{"id":1952,"date":"2023-09-10T21:38:33","date_gmt":"2023-09-10T19:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=1952"},"modified":"2023-10-21T23:05:33","modified_gmt":"2023-10-21T21:05:33","slug":"antimeridiana-di-giovedi-19-giugno-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=1952","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 19 GIUGNO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1952\" class=\"elementor elementor-1952\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dca444a elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dca444a\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column 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PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2a54415 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2a54415\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CLVI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 19 GIUGNO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Comunicazioni del Governo <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Bruni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>De Caro Gerardo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>Bovetti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>Presidente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>La seduta comincia alle 10.30<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Seguito della discussione sulle comunicazioni del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione sulle comunicazioni del Governo.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Bruni. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BRUNI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, questo mio intervento sar\u00e0 brevissimo e limitato a due sole osservazioni: una sulla pretesa omogeneit\u00e0 dell\u2019attuale Gabinetto e l\u2019altra sull\u2019aspetto politico con il quale esso si presenta all\u2019attenzione del Paese.<\/p><p>Questo Gabinetto, che venne qualificato di \u00abcolore\u00bb o di \u00abcentro destra\u00bb dovrebbe, fra l\u2019altro, trovare la sua giustificazione, stando anche alle dichiarazioni dell\u2019onorevole De Gasperi, come Gabinetto di \u00abemergenza\u00bb, capace, per la sua \u00abomogeneit\u00e0\u00bb, di risolvere alcuni dei pi\u00f9 urgenti problemi del Paese, lasciati insoluti dai precedenti Governi multicolori.<\/p><p>Per quanto mi riguarda, confesso di essermi sempre reso conto che il Governo non pu\u00f2 essere, al pari dell\u2019Assemblea, un organo di rappresentanza puro e semplice. Un Gabinetto dei Ministri non pu\u00f2 essere un Parlamento in piccolo. L\u2019opposizione deve controllare e criticare il Governo; ma, per far questo, mi pare ovvio che non debba insediarsi in seno al Governo stesso, senza, altrimenti, paralizzarne l\u2019azione.<\/p><p>Infatti, nella misura che ci\u00f2 avvenne nel tripartitismo, il tripartitismo non funzion\u00f2!<\/p><p>Il Gabinetto dei Ministri, sotto l\u2019iniziativa ed il controllo delle Camere legislative, \u00e8 un organo esecutivo e, per funzionare, deve evidentemente presentare una certa omogeneit\u00e0. Ci\u00f2 mi pare ovvio. Ma il quarto Gabinetto De Gasperi \u00e8 veramente omogeneo e si presenta, almeno sotto questo aspetto, veramente pi\u00f9 efficace dei precedenti, e tale da ispirarci una maggiore fiducia? \u00c8 la prima domanda che mi faccio.<\/p><p>Evidentemente l\u2019omogeneit\u00e0, bisogna, innanzitutto, ricercarla nelle persone dei Ministri, nelle loro idee, nelle loro convinzioni, nel loro costume politico e nei reali propositi da cui sono animati al fine di realizzare il programma governativo. E non basta; per giudicare di questa omogeneit\u00e0 o meno, bisogna, nel nostro caso, guardare in particolare anche all\u2019interno della Democrazia cristiana e all\u2019esterno del Gabinetto, cio\u00e8, alle forze che lo sostengono, con i loro consensi ed i loro voti.<\/p><p>Quanto all\u2019omogeneit\u00e0 della Democrazia cristiana nel suo interno, \u00e8 noto come in seno a questo partito, come del resto avvenne un giorno in seno al Partito popolare italiano, cozzano due tendenze inconciliabili, si agitano due anime, il che ha sempre determinato una sua efficienza molto relativa, nel Paese e al Governo, nonostante la sua forza numerica.<\/p><p>La ricetta dell\u2019interclassismo, che \u00e8 la sua ricetta, escogitata per comporre il proprio dualismo, non sana il suo malessere: ne \u00e8 semplicemente l\u2019indice.<\/p><p>E cos\u00ec si spiega come non ci sia stata una chiara iniziativa democristiana nei precedenti Gabinetti, e, naturalmente, specie sul terreno economico, dove si sono prodotte tutte le precedenti crisi.<\/p><p>E questa mancanza di sufficiente omogeneit\u00e0 democristiana costituisce una delle lacune pi\u00f9 gravi dello schieramento politico italiano, di cui risente tutto il Paese. Ci\u00f2 dicendo, non \u00e8 ch\u2019io voglia addossare alla sola Democrazia cristiana la inefficienza ed il fallimento del tripartitismo.<\/p><p>Il fallimento del tripartitismo, fallimento del resto sempre relativo, non \u00e8 soltanto il suo fallimento. Ma sia chiaro che resta anche il suo fallimento. Ma, a parte la problematica omogeneit\u00e0 dello stesso partito al Governo, a me pare che questa circostanza venga notevolmente aggravata dalla presenza, in seno al gabinetto, dei cos\u00ec detti indipendenti.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi ha tenuto molto a sottolineare la dichiarazione che il suo quarto Gabinetto rappresenter\u00e0, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, che la continuazione di quella politica economica che fu programmata, per il suo terzo Gabinetto, dall\u2019onorevole Morandi.<\/p><p>Non si tratterebbe, dunque, di mutare la vecchia linea della politica economica tripartitica, ma di camminare pi\u00f9 speditamente sullo stesso binario, puntando sulla pretesa maggiore omogeneit\u00e0 del nuovo Ministero.<\/p><p>\u00c8 inutile che io osservi che qui non voglio mettere in dubbio le buone intenzioni n\u00e9 dell\u2019onorevole De Gasperi, n\u00e9 dell\u2019onorevole Einaudi nell\u2019accettare quelli che furono pomposamente chiamati \u00abi 14 punti\u00bb, ma che in realt\u00e0 non sono che i 14 \u00abappunti\u00bb del socialista onorevole Morandi. Non si tratta di questo. Si tratta della perplessit\u00e0 in cui mi lascia la realizzazione di questo programma, del resto vago e lacunoso in se stesso, e divenuto, comunque, assolutamente impari alle nuove circostanze, come mi pare abbia dimostrato a sufficienza l\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>A questo si aggiunga che mi lascia non meno perplesso la circostanza che, se il quarto Gabinetto De Gasperi potr\u00e0 essere varato, come ormai appare sicuro, ci\u00f2 si dovr\u00e0 al contributo delle destre che, se non sono tutte rappresentate al Governo, non vi sono, per questo, tutte meno presenti.<\/p><p>Concludendo questa mia prima osservazione sulle dichiarazioni dell\u2019onorevole De Gasperi, dir\u00f2 che, o la famosa omogeneit\u00e0 lascer\u00e0 molto a desiderare o, se questa si realizzer\u00e0, non potr\u00e0 non realizzarsi che sopra la piattaforma degli interessi delle classi abbienti. In quest\u2019Aula abbiamo del resto gi\u00e0 ascoltato come sia condizionata la fiducia delle destre, di cui la Democrazia cristiana ha bisogno assoluto.<\/p><p>E passo, rapidamente, alla seconda osservazione.