{"id":2038,"date":"2023-09-10T22:25:21","date_gmt":"2023-09-10T20:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2038"},"modified":"2023-10-21T21:42:19","modified_gmt":"2023-10-21T19:42:19","slug":"lunedi-21-luglio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2038","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 21 LUGLIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2038\" class=\"elementor elementor-2038\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a730f14 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a730f14\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8fdaa7d\" data-id=\"8fdaa7d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f14cdfb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"f14cdfb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470721_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-77f7e61 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"77f7e61\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CXCIV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 21 LUGLIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Mozione<\/strong> (<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Laconi<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Lussu<\/p><p>Mortati<\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Carpano Maglioli<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Tosato<\/p><p>Carboni Enrico<\/p><p>Chieffi<\/p><p>Spano Velio<\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>Colitto<\/p><p>Dugoni<\/p><p>Cianca<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Carboni Angelo<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Dugoni<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Codignola<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>Fuschini<\/p><p>La Malfa<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Uberti<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta pomeridiana precedente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i deputati onorevoli Ambrosini, Arata e Condorelli.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di una mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento della seguente mozione firmata dagli onorevoli Lussu, Lombardi Riccardo, Cianca, Calamandrei, Laconi, Spano Velio, De Vita, Mazzei, Parri, Cevolotto, Veroni, Mastino Gesumino, Di Giovanni, Grieco, Uberti, Carboni Angelo, Binni, Fiorentino, Schiavetti, Tosato, Fuschini e Giua:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato:<\/p><p>che l\u2019istituzione degli Alti Commissari <strong>e <\/strong>delle Consulte regionali poneva la Sicilia e la Sardegna, per le condizioni particolari alle due grandi Isole, in una identica situazione politica;<\/p><p>che l\u2019articolo 108 della Costituzione in esame attribuisce alla Sicilia e alla Sardegna forme e condizioni particolari di autonomia;<\/p><p>che la Consulta Nazionale e il Governo dei Comitati di liberazione nazionale avevano, gi\u00e0 nel 1946, deliberato di estendere in via provvisoria alla Sardegna lo Statuto autonomo della Sicilia, provvedimento del quale la Consulta regionale sarda non credette opportuno avvalersi, preferendo elaborare con esame approfondito il suo particolare progetto di Statuto;<\/p><p>che lo Statuto per la Sardegna, approvato nelle sedute del 15-29 aprile 1947, dopo sei mesi di lavori ininterrotti, \u00e8 stato dalla Consulta regionale sarda presentato al Governo;<\/p><p>che, se seguitasse il regolare andamento della discussione sulla Costituzione, l\u2019Assemblea Costituente non potrebbe esaminare lo Statuto sardo neppure in settembre, per cui le elezioni regionali in Sardegna non potrebbero aver luogo entro l\u2019anno, mettendo cos\u00ec l\u2019Isola in uno stato ingiusto di disparit\u00e0 rispetto alla Sicilia,<\/p><p>delibera:<\/p><p>che per lo Statuto sardo sia adottata la stessa procedura usata per lo Statuto siciliano;<\/p><p>e pertanto l\u2019Assemblea Costituente autorizza il Governo all\u2019approvazione immediata dello Statuto presentato dalla Consulta sarda, s\u00ec da rendere possibile in Sardegna la convocazione dei comizi elettorali entro l\u2019anno, riservandosi, come per lo Statuto siciliano, per la fine dei lavori dell\u2019Assemblea Costituente, il diritto di un maggiore esame per coordinare lo Statuto con la nuova Costituzione della Repubblica\u00bb.<\/p><p>ABOZZI. Chiedo di parlare per una questione pregiudiziale sulla mozione dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ABOZZI. Onorevoli colleghi, pare a me che la mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu e da altri colleghi non possa essere discussa, perch\u00e9 in netto contrasto con la dizione e lo spirito della legge, cio\u00e8 del decreto legislativo luogotenenziale 25 luglio 1944 e del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946 ed anche, voglio dire ad abbondanza, in netto contrasto con l\u2019articolo 108, secondo comma, del progetto di Costituzione della Repubblica italiano: articolo che \u00e8 stato gi\u00e0 approvato dall\u2019Assemblea. Premetto che la natura costituzionale dello statuto sardo non pu\u00f2 essere messa in dubbio; sono le leggi costituzionali quelle che si riferiscono alla organizzazione in cui lo Stato si concreti, alle parti essenziali dell\u2019ordinamento giuridico. Ora, indubbiamente, le Regioni sono elementi essenziali dello Stato; attraverso le Assemblee regionali lo Stato vuole e agisce. Ma anche se le Regioni dovessero essere tenute in un piano meno dignitoso, nel piano in cui sono tenute oggi le Province ed i Comuni, la legge che le istituisce o ne determina la struttura \u00e8 legge costituzionale.<\/p><p>Basta, per essere convinti della mia tesi, richiamare alla memoria il molto citato articolo 3 del molto citato decreto legislativo 16 marzo 1946 nel quale si dice \u00abdurante il periodo della Costituente, e fino a convocazione del Parlamento, a norma della nuova Costituzione, il potere resta delegato, salvo la materia costituzionale, al Governo\u00bb. Ne consegue che poich\u00e9 il periodo della Costituente dura ancora e poich\u00e9 lo Statuto sardo \u00e8 di natura costituzionale, l\u2019Assemblea ha il diritto esclusivo ad esaminare e discutere lo Statuto sardo, e a discuterlo, non in sede di coordinamento, ma in sede di ordinamento, non di seconda mano, ma di prima mano, non in seconda visione (permettetemi questo ricordo cinematografico) ma in prima.<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente \u00e8 nata per fare le leggi costituzionali e per fare la Costituzione. Il suo fine specifico, il suo fine fondamentale, \u00e8 questo; questa \u00e8 la sua ragione di vivere e di operare e se si spogliasse delle sue prerogative mostrerebbe forse di non apprezzare sufficientemente l\u2019alta dignit\u00e0 che le hanno dato il voto popolare e la legge stessa.<\/p><p>Si tratta, a mio giudizio, di diritti indisponibili di potest\u00e0 che non si possono cedere, cos\u00ec come non \u00e8 cedibile il diritto di vivere: se il diritto alla vita fosse ad altri ceduto si avrebbe da una certa parte un omicida e dall\u2019altra un consenziente all\u2019omicidio: una forma indiretta di suicidio. Non credo che l\u2019Assemblea Costituente voglia ricorrere a tale forma di morte.<\/p><p>Per essere maggiormente convinti della mia tesi, basta rivivere nella memoria la storia della Costituente. Un primo decreto legge, quello del 2 agosto 1943, stabiliva la convocazione di una Assemblea legislativa normale; ma pi\u00f9 tardi si pens\u00f2 che una Assemblea normale non potesse n\u00e9 dovesse deliberare la Costituzione della Repubblica; e si volle una particolare Assemblea, che fu la Costituente. Pi\u00f9 tardi furono emanate le norme integrative, quelle del 16 marzo 1946.<\/p><p>Dico per incidenza che il potere legislativo delegato al Governo pu\u00f2 apparire strano. Tuttavia, penso che nella mente del legislatore non vi volesse essere un depotenziamento dell\u2019Assemblea, ma un potenziamento, poich\u00e9 eran riservate ad essa le supreme leggi, quelle che formano l\u2019aristocrazia della legislazione. Si \u00e8 voluta dunque un\u2019Assemblea che avesse uno scopo specifico: la Costituzione e le leggi costituzionali. Ne consegue che l\u2019articolo 3 del decreto luogotenenziale ha carattere rigido; e nelle norme a carattere rigido quello che non \u00e8 espressamente detto, \u00e8 escluso. In quell\u2019articolo 3 si dice: \u00abII Governo pu\u00f2 sottoporre all\u2019Assemblea qualunque argomento, per il quale ritenga opportuno la deliberazione di essa\u00bb. Ma non \u00e8 detto che l\u2019Assemblea possa cedere al Governo il suo potere costituente. Se questo accadesse, il Governo avrebbe il suo potere specifico, quello di esecuzione, il potere legislativo normale, che gli \u00e8 delegato dalla legge, ed in pi\u00f9 il potere costituente delegato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Onorevoli colleghi, se il signor De Montesquieu riaprisse i suoi pensosi occhi alla luce del giorno, guarderebbe con alta meraviglia questa strana confusione di poteri e guarderebbe con alto stupore quello che potrebbe accadere nella prima Assemblea democratica della giovane Repubblica.<\/p><p>N\u00e9 si dica che i diritti dell\u2019Assemblea sono salvi, perch\u00e9 essa, in sede di coordinamento, dovr\u00e0 coordinare lo statuto con la nuova Costituzione.<\/p><p>Dico subito che una cosa \u00e8 esaminare e deliberare su una legge, non ancora approvata, ed altra cosa \u00e8 esaminare una legge gi\u00e0 approvata. D\u2019altra parte, troppo spesso, non soltanto i filosofi, ma anche i politici e gli uomini di legge usano parole non precise nel significato e soprattutto nei limiti.<\/p><p>Nello statuto siciliano vi \u00e8 questa dizione, che dovrebbe essere estesa allo statuto sardo: \u00abLo statuto sar\u00e0 sottoposto all\u2019Assemblea Costituente per essere coordinato con la nuova Costituzione dello Stato\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, sembrano parole lucide, chiare, trasparenti, ma non sono n\u00e9 lucide, n\u00e9 chiare, n\u00e9 trasparenti. Ed infatti pu\u00f2 sorgere una voce audace, in quest\u2019Aula \u2013 dovrei dire audacissima \u2013 per dire: Voi, Assemblea Costituente, potete armonizzare quelle norme che non sono armonizzate con la Costituzione generale, ma non potete fare altro perch\u00e9 a questa armonizzazione si riduce l\u2019opera di coordinamento. Quelle parti che non contrastano con la Costituzione, indifferenti per cos\u00ec dire sotto il punto di vista dell\u2019armonizzazione, non potete toccarle anche se fossero cattive o pessime perch\u00e9 la vostra opera consiste solo nel coordinare, nel ridurre la dissonanza a consonanza. Ed anche se questo limite giuridico non ci fosse, rimarrebbe sempre, onorevoli colleghi, un limite morale. Riformare, correggere, sopprimere uno statuto, che \u00e8 stato gi\u00e0 concesso, \u00e8 cosa pericolosa, perch\u00e9 gli stessi regionalisti sardi penserebbero di essere defraudati di un diritto acquisito. Io dico che \u00e8 pi\u00f9 savio in politica concedere a tempo poco, ed essere in grado di mantenerlo, piuttosto che concedere fuori tempo molto e non poterlo mantenere. Vorrei essere profeta fallace, onorevoli colleghi, ma non penso che sar\u00e0 cosa molto facile per questa Assemblea alterare, correggere o sopprimere la parte dello statuto siciliano, segnalata dall\u2019onorevole Einaudi, che potrebbe concedere di battere moneta allo staterello siciliano.<\/p><p>Si vuole dunque che sia adottata, per lo statuto sardo, la stessa procedura usata per lo statuto siciliano. Ma, onorevoli colleghi, la situazione \u00e8 molto diversa: diversa la situazione di fatto e diversa la situazione di diritto.<\/p><p>Quando lo statuto siciliano fu approvato, la Costituente non era pi\u00f9 nella mente di Dio; era gi\u00e0 nella mente degli uomini ma non funzionava e non era neppure eletta. Il Governo aveva allora piena potest\u00e0 legislativa e poich\u00e9 \u2013 se abbia fatto bene o male, \u00e8 altro conto \u2013 si era indotto ad approvare, con un decreto legislativo, uno statuto che aveva natura costituzionale, altro non poteva fare che rinviarlo all\u2019Assemblea Costituente futura. Penso, in verit\u00e0, che potesse e dovesse essere pi\u00f9 chiaro, riguardo ai poteri della Costituente nei confronti dello statuto siciliano: doveva non parlare di coordinamento che poteva sembrare una parola limite e dire invece che la Costituente aveva il diritto di esaminare integralmente lo statuto e di discuterlo <em>ex novo.<\/em> Quando fu approvato lo statuto siciliano, la Costituente non c\u2019era, ma oggi c\u2019\u00e8, ed \u00e8 viva e operante, \u00e8 nel suo diritto assoluto di esaminare, di approvare e di discutere le leggi costituzionali: e non pu\u00f2 essere privata, per nessuna ragione, di questo diritto, e neppure pu\u00f2 privarsene.<\/p><p>Dico di pi\u00f9: se il Governo, seguendo una interpellanza gi\u00e0 presentata dall\u2019onorevole Lussu, avesse creduto di approvare lo statuto sardo con un decreto legislativo, avrebbe fatto atto illegale, ma la Costituente avrebbe subita e non voluta la privazione del suo diritto. D\u2019altra parte, non si pu\u00f2 neppure dimenticare che lo statuto siciliano \u00e8 stato, prima dell\u2019approvazione, esaminato da una Giunta a cui fu deferito lo studio del provvedimento legislativo. C\u2019\u00e8 stata una relazione e c\u2019\u00e8 stato un relatore. Oggi si vuole che l\u2019Assemblea Costituente, senza uno studio, senza un esame, senza neppure una visione superficiale, possa scaricare sulle spalle del Governo l\u2019approvazione per decreto legislativo dello statuto sardo.<\/p><p>E questo dovrebbe farlo proprio quella Assemblea che ha gi\u00e0 approvato l\u2019articolo 107 della Costituzione che dice che tutti gli statuti particolari devono essere approvati con legge costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Forse la sua intenzione, onorevole Abozzi \u00e8 di svolgere semplicemente la pregiudiziale. L\u2019argomento deve essere pertanto appena toccato o sfiorato, senza entrare nel merito. Ora mi sembra che ella stia entrando in pieno nel merito. La pregherei pertanto, onorevole Abozzi di mantenersi nei limiti essenziali, richiesti per dare al suo intervento un carattere pregiudiziale.<\/p><p>ABOZZI. \u00c8 difficile, onorevole Presidente, intendere dove finisce lo svolgimento della pregiudiziale e dove si entra effettivamente nel merito vero e proprio. Nella materia che tratto la pregiudiziale \u00e8 anche merito. E per il merito varr\u00e0. Comunque sto per finire.<\/p><p>Il Governo pu\u00f2 fare una cosa sola: presentare all\u2019Assemblea Costituente, perch\u00e9 lo discuta e lo approvi, il disegno di legge per lo statuto sardo: non pu\u00f2 fare di pi\u00f9.<\/p><p>Voglio anche ricordare che la delega era un fatto eccezionale per tutte le Assemblee legislative, giustificata da una pubblica calamit\u00e0, da una ragione tecnica (formazione di codici), dalla grande importanza di una legge minacciata dalla imminente chiusura della sessione. Ma quale ragione dovrebbe giustificare un atto illegittimo dell\u2019Assemblea? Dov\u2019\u00e8 la pubblica calamit\u00e0? Dove la ragione tecnica? \u00c8 forse imminente la fine della Costituente? Se le elezioni regionali dovessero farsi in ritardo, non per questo la Sardegna sprofonderebbe nel suo mare.<\/p><p>La Consulta sarda ha gi\u00e0 approvato questo statuto tre mesi fa e non ha espresso voti per anticipate elezioni. La Consulta ha detto soltanto che mandava alla Costituente, perch\u00e9 fosse discusso, il suo progetto, ma non perch\u00e9 fosse approvato per decreto legislativo.<\/p><p>Ho parlato non per fare un ostruzionismo ormai inutile ma perch\u00e9 penso che le Assemblee devono essere fiere ed orgogliose dei loro diritti, e ho voluto difendere questo orgoglio e questa fierezza. Sono certo che l\u2019Assemblea sentir\u00e0 la grandezza del suo esercizio che la consacra alla Storia e che non consente cessione della sua potest\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Abozzi ha sollevato la questione pregiudiziale nei riguardi della mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu. Un altro membro dell\u2019Assemblea pu\u00f2 ancora prendere la parola per sostenere la tesi dell\u2019onorevole Abozzi. Si sono iscritti poi a parlare contro gli onorevoli Laconi e Mastino.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare onorevole Laconi.<\/p><p>LACONI. Io non ho intenzione di ribattere gli argomenti particolari addotti dall\u2019onorevole Abozzi a sostegno della sua pregiudiziale. La questione \u00e8 estremamente semplice: la pregiudiziale avanzata dall\u2019onorevole Abozzi non pu\u00f2 essere accolta perch\u00e9 non \u00e8 una pregiudiziale, in quanto investe il merito della mozione, la quale appunto propone alla Camera una particolare procedura per gli statuti sardi.<\/p><p>Chiedo pertanto alla Presidenza che voglia respingere la pregiudiziale dell\u2019onorevole Abozzi e dar luogo senz\u2019altro alla discussione della mozione dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Mastino Pietro.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019onorevole Abozzi, nel sostenere pregiudizialmente che la mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu non debba essere discussa e tanto meno approvata, non ha portato ragioni che giustifichino la pregiudiziale stessa.<\/p><p>Ogni suo argomento si \u00e8 ridotto \u2013 me le consenta l\u2019onorevole Abozzi \u2013 ad una petizione di principio, in quanto egli ha solo affermato come non sia possibile approvare la mozione di cui si tratta perch\u00e9 la Costituente non pu\u00f2 delegare i propri poteri: non ha detto altro che questo.<\/p><p>Egli ha fatto invero un esempio, ha proceduto ad una similitudine, ha parlato cio\u00e8 del caso in cui taluno voglia suicidarsi, per affermare che tale diritto non dovrebbe essergli concesso. Ma, mi permetta l\u2019onorevole Abozzi che io gli dica come nella mozione, cos\u00ec come essa \u00e8 stata presentata, non si accenni ad alcun proposito di suicidio, in quanto anzi si legge in essa propriamente l\u2019opposto, cio\u00e8 come la Costituente, che oggi \u00e8 chiamata a dare al Governo l\u2019autorizzazione ad approvare lo Statuto sardo e in seguito ad indire le relative elezioni, si riservi per\u00f2 il diritto di procedere al coordinamento dello Statuto sardo con lo Statuto nazionale.<\/p><p>E non \u00e8 ci\u00f2 forse la conferma, onorevoli colleghi, della potest\u00e0 massima attribuita alla Costituente, quella cio\u00e8 di decidere in materia costituzionale? L\u2019onorevole Abozzi non ha dunque fatto altro se non affermare che la Costituente non pu\u00f2 cedere le proprie facolt\u00e0: egli per\u00f2 non ha detto per quale motivo non possa cederle; egli ci\u00f2 non ha menomamente dimostrato quanto sostiene. Ha detto, s\u00ec, che in Sardegna non \u00e8 avvertito come urgente questo problema, e che le condizioni che consigliavano la concessione dell\u2019autonomia siciliana erano assai diverse da quelle relative alla Sardegna in quanto non vi era allora la Costituente, mentre oggi c\u2019\u00e8; ma con ci\u00f2 \u00e8 entrato nel merito, almeno in parte e noi \u2013 lo ripeto ancora \u2013 siamo in attesa di sapere per quali ragioni la Costituente dovrebbe, secondo lui, respingere pregiudizialmente la mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>Per queste considerazioni, esorto l\u2019Assemblea a respingere la pregiudiziale Abozzi.<\/p><p>PRESIDENTE. Se, come ho detto prima, vi \u00e8 un collega che desidera prendere la parola a favore, ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>Non essendovi alcuno che intenda avvalersi di questo diritto, do la parola all\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia, il quale si pronuncer\u00e0 a nome del Governo.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevoli colleghi, intervengo in questa discussione per disposizione del Presidente del Consiglio assente oggi da Roma. Per quanto si riferisce alla pregiudiziale sollevata dall\u2019onorevole Abozzi, vorrei pregare, a nome del Governo, l\u2019onorevole Abozzi di non insistere. Ci\u00f2 dico tanto pi\u00f9 in quanto la discussione, cos\u00ec come \u00e8 affiorata attraverso la pregiudiziale, non si pu\u00f2 dire che abbia veramente fornito argomenti che risolvano una questione di pregiudiziale alla votazione del problema che \u00e8 ormai all\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea. Questa ha il diritto di discutere e di prendere le sue deliberazioni in proposito.<\/p><p>Le questioni non sono pi\u00f9 che di merito; e allora \u00e8 meglio discutere nel merito e vedere quali decisioni possano prendersi da parte dell\u2019Assemblea e del Governo in una questione cos\u00ec importante per la vita della Sardegna.<\/p><p>ABOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ABOZZI. Non insisto nella pregiudiziale. Quel che ho detto varr\u00e0 per il merito.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo allora alla discussione di merito. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di svolgere la mozione.<\/p><p>LUSSU. Onorevoli colleghi, ringrazio l\u2019Assemblea per aver voluto acconsentire che, prima di prendere le vacanze, si discuta questo problema. E, per quanto sia assente il Presidente del Consiglio, non posso dispensarmi dall\u2019obbligo di ringraziare un cos\u00ec alto rappresentante del Governo, quale il Ministro di grazia e giustizia, per aver distratto dalle sue occupazioni, che sappiamo molto complesse, il tempo necessario per essere presente a questa discussione. Io credo pertanto, nei riguardi dell\u2019Assemblea e del Governo, di interpretare il pensiero di tutti i rappresentanti sardi dell\u2019Assemblea Costituente, nel considerare il fatto come un atto di deferenza e di interesse per l\u2019Isola, al quale noi siamo sensibili.<\/p><p>Questo problema apparir\u00e0, io credo, malgrado le obiezioni di procedura sollevate \u2013 sulle quali peraltro non si \u00e8 insistito \u2013 cos\u00ec come \u00e8 realmente, pi\u00f9 un problema tecnico che politico.<\/p><p>Naturalmente, tutto \u00e8 politico in questa Aula, ma quando ad una mozione come questa appongono la firma rappresentanti cos\u00ec insigni di quasi tutti i partiti politici, il fatto diventa tecnico e non politico. E io credo che avrei potuto domandare la firma anche all\u2019onorevole Guglielmo Giannini, ed egli l\u2019avrebbe data \u2013 cavalleresco com\u2019\u00e8 \u2013 per dimostrare che non ha dei risentimenti verso l\u2019Isola per l\u2019accoglienza piuttosto rumorosa che gli \u00e8 stata fatta in occasione della sua prima visita a Cagliari e a Sassari. Ma non l\u2019ho voluto fare, per non mettere in contrasto il <em>leader<\/em> dell\u2019Uomo Qualunque con l\u2019onorevole Abozzi, il quale \u2013 come ognuno sa \u2013 avendo per ideale l\u2019impero, sia pure in forme liberali-democratiche, mal sopporta l\u2019istituto della Regione, specie in Sardegna, perch\u00e9 questo ne frustrerebbe la grandezza unitaria mediterranea. Non diversamente, onorevole collega Abozzi, nel passato i rappresentanti sardi del partito spagnolo offrivano la loro azione e la loro coscienza all\u2019impero dei re di Castiglia.<\/p><p>Il problema \u00e8 tecnico, perch\u00e9, in sostanza, non si tratta d\u2019altro che di trovare il modo di estendere alla Sardegna le possibilit\u00e0 di rendere vitale ed efficiente il suo statuto autonomo, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto per la Sicilia. La Sicilia ha avuto lo statuto; ha avuto le elezioni, il suo Parlamento, il suo Governo regionale. Perch\u00e9 la Sardegna non l\u2019ha? Come si pu\u00f2 fare in modo che la Sardegna l\u2019abbia? Ecco il problema; ed \u00e8 un problema tecnico.