{"id":9502,"date":"2023-10-24T23:23:41","date_gmt":"2023-10-24T21:23:41","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?page_id=9502"},"modified":"2023-10-25T22:17:04","modified_gmt":"2023-10-25T20:17:04","slug":"elisabetta-lamarque-3-il-metodo-di-lavoro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?page_id=9502","title":{"rendered":"Elisabetta Lamarque 3 il metodo di lavoro"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"9502\" class=\"elementor elementor-9502\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-427fff19 elementor-section-content-middle elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"427fff19\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div 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Lamarque<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a99fa06 elementor-section-content-middle elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a99fa06\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-20a7e6f1\" data-id=\"20a7e6f1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section 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Il metodo di lavoro<\/strong><\/h4><p>Quando, dopo le elezioni del 2 giugno 1946, l\u2019Assemblea Costituente appena eletta si riunisce per la prima volta, il 25 di quello stesso mese, ha di fronte a s\u00e9 una pagina completamente bianca: non dispone di nessun progetto di Costituzione su cui iniziare a discutere e votare, e neppure di un indice di massima degli argomenti da trattare. L\u2019unico contenuto sicuro, e anzi obbligato, \u00e8 la forma repubblicana, e non monarchica, dello Stato, perch\u00e9 su questo punto il popolo si era gi\u00e0 espresso nel referendum. Ma nulla pi\u00f9.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8, in particolare, come molti protagonisti della fase costituente hanno tenuto con orgoglio a precisare, un progetto del governo, al contrario di quanto era avvenuto per la Costituzione francese. N\u00e9 i partiti politici, prima dell\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente, avevano elaborato bozze, neppure parziali, di proposte di futura Costituzione.<\/p><p>Il governo, nei mesi che avevano preceduto le elezioni, aveva avuto un apposito Ministero per la Costituente che era stato s\u00ec molto attivo, ma che aveva voluto consapevolmente limitare il proprio compito alla predisposizione di studi preparatori e materiali di supporto all\u2019attivit\u00e0 dei deputati eletti alla futura Assemblea Costituente, in modo da lasciarli completamente liberi di riempire la pagina bianca.<\/p><p>Cos\u00ec, il Ministero, tra le altre cose, da un lato aveva curato la pubblicazione di numerosi volumi con le principali costituzioni democratiche del mondo tradotte in italiano e precedute ognuna da una breve introduzione di uno studioso; e, dall\u2019altro lato, aveva chiesto ai gruppi di lavoro facenti capo a una \u2018Commissione per gli studi relativi alla riorganizzazione dello Stato\u2019 istituita presso il Ministero stesso, chiamata Commissione Forti dal cognome dell\u2019accademico che la presiedeva, di stendere una serie di relazioni scientifiche su diversi argomenti relativi al riassetto dello Stato, tutti potenzialmente di interesse per l\u2019attivit\u00e0 della Costituente, vietando per\u00f2 loro di predisporre uno schema, o un insieme di schemi, che potessero poi diventare una bozza iniziale della futura Costituzione.<\/p><p>Una volta riunitasi l\u2019Assemblea appena eletta, nella grande aula di Montecitorio, appare subito chiaro che un organo con cos\u00ec tanti componenti \u2013 i deputati erano, lo ricordo, 556 \u2013 non \u00e8 adatto a stendere un progetto di Costituzione, perch\u00e9 si perderebbe in discussioni infinite prima di arrivare a scrivere gli articoli su cui discutere e votare. Serve invece un organo pi\u00f9 ristretto e quindi pi\u00f9 operativo che stenda una proposta di testo redatto in articoli, a seguito della quale l\u2019Assemblea possa poi provvedere, con il consueto modo di procedere di ogni parlamento, alla discussione generale e poi a quella sui singoli argomenti, alla votazione articolo per articolo con gli eventuali emendamenti e, infine, alla votazione finale sull\u2019intero testo.<\/p><p>Si decide quindi immediatamente di istituire la \u2018Commissione per la Costituzione\u2019 \u2013 che viene chiamata anche \u2018Commissione dei 75\u2019, perch\u00e9 quello era il numero dei suoi componenti \u2013 alla quale si affida questo importante compito preliminare, che in quel momento si immaginava fosse di tipo prevalentemente tecnico.<\/p><p>In realt\u00e0, invece, fin dalle prime sedute ci si accorge che la Commissione dei 75 sarebbe stata la sede degli accordi politici decisivi sulle linee fondamentali della Costituzione e sui singoli articoli.<\/p><p>Ci\u00f2 accade per due motivi. Innanzitutto la sua composizione la rende, in scala uno a otto, una piccola Assemblea Costituente, con la medesima composizione politica, sia pure parzialmente corretta a favore dei partiti minori. In secondo luogo, sono i partiti a scegliere chi inserire nella Commissione dei 75, e tutti i partiti scelgono i migliori tra i loro deputati, sia dal punto di vista tecnico e intellettuale che dal punto di vista della capacit\u00e0 di visione politica.