<\/p><p>Questa, dell\u2019omogeneit\u00e0 del nuovo Ministero, \u00e8 stata la giustificazione pi\u00f9 appariscente per il pubblico che non era soddisfatto (e come poteva esserlo?) del tripartito.<\/p><p>Ad ogni modo non ne costituisce affatto la giustificazione principale.<\/p><p>Il motivo principale, che, del resto, l\u2019onorevole Presidente del Consiglio non ha potuto passare completamente sotto silenzio, nonostante la sua nota prudenza, ma che ha tuttavia lasciato, a mio parere, troppo prudentemente, nell\u2019ombra, \u00e8 ben altro. E non \u00e8 di carattere tecnico; \u00e8 di carattere squisitamente politico.<\/p><p>In effetti ha valore \u2013 come dire? \u2013 di semplice motto di spirito la dichiarazione dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio di non voler \u00abentrare in polemica\u00bb. Certamente la \u00abpolemica\u00bb non sta nelle \u00abparole\u00bb dell\u2019onorevole De Gasperi; la polemica, anzi la sfida, \u00e8 nei \u00abfatti\u00bb. Ed i fatti hanno un\u2019eloquenza assai maggiore di qualsiasi parola.<\/p><p>I fatti, che spiegano questa crisi e conferiscono ad essa un carattere squisitamente politico e polemico, risalgono, come \u00e8 noto, al tentativo compiuto dall\u2019onorevole De Gasperi appena ritornato dall\u2019America.<\/p><p>L\u2019operazione che l\u2019onorevole Presidente allora ebbe in animo di portare a compimento, \u00e8 stata compiuta ora con l\u2019aiuto di alcune circostanze ch\u2019io non star\u00f2 qui ad enumerare. Tutti conoscono le dolorose condizioni del Paese. L\u2019Italia ha conosciuto le rovine morali e materiali della guerra; ed \u00e8 tuttora sottoposta alla tutela straniera.<\/p><p>L\u2019Italia \u00e8 ancora controllata in molti dei suoi movimenti.<\/p><p>Quanto all\u2019attuale schieramento dei partiti, ricorder\u00f2 soltanto la dolorosa scissione dei socialisti, che \u00e8 venuta a complicare le cose, nonch\u00e9 la cattiva volont\u00e0 e il diffuso spirito di fazione di cui abbiamo peccato un po\u2019 tutti.<\/p><p>La mancanza di una forte corrente socialista, ricca di umanesimo cristiano, cosciente dei propri specifici destini, rivoluzionaria dello spirito e dei nostri costumi politici, personalista e comunitaria, ha reso possibile il consolidarsi di due blocchi estremi in Italia, irti di metafisici teoremi, e ha reso difficile la vita della nostra democrazia.<\/p><p>Tutti coloro che hanno lavorato, scientemente o inscientemente (e costoro non sono pochi, sui banchi di queste sinistre), al disgregamento del partito socialista e a fargli affievolire la coscienza della sua autonomia, hanno in questo quarto Gabinetto De Gasperi la propria meritata punizione.<\/p><p>Di questa tragica situazione ora \u00e8 stata la Democrazia cristiana a girare le somme. Domani potranno essere altri.<\/p><p>Questa situazione ha certamente aiutato la quarta, deprecabile soluzione De Gasperi, senza peraltro renderla assolutamente necessaria, perch\u00e9 altra via era possibile perseguire, a mio parere, ed \u00e8 ancora possibile percorrere.<\/p><p>Che questa crisi abbia poi coinciso proprio coi giorni in cui la missione Lombardo stava negoziando un prestito a Washington, ci\u00f2 non parrebbe senza significato.<\/p><p>I prestiti americani sono condizionati, anche politicamente. Truman e Marshall ce lo hanno detto in tutti i toni, in questi ultimi tempi; essi sono disposti ad aiutare soltanto quelle nazioni che si accodano al blocco occidentale.<\/p><p>In altre parole l\u2019Italia, con il quarto Gabinetto De Gasperi, sull\u2019esempio della Francia di Ramadier e del Belgio di Spaak, manifestamente si inserisce nell\u2019attuale congiuntura internazionale.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi vuol rafforzare la posizione dell\u2019Italia di fronte al mondo occidentale, da cui ci dovrebbero arrivare i necessari aiuti.<\/p><p>Pertanto non c\u2019\u00e8 dubbio che il quarto Ministero De Gasperi rappresenti una presa di posizione inequivocabile, a mio parere, sul piano della politica internazionale.<\/p><p>L\u2019Italia s\u2019appresta anch\u2019essa a compiere l\u2019esperienza che, <em>mutatis mutandis<\/em>, come ho detto, stanno facendo la Francia ed il Belgio.<\/p><p>L\u2019onorevole Presidente del Consiglio punta decisamente sulla carta americana.<\/p><p>Dalle sue dichiarazioni risulta che noi abbiamo bisogno immediato di un prestito di almeno 200 milioni di dollari e che tale prestito sar\u00e0 dato solo ad un Governo che riscuota la fiducia degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p><p>L\u2019onorevole De Gasperi ci ha detto chiaramente come la vera causa di questa crisi sia una questione di fiducia all\u2019interno e all\u2019estero.<\/p><p>In ci\u00f2 non gli si pu\u00f2 dar torto.<\/p><p>Ma io non vedo come la questione della fiducia all\u2019interno possa essere risolta col suo Governo di \u00abcolore\u00bb sostenuto dalle sole destre.<\/p><p>E sono dell\u2019opinione che la questione della fiducia all\u2019interno, qualora non fosse risolta, renderebbe impossibile la soluzione del problema della fiducia all\u2019estero, anche di fronte agli Stati Uniti.<\/p><p>Noi dobbiamo desiderare la fiducia, se possibile, di tutte le Nazioni del mondo. \u00c8 pertanto legittima la preoccupazione dell\u2019onorevole De Gasperi di guadagnare anche la fiducia degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p><p>Nessun Governo italiano, veramente sollecito del bene del Paese, pu\u00f2 non desiderare vivamente l\u2019amicizia del grande popolo americano, al quale ci legano vincoli di sangue e l\u2019amore alle libere istituzioni.<\/p><p>Se non che la quarta soluzione De Gasperi mette in grave pericolo la pace nel Paese, e praticamente non mi pare la pi\u00f9 adatta ad ispirare fiducia alle altre Nazioni. Non esclusa l\u2019America.<\/p><p>Direi che egli non abbia bene dosato i mezzi, al fine che vuole raggiungere.<\/p><p>Questo suo Governo si presenta in una posizione di aspra polemica contro il mondo del lavoro. Questa \u00e8 la sua grande debolezza ed anche l\u2019America lo sa, e non ne \u00e8 soddisfatta, onorevole De Gasperi<\/p><p>E mi pare che ci\u00f2, non facilitando il compito dell\u2019onorevole De Gasperi all\u2019interno, gli render\u00e0 problematico quello all\u2019estero.<\/p><p>Baster\u00e0 una settimana di agitazioni, di quelle agitazioni che l\u2019onorevole De Gasperi non potr\u00e0 avere la forza di evitare, per cancellare i benefici di quel prestito che l\u2019onorevole De Gasperi si attende, dato e non concesso, che questo prestito, in tali circostanze, sia concesso.<\/p><p>Non voglio fare un malaugurio all\u2019onorevole De Gasperi, ma io mi preoccupo che queste agitazioni possano avvenire e me ne preoccupo per il popolo sofferente e per il pericolo in cui esse metterebbero le nostre libert\u00e0 civili. Questo suo Governo, per le reazioni che potrebbe provocare, potrebbe divenire un Governo predittatoriale. Ci\u00f2 mi permetto di ricordargli, perch\u00e9 egli tenga gli occhi bene aperti in tutti i settori della vita politica, ed egli stesso non sia mai indotto in tentazione.<\/p><p>Questa soluzione De Gasperi si presenta foriera di gravi perturbazioni sociali.