<\/p><p>E quando un uomo politico dell\u2019autorit\u00e0 dell\u2019onorevole Nitti \u2013 le cui simpatie o antipatie per la Regione sono arcinote \u2013 esaminando questa mozione l\u2019ha considerata giusta e ragionevole, io credo che si prepari un porto sereno e ospitale per questo statuto autonomo sardo che arriva su una nave ritardataria ma senza strumenti di guerra a prua o a poppa o nascosti nella stiva.<\/p><p>Io vorrei subito rassicurare i miei colleghi siciliani. Essi non credano che noi sardi presumiamo di competere con la grande Isola sorella che noi riconosciamo maggiore per ricchezza di vita, per popolazione pi\u00f9 numerosa e soprattutto pi\u00f9 industre, e per tradizioni perenni di civilt\u00e0. Da noi, nel passato, non re o baroni insigni, ma solo proconsoli venali o incapaci. Nella nostra povera storia civile dell\u2019Isola, di illustre non abbiamo che una donna, che non era neppure re ma giudice, come i re del popolo d\u2019Israele, contro la quale, come capita a tutte le donne, anche alle migliori, in questo momento si cominciano ad appuntare dei mormorii critici. Ed abbiamo la sofferenza millenaria del nostro piccolo popolo che non \u00e8 ancora civilmente unito, ma che per l\u2019intensit\u00e0 delle sue sofferenze noi vediamo capace di esprimere aspirazioni moderne di giustizia umana.<\/p><p>Io riconosco che a noi mancano molti degli elementi che creano cos\u00ec avventurosa e drammatica la vita in Sicilia. A noi mancano i latifondi, i feudatari, i baroni, i gabelloti e la mafia. Lo dico con tutto rispetto, a noi manca perfino il Finocchiaro Aprile. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E a noi manca quel tipo illustre che ha la Sicilia: un principe Don Francesco Patern\u00f2 Castello duca di Carcaci, pretendente al trono dell\u2019Isola. Non abbiamo pi\u00f9 neppure i briganti. \u00c8 doloroso ma \u00e8 cos\u00ec! La nostra Isola ne ha perduto il primato, che \u00e8 passato incontrastato alla Sicilia, e il bandito Giuliano tiene alta la maglia gialla. (<em>Si ride<\/em>)<em>. <\/em>Da noi, da quando Giovanni Giolitti abbandon\u00f2 la direzione degli affari pubblici, il brigantaggio, che attorno alle Prefetture costituiva centri di propaganda e di pressione elettorale governativa, \u00e8 finito. Il brigantaggio \u00e8 finito! Solo rimangono delle piccole bande leggere che si accontentano di modesti prelevamenti di bestiame o di sequestrare sulle strade maestre un viandante pi\u00f9 imprudente che denaroso, e non fanno n\u00e9 del marxismo, n\u00e9 dell\u2019antimarxismo come il bandito Giuliano; e si contentano di piccole, normali, modeste azioni di furfanteria comune.<\/p><p>Sia ben chiaro che non intendiamo in alcuna forma presentarci come antagonisti o competitori della Sicilia.<\/p><p>Ma sta di fatto questo: che nel 1943, appena liberate le prime parti del nostro territorio nazionale, fu creato in Sicilia ed in Sardegna l\u2019istituto dell\u2019Alto Commissariato, e immediatamente dopo l\u2019istituto della Consulta regionale.<\/p><p>Questi due istituti furono istituiti per le due isole, perch\u00e9 isole. Nel decreto luogotenenziale che costitu\u00ec le Consulte regionali fu fatto obbligo a queste di elaborare e poi presentare al Governo un proprio statuto di organizzazione autonoma nell\u2019Isola.<\/p><p>A questo punto \u00e8 doveroso che io riconosca che sulla via dell\u2019autonomia i tempi sono stati accelerati in Sicilia e ritardati in Sardegna. Non intendo qui rievocare i fattori politici che hanno determinato questa discordanza di lavori e di tempi fra la Sicilia e la Sardegna. Ma quelli che sono stati al Governo subito dopo la liberazione, e principalmente il Presidente del Consiglio Bonomi, poi il Presidente Parri ed infine il Presidente De Gasperi sanno come i rappresentanti massimi dei partiti politici, i dirigenti responsabili, innanzi tutto del Partito sardo d\u2019azione, che era il partito autonomista per antonomasia, abbiano svolta la loro azione per avviare l\u2019Isola pacificamente ed ordinatamente alla ricostruzione comune dello Stato, avendo costante cura di evitare di portare difficolt\u00e0 ai Governi del Comitato di liberazione nazionale. Era nell\u2019ordine naturale delle cose che la guerra di aggressione fascista, conclusasi cos\u00ec vergognosamente per il regime che l\u2019aveva provocata, portasse le isole, appena liberate, a forme irrequiete di agitazione politica, a forme \u2013 diciamo pure \u2013 morbose che non solo hanno la spiegazione ma, io aggiungo, la giustificazione nella psicologia collettiva che non \u00e8 mai politica razionale pura: a vere e proprie forme di deviazione politica. Contro queste forme ha reagito, e duramente, il partito che io ho l\u2019onore di rappresentare all\u2019Assemblea Costituente; e questa non \u00e8 stata l\u2019ultima delle cause per cui alle elezioni amministrative e politiche \u00e8 stato battuto.<\/p><p>Certo, siamo stati battuti. Ma abbiamo la coscienza tranquilla, convinti, come siamo, che si pu\u00f2 essere autonomisti, autonomisti spinti e persino federalisti, ad una condizione; che non si perdano mai di vista gli interessi generali dello Stato e che non si venga mai meno a quella lealt\u00e0 doverosa verso la grande, comune Nazione italiana.<\/p><p>Cos\u00ec noi siamo arrivati alla Repubblica, e io spero all\u2019autonomia, lentamente, ma senza versare sangue di fratelli.<\/p><p>I partiti politici dell\u2019Isola, tutti i partiti responsabili, hanno su questo agito in perfetta concordanza.<\/p><p>Questa io credo la ragione originaria della discordanza nel tempo e nel lavoro tra la Sicilia e la Sardegna.<\/p><p>La Consulta regionale siciliana, sotto la pressione degli avvenimenti (l\u2019onorevole Finocchiaro Aprile e l\u2019onorevole Varvaro erano allora a Ponza) acceler\u00f2 i suoi lavori di elaborazione dello statuto autonomo e in 15 giorni di sedute continue prepar\u00f2 il suo statuto che fin\u00ec per essere approvato il 23 dicembre 1945 e presentato, immediatamente dopo, al Governo. Questo, il 4 aprile 1946, lo trasmetteva alla Consulta nazionale per avere il parere delle tre Commissioni riunite: Affari politici e amministrativi, Giustizia, Finanze e tesoro. Una Giunta nominata dal Presidente della Consulta nazionale inizi\u00f2 subito l\u2019esame dello statuto siciliano.<\/p><p>Fu a questo momento che presso la Giunta e presso il Governo intervennero i rappresentanti sardi alla Consulta nazionale per ottenere, dato che i lavori in Sardegna procedevano con un certo rilento che si poteva prevedere sarebbe continuato per parecchio tempo, che provvisoriamente lo Statuto autonomo per la Sicilia fosse passato anche alla Sardegna in attesa che la Consulta regionale elaborasse, con tutta tranquillit\u00e0, il suo Statuto.<\/p><p>La giunta delle tre Commissioni, riunita alla Consulta nazionale, ader\u00ec alla nostra richiesta, come risulta dal bollettino del maggio 1946 del Ministero della Costituente, e apport\u00f2 una aggiunta all\u2019articolo 42.<\/p><p>Dice testualmente il verbale: \u00ab\u00c8 stato aggiunto il seguente articolo 42-<em>bis<\/em>: Le norme dell\u2019articolo 1 e dei Titoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 sono estesi alla Sardegna\u00bb.<\/p><p>Il Presidente del Consiglio di allora, onorevole De Gasperi (sempre l\u2019onorevole De Gasaperi Presidente del Consiglio&#8230;), ader\u00ec alla richiesta e si impegn\u00f2 di far passare alla Sardegna provvisoriamente, lo statuto siciliano in attesa che la Consulta regionale sarda elaborasse il suo proprio statuto. Beninteso riservandone il coordinamento alla futura Assemblea Costituente.<\/p><p>Senonch\u00e9 avvenne un fatto imprevisto: la Consulta regionale sarda ritenne di non accettare questa offerta. Un po\u2019 per un certo spirito romantico contro l\u2019autonomia per decreto reale, un po\u2019 per spirito di corpo, diciamo cos\u00ec, per cui intendeva il suo statuto elaborarlo da s\u00e9 e non averlo, sia pure in forma provvisoria, dalla Sicilia, e poi, soprattutto, per avere il tempo di elaborare con tutta calma il suo statuto particolare. Ecco perch\u00e9 la Sicilia ha avuto lo statuto e la Sardegna non l\u2019ha avuto ancora.<\/p><p>La Consulta regionale sarda ha agito bene o ha agito male? L\u2019uno e l\u2019altro insieme, io credo. Certo, se i consultori regionali sardi fossero appartenuti all\u2019alta scuola politica che ispira l\u2019azione dell\u2019onorevole De Gasperi, essi avrebbero accettato. L\u2019onorevole De Gasperi \u00e8 ancora molto giovane ed io gli auguro di tutto cuore di conservarsi tale ancora per lungo tempo non fosse altro che per il piacere che avremmo di assistere qui ai suoi vivaci interventi come deputato di opposizione ai futuri governi. L\u2019onorevole De Gasperi, pure cos\u00ec giovane, \u00e8 ancora caposcuola a tutti e ha insegnato come si prende ogni occasione e di ogni occasione si profitta rinunciando ad ogni forma di romanticismo. La politica pare sia ormai l\u2019arte di prendere tutto quello che \u00e8 possibile prendere e che \u00e8 possibile avere.<\/p><p>La Consulta regionale sarda rifiut\u00f2, ma non fu certo la via della minore resistenza che la Consulta sarda sceglieva, perch\u00e9 infatti si rimise immediatamente al lavoro, e si pu\u00f2 dire che dopo le elezioni politiche non abbia fatto altro: riunioni di tecnici, riunioni di Commissioni speciali, riunioni plenarie a Cagliari, a Sassari, a Nuoro, riunioni con i rappresentanti sardi all\u2019Assemblea Costituente, a Cagliari, a Roma, ed infine tutta una serie di riunioni plenarie che portarono al mese di aprile all\u2019approvazione in ultima lettura, dopo la prima, la seconda e la terza, dello statuto sardo, che fu approvato il 29 aprile scorso e poco dopo presentato al Governo.<\/p><p>Ora la situazione \u00e8 questa: il Governo se tiene stretto come una cosa molto preziosa, il che lusinga noi rappresentanti sardi, all\u2019Assemblea Costituente; se lo tiene stretto e non lo lascia andare. Non lo trasmette all\u2019Assemblea Costituente perch\u00e9 l\u2019Assemblea Costituente non ha la possibilit\u00e0 di esaminarlo (ed infatti non l\u2019ha) e non se ne occupa esso stesso perch\u00e9, rispettoso com\u2019\u00e8 delle prerogative dell\u2019Assemblea Costituente, riconosce la competenza e le facolt\u00e0 spettanti esclusivamente in questa materia all\u2019Assemblea Costituente. Sicch\u00e9 questo statuto sardo, formatosi in nove mesi, giace al Viminale come un corpo morto.<\/p><p>Scopo di questa mozione \u00e8, con la vostra collaborazione, onorevoli colleghi e con la collaborazione del Governo, ridare calore e vita a questo freddo statuto sardo, secondo giustizia.<\/p><p>Senonch\u00e9, alcuni scarsamente innamorati dello statuto siciliano, e per i quali lo statuto sardo non esprime maggiori forme di seduzione, dicono: ne riparleremo quando l\u2019Assemblea Costituente dovr\u00e0 coordinare gli statuti particolari con la Carta generale costituzionale della Repubblica.<\/p><p>E quando, di grazia? Questo \u00e8 il punto critico del problema. Siamo ormai alle vacanze e la fine della discussione non si potr\u00e0 avere che dopo le vacanze. Ma neppure allora, cio\u00e8 alla fine di agosto o a settembre, potr\u00e0 essere affrontato il coordinamento tra gli statuti particolari e la Carta costituzionale dello Stato. Gi\u00e0 alcune settimane fa, quando noi sostenevamo che il problema del coordinamento si potesse affrontare immediatamente finita la discussione sulle Regioni, alcuni colleghi sostenevano che non lo si poteva e che sarebbe stato necessario attendere la discussione generale del progetto di Costituzione, per coordinarne i princip\u00ee fondamentali con gli statuti regionali. Si poteva, allora, alcune settimane fa, avere delle opinioni discordanti in materia; oggi non pi\u00f9, oggi tutto \u00e8 chiaro. L\u2019altro giorno, infatti, \u00e8 stato rinviato l\u2019esame degli articoli 117, 118 e 119 sull\u2019ordinamento regionale, cio\u00e8 gli articoli che sono legati alla seconda Camera, al potere esecutivo ed alla Corte costituzionale; il che vuol dire che, prima di riprendere la discussione su quegli articoli, dovremmo discutere i primi tre Titoli ed il Titolo VI che \u00e8 l\u2019ultimissimo della seconda parte del progetto in discussione. E alla fine della discussione dell\u2019intera Carta costituzionale, riprenderemmo quella sulle autonomie. Pertanto il coordinamento non potr\u00e0 aversi che a dicembre. Lo statuto sardo, in conclusione, non potrebbe discutersi che a dicembre. Le elezioni regionali sarde non si potrebbero, quindi, avere entro quest\u2019anno, ma solo l\u2019anno venturo.<\/p><p>Che cosa diciamo noi? Che, dato il grave ritardo che ne deriverebbe, ritardo che non \u00e8 dovuto a nessuno, ma che tuttavia \u00e8 grave, noi chiediamo che si esca da una procedura, che non risponde pi\u00f9 agli interessi generali, e che si affronti subito, con una procedura particolare, lo statuto sardo, senza entrare in merito, cos\u00ec come si \u00e8 fatto per lo statuto siciliano, di modo che si possano avere le elezioni regionali in Sardegna entro l\u2019anno; a dicembre poi si discuter\u00e0 lo statuto sardo.<\/p><p>Vi sono delle obiezioni: le vedremo subito.<\/p><p>La procedura suggerita dalla mozione \u00e8 questa: l\u2019Assemblea Costituente autorizza oggi stesso il Governo ad approvare immediatamente lo statuto sardo con decreto legge presidenziale.<\/p><p>Qualcuno ha gi\u00e0 fatto nei corridoi l\u2019altro giorno, quando ho presentato per la prima volta la mozione, una questione di diritto costituzionale: il Governo non pu\u00f2 approvare nulla, perch\u00e9 la materia \u00e8 di competenza esclusiva dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Io sono un modesto cultore di diritto pubblico e mi guardo bene dal credere di esporre un\u2019opinione autorevole di fronte a colleghi, che in quest\u2019Assemblea devono, a giusto titolo, considerarsi maestri. Ma l\u2019onorevole Orlando, che \u00e8 maestro di tutti noi, grandi e piccoli, e che io ho sentito il dovere e il riguardo di consultare, prima di presentare questa mozione, ha trovato la procedura costituzionalmente corretta. Anzi, io devo dichiarare che, dietro il suo suggerimento, he modificato il testo iniziale. Il testo attuale \u00e8 suo: autorizzazione esplicita dell\u2019Assemblea Costituente al Governo. Certamente la sovranit\u00e0 e la competenza in materia costituzionale \u00e8 dell\u2019Assemblea Costituente, solo dell\u2019Assemblea Costituente, ed appunto per questo \u00abl\u2019Assemblea Costituente autorizza \u2013 dice la mozione presentata \u2013 il Governo\u00bb. La sovranit\u00e0 \u00e8 di chi autorizza, non di chi \u00e8 autorizzato: il Governo altri non \u00e8, come sempre, d\u2019altronde, che l\u2019organo esecutivo della volont\u00e0 della rappresentanza popolare.<\/p><p>A nessuno sfugge, peraltro, e neppure a me, che, questa eccezione di forma nasconde ed investe una vera e propria questione di sostanza, che \u00e8 la sostanza dello statuto autonomo sardo.<\/p><p>Si deve proprio autorizzare il Governo ad approvare lo statuto sardo con la stessa procedura con cui fu approvato lo statuto siciliano, cio\u00e8 quasi ad occhi chiusi, quasi senza discuterne? Io riconosco che questa \u00e8 obiezione seria, ma, appunto per rispondere a questa obiezione, io mi sono dilungato nelle premesse e spero che, arrivato verso la fine, l\u2019obiezione venga a scadere. Onorevoli colleghi, credete voi che io parli qui per gusto accademico, o non piuttosto per rispondere ad un appello che viene a noi rappresentanti sardi in questa Assemblea da questo minuto popolo sardo, che non essendo addentro a tutte le difficolt\u00e0 di procedura e di ordine costituzionale crede di essere ingiustamente trattato con questo ritardo, per esso inesplicabile?<\/p><p>Noi sentiamo talmente questo motivo psicologico, noi rappresentanti sardi, che in un certo senso ci sentiamo colpevoli. Io ricordo \u2013 e sento una certa riluttanza a dirlo qui, pubblicamente \u2013 che, quando lo Stato era in sfacelo e molti cittadini, come secondo natura, del resto, nell\u2019infuriare delle onde, si cercavano una zattera di salvezza per proprio conto, e quando il Ministro della guerra faceva degli sforzi inauditi per tentare di riorganizzare un esercito od una parvenza di esercito, io ricordo che nel fuggi fuggi generale noi, rappresentanti consapevoli del popolo sardo, ci siamo presentati in Sardegna ad esso ed abbiamo detto: Coraggio! Ancora un piccolo sforzo, nell\u2019interesse generale, e l\u2019autonomia l\u2019abbiamo in modo certo!<\/p><p>I sardi, contadini, pastori, lavoratori, tutti accorsero ai distretti per tentare, ancora una volta, di partecipare alla ricostruzione dello Stato in sfacelo ed in rinascita. Io ricordo che l\u2019onorevole Bonomi \u2013 Presidente del Consiglio in quel momento \u2013 colpito da queste spettacolo di solidariet\u00e0 nazionale, mi disse pi\u00f9 volte: l\u2019autonomia certamente bisogna concederla al pi\u00f9 presto.<\/p><p>Accorsero tutti del popolo minuto, dovunque, a dare modestamente la propria opera, ed essi furono, nei limiti delle possibilit\u00e0 generali, nel sud, i modesti partigiani, che abbandonati i campi e le officine contribuirono a salvare il Paese.<\/p><p>Io credo che non si debbano dimenticare e noi, rappresentanti sardi, sentiamo che sarebbe un errore non lieve dimenticarli. Essi non si spiegano questo ritardo. E quali sono le considerazioni che voi, onorevoli colleghi, potreste trovare per spiegare che tutto ci\u00f2 che noi sosteniamo, \u00e8 contro gli interessi generali o contro la ragione o contro la Costituzione? Si tratta di approvare lo statuto sardo cos\u00ec come \u00e8 stato approvato lo statuto siciliano; con questa differenza: che allora il Governo aveva in s\u00e9 tutti i poteri, legislativo ed esecutivo, e tutt\u2019al pi\u00f9 aveva bisogno del parere della Consulta. Oggi la situazione \u00e8 cambiata. I poteri sovrani in materia legislativa e costituzionale appartengono a questa Assemblea. Questa \u00e8 la sola differenza.<\/p><p>Lo statuto sardo \u00e8 stato pubblicato in alcune centinaia di copie che non sono arrivate a tutti i colleghi deputati all\u2019Assemblea Costituente. Non saprei a chi attribuirne la trascuratezza. Comunque, un centinaio di deputati l\u2019hanno avuto, compresi i membri della Commissione.<\/p><p>E noto che lo statuto sardo \u00e8, rispetto a quello siciliano, direi pi\u00f9 modesto. Io personalmente lo riconosco assolutamente insufficiente. Ma esso \u00e8 stato il frutto di un compromesso fra i vari partiti politici. Io non voglio entrare in merito allo Statuto sardo: lo dar\u00f2 a dicembre quando se ne riparler\u00e0. Oggi mi limito semplicemente a fare un accenno ai punti differenziatori fra i due statuti.<\/p><p>Checch\u00e9 si pensi, io sono di opinione che lo statuto siciliano \u00e8 stato un atto governativo di saggezza politica. Vi sono, \u00e8 vero, dei dettagli audaci, che si possono considerare anche, se volete, come errori, ma \u00e8 un atto che onora il Governo che lo ha emanato; perch\u00e9, per evitare quei piccoli errori di dettaglio, io vi chiedo dove si sarebbe andati a finire se non fosse stato approvato. Io dico che si sarebbe commesso un errore politico irreparabile. Lo si vede tutti i giorni, se si d\u00e0 uno sguardo alla situazione generale, e lo si vedr\u00e0 ancora meglio domani. Quando voi pensate che tra non molto l\u2019onorevole Finocchiaro Aprile pu\u00f2 diventare Ministro del Governo, del Governo unitario, voi capite quanta strada si \u00e8 fatta sulla via della unit\u00e0 dello Stato, della lealt\u00e0 e della chiarezza nazionale.<\/p><p>Lo statuto sardo \u00e8 il risultato di un compromesso che lo statuto siciliano non ha avuto. Nell\u2019articolo 21 dello statuto siciliano, il Presidente regionale ha il rango di Ministro; nello statuto sardo, all\u2019articolo 59, non c\u2019\u00e8 nessun rango. Voi riconoscerete che questo \u00e8 notevole: rinunziare, e rinunziare volontariamente, a non essere Ministro \u00e8 una cosa che non capita tutti i giorni. Non fosse altro che per questo, lo statuto sardo dovrebbe meritare il consenso entusiastico di tutti i colleghi deputati, se non dei Ministri.<\/p><p>L\u2019articolo 14 dello statuto siciliano pone la legislazione esclusiva, nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato e senza pregiudizio delle riforme agrarie e industriali deliberate dalla Costituente del popolo italiano; l\u2019articolo 4 dello statuto sardo pone la potest\u00e0 legislativa in armonia con la Costituzione e coi princip\u00ee dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato, nel rispetto degli interessi nazionali e delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica.<\/p><p>L\u2019articolo 38 dello statuto siciliano dice che lo Stato verser\u00e0 annualmente alla Regione, a titolo di solidariet\u00e0 nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nell\u2019esecuzione dei lavori pubblici. Quanto strepito e quanto sdegno sono stati sollevati a proposito di questa disposizione! Sembrava che lo Stato italiano, secondo gli economisti ufficiali e pi\u00f9 competenti, dovesse rovinarsi per questo contributo straordinario da versarsi annualmente alla Sicilia. Ma, francamente, io mi permetto definire questo sdegno puramente esagerazione, se non esaltazione antiautonomista, perch\u00e9, non essendo precisato in quell\u2019articolo quale somma lo Stato centrate dovr\u00e0 versare alla Sicilia, \u00e8 chiaro che fino a quando sar\u00e0 in carica un Ministro come l\u2019onorevole Einaudi, o uno della sua scuola, lo Stato centrate non verser\u00e0 alla Sicilia neppure la somma necessaria per costruire un abbeveratoio di bestiame.<\/p><p>Anche a questa parte, puramente fumosa, letteraria, lo statuto sardo ha rinunziato.<\/p><p>Insomma, a mio parere, l\u2019Assemblea Costituente pu\u00f2, con serena coscienza, autorizzare il Governo ad approvare lo statuto sardo, cos\u00ec come in piena coscienza il Governo pu\u00f2 approvarlo.<\/p><p>Metteteci in condizione di fare questo primo grande esperimento, che, reclamandolo come un diritto, noi sentiamo sar\u00e0 per l\u2019Isola l\u2019inizio di una vita nuova, che noi vediamo come vita di democrazia popolare, d\u2019iniziativa popolare e di diretta responsabilit\u00e0 democratica, nella legalit\u00e0 repubblicana, concepita non gi\u00e0 come una imposizione dall\u2019alto, ma come un consapevole limite da porsi volontariamente alla propria azione autonoma.<\/p><p>Non vi \u00e8 dubbio che noi abbiamo di fronte dei vantaggi generali ed abbiamo anche di fronte delle possibilit\u00e0 di svantaggi reali e di pericoli. Il maggior pericolo, a mia opinione \u2013 mi sia permesso \u2013 \u00e8 quello che deriva da questo fatto: che, perdurando questa strana composizione governativa, alle elezioni regionali in Sardegna possa avere una grande prevalenza il partito della Democrazia cristiana. Ma io dico che noi siamo capaci di affrontare questo pericolo con la stessa serenit\u00e0 e con la stessa coscienza democratica con cui affrontiamo il pericolo, anzi il danno certo ed attuale, della composizione del nostro Governo di oggi.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che per noi in Sardegna \u00e8 questa una questione che viene considerata essenziale: non \u00e8 un fatto secondario. E noi tutti, rappresentanti politici, ci sentiamo obbligati per gli impegni da noi stessi assunti a chiarire il problema di fronte a questa Assemblea, il che fino a questo momento non si pu\u00f2 dire sia stato ancora fatto.