{"id":2042,"date":"2023-09-10T22:26:27","date_gmt":"2023-09-10T20:26:27","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2042"},"modified":"2023-10-21T21:37:56","modified_gmt":"2023-10-21T19:37:56","slug":"pomeridiana-di-martedi-22-luglio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2042","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 22 LUGLIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2042\" class=\"elementor elementor-2042\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dc7c49c elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dc7c49c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3d5ab79\" data-id=\"3d5ab79\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ae0b369 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ae0b369\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470722_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0cd16b3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0cd16b3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CXCVI.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MARTED\u00cc 22 LUGLIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>Presidente<\/p><p>La Malfa, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Perlingieri<\/p><p>Pella, <em>Ministro<\/em> <em>delle<\/em> <em>finanze<\/em><\/p><p>Clerici<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Bertone<\/p><p>Tozzi Condivi<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Dugoni<\/p><p>Rescigno<\/p><p>Pesenti<\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Mazzei<\/p><p>Micheli<\/p><p>Castelli Edgardo<\/p><p>Bubbio<\/p><p>Vigorelli<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Cappi<\/p><p>Scoca<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Bonomi Paolo<\/p><p>Lussu<\/p><p>De Vita<\/p><p>Schiratti<\/p><p>Basile<\/p><p>Veroni<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanze con richiesta d\u2019urgenza:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Cappa, <em>Ministro della marina mercantile<\/em><\/p><p>Cingolani, <em>Ministro della difesa<\/em><\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Petrilli, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro<\/em><\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Foa<\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p>Lozza<\/p><p>Lussu<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Codignola<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>La Malfa<\/p><p>Sansone<\/p><p>Dugoni<\/p><p><strong>Interrogazioni e interpellanza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio.<\/p><p>Onorevoli colleghi, prima di cominciare il nostro odierno lavoro, \u00e8 necessario che io richiami la loro attenzione sul grave lavoro che ci attende. \u00c8 probabile che l\u2019Assemblea debba essere occupata lungamente per la discussione sul Trattato di pace, e d\u2019altra parte \u00e8 necessario che la legge che stiamo esaminando sia portata a termine entro la corrente settimana.<\/p><p>Occorre perci\u00f2 disciplinare le nostre discussioni, imponendo al loro sviluppo quei limiti che sono necessari per giungere a conclusioni utili, senza sconfinamenti.<\/p><p>Riprendiamo l\u2019esame degli articoli.<\/p><p>Come l\u2019Assemblea ricorda, nell\u2019ultima seduta la Commissione si era riservata di presentare un nuovo testo dell\u2019articolo 66 e pertanto era stata deliberata la sospensiva.<\/p><p>Il primitivo testo della Commissione era cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici e nei cui confronti venga accertato un importo di danaro, depositi e titoli al portatore per un valore superiore a quello risultante dalle quote previste all\u2019articolo 25, ove provveda al ripristino nel termine di un anno dalla pubblicazione del presente decreto, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa occorsa per il ripristino stesso, nel limite dell\u2019eccedenza del valore definitivamente accertato per danaro, depositi e titoli al portatore indicati nella dichiarazione, rispetto a quello risultante dalle quote sopra richiamate\u00bb.<\/p><p>Onorevole Relatore, il nuovo testo \u00e8 pronto?<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 pronto. Vi sono per\u00f2, all\u2019articolo 66, due emendamenti non ancora illustrati. Desidererei prima che i presentatori di questi emendamenti li svolgessero.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Vi \u00e8 innanzi tutto un emendamento dell\u2019onorevole Cavallari, cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019articolo 66 col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato j cespiti danneggiati per eventi bellici, ove provveda al ripristino nel termine di un anno dalla pubblicazione del presente decreto, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa occorsa per il ripristino stesso\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Cavallari non \u00e8 presente, si intende quindi che abbia rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Perlingieri ha presentato la seguente proposta di articolo 66-<em>bis<\/em>, che pu\u00f2 considerarsi emendamento all\u2019articolo 66:<\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici e nei cui confronti non venga accertato un importo di danaro, depositi e titoli al portatore, oltre le quote presuntive previste dall\u2019articolo 25, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa che occorre per il ripristino stesso.<\/p><p>\u00ab<em>Se respinto<\/em>,<em> aggiungere al testo soprariprodotto le parole seguenti:<\/em> non oltre l\u2019ammontare delle dette quote presuntive\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Perlingieri ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>PERLINGIERI. Se conoscessi il nuovo testo della Commissione potrei regolarmi in conseguenza e forse anche ritirare il mio emendamento. Comunque do brevemente ragione di esso.<\/p><p>La mia proposta muove dalla preoccupazione di una sperequazione fra i contribuenti di una medesima categoria, in ispecie quella dei proprietari di cespiti danneggiati dalla guerra. La legge fa due ipotesi: quella dell\u2019articolo 65, la quale contempla il caso dei proprietari di cespiti danneggiati dalla guerra che abbiano ricostruito i propri immobili alla data del 28 marzo (e per costoro la legge concede la detrazione della somma spesa per la ricostruzione); la seconda ipotesi, quella dell\u2019articolo 66, contempla il caso dei proprietari di cespiti danneggiati dalla guerra che, entro un anno di tempo, effettueranno la ricostruzione dei cespiti danneggiati. Ora a me pare che in questa maniera si concedano agevolazioni proprio ai contribuenti che hanno maggiori possibilit\u00e0 e si escludono i contribuenti che non hanno la possibilit\u00e0 economica di ricostruire. Non comprendo veramente la detrazione concessa con l\u2019articolo 65 a favore dei proprietari di cespiti danneggiati i quali abbiano gi\u00e0 ricostruito alla data del 28 marzo. Questa agevolazione rappresenta una perdita secca per l\u2019Amministrazione senza contropartita, non potendosi addurre in corrispettivo l\u2019interesse dello Stato di promuovere ed incoraggiare la ricostruzione, in quanto si tratta di ricostruzioni gi\u00e0 ultimate alla data del 28 marzo, che non hanno bisogno di ulteriori incoraggiamenti.<\/p><p>Comunque, se si concede una agevolazione a questi contribuenti e a coloro che provvederanno a ricostruire entro l\u2019anno, a me pare che non si possa non tener presente anche il caso di coloro che hanno avuto danni dalla guerra e non hanno la possibilit\u00e0 di ricostruire. Una considerazione si dovrebbe avere anche per costoro ed \u00e8 per questo che io avevo proposto un articolo di questo tenore:<\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici e nei cui confronti non venga accertato un importo di danaro, depositi e titoli al portatore, oltre le quote presuntive previste dall\u2019articolo 25, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa che occorre per il ripristino stesso\u00bb.<\/p><p>Se respinto tale articolo, avevo proposto di aggiungere al testo sopra riprodotto le parole seguenti: \u00abnon oltre l\u2019ammontare delle dette quote presuntive\u00bb.<\/p><p>Si dice che in questa maniera noi verremmo a svuotare la portata dell\u2019imposta. Io posso anche rimanere perplesso di fronte a questa osservazione, ma, d\u2019altra parte, non posso che raccomandare al Presidente della Commissione di considerare con maggior scrupolo le condizioni di coloro che hanno avuto il patrimonio falcidiato dalla guerra e non hanno la possibilit\u00e0 di ricostruirlo.<\/p><p>Vi faccio un esempio: prendo tre proprietari di un patrimonio di dieci milioni ciascuno quali hanno avuto questo patrimonio, in seguito alla guerra, ridotto a cinque milioni. Colui che aveva liquido, e lo ha ricostruito portandolo nuovamente a dieci milioni, viene tassato per met\u00e0, ossia per cinque; colui che, avendo liquido, effettua la ricostruzione entro l\u2019anno viene tassato anch\u2019egli per met\u00e0, ossia per cinque milioni; nel mentre colui che non ha liquido, rimane con il suo patrimonio residuale di cinque milioni e deve pagare integralmente su cinque milioni, di fronte agli altri che avendo dieci, pagano, come lui, su cinque.<\/p><p>Quindi io prego vivamente il Presidente della Commissione di voler tener presente questo caso nella sua nuova formulazione dell\u2019articolo 66, eliminando una patente sperequazione a danno dei meno abbienti e a favore dei pi\u00f9 dotati.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole La Malfa.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non era favorevole al mantenimento dell\u2019articolo 66 e dava ragione alle obiezioni del collega che mi ha preceduto, nel senso che l\u2019articolo 66, come era redatto, costituiva una situazione di privilegio per coloro che avrebbero investito capitali nella ricostruzione dopo l\u2019applicazione della imposta patrimoniale; mentre mette colui che abbia ricostruito prima della data del 28 marzo 1947, nella stessa condizione di colui che non ha ricostruito, ai fini dell\u2019accertamento dell\u2019imponibile. Nell\u2019articolo 66 si dava infatti una sanatoria per coloro che, avendo quote di danaro, di depositi e di titoli al portatore superiori alla quota presuntiva, investano in questa maggior liquido dopo il 28 marzo in opere di ricostruzione.<\/p><p>Si sono presentate due strade alla Commissione: o allargare la portata dell\u2019articolo 66 ed estenderla al di l\u00e0 della quota presuntiva, consentendo la detrazione dall\u2019imponibile a coloro che compissero opere di ricostruzione entro l\u2019anno, o restringerne la portata ulteriormente.<\/p><p>La Commissione ha preferito questa seconda strada ed ha ristretto l\u2019articolo 66 in questo senso; perch\u00e9 abbia luogo la detrazione, di cui all\u2019articolo 66, si deve trattare non della quota presuntiva accertata, ma di quella dichiarata dal contribuente all\u2019atto della dichiarazione al 28 marzo.<\/p><p>In che consiste la differenza?<\/p><p>Sappiamo che questa quota di liquido al di l\u00e0 della quota presuntiva \u00e8 di difficile accertamento da parte degli uffici finanziari. Ed allora, siccome ai fini fiscali questa quota non potrebbe essere colpita, noi invitiamo il contribuente a dichiarare quello che ha di liquido al di l\u00e0 della quota presuntiva, e se egli investe questo liquido in opere di ricostruzione entro l\u2019anno (abbiamo portato il termine a 18 mesi dal 28 marzo) questa quota non sar\u00e0 considerata ai fini del calcolo dell\u2019imponibile. La Finanza, con la restrizione proposta dalla Commissione, rinunzia ad un cespite, che non potrebbe accertare, ed invoglia il contribuente, che abbia liquidit\u00e0, ad investirle in opere di ricostruzione, per evitare accertamenti susseguenti e quindi per evitare una imposizione ed un pagamento delle relative ammende.<\/p><p>Ma la Commissione ha ristretto questa stessa norma dichiarando in un secondo comma che la disposizione di cui all\u2019articolo 66, non si applica al contribuente, il cui patrimonio imponibile superi 50 milioni di lire. Cio\u00e8: la Commissione si \u00e8 preoccupata che questa norma non servisse per i possessori di forti patrimoni, per evadere in certo senso l\u2019imposta, impiegando una somma di liquido eccessiva in loro possesso, e l\u2019ha limitata ai possessori di patrimoni inferiori ai 50 milioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Do lettura del testo proposto dalla Commissione, ora pervenutomi:<\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici e abbia dichiarato un importo di danaro, depositi e titoli al portatore per un valore superiore a quello risultante dalle quote previste dall\u2019articolo 25, ove provveda al ripristino nel termine di 18 mesi dal 28 marzo 1947, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa occorsa per il ripristino stesso, nel limite dell\u2019eccedenza del valore dichiarato per danaro, depositi e titoli al portatore, rispetto a quello risultante dalle quote sopra richiamate.<\/p><p>\u00abLa disposizione del comma precedente non si applica al contribuente il cui patrimonio imponibile superi i 50 milioni di lire\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Il Governo non ha difficolt\u00e0 ad associarsi alle considerazioni dell\u2019onorevole Relatore e ad accettare l\u2019emendamento proposto dalla Commissione.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Dichiaro di non accettare l\u2019articolo proposto come non avrei accettato la precedente formulazione; e questo non per ragioni di politica finanziaria, quanto per ragioni di politica economica. Rispetto all\u2019articolo 65 noi ci troviamo di fronte ai casi in cui l\u2019utilit\u00e0 della ricostruzione era evidentissima, tanto vero che, prescindendo dall\u2019eventualit\u00e0 di avere o no degli indennizzi, il danneggiato ci ha pensato per conto proprio. Ammettendo la facolt\u00e0 di investire in ricostruzioni una parte del patrimonio, sottraendolo dalla cifra dell\u2019imponibile per l\u2019imposta sul patrimonio, noi veniamo indirettamente ad incoraggiare delle ricostruzioni, che potrebbero non avere un valore economico corrispondente alla spesa effettiva. Io ritengo che il problema della ricostruzione debba essere affidato a coloro i quali hanno interesse a ricostruire e lo Stato non dovrebbe \u2013 a mio giudizio \u2013 intervenire continuamente, stimolando ricostruzioni che potrebbero non corrispondere al valore sostanziale dei beni ricostruiti. Voter\u00f2 quindi contro l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019articolo 66 nel nuovo testo proposto dalla Commissione.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 67. Se ne dia lettura nel testo della Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl contribuente che abbia subito danni per eventi bellici in misura tale da far ritenere eccessivamente gravoso il pagamento dell\u2019imposta straordinaria accertata a suo carico, pu\u00f2 chiedere che il pagamento stesso sia effettuato in termini pi\u00f9 lunghi di quelli stabiliti al capo VIII del presente decreto, salva la corresponsione di un interesse del 2 per cento che aggiunger\u00e0 all\u2019annualit\u00e0 d\u2019imposta per il periodo successivo alla scadenza dei termini stessi.<\/p><p>\u00abLa domanda \u00e8 presentata dall\u2019intendente di finanza della provincia nella cui circoscrizione trovasi il comune nel quale il pagamento deve essere effettuato, e contro la determinazione negativa dell\u2019intendente \u00e8 ammesso ricorso al Ministero delle finanze, che decide in via definitiva\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo era stato proposto il seguente emendamento dall\u2019onorevole Veroni:<\/p><p>\u00ab<em>Alla settima linea sostituire alle parole: <\/em>salva la corresponsione di un interesse del 2 per cento che aggiunger\u00e0 all\u2019annualit\u00e0 d\u2019imposta per il periodo successivo alla scadenza dei termini stessi, <em>le altre:<\/em> senza corresponsione di interessi sulle somme pagate nel periodo successivo alla scadenza dei termini stessi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Veroni ha dichiarato di ritirarlo.<\/p><p>Non essendovi altri emendamenti, l\u2019articolo si intende approvato nel testo proposto dalla Commissione.<\/p><p>Vi \u00e8 ora la proposta di due articoli aggiuntivi, 67-<em>bis<\/em>. Il primo, proposto dagli onorevoli Clerici, Balduzzi, Tozzi Condivi, Bosco Lucarelli, Nasi, Giordani, Quintieri Adolfo, Ambrosini, Cappi, Bellato e Coppi \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe somme dovute dallo Stato al contribuente per il risarcimento di danni di guerra accertati e liquidati si compensano con le somme dovute per l\u2019imposta straordinaria sul patrimonio, e vanno computate in sede di riscatto della imposta stessa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Clerici ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CLERICI. L\u2019articolo aggiuntivo da me proposto mi pare risponda da un lato ad una evidenza, il che fa s\u00ec che io possa risparmiare un lungo chiarimento, dall\u2019altro a ragioni di legalit\u00e0 e di giustizia. Stabilisce cio\u00e8, una compensazione tra le somme che il contribuente deve allo Stato per la legge che stiamo discutendo e le somme liquide dallo Stato dovute al contribuente stesso per ragioni di danni di guerra da questo subiti.<\/p><p>Abbiamo dunque tutti gli estremi per una compensazione, a cui riferire liquidit\u00e0 da una parte e dall\u2019altra. Ed il principio che si debbano compensare le somme che il contribuente deve per questa legge straordinaria, legge che deriva evidentemente da una situazione anormale, eccezionale, determinata dallo stato di guerra, dalle rovine della guerra; con le somme che lo Stato deve al cittadino innocente per i danni arrecatigli dalla guerra stessa, risponde a ragioni patenti di giustizia oltrech\u00e9 all\u2019istituto millenario della compensazione. La legge ha insomma questo significato: di compensare lo squilibrio determinato dalla guerra in questo campo tra i fortunati e le vittime. Quindi il tenere conto dei sacrifici subiti durante la guerra da coloro che ebbero distrutta la loro propriet\u00e0 \u00e8 ragione di evidente giustizia. Infatti, costoro hanno gi\u00e0 fatto in anticipo un sacrificio, e non \u00e8 logico richiedere oggi ad essi un altro sacrificio, come si richiede invece a coloro ai quali la guerra non arrec\u00f2 danni diretti e sensibili.<\/p><p>Non credo debbano derivarne notevoli diminuzioni delle entrate pubbliche; perch\u00e9 il mio emendamento si riferisce esclusivamente ai danni liquidati, i quali non possono riguardare solamente quella parte di contribuenti, che contribuiscono a questa imposta straordinaria e relativamente ad una parte soltanto degli immobili, i fabbricati, restando esclusa tutta la categoria dei terreni. Per queste ragioni di giustizia credo che nulla osti a che l\u2019emendamento che io propongo venga accolto dall\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole La Malfa ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Sono dolente di dire che la Commissione non pu\u00f2 accettare l\u2019emendamento Clerici, perch\u00e9 non pu\u00f2 ammettere in linea generale il principio della compensazione tra una imposta dovuta ed i crediti verso lo Stato.<\/p><p>Siccome la liquidazione di questi danni di guerra \u00e8 avvenuta in pochissimi casi, si stabilirebbe una differenza di trattamento per coloro che hanno potuto liquidare questi danni e gli altri. Prego perci\u00f2 l\u2019onorevole Clerici di non insistere sul suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Desidero associarmi alla preghiera rivolta dall\u2019onorevole relatore all\u2019onorevole Clerici e agli altri firmatari dell\u2019emendamento, perch\u00e9 lo ritirino.<\/p><p>Ha perfettamente ragione l\u2019onorevole Relatore quando osserva che le eventuali liquidazioni, gi\u00e0 effettuate nel passato, riguardano pochi casi che tuttavia potrebbero dar origine a una disparit\u00e0 di trattamento rispetto ai molti, moltissimi, che tale liquidazione non hanno potuto avere. E, per quanto riguarda il futuro \u2013 e dovrebbe essere per il futuro che l\u2019emendamento potrebbe trovare una pi\u00f9 larga applicazione \u2013 ha perfettamente ragione l\u2019onorevole Clerici, quando dice che un credito accertato e liquidato dovrebbe trovare la sua realizzazione finale, magari attraverso una compensazione; ma penso che, nel futuro, i danni di guerra accertati e liquidati non siano destinati a restare nel campo della speranza e che alla liquidazione debba far seguito il pagamento. Allora, l\u2019onorevole Clerici chiederebbe una compensazione tra l\u2019eventuale negligenza nel pagare i danni di guerra da parte degli uffici competenti ed una tradizionale diligenza da parte degli esattori nel riscuotere l\u2019imposta.<\/p><p>Ritengo che le preoccupazioni che sono alla base del ragionamento dell\u2019onorevole Clerici non avranno ragion d\u2019essere, e di fronte alla pericolosit\u00e0 di questo principio della compensazione \u2013 che non sappiamo dove ci potrebbe portare \u2013 mi associo all\u2019onorevole Relatore nel non accogliere l\u2019emendamento proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Clerici, insiste nella sua proposta?<\/p><p>CLERICI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019articolo aggiuntivo 67-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Clerici.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019articolo aggiuntivo 67-<em>bis<\/em> proposto dagli onorevoli Mastino Pietro, Lussu, Corsi, Schiavetti, Mannironi, De Vita, Mastino Gesumino, Abozzi, Simonini, Bruni:<\/p><p>\u00abQuando la consistenza del patrimonio, posseduto alla data del 28 marzo 1947 subisca, entro il termine fissato per il pagamento, una diminuzione, per perdita o distruzione, superiore al 50 per cento, l\u2019imposta sar\u00e0 ridotta in misura corrispondente. Tale riduzione sar\u00e0 applicata anche nei confronti di chi abbia esercitato il diritto di riscatto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mastino Pietro ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento aggiuntivo.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019articolo aggiuntivo che ho proposto riguarda il caso in cui taluno sia possessore di un dato patrimonio al 28 marzo 1947, data stabilita per la fissazione della consistenza patrimoniale, ai fini dell\u2019imposta, e venga poi a perdere, per forza maggiore, il patrimonio stesso entro il termine stabilito per il pagamento.<\/p><p>Vi sono due princip\u00ee in contrasto: da un lato vi \u00e8 la situazione personale di quelli che, non avendo pi\u00f9 patrimonio, dovrebbero, ci\u00f2 nonostante, essere obbligati a pagare l\u2019imposta; dall\u2019altra vi \u00e8 invece il principio per cui l\u2019erario, creditore alla data del 28 marzo di tutta l\u2019imposta, e che ha concesso l\u2019agevolazione di un pagamento rateale, pretende l\u2019intero pagamento. I due princip\u00ee, come ho detto, sono in contrasto e a me parrebbe che l\u2019Assemblea Costituente debba tener conto della difficolt\u00e0 effettiva in cui il contribuente viene a trovarsi, difficolt\u00e0 che, ove venisse risolta a suo danno, costituirebbe una palese ingiustizia.<\/p><p>Si pu\u00f2 verificare questo, onorevoli colleghi: che taluno \u2013 ed \u00e8 questo rilievo che ha suggerito la presentazione dell\u2019articolo 67 aggiuntivo \u2013 proprietario di un dato numero di bestiame, d\u2019improvviso ne sia stato privato o per epidemia, o \u2013 si \u00e8 verificato anche questo \u2013 per danneggiamento ad opera di terzi o per furto; questo tale si vedr\u00e0 ci\u00f2 non di meno, invitato a pagare l\u2019imposta, che si pretenderebbe applicare ad un patrimonio che non esiste pi\u00f9. Ci\u00f2 potrebbe apparire giusto dal punto di vista della logica giuridica astratta, in virt\u00f9 del principio del diritto romano per cui <em>res perit domino<\/em>; ma noi dobbiamo essenzialmente badare non a princip\u00ee teorici ma, nel caso, al fatto che l\u2019imposta graverebbe su un patrimonio non pi\u00f9 esistente.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 ho domandato che il contribuente, nel caso specifico, sia posto in condizione di dimostrare come egli sia rimasto, per forza maggiore, privo per lo meno del 50 per cento del patrimonio tassato e, in tal caso, ottenga di esser tenuto a corrispondere l\u2019imposta solo relativamente alla parte del patrimonio che gli \u00e8 rimasta. Non ho altro da aggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Relatore ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Vorrei pregare l\u2019onorevole Mastino di rendersi conto delle conseguenze del principio affermato nel suo articolo aggiuntivo. Se noi dovessimo considerare le variazioni patrimoniali dopo la data del 28 marzo 1947, \u00e8 evidente che dovremmo tener conto non solo delle perdite, ma anche degli incrementi patrimoniali. D\u2019altra parte \u00e8 da osservare che le ragioni di perdita patrimoniale sono infinite e ci\u00f2 aprirebbe la via ad esenzioni fiscali per una variet\u00e0 inesauribile di casi.<\/p><p>Non \u00e8 quindi possibile che un\u2019imposta sia condizionata ad una serie simile di eventi. Forse il caso prospettato dall\u2019onorevole Mastino, caso che si esemplifica con l\u2019assumere l\u2019ipotesi di epidemie di invasioni di cavallette o di terremoti, \u00e8 chiaro che non pu\u00f2 configurarsi se non nel senso che \u00e8 l\u2019evento in s\u00e9 a determinare un\u2019agevolazione fiscale per l\u2019intera zona che \u00e8 stata colpita, il che del resto generalmente avviene con la concessione di rateazioni o anche di esenzioni, sempre che per\u00f2 si tratti di un evento di generale portata.<\/p><p>Ma \u00e8 evidente che noi non passiamo introdurre una disposizione di carattere generale in questa legge, perch\u00e9 in tal modo finiremmo quasi con l\u2019annullarla.