<\/p><p>La Commissione dei 75 rappresenta dunque, come ha scritto qualche studioso, quanto di meglio, in termini di <em>\u00e9lite<\/em>, poteva esprimere l\u2019antifascismo, se si escludono le personalit\u00e0 che negli stessi mesi erano impegnate in compiti di governo.<\/p><p>Ecco cosa dice sulla composizione della Commissione Meuccio Ruini, che era stato eletto dai 75 a loro presidente, e che dunque si trova da quel momento in poi a ricoprire la funzione individuale di fatto pi\u00f9 importante e influente di tutto il processo costituente, nel suo discorso al <em>plenum<\/em> dell\u2019<a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=1716\">Assemblea del 12 marzo 1947<\/a>, \u00a0a chiusura della discussione generale sul progetto di Costituzione.<\/p><p>Nella Commissione dei 75, ricorda Ruini con qualche ironia nella frase finale, \u201ci partiti hanno designato essi i loro membri; potevano scegliere; hanno scelto gli uomini che credevano adatti a questa bisogna. Nella Commissione vi erano i capi, i dirigenti di quasi tutti i partiti. Vi erano gli esponenti alla testa delle organizzazioni operaie; ed anche dell\u2019associazione delle societ\u00e0 per azioni; vi erano giuristi \u2013 il fiore dei costituzionalisti italiani \u2013 vi erano economisti; basta che ricordi il nome del maggiore economista italiano: Einaudi. Non era una Commissione di incompetenti\u201d.<\/p><p>La Commissione dei 75 si riunisce per la prima volta il 19 luglio del 1946 e consegna il progetto di Costituzione all\u2019Assemblea Costituente il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5892\">31 gennaio 1947<\/a>.\u00a0L\u2019Assemblea, nella sua formazione plenaria, inizia la discussione generale sul progetto il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=1688\">4 marzo 1947<\/a>, e la chiude il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=1716\">12 marzo<\/a>, per passare poi alle discussioni sui singoli temi e alle votazioni sugli articoli, fino alla votazione finale sul testo dell\u2019intera Costituzione il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2430\">22 dicembre 1947<\/a><br \/><strong><br \/><\/strong>Si pu\u00f2 dire quindi che la vita della Costituente \u00e8 nettamente divisa dal punto di vista temporale in due fasi: in una prima fase, durata circa sei mesi, lavora quasi esclusivamente la Commissione dei 75, al completo e nei suoi vari gruppi di lavoro, mentre l\u2019Assemblea si riunisce poche volte e soprattutto per svolgere gli altri suoi compiti minori (quelli legislativi e di controllo sul governo: sul tema si veda la prefazione di <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?page_id=5908\">Giuseppe Valditara<\/a>); in una seconda fase la Commissione dei 75 non si riunisce pi\u00f9, e tutto si svolge in Assemblea.<\/p><p>Il mandato iniziale dell\u2019Assemblea alla Commissione dei 75, nella seduta del <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=325\">15 luglio 1946<\/a>,<strong>\u00a0<\/strong>\u00e8 un mandato in bianco, perch\u00e9 l\u2019Assemblea non svolge nessuna discussione preliminare sulle linee generali che la futura Costituzione avrebbe dovuto avere, ma passa subito la mano alla Commissione.<\/p><p>La Commissione dei 75, a sua volta, rinuncia a svolgere la discussione generale, che avrebbe fatto perdere tempo e avrebbe creato certamente inutili contrapposizioni ideologiche tra i suoi membri, e preferisce entrare immediatamente nella fase operativa, creando alcuni gruppi di lavoro incaricati ognuno di discutere su una grande area tematica e proporre poi alla Commissione la formulazione degli articoli.<\/p><p>In particolare sono subito istituite tre Sottocommissioni, incaricate di occuparsi la prima dei diritti e doveri dei cittadini, la seconda dell\u2019organizzazione costituzionale dello Stato e la terza dei rapporti economici e sociali.<\/p><p>Si decide di dare piena pubblicit\u00e0 alle discussioni tenute nel <em>plenum<\/em> dell\u2019Assemblea Costituente \u2013 abbiamo infatti la riproduzione stenografica di tutto quello che viene detto, e anche la segnalazione delle proteste, delle risate e dei rumori indistinti provenienti dall\u2019una o dall\u2019altra parte dell\u2019aula di Montecitorio \u2013 e una pubblicit\u00e0 pi\u00f9 ridotta ai lavori della Commissione dei 75 e delle sue tre Sottocommissioni, per le quali il resoconto che abbiamo \u00e8 un riassunto \u2013 pare fedele, perch\u00e9 nessuno dei protagonisti lo ha mai contestato \u2013 di tutti gli interventi dei singoli commissari.<\/p><p>Nella parte dei <em>Lavori <\/em>del sito <em>Come nasce la Costituzione<\/em> si pu\u00f2 leggere e navigare tutto quello che esiste, e cio\u00e8 sia la riproduzione stenografica che il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?page_id=3297\">resoconto sommario<\/a>.