<\/p><p>Io so che ci sono delle diffidenze, ma noi sentiamo di aver bisogno di iniziare subito questa nostra esperienza di democrazia moderna. L\u2019onorevole Grazi, il collega e compagno socialista Grazi, quando \u00e8 intervenuto a proposito della discussione sulla Regione \u2013 nella discussione generale, mi pare \u2013 ha parlato molto acremente contro l\u2019istituto dell\u2019autonomia anche in Sardegna, pur dichiarandosi amico e fratello dei sardi, fra i quali ha vissuto circa venti anni. Ebbene, vorrei dire all\u2019onorevole Grazi, che giustamente dobbiamo considerare rappresentante meritevole di serie forze popolari, che non basta questo amore per i sardi per comprendere il nostro problema centrale. Io vorrei ricordare al collega onorevole Grazi che egli, a mio parere, si comporta su questo problema come tanti si comportano dopo che sono venuti nell\u2019Isola o dalla Lombardia, o dal Veneto, o dalla Liguria, o dalla Toscana, cio\u00e8 considerandosi infinitamente pi\u00f9 capaci e guida indispensabile, per cui meccanicamente, nella loro psicologia, sono venuti ad assumere un atteggiamento quasi di superiorit\u00e0 anche se fraterno. \u00c8 esattamente quello che accadeva nel passato quando un cittadino di Pisa, molti secoli fa, era re in Sardegna.<\/p><p>Non basta infatti questo affetto per i sardi, il quale si cambia poi molto spesso in una concezione di guida dal di fuori: noi abbiamo bisogno di ben altro: noi abbiamo bisogno di vita nostra. \u00c8 vero: noi sardi siamo terribilmente arretrati, ma questa \u00e8 la storia del nostro piccolo popolo, storia che non \u00e8 stata mai la sua storia, ma quella dei conquistatori e dei dominatori che vi hanno governato. Un socialista sardo che non sia autonomista non pu\u00f2 essere un socialista.<\/p><p>Al pari delle province dei centri pi\u00f9 vivi del sud d\u2019Italia, quale poi fu il regno di Napoli, la Sardegna usciva dall\u2019Impero bizantino con annunzi luminosi di vita autonoma propria. Ma tutto si arresta e sopravviene tenebrosa la notte con le invasioni e con le dominazioni straniere, malgrado i falsi ed effimeri bagliori di grandi re e baroni; nel Sud, i Normanni o i re germanici; da noi, gli Aragonesi e gli spagnoli. La nostra pesante, comune arretratezza \u00e8 la pesante eredit\u00e0 di quell\u2019epoca. Questa \u00e8, nonostante tutti gli sfruttamenti di un\u2019oligarchia economica e finanziaria che domina ancora, la causa originaria della differenza emersa fra Nord e Sud. L\u00e0, nel Nord, vi sono state grandezze vitali, popolari, di vita autonoma; l\u00e0 le Repubbliche e i Comuni, affrancandosi una volta dall\u2019imperatore e una volta dal Papa, hanno prodotto luci di civilt\u00e0, non solo per l\u2019Italia, ma per l\u2019Europa. Da noi, nulla. Nel Nord, anche le Signorie sono state un progresso di fronte a noi. Noi non abbiamo avuto altro che plebi e baroni ugualmente servili.<\/p><p>Dateci la possibilit\u00e0 di riprendere contatto con la nostra stessa vita. Noi sentiamo che dobbiamo ricominciare la nostra vita e avere fiducia in noi stessi: lavorare di pi\u00f9 \u2013 io lo riconosco, lo riconosciamo tutti noi rappresentanti dell\u2019Isola \u2013 studiare di pi\u00f9, e conoscere i nostri problemi e quelli degli altri; studiare di pi\u00f9 in tutto; sacrificare di pi\u00f9 l\u2019individuale al collettivo, e sperimentare di pi\u00f9; entrare pi\u00f9 profondamente in questa vita di civilt\u00e0 moderna d\u2019Italia, d\u2019Europa e del mondo; spezzare questo incantesimo tenebroso di isolamento, che \u00e8 diventato psicologico dopo essere stato prima naturale; e dobbiamo \u2013 noi lo sentiamo \u2013 universalizzarci.<\/p><p>Ma per questo \u00e8 necessario avere presupposti di vita autonoma.<\/p><p>Voi mi perdonerete, onorevoli colleghi, se io ho parlato con questo tono; ma voi riconoscerete che noi rappresentanti sardi in questa Assemblea non abbiamo parlato che poco o nulla della Sardegna; a differenza dei vecchi rappresentanti isolani tradizionali, che venivano qua dentro regolarmente ad esporre lamentele sulla Sardegna \u2013 vanamente \u2013 e che credevano di essere utili ai loro mercanteggiando un acquedotto di villaggio o una strada di campagna con la fiducia ai Governi, di sinistra o di destra, poco importa. Noi abbiamo spezzato questa tradizione; e io credo che questo si pu\u00f2 definire un fatto rivoluzionario. Noi abbiamo coscienza che la rinascita dell\u2019Isola sar\u00e0 pi\u00f9 opera dei sardi e di quanti altri vivono con loro che non dei Governi di Roma.<\/p><p>Perci\u00f2 io credo che voi mi perdonerete se io ho parlato con questo tono su questo problema, che non \u00e8 sardo, ma nazionale, e che ci tocca tutti, legati come siamo tutti allo Stato nazionale e alla comune Nazione italiana.<\/p><p>E quanto alle diffidenze, \u00e8 chiaro che queste obbiezioni di carattere costituzionale nascondono diffidenze profonde. Ma noi sentiamo che la Sardegna, con questa sua esperienza autonoma, non si allontana dalla vita dello Stato o dall\u2019unit\u00e0 nazionale, ma vi si avvicina e vi entra e vi partecipa per la prima volta, perch\u00e9 per la prima volta ha coscienza che questo nostro Stato \u00e8 anche finalmente il suo Stato. E vi partecipa nella vita comune, vivendo in comune la stessa storia, le stesse ansie, gli stessi pericoli e le stesse speranze. Noi ci auguriamo che parteciper\u00e0 anche \u2013 e l\u2019augurio \u00e8 profondo \u2013 alle stesse comuni gioie. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea che \u00e8 stato presentato alla Presidenza il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>ritenuta la necessit\u00e0 di affrettare l\u2019attuazione dell\u2019autonomia speciale della Sardegna sancita nell\u2019articolo 108 del progetto di Costituzione,<\/p><p>delibera:<\/p><p>di invitare la Commissione competente a esaminare nel pi\u00f9 breve termine lo schema di Statuto presentato dall\u2019Alto Commissario e dalla Consulta regionale sarda e a predisporre un progetto di legge costituzionale inteso a realizzare tale attuazione\u00bb.<\/p><p>I firmatari dell\u2019ordine del giorno sono gli onorevoli Mortati, Tosato, Fuschini, Moro, Giordani, Cappi, Bosco Lucarelli, De Palma, Codacci Pisanelli.<\/p><p>Dar\u00f2, a suo turno, facolt\u00e0 di parlare all\u2019onorevole Mortati per svolgere il suo ordine del giorno.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>LACONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 14 giugno noi indirizzammo al Presidente del Consiglio una interpellanza per sollecitare l\u2019approvazione dello statuto regionale sardo da parte del Governo e la sollecita convocazione dei comizi elettorali.<\/p><p>Il Governo credette di non poter rispondere a questa interpellanza. L\u2019onorevole De Gasperi il 21 giugno precis\u00f2 testualmente che \u00abil Governo non si sente impegnato ad assumere alcuna iniziativa per lo svolgimento di questa interpellanza perch\u00e9 essa verte su materia costituzionale sulla quale sola competente a pronunciarsi \u00e8 l\u2019Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>Io ritengo, sia mio dovere constatare che il Governo, in questa occasione, non ha dimostrato una consapevolezza sufficiente di quelli che sono i suoi compiti e le sue funzioni nei confronti dell\u2019Assemblea. \u00c8 compito peculiare del Governo, infatti, conoscere le necessit\u00e0 del Paese, avvertire i problemi che nel Paese si agitano e prospettare all\u2019Assemblea quelle soluzioni che ritenga pi\u00f9 opportune, quand\u2019anche adottarle o meno esorbiti dalle sue competenze.<\/p><p>Il Governo non ha dimostrato in questo caso una sufficiente sensibilit\u00e0. Spetta quindi a noi deputati sardi farci parte diligente: ed \u00e8 a questo titolo che noi abbiamo presentato all\u2019Assemblea Costituente la mozione attualmente in discussione.<\/p><p>La situazione pu\u00f2 essere rapidamente ricapitolata. Il decreto del 27 gennaio 1944, n. 21, emanato dal primo Governo nazionale dopo la caduta del fascismo, istituiva in Sardegna un Alto Commissariato, e successivamente altro decreto creava accanto a questo Alto Commissariato una Giunta consultiva ove avevano rappresentanza i diversi partiti dei Comitati di liberazione nazionale.<\/p><p>Il 18 marzo 1944 un decreto simile veniva emanato per la Sicilia: altro Alto Commissariato, altra Giunta consultiva.<\/p><p>Il 28 dicembre 1944 nuovo decreto accanto agli Alti Commissariati per la Sicilia e per la Sardegna vengono create le Consulte regionali, espressione delle organizzazioni, politiche, economiche, culturali locali. Ad esse la legge attribuisce come compito specifico quello di: \u00abformulare proposte per l\u2019ordinamento regionale\u00bb delle due Isole.<\/p><p>La Consulta siciliana esaur\u00ec questo compito nel corso del 1945.<\/p><p>Il progetto Salemi, che fu frutto dei suoi lavori, venne presentato al Governo, e il 15 maggio 1946 fu approvato con apposito decreto dal Governo italiano. Come giustamente ha ricordato poco fa l\u2019onorevole Lussu, in quel momento noi sardi avremmo potuto ottenere facilmente che lo statuto siciliano venisse esteso anche alla Sardegna. Vi fu anzi nelle rappresentanze sarde alla Consulta nazionale un movimento in questo senso.<\/p><p>Si oppose la Consulta sarda la quale \u2013 giustamente, io penso \u2013 rivendicava a s\u00e9 il diritto di esprimere il pensiero e la volont\u00e0 dei sardi attraverso uno Statuto aderente alle esigenze particolari dell\u2019Isola. La Consulta ha quindi iniziato i suoi lavori \u2013 lavori che non sono stati facili non esistendo precedenti in materia ed essendo estremamente laboriose le ricerche dei dati necessari \u2013 ha iniziato i suoi lavori e li ha portati a compimento attraverso una discussione che \u00e8 durata ben sei mesi e che \u00e8 culminata con un pubblico dibattito alla Consulta regionale sarda. Il 29 aprile di quest\u2019anno finalmente lo Statuto regionale sardo \u00e8 stato approvato dalla Consulta e l\u2019Alto Commissario per la Sardegna lo ha presentato al Governo.<\/p><p>A questo punto il Governo, io penso, aveva due possibilit\u00e0, non una sola, onorevoli colleghi: due strade davanti a s\u00e9. Poteva richiamarsi al precedente siciliano e procedere quindi all\u2019approvazione dello Statuto con la riserva del coordinamento con la Costituzione, che rimane in ogni caso di competenza dell\u2019Assemblea. Ovvero poteva rimettere alla Costituente lo Statuto regionale sardo ai termini del decreto 16 marzo 1946 il quale appunto attribuisce integralmente all\u2019Assemblea la competenza in materia costituzionale.<\/p><p>Indubbiamente, la seconda procedura \u00e8 pi\u00f9 corretta; ma il Governo, se avesse avvertito la necessit\u00e0 politica di venire incontro alle esigenze della Sardegna ed alla volont\u00e0 unanime del popolo sardo, avrebbe dovuto \u2013 io penso \u2013 almeno porre in discussione la procedura dinanzi alla Camera. Ci\u00f2 era nelle sue possibilit\u00e0 e \u2013 io penso \u2013 anche tra i suoi doveri. Sta di fatto che al Governo \u00e8 mancata ogni sensibilit\u00e0 per i problemi sardi, e me ne \u00e8 testimonianza il fatto che abbia lasciato cadere la nostra interpellanza, come poco fa ho ricordato all\u2019Assemblea; e me ne \u00e8 ulteriore testimonianza il fatto che in questo momento i banchi del Governo siano cos\u00ec spopolati e manchi perfino il Presidente del Consiglio mentre si dibatte una questione di tanto rilievo nazionale.<\/p><p>Ho detto che esistono due strade, due procedure possibili. Non \u00e8 infatti assodato in modo assoluto, non \u00e8 certo in modo inequivocabile che soltanto la procedura prevista dal decreto del 16 marzo 1946 sia consentita e giuridicamente possibile. Non \u00e8 affatto assodato, perch\u00e9 da tutto ci\u00f2 che io ho ricordato poco fa all\u2019Assemblea, dal fatto cio\u00e8 che fin dal gennaio del 1944 sia stato costituito l\u2019Alto Commissariato per la Sardegna, si desume che qui non si tratta affatto di una riforma costituzionale da iniziare: qui si tratta di una riforma costituzionale gi\u00e0 iniziata e attualmente in corso, onorevoli colleghi.<\/p><p>La riforma costituzionale \u00e8 stata iniziata dal decreto del dicembre 1944 \u2013 se non da quelli precedenti \u2013 il quale appunto stabilisce all\u2019articolo 1 \u2013 e mi si dica che queste norme non sono di rilievo costituzionale \u2013 che \u00e8 istituito un Alto Commissariato per la Sardegna, il quale sopraintende a tutta l\u2019Amministrazione civile e militare, nonch\u00e9 agli Istituti di diritto pubblico dell\u2019Isola; dirige e coordina l\u2019azione dei prefetti ed esplica tutte le attivit\u00e0 dell\u2019Amministrazione centrale salvo la giustizia, l\u2019istruzione superiore, l\u2019amministrazione militare e finanziaria. Non solo; all\u2019Alto Commissario \u00e8 pure rimessa la potest\u00e0 di emanare, sentita la Consulta, norme di attuazione delle leggi dello Stato in materia di agricoltura, commercio, industria, lavoro, comunicazioni ed approvvigionamento. Con lo stesso decreto, la Consulta regionale \u00e8 stata investita della facolt\u00e0 di formulare proposte per l\u2019ordinamento regionale. Non \u00e8 quindi esatto che noi in questo momento dobbiamo parlare di una riforma da iniziare. Noi dobbiamo parlare unicamente di una riforma che \u00e8 gi\u00e0 in corso, sia per quanto concerne l\u2019ordinamento amministrativo, sia per quanto concerne le funzioni legislative, e per il cui perfezionamento si \u00e8 dato mandato a un organo speciale, rappresentativo, in certa misura, di presentare un progetto. Evidentemente la riforma \u00e8 gi\u00e0 in atto. Per la Sicilia questa riforma \u00e8 stata condotta a compimento dopo la costituzione di questa Assemblea, in quanto dopo tale costituzione, ai sensi delle leggi gi\u00e0 emanate, sono stati convocati i comizi elettorali ed emanate le norme per l\u2019attuazione dello Statuto.<\/p><p>Evidentemente per la Sicilia si \u00e8 tenuto conto del fatto che ci si trovava dinanzi a una riforma in corso di attuazione. La stessa esigenza si propone in questo momento per la Sardegna. Io non dico che sia pacifico il riferimento al precedente siciliano. Io vi dico che vi \u00e8 un caso nuovo, per il quale si pone un problema nuovo di procedura ed io dico che se il Governo avesse avvertito la necessit\u00e0 politica di adottare una procedura nuova, era suo dovere proporre alla Camera la questione ed invitare la Camera a risolvere il quesito.<\/p><p>Si fanno delle obiezioni a questa procedura speciale che noi proponiamo per l\u2019approvazione dello Statuto sardo. Poco fa, queste obiezioni ce le ha riassunte l\u2019onorevole Abozzi.<\/p><p>Si osserva che il decreto 16 marzo 1946 preclude qualsiasi possibilit\u00e0 di delegare il potere costituzionale ad altro organo, al Governo. \u00c8 esatto questo? A me non pare che sia esatto.<\/p><p>L\u2019articolo 3 del decreto 16 marzo 1946, stabilisce unicamente che la funzione legislativa \u00abresta\u00bb delegata, salvo la materia costituzionale, al Governo e cio\u00e8 stabilisce, implicitamente, che la materia costituzionale non \u00abresta\u00bb delegata. Ma ci\u00f2 non significa affatto che la Costituente di sua iniziativa e in base ai suoi poteri non possa delegare la funzione legislativa su una determinata materia costituzionale al Governo riservando a s\u00e9 il coordinamento di quella legge che risulter\u00e0 con la Costituzione dello Stato. Non \u00e8 escluso, e non potrebbe in alcun modo essere escluso, in quanto l\u2019Assemblea \u00e8 sovrana.<\/p><p>Vero \u00e8 che nella sovranit\u00e0 dell\u2019Assemblea non pu\u00f2 essere compresa la potest\u00e0 di spogliarsi dei suoi poteri, ma delegare una funzione non \u00e8 spogliarsi dei poteri; delegare una funzione legislativa su una materia determinata riservandosi il coordinamento non significa affatto spogliarsi del potere costituzionale, significa soltanto adottare una procedura speciale. Ed \u00e8 appunto questo che noi chiediamo alla Camera: che ravvisi in questo momento la necessit\u00e0 di adottare una procedura speciale ed accelerata.<\/p><p>Si noti inoltre che la Consulta sarda ha steso il progetto conoscendo lo Statuto regionale siciliano, gi\u00e0 approvato dal Governo, e conoscendo inoltre il progetto di ordinamento regionale della Commissione dei Settantacinque. Evidentemente essa \u00e8 stata guidata da criteri che sono ormai adottati dalla maggioranza della Camera. Io non penso che non si possano formulare delle critiche allo Statuto regionale sardo; allorch\u00e9 questo Statuto verr\u00e0 a questa Assemblea per il coordinamento, anche noi formuleremo delle critiche a questo Statuto, formuleremo delle critiche ed in questo momento intendiamo avanzare delle riserve che possono essere di suggerimento al Governo all\u2019atto in cui, lo spero, per voto della Camera, dovr\u00e0 emanare con legge lo Statuto sardo. Queste riserve concernono soprattutto quella parte dello Statuto regionale sardo che riguarda la Provincia. Ormai l\u2019Assemblea Costituente ha in questa materia assunto gi\u00e0 una posizione precisa ed io penso che il Governo, il quale conosce l\u2019indirizzo seguito dall\u2019Assemblea Costituente, ed ha sotto gli occhi il progetto di ordinamento regionale che \u00e8 stato approvato da questa Assemblea, possa facilmente correggere le deficienze dello Statuto sardo a questo proposito.<\/p><p>Non esistono quindi, onorevoli colleghi, n\u00e9 difficolt\u00e0 di ordine formale, n\u00e9 difficolt\u00e0 di ordine sostanziale. La procedura speciale pu\u00f2 essere tranquillamente e serenamente adottata da questa Assemblea.<\/p><p>Ora vi \u00e8 da vedere se sussistono quei motivi particolari, eccezionali, che possono consigliare all\u2019Assemblea di adottare una procedura speciale. \u00c8 pacifico che l\u2019Assemblea non pu\u00f2 adottare la procedura che noi le proponiamo se non ravvisa necessit\u00e0 particolari ed urgenti.<\/p><p>Vi sono questi motivi particolari? Si dice che non vi sono.<\/p><p>Io ho sentito da pi\u00f9 parti obiettare che, dato che ormai sono secoli che questo problema matura, e sono almeno decenni che questa soluzione viene agitata, non vi sarebbe una ragione particolare per adottare particolari procedure e venire all\u2019approvazione dello Statuto con urgenza.<\/p><p>\u00c8 vero che il problema della Sardegna \u00e8 ormai secolare; ma \u00e8 anche vero che questo problema si \u00e8 esasperato nel corso degli ultimi decenni e particolarmente a seguito delle due ultime guerre e del fascismo. E dovevano pur sussistere degli speciali motivi d\u2019urgenza, se il Governo fin dal gennaio 1944 ritenne di dover adottare per la Sardegna una particolare riforma per quanto sapesse perfettamente che organi costituzionali dovevano essere creati nel nostro Paese, i quali sarebbero stati pi\u00f9 di esso competenti ad emanare la riforma costituzionale.<\/p><p>In che consiste questo aggravamento della situazione? La guerra, come sbocco finale di tutta una politica, che \u00e8 in contraddizione con gli interessi e le necessit\u00e0 della Sardegna, ha determinato una crisi estrema nell\u2019Isola. Altre Regioni, almeno nelle loro categorie produttive e possidenti, hanno potuto avere dalla guerra determinati vantaggi, attraverso le forniture allo Stato. La Sardegna manca completamente di industrie manifatturiere e di rilievo bellico; non ha avuto quindi nessun vantaggio dalla guerra. Unica produzione industriale di interesse bellico \u00e8 quella estrattiva del carbone, che \u00e8 per\u00f2 in mano allo Stato. Ed anche a questa produzione, durante il periodo della guerra e dopo, sono state imposte particolari condizioni di vendita a prezzo politico, che non hanno potuto non riverberarsi sui salari delle maestranze e hanno, quindi, avuto influenza negativa sulla vita dell\u2019Isola.<\/p><p>Unica risorsa della nostra Regione \u00e8 la produzione agricola e zootecnica, la quale, durante la guerra, ha dovuto soffrire i blocchi pi\u00f9 severi, in quanto l\u2019isolamento della Sardegna e la necessit\u00e0 di alimentare, oltre ad un milione e 200 mila abitanti, 200 mila soldati, ponevano le autorit\u00e0 locali nella necessit\u00e0 di esercitare un particolare rigore. La Sardegna ha dovuto soffrire integralmente i prezzi politici ed i gravami fiscali ed \u00e8 uscita terribilmente impoverita dalla guerra. Voi non avete forse idea del grado cui \u00e8 giunto questo impoverimento, della deficienza non solo di prodotti industriali, ma anche di prodotti agricoli, che si verific\u00f2 in Sardegna nell\u2019immediato dopo-guerra. Sembra incredibile! Ma una popolazione di un milione e 200 mila abitanti su un territorio di 2 milioni e 400 mila ettari, ad un determinato momento, dopo la guerra, si \u00e8 trovata senza gli alimenti necessari per la stessa esistenza.<\/p><p>Non \u00e8 vero che manca l\u2019iniziativa. Basterebbe vedere, in questi ultimi anni, il risorgere delle nostre citt\u00e0 distrutte, il miracolo di Cagliari, che, forse, in tutta Italia \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 rapidamente ricostruita, unicamente per la volont\u00e0 e lo sforzo dei suoi abitanti; basterebbe guardare a questo fenomeno, per constatare che non \u00e8 l\u2019iniziativa che manca. Anche durante la guerra, mentre durava l\u2019isolamento dalla Penisola, vi \u00e8 stato tutto un fiorire di piccole iniziative nell\u2019artigianato e nella piccola industria; per anni noi ci siamo vestiti e calzati coi prodotti locali che le nostre donne e gli artigiani filavano, tessevano e conciavano; tutto ci\u00f2 sta a dimostrare che non manca la volont\u00e0. Mancano, invece, le condizioni, perch\u00e9 possa fiorire l\u2019iniziativa individuale; e queste condizioni sono venute meno ancora di pi\u00f9, quando si \u00e8 riaperto il mercato nazionale e si sono ristabiliti i traffici tra il Continente e la Sardegna. Ci siamo trovati allora dinanzi a un enorme afflusso di carta moneta svalutata, che accaparrava le ultime risorse del nostro mercato. E ci siamo trovati dinanzi ad una corrente di importazione di prodotti industriali a prezzi altissimi, alla cui concorrenza pure non poteva reggere la piccola produzione locale per la inferiorit\u00e0 del prodotto. Abbiamo cos\u00ec attraversato un periodo, in cui la speculazione era regina nell\u2019Isola. La Consulta regionale ha tentato di porre rimedio a questa situazione e di frenare l\u2019esportazione dei prodotti locali, che minacciava di impoverire completamente la Sardegna e di privarla degli stessi prodotti necessari all\u2019alimentazione dei suoi abitanti.<\/p><p>Anche i Governi passati hanno, in qualche misura, fatto degli sforzi per l\u2019aumento della produzione e per lo sviluppo economico dell\u2019Isola, specie attraverso le leggi Gullo e Segni che, soprattutto nelle zone settentrionali dell\u2019Isola, hanno avuto applicazione estesa, corrispondendo ai bisogni immediati della popolazione. Il Governo ha tentato di venirci in aiuto, favorendo la produzione, e promuovendo l\u2019industrializzazione dell\u2019Isola con la creazione del famoso Banco di Sardegna, che non ha per\u00f2 potuto tradursi in realt\u00e0 per deficienza di capitali, ed \u00e8 venuto incontro, in una certa misura, alle necessit\u00e0 della Sardegna, con un complesso di lavori pubblici, per combattere la disoccupazione.<\/p><p>Ma quando si poteva sperare che attraverso l\u2019aiuto del Governo nazionale e l\u2019azione regolatrice degli organi locali si potesse avviare in qualche modo l\u2019Isola ad uscire dalle tristi necessit\u00e0 del dopo-guerra, sono intervenuti fattori al disopra della volont\u00e0 umana: la siccit\u00e0, le cavallette, le epizoozie, le alluvioni che hanno percorsa e devastata in ogni parte l\u2019Isola. Oggi, onorevoli colleghi, qualunque cosa possano dire gli indici in mano al Governo, la Sardegna \u00e8 la regione di fatto pi\u00f9 povera d\u2019Italia. E gi\u00e0 pesa, purtroppo, su questa nostra terribilmente impoverita isola, la minaccia di nuovi mali, forse non minori di quelli passati. Gi\u00e0 pesa la minaccia di aggravamenti fiscali, che porteranno gran parte dei piccoli proprietari alla liquidazione parziale o totale delle proprie attivit\u00e0 patrimoniali, con conseguenti, profonde e sfavorevoli modificazioni della distribuzione della propriet\u00e0 terriera.