<\/p><p>Escluse dal Governo le rappresentanze delle grandi masse lavoratrici, che sino ad ora, nonostante le loro sofferenze, hanno dato un esempio mirabile di disciplina civica, sar\u00e0 difficile continuare ad esigere da esse gli stessi sacrifici. Il nuovo Governo, infatti, si presenta dinanzi a loro con due caratteristiche ben marcate: con una caratteristica di centro-destra in servizio delle forze conservatrici nazionali ed internazionali; e con una caratteristica monarchica o filomonarchica, o, come si sia, di tepido repubblicanesimo. La soluzione De Gasperi \u00e8 sostenuta quasi completamente da forze che tentarono di affossare la Repubblica.<\/p><p>Queste sono due caratteristiche dell\u2019attuale Governo (per non accennare ad altre) che lo rendono impopolare alle forze pi\u00f9 vive della Nazione. Nel quarto Gabinetto De Gasperi \u00e8 assente tutto il socialismo, e, con esso, sono assenti i rappresentanti fra i pi\u00f9 accreditati delle classi lavoratrici. \u00c8 composto di soli democristiani, non molto accreditati presso queste classi, e di \u00abindipendenti\u00bb, che sono invece \u00abdipendentissimi\u00bb dai ceti agrari ed industriali. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>Il liberale onorevole Einaudi \u00e8 divenuto, a dire dell\u2019onorevole De Gasperi, il gran maestro della politica economica del Gabinetto democristiano, ma non credo con molta soddisfazione dei lavoratori democristiani.<\/p><p>N\u00e9 si tenti di riavvicinare troppo la soluzione francese e belga a questa soluzione De Gasperi. In Francia e nel Belgio il socialismo \u00e8 alla direzione del Governo.<\/p><p>In questo momento l\u2019unica soluzione, la pi\u00f9 omogenea politicamente, e, nello stesso tempo), la pi\u00f9 pacificatrice degli animi, era un Governo di larga concentrazione nazionale, che poteva andare, Democrazia cristiana compresa, dai repubblicani ai comunisti, con l\u2019esclusione delle destre. In ogni caso, nella soluzione della crisi, dovevano essere tenute presenti, oltre che l\u2019esigenza tecnica, anche le ripercussioni politiche che si sarebbero avute nel Paese, e l\u2019una e le altre dovevano essere assieme saggiamente contemperate. \u00c8 ci\u00f2 che l\u2019onorevole De Gasperi non mi pare abbia fatto. L\u2019iniziativa democristiana appare cos\u00ec poco saggia, e cos\u00ec inaspettata, da far nascere il sospetto che essa appartenga ad un piano di grandiose proporzioni di cui essa sia una semplice pedina, pi\u00f9 o meno cosciente. Siamo forse alla vigilia di grandiosi e forse dolorosi avvenimenti internazionali che sfuggono al controllo di questa Assemblea? Non lo so; soltanto temo che il gesto dell\u2019onorevole De Gasperi, anche sul terreno internazionale, non risponda agli interessi del Paese.<\/p><p>La nostra politica estera deve tendere a non incoraggiare la politica dei blocchi e delle zone di influenza. Col quarto Ministero De Gasperi l\u2019Italia prende invece manifestamente partito sul terreno internazionale. Anche l\u2019Italia entra a condividere le responsabilit\u00e0 di un eventuale conflitto tra Occidente ed Oriente.<\/p><p>A questo punto vorrei fare una raccomandazione all\u2019onorevole Ministro degli esteri. In questo momento \u00e8 in discussione il piano Marshall di unificazione economica dell\u2019Europa. Spero che la Russia possa trovare un punto d\u2019intesa con l\u2019America su questo terreno.<\/p><p>La raccomandazione che faccio all\u2019onorevole Sforza \u00e8 di seguire attentamente questo movimento di unificazione.<\/p><p>Se l\u2019Europa rester\u00e0 divisa come lo \u00e8 attualmente, essa graviter\u00e0 in parte verso l\u2019America e in parte verso la Russia, e l\u2019Europa continuer\u00e0 a dividersi in due. Se invece riuscir\u00e0 ad unificarsi prima sul piano economico, essa acquister\u00e0 la forza necessaria per impedire forse il cozzo fra le due grandi Nazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro degli esteri dovrebbe esaminare ed eventualmente appoggiare il piano Marshall, tenendo presente per\u00f2 questo obiettivo di pace e di civilt\u00e0. Che l\u2019Italia non perda di vista la proposta Marshall, perch\u00e9 la sua salvezza e la sua ricostruzione sono nel quadro della salvezza e della ricostruzione europea!<\/p><p>All\u2019esigenza espressa dall\u2019onorevole De Gasperi, di formare un Governo che possa riscuotere la fiducia delle altre Nazioni, bisognava dare soddisfazione, come dicevo, con la formazione di un Gabinetto che avesse potuto riscuotere nel contempo la fiducia all\u2019interno e non avesse aperto un periodo di agitazioni politiche e sociali.<\/p><p>Questo risultato lo poteva dare un Governo guidato da un uomo che, <em>au dessus de la m\u00eal\u00e9e<\/em> avesse potuto ricevere la collaborazione di tutti i gruppi dell\u2019Assemblea. I colleghi democristiani, e l\u2019onorevole De Gasperi in prima linea, hanno la coscienza di aver fatto tutto il possibile per appoggiare \u2013 per esempio \u2013 il tentativo dell\u2019onorevole Nitti o dell\u2019onorevole Orlando? Come si \u00e8 passati dal Ministero a larga concentrazione, con l\u2019onorevole Nitti con l\u2019onorevole Orlando, al Ministero di colore? L\u2019appoggio dato dalla Democrazia Cristiana al Ministero a larga concentrazione fu veramente sincero ed effettivo, o si volle piuttosto che la situazione scivolasse dove \u00e8 scivolata?<\/p><p>Sar\u00f2 ingenuo, ma tutto \u00e8 permesso agli ingenui. Vorrei, in questo momento cos\u00ec difficile della nostra vita nazionale, rivolgere un\u2019amichevole sollecitazione a tutti i partiti, e in primo luogo a quello democristiano, perch\u00e9 si possa ritornare rapidamente ad un Governo di pi\u00f9 larga concentrazione, certamente pi\u00f9 idoneo a ristabilire la fiducia e la pace tra gli italiani.<\/p><p>La politica che questo Ministero inaugura a chi giova? Giova forse al Paese? Giova forse alla causa dell\u2019indipendenza nazionale? Giova forse alla causa del povero? Ne dubito fortemente! (<em>Applausi a sinistra<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole De Caro Gerardo. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE CARO GERARDO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ci\u00f2 che sto per dire ha un valore ed un significato personali, ma nel medesimo tempo porta il riflesso delle esperienze addensatesi nella coscienza del partito a cui appartengo, in questi ultimi mesi. Ci\u00f2 che dir\u00f2 sar\u00e0 improntato ad uno spirito di obiettivit\u00e0, vale a dire ad uno sforzo di adattamento delle nostre vedute parziali al sistema dell\u2019utilit\u00e0 comune e generale; alla obiettivit\u00e0 della buona fede con cui ciascuno di noi ha il dovere di esprimersi.<\/p><p>Distinguer\u00f2, e mi soffermer\u00f2 su tre punti; e precisamente un primo punto: cio\u00e8 il problema attuale, la discussione attuale non ha un valore meramente tecnico; non si tratta di impastare il problema di una tecnica nuova dell\u2019economia e della finanza, ma si tratta soprattutto della differenza di metodi politici.<\/p><p>Secondo punto: la nostra crisi di Governo va considerata in relazione ai problemi internazionali.<\/p><p>Ed il terzo punto, pi\u00f9 ampio, a cui accenner\u00f2 soltanto fuggevolmente, \u00e8 la crisi guardata come l\u2019espressione di un profondo dramma religioso che involge oggi l\u2019umanit\u00e0; che ha assunto, anche nel campo parlamentare, le forme pi\u00f9 raffinate di lotta, nel bene come nel male, pi\u00f9 adatte alla nostra sensibilit\u00e0 moderna ed in cui convergono tutti i motivi economici, sociali e politici del mondo contemporaneo.