{"id":2048,"date":"2023-09-10T22:28:08","date_gmt":"2023-09-10T20:28:08","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2048"},"modified":"2023-10-21T21:33:19","modified_gmt":"2023-10-21T19:33:19","slug":"antimeridiana-di-giovedi-24-luglio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2048","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 24 LUGLIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2048\" class=\"elementor elementor-2048\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e63595f elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e63595f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d2fabd5\" data-id=\"d2fabd5\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-53ce1ec elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"53ce1ec\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470724_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3856e77 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3856e77\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CXCIX.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 24 LUGLIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Svolgimento di una mozione:<\/strong><\/p><p>Farri<\/p><p>Foa<\/p><p>Leone Giovanni<\/p><p>Croce<\/p><p>Di Fausto<\/p><p>Rivera<\/p><p>Gonella<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di una mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento della seguente mozione degli onorevoli: Parri, Bernini, Chiostergi, Codignola, Foa, Cianca, Lussu, Binni, Fornara, Carmagnola, Moscatelli, Faralli, Cacciatore, Malagugini, Barbareschi, Nasi, Mariani Enrico, Montemartini, Costa, Nobili Tito Oro, Mariani Francesco, Bennani, Della Seta, Di Giovanni:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato che nella questione del nuovo ordinamento dei Corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione, il Ministro ha volontariamente trascurato di interpellare la Rappresentanza nazionale, sia pure attraverso la sua apposita Commissione legislativa e di consultare tutte le categorie interessate; ritenuto inoltre del tutto ingiustificata la procedura d\u2019urgenza adottata dal Ministro della pubblica istruzione per la sostituzione del Consiglio superiore di detto Ministero, tuttora in carica; riscontrando nel comportamento del Ministro un grave difetto di valutazione dell\u2019importanza e delicatezza politica della materia; invita il Governo a sospendere l\u2019esecuzione del provvedimento, a risolvere la vertenza coll\u2019attuale Consiglio superiore della pubblica istruzione ed a sottoporre il nuovo ordinamento alla Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Parri ha facolt\u00e0 di svolgere la mozione.<\/p><p>PARRI. La mozione che ho l\u2019incarico di svolgere nasce dalla profonda insoddisfazione lasciata in larghi settori della Camera dall\u2019esito delle interpellanze svolte dagli onorevoli Calamandrei, Bernini e Codignola. Io prego vivamente l\u2019onorevole Ministro ed i colleghi della Democrazia cristiana di non voler considerare le proteste e le richieste nostre su un angusto ed opaco piano di partito; di non voler avvilire questa discussione ad una bega politica da risolvere a colpi di maggioranza e non in ossequio alle buone ragioni. L\u2019onorevole Ministro consideri i firmatari della mozione: sono uomini di scuola \u2013 o che amano e sentono la scuola \u2013 di parti diverse dell\u2019Assemblea e non \u00e8 \u2013 lo creda l\u2019onorevole Ministro \u2013 una speculazione politica, non passione o mentalit\u00e0 settaria che li muove, ma \u00e8 l\u2019interesse supremo della scuola, \u00e8 un senso di dovere che li induce a tentare l\u2019ultimo mezzo a loro di posizione per salvare la dignit\u00e0 e l\u2019indipendenza, come essi la intendono, della scuola. Queste preoccupazioni sono cosi aliene da posizioni di partito che le ritengo condivise anche da non pochi ed egregi colleghi di parte democratico-cristiana; e tutti i firmatari, senza eccezione, credo, avremmo preferito risolvere questa questione con un amichevole componimento, componimento la cui sostanza, signor Ministro, non pu\u00f2 peraltro essere se non un preciso e categorico impegno di Governo.<\/p><p>Questo essendo mancato, noi ci troviamo costretti ad insistere per chiedere al Ministro o per proporre all\u2019Assemblea di sospendere di urgenza queste malaugurate elezioni al Consiglio Superiore.<\/p><p>Ed il fatto che a muover questa richiesta sia proprio io, che cerco di seguire una linea politica di temperatezza e mi sforzo quanto posso di obbedire ad una oggettiva serenit\u00e0 di giudizi, vi dovrebbe dire quanto siano diffuse e sentite le preoccupazioni destate dalla politica scolastica dell\u2019onorevole Gonella. Non solo, signori, da questa questione del Consiglio Superiore. Voi intendete perfettamente che l\u2019ampiezza e l\u2019asprezza che essa ha preso \u00e8 in relazione ai precedenti, al peso di una diffidenza sedimentata giorno per giorno.<\/p><p>Lei potr\u00e0 dire, voi potrete dirci: settarismo, prevenzione. Io vi rispondo domandando a voi, colleghi della Democrazia cristiana, quale era l\u2019interesse del vostro partito che aveva ottenuto quel posto \u2013 il Ministero della pubblica istruzione \u2013 superando voi sapete quali resistenze e quali aspre opposizioni. Avrebbe meglio servito i vostri interessi, attuali e soprattutto futuri, di partito di governo, un Ministro che avesse smorzato, dissipato le diffidenze e dimostrato con i fatti l\u2019ingiustizia dalle prevenzioni, se queste vi erano.<\/p><p>Io non vorrei neppure, in nessun modo, dare sull\u2019opera dal Ministro Gonella un giudizio ingiusto. Desidero sempre astenermi dal dar corpo alle ombre e dal cedere ad allarmismi interessati. E credo si debba rendergli giusto merito di molta attivit\u00e0 e fattivit\u00e0, di provvedimenti amministrativi di indubbia importanza, di serie ed interessanti intenzioni riformatrici.<\/p><p>Ma la diffidenza e le preoccupazioni cui ho accennato riposano su basi oggettive. Mi limito ad accennarne i motivi principali. Egli sa che in tutti i settori della democrazia laica il suo modo di considerare la scuola privata di fronte alla scuola pubblica ha fortemente turbato la nostra coscienza. Si \u00e8 aggiunta la sua politica delle parificazioni. Si \u00e8 aggiunta infine la questione dalla riammissione nella scuola di professori universitari, di presidi di istituti medi, di insegnanti medi di troppo chiara fama fascista. Non si copra ancora una volta l\u2019onorevole Ministro con le consuete giustificazioni legali. Io vorrei ricordargli che in questioni di questa importanza morale e politica, come in quella del Consiglio superiore, le giustificazioni legali e formali non toccano la sostanza. E la sostanza \u00e8 questa: che nella scuola e soprattutto nella scuola italiana nelle attuali condizioni, e specialmente dopo il fascismo, non possiamo tenere elementi che si sono mostrati indegni della missione di educatore. Crediamo che lei avrebbe avuto modo e mezzi per risolvere questa questione, anche se avesse avuto obbligo di mantenere in servizio questo personale, potendo provvedere sia con impieghi amministrativi, sia con comandi in altre amministrazioni che hanno difetto di personale, sia promovendo opportuni provvedimenti legislativi. E non le nascondo, onorevole Gonella, che non doveva proprio lo scrittore di <em>Acta diurna<\/em> essere lui a riaffidare la scuola a mani notoriamente impure: proprio quello scrittore che aveva giustamente caratterizzato l\u2019indegnit\u00e0 del regime fascista con questa perversione dell\u2019istituto scolastico. Ed io mi induco a parlargliene ora, incidentalmente, a proposito di questa diversa materia, solo perch\u00e9 sento il dovere di farmi eco delle lettere accorate, delle espressioni di sfiducia che mi vengono da molte parti, da gente della scuola e non da gente di parte.<\/p><p>In questo quadro e con questi precedenti va posta la questione del rinnovamento del Consiglio superiore.<\/p><p>Reputo superfluo rifare la discussione particolareggiata, che \u00e8 gi\u00e0 stata fatta dall\u2019onorevole Calamandrei, in ordine alla controversia col Consiglio superiore dimissionario, relativamente ai docenti immessi dal fascismo per chiara fama nei ranghi universitari, e dagli on. Bernini e Codignola relativamente al decreto formulato dal Ministro Gonella por la ricomposizione del nuovo Consiglio Superiore.<\/p><p>Lascio considerazioni e questioni particolari, per tenermi solo ai lati essenziali.<\/p><p>Pu\u00f2 essere che su taluna di esse il Ministro abbia ragione; altre questioni sono variamente opinabili: considero tuttavia certamente importante il modo di composizione delle Sezioni media ed elementare del Consiglio Superiore, come risulta dal progetto.<\/p><p>Ancor meno opinabile e pi\u00f9 inaccettabile \u00e8 la obbligatoriet\u00e0 del voto: le ragioni sono state qui gi\u00e0 ampiamente esposte dai colleghi. Il Ministro si persuada che questo obbligo, imposto da un Ministro di partito, per una elezione cos\u00ec precipitata e non preparata, coronato di una minaccia di sanzioni amministrative, ha un sapore pi\u00f9 che equivoco. Si persuada signor Ministro, che in un corpo cos\u00ec timorato, se non di Dio certo dei superiori, come quello dogli insegnanti medi ed elementari, la minaccia di \u00abtener conto\u00bb \u00e8 la pi\u00f9 temibile, la pi\u00f9 temuta ed equivoca sanzione che egli potesse adottare. Il signor Ministro capisce cosa possa significare \u00abtener conto\u00bb: trasferimenti, incarichi, ore straordinarie, supplenze ecc.<\/p><p>Ma pi\u00f9 essenziale ancora \u00e8 la profonda e sostanziale illegittimit\u00e0 politica di legiferare, in regime parlamentare, in materia cos\u00ec delicata ed importante, come quella della scuola, senz\u2019altro controllo e collaborazione che quelli del Consiglio dei Ministri. Si tratta di illegittimit\u00e0 di sostanza, di illegittimit\u00e0 politica.<\/p><p>Io non voglio indugiarmi sulla questione controversa se il Consiglio Superiore sia da considerare come organo di natura istituzionale. E lasciamo stare anche la necessit\u00e0 di consultare il Consiglio di Stato, che pure il suo stesso Governo ha ritenuto di dover interpellare a proposito della ricomposizione del Consiglio Superiore delle Miniere. Ma tengo per certo che non si pu\u00f2 fare una riforma cos\u00ec importante e centrale, in un settore cos\u00ec vitale ed essenziale, dell\u2019attivit\u00e0 politica del Governo, senza la collaborazione, il controllo e l\u2019intervento del Parlamento. Non possiamo abbandonare a nessun Ministro la facolt\u00e0 di poter legiferare in materia cos\u00ec delicata a proprio beneplacito.<\/p><p>Non insegner\u00f2 a lei, signor Ministro, cosa abbia significato il Consiglio Superiore della pubblica istruzione nella storia della scuola italiana; quale sia l\u2019importanza e la delicatezza delle sue funzioni; e come sia essenziale che in un regime di democrazia e di sospettosa lotta di partiti questo organo funzioni con le garanzie pi\u00f9 manifeste di indipendenza, di imparzialit\u00e0, di libert\u00e0 di controllo.