<\/p><p>A questo punto, onorevoli colleghi e signori del Governo, noi deputati sardi abbiamo il dovere di dirvi che occorre fermarsi, che occorre risalire la china, che occorre battere strade nuove. Non si pu\u00f2 attendere l\u2019ultima ora e non si possono attendere manifestazioni che nessuno di noi desidera e che aggraverebbero ulteriormente le condizioni di un popolo giunto all\u2019estremo delle sue risorse e della sua pazienza. Badate, onorevoli colleghi, che questa sensazione non \u00e8 unicamente nostra.<\/p><p>Le stesse autorit\u00e0, gli stessi pubblici poteri dell\u2019Isola hanno la sensazione che la situazione \u00e8 giunta al suo punto cruciale. L\u2019Alto Commissario vi ha proposto, signori del Governo, un piano quinquennale di opere pubbliche e di provvedimenti urgenti per la Sardegna e si \u00e8 associato, come ci ha comunicato, alla nostra proposta per una sollecita convocazione dei comizi elettorali. Evidentemente, anche le autorit\u00e0 isolane hanno la precisa sensazione che \u00e8 necessario adottare rimedi pronti ed efficaci. Noi vi chiediamo l\u2019una e l\u2019altra cosa: vi chiediamo di adottare il piano quinquennale presentato dall\u2019Alto Commissariato \u2013 che raccoglie, in sostanza, le proposte gi\u00e0 formulate dalla Consulta regionale e dalle Amministrazioni locali \u2013 e vi chiediamo di darci la possibilit\u00e0 di rielaborare una parte almeno della legislazione nazionale, per renderla adeguata ai bisogni ed alle necessit\u00e0 preminenti della nostra Regione.<\/p><p>L\u2019autonomia non \u00e8 una panacea. Non pensiamo che essa possa risolvere miracolosamente tutti i nostri problemi, ma siamo sicuri che l\u2019autonomia ci consentir\u00e0 almeno, per ora, di porre rimedio alle necessit\u00e0 pi\u00f9 urgenti della nostra terra e di iniziare l\u2019opera di rinnovamento. Il compito che ci sta di fronte non \u00e8 n\u00e9 semplice n\u00e9 agevole. Ne abbiamo coscienza. Si tratta intanto di stabilire, nell\u2019Isola, un livello civile di vita.<\/p><p>Voi forse non avete un\u2019idea, signori del Governo, delle condizioni di vita che vigono attualmente in Sardegna. Io vorrei che voi consideraste attentamente talune cifre che ci ha fornito lo stesso Alto Commissariato: dei 320 comuni dell\u2019Isola, 60 sono privi di acquedotti; 130 hanno acquedotti incompleti; 120 non possono assicurare l\u2019approvvigionamento idrico delle popolazioni in estate; non c\u2019\u00e8 nessun comune fornito sufficientemente di acqua, neppure i capoluoghi di provincia. Vi sono 215 comuni sforniti completamente di fognature; 38 hanno fognature incomplete; 77 comuni non hanno cimiteri; 48 hanno dei cimiteri insufficienti. Queste sono cifre, onorevoli colleghi. Questa \u00e8 la situazione reale dell\u2019Isola. Non si parli poi delle comunicazioni e delle strade. La Sardegna ha 0,195 chilometri di strade per chilometro quadro di territorio, contro 0,275 della Lucania, che \u00e8 la regione pi\u00f9 sfornita di strade di tutta la Penisola.<\/p><p>Nella stessa zona di Oristano, la pi\u00f9 fertile dell\u2019Isola, vi sono vasti territori in cui i contadini non possono raggiungere i propri fondi per mancanza di strade. Non vi \u00e8 dunque da stupirsi se, allo stato attuale, il 77 per cento del territorio dell\u2019Isola \u00e8 incolto e se le rese per tutte le coltivazioni sono largamente inferiori alla media nazionale.<\/p><p>Occorrono evidentemente metodi nuovi, occorre iniziare una larga azione nel settore dei lavori pubblici e del rimboschimento e della bonifica; occorre dare un incoraggiamento all\u2019iniziativa locale, e occorre incoraggiare soprattutto il movimento delle cooperative, sia nel settore agricolo che in quello della zootecnia, che gi\u00e0 per iniziativa locale, e senza nessun aiuto, attraverso le sole strade aperte dai decreti Gullo e Segni, ha avuto un enorme inatteso sviluppo.<\/p><p>La organizzazione della produzione in Sardegna \u00e8 ancora primitiva e vi \u00e8 tutta un\u2019opera da condurre su questo terreno. Abbiamo oggi 8,6 capi bovini per chilometro quadrato contro 48,8 delle Regioni del nord. Per quanto riguarda la produzione zootecnica, siamo ancora, come sapete, ai metodi pi\u00f9 primitivi di conduzione, al pascolo brado. Occorrer\u00e0, quindi, in questo campo, favorire tutte quelle iniziative che tendano ad uno sviluppo industriale e commerciale e promuovere tutte le forme di economia associata.<\/p><p>Noi non pensiamo, onorevoli colleghi, di tagliare i ponti con l\u2019Italia. Posso dirlo a nome di tutti i sardi: \u00e8 ben lontano da noi un proposito di questo genere. Sappiamo troppo bene che nessuna opera potrebbe essere nemmeno iniziata se non ci soccorresse l\u2019aiuto iniziale di tutti gli italiani e del capitale privato e di quello statale. Pensiamo anzi che la riforma che vi proponiamo \u00e8 parte integrante delle grandi riforme strutturali che l\u2019Assemblea Costituente dovr\u00e0 iniziare e che la futura Assemblea legislativa dovr\u00e0 completare.<\/p><p>La riforma autonomistica in Sardegna \u00e8 parte integrante della riforma agraria, e non avrebbe significato e valore se non venisse intesa e promossa in quel quadro ed in quella prospettiva.<\/p><p>Vi \u00e8 chi si \u00e8 chiesto per quali ragioni noi comunisti, che abbiamo assunto una posizione moderata per l\u2019ordinamento regionale nazionale, abbiamo invece fin dal primo momento sostenuto la necessit\u00e0 di concedere statuti propri e autonomie ampie alle Isole e alla Sardegna, in particolare. Queste ragioni sussistono e non sono superficiali.<\/p><p>Non vi adduciamo soltanto ragioni geografiche, non vi adduciamo soltanto quei motivi storici, di carattere estrinseco, che sono stati forniti per altre Regioni: \u00e8 tutto il modo in cui la Sardegna si \u00e8 inserita nell\u2019Italia una, \u00e8 il modo in cui si sono sviluppati i rapporti della Sardegna col Piemonte prima, e con l\u2019Italia poi, che ci suggerisce, in questo momento, di adottare per la Sardegna un ordinamento particolare.<\/p><p>L\u2019annessione della Sardegna non \u00e8 risultata, come un fatto politico necessario, da quel processo di unificazione economica e di rinnovamento sociale che ha determinato il Risorgimento italiano: l\u2019annessione della Sardegna \u00e8 stato un atto diplomatico e militare e la sua economia non ha potuto inserirsi nell\u2019economia nazionale, perch\u00e9 si trovava ancora allo stadio pre-capitalistico.<\/p><p>Quando la legge delle Chiudende nel 1820 e l\u2019editto per l\u2019abolizione del feudalesimo nel 1836 istituirono in Sardegna la propriet\u00e0 privata, vi fu un movimento insurrezionale che dur\u00f2 per 15 anni nell\u2019Isola: erano le comunit\u00e0 contadine che sostenevano i diritti di ademprivio conquistati attraverso una lotta secolare contro i signori, e li sostenevano in quanto, attraverso il rinnovamento che era stato introdotto dalla nuova legislazione piemontese \u2013 adatta a situazioni economiche e sociali pi\u00f9 avanzate \u2013 essi non vedevano altra prospettiva se non quella di un progressivo impoverimento.<\/p><p>Sicch\u00e9, l\u2019apertura del mercato nazionale \u2013 che \u00e8 avvenuta intorno al 1848 allorch\u00e9 vi \u00e8 stata l\u2019unificazione doganale col Piemonte \u2013 per la Sardegna non ha portato quei vantaggi che ha portato per le altre Regioni; l\u2019ha, anzi, aperta indifesa all\u2019opera di sfruttamento del capitale mercantile e, in un secondo momento, del capitale industriale, l\u2019uno e l\u2019altro interessati a strapparle unicamente materie prime, allo stato grezzo e semilavorate. Sicch\u00e9 tutto l\u2019ordinamento produttivo sardo nelle sue prospettive di progresso e di sviluppo si \u00e8 trovato in costante e netta contraddizione con l\u2019economia capitalistica italiana e con l\u2019ordinamento sociale e giuridico italiano.<\/p><p>Si dir\u00e0 che queste contraddizioni sono ormai risolte e superate. Non sono superate, onorevoli colleghi, e non lo sono perch\u00e9 non fu mai rinnovato il sistema produttivo, perch\u00e9 tuttora, accanto alle immense ciminiere di Monteponi di Carbonia, il pastore sardo guida le pecore con il suo vincastro per lande inseminate, perch\u00e9 ancora il contadino scava con l\u2019aratro a chiodo la terra, perch\u00e9 ancora due economie e due mondi coesistono nell\u2019Isola senza compenetrarsi. E da questa contraddizione scaturisce ancora sulle labbra del pastore e del contadino isolano il grido che guidava i padri nelle lotte contro il Piemonte: \u00abtorrare a su connottu\u00bb (vogliamo tornare a quello che hanno conosciuto i nostri padri); \u00absos muros a terra\u00bb (vogliamo abbattere la propriet\u00e0 privata), grido che non risponde certo ad una chiara prospettiva politica, che non indica forse esattamente la strada di rinnovamento dell\u2019economia isolana, ma esprime la ribellione dell\u2019uomo semplice contro uno stato di cose ingiusto e il rimpianto dei tempi passati, migliori forse del presente.<\/p><p>Per questo, onorevoli colleghi, sin da quando si manifest\u00f2 in Sardegna, un movimento culturale e politico degno di questo nome, esso assunse caratteri profondamente regionali ed autonomistici.<\/p><p>Questa inspirazione si ritrova in tutta la letteratura isolana, e in quella popolare e in quella colta; questo indirizzo corre nella letteratura, nella propaganda, in tutta l\u2019attivit\u00e0 politica che ha avuto luogo in Sardegna da un secolo a questa parte.<\/p><p>Riassunta venticinque anni fa in un programma politico dalla corrente che faceva capo al Partito sardo d\u2019azione, condivisa dalle frazioni pi\u00f9 avanzate del movimento socialista, la rivendicazione autonomistica \u00e8 oggi patrimonio di tutti i Partiti dell\u2019Isola e costituisce la comune rivendicazione di tutti i sardi.<\/p><p>La necessit\u00e0, onorevoli colleghi, che noi vi prospettiamo scaturisce e risulta, quindi, da motivi che sono insieme immediati e remoti. Noi siamo entrati in Italia per un fatto diplomatico e militare; abbiamo partecipato ai sacrifici e alle lotte comuni del popolo italiano, in quanto abbiamo sentito che troppi fattori ci legavano profondamente alla vita nazionale. Ma oggi chiediamo di avere diritto di cittadinanza in questa Nazione rinnovata non soltanto come Cittadini italiani, ma anche come parte attiva nella vita economica e sociale del Paese.<\/p><p>Noi vi chiediamo oggi di consentirci che, attraverso l\u2019autonomia, noi consolidiamo la partecipazione della Sardegna alla vita nazionale. Non \u00e8 che questo, onorevoli colleghi, quello che noi vi chiediamo; non sono che questi i motivi per i quali noi vi proponiamo l\u2019adozione di una procedura speciale la quale comporter\u00e0 la sollecita approvazione delle statuto e la convocazione dei comizi elettorali entro l\u2019anno. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Mortati. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Onorevoli colleghi, la questione sollevata dall\u2019onorevole Lussu presenta due aspetti: l\u2019uno che vorrei definire di opportunit\u00e0 e che naturalmente implica un giudizio di merito politico; l\u2019altro che \u00e8 invece di costituzionalit\u00e0 e quindi puramente di forma. Per quanto riguarda l\u2019aspetto che ho chiamato di opportunit\u00e0 politica e che si compendia nella questione se convenga o meno disporre un\u2019immediata entrata in vigore del proposto Statuto sardo, confesso che mi sorge qualche dubbio.<\/p><p>\u00c8 bene, onorevoli colleghi, che noi poniamo mente ad una circostanza, che cio\u00e8 questo Statuto dovr\u00e0 essere sottoposto a revisione fra qualche mese, e, in questa sede, potrebbe subire modificazioni sostanziali rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 stato proposto dalla Consulta regionale sarda. L\u2019immediata sua entrata in vigore potrebbe indurre le popolazioni sarde nella convinzione di una definitivit\u00e0 dell\u2019assetto che si introduce, che sarebbe causa di delusioni, o di inconvenienti, senza parlare poi dell\u2019inconveniente di dovere instituire uffici o competenze, che potrebbero, subito dopo, essere eliminati o modificati. Diverso, evidentemente, il caso dello Statuto siciliano, entrato in vigore quando non si poteva prevedere come prossima la data del coordinamento con la nuova Costituzione, di l\u00e0 da venire. In sostanza la preoccupazione legittima \u00e8 quella di provvedere al pi\u00f9 presto possibile alle elezioni. Ma, per sodisfare a questa esigenza, mi pare che non sarebbe difficile provvedere, anche senza l\u2019attuazione dell\u2019intero Statuto, facendo entrare in vigore solo la parte dell\u2019organizzazione, salvo, nel frattempo, ad operare il coordinamento che dovr\u00e0 esser fatto dall\u2019Assemblea, in modo da consentire che quando i nuovi organi saranno investiti della carica potr\u00e0 darsi inizio all\u2019attivit\u00e0 regionale nella sua forma definitiva.<\/p><p>Ma, in ogni caso, a me pare che prevalente in questo momento sia la questione di forma; cio\u00e8 l\u2019accertamento del come giungere a questo risultato cui tutti tendiamo, di realizzare nel pi\u00f9 breve termine possibile l\u2019autonomia sarda, che \u00e8 gi\u00e0 stata consacrata solennemente nell\u2019articolo 108 della Costituzione. Ora, \u00e8 appunto su questo problema che io desidero intrattenere brevemente l\u2019Assemblea.<\/p><p>E, anzitutto, a questo proposito mi pare che bisogna con molta fermezza respingere le accuse, gi\u00e0 enunciate dall\u2019onorevole Lussu e ricalcate con una certa particolare acredine dall\u2019onorevole Laconi, intorno ad una presunta inadempienza del Governo, ad una presunta sua insensibilit\u00e0 politica. Si \u00e8 detto che il Governo ha tardato a prendere i provvedimenti che sarebbero stati di sua competenza per realizzare la rapida attuazione dello Statuto sardo. Io osservo che questo rimprovero \u00e8 del tutto gratuito ed infondato. Il Governo, venuto in possesso di questo Statuto, ha fatto l\u2019unica cosa che poteva fare, ha seguito l\u2019unica via che gli era consentito seguire: cio\u00e8 trasmettere alla Presidenza dell\u2019Assemblea, lo Statuto stesso, affinch\u00e9 prendesse i provvedimenti di sua competenza.<\/p><p>Che i provvedimenti fossero di competenza dell\u2019Assemblea, \u00e8 indubbio; dato che il carattere costituzionale dei medesimi \u00e8 da tutti ammesso, a cominciare dagli onorevoli Lussu e Laconi. Evidentemente, se si tratta di atto di indole costituzionale, il Governo non poteva fare altro che eccitare la competenza dell\u2019Assemblea attraverso il deposito dello Statuto ad esso pervenuto, nelle mani della sua Presidenza.<\/p><p>Ora, ci\u00f2 posto e chiarito, qual \u00e8 la procedura da seguire per realizzare la desiderata attuazione dello Statuto sardo?<\/p><p>L\u2019onorevole Lussu propone un\u2019autorizzazione, che dovrebbe essere data dall\u2019Assemblea in questo momento \u2013 a conclusione della votazione sulla mozione stessa \u2013 un\u2019autorizzazione al Governo ad approvare ed attuare, cio\u00e8 a dar subito vigore a questo Statuto. L\u2019onorevole Lussu ha citato l\u2019autorit\u00e0 di un illustre parlamentare e costituzionalista, cio\u00e8 dell\u2019onorevole Orlando. Sono dolente che l\u2019onorevole Orlando non sia presente nell\u2019Aula, perch\u00e9 ci avrebbe potuto illustrare a voce questa sua opinione circa la regolarit\u00e0 della procedura suggerita. Con tutto il rispetto dovuto all\u2019eminente Maestro, debbo dissentire dall\u2019opinione a lui attribuita: non \u00e8 possibile che l\u2019Assemblea dia l\u2019autorizzazione ad attuare lo Statuto sardo, cio\u00e8 l\u2019autorizzazione a modificare l\u2019assetto fondamentale dello Stato per questa parte, attraverso un semplice voto a conclusione della discussione sulla mozione. Gi\u00e0 \u2013 osservo incidentalmente \u2013 \u00e8 errata la parola \u00abautorizzazione\u00bb, perch\u00e9, se mai, bisognerebbe pensare ad una delega; delega che a me sembra possibile, che a me sembra consentita dalla Costituzione provvisoria che attualmente ci regge e che \u00e8 consacrata nel decreto legislativo luogotenenziale 16 maggio 1946. Io ritengo legittima la delega, perch\u00e9 precisamente questa Costituzione provvisoria, ha carattere di flessibilit\u00e0 e quindi consente all\u2019organo supremo, che \u00e8 l\u2019Assemblea Costituente, di apportare ad essa delle modifiche. Un\u2019applicazione recente della flessibilit\u00e0 di questa Costituzione provvisoria abbiamo fatto noi stessi quando, poche settimane or sono, abbiamo approvato la proposta di prorogare i termini fissati dall\u2019articolo 4 alla vita dell\u2019Assemblea Costituente. Evidentemente, se l\u2019Assemblea Costituente ha potuto modificare la disposizione costituzionale relativa al termine, con eguale legittimit\u00e0, potrebbe trasferire al Governo l\u2019esercizio di una potest\u00e0 di sua competenza, quale \u00e8 quella di modificare la Costituzione attuale, sancendo a favore della Sardegna una determinata legislazione speciale.<\/p><p>Quindi, che una delega (non gi\u00e0 un\u2019autorizzazione) sia possibile a tenore della Costituzione provvisoria attuale, io non credo dubbio. Si tratta, per\u00f2, della forma. Come attuare questa delega? Evidentemente, non con un voto generico su una mozione, ma attraverso l\u2019unica forma possibile, cio\u00e8 l\u2019approvazione di un disegno di legge che determini precisamente il modo, la forma, i limiti di attuazione di questo Statuto da compiere dal Governo. Non sarebbe possibile allo stato delle cose concedere una delega generica, per l\u2019attuazione di questo Statuto che nessuno di noi conosce, non essendo stato distribuito ai membri dell\u2019Assemblea. Siccome questo Statuto si trova attualmente presso una Commissione dell\u2019Assemblea, spetta a questa Commissione di esaurirne l\u2019esame (nel caso che l\u2019abbia iniziato) o di iniziarlo (nel caso che non l\u2019abbia ancora iniziato) e presentare all\u2019Assemblea le proposte relative.<\/p><p>\u00c8 necessario quindi, per il momento, rimettersi all\u2019apprezzamento di questa Commissione circa la linea da seguire. Sar\u00e0 questa Commissione che, in base alla valutazione delle singole disposizioni dello Statuto, potr\u00e0 proporre all\u2019Assemblea o l\u2019attuazione immediata dell\u2019intero Statuto o l\u2019attuazione provvisoria di alcune parti dello Statuto stesso, e precisamente di quelle parti che si riferiscono agli organi, e quindi all\u2019elezione dell\u2019Assemblea regionale. Sar\u00e0 insomma la Commissione competente che dovr\u00e0 illuminarci circa le vie da seguire e proporci quel disegno di legge di natura costituzionale, il quale dovr\u00e0 poi essere approvato dall\u2019Assemblea Costituente con la procedura normale.<\/p><p>A me pare che seguire un\u2019altra via sarebbe non solo illegittimo, ma anche inopportuno. Qualcuno pu\u00f2 pensare che la questione d\u2019indole formale abbia poca importanza. A me non pare. Le questioni di forma sono questioni di grande importanza per un popolo civile perch\u00e9 ad esse sono legati valori di straordinaria importanza, i valori della certezza del diritto e della stabilit\u00e0 delle istituzioni. Non possiamo, dunque, esporre questa materia cos\u00ec delicata ad accuse di incostituzionalit\u00e0 e ad incertezze, accuse di incostituzionalit\u00e0 ed incertezze che sorgerebbero se venisse seguita la via suggerita dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>\u00c8 appunto per questo, ed anche per una questione di sostanza che \u2013 come accennavo \u2013 consiste nella necessit\u00e0 di valutare nel merito questo Statuto per potere giudicare quale parte di esso possa senza danno essere attuata, \u00e8 \u2013 dicevo \u2013 tenendo presente questa duplice considerazione, di sostanza e di forma, che io propongo l\u2019ordine del giorno gi\u00e0 letto e che comporta il deferimento alla Commissione delle proposte relative al mode migliore per giungere alla rapida attuazione dello Statuto sardo.<\/p><p>A quest\u2019ordine del giorno io attribuisco valore di emendamento e chiedo che, come tale, esso sia posto in votazione prima della mozione. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Mastino Gesumino. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Onorevoli colleghi, parlo unicamente perch\u00e9 intendo precisare il mio pensiero, che \u00e8 in parziale disaccordo con quello espresso test\u00e9 dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Certamente l\u2019onorevole Mortati ha giuridicamente ragione allorch\u00e9 afferma la possibilit\u00e0 della delega da parte dell\u2019Assemblea al Governo dell\u2019esercizio di uno dei propri poteri costituzionali. Penso per\u00f2 \u2013 e su queste punto prego l\u2019assemblea di volermi attentamente seguire \u2013 che il problema sia stato mal posto allorch\u00e9 si volle restringere la possibilit\u00e0 della immediata attuazione dello Statuto autonomista sardo alla delega che l\u2019Assemblea pu\u00f2 oggi dare al Governo.<\/p><p>Io penso che l\u2019Assemblea utilmente intervenga ora presso il Governo, al fine di dare maggiore autorit\u00e0 al provvedimento che si vuole ottenere da esso. Ritengo per\u00f2 che il Governo \u2013 malgrado le critiche, direi, di obbligo, dell\u2019onorevole Laconi \u2013 non avesse veste per potere prima autonomamente intervenire nell\u2019argomento, in quanto la Sardegna aveva gi\u00e0 una prima volta, attraverso la Consulta regionale, manifestato il desiderio di autonomamente decidere sullo Statuto della propria autonomia e di voler attendere che la sua decisione avesse la consacrazione di questa Assemblea. Ma io ritengo che di questa delega formale dell\u2019Assemblea, pur sempre opportuna, il Governo non avesse necessit\u00e0; e qui mi richiamo al principio indiscutibile della continuit\u00e0 dell\u2019ordinamento giuridico italiano come della continuit\u00e0 di qualunque ordinamento statale: continuit\u00e0 che lega necessariamente la legislazione attuale alla legislazione scaturita dai Governi dei Comitati di liberazione. Ora, si \u00e8 detto \u2013 anzi, ripetuto varie volte \u2013 che la Sardegna avrebbe potuto ottenere da parecchio tempo l\u2019autonomia stessa, che, per decreto-legge, fu concessa alla Sicilia; ma non si \u00e8 precisato che nel decreto che concedeva l\u2019autonomia alla Sicilia era detto con chiarezza di espressione, e quindi con assoluta tassativit\u00e0 di norma, che la Sardegna aveva diritto di ottenere la stessa autonomia che veniva concessa alla Sicilia. Quindi, la legge che approvava lo Statuto siciliano non esauriva il suo compito in questa approvazione, ma aveva una efficacia che oltrepassava i limiti dello Statuto siciliano, in quanto concedeva un preciso diritto alla Sardegna. Ora, amici e colleghi, l\u2019esercizio di questo diritto sardo non era limitato nel tempo; in modo che non si pu\u00f2 dire (sarebbe una eresia giuridica e si affermerebbe cosa immorale) che non avendo la Sardegna esercitato questo diritto che le derivava dalla legge, immediatamente dopo l\u2019approvazione dello Statuto siciliano, abbia perduto la facolt\u00e0 di esercitarlo ora.<\/p><p>Le norme comuni di diritto hanno sempre affermato, fin dai tempi della legislazione romana, che non si possa presumere la rinuncia ad alcun diritto; e qui, non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, siamo in tema di diritto pubblico e quindi la rinuncia dovrebbe essere circondata da speciali garanzie. Non \u00e8, pertanto, presumibile che la Sardegna abbia, con la sua volont\u00e0, rinunciato a questo suo diritto. Se cos\u00ec \u00e8, la Sardegna, che non ha esercitato il diritto allorch\u00e9 pure ne aveva facolt\u00e0, ha conservato il potere di esercitarlo ora. Lo esercita attraverso la mozione dell\u2019amico onorevole Lussu, che io ho firmato e che risponde all\u2019ardente desiderio di tutta la gente sarda.