{"id":2046,"date":"2023-09-10T22:27:35","date_gmt":"2023-09-10T20:27:35","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2046"},"modified":"2023-10-21T21:34:43","modified_gmt":"2023-10-21T19:34:43","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-23-luglio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2046","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 23 LUGLIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2046\" class=\"elementor elementor-2046\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-03233e6 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"03233e6\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-e4224b8\" data-id=\"e4224b8\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2eda4f9 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2eda4f9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470723_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a4edd8d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a4edd8d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CXCVIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 23 LUGLIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Verifica di poteri:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Cappi<\/p><p>Corbino<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Rescigno<\/p><p>Carbonari<\/p><p>La Malfa, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Bonomi Paolo<\/p><p>Bertone<\/p><p>Uberti<\/p><p>Vigorelli<\/p><p>Clerici<\/p><p>Crispo<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Cannizzo<\/p><p>Castelli Edgardo<\/p><p>Micheli<\/p><p>Dugoni<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Pesenti<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Einaudi, <em>Vice Presidente del Consiglio<\/em> <em>dei Ministri, Ministro del bilancio<\/em><\/p><p>Valiani<\/p><p><strong>Sulla fissazione dell\u2019ordine del giorno:<\/strong><\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei<\/em> <em>Ministri<\/em><\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele<\/p><p>Presidente<\/p><p>Canepa<\/p><p>Giannini<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Valiani<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Crispo<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Nenni<\/p><p>Selvaggi<\/p><p>Labriola<\/p><p><strong>Votazione nominale:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione nominale:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine dei lavori:<\/strong><\/p><p>Codignola<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Croce<\/p><p>Presidente<\/p><p>Selvaggi<\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Malagugini<\/p><p>La Malfa<\/p><p><strong>Interpellanze e interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Pertini<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Targetti<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia allo 17.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Verifica di poteri.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni, nella riunione odierna, ha verificato non essere contestabili le elezioni dei deputati:<\/p><p>Enrico Carboni, per la circoscrizione di Cagliari (XXXI), lista del Partito democratico cristiano;<\/p><p>Eliseo Giovanni Magrassi, per il Collegio unico nazionale, lista del Partito repubblicano italiano;<\/p><p>e, concorrendo negli eletti i requisiti previsti dalla legge elettorale, ne ha dichiarata valida l\u2019elezione.<\/p><p>Do atto alla Giunta di questa sua comunicazione e, salvi i casi di incompatibilit\u00e0 preesistenti e non conosciuti sino a questo momento, dichiaro convalidate queste elezioni.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione sul disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio.<\/p><p>Come l\u2019Assemblea ricorda, abbiamo stamane rinviato i nostri lavori con l\u2019intesa che tra Governo, Commissione ed i vari proponenti di emendamenti all\u2019articolo 72 si cercasse di giungere ad una formulazione concordata. Comunico che l\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto con la proposta di un emendamento cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere dopo il primo comma:<\/em><\/p><p>\u00abQuando l\u2019imponibile non supera le lire 400.000, fermo restando l\u2019obbligo di pagamento delle rate di giugno e agosto 1947, l\u2019imposta rimanente \u00e8 riscossa in sedici rate uguali fino all\u2019aprile 1950.<\/p><p>\u00abPer le Opere pie, gli Istituti ed enti di beneficenza od assistenza legalmente costituiti e riconosciuti, gli Istituti di istruzione, i Corpi scientifici, le Accademie e Societ\u00e0 storiche, letterarie, scientifiche, aventi scopi esclusivamente culturali, gli enti il cui fine \u00e8 equiparato, a norma dell\u2019articolo 29, lettera <em>h<\/em>) del Concordato, ai fini di beneficenza e di istruzione, le partecipanze ed universit\u00e0 agrarie, il pagamento dell\u2019imposta \u00e8 fissato in trenta rate uguali fino all\u2019aprile 1952\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere al quarto comma del testo governativo:<\/em><\/p><p><em>\u00ab<\/em>L\u2019abbuono \u00e8 del 15 per cento, quando l\u2019imponibile non superi le lire 400.000, e del 20 per cento per le Opere pie e gli altri enti di cui al terzo comma\u00bb.<\/p><p>CAPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Onorevoli colleghi, mi dispiace di non poter concordare col nuovo testo, che si dice concordato.<\/p><p>PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cappi, fa una dichiarazione di voto?<\/p><p>CAPPI. Non ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Non posso insistere sul mio emendamento?<\/p><p>PRESIDENTE. No, se lei ritira il suo emendamento ha cinque minuti per potere dichiarare le ragioni per cui lo ritira. Altrimenti non posso darle la parola, se non per una dichiarazione di voto.<\/p><p>CAPPI. Far\u00f2 allora una dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Non posso votare l\u2019emendamento proposto dal Governo. Non lo posso votare perch\u00e9 (non vorrei usare parole grosse) il votarlo, da parte mia e da parte di coloro che hanno aderito al mio emendamento, sarebbe una mancanza di lealt\u00e0. Non trovo altra parola. Perch\u00e9 ieri sera io e coloro che hanno aderito al mio emendamento \u2013 il quale proponeva una notevole rateazione a favore dei piccoli proprietari \u2013 abbiamo votato contro l\u2019emendamento Scoccimarro-Pesenti, dichiarando che era per\u00f2 anche nel nostro intendimento venire incontro alla piccola propriet\u00e0. Solo che differivamo nel modo; e abbiamo detto che eravamo contrari all\u2019esenzione, ma eravamo favorevoli ad una notevole rateazione che facilitasse il pagamento da parte dei piccoli proprietari.<\/p><p>Aggiungo che il Governo, pur senza fare cifre, ieri sera aveva detto di essere sulla stessa linea, cio\u00e8 di essere disposto a concedere notevoli rateazioni.<\/p><p>Nell\u2019adunanza di stamane, prima che si riprendesse la seduta, io avevo moderato i termini del mio emendamento e avevo aderito a portare a cinque anni, invece di dieci, la rateazione per le opere pie e gli enti morali, avevo aderito a portare a tre anni, invece di cinque, la rateazione per i piccoli patrimoni e a diminuire il limite imponibile da un milione e mezzo ad un milione.<\/p><p>Francamente, se io dovessi aderire ad un emendamento, il quale \u00e8 pressoch\u00e9 irrisorio nei vantaggi che concede alla piccola propriet\u00e0 \u2013 perch\u00e9 porta il termine di pagamento da un anno e qualche cosa a sedici mesi ed il minimo imponibile da 1.500.000 lire a 400.000 \u2013 mancherei a quello che \u00e8 un mio profondo convincimento e potrei essere accusato di poca lealt\u00e0 da parte di coloro (l\u2019onorevole Scoccimarro, l\u2019onorevole Pesenti ed altri) che avevano aderito al mio emendamento.<\/p><p>Per queste ragioni sono contrario all\u2019emendamento proposto dal Governo e mantengo il mio.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Dichiaro che voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento concordato dalla Commissione con alcuni dei presentatori. Voter\u00f2 a favore, perch\u00e9 giudico che la formula \u2013 per quanto sia lontana dalle speranze che potevano essere nate in altri presentatori di emendamenti per cifre pi\u00f9 alte \u2013 risponda a quel principio di venire incontro alle categorie che meno possono oggi affrontare il pagamento dell\u2019imposta decennale.<\/p><p>In corrispettivo, rinuncio anche per parte mia a sostenere l\u2019elevazione del minimo imponibile da 3 a 5 milioni, in quanto ritengo che gli oneri che i contribuenti sono chiamati ad assolvere con questa legge, con i temperamenti che sono stati gi\u00e0 introdotti, specialmente in materia di accertamento di valori, rispondano alla possibilit\u00e0 di sopportazione della pi\u00f9 larga parte di essi. Vi possono essere delle piccolissime frazioni della massa dei contribuenti che per ragioni di carattere personale o contingente non saranno in condizioni di pagare questa imposta, come non possono pagare nemmeno le altre. Da che mondo \u00e8 mondo vi sono stati sempre dei contribuenti che non hanno potuto pagare l\u2019imposta; n\u00e9 abbiamo noi sentito la necessit\u00e0 di turbare il normale assetto del sistema tributario per venire incontro a questi casi di carattere particolare.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Dichiaro, a nome del gruppo comunista, che noi voteremo per l\u2019emendamento Cappi il quale, bench\u00e9 non risponda a tutte le esigenze espresse dal nostro emendamento, fra tutti gli altri \u00e8 ancora il migliore, a nostro modo di vedere, che si presenta alla nostra votazione; ed \u00e8 quello che pi\u00f9 si avvicina a quelle che secondo noi sono le esigenze di difesa dei piccoli patrimoni.<\/p><p>RESCIGNO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RESCIGNO. Ritiro il mio emendamento per aderire a quello dell\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>CARBONARI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARBONARI. Dichiaro di associarmi all\u2019emendamento Cappi.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Io ho gi\u00e0 detto troppo in materia: aggiunger\u00f2 semplicemente che l\u2019accettazione dell\u2019emendamento Cappi toglie ogni significato all\u2019imposta straordinaria proporzionale.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Devo associarmi all\u2019onorevole Relatore nel pregare l\u2019Assemblea di misurare la portata dell\u2019emendamento Cappi. Io ho l\u2019impressione che si sia molto al di l\u00e0 di quella zona opinabile in cui si cerca il limite della giusta difesa dei piccoli proprietari. La Commissione, il Governo e diversi presentatori di emendamenti avevano ritenuto di trovare questo limite nelle 400.000 lire di valore accertato ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947; che significa, in linea di valori attuali, una cifra che oscilla fra il milione ed il milione e mezzo. Io vorrei pregare che in questo momento, davanti alla possibilit\u00e0 di uno schieramento dell\u2019Assemblea favorevole ad un emendamento che tanto si sposta da quello concordato fra il Governo e la Commissione, vorrei pregare \u2013 ripeto \u2013 l\u2019onorevole Cappi di misurarne tutta la portata e, nell\u2019eventualit\u00e0 ch\u2019egli ritenga di potere sia quanto ottenerne l\u2019approvazione, di vedere se non meno il caso di limitarlo nella sua portata.<\/p><p>CAPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Da quanto ho detto, ritengo di essere gi\u00e0 andato incontro al desiderio espresso dall\u2019onorevole Ministro delle finanze; perch\u00e9, ripeto \u2013 ma \u00e8 bene chiarire, perch\u00e9 il testo modificato non \u00e8 ancora al banco della Presidenza \u2013 che, mentre ieri avevo proposto&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Il testo modificato non \u00e8 ancora pervenuto.<\/p><p>CAPPI. L\u2019ho annunciato ora. Ad ogni modo ritengo di essere venuto incontro al desiderio del Ministro delle finanze mitigando il mio emendamento notevolmente, perch\u00e9 per le Opere Pie riducevo da dieci a cinque anni il termine di rateazione ed accettavo integralmente la formula proposta dal Governo e che abbiamo sentito leggere pochi minuti fa.<\/p><p>Per i patrimoni privati, non di enti, la rateazione che avevo proposto in cinque anni la riduco a tre anni, cio\u00e8 al 31 dicembre 1950 e mentre prima avevo insistito perch\u00e9 la rateazione fosse concessa ai patrimoni non superiori all\u2019imponibile di un milione e mezzo, ora la riducevo ad un milione e potrei, anche per desiderio di accordo, limitarla a 750 mila lire. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma contro le osservazioni, e non polemizzo, del Presidente della Commissione di finanza, per il quale mi associo all\u2019elogio fatto stamani dall\u2019onorevole Basile e dall\u2019onorevole Mazzei di essere un simpatico, perch\u00e9 antidemogogico, tutore degli interessi dello Stato, osservo che ieri sera l\u2019onorevole Ministro delle finanze, pur senza fare cifre, aveva lasciato chiaramente intendere a tutta l\u2019Assemblea che, se respingeva l\u2019emendamento Scoccimarro, era per\u00f2 sulla linea di concedere notevoli facilitazioni, in tema di rateazione, ai piccoli proprietari. Ed osservo ancora che il pericolo per il bilancio dello Stato circa un minor gettito dell\u2019imposta \u00e8 eliminato dalla facilit\u00e0 del riscatto, perch\u00e9 il mio emendamento propone un abbuono del venti per cento a favore di chi riscatta e siamo sicuri che la maggior parte dei contribuenti riscatter\u00e0. Quindi le difficolt\u00e0 di cassa dello Stato saranno minori. Concludendo, onorevole Presidente, il mio emendamento si concreta cos\u00ec: per la prima parte che riguarda gli enti morali \u2013 e che si pu\u00f2 votare per divisione \u2013 concorda con l\u2019emendamento del Governo; per i patrimoni privati per tutte le partite il cui imponibile sia inferiore a lire 750 mila, il termine \u00e8 portato al 31 dicembre 1950 e l\u2019abbuono, in caso di riscatto sar\u00e0 del venti per cento.<\/p><p>Il comma aggiuntivo resterebbe pertanto cos\u00ec formulato definitivamente:<\/p><p>\u00abIl termine di pagamento \u00e8 portato a cinque anni per le Opere pie e gli Enti morali.<\/p><p>\u00abPer tutte le partite il cui imponibile sia inferiore a lire 750 mila, il termine \u00e8 portato al 31 dicembre 1950 e l\u2019abbuono in caso di riscatto sar\u00e0 del venti per cento.<\/p><p>\u00abColoro che avessero gi\u00e0 effettuato il riscatto con l\u2019abbuono del dieci per cento avranno diritto ad ottenere l\u2019abbuono dell\u2019ulteriore quindici per cento\u00bb.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Vorrei fare una proposta. La sostanza del dissidio \u00e8 questa: il Relatore propone il pagamento entro tre anni; l\u2019onorevole Cappi lo propone entro 3 anni. La cifra sarebbe di 400 mila per il Relatore e 750 mila per l\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>Io credo che si potrebbe consentire, su richiesta del contribuente, di effettuare il pagamento in tre anni, anzich\u00e9 in due, col pagamento del due per cento di interesse. E cos\u00ec potremmo trovare l\u2019accordo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro dette finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro dette finanze.<\/em> \u00c8 una materia difficilmente suscettibile di transazione per la sua stessa natura. Tutto quello che il Governo potrebbe consentire, sarebbe di ammettere, oltre le 400 mila lire, limite sino al quale opera un diritto di rateazione, una possibilit\u00e0 di rateazione da parte dell\u2019Amministrazione finanziaria nei confronti dei contribuenti che veramente ne abbiano la necessit\u00e0, dietro pagamento eventualmente di quel due per cento cui accenna l\u2019onorevole Corbino. Ma l\u2019elevazione del minimo, quanto dire un diritto ugualmente operante per tutti, il Governo non potrebbe consentirla. Lascio naturalmente all\u2019Assemblea la possibilit\u00e0 di una diversa determinazione.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BONOMI PAOLO. Io ho presentato un emendamento preciso, che in certo qual senso si pu\u00f2 abbinare anche a quello del collega Cappi, abbinamento che tiene conto anche delle esigenze degli uffici finanziari. Io ho chiesto questo: tenuto conto che un poco da tutti i settori di quest\u2019aula si \u00e8 richiesto di considerare quelle che sono le condizioni dei piccoli proprietari di terreni e di case, io chiedo: per le partite di imposta inferiori alle ventimila lire (cio\u00e8 mezzo milione) la rata di agosto dovr\u00e0 purtroppo essere pagata prima che la legge entrer\u00e0 in vigore; resteranno da pagare altre otto rate. Il valore di queste otto rate dovrebbe essere diviso per tre, cosicch\u00e9 abbiamo ventiquattro rate e andiamo all\u2019agosto del 1951. Per le partite di imposta fra le 20 e le 40 mila lire (cio\u00e8 valore un milione), invece che in otto rate, in sedici rate, di modo che anche per il fisco che ha gi\u00e0 iscritto a ruolo queste partite, sar\u00e0 semplice, dividendo per due e per tre, poter concedere questa facilitazione ai piccoli proprietari il cui valore patrimoniale non supera un milione da una parte e mezzo milione dall\u2019altra.<\/p><p>In sostanza il mio si avvicina all\u2019emendamento Cappi, ma io ritengo vada ancora pi\u00f9 incontro ai piccolissimi proprietari e al fisco.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che il suo emendamento possa seguire quello dell\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Bertone per dichiarazione di voto. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Io sono uno dei firmatari dell\u2019emendamento Cappi, e ho firmato in piena coscienza, perch\u00e9 ritenevo che fosse giusto andare incontro alle esigenze di quelle categorie che l\u2019emendamento contempla. Ma questo emendamento, come accade sempre, ha suscitato obiezioni ed eccezioni e per dirimere le eccezioni e le obiezioni stamane si \u00e8 affidato al Governo ed alla Commissione di vedere come si potevano comporre queste divergenze. Oggi ci si comunica che il Governo e la Commissione, tenuto conto delle esigenze di coloro a cui si voleva pensare e delle esigenze non meno inderogabili del bilancio, dichiarano concordemente che sarebbero addivenuti alla soluzione di cui \u00e8 stata data lettura. Dichiaro che, poich\u00e9 la Commissione ed il Governo sono concordi nell\u2019emendamento test\u00e9 proposto, io lo accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bertone ritira la sua firma dall\u2019emendamento dell\u2019onorevole Cappi; a questo manca perci\u00f2 una firma.<\/p><p>UBERTI. La pongo io.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Cappi accetta l\u2019emendamento del Governo nella sua prima parte, il suo emendamento si riduce al secondo comma.<\/p><p>VIGORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VIGORELLI. Ho presentato un emendamento, riguardante una determinata categoria di enti di beneficenza, cio\u00e8 gli enti pubblici di assistenza. Secondo questo emendamento, il termine della rateazione per tale categoria di enti dovrebbe essere portato a dieci anni.<\/p><p>Pongo il quesito se, votandosi l\u2019emendamento del Governo, sia poi possibile votare il mio.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Vigorelli \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abPer le istituzioni pubbliche di assistenza, il termine di rateazione dell\u2019imposta \u00e8 dieci anni.<\/p><p>Questo emendamento, evidentemente deve essere votato prima di ogni altro, perch\u00e9 il termine in esso fissato \u00e8 il massimo.<\/p><p>VIGORELLI. Desidererei parlare brevemente per illustrare il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che ella, onorevole Vigorelli, lo abbia gi\u00e0 illustrato abbondantemente nel corso dei suoi vari interventi.<\/p><p>VIGORELLI. Su questo argomento, onorevole Presidente, non ho mai parlato.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono spiacente, ma non posso pi\u00f9 darle facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>Pongo ai voti l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Vigorelli.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che il Governo ha chiesto che l\u2019emendamento, concordato, sia posto in votazione per divisione. Si dovr\u00e0 pertanto votare preliminarmente il primo comma che \u2013 come l\u2019Assemblea ricorda \u2013 \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abQuando l\u2019imponibile non supera le lire 400 mila, fermo restando l\u2019obbligo di pagamento delle rate di giugno e agosto 1947, l\u2019imposta rimanente \u00e8 riscossa in rate uguali fino all\u2019aprile 1950\u00bb.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore<\/em>, Credo che si debba votare anzitutto il primo comma del testo della Commissione, che contiene una disposizione generale.<\/p><p>PRESIDENTE. Siccome su questo primo comma dell\u2019articolo 72 non v\u2019\u00e8 discussione, s\u2019intende senz\u2019altro approvato. Debbono invece essere votate le aggiunte a questo primo comma dell\u2019articolo 72. A questo punto, siamo in presenza di due emendamenti: uno concordato dalla Commissione e dal Governo, l\u2019altro proposto dall\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>Si tratta ora di stabilire quale dei due emendamenti ha la precedenza nella votazione.<\/p><p>UBERTI. Prima l\u2019emendamento Cappi, e dopo il testo concordato!<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore<\/em>, Se viene votato prima l\u2019emendamento Cappi, avrei desiderato, a titolo personale, di sapere dal Governo quali conseguenze la votazione di questo emendamento ha su tutto il sistema di riscatto dell\u2019imposta proporzionale e progressiva. Siccome l\u2019imposta proporzionale \u00e8 in riscossione, e se ne \u00e8 gi\u00e0 fatto un largo riscatto, prima di fare una dichiarazione di voto sull\u2019emendamento Cappi, vorrei conoscere l\u2019apprezzamento del Governo sulle conseguenze dell\u2019agevolazione concessa dall\u2019emendamento Cappi circa il riscatto.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Certamente, le conseguenze sarebbero notevoli. Non \u00e8 possibile determinarne la portata in cifra, sia pure soltanto approssimativa, perch\u00e9 \u2013 come gi\u00e0 ho avuto occasione di accennare altra volta \u2013 la statistica dei patrimoni, secondo l\u2019imposta ordinaria del 1939, con riferimento alle iscrizioni nei ruoli del 1947, contempla un scaglione unico per tutte le iscrizioni fino a due milioni; non \u00e8 agevole quindi misurare la portata di una facilitazione che riguardi soltanto un settore di questo scaglione sino ai due milioni. Come orientamento, come misura grossolana della portata dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Cappi, \u00e8 possibile osservare quanto segue. Se, come ritengo sia nei voti dell\u2019onorevole Cappi, la concessione dell\u2019abbuono del venti per cento dovesse operare come stimolante al ricorso al riscatto immediato di tutti i contribuenti che si trovano in determinato scaglione, allora, da un lato vi sarebbe un miglioramento nella situazione di tesoreria per un breve periodo di tempo, ma si correrebbe indubbiamente \u2013 dall\u2019altro lato \u2013 il grave rischio di aver perduto per istrada il venti per cento sopra tutta una vasta zona di imponibile che certamente \u00e8 molto notevole.<\/p><p>Se, invece, non dovesse operare lo stimolo del venti per cento, le conseguenze sarebbero ancora pi\u00f9 gravi, in quanto ci troveremmo di fronte ad un assottigliamento del gettito dell\u2019imposta, proprio in quel periodo di tempo in cui non si riscuote ancora l\u2019imposta straordinaria progressiva.<\/p><p>Posso quindi dire all\u2019onorevole La Malfa che, purtroppo, l\u2019emendamento, se approvato, avrebbe ripercussioni notevolissime, o nel senso di compromettere il gettito di rate future, se fossero abbondanti i riscatti, oppure nel senso di attenuare il gettito iniziale qualora non si dovesse verificare la previsione formulata dall\u2019onorevole Cappi di riscatti abbondanti e notevoli.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora ai voti l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Cappi, secondo comma, essendo il primo caduto con l\u2019approvazione dell\u2019emendamento Vigorelli. La formulazione proposta dall\u2019onorevole Cappi \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abPer tutte le partite il cui imponibile sia inferiore a lire 750 mila, il termine \u00e8 portato al 31 dicembre 1950 e l\u2019abbuono, in caso di riscatto, sar\u00e0 del venti per cento\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Cade allora la prima parte dell\u2019emendamento del Governo.