<\/p><p>Dunque, il nostro non \u00e8 soltanto un problema di tecnica economica. Finch\u00e9 noi impostiamo questo problema sulle premesse di una soluzione tecnica nuova, dobbiamo necessariamente riportarci ad una esperienza retrospettiva politica; cio\u00e8, in altri termini, ci dobbiamo rifare, volenti o nolenti, alla storia interna della crisi del tripartito, senza cui non potremmo comprendere nemmeno la situazione attuale.<\/p><p>Tutti abbiamo avvertito, nell\u2019esperienza tripartitica, un senso di malessere accanto alle grandi probabilit\u00e0, alle grandi mete che avevamo poste davanti. Il tripartito somigliava un poco a quell\u2019oca \u2013 di cui ci parla un grande umorista tedesco \u2013 che ha posto il suo piede dentro la pania e sta per poggiare l\u2019altro piede a terra, quando si accorge che anche l\u00ec c\u2019\u00e8 un laccio.<\/p><p>In altri termini si \u00e8 avuta la sensazione, abbiamo sentito in noi il drammatico riflesso della inibizione ad una opera di vera e propria e ben intesa collaborazione; si \u00e8 avuta la sensazione insomma di una sterilit\u00e0 latente del tripartito che non rendeva immediatamente attuali n\u00e9 attuabili quei grandi ideali comuni, che pure costituivano il sogno e l\u2019aspirazione di tutta Italia.<\/p><p>Ora, bisognava assolutamente uscire da questa esperienza, e bisognava uscirne attraverso una rivalutazione dei metodi. Indubbiamente questa rivalutazione di metodi hai preso l\u2019aspetto di una messa a punto di problemi tecnici dell\u2019economia. Anche questi problemi hanno la loro enorme importanza; ho detto che la vera difficolt\u00e0 era soprattutto del metodo politico. Se noi guardiamo da un punto di vista pi\u00f9 alto, l\u2019accusa di contradizione mossa al nuovo Gabinetto De Gasperi, di seguire un metodo di destra con un programma di sinistra, quest\u2019accusa di un ricollegamento al programma economico del precedente Governo con direttive mutate, non ha un vero e proprio fondamento.<\/p><p>Quando noi esaminiamo la storia dei grandi popoli nella fase culminante della loro felicit\u00e0 politica ed economica, notiamo sempre questo accordo inscindibile di una necessaria politica di destra \u2013 intesa nel senso di ordine all\u2019interno di profonda coesione degli spiriti, di un\u2019armonizzazione completa di forze nell\u2019interesse della Nazione \u2013 accanto a una politica di riforme sociali ed economiche, graduali, che costituiscono l\u2019esigenza e lo spirito dei tempi moderni. Qualunque popolo o storia di popolo noi osserviamo, nel periodo di slancio vitale, ritroviamo sempre questa caratteristica.<\/p><p>Quindi, voler considerare l\u2019atteggiamento attuale, assunto da un Governo di omogeneit\u00e0, come l\u2019unione ibrida di una politica di destra con un programma di sinistra, \u00e8 in realt\u00e0 inesatto, in quanto corrisponde ad una esigenza profonda, che \u00e8 propria dei momenti di ripresa e delle concrete realizzazioni economiche, sociali e politiche, e che attendiamo, col nostro voto di fiducia, da questo Governo. Quindi non c\u2019\u00e8 contradizione. Noi non dobbiamo guardare la destra e la sinistra nel senso topografico, n\u00e9 soffermarci alla sensazione plastica che si ha, guardando a destra ed a sinistra di questa Assemblea: dovremmo guardare con maggiore profondit\u00e0, per vedere che cosa significhi e quale valore abbia una politica di destra, nel momento attuale, in Italia.<\/p><p>Quando si osserva un grande Stato come la Russia, si vede che qui la politica che si segue \u00e8 politica di destra; e intendo dire una politica geniale, profonda, una politica eminentemente unitaria all\u2019interno, salvo poi a discutere dei metodi, sui quali ci troviamo in profondo contrasto.<\/p><p>Io, che sono un ammiratore della civilt\u00e0 e del popolo russo, quando mi soffermo ad esaminare la grandiosa visione politica che lo seduce, devo riconoscere di trovarmi di fronte al tipo classico della politica di destra nel suo sistema di unit\u00e0 governativa, che con le sue esigenze, con le sue deviazioni o con i suoi errori e soprattutto con la tendenza fondamentale alle riforme sociali, realizza un programma di sinistra.<\/p><p>Quindi noi non dobbiamo stabilire queste artificiose antitesi di una destra e di una sinistra che hanno valore di carattere meramente parlamentare, e, nel campo delle differenze ideologiche, di una preparazione strumentale alla lotta politica; ma dovremmo guardare dal punto di vista pi\u00f9 alto e comprensivo, come una necessaria fusione degli elementi di forza interna, per creare lo slancio di progresso delle classi lavoratrici. Il punto di vista tecnico, indubbiamente, costituisce una base di stabilit\u00e0 nelle oscillazioni d\u2019incompatibilit\u00e0 dei metodi politici, nelle provvisorie composizioni governative; ma \u00e8 un elemento di obiettivit\u00e0 scientifica, di fronte al quale tuttavia restiamo perplessi. Le relazioni tecniche non possono essere politicamente indifferenti, come vorrebbero presumere, e rivelano ben presto la divergenza fondamentale degli orientamenti politici che le ispirano. Queste relazioni di pura metodologia tecnica corrispondono ad un criterio di obiettivit\u00e0, che ha senza dubbio il suo fondamento scientifico, ma conservano una struttura propria e inconfondibile di vedute sociali e politiche, che alimentano i contrasti e gli inevitabili dissensi. Ma questa struttura tecnica, che \u00e8 parziale e rappresenta soltanto un punto di vista, non pu\u00f2 oggi sodisfare le esigenze di tutti.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 noi, pur riconoscendo il valore delle composizioni tecniche governative, che costituiscono per ora un indirizzo necessario di salute pubblica, sentiamo di non poter racchiudere nella formula tecnica tutta l\u2019enorme ricchezza e variet\u00e0 della vita e delle esigenze attuali. Ed allora, come va inteso questo collegamento del programma economico del Governo precedente col nuovo Governo? \u00c8 il tentativo di superamento di un compromesso, che ha facilitato il doppio gioco delle sinistre, di partecipazione al Governo, di opposizione al Governo; il doppio gioco del s\u00ec e del no, per servirmi di una espressione dell\u2019onorevole Nenni.<\/p><p>\u00c8 una voce che risuona imperiosa oggi nel popolo d\u2019Italia, perch\u00e9 in questo momento di emergenza, dinanzi al pericolo di un\u2019inflazione, si riuniscano, momentaneamente almeno, tutte le forze purch\u00e9 si salvi la Patria.<\/p><p>Da questa crisi interna del tripartito \u00e8 derivata una particolare posizione dei cosiddetti \u00abpiccoli partiti\u00bb. Noi ammiriamo la intelligenza cos\u00ec nobile, cos\u00ec fine e complessa dell\u2019onorevole Nitti, che noi ascoltiamo di volta in volta ammirando ed imparando; per\u00f2 non condividiamo il parere da lui espresso nella sua ultima relazione, in cui egli \u00e8 portato a svalutare l\u2019efficienza dei piccoli partiti, che, invece, rappresentano, nella sensibilit\u00e0 politica del nostro paese, il termometro che ne misura l\u2019orientamento complessivo e d\u00e0 il senso delle sfumature, delle differenziazioni necessarie fra diverse aspirazioni nascenti da un medesimo schieramento politico, specie nel settore pi\u00f9 cospicuo dell\u2019Assemblea per nobilt\u00e0 di cultura e di preparazione politica: nel centro sinistra.<\/p><p>Noi apprezziamo l\u2019importanza del ruolo di questo settore.<\/p><p>La opportunit\u00e0 della sua collaborazione al Governo \u00e8 oggi il problema pi\u00f9 vivo, pi\u00f9 sentito da tutti, e, risolto, darebbe davvero un orientamento progressivo a una politica di ordine.