{"id":2036,"date":"2023-09-10T22:24:53","date_gmt":"2023-09-10T20:24:53","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2036"},"modified":"2023-10-21T21:44:15","modified_gmt":"2023-10-21T19:44:15","slug":"sabato-19-luglio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2036","title":{"rendered":"SABATO 19 LUGLIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2036\" class=\"elementor elementor-2036\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f39f4ad elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f39f4ad\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4120078\" data-id=\"4120078\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ff023e9 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ff023e9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19470719_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-daa242c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"daa242c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CXCIII.<\/p><p>SEDUTA DI SABATO 19 LUGLIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazioni del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Per il decimo anniversario della morte di Guglielmo Marconi:<\/strong><\/p><p>Merlin, <em>Ministro delle poste e telecomunicazioni<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interpellanze <\/strong>(<em>Svolgimento<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Bernini<\/p><p>Codignola<\/p><p>Gonella, <em>Ministro della pubblica istruzione<\/em><\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Presentazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Sforza, <em>Ministro degli affari esteri<\/em><\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di un\u2019imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Pallastrelli<\/p><p>Micheli<\/p><p>La Malfa, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Jacini<\/p><p>Perlingieri<\/p><p>Bertone<\/p><p>Corbino<\/p><p>Paris<\/p><p>Camangi<\/p><p>Vanoni<\/p><p>Adonnino<\/p><p>Cavallari<\/p><p><strong>Sui lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Presidente<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Lussu<\/p><p>Fuschini<\/p><p>La Malfa<\/p><p>Corbino<\/p><p>Micheli<\/p><p><strong>Mozione <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Codignola<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza:<\/strong><\/p><p>Camangi<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Benedettini<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia allo 9.30.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i deputati Cotellessa, Fedeli Aldo e Zotta.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>).<\/p><p>Comunicazioni del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ho chiamato a far parte della seconda Commissione permanente per l\u2019esame dei disegni di legge gli onorevoli Assennato e Cavallari in sostituzione rispettivamente degli onorevoli Scoccimarro e Di Vittorio, dimissionari.<\/p><p>Per il decimo anniversario della morte di Guglielmo Marconi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, onorevole Merlin. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MERLIN, <em>Ministro delle poste e delle telecomunicazioni.<\/em> Onorevoli colleghi! Se ricordare gli uomini insigni che con le loro opere hanno onorato la Patria e servito l\u2019Umanit\u00e0, \u00e8 uno stretto dovere, l\u2019Assemblea consentir\u00e0 che io richiami brevemente la memoria di uno dei pi\u00f9 grandi italiani, che in questo ultimo cinquantennio hanno reso grande ed onorato nel mondo il nome d\u2019Italia.<\/p><p>Quest\u2019uomo \u00e8 Guglielmo Marconi.<\/p><p>Nato a Bologna il 25 aprile 1874, egli mor\u00ec in Roma il 20 luglio 1937: domani ricorrono adunque dieci anni dalla sua morte.<\/p><p>Se la data della sua nascita \u00e8 da annoverarsi tra i giorni pi\u00f9 fausti nella storia del nostro popolo, quello della sua morte \u00e8 giornata di lutto. Rivolgere, pertanto, alla sua grande figura in questo decimo anniversario un pensiero riconoscente \u00e8 un dovere. Tanto pi\u00f9 che si chiudono proprio quest\u2019anno le celebrazioni del primo cinquantennio di quella sua geniale scoperta che nuove vie doveva aprire al lavoro umano ed alla civilt\u00e0.<\/p><p>Fu nel 1895, nella villa paterna di Pontecchio a Bologna che prese salda radice nella mente di Guglielmo Marconi, appena ventenne, l\u2019idea che le onde elettriche, la cui esistenza era stata preveduta matematicamente dal Maxwell nel 1865 e poi dimostrata sperimentalmente da Hertz, da Lodge e da Righi, avrebbero potuto fornire il mezzo di telegrafare senza l\u2019ausilio di fili conduttori.<\/p><p>L\u2019esperienza riusc\u00ec; il genio aveva esattamente previsto. Ma anche coloro, come il Righi, che pure con i loro studi avevano preparato tale scoperta, non ebbero l\u2019intuito geniale del Nostro. Essi non credevano che la scoperta delle onde elettriche avrebbe avuto le immense applicazioni che pi\u00f9 tardi ebbe e che il giovane Marconi invece fino da allora previde.<\/p><p>Il Nostro nutr\u00ec la fede dei grandi inventori ed oper\u00f2 in conformit\u00e0.<\/p><p>Egli fu l\u2019inventore dell\u2019antenna collegata direttamente o elettricamente alla terra.<\/p><p>Egli per primo concep\u00ec i mezzi adatti perch\u00e9 le onde elettriche potessero valicare le pi\u00f9 alte montagne, vincere la curvatura della terra e superare la immensit\u00e0 degli spazi.<\/p><p>Il Nostro fu degno di Cristoforo Colombo, che guid\u00f2 le nostre navi alla scoperta delle terre lontane, anche contro i dubbi della ciurma, che avrebbe voluto ritornare donde le navi erano partite.<\/p><p>\u00c8 per questa sua fermezza che non conobbe soste che il Nostro corona la schiera dei grandi italiani che nel campo della scienza, onorarono la Patria.<\/p><p>Come Volta fu padre dell\u2019elettricit\u00e0, come il telefono \u00e8 di Meucci, la dinamo di Pacinotti, il motore a campo rotante di Galileo Ferraris, cos\u00ec la radio \u00e8 di Guglielmo Marconi. <em>\u00abAudere silenter<\/em>\u00bb, fu il motto che il grande osserv\u00f2 con un quarantennio di lavoro indefesso, di continui perfezionamenti, di quasi quotidiane conquiste.<\/p><p>Sulla grande scoperta di Guglielmo Marconi non cessa la inopportuna polemica di qualche voce discorde.<\/p><p>Proprio in questi giorni a New York si tiene un convegno internazionale delle telecomunicazioni ed \u00e8 presente anche l\u2019Italia, con rappresentanti nominati dal mio Ministero.<\/p><p>Ebbene, nella seduta del 5 giugno, avendo il Presidente del Congresso affermato che sono decorsi cinquant\u2019anni dalla scoperta di Guglielmo Marconi, vi fu chi ha voluto contraddire a questo giusto riconoscimento.<\/p><p>Ma i delegati italiani, con chiara e ferma protesta, hanno dimostrato che fu proprio il grande italiano che ha realizzato per primo il successo delle radiocomunicazioni, perch\u00e9 nessuno di coloro che lo precedettero nella preparazione seppe realizzare le grandi ed utili applicazioni concrete, che Marconi attu\u00f2, e seppe superare gli ostacoli per raggiungerle.<\/p><p>Con ci\u00f2 la delegazione italiana non ha certo inteso di mancare al dovere di rendere omaggio agli altri grandi uomini dei differenti Paesi, che hanno concorso a sviluppare la tecnica della radio.<\/p><p>Del resto se v\u2019\u00e8 scoperta, che, pur rendendoci orgogliosi come italiani, ci fa superare gli egoismi di un vieto nazionalismo per assurgere a maggiori doveri di solidariet\u00e0 con tutti i popoli, \u00e8 appunto questa subito attuata a servizio, non di un solo Paese o di un solo popolo, ma di tutta l\u2019Umanit\u00e0.<\/p><p>La scoperta di Guglielmo Marconi fu, prima di ogni altra applicazione, rivolta a salvare vite umane, soprattutto tra la gente del mare. Dal salvataggio miracoloso del <em>Republic<\/em> del 1909 a quello del <em>Titanic<\/em> nel 1913 e via via, da allora ad oggi, attraverso il richiamo del grido disperato di aiuto che si diffonde sugli oceani e parte delle navi in pericolo, sono migliaia e migliaia di creature che devono al Nostro la vita.<\/p><p>Tutte le miracolose applicazioni successive sono note a tutti.<\/p><p>Applicazioni alle arti, alla musica, alla letteratura, alla divulgazione delle idee politiche e sociali con i servizi radio; alla radioassistenza nella navigazione, al Radar che guida il navigante tra tutti gli scogli e che \u00e8 l\u2019occhio luminoso della nave, al telefono senza fili, che gi\u00e0 comincia ad affermarsi in molti paesi, compreso il nostro.<\/p><p>Nel campo industriale, in quello medico, perfino nella chirurgia, dalla scoperta di Marconi si fanno discendere innovazioni che sembrano prodigi.<\/p><p>\u00c8 perci\u00f2, che, se vi \u00e8 un rimpianto \u00e8 quello che questo Grande sia morto troppo presto, quando forse molto ancora poteva attendersi dal suo genio luminoso.<\/p><p>Il Governo ha voluto rendere omaggio alla memoria di Guglielmo Marconi anche in seno all\u2019Assemblea Nazionale, nel primo decennio dalla morte, non solo per adempiere un dovere, ma anche perch\u00e9, nelle strettezze in cui l\u2019Italia si dibatte e nelle difficolt\u00e0 dell\u2019ora, sia di conforto ricordare a noi stessi che, nel libro eterno della vita, l\u2019Italia ha ancora dei crediti da far valere verso l\u2019Umanit\u00e0. (<em>Applausi generali<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Sarebbe da parte mia prova di presunzione e vanit\u00e0 volere aggiungere parola alle alte e pensate espressioni con cui il Ministro onorevole Merlin ha celebrato il nome, l\u2019opera e la gloria di Marconi.<\/p><p>D\u2019altronde gi\u00e0 in altre cornici, ugualmente solenni \u2013 seppure per diversa dignit\u00e0 \u2013 pi\u00f9 volte, nel corso delle settimane passate, gl\u2019italiani hanno rivendicato al proprio genio e riconsacrato alla comune civilt\u00e0 dei popoli lo scopritore delle leggi misteriose delle onde elettriche poste poi da lui, quasi per miracolo, a servizio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p><p>A Bologna, in quella Universit\u00e0 degli studi, dinanzi ad una accolta di dotti e di scienziati i quali, nella scia del suo insegnamento e delle sue esperienze, vanno svolgendo a sempre nuove conquiste la sua prima invenzione; a Milano, in occasione della Fiera pur ora chiusa, fra folle di lavoratori che, con perizia d\u2019arte, traggono dalla materia bruta i sottilissimi congegni in cui quell\u2019invenzione si traduce in azione benefica e feconda, tutto fu detto che poteva esprimere riconoscenza, ammirazione, glorificazione.<\/p><p>A noi, rappresentanti del popolo \u2013 di un popolo che, da traversie terribili portato quasi a ultima rovina, sta traendosene con tenacia incomparabile di sacrificio \u2013 basti aggiungere che una gente che genera intelletti tanto potenti come quello che sospinse e guid\u00f2 Marconi per le strade nuovissime della scienza pi\u00f9 nuova, sa che, per sventure che la colpiscano, non ha ragione di disperare.<\/p><p>Ricordando oggi qui il grande bolognese, noi lo ringraziamo anche per questa certezza di continuit\u00e0 di vita, di progresso, di vittorie pacifiche e civili sulle forze naturali ch\u2019Egli ha donato all\u2019Italia; ed auspichiamo che solo in quest\u2019opera \u2013 per il suo grande esempio \u2013 voglia nell\u2019avvenire il nostro popolo cercare e trovare i propri lauri e la propria gloria maggiore. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Svolgimento di interpellanze.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca lo svolgimento di due interpellanze presentate dall\u2019onorevole Lozza e dall\u2019onorevole Codignola, assieme con altri firmatari, al Ministro della pubblica istruzione. Poich\u00e9 le due interpellanze trattano materia analoga, esse saranno svolte contemporaneamente.<\/p><p>Ne do lettura;<\/p><p>\u00abAl Ministro della pubblica istruzione, per conoscere con quali intendimenti ha proceduto al bando precipitato delle elezioni per il Consiglio superiore della pubblica istruzione, secondo un nuovo decreto legislativo non ancora pubblicato; e se non creda che tale provvedimento non possa valere a indebolire il prestigio delle nostre istituzioni scolastiche.<\/p><p>\u00abLozza, Preti, Binni, Bernini, Condorelli, Cifaldi, Parri\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quali siano i motivi di urgenza che lo hanno consigliato ad emanare il decreto 30 giugno 1947, relativo al nuovo ordinamento dei corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione, decreto che non offre sufficienti garanzie democratiche, presenta notevoli deficienze tecniche ed \u00e8 stato emesso senza l\u2019osservanza di precise disposizioni di legge. Gli interpellanti chiedono, altres\u00ec, per quali ragioni un decreto di tanta importanza, che ha evidenti aspetti costituzionali, sia stato sottratto alla competenza dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>\u00abCodignola, Lami Starnuti, Carboni Angelo, Lussu\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bernini, che \u00e8 uno dei presentatori della prima interpellanza, ha facolt\u00e0 di svolgerla.<\/p><p>BERNINI. Onorevoli colleghi! Il collega onorevole Calamandrei ha gi\u00e0 discusso, nella seduta di marted\u00ec, per quanto riguarda l\u2019ordinamento universitario ed in sede di altra interpellanza, i noti provvedimenti del Ministro della pubblica istruzione, relativi alla costituzione ed alla nomina del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Pertanto io mi limiter\u00f2 a trattare di quanto riguarda le scuole medie ed elementari: cercher\u00f2 di essere oltre che breve pi\u00f9 che sia possibile, schematico, grato al Ministro se nella sua risposta vorr\u00e0 cortesemente seguire lo stesso sistema. Ci\u00f2, mi pare, render\u00e0 pi\u00f9 chiara e pi\u00f9 conclusiva la nostra discussione. Ecco quelli che per me sono i punti essenziali.<\/p><p>Primo punto, al quale io darei questo titolo: carattere fondamentale di ogni sincero sistema elettorale. Ai sistemi elettorali della civilt\u00e0 moderna si pu\u00f2 credere come si pu\u00f2 anche non credere, come pure si pu\u00f2 credere e non credere alla democrazia; ma, una volta che noi crediamo al sistema elettorale, \u00e8 necessario a parer mio che questo sia il pi\u00f9 sincero possibile, sia tale da rispecchiare il pi\u00f9 possibile la volont\u00e0, il pensiero, di coloro che sono chiamati a votare.<\/p><p>Se cos\u00ec non avviene, si ricade nei sistemi pseudo-elettorali di cui abbiamo avuto molti saggi nel recente passato. A parer mio, nessun argomento, per quanto valido, pu\u00f2 essere portato a limitare il carattere, l\u2019espressione, la pratica di un tal metodo.<\/p><p>Qualcuno potr\u00e0 opporre degli argomenti diversi, ma allora si risponde: o si cerca un altro metodo per poter fronteggiare le necessit\u00e0 del momento; oppure, se ad esso si ricorre, lo si deve fare con piena e scrupolosa adeguatezza.<\/p><p>Questa premessa, che vorrei non fosse sembrata a voi troppo lunga, ha questo scopo: di dimostrare ci\u00f2 che, io credo, tutti voi, onorevoli colleghi, nel profondo della vostra coscienza, pensate, cio\u00e8 che l\u2019argomento principale che l\u2019onorevole Ministro ha portato per difendere questa precipitazione, malgrado lo scarsissimo numero di giorni che egli ha messo a disposizione del corpo elettorale, pure cos\u00ec vasto, come quello degli insegnanti medi ed elementari, sia un argomento che non ha valore.<\/p><p>Egli dice: occorre urgenza perch\u00e9 il Consiglio superiore deve risolvere urgentissime questioni.<\/p><p>A dire la verit\u00e0, se io sono bene informato \u2013 e prego l\u2019onorevole Ministro di smentirmi se sono stato inesatto \u2013 queste questioni riguardano quasi esclusivamente l\u2019ordinamento universitario. Vuole, l\u2019onorevole Ministro, dirci cortesemente quali sono i provvedimenti importantissimi e inderogabili \u2013 provvedimenti di carattere generale e non particolare \u2013 relativi alla scuola media ed elementare, la cui soluzione, per legge, \u00e8 legata al parere del Consiglio superiore, e tali che non possono essere rinviati senza grave danno?<\/p><p>Analoga considerazione io potrei fare anche per i due paralleli Consigli delle biblioteche e delle belle arti, i quali, non dico che siano una innovazione, ma \u00e8 certo che la loro formazione non mi pare urgente. Il primo \u2013 quello delle biblioteche \u2013 non \u00e8 mai esistito in Italia, se non in quel tale pletorico ed inutile Consiglio nazionale dell\u2019educazione, belle arti e scienze, fondato da Bottai; il secondo \u00e8 esistito nel passato, ma non mi pare che fosse cos\u00ec urgente ricostituirlo.<\/p><p>Ma potrei dire di pi\u00f9 e, per essere breve \u2013 a meno che l\u2019onorevole Ministro non desideri che io specifichi maggiormente \u2013 io sorvoler\u00f2 su altri particolari. Potrei dirgli, per esempio, che nella legge sullo stato giuridico che \u00e8 stata da lui presentata vi sono gi\u00e0 degli organi i cui compiti sono quelli che dovrebbero essere demandati al Consiglio superiore.<\/p><p>In conclusione, a parer mio, non esistono in democrazia questioni tanto gravi da costringere a ricorrere ad un sistema elettorale viziato. In democrazia, deve sempre esistere la possibilit\u00e0 di fronteggiare situazioni urgenti, anche senza elezioni non sincere. In questo caso particolare poi \u2013 mi permetta l\u2019onorevole Ministro \u2013 c\u2019era un modo molto semplice: che ella, per esempio, persuadesse il Consiglio superiore dimissionario a rimanere ancora un po\u2019 in carica, il che non sarebbe stato difficile ad ottenersi, secondo le parole dell\u2019onorevole Calamandrei, solo che si fosse usato un po\u2019 di garbo.<\/p><p>Ma io mi propongo di dimostrare, onorevoli colleghi, che il sistema studiato dal Ministro della pubblica istruzione nasce viziato nella sua struttura e nella sua prima applicazione. Prima di tutto, me lo permetta l\u2019onorevole Ministro \u2013 non vorrei che le mie parole sembrassero offensive, ma non lo sono \u2013 questa riforma \u00e8 nata clandestina. Credo che ne sapessero soltanto alcuni uomini attorno al Ministro. Perch\u00e9 dunque egli, che ha a sua disposizione un abbondante notiziario, non dette qualche cenno di ci\u00f2 che andava facendo?<\/p><p>In tal caso, l\u2019attenzione degli insegnanti, degli interessati, degli studiosi si sarebbe rivolta al problema che egli stava per affrontare; ci sarebbero state discussioni in proposito e probabilmente sarebbero stati evitati gli errori che sono stati commessi: non \u00e8 questa, signor Ministro, la vera democrazia. Invece il decreto \u00e8 scoppiato come una bomba, sbalordendo tutti, compresi, credo, parecchi amici politici del signor Ministro.<\/p><p>Il tempo concesso per la preparazione delle elezioni \u00e8 assurdamente breve: quindici giorni. Ci\u00f2 \u00e8 evidente; non credo che io avr\u00f2 bisogno di dimostrarlo con documenti. Se il signor Ministro desiderer\u00e0, porter\u00f2 comunque anche i documenti. Il provvedimento fu noto negli ambienti ufficiali e non ufficiali non prima del 10 corrente ed anche dopo. Per di pi\u00f9, si sono colti gli insegnanti per gran parte fuori delle scuole ed anche fuori sede. Nessuno infatti pu\u00f2 negare che in questi giorni tutte le scuole elementari sono chiuse.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro, rispondendo all\u2019onorevole Calamandrei, ha affermato, se non erro, che la maggior parte dei professori \u00e8 in questi giorni ancora occupata con gli esami di Stato. Ora, ci\u00f2 non \u00e8 esatto, perch\u00e9 solo una modesta minoranza di essi \u00e8 tutt\u2019ora occupata con gli esami di Stato. \u00c8 poi ben vero \u2013 ahim\u00e8 \u2013 che n\u00e9 professori, n\u00e9 maestri possono pagarsi la villeggiatura, ma ci\u00f2 non significa che essi debbano trovarsi l\u00e0 dov\u2019\u00e8 la sede scolastica. La miglior prova di ci\u00f2 sta nel fatto che si sono dovute dare norme per le votazioni fuori sede. Dimostrer\u00f2, se occorre, quanto queste norme siano difettose ed erronee. Concludendo: si sono dati circa quindici giorni per la preparazione di elezioni generali che interessano pi\u00f9 di un centinaio di migliaia di insegnanti, perfettamente ignari di tutto questo fino a poco tempo fa, e per di pi\u00f9, almeno per la gran parte, fuori sede.<\/p><p>Secondo punto, che io intitolerei, se non vi spiace, un argomento specioso: il carattere tecnico delle elezioni. Non so se l\u2019onorevole Ministro l\u2019abbia detto, ma certo qualcuno l\u2019ha detto e qualcuno ancora lo dir\u00e0, con aria sorpresa, incerta: \u00abMa che bisogno c\u2019\u00e8 di preparazione a queste elezioni scolastiche? Queste non sono mica elezioni politiche o sindacali; queste sono elezioni tecniche, e basta\u00bb.<\/p><p>Dato e non concesso per un momento che siano solo tecniche, solo elezioni di tecnici, che cosa vuol dire questo? Vuol dire che il professore, il maestro dovr\u00e0 votare a caso per il suo direttore, ispettore o collega, perch\u00e9 non conosce altri nomi, e non per un uomo, anche lontano, che dopo maturo esame appaia pi\u00f9 idoneo di tutti gli altri? Anche se le elezioni fossero tecniche, solo tecniche, sarebbero sempre necessari accordi preventivi, delle liste nazionali o qualche cosa di simile. Con questo criterio, col criterio che \u00e8 la conseguenza necessaria dello Stato di fatto, i voti andranno dispersi fra un numero stragrande di candidati per un numero cos\u00ec esiguo di posti; e cos\u00ec si frustrer\u00e0 il valore, lo scopo delle elezioni.<\/p><p>Lascio giudicare a voi, o colleghi, che siete tutti pi\u00f9 o meno pratici di materia elettorale. Ma, badate bene, cos\u00ec non andr\u00e0 di fatto. Voi vedrete \u2013 e io sono facile profeta \u2013 che i voti per gran parte andranno concentrati su un numero relativamente limitato di candidati. Come sar\u00e0 avvenuto questo, signor Ministro? Quali le ragioni di questo mistero? Le ragioni sono queste: manca il tempo materiale per concentrarsi sulle liste elettorali, dopo che \u00e8 stato reso noto il decreto ministeriale, tale lavoro da una certa parte probabilmente sar\u00e0 stato fatto prima; oppure soltanto organizzazioni ben efficienti, con strutture periferiche, con appoggi politici potranno rapidamente proporre liste e nomi di candidati e farli prevalere. Ma \u00e8 poi certo che queste elezioni sono sole tecniche, almeno nel senso che il signor Ministro intende? Non mi pare. Anche noi, onorevoli colleghi costituenti, siamo, o almeno dovremmo essere, in parte dei tecnici; il che non esclude affatto che siamo anche dei politici. Il problema non sta dunque nello scegliere puri tecnici, il che oggi meno che mai pu\u00f2 riuscire, e tanto meno nel campo dell\u2019istruzione; il problema sta nello scegliere fra i tecnici politici quelli che diano maggiori garanzie di probit\u00e0 e di capacit\u00e0.<\/p><p>Terzo punto: onorevole signor Ministro, i Consigli provinciali scolastici sono dei corpi tecnici? Questa \u00e8 la domanda precisa che mi permetto di fare. Se sono dei corpi tecnici, perch\u00e9 \u2013 se \u00e8 vero quello che ha pubblicato un giornale \u2013 il suo Ministero ha invitato i Provveditorati agli studi a far conoscere, badate, \u00abpresi gli opportuni accordi con codesta prefettura\u00bb se le persone (cito i termini precisi) segnalate per i Consigli scolastici svolgano o abbiano svolta attivit\u00e0 politica ed eventualmente in quale partito? (<em>Commenti \u2013 Interruzioni al centro<\/em>).<\/p><p>BERNINI. Perch\u00e9 interrompete? Questi sono fatti a cui potrete contrapporre altri fatti.<\/p><p>TONELLO. Questa \u00e8 roba incredibile E si parla di democrazia!<\/p><p>RESCIGNO. Si pu\u00f2 riferire ai precedenti fascisti.<\/p><p>TONELLO. Macch\u00e9 fascisti! \u00c8 ignobile!<\/p><p>BERNINI. Ora passiamo ad esaminare il suo decreto legge, signor Ministro. Devo premettere che, sinceramente, dobbiamo ringraziarla di avere restituito il principio elettivo anche ai professori medi e agli insegnanti elementari, secondo il desiderio pi\u00f9 volte espresso dalla classe. Ma tutto si ferma l\u00ec.<\/p><p>Si \u00e8 detto che questo decreto-legge si ispira e ricalca gli analoghi del 1906 e 1911. Ne \u00e8 stato affermato, mi pare anche da lei, solennemente il carattere democratico ed elettivo. Mi spiace di non essere assolutamente di questo parere.<\/p><p>Vediamo un po\u2019: questo Consiglio superiore non \u00e8 democratico in confronto a quello precedente che era interamente elettivo, mentre questo in parte \u00e8 elettivo ed in parte discende dal Ministro. Ma ci\u00f2 ha importanza secondaria.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro, nel suo <em>Notiziario <\/em>(mi pare del 1\u00b0 corrente) dopo aver dato il testo del decreto, lo spiega con alcune tavole ed insiste con un bellissimo esempio di chiarezza pedagogica, ma non con altrettanto buon esempio di esattezza sostanziale.<\/p><p>Seconda sezione, scuola secondaria: membri totali 12, di cui 7 eletti e 5 nominati.<\/p><p>Terza sezione, scuole elementari: membri totali 12, di cui 7 eletti e 5 nominati.<\/p><p>Se cos\u00ec fosse, il carattere democratico sarebbe relativamente dimostrato.<\/p><p>Confrontiamo con la legge del 1906. Questa s\u00ec che era una legge democratica, sinceramente democratica! Formava cos\u00ec la Giunta per l\u2019insegnamento secondario: 4 scelti dal Ministro, 3 eletti dalla classe. La legge del 1911 formava cos\u00ec la sezione della Giunta della scuola elementare: 6 scelti dal Ministro, 5 eletti dalla classe.<\/p><p>Si dir\u00e0: allora la proporzione \u00e8 eguale. Vi prego di volermi pazientemente seguire in questo modesto computo di chiarimento.