<\/p><p>CLERICI. Onorevole Presidente, il mio emendamento all\u2019emendamento aggiuntivo del Governo resta egualmente, rispetto all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>PRESIDENTE. Senza dubbio. Porr\u00f2 ora in votazione l\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Clerici, Crispo ed altri, formulato nei seguenti termini:<\/p><p>\u00abIl Ministro delle finanze pu\u00f2 concedere le stesse rateazioni alle stesse condizioni al contribuente, che lo richieda, relativamente all\u2019imposta su immobili sottoposti al regime vincolistico degli affitti\u00bb.<\/p><p>Questo emendamento \u00e8 stato gi\u00e0 svolto; non credo che lei, onorevole Clerici, abbia altro da aggiungere.<\/p><p>CLERICI. Debbo solo osservare, onorevole Presidente, che \u00e8 una facolt\u00e0 che io propongo sia data al Ministero delle finanze anche per imponibili che siano superiori a quelli indicati, ma che si riferiscono esclusivamente ad immobili sottoposti al regime vincolistico degli affitti. In tali casi, e solo su richiesta degli interessati, il Ministero pu\u00f2, valutate tutte le circostanze, volta per volta concedere al contribuente la stessa facolt\u00e0, alle stesse condizioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Relatore ad esprimere il parere della Commissione su questo emendamento.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Non lo conosco, perch\u00e9 non ho potuto interpellarla.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Non posso esprimere parere favorevole, in quanto mi sembra troppo ampio e troppo vago il concetto enunciato nell\u2019emendamento. L\u2019Amministrazione finanziaria, se l\u2019Assemblea lo ritiene, potr\u00e0 valersi del suo potere discrezionale per concedere maggiori rateazioni, qualora esse siano richieste da giustificate e provate necessit\u00e0 dei contribuenti. Ma, soprattutto dopo l\u2019approvazione delle agevolazioni di pagamento per gli imponibili inferiori alle lire 750.000, credo che venga meno la ragione di configurare una rateazione su un settore cos\u00ec vasto, quale \u00e8 quello proposto dall\u2019onorevole Clerici.<\/p><p>Perci\u00f2, sia pure accettando la raccomandazione di concedere rateazioni in casi speciali, non posso accettare l\u2019emendamento cos\u00ec come \u00e8 predisposto.<\/p><p>CLERICI. Potrei ritirarlo, ma non so come il Ministro intende presentare giuridicamente la questione&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di dichiarare esplicitamente se lo ritira o lo mantiene.<\/p><p>CLERICI. Lo potrei ritirare, qualora il Governo ritenesse di avere il diritto, accettando come raccomandazione il mio emendamento, di attuarlo attraverso circolari esplicative ai dipendenti Uffici finanziari. Dubito che ci\u00f2 sia possibile senza una norma di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Nei limiti delle facolt\u00e0 che in materia competono all\u2019Amministrazione finanziaria, assicuro l\u2019onorevole Clerici che queste maggiori rateazioni potranno venire accordate. Devo, per\u00f2, subito aggiungere che saranno accordate con molta oculatezza e parsimonia.<\/p><p>CRISPO. Se l\u2019onorevole Clerici ritirasse l\u2019emendamento, dichiaro di mantenerlo io, che ne sono uno dei firmatari.<\/p><p>CLERICI. Io non lo ritiro affatto, e lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora ai voti l\u2019emendamento Clerici.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue un emendamento dell\u2019onorevole Bonomi Paolo, Giacchero, ed altri, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe partite di imposta inferiori alle lire 20 mila verranno riscosse entro il mese di agosto 1950; quelle fra le lire 20 mila e le lire 40 mila entro il mese di aprile 1950\u00bb.<\/p><p>Onorevole Bonomi, non le sembra che il suo emendamento sia assorbito dall\u2019emendamento Cappi?<\/p><p>BONOMI PAOLO. Si sarebbe dovuto mettere in votazione prima dell\u2019emendamento Cappi; ora lo ritengo assorbito da questo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Rimarne ora la seconda parte dell\u2019emendamento concordato tra Commissione e Governo; il Governo propone che sia votata con l\u2019intesa di successivo coordinamento con le deliberazioni gi\u00e0 adottate, specialmente con gli emendamenti Vigorelli e Cappi.<\/p><p>Ricordo che l\u2019emendamento \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abPer le Opere pie, gli Istituti ed Enti di beneficenza ed assistenza legalmente costituiti e riconosciuti, gli Istituti di istruzione, i Corpi scientifici, le Accademie e Societ\u00e0 storiche, letterarie, scientifiche aventi scopi esclusivamente culturali, gli enti il cui fine \u00e8 equiparato, a norma dell\u2019articolo 29 lettera <em>h<\/em>) del Concordato, ai fini di beneficenza e di istruzione, le Partecipanze ed Universit\u00e0 agrarie, il pagamento dell\u2019imposta \u00e8 fissato in trenta rate uguali fino all\u2019aprile 1952\u00bb.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Avevo accennato gi\u00e0 stamani ad un fatto. Per quanto riguarda tutte le Opere pie e gli enti morali deve \u2013 mi pare \u2013 dominare un concetto tutto speciale. Quello che verseranno tutti insieme gli enti morali e le opere pie \u00e8 assolutamente insignificante ai fini del gettito dell\u2019imposta patrimoniale. Quindi, concedere una rateazione pi\u00f9 o meno lunga disturba poco.<\/p><p>Mi permetto perci\u00f2 di pregare il Governo e la Commissione di finanza che, per quanto riguarda le Opere pie in genere e gli enti morali, invece di cinque anni siano concessi dieci anni, per mettersi d\u2019accordo con gli altri enti di assistenza, in modo che non ci sia una doppia bilancia: un settore che abbia cinque anni e un altro dieci.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora lei propone un nuovo emendamento. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Relatore. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Onorevole Presidente, dopo l\u2019accettazione dell\u2019emendamento Cappi si pu\u00f2 accettare il termine di dieci anni, perch\u00e9 queste disposizioni sono coordinate. Se si tiene un imponibile basso per i privati, si pu\u00f2 restringere la concessione agli Istituti di beneficenza; ma se si allarga la concessione ai privati, \u00e8 inutile mantenere il limite di cinque anni.<\/p><p>Propongo quindi che l\u2019emendamento Vigorelli sia iscritto nella dizione della Commissione, che \u00e8 pi\u00f9 larga e riguarda molti Istituti, e alla fine si dica che l\u2019imposta \u00e8 riscossa in dieci anni; e cos\u00ec usciamo da questa questione.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Concordo con le considerazioni dell\u2019onorevole Relatore e ritengo anche io che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Vigorelli possa essere trasfuso nel secondo comma dell\u2019emendamento unico, opportunamente coordinandolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta che il concetto informatore dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Vigorelli sia esteso a tutti gli enti previsti dall\u2019articolo in questione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo quindi ai voti \u2013 con questa intesa \u2013 il secondo comma del testo concordato tra Commissione e Governo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Vi \u00e8 ora l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il quarto comma con il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl contribuente ha facolt\u00e0 di chiedere, entro il 15 settembre 1947, il riscatto con l\u2019abbuono del dieci per cento dell\u2019imposta dovuta ai sensi dell\u2019articolo 68\u00bb.<\/p><p>Onorevole Bosco Lucarelli, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Lo mantengo, tanto pi\u00f9 che questa mattina pareva che il Governo e la Commissione lo avessero accettato. \u00c8 una proroga del termine di riscatto in correlazione con altre proroghe concesse.<\/p><p>PRESIDENTE. Qui si parla di abbuono del 10 per cento; ma l\u2019aliquota \u00e8 stata modificata. Eventualmente, in sede di coordinamento, si provveder\u00e0 all\u2019opportuna equiparazione.<\/p><p>Onorevole La Malfa, quale \u00e8 il pensiero della Commissione?<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Dipende dal Governo che termine vuol dare per il riscatto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Siamo ormai alla fine di luglio: si tratta di concedere una proroga di un mese e mezzo per facilitare i riscatti. Oggi siamo su una via di eccezionale larghezza, da quello che pare, ed allora non oppongo difficolt\u00e0 a condizione che si aggiunga: \u00abpurch\u00e9 la somma sia integralmente versata entro il 30 settembre 1947\u00bb; cio\u00e8, entro il 15 presentare la domanda ed entro i 15 giorni successivi pagare integralmente la somma.<\/p><p>PRESIDENTE. Vuole precisare l\u2019emendamento, onorevole Ministro?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Signor Presidente, penso che la garanzia che io chiedevo possa essere meglio contemplata all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo; ed allora, accettando l\u2019emendamento Bosco Lucarelli, chiedo che sia emendato l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo e si dica: \u00abIl versamento del prezzo di riscatto deve effettuarsi in Tesoreria entro il 30 settembre 1947\u00bb.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Preferirei il 15 ottobre.<\/p><p>PRESIDENTE. Accetta onorevole Ministro?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Non potrei accettare un termine pi\u00f9 lungo per il versamento, perch\u00e9, tenendo conto della dilazione concessa dal Governo, gi\u00e0 attualmente la presentazione delle domande deve avvenire entro il 10 di agosto ed il pagamento entro il 18 di agosto, cio\u00e8 vi sono 8 giorni di tempo. Perci\u00f2 15 giorni sono largamente sufficienti, anche perch\u00e9 \u00e8 da ritenere che non tutti i contribuenti aspetteranno l\u2019ultimo giorno per proporre la domanda di riscatto.<\/p><p>CANNIZZO. Desidererei sapere dal Ministro se le domande gi\u00e0 presentate verranno equiparate a quelle da presentare. Vorrei sapere, cio\u00e8, se per le domande presentate il termine rester\u00e0 il 30 agosto o si intende prorogato al 30 settembre. Vi possono essere errori di interpretazione. \u00c8 una delucidazione che chiedo al Governo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Cos\u00ec come verrebbe emendato l\u2019articolo, secondo la proposta dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli, \u00e8 indubbio che il nuovo termine per il versamento opererebbe nei confronti di tutti i contribuenti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli potr\u00e0 essere cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abIl contribuente ha facolt\u00e0 di chiedere, entro il 15 settembre 1947, il riscatto con l\u2019abbuono previsto dalla presente legge dell\u2019imposta dovuta ai sensi dell\u2019articolo 68\u00bb.<\/p><p>CORBINO. Non \u00abdalla presente legge\u00bb, perch\u00e9 per il riscatto dell\u2019imposta ordinaria sono previsti altri termini. Quindi \u00abdel presente Titolo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 giusto. Pongo ai voti l\u2019emendamento con la formulazione indicata.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo proposto dal Governo all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 72:<\/p><p>\u00abIl versamento del prezzo di riscatto deve effettuarsi in Tesoreria entro il 30 settembre 1947\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Resta ora l\u2019emendamento degli onorevoli Castelli Edgardo, Perlingieri e Balduzzi, che doveva essere discusso in sede di articolo 68, e che \u00e8 stato rinviato in sede di articolo 72. L\u2019emendamento propone l\u2019aggiunta del seguente comma:<\/p><p>\u00abL\u2019usufruttuario pu\u00f2 rivalersi verso il proprietario della quota di imposta afferente al valore della nuda propriet\u00e0, fatte le valutazioni ai sensi dell\u2019articolo 14\u00bb.<\/p><p>La Commissione ha dichiarato di essere contraria a questo emendamento.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0,<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Io comprendo la ragione di ordine equitativo che ha ispirato l\u2019onorevole Castelli nel suo emendamento. Non devo per\u00f2 dimenticare che fondamentalmente l\u2019imposta ordinaria sul patrimonio \u00e8 imposta sul reddito, per quanto commisurata al patrimonio, e come tale grava sull\u2019usufruttuario. Ora, il 4 per cento o \u00e8 il riscatto di questa imposta o \u00e8 il tributo sostitutivo di questa imposta. Unicamente per la preoccupazione di non snaturare la portata del 4 per cento, devo aderire al parere contrario della Commissione in merito all\u2019emendamento.<\/p><p>CASTELLI EDGARDO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CASTELLI EDGARDO. A titolo di dichiarazione di voto, faccio presente che anche se si concepisce la straordinaria proporzionale come un riscatto, \u00e8 sempre un prelievo sul capitale che si opera, e quindi non si tratta di un\u2019imposta che si paga sul reddito, tanto pi\u00f9 che i termini di soluzione sono assai brevi. \u00c8 giusto che il nudo proprietario paghi la sua parte, almeno per quanto si riferisce al valore della nuda propriet\u00e0. In sostanza, con questo emendamento, si vuole fare al nudo proprietario, in sede di imposta proporzionale straordinaria, lo stesso trattamento per esso gi\u00e0 stabilito in sede di imposta progressiva straordinaria: entrambe le imposte hanno la stessa base e la stessa fisionomia: non c\u2019\u00e8 ragione di una disparit\u00e0 di trattamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Castelli.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova<\/em> \u00e8 <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Resta inteso che rimane deferita al coordinamento la collocazione di questo comma.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore<\/em>, Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Volevo proporre che all\u2019articolo 72 si riproducesse la norma dell\u2019articolo 51, penultimo comma, nel quale si dice che \u00abIn tutti i casi di versamento diretto in Tesoreria, non compete alcun aggio all\u2019esattore e al ricevitore provinciale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo \u00e8 d\u2019accordo?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti questa proposta di aggiunta, che potr\u00e0 costituire un ultimo comma.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019articolo 72 si intende approvato con i vari emendamenti votati.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 73. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer quanto non \u00e8 previsto nel presente Titolo, si applicano le disposizioni del regio decreto-legge 12 ottobre 1939, n. 1529, convertito nella legge 8 febbraio. 1940, n. 100, e successive modificazioni.<\/p><p>\u00abPer il riscatto si applicano le disposizioni dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 51\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo non sono state presentate proposte di modifica e, pertanto, si intende approvato nel testo proposto dal Ministero.<\/p><p>Vi sono ora proposte di articoli aggiuntivi. La prima \u00e8 quella dell\u2019onorevole Micheli, il quale ha formulato, unitamente all\u2019onorevole Jacini, il seguente articolo 73<em>-bis<\/em>:<\/p><p>\u00abLe cartelle fondiarie ed obbligazioni emesse ed in genere tutti i cespiti patrimoniali formati dopo il 13 aprile 1947, sono esenti dal 4 per cento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>MICHELI. Pare a me che la cosa sia intuitiva per le disposizioni gi\u00e0 stabilite in articoli antecedenti; per\u00f2 \u00e8 opportuno precisare.<\/p><p>Rilevo che, poich\u00e9 l\u2019imposta straordinaria proporzionale \u00e8 dovuta per i soli beni esistenti al 13 aprile 1947, sarebbe incongruo e contradittorio che quella ordinaria (di cui la straordinaria, sostanzialmente, rappresenta il riscatto) fosse dovuta per beni ancora, a quella data, inesistenti.<\/p><p>Ci\u00f2, invero, per la quasi totalit\u00e0 dei beni, non pu\u00f2 verificarsi, attesoch\u00e9 l\u2019articolo 40 del regio decreto-legge 12 ottobre 1939 n. 1529, convertito nella legge 8 febbraio 1940, n. 100, stabilisce, applicando un comune principio tributario, che l\u2019imposta ordinaria \u00e8 dovuta dal 1\u00b0 gennaio dell\u2019anno successivo a quello in cui i cespiti acquistano o mutano consistenza.<\/p><p>Il fatto potrebbe verificarsi, invece, per le obbligazioni e gli altri titoli di cui agli articoli 26 e 36 dello stesso regio decreto-legge, in quanto la relativa imposta viene applicata, non dietro dichiarazione e mediante ruoli, ma merc\u00e9 \u00abritenuta al momento della scadenza di ciascuna rata di interesse\u00bb.<\/p><p>Ne deriverebbe, come si \u00e8 detto, una vera incongruenza, che sarebbe anche fonte di numerosi inconvenienti pratici, giacch\u00e9 le cedole di taluni titoli sarebbero soggette alla ritenuta dell\u2019imposta ordinaria e non a quella straordinaria, con incertezza nelle contrattazioni, difficolt\u00e0 nei pagamenti ecc.<\/p><p>Ad evitare ci\u00f2, cos\u00ec da mantenere il parallelismo fra imposta ordinaria e straordinaria, \u00e8 diretto il comma proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il pensiero del Relatore?<\/p><p>CASTELLI EDGARDO. Vi \u00e8 anche un mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 assorbito dell\u2019emendamento Micheli.<\/p><p>CASTELLI EDGARDO. \u00c8 giusto.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Relatore \u00e8 invitato ad esprimere il suo parere sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Micheli.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 questione di carattere generale. Tutti i cespiti sorti dopo l\u2019accertamento dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, non sono soggetti a tassa. Non mi pare necessario dirlo esplicitamente.<\/p><p>Essendo inteso che la interpretazione \u00e8 questa, si potrebbero pregare gli onorevoli proponenti di ritirare l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Siamo d\u2019accordo nel ritenere che questi cespiti sorti posteriormente alla data di applicazione dell\u2019imposta (l\u2019onorevole Micheli risolve il problema della data, facendo riferimento al 13 aprile, anzich\u00e9 al 28 marzo; non credo che la questione abbia importanza pratica) non debbano essere tassati.<\/p><p>Forse hanno preoccupato l\u2019onorevole Micheli le conseguenze di una interpretazione letterale dell\u2019articolo 68, il quale abilita l\u2019amministrazione finanziaria ad applicare il quattro per cento, laddove possa esservi un\u2019iscrizione a titolo d\u2019imposta ordinaria sul patrimonio nel corso dell\u2019anno 1947. Le interpretazioni letterali possono portare a risultati preoccupanti e forse qui effettivamente l\u2019interpretazione letterale avrebbe portato al risultato di colpire qualche cespite sorto tra il 13 aprile e il 31 dicembre 1947.<\/p><p>Perci\u00f2, per quanto l\u2019emendamento, nei confronti dello spirito con cui l\u2019Amministrazione finanziaria interpreta l\u2019articolo 68, sia superfluo, non ho difficolt\u00e0 a dare parere favorevole per l\u2019immissione formale di esso nella legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019articolo aggiuntivo proposto dagli onorevoli Micheli e Jacini.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 74. Se ne dia lettura nel testo originario, accettato dalla Commissione.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, istituita con il regio decreto-legge 12 ottobre 1939, n. 1529, convertito nella legge 8 febbraio 1940, n. 100, \u00e8 soppressa con decorrenza dal 1\u00b0 gennaio 1948\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti proposti, l\u2019articolo si intende approvato.<\/p><p>Vi \u00e8 ora un articolo 74-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Corbino, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl Ministro delle finanze \u00e8 autorizzato a dettare norme per accertare che i contribuenti, di cui alla presente legge, abbiano versato le quote dovute al Fondo di solidariet\u00e0 nazionale, in base al decreto legislativo luogotenenziale 8 marzo 1945, n. 72.<\/p><p>\u00abA tal fine di intendono riaperti i termini, ed il pagamento sar\u00e0 esente da sopratassa e da multe\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Corbino ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CORBINO. Vorrei che questo emendamento fosse compreso nel capo XIV delle disposizioni finali. Ad illustrarlo basteranno poche parole.<\/p><p>Come voi ricorderete, con un decreto-legge del 1945, furono istituiti dei contributi speciali a favore del Fondo di solidariet\u00e0 nazionale. Molti hanno adempiuto all\u2019obbligo del versamento dei contributi; molti, seguendo il proverbio che \u00aba pagare c\u2019\u00e8 sempre tempo\u00bb, non hanno pagato n\u00e9 entro i termini, n\u00e9 dopo. Oggi ci troviamo di fronte ad una imposta straordinaria, rispetto alla quale i contribuenti sono divisi in due gruppi: quelli che hanno pagato nel 1945 e quelli che non hanno pagato. Io penso che dobbiamo adottare una disposizione diretta a non far perpetuare la vecchia mentalit\u00e0 ed il vecchio giudizio, che spesso si sente in Italia, che chi paga \u00e8 scemo.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 vorrei che il Ministro delle finanze fosse autorizzato a dettare norme per l\u2019accertamento degli obblighi nascenti dalla legge sul Fondo di solidariet\u00e0 nazionale, riaprendo i termini ed esentando i contribuenti dall\u2019obbligo del pagamento di una sopratassa o di una multa, cosicch\u00e9 tutti saranno messi sullo stesso piede.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Credo che si possa accettare il principio dell\u2019onorevole Corbino. Vorrei per\u00f2 sentire il parere del Ministro delle finanze.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Mi sembra che l\u2019onorevole Corbino abbia colto l\u2019occasione per richiamare l\u2019attenzione dell\u2019amministrazione finanziaria su di un tributo che merita ancora un\u2019operazione di raccolta. Accetto con animo di cordialit\u00e0 questo invito, che pu\u00f2 essere anche un piccolo rimprovero per quel che non \u00e8 stato fatto finora.<\/p><p>Ad ogni modo, spingere l\u2019amministrazione finanziaria a raccogliere dei tributi \u00e8 sempre una cosa che fa piacere, perch\u00e9 costituisce un apporto. Io penso, per\u00f2, che la parte essenziale dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Corbino sia la preghiera della remissione in termine per coloro i quali non hanno pagato. Nessuna difficolt\u00e0 per parte mia.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Corbino, dove dovrebbe essere collocato l\u2019articolo 74-<em>bis<\/em>?<\/p><p>CORBINO. Dovrebbe essere il primo del Capo XIV riguardante le disposizioni finali.<\/p><p>PRESIDENTE. Se ne prender\u00e0 nota per il coordinamento, ove risulti approvato. Pongo ai voti l\u2019articolo 74-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Corbino.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Si dovrebbe ora passare al Titolo III, Capo XIV: <em>Disposizioni finali e transitorie.<\/em><\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Onorevole Presidente, sono d\u2019avviso che dopo il Titolo II, prima di passare ai successivi articoli, si debba decidere la questione degli enti collettivi.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che si possa accogliere la proposta dell\u2019onorevole La Malfa; vale a dire possiamo rimandare l\u2019esame delle disposizioni finali a dopo esaurita la discussione sulle molte parti del decreto, rimaste in sospeso. Propongo pertanto di passare agli articoli la cui discussione \u00e8 stata rimandata. Se non vi sono osservazioni, resta cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec<\/em> <em>resta stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Prendiamo allora in esame gli articoli rimasti in sospeso. Il primo \u00e8 l\u2019articolo 2, il cui testo proposto dalia Commissione \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abSono soggette all\u2019imposta straordinaria le persone fisiche.<\/p><p>\u00abSono, altres\u00ec, soggetti all\u2019imposta straordinaria le societ\u00e0, ditte ed enti costituiti all\u2019estero, limitatamente al capitale comunque investito od esistente nello Stato, con deduzione dell\u2019ammontare delle partecipazioni alla societ\u00e0, ditta o ente, che risultino accertate al nome di persone fisiche, proporzionalmente agli investimenti della societ\u00e0, ditta o ente in Italia\u00bb.<\/p><p>A questo articolo l\u2019onorevole Dugoni ha proposto il seguente emendamento: <em>Sostituire l\u2019articolo con il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSono soggetti a questa imposta:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) le persone fisiche;<\/li><li><em>b<\/em>) gli enti collettivi che sono tassati di imposta di ricchezza mobile in base a bilancio\u00bb.<\/li><\/ol><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Dugoni:<\/p><p>DUGONI. Mi associo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Castelli Edgardo, che abbiamo redatto insieme e firmato questa mattina.