<\/p><p>Anche i piccoli partiti hanno il loro valore, la loro profonda esigenza. Aggiungo una osservazione: allorch\u00e9 noi guardiamo i grandi partiti, che cosa vi osserviamo? Che anche nei grandi partiti abbiamo delle divisioni, dei diversi orientamenti, tenuti insieme da un principio ideologico superiore, che li coordina e sintetizza; ma anche l\u00ec noi ritroviamo le solite distinzioni o disfunzioni: solchi che attraversano vaste contrade. Quindi, giudicare un partito \u00abpiccolo\u00bb soltanto perch\u00e9 si presenta numericamente in forze inferiori, mentre poi, nell\u2019orientamento, pu\u00f2 determinare o rovesciare posizioni faticosamente raggiunte, con la medesima intensit\u00e0 ideale dei grandi partiti, a me sembra una constatazione politicamente inaccettabile.<\/p><p>Ma in verit\u00e0 oggi la crisi \u00e8 aggravata dalla posizione di splendido isolamento assunta dalla \u00abpiccola intesa\u00bb, che sganciatasi dalla Democrazia cristiana, ha finito per rompere l\u2019equilibrio che si profilava tra le necessit\u00e0 di un piano economico, gi\u00e0 esposto dall\u2019onorevole Tremelloni, a cui \u2013 si badi \u2013 non era stata opposta alcuna pregiudiziale da parte nostra, e le esigenze immediate di ordine del Paese. E non avremmo potuto trovare una via migliore, se non appunto in un contemperamento, in un adattamento reciproco delle nostre vedute.<\/p><p>I motivi confessionali sono stati del tutto estranei al gran rifiuto della \u00abpiccola intesa\u00bb?<\/p><p>Non so. Purtroppo la collaborazione \u00e8 mancata, e noi ci siamo trovati di fronte alla necessit\u00e0 di una soluzione omogenea. La \u00abpiccola intesa\u00bb, al dire dell\u2019onorevole Nitti, \u00e8 stata il \u00abgrande malinteso\u00bb della crisi.<\/p><p>E ora devo passare al secondo punto, cio\u00e8 esaminare in che senso va inteso l\u2019inquadramento di questa nostra crisi nel vasto, pi\u00f9 ampio panorama dei problemi internazionali. Prima di tutto, per\u00f2, devo fare una osservazione. Se ci guardiamo attorno, notiamo che fra di noi, in Italia, oggi c\u2019\u00e8 un grande malato, che sopporta su di s\u00e9, nelle sue piaghe, nelle sue sofferenze, nelle sue tristezze, tutte le lacerazioni e tutte le difficolt\u00e0 della situazione odierna.<\/p><p>Questo grande malato, per cui vogliamo tutti lavorare e per la cui guarigione dobbiamo unire i nostri sforzi, \u00e8 la borghesia. Noi abbiamo ormai un\u2019idea generica di origine sociale-politico-letteraria, dispregiativa, che si esprime appunto con il termine \u00abborghesia\u00bb. Ma io non mi voglio soffermare su questo aspetto, che \u00e8 ancora molto limitato e circoscritto; voglio fermarmi invece sulla constatazione di un\u2019antitesi, che devo riscontrare proprio in quelle tendenze, in quelle ideologie e soprattutto in quegli uomini, i quali fanno professione anti-borghese. E precisamente noto questo fenomeno: il grande proletariato sta diventando borghese. (<em>Rumori<\/em>). Non vi sembri che io faccia una sciocca ingiuria o che stia dicendo eresie. Ve lo dimostro. Infatti, l\u2019operaio non vuole far pi\u00f9 l\u2019operaio ma l\u2019impiegato. Se guardiamo da un punto di vista realistico la vita, ci dobbiamo preoccupare di ci\u00f2. (<em>Rumori a sinistra<\/em>). Non \u00e8 un rimprovero che sto facendo a voi. Noi dobbiamo curare, perch\u00e9, queste differenziazioni, di carattere ancora esteriore, ci siano, perch\u00e9 se noi giungiamo ad una svalutazione dei mestieri, noi perdiamo quella che costituisce una delle grandi glorie della nostra civilt\u00e0, quella che \u00e8 la nostra civilt\u00e0 artigiana, rappresentata in certe epoche felici della nostra storia da autentici artisti. Quindi noi ci dobbiamo enormemente preoccupare perch\u00e9 l\u2019operaio sia messo nelle migliori condizioni, ma perch\u00e9, nel medesimo tempo non crei una defezione da quelle che sono le proprie attitudini e la tradizione delle attitudini: le attitudini si ereditano e si coltivano.<\/p><p>Io parlo da un punto di vista di mera constatazione, nel senso che addito un problema al nostro studio e soprattutto alla nostra volont\u00e0 di trasformazione, cio\u00e8 di elevamento delle classi.<\/p><p>Allorch\u00e9 quindi noi facciamo professione anti-borghese, dobbiamo preoccuparci di questo e soprattutto dobbiamo pensare, non soltanto a non deprezzare quelle che sono le attitudini della borghesia, ma, ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa, a non disperdere nella borghesia le qualit\u00e0 inventive del proletario. Questo \u00e8 un problema che io pongo davanti a voi, perch\u00e9 noi cerchiamo di risolverlo attraverso quelle che sono le nostre comuni idealit\u00e0.<\/p><p>Mi domanderete quali siano le condizioni per giungere a questa meta, a questo compito; come dobbiamo raggiungere questo miglioramento del proletariato e se il programma, quale \u00e8 stato presentito dal Governo, offra queste condizioni e dia queste garanzie.<\/p><p>Ora, nelle considerazioni finali fatte dall\u2019onorevole Scoccimarro, egli osservava appunto che una vera, propria ripresa economia (dopo un certo numero di anni) noi l\u2019avremmo avuta soltanto nella eventualit\u00e0 del tramonto definitivo dell\u2019economia capitalistica, il che fa presupporre logicamente che, soltanto con una economia fondata sul lavoro e sulla distribuzione del capitale privato, noi potremmo riprenderci infine. E siamo d\u2019accordo, in parte.<\/p><p>Ma, poich\u00e9 le allusioni sono troppo palesi e troppo dirette, giacch\u00e9 noi abbiamo, nel mondo europeo, un grande Stato come la Russia che ha realizzato o tenta approssimativamente di realizzare questa civilt\u00e0 proletaria, dovremmo vedere se abbiamo concordi testimonianze della felicit\u00e0 economica del popolo russo. Ebbene: \u00e8 proprio questo, che noi non sappiamo e non conosciamo, in quanto non abbiamo la fortuna di possedere una letteratura introspettiva sulle attuali condizione della Russia. Per\u00f2 possiamo attingere ed attingiamo a fonti russe di indubbia imparzialit\u00e0.<\/p><p>Ecco che trovo, per esempio, nella <em>Sozialisticeskij Vi\u00e9stnik<\/em> del 13 marzo 1947, una rivista socialista edita a New York (e chiarisco che si tratta di scrittori e di testimonianze russe, e non delle solite fonti spurie), trovo a pagina 44 espressioni di questo genere: \u00abNelle regioni dove \u00e8 il capitalismo, la vita \u00e8 migliore e pi\u00f9 soddisfacente che nei paesi sovietici\u00bb. E ancora: \u00abSe io dovessi scegliere \u2013 \u00e8 Osokin che scrive \u2013 tra socialismo sovietico e capitalismo, sceglierei senza esitazione il capitalismo. Da questo fatto che il socialismo sovietico \u00e8 cattivo non deriva certo che il capitalismo sia buono\u00bb.<\/p><p>Anche noi riconosciamo evidentemente i difetti di una societ\u00e0 capitalistica, ma non dobbiamo accettare il mito di una societ\u00e0 anticapitalistica senza una conoscenza profonda delle reali condizioni dei grandi Stati dove si \u00e8 tentato di realizzarla in forma sistematica.<\/p><p>Io sono un ammiratore della grande anima del popolo russo: al di l\u00e0 di questa ammirazione intellettuale, devo per\u00f2 riconoscere anche le gravi deficienze della Russia; e mi domando se la Russia ha la possibilit\u00e0 di esprimere attualmente tutte le sue angosce, cos\u00ec come noi le possiamo esprimere oggi.