti intimamente legati e connessi tra di loro\u00bb.<\/p><p>La richiesta dell\u2019onorevole La Rocca echeggia considerazioni che l\u2019onorevole La Rocca aveva gi\u00e0 fatto, assieme a tutti noi, in seno alla seconda Sottocommissione della Commissione costituzionale, quando, affrontando questa materia, ci trovammo nella necessit\u00e0 di parlare anche dei problemi relativi al potere esecutivo mentre discutevamo quelli pertinenti al potere legislativo e viceversa. Tempestivamente l\u2019onorevole La Rocca ci offre ora il prezioso contributo della sua esperienza, ed io credo \u2013 se non vi sono proposte in contrario \u2013 che possiamo accettare la sua proposta, nel senso appunto che congiuntamente esamineremo, nella discussione generale, i titoli relativi al legislativo e quelli relativi all\u2019esecutivo, intendendo per esecutivo solo il Governo, e non il Capo dello Stato.<\/p><p>Naturalmente, per ci\u00f2 che si riferisce all\u2019articolazione, ogni articolo dovr\u00e0 poi essere esaminato e votato a s\u00e9, tornandosi a dividere, nella trattazione analitica, ci\u00f2 che compete al legislativo da ci\u00f2 che compete all\u2019esecutivo. Se non vi sono obiezioni \u2013 e prego i colleghi che fossero di avviso contrario di farlo subito presente \u2013 restiamo intesi che domani incominceremo la discussione generale relativa ai due primi titoli della seconda parte del progetto costituzionale.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Questa mattina il Comitato di redazione del progetto di Costituzione si \u00e8 riunito ed ha deciso di accogliere la proposta che era gi\u00e0 stata fatta e che era stata svolta dal Presidente della Costituente, di rinviare, al momento in cui saranno discussi gli altri articoli sulla Regione che sono rimasti sospesi, anche il tema dell\u2019elenco delle Regioni ed il modo di modificare la struttura delle Regioni stesse. Non entro nell\u2019argomento perch\u00e9 mi pare che vi sia un diffuso consenso, dato che alcuni dubbi sono stati superati.<\/p><p>Sulla proposta dell\u2019onorevole La Rocca, il Comitato non ha potuto pronunciarsi, perch\u00e9 la proposta \u00e8 stata avanzata ora per la prima volta. Io esprimer\u00f2 il mio punto di vista personale. Penso che potrebbe essere opportuna la discussione unitaria dei problemi attinenti al potere legislativo ed al Governo; dubito per\u00f2 che si possa lasciare da parte, in questo caso, il tema del Capo dello Stato, per alcune ragioni molto ovvie. La Commissione \u00e8 convinta per ci\u00f2 che riguarda la posizione del Capo dello Stato; per quanto riguarda il potere legislativo vi \u00e8, per esempio, il caso del dissenso fra i due rami del Parlamento, che pu\u00f2 essere risolto in maniera diversa, ma che nel progetto di Costituzione \u00e8 stato risolto dando al Capo dello Stato la facolt\u00e0 di intervenire, di indire un <em>referendum.<\/em> D\u2019altra parte, avverrebbe che si discuterebbero, in via generale, i titoli I e III, lasciando sospeso il II. Che cosa avverrebbe? Si farebbe, subito dopo la votazione del I e del III, la discussione del titolo II, in via generale, e poi si discuterebbe articolo per articolo. Non mi pare che questo sia simmetrico; quindi farei questa sommessa proposta: personalmente, non sono contrario ad accettare la proposta dell\u2019onorevole La Rocca, anche perch\u00e9 semplifica ed armonizza la discussione, ma io pregherei di discutere il I, il II e il III titolo, cio\u00e8 tanto il potere legislativo, quanto il Capo dello Stato ed il Governo, e poi procedere alla votazione articolo per articolo. In caso diverso, dovrei insistere sulle riserve che ho fatto e che mi paiono molto ovvie, perch\u00e9, diversamente, vi sarebbe una specie di disordine nella discussione.<\/p><p>Quindi, faccio questa proposta: o di mantenere la discussione separata, o di unire tutti e tre i titoli in una discussione generale \u2013 il che \u00e8 un risparmio di tempo \u2013 salvo poi a procedere alla singola discussione degli articoli.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. A me pare che sia necessario precisare oggi che questa impostazione dell\u2019ordine dei lavori debba considerarsi in linea generale, ma non come un sistema rigido, perch\u00e9 ricordo all\u2019onorevole Presidente ed all\u2019Assemblea che il Comitato delle autonomie \u2013 la cui prima riunione effettiva \u00e8 quella di domani \u2013 deve al pi\u00f9 presto riferire all\u2019Assemblea (e l\u2019Assemblea decider\u00e0) sullo Statuto della Regione sarda. Il che significa che ad un certo momento dovremo fermare i lavori e discutere questo problema. Mi pare che qualora venga accettato l\u2019ordine dei lavori, esso debba considerarsi in linea generale, salva la possibilit\u00e0 di discutere anche altri problemi.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Credo che sia opportuno che l\u2019Assemblea si convinca della necessit\u00e0 di accelerare, nel miglior modo possibile, i lavori della Costituente stessa, in riferimento ai compiti specifici che ha la Costituente, cio\u00e8 di mettere in prima linea, avanti ad ogni cosa, la discussione del progetto di Costituzione, e che ognuno di noi tenga presente la necessit\u00e0 di attendere a questa discussione in limiti prudenti ed in limiti che rispecchino veramente la situazione in cui oggi noi ci troviamo.<\/p><p>L\u2019articolo 3 del famoso decreto del 16 marzo 1946 aveva dato alla Costituente il compito di approvare la nuova Costituzione, le leggi elettorali ed i trattati internazionali. Ora, di questi compiti uno solo, per ora, \u00e8 stato esaurito, l\u2019approvazione di trattati internazionali, e potr\u00e0 essere ancora completato con la discussione di altri trattati che dovranno essere approvati dalla Costituente.<\/p><p>Ma credo che sia necessario affrettarsi \u2013 questa \u00e8 una breve premessa che mi permetto di fare all\u2019Assemblea \u2013 perch\u00e9 non ritengo molto lato il tempo disponibile per la discussione: abbiamo dinanzi a noi non molte sedute, in confronto al lavoro che dobbiamo compiere, non solo per i molti articoli che ci rimangono da discutere, ma soprattutto per la discussione delle leggi elettorali che la Costituente deve approvare.<\/p><p>Non parlo della legge elettorale per la elezione della Camera dei Deputati, ma mi riferisco soprattutto ad una legge elettorale nuovissima che noi dovremo approntare e discutere, vale a dire la legge elettorale che dovr\u00e0 servire di base per la nomina dei membri della seconda Camera.<\/p><p>Ora, dato il breve tempo che sta dinanzi a noi, breve in raffronto al lavoro che dobbiamo compiere, \u00e8 necessario restringere le discussioni il massimo possibile. E mi permetto di fare appello all\u2019onorevole Presidente, perch\u00e9 nelle discussioni sia di carattere generale, che nelle discussioni particolari degli articoli, si applichi rigorosamente il Regolamento, senza eccezioni di sorta, e non si creino dei precedenti che hanno dato luogo a perdita di tempo nel precedente periodo dei lavori di questa Assemblea.<\/p><p>Per quanto si riferisce al modo di discutere, ai temi da discutere, credo che sia giusta l\u2019osservazione che ha fatto l\u2019onorevole Ruini, a proposito della proposta dell\u2019onorevole La Rocca. Non \u00e8 possibile scindere il capitolo che si riferisce al Capo dello Stato dai titoli che si riferiscono alle due Camere legislative ed al Governo, perch\u00e9 il Capo dello Stato \u00e8 collegato al Governo come \u00e8 collegato alle Assemblee legislative. Vi sono interferenze negli stessi articoli e non \u00e8 possibile dividere questa discussione in due tempi. Si deve fare, cio\u00e8, una discussione unica per tutto quello che si riferisce alla struttura politica dello Stato, che ancora non abbiamo potuto discutere e sulla quale vi sono molte cose che abbiamo bisogno di discutere chiaramente ed esplicitamente, perch\u00e9 vi sono lacune, ombre, imprecisioni e non vi \u00e8 fra noi una concezione precisa che rispecchi la possibilit\u00e0 di risolvere con chiarezza i problemi relativi a questi punti fondamentali della Costituzione.<\/p><p>Egregi colleghi, finora abbiamo discusso dei princip\u00ee, abbiamo posto le basi filosofiche, sociali, morali del nuovo Stato italiano; ma ancora non abbiamo discusso il meccanismo di funzionamento di questo nuovo Stato, eccetto la parte che si riferisce alla Regione, che \u00e8 la parte pi\u00f9 nuova della nostra Costituzione.<\/p><p>Quindi, io, signor Presidente, credo che sia opportuno modificare \u2013 se l\u2019amico La Rocca vi accede \u2013 modificare la proposta La Rocca: si faccia, cio\u00e8, una discussione generale unica sui primi tre titoli della seconda parte, passando poi, alla parte che si riferisce all\u2019organizzazione della Magistratura e della Suprema Corte.<\/p><p>Insisto quindi, tornando al punto iniziale del mio discorso, nell\u2019affermare che tutte le discussioni le quali non si riferiscano alla Costituzione debbono essere senz\u2019altro bandite perch\u00e9, se noi inserissimo discussioni di altro genere, come disegni di legge che hanno pure, s\u00ec, notevole importanza se volete, ma non quanta ne ha la Costituzione, dato che da troppo tempo ormai viviamo in uno stato di provvisoriet\u00e0 costituzionale che \u00e8 tempo di chiudere \u2013 noi correremmo veramente il rischio di non condurre a termine la nostra opera.<\/p><p>Non portiamo dunque pi\u00f9 all\u2019Assemblea disegni di legge che possono essere ampiamente e liberamente discussi in sede di Commissione. Certamente io non sono qui per proporvi di eliminare le discussioni politiche che sono contemplate nel famoso articolo 3 del decreto del 16 marzo; non vi chiedo cio\u00e8 di bandire dai nostri lavori quelle discussioni politiche che investono la fiducia o la sfiducia al Governo: queste sono tassativamente indicate e ogni parte della Camera pu\u00f2 provocarle quando creda. Ma, all\u2019infuori di queste, tralasciamo di recare in Assemblea tutte quelle altre leggi che non farebbero se non distrarre l\u2019Assemblea stessa da quelle che sono, in definitiva, le sue peculiari funzioni.<\/p><p>Questo noi dobbiamo fare se vogliamo che il 31 dicembre il nostro dovere sia compiuto di fronte al popolo. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 allora la proposta degli onorevoli Ruini e Fuschini di allargare l\u2019ambito della discussione generale che inizieremo domani.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Sono d\u2019accordo con quanto hanno detto i colleghi onorevoli Ruini e Fuschini circa l\u2019opportunit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 di trattare unitariamente i tre titoli. Mi ero astenuto dal far menzione precisa del Titolo III perch\u00e9, nel progetto di Costituzione, si \u00e8 dato praticamente al Capo dello Stato un rilievo particolare. Ecco perch\u00e9 avrei desiderato che si fosse fatta una trattazione separata intorno ai primi due titoli, unicamente allo scopo di fermare la discussione, in un primo momento, su quelli che possono considerarsi i rapporti essenziali fra Parlamento e Governo, che costituiscono l\u2019essenza della vita politica del Paese.<\/p><p>Ero animato, in altre parole, dall\u2019intento di realizzare una economia della discussione, senza che essa ne restasse mutilata: ma intendevo soprattutto di dare una trattazione organica ad argomenti intimamente connessi e legati tra loro.<\/p><p>Sono tuttavia persuaso che, per una pi\u00f9 ampia comprensione, ci si debba logicamente occupare anche del titolo relativo alle prerogative e alle funzioni del Capo dello Stato, salvo poi, si intende, a trattare minutamente le varie questioni quando si passer\u00e0 alla discussione degli emendamenti e all\u2019approvazione degli articoli.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare allora che non vi sia disaccordo, sostanzialmente, tra il punto di vista dell\u2019onorevole La Rocca e quello degli onorevoli Ruini e Fuschini: possiamo quindi senz\u2019altro restare d\u2019intesa che la discussione generale che inizieremo domani si riferir\u00e0 a tutti e tre i Titoli iniziali della II parte del progetto.<\/p><p>All\u2019onorevole Lussu risponder\u00f2 che \u00e8 perfettamente naturale che, ove nuove materie di discussione insorgano nel corso dei nostri lavori, esse dovranno venire inserite nei nostri ordini del giorno.<\/p><p>Concordo poi pienamente con l\u2019onorevole Fuschini circa l\u2019esigenza da lui sottolineata di imprimere ai nostri lavori un ritmo che sia della maggior possibile speditezza, liberandoli da quanto non si ravvisi strettamente necessario ai loro fini.<\/p><p>Ed una delle norme che dovremo osservare \u2013 ci\u00f2 mi \u00e8 suggerito proprio dal decorso di questa nostra attuale discussione \u2013 sar\u00e0 quella di non accavallare i temi dei dibattiti.<\/p><p>Le questioni si sovrappongono ad altre questioni, si complica lo svolgimento dei lavori, e l\u00e0 dove si crede di guadagnare tempo, se ne impiega di pi\u00f9 e malamente.<\/p><p>Io stavo parlando del modo con cui procedere nella discussione, proposto dall\u2019onorevole la Rocca; ma, mentre le osservazioni dell\u2019onorevole Fuschini erano assolutamente pertinenti, non cos\u00ec mi pare lo fossero quelle dell\u2019onorevole Lussu. Per finire debbo aggiungere che io vedo il nostro calendario in questo schema: nel mese attuale, di settembre, e in quello di ottobre noi porteremo a fine ci\u00f2 che si riferisce al potere legislativo ed esecutivo, cio\u00e8 concluderemo sui primi tre Titoli della seconda parte, e nel mese di novembre esamineremo e voteremo ci\u00f2 che si riferisce al potere giudiziario ed alla Corte costituzionale. Nella prima decade di dicembre affronteremo poi e concluderemo la discussione sugli articoli transitori, in maniera che verso la met\u00e0 del mese di dicembre avremo completato l\u2019esame e l\u2019approvazione del testo intero della Costituzione. Tengano presente, gli onorevoli colleghi, che gli articoli votati dovranno poi subire ancora un coordinamento definitivo e quel perfezionamento stilistico e letterario, del quale tutti avvertono, o hanno gi\u00e0 avvertita, la necessit\u00e0. E dovremo poi ancora trovarci per pochissime sedute allo scopo di approvare il testo definitivo, che abbia subito gi\u00e0 cio\u00e8 queste operazioni di rettifica e di coordinamento che lo renderanno pi\u00f9 elegante nella forma e nello stile.<\/p><p>Credo che, volendolo, \u2013 e non dubito che noi tutti lo vogliamo \u2013 questo programma, questo calendario pu\u00f2 essere perfettamente osservato. Ma forse, ad aiutarci, sarebbe bene che noi non dicessimo troppo frequentemente, fra noi, che il tempo che ci resta \u00e8 breve e la strada da percorrere, invece, molto lunga. Da oggi al 31 dicembre, tenuto conto delle domeniche e di tutte le feste in calendario, comprese le natalizie, noi disporremo ancora di 82 giorni. Calcolando che solo per met\u00e0 di questi 82 giorni noi terremo sedute mattutine, giungiamo ad una disponibilit\u00e0 di 123 sedute. 123 sedute sono molte; e se saranno sedute di quattro ore avremo modo di svolgere un ampio lavoro. Non suggestioniamoci, dunque, da noi stessi asserendo la precariet\u00e0 del tempo in relazione alla vastit\u00e0 del compito! Il compito \u00e8 vasto, certamente, ma il tempo sufficiente. L\u2019importante \u00e8 il saggio impiego di queste 123 sedute. Io ritengo che noi dovremmo dedicare tutte quelle pomeridiane al lavoro costituzionale. Naturalmente, se intervenissero ad un certo momento discussioni di natura squisitamente o esclusivamente politica \u2013 e i colleghi intendono ci\u00f2 a cui io alludo \u2013 queste discussioni non potranno essere fatte solo la mattina n\u00e9 essere spezzettate. Allora noi saremmo obbligati ad aprire una parentesi nei nostri lavori costituzionali. Ma, in mancanza di queste interruzioni, o anche con queste interruzioni, per tutti i giorni che saranno disponibili, noi dedicheremo le mattine ai provvedimenti legislativi: a quelli che abbiamo gi\u00e0 dinanzi a noi e agli altri che potrebbero ancora eventualmente esserci sottoposti. Nel pomeriggio: lavoro costituzionale.