<\/p><p>Vi dicevo che sarebbe anche socialmente e moralmente strano che si opponesse a questo desiderio sardo unicamente il punto di vista del tempo trascorso. Ora, voglio fare un\u2019affermazione e non credo di lasciarmi trascinare \u2013 in questa mia affermazione \u2013 dal mio profondo e, direi quasi, appassionato attaccamento alla mia terra. Noi sardi abbiamo anche in questa occasione dimostrato quella seriet\u00e0, quel senso di disciplina, quel senso di decoro e quel senso di personalit\u00e0 autonoma che sono le caratteristiche pi\u00f9 profonde della nostra razza millenaria. Noi, che avremmo potuto ottenere un vantaggio al quale aspiravano coscientemente o incoscientemente le generazioni trascorse e quelle viventi, rinunciammo perch\u00e9 volemmo meditare, esaminare se i termini e le forme dell\u2019autonomia concessa alla Sicilia rispondessero alle necessit\u00e0 pratiche della Sardegna. Compiuto questo esame, la Sardegna presenta all\u2019Assemblea un proprio Statuto regionale e chiede le venga riconosciuto un diritto consacrato dalla legge. Non credo che n\u00e9 l\u2019Assemblea, n\u00e9 il Governo, si possano sottrarre all\u2019obbligo che dalla legge deriva.<\/p><p>L\u2019unica obiezione della cui fondatezza io mi rendo conto (badate, io tratto il problema unicamente dal punto di vista giuridico, quindi non credo necessario, come ha creduto l\u2019amico Abozzi, riferirmi ai languenti occhi del signor De Montesquieu e neppure, se me lo consente l\u2019amico Laconi, disturbare nel loro galoppo i quattro Cavalieri dell\u2019Apocalisse) pu\u00f2 essere superata purch\u00e9 noi ci soffermiamo a valutare i soli dati concreti del problema che ci viene sottoposto.<\/p><p>L\u2019obiezione fondamentale \u00e8 questa: l\u2019Assemblea \u00e8 stata chiamata a dare una delega al Governo. Ora, io ho sentito sussurrare intorno a me il dubbio, dubbio che scaturiva da una preoccupazione di ordine morale oltre che intellettuale, sulla possibilit\u00e0 di dare autorizzazione a compiere un atto della cui sostanziale portata non si conoscono i termini; perch\u00e9, effettivamente, lo Statuto sardo \u00e8 ignoto alla massima parte di voi e se io non temessi di dare l\u2019impressione di essere maligno nella stessa linea in cui maligno \u00e8 stato l\u2019onorevole Laconi, potrei dire che forse neppure il Governo ancora lo conosce.<\/p><p>L\u2019obiezione \u00e8 certamente forte, per\u00f2 non mi pare che distrugga la fondatezza del ragionamento. Certo, l\u2019Assemblea \u00e8 sostanzialmente chiamata a compiere un atto di fede, un atto di fede nella Sardegna e nel senso di responsabilit\u00e0 dei sardi.<\/p><p>Ora, capisco che per molti di noi \u00e8 difficile compiere questo atto di fede. Durante la discussione sulle autonomie regionali io ho sentito vari eloquenti colleghi parlare con vero terrore delle possibili attivit\u00e0 delle future Assemblee regionali. Immaginavano che le Assemblee dovessero essere composte di persone o esagitate o inconsapevoli, le quali, in preda ad improvvisi strani furori, non avrebbero avuto altra idea che quella di sconvolgere la legislazione dello Stato e compiere le pi\u00f9 impensate sciocchezze. Io non so se questo ragionamento sia esatto rapportato alle Regioni per le quali gli amici e colleghi parlarono. Certo deve essere respinto in rapporto alla Sardegna. I colleghi sanno che per quanto riguarda amor di Patria, attaccamento ai doveri verso la Nazione, la Sardegna, che per questa Italia, che tanto l\u2019ha dimenticata, ha dato il sangue migliore dei suoi figli ed ha scritto pagine immortali di eroismo, non pu\u00f2 ricevere lezioni da alcuno. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per quanto riguarda il merito, cio\u00e8 la capacit\u00e0 dei sardi di auto-amministrarsi con dignit\u00e0, con pacatezza e con serenit\u00e0, io prego l\u2019Assemblea di voler credere che la Sardegna dar\u00e0 ancora una volta la dimostrazione di essere degna della fiducia, della Patria. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Carpano Maglioli. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. A nome del Partito socialista, porto l\u2019adesione alla mozione dell\u2019onorevole Lussu e degli altri colleghi firmatari nella certezza di rispettare, in atto concreto di democrazia, la volont\u00e0 del popolo sardo degno della nostra solidariet\u00e0, per le sue altre virt\u00f9 civiche. E mi \u00e8 particolarmente caro rendere questo omaggio come piemontese. Cos\u00ec si potr\u00e0 accelerare la realizzazione dell\u2019autonomia, sicuri di vedere avviata questa tormentata e meravigliosa nostra Isola a forme di civilt\u00e0 pi\u00f9 alte. Non mi pare si debba dimenticare che la nostra adesione trae anche fondamento dalla necessit\u00e0 doverosa di rispettare l\u2019impegno assunto fin dal 1946 dal Governo del Comitato di liberazione nazionale, n\u00e9 io penso che si debbano avere preoccupazioni formali perch\u00e9 queste preoccupazioni potranno essere superate dall\u2019opera di coordinamento che far\u00e0 l\u2019Assemblea Costituente a questo Statuto presentato dalla Consulta sarda; l\u2019attuazione pratica dello Statuto sardo servir\u00e0 anzi a dare indicazioni concrete al lavoro di coordinamento superando utilmente ogni eventuale preoccupazione di forma.<\/p><p>Con questo sentimento e con questi intendimenti, il gruppo parlamentare socialista d\u00e0 cordiale la sua adesione alla mozione degli onorevole Lussu e colleghi e confida che la Camera, approvandola, vorr\u00e0 rendere questo omaggio al popolo sardo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Mannironi. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Onorevoli colleghi, io penso che questa discussione, gi\u00e0 cos\u00ec ampia, debba essere ricondotta ad un criterio e ad un fine soprattutto pratico perch\u00e9 mi pare che possono essere opportunamente conciliate le esigenze affermate e contenute nella mozione Lussu con i criteri giuridici, costituzionali, pratici e tecnici enunciati nell\u2019ordine del giorno firmato dall\u2019onorevole Mortati ed altri.<\/p><p>Perch\u00e9 non possano nascere equivoci sulla portata di questo mio intervento, devo dichiarare subito e preliminarmente che sono d\u2019accordo in pieno con i presupposti fondamentali posti a base della richiesta contenuta nella mozione Lussu. Cio\u00e8 io riconosco che \u00e8 urgente provvedere all\u2019attuazione dell\u2019autonomia sarda, riconosco che lo Statuto studiato presentato dalla Consulta regionale sarda merita la nostra piena fiducia e la nostra adesione. Dico questo, io che lo Statuto conosco in quanto vi ho collaborato per la sua redazione. Purtroppo dobbiamo chiedere ai colleghi un atto di fiducia o, direi, addirittura un atto di fede perch\u00e9 essi dovrebbero accingersi a prendere una grande decisione con grave responsabilit\u00e0 su una materia che purtroppo ignorano.<\/p><p>Ma, dicevo, se tecnicamente e costituzionalmente noi oggi non possiamo dare al Governo una delega pura e semplice attraverso una semplice mozione, e se dobbiamo presentare invece un regolare disegno di legge che dovr\u00e0 seguire la sua trafila pure regolare, con il deferimento allo studio di una speciale Commissione, se tutto questo ha da essere fatto, io credo che praticamente noi verremo a guadagnarci e verr\u00e0 a guadagnarci soprattutto l\u2019autonomia della Sardegna. Io sono seriamente preoccupato, onorevoli colleghi, della vicenda che questa autonomia potrebbe avere, facendo le cose troppo affrettatamente e prevenendo troppo col desiderio la realizzazione delle nostre aspirazioni.<\/p><p>Infatti, se ottenessimo dal Governo l\u2019approvazione dello Statuto proposto dalla Consulta sarda, ci troveremmo in questa strana situazione: che lo Statuto, approvato per ipotesi nel mese di agosto, al mese di dicembre o novembre potrebbe essere sottoposto a revisione anche sostanziale; dico anche sostanziale, perch\u00e9 la portata della parola \u00abcoordinamento\u00bb, di cui si parla nello Statuto siciliano e nella mozione Lussu, ha avuto un chiarimento abbastanza persuasivo nelle discussioni svoltesi in seno alle Commissioni riunite della Consulta nazionale, alle quali giustamente ha fatto richiamo l\u2019onorevole Lussu. In quella occasione da parte dell\u2019onorevole Molinelli si diceva che una delle tesi profilate consisteva nell\u2019affermare che il provvedimento legislativo, che si sarebbe dovuto emanare, poteva essere soggetto ad emendamenti, per il coordinamento con la nuova Carta costituzionale dello Stato italiano.<\/p><p>Lo stesso onorevole Gilardoni, relatore, aveva affermato che non si poteva neppure pensare ad una limitazione dei poteri della Costituente, la quale era assolutamente sovrana ed avrebbe sempre potuto fare giustizia di tutte le leggi preesistenti ed a tutte sostituire princip\u00ee nuovi.<\/p><p>Ora, se la parola \u00abcoordinamento\u00bb pu\u00f2 significare modifica sostanziale dello Statuto, credo che tutti ce ne dobbiamo seriamente preoccupare, proprio per le ragioni cui accennava l\u2019onorevole Mortati, quando diceva che in materia costituzionale, sovrattutto, oltre che in tutta la legislazione comune, \u00e8 necessario porre il popolo di fronte alla certezza del diritto.<\/p><p>Quali ripercussioni si potrebbero avere in Sardegna, se domani il Governo promulgasse <em>sic et simpliciter<\/em> lo Statuto proposto dalla Consulta sarda ed a distanza di pochissimi mesi, poi, l\u2019Assemblea Costituente ritoccasse questo Statuto, dando la sensazione di ridurre una concessione gi\u00e0 fatta dal Governo?<\/p><p>Tutto questo produrrebbe indubbiamente, se non sconvolgimenti, delusioni profonde e disorientamenti, dei quali noi ci dobbiamo preoccupare.<\/p><p>Non credo che gli argomenti di natura pratica, che modestamente sto esponendo, possano essere superati dagli argomenti, direi ad effetto, proposti e profilati dagli onorevoli Lussu e Laconi; i quali sostengono l\u2019urgenza indilazionabile delle elezioni ed affermano che la soluzione radicale di tutti i problemi che affliggono la nostra terra, possa essere rappresentata dalle elezioni dell\u2019Assemblea regionale.<\/p><p>Mi permetto di contestare la verit\u00e0 di questo assunto. Io non penso che la concessione dell\u2019autonomia per la Sardegna possa costituire la bacchetta magica, capace di risolvere con un sol colpo tutti gli annosi problemi che ci affliggono. Non penso neppure che le elezioni possano servire a decongestionare tutto l\u2019insieme ed il complesso dei problemi stessi e non penso, soprattutto, che sia utile indire delle elezioni per costituire un\u2019Assemblea la quale dovrebbe essere organo di un potere e di un ente che non \u00e8 ancora definitivamente creato nella struttura, nella fisionomia e nei poteri.<\/p><p>Dico questo soprattutto in relazione alla tesi profilata dall\u2019onorevole Mortati, che ha accennato alla possibilit\u00e0 costituzionale che si possa, ad un certo momento, disporre per l\u2019entrata in vigore parziale dello Statuto sardo. Credo che soluzioni di questo genere siano ibride e pericolose. Penso che lo Statuto deve entrare in vigore integralmente, quando sar\u00e0 definitivo e non quando potr\u00e0 pendere su di esso la spada di Damocle di una riforma o di un ritocco da parte dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Quindi, onorevoli colleghi, per concludere, dir\u00f2 che mi parrebbe utile che il collega Lussu ed il collega Mortati si intendessero, per trovare una soluzione che salvi questa esigenza, cio\u00e8 l\u2019urgenza di arrivare rapidamente ad ottenere l\u2019approvazione costituzionalmente definitiva dello Statuto sardo, e che eviti, insieme, di esporre lo stesso Statuto ad una perdita di tempo, a possibili ritocchi finali che varrebbero a svalutarlo nell\u2019opinione del popolo sardo. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Grassi, Ministro di grazia e giustizia ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Onorevoli colleghi! Voi avete inteso, da parte mia, il desiderio che l\u2019Assemblea, superando la questione pregiudiziale, affronti nel merito gli argomenti presentati dalla mozione Lussu ed altri onorevoli colleghi. Tengo subito, per quanto gi\u00e0 detto da altri onorevoli colleghi, a precisare che non mi sembra esatto quanto \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Laconi, circa la mancata sensibilit\u00e0 del Governo su questo problema dell\u2019autonomia sarda. Non so se l\u2019onorevole Laconi volesse riferirsi a questo Gabinetto o ad altri precedenti; l\u2019attuale Gabinetto ha poche settimane di vita e fra i tanti problemi che l\u2019assillano ed a cui deve provvedere, credo che non abbia trascurato quello che riguarda la Sardegna, che \u00e8 invece profondamente sentito, come tutti gli altri problemi che riguardano la vita del nostro Paese. Quindi non credo di dover difendere il Governo; n\u00e9, d\u2019altra parte, la constatazione della mancata presenza del Presidente del Consiglio pu\u00f2, diciamo cos\u00ec, diminuire l\u2019importanza di questa discussione, perch\u00e9 ho premesso che il Presidente del Consiglio, assente da Roma, mi ha incaricato di venire dinanzi all\u2019Assemblea ad esprimere l\u2019opinione del Governo, senza domandare il rinvio di questa discussione. Di questo l\u2019Assemblea deve prendere atto e credo che l\u2019onorevole Lussu, presentatore della mozione, deve riconoscere che il Governo si \u00e8 messo subito a disposizione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Fatte queste premesse, nessuno pu\u00f2 dubitare della volont\u00e0 del Governo di definire la questione dell\u2019autonomia sarda per l\u2019importanza assunta presso l\u2019opinione pubblica del Paese e per l\u2019impegno preso dal Governo e sancito formalmente nell\u2019articolo 108 della Costituzione gi\u00e0 votato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Ora, mi pare che questa questione riguardi un problema tecnico e in questo senso l\u2019onorevole Lussu l\u2019ha presentata. Il Governo \u00e8 qui per sentire quali sono le opinioni dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 tutti siamo d\u2019accordo nel ritenere che questa questione \u00e8 squisitamente costituzionale in quanto entra in quella che \u00e8 l\u2019organizzazione dello Stato stesso in una sua parte, quale \u00e8 una delle sue grandi Isole, e non pu\u00f2 che essere materia spettante all\u2019Assemblea Costituente. Questo \u00e8 il punto tecnico della questione. La Consulta regionale sarda, con sua deliberazione 11 maggio 1946, come \u00e8 stato rilevato anche da parte dei colleghi che hanno recentemente parlato, ha ribadito il principio che il regime autonomistico risponde ad esigenze particolari dell\u2019Isola ed affermato che la Sardegna intende ottenere la propria autonomia dalla Costituente, unica Assemblea chiamata a decidere sul nuovo ordinamento dello Stato. Quindi la stessa Sardegna, attraverso la Consulta regionale, che \u00e8 l\u2019organo chiamato ad elaborare lo Statuto, precis\u00f2 con questo ordine del giorno presentato al Governo fino dall\u201911 maggio 1946, che era suo intendimento che lo Statuto venisse formulato da essa ed approvato dall\u2019Assemblea Costituente. Questa posizione assunta dalla Sardegna, spiega la differente via che ha preso lo Statuto sardo nei confronti di quello siciliano, perch\u00e9 lo Statuto siciliano, pot\u00e9 essere approvato dal Governo, prima che l\u2019Assemblea Costituente fosse stata convocata. Invece, avendo la Consulta sarda elaborato lungamente il suo Statuto, tanto che \u00e8 pervenuto al Governo soltanto il 9 maggio scorso, \u00e8 avvenuto che si \u00e8 trovato che la Costituente \u00e8 l\u2019unica competente a provvedere in materia costituzionale. Il Governo ha immediatamente trasmesso lo Statuto, preparato dalla Consulta regionale sarda, al Presidente dell\u2019Assemblea Costituente, il quale lo ha trasmesso alla Commissione dei Settantacinque. Questa \u00e8 stata la regolare procedura. Che cosa c\u2019entra in tutto questo il Governo? Quale altra via doveva seguire il Governo, se non quella dell\u2019Assemblea, che \u00e8 stata investita non appena \u00e8 pervenuta la richiesta dalla Consulta sarda? Quindi, da questo punto di vista, nessuna osservazione si pu\u00f2 fare all\u2019opera del Governo, che \u00e8 stato molto sensibile nel trasmettere lo Statuto all\u2019organo competente, ed a rispondere alla presente interpellanza appena presentata. Il Governo \u00e8 a disposizione dell\u2019Assemblea per sentire quale \u00e8 la sua opinione.<\/p><p>Dato quanto si \u00e8 detto, quali sono le vie che si possono seguire? Questo \u00e8 il punto importante sul quale dobbiamo intenderci.<\/p><p>Il Governo, anche per questo, si rimette a quello che l\u2019Assemblea creder\u00e0: ma ha il dovere di richiamare l\u2019Assemblea stessa a quelle che sono le linee fondamentali dell\u2019attuale ordinamento costituzionale: ordinamento che \u00e8 un ponte tra un regime costituzionale ormai distrutto ed un nuovo regime che la Costituente dovr\u00e0 approvare.<\/p><p>La situazione \u00e8 basata sulla legge del 16 marzo 1946: mentre il Governo ha tutto il potere legislativo, la materia costituzionale \u00e8 di competenza dell\u2019Assemblea Costituente, insieme a quelle leggi che devono far parte della competenza dell\u2019Assemblea Costituente in base all\u2019articolo 3 della predetta legge.<\/p><p>Pu\u00f2 il Governo sostituirsi ai poteri dell\u2019Assemblea Costituente, in questo momento? Questo \u00e8 il problema, e il collega Mortati, che \u00e8 maestro in materia, ve lo ha detto, nella forma pi\u00f9 chiara ed esplicita. Io non posso fare altro che associarmi a quanto egli ha detto.<\/p><p>Effettivamente, in questo momento, tutta la materia costituzionale \u00e8 in mano all\u2019Assemblea Costituente. E io aggiungo ancora, come Ministro di grazia e giustizia, che l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria ritiene di dover intervenire sull\u2019esame della costituzionalit\u00e0 delle leggi che il Governo attuale emana in base alla distinzione dei poteri disposta dalla legge 16 marzo 1946.<\/p><p>Vedete, dunque, la situazione in cui il Governo oggi si trova: ha tutte le responsabilit\u00e0 e tutti i poteri che gli derivano dalla legge del 16 marzo 1946, per la legislazione, nella temporanea mancanza dei normali organi legislativi; ma, d\u2019altra parte, ha dei limiti di ordine generale in quanto la materia costituzionale appartiene all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Altra questione \u00e8 se l\u2019approvazione dello Statuto sardo, che \u00e8 materia essenzialmente costituzionale, possa essere delegata al Governo. L\u2019onorevole Mortati l\u2019ha risoluta e ha detto: \u00abIo non trovo ragioni assolute perch\u00e9 questa delega non possa avvenire\u00bb. C\u2019\u00e8 qualcuno che la discute. Si tratta di vedere se i poteri dell\u2019Assemblea Costituente possano o non essere delegati.<\/p><p>Mi pare assurdo arrivare al massimo che l\u2019Assemblea possa delegare completamente i suoi poteri; ma certamente qualche provvedimento l\u2019Assemblea pu\u00f2 delegare, in quanto non si parte dal concetto <em>delegatus non potest delegare<\/em>: qui non si tratterebbe di delegare l\u2019intera funzione, ma un singolo provvedimento. \u00c8 un atto della sua sovranit\u00e0 e nessuno potrebbe contestarne la validit\u00e0.<\/p><p>In ogni modo, il problema giuridico deve impostarsi cos\u00ec: una particolare attivit\u00e0 costituzionale pu\u00f2 essere delegata; ma bisogna intendersi sulla forma che deve avere la delegazione.<\/p><p>Non metto in dubbio che l\u2019Assemblea possa dire al Governo: Approvate lo Statuto sardo; vedete la maniera in cui deve essere approvato, se confermando quanto ha emesso la Consulta sarda oppure, come dice l\u2019onorevole Laconi, tenendo conto dei princip\u00ee gi\u00e0 approvati dalla Costituente per quanto riguarda le Provincie. \u00c8 una delegazione di poteri che intendete affidare al Governo; ed \u00e8 curioso che sia proprio io, che rappresento il Governo, a preoccuparmi dei poteri eccessivi che ci volete dare.<\/p><p>Ma il punto su cui voglio richiamare la vostra attenzione \u00e8 essenzialmente quello della forma. Credete voi, onorevoli colleghi, che sia sufficiente un ordine del giorno? Ma un ordine del giorno, onorevoli colleghi, \u00e8 un atto politico. Un ordine del giorno \u00e8 un atto che si esaurisce in una funzione politica e non potr\u00e0 mai diventare un fatto giuridico.<\/p><p>Non pu\u00f2 dunque il Governo fare una legge costituzionale soltanto perch\u00e9 un ordine del giorno dell\u2019Assemblea gliene ha deferita la facolt\u00e0; la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea non si manifesta giuridicamente se non con legge. Ecco la bont\u00e0 delle odierne ragioni apportate dall\u2019onorevole Mortati; sostanzialmente io non vedo soluzione giuridica se non attraverso una delega legislativa.<\/p><p>Noi costruiremmo, in caso contrario, onorevoli colleghi, un edificio che potrebbe sgretolarsi, perch\u00e9 potrebbe essere attaccato nella sua costituzionalit\u00e0. Siete voi, onorevoli colleghi, che dovete meditare sulla vostra responsabilit\u00e0. Io non posso se non dirvi: anticipiamo pure i tempi, se volete, ma mettiamoci per\u00f2 su di un piede costituzionale. Cos\u00ec soltanto noi faremo opera degna per la Sardegna, noi faremo opera degna per l\u2019Italia.<\/p><p>Io ho sentito poco fa la voce commossa dell\u2019onorevole Laconi, ho udito che molti comuni in Sardegna non hanno neppure il cimitero, ho provato una grande impressione. Mi auguro, insieme con voi, che a tale triste stato di cose la Regione sarda riesca, quanto prima e nel miglior modo, ad ovviare. \u00c8 chiaro che in questo sono d\u2019accordo con voi.<\/p><p>Vi dico per\u00f2 anche: troviamo una via giusta, troviamo una via legale, troviamo una via che non faccia s\u00ec che i nostri atti possano essere inficiati di incostituzionalit\u00e0.<\/p><p>Non ho altro da aggiungere. Il Governo si rimette a quello che l\u2019Assemblea decider\u00e0. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo la parola, ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Lussu in qualit\u00e0 di presentatore della mozione. Con il suo discorso la discussione sar\u00e0 chiusa.<\/p><p>Onorevole Lussu, mentre ella ha la parola, la prego di esprimere anche il suo avviso sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Mortati ed altri, il quale deve evidentemente essere considerato come un emendamento alla sua mozione.<\/p><p>LUSSU. Onorevoli colleghi, dopo quando \u00e8 stato detto, io ho il dovere di parlare brevissimamente. Io ho qui presente l\u2019ordine del giorno degli onorevoli colleghi Mortati, Tosato ed altri. Si tratta di tutti colleghi che io altamente stimo per avere collaborato con loro lungamente nei passati mesi alla seconda Sottocommissione; non nascondo per\u00f2 che ho provato una certa amarezza nell\u2019apprendere come questo ordine del giorno rechi le firme di colleghi come l\u2019onorevole Tosato e l\u2019onorevole Fuschini i quali avevano aderito alla mozione che io ho presentato.<\/p><p>Ho detto che ho provato una certa amarezza perch\u00e9 preferirei essere sempre d\u2019accordo con questi colleghi che altamente stimo.<\/p><p>Io, francamente, trovo che quest\u2019ordine del giorno complica le cose. Gi\u00e0 il primo firmatario e sostenitore di esso \u00e8 l\u2019onorevole Mortati, la cui cultura ed intelligenza e profondit\u00e0 di pensiero giuridico \u00e8 da tutti noi conosciuta; ma \u00e8 anche vero che tutti coloro che hanno avuto dimestichezza con lui trovano l\u2019intelligenza del collega Mortati eccessivamente complessa. L\u00e0 c\u2019\u00e8 tutto l\u2019universo! E tutte le volte che egli vede un problema, anzich\u00e9 semplificarlo, appunto per questa sua grande e complessa intelligenza che lo anima, lo complica. Questa \u00e8 l\u2019esperienza dei colleghi che hanno collaborato con lui.