<\/p><p>Prego pertanto l\u2019onorevole Mastino di ritirare il suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Il Governo si dichiara del parere dell\u2019onorevole Relatore. Ho gi\u00e0 avuto l\u2019onore di manifestare all\u2019onorevole Mastino il mio pensiero sull\u2019impossibilit\u00e0 di accedere ad un ordine di idee del genere, in quanto \u00e8 stato stabilito che la legge dovr\u00e0 colpire i patrimoni nella loro consistenza alla data del 28 marzo 1947.<\/p><p>C\u2019\u00e8 gi\u00e0 un esempio clamoroso sotto questo riguardo; ed \u00e8 quello che si \u00e8 verificato nei confronti dei creditori di quell\u2019importante istituto di credito che and\u00f2 in dissesto nel 1922. Anche allora venne sollevato il medesimo problema, ma anche allora si dovette arrivare alla conclusione che nulla era possibile fare in quanto l\u2019evento era posteriore alla data presa a base per il rilievo delle consistenze patrimoniali.<\/p><p>Qualora, del resto, casi del genere dovessero verificarsi, certamente il Governo dell\u2019epoca si far\u00e0 promotore di quelle agevolazioni che si renderanno opportune. Noi non possiamo per\u00f2 impegnarci ora formalmente in questo senso. Mi associo pertanto alla preghiera dell\u2019onorevole Relatore perch\u00e9 il presentatore voglia ritirare il suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mastino, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>MASTINO PIETRO. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019articolo aggiuntivo 67-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 cos\u00ec esaurito l\u2019esame del Titolo I. Si dovr\u00e0 passare ora al Titolo II, Capo XIII: <em>Imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio.<\/em><\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Vorrei far presente che vi \u00e8 un articolo aggiuntivo da me proposto riguardante l\u2019imposta straordinaria patrimoniale progressiva e che quindi dovrebbe essere discusso subito, prima di iniziare l\u2019esame dell\u2019imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio.<\/p><p>PRESIDENTE. D\u2019accordo. L\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Bertone \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abQuando il nudo proprietario non sodisfi alla sua imposta, e non possegga altri cespiti su cui la finanza possa agire per la esazione della stessa, l\u2019usufruttuario \u00e8 tenuto a corrispondere alla finanza l\u2019interesse del 5 per cento annuo sull\u2019importo dell\u2019imposta dovuta e non sodisfatta dal proprietario\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bertone ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BERTONE. Vorrei far presente al Ministro e alla Commissione un caso che si presenter\u00e0 \u2013 credo \u2013 con molta frequenza. Vi sono state in questo periodo, da qualche anno in qua, molte liberalit\u00e0, donazioni, trapassi di patrimoni fra congiunti, specialmente da padre a figlio, da zio a nipote, da marito a moglie e via dicendo, tutte liberalit\u00e0 e trapassi fatti con riserva integrale di usufrutto.<\/p><p>L\u2019articolo 14 del disegno di legge stabilisce che l\u2019imposta progressiva va calcolata separatamente per la nuda propriet\u00e0 e per l\u2019usufrutto, e l\u2019articolo 48 stabilisce i termini in cui l\u2019imposta deve essere o pu\u00f2 essere esatta.<\/p><p>Ora, nei rapporti dell\u2019usufruttuario, la Finanza non ha fastidi di sorta: se L\u2019usufruttuario non paga, la Finanza si far\u00e0 pagare con provvedimento di esecuzione sull\u2019usufruttuario. Ma nei rapporti del nudo proprietario il quale non abbia nessun altro cespite, io mi domando come far\u00e0 la Finanza ad essere sodisfatta del tributo che incombe al nudo proprietario, il quale, per parte sua, ha ragione di dire: io non pago perch\u00e9 non ho niente, io ho una propriet\u00e0 che non ha nessun valore commerciale perch\u00e9 nessuno acquista una propriet\u00e0 sottoposta a vincolo di usufrutto per una durata di chiss\u00e0 quanti anni.<\/p><p>E allora ci troviamo in questa condizione: di un proprietario gravato da un debito che non sa come sodisfare.<\/p><p>Ora, la regola generale del Codice civile, articolo 1009, \u00e8 questa; che quando vi \u00e8 questo debito il quale se fosse pagato verrebbe a gravare sull\u2019usufrutto togliendo all\u2019usufruttuario una parte della propriet\u00e0 che egli ha in godimento, l\u2019usufruttuario \u00e8 tenuto a corrispondere a chi paga il debito l\u2019interesse legale.<\/p><p>Io domando che questo sia applicato nei rapporti della Finanza, e cio\u00e8: se il nudo proprietario non possiede nessun altro cespite su cui la Finanza possa agire per farsi pagare e non potendo la Finanza agire sul proprietario contro l\u2019usufruttuario, che non \u00e8 tenuto a pagare il capitale dovuto dal nudo proprietario, credo si debba applicare la regola generale che riguarda tutti i debiti, tutti i carichi che fanno peso su una propriet\u00e0 sottoposta ad usufrutto; e cio\u00e8, fino a che il debito d\u2019imposta del nudo proprietario non venga pagato, l\u2019usufruttuario sia tenuto a corrispondere alla Finanza il 5 per cento dell\u2019imposta dovuta.<\/p><p>Se l\u2019usufruttuario vorr\u00e0 liberarsi dal pagamento di questo interesse, non avr\u00e0 che da pagare l\u2019imposta e rivalersi a sua volta sul nudo proprietario. Se non vorr\u00e0 pagare l\u2019imposta, pagher\u00e0 questo interesse cha servir\u00e0 da spinta, da incitamento a pagare l\u2019imposta o a riscattare.<\/p><p>La domanda che faccio \u00e8 conforme alla regola generale del diritto civile e mi pare non vi sia nessuna ragione per usare verso la Finanza un trattamento pi\u00f9 duro e meno riguardoso di quello che si fa verso un creditore qualsiasi.<\/p><p>Penso pertanto che il mio emendamento possa essere accolto dal Governo e dalla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il suo parere.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La proposta dell\u2019onorevole Bertone risponde ai princip\u00ee generali del Codice civile. La perplessit\u00e0 della Commissione sta nel fatto che la materia \u00e8 stata un po\u2019 superata nella discussione. Noi potremo esaminare ancora la questione pi\u00f9 profondamente e proporre una soluzione, probabilmente, nel senso indicato dall\u2019onorevole Bertone in sede di coordinamento, perch\u00e9 dovremo collocare questa disposizione al giusto posto. Se l\u2019Assemblea \u00e8 d\u2019accordo, in sede di coordinamento faremo una proposta definitiva. Qui non sapremmo dove collocarla.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ministro?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Accetto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bertone, salvo esaminare in sede di coordinamento il collocamento opportuno.<\/p><p>TOZZI CONDIVI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOZZI CONDIVI. Mi sembra che questo articolo aggiuntivo possa accogliersi, ma semplicemente come una facolt\u00e0 da parte dell\u2019erario in quanto, quando ci sia la possibilit\u00e0, pu\u00f2 essere fatta l\u2019esecuzione anche sulla nuda propriet\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Bisogner\u00e0 allora che ella presenti un emendamento in tal senso.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Desideravo far presente che ritengo sottinteso che la Finanza pu\u00f2 sempre agire nei confronti del nudo proprietario. Il significato che do all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bertone \u00e8 in questo senso: impregiudicati restando tutti i diritti di esecuzione nei confronti del nudo proprietario, fino a quando la Finanza non sia riuscita a coprirsi del suo credito, l\u2019usufruttuario \u00e8 obbligato a pagare l\u2019interesse legale del cinque per cento sulla parte rimasta scoperta. Soltanto in questo spirito il Governo accetta l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bertone; non potrebbe accettarlo se indirettamente dovesse significare una menomazione o una limitazione dei diritti di esecuzione nei confronti del nudo proprietario. Prego pertanto l\u2019onorevole Bertone di confermare che in questo senso \u00e8 lo spirito del suo emendamento.<\/p><p>BERTONE. Il mio emendamento ha questo significato.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Siccome non si parla, n\u00e9 nell\u2019emendamento Bertone n\u00e9 in altri articoli della legge di menomare in qualsiasi modo il diritto di esecuzione spettante alla Finanza, mi pare che sia perfettamente inutile, anzi pericoloso, volersi interessare di questo punto. L\u2019emendamento Bertone aggiunge soltanto un diritto suppletivo della Finanza a riscuotere un interesse, fermi restando tutti gli altri diritti che nessun emendamento pu\u00f2 menomare.<\/p><p>PERLINGIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERLINGIERI. Desideravo conoscere se per questa imposta c\u2019\u00e8 l\u2019obbligo del non riscosso da parte dell\u2019esattore. In tal caso, quale interesse pretende la Finanza per il ritardo?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Onorevole Perlingieri, l\u2019obbligo dell\u2019esattore di versare il carico di ruolo non rappresenta un obbligo che si esaurisca con il versamento; dopo, vi \u00e8 tutta la pratica di recupero nei confronti delle quote eventualmente inesigibili; giustificata l\u2019inesigibilit\u00e0, l\u2019esattore pu\u00f2 essere rimborsato di quanto ha anticipato.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Insisto nel dichiarare che accettiamo il principio dell\u2019onorevole Bertone, ma non nella dizione formulata.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Dichiaro che voter\u00f2 contro, perch\u00e9, francamente, non capisco su che cosa sia basato il principio per cui uno deve pagare gli interessi sul debito di un altro, cio\u00e8 su un debito che in sostanza non lo riguarda in nessun modo, n\u00e9 diretto n\u00e9 indiretto.<\/p><p>Dice il collega Bertone che questa \u00e8 l\u2019applicazione di un principio generale. Io non ho fra le mani il Codice civile&#8230;<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Articolo 1009.<\/p><p>FABBRI. &#8230;ma temo che qui ci sia un grosso equivoco, cio\u00e8 che il Codice contempli l\u2019ipotesi di un debito che gravando un cespite e gravandolo nella sua totalit\u00e0 implicherebbe la conseguenza che una volta che avvenga una esazione in detrazione di quel cespite, l\u2019esazione si ripercuoterebbe tanto sui beni del nudo proprietario, quanto sui beni dell\u2019usufruttuario e allora la legge come principio generale, per quanto io ricordi vagamente a memoria, mette in gioco la possibilit\u00e0 di una anticipazione da parte dell\u2019uno o dell\u2019altro degli interessati per mantenere la integrit\u00e0 del cespite. Nel caso nostro, invece, abbiamo l\u2019ipotesi di un debito che grava distintamente sulla nuda propriet\u00e0 ed un debito che grava distintamente sull\u2019usufrutto.<\/p><p>Quale ragione c\u2019\u00e8 mai per cui l\u2019usufruttuario che deve la propria imposta, si debba andare ad ingerire degli interessi del debito fermo, in ipotesi il non pagamento del debito da parte del nudo proprietario? Se il nudo proprietario non paga, sar\u00e0 espropriato e l\u2019usufruttuario avr\u00e0 un nudo proprietario diverso. Ma avere un nudo proprietario diverso, non altera nemmeno di una lira e nemmeno di un centesimo di lira la sua posizione giuridica di proprietario di usufrutto e di debitore dell\u2019imposta sull\u2019usufrutto.<\/p><p>Sarebbe come dire che quando un inquilino di una casa non paga la sua imposta, il proprietario della casa paghi il 5 per cento per interessi sul debito dell\u2019inquilino.<\/p><p>Posta e tenuta ferma la distinzione fra il carico tributario del nudo proprietario ed il carico tributario dell\u2019usufruttuario, non c\u2019\u00e8 nessun rapporto di cointeressenza tra i due debitori e quindi temo che ci sia un errore nella invocazione del preteso principio generale contenuto nel Codice civile.<\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Una parte delle argomentazioni che io intendevo svolgere sono state perfettamente svolte dall\u2019onorevole Fabbri.<\/p><p>Volevo solo aggiungere che qui siamo in presenza di un\u2019imposta personale accompagnata da una garanzia reale, quindi noi non possiamo fare nessuna eccezione per un debitore che sia insolvente, perch\u00e9 la garanzia reale deve giocare proprio per tutti i debitori di questa imposta. Concepire quindi un nudo proprietario che sia insolvente rispetto alla imposta, sarebbe come dire che qualcuno che \u00e8 perfettamente solvibile non paghi. Questa \u00e8 una cosa che non ha nessun significato.<\/p><p>D\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un argomento pratico: cio\u00e8 che di fronte alla possibilit\u00e0 che ci sia la concessione del pagamento dell\u2019interesse non ci sia pi\u00f9 nessuno che paghi l\u2019imposta, perch\u00e9 tutti si limiteranno a pagare il semplice interesse. Quindi, in queste circostanze, io credo che si debba respingere l\u2019articolo, prima, per le ragioni dette dall\u2019onorevole Fabbri e poi per quelle che ho detto io, tenendo conto del carattere placido, che cio\u00e8 questo sarebbe un invito a non pagare l\u2019imposta perch\u00e9 tutti preferiranno pagare un piccolo interesse piuttosto che una grossa imposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di aggiungere un chiarimento l\u2019onorevole Bertone. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Dichiaro di accettare il principio del Ministro. Invece di dire che l\u2019usufruttuario \u00e8 tenuto a rispondere, direi che \u00abquando il nudo proprietario non sodisfi alla sua imposta e non possegga altri cespiti su cui la Finanza possa agire per la esazione della stessa, la finanza pu\u00f2 richiedere all\u2019usufruttuario l\u2019interesse del 5 per cento\u00bb.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Per lealt\u00e0, devo dichiarare che il Governo si \u00e8 dato carico, appena letto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bertone, delle considerazioni che sono state chiaramente espresse dall\u2019onorevole Fabbri e dall\u2019onorevole Dugoni. Per\u00f2 il Governo ha dato parere favorevole in base ad argomentazioni di ordine empirico, se si vuole, ma che hanno un notevole peso, che l\u2019onorevole Bertone ha posto alla base della sua proposta, e cio\u00e8 quello di staccare il diritto di usufrutto dalla nuda propriet\u00e0 per ottenere determinati risultati di ordine fiscale. Capisco perfettamente che vi \u00e8 tutta un\u2019altra zona in cui questo presupposto non si verifica, ma io penso che la sanzione proposta dall\u2019onorevole Bertone all\u2019atto pratico si riveler\u00e0 senza conseguenze gravi per quell\u2019altra zona per la quale non sarebbero valide le di lui argomentazioni. Ed \u00e8 in questo senso, allo scopo di far acquisire alla Finanza una determinata garanzia, che il Governo ha dato parere favorevole per l\u2019accettazione dell\u2019emendamento.<\/p><p>DUGONI. Questo emendamento non ha senso.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019emendamento Bertone.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo II, Capo XIII (<em>Imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio<\/em>).<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 68, nel testo ministeriale accettato dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI contribuenti tenuti per l\u2019anno 1947 al pagamento dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio sono assoggettati, per l\u2019anno stesso, ad una imposta straordinaria proporzionale in misura del 4 per cento sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria per l\u2019anno 1947.<\/p><p>\u00abI contribuenti che, prima dell\u2019entrata in vigore del presente decreto, abbiano alienato uno o pi\u00f9 dei cespiti sui quali \u00e8 stata applicata l\u2019imposta del 4 per cento, hanno il diritto di rivalersi verso l\u2019avente causa dell\u2019imposta stessa afferente i cespiti alienati\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati presentati su questo articolo numerosi emendamenti.<\/p><p>L\u2019onorevole Rescigno propone di sostituire, al primo e al secondo comma, alle parole \u00ab4 per cento\u00bb le parole \u00ab3 per cento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Rescigno ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>RESCIGNO. Osservo che l\u2019aliquota del 4 per cento mi sembra eccessivamente gravosa per i piccoli e medi patrimoni. Propongo perci\u00f2 la riduzione al 3 per cento. Del resto era cos\u00ec previsto anche nel progetto dell\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pesenti, insieme con gli onorevole Scoccimarro, Lombardi Riccardo, Foa, Valiani e Piemonte, ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma<\/em>,<em> sopprimere le parole: <\/em>sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere un secondo comma cos\u00ec formulato:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019imposta \u00e8 dovuta sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per l\u2019anno 1947. Per le societ\u00e0 per azioni e in accomandita per azioni l\u2019imposta \u00e8 dovuta sui valori che saranno definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta di negoziazione per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Pesenti ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PESENTI. Lo scopo dell\u2019emendamento \u00e8 di porre le societ\u00e0 sullo stesso piano dei contribuenti privati. L\u2019articolo 68 dice:<\/p><p>\u00abI contribuenti tenuti per l\u2019anno 1947 al pagamento dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, sono assoggettati, per l\u2019anno stesso, ad una imposta straordinaria proporzionale in misura del 4 per cento sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>Noi facciamo una condizione diversa ai contribuenti privati ed alle societ\u00e0, perch\u00e9 le societ\u00e0 sono iscritte al ruolo per l\u2019anno 1947 in base ad una valutazione fatta ai fini dell\u2019imposta di negoziazione per il 1946, valutazione che si riferisce al 1943 o, al massimo, al 1945.<\/p><p>Perci\u00f2, con la dizione proposta: \u00abL\u2019imposta \u00e8 dovuta sul valore definitivamente accertato, ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per l\u2019anno 1947. Per le societ\u00e0 per azioni e in accomandita per azioni l\u2019imposta \u00e8 dovuta sui valori che saranno definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta di negoziazione per l\u2019anno 1947\u00bb, le societ\u00e0 vengono a trovarsi sullo stesso piano dei contribuenti privati, pagano sul patrimonio quale era nel 1946.<\/p><p>Quindi, questo emendamento risponde ad una esigenza di giustizia e ritengo sia stato gi\u00e0 accettato dalla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bosco Lucarelli ha presentato il seguente emendamento.<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere al primo comma le parole: <\/em>sulla base dell\u2019imponibile al 1\u00b0 gennaio 1940, moltiplicato per dieci per i terreni e per cinque per i fabbricati\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Un emendamento simile io proposi all\u2019articolo 34, circa la denunzia per l\u2019imposta progressiva; in quella sede la Commissione e il Ministro dissero che l\u2019emendamento andava riportato in questo articolo; quindi non ripeter\u00f2 quello che dissi allora.<\/p><p>Ma dalla risposta del Ministro ho l\u2019impressione che fra quello che dicevo io e quello che diceva il Ministro c\u2019\u00e8 qualche differenza, che, per dovere di lealt\u00e0, in materia tributaria, \u00e8 necessario chiarire.<\/p><p>L\u2019imposta ordinaria sul patrimonio fu dettata con decorrenza dal 1\u00b0 luglio 1940, basandosi sul prestito immobiliare obbligatorio.<\/p><p>Dopo \u00e8 subentrata una disposizione per cui i valori accertati per il triennio 1936-39 dovevano essere di base anche per il triennio 1943-1946. In questo periodo 1943-46 alcuni uffici distrettuali delle imposte hanno provveduto ad una revisione dei valori ed ho accennato come in alcuni uffici distrettuali delle imposte fosse stato moltiplicato per 4 e per 5 volte l\u2019imponibile del triennio precedente.<\/p><p>Ed ora \u00e8 stato moltiplicato per 10 non l\u2019imponibile 1936-39, ma quello rivalutato nel 1944. Il Ministro ha osservato che se questa rivalutazione del 1944 era stata fatta in base ai valori del triennio 1936-39, la rivalutazione era legittima; per cui, io penso che il Ministro ritenga legittimo moltiplicare per 10 questo valore rivalutato e gi\u00e0 moltiplicato per 4.<\/p><p>Quindi, di fatto, l\u2019imponibile del 1936-39, agli effetti dell\u2019imposta ordinaria patrimoniale per il 1947 \u00e8 stato moltiplicato per 40. Ora, siccome questa rivalutazione dell\u2019imponibile del 1936-39 non \u00e8 avvenuta in tutti gli uffici distrettuali delle imposte, ritengo necessario portarsi ad una data fissa di imponibile, da moltiplicarsi per 10 o per 5, secondo che si tratta di terreni o di case, senza tener presenti le rivalutazioni avvenute dal 1944 in poi. Perci\u00f2 io ritengo che vada chiarito che la moltiplicazione per 10 per i terreni e per 5 per i fabbricati si faccia sull\u2019imponibile al 1\u00b0 gennaio 1940; anzi, nell\u2019altro emendamento io avevo messo al 1\u00b0 luglio 1940, e mi sembra pi\u00f9 esatta quest\u2019ultima data, 1\u00b0 luglio 1940, in quanto da tale data, la patrimoniale entr\u00f2 in vigore. La Commissione pareva accedere all\u2019idea di una data fissa, ma \u00e8 necessario chiarire questo concetto, altrimenti noi potremmo avere una notevole differenza d\u2019interpretazione per cui alcuni uffici distrettuali delle imposte ritengono avere ben fatto moltiplicando per 10 per i terreni e per 5 per i fabbricati gli imponibili del 1936-39 gi\u00e0 rivalutati nel 1944.<\/p><p>Moltiplicare cos\u00ec per 40 per i terreni e per 20 per le case l\u2019imponibile al 1\u00b0 luglio 1940, mi sembra eccessivo.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Desidero fare un\u2019osservazione sull\u2019ordine della discussione. Mi pare che con le pochissime parole dette dall\u2019onorevole Pesenti si sia sollevata una questione gravissima di duplicazione di imposta sia nel campo della patrimoniale progressiva che in quello della patrimoniale proporzionale, mentre viceversa l\u2019accenno dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli si riferiva a questioni di data di accertamento del cespite. Non vedo un nesso tra le due questioni, ma mi pare che quella sollevata dall\u2019onorevole Pesenti sia di un\u2019imponenza tale da travolgere tutta l\u2019economia della legge, e che quindi non possa essere trascurata come una cosa insignificante.<\/p><p>PRESIDENTE. Noi procediamo allo svolgimento degli emendamenti. Alla fine dello svolgimento ogni collega potr\u00e0 prendere la parola per riferirsi ad uno o ad un altro degli emendamenti facendo le sue obiezioni.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Mi pare che dato il numero degli emendamenti presentati su questo articolo, e gli argomenti a cui si riferiscono, sia consigliabile raggrupparli, discuterli secondo le singole questioni e votare via via che si esaurisce ogni singolo problema.<\/p><p>PRESIDENTE. Possiamo farlo, ma lei ha visto che molti emendamenti si riferiscono a due, tre questioni fondamentali, quindi in fondo lo svolgimento di essi significa l\u2019esame delle questioni fondamentali.<\/p><p>Non essendo presenti gli altri firmatari, l\u2019onorevole Rubilli ha facolt\u00e0 di svolgere il seguente emendamento che reca anche le firme degli onorevoli Crispo, Morelli Renato, Bozzi, Cifaldi, Perrone Capano:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere dopo il primo comma il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abPer i fabbricati soggetti a regime vincolistico l\u2019aliquota \u00e8 del 2 per cento sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria per l\u2019anno 1947, prendendosi a base di quest\u2019ultima i valori accertati per il prestito immobiliare 1936\u00bb.<\/p><p>RUBILLI. Come uno dei firmatari dell\u2019emendamento, io lo mantengo, e con poche parole dico essere di un\u2019assoluta evidenza che dovrebbe essere accolto, perch\u00e9 nelle condizioni attuali, come ognuno sa, c\u2019\u00e8 una differenza enorme fra i proprietari di un fabbricato soggetto a regime vincolistico ed i proprietari di un fabbricato che invece \u00e8 soggetto a regime libero. E assai rilevante infatti il divario tra quello che si pu\u00f2 introitare da parte degli uni e da parte degli altri. Ora \u00e8 chiaro che ragioni di equit\u00e0 e di giustizia impongono che sia fatto un trattamento diverso agli effetti della imposta, dato che le condizioni sono pur diverse, in un caso e nell\u2019altro.<\/p><p>Quindi noi proponiamo con l\u2019emendamento che, mentre per i fabbricati non soggetti a regime vincolistico si paghi il 4 per cento, per gli altri, i cui fabbricati sono soggetti a regime vincolistico, l\u2019aliquota sia ridotta almeno della met\u00e0.<\/p><p>C\u2019\u00e8 fra i due proprietari una differenza che \u00e8 certo molto maggiore del doppio, ma per lo meno si tengano presenti le singole condizioni alle quali occorre almeno approssimativamente adeguare e proporzionare l\u2019imposta.<\/p><p>Spero che l\u2019Assemblea vorr\u00e0 accogliere l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguente emendamento, a firma dell\u2019onorevole Bonomi Paolo, \u00e8 gi\u00e0 stato svolto:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma, aggiungere il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abI contribuenti che non risulteranno assoggettabili all\u2019imposta progressiva di cui all\u2019articolo 1 avranno diritto allo sgravio del 50 per cento dell\u2019imposta proporzionale gravante su cespiti immobiliari. Lo sgravio \u00e8 accordato su domanda della parte\u00bb.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento presentato dagli onorevoli Pesenti, Scoccimarro, Lombardi Riccardo, Foa, Valiani e Piemonte:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere dopo l\u2019attuale primo comma il comma seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI contribuenti che non risultano assoggettabili all\u2019imposta progressiva di cui all\u2019articolo 1 hanno diritto allo sgravio del 75 per cento dell\u2019imposta proporzionale gravante sui cespiti immobiliari.