<\/p><p>Il presidente Ruini decide di non inserirsi in nessuna delle tre Sottocommissioni, ma preferisce presiedere un altro organo, ancora pi\u00f9 ristretto nel numero dei componenti, la cui creazione era apparsa subito necessaria per evitare sovrapposizioni tra le tre Sottocommissioni: il \u2018Comitato di coordinamento\u2019, detto anche \u2018Comitato dei 18\u2019 appunto dal numero dei suoi membri.<\/p><p>In questo caso \u00e8 lo stesso Ruini a scegliere di rinunciare alla verbalizzazione delle discussioni per fare in modo che il lavoro del Comitato dei 18 si svolga nel modo pi\u00f9 veloce e informale possibile. Il Comitato, infatti, si riunisce a qualsiasi ora, e alle riunioni non partecipano solo i deputati che formalmente vi sono inseriti, ma di volta in volta qualunque componente della Commissione dei 75 particolarmente interessato alla formulazione di questo o di quell\u2019altro articolo.<\/p><p>Dei lavori del Comitato dei 18, quindi, non resta purtroppo nessuna traccia, e di conseguenza anche sul sito <em>Come nasce la Costituzione<\/em> non si trova il resoconto delle discussioni tenute in quella sede.<\/p><p>Questo \u00e8 un vero peccato soprattutto perch\u00e9 il Comitato dei 18 a un certo punto assume formalmente una veste differente, in quanto da organo di coordinamento dei lavori delle tre Sottocommissioni viene trasformato, il <a href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=4898\">29 novembre 1946<\/a>, in \u2018Comitato di redazione\u2019, e cio\u00e8 in organo incaricato di procedere alla scrittura degli articoli del progetto di Costituzione man mano che ognuna delle tre Sottocommissioni termina il suo lavoro.<\/p><p>Da quel momento, dunque, il Comitato dei 18 ricopre un ruolo veramente decisivo, perch\u00e9 diventa la sede in cui si affrontano tutti i conflitti politici, mascherati da problemi di formulazione del testo degli articoli, anche se il Comitato era tenuto a sottoporre alla Commissione dei 75 in formazione plenaria tutti i dubbi e le questioni pi\u00f9 importanti.<\/p><p>Il Comitato dei 18, inoltre, manterr\u00e0 il suo ruolo chiave per tutto il 1947, provvedendo alla stesura finale degli articoli esaminati e votati dallo stesso <em>plenum<\/em> dell\u2019Assemblea Costituente, e si occuper\u00e0 anche del coordinamento finale e della stesura del testo definitivo della Costituzione che poi l\u2019intera Assemblea voter\u00e0, come si \u00e8 detto, il 22 dicembre 1947.<\/p><p>Gli studiosi ritengono, quindi, che di fatto il vero \u2018organo motore\u2019 di tutta la Costituente fu proprio quel Comitato dalla composizione cos\u00ec ristretta, e in particolare lo fu la forte personalit\u00e0 del suo presidente, il nostro Ruini.<\/p><p>Non a caso, quando il 4 marzo del 1947 si apre finalmente la discussione generale in Assemblea Costituente sul progetto di Costituzione presentato dalla Commissione dei 75, nell\u2019aula di Montecitorio i membri del Comitato dei 18 prendono posto al centro dell\u2019emiciclo, nei banchi che oggi sono riservati ai membri del governo quando si presentano alla Camera dei deputati, e manterranno quella posizione fino alla fine dei lavori della Costituente.<\/p><p>In definitiva, le grandi scelte di fondo \u2013 sulla struttura e sui principi fondamentali della Costituzione e sui contenuti essenziali dei singoli articoli, salvo che in relazione ad alcuni specifici argomenti (in particolare le regioni e la Corte costituzionale) \u2013 non sono state compiute nell\u2019aula di Montecitorio, dal <em>plenum<\/em> dell\u2019Assemblea, ma prima. Il vero \u2018momento costituente\u2019 si colloca addirittura nelle sedute della Commissione dei 75, e in particolare nelle riunioni dei suoi sottogruppi: le tre Sottocommissioni e il Comitato dei 18.<\/p><p>Se cos\u00ec \u00e8, si deve purtroppo constatare che, essendo la pubblicit\u00e0 dei lavori crescente al crescere del numero dei componenti dell\u2019organo, le sedi dove le decisioni pi\u00f9 importanti sono state prese sono le sedi pi\u00f9 ristrette, per le quali era stato deciso di non rendere note le discussioni (il Comitato dei 18) o di renderle note solo per sunto (la Commissione dei 75 e le sue tre Sottocommissioni).<\/p><p>Leggendo gli atti che ci sono stati consegnati, che sono comunque ricchissimi, oggi noi abbiamo comunque la possibilit\u00e0 di individuare tanto i temi pi\u00f9 conflittuali e i motivi dei contrasti, quanto i punti, molti dei quali racchiusi oggi nei Principi fondamentali della nostra Costituzione, su cui invece l\u2019accordo tra tutte le forze politiche e sociali rappresentate in Assemblea Costituente fu reale, forte e duraturo.<\/p><\/div>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-704b850 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"704b850\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?page_id=9507\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Continua<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elisabetta Lamarque 3. 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