<\/p><p>In altri termini, questa mancanza di libert\u00e0, questo senso di afa e di soffocamento, attenua in gran parte e abbassa il livello morale che la Russia ha raggiunto oggi nel campo delle realizzazioni politiche, perch\u00e9 non ci porta verso una civilt\u00e0 profondamente umana, ma distrugge il rispetto della libert\u00e0 e della coscienza civile.<\/p><p>MINIO. Chiedetelo ai combattenti di Stalingrado!<\/p><p>DE CARO GERARDO. Questa \u00e8 un\u2019altra questione. Noi qui discutiamo delle esigenze spirituali di un popolo. Nessuno, come me, pu\u00f2 giudicare pi\u00f9 favorevolmente il popolo russo, verso cui sento vivo qui nel Parlamento italiano, il desiderio di formulare l\u2019augurio del raggiungimento di una grande, pi\u00f9 alta \u00e8 pi\u00f9 umana libert\u00e0.<\/p><p>Ma, io intravedo la pi\u00f9 grande insidia alla libert\u00e0 in tutto codesto ordinamento sociale ed economico. Ci troviamo oggi di fronte ad una esperienza che, ormai, ha raggiunto il suo apice.<\/p><p>La nostra crisi \u00e8 indipendente, ma non indifferente al sottile e cauto giuoco di antitesi fra la Russia e l\u2019America.<\/p><p>Anche su questo punto vorremmo portare il nostro contributo di pensiero. A parer nostro, veramente, soltanto nella Russia noi potremmo avere un centro ed un rinnovamento totale dell\u2019Europa, una spinta agli Stati Uniti europei.<\/p><p>Per\u00f2 la grande difficolt\u00e0 di questa realizzazione \u00e8 in un solo motivo, cio\u00e8 nella realizzazione di una economia sociale cristiana che oggi in Russia manca, come \u00e8 stato onestamente riconosciuto da Kalinin, il quale \u00e8 onesto al riguardo, e, dopo averci fatto un quadro completo delle idealit\u00e0 e ideologie russe nel momento attuale (alludo al suo ultimo libro del 1946 <em>L\u2019Educazione comunista<\/em>), ammette che si sta facendo uno sforzo enorme di coartazione sulla coscienza religiosa del popolo russo.<\/p><p>Ebbene, da che cosa deriva questa deformazione della coscienza russa? Deriva dal fatto che oggi il popolo russo non conosce se stesso, come non si conosceva duecento anni fa. Per un momento, per\u00f2, vi fu \u2013 nell\u2019altro dopoguerra \u2013 la rivelazione improvvisa di una grande forza. Ma chi rivel\u00f2 la Russia ai russi non furono certo gli uomini politici; furono i grandi artisti, che li precedettero, quei grandi scopritori dell\u2019uomo, i pi\u00f9 profondi forse, dopo i padri della Chiesa, i quali posero uno specchio, non solo di fronte alla Russia ma di fronte a tutta l\u2019Europa; e l\u2019Europa, con l\u2019anima piena di tarli e di ragnateli della sua vecchia cultura, non poteva resistere al soffio di vita nuova dinanzi a cui tutto cadeva: tranne il gigantesco colonnato della Cristianit\u00e0, alla cui ombra, nella luce crepuscolare della loro educazione o deviazione personale, delle loro tradizioni religiose, questi ultimi grandi artisti del Vangelo avevano sognato!<\/p><p>La borghesia, distruggendo se stessa, levava al potere la classe allora meno preparata, aprendo la via alla dittatura del proletariato e della morale atea. Con Lenin questa fase raggiunse il suo culmine; fu l\u2019espressione di una cultura vasta ma sterile. Si compromise e rovin\u00f2 un\u2019opera che, svolta con la guida del Vangelo cristiano, avrebbe veramente soddisfatto l\u2019attesa intorno a cui gravita tutta la civilt\u00e0 del millennio, creando in Russia un secondo Rinascimento, infinitamente pi\u00f9 alto di quello che 500 anni prima, sorto dall\u2019Italia, aveva ringiovanito l\u2019Europa: un Rinascimento di Stati Uniti europei, nei quali Occidente e Oriente avrebbero finalmente confuse le loro acque in una sorgente pi\u00f9 ricca e profonda. Fu il pi\u00f9 grande errore di questa seconda met\u00e0 del millennio. (<em>Interruzioni e commenti a sinistra<\/em>). La Russia era stata sul punto di dire la grande parola di libert\u00e0, di redenzione dei popoli dalla servit\u00f9 del passato.<\/p><p>Quella parola, balbettata per un istante, fu arrestata, soffocata dalle piccole oligarchie di una grande dittatura di terrore. (<em>Interruzioni e commenti a sinistra<\/em>).<\/p><p>Da questo punto di vista noi oggi guardiamo; e dovete riconoscere che la nostra visuale \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quanto potrebbe parere ad un primo sguardo. Noi non vediamo questa \u00abantitesi\u00bb politica ed economica fra la Russia e l\u2019America. Restando fermi al nostro punto di vista, cio\u00e8 alle possibilit\u00e0 che avrebbe in s\u00e9 la Russia di una trasformazione europea, salvo per\u00f2 l\u2019adattamento ed il riconoscimento di una economia cristiano-sociale, si dovrebbe assistere al fenomeno spontaneo di un rinascimento dell\u2019Europa, rinascimento ancora pi\u00f9 vasto di quello che si oper\u00f2 dal quattordicesimo al sedicesimo secolo. Invece, questo orientamento non c\u2019\u00e8 e viene rinnegato a danno delle aspirazioni spirituali ed anche economiche e sociali dell\u2019Europa; per conseguenza, si crea questa \u00abantitesi artificiosa\u00bb di un\u2019America contro la Russia.<\/p><p>Ora, si devono prendere delle posizioni rispondenti alle esigenze dei singoli popoli, nelle fasi momentanee delle relazioni politiche. Quindi, seppure vogliamo considerare la nostra crisi attuale al riflesso di questo grandioso contrasto mondiale, noi dobbiamo intenderla in questo senso, cio\u00e8 non come una nostra predilezione di carattere capitalistico verso l\u2019America, ma come un opportuno ripiegamento su noi stessi. Quando abbiamo assistito ed assistiamo alla delusione che una ideologia, come quella dominante il mondo russo, porta alla coscienza europea, alla umiliante coartazione di questa coscienza. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Maffi<\/em>). veramente, da questo punto di vista, il problema tecnico si allarga in problema internazionale, e il problema di politica internazionale si amplia in un dramma profondamente religioso.<\/p><p>TONELLO. Lo risolveranno i vostri compagni di destra questo problema.<\/p><p>DE CARO GERARDO. Se io non dicessi ci\u00f2 che sono per dirvi, avrei giudicato inutile parlarvi; e ci\u00f2 che sono per dirvi \u00e8 una cosa molto grave e profonda. Vi prego perci\u00f2 di bandire, in questo momento, dai vostri spiriti, ogni senso di risentimento personale, di impazienza inevitabilmente faziosa che ci prende tutti.<\/p><p>Io parlo come uomo di fede, col rispetto di tutte le fedi; e parlo come un uomo che ha e porta in s\u00e9 questo dramma elevante e lo vive nella propria vita. Ebbene, noi oggi parliamo un po\u2019 tutti di Cristianesimo. Mi rivolgo non soltanto ai fratelli inquieti di una parte dell\u2019Assemblea, ma anche ai miei amici di parte bianca: ch\u00e9 ci diciamo tutti cristiani. Mi rivolgo quindi a tutti noi e domando: comprendiamo noi oggi l\u2019enorme valore di questa parola di fede, del Vangelo cristiano, nel mondo sociale contemporaneo? Siamo noi veramente all\u2019altezza di realizzare, in funzione politica e sociale, le grandi mete additate dal Vangelo?<\/p><p>Potremmo esserlo, ove noi giungessimo all\u2019accettazione totale e verace del Cristianesimo, senza aggettivi; invece noi parliamo in genere da posizioni teoriche, senza che ci sia da parte nostra una partecipazione concreta.<\/p><p>Ma \u00e8 un fatto che oggi noi, amici, assistiamo ad un grande rivolgimento spirituale, che viene dall\u2019Italia e che riempie un mondo: in verit\u00e0, vi dico che vive, oggi, fra le altre, una creatura sublime di cui si irradia e si irradier\u00e0 la nostra civilt\u00e0 cristiana. (<em>Commenti<\/em>). Io vi dico che la luce del mondo \u00e8 nascosta oggi nella cella di un antico convento del Gargano. Mi chiedete chi sia questa creatura?