<\/p><p>\u00abIl diritto allo sgravio \u00e8 del 50 per cento per i contribuenti il cui patrimonio accertato in base agli articoli 29 e seguenti sia compreso tra i 3 ed i 5 milioni e del 25 per cento per i contribuenti il cui patrimonio sia compreso tra i 50 ed i 10 milioni di cui allo stesso articolo 29.<\/p><p>\u00abLo sgravio \u00e8 concesso su domanda del contribuente\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Scoccimarro ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>SCOCCIMARRO. L\u2019emendamento che noi abbiamo presentato sull\u2019imposta straordinaria tocca il punto dolente di questa legge.<\/p><p>\u00c8 noto che, non solo da parte di larghe zone dell\u2019opinione pubblica, ma anche di diversi settori di questa Camera, si \u00e8 sollevata l\u2019obiezione che questo provvedimento finanziario grava eccessivamente sulla piccola propriet\u00e0.<\/p><p>Ora, l\u2019osservazione \u00e8 giustificata. Senonch\u00e9, i diversi emendamenti che sono stati presentati per attenuare e correggere questo difetto della legge, pare a me che non risolvano il problema e non rispondano alle esigenze che l\u2019articolo 68 pone, e sul quale l\u2019Assemblea deve dare una risposta.<\/p><p>Si \u00e8 voluto unificare in un unico provvedimento l\u2019imposta straordinaria progressiva e l\u2019imposta proporzionale che, in sostanza, \u00e8 il riscatto dell\u2019imposta.<\/p><p>Questa unificazione non \u00e8 n\u00e9 razionale n\u00e9 politicamente opportuna. \u00c8 perci\u00f2 che, in sede di discussione generale, io avevo proposto di stralciare questa parte del provvedimento e di esaminarla a parte con altri criteri e su altre basi. Ma, poich\u00e9 il Governo ha respinto questa proposta, noi dobbiamo accettare quella unificazione, come un dato di fatto per la discussione.<\/p><p>Gli emendamenti presentati su questo punto dall\u2019onorevole Crispo ed altri non risolvono il problema di attenuare la pressione sulla piccola e piccolissima propriet\u00e0. Quando si propone di elevare da tre a cinque milioni la detrazione fissa, in realt\u00e0 noi diamo l\u2019esenzione ai patrimoni che vanno dai tre ai cinque milioni e delle agevolazioni a quelli che vanno dai cinque milioni in su, ma ci si dimentica che, in sede di proporzionale, si paga da 100.000 lire in su per i terreni e da 50.000 in su per i fabbricati, con una aliquota che \u00e8 notevolmente superiore a quella che si paga per la progressiva.<\/p><p>Se poi si tiene presente che il valore fiscale non corrisponde al valore reale e che i valori fiscali scendono al 60-50 per cento dei valori reali \u2013 e qualche volta anche al disotto \u2013 allora quegli emendamenti acquistano questo significato: \u00e8 una agevolazione concessa ai proprietari medi, mentre la vera piccola propriet\u00e0, quella piccola propriet\u00e0 che \u00e8 uno strumento di lavoro, rimane senza sollievo alcuno sotto i rigori della proporzionale.<\/p><p>E perci\u00f2 che io ho pregato a suo tempo i colleghi di riesaminare il problema del minimo imponibile da questo punto di vista, ed \u00e8 per la stessa ragione che oggi chiedo loro di ritirare gli emendamenti e di associarsi a quello da noi presentato, che risolve il problema da essi posto, risponde alle loro esigenze nei limiti del giusto, e risolve la questione in modo pi\u00f9 razionale ed organico.<\/p><p>Ed ora, permettetemi di spiegare brevemente le ragioni di questa richiesta. Perch\u00e9 non si deve aumentare il minimo imponibile, n\u00e9 si deve aumentare la detrazione fissa? Perch\u00e9, se noi consideriamo il minimo di 3 milioni e teniamo conto che con la detrazione fissa si paga su un milione, il 6 per cento della legge si riduce al 2 per cento e quel 2 per cento si riduce ancora quando passiamo dal valore fiscale al valore reale del patrimonio.<\/p><p>Vi do senz\u2019altro i risultati di un breve calcolo, che del resto ognuno pu\u00f2 fare da s\u00e9: per i patrimoni di 3 milioni l\u2019aliquota effettiva che si viene a pagare sul valore reale va dall\u2019l all\u2019l,50 per cento; per i patrimoni di 4 milioni va dall\u2019l,50 al 2 per cento; per i patrimoni fino ai 5 milioni va dal 2 al 2,50 per cento. Le aliquote sui valori fiscali sono rispettivamente del 2, 3, 3,50 per cento.<\/p><p>Ora, da questi dati voi vedete che nella imposta progressiva fino a 5 milioni non si raggiunge il 4 per cento, che facciamo invece pagare nella proporzionale anche a chi possiede un patrimonio di solo 50 mila lire in fabbricati e di 100 mila lire in terreni.<\/p><p>Ora, queste considerazioni dimostrano che il minimo imponibile dell\u2019imposta progressiva non \u00e8 eccessivo n\u00e9 gravoso, perch\u00e9 il 6 per cento scende di molto e per la detrazione fissa e per lo scarto che c\u2019\u00e8 fra il valore fiscale e il valore reale.<\/p><p>Ma adesso c\u2019\u00e8 il rovescio della medaglia. Noi colpiamo nell\u2019imposta proporzionale con il 4 per cento tutti i patrimoni che superano le 50 mila lire per i fabbricati e le 100 mila lire per i terreni. E qui non v\u2019\u00e8 alcuna detrazione fissa. Ora, se si tiene presente chi pu\u00f2 essere soggetto all\u2019imposta progressiva e non alla proporzionale e viceversa, e che molta gente paga la proporzionale e non la progressiva, perch\u00e9 la loro consistenza patrimoniale \u00e8 al disotto dei 3 milioni, le sperequazioni che ne derivano sono evidenti. Infatti, chi possiede case, terreni e beni comunque soggetti all\u2019imposta ordinaria sul patrimonio fino a tre milioni \u00e8 soggetto all\u2019imposta del 4 per cento, mentre chi possiede lo stesso patrimonio per\u00f2 non soggetto all\u2019imposta ordinaria non paga nulla. E evidente che si tratta di una sperequazione che bisogna eliminare.<\/p><p>Ma v\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Chi sono oggi i proprietari che posseggono un patrimonio inferiore ai tre milioni e pagano il 4 per cento? Sono gli artigiani, i piccoli produttori, per i quali la propriet\u00e0 costituisce un vero e proprio strumento di lavoro. Ora, questi pagano il 4 per cento, mentre chi possiede tre milioni di titoli azionari e perci\u00f2 non \u00e8 un lavoratore, \u00e8 esente dall\u2019imposta straordinaria.<\/p><p>E la sperequazione rimane anche al disopra dei tre milioni: infatti, chi paga in sede di proporzionale \u00e8 colpito col 4 per cento, mentre chi paga in sede di progressiva \u00e8 colpito solo col due per cento per i tre milioni, col 3 per cento per 4 milioni e col 3,50 per cento per 5 milioni. E qui si tratta di aliquote fiscali che sono superiori a quelle reali. Anche qui dunque si ha una sperequazione che bisogna eliminare.<\/p><p>Per di pi\u00f9, in sede di proporzionale, non c\u2019\u00e8 alcuna detrazione fissa, mentre questo beneficio esiste nell\u2019imposta progressiva. Inoltre la proporzionale si paga subito, mentre la progressiva si inizia a pagare nel 1948. Infine nell\u2019imposta progressiva c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 di evasione per la ricchezza mobiliare che non esiste nella proporzionale che si riferisce essenzialmente ai beni immobiliari. Da questo raffronto fra i due sistemi seguiti per l\u2019imposta proporzionale e quella progressiva, appaiono chiaramente le gravi sperequazioni che io ho posto in rilievo, sperequazioni a danno dei piccoli proprietari e produttori soggetti alla imposta proporzionale.<\/p><p>L\u2019emendamento da noi proposto tende in sostanza ad eliminare tali sperequazioni.<\/p><p>Lo sgravio del 75 per cento per i patrimoni inferiori ai 3 milioni significa far pagare fino a quel limite 1\u20191 per cento, che \u00e8 poi l\u2019aliquota effettiva generale che si paga sui patrimoni sotto i 3 milioni nell\u2019imposta progressiva; lo sgravio del 50 per cento per i patrimoni dai 3 ai 5 milioni significa far pagare il 2 per cento; lo sgravio del 25 per cento per i patrimoni da 5 ai 10 milioni significa far pagare il 3 per cento; dai 10 milioni in su si paga il 4 per cento: qui non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 ragione di riduzione. Per cui oggi noi chiederemmo a chi possiede meno di 3 milioni di pagarci due volte e mezzo quella che \u00e8 l\u2019imposta ordinaria che pagava finora; a chi possiede da 3 a 5 milioni, di pagarci cinque volte l\u2019imposta ordinaria; e dai 5 ai 10 milioni, di pagarci sette volte e mezzo questa imposta.<\/p><p>Ora, se noi raffrontiamo fra loro i singoli emendamenti, che cosa troviamo?<\/p><p>Consideriamo l\u2019emendamento pi\u00f9 importante, quello dell\u2019onorevole Crispo. Con questo emendamento, tutti i piccoli e piccolissimi proprietari, fino a 3 milioni, sono dimenticati, perch\u00e9 questi non rientrano nella progressiva ma solo nella proporzionale, e qui non c\u2019\u00e8 detrazione fissa n\u00e9 minimo imponibile. Quindi, con questo emendamento ai piccolissimi proprietari non si d\u00e0 alcun aiuto. Viceversa, con lo stesso, si esentano i contribuenti dai 3 ai 5 milioni, mentre si attenua il gravame per coloro che possiedono da 5 milioni in su. Infatti, coll\u2019emendamento Crispo, per i possessori di patrimoni di cinque milioni, si viene a ridurre l\u2019aliquota dal 3,50 al 2,40 per cento.<\/p><p>Col nostro emendamento invece si viene veramente in aiuto alla piccolissima propriet\u00e0; un patrimonio di un milione, un milione e mezzo, due milioni, \u00e8 appena una bottega da lavoro, un pezzettino di terra, o una di quelle casette che gli operai si costruiscono da soli quando hanno messo da parte qualche risparmio, o uno di quei piccoli alloggi che pu\u00f2 avere un pensionato che \u00e8 riuscito a mettere qualche cosa da parte per la vecchiaia. \u00c8 a tutti costoro che noi portiamo un aiuto. A coloro che possiedono dai tre ai dieci milioni, noi portiamo un\u2019attenuazione per quelli che pagano in sede di progressiva e in sede di proporzionale; lasciamo invece immutata la situazione per coloro che pagano solo in sede di progressiva, il che significa che possiedono solo beni mobiliari.<\/p><p>Il significato del nostro emendamento \u00e8 questo: venire veramente in aiuto ai piccolissimi proprietari; attenuare il gravame per i piccoli proprietari che possiedono dai 3 ai 10 milioni; per coloro, per\u00f2, che non pagano in sede di imposta proporzionale \u2013 il che vuol dire che non hanno case, terreni, ecc., ma possiedono ricchezze mobiliari, e per i quali \u00e8 facile anche l\u2019evasione \u2013 per questi pare a me che le aliquote della legge, cos\u00ec come sono, sono giuste, e non sono eccessive.<\/p><p>L\u2019efficacia del nostro emendamento consiste nel fatto di venire incontro proprio alla difficile situazione che si \u00e8 creata per molta gente. Io mi atterr\u00f2 alla raccomandazione del Presidente e non vi dar\u00f2 lettura delle infinite lettere che mi sono arrivate con segnalazioni di casi diversi l\u2019uno dall\u2019altro, ma vi dir\u00f2 che qui noi possiamo veramente portare un aiuto effettivo senza gran danno per la Finanza. C\u2019\u00e8 un limite al di l\u00e0 del quale ci si illude di riscuotere di pi\u00f9 \u2013 e magari si riscuote di pi\u00f9 in un primo momento \u2013 ma si arreca un danno che si ripercuote in seguito a danno delle finanze dello Stato.<\/p><p>Arrivato a questo punto, io credo che i colleghi presentatori di altri emendamenti dovrebbero riconoscere che la loro esigenza trova una soluzione pi\u00f9 razionale in questo nostro emendamento e perci\u00f2 io penso che essi potranno associarsi a noi per ottenere l\u2019approvazione dell\u2019Assemblea su questo punto.<\/p><p>Quali critiche si sono fatte a questo emendamento? Una delle critiche \u00e8 stata questa: ma \u00e8 proprio vero che questi piccoli proprietari non possono pagare? La realt\u00e0 dimostra che si \u00e8 gi\u00e0 riscattato l\u2019imposta per dieci miliardi, il che vuol dire che i mezzi per pagare l\u2019imposta ci sono.<\/p><p>Questo ragionamento pecca di astrattismo: si crea un tipo di contribuente ed a quello si assimilano tutti gli altri contribuenti.<\/p><p>Ora i dieci miliardi di riscatto non sono gran cosa rispetto al gettito complessivo della proporzionale. D\u2019altronde coloro che oggi riscattano possono essere benissimo i proprietari medi o grossi, i quali hanno un notevole beneficio con lo sconto che la legge concede. E il fatto che una parte dei contribuenti \u00e8 in grado di riscattare non \u00e8 una ragione per ammettere che tutti siano in grado di pagare l\u2019imposta. Allo schematismo che pone tutti i contribuenti sul piano di coloro che hanno possibilit\u00e0 di riscatto, bisogna sostituire una valutazione socialmente ed economicamente differenziata dei contribuenti, per cui ci sono categorie e classi sociali che sono in condizioni di pagare l\u2019imposta, ma vi sono altre che non sono in queste condizioni.<\/p><p>Per queste ragioni non mi convince l\u2019argomento del riscatto. Io non sono sicuro che noi non faremo involontariamente del danno approvando la legge cos\u00ec com\u2019\u00e8. Non bisogna mai dimenticare che nei problemi finanziari \u00e8 essenziale il loro fondamento economico. La finanza \u00e8 sempre subordinata all\u2019economia e un risanamento finanziario non si ottiene senza il risanamento economico.<\/p><p>Quando si prendono provvedimenti finanziari che, come questo, arrivano ai margini della capacit\u00e0 contributiva, bisogna saper valutare bene e tener conto del limite di resistenza economica dei contribuenti, e quel limite marginale non deve essere superato perch\u00e9, se si supera, noi distruggiamo una serie di piccole entit\u00e0 produttive che pure sono attivit\u00e0 concrete nella vita economica del Paese.<\/p><p>Colpendo le piccolissime propriet\u00e0, che sono strumento e mezzo di lavoro, noi arrischiamo di mettere in dissesto una moltitudine di piccoli contribuenti; e cos\u00ec non solo rechiamo danno all\u2019economia del Paese, ma indirettamente rechiamo un danno anche alle finanze dello Stato perch\u00e9 distruggiamo una attivit\u00e0 creatrice di reddito che concorre al pagamento delle imposte ordinarie. In tal modo si costruisce sulle sabbie mobili e si preparano nuovi collassi finanziari.<\/p><p>\u00c8 perci\u00f2 che io raccomando al Ministro delle finanze di tener presente questo aspetto particolare della legge, e di ricordare che oggi vi sono in Italia milioni di piccoli artigiani, di piccolissimi proprietari che attendono con ansia l\u2019esito del voto su questo emendamento, perch\u00e9 da esso dipende per molti la possibilit\u00e0 di lavorare e di vivere con una certa tranquillit\u00e0 oppure di vedersi spalancare dinanzi il baratro della miseria e della rovina.<\/p><p>Onorevole Ministro, accolga il nostro emendamento. Lei far\u00e0 cos\u00ec opera politicamente saggia e moralmente giusta!<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mazzei ha presentato un emendamento del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma aggiungere<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abQuando il minimo imponibile ai fini del pagamento dell\u2019imposta ordinaria sia inferiore alle lire 200 mila, i contribuenti saranno esentati dal pagamento dell\u2019imposta straordinaria proporzionale\u00bb.<\/p><p>Da facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MAZZEI. L\u2019emendamento da me presentato \u00e8 di per s\u00e9 molto chiaro. Si tratta di elevare il minimo imponibile all\u2019imposta proporzionale straordinaria da cento mila a duecento mila lire. Tutte le considerazioni che test\u00e9 ha fatte l\u2019onorevole Scoccimarro per patrimoni ben pi\u00f9 alti, in difesa delle esigenze della piccola propriet\u00e0 vanno ripetuti per dei patrimoni piccolissimi quali sono quelli fino alle lire duecentomila. Va osservato in particolare che i patrimoni fino a duecentomila lire sono, almeno di regola, patrimoni che non danno redditi liquidi: sono, di solito, la piccola casetta del contadino oppure il piccolo orto o il piccolo appezzamento che servono, l\u2019una all\u2019uso diretto di chi lo abita, l\u2019altro a fornire prodotti alimentari al diretto consumo della famiglia di chi lo possiede. Quindi colpire con una imposta, che lo stesso onorevole La Malfa ha dichiarato senz\u2019altro gravosa nella sua relazione, questi patrimoni, significa colpire la piccola propriet\u00e0 in modo veramente eccessivo. E ci\u00f2 non \u00e8 ammissibile da un punto di vista sociale e di giustizia tributaria. Non vi \u00e8, d\u2019altra parte, neppure probabilit\u00e0 alcuna che questi piccoli patrimoni diano, attraverso un pagamento immediato, attraverso il riscatto dell\u2019imposta, un notevole contributo all\u2019erario perch\u00e9 sono patrimoni che non danno di regola, redditi liquidi immediatamente disponibili. N\u00e9 l\u2019onere o, per lo meno, il danno che viene al fisco dalla limitazione del gettito dell\u2019imposta \u00e8 tale da poter escludere l\u2019elevazione del minimo imponibile. Noi repubblicani, durante la discussione sulla patrimoniale, siamo partiti dal concetto di badare soprattutto alle esigenze del bilancio dello Stato; ci siamo, diremmo, messi piuttosto dal punto di vista del Ministro delle finanze che dal punto di vista dei contribuenti. Noi repubblicani abbiamo seguito rigorosamente questa linea, perch\u00e9 riteniamo che salvare la situazione dell\u2019Erario, che \u00e8 totalmente esausto, e salvare il bilancio, se ci si riesce, pu\u00f2 essere di ben maggior vantaggio per i piccoli proprietari e per le classi medie, che oggi sono le pi\u00f9 duramente colpite, di quanto non sia il beneficio immediato di un alleviamento tributario. Ma questo criterio nostro di badare all\u2019esigenza generale di assicurare il massimo gettito dell\u2019imposta per dare la massima prosperit\u00e0 all\u2019Erario, trova qui una necessaria eccezione. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un limite oltre il quale l\u2019imposta diventa non pi\u00f9 suscettibile di un pagamento normale e finirebbe per non potere essere pagata che facendosi ricorso alla vendita del cespite colpito, che nella specie \u00e8 costituito dalla casetta di abitazione dell\u2019artigiano e dal piccolo appezzamento di terra del coltivatore diretto e via dicendo. Quindi mi pare che la legittimazione, da un punto di vista sociale, della esenzione richiesta \u00e8 indubbia. E se vi \u00e8 una limitazione del gettito dell\u2019imposta, come vi sar\u00e0, mi pare che essa debba essere sopportata dall\u2019Erario perch\u00e9, indubbiamente, il problema di un\u2019imposta straordinaria \u00e8 proprio quello di trovare il punto di giusto equilibrio fra le possibilit\u00e0 del contribuente e le esigenze dell\u2019Erario, specie quando si tratta dei piccoli patrimoni che vanno particolarmente tutelati e protetti.<\/p><p>Non aggiungo perci\u00f2 altro. Faccio presente che l\u2019onorevole Dugoni, che ha presentato un emendamento analogo al mio, mi ha incaricato di dire che egli \u00e8 disposto ad aderire al mio emendamento, nel caso io aggiungessi ad esso un capoverso per l\u2019esenzione dei patrimoni delle pubbliche istituzioni di beneficenza e di assistenza.<\/p><p>Lo faccio senz\u2019altro. Il mio emendamento, in definitiva, viene quindi cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abQuando il minimo imponibile ai fini della imposta straordinaria sia inferiore alle 200 mila lire, i contribuenti saranno esentati dal pagamento di un\u2019imposta straordinaria proporzionale.<\/p><p>\u00abSaranno esentati altres\u00ec i patrimoni delle pubbliche istituzioni di beneficenza e di assistenza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dugoni, aderisce all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mazzei con raggiunta del capoverso?<\/p><p>DUGONI. Mi riservo di esprimere la mia opinione quando svolger\u00f2 il mio emendamento.<\/p><p>MAZZEI. Avverto infine, che ho presentato un emendamento all\u2019articolo 72 che \u00e8 alternativo con questo. Se questo passasse, rinuncerei all\u2019emendamento all\u2019articolo 72.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento presentato insieme con i colleghi Valenti, Fantoni, Tessitori, Marconi, Pallastrelli, Canapa e cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta straordinaria proporzionale i terreni esentati dall\u2019imposta fondiaria a norma del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 7 gennaio 1947, n. 12\u00bb.<\/p><p>MICHELI. Parler\u00f2 brevemente, per quanto l\u2019argomento sia importante e grave, perch\u00e9 io ho gi\u00e0 avuto l\u2019onore di svolgerlo altre due volte in questa Assemblea: nell\u2019occasione delle comunicazioni del Governo, quando ricordando come lo Stato nostro avendo creduto di dare questo premio a coloro i quali restavano nelle terre lontane per coltivarle e quasi custodirle non dir\u00f2 contro al nemico, ma di fronte alle intemperie che apportavano ingenti danni, io sostenni che non si poteva attraverso i meandri della burocrazia e alla richiesta di singolari documenti come perizie e carte topografiche, diminuire quello che era il valore della concessione che il Governo aveva creduto di fare a questa brava gente meritevole di ogni pi\u00f9 grande considerazione nostra, perch\u00e9 <em>in altis habitat.<\/em><\/p><p>Lo dissi allora e l\u2019ho ripetuto anche in questa stessa discussione, quando si \u00e8 parlato nella prima parte dell\u2019imposta progressiva. Allora il Ministro mi ha avvertito come in quella sede poteva essere meno opportuna la mia proposta e cos\u00ec insieme alle richieste di coloro i quali hanno accennato alla opportunit\u00e0 di particolari riguardi alla piccola propriet\u00e0 nell\u2019applicazione dell\u2019imposta proporzionale, ho presentato ancora il mio emendamento in questa sede, giacch\u00e9 nelle terre a tale altitudine \u00e8 quasi esclusivamente prevalente la piccola propriet\u00e0. Poco debbo aggiungere a quello che dissi allora, perch\u00e9 effettivamente la questione \u00e8 molto semplice. Noi colpiamo coloro i quali pagano. Perch\u00e9 vogliamo cercare di colpire coloro i quali sono stati esentati dal pagare la imposta fondiaria colla legge che \u00e8 indicata nel mio emendamento? Non capisco: o si \u00e8 sbagliato allora o si sbaglia adesso. Ma io dico che non si sbagli\u00f2 allora, con la concessione fatta a quella gente, che sta nelle pi\u00f9 alte pendici del nostro Paese, lontana da ogni comodit\u00e0, in luoghi impervi ed inospitali, per cercare di rendere feconde quelle zolle. Lo Stato, dal 1\u00b0 gennaio 1947, ha concesso questo beneficio. Ora noi cerchiamo di toglierlo inviando una cartella, nella quale tutti questi tributi, che dal principio d\u2019anno non sono stati pagati, sono concretati in un maggiore ed insostenibile gravame?<\/p><p>Ecco perch\u00e9 io ho voluto portare queste rivendicazioni, confortato da tanti colleghi, che allora hanno aderito al mio pensiero; perch\u00e9 effettivamente la questione dei 700 metri e dei suoi tributi si discute da anni nel libero Parlamento ed \u00e8 stata accolta per la prima volta nella provincia di Aosta per la sua sovrimposta: simpatica affermazione di una provincia a bilancio modesto e limitato.<\/p><p>In seguito, anche lo Stato si \u00e8 persuaso di questo ed ha concesso questo sgravio alla piccola propriet\u00e0 montana. Con molto piacere ho visto che la piccola propriet\u00e0 ha trovato in quest\u2019Aula tanti sostenitori. Io che la sostengo in quest\u2019Aula da 40 anni, vedo che la nostra coorte \u00e8 aumentata e mi auguro che essa possa giungere finalmente alla vittoria. La piccola propriet\u00e0, se deve rimanere nella sua forza e rispondenza sociale, non deve essere soppressa o frantumata dagli aggravi fiscali, dai vecchi, che sembravano gi\u00e0 troppo gravosi, a quelli che si vuole aggiungere e che porterebbero la piccola propriet\u00e0 alla sua scomparsa.<\/p><p>Voglio sperare che i colleghi siano persuasi di questo e che essi mi seguiranno in questa via con il loro voto.<\/p><p>Il Ministro delle finanze, nel giorno in cui io levai la voce per chiedere questo beneficio, forse in un momento meno adatto, con quella grande cortesia che egli adopera nel rispondere, fece quasi comprendere che egli avrebbe aderito in questa sede. Ed io spero che egli vorr\u00e0 venire incontro a quelle forti popolazioni, che abitano sull\u2019alto Appennino e sulle Alpi quasi a custodia dei nostri confini, in zone scarsamente produttive. Abbiamo visto con grande piacere che anche gli antiregionalisti pi\u00f9 accesi, di fronte alle Regioni di confine, hanno diminuito il loro calore ed hanno finito con l\u2019accedere. Questi confini hanno sempre una grande importanza. Lo Stato, \u00e8 vero, ha bisogno di aiuto. Ma che aiuto pu\u00f2 dare questo popolo bisognoso che vive in luoghi di scarsa produttivit\u00e0 lontani ed impervi? Esso ha bisogno del conforto dell\u2019Assemblea, la quale dica loro: continuate a rimanere lass\u00f9, scolte vive di stirpe indefessa al suo lavoro, legata alla sua terra, e fecondate quelle zolle colla vostra diuturna fatica. L\u2019Assemblea vi ha compreso e cercher\u00e0 insieme col Governo della Repubblica di premiare la vostra fedele attivit\u00e0 ed il vostro lavoro. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dugoni ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono esentati dall\u2019imposta:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i contribuenti il cui imponibile ai fini dell\u2019imposta proporzionale non raggiunga le lire duecentomila;<\/li><li><em>b<\/em>) i patrimoni delle pubbliche istituzioni di beneficenza\u00bb.<\/li><\/ol><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DUGONI. Io sono dell\u2019opinione che i presentatori dei diversi emendamenti all\u2019articolo 88 hanno un minimo comune denominatore, e che questo minimo comune denominatore pu\u00f2 essere stabilito in una brevissima riunione dei presentatori di questi emendamenti, durante una sospensione dei lavori dell\u2019Assemblea. Io chiederei, pertanto, una brevissima sospensione allo scopo di far riunire i presentatori di emendamenti, la rappresentanza della Commissione delle finanze e forse anche il Ministro, per concordare insieme una linea di condotta nei riguardi dell\u2019articolo 68 e degli sgravi fiscali.