<\/p><p>Fra i 7 eletti l\u2019onorevole Ministro mette anche i 3 professori universitari, che possono s\u00ec essere stati eletti dai corpi accademici, sebbene, fra parentesi, una parte di essi non sia stata eletta perch\u00e9 \u00e8 stata scelta dall\u2019onorevole Ministro e nulla vieta che egli possa anche scegliere per questo secondo organismo quegli stessi che egli ha scelto per il primo. Dunque, questi universitari, in parte, sono stati scelti per la prima sezione, ma per le altre sezioni non sono stati eletti, sono stati scelti. Possono dunque considerarsi molto pi\u00f9 scelti che non eletti. D\u2019altra parte siamo uomini, e tutti uomini di partito. Il Ministro della pubblica istruzione, chiunque sia, di qualunque partito sia, potendo liberamente scegliere fra i professori universitari della sezione della scuola media ed elementare, chi andr\u00e0 a scegliere? Ditemelo voi, di tutte le parti dell\u2019Assemblea, compresa la mia. Forse quelli che personalmente, ideologicamente e scientificamente gli sono avversi? O non sceglier\u00e0 piuttosto, come \u00e8 sempre avvenuto, come sempre avverr\u00e0 e come non si pu\u00f2 pretendere che non avvenga, quelli che gli sono vicini in qualunque senso? Badate poi che, fra questi professori universitari scelti e non eletti, c\u2019\u00e8 anche il Presidente. E rinuncio, almeno per ora, ad approfondire ulteriormente i confronti fra le leggi del 1906 e del 1911 e la presente. Io non ho diritto di farvi perdere del tempo: lo far\u00f2 solo nel caso in cui l\u2019onorevole Ministro ritenga che io non abbia sufficientemente dimostrato il mio assunto.<\/p><p>Quinto punto: Perch\u00e9 gli insegnanti medi ed elementari non possono autogovernarsi? Crede lei, onorevole Ministro, che gli insegnanti elementari e medi saranno straordinariamente lusingati \u2013 permettete la parola che \u00e8 detta senza offesa \u2013 dalla intrusione fra di loro, in numero di ben tre, in questioni strettamente tecniche ed amministrative, di professori universitari i quali molto spesso, pure essendo di un grande valore scientifico al quale ci inchiniamo, non hanno pratica alcuna n\u00e9 gusto n\u00e9 si sono mai occupati di queste questioni? Crede lei, onorevole Ministro, che gli insegnanti medi ed elementari si accontenteranno facilmente della espressione ufficiale: \u00abper conferire maggior prestigio ed autorit\u00e0 a queste due ultime sezioni, si \u00e8 creduto opportuno immettere in esse tre professori universitari&#8230;\u00bb. Crede lei che non giudicheranno questo, pi\u00f9 come una intrusione, che come un aumento di prestigio e di autorit\u00e0 delle due sezioni? Questo toglier\u00e0 prestigio e suoner\u00e0 sfiducia nella capacit\u00e0 di auto-governo di queste categorie che sono degne di rispetto; suoner\u00e0 quasi offesa alla classe degli insegnanti elementari e medi.<\/p><p>Passo al sesto punto che intitoler\u00f2 in questo modo: \u00abLa formula del <em>ne varietur\u00bb.<\/em><\/p><p>Scorrendo ora quel suo trionfale articolo \u00abLo spirito della riforma\u00bb, che apre il numero del 1\u00b0 luglio del <em>Notiziario<\/em>, l\u2019occhio mi \u00e8 caduto su una frase: \u00abIn occasione di una riforma di tanta portata&#8230;\u00bb. Certo questa riforma \u00e8 di molta portata, d\u2019immensa portata, di portata certo maggiore di quanto ella ora non voglia far credere. Ma perch\u00e9, se \u00e8 di tanta portata, ella l\u2019ha preparata in modo cos\u00ec clandestino?<\/p><p>Perch\u00e9 non si \u00e8 ricordato in quel momento, me lo permetta, di una piccola ma significativa formula che forse si \u00e8 sperduta nella sua memoria? La formula del <em>ne varietur<\/em> la ricorda ora signor Ministro? Oh, noi italiani dimentichiamo cos\u00ec facilmente! Abbiamo gi\u00e0 dimenticato ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto a distanza di poco pi\u00f9 di due anni dalla terribile odissea del nostro popolo; ma questa formula del <em>ne varietur<\/em> fu la formula alla quale, prima della formazione del, mi pare, secondo Ministero De Gasperi, per esplicita richiesta del Partito socialista, non so bene se lo stesso Presidente del Consiglio o la Democrazia cristiana si impegnarono. La dichiarazione relativa comparve anche nei giornali. Ci fu un comunicato ufficiale, secondo cui non si sarebbe fatto nulla che variasse gli ordinamenti della scuola, non si sarebbe fatto nulla di essenziale, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe stato causa di discordia. Non so se ella, signor Ministro, abbia cooperato alla formazione di questa s\u00ec bella formula di carattere, diciamo cos\u00ec, canonicale.<\/p><p>Ora, fra noi, quelli che si intendono appena un poco di latino e anche quelli che per sfortuna loro non si intendono di latino, capirono subito che questa bella formula canonicale doveva avere un valore. Con questa formula, con questi patti precisi, con questo esplicito impegno, ella, signor Ministro, \u00e8 diventato Ministro della pubblica istruzione. Ora, io le sarei grato se ella ci dichiarasse se la ritiene ancora valida o no oggi che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il tripartito, ma il Governo di colore.<\/p><p>Se, come credo e spero, ella la ritiene ancora valida, perch\u00e9 certo non \u00e8 lecito a un Governo transitorio modificare, senza il controllo preventivo del Parlamento e del Paese, ella probabilmente mi dir\u00e0 che quanto ella ha fatto non intacca le grandi strutture, ed io le rispondo che le grandi strutture si sgretolano anche scostando pietra da pietra e con lo stillicidio delle gocce.<\/p><p>Ella stessa ha detto che questa riforma \u00e8 \u00abdi tanta portata\u00bb. Veda un po\u2019 se anch\u2019essa non pu\u00f2 rientrare nel <em>ne varietur<\/em>, almeno fino a che non abbia la sanzione della discussione pubblica e degli organi dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Settimo punto che chiameremo \u00abobbligatoriet\u00e0 del voto\u00bb.<\/p><p>Certamente, tutti gli errori e tutti i difetti della legge impallidiscono di fronte all\u2019obbligo del voto.<\/p><p>Certo a voi, onorevoli colleghi, non importa di conoscere la mia personale e modesta opinione sul voto obbligatorio. N\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 strettamente pertinente a questa questione.<\/p><p>A voi poco importa sapere che io ho modestamente detto e scritto che non capisco il voto obbligatorio.<\/p><p>Non riesco a capire come si possa obbligare uno o considerare sia pur dovere morale un atto di uno il quale, sottraendosi ad esso, dimostra di non comprenderne il valore e di non saperlo esercitare. Ma lasciamo andare questo. A parte il voto politico, io non credo che si sia mai verificato il caso di voto obbligatorio per un consesso tra amministrativo e sindacale. Bisogna che lo dica \u2013 ed arrossisco nel dirlo \u2013 che questo non l\u2019hanno mai sancito nemmeno i fascisti, se non sbaglio&#8230;<\/p><p>COCCIA. Non facevano votare! Lo credo bene che non l\u2019hanno sancito.<\/p><p>BERNINI. &#8230;o non lo hanno sancito nelle leggi. Veramente questo \u00e8 un principio nuovo. Ella, onorevole Ministro, ha il vanto di avere introdotto nella legislazione italiana un principio assolutamente originale. Ed il voto obbligatorio \u00e8 convalidato da sanzioni. Si dir\u00e0 che tale principio \u00e8 sancito nella legge elettorale, ma a parte che quella \u00e8 una legge votata da un organismo legislativo, a parte che quello non \u00e8 un voto obbligatorio, ma \u00e8 un obbligo morale senza sanzioni pratiche, oltre al resto, questa per gli insegnanti \u00e8 una vera e propria sanzione disciplinare sancita dalle oscure parole dell\u2019ordinanza ministeriale che leggo: \u00abLe autorit\u00e0 competenti terranno conto nelle note informative della mancata partecipazione al voto da parte di capi di istituto e di insegnanti\u00bb.<\/p><p>Le note informative \u2013 lo dico per quelli di voi che avessero la singolare fortuna di non intendersi di scuola \u2013 sono quelle da cui pu\u00f2 dipendere l\u2019avvenire del maestro, il trasferimento di un professore, la sua carriera. Vuole ella, signor Ministro, sostenere che questa segnalazione nelle note informative non ha nessuna portata reale? Faccia pure, se lo crede, ma badi che \u00e8 una tesi ben difficile a sostenere, e ancor pi\u00f9 difficile ad essere creduta.<\/p><p>Ottavo punto: Ritornando ancora al principio del <em>ne varietur<\/em> e all\u2019applicazione che esso possa avere avuto, io vorrei farle una domanda. Ella, pochi mesi fa, a chi l\u2019accusava di concedere troppo facilmente parifiche di istituti privati, rispondeva trionfalmente, con cifre che dovevano dimostrare l\u2019esiguit\u00e0 del numero delle parifiche da lei concesse. Di ci\u00f2 perfino nel discorso-programma dell\u2019onorevole De Gasperi c\u2019\u00e8 un accenno. La memoranda discussione avvenuta qui dentro sugli articoli 27 e 28, ha dimostrato come sia stata pressoch\u00e9 unanime la condanna dell\u2019istituto della parifica. Noi sosteniamo che una delle cause principali dello stato di tremenda decadenza e disordine della scuola media \u00e8 questa. L\u2019immenso numero dei diplomati che escono dalla scuola italiana, creando un problema per il futuro, vera causa del disordine sociale, nasce dalla diffusione sempre maggiore della parificazione. Nel testo dell\u2019articolo 27 votato fu tolta la parola \u00abparifica\u00bb e sostituita con l\u2019altra, pi\u00f9 giusta, \u00abparit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Da tutto ci\u00f2 l\u2019onorevole Ministro poteva e doveva trarre l\u2019ispirazione alla sua azione.<\/p><p>Ora, spiacerebbe all\u2019onorevole Ministro dire a questa Assemblea il numero delle parifiche da lui recentemente concesse?<\/p><p>E ho finito.<\/p><p>Fra pochi giorni, forse, sotto l\u2019incubo di oscuri pericoli, una parte pi\u00f9 o meno grande d\u2019insegnanti medi ed elementari dovr\u00e0 votare, per nomi di gente che non conosce o per il primo nome che sia suggerito.<\/p><p>Sar\u00e0 questa l\u2019educazione che noi daremo al popolo italiano, dopo pi\u00f9 di 20 anni d\u2019oscure minacce, di plebisciti, di adunate e di votazioni coatte?<\/p><p>In questo modo noi gioveremo alla ricostruzione morale del nostro popolo, o non l\u2019indurremo a pensare che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da sperare da nessuno?<\/p><p>Vorrei che ella, signor Ministro, fosse persuaso che nessuna ragione personale, o differenza ideologica mi induce a dir ci\u00f2, ma solo l\u2019onesto desiderio di giovare alla nostra Patria.<\/p><p>Comunque, certo d\u2019interpretare non solo il pensiero, se pure indistinto, della gran maggioranza degli insegnanti, io, a nome del Partito socialista che qui rappresento, propongo al Governo di presentare al pi\u00f9 presto possibile una nuova legge, poich\u00e9 il decreto legge, cos\u00ec com\u2019\u00e8, mi pare d\u2019avere dimostrato sia troppo difettoso.<\/p><p>In subordine, la prego vivamente, signor Ministro, la invito, la prego, di voler rinviare a tempo idoneo le votazioni per le elezioni delle sezioni insegnanti medi ed elementari, del Consiglio superiore della pubblica istruzione. (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Codignola ha facolt\u00e0 di svolgere la sua interpellanza.<\/p><p>CODIGNOLA. Onorevoli colleghi! Dovrebbe recar meraviglia che, dopo la prima denuncia fatta qui dall\u2019onorevole Calamandrei, alcuni giorni addietro, e dopo l\u2019intervento cos\u00ec preciso e circostanziato dell\u2019onorevole Bernini, possa esservi ancora qualche cosa da dire su questo straordinario decreto del Ministro della pubblica istruzione: straordinario nel suo contenuto, non meno che nella sua forma; decreto il cui regolamento di esecuzione \u00e8 stato emanato prima che il decreto stesso venisse pubblicato sulla <em>Gazzetta Ufficiale.<\/em><\/p><p>Gi\u00e0 vi \u00e8 stato detto, infatti, dall\u2019onorevole Calamandrei che il decreto \u00e8 apparso sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> dell\u201911 luglio, mentre il <em>Notiziario della scuola e della cultura \u2013<\/em> organo ufficiale del Ministero della pubblica istruzione \u2013 reca, gi\u00e0 in data 1\u00b0 luglio, l\u2019ordinanza del Ministro, che prescrive quali debbano essere le modalit\u00e0 per le elezioni. Ma per mio conto non star\u00f2 ora a ripetervi gli argomenti, gi\u00e0 esposti cos\u00ec brillantemente dall\u2019onorevole Calamandrei e dall\u2019onorevole Bernini: mi limiter\u00f2 soltanto ad alcune indicazioni di carattere tecnico sopra il modo con cui questo decreto \u2013 rispetto al quale i motivi d\u2019urgenza pare che abbiano prevalso su qualsiasi altra considerazione \u2013 \u00e8 stato preparato.<\/p><p>Quell\u2019articolo del <em>Notiziario della scuola e della cultura<\/em>, intitolato \u00abLo spirito della riforma\u00bb, citato test\u00e9 dall\u2019onorevole Bernini (fascicolo del 1\u00b0 luglio 1947), afferma: \u00abLa grande maggioranza dei consiglieri \u00e8 prescelta mediante libere elezioni, mentre si \u00e8 riservata al Ministro la facolt\u00e0 di nomine dirette, entro limiti modesti e per membri che sono in massima parte funzionari dell\u2019Amministrazione non eleggibili\u00bb. Non ripeter\u00f2 quello che \u00e8 stato detto al riguardo dall\u2019onorevole Bernini, ma mi limiter\u00f2 a precisare alcuni punti.<\/p><p>Il vecchio Consiglio superiore, ricostituito dopo la caduta del fascismo, era costituito di 35 membri, di cui 25 eletti dagli insegnanti, 9 cooptati dagli stessi eletti e due designati dall\u2019Associazione liberi docenti. In sostanza, l\u2019intera composizione del Consiglio superiore della pubblica istruzione era tale da escludere completamente il diritto di nomina da parte del Ministro della pubblica istruzione: si tratta esclusivamente di membri eletti, o cooptati, o designati dagli interessati.<\/p><p>Ora, per quanto almeno riguarda l\u2019istruzione superiore, il nuovo decreto, segna, dal punto di vista democratico, un preciso passo indietro, e non affatto un passo avanti, perch\u00e9 di fronte ai 36 membri elettivi, contemplati dal decreto precedentemente in vigore e che avrebbe dovuto scadere solo al 31 ottobre prossimo venturo, noi abbiamo, secondo la nuova struttura ideata dall\u2019onorevole Gonella, questa situazione: il nuovo Consiglio superiore \u00e8 costituito di 46 membri, divisi in tre sezioni: la prima, della istruzione superiore, che assume le competenze del vecchio Consiglio superiore; la seconda, della istruzione media, classica, scientifica, magistrale e tecnica; la terza, dell\u2019istruzione elementare.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019istruzione superiore, di fronte alla vecchia legge, che prevedeva, come dicevo, membri esclusivamente elettivi, noi abbiamo ora soltanto una maggioranza di membri elettivi, in quanto si \u00e8 cominciato ad introdurre il principio della nomina di alcuni membri da parte del Ministro. Tuttavia, per la prima sezione del Consiglio superiore, i membri elettivi restano tuttora in maggioranza; ma per le altre due sezioni, su 12 membri, 5 sono eleggibili, 4 di nomina del Ministro e 3 scelti dal Ministro tra i professori universitari che fanno parte della prima sezione. Siccome per\u00f2 della prima sezione fanno parte anche professori universitari di nomina del Ministro, \u00e8 evidente, come ha fatto osservare test\u00e9 l\u2019onorevole Bernini, che la maggioranza della seconda e della terza sezione pu\u00f2 essere costituita di membri non elettivi.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra osservazione da fare. E precisamente, vorrei domandare all\u2019onorevole Ministro perch\u00e9, tra i membri di sua nomina sia della seconda che della terza sezione, sia stabilito senz\u2019altro che debbano esservi il professore di scuola media non governativa, ed il direttore o insegnante di scuola elementare non governativa. Onorevole Ministro! Noi non abbiamo personalmente nessuna prevenzione verso di lei, ma ella si deve render conto che esiste un giudizio diffuso nel Paese, nei riguardi del suo modo di intendere i rapporti della scuola pubblica con quella privata. Questa norma alimenta nuove preoccupazioni al riguardo, n\u00e9 noi comprendiamo perch\u00e9, mentre ai professori statali \u00e8 riconosciuto il diritto di eleggersi i propri rappresentanti, questo diritto non lo si debba riconoscere agli insegnanti di scuole non statali.<\/p><p>Ma passiamo al Consiglio superiore delle antichit\u00e0 e delle belle arti, che \u00e8 una creazione completamente nuova. Questo Consiglio si costituisce di cinque sezioni, ciascuna delle quali composta di cinque membri, e di questi cinque membri due sono elettivi e tre di nomina ministeriale. In questo caso dunque l\u2019onorevole Ministro ha ritenuto che non si potesse far credito alle capacit\u00e0 democratiche degli elettori; e, mentre per le universit\u00e0 si \u00e8 riconosciuto il principio della maggioranza dei membri elettivi, e per la scuola media ed elementare tale maggioranza pu\u00f2 esistere o non esistere, per il caso del Consiglio superiore delle belle arti si \u00e8 addirittura gettata la maschera, mi si perdoni l\u2019espressione, e si \u00e8 stabilito, per legge, che la maggioranza non pu\u00f2 essere di membri elettivi. Da notare poi che nessuna delle sezioni di questo Consiglio pu\u00f2 deliberare se non siano presenti almeno quattro membri; di modo che, ammesso che siano presenti due membri non elettivi, pi\u00f9 un membro di nomina ministeriale (nel caso si avrebbe, sia pur casualmente, una maggioranza elettiva), la sezione non \u00e8 in grado di funzionare.<\/p><p>Ma un\u2019altra novit\u00e0, veramente incomprensibile dal punto di vista giuridico, ci presenta il decreto, ed \u00e8 il modo come vi sono regolate le cosiddette Giunte. Come tutti sapete, la Giunta \u00e8 per definizione un organo pi\u00f9 ristretto del Consiglio di cui fa parte. Ora, ci troviamo invece davanti a questa strana situazione: che per la prima sezione esiste una vera e propria Giunta, costituita da un certo numero di Consiglieri (11, di cui 7 scelti dal Ministro: e poich\u00e9 dei 28 membri della sezione, 6 sono di nomina ministeriale, come s\u2019\u00e8 detto dianzi, la Giunta pu\u00f2 di fatto essere costituita tutta, meno un membro, di consiglieri di nomina ministeriale) ma per la seconda e la terza sezione, l\u2019articolo 10 del decreto afferma che \u00able attribuzioni in materia d\u2019istruzione media ed istruzione elementare, ecc., sono deferite rispettivamente alla seconda e alla terza sezione, le quali, in tal caso, ciascuna nella propria integrale composizione, funzionano da Giunta\u00bb. Cio\u00e8, in certi casi il Consiglio diventa Giunta, e non esiste praticamente la Giunta come organo distinto dal Consiglio. Ma non basta: scopriamo che esiste una Giunta anche del Consiglio superiore per le accademie e biblioteche solo perch\u00e9 essa appare dallo schema riassuntivo posto alla fine del decreto (il decreto non ne fa alcun cenno), ed anche in questo caso \u00e8 stabilito che il Consiglio superiore per le accademie e biblioteche pu\u00f2 trasformarsi in una Giunta composta da tutti i membri del Consiglio. Tutto questo lo dico non tanto perch\u00e9 si tratti di un problema di grande interesse in s\u00e9 e per s\u00e9, quanto per dimostrare il modo frettoloso e poco serio col quale questo decreto \u00e8 stato fatto.<\/p><p>Per quanto riguarda il voto obbligatorio, ha parlato gi\u00e0 largamente l\u2019onorevole Bernini, ma io vorrei far presente all\u2019Assemblea lo strano rapporto che corre fra le parole usate dalla ordinanza ministeriale diramata dall\u2019onorevole Gonella e certe proposte che erano state portate a suo tempo davanti a questa Assemblea in sede costituzionale. Dice infatti l\u2019ordinanza dell\u2019onorevole Gonella: \u00abIn considerazione del dovere morale di cooperare alla costituzione dei supremi Consigli della scuola, le autorit\u00e0 competenti terranno conto, nelle note informative, della mancata partecipazione al voto da parte di capi di istituto e di insegnanti\u00bb. Ora, io ho ancora qui sottocchio un emendamento a suo tempo proposto a questa Assemblea dagli onorevoli Cremaschi e Mortati, a proposito dell\u2019articolo 45 del progetto di Costituzione, che suonava cos\u00ec: \u00abL\u2019esercizio del diritto di voto \u00e8 dovere politico e morale\u00bb (esso quindi comporta delle sanzioni). Voi ricorderete certamente che vi fu allora una lunghissima discussione proprio sulla parola \u00abmorale\u00bb, perch\u00e9 si era prospettata da altri l\u2019opportunit\u00e0 di definire l\u2019esercizio del diritto di voto soltanto come dovere civico. Fu infatti in questo secondo senso che l\u2019Assemblea decise.<\/p><p>Ora, onorevole Gonella, non le pare che ella avrebbe pur potuto tenere conto di questo precedente, di questa manifestazione di volont\u00e0, di questo parere esplicitamente espresso dall\u2019Assemblea, la quale, fino a prova contraria, rappresenta il Paese? Come \u00e8 mai possibile che ella, dopo che qui si \u00e8 discusso per giornate intorno a questo problema, sul modo cio\u00e8 di configurare la natura del voto politico, ritorni sulla soluzione gi\u00e0 deliberata, nel caso di votazioni interessanti la Scuola, le quali pure rivestono una indiscutibile importanza?<\/p><p>Ma, a parte questo, la votazione che dovr\u00e0 essere fatta fra pochi giorni presenta almeno delle garanzie formali tali da offrire la sicurezza e la tranquillit\u00e0 che non si verifichino brogli? \u00c8 naturale che brogli possono sempre accadere: ma incombe tuttavia al legislatore il dovere di fare il possibile perch\u00e9 essi non avvengano. Guardiamo invece che cosa accade nell\u2019applicazione del decreto del Ministro Gonella. Il decreto prevede il caso di docenti i quali votino fuori della loro sede. Prevedere questo caso era effettivamente una esigenza inderogabile, dal momento che il Ministro Gonella ha avuto tanta fretta di indire le elezioni in un\u2019epoca in cui le scuole sono chiuse. Ora, nel caso dei liberi docenti, nel caso degli incaricati e degli assistenti universitari, i verbali di scrutinio vengono trasmessi direttamente dai rettori al Ministero, di modo che il Ministero ha una relativamente facile possibilit\u00e0 di eseguire il dovuto controllo. E per quelli di loro che si presentino a votare in una sede universitaria diversa dalla propria, \u00e8 previsto l\u2019obbligo di \u00abpresentare\u00bb un documento dal quale risulti la loro qualit\u00e0 di incaricato, di aiuto o di assistente, di libero docente, e la loro identit\u00e0.<\/p><p>Che cosa avviene invece per i professori medi e gli insegnanti elementari che votino fuori sede? Avviene che i verbali non vanno in questo caso direttamente al Ministero, ma vengono raccolti dai singoli provveditorati. Ora, se \u00e8 logico pensare che il provveditore agli studi, per esempio di Roma sia pienamente in grado di esercitare un controllo nei confronti dei professori medi e degli insegnanti elementari che insegnano e votano in sedi comprese nella sua giurisdizione, in qual modo potremo noi pensare che egli possa esercitare analogo controllo per un professore medio o per un insegnante elementare che appartenga ad una sede scolastica estranea alla sua giurisdizione, per esempio venga a votare a Roma dalla Sicilia?<\/p><p>Eppure, si badi, l\u2019ordinanza ministeriale stabilisce in tal caso che maestri e professori potranno votare fuori della loro sede su semplice presentazione della carta di identit\u00e0. E, si noti, a norma del decreto possono solo votare maestri e professori di ruolo e in attivit\u00e0 di servizio. Ora, io mi permetto di domandare all\u2019onorevole Ministro: qual \u00e8 quella carta d\u2019identit\u00e0 dalla quale risulta che il titolare di essa \u00e8 un maestro o professore di ruolo, e in attivit\u00e0 di servizio? Probabilmente sulla carta d\u2019identit\u00e0 non figurer\u00e0 neppure la qualifica professionale, perch\u00e9 molto probabilmente risulter\u00e0 soltanto che quei professori e quei maestri sono degli impiegati dello Stato: ma quand\u2019anche risultasse la qualifica professionale, potrebbe ci\u00f2 costituire una sufficiente garanzia?<\/p><p>E non \u00e8 veramente straordinario che mentre nel caso in cui un controllo \u00e8 possibile, il Ministero abbia pensato a richiedere, oltre la carta d\u2019identit\u00e0, un altro documento di riconoscimento, e che nel caso in cui il controllo \u00e8 impossibile questa duplice richiesta non sia stata fatta?<\/p><p>Vediamo ora come \u00e8 organizzata la elezione dal punto di vista del metodo di votazione. Ciascun elettore vota per un numero di candidati pari a quelli che dovranno ricoprire i posti del Consiglio superiore. Cio\u00e8, il diritto delle minoranze non \u00e8 rispettato. Se c\u2019era un caso in cui il Ministero avrebbe dovuto garantire un\u2019adeguata rappresentanza alla minoranza, era questo, in cui le elezioni vengono indette d\u2019improvviso, nel giro di pochi giorni, senza che vi sia la possibilit\u00e0 per le varie correnti di preparare e di diffondere proprie liste. A dire il vero, delle liste gi\u00e0 ci sono, gi\u00e0 circolano nelle scuole, ma credo che l\u2019onorevole Gonella non si offender\u00e0 se gli dico che queste liste sono di una sola parte, hanno un solo colore. Ho visitato alcuni centri in questi giorni, e dovunque vari amici, e non soltanto di partito, mi sono venuti a chiedere: \u00abQui esistono delle liste dell\u2019Azione cattolica, che girano per le scuole. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> (Pu\u00f2 essere una voce non vera, per\u00f2 \u00e8 una voce diffusa). Che cosa dobbiamo fare? Astenerci? Ci sono altre liste di partito?\u00bb. Cosicch\u00e9 noi veniamo a trovarci in questa situazione; che, o passer\u00e0 la lista, diciamo, dell\u2019Azione cattolica, ovvero ci troveremo di fronte a quel grave inconveniente, che ho gi\u00e0 avuto occasione di segnalare, che cio\u00e8 porteremo nella scuola una lotta di partiti, e una lotta particolarmente aspra, perch\u00e9 le minoranze non sono protette, per cui ciascuno cercher\u00e0 di adottare qualunque mezzo per stravincere e per buttar fuori gli avversari. Ora, io mi chiedo se sia questo un modo di tutelare la democraticit\u00e0 della scuola e di favorire, in generale, la vita democratica del Paese.