<\/p><p><em>Una voce a sinistra<\/em>. Sar\u00e0 il dottor Costa!<\/p><p>DE CARO GERARDO. Vi prego, o amici, bandite ogni leggerezza; elevatevi un momento alla consapevolezza e al rispetto pieno di umilt\u00e0, di tragica umilt\u00e0, con cui vi parlo. Ascoltatemi. Noi oggi abbiamo un modello che ci pu\u00f2 ispirare e guidare. Non dico: convertitevi; dico: osservate. Mi domandate dunque chi \u00e8 quest\u2019uomo?<\/p><p>\u00c8 una creatura umile e dolce, che porta nel suo corpo le stigmate di San Francesco, e ci insegna ad ascoltare, nell\u2019intimit\u00e0 dello spirito, il linguaggio di Dio. \u00c8 uno di cui io ho toccato con mano i tesori infiniti di scienza dell\u2019anima, assistendo dentro di me a prodigi e rivelazioni della mia vita profonda.<\/p><p>TONELLO. Ma che cosa c\u2019entra questo con la soluzione della crisi!<\/p><p>DE CARO GERARDO. Noi assistiamo, io vi ripeto, all\u2019irradiazione di una grande parola di bont\u00e0 e di verit\u00e0 che supera i dissensi e vince la discordia. Attingiamo a questa parola; attingiamo a questa Vita e sono sicuro che assisteremo a un grande rinnovamento cristiano della societ\u00e0 attuale \u2013 sono i Santi che aprono le grandi ere! \u2013 noi assisteremo a questa rinascita del mondo cristiano; rinascita in cui gli stessi strumenti del lavoro umano saranno santificati, elevati sul Libro di Dio, dalla parola della divina Sapienza; e il sole della rinascita \u2013 ve lo ripeto, amici \u2013 sar\u00e0 questo Sole che, dalle cime del Gargano, irradier\u00e0 la prossima, la nuova aurora del mondo. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Bovetti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BOVETTI. Io ho rinunciato a parlare sulle comunicazioni del Governo in generale, ma ho presentato un ordine del giorno su di una questione riguardante l\u2019imposta patrimoniale, che, se crede, potrei ora illustrare brevissimamente riservandomi di fare pervenire ai competenti Ministeri dettagliate e documentate memorie a sostegno del mio assunto.<\/p><p>PRESIDENTE. Va bene, dica pure, onorevole Bovetti.<\/p><p>BOVETTI. L\u2019ordine del giorno, che telegraficamente mi permetto di sottoporre all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea, \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>ritenuto che mentre l\u2019articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 1947, n. 143, esenta dall\u2019imposta patrimoniale le istituzioni di assistenza e beneficenza, l\u2019articolo 68 dello stesso decreto non fa distinzione fra persone fisiche e giuridiche e viene a colpirle indistintamente;<\/p><p>ritenuto che, conseguentemente, tutte le opere di beneficenza vengono per l\u2019anno 1947 ad essere gravate di un carico di imposte che, avendo riguardo alla rivalutazione patrimoniale stabilita dal decreto legislativo 18 ottobre 1946, viene ad essere di 50 volte il carico precedente;<\/p><p>ritenuto che tutte le opere pie, ospedaliere, di ricovero, di educazione e, comunque, di assistenza versano in situazione economica precaria determinata dalla diminuzione delle entrate e dai ben maggiori oneri che il costo della vita e l\u2019accrescere degli assistiti comporta;<\/p><p>che in identica situazione si trovano gli enti locali:<\/p><p>invita il Governo<\/p><p>ad emendare l\u2019articolo 68 del decreto legislativo 29 marzo 1947, stabilendo espressamente la esenzione delle istituzioni di beneficenza e di assistenza e degli enti locali dalla imposta proporzionale sul patrimonio come gi\u00e0 lo sono per quella progressiva;<\/p><p>a riserbare ogni pi\u00f9 provvida cura a favore di tali istituzioni che costituiscono una delle pi\u00f9 nobili tradizioni del nostro Paese\u00bb.<\/p><p>Esso riguarda un particolare dell\u2019imposta patrimoniale, sul quale gi\u00e0 un altro collega, l\u2019onorevole Crispo, hai invocato l\u2019intervento del Governo in sede di emendamento.<\/p><p>La questione che mi permetto di richiamare nel mio ordine del giorno \u00e8 relativa alle Opere di assistenza, di educazione, di beneficenza, ecc.; in una parola, a tutte quelle molteplici attivit\u00e0 che con pubblica o privata veste svolgono un\u2019azione vasta e benefica, centrale o capillare nel nostro Paese.<\/p><p>Il progetto di legge sull\u2019imposta patrimoniale, non allontanandosi dal concetto ispiratore della legge del 1921, in quella che \u00e8 l\u2019imposta straordinaria progressiva afferma una distinzione fra persone fisiche e persone giuridiche, richiamandosi nella relazione al Codice civile, che espressamente introduce una terza figura di persone giuridiche quali fondazioni, istituzioni, ecc.<\/p><p>Ora, come la legge che istitu\u00ec la imposta patrimoniale straordinaria dopo la guerra 1915-18 prevedeva la esenzione per le provincie, comuni, societ\u00e0 di mutuo soccorso; istituti di diritto e di fatto che, pur senza rientrare nel novero delle istituzioni pubbliche di beneficenza, attendono ad opere filantropiche di assistenza ed educazione degli indigenti, ecc., corpi scientifici, letterari e simili, l\u2019attuale legge, per quanto ha tratto alla imposta progressiva, mantiene sostanzialmente l\u2019esenzione stessa.<\/p><p>N\u00e9 avrebbe potuto essere altrimenti, perch\u00e9, anche prescindendo da pur rilevanti considerazioni morali, l\u2019imposta istituita col decreto 29 marzo 1947 ha il carattere tipico del tributo personale, sia perch\u00e9 ad aliquota progressiva, sia perch\u00e9 esclusivamente applicata a carico delle persone fisiche, sia perch\u00e9, infine, ammette la detrazione per i figli e per passivit\u00e0 non afferenti i singoli cespiti tassati.<\/p><p>Tale concetto avrebbe, per vero, dovuto essere mantenuto nel capo XIII del secondo titolo della legge in discussione, ove si istituisce una imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio.<\/p><p>Invece l\u2019articolo 68 di tale decreto assoggetta ad una imposta straordinaria proporzionale tutti i contribuenti tenuti per l\u2019anno 1947 al pagamento della imposta ordinaria sul patrimonio.<\/p><p>Mancando quindi una espressa esenzione come quella stabilita per la imposta progressiva, ne consegue che quella proporzionale verrebbe, nella attuale dizione della legge, a colpire indiscriminatamente tutti quegli enti, associazioni, opere, che, con veste giuridica o meno, esplicano, attraverso difficolt\u00e0 e sacrifici di ogni genere, cos\u00ec vasta ed intensa opera di assistenza e di benefica solidariet\u00e0.<\/p><p>Il che non solo costituisce una ingiustizia fiscale, ma sovratutto viene ad apportare un danno insanabile ad un complesso vastissimo di opere che, per le contingenze attuali da nessuno ignorate, si trovano in condizioni quanto mai assillanti e precarie.<\/p><p>Dalla statistica che, per non tediare l\u2019Assemblea, ometto di leggere, ma che invio a parte al Governo, viene confermata appieno la non lieta realt\u00e0 di questo mio assunto.