<\/p><p>E con questa amministrazione del tempo noi abbiamo tutta la possibilit\u00e0 di portare a conclusione il lavoro principale che, come l\u2019onorevole Fuschini giustamente ricordava, \u00e8 quello costituzionale, al quale spetteranno, fino a dicembre, 82 sedute. Quali sono le leggi ordinarie non di testo costituzionale che abbiamo ancora da votare? Vi sono i Trattati di commercio gi\u00e0 stretti con varie Nazioni. A questi potranno forse ancora altri aggiungersene, ed io me lo auguro, come tutti ve lo augurate. Poi, vi \u00e8 il progetto di legge per l\u2019elettorato attivo; e poi le leggi elettorali, delle quali quella per la prima Camera \u00e8 gi\u00e0 stata depositata all\u2019Assemblea Costituente, ed esaminata in parte dalla Commissione apposita. Pu\u00f2 essere che il Governo vi abbia da apportare alcune modifiche, ma, lo spero, senza procrastinare cos\u00ec l\u2019inizio dell\u2019esame in seduta plenaria. Poi avremo la legge elettorale per la seconda Camera, alla quale l\u2019onorevole Fuschini ha accennato, ma che sino a questo momento non \u00e8 stata ancora naturalmente redatta n\u00e9 presentata all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Ed infine ricordo i progetti di legge per il consolidamento della Repubblica ed il progetto di legge sulla stampa. Tutta questa materia legislativa sar\u00e0 posta all\u2019ordine del giorno delle sedute mattutine.<\/p><p>Io sono intenzionato di dedicare i primi quaranta minuti di tutte le sedute mattutine allo svolgimento delle interrogazioni, in maniera che queste abbiano una certa tempestivit\u00e0 di svolgimento. Invito i colleghi, per\u00f2, ad attenersi al Regolamento per i limiti di tempo concessi per la replica degli interroganti alla risposta del Ministro competente; ed insieme a rinunciare alla consuetudine degli ultimi tempi per la quale ogni interrogazione viene presentata con carattere di urgenza, ci\u00f2 che praticamente toglie questo carattere a tutte le interrogazioni.<\/p><p>Le interrogazioni con carattere di urgenza non devono essere evidentemente soppresse; ma ricordo che, in definitiva, l\u2019urgenza \u00e8 affidata, per la sua valutazione, al Governo, e l\u2019impazienza dell\u2019interrogante non fa legge in proposito.<\/p><p>Infine non si trascurino le interrogazioni che richiedono risposta scritta, le quali hanno trovato ormai un loro ritmo abbastanza normale di svolgimento da parte dei Ministeri.<\/p><p>Ho cos\u00ec delineato, nel suo quadro generale, il programma dei nostri lavori. C\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di applicare alcune norme particolari che ci consentano di accelerarli?<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini ha chiesto che la Presidenza applichi senza eccezione e severamente il Regolamento. Ma l\u2019onorevole Fuschini sa per esperienza che il Regolamento della Camera legislativa, fatto proprio dalla Costituente, si \u00e8 dimostrato, in mancanza di una spontanea collaborazione nell\u2019applicarlo da parte dei colleghi, forse non sufficientemente idoneo a questa maggiore snellezza di lavoro che da noi si esige.<\/p><p>Io credo quindi che l\u2019invito rivolto dall\u2019onorevole Fuschini alla Presidenza, e che la Presidenza con gratitudine accetta, sia da considerare anche come un invito che i membri dell\u2019Assemblea si rivolgono reciprocamente e che cercheranno reciprocamente di osservare e di fare osservare.<\/p><p>Se qualche collega ha qualcosa da aggiungere o qualche questione da porre chieda di parlare; altrimenti a questo proposito possiamo fare punto. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Annunzio di una mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stata presentata la seguente mozione:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, di fronte ai risultati della politica generale del Governo ed in particolare di quella economico-finanziaria che compromette lo sforzo solidale della ricostruzione del Paese, l\u2019ordine interno e il tenore di vita delle masse popolari, nega la sua fiducia al Governo e passa all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>\u00abNenni, Basso, Romita, Cosattini, Faralli, Giacometti, Giua, Jacometti, Lizzadri, Morandi, Nobili Tito Oro, Cacciatore, Stampacchia, Tonello, Vernocchi\u00bb.<\/p><p>Questa mozione evidentemente \u00e8 presentata in base al capoverso terzo dell\u2019articolo 3 della legge 16 marzo 1946.<\/p><p>Secondo questo capoverso, il rigetto di una proposta governativa da parte dell\u2019Assemblea non comporta le dimissioni del Governo. Ma queste conseguono all\u2019approvazione di una apposita mozione di sfiducia, approvazione intervenuta non prima di due giorni dalla presentazione della mozione e adottata a maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea. \u00c8 certo che per\u00f2 la disposizione di questo articolo 3 non si sovrappone e non annulla le disposizioni contenute nel Regolamento della Camera, che l\u2019Assemblea Costituente ha fatto proprio, in tema di mozione.<\/p><p>Orbene, a tenore dell\u2019articolo 125 del Regolamento: \u00abDopo la lettura di una mozione presentata a norma degli articoli 123 e 124, la Camera, udito il Governo ed il proponente, e non pi\u00f9 di due deputati, determiner\u00e0 il giorno in cui dovr\u00e0 essere svolta e discussa secondo le norme del Capitolo XIII\u00bb.<\/p><p>L\u2019articolo 3 del decreto che ho ricordato interviene in questo senso: che la data di discussione deve essere fissata in modo tale che, comunque, la votazione non intervenga prima di 48 ore dalla presentazione della mozione stessa.<\/p><p>In questo momento ci troviamo di fronte a una mozione depositata.<\/p><p>Si tratta di stabilire quando debba essere esaminata, discussa e votata. Pongo pertanto innanzitutto il quesito al Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Stante l\u2019assenza del Presidente del Consiglio, il Governo si riserva di precisare, salvo il diverso avviso dell\u2019Assemblea, in una delle prossime sedute la data che esso propone per la discussione di questa mozione.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi, sono sorpreso delle precauzioni con le quali il Governo chiede non so quanti giorni, per dare una risposta circa la data di discussione della mozione del Gruppo parlamentare socialista. Nel presentare questa mozione il Gruppo socialista non presumeva di poter contare sul consenso del Governo, circa il fondo del problema.<\/p><p>Ci\u00f2 non era nelle nostre aspettative e nelle nostre speranze. Siamo per\u00f2 convinti che ci deve essere il pieno consenso del Governo sulla necessit\u00e0 che la discussione si faccia. Non voglio qui entrare nel merito, ma ritengo di essere interprete del pensiero, forse unanime, dell\u2019Assemblea se dico che il Paese \u00e8 turbato, che il Paese \u00e8 inquieto, che il Paese soffre, e che su questo turbamento, su questa inquietudine, su questa sofferenza il Governo ha certamente qualche cosa da dire.<\/p><p>In tali condizioni, il Presidente del Consiglio avrebbe potuto muoversi dal Viminale per venire a Montecitorio e sacrificare qualche istante del suo tempo, certamente prezioso, al desiderio non soltanto del Gruppo socialista, ma di tutta l\u2019Assemblea di avere delle spiegazioni sulla situazione.<\/p><p>Comunque, ricordo al Governo che la l\u00e9gge alla quale si \u00e8 riferito l\u2019onorevole Presidente della Costituente, del 16 marzo 1946, se non ha annullato il Regolamento interno dell\u2019Assemblea, ha per\u00f2 inteso di fissare un principio al quale il Governo avrebbe torto di sottrarsi. Quando abbiamo discusso quella legge in Consiglio dei Ministri abbiamo inteso di offrire alle minoranze in particolare, e comunque a uno qualsiasi dei Gruppi dell\u2019Assemblea, la possibilit\u00e0 di provocare, quando lo ritenesse opportuno, una discussione sulla politica generale del Governo.<\/p><p>Abbiamo pensato allora di ricorrere alla procedura eccezionale della mozione di sfiducia da discutere non prima di 48 ore dal momento del suo deposito, per garantire ad un tempo i diritti dell\u2019Assemblea e quelli del Governo.<\/p><p>Vorrei perci\u00f2 pregare il Governo di fissare una data prossima per la discussione della nostra mozione senza sottrarsi all\u2019obbligo morale di accettare la discussione da noi sollecitata.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente TARGETTI<\/p><p>MAZZA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZA. A me pare che sia necessario, per il rispetto che noi dobbiamo all\u2019Assemblea ed ai nostri colleghi \u2013 circa cinquanta \u2013 che sono fuori d\u2019Italia, in Isvizzera, a rappresentare la Costituente italiana, che questa mozione di carattere eccezionale e vitale per la Nazione sia discussa per lo meno non prima del ritorno di tutti i colleghi che possono considerarsi comandati in Svizzera. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Insisto perch\u00e9 l\u2019assenza di moltissimi colleghi faccia rimandare la discussione, in attesa del loro ritorno. Ricordo benissimo che nell\u2019ultima seduta, da qualche parte di questa Assemblea si chiese la riapertura proprio dopo il ritorno dei deputati che dovevano recarsi in Svizzera.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mazza, non ha il dubbio di essere un po\u2019 fuori argomento?<\/p><p>MAZZA. Non credo, perch\u00e9 ho voluto fare osservare che in questo momento mancano ben cinquanta deputati. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Forse non sono stato sufficientemente chiaro. Non intendevo affermare che il Governo voglia sfuggire alla discussione; d\u2019altronde, non sarebbe nei suoi poteri, perch\u00e9 spetta all\u2019Assemblea di discutere sempre, in ogni momento, la politica generale del Governo. Intendevo, data l\u2019assenza del Presidente del Consiglio, pregare il proponente di attendere una delle prossime sedute, anche quella di domani, per dar modo al Presidente stesso di dire il sub pensiero in ordine alla data della discussione della mozione.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Se si tratta di un rinvio a domani, non abbiamo nessuna obiezione da fare.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Se non vi sono altre osservazioni, resta inteso che domani, salvo che sopravvengano impedimenti imprevisti, il Governo far\u00e0 conoscere il suo pensiero circa la data di discussione della mozione. Resta salvo il diritto dell\u2019Assemblea di decidere in proposito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In ordine alla seduta di domani, poich\u00e9 la Commissione che deve esaminare il progetto di legge per l\u2019elettorato attivo, secondo quanto fu detto in principio di seduta, avr\u00e0 a disposizione la giornata di domani per l\u2019esame degli emendamenti presentati dal Governo, penso sia bene non tener seduta domattina, per lasciare alla Commissione la possibilit\u00e0 di svolgere i suoi lavori.<\/p><p>Quindi, domani terremo solo la seduta pomeridiana, alle ore 16, per il seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Si inizier\u00e0 la discussione generale sui primi tre Titoli della seconda parte.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanze.<\/p><p>PRESIDENTE. Durante la sospensione dei lavori parlamentari sono state presentate numerose interrogazioni e interpellanze.<\/p><p>Alcune di queste interrogazioni sono state presentate con carattere di urgenza. Con ci\u00f2 esse denunciano una comprensibile preoccupazione degli interroganti, ma insieme una non giusta considerazione del valore relativo dei vari problemi.<\/p><p>Faccio ancora una volta notare che l\u2019urgenza delle interrogazioni deve essere, a norma del Regolamento, valutata dal Governo. Gli interroganti possono proporla, ma non la fissano senz\u2019altro. E pertanto, prima di assegnare alle proprie interrogazioni il carattere di urgenza, sarebbe opportuno che gli interessati ascoltassero l\u2019avviso del Ministro competente, in maniera da non venire poi delusi dal ritardo eventuale della risposta. Comunque, i membri del Governo presenti, dopo aver udito il contenuto di queste interrogazioni, mi faranno sapere quando intendono rispondere.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019interno, per conoscere in base a quale utilit\u00e0 reale e alla stregua di quale criterio di opportunit\u00e0, si consente, in una citt\u00e0 come Napoli, colpita, forse, come nessun\u2019altra citt\u00e0 italiana dalla crisi delle abitazioni, l\u2019abolizione del Commissariato degli alloggi.<\/p><p>\u00abAnche ad ammettere che tale Commissariato, per colpa o per debolezza di dirigenti, non abbia funzionato sino ad oggi come sarebbe stato desiderabile, resta sempre il fatto, certissimo, che l\u2019abolizione del Commissariato non significa e non pu\u00f2 significare altro se non il dare mano libera agli speculatori, i quali, profittando delle circostanze, fanno salire alle stelle i prezzi di un qualsiasi piccolo appartamento e provvedono di un alloggio, sia pure a condizioni usuraie, i ricchissimi, cio\u00e8 quelli che hanno rubato e rubano al mercato nero, e condannano a rimanere sul lastrico i lavoratori onesti e senza casa che, nonostante la migliore loro volont\u00e0, non hanno modo di alimentare lo strozzinaggio e soddisfare l\u2019ingordigia insaziata di taluni proprietari, affittuari, mediatori e speculatori d\u2019immobili urbani.<\/p><p>\u00abLa Rocca\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se, vista la continua diminuzione delle superfici coltivate a grano e l\u2019insufficienza delle assegnazioni di concimi chimici (circa 13 chilogrammi per ettaro) non ritenga di dovere urgentemente stabilire, prima degli inizi dei lavori di semina, il prezzo del grano per il futuro raccolto del 1948 e impegnarsi ad assegnare ad ogni comune, ed a prezzo ragionevolmente proporzionale a quello del grano e tempestivamente, un quantitativo sufficiente di concimi chimici.<\/p><p>\u00abGiacchero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere come intenda sistemare giuridicamente la posizione di alcuni insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro, i quali, non essendo di ruolo, non godono dei benefici di legge pur prestando a volte per decenni il loro incondizionato servizio allo Stato; e se non ritenga opera di giustizia promuovere un decreto legislativo che parifichi agli altri funzionari statali il trattamento da farsi doverosamente agli insegnanti delle scuole di avviamento al lavoro.<\/p><p>\u00abCaso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) quali risultati positivi abbia dato l\u2019inchiesta su quanto \u00e8 accaduto nel carcere giudiziario di Poggio Reale di Napoli e quali provvedimenti siano stati presi al riguardo. Ci\u00f2 anche in relazione alle pubblicazioni fatte sul giornale <em>L\u2019Umanit\u00e0<\/em>, e sul n. 32 del 10 agosto della rivista <em>L\u2019Europeo<\/em>;<\/li><li><em>b<\/em>) se si sia indagato sulla sussistenza dei gravi fatti denunciati dal giornale <em>Avanti! <\/em>del 7 agosto, come avvenuti nel carcere giudiziario di \u00abRegina Coeli\u00bb di Roma.<\/li><\/ol><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se non ritenga opportuno assumere l\u2019integrale assistenza degli emigrati all\u2019estero, mandando presso le nostre rappresentanze consolari funzionari dello stesso Ministero, affinch\u00e9 l\u2019operaio italiano in terra straniera abbia a ricevere ogni migliore cura per l\u2019opera di personale tecnicamente preparato e particolarmente esperto.<\/p><p>\u00abCarpano Maglioli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti intenda adottare contro coloro che abusando delle proprie funzioni, si sono resi responsabili dell\u2019arresto di un valoroso comandante partigiano capitano della polizia ausiliaria di Genova, e poich\u00e9 il fatto ha generato un grave malessere d\u2019ordine morale e civico, l\u2019interrogante invoca una rigorosa inchiesta per chiarire le penombre che gli organi del Governo proiettano da qualche tempo sul movimento partigiano e sulle persone dei suoi eroici esponenti.<\/p><p>\u00abFaralli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dell\u2019interno e di grazia e giustizia, per conoscere quali provvedimenti intendano adottare rispettivamente nei confronti degli organi di polizia di Vittoria e del pretore di Vittoria, in relazione al loro passivo ed ostruzionistico comportamento di fronte alla esplicita ed insistente richiesta dei dirigenti la sezione del Partito socialista lavoratori italiani di Vittoria, diretta a conseguire la immediata reintegra nel possesso del locale della sezione, dal quale sono stati spogliati con violenza e nottetempo dal barone Antonio Patern\u00f2 di Vittoria, che ci\u00f2 facendo ha commesso reato.<\/p><p>\u00abSta di fatto che il barone Patern\u00f2, locante del vano adibito a sede della sezione del Partito socialista dei lavoratori italiani in Vittoria, pretendeva il rilascio del locale entro fine luglio e, anzich\u00e9 rivolgersi all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, con la tradizionale mentalit\u00e0 baronale siciliana, provvide con suoi uomini (i non tramontati armigeri feudali) all\u2019occupazione violenta dei locali.