<\/p><p>Convinto che in cuor loro sia d\u2019accordo con me buona parte dei colleghi della Democrazia cristiana, la cui collaborazione fortemente mi interessa, dato il piano in cui desidero si ponga il problema, desiderando che, prima di tutto lei, signor Ministro e poi essi, apprezzino la natura delle nostre preoccupazioni riassumo in questo modo i due punti che in questa controversia noi riteniamo fondamentali:<\/p><p>1\u00b0) illegittimit\u00e0 politica del provvedimento. Non si pu\u00f2 trattare questa materia fuori del Parlamento.<\/p><p>2\u00b0) osservanza di una elementare regola di buon giuoco democratico: preliminare regola di lealt\u00e0 per la quale deve lei stesso, onorevole Ministro, preoccuparsi di dare a tutte le altre parti diverse ed opposte al suo partito la stessa possibilit\u00e0, che il suo partito ha, della propaganda nel preparare queste cos\u00ec importanti elezioni.<\/p><p>Io intendo \u2013 e lei le ha ricordate \u2013 che vi sono ragioni di urgenza. Lei ha bisogno che questo Consiglio funzioni e che funzioni presto in ordine a provvedimenti della cui importanza ed urgenza noi ci rendiamo veramente conto. Ora, noi riteniamo che queste necessit\u00e0 di urgenza avrebbero potuto essere soddisfatte con quel componimento cui accennavo; forse, con provvedimenti temporanei e transattivi, che potrebbero essere ancora escogitati. Lei sa che, volendo, queste elezioni potrebbero essere ritardate al massimo solo di un paio di mesi e, se lei vuole, si potrebbe procedere ad esse non oltre la prima decade di ottobre.<\/p><p>Ma, in ogni modo, la conclusione nostra \u00e8 che il danno del rinvio \u00e8 assolutamente inferiore al danno di elezioni che si svolgessero nel mese che lei ha predisposto.<\/p><p>E badi, che, in ultima analisi, queste ragioni di fretta e di urgenza si ritorcono contro di lei e contro la sua opera. Non si nasconda, onorevole Ministro, che non pu\u00f2 deporre favorevolmente per lei il fatto che sia sorto un antagonismo cos\u00ec acuto tra lei e l\u2019organo pi\u00f9 delicato cd importante del suo Ministero: il Consiglio Superiore della pubblica istruzione. E che lei non abbia trovato il modo o la volont\u00e0 di dirimere questo antagonismo. E che lei abbia cos\u00ec a lungo indugiato su questo problema grave e non lo abbia apparentemente considerato se non all\u2019ultimo momento: lei aveva il dovere di preoccuparsi in tempo di far funzionare questo organo cos\u00ec vitale per il suo ministero. E non depone a suo favore che lei, all\u2019ultimo momento, mi lasci dire la parola, a precipizio, senza voler degnarsi di consultare, nemmeno in forma privata, gli esponenti degli interessi della scuola di parte diversa dalla sua, abbia pensato di risolvere questo problema in questo modo.<\/p><p>Questo non ci pu\u00f2 disporre favorevolmente nei riguardi della sua opera, tanto pi\u00f9, torno a dire, in un governo di questa natura: non \u00e8 pi\u00f9 il Ministro della pubblica istruzione di un Governo di coalizione; lei \u00e8 il Ministro della pubblica istruzione di un Governo di partito \u2013 che \u00e8 ben lungi dall\u2019avere la maggioranza dell\u2019Assemblea \u2013 nel quale lei \u00e8 troppo vicino al facile sospetto di sviluppare senza alcun controllo una politica di partito, quando invece maggiori garanzie si impongono alla sua opera.<\/p><p>Poich\u00e9 queste critiche vanno oltre la sua persona, vorrei vedere al suo fianco il Capo del Governo, al quale vorrei ancora una volta, e con la spassionatezza che spero egli mi riconosca, contestare l\u2019errore, l\u2019insufficienza e la pericolosit\u00e0 di un Governo monocolore, non solo di fronte ai grandi problemi della politica internazionale, e della politica economica e finanziaria, ma anche di fronte a questi settori cos\u00ec delicati della politica generale, quale \u00e8 quello della scuola.<\/p><p>Per queste ragioni, noi chiediamo che Ella signor Ministro, disdica queste elezioni con la massima urgenza e che presenti all\u2019Assemblea un nuovo progetto di composizione del Consiglio Superiore, che potr\u00e0 studiare insieme agli organi dell\u2019Assemblea. Altrimenti, noi dobbiamo chiedere formalmente all\u2019Assemblea Costituente di darle torto.<\/p><p>Ma il mio ultimo appello, signor Ministro, \u00e8 per lei. Lei non pu\u00f2 non rendersi conto della situazione grave nella quale il Consiglio Superiore, Consiglio esautorato in partenza da queste polemiche o dalle astensioni. Io non credo che lei si auguri di fare il Ministro della pubblica istruzione a vita. Ed il suo successore che cosa far\u00e0 di questo Consiglio Superiore? Con quale autorit\u00e0 vuole che questo Consiglio operi? E lei in quale situazione di disagio e di imbarazzo potr\u00e0 trovarsi?<\/p><p>Ed allora, il mio ultimo appello \u00e8 per lei, Ministro Gonella, per lei, che \u00e8 un uomo di alta moralit\u00e0. Ed \u00e8 per questo che noi vogliamo ancora sperare che questa disgraziata controversia possa essere senz\u2019altro risolta da un suo atto di coraggio morale. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Foa, altro firmatario della mozione.<\/p><p>FOA. Onorevoli colleghi, dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Parri, io credo di dover dire solo pochissime parole perch\u00e9 l\u2019onorevole Parri ha veramente toccato il fondo della controversia, \u00ec motivi profondi e non contingenti che ci hanno mosso a presentare questa mozione.<\/p><p>Io vorrei sottolineare, di fronte all\u2019Assemblea, che con la presentazione della mozione noi non abbiamo inteso e non intendiamo dare alla controversia in atto un minimo significato di schieramento politico, di presa di posizione nei confronti del Governo. Questo \u00e8 un punto che devo essere ben chiaro alla coscienza di tutti noi. Quando gli onorevoli Bernini, Calamandrei e Codignola hanno presentato le loro interpellanze ed hanno sviluppato le loro richieste, anche nelle loro dichiarazioni iniziali, noi non abbiamo sentito alcuna intenzione polemica di parte politica. Anche nelle loro dichiarazioni noi abbiamo sentito unicamente la passione per la scuola ed abbiamo udito una richiesta (che nelle parole era modesta, persino umile) al signor Ministro perch\u00e9 vagliasse il contenuto del problema, discutesse e vedesse se non si potesse modificare il provvedimento adottato.<\/p><p>\u00c8 con quello spirito che, completamente insoddisfatti del risultato delle interpellanze, noi siamo stati costretti a proporre all\u2019Assemblea il tema, perch\u00e9 potesse essere dibattuto serenamente da tutti i settori. Ma quello stesso orientamento, spirituale non di polemica ma di concreto giudizio sui fatti, che ha spinto noi a presentare la mozione noi chiediamo a tutte le parli dell\u2019Assemblea. Lungi dunque, dal nostro pensiero il desiderio di conseguire qualsiasi successo politico; quello che oggi preme a noi presentatori della mozione \u00e8 l\u2019avvenire della scuola; e l\u2019avvenire della scuola, come ben disse il mio collega ed amico onorevole Codignola qualche giorno fa, riflette un problema che non ci deve dividere, ma ci deve unire.<\/p><p>Badate, colleghi, che il terreno di opposizione o di collaborazione col Governo, il terreno di solidariet\u00e0 o di battaglia noi sapremo trovarlo in altra sede: in questa sede nei chiediamo invece all\u2019Assemblea che essa decida serenamente, per gli interessi della scuola; noi chiediamo all\u2019onorevole Ministro che ci renda possibile quindi di non arrivare al voto, che ci renda possibile di risolvere il problema in termini concreti.<\/p><p>Alla richiesta dell\u2019onorevole Parri io mi associo quindi con tutto il cuore. Onorevoli colleghi, che cosa noi chiediamo in fondo? Perch\u00e9 mai questo dibattito che poteva mantenersi sul terreno tecnico \u00e8 giunto invece, ad un determinato momento, ad una cos\u00ec acuta tensione ed ha diviso l\u2019Assemblea nei termini tradizionali in cui essa si scinde da quando \u00e8 Stato formato questo Governo?<\/p><p>Questo, onorevoli colleghi, non doveva accadere, questo non era nelle nostre intenzioni. Quando noi abbiamo chiesto all\u2019onorevole Ministro che si compiacesse di rispondere alle nostre richieste sull\u2019argomento del Consiglio Superiore della pubblica istruzione e intorno al provvedimento relativo alle nuove elezioni, io debbo dire che anche quella moderazione che pu\u00f2 costituire per noi un dato di temperamento e comunque di responsabile saggezza politica, \u00e8 stata messa a dura prova. Perch\u00e9 il Ministro ci ha risposto insistendo puramente sulla legittimit\u00e0 formale dei suoi provvedimenti, legittimit\u00e0 che \u00e8 contestata e contestabile, ma, a parte questo, il Ministro non ci ha dato minimamente ascolto circa il contenuto delle richieste. Si \u00e8 cos\u00ec diffusa in tutti i settori l\u2019impressione, e profonda e penosa, che il Ministro, davanti alle voci di dissenso \u2013 non dico nemmeno di opposizione, perch\u00e9 non volevano essere di opposizione nel senso della politica del Governo \u2013 che il Ministro, dicevo, abbia inteso di rispondere: Questa \u00e8 la mia volont\u00e0.<\/p><p>Ma questo, onorevoli colleghi, \u00e8 il linguaggio cui noi eravamo abituati in tempi lontani: era il linguaggio dei nostri nemici. Ma noi non vogliamo considerare l\u2019onorevole Gonella come un nostro nemico, ma come un leale avversario: noi vogliamo ricordare in lui il compagno di lotta e il direttore del \u00abPopolo\u00bb clandestino. Noi chiediamo dunque, che l\u2019onorevole Gonella segua la regola democratica sul modo di valutare le richieste della opposizione.<\/p><p>\u00c8 innegabile che mai prima d\u2019ora noi avevamo udito in questa Assemblea quanto si \u00e8 udito in questa occasione da parte dell\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione, cio\u00e8 un simile linguaggio di forza.<\/p><p>Questo \u00e8 veramente un dato che con tutta la misura, la modestia e la moderazione necessarie deve essere sottolineato. E questo comportamento, come voi comprenderete, ci preoccupa, perch\u00e9, in fondo, nel conflitto iniziale sorto tra il Ministro e il Consiglio Superiore della pubblica istruzione, per le nomine per \u00abchiara fama\u00bb, che cosa \u00e8 accaduto? \u00c8 accaduto che, sorto un dissenso su un importante problema di politica scolastica, non di politica di partiti \u2013 perch\u00e9 questo dissenso col Ministro riguardava uomini di tutti i partiti e di tutte le correnti \u2013 numerosi membri del Consiglio Superiore della pubblica istruzione hanno creduto di dare le dimissioni.<\/p><p>Ora, io credo che il fatto che il Ministro abbia creduto di dover ignorare queste dimissioni sia veramente un atto di violazione del metodo democratico, perch\u00e9 il Consiglio Superiore della pubblica istruzione non era un organo gerarchicamente subordinato \u2013 per cui le dimissioni potessero essere considerate come un atto di indisciplina \u2013 ma un Corpo consultivo che, come ha ricordato l\u2019onorevole Parri, ha svolto prima del fascismo un\u2019altissima funzione di guida e di orientamento per la scuola superiore. Quando sorge un conflitto di questo genere, quando si danno le dimissioni per sottolineare un dissenso politico, questo \u00e8 un atto normale di metodo democratico. Non tener conto di un atto di questo genere significa non riconoscere le leggi della democrazia, che impongono determinati rispetti. Formalmente il Ministro ha voluto dire: \u00abVoi vi siete dimessi; io vi ignoro\u00bb. Non credo che ci\u00f2 abbia giovato n\u00e9 al metodo democratico, n\u00e9 alla scuola, e neanche alla considerazione, all\u2019estimazione che nella scuola e fuori della scuola si deve avere del capo dell\u2019amministrazione scolastica.