<\/p><p>Mi riservo d\u2019illustrare il mio emendamento, qualora la mia proposta non fosse accettata.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che i colleghi possano essere d\u2019accordo sul principio espresso dall\u2019onorevole Dugoni.<\/p><p>Procediamo comunque nello svolgimento dei restanti emendamenti. L\u2019onorevole Castelli Edgardo, unitamente ai colleghi Perlingieri e Balduzzi, ha presentato un emendamento all\u2019articolo 72, che potrebbe essere adattato anche alla norma dell\u2019articolo 68; i presentatori dell\u2019emendamento hanno infatti espresso il desiderio che l\u2019emendamento sia spostato. Esso \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, dopo il secondo comma<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019usufruttuario pu\u00f2 rivalersi verso il proprietario della quota di imposta afferente al valore della nuda propriet\u00e0, fatte le valutazioni ai sensi dell\u2019articolo 14\u00bb.<\/p><p>CASTELLI EDGARDO. Onorevole Presidente, lasciamo a lei di decidere se si debba discutere in sede di articolo 68 od in sede all\u2019articolo 72.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo opportuno discuterlo quando tratteremo dell\u2019articolo 72.<\/p><p>Gli onorevole Vigorelli, D\u2019Aragona, Preti, Corsi e Tremelloni hanno presentato il seguente emendamento aggiuntivo che \u00e8 stato gi\u00e0 svolto:<\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta i patrimoni mobiliari e immobiliari delle Istituzioni pubbliche di assistenza, compresi gli Enti comunali di assistenza (e Opere pie dipendenti), che fruiscono di contributi permanenti dello Stato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Basile ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta i patrimoni mobiliari e immobiliari degli Ospedali, Opere pie e istituti pubblici di assistenza e beneficenza\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente, si intende che vi abbia rinunciato.<\/p><p>Vi \u00e8 ora l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Bovetti:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, il seguente comma<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta proporzionale le Istituzioni e gli Enti di beneficenza, assistenza e gli Enti locali\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Oppure<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abPer gli enti e le istituzioni di beneficenza, assistenza e per gli enti locali \u00e8 mantenuta la rateazione stabilita con la legge sulla imposta ordinaria sul patrimonio\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bovetti non \u00e8 presente.<\/p><p>BUBBIO. Faccio mio l\u2019emendamento Bovetti, rinunziando a svolgerlo, dato che esso \u00e8 di per s\u00e9 chiarissimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che si possa fondere l\u2019emendamento Bovetti con l\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Vigorelli. \u00c8 d\u2019accordo, onorevole Vigorelli?<\/p><p>VIGORELLI. Sono d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. C\u2019\u00e8, per ultimo, l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mannironi, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Tra il primo ed il secondo comma inserire il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abPer la Sardegna, nella valutazione dei patrimoni da farsi a norma del decreto legislativo 31 ottobre 1946, n. 382, si adotter\u00e0 il coefficiente di maggiorazione 6 per i terreni e 3 per i fabbricati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MANNIRONI. Desidero brevemente illustrare il mio emendamento, perch\u00e9 ha bisogno di qualche chiarimento almeno per taluni colleghi.<\/p><p>Onorevoli colleghi, abbiate pazienza se vi parler\u00f2 di questioni, direi, regionali, che si riferiscono alla Sardegna.<\/p><p>Debbo fare questa premessa, perch\u00e9 mi rendo conto dello stato d\u2019animo dei colleghi, che si sono sentiti ieri parlar troppo della Sardegna e potrebbero essere infastiditi dal fatto che se ne parli anche oggi.<\/p><p>La ragione per cui ho presentato questo emendamento all\u2019articolo 68 \u00e8 fondata su particolarissime condizioni economiche nelle quali la Sardegna \u00e8 venuta a trovarsi immediatamente dopo la fine della guerra e negli anni successivi dal 1943 al 1945. \u00c8 stata una condizione veramente particolare, nella quale non si sono venute a trovare altre Regioni della penisola. Subito dopo la guerra, la Sardegna rimase tagliata fuori dal resto della penisola e non ebbe la possibilit\u00e0 materiale di corrispondere con essa. Cera una difficolt\u00e0 di natura bellica e post-bellica per cui le comunicazioni erano materialmente interrotte.<\/p><p>In questo primo momento, che dur\u00f2 circa un anno, avvenne che la Sardegna dovette provvedere autarchicamente a tutte le sue necessit\u00e0 ed avvenne anche che gli scambi tra l\u2019Isola ed il Continente rimasero interrotti, per cui non solo non si facevano uscire dall\u2019Isola i prodotti che l\u2019Isola abitualmente esportava, ma nemmeno poterono affluire altri beni o capitali nell\u2019Isola. L\u2019ondata inflazionistica che si determin\u00f2 nell\u2019Italia meridionale in seguito all\u2019invasione anglo-americana e quella che si determin\u00f2 nell\u2019Italia settentrionale per effetto della fabbricazione della carta moneta, da parte del governo nazi-fascista, non si estese alla Sardegna dove non vi fu alcun fenomeno inflazionistico perch\u00e9 manc\u00f2 la possibilit\u00e0 di fare affluire i capitali nell\u2019Isola stessa.<\/p><p>Non essendovi quindi stata una inflazione, avvenne che anche il regime dei prezzi rimase necessariamente contenuto.<\/p><p>Io potrei citarvi delle cifre per dimostrarvi come vi fosse una nettissima distinzione tra il costo dei prodotti in Sardegna e quelli della penisola durante lo stesso periodo. Cito il caso del prodotto pi\u00f9 importante per noi: il formaggio. Quando costava nella penisola 600 lire, da noi costava appena 80 lire.<\/p><p>Segu\u00ec poi un altro momento altrettanto difficile, che port\u00f2 una alterazione nelle leggi normali dell\u2019economia.<\/p><p>La situazione si determin\u00f2 soprattutto per effetto di una politica economica seguita dalle autorit\u00e0 isolane e dall\u2019Alto Commissario, coadiuvati dalla Giunta regionale: siccome le autorit\u00e0 isolane si preoccupavano che un livellamento dei prezzi potesse determinarsi bruscamente e rapidamente, si preoccupavano di regolarli e mantenerli, soprattutto impedendo che i prodotti isolani (formaggio, ricotta, carne, ecc.) potessero uscire dall\u2019Isola.<\/p><p>Si determin\u00f2 una situazione che potr\u00e0 sembrare assurda, ma che \u00e8 una realt\u00e0 di fatto e di cui oggi non si pu\u00f2 non tenere conto. La situazione particolarissima \u00e8 stata questa: che nello stesso territorio dello Stato, rispetto alla Sardegna, si determinava quasi una situazione come fra Stato e Stato. Erano impedite, come avviene in parte anche oggi, dall\u2019Alto Commissariato della Sardegna le esportazioni: figuratevi che si chiamano \u00abesportazioni\u00bb tutti quelli che sono movimenti di merci e di capitali tra l\u2019Isola e la Penisola.<\/p><p>Ora, questa singolare situazione economica ha determinato una contrazione, una compressione, un contenimento dei prezzi, per disposizioni d\u2019imperio, per cui ancora oggi se ne risentono le conseguenze.<\/p><p>Ad esempio, la Sardegna, che avrebbe potuto in questo ultimo periodo mandare nella penisola una notevole quantit\u00e0 di bestiame bovino, non lo pu\u00f2 fare perch\u00e9 vi \u00e8 ancora un divieto dell\u2019Alto Commissario.<\/p><p>Ora, tutto questo ha fatto s\u00ec che la classe pi\u00f9 importante dell\u2019Isola, quella dei produttori agricoli (armentari e coltivatori) \u2013 che sono l\u2019ossatura e la spina dorsale dell\u2019economia isolana \u2013 non possono esitare i loro prodotti ai prezzi giusti della penisola e, perci\u00f2, sono messi nella condizione di non poter realizzare dei grossi capitali.<\/p><p>Quindi, in Sardegna non vi \u00e8 stata l\u2019inflazione, e per effetto della compressione dei prezzi dei prodotti, vi \u00e8 stata necessariamente \u2013 per le leggi economiche che voi conoscete \u2013 una stasi, una riduzione dei valori dei beni capitali. Ora mi si \u00e8 risposto ed obiettato che, quando noi oggi maggioriamo col coefficiente 10 i valori medi capitali che i beni avevano nel triennio 1937-1939, siamo sempre al di sotto della realt\u00e0, perch\u00e9, si dice, se si dovesse tenere conto effettivamente del valore reale dei beni, quel coefficiente 10 dovrebbe essere portato a 20, e a 30, in taluni casi. Lo rilevava del resto anche l\u2019onorevole Scoccimarro riferendosi alla distinzione tra il valore fiscale e il valore reale dei beni.<\/p><p>Io posso ammettere che, generalmente parlando, questo sia esatto; posso cio\u00e8 ritenere che effettivamente per i beni capitali della Penisola il coefficiente 10 non rappresenti il valore dell\u2019aumento effettivo di capitali; ma, se questo \u00e8 vero ed esatto per i beni della Penisola, non lo \u00e8 assolutamente per i beni dell\u2019Isola. Potrei dirvi, signori, che se voi usate un trattamento particolare di benevolenza e di buon trattamento e di beneficio per i detentori di beni immobili della Penisola, evitando volutamente inasprimenti fiscali, voi stabilite per\u00f2 una sperequazione nei confronti dei proprietari di beni immobili dell\u2019Isola, in quanto, mentre questi pagherebbero il valore giusto dei loro beni, i detentori di beni nella Penisola, non pagherebbero con lo stesso criterio e per il valore giusto.<\/p><p>Perch\u00e9 voi possiate avere una idea degli effetti finanziari che pu\u00f2 avere l\u2019accoglimento del mio emendamento, vi dir\u00f2 che l\u2019imposta patrimoniale ordinaria in Sardegna avrebbe dovuto dare un gettito di 135 milioni; la proporzionale straordinaria dovrebbe dare un miliardo e 375 milioni circa. Se voi accoglieste l\u2019emendamento che io ho proposto, per lo Stato si avrebbe un lucro cessante di poco meno o poco pi\u00f9 di mezzo miliardo. Ora, per lo Stato, questo rappresenta una duecentesima parte del gettito complessivo previsto dell\u2019imposta patrimoniale proporzionale, mentre \u2013 nei riflessi e nei riguardi dei nostri piccoli produttori \u2013 costituirebbe un notevole beneficio in quanto rappresenterebbe un sensibile alleggerimento della pressione fiscale attuale.<\/p><p>Ma credo abbia soprattutto, onorevole colleghi, un valore morale e un valore politico, perch\u00e9 finalmente si potrebbe avere la dimostrazione che tutta la benevolenza e la simpatia che si usa per l\u2019Isola da parte della classe dirigente politica italiana non si riduce soltanto a buone parole e a manifestazioni verbali ed accademiche di comprensione dei nostri bisogni, ma si concreta in manifestazioni reali di beneficio. E l\u2019occasione migliore per dimostrarlo mi pare sia questa, onorevoli colleghi. Non \u00e8 \u2013 badate \u2013 una delle solite querimonie di cui noi meridionali ed isolani siamo accusati. Noi non vogliamo qui sottrarre niente allo Stato; ma fare soltanto una questione di giustizia. Penso che non adempirei fedelmente ai miei doveri di rappresentante della Regione nell\u2019Assemblea, se non presentassi a voi questa situazione di cui voi, membri dell\u2019Assemblea, dovrete tener conto, anche se siete preoccupati di evitare tutte le possibili evasioni, anche se l\u2019onorevole Relatore e l\u2019onorevole Ministro a nome del Governo, mostrano di temere che con ci\u00f2 si venga ad agevolare delle scappatoie che potrebbero condurre ad un assottigliamento del gettito dell\u2019imposta.<\/p><p>Ripeto che voi, accogliendo il mio emendamento, non arrecate alcun danno allo Stato, ma fate un atto di giustizia verso una Regione di cui ieri si \u00e8 tanto parlato. Se dunque ieri si \u00e8 parlato della Sardegna a proposito della sua autonomia, \u00e8 bene che teniate presente, onorevoli colleghi, che la Sardegna non ha bisogno soltanto di autonomia, ma ha bisogno anche di interventi tempestivi e di benefici diretti da parte dello Stato. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Onorevole Presidente, io ho fatto una proposta formale di sospensione e dichiaro di insistervi.<\/p><p>Ho rinunziato a svolgere il mio emendamento in vista appunto della sospensione; ma se questa sospensione non vi dovesse essere, \u2013 evidentemente \u2013 avrei il diritto di svolgere il mio emendamento.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Desidero pregare gli onorevoli colleghi che hanno presentato emendamenti a questo articolo di volerli svolgere.<\/p><p>Proporr\u00f2 anche, quando lo svolgimento degli emendamenti sar\u00e0 esaurito, di votare per divisione, cos\u00ec da potere esaminare pi\u00f9 a fondo certi argomenti.<\/p><p>CAPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Circa la proposta di sospensione, vorrei osservare al collega Dugoni che io credo che per rendere utile la sospensione sarebbe opportuno che lo stesso onorevole Dugoni e l\u2019Assemblea sentissero almeno annunziare un nuovo emendamento che potrebbe influire sulla decisione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Insisto nell\u2019affermare che \u00e8 opportuno, prima di decidere intorno a qualsiasi nuovo emendamento concordato, sentire il parere della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo al Ministro il suo parere sulla proposta di sospensione.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Non ho particolari preferenze in un senso o nell\u2019altro; poich\u00e9 per\u00f2 l\u2019onorevole Relatore ha espresso al riguardo un suo punto di vista, volentieri lo accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta dell\u2019onorevole Dugoni di sospendere per qualche tempo la seduta onde dar modo ai presentatori degli emendamenti di addivenire ad un accordo.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Chiedo allora di svolgere il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dugoni ha facolt\u00e0 di svolgere il seguente emendamento, di cui ricordo il testo:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abSono esentati dall\u2019imposta:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) i contribuenti il cui imponibile ai fini dell\u2019imposta proporzionale non raggiunga le lire duecentomila;<\/li><li><em>b<\/em>) i patrimoni delle pubbliche istituzioni di beneficenza\u00bb.<\/li><\/ol><p>DUGONI. Le ragioni per le quali abbiamo insistito per la modifica dell\u2019articolo 68 sono state ripetute sia in sede di imposta progressiva, sia, dettagliatamente, oggi in sede di discussione sull\u2019imposta proporzionale. Noi abbiamo avuto la convinzione che sarebbe stato possibile, attraverso un incontro fra i diversi presentatori di emendamenti, molti dei quali identici nelle loro finalit\u00e0 al mio, la Commissione e il Governo giungere ad un testo concordato.<\/p><p>Mi stupisce il desiderio del Relatore che si discutano prima gli emendamenti, e poi si venga ad una conciliazione. A me pareva che, prima che la Commissione finanze e tesoro esprimesse un parere e quindi mettesse ciascuno di fronte ad una determinata soluzione e posizione, sarebbe stato infinitamente meglio che ci fossimo riuniti per cercare di trovare un accordo, tanto pi\u00f9 che l\u2019onorevole Scoccimarro ha spiegato con molta chiarezza e abbondanza di dati che effettivamente siamo di fronte ad un articolo che porta ad una sperequazione delle posizioni tributarie dei diversi contribuenti. La dimostrazione dell\u2019onorevole Scoccimarro non ha bisogno di essere ripetuta, perch\u00e9 \u2013 come ho detto \u2013 \u00e8 matematica ed estremamente elementare. Quindi, su questo punto, non si faccia illusioni il Governo e non si faccia illusioni il Relatore: sul punto della modifica dell\u2019articolo 68 vi \u00e8 una maggioranza che si \u00e8 formata dentro l\u2019Assemblea, proprio perch\u00e9 si deve in qualche modo ovviare agli inconvenienti di una sperequazione tributaria in una legge che ha un peso non indifferente, come questa: perch\u00e9 l\u2019articolo 68 grava di ben 4 per cento tutti i cespiti i quali superino la modesta somma di centomila lire.<\/p><p>Ora, noi, come partito, sosteniamo appieno l\u2019emendamento Pesenti, Scoccimarro, ecc., alla cui elaborazione abbiamo partecipato. Spiego la ragione per cui l\u2019emendamento da me presentato si discosta in modo notevole da quello degli onorevoli Pesenti e Scoccimarro. La ragione \u00e8 questa: noi crediamo \u2013 ed \u00e8 molto probabile che cos\u00ec sia \u2013 che una rinuncia dello Stato pura e semplice ad una parte cospicua dell\u2019imposta, come quella proposta nell\u2019emendamento Pesenti-Scoccimarro, non si possa probabilmente avere. Ed allora abbiamo cercato una via di conciliazione. Su questa via di conciliazione noi volevamo veder venire anche la Commissione e il Governo. Purtroppo la Commissione e il Governo preferiscono che si faccia la discussione.<\/p><p>CAPPI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPI. Onorevoli colleghi, una parola breve, ma che riguarda tutti gli emendamenti, all\u2019infuori forse di quello dell\u2019onorevole Micheli.<\/p><p>Tutti questi emendamenti hanno uno scopo: favorire la piccola propriet\u00e0 nel pagamento dell\u2019imposta proporzionale sul patrimonio.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, propugnare delle esenzioni fiscali \u00e8 facile ed \u00e8 simpatico, ma vi \u00e8 un limite, un limite che riguarda non questo o quel governo, ma che riguarda lo Stato. Perch\u00e9 non dobbiamo dimenticare che quando gli effetti di queste due imposte \u2013 sia la progressiva che la proporzionale \u2013 si faranno sentire, saranno gi\u00e0 avvenute le elezioni ed \u00e8 probabile (sperabile o deprecabile a seconda dei punti di vista) che un altro Governo sia al posto di quello attuale.<\/p><p>Quindi noi dobbiamo renderci conto delle esigenze dello Stato, a prescindere dal Governo che a un dato momento lo dirige.<\/p><p>Io personalmente sono contrario a tutti gli emendamenti i quali tendono a delle esenzioni dall\u2019imposta proporzionale ordinaria. Per\u00f2 (e questo ho preannunciato all\u2019onorevole Dugoni) io con molti altri colleghi ho presentato un emendamento all\u2019articolo 72 che mi riservo di svolgere allora; ma, poich\u00e9 non \u00e8 stampato ancora, \u00e8 molto opportuno che io ne dia lettura. Io propongo: \u00abIl termine di pagamento dell\u2019imposta proporzionale ordinaria \u00e8 portato a dieci anni per le opere pie e per gli enti morali\u00bb (e con questo vengo incontro agli emendamenti che vorrebbero addirittura l\u2019esenzione) \u00aba cinque anni il termine per l\u2019imposta gravante sui fabbricati soggetti a vincolo di canone e a cinque anni per i terreni e i fabbricati gravati da imposta non superiore a lire 60.000. Per i casi di pagamento quinquennale, l\u2019abbuono in caso di riscatto sar\u00e0 del 25 per cento\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli colleghi hanno avvertito che si tratta di miglioramenti massicci, perch\u00e9 si tratta di portare il termine di pagamento da un anno a dieci anni e a cinque anni, il che solleva di molto il carico dei contribuenti.<\/p><p>Il ragionamento dell\u2019onorevole Scoccimarro (perch\u00e9 \u00e8 principalmente a proposito del suo emendamento che ho chiesto di parlare), il ragionamento dell\u2019onorevole Scoccimarro attrae, in quanto si basa su quel principio di giustizia che si chiama della perequazione fiscale. Egli ha cercato di raggiungere la perequazione fra i contribuenti all\u2019imposta proporzionale ordinaria e i contribuenti all\u2019imposta personale progressiva. Ma l\u2019onorevole Scoccimarro ha dimenticato un dato di fatto essenziale: che per l\u2019imposta progressiva personale si tratta di un nuovo tributo che creiamo in questo momento, ma per l\u2019imposta proporzionale si tratta di un tributo che gi\u00e0 esisteva e per il quale si propone il riscatto.<\/p><p>Ora, (riferendomi ad una cortese polemica che ho avuto con l\u2019onorevole Scoccimarro sulla stampa in questi giorni) l\u2019onorevole Scoccimarro ricorder\u00e0 che nel gennaio scorso egli ammetteva l\u2019opportunit\u00e0 di disporre il riscatto, cio\u00e8 il pagamento anticipato dell\u2019imposta proporzionale, per\u00f2 aggiungeva che questo riscatto doveva essere circondato da tali accorgimenti che evitassero il pericolo che il contribuente, per pagare, dovesse essere costretto ad alienare il proprio patrimonio.<\/p><p>Ora, pare a me \u2013 se vogliamo essere sereni e obiettivi \u2013 che quando per i piccoli patrimoni, per le opere pie e per i fabbricati soggetti al vincolo degli affitti diamo tempo cinque anni, senza interesse, per pagare, il pericolo che il contribuente debba alienare il proprio patrimonio \u00e8 completamente evitato. Non esiste.<\/p><p>Quindi, io vorrei che i colleghi dell\u2019Assemblea si rendessero conto dell\u2019importanza di questa rateazione di dieci e cinque anni, che io confido il Governo voglia accettare.<\/p><p>Aggiungo (e prendo argomento dallo stesso onorevole Scoccimarro) che noi tutti sappiamo bene che i valori, agli effetti fiscali, dell\u2019imposta proporzionale ordinaria, sono di gran lunga inferiori ai valori reali e, a differenza dei valori dell\u2019imposta progressiva personale, non sono soggetti ad accertamento ulteriore da parte della Finanza. Sono quelli che sono, cio\u00e8 gli imponibili che sono a ruolo attualmente.<\/p><p>Faccio inoltre presente all\u2019onorevole Scoccimarro ed alla sua sensibilit\u00e0 ed acutezza finanziaria che il suo emendamento porterebbe uno sconvolgimento e un turbamento notevoli nel pagamento dell\u2019imposta proporzionale ordinaria; perch\u00e9 egli vuol ridurre il tributo del 75, 50 e 25 per cento correlativamente all\u2019accertamento definitivo del patrimonio agli effetti dell\u2019imposta progressiva. Ma questo accertamento lo avremo tra due o tre anni, cos\u00ec che, praticamente, per due o tre anni, per una larga zona di contribuenti, lo Stato non potr\u00e0 incassare nulla.<\/p><p>Concludo. Sembra a me che ci si debba mantenere entro limiti ragionevoli che tengano conto delle esigenze supreme, non di questo o quel Governo ma dello Stato, a difesa soprattutto della lira che deve interessare specialmente piccoli e medi proprietari. Mi pare che se il Governo e la Commissione accettano questa larghissima modifica nella rateazione del pagamento dell\u2019imposta, questo nostro dovere verso i piccoli e medi proprietari sia adempiuto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCA. Signor Presidente, mi pare che quanto ora si sta dicendo sposti la discussone dal terreno tecnico sul terreno politico. Non avrei pensato che la disposizione dell\u2019articolo 68 della legge avesse dato luogo a questa discussione la quale va al di l\u00e0 dei limiti tecnici della legge stessa. Sono stati proposti vari emendamenti i quali urtano proprio contro le esigenze tecniche. Noi abbiamo qui due imposte: una imposta progressiva che colpisce il complesso del patrimonio, ed una imposta proporzionale che colpisce il patrimonio nelle sue singole parti. Il voler unire l\u2019imposta proporzionale con l\u2019imposta progressiva, vuol dire violare un principio tecnico dell\u2019imposizione; vuol dire addizionare o detrarre due entit\u00e0 che sono discordi fra di loro.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Ma \u00e8 proprio questo che non bisognava fare.<\/p><p>SCOCA. Onorevole Scoccimarro, quando lei dice che non bisognava far questo, mi consenta di affermare che io sono dello stesso parere. Personalmente, io sono dello stesso parere; per\u00f2 le ricordo che lei non era dello stesso parere. Io ricordo che quando lei, il 12 febbraio di questo anno, prese la parola sulle dichiarazioni del Governo e pronunci\u00f2 un elegantissimo discorso, tratt\u00f2 anche dell\u2019imposta straordinaria sul patrimonio e dell\u2019imposta proporzionale. L\u2019idea \u00e8 sua, onorevole Scoccimarro. Ho qui il suo discorso e leggo il brano che si riferisce all\u2019imposta di cui oggi stiamo discutendo. \u00abSecondo provvedimento: noi abbiamo nel nostro sistema una imposta istituita nel 1939 per ragioni di guerra; l\u2019imposta ordinaria sul patrimonio. Ora, logicamente, questa imposta oggi bisognerebbe abolirla perch\u00e9 \u00e8 finita la guerra. Per\u00f2 io penso che se la guerra \u00e8 finita le conseguenze della guerra stanno ancora innanzi a noi; ed allora si pu\u00f2 organizzare il riscatto di questa imposta e farla contribuire a facilitare l\u2019opera di ricostruzione. Questa imposta ha oggi un imponibile di 250 miliardi. Basterebbe chiedere, a me pare, il 3 per cento per il riscatto e realizzare una entrata di 75 miliardi\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoca, vediamo di stringere questa discussione: con la polemica non si finirebbe pi\u00f9.<\/p><p>SCOCA. Non \u00e8 questione di polemica politica. Io non sarei sceso su questo terreno. Io dicevo che voler unire l\u2019imposta proporzionale con l\u2019imposta progressiva, col legame il quale si ravvisa nell\u2019emendamento Scoccimarro, Pesenti ed altri, vuol dire addizionare entit\u00e0 diverse.<\/p><p>Questo dicevo. Siccome c\u2019\u00e8 stata l\u2019interruzione dell\u2019onorevole Scoccimarro, il quale ha detto che era proprio questo che non bisognava fare, ho voluto ricordare che proprio lui voleva questo congiungimento.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Non \u00e8 vero, poi spiegher\u00f2.<\/p><p>SCOCA. Quello che sia avvenuto fuori di qui, lo ignoro. Io so che lei ha pronunciato un discorso il 12 febbraio di quest\u2019anno e in questo discorso v\u2019\u00e8 il periodo che ho letto.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Non \u00e8 vero. Io ho detto un\u2019altra cosa. Si trattava di riscatto indipendente dall\u2019imposta straordinaria e concepito in modo del tutto diverso dall\u2019attuale imposta proporzionale. Qui invece si tratta di una imposta straordinaria del 4 per cento. Il riscatto che io proponevo era un\u2019altra cosa.