<\/p><p>\u00abI dirigenti della sezione del Partito socialista dei lavoratori italiani, rispettosi della legalit\u00e0 democratica, desistendo dal primo impulso di farsi ragione direttamente, si sono rivolti alle autorit\u00e0 provinciali e locali, sollecitando l\u2019immediato intervento della pubblica sicurezza per la reintegrazione del possesso delittuosamente violato, salvi in seguito gli apprezzamenti giudiziari di merito, e la pubblica sicurezza si \u00e8 limitata a svolgere una inutile pratica burocratica, senza intervenire nei confronti del barone violatore della legge.<\/p><p>\u00abIl pretore dal suo canto, investito del caso con regolare ricorso, mentre in un primo tempo, di fronte alla clamorosa notoriet\u00e0 del fatto delittuoso, disponeva la reintegrazione infra le ventiquattro ore nel possesso, successivamente e senza disporre nemmeno notifica, accettando un motivo di peregrina formalit\u00e0 inerente al contratto di locazione, e se mai discutibile in sede di merito, disponeva la sospensiva del precedente giusto ed opportuno provvedimento, in base al quale intanto, essendo trascorso invano il termine in esso fissato, gli iscritti alla sezione procedevano alla diretta immissione in possesso.<\/p><p>\u00abI fatti vanno apprezzati politicamente in relazione all\u2019ambiente, perch\u00e9 la conclusione sostanziale che se ne trae \u00e8 che in Sicilia ai baroni riesce sempre possibile usare prepotenze e violenze senza che contro di esse vi siano tempestivi ed opportuni interventi delle autorit\u00e0, per quelle rapide riparazioni di giustizia, che sono essenziali alla fiducia nella democrazia.<\/p><p>\u00abCartia\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se intenda provvedere allo stanziamento dei fondi occorrenti per la costruzione dell\u2019Asilo d\u2019infanzia in comune di Agropoli (Salerno), ove attualmente circa duecento bambini si raccolgono in locali angusti, inadatti ed insalubri. L\u2019urgenza della nuova sede \u00e8 stata gi\u00e0 fatta presente all\u2019ufficio del Genio civile di Salerno dall\u2019amministrazione comunale con l\u2019accordo di tutti i partiti.<\/p><p>\u00abCacciatore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se, in vista del primo Festival internazionale e della Mostra internazionale del cinema a passo ridotto, che si svolgeranno in Salerno nella seconda decade del prossimo settembre, considerata l\u2019importanza delle due manifestazioni, di cui un gruppo di giovani volenterosi, con scarse disponibilit\u00e0 finanziarie, ha preso l\u2019iniziativa, non ritenga opportuno erogare un adeguato contributo dello Stato, onde garantire il regolare e decoroso svolgimento delle manifestazioni stesse.<\/p><p>\u00abCacciatore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio, di grazia e giustizia e dell\u2019interno, per chiedere che l\u2019Assemblea Costituente sia \u2013 appena possibile \u2013 ampiamente informata delle direttive e delle conclusioni dell\u2019inchiesta relativa allo scandalo delle gomme, in quanto la criminale speculazione investe con l\u2019A.T.A.C. uno dei pi\u00f9 vitali servizi della Capitale.<\/p><p>\u00abLa pubblica opinione, stanca della sistematica impunit\u00e0 e delle risibili penalit\u00e0 generalmente inflitte per reati contro l\u2019interesse generale, esige sanzioni esemplari pronte ed adeguate.<\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non intenda emanare opportune disposizioni perch\u00e9 l\u2019articolo 283 del Regolamento per gl\u2019Istituti di prevenzione e di pena 18 giugno 1931, n. 787, venga opportunamente modificato, o almeno interpretato <em>cum grano salis<\/em>, onde impedire la possibilit\u00e0 del ripetersi di casi che \u2013 come quello del pazzo omicida Bruno Strolighi \u2013 offendono la morale e mettono in serio pericolo la tranquillit\u00e0 pubblica e privata.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare in ordine alla necessaria ed urgente ricostruzione della ferrovia Isernia-Vairano, reclamata da gravi ed evidenti ragioni di comunicazione e di traffico tra il Molise e l\u2019Abruzzo coi grandi centri di Napoli e di Roma, e non pi\u00f9 dilazionabile, specie ora che per le ricostruzioni e le riparazioni delle reti ferroviarie \u00e8 stata fatta una nuova assegnazione di fondi per oltre 175 miliardi.<\/p><p>\u00abMentre si \u00e8 provveduto e si continua a provvedere alla ricostruzione ferroviaria dell\u2019Italia del Nord e in quella Centrale, anche nei tronchi di scarsa importanza, si trascura la ricostruzione del tratto Isernia-Vairano, che per la sua eccezionale importanza avrebbe dovuto avere un\u2019assoluta precedenza.<\/p><p>\u00abIl collegamento della rete Adriatica con quella Tirrenica, attraverso il Molise, non pu\u00f2 essere effettuato se non col tronco della Isernia-Vairano.<\/p><p>\u00abEd enormi sono gl\u2019interessi che vengono danneggiati, in ogni settore, dall\u2019ingiustificato ritardo della invocata ricostruzione, per le popolazioni del Molise che pi\u00f9 delle altre la guerra ha colpito e funestato.<\/p><p>\u00abCiampitti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere le ragioni che hanno indotto l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione a rifornire l\u2019Italia meridionale, ed in particolare la citt\u00e0 di Messina, di pasta alimentare (fabbricata nei pastifici dell\u2019Italia settentrionale) piuttosto che di grano, arrecando cos\u00ec un grave danno alle maestranze ed alle industrie locali.<\/p><p>\u00abMartino Gaetano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere le cause del grave disastro sulla linea ferroviaria Camigliatello-Cosenza, gestita dalla Societ\u00e0 Calabro-Lucana, nel quale hanno incontrato la morte cinque padri di famiglia, e si lamentano numerosi feriti.<\/p><p>\u00abSi chiede se sia consentito su queste linee a forte pendenza, il movimento di automotrici, logorate dal tempo e dall\u2019uso, e per giunta sottoposte quotidianamente ad un sovraccarico di viaggiatori. I quali non lasciano nemmeno libero \u2013 con evidente e continuo pericolo \u2013 lo spazio riservato al conducente, di cui limitano vigilanza e possibilit\u00e0 di movimento e di immediata e provvida manovra.<\/p><p>\u00abMancini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del tesoro e del commercio con l\u2019estero, per conoscere le ragioni di carattere economico e monetario, le esigenze tecniche e pratiche che hanno determinato il recente provvedimento che stabilisce la parit\u00e0 legale del dollaro a lire 350.<\/p><p>\u00abMarinaro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per chiedere se, dinanzi alla persistente campagna avversa alle nuove direttive per un pi\u00f9 razionale ed aggiornato completamento della stazione di Roma, non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 di riesumare le molteplici responsabilit\u00e0 legate al progetto iniziale e sommerse nella catastrofe della Nazione.<\/p><p>\u00abQuel progetto, non movendo da presupposti essenzialmente tecnici e logici, non poteva non riassumersi che in un orrore architettonico ed in un errore funzionale.<\/p><p>\u00abE se il recente intervento di organi responsabili migliorer\u00e0 la situazione, non risaner\u00e0 per\u00f2 l\u2019enorme danno finanziario la cui responsabilit\u00e0 deve essere individuata, per l\u2019evidente colposo consenso portato ad una realizzazione, nella quale la tecnica ha sistematicamente ceduto a pretese direttive politiche (se tali possono chiamarsi la megalomania ed il cafonismo veramente tipici in quell\u2019opera) dietro le quali, comunque, agiva quella organizzazione di interessi, che trova ancora eco nella stampa.<\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se non creda opportuno di accogliere l\u2019invito che l\u2019interrogante gli rivolge, di voler effettuare una breve visita al porto di Civitavecchia durante l\u2019imbarco dei viaggiatori diretti in Sardegna. In tal modo, l\u2019onorevole Ministro potr\u00e0 accertare come, a causa dell\u2019enorme ed inqualificabile ritardo col quale procedono i lavori di ricostruzione delle banchine di quel porto, l\u2019imbarco e lo sbarco delle molte centinaia di viaggiatori si svolga in condizioni di disagio e di pericolo attraverso una banchina ristretta, inidonea, fangosa o polverosa, dove sostano carri ferroviari, dove si caricano merci voluminose e sulle persone assiepate premono in disordine carriaggi di ogni specie. Soprattutto, l\u2019onorevole Ministro potr\u00e0 rilevare come, a causa del predetto ritardo nella esecuzione dei lavori, non sia possibile destinare al servizio Civitavecchia-Olbia un piroscafo pi\u00f9 capace, per cui sono necessari fondali pi\u00f9 alti. Da questo fatto consegue che ogni giorno, dopo scenate indecorose e fatti dolorosi, centinaia di viaggiatori, per lo pi\u00f9 sprovvisti di mezzi di soggiorno, vengono respinti perch\u00e9 non possono essere imbarcati; e ci\u00f2 mentre il piroscafo denominato <em>Citt\u00e0 di Tunisi<\/em>, che potrebbe soddisfare le esigenze dei traffico sardo se fossero apprestati adatti fondali, viaggia quasi vuoto fra Napoli e Palermo con un <em>deficit<\/em> di dieci milioni di lire al mese, altro autentico sperpero e disservizio da reprimere al pi\u00f9 presto.<\/p><p>\u00abCorsi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere i criteri che hanno presieduto alla distribuzione ed assegnazione del \u00abPremio della ricostruzione\u00bb fra il personale delle ferrovie dello Stato.<\/p><p>\u00abMorini\u00bb..<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e dell\u2019interno, per conoscere se non si ritiene urgente ed indispensabile \u2013 in rapporto e riferimento al decreto legislativo 29 marzo 1947, n. 177 \u2013 emanare disposizioni le quali:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) permettano anche ai comuni interessati il controllo sui cinematografi, contemplato nell\u2019articolo 62 del testo unico 30 dicembre 1933, n. 3276;<\/li><li><em>b<\/em>) modifichino radicalmente l\u2019attuale procedura di versamento dei contributi ai comuni; procedura che attualmente rende utilizzabili i proventi spettacoli solo a distanza di anni.<\/li><\/ol><p>\u00abMorini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019interno, delle finanze e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere se siano a cognizione delle furiose grandinate e conseguenti piene che hanno devastato nel corrente mese ed in alcuni territori ripetutamente in giorni diversi le gi\u00e0 fiorenti campagne di Lanciano (frazione Sant\u2019Onofrio), Atessa, Casalbordino, Vasto, Ortona a Mare, Villalfonsina, Fossacesia, Rocca San Giovanni, il dorsale collinoso di Chieti, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, Pizzoferrato, Pennapiedimonte, Tollo, Ganosa Sannita, Poggiofiorito, Crecchio e di numerose altre localit\u00e0 della provincia di Teramo, distruggendo il raccolto totalmente per migliaia di ettari ed arrecando danni per centinaia e centinaia di milioni, con la conseguente miseria di quelle laboriose popolazioni; e quali provvedimenti intendano adottare per almeno attenuare la loro iattura, avvalendosi dei decreti-legge 28 settembre 1930, e 30 marzo 1933, o adottando \u2013 di urgenza, come \u00e8 suggerito dalla gravit\u00e0 eccezionale del caso \u2013 speciali ed adeguati provvedimenti.<\/p><p>\u00abLopardi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere \u2013 dopo che inutilmente si \u00e8 rivolto, allo stesso fine, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla Direzione Generale dell\u2019assistenza post-bellica \u2013 i motivi per i quali sono stati, nel luglio scorso, ritirati dagli Istituti di educazione ed istruzione in cui erano ricoverati, e restituiti alle macerie, alla fame, alle malattie, 256 bambini dei 23 comuni della Maiella terribilmente sinistrati dalla guerra e nei quali si vive ancora una vita di inferno.<\/p><p>\u00abSi chiede che l\u2019inumano provvedimento \u2013 che, non potendo essere validamente giustificato da esigenze di bilancio, inconcepibili in questa materia, ha provocato enorme, preoccupante risentimento in quelle martoriate popolazioni di montagna fin troppo esasperate per lo stato di completo abbandono in cui sono lasciate dagli organi responsabili del Governo \u2013 venga revocato d\u2019urgenza almeno per quelli (circa 120) dei predetti, disgraziati bambini che sono orfani di militari e partigiani caduti in combattimento o dispersi o di vittime civili, tanto pi\u00f9 che ad essi non pu\u00f2 provvedere, per mancanza di fondi, l\u2019Opera nazionale orfani di guerra.<\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se, di fronte alla palese e riconosciuta imperfezione delle disposizioni di legge vigenti in tema di procedimenti a carico di ex fascisti imputati di collaborazionismo, alla quale imperfezione \u00e8 dovuto il costante susseguirsi di decisioni giudiziarie disformi e contraddittorie, le quali commuovono sfavorevolmente l\u2019opinione pubblica e pregiudicano il prestigio della giustizia, non ravvisi la necessit\u00e0 urgente di un provvedimento legislativo che, eliminando e correggendo le deviazioni e le anomalie delle vigenti norme di legge, limiti l\u2019intervento della giustizia punitiva ai soli casi di delinquenza comune occasionati da motivi politici.<\/p><p>\u00abVillabruna\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del lavoro e previdenza sociale, delle finanze e del tesoro, per stabilire l\u2019esattezza della notizia, diffusa negli ambienti politici di Bologna, secondo la quale l\u2019ex Stabilimento poligrafico editore del <em>Resto del Carlino<\/em>, gi\u00e0 centro di propaganda delle teorie fasciste e cassa di risonanza degli interessi dei maggiori esponenti del passato regime e dopo la liberazione affidato ad una cooperativa \u2013 detta S.T.E.B. \u2013 forte di 400 tipografi, che hanno durante due anni compiuto opera lodevole sotto tutti i punti di vista, dimostrando l\u2019attitudine della loro classe all\u2019autogoverno, sarebbe stato riscattato per un pugno di moneta svalutata dai rappresentanti di correnti politiche, che l\u2019opinione pubblica dell\u2019Emilia ha gi\u00e0 ripetutamente con indubbie prove elettorali sconfessato.<\/p><p>\u00abIn caso affermativo il sottoscritto domanda se il riscatto dell\u2019importante istituto, con il consenso del Governo, non sia contrario alle premesse fondamentali dell\u2019Italia democratica e repubblicana, che nel suo progetto di Costituzione riconosce la funzione sociale della cooperazione (articolo 42) e proibisce la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (articolo 1 delle disposizioni transitorie).<\/p><p>\u00abZanardi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere quali provvedimenti intenda prendere nei confronti del Procuratore generale della Repubblica di Napoli, il quale, durante la discussione del processo Basile, conclusosi in modo tanto offensivo per la giustizia, ha dichiarato che le leggi eccezionali per le sanzioni contro i fascisti sono una mostruosit\u00e0 ed ha insinuato che la Magistratura del Nord nel giudicare i fascisti ha subito interferenze estranee ed ha perci\u00f2 compiuto non opera di giustizia, bens\u00ec di vendetta; affermazioni queste che non sono assolutamente compatibili con la qualit\u00e0 di magistrato e che suonano aperta sconfessione delle leggi dello Stato da parte di chi dovrebbe sentire solo il dovere di applicarle.<\/p><p>\u00abBarbareschi, Faralli, Pertini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non creda di dare opportune istruzioni ai Commissari regionali per gli usi civici, di restringere la loro azione agli atti di pura amministrazione ordinaria, posto che la materia \u2013 per deliberazione dell\u2019Assemblea Costituente \u2013 sar\u00e0 in breve di dominio legislativo dell\u2019ente Regione.<\/p><p>\u00abUn tale provvedimento appare tanto pi\u00f9 necessario in quanto da parte di tali organi esecutivi si insiste sull\u2019applicazione della legge fascista sul riordinamento degli usi civici del 16 giugno 1927, n. 1766, la quale nelle zone montane dell\u2019Alta Italia e in particolare in Friuli, non avrebbe altro esito di quello di determinare grave disordine e sconvolgimento dell\u2019economia locale.