<\/p><p>E veniamo alla procedura con la quale il decreto \u00e8 stato emesso. Per quanto io sappia, il decreto avrebbe dovuto essere preventivamente portato dal Ministro Gonella a conoscenza di tutti i membri del Consiglio dei Ministri, e non soltanto a conoscenza dei Ministri del Bilancio e del Tesoro. Tuttavia, a me non risulta \u2013 pu\u00f2 darsi che sia male informato \u2013 che tutti gli altri Ministri siano stati preventivamente avvertiti; e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave, l\u2019onorevole Gonella ha forse dimenticato che esiste una disposizione di legge \u2013 il decreto-legge 9 febbraio 1939, n. 273 \u2013 che stabilisce una speciale procedura per i provvedimenti relativi agli organi consultivi dello Stato. Dice questo decreto-legge: \u00abI provvedimenti legislativi che importino il conferimento di nuove attribuzioni al Consiglio di Stato, ovvero alla Corte dei conti, nonch\u00e9 la soppressione o la modificazione di quelle esistenti o che comunque riguardino l\u2019ordinamento e le funzioni dei predetti consessi in sede consultiva, o di controllo, ovvero giurisdizionale, sono adottati previo parere rispettivamente del Consiglio di Stato in adunanza generale o della Corte dei conti a sezioni riunite\u00bb.<\/p><p>Questo decreto \u00e8 stato giustamente interpretato fin dalla sua emanazione, e con prassi costante fino al 25 luglio 1943, nel senso che il preventivo esame da parte del Consiglio di Stato fosse richiesto in tutti i casi in cui si trattasse di modificare la struttura o le funzioni di tutti gli organi consultivi dello Stato, e non soltanto del Consiglio di Stato in sede consultiva. E l\u2019onorevole Ministro pu\u00f2 insegnarmi che fino al 25 luglio 1943 questa prassi \u00e8 stata osservata. In seguito vi \u00e8 stata s\u00ec qualche incertezza, qualche oscillazione ma poi essa \u00e8 stata nuovamente superata, tanto \u00e8 vero che proprio quest\u2019anno, in occasione della ricostituzione del Consiglio superiore delle miniere \u2013 decreto 27 gennaio 1947, n. 73 \u2013 il preambolo della legge assicura: \u00abudito il parere del Consiglio di Stato\u00bb.<\/p><p>Per quale ragione dunque, onorevole Ministro, Ella ha ritenuto di poter andare oltre questa disposizione di legge? Non credo davvero che vi siano ragioni di urgenza tali che giustifichino l\u2019opportunit\u00e0 di evitare il regolare corso di questa procedura. Tanto pi\u00f9 che il decreto di cui si parla ha due aspetti diversi: da una parte costituisce una vera e propria trasformazione, nella sua struttura e nei suoi compiti, del Consiglio superiore, perch\u00e9, mentre il vecchio Consiglio era in sostanza un organo limitato all\u2019istruzione superiore, avremo ora tre Consigli superiori: dell\u2019istruzione superiore, dell\u2019istruzione media, dell\u2019istruzione elementare, oltre a quelli delle belle arti, e delle accademie e biblioteche; si tratta cio\u00e8 veramente di nuovi compiti e di nuove funzioni, rispetto a cui andava osservata la procedura disposta dalla legge del 1939. Ma da un\u2019altra parte, il decreto \u00e8 nient\u2019altro che un regolamento di organizzazione; e anche sotto questo profilo, il Consiglio di Stato era competente ad esaminarlo, e trattandosi di regolamento di organizzazione di un organo tanto importante nella vita dello Stato, sarebbe stato costituzionalmente corretto sottoporglielo.<\/p><p>Per quale ragione dunque ci\u00f2 non \u00e8 stato fatto? Spero che l\u2019onorevole Gonella sapr\u00e0 indicarci i motivi per cui si \u00e8 seguita una procedura cos\u00ec straordinaria.<\/p><p>E voglia l\u2019onorevole Ministro chiarire anche perch\u00e9 il decreto non sia stato portato all\u2019esame di questa Assemblea. So bene che si pu\u00f2 discutere circa la natura costituzionale del Consiglio superiore della pubblica istruzione, ma personalmente non ho dubbi che si tratti di un organo tanto importante da incidere direttamente sulla struttura costituzionale dello Stato. Comunque, il problema pu\u00f2 essere discutibile, ma non spettava a lei decidere, onorevole Ministro: spettava all\u2019Assemblea stabilire la propria competenza e rinviare eventualmente il provvedimento al Ministro per l\u2019esecuzione.<\/p><p>Per quale ragione ci\u00f2 non \u00e8 stato fatto, quasi che non esistesse un\u2019Assemblea Costituente, cui competono determinati poteri stabiliti dalla legge?<\/p><p>Ricorder\u00f2 infine quell\u2019ultimo grave inconveniente, quell\u2019ultima grave preoccupazione che fu gi\u00e0 indicata qui dall\u2019onorevole Calamandrei: la partecipazione cio\u00e8 alle elezioni per il nuovo Consiglio superiore di quei professori che ottennero a suo tempo la cattedra in luogo di professori antifascisti o ebrei, professori che voteranno in un certo determinato modo, evidentemente per la tutela, vorrei dire legittima, dei loro interessi. Poich\u00e9 lo Stato non pensa alla tutela degli interessi di coloro che furono sacrificati, saranno i privilegiati a tutelare per loro conto gli interessi propri. E non nascondo che anche questo aspetto ci lascia gravemente perplessi.<\/p><p>Come avete veduto, io mi sono limitato ad illuminare aspetti esclusivamente tecnici, su cui spero potere ottenere qualche chiarimento; ma, per finire, vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Ministro sullo stato veramente grave di preoccupazione e di disagio nel quale continua a versare la nostra scuola. Ella non pu\u00f2 credere, onorevole Ministro, quanto questo suo ultimo provvedimento sia stato accolto con senso di sbigottimento da parte di moltissimi insegnanti, che credono nella scuola, che fanno il loro dovere, e che sono costretti a domandarsi: a che cosa vuol giungere il Ministro della pubblica istruzione? Vuol giungere forse alla \u00abclericalizzazione\u00bb del Ministero dell\u2019istruzione pubblica? Se \u00e8 cos\u00ec, ci si dica chiaro.<\/p><p>Ma speriamo che questo non sia. Noi ricordiamo il suo passato di uomo politico, noi abbiamo fiducia ch\u2019ella comprenda che cosa significhi la scuola e la difesa dei suoi valori. Se continuiamo su questa strada, onorevole Ministro, questi valori saranno distrutti, e noi non potremo pi\u00f9, quando gli insegnanti avranno definitivamente perso ogni fiducia nella direzione della scuola, cos\u00ec facilmente recuperarli! (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Desidero vivamente di mantenere la discussione su quel terreno tecnico, nel quale \u00e8 stata posta, e accetto senz\u2019altro di rispondere direttamente alle interpellanze, prescindendo da questioni secondarie, che trascinerebbero in lungo questa nostra discussione, o che ci condurrebbero fuori tema: questioni, che, comunque, possono essere sempre oggetto di altre interrogazioni o interpellanze.<\/p><p>Di tali questioni fuori tema cito un solo esempio: l\u2019onorevole Bernini mi ha chiesto delle statistiche sulle scuole private e sulle parificazioni. Se desidera che questo argomento sia oggetto di una particolare interrogazione, sono pronto a rispondere anche per luned\u00ec; ma non \u00e8 questo l\u2019argomento della presente interpellanza. Per\u00f2 sinceramente le dico, onorevole Bernini, che avrei avuto piacere, se lei, oltre ricordare la questione del numero delle parifiche \u2013 che \u00e8 certamente inferiore a quello degli altri anni \u2013 avesse anche ricordato che quest\u2019anno, per mia iniziativa e per la prima volta, si sono introdotte in tutte le scuole private le Commissioni governative di esame di Stato, Commissioni composte di professori statali estranei alle scuole private (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em> Credo che questo sia una dimostrazione dello spirito spassionato, che anima questa mia politica di vigilanza: la quale non \u00e8 n\u00e9 clericale n\u00e9 anticlericale, avendo il solo fine di controllare e migliorare la scuola di qualsiasi tipo essa sia.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, vengo all\u2019esame concreto dei problemi.<\/p><p>Naturalmente, per me il problema pi\u00f9 grave \u00e8 quello al quale ha accennato alla fine del suo discorso l\u2019onorevole Codignola: si tratta di vedere se sono stati superati i limiti di competenza del Ministero e, quindi, implicitamente, anche i limiti di competenza del Governo nei confronti dell\u2019Assemblea Costituente. Nell\u2019interpellanza scritta \u00e8 detto: \u00abGli interpellanti chiedono per quali ragioni un decreto di tanta importanza, che ha evidenti aspetti costituzionali, sia stato sottratto alla competenza dell\u2019Assemblea Costituente\u00bb. In sostanza, stamane, sia pure con qualche titubanza, \u00e8 stato qui ripetuto un analogo rilievo, citando lesti legislativi, che interessano il Consiglio di Stato e la Corte dei conti. Anche a questo proposito \u2013 mi dispiace di ripetermi in qualche cosa \u2013 debbo essere molto chiaro. L\u2019articolo 3 della legge sulla Costituente (16 marzo 1946) dice testualmente: \u00abDurante il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento, a norma della nuova Costituzione, il potere legislativo resta delegato, salva la materia costituzionale, al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati internazionali, le quali saranno deliberate dall\u2019Assemblea\u00bb.<\/p><p>Non \u00e8 questo il momento di fare delle disquisizioni su che cosa la scienza giuridica intenda per materia costituzionale, materia, nel cui ambito l\u2019onorevole Codignola fa entrare anche questo provvedimento sul Consiglio Superiore. Mi limito solo a citare un eloquente paragone di un illustre giurista, il Donati, il quale diceva che il diritto pubblico si pu\u00f2 paragonare a un grande albero, il cui tronco \u00e8 il diritto costituzionale, e i cui rami sono il diritto amministrativo. Cio\u00e8, il diritto amministrativo \u00e8 intimamente connesso col diritto costituzionale; per\u00f2 non si identifica col diritto costituzionale, alla stessa maniera che i rami non si identificano col tronco. Indubbiamente, stretti rapporti vitali ci sono tra norme di diritto amministrativo e norme di diritto costituzionale; ma, come i rami non sono il tronco, cos\u00ec le norme di carattere amministrativo non sono le norme di carattere costituzionale.<\/p><p>Ora conviene chiedersi: si pu\u00f2 considerare organo di carattere costituzionale il Consiglio Superiore di un Ministero? Questa \u00e8 la domanda, alla quale bisogna rispondere. E all\u2019onorevole Codignola, che \u00e8 \u2013 e in ci\u00f2 sono con lui \u2013 uno zelante difensore del diritto costituzionale, vorrei rivolgere questa domanda: perch\u00e9 non ha presentato una interpellanza in difesa delle prerogative costituzionali dell\u2019Assemblea quando sono stati istituiti Consigli Superiori di altri Ministeri, quando \u00e8 stato nientemeno che abolito un Ministero, il Ministero dell\u2019assistenza post-bellica, quando \u00e8 stato istituito non un semplice Consiglio Superiore, ma addirittura un nuovo Ministero, il Ministero del bilancio? Abolizioni ed istituzioni, che sono state attuate per mezzo di un decreto legislativo e con la massima urgenza, cio\u00e8 con la stessa procedura, che \u00e8 stata adottata per l\u2019istituzione del Consiglio Superiore della pubblica istruzione. Io penso che l\u2019istituzione di un Ministero sia una materia costituzionale di ben pi\u00f9 larga portata che l\u2019istituzione di un organo interno e consultivo di un\u2019Amministrazione.<\/p><p>D\u2019altra parte, richiamo l\u2019attenzione su un altro rilievo essenziale: se il Consiglio dei Ministri fosse andato oltre i suoi poteri, vi era poi sempre la Corte dei conti, la quale, in questo caso, non avrebbe registrato il provvedimento. Ugualmente, se fosse stato necessario, come ha detto l\u2019onorevole Codignola, un preventivo parere del Consiglio di Stato, la Corte dei conti non avrebbe registrato un provvedimento senza il preventivo parere del Consiglio di Stato, o, comunque, la Corte dei conti lo avrebbe registrato con riserva. Invece, come \u00e8 noto, la Corte dei conti ha registrato il decreto istitutivo del nuovo Consiglio Superiore senza riserva; ed era logico che cos\u00ec avvenisse, perch\u00e9 questo \u00e8 un procedimento legislativo regolare e normale per l\u2019istituzione di questi organismi tecnici dell\u2019amministrazione.<\/p><p>Quindi, e non so se mi illudo di persuadere con queste argomentazioni, vorrei che non restasse alcun dubbio su ci\u00f2: la Corte dei conti, organo competente a giudicare la regolarit\u00e0 formale dei decreti legislativi, ha creduto di registrare senza riserve il provvedimento sul Consiglio Superiore, e, quindi, ha implicitamente riconosciuto che il Ministro e il Consiglio dei Ministri sono rimasti nell\u2019ambito dei loro poteri, e che hanno seguita una procedura regolare.<\/p><p>D\u2019altra parte non confondiamo, onorevole Codignola, come lei confonde nel testo, che ha citato, il carattere costituzionale di organi, quali il Consiglio di Stato e la Corte dei conti, col carattere amministrativo del Consiglio Superiore. Il Consiglio di Stato \u00e8 un organo giurisdizionale vero e proprio; cio\u00e8 un organo, che ha il fine di risolvere le controversie che possono sorgere tra lo Stato e gli individui, oppure fra individui e lo Stato, mentre il Consiglio Superiore della pubblica istruzione non \u00e8 affatto un organo con funzioni giurisdizionali; al massimo, sar\u00e0 un organo che pu\u00f2 avere anche delle funzioni disciplinari, interne all\u2019Amministrazione stessa.<\/p><p>Il secondo tema, sul quale si sono intrattenuti ambedue gli interpellanti, \u00e8 il tema della \u00abmassima urgenza\u00bb. Anche qui mi si permetta anzitutto di ricordare il testo fondamentale, su cui poggiano gli argomenti, che intendo illustrare, cio\u00e8 la famosa aggiunta al secondo comma del Regolamento della Camera, decisa nella seduta del 17 settembre 1946: aggiunta, che fu una precisazione utile fatta da questa Camera su questa materia.<\/p><p>Ora, l\u2019aggiunta dice: \u00abIl Presidente dell\u2019Assemblea, al quale saranno inviati dal Governo, salvo i casi di massima urgenza, tutti i disegni di legge deliberati dal Consiglio dei Ministri, li trasmetter\u00e0 alle Commissioni competenti\u00bb.<\/p><p>Naturalmente li trasmetter\u00e0 per avere semplici pareri (come anche le interpellanze hanno il fine di manifestare dei pareri); poich\u00e9 tutti sappiamo che il potere legislativo, finch\u00e9 dura la Costituente, \u00e8 delegato al Governo, salvo la limitata materia prevista dalla legge istitutiva della Costituente.<\/p><p>Questi princip\u00ee hanno avuto un chiarimento preciso anche da parte degli organi governativi; ed una circolare della Presidenza del Consiglio, inviata a tutti i Ministeri, (5 ottobre 1946) e dettante norme per la condotta dei singoli Ministeri, dice: \u00abSoltanto nei casi di massima urgenza, da valutarsi dal Consiglio dei Ministri, sar\u00e0 consentito di procedere ad emanazione di decreti legislativi, prescindendosi dalla preventiva deliberazione delle Commissioni\u00bb.<\/p><p>Quindi, l\u2019apprezzamento della \u00abmassima urgenza\u00bb \u00e8 demandato alla discrezione del Governo, che, in questa materia, \u00e8 sottoposto s\u00ec ad un sindacato, ma non al sindacato di un\u2019Assemblea legislativa, bens\u00ec al sindacato della Corte dei conti; la quale, come abbiamo visto, ha registrato il provvedimento in questione.<\/p><p>Ma si pu\u00f2 obiettare: queste sono ragioni formali, sono degli schermi, dietro i quali ci si nasconde per mascherare il proposito di non accettare una discussione, di non accettare un controllo. E, per rispondere a queste obiezioni, ho il dovere di ribadire che la massima urgenza era \u00abin re\u00bb, era nelle cose, nella necessit\u00e0 di dar corso a provvedimenti, che possono essere rinviati solo con grave danno della vita scolastica. A questo proposito devo nuovamente ricordare che \u00e8 sul tappeto del Consiglio Superiore la formazione delle commissioni giudicatrici di cinquanta quattro concorsi universitari: ora, l\u2019operazione di spoglio delle elezioni di queste commissioni dev\u2019essere fatta per legge dal Presidente del Consiglio Superiore. Come \u00e8 noto, il Presidente e vari membri si sono dimessi; quindi non vi \u00e8 l\u2019organo, che \u00e8 necessario per eseguire questa operazione indispensabile per la nomina delle commissioni giudicatrici dei concorsi. E qui non si tratta solo degli interessi di giovani, che hanno il diritto e la legittima aspirazione di entrare nella carriera universitaria, ma si tratta soprattutto sugli interessi della scuola, la quale non pu\u00f2 essere ancora lasciata con queste cattedre scoperte, senza grave danno dell\u2019insegnamento.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un gruppo notevole di giovani, che aspirano alla libera docenza. Il concorso \u00e8 stato bandito; bisogna nominare le Commissioni giudicatrici per la libera docenza. Siccome la nomina di queste Commissioni non \u00e8 di competenza del Ministro, ma del Consiglio Superiore, con la paralisi di tale Consiglio resterebbe paralizzata tutta la procedura per l\u2019espletamento delle libere docenze. Se noi avessimo rinviato a fine ottobre la nomina del Consiglio Superiore, avremmo finito per danneggiare sia coloro che aspirano ad entrare in ruolo, sia coloro che aspirano ad avere la libera docenza.<\/p><p>Ed infine c\u2019\u00e8 un problema, che, oltre avere un aspetto scolastico, ha anche un aspetto eminentemente morale e politico. Si tratta della revisione dei concorsi a cattedre universitarie. In tale campo si \u00e8 gi\u00e0 perduto troppo tempo. Bisogna che noi rivediamo al pi\u00f9 presto quei concorsi contro i quali \u00e8 stato presentato un ricorso. E vi sono anche in questa Assemblea e tutti li conosciamo uomini di scienza, come l\u2019onorevole Giua, l\u2019onorevole Paolo Rossi e l\u2019onorevole Pesenti, i quali, per non subire le umiliazioni e gli arbitr\u00ee della dittatura, hanno preferito abbandonare l\u2019insegnamento. Ora, \u00e8 giusto che costoro che aspirano a coprire una cattedra o hanno diritto di coprirla, vedano entro il pi\u00f9 breve tempo appagate le loro aspirazioni. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo rinvio della revisione dei concorsi comporterebbe un\u2019ulteriore dilazione di una procedura anche troppo differita non a causa della carenza degli organi amministrativi, ma a causa dei termini e delle condizioni fissate dalle leggi stesse. Quindi la soluzione migliore era quella di accelerare l\u2019elezione del Consiglio Superiore.<\/p><p>L\u2019onorevole Bernini osserva che questi problemi, che ora ricordo, riguardano solo l\u2019ordinamento universitario. Che c\u2019entra la scuola media o la scuola elementare?<\/p><p>Posso convenire su questa osservazione; per\u00f2 faccio presente che non era opportuno costituire tre Consigli Superiori distinti: uno per l\u2019istruzione universitaria, uno per l\u2019istruzione secondaria ed uno per l\u2019istruzione elementare. Si \u00e8 gi\u00e0 criticato il numero dei Consigli Superiori (della pubblica istruzione, delle belle arti, delle accademie e biblioteche). Se io avessi promosso la costituzione di altri due distinti Consigli Superiori, uno per la scuola secondaria ed uno per la scuola elementare, si sarebbe giustamente detto che si operava un\u2019inflazione di organi consultivi.<\/p><p>Per\u00f2, si potrebbe rispondere: ma, allora, perch\u00e9 non fate le elezioni distinte, prima per le universit\u00e0, poi per la scuola secondaria, e successivamente per la elementare?<\/p><p>Sarebbe molto comodo. Anch\u2019io l\u2019avrei desiderato. Ma bisogna scegliere fra queste due alternative: o si costituiscono tre Consigli Superiori, e allora le elezioni si possono scaglionare nel tempo; oppure il Consiglio Superiore \u00e8 uno solo, sia pure diviso in sezioni, e allora non \u00e8 possibile eleggere una sola sezione e farla funzionare, prima che sia eletta l\u2019altra, salvo che una norma speciale e transitoria lo preveda. Data l\u2019unit\u00e0 dell\u2019organismo, \u00e8 tecnicamente impossibile che l\u2019organismo possa esistere, quando alcuni organi non sono ancora istituiti.<\/p><p>\u00c8 inoltre chiaro che la rappresentanza della scuola secondaria e di quella elementare risponde ai precisi interessi della scuola e degli educatori, i quali, attraverso associazioni e sindacati, hanno esplicitamente espresso il desiderio che la scuola secondaria e l\u2019elementare abbiano i loro rappresentanti nel Consiglio Superiore, sia pure entro limiti che, pur essendo modesti, non furono affatto considerati umilianti, al contrario di ci\u00f2 che pensa l\u2019onorevole Bernini, inquantoch\u00e9 professori medi e maestri hanno coscienza della gradualit\u00e0 dei vari tipi di scuole nella comune dignit\u00e0 dell\u2019insegnamento. I sindacati hanno inviato ordini del giorno, in cui esprimono il loro compiacimento, perch\u00e9 finalmente \u00e8 stata accolta l\u2019aspirazione degli educatori d\u2019ogni grado di scuola ad avere una rappresentanza in seno al Consiglio Superiore della pubblica istruzione.<\/p><p>L\u2019onorevole Codignola dice che il provvedimento istitutivo del Consiglio Superiore \u00e8 stato emesso senza l\u2019osservanza delle precise disposizioni di legge.<\/p><p>Vorrei domandare: quale inosservanza? E poi, quale legge? Desidero che l\u2019onorevole Codignola chiarisca l\u2019una e l\u2019altra cosa.<\/p><p>A questo proposito, devo ricordare che la riforma era cos\u00ec \u00abclandestina\u00bb, che il 9 giugno, cio\u00e8 un mese e mezzo prima delle elezioni del nuovo Consiglio Superiore, io ho esplicitamente dichiarato al Congresso Nazionale dei professori universitari italiani tenuto a Roma che, entro il pi\u00f9 breve tempo, si sarebbe arrivati alle elezioni del nuovo Consiglio Superiore; e devo aggiungere che l\u2019annunzio \u00e8 stato sottolineato da un applauso, certamente non diretto alle mie parole, ma all\u2019affermazione della opportunit\u00e0 di procedere, al pi\u00f9 presto, alle elezioni di un Consiglio Superiore, che ormai da decenni non \u00e8 pi\u00f9 elettivo, ma di nomina ministeriale.<\/p><p>Inoltre, ho reso noto ai sindacati universitari, ed ho discusso coi loro dirigenti, il problema della rappresentanza degli incaricati, dei liberi docenti e degli assistenti; ed ho largamente notificato l\u2019elaborazione del disegno, il quale era tutt\u2019altro che \u00abclandestino\u00bb, perch\u00e9 veniva studiato dagli organi competenti e dalle rappresentanze sindacali, al cui consiglio e parere io mi sono rimesso. Quindi alla loro testimonianza mi appello. Essi avevano chiesto due rappresentanti per i liberi docenti, due per gli assistenti e due per gli incaricati. Ho fatto presente che questi sei rappresentanti erano troppi in rapporto ai professori di ruolo. Obiettivamente, i dirigenti dei sindacati mi hanno detto: ci possiamo limitare ad un rappresentante per i liberi docenti, uno per gli assistenti ed uno per gli incaricati. Quindi discussione c\u2019\u00e8 stata, e c\u2019\u00e8 stato pure l\u2019accoglimento dei voti espressi dalle categorie. Ugualmente posso dire dell\u2019Associazione Nazionale professori universitari, con cui ho avuto vari scambi di idee; e debbo notare che questa Associazione, nel momento presente, rappresenta tutta la categoria. Ci\u00f2 dovevo precisare, per quanto riguarda le informazioni da me fornite agli interessati.<\/p><p>E veniamo al Consiglio dei Ministri. Onorevole Codignola, mi spiace per lei, ma \u00e8 molto male informato. La questione del Consiglio Superiore \u00e8 stata discussa non una sola volta, ma due volte: infatti da un Consiglio \u00e8 stata rinviata ad un altro, ed \u00e8 stata esaminata nel frattempo da una Commissione composta da me e dal Ministro Einaudi, dal Ministro Del Vecchio e dal Ministro Segni, cio\u00e8 da tre illustri esperti della scuola. E in una riunione conclusiva del Consiglio dei Ministri \u00e8 stato definitivamente approvato il provvedimento. Ad ogni modo queste sono procedure interne al corpo deliberante, che non possono essere sottoposte a sindacato; ma, se si vuole sindacare anche questo, debbo dire che anche qui si \u00e8 proceduto con massima legalit\u00e0 e con massima regolarit\u00e0. Il 30 giugno il Capo dello Stato ha firmato il decreto, decreto che \u00e8 stato reso noto dalla radio e, mediante un comunicato ministeriale, dalla stampa. Registrato dalla Corte dei conti il 9 luglio, il decreto legislativo \u00e8 stato pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> dell\u201911 luglio.<\/p><p>Si capisce che, riconosciuta la massima urgenza per il decreto istitutivo del Consiglio Superiore, ne derivava una certa urgenza anche per le norme relative alle elezioni. A questo proposito devo ribadire un punto: forse non era presente l\u2019onorevole Codignola, quando ho chiarito (in sede di discussione della interpellanza dell\u2019onorevole Calamandrei) che se \u00e8 vero che sono state date disposizioni per le elezioni il 1\u00b0 luglio, cio\u00e8 quando il decreto non era stato ancora pubblicato, \u00e8 anche vero che questa \u00e8 la normale procedura, che si usa seguire, quando un provvedimento \u00e8 \u2013 come si suol dire \u2013 \u00abin corso di pubblicazione\u00bb. In questa fase si predispone la disciplina di atti, i quali si effettuano non prima, ma dopo la pubblicazione. \u00c8 un procedimento normalissimo, perch\u00e9 si predispongono norme per atti, che non hanno esecuzione prima della pubblicazione. Ripeto che l\u2019urgenza delle norme sulle elezioni \u00e8 in istretto rapporto con l\u2019urgenza della costituzione dell\u2019organo.<\/p><p>Si dice che si son volute strozzare o addomesticare le elezioni. Se tale fosse stata la nostra intenzione, non avremmo comunicato a tutti le norme per le elezioni, prima ancora che il provvedimento istitutivo del Consiglio Superiore fosse pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale.<\/em><\/p><p>\u00c8 questo un caso in cui la burocrazia deve essere elogiata; non trattandosi di una questione di aumento di spese, si \u00e8 potuto procedere con una certa rapidit\u00e0. Anche se si dovevano attendere i famosi quindici giorni \u2013 assolutamente non richiesti, perch\u00e9 il decreto entrava in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione \u2013 pure l\u2019intervallo di quindici giorni c\u2019era, come ho gi\u00e0 rilevato.<\/p><p>Si aggiunge: si poteva mantenere in vita il Consiglio Superiore dimissionario. Questa \u00e8 un\u2019altra richiesta, che mi \u00e8 stata presentata stamane, ed alla quale ora rispondo. Le soluzioni possibili, come dicevo, rispondendo all\u2019onorevole Calamandrei, erano tre:<\/p><p>1\u00b0) si poteva mantenere in vita il Consiglio, come era, qualora i membri dimissionari avessero accettato di continuare nella loro cooperazione;<\/p><p>2\u00b0) alcune delle fondamentali attribuzioni del Consiglio Superiore potevano essere assunte dal Ministro: (evidentemente non ho voluto esagerare nell\u2019usare di queste facolt\u00e0);<\/p><p>3\u00b0) potevo \u2013 e la legge me ne dava la facolt\u00e0 \u2013 nominare ventitr\u00e9 nuovi membri che avrebbero preso il posto dei ventitr\u00e9 membri dimissionari. Chiunque nominassi, le mie nomine indubbiamente sarebbero state interpretate come un\u2019opera di clericalizzazione del Consiglio Superiore: lo ha detto l\u2019onorevole Codignola.<\/p><p>A proposito dei sei membri di nomina ministeriale, dei quali ha parlato l\u2019onorevole Codignola, mi permetto di osservare all\u2019onorevole Codignola stesso che, fra le poche nomine di rilievo da me direttamente promosse, ci sono quelle della famosa Commissione \u00abclandestina\u00bb per l\u2019inchiesta nazionale sulla riforma della scuola. Ora, l\u2019onorevole Codignola deve sapere che questa commissione, da me nominata, non comprende neppure un mio amico politico, neppure un membro del mio partito. (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci al centro.<\/em> Male! Male!<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Comunque, il mio desiderio di mantenere in vita il vecchio Consiglio Superiore lo ho confermato in maniera chiara con un provvedimento legislativo.<\/p><p>Lei sa bene, onorevole Codignola, che il Consiglio scadeva il 16 ottobre 1946. Ora, il 15 ottobre, su espresso desiderio del Consiglio stesso, io ho provveduto, con un immediato provvedimento legislativo, a mantenere in vita per un altro anno il Consiglio Superiore. Infatti, il decreto 15 ottobre 1946, approvato per mia iniziativa, dice: \u00abIl Consiglio Superiore della pubblica istruzione, cos\u00ec come \u00e8 attualmente composto, durer\u00e0 in carica fino a nuova disposizione, e, comunque, non oltre il 16 ottobre 1947\u00bb.<\/p><p>Quindi, la prova della buona volont\u00e0 mi pare che, da parte mia non era mancata. Se ad un certo momento l\u2019organismo \u00e8 venuto meno, esso \u00e8 venuto meno, perch\u00e9 ci sono state le dimissioni, le quali potevano essere anche ritirate.<\/p><p>Si poteva facilmente riparare alle vacanze in seno all\u2019organismo, se queste dimissioni fossero state delle iniziative individuali, se, cio\u00e8, ci fosse stata la possibilit\u00e0 di svolgere un\u2019opera di chiarificazione presso i singoli membri dimissionari; ma siccome queste dimissioni furono date in seguito alla diffusione fra i membri, di una circolare, con la quale venivano invitati a dimettersi, vi era la prova che si trattava di un\u2019organizzazione, con le caratteristiche di un\u2019azione concordata, di fronte alla quale ho creduto opportuno di prendere atto delle dimissioni stesse.<\/p><p>Vi \u00e8 ad ogni modo l\u2019articolo 25 della legge istitutiva del nuovo Consiglio Superiore, il quale dice: \u00abOgni altra disposizione contraria al presente decreto \u00e8 abrogata\u00bb. Ora, siccome il decreto del 15 ottobre precisava che: \u00abIl Consiglio Superiore della pubblica istruzione, cos\u00ec come \u00e8 attualmente composto, durer\u00e0 in carica fino a nuove disposizioni\u00bb, questo articolo 25 \u00e8 appunto la nuova disposizione, che pone termine alla vita del Consiglio stesso.<\/p><p>Ma l\u2019onorevole Bernini mi ricorda il <em>ne varietur<\/em> in materia scolastica di cui parl\u00f2 il Presidente De Gasperi. Egli \u00e8 un egregio professore di latino, e quindi prendo nella dovuta considerazione queste due parole. Dunque, il <em>ne<\/em> <em>varietur<\/em>, dove \u00e8 andato a finire? Gli rispondo che, quando il Presidente annunciava quella formula dell\u2019allora Governo tripartito, non era possibile prevedere che ventitr\u00e9 membri del Consiglio Superiore della pubblica istruzione si sarebbero dimessi: la violazione del <em>ne<\/em> <em>varietur<\/em> si deve dunque eventualmente ricercare in questa nuova presa di posizione di membri del Consiglio Superiore, presa di posizione, la quale portava alla logica conseguenza di istituire un Consiglio Superiore, appunto per non variare, perch\u00e9, se si fosse rimasti in una situazione di vacanza di questo organo consultivo, con la vacanza e con la conseguente assenza di un controllo del Ministro ci sarebbe stata veramente una variazione sostanziale.<\/p><p>Ma \u2013 egli aggiunge \u2013 perch\u00e9 avete variata la legge?<\/p><p>L\u2019abbiamo variata \u2013 e ci\u00f2 risulta da documenti, che tengo a disposizione dell\u2019onorevole Bernini e di qualsiasi altro membro dell\u2019assemblea \u2013 perch\u00e9 in senso favorevole alle variazioni attuate si sono espressi i voti delle associazioni nazionali e locali rappresentative delle categorie di insegnanti, le aspirazioni dei quali era pur necessario tener presente.<\/p><p>Poi lei sa, onorevole Bernini, che ogni giorno si impone, per cos\u00ec dire, un nuovo stato di fatto, il quale pu\u00f2 suggerire l\u2019opportunit\u00e0 di introdurre modificazioni normative. Cos\u00ec \u00e8 di recente avvenuto per quanto riguarda le leggi relative ai concorsi per i provveditori e i docenti dei vari ordini di scuole. Tali leggi hanno dovuto infatti subire modificazioni, anche perch\u00e9 varie categorie dei reduci, avanzando richieste riconosciute legittime pure dall\u2019onorevole Bernini \u2013 quando egli era Sottosegretario alla pubblica istruzione \u2013 aspiravano ad ottenere dei giusti riconoscimenti. Perch\u00e9, dunque, quando nuove circostanze inderogabili si impongano, non si dovrebbero modificare le disposizioni?<\/p><p>L\u2019onorevole Codignola osserva: non offre garanzie democratiche questo Consiglio Superiore, perch\u00e9 \u00e8 scarsamente rappresentativo. Ebbene, rispondo che non \u00e8 esatto che nel Consiglio Superiore costituito secondo la legge del 1944 tutti i membri fossero elettivi, perch\u00e9, come l\u2019interpellante stesso ricorda, c\u2019erano membri di nomina ministeriale su designazione delle categorie, oltre i cooptati. Di fatto, n\u00e9 durante n\u00e9 dopo il fascismo, si ebbero finora elezioni, e credo di non commettere un\u2019indiscrezione, se dico che, prima di concludere l\u2019elaborazione di questo decreto legislativo, ho voluto sentire il cortesissimo ed illuminato parere del professore De Ruggiero, il quale \u00e8 stato con me concorde nell\u2019ammettere che si doveva addivenire ad una revisione di quella che pure era una sua legge, al cui mantenimento \u2013 non fosse altro che per amor proprio \u2013 avrebbe pur dovuto tenere. Egli invece mi disse: \u00e8 opportuno rivedere la legge. Quindi il principio della revisione della legge \u00e8 stato accettato, cordialmente e simpaticamente, perfino da colui che era stato l\u2019autore della legge stessa.<\/p><p>Nella nuova legge, trenta sono gli eletti, sedici sono i nominati; e, ripeto, i nominanti a motivo della loro funzione, in gran parte appartengono all\u2019amministrazione centrale e periferica. Si prevede la nomina semplicemente perch\u00e9 non sembra opportuno introdurre il delicatissimo sistema elettorale anche nella cerchia delle varie categorie dei funzionari.<\/p><p>Perch\u00e9 non si sono previste le elezioni anche nelle scuole non statali? Questo interrogativo mi ha posto l\u2019onorevole Codignola. Si immagini l\u2019onorevole Codignola che cosa sarebbe successo, se io avessi proposto di porre la scuola non statale sullo stesso piano delle scuole statali, e avessi indetto anche in quella elezioni! Immagino quale pioggia di interpellanze sarebbe caduta sul mio capo! Ad ogni modo rispondo che per una ragione molto semplice non si sono predisposte elezioni nelle scuole private: la ragione \u00e8 che nelle scuole pubbliche votano esclusivamente i professori di ruolo, e che nelle scuole non statali non c\u2019\u00e8 alcun professore che possa rigorosamente essere considerato di ruolo. Se nelle scuole private fosse stata introdotta l\u2019elezione, si sarebbe avuta questa situazione assurda: nelle scuole pubbliche non avrebbero votato i professori che non sono di ruolo, mentre nelle scuole non statali avrebbero votato i professori non di ruolo. Lei vede che basta questa considerazione, per escludere l\u2019opportunit\u00e0 di indire le elezioni in seno alla scuola non statale.<\/p><p>Mi dispiace che l\u2019onorevole Bernini abbia detto che nella seconda e terza Sezione vi \u00e8 un\u2019\u00abintrusione\u00bb di elementi universitari. Io credo che i professori medi e i maestri eletti non considereranno un\u2019intrusione la presenza di tre professori universitari \u2013 che mi auguro siano i loro maestri \u2013 i cui consigli saranno ascoltati e seguiti. Comunque, malgrado questa che egli definisce \u00abintrusione\u00bb, resta il fatto che, sia nella Sezione media sia nella Sezione elementare, la maggioranza \u00e8 di professori medi e di maestri elementari. Gli universitari, poi, non sono quattro, come qui si osserva, ma tre, perch\u00e9 \u2013 come dice la legge \u2013 ha funzione di Presidente uno degli universitari gi\u00e0 membri della Sezione media o elementare.<\/p><p>E veniamo alle Giunte del Consiglio Superiore. Le Giunte sono costituite con un criterio di parit\u00e0. Al fine di eliminare anche l\u2019impressione di una inferiorit\u00e0 di dignit\u00e0 della Sezione delle secondarie e della Sezione delle elementari, si \u00e8 stabilito che ogni Giunta sia composta di un uguale numero di membri: dodici membri la Giunta per le Universit\u00e0, dodici quella per le scuole secondarie, e dodici quella per le scuole elementari. Si \u00e8 qui raggiunta la parit\u00e0 di rappresentanza; proprio quella parit\u00e0, che desiderano gli onorevoli interpellanti. Naturalmente, se la Sezione delle scuole medie e la Sezione delle scuole elementari \u00e8 composta di dodici membri, \u00e8 evidente che la Giunta coincide con la Sezione stessa. Io non trovo in ci\u00f2 niente di anormale: si semplificano le cose. Si capisce che i membri della Sezione partecipano ad ogni riunione plenaria come membri del Consiglio.<\/p><p>Ultima questione, e spero di aver finito. \u00c8 la questione pi\u00f9 grave, a detta dell\u2019onorevole Bernini: si puniscono \u2013 egli dice \u2013 quelli che non votano.<\/p><p>\u00c8 qui in questione un principio, che \u00e8 gi\u00e0 stato accolto per la democratica elezione di questa Assemblea; cio\u00e8 l\u2019esercizio del voto (non il voto) \u00e8 un obbligo. Cos\u00ec dice la democratica legge elettorale della Costituente. Non voglio ora addentrarmi nella grave questione della natura morale, civica o politica, di questa obbligazione. Quello che a me preme mettere in rilievo, \u00e8 che l\u2019ordinanza ministeriale non prevede per l\u2019inadempienza alcuna sanzione penale.<\/p><p>CODIGNOLA. \u00c8 penale.<\/p><p>TONELLO. Altro che penale!<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Vedremo. Si sa che vi \u00e8 un diritto al voto, ma vi \u00e8 anche un dovere; il dovere dell\u2019educatore di contribuire alla costituzione di questo che \u00e8 l\u2019organo consultivo supremo della pubblica istruzione. Perch\u00e9 posso sostenere che non furono stabilite vere e proprie sanzioni per l\u2019inadempienza di questo dovere? Perch\u00e9 l\u2019ordinanza dice: \u00abLe autorit\u00e0 competenti terranno conto nelle note informative della mancata partecipazione al voto da parte di Capi-istituto e di insegnanti\u00bb. (<em>Commenti e rumori a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Che cosa vuol dire \u00abterranno conto\u00bb? Non \u00e8 scritto che la mancata partecipazione al voto importi una punizione, come ha detto l\u2019onorevole Bernini. E sa perch\u00e9? Permettetemi che attiri la vostra attenzione anche sulla formula che, nell\u2019ordinanza sulle elezioni, viene immediatamente dopo la predetta formula, e precisamente sull\u2019articolo 25, il quale dice: \u00abColoro che voteranno o cercheranno di votare due o pi\u00f9 volte, saranno sottoposti agli organi disciplinari per l\u2019applicazione delle sanzioni\u00bb. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Qui \u00e8 molto chiara la distinzione fra quando si \u00e8 voluto introdurre una sanzione punitiva (come nel caso di un voto fraudolentemente ripetuto) e quando si \u00e8 voluto semplicemente dire che \u00absi tiene conto\u00bb (come nel caso della mancata votazione).<\/p><p>Ed, a calmare la loro indignazione, invito gli onorevoli interpellanti a tener presente che cosa sono le note informative, nelle quali si tiene conto della mancata partecipazione al voto. Non so se tutti sappiano che nelle note informative si tiene conto dei giorni di assenza degli insegnanti, e, sempre nelle note, si dice se l\u2019assenza \u00e8 giustificata o ingiustificata. Ora, se si tiene conto dell\u2019assenza dalle lezioni, non vedo quale profonda differenza ci sia rispetto al tener conto dell\u2019assenza da un\u2019operazione, che, in fondo, s\u2019inquadra nel complesso dei doveri scolastici ed educativi dell\u2019insegnante. Si tiene conto, per esempio, della sua partecipazione all\u2019attivit\u00e0 della biblioteca, dei gabinetti, ecc., nonch\u00e9 di altre attivit\u00e0, che sono semplicemente parascolastiche. Ci\u00f2 premesso, non vedo perch\u00e9 non si possa tener conto anche della partecipazione dell\u2019insegnante all\u2019elezione dei suoi rappresentanti in un organo, che \u00e8 organo della scuola stessa; d\u2019altra parte \u2013 e su questo insisto \u2013 al \u00abtener conto\u00bb (fatto puramente constatativo) non \u00e8 specificatamente aggiunta alcuna sanzione, sanzione, che invece \u00e8 prevista per l\u2019altro caso citato, cio\u00e8 per l\u2019eventuale e abusivo voto multiplo.<\/p><p>Cos\u00ec chiarite le cose, deve ad ogni modo apparire molto evidente che, anche se si fosse esagerato, questa esagerazione confermerebbe <em>a<\/em> <em>fortiori<\/em> che non si volevano fare i pasticci in casa con elezioni addomesticate fra gli amici, ma si voleva fare proprio il contrario, cio\u00e8 allargare il pi\u00f9 possibile il corpo elettorale, rendere proprio per tutti pi\u00f9 impegnativo e cosciente l\u2019esercizio del diritto di voto. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Quindi, se avevo bisogno di un argomento decisivo per rispondere alle critiche su una presunta votazione addomesticata, questo argomento mi \u00e8 proprio offerto dalla norma che stabiliva di tener conto dei non votanti, poich\u00e9 il fine evidente di tale norma non poteva essere altro che quello di allargare al massimo il corpo elettorale, di non guardare in faccia nessuno, di desiderare solo libere elezioni su larga base. Impegnare a votare non significa togliere la libert\u00e0 di scegliere per chi votare, libert\u00e0 che resta integra.<\/p><p>Ma \u2013 aggiungono gli onorevoli Bernini e Codignola \u2013 non vi sono garanzie di seriet\u00e0 del voto.<\/p><p>Io dovrei rifarmi ai precedenti di queste procedure, e dovrei dire che per le Universit\u00e0 abbiamo seguito, tale e quale, la procedura elettiva per la formazione delle commissioni giudicatrici dei concorsi universitari. Queste elezioni sono avvenute varie volte, e non hanno dato luogo ad alcun inconveniente. Per determinare il sistema elettivo da adottarsi nelle scuole medie ed elementari, abbiamo ricercato negli archivi del Ministero le norme che venivano seguite quando vi erano membri elettivi nel Consiglio Superiore e, pi\u00f9 o meno, le disposizioni dell\u2019ordinanza ministeriale sono ricalcate sulla falsa riga delle norme in vigore nell\u2019epoca prefascista.<\/p><p>Perci\u00f2 credo che non dobbiamo fare una offesa gratuita ai provveditori, ai capi d\u2019istituto, ai presidi e ai direttori didattici (cio\u00e8 agli organi locali e tecnici della scuola incaricati di dirigere e controllare le operazioni elettorali), pensando che essi si possano prestare a brogli. D\u2019altra parte tutto il sistema elettivo \u00e8 ben controllato, perch\u00e9 anche i possibili inconvenienti prospettati dall\u2019onorevole Codignola sono stati previsti, e si \u00e8 cercato di porvi riparo, in quanto che dopo aver fatto lo scrutinio locale, i provveditori mandano al Ministero insieme coi verbali dello spoglio delle votazioni anche le liste di coloro che hanno votato. Sicch\u00e9, nella prospettata ipotesi di quel tal professore di Bari, che votasse a Bari e a Roma, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 per il Ministero di controllare il voto doppio, possibilit\u00e0, che non avrebbe di per s\u00e9 il provveditore di Bari o di Roma.<\/p><p>Si fa infine la questione della rappresentanza delle maggioranze e delle minoranze. Si capisce che, se si trattasse di una votazione politica, di una lotta fra partiti o correnti politiche, il problema della rappresentanza della maggioranza e della minoranza avrebbe un maggior rilievo. Noi riteniamo utile seguire il sistema gi\u00e0 in uso nelle elezioni universitarie, e generalmente in uso \u2013 almeno che io sappia \u2013 nelle elezioni dei membri di organismi tecnici di questo genere. Le questioni poi relative alla propaganda elettorale non interessano il Ministero. Questo detta le norme relative al sistema elettivo, ed ha, oltre il diritto, anche il dovere di disinteressarsi della propaganda che possono fare le associazioni sindacali e i gruppi di professori al di fuori della scuola. Noi ci rivolgiamo con le nostre circolari non ai propagandisti, ma ai provveditori ed ai capi-istituto. E che i professori finiscano per votare \u2013 come qui si \u00e8 detto \u2013 il primo nome che capita, penso che non corrisponda a verit\u00e0, perch\u00e9 penso che i nostri educatori abbiano la chiara coscienza del loro preciso dovere di inviare loro degni rappresentanti in questo supremo organo consultivo e rappresentativo della scuola. Sono certo perci\u00f2 che non si ridurranno \u2013 come qui si \u00e8 affermato \u2013 al misero espediente di votare il primo nome che verr\u00e0 loro in mente.<\/p><p>Ed ho finito. Mi limito a ribadire l\u2019inopportunit\u00e0 di prorogare la elezione del Consiglio Superiore per tutti i motivi che ho esposti, che ritengo siano obiettivi, e che avevo gi\u00e0 illustrati rispondendo all\u2019interpellanza dell\u2019onorevole Calamandrei. Non mi sembra che contro questi motivi siano state avanzate argomentazioni tali da farmi abbandonare la linea prescelta.<\/p><p>Che il vecchio Consiglio rimanga in carica \u00e8 difficile, dato l\u2019atteggiamento di coalizione dimissionaria, che ha assunto una parte del Consiglio Superiore. Non \u00e8 opportuno prospettare la proroga della elezione, perch\u00e9 nei mesi di agosto e di settembre le scuole sono chiuse, e dovremmo rinviare le elezioni a fine ottobre, sicch\u00e9 lo spoglio elettorale avverrebbe in novembre, con grave pregiudizio per la soluzione di urgenti problemi.<\/p><p>Non ho detto \u2013 come mi si fa dire \u2013 che la maggioranza dei professori alla fine di luglio siano in scuola; ho detto che \u00e8 aperta la maggioranza delle scuole, poich\u00e9, anche se non ci sono tutti i professori, ci sono le Commissioni per gli esami di abilitazione e di maturit\u00e0. Comunque, come \u00e8 noto, e l\u2019ho ricordato stamane, i professori possono votare fuori sede, nel luogo in cui si trovano. Quindi l\u2019esercizio del voto non \u00e8 difficile e non comporta sacrifici da parte dell\u2019elettore.<\/p><p>Devo perci\u00f2 concludere, ribadendo l\u2019opportunit\u00e0 che la elezione del nuovo Consiglio Superiore avvenga nei termini fissati dalla legge e dalle circolari ministeriali. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presentazione di un disegno di legge.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro degli affari esteri ha chiesto di parlare per la presentazione di un disegno di legge. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SFORZA, <em>Ministro degli affari esteri.<\/em> Mi onoro di presentare alla Camera il seguente disegno di legge: \u00abApprovazione dello scambio di note effettuato in Roma, tra l\u2019Italia e la Francia il 1\u00b0 giugno 1946, circa il recupero di navi mercantili francesi affondate nelle acque territoriali italiane\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto all\u2019onorevole Ministro degli affari esteri della presentazione di questo disegno di legge. Sar\u00e0 inviato alla Commissione competente.<\/p><p>Si riprende la discussione sullo svolgimento di interpellanze.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bernini ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>BERNINI. Onorevoli colleghi, la risposta dell\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione mi pone veramente in un gravissimo imbarazzo; perch\u00e9, se io dovessi rispondere punto per punto a tutto quello che egli ha detto, egregi colleghi, noi dovremmo fare le ultime ore del pomeriggio. Io mi limiter\u00f2 a dire che l\u2019onorevole signor Ministro non ha tenuto conto quasi per nulla di quello che ho detto. Lo capisco, egli aveva gi\u00e0 preparato il suo discorso.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Lei l\u2019aveva scritto, io no. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BERNINI. Io l\u2019avevo scritto perch\u00e9 ci penso sempre molto a ci\u00f2 che devo dire. Ripeto, onorevole Ministro, lei mi costringe ad esemplificare. Lei non ha risposto affatto a quello che \u00e8 stato l\u2019inizio del mio modesto discorso. Io ho affermato che, quando si bandiscono le elezioni, se le elezioni debbono essere sincere, bisogna porre il corpo elettorale in condizione di poter votare. Ho dimostrato, anche con i dati, che il corpo elettorale non potr\u00e0 votare a distanza, avendo saputo solo il 10 luglio che esso doveva votare. Osserver\u00f2 ancora, dato che io non posso fermarmi a confutare tutto quello che egli ha detto, che tutto il suo discorso ha peccato soprattutto di quello che i grammatici chiamano il difetto di preterizione, cio\u00e8 di omissione. Il signor Ministro ha detto, ma nello stesso tempo non ha detto: ha detto quello che gli pareva utile dire ed ha omesso tutto quello che gli pareva utile omettere.<\/p><p>Mi trovo in imbarazzo, anche perch\u00e9 dopoa di me dovr\u00e0 parlare il mio collega ed amico l\u2019onorevole Codignola; e non vorrei che c\u2019ingolfassimo nell\u2019esposizione dei medesimi argomenti.<\/p><p>Quindi mi limiter\u00f2 a due punti. Avevo rivolto al Ministro due domande: a nessuna di queste due domande precise il signor Ministro ha risposto. Ad una ha risposto con una scappatoia, alla seconda non ha neppure accennato. Io gli avevo domandato se \u00e8 vero che dal Ministero della pubblica istruzione \u00e8 partita una lettera o una circolare, indirizzata ai provveditori agli studi, in cui s\u2019invitava a indagare sopra l\u2019attivit\u00e0 politica passata, presente ed anche futura di cittadini proposti a far parte dei Consigli scolastici.<\/p><p>Lei non ha risposto, signor Ministro. Ora mi permetto ancora di insistere su questa domanda. Il signor Ministro non risponde; risponder\u00f2 io per lui. Il 14 marzo 1947, con numero di protocollo 1303, \u00e8 partita dal Ministero, a firma del direttore generale della istruzione elementare, una lettera.<\/p><p>Se credete, dar\u00f2 lettura dei termini principali.<\/p><p>BERTOLA. \u00c8 poca delicatezza che un ex Sottosegretario sveli certe cose, anche se sono vere.<\/p><p>TONELLO. Fa molto bene.<\/p><p>BERTOLA. Mi stupisce altamente.<\/p><p>TONELLO. Noi non abbiamo confessionali.<\/p><p>BERNINI. Il Ministro prima \u00e8 stato invitato a rispondere se \u00e8 vero o non \u00e8 vero. Poi risponder\u00f2 alla censura.<\/p><p>La lettera \u00e8 questa:<\/p><p>\u00abSi prega di far conoscere \u2013 presi gli opportuni accordi con codesta Prefettura \u2013 se le persone segnalate nella nota cui si risponde, per la scelta, da parte di questo Ministero, del membro del Consiglio scolastico provinciale particolarmente competente nei problemi della scuola elementare, svolgano od abbiano svolto attivit\u00e0 politica, ed eventualmente in quale partito. Analoga informazione la signoria vostra si compiacer\u00e0 di dare anche nei riguardi degli ultimi quattro membri, di cui all\u2019articolo 2 del regio decreto legislativo 27 maggio 1946, n. 55, facendo altres\u00ec conoscere se Ella abbia osservazioni da far presente al Ministero, in merito alle segnalazioni pervenute dagli organi competenti\u00bb.<\/p><p>TONELLO. Ufficio spionaggio si vogliono far divenire i provveditorati!<\/p><p>BERNINI. Non ho finito. La lettera fu trasmessa al provveditore agli studi di Pescara a fu trasmessa a molti altri provveditori agli studi. Alcuni di essi risposero onestamente in questo senso: che erano stati scelti uomini non per ragioni politiche, ma perch\u00e9 competenti. Il Ministro depenn\u00f2 questi nomi (il Ministro o chi per lui) e ne mise altri.<\/p><p>Alcuni provveditori onestamente replicarono che questi non risultavano competenti. Malgrado ci\u00f2, costoro furono riconfermati nella funzione. E il Ministro ha il coraggio di parlare di consessi di carattere tecnico!