<\/p><p>SCOCA. Che cosa vuol dire, onorevole Scoccimarro, riscatto se non pagare in una unica soluzione una determinata imposta ed abolire questa imposta? Il concetto non \u00e8 che questo: pagare in un\u2019unica soluzione o in breve periodo di tempo 10 annualit\u00e0 ed abolire l\u2019imposta. Questo vuol dire \u00abriscatto\u00bb. Semmai, posso osservare che il riscatto avrebbe dovuto farsi a condizioni pi\u00f9 onerose; viceversa si \u00e8 richiesto non il pagamento delle rate che bisognava richiedere, ma il pagamento di un minor numero di rate.<\/p><p>Si \u00e8 fatto cos\u00ec il riscatto a condizioni favorevoli. Quando si abolisce un\u2019imposta col pagamento di una determinata somma, vuol dire che si fa il riscatto di quella imposta. Non saprei vedere diversamente. Di modo che l\u2019onorevole Scoccimarro proponeva che l\u2019imposta, da conglobarsi in un anno, perch\u00e9 egli pensava che questo fosse un rimedio per costruire il bilancio di un anno, si potesse riscattare con un\u2019aliquota del 3 per cento.<\/p><p>Lasciamo la questione dell\u2019aliquota; l\u2019aliquota sar\u00e0 quella che sar\u00e0: pu\u00f2 essere del 4, del 2, od altra. Quello che mi preme di sottolineare \u00e8 questo: che allora l\u2019onorevole Scoccimarro stava su una linea logica, cio\u00e8 considerava l\u2019imposta proporzionale per quella che \u00e8, e cio\u00e8 indipendentemente dalle condizioni personali, perch\u00e9 in un\u2019imposta reale non si possono valutare le condizioni personali del contribuente. Considerava l\u2019imposta quale \u00e8; tanto \u00e8 vero che diceva che, siccome l\u2019imponibile soggetto ad essa \u00e8 di 2500 miliardi, bastava applicare una determinata aliquota per avere un determinato risultato. Il che vuol dire che nessuna considerazione di persona prendeva in esame; vuol dire che l\u2019imposta bisognava esigerla, riscattarla senza considerazioni estranee all\u2019imponibile risultante agli uffici finanziari.<\/p><p>Questo, come dicevo, io l\u2019ho voluto rilevare unicamente perch\u00e9 vi \u00e8 stata l\u2019interruzione dell\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>Resta fermo il fatto che il voler legare questa imposta reale alla imposta progressiva di carattere personale, vuol dire fare l\u2019addizione di due elementi che hanno natura diversa.<\/p><p>Vorrei anche dire, onorevoli colleghi, che quando si invocano i princip\u00ee di giustizia, le ragioni di commiserazione per i piccoli possidenti, nessuno pi\u00f9 di me, io penso, sente che bisogna fare qualche cosa in questo senso; e coloro che hanno letto qualche mio modesto scritto sanno che, non da oggi, ma da anni, sono su questa linea. Il passaggio di categoria che l\u2019onorevole Scoccimarro ha attuato con una circolare, era stato da me modestamente propugnato gi\u00e0 alcuni anni or sono. Non potrei essere accusato, penso, di favorire i grandi proprietari; per\u00f2 occorre guardare le cose nella loro linea logica e nella loro realt\u00e0.<\/p><p>Noi ci troviamo di fronte ad un\u2019imposta del 4 per cento su un imponibile assai al di sotto dei valori effettivi. E questo, o colleghi, \u00e8 necessario tener presente: l\u2019imposta non colpisce un valore che \u00e8 stato accertato con riferimento al 1937-1939 e questo valore \u00e8 stato moltiplicato per 10 per quanto riguarda i terreni, per 5 per quanto riguarda i fabbricati. Il che vuol dire che gli imponibili legali, in questo modo determinati, sono molto al di sotto degli imponibili veri, forse met\u00e0, forse un quarto degli imponibili veri. A Roma, per esempio, mercato edilizio che io conosco, i fabbricati venivano accertati nel 1937-1939, a seconda della zona ove erano situati, da un minimo di 10-12 mila lire a vano ad un massimo, per le case di lusso e di gran lusso nella zona Parioli, di 25.000 lire a vano. Oggi, questo imponibile si moltiplica per cinque, il che vale a dire che un appartamento il cui valore era calcolato in base a 10.000 lire a vano, oggi \u00e8 calcolato in base a 50.000. Ma io domando: dove \u00e8 oggi la casa che si pu\u00f2 comprare sul libero mercato su questa base, il cui valore \u00e8 di 50.000 lire a vano? Non c\u2019\u00e8 casa, anche nei quartieri popolari, che non vada sulle 200-300 e perfino 500.000 lire a vano, per poi salire a uno o anche a due milioni per le case di lusso ai Parioli. Ci\u00f2 vuol dire che l\u2019aliquota effettiva di questa imposta non \u00e8 del 4 per cento, ma \u00e8 una aliquota che in media non va al di sopra dell\u2019uno per cento.<\/p><p>Ora, di fronte a questa situazione di fatto, situazione reale, concreta e che con coscienza, consapevolezza e sincerit\u00e0 dobbiamo guardare, non possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un tributo che non possa essere sopportato. E quando passiamo alla valutazione dei terreni, le discrepanze sono ancora pi\u00f9 forti. Siccome il prezzo dei prodotti della terra \u00e8 quello che \u00e8, molti di coloro per i quali si invocano le viscere della piet\u00e0 di questa Assemblea possono benissimo pagare l\u2019imposta odierna, riscattando una imposta che gravava sul loro patrimonio e che si sarebbe continuata a pagare fino a che non fosse abolita, vendendo un quintale di vino o qualche centinaio di uova.<\/p><p>Mi dispiace che io debba portare la discussione in questi termini banali, ma ritengo dovere di coscienza l\u2019affermare che noi dobbiamo, quando si tratta degli interessi dello Stato (e qui si tratta degli interessi dello Stato in quanto si tratta di salvare il bilancio dello Stato) non fare esagerazioni e non fare della demagogia, da qualunque parte essa venga, da destra, da sinistra o dal centro: ma conviene dire la verit\u00e0 per quella che \u00e8.<\/p><p>Per queste ragioni credo che non sia possibile accogliere l\u2019emendamento Scoccimarro e tutti gli altri emendamenti che all\u2019emendamento Scoccimarro si riallacciano: non \u00e8 possibile e per ragioni tecniche, perch\u00e9 non \u00e8 possibile confondere una imposta reale e proporzionale con una imposta personale e progressiva, e perch\u00e9 effettivamente quelle ragioni di giustizia che si invocano non mi pare che esistano.<\/p><p>Ci pu\u00f2 essere il caso singolo di un tizio che non possa pagare l\u2019imposta per circostanze particolari, ma non si pu\u00f2 dire che questo sia un fenomeno generale. Io appartengo ad una zona povera, ad una zona che usufruirebbe tutta quanta del beneficio proposito dall\u2019onorevole Scoccimarro, ma devo dire in verit\u00e0 che i miei compaesani non hanno sentito il peso di questa imposta. Sentono il peso delle altre imposte, ma non di questa&#8230; (<em>Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>AMENDOLA. Glielo vada a dire!<\/p><p>SCOCA. Glielo dico, \u00e8 naturale che glielo dico. Io non ho due facce e due parole: ho sempre lo stesso volto e lo stesso linguaggio. Glielo dir\u00f2 e, se vuole, la invito a venire con me per sentire&#8230; (<em>Applausi al centro \u2013 Rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>AMENDOLA. Provi ad andarle a dire ai suoi elettori, queste cose!<\/p><p>SCOCA. Mi dispiace che quando qui si parla con sincerit\u00e0 e lealt\u00e0 si faccia ricorso a questi argomenti. Sono argomenti che non mi toccano, perch\u00e9 io non ci tengo a ritornare in questa Camera, se per ritornarvi dovessi fare della demagogia. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>Concludendo, ho l\u2019impressione che si voglia tentare una montatura, che non ha base reale.<\/p><p>Sono contrario, quindi, all\u2019emendamento Scoccimarro ed a quelli che ad esso si ricongiungono, mentre posso votare per gli emendamenti che prevedono una rateizzazione dell\u2019imposta. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Desidero rispondere brevemente alle osservazioni fatte. Anzitutto intendo respingere nel modo pi\u00f9 energico la accusa che l\u2019emendamento da me presentato sia espressione di demagogia.<\/p><p>Vorrei, soprattutto, richiamare i colleghi ad una valutazione pi\u00f9 obiettiva dei fatti reali.<\/p><p>Si \u00e8 detto: non abbiamo da fare con una imposta nuova, si tratta di un\u2019imposta vecchia, gi\u00e0 in atto.<\/p><p>Devo ricordare che, se \u00e8 vero che abbiamo a che fare con un tributo gi\u00e0 esistente mentre l\u2019imposta progressiva \u00e8 un tributo nuovo, il modo come si stabilisce questo nuovo tributo ed il modo come si esaurisce il vecchio \u00e8 tale, che di fatto si esce dal piano di un semplice riscatto: questa \u00e8 la realt\u00e0 quando si scende dalle definizioni generali alle determinazioni concrete.<\/p><p>Spesso, specialmente da colleghi di parte democristiana, sulla stampa ed in pubblici discorsi mi si attribuiscono posizioni, intenzioni e propositi, che non ho mai avuti n\u00e9 espressi. La prima volta che si \u00e8 elaborato il progetto dell\u2019imposta straordinaria nel 1945, io avevo proposto la abolizione pura e semplice della imposta ordinaria sul patrimonio. Nel 1946, in conseguenza del mancato cambio della moneta, elaborando un piano triennale di fidanza straordinaria, ho concepito il riscatto dell\u2019imposta ordinaria con la elevazione del minimo esente, con aliquote differenziate secondo la grandezza del patrimonio ed il pagamento in tre anni (nonostante il carattere reale dell\u2019imposta); ma questo provvedimento non si inseriva nell\u2019imposta straordinaria, non ne diveniva parte essenziale: era solo un elemento subordinato ed il meno importante di un complesso di molteplici provvedimenti da attuarsi in tre anni. Ed anche l\u2019aliquota del 3 per cento che l\u2019onorevole Scoca ha ricordato, era un\u2019aliquota media: pi\u00f9 bassa per i piccoli patrimoni, pi\u00f9 elevata per i maggiori patrimoni.<\/p><p>Poich\u00e9 lei, onorevole Scoca, ha ricordato or ora il brano di un mio discorso, sia pure in modo inesatto, dovrebbe ricordare anche l\u2019ultimo discorso da me pronunciato in questa Assemblea nel quale ho dato indicazioni ed informazioni precise sulla questione alla quale lei si \u00e8 riferito. So benissimo che in materia di imposte reali non si pu\u00f2 parlare di minimo imponibile e di aliquote progressive: sarebbe illogico e si pu\u00f2 dar luogo ad ingiustizie e sperequazioni. Ma, nonostante ci\u00f2, io avrei adottato egualmente tale criterio perch\u00e9 quelle ingiustizie e sperequazioni sarebbero state in concreto di scarso rilievo e comunque gli aspetti positivi sarebbero stati pi\u00f9 importanti di quelli negativi e in definitiva si sarebbero agevolati i piccoli patrimoni. E se vuol sapere, onorevole Scoca, il gettito previsto di quel riscatto le dir\u00f2 che nel piano finanziario, il riscatto dell\u2019imposta ordinaria figurava con una media di venti miliardi all\u2019anno; al disotto di un certo limite si esentavano i patrimoni; i piccoli patrimoni avrebbero pagato meno del 3 per cento, i maggiori patrimoni avrebbero pagato con un\u2019aliquota superiore: nel complesso la media era del 3 per cento. \u00c8 una cosa completamente diversa dalla attuale imposta proporzionale. Se si presentasse oggi quel provvedimento di riscatto come allora fu concepito io l\u2019approverei senza mutare una virgola.<\/p><p>Onorevole Scoca, io non vengo a fare qui delle critiche perch\u00e9 il mio partito \u00e8 all\u2019opposizione; nelle questioni in cui sono d\u2019accordo, non ho difficolt\u00e0 ad approvarle, anche se il mio partito \u00e8 all\u2019opposizione. Ma voi commettete un errore politico e credo, entro certi limiti, anche un errore economico a mandare avanti questo provvedimento senza correggerlo nel punto a cui si riferisce il mio emendamento. Non \u00e8 il caso qui di parlare di opposizione perch\u00e9 la mia proposta \u00e8 nell\u2019interesse dello stesso Governo. Voi avete un bel dire che ci sono le esigenze fiscali, ma specie quando si tratta di una imposta straordinaria, oltre all\u2019esigenza fiscale bisogna tener conto anche della giustizia fiscale. Quello che ci preoccupa non \u00e8 la situazione di quelle categorie di proprietari che possono pagare: nel mio emendamento, al disopra di un certo limite, non si chiede nessuna attenuazione. Ho difeso i minimi imponibili dell\u2019imposta progressiva. Per patrimoni dai tre ai cinque milioni, che non sono gravati dalla proporzionale, il nostro emendamento non chiede nessuna attenuazione. Ma con l\u2019imposta proporzionale si colpiscono dei piccoli proprietari per i quali il termine \u00abpatrimonio\u00bb non significa altro che lo strumento di lavoro di piccoli produttori indipendenti.<\/p><p>Questa non \u00e8 demagogia, onorevole Scoca, \u00e8 realt\u00e0, e non vorrei che, senza saperlo, il Governo spezzasse nelle mani di quei lavoratori lo strumento del loro lavoro. Con questa imposta si rischia di mettere in dissesto una moltitudine di piccoli produttori. So bene che nessuno vuol pagare le imposte e si va alla ricerca di tutti i mezzi per giustificare la resistenza al pagamento delle imposte, ma io vorrei leggervi alcune relazioni su concrete situazioni di fatto ed allora voi vedreste che le mie parole sono molto al disotto della realt\u00e0: questa non \u00e8 demagogia.<\/p><p>All\u2019onorevole Cappi voglio osservare che io ho proposto nella discussione generale di stralciare questa parte del provvedimento per poter discutere il riscatto della imposta ordinaria, indipendentemente dall\u2019imposta straordinaria. Ma il Governo non ha ritenuto di accettare quella proposta.<\/p><p>Ed \u00e8 stato male, perch\u00e9 il popolo oggi \u00e8 convinto di pagare un\u2019imposta straordinaria, e non un riscatto d\u2019imposta, e lo sente talmente che si \u00e8 diffusa in Italia (ed il Ministro delle finanze far\u00e0 bene a smentire) l\u2019opinione che il parlare di riscatto \u00e8 un mezzo trucco, e che in seguito si ristabilir\u00e0 quell\u2019imposta ordinaria che ora si dice di voler abolire. Cos\u00ec reagisce l\u2019opinione pubblica, e questo per il modo come il provvedimento \u00e8 stato presentato e per i termini nei quali \u00e8 stato presentato.<\/p><p>Che cosa chiede il nostro emendamento? Che al di sotto dei dieci milioni si dia la possibilit\u00e0 di uno sgravio progressivo. Vogliamo discutere quelle cifre? Discutiamole. Sembrano eccessive? Riduciamole.<\/p><p>Io vi dico francamente che mi sono basato oltre che sui criteri adottati per la imposta progressiva, anche su concrete situazioni di fatto, e basandomi su tali situazioni mi son detto che se riusciamo a salvare un certo numero di piccoli proprietari e a salvaguardare la loro efficienza economica, io penso che avremmo fatto non solo un atto di giustizia, ma avremmo fatto anche un atto utile all\u2019economia ed alle finanze dello Stato.<\/p><p>Riconosco che la maggiore rateazione \u00e8 una facilitazione; le sperequazioni che io ho rilevato rimangono, perch\u00e9 sarebbe come dire: \u00abva bene; pagherai in 5 anni invece di due anni, per\u00f2 mi pagherai sempre il 4 per cento del tuo patrimonio\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoccimarro, si ricordi del fatto personale.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Quanto alle difficolt\u00e0 tecniche fatte presenti dall\u2019onorevole Cappi, esse effettivamente esistono; ma tali difficolt\u00e0 si possono superare con accorgimenti tecnici che non mancano e che non \u00e8 qui il caso di discutere: in attesa dell\u2019accertamento definitivo nella progressiva, il pagamento della proporzionale pu\u00f2 farsi a titolo provvisorio.<\/p><p>Se per taluni \u00e8 vero che c\u2019\u00e8 il desiderio di sfuggire all\u2019imposta, per altri c\u2019\u00e8 veramente una situazione di necessit\u00e0.<\/p><p>Ho ritenuto mio dovere dire questo. Anche se in passato io avessi concepito una imposta come questa, oggi, di fronte a questi dati di fatto, direi: \u00absignori, io cambio opinione\u00bb. Ma, in realt\u00e0, io non ho mai concepito l\u2019imposta straordinaria in questo modo; per me il riscatto non doveva essere parte integrante dell\u2019imposta straordinaria.<\/p><p>Perci\u00f2 io, nonostante riconosca giusta l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Scoca sul piano tecnico, insisto nel mio emendamento e forse oserei troppo sperare di chiedere agli onorevoli Scoca e Cappi di ritirare il loro, e di accettare il nostro con quelle attenuazioni che siano pronti a discutere col Governo e con voi? Ma se \u00e8 vero \u2013 come diceva l\u2019onorevole Cappi \u2013 che qualunque Governo si troverebbe oggi di fronte alle stesse necessit\u00e0 finanziarie, che c\u2019\u00e8 un limite posto dalle esigenze dello Stato, badate per\u00f2 che c\u2019\u00e8 pure un limite di resistenza economica che non bisogna superare. Con questo articolo io ho l\u2019impressione che per molti piccoli contribuenti questo limite di resistenza economica venga superato. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che, a questo punto, si possa sospendere la seduta per qualche tempo, in modo che durante la sospensione, senza che si siano pronunciati il Governo e la Commissione, sar\u00e0 possibile probabilmente accordare i divergenti punti di vista.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo la parola.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Proporrei di sospendere invece la seduta per un\u2019ora e mezza e fare poi una seduta notturna. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 qualche collega il quale propone la discussione fino ad esaurire l\u2019esame del testo del decreto.<\/p><p>Pongo pertanto ai voti, per prima, la proposta di continuare i lavori senza giungere ad una lunga interruzione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sospendiamo allora la seduta per alcuni minuti.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 20.10, \u00e8 ripresa alle 20.30<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che il nostro lavoro possa svolgersi in questo modo: continueremo stasera l\u2019esame del testo del decreto sulla patrimoniale, fino ad esaurirlo; nella seduta antimeridiana di domani potremo esaminare la questione degli enti collettivi e dei minimi imponibili e nel pomeriggio gli articoli aggiuntivi.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Faccio presente, per quanto riguarda gli enti collettivi, cio\u00e8 il Titolo II del decreto, che il Governo non ci ha ancora investiti del progetto ufficiale.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Perch\u00e9 non si pensi ad una negligenza del Governo in questa materia, debbo anche far presente una ipotesi, che non esito a definire reale. Il Governo, dichiarandosi pronto a presentare schemi di provvedimenti, rispondenti alle diverse soluzioni che si possono prospettare, pu\u00f2 desiderare che sia l\u2019Assemblea a risolvere la questione pregiudiziale sul tipo di soluzione da adottare.<\/p><p>Da domattina il Governo ha pronti tali schemi.<\/p><p>Riservandomi di fare domani le comunicazioni definitive del Governo al riguardo, debbo, fin d\u2019ora, ripetere che il Governo richieder\u00e0 in via pregiudiziale all\u2019Assemblea di pronunciarsi sulla natura della soluzione che intende adottare.<\/p><p>PESENTI. Chiedo di parlare sulle dichiarazioni del Ministro.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PESENTI. Desideravo che il Governo precisasse e vorrei che il Ministro rispondesse se, con le dichiarazioni ora fatte, il Governo intende mantener fede all\u2019impegno che la tassazione degli enti collettivi sia parte integrante della legge sull\u2019imposta straordinaria progressiva che stiamo ancora esaminando; cio\u00e8, se il Governo intende che, appunto entro questi due o tre giorni, il progetto sia presentato e discusso.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Posso assicurare l\u2019onorevole Pesenti che, con le mie prime dichiarazioni, non avevo affatto intenzione di formulare l\u2019ipotesi di un rinvio della risoluzione del problema ad un provvedimento separato da quello che stiamo discutendo. Anticipando quanto forse avr\u00f2 occasione di dire pi\u00f9 ampiamente domani, ricordo che il problema fondamentale si riduce a questo: allorquando il precedente Governo present\u00f2 alla Commissione parlamentare di finanza il disegno di legge che stiamo oggi discutendo e si sollev\u00f2 la questione degli enti collettivi, comunic\u00f2 che era sua intenzione di presentare il provvedimento di tassazione delle rivalutazioni, aggiungendo che tale provvedimento avrebbe assorbito quello della tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Orbene, il Governo attuale, che vuole mantener fede agli impegni del Governo precedente, desidera, nello stesso tempo non fare nulla che possa impedire un riesame libero e approfondito di tutta la questione: non desidera, cio\u00e8, chiedere all\u2019Assemblea di rinunciare all\u2019esame se convenga o non convenga sostituire alla tassazione delle rivalutazioni la tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Quando io accennavo alla scelta di una strada piuttosto che di un\u2019altra, di una soluzione piuttosto che di un\u2019altra, e accennavo al desiderio del Governo di investire l\u2019Assemblea di questa scelta, soprattutto volevo riferirmi alla scelta fra l\u2019una e l\u2019altra di queste due soluzioni.<\/p><p>A partire da domattina, il Governo \u00e8 pronto, appena l\u2019Assemblea avr\u00e0 determinato la sua scelta, a dare il suo contributo tecnico per la migliore attuazione del principio che l\u2019Assemblea adotter\u00e0. Se l\u2019Assemblea adotter\u00e0 il principio della tassazione delle rivalutazioni, il Governo consegner\u00e0 uno schema \u2013 che d\u2019altra parte, in via breve, \u00e8 stato gi\u00e0 consegnato \u2013 relativo alla tassazione delle rivalutazioni; se adotter\u00e0, invece, il criterio della tassazione degli enti collettivi, presenter\u00e0 uno schema, ancor pi\u00f9 dettagliato di quello gi\u00e0 consegnato in via breve, per la tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Ma con la consegna di questi schemi il Governo intender\u00e0 mettersi nella posizione di chi d\u00e0 il proprio contributo tecnico per attuare un principio liberamente adottato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Faccio presente che abbiamo avuto un solo testo per ora ed \u00e8 il testo che riguarda gli enti collettivi. Ora noi non possiamo fare una scelta fra l\u2019uno e l\u2019altro tipo di imposta se non conosciamo le due proposte che il Governo intende fare.<\/p><p>In secondo luogo, spostare questa sera alle ore 21 la posizione del Governo che fino ad oggi abbiamo avuto il diritto di credere convergente con quella della maggioranza della Commissione, cio\u00e8 a favore degli enti collettivi dentro questa legge, devia completamente tutto il piano di discussione.<\/p><p>Quindi mi chiedo veramente se in queste condizioni non sia il caso che il Governo rinvii a sabato mattina la questione degli enti collettivi, perch\u00e9 \u00e8 materialmente impossibile che possiamo procedere all\u2019esame di un provvedimento come quello della tassazione delle rivalutazioni in un giorno o in un giorno e mezzo.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Alcuni giorni fa l\u2019onorevole Pella mi ha rimesso in via prettamente confidenziale \u2013 e io ho interpretato anche in via personale \u2013 due progetti sulle rivalutazioni patrimoniali.<\/p><p>Qualche giorno dopo il Governo mi pareva avesse scelto la via di preparare un progetto sulla tassazione degli enti collettivi e, avendo avuto una dichiarazione del Governo al riguardo, la Commissione si \u00e8 orientata nel senso di esaminare un provvedimento, inteso come terzo titolo della legge, sulla tassazione degli enti collettivi.<\/p><p>Ieri o l\u2019altro ieri ci \u00e8 stato rimesso un primo schema, non in via ufficiale, del terzo titolo della legge. Ma poich\u00e9 si \u00e8 appreso che non poteva trattarsi di testo definitivo del Governi, se ne \u00e8 sospeso l\u2019esame.<\/p><p>Apprendo oggi che la posizione del Governo \u00e8 mutata: il Governo vuole che la questione se si debbano tassare gli enti collettivi e procedere alle rivalutazioni patrimoniali sia votata dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Questo sposta completamente la posizione che fino a qualche ora fa pareva quella del Governo. Quindi l\u2019Assemblea dovr\u00e0 decidere su questo punto. Naturalmente la Commissione non pu\u00f2 dir nulla perch\u00e9 non conosce nessun progetto ufficiale.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Desidero ricondurre la questione nei limiti abbastanza ristretti che essa ha, considerata da un punto di vista pratico.<\/p><p>Abbiamo cercato negli ultimi giorni di accelerare il corso dei nostri lavori, e in questo desiderio abbiamo tolto significato a molti aspetti procedurali di quello che era il nostro lavoro. Per questo, il Governo, ogni qualvolta ha elaborato qualche schema, ne ha fatto oggetto di comunicazione alla Commissione, senza tuttavia annettervi un carattere ufficiale.<\/p><p>Ora, esattamente l\u2019onorevole La Malfa ha accennato che esiste una questione pregiudiziale. Su questa questione pregiudiziale l\u2019onorevole Relatore riteneva che il Governo si fosse gi\u00e0 impegnato.<\/p><p>All\u2019infuori di qualsiasi impegno assunto o non assunto \u2013 e francamente a me sembra che il solo impegno del Governo sia quello che \u00e8 stato preso davanti alla Commissione, a suo tempo, di presentare il progetto relativo alla rivalutazione \u2013 mi sembra vi sia nell\u2019atteggiamento del Governo, di cui mi rendo interprete in questo momento, soltanto il desiderio di un atto di deferenza nei confronti dell\u2019Assemblea a cui si vuol lasciare la risoluzione della questione pregiudiziale. Penso infatti, che l\u2019Assemblea, anche a costo di dedicare una seduta o due in pi\u00f9, possa anche desiderare di contribuire a discutere il problema nei suoi termini generali. Per i non iniziati ai misteri di queste piccole cose, in sostanzia parlare di rivalutazione e di tassazione di enti collettivi, significa adottare un linguaggio che sa di ermetico e che forse ha bisogno di essere chiarito e pi\u00f9 largamente spiegato.