<\/p><p>Quindi, noi chiediamo, in una delle nostre tre richieste, che il Governo risolva la vertenza con il Consiglio Superiore della pubblica istruzione. E noi crediamo di avanzare una richiesta che rimane nei termini del metodo democratico; noi crediamo che sorto un conflitto nei termini del metodo democratico, esso non possa essere ignorato, ma debba essere risolto.<\/p><p>E in secondo luogo, noi crediamo che quelle stesse necessit\u00e0 di lavoro che si adducono per il rinnovamento del Consiglio Superiore della pubblica istruzione, militino oggi \u2013 finch\u00e9 l\u2019Assemblea non abbia approvato un nuovo ordinamento \u2013 a favore della conservazione in vita del vecchio Consiglio Superiore della pubblica istruzione. Cerne \u00e8 stato osservato, se questo contrasto non fosse sanato, se si istituisse questo precedente, che una manifestazione di dissenso, espressa in termini democratici da un alto organo consultivo, col Ministro, viene pretermessa, considerata come un nulla di fatto, io credo veramente che tutti i nuovi Consigli Superiori della pubblica istruzione che saranno eletti, non avranno pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0 necessaria per rappresentare di fronte al Paese, di fronte all\u2019amministrazione \u2013 come hanno rappresentato in passato \u2013 la dignit\u00e0 e le esigenze della scuola.<\/p><p>Per queste ragioni io chiedo che l\u2019Assemblea valuti la nostra richiesta nei suoi termini di merito: \u00e8 o non \u00e8 giusto che questo contrasto venga composto; \u00e8 o non \u00e8 giusto che le elezioni di un Consiglio Superiore della pubblica istruzione, circondate da tutte le diffidenze che questo stesso dibattito ha contribuito a creare nei confronti del metodo elettorale prescelto, vengano rinviate \u2013 che in qualche modo si riesamini il problema e che esso venga riesaminato nella sede sua propria, che \u00e8 la Sedi legislativa, la sede della Commissione legislativa dell\u2019Assemblea Costituente italiana?<\/p><p>In termini di merito (onorevoli colleghi, io rinnovo la mia preghiera con insistenza), questo problema deve essere valutato. La politica ci divide, e continuer\u00e0 a dividerci \u2013 o ci unisce, e continuer\u00e0 ad unirci, su altri problemi e in altre occasioni: non in questa. Nel problema della scuola dobbiamo valutare tutti con assoluta libert\u00e0 quali sono le esigenze della scuola, quali sono i metodi necessari per arrivare a quel miglioramento che credo sia nel cuore di tutti noi.<\/p><p>In questi termini di libert\u00e0 io chiedo ai colleghi di valutare la mozione.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al provvedimento legislativo concernente la ricostituzione del Consiglio Superiore dell\u2019istruzione ed all\u2019attuazione di questo provvedimento sono state rivolte numerose critiche che si possono considerare di due ordini: un ordine di critiche concerne la formazione della legge, un altro ordine concerne il metodo di applicazione della legge.<\/p><p>Prendendo in esame le critiche sulla formazione della legge, occorrer\u00e0 occuparsi (perch\u00e9 questa \u00e8 stata l\u2019impostazione data nelle precedenti sedute e ribadita in parte oggi) di due aspetti di quest\u2019ordine di idee: legittimit\u00e0 formale del provvedimento legislativo, legittimit\u00e0 sostanziale dal provvedimento legislativo.<\/p><p>La legge della quale discutiamo e sulla quale verte la mozione odierna, non \u00e8 venuta alle Commissioni dell\u2019Assemblea; e non \u00e8 venuta perch\u00e9 il Consiglio dei Ministri ha ritenuto che si trattasse di materia di massima urgenza, ipotesi per la quale l\u2019articolo 3 del nostro regolamento \u2013 cos\u00ec come noi lo modificammo \u2013 stabilisce che non sussiste l\u2019obbligo politico (perch\u00e9 si tratta di obbligo politico) di Governo di sottoporre il disegno di legge al preventivo parere delle Commissioni dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Chi \u00e8 il giudice della massima urgenza? Giudice della massima urgenza \u00e8 soltanto il Consiglio dei Ministri e, forse, la Corte dei conti. Nella specie, il Consiglio dei Ministri (siamo sempre sul piano formale) ha valutato la massima urgenza e la Corte dei conti l\u2019ha ribadita quando ha registrato il decreto legislativo di cui ci andiamo occupando.<\/p><p>Si \u00e8 detto ancora che questo decreto non \u00e8 stato preceduto dal parere del Consiglio di Stato e ci si \u00e8 riferiti, dalla parte opposta, \u2013 per analogia \u2013 al caso della legge concernente il Consiglio Superiore dalle miniere. Che il Consiglio di Stato non dovesse dare alcun parere per una legge del genere fu sufficientemente dimostrato dall\u2019intervento del Ministro in sede di discussione dell\u2019interpellanza, e ritengo, per la validit\u00e0 indiscutibile ed obiettiva delle argomentazioni portate dal Ministro e per l\u2019assoluta inefficienza, anzi inesistenza, di argomenti contrari, che quella dimostrazione sia rimasta ferma. Non vale dire che per il Consiglio Superiore delle miniere la legge fu preceduta da un parere del Consiglio di Stato, perch\u00e9 \u00e8 noto che il Governo ha facolt\u00e0 di avvalersi, quando lo crede, del parere del Consiglio di Stato, e l\u2019averlo fatto una volta per particolari motivi ed in un momento nel quale forse ragioni di urgenza non si profilavano come nel caso presente, non significa l\u2019instaurazione neppure di una prassi, per cui possa stabilirsi che una legge concernente il riordinamento o le elezioni di un Consiglio Superiore debba passare prima per il parere del Consiglio di Stato. Anzi, in contrario, potrebbe osservarsi che se voi non avete potuto trovare altro che questo precedente legislativo, vuol dire che le leggi concernenti altri Consigli Superiori non sono passate per il parere del Consiglio di Stato.<\/p><p>Questo per quanto attiene la correttezza formale del provvedimento legislativo. Massima urgenza decretata in maniera insindacabile dal Consiglio dei Ministri e ribadita dalla Corte dei conti. Nessun sindacato sulla massima urgenza da parte dell\u2019Assemblea Costituente, la quale, anche dopo la modifica del regolamento che ha ampliato i suoi poteri (perch\u00e9 \u00e8 opportuno non dimenticare che noi sorgemmo come Assemblea Costituente e con l\u2019unico potere di provvedere a emettere leggi soltanto per quanto concerneva i trattati internazionali e la materia costituzionale; e non penso si possa sostenere che la disciplina del Consiglio Superiore abbia riferimento con la materia costituzionale), non ha alcun potere di sindacato sul giudizio di urgenza. Non occorreva infine, come ho dimostrato, alcun parere del Consiglio di Stato. La legge, pertanto, si presenta corretta dal punto di vista esclusivamente formale.<\/p><p>Ma noi abbiamo anche la possibilit\u00e0, e in questo sono d\u2019accordo con i presentatori dell\u2019interpellanza e della mozione, anzi il dovere, direi, di domandare, per lo meno in sede politica o in sede di giudizio sulla tecnica di un determinato Ministero, se ricorresse quella massima urgenza, non per trarre un motivo di invalidit\u00e0 della legge \u2013 la legge \u00e8 formalmente valida \u2013 ma per trarre un giudizio che possa attenere all\u2019operato politico del Ministro o meglio del Gabinetto. Ora, dal punto di vista della correttezza sostanziale, io credo che le ragioni che indic\u00f2 il Ministro, e che soprattutto sono note a tutti noi che amiamo la scuola, fossero di tale importantissima urgenza da non poter far rimandare ancora ulteriormente una disciplina e soprattutto le elezioni del Consiglio Superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>Per chi conosca, come ho l\u2019onore di conoscere io per la mia attivit\u00e0 professionale, la vita dell\u2019Universit\u00e0 non \u00e8 un mistero che il Consiglio Superiore costituisce una delle chiavi dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa; che il Consiglio Superiore costituisce una delle valvole fondamentali, centrali, per la vita di tutta l\u2019amministrazione dell\u2019istruzione superiore. Si pu\u00f2 dire, anzi, che con il ripristino della vita democratica dell\u2019istruzione superiore non vi siano organi sovrani in materia di disciplina e di amministrazione universitaria che le Facolt\u00e0 e il Consiglio Superiore, e che l\u2019attivit\u00e0 del Ministro sia svuotata di qualsiasi contenuto sostanziale. Le Facolt\u00e0, con il potere sovrano e in gran parte insindacabile di chiamare i professori per trasferimento e su concorso; il Consiglio Superiore con il potere insindacabile ed esclusivo di proporre bandi di concorsi, di procedere allo scrutinio \u2013 non alla nomina delle Commissioni \u2013 delle votazioni alle quali abbiamo provveduto qualche giorno fa per la formazione delle Commissioni di concorsi con il potere di nominare le Commissioni per la libera docenza, col parere vincolante per il Ministro sul passaggio da una cattedra all\u2019altra, con il potere di dar parere vincolante sulla riforma degli statuti delle Universit\u00e0. Deve dirsi che tutta la vita universitaria, tutto il governo dell\u2019istruzione superiore \u00e8 ancorato alla vita del Consiglio Superiore dell\u2019istruzione pubblica. Ora il Consiglio Superiore dell\u2019istruzione pubblica cadde in crisi.<\/p><p>\u00c8 notorio che 23 su 36 membri del Consiglio Superiore si dimisero collegialmente. Le dimissioni \u2013 non \u00e8 un mistero, perch\u00e9 a questo proposito c\u2019\u00e8 stata una interpellanza e d\u2019altronde il caso \u00e8 notissimo \u2013 furono presentate collegialmente come una critica, come un sindacato nei confronti del Ministro. Intervenuta la crisi con le dimissioni di 23 membri, per cui il Consiglio Superiore, mancante di due terzi, non poteva pi\u00f9 riunirsi, si profilavano queste due strade (ed \u00e8 su questo appunto, onorevoli colleghi, che richiamo la vostra lealt\u00e0, la massima meditazione o la massima consapevolezza): o ricomporre il Consiglio Superiore, sostituendo i 23 dimissionari, o procedere, affrettare, accelerare quelle elezioni del Consiglio Superiore, che non avrebbero potuto andare oltre il 15 ottobre corrente anno, se \u00e8 vero che la legge De Ruggiero comportava la vitalit\u00e0 del Consiglio Superiore fino al 15 ottobre dell\u2019anno decorso, prorogata soltanto por un anno. Si \u00e8 detto: il Ministro poteva ricorrere ad altri espedienti o battere altre strade. Poteva sul piano della efficienza del Consiglio Superiore invitare i dimissionari a recedere dalle dimissioni. Questo, onorevoli colleghi, \u00e8 un punto che concerne esclusivamente, personalmente l\u2019attivit\u00e0 del Ministro. E lasciatemi dire che quando un Ministro vede che le dimissioni non sono atti singoli, non sono date <em>singulatim<\/em>, non sono espressione di uno stato sia pure di disagio personale di alcuni membri, ma sono le espressioni di una deliberazione quasi collegiale, di una deliberazione complessiva preparata, perch\u00e9 \u00e8 noto che fu preparata da circolare ed accompagnata da una notevole campagna di stampa, io penso che il Ministro possa sentire anche l\u2019opportunit\u00e0 di non rinnovare ai dimissionari l\u2019invito a recedere dalle dimissioni. Ma, aggiungo, avrebbe potuto condurre a qualche effetto pratico, in maniera sicura, l\u2019invito a recedere dalle dimissioni? Perch\u00e9 voi supponete che l\u2019invito del Ministro agli illustri e rispettabili componenti del Consiglio Superiore dimissionari avrebbe potuto portare come conseguenza il recesso da parte di costoro dalle dimissioni? Ma chi ci impedisce di pensare, chi pu\u00f2 assolutamente provare che i dimissionari, che a mio avviso avrebbero fatto bene ad insistere, non avessero insistito nelle loro dimissioni? Si trattava di dimissioni dovute non ad un particolare incidente n\u00e9 ad un piccolo contrasto con il Ministro, ma dimissioni dovute a un contrasto, sia pure montato, ma certamente di apparente notevole importanza, concernente un settore delicato della vita universitaria, cio\u00e8 la conservazione in carriera o l\u2019allontanamento dall\u2019ambiente universitario dei professori nominati per chiara fama; e di dimissioni presentate in maniera collegiale, accompagnate da una campagna di stampa per cui \u00e8 da ritenere, molto pi\u00f9 agevolmente, che non sarebbero state seguite dal recesso delle medesime.