<\/p><p>Ora mi sia permesso mettere in rilievo il carattere strano della prima parte di quest\u2019ordine del giorno dove, facendo riferimento allo Statuto per l\u2019autonomia sarda, si riferisce esclusivamente all\u2019articolo 108 quasi che solo l\u2019articolo 108 desse diritto alla Consulta regionale sarda e al popolo sardo di presentare un suo statuto.<\/p><p>Mi sia permesso di protestare contro quest\u2019ordine di cose che capovolge la realt\u00e0 della situazione e dei fatti. E siccome viene da un collega esperto in materia, quale l\u2019onorevole Mortati, io devo pensare che c\u2019\u00e8 tutta una serie di retroscena che io ignoro.<\/p><p>Ma non \u00e8 solo l\u2019articolo 108! Ci sono i decreti legislativi reali e luogotenenziali, i quali hanno creato gli Alti Commissariati e le Consulte, decreti che hanno dato a noi il diritto e l\u2019obbligo di presentare lo Statuto, e ci sono gli impegni del Governo quando aveva il potere legislativo ed esecutivo. Quindi non \u00e8 solo l\u2019articolo 108, ma \u00e8 tutto l\u2019insieme del passato al quale \u00e8 legato questo nostro diritto costituzionale; e in un certo senso vi sono impegnati la dignit\u00e0 e il prestigio dello stesso Governo, per quanto il Governo bene faccia a rimettersi completamente all\u2019Assemblea.<\/p><p>Ho ragione, quindi, di ritenere che questa mia sorpresa sia troppo logica perch\u00e9 non sia presa in considerazione dall\u2019onorevole Mortati e da voi tutti.<\/p><p>E poi, la questione di sostanza. Io non l\u2019accenno neppure. L\u2019ho gi\u00e0 esposta e mi stupisce come l\u2019onorevole Mortati non abbia prestato attenzione a quanto io avevo precedentemente detto e che il collega onorevole Mastino Gesumino ha ripetuto cos\u00ec chiaramente.<\/p><p>Questione di fatto. Ma il Governo aveva gi\u00e0 esteso alla Sardegna lo Statuto siciliano, e il fatto che la Consulta sarda, nell\u2019intendimento di elaborare meglio il suo Statuto, vi ha rinunciato, non fa cadere il diritto acquisito.<\/p><p>\u00c8 vero che la Consulta sarda ha, nell\u2019ordine del giorno ricordato dall\u2019onorevole Ministro Grassi rinunziato, nel maggio scorso, a una procedura di urgenza, ma \u00e8 anche vero che l\u2019Alto Commissario per la Sardegna, generale Pinna, che rappresenta tutta la Consulta, ha inviato una lettera, a me presentatore della mozione, per dirmi che \u00e8 d\u2019accordo nel ritenere urgenti le elezioni in Sardegna e l\u2019attuazione dello Statuto sardo e mi ha annunziato di voler fare in questo senso un intervento presso il Governo. Quindi, onorevole Mannironi, il suo pensiero non concorda con quello di tutti i rappresentanti legittimi del popolo sardo.<\/p><p>Io vorrei aderire volentieri a un accordo con l\u2019onorevole Mortati; ma io dico che mettersi d\u2019accordo \u00e8 impossibile. Ritengo che la questione, cos\u00ec come \u00e8 stata prospettata da me, \u00e8 perfettamente costituzionale. Mi dispiace che qui non sia l\u2019onorevole Presidente Orlando, ma i colleghi mi riconosceranno di avere agito con perfetta lealt\u00e0 e con senso di responsabilit\u00e0 quando, prima di presentare la mozione, ho voluto interpellare tutti gli ex Presidenti del Consiglio: l\u2019onorevole Ferruccio Parri e gli onorevoli Orlando e Nitti. Avrei sentito anche l\u2019onorevole Bonomi, ma in questi giorni non mi fu possibile vederlo.<\/p><p>Ho interpellato dunque questi tre uomini altamente qualificati e responsabili per esprimere un pensiero in materia, e ritenevo di essere nel giusto presentando questa mozione.<\/p><p>Io mi chiedo perch\u00e9 l\u2019onorevole Mortati, nella complessit\u00e0 del suo pensiero costituzionale, debba trovare tutto questo senza importanza.<\/p><p>V\u2019\u00e8 la questione sollevata ultimamente dal collega onorevole Grassi, Ministro di grazia e giustizia: pu\u00f2 il Governo arrogarsi il diritto di sostituirsi all\u2019Assemblea? Pu\u00f2 l\u2019Assemblea delegare? E come delega? Ma \u00e8 semplice: delega votando la mozione, ed essa d\u00e0 cos\u00ec la sua approvazione implicitamente, perch\u00e9, in sostanza, quando l\u2019Assemblea Costituente delega al Governo l\u2019applicazione immediata dello Statuto sardo, ci\u00f2 significa che l\u2019Assemblea Costituente l\u2019approva.<\/p><p>Ricordo qui un disegno di legge presentato in questi giorni per il Trattato di pace. Il disegno di legge presentato dal Ministero dice: \u00abArticolo primo: \u00c8 approvato il Trattato di pace fra le Potenze alleate, ecc.\u00bb. Il testo invece della Commissione dice: \u00abIl Governo della Repubblica \u00e8 autorizzato a ratificare, ecc.\u00bb. Voi vedete che cosa significa questo; nella prima parte l\u2019Assemblea approva; nella seconda parte il Governo della Repubblica \u00e8 autorizzato. Il che significa che l\u2019Assemblea autorizzando approva.<\/p><p>Questa \u00e8 un\u2019Assemblea politica, anche se \u00e8 costituente. Anzi, da costituente, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. \u00c8 un\u2019Assemblea politica, e la politica non realizza mai nella minuzia e nell\u2019infinitesimo i princip\u00ee teorici, astratti. Ma interpreta la realt\u00e0 politica quale \u00e8.<\/p><p>La tesi che ho avuto l\u2019onore di illustrare credo sia una tesi giusta, ragionevole e costituzionalmente corretta.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 pregherei i firmatari onorevoli Mortati, Tosato ed altri, di voler riflettere sul problema che \u00e8 di sostanza e di forma.<\/p><p>Col procedimento da loro proposto, in settembre non si pu\u00f2 presentare un disegno di legge costituzionale inteso a realizzare l\u2019autonomia sarda, perch\u00e9 per far questo occorre che sia prima discussa qua dentro tutta la parte riguardante le Regioni, che rimarr\u00e0 sospesa per parecchi mesi, e inoltre tutti i titoli del progetto di Costituzione. Noi non possiamo neppure a settembre presentare un disegno di legge in questo senso: \u00e8 impossibile. Le elezioni non si potrebbero fare che l\u2019anno venturo, perch\u00e9 questo progetto di legge costituzionale non potrebbe essere presentato qui che a dicembre. Ecco perch\u00e9 pregherei gli onorevoli Mortati e Tosato di ritirare il loro ordine del giorno e di votare con serena coscienza la nostra mozione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Al punto in cui \u00e8 giunta la discussione, non posso dare ancora la parola nel merito. Se ella, onorevole Laconi, ha ancora qualche cosa da dire, ne avr\u00e0 la possibilit\u00e0 successivamente, restando nei limiti di una dichiarazione di voto.<\/p><p>TOSATO. Chiedo di parlare in merito alla presunta contraddizione nella quale sarei caduto, secondo quanto ha detto l\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>PRESIDENTE. Non mi \u00e8 possibile darle la facolt\u00e0 di parlare, salvo che si tratti di fatto personale; ella per\u00f2 dovr\u00e0 attenersi al fatto personale.<\/p><p>TOSATO. Sta bene. Parlo per fatto personale. Io, insieme con l\u2019onorevole Fuschini, ho firmato la mozione dell\u2019onorevole Lussu ed anche l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Non credo che per questo io e l\u2019onorevole Fuschini siamo caduti in contraddizione. Noi siamo perfettamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lussu sulla somma opportunit\u00e0 di affrettare, per quanto \u00e8 possibile, l\u2019attuazione della autonomia in Sardegna; per\u00f2 l\u2019onorevole Lussu non pu\u00f2 dimenticare quello che \u00e8 gi\u00e0 stato detto dal Ministro Grassi, che per delegare al Governo la facolt\u00e0 di provvedere alla pubblicazione totale o parziale dello Statuto sardo non basta un ordine del giorno, non basta una mozione: occorre un progetto di legge; e perch\u00e9 l\u2019Assemblea possa approvare un disegno di legge bisogna anzitutto che sia investita da un disegno di legge. Si tratta di una forma di passaggio assolutamente necessaria. Ora, l\u2019ordine del giorno da noi presentato \u00e8 precisamente inteso allo scopo di passare all\u2019attuazione, pi\u00f9 rapida possibile, dell\u2019autonomia in Sardegna, attraverso le forme necessarie. L\u2019Assemblea ritiene di incaricare una Commissione della presentazione di un disegno di legge? Preferisce dare l\u2019incarico al Governo? L\u2019Assemblea decider\u00e0. Comunque, la pretesa contraddizione rilevata dall\u2019onorevole Lussu non esiste.<\/p><p>PRESIDENTE. Questo sar\u00e0 deciso con la votazione.<\/p><p>Ci troviamo, dunque, di fronte a tre proposte: la proposta contenuta nella mozione dell\u2019onorevole Lussu che \u00e8 molto chiara e precisa (si tratta di delegare al Governo la facolt\u00e0 di approvare od emanare lo Statuto sardo); vi \u00e8 la tesi, che \u00e8 stata sostenuta dal Ministro di grazia e giustizia, che, non contestando questa facolt\u00e0, osserva tuttavia che essa deve essere data al Governo non con una mozione, ma con un disegno di legge, poich\u00e9 una legge che deleghi il potere legislativo e costituzionale pu\u00f2 avvenire soltanto attraverso forme legislative. Vi \u00e8 infine la proposta dell\u2019onorevole Mortati, che mi sembra non coincida con la tesi sostenuta dall\u2019onorevole Ministro secondo la quale il progetto di legge che dovrebbe essere presentato all\u2019Assemblea non dovrebbe essere un progetto di delega al Governo del potere di emanare lo Statuto sardo, ma un progetto di legge conclusivo dell\u2019esame di merito sul progetto di Statuto elaborato dalla Consulta sarda. Si tratta di proposte di portata diversa ed \u00e8 per questo che io ritengo debbano essere tenute separate fra di loro, per la chiarezza delle nostre conclusioni.<\/p><p>MORTATI. Vorrei chiarire che la mia proposta non \u00e8 in contradizione con quella del Ministro di grazia e giustizia.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso, comunque, che la proposta dell\u2019onorevole Mortati non coincida immediatamente con la tesi sostenuta dal Ministro di grazia e giustizia. La tesi del Ministro Grassi mira a precisare un momento, direi, giuridico del problema. La proposta dell\u2019onorevole Mortati entra nel merito e propone una soluzione di merito. Comunque la proposta dell\u2019onorevole Mortati, da assumere in veste di emendamento e non di ordine del giorno, deve trovare la sua ubicazione nel testo della mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu, perch\u00e9 soltanto in questa maniera pu\u00f2 essere messa in votazione come emendamento.<\/p><p>Mi pare che la proposta dell\u2019onorevole Mortati debba essere inserita nella mozione dell\u2019onorevole Lussu, subito dopo la frase \u00ab\u00e8 stato dalla Consulta regione sarda presentato al Governo\u00bb; a questo punto, dopo i \u00abconsiderata\u00bb andrebbe inserito l\u2019emendamento Mortati, nella parte deliberativa: \u00abdelibera di invitare la Commissione competente\u00bb, ecc.<\/p><p>Onorevole Mortati, \u00e8 d\u2019accordo?<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Io accetto pienamente questa sua proposta, perch\u00e9 il punto da lei designato \u00e8 quello in cui esattamente si inserisce il mio emendamento. Vorrei per\u00f2 far presente che la mia proposta non si distacca affatto da quella dell\u2019onorevole Grassi. Ed in questo senso io vorrei chiarire quanto mi pareva di avere gi\u00e0 precisato, che cio\u00e8 l\u2019emendamento proposto non esclude la possibilit\u00e0 che si possa da parte della Commissione proporre di delegare al Governo di attuare provvisoriamente l\u2019intero Statuto. Anzi devo ricordare che in una redazione originaria questa possibilit\u00e0 era espressamente enunciata.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma il testo originale non lo ha fatto pervenire alla Presidenza.<\/p><p>MORTATI. Ho ritenuto opportuno di eliminare l\u2019inciso, perch\u00e9 non apparisse limitato l\u2019ambito di decisione affidata alla Commissione. Ci sono vie possibili, che non \u00e8 utile determinare a priori. Sar\u00e0 la Commissione che dopo l\u2019esame dello schema, che \u00e8 pregiudiziale, potr\u00e0 con vera conoscenza della situazione, presentare le proposte pi\u00f9 idonee.<\/p><p>In ogni caso, per eliminare ogni equivoco e per facilitare un\u2019intesa, modifico il mio ordine del giorno aggiungendovi l\u2019inciso finale, che originariamente vi era contenuto: \u00abanche mediante il conferimento di apposita delega al Governo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Salvo all\u2019onorevole Lussu di dichiarare se di fronte a questa modifica che l\u2019onorevole Mortati si dichiara pronto ad apportare al suo emendamento sia disposto ad accettarlo, ritengo personalmente che anche con questo emendamento il problema che oggi \u00e8 posto all\u2019Assemblea non \u00e8 risolto perch\u00e9 i presentatori della mozione intendevano con essa di decidere il problema e non di rimetterlo per la decisione alla Commissione che \u00e8 stata gi\u00e0 investita, in seno al pi\u00f9 grande Comitato dei Settantacinque, di esaminare il progetto di Statuto sardo. Mi pare pertanto che la modificazione proposta dall\u2019onorevole Mortati lascerebbe ancora in sospeso la decisione, ma \u00e8 l\u2019onorevole Lussu che deve, in definitiva, rispondere.<\/p><p>Ha quindi facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>LUSSU. Evidentemente, con la proposta Mortati si arriva ad una sospensiva, il che non era nelle nostre intenzioni. Noi pensavamo esattamente il contrario: noi credevamo che oggi stesso l\u2019Assemblea Costituente avrebbe potuto definire il problema.<\/p><p>E chiarisco in questo senso: se la mozione che parecchi colleghi ed io abbiamo presentato viene approvata oggi dall\u2019Assemblea Costituente, evidentemente, immediatamente dopo, noi presenteremmo un disegno di legge cos\u00ec concepito: Articolo 1. Il Governo della Repubblica \u00e8 autorizzato ad approvare, ecc. Mi pare chiaro. Il problema \u00e8 risolto oggi stesso. Questo \u00e8 il senso della nostra mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora l\u2019onorevole Lussu dichiara che neppure la nuova formulazione dell\u2019emendamento Mortati pu\u00f2 essere da lui accettata. Restiamo, quindi, di fronte all\u2019emendamento Mortati, come ad un emendamento alla mozione dell\u2019onorevole Lussu ed in quanto emendamento (da inserire eventualmente, se fosse accolto, nel punto indicato poco fa) deve avere la precedenza nella votazione.<\/p><p>CARBONI ENRICO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARBONI ENRICO. Dichiaro che voter\u00f2 per l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Lussu non perch\u00e9 abbia della storia della Sardegna una visione cos\u00ec nera come egli l\u2019ha avuta, n\u00e9 perch\u00e9 credo le condizioni attuali della Sardegna cos\u00ec gravi come quelle indicate dall\u2019onorevole Laconi, ma perch\u00e9 ritengo che, effettivamente, l\u2019autonomia, nei limiti in cui noi l\u2019abbiamo chiesta nel nostro Statuto, costituisca la prima base per l\u2019elevazione sociale, morale e politica della mia Isola.<\/p><p>CHIEFFI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIEFFI. Dichiaro di votare contro la mozione Lussu, perch\u00e9 ritengo che essa non risponda agli interessi del popolo sardo, in quanto la Sardegna desidera avere uno statuto definitivo, che non possa, in nessuna maniera, essere mutato in sede di coordinamento con la Costituzione.<\/p><p>Non \u00e8 esatto affermare che in Sardegna vi sia una aspirazione cos\u00ec pressante e viva per l\u2019approvazione dello statuto in via provvisoria. Evidentemente, questo risponde ad una esigenza personale dell\u2019onorevole Lussu. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SPANO VELIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SPANO VELIO. Evidentemente sarebbe difficile a me, come deputato sardo e come cofirmatario della mozione Lussu, prescindere da questa mia doppia qualit\u00e0. Comunque, \u00e8 certo che, se avessi assistito, senza avere gi\u00e0 idee ben definite in proposito, a questo dibattito, mi sarei convinto della necessit\u00e0 che la mozione Lussu venga approvata.<\/p><p>Due obiezioni sono state fatte di carattere giuridico: una generale e l\u2019altra particolare.<\/p><p>Quella generale potremmo esprimerla in questi termini: \u00abCi troviamo di fronte a materia costituzionale ed \u00e8 l\u2019Assemblea Costituente che deve decidere in proposito\u00bb.<\/p><p>Eravamo informati di questo; ce ne aveva del resto informati l\u2019onorevole Abozzi, dicendoci che la Costituente \u00e8 nata per dare la Costituzione allo Stato italiano. Questo lo sapevamo; ma sapevamo anche \u2013 e gli interventi degli onorevoli Lussu e Laconi ne hanno dato la prova \u2013 che tutta una serie di questioni di carattere costituzionale \u00e8 stata regolata, in via provvisoria, dal Governo.<\/p><p>Questo ci riporta dagli argomenti di carattere giuridico agli argomenti di carattere pratico e politico. Si tratta di sapere se, sul terreno politico, questa misura \u00e8 urgente o no per la Sardegna.<\/p><p>Alle obiezioni mosse dall\u2019onorevole Chieffi \u00e8 stato risposto in una interruzione. Non si tratta di esigenza personale dell\u2019onorevole Lussu, ma se mai di tutta una serie di altre persone, tra le quali i deputati democristiani Mastino e Carboni.<\/p><p>Altra obiezione di carattere politico contro la nostra mozione avanzata da alcuni colleghi al seguito dell\u2019onorevole Mortati: si \u00e8 prospettato il pericolo che attraverso l\u2019emanazione da parte del Governo della statuto approvato dalla Consulta regionale sarda, ci si metta sulla via della incostituzionalit\u00e0. Ma a questa obiezione ha risposto lo stesso onorevole Mortati, secondo il quale la delega al Governo \u2013 e ci inchiniamo di fronte alla sua autorit\u00e0 giuridica \u2013 \u00e8 possibile.<\/p><p>Le due obiezioni giuridiche si riportano quindi sul terreno delle considerazioni politiche. Su questo terreno sono state presentate altre due obiezioni. Una esposta dall\u2019onorevole Mannironi, il quale dice che lo statuto deve essere approvato, ma quando sia definitivo; non prima. Ma questa non \u00e8 in realt\u00e0 un\u2019obiezione in quanto varrebbe per ogni legge, per ogni norma costituzionale. Il fatto che a dicembre lo statuto regionale sardo, approvato oggi, possa essere sottoposto a revisione dell\u2019Assemblea Costituente, non ne nega l\u2019urgenza e la necessit\u00e0 di approvare lo Statuto medesimo. \u00c8 dunque su questo terreno che dobbiamo discutere: urgenza e necessit\u00e0 che questo Statuto venga approvato.<\/p><p>Si tratta oggi di togliere la Sardegna dallo stato di incertezza in cui si trova, quello stato di incertezza di cui si sono resi interpreti tutti i firmatari della mozione, tra cui ci sono i deputati del suo partito e della nostra Regione, onorevole Mannironi, ma che \u00e8 stato avvertito anche dalla Consulta regionale sarda che ha chiesto l\u2019approvazione di questa mozione, e dall\u2019Alto Commissario, che si \u00e8 reso interprete \u2013 venendo in questi giorni a Roma \u2013 dello stato d\u2019animo che vi \u00e8 nella Sardegna, la quale reclama appunto lo Statuto regionale.<\/p><p>Si \u00e8 detto che l\u2019autonomia non \u00e8 una bacchetta magica che risolve tutti i problemi. Siamo perfettamente d\u2019accordo. Appunto per questo noi deputati sardi, abbiamo domandato all\u2019Assemblea Costituente di mettere i sardi in condizione di far vedere quel che sapranno fare sulla via dell\u2019autonomia: mettiamoli alla prova. Gli unici competenti a giudicare se la questione sia politicamente urgente o non urgente, sono i sardi stessi dei quali i deputati dell\u2019Isola in questa Assemblea si sono fatti interpreti.<\/p><p>LUSSU. L\u2019Alto Commissario pure!<\/p><p>SPANO VELIO. Esatto: anche l\u2019Alto Commissario.<\/p><p>Quando si dice: rimettiamo il progetto alla Commissione ed affrettiamo i tempi, sappiamo che si tratta, non dico di una ipocrisia, ma di una illusione. L\u2019esperienza ci ha dimostrato che non \u00e8 possibile \u00abaffrettare i tempi\u00bb in questa materia, e noi andremmo troppo lontano nel tempo se seguissimo la via suggerita dall\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Per tutte queste ragioni, che riconducono il problema dal terreno giuridico a quello politico, pensiamo che la mozione debba essere votata e per queste ragioni voteremo a favore della mozione Lussu e contro quella Mortati.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Per che cosa, onorevole Lussu?<\/p><p>LUSSU. Per una pregiudiziale, onorevole Presidente! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, non \u00e8 possibile! Le faccio presente che siamo in sede di votazione e di dichiarazioni di voto. Non lo dimentichi.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Dichiaro che il Groppo democratico cristiano voter\u00e0 a favore dell\u2019emendamento Mortati, perch\u00e9 intende risolvere la questione nella maniera pi\u00f9 breve, e perch\u00e9 ritiene questa la sola via costituzionale, e la pi\u00f9 breve, perch\u00e9 il problema \u00e8 gi\u00e0 dinanzi alla Commissione competente che deve esaminare la questione, ed anche propendendo subito per l\u2019approvazione della mozione, come propone il progetto di legge a cui si accennava poco fa, sarebbe necessario tornare poi dinanzi alla Commissione e cos\u00ec non si guadagnerebbe il tempo che si vuole guadagnare. \u00c8 questa la sola via costituzionale; perch\u00e9 seguendo un\u2019altra strada, ci troveremmo \u2013 come ha detto il Ministro della giustizia \u2013 di fronte ad un decreto incostituzionale e bisogna evitare questa eventualit\u00e0, di fronte a cui la magistratura finirebbe per dire che non sappiamo fare il nostro dovere. Cos\u00ec facendo noi vogliamo non differire, ma accelerare l\u2019esaudimento di questa aspirazione sarda, mettendo la Regione di fronte ad uno statuto che non possa essere inficiato di incostituzionalit\u00e0.<\/p><p>Per queste ragioni, noi voteremo a favore dell\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Avrei visto con piacere che i deputati della Sardegna avessero parlato in questa Assemblea in perfetto accordo fra di loro. Sarei stato lieto, in tal caso, di unirmi a loro, facendo tacere nella mia coscienza qualsiasi argomentazione giuridica, di cui non avrei tenuto conto, infiammato dalla stessa passione dei deputati sardi per la loro regione.<\/p><p>Ma poich\u00e9 i sardi hanno parlato non perfettamente d\u2019accordo tra di loro, dichiaro che sarei portato a votare sia contro la mozione Lussu, sia contro l\u2019emendamento Mortati, perch\u00e9 sono perfettamente d\u2019accordo con quanto diceva poco fa il Guardasigilli, e cio\u00e8 che le deleghe di un potere costituzionale o di un potere legislativo non possono aver luogo se non attraverso leggi. Ma, per venire incontro a quelli che sono i desideri della Sardegna, manifestati attraverso l\u2019appassionata parola dell\u2019onorevole Lussu, dichiaro che voter\u00f2 a favore dell\u2019ordine del giorno Mortati, perch\u00e9 mi sembra che esso giunga al traguardo, cui i sardi vogliono giungere, al pi\u00f9 presto e col pi\u00f9 rigoroso rispetto della legge.<\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Lo scopo a cui tende l\u2019emendamento Mortati, \u00e8 completamente diverso dalla mozione proposta dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 per questo che \u00e8 un emendamento: l\u2019onorevole Mortati ha dichiarato di trasformare il suo ordine del giorno in emendamento.