<\/p><p>Il Governo non ha avuto finora l\u2019occasione di chiarire dinanzi all\u2019Assemblea per quali ragioni un giorno ha ritenuto pi\u00f9 opportuna la tassazione delle rivalutazioni. Cos\u00ec ancora, il Governo non ha indicato ancora le ragioni per cui, cammin facendo, esso non si \u00e8 rifiutato di sentire correnti che preferiscono la tassazione degli enti collettivi. Soprattutto il Governo desidera che l\u2019Assemblea, informata dei diversi aspetti del problema, sia essa a decidere sulla questione pregiudiziale.<\/p><p>Voglio aggiungere che la questione pregiudiziale pu\u00f2 e \u2013 vorrei dire \u2013 deve essere risolta ancora prima di passare all\u2019esame di determinati schemi. Si tratta di discutere princip\u00ee d\u2019ordine generale, e la discussione dei princip\u00ee d\u2019ordine generale, trasportata su un esame di schemi, finisce per esserne danneggiata, piuttosto che avvantaggiata. Certo, tutto questo porter\u00e0 forse a non conchiudere domani i nostri lavori: forse sar\u00e0 necessario un giorno di pi\u00f9. Ma penso che l\u2019argomento sia cos\u00ec importante che valga la pena di dedicarvi qualche ora di discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente al Ministro che ci\u00f2 porterebbe su un\u2019altra linea di lavori. Era desiderio del Presidente del Consiglio \u2013 questo \u00e8 risultato alla Presidenza \u2013 che, prima di passare ad altri lavori, l\u2019Assemblea esaurisse l\u2019argomento della patrimoniale.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Possiamo farlo. Se domattina, attraverso la presentazione di un ordine del giorno, si fa la discussione di carattere generale, discussione che pu\u00f2 concludersi in un\u2019ora o in un paio d\u2019ore e se la discussione si conclude attraverso l\u2019approvazione di un ordine del giorno per la scelta di una strada piuttosto che un\u2019altra, abbiamo subito superato la pregiudiziale e possiamo passare all\u2019esame di uno schema specifico.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Prendo atto delle dichiarazioni del Ministro delle finanze; devo tuttavia confermare quanto ho gi\u00e0 detto.<\/p><p>La Commissione aveva avuto l\u2019impressione che il Governo si fosse orientato per la tassazione degli enti collettivi. Il Governo oggi prospetta una diversa soluzione e la pone come questione pregiudiziale dinanzi all\u2019Assemblea. Naturalmente non assumo responsabilit\u00e0 su questo aspetto della situazione, perch\u00e9, naturalmente, i lavori dalla Commissione e quindi dell\u2019Assemblea potrebbero in un caso essere abbreviati e nell\u2019altro molto allungati.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando alla Commissione se \u00e8 pronta con una sua decisione sulla questione degli enti collettivi. Se fosse d\u2019accordo ci sarebbe questo punto di riferimento.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non \u00e8 pronta, soprattutto, perch\u00e9 dopo le dichiarazioni del Ministro delle finanze, non ha nessun progetto da esaminare. Infatti il progetto gi\u00e0 presentato in via confidenziale si deve considerare come ritirato.<\/p><p>Sulla questione di principio, cos\u00ec come \u00e8 posta dal Governo, la Commissione si deve pronunciare riunendosi ancora una volta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Relatore, guardi la situazione come si presenta. C\u2019\u00e8 stata la sospensione dell\u2019esame della questione degli enti collettivi. Su questo problema c\u2019\u00e8 un emendamento dell\u2019onorevole Dugoni. La Commissione \u00e8 in grado di pronunciarsi su questo emendamento quando si \u00e8 posta la questione?<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Domani mattina se il Governo, come credo, conferma questo suo punto di vista, la Commissione si pu\u00f2 riunire e riconsiderare il problema cos\u00ec come l\u2019ha posto il Governo e quindi arrivare ad una decisione su un problema di principio.<\/p><p>Comunque, l\u2019esame di questa questione cade sull\u2019articolo 2 che noi dobbiamo riesaminare. Io proporrei, per non prolungare la discussione, di continuare l\u2019esame dell\u2019articolo 68 ed esaurirlo.<\/p><p>Se il Governo conferma questo punto di vista, domani mattina se non vi \u00e8 seduta per la patrimoniale&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. V\u2019\u00e8 seduta sulla patrimoniale domani mattina alle 9.30.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Non \u00e8 possibile!<\/p><p>Questa posizione del Governo che io vengo a conoscere in questo momento, deve essere considerata dalla Commissione in una seduta apposita che avr\u00e0 una certa importanza e gravit\u00e0. Credo quindi che se il Governo mantiene il punto di vista espresso dall\u2019onorevole Pella in questo momento, debba essere data alla Commissione la possibilit\u00e0 di esaminare domani mattina il problema. Nel pomeriggio la Commissione sar\u00e0 in grado di riferire sulla questione di principio. (<em>Interruzione del deputato Valiani<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Vorrei fare una proposta pratica. Se la Commissione ritiene di dover concretare un suo punto di vista rispetto all\u2019atteggiamento del Governo, che deferisce all\u2019Assemblea la risoluzione della questione pregiudiziale, la Commissione potrebbe riunirsi questa sera, e domani mattina potremmo tenere una seduta apposita.<\/p><p>Assicuro che in tutto questo, da parte del Governo c\u2019\u00e8 soltanto il desiderio di rendere omaggio ed ossequio alle libere conclusioni dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Il Governo \u00e8 pronto con gli schemi, per l\u2019una o per l\u2019altra strada.<\/p><p>PRESIDENTE. In fine di seduta, potremo prendere accordi per i lavori di domani.<\/p><p>Riprendiamo dunque la discussione sugli emendamenti all\u2019articolo 68.<\/p><p>Chiedo al Relatore di esprimere il suo parere sugli emendamenti presentati per questo articolo.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> L\u2019articolo 68 rappresenta uno dei cardini di tutta la legge sull\u2019imposta proporzionale e progressiva, quindi ha una importanza fondamentale.<\/p><p>Assicuro il collega Dugoni che nel pregare l\u2019Assemblea di ascoltare prima il Relatore era lontana da me l\u2019idea di creare una posizione che impedisse qualsiasi accordo di Gruppo. Volevo soltanto che l\u2019Assemblea disponesse di tutti i dati del problema prima di prendere una qualsiasi posizione.<\/p><p>Per facilitare la discussione ed anche le decisioni, volevo proporre inoltre che cominciassimo la votazione per divisione, perch\u00e9 l\u2019articolo 68 contempla una quantit\u00e0 di questioni che non sono sullo stesso piano.<\/p><p>Le questioni che sono giudicate sullo stesso piano dalla Commissione sono gli emendamenti Crispo, Bonomi, Mannironi, Pesenti, Mazzei, Bovetti, fino a Basile che costituiscono un tutto su cui la Commissione potr\u00e0 dare il suo giudizio.<\/p><p>Gli emendamenti Scoca, Cappi ed altri, che in definitiva propongono l\u2019aggiunta di un secondo comma, vogliono una trattazione molto approfondita, mentre per esempio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno, che propone la riduzione dell\u2019aliquota dal 4 al 3 per cento, potrebbe essere messo subito in votazione. Naturalmente il parere della Commissione \u00e8 che l\u2019onorevole Rescigno ritiri questo suo emendamento perch\u00e9 si tratta oltre tutto di una imposta in esazione.<\/p><p>Respinto l\u2019emendamento Rescigno, si potrebbe votare il primo comma fino alla parola 4 per cento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma c\u2019\u00e8 un emendamento sul primo comma dell\u2019onorevole Pesenti.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> L\u2019onorevole Pesenti ha proposto un secondo comma che contiene un primo periodo che potrebbe essere votato come secondo comma immediatamente, e su cui tutta l\u2019Assemblea mi pare unanime, e poi potremmo votare il secondo periodo del secondo comma che \u00e8 il vero emendamento Pesenti e su cui la maggioranza della Commissione ha espresso parere favorevole. Effettivamente quando si \u00e8 trattato di applicare l\u2019imposta ordinaria sul patrimonio alle societ\u00e0 in accomandita e per azioni, si \u00e8 dovuto ricorrere alla imposta di negoziazione, cio\u00e8 alle valutazioni che si fanno del patrimonio sociale ai fini delle valutazioni della imposta di negoziazione la quale finora, col sistema vigente, accertava i valori con un ritardo di due anni. Avveniva cio\u00e8 che l\u2019imposta patrimoniale dell\u2019anno 1947 faceva riferimento alla imposta di negoziazione del 1946 e questa ultima faceva riferimento ai valori del 1945, o, qualche volta, del 1944. L\u2019emendamento Pesenti mette questi valori sul piano di un accertamento alla data del 1947 ed intende porli sullo stesso piano in cui sono posti gli altri valori che per\u00f2, badate bene, non sono accertati con l\u2019accertamento reale, ma con l\u2019applicazione di coefficienti. A giudizio della Commissione, il fatto di moltiplicare i terreni per dieci secondo i valori del 1937-1939 ci fa avvicinare alla situazione del 1947 pi\u00f9 di un\u2019imposta di negoziazione che si riferisce ai valori reali degli anni 1944-1945.<\/p><p>Vi \u00e8 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli. Ora mi pare che il Governo abbia dato l\u2019assicurazione che gli imponibili dell\u2019imposta straordinaria sul patrimonio saranno tutti riferiti ai valori del 1937-1939 e su questi valori si applicheranno i coefficienti di 5 per i fabbricati e di 10 per i terreni. Il che vuol dire che in sede di imposta straordinaria, avverr\u00e0 una sperequazione di tutti gli accertamenti ed i redditi rivalutati saranno ricondotti ai valori del 1937-1939 e poi moltiplicati, rispettivamente, per 5 e per 10. Dato che questa revisione ha fatto oggetto di una specifica circolare agli uffici finanziari, prego l\u2019onorevole Bosco Lucarelli di ritirare l\u2019emendamento.<\/p><p>Credo, cos\u00ec, che si possano votare il primo e il secondo comma dell\u2019articolo 68. Mi riservo di esprimere il parere della Commissione per quello che si pu\u00f2 considerare un terzo comma, comprendente tutti gli altri emendamenti da quello dell\u2019onorevole Crispo in poi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Prima di prendere la parola su questo contrastato articolo 68, su cui tanto si discute in quanto esso interessa la grande massa dei modesti contribuenti, desidero cogliere l\u2019occasione per ringraziare l\u2019onorevole Relatore per il contributo che ha dato nel difendere la legge laddove modifiche, che potevano tentare gli onorevoli colleghi, avrebbero significato compromissione del gettito del tributo.<\/p><p>L\u2019onorevole La Malfa ha saputo diverse volte assumere posizioni che non sempre sono piacevoli nei confronti di un\u2019opinione pubblica, che preferisce le facili rinunce e le agevoli modifiche. Di questa forza di resistenza io non ho che da ringraziarlo a nome del Governo.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, per quanto riguarda l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno, confermo quanto ha detto la Commissione. Il Governo \u00e8 dolente di non poterlo accettare.<\/p><p>Il quattro per cento \u00e8 effettivamente il riscatto della imposta ordinaria sul patrimonio. Riscuotere oggi il 4 per cento significa dare a questa imposta una vita media di 12-13 anni tenendo conto degli interessi. Se si riducesse al 3 per cento si accorderebbe a questa imposta una vita media di 8-9 anni. Ora, se si pensa che l\u2019imposta ordinaria doveva essere perenne, credo si possa arrivare alla conclusione che \u00e8 gi\u00e0 molto limitata una vita media di 12-13 anni. Inoltre, se l\u2019imposta fosse rimasta in vita, lo 0,40 per cento, sarebbe stato applicato su valori periodicamente in aumento, ed il contribuente avrebbe dovuto pagare lo 0,40 per cento anche sopra gli incrementi addizionali del proprio patrimonio. Quindi io credo che il 4 per cento non debba essere considerato eccessivo e meriti di essere mantenuto.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019emendamento degli onorevoli Pesenti, Scoccimarro ed altri, sono d\u2019accordo nel ritenere che la prima parte non costituisce una modifica della legge. La seconda parte deve essere esaminata alla stregua di quel concetto di perequazione a cui ha accennato l\u2019onorevole La Malfa.<\/p><p>Il sistema della legge raggiunge lo scopo di colpire, con criterio di perequazione, i diversi cespiti: terreni, fabbricati, aziende facenti capo a societ\u00e0 azionarie.<\/p><p>Gli uffici competenti che si sono soffermati su questo problema, arrivano alla conclusione che la formula usata nel decreto \u00e8 sufficiente a raggiungere questa perequazione, perch\u00e9, per quanto riguarda le azioni non quotate in borsa, le indagini statistiche svolte al riguardo hanno condotto a stabilire che i valori medi accertati per l\u2019anno 1942 \u2013 che \u00e8 l\u2019anno a cui si arrestano le valutazioni dei collegi peritali \u2013 danno risultati cinque volte superiori a quelli di anteguerra.<\/p><p>Io ritengo che, lasciando la formula precedente, cio\u00e8 il valore definitivo ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947, si raggiunga quello scopo di perequazione che si vuole perseguire.<\/p><p>Quindi, dissentendo dal Relatore, il Governo preferisce mantenere ferma la formula originaria.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli, confermo che sono state date istruzioni perch\u00e9 si rettifichino di ufficio, per quanto riguarda i terreni, e su domanda dei contribuenti, per quanto riguarda i fabbricati, i valori imponibili che non risultino basati sulla media dei valori venali in comune commercio nel triennio 1937-1939.<\/p><p>Quindi, stia certo l\u2019onorevole Bosco Lucarelli che i coefficienti 5 e 10 saranno applicati sui valori accertati con riferimento triennio 1937-1939, prescindendo dalle rivalutazioni eventualmente fatte dagli uffici in tempo successivo.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Allora, il Governo accetti il mio emendamento!<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Davanti alla richiesta dell\u2019onorevole Bosco Lucarelli, debbo rispondere che l\u2019emendamento da lui proposto presta il fianco a qualche equivoco, perch\u00e9 riferirsi all\u2019imponibile al 1\u00b0 gennaio 1940 non significa riferirsi ai valori medi del triennio 1937-1939.<\/p><p>Come ho gi\u00e0 avuto l\u2019onore di spiegare all\u2019Assemblea qualche giorno fa, nel primo triennio l\u2019imposta ordinaria patrimoniale \u00e8 stata applicata, per la maggior parte dei casi, su valori provvisori accertati per la sottoscrizione del prestito redimibile 5 per cento del 5 ottobre 1936, valori \u2013 dobbiamo avere il coraggio di dirlo in omaggio alla verit\u00e0 e alla giustizia \u2013 che molto spesso sono al disotto di quelli del triennio 1937-1939; per questo il riferimento ai valori del 1940 non pu\u00f2 essere accolto dal Governo.<\/p><p>Veda l\u2019onorevole Bosco Lucarelli, se, dinanzi alle mie reiterate assicurazioni, ritenga di accogliere la preghiera dell\u2019onorevole Relatore di ritirare l\u2019emendamento proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rescigno insiste nel suo emendamento?<\/p><p>RESCIGNO. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bosco Lucarelli?<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Ministro e del Relatore, dichiaro di ritirare il mio emendamento.<\/p><p>Per\u00f2 insisto presso il Ministro perch\u00e9 si dia applicazione al criterio accennato, dato che praticamente non viene seguito.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Sono circolari di pochi giorni fa.<\/p><p>DE CARO RAFFAELE. Ma non sono arrivate, perch\u00e9 gli accertamenti vengono fatti come prima&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pesenti, lei insiste nel suo emendamento?<\/p><p>PESENTI. Vorrei chiarire il mio emendamento che, del resto, \u00e8 stato illustrato anche dall\u2019onorevole La Malfa. Forse qualcuno pu\u00f2 aver equivocato sulla sua importanza. Non si tratta qui di introdurre nuovi soggetti dell\u2019imposta; cio\u00e8, in questo caso, le societ\u00e0 sono gi\u00e0 soggette all\u2019imposta straordinaria proporzionale. Si tratta di una diversa valutazione.<\/p><p>Ora, io dissento da quello che ha affermato adesso il Ministro, perch\u00e9 effettivamente la valutazione che viene fatta per le societ\u00e0 nell\u2019iscrizione nei ruoli dell\u2019imposta 1947 si riferisce a quella che \u00e8 l\u2019imposta di negoziazione del 1945.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Del 1946; bilancio 1945.<\/p><p>PESENTI. Ora, i titoli, nel 1945 non erano certo aumentati cinque volte rispetto al 1937-1940. Perci\u00f2, se noi teniamo questa valutazione, vediamo che le societ\u00e0 tassate in base ai bilanci vengono ad avere, rispetto al 1937-1940, una maggiorazione di cinque volte al massimo; anzi, altri calcoli dicono da tre e mezzo a cinque volte al massimo, mentre i privati contribuenti vengono ad avere una maggiorazione di dieci volte.<\/p><p>Perci\u00f2, se noi, invece, rapportiamo in base all\u2019imposta di negoziazione pagata nel 1947, non avviciniamo la posizione delle societ\u00e0 alla posizione dei privati.<\/p><p>Per questo motivo, insisto nel mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Dovr\u00f2 ora porre in votazione l\u2019emendamento Pesenti-Scoccimarro.<\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Richiamo l\u2019attenzione dei colleghi sul fatto che io voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento degli onorevoli Pesenti e Scoccimarro anche perch\u00e9 la valutazione che risulterebbe per il 1946 sarebbe talmente al di sotto della realt\u00e0 che il Governo ha creduto di proporre, con una nuova procedura, la rivalutazione dei patrimoni di queste aziende, quando, in tali circostanze, noi chiediamo che anche questa imposta venga passata secondo un metodo di valutazione che l\u2019avvicini se non alle dieci volte, per lo meno a qualche cosa di simile.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Per amore di brevit\u00e0, avevo omesso di ricordare che la nuova legge di valutazione, che \u00e8 stata approvata dal Consiglio dei Ministri una decina di giorni fa, si applica a tutte le procedure aperte, anche degli anni precedenti, perch\u00e9 \u00e8 norma procedurale. Siccome le valutazioni, in genere, si arrestano al 1943-44, la valutazione dell\u2019anno 1945 avr\u00e0 gi\u00e0 luogo con le nuove norme. Questo \u00e8 un dato che prego di tener presente.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io voter\u00f2 per il testo della Commissione accettato dal Ministro, per quanto riconosca che c\u2019\u00e8 innegabilmente un fondamento nell\u2019osservazione fatta dal collega Pesenti. Desidero per\u00f2 far presente all\u2019onorevole Ministro che noi ci siamo preoccupati della rettifica dei coefficienti per quello che concerne i valori dei terreni e dei fabbricati, ma non abbiamo contemplato la possibilit\u00e0 di rettifiche analoghe anche per le piccole aziende commerciali e industriali. Bisogna infatti tener presente che molte di queste piccole aziende si son trovate nella seguente situazione: che hanno concordato nel 1944 la cifra del loro patrimonio, e immediatamente dopo se la son vista moltiplicare per dieci.<\/p><p>Ora, se i valori del 1946 sono valori che corrispondono alla consistenza patrimoniale, non credo equo che quelli del 1947 debbano essere moltiplicati per dieci. Io vorrei perci\u00f2 pregare l\u2019onorevole Ministro che, in sede di applicazione dell\u2019articolo 68, voglia dare la stessa autorizzazione anche per le piccole aziende commerciali e industriali.<\/p><p>PRESIDENTE. Metto dunque ai voti l\u2019emendamento al primo comma dell\u2019articolo 68, presentato dagli onorevoli Pesenti, Scoccimarro, Lombardi Riccardo, Foa, Valiani, e Piemonte, di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma<\/em>,<em> sopprimere le parole: <\/em>sui valori definitivamente accertati ai fini della imposta ordinaria per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si dovr\u00e0 ora porre in votazione il secondo emendamento, a firma degli stessi colleghi, che propone l\u2019aggiunta di un secondo comma.<\/p><p>Avverto che la Commissione, e per essa il Relatore, ha chiesto che questo emendamento sia votato per divisione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Mi permetta, onorevole Presidente, di chiarire la questione. Siccome ogni criterio di riferimento \u00e8 caduto dal primo comma, se l\u2019emendamento fosse respinto cadrebbe qualsiasi riferimento ad un anno; il riferimento all\u2019anno deve rimanere, invece, per tutti, se no cadrebbe l\u2019imposta. E allora, votando per divisione, coloro che volessero respingere il criterio di tassazione delle societ\u00e0, avrebbero votato l\u2019anno.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei mantiene o meno la sua proposta di votazione per divisione?<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Non ho nulla in contrario; per\u00f2 bisogna veder come si far\u00e0 tecnicamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo, allora, in votazione, la prima parte dell\u2019emendamento:<\/p><p>\u00abL\u2019imposta \u00e8 dovuta sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoca, doveva chiederla prima. Ormai si \u00e8 in votazione.<\/p><p>Pongo ai voti la seconda parte:<\/p><p>\u00abPer le societ\u00e0 per azioni e in accomandita per azioni l\u2019imposta \u00e8 dovuta sui valori che saranno definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta di negoziazione per l\u2019anno 1947\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Scoca mi scuser\u00e0 se non gli ho dato facolt\u00e0 di parlare per dichiarazione di voto, ma le dichiarazioni di voto si fanno prima che si metta in votazione l\u2019emendamento.<\/p><p>SCOCA. Se mi consente, onorevole Presidente, desidero dire che credo che quando la votazione si fa per divisione, si tratta di due votazioni distinte. Volevo dar ragione del mio voto contrario, per motivi tecnici.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoca, quando \u00e8 annunciata la divisione, si \u00e8 gi\u00e0 in votazione.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Relatore di esprimere il suo parere sugli altri emendamenti.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Vorrei prendere occasione dagli emendamenti presentati all\u2019articolo 68 per portare l\u2019Assemblea a valutare di nuovo in tutta la sua portata e nei suoi punti cardinali il progetto di legge che stiamo esaminando.<\/p><p>Io non sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Scoca che non si debba tener conto dell\u2019imposta progressiva quando si esamina l\u2019imposta proporzionale. Credo che da questo punto di vista l\u2019onorevole Scoccimarro abbia ragione. Del resto \u00e8 un concetto che ho sviluppato quando abbiamo parlato dell\u2019articolo 29 riguardante le aliquote dell\u2019imposta progressiva. Se noi vogliamo fare un giusto apprezzamento dei due tipi di imposta \u2013 proporzionale e progressiva \u2013 e vogliamo misurare la giustizia fiscale dei due tipi d\u2019imposta, dobbiamo aver presenti tutte le condizioni e tutto il gravame fiscale che si ha in conseguenza delle due imposte; come, se venisse il terzo Titolo sugli enti collettivi, noi dovremmo aver presente la tassazione degli enti collettivi per giudicare se questo provvedimento risponda a certi princip\u00ee di giustizia fiscale e alle necessit\u00e0 del bilancio dello Stato. E soprattutto \u2013 per me \u2013 in sede di Commissione, l\u2019imposta proporzionale \u00e8 stato il punto decisivo per giudicare delle aliquote dell\u2019imposta progressiva.<\/p><p>Perch\u00e9, onorevoli colleghi, noi non possiamo esaminare questo progetto articolo per articolo e a colpi di maggioranza creare una situazione in un articolo o un\u2019altra situazione in un altro articolo. Dobbiamo avere il senso dell\u2019equilibrio e, in qualsiasi punto diamo un giudizio, dobbiamo darlo con riferimento al complesso, altrimenti avremmo un\u2019accozzaglia di disposizioni senza senso comune.<\/p><p>Anche per me, vi confesso, quando si \u00e8 trattato di giudicare l\u2019imposta proporzionale \u00e8 sorto un dubbio: che cos\u2019\u00e8 l\u2019imposta proporzionale? \u00c8 un\u2019imposta del 4 per cento che comincia a colpire i patrimoni da 100 mila lire in su. Devo dichiarare che 100 mila lire non costituiscono un valore effettivo, ma un valore fiscale. \u00c8 un\u2019osservazione che hanno fatto molti colleghi che mi hanno preceduto. Comunque, \u00e8 un valore minimo imponibile e va preso come punto di partenza nel giudicare l\u2019imposta. Non sono imponibili rivalutabili secondo la svalutazione della lira perch\u00e9, per esempio, i valori terrieri del 1937-1939 sono stati moltiplicati per dieci e sappiamo che i valori delle terre e delle culture si possono moltiplicare per venti ed anche pi\u00f9.<\/p><p>Accettando come punto di partenza le 100 mila lire di imponibile, da questo punto di partenza si deve costruire tutto il sistema dell\u2019imposta in maniera che la pressione fiscale risulti progressivamente crescente in relazione al patrimonio. Questo e soltanto questo vuol dire progressivit\u00e0 dell\u2019imposta.<\/p><p>Ed ecco che in materia di imposta progressiva \u2013 l\u2019onorevole Scoccimarro lo ricorder\u00e0 \u2013 io ho proposto, e sono rimasto solo in Commissione, di abbassare il minimo imponibile. Poich\u00e9 si parte dal 4 per cento su 100 mila lire di imponibile fiscale non posso ammettere che si paghi il 6 per cento a partire da tre milioni. Io tendevo non ad esentare perch\u00e9 \u2013 l\u2019ho gi\u00e0 detto in questa sede \u2013 la situazione del bilancio dello Stato non consente esenzioni, ma a raggiungere la giustizia di questa imposta, che se \u00e8 gravosa per i piccoli, deve essere gravosissima per i medi e i grandi patrimoni.<\/p><p>Ho sentito parlare di tre milioni come di una piccola somma. Ma in Commissione ho combattuto per ridurre il minimo imponibile ad un milione e mezzo, e sono rimasto solo. I colleghi di sinistra e di destra che fanno parte della Commissione lo ricorderanno.