<\/p><p>Comunque, su questo punto di non avere voluto il Ministro rivolgere l\u2019invito ai dimissionari di ritirare le dimissioni, io penso che l\u2019Assemblea non possa e non debba e non abbia facolt\u00e0 di esprimere alcun parere; se \u00e8 vero che si tratta di un provvedimento personale del capo di una amministrazione, il quale non \u00e8 tenuto a subire l\u2019umiliazione di chiedere il recesso dalle dimissioni di persone, certamente rispettabili, che per\u00f2 queste dimissioni hanno accompagnato con un gesto che non era certamente deferente, ma di perfetta lotta e di battaglia&#8230; (<em>Approvazioni \u2013 Applausi al centro \u2013 Interruzione del deputato Tonello<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nessuna urgenza, nessuna esigenza pu\u00f2 imporre ad un Ministro, per obbedire a questi profili, di umiliarsi a chiedere il ritiro delle dimissioni, quando pu\u00f2 scegliere una via pi\u00f9 diretta, pi\u00f9 solare, quella della ricostituzione democratica dell\u2019organo, suggerita dalla prossima scadenza dell\u2019organo medesimo. Perch\u00e9 \u00e8 opportuno non dimenticare che il Consiglio Superiore, che io ammiravo perch\u00e9 era costituito indubbiamente, in gran parte, dai pi\u00f9 autorevoli maestri di tutte le discipline, non era di formazione elettiva, ma, per necessit\u00e0 del momento, c\u2019era stato elargito, sia pure elargito con mano generosa e giusta.<\/p><p>Ci si diceva (altro profilo di accusa che si presenta nei confronti del Ministro): se non avete voluto incamminarvi per questa strada umiliante e pericolosa e non di sicuro effetto favorevole, l\u2019invitare i dimissionari a recedere dalle dimissioni, voi avreste potuto fare procedere alle elezioni (altra critica in fase di interpellanza) soltanto per la prima Sezione del Consiglio Superiore, cio\u00e8 quella che concerne la istruzione superiore, rimandando la disciplina e le elezioni delle altre due Sezioni a sede pi\u00f9 opportuna.<\/p><p>Anche qui, onorevoli colleghi, voi dovete riconoscere che ad un Ministro, anzi a un Governo, perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 della legge risale al Governo, sia pure sul piano delle critiche tecniche (ed io sono convinto ed accetto le vostre delimitazioni di questa cavalleresca lotta a un campo puramente tecnico; e prendo atto con viva soddisfazione, e con rispetto delle vostre nobili ed ottime intenzioni, che qui si agita un problema di carattere tecnico, di tecnica di governo e quindi non si agita un problema di carattere esclusivamente politico) bisogna lasciare un minimo di libert\u00e0 di organizzazione legislativa di un organo.<\/p><p>Il Consiglio Superiore dell\u2019istruzione, se ha qualche cosa di notevole (non so se di originale, perch\u00e9, per l\u2019urgenza di questa discussione, io confesso che non ho potuto approfondire alcuna indagine) se non per originalit\u00e0, certo por interesse, se si presenta degno di studi e considerazione \u00e8 per il fatto che costituisce un organo unitario, in cui si articolano tre Sezioni: istruzione superiore, istruzione media tecnica, istruzione elementare, ma che conserva tuttavia, ad onta di questa ben formata articolazione, una unit\u00e0 di organizzazione e soprattutto di finalit\u00e0; ed io vorrei che ci\u00f2 fosse sottolineato alla vostra coscienza.<\/p><p>Se \u00e8 vero, come voi avete dotto pi\u00f9 volte in questa sede, che la scuola \u00e8 una, che se vi sono distinzioni, non sono di gradi ma di funzioni e di responsabilit\u00e0, che il pi\u00f9 umile maestro elementare pu\u00f2 esercitare una funzione alta come il pi\u00f9 autorevole professore universitario, \u00e8 vero che bisogna trarne la conseguenza che un organo consultivo, che in talune questioni \u00e8 consultivo con il parere vincolante, che un organo consultivo della istruzione sia un organo unitario, un organo nel quale sfociano i desideri, le esigenze, le aspirazioni, le necessit\u00e0 di tre ordini di studi, ma che trova una soluzione unitaria; perch\u00e9 solo attraverso un esame unitario, complessivo del problema della scuola, senza distacchi che siano separazioni ma invece con piccole differenze, che ribadiscano l\u2019unit\u00e0 delle esigenze scolastiche, si pu\u00f2 realizzare una sana politica scolastica. Ora, onorevoli colleghi, con la legge, con la cosiddetta riforma del Consiglio Superiore, che poi, in sostanza, contiene piccoli dettagli di variazioni, si obbedisce a questa ispirazione, alla quale non poteva rinunciare un Ministro che avesse voluto disciplinare in Italia gli studi con un metodo squisitamente democratico. Non quindi un Consiglio Superiore della scuola media ed elementare inerte, non un Consiglio di istruzione superiore che ignori le esigenze della scuola elementare. Se la legge su questo punto \u00e8 adattata a questa necessit\u00e0 ed \u00e8 sentita sotto questa spiritualit\u00e0, voi non potete criticare un Governo, pi\u00f9 che il Ministro, e neppure una legge che provvede unitariamente a questa formazione. Riconosco che le urgenze si delineavano, si profilavano prevalentemente, non esclusivamente, ma prevalentemente, per quanto attiene all\u2019istruzione superiore. Riconosco che rispetto ad essa il Ministro si sentiva condannato a scegliere una via senza possibilit\u00e0 di adottare neppure soluzioni diverse per i noti motivi di urgenza. Ma se la riforma di questo organo consultivo era imperniata su questa base unitaria, voi non potete far critica al Ministro se questa base unitaria non ha infranto. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Contenuto della legge. Ho detto che la legge pu\u00f2 essere contestata ed \u00e8 stata criticata e per la legittimit\u00e0 della sua formazione e per il contenuto.<\/p><p>Noi ci dobbiamo domandare, come si \u00e8 domandato poco fa l\u2019onorevole Foa, se la legge, oltre che rispondere, nella sua legittimit\u00e0 costituzionale, formale, alla essenza vera delle cose, su cui mi sono soffermato, risponda alle esigenze di una buona politica scolastica, di una buona tecnica della scuola.<\/p><p>Io potrei chiudermi in una pregiudiziale; e dovete riconoscerlo. Potrei dirvi che in regime di legislazione delegata \u00e8 strano che della sostanza della legge si debba discutere in questa sede e non nella sede pi\u00f9 propria, cio\u00e8 nel futuro Parlamento, che potr\u00e0 esaminare nel complesso tutta questa legislazione, quando dovr\u00e0 convertire in legge il decreto di delega al Governo per il potere legislativo, o in sede singola; perch\u00e9 non sappiamo n\u00e9 possiamo prevedere quale atteggiamento assumer\u00e0 il futuro Parlamento nei confronti di tutta questa nostra legislazione.<\/p><p>In sostanza, anche nei casi in cui una legge del Governo viene inviata alle Commissioni dell\u2019Assemblea, il parere di queste non \u00e8 vincolante.<\/p><p>Quell\u2019accorgimento, al quale ricorremmo, quando, un anno fa circa, fummo posti di fronte al dilemma o di abdicare al potere legislativo, come voleva la legge che ci costituiva, o di assumere tutto il potere legislativo, come poteva essere nelle nostre aspirazioni (perch\u00e9 riconoscevamo di essere il primo organo democratico del Paese), quell\u2019accorgimento ingegnoso di introdurre, attraverso una modesta modifica del regolamento della Camera, una prassi (e questa prassi non incide sulla validit\u00e0 dilla leggi), quella, cio\u00e8, che il Governo passasse i disegni di legge alle Commissioni dell\u2019Assemblea (tranne i casi di massima urgenza) e queste esprimessero un parere, non comporta altro che un dovere morale, di correttezza, un dovere politico del Governo di tener conto ed accogliere gli emendamenti che le Commissioni permanenti propongono, ma non comporta alcuna incidenza formale, vincolante sul contenuto della legge.<\/p><p>E non vi siete meravigliati, quando, in un problema veramente scottante, perch\u00e9 riguardava la disciplina economica della Magistratura \u2013 della cui sorte siamo tutti pensosi \u2013 mentre la prima Commissione permanente unanimemente esprimeva al Governo il parere dell\u2019elevamento dal minimo di indennit\u00e0 di toga, il Governo non abbia sentito l\u2019opportunit\u00e0, per motivi pi\u00f9 che spiegabili, di accogliere il voto della Commissione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Non ho possibilit\u00e0, in questo momento, di offrire una documentazione di quanto asserisco; ma ritengo che non sia raro il caso, in cui il parere dalla Commissione dell\u2019Assemblea non sia atteso dal Governo.<\/p><p>Non mi voglio rinchiudere, dicevo, in questa pregiudiziale.<\/p><p>Sono d\u2019accordo con voi che occorre parlare in questa sede, senza una diretta conclusione di carattere costituzionale, trattandosi di giudicare la politica dei Governo, concernente un particolare settore dell\u2019Amministrazione, l\u2019istruzione. Sono d\u2019accordo che possiamo esaminare il contenuto della legge. Ed allora vedete se la legge sia veramente il capestro della scuola, se uccida veramente la libert\u00e0 della scuola, se a causa di questa legge ci possiamo preoccupare dalle sorti che sono riservate alla scuola e se essa ci faccia pensare che per la scuola italiana si apra una tomba, che si scoperchi quella tomba in cui la scuola deve affondare il suo miserando corpo. O se non sia piuttosto una legge che \u2013 pur con le inevitabili mende che hanno tutte le leggi, specie quelle che si formano in un momento cos\u00ec delicato e travagliato della vita nazionale, mende che potremo tuttavia correggere e ritoccare con una legge integrativa \u2013 segni un passo sulla via dalla ricostruzione democratica della scuola in Italia: su questo chiedo a voi un riconoscimento leale. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo \u00e8 il punto decisivo sul quale io richiamo la vostra attenzione. Ora, onorevoli colleghi, dopo oltre venti anni nei quali in Italia non esisteva un organo democratico della pubblica istruzione \u2013 e vi passer\u00f2 in brevissima rassegna questa legislazione solo indicandovi tutti i procedenti legislativi, nei quali questa democrazia non si era mai realizzata, sia prima del fascismo, che durante il fascismo \u2013 solo ora si \u00e8 potuta realizzare una cos\u00ec perfetta democrazia degli organi consultivi della pubblica istruzione. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ve lo dimostrer\u00f2: \u00e8 inutile sollevarvi in massa. Potete discutere la mozione e potete, in questa Assemblea, controbattere le idee con le idee. Quando vi dir\u00f2 che con la legge Casati si costituiva un consiglio Superiore di 21 membri, tutti di nomina ministeriale, e che con la legge Baccelli si stabiliva che dei 32 membri 16 erano eletti e 16 di nomina ministeriale, e quando infine vi rammenter\u00f2 che la legge Gentile fissava a 21 il numero dei membri, tutti di nomina ministeriale, voi avrete intesa la verit\u00e0 della mia affermazione. N\u00e9 vi citer\u00f2 tutta la sequela delle leggi fasciste in cui tutto intero il Consiglio Superiore era di nomina autoritaria. Il Consiglio Superiore \u00e8 organo veramente importante e delicato, perch\u00e9 l\u2019unico che ha poteri sovrani, tali che lo sovrappongono allo stesso Ministro, cosi da farlo chiamare, come hanno fatto taluni, in modo grossolano, il \u00abpassacarte\u00bb del Consiglio Superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>Quando noi consideriamo che l\u2019attuale Consiglio Superiore \u00e8 formato per oltre le quarti di membri elettivi, permettetemi di dirvi che la legge in discussione ha attuato in Italia non la perfezione della democrazia, ma il massimo della democrazia. (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La stessa legge De Ruggiero, che pure non si pu\u00f2 negare abbia stabilito che il Consiglio Superiore fosse elettivo (e stabiliva contemporaneamente \u2013 non lo dimentichiamo \u2013 che il Consiglio Superiore se lo nominava il Ministro) quella stessa legge De Ruggiero importava la possibilit\u00e0 di cooptazione di membri ministeriali da parte di quelli eletti.<\/p><p>Io non nego che, attraverso un perfezionamento legislativo, si potr\u00e0 avere un pi\u00f9 perfetto funzionamento democratico del Consiglio Superiore; ma io voglio qui rilevare che in Italia, nemmeno prima del fascismo, si \u00e8 potuto mai realizzare un Consiglio Superiore totalmente elettivo. \u00c8 nelle nostre aspirazioni arrivare a questo. Ma ci arriveremo a gradi. Questo \u00e8 il primo passo verso quella perfezione. Io penso che la democrazia debba risorgere attraverso non una rivoluzione, bens\u00ec un\u2019evoluzione che si svolga a passi lenti, ma costruttivi; perch\u00e9 i passi troppo apparentemente ed eccessivamente rivoluzionari possono condurre all\u2019abisso.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, com\u2019\u00e8 composto l\u2019attuale Consiglio Superiore? Scusatemi, se ripeto dei dati a voi gi\u00e0 noti \u2013 io, bench\u00e9 presente all\u2019altro dibattito, non vi ho preso parte oratoriamente \u2013 ma \u00e8 necessario che ne riassuma la composizione:<\/p><p>prima Sezione: 28 membri, di cui 19 eletti dalle Facolt\u00e0, 3 dalle categorie e 6 soltanto di nomina ministeriale;<\/p><p>seconda Sezione: su 12 membri, 7 eletti e 5 nominati.<\/p><p>Io conosco la critica che si \u00e8 rivolta qui perch\u00e9 si \u00e8 detto che i tre professori universitari che fanno parte della seconda Sezione del Consiglio Superiore possono essere prescelti fra quei sei che il Ministro ha nominato di sua nomina diretta e che non provengano dell\u2019elezione. Io potrei rispondere che con questi casi estremi e con questi casi limiti non si pu\u00f2 formulare una critica della legge.<\/p><p>Ma ancorch\u00e9 si verificasse che il Ministro prescelga i tre professori universitari, che devono andare a far parte della seconda Sezione, da quei sei che egli ha nominato, non vi pare che sia estremamente offensivo non per la categoria alla quale appartengono ma per una categoria qualsiasi di insegnanti il sospettare che perch\u00e9 nominati dal Ministro possono asservire la loro coscienza al Ministro stesso? Questi professori durano in carica tre anni \u2013 e la democrazia ci insegna che nessun Ministro \u00e8 durato mai in carica tre anni \u2013 ed in questi tre anni essi dovrebbero asservire la loro coscienza di tecnici, di studiosi, di scienziati, o di umili servitori della scuola, ai desideri del Ministro?<\/p><p>L\u2019ingiurioso sospetto lo potete formulare nei riguardi del Ministro. Anzi \u00e8 bene che questa diffidenza verso l\u2019esecutivo ci ispiri; ma questa diffidenza noi dobbiamo organarla, debbiamo farla vivere. Questa diffidenza \u00e8 offensiva per coloro a cui si rivolge, non per il Ministro.<\/p><p>L\u2019esperienza ci dice \u2013 e questo lo potete affermare anche voi, onorevole Calamandrei, che con la vostra presenza onoraste il Consiglio Superiore \u2013 che non ci si \u00e8 mai legati al Ministro e che la propria personalit\u00e0 si \u00e8 sempre tenuta al di sopra dell\u2019organo governativo, dimenticando perfino se la nomina era stata fatta da questo o da quel Ministro.<\/p><p>LUSSU. Allora, era Ministro De Ruggiero, il meno settario degli uomini politici.<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Io sono cos\u00ec ammiratore del professor De Ruggiero che devo raccogliere l\u2019interruzione per ribadire l\u2019affermazione. Questo prova la grande nobilt\u00e0 di azione governativa del professor Di Ruggiero. Ma il mio esempio non significava possibilit\u00e0 di ingerenza, ma significava che quando si \u00e8 nominati ci si dimentica perfino del Ministro che ha provveduto alla nomina. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Gli stessi sospetti che voi formulate per i professori universitari chiamati a far parte della seconda Sezione, si potrebbero formulare per tutti quegli organi consultivi dello Stato o di altri enti pubblici o per quelle alte gerarchie la cui nomina \u00e8 di competenza ministeriale. Ed allora perch\u00e9 non diffidare anche degli organi che sono di nomina del Ministro? Perch\u00e9 non sospettare, per esempio, nell\u2019attuale ordinamento dilla Magistratura, che i magistrati degli alti gradi che, come sapete, sono nominati dal Consiglio dei Ministri, possano subordinare la loro azione giudiziaria al Governo che li ha nominati?<\/p><p>Questo sospetto non si \u00e8 mai profilato in Italia e non si deve mai profilare. Lo desidero, perch\u00e9 la categoria dei professori universitari che andranno alla Sezione media e tecnica sentiranno di portare con maggior senso di responsabilit\u00e0 il contributo della loro esperienza e il peso del loro prestigio.<\/p><p>\u00c8 questo il punto su cui desidero soffermarmi. Si \u00e8 detto che pu\u00f2 costituire oltraggio alle categorie dei professori di scuola media la presenza di tre professori universitari nel loro organo. Si \u00e8 detto che questo costituirebbe una paralisi per l\u2019autogoverno di questa categoria.<\/p><p>Ora, intendiamoci, questa categoria, gi\u00e0 con la legge Gonella \u2013 chiamiamola cos\u00ec, per intenderci, dato che Gonella \u00e8 l\u2019imputato \u2013 gi\u00e0 con la legge Gonella ha fatto grandi, notevoli passi verso il suo autogoverno, se \u00e8 vero che dal 1911 in poi gli ordini inferiori di scuole non hanno mai avuto un Consiglio Superiore, un organo consultivo. \u00c8 gi\u00e0 un notevole passo e noi dovremmo elogiare il Governo, che anche per la scuola media ed elementare ha istituito una Sezione del Consiglio Superiore, la quale ha il notevole pregio di essere sullo stesso piano del Consiglio Superiore, Sezione universitaria, proprio per quella disciplina organica e unitaria sulla quale mi sono soffermato poco fa. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma perch\u00e9 occorre la presenza di professori universitari? Non certo per un riguardo verso i professori universitari: \u00e8 perch\u00e9 taluni organi consultivi, o che hanno il governo di una particolare categoria, si orientano per necessit\u00e0 pratiche e, soprattutto per una esigenza di maggiore serenit\u00e0, a chi \u00e8 al di sopra della mischia ed \u00e8, quindi, pi\u00f9 sereno; si giustifica cos\u00ec l\u2019inclusione in questi organi di elementi appartenenti alla medesima amministrazione, ma che si trovano ad un grado pi\u00f9 elevato.<\/p><p>Su questo punto, dovremmo prendere esempio dal Consiglio Superiore della Magistratura: nessun magistrato inferiore \u2013 usiamo questa espressione, anche se non \u00e8 molto rispettabile \u2013 nessun giudice, nessun pretore si \u00e8 mai lamentato che il Consiglio Superiore sia organizzato in modo da essere composto in prevalenza da consiglieri di Cassazione, presidenti di Sezione, ecc.<\/p><p>Perch\u00e9 si ricorre a questo? Perch\u00e9, trattandosi dell\u2019organo che ha il governo di una categoria, di un potere, di una attivit\u00e0 amministrativa, \u00e8 bene che vi sia assicurata la partecipazione degli organi superiori, che hanno esaurito la loro aspirazione di carriera, o hanno aspirazione di altra natura, che hanno larga esperienza, che sono lontani dal conflitto di interessi e che possono, quindi, portare il contributo della loro serenit\u00e0 ed imparzialit\u00e0.<\/p><p>Ed allora, per quanto attiene a questa seconda e terza Sezione \u2013 non mi fermo sugli altri Consigli Superiori perch\u00e9 la loro funzione non \u00e8 caduta sotto la nostra critica e perch\u00e9, d\u2019altra parte, il mio modestissimo, umile contributo in questa discussione vuol portare l\u2019elemento dell\u2019esperienza dei professori universitari e non vorrei invadere campi estranei alla mia esperienza \u2013 per quanto concerne queste sezioni, io devo concludere su questo punto, ed \u00e8 la conclusione quasi finale: noi dobbiamo fermarci alla sostanza. E la sostanza \u00e8 questa: che l\u2019istruzione media, tecnica ed elementare devono pur avere un loro congegno, che, anche se \u00e8 ancora imperfetto, rudimentale, pu\u00f2 essere perfezionato pi\u00f9 o meno rapidamente. Questi due ordini di scuole hanno conquistato gi\u00e0 parzialmente, se non totalmente \u2013 secondo la dimostrazione che io volevo offrire \u2013 il loro autogoverno. Ma, questa espressione \u00e8 ancora imprecisa: hanno conquistato gi\u00e0 la democrazia nella organizzazione dei loro organi consultivi.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un secondo ordine di critiche, che concerne le modalit\u00e0 di applicazione della legge.<\/p><p>Iniziando questo mio intervento, avevo detto che erano due gli ordini di critiche che si proclamavano <em>ex adverso<\/em>: quelle attinenti alla legge riguardo al suo contenuto e critiche concernenti le modalit\u00e0 di applicazione della stessa. Esauriamo, pertanto, questo secondo ordine di critiche, concernenti cio\u00e8 le modalit\u00e0 di applicazione della legge. L\u2019onorevole Parri ha contenuto in questi limiti lo svolgimento e l\u2019interpretazione della mozione; ma, proprio per questa impostazione di una critica tecnica, voi non potete approfittare di questa mozione per scivolare in una critica alla politica scolastica del Governo.<\/p><p>Per rispetto al regolamento stesso, io mi appello alla vostra sensibilit\u00e0 nella discussione; io vorrei che la discussione si riducesse a questo.