<\/p><p>DUGONI. Siamo su due piani completamente diversi; cio\u00e8 l\u2019onorevole Lussu propone una mozione la quale \u00e8 presentata all\u2019Assemblea nella sua veste di Assemblea legislativa; l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati sposta la competenza dell\u2019Assemblea come Assemblea Costituente, cio\u00e8 trasforma il problema, da legislativo, in costituzionale. Quindi l\u2019intervento del Governo, la dichiarazione fatta poi dall\u2019onorevole Grassi, soprattutto, hanno consacrato al dibattito il carattere di dibattito in sede legislativa. L\u2019onorevole Mortati non pu\u00f2 spostare questo dibattito con un semplice emendamento in sede costituzionale. Per questo io credo che noi non possiamo accettare la proposta dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo di poter concordare con la sua opinione, onorevole Dugoni. L\u2019Assemblea oggi \u00e8 stata convocata come seduta di Assemblea Costituente. Noi oggi ci troviamo di fronte ad una mozione che investe il problema costituzionale specificamente. Anche i problemi costituzionali debbono essere risolti per mezzo di legge. L\u2019affermazione quindi che ella ha fatto ora mi pare non risponda alla realt\u00e0.<\/p><p>Si sono affacciati invece dei dubbi se il problema in discussione abbia un carattere costituzionale o meno, ma non confrontando il testo di una mozione col testo di un emendamento. Quanto all\u2019emendamento, che propone una cosa diversa dalla mozione, onorevole Dugoni, quante volte, nel corso dei nostri lavori, sono stati presentati emendamenti sostitutivi, i quali cercavano di giungere a conclusioni completamente diverse da quelle proposte nel testo in esame?<\/p><p>Pertanto, io ritengo che l\u2019onorevole Mortati si sia valso di una disposizione di Regolamento presentando il suo emendamento che, come tale, deve essere posto in votazione.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Un mese fa, circa, furono presentate delle interrogazioni dall\u2019onorevole Laconi, dall\u2019onorevole Lussu, e da me e anche \u2013 credo di non errare \u2013 dall\u2019onorevole Chieffi e da altri colleghi di parte democristiana, dirette ad ottenere che il Governo, omettendo qualunque delega da parte dell\u2019Assemblea Costituente, approvasse lo Statuto autonomo per l\u2019isola della Sardegna.<\/p><p>Ora, per quelle ragioni, che certo non erano ragioni di esigenze personali, che spinsero l\u2019onorevole Chieffi a formulare quella interrogazione, ragioni che non intendo richiamare, per brevit\u00e0, dichiaro di votare a favore della mozione del collega Lussu.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Dichiaro che sono spiacente di votare contro la mozione Lussu. Concordo nella sostanza della sua richiesta; per\u00f2 dichiaro che sono costretto a votare contro, perch\u00e9 mi pare che la sua proposta comporti per lo Statuto sardo \u2013 che egli vorrebbe fare approvare dal Governo \u2013 un carattere di provvisoriet\u00e0 che gli \u00e8 dannoso e pericoloso.<\/p><p>Voto contro, anche perch\u00e9 mi pare che l\u2019esigenza delle elezioni regionali non sia cos\u00ec pressante, anche se di contrario avviso si sia manifestato l\u2019Alto Commissario per la Sardegna, persona rispettabilissima, verso la quale abbiamo il massimo riguardo, ma che pu\u00f2 anche errare nella valutazione dei fatti contingenti e nell\u2019interpretazione dello stato d\u2019animo del popolo sardo. Dichiaro che questa supposta urgenza delle elezioni non ci pu\u00f2 fuorviare nelle decisioni finali, Se anche le elezioni regionali dal dicembre o novembre fossero rimandate a gennaio o febbraio, la soluzione praticamente sarebbe uguale; con la differenza per\u00f2 che, se il brevissimo differimento di esse dovesse portare all\u2019approvazione dello Statuto definitivo e non provvisorio, noi renderemmo un vero servigio alla Sardegna. Per me l\u2019essenziale \u00e8 ottenere la definitiva e rapida approvazione dello Statuto speciale dall\u2019Assemblea o dal Governo, che per\u00f2 sia regolarmente delegato con una legge dell\u2019Assemblea che fissi chiaramente i termini del mandato. Il che non si pu\u00f2 ottenere solo attraverso la mozione Lussu.<\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Sono veramente stupito dell\u2019andamento di questa discussione; ed esprimendo il mio stupore, credo di rendere omaggio ai motivi che debbono animare i deputati quando assumono le loro responsabilit\u00e0.<\/p><p>Prima di dare la mia firma alla mozione presentata e svolta dall\u2019onorevole Lussu, ho letto questa mozione, mi sono reso conto degli obiettivi ch\u2019essa si prefiggeva e delle strade che bisognava battere per raggiungere tali obiettivi. Nello stesso momento in cui ho firmato questa mozione, ho aderito in pieno alle motivazioni in essa contenute; ho, quindi, il diritto di esprimere il mio stupore per il fatto che alcuni firmatari di questa mozione, rinnegando le ragioni che in questa mozione sono contenute e gli obiettivi precisi che questa mozione si prefigge, abbiano dato oggi la loro firma ad un ordine del giorno il quale, per dichiarazione concorde, \u00e8 in contrasto assoluto con questa mozione.<\/p><p>MANNIRONI. Non \u00e8 vero! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIANCA. Questo \u00e8 stato riconosciuto dallo stesso onorevole Presidente, quando ha dichiarato le ragioni per cui metteva in votazione l\u2019emendamento: egli ha ribadito il carattere di assoluto disaccordo tra la mozione Lussu e l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Mortati. Qui non si tratta di fare delle sottigliezze, le quali, ripeto, soprattutto quando si tratti di problemi di tanta importanza, non dovrebbero trovar sede in una Assemblea Costituente. Perch\u00e9 io ho aderito a questa mozione? Ho aderito per ragioni che non sono affatto di carattere personale: obbediscono a calcoli personali, onorevole Chieffi, soltanto coloro i quali, nella loro vita politica, debbono giustificare diversit\u00e0 di atteggiamenti secondo la diversit\u00e0 dei periodi politici.<\/p><p>Non per ragioni personali dunque, ma per ragioni obiettive dichiaro di votare a favore della mozione Lussu, veramente convinto di rispondere in tal modo agli interessi della Sardegna, di cui non soltanto si sono resi interpreti i deputati dell\u2019Isola, ma lo stesso Commissario il quale, nella lettera indirizzata all\u2019onorevole Lussu, ha affermato che tutti i deputati della Consulta, rappresentanti del popolo sardo, rivendicano urgentemente lo Statuto. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Non \u00e8 vero che tutti i deputati della Consulta abbiano chiesto questo!<\/p><p>CIANCA. Se fosse cos\u00ec, avrei male inteso la lettera del Commissario. Ma in questa lettera \u00e8 detto testualmente:<\/p><p>\u00ab\u00c8 mia convinzione che l\u2019attuazione dell\u2019ordinamento regionale in Sardegna costituisca oramai una esigenza urgente che non potrebbe essere dilazionata senza danno per gli interessi dell\u2019Isola. E d\u2019altronde il diverso atteggiamento preso nei confronti della Sicilia non potrebbe trovare giustificazione, stante la palese identit\u00e0 della situazione delle due Isole\u00bb. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io mi trovo pertanto di fronte a due diverse interpretazioni degli interessi della Sardegna: l\u2019interpretazione del deputato Chieffi e l\u2019interpretazione di una gran parte dei deputati sardi, nonch\u00e9 dell\u2019Alto Commissario della Sardegna. Coerente all\u2019atteggiamento che ho assunto quando ho firmato la mozione e conscio di obbedire agli interessi della Sardegna secondo l\u2019interpretazione della maggioranza degli elementi responsabili, voter\u00f2 a favore della mozione Lussu e contro l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Onorevoli colleghi,&#8230;<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Un altro sardo?<\/p><p>FUSCHINI. No, non sono sardo e voi lo sapete benissimo.<\/p><p>Io dichiaro, onorevoli colleghi, che ho sottoscritto la mozione dell\u2019onorevole Lussu per quel vivo senso di simpatia e di solidariet\u00e0 che io ho sempre sentito verso l\u2019isola di Sardegna e verso le sue gloriose popolazioni, anche in confronto del trattamento diverso che \u00e8 stato fatto all\u2019isola di Sardegna rispetto all\u2019isola di Sicilia.<\/p><p>Naturalmente io ho aderito alla mozione con il desiderio di andare incontro a quelle che sono le aspirazioni dei sardi di aver presto il loro statuto e di poter avere la loro regolare amministrazione regionale. Io ho sottoscritto la mozione dell\u2019onorevole Lussu e l\u2019onorevole Lussu sa in qual modo io l\u2019abbia sottoscritta; ma debbo dichiarare che, esaminando poi pi\u00f9 attentamente la sua proposta e avendo avuto notizia&#8230;<\/p><p><em>Voci a sinistra.<\/em> Contradizione! Contradizione!<\/p><p>FUSCHINI. Molte volte la forma di solidariet\u00e0 di carattere parlamentare costringe, in un primo momento, a prescindere da certe pi\u00f9 analitiche considerazioni; Qui non si tratta di contradizione; qui si tratta semplicemente di un punto che \u00e8 opportuno chiarire nello stesso interesse della Sardegna. Noi abbiamo cio\u00e8 potuto constatare che lo Statuto sardo, inviato dal Governo alla Presidenza della Costituente e da questa inviato alla Presidenza dei Settantacinque, \u00e8 ancora sul tavolo della Presidenza dei Settantacinque. Mi risulta che il Presidente della Commissione aveva gi\u00e0 predisposto la nomina della Sottocommissione che avrebbe dovuto esaminare il progetto. Il ritardo \u00e8 dipeso da una valutazione diversa sullo stato dei lavori dell\u2019Assemblea in merito alla Regione.<\/p><p>Ora io dico: se l\u2019Assemblea Costituente oggi prende la decisione che \u00e8 indicata nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Mortati, io ritengo che dal punto di vista dello sviluppo dei lavori parlamentari, la proposta Mortati sia pi\u00f9 sollecita, pi\u00f9 conclusiva di quello che non possa essere la presentazione da parte del Governo di un disegno di legge, al quale si dia l\u2019impronta di una delega dell\u2019Assemblea. E questo perch\u00e9 il disegno di legge che certamente il Governo, per la sua dichiarazione, verrebbe a presentare all\u2019Assemblea, dovrebbe seguire la procedura dell\u2019esame da parte della Commissione, e dalla Commissione dovrebbe venire all\u2019Assemblea. Invece oggi alla Commissione vi \u00e8 gi\u00e0: basta sollecitare i lavori di questa Commissione, perch\u00e9 il risultato pi\u00f9 sollecito, desiderato dall\u2019onorevole Lussu \u2013 e che era, in fondo, anche la mia aspirazione \u2013 si possa completamente raggiungere.<\/p><p>Per queste ragioni io aderisco e voto l\u2019ordine del giorno Mortati. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Ho chiesto di parlare, perch\u00e9 l\u2019ultima dichiarazione di voto che ho ascoltato, quella dell\u2019onorevole Fuschini, ha suscitato in me parecchi dubbi e mi trovo nel rischio di non pi\u00f9 capire. Infatti, noi abbiamo in Italia due grandi Regioni \u2013 lascio da parte le piccole zone mistilingui di frontiera \u2013 alle quali tutti siamo stati d\u2019accordo nel garantire un particolare statuto autonomo: la Sicilia e la Sardegna.<\/p><p>Ora, \u00e8 un fatto che tutti noi, che partecipavamo ai precedenti Governi, e a quelli precedenti anche alle elezioni di questa Assemblea Costituente, siamo stati d\u2019accordo che a queste due Regioni, anche se non erano ancora stati definiti i poteri della Regione in sede di Costituente, si dovesse in ogni modo garantire l\u2019ordinamento autonomo regionale; e si dovesse garantire non in quella forma in cui era stato precedentemente provvisoriamente organizzato con la creazione dei Commissariati, ma in forma democratica. Alla Sicilia tutto questo \u00e8 stato dato; alla Sardegna no. Errore? Dimenticanza? Necessit\u00e0 di rinvio di fronte ad altri problemi pi\u00f9 urgenti? Non discuto, e non elevo nessuna accusa; per\u00f2 constato che questa diversit\u00e0 di trattamento tra la Sicilia e la Sardegna deve oggi essere eliminata; e deve essere eliminata presto.<\/p><p>Ora, io ho ascoltato qui due dichiarazioni di voto, provenienti dal Partito della Democrazia cristiana: quella dell\u2019onorevole Mannironi e quella dell\u2019onorevole Fuschini.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini dice: \u00abIo sono per la proposta fatta dall\u2019onorevole Mortati, perch\u00e9 questa \u00e8 la proposta che consente la realizzazione pi\u00f9 rapida\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi invece dice: \u00abNo, io sono contro la proposta dell\u2019onorevole Lussu, perch\u00e9 non voglio le elezioni in Sardegna a breve scadenza\u00bb.<\/p><p>MANNIRONI. No, ho detto che votavo contro la mozione Lussu, unicamente perch\u00e9 portava ad una soluzione che aveva un carattere di provvisoriet\u00e0; mentre \u00e8 mio desiderio che si dia alla Sardegna, quanto prima, uno statuto che sia definitivo. Tanto pi\u00f9 questo ho motivo di chiedere di fronte soprattutto alle riserve che oggi stesso sono state sollevate dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>TOGLIATTI, Ho ascoltato l\u2019onorevole Mannironi e ho inteso bene ci\u00f2 ch\u2019egli ha detto. Adesso egli afferma che non vuole si conceda ai sardi l\u2019autonomia sino a che non si sia sicuri che si tratta di qualche cosa di definitivo.<\/p><p>Ma la Sicilia? Anche la Sicilia sa di avere qualche cosa di non completamente definitivo. Per\u00f2 essa ha il suo Parlamento regionale, il quale \u00e8 una realizzazione democratica di autogoverno che ha profondamente sodisfatto i siciliani di tutte le correnti politiche. Non si tratta di cosa definitiva, si tratta di un primo esperimento, ma si tratta per\u00f2 di una realizzazione, di qualche cosa che adempie le promesse fatte nel passato.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi dice: no, per i sardi questo non \u00e8 necessario; aspettiamo, per i sardi, che tutto sia perfetto e perfezionato e fino ad allora non facciamone nulla.<\/p><p>Io constato che vi \u00e8 qui una diversit\u00e0 di giudizio, e che precisamente vi \u00e8 un giudizio di sfavore a danno del popolo sardo (<em>Proteste al centro<\/em>) che dev\u2019essere respinto. Ma ho anche sentito l\u2019onorevole Mannironi dire che egli non voleva le elezioni presto in Sardegna. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em> Onorevole Mannironi, se desidera che non si polemizzi contro di lei, non faccia vedere cos\u00ec apertamente quello che pensa, impari da quei colleghi del suo Gruppo che sanno cos\u00ec bene nascondere il loro pensiero! (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em> Se ella ha ormai fatto capire che non desidera le elezioni presto, mi permetta di polemizzare anche su questo punto. Io affermo che la richiesta di una pronta consultazione elettorale in Sardegna dovrebbe essere favorita dal vostro Partito. Siete proprio voi che dovreste sollecitare una consultazione nazionale; sarebbe sempre una consultazione che vi permetterebbe di verificare se il popolo sardo \u00e8 d\u2019accordo col vostro Governo, oppure se, come noi affermiamo, esso \u00e8 d\u2019accordo con la maggioranza del popolo italiano che di questo Governo disapprova e respinge tanto la composizione quanto la politica. (<em>Interruzioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Rimane il fatto che 48 ore or sono voi eravate d\u2019accordo con la richiesta di realizzazione immediata di un regime di autonomia democratica per il popolo sardo e, passate 48 ore, avete cambiato la vostra posizione e non riuscite a dare nessuna plausibile spiegazione di questa contradizione. Rimane il fatto che al popolo sardo devono essere dati tutti i vantaggi politici, e sollecitamente, che sono stati dati al popolo siciliano. Il popolo sardo \u00e8 altrettanto maturo quanto il popolo siciliano per eleggere rapidamente, democraticamente e liberamente il proprio Parlamento regionale e crearsi cos\u00ec il proprio Governo regionale dopo una libera consultazione democratica. Se questo non viene fatto, vuol dire che vi sono altre ragioni che ve lo impediscono di fare. Esse sono probabilmente quelle che il collega Mannironi ha lasciato intravedere. Quali esse siano, per\u00f2, ci\u00f2 non toglie che procedendo a questo modo voi andate contro i buoni princip\u00ee di un reggimento democratico!<\/p><p>Il nostro Gruppo voter\u00e0 pertanto per ha mozione Lussu.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare per fatte personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Se si tratta di una semplicissima rettifica, ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Devo dichiarare che l\u2019onorevole Togliatti non ha interpretato chiaramente e fedelmente il mio pensiero. Pu\u00f2 darsi che mi sia espresso male e che il torto sia mio. Comunque, tengo a ripetere quello che ho detto: non sono contrario alle elezioni; voglio soltanto che non si facciano le elezioni in base ad uno statuto che non sia completo e definitivo. Questo voglio evitare. Perch\u00e9 \u00e8 inutile che oggi noi procediamo&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mannironi, non argomenti pi\u00f9! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare per una dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Non \u00e8 colpa mia se devo affliggere l\u2019Assemblea con una terza dichiarazione di voto da parte del gruppo democratico cristiano. (<em>Interruzione del deputato Togliatti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La colpa questa volta \u00e8 dell\u2019onorevole Togliatti il quale ha posto la questione in termini, direi, del tutto nuovi, troppo scoperti dal punto di vista politico, e non gi\u00e0 di contenuto autonomistico o regionalistico.<\/p><p>E appunto per questo io devo cominciare col respingere nettamente l\u2019impostazione che l\u2019onorevole Togliatti ha dato al problema, almeno nei confronti di quel particolare, non certo insignificante, che si riferisce alla convocazione dei comizi elettorali regionali per la Sardegna.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 da supporre minimamente, lo creda, onorevole Togliatti, che da parte nostra ci sia qualsiasi apprensione nei confronti di qualsiasi convocazione elettorale. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Direi piuttosto il contrario, se si dovesse partire nella valutazione di una iniziativa elettorale da un presupposto di vantaggio di partito. Ritengo a questo proposito che il momento attuale dovrebbe essere considerato da un punto di vista elettoralistico tutt\u2019altro che sfavorevole al successo della Democrazia cristiana.<\/p><p>Non avrei voluto dir questo, perch\u00e9 si tratta di un problema che esula dalla questione di cui l\u2019Assemblea Costituente \u00e8 investita oggi, anche se ci si possa sconfinare per quell\u2019inciso posto nel testo della mozione presentata dall\u2019onorevole Lussu che investe prevalentemente il problema della convocazione dei comizi elettorali da farsi per l\u2019Ente regione in Sardegna; non ci si \u00e8 detto per\u00f2 perch\u00e9 non si potrebbe fare un mese prima o un mese dopo tale convocazione col solo fine di dare un\u2019organizzazione rappresentativa di carattere amministrativo regionale alla Sardegna, per porla sullo stesso piano della situazione siciliana.<\/p><p>Su questa equiparazione delle due situazioni siamo d\u2019accordo e siamo sempre stati d\u2019accordo nella Commissione dei Settantacinque e nella discussione dell\u2019articolo 108 del progetto di Costituzione qui in Assemblea.<\/p><p>Ma se la Sardegna, dico all\u2019onorevole Togliatti espressamente, non si trova oggi nella stessa situazione politica amministrativa della Sicilia, questo non credo possa essere addebitato n\u00e9 al Governo n\u00e9 tanto meno alla democrazia cristiana; che se, quando fu approvato lo Statuto siciliano in quella forma particolare che era necessaria in quel momento, fosse stato presentato anche lo Statuto per la Sardegna, evidentemente oggi la situazione della Sardegna sarebbe sullo stesso piano di quello della Sicilia. E quando nel testo della mozione si dice che, dopo sei mesi di lavoro alla Consulta sarda, soltanto ai primi di maggio di questo anno \u00e8 stato approvato il testo dello Statuto regionale, mi pare che questo sia un dato di fatto preciso che esclude qualsiasi possibilit\u00e0 di responsabilit\u00e0 sia nei confronti del Governo sia nei confronti di qualsiasi Gruppo politico e particolarmente del Gruppo politico democristiano. Ma oggi s\u2019invoca la stessa procedura seguita per l\u2019approvazione dello Statuto siciliano; si dimentica un altro dato di fatto che \u00e8 essenziale, sostanziale, per una conclusione di questo genere, caro onorevole Lussu. Quale? Che quando fu approvato lo Statuto siciliano non c\u2019era un\u2019Assemblea Costituente; c\u2019era il Governo con potere legislativo, costituito in quel modo che l\u2019onorevole Togliatti ben sa, perch\u00e9 ne faceva parte lui medesimo. Ma oggi tutta la materia costituzionale mi pare sia per legge deferita alla competenza esclusiva dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>LUSSU. Lei non ha ascoltato il mio discorso.<\/p><p>PICCIONI. Questo non lo dico per contrastare le sue opinioni; ma per dire che il richiamo al precedente siciliano \u00e8 del tutto fuori luogo dal punto di vista costituzionale. (<em>Interruzioni a sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GULLO FAUSTO. La legge c\u2019era!<\/p><p>PICCIONI. Ma non c\u2019era la Costituente. Questa onorevoli colleghi \u00e8 materia costituzionale: per la materia costituzionale c\u2019\u00e8 apposta l\u2019Assemblea Costituente. Quindi il richiamo al precedente siciliano \u00e8 del tutto estraneo alla valutazione della questione che deve fare oggi l\u2019Assemblea Costituente. Che cosa rimane? Per quanto sardi essi siano, non mi sembra che la posizione dei colleghi comunisti sia del tutto convergente al medesimo fine ed alla posizione dell\u2019onorevole Lussu, fiero autonomista; perch\u00e9, nell\u2019attuazione dell\u2019esperimento regionalista \u2013 cio\u00e8, del nuovo ordinamento regionalista \u2013 essi si sono dimostrati se non avversi, infinitamente pi\u00f9 cauti di qualsiasi altro Gruppo della Camera Questo valga anche nei confronti dell\u2019attuazione siciliana per la quale il Gruppo democristiano si batt\u00e9 anche perch\u00e9 le elezioni per il nuovo ordine regionale siciliano venissero fatte anche prima del coordinamento dello Statuto speciale. Oggi dunque il problema, cos\u00ec come \u00e8 stato posto, a che cosa si riduce? Ad una sola cosa: a far s\u00ec che sia affrettata il pi\u00f9 possibile la possibilit\u00e0 che la Sardegna abbia il proprio ordinamento regionale democratico. Tutto qui \u00e8 l\u2019obiettivo che si \u00e8 prefisso la mozione dell\u2019onorevole Lussu e degli altri firmatari.<\/p><p>Ora, questa maggiore celerit\u00e0 di conclusioni attraverso quale procedimento si pu\u00f2 raggiungere al di fuori di ogni speculazione particolare? Attraverso quale procedimento? Questa \u00e8 stata la sostanza del dibattito di oggi.<\/p><p>Attraverso la delega al Governo? La delega costituzionalmente, \u00e8 stato detto, \u00e8 possibile, ma presuppone quel disegno di legge a cui si riferiva l\u2019onorevole Lussu, che sarebbe presentato dopo l\u2019approvazione della sua mozione; per dare il via al disegno di legge \u00e8 necessaria la nomina di una Commissione che lo prenda in esame, esamini lo Statuto, riferisca all\u2019Assemblea stessa, la quale allora, decider\u00e0 la delega al Governo, la quale delega al Governo, ricordo ancora all\u2019onorevole Lussu, non pu\u00f2 essere cos\u00ec genericamente e sommariamente concepita, ma deve presupporre anche da parte del Governo l\u2019esame del progetto di Statuto di cui sarebbe investito.<\/p><p>Ora, noi diciamo: poich\u00e9 lo Statuto \u00e8 stato elaborato dalla Consulta sarda, poich\u00e9 esso si trova gi\u00e0 davanti ad una Commissione della Costituente, che cosa \u00e8 pi\u00f9 facile e pi\u00f9 celere? Far s\u00ec che la Commissione della Costituente esamini lo Statuto, lo approvi, lo porti in seno all\u2019Assemblea stessa per l\u2019approvazione; oppure, se la Commissione stessa, cos\u00ec come ha detto l\u2019onorevole Mortati, ritiene pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 rapido che venga demandato all\u2019approvazione del Governo, riferir\u00e0 in questo senso in seno all\u2019Assemblea, la quale decider\u00e0 al riguardo.