<\/p><p>E lei, onorevole Ministro, non ha risposto nemmeno alla seconda domanda. Io l\u2019avevo pregata di dirmi quante parificazioni ha fatto quest\u2019anno. Lei si \u00e8 rifugiato in una modesta scappatoia. Ma perch\u00e9 rispondere cos\u00ec? Vuole che risponda io? Lei, se era cos\u00ec sicuro di se stesso, doveva dire: \u00abMa io glie lo dico subito; non ho niente da nascondere\u00bb.<\/p><p>Lo dir\u00f2 io. Lei ha fatto 303 parificazioni. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> 303 parificazioni di scuole e di classi. Mi pare che sia un discreto numero.<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Troppo poche.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Molto bene.<\/p><p>BERNINI. Ripeto, io non posso soffermarmi in nessun altro punto.<\/p><p>Io avevo prevenuto il signor Ministro in quella che sarebbe stata la sua giustificazione della punizione per i non votanti. Io avevo detto: \u00abNon adotti questa giustificazione\u00bb ed invece il Ministro l\u2019ha voluta adottare. Si dice ad un direttore, ad un ispettore scolastico, ad un provveditore \u00abse quel tale non vota, tenetene conto\u00bb. Signor Ministro, per lei, questa \u00e8 la medesima cosa che tener conto dei giorni di assenza dell\u2019insegnante. Se questo, signor Ministro, le sembra un argomento, se lo tenga, per\u00f2 non persuader\u00e0 nessuno, neppure quelli dell\u2019altra parte.<\/p><p>Ed ora lei mi ha risposto che non intende di rinviare le elezioni. Lei ha detto l\u2019argomento, che pure io avevo gi\u00e0 previsto, che il corpo del Consiglio superiore \u00e8 uno e non si pu\u00f2 dividere. Io le rispondo con l\u2019articolo 2 del suo testo di legge. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione funziona normalmente per sezioni. Quando si dice che funziona normalmente&#8230;<\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Bisogna che ci sia, per funzionare!<\/p><p>BERNINI. Con un po\u2019 di buona volont\u00e0, ella avrebbe potuto benissimo rimandare le elezioni per la seconda e terza sezione. Non l\u2019ha voluto fare. E cos\u00ec sia!<\/p><p>Ogni insegnante \u2013 e questo io non lo dico solo a questa Assemblea, ma lo dico a tutti i miei colleghi d\u2019Italia, maestri e professori, a tutti quelli che leggeranno domani il resoconto di queste mie parole, che non valgono che per il sentimento di libert\u00e0 e di giustizia da cui sono ispirate \u2013 si regoler\u00e0 secondo la sua coscienza. Ci sar\u00e0, signor Ministro, chi si rifiuter\u00e0 di votare, rifiutandosi di obbedire ad un ordine incostituzionale ed iniquo (<em>Rumori<\/em>), un ordine che, oltre il resto, non viene neanche da un decreto-legge, ma viene addirittura da una ordinanza ministeriale.<\/p><p>Si vedr\u00e0 poi se esiste in Italia un\u2019autorit\u00e0 superiore, un organo superiore, il quale riconfermi che si pu\u00f2 stabilire questo voto obbligatorio con una ordinanza ministeriale, e si vedr\u00e0 se questo organo potr\u00e0 dare ragione a lei o a noi. Ci sar\u00e0 anche chi voter\u00e0 scheda bianca. Non si illuda, signor Ministro: chi voter\u00e0 scheda bianca voter\u00e0 contro il suo provvedimento. Ci sar\u00e0 chi voter\u00e0 il primo nome che capita. Un povero maestro, che non ha contatti con nessuno, per chi dovr\u00e0 votare se non gli arriver\u00e0 l\u2019elenco della democrazia cristiana? (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. Gli arriva il suo discorso!<\/p><p>BERNINI. Ci sar\u00e0 chi voter\u00e0 i nomi suggeritigli, con molta riservatezza, e che si trovano negli elenchi che girano di casa in casa e di parrocchia in parrocchia, per non mettersi contro colui che desidera si voti in quel modo. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma, comunque, dato che le preghiere e le persuasioni non sono valse a niente, dato che gli argomenti che abbiamo portato qui non hanno potuta convincerla, dobbiamo dirle che noi facciamo nostro il deliberato di quel Sindacato della scuola media, diretto da uomini di tutti i partiti ed in maggioranza da uomini della Democrazia cristiana. Il Sindacato ha votato un ordine del giorno, col quale ha chiesto il rinvio delle elezioni. Se ci\u00f2 non avvenisse, ne riterrebbe provvisori i risultati, in quanto non derivanti da adeguata preparazione.<\/p><p>Noi facciamo nostro questo ordine del giorno del Sindacato professori. Qualunque sia il risultato di queste elezioni, noi lo considereremo spurio e provvisorio. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Codignola ha facolt\u00e0 di dichiarare se sia sodisfatto.<\/p><p>CODIGNOLA. Onorevoli colleghi, nel mio primo intervento, io mi limitai ad indicazioni di carattere tecnico; mi limiter\u00f2, in questo secondo intervento, a rispondere ad alcune osservazioni del Ministro, riservandomi, infine, di accennare al problema di politica scolastica.<\/p><p>L\u2019onorevole Gonella ha dichiarato che il Consiglio superiore \u00e8 organo soltanto consultivo, e non giurisdizionale; e che quindi non pu\u00f2 ad esso applicarsi quella norma di legge, che riguarda il Consiglio di Stato in sede consultiva. Rispondo che quella disposizione dice esplicitamente che essa riguarda anche le funzioni consultive del Consiglio di Stato; ed essa \u00e8 stata successivamente interpretata nel senso di applicarsi a tutti gli organi consultivi dello Stato. E l\u2019onorevole Gonella dovr\u00e0 convenire che, per lo meno per il Consiglio superiore delle miniere, tale procedura \u00e8 stata adottata non pi\u00f9 tardi di alcuni mesi fa.<\/p><p>N\u00e9 vi erano ragioni di massima urgenza, perch\u00e9 il vecchio Consiglio superiore, come ben ha detto l\u2019onorevole Calamandrei, poteva benissimo essere richiamato in vita in via provvisoria, per affrontare i problemi universitari pi\u00f9 urgenti. L\u2019onorevole Gonella non ha ritenuto non dico suo dovere, ma suo obbligo di cortesia, rispondere ai membri dimissionari, neppure con un biglietto, neppure chiedendo loro se fossero disposti a collaborare ancora per uno o due mesi, per il bene della scuola, in modo da far fronte ai problemi pi\u00f9 urgenti.<\/p><p>UBERTI. Non dovevano dare le dimissioni. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CODIGNOLA. L\u2019onorevole Gonella poteva benissimo mantener fermo il vecchio ordinamento, e provvedere alla sostituzione dei membri dimissionari, sostituzione che poteva essere fatta esclusivamente per l\u2019ordine universitario, anche per via elettiva. In base al decreto De Ruggiero, non c\u2019era bisogno, che questi nuovi membri li nominasse lui, perch\u00e9 tale decreto prevede, in via generale, il sistema elettivo; e soltanto in via provvisoria il Ministro De Ruggiero li aveva dovuti personalmente nominare; sicch\u00e9 quel decreto lasciava pienamente aperta la possibilit\u00e0 che si ricostituissero regolari organi elettivi.<\/p><p>Se quindi l\u2019onorevole Gonella non voleva seguire la via di invitare i dimissionari a restare fino alla normale scadenza del termine, avrebbe potuto indire le elezioni per le sole universit\u00e0; e tutto ci\u00f2 senza modificare in nulla l\u2019attuale struttura del Consiglio superiore.<\/p><p>Obbligatoriet\u00e0 del voto: ancora due parole su questo argomento. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Gonella ha mostrato qualche dubbio sul valore da attribuirsi all\u2019espressione \u00abtener conto\u00bb, vorrei ricordare agli onorevoli colleghi che in altri tempi, in quei tempi in cui l\u2019onorevole Gonella svolgeva insieme con noi una azione politica di natura antifascista, il Ministro della istruzione di allora diram\u00f2 una circolare che prescriveva di tenere conto \u2013 nella compilazione delle note di qualifica degli insegnanti \u2013 della collaborazione prestata alla Gil (<em>Rumori al centro<\/em>), e dell\u2019atteggiamento degli insegnanti nei riguardi delle manifestazioni del Governo nazionale.<\/p><p>Il \u00abtener conto\u00bb adottato nelle circolari dei Ministri fascisti aveva un significato chiaro; era un bollo d\u2019infamia che si voleva imporre sulla cartella dell\u2019insegnante per l\u2019avvenire. Non vorrei che questa medesima politica venisse adottata oggi in altra forma, per gli insegnanti che si rifiutino di votare, ch\u00e9 vi saranno certamente degli insegnanti medi ed elementari i quali, nonostante la loro miseria, conservano una dignit\u00e0 e, per non votare per la lista cattolica, si rifiuteranno di votare. Perch\u00e9, ed \u00e8 questo che io voglio ancora sottolineare, il metodo della votazione \u00e8 antidemocratico e il decreto \u00e8 illegale. (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GONELLA, <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Ma perch\u00e9 \u00e8 illegale?<\/p><p>CODIGNOLA. Sulla illegalit\u00e0 del decreto altri organi saranno chiamati a giudicare. Ma io domando all\u2019onorevole Ministro se proprio agli insegnanti, che sapranno dimostrare di possedere questa dignit\u00e0, egli ritenga giusto di applicare una sanzione.<\/p><p>GONELLA. <em>Ministro della pubblica istruzione.<\/em> Ma ho gi\u00e0 detto che non \u00e8 una sanzione!<\/p><p>CODIGNOLA. Non credo che sia utile continuare a discutere sull\u2019aspetto tecnico della questione, anche perch\u00e9 lo stesso onorevole Gonella ha dimostrato di non desiderare che codesto aspetto venga approfondito.<\/p><p>Passer\u00f2 invece all\u2019aspetto politico che, finora, avevo trascurato. Mi \u00e8 stato chiesto, un momento fa, da un collega democratico cristiano: \u00abPerch\u00e9 si sono dimessi i membri del Consiglio superiore?\u00bb. Debbo far notare che fra questi membri figurano uomini eminenti, di chiara fama, tra i quali l\u2019onorevole Colonnetti, il professor Jemolo, che non appartengono certamente alla nostra parte. Perch\u00e9 alla base di tutto questo, onorevole Gonella, al di l\u00e0 della questione del Consiglio superiore, sta una preoccupazione pi\u00f9 generale, che gi\u00e0 rilevammo quando parlavamo del problema della scuola in sede costituzionale, una preoccupazione che pare ella faccia tutto quello che pu\u00f2 per renderla pi\u00f9 grave. Questa preoccupazione, questa impressione, che non \u00e8 soltanto in noi, uomini politici di sinistra, ma in gran parte del Paese che si occupa di queste cose, soprattutto negli uomini della scuola, \u00e8 che al Ministero della pubblica istruzione non vi siano pi\u00f9 garanzie, e non si sia quindi pi\u00f9 sicuri dell\u2019avvenire della scuola. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi stiamo in questo momento discutendo sul problema del Consiglio superiore. Ma vuole l\u2019onorevole Gonella assumere un atteggiamento tale, ogni volta che si tratti di problemi scolastici di cos\u00ec ampia risonanza, da indurci a richiedere un\u2019inchiesta generale sulla scuola? Se lo crede, possiamo anche farlo: e non mancherebbero le occasioni. Vi \u00e8, per esempio, il problema del funzionamento della segreteria particolare del Ministro (<em>Commenti a sinistra<\/em>), che sarebbe bene venisse discussa in questa Assemblea; vi \u00e8 il problema delle parificazioni; vi \u00e8 il problema della riforma della scuola, affidata a quel signor Severi, che ci \u00e8 noto come largamente compromesso col regime fascista. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Vi \u00e8 il problema dei trasferimenti arbitrari dei provveditori agli studi, per cui sono stati mandati via provveditori che avevano dietro di s\u00e9 un passato magnifico di resistenza al regime e di eccezionale competenza, per sostituirli con uomini che potrebbero essere ampiamente discussi. Vi \u00e8 una sua circolare a carattere nettamente poliziesco, circa le lezioni private, per cui si richiede la denuncia dei parenti dei professori, fino al quarto grado, che facciano lezioni private.<\/p><p>Vi \u00e8 il problema del modo con cui vengono fatti gli esami di Stato. Noi diamo atto all\u2019onorevole Gonella del tentativo da lui fatto di regolare in qualche modo la questione dell\u2019esame di Stato nel suo insieme, ma non siamo affatto sodisfatti del modo concreto con cui questa intenzione si \u00e8 messa in atto.<\/p><p>Vi \u00e8 il caso del riconoscimento dei titoli di studio agli studenti delle scuole Salesiane di Egitto, al contrario di quello che si \u00e8 fatto per le scuole italiane in Isvizzera.<\/p><p>Sono tutte questioni che meritano una considerazione. Del resto, io ho voluto fare soltanto un accenno a queste questioni, e non sono stato ispirato da sentimenti di partito o animato da spirito di faziosit\u00e0. Ho posto dei problemi tecnici&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FUSCHINI. Questa non \u00e8 una discussione di interpellanza: l\u2019interpellanza ha un argomento determinato.<\/p><p>TONELLO. Noi abbiamo il dovere di giudicare e di denunciare i fatti.<\/p><p>CODIGNOLA. Questo problema della scuola, dicevo, non deve dividere il Paese politicamente; \u00e8 un problema che deve unirci, non disunirci. Perci\u00f2 bisogna risolvere queste questioni di comune accordo. L\u2019onorevole Gonella, ogni volta che gli segnaliamo qualche cosa, si alza nelle spalle e dice che non c\u2019\u00e8 nulla da modificare a quello che si \u00e8 fatto e che si chiede di rivedere. Ma l\u2019Assemblea Costituente ha pur qualche potere, ha qualche cosa da dire e questo diritto non le si pu\u00f2 contestare.<\/p><p>Tutto questo vi dico con assoluta sincerit\u00e0, e, ripeto, senza spirito di faziosit\u00e0 o interesse di partito. Io non posso non ricordare quanto il Ministro Gonella ha fatto durante il periodo della resistenza, particolarmente per noi giovani; ma ad un certo momento ci siamo veduti costretti a domandare: al Ministero della pubblica istruzione c\u2019\u00e8 ancora quell\u2019antifascista di cui abbiamo letto per anni gli scritti sull\u2019<em>Osservatore<\/em> <em>Romano<\/em>? O c\u2019\u00e8 forse oggi accanto a lui qualcuno che rende tanto criticabile questo governo della scuola?<\/p><p>\u00c8 per tutto questo che noi ci dichiariamo non sodisfatti della risposta che ci ha dato l\u2019onorevole Gonella. Ed a questo riguardo io mi riservo di trasformare l\u2019interpellanza in mozione, affinch\u00e9 la discussione possa diventare la pi\u00f9 ampia possibile: l\u2019Assemblea Costituente non intende lasciare da parte questo che \u00e8 uno dei problemi fondamentali della ricostruzione del Paese. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. E cos\u00ec esaurito lo svolgimento delle interpellanze.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente CONTI<\/p><p>Seguito della discussione sul disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione sul disegno di legge: \u00abConvalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio\u00bb.<\/p><p>Si riprende l\u2019esame del disegno di legge all\u2019articolo 57. Se ne dia lettura nel testo governativo accettato dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI contribuenti che impediscono ai funzionari ed ai Collegi giudicanti l\u2019esercizio delle facolt\u00e0 indicate all\u2019articolo 44 sono soggetti alla pena pecuniaria da lire 2000 a lire 250.000.<\/p><p>\u00abColoro che, richiesti di presentare atti o fornire notizie a termine dell\u2019articolo 44, vi si rifiutino o non vi ottemperino entro il termine fissato, che non pu\u00f2 mai essere inferiore a 30 giorni dalla data di notifica della richiesta, incorrono nella pena pecuniaria prevista nel comma precedente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non \u00e8 stato presentato alcun emendamento e pertanto si intende approvato.<\/p><p>Si passa all\u2019esame dell\u2019articolo 58. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl contribuente che non presenti l\u2019inventario previsto nell\u2019articolo 33, lettera <em>g<\/em>)<em>,<\/em> o lo presenti in modo incompleto od infedele incorre nell\u2019ammenda da lire 15.000 a lire 5.000.000\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche a questo articolo non \u00e8 stato presentato alcun emendamento e quindi si intende approvato nel testo governativo accettato dalla Commissione.<\/p><p>Si passa all\u2019esame dell\u2019articolo 59. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe societ\u00e0, associazioni ed enti che non ottemperino agli obblighi fissati dal presente decreto sono soggetti alle sanzioni non di carattere penale previste nei precedenti articoli ed i loro legali rappresentanti alle sanzioni di carattere penale.<\/p><p>\u00abLa societ\u00e0 \u00e8 solidalmente responsabile coi propri rappresentanti, dirigenti o funzionari del pagamento delle penalit\u00e0\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo stato presentato alcun emendamento, su questo articolo, si intende approvato nel testo proposto dal Governo e accettato dalla Commissione.<\/p><p>Si passa all\u2019esame dell\u2019articolo 60 (Capo XI: <em>Privilegi e prescrizioni<\/em>)<em>.<\/em> Se ne dia lettura nel testo proposto dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl credito dello Stato per l\u2019intero ammontare del tributo ha privilegio speciale su tutti gli immobili facenti parte del patrimonio del contribuente alla data di pubblicazione del presente decreto, salvi i diritti dei terzi costituiti anteriormente alla data stessa.<\/p><p>\u00ab\u00c8 in facolt\u00e0 dell\u2019Intendenza di finanza di rinunziare, in tutto o in parte, a tale privilegio speciale per tutti gli immobili o per alcuni o parte di essi, contro prestazione, ove il resto del patrimonio non costituisca sufficiente garanzia per la riscossione del credito erariale, di garanzia riconosciuta idonea dall\u2019Amministrazione.<\/p><p>\u00abLa Finanza ha, inoltre, privilegio sulla generalit\u00e0 dei mobili che appartengono al debitore dell\u2019imposta al momento della riscossione. Questo privilegio \u00e8 posposto a tutti i privilegi generali e speciali, di cui agli articoli 2751 e 2752 del Codice civile.<\/p><p>\u00abNei casi di esecuzione forzosa e di fallimento, la Finanza ha il diritto di esser collocata per la totalit\u00e0 della imposta, il cui ammontare sar\u00e0 determinato con le norme dell\u2019articolo 52\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti dall\u2019onorevole Micheli, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il secondo comma, aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abIl privilegio stesso non prevale alle ipoteche iscritte per garanzia di mutui concessi dagli Istituti di credito fondiario e dagli enti pubblici per il raggiungimento dei fini istituzionali o per l\u2019investimento di fondi, purch\u00e9 il capitale mutuato non ecceda la met\u00e0 del valore accertato in via definitiva ai sensi del presente decreto.<\/p><p>\u00ab<em>In via subordinata e alternativa, aggiungere in fine:<\/em><\/p><ol><li><em>a<\/em>) Peraltro, in detti casi, la collocazione avverr\u00e0 per la sola quota di imposta proporzionalmente corrispondente al valore di ciascun immobile, qualora tale limitazione occorra per consentire la collocazione di mutui ipotecari concessi dagli Istituti di credito fondiario e dagli enti pubblici per il raggiungimento dei fini istituzionali o per l\u2019investimento dei fondi e purch\u00e9 il capitale mutuato non ecceda la met\u00e0 del valore accertato in via definitiva ai sensi del presente decreto.<\/li><li><em>b<\/em>) Peraltro, in detti casi, la collocazione avverr\u00e0 sopra met\u00e0 soltanto del prezzo ricavato per ciascun immobile, qualora tale limitazione occorra per consentire la collocazione di mutui ipotecari concessi dagli Istituti di credito fondiario e dagli enti pubblici per il raggiungimento dei fini istituzionali o per l\u2019investimento dei fondi e purch\u00e9 il capitale mutuato non ecceda la met\u00e0 del valore accertato in via definitiva ai sensi del presente decreto\u00bb.<\/li><\/ol><p>L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>PALLASTRELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PALLASTRELLI. Desidero richiamare l\u2019attenzione degli onorevoli colleghi sopra l\u2019articolo 60 e soprattutto sopra gli opportunissimi emendamenti presentati dall\u2019onorevole collega Micheli, il quale certamente li svilupper\u00e0 in modo esauriente e perci\u00f2 io parlo solo, ripeto, per richiamare l\u2019attenzione sopra la questione che si discuter\u00e0 e che \u00e8 della massima importanza. Qui in quest\u2019Aula io ho sentito pi\u00f9 di una volta raccomandare l\u2019intensificazione della produzione dell\u2019agricoltura italiana, ho sentito pi\u00f9 e pi\u00f9 volte proclamare la necessit\u00e0&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pallastrelli, lei sta parlando a vuoto.<\/p><p>PALLASTRELLI. Onorevole Presidente, mi spiace dissentire da lei, perch\u00e9 quanto sto dicendo \u00e8 molto attinente al tema.<\/p><p>PRESIDENTE. No, mi perdoni: lei parla a vuoto, perch\u00e9 non ha emendamenti propri e i soli che sono stati presentati a quest\u2019articolo, quelli dell\u2019onorevoli Micheli, non sono stati ancora svolti.<\/p><p>PALLASTRELLI. Ma io parlo precisamente a sostegno di essi, anzi per richiamare la viva attenzione dei colleghi sull\u2019ordine del giorno Micheli che certo penser\u00e0 lui ad illustrare. Io del resto ho finito.<\/p><p>Dico soltanto questo: che se non si accoglie il primo l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Micheli \u2013 e vorrei fermarmi a questo, non a quelli presentati in via subordinata \u2013 cesser\u00e0 la possibilit\u00e0 di fare del credito agrario e quindi, di conseguenza, la possibilit\u00e0 di fare tutti quei miglioramenti che da tutte le parti dell\u2019Assemblea si invocano, e che anche da disposizioni di legge sono messi come un obbligo, perch\u00e9 questi miglioramenti devono servire a far progredire l\u2019agricoltura e aumentare la produzione cio\u00e8 il pane per il popolo.<\/p><p>Ho voluto richiamare l\u2019attenzione dei colleghi sopra questo emendamento, non certo per indugiarmi a dar la dimostrazione della sua importanza, poich\u00e9 questo sar\u00e0 fatto in modo esauriente dall\u2019onorevole Micheli con l\u2019esperienza e la tecnica che egli possiede.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MICHELI. L\u2019articolo 60 stabilisce il privilegio speciale a favore dello Stato sopra tutti gli immobili facenti parte del patrimonio del contribuente alla data del 28 marzo 1947, salvo i diritti anteriormente acquisiti dai terzi.<\/p><p>La portata vincolativa di tale disposizione \u00e8 evidente. Il privilegio suddetto viene a costituire un ostacolo grave, l\u2019ho gi\u00e0 detto e ripetuto, alla commerciabilit\u00e0 dei beni immobiliari e alle operazioni di mutuo da garantirsi con prima ipoteca. L\u2019inconveniente, la cui gravit\u00e0 \u00e8 evidente, troverebbe un correttivo nell\u2019istituto parziale e totale del riscatto, come ebbi occasione di spiegare pi\u00f9 a lungo ieri, sempre che si potesse trovare una procedura la quale non ostacolasse le operazioni di vendita e di mutuo. L\u2019attivit\u00e0 creditizia con questo articolo viene ad avere un arresto proprio nel momento in cui il contribuente si trova nella necessit\u00e0 di far ricorso ai mutui, anche per procurarsi i mezzi di sodisfare il suo debito d\u2019imposta verso l\u2019Amministrazione finanziaria, oltre che per pensare ai lavori di ricostruzione.<\/p><p>Non ci dobbiamo illudere: coloro che hanno grandi quantit\u00e0 di liquido non sono i proprietari di immobili. Gli immobili in questi ultimi anni sono costati una quantit\u00e0 di quattrini a coloro che li possedevano, attraverso i vincoli, attraverso le necessit\u00e0 e i disastri bellici, attraverso l\u2019aumento notevolissimo dei prezzi delle materie prime e della mano d\u2019opera. Coloro i quali hanno grandi quantit\u00e0 di immobili, hanno scarsissime quantit\u00e0 di liquidi disponibili; e allora essi non hanno altro riparo che o vendere o contrarre dei debiti, e si rivolgono a questo scopo agli istituti appositi: agli enti che esercitano il credito immobiliare sotto le varie forme: agrario, fondiario, edilizio, di miglioramento, ecc., tutte forme queste, alcune delle quali hanno preso ultimamente un grande sviluppo perch\u00e9 concorrono efficacemente a quella che \u00e8 la rinascita del Paese e la sua ricostruzione; nonch\u00e9 gli enti pubblici che sono obbligati ad investire i propri fondi, fra l\u2019altro in mutui garantiti da prima ipoteca. Perch\u00e9 abbiamo anche questi, abbiamo Enti pubblici, anche non esclusivamente di credito, che in base ai loro statuti, approvati per legge, hanno questo obbligo di stabilire una parte, anche cospicua, dei loro capitali in mutui di prima ipoteca e sono seriamente preoccupati della conseguenza che pu\u00f2 avere la formula che la proposta di legge ha adottato all\u2019articolo 60 del decreto. La stessa Commissione permanente si \u00e8 resa interprete di un tale stato di disagio generale e di questa necessit\u00e0 che si viene ogni giorno pi\u00f9 aggravando ed ha proposto un emendamento al secondo comma dell\u2019articolo, il quale emendamento consente all\u2019Intendenza di finanza di rinunciare totalmente o parzialmente al suddetto privilegio, contro garanzie sufficienti. Ma il rimedio \u00e8 inoperante per le ragioni che ho spiegato ieri, perch\u00e9 nelle Intendenze sono i funzionari che devono valutare le garanzie richieste, ed allora andremo incontro a perizie, a documentazioni e a perdite di tempo che finiscono col fermare tutto. Il contribuente perde la pazienza, ma non la perde l\u2019esattore che gli manda a casa l\u2019intimazione. E allora il contribuente \u00e8 iugulato e si deve lasciare strozzare da chi, non ha obbligo di fare alcuna denuncia.<\/p><p>Nasce qui l\u2019opportunit\u00e0 che il Governo pensi alle necessit\u00e0 che domani si possono determinare anche nel largo ambito della piccola, della modesta finanza. I possessori di miliardi sono fortunatamente pochi, ma tutti gli altri sono gente modesta. Non dico che siano tutti piccoli proprietari nel senso classico della parola: molte altre volte ho parlato qui a favore della piccola propriet\u00e0, che oramai \u00e8 accettata anche da quelli che la combatterono; ma qui non si tratta di essa, ma della media propriet\u00e0, e specialmente di quella media propriet\u00e0 di fondi rurali da bonificare o da ricostruire o da spezzettare, e della media propriet\u00e0 di fabbricati per mettere a posto i quali ci vuole un occhio della testa. Oramai la propriet\u00e0 edilizia \u00e8 in condizioni difficili, per cui \u00e8 necessario che resti aperta \u2013 anzi direi spalancata \u2013 la porta degli istituti che si occupano di credito fondiario, verso i quali abbiamo tutti fatto una grande propaganda, perch\u00e9 cerchino in questo periodo di rendere pi\u00f9 facile l\u2019accesso alle loro operazioni.