<\/p><p>La prima critica \u00e8 che la legge \u00e8 stata fatta alla macchia e che di conseguenza \u00e8 mancato quel certo tempo che si deve alla ponderazione necessaria in una decisione di tale natura. Ma questa critica non ha alcun fondamento perch\u00e9, prima che si compissero le formalit\u00e0 per cui la legge fosse perfetta, il Ministro ne ha dato ampia pubblicit\u00e0 attraverso la stampa e attraverso lo stesso <em>Bollettino della pubblica istruzione<\/em>, il quale ha annunciato le elezioni. Non si tratta dunque di cosa fatta alla macchia.<\/p><p>Ma rimane una seconda critica, ed \u00e8 che la brevit\u00e0 del tempo intercorrente tra la pubblicazione della legge e la data fissata per le elezioni non sia da reputarsi sufficiente, cos\u00ec che questa eccessiva angustia di tempo inciderebbe sulla normalit\u00e0 e la sincerit\u00e0 delle elezioni stesse. A me ci\u00f2 pare inesatto; il dibattito su questo punto si \u00e8 in particolar modo soffermato sulla impossibilit\u00e0 di far s\u00ec che, in cos\u00ec ristretto spazio di tempo, si possano delineare le candidature ed orientarsi i pareri dei votanti. Si \u00e8 detto: non crediate che si possa dare, senza la dovuta ponderazione, un voto qualsiasi; bisogna che le candidature si formino, che di esse venga fatta ampia pubblicit\u00e0, bisogna che vi siano delle liste.<\/p><p>Onorevoli colleghi, quando hanno luogo le elezioni politiche, si ode in genere discorrere di lettere che circolano, di nomi, di candidature e qualche volta anche di autocandidature: ma qui non si tratta di elezioni politiche; qui si tratta di una cosa profondamente diversa.<\/p><p>Il giorno 26 ognuno dovr\u00e0 dire, in coscienza, chi sono i tre professori \u2013 per attenerci all\u2019esempio della mia facolt\u00e0, quella di giurisprudenza \u2013 che ritiene i pi\u00f9 degni non solo per l\u2019operosit\u00e0 scientifica, ma anche e in particolar modo per la probit\u00e0 morale (e la probit\u00e0 morale non si accerta davvero nei pochi giorni procedenti alle annunciate elezioni; la probit\u00e0 morale si accetta attraverso mesi ed anni addirittura, si accerta attraverso tutta una vita di studi, tutta una vita di esperienze, di commissioni, di concorso, di insegnamento, di pensiero), quali sono dunque, i tre uomini che non soltanto per la loro competenza scientifica ma, direi, soprattutto per la dirittura morale sono i pi\u00f9 degni di governarci; quali sono i tre uomini, i tre giuristi italiani, che sono i pi\u00f9 degni di disporre del destino delle nostre cattedre, dei concorsi, delle commissioni di docenza, dei nostri trasferimenti da cattedra a cattedra diversa.<\/p><p>Se, dunque, questo \u00e8 l\u2019aspetto negativo raggiunto dalla decisione dell\u2019onorevole Gonella, io credo che sia questo un felice effetto negativo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, perch\u00e9 allora veramente avremo quell\u2019effetto&#8230; negativo rispondente alle aspettative in Italia.<\/p><p>Ma non \u00e8 neppure cos\u00ec, purtroppo, perch\u00e9 da oltre un mese il Ministro ha annunciato le elezioni; e badate che in oltre un mese, attraverso \u2013 e sono lieto che arrivi in questo momento il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni \u2013 il ripristinato funzionamento dei servizi di comunicazione, le liste di candidati possono circolare da un capo all\u2019altro d\u2019Italia in due giorni. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>. <\/em>Ma, ancorch\u00e9, onorevoli colleghi, voi vogliate ritenere che qualche cosa si \u00e8 sacrificato attraverso questo breve spazio di tempo tra la pubblicazione della legge e le elezioni, non vi pare che spetti al Governo e al Ministro di valutare le due esigenze: sacrificare una perfetta, non dico normalit\u00e0, ma una perfetta rispondenza delle elezioni a queste pretese inesistenti esigenze democratiche, o sacrificare gli interessi dell\u2019istruzione pubblica che sono giacenti, che dormono da mesi, forse da qualche anno? In questo conflitto non volete riconoscere la discrezionalit\u00e0 del Governo di poter sacrificare in un momento cos\u00ec delicato della vita del Paese alcune esigenze invece di altre? Si \u00e8 sacrificato tanto, e spesso ingiustamente! Le stesse elezioni del 2 giugno furono precedute soltanto di due mesi dalla pubblicazione del relativo decreto; e se i partiti non avessero preparato in precedenza le liste, si sarebbero forse trovati a disagio per il breve periodo di tempo concesso tra la pubblicazione del decreto e le elezioni. Quante cose sono state affrettate, quante variazioni, quante applicazioni di leggi sono andate in esecuzione, specialmente in materia fiscale attraverso anticipate circolari! Debbo ricordare, ad esempio, che con una circolare si adott\u00f2 l\u2019abolizione della ricchezza mobile per determinate categorie di lavoratori?<\/p><p>Ora, in un momento delicato come questo, cos\u00ec grave per l\u2019urgenza della ricostruzione, che cosa significa sacrificare qualche piccolo dettaglio, quando la sostanza pu\u00f2 essere salva?<\/p><p>Altra critica: la difficolt\u00e0 di partecipare alle elezioni. Su questo punto, credo di poter affermare che il congegno, che non solo si trova in quell\u2019ordinanza ministeriale cos\u00ec criticata, ma che \u00e8 stato esposto anche dal Ministro, sia cos\u00ec perfetto, anzi, direi, largo da consentire a chiunque la massima comodit\u00e0 di votazione, implicando solo il fastidio per il votante di recarsi da casa sua ad una qualsiasi scuola che si trovi nelle vicinanze.<\/p><p>Obbligatoriet\u00e0 del voto. Ma si pu\u00f2 dire fondatamente, seriamente, che in quell\u2019ordinanza si parli di obbligatoriet\u00e0 del voto? Quando il Ministro si \u00e8 limitato a richiamare ciascuno a questo dovere morale? Questo rientra anzitutto nei doveri del Ministro fra cui vi \u00e8 quello di attivare lo spirito democratico in un Paese che esce da un regime dittatoriale. Voi dovreste apprezzare un Ministro (<em>Commenti a sinistra<\/em>) che dopo venticinque anni di dittatura nella scuola, quando nessuno di voi ha votato, ma ha dovuto subire i diversi organi, vuole risvegliare questa coscienza democratica; per quanto io sia convinto che la nobile categoria di elettori ai quali egli si rivolgeva, si senta cos\u00ec degna della sua responsabilit\u00e0, da non sentire il bisogno di essere sollecitata dal Ministro. Ma, comunque, una sollecitazione del Ministro ad un risveglio dell\u2019attivit\u00e0 in questo senso, richiamare cio\u00e8 la necessit\u00e0 morale, richiamare il senso di responsabilit\u00e0 e la coscienza di ciascuno a partecipare alla formazione degli organi preposti alla vita della propria amministrazione, \u00e8 un atto che va elogiato e non criticato.<\/p><p>E qual \u00e8 la sanzione? Segnalare quelli che non partecipano; ed il Ministro \u00e8 forse in grado di esibire una cartella che riguarda l\u2019attivit\u00e0 di ogni singolo professore, in cui si segnano perfino le assenze dalle lezioni. Non volete che l\u2019assenza dal voto possa essere messa alla pari almeno con l\u2019assenza dalle elezioni? (<em>Commenti \u2013 Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Altro che morale! Voi sapete che difendete una causa ingiusta! (<em>Rumori al centro \u2013 Interruzione del deputato Coccia<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 immorale! E dico il mio pensiero, piaccia o non piaccia!<\/p><p>LEONE GIOVANNI. Io vorrei che l\u2019onorevole Tonello si rendesse conto che certi atteggiamenti, se sono utili dal punto di vista elettorale, in questa Assemblea non hanno nessuna risonanza (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Nessun atteggiamento elettorale! Non si deve speculare sulla moralit\u00e0! (<em>Proteste al centro \u2013 Interruzione del deputato Coccia<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LEONE GIOVANNI. Comunque, onorevoli colleghi, questo punto della cosiddetta obbligatoriet\u00e0 del voto \u00e8 un punto sul quale voi potete esprimere un giudizio, giudizio che significher\u00e0 per il Ministro segnalazione a non applicare quelle che voi chiamate sanzioni. Ma non importa, quel punto, rinvio delle elezioni, perch\u00e9 se quelle che voi chiamate sanzioni dovessero operare opererebbero dopo le elezioni. E allora l\u2019Assemblea ha diritto su un\u2019ordinanza o circolare ministeriale di esprimere un\u2019opinione e pu\u00f2 anche dire: noi riteniamo che sia stato mal fatto segnalare gli assenti alle elezioni. Ma questo non importa il rinvio delle elezioni. Vuol dire che il Ministro si asterr\u00e0 dal tener conto delle segnalazioni, quelle che voi chiamate sanzioni. E allora, onorevoli colleghi, la situazione \u00e8 questa: (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Speravo per lo meno che, essendo uno dei deputati pi\u00f9 contenuti nell\u2019alzarsi a parlare, potessi avere la tolleranza dei colleghi.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ne ha abusato!<\/p><p>LEONE GIOVANNI. La situazione \u00e8 questa, onorevoli colleghi: richiamare in vita il procedente Consiglio Superiore. Oggi, ancorch\u00e9 il Ministro volesse attuare quello che non ha creduto opportuno di attuare \u2013 un invito a ritirare le dimissioni \u2013 un rinvio delle elezioni non \u00e8 possibile, perch\u00e9, essendo entrata in vigore la legge di cui andiamo discutendo, questa legge nell\u2019articolo 25 porta l\u2019abrogazione espressa (che \u00e8 inutile perch\u00e9 l\u2019abrogazione \u00e8 implicita) della legislazione precedente. Il Ministro, se volesse attuare quell\u2019invito che non ha creduto di attuare, non lo potrebbe; e quindi, anche se rinviasse le elezioni (\u00e8 bene che questo sia tenuto presente ai fini della responsabilit\u00e0 che andiamo assumendo di fronte alla scuola) il Consiglio Superiore non potrebbe esistere.