<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che l\u2019emendamento Castelli, sostitutivo dell\u2019articolo, \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abSono soggette all\u2019imposta straordinaria progressiva le persone fisiche.<\/p><p>\u00abGli enti collettivi sono soggetti ad una imposta straordinaria proporzionale, secondo le norme del Titolo III\u00bb. L\u2019emendamento \u00e8 firmato dagli onorevoli Castelli Edgardo, Scoca, Valiani, Dugoni, Pesenti ed altri. Si tratta, cio\u00e8, di un emendamento concordato tra le diverse parti dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Chiedo chi intende svolgere questo emendamento.<\/p><p>DUGONI. Rinunciamo a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>MARINARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARINARO. Onorevoli colleghi, mi sembra che questo emendamento mal si inquadri e direi, anzi, che non si possa inquadrare nel sistema della legge che stiamo approvando. Noi siamo in sede di convalida di un decreto legislativo; di un decreto, cio\u00e8, diverso da un decreto-legge, e voi gi\u00e0 avete sentito accennare alla questione dall\u2019onorevole Crispo, che l\u2019ha sollevata con quella competenza che tutti gli riconosciamo.<\/p><p>Una cosa \u00e8 il decreto legislativo, che presuppone una delega di poteri; una cosa \u00e8 il decreto-legge, che consente una convalida davanti al Parlamento.<\/p><p>Ora, questa \u00e8 una questione tanto discutibile, che domani potrebbe dar luogo a ricorsi davanti al Supremo collegio, con tutte le conseguenze che ognuno di noi pu\u00f2 fin da questo momento prevedere.<\/p><p>\u00c8 possibile, in questa sede, cambiare addirittura la natura del provvedimento che noi siamo chiamati ad emettere? Noi dobbiamo, tutt\u2019al pi\u00f9, convalidare il decreto 29 marzo che ha gi\u00e0 ottenuto la sua esecuzione. Si pu\u00f2 dubitare che tutti quegli emendamenti proposti dalla Commissione di finanza e che hanno sostanzialmente inasprito il contenuto fondamentale del provvedimento fiscale siano legittimi o non legittimi; ma, indipendentemente da questa questione, io mi domando come si possa oggi, in questa sede, proporre una questione nuova, quella cio\u00e8&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Marinaro, mi pare che lei stia ponendo in sostanza una pregiudiziale.<\/p><p>MARINARO. Giunger\u00f2 alla proposta di un ordine del giorno, onorevole Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora mi corre l\u2019obbligo di leggerle l\u2019articolo 92 del Regolamento: \u00abA fronte sia di uno, sia di pi\u00f9 emendamenti, non \u00e8 ammessa la questione pregiudiziale o sospensiva, n\u00e9 l\u2019ordine del giorno puro e semplice, n\u00e9 alcun altro ordine del giorno che non costituisca un emendamento, salvo il caso previsto dall\u2019articolo 89\u00bb.<\/p><p>MARINARO. Io dico questo, signor Presidente; che si tratta di un argomento del quale mi servo per giungere al rigetto dell\u2019emendamento, per poi suggerire un ordine del giorno su cui chieder\u00f2 la votazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Ora, dicevo, signor Presidente e onorevoli colleghi, che possiamo essere tutti d\u2019accordo nel merito dell\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Castelli e Scoca, nel senso cio\u00e8 che gli enti collettivi debbano essere anche tassati con un\u2019imposta proporzionale; ma non \u00e8 questa la sede opportuna. Io ritengo invece che il Governo debba provvedere con un disegno di legge a parte, con il quale venga disciplinata tutta la materia.<\/p><p>Mentre, quindi, mi oppongo all\u2019emendamento presentato dagli onorevoli Castelli e Scoca, presento a mia volta un ordine del giorno cos\u00ec formulato: \u00abL\u2019Assemblea Costituente approva l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio a carico delle societ\u00e0 e degli altri enti collettivi che svolgono un\u2019attivit\u00e0 economica produttiva di reddito di categoria <em>B<\/em> e d\u00e0 mandato al Governo di predisporre il relativo provvedimento\u00bb.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Confesso di essere alquanto sorpreso delle parole dell\u2019onorevole Marinaro ed anche del fatto che qui non si discuta il testo di un progetto che riguarda gli enti collettivi che gi\u00e0 \u00e8 stato preparato. Debbo ricordare all\u2019Assemblea che, discutendo questa legge, il Governo si era impegnato ad includere il problema della tassazione degli enti collettivi in questo provvedimento, per cui molti nostri voti erano condizionati a questa accettazione del Governo.<\/p><p>Noi abbiamo anche esaminato \u2013 e la Commissione ha pure esaminato \u2013 un progetto del Governo. Vi sono state riunioni, si \u00e8 discusso degli enti che debbono o che non debbono essere tassati: io mi attendevo quindi che oggi la discussione venisse condotta su questo progetto e che gli oppositori svolgessero la loro opposizione in rapporto al progetto stesso.<\/p><p>Mi pare invece che oggi il Governo ci venga a dire: ieri ci siamo impegnati, oggi ritiriamo il nostro impegno e l\u2019Assemblea faccia quello che vuole. Ora, francamente ci\u00f2 mi pare poco corretto, perch\u00e9 se noi avessimo potuto prevedere questo, il nostro atteggiamento su alcuni articoli sarebbe stato diverso da quello che \u00e8 stato. La nostra approvazione ad alcune soluzioni l\u2019abbiamo concessa perch\u00e9 pensavamo che fosse gi\u00e0 accettato il principio della tassazione degli enti collettivi. Ora il Governo pone di nuovo in discussione questo punto che sembrava gi\u00e0 acquisito.<\/p><p>Se dovesse passare l\u2019ordine del giorno Marinaro, io mi riservo di risollevare tutti quei problemi sui quali il nostro giudizio \u00e8 stato quello che \u00e8 stato, perch\u00e9 condizionato all\u2019impegno assunto dal Governo, che ora verrebbe a mancare.<\/p><p>PESENTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PESENTI. L\u2019ordine del giorno Marinaro non ha nessuna base&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Infatti, non \u00e8 proponibile.<\/p><p>PESENTI. L\u2019Assemblea ha approvato gi\u00e0 numerose variazioni al testo di legge presentato dal Governo, e, quando si \u00e8 trattato dell\u2019articolo 2, il Governo non ha fatto alcuna opposizione, ma ha soltanto chiesto che la discussione fosse rinviata, appunto perch\u00e9 si stava preparando un progetto che avrebbe colpito gli enti collettivi. D\u2019altra parte, sorge proprio il dubbio a me che l\u2019intervento di oggi dell\u2019onorevole Marinaro sia dovuto forse a qualche pressione che io vorrei indicare \u2013 si scusi il dubbio \u2013 proveniente da qualche superiore di ufficio. Perci\u00f2 io credo che l\u2019ordine del giorno Marinaro sia intempestivo. Avrebbe dovuto essere svolto in altro momento.<\/p><p>PRESIDENTE. Debbo ripetere quello che ho gi\u00e0 detto e cio\u00e8 che l\u2019ordine del giorno Marinaro non \u00e8 ammissibile a norma dell\u2019articolo 92 del Regolamento.<\/p><p>CRISPO. C\u2019\u00e8 l\u2019articolo 87!<\/p><p>PRESIDENTE. Continui pure, onorevole Pesenti.<\/p><p>PESENTI. Confortato dal parere dell\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea, io chiedo che si discuta e si ponga in votazione appunto l\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Castelli, Scoca, Dugoni e da molti altri firmatari dell\u2019emendamento che era stato proposto in un primo tempo da noi all\u2019articolo 2; emendamento che noi ritiriamo.<\/p><p>Anche se il criterio dell\u2019emendamento degli onorevoli Castelli, Scoca ed altri \u00e8 leggermente diverso da quello che noi proponevamo, lo accettiamo, perch\u00e9 \u00e8 il frutto di un accordo intervenuto fra l\u2019onorevole Scoca, noi e altri presentatori di emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Crispo, riferendomi ad una interruzione da lei fatta poco fa, le faccio osservare che \u00e8 l\u2019articolo 92 cui occorre richiamarsi.<\/p><p>L\u2019articolo 87 dice, infatti:<\/p><p>\u00abDurante la discussione generale, o prima che s\u2019apra, possono essere presentati da ciascun deputato ordini del giorno concernenti il contenuto della legge, che ne determinino o ne modifichino il concetto o servano d\u2019istruzioni alle Commissioni.<\/p><p>Tali ordini del giorno sono votati prima che sia posto termine alla discussione generale.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno puro e semplice ha la precedenza di tutti gli altri ordini del giorno\u00bb.<\/p><p>E quindi, nel caso, non \u00e8 da applicarsi l\u2019articolo 87, ma il 92.<\/p><p>CRISPO. Comunque, faccio osservare che se l\u2019articolo 87 consente la presentazione di un ordine del giorno durante la discussione generale, poich\u00e9 evidentemente noi non siamo pi\u00f9 in questa ipotesi, non \u00e8 consentito presentare un ordine del giorno.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 giusto: entrambi gli articoli confermano l\u2019inammissibilit\u00e0 dell\u2019ordine del giorno Marinaro.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Desidero fare una osservazione in un certo senso in antitesi a quella dell\u2019onorevole Scoccimarro, cio\u00e8 fondata sul criterio opposto a quello da lui invocato.<\/p><p>Secondo il mio modesto parere, costituisce un serio inconveniente questa specie di generica divisione fra i componenti dell\u2019Assemblea, fra coloro che sono al corrente delle segrete cose e coloro che le segrete cose ignorano. In linea di fatto, l\u2019onorevole Scoccimarro afferma che dovrebbe rimettere in discussione una quantit\u00e0 di voti gi\u00e0 dati da lui e dal suo Gruppo, in quanto molte disposizioni egli avrebbe votato col presupposto che il Governo avrebbe proposta una certa leggina o un completamento della legge attuale che, per chiamare le cose col loro nome, sarebbe puramente e semplicemente la proposta di una doppia imposizione.<\/p><p>Imperocch\u00e9 io non ho, astrattamente parlando, niente in contrario all\u2019imposizione degli enti collettivi, ma ho invece una repugnanza molto precisa alla doppia imposizione. E volevo dire che, quando io ho votato tutte le aliquote che ho votato a carico delle persone fisiche, sono partito proprio dal presupposto che l\u2019imposta sul cespite era quella, e non che ce ne sarebbe stata dopo un\u2019altra sul medesimo cespite.<\/p><p>PRESIDENTE. Quindi voter\u00e0 contro?<\/p><p>FABBRI. Non basta il fatto ch\u2019io possa attenermi alla norma di votar contro: mi preme di chiarire che questa situazione logica opposta a quella dell\u2019onorevole Scoccimarro \u00e8, secondo me, legittima da parte mia, poich\u00e9 aveva a base il presupposto di un disegno di legge che \u00e8 stato discusso, mentre invece l\u2019onorevole Scoccimarro avrebbe avuto per presupposto una notizia di carattere riservato.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Commissione di finanza! Non era riservata!<\/p><p>FABBRI. Questo ho voluto chiarire e poi integrer\u00f2 le mie dichiarazioni in merito, se sar\u00e0 il caso.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Ho chiesto all\u2019onorevole Presidente e chiedo alla vostra cortesia di poter dedicare qualche minuto al riepilogo di tutta questa complessa questione che stiamo per affrontare, soprattutto per dimostrare che da parte del Governo non vi \u00e8 stata nessuna deviazione rispetto alle sue impostazioni iniziali del problema e rispetto agli affidamenti che ha avuto occasione di dare durante la discussione.<\/p><p>Non sarebbe la prima volta che dimostrazioni di buona volont\u00e0 possono prestare il fianco a malintesi. Ricordo che durante il precedente Governo, quando si \u00e8 discusso il decreto sull\u2019imposta straordinaria del patrimonio, dinanzi alla Commissione parlamentare di finanza \u00e8 stata sollevata per la prima volta la questione degli enti collettivi, questione che si \u00e8 profilata in misura e con caratteristiche diverse da quella che era la questione cos\u00ec come considerata nella imposta patrimoniale del 1922. Poich\u00e9 non sar\u00e0 mai abbastanza ricordato \u2013 a scopo di chiarimento \u2013 che nella legge del 1922 vi erano, s\u00ec, degli enti collettivi tassati, ma questi non erano le societ\u00e0 commerciali, non erano le Opere pie, non erano gli enti ecclesiastici; erano invece gli enti appartenenti ad una zona residuale, cos\u00ec come risultava dopo che si erano tolte le diverse esenzioni contemplate dalla legge. Nella Commissione parlamentare di finanza la questione si \u00e8 presentata con carattere pi\u00f9 ampio (ricordo che il precedente progetto dell\u2019onorevole Scoccimarro in materia aderiva in sostanza alla linea della legge del 1922), in funzione di un duplice ordine di considerazioni. Da una parte considerazioni di natura scientifica che portavano ad affermare l\u2019esistenza di una capacit\u00e0 contributiva degli enti collettivi indipendente, separata capacit\u00e0 contributiva che si affianca o magari si sovrappone a quella della singola persona fisica appartenente a quel determinato ente collettivo. Dall\u2019altra parte, una considerazione d\u2019ordine empirico, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, determinata dalla preoccupazione che attraverso al frazionamento \u2013 e qui si mirava soprattutto alle societ\u00e0 azionarie \u2013 dei titoli fra molte mani, potesse avvenire che larghe zone del patrimonio di queste societ\u00e0 finissero per non subire il peso dell\u2019imposta, in quanto afferenti a titolari di patrimoni inferiori al minimo imponibile.<\/p><p>Innanzi a questo duplice ordine di considerazioni, il Governo di allora, in persona del Ministro del tempo, ed anche in persona del Sottosegretario di allora che oggi ha l\u2019onore di parlarvi, eccep\u00ec soprattutto, per quanto riguardava la teoria della capacit\u00e0 contributiva delle societ\u00e0, indipendente dalla capacit\u00e0 contributiva del singolo, che questa rappresentava un concetto su cui neppure la dottrina era concorde, ma che malamente sarebbe stata assimilata dalla opinione pubblica. Infatti, se \u00e8 vero che esiste per le grossissime societ\u00e0 la posizione dell\u2019azionista che si sente distante dalla societ\u00e0 e che quindi non sentirebbe soggettivamente una duplicazione se si tassasse contemporaneamente, ad esempio, il patrimonio della societ\u00e0 e quello dell\u2019azionista, per le azioni possedute, questo certamente non avviene per la zona delle medie e piccole societ\u00e0, nelle quali sarebbe vivamente sentita la doppia imposizione. Sorse quindi la difficolt\u00e0 di trovare una soluzione pratica, di trovare un limite di demarcazione al di l\u00e0 del quale non sarebbe stato necessario procedere a un procedimento di compensazione nella tassazione rispettiva delle societ\u00e0 e dei singoli. Nel corso delle discussioni affior\u00f2 il concetto dell\u2019opportunit\u00e0 di impostare il problema sotto un altro aspetto. Vi era da tempo sul tappeto un problema di tassazione delle rivalutazioni delle societ\u00e0 commerciali, problema sorto in dipendenza del processo di svalutazione monetaria iniziatasi nel 1940 e, speriamo, definitivamente concluso.<\/p><p>Or bene, attraverso a queste svalutazioni monetarie si sono create, nel patrimonio delle societ\u00e0, determinate plusvalenze rispetto a impostazioni di bilancio. Questo plusvalenze rappresentano in molti casi una parte preponderante del patrimonio sociale, per cui impostare il problema della tassazione delle rivalutazioni significava impostare quello di una tassazione suppletiva del patrimonio delle societ\u00e0 commerciali e industriali. Ritenne il Governo del tempo che fosse via pi\u00f9 tecnicamente corretta procedere alla tassazione di tali rivalutazioni con questo criterio: il complesso delle rivalutazioni, delle attivit\u00e0 di bilancio porta, con l\u2019applicazione di determinati coefficienti, su cui naturalmente lungo potrebbe essere il discorso, al manifestarsi di un valore dell\u2019attivo largamente superiore a quello risultante dalle impostazioni di bilancio. Questo valore, che rappresenta la plusvalenza conseguente al variato metro monetario dei beni rispetto alla impostazione di bilancio, <em>grosso modo<\/em> pu\u00f2 avere una triplice origine: o sono beni che dipendono dall\u2019investimento di un capitale proprio della societ\u00e0 ed in tal caso il maggior valore dei beni dipendente dalla svalutazione monetaria non \u00e8 che il corrispettivo della rivalutazione del capitale versato dagli azionisti o delle riserve palesemente costituite e che gi\u00e0 hanno scontato l\u2019imposta. In questo caso ci troviamo non davanti a un incremento reale, ma davanti a un incremento puramente nominale. Questa zona di rivalutazione avrebbe dovuto essere colpita con criteri pi\u00f9 moderati ed in relazione all\u2019uso che la societ\u00e0 avesse inteso di farne. Ma vi sono altre due zone di rivalutazione dell\u2019attivo, le quali hanno una fisionomia tutta diversa, perch\u00e9 o dipendono dall\u2019investimento in beni reali di capitali presi in prestito dalla societ\u00e0, o dipendono dall\u2019investimento di riserve occulte della societ\u00e0. Nel primo caso, si tratta di investimento di danaro preso a prestito in lire buone e restituito in lire meno buone e pertanto la rivalutazione riguarda e costituisce un incremento reale che la societ\u00e0 ha potuto conseguire a spese dei propri debitori; nel secondo caso trattasi di conversione in riserve palesi di quelle che erano riserve occulte. Nell\u2019uno e nell\u2019altro caso, secondo il sistema tributario attuale ci troviamo davanti a incrementi patrimoniali, che ancora non hanno sopportato un tributo n\u00e9 in via ordinaria n\u00e9 in via straordinaria. Questa, ad avviso del Governo di allora, era la zona su cui effettivamente si sarebbe potuto prelevare un tributo senza incappare nella eccezione della doppia imposizione. Ed era per questo che il Governo di allora assunse l\u2019impegno di presentare un provvedimento che colpisse le rivalutazioni. Questo concetto fu accolto dalla Commissione di finanza a maggioranza e la Commissione all\u2019unanimit\u00e0 invit\u00f2 il Governo a presentare il progetto. Sopravvenuta la crisi, ho avuto l\u2019onore di consegnare in via breve alla Commissione parlamentare il testo del progetto che era stato allora elaborato. La mia consegna aveva esclusivamente questo scopo: di dare la dimostrazione documentale che l\u2019affermazione della esistenza di un progetto corrispondeva a verit\u00e0. Successivamente le conversazioni attorno alla tassazione degli enti collettivi ripresero e molti contatti ebbero luogo fra Governo, Commissione parlamentare e Comitato ristretto della Commissione parlamentare. Dimostrazione di buona volont\u00e0 da parte del Governo, non impegni in senso costituzionale da parte del Governo, il quale subito fin dall\u2019inizio, afferm\u00f2 che qualora l\u2019Assemblea avesse fatto prevalere il concetto della tassazione degli enti collettivi, il Governo avrebbe dato tutta la sua collaborazione affinch\u00e9 questo concetto ricevesse l\u2019espressione concreta in sede legislativa la pi\u00f9 sollecita possibile. Ed \u00e8 in questo senso che fu predisposto anche un progetto di tassazione degli enti collettivi, che \u00e8 stato nella sua dizione definitiva consegnato stamane, sempre in via breve e con lo stesso significato, alla Commissione parlamentare di finanza. Il nuovo progetto parte dal concetto di applicare una moderata aliquota con criterio proporzionale su tre categorie di enti collettivi: le societ\u00e0 azionarie, le societ\u00e0 di persone (accomandita semplice e collettiva), gli enti morali che svolgono una attivit\u00e0 lucrativa.<\/p><p>In questo progetto si \u00e8 avuto cura di esentare dal tributo tutto ci\u00f2 che non significasse attivit\u00e0 lucrativa, intesa questa attivit\u00e0 come quella che appartiene alla zona della categoria <em>B<\/em>, in sede di imposta di ricchezza mobile, cio\u00e8 il settore dell\u2019attivit\u00e0 industriale e commerciale. Sono escluse quindi le societ\u00e0 immobiliari e gli enti possessori di un patrimonio immobiliare, in quanto proprio in questo campo occorre ricordare le osservazioni gi\u00e0 fatte, che la tecnica dell\u2019applicazione della legge sull\u2019imposta straordinaria porter\u00e0 a valutazioni cos\u00ec drastiche per cui il settore immobiliare, appartenga esso ai contribuenti individuali o ad enti collettivi, non potrebbe sopportare una tassazione suppletiva.<\/p><p>Diversa \u00e8 la posizione nel settore dell\u2019economia industriale e dell\u2019economia commerciale. Qui difficilmente troveremmo ragioni di ordine sistematico, di ordine scientifico per superare l\u2019eccezione della doppia imposizione. Per\u00f2, se discendiamo dalla sfera del sistema e della teoria pura, per prendere contatto con quella realt\u00e0 che tante volte \u00e8 meno simpatica di come vorremmo trovarla, ma rappresenta una fatalit\u00e0 di cui dobbiamo tener conto, un duplice ordine di considerazioni \u00e8 possibile di fare:<\/p><p>1\u00b0) io non so se sia vero \u2013 ma potrebbe anche esserlo \u2013 che nonostante la buona volont\u00e0 del legislatore, nonostante la buona volont\u00e0 dell\u2019organo esecutivo, la tassazione del settore terriero e quella del settore edilizio finiscono per essere fatte in modo pi\u00f9 rigoroso di quello che si segue per la tassazione del settore industriale e del settore commerciale. Se questo fosse vero (e lo abbandono al vostro giudizio), la tassazione suppletiva degli enti collettivi per questa zona avrebbe una funzione di integrazione dell\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio;<\/p><p>2\u00b0) (ragione di ordine pratico). Si tratta di una zona che certamente ha conseguito dei redditi negli anni scorsi, redditi che si \u00e8 cercato di colpire con i tributi ordinari e con i tributi straordinari. La buona volont\u00e0 dei Ministri che si sono succeduti (e non pu\u00f2 essere messa in dubbio la buona volont\u00e0 di eminenti colleghi che mi hanno preceduto) ha cercato in tutti i modi di colpire queste zone con l\u2019imposta sul reddito, ma la tecnica dell\u2019accertamento, ben nota agli onorevoli colleghi, arriva con un certo ritardo a colpire queste zone di reddito. Perci\u00f2 questa tassazione degli enti collettivi potrebbe rappresentare una seconda volta uno strumento di perequazione, che consentirebbe di assorbire, attraverso un tributo sul capitale, quanto per avventura non \u00e8 stato assorbito con lo strumento dell\u2019imposta suo reddito. Per questo ritengo che, qualora l\u2019Assemblea accedesse all\u2019ordine di idee della tassazione degli enti collettivi, si potrebbero forse sottolineare queste due ragioni di ordine pratico che permetterebbero di superare quella eccezione di duplicazione, che certamente rende perplessi parecchi degli onorevoli colleghi.<\/p><p>Se si accede all\u2019ordine di idee della tassazione degli enti collettivi con questo tributo proporzionale addizionale, io pregherei l\u2019Assemblea \u2013 ed in tale senso \u00e8 il progetto predisposto dal Governo \u2013 di aggiornare la disciplina delle rivalutazioni.<\/p><p>Voi sapete che la disciplina attuale presta il fianco a critiche ed osservazioni. Oggi ci troviamo davanti a possibilit\u00e0 di rivalutazioni secondo coefficienti che presuponevano il dollaro al cambio di cento lire. Ma sovratutto \u2013 secondo ordine di critiche \u2013 l\u2019attuale disciplina aveva lasciato la porta aperta alla utilizzazione di residui di valutazione, secondo le leggi monetarie del 1927 e del 1936, senza obbligo di pagare alcun tributo, alcun pedaggio fiscale; poich\u00e9 il venticinque per cento oggi esistente, non riguarda i residui di rivalutazione ancora possibili rispetto alle leggi monetarie del 1927 e del 1936. Evidentemente di tutto questo non pu\u00f2 essere fatta colpa al Governo in carica, il quale per\u00f2 si \u00e8 preoccupato e di chiudere questa porta e di dare una disciplina pi\u00f9 aggiornata alle possibilit\u00e0 di rivalutazione, secondo l\u2019attuale corso del dollaro, 225.<\/p><p>Ed \u00e8 per questo che troverete nel progetto alcuni articoli che autorizzano ad adeguare le poste dell\u2019attivo secondo un coefficiente di rivalutazione, che \u00e8 ragguagliato al dollaro 225, ma entro il limite invalicabile della rivalutazione del capitale proprio e delle riserve palesi delle societ\u00e0, affinch\u00e9 queste rivalutazioni siano veramente e soltanto quelle, che economicamente rappresentano ombra e non cosa certa. Nessuna possibilit\u00e0 di rivalutazione per l\u2019attivo eccedente la rivalutazione del capitale sociale e delle riserve, perch\u00e9 in questo caso noi creeremmo una zona di franchigia per la successiva applicazione dell\u2019imposta di ricchezza mobile \u2013 categoria <em>B. <\/em>Per la rivalutazione, contenuta in questi limiti, noi contempliamo, qualora siano utilizzate in aumento di capitale, il pagamento di un altro quattro per cento. Per\u00f2 l\u2019utilizzo ad aumento di capitale non pu\u00f2 avere luogo sotto forma di azioni gratuite; pu\u00f2 aver luogo soltanto sotto forma di aumento del valore nominale delle azioni. I tecnici della materia, che conoscono i riflessi psicologici della consegna d\u2019un nuovo titolo, afferrano tutta la portata di questa limitazione. Ed affinch\u00e9 non si verifichi che, dopo aver tenuto un\u2019assemblea, che aumenta il valore nominale, un\u2019altra se ne possa tenere che deliberi il frazionamento dei titoli, si stabilisce che, per la durata di un anno, non possa aver luogo il frazionamento dei titoli, aumentati in dipendenza della rivalutazione.