<\/p><p>Amici miei, l\u2019accesso, con queste disposizioni, si ferma e non si riesce a concludere pi\u00f9 niente!<\/p><p>Questo stato di cose mi ha consigliato un emendamento in via principale e due emendamenti in via subordinata ed alternativa, da aggiungere in fine dell\u2019articolo. Detti emendamenti tendono a liberare i beni per la met\u00e0 del loro valore, perch\u00e9, quando i beni sono gravati dallo Stato per la met\u00e0 del loro valore, mi pare che esso sia a posto. Perch\u00e9 vuole colpire tutto? Ebbene, sono cifre talmente iperboliche che ci saranno solo in teoria. Anche nella pratica? Io non credo. Ad ogni modo, di fatto, noi abbiamo che la met\u00e0 dei beni \u00e8 sempre garanzia sufficiente.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 mi sono ispirato a questo concetto: che il Governo e la Commissione tengano presente questa necessit\u00e0 e cerchino di liberare i beni per met\u00e0 del loro valore dal privilegio speciale, nei casi in cui si tratti di mutui concessi da istituti di credito fondiario o da enti pubblici che siano obbligati di questi mutui a fare un impiego per legge. Ed ecco che attraverso questo piccolo temperamento noi riusciremo a tenere aperta questa porta a favore del piccolo contribuente, perch\u00e9 bisogna pure permettere ai piccoli contribuenti, che non hanno quattrini alla mano, di trovarne in modo conveniente.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Ho gi\u00e0 riferito sulle questioni prospettate dal collega Micheli. Nella legislazione 1920-22 il problema si pose e le norme sulla rinunzia dello Stato al privilegio, come le norme sul riscatto parziale, furono intese ad ovviare agli inconvenienti prospettati dall\u2019onorevole Micheli.<\/p><p>Ora la Commissione, col secondo comma dell\u2019articolo 60, ha ancora allargato i limiti della garanzia per gli Istituti di credito fondiario, ma non pu\u00f2 andare al di l\u00e0 di questi limiti e non pu\u00f2 accettare l\u2019emendamento Micheli, non pu\u00f2 cio\u00e8 accettare una disposizione a tenore della quale il credito dello Stato sia subordinato o venga in second\u2019ordine rispetto al credito degli Istituti fondiari. Quindi la Commissione d\u00e0 parere sfavorevole all\u2019accoglimento degli emendamenti Micheli.<\/p><p>Ritengo che come nell\u2019applicazione della legge 1920-22 non sorsero inconvenienti di fatto, cos\u00ec ora siano sufficienti le due garanzie suddette.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ministro delle finanze di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Confesso che ho avuto qualche difficolt\u00e0 per resistere al fascino delle argomentazioni brillanti e sottili degli onorevoli Pallastrelli e Micheli. Purtroppo la necessit\u00e0 della difesa dell\u2019Erario mi impone di associarmi al Relatore nel non accogliere le argomentazioni proposte, n\u00e9 in linea principale n\u00e9 in linea subordinata.<\/p><p>Desidero sottolineare, come ha gi\u00e0 fatto il Relatore, che per quanto riguarda i mutui che dovranno essere concessi in avvenire, vi \u00e8 sufficiente garanzia nelle disposizioni relative al riscatto parziale e alla possibilit\u00e0 per l\u2019Intendenza di finanza di liberare i cespiti dal peso del privilegio.<\/p><p>Per quanto riguarda i mutui passati, io credo non si possa dimenticare che in linea di fatto essi sono stati accesi da tempo se non remoto, certamente antico, mutui accordati su valore peritale, su perizie eseguite con criteri di prudenza e con uno scarto applicato sul detto valore.<\/p><p>Quindi, anche nell\u2019ipotesi che sul valore di quel determinato immobile gravato da ipoteca dovesse prima insinuarsi l\u2019imposta, protendersi la mano dell\u2019erario, resterebbe sempre una sufficientemente larga garanzia per il mutuante che ha l\u2019ipoteca.<\/p><p>\u00c8 il sistema della legge del 1922, a cui spesso ci riferiamo, come volentieri ci si riferisce all\u2019esperienza del passato.<\/p><p>Non ritengo che vi siano elementi per dovere abbandonare i suoi insegnamenti.<\/p><p>JACINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>JACINI. Volevo fare osservare, a giustificazione del mio voto favorevole all\u2019emendamento degli onorevoli Pallastrelli e Micheli, che gli Istituti di credito agrario, specialmente quelli dipendenti dalle Casse di risparmio, per disposizione statutaria fondamentale non possono dar mutui se non su ipoteca di primo grado: quando lo Stato li previene col suo privilegio, ci\u00f2 significa fermare le operazioni di credito agrario ed accrescere le difficolt\u00e0 che si frappongono alla ricostruzione agraria del Paese.<\/p><p>Io avevo fatto presente al Ministero dell\u2019agricoltura e delle foreste la gravit\u00e0 di questo problema e ne avevo avuto assicurazione che la cosa sarebbe stata studiata. Constato con dolore dalle parole dell\u2019onorevole Ministro delle finanze che lo studio della questione non ha portato a modificare su questo punto la legge. Ora mi appello all\u2019Assemblea perch\u00e9 misuri la gravit\u00e0 e le conseguenze di questa disposizione.<\/p><p>Non si tratta di conferire un privilegio a determinati istituti a danno dello Stato. Si tratta di rendere possibile, in base agli statuti tradizionali degli istituti medesimi la continuazione del credito agrario, indispensabile per la rinascita della nostra agricoltura.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di rinuncia, se ci sono garanzie.<\/p><p>JACINI. Quanto meno io raccomando al Ministro di studiare la possibilit\u00e0 che nell\u2019accertamento si possano isolare quei determinati edifici cos\u00ec da consentire il riscatto dell\u2019imposta.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> C\u2019\u00e8 gi\u00e0.<\/p><p>JACINI. Non mi sembra sufficiente.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Ma come? \u00c8 autorizzato, il riscatto parziale.<\/p><p>PERLINGIERI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERLINGIERI. Condivido le preoccupazioni dell\u2019onorevole Micheli ma sono costretto a votare contro l\u2019emendamento. Qui si tratta di credito privilegiato dello Stato e non di precedenza tra gradi ipotecari, ed il privilegio precede ogni garanzia ipotecaria. Proporre il privilegio alla ipoteca, significa annullare il carattere privilegiato del credito dello Stato.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Credo che si potrebbe venire ad una soluzione conciliativa. Il problema \u00e8 indubbiamente grave e merita di essere ben considerato. Tra l\u2019altro, vi sono in questo momento moltissime operazioni in corso che sono in istruttoria pi\u00f9 o meno avanzata, fatte dall\u2019Istituto di San Paolo di Torino, dalle Casse di risparmio, dal Credito fondiario. Sono molte decine, forse centinaia; e gli Istituti di credito non possono pi\u00f9 chiudere queste operazioni perch\u00e9 sono obbligati dai loro statuti a non fare mutui se non hanno prima garanzia ipotecaria. In queste condizioni io credo che, poich\u00e9 vi sar\u00e0 largo margine per poter lasciare la garanzia a favore dello Stato e un margine per l\u2019Istituto di credito, credo, ripeto, che si potrebbe raccomandare al Governo ed alla Commissione di finanza che sia segnalato in modo specifico all\u2019attenzione del Ministero delle finanze questo; che ogni qual volta sia presentata all\u2019esame una di queste operazioni che sono in corso e da conchiudere, l\u2019Amministrazione finanziaria voglia considerarla con un occhio di benevolenza del tutto speciale, inducendo l\u2019Amministrazione finanziaria locale a far s\u00ec che l\u2019operazione possa essere conchiusa e che l\u2019Istituto fondiario possa avere quelle garanzie che ritiene sufficienti e che gli sono, d\u2019altra parte, imposte dallo Statuto e dalla legge. Mi auguro di avere il consenso sia della Commissione di finanza che del Ministro delle finanze.<\/p><p>PALLASTRELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PALLASTRELLI. Desidero aggiungere a quello che ho detto prima che i mutui per il credito di miglioramento agrario sono mutui che vengono erogati di mano in mano che i miglioramenti sono fatti in base a dei piani stabiliti col Ministero dell\u2019agricoltura e delle foreste, cio\u00e8 in base a collaudi e allo stato di avanzamento di detti lavori.<\/p><p>Quindi non \u00e8 denaro che si mutui per andarlo a spendere in altre cose: \u00e8 denaro che aumenta il valore della propriet\u00e0 e che garantisce maggiormente anche il Ministero delle finanze. Ora, se il Ministero delle finanze in questo momento non crede di aderire alla nostra tesi io penso che si ponga in urto completamente con tutto quello che \u00e8 il programma, che parte dal Ministero dell\u2019agricoltura e delle foreste per il credito agrario di miglioramento, che \u00e8 una cosa ben diversa da tutte le altre forme di credito. E se vogliamo, come dicevo prima, vedere che questo programma di lavoro e di miglioramento si eseguisca in base \u2013 ripeto \u2013 allo stato di avanzamento dei lavori, non possiamo che approvare la proposta dell\u2019onorevole Micheli. Si pensi che dal marzo scorso, cio\u00e8 da quando \u00e8 venuta fuori questa legge dell\u2019imposta patrimoniale, tutti gli Istituti di credito fondiario riuniti insieme hanno finito per concludere che devono chiudere gli sportelli ed hanno detto anche al Ministero dell\u2019agricoltura e delle foreste che per il credito agrario di miglioramento non faranno pi\u00f9 niente. Prego l\u2019onorevole Ministro di tenere in considerazione questo e di vedere prima di assumersi la responsabilit\u00e0 di questa cessazione del Credito agrario, che, ripeto, si tradurr\u00e0 poi anche in danno enorme per il popolo italiano per la mancanza di produzione di quel grano che comprerete all\u2019estero con dollari sonanti di vedere e di riflettere molto bene se sia il caso di respingere l\u2019emendamento proposto o invece di trovare il modo di venire incontro alla giusta proposta di emendamento che si discute.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io credo che la soluzione si possa trovare lasciando intatto il testo del progetto, ma pregando il Ministro delle finanze perch\u00e9, di concerto col Ministro del tesoro e col Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, emani un provvedimento che esoneri gli Istituti che esercitano il credito agrario di miglioramento, e quindi anche le Casse di risparmio, dall\u2019obbligo di richiedere la prima iscrizione ipotecaria quando nel valore dei fondi, in relazione alla quota di imposta dovuta dal contribuente, ci sia margine sufficiente per garantire il credito dell\u2019Istituto in seconda iscrizione.<\/p><p>In questo modo, con una disposizione che dovrebbe avere valore soltanto per la durata del periodo in cui i beni dovranno essere immobilizzati per effetto dell\u2019imposta sul patrimonio, credo si possano risolvere e il problema fondamentale di assicurare alla Finanza il primo privilegio per la sua imposta, e l\u2019altro, non meno fondamentale, di non turbare le opere di miglioramento agrario.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Mi dispiace di non essere affatto d\u2019accordo con l\u2019onorevole Pallastrelli.<\/p><p>La Commissione ha ricevuto memoriali di rappresentanti di Istituti di credito fondiario e ha esaminato la questione. Essa ha accolto l\u2019emendamento all\u2019articolo 60 dopo scambi di vedute con rappresentanti di Istituti di credito fondiario, i quali si sono dichiarati sodisfatti e si sono dichiarati anche sodisfatti del fatto che, essendo stato anticipato il riscatto, mentre con la legge del 1920-22 si doveva attendere l\u2019iscrizione a ruolo, col sistema scelto non appena fatta la dichiarazione da parte del contribuente, il riscatto e quindi le operazioni dell\u2019Istituto di credito fondiario possono avere il loro corso.<\/p><p>Ad ogni modo, quando all\u2019articolo 60 si dice: \u00ab\u00c8 in facolt\u00e0 dell\u2019intendenza di finanza di rinunziare, in tutto o in parte, a tale privilegio speciale per tutti gli immobili o per alcuni o parte di essi, contro, prestazione, ove il resto del patrimonio non costituisca sufficiente garanzia per la riscossione del credito erariale, di garanzia riconosciuta idonea dall\u2019Amministrazione\u00bb, non pu\u00f2 sorgere nessuna difficolt\u00e0, perch\u00e9 si tratta soltanto di far presente all\u2019Amministrazione che il resto del patrimonio copre l\u2019imposta oppure che una parte del patrimonio \u2013 e questo \u00e8 un accordo a tre fra Amministrazione, Istituto di credito agrario o fondiario e contribuente \u2013 di istituire a garanzia una parte. Quindi non c\u2019\u00e8 nulla nella legislazione che intralci le operazioni di credito fondiario.<\/p><p>Ho l\u2019impressione che accettando gli emendamenti dell\u2019onorevole Micheli si faccia precedere l\u2019ipoteca degli istituti privati al privilegio dello Stato. E questo \u00e8 inammissibile. Aggiungo che ci\u00f2 non \u00e8 stato richiesto dalla rappresentanza degli Istituti di credito fondiario; non \u00e8 stato richiesto da nessuno.<\/p><p>PALLASTRELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PALLASTRELLI. Desidero dire all\u2019onorevole La Malfa che c\u2019\u00e8 un equivoco. Lei parla sempre di Istituti di credito fondiario, mentre quelli dei quali parlo io sono gli Istituti di credito fondiario per miglioramento agrario.<\/p><p>Se lei interrogasse quegli Istituti che fanno il credito agrario&#8230;<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Siamo nello stesso caso.<\/p><p>PALLASTRELLI. &#8230;sentirebbe che direbbero che di fronte al credito erogato, in base allo stato di avanzamento dei lavori su approvazione del Ministero dell\u2019agricoltura, quindi Stato anche questo, si tratta di un credito ben diverso da quello ricordato da lei e che non si pu\u00f2 fare fintanto che c\u2019\u00e8 questo privilegio del Ministero delle finanze.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Ad ogni modo, io vorrei rispondere all\u2019onorevole Corbino che, accettando la sua proposta, probabilmente si diminuiscono le garanzie anche per gli istituti privati; invece l\u2019accordo a tre, fra contribuenti, Istituti di finanziamento e Amministrazione, d\u00e0 la garanzia perfetta per tutti e tre, senza che nessuno debba vedere diminuite le proprie garanzie rispetto agli altri.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Io desideravo sapere quale fosse il pensiero del Ministro, perch\u00e9 accogliere la cosa come raccomandazione, non conta niente. Accettare un emendamento come raccomandazione \u00e8 qualcosa che rassomiglia all\u2019acqua fresca. Sono stato Ministro anche io e so che questa \u00e8 una scappatoia elegante che troppo spesso in pratica non serve a nulla. Quindi io desidererei sapere se il Ministro \u00e8 disposto a prendere un impegno per un provvedimento legislativo che riguardi:<\/p><p>1\u00b0) gli Istituti di credito i quali per legge sono obbligati a dare mutui per una certa quantit\u00e0 dei loro depositi con prima ipoteca;<\/p><p>2\u00b0) i mutui di credito agrario di miglioramento, inquantoch\u00e9 siccome sono pagati, come ha detto benissimo il mio collega onorevole Pallastrelli, con l\u2019avanzarsi dei lavori eseguiti, viene ad aumentarsi correlativamente la garanzia dello Stato;<\/p><p>3\u00b0) quando questo criterio fosse stato adottato, allora con un articolo incidentale o anche preciso al riguardo si potrebbe dar modo agli Istituti di credito fondiario di stabilire un regolamento nel senso di ottenere la medesima procedura, vale a dire di pagare essi pure il mutuo a rate quando fosse un mutuo di ricostruzione o di costruzione nuova. Sacrificheremo gli altri. Pazienza! Questi sono i tre concetti attraverso i quali io e i colleghi che hanno parlato in questo senso vorremmo eliminare questo problema, alla soluzione del quale io spero che il Ministro vorr\u00e0 dedicare tutta quanta la sua attenzione perch\u00e9 il problema diventa grave e ormai a Roma e altrove di mutui non se ne fanno pi\u00f9.<\/p><p>Devo per ultimo aggiungere al collega La Malfa che io tutte queste proposte le ho considerate con i rappresentanti degli Enti di credito fondiario, non le ho inventate io! Io, come vecchio notaio stipulante anche per crediti fondiari, quando ho visto arrivare questa proposta di legge, mi son dato carico di ci\u00f2 e sono andato dai rappresentanti di questi Enti per sentire dalla loro voce se avevano le mie stesse preoccupazioni e cos\u00ec si sono insieme predisposti questi emendamenti; anzi, me ne avevano suggeriti anche altri, ma io ho limitato le loro richieste, e quindi ho cercato di portare qui quello che per la mia pratica in materia, ritenevo che fosse sufficiente e che ritenevo fosse accettabile. Il Governo non vuole modificare nessuna legge. Se il Ministro mi dice: stia tranquillo che io provveder\u00f2 in questo senso nel triplice concetto a cui lei ha accennato, allora mi accontento e ritiro i miei emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Premetto che devo mantener fermo il pensiero del Governo, gi\u00e0 espresso in senso contrario all\u2019accoglimento degli emendamenti.<\/p><p>Sul piano delle raccomandazioni \u2013 e l\u2019onorevole Micheli vorrebbe qualche cosa di pi\u00f9 della raccomandazione, tipo acqua fresca \u2013 desidero entrare un po\u2019 nel merito della questione.<\/p><p>Essa \u00e8 stato ormai circoscritta ai futuri mutui agrari \u2013 secondo l\u2019onorevole Pallastrelli \u2013 fondiari e agrari \u2013 secondo l\u2019onorevole Micheli.<\/p><p>Vi sono due ordini di idee da esaminare: uno economico-sostanziale ed uno giuridico-formale.<\/p><p>Sul piano sostanziale, se si tratta di fare in modo che effettivamente per i nuovi mutui possa costituirsi una idonea garanzia, non diminuita dal privilegio, che \u00e8 configurato dalla legge a favore della Finanza, assicuro ampiamente l\u2019onorevole Bertone che gli articoli 53 e 60 dovranno trovare la pi\u00f9 larga applicazione possibile.<\/p><p>Se oggi tutte le operazioni di mutuo sono arenate \u2013 come accennava l\u2019onorevole Pallastrelli, e non ho motivo di dubitarne \u2013 ci\u00f2 dipende dal fatto che questa legge, essendo tuttora davanti all\u2019Assemblea, per quanto gi\u00e0 messa in applicazione dagli uffici, nella coscienza dell\u2019opinione pubblica non \u00e8 considerata ancora una legge definitiva; e pertanto non si pu\u00f2 ancora valutare l\u2019esatta portata degli articoli 53 e 60. Ma, allorquando la legge, approvata dall\u2019Assemblea, avr\u00e0 i suoi crismi definitivi e gli uffici finanziari potranno applicare i due articoli, penso che le pratiche di mutuo attualmente giacenti, non rimarranno ulteriormente in sofferenza e potranno procedere speditamente.<\/p><p>L\u2019Amministrazione finanziaria, ripeto, si impegna in questo momento di fare tutto il possibile, perch\u00e9 la politica del finanziamento per il miglioramento agrario e fondiario non sia turbata da applicazioni troppo rigorose del sistema dei privilegi stabiliti a suo favore.<\/p><p>Vi \u00e8 un secondo ordine di idee, quello di cui si \u00e8 fatto interprete l\u2019onorevole Corbino, il quale, preoccupato del fatto che le leggi e gli statuti dei singoli istituti impongono, per la concessione di finanziamenti, l\u2019ipoteca di primo grado, suggerisce che, d\u2019accordo col Ministro del tesoro e cogli enti interessati, si adotti un nuovo provvedimento, forse di carattere transitorio, per cui pi\u00f9 non si richieda, sempre che sussista la necessaria garanzia, la ipoteca di primo grado, ma possa accettarsi quella di secondo grado.<\/p><p>Qui non ci troviamo pi\u00f9 sul terreno della individuale e sostanziale garanzia; ma si tratta di rimuovere un ostacolo che \u00e8 opposto dalla lettera della legge.<\/p><p>Su questo punto ritengo non vi sia difficolt\u00e0 da parte del collega del Tesoro \u2013 senza anticipare alcuna conclusione in verun senso \u2013 di prendere in esame la raccomandazione dell\u2019onorevole Corbino, con attenta e favorevole disposizione.<\/p><p>Con questi chiarimenti, io penso che il proponente dell\u2019emendamento, onorevole Micheli, dovrebbe sentirsi sufficientemente tranquillizzato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Micheli, insiste nel suo emendamento?<\/p><p>MICHELI. Dipende dall\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>Il concetto che mi pare noi abbiamo espresso in forma precisa tanto io che il collega Pallastrelli, \u00e8 che i mutui, che vengono erogati attraverso mandati, in base allo stato di avanzamento dei lavori, siano tali da aumentare, gradatamente, la garanzia dello Stato. Io desideravo che il Ministro almeno entrasse in questo concetto. Nella sua esposizione, molto garbata e cortese, la questione non \u00e8 stata completamente sviscerata, ma limitata ad una dichiarazione generica, senza impegno vero e proprio di concretarla domani. Il punto del mutuo agrario di miglioramento: diamo denaro in base allo stato di avanzamento dei lavori; domandiamo che questo possa esser fatto anche per i mutui fondiari, specie di ricostruzione in modo che si porti agli Istituti di credito fondiario un vantaggio in questo senso ed anche nell\u2019altro, mentre oggi alcuni di questi debiti sono fatti dai proprietari per pagare altri debiti o per andare altrove. Con questo si sarebbe certi che i mutui fondiari verrebbero a costituirsi solo col sistema dei mutui di miglioramento agrario per le ricostruzioni e costruzioni nuove, ecc. Pare a me che questo criterio possa essere accettato dal Ministro e che possa accordarsi al riguardo col suo amico, che ha in mano le redini del Tesoro, affinch\u00e9 possa venirmi incontro, e permettermi di fare una ritirata strategica con qualche decoro.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare il Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Effettivamente avrei potuto spendere qualche parola di pi\u00f9 su questo specifico argomento. La norma secondo la quale si accorda il credito in relazione al conseguito miglioramento pu\u00f2 essere operante in pieno agli effetti dell\u2019applicazione dell\u2019articolo 60.<\/p><p>Non pu\u00f2 per\u00f2 essere operante al punto da far rinunciare in partenza al privilegio a favore dello Stato, perch\u00e9 si richiederebbe troppa fiducia a priori in ordine alla diligenza di tutti gli organi i quali debbono fornire allo Stato la certezza che effettivamente esista un miglioramento, che tale miglioramento sia realizzabile in eventuale sede di esecuzione forzata, che il denaro sia versato proprio soltanto quando il miglioramento esiste, che i piani di miglioramento non siano inficiati da errori, ecc.<\/p><p>Ma, ripeto, tutte queste argomentazioni, che hanno un fondamento sostanziale \u2013 come sono state illustrate dall\u2019onorevole Pallastrelli e dall\u2019onorevole Micheli \u2013 potranno portare ad una larga applicazione dell\u2019articolo 60, tale da risolvere il problema di cui stiamo discutendo.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Io sono lieto che il Ministro accenni ad una larghissima applicazione dei concetti che io ho espressi; per\u00f2, siccome <em>verba volant<\/em>, per quanto siano raccolte stenograficamente queste dichiarazioni, io non posso domani andare dal procuratore delle imposte con il resoconto stenografico tanto pi\u00f9 che non credo che ai verbali della Costituente quei signori diano soverchia importanza!<\/p><p>Io vorrei allora aggiungere (salvo la forma del coordinamento): \u00abe questo particolarmente nei casi di mutui di nuove costruzioni, ricostruzioni e miglioramenti agrari\u00bb. Vorrei aggiungere cio\u00e8 una frase che sarebbe un principio di avviamento pi\u00f9 concreto. Infatti, se l\u2019avviamento dovesse essere costituito soltanto dalle parole dette ora dal Ministro, ci\u00f2 non sarebbe secondo me sufficiente.<\/p><p>Si potrebbe aggiungere eventualmente anche questa frase: \u00abin cui le rate dei mutui stessi vengano sovvenute in base allo stato di avanzamento dei lavori\u00bb.<\/p><p>Si dir\u00e0: la legge ha inteso che ci sia una certa discrezionale facolt\u00e0 nei funzionari per applicare questo criterio ed esaminare questi mutui con quella benevolenza che il legislatore ha inteso di adottare.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego, l\u2019onorevole Micheli, di fare pervenire alla Presidenza un emendamento per iscritto.<\/p><p>MICHELI. Se il Relatore ed il Governo lo accettano, provvedo immediatamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole La Malfa, a nome della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Mi sembra che la seconda parte dell\u2019articolo 60 sia sufficiente. Si tratta di casi concreti.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro delle finanze.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Sulla proposta di aggiunta all\u2019emendamento, fatta dall\u2019onorevole Micheli, non posso che essere d\u2019accordo con il Relatore, secondo cui si tratta di casi concreti.<\/p><p>Il sistema da adottare potrebbe essere questo: l\u2019onorevole Micheli trasformi l\u2019emendamento in un ordine del giorno, che il Governo sin da questo momento dichiara di accettare a titolo di raccomandazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Micheli se intende ritirare il suo emendamento.<\/p><p>MICHELI. Veramente sulla raccomandazione io, <em>absit iniuria verbo<\/em>, mi sono gi\u00e0 dichiarato. L\u2019ordine del giorno non viene ad avere un significato vero e proprio per l\u2019attuazione. Mantengo perci\u00f2 il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Micheli, avvertendo che tanto la Commissione quanto il Governo si sono su di esso pronunciati sfavorevolmente.