<\/p><p>E allora che cosa potrebbe fare il Ministro? Ecco un punto veramente importante che non \u00e8 stato finora eccessivamente preso in considerazione da voi. Il Ministro aveva un solo potere: potere prima della legge della quale stiamo discutendo; avrebbe potuto (se la legge precedente non fosse stata abrogata con quella di cui discutiamo) sostituire i 23 membri dimissionari con altri 23 membri di sua nomina. E allora, di fronte a questa alternativa, io ho il diritto di domandare: di fronte a questo problema, anche politico, un Ministro, che dovendo scegliere fra due strade: ricomporre, rinsanguare il Consiglio Superiore con la nomina diretta e quindi con la possibilit\u00e0 di essere accusato di aver preso 23 amici o quasi amici; o invece affrettare con una legge che pu\u00f2 essere imperfetta ma che ripristina il principio democratico (le elezioni del Consiglio Superiore), sceglie la prima; osate voi deplorarlo? \u00c8 su questo che dovete giudicare, onorevoli colleghi. Se avesse sostituito i ventitr\u00e9 membri immediatamente, la vita universitaria sarebbe rifluita, sarebbe ritornata nel suo corso normale; i professori non attenderebbero da un anno i trasferimenti da una cattedra all\u2019altra; le buste dei concorsi non starebbero giacenti in una cassaforte del Ministero; le libere docenze, che non sono state ancora riprese dopo la liberazione, non starebbero a dormire; la revisione dei concorsi, per cui multi studiosi attendono un atto di riparazione da tre anni, non sarebbe ulteriormente sospesa. Ed ancora altri settori non sarebbero rimasti paralizzati: le riforme di statuti; cattedre da sopprimere perch\u00e9 di impronta fascista; cattedre da istituire perch\u00e9 di impronta democratica: e, infine, il Consiglio Superiore sarebbe sopravvissuto con 23 membri di fiducia del Governo. Questo egli si \u00e8 rifiutato di fare. Se ci\u00f2 \u00e8 vero, io, terminando, ho il diritto di dirvi (specie a voi colleghi di sinistra che vi siete scagliati contro l\u2019operato del Ministro): se siete pensosi della scuola \u2013 come non vorrei dubitare \u2013 ed insieme entusiasti del ripristino del metodo democratico, che noi avremmo dovuto presagire, lungi dal tentativo di rinvio, la facilitazione di questo primo esperimento di costituzione degli organi consultivi democratici, elettivi della scuola. La democrazia, in un Paese che ne \u00e8 rimasto privo per oltre venti anni, non si restaura d\u2019incanto: essa procede per gradi e, provando e riprovando, approda a quelle sponde della perfezione e dell\u2019armonia, che sono nella nostra unanime aspirazione. Ci saremmo attesi, dopo un esperimento di Consiglio Superiore di nomina ministeriale, sia pure in persone di rispettabili maestri, che un provvedimento legislativo, il quale attuava una ricostruzione del Consiglio Superiore, a larga base elettiva, e che dopo moltissimi anni ripristinava una Sezione per l\u2019insegnamento medio ed una sezione per l\u2019insegnamento elementare, riconoscendo cos\u00ec a questi due settori dell\u2019insegnamento il prestigio e la dignit\u00e0 che loro spettano; ci saremmo attesi che questo provvedimento, che costituisce un notevole passo sulla difficile via della ricostruzione dell\u2019amministrazione statale, avesse placato le nostre e le vostre ansie verso quella giustizia nell\u2019amministrazione che si realizza soprattutto mediante organi consultivi ed elettivi. \u00c8 amaro per noi assistere a questo schieramento. Le dimissioni del Consiglio Superiore potevano rispondere a questa alternativa: o sostituire i membri dimissionari o accelerare le elezioni del nuovo Consiglio Superiore, anche perch\u00e9 quello dimissionario non avrebbe potuto prorogare la sua vita oltre il 15 ottobre 1947.<\/p><p>Fra un atto di autorit\u00e0 per la sostituzione di molti membri dimissionari \u2013 senza dubbio legittimo, ma forse inopportuno e facilmente criticabile \u2013 e una iniziativa di ricostituzione democratica dell\u2019organo, il Ministro ha scelto la seconda strada.<\/p><p>Nella legge vi potranno essere incongruenze e difficolt\u00e0 pratiche, ma il danno non sar\u00e0 grave. A parte la possibilit\u00e0 che la correttezza di un Ministro, e soprattutto il controllo parlamentare, potranno perfezionare la legge, non \u00e8 da dimenticare che il prossimo Parlamento, il quale sar\u00e0 certamente in funzione fra non molto, avr\u00e0 i pi\u00f9 ampi poteri di apportare le rettifiche e gli emendamenti necessari. Tutto questo \u00e8 dettaglio. La verit\u00e0, che nessun avversario e nessun artificio di propaganda potr\u00e0 oscurare, resta chiara ed \u00e8 che l\u2019operato dell\u2019onorevole Gonolla risponde a un senso di indiscutibile correttezza e soprattutto di democrazia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Croce. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CROCE. Tra i motivi per i quali \u00e8 stata fissata nella tornata antimeridiana la discussione di questa mozione, \u00e8 stato detto che un deputato pi\u00f9 che ottantenne desiderava esservi presente e non avrebbe potuto in una seduta notturna. Tale motivo era bens\u00ec gentile nell\u2019intenzione, ma inopportuno politicamente, come \u00e8 stato notato da altro pi\u00f9 rigoroso osservatore delle buone norme, e io mi associo a lui.<\/p><p>Ora, venendo al motivo per il quale prendo la parola dir\u00f2 quale questo sia. Sono stato anch\u2019io al posto che ora occupa l\u2019onorevole Gonella, e proprio quando il Partito cattolico o popolare fece la sua prima e grande entrata nel Parlamento italiano. Liberale e laico e gi\u00e0 autore di quella filosofia che a tutti era nota e la Chiesa non aveva creduto allora conveniente di innalzare all\u2019onore dell\u2019indice, io riuscii molto gradito ai cattolici per la mia connaturata imparzialit\u00e0.<\/p><p>Ricordo una discussione con uno dei loro uomini pi\u00f9 autorevoli, di poi senatore, intorno a certe richieste delle scuole confessionali, nella quale io gli dimostrai il punto in cui dovevo fermarmi, e il bravo uomo, persuaso, si lev\u00f2 e si accomiat\u00f2 dicendomi; <em>ab amicis justa petamus.<\/em> Ricordo che Don Sturzo, che tanto bene starebbe ora in questa Aula, quando accadde la crisi del Ministero Giolitti, venne da me a dirmi che il Partito popolare avrebbe puntato sul mio nome per la nuova combinazione, e io gli feci osservare, ridendo, che egli aveva dimenticato che io ero un liberale! Memorie di tempi lontani. E se nelle crisi dei nostri giorni deprecai che il Ministero dell\u2019istruzione fosse occupato dai democristiani, \u00e8 tra l\u2019altro perch\u00e9 io temevo gli effetti della lunga brama e della lunga astensione, e gli eccessi e le prepotenze che ne sarebbero seguiti.<\/p><p>Ci\u00f2 purtroppo \u00e8 accaduto e l\u2019onorevole Gonella, del quale pregio l\u2019ingegno e che sono dolente di dover criticare, ricordevole della molta cortesia di cui m\u2019ha dato prove, ha troppo fatto nell\u2019interesse della sua parte e ha suscitato molto scontento e opposizione negli animi. Di ci\u00f2 \u00e8 prova il suo contegno verso i deliberati pareri del Consiglio Superiore dell\u2019istruzione, che anche uomini insigni della sua parte hanno deplorato, e sul quale io non mi distender\u00f2, bench\u00e9 potrei illustrarlo con qualche esempio assai efficace. E, per di pi\u00f9, egli ha adottato un metodo, che dir\u00f2 imperatorio nel sentimento e precipitoso nell\u2019esecuzione; e anche di questo \u00e8 prova la riforma del Consiglio Superiore, alla quale ha avuto un anno intero per pensare e che ha attuato con un decreto urgentissimo, togliendo all\u2019Assemblea il respiro per esaminarlo e criticarlo ed emendarlo.<\/p><p>Ier l\u2019altro mi si \u00e8 detto che con un simile decreto \u00e8 stato provveduto al patronato scolastico: un\u2019istituzione che fu gi\u00e0 fatta da me nel 1920, con una semplice circolare, perch\u00e9 cos\u00ec come l\u2019avevo formata non costava niente allo Stato, non richiedeva nuovi impiegati, e contava sull\u2019interessamento e concorso delle famiglie degli alunni abbienti, che si manifest\u00f2 molto largo e volenteroso.<\/p><p>Non ho avuto mai il proposito di diventare il critico dell\u2019opera dell\u2019onorevole Gonella, per la pratica ragione che altri e pi\u00f9 dolorosi problemi mi occuparono e che mi mancava il tempo e la forza per questo particolare lavoro, che spettava a pi\u00f9 giovani e pi\u00f9 alacri colleghi. Ma nell\u2019occasione che mi si \u00e8 ora presentata ho sentito il dovere di stare accanto ad essi e unirmi alle loro ben ragionevoli richieste, con la speranza che l\u2019onorevole Gonella finisca con l\u2019accettarle, reprimendo in s\u00e9 il naturale impulso che porta a ostinarsi per impegno di amor proprio, il quale in questo caso (l\u2019amico Nitti ama celiare sulle parole della Chiesa che mi suonano sovente sulla labbra) sarebbe un atto di superbia e, sotto colore della fermezza da dimostrare, una suggestione del Maligno. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Di Fausto. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI FAUSTO. Essendo fra i pochissimi in questa Assemblea interessato ai problemi dell\u2019arte, io non posso non fare un accenno al Consiglio Superiore delle belle arti, riportandomi anche a precedenti dichiarazioni. Particolarmente mi riferisco alle dichiarazioni fatte il 4 giugno, quando tentai di sottrarre dopo le \u00abAntichit\u00e0 e Belle Arti\u00bb anche la \u00abUrbanistica\u00bb dall\u2019ingerenza delle Regioni.<\/p><p>In quella occasione deplorai la mancata creazione di quell\u2019organismo autonomo che, in piena emergenza, dopo le gravi ferite inferte dalla guerra, avrebbe dovuto presiedere con visione unitaria ed organica, a tutte le attivit\u00e0 artistiche ed alle enormi necessit\u00e0 della ricostruzione. Mi ridussi ad invocare in quella occasione la pi\u00f9 sollecita ricostituzione del Consiglio Superiore delle belle arti, supremo organo tecnico consultivo, al quale solamente possono essere deferiti i gravissimi problemi che interessi contrastanti potrebbero compromettere irrimediabilmente.<\/p><p>Esemplificai, fra i tanti temi in attesa di esame, le questioni relative al Palazzo della Ragione a Ferrara, al Palazzo dei Tribunali a Vicenza, all\u2019ex Palazzo Reale di Milano, al restauro dei Duomo di Modena, al grattacielo sul mare di Napoli, alle Mura Urbane di Piacenza, alla ricostruzione del Ponte di mezzo e dei quartieri interni di Pisa, alla ricostruzione dei Borghi intorno al Ponte Vecchio di Firenze.<\/p><p>Sorvolai sui problemi peculiari di Roma che avevo trattati precedentemente, ma non potei non denunciare la minaccia che sia infirmato il vincolo panoramico che tutela la suggestione dell\u2019Appia antica.<\/p><p>Illustrai infine la minaccia che grava sulla Basilica di San Marco. Ma questa Assemblea, che dedic\u00f2 una intera settimana a discutere sulla formula di giuramento di fedelt\u00e0 alla Repubblica, non trover\u00e0 certo una mattinata da dedicare a questi pi\u00f9 veri e pi\u00f9 alti problemi di interesse nazionale e internazionale.<\/p><p>Esigenze \u2013 queste da me denunciate \u2013 che superano qualunque critica e qualunque polemica.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 fui indotto a sollecitare ed a scongiurare che fosse ricostituito senza ulteriore indugio il Consiglio Superiore delle belle arti.<\/p><p>Sono pertanto sodisfatto di constatare che questo problema sia finalmente all\u2019ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Rivera. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RIVERA. Onorevoli colleghi, non avrei preso la parola in questa discussione se da pi\u00f9 parti e, questa mattina stessa, da alcuni colleghi della Facolt\u00e0 di scienze dell\u2019Universit\u00e0 di Roma riunita in Commissione di laurea, non mi fosse stata confidata una loro vivissima preoccupazione di andare incontro, a causa di questa discussione, ad un ulteriore prolungamento della loro attesa. Io parlo dunque a nome dei colleghi meno anziani, giacch\u00e9 per quelli pi\u00f9 anziani il problema \u00e8 diverso.<\/p><p>Per i primi questo problema \u00e8 divenuto angustiante ed assillante: si tratta in molti casi di persone che hanno superato la quarantina, di specialisti che hanno trascorso una vita a studiare, chiusi nell\u2019Universit\u00e0, a cercare di far progredire la scienza.<\/p><p>Qui si sono discusse eleganti tesi giuridiche, si sono fatte acute disamine di competenze, raffinate valutazioni di poteri, ma nella discussione \u00e8 rimasto dimenticato l\u2019interesse massimo che noi dovremmo curare e tutelare, quello dell\u2019alta cultura, delle Universit\u00e0 e, per queste, degli insegnati universitari.