<\/p><p>Queste le linee generali del progetto.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, un Governo che ha predisposto i due progetti \u2013 l\u2019uno per la tassazione delle rivalutazioni; l\u2019altro per la tassazione degli enti collettivi \u2013 io penso che debba essere dispensato da un giudizio severo, penso che gli si possa dare il riconoscimento di una buona volont\u00e0 dimostrata per apprestare tutto il materiale necessario e sufficiente per dar seguito alla volont\u00e0 dell\u2019Assemblea.<\/p><p>La scelta dell\u2019una, piuttosto che dell\u2019altra strada, \u00e8 di competenza dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Per queste considerazioni, che si riallacciano al senso di ossequio e di deferenza che il Governo ha verso l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Assemblea, attendiamo da voi, onorevoli colleghi, di sapere qual \u00e8 la strada preferita. Una volta fatta la scelta, il Governo sar\u00e0 a completa disposizione, perch\u00e9 gli articoli relativi trovino una immediata inserzione nel disegno di legge che stiamo discutendo. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Vorrei chiedere all\u2019onorevole Ministro se il Governo ha una sua opinione in merito. Quale delle due vie preferisce seguire?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Ritengo di aver risposto gi\u00e0 in precedenza. Il Governo ritiene di non dover esprimere un suo pensiero ufficiale sulla questione di massima. Esso per\u00f2 ha dato la dimostrazione di esser pronto a seguire l\u2019una e l\u2019altra via. Non \u00e8 a questa Assemblea che si possa fare il torto di desiderare di essere scaricata da questa responsabilit\u00e0. Sono sicuro che l\u2019Assemblea questa responsabilit\u00e0 della scelta l\u2019assume volentieri. (<em>Applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Il Governo non \u00e8 un organo tecnico; \u00e8 organo politico e deve portare qui il suo giudizio sulla opportunit\u00e0 di scegliere l\u2019una o l\u2019altra via.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> La terza via!<\/p><p>SCOCCIMARRO. La terza via \u00e8 di non far niente. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Ho chiesto la parola proprio per esprimere la mia meraviglia e la meraviglia del nostro gruppo di fronte alla posizione presa dal Governo nel problema della tassazione degli enti collettivi. La parte storica, che \u00e8 stata presentata cos\u00ec abilmente dal Ministro Pella, prova \u2013 se ce ne fosse bisogno \u2013 quale deviazione continua ci sia stata nel pensiero del Governo in questa materia. Il Governo prima ci ha parlato di tassazione delle rivalutazioni, poi si \u00e8 venuti al concetto di tassare gli enti nell\u2019ambito della legge sulla imposta patrimoniale. Ieri, di nuovo, ci siamo trovati di fronte ad un brusco voltafaccia del Governo, che ha detto all\u2019Assemblea che non aveva pi\u00f9 nessun pensiero. Cio\u00e8 noi dobbiamo pensare che il Governo, che dovrebbe essere alla testa della Nazione, di fronte ad un problema cos\u00ec grave come quello della tassazione degli enti collettivi non ha un proprio pensiero. Mi chiedo se questo \u00e8 un Governo o cosa \u00e8. (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Non \u00e8 un Governo. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Io mi associo completamente alle dichiarazioni che ha fatte il mio collega delle finanze (<em>Commenti a sinistra<\/em>) intorno ai propositi del Governo di lasciar libera l\u2019Assemblea sulla decisione che deve prendere in questa materia delicata. Credo che parecchi dei miei colleghi abbiamo gi\u00e0 compreso che le esitazioni che esistono su questo banco in materia di tassazione degli enti collettivi e di tassazione delle rivalutazioni rimontano alla mia persona e io ho il dovere di dire all\u2019Assemblea le ragioni delle mie esitazioni e dei miei dubbi; libera l\u2019Assemblea di dare il giudizio che riterr\u00e0 in proposito opportuno. Credo utile che l\u2019Assemblea conosca i motivi di questa mia esitazione.<\/p><p>Se avessi potuto in qualche modo persuadermi che la tassazione degli enti collettivi, in questa sede, ha un qualche fondamento, non avrei dubitato. Se io esito, in questa materia, \u00e8 perch\u00e9 le argomentazioni che sono state presentate qui ed altrove, sono argomentazioni le quali \u2013 ai miei occhi \u2013 non hanno valore.<\/p><p>Non da oggi io sono di questa opinione: da decenni ho sempre combattuto la tesi avversaria. Mancherei quindi al mio dovere morale se, in questo momento, io non esponessi, per lo meno, la mia opinione.<\/p><p>Quali sono le ragioni dei miei dubbi in questa materia?<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> La Confindustria!<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Non la Confindustria, perch\u00e9 non esisteva, quando trenta anni fa io cominciai a scrivere in questa materia. E credo che molti in quest\u2019Aula sanno che le mie opinioni non derivano da nessuno. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> In questa materia sono persuaso che non bisogna ascoltare nessuno, salvo la propria coscienza.<\/p><p>Ora, quali sono le ragioni che sono state addotte, a favore della tassazione degli enti collettivi?<\/p><p>Ve ne \u00e8 una che credo che in quest\u2019Aula non sia stata ancora ricordata; una motivazione che ha avuto un\u2019enorme diffusione in molti paesi stranieri e si intitola al nome dell\u2019economista forse pi\u00f9 celebre dei tempi moderni, il Keynes.<\/p><p>Secondo questa concezione, gli enti collettivi \u2013 sopratutto le societ\u00e0 per azioni \u2013 dovrebbero essere tassati a parte, nei paesi dove li tassano, allo scopo di impedire ad essi di accumulare riserve esenti da imposte.<\/p><p>La argomentazione non \u00e8 valida legalmente per il nostro paese, in quanto che \u2013 come tutti sanno \u2013 l\u2019imposta di ricchezza mobile non colpisce il reddito distribuito agli azionisti, ma colpisce invece l\u2019intero reddito prodotto, sia esso distribuito, sia esso mandato a riserva.<\/p><p>In altri paesi, dove il reddito tassato \u00e8 il reddito distribuito, c\u2019\u00e8 una falla nella tassazione: non \u00e8 invero soggetta all\u2019imposta normale, quella che si chiama qui in Italia l\u2019imposta di ricchezza mobile, la somma mandata a riserva. Epperci\u00f2, in quei paesi si dice che occorre istituire una imposta speciale per le societ\u00e0 per azioni, allo scopo di tassare le somme mandate a riserva, e si ritiene che ci\u00f2 debba accadere perch\u00e9 si crede \u2013 da coloro che sono fautori di questa norma \u2013 che il mandare somme a riserva, ossia il fare un risparmio di carattere societario collettivo, sia uno dei delitti capitali della societ\u00e0 moderna. Si ritiene da costoro che le crisi economiche, che ogni tanto si verificano nel mondo, siano dovute all\u2019eccessivo risparmio.<\/p><p>Io non voglio giudicare se questa teoria o tesi sia vera o falsa. \u00c8 un qualche cosa che non ci interessa, n\u00e9 dal punto di vista giuridico, perch\u00e9 la nostra legge d\u2019imposta tassa gi\u00e0 le somme mandate a riserva; n\u00e9 dal punto di vista economico, poich\u00e9 nessuno dubita qui, in questa Assemblea, che nel momento presente e nel nostro paese il mandare somme a riserva, il risparmiare non sia una delle necessit\u00e0 pi\u00f9 impellenti del momento. \u00c8 necessario mandare somme a riserva, allo scopo di compiere la ricostruzione di ci\u00f2 che \u00e8 stato distrutto dalla guerra.<\/p><p>Discuteremo dopo, discuteranno coloro che saranno qui fra quattro o cinque anni, quando tutto sar\u00e0 ricostruito in Italia, discuteranno allora, essi, se sia conveniente favorire o non favorire il risparmio e mandare somme a riserva. Credo che nel momento presente la questione sia di fuori dalla realt\u00e0, ch\u00e9 oggi nessun dubbio pu\u00f2 sussistere che, se una scelta deve essere fatta verso l\u2019incoraggiare o lo scoraggiare il risparmio e l\u2019inviare somme a riserva, il dubbio deve ricevere soluzioni nel senso per lo meno di non scoraggiare.<\/p><p>Una tassazione, quindi, la quale si fondi su questo motivo, non si pu\u00f2 dire abbia un fondamento logico e reale, oggi.<\/p><p>Un secondo motivo che pu\u00f2 spiegare una tassazione particolare degli enti collettivi fu gi\u00e0 ricordato in questa seduta da parecchi oratori ed anche dal mio collega delle finanze; e consiste in una asserita maggiore capacit\u00e0 contributiva delle societ\u00e0 per azioni, in confronto alle imprese private individuali ed anche alle imprese collettive minori.<\/p><p>Ci\u00f2 \u00e8 esatto. Nessuno si sognerebbe infatti di costituire una societ\u00e0 per azioni, se cosiffatta maniera di societ\u00e0 non fosse lo strumento utile per poter incrementare il reddito di coloro che attendono ad operazioni economiche. Se questo non fosse il risultato previsto, la costituzione di una societ\u00e0 per azioni sarebbe un qualche cosa di veramente irrazionale.<\/p><p>La premessa \u00e8 dunque indiscutibile: ma, da questa premessa, che cio\u00e8 la societ\u00e0 per azioni sia uno strumento di produzione di maggior reddito, non discende l\u2019illazione che le societ\u00e0 per azioni possano essere soggette a tassazioni particolari. Se \u00e8 vero, come io ritengo che sia vero, ove le cose procedano razionalmente, che l\u2019effetto \u00e8 quello sopra enunciato, questo effetto che le societ\u00e0 per azioni hanno di incrementare il reddito o di incrementare il patrimonio netto delle societ\u00e0, trova necessariamente la sua espressione visiva nel reddito delle azioni appartenenti agli azionisti e nel valore \u2013 e noi qui particolarmente guardiamo ai valori patrimoniali \u2013 nel valore, dicevo, delle societ\u00e0 stesse.<\/p><p>La argomentazione serve quindi soltanto a dimostrare che il valore capitale delle azioni ammesse alla societ\u00e0 per azioni o il valore capitale delle carature delle altre societ\u00e0, viene ad incrementarsi appunto per la capacit\u00e0 di reddito che hanno le societ\u00e0. Ma questo eventuale maggior valore capitale noi lo tassiamo gi\u00e0 con la imposta progressiva sul patrimonio degli azionisti. La tassazione ulteriore degli enti collettivi sarebbe evidentemente, se dovuta a questo motivo, un <em>bis in idem.<\/em><\/p><p>Una terza argomentazione che anche qui \u00e8 stata ricordata \u2013 ed \u00e8 un\u2019argomentazione pratica, concreta \u2013 \u00e8 quella che si riferisce alla maggiore possibilit\u00e0 che hanno i patrimoni mobiliari, che sono soprattutto quelli dai quali traggono vita le societ\u00e0 per azioni, di essere sottovalutati ai fini dell\u2019imposta patrimoniale progressiva, in confronto ai patrimoni immobiliari terrieri od edilizi.<\/p><p>Si dice cio\u00e8: ci\u00f2 che in pratica succede \u00e8 che i patrimoni consistenti in terreni ed in case sono valutati, ad esempio, cento e l\u2019imposta patrimoniale progressiva straordinaria li colpisce su cento, mentre invece i patrimoni mobiliari sono tassati soltanto, di fatto, a causa dell\u2019imperfetto funzionamento del nostro sistema tributario ordinario, su qualche cosa di meno di cento, supponiamo su 70 o 80.<\/p><p>\u00c8 quindi corretto che vi sia questa speciale imposta sugli enti collettivi, la quale ripari alla, per cos\u00ec dire, dimenticanza della finanza in sede di imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. \u00c8 un espediente che si adotta allo scopo di raggiungere la parit\u00e0 di trattamento tra i contribuenti immobiliari e i contribuenti mobiliari.<\/p><p>Alla tesi io contrappongo qualche osservazione che, ripeto, credo sia anch\u2019essa concreta. Se la tesi \u00e8 valida, essa vale per tutti i contribuenti mobiliari, e non soltanto per quei contribuenti i quali hanno la forma della societ\u00e0 per azioni o delle altre societ\u00e0 che sarebbero tassate in sede di tassazione particolare degli enti collettivi. Se la argomentazione \u00e8 valida, essa si riferisce anche ai commercianti e agli industriali individuali, alle imprese individuali e, anzi, si riferisce con tanto maggior ragione a questi, poich\u00e9, se c\u2019\u00e8 una qualche sperequazione, la sperequazione opera massimamente a vantaggio dei contribuenti individuali, i quali non sono soggetti a quegli obblighi di tenere libri, di compilare bilanci, ecc., che sono certamente, nel campo delle societ\u00e0 per azioni, un aiuto per la finanza per conoscere meglio il reddito imponibile e i valori capitali.<\/p><p>L\u2019argomentazione \u00e8 dunque troppo ampia perch\u00e9 possa essere applicata soltanto ad un gruppo di contribuenti. L\u2019argomentazione porterebbe a stabilire un\u2019altra imposta, la quale, per controbilanciare il maggiore peso della tassazione dell\u2019imposta straordinaria progressiva sui patrimoni immobiliari, colpisca con un supplemento ulteriore i patrimoni mobiliari. Io non so se l\u2019Assemblea voglia porsi su questa via; e prima di porsi su questa via, io desidererei che essa riflettesse un poco a ci\u00f2 che \u00e8 il significato morale dell\u2019argomentazione medesima. In sostanza, quando noi diciamo: \u00abTu contribuente frodi la finanza, poich\u00e9 la tua tassazione \u00e8 fatta su basi pi\u00f9 basse di quelle sulle quali sono fatte le tassazioni dei contribuenti proprietari di terreni e di case; e frodando tu la finanza, perch\u00e9 sei tassato o collabori a questa minore valutazione della tua sostanza, tu frodi, se non intenzionalmente, almeno di fatto; e poich\u00e9 tu frodi noi ti facciamo pagare una seconda volta o ti facciamo pagare il 10 invece che il 5 percento, il 20 invece del 10 per cento\u00bb, noi veniamo a legittimare la frode. Non \u00e8 morale, non \u00e8 onesto dire ad un contribuente: \u00abTu sei frodatore; e poich\u00e9 sei frodatore, io aumento l\u2019aliquota d\u2019imposta a tuo carico\u00bb: poich\u00e9 il contribuente che si sente fare questo discorso ha diritto di dire: \u00abTu, Stato, legittimi la mia frode, perch\u00e9 la accogli gi\u00e0 fin dal principio; poich\u00e9 gi\u00e0 fin dall\u2019inizio ammetti, riconosci, sovratassandomi in maniera che sarebbe ingiusta se io non frodassi, che io sia tassato su una base minore di quello che non sia la base degli altri contribuenti\u00bb. I contribuenti possono replicare: \u00abFa il tuo dovere, tu, finanza: accerta l\u2019intiero reddito o l\u2019intiero valore, ma non parlare di frode, non legittimare la frode; non falsare il sistema tributario; non aumentare a torto le aliquote, le quali possono colpire anche i contribuenti che, pur trovandosi nella medesima mia categoria, sono stati tassati sull\u2019intiero valore del loro patrimonio\u00bb.<\/p><p>Io credo, quindi, che questa sia un\u2019argomentazione pericolosa. Lo abbiamo visto di fatto in altre circostanze quanto sia pericolosa la argomentazione dell\u2019aumentare le aliquote delle imposte per taluni contribuenti, perch\u00e9 si suppone essi frodino la finanza. Essa ha portato ad esagerazioni di enormi aliquote a carico di certi contribuenti nelle categorie <em>B<\/em> e <em>C<\/em>, dell\u2019imposta di ricchezza mobile, perch\u00e9 i contribuenti di categoria <em>D<\/em>, ossia i dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici, dicevano sempre: \u00abNoi paghiamo l\u2019imposta di ricchezza mobile sull\u2019intero ammontare del nostro stipendio. Neppure una lira del nostro stipendio sfugge all\u2019imposta\u00bb. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GULLO FAUSTO. Onde una aliquota minore e una presunzione di frode dello Stato rispetto ai professionisti.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Lo Stato, appunto in considerazione di questa presunzione di frode fatta a carico dei professionisti, e non solo a carico dei professionisti ma anche degli impiegati privati e degli industriali e dei commercianti privati, ha aumentato sempre di pi\u00f9 l\u2019aliquota e l\u2019ha aumentata in maniera scorretta, perch\u00e9 io dico che, se i contribuenti fanno il loro dovere, l\u2019aliquota che colpisce i professionisti dovrebbe essere minore di quella che colpisce gli impiegati, ch\u00e9 il reddito degli impiegati \u00e8 un reddito, a parit\u00e0 di somme (qui si parla sempre a parit\u00e0 di somme), costante che si percepisce in tutti i mesi dell\u2019anno, che pu\u00f2 essere riscosso anche durante i mesi di malattia e pu\u00f2 dar luogo a pensioni&#8230;<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Pensioni di fame!<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> &#8230;mentre il reddito dei professionisti \u00e8 incostante, non si percepisce in tempi di malattia e non si ottiene quando si \u00e8 vecchi e si deve abbandonare il lavoro. Quindi, se si volesse fare giustizia vera, se l\u2019aliquota dell\u2019imposta sugli impiegati \u00e8 dell\u20198 per cento, l\u2019aliquota dell\u2019imposta sui professionisti dovrebbe essere del 4 per cento, non del 16.<\/p><p>Io ricordo che tanti anni fa (credo che l\u2019onorevole Corsi si sia recentemente ricordato di queste mie dimostrazioni) ho sostenuto la tesi che per togliere di mezzo questo argomento, il quale faceva s\u00ec che le aliquote dell\u2019imposta di ricchezza mobile a carico delle categorie dei professionisti e degli industriali fossero aumentate troppo, occorreva esentare gli impiegati dello Stato da ogni e qualsiasi imposta di ricchezza mobile, cos\u00ec da togliere occasione al ripetersi di questo argomento. Ed ho avuto la soddisfazione, che per altre ragioni (ed anche allora dicevo che il momento di introdurre l\u2019immunit\u00e0 degli stipendi degli impiegati pubblici dall\u2019imposta sarebbe venuto quando si fosse dovuto aumentare il loro stipendio) il presente governo ha esentato i redditi degli impiegati, dando ad essi praticamente un aumento di stipendio. L\u2019imposta sui redditi degli impiegati era del resto pura forma, non sostanza. Tutti gli impiegati sapevano fino a ieri che quando ricevevano uno stipendio di cento lire, non ricevevano cento lire ma 92 lire e nessuno si occupava del lordo. Dovendosi aumentare lo stipendio, \u00e8 stato meglio abolire la ricchezza mobile e togliere cos\u00ec l\u2019imbarazzo di una infinit\u00e0 di scritturazioni contabili che non rendevano un centesimo allo Stato, aumentavano il malcontento degli impiegati, e fornivano causa ad aggravamenti odiosi e dannosi di imposta a carico di altre categorie di contribuenti.<\/p><p>L\u2019argomento della differenza di severit\u00e0 nell\u2019accertamento non pu\u00f2 dunque essere invocato, perch\u00e9 \u00e8 un argomento che in materia di finanza non \u00e8 morale. La finanza se vuole dare buoni risultati economici, se vuole condurre le imposte al massimo di rendimento, deve soprattutto osservare princip\u00ee morali, non deve basarsi su ipotesi e presunzioni di frode da parte del contribuente. La finanza deve procedere dritto, tassare il contribuente per quello che ha e punirlo il giorno in cui scopre che egli ha occultato una parte del suo reddito. E le punizioni devono essere esemplari, non soltanto costituite da multe, le quali possono essere anche obliterate e condonate.<\/p><p>L\u2019argomento fondamentale a proposito della tassazione degli enti collettivi \u00e8 per\u00f2, in sostanza, tolto di mezzo questo preliminare apparato ingombrante di falsi ragionamenti, quello delle rivalutazioni.<\/p><p>Nell\u2019attuare la perequazione tra i contribuenti, si possono adottare avvedimenti utili a facilitare il calcolo del reddito. Si possono adottare criteri di stima fondati sul reddito medio, su coefficienti presuntivi; ma debbono essere criteri e coefficienti uguali per tutti.<\/p><p>In questo argomento delle rivalutazioni c\u2019\u00e8 qualche cosa che \u00e8 serio e qualche cosa che serio non \u00e8.<\/p><p>Rivalutazioni: che cosa vuol dire? Se una legge dello Stato dicesse ad esempio che il metro \u00e8 lungo 10 centimetri soltanto, il legislatore avrebbe perfettamente ragione di dire ci\u00f2: \u00e8 in suo arbitrio di dirlo. Improvvisamente, ad esempio, io che sono alto 1,67 di altezza diventerei alto 16 metri e 70.<\/p><p>Sarebbe questa una buona ragione perch\u00e9 qualcuno mi dicesse: dammi una parte di quello che ti avanza, dell\u2019incremento di altezza tua; dammi un pezzo di piede, dammi la testa? Tutti vediamo che questa \u00e8 un\u2019argomentazione priva di valore. Or bene, in tema di rivalutazioni bisogna distinguere fra ci\u00f2 che \u00e8 apparenza e ci\u00f2 che \u00e8 realt\u00e0. C\u2019\u00e8 dell\u2019apparenza e c\u2019\u00e8 della realt\u00e0. Comincer\u00f2 a dire ci\u00f2 che \u00e8 apparenza per passare poi a quello che \u00e8 realt\u00e0.<\/p><p>L\u2019apparenza \u00e8 il cambiamento di nome monetario dato alle stesse cose che erano possedute dagli enti, sia privati che collettivi. Non c\u2019\u00e8 a questo riguardo nessuna differenza fra enti privati e collettivi. Siamo qui in materia di enti collettivi e si discorre di enti collettivi, ma l\u2019argomentazione \u00e8 valida per tutti. Quando una macchina, supponiamo una rotativa, la quale un tempo poteva essere acquistata per un milione di lire, in virt\u00f9 della svalutazione monetaria viene a valere 100 milioni, io dico che qui c\u2019\u00e8 una variazione puramente nominale: non c\u2019\u00e8 nessuna variazione sostanziale nel patrimonio del contribuente; \u00e8 la stessa rotativa che adempie ai medesimi fini di prima e che ha un altro nome monetario. \u00c8 lo Stato il quale ha variato il metro monetario e invece di adoperare una lira lunga adopera una lira corta per misurare i valori e adoperando una lira corta quelle stesse attivit\u00e0 patrimoniali le quali valevano uno vengono poi a valere venti, trenta, cinquanta e anche cento a seconda dell\u2019epoca alla quale possiamo far risalire la variazione del metro monetario.<\/p><p>Se ci riferiamo all\u2019ultima guerra diremo che il coefficiente sar\u00e0, ad esempio, 40; se ci riferiamo all\u2019epoca anteriore al 1914 diciamo che il metro monetario \u00e8 una centesima parte, o anche meno, di quello che era prima. Questa variazione monetaria \u00e8 puramente nominale, apparente, e non muta nulla alla ricchezza ed alla capacit\u00e0 contributiva del contribuente. Ma, appunto per questo, una tassazione delle rivalutazioni apparenti del patrimonio proprio del contribuente \u2013 mi riferisco a tutti i contribuenti in generale \u2013 \u00e8 senza fondamento logico, senza fondamento economico.<\/p><p>CRISPO. Intanto l\u2019abbiamo gi\u00e0 votata.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Quella che ha fondamento \u00e8 un\u2019altra rivalutazione: una diversa rivalutazione. Vi ha gi\u00e0 accennato il mio collega delle finanze. Supponiamo che, invece di lavorare con capitali propr\u00ee, il contribuente abbia lavorato con capitali altrui presi a prestito; supponiamo che la stessa azienda giornalistica che aveva comperato la rotativa per un milione di lire tanti anni fa, l\u2019avesse acquistata contraendo un debito di un milione di lire: adesso, quell\u2019azienda giornalistica si trova a possedere una rotativa la quale vale cento milioni. Ma poich\u00e9 il capitale con cui aveva comperato la rotativa non era suo \u2013 era di un altro \u2013 quel contribuente ha ottenuto un vero guadagno. Qui c\u2019\u00e8 una rivalutazione non apparente, ma una rivalutazione effettiva, una rivalutazione reale. E questa \u00e8 vera materia di imposta: c\u2019\u00e8 un guadagno effettivo, un arricchimento sostanziale in confronto al patrimonio reale precedente.<\/p><p>Distinguiamo perci\u00f2 tra quelle che sono le rivalutazioni nominali apparenti e quelle che sono le rivalutazioni reali, perch\u00e9 si riferiscono a beni che sono stati comperati prendendo a prestito la somma. In questo caso, giustizia astratta, piena, che cosa vorrebbe? Vorrebbe che i 99 milioni di differenza che sono stati appropriati dall\u2019azienda giornalistica che ha comperato, facendo dei debiti, quella rotativa che oggi vale 100 milioni, fossero restituiti ai legittimi proprietari, ai creditori che hanno dato il danaro a prestito.