<\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se, tenuto conto:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) che gravi errori ed ingiustificate sperequazioni si lamentano in ordine agli accertamenti compiuti dai funzionari dell\u2019Amministrazione finanziaria ai fini dell\u2019applicazione dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata a carico dei negozi di vendita al dettaglio, dei pubblici esercizi, degli artigiani; dei professionisti ed agenti di cambio, degli spedizionieri ed agenti di viaggio, degli esercenti trasporti di persone con mezzi di trasporti da piazza e da noleggio: errori e sperequazioni dovute ai criteri di verifica e di accertamento sbrigativi e puramente congetturali che sono adottati nei confronti di alcuni singoli contribuenti, e i cui risultati vengono arbitrariamente estasi agli appartenenti alla medesima categoria, senza la necessaria identificazione della effettiva importanza di ogni singola attivit\u00e0;<\/li><li><em>b<\/em>) che la Commissione provinciale istituita col decreto legislativo 27 dicembre 1946, n. 469, non offre, per la sua composizione, seria garanzia di un esatto ed imparziale giudizio: circostanza tanto pi\u00f9 deprecabile ove si tenga conto del carattere definitivo attribuito alle decisioni di detta Commissione, ed alla comminatoria di sanzioni pecuniarie irrevocabili a carico dei contribuenti, anche quando l\u2019applicazione di tali sanzioni in concreto sia del tutto ingiustificabile;<\/li><li><em>c<\/em>) che il sovra lamentato metodo di accertamento e di tassazione non soltanto determina un grave stato di disagio e di malcontento nei riguardi delle categorie colpite, ma \u00e8 destinato a risolversi in un ulteriore aumento dei prezzi a danno dei consumatori;<\/li><\/ol><p>non ravvisi la necessit\u00e0 urgente di apportare alle vigenti disposizioni opportuni ritocchi e modifiche, diretti ad assicurare un pi\u00f9 razionale ed equo sistema di accertamento, che si ritiene di poter proporre come segue:<\/p><p>1\u00b0) comunicazione obbligatoria al contribuente del referto della polizia tributaria, o di ogni altro organo inquirente, in modo di consentire al contribuente stesso un effettivo e tempestivo esercizio del suo diritto di difesa;<\/p><p>2\u00b0) formulazione degli accertamenti da effettuarsi in collaborazione tra gli Uffici delle imposte dirette e gli Uffici del registro, con il concorso di Commissioni qualificate appartenenti alle singole categorie interessate;<\/p><p>3\u00b0) istituzione di un nuovo organo giurisdizionale di primo grado, rappresentato da una Commissione presieduta da un magistrato in servizio od a riposo, e composta di membri designati dalle varie categorie: attribuendo alla Commissione provinciale funzioni giurisdizionali di secondo grado;<\/p><p>4\u00b0) esenzione da qualunque sopratassa e pena pecuniaria nei casi di concordato concluso avanti la Commissione di primo grado.<\/p><p>\u00abVillabruna\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se il Governo intende mettere finalmente un termine alla vita della A.R.A.R., che occupa da anni impianti dell\u2019industria privata con pregiudizio dell\u2019economia nazionale e con aggravamento del problema della disoccupazione.<\/p><p>\u00abDe Martino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) se gli consti che taluni uffici distrettuali delle imposte dirette \u2013 e segnatamente quello di Sant\u2019Angelo dei Lombardi \u2013 stiano dando prova di eccessivo ed inconsulto zelo, avendo proceduto e continuando a procedere solo dopo la pubblicazione del decreto legislativo presidenziale 29 marzo 1947, n. 143, alla notifica di numerosi accertamenti per l\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, con effetto dal 1\u00b0 gennaio 1943, in confronto di modestissimi proprietari od esercenti, i quali finora erano rimasti indisturbati, pur essendo l\u2019imposta in vigore dal 1940, ingenerando cos\u00ec il sospetto che la procedura, formalmente avviata per un tributo che viene a cessare, sia in realt\u00e0 preordinata ad acquisire contribuenti alla straordinaria proporzionale; e se non creda di dare disposizioni perch\u00e9 gli Uffici \u2013 fatta eccezione per i rari casi di gravi ed evidenti erronee omissioni \u2013 si astengano dal notificare nuovi avvisi di accertamento per l\u2019imposta ordinaria sul patrimonio e revochino quelli gi\u00e0 notificati;<\/p><p>2\u00b0) se gli consti che taluni uffici siano riluttanti ad accogliere il principio della legge che gli imponibili della straordinaria proporzionale devono essere stabiliti in base ai valori del triennio 1937-39 moltiplicati per i coefficienti fissi di 10 (terreni) e 5 (fabbricati) e se non creda, ad evitare fastidi per i contribuenti pi\u00f9 modesti e meno attrezzati alla difesa dei loro interessi, di dare istruzioni perch\u00e9 siano rettificati, sulla base dei detti coefficienti, tutti gli imponibili per i quali vi sia stata variazione in aumento dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio dopo la prima applicazione di essa;<\/p><p>3\u00b0) se, per quanto concerne le piccole aziende industriali e commerciali, agli effetti della determinazione dei valori assoggettabili alla straordinaria proporzionale, non creda che si debbano adottare criteri analoghi a quelli stabiliti per i terreni ed i fabbricati, che sostanzialmente riescono a stabilire valori imponibili medi inferiori a quelli correnti, onde stabilire criteri uniformi e perequati nell\u2019applicazione dello stesso tributo.<\/p><p>\u00abScoca\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della marina mercantile, per conoscere quali inoppugnabili ragioni hanno consigliato il dirottamento verso altro porto del piroscafo <em>Conte Biancamano<\/em> appartenente di fatto e di diritto al compartimento di Genova, dove avrebbe dovuto arrivare fin dal giorno 30 agosto.<\/p><p>\u00abFaralli, Barbareschi, Pertini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, sulle ragioni per le quali la polizia di Terni non \u00e8 intervenuta, in occasione di una recente dimostrazione, contro quei dimostranti colpevoli del reato di cui all\u2019articolo 297 Codice penale, e nella flagranza di esso, per aver scritto ed esposto cartelli offensivi della dignit\u00e0 del Sovrano Pontefice.<\/p><p>\u00abBellavista, Condorelli, Mazza\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare al fine di risolvere l\u2019intollerabile situazione per la quale, quantunque siano stati stanziati i fondi necessari ed appaltati i relativi lavori, onde venire incontro con 180 alloggi agli urgenti bisogni di una popolazione come quella della citt\u00e0 di Benevento, distrutta per met\u00e0 in conseguenza della guerra, non si ottiene ancora, dopo un anno di interruzione, che venga fornito il ferro necessario all\u2019impresa, dopo che sono stati anche rilasciati dal competente ufficio del Genio civile i relativi buoni di assegnazione.<\/p><p>\u00abE per conoscere, inoltre, se, in vista della tragica situazione di centinaia di famiglie che tutt\u2019ora vivono in fetide baracche o in oscuri antri, situazione personalmente constatata dall\u2019onorevole Ministro in una sua visita alla predetta citt\u00e0, non intenda il Governo intervenire in maniera pi\u00f9 pronta ed efficace con lo stanziamento di adeguati fondi e la rapida costruzione di opportuni alloggi.<\/p><p>\u00abCifaldi, De Caro Raffaele, Bosco Lucarelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se non reputi opportuno revocare la disposizione in base alla quale \u00e8 fatto obbligo alle amministrazioni universitarie di versare al Tesoro, a partire dal prossimo anno accademico, l\u2019importo della sopratassa speciale di iscrizione, incamerata negli anni passati dalle stesse universit\u00e0 in virt\u00f9 dell\u2019articolo 30 del decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 238: disposizione che aggrava ulteriormente le gi\u00e0 gravi condizioni finanziarie degli istituti di cultura superiore.<\/p><p>\u00abMartino Gaetano\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Governo, per sapere quali provvedimenti di urgenza intenda adottare per far fronte alla grave e allarmante disoccupazione di Napoli e della ragione campana.<\/p><p>\u00abSalerno, Persico, Ruggiero Carlo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere come mai non si sia ancora provveduto all\u2019approvazione dei sottoelencati progetti concernenti la sistemazione di Altino (Chieti): 1\u00b0) riparazione acquedotto; 2\u00b0) riparazione cimitero; 3\u00b0) pavimentazione e fognature al paese; 4\u00b0) scuole elementari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVenditti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se non intenda estendere, seguendo ampio criterio di equit\u00e0, alle vedove ed ai figli e figlie nubili minorenni dei pensionati civili e militari e dell\u2019Amministrazione delle ferrovie dello Stato (anche se il matrimonio fu contratto durante lo stato di quiescenza, oppure nel biennio precedente al collocamento a riposo) e alle figlie nubili maggiorenni del pensionato, rimaste orfane, le disposizioni contenute nel capo I del titolo IV del testo unico delle leggi sulle pensioni civili e militari, approvato con regio decreto 21 febbraio 1895, n. 70, e dell\u2019articolo 15 del testo unico delle disposizioni per le pensioni del personale delle ferrovie dello Stato, approvato con regio decreto 22 aprile 1909, n. 229, colle successive rispettive modificazioni, e nei limiti propri di ciascuna; subordinando il godimento del detto beneficio alle seguenti circostanze:<\/p><p>1\u00b0) che si tratti di vedova o di figli di pensionato rimasto vedovo prima o dopo la cessazione del servizio attivo e passato a seconde nozze dopo la messa in quiescenza oppure nel biennio precedente ad essa;<\/p><p>2\u00b0) che dalla data del matrimonio del pensionato a quella del suo decesso sia trascorso il termine non minore di 18 mesi compiuti;<\/p><p>3\u00b0) che le orfane maggiorenni del pensionato siano nubili, inabili a qualsiasi lavoro redditizio e non godano altra pensione od assegno a carico dello Stato, come gi\u00e0 previsto dalla legge per le pensioni del personale delle ferrovie dello Stato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSelvaggi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se gli risulta che il Comando generale dell\u2019Arma dei carabinieri non ha ancora dato esecuzione al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 maggio 1947, n. 500, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 25 giugno 1947. Poich\u00e9 sembra che quel Comando generale, assumendo deficienze organiche, abbia intenzione di avanzare proposte per rendere inapplicabile all\u2019Arma il decreto stesso, l\u2019interrogante si permette di far rilevare all\u2019onorevole Ministro che alle paventate deficienze si potrebbe ovviare potenziando l\u2019arruolamento, anzich\u00e9 trattenendo coloro che aspirano al collocamento a riposo, su domanda, e coloro che eventualmente avessero demeritato dopo la proclamazione dell\u2019armistizio.<\/p><p>\u00abE pertanto chiede all\u2019onorevole Ministro se non ritenga opportuno respingere eventuali proposte tendenti a non far applicare all\u2019Arma il predetto decreto, e dare nel contempo urgenti disposizioni per l\u2019immediata esecuzione dello stesso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCoppa\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per richiamare la sua attenzione sul regio decreto 6 gennaio 1942, n. 47, che riservava a favore dei reduci e categorie similari il 50 per cento delle cattedre d\u2019insegnamento che si sarebbero rese vacanti fino a sei mesi dopo la fine dello stato di guerra. Nell\u2019articolo 7 si faceva speciale menzione di coloro che, dopo aver superato favorevolmente la prova scritta, non hanno potuto prendere parte a quelle orali, perch\u00e9 impossibilitati da cause di guerra.<\/p><p>\u00abUn recente provvedimento stabilisce che met\u00e0 di detti posti venga conferita in base alla sola valutazione dei titoli a coloro che abbiano precedentemente conseguita un\u2019abilitazione. L\u2019interrogante domanda se non si ritenga giusto aprire tale concorso per titoli anche a coloro che, ai sensi del surriferito articolo 7, avendo gi\u00e0 favorevolmente superato le prove scritte, non abbiano poi potuto partecipare agli orali o per sopravvenuta prigionia, o per altre riconosciute cause di guerra.<\/p><p>\u00abCon ci\u00f2, infatti, non si verrebbe meno al criterio fondamentale cui il recente provvedimento \u00e8 ispirato, cio\u00e8 che non si possa conseguire la nomina in ruolo senza aver sostenuto un esame. D\u2019altra parte, mentre coloro che sono in possesso di una completa abilitazione, o l\u2019hanno conseguita prima della guerra, non riuscendo in condizioni normali a vincere il concorso, hanno potuto sostenere regolarmente esami durante la guerra stessa, non riportando quindi da essa quei danni, cui lo spirito del regio decreto 6 gennaio 1942 mira a porre rimedio; con il provvedimento di cui sopra si viene a stornare una met\u00e0 dei posti loro riservati a coloro che dalla guerra sono stati impossibilitati a completare gli esami di concorso gi\u00e0 da essi iniziati con buone probabilit\u00e0 di riuscita, ledendo cos\u00ec uno stato giuridicamente gi\u00e0 acquisito da una categoria cui con minori possibilit\u00e0 di dubbi si deve riconoscere un effettivo danno subito a causa di servizio di guerra. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMacrelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se il Governo non intende con esplicito provvedimento stabilire quale sia la precisa data in cui si deve ritenere proclamata la pseudo repubblica sociale italiana, ad evitare contestazioni in linea di ricorso da parte di funzionari lesi nei loro diritti, tenendo presente: 1\u00b0) che il decreto legislativo luogotenenziale 5 ottobre 1944, n. 249, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 18 ottobre 1944, n. 70, relativo all\u2019assetto della legislazione nei territori liberati, all\u2019articolo 2 dichiara, tra l\u2019altro, la inefficacia giuridica dei provvedimenti adottati \u00absotto l\u2019impero del sedicente governo della repubblica sociale italiana\u00bb, concernenti \u00abla nomina, la carriera e la cessazione dal servizio dei dipendenti dello Stato, degli enti pubblici e degli enti sottoposti a vigilanza o tutela dello Stato e rispetto ai quali lo Stato abbia, comunque, partecipato alla formazione del capitale o, sotto qualunque forma, al finanziamento\u00bb;<\/p><p>2\u00b0) che in base a questo decreto, alcune amministrazioni dell\u2019Italia non liberata all\u20198 settembre hanno dichiarato privi di ogni efficacia giuridica tutti i provvedimenti adottati dopo l\u20198 settembre 1943.<\/p><p>\u00abOra, poich\u00e9 fino al 24 settembre 1943 non intervenne alcuna innovazione nell\u2019ordinamento giuridico dello Stato e poich\u00e9 solo dopo questa data si delinea la costituzione nei territori occupati dai nazisti di uno pseudo governo fascista repubblicano, appare arbitrario il provvedimento adottato da tali enti con la pronuncia di nullit\u00e0 dei provvedimenti indicati all\u2019articolo 2 del decreto legislativo del 5 ottobre 1944, n. 249, anche anteriori al 24 settembre 1943, presi da amministrazioni non repubblichine di enti pubblici o parastatali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCevolotto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri della difesa e della marina mercantile, per conoscere per quale motivo \u00e8 cessato, dopo solo due viaggi, il servizio di trasporto dei prigionieri di guerra e degli internati civili dall\u2019Eritrea, pel quale servizio il Governo americano ha posto a disposizione di quello italiano fin dal novembre 1946 le navi <em>Vulcania<\/em> e <em>Saturnia<\/em>; e ci\u00f2 mentre numerosi ex militari e civili anelano di rimpatriare. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri delle finanze e di grazia e giustizia, per conoscere se non ritengano opportuno, per ragioni di giustizia ed equit\u00e0, emanare un provvedimento che sancisca l\u2019efficacia retroattiva del decreto legislativo luogotenenziale 20 marzo 1945, n. 212, in tema di abrogazione della sanzione di nullit\u00e0 degli atti privati non registrati aventi per oggetto trasferimenti di beni immobili e di diritti immobiliari, stabilita con decreto-legge 27 settembre 1941, n. 1015, ovviando, in tal modo, alle ben note storture pratiche che in realt\u00e0 derivano dalla mancanza di tale retroattivit\u00e0 che, convalidando la nullit\u00e0 delle scritture private in data anteriore al suddetto decreto-legislativo luogotenenziale 20 marzo 1945, n. 212, e privandole di ogni azionabilit\u00e0, favorisce in conseguenza la mala fede dei contribuenti inadempienti, mentre reca danno non indifferente ai moltissimi cittadini che acquistarono beni immobili e diritti immobiliari nel periodo intercorrente tra i due decreti, con piena e provabile buona fede. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere quello che ha fatto per eliminare la incresciosa situazione che si \u00e8 verificata fra i dipendenti dell\u2019Arsenale militare marittimo di Taranto, in seguito alle elezioni recentemente avvenute per la nomina delle Commissioni interne. Per tali elezioni gli organi direttivi della F.N.D.S., dopo aver preteso che la lista dell\u2019Uomo qualunque dovesse avere 1200 firme, mentre tale condizione non era fatta per gli altri Partiti, successivamente, dopo cio\u00e8 che la lista aveva raccolto le firme richieste, hanno escluso con arbitraria quanto faziosa decisione la lista qualunquista dalle elezioni. In tale circostanza i rappresentanti dell\u2019Uomo qualunque in seno al Comitato elettorale della F.N.D.S. sono stati aggrediti e malmenati, mentre sono stati minacciati i firmatari stessi della lista qualunquista. Ci\u00f2 premesso, l\u2019interrogante reputa opportuno chiedere se l\u2019autorit\u00e0 militare intende riconoscere valide le elezioni suddette, i cui risultati vanno considerati non rispondenti alla volont\u00e0 degli arsenalotti, molti dei quali, dopo aver sottoscritto la lista dell\u2019Uomo qualunque, si sono astenuti dal voto, deplorando l\u2019atteggiamento delle autorit\u00e0 militari marittime, le quali bench\u00e9 richieste di intervenire per prevenire gli accennati abusi, non hanno ritenuto opportuno evitare tempestivamente gli incresciosi incidenti lamentati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se sia tollerabile che in regime di democrazia si possa tentare d\u2019imporre ad un cittadino o a diversi cittadini di lasciare il luogo di loro abituale residenza e le loro normali occupazioni.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 con riferimento a quanto si \u00e8 verificato o si vorrebbe fare verificare in comune di Bomporto (provincia di Modena), ove da parte della locale Camera del lavoro si esige che il signor Piccinini Gaetano con i suoi familiari abbandoni il paese e conseguentemente anche la abituale professione di fattore di campagna. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCoppi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della difesa, in relazione con l\u2019immane tragedia avvenuta a Cefalonia negli infausti giorni del settembre 1943, in cui perirono oltre 5000 soldati e 500 ufficiali italiani, ed i superstiti furono deportati in Germania, dove trovarono quasi tutti una lenta morte; tragedia causata da insipienza e incoscienza di capi lontani e da spietata ferocia dei barbari tedeschi-nazisti, l\u2019interrogante chiede di sapere, prescindendo dalla questione delle responsabilit\u00e0 alte e basse, quali provvedimenti siano stati adottati o si trovino allo studio per onorare degnamente le vittime e dare allo loro famiglie quel conforto morale e materiale che \u00e8 anche una doverosa riparazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBernamonti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere quali provvedimenti si intendono adottare per ovviare alla difficile situazione in cui vengono a trovarsi i proprietari di alberghi requisiti per le truppe e i servizi alleati, specialmente nelle stazioni balneari e di cura come Viareggio ed altre.<\/p><p>\u00abAi detti proprietari vengono corrisposte, a titolo di indennizzo per la requisizione, delle somme assolutamente inadeguate ai costi attuali, e appare urgentissimo, fra l\u2019altro, un provvedimento per una sollecita revisione dei prezzi-letto, che si confaccia alle esigenze odierne, essendo inconcepibile che si possa far fronte alle spese di gestione con sole 17 lire giornaliere per letto, cifra attualmente fissata.<\/p><p>\u00abProvvedimenti di estrema urgenza si impongono anche per il rimborso mensile dei consumi, come acqua, luce, legna, ecc. e per la liquidazione totale che dovrebbe essere fatta ogni trimestre per poter mettere l\u2019albergatore in condizione di far fronte ai propri impegni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPera\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se non intenda emanare norme integrative al decreto legislativo luogotenenziale 26 marzo 1946, n. 134, per rendere pi\u00f9 facile e pi\u00f9 sollecita la riscossione dei profitti di regime, determinando una data fissa alla quale debba riferirsi la valutazione dei profitti avocabili e stabilendo criteri di valutazione quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile automatici, in analogia a ci\u00f2 che si \u00e8 fatto per l\u2019avocazione dei profitti di guerra e di speculazione e per l\u2019imposta straordinaria sul patrimonio. (<em>L\u2019interrogante. chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per sapere se trova corretto che il Direttore generale addetto all\u2019emigrazione non risponda alle lettere dei deputati alla Costituente che prospettano casi di speciale rilievo per l\u2019inclusione nella quota negli S.U.A., o se creda di dare disposizioni precise per evitare, perch\u00e9 il grave inconveniente non debba ripetersi e sia invece consentito, attraverso queste segnalazioni e richieste, il costante controllo sull\u2019operato di quella direzione generale, ed il rilascio di passaporti, per accertare che siano rilasciati secondo l\u2019ordine di precedenza e secondo un criterio non di favore, ma di giustizia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abReale Vito\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere se crede di intensificare i lavori per la ricostruzione della Manifattura tabacchi \u00abSan Pietro Martire\u00bb, sezione Scafati, in vista delle gravi condizioni della disoccupazione locale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Falco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere i motivi per i quali l\u2019Istituto sperimentale dei tabacchi di Scafati, che ha avuto vita gloriosa dal 1865, \u00e8 stato soppresso e le ragioni per cui si \u00e8 creduto di sistemare i servizi relativi ponendoli alla dipendenza di una sezione dell\u2019agenzia di Cava dei Tirreni.<\/p><p>\u00abEvidenti ragioni logiche, tecniche, ambientali consigliano invece di dare sede proprio in Scafati, giovandosi delle attrezzature col\u00e0 esistenti, all\u2019Istituto scientifico sperimentale dei tabacchi di nuova creazione, in perfetta autonomia.<\/p><p>\u00abTutto questo a prescindere dalla legittima e doverosa tutela dei diritti dei funzionari e del personale, da anni stabilitosi in Scafati, e che non sarebbe giusto sottoporre, nei gravi momenti attuali, alle enormi e gravi difficolt\u00e0 di un trasferimento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Falco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se per motivi etici ed economici non intenda estendere, nei riguardi di tutti i concedenti, il provvido decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato (4 dicembre 1946, numero 671) riflettente la temporanea sospensione dell\u2019esercizio del diritto di affrancazione dei canoni enfiteutici, censi ed altre prestazioni perpetue, nei riguardi dei comuni, provincie ed istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Falco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali ragioni ostacolino l\u2019accoglimento della istanza di erezione in ente morale dell\u2019Associazione volontari del sangue di Milano.<\/p><p>\u00abL\u2019istanza, corredata di tutti i documenti rituali, presentata da oltre un anno all\u2019Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, rimane inevasa per ragioni incomprensibili.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante ritiene legittima e giusta l\u2019aspirazione della benemerita Associazione milanese dei donatori del sangue costituita alla data del 30 giugno 1947 da 9983 volontari con ben 59.714 donazioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se intende emanare un provvedimento legislativo, per il quale possano partecipare ai concorsi per direttore didattico tutti gli insegnanti elementari forniti di laurea e non solo quelli forniti del diploma di vigilanza scolastica rilasciato dalla facolt\u00e0 di magistero, come previsto dall\u2019articolo 2 della legge 31 maggio 1943, n. 570.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante ritiene giustificato il desiderio dei maestri che si trovano nelle condizioni predette, perch\u00e9 con un tale provvedimento si verrebbe a sanare la lacuna, per cui con un titolo superiore detti insegnanti non potrebbero partecipare ad un concorso aperto ai loro colleghi non laureati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri della difesa e della pubblica istruzione, per conoscere quali ragioni hanno ispirato il provvedimento di adibire a casa di svago e divertimento del soldato l\u2019edificio scolastico della ex scuola Martignoni di Milano, mentre istituti scolastici governativi sono sopraffollati di alunni e debbono alternare nelle stesse aule anche tre turni al giorno di insegnamento per carenza di locali e impossibilit\u00e0 di ottenere dall\u2019autorit\u00e0 provinciale nuovi edifici.<\/p><p>\u00abIn modo particolare appare ingiustificato e inopportuno l\u2019uso che si vuole fare della ex scuola Martignoni (un edificio scolastico moderno con sessanta o settanta aule) mentre c\u2019\u00e8 un liceo scientifico governativo con circa duemila scolari senza sede, accampato alla men peggio, presso due scuole gi\u00e0 per conto proprio sovraccariche di scolari.<\/p><p>\u00ab\u00c8 pertanto urgente disporre che la sede dell\u2019ex scuola Martignoni sia messa a disposizione dell\u2019autorit\u00e0 scolastica milanese perch\u00e9 possa sistemarvi il secondo liceo scientifico governativo, provvedendo diversamente per la casa di svago del soldato, che non presenta lo stesso carattere di urgenza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se ritenga o meno opportuno emanare un provvedimento legislativo per l\u2019assicurazione obbligatoria contro i danni prodotti dalla grandine nella coltivazione del tabacco per conto dello Stato.<\/p><p>\u00abIn proposito l\u2019interrogante ebbe a presentare, di sua iniziativa, una proposta di legge che fu svolta e presa in considerazione nella seduta del 3 giugno 1922 (<em>Atti parlamentari<\/em>, Camera dei Deputati, Legislatura XXVI, sessione 1921-22, Documento n. 1599) e che non pot\u00e9 aver seguito per i successivi eventi politici. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del tesoro e dei lavori pubblici, per conoscere se sia in corso l\u2019equiparazione dei cantonieri statali ai cantonieri ferroviari e se con tale provvedimento stiano per essere concretate anche le altre richieste presentate dalla Associazione nazionale di categoria nell\u2019interesse dei cantonieri statali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abChieffi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se non ritiene opportuno, per eliminare la incresciosa situazione che si \u00e8 verificata tra i dipendenti dell\u2019Arsenale militare marittimo di Taranto, in seguito alle elezioni recentemente avvenute per la nomina delle Commissioni interne, disporre l\u2019annullamento delle elezioni stesse, i cui risultati vanno considerati non rispondenti alla volont\u00e0 degli arsenalotti, molti dei quali, dopo aver sottoscritto la lista dell\u2019Uomo qualunque, si sono astenuti dal voto.<\/p><p>\u00abInfatti per tali elezioni gli organi direttivi della F.N.D.S., dopo aver preteso che la lista dell\u2019Uomo qualunque doveva avere 1200 firme, mentre tale condizione non era fatta per gli altri partiti, successivamente, dopo cio\u00e8 che la lista aveva raccolto le firme richieste, hanno escluso con arbitraria quanto faziosa decisione la lista qualunquista dalle elezioni. In tale circostanza i rappresentanti dell\u2019Uomo qualunque in seno al Comitato elettorale della F.N.D.S. sono stati aggrediti e malmenati, mentre sono stati minacciati i firmatari stessi della lista qualunquista. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLa Gravinese Nicola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per conoscere se risponda a verit\u00e0 la notizia pubblicata dai giornali che una Corte alleata avrebbe, a Livorno, condannato a morte per impiccagione un cittadino italiano reo di aver ucciso un paracadutista calatosi in borghese in territorio italiano in istato di guerra; e, ove la notizia fosse vera, come il Governo intenda reagire a questa patente offesa ai princip\u00ee di giustizia e a quella sovranit\u00e0 italiana di cui tanto si \u00e8 parlato durante la discussione per la ratifica anticipata del \u00abTrattato\u00bb. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRusso Perez\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere se non ritiene opportuno estendere la concessione di tradotte per il trasporto di legna da ardere anche alle stazioni ferroviarie situate al sud della linea Battipaglia-Potenza-Metaponto-Brindisi.<\/p><p>\u00abSta di fatto che l\u2019esclusione dal beneficio dell\u2019intera regione calabrese, mentre ha suscitato vivo malcontento fra i numerosi industriali boschivi, i quali hanno visto perduta ogni possibilit\u00e0 di commercio con ditte ed enti del Settentrione, ove la legna da ardere, mancando il carbone fossile, \u00e8 insistentemente richiesta, ha provocato nei pi\u00f9 importanti scali ferroviari della Calabria l\u2019affardellamento di enormi montagne di legna da tempo in attesa di carico.<\/p><p>\u00abTale incresciosa situazione ha causato gravissimi danni agli industriali i quali, dopo aver impiegato cospicui capitali per l\u2019acquisto dei boschi, la lavorazione <em>in loco<\/em> ed il trasporto agli scali, hanno dovuto subire gravissime crisi economiche e sono stati costretti a sospendere la lavorazione, mettendo in stato di disoccupazione un considerevole numero di lavoratori, che nella produzione e nel commercio della legna in quella regione trova largo impiego. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto fa presente al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro degli affari esteri, che in data 16 giugno 1947 present\u00f2 la seguente interrogazione:<\/p><p>\u00abPer sapere se consti della esistenza in Albania, e precisamente a Korce, di circa settecento lavoratori italiani cui non \u00e8 stato finora consentito di rientrare in patria, e per conoscere quali provvedimenti siano stati presi o siano in corso di adozione allo scopo suddetto, tenuto presente che gli stessi prigionieri di guerra sono rientrati da tempo in famiglia.<\/p><p>\u00abL\u2019onorevole Presidente del Consiglio, presente alla seduta del 16 giugno 1947 dell\u2019Assemblea, dichiar\u00f2 di riconoscere l\u2019urgenza dell\u2019interrogazione.<\/p><p>\u00abSoltanto per\u00f2 nella seduta del 28 luglio 1947, l\u2019onorevole Ministro degli affari esteri, come risulta dal relativo resoconto, diede, sollecitato dall\u2019interrogante, una risposta incompleta ed assai vaga.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante ripete, pertanto, l\u2019interrogazione, soprattutto al fine di sapere quali provvedimenti intenda attuare il Governo onde ottenere l\u2019immediato rimpatrio dei nostri connazionali, i quali non possono continuare ad essere trattati con dispregio delle pi\u00f9 elementari norme del diritto internazionale e della libert\u00e0 e dignit\u00e0 dell\u2019uomo civile. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCostantini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere quale attivit\u00e0 il Governo abbia svolto e intenda svolgere per rendere possibile alle varie migliaia di ex prigionieri, residenti prima della guerra coi loro familiari all\u2019estero o nei territori coloniali italiani, di ricongiungersi con le loro famiglie, facendo finalmente ritorno alle loro case o alle sedi del loro lavoro.<\/p><p>\u00abNon pu\u00f2, infatti, non apparire degna del maggiore interessamento da parte del Governo la dolorosa situazione in cui si trovano questi nostri connazionali che dopo avere servito la Patria in guerra e dopo avere trascorso lunghi anni in prigionia, trattenuti ancora oggi nei centri di raccolta, versano in condizioni materiali e morali di estremo disagio; costretti all\u2019ozio e sottoposti ad un trattamento di quasi prigionia in patria, sono ancora tenuti lontani dai loro cari, che non vedono da oltre sei anni, e, preoccupati delle condizioni di indigenza in cui versano i loro familiari, assistono con crescente sconforto al costante rinvio della soluzione del loro problema. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCortese\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per conoscere se, dopo quattro anni di ritardo, la direzione generale degli italiani all\u2019estero (ufficio scuole) abbia intenzione di corrispondere al professore Vincenzo Forti, profugo dalla Tunisia, gli stipendi di maggio e giugno 1943. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Vita\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri del lavoro e della pubblica istruzione, per conoscere se sia fondata la notizia della rimozione degli uffici dell\u2019Ispettorato regionale del lavoro nonch\u00e9 di quelli della Deputazione di storia patria dalla citt\u00e0 di Reggio Calabria, dove hanno sede; ed in caso affermativo quali motivi abbiano determinato tali provvedimenti, di cui la sola notizia \u2013 che \u00e8 da augurarsi infondata \u2013 ha gi\u00e0 suscitato vivissima agitazione nella popolazione ed unanimi manifestazioni di protesta in seno alle rappresentanze cittadine e provinciali di Reggio Calabria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abSardiello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri dei lavori pubblici, delle finanze e del tesoro, per sapere quali provvedimenti intendano adottare, in linea d\u2019urgenza, a favore delle 40 famiglie duramente colpite dal disastroso incendio sviluppatosi il 7 agosto 1947 a Sant\u2019Eufemia d\u2019Aspromonte, in seguito al quale ben 40 abitazioni furono compietamente distrutte. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMusolino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere quali provvedimenti ha preso o intenda prendere ai fini della sistemazione e riattivazione del campo di aviazione di Comiso.<\/p><p>\u00abDetto campo, per la sua ubicazione e per le sue condizioni di vasta attrezzatura, suscettibili di essere ripristinate nella efficienza che ebbero durante la guerra, si presta a diventare uno dei pi\u00f9 importanti aeroporti civili mediterranei e ci\u00f2 va tenuto presente nelle concessioni di linee aeree ai fini di pi\u00f9 ampio sviluppo della nostra aeronautica civile.<\/p><p>\u00abInoltre detto campo \u00e8 al centro di una estesa zona agraria a cultura intensiva, rinomata in Italia e all\u2019estero per la produzione ed esportazione di primaticci e prodotti ortofrutticoli in genere, che con grande vantaggio dell\u2019economia collettiva potrebbero essere aviotrasportati nei lontani centri di consumo.<\/p><p>\u00abInfine i lavori di sistemazione per ripristinare il campo nella primitiva efficienza sarebbero immediatamente opportuni per fronteggiare la grave disoccupazione che affligge la provincia di Ragusa, specie nel campo edile, e che ha dato luogo a recenti scioperi.<\/p><p>\u00abNon ultima considerazione che si impone, e di natura schiettamente politica, \u00e8 che la Sicilia non \u00e8 soltanto il trinomio Palermo, Messina, Catania, ma vi \u00e8 anche non ultima, ma purtroppo negletta e trascurata, tutta la zona sud-orientale, che rappresenta una popolazione di circa mezzo milione e un centro di intensa produzione agricola pregiata e di attivit\u00e0 commerciale nonch\u00e9 di solerte avviamento industriale, per cui si impone di andare incontro al bisogno dei nuovi tempi relativo ad un collegamento aereo coi grandi mercati, alla quale esigenza risponde pienamente l\u2019aeroporto di Comiso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCartia \u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della difesa, per sapere se, di fronte alla situazione che si \u00e8 creata colla proroga dei lavori dell\u2019Assemblea e il conseguente ritardo nella convocazione di un regolare Parlamento, di fronte alla gravit\u00e0 del problema del riordinamento delle Forze armate sulla base imposta dall\u2019ingiusto trattato di pace, ed all\u2019evidente malumore derivante dalla sistemazione dei quadri:<\/p><p>non si ritenga opportuno portare la questione dinanzi all\u2019Assemblea per una esauriente discussione;<\/p><p>o, qualora altre esigenze vi si oppongano, provocare dall\u2019Assemblea la nomina di una Commissione parlamentare, assistita da elementi tecnici delle singole Forze armate, per gettare le basi del definitivo ordinamento e risolvere con equit\u00e0 i gravi problemi della sistemazione del personale, evitando il diffondersi e l\u2019aggravarsi di quello stato di malessere nato dai vari provvedimenti; che, da coloro, che si ritengono danneggiati, vengono attribuiti a criteri ingiusti e settari, con grave danno di quel cameratismo che deve esistere tra i quadri dell\u2019esercito permanente e quello in congedo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBencivenga\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della marina mercantile, per conoscere i motivi pei quali in data 1\u00b0 agosto \u00e8 stata data disposizione che non sia applicato alcun aumento alla misura dei contributi previsti dall\u2019articolo 1279, primo e secondo comma, del Codice della navigazione, sospendendo cos\u00ec l\u2019applicazione del decreto presidenziale 26 aprile 1947, n. 547, il quale dispone sia decuplicata la misura dei contributi predetti, decreto gi\u00e0 entrato in vigore il giorno 3 luglio 1947, ed in base al quale le Capitanerie di porto avevano gi\u00e0 dato le disposizioni del caso; ed altres\u00ec per conoscere come si intenda provvedere a normalizzare il regime dei contributi in questione, nell\u2019interesse dei lavoratori portuali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSardiello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere:<\/p><p>se \u00e8 a conoscenza della pubblicazione, da parte di un giornale romano della sera, del diario scritto da una detenuta responsabile di un orrendo crimine che ebbe a commuovere profondamente l\u2019anima del popolo;<\/p><p>e come tale pubblicazione \u2013 a parte le ovvie considerazioni morali che la deplorano \u2013 sia stata possibile, dal momento che le norme regolamentari vigenti nelle carceri giudiziarie non consentono ai detenuti d\u2019inviare all\u2019esterno manoscritti senza il consenso dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria;<\/p><p>e per conoscere inoltre quali provvedimenti s\u2019intendano prendere contro i responsabili dell\u2019avvenuta infrazione alle norme suddette. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMinio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere se nel piano generale di ricostruzione e di potenziamento delle linee ferroviarie italiane non possa essere compresa la costruzione del tratto Roccasecca-Formia, che completerebbe il congiungimento trasversale tra l\u2019Adriatico e il Tirreno, con enorme vantaggio di tutta l\u2019economia nazionale.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto desidera ricordare che, nella seconda tornata di sabato 6 agosto 1921 della Camera dei Deputati (Legislatura XXVI, prima sessione, Discussioni n. XXXIII, pagina 1547) ad una sua esplicita richiesta, il Ministro dei lavori pubblici dell\u2019epoca, onorevole Micheli, ebbe a rispondere che avrebbe tenuto \u00abnella massima considerazione la linea Roccasecca-Formia per la grande importanza che effettivamente riveste\u00bb. Da allora (e sono passati ben 26 anni!) non se n\u2019\u00e8 fatto pi\u00f9 nulla! (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere le ragioni che inducono le Intendenze di finanza e gli uffici distrettuali delle imposte dirette a non dare immediata comunicazione alle rispettive esattorie delle imposte stesse degli avvenuti riscatti dell\u2019imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio, onde ne derivano s\u00ec il pericolo di ingiusti atti coattivi contro contribuenti che hanno effettuato l\u2019intero pagamento e s\u00ec affievolimento nella volont\u00e0 di molti altri a determinarsi al riscatto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCifaldi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere:<\/p><p>se gli \u00e8 noto che alcuni comandi della Guardia di finanza ed, in particolare, quello di Caserta, non d\u00e0nno alcun valore alle norme esecutive, emesse dal Ministero dell\u2019agricoltura e confermate dall\u2019Alto Commissariato dell\u2019alimentazione (circolari 20255 e 20303 del 7 dicembre 1946 e 9 dicembre 1946), allo scopo di regolare le modalit\u00e0 e la procedura per l\u2019ammasso dell\u2019olio disposto con il decreto ministeriale 31 ottobre 1946, n. 252. Ci\u00f2, mentre dette norme hanno avuto dovunque in Italia piena esecuzione e completo riconoscimento di legalit\u00e0 e sono state, poi, confermate e convalidate dal decreto ministeriale 11 maggio 1947, n. 120, che fa espresso richiamo ad esse;<\/p><p>quali provvedimenti intenda di prendere con l\u2019urgenza richiesta dal caso, dato che il detto comando della Guardia di finanza di Caserta arresta, denunzia e sequestra i prodotti, come in questi giorni \u00e8 avvenuto a Teano, di coloro che disciplinatamente si sono attenuti a dette norme e disposizioni, cosa che risulta dalle dichiarazioni scritte della UCSEA e degli altri organi locali preposti al controllo, dichiarando esso Comando di ritenere le norme stesse incapaci di modificare la esecutoriet\u00e0 di quanto prescritto dal succitato ed iniziale decreto 31 ottobre 1946.<\/p><p>\u00abSi fa presente che la posizione va chiarita e regolarizzata con ogni urgenza, dato che anche la magistratura del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che \u00e8 in possesso delle denunzie presentate dal comando della Guardia di finanza di Caserta contro i presunti trasgressori, ha dimostrato di non avere una precisa opinione in proposito. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali difficolt\u00e0 si frappongono alla promulgazione dei provvedimenti legislativi, gi\u00e0 da tempo predisposti, circa l\u2019allineamento del sistema e dell\u2019entit\u00e0 delle prestazioni all\u2019assicurazione di malattia per i lavoratori rispettivamente dell\u2019agricoltura, del commercio e del credito ed assicurazione.<\/p><p>\u00abChiede inoltre di conoscere le ragioni del ritardo nella determinazione dell\u2019adeguamento delle aliquote contributive per il settore dell\u2019agricoltura per l\u2019anno 1947, riferito all\u2019assicurazione di malattia, ritardo che toglie all\u2019Istituto assicuratore ogni possibilit\u00e0 funzionale in tale campo, con grave pregiudizio degli interessi dei lavoratori. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBibolotti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quanto gi\u00e0 chiesto con altra interrogazione presentata nella seduta dell\u2019Assemblea del 30 luglio 1947 (sin oggi senza risposta) e cio\u00e8 i motivi che ritardano la sanzione dell\u2019accordo \u00abgi\u00e0 intervenuto\u00bb fra il comune di Reggio Calabria ed il Ministero della pubblica istruzione per la nazionalizzazione del Museo di Reggio Calabria.<\/p><p>\u00abLa pratica si trova dal dicembre 1946 all\u2019esame del Ministero dell\u2019interno e gi\u00e0 quello della pubblica istruzione ne ha fatto presente l\u2019urgenza, segnalando anche \u00abeventuali resistenze al provvedimento da parte di elementi locali, per ragioni personali\u00bb, come dalla risposta ad analoga interrogazione del sottoscritto data dal Ministro della pubblica istruzione il 28 luglio 1947. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abSardiello\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere i motivi che sinora hanno impedito, nonostante l\u2019assicurazione data dal Ministero con foglio n. 17500 dell\u20198 gennaio 1947 diretto al prefetto di Roma, di adottare i provvedimenti ripetutamente invocati dalla deputazione provinciale della Capitale per eliminare l\u2019anormale situazione determinatasi nell\u2019ufficio di segretario generale dell\u2019Amministrazione provinciale, ricoperto nominalmente dall\u2019avvocato Giovanni Lorenzo Imbriaco, il quale per\u00f2 non presta servizio essendosi ritenuto inopportuno ch\u2019egli riprenda le funzioni esercitate durante tutto il periodo fascista, ed effettivamente disimpegnato dal dottor Pasquale Catarinella, designato alla carica dalla deputazione provinciale; per conoscere altres\u00ec se non ritenga che sia ora di porre fine agl\u2019indugi, liberando l\u2019Amministrazione provinciale dall\u2019aggravio di un doppio stipendio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCarboni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere quali criteri vennero adottati dalla Commissione costituita in seno al Ministero per lo sfollamento degli ufficiali in base al decreto 20 maggio 1946, n. 384, essendosi verificato il caso di allontanamento dall\u2019esercito di giovani ufficiali superiori, con brillante passato militare, internati nei campi di concentramento e che hanno compiuto tutto e intero il loro dovere, mentre vennero richiamati dalla posizione di \u00abattesa di reimpiego\u00bb ufficiali che aderirono e giurarono fedelt\u00e0 alla infausta repubblica di Sal\u00f2. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abFerrarese\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri delle finanze, dell\u2019agricoltura e foreste e l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per sapere quali provvedimenti intendano adottare per alleviare almeno in parte i gravissimi danni del violento uragano che si \u00e8 abbattuto nei giorni scorsi sul territorio del comune di San Giovanni Lipioni (Chieti) distruggendo completamente i raccolti dell\u2019ulivo e dell\u2019uva, le piante da frutta e gli ortaggi e danneggiando persino l\u2019abitato merc\u00e9 la rottura di tegole e vetri.<\/p><p>\u00abSi chiede innanzi tutto l\u2019esenzione da tutte le imposte e la concessione di speciali benefic\u00ee nel campo dell\u2019agricoltura e dell\u2019alimentazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019interno, per sapere se siano a conoscenza che il piccolo comune di Lentella (Chieti) di mille anime, che ha dato ai granai del popolo, pur avendo un agro poverissimo, ben 1200 quintali di grano, il doppio dello scorso anno, \u00e8 tra i paesi pi\u00f9 trascurati d\u2019Italia e attende da anni che siano riparati l\u2019unica strada di accesso al paese, l\u2019acquedotto che \u00e8 in fin di vita ed \u00e8 in parte franato, il cimitero e la strada che vi conduce, nonch\u00e9 le fognature.<\/p><p>\u00abSi chiede che si provveda d\u2019urgenza a tali lavori, mai effettuati nonostante le promesse delle autorit\u00e0 comunali e provinciali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri delle finanze, del tesoro, dell\u2019agricoltura, dei lavori pubblici e l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere quali provvedimenti intendano adottare, nei limiti della rispettiva competenza, per alleviare in qualche modo i gravissimi danni (valutati a circa un miliardo di lire) della terribile grandinata che, con chicchi di eccezionale grandezza (del peso di mezzo chilo) si \u00e8 abbattuta il 12 agosto 1947 su una vasta zona della campagna di Ortona distruggendo completamente il raccolto della pregiata uva da tavola di esportazione \u00abPergolone\u00bb, del vino e dell\u2019ulivo, nonch\u00e9 tutti gli ortaggi.<\/p><p>\u00abSi chiede, per quei disgraziati agricoltori, che con sacrifizi sovrumani e con la perdita di centinaia di loro congiunti erano riusciti a far rinascere e prosperare i loro campi gi\u00e0 schiantati dalla furia devastatrice della guerra e insidiati da innumerevoli mine, oltre all\u2019esenzione da ogni genere di tributi, la concessione dei seguenti benefici che valgano ad attenuare le condizioni di angosciosa miseria in cui sono nuovamente piombati per effetto di questo secondo flagello:<\/p><p>1\u00b0) versamento immediato di un altro anticipo sui danni di guerra per la perdita di beni mobili domestici;<\/p><p>2\u00b0) versamento cumulativo di due acconti a quelli che non hanno ancora riscosso alcun anticipo;<\/p><p>3\u00b0) liquidazione e pagamento dei danni di guerra subiti dalle loro aziende agricole;<\/p><p>4\u00b0) pronta liquidazione del contributo statale a quelli tra loro che hanno riparato o ricostruito le case di abitazione danneggiate o distrutte dagli eventi bellici;<\/p><p>5\u00b0) speciali provvidenze nel campo alimentare e dell\u2019agricoltura. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere se e quando cesser\u00e0 il monopolio dei pubblici servizi automobilistici, tuttora detenuto da grosse imprese privilegiate ed inamovibili che riescono sempre ad impedire il sorgere di altre libere ed oneste iniziative di societ\u00e0 minori od a soffocarle appena nate, per eliminare senza scrupoli la concorrenza e dominare senza contrasti in un campo che involge, tra gli altri e soprattutto, gli interessi di intere popolazioni, specie nelle zone che sono ancora prive di comunicazioni ferroviarie.