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Micheli, chiede che sia posto in votazione anche il suo emendamento subordinato?<\/p><p>MICHELI. No, vi rinuncio.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi altre osservazioni, l\u2019articolo 60 risulta approvato nella formulazione proposta dalla Commissione.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 61. Se ne dia lettura nel testo proposto dal Governo e accettato dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019azione della Finanza, per la rettifica delle dichiarazioni presentate dai contribuenti per l\u2019imposta straordinaria sul patrimonio, si prescrive entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui scade il termine utile per la presentazione delle dichiarazioni, a norma delle disposizioni contenute nel presente decreto.<\/p><p>\u00abEntro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui scade il termine predetto, si prescrive l\u2019azione per l\u2019accertamento in confronto di quei contribuenti che non provvidero alla presentazione della dichiarazione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non \u00e8 stato presentato alcun emendamento; esso ei intende pertanto approvato.<\/p><p>Si passa all\u2019articolo 62, del quale si d\u00e0 lettura nel testo governativo accolto dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI funzionari dell\u2019Amministrazione delle imposte, i componenti dei Collegi giudicanti e tutti coloro che, secondo le rispettive attribuzioni, intervengono nell\u2019accertamento, nell\u2019applicazione e nella riscossione dell\u2019imposta, sono tenuti al segreto d\u2019ufficio e sono passibili delle pene comminate dal Codice penale per la violazione del segreto stesso.<\/p><p>\u00abPer quanto non \u00e8 previsto nel presente capo si applicano le disposizioni di cui ai regio decreto 17 settembre 1931, n. 108\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche a questo articolo non \u00e8 stato presentato alcun emendamento e pertanto si intende approvato.<\/p><p>Si passa ora al Capo XII (<em>Cespiti danneggiati dalla guerra<\/em>).<\/p><p>Avanti di procedere all\u2019esame dell\u2019articolo 63, primo degli articoli di questo Capo, dobbiamo prendere in considerazione tre articoli aggiuntivi presentati dall\u2019onorevole Paris. Essi sono formulati nei seguenti termini.<\/p><p>Art. 62-<em>bis.<\/em><\/p><p>\u00abI patrimoni danneggiati da eventi bellici e per i quali \u00e8 stata presentata domanda di risarcimento entro il 31 dicembre 1946, anche se ripristinati, senza per\u00f2 il concorso dello Stato, godono della esenzione dai pagamento della imposta fino a coprire il danno subito o parzialmente se il danno assorbe l\u2019imposta dovuta, se rientrano nella tabella sottostante e nella progressione in essa indicata.<\/p><table width=\"454\"><tbody><tr><td width=\"38\"><p>Per<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>3.000.000<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>esenzione<\/p><\/td><td width=\"47\"><p>fino al<\/p><\/td><td width=\"38\"><p>100%<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>del danno<\/p><\/td><\/tr><tr><td width=\"38\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>4.000.000<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"47\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"38\"><p>80%<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><\/tr><tr><td width=\"38\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>5.000.000<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"47\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"38\"><p>60%<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><\/tr><tr><td width=\"38\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>6.000.000<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"47\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"38\"><p>40%<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><\/tr><tr><td width=\"38\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>7.000.000<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"47\"><p>\u00bb<\/p><\/td><td width=\"38\"><p>20%<\/p><\/td><td width=\"66\"><p>\u00bb<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>\u00abPer i patrimoni intermedi la percentuale d\u2019esenzione \u00e8 determinata dalla seguente formula:<\/p><p>P = 100 \u2013 (X \u2013 3.000.000.20) 10 \u2013 <sup>6<\/sup> dove P rappresenta la % ed X l\u2019imponibile.<\/p><p>\u00abPer fruire dell\u2019esenzione di cui al comma precedente il contribuente deve farne esplicita domanda nella dichiarazione di patrimonio, indicando l\u2019entit\u00e0 del danno, quale risulta da un duplicato della richiesta di risarcimento\u00bb.<\/p><p>Art. 62-<em>ter.<\/em><\/p><p>\u00abIl riconoscimento e la valutazione del danno di cui al precedente articolo, dipendono dal giudizio preso in comune accordo dagli intendenti di finanza e dai procuratori delle imposte dirette\u00bb.<\/p><p>Art. <em>62-quater.<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019importo dell\u2019esenzione sar\u00e0 detratto dall\u2019ammontare del risarcimento che eventualmente lo Stato corrisponder\u00e0, secondo norme che saranno emanate in materia di risarcimento danni di guerra\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Paris ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>PARIS. Questa imposta \u00e8 giustamente chiamata straordinaria perch\u00e9 deve servire ad affrontare una situazione finanziaria straordinaria. \u00c8 uno sforzo notevole che il Paese \u00e8 chiamato a compiere, ma \u00e8 evidente che questo sforzo deve essere equamente distribuito su tutti, secondo le possibilit\u00e0 presenti dei contribuenti.<\/p><p>Ma il Capo XII mi pare non tenga sufficientemente conto di quelli che sono stati i sacrifici subiti nel passato dai contribuenti che hanno avuto i loro cespiti danneggiati dalla guerra, in modo particolare dai piccoli contribuenti, perch\u00e9 i patrimoni medi e grandi, anche se hanno subito dei danni, li hanno subiti in un\u2019entit\u00e0 che non ha mai pregiudicato la loro consistenza e soprattutto la loro capacit\u00e0 di ripresa.<\/p><p>Ora, il disegno di legge impone al patrimonio danneggiato l\u2019imposta nella stessa misura di un patrimonio illeso. Ma il contribuente ha avuto i suoi redditi dimezzati, diminuiti ormai da anni; \u00e8, in un certo senso, un credito che ha aperto verso lo Stato; un credito di cui non ha mai goduto nessun interesse. Ed allora, come mai \u00e8 chiamato a contribuire nella stessa misura degli altri?<\/p><p>Secondo il mio modesto avviso, questa \u00e8 una ingiustizia; ma \u00e8 soprattutto grave, perch\u00e9 questi piccoli contribuenti, che non hanno avuto nessuna situazione favorevole n\u00e9 durante i venti anni di fascismo, n\u00e9 di congiuntura, n\u00e9 attraverso la lavorazione delle materie U.N.R.R.A., sono ora assorbiti nella fase di riassestamento dei loro patrimoni; e adesso, imporre dei nuovi gravami pu\u00f2 pregiudicare questo loro sforzo e differire la piena produttivit\u00e0 delle loro gestioni, dei loro patrimoni, per degli anni. \u00c8 quindi un danno che ne viene alla Nazione intera. Oltre a questo \u00e8 un\u2019ingiustizia che va a colpire quelle zone, nelle quali la guerra particolarmente ha infierito, e ai danni alle cose, ai danni alle persone, si aggiungono anche i danni voluti dalla legge. Quelle Provincie, cio\u00e8, che hanno una economia disastrata, che si trovano nella fase di ricostruzione, ora sono chiamate a dare questo notevole contributo.<\/p><p>Il disegno di legge esonera dalla valutazione i danni; ma \u00e8 troppo poco; perch\u00e9, si voleva forse arrivare a tassare il patrimonio quale era prima che fosse colpito dalla guerra? \u00c8 una cosa assurda. Ora, per i piccoli patrimoni, facilitare la loro ripresa \u00e8 una cosa che torner\u00e0 a vantaggio del Paese intero, in quanto questi piccoli patrimoni sono quelli che maggiormente contribuiscono, che non hanno mai chiesto nulla allo Stato, che non lo ricattano, che sono frutto di lavoro, che appartengono a lavoratori i quali compiono in questa loro piccola propriet\u00e0 un lavoro pesantissimo.<\/p><p>Quindi gli articoli aggiuntivi che io ho proposto e che si limitano ai patrimoni dai tre ai sette milioni e non d\u00e0nno una esenzione totale, ma con una progressione da cento a venti, intendono pi\u00f9 che altro significare un incitamento alla ricostruzione, un premio per coloro che hanno ricostruito e non hanno atteso di vedere come si mettevano le cose. Ma di questa esenzione nell\u2019articolo <em>62-quater<\/em> \u00e8 previsto il riassorbimento, se lo Stato sar\u00e0 in grado di risarcire i danni di guerra. Sicch\u00e9 viene ad essere pi\u00f9 che altro un anticipo su quello che lo Stato sar\u00e0 in grado di dare.<\/p><p>\u00c8 una categoria di contribuenti abbastanza vasta quella interessata, lo riconosco; per\u00f2 il limite di esenzione e i limiti di categoria a cui questa esenzione sar\u00e0 applicata non rappresentano una grande cifra, e, d\u2019altro canto, se noi accettiamo la maggiore aliquota esposta dalla Commissione nel disegno di legge \u2013 aliquota maggiore di quella proposta nel disegno del Governo \u2013 crediamo che il gettito dell\u2019imposta non venga a diminuire dando a questi piccoli contribuenti, questa facilitazione e questo riconoscimento dei loro meriti. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si \u00e8 resa conto delle ragioni che hanno portato il collega Paris a formulare i suoi emendamenti; ma non ha potuto accoglierli. In definitiva, nel Capo XII, \u00e8 ammessa la detrazione dei danni di guerra dall\u2019imponibile quale risulta dalle imposte ordinarie. Il contribuente, quando fa la dichiarazione dell\u2019imponibile, pu\u00f2 detrarre il danno subito. Quindi in sostanza il patrimonio viene valutato per quello che risulta.<\/p><p>PARIS. Ci mancherebbe che venisse colpito il contribuente per quanto non ha pi\u00f9!<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Il colpire il residuo significa valutare fiscalmente una situazione personale. Questa \u00e8 un\u2019imposta personale. La condizione patrimoniale di un contribuente pu\u00f2 essere stata menomata da mille ragioni, fra cui gli eventi bellici. Prendete, per esempio, il caso di un possessore di titoli di Stato che \u00e8 stato rovinato dall\u2019inflazione. Quale indice possiamo prendere per misurare la potenzialit\u00e0 contributiva? Quella che risulta al 28 marzo. Non possiamo valutare tutte le circostanze che hanno portato alla riduzione del patrimonio, circostanze che dipendono \u2013 in grandi linee \u2013 dalla guerra, ma anche da altri fattori compresa l\u2019inflazione.<\/p><p>D\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un principio generale: ed \u00e8 quello che non possiamo compensare un credito dello Stato per imposta con un debito che lo Stato ha e che non ha definito. Se questo principio non fosse applicato in tutti i campi, noi dovremmo compensare i crediti dello Stato per imposta coi debiti dello Stato per forniture. Ma possiamo introdurre questo principio del compenso? \u00c8 impossibile. Ammetterlo significherebbe aprire una falla nel sistema, una falla molto pericolosa.<\/p><p>\u00c8 quindi necessario mantenere fermi certi princip\u00ee generali, fra cui il principio che una legge fiscale non pu\u00f2 costituire mai occasione per creare situazioni privilegiate a particolari categorie di cittadini.<\/p><p>Pertanto, la Commissione prega l\u2019onorevole Paris \u2013 nonostante si renda conto delle sue ragioni \u2013 di non insistere. La zona sinistrata \u00e8 valutata e facilitata ampiamente in sede di accertamento dell\u2019imponibile; qualche facilitazione si \u00e8 fatta negli articoli dal 63 in poi. Al di l\u00e0 di questo non si pu\u00f2 andare.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Ministro \u00e8 invitato ad esprimere il pensiero del Governo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Occorre riconoscere che l\u2019onorevole Paris ha affrontato in modo veramente organico ed encomiabile un problema che certamente \u00e8 nella coscienza di tutti gli italiani. I tre articoli che egli propone, se potessero trovare accoglimento, avrebbero certamente il merito, in una sintesi rapidissima, di affrontare il problema su cui l\u2019attenzione di tutti i presenti si \u00e8 certamente concentrata da tempo.<\/p><p>L\u2019onorevole La Malfa ha esposto le ragioni per cui purtroppo non si pu\u00f2 accedere ad un ordine di idee di questo genere.<\/p><p>Quando adopero la parola purtroppo e quando le dico, onorevole Paris, che sono dolente di non potere accedere ai suoi emendamenti, la prego di ritenere che, non soltanto chi le parla, ma il Governo desidera dare alle sue parole un significato che va oltre quello che pu\u00f2 essere il significato tradizionale di locuzioni del genere.<\/p><p>Non \u00e8 dato prevedere a quali conseguenze potrebbe dischiudere l\u2019ingresso, l\u2019ammissione del principio della compensazione, molto pi\u00f9 ove si consideri che, a quanto pare, di recente il Consiglio di Stato avrebbe negato che il danneggiato di guerra sia titolare di un diritto soggettivo perfetto, azionabile nei confronti dello Stato per conseguire il risarcimento.<\/p><p>Ma, a parte ci\u00f2, quel che \u00e8 indubitabile \u00e8 che, in atto, al debito certo e liquido del contribuente, non potrebbe contrapporsi un di lui credito altrettanto certo e liquido verso l\u2019Amministrazione; donde la impossibilit\u00e0 di una compensazione.<\/p><p>Come conciliare tutto questo, col legittimo desiderio dell\u2019onorevole Paris che questa categoria voglia una manifestazione tangibile da parte del Governo?<\/p><p>Il Ministro del tesoro qui presente pu\u00f2 confermare che il problema del risarcimento dei danni di guerra \u00e8, in atto, oggetto della assidua cura del Governo in vista di avviarlo ad una sollecita, equa soluzione.<\/p><p>Nel frattempo, ha osservato l\u2019onorevole Paris, l\u2019imposta viene messa in riscossione.<\/p><p>E allora io vorrei pregare l\u2019onorevole Paris di dare un adeguato peso all\u2019articolo 67, che configura la possibilit\u00e0 di una lunga rateazione per i titoli dei patrimoni danneggiati dalla guerra.<\/p><p>Pur essendo dolente di non potere accettare i tre articoli aggiuntivi, credo che si possa creare una situazione di fatto attraverso la quale si realizzi il desiderato sincronismo fra il tempo del pagamento dell\u2019imposta e quello della riscossione di una parte del risarcimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Paris, mantiene i suoi articoli aggiuntivi?<\/p><p>PARIS. Li ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo allora all\u2019articolo 63. Se ne dia lettura nel testo governativo che la Commissione aveva accettato.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI cespiti che hanno subito danni in dipendenza di eventi bellici, ove della diminuita consistenza non si sia tenuto conto nella determinazione dell\u2019imponibile iscritto a ruolo ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947, possono essere dichiarati per un valore minimo pari all\u2019imponibile sopradetto, diminuito della percentuale del danno accertato.<\/p><p>\u00abNella determinazione del valore definitivo dei cespiti indicati nell\u2019articolo precedente, si ha riguardo alle condizioni dei cespiti stessi alla data del 28 marzo 1947\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione fa ora pervenire un emendamento per il quale il primo comma verrebbe sostituito con il seguente:<\/p><p>\u00abFermo restando l\u2019obbligo di cui all\u2019articolo 34, i proprietari di cespiti danneggiati da eventi bellici, ove della diminuita consistenza non si sia tenuto conto nella determinazione dell\u2019imponibile iscritto a ruolo ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947, possono dichiarare in detrazione l\u2019ammontare del danno subito\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di illustrare tale emendamento.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Vi \u00e8 anche un emendamento Camangi su questo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 vero. L\u2019onorevole Camangi ha proposto con un suo emendamento, che reca anche le firme degli onorevoli Perassi, Paolucci, Magrini, De Vita, Zuccarini, Magrassi, Pacciardi, Facchinetti e Sardiello, di sopprimere, alla fine del primo comma, la parola \u00abaccertato\u00bb.<\/p><p>Ma con l\u2019emendamento della Commissione, l\u2019emendamento Camangi viene a cadere.<\/p><p>Invito l\u2019onorevole La Malfa a illustrare l\u2019emendamento della Commissione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non ha creduto con questo emendamento di introdurre alcuna variante di carattere sostanziale, ma soltanto di chiarire i dubbi che erano sorti.<\/p><p>Innanzi tutto l\u2019onorevole Camangi ha sollevato il dubbio che danno accertato volesse dire accertato dall\u2019autorit\u00e0 statale. Siccome questi accertamenti di danni non sono stati fatti per moltissimi casi, il contribuente si sarebbe trovato in imbarazzo. La Commissione ha preferito la dizione \u00abdanni subiti\u00bb; cio\u00e8 il contribuente dichiara i danni che a suo giudizio ha subito il patrimonio. D\u2019altra parte, la dizione del testo governativo poteva dare l\u2019impressione che il contribuente dovesse denunciare la differenza fra l\u2019imponibile ed il danno senza dare n\u00e9 l\u2019imponibile n\u00e9 il danno. La Commissione ha preferito che il contribuente dichiarasse il valore del danno e che questo fosse portato in detrazione in maniera che, all\u2019atto in cui ricevono la dichiarazione, gli uffici finanziari sanno quale \u00e8 il danno dichiarato e possono fare gli accertamenti sul danno e sull\u2019imponibile. \u00c8 una facilitazione dal punto di vista della dichiarazione, ma non modifica la sostanza dell\u2019articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora il suggerimento contenuto nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Camangi \u00e8 stato accettato.<\/p><p>CAMANGI. Mi dichiaro sodisfatto del nuovo testo della Commissione che accoglie il mio emendamento e lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il pensiero del Governo?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Se questo \u00e8 il pensiero definitivo della Commissione e dell\u2019Assemblea in questa materia che riguarda una categoria di persone che ha gi\u00e0 largamente sofferto, il Governo non intende insistere in troppi dettagli per la tutela dell\u2019interesse fiscale. Ma mi sembra che la prima formulazione sia migliore, in quanto noi sappiamo perfettamente che le valutazioni fiscali sono assai pi\u00f9 moderate di quelle che possono essere le valutazioni extra fiscali di un determinato cespite.<\/p><p>Ora, se un cespite \u00e8 diminuito di valore per danni di guerra, fra le due vie \u2013 denunciare il valore della parte residua o denunziare il valore fiscale originario, deducendo l\u2019importo dal danno secondo la stima del privato \u2013 io preferisco la prima via, perch\u00e9 con la seconda vi pu\u00f2 essere una naturale tendenza del danneggiato ad ampliare la portata del danno e quindi ad impostare una sottrazione, i cui termini non sarebbero omogenei.<\/p><p>Ripeto, per\u00f2, che non insisto nell\u2019osservazione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Il dichiarante denuncia l\u2019imponibile come tutti gli altri contribuenti secondo l\u2019articolo 34, e denuncia il valore del danno subito.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> \u00abImponibile\u00bb: valore che appartiene alla categoria dei valori fiscali. \u00abDanni\u00bb: cifra che appartiene alla categoria dei valori determinati dal singolo, con criteri personali di valutazione.<\/p><p>Non sono termini omogenei sotto il profilo della valutazione.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Se non c\u2019\u00e8 un danno accertato dal fisco, il contribuente non pu\u00f2 che denunciare il valore che egli attribuisce alla parte danneggiata.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Nell\u2019articolo 63 dicevamo che in questo caso la dichiarazione pu\u00f2 essere fatta per un valore minimo pari all\u2019imponibile diminuito della percentuale del danno accertato.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Perch\u00e9 \u00abdiminuito della percentuale\u00bb? Non ci sono valori omogenei nel testo.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Se si trattasse di un\u2019altra questione, il Governo insisterebbe. Qui per\u00f2 ci troviamo davanti al settore \u00abdanni di guerra\u00bb. Ho l\u2019impressione che la formulazione proposta dalla Commissione sia molto pi\u00f9 a vantaggio del contribuente che non della Finanza, a prescindere dal giudizio sulla bont\u00e0 o meno della formulazione.<\/p><p>Ripeto, tuttavia, che si tratta di un settore che ha sofferto parecchio: perci\u00f2, anche se attraverso questo emendamento si avranno dichiarazioni inferiori a quelle che dovrebbero essere, non sar\u00e0 il Governo a dolersene.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> I termini non sono omogenei nel progetto, perch\u00e9 il progetto dice: \u00abpossono essere dichiarati per un valore minimo pari all\u2019imponibile sopradetto, diminuito della percentuale del danno accertato\u00bb. Quindi il termine \u00e8 l\u2019imponibile. Ora, se noi vogliamo rendere omogenei i due termini, a me pare che in definitiva il contribuente operer\u00e0 in maniera di calcolare il suo danno e indicarne la percentuale rispetto all\u2019imponibile. Non vedo che cosa si possa indicare d\u2019altro. \u00c8 troppo evidente. Onde io credo che sia preferibile alla Finanza avere sia pure due valori non omogenei ma su cui deve operare, che avere una percentuale.<\/p><p>Ad ogni modo, se si volesse parlare di percentuale, si potrebbe chiarire nel testo della Commissione, cio\u00e8 si dovrebbe indicare \u00abai fini della detrazione la percentuale del danno subito\u00bb, ma in maniera che i due valori non vengano diminuiti <em>a priori<\/em> dal contribuente.<\/p><p>VANONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VANONI. Vorrei spiegare il concetto da cui era partito il testo governativo. Noi prendiamo un valore di partenza per dichiarazione provvisoria e quindi per accertamento provvisorio che \u00e8 il valore accertato e quindi dell\u2019imposta sul patrimonio del 1946. Si fa l\u2019ipotesi che da questo valore o nel computo di questo valore non si sia ancora tenuto conto di un danno di guerra sopravvenuto. Allora il problema da risolvere \u00e8 questo: come tener conto di questo danno di guerra in maniera da non fare pagare, sia pure provvisoriamente, una quota di imposta su una parte di un cespite che \u00e8 stato distrutto dalla guerra? Per arrivare a questo risultato, bisogna portare i due valori, valore imponibile provvisorio e valore del danno da dedursi dall\u2019imponibile accertato ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio, sul terreno della omogeneit\u00e0. Ed \u00e8 sembrato che il criterio meno faticoso fosse quello di stabilire la percentuale del cespite complessivo del danno subito in maniera che si operasse in questo modo: valore imponibile per il 1946, totale del cespite 100; danno subito in percentuale un terzo; 100 \u2013 33 resta 67 che \u00e8 il valore su cui si applica provvisoriamente l\u2019imposta. Mi sembra un concetto certamente semplice ed automatico in cui c\u2019\u00e8 un solo elemento di discrezionalit\u00e0, che \u00e8 quello di determinare la percentuale, ma \u00e8 pi\u00f9 controllabile di quanto non sia il determinare il valore del danno subito.<\/p><p>A questo criterio di ridurre il pi\u00f9 possibile la discrezionalit\u00e0 della valutazione della percentuale, accennava il testo governativo quando parlava di danno accertato.<\/p><p>Quando questo non c\u2019era, la discussione fra Amministrazione finanziaria e contribuente verteva su un elemento pi\u00f9 facilmente rilevabile di quanto non sia un elemento di valore che era l\u2019elemento percentuale del danno al complesso fisico del cespite sottoponitele all\u2019imposta.<\/p><p>Fra il criterio di portare in detrazione da lire espresse in termini fiscali, lire espresse in termini che potevano essere di fantasia del contribuente, questo criterio sembra pi\u00f9 logico dell\u2019altro in cui si detraggono magari animali allevati all\u2019ultimo momento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l\u2019onorevole Corbino. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Si potrebbe trovare la soluzione ritornando al vecchio testo governativo e dicendo nelle ultime tre righe del primo comma: \u00absono dichiarati per un valore pari all\u2019imponibile sopradetto, portando in detrazione la percentuale del danno sub\u00ecto\u00bb. Si capisce che sulla percentuale del danno subito sorger\u00e0 la contestazione col fisco.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Propongo: \u00abpossono essere dichiarati per un valore pari all\u2019imponibile portando in detrazione la percentuale sull\u2019imponibile corrispondente al danno sub\u00ecto\u00bb.<\/p><p>VANONI. Io lascerei da parte il \u00absub\u00ecto\u00bb.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> S\u00ec, possiamo dire del danno.<\/p><p>Allora il nuovo testo potrebbe essere questo:<\/p><p>\u00abI cespiti che hanno sub\u00ecto danni in dipendenza di eventi bellici, ove della diminuita consistenza non si sia tenuto conto nella determinazione dell\u2019imponibile iscritto a ruolo ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947, possono essere dichiarati per un valore minimo pari all\u2019imponibile, portando in detrazione la percentuale dell\u2019imponibile corrispondente al danno\u00bb.<\/p><p>ADONNINO. Il valore percentuale del danno a quale momento si riferisce: ad oggi o a quanto il danno \u00e8 avvenuto?