<\/p><p>Il problema si \u00e8 presentato infinite volte. Anche dopo la prima guerra mondiale si era presentato, sopratutto nei paesi a larga svalutazione come la Germania; non solo \u00e8 stato discusso, ma ha dato luogo a provvedimenti legislativi di restituzione parziale a coloro che erano stati danneggiati dalla svalutazione monetaria. Bisogna riconoscere che in questa materia \u00e8 molto difficile, quasi impossibile, nella maggior parte dei casi, andare rintracciando quei tali creditori i quali avevano dato a mutuo la somma al debitore che si \u00e8 in questa maniera arricchito. Se si trattasse di transazione recentissima, la restituzione sarebbe pensabile; ma se si tratta di transazione non recentissima, il margine di errore sarebbe molto grande. Quando il tempo trascorso \u00e8 lungo, l\u2019arricchimento \u00e8 avvenuto a carico di creditori che sono morti, che hanno venduto le ragioni di credito; ci sono stati trapassi per cui resta quasi impossibile rintracciare il vero danneggiato. In questo caso pu\u00f2 intervenire lo Stato e dire: in questa materia di rivalutazioni sostanziali c\u2019\u00e8 un vero lucro, c\u2019\u00e8 un vero arricchimento di taluni contribuenti; non potendo andare a rintracciare e conoscere coloro i quali sarebbero i veri proprietari della somma che \u00e8 andata a favore di taluni e a danno di altri, io, Stato, mi approprio di una parte dell\u2019arricchimento. Orbene, qui mi tocca ricordare un\u2019altra massima fondamentale tributaria: se le imposte vogliono essere imposte giuste, imposte corrette, non solo devono soltanto colpire tutti gli arricchimenti, solo e tutti gli arricchimenti effettivi e sostanziali, ma li devono colpire quando essi siano realizzati. \u00c8 la massima fondamentale della nostra imposta di ricchezza mobile fin dal 1864; \u00e8 la massima sulla quale riposa tutta la tassazione mobiliare, cio\u00e8 tassare i redditi, gli arricchimenti che abbiano trovato la loro realizzazione. Se invece andiamo in un altro ordine di idee e tassiamo gli arricchimenti quando essi sono soltanto in potenza, ma non sono stati ancora realizzati, noi diamo la materia tributaria in pasto all\u2019arbitrio; noi tassiamo soltanto la possibilit\u00e0 astratta che in avvenire, vendendosi quei cespiti imponibili, il contribuente realizzi un lucro.<\/p><p>Tutta la nostra legislazione, tutta la nostra giurisprudenza \u00e8 informata al concetto di tassare questi arricchimenti, ma quando essi si siano realizzati. Cercare un\u2019altra via sarebbe come dire: oggi i prezzi sono tali e tu ti sei arricchito, ma domani i prezzi possono essere diversi, possono essere ribassati, e tu, che non hai venduto, invece di aver guadagnato, hai perduto; ma noi siamo stati accorti e ti abbiamo tassato per tempo, aggiungendo un\u2019altra perdita a quella che ti apprestavi a subire.<\/p><p>Se si tratta di queste rivalutazioni, la nostra legislazione vigente provvede gi\u00e0. \u00c8 infatti pacifica giurisprudenza nel nostro sistema di imposte di ricchezza mobile che i maggiori prezzi che sono stati ottenuti formino materia di tassazione quando ci sia realizzo, e tutti sappiamo che l\u2019imposta di ricchezza mobile non ha la mano leggiera nelle aliquote.<\/p><p>Possono, oltre alla appropriazione delle rivalutazioni da debiti, esservi altre ragioni di rivalutazioni effettive: da situazioni monopolistiche o da circostanze transitorie, le quali abbiano fatto aumentare il valore di singoli cespiti al di sopra dell\u2019aumento mediamente dovuto alle svalutazioni. Trattasi, a parer mio, di cose non grosse dal punto di vista fiscale; ma in ogni caso ad esse provvede gi\u00e0 l\u2019imposta di ricchezza mobile. Riassumendo, la tassazione degli enti collettivi non riposa su alcun fondamento di ragione, o per quel che in essa vi \u00e8 di corretto fiscalmente, ad essa provvede gi\u00e0 pienamente la nostra imposta di ricchezza mobile, che a torto si dimentica, quasi che dal 1844 in poi essa non consentisse di tassare tutti i redditi e tutti gli arricchimenti meritevoli di tassazione.<\/p><p>Questi sono i dubbi che mi hanno angustiato in questi giorni, e mi hanno indotto di esporli all\u2019Assemblea. Era mio dovere esporli, affinch\u00e9 l\u2019Assemblea possa pronunciare il suo giudizio dopo aver ascoltato tutte le argomentazioni pro e contro. Ed \u00e8 naturale che io mi associ pienamente alle dichiarazioni del collega Ministro alle finanze nel dire che, qualunque sia la deliberazione che vorr\u00e0 prendere l\u2019Assemblea, io, pur mantenendo la validit\u00e0, quando non sia confutata da nuove argomentazioni a me ignote, delle mie critiche, mi inchiner\u00f2 ad essa. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>VALIANI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VALIANI. Onorevoli colleghi. Voglio intrattenervi brevemente su questa questione della tassazione degli enti collettivi, perch\u00e9 sono stato il primo a sollevare la questione nella discussione generale. Devo dare atto al Ministro Pella della sua estrema buona volont\u00e0 in questa questione e devo ringraziarlo della sua lealt\u00e0 e della sua fermezza nel difendere sopratutto l\u2019interesse del fisco che \u00e8 superiore alle considerazioni dottrinarie esposteci dall\u2019onorevole Einaudi e superiore anche agli interessi particolari che premono su questa Assemblea.<\/p><p>L\u2019onorevole Pella ha resistito alle pressioni particolari e voglio dargli atto e ringraziarlo di ci\u00f2.<\/p><p>Quanto alla questione dell\u2019una o dell\u2019altra forma di tassazione, evidentemente potevano esserci motivi fondati di preferenza a colpire le rivalutazioni, nel momento in cui il Ministro Campilli venne davanti alla Commissione delle finanze e annunci\u00f2 il suo progetto chiedendo alla Commissione stessa, la quale stava per orientarsi verso la tassazione degli enti collettivi, di sospendere ogni decisione in merito, inquantoch\u00e9 egli si impegnava a fare approvare in brevissimo tempo dal Consiglio dei Ministri la legge sulle rivalutazioni.<\/p><p>Ora per\u00f2 sono successi due fatti:<\/p><p>1\u00b0) Molte rivalutazioni sono gi\u00e0 state fatte dopo la seduta del 20 aprile.<\/p><p>2\u00b0) Siamo alla fine di luglio, l\u2019Assemblea va in vacanza e il Governo, se non va in vacanza, certamente riposa, e quindi esiste il rischio che la legge sulla rivalutazione finisca con l\u2019essere approvata prima dal Consiglio dei Ministri e poi dall\u2019Assemblea in ottobre, quando ancora altre rivalutazioni saranno state fatte. Di modo che l\u2019interesse del fisco, malgrado gli argomenti di carattere teorico in favore della rivalutazione, non sarebbe salvaguardato nella stessa misura, in cui potrebbe esserlo con la tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Da calcoli sommari, che non sono molto esatti, ma che hanno una certa base di fondamento, con la tassazione degli enti collettivi, secondo lo stesso progetto ufficioso del Ministro Pella, si possono incassare 60 miliardi e forse anche di pi\u00f9; a questo progetto si potrebbero, infatti, apportare alcune modificazioni, che permetterebbero di colpire un po\u2019 di pi\u00f9; ma, anche cos\u00ec com\u2019\u00e8, esso d\u00e0 un introito abbastanza sicuro e cospicuo; mentre il provvedimento sulle rivalutazioni, se giunge con qualche mese di ritardo ancora, rischia di darci molto di meno di quanto avrebbe dovuto dare in aprile. Un provvedimento di rivalutazione, in periodo inflazionistico, e, onorevole Einaudi, noi siamo purtroppo in periodo inflazionistico, anche se Ella, come Governatore della Banca d\u2019Italia, da tre anni si rifiuta di ammetterlo ed agisce come se questo processo inflazionistico non esistesse, dicevo \u2013 dunque \u2013 in periodo inflazionistico una legge che colpisce le rivalutazioni \u00e8 sempre un terno a lotto: pu\u00f2 dar molto come pu\u00f2 dar poco. Secondo gli argomenti esposti dall\u2019onorevole Einaudi, gli accrescimenti di valori nominali non sempre si basano su effettivi accrescimenti di consistenze patrimoniali. Pu\u00f2 anche darsi che cos\u00ec sia per la maggior parte dei piccoli e medi industriali, che in generale non sono costituiti in societ\u00e0 anonime, e che guadagnano in danaro e perdono in scorte. Questa categoria \u00e8 interessata per\u00f2 a che si colpisca di pi\u00f9 l\u2019altra categoria, la quale viene ad essere soprattutto colpita col provvedimento sulle tassazioni degli enti collettivi.<\/p><p>Non solo; io non conosco, purtroppo, il progetto sulle rivalutazioni, annunciato dall\u2019onorevole Pella. Pur facendo parte della Commissione finanze e Tesoro, non me ne \u00e8 stata data copia; immagino che l\u2019onorevole Pella l\u2019abbia data a titolo personale al Presidente della Commissione, pregandolo di non comunicarlo ancora alla Commissione stessa, inquantoch\u00e9 il Governo non si era pronunciato.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> \u00c8 esatto.<\/p><p>VALIANI. Nulla da eccepire: non voglio fare nessuna speculazione politica sulla indecisione del Governo. Anzi, gli onorevoli Einaudi e Pella sono stati molto leali nel portare i loro dubbi davanti all\u2019Assemblea. Permettano ora anche ai membri all\u2019Assemblea di controbattere alcuni di questi dubbi e di esporne altri.<\/p><p>Uno di questi dubbi sul provvedimento delle rivalutazioni annunziate dall\u2019onorevole Pella, che evidentemente devo giudicare nelle sue grandi linee, come l\u2019onorevole Pella lo riassunse, riguarda il criterio del dollaro, il quale \u00e8 considerato non pi\u00f9 a cento, ma a 225.<\/p><p>Io ho ascoltato con molta gratitudine l\u2019esposizione dell\u2019onorevole Einaudi, perch\u00e9 ricordo con quanto godimento e interesse leggevo i suoi scritti quando, in prigionia, cercavo di completare i miei studi. Tuttavia, da uomo che ha qualche esperienza pratica, devo dire che uno degli errori pi\u00f9 patenti del Governo e del governatore della Banca d\u2019Italia fu di fissare a suo tempo il dollaro a 225, mentre doveva fissarlo a 400 o 500.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Era giusto a 225, allora.<\/p><p>VALIANI. Io tornavo in quei giorni dall\u2019America, quando ella fiss\u00f2 il cambio del dollaro a 225; il rapporto reale tra i costi di produzione era allora 400-450. Noi scontiamo questo errore. Ci sono grosse societ\u00e0, che noi vorremmo tassare, le quali hanno guadagnato diecine di miliardi, perch\u00e9 hanno ricevut. prodotti in assegnazione ad un cambio e li hanno rivenduti ad un altro, molto pi\u00f9 elevato.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Prodotti tessili.<\/p><p>VALIANI. Non soltanto tessili. In periodo inflazionistico ognuno cerca di difendere con estremo accanimento i propri interessi. Gli argomenti che l\u2019onorevole Einaudi ha addotti in un recente articolo, a giustificazione del contadino che deve difendere la propria stalla, valgono per tutti. Quando il Governo \u2013 non \u00e8 il caso di giudicarlo per questo \u2013 mantiene il corso ufficiale del dollaro a 224 (e quindi nel provvedimento di rivalutazione si tiene conto di questo fatto), \u00e8 inutile e vano parlare, come fa l\u2019onorevole Einaudi, di giustizia tributaria. Se si tenesse fede alla giustizia tributaria, tutto questo disegno legge sulla patrimoniale bisognerebbe respingerlo. Malgrado che l\u2019onorevole Einaudi abbia pi\u00f9 volte sostenuto che si possono pagare le imposte sul patrimonio, l\u2019Assemblea, nella stragrande maggioranza, accetta l\u2019altra tesi, che esse si pagano solo sul reddito e per ci\u00f2, nonostante l\u2019esistenza del brillante opuscolo dell\u2019onorevole Einaudi, l\u2019Assemblea \u2013 se fosse libera di scegliere \u2013 non accetterebbe questo provvedimento come un provvedimento di giustizia tributaria. C\u2019\u00e8 tutta una serie di tributi che sono oggi ingiusti, come ad esempio quel tre per cento sulle fatture. Quando quel tributo fu congegnato, il Governo del tempo non poteva pensare che la merce avrebbe cambiato quindici volte di mano prima di giungere in mano al consumatore, per cui la gente \u00e8 costretta a frodare il fisco, perch\u00e9, evidentemente, non pu\u00f2 pagare quindici volte la tassa. \u00c8 dunque un\u2019imposta che ha una sola giustificazione, cio\u00e8 il fatto di togliere il massimo possibile di moneta dalla circolazione e di darla al fisco. Se si fosse fatto il cambio della moneta \u2013 contro cui si possono pur addurre gli argomenti logici che l\u2019onorevole Einaudi ha addotto \u2013 si poteva, con questo mezzo, frenare effettivamente l\u2019inflazione ed allora noi potevamo prescindere dal provvedimento odierno. Ma non si \u00e8 adottato, e dobbiamo dunque esigere il provvedimento sugli enti collettivi, che potrebbe dare 70 miliardi!<\/p><p>Il provvedimento sulle rivalutazioni non ci d\u00e0 sufficienti garanzie al riguardo, e per questo mantengo l\u2019emendamento nel quale si chiede la tassazione degli enti collettivi e che questa sia stabilita dall\u2019Assemblea ora, e che, prima del voto finale sulla imposta patrimoniale, questo provvedimento sulla tassazione degli enti collettivi sia incorporato nella imposta stessa, come titolo III.<\/p><p>Onorevoli membri del Governo! Dovete dare atto all\u2019Assemblea ed all\u2019opposizione che \u00e8 in questa Assemblea, che essa vi ha votato e vi voter\u00e0 un provvedimento che una opposizione, in tempi normali, non voterebbe, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019imposta molto dura e molto impopolare e sar\u00e0 tanto pi\u00f9 impopolare quanto pi\u00f9 si pagher\u00e0; e tuttavia sar\u00e0 pagata.<\/p><p>Bisogna dare atto alla severit\u00e0 dell\u2019onorevole Pella, il quale ha fatto paura alla gente, ed ha fatto bene a far paura (i risultati sono brillanti): vi dico per\u00f2 che un\u2019Assemblea dotata di minor senso di responsabilit\u00e0 non l\u2019accetterebbe ed avrebbe mille ragioni per non accettarlo; voi non avete voluto, infatti, che si desse severa esecuzione ad altre imposte molto pi\u00f9 giuste di questa, come quella sui profitti di monopolio realizzali in periodo di guerra, in periodo di autarchia e di occupazione tedesca. Noi voteremo dunque questa imposta, ma il Governo ci deve dare una contropartita, cio\u00e8 dal momento che un\u2019imposta \u00e8 votata all\u2019unanimit\u00e0, o almeno, da una stragrande maggioranza dell\u2019Assemblea, il Governo stesso deve venire incontro al voto di gran parte dell\u2019Assemblea, la quale chiede che su questa strada si vada fino in fondo e che si riscuotano i 60 o 70 miliardi, che possono essere riscossi con la tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Chiedo dunque al Governo di non influenzare il voto dell\u2019Assemblea, ma di lasciare libert\u00e0 in questo voto. Lo dico come presentatore dell\u2019emendamento, che \u00e8 stato firmato anche da esponenti di diversi partiti \u2013 ci sono tra di essi democratici cristiani e uomini di sinistra \u2013 sicch\u00e9 la maggioranza gi\u00e0 c\u2019\u00e8 per approvare la tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Chiedo che il Governo non forzi gli uomini del partito maggioritario e lasci che questi colleghi, che hanno firmato sapendo di interpretare il pensiero della maggioranza del loro partito, partito, malgrado tutto, legato alle masse popolari, partito che ha cura degli interessi del Paese; lasci che questi colleghi votino insieme all\u2019onorevole Scoca e agli altri che hanno firmato l\u2019emendamento.<\/p><p>Ripeto, queste considerazioni che ho voluto esporre non significano che io non tenga nel dovuto conto gli argomenti dell\u2019onorevole Einaudi; gli argomenti dell\u2019onorevole Einaudi hanno sempre grande peso, per\u00f2, nel periodo in cui viviamo, nella situazione di emergenza che attraversiamo, noi dobbiamo basarci anche su alcuni elementi che l\u2019onorevole Einaudi, per ragioni dottrinarie, sottovaluta. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PESENTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PESENTI. Sono lieto che l\u2019onorevole Einaudi abbia espresso chiaramente il suo parere. Sono lieto per due motivi: prima di tutto perch\u00e9 ha dato un esempio interessante di un Ministro che espone chiaramente il suo pensiero in disaccordo \u2013 con ogni probabilit\u00e0 \u2013 da quello di altri membri del Governo. Io penso che questo sia giusto e sia un esempio di democrazia; ma intendo ricordarlo perch\u00e9, quando in altre occasioni era avvenuta la stessa cosa, e non dai banchi del Governo, ma soltanto dai settori della stampa, questo atteggiamento \u00e8 stato a torto criticato.<\/p><p>Ma vi \u00e8 un altro motivo che mi rende lieto del chiarissimo parere espresso dall\u2019onorevole Einaudi: perch\u00e9, se noi abbiamo ben compreso, l\u2019onorevole Einaudi si \u00e8 espresso contro sia la tassazione degli enti collettivi, sia la tassazione delle rivalutazioni, portando degli argomenti di carattere scientifico e degli argomenti di carattere pratico.<\/p><p>Io non voglio qui esporre tutti gli argomenti di carattere scientifico. Faccio rilevare soltanto brevemente che l\u2019onorevole Einaudi ha dato degli indirizzi di politica economica, cio\u00e8 ha ricordato che la tassazione degli enti, sia pure con particolari imposte sul reddito, \u00e8 effettuata in alcuni paesi e corrisponde a quella dottrina economica che crede opportuno stimolare il consumo e limitare l\u2019autofinanziamento. Questa \u00e8 una dottrina di politica economica, che corrisponde a particolari situazioni in quei paesi.<\/p><p>Ma il problema \u00e8 diverso nel campo fiscale; non si tratta di vedere se si deve o non si deve attuare una determinata politica economica, il che \u00e8 da discutere in altra sede, ma tratta di vedere se esista una particolare capacit\u00e0 contributiva, cio\u00e8 un soggetto particolare di imposta, nell\u2019ente collettivo.<\/p><p>Ora, senza far torto all\u2019onorevole Einaudi, questo punto non \u00e8 affatto pacifico, perch\u00e9, come l\u2019onorevole Einaudi ritiene che non vi sia questa personalit\u00e0 particolare dal punto di vista fiscale, vi sono altri che pensano che questa personalit\u00e0 esiste, dal punto di vista economico&#8230;<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Sono trent\u2019anni che discutiamo!<\/p><p>PESENTI. Sono trent\u2019anni che discutiamo, quindi evidentemente ci\u00f2 vuol dire che il parere dell\u2019onorevole Einaudi \u00e8 un parere che pu\u00f2 essere contestato, perch\u00e9 ci sono altri di diverso parere, ed io appartengo a coloro che sono di diverso parere, perch\u00e9, se non vi fosse una diversa potenzialit\u00e0 economica \u2013 diversa dalla somma dei singoli \u2013 non so perch\u00e9 i singoli si unirebbero per costituire una determinata societ\u00e0, un determinato ente economico.<\/p><p>Comunque, non intendo entrare in questi argomenti, anche perch\u00e9 l\u2019onorevole Einaudi potrebbe obiettare che qui si tratta di imposta sul patrimonio e non sul reddito, quantunque esista certo un legame tra le due entit\u00e0.<\/p><p>Gli altri argomenti addotti dall\u2019onorevole Einaudi non hanno, evidentemente, un carattere di obiezione scientifica: si tratta soltanto di considerazioni pratiche, di valutazioni. E io penso che di queste non \u00e8 da discutere. Ma lasciamo da parte l\u2019aspetto teorico della questione e veniamo a quella che \u00e8 propriamente l\u2019accusa di doppia imposizione che si farebbe tassando gli enti, se questi enti non fossero una cosa distinta dalle persone che li compongono, mentre, per me, economicamente sono distinti. Quali sono questi enti? Questi enti sono le fondazioni. Ebbene, le fondazioni non hanno dei soggetti particolari, singoli individui, che siano colpiti dalle imposte.<\/p><p>Per quanto riguarda le societ\u00e0 per azioni: o i titoli azionari sono in possesso di piccoli azionisti che possono essere esenti dall\u2019imposta in quanto al di sotto del minimo imponibile (del resto io penso che gli azionisti, anche se non sono piccoli, nonostante tutte le norme dello schedario dei titoli azionari, sfuggiranno facilmente), oppure questi titoli sono in possesso di societ\u00e0, ed \u00e8 questo il caso pi\u00f9 frequente. Ma anche qui c\u2019\u00e8 l\u2019esenzione; perch\u00e9 le societ\u00e0 non sono attualmente colpite, quindi di fatto non c\u2019\u00e8 una doppia tassazione.<\/p><p>Io credo perci\u00f2 che le argomentazioni addotte dall\u2019onorevole Einaudi per quello che riguarda la tassazione degli enti collettivi siano, da un punto di vista dottrinario, discutibili. \u00c8 certo comunque che sono discusse e, per quello che riguarda il fatto pratico, bisogna dire che non corrispondono alla situazione di fatto.<\/p><p>Io non discuto la questione di politica economica, perch\u00e9 questa non \u00e8 la sede, evidentemente; osservo solo che, se si volesse fare una politica che aiutasse il finanziamento, non si dovrebbe allora parlare soltanto di societ\u00e0, ma si dovrebbe parlare di tutti i contribuenti.<\/p><p>Vi \u00e8 poi la questione della tassazione sulle rivalutazioni. Riconosco che le argomentazioni portate dall\u2019onorevole Einaudi sono conseguenti, ma esse portano alla conclusione che, quando questo plusvalore diventa reddito, \u00e8 gi\u00e0 tassato e non dovrebbe quindi venire pi\u00f9 considerato. Una tassazione invece che dovrebbe essere possibile, nei limiti delle argomentazioni dell\u2019onorevole Einaudi, sarebbe quella delle plusvalenze in seguito ad investimenti fatti a credito. \u00c8 questo un argomento che si discuter\u00e0 dopo per\u00f2, perch\u00e9 altrimenti, ove noi dovessimo discuterlo oggi, andremmo a finire come quel tale asino di Buridano che vi ho dianzi ricordato: andr\u00e0 a finire cio\u00e8 che si morir\u00e0 di fame non sapendo scegliere e, se l\u2019Assemblea sar\u00e0 messa di fronte alla necessit\u00e0 di prendere una decisione, io credo che tale decisione non potr\u00e0 essere se non quella che \u00e8 stata gi\u00e0 accettata in linea di massima dai membri della Commissione e da tutti coloro che hanno presentato emendamenti.<\/p><p>Io chiedo quindi che si voti sul principio della tassazione degli enti collettivi, principio generale a favore del quale noi abbiamo pure sacrificato qualche cosa, principio a favore del quale noi abbiamo almeno accettato il sistema empirico della proporzionalit\u00e0 che era stato suggerita dal progetto del Governo, in luogo della nostra pi\u00f9 razionale, moderata progressivit\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Io desidererei una spiegazione intorno alle ultime parole dell\u2019onorevole Pesenti, perch\u00e9 qui, secondo la mia modesta opinione, si sta giocando a mosca cieca. Diceva poc\u2019anzi l\u2019onorevole Pesenti che egli e i suoi amici avrebbero accettato, come criterio della tassazione degli enti collettivi, quello proporzionale; mentre qui tutta la campagna che era stata fatta, era stata fatta a proposito della richiesta applicazione agli enti collettivi dell\u2019imposta progressiva. Se si parla, invece, di proporzionale, parliamo di tutt\u2019altra cosa, e dovremmo avere sott\u2019occhio un testo, dovremmo leggere una norma precisa, perch\u00e9 non si pu\u00f2 evitare quello che \u00e8 il problema fondamentale, cio\u00e8 quello della doppia tassazione, attraverso dei giochi di parole. Perch\u00e9, per esempio, la legge del 1919, quella sull\u2019imposta patrimoniale, diceva a chiarissime note che gli enti collettivi erano tassati; ma, per\u00f2, dopo aver detto questo, spiegava che le societ\u00e0 per azioni, le societ\u00e0 di cui il capitale era diviso e veniva accertato alle persone fisiche, erano esenti. Qui si parla in modo cumulativo delle fondazioni, che sono una cosa, e delle societ\u00e0 per azioni, che sono un\u2019altra cosa; delle fondazioni, dove le persone fisiche non ci sono, e quindi \u00e8 comprensibilissimo che le fondazioni paghino un\u2019imposta; mentre, viceversa, se nell\u2019espressione \u00abenti collettivi\u00bb imponibili si comprendono anche le societ\u00e0 per azioni, sorge una doppia imposizione nel momento in cui le azioni sono tassate anche nel patrimonio del singolo detentore in quanto le azioni sono nominative.<\/p><p>Qui, a mio parere, bisogna avere dei dati precisi; bisogna sapere di che imposta si tratta, cio\u00e8 se della progressiva o della proporzionale; se l\u2019espressione \u00abenti collettivi\u00bb implica tutti gli enti collettivi o implica invece la possibilit\u00e0 dell\u2019esenzione precisa per quei tali enti collettivi di cui il patrimonio \u00e8 diviso fra le persone, e tassato alle singole persone.<\/p><p>Non \u00e8 possibile passare alla votazione e chiedere il parere della Commissione, senza che i deputati conoscano approssimativamente la natura dell\u2019imposta e il testo di questo progetto di legge che nessuno conosce.