<\/p><p>Questo non significa n\u00e9 diminuire la nostra adesione alla necessit\u00e0 e opportunit\u00e0 che la Sardegna sia messa in condizioni pari alla Sicilia, n\u00e9, in qualche modo da parte nostra, voler ritardare che questo atto sia posto in essere; significa soltanto seguire obiettivamente, al di fuori di ogni e qualsiasi speculazione di gruppo, quella che \u00e8 la forma e la procedura pi\u00f9 rapida e pi\u00f9 corretta coi presupposti costituzionali che noi dobbiamo tenere sempre presente.<\/p><p>Per queste considerazioni io dichiaro di votare a favore dell\u2019emendamento Mortati. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare per fatto personale, perch\u00e9 non \u00e8 stato dall\u2019onorevole Piccioni esattamente interpretato il mio pensiero.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0. La prego, una rettifica semplice e lineare, senza nuove argomentazioni.<\/p><p>TOGLIATTI. Semplice e lineare, senza nuove argomentazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni non ha esattamente interpretato il mio pensiero e non ha esattamente interpretato il pensiero del Gruppo comunista (<em>Commenti al centro<\/em>) soprattutto in quanto ha cercato di rilevare una contradizione che esisterebbe fra la posizione sempre presa dal nostro Gruppo relativamente ai problemi dell\u2019autonomia regionale in generale e la posizione che noi abbiamo presa e stiamo difendendo a proposito della rapida attuazione dello Statuto regionale sardo.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni ci dice: \u00abVoi siete stati troppo cauti quando si \u00e8 discusso della Regione in generale e ora siete troppo avanzati\u00bb. No, onorevole Piccioni. \u00c8 probabile, anzi \u00e8 certo, che siamo stati cauti nell\u2019approvare la estensione a tutte le Regioni di un regime di autonomia con tendenza al federalismo, perch\u00e9 qualora tale regime fosse stato applicato nel senso che allora venne proposto vedevamo affiorare gravi pericoli per l\u2019unit\u00e0 nazionale, politica ed economica del nostro Paese.<\/p><p>In questo senso siamo stati cauti, ma desidero fare rilevare all\u2019Assemblea che noi sin dal primo momento e sempre abbiamo fatto eccezione per la Regione siciliana e per la Regione sarda e per quelle altre particolari zone di confine per cui sempre abbiamo chiesto un particolare statuto di autonomia. Oggi ci troviamo di fronte alla richiesta di attuazione di questo statuto particolare proprio per una di queste Regioni. Abbiamo, quindi, il dovere di essere coerenti con la posizione che abbiamo difeso. Abbiamo voluto uno statuto particolare di autonomia per la Sardegna fin dal primo momento. Dobbiamo volere che esso venga attuato con la pi\u00f9 grande rapidit\u00e0, cos\u00ec come gi\u00e0 \u00e8 stato fatto per la Sicilia.<\/p><p>Per questo, onorevole Piccioni, riassumendo il mio pensiero, le dir\u00f2 che se \u00e8 vero che noi siamo stati pi\u00f9 cauti di quanto ella non sia stato nella discussione generale sulle autonomie regionali, siamo per\u00f2, in pari tempo, per quanto riguarda l\u2019attuazione delle posizioni da noi difese, molto pi\u00f9 sinceri di lei e molto pi\u00f9 coerenti. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CARBONI ANGELO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARBONI ANGELO. Non voglio meritare l\u2019accusa di incoerenza perch\u00e9 nell\u2019ordine del giorno appare il mio nome come firmatario dell\u2019ordine del giorno Lussu. \u00c8 un errore in quanto il firmatario \u00e8 Carboni Enrico e non sono io. Questa dichiarazione faccio perch\u00e9 intendo votare per l\u2019emendamento Mortati e non vorrei che mi si dicesse che sono in contradizione con la firma apposta nella mozione.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Malgrado le dichiarazioni dell\u2019onorevole Togliatti, le quali fanno dubitare della bont\u00e0 della tesi che io ho con profonda convinzione sostenuto davanti all\u2019Assemblea, voter\u00f2 per la mozione Lussu. Dico che le dichiarazioni dell\u2019onorevole Togliatti fanno dubitare, perch\u00e9 s\u2019insinua in esse il proposito di trasformare le elezioni sarde, che devono condurre alla elezione degli amministratori della Sardegna, in una esasperata lotta politica.<\/p><p>LACONI. Dei legislatori.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Ad ogni modo, io e l\u2019onorevole Carboni Enrico, che rappresentiamo la provincia di Cagliari, la quale demograficamente supera per importanza le altre due provincie sarde insieme, votando per la mozione Lussu, dimostriamo all\u2019onorevole Togliatti che la Democrazia cristiana non ha nessuna preoccupazione elettoralistica.<\/p><p>I fatti disperderanno la presunzione, se effettivamente sussista nell\u2019onorevole Togliatti, e dimostreranno quale sia effettivamente la verit\u00e0 sostanziale della situazione elettorale in Sardegna.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora in votazione la prima parte della mozione dell\u2019onorevole Lussu ed altri fino al punto in cui potrebbe venire inserito l\u2019emendamento Mortati:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato:<\/p><p>che l\u2019istituzione degli Alti Commissari e delle Consulte regionali poneva la Sicilia e la Sardegna, per le condizioni particolari alle due grandi Isole, in una identica situazione politica;<\/p><p>che l\u2019articolo 108 della Costituzione in esame attribuisce alla Sicilia e alla Sardegna forme e condizioni particolari di autonomia;<\/p><p>che la Consulta Nazionale e il Governo dei Comitati di liberazione nazionale avevano, gi\u00e0 nel 1946, deliberato di estendere in via provvisoria alla Sardegna lo Statuto autonomo della Sicilia, provvedimento del quale la Consulta regionale sarda non credette opportuno avvalersi, preferendo elaborare con esame approfondito il suo particolare progetto di Statuto;<\/p><p>che lo Statuto per la Sardegna, approvato nelle sedute del 15-29 aprile 1947, dopo sei mesi di lavori ininterrotti, \u00e8 stato dalla Consulta regionale sarda presentato al Governo\u00bb.<\/p><p><em>(\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Si dovr\u00e0 ora votare la seconda parte della mozione nel testo risultante dall\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>delibera di invitare la Commissione competente ad esaminare nel pi\u00f9 breve termine lo schema di Statuto presentato dall\u2019Alto Commissario e dalla Consulta regionale sarda ed a predisporre un progetto di legge costituzionale inteso a realizzare tale attuazione, anche mediante il conferimento di apposita delega al Governo\u00bb.<\/p><p>Questo \u00e8 il testo dell\u2019emendamento Mortati, dopo che l\u2019onorevole Mortati stesso ha inserito l\u2019ultimo inciso, con il quale pensava di venire incontro alle esigenze dell\u2019onorevole Lussu. L\u2019onorevole Lussu ha per\u00f2 dichiarato che questa sua esigenza non \u00e8 stata soddisfatta.<\/p><p>Il testo dell\u2019onorevole Mortati \u00e8 quindi un emendamento al testo dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>Pongo in votazione questo testo.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pertanto il testo completo dalla mozione, che l\u2019Assemblea Costituente ha approvato, risulta cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, considerato:<\/p><p>che l\u2019istituzione degli Alti Commissari e delle Consulte regionali poneva la Sicilia e la Sardegna, per le condizioni particolari alle due grandi Isole, in una identica situazione politica;<\/p><p>che l\u2019articolo 108 della Costituzione in esame attribuisce alla Sicilia e alla Sardegna forme e condizioni particolari di autonomia;<\/p><p>che la Consulta Nazionale e il Governo dei Comitati di liberazione nazionale avevano, gi\u00e0 nel 1946, deliberato di estendere in via provvisoria alla Sardegna lo Statuto autonomo della Sicilia, provvedimento del quale la Consulta regionale sarda non credette opportuno avvalersi, preferendo elaborare con esame approfondito il suo particolare progetto di Statuto;<\/p><p>che lo Statuto per la Sardegna, approvato nelle sedute del 15-29 aprile 1947, dopo sei mesi di lavori ininterrotti, \u00e8 stato dalla Consulta regionale sarda presentato al Governo;<\/p><p>delibera di invitare la Commissione competente ad esaminare nel pi\u00f9 breve termine lo schema di Statuto presentato dall\u2019Alto Commissario e della Consulta regionale sarda ed a predisporre un progetto di legge costituzionale inteso a realizzare tale attuazione, anche mediante il conferimento di apposita delega al Governo\u00bb.<\/p><p>Il seguito dello svolgimento dell\u2019ordine del giorno \u00e8 rinviato ad altra seduta da destinarsi.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta di urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019industria e commercio, per conoscere perch\u00e9 alla flottiglia motopescherecci dell\u2019importante porto di San Benedetto del Tronto vengono assegnate mensilmente quantit\u00e0 di gasolio appena sufficienti per 6 giorni e 21 ore di moto in modo da danneggiare gravemente quella fiorente attivit\u00e0. Questo, mentre ad altre flottiglie di altri porti \u2013 quale ad esempio quella di Anzio \u2013 si fanno assegnazioni esuberanti, per modo che non vengono neppure ritirate.<\/p><p>\u00abTozzi Condivi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro delle finanze, per sapere se non ritengano opportuno sospendere l\u2019entrata in vigore del decreto legislativo 24 maggio 1947, n. 589, oppure apportarvi delle sostanziali modifiche, tali da non pregiudicare la ripresa e lo sviluppo del turismo nel nostro Paese.<\/p><p>\u00abParis, Persico, Mazzoni, Bordon, Canepa\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro delle finanze e all\u2019Alto Commissariato per l\u2019alimentazione, per sapere se il frutto tributario e la limitazione o disciplina dei consumi, che si vogliono perseguire col decreto legislativo 24 maggio 1947, n. 589, compensino il grave turbamento che la prossima applicazione di tale decreto porter\u00e0 in un vasto settore dell\u2019attivit\u00e0 commerciale con evidenti riflessi nocivi e per il turismo e per la categoria di prestatori d\u2019opera; e se di conseguenza non creda di sospenderne l\u2019applicazione o, se mai, di apportarvi quelle radicali modifiche che valgano ad evitare i prospettati inconvenienti.<\/p><p>\u00abSchiratti\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro di grazia e giustizia, per sapere se sia esatto il riferimento, che un giornale della capitale ha pubblicato in questi giorni, di un\u2019intervista nella quale il Ministro avrebbe espresso opinioni, fatto apprezzamenti e preannunciato propositi in pieno contrasto con l\u2019azione che lo Stato, attraverso i suoi vari organi, deve compiere in difesa del suo nuovo ordinamento.<\/p><p>\u00abTargetti, Malagugini, Carpano Maglioli, Vernocchi, Lussu, Maffi, Cianca, Macrelli, Cevolotto, Longo, Parri, Codignola, Priolo\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio e al Ministro della giustizia, per conoscere, in relazione alle recenti dichiarazioni dell\u2019onorevole Ministro di giustizia, se il Governo non creda che l\u2019amnistia, istituto di cui si \u00e8 per il passato deplorevolmente abusato, debba essere riservata alla deliberazione dell\u2019Assemblea, secondo previsto nel progetto di Costituzione.<\/p><p>\u00abRossi Paolo, Bocconi, Lami Starnuti, Ghidini, Carboni Angelo, Pera, Mazzoni, D\u2019Aragona, Piemonte, Grilli, Caporali, Zanardi\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell\u2019industria, per conoscere se e quali provvedimenti intendano adottare per eliminare l\u2019attuale inconveniente derivante all\u2019industria torinese in particolare e piemontese in genere, dal fatto che il Comitato centrale per la ripartizione dei prodotti destinati all\u2019industria, con sede in Milano, favorisce naturalmente l\u2019industria lombarda.<\/p><p>\u00abGeuna\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro del commercio con l\u2019estero, per conoscere se non ritengano disporre che la Commissione Alta Italia per il commercio con l\u2019estero \u2013 con sede in Milano \u2013 sia formata, oltrech\u00e9 dal rappresentante veneto, da quello ligure e dai due lombardi, anche da almeno un rappresentante del Piemonte, che ha importanza preponderante nell\u2019economia nazionale.<\/p><p>\u00abGeuna\u00bb.<\/p><p>Chiedo al Governo quando intende rispondere a queste interrogazioni.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Dichiaro che risponder\u00f2 alle interrogazioni di competenza dei mio Ministero nella prima seduta in cui saranno poste all\u2019ordine del giorno le interrogazioni.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Risponder\u00f2, nella prima seduta destinata alle interrogazioni, a quelle che sono di competenza del mio Ministero e lo far\u00f2 con piacere anche per chiarire alcune errate interpretazioni che sono state fatte sulla stampa a proposito di una mia intervista.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Dugoni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Il 4 luglio l\u2019onorevole Lami Starnuti ha presentato una interrogazione al Ministro delle finanze per conoscere il valore delle materie prime concesse agli industriali dalla repubblica di Sal\u00f2.<\/p><p>Mi associo a questa interrogazione e ne chiederei la discussione d\u2019urgenza.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Dichiaro che il Governo desidera rispondere al pi\u00f9 presto a queste interrogazioni. Faccio presente in proposito l\u2019opportunit\u00e0 che la interrogazione dell\u2019onorevole Lami Starnuti sia estesa anche al Ministro del tesoro e a quello della difesa, in quanto una parte dell\u2019interrogazione riguarda la competenza di queste Amministrazioni.<\/p><p>DUGONI. Provvederemo in conformit\u00e0 del suggerimento del Ministro.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Codignola. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODIGNOLA. Alla fine della seduta di sabato due interpellanze rivolte al Ministro della pubblica istruzione sono state trasformate in mozione. Come ho gi\u00e0 fatto rilevare in quella seduta, questa mozione deve essere discussa nei prossimi giorni, in quanto per il 26 luglio sono indette le elezioni per il nuovo Consiglio Superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>Pregherei pertanto l\u2019onorevole Presidente di voler nuovamente informare l\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione dell\u2019urgenza di questa mozione, pregandolo di voler fissare la discussione per domani o dopo domani, perch\u00e9 vi sono molte migliaia di insegnanti in tutta Italia che attendono di sapere come devono regolarsi.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> La discussione di questa mozione dovr\u00e0 essere fissata d\u2019intesa col Presidente del Consiglio dei Ministri. Comunque, mi interesser\u00f2 al riguardo.<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora stabilire un programma di lavoro, tenendo presente che esso dovr\u00e0 essere molto intenso se si vuole concludere i lavori entro la settimana, e comporter\u00e0 una prosecuzione delle sedute pomeridiane, dopo un breve intervallo, nelle serate.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Riterrei opportuno che si cercasse di portare a termine il pi\u00f9 presto possibile l\u2019esame del disegno di legge sull\u2019imposta patrimoniale, rimandando l\u2019esame sul titolo della Regione. Il disegno di legge riveste infatti carattere di grande importanza e sarebbe quanto mai opportuno portarlo innanzi senza altre interferenze, compreso il progetto di Costituzione.<\/p><p>\u00c8 da notare altres\u00ec che gli ultimi articoli che sono da esaminare richiederanno probabilmente una lunga discussione. Io penso quindi che se noi li inframmezzeremo con l\u2019esame dell\u2019articolo 123 del progetto di Costituzione, rischieremo di rimandarne troppo la approvazione.<\/p><p>Propongo pertanto che si tengano domani tre sedute, antimeridiana, pomeridiana e serale, tutte dedicate all\u2019esame del disegno di legge sull\u2019imposta patrimoniale.<\/p><p>Conseguentemente, propongo che non venga posto per domani all\u2019ordine del giorno il seguito della discussione sul progetto di Costituzione.<\/p><p>LA MALFA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA. Domani, per la patrimoniale, avremo gli articoli forse pi\u00f9 importanti, quelli sulla proporzionale e sulla progressiva: non credo perci\u00f2 che nella seduta antimeridiana si raggiunger\u00e0 il numero sufficiente di intervenuti per poter discutere e decidere su tale argomento.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Io chiederei che per domani si facessero soltanto due sedute, perch\u00e9 avrei bisogno di qualche ora per concertarmi con alcuni colleghi di Governo sulla patrimoniale. Questo per la stessa celerit\u00e0 dei lavori. A partire da dopo domani, sono favorevole alle tre sedute giornaliere.<\/p><p>LA MALFA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA. Se si dovessero fare due sedute domani, sarebbe preferibile tenerne una nel pomeriggio e una la sera.<\/p><p>PRESIDENTE. Propongo allora che domani mattina si tenga seduta per proseguire la discussione del progetto di Costituzione.<\/p><p>Nella seduta pomeridiana si proseguir\u00e0 la discussione del disegno di legge sulla imposta straordinaria progressiva sul patrimonio, con l\u2019intesa che i lavori potranno eventualmente essere protratti nella tarda serata.<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Mi permetto di far presente che domani mattina, alle ore 9, \u00e8 convocato il Comitato di coordinamento per l\u2019esame dell\u2019articolo 123 e seguenti del progetto di Costituzione. Non \u00e8 quindi possibile essere in aula alle 9.30.<\/p><p>PRESIDENTE. In considerazione di quanto fatto presente dall\u2019onorevole Uberti, la seduta antimeridiana di domani comincer\u00e0 alle 10.30.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare i Ministri dei lavori pubblici e del tesoro, sulla urgente necessit\u00e0 di facilitare la costruzione di case in favore dei lavoratori, che, sinistrati di guerra, hanno perduto alloggio ed i modesti averi.<\/p><p>\u00abPer risolvere la tragica e dolorante situazione di molti cittadini, l\u2019interrogante domanda che siano estesi i sussidi dello Stato, secondo il decreto n. 261, del 10 aprile 1947, alle cooperative composte di famiglie danneggiate, che stanno sorgendo a Bologna in difesa di un alto principio, che afferma il diritto per gli uomini del lavoro ad una casa sana e libera da ogni sfruttamento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZanardi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere i provvedimenti che si intendono adottare a carico del sindaco di Ariccia (provincia di Roma) che, nonostante l\u2019invito rivoltogli dal prefetto di Roma e la deliberazione affermativa del Consiglio comunale a riassumere in servizio impiegati discriminati, ne rifiuta la riammissione, sottoponendo la civica amministrazione a gravosi dispendi, per la continuit\u00e0 dei servizi.<\/p><p>\u00abE per conoscere, altres\u00ec, quali provvedimenti intende adottare a carico del medesimo sindaco e della intera amministrazione comunale in relazione al recente, arbitrario, deliberato della Giunta municipale di licenziare personale, e tra questo quello del servizio razionamento consumi, che \u00e8 regolato da speciali disposizioni e che, data la temporaneit\u00e0, \u00e8 effettuato per conto dello Stato, che ne rimborsa le somme pagate per il personale e spese di ufficio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCannizzo\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere le ragioni del ritardo all\u2019approvazione dell\u2019organico dell\u2019ospedale civile di Udine, ritardo che ha messo viva inquietudine in quel benemerito personale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se non sia tempo di provvedere a far funzionare la pretura del mandamento di Francavilla Sicilia (provincia di Messina) che dal gennaio 1945 trovasi senza il titolare dottor Ferruggia Carmelo, richiamato col grado di capitano dei carabinieri e addetto quale sostituto procuratore del Tribunale militare di Catania.<\/p><p>\u00abSe nella eventuale difficolt\u00e0 di conseguire un immediato ricollocamento in congedo del titolare di detta pretura non creda di voler disporre che la Corte di appello di Messina provveda celermente all\u2019applicazione in detta pretura di altro magistrato della circoscrizione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSalvatore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere perch\u00e9 non si \u00e8 ancora provveduto al ripristino dell\u2019ufficio del registro e delle Commissioni mandamentali per le imposte dirette ed indirette del comune di Trentola.<\/p><p>\u00abTale provvedimento \u00e8 stato richiesto dalle popolazioni interessate e dalle autorit\u00e0 locali e risponde ad effettive esigenze di quell\u2019importante centro giudiziario e di affari in genere. Si tratta di un mandamento di circa 100.000 abitanti, servito da strade in cattive condizioni e da mezzi di trasporto limitati, che rendono difficile e dispendioso l\u2019accesso alla sede lontana di Aversa. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abNumeroso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della difesa e del tesoro, per sapere se non credano opportuno dare ai competenti uffici da essi dipendenti precise direttive per la definizione di moltissime pratiche di pensione, per ferite od infermit\u00e0 a causa di servizio, richieste da militari che hanno per qualche tempo prestato servizio anche nelle formazioni della pseudo repubblica fascista. Molti di questi militari si sono trovati in tali condizioni non per loro domanda od atto di adesione, ma costretti; e tanti di essi hanno anche reso servizi alle forze della liberazione.<\/p><p>\u00abLa mancanza ed incertezza di direttive per i vari casi che la predetta situazione presenta \u2013 arrestando lo svolgimento delle pratiche \u2013 sono di gravissimo danno a quanti possono avere diritto alla pensione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSardiello\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette, per le quali si chiede la risposta scritta, saranno inviate ai Ministri competenti.<\/p><p>La seduta termina alle 21.45.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10.30:<\/p><p>Seguito della discussione sul progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Alle ore 17:<\/p><p>Seguito della discussioni sul disegno di legge:<\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CXCIV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 21 LUGLIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedi: Presidente Mozione (Svolgimento): Presidente Abozzi Laconi Mastino Pietro Grassi, Ministro di grazia e giustizia Lussu Mortati Mastino Gesumino Carpano Maglioli Mannironi Tosato Carboni Enrico Chieffi Spano Velio Codacci Pisanelli Colitto Dugoni Cianca Fuschini Togliatti Piccioni Carboni Angelo Interrogazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2042,2175,2181,2085,2196,2220","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[53,7],"tags":[],"post_folder":[52],"class_list":["post-2038","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-07","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2038"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2038\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6817,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2038\/revisions\/6817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2038"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}