<\/p><p>La parte migliore e pi\u00f9 meritevole di questi \u00e8, come gi\u00e0 detto, impressionata della possibilit\u00e0 di un rinvio, che pu\u00f2 significare per loro l\u2019oscurarsi della speranza di poter presto salire la cattedra di quella disciplina per la quale hanno lavorato per decenni e della quale si sono resi ormai talora altamente benemeriti. Si tratta di diecine di colleghi che ci ostiniamo a chiamar giovani, anche se ultra quarantenni, i quali hanno sopportato in questo ventennio l\u2019amara martellatura di concorsi non indetti o peggio male eseguiti.<\/p><p>Accenner\u00f2 ad un episodio, che ho vissuto, perch\u00e9 riguarda un mio allievo.<\/p><p>Si fa un concorso per cattedra universitaria: Presidente della Commissione \u00e8 un senatore fascista e questi, con pugni sul tavolo e mezze parole di colore oscuro, impone la soluzione seguente al concorso: una parte dei concorrenti \u00e8 idonea scientificamente, ma non didatticamente, un\u2019altra parte \u00e8 idonea didatticamente, ma non scientificamente. Io non ho mai capito come una persona non idonea scientificamente, cio\u00e8 non sufficientemente preparata, possa efficacemente insegnare, cio\u00e8 essere un didatta idoneo, come non ho mai capito come possa una Commissione, che neppure forse conosceva la faccia dei candidati, tutti liberi docenti, giudicare di inidoneit\u00e0 didattica persone non messe alla prova.<\/p><p>Questo arbitrio, evidente per l\u2019assurdo logico attraverso il quale \u00e8 stato perpetrato, e con cos\u00ec poca graziosit\u00e0, a carico di una schiera di una diecina di giovani, che sono poi rimasti per dodici o quattordici anni ad aspettare che queste cattedre di cui erano evidentemente degni, almeno in parte venissero finalmente loro concesse subito dopo la caduta del fascismo, \u00e8 uno dei tanti che la originalit\u00e0 del fascismo ha saputo escogitare. Ad alcuni di questi candidati si chiudevano le porte in faccia quali \u00absospetti\u00bb ad occhi fascisti in quanto, non si crederebbe, discepoli di persone non in odore di santit\u00e0 presso il partito fascista. Questo \u00e8 uno degli esempi; ve ne sono tanti altri del genere, o diversi.<\/p><p>Orbene, nell\u2019ambiente universitario si invoca solo che agli insegnanti universitari sia lasciata libert\u00e0 di fare. Oggi sono indette delle elezioni ed ad essi poco importa se perfetta sia la forma giuridica escogitata, perch\u00e9 esprimano con la scheda il loro pensiero. Gli insegnanti universitari intendono di essere tutori di se stessi, ci dispensano volentieri dal compito di far noi da tutori alle scienze ed ai cultori di scienza.<\/p><p>Esistono delle liste, che circolano \u00e8 vero, ma personalmente ho fatto esperimento, parlandone con colleghi di varie Universit\u00e0, che nessuna \u00e8 di gradimento, sicch\u00e9 succeder\u00e0 che saranno nominate al Consiglio Superiore della pubblica istruzione le personalit\u00e0 pi\u00f9 degne del mondo universitario. Non \u00e8 dunque gradita questa nostra premurosa tutela fatta di argomentazioni giuridiche pi\u00f9 o meno valide e perci\u00f2 lasciamo che le nomine i professori universitari le facciano a loro piacimento.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una preoccupazione nelle parole che ha pronunciato qualcuno di quella parte (<em>Accenna<\/em> <em>a<\/em> <em>sinistra<\/em>): quella di far tornare al Consiglio Superiore quelle stesse persone che facevano parte del Consiglio Superiore dimissionario. Ebbene, io vi dico: se i professori universitari italiani hanno per quelle persone questa stessa predilezione dei colleghi che questo ci hanno fatto capire, essi hanno il modo, votando nomi dei vecchi componenti dei Consiglio Superiore di riporli sull\u2019antico scanno: ci\u00f2 attraverso la scheda che loro si offre.<\/p><p>Ma la cosa che importa, l\u2019interesse dell\u2019Universit\u00e0 \u00e8 quella di coprire le cattedre al pi\u00f9 presto possibile. Io vi chiedo che lasciate che i nostri docenti votino come essi credono affinch\u00e9 sia accelerato il completamento dei quadri delle nostre Universit\u00e0. Questo mi sembra il problema essenziale e se qualche valore ha la mia voce, essa vuole farsi interprete del desiderio di questi studiosi, non pi\u00f9 giovani, che hanno atteso tanto tempo. Questa \u00e8 la preghiera che io porto, a loro nome, all\u2019Assemblea Costituente oggi, che lasciate che abbia libero sviluppo questa votazione, onde siano degnamente e presto riempiti i quadri della nostra alta cultura con coloro che sono capaci di dar lustro alla scienza e, attraverso quella, di dar lustro all\u2019Italia. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Hanno atteso tanti anni con la tessera fascista in tasca e possono aspettare ancora!<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione.<\/p><p>GONELLA. <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Ringrazio vivamente coloro che sono intervenuti in questo dibattito e particolarmente l\u2019onorevole Leone, che ha esposto in maniera cos\u00ec precisa i motivi sui quali, gi\u00e0 nel corso di due interpellanze, ho avuto occasione di intrattenermi.<\/p><p>Purtroppo oggi non avrei che da ripetermi per la maggior parte delle argomentazioni.<\/p><p>Sono grato anche all\u2019onorevole Parri di aver portata la discussione in una sfera pi\u00f9 alta di serenit\u00e0, che particolarmente conferisce alla trattazione dei temi scolastici e di tutti i problemi che riguardano la dignit\u00e0 della scuola.<\/p><p>Il Governo non ha nulla da aggiungere a quello che ha sostenuto ed il suo punto di vista in rapporto a questa mozione \u00e8 il seguente: il Governo si rimette a quello che sar\u00e0 il voto della maggioranza dell\u2019Assemblea e far\u00e0 suo il voto della maggioranza dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Parri, a norma del regolamento, ella ha ancora diritto di parlare. Vuole usufruire di questo suo diritto?<\/p><p>PARRI. Vorrei rispondere al Ministro Gonella ed ai colleghi della Democrazia cristiana che le argomentazioni addotte dall\u2019onorevole Leone, se costituiscono un\u2019arringa degna della sua fama, non hanno potuto avere nessun potere persuasivo su di noi, perch\u00e9 esse hanno girato intorno al nocciolo dell\u2019argomento ed alla sostanza della controversia.<\/p><p>Se lei, onorevole Ministro, si rimette al parere dell\u2019Assemblea per cercare di sollecitare un atto da risolvere nel miglior modo e di trovare degli espedienti che possano tener conto della situazione che ha prospettato qui il professore Rivera, noi saremmo disposti ad omettere alcuni \u00abconsiderando\u00bb della nostra mozione, cio\u00e8 quelli che possono sembrare una presa di posizione contro di lei, contro il suo Ministero e contro la sua politica scolastica, mantenendo l\u2019invito a sospendere l\u2019esecuzione del provvedimento e insistendo nel sottoporre il nuovo ordinamento all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>PRESIDENTE. Si passa allora alla votazione della mozione, dato che l\u2019onorevole Parri ha dichiarato di conservarla.<\/p><p>PARRI. La mozione \u00e8 subordinata ad una risposta del Ministro; potrebbe cio\u00e8 essere resa non necessaria solo con l\u2019accettazione sostanziale delle nostre richieste. Mancando tale risposta, la conservo, modificandola nei seguenti termini:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente invita il Governo a sospendere l\u2019esecuzione del provvedimento relativo alla ricostituzione del Consiglio Superiore della pubblica istruzione ed alle relative elezioni;<\/p><p>\u00aba risolvere la vertenza con l\u2019attuale Consiglio Superiore della pubblica istruzione, ed a sottoporre il nuovo ordinamento all\u2019Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea che su questa mozione \u00e8 stata chiesta la votazione per appello nominale dagli onorevoli Mazza, Leone Giovanni, Mattarella, Numeroso, Marconi, Pat, Medi, Galati, Moro, Benvenuti. D\u2019altra parte, gli onorevoli Fiorentino, Pistoia, Carpano Maglioli, Proti, Grilli, Cartia, Lombardi Riccardo, Foa, Binni, Filippini, Malagugini, Mariani Enrico, Morandi, Dugoni, Lussu, Codignola, Ghidini, Bernini, Vernocchi, Fioritto, Zanardi, Caporali, Bocconi, Rossi Paolo, Merighi, Faccio, Jacometti, Fornara, Giua e Cacciatore hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>A termini di Regolamento ha prevalenza la richiesta di votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sulla mozione dell\u2019onorevole Parri.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 412<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 207<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 218<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 194<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva \u2013 Applausi a sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Dimissioni! dimissioni!<\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Barbini \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bassano \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchi Costantino \u2013 Bianchini Laura \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caiati \u2013 Calamandrei \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Canevari \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Caprani \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Carmagnola \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cortese \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Croce.<\/p><p>D\u2019Amico Michele \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Falco \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fognagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacini \u2013 Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo \u2013 Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sardiello \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Secchia \u2013 Segala \u2013 Selvaggi \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tumminelli \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Vanoni \u2013 Vernocchi \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vigorelli \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zagari \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Ambrosini.<\/p><p>Bellavista.<\/p><p>Fedeli Aldo \u2013 Ferrarese.<\/p><p>Galioto.<\/p><p>Lombardo Ivan Matteo.<\/p><p>Pignatari.<\/p><p>Raimondi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Saragat.<\/p><p>Zotta.<\/p><p>PRESIDENTE. Rinvio il Seguito dello svolgimento dell\u2019ordine del giorno alla prossima seduta antimeridiana.<\/p><p>La seduta termina alle 12.50.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CXCIX. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 24 LUGLIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Svolgimento di una mozione: Farri Foa Leone Giovanni Croce Di Fausto Rivera Gonella Presidente Votazione segreta: Presidente Risultato della votazione segreta: Presidente La seduta comincia alle 10. MAZZA, ff. Segretario, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2181,2085,2175,2196,2315,2220","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[53,7],"tags":[],"post_folder":[52],"class_list":["post-2048","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-07","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2048"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6797,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2048\/revisions\/6797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2048"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}