<\/p><p>Quindi, propongo una sospensione per essere edotti di che cosa si tratta. E poi vorrei fare un\u2019ultima considerazione&#8230; (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Permettete, un\u2019ultima considerazione, che credo abbia il suo peso, cio\u00e8 che tutto l\u2019orientamento del Governo si \u00e8 espresso relativamente ad una certa scelta, che esso rimetteva all\u2019Assemblea, in ordine all\u2019adozione o dell\u2019imposta sulle rivalutazioni o dell\u2019imposta sugli enti collettivi. Ora, qui si dimentica che una imposta sulle rivalutazioni c\u2019\u00e8 gi\u00e0 in questo momento, e fortissima, e gravosissima per le societ\u00e0. E allora bisogna sapere se l\u2019approvazione di principio dell\u2019imposta sugli enti collettivi implichi automaticamente l\u2019abrogazione di quell\u2019altra imposta, perch\u00e9 altrimenti, quando noi scegliamo una, ne scegliamo una ma le societ\u00e0 ne pagano due. Insomma, bisogna sapere qualche cosa di chiaro e preciso&#8230; (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Rinvio il seguito della discussione ad altra seduta.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Sulla fissazione dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo all\u2019Assemblea di porre all\u2019ordine del giorno della seduta di domani la discussione del disegno di legge sulla ratifica del trattato di pace.<\/p><p>ORLANDO VITTORIO EMANUELE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ORLANDO VITTORIO EMANUELE. Vorrei pregare il Presidente del Consiglio di non insistere nella sua proposta.<\/p><p>Vi \u00e8 questo progetto di legge che ha la sua relazione, anzi le sue relazioni, il quale va automaticamente all\u2019ordine del giorno. Ma che la discussione abbia a cominciare domani non mi sembra opportuno; e non mi sembra opportuno per ragioni esclusivamente \u2013 per ora \u2013 attinenti all\u2019ordine dei lavori parlamentari.<\/p><p>Vuol dire che io mi interdico qualunque considerazione che sia attinente al problema in se stesso e a tutte le varie opinioni che si possano avere e professare su di esso.<\/p><p>\u00c8 dunque una questione di pura tecnica parlamentare. L\u2019Assemblea in questo momento dispone dei suoi lavori, all\u2019infuori della politica, per il migliore andamento dei lavori stessi. Ora vi \u00e8 una consuetudine per cui questa stagione rappresentava il limite delle nostre fatiche. La consuetudine ha sempre una sua ragione d\u2019essere; \u00e8 quindi inutile alludere agli effetti pi\u00f9 o meno debilitanti della canicola. Vi \u00e8 una tradizione per cui la Camera assai prima d\u2019ora solea sospendere i suoi lavori. Questa volta, sotto la pressione di speciali urgenze, si era stabilito di prolungare questi lavori. E non credo di tradire nessun segreto, se dico che in una conversazione amichevole, che io ebbi col Presidente nostro, onorevole Terracini, egli mi disse, cos\u00ec, come in una conversazione (ripeto, senza alcuna preoccupazione politica, perch\u00e9 allora non ce n\u2019era alcuna) che prevedeva che le vacanze si sarebbero potute prendere verso il 19 luglio. Questo come tempo, come giorno di calendario.<\/p><p>Come materia, occorreva definire due argomenti: la Regione, come parte della Costituzione, e la legge sull\u2019imposta patrimoniale. L\u2019uno e l\u2019altro argomento non si sono ancora potuti definire. O meglio, uno s\u00ec: la Regione. Per l\u2019altro mi dicono che occorreranno ancora due o tre giorni.<\/p><p>Dopo di che l\u2019Assemblea avrebbe virtualmente preso le sue vacanze.<\/p><p>Si presenta ora questa proposta. Ripeto che io spero e credo ed auguro che altri eventuali oratori e lo stesso Presidente del Consiglio (perch\u00e9 senza di ci\u00f2 riprenderei la parola) prescindano da ogni considerazione in merito al problema. Ma credo che tutta l\u2019Assemblea sar\u00e0 unanime, senza distinzione di partito, se io dico che \u00e8 il pi\u00f9 grave degli argomenti su cui l\u2019Assemblea deve decidere, il pi\u00f9 grave, non solo per la sua importanza storica, parola di cui si \u00e8 tanto abusato, ma che mai \u00e8 cos\u00ec vera come a proposito di questa deliberazione che dobbiamo prendere; ma anche dal punto di vista, oserei dire tecnico, cio\u00e8 dell\u2019Assemblea Costituente, io domando quale parte della Costituzione \u00e8 pi\u00f9 essenziale di questo progetto che dobbiamo discutere: quale parte della Costituzione \u00e8 pi\u00f9 costituzionale di questo articolo che dobbiamo votare e voteremo, perch\u00e9 tocca il territorio, tocca il diritto di sovranit\u00e0 dello Stato. \u00c8 una constatazione obiettiva in cui credo che saremo tutti d\u2019accordo.<\/p><p>Dunque, si tratta del pi\u00f9 grave degli argomenti. E credo di essere interprete dei sentimenti unanimi dell\u2019Assemblea. \u00c8 una bella vanit\u00e0 la mia. Ma ci tengo: io vorrei dire cose sulle quali non vi possa essere alcun dissenso per ragioni politiche. Ritengo di essere interprete di tutta l\u2019Assemblea dicendo che essa vuole che questa discussione sia degna dell\u2019argomento.<\/p><p>C\u2019\u00e8 qualcuno che opina diversamente? C\u2019\u00e8 qualcuno che opina che si tratti di un peso fastidioso che bisogna rapidamente togliersi dalle spalle? E allora non si posson dare, credo, condizioni pi\u00f9 sfavorevoli di queste all\u2019alta discussione che occorre.<\/p><p>L\u2019Assemblea, per rispetto a s\u00e9 stessa, non dovrebbe consentire questa discussione, meno che in un caso: Annibale alle porle, \u00ab<em>salus rei publicae suprema lex<\/em>\u00bb<em>. <\/em>Ci si dica che \u00ab<em>rei publicae interest<\/em>\u00bb, che \u00e8 essenziale all\u2019interesse del Paese che l\u2019Assemblea affronti ora la questione in tali condizioni di disagio e d\u2019inferiorit\u00e0 sua in confronto dell\u2019altezza e della nobilt\u00e0 del tema: e allora ci sobbarcheremo.<\/p><p>Ma se questa ragione non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 dobbiamo affrontare la questione?<\/p><p>Da ci\u00f2 la mia preghiera. Non so se devo fare riferimenti e se vengo meno al mio impegno di non toccare il merito della questione, se dico che nella discussione fatta in Commissione dei Trattati, alla quale ho preso parte, questo interesse essenziale dello Stato \u00e8 stato affrontato. La maggiore comodit\u00e0 di un ambasciatore che deve discutere l\u2019argomento non credo che si possa porre come una legge che imponga all\u2019Assemblea di discutere e di deliberare in maniera non degna della gravit\u00e0 del tema.<\/p><p>Le ragioni che abbiamo ascoltato non parvero a me, n\u00e9 alla Commissione nella sua grande maggioranza, che avessero carattere di gravit\u00e0.<\/p><p>Prego dunque il Presidente del Consiglio di non insistere. Il disegno di legge vada inscritto all\u2019ordine del giorno. L\u2019Assemblea termini gli argomenti per cui ancora tardivamente \u00e8 convocata, e quando riprenderemo, allora verr\u00e0 la questione. Verr\u00e0 la questione di merito, perch\u00e9 vi \u00e8 un rinvio di merito gravissimo che non giova abbinare, onorevole Presidente del Consiglio, perch\u00e9 moltissimi che accettano il disegno di legge, abbracciano la croce, per usare una frase cristiana; non trovano per\u00f2 che sia maturo il momento.<\/p><p>Ora non conviene questa questione, attinente in un tempo, ma in un tempo che radica nella natura del Trattato, non conviene porla quando non \u00e8 necessario porla. Noi possiamo sperare \u2013 io spero e mi auguro cordialmente \u2013 che nella ripresa queste ragioni siano comprese. Allora la discussione sar\u00e0 pi\u00f9 franca, pi\u00f9 netta, pi\u00f9 semplice. Questa \u00e8 la preghiera che rivolgo all\u2019onorevole Presidente del Consiglio. (<em>Vivi applausi a sinistra e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CANEPA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANEPA. Chiedo che la questione del Trattato sia iscritta all\u2019ordine del giorno di domani. Nella discussione noi esamineremo gli argomenti portati dall\u2019onorevole Orlando.<\/p><p>ORLANDO VITTORIO EMANUELE. No, non \u00e8 questo. Domani \u00e8 tutt\u2019altro. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CANEPA. Assumiamo la responsabilit\u00e0 di esaminare questa questione, lasciando naturalmente la facolt\u00e0 a tutti di dire la propria opinione. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se permettono, dico la ragione dell\u2019urgenza. Si tratta di sapere se l\u2019Italia deve rimanere nello stato di minorit\u00e0, nello stato di armistizio nel quale si trova (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>) o se deve riacquistare la propria indipendenza. Voi non tenete conto di un fatto di cui non si \u00e8 occupato l\u2019onorevole Orlando, ma che pure l\u2019onorevole Ministro degli esteri potr\u00e0 confermare. Per il giorno 10 agosto, cio\u00e8 fra pochi giorni, l\u2019organizzazione delle Nazioni Unite discuter\u00e0 la nostra domanda di ammissione alla organizzazione stessa (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 l\u2019organizzazione a cui appartengono i Paesi di tutto il mondo, eccetto noi e la Spagna. Questa \u00e8 la verit\u00e0. Ora, se noi saremo respinti, e lo saremo indubbiamente, se non avremo ratificato (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>), noi continueremo in quello stato di soggezione nel quale ci troviamo. Considerate che l\u2019onorevole Ministro degli esteri ha potuto ottenere nella Commissione di Parigi che l\u2019Italia entrasse fra le cinque Nazioni componenti il Comitato esecutivo della organizzazione europea&#8230;<\/p><p>NOBILI TITO ORO. Il merito \u00e8 stato escluso!<\/p><p>CANEPA. \u2026soltanto perch\u00e9 la Commissione dei Trattati aveva dato parere favorevole al Trattato; altrimenti l\u2019onorevole Ministro degli esteri non sarebbe andato a Parigi (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pensate quale sarebbe la nostra condizione se, per la negata ratifica, non avessimo pi\u00f9 voce in capitolo! (<em>Commenti \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi! Il nostro Maestro, onorevole Orlando, interpretando il sentimento di grandissima parte di questa Assemblea, ha posto un problema procedurale su una ragione che io ardisco di dire futile. Ed appunto per questo mi inchino all\u2019ingegno di Vittorio Emanuele Orlando, che ha saputo trovare nella futilit\u00e0 della ragione il modo per mettere d\u2019accordo le pi\u00f9 varie e contrastanti tendenze. \u00c8 chiaro che ad un uomo come Vittorio Emanuele Orlando non sarebbero mancati copia di argomenti da portare a sostegno di una tesi, se egli avesse voluto sostenere qualche cosa di pi\u00f9 della piccola questione che ha voluto portare. Ci\u00f2 prova che l\u2019onorevole Vittorio Emanuele Orlando non ha voluto entrare nel merito, nel quale non \u00e8 possibile entrare a quest\u2019ora e in questo clima. Non entrer\u00f2 nemmeno io nel merito, signor Presidente, onorevoli colleghi. Mi limito a chiedere che la proposta fatta dall\u2019onorevole Vittorio Emanuele Orlando sia messa senz\u2019altro in votazione e che la discussione sia chiusa. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Orlando aveva rivolto un invito al Presidente del Consiglio; l\u2019onorevole Giannini lo riprende e lo traduce in una proposta formale. Chi domanda la parola a questo proposito?<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Il Governo ha presentato il 27 giugno un disegno di legge per la ratifica del Trattato. Esso \u00e8 stato demandato alla Commissione dei Trattati, la quale ha discusso e deliberato nei giorni 8 e 9 luglio. Nel frattempo si \u00e8 svolta la Conferenza di Parigi. Dopo la Conferenza di Parigi, precisamente il 17, si \u00e8 avuta un\u2019altra seduta della Commissione dei Trattati in cui, con riferimento anche ai risultati di Parigi, c\u2019\u00e8 stata non una decisione, ma un nuovo scambio di idee sull\u2019argomento pro e contro la ratifica del Trattato stesso.<\/p><p>In seguito alle sedute dell\u20198 e del 9 luglio, l\u2019Assemblea si \u00e8 trovata dinanzi a due relazioni: una di maggioranza ed una di minoranza. Una di maggioranza per la ratifica immediata, un\u2019altra di minoranza che espone le ragioni del rinvio con riferimento all\u2019articolo 90 del Trattato, sostenendo che gi\u00e0 queste ragioni dimostrano l\u2019impossibilit\u00e0 di dare subito esecuzione, comunque sia, o rendere, col voto dell\u2019Italia, eseguibile il Trattato.<\/p><p>Il Governo si \u00e8 dato premura di tener conto delle ragioni esposte dalla minoranza, ha cercato una soluzione che potesse conciliare le proposte della maggioranza con quelle della minoranza, ha creduto di trovarle in un nuovo testo che ha presentato stamane e che credo sia stato distribuito, o comunque verr\u00e0 distribuito domattina. Testo che, come vi \u00e8 noto, accettando il disegno di legge della Commissione, vi aggiunge che questa ratifica si dovr\u00e0 fare in base alla norma dell\u2019articolo 90, cio\u00e8 quando il Trattato sar\u00e0 esecutivo in forza delle quattro ratifiche date dalle quattro Potenze.<\/p><p>Con ci\u00f2 il Governo ha tenuto conto non solo delle obiezioni di logica, direi, che provenivano da una parte dei commissari, ma ha tenuto conto anche della situazione internazionale, preoccupato di dare una sensazione di equilibrio e di imparzialit\u00e0 assoluta in confronto alla tensione momentanea che, speriamo, passi rapidamente, preoccupato di prendere una posizione autonoma propria in correlazione oggettiva a quello che \u00e8 il Trattato.<\/p><p>\u00c8 evidente che io non ho il diritto di entrare nel merito della discussione, come non l\u2019hanno fatto che fuggevolmente gli oratori precedenti. Ho il dovere, per\u00f2, di dire qual \u00e8 l\u2019opinione del Governo, qual \u00e8, in particolare, l\u2019opinione dei Ministri che si sono occupati in dettaglio, fino all\u2019ultimo momento, di questo problema. \u00c8 inutile che ci nascondiamo dietro una questione di procedura formale. Non solo \u00e8 noto a noi tutto il corso che ormai questo progetto ha fatto, non solo \u00e8 noto a noi, ma \u00e8 noto a tutto il mondo. Il nostro atteggiamento risponde senza dubbio ad una attesa che non \u00e8 semplicemente del Paese, ma una attesa che \u00e8 anche al di fuori del Paese. L\u2019Assemblea si trova innanzi ad un compito che \u00e8 di sua responsabilit\u00e0, poich\u00e9 le disposizioni del decreto legislativo del 16 marzo 1946 prevedono che i trattati siano riservati all\u2019Assemblea.<\/p><p>Io credo che il Paese mal capirebbe che in questa Assemblea si sia potuto discutere di tante cose pi\u00f9 o meno importanti e si eviti di discutere e deliberare su quello che \u00e8 un Trattato di immensa importanza e che si riferisce direttamente alla responsabilit\u00e0 dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Siamo stati nominati, egregi colleghi, per assumere la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grave, per assumere la responsabilit\u00e0 della liquidazione della guerra e della conclusione della pace. Abbiamo innegabilmente una immensa responsabilit\u00e0. Se fosse possibile allontanare questo calice e non berlo mai, vorremmo ricorrere ad ogni mezzo. Non \u00e8 possibile. \u00c8 nostro dovere, com\u2019\u00e8 nostro diritto, di affrontare questo problema, e dobbiamo affrontarlo in maniera che quando esso si presenta, la risoluzione riguardi tanto le ragioni pro e contro il Trattato stesso, quanto la posizione internazionale.<\/p><p>Il Governo, quindi, ha un obbligo particolare, per aver seguito tutte le trattative, per essere in grado di avere informazioni pi\u00f9 dirette di quelle che possa avere il pubblico in generale, ha il dovere di dire la sua opinione all\u2019Assemblea, la quale decider\u00e0 nella sua sovranit\u00e0.<\/p><p>Il Governo, in base alle sue informazioni, \u00e8 giunto alla conclusione della assoluta inopportunit\u00e0 di un rinvio, perch\u00e9 lo crede controproducente e nocivo agli sviluppi della nostra vita internazionale autonoma, appena iniziata.<\/p><p>Il Governo, consapevole della sua responsabilit\u00e0, fa istanza perch\u00e9 l\u2019Assemblea discuta e deliberi in una materia, che \u00e8 esplicitamente riservata alla sua competenza.<\/p><p>Il Governo \u00e8 sicuro che l\u2019Assemblea, nel supremo interesse del Paese, anche se, per le particolari circostanze in cui la discussione si svolge, le costi fatica, sapr\u00e0, in forma degna, coadiuvarlo con i suoi consigli e con le sue decisioni, nello sforzo che esso fa di trarre l\u2019Italia dal suo stato armistiziale, di liquidare definitivamente, per quanto ci riguarda, la guerra, e iniziare, per quanto da noi dipende, e intensificare un periodo di dignit\u00e0 e di collaborazione internazionale.<\/p><p>Mi trovo nella situazione umiliante di essere di parere diverso da quello di un uomo come l\u2019onorevole Orlando, al quale va tutta la mia devozione e la mia alta estimazione. Tuttavia, nei momenti di grave responsabilit\u00e0, anche se per il Governo il rinvio potrebbe rappresentare un sollievo fisico e forse politico, un uomo deve agire secondo le informazioni che ha, secondo la convinzione che si \u00e8 fatta, secondo la coscienza che ne risulta, secondo le responsabilit\u00e0 che lo muovono. Ed \u00e8 per questo che prego l\u2019Assemblea di assumere anche essa le responsabilit\u00e0 sue. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Poich\u00e9 il Presidente del Consiglio ha annunziato di avere presentato un nuovo disegno di legge su questo argomento, domando che questo disegno di legge sia inviato alla Commissione dei Trattati, perch\u00e9 questa lo esamini e he riferisca all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cevolotto, mi consenta: io non ho ricevuto, nelle forme che dovrebbero essere seguite, un nuovo disegno di legge; ma ho ricevuto soltanto un nuovo testo, rielaborato negli articoli, del disegno di legge gi\u00e0 distribuito.<\/p><p>Lei, onorevole Cevolotto, avrebbe potuto, se mai, protestare perch\u00e9 il disegno di legge era giunto all\u2019Assemblea non per la via ordinaria, cio\u00e8 con la presentazione in Aula e con dichiarazione del Ministro, ma in forma indiretta, ci\u00f2 che non sarebbe compatibile con le norme che regolano la vita della nostra Assemblea.<\/p><p>Questo nuovo testo non \u00e8 stato ancora distribuito, perch\u00e9 la materia relativa non \u00e8 stata posta ancora all\u2019ordine del giorno. Se l\u2019Assemblea decide stasera in questo senso, il testo sar\u00e0 distribuito.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Io non faccio una questione di procedura per la presentazione; faccio una questione di merito. Dal momento che c\u2019\u00e8 un nuovo testo, esso deve seguire la trafila normale, cio\u00e8 andare prima alla Commissione dei Trattati per l\u2019esame. Non si pu\u00f2 prescindere da questo gradino, in qualunque modo il testo sia stato presentato. Io faccio la questione che il testo deve essere anzitutto esaminato dalla Commissione dei Trattati.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo ha diritto di proporre emendamenti ai testi che presenta, non solo prima della discussione, ma anche nel corso stesso della discussione e lei comprende, onorevole Cevolotto, che quando il Governo si valesse di questa seconda facolt\u00e0, la richiesta che lei ora presenta non potrebbe assolutamente sostenersi e non potrebbe nemmeno sostenersi se l\u2019emendamento fosse presentato prima della discussione del testo di legge.<\/p><p>Comunico che il nuovo testo dell\u2019articolo unico \u00e8 cos\u00ec formulalo: \u00abIl Governo della Repubblica \u00e8 autorizzato a ratificare il Trattato di pace tra le Potenze Alleate od Associate e l\u2019Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, dopo che esso sar\u00e0 divenuto esecutivo a norma dell\u2019articolo 90\u00bb.<\/p><p>VALIANI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VALIANI. Io chiedo che la proposta dell\u2019onorevole Orlando, appoggiata dall\u2019onorevole Giannini, abbia la precedenza su ogni altra questione e su ogni altra votazione. La questione che ha sollevato l\u2019onorevole Cevolotto potrebbe essere dibattuta soltanto se, in via preliminare, fosse stata respinta la proposta dell\u2019onorevole Orlando.<\/p><p>In suffragio della proposta dell\u2019onorevole Orlando, e dopo che ha parlato il Presidente del Consiglio, mi permetto di osservare che proprio uno degli argomenti addotti dal Presidente del Consiglio, cio\u00e8 le informazioni particolari di cui \u00e8 in possesso ed il giudizio che, fuori del Paese, si pu\u00f2 dare su questa questione, costituisce in realt\u00e0 un argomento in favore della proposta dell\u2019onorevole Orlando. Siamo stati eletti evidentemente per affrontare il Trattato, ma, in via pregiudiziale, siamo stati eletti per assumere, davanti al Trattato, un atteggiamento di fierezza e di resistenza. L\u2019onorevole De Gasperi non pu\u00f2 dimenticare le dichiarazioni che egli ha fatte a questo riguardo, a pi\u00f9 riprese, ancora alla Consulta, dinanzi alla Commissione degli esteri della Consulta stessa ed anche in seguito. Questo vale anche per la grande maggioranza dell\u2019Assemblea. E siccome le informazioni di cui il Governo \u00e8 in possesso non sono in nostro possesso, ed essendo di natura cos\u00ec delicata, dovrebbero essere vagliate attentamente prima di essere sottoposte a discussione pubblica, e se la proposta dell\u2019onorevole Orlando fosse respinta, mi domando se non convenga sollevare la questione dell\u2019opportunit\u00e0 di fare una seduta segreta. Proprio questo argomento ed il fatto che l\u2019attenzione sul problema \u00e8 desta sia dentro che fuori i nostri confini, suggeriscono che se ne discuta senza eccessiva precipitazione.<\/p><p>Essendo stati eletti per opporre resistenza a questo Trattato, alla cui discussione e redazione non abbiamo potuto in alcun modo partecipare e che ci viene imposto, conviene procedere con estrema ponderatezza prima di discutere dell\u2019argomento pubblicamente. Se si discute pubblicamente, \u00e8 chiaro che oltre alle due tesi che si sono profilate con gli ordini del giorno gi\u00e0 noti, oltre la tesi per la ratifica immediata e la tesi a favore della ratifica solo dopo che sia avvenuta la ratifica di tutte e quattro le Potenze, ci sar\u00e0 anche la terza tesi presentata dall\u2019onorevole Orlando e da alcune decine di colleghi, la tesi a cui personalmente aderisco, la tesi cio\u00e8 che respinge senz\u2019altro il Trattato.<\/p><p>Per queste considerazioni credo che la proposta dell\u2019onorevole Orlando, che \u00e8 una proposta che veramente rispecchia il desiderio della stragrande maggioranza del Paese, di porre cio\u00e8 questa questione in una sfera pi\u00f9 elevata, sia da accogliersi.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevoli colleghi, credo si pensasse da qualcuno, e forse da molti, in questa Assemblea, che la proposta dell\u2019onorevole Orlando, una volta fatta, dovesse essere posta in discussione e accettata o respinta senza dibattito. Era una strada possibile. Non so per\u00f2 se sarebbe stata aderente alla realt\u00e0, dato il rilievo che la questione ha preso nell\u2019opinione pubblica, dato il modo come il Paese si interessa alla cosa e ci guarda, dato che il popolo vuol sapere qualche cosa e non si accontenterebbe di un voto senza giustificazioni: in realt\u00e0, parlare bisogna.<\/p><p>In ogni modo, ho ammirato la finezza con la quale l\u2019onorevole Orlando ha tentato di ridurre tutto a una questione di procedura, anzi \u2013 egli ci ha detto \u2013 di \u00abtecnica parlamentare\u00bb, sostenendo la poca opportunit\u00e0 di affrontare un simile dibattito nei giorni canicolari, quando siamo stanchi, quando non si possono avere assemblee numerose, solenni, come questa, per esempio. Ho ammirato questa finezza dell\u2019onorevole Orlando, la quale tendeva, come tutti abbiamo capito, a uno scopo ben determinato.<\/p><p>L\u2019onorevole Presidente del Consiglio, nella replica che ha fatto, non poteva non allontanarsi da questo terreno, che \u00e8 il terreno delle forme; non poteva non scendere sul terreno su cui \u00e8 sceso, con la sua dichiarazione terminale, cio\u00e8 sul terreno della sostanza.<\/p><p>\u00c8 dal 27 giugno \u2013 questa \u00e8 la data ricordata dall\u2019onorevole Presidente del Consiglio \u2013 che siamo investiti di questo problema. Ne abbiamo discusso ampiamente; vi sono state due, tre, quattro riunioni della nostra Commissione degli esteri, vi \u00e8 un rapporto di maggioranza e un rapporto di minoranza, i quali stanno ora davanti a noi. Siamo quindi investiti in pieno non soltanto dei problemi di forma e di convenienza, ma anche della sostanza, quantunque il dibattito di oggi sia un dibattito del tutto preliminare.<\/p><p>Ci troviamo di fronte a una proposta che ci viene dall\u2019onorevole De Gasperi, dal suo Governo e dal suo partito. Essi ci propongono la rapida, rapidissima, immediata ratifica del Trattato di pace redatto dalle quattro grandi potenze per l\u2019Italia e approvato dalla Conferenza dei Ventuno. Dobbiamo discuterlo oggi, domani, dopodomani; dobbiamo accettare o non accettare la proposta che ci viene fatta.<\/p><p>In sostanza, io interpreto la proposta dell\u2019onorevole Orlando come il modo pi\u00f9 cortese di non accettare la proposta del Governo; non in altro modo credo che possa essere interpretata.