<\/p><p>C\u2019\u00e8 l\u2019emendamento del Gruppo liberale che vuol abbassare il minimo imponibile ed aumentare la detrazione portando il minimo a cinque milioni e la detrazione a tre milioni. Mi oppongo decisamente a questo emendamento, attraverso il quale il Gruppo liberale ha inquadrato in un certo senso un settore di contribuenti, ma non in relazione al modo in cui l\u2019imposta incide nei vari settori di contribuzione. Quando ho un imponibile di 100 mila lire tassato al 4 per cento, nessuno pu\u00f2 chiedere che un imponibile di tre milioni sia tassato al 6 per cento. E cos\u00ec via di seguito. Man mano che si sale da tre milioni, si deve gravare la situazione del contribuente. Questo spiega perch\u00e9 la Commissione abbia modificato le aliquote. Non aveva altro metodo per rendere giustizia tributaria e soddisfare le esigenze del bilancio dello Stato.<\/p><p>Se giudichiamo l\u2019imposta al di fuori \u2013 lasciatelo dire a me che come Presidente della Commissione sono in una posizione singolare \u2013, se giudichiamo tutto il sistema dell\u2019imposta al di fuori degli interessi politici particolari, rileviamo la necessit\u00e0 di garantire un equilibrio fiscale. E questa dell\u2019equilibrio fiscale non \u00e8 una questione in cui si pu\u00f2 andare per maggioranza o minoranza. Si tratta di una questione fondamentale.<\/p><p>La tassazione degli enti collettivi non possiamo vederla come una questione isolata da quella che \u00e8 la costruzione dell\u2019imposta: \u00e8 un elemento necessario di perequazione tributaria, che a mio giudizio va tenuto presente. E anche se si fanno eccezioni particolari, se poniamo il punto di partenza col minimo di 100 mila lire, dobbiamo essere rigorosi nel dare un carico tributario ai grossi patrimoni.<\/p><p>Veniamo adesso agli emendamenti. Credo che l\u2019approvazione dell\u2019emendamento Pesenti, che abbiamo votato test\u00e9 \u2013 ed io sono lieto che sia stato votato dalla maggioranza dell\u2019Assemblea \u2013 ai fini di questa costruzione dell\u2019imposta abbia avuto molta importanza. Ma questo emendamento, che \u00e8 gravosissimo \u2013 non crediate che non sia gravoso \u2013 spiega la posizione che si deve prendere in altri problemi. Sono aspetti dell\u2019imposta che vanno seriamente esaminati.<\/p><p>Dicevo: quale \u00e8 la giustificazione del 4 per cento? E quali sono i problemi della tassazione nel campo della proporzionale? Questa \u00e8 una imposta che gi\u00e0 esiste. Il primo dato che l\u2019Assemblea deve avere \u00e8 questo: \u00e8 una imposta che i contribuenti pagano. Ora, quando l\u2019imposta \u00e8 gi\u00e0 pagata dai contribuenti, evidentemente non si pu\u00f2 parlare di esenzione. L\u2019imposta si pagava, si doveva pagane in dieci anni. Lo Stato annulla l\u2019imposta dopo il decennio e la consolida e la fa pagare in un periodo pi\u00f9 breve. Il problema che possiamo porre in materia d\u2019imposta proporzionale \u00e8 un problema di rateazione, non di esenzione; altrimenti a coloro che pagano l\u2019imposta faremmo un trattamento migliore di quello che essi hanno avuto fino ad ora. Ora, stiamo applicando delle imposte straordinarie, cio\u00e8 chiediamo un sacrificio al contribuente: non possiamo arrivare all\u2019assurdo che il contribuente che pagava finora, per virt\u00f9 di tassazione straordinaria rimanga esente dall\u2019imposta. Al limite dovremmo per qualsiasi piccolo patrimonio \u2013 quindi anche per i patrimoni intorno alle 100 mila lire \u2013 rateare l\u2019imposta in dieci anni. E questo non solo \u00e8 vero per i contribuenti privati \u2013 e mi rivolgo all\u2019onorevole Vigorelli \u2013 ma per gli istituti di beneficenza. Vedo emendamenti che parlano di esentare gli istituti di beneficenza dall\u2019imposta. Io dico: gli istituti di beneficenza hanno finora pagato questa imposta. Se voi volete fare agevolazioni, dovete fare pagare l\u2019imposta in dieci anni, ma non esentare gli istituti.<\/p><p>Noi possiamo decidere, se mai, come deve essere rateata l\u2019imposta per certi tipi di contribuenti; ma non dobbiamo decidere sgravi d\u2019imposta.<\/p><p>Se questa \u00e8 la posizione che l\u2019Assemblea fa sua, noi non possiamo accettare nessuno di questi emendamenti in sede di articolo 68; ma dobbiamo rinviare la discussione di possibili agevolazioni per i contribuenti in sede di articolo 72: cio\u00e8 tutti gli emendamenti che tendono a creare una posizione di privilegio del contribuente in questa sede, e quindi tendono ad annullare l\u2019imposta, non dovrebbero essere accolti dall\u2019Assemblea; mentre quelli che hanno la preoccupazione da cui sono ispirati e l\u2019emendamento Scoccimarro e l\u2019emendamento Mazzei ed altri emendamenti potrebbero trovare pi\u00f9 opportuna sede attraverso un accordo (e mi riferisco alla proposta dell\u2019onorevole Dugoni) in sede di articolo 72.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> In questa discussione, il Governo ha la fortuna e la disgrazia di dover parlare dopo l\u2019onorevole Relatore e siccome l\u2019onorevole La Malfa \u00e8 tecnico che sa sviscerare cos\u00ec a fondo i diversi problemi, al Governo resta quasi sempre ben poco da aggiungere.<\/p><p>Vorrei dire che la tentazione di accordare concessioni, di allargare le zone delle esenzioni, di diminuire le aliquote, ecc. \u00e8 una tentazione forte per tutti, pu\u00f2 essere forte soprattutto per il Governo; ma \u00e8 dovere del Governo di difendere determinate posizioni. Ed \u00e8 per questa necessit\u00e0 che il Governo deve purtroppo respingere tutto quello che pu\u00f2 significare riduzione di aliquote per determinate zone o concessione di particolari esenzioni. Non sto a ripetere quanto hanno gi\u00e0 detto alcuni onorevoli colleghi in merito alla portata del limite delle 100 mila lire. Vorrei solo ricordare che sopra 9 milioni e 600 mila articoli di ruolo di imposta terreni, oltre 8 milioni di questi sono gi\u00e0 esenti attraverso il limite delle 100 mila lire. \u00c8 un dato su cui prego di riflettere.<\/p><p>Ora, nei riguardi dell\u2019emendamento \u00abcentrale\u00bb, che \u00e8 quello degli onorevoli Pesenti e Scoccimarro, per le ragioni di ordine generale che non consentono riduzioni di aliquote in un\u2019imposta reale, io devo dichiarare che non posso aderire; ma vorrei fare presente che l\u2019emendamento proposto, per lo meno a mio sommesso avviso, non raggiungerebbe il risultato che i proponenti intendono perseguire.<\/p><p>Occorre ricordare che qui si tratta di anticipo di un\u2019imposta che veniva gi\u00e0 pagata nel passato.<\/p><p>Il problema della facilitazione si riconnette ad una difficolt\u00e0 di cassa in cui alcuni contribuenti si possono trovare per far fronte al pagamento tempestivo delle 10 bimestralit\u00e0, perch\u00e9, se questa difficolt\u00e0 di cassa non esistesse per alcuno, non vi sarebbe ragione di proporre la concessione di riduzioni in sede di capitalizzazione di un\u2019imposta che gi\u00e0 si pagava in permanenza. Ora, se non erro, la procedura che deriverebbe dall\u2019emendamento dell\u2019onorevole Pesenti, sarebbe la seguente: Fermo restando il corso della riscossione del ruolo \u2013 e gli onorevoli Pesenti e Scoccimarro, che hanno provato l\u2019onere del Governo, con quel senso di responsabilit\u00e0 che ancora li accompagna sul banco di deputati, non potevano che partire dal principio che il ruolo continuasse ad avere il suo corso \u2013 occorrerebbe attendere il risultato dell\u2019accertamento per constatare se si verificano le condizioni volute, cio\u00e8 per constatare che il contribuente non raggiunge il minimo imponibile, o che esso \u00e8 compreso entro una determinata zona tassabile.<\/p><p>Io credo che si arriverebbe a fare queste constatazioni e a concedere i relativi sgravi, solo dopo la riscossione dell\u2019imposta. Questa \u00e8 una considerazione di ordine pratico. Resta per\u00f2 ferma la ragione fondamentale gi\u00e0 accennata, per cui non si potrebbe accedere ad una riduzione di aliquote. Il Governo per\u00f2 \u00e8 perfettamente d\u2019accordo sul concetto di attenuare, per quanto possibile, le difficolt\u00e0 di pagamento nelle quali parecchi contribuenti possono trovarsi.<\/p><p>Ho accennato, in sede di discussione generale, che una lunga rateizzazione sarebbe stata concessa agli enti morali ed alle Opere pie, ai proprietari di fabbricati vincolati, ai modesti proprietari di terreni e fabbricati.<\/p><p>L\u2019onorevole Veroni aveva aggiunto la raccomandazione per i sinistrati. Su questa strada il Governo \u00e8 disposto volentieri ad accettare degli emendamenti, soprattutto nel quadro dell\u2019emendamento Cappi ed altri, per il quale, attraverso una larga facilitazione per il riscatto, si potranno anche indurre moltissimi a rinunciare a questa maggiore rateizzazione.<\/p><p>Pertanto, in linea di massima, il Governo pu\u00f2 prendere in considerazione l\u2019emendamento Cappi; non per\u00f2 cos\u00ec come \u00e8 stato formulato.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma questo riguarda l\u2019articolo 72.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Va bene, allora ne riparleremo in sede di articolo 72.<\/p><p>VIGORELLI. Desidererei che il Ministro esponesse esplicitamente le ragioni per le quali non accetta il mio emendamento.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Il ragionamento \u00e8 molto semplice. Si pu\u00f2 chiedere che questo nuovo provvedimento non comporti un maggior aggravio per qualcuno, ma sarebbe pretendere troppo se si chiedesse di arrivare, attraverso il provvedimento stesso, a sgravare qualcuno di un tributo esistente. Ora, se per effetto di altri emendamenti si giungesse alla rateizzazione decennale, gli enti cos\u00ec autorevolmente patrocinati dall\u2019onorevole Vigorelli finirebbero per essere avvantaggiati lo stesso, perch\u00e9 dopo i dieci anni non pagherebbero pi\u00f9.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunque, onorevole Vigorelli, il suo \u00e8 un articolo aggiuntivo. Se ne parler\u00e0 poi.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> L\u2019emendamento Bovetti sarebbe assorbito nell\u2019esame degli emendamenti all\u2019articolo 72.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l\u2019emendamento che io credo debba essere posto in votazione con precedenza \u00e8 quello presentato dagli onorevoli Pesenti, Scoccimarro, Lombardi Riccardo ed altri colleghi che, giustamente, il Ministro delle finanze ha definito \u00abcentrale\u00bb.<\/p><p>Ricordo che esso \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abI contribuenti che non risultano assoggettabili all\u2019imposta progressiva di cui all\u2019articolo 1, hanno diritto allo sgravio del 75 per cento dell\u2019imposta proporzionale gravante sui cespiti mobiliari.<\/p><p>\u00abIl diritto allo sgravio \u00e8 del 50 per cento per i contribuenti il cui patrimonio accertato in base agli articoli 29 e seguenti sia compreso tra i 3 e i 5 milioni e del 25 per cento per i contribuenti il cui patrimonio sia compreso fra i 5 e i 10 milioni di cui allo stesso articolo 29.<\/p><p>\u00abLo sgravio \u00e8 concesso su domanda del contribuente\u00bb.<\/p><p>Su questo emendamento \u00e8 stata presentata domanda di votazione per appello nominale e, successivamente, di scrutinio segreto.<\/p><p>Quest\u2019ultima ha pertanto la precedenza.<\/p><p>Presentatori della domanda di scrutinio segreto sono gli onorevoli Medi, Garlato, Roselli, Delli Castelli Filomena, Bianchini Laura e numerosi altri.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sull\u2019emendamento Pesenti-Scoccimarro.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>).<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 308<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 155<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 147<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 161<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>).<\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Amendola \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Belotti \u2013 Benedetti \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertini Giovanni \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Braschi \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caiati \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Canevari \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capitani \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Costa \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 Del Culto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Vittorio \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dugoni.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fiore \u2013 Fioritto \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Franceschini \u2013 Fuschini.<\/p><p>Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gavina \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacini \u2013 Jacometti.<\/p><p>Laconi \u2013 Lagravinese Pasquale \u2013 La Malfa \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lozza.<\/p><p>Maffli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marconi \u2013 Marinaro \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Molinelli \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Pertini Sandro \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Platone \u2013 Ponti \u2013 Pressinotti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quintieri Adolfo.<\/p><p>Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Santi \u2013 Sardiello \u2013 Scarpa \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Secchia \u2013 Sereni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spallaci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Valmarana \u2013 Vernocchi \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vigorelli \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zanardi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Ambrosini \u2013 Arata.<\/p><p>Bellavista \u2013 Bernabei.<\/p><p>Fedeli Aldo \u2013 Ferrarese.<\/p><p>Galioto.<\/p><p>Lombardo Ivan Matteo.<\/p><p>Matteotti Matteo.<\/p><p>Pignatari.<\/p><p>Raimondi \u2013 Ravagnan.<\/p><p>Saragat.<\/p><p>Tomba.<\/p><p>Zotta.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019emendamento a firma degli onorevoli Crispo, Morelli Renato, Bozzi, Cifaldi, Perrone Capano e Rubilli:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere dopo il primo comma il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abPer i fabbricati soggetti a regime vincolistico l\u2019aliquota \u00e8 del 2 per cento sui valori definitivamente accertati ai fini dell\u2019imposta ordinaria per l\u2019anno 1947, prendendosi a base di quest\u2019ultima i valori accertati per il prestito immobiliare 1936\u00bb.<\/p><p>In assenza di tutti i presentatori, si intende decaduto.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bonomi Paolo:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma<\/em>,<em> aggiungere il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI contribuenti che non risulteranno assoggettabili all\u2019imposta progressiva di cui all\u2019articolo 1 avranno diritto allo sgravio del 50 per cento dell\u2019imposta proporzionale gravante su cespiti immobiliari. Lo sgravio \u00e8 accordato su domanda della parte\u00bb.<\/p><p>Onorevole Bonomi, lo mantiene?<\/p><p>BONOMI PAOLO. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mannironi:<\/p><p>\u00ab<em>Tra il primo ed il secondo comma inserire il seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abPer la Sardegna, nella valutazione dei patrimoni da farsi a norma del decreto legislativo 31 ottobre 1946, n. 382, si adotter\u00e0 il coefficiente di maggiorazione 6 per i terreni e 3 per i fabbricati\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Mannironi, s\u2019intende che vi abbia rinunciato.<\/p><p>LUSSU. Lo faccio mio.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora ai voti l\u2019emendamento Mannironi che l\u2019onorevole Lussu ha fatto proprio.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mazzei:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abQuando il minimo imponibile ai fini del pagamento dell\u2019imposta ordinaria sia inferiore alle lire 200 mila, i contribuenti saranno esentati dal pagamento dell\u2019imposta straordinaria proporzionale\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Mazzei, s\u2019intende che vi abbia rinunciato.<\/p><p>DE VITA. Lo faccio mio.<\/p><p>DUGONI. Anch\u2019io lo riprendo, insieme con il mio.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Per le stesse ragioni per cui non ho potuto dare parere favorevole all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Pesenti e degli altri colleghi, non posso accogliere l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mazzei.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene: lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo allora all\u2019emendamento degli onorevoli Micheli, Valenti, Fantoni, Tessitori, Marconi, Pallastrelli, Canepa:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere<\/em>,<em> in fine:<\/em><\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta straordinaria proporzionale i terreni esentati dall\u2019imposta fondiaria a norma del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 7 gennaio 1947, n. 12\u00bb.<\/p><p>I presentatori lo mantengono?<\/p><p>MICHELI. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo ai voti.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi \u00e8 ora l\u2019emendamento degli onorevoli Vigorelli, D\u2019Aragona, Preti, Corsi e Tremelloni, che propongono un articolo 68-<em>bis<\/em> cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abSono esenti dall\u2019imposta i patrimoni mobiliari e immobiliari delle Istituzioni pubbliche di assistenza, compresi gli Enti comunali di assistenza (e Opere pie dipendenti), che fruiscono di contributi permanenti dello Stato\u00bb.<\/p><p>I presentatori lo mantengono come articolo aggiuntivo al 68?<\/p><p>VIGORELLI. S\u00ec.<\/p><p>CORBINO. Ma l\u2019emendamento \u00e8 identico a quello Bovetti, rinviato all\u2019articolo 72!<\/p><p>SCOCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCA. Su questo argomento ci sono vari emendamenti e non solo quello dell\u2019onorevole Vigorelli. Come abbiamo rimandato all\u2019articolo 72 gli altri, non c\u2019\u00e8 ragione che non rimandiamo anche questo. Se votiamo su questo dobbiamo votare anche sugli altri, ed anche su quello Bovetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Faccio presente che l\u2019emendamento Bovetti \u00e8 stato rimandato all\u2019articolo 72 perch\u00e9 l\u2019onorevole Bovetti vi ha consentito.<\/p><p>SCOCA. \u00c8 la Commissione che aveva chiesto questo.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Relatore della Commissione ha fatto questa proposta, che ha coinciso con quella dell\u2019onorevole Bovetti.<\/p><p>VIGORELLI. Vorrei chiarire che nel mio emendamento si parla di esenzione, non di rateazione e credo che questa sia la sede pi\u00f9 adatta per discutere il mio emendamento.<\/p><p>SCHIRATTI. Propongo formalmente di rinviare.<\/p><p>VIGORELLI. Mi dichiaro contrario a questa proposta.<\/p><p>Siamo in sede di articolo 68, che determina i casi in cui si applica l\u2019imposta. Io chiedo che in questa sede \u2013 che \u00e8 la sola sede utile \u2013 siano stabilite anche le esenzioni. Io parlo, ripeto, di esenzioni e non di rateazioni.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Vorrei fare rilevare al collega Vigorelli che la questione da lui sollevata \u00e8 di estrema gravit\u00e0 perch\u00e9 si tratta dell\u2019imposizione sui patrimoni degli enti di assistenza e beneficenza. \u00c8 una questione di carattere generale. Oggi si discute di una imposta non di carattere personale, ma reale. Ora, una questione di questo genere (il collega Vigorelli me lo consenta) non possiamo risolverla e deciderla in una votazione affrettata in cui tutti abbiamo, in certo senso, il desiderio di concludere in qualunque modo. Il problema esiste, ma non esiste soltanto per questa imposta: esiste per l\u2019imposta fondiaria, esiste per tutti gli altri tipi di imposte reali che colpiscono il patrimonio degli enti di assistenza. Ecco perch\u00e9 vorrei che il problema fosse rimandato all\u2019articolo 72 per avere il tempo di esaminarlo con pi\u00f9 calma.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta dell\u2019onorevole Schiratti di rinviare l\u2019emendamento Vigorelli all\u2019articolo 72.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi \u00e8 un emendamento analogo dell\u2019onorevole Basile. Domando al proponente se consente a rinviare anche il suo emendamento all\u2019articolo 72.<\/p><p>BASILE. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019articolo 68 si intende allora approvato con gli emendamenti test\u00e9 votati.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 69, che la Commissione accoglie nel testo ministeriale. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abGli Uffici distrettuali delle imposte dirette procedono alla liquidazione dell\u2019imposta dovuta ai sensi dell\u2019articolo precedente senza notificazione ai contribuenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo vi \u00e8 un emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Schiratti cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abI contribuenti che hanno sub\u00ecto danni per eventi bellici e della cui conseguente diminuita consistenza patrimoniale non sia stato tenuto conto nel determinare l\u2019imponibile ai fini dell\u2019imposta straordinaria proporzionale, debbono denunciare tale loro diminuita consistenza patrimoniale entro il 30 settembre 1947. Le conseguenti variazioni ed i relativi conguagli troveranno applicazione nei ruoli 1948\u00bb.<\/p><p>FELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Nel suo emendamento l\u2019onorevole Schiratti chiede che sia data la possibilit\u00e0 ai contribuenti che hanno avuto gli immobili lesionati, di poter chiedere la rettifica del loro imponibile entro il 30 settembre 1947.<\/p><p>Sono lieto di comunicare all\u2019onorevole Schiratti che in questi giorni \u00e8 gi\u00e0 stato adottato un provvedimento con cui si d\u00e0 la possibilit\u00e0 di chiedere la revisione entro il 31 dicembre 1947. E siccome nel pi\u00f9 c\u2019\u00e8 il meno, evidentemente la richiesta dell\u2019onorevole Schiratti \u00e8 gi\u00e0 accolta in questo provvedimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Schiratti, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>SCHIRATTI. Date le assicurazioni del Ministro, ritiro l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019articolo 69 si intende allora approvato nel testo proposto.<\/p><p>Segue un emendamento dell\u2019onorevole Veroni contenuto in un articolo aggiuntivo 69-<em>bis<\/em>, cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abNel determinare l\u2019imponibile ai fini dell\u2019imposta straordinaria proporzionale dovr\u00e0 tenersi conto della diminuita consistenza patrimoniale causata da eventi bellici. Tale diminuita consistenza dovr\u00e0 essere denunciata entro il 15 ottobre 1947 e le conseguenti variazioni e i relativi conguagli troveranno applicazione nei ruoli 1948\u00bb.<\/p><p>Onorevole Veroni, mantiene questo suo emendamento?<\/p><p>VERONI. Prendo atto anch\u2019io delle dichiarazioni del Ministro e ritiro l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo allora all\u2019articolo 70. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abQualora, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non esista un valore definitivamente accertato per il 1947 ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, l\u2019imposta \u00e8 provvisoriamente liquidata sul valore iscritto a ruolo per l\u2019anno 1947, salvo conguaglio.<\/p><p>\u00abNei riguardi delle societ\u00e0 ed enti assoggettabili all\u2019imposta ordinaria sul patrimonio con le norme di cui all\u2019articolo 21 e seguenti del regio decreto-legge 12 ottobre 1939, numero 1529, convertito nella legge 8 febbraio 1940, n. 100, l\u2019imposta \u00e8 liquidata sul valore provvisoriamente iscritto a ruolo per l\u2019anno 1947, salvo conguaglio\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 non vi sono emendamenti al testo governativo, l\u2019articolo 70 si intende approvato.<\/p><p>Segue l\u2019articolo 71. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abGli enti di qualsiasi specie e le societ\u00e0 commerciali tenuti al pagamento dell\u2019imposta prevista nell\u2019articolo 68 sulle obbligazioni e sugli altri titoli di credito da essi emessi eseguono la ritenuta di detta imposta al momento della scadenza di ciascuna rata di interesse nel periodo dal 1\u00b0 luglio 1947 al 31 dicembre 1948 e la versano in Tesoreria con le modalit\u00e0 previste nell\u2019articolo 30 del regio decreto-legge 12 ottobre 1939, n. 1529, convertito nella legge 8 febbraio 1940, n. 100\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 anche su questo articolo non vi sono emendamenti al testo governativo, l\u2019articolo si intende approvato.<\/p><p>Rinvio ad altra seduta il seguito della discussione.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanze con richiesta di urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate alla Presidenza alcune interrogazioni con richiesta di risposta urgente.<\/p><p>La prima \u00e8 dell\u2019onorevole Pertini:<\/p><p>\u00abAl Ministro di grazia e giustizia, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) se corrisponda alla verit\u00e0 la notizia data da un quotidiano di Roma e secondo la quale agenti di custodia delle carceri di Poggioreale (Napoli) avrebbero brutalmente seviziato e percosso detenuti, causando la morte di uno di essi;<\/p><p>2\u00b0) nel caso che detta notizia sia vera, quali provvedimenti intenda prendere, perch\u00e9 finalmente venga posto termine a questi atti disumani, veri reati, che se, come \u00e8 ovvio, potevano impunemente essere consumati sotto il fascismo, sarebbe inconcepibile si continuasse a tollerarli anche nel nuovo regime democratico, il quale deve sentire, fra l\u2019altro, l\u2019altissimo compito di far rispettare la persona umana\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Interesser\u00f2 il Ministro competente, perch\u00e9 faccia sapere quando intende rispondere.