<\/p><p>Difatti, signori, non v\u2019\u00e8 chi non sappia quali sono le situazioni gravissime degli enti di assistenza, ospedalieri, di educazione, delle infinite istituzioni benefiche di cui \u00e8 ricca e fiera la nostra Italia. Ho sentito in questi giorni rievocare dai vari settori la situazione drammatica degli ospedali italiani, dei sanatori, le condizioni altrettanto penose di numerosissime altre piccole e grandi istituzioni di beneficenza, che si trovano a lottare ogni giorno con l\u2019insufficienza dei mezzi, col numero accresciuto degli assistiti; che si trovano nella crudele alternativa di dover dismettere ammalati, tubercolotici, bimbi, vecchi, gente bisognosa di aiuto materiale e morale, di dover limitare la propria assistenza ospedaliera, di beneficenza, proprio in questi giorni in cui l\u2019accrescersi delle sofferenze e dei sofferenti esige da tutti gli italiani un fronte unico di solidariet\u00e0.<\/p><p>Quindi io credo che invocare su questo punto l\u2019intervento del Governo in sede di emendamento, l\u2019invitarlo ad estendere l\u2019esenzione dall\u2019imposta straordinaria proporzionale sul patrimonio anche a tutte queste istituzioni, associazioni, enti di beneficenza, ecc. sia una esigenza di giustizia e di solidariet\u00e0, e risponda ad una necessit\u00e0 urgente e concreta che chiunque viva al centro o alla periferia del Paese avverte per evitare che queste istituzioni vadano fatalmente disperdendo o diminuendo un patrimonio materiale e morale che \u00e8 uno dei vanti della nostra Italia.<\/p><p>Signori, nel mio ordine del giorno, oltre che richiedere un ritocco fiscale da parte del Governo, mi sono permesso \u2013 e telegraficamente lo ricorder\u00f2 all\u2019Assemblea \u2013 di invocare anche un altro intervento, ed \u00e8 per quanto ha tratto all\u2019assistenza in genere.<\/p><p>Io ho sentito ieri ricordare dall\u2019onorevole Caso e da altri colleghi la situazione confusa dell\u2019assistenza in Italia. Chiunque abbia pratico e quotidiano contatto con l\u2019amministrazione pubblica, specie capillare, conosce la dispersione delle direttive e delle energie per quanto riguarda l\u2019assistenza in Italia. Una pratica, avente per oggetto la stessa materia, deve peregrinare attraverso vari Ministeri, subisce ritardi ed intralci di ogni specie: dal che ne consegue una nuova confusione ed una altrettanto esasperante lentezza, che viene ad incrinare il non gi\u00e0 solido ordinamento assistenziale italiano.<\/p><p>\u00c8 ben lungi da me il pensiero di invocar quella che da altro collega venne definita come la \u00abburocratizzazione della carit\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019accentramento che il regime fascista cerc\u00f2 in questo campo di attuare, ebbe risultati nefasti.<\/p><p>La carit\u00e0 non soffre costrizioni o tentativi di burocratizzazione, non soffre tentativi di accentramento che possono, s\u00ec, darle carattere nazionale, nel senso geografico o decorativo del termine, ma che tolgono a queste energie il calore ed il colore di spontaneit\u00e0 e di libera determinazione che esse traggono dal fatto di essere la espressione, per quanto \u00e8 possibile immediata, del cuore, della coscienza, delle passioni generose!<\/p><p>Ma ci\u00f2 non significa che il Governo debba essere assente, non debba intervenire, dare impulsi od aiuti.<\/p><p>\u00c8 stato da altri colleghi formulato l\u2019augurio che (nonostante la invocata riduzione di Ministeri, Sottosegretariati, ecc.) tutta la materia assistenziale sia coordinata in un Ministero, in un organismo che dia la certezza della presenza vigile e non soffocante del Governo, che possa incrementare e sostenere tutte le opere a carattere assistenziale, che in Italia sono cos\u00ec numerose.<\/p><p>La proposta merita di essere esaminata e discussa: deve per\u00f2, come gi\u00e0 notai, essere evitato, in materia cos\u00ec delicata, un accentramento che potrebbe sopire o irretire le infinite energie che, con spirito italiano e cristiano, operano nei molteplici settori della beneficenza.<\/p><p>Parlo in momenti in cui l\u2019attenzione della Assemblea \u00e8 tesa verso brucianti problemi di politica.<\/p><p>Ed \u00e8 per questo che ometto molteplici considerazioni che mi ero proposto di fare, in omaggio alla promessa di essere telegrafico, rimettendo il risultato di questi miei modesti studi a memoriali e proposte che invio ai Ministeri o che mi riservo di discutere in altre tornate.<\/p><p>Mi si permetta per\u00f2 il rilievo che \u00abpolitica\u00bb non deve significare solo lotta di partiti per supremazie di parte o affermazione di ideologie: il nostro popolo, che tanto ha sofferto e soffre, attende dai suoi rappresentanti la dimostrazione concreta che essi sanno posporre gli interessi di parte a quei ben pi\u00f9 degni interessi e problemi che sono diretti a lenire le sofferenze, le ansie, le angustie di settori vastissimi delle nostre popolazioni.<\/p><p>L\u2019augurio quindi, che io traggo dal mio modesto ordine del giorno, non \u00e8 soltanto quello di un ritocco fiscale, che io ritengo debba imporsi all\u2019attenzione del Ministero delle finanze, all\u2019attenzione del Governo, ma \u00e8 un augurio pi\u00f9 generale. Noi in Italia ci troviamo, nel confronto con altri paesi, in una situazione di penosa minorit\u00e0, se si ha riguardo alla situazione economica, della moneta, ecc.; per\u00f2 abbiamo una ricchezza, una tradizione nobilissima, che ci pone al di sopra degli altri: vedete in Italia quanto sono numerose e provvide non solo le pubbliche, ma sovratutto le private istituzioni di beneficenza! Andate in tutti i paesi italiani e voi troverete dagli asili alle opere di beneficenza e alle congregazioni, alle scuole, agli ospedali, ai tubercolosari, ai ricoveri, un\u2019espressione meravigliosa di quella carit\u00e0 che non \u00e8 umiliazione \u2013 come l\u2019onorevole Bianca Bianchi ha ricordato ieri \u2013 ma invece \u00e8 un dovere, \u00e8 una esaltazione per chi d\u00e0 ed un senso di solidariet\u00e0 umana e cristiana per chi riceve! L\u2019Italia \u00e8 tutta un fiorire di questa beneficenza e di questa carit\u00e0, ma la situazione economica di questi giorni ci pone di fronte ad un dilemma terribile: che cio\u00e8 questa espressione di solidariet\u00e0 umana, che trova la sua base e le sue tradizioni in quei princip\u00ee che il Cristianesimo addita ed esalta, abbia a restringere le sue attivit\u00e0, a limitare i suoi soccorsi per tanta gente che soffre ed attende.<\/p><p>Signori, oltre al ritocco fiscale, chiediamo al Governo che voglia intervenire con provvidenze ed aiuti immediati, consentendoci la fierezza di poter dire a noi e al mondo che, se altri primati anche non avessimo, un primato per\u00f2 conserviamo che nessun paese ci pu\u00f2 contestare: quello della solidariet\u00e0 viva, operante, cristiana, italiana. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli De Martino, Gallo, Di Giovanni. Non essendo presenti, si intende che vi abbiano rinunziato.<\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle 16.<\/p><p>La seduta termina alle 11.45.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CLVI. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 19 GIUGNO 1947 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI INDICE Comunicazioni del Governo (Seguito della discussione): Bruni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 De Caro Gerardo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bovetti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presidente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La seduta comincia alle 10.30 RICCIO, Segretario, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana. (\u00c8 approvato). Seguito della discussione sulle comunicazioni del Governo. PRESIDENTE. 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