<\/p><p>Di conseguenza e per questo siamo d\u2019accordo con la proposta dell\u2019onorevole Orlando, e se verremo ai voti l\u2019approveremo.<\/p><p>Devo per\u00f2 dire che una certa perplessit\u00e0, nel nostro Gruppo, esiste, ed esiste per parecchi motivi.<\/p><p>Soprattutto, esiste perch\u00e9 non siamo ancora riusciti a capire il perch\u00e9 dall\u2019onorevole De Gasperi, dal suo Governo e dal suo partito in questo momento e con tanta fretta ci viene chiesto di prendere posizione sul problema della ratifica.<\/p><p>Sul fondo, cio\u00e8 sulla opportunit\u00e0 di ratificare o non ratificare, vi possono essere opinione diverse. Diverse possono essere le opinioni in questa Assemblea circa il ratificare o non ratificare; circa il giudizio da darsi del Trattato, dei suoi precedenti, del modo con cui si \u00e8 ad esso arrivati, del modo come potremo eseguirlo, e cos\u00ec via. Sappiamo che esiste una grande parte dell\u2019opinione pubblica italiana, la quale \u2013 a ragione o a torto \u2013 crede che la ratifica non debba essere data. Noi possiamo avere opinioni diverse da questa parte dell\u2019opinione pubblica, ma non v\u2019\u00e8 dubbio che siamo per\u00f2 tenuti, come italiani, a rispettarla, e rispettarla vuol dire che il giorno in cui prendiamo una decisione contraria a quell\u2019opinione, dobbiamo argomentarla a sufficienza e il Governo, e il Ministro degli esteri, hanno essi pure il dovere di argomentare a fondo la posizione che essi assumono al riguardo e che chiedono a noi di assumere.<\/p><p>\u00c8 questo, onorevoli colleghi, il primo motivo per cui siamo perplessi; cio\u00e8, perch\u00e9 non abbiamo ancora sentito dal Governo l\u2019esposizione precisa e completa dei motivi della sua fretta. Siamo anche perplessi, per\u00f2, vorrei dire, per conto nostro. Anche per conto nostro, infatti, abbiamo cercato di andare a fondo della questione e ci siamo studiati di intenderla in ogni suo aspetto.<\/p><p>Del resto, gli argomenti che ci ha dato l\u2019onorevole Presidente del Consiglio sono in fondo i medesimi che ci davano, qualche mese fa, esprimendosi a favore della firma e della ratifica, l\u2019onorevole Nenni e altri uomini di questa Assemblea. Sono argomenti, per\u00f2, contro cui allora lo stesso attuale Presidente del Consiglio insorgeva, dicendo che erano gli argomenti dei rinunziatari, gli argomenti dei capitolatori. E contro quegli argomenti insorgeva la stessa Democrazia cristiana.<\/p><p>Si dice che oggi la situazione \u00e8 mutata. \u00c8 vero: oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un Ministro socialista al Governo, contro cui occorra condurre una campagna per cacciarlo dal posto di Ministro degli esteri. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> Si dice che \u00e8 cambiata la situazione internazionale. Comprendo anche questo; ma la verit\u00e0 \u00e8 che da qualche tempo vediamo la nostra politica estera svilupparsi in modo che non ci appare giustificato; vediamo compiersi da parte del Governo atti di politica estera che ci appaiono come affrettati e inconsiderati. Anche se questi atti di politica estera sono accompagnati da campagne di stampa che artificialmente li esaltano, non v\u2019\u00e8 dubbio che gi\u00e0 parecchie volte abbiamo visto gli argomenti sviluppati da queste campagne di stampa essere contraddetti dalla realt\u00e0 stessa.<\/p><p>Cos\u00ec, per esempio, \u00e8 stata data l\u2019adesione immediata a un piano, non so se americano o anglo-francese, cui hanno aderito alcune potenze europee ed altre no. Questa adesione \u00e8 stata data senza che l\u2019Assemblea fosse stata ascoltata, senza che la Commissione dei trattati fosse stata interpellata. E dire che proprio il giorno in cui il nostro Ministro degli esteri annunci\u00f2 questa adesione, proprio quel giorno la Commissione dei trattati si riuniva e gli sarebbe stato molto facile presentarsi ad essa per comunicare quelle che erano le sue intenzioni.<\/p><p>Noi eravamo allora assai preoccupati e crediamo che anche una gran parte dell\u2019opinione pubblica italiana fosse assai preoccupata del modo come si \u00e8 svolta la fase preliminare della Conferenza di Parigi: preoccupata di una possibile rottura fra le grandi potenze, rottura di cui, quando si \u00e8 compiuta, forse non si poteva ancora afferrare appieno il significato, ma che ora incominciamo a comprendere. Ma \u00e8 proprio perch\u00e9 ora comprendiamo meglio il significato di quella rottura, che comprendiamo in pari tempo meglio quanto inconsiderata sia stata la affrettata adesione decisa dal nostro Governo.<\/p><p>Ma questi atti si vanno ripetendo. Cos\u00ec abbiamo avuto l\u2019altrettanto affrettata adesione dei nostri rappresentanti a Parigi a determinate proposte per la ripresa economica della Germania. Questa adesione \u2013 e questo \u00e8 il grave \u2013 non ha tenuto conto della posizione nettamente contraria assunta dalla Francia, quando noi dovremmo andare assolutamente d\u2019accordo con la Francia, per la comune esigenza di difenderci da nuove possibili aggressioni tedesche<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Un semplice scambio di idee \u00e8 stato.<\/p><p>TOGLIATTI. Tutti questi fatti gettano una luce particolare sulla proposta che ci vien fatta di discutere domani e di approvare domani o dopodomani la ratifica. Non possiamo non valutare questa proposta, che ci viene fatta dall\u2019onorevole Presidente del Consiglio, come elemento di una politica determinata, per la quale sentiamo non soltanto perplessit\u00e0 e dubbi, ma disapprovazione. In sostanza, in tutto ci\u00f2 che si sta facendo da chi dirige oggi la nostra politica estera, sentiamo una fretta ingiustificata e sbagliata di inserire l\u2019Italia in una determinata formazione politica internazionale in modo non coerente&#8230; (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Questo \u00e8 merito! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. \u2026con gli interessi del popolo italiano. (<em>Rumori a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Giannini, pu\u00f2 darsi che sia merito (<em>Commenti a destra<\/em>); ma adesso le spiegher\u00f2 perch\u00e9 sono stato costretto a entrare nel merito. \u00c8 semplicissimo, onorevole Giannini. Il nostro Gruppo, per i motivi che io rapidissimamente ho esposto, e che potrei sviluppare se ci fosse una discussione di politica estera, avrebbe desiderato e desidererebbe una discussione generale sulla politica estera di questo Governo, ed \u00e8 evidente che una discussione di politica estera avrebbe luogo in modo inevitabile, se domani si iniziasse il dibattito circa la ratifica del Trattato, cio\u00e8 circa quel progetto di legge che il governo ci ha presentato.<\/p><p>In pari tempo, per\u00f2, ci troviamo di fronte a una proposta procedurale di rinvio, la quale, in un certo senso, \u00e8 senza dubbio un colpo di arresto che viene dato ad una politica verso cui noi sentiamo, ripeto, perplessit\u00e0, dubbi e disapprovazione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Di qui deriva una conclusione, la quale \u00e8 che il nostro Gruppo, il quale pure desidererebbe una discussione a fondo di politica estera, perch\u00e9 la ritiene necessaria oggi al Paese, nonostante questo, dato il significato che inevitabilmente prende, onorevole Orlando, anche una proposta di procedura fatta con la finezza con la quale ella l\u2019ha fatta, approva la sua proposta e la voter\u00e0. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare prima dell\u2019onorevole Gronchi, per una mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Crispo.<\/p><p>CRISPO. Vorrei fare una modesta osservazione: la questione sollevata dall\u2019onorevole Orlando \u00e8 una questione di sospensiva contemplata nell\u2019articolo 93 del Regolamento; vale a dire, \u00e8 una questione per la quale \u2013 come \u00e8 detto nel testo dell\u2019articolo 93 \u2013 si richiede il rinvio della discussione. Ora, mi permetto di ricordare che, a norma dell\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 93, due soli deputati possono parlare a favore e due contro la proposta.<\/p><p>Era questo il rilievo che volevo permettermi di fare. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Crispo, la prego di tener presente che l\u2019articolo 93 si riferisce alle questioni gi\u00e0 inserite all\u2019ordine del giorno (<em>Commenti<\/em>) e che formano materia di discussione dell\u2019Assemblea. Qui siamo in tema di fissazione dell\u2019ordine del giorno, ed a questo proposito l\u2019articolo 93 evidentemente non ha norme da dettare.<\/p><p>CRISPO. Mi permetto, signor Presidente di non essere del suo parere. Siamo innanzi tutto in tema di una norma procedurale la quale consente, evidentemente, l\u2019interpretazione analogica, sicch\u00e9&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lascino parlare.<\/p><p>CRISPO. Dicevo, innanzi tutto, che in tema procedurale \u00e8 norma ammessa l\u2019interpretazione analogica. In ogni modo, qui vi \u00e8 una pregiudiziale: se si debba o non porre all\u2019ordine del giorno la discussione del Trattato di pace. Su questa questione si chiede il rinvio, ossia su questa questione si solleva la pregiudiziale. Mi pare che il caso sia perfettamente identico.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Crispo, si convinca che in questa sede l\u2019interpretazione analogica non pu\u00f2 applicarsi, perch\u00e9 il Regolamento prevede specificatamente tutte le questioni e le risolve, e non v\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019articolo 93 si riferisce ai problemi in discussione perch\u00e9 posti all\u2019ordine del giorno e non, genericamente, a qualsiasi discussione che si svolga in Assemblea, quella ad esempio che si riferisce alla definizione dell\u2019ordine del giorno su cui poi si dovr\u00e0 discutere. E pertanto non ritengo che la sua osservazione possa arrestare questa discussione, che non \u00e8 pregiudiziale su una materia, ma che si prefigge l\u2019argomento su cui dovremo poi discutere.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Gronchi.<\/p><p>GRONCHI. L\u2019andamento che il dibattito di oggi ha preso sulla richiesta fatta dal Governo ha assunto il carattere di una vera e propria anticipazione sulla discussione di merito che noi faremo domani, se la proposta sospensiva o la preghiera di rinvio che l\u2019onorevole Orlando ha fatto, non sar\u00e0 accolta dalla Assemblea.<\/p><p>Non seguir\u00f2 perci\u00f2 n\u00e9 le argomentazioni dell\u2019onorevole Valiani n\u00e9 quelle dell\u2019onorevole Togliatti, al quale ultimo vorrei per\u00f2 osservare che le sue dichiarazioni mi richiamano l\u2019immagine di un colpo sfuggito prima del tempo, perch\u00e9 la posizione che egli ha rivelato avrebbe avuto sede pi\u00f9 appropriata e, nell\u2019interesse stesso del suo partito, pi\u00f9 opportuna, nell\u2019esame della politica estera generale del Governo, considerata in relazione all\u2019attuale disegno di legge. Tale posizione ha infatti una incidenza del tutto secondaria sulle ragioni che possono o meno consigliare un rinvio.<\/p><p>Siamo di fronte ad una richiesta che occorre considerare fondata, solo che non si creda che il Governo sia guidato da considerazioni estranee all\u2019interesse del Paese. Esso ha chiesto la discussione immediata del suo progetto di legge.<\/p><p>Di fronte a questa richiesta \u00e8 evidente che ogni ragione procedurale perde ogni valore; anzi, secondo me, fa perdere all\u2019argomento quell\u2019intrinseco grandissimo rilievo che esso invece ha nell\u2019attuale momento veramente storico del nostro Paese.<\/p><p>Noi chiederemmo perci\u00f2 che la proposta del Governo fosse posta senz\u2019altro ai voti e che ogni discussione di merito (questa \u00e8 preghiera rivolta ai colleghi di ogni settore) fosse rinviata all\u2019esame e alla discussione del progetto di legge. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Il Gruppo socialista aderisce alla domanda di sospensiva dell\u2019onorevole Orlando, nello spirito stesso con cui essa \u00e8 stata formulata.<\/p><p>Noi riteniamo che ci siano ragioni di carattere internazionale che rendono difficile in questo momento affrontare il tema che il Governo ha chiesto sia posto all\u2019ordine del giorno di domani, con la piena libert\u00e0 di cui l\u2019Assemblea avrebbe bisogno per esaminare il fondo della questione e la correlazione tra l\u2019anticipata ratifica del Trattato e l\u2019attuale situazione di politica internazionale.<\/p><p>Noi avremmo desiderato che prima di andare alla Conferenza di Parigi, e indipendentemente dalla questione della ratifica del Trattato, il Governo avesse detto all\u2019Assemblea con quale programma andava a Parigi, con quali propositi.<\/p><p>Ci\u00f2 non \u00e8 stato possibile. In tali condizioni la discussione si potr\u00e0 fare quando i lavori della Conferenza di Parigi siano abbastanza avanzati perch\u00e9 noi abbiamo elementi sufficienti di giudizio, o siano conclusi. Ma \u00e8 difficile discutere l\u2019azione del Governo proprio nel momento in cui questa si svolge ora per ora, minuto per minuto.<\/p><p>Il Governo non \u00e8 venuto dinanzi all\u2019Assemblea prima di andare a Parigi e, a mio giudizio, ha avuto torto. Verr\u00e0 il momento in cui l\u2019Assemblea gli chieder\u00e0 conto e del perch\u00e9 non \u00e8 venuto e della politica che ha fatto.<\/p><p>Ma in questo momento noi siamo convinti che la discussione non sarebbe nell\u2019interesse del Paese. Noi socialisti accettiamo perci\u00f2 la proposta dell\u2019onorevole Orlando, con lo spirito con cui \u00e8 stata formulata, senza cio\u00e8 entrare nel merito, e nella convinzione che giovi al Paese, non affrontare la discussione del Trattato nelle presenti condizioni. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SELVAGGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SELVAGGI. Onorevoli colleghi, devo confessare che sento un senso di malessere per la piega che queste dichiarazioni di voto, se vogliamo cos\u00ec chiamarle, hanno preso.<\/p><p>Si \u00e8 entrati nel merito di un problema che \u00e8 di capitale importanza, con eccessiva superficialit\u00e0. \u00c8 un problema che, come ha detto l\u2019onorevole Orlando, \u00e8 di carattere storico per il nostro presente e per il nostro futuro. Sugli orientamenti o tesi che ci possono essere su questo problema, non credo sia consentito a nessuno di fare delle speculazioni politiche, e soprattutto di dubitare della buona fede di ciascuno dei sostenitori delle opposte tesi.<\/p><p>Noi non dubitiamo minimamente della buona fede che spinge l\u2019onorevole De Gasperi ed il suo Governo a presentare in questo momento il progetto di legge per la ratifica del Trattato di pace, imposto all\u2019Italia al Lussemburgo. Riteniamo per\u00f2, con la stessa buona fede, che questo non sia il momento opportuno per una discussione di un argomento tanto importante.<\/p><p>E non entro nel merito della questione, non avendo noi del Gruppo qualunquista nessun chiodo fisso di rovesciare il Governo. Noi vediamo il problema soltanto nell\u2019interesse generale del Paese e riteniamo quindi che la formula \u2013 se cos\u00ec vogliamo dire \u2013 escogitata dall\u2019onorevole Orlando sia l\u2019unica che possa essere votata con preciso significato. Essa non ha un valore politico n\u00e9 nei confronti del Governo n\u00e9 nei confronti della ratifica che esso persegue.<\/p><p>C\u2019\u00e8, oltre tutto, un argomento. L\u2019onorevole De Gasperi ha accennato alla legge costitutiva dell\u2019Assemblea, in base alla quale spetta di diritto all\u2019Assemblea Costituente la discussione e la conseguente ratifica o meno degli Accordi internazionali. Se \u00e8 questa l\u2019interpretazione, credo che anche l\u2019iniziativa del momento della discussione possa spettare soltanto all\u2019Assemblea Costituente, la quale, individualmente o per gruppi, ha anche essa elementi sufficienti per stabilire se questo \u00e8 o non \u00e8 il momento opportuno.<\/p><p>A nome del mio Gruppo dichiaro quindi che noi voteremo la proposta dell\u2019onorevole Orlando. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci.<\/em> Ai voti!<\/p><p>LABRIOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LABRIOLA. Voter\u00f2 naturalmente la proposta dell\u2019onorevole Orlando; ma il motivo personale per cui la voter\u00f2 \u00e8 un po\u2019 differente da quello che hanno potuto invocare gli oratori precedenti. All\u2019unica seduta della Commissione dei Trattati alla quale io fui presente \u2013 si tratta ormai di due o tre mesi addietro \u2013 allorch\u00e9 fu presentata la questione della firma al Trattato che si imponeva all\u2019Italia, io feci la proposta di venire subito all\u2019Assemblea e chiedere all\u2019Assemblea la ratifica che si chiedeva del Trattato imposto all\u2019Italia. Misi appunto in rilievo il fatto che la firma che il plenipotenziario italiano si disponeva a dare a nome dell\u2019Italia a quel Trattato, non equivaleva alla ratifica. Ma nel mio concetto la questione poteva assumere un significato pi\u00f9 alto. Il significato era questo: io credo che al Trattato medesimo non convenisse dare una importanza eccessiva. Posi in rilievo che la ratifica andava fatta dall\u2019Assemblea, ma che non bisognava dare ad essa troppa importanza. Volevo pertanto che la questione venisse all\u2019Assemblea solo per dare a questo atto il minor valore che si poteva. Proposi che il Trattato giungesse all\u2019Assemblea all\u2019ultimo momento di una discussione qualsiasi e quindi si desse la ratifica. Come imbattendosi in un cumulo di sassi e un po\u2019 di immondizie basta un colpo di piede per mandare via tutto, cos\u00ec la ratifica da dare al Trattato, secondo me, non doveva avere un valore differente.<\/p><p>In quel momento l\u2019onorevole De Gasperi \u2013 e credo anche altri colleghi che facevano parte della Commissione dei Trattati \u2013 non furono del mio avviso. Io rimasi solo nel sostenere questa tesi. Basta questa tesi per me per spiegare l\u2019atteggiamento&#8230; (<em>Rumori<\/em>). L\u2019onorevole Togliatti ha detto che una discussione di politica estera in questa Assemblea si impone e potrebbe venire in discussione in occasione appunto della ratifica del Trattato, ma sia per tutti evidente che non bisogna dare troppa importanza a questa ratifica. Io voter\u00f2 la proposta sospensiva dell\u2019onorevole Orlando. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che sulla proposta Orlando-Giannini di non inserire all\u2019ordine del giorno di domani la discussione sulla ratifica del Trattato di pace \u00e8 stata presentata richiesta di votazione nominale. La richiesta \u00e8 firmata dagli onorevoli Uberti, De Palma, Coccia, Angelucci, Clerici, Bubbio, Garbato, Monticelli, Mastino Gesumino, Angelini, Bosco Lucarelli, Taviani, Tozzi Condivi, Firrao e Bovetti.<\/p><p>Votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione nominale sulla proposta Orlandi-Giannini di non includere, all\u2019ordine del giorno di domani la discussione sulla ratifica del Trattato di pace, contrariamente alla richiesta del Presidente del Consiglio.<\/p><p>Estraggo a sorte il nome del deputato dal quale comincer\u00e0 la chiama.<\/p><p>(<em>Segue sorteggio<\/em>).<\/p><p>Comincer\u00e0 dal nome del deputato La Pira. Si faccia la chiama.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, Fa la chiama.<\/p><p><em>Rispondono<\/em> s\u00ec:<\/p><p>Abozzi \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Amendola \u2013 Assennato \u2013 Azzi.<\/p><p>Baldassari \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basso \u2013 Bei Adele \u2013 Bellusci \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Bergamini \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchi Costantino \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bonomelli \u2013 Bordon \u2013 Bruni \u2013 Bucci \u2013 Buonocore.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Calamandrei \u2013 Camangi \u2013 Cannizzo \u2013 Caprani \u2013 Carmagnola \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Cianca \u2013 Codignola \u2013 Colombi Arturo \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Corbi \u2013 Corsini \u2013 Costa \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Amico Michele \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Vita \u2013 Di Vittorio \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Fabbri \u2013 Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Fornara.<\/p><p>Gallico Spano Nadia \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Ghidetti \u2013 Ghislandi \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giua \u2013 Gorreri \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Nilde.<\/p><p>Jacometti.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 Landi \u2013 La Rocca \u2013 Li Causi \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazza \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Montagnana Rita \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Novella.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Paolucci \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013\u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Reale Eugenio \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rognoni \u2013 Romita \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Sansone \u2013 Sardiello \u2013 Scarpa \u2013 Schiavetti \u2013 Scoccimarro \u2013 Secchia \u2013 Selvaggi \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Stampacchia.<\/p><p>Targetti \u2013 Tega \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Togliatti \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Trulli \u2013 Tumminelli.<\/p><p>Valiani \u2013 Venditti \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Vigna \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zanardi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Rispondono<\/em> no:<\/p><p>Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bassano \u2013 Bastianetto \u2013 Belotti \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bocconi \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Calosso \u2013 Camposarcuno \u2013 Canepa \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Car\u00ecstia \u2013 Caronia \u2013 Carratelli \u2013 Cart\u00eca \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavalli \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Cortese \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Croce.<\/p><p>D\u2019Amico Diego \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Caro Raffaele \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabriani \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Firrao \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Garlato \u2013 Gatta \u2013 Germano \u2013 Geuna \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Gui \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Jacini \u2013 Jervolino.<\/p><p>La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Lizier \u2013 Longhena.<\/p><p>Macrelli \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mattarella \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Umberto \u2013 Micheli \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Motolese.<\/p><p>Nicotra Maria \u2013 Notarianni \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pallastrelli \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pat \u2013 Pella \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Ponti \u2013 Preti \u2013 Proia.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Rapelli \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Roselli \u2013 Rossi Paolo \u2013 Rumor.<\/p><p>Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sapienza \u2013 Scalfaro \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Segala \u2013 Segni \u2013 Sforza \u2013 Simonini \u2013 Spataro \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Taviani \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Vaironi \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigo \u2013 Vigorelli \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zagari \u2013 Zerbi.<\/p><p><em>Si sono astenuti<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Conti \u2013 Corbino \u2013 Crispo.<\/p><p>Malvestiti.<\/p><p>Rubilli.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Ambrosini.<\/p><p>Bellavista.<\/p><p>Fedeli Aldo \u2013 Ferrarese.<\/p><p>Galioto.<\/p><p>Lombardo Ivan Matteo.<\/p><p>Pignatari.<\/p><p>Raimondi \u2013 Ravagnan.<\/p><p>Saragat.<\/p><p>Zotta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere al computo dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari procedono al computo dei voti<\/em>).<\/p><p>Risultato della votazione nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione nominale:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 441<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 436<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 219<\/p><p>Hanno risposto <em>s\u00ec \u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>204<\/p><p>Hanno risposto <em>no \u00a0\u00a0 <\/em>232<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva la proposta degli onorevoli Orlando e Giannini<\/em>).