<\/p><p>\u00abSi chiede, in concreto \u2013 citandosi uno dei tanti episodi incresciosi \u2013 perch\u00e9 \u00e8 stato soppresso il servizio (ottimo sotto tutti gli aspetti) \u2013 che veniva effettuato dalla Societ\u00e0 italiana riparazioni e trasporti (S.I.R.E.T.) tra Lanciano e Roma e Lanciano e Napoli e che non solo collegava tra loro importanti centri intermedi come Ortona, Francavilla, San Vito, ecc., ma aveva ridata la vita a quelle ampie zone dell\u2019Aventino e del Sangro, martoriate dalla guerra, tuttora tagliate dal mondo per la mancata e tanto attesa ricostruzione della ferrovia Sangritana che prima le attraversava.<\/p><p>\u00abSi impone il ripristino immediato di tale servizio, la cui ingiustificata soppressione ha provocato energiche proteste unanimi dei comuni, dei partiti, delle associazioni ed altri enti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se non ritenga opportuno, al fine di evitare eventuali casi di corruzione e per rassicurare il pubblico interessato, di disporre l\u2019affissione nei locali dei Distretti militari degli elenchi dei cittadini esonerati dal servizio militare con la specificazione del motivo dell\u2019esonero. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScarpa\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e foreste, sulla opportunit\u00e0 di prorogare la scadenza del premio di sollecito conferimento del grano agli ammassi almeno fino al 31 agosto in favore dei produttori della provincia di Potenza, i quali, pur essendo animati da spirito di solidariet\u00e0 e di premura, non sono in grado di godere del premio stesso, non essendo per la maggior parte forniti di trebbie e di altri attrezzi necessari per il compimento dei lavori di raccolta del grano e debbono perci\u00f2 attendere lungo tempo prima che sia giunto il loro turno per usufruire delle pochissime trebbie esistenti in provincia.<\/p><p>\u00abTale condizione di svantaggio di fronte ai produttori delle altre zone determina gravissimo malumore. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZotta\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri del tesoro, delle finanze e dell\u2019industria e commercio, per conoscere esattamente, tenuto conto degli stanziamenti originari e di quelli successivi, l\u2019importo dei fondi finora erogati per la ricostruzione ed il ripristino degli impianti industriali, in dipendenza del decreto legislativo luogotenenziale 1\u00b0 novembre 1944, n. 367, e di quello 8 maggio 1946, n. 449, fondi che l\u2019opinione pubblica ritiene, in complesso, ammontanti a circa 35 miliardi. E perch\u00e9 sia precisato in che modo l\u2019importo stesso \u00e8 stato ripartito tra l\u2019Italia settentrionale e quella centrale e meridionale.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 allo scopo di verificare se all\u2019Italia meridionale, che ha il triste privilegio di aver sopportato il pi\u00f9 alto onere di distruzioni \u2013 onere che nel suo maggior centro, Napoli, ha raggiunto il 70 per cento circa della consistenza degli impianti \u2013 \u00e8 stata assegnata o, quanto meno, riservata su detti fondi, come prescritto da ogni pi\u00f9 elementare criterio di equit\u00e0 e di giustizia, una quota proporzionata all\u2019importo dei danni subiti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere quali provvedimenti in via d\u2019urgenza intenda adottare in favore degli agricoltori (piccoli proprietari e coltivatori diretti) di Soligo, frazione del comune di Farra di Soligo in provincia di Treviso, che si trovano in condizioni pietose causa la distruzione delle case, mobilia e bestiame avvenuta nel periodo nazi-fascista. Lamentano infatti detti agricoltori che la situazione \u00e8 notevolmente aggravata in seguito all\u2019aumento della pressione fiscale, che non tiene conto di tante rovine consumate, di reddito notevolmente diminuito, delle condizioni pietose in cui versano centinaia di famiglie. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerrarese\u00bb.<\/p><p>Il sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere quali provvedimenti in via del tutto straordinaria intenda adottare per la ricostruzione di 12 case di abitazione e 25 stalle, distrutte in rappresaglie nazi-fasciste nel disgraziatissimo Soligo, frazione del comune di Farra di Soligo, provincia di Treviso.<\/p><p>\u00abLa miseria di quella popolazione \u00e8 spaventosa e non si pu\u00f2 chiedere alla stessa alcun ulteriore sacrificio. Si invocano, pertanto, provvedimenti urgenti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerrarese\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se, considerata la gravissima situazione granaria verificatasi nel corrente anno non solo a causa dell\u2019annata sfavorevole, ma anche per la ridotta superficie investita e per le minori cure dedicate alle culture cerealicole, e tenuto conto che nell\u2019ambiente agricolo \u00e8 diffuso un preoccupante fermento, dovuto a convinzione e propaganda, che lascia prevedere per la nuova campagna un investimento ancor pi\u00f9 ridotto, non ritengano urgentissimo che il Governo si pronunci subito con precisione sulla futura disciplina granaria per il fatto che gli agricoltori, nel breve volgere di pochi giorni, debbono predisporre i lavori per la semina. E per sapere in particolare a qual punto sia la preparazione delle norme per le nuove forme di ammasso per contingente previste per il nuovo anno, per le quali sar\u00e0 bene aver cura che:<\/p><p>1\u00b0) per incoraggiare le colture cerealicole le nuove norme da emanarsi siano note almeno entro la prima quindicina di settembre;<\/p><p>2\u00b0) la disciplina si basi su quantitativi fissati indistintamente per ettaro in coltivazione, in modo che all\u2019ammasso per contingente contribuiscano tutti gli agricoltori, siano o no produttori di cereali;<\/p><p>3\u00b0) siano fissate le quote <em>pro capite<\/em> per uso famigliare, quelle per semina e usi aziendali considerandole come facenti parte del conferimento all\u2019ammasso per contingente;<\/p><p>4\u00b0) sia prevista l\u2019esclusione delle piccolissime aziende;<\/p><p>5\u00b0) il decreto sull\u2019ammasso per contingente fissi delle norme di carattere generale lasciando che l\u2019attuazione pratica sia regolata da disposizioni provinciali in quanto in ogni provincia ci sono situazioni ambientali e sistemi di lavoro (menda, cottimo, ecc.) che sarebbe impossibile prevedere con un unico decreto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGuariento\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Governo, per sapere se non sia giunta l\u2019ora di liquidare l\u2019abbondante serie di Commissari e Commissariati che, a pi\u00f9 di due anni dalla liberazione, detengono come un\u2019arbitraria e vantaggiosa sinecura la rappresentanza di Associazioni e di Istituti pubblici, di cui \u00e8 doveroso nei congrui casi ristabilire la legittima rappresentanza, mediante la libera elezione degli aventi diritto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBertini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non credano addivenire prontamente alla liquidazione dell\u2019Ente nazionale di previdenza avvocati, e ci\u00f2 conforme ai ripetuti voti della classe forense, giacch\u00e9 l\u2019Istituto stesso \u00e8 mancato completamente ai suoi scopi e la sua gestione continua ad impinguarsi inutilmente dei gravosi contributi degli interessati e delle tasse giudiziarie, esatte con grave imbarazzo della stessa Amministrazione giudiziaria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBertini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri della difesa e della pubblica istruzione, per sapere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) se \u00e8 a loro conoscenza che un grande edificio dell\u2019ex scuola Martignoni a Milano sia dedicato a casa di svago e divertimento per il soldato, mentre il secondo Liceo scientifico milanese manca di una sede propria e deve ospitare una crescente popolazione scolastica;<\/li><li><em>b<\/em>) se, in caso in cui la notizia sia vera, non ritengano di adottare d\u2019urgenza il provvedimento di restituire all\u2019autorit\u00e0 scolastica l\u2019edificio in parola, che consentirebbe la disponibilit\u00e0 di 60 o 70 aule, e quindi risolverebbe il grave problema che si affaccia nel veniente anno scolastico per gli studenti del Liceo scientifico milanese. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abTremelloni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere se intenda provvedere a sollecitare le promozioni dei sergenti maggiori dell\u2019Esercito, da tempo bloccate, e all\u2019assegnazione di alloggi ai sottufficiali ammogliati; se non creda di subordinare il trasferimento di detti sottufficiali alla disponibilit\u00e0 di alloggio nella nuova sede di destinazione: le quali provvidenze costituirebbero una prova che il Dicastero della difesa cerca di adeguare le condizioni economico-morali di questi suoi dipendenti a quelle, indubbiamente migliori, di ogni altro dipendente statale e parastatale di parit\u00e0 di grado se non di funzione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFilippini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali provvedimenti sono stati presi a favore degli studenti che si iscrissero e frequentarono i corsi della scuola di medicina e chirurgia che si istitu\u00ec in Asmara nel 1941 a seguito delle cessate relazioni con la Madre patria, e vi sostennero regolari esami alla fine di ogni corso.<\/p><p>\u00abLa Facolt\u00e0 di medicina di Roma, interessata dal Ministero della pubblica istruzione, nella seduta del 25 febbraio 1945 esprimeva parere favorevole al riconoscimento degli studi compiuti, non autorizzando per altro la Scuola al conferimento della laurea. Riconfermava tale parere favorevole nella seduta dell\u201911 aprile 1946.<\/p><p>\u00abOggi molti studenti sono in grado di conseguire la laurea in Patria, solo a seguito delle opportune decisioni del Ministero della pubblica istruzione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLa Gravinese Nicola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se \u00e8 vero che l\u2019ispettore agrario compartimentale di Catanzaro, dottor Berna, valendosi della sua carica e con mezzi illeciti, sia venuto in possesso di terreni tratti dai relitti di bonifica nel comprensorio di Brancaleone (Reggio Calabria), sfera di sua competenza, intestandoli alla moglie e alla figlia, alle quali ha erogato sussidi per miglioramenti agricoli.<\/p><p>\u00abIn caso affermativo quali provvedimenti intenda prendere a carico del suddetto funzionario, che, fra l\u2019altro, \u00e8 un epurato fascista, affinch\u00e9 la scandalosa speculazione, oggetto di vivaci commenti, sia severamente repressa. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMusolino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della marina mercantile, per sapere quali provvedimenti intendano adottare affinch\u00e9 venga distribuito equamente \u2013 secondo le attrezzature di cui sono forniti i porti d\u2019Italia ed il numero dei componenti le compagnie \u2013 l\u2019arrivo dei piroscafi di grano, carbone ed altro, e ci\u00f2 perch\u00e9 tutte le citt\u00e0 marinare abbiano eguale possibilit\u00e0 di lavoro. Se intendano espletare un\u2019azione per accertare il funzionamento della Commissione di coordinamento trasporti e se, accertata la inefficienza o la mancanza di detta Commissione che avrebbe il compito di coordinare il lavoro dei porti con obiettivit\u00e0 ed unicit\u00e0 d\u2019indirizzo, quali provvedimenti verranno adottati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSapienza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri (Alto Commissariato per l\u2019igiene e la sanit\u00e0), per sapere se non ritenga opportuno ed utile attrezzare un padiglione degli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, oggi disponibile, come sanatorio antitubercolare, indispensabile a questa citt\u00e0, dove non esiste istituzione del genere e dove il diffondersi, in questi ultimi tempi, della tubercolosi nelle classi popolari, ha acuito in modo preoccupante la situazione generale, rendendo difficile l\u2019assistenza agli ammalati e la profilassi sanitaria per carenza di sanatori.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante fa rilevare che fin\u2019oggi gli ammalati di questa provincia sono costretti ad essere ricoverati in altre provincie con grande disagio delle famiglie povere, ragion per cui la richiesta in oggetto si appalesa maggiormente necessaria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMusolino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere le ragioni della ritardata emanazione del provvedimento di estensione agli agenti di custodia dei benefici che loro competono a mente di quanto \u00e8 disposto dall\u2019articolo 2, terzo capoverso, del decreto legislativo luogotenenziale 21 novembre 1945, n. 722, e ci\u00f2 a partire dalla data in cui sono stati chiamati per legge a far parte delle Forze armate dello Stato; provvedimento che, oltre ad eliminare la disuguaglianza di trattamento tra il personale di custodia e gli appartenenti agli altri corpi di polizia, varr\u00e0 a sollevare le condizioni di grave disagio economico e morale, in cui gli agenti si trovano a vivere attualmente, tenuto presente il delicato servizio cui devono assolvere. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se non ritenga opportuno dare al Commissario dell\u2019Ente edilizio di Reggio Calabria, integrato da una Commissione consultiva, la facolt\u00e0 di regolare gli alloggi dei complessi edilizi di sua competenza, mediante redistribuzione ai concessionari, in quei casi che l\u2019alloggio risulti eccedente al fabbisogno familiare, secondo lo stato di famiglia, documentato dall\u2019ufficio anagrafe della citt\u00e0.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 per evitare nella crisi attuale, come in effetti si verifica, la speculazione di subaffitti simulati, da una parte, e la privazione di un tetto ad aventi diritto, in conseguenza della guerra, dall\u2019altra.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante fa osservare che la concessione, da parte dell\u2019Ente edilizio, degli alloggi agli aventi diritto non deve avere il carattere di contratto privato per il motivo che tale carattere non consente all\u2019organo concedente di eliminare la sperequazione e la speculazione. Ragion per cui \u00e8 desiderabile dare alla concessione il carattere pubblico e regolabile secondo la necessit\u00e0, specie dopo lo scioglimento dei Commissariati degli alloggi, che ha sensibilmente aggravato la situazione dei senzatetto, in condizioni economiche non sufficienti a procurarsi un\u2019abitazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMusolino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) se non ritenga urgente sospendere il taglio di piante forestali nella zona dell\u2019Aspromonte in Calabria, dove ditte industriali, venute dal Nord e spinte da criteri speculativi, compiacentemente favorite dagli agenti forestali, spogliano la foresta delle piante utili, anzi indispensabili alla sistemazione montana idrico-forestale ed alla bonifica delle zone vallive in via di programmazione e di attuazione;<\/li><li><em>b<\/em>) se non riconosca, invece, necessario procedere al rimboschimento continuo, oggi sospeso per mancanza dei fondi occorrenti, della suddetta zona mediante un programma razionale, in breve tempo eseguibile e concordato con gli enti tecnici di bonifica valliva, al fine di valorizzare tutte le opere fin qui eseguite a valle, che costarono milioni all\u2019erario e che ancora sono sotto il pericolo continuo di alluvioni, per mancato coordinamento di azione tra il Ministero dell\u2019agricoltura e quello dei lavori pubblici;<\/li><li><em>c<\/em>) se, al fine di cui sopra, non ritenga procedere al riordinamento del corpo forestale, non ancora sistemato e rispondente alle immediate necessit\u00e0, tenendo presente che la Calabria per la sua speciale costituzione orografica \u00e8 la regione che ha immediato bisogno del servizio forestale, competente per tecnica ed adeguato alle esigenze della vigilanza e della disciplina delle foreste. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abMusolino\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per sapere se non ritenga giusto provvedere d\u2019urgenza a che l\u2019importante nodo stradale Cesena-Cesenatico venga classificato statale, accogliendo cos\u00ec i voti delle amministrazioni e popolazioni interessate. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non crede necessario revocare prontamente un enorme errore verso il sergente Brunati Ermelindo di Carlo e di Fumagalli Rosalia, nato il 26 ottobre 1916 a Lentate sul Seveso ed ivi abitante in via Verdi, 5.