<\/p><p>PRESIDENTE. Un\u2019altra interrogazione \u00e8 quella dell\u2019onorevole Costa:<\/p><p>\u00abAi Ministri della difesa e del tesoro, per sapere se ritengano opportuno di promuovere un provvedimento legislativo sulle retrocessioni di immobili, per i quali sia stata sospesa la espropriazione per pubblica utilit\u00e0 dopo l\u2019occupazione di urgenza oppure sia avvenuta requisizione di uso, in modo che, se siano state eseguite dallo Stato costruzioni in riferimento alle necessit\u00e0 militari, sia obbligatorio pagare il valore attuale dei miglioramenti, togliendosi la possibilit\u00e0 del privato arricchimento derivante dall\u2019esercizio della facolt\u00e0 di semplicemente rimborsare le spese di costruzione, attribuita dalla legislazione vigente\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Risponder\u00f2 nella prima seduta in cui saranno all\u2019ordine del giorno le interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Costa, Bettiol, Merlin Angelina e Gui hanno presentato la seguente interrogazione con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri dei lavori pubblici, della pubblica istruzione e del tesoro, per sapere se sia vero che, mentre \u00e8 gi\u00e0 stato promulgato e pubblicato un decreto legislativo del Capo dello Stato, che proroga il termine per l\u2019esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Ferrara, viceversa non si intenda provvedere per analoga proroga del termine, scadente il 31 corrente, di esecuzione del piano regolatore della citt\u00e0 di Padova, e ci\u00f2 su invito, non prescritto, della Ragioneria generale dello Stato, mentre il Ministero dell\u2019istruzione ancora non ha dato il parere prescritto di competenza propria\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Il Governo risponder\u00e0 nella prima seduta in cui saranno poste all\u2019ordine del giorno le interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 poi una interrogazione urgente dell\u2019onorevole Dugoni:<\/p><p>\u00abAi Ministri delle finanze, del tesoro e della difesa, per conoscere quali azioni abbiano intrapreso per determinare e riassorbire gli illeciti profitti realizzati da persone ed enti sia in occasione del decreto del Commissario ministeriale Liguori del 14 settembre 1943, sia per finanziamenti, crediti ed assegnazioni di materie prime disposti posteriormente a tale data dal Governo di Sal\u00f2 e risoltisi in definitiva in un incremento patrimoniale privato non guadagnato\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intenda rispondere.<\/p><p>CINGOLANI, <em>Ministro della difesa.<\/em> Risponder\u00f2 nella prima seduta in cui saranno poste all\u2019ordine del giorno le interrogazioni.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Faccio analoga dichiarazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono altre interrogazioni urgenti:<\/p><p>\u00abAl Ministro del bilancio, per conoscere se non intenda favorire l\u2019istituzione di un ente bancario piemontese, con sede in Torino, per evitare che i risparmi assorbiti in Piemonte vengano per la maggior parte destinati a finanziare iniziative di altre regioni, dato che le sedi principali delle banche sono a Roma e a Milano.<\/p><p>\u00abGeuna, Giacchero\u00bb.<\/p><p>\u00abAi Ministri del bilancio e del tesoro, per sapere se riconoscano la convenienza di promuovere la modificazione dell\u2019articolo 16 del decreto legislativo presidenziale 27 giugno 1946, n. 37, sulla costituzione e sul funzionamento dei Provveditorati regionali alle opere pubbliche, per armonizzarlo con l\u2019articolo 36 del decreto legislativo di pari data, n. 38, sulla Azienda nazionale autonoma delle strade statali, in maniera che anche per il Provveditorato regionale alle opere pubbliche di Venezia l\u2019ufficio distaccato della Corte dei conti eserciti il riscontro soltanto successivo delle spese, limitando il controllo preventivo agli atti del magistrato.<\/p><p>\u00abCosta\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Mi riservo di far conoscere quando il Governo potr\u00e0 rispondere a queste due interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state infine presentate le seguenti interpellanze con richiesta di svolgimento urgente:<\/p><p>\u00abAi Ministri del tesoro e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere le ragioni che hanno indotto il Ministro del tesoro a vendere all\u2019asta pubblica notevoli quantitativi di granone avariato giacenti presso la Federazione nazionale dei consorzi agrari e se intende usare il medesimo sistema per la vendita di altre ingenti quantit\u00e0 giacenti nelle medesime condizioni.<\/p><p>\u00abCremaschi Olindo, Bianchi Bruno, Gavina, Pastore Raffaele, Gorreri, Fantuzzi, Malagugini, Moranino, Lozza, Bucci, Caprani, Mezzadra, Lizzadri\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se e quali provvedimenti intenda adottare per eliminare le conseguenze che si sono determinate, a tutto danno per la produzione, in materia di pagamento di canoni di affitto in natura (grano) in seguito alla promulgazione del decreto che fissava in lire 4000 (quattromila) il quintale il prezzo del grano consegnato agli ammassi; e per sapere se e quali direttive intenda infine dare agli organi periferici delle provincie di Pavia e Como per permettere che le operazioni di trebbiatura e di consegna agli ammassi si possano svolgere in un clima di ordinato lavoro eliminando la grande tensione che minaccia di turbare la tranquillit\u00e0 di quelle laboriose popolazioni.<\/p><p>\u00abGavina, Cremaschi, Gorreri, Bianchi Bruno, Moranino, Lozza, Bucci, Caprani, Mezzadra, Fantuzzi, Lizzadri, Pastore Raffaele, Malagugini\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere a queste interpellanze.<\/p><p>PETRILLI, <em>Sottosegretario di Stato per il tesoro.<\/em> Dichiaro che il Governo risponder\u00e0 alla prima di queste due interpellanze nella prima seduta dedicata alle interpellanze.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Per quanto riguarda la seconda interpellanza, interesser\u00f2 il Ministro competente perch\u00e9 faccia conoscere quando intende rispondere.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>FOA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FOA. Chiedo quando sar\u00e0 discussa la mozione urgentissima presentata dall\u2019onorevole Parri e di cui sono uno dei firmatari, concernente le elezioni del Consiglio Superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Sono pronto a discutere la mozione nel giorno in cui si intenda fissarne lo svolgimento. Mi rimetto alla decisione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>LOZZA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LOZZA. Si tenga presente che le scuole stanno concludendo gli esami di Stato e che le scuole non hanno tranquillit\u00e0. Le elezioni del Consiglio Superiore avranno luogo il 26, \u00e8 quindi urgente che il Ministro dica la sua parola.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. La questione \u00e8 estremamente importante. L\u2019onorevole Ministro \u2013 e di questo noi gli siamo grati \u2013 si \u00e8 rimesso all\u2019Assemblea per la discussione di questa mozione. Come voi sapete, questa mozione \u00e8 firmata da parecchi nostri colleghi ed ha avuto una precedente discussione attraverso un\u2019interpellanza che ricorderete. Siccome il 26 di questo mese sono convocate le elezioni per il Consiglio Superiore, evidentemente il termine massimo per poter discutere questa mozione \u00e8 domani; anche se la mozione si discute dopodomani, non si avr\u00e0 pi\u00f9 il tempo di fermare la macchina elettorale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Noi non intendiamo che si rinvii <em>sine die<\/em>; intendiamo di prendere tempo fino a domani per armonizzare la discussione di questa mozione, alla quale non vogliamo fare affatto opposizione, col resto dei lavori parlamentari. Il che vuol dire che domani, nella seduta del pomeriggio potr\u00e0 essere fissato il giorno di discussione della mozione. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>CODIGNOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODIGNOLA. Mi dispiace di non poter aderire alla proposta dell\u2019onorevole Gronchi perch\u00e9 questa mira evidentemente a portare la discussione, come minimo, al 24, cio\u00e8 alla vigilia del giorno delle votazioni per le elezioni del Consiglio. Ora \u00e8 chiaro che \u00e8 del tutto vano discutere alla vigilia delle votazioni. Quindi mi pare che se vogliamo veramente discutere seriamente, come l\u2019onorevole Gronchi ha confermato e come ha confermato l\u2019onorevole Ministro, ci sono due strade: o discutere questa sera, o domani mattina. Non c\u2019\u00e8 altra possibilit\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Volevo pregare la Presidenza e l\u2019Assemblea di lasciare la giornata di domani per la discussione della patrimoniale, perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 delibato la questione degli enti collettivi e sarebbe interessante che domani la questione cominciasse ad essere esaminata a fondo, e possibilmente fosse definita.<\/p><p>Io credo che questo sia armonizzabile con i desideri dell\u2019onorevole Lussu e dell\u2019onorevole Codignola.<\/p><p>LUSSU. Questo problema \u00e8 ugualmente importante quanto quello finanziario. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Ministro della pubblica istruzione di voler fare una proposta precisa.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> A termini di regolamento, l\u2019Assemblea decide: mi rimetto all\u2019Assemblea.<\/p><p>LOZZA. Se l\u2019onorevole Ministro rimandasse le elezioni provvisoriamente all\u2019inizio del nuovo anno scolastico, potremmo rimandare la discussione di alcuni giorni. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GRONCHI. Io ho proposto, che per porre la discussione di questa mozione in armonia con il corso dei lavori parlamentari, nella seduta di domani sia stabilito il giorno della discussione che, secondo me, potrebbe essere dopodomani, nella mattina o nel pomeriggio.<\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Troppo tardi!<\/p><p>LA MALFA. Faccio presente che la Commissione avr\u00e0 bisogno della mattinata di domani per discutere la questione della tassazione degli enti collettivi e le altre questioni rimaste in sospeso per la patrimoniale.<\/p><p>Quindi noi non siamo in grado domani mattina di continuare la discussione sulla patrimoniale.<\/p><p>SANSONE. Propongo formalmente che la mozione sia discussa nella seduta di domani mattina alle 9.30 e prego il Presidente di porre in votazione la mia proposta. (<em>Commenti \u2013 Rumori prolungati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DUGONI. Il Governo deve dire che cosa pensa della proposta dell\u2019onorevole Lussu. (<em>Commenti al centro e a destra \u2013 Rumori \u2013 Richiami del Presidente<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Ripeto che il Governo si rimette alla decisione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta dell\u2019onorevole Sansone, di fissare per domani mattina la discussione della mozione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata \u2013 Proteste e rumori a sinistra \u2013 Commenti al centro e a destra \u2013 Scambio di vivaci apostrofi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Avverto che domani si terranno due sedute alle ore 10.30 e alle ore 17 per il seguito della discussione sulla patrimoniale.<\/p><p>Interrogazioni e interpellanza.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni e di una interpellanza pervenute alla Presidenza.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, sulle condizioni del bando di concorso per titoli a 6 posti di provveditore agli studi, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 18 giugno 1947. Il bando presenta le seguenti anomalie:<\/p><p>1\u00b0) l\u2019assegnazione di un termine di 20 giorni per la presentazione della domanda e dei documenti, invece di 60, come disposto per gli altri concorsi, termine che non appare sufficiente a chi, risiedendo lontano dal centro, non \u00e8 in grado di provvedersi dei necessari documenti;<\/p><p>2\u00b0) l\u2019attribuzione di punti 40, sui 100 di cui pu\u00f2 disporre la Commissione, al servizio lodevolmente prestato, quale reggente provveditore dopo la liberazione.<\/p><p>\u00abSembra un concorso su misura a favore di determinate persone.<\/p><p>\u00abRagioni di equit\u00e0 impongono l\u2019annullamento del bando, perch\u00e9 sia elevato il termine di presentazione della domanda e dei documenti e sia convenientemente ridotto il numero dei punti da assegnare al servizio prestato quale reggente.<\/p><p>\u00abDi Giovanni, Tonello\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio, delle finanze e dei lavori pubblici, per conoscere se ravvisino di prorogare per un decennio le disposizioni della legge 5 dicembre 1941, numero 1572, concedente agevolazioni agli impianti industriali dell\u2019Italia centro-meridionale, iniziati entro il termine del 31 dicembre 1946 e ci\u00f2 sia in considerazione del fatto che, a causa del periodo bellico, la detta legge non ha potuto avere pratica attuazione, sia in considerazione della necessaria evoluzione industriale dell\u2019Italia centro-meridionale, resa pi\u00f9 urgente dalle distruzioni belliche e costituente un aspetto primario del problema meridionale.<\/p><p>\u00abPerlingieri, Moro, Bettiol, Salvatore, Bosco Lucarelli, Fuschini, Ermini, Rescigno, Recca, Uberti, Gabrieli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non ritenga di disporre \u2013 in considerazione del continuo depauperamento della terra delle colline, provocato dalle piogge e dalle annuali e superficiali coltivazioni \u2013 che sulle colline, specie a forte pendio, siano sospese le coltivazioni superficiali, sia impedito il depauperamento della terra (muratura, palizzate) e sia favorita in ogni modo la piantagione di alberi a profonde e fitte radici.<\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se ha in programma l\u2019elevazione culturale e tecnica dei medici che intendono dedicarsi alla condotta, la quale, specie se \u00e8 espletata in paesi lontani da centri ospedalieri ed universitari, richiede nel sanitario cognizioni precise di diagnostica e di pronto soccorso.<\/p><p>\u00abIl giovane medico si laurea generalmente ricco di cognizioni scientifiche, ma poco esperto nella pratica.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante crede sia il tempo di istituire per i giovani laureati, che desiderano avviarsi a diventare medici-condotti, corsi ospedalieri di tirocinio pratico per almeno due anni.<\/p><p>\u00abSi dovrebbero creare, cio\u00e8, scuole statali per la preparazione del medico-condotto.<\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere il suo interessamento per combattere l\u2019analfabetismo, che \u00e8 sempre in aumento nell\u2019Italia meridionale, e per impedire la mancanza di stabilit\u00e0 degli insegnanti, i quali, in questo loro servizio ambulante, spesso a causa della pioggia, della neve, del freddo, disertano le scuole e con la loro assenza favoriscono la negligenza degli alunni.<\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se non creda opportuno favorire ed incoraggiare l\u2019allevamento del baco da seta e l\u2019allevamento delle api, per incrementare la produzione e la ricchezza nazionale.<\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere le ragioni per cui sono rimasti sospesi i lavori stradali fra Sacco e Roscigno, fra Orria e Omignano Scalo, fra Perito ed Ostigliano, tutti paesi della provincia di Salerno, costretti, per la incompiuta opera di cui sopra, a fare lunghissimi e disagiati tragitti per raggiungere i rispettivi scali ferroviari.<\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se il Commissariato nazionale della G.I. (Giovent\u00f9 Italiana), creato con decreto del 2 agosto 1943 con il compito di reperire il patrimonio della ex GIL e di predisporre i lavori di una Commissione interministeriale per decidere sulla destinazione di quel patrimonio, abbia espletato il suo compito e con quali conclusioni;<\/p><p>2\u00b0) se non si ritiene improrogabile imporre a partiti politici e ad enti l\u2019immediata restituzione allo Stato degli immobili e delle attivit\u00e0 tutte della ex GIL, di cui sono in illegittimo possesso o fanno arbitrario uso;<\/p><p>3\u00b0) se non sembra opportuno ed urgente che l\u2019intero patrimonio della ex GIL venga conferito all\u2019Ente dei patronati scolastici, tenendo presente che solo con questa destinazione quel cospicuo patrimonio del popolo italiano pu\u00f2 considerarsi restituito al legittimo uso, fuori di ogni passione politica.<\/p><p>\u00abTumminelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri degli affari esteri e delle finanze, per conoscere se \u2013 esaminato l\u2019articolo 9, n. 3, del Trattato di pace tra le Potenze alleate ed associate e l\u2019Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, per il quale il Governo italiano si impegna a indennizzare i cittadini italiani, i cui beni saranno confiscati ai sensi del presente articolo e non saranno loro restituiti; considerato che, cittadini italiani, gi\u00e0 residenti fino allo scoppio della guerra in Paesi alleati e associati e nei territori da essi dipendenti, avevano ivi col loro tenace lavoro e con l\u2019intelligente loro iniziativa creato la loro fortuna economica, dovuta abbandonare per il coatto loro rimpatrio; ritenuto che tali cittadini rimasti sul lastrico, si dibattono in Patria nelle angustie avvilenti di una immeritata miseria, privati, come sono, di tutti i beni che con dura fatica si erano creati, e che l\u2019impegno del Governo italiano di risarcire i danni deriva non tanto dall\u2019articolo 9, n. 3, dell\u2019iniquo trattato di pace, quanto dalla morale dello Stato italiano e dal diritto che Roma ha sempre insegnato al mondo \u2013 in considerazione di quanto accennato, non ritengano essere necessario ed urgente di sovvenire con adeguate anticipazioni, in attesa del risarcimento definitivo, quei cittadini italiani, che privati di tutti i loro beni all\u2019estero, languono in Patria nella pi\u00f9 spaventosa indigenza, e ci\u00f2 indipendentemente dall\u2019entrata in vigore del Trattato di pace. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMastrojanni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere se non ricorrano ancora gli estremi che consigliano la continuazione \u00aba porte chiuse\u00bb del processo Graziosi: perch\u00e9 sia diradata, nella fase conclusiva, l\u2019insana atmosfera di delitto creata dalla stampa con la conseguente morbosa partecipazione della pubblica opinione al dibattito, cos\u00ec da turbare l\u2019alto isolamento che si addice alla giustizia; e perch\u00e9 dalla devastazione, dalla cruda vivisezione di corpi e di anime e dallo scempio dei pi\u00f9 doloranti riposti segreti umani, sia sottratta la pi\u00f9 vera vittima: la piccola inconsapevole creatura innocente, alla quale il tempo e la comprensione futura non potranno che apportare il crescente sovrumano peso della sciagura senza speranza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere per quali ragioni sono stati interrotti i lavori di bonifica del torrente Alento, il quale nel suo lungo decorso apporta ogni anno, nel periodo delle piogge, incalcolabili danni alle campagne che ne formano le sponde. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del commercio con l\u2019estero, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare per fronteggiare la grave crisi che minaccia la produzione e l\u2019industria serica nazionale a causa principalmente della rinata concorrenza giapponese e per conoscere se non intenda ovviare a tale situazione con la concessione di facilitazioni valutarie ai produttori esportatori e, in ispecie, acconsentendo a loro favore una percentuale di divisa estera superiore al 50 per cento, di guisa che il maggior margine possa costituire un compenso remunerativo delle maggiori spese di produzione; e per conoscere, altres\u00ec, se non ritenga di considerare la opportunit\u00e0 di graduare le disponibilit\u00e0 di divisa estera agli esportatori, sia in proporzione alle necessit\u00e0 delle singole categorie di provvedersi di materie prime provenienti dall\u2019estero, sia in relazione alle necessit\u00e0 di adeguare i costi di produzione interna a quelli dei mercati internazionali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBulloni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali provvedimenti intenda adottare perch\u00e9, in conformit\u00e0 con le richieste gi\u00e0 da tempo avanzate dalle autorit\u00e0 accademiche dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia, venga ufficialmente chiarita, nei rapporti del personale universitario, la situazione determinatasi in seguito a notizie apparse sulla stampa circa i pretesi risultati dell\u2019inchiesta esperita alcuni mesi or sono dal Ministero dell\u2019interno sul locale Ospedale civile.<\/p><p>\u00abRisponde infatti ad una immediata esigenza dell\u2019Universit\u00e0 che una manifestazione ufficiale ridia a coloro che non hanno nulla da rimproverarsi la piena serenit\u00e0 indispensabile al migliore adempimento del loro ufficio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abErmini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se non ritenga necessario, al fine di eliminare un trattamento iniquo nei confronti dei piccoli agricoltori conduttori diretti nel campo dei contributi unificati in agricoltura, di porre allo studio la riforma della legge attuale che regola questa materia, modifica intesa nel senso che i contributi unificati non siano pi\u00f9 corrisposti dagli agricoltori in base all\u2019ettaro-coltura, ma sulla effettiva occupazione di mano d\u2019opera extra famigliare.<\/p><p>\u00ab\u00c8 noto infatti che il sistema dell\u2019ettaro-coltura, se pu\u00f2 essere gradito per i grandi agricoltori, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere sopportato dai piccoli perch\u00e9, non impiegando essi lavoratori avventizi o salariati al di fuori del proprio nucleo famigliare, si prodigano nei campi a seconda della stagione e l\u2019urgenza dei lavori.<\/p><p>\u00abCade quindi con ci\u00f2 il dato tecnico dell\u2019ettaro-coltura nei riguardi della conduzione del terreno.<\/p><p>\u00abLa cura e la custodia del bestiame \u00e8 per i piccoli agricoltori conduttori diretti un lavoro sempre compiuto extra orario (al mattino presto ed a sera molto inoltrata) affinch\u00e9 non vengano distolti i membri della famiglia dai lavori dei campi.<\/p><p>\u00abCon il sistema dell\u2019ettaro-coltura si vengono a colpire cos\u00ec molte aziende che, pur non collocando nessun lavoratore durante la intera annata, sono assoggettate a pagare contributi per lavoratori ipotetici aggiudicati loro dopo le detrazioni di legge delle giornate lavorative concesse ai conduttori diretti.<\/p><p>\u00ab\u00c8 per questo che queste aziende chiedono che venga applicata loro non la legge dell\u2019ettaro-coltura, ma quella della reale occupazione di mano d\u2019opera. In questo modo ogni azienda, sia grossa sia piccina, pagher\u00e0 effettivamente il contributo che le compete. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBertola, Pastore Giulio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della difesa, sulla situazione dei proprietari di terreni situati nella zona del confine occidentale, che, alla vigilia della dichiarazione di guerra, furono occupati d\u2019urgenza per opere militari e poi espropriati.<\/p><p>\u00abSi tratta spesso di parcelle intensamente coltivate con impianti irrigui e serre che consentivano, su limitatissima superficie, il lavoro e il benessere di intere famiglie di proprietari.<\/p><p>\u00abLe indennit\u00e0 computate in ordine ai valori 1939-40, furono pagate o versate alla Cassa depositi e prestiti nel 1946-47 e rappresentano s\u00ec e no un importo pari al 5 per cento dei valore attuale.<\/p><p>\u00abLe opere militari si rivelarono inutili, o non furono eseguite, o risultarono abbandonate.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede se non appaia giusto e utile all\u2019economia nazionale, un provvedimento che consenta, quando ci\u00f2 sia praticamente possibile, la restituzione degli appezzamenti ai proprietari espropriati, contro rinuncia della indennit\u00e0 e degli interessi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRossi Paolo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri dei trasporti e del tesoro, per sapere quanto ci sia di vero nella pubblicazione apparsa nel <em>Giornale del Mezzogiorno<\/em> di luned\u00ec 21 luglio, n. 26, sotto il titolo \u00abScandalo all\u2019ARAR senza precedenti \u2013 Un contratto sbalorditivo frutter\u00e0 all\u2019UNAM un miliardo ai danni dello Stato\u00bb, nella quale si accenna alla cessione da parte dell\u2019ARAR all\u2019Unione aziende meccaniche (UNAM) di un quantitativo di 1800 motori GM Diesel per gruppi elettrogeni al prezzo di lire duecentosettantacinque mila ciascuno ed a condizioni di favore, mentre il prezzo degli stessi motori sul mercato italiano varia da lire novecento mila a tre milioni ciascuno; ci\u00f2 che sottrae allo Stato un introito di circa un miliardo di lire.<\/p><p>\u00abData la gravit\u00e0 dell\u2019argomento \u00e8 necessario il pi\u00f9 accurato accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Giovanni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro degli affari esteri, sulle direttive dell\u2019Italia pel piano Marshall.<\/p><p>\u00abRuini\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>Cos\u00ec pure l\u2019interpellanza sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno, qualora il Ministro interessato non vi si opponga nel termine regolamentare.<\/p><p>La seduta termina alle 23.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10.30 e alle ore 17:<\/p><p><em>Seguito della discussione sul disegno di legge<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CXCVI. 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