<\/p><p>CORBINO. \u00c8 percentuale.<\/p><p>ADONNINO. La percentuale \u00e8 una comparazione proporzionale fra due cifre: queste debbono riferirsi allo stesso momento. Come si raggiunge \u2013 nel caso nostro \u2013 questa identit\u00e0 di momenti? Noi abbiamo un imponibile attribuito ad ogni immobile rustico, poniamo nel 1940 (cio\u00e8 la media 1936-39), quando nacque la patrimoniale ordinaria; abbiamo un imponibile odierno attribuito allo stesso immobile, imponibile che \u00e8 poi quello del 1940, moltiplicato per 10; e abbiamo un danno di guerra, valutato in cifre, secondo i valori del momento in cui il danno avvenne, poniamo nel 1944. Non c\u2019\u00e8 identit\u00e0 di momenti; come si stabilisce la percentuale? Occorre rifare tutte le valutazioni degli immobili danneggiati, e rifarle al periodo base 1936-39; oppure riportare tutte le valutazioni degli immobili danneggiati, fatte negli ultimi anni, al valore che avevano nel 1936-39, mediante una scala fissa di svalutazioni. Ma tutto questo occorrerebbe dirlo, perch\u00e9 dall\u2019articolo non si deduce.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ministro.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> C\u2019\u00e8 un valore, che si assume come base, ai fini dell\u2019imposta ordinaria del patrimonio del 1947. Questo valore \u00e8 quello originario, anteguerra, moltiplicato per cinque, se si tratta di fabbricati, per dieci, se si tratta di terreni.<\/p><p>Probabilmente, qui si fa l\u2019ipotesi del fabbricato.<\/p><p>Orbene, quando diciamo che da questo valore si detrae la percentuale corrispondente al danno, mi pare che si autorisolva il problema proposto dall\u2019onorevole Adonnino. Una volta che escludiamo quel tale criterio della detrazione di lire da lire, per togliere invece dal valore 1947 un\u2019aliquota corrispondente al danno, il problema si risolve nel momento stesso in cui viene posto.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora il Governo accetta la modifica proposta dall\u2019onorevole La Malfa. Si ritorna perci\u00f2 al primitivo testo governativo con la variazione proposta.<\/p><p>L\u2019onorevole Cavallari ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abNel caso in cui alcuni cespiti abbiano subito danni di guerra dichiarati risarcibili ai sensi dell\u2019articolo 2 della legge 26 ottobre 1940, n. 1543, e successive modificazioni, l\u2019ammontare del danno accertato agli effetti della predetta legge potr\u00e0 essere detratto dall\u2019imponibile, ove della diminuita consistenza non si sia tenuto conto nella determinazione dell\u2019imponibile iscritto a ruolo ai fini dell\u2019imposta ordinaria sul patrimonio per il 1947\u00bb.<\/p><p>Lo mantiene?<\/p><p>CAVALLARI. Avevo proposto il mio emendamento per chiarire il comma, ma di fronte alla limpidezza cristallina della dizione del testo ora proposto dalla Commissione, aderisco al testo da questa formulato e ritiro il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo allora in votazione l\u2019emendamento al primo comma proposto dalla Commissione ed accettato dal Governo, secondo il quale si torna per il primo comma, al testo governativo con la seguente modifica alla fine: \u00abpossono essere dichiarati per un valore minimo pari all\u2019imponibile, portando in detrazione la percentuale dell\u2019imponibile corrispondente al danno\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Al secondo comma dell\u2019articolo 63 non sono stati proposti emendamenti.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Faccio presente che al secondo comma vi \u00e8 un errore materiale: le parole: \u00abindicati nell\u2019articolo precedente\u00bb vanno sostituite con le parole: \u00abindicati nel comma precedente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. D\u2019accordo, si tratta di un errore materiale.<\/p><p>L\u2019articolo 63 si intende allora approvato con l\u2019emendamento test\u00e9 votato.<\/p><p>Sui lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Prima di proseguire nella discussione sulla patrimoniale, prego l\u2019onorevole Presidente di voler fissare l\u2019ordine del giorno per luned\u00ec prossimo.<\/p><p>PRESIDENTE. Salvo diversa decisione dell\u2019Assemblea, nella giornata di luned\u00ec si dovrebbe continuare al mattino la discussione sulla patrimoniale e svolgere nel pomeriggio la mozione presentata dagli onorevoli Lussu ed altri relativa allo Statuto sardo.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Prego il Ministro delle finanze di far sapere se pu\u00f2 partecipare ai lavori dell\u2019Assemblea nella mattinata di luned\u00ec.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Il Ministro \u00e8 sempre a disposizione dell\u2019Assemblea per la continuazione della discussione; per\u00f2 nella mattinata di luned\u00ec ho un impegno al Ministero, impegno che ho rinviato continuamente per i lavori che mi hanno qui immobilizzato.<\/p><p>Prego, se \u00e8 possibile, di destinare la mattinata di luned\u00ec ad altro argomento.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Lussu, presentatore della mozione, che si dovrebbe discutere nel pomeriggio di luned\u00ec, se ha difficolt\u00e0 a che la discussione, invece che nella seduta pomeridiana, sia portata nella seduta antimeridiana.<\/p><p>LUSSU. Aderirei volentieri a questa proposta, ma \u00e8 stato ufficialmente comunicato due volte, qui in quest\u2019Aula, che la mozione sar\u00e0 discussa luned\u00ec nel pomeriggio e credo che uno spostamento non sia ora possibile.<\/p><p>PRESIDENTE. Abbiamo difficolt\u00e0, poich\u00e9 non possiamo sentire il Governo su questo punto.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Desidero far presente che luned\u00ec in questa Assemblea ci sar\u00e0, come di solito avviene in tal giorno, un numero esiguo di deputati, specialmente al mattino.<\/p><p>Non sarebbe opportuno \u2013 a mio avviso \u2013 discutere problemi cos\u00ec importanti e cos\u00ec gravi quali quelli che dovranno essere risolti nelle prossime sedute dinanzi ad un\u2019Assemblea poco numerosa.<\/p><p>Perci\u00f2 prego la Presidenza di rinviare la discussione sull\u2019imposta patrimoniale a marted\u00ec mattina.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Siccome abbiamo deciso che luned\u00ec l\u2019Assemblea discuta nella seduta pomeridiana la mozione dell\u2019onorevole Lussu, si potrebbe abolire la seduta antimeridiana e sostituirla con una seduta notturna.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere del Ministro?<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Credo che luned\u00ec si potrebbe tenere seduta notturna per l\u2019esame della patrimoniale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si associa alla proposta fatta dall\u2019onorevole Fuschini di tenere seduta notturna luned\u00ec.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Poich\u00e9 penso che l\u2019onorevole Scoccimarro non sia favorevole alla seduta di luned\u00ec sera, per timore che vi possano essere delle votazioni alle quali mancherebbe un gran numero di deputati, noi potremmo anche fare un accordo amichevole, e cio\u00e8 che, qualora sorgesse qualche questione grossa, la votazione si potrebbe rimandare a marted\u00ec mattina, e andare poi avanti negli altri argomenti sui quali l\u2019accordo possa essere raggiunto. Credo che su questo terreno potremo votare a favore della proposta di tenere seduta notturna luned\u00ec.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Debbo esprimere la mia contrariet\u00e0 alle sedute notturne, salvo casi di assoluta necessit\u00e0. Questi per\u00f2 debbono essere casi veramente straordinari; penso quindi che luned\u00ec, dopo che sar\u00e0 stata discussa la mozione sullo statuto sardo, potremo riprendere la discussione e continuarla fino alle 21 o anche fino alle 21.30. Se pertanto sorger\u00e0 quella tale questione grave di cui prima ipoteticamente si discorreva, per la quale sia necessario un maggior numero di colleghi presenti, la rimanderemo all\u2019indomani mattina.<\/p><p>\u00c8 bene tener presente che le sedute notturne implicano un lavoro complesso. Vi sono alcuni fra noi ed anche qualcuno che fa parte del personale della Camera, i quali cos\u00ec finirebbero per non poter tornare alle loro case nella notte. La notte, onorevoli colleghi, \u00e8 fatta per riposare e per studiare.<\/p><p>Noi gli argomenti li discutiamo qui dopo averli studiati: e quando li studiamo, se facciamo le sedute a lungo metraggio in questo modo? Io credo che, ove noi si sia sicuri, sin d\u2019ora, dell\u2019assenza di molti colleghi per luned\u00ec, non dovremmo credere che vi sarebbe un maggior concorso in una seduta notturna.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Uno dei motivi per i quali avevo fatto questa proposta era la preoccupazione di dover discutere di emendamenti di estrema importanza con un numero molto ristretto di deputati. Ora, se questo avviene il pomeriggio ed anche la sera, credo rischieremo di perdere del tempo, perch\u00e9 vi sar\u00e0 certamente qualcuno che chieder\u00e0 l\u2019accertamento del numero legale.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 si sono espresse opinioni diverse, pongo in votazione la proposta che luned\u00ec mattina non si tenga seduta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Pongo ora in votazione la proposta che nella seduta pomeridiana di luned\u00ec si discuta della mozione sullo Statuto sardo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo infine in votazione la proposta che luned\u00ec si debba anche tenere una seduta notturna.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Faccio presente all\u2019onorevole Scoccimarro che, facendo seduta nel pomeriggio di luned\u00ec, sarebbe stato facile richiamare l\u2019attenzione dei colleghi sulla gravit\u00e0 dei problemi che si dovessero discutere nella eventuale seduta notturna.<\/p><p>Si sarebbe potuto perci\u00f2 sospendere la decisione sui lavori dell\u2019Assemblea e rinviarla alla seduta pomeridiana.<\/p><p>LUSSU. D\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole La Malfa, l\u2019Assemblea potr\u00e0 sempre, eventualmente, prendere nuove decisioni nella seduta pomeridiana di luned\u00ec.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio.<\/p><p>PRESIDENTE. Si riprende la discussione sull\u2019imposta patrimoniale.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 64. Se ne dia lettura, nel testo proposto dalla Commissione.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa quota in conto mobilio, arredamento e gioielli, prevista nell\u2019articolo 25, sar\u00e0 congruamente diminuita quando risulti che tali cespiti sono ridotti a un valore inferiore in seguito a danni dipendenti da eventi bellici, regolarmente denunciati ai sensi della legge 26 ottobre 1940, n. 1543\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo l\u2019onorevole Cavallari ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla parola:<\/em> denunciati, <em>sostituire la parola:<\/em> accertati\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Cavallari ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>CAVALLARI. Avevo proposto questo emendamento all\u2019articolo 64, in quanto ritenevo che fosse utile controllare da parte del fisco i danni che siano stati denunciati per quanto riguarda i mobili. Siccome, per\u00f2, trovo che nella formulazione test\u00e9 approvata per quanto riguarda i beni immobili non vi \u00e8 la parola \u00abaccertati\u00bb, ma \u00abdenunciati\u00bb, non voglio mettere i danneggiati nelle cose mobili in condizioni pi\u00f9 sfavorevoli rispetto ai danneggiati possessori di beni immobili.<\/p><p>Per questi motivi ritiro l\u2019emendamento all\u2019articolo 64.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019articolo 64 si intende allora approvato nel testo proposto dalla Commissione.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 65, per il quale la Commissione ha accettato il testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNel caso in cui il cespite danneggiato in dipendenza di eventi bellici sia stato, alla data del 28 marzo 1947, in tutto o in parte, ripristinato dal contribuente con mezzi propri, dal valore definitivo, accertato a norma dell\u2019articolo precedente, \u00e8 portata in detrazione una somma pari al valore del ripristino.<\/p><p>\u00abQuando il ripristino sia stato effettuato con il contributo statale, dal valore del cespite \u00e8 portata in detrazione una quota proporzionale all\u2019ammontare dei mezzi propri investiti dal contribuente\u00bb.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Faccio rilevare che dopo la parola \u00abaccertato\u00bb, nel primo comma, bisognerebbe dire: \u00aba norma dell\u2019articolo 63\u00bb anzich\u00e9 \u00aba norma dell\u2019articolo precedente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 giusto. Metto ai voti questo emendamento del Relatore.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Non essendovi altre osservazioni, l\u2019articolo 65 si intende approvato con questa modifica.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 66, uguale nel testo del Governo e della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici e nei cui confronti venga accertato un importo di danaro, depositi e titoli al portatore per un valore superiore a quello risultante dalle quote previste all\u2019articolo 25, ove provveda al ripristino nel termine di un anno dalla pubblicazione del presente decreto, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa occorsa per il ripristino stesso, nel limite dell\u2019eccedenza del valore definitivamente accertato per danaro, depositi e titoli al portatore indicati nella dichiarazione, rispetto a quello risultante dalle quote sopra richiamate\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo, vi \u00e8 un emendamento sostitutivo proposto dall\u2019onorevole Cavallari, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl contribuente che, alla data del 28 marzo 1947, non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici, ove provveda al ripristino nel termine di un anno dalla pubblicazione del presente decreto, potr\u00e0 ottenere che dall\u2019imponibile sia detratta la spesa occorsa per il ripristino stesso\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Cavallari ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CAVALLARI. L\u2019emendamento che ho proposto all\u2019articolo 66 era ispirato al concetto che ritenevo, e ritengo tuttora, che l\u2019articolo cos\u00ec come \u00e8 stato redatto, fosse di giovamento soprattutto ed esclusivamente per coloro che versavano in buone condizioni economiche, in quanto prendeva in considerazione il caso in cui il contribuente avesse tanto denaro da superare la quota di cui all\u2019articolo 25.<\/p><p>Ma, discutendo di questo emendamento in seno alla Commissione, si \u00e8 addivenuti all\u2019accordo che nella prossima seduta molto facilmente la Commissione presenter\u00e0 un suo testo sopra l\u2019articolo 66, che verr\u00e0 compilato, e a cui potr\u00f2 dare la mia adesione.<\/p><p>Il principio del mio emendamento \u00e8 stato accolto dalla Commissione che dovr\u00e0 formulare un nuovo testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> L\u2019articolo 66 ha dato luogo ad una lunga discussione in seno alla Commissione, implicando conseguenze diverse dal punto di vista della situazione patrimoniale del contribuente.<\/p><p>Rettificando un poco la dichiarazione del collega Cavallari, dichiaro che la Commissione avrebbe deciso di mantenere l\u2019articolo 66, col leggero emendamento che esporr\u00f2 ed eventualmente, siccome ha accettato il principio (io personalmente sono stato contrario a questa accettazione), di aggiungere un altro articolo.<\/p><p>Quindi, se l\u2019Assemblea crede, si pu\u00f2 approvare l\u2019articolo 66, con una rettifica che sarebbe questa: \u00abIl contribuente che alla data del 28 marzo 1947 non abbia ripristinato i cespiti danneggiati per eventi bellici ed abbia dichiarato un importo di denaro, ecc.\u00bb, cio\u00e8, sostituire la dichiarazione di una liquidit\u00e0 maggiore della quota presuntiva, invece dell\u2019accertamento.<\/p><p>Questo non pregiudicherebbe la questione sollevata dal collega Cavallari che eventualmente andrebbe risolta in altra sede.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, la modificazione qual \u00e8 precisamente, onorevole Relatore?<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> \u00abPer eventi bellici e abbia dichiarato\u00bb. Poi si va avanti fino alla quint\u2019ultima riga: \u00abnel limite dell\u2019eccedenza del valore dichiarato per danaro, depositi e titoli al portatore\u00bb. Poi si cancella: \u00abindicati nella dichiarazione\u00bb e si mette: \u00abrispetto a quello risultante dalle quote richiamate\u00bb. Cio\u00e8 si continua l\u2019articolo com\u2019era.<\/p><p>VANONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VANONI. Vorrei fare anzitutto una proposta di sospensiva, dato l\u2019emendamento abbastanza radicale che si prepara. Ma se questa mia proposta venisse superata, vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su alcuni punti.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Mi associo alla proposta dell\u2019onorevole Vanoni.<\/p><p>LA MALFA, <em>Relatore.<\/em> Osservo che sull\u2019articolo 66, con gli emendamenti che ho presentato, la Commissione \u00e8 d\u2019accordo. Non vi sono punti di dissenso. Se ci dovesse essere un articolo aggiuntivo la Commissione lo proporrebbe in sede di articolo 67.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta di sospensiva dell\u2019onorevole Vanoni.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato ad altra seduta.<\/p><p>Annunzio di una mozione.<\/p><p>PRESIDENTE. Annuncio all\u2019Assemblea che \u00e8 stata presentata la seguente mozione:<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>considerato che nella questione del nuovo ordinamento dei Corpi consultivi del Ministero della pubblica istruzione, il Ministro ha volontariamente trascurato di interpellare la Rappresentanza nazionale, sia pure attraverso la sua apposita Commissione legislativa e di consultare tutte le categorie interessate;<\/p><p>ritenuto inoltre del tutto ingiustificata la procedura d\u2019urgenza adottata dal Ministro della pubblica istruzione per la sostituzione del Consiglio superiore di detto Ministero, tuttora in carica;<\/p><p>riscontrando nel comportamento del Ministro un grave difetto di valutazione della importanza e delicatezza politica della materia<\/p><p>invita<\/p><p>il Governo a sospendere l\u2019esecuzione del provvedimento, a risolvere la vertenza coll\u2019attuale Consiglio superiore della pubblica istruzione ed a sottoporre il nuovo ordinamento all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>\u00abParri, Bernini, Ghiostergi, Codignola, Foa, Cianca, Lussu, Binni, Fornara, Carmagnola, Moscatelli, Faralli, Cacciatore, Malagugini, Barbareschi, Nasi, Mariani, Montemartini, Costa, Nobili Oro, Mariani, Bennani, Della Seta, Di Giovanni\u00bb.<\/p><p>CODIGNOLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CODIGNOLA. Quale firmatario di questa mozione, prego il Presidente di prospettare al Governo l\u2019opportunit\u00e0 che sia discussa di urgenza perch\u00e9 le elezioni del Consiglio Superiore della pubblica istruzione sono state indette per il giorno 26 luglio: altrimenti non si far\u00e0 in tempo ad intervenire.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Il Governo si riserva di esprimere il suo avviso circa la data della discussione di questa mozione.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza.<\/p><p>GAMANGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAMANGI. Avevo presentato un\u2019interrogazione al Ministro delle finanze ed il Ministro ne aveva riconosciuta l\u2019urgenza, dichiarando che era pronto a rispondere. Pregherei di fissarne la data.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Confermo di riconoscerne l\u2019urgenza.<\/p><p>Risponder\u00f2 nella prima seduta dedicata alle interrogazioni.<\/p><p>BENEDETTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BENEDETTINI. Anche io faccio presente di avere presentato un\u2019interrogazione di urgenza della quale attendo risposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo risponder\u00e0 nella prossima seduta dedicata alle interrogazioni.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se, di fronte alla unanime insurrezione del popolo di Padova, manifestata attraverso i voti del Consiglio comunale, della Deputazione provinciale, degli insegnanti medi, dell\u2019A.N.P.I., di tutti i partiti politici, intenda recedere dal provvedimento col quale ha sostituito nell\u2019ufficio di provveditore degli studi di Padova il professore Zamboni Adolfo, mai iscritto al partito fascista, eroico cospiratore, partigiano, con l\u2019ex squadrista Biagini Paolo, fascista e repubblichino.<\/p><p>\u00abCevolotto\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro delle finanze, per sapere se sono a conoscenza della decisione adottata dalla Direzione generale del demanio concernente la concessione in affitto del villaggio alpino denominato Colonia Val-Grande di Comelico (Belluno) e, se non l\u2019approvano, quali provvedimenti intendono prendere.<\/p><p>\u00abGhidetti, Pellegrini, Cevolotto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se non intenda attuare il ripristino delle preture soppresse dal passato regime in provincia di Caserta e aggregare al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere i mandamenti di Capriati al Volturno e Roccamonfina, cos\u00ec da far coincidere la circoscrizione giudiziaria con quella amministrativa provinciale.<\/p><p>\u00abCaso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere i motivi che ancora ostano alla sistemazione degli insegnanti elementari reduci e fuori ruolo, i quali, sebbene abilitati prima del 1940, non poterono partecipare per ragioni dipendenti dallo stato di guerra ai concorsi indetti ed espletati dall\u2019anno 1940 al 1942 e per i quali fu riservata la met\u00e0 dei posti, in conformit\u00e0 del decreto 6 gennaio 1942, n. 27.<\/p><p>\u00abGiova tener presente che per i perseguitati politici e razziali gi\u00e0 venne disposto provvedimento positivo; per cui ragioni giuridiche, di moralit\u00e0 e di equit\u00e0 consigliano l\u2019adozione di eguale trattamento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Mercurio\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della difesa, per sapere se non creda opportuno adottare urgenti misure per rimuovere sollecitamente gli esplosivi depositati nel Forte di Santa Teresa, in localit\u00e0 Baracche di La Spezia, che per essere nelle immediate vicinanze di un importante complesso industriale e di una zona abitata, rappresenta un grave pericolo per la incolumit\u00e0 delle maestranze e della popolazione. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBarontini Anelito, Novella, Minella Angiola, Negro\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se non ritenga opportuno emanare un provvedimento legislativo che riconosca l\u2019estensione al personale amministrativo degli Istituti tecnici dipendenti dagli enti locali, del trattamento economico di carriera, stabilito per il personale a carico dello Stato con il decreto legislativo presidenziale 27 giugno 1946, n. 107, provvedimento sulla di cui opportunit\u00e0 conviene lo stesso Ministero della pubblica istruzione, il quale si \u00e8 dichiarato \u00abpienamente favorevole, pur non potendo prenderne l\u2019iniziativa, che spetta al Ministero dell\u2019interno\u00bb. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, sulle accuse che un deputato alla Costituente ha mosso in pubblica seduta contro il comandante della celere di Padova, signor Brighenti, sui risultati dell\u2019inchiesta che il Ministero dell\u2019interno avr\u00e0 certamente promosso, sulle misure che il Ministro ha preso o intende prendere. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Michelis, Merighi, Tega, Grazia Verenin\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno, iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 14.10.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di luned\u00ec 21 luglio 1947.<\/p><p>Alle ore 17:<\/p><ol><li>\u2013 Svolgimento della mozione degli onorevoli Lussu, Lombardi Riccardo, Cianca, Calamandrei, Laconi, Spano Velio, De Vita, Mazzei, Parri, Cevolotto, Veroni, Mastino Gesumino, Di Giovanni, Grieco, Uberti, Carboni Angelo, Binni, Fiorentino, Schiavetti, Tosato, Fuschini, Giua, sullo Statuto autonomo della Sardegna.<\/li><li>\u2013 <em>Seguito della discussione sul disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Convalida del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato in data 29 marzo 1947, n. 143, concernente l\u2019istituzione di una imposta straordinaria progressiva sul patrimonio. (14).<\/p><ol start=\"3\"><li>\u2013 Interrogazioni.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CXCIII. SEDUTA DI SABATO 19 LUGLIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedi: Presidente Comunicazioni del Presidente: Presidente Per il decimo anniversario della morte di Guglielmo Marconi: Merlin, Ministro delle poste e telecomunicazioni Presidente Interpellanze (Svolgimento): Presidente Bernini Codignola Gonella, Ministro della pubblica istruzione Disegno di legge [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2042,2085,2175,2181,2046,2196","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[53,7],"tags":[],"post_folder":[52],"class_list":["post-2036","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-07","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2036"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6821,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions\/6821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2036"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}