<\/p><p>Dato l\u2019esito della votazione, resta, pertanto, inteso che all\u2019ordine del giorno di una delle sedute di domani si porr\u00e0 il progetto di legge sulla ratifica del Trattato di Pace.<\/p><p>Sull\u2019ordine dei lavori.<\/p><p>CODIGNOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODIGNOLA. Mi dispiace di dover affliggere ancora una volta \u2013 la quarta volta \u2013 l\u2019Assemblea intorno ad una questione rimasta tuttavia in sospeso, la questione cio\u00e8 della discussione di una mozione da me presentata al Ministro della pubblica istruzione. Come i colleghi ricorderanno, ieri sera la questione \u00e8 stata discussa e il collega onorevole Gronchi ha avuto a proporre che questa sera si decidesse quando discutere della mozione stessa. Successivamente poi l\u2019onorevole Sansone propose che si discutesse questa mattina, ma la maggioranza respinse questa proposta.<\/p><p>Mi corre pertanto l\u2019obbligo di richiamare nuovamente l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sul fatto che restano ormai due soli giorni alla data fissata dall\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione per le elezioni dei membri del Consiglio Superiore. Se non si proceder\u00e0 domani mattina a questa discussione, nel frattempo avranno luogo le elezioni e sar\u00e0 perfettamente inutile discuterne pi\u00f9.<\/p><p>Prego quindi l\u2019onorevole Presidente di volere far presente all\u2019Assemblea il carattere di urgenza che presenta questa discussione.<\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Nella seduta dei capi-Gruppo, si era stabilito che si dovesse includere il minor numero possibile di altri argomenti negli ordini del giorno per il prosieguo dei nostri lavori parlamentari in questi ultimi giorni. Data comunque l\u2019importanza e il carattere di urgenza della questione di cui si tratta, siamo favorevoli a proporre che domani venga tenuta una seduta notturna, appositamente per discutere della mozione in oggetto.<\/p><p>CROCE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CROCE. Vorrei unirmi alla richiesta che la questione venga, in qualche modo, affrontata nella seduta di domani, perch\u00e9 il momento delicatissimo in cui ci troviamo sconsiglia che le elezioni per il Consiglio Superiore vengano tenute frettolosamente: desta tale preoccupazione, nel mondo degli insegnanti, una simile eventualit\u00e0, che io reputo assolutamente necessario che la discussione debba aver luogo nel giorno di domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 dunque la proposta dell\u2019onorevole Gronchi di fissare per domani una seduta notturna per la discussione della mozione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SELVAGGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SELVAGGI. Io proporrei che si discutesse la mozione nella seduta antimeridiana perch\u00e9, nella seduta dei capi-Gruppo, si erano formulate soltanto delle proposte, ma non si era stabilito nulla di definitivo. Io chiederei pertanto che la discussione sulla ratifica del Trattato di pace fosse fissata per la seduta pomeridiana, riservando invece quella antimeridiana allo svolgimento della mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione a pronunciarsi al riguardo.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Mi rimetto al voto dell\u2019Assemblea.<\/p><p>MALAGUGINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MALAGUGINI. Circa quest\u2019ultima proposta, vorrei pregare il collega Gronchi di riflettere che una discussione la quale avvenisse nella seduta notturna di domani non servirebbe allo scopo, in quanto metterebbe nella quasi impossibilit\u00e0 di prendere un provvedimento qualsiasi, di conferma o di rinvio delle elezioni, fissate per sabato prossimo.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra considerazione di carattere particolare che mi permetto di sottoporre alla sensibilit\u00e0 del collega Gronchi. Poich\u00e9 alla discussione desidererebbe prender parte anche l\u2019onorevole Croce, sarebbe bene evitare al venerando nostro collega il disagio di una seconda seduta notturna.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gronchi, quale \u00e8 il suo parere?<\/p><p>GRONCHI. Non perch\u00e9 io ritenga giustificata l\u2019osservazione del collega Malagugini, ma per quanto egli ha detto nei riguardi dell\u2019onorevole Croce, non insisto nella mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Rimane allora la proposta dell\u2019onorevole Selvaggi di discutere domani nella seduta antimeridiana la mozione Codignola.<\/p><p>La pongo ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LA MALFA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA. Faccio presente che se la Commissione avesse tempo domani di esaminare il progetto del Titolo III dell\u2019imposta patrimoniale, riguardante gli enti collettivi, potrebbe presentarsi alla discussione dopodomani in una posizione, per dir cos\u00ec, pi\u00f9 definita.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero sottolineare che il lavoro che ci si prospetta, si presenta assai duro. Evidentemente al ritmo con il quale procede l\u2019esame della patrimoniale, \u00e8 da escludersi che questo disegno di legge possa essere approvato entro la giornata di sabato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Credo che tutti i colleghi siano convinti di ci\u00f2. Pertanto, se deve essere esaminata la materia della patrimoniale, discussa la mozione e discussa la ratifica del Trattato di pace, occorre predisporci senz\u2019altro ad un ordine di lavori che si prolunghi oltre il tempo inizialmente previsto.<\/p><p>Per sabato non potremo perci\u00f2 concludere la sessione dell\u2019Assemblea. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Resta comunque inteso che domani si terranno due sedute: alle 10 per discutere la mozione Codignola, ed eventualmente per il seguito della discussione sull\u2019imposta patrimoniale, e alle 17 per l\u2019esame del disegno di legge sulla ratifica del Trattato di Pace.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interpellanze e interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti interpellanze con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere chi abbia autorizzato le autorit\u00e0 di pubblica sicurezza a limitare la libert\u00e0 di propaganda vietando l\u2019affissione di manifesti di critica al Governo, e quali misure il Governo intende prendere per richiamare tutte le autorit\u00e0 dello Stato al rispetto delle libert\u00e0 democratiche.<\/p><p>\u00abTogliatti, D\u2019Onofrio, Secchia, Novella, Rossi Maria Maddalena\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali motivi abbiano finora impedito di dare all\u2019Associazione nazionale reduci il riconoscimento giuridico elevandola ad Ente morale: per sapere se risulti lo stato di crisi emergente esistente nell\u2019Associazione stessa, in conseguenza del mancato riconoscimento e di procedimenti autoritari messi in opera da taluni dirigenti, ed aggravato dai recenti provvedimenti dei prefetti di Milano e di Genova: per sollecitare in via di urgenza il riconoscimento giuridico di cui sopra, onde restituire ai reduci, attraverso un saggio controllo, la certezza della onesta tutela dei loro specifici interessi e diritti.<\/p><p>\u00abBonfantini, Bianchi Bianca, Rossi Paolo, Segala\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Se i lavori dell\u2019Assemblea dovessero prolungarsi oltre la settimana, il Governo si riserva di determinare, nella seduta di luned\u00ec prossimo, il giorno in cui intende discutere queste interpellanze.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono inoltre pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dei trasporti, per conoscere per quali valide ragioni non debba effettuarsi la domenica il servizio dell\u2019autolinea Napoli-Piedimonte d\u2019Alife; il che costringe la popolazione di quella zona a servirsi di autolinee private che effettuano il servizio in concorrenza con la linea sovvenzionata.<\/p><p>\u00abSansone\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio, dei Ministri, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se, in previsione dell\u2019Anno Santo 1950 \u2013 avvenimento che si annunzia di particolare importanza e significazione, e per cui un elevato numero di pellegrini, da ogni parte del mondo cattolico, affluir\u00e0 in Italia \u2013 non ritenga di redigere un concreto piano, elaborato nei suoi dettagli organizzativi e tecnici, per mettere \u00aba punto\u00bb l\u2019attrezzatura turistica e ricettiva italiana e adeguarla alla eccezionale esigenza;<\/p><p>2\u00b0) se non reputi doveroso, da parte del Governo italiano, in omaggio alla portata universale della fausta e sacra ricorrenza \u2013 e congiuntamente nell\u2019interesse della Nazione, che potr\u00e0 ricevere dall\u2019afflusso cospicuo di visitatori stranieri un benefico e provvidenziale apporto di valuta pregiata \u2013 di stabilire le indispensabili premesse, e provvedere gli stanziamenti finanziari occorrenti, perch\u00e9 l\u2019Italia possa offrire ai pellegrini dell\u2019Anno Santo 1950 il massimo desiderabile di conforto, col rendere efficiente l\u2019attrezzatura alberghiera non soltanto della Capitale \u2013 dove convergeranno essenzialmente la folle \u2013 ma anche nelle zone a spiccato carattere turistico di cui la Penisola \u00e8 doviziosamente ricca. Il patrimonio d\u2019arte e di archeologia; la incomparabile e prestigiosa bellezza delle riviere, delle pianure e dei monti; i ricordi recenti \u2013 come i luoghi dello sbarco alleato, i campi di battaglia ed i Cimiteri di guerra \u2013 costituiscono un irresistibile richiamo di amore e di nostalgia;<\/p><p>3\u00b0) se non ritenga essenziale armonizzare l\u2019attuazione del programma di opere pubbliche per la ricostruzione ed a sollievo della disoccupazione, alle esigenze relative al miglioramento della rete stradale e delle comunicazioni che si rende necessario realizzare per consentire un ordinato e soddisfacente movimento turistico;<\/p><p>4\u00b0) se non giudichi conveniente dar sollecito inizio ad una perfetta, moderna propaganda dei luoghi considerati nel paragrafo 2\u00b0, attraverso la pubblicazione di opuscoli editi con seriet\u00e0 di propositi e dignit\u00e0 di forma nelle varie lingue e da diffondersi nei vari paesi del mondo; con la ripresa di documentari cinematografici; con radiotrasmissioni nelle varie lingue, anche in collegamento con stazioni estere, perch\u00e9 si formi, intorno all\u2019avvenimento dell\u2019Anno Santo 1950, una fervida atmosfera di interesse e di attesa;<\/p><p>5\u00b0) se non creda di dover, tra l\u2019altro \u2013 direttamente il Governo o attraverso organi ed enti che pi\u00f9 si riterranno competenti ed idonei \u2013 predisporre la organizzazione di veri e propri peripli turistici attraverso i luoghi che offrano al forestiero motivi, risorse e conforti di maggiore attrattiva, fissando persino il costo di essi, comprensivo dal momento dello sbarco o dall\u2019arrivo sul suolo italiano, di viaggi, albergo, vitto, tasse di soggiorno e di ogni altra eventuale prestazione, allo scopo di incoraggiare con opportuna tempestivit\u00e0, coloro i quali, per avventura, intendessero rinunciare al viaggio in Italia per non correre l\u2019alea dell\u2019imprevisto, nei riguardi della spesa;<\/p><p>6\u00b0) se non ritenga di suscitare, con proficue iniziative, negli italiani che dovranno aver comunque contatti con gli ospiti \u2013 funzionari, pubblici ufficiali, agenti, personale alberghiero e dei pubblici esercizi, guide e cittadini tutti \u2013 una fervida gara di cortesia dignitosa ed accogliente, perch\u00e9 la tradizionale gentilezza italica superi la aspettativa e si affermi come non ultima e non trascurabile espressione di civilt\u00e0 e di consapevolezza;<\/p><p>7\u00b0) se non ravvisi, infine, l\u2019opportunit\u00e0 di demandare ad una Commissione parlamentare di studio il compito di coordinare le varie iniziative in un piano unico da attuarsi con gradualit\u00e0 e che, fino d\u2019ora, impegni la Nazione e la prepari materialmente e spiritualmente all\u2019importante avvenimento.<\/p><p>\u00abDe Martino, Giordani, Rodin\u00f2 Ugo\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dei lavori pubblici, per conoscere in quale modo intendano di provvedere perch\u00e9 siano rispettati gli impegni che lo Stato ha assunto, verso cittadini gravemente colpiti dall\u2019insulto bellico, a mezzo dell\u2019Ufficio di assistenza post-bellica di Parma, di quella Prefettura e Genio civile, impegnando ed in parte erogando 57.830.000 lire, ordinate dall\u2019allora Ministro onorevole Gasparotto con la sua lettera all\u2019assistenza post-bellica di Parma, in data 19 aprile 1946, e con le precise istruzioni contenute nell\u2019altra del 14 maggio 1946, per l\u2019erogazione a ricostruzione di case danneggiate o distrutte per rappresaglie contro i partigiani.<\/p><p>\u00abIn base ad esse l\u2019Ufficio in parola, d\u2019accordo coi sindaci, presidenti dei singoli Comitati comunali di ricostruzione, ha assegnato le somme, ha promosso ed accettato le cessioni dei contributi per la legge dei senzatetto, chiesti dal Genio civile con contratti per mano di notaio, ha anticipato, nelle forme regolari, le rate pattuite sulla base dello stato di avanzamento dei lavori, circa venti milioni di lire.<\/p><p>\u00abCol passaggio della competenza al Ministero dei lavori pubblici ogni cosa \u00e8 stata fermata con danno incalcolabile delle ricostruzioni incominciate e di tanti colpiti e danneggiati, i quali non comprendono e l\u2019interrogante con loro, come la pubblica Amministrazione possa sottrarsi, pel semplice passaggio da un Ministero all\u2019altro, ad impegni legalmente assunti.<\/p><p>\u00abMicheli, Valenti\u00bb.<\/p><p>Informo che il Governo si riserva di comunicare quando intende rispondere a queste interrogazioni.<\/p><p>PERTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERTINI. Ho presentato una interrogazione sui gravi fatti verificatesi nelle carceri di Poggioreale. Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Comunico di avere inviato sul posto un alto funzionario per svolgere un\u2019inchiesta e riferire. Mi riservo, pertanto, di dare una risposta sui fatti denunciati appena in possesso dei risultati dell\u2019inchiesta.<\/p><p>PERTINI. Prendo atto della comunicazione del Ministro, da cui risulta che il fatto segnalato esiste e che \u00e8 stata predisposta una inchiesta. Rimango in attesa di una risposta concreta.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Unitamente ad altri colleghi avevo presentato un\u2019interrogazione al Ministro di grazia e giustizia II Ministro dichiar\u00f2 di essere pronto a rispondere all\u2019interrogazione. Noi chiediamo ora se pu\u00f2 essere fissato il giorno di discussione dell\u2019interrogazione stessa.<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente ai colleghi che la eventuale fissazione di una seduta dedicata alle interrogazioni \u00e8 subordinata al lavoro che l\u2019Assemblea dovr\u00e0 affrontare e concludere prima delle vacanze.<\/p><p>Vorrei comunque pregare i colleghi di considerare che il generoso e lodevole interesse di ciascuno per particolari, sia pure importanti, problemi, deve essere contenuto nei limiti ormai fissati all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare nei riguardi del Commissario della Societ\u00e0 italiana di metapsichica, in relazione alle ripetute violazioni delle disposizioni statutarie da lui compiute ed alla sua pervicace resistenza agli inviti perentori rivoltigli dal Ministero della pubblica istruzione di rientrare nella legalit\u00e0, convocando l\u2019assemblea generale dei soci per la regolare elezione delle cariche sociali.<\/p><p>\u00abMortati\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri delle finanze e del tesoro, per conoscere se non ritengano opportuno, oltrech\u00e9 giusto, estendere, nella stessa misura, al proprietario che coltiva la vigna in unione alla mano d\u2019opera altrui il beneficio dell\u2019esenzione dal pagamento dell\u2019imposta di consumo, sul vino concesso dall\u2019articolo 2 del decreto legislativo presidenziale 29 marzo 1947, n. 177, al solo manuale coltivatore del fondo.<\/p><p>\u00abCostringere il proprietario, che paga le non lievi imposte sulla vigna, che d\u00e0 lavoro ai disoccupati, che dirige e controlla tale lavoro, che acquista concimi e insetticidi, a pagare il dazio sul bicchiere del proprio vino, che con la famiglia giornalmente consuma, e sul vino che somministra agli operai addetti ai lavori del vigneto, \u00e8 semplicemente assurdo, per non dire iniquo.<\/p><p>Devesi rilevare, inoltre, che, negandosi la esenzione di cui sopra a questa benemerita categoria di piccoli proprietari, molte vigne cederanno il posto a colture meno faticose e remunerative, con grave danno per l\u2019economia nazionale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno e l\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, per conoscere quali provvidenze precauzionali s\u2019intenda adottare per evitare che la ripresa attivit\u00e0 delle fabbriche di Borgofranco Ivrea: Societ\u00e0 alluminio italiana, Societ\u00e0 idroelettrica Borgofranco e Societ\u00e0 Cheddite rechino serio danno con le esalazioni di gas nocivi alla vegetazione, ai raccolti e ai numerosi agricoltori della zona, come gi\u00e0 precedentemente si \u00e8 verificato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abScotti Alessandro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere se non reputi necessario ed urgente promuovere provvedimenti i quali valgano ad assicurare ai comuni \u2013 meglio che non facciano ora le disposizioni contenute negli articoli 161 e seguenti del testo unico 14 settembre 1931, numero 1175 e successive modificazioni ed aggiunte \u2013 la percezione dell\u2019imposta sulle industrie in confronto delle aziende industriali che hanno la propria sede principale o anche solo gli uffici nella capitale, o nei capoluoghi di regione o di provincia, come suole accadere, mentre tengono i propri impianti industriali di produzione nei comuni minori.<\/p><p>\u00abE notorio che questi comuni, per ragioni certamente non ignote al Ministero delle finanze, riescono difficilmente ad ottenere un congruo riparto del reddito di ricchezza mobile accertato alle aziende dagli uffici distrettuali delle imposte ove le aziende stesse hanno la propria sede: generalmente la ottengono in misura inadeguata e con notevole dannoso ritardo. Accade cos\u00ec che comuni, nei quali vi sono stabilimenti industriali con migliaia di operai e dove, pertanto, i pubblici servizi costano assai pi\u00f9 che nei comuni con popolazione rurale, devono sostenere spese gravose, in misura cospicua e sempre in aumento, senza riuscire a poterne trasferire anche solo una congrua parte sulle industrie ivi operanti.<\/p><p>\u00abL\u2019intervento del Ministro delle finanze, nel senso chiesto, \u00e8 divenuto tanto pi\u00f9 urgente ora, attese anche le disposizioni rivolte a contenere per quest\u2019anno ed eliminare in seguito i contributi dello Stato ad integrazione dei bilanci comunali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBulloni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, perch\u00e9 chiarisca la ragione per la quale non sia ancora stato disposto il beneficio consentito dall\u2019articolo 1664 del nuovo Codice civile concernente la bilaterale revisione dei prezzi per i contratti-appalto, quando vengono a verificarsi le condizioni previste dall\u2019articolo stesso.<\/p><p>\u00abCi\u00f2, perch\u00e9, nelle attuali condizioni di continuo rialzo del costo della mano d\u2019opera e di quello delle merci, le imprese assuntrici di lavori in appalto per conto del Ministero dell\u2019agricoltura e delle foreste non hanno ancora beneficiato del trattamento che \u00e8 stato gi\u00e0 disposto per i contratti assunti per conto del Ministero dei lavori pubblici, determinando:<\/p><p>1\u00b0) malcontento nell\u2019ambiente delle imprese appaltataci, acuito dai continui ed annunciati stanziamenti in ordine di decine di miliardi per la realizzazione di nuove opere, mentre soano ancora in via di liquidazione lavori di contratti estinti, molti dei quali risalenti al 1941, liquidazioni ferme non tanto per la macchinosa burocrazia, quanto per le divergenze sorte nell\u2019applicazione delle clausole contrattuali relative alle revisioni;<\/p><p>2\u00b0) l\u2019esodo all\u2019estero di molte imprese, in modo particolare di quelle pi\u00f9 importanti e meglio attrezzate, che determinano \u2013 e maggiormente determineranno nell\u2019avvenire \u2013 nocumento alla ricostruzione della Patria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRognoni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere per quali motivi non si sia dato ancora corso al decreto legislativo concernente la corresponsione della intera indennit\u00e0 di caroviveri al personale in effettivo servizio presso comandi, enti o reparti dell\u2019Esercito e dell\u2019Aeronautica militare, ove siano regolarmente costituite mense obbligatorie. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abNobile\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere i motivi in base ai quali ufficiali superiori e generali pretermessi (prima dell\u20198 settembre 1943) per ragioni di salute o per mancanza del periodo di comando, siano stati collocati nella riserva con pensione normale e non si siano applicate ai medesimi le disposizioni speciali di cui al regio decreto legislativo 14 maggio 1946, n. 384; di tali disposizioni usufruiscono anche ufficiali discriminati e puniti per il loro comportamento dopo l\u20198 settembre 1943.<\/p><p>\u00abLa diversit\u00e0 di trattamento non solo \u00e8 in contrasto coi precedenti di detti ufficiali pretermessi e spesso anche con la lodevole attivit\u00e0 svolta dopo l\u20198 settembre 1943, ma mette i medesimi, con la limitata pensione ad essi concessa, in condizioni impossibili di vivere con le loro famiglie.<\/p><p>\u00abSi chiede perci\u00f2, per evidenti ragioni di giustizia, che ai predetti ufficiali vengano estese le norme di cui al citato regio decreto legislativo. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abNumeroso, Riccio, Leone Giovanni, De Michele\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non creda necessario che la pubblica Amministrazione si pronunci sui ricorsi presentati dalle insegnanti elementari che parteciparono al concorso magistrale del gennaio 1942 (posti di prima categoria nelle scuole di Roma) contro la limitazione del numero dei posti messi a concorso, prima che siano banditi i nuovi concorsi, o che siano effettuati trasferimenti dalla provincia per l\u2019anno scolastico 1947-48.<\/p><p>\u00abL\u2019urgenza di decidere i ricorsi suddetti si giustifica, a prescindere da considerazioni di buona amministrazione, con il pericolo che abbiano diversa destinazione posti che debbono essere reintegrati al concorso magistrale del 15 gennaio 1942. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBozzi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Governo, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) se intende concretare la promessa, pi\u00f9 volte fatta, di emanare un provvedimento che riconosca i debiti contratti dalle formazioni, partigiane e dai Comitati di liberazione nazionale che per esse hanno agito in zona libera;<\/p><p>2\u00b0) se non creda opportuno emanare tale provvedimento al pi\u00f9 presto per limitare il danno gi\u00e0 grave derivante dalla svalutazione della moneta. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMezzadra\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La prima delle interrogazioni test\u00e9 lette sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta al suo turno, trasmettendosi ai Ministri competenti le altre per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 22.40.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><ol><li>\u2013 Svolgimento di una mozione dell\u2019onorevole Parri ed altri sull\u2019elezione del Consiglio superiore della pubblica istruzione.<\/li><li>\u2013 <em>Seguito della discussione sul disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>Alle ore 17:<\/p><p><em>Discussione sul disegno di legge<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Approvazione del Trattato di pace tra le Potenze Alleate ed Associate e l\u2019Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. (23).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CXCVIII. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 23 LUGLIO 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Verifica di poteri: Presidente Disegno di legge (Seguito della discussione): Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. 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