<\/p><p>\u00abRisulta all\u2019interrogante, come del resto \u00e8 palese dagli atti, che il 23 marzo 1943 il nominato Brunati ebbe ad apostrofare il colonnello Gambassi, il quale commemorava la fondazione dei fasci nella caserma \u00abGiacomo Medici\u00bb a Roma con la frase: \u00abPiantala, buffone!\u00bb, esprimendo in tal modo la sua avversione al fascismo che il detto colonnello si apprestava a commemorare.<\/p><p>\u00abPer questo fatto il sergente Brunati venne condannato in data 23 luglio 1943 a 12 anni di reclusione militare. Scontati 15 mesi il coraggioso sergente, avvenuta la liberazione di Roma, venne liberato dal capitano Palma. Se non che, attualmente il sergente in parola \u00e8 stato nuovamente arrestato per scontare la pena inflittagli sotto il Governo fascista.<\/p><p>\u00abIl sergente in parola \u00e8 riuscito a rendersi latitante.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede che l\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia intervenga prontamente a revocare l\u2019arresto, in quanto l\u2019atto del sergente Brunati fa parte dei tanti episodi di eroismo e di resistenza al fascismo, di cui si sono resi responsabili centinaia di migliaia di soldati, civili e militari. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMariani\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se non ritenga opportuno e necessario che l\u2019amnistia, di cui all\u2019articolo 1 del decreto 5 aprile 1944, n. 96, sia applicata d\u2019ufficio ai condannati dell\u2019ex tribunale speciale per la difesa dello Stato di fascista memoria per reati contro il cessato regime fascista.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 per evitare lungaggini procedurali a danno di tali condannati che debbono provvedere alla richiesta di applicazione della citata amnistia a loro spese, per di pi\u00f9 col danno che pu\u00f2 derivare dal non ottenere subito il certificato penale senza l\u2019annotazione del reato, commesso appunto, come previsto dall\u2019articolo 1 del citato decreto, per ridare al popolo italiano le libert\u00e0 soppresse. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMariani\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere le ragioni che consigliarono la sospensione dei lavori di ricostruzione della stazione ferroviaria di Mortara, e per chiedere se non sia d\u2019avviso che debbano essere ripresi al pi\u00f9 presto, al fine di ripristinare il normale funzionamento di tutti gli uffici tutt\u2019ora sistemati, in parte, in ambienti di fortuna.<\/p><p>\u00ab\u00c8 superfluo aggiungere che alla stazione di Mortara convergono, e fanno capo, diverse linee con enorme affluenza di viaggiatori, per cui si rende necessario il sollecito riassesto della medesima. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPistoia\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri delle finanze, del tesoro, dei lavori pubblici, dei trasporti e dell\u2019industria e commercio, per sapere se ritengano \u2013 anche per dimostrare, coi fatti, che il Governo non intende trascurare gli interessi vitali dell\u2019Italia centro-meridionale \u2013 che sussista la imprescindibile, urgente necessit\u00e0 di proporre che la legge 5 dicembre 1941, n. 1572, sul decentramento degli stabilimenti industriali in connessione coi nuovi impianti idroelettrici dell\u2019Italia centro-meridionale ed insulare, riprenda il proprio vigore e ne venga prorogata l\u2019efficacia almeno pel decennio 1947-56.<\/p><p>\u00abTale necessit\u00e0 \u00e8 stata dimostrata con ragioni inoppugnabili dalla Camera di commercio, industria ed agricoltura di Teramo in una mozione, allegata alla presente interrogazione e gi\u00e0 comunicata direttamente ai predetti Ministri, con la quale si confutano ampiamente i rilievi, vaghi, inesatti ed incompleti, formulati nella risposta negativa dell\u2019ex Ministro Morandi ad una precedente interrogazione del sottoscritto sullo stesso argomento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere se non creda urgente disporre per la pronta ricostruzione della stazione ferroviaria di Codroipo, la quale, in seguito agli eventi di guerra, \u00e8 stata ridotta nel suo corpo centrale \u00a0a tale esiguo numero di ambienti da rendere penoso e difficile il lavoro del personale e il traffico viaggiatori, mentre i depositi merci sono cos\u00ec ridotti che la maggior parte delle merci in sosta sono lasciate all\u2019aperto, con continuo e grave pericolo di deterioramento per intemperie e moltiplicate ed incerte le cautele di custodia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri delle finanze, del tesoro, dell\u2019agricoltura, dei lavori pubblici e l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere quali provvedimenti intendano adottare, nei limiti della rispettiva competenza, per alleviare in qualche modo i gravissimi danni delle terribili, eccezionali grandinate che si sono abbattute, distruggendo tutti i raccolti, sulle campagne dei comuni, gi\u00e0 sinistrati dalla guerra, di Ari, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Lanciano, Orsogna, Poggiofiorito, Ripateatina, Vacri, Villamagna ed altri viciniori.<\/p><p>Si chiede, per quei disgraziati agricoltori, oltre all\u2019esenzione da ogni genere di tributi, la concessione dei seguenti benefici che valgano ad attenuare le condizioni di angosciosa miseria in cui sono nuovamente piombati per effetto di questo secondo flagello:<\/p><p>1\u00b0) versamento immediato di un altro anticipo sui danni di guerra per la perdita di beni mobili domestici;<\/p><p>2\u00b0) versamento cumulativo di due acconti a quelli che non hanno ancora riscosso alcun anticipo;<\/p><p>3\u00b0) liquidazione e pagamento dei danni di guerra subiti dalle loro aziende agricole;<\/p><p>4\u00b0) pronta liquidazione del contributo statale a quelli tra loro che hanno riparato o ricostruito le case di abitazione danneggiate o distrutte dagli eventi bellici;<\/p><p>5\u00b0) speciali provvidenze nel campo alimentare e dell\u2019agricoltura. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se non ritenga opportuno e doveroso un sollecito e definitivo esame della situazione critica, e talvolta tragica, di quei cittadini italiani che svolgevano in Africa Orientale Italiana una libera attivit\u00e0 e sono stati duramente colpiti nei loro interessi, senza che sia stato finora adottato alcun provvedimento per il risarcimento dei danni industriali o commerciali da essi subiti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abde Martino Carmine\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga di dover includere nei concorsi banditi con decreto ministeriale pubblicato sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 14 luglio 1947 tra ex combattenti, mutilati ed invalidi per la lotta di liberazione, partigiani combattenti e reduci dalla prigionia e dalla deportazione, per la nomina ad insegnanti negli istituti governativi d\u2019istruzione media, anche gli orfani di ex combattenti, di mutilati ed invalidi per la lotta di liberazione, di partigiani combattenti e di reduci dalla prigionia o dalla deportazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCarboni Angelo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se gli organi responsabili del patrimonio di Arte sono al corrente dei propositi dell\u2019Amministrazione di Milano \u2013 rivelati dalla stampa \u2013 circa l\u2019alienazione di oggetti e di opere appartenenti a gallerie e musei di propriet\u00e0 di quel Comune, e come \u2013 nel caso affermativo \u2013 si pensi di provvedere alla tutela dell\u2019interesse nazionale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019interno e degli affari esteri, per conoscere quali provvedimenti si intenda adottare \u2013 ai fini del non pi\u00f9 prorogabile ravvio alla normalit\u00e0 \u2013 per la graduale eliminazione di tutte le organizzazioni a carico del bilancio statale, le quali, sorte nell\u2019immediato tragico dopoguerra, oggi, a distanza di vari anni, non dovrebbero avere pi\u00f9 ragione di essere.<\/p><p>\u00abPi\u00f9 particolarmente chiede se sia nota la esistenza in Roma di un Centro di assistenza per i figli degli italiani all\u2019estero, abusivamente installatosi, da oltre quattro anni, nella propriet\u00e0 privata denominata Villa Stuart sulla via Trionfale; che i componenti di detto Centro, i quali vivono a carico dello Stato, sono nella maggioranza impiegati a stipendio fisso o comunque addetti ad attivit\u00e0 redditizie; che alcuni di questi, in convivenza promiscua, compiono anche atti vandalici contro la propriet\u00e0 illegittimamente occupata, commettendo atti di violenza privata che nemmeno gli organi di pubblica sicurezza hanno potuto contenere, evocando in piena Roma i fasti della zona di Tombolo.<\/p><p>\u00abLa pronta eliminazione di questa situazione intollerabile determiner\u00e0 l\u2019impostazione di un vasto programma edilizio, che iniziative private straniere sollecitano di poter realizzare con evidente maggior decoro di Roma e con apporto effettivo alla soluzione dell\u2019angoscioso problema della disoccupazione operaia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, perch\u00e9, con la nomina di una Commissione idonea, si provveda, appena possibile, al riordinamento della Galleria nazionale d\u2019arte moderna in Roma, restituendole con l\u2019indirizzo di origine \u2013 compromesso da facile inclinazione a gusti polemici ed a mode anche straniere \u2013 l\u2019importanza internazionale che le spetta.<\/p><p>\u00abCollocate che siano le pitture e le sculture che hanno sicuramente varcato le soglie del temporaneo successo, o che rappresentino documentazione significativa di correnti costruttive, le tendenze nuove, dopo obiettiva selezione, troveranno la loro sede provvisoria in un apposito reparto della Galleria stessa, in attesa di quel collaudo del tempo che manifesta infallibilmente la caducit\u00e0 delle opere che non siano pervase dal divino afflato dell\u2019arte. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non creda sollecitare il decreto di approvazione e di finanziamento, in base alla legge 13 febbraio 1933, n. 215, dei lavori di sistemazione dei pascoli alpini Fossa di Steven\u00e0, Coda di Bosco, Pizzoch di propriet\u00e0 del comune di Caneva di Sacile il cui progetto per un importo di 2.440.000 lire \u00e8 stato preparato ancora il 26 aprile 1947.<\/p><p>\u00abI lavori in corso devono esser in breve sospesi per mancanza del contributo governativo, con pericolo dei lavori eseguiti e con aumento della gi\u00e0 impressionante disoccupazione locale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Ministro della difesa, per conoscere quali sono le ragioni del differente trattamento \u2013 relativamente alla corresponsione della razione viveri in natura od in contanti \u2013 tra i sottufficiali dell\u2019Aeronautica militare, non effettivamente impiegati ma considerati in \u00abattesa di destinazione\u00bb, e quelli della Marina militare, pure considerati nella medesima posizione.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 perch\u00e9 consta che, mentre ai primi non sono state \u2013 a tutt\u2019oggi \u2013 corrisposte le razioni viveri in natura od in contanti, a quelli della Marina militare \u2013 come da dispaccio del Ministero della marina, Direzione generale C.E.M.M., Direzione generale di Commissariato, protocollo n. 2000548 del 30 gennaio 1947 \u2013 \u00e8 stato disposto di corrispondere tale razione viveri in natura od in contanti, rispettivamente se residenti in sede ove esistano magazzini viveri o se residenti in sede ove non esistano tali magazzini.<\/p><p>\u00abOra, considerato il caso di una forte aliquota di sottufficiali dell\u2019Aviazione militare, trovantisi nella identica posizione dei sottufficiali della Marina militare, si ritiene che le disposizioni intese a regolare il trattamento economico ed amministrativo per i dipendenti della Marina debbano essere identiche \u2013 come per il passato \u2013 a quelle per i dipendenti dell\u2019Aviazione, perch\u00e9 se uno stato di disagio economico esiste per i primi, \u00e8 vero che lo stesso stato di disagio esiste per i secondi.<\/p><p>\u00abSi chiede pertanto che venga, con urgenza, esaminata la situazione dei sottufficiali dell\u2019Aviazione militare nella posizione di \u00abattesa di destinazione\u00bb e che venga quindi esteso a questi ultimi il trattamento che \u00e8 goduto dai loro colleghi della Marina militare. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRognoni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se, presso i depositi dell\u2019U.N.R.R.A. di Livorno e di Mestre, esistano giacenze di macchine agricole di probabile distribuzione ai Consorzi agrari provinciali per soddisfare le richieste di assegnazione, espresse dai vari centri di motoaratura.<\/p><p>\u00abCi\u00f2 perch\u00e9, tra le altre, nella provincia di Padova sono state assegnate \u2013 da parte del locale Consorzio agrario provinciale \u2013 macchine agricole ai centri di motoaratura dei comuni di Montagnana, Este e Campodarsego, mentre non \u00e8 stata data evasione alla richiesta di assegnazione presentata dal nuovo centro di motoaratura del comune di Rubano \u2013 recentemente costituitosi \u2013 avendo, il predetto Consorzio agrario, esaurite le scorte. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRognoni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interpellare il Ministro del tesoro, sui gravissimi fatti dichiarati da un comunicato della Questura di Roma e che dimostrano come esista in Italia la possibilit\u00e0 \u2013 incontrastata ed incontrollata \u2013 di fabbricare ed emettere moneta dello Stato senza il concorso dello Stato medesimo.<\/p><p>\u00abSe non ritenga urgente ed indispensabile una severa inchiesta su tutta la gestione del Poligrafico per colpire inesorabilmente i responsabili di fatti che gettano luce sinistra sulla vita amministrativa, tecnica e finanziaria dello Stato italiano.<\/p><p>\u00abSe non ritenga, infine, evidente la necessit\u00e0 che si sappia finalmente, attraverso la stampigliatura o il cambio della moneta, quale \u00e8 il suo effettivo volume \u2013 lecito od illecito \u2013 in libera circolazione, allo scopo di dare alla nostra sventurata moneta almeno un elemento di concretezza e restituendo cos\u00ec allo Stato quella seriet\u00e0, di propositi e di sistemi, che costituisce base essenziale ed inderogabile di ogni sistema monetario.<\/p><p>\u00abSanti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri di grazia e giustizia e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere quali provvedimenti si siano adottati per far cessare le gi\u00e0 segnalate persecuzioni contro i coltivatori della terra in Calabria, che vivono nelle tradizionali condizioni di fame e sono scambiati per affamatori. Essi si trovano oggi esposti a vessatorie perquisizioni domiciliari ad opera di incaricati di enti parassitari dello Stato, che girano in lussuose macchine e in abiti sportivi, e, agendo per lo pi\u00f9 in base a denunzie anonime, con audace offesa alla libert\u00e0 individuale, provocano facili mandati di cattura e iniqui sequestri di tutto il misero frutto del lavoro, in danno di chi ha sudato un\u2019intera annata per un pezzo di pane.<\/p><p>\u00abCaroleo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Cos\u00ec pure le interpellanze saranno iscritte all\u2019ordine del giorno, qualora i Ministri interessati non vi si oppongano nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 18.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCXII. SEDUTA DI MARTED\u00cc 9 SETTEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI INDICE Commemorazioni: Presidente Caronia Pieri Nasi La Rocca Mastrojanni Bernamonti Bonomelli Bellavista Persico Bulloni Cianca Scelba, Ministro dell\u2019interno Congedi: Presidente Comunicazioni del Presidente: Presidente Domande di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Risposte scritte ad interrogazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2131,2364,2181,2265,2196,2315","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[55,7],"tags":[],"post_folder":[54],"class_list":["post-2085","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-09","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2085"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2085\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6744,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2085\/revisions\/6744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2085"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}